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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL   6-7 settembre 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (115)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

In Italia 10 mila cassintegrati in due settimane ( da "Secolo XIX, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia avrà ammortizzatori più ricchi e anche la cassa integrazione sarà più ricca di un'azienda media qualsiasi". Parole del ministro Renato Brunetta, pronunciate pochi giorni fa. In effetti, anche se Alitalia è il catalizzatore di attenzioni, in tutta Italia si sta moltiplicando il ricorso alla cassa integrazione.

Nei test per l'Universitàriecco la solita Italia ( da "Secolo XIX, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: encefalogramma piatto che vuole partecipare al salvataggio di Alitalia"). A proposito: qual è l'unico Paese al mondo in cui la vita delle persone interessa solo prima che nascano o dopo che sono morte? (E qui lascio immaginare a voi. Solo un aiutino: pensate al caso di Eluana Englaro). 06/09/2008 una farsaLe paradossali vicende dei quesiti per accedere ai corsi di laurea.

Parisi all'attacco:<Il governo ombra?Un fallimento> ( da "Secolo XIX, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cioè il patron della Nuova Alitalia: "Ha perso un'occasione per dimettersi", sentenzia Parisi. L'attacco lascia il segno. Veltroni replica per bocca del fedelissimo Giorgio Tonini: " Parisi riserva le sue critiche solo al partito di cui fa parte e al suo leader mentre non abbiamo ascoltato una sola parola di critica nei confronti del governo Berlusconi"

Parigi non molla la presa per battere lufthansa ora "riscopre" malpensa - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: al punto da imporre ai vertici Alitalia un piano che ruotava su Fiumicino, negli ultimi giorni avrebbe iniziato una improvvisa manovra di aggiustamento della rotta. "La metà delle perdite di Alitalia va addebitata a Malpensa", era il ritornello preferito di Spinetta, che spiegava così agli enti locali lombardi e politici italiani, il perché di quella scelta.

Scoppia la guerra degli aeroporti fiumicino e linate a rischio caos ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sono passati solo sei mesi da quando Alitalia sparì dallo scalo varesino portandosi via 7 milioni di passeggeri (su 20). Invece ora, nel derby Roma-Milano degli aeroporti, a trattare da una posizione di forza con Alitalia è proprio la Sea, guidata dal manager di area leghista, Giuseppe Bonomi.

"il gruppo benetton in conflitto d'interessi l'antitrust indaghi" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleanza spartitoria in nome dei nuovi padroni di Alitalia? Infine sulle tariffe aeroportuali si è in attesa di una delibera del Cipe che ridefinisca i criteri con cui i vari aeroporti possono alzare il prezzo dei servizi che fanno pagare alle compagnie. Con Alitalia in via di "resurrezione" si dà per scontata una decisione più favorevole alle compagnie,

Nuova alitalia, decollo a novembre ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia 2 ripartirà infatti da 11.500 dipendenti rispetto agli attuali 17.500 di Alitalia più Air One. Gli esuberi certi saranno 3.250 (vale a dire i lavoratori sottoposti a cassa integrazione e mobilità); ma la cifra sale a 6.000 se si considerano anche le 700 unità dei call center e dell'amministrazione di Alitalia,

"io, il pd e l'alitalia: ho scelto per i cittadini" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Roma Marrazzo "Io, il Pd e l'Alitalia: ho scelto per i cittadini" GIOVANNA VITALE Ha deciso da solo, il governatore Piero Marrazzo. Convinto che - vestendo i panni del paladino dei cittadini come ai bei tempi di Mi manda RaiTre - avrebbe dato voce alle istanze riformiste dell'intero Pd.

Marrazzo: "io, il pd e l'alitalia" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il Pd e l'alitalia" GIOVANNA VITALE (segue dalla prima di cronaca) Insisto: qualcuno pensa che dietro ci sia una manovra anti-Veltroni... "Sciocchezze. La mia proposta era rivolta ai cittadini, non alla politica. Ho sempre pensato al Pd come a un partito tanto più rappresentativo quanto più ha la capacità di stare nei territori.

La disperazione in piazza ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Napoli Caos a Capodichino per una manifestazione contro i tagli Alitalia, i prof occupano un ufficio del Provveditorato La disperazione in piazza Protestano i lavoratori Atitech e i precari della scuola GIORNATA di tensione a Capodichino. I lavoratori Atitech hanno attuato un blocco lungo la strada che porta all'aeroporto.

Vertenza atitech, caos a capodichino - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 500 esuberi per Alitalia, e quasi un quarto sarebbero qui a Napoli, in questa azienda che si occupa della manutenzione degli aerei. Non c'è voluto molto a radunare i dipendenti. E se lunedì scorso un corteo si era svolto pacificamente, anche dentro l'aerostazione, ieri la protesta già si è alzata di livello.

"dopo venti anni di sacrifici non possiamo finire così" ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Possibile che siamo noi i protagonisti della crisi Alitalia? Ma se abbiamo più aeroplani che piazzole. Il nostro è un vero capitale sociale. Ci sono voluti anni e anni per formarlo, per preparare competenze e professionalità, che sono già a basso costo: mediamente costiamo dai 500 ai 1.000 euro in meno di un lavoratore analogo della Air France o di Lufthansa.

Letizia attaccata al carroccio va alla guerra contro roma - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ci sta pure il protagonismo del sindaco nella vicenda Alitalia: dopo i lamenti e le accuse ai romani arroganti e pasticcioni, la Moratti prende in mano il pallino e incontra i vertici di Banca Intesa, "per verificare la compatibilità del piano Alitalia con quelli della Sea, il cui interesse noi dobbiamo tutelare, a prescindere dal colore politico del governo".

La moratti siede al tavolo alitalia ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azioni Sea La Moratti siede al tavolo Alitalia Ma Penati attacca: troppo prudente, io voglio entrare nella cordata Dopo le critiche, Letizia Moratti è pronta a sedersi al tavolo delle trattative con la nuova Alitalia per salvare Malpensa e Linate: "Ci auguriamo che un ragionamento fatto con Alitalia ci porti ad avere due piani che possano essere complementari e non conflittuali.

La moratti al tavolo alitalia "tratto per i nostri aeroporti" - alessia gallione ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azionariato della nuova Alitalia che avverrebbe con uno scambio di azioni Sea per quelle Alitalia. Nessun problema di liquidità: la Provincia detiene azioni "pari al 15% - sottolinea il presidente - per un valore di almeno 250 milioni di euro". Un'ipotesi che Letizia Moratti non condivide: "Non è una prospettiva che al momento il Comune ha preso in considerazione.

"ora il sindaco mantenga gli impegni" ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In particolar modo la forte critica rispetto alle possibili ricadute negative dell'operazione Alitalia su Linate e Malpensa. Ed è proprio nella difesa degli aeroporti milanesi che vorremmo vedere Letizia Moratti con noi". Il sindaco dice di aver cominciato a lavorare con Alitalia per verificare la compatibilità del piano con le esigenze di Linate e Malpensa.

"così alipadania lascia a terra la puglia" - paolo viotti ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: gruppo di imprenditori sarebbe già pronto a costituire una società mista PAOLO VIOTTI "Il piano di salvataggio di Alitalia lascia a terra la Puglia" è il titolo del volantino che ieri parlamentari e consiglieri regionali del Pd hanno distribuito ai cittadini davanti agli aeroporti di Bari e Brindisi. I democratici impugnano l'arma dell'ironia e parlano della nascita di "Alipadania".

Da lunedì gli intercity rinnovati le ferrovie: il servizio non cambia - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: isolamento aereo prospettato dal piano della Nuova Alitalia adesso il declassamento degli Eurostar. Mi aspetto che le istituzioni regionali aprano con urgenza un confronto con Trenitalia". Intanto Trenitalia cerca di spiegare che non di declassamento si tratta, ma di razionalizzazione, dovuta al fatto che gli Etr 500 sono stati concepiti per viaggiare su linee ad alta velocità (

Telecom,alierta prepara l'affondo ma berlusconi difende l'italianità - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: caso Alitalia". La prossima settimana atterrerà in Italia Cesar Alierta, l'ad della compagnia iberica, e il suo viaggio viene paragonato - ai piani alti dell'esecutivo - più ad una resa dei conti che ad una missione diplomatica. Da lunedì prossimo il rappresentante del gruppo spagnolo - accompagnato dal presidente Telecom Gabriele Galateri e da Alejandro Agag,

Veltroni via i partiti da Asl e Rai Una fondazione per la tv pubblica ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una fondazione per la tv pubblica" La nuova Alitalia decollerà (previsione del commissario Fantozzi) il primo novembre. Ma a terra resteranno almeno 9mila lavoratori. Sul loro futuro lunedì ci sarà l'incontro fra il ministro Sacconi e i sindacati. Certo è che la nuova società di Colanninno si occuperà solo di passeggeri.

Abbiamo i palinsesti ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che indaga sulla cordata Alitalia capitanata dal padre Roberto. A notte fonda, per Fuori Orario-Cose mai viste, vecchi spezzoni di Veltroni che esalta l'Ulivo, denuncia il conflitto d'interessi e cita la questione morale. L'emittente dalemiana "Red" (acronimo di Ritorno e Distruggo, o di Riformismo Estrema Destra) ha come logo una barca a vela coi baffi e si propone -

Un paio di domande a tremonti - (segue dalla prima pagina) massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che su questo come su altri temi spinosi (vedi Alitalia) tace ormai da troppi giorni. Prima domanda. Il federalismo fiscale è un obiettivo sul quale convergono tutte le forze presenti in Parlamento, ma ora stanno venendo al pettine i nodi veri del progetto: i fondi perequativi per le aree più svantaggiate, e soprattutto i costi dell'operazione.

Schon, il fascino discreto dell'eleganza ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: internazionalità del suo nome è tale che le vengono commissionate le divise per l'Alitalia. Tanto basta a motivare l'onorificenza di Commendatore della Repubblica che le verrà riconosciuta da Francesco Cossiga nel 1985, assieme ad Armani. Il resto è storia di affari e finanza come per tanti altri marchi. Perchè, nel '93 la maison Schön è passata al gruppo giapponese Itochu.

Se i giornalisti cercano la verità - mantova ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si chiede perché il Pd non approvi la soluzione della vicenda l'Alitalia. Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo si propone di entrare nell'operazione. E poi c'è Luciano Violante, il quale dice che sulla giustizia occorre che ci si metta d'accordo, maggioranza e opposizione. E gli altri replicano: voi avanzate le vostre proposte, ma se non ci piacciono andiamo avanti da soli".

Una compagnia Last Minute ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se si vuole che Alitalia torni ad essere inserita in un circuito internazionale che conta; b) i debiti Alitalia, che Air France avrebbe pagato con proprio capitale con la soluzione attuale sono interamente accollati alla comunità nazionale; c) gli esuberi previsti nel piano Air France erano leggermente inferiori a quelli del piano Intesa,

Pil e inflazione, l'Italia è salda all'ultimo posto ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: evento Alitalia. L'affare può far gola, ma molti hanno prima di tutti i loro problemi da risolvere. Lo confessa ad esempio Merloni in un momento in cui l'elettrodomestico bianco fatica in Italia, fatica in Europa, regge ancora nei paesi dell'Est. Persino Mario Moretti Polegato, l'inventore di Geox, ha confessato d'averci fatto un pensierino,

Nella nuova Alitalia novemila rischiano il posto Battaglia aperta sugli esuberi. Intanto rispunta l'ipotesi di Air France come compratore ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la nuova Alitalia decollerà il prossimo primo novembre. E lo farà, per ora, senza novemila lavoratori. La cui sorte, come ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, sarà tema di discussione con i sindacati il prossimo lunedì. La nuova società, come ha spiegato il suo futuro amministratore delegato Rocco Sabelli,

Milano: Penati vorrebbe volare, la Moratti no Il presidente della Provincia pronto a scambiare le azioni Sea con quelle della futura compagnia ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che stiamo lavorando con Banca Intesa per verificare la compatibilità del piano Alitalia con il piano Sea". Visto che la "nuova Alitalia potrebbe avere una configurazione tale da portare a degli impatti su Sea", il Comune deve "tutelare l'interesse di Sea, ovvero dell'occupazione diretta e dell'indotto di Linate e Malpensa".

Nuova Alitalia, primo volo a novembre ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche i piloti più morbidi Nuova Alitalia, primo volo a novembre La Cai trasformata in Spa. Sindacati divisi ma il confronto procede, anche i piloti più morbidi --> ROMA Restano i dubbi al tavolo di confronto su Alitalia. Scarsi, dicono i sindacati, gli elementi aggiuntivi illustrati ieri sul piano industriale dal neo amministratore delegato della Compagnia aerea italiana,

Ma il Forlanini sarà salvato dagli stranieri ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cercando di colmare al più presto nello scalo varesino il buco creato dall'abbandono di Alitalia. Conclusione: se il governo non commetterà una follia pur di mettere in orbita la Cai, Linate può essere salvata, a patto che le istituzioni milanesi si mobilitino in tempo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

<Il Comune nella Cai? Non se ne parla I cittadini hanno bisogno di servizi> ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha criticato sul piano Alitalia ed Expo. Ieri ha annunciato che ci sono contatti in corso con Intesa-SanPaolo, l'advisor di Alitalia, per "analizzare il piano Fenice e valutare la compatibilità con quello industriale di Sea, per capire se ci sono impatti negativi sugli scali milanesi, ma ci auguriamo che non siano conflittuali".

Industriali, sì al piano Alitalia <Scali lombardi da sostenere> ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sì al piano Alitalia "Scali lombardi da sostenere" di Sabrina Cottone "Il nuovo piano è migliorativo" è il sospiro di sollievo di Diana Bracco, presidente di Assolombarda. La Bracco adesso chiede di puntare sulle infrastrutture di collegamento "anche in vista dell'Expo", rinegoziare gli accordi bilaterali perché più compagnie possano operare a Malpensa,

La replica di Passoni Dopo la demagogia ecco gli effetti dell'abolizione dell'Ici ( da "Stampa, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altra destinazione è previsto dal Testo unico degli enti locali quindi questi signori si ripassino le leggi, inoltre non accettiamo lezioni di economia da chi ha liquidato l'Alitalia lasciando i debiti ai cittadini e regalando la compagnia ai privati". E conclude: "Finalmente dopo i demagogici entusiasmi per la cancellazione dell'Ici i nodi per il Paese cominciano a manifestarsi". \.

<La Nuova Alitalia in pista a novembre Entro un mese la scelta del partner> ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 213 del 2008-09-06 pagina 3 "La Nuova Alitalia in pista a novembre Entro un mese la scelta del partner" di Paolo Stefanato Fantozzi indica le date per l'avvio dell'attività e tranquillizza i passeggeri sul programma MilleMiglia da Milano Il primo novembre, tra meno di due mesi, decollerà la Nuova Alitalia.

Sabelli rinuncia al cargo e ora punta tutto sui passeggeri ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il quindicesimo gruppo cargo al mondo ha dimensioni doppie di Alitalia"; il leader mondiale della manutenzione fa otto milioni di ore annue, "mentre Alitalia ne fa solo 500 mila". L'obiettivo della nuova compagnia è dunque "l'eccellenza nel settore passeggeri". Sabelli non ha fatto mistero di quanto sia complicato il progetto.

Parisi atterrisce il Pd: <Grande Berlusconi, Veltroni impari da lui> ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: onestamente": quella di "dimettersi per conflitto di interessi su Alitalia". Insomma, il totale dei "trecento giorni" di Walter alla guida del Pd "porta il segno meno". Mentre i primi cento giorni di Berlusconi al governo "sembrano avere il segno più". "Ha ereditato il fattore C di Prodi?", gli chiede Minoli.

Cai diventa spa In consiglio solo tre persone ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quella su una parte degli asset di Alitalia, presentata lunedì al commissario straordinario Augusto Fantozzi; e quella, messa a punto nei giorni scorsi, presentata a Carlo Toto per l'acquisto dell'intera Ap Holding, la controllante di Air One. Nella nota diffusa al termine dell'assemblea è stato specificato che, alla data dell'acquisto,

Colaninno lascia o raddoppia? Paure e tensioni in Piaggio ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: avventura della Nuova Alitalia? E chi sarà capo? E di chi? Domande che si aggrappano all'ultima indiscrezione: Colaninno potrebbe lasciare tra un po' di tempo la carica di ad, mantenendo però sempre la presidenza. Sussulti di preoccupazione che si stemperano davanti a quel confessionale laico che è oramai diventato il distributore delle bevande e si consumano tra i bisbigli.

Cara AirFrance, te la vendiamo quando vuoi ( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: volontà di restare un partner strategico di Alitalia", con cui ha un accordo commerciale da anni. Nell'accordo segreto sono scomparsi gli impegni che AirFrance-Klm aveva preso ai tempi del governo Prodi di investire considerevolmente per la ristrutturazione di Alitalia. Alla fine, il risultato potrebbe essere lo stesso - Alitalia nelle mani di Air France-Klm - ma per il gruppo franco-

Anticipazioni ( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anticipazioni ALITALIA l PAGINA 2 Giocare d'azzardo con il Toto Il nodo AirOne nel fallimento della compagnia di bandiera. E quello del suo attivissimo fondatore. Mentre non c'è ancora certezza sul numero degli esuberi e Air France prepara l'affare del futuro MOSTRA DEL CINEMA PAGINA 3 Il fuoco incrociato della critica estinta La grande stampa suona il deprofundis per il festival di Venezia.

Nessuna risposta alle tante obiezioni su piano e progetti ( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esclusione dei precari di entrambe le aziende (AirOne e Alitalia) dal computo sugli "esuberi". Sono fuori e basta, se ne riparlerà - caso mai - in altra sede. Mentre per la manutenzione pesante (Atitech, Tmo, ecc) circola sempre la voce di un possibile "dirottamento" verso Finmeccanica (di proprietà statale), ma "In questo momento non si può dire nulla".

ATITECH- I lavoratori in mobilitazione a Napoli ( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: messi messi fuori dal perimetro aziendale di Alitalia e ieri, dopo un'affollata assemblea per discutere il piano del governo, hanno portato la loro protesta lungo le strade di accesso dell'aereoporto napoletano di Capodichino. I dipendenti dell'azienda che, a Napoli, effettua la manutenzione pesante per Alitalia, chiedono precise garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali.

Tonino torna in piazza e guasta la festa al Prc ( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia". Il tema del lodo Alfano potrebbe finire per far dialogare le due piazze, almeno sulla battaglia referendaria:"Ne discuteremo al comitato politico convocato per la prossima settimana, il 12 e 13 settembre. Personalmente sono favorevole alla distinzione delle funzioni tra giudici e pm e credo che l'indulto vada difeso.

Il Toto gioco sull' Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: governo e acquirenti di Alitalia. Storia di AirOne e del suo inventore, il costruttore abruzzese Carlo Toto Francesco Piccioni ROMA In una cordata di 16 imprenditori "italiani", l'unico socio a sapere qualcosa di trasporto aereo non figura affatto nella gestione operativa della nuova società, la Compagnia aerea italia (Cai).

Sinistra, il leader che non c'è ( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Scuola, rifiuti, Alitalia, ritorno al nucleare, intercettazioni, giustizia. Coerente con il mantenimento dei suoi impegni il governo sforna i suoi provvedimenti. Nel Pd l'unica discussione aperta attiene al "se" e al "come" confrontarsi sull'agenda dettata dal governo.

IL COMMISSARIO, Augusto Fantozzi, punta a individuare il partner estero di Alitalia entro la fin ( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: punta a individuare il partner estero di Alitalia entro la fine del mese e vuol far decollare la nuova compagnia a novembre. Intanto fonti vicine ad Air France parlano di un interessamento del vettore francese che punterebbe al pacchetto di maggioranza nel 2012, anche se si accontenterebbe di una partecipazione minoritaria.

Dal nostro inviato UMBERTO MANCINI CERNOBBIO - L'investimento nella ( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: investimento nella nuova Alitalia è stato fatto perchè un gruppo di imprenditori privati, tra cui noi di Atlantia, ha ritenuto che il sistema Italia ne avesse bisogno e siamo convinti che ci sarà un ritorno importante". Gian Maria Gros-Pietro inquadra subito la scelta del gruppo Benetton, a margine del Workshop Ambrosetti.

ROMA Augusto Fantozzi ha due obiettivi: individuare entro la fine di settembre il partner s ( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vito Riggio, ha concesso alla vecchia Alitalia una licenza provvisoria al volo che scadrà il primo marzo prossimo. Dunque, l'accordo con i sindacati dovrà essere firmato. E' di ieri anche la notizia, divulgata da La Tribune, di un nuovo rilancio di Air France su Alitalia fino a puntarne al controllo.

MILANO - Tutto come da copione. L'assemblea di Cai, riunitasi ieri a Milano, ha nominat ( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ho la massima stima per le persone coinvolte in Alitalia, l'ho valutata ma resto focalizzato su Geox", ha detto il primo. "Non stiamo pensando di entrare in Alitalia, ognuno deve fare il proprio mestiere", ha risposto il secondo, dicendosi favorevole all'ingresso di un partner straniero. Tornando all'assemblea di Cai, durante l'assise il socio Emilio Riva,

Expo e Alitalia, la Moratti rilancia ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nervosa per l'evento del 2015 Expo e Alitalia, la Moratti rilancia "Pronti ad assumere i lavoratori in esubero, ma Malpensa deve restare un hub" Sulla questione Alitalia è la Moratti a non dare tregua, anzi rilancia. "Se il problema di Alitalia sono i tremila esuberi - dice anzi il sindaco Moratti - il lavoro glielo diamo noi.

ROMA - Era il 1966. Invitata di rango ad uno di quegli indimenticabili e sontuosissimi balli ( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia le affida il design delle divise delle hostess. Nel 1992 il fatturato vola poi la fortuna diminuisce. Nel 1997 la società viene venduta al gruppo giapponese Itochu, dal 2007 alla guida stilistica c'è Bianca Gervasio. La sarta è stata celebrata a Roma con una mostra, una esposizione è in programma a Milano dal 19 settembre prossimo.

Penati: Roma taglia i voli e aumenterà le tariffe ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è lui a chiedere un governo che non protegga solo gli interessi della nuova Alitalia, ma favorisca un libero mercato dei voli. Una cordata invece, potrebbe riservare possibili "conflitti di interesse" per il numero uno della Provincia, in un mercato "che consente uno straordinario intreccio di interessi tra chi investe nella nuova compagnia e ha già forti interessi nelle società.

<Ogni milione di viaggiatori in più a Malpensa assumeremo 1.500 lavoratori in esubero> ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nessuna intenzione di far entrare il Comune nella nuova Alitalia, ma una verifica con BancaIntesa su come evitare il disastro per Linate e Malpensa: "E se il problema di Alitalia sono i tremila esuberi - dice anzi il sindaco Moratti - il lavoro glielo diamo noi. Per ogni milione di viaggiatori in più possiamo assumerne 1500.

<Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo> ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Province o Comuni soci di quell'Alitalia cui anche lei parteciperà. "Il mestiere degli enti locali dovrebbe essere gestire la sanità, grosso problema, e i servizi ai cittadini. Riducano le partecipazioni azionarie e, insieme, le varie addizionali...". Si aspettava la bufera, anche se subito rientrata, sul suo ingresso nella cordata?

Alitalia, scoppia il caso Air France ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-06 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE All'interno CONTROLLO DELLA NUOVA COMPAGNIA Alitalia, scoppia il caso Air France La nuova Alitalia potrebbe decollare il 1Ë? novembre, sostiene Fantozzi. Il caso Air France A PAGINA 6 Baccaro.

Controllo Alitalia ad Air France? Scoppia il caso ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: circolare la voce di un interessamento dei francesi a una quota di maggioranza di Alitalia entro il 2013. Di Air France parlerà il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nell'audizione di mercoledì alla Camera. Mentre Piero Fassino ha chiesto chiarezza sulla vicenda. "Sarebbe positivo se Air France entrasse in Alitalia" ha detto ieri il presidente di Generali, Antoine Bernheim.

<Meno tagli salvando Malpensa> ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: questo serve a rendere compatibile il piano Alitalia con il rilancio di Malpensa, direi che vale la pena parlarne". Naturalmente bisognerebbe che i tremila dipendenti Alitalia in questione fossero anche disposti a trasferirsi tra Milano e Busto Arsizio. Il che, considerato che tutta la crisi è iniziata anche perché da Fiumicino a Malpensa non voleva andarci neanche un fattorino,

Manutenzione e hangar, la battaglia dei numeri ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 300 precari rientrerebbero nella nuova compagnia a dispetto di quelli di Alitalia, tenuti come riserva. Infine nel conteggio rifatto dai sindacati sui numeri dati da Sabelli, prendendo come dato di partenza 17.500 lavoratori a tempo indeterminato tra Alitalia e Air One, mancherebbero all'appello ancora 1.145 lavoratori della cui sorte non si sa nulla.

Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria: BREVI Alitalia "Alitalia? Un gesto simbolico. Quanti criticano oggi sono, spesso, gli stessi che ieri chiedevano: ma gli imprenditori dove sono?".

L'offerta non sarà in contanti ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia alla Cai. Ma anche un pagamento non in cash ma sotto forma di "assorbimento" di nuovi debiti che si stanno formando nella gestione dell'attività aerea da parte del commissario Augusto Fantozzi. è questo il meccanismo con cui verrà chiusa la trattativa tra gli imprenditori-soci e l'Alitalia così come spiegato nei documenti di offerta preparati dallo studio Bonelli,

Bene la manovra Alitalia Ma ora che fare? ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 40 categoria: REDAZIONALE Il dubbio di Piero Ostellino Bene la manovra Alitalia Ma ora che fare? P er ora, la cordata di privati voluta da Berlusconi per salvare l'Alitalia ha prodotto un paradosso. Ha salvato Air One. Che - per dirla con Woody Allen - se Alitalia era morta, per parte sua non si sentiva tanto bene.

Essenziale ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: foto Bob Krieger dal libro "Chic e clik" ) Le uniformi è il 1969 e a Roma Mila SchÖn dà gli ultimi ritocchi alle divise disegnate per le hostess dell'Alitalia Anni '60-70 Il suo stile diventa ancora più rigoroso: eliminato ogni orpello decorativo Moda e arte A segnare la sua moda il rapporto con molti artisti: Mulas, Fontana, Noland \\.

STRAGE DI BESLAN ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di questi argomenti che vorremmo sentire parlare non solo del salvataggio Alitalia. Renata Carcano renatac@hotmail.it CONTI CORRENTI Spese e interessi Su un modesto conto corrente aperto da anni presso una primaria banca nazionale, con una giacenza media annuale di circa 2000 euro ed invio dell'estratto conto trimestrale, vengono addebitate, in aggiunta alle "spese em.

Su Alitalia penso di poter condividere la scelta del ( da "Tempo, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa "Su Alitalia penso di poter condividere la scelta del ... "Su Alitalia penso di poter condividere la scelta del presidente Marrazzo di investire 10 milioni per entrare nella nuova compagnia aerea. Credo che al suo posto lo avrei fatto anch'io. Forse avrei cercato più soldi da mettere a disposizione".

La Nuova Alitalia decolla a novembre ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 06 pagina 1 La Nuova Alitalia decolla a novembre di Redazione Intervista al ministro Matteoli: "I sindacati collaborano, sanno che è un piano serio" La "Nuova Alitalia" potrebbe decollare il primo novembre, dice il commissario straordinario Augusto Fantozzi, che comunque precisa che "c'è ancora tanta di strada da fare".

Matteoli: <Il successo del piano colpo durissimo per la sinistra> ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Roma La trattativa sindacale sulla Nuova Alitalia sta entrando nella fase decisiva. Ministro Matteoli, lei ha partecipato all'incontro di venerdì con la cordata Cai e i sindacati. Ha l'impressione che il negoziato vada per il verso giusto? "Le mie impressioni sono sicuramente positive - risponde il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,

L'ECONOMIA USA FA CROLLARE LE BORSE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: l'Enac ha concesso alla società una licenza provvisoria di 6 mesi. Entro settembre dovrebbe arrivare un partner internazionale, e si parla sempre di Air France. "Noi intanto andiamo avanti e la nuova Alitalia potrebbe partire il primo novembre", commenta il commissario Fantozzi.

Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 Emails Ultime news Alitalia, Passera gela Air France: "Partner straniero senza maggioranza"Trieste, ubriaco uccide bambino di nove anniFisco, Bossi: "Niente Ici" Brunetta: stop alle tasseI democratici verso il crac alzano bandiera biancaPakistan, Zardari vince le elezioni presidenziali Autobomba kamikaze al checkpoint: 16 mortiScuola,

<Cara AirFrance, te la vendiamo quando vuoi> ( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: volontà di restare un partner strategico di Alitalia", con cui ha un accordo commerciale da anni. Nell'accordo segreto sono scomparsi gli impegni che AirFrance-Klm aveva preso ai tempi del governo Prodi di investire considerevolmente per la ristrutturazione di Alitalia. Alla fine, il risultato potrebbe essere lo stesso - Alitalia nelle mani di Air France-Klm - ma per il gruppo franco-

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Emails Ultime News Alitalia, Passera gela Air France: "Partner straniero senza maggioranza"Fisco, Bossi: niente Ici Brunetta: "Stop tasse"Scontro nel Pd, Veltroni: "Bordate contro di me per andare sui giornali"Trieste, ubriaco uccide bambino di nove anniPakistan, Zardari vince le elezioni presidenziali Autobomba kamikaze al checkpoint: 16 mortiScuola,

Alitalia, proposta di Air France bloccata da Passera ( da "Voce d'Italia, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia: "L'operazione non ha i requisiti di mercato" *Alitalia: protesta dell'Atitech *Alitalia, Sacconi: "Previsti 3.250 esuberi" Guarda tutti i correlati.

I democratici verso il crac alzano bandiera bianca ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: onestamente": quella di "dimettersi per conflitto di interessi su Alitalia". Insomma, il totale dei "trecento giorni" di Walter alla guida del Pd "porta il segno meno". Mentre i primi cento giorni di Berlusconi al governo "sembrano avere il segno più". "Ha ereditato il fattore C di Prodi?", gli chiede Minoli.

Nuovo incontro tra sindacati e azienda sul piano industriale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a meno di qualche possibile slittamento legato alla vicenda Alitalia. "Il piano segue le indicazioni già fornite nei precedenti incontri", spiega Stefano Monticelli, della segreteria nazionale della Filt-Cgil, "la nostra valutazione è che si stia facendo un passo in avanti. La compagnia conferma gli investimenti sulla flotta, la volontà di sperimentare nuovi mercati,

Nuovi tributi sulle case? Pdl contro Calderoli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Francesco Rutelli dice che "nessun provvedimento è stato preso in difesa dei salari così come si è sbagliato su Alitalia e si parla di reintroduzione dell'Ici, annunciata da Bossi e da Calderoli così che forse si chiamerà Ica, cioè Imposta Calderoli".

L'America sotto ricatto economico è ancora una potenza? ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)

L'impossibile dialogo tra il lupo e l'agnello - eugenio scalfari ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: entrare come azionista nella nuova Alitalia contro il parere del suo partito, ha detto l'altro ieri che il centralismo democratico è finito. L'ha detto con un senso di liberazione. è vero, il centralismo democratico del vecchio Pci è finito da tempo e comunque i rappresentanti di istituzioni rispondono ai loro elettori prima ancora che agli organi del partito al quale appartengono.

Alitalia punta suMalpensa ( da "Secolo XIX, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Il veto di passera: no a soci pubblici nella nuova alitalia - iezzi e lonardi a pagina 4 ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Il partner estero sarà in minoranza" Il veto di Passera: no a soci pubblici nella nuova Alitalia iezzi e lonardi a pagina 4 SEGUE A PAGINA 4.

E il banchiere difende benetton ma sui conflitti d'interesse è scontro - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intervento di salvataggio di Alitalia sia viziato dalla presenza d'imprenditori con interessi anche in contrasto con il rilancio della compagnia, ha portato il senatore Pd, Luigi Zanda, - come anticipato da Repubblica - a scrivere all'Antitrust chiedendo un'istruttoria. In particolare, la lettera del vicepresidente dei senatori democratici punta il dito contro il gruppo Benetton,

La rimonta di malpensa. moratti: gli esuberi li assumiamo noi ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potrà contare sul ritorno del lungo raggio con 13 rotte di Alitalia. Il sindaco Letizia Moratti accetta la sfida e rilancia: "La Sea - dice a proposito della società che gestisce gli scali - è disposta ad assumere 1500 dipendenti in esubero di Alitalia, se Malpensa sarà confermato come hub". La Milano della politica e del lavoro sorride, mentre la Capitale cade in depressione.

Alitalia, passera frena parigi e gli enti locali - giorgio lonardi ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dice: "Spinetta, l'Ad di Air France, è un genio. Lui avrebbe dovuto pagare e risolvere il problema del debito di Alitalia. Adesso invece si trova una compagnia che ha caricato gli oneri passati sugli italiani. E alla fine finiranno col dare Alitalia gratis".

Rutelli, attacco su alitalia e fiumicino "il sindaco ha dimenticato roma" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con Alitalia e Fiumicino, sta per essere spolpata. E il sindaco neppure mostra di accorgersene" tuona Francesco Rutelli. "Su Alitalia, Roma è stata lasciata sola: mentre gli amministratori del Nord stanno battagliando per i loro scali, Alemanno se ne sta altrove, evidentemente ha qualcosa di meglio cui pensare che all'interesse della capitale"

Passeggero tirrenia denuncia "punto da una zecca sulla nave" ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da qui il ritardo. La mancata partenza del volo all'orario previsto ha causato anche qualche inconveniente al Gate 14 per la presenza prolungata del personale Air One. La stessa uscita, infatti, doveva poi essere utilizzata dall'Alitalia per altri voli.

La politica balbettante - massimo villone ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Napoli La polemica La politica balbettante MASSIMO VILLONE Procede la trattativa Alitalia. è chiaro che la compagnia sopravvive solo a prezzo di una drastica cura dimagrante. Si tagliano rotte, vettori, personale. C'è polemica se fosse o meno preferibile la soluzione Air France, al tempo di Prodi. Ma questa è storia passata.

Scuola, tempo pieno a rischio - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Finiremo come Alitalia" GIUSEPPE FILETTO La scuola come Alitalia, fallita e spezzettata. "Farà la stessa fine della compagnia di bandiera, divisa in due - dice Marco Adezati - da una parte ci sarà la scuola che non serve più, dall'altra quella che funziona, con una cordata che rileverà quest'ultima: avremo la scuola di bandiera".

"basta con i soldi a trenitalia" - antonio di giacomo ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e ora da Trenitalia, che in entrambi i casi tagliano la Puglia non solo fuori dall'Europa ma dall'Italia stessa, rappresentano, così come nei fatti è, una violazione del diritto alla mobilità". Secondo Federconsumatori, in effetti, la posta in gioco è un diritto fondamentale non solo dei cittadini-utenti pugliesi ma di qualsiasi altro cittadino italiano ed europeo che si

Il ritorno prepotente della linea gotica - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: privati settentrionali del ramo formaggi si dice che sia pronta a rottamare i resti dell'Alitalia avariata e a trasformarli in gorgonzola d'occasione. Già si pensa a confezioni civettuole dal nome allusivo "vol-au-vent". Nel frattempo la compagnia che nasce dalle scorze dell'Alitalia da bere, come la Milano di Craxi, ignorerà letteralmente la Puglia e quasi tutte le regioni del sud.

Veltroni: il governo sta aumentando le tasse Applausi e orgoglio alla Festa di Firenze: Basta risse, chi loda Berlusconi offende gli elettori del Pd ( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E che cosa dire del capolavoro Alitalia, che costerà un miliardo e mezzo ai contribuenti? Questo Spinetta (il presidente di Air France) è un genio, dice con sarcasmo Veltroni, con noi avrebbe pagato ma ora ha capito che Berlusconi l'Alitalia gliela dà su un piatto d'argento gratis.

Da Berlino a Larnaca ( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: C'era l'Alitalia e adesso non c'è più. C'erano i maestri e adesso c'è il maestro unico. Per fortuna, non siamo ancora arrivati al pensiero unico. E il pallone rotola nelle sue contraddizioni. E ci mostra, per la nostra commozione e la nostra rabbia, l'immagine del dolore, della passione: Stefano Borgonovo colpito,

Mi oppongo agli esuberi a Roma e agli aerei a Milano ( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: " Sapete quanto valgono gli esuberi Alitalia su Roma? Per ogni dipendente Alitalia in esubero a Roma ci saranno altri 2 esuberi nell'indotto. Secondo: da lunedì (domani, ndr) parte il tavolo per il monitoraggio del precariato Alitalia. Scommettiamo che usciranno fuori altri possibili lavoratori "invisibili"?

Alitalia, Passera detta le condizioni Gli enti locali non saranno azionisti. Limite di possesso al 10% del capitale. Stranieri in minoranza ( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ora Alitalia vola a Cernobbio, sulle rive del lago di Como, tra i tavolini bianchi da giardino del Workshop Ambrosetti. All'ombra di un lussureggiante olmo, Corrado Passera, amministratore delegato di BancaIntesa, solido regista della gran partita politica e industriale, ha messo i puntini sulle "i", tanto per spiegare che è inutile allungare le mani o alzarle per nuove richieste,

Moratti: sull'Expo siamo bloccati ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incontro con il sindaco sul piano di assunzione degli esuberi Alitalia Moratti: sull'Expo siamo bloccati "Spero che si trovi presto una soluzione". Bossi: il governo non ha trascurato Milano "Sull'Expo siamo ancora un po' bloccati". Ma il fedele alleato Umberto Bossi frena: "La Moratti non può dire di essere trascurata dal governo perché Tremonti le ha dato tanti soldi ".

Dal nostro inviato UMBERTO MANCINI ROMA - Ci muoviamo in parallelo e c&# ( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche qui si tratta di una misura strutturale importante per favorire chi è in difficoltà". Ultima domanda ministro: Air France e Alitalia sono più vicine? "Nessun commento, dico solo che tutto ciò che unisce gli europei è una cosa positiva".

<Rilanciare Malpensa per far decollare l'Expo> ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. "è importante lavorare anche con Alitalia per cercare di capire come insieme possiamo continuare a sviluppare Malpensa come hub". Rilancia anche la proposta di salvare parte degli esuberi Alitalia con lo sviluppo dell'hub varesino: "Se verrà confermata questa prospettiva ci sarà una valutazione positiva rispetto alla capacità di Sea-

Sacconi: garanzie agli esuberi ma ora salari variabili ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La vertenza Alitalia sarà un banco di prova per il nuovo modello di relazioni industriali? "Sì, anche perché il rilancio dell'Alitalia non potrà mai avvenire senza coinvolgere tutti i lavoratori, che dal primo giorno di vita della nuova compagnia dovranno partecipare al lavoro e alla fatica per rendere sostenibile il progetto di salvataggio e sviluppo.

La nuova Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 5 categoria: REDAZIONALE La nuova Alitalia L'offerta e la partita di Malpensa Letizia Moratti, sindaco di Milano: "Se Malpensa diventerà un hub, 1.500 esuberi Alitalia potranno essere assorbiti da Sea" Giuseppe Bonomi (Sea): "Se ci fosse un riposizionamento per effetto del piano Fenice, il danno verrebbe ricalcolato".

Alitalia, stop di Passera a Marrazzo ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina - data: 2008-09-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La nuova compagnia Alitalia, stop di Passera a Marrazzo CERNOBBIO - Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, ha chiarito alcuni contorni del "piano Fenice ": "Quella di Alitalia è una vera privatizzazione e quindi i soci devono essere privati".

Nuova Alitalia, lo stop di Passera a Marrazzo ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Nuova Alitalia, lo stop di Passera a Marrazzo "Niente soci pubblici. E Air France non avrà il controllo". L'apertura della Moratti: disponibili a ripensare Linate DA UNO DEI NOSTRI INVIATI CERNOBBIO (Como) - Né le Regioni né altri enti locali: "Quella di Alitalia è una vera privatizzazione e quindi i soci devono essere privati"

Il travaglio di Epifani sull'accordo separato: non resterò nell'angolo ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia con questo governo. Però non a firmare a ogni costo un accordo sul nuovo modello contrattuale indigesto per il suo sindacato: tanto più se maturato in un modo così inconsueto. Ma nemmeno Emma Marcegaglia è Antonio D'Amato, che su quella battaglia per l'articolo 18 si giocò anche i rapporti con parte del mondo imprenditoriale.

Riforme, il segretario sceglie l'asse con Fini ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esecutivo su Alitalia, ma era stato tra i primi a sperare in una soluzione nazionale. Tanto che ad alcuni industriali è tornato alla mente un viaggio in Sudafrica del 2007, quando il dirigente del Pd era a capo della Farnesina. Proprio quegli industriali si lamentarono con D'Alema perché, per seguirlo da Roma, avrebbero dovuto passare per uno scalo all'

Veltroni a Parisi: hai offeso il popolo pd ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Parlando di Alitalia, Veltroni spiega: "Se incontrassi Passera e Colaninno stringerei loro la mano e direi bravi. Come imprenditori hanno fatto bene". Nessun conflitto d'interesse per Matteo Colaninno, figlio e ministro ombra: "Ha preso posizioni coraggiose".

Telecom, l'autunno della svolta ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Telefonica gioca contro, e dal suo punto di vista fa bene. Ma sarebbe davvero curioso un Paese che si svena per Alitalia e lascia andare Telecom. mmucchetti@corriere.it \\ Infrastruttura di rete: l'ipotesi di cessione a una nuova società italiana.

ROMA - L'incontro tra Antonio Tajani, commissario europeo ai Trasporti, e il commissario di Ali ( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: atteso contatto ufficiale tra il commissario Alitalia Fantozzi e i responsabili comunitari e su un'eventuale valutazione della Commissione stessa (tramite periti internazionali). Prosegue intanto l'indagine sul prestito pubblico di 300 milioni ad Alitalia. L'Ue ha informato il governo italiano dei rilievi di British Airways, Ryanair, Sterling e Neos.

PESCARA - Molti vorrebbero santificare gli imprenditori che sono entrati nella cordata per Ali ( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Molti vorrebbero santificare gli imprenditori che sono entrati nella cordata per Alitalia. Ma gli imprenditori che sono entrati fanno il loro interesse". Lo ha detto, a Pescara, Pier Ferdinando Casini, rispondendo alle domande dei giornalisti. Gli imprenditori "meritano tutto il nostro rispetto - ha aggiunto -, ma la santificazione è prematura.

ROMA La partita non si chiude qui . Piero Marrazzo risponde così al no opposto da I ( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Regione Lazio nel capitale della nuova Alitalia. E annuncia l'intenzione di chiedere formalmente al governo l'apertura di un tavolo istituzionale, per tutelare il territorio. Replicando nel merito alle parole di Corrado Passera, Marrazzo argomenta che "la presenza della Regione Lazio nell'azionariato della newco non avrebbe tolto all'operazione il carattere di vera privatizzazione"

Dal nostro inviato ROSARIO DIMITO CERNOBBIO - Il partner estero (Air France, L ( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: British Airways) non è sicuro che entri nella Nuova Alitalia. E se entra quando. Comunque avrà una quota pari a quella dei soci principali che stanno attuando una vera privatizzazione e non c'è posto per enti pubblici, come la Regione Lazio. Corrado Passera arriva al workshop Ambrosetti a metà mattinata.

Alitalia, Passera: Stranieri in minoranza ( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'amministratore delegato di Intesa SanPaolo esclude definitivamente la possibilità che il socio estero possa avere la maggioranza Alitalia, Passera: "Stranieri in minoranza" Il partner potrà avere al massino il 10-15%. Stop anche alla Regione Lazio.

Expo, è gelo con Tremonti E la Moratti apre anche il fronte federalista ( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offrendo di far assumere negli aeroporti milanesi migliaia di lavoratori in esubero di Alitalia se lo scalo varesino tornerà a essere un hub. Ricorda di essere in trattativa con Corrado Passera, l'ad di Intesa advisor della Cai: "Il Paese ha bisogno di un hub ed è importante lavorare anche con Alitalia per capire come possiamo mantenere Malpensa come hub".

DOPO L'INVASIONE DI PRAGA ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it ALITALIA E SCUOLA I dipendenti in esubero Mentre il ministro del Lavoro Sacconi rassicura i dipendenti Alitalia garantendo che gli esuberi saranno meno di 5.000, ecco intervenire il ministro dell'Istruzione Gelmini con parole davvero poco rassicuranti: 87.

Penati: <Con noi soci più tutela del territorio> ( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella nuova Alitalia. "Il fatto che non ci vogliano nella compagine sociale - aggiunge Penati - non ci impedirà sicuramente di continuare la nostra battaglia per la difesa del futuro di Malpensa e Linate". "La privatizzazione di Alitalia - aggiunge - è l'unica soluzione per risolvere la questione e finire il continuo ricorso al sostegno con soldi pubblici.

Soci stranieri e scali milanesi: i 3 no di Passera ( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ha anche respinto le critiche rivolte al piano Fenice sugli oneri a carico dello Stato: "La vecchia Alitalia è una società fallita, ha chiesto il commissariamento e, quindi, i costi andrebbero tutti a carico dello Stato. Se invece c'è un gruppo di azionisti che mettono un miliardo di euro, la rilevano e finanziano lo sviluppo di questa Alitalia, l'onere per lo Stato diminuisce".

Alleati o nemici, purché parenti: quando i politici tengono famiglia ( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: definiva inesistente la cordata italiana per Alitalia annunciata da Silvio Berlusconi, la cordata se l'è trovata nel salotto di casa, con papà Roberto che si è tuffato cuore e portafogli nel ruolo chiave di presidente della New Company incaricata di sfidare la forza di gravità per la compagnia di bandiera.

<Ringrazio il Pontefice per l'incoraggiamento> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: la mancata soluzione della crisi Alitalia, la cui tentata svendita per fortuna non è riuscita, e un bilancio pubblico disastrato. Eppure questi tre problemi li abbiamo risolti in tempi record: la tragedia dei rifiuti in 58 giorni, i conti pubblici sono stati sistemati con la prima manovra triennale della storia, che entro il 2011 porterà al pareggio del bilancio statale.

Maggioranza ad Air France? No grazie ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: No grazie Alitalia, Passera ridimensiona il ruolo della società transalpina --> Alitalia, Passera ridimensiona il ruolo della società transalpina Passera dice no a un socio estero che possa acquisire la maggioranza della nuova Alitalia. Porta chiusa agli enti locali che bussano per entrare in cordata mentre per il partner estero la quota sarà di minoranza.

L'olocausto dei maestri ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Possibile che si difendano solo i posti di lavoro dell'Alitalia? Mi sento come una persona a cui è stato diagnosticato un tumore e che ha davanti solo un anno di vita! Tra un anno non sarò più un insegnante, non sentirò più nessuno chiamarmi maestra! E i miei progetti dove andranno a finire? La casa in costruzione.


Articoli

In Italia 10 mila cassintegrati in due settimane (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Segnale di crisi Non c'è solo il caso Alitalia: Fiat chiude i cancelli a 5.000 dipendenti. Dati Inps: aumenta il ricorso al provvedimento 06/09/2008 Roma. "Ci sono figli e figliastri: in Italia decine di migliaia di lavoratori stanno andando in cassa integrazione e nessuno ne parla. È ingiusto e scandaloso. Alitalia avrà ammortizzatori più ricchi e anche la cassa integrazione sarà più ricca di un'azienda media qualsiasi". Parole del ministro Renato Brunetta, pronunciate pochi giorni fa. In effetti, anche se Alitalia è il catalizzatore di attenzioni, in tutta Italia si sta moltiplicando il ricorso alla cassa integrazione. Segnale di un Paese che è ancora lontano dalla ripresa. I dati Inps relativi alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria del periodo gennaio-giugno 2008 indicano una crescita significativa rispetto al 2007. L'aumento avviene dopo due anni di calo costante nell'utilizzo della cig. L'inversione di tendenza è significativa per la cassa integrazione ordinaria, cresciuta del 15,41%, con un totale di 25,7 milioni di ore. Quella straordinaria registra +1,59% per 53 milioni di ore. I settori che stanno peggio sono il commercio (+122,4%), il legno (+111,6%), l'estrazione di minerali (+79,62%). Per trasporti e comunicazioni il ricorso alla cassa integrazione è salito del 44,4%. Solo nelle ultime due settimane una decina di importanti aziende hanno messo in cassa integrazione parte dei propri dipendenti. Il caso più eclatante è Fiat: allo stabilimento di Termini Imerese sono state comunicate due settimane di cassa integrazione, a partire dal 29 settembre. E le previsioni non sono positive per novembre. Anche Pomigliano è coinvolta nel provvedimento e dopo la pausa estiva sono rimasti a casa in 4.000 nelle fabbriche di Mirafiori dove sono in costruzione Punto, Idea, Multipla, Musa e Thesis: per loro i cancelli si riapriranno lunedì. Spinoso il caso-Electrolux, società attiva nella produzione di elettrodomestici e piani cottura, dove sarà cassa integrazione straordinaria fino a fine anno negli stabilimenti di Porcia (Pordenone), Forlì e Susegana (Treviso). Alla cassa integrazione dovrebbero seguire 300 esuberi. Da tempo alle prese con le difficoltà del settore la Natuzzi, società leader nei divani: fatturato e utili sono in crescita, l'azienda si sta così riprendendo, ma il piano di razionalizzazione ha già portato alla cassa integrazione 1.200 dipendenti. Ha una lunga storia anche Finmek, il cui crac coinvolse Genova. Nei giorni scorsi è stata firmata la cig per mille unità in più stabilimenti. E se per la campana Ixfin (in liquidazione dal 2004) la cig è appena stata prorogata, potrebbe essere imminente una soluzione per i 205 dipendenti del Porto Canale che vivono questa situazione a Cagliari: lo scalo sardo riprenderà la sua attività tra breve, come annunciato dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Elica, gruppo di Fabriano leader nella produzione di cappe aspiranti, e da poco quotata in Borsa, ha aperto la procedura di mobilità per 178 dipendenti. E mentre la Baldassini Pontello s'è trovata con 120 dipendenti in esubero a causa del crollo di parte della galleria Melarancio della costruenda terza corsia dell'autostrada A1, vicino a Firenze, ieri a Imperia sono finiti in cassa integrazione 105 lavoratori della Ferrovial, l'Ati impegnata nei lavori di raddoppio della linea ferroviaria San Lorenzo-Andora. Il motivo? Le difficoltà di scarico del pietrisco estratto dalle gallerie in costruzione. Anche questa è crisi. Lorenzo Cresci cresci@ilsecoloxix.it 06/09/2008.

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Nei test per l'Universitàriecco la solita Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Mauro Barberis Se ancora avessimo avuto dei dubbi sulla fine delle vacanze, dopo la pausa agostana hanno ricominciato a susseguirsi uragani, trasferte di ultrà, tagli di personale nella scuola e altre catastrofi. Ma niente rende meglio il clima del periodo - un ritorno alla realtà costellato da scherzi da prete - dei test per l'accesso ai corsi universitari a numero chiuso. E pensare che i provvedimenti estivi del ministro Giulio Tremonti ci avevano fatto sperare che le università venissero finalmente chiuse: insieme ai comuni, agli uffici delle imposte e ad altri luoghi di pena. Macché: non solo le università riaprono, come tutti gli anni, ma attirano folle di studenti disposti a tutto pur di iscriversi. Disposti anche a quello che alcune mamme del sud, dopo aver imbarcato i loro virgulti per Genova, chiamano "viaggi della speranza". Eccola, un'istituzione italiana intramontabile: la mamma. Dopo gli scandali dell'anno scorso, quest'anno si sono fatte le cose in grande: aule schermate contro i telefonini, metal detector, reticolati e cavalli di frisia. Fra i candidati si sono infiltrati persino i carabinieri, costretti a rispondere pure loro ai test: altro che barzellette. Il problema dei papà medici che si iscrivevano anche loro, e poi suggerivano ai figli le risposte sbagliate, perdendo così ogni residua autorità sui figli, è stato brillantemente risolto: aule separate per fasce d'età, con i bamboccioni che tirano un respiro di sollievo e i genitori che se ne tornano mestamente a casa. Poi magari aprono il giornale e scoprono che il ministro dell'istruzione, la grande moralizzatrice, ha fatto anche lei il suo bel viaggio della speranza: da Brescia a Reggio Calabria, per diventare avvocato. Certo, ci sono anche i padri che, per darsi un tono, affrontano le stesso i test: "per contestare il sistema", dicono, rivelando sin dal frasario di essere rimasti al secolo scorso. Così, però, rischiano una duplice figura da pirla: la prima, se dimostrano un'ignoranza più crassa dei figli; la seconda, più grave, perché mostrano di non aver capito che la uniche alternative ai test sono la raccomandazione e altre pratiche da codice penale. Dice, ma che c'entra con l'iscrizione a Medicina sapere chi è l'autore dell'Adelchi (con tutto il rispetto per Manzoni, un'altra sciagura nazionale)? D'accordo, alcuni test ricordano pericolosamente i temi degli ultimi esami di maturità; ma, dopotutto, chiedono agli studenti solo quel che dovrebbero aver studiato. Altrimenti che fare: riconoscere virilmente che asili, elementari, scuole medie inferiori e superiori servono solo a parcheggiare i figli? Per fornire un contributo al dibattito, comunque, vorrei suggerire qualche test alternativo, ricalcato sulle vicende di questi giorni. Come si chiama la candidata vicepresidente repubblicana alle prossime elezioni statunitensi, e com'è consigliabile avvicinarla? (Risposte: "Sarah "Zanna Bianca" Palin" e "Con il giubbotto antiproiettile"). Qual è il criterio adottato dai medici, e recentemente messo in dubbio dall'Osservatore Romano, per stabilire quando finisce la vita e si possono trapiantare gli organi? (Risposta: "la morte celebrale"; un premio a chi specifica: "anche se il mondo è pieno di gente con l'encefalogramma piatto che vuole partecipare al salvataggio di Alitalia"). A proposito: qual è l'unico Paese al mondo in cui la vita delle persone interessa solo prima che nascano o dopo che sono morte? (E qui lascio immaginare a voi. Solo un aiutino: pensate al caso di Eluana Englaro). 06/09/2008 una farsaLe paradossali vicende dei quesiti per accedere ai corsi di laurea. E l'armamentario di aule schermate e metal detector 06/09/2008.

