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T ARTICOLI DEL 4 settembre 2008 #TOP
IN EVIDENZA
Alitalia, Sacconi: 3.250 esuberi
e 2750 lavoratori in outsourcing (IL Sole 24 Ore 4-9-2008)
Riunione con le 9 sigle
sindacali, quattro ministri, Letta, il presidente di Ca Colaninno e l'ad
Sabelli. Fuori dalla nuova compagnia cargo e manutenzione
Solo 16 voli
intercontinentali. I sindacati divisi. Sdl e Anpac: "Non tornano i
conti" Tajani: "La Ue potrebbe chiedere altri chiarimenti". Berlusconi
contro Bersani e D'Alema
ROMA
- Sarà un'Alitalia molto "concentrata" sui voli nazionali anche se
convinta dell'importanza di quelli internazionali. Sottoposta a una cura
dimagrante - tagliati tra 80 e 100 aeromobili - la nuova compagnia nazionale
sarà dedicata soprattutto al mercato del corto-medio raggio con 65
destinazioni, di cui circa sedici intercontinentali e le altre 49 sparse tra
Italia e Europa. Addio agli hub di Milano e Roma e via libera a sei minihub,
cioè sei aeroporti principali come Roma, Milano, Torino, Napoli, Venezia e
Catania. Dal perimetro della nuova Alitalia resteranno fuori il settore cargo e
la manutenzione pesante ma avranno un' immediata ricollocazione anche perchè
strategici al funzionamento. Così come i servizi amministrativi, i call center
e il comparto dell'information technology: per questi servizi è prevista al
momento "una zona grigia che però avrà presto la sua operatività". Buone
notizie, rispetto alle premesse, per il capitolo esuberi: il governo promette
che saranno "solo" 3.250 i lavoratori e le lavoratrici da ricollocare
su un totale Alitalia-AirOne di 17.500 al netto dei contratti a tempo che sono
già già in scadenza e non saranno rinnovati.
Sono i punti principali del piano Fenice che l'ad di Cai Rocco Sabelli ha
illustrato al tavolo in oltre quattro ore di confronto serrato ma, come
sottolinea il ministro Sacconi in serata, "positivo perchè
costruttivo". Un tavolo affollato, caldissimo e con presenze di alto
livello quello al secondo piano della sede del ministero del Lavoro in via
Flavia. Oltre alle nove sigle sindacali - per Cisl e Uil sono presenti i
segretari generali Bonanni e Angeletti - ci sono i quattro ministri - Sacconi
(Welfare), Scajola (Sviluppo economico), Matteoli (Infrastrutture) e Ronchi -
il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente
della Cai Roberto Colaninno e l'ad Sabelli, gli acquirenti, e il commissario di
Alitalia Augusto Fantozzi, il liquidatore.
Intorno alle venti, quando il tavolo del primo giorno si scioglie
per darsi appuntamento a domani, c'è aria di missione compiuta negli uffici di
via Flavia. "Il governo è impegnato - assicura Sacconi - a seguire passo
passo il percorso di reinserimento di questi 3.250 lavoratori" per cui
sarebbero già stanziati 180 milioni di euro in sei anni di cassa integrazione. Ma
il fronte sindacale
è diviso, per non dire spaccato: non tornano i conti degli esuberi. C'è una
settimana di tempo. Una settimana definitiva e conclusiva per la tormentata
storia di Alitalia. "La trattativa deve chiudersi il prossimo
giovedì" ha messo in chiaro il commissario Fantozzi.
Prima di illustrare il piano che dovrà rilevare la parte buona di Alitalia e
AirOne e fonderle nella neonata Compagnia aerea italiana, l'amministratore di
Cai e di Banca Intesa ha voluto precisare: "Non siamo qui per fare una
compagnia low cost". Colaninno ha aggiunto: "Il trasporto aereo è un
mercato in crescita. Questo piano non è un investimento a breve periodo e
quindi non è una speculazione". Un concetto che ha voluto ripetere anche
Letta. Tutte risposte indirette a chi nel centro sinistra, come Bersani e
D'Alema, intravede invece disegni speculativi. Anche il premier Berlusconi si
preoccupa di smentire sul nascere queste voci: "Sono accuse senza
fondamento".
Il piano Fenice, un nuovo modello operativo. Sabelli parla per un'ora e mezzo,
ha preparato una serie di cartelle lucide per spiegare il percorso di morte e
rinascita di Alitalia. Che si regge sostanzialmente su un nuovo modello
operativo. La nuova stagione prevede si basa sulla strategeia del point to
point,in qualche modo al servizio del cliente. Da qui i sei minihub -
Milano, Torino, Venezia, Roma, Napoli, Catania - che serviranno cioè le tratte
più richieste dal mercato di Alitalia che già adesso, ha detto Sabelli, "è
per l'87 per cento di breve-medio raggio". Linate diventa diventa base della navetta Roma-Milano.
La nuova Alitalia nazionale. Le sei basi, le "24 destinazioni del mercato
domestico" per un totale di 49 tra Italia e Europa, svelano in qualche
modo quella che sembra la vera natura di Cai-Alitalia: una compagnia
nazional-europea. Sabelli e Colaninno dicono l'opposto, che "il trasporto
aereo è un mercato in crescita", "l'intercontinentale è
importante" e l'Italia sarà il porto verso "oriente e
medioriente". Ma la Compagnia aerea italiana sarà soprattutto quello che
dice il nome: una compagnia nazionale.
Sedici destinazioni nel mondo. Le slides dicono che scompare ad esempio Los
Angeles, mentre si aggiungerebbero mete come Shangai, Seul, Rio de Janeiro. I
voli intercontinentali partono "14 da Milano e 4 da Roma". A parte il
declassamento di Fiumicino, la somma farebbe in questo caso 18 e non sedici.
La flotta. Passerebbe dagli attuali 220-239 di oggi - mettendo insieme gli
aeromobili di Alitalia e AirOne - ai 137 della Cai. Questa la previsione almeno
per il 2009. Nel 2013 gli aerei diventerebbero 158 di cui almeno 60 nuovi di
officina. Restando all'oggi, la fusione e la rinascita di Az e AirOne comporta
un taglio di circa 80-100 aerei per un quota di mercato domestico del 55 per
cento, la somma dell'esistente.
Il partner straniero - E' il convitato di pietra della riunione. Chi sarà il
socio straniero coinvolto in Cai? E in quale percentuale? "L'acquirente
prosegue i contatti con tutti i soggetti interessati" spiega il ministro
Sacconi. Che sono più d'uno, "Air France, British ma anche
Lufthansa". E' un argomento delicato quello del partner straniero, un
colosso internazionale - questo il timore - che poi si "mangia" la
piccola ma redditizia Cai-Alitalia. Un rumor in qualche modo collegato alle
voci di speculazione e ai sospetti di "interessi privati in atti di
ufficio da parte del governo" (Solari, Cgil). Sacconi lo sa ed è molto preciso:
"E' chiaro che qualsiasi socio straniero avrà una quota di
minoranza".
Gli esuberi - E' il capitolo più difficile perchè ci sono di mezzo migliaia di
famiglie. E' anche quello che sta più a cuore al ministro del Welfare che
interrompe un paio di volte la riunione per scendere in sala stampa, informare
e dare messaggi tranquillizzanti. "I dipendenti effettivi, strutturali,
non a tempo, di Alitalia e AirOne sono 17.500. Nel nuovo sistema Alitalia -
precisa Sacconi - saranno riassorbiti 14.250 lavoratori di cui 11.500 nella
Cai". Fin qui tutto chiaro, quasi. Poi arrivano un po' di capriole. Sacconi
parla di "700 lavoratori tra call center e information technology che al
momento sono in una zona grigia ma essendo servizi essenziali per la compagnia
si capisce che dovranno essere operativi fin dal primo giorno". Lo stesso
si può dire dei 1600 incaricati della manutenzione e dei 450 del settore cargo.
Se l'auspicabile diventa realtà, è tutto perfetto. "E' un piano robusto e
credibile e ambizioso si sviluppo" dice il ministro. La faccia è tesa ma
convinta.
A lato della riunione non sono mancate le polemiche. Quella tra il ministro
Scajola e il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo che vorrebbe entrare
in Cai con dieci milioni di euro a garanzia e tutela del territorio. "A
ognuno il suo mestiere" gli ha detto Scajola. "Appunto, sto
difendendo i lavoratori del Lazio" ha replicato il governatore.
Il commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani (Pdl) fa sapere che la Ue
"potrebbe aver bisogno di ulteriori chiarimenti". Insomma, al di là
delle dichiarazioni e delle slide, il destino di Alitalia non è ancora
deciso.