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Parisi all'attacco:<Il governo ombra?Un fallimento> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Parisi all'attacco:"Il governo ombra?Un fallimento" veleni nel pd È scontro frontale tra il "prodiano" e VeltroniIl segretario: "Utilizzi le energie contro Berlusconi" Roma. Un giudizio pesante come un macigno. Dal palco in verde della festa di Firenze che oggi ospiterà Walter Veltroni per l'intervento finale, Arturo Parisi, ex ministro e voce critica degli orfani di Romano Prodi, si toglie molti sassolini dalla scarpa e sferra un attacco frontale al leader del Pd. Il governo ombra? "Un'esperienza fallimentare". La leadership dell'ex sindaco di Roma? "Ha il segno meno". Il premier Silvio Berlusconi? "Ha il segno più". I rapporti con Antonio Di Pietro? "Io firmerò il referendum contro il lodo Alfano e credo sia doveroso, anche da parte del Pd". È un fiume in piena, Parisi, che rischia di trascinare altri detriti sul cammino in salita di Veltroni, attorno al quale crescono i mugugni e si moltiplicano le grane. Anche Massimo D'Alema e Franco Marini, due "padri" nobili del partito, non sono stati teneri con il leader in affanno. "C'è un problema di governance. Nessuno mi dice cosa devo fare", si è lamentato D'Alema in pubblico. "Walter deve tirare fuori il petto e comandare", ha suggerito l'ex presidente del Senato. E perfino uno affidabile come Paolo Gentiloni non ha nascosto che, andando avanti di questo passo, tutti finiranno per avere nostalgia delle "vecchie identità". Brutto clima per Veltroni: sempre più alle corde, sballottato dagli eventi, stretto tra la linea dura di Di Pietro sul capitolo giustizia e le incognite di un dialogo con il Cavaliere, che non si sa dove porta. E se mai decollerà davvero. Oggi, a Firenze, toccherà a lui, al capo contestato, fornire una replica credibile e indicare una direzione di marcia, forse dare un segnale di cambiamento. Nell'attesa, Veltroni cerca di parare i colpi che gli arrivano dai notabili del partito, pronti a rialzare la testa e a chiedere un posto di prima fila, dopo aver accettato a malincuore di accomodarsi in panchina. "Il Pd non è Fregoli in uno dei suoi più abili travestimenti, è un'idea nuova che richiede una cultura nuova", dice alla scuola di politica di Bertinoro (Forlì). Gli avversari interni? Veltroni non è d'accordo con le loro pressioni su una macchina ancora in rodaggio qual è il Pd. Il leader li liquida come "bulimici" con "ansia da prestazione". Ma Veltroni tira fuori anche un paio di idee nuove tanto per avvalorare la tesi di chi lo considera troppo fermo sulle gambe. E allora ecco l'annuncio di una proposta di legge per cacciare i partiti dalla Rai e dalle Asl. "Basta ex parlamentari nel cda di viale Mazzini", dice il capo del Pd. I dirigenti della sanità? "Bisogna scegliergli in base a curriculum e titoli". Ma non basterà questo a bloccare gli smottamenti interni perché, ogni giorno che passa, si allunga l'elenco degli scontenti. Il "pasdaran" Parisi è fra questi. Non è una novità. Ma è una novità il suo elogio per il Cavaliere contrapposto alla stroncatura riservata al timoniere del Pd, dipinto come uno che naviga a vista o quasi. "Il totale dei trecento giorni di Veltroni ha il segno meno; il totale dei cento giorni di Berlusconi hanno il segno più. Veltroni impari da Berlusconi a tenere un filo e poi a svolgerlo nel tempo. Il Cavaliere ha imparato dai suoi errori e dovremmo imparare anche noi", incalza l'ex ministro. Non manca una stoccata, e che stoccata, per Matteo Colaninno, ministro del governo ombra nonché figlio di Roberto, cioè il patron della Nuova Alitalia: "Ha perso un'occasione per dimettersi", sentenzia Parisi. L'attacco lascia il segno. Veltroni replica per bocca del fedelissimo Giorgio Tonini: " Parisi riserva le sue critiche solo al partito di cui fa parte e al suo leader mentre non abbiamo ascoltato una sola parola di critica nei confronti del governo Berlusconi". Ribatte l'ex ministro: "Le mie critiche servono a contrastare la destra. Gli avrei spiegato meglio questo concetto se l'unica sede in cui discutere non fosse rimasta la Festa del Pd". In serata, scendono in campo D'Alema e Francesco Rutelli nel tentativo di mettere una toppa a una situazione imbarazzante con la Festa nazionale del partito trasformata in un palcoscenico permanente su cui si succedono solo degli show critici nei confronti di Veltroni. Parisi? "Ingeneroso", afferma l'ex ministro degli Esteri. "Il leader è Veltroni. Le polemiche lasciano il tempo che trovano", dice Rutelli. Difese d'ufficio: fiacche se paragonate al coro forte e chiaro delle critiche. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 06/09/2008.

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Parigi non molla la presa per battere lufthansa ora "riscopre" malpensa - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

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Economia Parigi non molla la presa per battere Lufthansa ora "riscopre" Malpensa LUCIO CILLIS ROMA - Parigi non dorme tranquilla. Air France-Klm e il suo numero uno, Jean-Cyril Spinetta, guardano alla partita Alitalia con un pizzico di ansia. Il network disegnato dalla Cai punta ad un ritorno a Malpensa. Milano, nelle intenzioni di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, non sarà un vero e proprio hub, non mungerà risorse come in passato. Ma ritornerà lì il grosso dei voli di lungo raggio, ovvero la parte più succosa e remunerativa per tutti i vettori tradizionali a "tariffa piena". Per questo la compagnia con base a Rossy alle porte di Parigi, un tempo fortemente contraria ad un rafforzamento dello scalo varesino, al punto da imporre ai vertici Alitalia un piano che ruotava su Fiumicino, negli ultimi giorni avrebbe iniziato una improvvisa manovra di aggiustamento della rotta. "La metà delle perdite di Alitalia va addebitata a Malpensa", era il ritornello preferito di Spinetta, che spiegava così agli enti locali lombardi e politici italiani, il perché di quella scelta. Oggi però il rischio di lasciare a Lufthansa la compagnia di bandiera italiana, per di più ripulita e senza concorrenza sul mercato delle tratte interne, è troppo forte. Spinetta non nasconde l'interesse alla proposta esposta soltanto dieci giorni fa a Roissy dal responsabile Corporate di Intesa-Sanpaolo Gaetano Miccichè: l'ingresso come socio di minoranza. Alle notizie dei media francesi che scommettono su un ingresso di Air France-Klm con una quota di maggioranza in Alitalia 2, i vertici della compagnia transalpina si affrettano a replicare che "non esiste alcun pre-accordo", nessuna volontà di entrare in Alitalia 2 da padroni. Una smentita praticamente obbligata. Ma per Spinetta - 65 anni tra un mese - Alitalia rappresenta una scommessa della vita, e forse quella l'occasione che gli è stata offerta da Intesa potrebbe essere l'ultima. Prima cioè di un possibile passo indietro dal ruolo di numero uno assoluto (presidente e amministratore delegato) a quello meno operativo di presidente del colosso franco-olandese. E Alitalia è una preda inseguita per troppi anni, anche se con una apparente freddezza, per lasciarla cadere proprio adesso che si sta ridisegnando la mappa del trasporto aereo in Europa. Lo scenario che si sta delineando nei cieli europei ha infatti tre poli di attrazione: uno è quello rappresentato da British Airways. Il secondo è francese e il terzo, più ad est, parla tedesco. Tutte e tre i giganti del trasporto aereo hanno una inarrestabile fame di fusioni e acquisizioni di compagnie più piccole o in crisi da caro-petrolio. Poche quelle disponibili su piazza. Iberia sarà inghiottita da British. Restano, tra le più appetibili, Austrian, Alitalia: la Magliana, se non altro per il mercato turistico che serve, è forse la preda più ambita ma anche la più dura da digerire con il suo carico di debiti e i sindacati che fanno muro.

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Scoppia la guerra degli aeroporti fiumicino e linate a rischio caos (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Lo scalo romano potrebbe ripetere la debacle di 12 anni fa. Milano salva Malpensa Scoppia la guerra degli aeroporti Fiumicino e Linate a rischio caos I manager lombardi trattano forti dell'appoggio della Lega e del sindaco Moratti ROMA - La rivincita di Malpensa. Sono passati solo sei mesi da quando Alitalia sparì dallo scalo varesino portandosi via 7 milioni di passeggeri (su 20). Invece ora, nel derby Roma-Milano degli aeroporti, a trattare da una posizione di forza con Alitalia è proprio la Sea, guidata dal manager di area leghista, Giuseppe Bonomi. Il cambio di governo è stato decisivo, ma anche l'aver dimostrato di poter riempire in parte il vuoto di Alitalia con le compagnie straniere (Lufthansa in particolare) e AirOne. Così dopo i primi contatti informali che Cai ha avuto con i due principali sistemi aeroportuali a Milano si respira ottimismo, mentre a Roma incertezza mista a fatalità. Da entrambe le società arrivano due premesse identiche: "impossibile parlare prima di aver visto i dettagli del piano" e "possiamo e dobbiamo crescere anche se l'apporto della compagnia di bandiera". La prima differenza è che la Sea lo ha già dimostrato nel mercato odierno, a Fiumicino invece l'ultimo abbandono pro Malpensa risale a 12 anni fa. A Roma il 40% dei voli è targato Alitalia e nessuno sa con precisione se e quante delle sovrapposizioni degli orari Alitalia e Air One (specie verso Linate) spariranno dal 30 ottobre con l'orario invernale. Pur in mancanza di dati certi tutti danno per scontato un calo consistente del contributo della compagnia. Invece Bonomi non si è impressionato per la proposta di riportare 13 rotte intercontinentali a Malpensa lasciandone solo 3 a Fiumicino. "In tutto il piano industriale di Sea approvato a luglio - si fa notare da Milano - la parola Alitalia compare solo per elencare i danni della dehubizzazione. Abbiamo 25 compagnie straniere che chiedono di aprire voli da Malpensa e non possono perché i trattati bilaterali non lo consentono. A noi basterebbe che il governo li sbloccasse per riempire gli slot". Offerta ancor meno interessante se quelle destinazioni arrivano in cambio di un ridimensionamento di Linate, considerato inaccettabile a (quasi) qualsiasi prezzo. C'è molto gioco delle parti, oltre che un po' d'orgoglio, in questa rigidità: un cliente come Alitalia non si rifiuta a cuor leggero. Ma Bonomi sa di aver, via Lega, un rapporto privilegiato del governo, e che il sindaco Letizia Moratti e il governatore Roberto Formigoni sono la miglior lobby che un manager pubblico si può avere: "Abbiamo iniziato a lavorare con Banca Intesa - ha spiegato il sindaco - per capire se ci possono essere impatti negativi sugli aeroporti milanesi. Sea finora ha lavorato su un piano proprio perché non poteva rimanere indifferente all'uscita drastica di Alitalia da Malpensa. Ora dobbiamo verificare la compatibilità tra i due piani". L'obiettivo è quello riportare le lancette indietro di un anno: tornare ad essere l'hub principale di Alitalia. Solo in quel caso si potrebbe tornare a parlare di Linate, ma sapendo di poter sfruttare l'indisponibilità delle compagnie ad abbandonare la comodità di uno scalo vicino al centro della città. Ogni intervento del governo per limitarne il traffico (fino al decreto Bersani bis del 2000) ha suscitato una sequela di ricorsi amministrativi. (l. i.).

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"il gruppo benetton in conflitto d'interessi l'antitrust indaghi" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Lettera al Garante: è presente anche in Aeroporti di Roma "Il gruppo Benetton in conflitto d'interessi l'Antitrust indaghi" Il pd Zanda denuncia: distorta la concorrenza Nel mirino altri due soci della Cai: Riva e Aponte LUCA IEZZI ROMA - L'Antitrust batta un colpo sugli evidenti conflitti d'interesse che ci sono per gli azionisti di Cai. Il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, ha scritto al garante per la concorrenza Antonio Catricalà per chiedere un'istruttoria. In particolare, sottolinea il senatore nella lettera: "La partecipazione incrociata del Gruppo Benetton, ad Aeroporti di Roma (attraverso Gemina) e a Compagnia aerea italiana, configura una manifesta ipotesi di distorsione della concorrenza". Non solo, secondo Zanda la compagine che rileverà Alitalia si porta dietro "oltre a quelli formali, conflitti più sottili, come quello della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che, anche solo per una questione di opportunità avrebbe dovuto evitare di intervenire. L'obiettivo della mia segnalazione è chiedere chiarezza su una serie di ombre, come la possibilità che l'intervento per salvare Alitalia inneschi una serie di scambi su altri fronti. L'opinione pubblica e i giornali saranno molto attenti nel denunciarli, dovrebbero fare altrettanto anche le istituzioni". Ombre e sospetti, ma anche qualche dato concreto: "Ricordo che Atlantia, solo qualche mese prima di imbarcarsi su Alitalia - rincara il senatore - ha ottenuto un adeguamento molto favorevole del sistema tariffario sulle autostrade introdotto per decreto, che anche dal punto di vista giuridico è una mostruosità". Atlantia non è la sola a dover già ringraziare il governo Berlusconi: il gruppo Riva il 17 settembre avrà un incontro al ministero dell'Ambiente sul piano di riduzione di emissioni di diossina intorno agli impianti dell'Ilva di Taranto. Ha già ottenuto dal ministero la sconfessione dei dati allarmanti rilevati dall'Agenzia regionale sui camini dello stabilimento di Taranto, mentre sindacati e enti locali parlano di inadempienze sull'abbattimento reale delle sostanze tossiche. La stessa Ilva ha incassato da due mesi la proroga per un altro anno della Cassa integrazione a Genova per 550 operai. E L'Aeroporto del capoluogo ligure, in via di privatizzazione è al centro delle mire sia della Msc di Gianluigi Aponte che dell'Adr di Benetton: si annuncia uno scontro tra soci o un'alleanza spartitoria in nome dei nuovi padroni di Alitalia? Infine sulle tariffe aeroportuali si è in attesa di una delibera del Cipe che ridefinisca i criteri con cui i vari aeroporti possono alzare il prezzo dei servizi che fanno pagare alle compagnie. Con Alitalia in via di "resurrezione" si dà per scontata una decisione più favorevole alle compagnie, tutta da scoprire invece la reazione delle società aeroportuali, specie le più grandi Adr e Sea a cui i soci di controllo (Benetton e il comune di Milano) potrebbero chiedere di non essere troppo battaglieri nel presente in vista di guadagni futuri.

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Nuova alitalia, decollo a novembre (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Nuova Alitalia, decollo a novembre Il nodo contratti frena l'accordo coi sindacati. Spunta l'ipotesi maggioranza per Air France Il tribunale di Roma ha accertato lo stato di insolvenza della compagnia Roberto Colaninno e Rocco Sabelli nominati formalmente ai vertici della Cai ROMA - Tempi molto stretti per un accordo su Alitalia. La trattativa tra governo, sindacati e Compagnia aerea italiana, che si svolge al ministero del Lavoro, proseguirà ufficialmente lunedì, quando si affronterà il tema delicatissimo dei nuovi contratti di lavoro. Se i sindacati accetteranno una riduzione degli attuali livelli retributivi ed una revisione di alcune norme per rendere più flessibile l'utilizzo dei naviganti, gli esuberi potrebbero calare ulteriormente. Tra oggi e domani i contatti continueranno, informalmente e via telefoni cellulari, alla ricerca di una soluzione da condividere a partire da lunedì. Il tema centrale per il sindacato è quello dell'occupazione. Alitalia 2 ripartirà infatti da 11.500 dipendenti rispetto agli attuali 17.500 di Alitalia più Air One. Gli esuberi certi saranno 3.250 (vale a dire i lavoratori sottoposti a cassa integrazione e mobilità); ma la cifra sale a 6.000 se si considerano anche le 700 unità dei call center e dell'amministrazione di Alitalia, il cui destino resta incerto, nonché i 2.050 dipendenti di manutenzione e cargo che saranno esternalizzati in una società che potrebbe far capo ad alcuni soci della Cai. Numeri che, peraltro, non considerano una questione sociale delicatissima: quella dei 3mila precari, i contratti a termine che in molti casi tengono in piedi una buona fetta di servizi offerti dalle due compagnie italiane pronte alla fusione. Ieri, intanto, il tribunale di Roma ha accertato lo stato di insolvenza di Alitalia, un passaggio chiave per il commissario Augusto Fantozzi, che si è detto pronto ad "andare avanti speditamente". Questione di settimane anche per determinare quale sarà il partner estero di rango che affiancherà il lavoro della cordata italiana: il nuovo network della compagnia risanata punta molte delle sue rotte intercontinentali su Malpensa, soluzione preferita da Lufthansa. Ma nelle ultime ore fonti vicine ad Air France-Klm hanno fatto intendere che l'interesse verso Alitalia non è affatto scemato, mentre indiscrezioni di stampa francese rivelano che la compagnia transalpina punterebbe addirittura alla maggioranza di Alitalia 2. Una possibilità però smentita da Parigi. Certi sono solo i tempi previsti per la rinascita del nuovo vettore. Ieri si è svolta la prima l'assemblea della Cai che ha ratificato l'offerta e ha nominato Roberto Colaninno presidente e Rocco Sabelli amministratore delegato. Alitalia-AirOne, ha annunciato Fantozzi, inizierà ufficialmente le operazioni il primo novembre, con 139 aerei, 13 tratte intercontinentali spostate da Roma a Malpensa, 65 collegamenti di medio e breve raggio e una rete di sei basi senza hub. A Fiumicino resteranno 3 voli di lungo raggio, poca cosa rispetto ai 14 di oggi. Inoltre, nei prossimi mesi sparirà il logo della compagnia guidata da Carlo Toto per lasciare tutta la scena al marchio tricolore di Alitalia. Uno scenario che si completa con il via libera dell'Enac, l'ente dell'aviazione civile guidato da Vito Riggio, che ieri ha autorizzato in via transitoria per altri 6 mesi, il proseguimento dell'attività della compagnia di bandiera. (lu.ci.).

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"io, il pd e l'alitalia: ho scelto per i cittadini" - giovanna vitale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Roma Marrazzo "Io, il Pd e l'Alitalia: ho scelto per i cittadini" GIOVANNA VITALE Ha deciso da solo, il governatore Piero Marrazzo. Convinto che - vestendo i panni del paladino dei cittadini come ai bei tempi di Mi manda RaiTre - avrebbe dato voce alle istanze riformiste dell'intero Pd. Certo non si aspettava i malumori e i sospetti che si sono rincorsi all'interno del suo partito, per il quale "sono sempre stato un valore aggiunto per la mia capacità di parlare alla gente, prima ancora che alla politica", dice. Tanto più che, dalla "presa" di Roma targata Pdl, la proposta di entrare nella cordata della nuova Alitalia per difendere i lavoratori della società e dell'indotto laziale rappresenta il primo colpo messo a segno dal centrosinistra dopo mesi di trauma post-elettorale. Una mossa che, però, potrebbe far saltare qualche calcolo politico: sarà difficile non ricandidare il governatore uscente alle Regionali del 2010... Presidente Marrazzo i leader del Pd, almeno all'inizio, non l'hanno presa bene: lei, d'altra parte, non li aveva neppure avvisati. "Mi sono assunto la responsabilità di fare una riflessione in tempi brevi e dare una risposta: a quel tavolo, mercoledì, potevo essere il sacerdote di una liturgia che precede la disoccupazione, oppure rappresentare le istanze di un territorio, il nostro, penalizzato da un piano che sposta il baricentro, tutte le rotte intercontinentali, su Milano". E così facendo cosa crede di ottenere? "Intanto restituire protagonismo al nostro territorio. Ho già avuto dei contatti con alcuni grandi imprenditori di Roma e del Lazio, che potrebbero battere un colpo, magari associandosi. E la prossima settimana incontrerò i vertici degli industriali". SEGUE A PAGINA VII.

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Marrazzo: "io, il pd e l'alitalia" - giovanna vitale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

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Pagina VII - Roma Marrazzo: "Io, il Pd e l'alitalia" GIOVANNA VITALE (segue dalla prima di cronaca) Insisto: qualcuno pensa che dietro ci sia una manovra anti-Veltroni... "Sciocchezze. La mia proposta era rivolta ai cittadini, non alla politica. Ho sempre pensato al Pd come a un partito tanto più rappresentativo quanto più ha la capacità di stare nei territori. Prerogativa che abbiamo dimostrato non essere solo delle regioni del Nord governate dalla destra. Io credo che un presidente come me debba svolgere questo lavoro per il Pd: riuscire a parlare lo stesso linguaggio della società che cambia. è il valore aggiunto della mia esperienza politica, che desidero continuare". è questo il punto: a fine mese saranno definite le procedure per l'elezione del nuovo segretario regionale. Morassut pare il più quotato, ma è anche quello che potrebbe insidiarle la candidatura nel 2010... "E perché mai? Abbiamo fatto tante cose buone, dal superamento dell'emergenza rifiuti al risanamento della sanità: se si cambiasse significherebbe che abbiamo fallito. Invece anche la questione Alitalia dimostra l'opposto. Perciò il nuovo segretario dovrà partire dall'esperienza di questo governo regionale, non in contraddizione".

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La disperazione in piazza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Napoli Caos a Capodichino per una manifestazione contro i tagli Alitalia, i prof occupano un ufficio del Provveditorato La disperazione in piazza Protestano i lavoratori Atitech e i precari della scuola GIORNATA di tensione a Capodichino. I lavoratori Atitech hanno attuato un blocco lungo la strada che porta all'aeroporto. Il caso Atitech, circa 800 addetti che temono di essere esclusi dalla nuova Alitalia, ha smosso le istituzioni regionali. La presidente del Consiglio Sandra Lonardo Mastella ha inviato una lettera a Berlusconi. Antonio Bassolino ha sentito al telefono il ministro Scajola. L'altro ministro Sacconi ha prospettato un utilizzo in Finmeccanica. Da lunedì potrebbero riprendere le agitazioni. Tensione anche nella scuola: i precari delle elementari hanno occupato per alcune ore gli uffici della direzione scolastica regionale in via Ponte della Maddalena. BIANCA DE FAZIO ROBERTO FUCCILLO ALLE PAGINE II E III.

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Vertenza atitech, caos a capodichino - roberto fuccillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Napoli Vertenza Atitech, caos a Capodichino I lavoratori bloccano la strada d'accesso all'aeroporto. Disagi per i passeggeri Per la società spunta l'ipotesi Finmeccanica Si mobilita la Regione ROBERTO FUCCILLO "LA giornata è cominciata male". La raccontano così: a mezzogiorno la tensione si va già un po' stemperando, il blocco principale che ha paralizzato il viale d'ingresso all'aeroporto è stato rimosso, ma quelli dell'Atitech non si fanno pregare per raccontare di come i notiziari radio, e le informazioni da Roma, avevano confermato i più neri timori: circa 3.500 esuberi per Alitalia, e quasi un quarto sarebbero qui a Napoli, in questa azienda che si occupa della manutenzione degli aerei. Non c'è voluto molto a radunare i dipendenti. E se lunedì scorso un corteo si era svolto pacificamente, anche dentro l'aerostazione, ieri la protesta già si è alzata di livello. Un paio d'ore di manifestazione in via Ruffo di Calabria hanno bloccato il traffico in ingresso all'aeroporto: molti viaggiatori hanno dovuto percorrere a piedi il viale di accesso all'aeroporto, bagagli alla mano. Intorno a mezzogiorno comunque il blocco è stato rimosso, ma i lavoratori si sono trasferiti davanti alla sede dell'azienda, ancora a spiegare il loro caso, e a tentare di far ragionare una decina di loro colleghi che si erano arrampicati sul tetto. Uno di loro minacciava apertamente di gettarsi, una gamba dentro e una fuori dal cornicione. Minuti di tensione, confermata dall'arrivo dei vigili del fuoco. Poi i compagni, ma anche i dirigenti dell'azienda, sono venuti a capo almeno di questa crisi. I lavoratori restano in assemblea permanente mentre la preoccupazione sul destino di Atitech ha invaso anche il mondo politico-istituzionale. Il Consiglio regionale ha ricevuto in mattinata una delegazione sindacale, guidata dai vertici regionali di categoria. Con la presidente Sandra Lonardo c'erano il suo vice Salvatore Ronghi, il presidente della commissione consiliare Pasquale Sommese e gli assessori Lilli De Felice (Politiche sociali) e Corrado Gabriele (Lavoro). Ne è scaturita un documento che la Lonardo ha poi inviato al premier Berlusconi, al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e al sottosegretario alla presidenza Gianni Letta: vi si chiede che il caso Atitech venga specificamente trattato al tavolo governo-sindacati "per non disperdere le specifiche professionalità e competenze e per salvaguardare i livelli occupazionali". Deciso anche un tavolo permanente di confronto: su proposta di Ronghi lunedì è convocata una riunione alla quale sono invitati anche i parlamentari campani. A sua volta la giunta, su proposta di Gabriele, allestirà una unità di crisi con lo stesso Gabriele, la De Felice e i due colleghi Andrea Cozzolino (Attività produttive), e Ennio Cascetta (Trasporti). Mentre il presidente Antonio Bassolino in serata ha telefonato al ministro Claudio Scajola, per segnalargli che "Atitech è una grande realtà imprenditoriale dove lavorano professionalità e competenze di alto livello. Non si tratta dunque di definire ammortizzatori sociali, quanto di garantire un futuro produttivo a questa azienda di livello nazionale". Ne è nato l'impegno a un incontro fra i due nei prossimi giorni. Intanto da Roma ha fatto sentire la sua voce il ministro Sacconi. Per tranquillizzare: "Finmeccanica è comunque un interlocutore. é presente nello stesso territorio". Potrebbe essere dunque questa la destinazione. Poi però Sacconi lancia anche un monito: "Mi auguro che alcune agitazioni rientrino, la manutenzione pesante è attività soggetta alle regole sul diritto di sciopero, dunque uno sciopero sregolato potrebbe portare alla precettazione". A Capodichino l'ipotesi Finmeccanica, caldeggiata a Roma dalla Cisl, viene ora guardata con interesse, tanto che oggi si torna alla normale attività. Anche se Antonio D'Auria, segretario regionale Filt/Cgil per il settore aereo, è scettico: "Riassorbirà al massimo 200 unità, e senza prospettive chiare". Quanto agli scioperi, "Sacconi non faccia sceneggiate, non c'è nessuna precettazione possibile. Seguiamo l'evolversi della trattativa, ma siamo sempre pronti a riportare centinaia di lavoratori anche a Roma".

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"dopo venti anni di sacrifici non possiamo finire così" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Napoli Le voci I dipendenti attaccano: vogliono risparmiare andando in Turchia o in Marocco "Dopo venti anni di sacrifici non possiamo finire così" "Tuteliamo la sicurezza: ci sono avarie anche sui nostri aerei, ma poi atterrano" "Siamo molto specializzati, ma costiamo già mille euro in meno dei colleghi francesi" "Fatecelo dire: qui quello che Brunetta vuole fare con i dipendenti pubblici, noi lo attuiamo già da 20 anni". La cifra della protesta Atitech è anche qui: Lucio Spigno, 32 anni, prova a dire della delusione di chi comunque è già arretrato in questi anni sul piano delle recriminazioni, pur ritenendo di svolgere un lavoro prezioso. "Possibile che siamo noi i protagonisti della crisi Alitalia? Ma se abbiamo più aeroplani che piazzole. Il nostro è un vero capitale sociale. Ci sono voluti anni e anni per formarlo, per preparare competenze e professionalità, che sono già a basso costo: mediamente costiamo dai 500 ai 1.000 euro in meno di un lavoratore analogo della Air France o di Lufthansa. Però garantiamo la sicurezza. Spanair va a fare la manutenzione in Turchia, dove forse vogliono dislocare ora anche quella di Alitalia. Gli incidenti succedono anche qui, qualche giorno fa ce n'è stato uno sul volo per Bologna, ma l'aereo è atterrato lo stesso. Questa è la differenza". Alfonso Greco è ancora più giovane, 31 anni, lavora qui da sei, in teoria è uno dei fortunati che nel dramma della disoccupazione giovanile uno spazio l'ha trovato. Neanche lui riesce a capacitarsi che questo non serva: "Come me ce ne sono tanti. Oramai la maggior parte qui è fra i 25 e i 45 anni. Sono entrato con un concorso per selezione, poi ho fatto due anni di formazione. Roba anche che costa. Eppure negli ultimi anni già si è abbassato il profilo professionale: scatti bloccati, impossibilità di fare le notti, contratti legati alla presenza, ovvero ferie e malattie non coperte. Significa in media il 20 per cento in meno se non vengo". "E infatti - aggiunge Spigno - si viene anche con la febbre". C'è anche qualcuno con maggiore anzianità di servizio. Alfredo Camera nel frattempo è diventato delegato Cgil: "Sono venti anni che facciamo sacrifici. Nel corso del tempo abbiamo accettato cassa integrazione, stop ai rinnovi contrattuali, mobilità. Abbiamo sempre pagato. Possibile che questa sia la fine?" Una realtà che non vogliono accettare. Non venitegli a parlare di riutilizzi in altri settori, tipo poste. "Francamente - dice Spigno - io ho anche studiato, mi sono formato e questo lavoro non lo faccio per vil denaro, ma anche per passione. Non ho nessuna voglia di deprezzarmi. Se salta Atitech me ne vado da Napoli a cercarmi una occupazione confacente". Greco concorda. Ha una famiglia, due figli, "dovrò certo vedere cosa fare, ma sono d'accordo, non mi va di pensare a un lavoro dequalificato". Un senso di orgoglio che Giovanni Aruta, delegato Cisl, riassume anche così: "Non vogliamo assistenzialismo, ma chiarezza sul piano industriale. Chiediamo alla nuova compagnia di tutelare un lavoro nel quale siamo capaci. E se invece non sappiamo dove andiamo a finire, la gente certo non sta bene, qualcuno può anche perdere la testa". C'è anche chi guarda con interesse alle mosse della Regione Lazio, che hanno chiesto di entrare in Alitalia. "Speriamo - dice Pasquale Cerza della Uiltrasporti - che il tavolo regionale tuteli i nostri interessi come stanno facendo quelli di Lombardia e Lazio". Per l'Ugl invece il segretario provinciale Francesco Falco invoca l'interesse del governo anche perché "la forte conflittualità tra le istituzioni locali rende ancora più fatuo il peso che esse possono dare per la soluzione dell'intera questione". (r. f.).

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Letizia attaccata al carroccio va alla guerra contro roma - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Milano In giunta il sindaco ribadisce l'insofferenza per ritardi e ingerenze Letizia attaccata al Carroccio va alla guerra contro Roma "Facciano bene i conti, i signori dei Palazzi" Il destino di Malpensa, le nomine Expo, la voglia di protagonismo: si allarga il solco tra la Lady di ferro milanese e i suoi referenti nazionali RODOLFO SALA (segue dalla prima di Milano) Un fuoco che ha già cominciato a preoccupare seriamente, Lega ovviamente esclusa, i capi nazionali del centrodestra, da Berlusconi in giù. Letizia lo aveva già detto la sera prima, tra le ovazioni del popolo del Pd alla festa di Lampugnano: "Basta lezioni da Roma". Adesso lo ripete a Palazzo Marino, senza sorrisi e con un cipiglio che non ammette repliche. Succede quando il povero assessore Gianni Verga replica come può a una tirata di Letizia, che si presenta in giunta di umor nero e se la prende con la commissione edilizia del Comune, accusata di approvare progetti "con scarsa attenzione al criterio del bello". "Ci sono troppe competenze - ragiona l'assessore - occorrerebbe un riordino dell'intero sistema, insomma un intervento legislativo a livello nazionale". Sì, buonanotte, pensa il sindaco. E ordina di lasciar perdere. Milano come Sagunto: dum Romae consulitur? Laggiù - è il Moratti pensiero - parlano, pensano solo a spartirsi i posti, fanno perdere tempo prezioso alla capitale del Nord che se non rischia di essere espugnata (come Sagunto), certo viene danneggiata dalle interferenze dei palazzi romani. Sull'Expo, certo: ma anche sulla nuova Alitalia che - adesso la Moratti lo ammette senza tanti giri di parole - rischia di colpire Linate e di trasformare Malpensa in un modesto scalo point to point. "Facciano bene i loro conti, i signori di Roma - aveva insistito giovedì sera, seduta a un tavolo del ristorante Valtellina della Festa democratica - perché i 3.500 esuberi di Alitalia li possiamo salvare noi, se solo ci consentiranno di non ridimensionare Malpensa: con l'hub, ogni milione di passeggeri produce 1.500 posti di lavoro, con il point to point la metà". Insomma: "Quei 3.500 non possono diventare l'alibi per colpire i nostri aeroporti, anche perché a impiegarli potremmo essere proprio noi; purché a Roma la smettano di darci lezioni". Per quel che riguarda l'Expo, più che "lezioni" sono legnate. Il sindaco considera senz'altro un'ingerenza il tira e molla del governo che non ha ancora messo nero su bianco la governance della società di gestione, materia sulla quale a Roma hanno idee molto diverse da quelle di Letizia. Proseguendo nella svolta anti-romana che ha scelto, la Moratti lo spiega in una lettera piccata al "Giornale" (proprietà Berlusconi) che giovedì l'aveva invitata a uscire dal tunnel: "Milano - scrive - non si è certo fermata a discutere di nomine e poltrone, ma ha lavorato attivamente per rendere concreta la visione e lo spirito di Expo". Mentre loro, i romani, "mi hanno nominato commissario di me stessa, dal momento che la governance di Expo è ancora una scatola vuota". Ormai è certo che non finirà colme voleva lei, con il suo braccio destro Paolo Glisenti unico uomo al comando. Ma Letizia non si limita a incassare il colpo con strepiti furiosi. Sta cercando di limitare i danni, forte di un asse solido costruito con la Lega. Insomma se Glisenti sarà solo amministratore delegato della Soge (che avrà tra l'altro un presidente di nomina governativa), a capo di quel Cipem che pure lei considera alla stregua di un carrozzone, il sindaco darebbe il via libera a un uomo di Bossi come il presidente della Provincia di Como Leonardo Carioni. Tutto si tiene, e in questa rinata alleanza, il nuovo corso della sindaca che urla di averne le tasche piene dei romani ci sta tutto. Anche a costo di dare un dispiacere a Silvio, e di allargare il solco che da tempo la divide dall'altro campione del centrodestra di governo in terra lombarda: Roberto Formigoni. Ci sta pure il protagonismo del sindaco nella vicenda Alitalia: dopo i lamenti e le accuse ai romani arroganti e pasticcioni, la Moratti prende in mano il pallino e incontra i vertici di Banca Intesa, "per verificare la compatibilità del piano Alitalia con quelli della Sea, il cui interesse noi dobbiamo tutelare, a prescindere dal colore politico del governo". Se si aggiunge che questo piglio trova qualche sponda pure nel Pd, il cerchio si chiude.

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La moratti siede al tavolo alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Milano Il sindaco: cerco con Intesa una soluzione compatibile con i nostri piani. La Provincia: pronti a scambiare le azioni Sea La Moratti siede al tavolo Alitalia Ma Penati attacca: troppo prudente, io voglio entrare nella cordata Dopo le critiche, Letizia Moratti è pronta a sedersi al tavolo delle trattative con la nuova Alitalia per salvare Malpensa e Linate: "Ci auguriamo che un ragionamento fatto con Alitalia ci porti ad avere due piani che possano essere complementari e non conflittuali. Con Intesa cerco una soluzione compatibile". Ma per il presidente della Provincia, Filippo Penati, l'atteggiamento del sindaco è ancora troppo "prudente". Per "tutelare gli interessi dei milanesi" Palazzo Isimbardi conferma la volontà di entrare nella nuova cordata di imprenditori cedendo le quote di partecipazione di Sea. ALESSIA GALLIONE A PAGINA II.

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La moratti al tavolo alitalia "tratto per i nostri aeroporti" - alessia gallione (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Milano La provocazione La speranza La Moratti al tavolo Alitalia "Tratto per i nostri aeroporti" Ma Penati ribadisce: "Voglio entrare nella cordata" Siamo pronti a giocare tutte le armi possibili, possiamo cedere le azioni Sea e comprare quote nella nuova società per difendere le nostre ragioni Stiamo lavorando con Banca Intesa per capire gli eventuali impatti sugli scali milanesi e verificare se siano compatibili con i piani della Sea Gli industriali "Il Forlanini va preservato come city airport" Con i tagli pesanti conseguenze nell'hinterland ALESSIA GALLIONE Dopo le critiche e la difesa sembra arrivato il momento della trattativa. Ed è la stessa Letizia Moratti ad annunciare di essere pronta a sedersi al tavolo con la nuova Alitalia per discutere del futuro di Malpensa e del Forlanini, destinato a trasformarsi in una semplice pista di atterraggio e decollo della navetta Milano-Roma: "Stiamo lavorando con Banca Intesa - ha detto - per analizzare il piano e capire gli eventuali impatti sugli scali milanesi sperando che siano compatibili con i piani Sea". Ma per il presidente della Provincia quello del sindaco e di altre autorità locali rimane un atteggiamento "troppo prudente". Filippo Penati ribadisce di essere pronto a "giocare tutte le armi possibili per difendere gli interessi dei milanesi e dei loro aeroporti". Anche l'ingresso nella nuova cordata mettendo sul piatto le azioni Sea. E ieri, anche il presidente di Assolombarda Diana Bracco si è schierato a favore di Malpensa e Linate: "Bisogna sostenere il sistema aeroportuale milanese, un asset fondamentale per tutto il Paese". La proposta di Palazzo Isimbardi rimane in piedi, conferma Penati. Un ingresso nell'azionariato della nuova Alitalia che avverrebbe con uno scambio di azioni Sea per quelle Alitalia. Nessun problema di liquidità: la Provincia detiene azioni "pari al 15% - sottolinea il presidente - per un valore di almeno 250 milioni di euro". Un'ipotesi che Letizia Moratti non condivide: "Non è una prospettiva che al momento il Comune ha preso in considerazione. Il piano di Alitalia è un piano di imprenditori. Noi cerchiamo di erogare servizi utili al cittadino, migliorandone la qualità. Questa è la nostra missione e quello che abbiamo da fare come Comune è già abbastanza, senza metterci in nuove iniziative". Per il sindaco, meglio trattare. Per salvare il salvabile. Spingendo, magari, sull'ipotesi che lei stessa ha dichiarato migliore per il rilancio di Malpensa: un'intesa con Lufthansa. Penati ribatte: "So bene che non è compito di un ente locale quello di occuparsi di una compagnia di bandiera - risponde Penati - , ma il nostro ipotetico intervento ha il senso di difendere gli interessi di un territorio e di due scali che sarebbero penalizzati. Se il governo si impegnasse in questo senso non ci sarebbe bisogno del nostro intervento". Una proposta provocatoria, quella di entrare nella nuova cordata. Che l'assessore alla Mobilità della Regione Raffaele Cattaneo bolla però come "un rigurgito di statalismo". Ma per il deputato del Pd ed ex sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Enrico Letta, "l'interesse di Province e Regioni per la nuova Alitalia dimostra che siamo di fronte a una soluzione provinciale e non di mercato" che, rispetto all'ipotesi di cessione ad Air France messa in campo dal governo Prodi, "comporta maggiori costi per i contribuenti e non prevede l'inserimento della compagnia in un circuito internazionale". E c'è chi ha calcolato quanto costerebbe all'economia locale (dalla Brianza al Lodigiano, dal Comasco al Piacentino) il possibile ridimensionamento di Linate alla sola tratta Milano-Roma: circa 129 milioni di euro. Un conto che, in Brianza, raggiungerebbe i 19 milioni di euro. A stimarlo è uno studio della Camera di commercio di Monza e Brianza sui dati Registro delle imprese. A difesa degli aeroporti lombardi sono anche le dichiarazioni di Diana Bracco. La presidente di Assolombarda è certa che "l'attesa gestione di tipo privatistico della nuova Alitalia saprà valutare le richieste del mercato: dal momento che la gran parte della domanda di trasporto aereo è generata da Milano, dalla Lombardia e dal Nord Italia sarà inevitabile che i nuovi investimenti siano realizzati sul sistema aeroportuale milanese. Linate, le cui caratteristiche di city airport dovranno essere preservate, è tuttora il primo aeroporto italiano per i voli privati, aspetto di importanza crescente nel percorso di avvicinamento all'Expo".

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"ora il sindaco mantenga gli impegni" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Milano Majorino, capogruppo Pd: alla nostra Festa ha alzato la voce su aeroporti, Expo e sicurezza, adesso sia coerente "Ora il sindaco mantenga gli impegni" Sul palco di Lampugnano, vicino a Letizia Moratti c'era anche il capogruppo del Pd a Palazzo Marino, Pierfrancesco Majorino. Che il giorno successivo allo "strappo" del sindaco e agli applausi del popolo democratico, però, ha un messaggio per lei: "Adesso deve essere coerente con gli impegni assunti alla festa". Come? "Ho apprezzato l'atteggiamento di autonomia del sindaco nei confronti del governo. In particolar modo la forte critica rispetto alle possibili ricadute negative dell'operazione Alitalia su Linate e Malpensa. Ed è proprio nella difesa degli aeroporti milanesi che vorremmo vedere Letizia Moratti con noi". Il sindaco dice di aver cominciato a lavorare con Alitalia per verificare la compatibilità del piano con le esigenze di Linate e Malpensa. Le sembra un passo in avanti? "Vedo una marcia indietro rispetto alla forza delle dichiarazioni precedenti. Non vorrei che cambiasse opinione a seconda delle platea. Mi aspetto coerenza". Solo sulla vicenda Alitalia o anche su altri temi? "Dovrebbe avere il coraggio di alzare la voce anche sul taglio delle forze dell'ordine preparato da Roma: nei prossimi anni a Milano mancheranno 700 uomini. Se lo avesse deciso Prodi, lei sarebbe già sulle barricate. Mi pare che oggi eluda l'argomento. E poi c'è l'Expo: non credo che l'occupazione da parte del governo delle poltrone del comitato sia coerente con i tanti impegni che lei stessa si era assunta alla Festa dell'Unità dell'anno scorso. Vorrei un sindaco capace di dimostrare attenzione agli interessi della città non solo quando viene alle feste democratiche". Il presidente Penati è pronto a entrare nella cordata per "difendere gli interessi di Milano". Cosa ne pensa? "Potrebbe essere un'ipotesi interessante che la Moratti non dovrebbe far cadere e dopo, con decisione, mettere in campo la sua autorevolezza per chiedere garanzie. Finché non ci saranno certezze sul rilancio di Malpensa, Linate va difeso. Con la Provincia, poi, il sindaco dovrebbe sedersi a un tavolo per discutere di Ecopass, uno strumento che va ripensato senza tornare indietro ma sapendo che le risorse dovranno essere dedicate al trasporto pubblico". (a.gall.).

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"così alipadania lascia a terra la puglia" - paolo viotti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari "Così Alipadania lascia a terra la Puglia" Il Pd manifesta in aeroporto. Il Pdl replica: "Protesta contro se stesso" Un gruppo di imprenditori sarebbe già pronto a costituire una società mista PAOLO VIOTTI "Il piano di salvataggio di Alitalia lascia a terra la Puglia" è il titolo del volantino che ieri parlamentari e consiglieri regionali del Pd hanno distribuito ai cittadini davanti agli aeroporti di Bari e Brindisi. I democratici impugnano l'arma dell'ironia e parlano della nascita di "Alipadania". E, questo, proprio nel momento in cui "la società Aeroporti di Puglia scala le classifiche nazionali: sale dal quarantesimo al quindicesimo posto come numero di passeggeri" spiega il deputato Dario Ginefra. "Così come è cresciuto sensibilmente il numero dei collegamenti" aggiunge il vicesegretario del Pd Michele Mazzarano. Adesso invece tutti temono una riduzione dei voli ed un'impennata delle tariffe. "Per andare da Bari a Roma ho paura che dovremo spendere non meno di 600 euro" fa sapere, amareggiato, Mazzarano. Ecco perché, aspettando di conoscere quali saranno le regole del gioco che la newco deciderà di seguire, il Pd pugliese alza le barricate. "Questo graduale processo di crescita del territorio, sostenuto dalla politica innovativa della giunta Vendola, rischia infatti di essere bloccato dalle scelte improvvide del governo Berlusconi" è scritto a chiare lettere nel volantino, che la gente in arrivo o in partenza dallo scalo barese legge per metà incuriosita e per metà amareggiata. Non è esclusa una nuova protesta per sabato 13, in occasione della inaugurazione della Fiera del levante a cui parteciperà Silvio Berlusconi. "La Regione Puglia tratti subito e direttamente con la nuova società, non solo per far valere i diritti minimi essenziali dei propri cittadini" afferma il deputato salentino Lorenzo Ria. Giacché "il piano di salvataggio dell'Alitalia non obbedisce solo a logiche economiche, ma soprattutto a logiche politiche. Il tallone di ferro della Lega, che minaccia la caduta del governo se la compagnia di bandiera non soddisferà prioritariamente gli interessi padani, ha fortemente condizionato - precisa Ria - le scelte economiche della nuova società, che ha sostanzialmente cancellato il Sud. Tale logica politica è andata oltre ogni ragionevolezza, tanto da far prevedere tra i sei scali "privilegiati" anche Venezia, che ha altri interessi e guarda verso vettori diversi da Alitalia". Il capogruppo di Fi alla Regione Rocco Palese boccia senza mezzi termini l'iniziativa dei democratici: "E' molto grave che il partito di maggioranza relativa manifesti contro se stesso e contro la giunta Vendola. Questa è l'unica interpretazione possibile da dare al teatrino che è andato in scena tra Brindisi e Bari. Perché non è vero che la nuova Alitalia avvantaggia gli aeroporti settentrionali visto che a lamentarsi è anche il sindaco di Milano Letizia Moratti". Mentre il coordinatore di An Adriana Poli Bortone crede che "occorra la costituzione di una compagnia aerea del Mezzogiorno e quindi non soltanto pugliese". L'idea di dare vita ad una compagnia aerea made in Puglia è del vicepresidente della commissione Trasporti della Regione Giacomo Olivieri. Un gruppo di imprenditori sarebbe già pronto a costituire una società mista insieme con la Regione, che avrebbe la maggioranza delle azioni. Un'operazione di questo tipo "non avrebbe alcun colore politico" assicura Olivieri, che puntualizza: "E' la ragione per cui mi sono messo a disposizione per la realizzazione di questo progetto". Però, secondo il capogruppo dell'Udc Gino Caroppo, "meglio sarebbe se i nostri imprenditori anziché dispiegare risorse finanziarie in un'impresa dagli esiti incerti ed economicamente onerosi, valutassero l'opportunità di sottoscrivere azioni della compagnia di bandiera nel momento in cui prenderà il posto della vecchia Alitalia". Come vuole fare il governatore del Lazio, Marrazzo. Percorrere questa stessa strada, per Caroppo, "darebbe alla Puglia prestigio e costituirebbe anche garanzia circa il futuro degli aeroporti. La posizione della regione uscirebbe ulteriormente rafforzata se tra i soggetti promotori del rilancio della compagnia di bandiera nazionale trovassimo pure Aeroporti di Puglia, una presenza autorevole e qualificata, oltre che opportuna e pertinente". SEGUE A PAGINA VI.

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Da lunedì gli intercity rinnovati le ferrovie: il servizio non cambia - ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari Gli Eurostar 500 vanno al Nord: saranno sostituiti Da lunedì gli Intercity rinnovati Le Ferrovie: il servizio non cambia Fra cento giorni sarà operativa la linea superveloce Bologna-Milano ILARIA FICARELLA Parte lunedì la razionalizzazione dei treni da Lecce e Taranto verso Milano. Niente più supercomodi e superveloci Eurostar Etr 500, ma Eurostar City: vecchi Intercity riprogrammati e rimodulati per migliorare prestazioni e servizi. Sono quattro i treni in partenza dalla Puglia che cambieranno formula: il Taranto-Milano delle 5,34, il Milano-Lecce delle 11,05, il Milano-Taranto delle 13,05 e il Lecce-Milano delle 13,35. Ferrovie dello Stato ribadisce che, oltre a non subire alcuna modifica la tabella degli orari, nemmeno il servizio varierà di molto. "Orari e tempi di percorrenza resteranno invariati ? spiega l'azienda - e le fermate effettuate dai nuovi ES City saranno le stesse dei preesistenti Eurostar. Il costo dei biglietti sarà più economico rispetto alla tariffa ES: il risparmio medio per ogni viaggio è di circa tre euro". Ma le novità non finiscono qui. Trenitalia garantisce che le poltrone saranno più comode, spaziose e dotate di prese elettriche per l'uso di computer o di altri strumenti a bordo. Inoltre saranno rinnovati tutti gli impianti di condizionamento dell'aria, i bagni saranno dotati di sistemi a vantaggio degli utenti disabili, ci sarà più spazio per i bagagli e gli allestimenti saranno tutti antigraffiti. Uniche penalizzazioni: la mancanza della carrozza ristorante e l'eliminazione di due delle quattro carrozze ad oggi disponibili per i viaggiatori di prima classe. In ogni caso si tratta di innovazioni che di sicuro non contribuiscono a placare l'ondata di polemiche provocata dal cambiamento che ha innescato anche proteste a livello politico da parte dell'opposizione. Sulla vicenda interviene anche il segretario generale della Cgil Puglia, Domenico Pantaleo. "Ribadisco ? afferma - la netta contrarietà della Cgil alla decisione di Trenitalia di declassare quattro treni Eurostar. Prima l'isolamento aereo prospettato dal piano della Nuova Alitalia adesso il declassamento degli Eurostar. Mi aspetto che le istituzioni regionali aprano con urgenza un confronto con Trenitalia". Intanto Trenitalia cerca di spiegare che non di declassamento si tratta, ma di razionalizzazione, dovuta al fatto che gli Etr 500 sono stati concepiti per viaggiare su linee ad alta velocità (fino a 300 chilometri orari) mentre sulla direttrice Adriatica è possibile raggiungere la velocità massima di 200 chilometri orari: i nuovi Intercity sono più che sufficienti a soddisfare le esigenze. "D'altronde ? spiegano dalla società ? anche sulla linea Venezia-Milano gli Eurostar Etr 500 sono stati sostituiti dagli Eurostar City e non ci sono state polemiche". La sostituzione dei treni più veloci con altri meno capaci è imposta in realtà dai tempi strettissimi (cento giorni) entro cui sarà operativa la nuova velocissima linea Milano-Bologna: appena un'ora di viaggio. Tutti gli Etr 500 sottoutilizzati altrove (in Puglia come in Veneto) saranno convogliati proprio su quella linea, spiegano da Trenitalia. La società insiste nel dire che nessuna penalizzazione è stata dunque praticata nei confronti della Puglia: nessuna, salvo il fatto che all'orizzonte non s'avanzano progetti che migliorino la rete ferroviaria e permettano agli Etr 500 o in futuro ad altri treni ad alta velocità di viaggiare da e per la regione.

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Telecom,alierta prepara l'affondo ma berlusconi difende l'italianità - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Telecom,Alierta prepara l'affondo ma Berlusconi difende l'italianità Il manager lunedì a Roma: più peso a Telefonica o usciamo Galateri e Agag hanno organizzato incontri anche con Tremonti, Scajola e i soci di Telco CLAUDIO TITO ROMA - Respingere l'assalto. Difendere l'"italianità" di Telecom e costringere l'azienda guidata da Franco Bernabè a effettuare tutti gli investimenti che possano rafforzare Telecom Italia. Il governo mette a punto la sua strategia per blindare l'attuale management del colosso telefonico italiano. Le notizie che vengono dalla Spagna e dal principale socio di Telecom, Telefonica, non sono infatti tranquillizzanti per Palazzo Chigi. La possibilità che da Madrid parta un affondo per conquistare il controllo del gruppo di Corso d'Italia sta diventando la nuova emergenza per Berlusconi. Un nuovo "caso Alitalia". La prossima settimana atterrerà in Italia Cesar Alierta, l'ad della compagnia iberica, e il suo viaggio viene paragonato - ai piani alti dell'esecutivo - più ad una resa dei conti che ad una missione diplomatica. Da lunedì prossimo il rappresentante del gruppo spagnolo - accompagnato dal presidente Telecom Gabriele Galateri e da Alejandro Agag, genero dell'ex premier spagnolo Aznar che non a caso ieri è stato ricevuto a Via del Plebiscito dal Cavaliere - non incontrerà solo i manager italiani. Ma buona parte del governo. E con ogni probabilità anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nella sua agenda ci sono tutti i grandi partner di Telco (Intesa, Mediobanca, Generali e Benetton), ma per mercoledì spiccano gli appuntamenti con i ministri dell'Economia, Giulio Tremonti e dello Sviluppo, Claudio Scajola. E con quest'ultimo il sottosegretario Paolo Romani, che di fatto ricopre il ruolo di ministro per le Comunicazioni. Una scaletta fittissima preparata nei giorni scorsi da una serie di colloqui. Il cui oggetto non è mai cambiato: imprimere una svolta al colosso italiano delle tlc. Dai colloqui ufficiosi, tutti i membri del governo hanno tratto il sospetto che la missione di Alierta abbia i connotati di un aut-aut: o Telefonica assume una volta per tutte il controllo di Telecom o potrebbe decidere di uscirne. Una minaccia che Berlusconi vuole scongiurare. Vorrebbe prendere tempo, congelare la situazione e lasciare invariata l'attuale governance: "Se si riesce a dare stabilità a questo management che sta lavorando bene, l'azienda può risollevarsi nel giro 3-4 anni". Ma il sospetto dei ministri è che Telefonica sia già passata dalle parole ai fatti. Con un rallestramento delle azioni per arrivare vicino al controllo della società senza lanciare un'Opa. Una situazione che il governo è pronto a evitare andando anche oltre la semplice "moral suasion" che si esercita sui concessionari pubblici. La bussola è costituita dalla difesa dell"italianità". "Non possiamo perdere un altro pezzo di Paese", è il ragionamento che Berlusconi ripete ad ogni piè sospinto. Ma il rischio si presenterà comunque se Alierta ufficializzerà l'ultimatum. In quel caso, a Palazzo Chigi non escludono di costruire un cordone difensivo intorno a Telecom. Rivolgendosi in primo luogo ai partner italiani di Telco: Intesa, Mediobanca e Generali. In questo senso il premier ha già avuto delle assicurazioni. Ma non sarebbe comunque facile individuare in Italia un soggetto capace di sborsare quasi 30 miliardi di euro per rilevare il controllo. Una liquidità rintracciabile solo tra i colossi ancora detenuti dal Tesoro (Enel, Terna, Finmeccanica, Eni) o da un soggetto come Vodafone che però esclude una soluzione del genere se non altro per una questione legata alle norme antitrust. Nelle settimane scorse per evitare che il "cuore" di Telecom finisca agli "stranieri", a Palazzo Chigi era stata valutata l'ipotesi di separare la rete (un'operazione che si attesterebbe tra i 7 e i 10 miliardi) costruendo una società ad hoc. Ma questa opzione è stata scartata e rinviata al prossimo triennio. Uno scorporo farebbe infatti crollare il valore dell'azienda e anche il titolo in borsa (che, peraltro, ieri ha toccato il minimo negli ultimi 10 anni). I telefoni italiani, a quel punto, sarebbero ancor più scalabili. Allo stato, dunque, l'esecutivo si limita a porre le condizioni perché la rete garantisca la concorrenza e spinge il vertice Telecom a investire sulla banda larga a 50 megabit. Il "corridoio" telefonico, cioè, che permetterà di arrivare presto alla tv via cavo. Cui, ovviamente, Berlusconi è "naturalmente" interessato e che viceversa al momento non è apprezzata da Telefonica che potrebbe essere chiamata agli stessi esborsi in Spagna. Tutti argomenti che con ogni probabilità verranno discussi al prossimo cda di Telecom di fine mese e che ieri sono stati trattati in un breve incontro tra Bernabè e Tremonti a margine del workshop di Cernobbio. "Quella di Alierta - ha precisato l'ad di Telecom - è una normale visita di cortesia". A suo giudizio, comunque, le prospettive dell'azienda per il 2008 sono "stabili": "Stiamo affrontando una cura drastica ma presto si vedranno gli effetti". Però, ha puntualizzato, non sono escluse nuove acquisizioni come gli asset inglesi di Tiscali.