(4
settembre 2008)
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non si parla di esuberi senza l'ok al piano
RASSEGNA STAMPA
RADIOCOR
Sono stati stimati in 3.250 i lavoratori in esubero
dalla fusione fra Alitalia e Air One. Lo ha detto il ministro del lavoro,
Maurizio Sacconi, secondo quanto riferito da chi partecipa all'incontro tra
Cai, sindacati e governo presso il ministero del Lavoro. Sacconi ha spiegato
che sulla base attuale di 17.500 lavoratori di Alitalia e Air One, nella nuova
Alitalia ne vengono quindi riassunti 14.250. Di questi 2.750 saranno addetti in
outsourcing. Di questi 1.600 saranno impiegati in manutenzione ordinaria, 450
andranno al cargo e 700 sono per il momento in una «zona grigia». In totale,
dunque, finiranno fuori dal perimetro dell'organico aziendale 6mila persone.
Nel pomeriggio l'amministratore unico della Cai, Rocco Sabelli, ha calato sul
tavolo della trattativa i termini del piano, spalancando le porte al confronto
con le organizzazioni dei lavoratori: «Vogliamo dare un assetto stabile
all'azienda attraverso un confronto serio sul progetto industriale».
L'obiettivo di business è di 4,8 miliardi di fatturato, mentre il capitale
iniziale sarà di almeno un miliardo, con una prospettiva di ritorno al pareggio
operativo dei conti in due anni.
La nuova Alitalia inizierà l'attività con una quota del 56% sul mercato
nazionale dal 30% attuale. L'aeroporto di Milano Linate sarà dedicato al
collegamento con Roma.
Previste 24 destinazioni, come Alitalia e AirOne oggi, 4 nuove basi nel mercato
domestico e lo sviluppo sul mercato intercontinentale con 16 destinazioni.
Previsto il rinnovo della flotta: 60 aerei nell'arco di 4-5 anni: la flotta
sarà composta da 137 aerei nel 2009 e salirà a 158 velivoli al 2013. Dal
perimetro della nuova Alitalia resteranno fuori il settore cargo e la
manutenzione pesante. Secondo Sabelli, riferiscono fonti presenti all'incontro,
non ci sarà bisogno di aumentare i prezzi.
Non è escluso che avremo bisogno di ulteriori chiarimenti» sul decreto legge
varato dal governo per il salvataggio di Alitalia. Ad affermarlo, a margine di
un convegno, è il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, che aggiunge:
«Daremo una valutazione complessiva non in tempi brevissimi». Tuttavia,
assicura Tajani, «Alitalia sarà trattata come tutte le altre compagnie aeree
europee, nè con acrimonia nè con benevolenza ma con giustizia».
Il governo Berlusconi «regala gratis Alitalia» a un grande gruppo straniero,
«addossando tutti i debiti sulle spalle degli italiani ai quali mette le mani
in tasca per 1,5 miliardi di euro». Durante un'intervista alla festa del Pd a
Formia, Walter Veltroni torna sulla questione Alitalia e critica duramente la
soluzione del governo. Così facendo «consente a chi la sta acquistando di
andare sul velluto, anzi alla fine gliela regala e sono sicuro - osserva il
leader del Pd - che alla fine Alitalia entrerà nell'orbita di qualche grande
gruppo straniero che, però, non avrà pagato nulla per averla». Insomma, «è la
condizione ideale, una soluzione mediatica che rende l'Alitalia pronta per
essere data gratis a qualche operatore straniero».
·
Articoli
Alitalia 2 (71)
Alitalia, la regione pronta a entrare - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alemanno:
"Occorre una strategia comune" Alitalia, la Regione pronta a entrare
Marrazzo: da
Alitalia,
la regione "pronta a entrare" - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
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Abstract: Pagina IX - Roma Alitalia, la Regione "Pronta a entrare" PAOLO G. BRERA (segue dalla prima di cronaca) L'idea di Marrazzo è accolta positivamente dai sindacati: "Aggiunge un'opportunità - dice Walter Schiavella (Cgil) - e potrebbe trainare investimenti nell'area tecnica".
Il
summit zoppo del pd - ivan berni ( da "Repubblica, La"
del 04-09-2008)
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Abstract: Malpensa e Alitalia, sul voto amministrativo e sui diritti di rappresentanza degli immigrati. Non che il programma sia vuoto di stimoli e voci autorevoli. Ci saranno Bassetti e Cacciari, Bettini, Panzeri e Penati. E si parlerà di meritocrazia, glocalismo e Europa, infrastrutture e piattaforme di sviluppo locali,
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odissea da londra alitalia risarcisce un avvocato - vincenzo curia
( da "Repubblica,
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Abstract: da Londra Alitalia risarcisce un avvocato VINCENZO CURIA VITTIMA di un disservizio di cui è responsabile purtroppo con ricorrente frequenza l'Alitalia - superfluo ricordare smarrimenti di bagagli e anche peggio -, un avvocato civilista genovese specialista in diritto internazionale - Rosa Abbate - ha citato la compagnia di bandiera ed è riuscita a farsi risarcire i danni subiti.
Campagna
del pd: "alipadania, la puglia resta a terra"
( da "Repubblica,
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Abstract: previsti in Puglia dal piano Alitalia: il partito democratico, su indicazione del segretario regionale Michele Emiliano, ha fatto stampare ottomila manifesti per denunciare l'esclusione degli aeroporti pugliesi dalle rotte della nuova compagnia. E mentre l'assessore regionale ai Tasporti, Loizzo, spiega come la Puglia rischia di perdere un miliardo di euro in materia di trasporti,
Il
pd: nasce alipadania e la puglia resta a terra - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
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Abstract: Con questi presupposti, il piano per salvare Alitalia non salverà la Puglia perché Alitalia e Airone smetteranno di farsi concorrenza col risultato che se i pugliesi vorranno volare, saranno costretti a pagare il triplo della tariffe". Il partito democratico pugliese non molla sulla vicenda Alitalia.
Trasporti,
oltre un miliardo in bilico - lello parise
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non vorremmo che con la fusione tra Alitalia e Airone riprendesse la corsa all'aumento delle tariffe. Così come ci auguriamo che il Cavaliere non impedisca ad altre compagnie di operare negli scali di Brindisi o di Bari. Il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, assicura: "State tranquilli".
La
cgil prepara le battaglie d'autunno tre donne in corsa per la segreteria -
ilaria ficarella ( da "Repubblica, La"
del 04-09-2008)
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Abstract: vicenda Alitalia sia per quel che riguarda i tagli già operati dalle Ferrovie dello Stato, e che potrebbero portare anche a uno slittamento sine die dell'Alta Capacità Bari-Napoli". Ci sono poi le questioni ambientali. "Su Taranto e Brindisi bisognerà cominciare a dare risposte - dice Forte - e sabato la Regione incontrerà i vertici Ilva per verificare lo stato di attuazione dell'
D'Alema:
serve un nuovo centrosinistra Perché alleati con Di Pietro? Chiedetelo al
segretario. Diamoci una mossa e smettiamola di litigare
( da "Unita,
L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia: "Non è un mistero che Colaninno fosse interessato da tempo e il governo ha offerto condizioni così vantaggiose a questo gruppo di imprenditori, scaricando i costi sui cittadini. È stata una operazione politica grave e negativa, che non rispetta le regole del mercato e così mina la credibilità del nostro paese.
Veltroni
da Napolitano: opposizione propositiva
( da "Unita,
L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia legata alla capacità di intervento degli ammortizzatori sociali, in questo caso ma anche in tutte le altre situazioni di difficoltà, non poteva essere argomento tenuto fuori dal confronto. Le riforme. Il presidente Napolitano ha più volte invitato ad un lavoro bipartisan, di collaborazione e reciproco rispetto.
I
tormenti del giovane Pd ( da "Unita, L'"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dal welfare all'Alitalia, dall'obbligatorietà dell'azione penale alle intercettazioni, dove perfino un Maroni pare a volte più intransigente dei nostri. Gli interventi esprimono anche costernazione per l'impotente autoreferenzialità della sinistra cosiddetta radicale, maionese impazzita di mondi piccolissimi che appaiono ciascuno,
Il
nodo esuberi sulla strada della nuova Alitalia A conti fatti sono 10mila i
lavoratori in più Oggi al via il confronto con i sindacati
( da "Unita,
L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: una volta chiusasi la partita Alitalia e fatte calmare le acque, cedere proprio quel ramo d'azienda comprato, magari a basso costo, dall'Alitalia. Nelle regole dell'impresa non sarebbe la prima volta. E Alitalia non sarà un'eccezione. I numeri, che saranno al centro del confronto tra governo e sindacati che si avvierà oggi alle 15,
Regione
Lazio tra i soci di Cai Lo chiederà il governatore Marrazzo Entrerebbe con 10
milioni di euro ( da "Unita, L'"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: PROPOSTA La Regione Lazio nella cordata di imprenditori che acquisteranno Alitalia. È l'ultima carta giocata da Piero Marrazzo che oggi presenterà la proposta al presidente della neonata Cai (Compagnia aerea italiana) Roberto Colaninno in un incontro appositamente fissato in Via Cristoforo Colombo. Il governatore chiederà di divenire il diciassettesimo socio dell'operazione Fenice.