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Veltroni via i partiti da Asl e Rai Una fondazione per la tv pubblica (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni via i partiti da Asl e Rai "Una fondazione per la tv pubblica" La nuova Alitalia decollerà (previsione del commissario Fantozzi) il primo novembre. Ma a terra resteranno almeno 9mila lavoratori. Sul loro futuro lunedì ci sarà l'incontro fra il ministro Sacconi e i sindacati. Certo è che la nuova società di Colanninno si occuperà solo di passeggeri. Cargo, manutenzioni, call center etc restano nella bad company che Fantozzi deve chiudere. Insomma Sacconi dovrà rivedere al rialzo la sua previsione di "soli" 3250 esuberi. A rischio i soprattutto i lavoratori, meno tutelati come precari o "esternalizzati". Infatti mentre Avia, il sindacato degli assistenti di volo, minaccia una rottura, i lavoratori dell'Atitech di Napoli ieri hanno bloccato l'aeroporto di Capodichino. Intanto l'autorità delle comunicazioni ha minacciato di multare Tim e Vodafone per i loro prossimi rincari tariffari contro cui i consumatori annunciano proteste e boicottaggi. Rossi, Matteucci e Venturelli alle pagine 2 e 12.

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Abbiamo i palinsesti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Marco Travaglio Due notizie, una buona e una cattiva. La buona: ancora pochi giorni e il Pd avrà 3 televisioni (la dalemiana "Red" e la veltroniana "Youdem", oltre a Rai3). Che non sono ancora le 5 di Berlusconi, ma sono già qualcosa. La cattiva: i palinsesti di entrambe sono stati trafugati a fine luglio dai ladri nella villa affittata da Veltroni a Sabaudia. Poi i topi d'appartamento han tentato di piazzarli a tutti i ricettatori del giro, senza trovarne uno solo interessato all'articolo. Così li han gettati in un cassonetto dove noi, sfidando l'ordinanza Alemanno, li abbiamo recuperati per offrirli ai lettori dell'Unità in esclusiva mondiale. La veltroniana "Youdem" (acronimo di Yes Obama United in Dialog e Mutism) ha come logo la figurina Panini di Pizzaballa e si propone di educare il popolo della sinistra al dialogo con Berlusconi. I programmi si aprono con Saranno fumosi, a cura di Bettini, Realacci e Cerami. Schivo come sempre, Veltroni andrà in onda in prima serata, ma solo il sabato e la domenica, dagli studi di Sabaudia, col varietà bilingue Yes Week End. Ma pare abbia già in serbo, per le elezioni europee, un grande exploit all'americana: Loft, la risposta italiana a Lost. Grande attesa per gli appuntamenti con la tv verità: RiforMissing, variante riformista di Chi l'ha visto?, organizzerà le ricerche dei neoeletti del Pd provenienti dalla "società civile" e misteriosamente inabissatisi in Parlamento: si parte con Calearo, Daniela Cardinale e il generale Del Vecchio, per proseguire coi due terzi del governo-ombra. La Madia, miracolosamente recuperata in pieno oceano da Piero e Alberto Angela in perlustrazione, racconterà la sua drammatica esperienza nella serie La fossa delle Marianne. Colaninno jr., a lungo dimenticato in un ripostiglio del Loft, verrà rispolverato e riattato per una nuova edizione di Don Matteo, che indaga sulla cordata Alitalia capitanata dal padre Roberto. A notte fonda, per Fuori Orario-Cose mai viste, vecchi spezzoni di Veltroni che esalta l'Ulivo, denuncia il conflitto d'interessi e cita la questione morale. L'emittente dalemiana "Red" (acronimo di Ritorno e Distruggo, o di Riformismo Estrema Destra) ha come logo una barca a vela coi baffi e si propone - in contrapposizione con Red - di educare il popolo della sinistra al dialogo con Berlusconi. Nasce dalle ceneri di una tv satellitare il cui nome evoca il numero dei firmatari della petizione "Salva l'Italia" auspicati da D'Alema: "Nessuno". E Il mio nome è Nessuno sarà anche una delle rubrica più attese, a cura di Polito El Drito e Stefano Menichini: già allertata la Protezione civile per arginare l'afflusso dei fans all'arrivo della coppia negli studi. Per le famiglie, a grande richiesta, torna La signora in giallo: Livia Turco reduce dal parrucchiere. Reduci dai trionfi in Sicilia e a Roma, Anna Finocchiaro e Francesco Rutelli ridanno vita al celebre gioco a premi Signori, il fiasco è servito. Molto attesi i programmi musicali del dj Bobo Craxi (musiche di evasione) e Pierluigi Bersani: dopo l'annunciata intervista col suo idolo Vasco Rossi, l'ex ministro sarà alle prese con un gruppo di tassinari romani suoi sfegatati ammiratori, che tentano di arrotarlo sulle strisce. Piero Fassino e Anna Serafini festeggiano le nozze di platino in Parlamento (11 legislature in due) con la sit-com Il gioco delle coppie. Sigla iniziale Oak Fund (di Tavaroli-Cip-Ciop), sigla finale Che fretta c'era, maledetto Tronchetti Provera (di D'Avanzo-Tavaroli). In prima serata il programma di punta: Il commissario Max, una serie italo-pugliese in cui un tizio in barca a vela infila naufragio via l'altro, precipita financo da un gommone, ma passa sempre per molto intelligente. Seguirà Ikarus, primo esperimento di talk show sociale che denuncia i drammi del precariato nel duro mondo degli skipper. Per il genere horror, Consorte, Latorre, Fiorani e Ricucci nel classico La banca dei quattro. Molto attese le rubriche Gli Insaccàti, con Curzi, Minoli e Saccà, e Neri per caso, con la nuova coppia Amato & Alemanno. Luciano Violante, dopo le aperture sulla giustizia che hanno scavalcato a destra Ghedini e Alfano, canterà con i Camaleonti e curerà un programma sui lifting dal titolo arboriano: Violante1 a Violante2. Invitato a partecipare con un programma tutto suo, Antonio Bassolino ha cortesemente declinato: "Spiacente, ma ho già firmato l'esclusiva con Mediaset per una fiction sul miracolo napoletano". Titolo provvisorio: Il Ritorno di Er Monnezza. Ora d'Aria.

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Un paio di domande a tremonti - (segue dalla prima pagina) massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti UN PAIO DI DOMANDE A TREMONTI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) MASSIMO GIANNINI Dal giugno scorso il ministro dell'Economia Giulio Tremonti l'ha presentato giustamente come la "madre di tutte le riforme". Una progetto "ad alta intensità politica", sul quale misurare la capacità congiunta di maggioranza e opposizione a trovare larghe intese al servizio del bene collettivo, non dell'interesse particolare. Ora il nuovo testo della legge delega sul federalismo fiscale ha visto finalmente la luce. Come ha scritto ieri su questo giornale Massimo Riva, si qualifica soprattutto per una clamorosa sorpresa. Riconosce l'autonomia impositiva ai comuni, attraverso la "razionalizzazione dell'imposizione immobiliare, compresa quella sui trasferimenti della proprietà e di altri diritti reali". Fuori dal burocratese: reintroduce l'Ici, l'imposta comunale sugli immobili che il governo di centrodestra aveva cancellato per tutti i contribuenti con la prima casa, onorando una promessa elettorale di Berlusconi. Nessuno scandalo. E accaduto l'inevitabile. Il federalismo fiscale si riprende con una mano quello che il governo centrale aveva tolto con l'altra. E la spiegazione è semplice, e una volta tanto davvero bipartisan. I sindaci del Pdl e del Pd si sono ritrovati sulla stessa linea. L'imposizione sugli immobili rappresenta storicamente la prima fonte di incasso per gli enti locali: 42,8 miliardi di euro, di cui solo l'Ici rappresenta il 26% in termini di gettito. Se gli togli quella fonte di entrata, i comuni muoiono. Era chiaro a tutti, fin dall'inizio. Ma il Cavaliere ha voluto onorare comunque il suo patto con gli italiani, stabilendo che il primo atto del suo governo fosse proprio la soppressione definitiva dell'Ici. Ora ha capito che quella promessa, politicamente spendibile, è tecnicamente inesigibile. E così, con il pretesto della riforma federale, risarcisce i comuni ma tradisce i contribuenti. L'errore non è tanto nella retromarcia di oggi, ma nella fuga in avanti di ieri. Ma qui veniamo al ruolo e alla responsabilità del ministro dell'Economia. Lui è il vero "dominus" di questa partita, perché politicamente ha avuto il merito di lanciare il federalismo come laboratorio di sintesi tra centrodestra e centrosinistra, e perché contabilmente ha ora il compito di indicare le cifre di gettito da devolvere agli enti locali e quelle da indirizzare allo Stato centrale. Di fronte all'inganno della nuova Ici, e all'impianto fiscalmente instabile e costituzionalmente discutibile del federalismo, vorremmo rivolgere almeno un paio di rispettose domande a Giulio Tremonti, che su questo come su altri temi spinosi (vedi Alitalia) tace ormai da troppi giorni. Prima domanda. Il federalismo fiscale è un obiettivo sul quale convergono tutte le forze presenti in Parlamento, ma ora stanno venendo al pettine i nodi veri del progetto: i fondi perequativi per le aree più svantaggiate, e soprattutto i costi dell'operazione. Avevamo capito che una delle colonne portanti del nuovo disegno federale sarebbe stata la clausola di salvaguardia sull'invarianza degli oneri a carico dello Stato, e soprattutto sull'invarianza della pressione fiscale a carico dei cittadini. Ebbene, signor ministro: come si concilia questo obiettivo con la reintroduzione surrettizia dell'Ici, e di altre forme di tassazione sulle proprietà immobiliari? Perché anche sul federalismo dobbiamo scoprire a posteriori il trucco che c'è ma non si vede, con le tasse che aumenteranno invece che diminuire, come è già accaduto con la presentazione del Documento di programmazione Economica di luglio? Seconda domanda. In campagna elettorale il leader del Popolo delle libertà aveva fatto anche altre suggestive promesse, fiscali e para-fiscali. Una di queste era la soppressione delle province. Eravamo in pieno rigurgito populista contro le "caste": quale impegno più sensato, se non quello di eliminare un ente locale che nella migliore delle ipotesi duplica funzioni già assorbite da comuni e regioni, e nella peggiore brucia risorse per tenere in piedi piccole consorterie di sottogoverno? Un'altra promessa era la soppressione del bollo auto. Eravamo in pieno raid petrolifero, con il prezzo della benzina in corsa prolungata: quale impegno più giusto, se non quello di eliminare un iniquo e odioso balzello, su uno dei beni "più amati dagli italiani"? Ebbene, signor ministro: come mai nel testo del federalismo fiscale si parla, proprio in favore delle province, di "razionalizzazione dell'imposizione fiscale relativa agli auotoveicoli e alle accise sulla benzina e il petrolio"? Che vuol dire, in italiano? Forse significa che invece di eliminare le province e cancellare il bollo auto (come promesso prima del 13 aprile) il governo compie il capolavoro di salvare capra e cavoli, attribuendo alle prime il gettito del secondo? E se è così, come dobbiamo giudicare questo paradossale artificio, se non l'ennesimo inganno ai danni degli elettori? Non sappiamo se Tremonti ci risponderà. Ma poiché sappiamo che non è e non si sente affatto un "cimelio", secondo la felice definizione di Bauman, confidiamo che qualche spiegazione, prima o poi, possa e debba darla agli italiani.

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Schon, il fascino discreto dell'eleganza (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Gianluca Lo Vetro Entrata nella storia della moda per aver tradotto i tagli di Fontana nel suo tipico double face, Mila Schön, al secolo Maria Carmen Nutrizio, si è spenta a 89 anni in quella Milano, dove iniziò a sfilare nel '58, gettando le basi della futura capitale della moda. Ironia della sorte, il 19 settembre in concomitanza con le prossime passerelle di Milano Moda Donna, avrebbe festeggiato mezzo secolo di attività con la mostra a Palazzo Reale Linee, colori, superfici (fino al 12 ottobre). Nata a Traù (un'isola della Dalmazia oggi parte della Croazia), la creatrice dall'espressione asciutta come il suo stile, era figlia di un farmacista, aveva una mamma della dinastia Luxardo (quelli del maraschino di Lussinpiccolo), mentre il fratello Nino era lo storico direttore del quotidiano La Notte. Alla moda approdò in seguito alla separazione dal marito Aurelio Schön, facoltoso commerciante di gioielli. Rimasta senza lavoro si mise infatti a confezionare abiti per le sue amiche altolocate. "Del resto - ricordava Mila Schön - avevo sempre avuto confidenza con le sartorie. Mi vestivo da Balenciaga a Parigi e trovavo sempre qualcosa da correggere sulle forme". Con un simile senso dei volumi, dunque, non fu difficile per Mila affermare il suo stile tra la borghesia milanese che si preparava al boom degli Anni '60. Dopo la prima presentazione importante al Continental di Milano, nel '65 su invito di Giambattista Giorgini, sfila a Palazzo Pitti. Mentre, l'anno successivo la sua fama, già volata negli Stati Uniti, le frutta l'Oscar della moda di Neimann Marcus, schiudendole le porte del jet set statunitense. Ma la svolta che consacra definitivamente Mila Schön nell'empireo della moda s'intreccia con l'arte di Lucio Fontana. Ossessionata da ogni difetto, tanto da sostenere "nella moda mi balza all'occhio solo quello che è sbagliato", Mila Schön si arrovella su come epurare il rovescio degli abiti da cuciture, orli e rifiniture. La soluzione le arriva dall'arte di Fontana con quei tagli che portano la profondità in superficie e la superficie in profondità. Tradotto in termini di moda: il double face di Mila Schön. Del resto l'abito, come le opere dell'artista spazialista, non nasce dalla base di una tela bianca? Affascinato da questa similitudine, lo stesso Fontana volle vedere i vestiti della Schön e al termine della visita in atelier le regalò uno dei suoi celebri Tagli ai quali se ne aggiunsero altri nella grande collezione della stilista, che amava sottolineare: "Preferisco guardare le opere d'arte di Fontana a rovescio". Ma c'è di più. Le affinità con l'artista si coglievano anche nelle linee dei famosi capi bianchi della creatrice: più che tagliate con le forbici, sembravano incise col bisturi. Non a caso, divennero lo status symbol della borghesia meneghina più rigorosa e misero in riga lo stile dell'esuberante Tigre di Cremona, in arte Mina. Sempre dal mondo dell'arte, in particolare da un Mobiles di Calder notato in una villa americana, Mila Schön mutuerà trame e lavorazioni fluttuanti. Anche in questo caso l'artista aveva suggerito la risposta a un altro tormentone della stilista: come rendere animata l'opera inanimata di un abito. Se dal '72 assieme ai pionieri del made in Italy come Laura Biagiotti e Valentino, Mila Schön inizia a firmare collezioni di pret-à-porter seguite da accessori e profumi, l'internazionalità del suo nome è tale che le vengono commissionate le divise per l'Alitalia. Tanto basta a motivare l'onorificenza di Commendatore della Repubblica che le verrà riconosciuta da Francesco Cossiga nel 1985, assieme ad Armani. Il resto è storia di affari e finanza come per tanti altri marchi. Perchè, nel '93 la maison Schön è passata al gruppo giapponese Itochu. Successivamente, nel '99, la gestione è stata rilevata da Mariella Burani Fashion Group che nel 2007 ha nuovamente ceduto Mila Schön a Itochu. ""Della signora Schön - rammenta Luca Bertolini, direttore generale di Mariella Burani Fashion Group - ho due ricordi nitidi: la straordinaria contemporaneità del suo stile e la sua grande voglia di fare, anche per contrastare l'avanzata di uno stile omologato nella sfacciata opulenza". Non a caso, in una delle ultime interviste rilasciate al Piccolo di Trieste, Mila Schön accusò un solo, grosso, rimpianto per il lavoro: "Lo ricomincerei subito".

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Se i giornalisti cercano la verità - mantova (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cultura L'autobiografia di Scalfari presentata da Asor Rosa Se I giornalisti cercano la verità MANTOVA E' un dialogo sul filo teso della riflessione filosofica e morale, quello che tiene incollate alle sedie centinaia di persone e altrettante ne coinvolge fra quelle in piedi, oppure accucciate sul prato del Cortile della Cavallerizza, nel Palazzo Ducale. Il Festivaletteratura ospita un incontro fra Eugenio Scalfari e Alberto Asor Rosa. Tema: il libro del fondatore di Repubblica, L'uomo che non credeva in Dio (Einaudi). Ma il dialogo ha un sussulto quando uno spettatore chiede che cosa sia la verità per un giornalista. Di verità si è parlato molto, durante l'incontro, di verità assolute e di verità relative, come del senso ultimo, profondo delle cose, se un senso c'è e se questo senso è un dato terreno oppure se appartiene alla sfera oltremondana. Ma il quesito sulla verità per un giornalista dà modo a Scalfari di raccogliere un fragoroso applauso, è una zampata sull'attualità che trae slancio da quella disposizione del libro, segnalata da Asor Rosa, ad essere, appunto, riflessione filosofica, morale, e poi civile e politica. La verità non è un assoluto, dice Scalfari, esistono tante verità. E nei giornali la separazione fra fatti e opinioni non è mai così netta se nella selezione dei fatti, nel modo in cui essi si porgono al lettore entrano anche le opinioni. Il punto è che i giornali devono far capire esplicitamente da che parte osservano la realtà. "C'è chi non lo fa", insiste Scalfari, "c'è chi si vanta di osservare i fatti dall'alto. Non voglio fare nomi" (Applauso forte). "Fanno parlare la destra fino a qui, poi la sinistra fino a lì: ma è un atteggiamento troppo comodo". Prevale uno spirito pubblico tendente alla conciliazione. "Roberto Colaninno si chiede perché il Pd non approvi la soluzione della vicenda l'Alitalia. Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo si propone di entrare nell'operazione. E poi c'è Luciano Violante, il quale dice che sulla giustizia occorre che ci si metta d'accordo, maggioranza e opposizione. E gli altri replicano: voi avanzate le vostre proposte, ma se non ci piacciono andiamo avanti da soli". Scalfari inarca la voce e si sporge verso il pubblico: "Ma i giornali non sono al di sopra delle parti, devono dire dove sono e se non lo dicono lo dovete capire voi". Il libro di Scalfari, dice Asor Rosa, "è composto di frammenti di autobiografia che non vogliono costruire un'autobiografia: L'uomo che non credeva in Dio è piuttosto una confessione in pubblico che intreccia la vita dell'autore con l'interpretazione che egli fa del pensiero di Cartesio, Leopardi, Nietzsche e di altri filosofi. Il punto dominante è una ricerca laica del senso delle cose, una ricerca che non si esaurisce negli schemi tradizionali del laicismo". "Quando sento parlare del mio libro mi capita di osservare la lettura che se ne dà e di domandarmi, anche se questa è molto corretta, se effettivamente sono quelli i processi che in esso si descrivono e se così sono le persone di cui si narra. E' però accaduto che in un film (Il Divo di Paolo Sorrentino, n. d. r.) c'è un attore che interpreta la mia parte e apostrofa Giulio Andreotti in un modo che certo non è il mio". Il dibattito ritorna alla riflessione filosofica e morale. Scalfari: "Il senso delle cose è nella perfezione delle cose e ogni cosa è perfetta nei suoi limiti. Altro senso, un senso del tutto, non c'è". Replica Asor Rosa: "Caro Eugenio, sei troppo radicale nell'affermare che un senso profondo non c'è. A me, per esempio, un'idea di senso nel tuo libro appare chiara. Si raccontano una molteplicità di scelte, che risalgono a un senso: com'è è possibile conciliare questo con l'idea che il senso è solo nella perfezione della forma?". La replica di Scalfari rimanda ai fondamentali del pensiero laico: "Non esiste un senso ultimo, perché esistono tanti segmenti di senso rintracciabili in tutte le attività che compiamo e nelle finalità che ci proponiamo".

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Una compagnia Last Minute (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Nicola Cacace Segue dalla Prima Cosa significa infatti che gli industriali della cordata italiana potranno cedere le azioni dopo cinque anni? A chi le possono cedere se non ad una delle tre "big companies" presenti in Europa: British Airways, Air France o Lufthansa? E qui sorge il primo interrogativo tra chi, come Colannino, giustamente ammette che un'operazione di vero rilancio di Alitalia non potrà avvenire senza l'intervento di una "big airline" europea e chi, come Berlusconi, Bonanni, i leghisti e altri poveri illusi offrono e chiedono garanzie per il mantenimento dell'italianità. Chi conosce appena la storia delle crisi di compagnie aeree europee ed americane degli ultimi venti anni sa benissimo che nessuna, dico nessuna, delle soluzioni è andata in porto senza l'ingresso, in posizione di dominio manageriale e/o azionario di una grande compagnia di trasporto aereo. È successo nel 1999 per Iberia, quando lo Stato proprietario (la Spagna) vende il 40% in suo possesso ad un nocciolo duro - British Airways, American Airlines, Bbva e altri -: nel 2001 lo Stato scende al 5% e British Airways va al 13,5% con controllo manageriale. Se dieci anni fa Alitalia superava Iberia, oggi la situazione è capovolta: nel 2006 si sono contati 24,1 milioni di passeggeri per Alialia e 27,2 milioni per Iberia. È successo poi per le crisi di Swissair e Sabena, finite nella cucina di Lufthansa, mentre anni prima l'olandese Klm era stata costretta ad accettare l'abbraccio di Air France. Colannino, da industriale esperto, conosce bene questi dati, tanto che nell'intervista al direttore di Repubblica ha lasciato chiaramente intendere le intenzioni di vendere le quote dopo aver rilanciato la società. E a chi vender se non ad una delle "big" europee? Questo il primo punto di confusione e imbroglio tra Berlusconi ed alleati che parlano di italianità e la realtà dei fatti. Anche perché il primo motivo dell'opposizione al piano Air France era stato proprio la difesa dell'italianità. Altro punto di incredibile imbroglio è quello degli esuberi. Si sono dati numeri al Lotto escludendo addirittura dal computo 3000 dipendenti a tempo determinato che da anni lavorano per Alitalia. Riassumendo, di fronte a quasi 7mila licenziamenti si parla solo di 3.250 esuberi. Mentre nel piano Air France nessuno aveva barato sui numeri, mettendoli tutti in chiaro. Un giorno qualcuno ci spiegherà perché Berlusconi ha fatto fallire il piano Air France parlando addirittura di svendita allo straniero quando poi: a) lo straniero non è escluso dal piano attuale, se si vuole che Alitalia torni ad essere inserita in un circuito internazionale che conta; b) i debiti Alitalia, che Air France avrebbe pagato con proprio capitale con la soluzione attuale sono interamente accollati alla comunità nazionale; c) gli esuberi previsti nel piano Air France erano leggermente inferiori a quelli del piano Intesa, anche se il governo cerca di far apparire numeri più bassi facendo finta di ignorare sia i lavoratori a tempo determinato sia quelli della zona "grigia", settore Cargo, servizi ausiliari, manutenzione, etc. In conclusione anche nel caso Alitalia, come in tanti altri casi, Berlusconi ha condotto il gioco senza avere le carte in mano, proponendo alla fine una soluzione Last Minute, prendere o lasciare. Al punto in cui la crisi Alitalia è giunta, gli spazi di manovra per i sindacati e l'opposizione politica non sono molti, se non quelli di ridurre "le perdite" sul campo per dipendenti e contribuenti. La crisi Alitalia giunge a soluzione, non la migliore, ancora una volta per la spregiudicatezza con cui il gioco è stato condotto. Per ora incrociamo le dita, denunciando contraddizioni e imbrogli ma operando perché la crisi si avvii alla soluzione migliore oggi possibile. Non senza ricordare, con l'ex ministro del Lavoro Damiano che "se questa operazione l'avesse fatta il governo Prodi, ci avrebbero fatti neri". E meditando anche sui nostri errori, sindacali e politici, che hanno reso possibile il grande imbroglio e inevitabile la soluzione Last Minute.

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Pil e inflazione, l'Italia è salda all'ultimo posto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Oreste Pivetta inviato a Cernobbio Giri il mondo e ti trovi sempre fanalino di coda. Perchè è questa la sensazione, quando, interrogando sulle crisi mondiali, sulle crisi continentali, sui rallentamenti della Cina o sulle riprese americane, alla fine si scopre che il paese più lento è sempre l'Italia. A Cernobbio, Workshop Ambrosetti, si sono radunati imprenditori, manager, finanzieri, banchieri, economisti e qualche politico di varie ambizioni, Tremonti, il ministro primo arrivato, più Abu Mazen e Shimon Peres, immancabile, più schieramenti imponenti e vistosi di vari servizi d'ordine, italiani, palestinesi, israeliani e, in incognita, americani a proteggerci da chissà che cosa, forse dallo stesso vicepresidente Usa, Dick Cheney, che pure sarebbe l'ospite di maggior peso, arrivato al tramonto a una tappa distensiva del suo viaggio di fine mandato in Europa (lunedì a Roma incontrerà il presidente Napolitano), dopo aver caldamente parteggiato per l'ingresso dell'Ucraina e della Georgia nella Nato. Intanto pare sventata la minaccia più grave, cioè quella corsa al rialzo, che fino a un mese fa pareva senza fine, del prezzo del petrolio. Allora s'era toccata quota 150 dollari al barile. Oggi siamo a cento e pare che la discesa non sia conclusa (chissà quando se ne accorgeranno i consumatori italiani). Andris Piebalgs, commissario per l'energia dell'Unione europea, pensa che il prezzo si stabilizzerà attorno ai cento dollari, anche se il giusto sarebbe sui settanta/ ottanta dollari. Piebalgs però raccomanda la ricerca tecnologica applicata a risorse energetiche alernative, risparmio e coordinamento di iniziative. Jim O'Neil, capo dei ricercatori della Goldman Sachs, è più ottimista e arriva a ipotizzare quota novanta dollari e non teme le rivincite dell'Opec: i paesi produttori non avrebbero alcun interesse a tagliare la produzione, interesse politico di fronte alle tante turbolenze del mondo. Di cui aveva potuto dire, da buon testimone, Arkady Dvorkovich, trentaseienne assistente del presidente russo Medvedev, che però ha rassicurato i presenti: non c'è da temere un ritorno alla guerra fredda, purchè ovviamente Ucraina e Georgia si tengano lontane dalla Nato. La Russia, ha ben spiegato Dvorkovich, interviene là dove i suoi cittadini e i suoi gasdotti sono in pericolo. Dvorkovich ha pronunciato parole d'oro per gli imprenditori italiani: la Russia è un grande mercato, la sua economia è viva, dinamica, il benessere si diffonde. Avanti allora con gli investimenti. Con ottimismo anche Jim O'Neil ha dipinto il quadro generale, invitandoci ad allargare l'orizzonte, senza fermarsi sull'uscio di casa. Perchè l'economia mondiale cresce e con punte ancora forti, soprattutto per merito di quelli che lui definisce Brics, paesi da tempo ormai emergenti, come Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, grazie ai quali si potrebbe ipotizzare una media ben oltre lo zero e persino oltre il tre per cento. La Cina, passato il treno olimpico, continuerà la sua corsa, con un pil che alla fine anno sarà dell'otto per cento, qualcosa di meno rispetto agli anni precedenti, ma comunque da record. Con una novità: che a imprimere slancio alla grande marcia sono ormai i consumi interni O'Neil non è pessimista neppure per quanto riguarda gli Stati Uniti, perchè se la crisi dei mutui subprime è tutt'altro che superata (Kenneth Rogoff, americano e professor di Harward, la considera quanto mai preoccupante), la bilancia commerciale va bene: gli Stati Uniti esportano più di quanto importano e questo giova alla loro salute e, ovviamente, sconsiglia loro un riapprezzamento del dollaro sull'euro. Qui vengono i guai con l'Europa in sofferenza, il cui pil nel terzo trimestre dell'anno il capo economista di Goldman Sachs prevede fermo allo zero: "Stagnazione prolungata", questa la nube nera che secondo O'Neil incombe sull'Europa, mentre le Borse precipitano. Anche se l'inflazione fa meno paura, scongiurata dalle politiche al risparmio della Banca centrale europea. Con il pieno consenso del commissario europeo per gli affari economici, Almunia: "Sosteniamo la politica della Bce: l'inflazione è la peggiore delle tasse". All'economista inglese tocca anche una domanda sullo stato dell'Italia: la risposta purtroppo non è felice, l'Italia resta in coda, molto peggio rispetto agli altri paesi dell'Unione. Perchè: "Scarsa produttività", spiega O'Neil. Non sperate che a Cernobbio qualcuno, magari trascinato dall'esempio cinese dei consumi che si moltiplicano, parli di salari. Bisognerà aspettare domenica quando, tra tanti ministri e tanti politici dell'opposizione (tra i quali Veltroni e Fassino), ci sarà pure Guglielmo Epifani, segretario della Cgil. Di salari non parlano naturalmente gli imprenditori italiani, molto impegnati a commentare l'evento Alitalia. L'affare può far gola, ma molti hanno prima di tutti i loro problemi da risolvere. Lo confessa ad esempio Merloni in un momento in cui l'elettrodomestico bianco fatica in Italia, fatica in Europa, regge ancora nei paesi dell'Est. Persino Mario Moretti Polegato, l'inventore di Geox, ha confessato d'averci fatto un pensierino, ma ha preferito concentrasi sulle scarpe con il buco.

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Nella nuova Alitalia novemila rischiano il posto Battaglia aperta sugli esuberi. Intanto rispunta l'ipotesi di Air France come compratore (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Rossi / Roma A SPASSO Per il commissario straordinario Augusto Fantozzi, la nuova Alitalia decollerà il prossimo primo novembre. E lo farà, per ora, senza novemila lavoratori. La cui sorte, come ha detto il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, sarà tema di discussione con i sindacati il prossimo lunedì. La nuova società, come ha spiegato il suo futuro amministratore delegato Rocco Sabelli, si dedicherà solo ai passeggeri. Niente più trasporto merci, niente cargo. Quest'attività, assieme alla manutenzione pesante e le attività della zona grigia, cioè call center, information technology e amministrazione, resta in mano al commissario straordinario. In tutto 2.750 lavoratori, che per ora sono "esternalizzati", e la cui sorte è nelle mani di Fantozzi che ieri ha dichiarato ufficialmente l'insolvenza della vecchia società. Possibile, dunque che la previsione ottimistica di Sacconi, che giovedì aveva annunciato solo 3.250 esuberi, sia da rivedere. Al rialzo. Tanto che Avia, il sindacato degli assistenti di volo, minaccia una rottura. Anche perché sarà difficile trovare un posto di lavoro per tutti. La manutenzione pesante, ad esempio, che fine farà? Se lo sono chiesto anche i lavoratori dell'Atitech di Napoli che ieri hanno bloccato l'aeroporto di Capodichino. Per loro Sacconi ha promesso una soluzione. Che, per il ministro, potrebbe essere Finmeccanica, anche se la società statale, quotata in Borsa, più volte ha espresso la sua contrarietà. In definitiva, al momento seimila lavoratori sono a spasso. Se poi a questi si aggiungono i 3mila precari, che non fanno statistica ma che comunque mangiano anche loro, la cifra raggiunge le novemila unità. Il doppio di quanto previsto dal piano Air France. L'elevato numero di esuberi permetterà alla Compagnia aerea italiana, società guidata da Roberto Colaninno e pronta a rilevare la parte buona di Alitalia, di "impostare una strategia di breve periodo" come ci spiega una fonte qualificata. Anche perché molti nodi strutturali nel piano di Intesa fatto proprio da Colaninno non vengono affrontati. Ad esempio Malpensa. Secondo Sabelli, nell'aeroporto varesino resteranno 14 voli intercontinentali. Ma erano proprio i voli intercontinentali il tallone d'Achille della vecchia compagnia. Non si capisce perché se quattro mesi fa un passeggero lombardo sceglieva di partire da un aeroporto minore (Brescia, Bergamo o Verona), e fare scalo in un hub europeo per raggiungere la propria destinazione, oggi dovrebbe cambiare idea e farsi quattro, cinque, ore di auto per raggiungere Malpensa. Anche su Linate ci sarà da discutere. "Se a Linate dovesse rimanere il solo collegamento per Roma - spiega ancora la fonte - che cosa dovrebbe impedire alle altre compagnie di impugnare tale decisione e portarla all'attenzione di Bruxelles?". Tutto questo, secondo la fonte qualificata, "porta a pensare che la strategia della cordata sia quella di rivendere le partecipazioni tra tre anni a qualche partner estero, tanto un modo per aggirare le clausole di lock up si trova sempre". A chi? "Air France". Che secondo la stampa d'oltralpe, preferirebbe avere la maggioranza, ma è possibile che entrerà con una quota vicina al 20%. "Ma basta anche il 10 o il 12% - va avanti la fonte -. Sarebbe un segnale rassicurante per i soci italiani". Un segnale di disponibilità. Ieri il quotidiano La Tribune ha parlato di un accordo segreto con Intesa Sanpaolo per la cessione del gruppo nel 2013. La notizia è stata smentita. Ma il dubbio rimane visto che Air France non entrerà in Alitalia per scopi benefici. Alla fine, dunque, il piano Intesa potrebbe far rientrare Parigi dalla porta. Con una differenza rispetto a marzo: "che Air France - conclude la fonte - i soldi non li darà più allo Stato italiano ma a Colaninno e soci". Proprio un bel piano.

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Milano: Penati vorrebbe volare, la Moratti no Il presidente della Provincia pronto a scambiare le azioni Sea con quelle della futura compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Laura Matteucci / Milano IL PUNGOLO La proposta di un concambio fra azioni della Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi in mano alla Provincia di Milano, con azioni della nuova compagnia di bandiera nata per Alitalia "rimane in piedi". Come provocazione, quantomeno. I soldi ci sono, per la verità, visto che la Provincia possiede il 15% di Sea, per un valore di almeno 250 milioni di euro. Ma è lo stesso presidente della Provincia Filippo Penati, che aveva lanciato la proposta già l'altro giorno, a precisare: "Sappiamo bene che non è compito di un ente locale quello di occuparsi di una compagnia di bandiera, ma il nostro ipotetico intervento ha il senso di difendere gli interessi di un territorio e di due scali che sarebbero penalizzati come Linate e Malpensa". In altri termini: "Il governo sembra disposto ad accettare a scatola chiusa tutto quello che arriva, c'è solo la Provincia a cercare di difendere il sistema aeroportuale milanese". In particolare lo scalo di Linate, penalizzato dal nuovo piano. E, soprattutto, "nel nome dell'italianità la privatizzazione non può far nascere un monopolista dei cieli piccolo piccolo - continua Penati - che il governo protegge non liberalizzando i diritti di volo". Un nuovo monopolio, ma alla fine, "chi pagherà il conto sarà ancora una volta il cittadino", prevede Penati. Perchè il governo autorizzerà l'aumento delle tariffe aeroportuali per compensare i mancati introiti derivati dal taglio dei voli previsti dal piano Fenice. "Partiranno meno aerei ma pagheranno di più alle società aeroportuali e il maggior costo farà aumentare il prezzo del biglietto", spiega Penati. Che osserva: è "uno strano mercato a cui tutti si appellano, che consente uno straordinario intreccio di interessi tra chi investe nella nuova compagnia e ha già forti interessi nelle società che gestiscono i servizi aeroportuali. E alla fine, ancora una volta, chi pagherà il conto sarà ancora il cittadino". "Credo comunque che alla fine non ci faranno entrare nella compagine azionaria - aggiunge Penati - perchè vogliamo che siano rispettate le regole del mercato: se il compito della Provincia non è quello di entrare in Alitalia, allora non è certo compito di un amministratore delegato (il riferimento è per l'ad della Cai, Rocco Sabelli) decidere le politiche del traffico aereo del Paese". La Provincia è in allarme, e anche la presidente di Assolombarda Diana Bracco spende qualche parola per sostenere il sistema aeroportuale milanese: "Non dimentichiamo che Linate, le cui caratteristiche di city airport dovranno essere preservate, è tuttora il primo aeroporto italiano per i voli privati, aspetto di importanza crescente nell'avvicinamento all'Expo". Il Comune di Milano viceversa ha una posizione acritica: "Non è una prospettiva che al momento abbiamo preso in considerazione", commenta secca il sindaco Letizia Moratti all'ipotesi di entrare nell'azionariato della nuova Alitalia. "Il Comune - continua Moratti - è già sufficientemente impegnato nel sistema aeroportuale, e non credo ci sia la volontà di impegnarsi in una iniziativa di impresa". Ancora: "Stiamo lavorando con Banca Intesa per analizzare il piano e capire eventuali impatti negativi sugli scali milanesi", dice Moratti. Questa è "la novità di oggi: che stiamo lavorando con Banca Intesa per verificare la compatibilità del piano Alitalia con il piano Sea". Visto che la "nuova Alitalia potrebbe avere una configurazione tale da portare a degli impatti su Sea", il Comune deve "tutelare l'interesse di Sea, ovvero dell'occupazione diretta e dell'indotto di Linate e Malpensa".

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Nuova Alitalia, primo volo a novembre (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-09-2008)

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Politica Italiana Pagina 104 La Cai trasformata in Spa. Sindacati divisi ma il confronto procede, anche i piloti più morbidi Nuova Alitalia, primo volo a novembre La Cai trasformata in Spa. Sindacati divisi ma il confronto procede, anche i piloti più morbidi --> ROMA Restano i dubbi al tavolo di confronto su Alitalia. Scarsi, dicono i sindacati, gli elementi aggiuntivi illustrati ieri sul piano industriale dal neo amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, ieri trasformata in spa, Rocco Sabelli e il cui decollo potrebbe essere fissato già dal primo di novembre. Per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi "nonostante qualche difficoltà iniziale il confronto procede più che positivamente nel merito dei problemi con intento costruttivo". Da oltralpe Air France lascia filtrare i propri desiderata, cioè la maggioranza della nuova società. Mentre per ricollocare i tecnici della manutenzione pesante di Napoli si sonda l'ipotesi di un ricollocamento nel gruppo Finmeccanica, senza però toccare gli assetti societari. L'Enac ha intanto dato ad Alitalia una licenza provvisoria di 6 mesi a partire dal 2 settembre scorso. Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha indicato la fine di settembre l'ingresso di un partner internazionale. Da Parigi, intanto, indiscrezioni della Tribune hanno rivelato che Intesa Sanpaolo avrebbe offerto in segreto ad Air France-Klm una partecipazione tra il 10 e il 20% della nuova Alitalia, promettendo la maggioranza per il 2013. Subito è arrivata una smentita dalla compagnia franco-olandese e dal ministro Sacconi, anche se si sono rincorse altre voci secondo le quali in generale, Air France preferirebbe possedere una partecipazione maggioritaria che le permetta di avere il controllo. Di questo parlerà il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, in audizione su Alitalia mercoledì prossimo dinanzi alle commissioni di Camera e Senato. Resta da discutere delle ricadute occupazionali. Per il presidente di Avia, Antonio Divietri, le perplessità aumentano e parla di un rischio caporalato per quanto riguarda gli esuberi. Il presidente dell'Unione piloti, Massimo Notaro, ha detto che quello che c'è sul tavolo per i piloti ora è insufficiente. Speriamo che la notte porti consiglio altrimenti "diremo no". Il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, ha giudicato la riunione sicuramente positiva perchè si è entrati nel merito, anche se rimangono i nodi dell'arretramento della flotta e del cargo.

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Ma il Forlanini sarà salvato dagli stranieri (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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N. 213 del 2008-09-06 pagina 1 Ma il Forlanini sarà salvato dagli stranieri di Livio Caputo La Moratti suona l'allarme, Penati è sul piede di guerra, lo stesso Formigoni, sia pure con un approccio diverso, è in allerta: stando alle notizie che si hanno, la nascita della Compagnia aerea italiana (già nota come Cai) dovrebbe comportare la riduzione di Linate, l'aeroporto più caro ai milanesi, a scalo dei 70-80 voli giornalieri che, dopo la fusione con Air One, collegheranno Milano con Roma. Si tornerebbe cioè indietro di dieci anni, quando un primo tentativo di drastico ridimensionamento del Forlanini per favorire la nascita dell'hub di Malpensa fu bloccato da un'azione combinata dell'opinione pubblica, delle compagnie aeree straniere e della Commissione Europea. Ma, se andiamo più a fondo delle cose, scopriamo che il pericolo non è immanente come potrebbe sembrare. La Cai, infatti, non ha nessuna autorità per decidere le sorti di Linate. Sarà solo in sua facoltà, se lo riterrà opportuno, abolire (o trasferire su Malpensa) i voli che attualmente opera su Napoli, Bari, Palermo, ecc., ma non può impedire che su queste tratte subentri un altro vettore comunitario che le ritenga lucrative. In nessun caso, poi, potrebbe ordinare alla Sea di cancellare i voli che una trentina di altre compagnie operano già su un buon numero di capitali europee, alimentando un traffico di dieci milioni di passeggeri annui. L'unico ad avere la possibilità di ridurre d'autorità l'accesso a Linate, naturalmente su richiesta della stessa Cai, è il governo, ma ci sono due obiezioni fondamentali. L'attuale maggioranza, che ha in Lombardia la sua più solida base elettorale, non può infliggere un colpo da ko al sistema aeroportuale milanese senza rischiare una reazione anche nelle sue stesse file: un'operazione già molto discussa come quella della nuova compagnia aerea nazionale diventerebbe un boomerang nel momento in cui si dovessero sacrificare gli interessi dei passeggeri a quelli di un pugno di imprenditori. Poi un ridimensionamento forzato del Forlanini incontrerebbe l'ostilità delle compagnie straniere, che già due volte in passato, in occasione dei decreti Burlando 1 e Bersani 1, riuscirono - appellandosi alla Ue - ad averla vinta. Infatti, l'accesso a Linate è oggi governato da un molto liberale Bersani 2, frutto di un laborioso compromesso. La Sea non ha la minima intenzione di sacrificare Linate, quasi unico in Europa per la sua vicinanza al centro città, se non in cambio di una contropartita: che la Cai decida di tornare a fare un hub di Malpensa, con le conseguenze relative. Ma questo non è previsto dal piano industriale della nuova compagnia, né, per ora, di altre, per cui la società procede alla gestione parallela dei due aeroporti, cercando di colmare al più presto nello scalo varesino il buco creato dall'abbandono di Alitalia. Conclusione: se il governo non commetterà una follia pur di mettere in orbita la Cai, Linate può essere salvata, a patto che le istituzioni milanesi si mobilitino in tempo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Il Comune nella Cai? Non se ne parla I cittadini hanno bisogno di servizi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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N. 213 del 2008-09-06 pagina 3 "Il Comune nella Cai? Non se ne parla I cittadini hanno bisogno di servizi" di Chiara Campo Forza Italia la definisce l'"ennesima bufala di Penati". Una sparata di quello che il capogruppo azzurro in Provincia, Bruno Dapei, definisce ormai un record man: "Mai nessuno prima di lui aveva cumulato così tanti debiti". Eppure, il presidente di Palazzo Isimbardi non si tira indietro ma rilancia. Se due giorni fa ha annunciato che la Provincia è pronta a entrare nella Nuova Alitalia, ora vuole addirittura diventare "azionista di riferimento". A chi la prende per una boutade, Penati replica con le cifre, perché "quei i soldi ci sono". Quanti? Duecentocinquanta milioni di euro. L'ingresso nella cordata avverrebbe infatti con uno scambio di azioni Sea per quelle Alitalia. "Nessun problema di liquidità - Penati snocciola le cifre -: la Provincia detiene il 15% della società che gestisce gli scali milanesi, per un valore almeno di 250 milioni. Potremmo diventare gli azionisti di riferimento". Ma tanto, è sicuro, "non ci faranno entrare, perché vogliamo tutelare gli interessi della collettività e il rispetto delle regole del libero mercato". Invece, attacca, "sta nascendo un monopolista dei cieli protetto dal governo, che non liberalizza i diritti di volo, configura un sistema del Paese senza più hub e con Linate declassato, alla fine aumenterà anche le tariffe per i passeggeri". Che Palazzo Isimbardi entri nella newco Alitalia, secondo Dapei è "impossibile", anzi Penati "farebbe bene a pensare come pagare l'enorme debito contratto per comprare da Gavio un ulteriore 15% della Serravalle (260 milioni). Non è ancora stato restituito e pesa come un macigno sui programmi futuri della Provincia. Torni a occuparsi delle cose che gli competono e di cui il territorio ha bisogno". E i cittadini, risponde a distanza Letizia Moratti, hanno bisogno di servizi e sempre migliori. Ragion per cui "il Comune non intende entrare nella nuova compagnia, quello che abbiamo da fare è già abbastanza". Oltretutto, è "un piano di imprenditori, e il Comune è già sufficientemente impegnato nel sistema aeroportuale". Il sindaco dà invece segnali di disgelo con il governo, dopo che nei giorni scorsi l'ha criticato sul piano Alitalia ed Expo. Ieri ha annunciato che ci sono contatti in corso con Intesa-SanPaolo, l'advisor di Alitalia, per "analizzare il piano Fenice e valutare la compatibilità con quello industriale di Sea, per capire se ci sono impatti negativi sugli scali milanesi, ma ci auguriamo che non siano conflittuali". Col governo, puntualizza, "non c'è contrapposizione, ma rappresento un'istituzione e ho il dovere di far presente cosa funziona e su cosa bisogna prestare più attenzione, chiunque sia il colore". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Industriali, sì al piano Alitalia <Scali lombardi da sostenere> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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N. 213 del 2008-09-06 pagina 3 Industriali, sì al piano Alitalia "Scali lombardi da sostenere" di Sabrina Cottone "Il nuovo piano è migliorativo" è il sospiro di sollievo di Diana Bracco, presidente di Assolombarda. La Bracco adesso chiede di puntare sulle infrastrutture di collegamento "anche in vista dell'Expo", rinegoziare gli accordi bilaterali perché più compagnie possano operare a Malpensa, valorizzare Linate come aeroporto privato. Un taglio netto rispetto al passato, quando gli industriali milanesi avevano criticato con grande asprezza il declassamento drastico e improvviso di Malpensa da hub Alitalia ad aeroporto internazionale con poche rotte disponibili. "Una valutazione complessiva potrà essere fatta solo quando sarà noto il quadro completo delle destinazioni internazionali e intercontinentali" precisa la Bracco, ma le prime anticipazioni non dispiacciono agli imprenditori. Milano era stata relegata dalle scelte del passato "ad un ruolo marginale nel contesto europeo e mondiale" e il piano Cai appare agli industriali come un'inversione di rotta. Per Assolombarda è fondamentale anche il ruolo di Linate, soprattutto nella sua natura di scalo privato. Uno dei progetti per il futuro, sia pure non immediato, è di destinare il Forlanini al traffico business. La Bracco punta sullo scalo cittadino: "Linate, le cui caratteristiche di city airport dovranno essere preservate, è tuttora il primo aeroporto italiano per i voli privati, aspetto di importanza crescente nel percorso di avvicinamento all'Expo". Tornando al piano Cai, la Bracco è fiduciosa sulla bontà delle scelte della nuova cordata al lavoro in queste ore per definire le prospettive future di Alitalia, da cui dipendono - almeno in parte - anche i destini di Malpensa e Linate: "Siamo certi che l'attesa gestione di tipo privatistico saprà valutare le richieste del mercato". E aggiunge: "Dal momento che la gran parte della domanda di trasporto aereo è generata da Milano, dalla Lombardia e dal Nord Italia, sarà inevitabile che i nuovi investimenti siano realizzati sul sistema aeroportuale milanese". Insomma, se la politica lascia volare Alitalia sulle ali del mercato, in Assolombarda sono convinti che gli aerei atterreranno a Malpensa sospinti dalla forte domanda. La Bracco elenca le prove della competitività degli scali lombardi: "Dopo la forte riduzione del numero dei voli Alitalia, Malpensa ha recuperato in poco tempo un significativo numero di viaggiatori a seguito dei nuovi collegamenti attivati da altre compagnie. Collegamenti che avrebbero potuto essere ancor più numerosi se fossero stati rinegoziati gli accordi bilaterali rimasti invece in esclusiva ad Alitalia". L'appello a far sistema nella concordia arriva in giorni di polemica molto accesa, dopo le critiche al piano del sindaco, Letizia Moratti, e la proposta del presidente della Provincia, Filippo Penati, di entrare addirittura nella Cai con una quota di 250 milioni di euro. Spiega Bracco: "L'auspicio è che le istituzioni locali e la business community, che nei mesi scorsi si sono unanimemente opposte al ridimensionamento di Milano Malpensa, non perdano quella coesione e quella capacità di fare squadra che hanno dimostrato". Ricorda che Assolombarda si è sempre battuta per sostenere il sistema aeroportuale milanese "perché consapevole del fatto che questo rappresenta un asset fondamentale per lo sviluppo delle sue imprese, di Milano e dell'intero sistema Paese". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La replica di Passoni Dopo la demagogia ecco gli effetti dell'abolizione dell'Ici (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 06-09-2008)

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La replica di Passoni "Dopo la demagogia ecco gli effetti dell'abolizione dell'Ici" "E' vero che il Comune si è indebitato per coprire la spesa corrente, ma non a causa del venir meno dell'Ici. Perchè è dal 2005 che l'amministrazione fa ricorso al fondo mutui e BOC per pagare tutte le spese di parte corrente". A lanciare l'allarme sono i consiglieri di An in Sala Rossa. Secondo il capogruppo Roberto Ravello "se fosse vero che già dal 2005 si distraggono risorse dal fondo mutui per pagare forniture e stipendi la città sarebbe in una situazione prossima al dissesto. Di fronte ad un tale stato di cose dovrà essere la Corte dei Conti ad approfondire". Ha poi aggiunto, il presidente provinciale di An Ghiglia: "Si tratta di un caso di estrema gravità, che non ha precedenti nel nostro Comune. A tal riguardo abbiamo presentato un'interrogazione per sapere quante volte negli ultimi anni il Comune sia ricorso all'accensione di mutui o all'emissione di BOC per coprire spese di parte corrente.Inoltre, l'allarme di Passoni non può cadere nel vuoto: se la spesa è fuori controllo a causa delle Fondazioni e delle partecipate queste vanno commissariate in blocco". Conclusione: "Scriveremo al Presidente del Consiglio affinché nomini Chiamparino Commissario straordinario sul bilancio perché adotti un piano per il rientro del debito". Ad accuse di questa portata reagisce (con indignazione) l'assessore al Bilancio Gianguido Passoni: "Intanto il ricorso a fondi con altra destinazione è previsto dal Testo unico degli enti locali quindi questi signori si ripassino le leggi, inoltre non accettiamo lezioni di economia da chi ha liquidato l'Alitalia lasciando i debiti ai cittadini e regalando la compagnia ai privati". E conclude: "Finalmente dopo i demagogici entusiasmi per la cancellazione dell'Ici i nodi per il Paese cominciano a manifestarsi". \.