Tra
la Magliana e AirOne anche 2.800 precari a rischio Sono assistenti di volo e di
terra, addetti ai call center, ma anche piloti. Per loro non ci saranno tutele
( da "Unita,
L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dei circa 18mila dipendenti Alitalia, i precari che compongono il serbatoio da cui la compagnia pesca gli assistenti volo stagionali sono 940. Oggi 350 di questi sono in servizio. A loro vanno aggiunti gli 800 dipendenti - 300 dei quali "apprendisti" - di Alitalia Airport, società a cui fanno capo gli assistenti di terra.
Alitalia
e sindacati, lotta contro il tempo: parte il confronto
( da "Giornale.it,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il commissario ai Trasporti Antonio Tajani (che è stato invitato a riferire di Alitalia al Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato il piano e risposto alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di capire se l'eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di Stato, sanzionabile dall'Ue.
Minaccia
dei creditori: <Piloti, o pagate cash o non decollate più>
( da "Giornale.it,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che nicchiano se si tratta di ospitare gli equipaggi Alitalia. Da tempo molti alberghi intorno ai principali aeroporti italiani non accettano passeggeri "riprotetti" dall'Alitalia, ovvero quei clienti che per un ritardo o un annullamento devono pernottare in hotel. Ora il problema riguarda i comandanti.
Folgorato
sulla via di Fiumicino Marrazzo vuole salire sulla Fenice
( da "Giornale.it,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e con la sua richiesta di entrare nella nuova Alitalia si espone al ridicolo... a meno che Marrazzo non abbia un tesoretto nascosto". Alla seconda parte della domanda - perché no? - risponde un esponente del Pd: "Che l'attuale situazione disastrosa dell'Alitalia sia stata resa irreversibile per il concorso di responsabilità politiche, che hanno pesato come un macigno,
<Avanti
anche senza accordo> ( da "Giornale.it, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non la pensa come Corrado Passera: "Non avrei mai detto che se il sindacato non è d'accordo, salta tutto - spiega durante un'intervista in tivù - , e vorrei ricordare che la crisi Alitalia è prodotto di cattiva politica, ma anche di cattivo sindacato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Angeletti:
con la Cai anche i dipendenti dovranno cambiare
( da "Giornale.it,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non pensa che nel naufragio Alitalia anche il sindacato abbia responsabilità? "Non era un' impresa capitalistica. E comunque nella nuova compagnia cambieranno molte cose anche nel modo di fare sindacato. Le relazioni sindacali non saranno più quelle di Alitalia e assomiglieranno più a quelle che ci sono alla Fiat o alla Piaggio".
L'incognita
su flotta e ipoteche tiene le banche col fiato sospeso
( da "Giornale.it,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma cambiano i
rischi sul rimborso da Milano La flotta Alitalia è gravata da ipoteche per 890
milioni. I 43 velivoli di proprietà della famiglia Md80 (cui se ne aggiungono
Alemanno
e il ministro agitano il pdl "il sindaco si è fatto spiazzare" -
roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha chiesto a Gianni Letta di mediare con tutti gli attori del caso Alitalia ROBERTO MANIA ROMA - Renato Brunetta - con il suo "Thatcherite style", come ha scritto l'Economist - ha scoperchiato il vaso di Pandora. Perché il governo e la sua ampia maggioranza, comprese tutte le derivazioni locali e gli intrecci di interessi, non sono compatti sul piano Alitalia, come invece appare.
La
fuga in avanti del commissario e i dubbi della ue - andrea bonanni
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, se dovesse passare così come è stato presentato, costerà ai contribuenti italiani oltre un miliardo di euro: molto più di quello che sarebbe costata alle casse pubbliche la vendita della compagnia ad Air France. Inoltre stabilirà una situazione di quasi monopolio su alcune rotte lucrative, in particolare la Milano-
"la
regione lazio dentro alitalia" - lucio cillis alberto d'argenio
( da "Repubblica,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bruxelles chiede un discontinuità rispetto a quelli di Alitalia), la cessione degli asset della compagnia di bandiera al nuovo vettore (che dovrà avvenire a prezzo di mercato) e l'operazione che ha portato alla nascita della "bad company" che erediterà le passività di Alitalia (non dovranno essere coperte con soldi pubblici).
"altro
che la mia merchant bank" ( da "Repubblica, La"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: parlando del salvataggio Alitalia, ricorda le critiche al suo governo. "Su Alitalia - afferma D'Alema, a Firenze per la festa del Pd - io distinguo tra un'operazione politica grave e negativa, che lascia allibiti dal punto di vista delle regole di mercato e che scarica il costo sulla collettività, e gli imprenditori che fanno gli imprenditori e con i quali non dobbiamo polemizzare"
La
Cernobbio ufficiale avvolta nel mistero
( da "Manifesto,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: proprio mentre si decide di fare di Alitalia una compagnuccia a distintivo - per ora italiano) verrà anche presentata una ricerca dal titolo "Il futuro del sistema del trasporto aereo: una sfida chiave per l'Italia e l'Europa". Domenica infine il focus dei lavori sarà dedicato alla presentazione della ricerca "Il sistema educativo in Italia: sei proposte per contrastare l'
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con cui la destra distrugge la scuola L'ARTICOLO Alba Sasso pagina 12 CALCIO | PAGINA 4 Tifoserie e camorra, scontro tra La Russa e il capo della polizia ALITALIA | PAGINA 6 Regione Lazio: vogliamo entrare nella Compagnia STATI UNITI | PAGINA 11 Convention repubblicana, l'America irreale dei Bush e il patriottismo di McCain.
Un
segno di vita nel deserto del business
( da "Manifesto,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il baricentro geografico su cui è stata storicamente costruita l'Alitalia - ha scelto di giocare un ruolo attivo. E si offre di entrare nella Compagnia aerea italiana, che prenderà il controllo della "polpa" ancora contenuta nelle attività di volo. Viste le cifre impegnate dai 16 imprenditori privati - non più di 100 milioni, per il nucleo fondatore;
Un
sicuro vincitore già alla partenza: Carlo Toto, patron di AirOne
( da "Manifesto,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Alitalia). Con ciò Toto sistemerebbe i suoi 200 milioni di debiti con IntesaSanPaolo (il regista dell'operazione); gliene rimarrebbero 100 per partecipare come azionista alla pari con gli altri 15 della cordata. Ma il suo vero affare sarebbe a quel punto l'affitto in leasing degli Airbus che ha prenotato per i prossimi anni (
La
mossa della Regione Lazio ( da "Manifesto, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA · Richiesto l'ingresso nel capitale della nuova Compagnia aerea italiana La mossa della Regione Lazio Colaninno all'esame di Bruxelles. Oggi "il piano" davanti ai sindacati Fr. Pi. Locale e continentale. Una compagnia aerea dovrebbe saper gestire i due diversi punti di vista.
Scuola
pubblica, i quattro toccasana ( da "Manifesto, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vicenda Alitalia docet ), ma abbandonarne molte a un destino di marginalità. Pensiamo a tante scuole del periferie del nord e del sud. Altro che concorrenza! Perché nessuno è riuscito a dimostrare che la competizione tra scuole, anche in paesi di tradizione liberista, riesca a migliorare la qualità degli apprendimenti per tutti.
Marrazzo:
la Regione Lazio in Alitalia ( da "Messaggero, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È polemica sulla richiesta del Governatore di sottoscrivere una quota della nuova compagnia Marrazzo: la Regione Lazio in Alitalia Alemanno: no a strumentalizzazioni politiche. Brunetta: avanti anche senza i sindacati.
ROMA
Parte oggi la no stop tra sindacati e governo nel tentativo di chiudere la
partita Alitalia in ( da "Messaggero, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
INDUCE
quasi a simpatia l'ex uragano Gustav declassato a tempesta tropicale. ( da "Messaggero, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È, comunque, qualcosa di diverso dal rapporto che abbiamo con il clima. Mi auguro che la trattativa riguardante il futuro di Alitalia vada in porto positivamente. Qui non si tratta di buoni o di cattivi, ma di un obbligatorio risultato nel nome di migliaia di famiglie.
<Vendo
quote Sea> ( da "Corriere della Sera"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 1 categoria: REDAZIONALE Provincia IL PRESIDENTE PENATI "Vendo quote Sea" "Marrazzo dice che la Regione Lazio entrerà nel capitale della futura compagnia aerea? Allora io sono disposto a comprare la nuova Alitalia e a vendere Sea". è la provocazione di Filippo Penati: "Su Milano c'è un silenzio assordante". A PAGINA 4 Cremonesi.
L'affondo
di Penati: vendo Sea e compro la nuova Alitalia
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la nuova Alitalia "Vendo Sea e compro la nuova Alitalia. Tanto, anche per Milano, le decisioni si prendono lì". La provocazione è di Filippo Penati, e fa seguito all'annuncio del governatore del Lazio Piero Marrazzo: il governatore romano ha annunciato l'intenzione della Regione di entrare nel capitale della futura compagnia aerea per meglio tutelare gli interessi del territorio.
Marrazzo
spiazza il Pd: Regione Lazio in Alitalia
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Regione Lazio in Alitalia ROMA - Tra i 10 e i 20 milioni di euro. E' quanto è pronta a mettere sul piatto la Regione Lazio per entrare nella cordata Alitalia. Lo ha detto il governatore Piero Marrazzo (centrosinistra). Malumore e imbarazzo nel Pd, che ha duramente criticato il piano per salvare la compagnia di bandiera.
IL
CORAGGIO E LA FORTUNA ( da "Corriere della Sera"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Si discuta e si negozi la quantità e la gestione degli esuberi ma il salto che i sindacati devono fare è un altro: rinunciare al consociativismo aereo. Quello statuto materiale che ha fatto della compagnia di bandiera un' azienda extra-mercato dove non valgono le regole standard dell'industria privata e le rappresentanze non sono mai elette direttamente dai lavoratori.
E
Silvio va alla processione di Santa Rosa: promessa mantenuta
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alle domande dei cronisti su Alitalia e sulle polemiche relative ai tifosi del Napoli, il premier ha risposto mostrando interesse solo per la cerimonia religiosa: "Sono qui solo perché ho fatto una promessa e perché io le promesse le mantengo. Ho dato la mia parola in campagna elettorale, onoro la memoria di mia madre e la sua devozione per Santa Rosa"
La
scelta di Marrazzo: <Pronto a entrare in Alitalia>
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Il salvataggio La compagnia La scelta di Marrazzo: "Pronto a entrare in Alitalia" Brunetta: avanti anche senza l'accordo dei sindacati. Colaninno a Bruxelles Galan: "Ma come fa il Lazio? Non ha nemmeno gli occhi per piangere, ridicolo che voglia metterci soldi" ROMA - Un'offerta tra i 10 e i 20 milioni per entrare nella cordata che rileverà Alitalia.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 6
Il Pd I nodi... ( da "Corriere della Sera"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha caricato sulle spalle del paese" l'operazione Alitalia. Tant'è vero che D'Alema non si è stupito della mossa di Colaninno, uno dei capitani coraggiosi da lui esaltati all'epoca di Telecom: "Non è un mistero che era molto interessato ad Alitalia da tempi non sospetti e quindi non mi ha stupito che fosse tra gli imprenditori interessati a rilevarla ".
Da
Micheli alle banche estere Si allunga la cordata per Cai
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pappalardo e spedite al commissario dell'Alitalia Augusto Fantozzi, c'è un altro treno, quello della cordata dei sedici imprenditori, che sembra destinato a raccogliere altri vagoni lungo il proprio cammino. Con una scommessa: non rallentare la velocità di crociera in un viaggio che non ha molto tempo a disposizione.
<WSJ.>:
ma l'Alitalia resta stylish ( da "Corriere della Sera"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ": ma l'Alitalia resta stylish Alitalia può avere perso tutto, ma non lo stile. Secondo "WSJ.", la nuova rivista in uscita domani con il "Wall Street Journal", il videoclip che mostra ai passeggeri come mettere il giubbotto di salvataggio, è tra i quattro "più stylish" del mondo.
Lanzillotta:
del tutto inutile diventare soci ( da "Corriere della Sera"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: garanzie ai lavoratori e ai consumatori o che si preserva il territorio dalle ricadute negative del piano per Alitalia". Linda Lanzillotta, deputata del Pd "rutelliana" e ministro per gli Affari regionali nel governo Prodi, boccia l'ipotesi dell'ingresso della Regione Lazio nella cordata privata guidata da Roberto Colaninno. Sbaglia Marrazzo? "Diciamo che non condivido la scelta ".
<Non
ne sapevamo nulla> Gelo nel Pd sul governatore
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Piero Marrazzo di portare la Regione nel capitale della nuova Alitalia è arrivata inattesa nel Pd. E non ha riscosso grande entusiasmo. Anzi. "Non ne sapevamo nulla", ammette Michele Meta, segretario regionale del partito di Walter Veltroni e capogruppo in commissione Trasporti alla Camera. Ma poi cerca di gettare acqua sul fuoco: "è un tentativo di farsi ascoltare dal governo,
E
Bonanni si siede al tavolo ( da "Corriere della Sera"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: personalmente al tavolo del ministero del Lavoro su Alitalia. Bonanni ha deciso di vederci chiaro. Il suo primo obiettivo è assicurarsi che tutti i lavoratori in esubero ottengano una ricollocazione. Sua è la proposta che siano i soci della cordata a assumerli. Ma anche lo Stato dovrebbe fare la propria parte, ad esempio facendo rilevare l'Atitech di Napoli a Fintecna e Finmeccanica.
Pareri
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di entrare nella cordata che rileverà Alitalia (con un'offerta tra i 10 e i 20 milioni) è arrivata inattesa nel Pd creando sorpresa e imbarazzo. Per Michele Meta, segretario regionale del Pd "è il tentativo disperato di farsi ascoltare dal governo, un modo per dare garanzie ai lavoratori" ( nella foto in alto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti,
ROMA
- La Regione Lazio nella nuova Alitalia insieme a Colaninno e soci?
Impossibile. E per un motiv ( da "Messaggero, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sottolineano sempre dalla City - che sono entrati hanno investito i propri soldi e hanno fatto una scelta nell'interesse del Paese". E' una sfida. Anche se la nuova Alitalia, ripulita e senza debiti, è adesso molto appetibile. Tanto è vero che Lufthansa e Air France gareggiano per diventare il partner di riferimento. U. Man.
ROMA
Potrebbe chiamarsi Alis la soluzione della grana piloti. Alis è la società
( da "Messaggero,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: potrebbe assumere piloti dichiarati in sovrappiù da Alitalia. Si parla di 130-135 "comandanti", magari tra i più giovani, che potrebbero essere trasferiti in attesa di un ritorno alla società madre. Perchè comunque anche la nuova Alitalia avrà bisogno di nuovi piloti secondo le regole di un insopprimibile turn over.
ROMA
Oggi pomeriggio parte la no stop governo-sindacati. E parte, in sostanza, il
rush fina ( da "Messaggero, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: piangere e si espone al ridicolo con il voler entrare nella nuova Alitalia. Marrazzo forse nasconde da qualche parte un tesoretto con cui sostenere i programmi degli imprenditori privati?". Puntualizzazione di Massimo D'Alema sul caso Alitalia: "Io distinguo tra un'operazione politica grave e negativa e gli imprenditori che fanno gli imprenditori e con i quali non dobbiamo polemizzare"
Di
FABIO ROSSI ROMA - Alitalia e futuro dell'aeroporto di Fiumicino scatenano il
dibatti ( da "Messaggero, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Di FABIO ROSSI ROMA - Alitalia e futuro dell'aeroporto di Fiumicino scatenano il dibattito negli enti locali della Capitale. Il governatore del Lazio Piero Marrazzo vuole scendere in pista con la Regione, ma la sua iniziativa incontra forti perplessità sul metodo, a partire proprio dal sindaco Gianni Alemanno.
Marrazzo:
10 milioni per stare al tavolo che conta
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: valutata nella sua praticabilità in base ai contenuti del Piano per Alitalia ". E Luigi Nieri (Prc), assessore regionale al Bilancio parla di "iniziativa positiva se pensata per restituire un ruolo contrale agli enti locali nel rilancio di Alitalia". Francesco Di Frischia Imprenditore Roberto Colaninno, sarà alla guida della Cai Presidente Piero Marrazzo, dal 2005 alla guida del Lazio.
Alitalia,
la mossa di Piero Cala il gelo con Alemanno
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il sindaco: "Niente primi della classe" Alitalia, la mossa di Piero Cala il gelo con Alemanno Marrazzo a sorpresa annuncia: "Proporrò a Colaninno di fare entrare la Regione nella Compagnia aerea italiana". Alemanno replica: "Nessuno faccia il primo della classe senza prima avere letto e analizzato il Piano industriale".