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<La Nuova Alitalia in pista a novembre Entro un mese la scelta del partner> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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N. 213 del 2008-09-06 pagina 3 "La Nuova Alitalia in pista a novembre Entro un mese la scelta del partner" di Paolo Stefanato Fantozzi indica le date per l'avvio dell'attività e tranquillizza i passeggeri sul programma MilleMiglia da Milano Il primo novembre, tra meno di due mesi, decollerà la Nuova Alitalia. Ieri il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, ha fatto suoi gli auspici espressi da Corrado Passera e ha indicato questa data come quella possibile per l'"avvio" dell'attività. Attività che, in realtà, procede: "As usual", ha detto, come sempre. "È esercizio difficile andare avanti regolarmente ma ci stiamo provando; anche perchè interrompere il servizio sarebbe un danno per l'azienda". E ancora: "Di strada ce n'è tanta da fare, siamo solo agli inizi". Anche sulle Miglia (i punti-premio del programma fedeltà) è stato tranquillizzante, e per dare solennità all'impegno di non cancellarle si è espresso in latino: "Pacta sunt servanda", il principio di ogni uomo di parola. Poi, una caduta di stile: "Qualche imbecille in giro per il mondo ci può anche essere", ha detto riferendosi a quei fornitori (di carburante e di catering, oltre ad albergatori che ospitano gli equipaggi) che hanno cominciato a chiedere pagamenti in contanti, visto lo stato della compagnia. Alitalia è commissariata, ha 1,2 miliardi di debiti, la sua crisi è sulle pagine di tutti i giornali del mondo, e chi chiede, per prudenza e per tutelare il proprio lavoro, di essere pagato cash, da Fantozzi viene trattato come un "imbecille". Entro settembre - ha annunciato ancora il commissario, che ieri ha partecipato a una conferenza stampa con il presidente dell'Enac, Vito Riggio - sarà scelto anche il partner internazionale. Tema sul quale ieri c'è stato un tam tam che è andato di qua e di là delle Alpi. Ha cominciato il quotidiano francese La Tribune, pubblicando "un patto segreto" secondo il quale ad Air France sarebbe stata offerta la maggioranza della Nuova Alitalia a partire dal 2013, anno in cui scadrà l'impegno dei soci di non vendere le proprie azioni. Air France non ha commentato, mostrandosi tuttavia sempre disponibile ad acquisire fin d'ora una quota del 10-20%, come già dichiarato nei giorni scorsi. Poi si è mossa Intesa Sanpaolo, coinvolta dalle indiscrezioni, che ha ufficialmente definito "priva di fondamento" l'ipotesi rilanciata dalla Tribune. Per capire chi ha ragione dovremo aspettare cinque anni. In serata, ancora gossip: "Air France-Klm vorrebbe una quota maggioritaria per esercitare il controllo su Alitalia, anche se comunque non rinuncerà a una quota di minoranza" ha scritto l'agenzia France presse, l'Ansa francese. A chiusura, il ministro del Tesoro Giulio Tremonti ha dichiarato tranchant: "Di Air France parlerò mercoledì alla Camera", quando, in un'audizione, riferirà sullo stato dell'arte dell'intera vicenda. Ieri l'Enac ha reso noto che all'Alitalia è stata concessa una licenza provvisoria di volo per la durata di sei mesi, che scadrà dunque il primo marzo dell'anno prossimo. L'Enac ha, contestualmente, sospeso la licenza ordinaria della compagnia. Le decisioni nascono dalla normativa europea, che fissa parametri patrimoniali e di continuità aziendale per l'esercizio dell'aviazione civile, parametri che Alitalia non ha più da un pezzo; un problema che soltanto ora, con la dichiarazione d'insolvenza (accertata e formalizzata ieri dal tribunale di Roma) e la nomina del commissario, è diventato talmente evidente da non poter più essere eluso. L'Enac sottolinea che il provvedimento "non comporta alcuna variazione operativa per il vettore. È stato preso in base alla normativa di riferimento, a tutela della continuità delle attività di volo del vettore stesso, per permettere uno svolgimento senza soluzione di continuità fino alla completa definizione del nuovo assetto della compagnia e del passaggio al nuovo vettore". Riggio si è incontrato con Fantozzi per "la verifica della situazione economico-finanziaria" della società alla luce della ristrutturazione e del commissariamento. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sabelli rinuncia al cargo e ora punta tutto sui passeggeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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N. 213 del 2008-09-06 pagina 2 Sabelli rinuncia al cargo e ora punta tutto sui passeggeri di Redazione "Merci e manutenzione non sono competitive". Polemiche sulla consegna del piano. Sacconi: "No agli scioperi preventivi" da Roma La Nuova Alitalia punta sul settore passeggeri, dove c'è "maggiore possibilità di successo", mentre la divisione cargo sarà ceduta perchè "non è competitiva". Piano industriale al centro dell'incontro numero due, ieri al ministero del Welfare, fra l'ad della Cai Rocco Sabelli e i sindacati, presente il ministro Maurizio Sacconi. I passeggeri saranno dunque il core business della nuova compagnia; le attività di cargo, manutenzione e le altre comprese nella zona grigia - call center e servizi informatici - resteranno in mano al commissario Fantozzi, conferma Sacconi. La Cai continuarà a servirsene, fino a quando non si troverà una soluzione in outsourcing. Per quanto riguarda la manutenzione pesante che fa capo alla Atitech di Capodichino, un interlocutore possibile è, secondo Sacconi, Finmeccanica, già presente nel territorio napoletano con Officine Aeronavali. Da ieri i 700 dipendenti Atitech sono in agitazione, e hanno bloccato lo scalo napoletano di Capodichino per circa sei ore, con gravi disagi per i passeggeri. Il governo, ha spiegato comunque il ministro del Welfare, è interessato a preservare l'occupazione in queste attività, garantendo i posti di lavoro. Nei prossimi giorni discuteranno del problema il governatore della Campania, Antonio Bassolino, e il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola. Sabelli ha spiegato ai sindacati i motivi della rinuncia ai settori cargo e manutenzione: il primo sarà ceduto perchè non competitivo, dato che "il quindicesimo gruppo cargo al mondo ha dimensioni doppie di Alitalia"; il leader mondiale della manutenzione fa otto milioni di ore annue, "mentre Alitalia ne fa solo 500 mila". L'obiettivo della nuova compagnia è dunque "l'eccellenza nel settore passeggeri". Sabelli non ha fatto mistero di quanto sia complicato il progetto. Lo ha definito un "salto carpiato triplo tra una ristrutturazione molto forte, uno start up e l'integrazione fra due aziende". E davanti alle insistenze dei sindacati, in particolare della Uil, per avere in mano il piano industriale, l'amministratore della Cai si è detto disponibile a ogni delucidazione, ma non a fornire le carte complete: "Il piano - ha spiegato - deve rimanere riservato sotto il profilo formale". Ai sindacati sarà consegnato lunedì un testo privo di alcune cifre sensibili. La decisione di Sabelli non facilita il negoziato, che secondo il timetable del governo e del commissario Augusto Fantozzi dovrebbe concludersi giovedì 11 settembre. Il capitolo esuberi si discuterà la prossima settimana, ma l'Unione piloti ha già fatto sapere che se i numeri riguardanti i piloti Alitalia non saranno "gestibili", allora dirà di no al piano. Altri sindacalisti hanno messo in dubbio la bontà della rinuncia al cargo e alla manutenzione, altri ancora hanno chiesto lumi sulla flotta e sulle tratte, in particolare quelle a lungo raggio. "Le perplessità aumentano", dicono gli assistenti di volo. Argomenti di cui si discuterà nei prossimi giorni, insieme con il punto più caldo, quello degli esuberi. Nell'attesa, Sacconi lancia un appello ai sindacati perchè si evitino "agitazioni e scioperi preventivi, fondati su informazioni distorte e timori che nello stesso incontro governo-sindacati si sono dissolti". Scioperi sregolati potrebbero portare, aggiunge il ministro, alla precettazione. Sacconi esclude, infine, che Air France possa diventare azionista di maggioranza della nuova compagnia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Parisi atterrisce il Pd: <Grande Berlusconi, Veltroni impari da lui> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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N. 213 del 2008-09-06 pagina 5 Parisi atterrisce il Pd: "Grande Berlusconi, Veltroni impari da lui" di Laura Cesaretti L'ex ministro gela la platea: "Silvio è un politico e un leader vero, la fortuna non c'entra coi successi del governo". Poi la stoccata a Walter : "Dopo le primarie finte non ha dato sostegno a Prodi" nostro inviato a Firenze Walter Veltroni? "Avrebbe dovuto imparare da Berlusconi", che è "un grande politico e un grande leader", ed è stato capace di "tenere un filo e svolgerlo nel tempo, per 15 anni, imparando sia dalle sue vittorie che dagli errori". Il popolo della Festa democratica (piuttosto scarso alle cinque di pomeriggio, con 38 gradi all'ombra) guarda attonito Arturo Parisi, il "grillo parlante del centrosinistra", come lo chiama il suo intervistatore Giovanni Minoli, l'inventore dell'Ulivo, l'amico e la mente politica di Romano Prodi e dei suoi (sfortunati) governi. Che Parisi sia diventato da mesi l'arcinemico di Veltroni, il suo critico più esplicito e implacabile si sapeva. Ma che addirittura arrivasse, in odio a Walter, a recitare una sorta di panegirico del Cavaliere e delle sue virtù no, questo nessuno se l'aspettava. E infatti Minoli si diverte molto, "dirigessi un giornale domani titolerei "Parisi: Berlusconi è un grande", professor Parisi", lo provoca. E lui si limita ad allargare le braccia, come a dire che purtroppo è proprio così. Poi, senza fare una piega, continua la sua requisitoria contro il Pd, figlio bastardo del suo indimenticabile Ulivo, e la sua attuale leadership. Veltroni ha organizzato "primarie finte", il suo Pd "non ha dato al governo Prodi il sostegno che serviva, in un momento di difficoltà": non dice che l'ha fatto cadere apposta, ma il senso è quello. Il governo ombra? "Un'esperienza fallita, una scommessa mancata". Colaninno junior? "Ha perso un'occasione, onestamente": quella di "dimettersi per conflitto di interessi su Alitalia". Insomma, il totale dei "trecento giorni" di Walter alla guida del Pd "porta il segno meno". Mentre i primi cento giorni di Berlusconi al governo "sembrano avere il segno più". "Ha ereditato il fattore C di Prodi?", gli chiede Minoli. "Onestamente bisogna riconoscere a Berlusconi qualcosa di più della fortuna", replica il Professore. Annuncia che firmerà il referendum contro il lodo Alfano di Di Pietro, quello bocciato da tutto il resto del Pd, e che lui in piazza Navona con Tonino ci tornerebbe eccome. Chiede che le europee non siano una "conta interna", magari contro il segretario, ma l'occasione per rilanciare il suo mitologico Ulivo, imbarcando in un'unica lista verdi, socialisti, pezzi di sinistra radicale. Ma l'elogio di Berlusconi si ritorce subito contro il Professore, investito da una gragnuola di critiche. "Il giorno in cui Parisi utilizzerà un quarto delle sue energie per attaccare la destra sarò contento", dice Veltroni. Che invita a mandare "meno segnali di litigio e divisione", e boccia senza appello il ritorno all'Ulivo come contenitore dei tanti frammenti di centrosinistra: "Ho persino sentito Parisi inneggiare a Diliberto - ironizza - ma l'idea di quella coalizione era sbagliata, per noi e per il Paese", e grazie a quello sbaglio "abbiamo perso il rapporto col territorio, dove vive la gente reale". L'ex ministro della Difesa non perde un attimo. "Il mio intervento - replica a Veltroni - era su come contrastare la destra, ma non c'è nulla di peggio del sordo che non vuol sentire... ". Anche D'Alema definisce "ingeneroso" il giudizio tranchant sul governo ombra. E Francesco Rutelli, protagonista del dibattito serale alla Festa di Firenze, spiega - guadagnandosi l'ovazione - che lui (al contrario di Parisi) è qui "non per prendermela col Pd", e tantomeno con "il leader che abbiamo scelto, e al quale daremo il nostro contributo", ma per "prendermela col governo". Verso il quale, denuncia, "è scattato un meccanismo ipnotico, anche nel centrosinistra", che paralizza l'iniziativa dell'opposizione. Mentre ci sarebbe "moltissimo da fare", perché il Pd invece di tenere aperto "un fronte polemico interno ininterrotto", dovrebbe "cercare di imporre la propria agenda e non continuare a farsela imporre dal governo, questo è il nostro problema numero uno". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Cai diventa spa In consiglio solo tre persone (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 213 del 2008-09-06 pagina 3 Cai diventa spa In consiglio solo tre persone di Redazione Sgomberiamo subito il campo da un possibile equivoco: l'Andrea Guerra nominato ieri consigliere di amministrazione della neonata Cai-Compagnia aerea italiana spa, non è l'amministratore delegato di Luxottica, di cui è omonimo. È uno degli avvocati dello studio legale Pavesi Gitti Verzoni, uno degli advisor dell'operazione. Le cariche operative sono state affidate senza sorprese: Roberto Colaninno presidente, Rocco Sabelli amministratore delegato; il cda è composto di queste tre persone. L'occasione ha visto raccolti numerosi soci (tra i quali lo stesso Colaninno, Marcellino Gavio, Fausto Marchionni per il gruppo Ligresti, Emilio Riva, Salvatore Mancuso di Equinox), insieme all'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, al responsabile corporate Gaetano Miccichè, al consulente di Palazzo Chigi Bruno Ermolli. L'assemblea, oltre a indicare i vertici, ha dato il via libera formale alle due proposte d'acquisto preliminari all'attività della società: quella su una parte degli asset di Alitalia, presentata lunedì al commissario straordinario Augusto Fantozzi; e quella, messa a punto nei giorni scorsi, presentata a Carlo Toto per l'acquisto dell'intera Ap Holding, la controllante di Air One. Nella nota diffusa al termine dell'assemblea è stato specificato che, alla data dell'acquisto, la holding deterrà l'intero capitale della compagnia aerea, mentre oggi il suo controllo, pur schiacciante, si ferma al 99,7 per cento. Cai acquisterà l'azienda Air One, compresi gli attuali 57 aerei: 20 Airbus 320, 10 Bombardier Crj, 28 Boeing 737 già in via di sostituzione. Fuori dal perimetro dovrebbe rimanere l'attività svolta con due aerei executive, certamente incoerente con quella di Alitalia. Ordini e opzioni per i nuovi aerei resteranno nelle mani di Carlo Toto, nella capogruppo di tutte le sue attività: si tratta di 70 Airbus 320, 12 330, 12 350, attesi nell'arco di alcuni anni. Toto li affitterà alla nuova compagnia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Colaninno lascia o raddoppia? Paure e tensioni in Piaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 213 del 2008-09-06 pagina 3 Colaninno lascia o raddoppia? Paure e tensioni in Piaggio di Gabriele Villa L'imprenditore che ha rilanciato la casa motociclistica potrebbe mantenere solo la presidenza. La famiglia resta in sella al gruppo nostro inviato a Pontedera Concentratissimi. Decisi a non lasciarsi sfuggire una parola. Per capire e carpire i segreti dello scooter più popolare al mondo. Trenta tecnici indiani a lezione, come scolaretti, nella sala convegni attigua al Museo Piaggio. Impossibile si accorgano che, a pochi metri, nel cuore dell'azienda di Pontedera, si vive il clima dell'attesa per la nuova grande sfida che, nel bene o nel male, comunque rimbalzerà sulla sella. Roberto Colaninno lascia o raddoppia? E nel caso, con lui chi se ne andrà per accompagnarlo nell'avventura della Nuova Alitalia? E chi sarà capo? E di chi? Domande che si aggrappano all'ultima indiscrezione: Colaninno potrebbe lasciare tra un po' di tempo la carica di ad, mantenendo però sempre la presidenza. Sussulti di preoccupazione che si stemperano davanti a quel confessionale laico che è oramai diventato il distributore delle bevande e si consumano tra i bisbigli. Parlano tutti in queste ore alla Piaggio. Ma ufficialmente non parla nessuno. Solo i sindacati alzano la voce, nonostante le rassicurazioni della famiglia che non ha alcuna intenzione di mollare la presa sul gruppo. E così martedì ci saranno due ore di sciopero con presidi ai cancelli e mobilitazione generale. Sembrano tornati quelli di una volta, i sindacati. Quelli duri e puri. Che non ammettono cambiamenti di rotta. Su due ruote come nei cieli che solcherà la nuova compagnia. Eppure per loro nemmeno tanto tempo fa, Colaninno era l'imprenditore illuminato, il risanatore salvifico che occhieggiava con benevolo sguardo a sinistra mentre adesso che si deve occupare anche di far volare la gente, è improvvisamente diventato il padrone delle ferriere. L'uomo da guardare guardinghi. Ecco quindi che Maurizio Landini (Fiom-Cgil) tuona: "Nella trattativa per il rinnovo dell'integrativo l'azienda ha irrigidito le proprie posizioni su precarietà, stabilizzazione dell'occupazione, salario e ambiente di lavoro. Perché? Ci auguriamo che maturino presto nuove disponibilità. Del resto, con il dinamismo imprenditoriale, evidentemente poggiato su una robusta solidità finanziaria, che Colaninno sta mostrando in questi giorni, sarebbe davvero incomprensibile la non realizzazione rapida di un buon accordo aziendale". È il pensiero delle tute blu che, a fine turno, si ritrovano alla Casa del Popolo con annesso Circolo Operaio, a Calcinaia, sulla via Tosco-Romagnola, luogo storico. "Bisogna mostrare i denti, i soldi ci sono. È il momento giusto adesso che il capo è impegnato su due fronti". Dicono che sono concordi i sindacati, ma qui si ha la netta sensazione che l'unica a pensarla veramente così e la Fiom, anzi la corrente di Rifondazione al suo interno. Il pensiero dei neo rivoluzionari si discosta appena da ciò che ci mostrano negli stabilimenti di viale Rinaldo Piaggio. Numeri e cifre che celebrano la beatificazione del risanatore salvifico e giustificano la paura che il grande condottiero giri i tacchi lasciando la Piaggio al suo destino: "L'accordo aziendale siglato con Colannino il primo luglio del 2004 metteva fine a una vacatio contrattuale di nove anni. Colaninno prese in mano da Morgan Grenfell un'azienda che aveva 580 milioni di debito nel 2003 e ne ha fatto la numero 4 con oltre 700mila veicoli prodotti (esclusi i 200mila della joint venture cinese) e un brand che viene puntualmente infilato al cinema e negli spot perché fa trend. Questa è stata la cura Colaninno". "La Vespa non si fermerà mai", ripeteva il suo papà, Corradino D'Ascanio. Pare un buon motivo per fidarsi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Cara AirFrance, te la vendiamo quando vuoi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

PROPOSTA SEGRETA "Cara AirFrance, te la vendiamo quando vuoi" Anna Maria Merlo PARIGI Air France ha opposto un secco "no comment", ieri, alle indiscrezioni pubblicate la mattina sul quotidiano economico La Tribune . Secondo questo quotidiano, il governo Berlusconi tramite la banca Intesa, avrebbe fatto una proposta segreta ad Air France-Klm il 27 agosto scorso: la compagnia franco-olandese potrebbe prendere adesso una partecipazione del 10-20% in Alitalia accanto ai 16 imprenditori italiani che si sono impegnati nella good company, con la possibilità di acquisire la maggioranza del capitale e quindi il controllo della società italiana nel 2013, quando gli italiani potranno disimpegnarsi. "La stessa proposta è stata fatta ad altre compagnie, come Lufthansa o British Airways?", si chiede La Tribune . Nei fatti, è chiaro a tutti che Alitalia ha bisogno di un partner importante nel settore per vincere l'arrischiata scommessa voluta dal governo Berlusconi. Il gruppo Air France-Klm aveva affermato il 28 agosto scorso di essere "pronto a prendere una partecipazione di minoranza nella nuova Alitalia". Ma aveva posto una condizione: "se le prospettive di redditività della nuova compagnia trovano conferma". Un portavoce del gruppo aveva poi precisato che Air France-Klm "conferma l'interesse e la volontà di restare un partner strategico di Alitalia", con cui ha un accordo commerciale da anni. Nell'accordo segreto sono scomparsi gli impegni che AirFrance-Klm aveva preso ai tempi del governo Prodi di investire considerevolmente per la ristrutturazione di Alitalia. Alla fine, il risultato potrebbe essere lo stesso - Alitalia nelle mani di Air France-Klm - ma per il gruppo franco-olandese cadono tutti gli impegni a cui aveva sottoscritto nella prima ipotesi di accordo. Non solo si annullerà il ridicolo dell'"italianità" di Alitalia, ma per di più Air France non sarà obbligata a investire (né a versare alcunché allo stato italiano)per prenderne il controllo. Sembra che Air France-Klm sia oggi più aperta sulla questione dell'hub di Malpensa. Il governo italiano avrebbe promesso ai francesi di migliorare i collegamenti dell'aeroporto. La Tribune parla della possibilità di rivedere al ribasso il ruolo di Linate, per impedire ai concorrenti di prendere il posto di Alitalia, in caso di trasferimento a Malpensa. Jean-Cyrill Spinetta, il presiente di Air France, è considerato dai sindacati un padrone "attento al sociale". Ma i dipendenti di Alitalia potrebbero non accorgersene, poiché se Air France-Klm acquisirà il controllo della compagnia italiana tra qualche anno, il "lavoro sporco" di ristrutturazione e di riduzione drastica del personale sarà già stato fatto dai 16 capitani coraggiosi riuniti da Berlusconi. Lo stato francese ha ormai ridotto la partecipazione in Air France a poco più del 18%. La fusione con Klm, nel 2004, era stata dolorosa per la compagnia olandese, che aveva ridotto il personale di 4500 unità. Con la fusione, è nato il primo gruppo mondiale per traffico aereo, in un mercato europeo dove la concentrazione è considerata inevitabile dagli analisti del settore. Foto: DECOLLO DI UN AEREO AIR ONE ALL'AEROPORTO DI MILANO LINATE /TAM TAM NELLA FOTO PICCOLA L'IMPRENDITORE ABRUZZESE CARLO TOTO.

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Anticipazioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Anticipazioni ALITALIA l PAGINA 2 Giocare d'azzardo con il Toto Il nodo AirOne nel fallimento della compagnia di bandiera. E quello del suo attivissimo fondatore. Mentre non c'è ancora certezza sul numero degli esuberi e Air France prepara l'affare del futuro MOSTRA DEL CINEMA PAGINA 3 Il fuoco incrociato della critica estinta La grande stampa suona il deprofundis per il festival di Venezia. Perché, anche se l'edizione di quest'anno è di alto livello, l'immaginario pregiato non passa sui media sempre più distratti.

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Nessuna risposta alle tante obiezioni su piano e progetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)

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LA TRATTATIVA Nessuna risposta alle tante obiezioni su piano e progetti fr. pi. Un muro di gomma. Non usano mezzi termini, i sindacalisti, all'uscita della seconda giornata di confronto con il governo e l'a.d. della Cai, Rocco Sabelli. L'atteggiamento tenuto dalla contro parte viene descritto secondo lo schema "chiedere è permesso, rispondere è cortesia". Tutte le domande e le contestazioni poste sui contenuti del piano - dimensione e qualità della flotta, quantità e qualità dei collegamenti, ecc - sono state liquidate con "sono conti che ci siamo fatti noi in casa". Come dire: non abbiamo nulla da discutere, solo da illustrare. Atteggiamento tanto più sorprendente, in quanto dal lato dei sindacati ci sono autentici esperti pluridecennali del settore, mentre dal lato dell'azienda ci sono dei neofiti che descrivono un progetto fatto da terzi (la Boston Consulting, che già aveva redatto il piano di AirOne ai tempi della "gara" indetta dal governo Prodi). Pienamente riconfermata, dunque, l'impostazione del piano; così come il "non interesse" per le attività già ora considerate "esterne", come la manutenzione pesante, il trasporto merci ("cargo"), l'incerta "zona grigia". Si ripartirà con il confronto lunedì mattina, ancora una volta con differenze persino sull'ordine del giorno, Per i sindacati, infatti, la discussione sul piano non si è conclusa; per il ministro del lavoro Sacconi, invece, si dovrebbe già procedere con il tavolo sul "nuovo sistema di relazioni industriali" (leggi: contratti, norme, diritti da applicare nella Cai). Confermata dallo stesso Sacconi l'esclusione dei precari di entrambe le aziende (AirOne e Alitalia) dal computo sugli "esuberi". Sono fuori e basta, se ne riparlerà - caso mai - in altra sede. Mentre per la manutenzione pesante (Atitech, Tmo, ecc) circola sempre la voce di un possibile "dirottamento" verso Finmeccanica (di proprietà statale), ma "In questo momento non si può dire nulla". Resta in primo piano l'obiettivo di governo e newco : prima il sindacato si arrende, poi si vedranno le soluzioni per i lavoratori.

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ATITECH- I lavoratori in mobilitazione a Napoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)

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ATITECH· I lavoratori in mobilitazione a Napoli I 750 lavoratori Atitech non ci stanno a essere messi messi fuori dal perimetro aziendale di Alitalia e ieri, dopo un'affollata assemblea per discutere il piano del governo, hanno portato la loro protesta lungo le strade di accesso dell'aereoporto napoletano di Capodichino. I dipendenti dell'azienda che, a Napoli, effettua la manutenzione pesante per Alitalia, chiedono precise garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali. "Rinunciare alle elevate professionalità dei 750 lavoratori Atitech, altamente scolarizzati e con un'età media molto bassa, non serve a risanare una compagnia aerea la cui attuale situazione è estremamente legata a scelte manageriali inopportune e fallimentari", dicono i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl. Sulla questione è intervenuto Antonio Bassolino, presidente della regione Campania: "Non si tratta di definire ammortizzatori sociali, ma di garantire un futuro produttivo a questa azienda di livello nazionale".

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Tonino torna in piazza e guasta la festa al Prc (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)

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LODO ALFANO · Sit-in l'11 ottobre. Lo stesso giorno scelto da Ferrero Tonino torna in piazza e guasta la festa al Prc Sa. M. ROMA Di Pietro non molla. Ai colpi di cannone contro il Pd in tema di giustizia, ha sommato una manifestazione "anti lodo Alfano" da tenersi l'11 ottobre. Ovvero, due settimane prima di quella che il Pd sta organizzando per il 25 dello stesso mese. L'ha annunciato ieri dalle pagine del Riformista : "Ebbene sì - ha spiegato - L'11 ottobre ci sarà il grande evento di apertura della nostra campagna referendaria "Salva premier 2008". E' il primo giorno utile per la raccolta delle firme. L'iniziativa ha già un nome: sarà "la prima giornata della legalità"". Inutile dire che sì, molto probabilmente in piazza si finirà per parlare pure di Nicola Latorre e della richiesta arrivata dalla procura di Milano, che vuole usare le sue conversazioni all'epoca della scalata Unipol a Bnl per indagarlo. Il leader dell'Italia dei valori ha già chiarito come si comporterà il suo partito: "Prima dell'inizio della legislatura ho inviato ai nostri candidati un vademecum che tutti hanno sottoscritto. Nelle clausole c'era scritto che in questi casi l'Italia dei valori da sempre il via alle richieste di autorizzazioni a procedere. L'unica differenza è quando trattiamo di reati d'opinione, per cui valutiamo caso per caso". Il Partito democratico ha evitato ogni commento. Walter Veltroni sta mettendo tutte le sue forze nella manifestazione che si svolgerà alla fine di quel mese e, almeno sui numeri, non teme concorrenza. Il problema semmai sarà su chi dei suoi si farà vedere in piazza con Di Pietro. Arturo Parisi, già nelle prime file di piazza Navona, proprio ieri ha annunciato che sosterrà il referendum anti Lodo Alfano: "Lo firmerò e credo che sia doveroso da parte del Pd". E a chi gli ha ricordato le polemiche che seguirono la sua partecipazione al sit in dipietresco, l'ex ministro della Difesa ha replicato seccato: "Se io ero a piazza Navona, 4 mesi prima tutto il Pd si è alleato con Di Pietro, come se il Di Pietro di allora non fosse il Di Pietro di sempre". Certo alla piazza dell'ex pm di Manipulite parteciperà la nascitura lista civica lanciata da Paolo Flores D'Arcais e Marco Travaglio, di giorno in giorno più lontana dal partito rossoverde. Più complicato sarà l'impatto che quel sit in avrà sulla già inguaiata sinistra. Già, perché da almeno un mese l'ingarbugliato universo a manca del Pd sta pensando a come affrontare l'autunno e i suoi calori. Marco Ferrando e il Partito comunista dei lavoratori hanno proposto una manifestazione unitaria della sinistra e la nuova direzione del Prc insieme ai Comunisti italiani avevano individuato proprio l'11 ottobre - sufficientemente lontano dal corteo del Pd e una settimana prima della manifestazione lanciata da Cobas ed Rdb - come la data giusta per mettere in pratica l'idea. Proprio lunedì prossimo doveva essere indetta la conferenza stampa che avrebbe dato il via alla mobilitazione "contro il governo". E invece, giusto ieri, Di Pietro ha piazzato il suo calcio di rigore. "Stiamo ancora valutando il da farsi", spiega Giovanni Russo Spena, che però ammette che quella di Di Pietro, almeno sul lodo Alfano, non sarà una piazza "nemica": "Credo che per noi sarà impossibile cambiare la data, la nostra sarà una manifestazione ben diversa da quella dell'Italia dei valori. Avremo una piattaforma ampia, sul carovita, la scuola, Alitalia". Il tema del lodo Alfano potrebbe finire per far dialogare le due piazze, almeno sulla battaglia referendaria:"Ne discuteremo al comitato politico convocato per la prossima settimana, il 12 e 13 settembre. Personalmente sono favorevole alla distinzione delle funzioni tra giudici e pm e credo che l'indulto vada difeso. Con Di Pietro però condivido la battaglia sul lodo Alfano. Bisogna raccogliere le firme e far votare il referendum per l'abolizione". C'è poi una parte che avrebbe voluto cambiare data anche senza l'incognita Di Pietro: Sinistra critica ed Rdb da giorni premono per ridiscutere l'appuntamento dell'11, considerato troppo vicino allo sciopero indetto da Cobas, Rdb appunto, e SdL e hanno convocato un'assemblea per discutere sul da farsi per il prossimo martedì a Roma. Qualunque sarà la linea scelta dalla maggioranza del Prc, la data dell'11 ottobre guasta il sonno di Nichi Vendola e della sua corrente politica. Gli ex bertinottiani stavano valutando di partecipare sia al corteo indetto dal partito, sia a quello del 25 ottobre purché quest'ultimo fosse caratterizzato come una manifestazione ampia e non del solo Partito democratico. Walter Veltroni non ha fatto granché per farli sentire di casa. Ma è pur vero che la partecipazione al sit in di piazza Navona lo scorso 8 luglio è stata tra i tanti temi al centro dello scontro congressuale. Se le due piazze dell'11 si terranno per mano, concentrarsi su altri appuntamenti sarà più semplice. Foto: BANDIERE DI RIFONDAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE DI ROMA DELL'8 LUGLIO A PIAZZA NAVONA /FOTO ANDREA SABBADINI.

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Il Toto gioco sull' Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Prosegue senza vero confronto la trattativa tra sindacati, governo e acquirenti di Alitalia. Storia di AirOne e del suo inventore, il costruttore abruzzese Carlo Toto Francesco Piccioni ROMA In una cordata di 16 imprenditori "italiani", l'unico socio a sapere qualcosa di trasporto aereo non figura affatto nella gestione operativa della nuova società, la Compagnia aerea italia (Cai). Come mai? L'escluso è Carlo Toto, fondatore di AirOne, prima compagnia aerea nazionale a essere autorizzata a coprire la munifica rotta Fiumicino-Linate, che viene ora "fusa" con Alitalia. Pescarese, 63 anni, figlio del popolo. Suo padre Alfonso aveva una piccola impresa di riparazioni stradali in subappalto. La svolta avviene con Carlo, che negli anni '60 comincia a vincere i primi appalti per ponti e gallerie, sviluppa rapporti intensi con l'Anas, le Ferrovie e i politici locali. In modo rigorosamente bipartisan; ancora in tempi recenti risulta finanziatore di Forza Italia (125.000 euro), An (20.000), Ds (65.000). Nel cda di AirOne chiamerà anche Giovanni Malagò, impreditore romano legatissimo a Rutelli. Tra gli amici della prima ora figurano però Publio Fiori (ex Dc, poi in An) e Raffaele Bonanni, altro abruzzese doc, salito fino alla carica di segretario generale della Cisl. Ad aprile 2008 si ritrova pure un nipote come parlamentare del Pdl. Il modello di business che preferisce è questo: garantito, sicuro, con le commesse statali. Per quello entra come socio di Benetton nella gestione dell'Autostrada dei parchi, in breve tempo la più cara d'Italia (si vede che "il privato" certe cose le fa meglio, "a vantaggio del consumatore"...). Diventa rischioso a partire da Tangentopoli, in cui Toto rimane invischiato causa alcune mazzette pagate per "facilitare" la costruzione di un mega-parcheggio. Non si perde d'animo: patteggia una condanna a undici mesi e ne viene fuori. Un costruttore come tanti, nell'Italia di mezzo. Ma col pallino dell'aeronautica e delle ferrovie (ha fondato la Rail One, in attesa di "fare concorrenza" sull'alta velocità passeggeri). Già nell'88 rileva Aliadriatica, piccolo servizio di aerotaxi con due Jetstream turboelica da 18 posti. La "liberalizzazione dei cieli" gli fa fiutare la possibilità del salto di qualità. La svolta nel '94, quando a un'asta fallimentare compra un Boeing 737, che fa rimettere a nuovo dalle officine Lufthansa (con cui stringerà nel 2000 un'alleanza commerciale e tecnica). Inizia così a attivare voli charter da Pescara verso Bergamo, Torino e Palermo. L'anno successivo allarga i collegamenti con Linate, Brindisi, Reggio Calabria, Lamezia. Alla fine del '95 cambia nome e diventa AirOne, ottenendo il diritto a praticare la Fiumicino-Linate, tra le prime cinque d'Europa per volume di traffico. L'azienda si espande con regolarità anno dopo anno, complice una deregulation del mercato interno che non ha eguali in altri paesi europei (ancora oggi Ryanair, per fare un esempio potente, non riesce ad avere la possibilità di gestire una andata-e-ritorno giornaliera sulla Parigi-Marsiglia). E crescono ache i debiti, mentre gli utili - al momento migliore - non superano i 7 milioni di euro. Ma non si possono conoscere in dettaglio: AirOne, come tutte le altre società del gruppo Toto, non è quotata in borsa e non ha quindi l'obbligo di pubblicazione dei bilanci. Il suo creditore principale è IntesaSanPaolo, l'advisor scelto per la vendita Alitalia e che, come vedremo, risolve i propri problemi e quelli di Toto in una sola mossa. AirOne arriva a coprire il 25% del traffico nazionale, ma anche qui c'è qualche problema: riesce a riempire sì e no il 50% dei suoi aerei e quindi "copre" molte destinazioni con veivoli semivuoti. Ciò nonostante, si presenta in concorrenza con Alitalia per l'acquisto di Volare (piccola compagnia di Gallarate, con capitali leghisti, fallita miseramente). Viene respinto dal tribunale di Busto Arsizio. Scuote la testa come un vecchio orso marsicano e, quando parte la "gara" indetta da Tommaso Padoa Schioppa, rilancia presentandosi in cordata con Banca Intesa, Nomura, Goldman Sachs e altri mostri finanziari di prima grandezza. Non va nemmeno stavolta, malgrado il suo "piano di salvataggio" prometta mari e monti. Prima ancora che la "cordata" berlusconiana prenda ufficialmente forma, all'inizio di giugno, piazza il suo colpo maestro. Compra 12 veivoli Airbus A330 per il lungo raggio e "opziona" altre 8 macchine della stessa categoria, oltre a 12 A350XWB. Un ordine da 4,6 miliardi di euro, il più grande della storia del settore, in Italia. Insieme agli A320 per il medio raggio, in parte già arrivati, in parte in via di consegna, si ritrova ad avere una delle flotte più "giovani" d'Europa. Qualcuno dubita, però, che se la possa permettere (visto il modesto fatturato di AirOne: 750 milioni nel 2007). L'ingresso nella cordata pare risolvere ogni problema. Alitalia ha una flotta vecchia; e aerei nuovi (che consumano anche meno) è quello che serve alla Cai. Intesa valuta 300 milioni AirOne, cosicché la banca può rientrare dei suoi 200 milioni di crediti e Toto può avere 100 milioni da gettare nel patto societario. In più, sembra che si sia riservato la possibilità di affittare in leasing ad Alitalia-Cai gli aerei ancora non consegnati. Un flusso, calcolavano qualche giorno alcuni giornali, che vale 1,6 miliardi in 8-9 anni. L'escamotage è geniale, nella sua semplicità: le opzioni sui prossimi Airbus (71 A320, oltre i 24 tra A330 e A350) sono a nome di una sua finanziaria fin qui silente, l'Ap Holding, usata solo per la "gara" degli ultimi due anni. Ergo, non sentirà neppure il peso del "conflitto di interesse" tra il ruolo di fornitore e quello di socio in Cai (con una mano incassa, con l'altra paga insieme ad altri). Last but not least , si libera dei suoi circa 3.000 dipendenti, che finiranno nel calderone Cai. A loro, meno di un mese fa, Toto aveva inviato una convincente lettera in cui affermava che "in merito al possibile ruolo di AirOne nella privatizzazione di Alitalia posso rassicurarvi che questo non avverrà a scapito della nostra azienda, della sua integrità e ancor di più dei suoi dipendenti". Siamo certi che imprenditori di questa stazza si muovano sempre e solo "per il bene del paese". Come direbbe McCain, lo provano le loro cicatrici.

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Sinistra, il leader che non c'è (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il prossimo gennaio, quando sono convinto che avrà vinto Barack Obama ci si potrà sentire americani con il sorriso sulle labbra. L'America non sarà un paese perfetto ma sarà un luogo migliore (Safran Foer, scrittore) Fulvia Bandoli * PAT CARRA Riprendere è sempre difficile, farlo dopo un duro scacco lo è ancora di più. Dopo le elezioni che hanno sancito la doppia sconfitta del Pd e della Sinistra Arcobaleno il governo delle destre procede in fretta sul suo programma e non incontra opposizione alcuna. Scuola, rifiuti, Alitalia, ritorno al nucleare, intercettazioni, giustizia. Coerente con il mantenimento dei suoi impegni il governo sforna i suoi provvedimenti. Nel Pd l'unica discussione aperta attiene al "se" e al "come" confrontarsi sull'agenda dettata dal governo. Nel paese accadono anche altre cose ma se ne parla meno: il costo della vita cresce, quello dei mutui anche, l'occupazione precaria aumenta e in molti casi è a rischio anche quella stabile, i salari e gli stipendi restano al palo e gli incidenti sul lavoro sono il primo fattore di insicurezza per le persone (tutti segnali di una solitudine delle lavoratrici e dei lavoratori che non diminuisce). Il risparmio delle famiglie non esiste più, il futuro si fa sempre più incerto. La scuola torna al maestro unico e al voto. Rimetterà al centro la formazione, il diritto a studiare, il merito? Non pare, per ora si restaurano simboli antichi per dar l'dea di un " polso forte". La qualità dello sviluppo non cambia di segno: consumiamo troppo territorio, troppa energia, troppa acqua, produciamo troppi rifiuti e ne ricicliamo ancora una minima parte, viaggiamo quasi esclusivamente su gomma (noi e le merci). La sicurezza (tema tanto caro alla destra e anche al Pd) esce un po' di scena (drogato com'era nelle settimane di campagna elettorale) sempre pronto però a tornar fuori se c'è bisogno di oscurare contraddizioni sociali e operazioni poco chiare come quella dell'Alitalia che avviene in violazione delle norme antitrust. I temi cosiddetti etici o dei diritti civili che tanto avevano "torturato" un governo Prodi incapace di decidere per le contraddizioni interne al Pd, non occupano alcun spazio nell'informazione. Resta qualche accenno a gay picchiati per strada o in carcere, l'entusiasmo per le frasi pronunciate in materia da Barak Obama, l'attesa che anche in Italia un qualche leader del Pd si decida a dire la sua in materia e senza troppe ambiguità. Questo è solo un parziale cenno d'insieme a questioni assai serie e complesse che avremo davanti nelle settimane prossime. Questioni aperte da decenni, che non nascono con questo governo di destra, e che i governi del centrosinistra non hanno saputo risolvere. Che tutto il male derivi dal berlusconismo è tesi che non mi ha mai convinta. Sono più propensa a credere che l'egemonia delle destre inizia a farsi più forte quando la sinistra italiana ( e i partiti più grandi in particolare) decidono di cambiare i loro riferimenti sociali, di rinunciare a fare cultura politica e battaglia delle idee (sulla laicità ad esempio), quando si affidano anch'essi al leaderismo e calpestano la democrazia interna, quando tirano dalle finestre ideologie e con esse anche principi, e storie umane e politiche di diritti faticosamente acquisiti. In questo articolo di ripresa vorrei dedicarmi però ancora una volta alla Sinistra, a quella che non vuole più essere tale (il Pd), ma soprattutto a quella, spezzettata in tanti partitini, movimenti, personalità, che non riesce più a essere tale. Speravo in una seria riflessione collettiva dopo il voto, fatta a viso aperto con le donne e gli uomini , collocati in tanti strati sociali, che hanno deciso di non votarci, al nord come al sud. Si è preferita la strada dei Congressi, delle Assemblee congressuali, che parlano poco all'esterno e rendono violente le rese dei conti interne. Adesso i congressi sono stati fatti e ci consegnano un panorama ancora più disarticolato. Tra le poche certezze che ho una non vacilla: lo spazio per una sinistra popolare, democratica, plurale e unita resta intatto. E nessuna delle singole formazioni politiche partitiche o di movimento (Prc, Verdi, Sd, Sdi, Comunisti italiani, Sinistra unita e plurale, Uniti a sinistra, Ars etc...) potrà coprire da sola quel vuoto. E neppure la mera somma di tutto quel che ho sopra elencato riuscirebbe a prefigurare un progetto appassionante. Tra l'altro il Congresso del Prc manda un segnale preciso: prevale pur di poco la linea di coloro che vogliono ripartire dal Prc stesso o dalla ricostruzione di una forza comunista, e lo stesso è avvenuto dentro il Congresso dei comunisti di Diliberto. Una scelta che non condivido ma che rispetto e voglio prendere sul serio: una parte significativa del Prc e i Comunisti di Diliberto non condividono la proposta di una Costituente di una Sinistra nuova, unitaria e plurale. Non si tratta di escludere nessuno dal percorso costituente, ma procedere con ambiguità sarebbe ancora peggio. Se è vero che il difetto della Sinistra Arcobaleno era quello di essere solo un cartello elettorale, senza anima e senza un progetto per il futuro del paese, è chiaro che quella esperienza non può essere ripetuta. So bene che è allo studio un'ipotesi di legge elettorale per le europee che punta a tagliar via le forze minori alzando lo sbarramento...ma quale credibilità potremmo mai avere se ancora una volta incalzati da una elezione fingessimo di condividere una strategia quando invece così non è? Le elezioni europee sono vicinissime e anche quelle amministrative, e una nuova sinistra unita e plurale non sarà forse ancora pronta per quella data. Proviamo dunque a dividere le cose, anche se non è semplice, e a far agire il buon senso. Per le amministrative le situazioni territoriali sono diverse e credo che il discrimine debbano essere i programmi, la pari dignità tra le forze di una coalizione e la trasparenza nella scelta dei candidati sindaci o presidenti di provincia, e non ultimo l'atteggiamento che di volta in volta terrà il Pd, che non può pretendere di decidere dove si appoggia alla sinistra più critica e dove invece può farne a meno. Per le elezioni europee penso che prima di tutto ci si debba battere contro una ipotesi di sbarramento, e in secondo luogo che sarebbe già un buon risultato se a quelle elezioni si potesse presentare non il simbolo di un nuovo partito della sinistra (che non si fa in alcuni mesi) ma quello della Costituente della Sinistra. Così da sperimentare, con una prova seria, il livello di consenso a questo progetto. Sulla Costituente e sul suo percorso si sono spese tante parole e sono partiti vari esperimenti. Ma pesa un vuoto di riflessione collettiva e di soggettività politica. Anche tra noi vi era chi aspettava un leader che tutto avrebbe risolto infiammando piazze e persone. Un'ipotesi lontana dal modo di concepire la politica a sinistra. Questo leader comunque non c'è e è bene dirselo. Non resta che affidarsi a atti concreti e a pratiche politiche diverse che non ripropongano i riti stanchi di sempre. Penso che la Costituente della sinistra potrebbe nascere da una sorta di "triplo spostamento" guidato da umiltà e chiarezza. Da una parte il collegamento di tutti i comitati per la costituente nati in questi mesi in vari territori e a vario titolo senza la pretesa di primogeniture, dall'altra la scelta di alcune centinaia di personalità (donne e uomini) della sinistra italiana che attraverso un patto chiaro e dichiarato si impegnano a essere gli interlocutori permanenti di questa rete superando ai vari livelli le loro attuali appartenenze, e un terzo "spostamento" che veda in campo più direttamente (e all'inizio con forti tratti di autonomia) quelle donne che in questi mesi, dopo il voto, hanno tentato in varie sedi di ragionare sul dopo, e che hanno indicato nella libertà femminile il tratto fondante di una nuova sinistra e in nuove pratiche politiche e di relazione la leva per scardinare ciò che non funziona più (se mai ha funzionato) nella vita dei partiti tradizionalmente intesi. Perché non v'è dubbio che se l'Italia non è stato un paese per donne, la sinistra italiana finora è stata lo specchio fedele di questo Paese. E così non può più essere. * Coordinamento nazionale di Sd - -.

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IL COMMISSARIO, Augusto Fantozzi, punta a individuare il partner estero di Alitalia entro la fin (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)

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Di LUCIANO COSTANTINI IL COMMISSARIO, Augusto Fantozzi, punta a individuare il partner estero di Alitalia entro la fine del mese e vuol far decollare la nuova compagnia a novembre. Intanto fonti vicine ad Air France parlano di un interessamento del vettore francese che punterebbe al pacchetto di maggioranza nel 2012, anche se si accontenterebbe di una partecipazione minoritaria. Immediata la smentita di Intesa e del ministro Sacconi: l'ipotesi non esiste. Prosegue la trattativa con i sindacati.

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Dal nostro inviato UMBERTO MANCINI CERNOBBIO - L'investimento nella (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)

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Dal nostro inviato UMBERTO MANCINI CERNOBBIO - "L'investimento nella nuova Alitalia è stato fatto perchè un gruppo di imprenditori privati, tra cui noi di Atlantia, ha ritenuto che il sistema Italia ne avesse bisogno e siamo convinti che ci sarà un ritorno importante". Gian Maria Gros-Pietro inquadra subito la scelta del gruppo Benetton, a margine del Workshop Ambrosetti. Lo fa spiegando al Messaggero che la logica è solo quella imprenditoriale. E che sono poco comprensibili le avances di chi privato non è. "Non è una socializzazione delle perdite, la nuova società non ha perdite ed è fatta tutta con il denaro dei privati". "Noi - aggiunge - operiamo nel settore della logistica con Autostrade e siamo interessati ad un sistema che funzioni meglio: non solo le strade, ma anche aerei, treni veloci, navi. Una rete integrata ed efficiente per fare crescere l'economia, con infrastrutture avanzate". Gros Pietro esprime la massima fiducia in Colaninno e Sabelli. E promuove il piano industriale pronto al decollo. "Servono sinergie armoniche nel settore dei trasporti. Lo sviluppo di Alitalia era la gamba che mancava. Per questo - sottolinea - abbiamo deciso di investire con altri soci, per questo crediamo di poter dare una risposta più efficiente agli utenti-clienti". Gros-Pietro non vuole entrare nelle polemiche di questi giorni, nè nei dettagli dell'operazione in fieri. Ci tiene solo a ribadire un concetto: non abbiamo nessun conflitto d'interessi, perchè non abbiamo potere di veto. "Ci auguriamo che il progetto renda il Paese più competitivo. Con un vettore in grado di rendere l'Italia molto appetibile sotto il profilo turistico e forte sotto l'aspetto della crescita industriale".

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ROMA Augusto Fantozzi ha due obiettivi: individuare entro la fine di settembre il partner s (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)

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Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Augusto Fantozzi ha due obiettivi: individuare entro la fine di settembre il partner straniero e far decollare la nuova Alitalia per il primo di novembre. Il commissario straordinario, ieri, non si è voluto sbilanciare, probabilmente per scaramanzia, ed ha parlato semplicemente di "auspici", però non ci sono alternative. Soprattutto in termini temporali. Entro la fine del mese la partita dovrà essere chiusa anche perchè il tribunale di Roma ha emesso ieri la sentenza sull'accertamento di insolvenza della compagnia e il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha concesso alla vecchia Alitalia una licenza provvisoria al volo che scadrà il primo marzo prossimo. Dunque, l'accordo con i sindacati dovrà essere firmato. E' di ieri anche la notizia, divulgata da La Tribune, di un nuovo rilancio di Air France su Alitalia fino a puntarne al controllo. Intesa avrebbe offerto, in una riunione segreta, una partecipazione tra il 10 e il 20% con possibilità di prendere la maggioranza nel 2013. Il ministro Sacconi ha garantito che il vettore transalpino non sarà partner di maggioranza. Smentita anche da Intesa: "Del tutto priva di fondamento la ricostruzione del quotidiano francese". Ma ieri sera fonti vicine alla stessa Air France, citate dall'Afp, hanno precisato che Parigi "preferirebbe, in via generale, possedere una partecipazione maggioritaria di avere il controllo anche se non escludono una partecipazione al progetto italiano anche senza detenere la maggioranza della società". Ha tagliato corto Tremonti: "Di Air France parlerò mercoledì alla Camera". Ieri ancora una giornata di trattative incentrata sul piano industriale; oggi e domani pausa di riflessione; lunedì tutti di nuovo attorno al tavolo (relazioni industriali e contrattazione collettiva in mattinata, piano industriale nel pomeriggio) per il rush finale. La questione degli esuberi verrà definita all'ultimo giro perchè non c'è ancora accordo sui numeri. Governo e management di Alitalia hanno precisato che gli esuberi sono 3.250, ma ci sono in ballo altri 2.750 posti di lavoro che dovrebbero uscire dal perimetro aziendale e per i quali i sindacati chiedono una ricollocazione certa e garantita. Al momento una parte delle sigle ritiene che il numero degli esuberi sia quindi di 6.000. Sacconi ha ribadito che gli "esterni" saranno ricollocati. Ma dove? E quando? E poi, ci sarà da discutere anche la questione dei precari. Infine, sempre secondo i sindacati, non ci sono ancora certezze su cargo e manutenzione. Sacconi ha cercato di essere convincente spiegando che i due settori e gli altri compresi nella "zona grigia" resteranno in mano al commissario e alla Cai che continuerà a servirsene finchè non sarà trovata la migliore soluzione in outsourcing. Ma le parole dell'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, sono risultate assai meno tranquillizzanti: "Sul cargo la quindicesima compagnia al mondo ha una dimensione doppia di quella di Alitalia; sulla manutenzione il leader mondiale fa otto milioni di ore all'anno mentre Alitalia ne fa cinquecentomila". Quindi? "Il core business della nuova compagnia deve puntare sul trasporto passeggeri". Si è mostrato relativamente ottimista il titolare del Welfare: "Il confronto procede con intento costruttivo". Il clima che ieri sera, al termine del round negoziale, regnava in casa sindacale era un po' diverso. Si respirava un certo nervosismo anche perchè la Uil aveva chiesto, e non ottenuto, di poter visionare nei dettagli il piano di impresa di Cai. "Comprensibile la riservatezza - aveva commentato Antonio Foccillo - m non è possibile entrare nel merito senza un documento scritto". "Non è chiaro - aveva sottolineato Roberto Panella dell'Ugl - perchè venga spostato su Milano quasi tutto il lungo raggio regalando il mercato romano alla concorrenza". "Noi sospendiamo il giudizio - aveva affermato Franco Nasso della Cgil - perchè è necessario approfondire il progetto". "Attenzione - aveva avvertito l'Avia (assistenti di volo) siamo vicini al punto di frattura". Quasi una minaccia dell'Up: "Se gli esuberi dei piloti non saranno gestibili, diremo di no al piano. Non ci faremo massacrare come categoria". Sulla vicenda Alitalia la Ue continua a tenere gli occhi puntati: "Controlleremo che siano rispettate tutte le norme, aspettiamo per vedere quello che succede. Occorre che l'Italia porti avanti un dialogo serrato e permanente".

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MILANO - Tutto come da copione. L'assemblea di Cai, riunitasi ieri a Milano, ha nominat (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)

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Di GIULIA LEONI MILANO - Tutto come da copione. L'assemblea di Cai, riunitasi ieri a Milano, ha nominato un cda snello - a tre - come anticipato da Il Messaggero mercoledì scorso. Per un periodo transitorio - questo cda durerà al massimo fino al 31 dicembre prossimo, ma probabilmente molto prima avrà l'assetto definitivo (almeno 15 consiglieri) - il board sarà composto dal presidente Roberto Colaninno, dall'amministratore delegato Rocco Sabelli e dall'avvocato Andrea Guerra dello studio Pavesi Gitti Verzoni. All'assemblea, durata circa due ore, erano presenti tutti i soci di Cai - per Intesa Sanpaolo c'erano il consigliere delegato Corrado Passera e il capo del corporate e investment banking Gaetano Micciché - e Bruno Ermolli, consulente del Governo. Micciché avrebbe fatto presente agli altri soci che la superbanca ha ricevuto manifestazioni d'interesse da "famiglie solide" che vorrebbero entrare nell'azionariato di Cai. La società esaminerà le varie candidature, avrebbe risposto Colaninno "a condizione, però, che non siano delle presenze ingombranti". Miccichè ha comunque fatto riferimento solo a "famiglie". Dopo che il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo in settimana ha manifestato l'intenzione dell'ente di entrare, investendo 10 milioni, i soci di Cai si sarebbero consultati. L'orientamento emerso sarebbe quello di non voler far spazio nell'azionariato ad enti pubblici perchè in tal caso verrebbe meno lo scopo - la privatizzazione di Alitalia nel bene del paese - che ha portato alla nascita di Cai. Dunque apertura sì, ma solo ai privati, oltre al partner estero: sempre più probabile Air France. Ieri a Cernobbio, dove è in corso il Workshop Ambrosetti, alcuni imprenditori sono stati interrogati su un loro eventuale interesse ad entrare. "Vediamo un pò come vanno le cose", ha detto Nerio Alessandri, patron di Technogym, in pole position tra i candidati. Mentre sia Mario Moretti Polegato, fondatore di Geox che Francesco Merloni, presidente di Merloni TermoSanitari hanno escluso di voler essere della partita. "Ho la massima stima per le persone coinvolte in Alitalia, l'ho valutata ma resto focalizzato su Geox", ha detto il primo. "Non stiamo pensando di entrare in Alitalia, ognuno deve fare il proprio mestiere", ha risposto il secondo, dicendosi favorevole all'ingresso di un partner straniero. Tornando all'assemblea di Cai, durante l'assise il socio Emilio Riva, industriale dell'acciaio, avrebbe chiesto che il prima possibile la società si doti di organi a regime. Colaninno avrebbe risposto che "saranno completati non appena ci sarà qualcosa di vincolante", ricordando che "Cai è ancora offerente" e che "la trattativa vera e propria con il commissario deve iniziare". Al termine del dibattito, l'assemblea ha anche ratificato la presentazione dell'offerta preliminare per l'acquisto di Alitalia - arrivata sul tavolo del commissario Augusto Fantozzi il 1° di settembre - firmata da Rocco Sabelli allora ancora in veste di amministratore unico. E ha ratificato la sottoscrizione dell'accordo con Toto Spa, relativo all'acquisto, da parte della società, di Ap Holding. Che, a sua volta, sarà titolare alla data dell'acquisto dell'intero capitale sociale di Air One. Al contrario di quanto annunciato da Sabelli in settimana, l'assemblea non ha invece varato la trasformazione di Cai in spa. Motivo? Secondo i soci non ci sarebbero necessità contingenti anche perchè lo statuto della spa, di cui è pronta una bozza, sarebbe ancora oggetto di discussione. Del resto nuovi soci bussano alla porta e prima di mettere nero su bianco il testo definitivo si preferisce attendere che i giochi siano chiusi. Infine su alcuni punti, come le maggioranze qualificate richieste sulle decisioni principali, le opinioni all'interno di Cai sarebbero discordanti. Dopo l'assemblea, ieri si è riunito anche il nuovo consiglio che ha conferito i poteri al presidente (i rapporti con le istituzioni) e all'amministratore delegato (gestione ordinaria)e ha ratificato il term sheet con Toto spa. Già la prossima settimana si dovrebbe sapere quando l'assemblea tornerà a riunirsi: ieri Passera ha detto che succederà "presto", sottolineando che i soci stanno "lavorando attivamente".

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Expo e Alitalia, la Moratti rilancia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-06 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Gelo nel Pdl sulle accuse del sindaco a Berlusconi. La Russa: Letizia è un po' nervosa per l'evento del 2015 Expo e Alitalia, la Moratti rilancia "Pronti ad assumere i lavoratori in esubero, ma Malpensa deve restare un hub" Sulla questione Alitalia è la Moratti a non dare tregua, anzi rilancia. "Se il problema di Alitalia sono i tremila esuberi - dice anzi il sindaco Moratti - il lavoro glielo diamo noi. Per ogni milione di viaggiatori in più possiamo assumerne 1500. Naturalmente a patto che Malpensa resti un hub". Non si tratta di far entrare il Comune nella nuova Alitalia, ma solo di una verifica con BancaIntesa su come evitare il disastro per Linate e Malpensa. E così, dopo una sfuriata che Berlusconi ha sfogato un po' ovunque per esser certo che l'eco raggiungesse lei, Letizia Moratti. Il sindaco continua a far parlare di sé: "Io rappresento una istituzione e ne segnalo le esigenze. Ho la responsabilità di dover dire ciò che funziona o non funziona" . A PAGINA 3 Foschini.

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ROMA - Era il 1966. Invitata di rango ad uno di quegli indimenticabili e sontuosissimi balli (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 06-09-2008)

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Di PAOLA PISA ROMA - Era il 1966. Invitata di rango ad uno di quegli indimenticabili e sontuosissimi balli voluti da Truman Capote al Metropolitan di New York, Marella Agnelli indossava un abito ricamato che la consacrò una delle donne più eleganti del mondo. Il vestito era firmato Mila Schön. La grande sarta italiana, regina di uno chic sobrio e geometrico, di uno stile moderno che il mondo ha definito "alla milanese", è morta, circondata dalla famiglia, nella sua tenuta vicino ad Alessandria. La "Signora", come la chiamavano per sottilineare la sua educazione e il suo understatement, aveva quasi novantadue anni e non si occupava dell'atelier da tempo. Ultimamente aveva dichiarato che la moda, sfacciata e urlata, non le piaceva più e certe esasperazioni non erano certo nelle corde di colei che aveva vestito l'alta borghesia e la society internazionale, che si era ispirata all'arte di Klimt, Pollock, Fontana e aveva fatto di certe forme della Bauhaus la base per tagli architettonici. Mila Schön portava in passerella, nei mitici anni dell'alta moda romana, quando sfilavano qui Valentino, Lancetti, Capucci e altri, i suoi mirabili modelli immacolati o dalle tinte nitide e astratte, le sue gonne dalle perfette pieghe baciate, i suoi cappotti completamente rivoltabili, perché, sosteneva parlando di quelle lavorazioni che l'avevano fatta diventare celebre: "L'intransigenza con cui concepisco un interno uguale all'esterno è una mia cifra. Il "double face" mi dà l'idea dell'ordine e della pulizia che va cercata soprattutto nelle parti invisibili dell'abito". Mila Schon è stata una delle grandi protagoniste della moda italiana. A portare nel fashion system Maria Carmen Nutrizio, questo il suo nome, erano state le vicende della vita. Era nata in Dalmazia, a Traù, nel settembre del 1916 da famiglia benestante. Era sorella di Nino Nutrizio, direttore per molti anni del quotidiano La notte. Aveva sposato Aurelio Schön, commerciante di preziosi da cui ha avuto il figlio Giorgio. Dopo il dissesto finanziario del marito apre un piccolo atelier a Milano, in via San Pietro all'Orto. E' il 1958, e il bel mondo cittadino accorre a ordinare quegli abiti così mirabilmente strutturati, così lineari e definiti, così diversi dalle esagerazioni indossate dalle dive del cinema. "Io noto solo il brutto delle cose e eliminandolo ricavo il bello", era uno dei suoi motti. E' stata il guru Diana Vreeland a scrivere della sarta: "Il suo stile apparentemente spoglio ingentilisce tutte le donne". Tra le sue clienti Mina, Lee Radzwill, Valentina Cortese, Ira Furstenberg, Virna Lisi. Giambattista Giorgini, l'"inventore" del made in Italy, consacra il nome della stilista invitandola a sfilare, nel 1965, al fiorentino Palazzo Pitti dove la Schön porta una collezione in ventidue sfumature di viola e lilla. Nel 1966 apre, a Milano, in via Montenapoleone 2, la sua prima boutique di pret-a-porter e nello stesso anno va in scena a Huston e Dallas e riceve il Neimann Marcus Award, Oscar per la moda. Il business avanza, nascono la linea uomo, i profumi, gli accessori, i foulard e altro. L'Alitalia le affida il design delle divise delle hostess. Nel 1992 il fatturato vola poi la fortuna diminuisce. Nel 1997 la società viene venduta al gruppo giapponese Itochu, dal 2007 alla guida stilistica c'è Bianca Gervasio. La sarta è stata celebrata a Roma con una mostra, una esposizione è in programma a Milano dal 19 settembre prossimo. Il mondo della moda la piange, Armani la ricorda con ammirazione e saluta: "Ciao Donna Mila, eri rimasta l'unica vera Signora della moda". Il funerale sarà lunedì alle 14,45 a San Babila.

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Penati: Roma taglia i voli e aumenterà le tariffe (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-06 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il presidente della Provincia Penati: Roma taglia i voli e aumenterà le tariffe Ieri la Provincia l'aveva annunciato e oggi Penati lo ha ribadito: giocare con tutte le armi possibili per difendere l'area lombarda. Ed allora è lui a chiedere un governo che non protegga solo gli interessi della nuova Alitalia, ma favorisca un libero mercato dei voli. Una cordata invece, potrebbe riservare possibili "conflitti di interesse" per il numero uno della Provincia, in un mercato "che consente uno straordinario intreccio di interessi tra chi investe nella nuova compagnia e ha già forti interessi nelle società. è facile prevedere che il Governo autorizzerà l'aumento delle tariffe aeroportuali per compensare i mancati introiti derivati dal taglio dei voli previsti dal piano Fenice".

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<Ogni milione di viaggiatori in più a Malpensa assumeremo 1.500 lavoratori in esubero> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-06 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE "Ogni milione di viaggiatori in più a Malpensa assumeremo 1.500 lavoratori in esubero" Il sindaco rilancia sulla vertenza Alitalia. "Nessuna contrapposizione con il governo" Diana Bracco: garantire il sistema aeroportuale milanese, ma il nuovo piano è meglio dei precedenti Nessun "attacco al governo" ma solo "difesa delle esigenze di Milano". Nessuna intenzione di far entrare il Comune nella nuova Alitalia, ma una verifica con BancaIntesa su come evitare il disastro per Linate e Malpensa: "E se il problema di Alitalia sono i tremila esuberi - dice anzi il sindaco Moratti - il lavoro glielo diamo noi. Per ogni milione di viaggiatori in più possiamo assumerne 1500. Naturalmente a patto che Malpensa resti un hub". E sempre ammesso, perché non restino chiacchiere, che quei tremila siano disposti a trasferirsi tra qui e Busto Arsizio. Può darsi che nessuno l'abbia veramente chiamata per tirargliele, ma le orecchie devono esserle comunque fischiate abbastanza. E così, dopo una sfuriata che Berlusconi ha sfogato un po' ovunque per esser certo che l'eco raggiungesse lei, Letizia Moratti ha deciso ieri di precisare: "Nessuna contrapposizione col governo". Qualcuno ha sorriso considerando che appena il giorno prima, nel fare il punto su tutta la fila di questioni da Expo a Malpensa, il riassunto del sindaco di Milano era stato né più né meno che "siamo stanchi di prender lezioni da Roma". E infatti, perché non sembrasse proprio un dietrofront, la precisazione di ieri è stata subito seguita da un rilancio: "Io rappresento una istituzione e ne segnalo le esigenze. E ho la responsabilità di dover dire ciò che funziona o che non funziona non solo a questo ma a qualsiasi governo". "Non voglio neppure pensare - le ha risposto tra gli altri il ministro Ignazio la Russa che il sindaco Moratti sia contro il governo, se si mettesse di traverso sbaglierebbe comunque. Credo che sia nervosa per l'Expo". Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione, le aveva promesso notizie per la metà di questa settimana, che invece è finita "senza alcuna novità", ha sottolineato Letizia. Forse la prossima sarà ricevuta ad Arcore, le hanno detto: si vedrà. E poi c'è la questione aeroporti. Esclusa l'idea di partecipare finanziariamente alla nuova Alitalia come vorrebbe Filippo Penati ("Lo rispetto, ma è un piano per imprenditori non per istituzioni"), la Moratti annuncia invece di aver "iniziato a lavorare con Banca Intesa" per capire se il piano Fenice di Alitalia può "avere impatti negativi sugli scali milanesi". Il presidente di Assolombarda, Diana Bracco, si sforza di aver fiducia: "Il nostro il sistema aeroportuale è necessario, il nuovo piano è meglio dei precedenti". Intanto, tornando ai fischi d'orecchie, Letizia Moratti ha suscitato anche la "sorpresa e amarezza" del sottosegretario Guido Bertolaso per essersi presa tutto il merito dello smaltimento rifiuti campani: "è vero - le ha ricordato Bertolaso - che Milano si è presa seimila tonnellate di quella spazzatura. Che tuttavia è quanto la Campania produce in un solo giorno: tutto il resto lo abbiamo smaltito noi. E mi dispiace che il sindaco di Milano non ricordi il ringraziamento esplicito che le avevo comunque manifestato sin da luglio". Paolo Foschini Alta tensione Il sindaco di Milano Letizia Brichetto Moratti.

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<Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Marcegaglia: bene il governo su disavanzo, manovra, lavoro e scuola "Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo" MILANO - La mette in termini di "appello ". L'ultimo però, probabilmente, per Guglielmo Epifani. Ed è chiarissima, Emma Marcegaglia. Premette: "Io so benissimo quanto sia seria la questione dei salari. Ma è altrettanto seria quella della produttività. E non possiamo più permetterci di considerarle variabili tra loro indipendenti". Come del resto riconoscono senza problemi pure Cisl e Uil. Per cui, al segretario Cgil che invece seguita a prender tempo, Emma Marcegaglia dice esplicitamente che per le indecisioni non c'è più spazio. Che "questa riforma dei contratti è un'occasione irripetibile ". Che lei, presidente di Confindustria, continua ad "augurarsi e a sperare che concretezza e pragmatismo prevalgano anche nella Cgil, che ci sia la volontà di innovare e di guardare al futuro". Ma, "se così non avverrà", allora "ognuno deve essere pronto ad assumersi le proprie responsabilità". Significa che se, come sembra, Cisl e Uil dicessero "siamo pronti" e la Cgil insistesse sul no, voi non avreste problemi a firmare un accordo separato? "Ognuno deve fare le proprie scelte. Questa riforma è l'unico modo, oggi, per poter aumentare anche gli stipendi. La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche". Spieghi lei, intanto, perché questo è "l'unico modo". "Le dò due dati, per cominciare. Dal 2000 al 2007 le buste paga sono aumentate di 1.215 euro reali all'anno. Se il nostro Paese fosse cresciuto come la media dei Paesi dell'area euro, attraverso incrementi di produttività, quegli aumenti sarebbero arrivati intorno a quota 2.500". Ma, voi dite, la sola strada è spostare il baricentro dalla contrattazione nazionale a quella aziendale. E le aziende che non possono permetterselo? "La nostra proposta prevede una compensazione per quei lavoratori che non avranno alcun aumento a livello aziendale. E chiedo: l'obiettivo comune di imprese, lavoratori, sistema- Paese, è o no la crescita?". Così parrebbe. "Bene. Allora partiamo dal quadro economico ". Che indica: inflazione al 4%, consumi in picchiata, produzione industriale in retromarcia, Pil fermo. "Appunto. Ma non è una crisi partita da qui. L'Italia condivide gli effetti delle turbolenze internazionali: la crisi finanziaria e la politica troppo espansiva degli Usa, l'irruzione della Cina, una forte rivalutazione dell'euro fino al luglio scorso. Il risultato è un'economia ferma in tutto l'Occidente". A proposito: la pensa come Giulio Tremonti, che ha evocato lo spettro del '29, o come Silvio Berlusconi, per il quale la malattia non è così drammatica? "Confindustria è stata la prima a denunciare il rischio crescita-zero. Oggi, la mia sensazione è che davanti abbiamo ancora un trimestre molto problematico, ma che a partire dal 2009 possa iniziare un'inversione di tendenza. E che proprio gli Usa saranno i primi a riprendersi. Qualcosa già si vede: il petrolio da 140 a 107 euro, il dollaro in lento recupero". Insomma non andremo in recessione? "Tecnicamente forse sì. Ma nella sostanza la vedo più come un forte rallentamento. L'Europa farà però più fatica degli Stati Uniti, e l'Italia più fatica dell'Europa. Le nostre imprese che hanno riorganizzato, innovato, internazionalizzato, tengono, come dimostrano i dati sull'export. Ma non basterà a compensare la bassa crescita del mercato interno, inteso ormai come Europa". Questo vuol dire che ha ragione chi si aspetta, con l'autunno, un'ondata di cassa integrazione? "Un maggior ricorso c'è già stato. Stimiamo che nell'ultimo trimestre possa aumentare ancora. E questo è preoccupante". Se qualcuno, dal sindacato, dicesse che esagerate la situazione per condizionare la trattativa? "Le sembrerebbe credibile? La verità è che l'Italia è sempre stata più lenta degli altri a uscire dalle crisi. Se vogliamo evitare che anche questa volta si ripeta il copione, serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. L'obiettivo di aumentare, insieme, produttività e salari fa parte del percorso, che Confindustria ha iniziato peraltro con Luca Cordero di Montezemolo. è un'occasione fondamentale e oggi possiamo raggiungerla, favoriti dalle condizioni create dal governo con la detassazione degli straordinari e dei premi variabili: gli stessi soldi dati a livello aziendale invece che nazionale valgono ora il 20% in più. Non c'è aumento contrattuale che possa compensare questo positivo effetto fiscale". Lei è in carica da cento giorni, l'esecutivo da pochi di più. Il suo giudizio qual è? E se l'economia dev'essere, per Confindustria, al centro dell'agenda, non le ha dato fastidio vedere una politica che per l'intera estate ha parlato quasi solo di giustizia? "Avrei preferito un focus più forte sull'economia, è evidente. Diciamo che spero non sia tardi". Lei disse, al suo insediamento, pensando al clima di allora maggioranza-opposizione: "C'è uno scenario nuovo e irripetibile: possiamo far rinascere il Paese". Quello scenario però ce lo siamo già giocato. "Sì, siamo ritornati al "o di qua o di là", al conflitto permanente. Non va bene. Continuo a pensare che sui grandi temi il dialogo sia fondamentale. Mi auguro lo si possa recuperare, o tutto sarà più difficile e a pagarne le conseguenze saranno i cittadini". Dei provvedimenti economici presi finora cosa le piace e cosa no? Come valuta Tremonti e Sacconi, Brunetta e Scajola? "Il giudizio è positivo sul contenimento del disavanzo, sulla manovra triennale, sulle politiche per il lavoro, sul rilancio del nucleare, sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione fiscale sempre ai massimi storici". E la scuola? Con la ricerca è uno dei tasti su cui batte Confindustria: ma qui si parla di tagli. "Abbiamo il numero di insegnanti più alto d'Europa. Però la meritocrazia non esiste. Se questo è l'obiettivo del ministro Gelmini, condivido: meno maestri e professori, ma pagati meglio e valutati, forse miglioreranno la qualità ". Federalismo: sì a quali condizioni? "Primo: non deve ridursi a un "dividendo politico" da pagare alla Lega, dev'essere un disegno complessivo di riforma che avvicini i cittadini a chi li governa". Il progetto Calderoli va in questa direzione? "Contiene principi importanti, però aspettiamo di sapere se ci saranno queste condizioni per noi imprescindibili. Non deve assolutamente portare a nuova pressione fiscale: se tagli l'Ici è evidente che devi compensare i comuni, ma non a spese di una moltiplicazione delle imposte. Si devono tagliare sprechi e spese. Introdurre sanzioni immediate per gli ammini-stratori che non rispettano i budget. E andrebbe tolta alle Regioni la competenza su grandi decisioni in materia energetica: rigassificatori, centrali elettriche, gasdotti". Superfluo chiederle che cosa penserebbe, dopo il "la" dato da Piero Marrazzo, di Regioni, Province o Comuni soci di quell'Alitalia cui anche lei parteciperà. "Il mestiere degli enti locali dovrebbe essere gestire la sanità, grosso problema, e i servizi ai cittadini. Riducano le partecipazioni azionarie e, insieme, le varie addizionali...". Si aspettava la bufera, anche se subito rientrata, sul suo ingresso nella cordata? "Francamente no. Il mio è stato un gesto simbolico, un segnale di fiducia nel rilancio di un'azienda strategica per il Paese. Noto che quanti criticano oggi sono, spesso, gli stessi che ieri chiedevano: ma gli imprenditori dove sono? Dopodiché: lo si vedrà nei fatti, se la stella polare della mia e della nostra azione non resteranno mercato e concorrenza. Che però, attenzione, non è un concetto accademico". Intende dire? "Lufthansa o Air France hanno sul mercato domestico quote ben più elevate di quelle di Alitalia. E quando partirà l'alta velocità ferroviaria, quella quota da noi scenderà ancora. Vuole altri esempi? Nel tempio della concorrenza, gli Usa, lo Stato ha "salvato" Bearn Stern. In Gran Bretagna si è fatto lo stesso con Northern Rock. La Germania fissa un limite ai fondi sovrani. Poi, per carità: sono consapevole che l'operazione Alitalia ha dei limiti, ma l'alternativa erano 20 mila persone a casa e i pezzi migliori lasciati nelle mani di chi se li sarebbe portati via a prezzi di saldo. E poiché siamo persone pragmatiche, non professori universitari che vivono da un'altra parte...". Frecciata a segno. Ma a proposito di "altre parti": se lei vivesse negli Usa, voterebbe Obama o McCain? "McCain è un repubblicano che potrebbe fare bene e ha una bella storia personale. Ma gli americani potrebbero optare per il cambiamento. E allora ben venga Obama". Raffaella Polato.

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Alitalia, scoppia il caso Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-06 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE All'interno CONTROLLO DELLA NUOVA COMPAGNIA Alitalia, scoppia il caso Air France La nuova Alitalia potrebbe decollare il 1Ë? novembre, sostiene Fantozzi. Il caso Air France A PAGINA 6 Baccaro.

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Controllo Alitalia ad Air France? Scoppia il caso (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Controllo Alitalia ad Air France? Scoppia il caso Intesa: ipotesi senza fondamento. Sacconi: lo escludo. Tremonti: riferirò mercoledì. Sfida sugli esuberi Fantozzi: partner internazionale entro settembre. Il tribunale dichiara l'insolvenza. Nel board entra Guerra ROMA - La nuova Alitalia, che conserverà la validità dei punti Millemiglia, potrebbe decollare il 1Ë? novembre, una data ritenuta "ragionevole" dal commissario Augusto Fantozzi. "Di strada ce n'è tanta da fare " ha commentato, aggiungendo che sarà fatta fretta anche al Gruppo Banca Leonardo, che dovrà stimare i beni oggetto dell'offerta. Ma già entro settembre il commissario si aspetta che venga definita l'alleanza internazionale. Ieri, malgrado la smentita di Air France e di Intesa, ha continuato a circolare la voce di un interessamento dei francesi a una quota di maggioranza di Alitalia entro il 2013. Di Air France parlerà il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nell'audizione di mercoledì alla Camera. Mentre Piero Fassino ha chiesto chiarezza sulla vicenda. "Sarebbe positivo se Air France entrasse in Alitalia" ha detto ieri il presidente di Generali, Antoine Bernheim. Ieri, nella giornata in cui il tribunale ha accertato lo stato d'insolvenza di Alitalia e la compagnia ha ricevuto dall'Enac (ente aviazione civile) la licenza provvisoria di 6 mesi, si è riunita a Milano l'assemblea della Compagnia aerea italiana (Cai), che ha eletto il nuovo consiglio d'amministrazione. A comporlo solo tre persone: il futuro presidente Roberto Colaninno, l'amministratore Rocco Sabelli e il consigliere Andrea Guerra dello studio legale Pavesi-Gitti. L'assemblea ha ratificato l'acquisto dell'intero capitale di Ap Holding, titolare del capitale di AirOne, e la presentazione dell'offerta per alcuni asset di Alitalia. Per la trasformazione in spa e l'aumento di capitale bisognerà attendere almeno la fine del confronto con i sindacati. In assemblea si sarebbe parlato anche degli esuberi di Alitalia in teleconferenza con Roma, dove Sabelli si trovava per la trattativa, proseguita sul piano. Si riprenderà lunedì mattina con un incontro voluto da Cai per spiegare ai sindacati il modello di relazioni industriali. Nel pomeriggio si parlerà anche con il governo di esuberi e ammortizzatori sociali. Dall'Ue occhi puntati sulla realizzazione dell'operazione anche se finora non ci sono ricorsi di concorrenti. A. Bac. IL DUBBIO di Piero Ostellino nelle Opinioni \\ Maurizio Sacconi Non c'è ragione di preoccupazione per il futuro della manutenzione pesante Uno striscione di protesta da parte dei lavoratori dell'Atitech di Napoli.

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<Meno tagli salvando Malpensa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Letizia Moratti "Meno tagli salvando Malpensa" MILANO - L'annuncio lo ha fatto l'altra sera tardi, seduta a un tavolo di ristorante tra i militanti del Pd: "Scrivetelo pure. Se il problema di Alitalia sono i tremila esuberi, con una Malpensa a regime possiamo assorbirli noi. Certo, a patto che quello resti un hub". Così il sindaco di Milano, Letizia Moratti, dopo il dibattito col sindaco torinese Sergio Chiamparino alla festa dei Democratici, dove era stata invitata. Una boutade? Tutt'altro, a dire di lei. Che parla con i numeri. "Da una parte - esordisce - capisco che ci sono i problemi della compagnia. Tremila posti di lavoro a rischio, ok. Dall'altra però c'è il sistema aeroportuale milanese. Che nel suo insieme, tra posti diretti e indotti, dà lavoro non a tre ma a novantamila persone". E continua: "Non so se gli attori del piano Alitalia si stanno rendendo conto della polveriera sociale, non solo economica, che rischia di saltare se il sistema dei nostri scali va in crisi". Si dice fiduciosa, se tutti collaborano: "Rispetto alla scorsa primavera, quando la ritirata di Alitalia aveva fatto crollare il traffico di Malpensa dell' 80 per cento, ora ne abbiamo già recuperato il 60. Un altro 20 per cento, che poi vuol dire cinque milioni di passeggeri, e torniamo pari: basta che ci lascino aprire alle altre compagnie". Dunque? "Per ogni milione in più di passeggeri, questo sistema può creare 1.500 nuovi posti di lavoro. Fate voi la moltiplicazione. E se questo serve a rendere compatibile il piano Alitalia con il rilancio di Malpensa, direi che vale la pena parlarne". Naturalmente bisognerebbe che i tremila dipendenti Alitalia in questione fossero anche disposti a trasferirsi tra Milano e Busto Arsizio. Il che, considerato che tutta la crisi è iniziata anche perché da Fiumicino a Malpensa non voleva andarci neanche un fattorino, non è poi così scontato. P.F. Il sindaco \\ Negli scali milanesi lavorano in 90.000.

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Manutenzione e hangar, la battaglia dei numeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La questione eccedenze Manutenzione e hangar, la battaglia dei numeri ROMA - Non è stata solo la manifestazione all'aeroporto di Napoli dei 658 lavoratori dell'Atitech, finiti fuori dalla nuova Alitalia, a gelare il clima del tavolo di trattativa ieri. E nemmeno il rifiuto dell'amministratore Sabelli a fornire alla Uil il piano industriale che verrà consegnato in sintesi lunedì. "Se dovessi dire come la vedo - suggerisce una fonte che preferisce non farsi nominare - in queste ore abbiamo registrato solo passi indietro". Le spine del sindacato hanno svariati nomi. Primo: i 2.750 lavoratori "esternalizzati". Ieri si è capito con chiarezza che gli acquirenti non ci sono ancora e che dunque a rischiare di essere retrocessi tra i 3.250 esuberi non ci sono solo i 700 informatici e amministrativi. Per il cargo (450 lavoratori) il commissario Fantozzi ha detto di non avere attualmente ricevuto offerte anche se in precedenza ce n'erano. Per i 1.600 della manutenzione si sperava in Finmeccanica, ma ieri l'amministratore delegato Pier Francesco Guarguaglini ha negato di essere "mai" stato interessato e lo stesso ministro Sacconi ha detto che l'azienda è "un interlocutore " ma per ora non c'è nulla. Legna per il fuoco della manifestazione di Napoli, culminata con la richiesta del consiglio regionale di un incontro con il governo. Un fronte, quello campano, temutissimo da Cgil e Cisl, perché ritenuto indomabile. "Mi auguro - ha avvertito Sacconi minacciando la precettazione - che non ci siano più agitazioni fondate su informazioni distorte". Ma il problema resta. Al punto che Sacconi si sarebbe impegnato con qualche sindacalista a usare il weekend per cercare di capire se la Cai è disponibile a dare lavoro ai 2.750 dipendenti finché non si troveranno gli acquirenti. Ma non finisce qui. Ai sindacati, soprattutto quelli degli assistenti di volo, non va giù che tutti i lavoratori stagionali siano stati esclusi dalla trattativa. Si tratta, tra Alitalia e Air One, di circa 3.850 lavoratori. Per questi Sacconi avrebbe garantito la parziale riassunzione compatibilmente con i ritmi stagionali. Ma il problema si complicherebbe se fosse vero quello che ieri circolava in Air One, e cioè che tutti i suoi 1.300 precari rientrerebbero nella nuova compagnia a dispetto di quelli di Alitalia, tenuti come riserva. Infine nel conteggio rifatto dai sindacati sui numeri dati da Sabelli, prendendo come dato di partenza 17.500 lavoratori a tempo indeterminato tra Alitalia e Air One, mancherebbero all'appello ancora 1.145 lavoratori della cui sorte non si sa nulla. "Se i numeri non saranno gestibili, diremo di no" ha fatto sapere l'Up. A complicare la vicenda c'è il ritorno dei voli intercontinentali a Malpensa, illustrato giovedì da Sabelli. Qualcuno lo lega a un'ipotesi di alleanza con Lufthansa. Ma in molti ritengono che tale risultato sia il frutto della prevalenza politica della Lega, paladina di Malpensa, su An che tutela lo scalo romano. Il sottosegretario leghista Roberto Castelli, giovedì scorso in trattativa, avrebbe interrotto Fantozzi per spiegare che il Carroccio si aspetta la liberalizzazione delle rotte intercontinentali. Mentre sul ritorno a Malpensa avrebbe commentato: "Gli aerei tornano dove ci sono i passeggeri, finora la logica era solo politica". Di certo il ritorno a Malpensa, condizionato strettamente al ridimensionamento di Linate, preoccupa i sindacati per le ripercussioni su Fiumicino. "Allora, quanti sono gli esuberi veri - chiede la Cub -? Fantozzi ci convochi e sgomberi il campo dagli equivoci". Antonella Baccaro GUARDA su Corriere.it il video dell'intervista a Renata Polverini, segretario generale dell'Ugl, sul salvataggio Alitalia Finmeccanica Sul possibile coinvolgimento di Finmeccanica è arrivato l'alt di Guarguaglini.

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Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria: BREVI Alitalia "Alitalia? Un gesto simbolico. Quanti criticano oggi sono, spesso, gli stessi che ieri chiedevano: ma gli imprenditori dove sono?".

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L'offerta non sarà in contanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Indiscreto L'offerta non sarà in contanti MILANO - Un prezzo di offerta "mobile" sulla base degli attivi e dei dipendenti che passeranno effettivamente dall'Alitalia alla Cai. Ma anche un pagamento non in cash ma sotto forma di "assorbimento" di nuovi debiti che si stanno formando nella gestione dell'attività aerea da parte del commissario Augusto Fantozzi. è questo il meccanismo con cui verrà chiusa la trattativa tra gli imprenditori-soci e l'Alitalia così come spiegato nei documenti di offerta preparati dallo studio Bonelli, Erede e Pappalardo per la cordata. In effetti, nella lettera giunta a Fantozzi non compare il numero dei dipendenti che verranno assunti dalla Cai rimandando per questo alle trattative con le parti sociali, e dunque, indirettamente, non è prevista nemmeno una stima di quelli che saranno gli esuberi necessari. Anche per questo il prezzo non potrà che essere mobile rispetto ai 381 milioni di euro emersi. Per le modifiche contrattuali si guarda al modello di AirOne (la cui offerta è stata preparata a parte dallo studio Pavesi, Gitti), con buste paga e soprattutto garanzie e diritti più light rispetto a quelli storici della compagnia di bandiera. Anche se la questione verrà messa definitivamente a punto nel business plan della newco. Massimo Sideri msideri@corriere.it.

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Bene la manovra Alitalia Ma ora che fare? (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-06 num: - pag: 40 categoria: REDAZIONALE Il dubbio di Piero Ostellino Bene la manovra Alitalia Ma ora che fare? P er ora, la cordata di privati voluta da Berlusconi per salvare l'Alitalia ha prodotto un paradosso. Ha salvato Air One. Che - per dirla con Woody Allen - se Alitalia era morta, per parte sua non si sentiva tanto bene. Con la nascita della Cai (Compagnia aerea italiana), si sono raggiunti tre risultati: 1) l'Italia non esce dal mercato del trasporto aereo; 2) se una grande compagnia straniera vuole entrarci ne deve comprare le azioni (restando in minoranza); non se la mangia per un tozzo di pane, come avrebbe fatto Air France con Alitalia; 3) il trasporto aereo nazionale è stato privatizzato. Una ineccepibile operazione di mercato. Si tratta, adesso, di che fare di Alitalia; commissariata, non fallita. Il governo ha tre opzioni. Prima: vende alla Cai per quattro noccioline - l'offerta di 400 milioni di euro fatta da Colaninno - la "polpa" di Alitalia (marchio, parco aerei, diritti di volo, di scalo, rotte, personale specializzato, accordi di reciprocità con le altre compagnie). Un'operazione analoga a quella di Romano Prodi, quando, da presidente dell'Iri, regalò, di fatto, Alfa Romeo alla Fiat. Poiché goodwill e asset di Alitalia - che ne è solo la beneficiaria, in quanto compagnia di bandiera - sono di proprietà dello Stato, e valgono non meno di una decina di miliardi di euro, si tratterebbe di una rapina a danno degli italiani. Privatizzazione della ricchezza e nazionalizzazione delle perdite. Seconda opzione: il governo - riappropriandosi del totale controllo di Alitalia spa (la cosiddetta bad company) per tutelarne i piccoli azionisti - apre a offerte internazionali l'uso degli asset buoni di Alitalia, mantenendone la proprietà. Evita l'estinzione della compagnia, paventata da Berlusconi, e il Tesoro ne ha un vantaggio finanziario, anziché un danno emergente. Terza (uno sviluppo della seconda): lo Stato procede alla creazione di un sistema integrato per i trasporti- che affronti in un'unica soluzione i problemi di Alitalia, Ferrovie, Tirrenia - e per la gestione delle infrastrutture per il turismo. E punta alla crescita dei ricavi, non al taglio dei costi. I vantaggi? L'offerta al pubblico di un servizio di emissione dei biglietti, di gestione dei bagagli, di programmazione alberghiera, indipendente dal mezzo di trasporto (in parte aereo, su acqua, su rotaia, su gomma); l'opportunità di attrarre investimenti (le banche potrebbero tramutare il debito di Az in partecipazione finanziaria; sul solo mercato asiatico potrebbero essere reperiti dai 2 ai 5 miliardi); la creazione di nuovi posti di lavoro, anziché una loro riduzione; la valorizzazione delle singole aziende. All'estero ci stanno già pensando: Air France-Klm ha comprato le attività di Veolia; Deutsche Bahn (le ferrovie tedesche) ha acquisito alcune società di trasporto su gomma. Già oggi, Alitalia ha un giro d'affari pari all'1,8% di Air France- Klm, al 4,61% di Iberia, al 2,36% di British Airways rapportato al Pil dei rispettivi Paesi. Un suo ulteriore ridimensionamento non avrebbe alcun senso. Ma questo nostro Paese ne ha la necessaria visione? postellino@corriere.it \\ Con la nascita della Cai si sono raggiunti tre buoni risultati.

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Essenziale (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-06 num: - pag: 26 categoria: BREVI Essenziale Rigore nelle linee, fantasia nei tessuti. è il 1969, dieci anni dopo il debutto Anni Ottanta Sopra la top model Iman vestita da Mila SchÖn in una foto del 1984. Accanto, la collezione del 1982 Le ultime sfilate Look del 1991: due anni dopo cede il marchio (foto Bob Krieger dal libro "Chic e clik" ) Le uniformi è il 1969 e a Roma Mila SchÖn dà gli ultimi ritocchi alle divise disegnate per le hostess dell'Alitalia Anni '60-70 Il suo stile diventa ancora più rigoroso: eliminato ogni orpello decorativo Moda e arte A segnare la sua moda il rapporto con molti artisti: Mulas, Fontana, Noland \\.

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STRAGE DI BESLAN (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-06 num: - pag: 41 categoria: BREVI STRAGE DI BESLAN Tragedia dimenticata Caro Romano, perché nessuno ha ricordato la strage di Beslan, avvenuta il primo settembre del 2004, che causò 340 morti tra cui 186 bambini, nella scuola della cittadina dell'Ossezia del Nord? Gilda Caronti gilda.caronti@ studiocaronti.com Lei ha ragione. L'avvenimento andrebbe ricordato anche perché la strage ebbe luogo in Ossezia del Nord a non grande distanza dai luoghi dell'ultima guerra caucasica. Ma forse sono stati proprio gli avvenimenti del Sud che hanno oscurato il ricordo di quella tragica vicenda. ITALIA-LIBIA L'accordo raggiunto Caro Romano, l'accordo Libia-Italia che Berlusconi e Gheddafi hanno sottoscritto è festeggiato come un successo del governo italiano in politica estera. Secondo lei è equo e necessario l'accordo che prevede un risarcimento mascherato da finanziamento di cinque miliardi di dollari per i prossimi venti anni? Le altre ex potenze coloniali europee come hanno risolto i loro contenziosi coloniali? Inoltre, quanto c'è (se c'è) della politica estera del governo Prodi nell'accordo sottoscritto il trenta agosto? Andrea Sillioni Bolsena (Vt) L'utilità dell'accordo potrà essere valutata soltanto quando conosceremo le sue ricadute economiche per le industrie italiane. Quanto alla sua seconda domanda (una delle più frequenti nella corrispondenza degli scorsi giorni) rispondo che nella maggioranza dei casi le potenze coloniali si sdebitarono concedendo l'indipendenza alle loro vecchie colonie e dando un contributo anche finanziario alla costruzione dei nuovi Stati. Il caso della Libia è alquanto diverso. Fu la Gran Bretagna, non l'Italia, che dette l'indipendenza al Paese di Gheddafi. SCAGLIONI IRPEF La revisione Il governo non sta mantenendo alcune promesse elettorali, per esempio l'abolizione delle Province, costose ed inutili. A quando la revisione degli scaglioni Irpef? A quando l'adeguamento delle pensioni all'inflazione reale e non a quella programmata? E' di questi argomenti che vorremmo sentire parlare non solo del salvataggio Alitalia. Renata Carcano renatac@hotmail.it CONTI CORRENTI Spese e interessi Su un modesto conto corrente aperto da anni presso una primaria banca nazionale, con una giacenza media annuale di circa 2000 euro ed invio dell'estratto conto trimestrale, vengono addebitate, in aggiunta alle "spese em. com. di legge"(?), ulteriori "spese estratti/scalari" per euro 7.20, "spese fisse trimestrali di liquidazione" per euro 6.95 oltre a "spese postali/produzione", il tutto immancabilmente per un ammontare complessivo superiore agli interessi accreditati. Che la "moral suasion" del Governatore Draghi non abbia ancora raggiunto l'effetto sperato? Giorgio Tescari, Milano ALITALIA E FERROVIE I soldi dei cittadini L'Aduc sostiene a ragione che il conto delle operazioni che hanno riguardato la compagnia di bandiera negli ultimi 10 anni sono costate ai contribuenti circa 5 miliardi e 187 milioni di euro. Quindi, se sindacati e governo si sono trovati così tanto d'accordo sulla migliore gestione di questa azienda pubblica, a noi contribuenti, per gli altri quattrini, necessari per sistemare questa "storiaccia", non sarebbe più leale chiedere anche un parere tramite referendum? Anche le Ferrovie dello Stato avranno presto bisogno di ulteriori sostegni in denaro per trascinarsi avanti e sopravvivere. Così, visti i presupposti, il futuro che si prospetta per noi cittadini è veramente bruciante, infatti il rischio di passare dalla padella alla brace non è utopia ma una triste realtà. Decimo Pilotto Tombolo (Pd) ROBIN TAX Costo della benzina Ero certo che la cosiddetta Robin Tax l'avremmo pagata tutti noi sul costo della benzina, ma che l'avessimo pagata oltre il triplo non lo immaginavo proprio, anche perché il sovrappiù va anche a favore dei petrolieri, alla faccia di Robin Hood. Diego Tiranti, Padova TAGLI NELLA SCUOLA Il tempo prolungato Il ministro Gelmini ha deciso di eliminare il tempo prolungato dalle scuole, perché rientra nei tagli di spesa. Ma il tempo prolungato, oggi, è un aiuto alle famiglie di genitori-lavoratori, che possono contare sulla scuola per far studiare i figli e tenerli impegnati fino alle 16. Soppresso il tempo prolungato, uno dei due genitori, se non ci sono i nonni, dovrà chiedere un lavoro part-time. Ma come arriverà dopo a fine mese? Luca Taglietti, Milano SCALA MOBILE L'aumento dei prezzi Quando c'era la scala mobile i soggetti che avevano il potere di determinare i prezzi (gli imprenditori) erano almeno in parte disincentivati ad aumentare i prezzi in quanto sapevano che esisteva un meccanismo che avrebbe automaticamente collegato l'aumento dei prezzi a un aumento delle retribuzioni dei dipendenti. Di conseguenza la scala mobile costituiva anche un freno all'inflazione. Adesso invece gli imprenditori non hanno quel freno. I prezzi aumentano, i contratti di categoria vengono rinnovati in ritardo di anni, le retribuzioni vengono adeguate in base a un tasso di inflazione programmata, e i dipendenti perdono potere d'acquisto. Poi si registra un crollo dei consumi, e si prospetta la recessione. Alessandro Lenza alex.venezia@tiscali.it DOCENTI E ALUNNI La disciplina Il vero cambiamento per la scuola italiana dovrebbe essere la reintroduzione della disciplina. Ovvero il ristabilire i ruoli docente e alunno, senza che quest'ultimo si senta autorizzato a trattare alla pari, a contestare i voti o magari a non entrare in classe insieme ai compagni il giorno in cui c'è compito. Non può esserci pariteticità tra docenti e discenti, poiché sicuramente i ragazzi la interpretano come tornaconto personale per far valere solo i propri diritti. Invece lo studio è dovere, sacrificio e anche accettazione delle regole. Elvira Pierri pierri2000@libero.it.

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Su Alitalia penso di poter condividere la scelta del (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 06-09-2008)

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Stampa "Su Alitalia penso di poter condividere la scelta del ... "Su Alitalia penso di poter condividere la scelta del presidente Marrazzo di investire 10 milioni per entrare nella nuova compagnia aerea. Credo che al suo posto lo avrei fatto anch'io. Forse avrei cercato più soldi da mettere a disposizione". Lo ha detto il segretario nazionale de La Destra Francesco Storace. "Alitalia - ha aggiunto l'ex governatore - è una realtà importante per il territorio e quello di Marrazzo mi sembra un apprezzabile tentativo istituzionale per guardare da vicino ciò che sta accadendo. Sugli esuberi non c'è chiarezza - ha sottolineato - mi piacerebbe che ci fosse anche un protagonismo di Comune e Provincia". "Singolare il sostegno del consigliere comunale Storace a Marrazzo - ha commentato la deputata Pdl Alessandra Mussolini - Se nel 2005 per occupare una poltrona più ricca Storace non si fosse dimesso dal Consiglio regionale avrebbe potuto sostenere meglio le originali proposte della sinistra laziale. Storace-Marrazzo: due cuori, una cordata". Secondo il consigliere comunale Gianluca Quadrana (Lista Rutelli) invece "è desolante il silenzio del Pdl romano e in particolare di Alemanno balbettante tra la scelta di servire Roma o la sua parte politica. God save Marrazzo! - ha concluso - Ha il coraggio di entrare a gamba tesa rilanciando il ruolo della politica e delle istituzioni".

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La Nuova Alitalia decolla a novembre (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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N. 213 del 2008-09-06 pagina 1 La Nuova Alitalia decolla a novembre di Redazione Intervista al ministro Matteoli: "I sindacati collaborano, sanno che è un piano serio" La "Nuova Alitalia" potrebbe decollare il primo novembre, dice il commissario straordinario Augusto Fantozzi, che comunque precisa che "c'è ancora tanta di strada da fare". E il ministro Matteoli dice al Giornale: "Il successo del piano è stato un colpo molto duro per la sinistra". Intanto il Tribunale ha accertato l'insolvenza della compagnia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Matteoli: <Il successo del piano colpo durissimo per la sinistra> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 213 del 2008-09-06 pagina 2 Matteoli: "Il successo del piano colpo durissimo per la sinistra" di Gian Battista Bozzo "Ci accusavano di vendere fumo, però i fatti li smentiscono. Entro giovedì contiamo di concludere" da Roma La trattativa sindacale sulla Nuova Alitalia sta entrando nella fase decisiva. Ministro Matteoli, lei ha partecipato all'incontro di venerdì con la cordata Cai e i sindacati. Ha l'impressione che il negoziato vada per il verso giusto? "Le mie impressioni sono sicuramente positive - risponde il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli - anche se è chiaro che ci sono ancora nodi da sciogliere. Il negoziato è incominciato nel migliore dei modi, perchè questa volta si discute di un progetto serio, condiviso dal governo; un progetto volto non solo ad evitare il fallimento della compagnia, ma di rilancio per il futuro. Non si tratta della solita iniziativa-tampone. E credo che per questo motivo i sindacati, pur facendo il loro mestiere a tutela dei lavoratori, stiano collaborando". Sembra un po' paradossale, ma più che il sindacato è l'opposizione di centrosinistra ad attaccare duramente il piano Alitalia. Veltroni sostiene che la compagnia, alla fine, verrà regalata a qualche straniero. "Durante la campagna elettorale, la sinistra diceva che la cordata era inesistente, e che Berlusconi vendeva fumo. Ora si vede che i privati ci sono, si tratta di imprenditori di grande importanza, e la cifra che hanno raccolto è superiore alle previsioni. Poi hanno detto che gli esuberi sarebbero stati di meno se Alitalia fosse stata ceduta ad Air France. Non è vero, basta sentire che cosa dice il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni. Hanno quindi parlato di svendita, ma l'unica svendita sarebbe stata la cessione ai francesi con ripercussioni innegabili e pesanti sul nostro turismo: è più facile che Air France convogli i turisti a Parigi piuttosto che a Roma. Adesso, infine, Veltroni dice che si tratta di una cordata finta, e che alla fine la compagnia sarà venduta, o peggio regalata, a un qualche acquirente straniero. Vorrei però ricordargli che gli imprenditori della cordata si sono impegnati a mantenere le loro quote azionarie fino al 2013, accettando il fatto che la compagnia resti italiana. Nel complesso, come si vede, la sinistra ha fatto quattro grossi flop. Il successo del piano è per loro un colpo molto duro". E comunque Air France sembra intenzionata a entrare come socio di minoranza. "Mi lasci spendere una parola in favore degli imprenditori della cordata guidata da Colaninno. Il mondo politico - a sinistra ma anche noi, qualche volta - ha detto spesso che gli imprenditori italiani sono pigri, spesso assistiti, e così via. Mi pare che in questo caso gli imprenditori non sono stati pigri, anzi hanno avuto fiducia nel governo, ed hanno investito cifre importanti. Il risultato è che l'operazione è solida, tanto solida e convincente che Air France si è detta disponibile a entrare con una partecipazione di minoranza. Mi sembra una buona cosa". Ed ora vorrebbe entare nella Cai anche la Regione Lazio.... "Assurdo. Che cosa vogliamo, che dall'Alitalia esca lo Stato e vi entrino le Regioni? Quella di Marrazzo è propaganda. Sa bene di non poter partecipare alla cordata, ma soffia ugualmente un po' di fumo negli occhi della gente. Non può andare da nessuna parte anche perchè l'ingresso della Regione potrebbe rappresentare un aiuto di Stato". Ministro Matteoli, lei è il titolare dei Trasporti, quindi si interessa del sistema aeroportuale nazionale. La convince il piano Cai nella parte in cui supera il sistema degli "hub" e preferisce sviluppare più scali aeroportuali in diverse aree del Paese? "Oggi, se parto da Venezia o Pisa e sono diretto a Palermo, spesso devo far scalo a Roma. Con il progetto Cai, invece, arrivo direttamente a destinazione. Mi sembra una decisione di buon senso. Allo stesso tempo la nuova Alitalia non sarà una compagnia regionale, ma ben presente nel bacino europeo e anche ben collegata con il resto del mondo: le destinazioni intercontinentali a lungo raggio sono, se non sbaglio, diciannove e sono destinate a crescere". La Nuova Alitalia, dice il commissario Fantozzi, potrebbe nascere a novembre. Entro l'anno il problema sarà risolto? "Non voglio fare il super ottimista, ma sono ragionevolmente certo che entro l'anno la nuova compagnia sarà operativa. In questa prospettiva il rapporto col sindacato sarà fondamentale, dobbiamo cercare di chiudere entro giovedì. Voglio ricordare che il governo ha promesso ai dipendenti Alitalia che non lascerà a piedi nessuno. Per chi non entrerà nella nuova azienda ci sono sette anni di ammortizzatori sociali, e il governo li aiuterà a trovare una nuova occupazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'ECONOMIA USA FA CROLLARE LE BORSE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Timori di recessione negli Stati Uniti dopo l'aumento dei disoccupati. Tariffe, l'Agcom diffida Tim e Vodafone L'economia Usa fa crollare le Borse Bruciati 140 miliardi sui mercati europei. Male Piazza Affari, Wall Street recupera Alitalia, il piano prevede il decollo a novembre. Air France punta alla maggioranza Lo spettro recessione Usa ha provocato un altro drammatico venerdì nero per le Borse europee, penalizzate appunto dalla crescita oltre le attese della disoccupazione americana, e dalle stime negative della Bce. Piazza Affari ha chiuso in forte calo con il Mibtel in perdita del 2,28%. In forte ribasso Parigi, (-2,49%), Francoforte (-2,42%) e Londra (-2,26%). Complessivamente sono stati bruciati 140 miliardi. Alitalia: l'Enac ha concesso alla società una licenza provvisoria di 6 mesi. Entro settembre dovrebbe arrivare un partner internazionale, e si parla sempre di Air France. "Noi intanto andiamo avanti e la nuova Alitalia potrebbe partire il primo novembre", commenta il commissario Fantozzi. Tariffe: l'Agcom diffida Tim e Vodafone. FANUZZI, SANTONASTASO TROISE E SERVIZI PAGG. 2 E 3.

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Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria in Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie 1 Commento " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 192 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 142 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 155 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Aug 08 Il "Leone di Munster" e i cristiani antinazisti Ieri sera su Raitre, in prima serata, è andata in onda un'eccezionale puntata della Grande Storia, la serie curata da Luigi Bizzarri, interamente dedicata alla resistenza antinazista dei cristiani tedeschi. Due ore di filmati e testimonianze inedite, per raccontare eventi poco conosciuti al grande pubblico. Nella solita melassa di frivolezze estive in onda sui nostri teleschermi, la documentata trasmissione della terza rete Rai è stata come una boccata di ossigeno. Mi hanno colpito in particolare i filmati propagandistici del regime hitleriano che giustificavano l'eutanasia e la soppressione delle "vite improduttive", quelle degli handicappati e dei malati mentali. Ho trovato quelle immagini tremendamente attuali, perché argomentazioni simili a quelle tirate in ballo nei primi anni Quaranta dall'orrenda ideologia razziale nazionalsocialista le sento richeggiare oggi da ben altri pulpiti. Mi permetto però di segnalare quella che ai miei occhi è apparsa come un'omissione piuttosto grave: nella prima parte della puntata si è parlato del vescovo di Munster Clemens August von Galen, che papa Ratzinger ha proclamato beato nell'ottobre 2005, autore delle coraggiose prediche antinaziste contro il programma eutanasico denominato T4. Ebbene, non si è spesa neanche una parola per ricordare che von Galen godeva dell'appoggio incondizionato di Pio XII, il quale scrisse al coraggioso vescovo per appoggiare i suoi interventi. "Le tre prediche del vescovo von Galen - sono parole vergate dal Pontefice - procurano anche a noi, sulla via del dolore che percorriamo insieme ai cattolici tedeschi, un conforto e una soddisfazione, che da molto tempo non provavamo. Il vescovo ha scelto bene il momento per farsi avanti con tanto coraggio". Non sono fatti sconosciuti o non provati, non sono ipotesi: il carteggio esiste ed è pubblico (si può leggere tradotto dall'originale tedesco nel bel libro di Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, edizioni San Paolo). Carta canta, insomma. L'idea che può essersi fatto l'ignaro spettatore vedendo la puntata di ieri sera è che quel vescovo coraggioso fosse isolato. Sostenuto sì dai suoi fedeli, ma non da Roma. Mentre invece era direttamente e personalmente sostenuto da papa Pacelli, il quale - ma questo è stato ricordato - lo fece cardinale nel suo primo concistoro, nel 1946. Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Aug 08 Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" Tra i libri novità che saranno presentati al Meeting di Rimini, che si apre domenica, c'è un volume scritto da Gianni Valente, giornalista di "Trentagiorni", dedicato a Ratzinger professore (edizioni San Paolo). Il volume arriverà in libreria a settembre, ma le prime copie fresche di stampa saranno portate a Rimini. Posso assicurarvi che è un volume che vale la pena leggere, per capire meglio Joseph Ratzinger, il suo lavoro teologico, il suo sguardo sulla Chiesa. E anche per smentire certi schemi che lo vorrebbero dipingere come un "pentito" del Concilio Vaticano II. Questa è la recensione che oggi, 25 agosto, ho pubblicato sulle pagine culturali del Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Aug 08 Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani Voglio augurare a tutti i naviganti del blog una buona festa dell'Assunta. Sono tornato dalla Spagna, ma non ho ancora ripreso a lavorare (due giorni fa ho pubblicato un'intervista a mons. Negri sulla polemica di Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi, che potete leggere cliccando nell'apposito link sotto la foto, ma era una richiesta una tantum della direzione). Ieri sera ero a Canale d'Agordo, dove, insieme alla collega ed amica Stefania Falsaca, giornalista di Trentagiorni, abbiamo raccontato lo stato della causa di beatificazione di Papa Luciani. L'incontro si è svolto nella chiesa parrocchiale, su invito del parroco don Sirio e del sindaco. Come sapete sono molto legato alla figura di questo grande Papa, l'importanza del cui pontificato - per usare le parole di Giovanni Paolo II - è "inversamente proporzionale alla sua durata". Durante un'udienza del mercoledì, Giovanni Paolo I disse: "Io rischio di dire uno sproposito. ma lo dico. Il Signore ama tanto l'umiltà che a volte permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno comessi, questi peccati, dopo pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi mezzi angeli quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi. Il Signore ha tanto raccomandato: siate umili. Anche se avete fatto delle grandi cose dite: siamo servi inutili". Scritto in Varie Commenti ( 170 ) " (15 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (238) Ultime discussioni Remo Di Medio: @ Bo Mario Io non ritengo di essere plagiato, alla mia età, peraltro, si ragiona con la propria... Raimondo Mameli: Pio XII santo subito! marina: Ne è proprio così sicuro remo di medio che ci siano ancora persone disposte a morire per il papa? Questa... Luisa: Caro Carlo, se lei mi avesse letto bene invece di subito gettarsi sulla tastiera, avrebbe letto e capito che... Carlo: L'anima immortale, lascia il corpo mortale al momento della morte, così ci è stato insegnato, così credono... 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Betori a Firenze, annuncio lunedì Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Persecuzioni dei cristiani in Orissa Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Il "Leone di Munster" e i cristiani antinazisti Tra le novità del Meeting c'è "Ratzinger professore" Buon Ferragosto con le parole di Papa Luciani Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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<Cara AirFrance, te la vendiamo quando vuoi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

PROPOSTA SEGRETA "Cara AirFrance, te la vendiamo quando vuoi" Anna Maria Merlo PARIGI Air France ha opposto un secco "no comment", ieri, alle indiscrezioni pubblicate la mattina sul quotidiano economico La Tribune . Secondo questo quotidiano, il governo Berlusconi tramite la banca Intesa, avrebbe fatto una proposta segreta ad Air France-Klm il 27 agosto scorso: la compagnia franco-olandese potrebbe prendere adesso una partecipazione del 10-20% in Alitalia accanto ai 16 imprenditori italiani che si sono impegnati nella good company, con la possibilità di acquisire la maggioranza del capitale e quindi il controllo della società italiana nel 2013, quando gli italiani potranno disimpegnarsi. "La stessa proposta è stata fatta ad altre compagnie, come Lufthansa o British Airways?", si chiede La Tribune . Nei fatti, è chiaro a tutti che Alitalia ha bisogno di un partner importante nel settore per vincere l'arrischiata scommessa voluta dal governo Berlusconi. Il gruppo Air France-Klm aveva affermato il 28 agosto scorso di essere "pronto a prendere una partecipazione di minoranza nella nuova Alitalia". Ma aveva posto una condizione: "se le prospettive di redditività della nuova compagnia trovano conferma". Un portavoce del gruppo aveva poi precisato che Air France-Klm "conferma l'interesse e la volontà di restare un partner strategico di Alitalia", con cui ha un accordo commerciale da anni. Nell'accordo segreto sono scomparsi gli impegni che AirFrance-Klm aveva preso ai tempi del governo Prodi di investire considerevolmente per la ristrutturazione di Alitalia. Alla fine, il risultato potrebbe essere lo stesso - Alitalia nelle mani di Air France-Klm - ma per il gruppo franco-olandese cadono tutti gli impegni a cui aveva sottoscritto nella prima ipotesi di accordo. Non solo si annullerà il ridicolo dell'"italianità" di Alitalia, ma per di più Air France non sarà obbligata a investire (né a versare alcunché allo stato italiano)per prenderne il controllo. Sembra che Air France-Klm sia oggi più aperta sulla questione dell'hub di Malpensa. Il governo italiano avrebbe promesso ai francesi di migliorare i collegamenti dell'aeroporto. La Tribune parla della possibilità di rivedere al ribasso il ruolo di Linate, per impedire ai concorrenti di prendere il posto di Alitalia, in caso di trasferimento a Malpensa. Jean-Cyrill Spinetta, il presiente di Air France, è considerato dai sindacati un padrone "attento al sociale". Ma i dipendenti di Alitalia potrebbero non accorgersene, poiché se Air France-Klm acquisirà il controllo della compagnia italiana tra qualche anno, il "lavoro sporco" di ristrutturazione e di riduzione drastica del personale sarà già stato fatto dai 16 capitani coraggiosi riuniti da Berlusconi. Lo stato francese ha ormai ridotto la partecipazione in Air France a poco più del 18%. La fusione con Klm, nel 2004, era stata dolorosa per la compagnia olandese, che aveva ridotto il personale di 4500 unità. Con la fusione, è nato il primo gruppo mondiale per traffico aereo, in un mercato europeo dove la concentrazione è considerata inevitabile dagli analisti del settore.