Consiglio
straordinario rafforzata la sicurezza
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Lo fa sapere, in un nota, la Regione Lazio. In particolare sarà rafforzata la vigilanza all'ingresso del parco che circonda la sede del Consiglio, con i posti riservati ai presidi delle Forze dell'Ordine ed è stato rivoluzionato il sistema dei parcheggi, con una rigida separazione tra i parcheggi riservati ai consiglieri e agli ospiti e quelli liberi per i dipendenti
<La
crisi potrebbe mandare sul lastrico le imprese fornitrici>
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La crisi potrebbe mandare sul lastrico le imprese fornitrici" La crisi dell'Alitalia potrebbe mandare sul lastrico anche le aziende fornitrici della compagnia di bandiera. "Vogliamo richiamare fermamente l'attenzione di tutti sugli effetti che potrà produrre il piano di rilancio della nostra compagnia di bandiera sulla rete delle imprese fornitrici".
Roland
Berger per Mediobanca ( da "Corriere della Sera"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Come del resto ha fatto di recente anche il Tesoro italiano, per la privatizzazione di Alitalia. Il suo legame speciale con l'Italia è nato con un apprendistato bancario a Milano (da qui il suo italiano perfetto) ed è proseguito poi con la costituzione, sempre a Milano, nel '69, della prima rappresentanza estera della Roland Berger.
Flores:
regime stile Putin. Colpa anche dell'opposizione
( da "Corriere
della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il ministro ombra del Partito democratico e dovrebbe denunciare le porcate che fa il padre con Berlusconi su Alitalia". Sabina Guzzanti, invece, torna sulle parole pronunciate due mesi fa alla manifestazione "no Cav" di piazza Navona. Parole, quelle contro Mara Carfagna e il Papa, che non ripete ma che rivendica: "Quel discorso mi ha molto ringalluzzito.
Nella
trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i
( da "Tempo,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i ... Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i sindacati sono chiamati a fare la loro parte assumendosi quella responsabilità che non esercitarono e che contribuì al fallimento della trattativa con la compagnia franco-olandese: allora le loro rivendicazioni furono ritenute insostenibili dai candidati acquirenti.
Un
progetto per Alemanno ( da "Opinione, L'"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Arturo Diaconale Si può criticare quanto si vuole il piano di salvataggio di Alitalia predisposto dal governo. Ma non si può negare che il progetto fa parte di un disegno più ampio e complessivo teso a ridare slancio ad un paese che sembrava condannato ad un inesorabile declino. Naturalmente si può anche contestare, in nome di un qualsiasi internazionalismo non meglio identificato,
Il
presidente del Lazio vorrebbe far parte della nuova compagnia
( da "Opinione,
L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: stato la presentazione degli orientamenti generali del piano industriale che Compagnia Aerea Italiana, candidata ad acquisire asset di Alitalia, intenderebbe realizzare". A Roma, nel frattempo, l'amministratore unico di Compagnia Aerea Italiana (la newco), Rocco Sabelli, è andato a far visita al commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. "Siamo andati dal Commissario ?
Cgil,
il sindacato fuori dalla storia che vuole fermare Alitalia
( da "Tempo,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il sindacato fuori dalla storia che vuole fermare Alitalia La vertenza dell'Alitalia ma anche quella della riforma dei contratti, la Finanziaria e il caso dei licenziati delle Ferrovie: la Cgil ha intrapreso un percorso solitario, di scontro frontale con il governo, e sempre più smarcata dalle posizioni di Cisl e Uil.
Scajola:
I no faranno licenziare ( da "Tempo, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa il piano per Alitalia Scajola: "I no faranno licenziare" Continua il pressing del governo sui sindacati per avere il via libera al piano di salvataggio. Il ministro dello Sviluppo Economico Scajola ha detto senza mezzi termini che bocciare il piano significa assumersi la responsabilità di mandare a casa ventimila persone e privare il sistema Italia della compagnia di bandiera.
Alitalia
e sindacati, lotta contro il tempo
( da "Giornale.it,
Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il commissario ai Trasporti Antonio Tajani (che è stato invitato a riferire di Alitalia al Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato il piano e risposto alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di capire se l'eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di Stato, sanzionabile dall'Ue.
Scajola
gela Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere"
( da "Quotidiano.net"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Scajola gela Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" Il ministro dello Sviluppo esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. Poi ha aggiunto: "Questa non è una cordata mordi e fuggi" Roma, 4 settembre 2008 - "Meglio che ognuno faccia il suo mestiere"
Alitalia,
Scajola a Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere"
( da "Voce
d'Italia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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Alitalia:
<Avanti anche senza i sindacati>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
04-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: ad designato della "Nuova Alitalia", Rocco Sabelli, dopo un incontro con il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che aveva chiesto di poter approfondire i contenuti dell'offerta da 400 milioni. La proposta della cordata di acquisire da Alitalia gli asset operativi, per integrarli con Air One in una nuova compagnia,
Epifani
su Alitalia: "Premesse non buone per il rilancio"
( da "Voce
d'Italia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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Sacconi:
"Gli esuberi saranno meno di 5mila"
( da "Quotidiano.net"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Sacconi: "Gli esuberi saranno 3.250" Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, esprime perplessità sulla scelta di Marrazo, presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. "Ognuno faccia il proprio mestiere" Roma, 4 settembre 2008 - Gli esuberi di Alitalia sarebbero 3.
Moratti:
il piano Alitalia non va ( da "Stampa, La"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il piano Alitalia non va Brunetta: avanti senza sindacato. La Regione Lazio: anche noi nella compagnia Il piano del governo per il salvataggio di Alitalia continua a creare polemiche. Mentre ieri il ministro Brunetta ha fatto insorgere le organizzazioni dei lavoratori per una sua battuta - "si va avanti anche senza i sindacati",
[FIRMA]ALESSANDRO
MONDO Una bomba. Le indiscrezioni sul progetto del grattacielo di Intesa Sanpao
( da "Stampa,
La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: impegnata nel salvataggio di Alitalia - potrebbe avere per i dipendenti. "Eppure non ci sono stati segnali - commenta Angela Rosso, Fabi-Cisl -. Mi pare strano, visto che la banca si è molto esposta su questa vicenda. La prossima settimana approfitteremo dell'incontro con Passera sulla semestrale per chiedere spiegazioni".
I
conti su Alitalia ( da "Giornale.it, Il"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Recent Posts I conti su Alitalia Alè Magno Julius ha visto la luce Obama e l'Italia Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Cosa ne pensano i lib-lib di Julius Bce senza pop Rosicchiare la Mela Appunti in manovra Fuoco amico Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.
I
POLITICI E L'EBBREZZA DEL VOLO ( da "Stampa, La"
del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma da quando Berlusconi è riuscito a mettere in pista la sua nuova Alitalia, non esistono più. Il nuovo presidente della compagnia l'ha spiegato con chiarezza nei giorni scorsi: gli affari non sono né di destra né di sinistra, e io faccio affari, faccio l'imprenditore, dunque o cambio mestiere oppure entro in gioco.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Roma Oggi
consiglio straordinario alla Pisana con sindacati e amministratori. Alemanno: "Occorre una strategia comune" Alitalia, la Regione pronta a entrare
Marrazzo: da
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IX - Roma Alitalia, la Regione "Pronta a
entrare" PAOLO G. BRERA (segue dalla prima di cronaca) L'idea di Marrazzo
è accolta positivamente dai sindacati: "Aggiunge un'opportunità - dice
Walter Schiavella (Cgil) - e potrebbe trainare investimenti nell'area
tecnica".