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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 91 ) " (19 votes, average: 3.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (9 votes, average: 2.78 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 80 ) " (56 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (46) Ultime discussioni Ambrogio: Io Veltroni non l'ho votato. A dire la verità non ho votato per nessuno, nessuno mi dava non dico la... daniele: Leggendo alcuni commenti emerge il timore che un giorno, in qualche comune, potrebbe succedere che gli... daniele: Lo sapete perchè, nel corso dell'evoluzione, alcune specie si sono estinte mentre altre si sono... Wolf: @Marco, lei dice:"E' vero che se acquisisco la doppia cittadinanza posso superare questa limitazione,... Marco: Sono straniero, in Italia stabilmente dal 1967, comunitario, sposato con una cittadina italiana. Il mio... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

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N. 213 del 2008-09-06 pagina 0 I democratici verso il crac alzano bandiera bianca di Laura Cesaretti L'ex ministro gela la platea: "Silvio è un politico e un leader vero, la fortuna non c'entra coi successi del governo". Il mesto ritorno in video di Lilli la Rossa Firenze - Walter Veltroni? "Avrebbe dovuto imparare da Berlusconi", che è "un grande politico e un grande leader", ed è stato capace di "tenere un filo e svolgerlo nel tempo, per 15 anni, imparando sia dalle sue vittorie che dagli errori". Il popolo della Festa democratica (piuttosto scarso alle cinque di pomeriggio, con 38 gradi all'ombra) guarda attonito Arturo Parisi, il "grillo parlante del centrosinistra", come lo chiama il suo intervistatore Giovanni Minoli, l'inventore dell'Ulivo, l'amico e la mente politica di Romano Prodi e dei suoi (sfortunati) governi. Che Parisi sia diventato da mesi l'arcinemico di Veltroni, il suo critico più esplicito e implacabile si sapeva. Ma che addirittura arrivasse, in odio a Walter, a recitare una sorta di panegirico del Cavaliere e delle sue virtù no, questo nessuno se l'aspettava. E infatti Minoli si diverte molto, "dirigessi un giornale domani titolerei “Parisi: Berlusconi è un grande”, professor Parisi", lo provoca. E lui si limita ad allargare le braccia, come a dire che purtroppo è proprio così. Poi, senza fare una piega, continua la sua requisitoria contro il Pd, figlio bastardo del suo indimenticabile Ulivo, e la sua attuale leadership. Veltroni ha organizzato "primarie finte", il suo Pd "non ha dato al governo Prodi il sostegno che serviva, in un momento di difficoltà": non dice che l'ha fatto cadere apposta, ma il senso è quello. Il governo ombra? "Un'esperienza fallita, una scommessa mancata". Colaninno junior? "Ha perso un'occasione, onestamente": quella di "dimettersi per conflitto di interessi su Alitalia". Insomma, il totale dei "trecento giorni" di Walter alla guida del Pd "porta il segno meno". Mentre i primi cento giorni di Berlusconi al governo "sembrano avere il segno più". "Ha ereditato il fattore C di Prodi?", gli chiede Minoli. "Onestamente bisogna riconoscere a Berlusconi qualcosa di più della fortuna", replica il Professore. Annuncia che firmerà il referendum contro il lodo Alfano di Di Pietro, quello bocciato da tutto il resto del Pd, e che lui in piazza Navona con Tonino ci tornerebbe eccome. Chiede che le europee non siano una "conta interna", magari contro il segretario, ma l'occasione per rilanciare il suo mitologico Ulivo, imbarcando in un'unica lista verdi, socialisti, pezzi di sinistra radicale. Ma l'elogio di Berlusconi si ritorce subito contro il Professore, investito da una gragnuola di critiche. "Il giorno in cui Parisi utilizzerà un quarto delle sue energie per attaccare la destra sarò contento", dice Veltroni. Che invita a mandare "meno segnali di litigio e divisione", e boccia senza appello il ritorno all'Ulivo come contenitore dei tanti frammenti di centrosinistra: "Ho persino sentito Parisi inneggiare a Diliberto - ironizza - ma l'idea di quella coalizione era sbagliata, per noi e per il Paese", e grazie a quello sbaglio "abbiamo perso il rapporto col territorio, dove vive la gente reale". L'ex ministro della Difesa non perde un attimo. "Il mio intervento - replica a Veltroni - era su come contrastare la destra, ma non c'è nulla di peggio del sordo che non vuol sentire... ". Anche D'Alema definisce "ingeneroso" il giudizio tranchant sul governo ombra. E Francesco Rutelli, protagonista del dibattito serale alla Festa di Firenze, spiega - guadagnandosi l'ovazione - che lui (al contrario di Parisi) è qui "non per prendermela col Pd", e tantomeno con "il leader che abbiamo scelto, e al quale daremo il nostro contributo", ma per "prendermela col governo". Verso il quale, denuncia, "è scattato un meccanismo ipnotico, anche nel centrosinistra", che paralizza l'iniziativa dell'opposizione. Mentre ci sarebbe "moltissimo da fare", perché il Pd invece di tenere aperto "un fronte polemico interno ininterrotto", dovrebbe "cercare di imporre la propria agenda e non continuare a farsela imporre dal governo, questo è il nostro problema numero uno". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Nuovo incontro tra sindacati e azienda sul piano industriale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 208 Meridiana Nuovo incontro tra sindacati e azienda sul piano industriale Meridiana --> Un incontro interlocutorio ma che i sindacati giudicano positivamente. Ieri i vertici di Meridiana hanno incontrato a Roma i rappresentanti sindacali per la consegna della bozza definitiva del piano industriale della compagnia. La riunione, alla quale era presente il consigliere di amministrazione della società Claudio Miorelli, era stata fissata come conclusione della seconda fase del percorso delineato da azienda e lavoratori per raggiungere un accordo sul rilancio della società. I SINDACATI Ora, i sindacati dovranno esaminare la bozza di piano e proporre eventuali modifiche da discutere con l'azienda per arrivare alla definizione del piano industriale e all'avvio della nuova strategia aziendale entro fine settembre, a meno di qualche possibile slittamento legato alla vicenda Alitalia. "Il piano segue le indicazioni già fornite nei precedenti incontri", spiega Stefano Monticelli, della segreteria nazionale della Filt-Cgil, "la nostra valutazione è che si stia facendo un passo in avanti. La compagnia conferma gli investimenti sulla flotta, la volontà di sperimentare nuovi mercati, senza però trascurare la centralità della Sardegna nel core business dell'azienda. Resta da chiarire la vicenda Alitalia, da cui discendono una serie di fattori non secondari in questa trattativa".

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Nuovi tributi sulle case? Pdl contro Calderoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 104 il caso Polemica sull'ipotesi Nuovi tributi sulle case? Pdl contro Calderoli Il caso. Polemica sull'ipotesi --> ROMA L'abolizione dell'Ici è stato uno dei primi provvedimenti del governo Berlusconi ma se nella Lega nord dubbi sulla opportunità dell'abolizione sono arrivati da tempo, nella bozza presentata giovedì agli enti locali dal ministro Calderoli si parla di un tributo sugli immobili: e tanto è bastato per far scoppiare la polemica nel centrodestra. NON NE VOGLIONO SAPERE Contrari ad ogni ipotesi di reintroduzione sono Forza Italia e An. "Io sono il reggente di An, fino a quando saremo al governo nessuna tassa sarà di nuovo reintrodotta sulla prima casa, federalismo o non federalismo; posso dirlo con certezza", ha detto ieri il ministro della Difesa Ignazio La Russa. "La casa è un bene primario, non di lusso. An non permetterà il ritorno di una tassa di sinistra", gli ha fatto eco Adolfo Urso, Sottosegretario allo Sviluppo Economico. Sulla stessa linea Silvano Moffa, dell'esecutivo di An: "Finchè ci sarà Alleanza nazionale nel Pdl non si potrà tornare a parlare di reintrodurre la tassazione sulla prima casa". Netto anche il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto: "su questo tema indietro non si torna", ha detto intervistato dal Tg3. A SINISTRA Sul fronte opposto, per il sindaco di Torino e ministro ombra per il federalismo del Pd, Sergio Chiamparino, bisogna vigilare attentamente sul tributo immobiliare ipotizzato dalla bozza di riforma sul federalismo fiscale preparata dal ministro Calderoli, perchè c'è il rischio che la pressione fiscale aumenti. "Avevo detto che cancellare l'Ici come ha propagandisticamente fatto il governo - ha detto - era un errore clamoroso. Se ne sono accorti. Ora non vorrei che rientrasse dalla finestra quello che si è scacciato dalla porta, peggiorandolo". E per Antonio Borghesi (Ivd) "quanto viene fuori adesso era ampiamente prevedibile: i comuni non possono fare a meno di determinate cifre che fino ad ora ricavavano dall'imposta sugli immobili e così il risultato è che i cittadini avranno una tassa in meno da pagare, ma una, nuova, in più". L'ATTACCO "Bisogna essere molto più critici verso il governo, verso il quale talvolta nel centrosinistra scatta un meccanismo ipnotico". Francesco Rutelli dice che "nessun provvedimento è stato preso in difesa dei salari così come si è sbagliato su Alitalia e si parla di reintroduzione dell'Ici, annunciata da Bossi e da Calderoli così che forse si chiamerà Ica, cioè Imposta Calderoli".

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L'America sotto ricatto economico è ancora una potenza? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Titoli sui giornali americani di questa mattina: il governo americano prende il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac. Bene, anzi male. I liberisti sono furiosi, perché secondo le logiche del mercato i due colossi dovevano fallire, come perlatro la Bera Starns. Gli americani e gli operatori economici tirano un sospiro di sollievo, perché il crollo totale di queste due compagnie, che controllano o garantiscono quasi meta' dei 12.000 miliardi di dollari di mutui Usa, avrebbe definitivamente affossato il mercato immobiliare, che ha perso oltre il 20% del valore e in cui i pignoramenti sono saliti ai livelli massimi degli ultimi trent'anni. Ma l'aspetto più interessante riguarda le modalità dell'intervento. Gli azionisti perderanno quasi tutto, mentre i titoli obbligazionari verranno garantiti dal governo. E sapete chi ha in portafoglio questi bond? Fondi sovrani e grandi investitori arabi, giapponesi e soprattutto cinesi per cifre colossali. Un mese fa hanno bussato alla porta delle Federal reserve e del Tesoro americano e hanno fatto questo discorso: non accetteremo perdite così ingenti e dunque o il governo Usa si fa carico di quelle obbligazioni o da ora in avanti non daremo più credito agli Usa e disinvestiremo tutti i nostri asset dal mercato statunitensi: dunque, di fatto, niente più Buoni del tesoro, obbligazioni private, Wall Street; una fuga dall'America che avrebbe provocato uno tsunami sui mercati. E Washington ha piegato la testa. E' un retroscena di importanza colossale, che fa riflettere. L'America afflitta dai debiti e sotto ricatto straniero è ancora una superpotenza? Scritto in notizie nascoste, gli usa e il mondo Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Sep 08 Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin Qualcuno l'ha paragonata a Margaret Thatcher, altri a Ronald Reaga. Esagerazioni. Sarah Palin è un azzardo mediatico, ora vincente. Sulla carta voluto da McCain, in realtà dietro le quinte imposto dal regista occulto di questa campagna, il cinico ex spin doctor di Karl Rove. L'operazione è stata decisa all'ultimo minuto, senza che ci fosse il tempo di scandagliare il passato della governatrice dell'Alaska. E questo spiega le tante rivelazioni dei giorni scorsi, dalla gravidanza della figlia alle sbandate legali del marito. Ma a quanto pare non ci sono altri scheletri nell'armadio. Dunque il piano va avanti. secondo questo schema: 1) Sarah Palin è un'ultraconservatrice, graditissima alla destra evangelica e tradizionalista, che con McCain non riusciva ad entusiasmarsi e che ora invece è motivatissima. 2) Come ha ammesso lo stesso Rove, la Palin è una scelta elettorale e non di governo. Ovvero: chi esprime dubbi sulle sue credenziali come vicepresidente non ha tutti i torti. Ma questo è influente secondo le logiche dello spin. Sarah Palin è un personaggio che deve vivere fino al 4 novembre, dopo si vedrà. 3) E' riuscita a rubare la ribalta mediatica a Barack Obama, che non è più la novità di queste elezioni. 4) Il discorso che ha pronunciato l'altra notte è stato magistrale, ma non lo ha scritto lei, lo ha solo interpretato, benissimo. E non era rivolto alla base repubblicana, bensì al pubblico a casa, all'americano medio che non ha ancora deciso per chi votare e che in realtà non si identifica nè in Obama, nè in McCain in Beiden. Ma nella Palin ora sì, come scrivo in una corrspondenza sul Giornale. Che cosa ha visto in lei il pubblico? Una madre di famiglia che "superando gli alti e i bassi della vita", riesce a conciliare figli e carriera. Poi una donna di temperamento, forse un po' mascolina, ma che grazie alla sua grinta e al suo incrollabile ottimismo arriva dappertutto. Infine, una ragazza di provincia dai gusti semplici e dai valori sani, che dopo aver messo in riga i politici corrotti dell'Alaska, promette di fare altrettanto a Washington. Un po' eroina da film di Hollywood (tipo la Erin Brckovich interpretata da Julia Roberts), un po' donna della porta accanto. In ogni caso una vera americana. E questo è un elemento decisivo nella corsa alla Casa Bianca. Lo fu per Bush quattro anni fa, lo sarà anche quest'anno. Mentre scrivo, le agenzie battono i primi sondaggi. Grazie alla Palin, McCain ha recuperato lo svantaggio su Obama e ora è di nuovo alla pari. In più Sarah, soprannominata Barracuda, sa mordere, come ha dimostrato attaccando più volte efficacemente Obama. Insomma, la corsa per la Casa Bianca è più aperta che mai. E non è difficile prevedere che cosa accadrà adesso: una campagna sempre più emotiva, sempre più sporca. Cattiva, cattivissima, da una parte e dall'altra. Vincerà non chi ha le idee migliori, ma chi riesce a distruggere l'immagine e la credibilità del proprio avversario. Una volta di più: la democrazia, perlomeno in America e nei Paesi anglosassoni, funziona così. Ci divertiremo. Purtroppo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Tra Obama e McCain vince.. la Coca-Cola Ancora qualche spigolatura sulla campagna elettorale. A Denver la settimana ho ricevuto dagli organizzatori, con il pass, una borsa nera con lo stemma della Convention democratica e quello della Coca-Cola. A Minneapolis-St. Paul ho ricevuto la stessa borsa nera con il simbolo della Convention repubblicana e. quello della Coca-Cola. Capito? Entrambi i candidati promettono il rinnovamento e,via Internet, ricevono milioni di dollari dai sostenitori. Ultimi dati: in luglio McCain 47 milioni, Obama 50 milioni. Ma dietro le quinte l'influenza di K Steet, la via dei lobbisti a Washington, continua ad essere pressante e molte grandi aziende ancora una volta si cautelano sponsorizzando sia il partito dell'elefante sia quello dell'asinello. A Denver, ad esempio, due grandi industrie dell'industria della difesa hanno organizzato dei seminari per formare le nuove leve democratiche, mentre un giornalista dell'Abc è stato arrestato mentre tentava di filmare (stile le Iene) una riunione tra pezzi grossi del partito e un potente gruppo di finanziatori. Niente male per un leader moralizzatore e progressista. A St. Paul is business as usual: anche qui le lobbies imperano e nei corridoi della Convention incontri le solite facce.. del clan Bush. Ma McCain non era un anticonformista quasi indipendente? E' il sistema che li intrappola, come d'altronde anche nelle altri grandi democrazie occidentali. La politica costa troppo e rende prigionieri. Sono troppo pessimista se dico che anche questa volta chi si aspetta un vero rinnovamento rimarrà deluso? Il metodo americano non funziona e finisce per generare corruzione, quello italiano incentrato sul finanziamento pubblico nemmeno. Tra i grandi Paesi non ne vedo alcuno esemplare. Un problema senza soluzione? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 25 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Sep 08 L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Sono negli Stati Uniti, eppure mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul (Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l'eco degli ultimi sviluppi in Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l'Occidente. Il che mi suggerisce alcune considerazioni: 1) In queste condizioni lo spin (ovvero l'informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi, mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché l'opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad accorgersi delle bugie sull'Irak. 2) L'informazione è troppo americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non si parla che dell'uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore. Non mi meraviglio che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E' un meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell'americano medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media cambiano rotta. L'antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa danno il loro contributo e tutt'altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio? Scritto in gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 25 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Aug 08 Barack Obama, una promessa o un'illusione? Visto dall'America, dove sono da qualche giorno per seguire le convention democratica e repubblicana, un altro Obama. L'opinione pubblica italiana, come quella europea, subisce ancora il fascino del candidato democratico; qui invece si diffondono i dubbi. Sì , Barack è un grande parlatore ed è molto affascinante. Fino a oggi gli è bastato promettere il cambiamento e invocare la speranza, per incantare gli elettori. Ma in una campagna che dura nove mesi, l'ipnosi collettiva da sola non basta. Occorre che Obama dia contenuto e spessore al proprio programma. Nei primi due giorni della convention questo non è avvenuto e infatti i sondaggi danno i due candidati alla pari. Domani notte Barack pronuncerà il discorso di accettazione: vedremo se riuscirà a imprimere la svolta che molti strateghi invocano. Intanto però la sua figura appare appannata. Nella sua biografia "i sogni di mio padre" , ad esempio, ha raccontato tante frottole proprio su suo padre, come spiego in questo articolo qualche giorno fa. Ma non solo: il mito di Obama che superando le barriere razziali emerge eroicamente in un mondo politico corrotto, appare esagerato e fuorviante. Esaminando l' attività politica svolta finora nel Senato dell'Illinois e in quello del Congresso americano emerge il profilo di un politico alquanto convenzionale; furbo e opportunista più che innovatore. Come fa Obama a proporre un cambiamento che lui stesso non ha mai applicato e, a quanto pare, al di là degli slogan nemmeno progettato? Intanto McCain attacca con spot molto efficaci . Il dubbio c'è: Obama è una promessa o un'illusione? AGGIORNAMENTO: Poco fa è terminato il discorso all'Invesco Field di Denver, Oama è stato spettacolare e arrembante e finalmente ha formulato proposte concrete, ma non ha sviluppato un discorso coerente. Anzi: è emersa la sua anima liberal (socialdemocratica) che certo non gli gioverà: promette più stato, più governo, e al contempo meno tasse per la classe media, ma i soldi dove li trova? Ha pronunciato slogan accattivanti ma poco credibili sulla fine della dipendenza dal petrolio entro dieci anni e ha sferrato attacchi troppo duri contro McCain su un terreno a lui non favorevole, politica estera e sicurezza. Infine: si è comportato da star in una scenografia hollywwodiana con fuochi d'artificio finali, un trionfalismo inopportuno perché prematuto e dunque arrogante. I dubbi su Obama aumentano. Intanto Veltroni e Rutelli vanno a caccia di popolarità a Denver, con risvolti divertenti, come racconto in questo articolo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 60 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 L'educazione dei figli, tra utopie e piccolissime virtù E' capitato, in qualche post, di parlare un tema fondamentale e delicato come quello dell'educazione dei figli. Ora un caro amico, Giovanni Scirocco, mi segnala questo brano di Natalia Ginzburg, che propongo sul blog perché offre molti spunti di riflessione: Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità; non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e all'abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere. Di solito invece facciamo il contrario: ci affrettiamo a insegnare il rispetto per le piccole virtù, fondando su di esse tutto il nostro sistema educativo. Scegliamo, in questo modo, la via più comoda: perché le piccole virtù non racchiudono alcun pericolo materiale, e anzi tengono al riparo dai colpi della fortuna (.) L'educazione non è che un certo rapporto che stabiliamo fra noi e i nostri figli, un certo clima in cui fioriscono i sentimenti, gli istinti, i pensieri. Ora io credo che un clima tutto ispirato al rispetto per le piccole virtù maturi insensibilmente al cinismo, o alla paura di vivere. Le piccole virtù, in se stesse, non hanno nulla da fare col cinismo, o con la paura di vivere: ma tutte insieme, e senza le grandi, generano un'atmosfera che porta a quelle conseguenze (.) Il modo di esercitare le piccole virtù, in misura temperata e quando sia del tutto indispensabile, l'uomo può trovarlo intorno a sé e berlo nell'aria: perché le piccole virtù sono di un ordine assai comune e diffuso tra gli uomini. Ma le grandi virtù, quelle non si respirano nell'aria: e debbono essere la prima sostanza del nostro rapporto coi nostri figli, il primo fondamento dell'educazione. Inoltre, il grande può anche contenere il piccolo: ma il piccolo, per legge di natura, non può in alcun modo contenere il grande. Domanda a tutti voi: la Ginzburg ha ragione? Personalmente ritengo la citazione bella ma un po' troppo in bianco e nero. Seguendo quel che dice la Ginzburg si rischia di far crescere dei piccoli esaltati, fuori dal mondo; d'accordo sulla necessità di coltivare l'amore, la generosità, l'abnegazione, ma ritengo che queste siano virtù ancora più grandi se abbinate all'equilibrio interiore e all'armonia con se stessi. Questa è, secondo me, la vera sfida. Scritto in Italia, Varie Commenti ( 27 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Aug 08 L'America è debole e il mondo ne approfitta. Per sempre? Dopo la Russia, altre brutte notizie per l'Occidente. Il terrorismo islamico si è risvegliato: attentati in Algeria, ripresa dei kamikaze in Irak, i talebani all'offensiva in Afghanistan, dove hanno ucciso 10 soldati francesi, non sono mai stati così vicini alla capitale Kabul. Intanto, in Pakistan gli Usa perdono il fido Musharraf e mentre il mondo pensa alle Olimpiadi, la Cina prosegue la penetrazione in Africa. Come previsto l'opposizione alla Russia in Georgia è risultata sterile e Mosca continua a gestire la situazione a proprio piacimento (e infatti oggi l'Abkhazia ha chiesto l'indipendenza). L'accordo firmato dalla Rice con la Polonia per la fornitura di missili nell'ambito del progetto di scudo spaziale non proietta un'immagine di forza, bensì, per la fretta che ha caratterizzato le ultime trattative, di ansia. L'America è in disagio e la sua debolezza evidente: ho l'impressione che molti dei suoi antagonisti ne stiano approfittando per conquistare fette di potere o per rialzare la testa. Fino a dove si spingeranno? La debolezza geostrategica americana è strutturale o transitoria? Basterà un nuovo presidente a ridare lo smalto perduto? Come paiono lontani i tempi dell'America arrembante, eppure era appena il 2003. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 65 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Aug 08 Due sprechi (tutti italiani) da eliminare Torno ad occuparmi un po' di vicende italiane, rilanciando qualche riflessione. La prima: perché in Italia i cantieri autostradali durano in eterno? Ad esempio sulla Milano-Genova i lavori di ampliamento per la terza corsia sono in corso da molti anni. E' un'autostrada che percorro abbastanza frequentemente in settimana, il sabato, la domenica, di giorno e la sera. Non vedo mai operai al lavoro, sembra tutto fermo. e infatti i progressi sono lentissimi. Negli altri Paesi a inizio lavori viene fissata una data per la conclusione che, salvo imprevisti e documentati motivi, viene rispettata. In Italia invece si sfora sui tempi e, naturalmente, sulla spesa. Domanda per Tremonti e Brunetta che finora si stanno comportando molto bene a mio giudizio: non è il caso di porre fine a questa indecenza? La seconda considerazione: sono d'accordo che vengano tagliate le spese statali e, di conseguenza, anche quelle agli enti locali. Ma perché punire tutti indiscriminatamente? Nella sanità, ad esempio, ci sono alcune regioni che gestiscono bene i fondi a disposizione, altre invece dove regna l'inefficienza e gli sprechi sono colossali. Perché non introdurre una linea meritocratica anche in materia? I tagli dovrebbero colpire soprattutto le regioni che sprecano, ho l'impressione che, se così, fosse, diventerebbero improvvisamente più virtuose. Sbaglio? Scritto in Italia Commenti ( 24 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Aug 08 La guerra è finita o inizia solo adesso? Sì, i cannoni non sparano più in Georgia, ma se esaminiamo quel che è accaduto in questi giorni da un punto di vista strategico, non c'è da stare allegri. La guerra potrebbe essere solo agli inizi. Mi spiego: 1) Dal 1989 al 2004 gli Stati Uniti hanno applicato una politica di accerchiamento della Russia, facendo cadere sotto la propria influenza molti Stati nell'Europa dell'Est e nell'Asia centrale, come spiego in questa analisi. 2) Dal 2004 Putin ha cercato di contrastare gli Stati Uniti, ottenendo qualche successo, ma non riuscendo mai a portare il colpo del Ko. In un approfondimento sostengo che la guerra in Georgia segna una svolta. Il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte dell'Occidente legittima le pretese secessionistiche delle tante minoranze russe sparse nell'ex impero sovietico. La questione etnica diventa così il grimaldello strategico del Cremlino: è alquanto probabile che quanto accaduto in Ossezia del Sud e in Abkhazia possa essere ripetuto in altri Stati. Quali? Ucrania e Moldavia, ma attenzione ai Baltici e, all'occorrenza, anche anche Kazakistan e Kirghizistan. La crisi, probabilmente, è solo agli inizi e l'Occidente non sembra avere gli strumenti per prevenirla. L'America in queste ore ha dato una triste dimostrazione di impotenza e la mediazione di Sarkozy in realtà recepisce soprattutto le condizioni poste dal Cremlino (tema che ho affrontato qui). Anzi, quando ieri il presidente francese ha affermato che "Mosca ha diritto di proteggere le minoranze russe" ha di fatto ulteriormente legittimato il ricorso all'arma "etnica" da parte della Russia. Il modello Georgia rischia di fare scuola, mettendo in crisi il grande piano Usa per il controllo dello scacchiere eurosiatico. Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 63 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Aug 08 Guerra nell'Ossezia del Sud: un disastro per l'Occidente? In un'analisi pubblicata oggi sul Giornale spiego le ragioni che hanno provocato la drammatica guerra nell'Ossezia del Sud. L'Occidente sconta l'effetto Kosovo e la questione Nato: Nel febbraio 2008 Pristina si stacca dalla Serbia con la benedizione dell'Occidente. E il quadro cambia. Putin protesta veementemente per "l'amputazione della Serbia"; l'Occidente, però, lo snobba e lui rilancia annunciando la reciprocità. Se il mondo si arroga il diritto di strappare il Kosovo, Mosca si riserva di fare lo stesso con l'Ossezia del Sud e con l'altra repubblica ribelle georgiana, l'Abkhazia. Altri due mesi e al vertice di Bucarest, la Nato, pur evitando di avviare la procedura d'adesione, annuncia che in futuro la Georgia e l'Ucraina, l'altro grande Stato uscito dall'orbita russa, potranno diventare membri dell'Alleanza atlantica. Un'eventualità inaccettabile per il Cremlino, che infatti riaccende le tensioni nel Caucaso. Chi ha provocato l'esclation dell'altra notte? Verosimilmente il presidente georgiano Saakashvili, nel tentativo di anticipare le mosse di Mosca e approfittando della distrazione del mondo nel giorno dell'apertura dei Giochi Olimpici. Ma ha fatto male i conti, a quanto pare. Militarmente la Russia è superiore e ora Saakashvili rischia di perdere non solo il controllo dell'Ossezia del Sud, ma anche quello del suo Paese. E se cadesse Tbilisi, l'Occidente vedrebbe svanire uno snodo cruciale nello scacchiere euroasiastico, a favore, ovviamente, di Mosca. Valeva la pena di rischiare? Perché Washington non ha imbrigliato il suo vulcanico alleato? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 60 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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L'impossibile dialogo tra il lupo e l'agnello - eugenio scalfari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'IMPOSSIBILE DIALOGO TRA IL LUPO E L'AGNELLO EUGENIO SCALFARI Un osservatore spassionato che volesse descrivere quanto sta accadendo nella sinistra italiana in tutte le sue varie espressioni, da quella riformista a quella massimalista, dovrebbe servirsi della parola "implosione". La sinistra sta implodendo, i suoi punti di riferimento non sprigionano più l'energia sufficiente a delineare una direzione di marcia, i fari non emettono più segnali di luce capaci di illuminare i lineamenti della costa e gli scogli che la cospargono. Implosione ed entropia: dopo lo sforzo compiuto nella campagna elettorale e la sconfitta subita l'energia si è dispersa e degradata. Il secondo principio della termodinamica descrive questo processo che si applica non solo in natura ma in ogni entità organizzata e questo è anche il caso dell'opposizione politica e di quella sindacale. Le forze centrifughe prevalgono su quelle centripete. Il risultato è la frammentazione della sinistra e, al limite, la sua polverizzazione. Il fenomeno potrebbe ancora essere arrestato? Difficile dirlo, ma certo il punto di non ritorno, la soglia oltre la quale il processo diventa irreversibile è molto vicino e questo si avverte con particolare intensità nel Partito democratico che essendo la forza più rilevante dell'opposizione è quella dove i fenomeni di decomposizione sono più visibili e suscitano i massimi contraccolpi. Il presidente della Regione Lazio, che vuole entrare come azionista nella nuova Alitalia contro il parere del suo partito, ha detto l'altro ieri che il centralismo democratico è finito. L'ha detto con un senso di liberazione. è vero, il centralismo democratico del vecchio Pci è finito da tempo e comunque i rappresentanti di istituzioni rispondono ai loro elettori prima ancora che agli organi del partito al quale appartengono. SEGUE A PAGINA 29.

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Alitalia punta suMalpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il piano fenice Corrado Passera, ad di Intesa Sanpaolo, avverte: "Milano, però, non può avere due aeroporti in concorrenza" 07/09/2008.

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Il veto di passera: no a soci pubblici nella nuova alitalia - iezzi e lonardi a pagina 4 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Il partner estero sarà in minoranza" Il veto di Passera: no a soci pubblici nella nuova Alitalia iezzi e lonardi a pagina 4 SEGUE A PAGINA 4.

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E il banchiere difende benetton ma sui conflitti d'interesse è scontro - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Passera: situazione gestibile. Zadra: difesa d'ufficio, deciderà l'Antitrust. Emma Marcegaglia: dimostrerò con i fatti la mia correttezza E il banchiere difende Benetton ma sui conflitti d'interesse è scontro Il presidente di Confindustria: "La nostra stella polare rimane la concorrenza" Veltroni: è da pazzi criticare la posizione di Matteo Colaninno LUCA IEZZI ROMA - I soci di Cai si difendono dalle accuse di operare in conflitto d'interessi. Il sospetto che l'intervento di salvataggio di Alitalia sia viziato dalla presenza d'imprenditori con interessi anche in contrasto con il rilancio della compagnia, ha portato il senatore Pd, Luigi Zanda, - come anticipato da Repubblica - a scrivere all'Antitrust chiedendo un'istruttoria. In particolare, la lettera del vicepresidente dei senatori democratici punta il dito contro il gruppo Benetton, azionista di controllo di Aeroporti di Roma, attraverso Gemina, e presto tra i proprietari della compagnia di bandiera. Il primo a rispondere ieri è stato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, advisor di Cai e regista dell'intera operazione: "Pensiamo che con la posizione di minoranza molto contenuta di alcuni soci all'interno del controllo, la loro duplice posizione possa essere assolutamente gestita". Non ha tardato la replica dello stesso Zanda: "Non ho ben capito come un conflitto d'interessi possa essere gestibile. Prendo quindi questa posizione come un'ordinaria difesa d'ufficio di uno dei soci di Cai. Vorrei solo far notare a Passera che la mia domanda a Catricalà è quella di un parlamentare che si rivolge all'Autorità Antitrust e che quindi converrebbe a tutti, anche a Benetton, aspettare che sia l'Autorità ad esprimersi". Un altro rischio di distorsione del mercato, sostiene inoltre Zanda, è che alcune decisioni governative possano apparire come una ricompensa a quegli imprenditori che si sono imbarcati nell'avventura Cai. Sarebbe il caso, ad esempio, della modifica delle norme sui pedaggi autostradali fatta pochi mesi fa. Atlantia, che controlla Autostrade, è la società del gruppo Benetton entrata in Cai dove è presente anche Marcellino Gavio titolare delle concessioni sulla Torino-Milano e la Milano-Serravalle. Non sono mancate le critiche anche al presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, entrata con il suo gruppo nella cordata della Cai: "Per quanto riguarda la mia azienda, facciamo acciaio e quindi non c'è alcun conflitto d'interesse - si è difesa ieri la leader degli imprenditori -. Per quanto riguarda il mio ruolo di presidente di Confindustria dimostrerò con i fatti che la stella polare dell'associazione rimane assolutamente a favore della concorrenza e delle liberalizzazioni. Dimostrerò nei fatti che queste accuse sono prive di fondamento". Ed Emma Marcegaglia ha anche risposto indirettamente alle critiche di un editoriale dell'economista Alberto Alesina apparso nei giorni scorsi sul Sole24Ore, giornale di proprietà di Confindustria: "Il piano presentato è valido anche perché l'alternativa sarebbe il fallimento, che alcuni professori hanno giudicato la scelta migliore. Può darsi che esteticamente sia una buona scelta, ma il Paese non è in grado di gestire un fallimento simile, che comporterebbe 20 mila esuberi e il probabile blocco degli aeroporti. E' un piano serio, concreto, che tiene conto delle condizioni attuali". Le accuse di conflitto d'interessi non hanno risparmiato nemmeno Matteo Colaninno, ministro ombra per lo Sviluppo economico e figlio del presidente di Cai, Roberto. In sua difesa ieri ha parlato il segretario del Pd Walter Veltroni: "In un Paese in cui il conflitto di interessi è spaventoso e in cui c'è un presidente del Consiglio che ha la proprietà di metà del Paese, dire che il problema è che Matteo Colaninno fa il ministro ombra è una cosa da pazzi. Ho detto a Matteo "stai tranquillo e vai avanti", anche perché ha preso sulla vicenda una posizione giusta e coraggiosa".

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La rimonta di malpensa. moratti: gli esuberi li assumiamo noi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Gli aeroporti La rimonta di Malpensa. Moratti: gli esuberi li assumiamo noi ROMA - Non c'è polemica a distanza, non si sventolano le bandiere come nel derby di alcuni mesi fa. Oggi tra Malpensa e Fiumicino si gioca la partita della sopravvivenza. Milano può tornare però a sorridere grazie alla promessa di un ritorno del lungo raggio al Nord. Mentre i guai sono tutti per Roma e il suo aeroporto da dove decolleranno, a partire da novembre, solo 3 voli intercontinentali. Il rilancio previsto dal piano Fenice, avverrà grazie ad un network costruito su sei basi, comprese Roma e Milano. Malpensa non tornerà hub. Ma se Linate verrà ridimensionata, potrà contare sul ritorno del lungo raggio con 13 rotte di Alitalia. Il sindaco Letizia Moratti accetta la sfida e rilancia: "La Sea - dice a proposito della società che gestisce gli scali - è disposta ad assumere 1500 dipendenti in esubero di Alitalia, se Malpensa sarà confermato come hub". La Milano della politica e del lavoro sorride, mentre la Capitale cade in depressione. L'idea del governatore Piero Marrazzo di entrare nella newco con 10 milioni di euro è bocciata dall'ad di Intesa Corrado Passera. E il sindaco Gianni Alemanno deve mettere l'elmetto e scendere in trincea. Primo ad aprire il fuoco è l'ex candidato al Campidoglio, Francesco Rutelli: "Roma sta per essere spolpata. E il sindaco neppure mostra di accorgersene". Per Rutelli ci saranno 9mila persone fuori dal ciclo produttivo: "è un massacro". Alemanno corre ai ripari e annuncia un incontro, mercoledì, con Passera e il presidente della Cai Roberto Colaninno: "Roma - ribatte - non è disponibile ad accettare nessun ridimensionamento del ruolo di Fiumicino". (lu.ci.).

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Alitalia, passera frena parigi e gli enti locali - giorgio lonardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, Passera frena Parigi e gli enti locali "No a Air France in maggioranza o ad azionisti pubblici". Faro Ue su Fantozzi Due nuovi soci per la cordata della Cai: Francesco Micheli e il gruppo Fontana GIORGIO LONARDI CERNOBBIO - Fra i soci della nuova Alitalia non c'è spazio per gli enti locali. Parola di Corrado Passera, l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, il banchiere che ha messo a punto il piano dei salvataggio della compagnia aerea. Porte sbarrate dunque sia a Piero Marrazzo, governatore del Lazio sia a Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano che si erano entrambi candidati come futuri soci di Alitalia. "Questa è una vera privatizzazione, vorrebbe esserlo", ha precisato Passera al Workshop Ambrosetti di Cernobbio, "e quindi i soci devono essere solo entità private". Quanto alle voci sull'ingresso di Air France nell'azionariato con una quota di maggioranza il banchiere ha chiuso ogni spiraglio: "Non è mai stata in discussione, né è stata messa sul tavolo, e verrebbe comunque esclusa, una partecipazione estera di maggioranza assoluta o relativa". Dura la replica di Marrazzo che giudica "sbagliata la scelta di Cai, resa pubblica oggi da Passera, di non prevedere la presenza della Regione Lazio nella compagine sociale dell'azienda". Poi precisa che "la partita non si chiude qui", perché "non lasceremo nulla di intentato per far valere le nostre buone ragioni". Incalza Filippo Penati: "Il nostro obiettivo non è mai stato di diventare soci di una compagnia aerea, ma quello, attraverso la partecipazione societaria, di tutelare gli interessi della comunità del territorio". Comunque la Cai (Compagnia aerea italiana) avrà certamente nuovi soci. Ma saranno privati. A cominciare dal finanziere Francesco Michele e dalla famiglia Fontana, dinastia imprenditoriale brianzola meglio nota come i "re del bullone". Tra le aziende che stanno valutando l'ingresso nell'operazione c'è anche il gruppo trentino Arcese. Intanto si intensificano le avances nei confronti di imprenditori noti come il patron di Geox Mario Moretti Polegato e Nerio Alessandri di Technogym. Passera ha anche sottolineato che le trattative con i sindacati sono iniziate "in modo molto serio e responsabile". Poi ha aggiunto: "é una trattativa fondamentale, tutti insieme dobbiamo far sì che permetta a una nuova Alitalia di nascere". Un'azienda, spiega sempre da Cernobbio il presidente della Sea Bonomi che non dovrà temere per la causa da 1,2 miliardi intentata dalla Sea stessa per le inadempienza contrattuali della compagnia aerea relative all'abbandono di Malpensa. Perché la causa è contro la "bad company", cioè la vecchia Alitalia guidata dal commissario Fantozzi e non contro la Cai di Coilaninno. Ed è sempre su Fantozzi che è stato acceso un faro a Bruxelles. Lo scopo: sorvegliare che la vendita degli asset avvenga a condizioni di mercato. Intanto il leader del Pd Walter Veltroni ironizza sull'intera operazione convinto com'è che Air France metterà le mani sull'azienda italiana. Dice: "Spinetta, l'Ad di Air France, è un genio. Lui avrebbe dovuto pagare e risolvere il problema del debito di Alitalia. Adesso invece si trova una compagnia che ha caricato gli oneri passati sugli italiani. E alla fine finiranno col dare Alitalia gratis".

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Rutelli, attacco su alitalia e fiumicino "il sindaco ha dimenticato roma" - giovanna vitale (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Roma Rutelli, attacco su Alitalia e Fiumicino "Il sindaco ha dimenticato Roma" Marrazzo sul no di Passera all'ingresso della Regione: "Una scelta sbagliata" GIOVANNA VITALE Non l'ha presa bene, il governatore Marrazzo. Il no opposto dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, all'ingresso della Regione nella nuova Compagnia area italiana ("Questa è una vera privatizzazione di Alitalia, vorrebbe esserlo, e quindi i soci devono essere entità private"), è "una scelta sbagliata", dice. E subito annuncia: "La partita non si chiude certo qui", aggiungendo che "non lasceremo nulla di intentato per far valere le nostre buoni ragioni". Secondo il governatore "la presentazione del piano industriale" che "porta rotte, voli e aerei a Milano lasciando esuberi e cassa integrazione al Lazio" non fa che "aumentare la preoccupazione che, dietro le giustificazioni formali, alla base della decisione di Cai ci sia una presa d'atto della sostanziale inconciliabilità del loro progetto con gli interessi del territorio che noi legittimamente interpretiamo". Marrazzo non ha dubbi: "Abbiamo fatto il nostro dovere e, nelle nuove condizioni, seguitiamo a farlo nell'interesse dei cittadini, dei lavoratori e delle aziende dell'indotto in nome di uno sviluppo di un'area all'altezza di Roma capitale". Una proposta, quella di "una vera collaborazione delle istituzioni locali nell'interesse dei cittadini", rispedita però al mittente. "Un brutto segnale" denuncia l'ex senatrice verde Loredana De Petris: "Il coinvolgimento della Regione Lazio avrebbe potuto garantire una maggiore attenzione alle realtà territoriali che sono legate alle attività di Alitalia e che rischiano di essere molto penalizzate dal nuovo assetto societario". E mentre il sindaco Alemanno, ancora in viaggio privato in Terra Santa, annuncia che mercoledì incontrerà il presidente della Cai Roberto Colaninno e lo stesso Passera per "verificare il progetto industriale della newco e le sue ricadute sulla città di Roma" perché "il Comune non è disponibile ad accettare nessun ridimensionamento del ruolo di Fiumicino e punta anzi ad un rilancio del nostro hub", il Pd lo accusa di inerzia. "Roma, con Alitalia e Fiumicino, sta per essere spolpata. E il sindaco neppure mostra di accorgersene" tuona Francesco Rutelli. "Su Alitalia, Roma è stata lasciata sola: mentre gli amministratori del Nord stanno battagliando per i loro scali, Alemanno se ne sta altrove, evidentemente ha qualcosa di meglio cui pensare che all'interesse della capitale", denuncia il senatore Riccardo Milana, coordinatore romano del Pd. Ma è Rutelli a lanciare l'affondo: "Sono in arrivo solo per Alitalia-Airone 3.250 esuberi, più ricollocazioni, finora imprecisate, di altri 2.750 lavoratori" elenca l'ex vicepremier. "E al conto si aggiungono 3.000 lavoratori a tempo determinato che non verranno confermati. A questi 9.000 quanti si aggiungeranno per il massacro di Fiumicino? Dico massacro: le notizie sul piano industriale, pilotato da un governo sempre più egemonizzato dalla Lega, indicano che a Fiumicino rimarrebbero solo 4 rotte intercontinentali su 18, il che non potrebbe che portare uno shock violento per i servizi e le capacità produttive del primo aeroporto italiano, cui si promettono altri ridimensionamenti nelle manutenzioni e nel cargo. E porterebbe un colpo durissimo al turismo, al commercio e a tutto il sistema dei servizi". Ecco perché è "urgentissimo che se ne occupi almeno il Consiglio Comunale, dove noi avanzeremo proposte e posizioni chiare sul futuro di Roma".

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Passeggero tirrenia denuncia "punto da una zecca sulla nave" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Palermo Il caso Passeggero Tirrenia denuncia "Punto da una zecca sulla nave" Giuseppe Ventimiglia, 66 anni, sostiene di essere stato punto da una zecca mentre era a bordo della nave della Tirrenia partita l'altro ieri sera da Cagliari e giunta ieri mattina nel porto di Palermo. "Mi sono accorto dell'insetto attaccato sul ventre, all'altezza dello stomaco, dopo lo sbarco - racconta - Sono riuscito a rimuoverlo, ma essendo cardiopatico ho avuto paura". Il pensionato si è recato in ospedale per dei controlli. "Presenterò una denuncia alle forze dell'ordine", dice. Anche sul fronte dei viaggi aerei si è registrato l'ennesimo disagio. Per i passeggeri del volo Air One AP 6844 Fiumicino-Pantelleria (TP) previsto per oggi alle 12,30. L'aereo infatti ha lasciato lo scalo della Capitale con due ore di ritardo. Secondo quanto reso noto dal caposcalo dell'Air One, a bordo dell'aeromobile, che era giunto da Palermo, c'era un passeggero con difficoltà motorie. Le operazioni di sbarco dovevano essere condotte da personale Enac ma il mezzo per il trasporto del passeggero non era disponibile. Da qui il ritardo. La mancata partenza del volo all'orario previsto ha causato anche qualche inconveniente al Gate 14 per la presenza prolungata del personale Air One. La stessa uscita, infatti, doveva poi essere utilizzata dall'Alitalia per altri voli.

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La politica balbettante - massimo villone (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Napoli La polemica La politica balbettante MASSIMO VILLONE Procede la trattativa Alitalia. è chiaro che la compagnia sopravvive solo a prezzo di una drastica cura dimagrante. Si tagliano rotte, vettori, personale. C'è polemica se fosse o meno preferibile la soluzione Air France, al tempo di Prodi. Ma questa è storia passata. Conta quel che accade qui e ora. E chi paga il prezzo più alto. Si vede subito che guadagna Milano, dove andrebbe la maggior parte delle rotte intercontinentali della nuova compagnia. Perde invece Fiumicino, e infatti il governatore del Lazio Marrazzo si è mosso. SEGUE A PAGINA XVI.

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Scuola, tempo pieno a rischio - giuseppe filetto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Genova Scuola, tempo pieno a rischio Docenti e direttori: "Il modello Gelmini è inapplicabile" Marco Adezati, responsabile della elementare di corso Firenze: "Finiremo come Alitalia" GIUSEPPE FILETTO La scuola come Alitalia, fallita e spezzettata. "Farà la stessa fine della compagnia di bandiera, divisa in due - dice Marco Adezati - da una parte ci sarà la scuola che non serve più, dall'altra quella che funziona, con una cordata che rileverà quest'ultima: avremo la scuola di bandiera". Lo sfogo del direttore scolastico della elementare Maria Mazzini di corso Firenze è identico a quello racchiuso in un documento che gli insegnanti della "Anna Frank" hanno fatto partire negli scorsi giorni e che ha ormai sensibilizzato tanti: direttori, presidi, docenti, personale amministrativo e tecnico, i bidelli, soprattutto i genitori. Con un autunno che si preannuncia rovente, se non ci dovesse essere alcun ripensamento da parte del Governo-Berlusconi. Al centro è il rifiuto del decreto Gelmini e la legge Brunetta. Che spediscono in secondo piano il grembiule, la revisione dell'obbligo scolastico e persino i voti in pagella e quello di condotta. Più che di proteste, si tratta di preoccupazioni, soprattutto sul versante del maestro unico: è questo l'argomento che mina i diritti delle 19 mila famiglie genovesi, di altrettanti alunni delle scuole elementari che utilizzano il tempo pieno e il tempo prolungato. Nelle scuole elementari del capoluogo ligure il 65% delle famiglie sceglie il tempo pieno, il 35% quello prolungato; nelle medie il 50% di studenti usufruisce dei tre pomeriggi, che è una sorta di tempo prolungato. "Da 20 anni a Genova si lavora in team, in gruppo - spiega Adezati - adesso ci sono modelli organizzativi, di importanza sociale che ora vengono messi in dubbio; c'è una politica di eterno ritorno, dal grembiulino al maestro unico. E dire che il Ministro dice di avere a cuore la scuola, di conoscerla bene poiché ha una sorella e la mamma entrambe maestre". La manovra di restaurazione, che inizia con l'insegnante unico, di fatto cancellerebbe i tre docenti multidisciplinari che girano su due classi, sul cosiddetto modulo, cioè il tempo prolungato. Pure i due maestri che si alternano nelle quattro ore mattutine e nelle altrettante pomeridiane. "è evidente che un solo insegnante non può coprire 40 ore settimanali - osserva Giacomo Buonopane, direttore alla "Carducci" - anche se gli articoli del decreto fanno riferimento alla salvaguardia delle situazioni esistenti, che dovrebbero essere basate sulle esigenze e le richieste delle famiglie". "Lo dicono ma non ci crediamo - precisa Marco Scannavini, insegnante nella scuola elementare Borsi di Quezzi - nel momento in cui si tocca l'organizzazione interna delle scuole, quindi si tagliano ore, i direttori saranno costretti a prenderle dalle altre parti, quindi alla compresenza dei docenti che operano sul tempo pieno". Perciò anche alla "Carducci" di Sestri Ponente il collegio docenti ha avviato un dibattito che coinvolge tutto il circolo didattico, composto anche dalle altre due elementari "Pezzani" e "Alfieri". è stata creata una commissione ad hoc, che stando a quanto annuncia Buonopane preparerà un documento. "Una proposta che chieda al Ministro l'abrogazione del decreto - sottolinea il direttore - quantomeno il ritiro dell'articolo 4 che impoverisce l'offerta formativa". I primi a muoversi sono stati gli insegnanti della elementare "Anna Frank", che hanno fatto partire una mozione di rifiuto del decreto Gelmini. Dopo di loro è stata una valanga di adesioni, documenti di protesta, campagne contro "la politica che impoverisce la scuola". I Cobas hanno iniziato una raccolta di firme tra il personale della scuola, che poi è stata allargata ai genitori, con una settimana di "chiamata alle armi", per arrivare lunedì 15 settembre, giorno di avvio (ufficiale, poiché diverse scuola hanno già iniziato) dell'anno scolastico ad una mobilitazione generale.

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"basta con i soldi a trenitalia" - antonio di giacomo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari Addio Puglia "Basta con i soldi a Trenitalia" I consumatori: la Regione tagli. E scatta la denuncia all'Ue Con l'istituto della petizione europea i cittadini fanno sentire la loro voce ANTONIO DI GIACOMO "Ora basta. La Regione deve chiudere i rubinetti a Trenitalia". Per Nico Romito, coordinatore di Federconsumatori Puglia, non c'è altra strada per fronteggiare il taglio degli Eurostar deciso dalle Ferrovie nel piano di razionalizzazione dei treni da Lecce e Taranto per Milano. Da domani, infatti, al posto degli Eurostar - il Taranto-Milano delle 5,34; il Milano-Lecce delle 11,05, il Milano-Taranto delle 13,05 e il Lecce-Milano delle 13,35 - debutteranno, si fa per dire, gli Eurostar City. "A preoccuparci di più - denuncia Federconsumatori - la qualità del materiale rotabile. Questi convogli sono Intercity "d'epoca", in una parola impresentabili, conservano ancora i sistemi degli scompartimenti vecchio stile e le tappezzerie sono letteralmente a pezzi, nemmeno rattoppate". Così per il coordinatore di Federconsumatori l'ultima chance è una sola: "La Regione prenda subito posizione su questa vicenda, intervenendo sull'unica leva contrattuale possibile: tagliando o sospendendo, laddove sia evidente il disservizio qualitativo, i contributi per il trasporto regionale". E qui l'analisi di Romito si fa più radicale, invocando il diritto negato alla mobilità. è per questo che il 18 settembre, in occasione delle manifestazioni che Federconsumatori aveva già messo in cantiere contro il caro vita, avvierà anche una raccolta di firme indirizzata alla Commissione europea. "Perché questo alto organismo dell'Ue verifichi - annuncia Romito - se gli scenari delineati prima dal piano della nuova Alitalia e ora da Trenitalia, che in entrambi i casi tagliano la Puglia non solo fuori dall'Europa ma dall'Italia stessa, rappresentano, così come nei fatti è, una violazione del diritto alla mobilità". Secondo Federconsumatori, in effetti, la posta in gioco è un diritto fondamentale non solo dei cittadini-utenti pugliesi ma di qualsiasi altro cittadino italiano ed europeo che si ritrovi ad aver necessità di attraversare la regione. "C'è di più che - insiste Romito - già si parla di un diritto sostanzialmente negato. Adesso le prospettive non potranno che essere disastrose: eliminare gli Eurostar non farà che peggiorare la situazione, aumentando ulteriormente sulle tratte più lunghe i tempi di percorrenza e compromettendo la qualità del servizi". E se, di fatto, a essere penalizzata dalla rivoluzione di Trenitalia sarà un po' tutta la dorsale adriatica Romito non esclude l'ipotesi di fare ricorso a un patto fra le regioni, dalle Marche e l'Abruzzo fino alla Puglia. "è una cosa - protesta - fuori dal mondo. Già oggi per andare da Bari a Lecce in treno s'impiegano oltre tre ore. Posso testimoniarlo personalmente. Di recente mi sono sottoposto a una levataccia, mi sono svegliato alle 6 e 30 del mattino per arrivare poi a Lecce con un'ora di ritardo a un impegno di lavoro. Ma la Regione dispone di uno strumento importante che prima non c'era: sanzionare la qualità del servizio scadente e dei ritardi. Quindi, da questo punto di vista, vanno aumentati i controlli regionali, e serve più protagonismo anche da parte degli utenti che devono essere immediati e incisivi nella segnalazione dei disservizi". E se non dovesse bastare? Federconsumatori rimette la palla nelle mani della giunta Vendola. "La Regione dovrà comunque difendere, costi quel che costi, i nostri interessi e soprattutto intervenire per la liberalizzazione di alcune rotte ferroviarie. Penso anche alla Bari-Roma: potrebbe essere messa a concorso, ci sono direttive europee che prevedono che da tempo sia liberalizzato il trasporto. In Francia funziona già così: se vuoi andare da Parigi a Bruxelles sei tu a scegliere il vettore. è il monopolio di Trenitalia ad aver ucciso il servizio".

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Il ritorno prepotente della linea gotica - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Bari IL RITORNO PREPOTENTE DELLA LINEA GOTICA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) col doppio vantaggio di eliminare moltissimi stipendi e un congruo numero di scavezzacolli dalle pacifiche scuole della Brianza. Una cordata di imprenditori privati sembra che sia pronta ad organizzare nuove scuole private a pagamento con insegnanti tutti eschimesi che, notoriamente non sono meridionali a nessuno. Napoli. Dopo aver provveduto a nascondere la immondezza in tutta la Campania affidandola ad associazioni che amano le tradizioni e curano il folclore locale, forti della struttura famigliare radicata nelle cave del territorio, gli esuberi dell'operazione, gente molto esuberante, si è data alla organizzazione di gite a prezzi popolari in occasione delle partite fuori casa della squadra del Napoli. Lo spettacolo pittoresco di due stazioni ferroviarie dello stato messe a ferro e fuoco dai gitanti ha autorizzato i giornali del nord a chiedere l'intervento dei lanzichenecchi. La vicina Svizzera se n'è detta sprovvista, ma una cordata di imprenditori privati pare che sia pronta a supplire alla confederazione elvetica e alla svogliata Baviera con l'arruolamento di veterani della guerra dei trent'anni. Un professore di storia ha avvertito che sarà difficile trovarne vivi in numero sufficiente, dopo centinaia di anni, ma siccome è un professore nato a Benevento, non gli hanno dato retta. Che ne sa lui, meridionale, di come sono andate le cose! Però Napoli sembra pulita, come nuova, dopo che l'Esercito ha avuto l'ordine di svuotare anche i portacenere delle case private dei quartieri in cui si reca in visita il premier. Alitalia. Assodato che il salvataggio della compagnia sarà fatto da tutti gli Italiani. Il Financial Times ha calcolato che ogni cittadino, pargoli e centenari compresi, sborserà circa centocinquanta euro. La apposita cordata di imprenditori privati si mangerà la parte sana e la farà fruttare, la parte avariata fallirà e le spese e i debiti li pagheranno i contribuenti. Una cordata di imprenditori privati settentrionali del ramo formaggi si dice che sia pronta a rottamare i resti dell'Alitalia avariata e a trasformarli in gorgonzola d'occasione. Già si pensa a confezioni civettuole dal nome allusivo "vol-au-vent". Nel frattempo la compagnia che nasce dalle scorze dell'Alitalia da bere, come la Milano di Craxi, ignorerà letteralmente la Puglia e quasi tutte le regioni del sud. Ora che gli aeroporti di Bari e di Brindisi hanno raggiunto un livello esemplare di eccellenza. Ma, come dicevamo, è meglio che i meridionali non si facciano illusioni sul progresso del mezzogiorno e, se proprio vogliono, se la facciano loro la linea aerea. Una cordata di imprenditori privati del sud, adepti del PdL, si dice che sia pronta a creare una compagnia pugliese per collegare il Salento, da Maglie, per la precisione, al resto del mondo. Si sussurra che il nome potrebbe essere "San Giuseppe da Copertino airline". Il Santo, notoriamente e miracolosamente, volava. Negli aeroporti pugliesi esistenti, ormai inutilizzati, si potranno organizzare mostre sui trulli e concerti di pizzica. Intanto l'opposizione di sinistra o centrosinistra, fate un po' voi, boccheggia e sta per portare i libri in tribunale. Soprattutto in Puglia dove, peraltro, governa. Ma, pare che si stia formando una cordata di imprenditori privati che vorrebbe dichiarare fallita la parte indebitata e fallimentare e rilevarne la parte, molto piccola per la verità, redditizia per farne un villaggio vacanze.

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Veltroni: il governo sta aumentando le tasse Applausi e orgoglio alla Festa di Firenze: Basta risse, chi loda Berlusconi offende gli elettori del Pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-09-2008)

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Veltroni: il governo sta aumentando le tasse Applausi e orgoglio alla Festa di Firenze: "Basta risse, chi loda Berlusconi offende gli elettori del Pd" di Bruno Miserendino/ Firenze SUDATO E FELICE, alla fine. Si voleva lasciare alle spalle una brutta estate, la festa di Firenze gli dà una mano. Applausi e calore per Walter Veltroni, quando chiede orgoglio al partito, quando richiama i dirigenti a darsi da fare, discutendo di meno e stando di più tra la gente. Applausi quando richiama lo spirito del Lingotto e quando attacca duro sul governo, perché, dice il segretario, "l'Italia sta male, molto male", e quando i fuochi d'artificio berlusconiani finiranno, quando i media usciranno dal torpore del pensiero unico, si vedrà che sul campo questo governo avrà lasciato diverse bugie e molte politiche economiche sbagliate. Migliaia di persone sotto il torrido tendone dei dibattiti, intervistatore Enrico Mentana, applaudito anche lui, Veltroni parla per un'ora e mezzo, acquistando fiducia lungo la via, ma rincorrendo un filo abbastanza semplice: non si può tornare indietro, "l'idea del Pd è giusta", il partito è giovane ma c'è (e anche il leader, ovviamente). Ma si deve far trovare pronto alle scadenze elettorali, perché non è detto che Berlusconi duri cinque anni. Però questo partito deve uscire dalla fase del lutto, dal tran tran dell'autoanalisi, e rimboccarsi le maniche. Deve tornare all'attacco. Incomincia lui: bacchetta Parisi, che l'altra sera per due ore ha parlato nella stessa sala parlando male solo del Pd, lancia qualche frecciata a D'Alema, è duro con Di Pietro e ovviamente con Berlusconi, che dei veri problemi degli italiani se ne infischia. "Io sto - attacca - in una squadra quando si vince e quando si perde, e dò una mano sempre", "fino al 15 aprile avevo una processione di gente dietro alla porta che mi diceva grazie, ci hai salvato, ma il 16 avevano un'altra faccia, è brutto anche da punto di vista umano e non aiuta lo spirito di squadra". A Parisi lo dice così: "Io evito le polemiche, me le prendo tutte sulle spalle, ma dico che tutti dobbiamo avere l'orgoglio per il 34% preso alle elezioni e penso che chi viene qui per dire che Berlusconi è meglio di Veltroni offende in primo luogo chi ci ha votato...". Applausi e qualche fischio all'indirizzo di Parisi, ma l'esempio serve per far capire che così non si va lontano. A D'Alema, che proprio qui l'altra sera ha formalizzato una richiesta di coinvolgimento ai vertici del Pd, Veltroni manda un messaggio: "Va benissimo se Massimo vuole darci una mano...". "E vanno benissimo anche le Fondazioni, anche se secondo il me il tesseramento deve essere uno solo, quello al Pd". Veltroni, a proposito di D'Alema e altri, rivendica di aver visto giusto anche sulla vocazione maggioritaria. "No alla discussione su quali alleati avremo fra quattro anni, pensiamo a noi, ai nostri valori, nessuno pensa che se ci fossimo presentati con la vecchia Unione avremmo preso un voto in più". A proposito di alleati e valori. Sull'Udc Veltroni è freddino: "Non dobbiamo stringere Pier Ferdinando Casini in un abbraccio, perchè più lo si stringe più lo si mette nelle condizioni di fuggire, con l'intelligenza della politica dobbiamo creare delle condizioni di prossimità". Per ora dunque è strategia del dialogo, sia verso il centro che verso la sinistra radicale. Ma il Pd ora deve pensare a rafforzare se stesso e i suoi programmi, allevando dirigenti che sappiano andare tra la gente, poi si penserà con chi allearsi. A chi lo accusa di essere andato con Di Pietro Veltroni ricorda che la scelta è stata "condivisa", e quanto al dopo-elezioni dell'ex pm parlare di delusione è poco: "Appena ha visto che aveva preso due deputati in più della soglia necessaria per fare un gruppo non ha esitato a stracciare il patto siglato prima delle elezioni". Quanto ai valori, avverte Veltroni, guardate che Di Pietro non ha niente a che vedere con la sinistra, come dimostra il suo no al diritto di voto agli immigrati e il suo sì all'introduzione del reato di immigrazione clandestina. Insomma Di Pietro è buono "solo a cavalcare la tigre del giustizialismo", mentre per il Pd la mano dura e l'inclusione sociale sono due facce della stessa medaglia. Qui Veltroni prende molti applausi, fa capire da dove viene il Pd, un partito che deve ricordare cosa è stata l'Italia dell'emigrazione e che deve avere il coraggio di andare controcorrente, se soffiano venti di razzismo. Se si aggiunge il forte richiamo all'ambientalismo, anche questo accolto con calore dalla platea, si delinea un'immagine del Pd chiaramente alternativo alla destra. Su questo Veltroni batte e ribatte. Già, che fine ha fatto Robin Hood, ora che il petrolio scende e il prezzo della benzina no? E che cosa dire del capolavoro Alitalia, che costerà un miliardo e mezzo ai contribuenti? Questo Spinetta (il presidente di Air France) è un genio, dice con sarcasmo Veltroni, con noi avrebbe pagato ma ora ha capito che Berlusconi l'Alitalia gliela dà su un piatto d'argento gratis. Nessuna polemica con gli imprenditori, piuttosto con chi ha parlato di conflitto d'interesse tra Colaninno padre e Colaninno figlio ("incredibile in un paese che ha nel premier un conflitto d'interessi di proporzioni planetarie"). In generale delle politiche economiche del governo Veltroni pensa tutto il male possibile: "Tagliano su investimenti, scuola, salari, dicono bugie sulle tasse e anche sull'Ici". Ma Veltroni vuole marcare la grande differenza col passato: il Pd andrà in piazza ma non dirà solo dei no, prima della manifestazione presenterà un pacchetto di proposte per le famiglie a base di sgravi fiscali per gli incapienti, aiuti per gli affitti e per i mutui. Il succo è che di fronte a una congiuntura negativa il governo ha fatto l'opposto di quel che hanno fatto gli altri paesi, dove tentano di aiutare il potere d'acquisto. "In Italia, invece, innanzitutto ci siamo occupati dei problemi giudiziari di Berlusconi". Facciamo tornare l'indignazione, dice Veltroni, sulle ingiustizie e sulle bugie. Ultimo esempio: "Quando parlavo con gli artigiani vedevo un'immagine di Visco crocefisso, ma lo sanno che ora per loro le tasse aumentano?". E non era meglio la nostra ricetta, ridurre le tasse e lotta all'evasione vera? Ecco il punto: le idee del Pd sono giuste, andiamo a discuterle con la gente. Se Veltroni aspettava risposte, dalla platea sono arrivate. Come dice un gruppetto di giovani, alla fine: "Walter, fregatene di tutto, vai avanti".

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Da Berlino a Larnaca (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Darwin Pastorin Da Lippi a Lippi, due anni dopo. Dalla notte di Berlino, tra Wenders e la felicità, alla notte di Larnaca, prima partita delle qualificazioni mondiali. Noi siamo i campioni, i reduci dalla gloria: l'Europeo è stato un passaggio indolore, con Roberto Donadoni precario fin dall'inizio e poi, nemmeno troppo romanticamente, triste solitario y final. Da noi gli allenatori, vanno e vengono e a volte si fermano, adesso è il tempo di José Mourinho, con i suoi fogli, la sua filosofia dominante, il suo ego che non conosce confini. La scienza ha soffocato la fantasia, lo schema ha sostituito il dribbling. Ma da Lippi a Lippi, cosa è cambiato? Molto, troppo. Non solo nel pallone, a quell'epoca avvolto nei meadri di calciopoli, ferito e umiliato: poi arrivarono gli azzurri a farci risalire dal pozzo. Tutto sembrò una favola: le polemiche della vigilia, le interpellanze parlamentari, le nuvole d'ira prime della fuga verso la vittoria, con tutto quello che accadde con la Francia: dalla testata di Zidane a Materazzi ai rigori, con l'ultimo urlo affidato a un terzino, Fabio Grosso. Salgari che batte Verne: finalmente! C'era Prodi e adesso c'è, di nuovo, Berlusconi. C'era la sinistra, e adesso non c'è più. C'era l'Alitalia e adesso non c'è più. C'erano i maestri e adesso c'è il maestro unico. Per fortuna, non siamo ancora arrivati al pensiero unico. E il pallone rotola nelle sue contraddizioni. E ci mostra, per la nostra commozione e la nostra rabbia, l'immagine del dolore, della passione: Stefano Borgonovo colpito, come altri giorcatori, dalla Sla. Ed è questa una battaglia, ha ragione Oliviero Beha, che il calcio non può perdere. Zamparini, no. Lui è rimasto lo stesso: ha licenziato, dopo una sola giornata, l'ennesimo tecnico. Questa volta è toccato a Colantuono. Sono tornate le violenze dei teppisti, gli stadi sono sempre più vuoti, di colori, di calore e, soprattutto, di bambini. Un tempo eravamo l'Eldorado del football. Ma ricordate gli Anni 80? Maradona, Platini, Zico, Falçao e i mundial di Spagna tutti qui da noi, ad avvolgere il campionato di tutte le meraviglie del possibile. Adesso è l'Inghilterra a comandare. Prepariamoci a veder partire i nostri assi: in Italia arriveranno soltanto i vuoti a rendere. Aveva visto giusto Jorge Luis Borges: "Il calcio comincia a essere una menzogna molto ben raccontata dai mezzi di comunicazione". Ma da Lippi a Lippi tutto ricomincia. Perché questa è, sin dall'epifania, la forza del pallone: perché Balotelli è una speranza, perché Giovinco va oltre la tattica, perché, in un campetto di polvere e riscatto, proprio in questo momento, un dieguito dai capelli arruffati e dai piedi scalzi sta facendo impazzire avversari più forti e grandi di lui. Cicli Azzurri.

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Mi oppongo agli esuberi a Roma e agli aerei a Milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Mi oppongo agli esuberi a Roma e agli aerei a Milano" di Bianca Di Giovanni "Noi andremo avanti lo stesso. Non mi rassegno all'idea che a Roma spettano gli esuberi e a Milano gli aerei con le rotte". Piero Marrazzo non ci sta a farsi dire cosa può fare e dove si deve fermare. "Il mio ruolo è quello di tutelare gli interessi del territorio. Lo dico a chiare lettere: c'è una cordata nordista, che sta spostando a Nord il traffico aereo a scapito del sistema Paese. Se questo è il federalismo, cominciamo male. Dico no a Alipadania". Il "no" di Corrado Passera non lo sorprende. "Dicono che deve essere una privatizzazione... vedremo", commenta. Per il presidente della Regione Lazio, comunque, la partita non è finita qui. Non basta quel divieto, così tranchant (e condiviso anche da Emma Marcegaglia, numero uno di Confindustria) a fermare i suoi propositi: confermare le rotte presenti oggi a Fiumicino, che con gli investimenti già programmati potrà raggiongere l'obiettivo dei 50 milioni di passeggeri nel giro di pochi mesi dai 36 attuali. Per questo tiene la porta aperta: andrà a incontrare Roberto Colaninno e Passera. Presidente Marrazzo, può chiarire perché la Regione dovrebbe entrare nell'azionariato? Per fare cosa esattamente? "Perché la Regione ha 50mila persone che lavorano in questo settore. E quando viene presentato un piano da tutti imprenditori del Nord che prevede di posizionare le rotte su Malpensa, la Regione può essere un soggetto equilibratore. Come lo siamo in Aeroporti di Roma. Il pubblico non va demonizzato. Lontana da me l'idea del dirigismo o dello statalismo: non si pensi che mi piacciono i baracconi. Il fatto è che sono preoccupato. Ma li avete fatti bene i conti?" In che senso? " Sapete quanto valgono gli esuberi Alitalia su Roma? Per ogni dipendente Alitalia in esubero a Roma ci saranno altri 2 esuberi nell'indotto. Secondo: da lunedì (domani, ndr) parte il tavolo per il monitoraggio del precariato Alitalia. Scommettiamo che usciranno fuori altri possibili lavoratori "invisibili"?". Vuole dire che i numeri sono molto peggiori di quel che si dice? "Certo, a Roma e nel Lazio sicuramente. Ancora: vogliamo vedere che fine faranno i 2.700 che rimarranno fuori dal perimetro aziendale?". Sì, ma in che modo avendo una quota il Lazio può tutelare questi lavoratori? "Perché nella democrazia di mercto ci sono diverse possibilità per la partecipazione dei cittadini all'impresa. O l'azionariato diffuso, oppure la presenza di chi tutela i bisogni del territorio. Ci stiamo rendendo conto che alcuni imprenditori privati in questo momento stanno togliendo la possibilità di sviluppo a Roma e nel Lazio? In un Paese moderno, a democrazia avanzata, chi decide del futuro della capitale del Paese? Un gruppo di imprenditori o anche il governo e gli enti locali? Troppo facile prendersi lo sviluppo e poi chiamare la Regione a discutere di esuberi e licenziamenti". C'è chi insinua che lei voglia creare poltrone, portaborse... "Poltrone io? Io che ho tagliato le società regionali portandole a 7 da 30 che erano, io che ho falcidiato il numero di dirigenti. Mi chiamano già il Brunetta della sinistra. Ma quali poltrone: io penso al futuro di 5 milioni e 700mila persone". Gasparri ha detto che deve pensare piuttosto salla sanità. "Non gli rispondo nemmeno che sto gestendo il debito pregresso, e che i cittadini del Lazio pagheranno da soli tutto il deficit. Ma chi dice che la Regione deve fare altro, rispondo che ogni anno diamo agli imprenditori circa 500 milioni per le loro attività. Allora, mettiamoci d'accordo: il pubblico dev'esserci per gestire esuberi e dare contributi e non deve esserci per decidere le linee di sviluppo? È la Costituzione che mi affida anche questo ruolo. Il pubblico in alcuni casi aiuta anche a indirizzare l'attività del privato, a indirizzarla verso gli interessi collettivi e diffusi". Oggi si lamenta lei, con il piano Air France si lamentava Milano. Non servirebbe una visione più nazionale, meno localistica? "E Roma non rappresenta un interesse nazionale? È la capitale del Paese. Air France faceva una cosa che farebbe chiunque in Italia: sviluppare il traffico aereo sulla capitale, che ha più mercato. A questo punto dico: decida il mercato. In questo momento si sta decidendo per una compagnia a medio e corto raggio: questo è nell'interesse nazionale? Non mi pare. In questo momento si stanno scaricando su una bad company tutte le perdite: questo non è statalismo? Secondo quale regola di mercato si offre a una società un monopolio, e per di più le si consente di cedere in outsourcing i rami d'azienda considerati inutili. E poi non si consente di partecipare ai territori interessati dalle dismissioni?". Non è che con questa proposta cerca solo visibilità? "Io sto rivoluzionando la sanità nel Lazio, figuriamoci se mi servono le prime pagine con Alitalia. Dico solo che il Paese potrebbe pentirsi molto presto di aver detto sì a questo piano".

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Alitalia, Passera detta le condizioni Gli enti locali non saranno azionisti. Limite di possesso al 10% del capitale. Stranieri in minoranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Oreste Pivetta inviato a Cernobbio PALETTI Per ora Alitalia vola a Cernobbio, sulle rive del lago di Como, tra i tavolini bianchi da giardino del Workshop Ambrosetti. All'ombra di un lussureggiante olmo, Corrado Passera, amministratore delegato di BancaIntesa, solido regista della gran partita politica e industriale, ha messo i puntini sulle "i", tanto per spiegare che è inutile allungare le mani o alzarle per nuove richieste, come ha fatto poche ore più tardi la solita Letizia Moratti, per il suo hub nordista. I puntini sulle "i" sono seguenti: l'eventuale partner straniero non arriverà alla maggioranza assoluta e neppure a quella relativa, non si andrà oltre i venticinque soci, nessuno potrà aspirare a possedere più del dieci per cento delle azioni, i soci saranno solo "privati" e quindi Marrazzo e Penati si mettano il cuore in pace, il piano è quello che è e peraltro la discussione con i sindacati procede bene. Insomma, giustamente , Corrado Passera, in una fase delicata, che potrebbe essere conclusiva, ha scelto di tagliar corto con illazioni, illusioni, speranze. Una tra le tante illazioni riguardava il patto segreto con Air France, alleata nel rilancio, perchè diventasse socio di maggioranza, in prospettiva, poco alla volta in crescita. Passera ha negato: si potrebbe scegliere che il partner neppure entrasse nell'azionariato. Passera ha anzi precisato che lo si cerca ancora: i francesi sono in prima fila, ma la candidatura di Lufthansa non è mai stata respinta. D'altra parte con Air France o con chiunque altro in compagnia, il piano non muterà: tuttalpiù potrebbero essere variate alcune destinazioni. Perentorio: "Su questo possiamo chiudere l'argomento". Nuovi soci: Passera ha indicato quel tetto di venticinque, ma non ha indicato nomi. Gli hanno chiesto di Mediobanca, ma ha semplicemente risposto che saranno i soci fondatori della Cai, della nuova compagnia, a scegliere e decidere: "Io non entro nel discorso". A chi gli chiedeva di potenziali conflitti di interesse in Alitalia per alcuni dei nuovi soci della holding Cai come i Benetton e il fondo Clessidra, impegnati nel settore aeroportuale, Passera ha risposto di ritenere "che la posizione di minoranza, e molto contenuta, di alcuni soci all'interno del controllo, e la capacità di gestire questa loro duplice posizione, possa essere assolutamente tollerata". Poche ore dopo, anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, avrebbe spiegato il suo conflitto di interessi: non ci sarebbe tenendo conto della vocazione siderurgica dell'impresa di famiglia, rispetto alla sua presidenza neppure, perchè avrebbe scelto di partecipare solo per stimolo, per dare l'esempio, con una piccola quota, tanto per smentire la fama di scarso coraggio dell'imprenditoria italiana: "Dimostrerò coi fatti che le mie stelle polari saranno la concorrenza e le liberalizzazioni". Si torna all'epopea dei "capitani coraggiosi". Che nell'impresa comunque guadagneranno. Come è ovvio e lecito dato il mestiere. Qui Passera ha voluto precisare e difendere: non guadagneranno a spese della collettività. Cioè: la vecchia Alitalia è fallita e il costo del fallimento cadrebbe tutto sulle spalle dell'azionista pubblico cioè dello Stato, se qualcuno arriva e ci mette un miliardo di euro, l'onere per lo Stato diminuirà. Certo, ma verrebbe voglia di riscrivere la storia di Alitalia: "Esempio di connivenza tra politica e sindacati", ha accusato la Marcegaglia, ma di queste accuse si rischia il qualunquismo. Altro capitolo: il Nord offeso e abbandonato. Oddio visto da Roma, si direbbe proprio il contrario: Fiumicino punito dagli imprenditori del Nord. Precisato che Marrazzo e Penati dovranno accontentarsi di stare a guardare, Passera ha spiegato alla Moratti che due aereoporti come Linate e come Malpensa, Milano non se li può tenere. La Moratti ha insistito perchè vuole l'hub a Malpensa, mettendo sul piatto della bilancia i viaggiatori per il suo Expo 2015. Nella disfida le parole più ragionevoli e quindi più inascoltate le ha pronunciate l'ex presidente di Alitalia in quota Bossi e ora presidente di Sea, la società che gestisce Malpensa e Linate e sta nell'azionariato di Orio al Serio, l'avvocato Bonomi, il quale, presentando una ricerca sul sistema aereoportuale italiano ed europeo, ha spiegato che il problema sta in una razionalizzazione degli scali e soprattutto nella liberalizzazioni dei cieli. Cioè Bonomi rivendica per Malpensa la possibilità di far da sè, tagliando i vincoli (cioè gli slot) che la legano ad Alitalia. Quindi la battaglia di alcuni che chiedono più voli della nuova compagnia su Malpensa è un poco arretrata? "Certo, è arretrata. Se arriveranno voli in più ben volentieri, ma non tiro per la giacchetta Colaninno, Sabelli o chi viene, per chiedere un volo in più". Intanto però, ricordando la causa aperta con Alitalia per il declassamento di Malpensa, Bonomi ha rassicurato quelli della Cai: si può tagliare il maxirisarcimento di un miliardo e duecento milioni chiesto all'epoca del governo Prodi e della trattativa con Air France e poi a pagare sarebbe comunque la bad company.

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Moratti: sull'Expo siamo bloccati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Ricerca Ambrosetti: Malpensa deve restare un hub. Passera: incontro con il sindaco sul piano di assunzione degli esuberi Alitalia Moratti: sull'Expo siamo bloccati "Spero che si trovi presto una soluzione". Bossi: il governo non ha trascurato Milano "Sull'Expo siamo ancora un po' bloccati". Ma il fedele alleato Umberto Bossi frena: "La Moratti non può dire di essere trascurata dal governo perché Tremonti le ha dato tanti soldi ". Da Cernobbio, Letizia Moratti chiede che Malpensa resti un hub. Si dice pronta a recuperare gli esuberi di Alitalia in cambio dello sviluppo dell'hub. In più, uno studio Ambrosetti- Sea rileva che Malpensa sarà fondamentale per l'Expo quando 6 milioni di visitatori su 30 arriveranno a Milano in aereo. La Moratti replica anche alle critiche di Paolo Del Debbio. "Io rispondo ai cittadini". A PAGINA 3 Giannattasio.

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Dal nostro inviato UMBERTO MANCINI ROMA - Ci muoviamo in parallelo e c&# (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)

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Dal nostro inviato UMBERTO MANCINI ROMA - "Ci muoviamo in parallelo e c'è un apprezzamento reciproco". Sorride Christine Lagarde, ministro dell'Economia francese, parlando della manovra economica triennale varata ad agosto dal governo italiano. Parigi e Roma - fa capire - sono dalla stessa parte. Condividono ricette e analisi. E, in fondo, hanno le stesse preoccupazioni sul futuro dell'economia, messe in luce nel Workshop Ambrosetti, e di cui la Lagarde ha probabilmente parlato anche con il ministro Tremonti, Joaquin Almunia e Jean Claude Trichet, presenti a Villa d'Este insieme ad economisti, imprenditori e banchieri. Del resto la Lagarde, scelta dal presidente Sarkozy per guidare un dicastero chiave, è convinta che l'Europa debba rispondere con una voce sola alla crisi internazionale in atto. Lo deve fare con iniziative concrete e tre obiettivi principali: supporto alle imprese, maggiore produttività e più mobilità sul mercato del lavoro, una strategia per dare stabilità ai mercati. In questa intervista al Messaggero fa il punto, non nascondendo difficoltà e problemi. Mercati finanziari nella bufera, timori di recessione sull'Europa e su Francia ed Italia in particolare. Come valuta la situazione e come si esce dal tunnel? Lei è ottimista o pessimista? "Sono costituzionalmente portata ad essere ottimista, ma professionalmente, per motivi di lavoro, devo essere realista. La situazione economica è difficile, basta guardare le cifre sull'andamento della produzione. Stiamo attraversando un periodo complesso. Ed è necessario dare una forte risposta europea alle difficoltà internazionali". In che direzione? Cosa occorre fare praticamente? "Penso a tre iniziative. Primo. Sostenere finanziariamente le piccole e medie imprese europee per evitare che vengano schiacciate o soffocate dalle difficoltà legate all'accesso al credito. Bisogna invece consentire che non vi sia una stretta su questo fronte. In questo quadro la Bce dovrebbe allentare i vincoli imposti alle banche". L'altro punto? "Bisogna creare una situazione, una zoccolo duro di stabilità. Per dare fiducia ai mercati. Aumentando la trasparenza in varie direzioni: banche, agenzie di rating, assicurazioni. Servono direttive europee che consentano di avere un quadro chiaro e definito. Terzo punto. Le riforme strutturali: è necessario lavorare di più, aumentare la produttività, la capacità competitiva delle imprese e del mercato del lavoro. Questo si fa sviluppando la concorrenza a tutti i livelli. Non dimenticando che istruzione, formazione, innovazione sono i valori che poi consentono alle riforme di esplicitarsi. Va anche migliorata la mobilità del mercato del lavoro a livello europeo. L'obiettivo è lavorare di più. Così si può uscire prima dalla crisi". Come valuta la manovra economia triennale varata dal governo italiano. Il ministro Tremonti ha profondamente innovato rispetto al passato, definendo misure strutturali che danno un quadro di certezze sul fronte dei conti pubblici in un periodo congiunturale estremamente critico... "Italia e Francia in questo senso si muovono sulla stessa linea. Molte delle importanti riforme da voi avviate sono da noi state approntate o realizzate e ovviamente le condividiamo". Per esempio? "Per esempio la detassazione degli straordinari. Con Tremonti siamo sulla stessa linea. Misure che vanno in una direzione definita: dare più competitività al sistema nel suo complesso". C'è poi la cosidetta Robin Hood tax.... "Sì, penso anche alla vostra Robin Hood tax. In Francia c'è una iniziativa simile pronta a decollare: si tratta del rsa, cioè del reddito di solidarietà attivo. Un fondo contro la crisi che verrà finanziato con un prelievo su certi redditi da capitale. Anche qui si tratta di una misura strutturale importante per favorire chi è in difficoltà". Ultima domanda ministro: Air France e Alitalia sono più vicine? "Nessun commento, dico solo che tutto ciò che unisce gli europei è una cosa positiva".

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<Rilanciare Malpensa per far decollare l'Expo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-07 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE "Rilanciare Malpensa per far decollare l'Expo" A Cernobbio una ricerca Ambrosetti difende il ruolo dell'hub Incontro Passera-Moratti sui piani per l'assunzione degli esuberi di Alitalia La Moratti replica alle parole di Del Debbio che non crede ai sindaci super partes: io rispondo solo ai cittadini "Il Paese ha bisogno di un hub". Ovviamente, Malpensa. E poi tocca a Expo: "Siamo un po' bloccati". Dal Workshop Ambrosetti di Cernobbio, il sindaco Letizia Moratti rilancia su Alitalia e mette la carte in tavola. Scambia la salvezza degli esuberi di Alitalia con lo sviluppo dell'hub varesino. Mentre la Sea, con il suo presidente, Giuseppe Bonomi fa sapere che Milano è disposta a ridimensionare Linate se Malpensa resterà hub. Bonomi si è detto anche a disponibile a ridurre il risarcimento di 1,2 miliardi richiesto ad Alitalia, "in relazione agli sviluppi del traffico e del sistema aeroportuali". E uno studio congiunto Ambrosetti- Sea intreccia indissolubilmente il destino di Expo 2015 e Malpensa. L'Esposizione porterà a Milano 30 milioni di visitatori di cui 6 milioni arriveranno in aereo: "Per questo - è scritto nella ricerca - è assolutamente indispensabile definire un piano di azioni operative... per allineare Malpensa ai migliori standard europei". Altro che ridimensionamento. Alitalia, Malpensa, Linate, Expo, il rapporto difficile con il governo amico. Tutto si lega per la Moratti. Che ieri ha replicato alle critiche dell'ideologo di Forza Italia, Paolo Del Debbio: "Io rispondo ai cittadini dice secca il sindaco - anche se naturalmente so che all'interno di chi mi ha votato c'è una componente importante che è il centrodestra". Il sindaco ribadisce la sua figura istituzionale e anche la sua "solitudine" attaccando nuovamente il Governo su Expo: "Ha vinto Milano - dice a Libero - , non vorrei ora uno scippo". Ancora: "In questo momento siamo un po' bloccati - riprende la Moratti -, mi auguro che la situazione si sblocchi". Ma anche l'alleato Umberto Bossi frena: "Non può dire di essere trascurata dal governo perchè Tremonti le ha dato tanti soldi". Il sottosegretario, Roberto Castelli parla invece di un decreto di "compromesso". Alitalia. "è importante lavorare anche con Alitalia per cercare di capire come insieme possiamo continuare a sviluppare Malpensa come hub". Rilancia anche la proposta di salvare parte degli esuberi Alitalia con lo sviluppo dell'hub varesino: "Se verrà confermata questa prospettiva ci sarà una valutazione positiva rispetto alla capacità di Sea-Malpensa di poter assorbire gli esuberi di Alitalia". Proposta ritenuta "assolutamente interessante" dall'amministratore delegato di Intesa-San Paolo, Corrado Passera che incontrerà la Moratti nei prossimi giorni. A Passera non interessa invece la proposta di entrare nella compagine azionaria che arriva dalla Provincia di Milano e della Regione Lazio. "è una vera privatizzazione " spiega l'ad di Intesa- San Paolo. "Il nostro obiettivo - replica Filippo Penati non è mai stato di diventare soci di una compagnia aerea, ma quello di tutelare gli interessi della comunità del territorio". Maurizio Giannattasio Il decreto Per il sottosegretario Castelli (nel tondo) il decreto sull'Expo sarà un compromesso che riuscirà ad accontentare tutti.

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Sacconi: garanzie agli esuberi ma ora salari variabili (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-07 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Intervista Il ministro del Welfare Sacconi: garanzie agli esuberi ma ora salari variabili "Sui contratti bene la Marcegaglia, bisogna legare gli stipendi alla produttività" ROMA - Le sue parole chiave sono "responsabilità " e "condivisione". Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro,Salute e Politiche sociali, è convinto di poterle utilizzare con successo nella ricerca delle soluzioni per la vertenza Alitalia e per quella sulla riforma del contratto che vede l'impasse del confronto tra sindacati e Confindustria. "C'è un'unica soluzione per evitare l'ulteriore impoverimento dei salari, ed è legarli alla produttività" afferma, lanciando lo slogan per un autunno "nè caldo, nè freddo ma responsabile". Lei concorda dunque col presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, quando sostiene di essere pronta a firmare il contratto con chi ci sta, anche senza Cgil? "La soluzione migliore è che tutti firmino l'accordo. La peggiore che non si firmi nulla. Per il resto, non entro nella trattativa se non per auspicarne la conclusione nei tempi brevi previsti, entro la fine del mese. Così da poter confermare la sperimentazione della detassazione degli straordinari e dei premi di produttività. L'accordo è una grande occasione". Per che cosa? "Per sperimentare il nuovo modello di relazioni industriali, verso il quale mi pare determinata Emma Marcegaglia, fondato non sulla conflittualità ma sulla condivisione. Che non vuol dire cogestione nè apatia, ma regole precise. Per i salari la "cum divisione" significa riflettere i risultati dell'azienda. Non solo, come avviene oggi, quando sono negativi, con la perdita del posto di lavoro, ma anche quando sono positivi. E poi vuol dire anche la comune gestione - imprenditori e rappresentanti dei lavoratori - in organismi bilaterali dei servizi che riguardano la persona del lavoratore e cioè collocamento, formazione, sicurezza e ammortizzatori sociali". La vertenza Alitalia sarà un banco di prova per il nuovo modello di relazioni industriali? "Sì, anche perché il rilancio dell'Alitalia non potrà mai avvenire senza coinvolgere tutti i lavoratori, che dal primo giorno di vita della nuova compagnia dovranno partecipare al lavoro e alla fatica per rendere sostenibile il progetto di salvataggio e sviluppo. Condividere le fatiche per condividerne i risultati. E non sarà solo l'occasione per sperimentare il nuovo modello ma anche per attuare una diversa struttura del salario che dia rilievo alla parte variabilmente collegata ai risultati". Saranno felici di sentir parlare di condivisione i lavoratori in esubero... "A quei lavoratori saranno offerte robuste garanzie, l'80% dei salari per 7 anni col diritto-dovere di accettare una nuova occupazione compatibile con la precedente, pena la perdita del beneficio. Inclusi gli impieghi a termine, esauriti i quali si tornerà a godere del precedente sussidio" . Si tratterà di impieghi pubblici o nelle Poste? "Nessuno ha mai parlato di Poste o ministeri. E comunque non si tratterà di pubblico impiego". A proposito, quanti sono davvero gli esuberi? "Il numero è stato fatto: 3.250. Per i 1.600 addetti alla manutenzione pesante e per quelli del cargo e dei servizi informatici, posso assicurare che ci sarà una soluzione". Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, ha espresso una posizione piuttosto dura sulle soluzioni prospettate... "Il negoziato è in corso. Domani riprenderanno a discutere le parti tra di loro sulle nuove relazioni industriali, ma non vedo resistenze particolari nelle organizzazioni sindacali, senza eccezioni". E' ottimista anche sul futuro di Alitalia? "Con la scelta di un management adeguato e di un partner commerciale di prestigio, il successo è possibile. Il piano è ambizioso ma realistico e il gruppo imprenditoriale che ha presentato l'offerta è determinato: per Roberto Colaninno è un vecchio sogno, già cinque anni fa mi aveva parlato di come avrebbe voluto mettersi alla prova per risanare e rilanciare la compagnia. Il paradosso, come dice Marcegaglia, è che i soliti nichilisti critichino gli industriali non solo quando non si impegnano ma anche quando, come in questo caso, mettono nell'impresa soldi freschi". Lei è anche ministro della Salute. Si discute, e si litiga sul federalismo. Che ne pensa? "La sanità rappresenta circa l'80% delle spese regionali e quindi la sua gestione responsabile sarà la misura per il successo del federalismo fiscale che garantirà a tutte le regioni entrate necessarie per i servizi essenziali secondo costi standard e non più in base alla spesa storica.In questo senso è fondamentale che, nel momento in cui si avvia la riforma, riesca il percorso avviato dai due precedenti governi per far rientrare le regioni indebitate sulla sanità. Questo significa una valutazione rigorosa e senza sconti dei piani di rientro pena il commissariamento della sanità regionale a partire dal Lazio dove il presidente-commissario è ora soggetto a valutazione in relazione agli obiettivi che lui stesso ha concordato col governo Prodi". Stefania Tamburello \\ L'Alitalia non sarà solo l'occasione per sperimentare il nuovo modello di condivisione ma anche per attuare una diversa struttura del salario che dia rilievo alla parte collegata ai risultati.

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La nuova Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-07 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La nuova Alitalia L'offerta e la partita di Malpensa Letizia Moratti, sindaco di Milano: "Se Malpensa diventerà un hub, 1.500 esuberi Alitalia potranno essere assorbiti da Sea" Giuseppe Bonomi (Sea): "Se ci fosse un riposizionamento per effetto del piano Fenice, il danno verrebbe ricalcolato".

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Alitalia, stop di Passera a Marrazzo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La nuova compagnia Alitalia, stop di Passera a Marrazzo CERNOBBIO - Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, ha chiarito alcuni contorni del "piano Fenice ": "Quella di Alitalia è una vera privatizzazione e quindi i soci devono essere privati". Passera, dunque, rispedisce al mittente, ossia Piero Marrazzo, la proposta di ammettere la Regione Lazio nella cordata messa insieme da Intesa Sanpaolo per il salvataggio della compagnia di bandiera. E ridimensiona anche il ruolo del futuro partner internazionale chiarendo che non avrà il controllo della società. A PAGINA 5 De Rosa.

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Nuova Alitalia, lo stop di Passera a Marrazzo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-07 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Nuova Alitalia, lo stop di Passera a Marrazzo "Niente soci pubblici. E Air France non avrà il controllo". L'apertura della Moratti: disponibili a ripensare Linate DA UNO DEI NOSTRI INVIATI CERNOBBIO (Como) - Né le Regioni né altri enti locali: "Quella di Alitalia è una vera privatizzazione e quindi i soci devono essere privati". Corrado Passera rispedisce al mittente, ossia Piero Marrazzo, la proposta di ammettere la Regione Lazio nella cordata messa insieme da Intesa Sanpaolo per il salvataggio della compagnia di bandiera. E ridimensiona anche il ruolo del futuro partner internazionale chiarendo che non avrà il controllo della società, come invece dicono alcune voci che in questi giorni hanno parlato di una proposta ad Air France con la promessa di farla salire alla maggioranza assoluta nella Compagnia aerea italiana. All'indomani della prima assemblea di Cai, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo ha colto l'occasione del Workshop Ambrosetti per chiarire alcuni contorni del "piano Fenice". E il primo messaggio è appunto un "no grazie " alla partecipazione del Lazio in Alitalia che ha trovato d'accordo il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, azionista di Cai, per la quale "il ruolo degli enti locali dovrebbero essere quello di vendere aziende invece che comprarle". Ma Marrazzo insiste: "Non lasceremo nulla di intentato per far valere le nostre buone ragioni". Un coinvolgimento degli enti locali, tuttavia, non è escluso, anche se in forme diverse dalla partecipazione alla cordata come quella proposta da Letizia Moratti, che ha dato la disponibilità a riassorbire in Sea 1.500 esuberi nel caso in cui Malpensa venga scelto come hub. Non solo. Il sindaco di Milano si è anche detta disponibile a valutare una "riconfigurazione di Linate". Aperture giudicate "assolutamente" positive da Passera. Decisioni su quale sarà l'hub di riferimento, tuttavia, non sono state ancora prese. Il piano prevedrebbe in tal senso una doppia alternativa, tarata sul partner. Benché sia stato fatto già molto, ci sono comunque ancora diversi ostacoli da superare per chiudere il cerchio e far decollare Alitalia. Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola è ottimista: "Abbiamo esaminato il piano, che è di notevole spessore, abbiamo verificato una positiva accoglienza anche da parte sindacale, abbiamo nominato l'advisor che dovrà in questi giorni fare la valutazione sull'offerta: credo che in tempi molto brevi sarà conclusa questa operazione ". Tra le questioni da chiarire, oltre al numero e alla ricollocazione degli esuberi, c'è anche il nuovo contratto che dovranno firmare i dipendenti della nuova Alitalia, e che sarà più simile a quello di Air One che a quello in vigore nella compagnia di bandiera. Intanto va avanti il lavoro sulla cordata. Passera ha ammesso che l'azionariato è aperto e che i soci "alla fine saranno 20-25" ognuno con il "10-15%". Ai 16 già noti si sono appena aggiunti Francesco Micheli e Giuseppe Fontana, consigliere di Intesa, e a breve potrebbe arrivare il gruppo trentino di logistica Arcese. Tra i nomi che circolano, quello di Nerio Alessandri e la Colacem della famiglia Colaiacovo. Federico De Rosa L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera.

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Il travaglio di Epifani sull'accordo separato: non resterò nell'angolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-07 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Retroscena Il travaglio di Epifani sull'accordo separato: non resterò nell'angolo ROMA - Narrano i bene informati che prima di insediarsi alla presidenza della Confindustria Emma Marcegaglia abbia promesso solennemente a Guglielmo Epifani: "Non sottoscriverò mai un accordo sulle regole senza la firma della Cgil". L'occasione per verificare che non sia stata soltanto una battuta di circostanza potrebbe ora presentarsi prima del previsto. Da tempo i sindacati e la Confindustria hanno aperto il dossier di quello che in gergo si chiama "nuovo modello contrattuale ", cioè la riscrittura delle regole che governano i rapporti economici fra le imprese e i loro dipendenti. Un dossier che nelle ultime settimane ha subito una singolare accelerazione, con una specie di trattativa sotterranea fatta di incontri riservati, cene e telefonate fra i protagonisti di quello che dovrebbe essere il più grande accordo fra le parti sociali dal luglio del 1993: Emma Marcegaglia, il direttore generale della Confindustria Maurizio Beretta, i leader della Cisl Raffaele Bonanni e della Uil Luigi Angeletti. Ma anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che di Bonanni è ottimo amico ma che soprattutto è l'uomo che ha materialmente creato le condizioni del possibile accordo. Insomma, tutti. Tranne uno, e neanche il meno ingombrante: il segretario della Cgil. L'ipotesi che Cisl e Uil sarebbero a quanto pare già pronte a sottoscrivere, salvo naturalmente stabilirne concretamente i contenuti tecnici, è quella di rafforzare la contrattazione decentrata proprio grazie al progetto del governo (e qui entra in gioco Sacconi) di detassare gli aumenti che le singole aziende negozierebbero con i dipendenti. Le imprese avrebbero il vantaggio di poter legare gli incrementi retributivi alla produttività. I lavoratori quello di incassare somme maggiori, proprio perché detassate, rispetto ai tradizionali aumenti di stipendio stabiliti per tutta la categoria. Questo meccanismo, però, finirebbe inevitabilmente per ridimensionare il ruolo del contratto nazionale, ed è qui che sorgono i problemi con la Cgil. Perché Epifani punta invece a conservare intatto il peso della contrattazione nazionale (l'unico strumento che lui ritiene in grado di tutelare anche chi è escluso dalla contrattazione di secondo livello) allo scopo di recuperare interamente la perdita del potere d'acquisto dei salari, colpiti ora anche dalla recrudescenza dell'inflazione. E insiste nel chiedere la detassazione tout court non degli aumenti legati alla produttività, ma dei redditi dei lavoratori dipendenti. Soltanto che ora rischia di trovarsi in difficoltà, di nuovo con un governo che non ha mai amato la Cgil, di nuovo isolato. Al punto che qualcuno comincia a intravedere gli stessi spettri 2002, quando Cisl e Uil firmarono con il precedente governo di Silvio Berlusconi l'accordo separato che avrebbe dovuto spianare la strada all'abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Per la cronaca, quell'accordo rimase lettera morta e l'articolo 18 non fu mai cancellato. Ma intanto il fronte sindacale si frantumò. Davvero rivedremo quel vecchio film? Epifani non è certamente Sergio Cofferati, del quale si disse che rifiutò la trattativa soltanto perché dall'altra parte c'era Berlusconi. L'attuale segretario della Cgil non si è alzato dal tavolo e sarebbe disposto pure a sottoscrivere l'intesa sull'Alitalia con questo governo. Però non a firmare a ogni costo un accordo sul nuovo modello contrattuale indigesto per il suo sindacato: tanto più se maturato in un modo così inconsueto. Ma nemmeno Emma Marcegaglia è Antonio D'Amato, che su quella battaglia per l'articolo 18 si giocò anche i rapporti con parte del mondo imprenditoriale. Ieri ha dichiarato: "Lavoreremo fino all'ultimo per trovare un accordo fra tutte le parti". Salvo poi precisare: "Se non troveremo un accordo con tutti, faremo le nostre valutazioni. Non fermiamoci davanti ai veti". Parole che sembrano avere un destinatario preciso. Il segretario della Cgil, appunto. Con cui il presidente della Confindustria si è accordato per parlarsi oggi a Cernobbio. Insomma, ce n'è abbastanza perché i prossimi giorni si trasformino, per Epifani, in un lungo travaglio. Almeno fino a venerdì, quando le carte saranno ufficialmente scoperte e le proposte della Confindustria sul tavolo. Nel frattempo Bonanni non ha rinunciato a tessere la tela del consenso all'accordo sul nuovo modello contrattuale nel Partito democratico. Prima di tutto con gli esponenti del mondo cattolico a lui più vicino, come l'ex presidente del Senato ed ex segretario della Cisl, Franco Marini, e l'ex ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. Ma poi anche con lo stesso segretario del partito, Walter Veltroni, che dopo un vertice con Epifani ed Angeletti ha incontrato pure a quattr'occhi. Qualche settimana fa. Sergio Rizzo Il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani: la palla sulla firma del nuovo contratto passa a lui Dall'alto, il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, quello della Uil, Luigi Angeletti e Luigi Biggeri dell'Istat.

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Riforme, il segretario sceglie l'asse con Fini (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-07 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il retroscena I democratici e le strategie per l'autunno tra piazza e Parlamento Riforme, il segretario sceglie l'asse con Fini D'Alema invece punta sul dialogo con Tremonti. E il Colle spinge per un'intesa sulla giustizia ROMA - Non vogliono "morire berlusconiani ", perché questo è il rischio che avvertono, e che li consegnerebbe a una sconfitta stavolta senza appello. Per questo il gruppo dirigente del Pd è alla ricerca di una strategia per costruire nuove alleanze di governo e conquistare due milioni di voti allo schieramento avverso. è un obiettivo che D'Alema ha definito di "medio termine", e che Veltroni ha provveduto a fissare alle "prossime elezioni politiche", così da cautelarsi. Nel frattempo c'è da gestire la difficile stagione di opposizione, e stabilire l'atteggiamento da tenere con il centrodestra. Per l'autunno il leader del Pd sembra pronto a cambiar schema: sarà in piazza a scaldare i cuori della base, ma in Parlamento si preparerà a votare le nuove norme del processo civile, primo tassello della riforma giudiziaria. Veltroni lo ha fatto capire ieri, chiudendo la Festa democratica. Mentre attaccava il premier sulle "leggi ad personam" e difendeva "l'autonomia della magistratura ", in un inciso ha spiegato che "il primo passo da compiere è la ristrutturazione della giustizia civile". è stato cauto, visto il passaggio delicato, ma dopo la rottura con Di Pietro l'operazione è iniziata, tanto che - girando per le feste - il vice segretario Franceschini ha spiegato come "un partito che si candida a guidare il Paese, è un partito che alza la voce ma che non ha paura di dire sì, anche se al governo c'è Berlusconi". Dato che la parola "dialogo" è diventata un tabù, allora forse si potrà adottare il termine "confronto", che Fini ha proposto proprio alla Festa di Firenze. E all'ombra del "confronto" con la maggioranza, nel Pd ci si muove battendo strade diverse. Mentre D'Alema nel suo gioco a tutto campo sembra puntare soprattutto su Tremonti, Veltroni continua a tenere aperto un canale con il presidente della Camera. In questo senso contano molto le affinità elettive. Dopo una stagione di gelo, il ministro dell'Economia e l'ex ministro degli Esteri hanno riallacciato i rapporti, al punto che in un recente discorso alla Camera Tremonti ha definito D'Alema "uno statista". In passato i loro ragionamenti convergevano sul proporzionale e sulla grande coalizione. Oggi si misurano sul federalismo fiscale - che secondo l'esponente del governo è una "formidabile occasione per costruire nuova classe politica" - e anche sul rilancio dell'economia. Certo, D'Alema ha criticato la scelta dell'esecutivo su Alitalia, ma era stato tra i primi a sperare in una soluzione nazionale. Tanto che ad alcuni industriali è tornato alla mente un viaggio in Sudafrica del 2007, quando il dirigente del Pd era a capo della Farnesina. Proprio quegli industriali si lamentarono con D'Alema perché, per seguirlo da Roma, avrebbero dovuto passare per uno scalo all'estero: "Allora perché faccio il tifo per una cordata italiana per Alitalia?", si sentirono rispondere. Tra Veltroni e Fini il rapporto è antico, il loro gioco a difesa del bipolarismo speculare, e l'elezione di Ciampi al Quirinale fu il successo più importante della loro intesa. Entrambi al momento - e per diversi motivi - attraversano una fase difficile, e la convergenza sul voto per gli immigrati è parsa occasionale. Tuttavia il presidente della Camera è andato a Firenze proprio con l'intenzione di rispondere al leader del Pd, "anche perché - ha spiegato poco prima di salire sul palco della Festa - su questo tema dissi a suo tempo ciò che pensavo e non ho cambiato idea". Ma Fini - che pure tiene stretti rapporti con D'Alema - potrà favorire un approccio meno complicato a Veltroni quando in Parlamento si aprirà il "confronto " sulle riforme, proprio per il suo ruolo istituzionale e per la triangolazione con il Colle. Pesche c'è la regia di Napolitano dietro questa nuova fase che sembra aprirsi. Basta sentire Amato: "Spero non si ripeta quel che successe nella legislatura 2001-2006, quando ero senatore del centrosinistra e stavamo all'opposizione. In Aula non facevamo che votare no, e se riuscivamo a dilatare i tempi del dibattito, subito dopo gridavamo: "Grande vittoria dell'Ulivo". Ricordo Napolitano, un politico di lungo corso, mica uno che veniva dalle Carmelitane. Diventato senatore a vita, era tornato a frequentare il Parlamento. Ebbene, dopo una settimana iniziò a guardarci allibito, come fossimo dei mentecatti ". Il riferimento al capo dello Stato fa capire chi tira i fili del "confronto". Ed è evidente quale percorso preferisca sulla giustizia, se Amato dice che "alla separazione delle carriere è preferibile la rigorosa distinzione delle funzioni per evitare comunelle tra giudici e pm", e soprattutto se Fini si richiama ai "documenti della bozza Boato" redatti in Bicamerale. Ed è vero che la rinnovata apertura sul voto agli immigrati di Fini è stata liquidata senza mezzi termini dal centrodestra. Ma forse la reazione veemente della Lega è stata dettata dalle parole pronunciate dal presidente della Camera sull'iter del federalismo fiscale a Montecitorio: "Chiederò alle commissioni un'ampia discussione che coinvolga il mondo accademico, le forze economiche, sociali e sindacali. Non certo per tirarla per le lunghe...". Forse sarà l'"autunno del confronto ". Se così fosse, però, Follini invita Veltroni e D'Alema a non cercare scorciatoie nè intermediari: "Se si vuol fare un patto con l'Inghilterra, va fatto con la regina non con i principi di Galles". La "regina" è Berlusconi. Francesco Verderami.

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Veltroni a Parisi: hai offeso il popolo pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-07 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Veltroni a Parisi: hai offeso il popolo pd Ovazioni al capo, che attacca per riprendersi il partito. L'ex ministro: triste e deludente "Con la sinistra radicale dobbiamo mantenere un dialogo ma sono rimasto allibito a sapere che trattavano con le Farc" DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE - La standing ovation la ottiene quando parla degli "immigrati trascinati nei portabagagli " e quasi urla che "non basta solo il pugno di ferro, ci vuole anche la stretta di mano, perché l'immigrato è mio fratello ". Ma l'entusiasmo della platea si accende anche quando contesta "il fuoco amico" e attacca Arturo Parisi, che "ha offeso quel popolo del 34% che lavora". è la giornata dell'orgoglio per Walter Veltroni, che respinge "la sindrome di Tafazzi" e quasi si commuove nel vedere l'entusiasmo dei militanti del Pd. Veltroni, intervistato da Enrico Mentana, accusa chi continua a fare "la laparotomia" al partito e quei dirigenti che "sparano bordate solo per finire sui giornali" e chi inneggia al Cavaliere: "Non sono per un partito antiberlusconiano, ma neanche per dirigenti berlusconiani". Parisi, che ha difeso Prodi, parlando con i suoi si mostra preoccupato e definisce "triste e deludente" il discorso del segretario: "Ho proposto un'idea per le Europee e Veltroni ha preferito far finta di non capire e insultare chi osa criticarlo". L'ulivista Rosy Bindi, che in platea non applaude un granché, si mostra realista: "Alcune critiche di Parisi erano impietose e in parte eccessive, anche se penso che bisognava far di più per difendere Prodi". Quanto alla collegialità richiesta da D'Alema, spiega un po' rassegnata, "si lavora con quel che c'è", ovvero Veltroni. Il quale, secondo alcune intercettazioni, sarebbe stato oggetto di un piano da parte di Prodi, grande assente della Festa: "Un'invenzione ", la definiscono Sandra Zampa e Giorgio Tonini. Il segretario, comunque, ricorda a certi ulivisti di avere preso "la tessera numero due dell'Ulivo, dopo Prodi". Veltroni si mostra sicuro di sé, intenzionato a riprendersi il partito, e la platea sembra seguirlo. A loro annuncia la manifestazione del 25 ottobre: "Non sarà solo per dire no, ma per proporre un'alternativa". A Massimo D'Alema, che aveva maliziosamente lasciato a lui la risposta sull'alleanza con Di Pietro, dice: "E' una scelta che abbiamo condiviso tutti, a parte uno" (si riferisce a Marco Follini, in prima fila). Ma quel che conta è che "eravamo tutti d'accordo: poi Di Pietro ha tradito e ha stracciato il patto". Massimo Donadi (Idv) respinge l'accusa di tradimento. Veltroni dal palco lancia un "pacchetto famiglia" e rivendica di essere "una persona di sinistra ", lasciando intravedere un'apertura nelle alleanze. Spiega di avere incontrato Claudio Fava (Sd) e Paolo Ferrero (Prc): "Dobbiamo mantenere un dialogo e mi auguro che si possa verificare una convergenza". Ma rimane freddezza, come dimostra l'attacco al Prc: "Sono rimasto allibito a leggere che c'era chi trattava con i terroristi delle Farc, i rapitori di Ingrid Betancour". Le alleanze rimangono un tema lontano e anche "l'abbraccio" a Casini non gli piace: "Più lo stringiamo più sfugge". Poi si rivolge agli avversari, a "Retromanno", come chiama il sindaco di Roma dopo il no al parcheggio del Pincio. Dalla Capitale arriva la replica: "Veltroni non sa riconoscere i suoi errori". Ma il segretario del Pd guarda a Berlusconi, al quale invidia "la capacità di ripartire dopo le sconfitte ", anche se lo considera il passato: "Se Obama vincerà, Berlusconi apparirà un uomo di un altro secolo". Parlando di Alitalia, Veltroni spiega: "Se incontrassi Passera e Colaninno stringerei loro la mano e direi bravi. Come imprenditori hanno fatto bene". Nessun conflitto d'interesse per Matteo Colaninno, figlio e ministro ombra: "Ha preso posizioni coraggiose". Prima di finire, qualche frecciatina a D'Alema: "Va bene il pluralismo, ma il tesseramento deve essere uno solo" (riferendosi alla fondazione dalemiana Red). Quanto alla richiesta di D'Alema essere chiamato a dare una mano nel partito: "Va benissimo, giusto coinvolgere tutti, ma dobbiamo far crescere una nuova generazione di dirigenti politici". Alessandro Trocino GUARDA il video sulla Festa del Pd su www.corriere.it Parterre Da sinistra, uno striscione alla Festa democratica di Firenze; il sindaco Leonardo Dominici versa un contributo; Rosy Bindi mentre usa l'i-Phone; Marianna Madia "decorata" con gli adesivi della Festa.