Positiva anche la reazione del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti:
"L'80% dei lavoratori di Alitalia e dell'indotto
è nel nostro territorio. Non si può decidere su migliaia di famiglie senza
discuterne con le amministrazioni locali". Per il vicesindaco Cutrufo
l'importante è "saper stare sul mercato: valuteremo il piano industriale
difendendo la posizione strategica dell'Alitalia e
l'interesse di Fiumicino". Nel documento finale il tavolo esprime
"forte preoccupazione" per "il futuro dell'azienda" e le
"ricadute occupazionali", chiedendo "un incontro col
governo" affinché "le istituzioni locali siano coinvolte nella
discussione sul piano industriale". Quest'ultimo dovrà garantire il
"carattere intercontinentale" della compagnia, la "centralità di
Fiumicino" e "l'estensione degli ammortizzatori sociali
all'indotto". Oggi, intanto, prima del consiglio regionale straordinario
Marrazzo ospiterà a pranzo il presidente di Cai, Roberto Colaninno.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Milano
IL SUMMIT ZOPPO DEL PD IVAN BERNI Nulla sul passaggio cruciale della riforma
federalista, su Linate, Malpensa e Alitalia, sul voto amministrativo e sui
diritti di rappresentanza degli immigrati. Non che il programma sia vuoto di
stimoli e voci autorevoli. Ci saranno Bassetti e Cacciari, Bettini, Panzeri e
Penati. E si parlerà di meritocrazia, glocalismo e Europa, infrastrutture e
piattaforme di sviluppo locali, di ambiente come vincolo e risorsa, di
Expo e città globale, di new Welfare e di politiche di cittadinanza. Insomma,
il menù di un bel convegno, di quelli che volano alto e disegnano scenari e
suggestioni. Roba fina e financo utile, se si trattasse di un workshop di
formazione o, per dirla all'antica, di una "scuola quadri". Programma
disarmante se si considera che invece si sta parlando della riunione
dell'organismo più importante del partito, eletto direttamente da centinaia di
migliaia di elettori e simpatizzanti, insieme al segretario nazionale Veltroni
e al segretario regionale Maurizio Martina. Una Costituente, quella lombarda,
che si riunisce per la seconda volta dalla sua istituzione per un appuntamento
che, di fatto, ha la stessa valenza di un congresso. Ma che a dispetto della
solennità dell'occasione riesce a dedicare un'oretta soltanto alle regole del
nuovo Statuto e addirittura non prevede confronto sulla linea politica. Un
giovane dirigente del Pd lombardo, veltroniano disincantato e disamorato, la
riassume così: "Non se ne può più dell'educazione permanente. Basta. La
gente, la nostra gente vuol fare politica. Vuole che il partito discuta e
decida. Altro che cattolici, laici ed ex comunisti: stiamo assistendo al
miracolo della formazione di un'unica corrente: quella degli scontenti e degli
incazzati". Quelli che, non a caso, già lo scorso giugno avevano lanciato
un segnale forte e inequivocabile: lasciando migliaia di sedie vuote
all'assemblea Costituente nazionale.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Genova Il
caso Volo odissea da Londra Alitalia risarcisce un avvocato VINCENZO CURIA VITTIMA di un disservizio
di cui è responsabile purtroppo con ricorrente frequenza l'Alitalia - superfluo ricordare
smarrimenti di bagagli e anche peggio -, un avvocato civilista genovese
specialista in diritto internazionale - Rosa Abbate - ha citato la compagnia di
bandiera ed è riuscita a farsi risarcire i danni subiti. Milleduecento
euro, più gli interessi, e altri 2.300 euro per spese legali. La professionista
esigeva anche un ristoro dei danni patrimoniali per il mancato esercizio
dell'attività lavorativa, ma il giudice Rosella Silvestri, della prima sezione
del tribunale civile, non ha accolto la domanda "ritenendo difficile la
quantificazione". Un'odissea, quella vissuta dal legale, che ha
ricostruito con toni pacati ma fermi la sua disavventura. Abbate parte da
Londra Heatrow per Roma, ma il velivolo decolla con 40 minuti di ritardo.
L'atterraggio a Roma avviene alle 21,15. L'avvocato, che deve raggiungere
Genova, chiede di essere imbarcata su un aereo in partenza alle 21,40, ma il
personale risponde picche: il volo è già chiuso; la civilista ha soltanto la
possibilità di imbarcarsi il giorno successivo, alle 13,30. E' inevitabile per
lei trascorrere la notte in un albergo della capitale. Ma il calvario continua:
durante il tragitto i passeggeri vengono informati che il velivolo fa tappa a
Pisa. Con l'ulteriore annuncio che il trasferimento a Genova "avverrà in
autobus, con arrivo alle 18". L'avvocato Abbate viene anche a sapere che
il volo Roma-Genova "era stato cancellato senza alcun preavviso".
"La condotta di Alitalia" - commenta la
ricorrente - "costituisce un grave inadempimento alle obbligazioni, anche
in forza delle normative comunitarie e internazionali poste a tutela del
viaggiatore".
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Bari
Ottomila manifesti per contestare i possibili effetti del piano Fenice sugli
scali pugliesi. E l'assessore Loizzo: "Negati ai trasporti 1,4 miliardi di
euro" Campagna del Pd: "Alipadania, la Puglia resta a terra"
Parte la campagna di comunicazione contro i tagli dei collegamenti previsti in Puglia dal piano Alitalia: il partito democratico, su indicazione del segretario regionale
Michele Emiliano, ha fatto stampare ottomila manifesti per denunciare
l'esclusione degli aeroporti pugliesi dalle rotte della nuova compagnia. E
mentre l'assessore regionale ai Tasporti, Loizzo, spiega come la Puglia rischia
di perdere un miliardo di euro in materia di trasporti, la giunta
regionale ha chiesto che della vicenda Alitalia si
discuta in una riunione urgente della Conferenza Stato-Regioni. LELLO PARISE E
PIERO RICCI A PAGINA IV.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Bari Il
Pd: nasce Alipadania e la Puglia resta a terra L'accusa, tagli al Sud per salvare
Malpensa Veronico: questo è il risultato del federalismo a senso unico, quello
che penalizza il Mezzogiorno PIERO RICCI Un aereo spicca il volo. Sulla sua
fusoliera, con lo stesso logo di Alitalia, c'è scritto
Alipadania. è il "piano Fenice" secondo il Partito democratico
pugliese che da oggi e fino a domenica tappezzerà la Puglia di ottomila
manifesti e altrettanti volantini per denunciare l'esclusione degli scali
pugliesi dal piano di salvataggio della compagnia di bandiera. "La Puglia
resta a terra. Nessuno scalo pugliese nel piano Alitalia",
è il messaggio diretto su sfondo rosso e blu che rappresenta la didascalia
dell'aereo della futuribile "Alipadania". L'idea di tappezzare la
Puglia, è del segretario regionale del Pd, Michele Emiliano. Il responsabile
organizzativo del partito, Cesare Veronico, ha contattato le federazioni
provinciali. "Purtroppo eravamo stati facili profeti - osserva Veronico -
il partito democratico, prima con Massimo D'Alema e poi con Michele Emiliano
avevano detto che il governo della Lega avrebbe penalizzato il Sud, la Puglia.
Ed ecco fatto. Con questi presupposti, il piano per salvare
Alitalia non salverà la
Puglia perché Alitalia e
Airone smetteranno di farsi concorrenza col risultato che se i pugliesi vorranno
volare, saranno costretti a pagare il triplo della tariffe". Il partito
democratico pugliese non molla sulla vicenda Alitalia. Quello - dicono nel quartier generale di Emiliano - è il
primo sintomo di un federalismo che rischia di penalizzare il Mezzogiorno. La
campagna di comunicazione del partito sembra quasi istituzionale, non indugia
nella polemica politica ma si integra con una serie di iniziative. Come quella
della giunta regionale che ha chiesto di discutere con urgenza nell'ambito
della Conferenza Stato-Regioni perché il piano oltre ad escludere gli aeroporti
pugliesi dalle basi operative, prevede una bad company rischia di congelare
"i crediti a favore di Aeroporti di Puglia per oltre 4 milioni di
euro". Preoccupa anche "la sospensione delle norme antitrust che
renderebbero più ardua la competizione tariffaria sui nostri scali". In
questo segmento di campagna di comunicazione sulla vicenda Alitalia,
non c'è un attacco diretto al centrodestra, un'accusa precisa al ministro agli
affari regionali, Raffaele Fitto contro cui Emiliano s'è già scagliato nei
giorni immediatamente successivi alle prime indiscrezioni penalizzanti per Bari
e la Puglia. Ma la prossima sarà una settimana importante per Bari: con Silvio
Berlusconi alla Fiera del Levante, la campagna del Pd contro il piano Alitalia non è il migliore dei modi per accogliere il
premier. Come potrebbe non esserlo per il ministro Umberto Bossi quando
deciderà di incontrare il ministro Fitto ad Otranto: una manciata di manifesti
e volantini è stata riservata per quella data.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Bari L'ex
ministro Di Pietro aveva stabilito le priorità per le infrastrutture
strategiche ma il nuovo governo non le ha confermate Trasporti, oltre un
miliardo in bilico Da due mesi si attende il via libera da Matteoli per la
spesa dei fondi destinati a strade, porti, ferrovie e aeroporti LELLO PARISE La
cifra è da capogiro: 1 miliardo 393 milioni di euro. Sono i soldi - fondi
europei e statali - che a febbraio dell'anno scorso il ministro dell'epoca
Antonio Di Pietro aveva garantito agli amministratori regionali per le
cosiddette "infrastrutture strategiche": strade, ferrovie, aeroporti,
porti. Ma diciannove mesi più tardi, quella dei trasporti diventa una trincea
da cui la Puglia potrebbe uscire con le ossa rotte. "Non abbiamo
certezze" dice l'assessore Mario Loizzo. è la ragione per cui dal quartier
generale della giunta Vendola, a lungomare Nazario Sauro, un giorno sì e
l'altro pure sventolano il fantasma della "Puglia isolata" dal resto
d'Italia. Rischiare di perdere da qui al 2013 qualcosa come 1 miliardo 400
milioni, che si aggiungono ai 917 milioni già stanziati dalla Regione per
rimettere a posto statali, binari e scali aeroportuali, è come vivere un
incubo. Il titolare dei Trasporti il 9 luglio di quest'anno scrive al nuovo
ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli: facci sapere se confermi o
trasformi in carta straccia "l'elenco delle principali scelte" messo
insieme d'intesa con il tuo predecessore. è ormai da due mesi che Loizzo
aspetta, inutilmente, una risposta: da via Nomentana, a Roma, là dove Matteoli
pianta le tende, tutto tace. "Invece" spiega l'assessore
"vogliamo capire che cosa vuole fare il governo Berlusconi. Però, nessuno
apre bocca: la parola concertazione, quella tra amministrazioni locali e Stato,
sembra essere passata di moda". La maggior parte degli investimenti
riguarda le ferrovie: 804 milioni, da spendere a Bari. Altri 157 milioni
dovrebbero contribuire a potenziare i porti di Taranto e Brindisi, mentre per
quello del capoluogo pugliese è soltanto la Regione a mettere mano al portafoglio
(74 milioni). Sarebbero disponibili 264 milioni per materializzare vie un po'
ovunque: a Foggia, Manduria, Toritto, Modugno, Altamura, Martina Franca,
Taranto, Lecce, Bari, Molfetta, Giovinazzo, San Giovanni Rotondo. Dovrebbero
poi saltare fuori 68 milioni per gli aeroporti di Bari e Brindisi. Tutto questo
sempre che Matteoli (e Tremonti) permettano. Come stanno le cose, non c'è da
stare allegri. Fa sapere Loizzo: "Nel giro dei prossimi quattro mesi,
Trenitalia vuole sostituire tutti gli eurostar con i vecchi espresso. A
cominciare da martedì 9, quando sarà cancellato l'Etr da Taranto a Milano.