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Telecom, l'autunno della svolta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-07 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti Telecom, l'autunno della svolta D omani Cesar Alierta viene in Italia. Il presidente di Telefonica farà il giro delle sette chiese politiche e vedrà i vertici di Telecom Italia e anche i soci italiani di Telco, la holding che di Telecom possiede il 24%. Due giorni dopo, la competente commissione della Camera avvierà un'indagine conoscitiva sulle telecomunicazioni. Intervistato dal Messaggero, il presidente della commissione, Mario Valducci, si è augurato che Telecom ceda l'infrastruttura di rete a una nuova società italiana. Questa posizione è ispirata da una valutazione preoccupata della situazione patrimoniale di Telecom Italia e da una concezione del ruolo della grande impresa nel quadro degli interessi nazionali non tanto diverse da quelle del governo Prodi. L'idea, d'altra parte, non è nuova. In questa rubrica ne parlammo per la prima volta due anni fa. E a seconda di come sia attuata, potrebbe portare vantaggi a molti: Telecom Italia diminuirebbe il suo debito; se poi della nuova società Telecom avesse una quota piccola aumentando in proporzione il proprio beneficio immediato, i concorrenti sarebbero felici comunque per la par condicio dell'accesso; i consumatori potrebbero non avere subito soverchi vantaggi perché il valore della nuova società dipende dalle tariffe, ma nel tempo una miglior concorrenza ridurrebbe comunque i prezzi; l'Italia avrebbe più investimenti; la classe politica sarebbe sicura che l'infrastruttura più delicata del Paese rimarrebbe in mani nazionali. Perché allora non si è ancora fatta questa operazione? Per quattro ragioni: a) non esistono precedenti in Europa, ma forse è perché tuttora vi comandano gli ex monopoli; b) lo scorporo avrebbe comportato rivalutazioni tali da comportare un salasso fiscale, ostacolo infine rimosso; c) le precedenti gestioni preferivano difendere i residui della rendita di monopolio anziché affrontare il nodo del debito; d) nella fase attuale alcuni soci italiani, Mediobanca in particolare, hanno avuto posizioni non uniformi su Telecom e il socio spagnolo, interessato ad acquisire il concorrente alle migliori condizioni possibili, si è messo di traverso. Il crollo del titolo sta indebolendo le quattro ragioni del no. Quando i mercati riducono la valutazione delle imprese, a pagare il maggior pegno sulle quotazioni dei propri titoli sono le società indebitate, visto che, sul momento, il debito è un dato stabile. E non se ne esce tagliando il personale. è il momento della svolta. Del resto, Franco Bernabè ha sempre detto che in autunno avrebbe presentato la revisione del piano. Ma l'ultima parola spetta ai soci e alla Borsa che da Telecom hanno sempre e soltanto preso. Tanto per capirci, Telco ha pagato Pirelli come Pirelli pagò Gnutti e Gnutti i vecchi soci. Nessuno ha messo un euro in Telecom, tutti hanno spremuto dividendi. Le leve oggi sono due: l'aumento del capitale, che può anche essere riservato ad alcuni se il mercato adesso non ci sente, e l'operazione sulla rete (scorporo e poi cessione parziale o totale ovvero scissione del ramo d'azienda). Telefonica gioca contro, e dal suo punto di vista fa bene. Ma sarebbe davvero curioso un Paese che si svena per Alitalia e lascia andare Telecom. mmucchetti@corriere.it \\ Infrastruttura di rete: l'ipotesi di cessione a una nuova società italiana.

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ROMA - L'incontro tra Antonio Tajani, commissario europeo ai Trasporti, e il commissario di Ali (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Talia non c'è ancora stato. Ma sulle mosse di Augusto Fantozzi l'Ue ha i fari accesi. Nel mirino c'è la vendita degli asset. La Commissione vuole che avvenga a condizioni di mercato. E sarà la vera prova cui il piano Alitalia è atteso. A Bruxelles il recente incontro di alti funzionari comunitari con Roberto Colaninno non è ritenuto esaustivo. E non perché sono state illustrate soltanto le linee generali del piano, ma perché esso costituisce la fase "terminale" del processo. L'azione antitrust della Commissione si appunta invece sul passaggio "centrale", dalla vecchia alla nuova Alitalia, frutto della fusione con AirOne. È qui che l'Ue sorveglia che nella vendita degli asset non si celino aiuti di Stato illegali e si rispetti il principio dell'investitore privato. Non emergono invece particolari problemi sul decreto che ha modificato la Marzano e sospeso pro tempore le norme antitrust nel trasporto aereo italiano. L'operazione non ha dimensione comunitaria, e non passerà al vaglio del dicastero di Neelie Kroes. A Bruxelles la sospensione di norme antitrust non piace, ma la legge italiana in merito è chiara. La linea Milano-Roma sarà "occupata" dalla Cai, ma la nuova compagnia avrebbe il 56% del mercato nazionale quando Air France ha una quota domestica del 90% e più. L'attenzione si concentra perciò sulla valutazione degli asset, sull'atteso contatto ufficiale tra il commissario Alitalia Fantozzi e i responsabili comunitari e su un'eventuale valutazione della Commissione stessa (tramite periti internazionali). Prosegue intanto l'indagine sul prestito pubblico di 300 milioni ad Alitalia. L'Ue ha informato il governo italiano dei rilievi di British Airways, Ryanair, Sterling e Neos. Il governo ribatterà con le proprie argomentazioni.

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PESCARA - Molti vorrebbero santificare gli imprenditori che sono entrati nella cordata per Ali (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

PESCARA - "Molti vorrebbero santificare gli imprenditori che sono entrati nella cordata per Alitalia. Ma gli imprenditori che sono entrati fanno il loro interesse". Lo ha detto, a Pescara, Pier Ferdinando Casini, rispondendo alle domande dei giornalisti. Gli imprenditori "meritano tutto il nostro rispetto - ha aggiunto -, ma la santificazione è prematura. Almeno mettiamoli nel Purgatorio, come tutti noi. In Paradiso direttamente non credo che ci andranno per Alitalia". "Noi - ha sottolineato Casini - abbiamo scaricato sul pubblico, cioè sui contribuenti, gli oneri impropri, i debiti, e lasciamo la polpa a questi imprenditori privati".

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ROMA La partita non si chiude qui . Piero Marrazzo risponde così al no opposto da I (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA "La partita non si chiude qui". Piero Marrazzo risponde così al no opposto da Intesa all'ingresso della Regione Lazio nel capitale della nuova Alitalia. E annuncia l'intenzione di chiedere formalmente al governo l'apertura di un tavolo istituzionale, per tutelare il territorio. Replicando nel merito alle parole di Corrado Passera, Marrazzo argomenta che "la presenza della Regione Lazio nell'azionariato della newco non avrebbe tolto all'operazione il carattere di vera privatizzazione". E fa notare come sia "singolare che dopo aver trascorso giorni a leggere della presunta irrilevanza della nostra partecipazione ci si spieghi oggi che avrebbe compromesso la natura dell'operazione". Il presidente della Regione rivendica anche la scelta di non aver opposto "un'ostilità pregiudiziale" all'operazione finanziaria e industriale messa in piedi da Intesa, ed anzi di aver avuto un atteggiamento "riformista", con l'obiettivo di "andare a vedere il progetto e magari condizionarne la stessa formazione". Certo è che - così com'è - quel progetto provoca molte preoccupazioni perché "porta rotte, voli, aerei a Milano e lascia esuberi e cassa integrazione al Lazio". Dunque Marrazzo non crede che il no di Passera e dei soci della Cai derivi effettivamente dalle preoccupazioni circa la natura privatistica dell'operazione. Anzi, a suo avviso, c'è il sospetto che "dietro le giustificazioni formali ci sia una presa d'atto della sostanziale inconciliabilità del loro progetto con gli interessi che noi legittimamente interpretiamo". Secondo il presidente del Lazio "nessuna responsabile istituzione pubblica dell'Occidente lascerebbe ad un piccolo, per quanto autorevole, gruppo di imprenditori di decidere in solitudine non già il semplice orientamento delle proprie legittime aspirazioni di business bensì le direttrici di fondo dello sviluppo di un fetta importante del territorio nazionale, del futuro della sua Capitale e di comparto vitale e strategico per il territorio per l'intero Paese". Nessun ripensamento quindi: "Abbiamo fatto il nostro dovere e, nelle nuove condizioni, seguitiamo a farlo nell'interesse dei cittadini, dei lavoratori e delle aziende in nome di uno sviluppo del territorio all'altezza di Roma capitale". A questo punto la strategia della Regione passa per la "richiesta formale al presidente Berlusconi di un tavolo istituzionale per tutelare gli interessi del territorio". Insomma la linea che il Lazio avrebbe voluto portare avanti in veste di azionista della nuova società tenterà di applicarla invece in sede istituzionale. Ma Marrazzo mette le mani avanti, precisando che al tavolo "non si dovrà parlare solo di esuberi", ma di tutte le scelte che riguardano il ruolo di Alitalia nel territorio regionale. L. Ci.

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Dal nostro inviato ROSARIO DIMITO CERNOBBIO - Il partner estero (Air France, L (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal nostro inviato ROSARIO DIMITO CERNOBBIO - Il partner estero (Air France, Lufthansa, British Airways) non è sicuro che entri nella Nuova Alitalia. E se entra quando. Comunque avrà una quota pari a quella dei soci principali che stanno attuando una vera privatizzazione e non c'è posto per enti pubblici, come la Regione Lazio. Corrado Passera arriva al workshop Ambrosetti a metà mattinata. Senza cravatta. E prima di mettere piede nella sala dei lavori, fa il punto sul decollo della nuova compagnia di cui Intesa Sanpaolo è il motore propulsivo della compagine sociale. Partendo dai timori che Air France o il partner estero possa sedersi a bordo e in seguito diventare il pilota unico. "Sono voci che non hanno fondamento, esordisce il banchiere, al solito gioviale e disponibile oltre che visibilmente soddisfatto. "Nel progetto che si sta discutendo e che speriamo si potrà realizzare ci sarà sicuramente un'alleanza internazionale ma non è detto che ci sia un azionariato internazionale ed è escluso che l'eventuale partner estero abbia una quota di maggioranza, nè assoluta nè relativa". Quindi la quota, se verrà sottoscritta, al 10-15% di Intesa, Immsi, Atlantia e Aponte. E per diventare ancora più convincente il consigliere delegato di Intesa aggiunge che "non è mai stata in discussione, non è mai stata messa sul tavolo e verrebbe comunque esclusa una partecipazione di maggioranza di controllo". Ma se il vincolo al socio internazionale che potrebbe salire a bordo anche in un secondo tempo, riguarda solo il peso - paritetico a quello degli italiani -, per coinvolgere altri partner l'impegno è un altro. Altrettanto discriminante. "Questa è una vera privatizzazione di Alitalia, vorrebbe esserlo, e quindi i soci devono essere entità private", continua Passera che senza fare nome e cognome, chiude la porta alle avance di Piero Marrazzo della Regione Lazio. La Compagnia aerea italiana (Cai) è pronta ad accogliere nuovi compagni di viaggio "in tutto saranno 20-25 anche se la questione è ancora aperta e sarà il gruppo dei soci attuali a decidere". Passera ha confermato che hanno aderito Francesco Micheli e il gruppo Pozzoli e non ha voluto anticipare le prossime new entry, nemmeno quella di Mediobanca. Tra i tanti disposti a imbarcarsi c'è anche il gruppo trentino di spedizioni e logistica Alcese. Nessun rischio di conflitto di interesse da parte dei Benetton presenti tramite Atlantia e di Clessidra per il ruolo di entrambi anche in Adr: "La posizione di minoranza, e molto contenuta, di alcuni soci all'interno del controllo, può essere assolutamente gestita". Il banchiere ha anche precisato che si farà qualcosa per i piccoli azionisti allo scopo di non mandare del tutto in fumo il loro investimento. Di Alitalia e non solo, ha parlato anche Marco Fossati che non ha voluto precisare il suo investimento ma, interpretando le sue parole, dovrebbe attestarsi sui 50-70 milioni: "Non siamo nella fascia A (cioè i primi quatro, ndr) e nemmeno in quella C (quelli sotto i 20-25 come Micheli e Tronchetti, ndr)". Fossati non ha scoperto le carte nemmeno sul partner estero. "Prima dobbiamo guardare al piano e alla capacità di sostenere l'azienda nel breve-medio periodo, poi valuteremo in futuro le opportunità che si presenteranno". Cai sta ccendendo i motori e cerca di guadagnare la pista di decollo, superando ostacoli, come la lente Ue e i tanti passaggi formali. Ieri Maurizio Sacconi ha auspicato che la manutenzione, cioè Az servizi, possa essere gestita da Finmeccanica. Ma il presidente Pierfrancesco Guarguaglini non è di questo avviso: "Non siamo interessati a prendere persone per svolgere attività di manutenzione Alitalia perchè questo non è il nostro business".

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Alitalia, Passera: Stranieri in minoranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'amministratore delegato di Intesa SanPaolo esclude definitivamente la possibilità che il socio estero possa avere la maggioranza Alitalia, Passera: "Stranieri in minoranza" Il partner potrà avere al massino il 10-15%. Stop anche alla Regione Lazio.

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Expo, è gelo con Tremonti E la Moratti apre anche il fronte federalista (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 214 del 2008-09-07 pagina 2 Expo, è gelo con Tremonti E la Moratti apre anche il fronte federalista di Sabrina Cottone (...) Il sindaco è a Cernobbio, nel giardino di Villa d'Este, sede dell'annuale workshop Ambrosetti in cui imprenditori e politici di tutto il mondo discutono "Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive". Spiega come si è arrivati alla conquista dell'Expo. "Milano ha vinto grazie alle sue università, al mondo della finanza, agli imprenditori, alla Fiera e alle iniziative culturali di Scala e Triennale". Un elenco nel quale è assente la politica: "Mi auguro che il governo continui a sostenerci. Spero che la situazione si sblocchi". Sul lago di Como c'è anche Giulio Tremonti, il ministro dell'Economia che ha smontato pezzo per pezzo, brandendo il codice civile, la società di gestione immaginata dalla Moratti, senza cda e con Paolo Glisenti amministratore unico. I due sono lontani, non solo fisicamente. Un colloquio con Tremonti sull'Expo, approfittando di essere a pochi metri l'uno dall'altra? La Moratti risponde citando un altro interlocutore: "Con Tremonti ne avevamo parlato prima dell'estate. Ora il decreto è in mano al ministro Calderoli, che ha la febbre. Gli faccio tanti auguri di guarire presto, non solo per l'Expo". I mediatori (Gianni Letta in prima fila) sono al lavoro, un'altra settimana è passata e anche se c'è chi spera che il decreto arrivi domani, lo scontro è forte, sui poteri da delegare all'amministratore e sulla designazione dei membri del consiglio di amministrazione. In ballo c'è anche il federalismo fiscale. La Moratti è soddisfatta fino a un certo punto del testo Calderoli, così apre un altro fronte col governo: "È una bozza. Il metodo è molto positivo, ma ci sono punti da chiarire come le risorse per i Comuni. Si tratta di capire come saranno reperite, perché il federalismo fiscale deve portare vantaggi ai cittadini e certo non aumenti delle tasse". Lei assicura di voler andare avanti per la sua strada, nella riduzione delle imposte e nei tagli alle spese. Parla di acqua, trasporti, casa (il Comune ha tagliato l'Ici da tempo) e espone la sua linea guida: "Risparmiare per dare più servizi ai cittadini". A Cernobbio riaccende anche la battaglia per l'hub di Malpensa, offrendo di far assumere negli aeroporti milanesi migliaia di lavoratori in esubero di Alitalia se lo scalo varesino tornerà a essere un hub. Ricorda di essere in trattativa con Corrado Passera, l'ad di Intesa advisor della Cai: "Il Paese ha bisogno di un hub ed è importante lavorare anche con Alitalia per capire come possiamo mantenere Malpensa come hub". Sorrisi e consensi nella tavola rotonda col sindaco di Boston, Thomas Menino, su "La città come motore di crescita". La intervista il Boston Globe e la Moratti è sempre più un pesce nelle sue acque. Tanto che a un certo punto sembra quasi che le interessi più il consenso internazionale che il mugugno milanese: "Mi occupo di cose concrete. Studiosi americani hanno indicato Milano come una città ai primi posti al mondo e sull'ambiente abbiamo scalato cinque posizioni". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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DOPO L'INVASIONE DI PRAGA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-07 num: - pag: 29 categoria: BREVI DOPO L'INVASIONE DI PRAGA Castro e l'Urss Caro Romano, quarant'anni fa, durante l'invasione di Praga da parte dei sovietici, mi trovavo a Cuba e ricordo bene la spontanea solidarietà dei cubani ai cecoslovacchi presenti nell'isola. Quando fu annunciato che Fidel Castro avrebbe parlato la sera, tutti si aspettavano una durissima condanna dell'intervento sovietico. "Vedrai come Fidel la canterà ai russi!", mi dicevano gli amici cubani. Il clima era di grande attesa e la preparazione da evento straordinario: televisori nei parchi e nelle piazze, altoparlanti per le strade ecc. Ma come Fidel iniziò a parlare, si capì subito che qualcosa non andava. Cominciò attaccando la Jugoslavia per aver fornito, più di dieci anni prima, armi a Batista. Poi si dilungò sugli argomenti più diversi non venendo mai al dunque. Solo alla fine parlò di Praga, ma solo per dire che, se là nessuno aveva resistito (il che fra l'altro non era vero), sarebbe stato perché là non c'era più niente da difendere. Enorme la delusione dei cubani. Qualche giorno dopo chiesi a Domngo Amuchasteguy, segretario generale dell'Ospaal, l'Organizzazione di solidarietà dei popoli dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina creata l'anno prima dalla Conferenza tricontinentale dell'Avana, il perché di quello strano comportamento. Mi rispose: "Dato l'embargo americano, Cuba per vivere ha assoluto bisogno del petrolio dei sovietici: per l'elettricità, i trasporti, gli zuccherifici. Quando diamo segni d'indipendenza, le petroliere arrivano non più ogni 24 ore, ma ogni 36, 48 e così via, fintantoché una dichiarazione di Fidel non li tranquillizza" (ho pubblicato una sintesi di quell'intervista su Terzo Mondo). In ogni caso, dall'agosto 1968 la politica cubana si è allineata a quella sovietica e il regime è diventato sempre più simile a quello dei Paesi dell'Est, con danni crescenti per la popolazione, in termini sia di libertà, sia di condizioni economiche e sociali. Umberto Melotti melotti@uniroma1.it Molto interessante. A parziale giustificazione di Castro occorre ricordare che l'economia cubana ha sempre avuto un protettore, e che la scelta era fra un tutore vicino e ingombrante (gli Stati Uniti) e un tutore altrettanto ingombrante ma lontano (l'Urss). CESARE MERZAGORA Le elezioni del 1955 Caro Romano, ho letto con molto interesse la risposta che lei ha dato a Lorenzo Milanesi con una dettagliata descrizione dell'uomo Merzagora. Peccato che lei abbia dimenticato un episodio molto importante della sua carriera politica. Quando per l'elezione del presidente della Repubblica del 1955 Merzagora fu candidato dalla Dc, poi dopo due chiamate lui ritirò la candidatura perché non furono rispettati gli accordi. Fu poi eletto Giovanni Gronchi. Probabilmente avremmo avuto una presidenza che avrebbe giovato molto all'Italia. Sarebbe forse il caso di ricordare ai suoi lettori anche questo episodio. Enrico Sala duetitti@iol.it è vero. Merzagora fu il candidato della Dc moderata alla successione di Einaudi e ritirò la sua candidatura quando si accorse che la sinistra democristiana non lo avrebbe votato. Coloro a cui non è piaciuta la presidenza di Giovanni Gronchi ancora se ne rammaricano. DESTINATI AI CANI I recinti nei giardini Può essere giustissimo multare i padroni dei cani lasciati liberi senza guinzaglio, ma se ci sono dei doveri per i cittadini dovrebbero esserci anche per il Comune che, nonostante le richieste, in quasi nessun giardino pubblico della mia città (Bologna) ha predisposto degli appositi recinti per i cani. Inoltre, va bene multare, ma occorre differenziare la penale perché chi è proprietario di un cagnolino si può trovare a pagare ben 100 euro come se si fosse lasciato libero un pitbull pericoloso per la vita altrui! Clara Masotti claramasotti@iol.it ALITALIA E SCUOLA I dipendenti in esubero Mentre il ministro del Lavoro Sacconi rassicura i dipendenti Alitalia garantendo che gli esuberi saranno meno di 5.000, ecco intervenire il ministro dell'Istruzione Gelmini con parole davvero poco rassicuranti: 87.000 "tagli" tra il personale docente nel prossimo triennio. Ecco, finalmente, la soluzione all'annoso problema del precariato nella scuola! Marco Kadge marcokadge@libero.it FRA GLI ADOLESCENTI Il vizio del fumo La scuola impegna energie nell'educazione alla legalità e alla salute con l'ausilio anche di esperti esterni; di contro concede spazi, più o meno aperti, per i fumatori, equiparando gli adolescenti ad anziani tabagisti. Si innesta così il circolo vizioso per il quale il ragazzino proveniente dalle medie si sente autorizzato a imitare i compagni "grandi". Direi quindi che in fumo non vanno solo le sigarette, ma anche l'autorevolezza di una società educante. Grazia Tarantini Venezia SOLDATI NELLE STRADE Delinquenza in calo Sembrerebbe che l'impiego dei 3.000 militari nell'ordine pubblico abbia ridotto la delinquenza. A questo punto i casi sono tre: o trattasi di 3.000 Rambo che sono riusciti dove polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizie locali non sono riusciti, o tutte le altre forze dell'ordine sono incapaci, oppure tutta la materia è trattata con troppa enfasi e non con dati reali. Gianni Leoncini gianni.leoncini@virgilio.it SARAH PALIN / 1 Quale futuro per i figli? Nel 1979 il presidente Reagan ha sostenuto che "i principali responsabili dell'inquinamento sono gli alberi, non le ciminiere"; Sarah Palin rientra nel solco di questa tradizione, vicina ai magnati del petrolio. Si presentano in pubblico ostentando famiglie numerose: ma i loro figli riceveranno in eredità un mondo ridotto a una fumante groviera trivellata, alla ricerca dell'ultimo pozzo d'oro nero. Filippo Testa Baldissero Torinese (To) SARAH PALIN / 2 La vita privata Mi chiedo per quale ragione una candidata alla vicepresidenza alle elezioni statunitensi debba rendere conto di fatti privati che non siano di natura giudiziaria o legati al proprio stato di salute, a meno che questi non servano a far parlare ancora di più di sé e a racimolare qualche voto da parte di elettori indecisi. Andrea Ballabio Cesano Maderno (Mi).

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Penati: <Con noi soci più tutela del territorio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)

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N. 214 del 2008-09-07 pagina 6 Penati: "Con noi soci più tutela del territorio" di Redazione da Milano "Il nostro obiettivo non è mai stato di diventare soci di una compagnia aerea, ma quello, attraverso la partecipazione societaria, di tutelare gli interessi della comunità del territorio". Il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, commenta così le parole dell'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, secondo il quale "non è previsto l'ingresso di entità non private" (come la Provincia di Milano, che si era fatta avanti) nella nuova Alitalia. "Il fatto che non ci vogliano nella compagine sociale - aggiunge Penati - non ci impedirà sicuramente di continuare la nostra battaglia per la difesa del futuro di Malpensa e Linate". "La privatizzazione di Alitalia - aggiunge - è l'unica soluzione per risolvere la questione e finire il continuo ricorso al sostegno con soldi pubblici. Ciò che a me interessa è il futuro del sistema aeroportuale milanese. Ho fatto quella proposta perché non arrivavano risposte dal governo. Il ministro Frattini - prosegue il presidente della Provincia di Milano -, che si era impegnato a Milano per la revisione degli accordi bilaterali, non risponde". "Malpensa e Linate - afferma ancora Penati - non hanno bisogno di affidarsi a un piccolo monopolista quale sarà la nuova Alitalia, ma necessitano della liberalizzazione dei voli. Continueremo il nostro impegno sollecitando il governo perché si assuma le sue responsabilità a tutela delle esigenze del tessuto socio-economico dell'area milanese e lombarda. Milano e la Lombardia non possono perdere un hub e vedere avviato verso la chiusura Linate". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Soci stranieri e scali milanesi: i 3 no di Passera (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 214 del 2008-09-07 pagina 6 Soci stranieri e scali milanesi: i 3 no di Passera di Paolo Stefanato "E' una privatizzazione, fuori gli enti locali". Non c'è ancora alcuna decisione sul partner internazionale. Al massimo il 10% per socio. Pronto l'ingresso di nuovi azionisti Cai. Fiducia nel confronto sindacale: "Non ci sono altre vie d'uscita" nostro inviato a Cernobbio "Quella di Alitalia è una privatizzazione". Corrado Passera è molto esplicito: enti pubblici o enti locali non hanno titolo per entrare nell'operazione di salvataggio. è la sua risposta alle ripetute avances di Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, e di Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano. Cai è privata e tale resterà. Potrà, piuttosto, essere allargata. Passera pensa a un gruppo al massimo di 20-25 soci, tra i quali nessuno dovrà superare il 10%. Tra i nomi circolati per nuovi ingressi, almeno tre hanno una consistenza: il finanziare Francesco Micheli, il gruppo metalmeccanico Fontana e quello trentino Arcese (logistica). Interpellato su un possibile coinvolgimento di Mediobanca, Passera non ha commentato. L'ad di Intesa Sanpaolo - che ieri ha partecipato al workshop Amkbrosetti, a Villa d'Este - ha nuovamente dichiarato che il partner estero non è stato ancora scelto, aggiungendo - riferendosi nuovamente alle indiscrezioni della Tribune - che non avrà né la maggioranza assoluta né quella relativa. La Tribune l'altro ieri aveva riferito di un "patto segreto" per dare ad Air France la maggioranza alla scadenza del lock up quinquennale. "Non esiste alcun patto segreto", ha smentito Passera. La scelta, se non è ancora ufficiale, nella sostanza sembra sia già stata fatta a favore di Air France. Realisticamente i candidati alla partnership sarebbero due: Lufthansa e Air France, perché British appare meno organica a sinergie con Alitalia, ed è già impegnata sul fronte Iberia. Ma tra i tedeschi e i francesi, l'approccio - secondo indiscrezioni - ha delle differenza di fondo: i primi entrerebbero in società per gestire, i secondi si accontenterebbero di una quota di minoranza, più o meno silenziosa. In realtà Parigi è in una posizione più delicata, in quanto deve difendere il mercato italiano, gli accordi commerciali esistenti da otto anni e la comune alleanza in SkyTeam. Passera si è anche espresso in maniera fiduciosa sul confronto sindacale, partito - ha detto - con lo spirito giusto, perché concentrato innanzitutto sul piano industriale e non sui tagli. E ha ribadito l'importanza della trattativa: questa volta, rispetto al passato, "decisiva". Ha anche respinto le critiche rivolte al piano Fenice sugli oneri a carico dello Stato: "La vecchia Alitalia è una società fallita, ha chiesto il commissariamento e, quindi, i costi andrebbero tutti a carico dello Stato. Se invece c'è un gruppo di azionisti che mettono un miliardo di euro, la rilevano e finanziano lo sviluppo di questa Alitalia, l'onere per lo Stato diminuisce". "Se il progetto Alitalia non riesce - ha sottolineato - l'onere per lo Stato sarà molto, molto maggiore". Passera ha anche rifiutato i confronti con il vecchio piano di Air France che - ha spiegato - "quando siamo intervenuti era già decaduto". L'interesse delle compagnie straniere è stato apprezzato, sempre a Cernobbio, dal commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, il quale ha osservato: "Vuol dire che in Europa c'è mercato e concorrenza". Egli ha inoltre preannunciato che ci vorrà "qualche settimana" per l'esame del decreto di riforma della legge Marzano, "ma già emergono due elementi di sintonia con la normativa europea: il principio di trasparenza e la decisione di vendere asset a prezzi di mercato". Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il piano di salvataggio di Alitalia è serio e di rilancio, anche se ha "alcuni limiti". L'alternativa è il fallimento "ma il Paese non ha la capacità di gestire 20mila esuberi". A chi l'ha criticata per il suo impegno nella cordata, la Marcegaglia ha sottolineato che "con la mia azienda non c'è conflitto di interessi perché noi trasformiamo l'acciaio. Rispetto al mio ruolo in Confindustria la mia stella polare rimarrà a favore della concorrenza e delle privatizzazioni". Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, l'operazione Alitalia "sarà conclusa in tempi molto brevi". Scajola si è detto "molto ottimista, ormai" sulle possibilità di "far decollare una grande compagnia aerea internazionale" e, nel contempo, di "collocare le persone che in questa fase si trovassero in eccesso". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alleati o nemici, purché parenti: quando i politici tengono famiglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 214 del 2008-09-07 pagina 10 Alleati o nemici, purché parenti: quando i politici tengono famiglia di Paola Setti Mogli e mariti, padri e figli, zii e nipoti: uguale il cognome, diversa la scelta di campo. Destra, sinistra, centro: l'ideologia divide. Ma in certi casi unisce. Per sempre da Milano Giurano Letizia e Milly che è semplice non far finire in rissa ogni tombola di Natale: basta non parlare di politica. E uno fatica un po' a crederci, che la Moratti sindaco di Milano e berlusconiana convinta riesca a trattenersi dal piantare due metaforiche dita negli occhi alla cognata consigliere comunale Pd, ambientalista impegnata e antiberlusconiana incallita. Tra calcio e petrolio È vero che possono sempre buttarla sul calcio, Massimo magari a volte preferirebbe calare un velo pietoso, ma anche così vuoi che sull'Inter non si chiamino in causa i cugini milanisti e che per una facile associazione di idee dal Diavolo del campo non si arrivi a quel diavolo del premier che ne è presidente? Del resto, sono in buona compagnia. Ah... l'Italia A metterli tutti i fila, i politici che hanno almeno un consorte, un nipote, un fratello nello schieramento opposto, l'Italia pare uno di quei paesotti alpini dove vale la regola del "si sposano fra di loro", tutti hanno lo stesso cognome e son tutti parenti, anche se hanno perso il conto del grado. L'ultima famiglia che farà meglio a non riunirsi è quella dei Colaninno, ché nelle stesse ore in cui Matteo, ministro ombra del Pd, definiva inesistente la cordata italiana per Alitalia annunciata da Silvio Berlusconi, la cordata se l'è trovata nel salotto di casa, con papà Roberto che si è tuffato cuore e portafogli nel ruolo chiave di presidente della New Company incaricata di sfidare la forza di gravità per la compagnia di bandiera. In fondo, il giovane imprenditore prestato a Veltroni, alle amicizie bipartisan è abituato, se al suo matrimonio c'era pure Maurizio Gasparri, allora ministro di An alle Telecomunicazioni. E poi basterà chiedere consiglio a Enrico Letta, che con il governo Prodi ricoprì lo stesso ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio che prima (e dopo) di lui fu di zio Gianni, ma anche lì: mai parlato di questo in vita nostra. Sarà. Eredi di Bettino E che dire dei figli di Bettino Craxi: simbolo della diaspora socialista, lui nel centrosinistra e lei nel centrodestra, c'è da credere che Bobo e Stefania gli affari di famiglia li sbrighino via telegramma, e senza cordiali saluti in calce. Hasta la victoria Oppure Massimo Cacciari, bisogna immaginarselo mentre si produce in dotti quanto inascoltati predicozzi al nipote Tommaso che, forte di un papà come Paolo, fratello di Massimo, ex Pci ex Cgil oggi in Rifondazione, ogni due per tre guida il Centro sociale Rivolta di Marghera alla rivoluzione anarchica contro lo zio sindaco di Venezia. Tra moglie e marito E poi le coppie. Che si saranno detti Fassino e Serafini nelle ore calde delle candidature, quando il neonato Pd tentava di far fuori Anna perché "è l'ora di smetterla di candidare le mogli d'arte"? E Clemente Mastella e Sandra Lonardo, davvero non si saranno mai rinfacciati gli errori sotto il Campanile nel periodo buio delle inchieste e degli arresti? In principio furono Nilde Iotti e Palmiro Togliatti, lei giovane deputata, lui cinquantenne già sposato e con un figlio, il Pci che li osteggiò severo, loro che sfidarono il moralismo bacchettone degli anni Cinquanta. Altri tempi visti dalle nozze fra Carolina Lussana e Giuseppe Galati, lei padana di Bergamo lui calabrese di Catanzaro, lei alta bionda algida, lui piccolo nero sanguigno, soprattutto lei deputata leghista, lui deputato Udc. Quando si sposarono, nel settembre dell'anno scorso, i rispettivi partiti si comportarono come due famiglie in faida. Gli ex democristiani arricciarono il naso in un infastidito: contenti loro... I Giovani padani invece andarono alla crociata, intasando il web all'urlo di: mai con un terùn, e vagli a spiegare, come fece Carolina, che il primo era stato il capo, "Umberto Bossi è sposato con Manuela Marone, una meridionale". Ben più grave scandalo aveva fatto tre anni prima il "caso Adamo ed Eva". Già il luogo: Cosenza. Poi la storia: lei, Eva Catizone, classe 1965, scuola socialista, sindaco di centrosinistra, che rimase incinta di lui, Nicola Adamo, otto anni più vecchio, segretario regionale dei Ds, sposato con due figli. "Metterò al mondo un bimbo da single, lo chiamerò Filippo e gli darò il mio cognome", aveva annunciato lei al Quotidiano della Calabria, scatenando i pettegolezzi. "Sono io il padre di quel bambino e voglio dargli il mio cognome" fece outing lui 48 ore più tardi sulla Gazzetta del Sud. Rosso e crociato Non resta che consolarsi pensando che il conflitto di interessi familiare di recente ha riguardato persino l'austera Svizzera. È successo che due consiglieri di Stato della Repubblica del Canton Ticino, lei socialista, quindi di sinistra, lui della Lega dei ticinesi, cioè di destra, sono stati visti scambiarsi effusioni in pubblico, chi parla di baci sul collo, chi di un bacio da Via col vento, chi addirittura di mani poco castigate. Il gossip imperversa immediato, le battute si sprecano: "In politica gli estremi si toccano, eccome", "La collegialità ne uscirà rafforzata". Solo che poi la notizia arriva oltre il San Gottardo, e quando compare sull'autorevole Neue Zrcher Zeitung son dolori. Perché qualcuno tira fuori una legge del 1961, che decreta l'impossibilità per due coniugi, e se son concubini la legge vale lo stesso, di sedere contemporaneamente nel governo cantonale. Così, dopo il silenzio arrivano le smentite: noi amanti? Macché, quelle erano solo effusioni fra due amici. Resta il dubbio che li abbiano costretti a lasciarsi. Chissà, magari però faranno le vacanze in Italia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Ringrazio il Pontefice per l'incoraggiamento> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-09-2008)
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Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Silvio Berlusconi saluta il Papa: preziosi i suoi consigli in questa prima fase di governo "Ringrazio il Pontefice per l'incoraggiamento" Silvio Berlusconi saluta il Papa: preziosi i suoi consigli in questa prima fase di governo Il premier e la Sardegna: troveremo un candidato valido e vincente --> Il premier e la Sardegna: troveremo un candidato valido e vincente Presidente, oggi sarà a Cagliari per la visita in città di Benedetto XVI. Nessuno meglio di lei, che è il presidente del Consiglio, può chiarire un punto controverso: la Chiesa ha ribadito di recente il diritto di esprimere pareri sui fatti politici. È d'accordo? "La libertà di pensiero e di opinione è un principio liberale che ho sempre considerato intangibile e per il quale mi sono sempre battuto e mi batterò. È un principio fondante della Costituzione di tutte le democrazie occidentali, compresa la nostra. Quelli che volevano la Chiesa del silenzio, e che ancora gradirebbero che i sacerdoti e i vescovi fossero confinati dentro le chiese, si sono sempre ispirati a principi opposti ai nostri, alle teorie marxiste-leniniste, in parole semplici al comunismo. Teorie che hanno prodotto nel mondo paura, miseria e più di cento milioni di morti, e per questo sono state condannate dalla storia. Nessun esponente del nostro schieramento politico si è mai sognato di mettere in discussione la libertà di espressione sui fatti politici da parte dei rappresentanti della Chiesa. Né mai lo farà. Anzi, siamo profondamente grati al Pontefice e ai vescovi per i suggerimenti e le parole di incoraggiamento che ci hanno riservato in questa prima fase del nostro mandato di governo". La nostra Isola ha tanti problemi, la prossima primavera ci saranno le elezioni regionali. Il Pd è spaccato, il Pdl vuol portare un attacco decisivo al governatore Soru. La gente vuol sapere: chi sarà il candidato - o qual è la rosa dei candidati - del centrodestra? "La scelta del candidato che dovrà governare la Sardegna nei prossimi anni sarà fatta insieme alle forze politiche locali e autonomiste che guardano con crescente simpatia al nostro schieramento. Ho ricevuto molte e importanti disponibilità a scendere in campo: confesso di avere sul mio tavolo, nella cartella che sempre riservo alla Sardegna, nomi validi e vincenti. Sono persone di grande capacità ed esperienza che possono imprimere alla Sardegna quella svolta e quel cambiamento che il governatore Soru aveva promesso, tradendo poi le speranze legittime dei suoi stessi elettori. La scelta definitiva richiederà ancora qualche consultazione, ma prometto che mi impegnerò anch'io su questo problema per dare il miglior candidato alla Sardegna. Il governatore attuale purtroppo ha saputo soltanto dividere il suo schieramento politico, così come ha diviso la Sardegna e i sardi. Il candidato del Pdl dovrà essere espressione di una volontà forte di unificazione delle forze politiche migliori e della Sardegna. Soru ha fallito sul piano economico, perché la sua politica ha impoverito la Sardegna e la disoccupazione è oggi il problema numero uno della Regione. Dovremo quindi ripartire da zero e rilanciare gli investimenti. È pronto un piano che potrebbe creare migliaia di posti di lavoro e riportare benessere e serenità in molte famiglie profondamente deluse dalla sinistra". Il centrodestra si è mobilitato per cambiare il Piano paesaggistico e restituire potere ai sindaci. Ma il problema nei referendum è sempre il quorum: secondo lei bisogna andare a votare? "Io mi sento sardo, uno di voi. Non ho la residenza in Sardegna, ma se l'avessi, andrei a votare per il referendum. E voterei "sì". Ma ci andrei anche se fossi contrario. La posta in gioco è troppo importante per il futuro dell'Isola. Sappiamo tutti che il Piano paesaggistico del governatore Soru, con i suoi vincoli, ha creato molto malumore tra i sardi e la fuga degli investimenti". Una parola definitiva sul G8: si svolgerà a La Maddalena anche se i lavori sono molto in ritardo? "Si sta lavorando a ritmo serrato. L'ultimazione dei lavori è naturalmente essenziale per poter accogliere il G8. Solo se non sarà possibile ultimare i lavori per le date programmate, dovremo pensare a soluzioni alternative". Ritiene che il federalismo fiscale porterà vantaggi a una regione come la Sardegna perennemente in crisi economica? "Non l'avremmo neppure messo nel nostro programma di governo se non portasse vantaggi a tutte le regioni d'Italia e a tutti i cittadini. Il federalismo fiscale sarà la più grande innovazione dalla fine della guerra ad oggi, perché consentirà ai contribuenti di controllare più direttamente che fine fanno i soldi delle loro imposte. Insieme a questo principio, che consente di impiegare la maggior parte delle imposte nel territorio di provenienza, sarà introdotto anche un principio di solidarietà tra le regioni più ricche e quelle più svantaggiate, in maniera tale da garantire i servizi pubblici a tutti i cittadini, anche a quelli delle regioni che, come la Sardegna, oggi spendono più di quanto incassano. Il periodo di rodaggio non sarà brevissimo, ma alla fine il beneficio sarà evidente: meno tasse, meno sprechi e servizi pubblici migliori, direttamente controllati, come ho detto all'inizio, dai cittadini-contribuenti. Con il federalismo cambieremo il volto dell'Italia, la faremo più moderna e - in ossequio all'antico principio della democrazia anglosassone no taxation without representation - più democratica". La luna di miele con l'opinione pubblica non si è ancora esaurita, così almeno dicono gli ultimi sondaggi: quali sono i motivi per i quali gli italiani sembrano apprezzare l'azione di governo? "Se il 67 per cento degli italiani approva l'operato del premier, è perché Silvio Berlusconi mantiene la parola data. Le promesse che avevo fatto durante la campagna elettorale sono state tutte mantenute. Dal governo Prodi avevamo ereditato, tra tanti disastri, altri tre punti dolenti: la tragedia dei rifiuti di Napoli e della Campania, la mancata soluzione della crisi Alitalia, la cui tentata svendita per fortuna non è riuscita, e un bilancio pubblico disastrato. Eppure questi tre problemi li abbiamo risolti in tempi record: la tragedia dei rifiuti in 58 giorni, i conti pubblici sono stati sistemati con la prima manovra triennale della storia, che entro il 2011 porterà al pareggio del bilancio statale. E la cordata tutta italiana che manterrà l'Alitalia in mani nazionali. Ma il governo ha fatto molto di più. Mi limito a ricordare che abbiamo varato le leggi per ridare maggiore sicurezza ai cittadini, espulsioni più facili per i clandestini che delinquono, l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione, la social card per i pensionati più poveri, la possibilità di rinegoziare il mutuo a tasso variabile, il piano casa per le giovani coppie. Senza dimenticare che abbiamo chiuso con la Libia un contenzioso che durava da 40 anni". Dai rifiuti di Napoli all'Alitalia: quali le chiavi del successo in Campania e quali reali prospettive per la compagnia di bandiera? "A Napoli e in Campania abbiamo riportato lo Stato a fare lo Stato. Non consentiremo più che alcune minoranze organizzate, con il pretesto di una manifestazione di protesta, occupino una strada o un aeroporto, blocchino una discarica o incendino i cassonetti. Queste non sono manifestazioni di democrazia, come ha sempre preteso la sinistra radicale, ma sono reati, e come tali vanno perseguiti. Fissato questo principio, abbiamo potuto fare il resto: aprire le discariche, rimettere in moto la costruzione del termovalorizzatore di Acerra, programmare la costruzione di altri tre termovalorizzatori nella regione e avviare la raccolta differenziata. Tutto ciò in pieno accordo e collaborazione con le amministrazioni locali, quasi tutte di sinistra. Quanto alla nuova Compagnia aerea italiana, ha prospettive ottime: l'Italia è un mercato di 60 milioni di persone, tra i più importanti in Europa, e non è un caso se colossi come Air France-Klm, Lufthansa e British Airways stanno chiedendo di entrare con una quota di minoranza nella nuova società. Società, è bene ricordarlo, che ha riunito 16 imprenditori di primo piano e raccolto capitali oltre ogni previsione. Mi sembra che la bontà del piano sia stata capita perfettamente dagli italiani. Solo una parte della sinistra si ostina a non voler vedere la verità. E nessuno dei lavoratori giudicati in esubero sarà abbandonato a se stesso, anche grazie agli ammortizzatori sociali ai quali si farà ricorso". Giustizia, il tema più caldo dell'estate: crede che in questa legislatura si riuscirà finalmente ad arrivare a una riforma? "La riforma della giustizia camminerà di pari passo con quella del federalismo fiscale, come abbiamo concordato con i nostri alleati. L'obiettivo è di rendere più efficiente la giustizia. I mali sono arcinoti: la durata media delle cause civili e penali è inaccettabile, ed è uno dei primi motivi negativi che gli investitori stranieri indicano quando devono spiegare perché non vengono a investire in Italia. I punti salienti della riforma saranno: la separazione degli ordini; il superamento dell'obbligatorietà dell'azione penale che oggi è ridotta a una pura finzione, al fatto che la politica penale la decidono di volta in volta i duemila pm italiani; la responsabilità di giudicare i magistrati affidata a un organismo di nuovo conio, esterno al Csm; la riforma radicale dello stesso Csm; la riforma della procedura penale e civile; i nuovi sistemi di carcerazione. Il dialogo con l'opposizione su questa riforma sarebbe il benvenuto ma finora non abbiamo riscontrato una posizione concorde all'interno dello stesso Pd". Sul tema dell'immigrazione la sinistra ha accusato il suo governo di assumere posizioni xenofobe. L'ultimo pronunciamento della Commissione europea ha invece assolto l'Italia. Tuttavia il problema dell'integrazione rimane: come pensa di risolverlo in futuro? "In Italia ci sono alcuni milioni di immigrati regolari, che non sono affatto un problema, ma una risorsa. È bene che ce lo ricordiamo sempre, perché l'accoglienza fa parte del nostro bagaglio culturale e soprattutto perché anche gli italiani sono stati in passato un popolo di emigranti. Il problema sono gli immigrati clandestini, che vengono in Italia senza avere un lavoro e quindi si trovano a delinquere, mettendo così in pericolo la sicurezza dei cittadini. I provvedimenti che avevamo promesso in campagna elettorale per risolvere questo problema sono stati puntualmente approvati dalle Camere e ora la polizia, la magistratura, i sindaci e i prefetti hanno tutti gli strumenti per espellere più rapidamente i clandestini colpevoli di un reato. La sinistra, come è suo solito, ha fatto di tutto per ostacolarci. In sede europea non si era mai visto tanto attivismo da parte dei parlamentari di sinistra per screditare l'operato del governo. Ma alla fine tutte le menzogne sono state smascherate: la Commissione Europea ha riconosciuto come "non discriminatorie", anzi "pienamente in linea con il diritto comunitario" le norme che abbiamo varato, comprese quelle sulle impronte digitali dei bambini rom finalizzate al solo scopo di sottrarli allo sfruttamento e a genitori che preferiscono mandarli a rubare invece che a scuola. Ma la sinistra e i suoi giornali hanno stravolto la verità. Dopo che la Commissione li ha smentiti, non uno dei dirigenti della sinistra e non uno dei suoi giornali ha chiesto scusa non dico a noi, ma ai lettori che per mesi sono stati tratti in inganno con bugie vergognose. Ecco, basta un fatto come questo a spiegare perché il dialogo sulle riforme, che noi vorremmo sinceramente aprire, sia non solo difficile, ma addirittura impossibile, perché da parte della sinistra manca quel rispetto dell'avversario e quella lealtà che sono i requisiti indispensabili per poter dialogare". ENRICO PILIA.

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Maggioranza ad Air France? No grazie (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-09-2008)
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Economia Pagina 216 Maggioranza ad Air France? No grazie Alitalia, Passera ridimensiona il ruolo della società transalpina --> Alitalia, Passera ridimensiona il ruolo della società transalpina Passera dice no a un socio estero che possa acquisire la maggioranza della nuova Alitalia. Porta chiusa agli enti locali che bussano per entrare in cordata mentre per il partner estero la quota sarà di minoranza. Da Cernobbio Corrado Passera taglia corto sulla quota dell'alleato internazionale: "Non avrà una quota di maggioranza, sia assoluta che relativa". E su una possibile alleanza con Air France, che resta comunque in pole position tra i grandi partner, "tutto è aperto, sarà il management a decidere", ha replicato l'ad di Intesa SanPaolo, la società che ha messo insieme la cordata che dovrà sostituire Alitalia dopo la privatizzazione. NO A MARRAZZO Se Intesa respinge le avances di Piero Marrazzo, governatore del Lazio, e Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, per entrare nella cordata di acquirenti, apre però a nuovi ingressi di imprenditori per allungare la cordata della Cai con lo scopo di rilevare la compagnia. Oltre all'arrivo di Francesco Micheli e del gruppo Fontana, tra le società che stanno valutando l'ingresso nell'operazione c'è anche la trentina Arcese. Ma si fanno i nomi di altri imprenditori di spicco, come il patron di Geox Moretti Polegato e Nerio Alessandri di Technogym, tra i contatti per ulteriori allargamenti che potrebbero avvenire tuttavia anche in una seconda fase. IL CONFRONTO Intanto, al ministero del Lavoro, dopo 48 ore di pausa, il confronto con i sindacati riprenderà lunedì su contratti e relazioni industriale; centrale il nodo esuberi. Il Governo e il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, avrebbero sondato in questi giorni la disponibilità da parte di Finmeccanica di assorbire parte degli esuberi del settore tecnico collocati nell'"area grigia". L'amministratore delegato Pierfrancesco Guarguaglini, secondo quanto si apprende, ha subordinato qualsiasi possibile iniziativa alla verifica della compatibilità tecnica dei lavoratori in questione in società del gruppo, in assenza della quale Finmeccanica non sarebbe disponibile. AZIENDE PUBBLICHE Plaude il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia allo stop di Passera agli enti pubblici che "dovrebbero vendere le quote nelle aziende piuttosto che comprare", ha detto respingendo le accuse di conflitto di interesse mentre come leader degli industriali "dimostrerò coi fatti", ha replicato da Cernobbio, "che la stella polare di Confindustria rimarrà a favore della concorrenza e delle liberalizzazione". "La scelta di Cai è sbagliata ma la partita non finisce qui" ha ribattuto a sua volta il presidente della Regione Lazio difendendo la sua proposta bersaglio di critiche da più parti. Mentre il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha puntato il dito sul ruolo di Malpensa e sulla leva esuberi: se l'aeroporto di Malpensa resterà hub, parte dei lavoratori in esubero da Alitalia verrà assorbita, ha assicurato. LA TRATTATIVA Dopo 48 ore di pausa, da lunedì riparte intanto la no-stop al ministero del Lavoro sul piano di salvataggio di Intesa. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola si è detto "molto ottimista" sull'esito della "nuova Alitalia". Il ministro Maurizio Sacconi ha considerato perentorio il termine fissato per giovedì prossimo per la conclusione della trattativa mentre per il fronte sindacale, la data non verrebbe considerata così ultimativo. E intanto la Uilt ieri ha attaccato: "Pantalone che paga è finito, alcuni vivono male di non poter più fare pressioni politiche". "Certo non si riferisce a noi", ha ribattuto l'Anpac. Altra settimana cruciale quindi per le sorti della compagnia pubblica, con i fari puntati sull'audizione di mercoledì del ministro dell'Economia Giulio Tremonti a camere riunite. I DUE HUB La questione degli hub ieri è stata dunque al centro del dibattito a Cernobbio. Un grande hub al Nord vale 18 mila posti di lavoro e 3,4 miliardi di ricavi aggiuntivi nei 5 anni successivi all'Expo 2015. È quanto ha sostenuto una ricerca condotta da Sea, la società che gestisce gli scali aeroportuali milanesi, e lo Studio Ambrosetti, focalizzata sulle infrastrutture per il trasporto aereo in Italia e in Europa, presentata ieri sempre nel corso del Workshop in corso a Cernobbio. Uno studio che prende le mosse da un'analisi della situazione europea, con 1,5 milioni di occupati diretti nel trasporto aereo, che diventano 4,2 milioni considerando l'indotto, per un totale di 1,3 miliardi di passeggeri e 16 milioni di tonnellate di merci trasportate. Secondo la ricerca, i benefici che potrebbe trarre l'Europa da una "pianificazione unitaria del proprio futuro" sono pari a 35 miliardi di valore aggiunto all'anno e 465 milioni di passeggeri al 2025. Quanto all'Italia, che vede il 46% dei passeggeri e il 76% delle merci transitare per gli scali del Nord, la ricerca di Sea-Studio Ambrosetti vede 3 milioni di passeggeri che potrebbero essere intercettati da Malpensa, che oggi si dirigono verso altri scali esteri, e una possibile crescita del cargo aereo in 5-7 anni, con 2,1 miliardi in più di ricchezza.

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L'olocausto dei maestri (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-09-2008)
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Lettere & Opinioni Pagina 317 Scuola primaria L'olocausto dei maestri Scuola primaria --> Ho 33 anni, e ho svolto per 8 anni la professione di insegnante elementare. Ho investito studio, tempo, soldi, buona volontà (dovevo fare 170 km al giorno!) per ambire un giorno a un posto di ruolo. La scuola è il mio lavoro, la mia missione, che svolgo con piacere. Apprendo con dolore la notizia del decreto legge che prevede il ritorno del maestro unico! Un duro colpo per la scuola e per i suoi fini pedagogici; un duro colpo per i bambini, privati della pluralità docente, della possibilità di approfondire più discipline. Inoltre, l'orario ridotto e l'abolizione del tempo pieno sono un duro colpo anche per i docenti, che saranno privati della possibilità di lavorare! Se tutto ciò va in porto, salteremo in 135 mila. Tra quelli ci sarò anche io e chi come me ha creduto nella scuola pubblica! Possibile che si difendano solo i posti di lavoro dell'Alitalia? Mi sento come una persona a cui è stato diagnosticato un tumore e che ha davanti solo un anno di vita! Tra un anno non sarò più un insegnante, non sentirò più nessuno chiamarmi maestra! E i miei progetti dove andranno a finire? La casa in costruzione... il mutuo da pagare... Quando mai potrò formarmi una famiglia? Il dolore è troppo grande ed evoca solo bruttissimi pensieri legati al fallimento! Quanti poi saranno nella mia stessa situazione? Mi rivolgo al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: solo lei può sostenerci e appoggiare le lotte dei giorni a venire! Lei che è un uomo giusto e ha portato avanti le lotte con forte senso degli ideali e della partecipazione. Non permetta l'olocausto degli insegnanti. Sarei felice di ricevere pubblicamente una sua risposta. LOREDANA MELIS - TUILI.

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