Quanto alla newco Cai, la Compagnia aerea italiana, non
vorremmo che con la fusione tra Alitalia e Airone riprendesse la corsa all'aumento delle tariffe. Così
come ci auguriamo che il Cavaliere non impedisca ad altre compagnie di operare
negli scali di Brindisi o di Bari. Il ministro degli Affari regionali Raffaele
Fitto, assicura: "State tranquilli". Ma noi è proprio con
Fitto che vogliamo fare questa battaglia. Per evitare che la Puglia si riduca
ad una periferia del mondo civile".
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Bari Il
caso In Puglia verso il rinnovo delle cariche: trasporti, ambiente, sanità e
mobile imbottito sono i temi caldi La Cgil prepara le battaglie d'autunno tre
donne in corsa per la segreteria ILARIA FICARELLA Si apre la partita per la
successione di Domenico Pantaleo alla guida della segreteria regionale della
Cgil. La Puglia è ormai l'unica regione a non aver ancora rinnovato gli organi
dirigenziali del sindacato, ma entro una settimana sarà finalmente avviata la
scelta. Decisione fondamentale quella sul nuovo segretario generale della Cgil
in Puglia, ancor più alla luce delle tematiche, sia nazionali che regionali,
che faranno del prossimo autunno una stagione caldissima di rivendicazioni
sindacali. Lo confermano tutti i quattro possibili successori di Pantaleo: già
perché, se il nome del designato ancora non c'è, si dà ormai per scontato che
il prossimo leader sarà scelto fra i quattro componenti dell'attuale segreteria:
Giovanni Forte, Francesca Abbrescia, Luciana Gramegna e Luigia Navarra. La Cgil
Puglia è la sola in Italia ad avere una così alta componente femminile
nell'organismo di vertice, cosa che aveva indotto molti, alla luce del
dibattito nazionale sull'ipotesi di una successione in rosa a Guglielmo
Epifani, a credere che proprio qui ci potesse essere un'esperienza battistrada.
Ma al momento sembra che l'unico uomo in segreteria, Giovanni Forte, sia
destinato a subentrare a Pantaleo. Lo stesso Forte non smentisce: "In
effetti sul mio nome sembra ci sia un'ampia convergenza - spiega - ma non c'è
ancora nulla di certo. Tocca al centro regolatore nazionale avanzare la
proposta, sulla quale si dovrà esprimere il direttivo sulla base di
consultazioni all'interno del sindacato". Una procedura insomma che
prescinde dai singoli desiderata e che tende a non aprire contenzioni fra i
possibili successori. "Anzi - dice Forte - l'obiettivo è mantenere
l'attuale armonia dei gruppi dirigenti, proprio per affrontare le problematiche
che ci attendono di qui a qualche settimana". Temi caldissimi per la
Puglia, dice il segretario in pectore: "Penso ai trasporti, tema cui è
connesso il rischio di una marginalizzazione della Puglia sia rispetto alla vicenda Alitalia sia per quel che riguarda i tagli già operati dalle Ferrovie
dello Stato, e che potrebbero portare anche a uno slittamento sine die
dell'Alta Capacità Bari-Napoli". Ci sono poi le questioni ambientali.
"Su Taranto e Brindisi bisognerà cominciare a dare risposte - dice Forte -
e sabato la Regione incontrerà i vertici Ilva per verificare lo stato di
attuazione dell'accordo sull'abbattimento degli inquinanti, mentre per
Brindisi si dovranno completare le bonifiche dei siti per avviare nuovi
investimenti". Ci sono poi le tematiche più strettamente occupazionali.
"Il governo deve ancora darci garanzie sul rilancio del distretto del
mobile imbottito, anche perché - afferma il sindacalista - la vicenda Natuzzi
non ci ha del tutto convinti. Anzi, direi che il presidente Berlusconi, a Bari
il 13 per l'inaugurazione della Fiera del Levante, dovrà dare più di una
risposta". E risposte si chiederanno anche al governo regionale: "In
primo luogo sul nuovo piano della salute - dice Forte - sul quale abbiamo
presentato delle osservazioni, specialmente rispetto al ruolo dei
distretti". Entro una decina di giorni dunque il meccanismo di rinnovo
dovrebbe essere avviato. Un po' in ritardo, spiega Francesca Abbrescia:
"Se si tengono in considerazione gli impegni che ci aspettano quest'anno,
siamo in ritardo. Ma abbiamo svolto prima la conferenza nazionale organizzativa
che si è chiusa a fine maggio. Poi c'è stato il rinnovo degli organi nazionali
e delle segreterie generali di alcune categoria importanti". Solo la
Puglia deve chiudere questa partita. "Un primo sondaggio è stato già fatto
- spiega Luciana Gramegna - e risulta un ampio consenso delle categorie verso
l'intera segreteria regionale. Vale a dire che noi quattro siamo teoricamente
tutti nelle condizioni di essere indicati. Staremo a vedere". Resta
infatti viva fino all'ultimo l'ipotesi che sia una donna a prendere il timone
del sindacato in Puglia. "è possibile - spiega Luigia Navarra - ma per
quanto la Cgil sia di sicuro l'organizzazione in Italia che da sempre ha
garantito migliori e maggiori opportunità alle donne, senza alcun tipo di
pregiudizio, ancora forse manca la cultura per un passo del genere".
( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
D'Alema: serve un
nuovo centrosinistra "Perché alleati con Di Pietro? Chiedetelo al
segretario. Diamoci una mossa e smettiamola di litigare" di Andrea
Carugati/ Firenze "POSSO RIASSUMERE il messaggio che mi è arrivato facendo
il giro tra gli stand della Festa? Diamoci una mossa". Massimo D'Alema
inizia la sua intervista alla festa del Pd di Firenze con il sorriso sulle
labbra. La folla è quella delle grandi occasioni, oltre 2mila sotto il tendone,
moltissimi in piedi, e lui lo sottolinea: "Nonostante le preoccupazioni e
anche l'arrabbiatura, la passione politica non è venuta meno e questa festa è
una grande tradizione che continua con un nuovo nome. Ma smettiamola di
litigare". E alla domanda di Floris sulla sua caduta dal canotto,
immortalata da Novella 2000, mette i puntini sulle "i": "Eravamo
in quattro, due si sono buttati per fare il bagno e il gommone si è
sbilanciato. Novella
( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltroni da
Napolitano: opposizione "propositiva" Marcella Ciarnelli Sarà
"un'opposizione propositiva" quella il Partito democratico si accinge
a fare alla riapertura delle aule parlamentari. Questo l'impegno che il
segretario del Pd, Walter Veltroni, ha confermato ieri mattina al Presidente
della Repubblica che lo ha ricevuto a colloquio al Quirinale. È stato un faccia
quello tra Napolitano e Veltroni nel corso del quale sono stati affrontati
tutti i temi sul tappeto che la ripresa dopo le ferie rischia di ritrovare
ancora più gravi del previsto. A cominciare dalla situazione economica in cui
versa il Paese. Il segretario del Pd ha insistito sulla necessità di avere la
massima attenzione sui temi sociali e di lavorare per individuare soluzioni per
le famiglie il cui potere d'acquisto cala sempre di più per la mancata crescita
dei salari, l'aumento dei prezzi ma anche per il caro mutui. Senza dimenticare
chi un lavoro ce l'ha ma è precario. O proprio non ce l'ha. La crisi dell'Alitalia legata alla capacità di
intervento degli ammortizzatori sociali, in questo caso ma anche in tutte le
altre situazioni di difficoltà, non poteva essere argomento tenuto fuori dal
confronto. Le riforme. Il presidente Napolitano ha più volte invitato ad un
lavoro bipartisan, di collaborazione e reciproco rispetto. Nessun
problema da parte del Pd, a cominciare dalla delicata questione della
giustizia, per avviare un confronto su proposte diverse che vengano considerate
per il carattere propositivo e non certamente in modo subalterno. Il confronto
governo-opposizione per quanto riguarda Veltroni non registrerà nessun
arroccamento da parte del Pd. Punto di riferimento delle proposte sarà sempre
l'interesse dei cittadini e, quindi, il miglioramento degli iter processuali a
cominciare da quelli civili che attualmente durano un numero spropositato di
anni e condizionano pesantemente la vita delle persone. Nessuna disponibilità,
invece, su provvedimenti che possano indebolire l'indipendenza della
magistratura. Confronto aperto, dunque, anche se l'esito di esso al momento non
è prevedibile. Nell'opposizione si fa sentire forte la voce di Antonio Di
Pietro che ha eretto un muro davanti alla possibilità di dialogo. Al Quirinale
è salito anche il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino che ha espresso il suo
interesse per questi tentativi di dialogo che scongiurano l'ipotesi di una
riapertura della partita della giustizia con uno scontro frontale. Ma le
posizioni espresse autorizzano una lettura in positivo. La stagione sia quella
del confronto, anche duro. Ma senza dimenticare mai la salvagurdia del ruolo e
delle prerogative del Csm. E su questo l'accordo con Napolitano è stato, come
sempre, in totale sintonia.
( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Giovanni Bachelet
Segue dalla Prima C onferma l'impressione il moderatore Damilano, quando, dopo
aver citato Moro, Ruffilli, Scoppola e Giuntella (dei quali si sente orfano
come la quasi totalità dei presenti), spara la sua raffica di domande: la paura
ha sostituito la fiducia in un mondo globale; l'opposizione non c'è e lascia a
Famiglia Cristiana e a qualche prefetto o questore il compito di segnalare la
fuoriuscita dai binari costituzionali; l'opinione pubblica non c'è più, come
dice Moretti, oppure c'è ma è di destra. Come si recupera un rapporto con il
sentimento degli elettori? Brutte domande, a un anno dalle primarie. Le altre
due interlocutrici della tavola rotonda - Maria Prodi, assessore dell'Umbria e
Giovanna Capelli, preside e fino a qualche mese fa senatrice di Rifondazione -
parlano di primarie taroccate, candidature sbagliate, impegni sull'equilibrio
di genere ed altri aspetti del codice etico disattesi; di campagna elettorale
suicida nella quale i meriti storici dei nostri governi vengono taciuti come
vergogne; di catastrofe della sinistra, che, di fronte agli sputi leghisti sul
pulmino dei bambini rom che vanno a scuola nell'hinterland milanese, risponde
con sorridenti aperture sul federalismo. Gli interventi del pubblico rincarano
la dose e segnalano delusione per le promesse tradite e la rapidissima
dissipazione del patrimonio di credibilità del Pd e della sinistra, dal welfare all'Alitalia, dall'obbligatorietà dell'azione penale alle intercettazioni,
dove perfino un Maroni pare a volte più intransigente dei nostri. Gli
interventi esprimono anche costernazione per l'impotente autoreferenzialità
della sinistra cosiddetta radicale, maionese impazzita di mondi piccolissimi
che appaiono ciascuno, come peraltro anche il grande Pd, di sé felice,
immemore della colossale tranvata appena presa e/o inconsciente della valanga
di danni che la somma di molte scelte suicide sta quotidianamente riversando
sul Paese. Già, danni immensi: mancano solo la guerra e lo stravolgimento della
Costituzione di qualche anno fa. L'aveva ricordato Pedrazzi (con Gorrieri
fondatore di un mitico quotidiano negli anni settanta) ai relatori della
giornata economica: va bene la democrazia dal basso realizzata con la pressione
democratica dei consumatori, il commercio equo e solidale, il microcredito, la
banca etica; ma guai a sottovalutare l'azione governativa e parlamentare. Certo
la politica ha effetti limitati (il non-appagamento di Moro, il rapporto
possibile/impossibile di Scoppola citati in apertura da Marco Damilano) e la
base di ogni progresso è educativa culturale sociale (molti partecipanti, Prodi
in testa, si sono impegnati in politica abbastanza tardi, dopo una vita di
ricerca industria educazione informazione amministrazione); ma disinteressarsi
della politica resta una grave imprudenza. Il neodeputato Pd guarda l'orologio
e, vedendo che il suo intervento si avvicina, si chiede che cosa sottolineare
nel tempo che gli è concesso. Forse, visto che molti organizzatori sono vecchi
amici e nel pubblico la stragrande maggioranza è di elettori o fondatori del Pd
(molti dei quali, alle primarie, hanno con ogni probabilità votato Rosy Bindi),
potrà finalmente parlare senza peli sulla lingua del partito che ancora non
c'è, né sul territorio né nelle istituzioni; dei circoli che, benché lasciati a
se stessi dopo le primarie di ottobre, lavorano sodo sul territorio, ma
rischiano, alla vigilia del primo tesseramento Pd di metà settembre, di restare
senza sede, perché il partito non contribuisce più all'affitto, in barba al
cospicuo rimborso elettorale; della cui destinazione, peraltro, nessuno sa
nulla, in barba alla trasparenza finanziaria prevista dal codice etico
approvato dal Pd. Potrebbe passare poi allo spappolamento del partito nelle
istituzioni: a lui che è deputato, ad esempio, notizie e anticipazioni sui
decreti di scuola e ricerca sono giunte nel corso dell'estate da amici o dai
giornali, ma non dal Pd; in precedenza, sia sulla tattica parlamentare (quando
fare ostruzionismo e quando no, per esempio), sia sulla formazione del nuovo
governo ombra, nessuna consultazione o dibattito sono stati promossi, né nel
gruppo parlamentare, né in qualche sottogruppo tematico, che sarebbe invece
utile nel caso di provvedimenti specifici, dalla riforma del Csm all'energia
nucleare, dalla maestra unica al voto di condotta. L'assenza di pubblico
dibattito è un guaio anche per la comunicazione esterna: nel caso di Eluana,
senza una pubblica elaborazione o rielaborazione della linea comune, la scelta
del Pd di uscire dall'aula per non votare un'imbecillità propagandistica (verrà
comunque respinta dalla Corte Costituzionale) è parsa invece, anche a molti dei
nostri, un'esitazione dovuta a deficit di laicità. Clamoroso, infine, il voto
per il bilancio della Camera a fine luglio: in mancanza di preventiva discussione,
o almeno di un'indicazione da parte del capogruppo, su varie proposte di
trasparenza negli stipendi dei parlamentari (suggerite dall'improbabile
neodeputato nella prima riunione del gruppo parlamentare, e poi promosse in
aula dai radicali, che ne fanno parte), il Pd ha votato in ordine sparso,
mentre il centrodestra votava senza defezioni in favore del mantenimento dei
privilegi, anche piccoli, dei deputati: è stata sprecata, cioè, un'occasione
d'oro per mostrare che a favore della casta e di Roma ladrona sono
compattamente schierati Lega e Pdl, ma non noi. Alla fine, però, il neodeputato
decide: resisterà alla tentazione e rinuncerà a questi ed altri motivati
mugugni e sfoghi. Si è infatti accorto che in questa scuola estiva, quando si
parla di Pd, tira un'aria peggiore del previsto: non un'aria battagliera degna
dei gruppi "Puma" (i democratici che non volevano rassegnarsi alla
sconfitta di Hillary, la sigla sta per Party Unity? My Ass!), ma semmai un'aria
moscia moscia: le critiche e proposte di Parisi, per esempio, non le ha riprese
nessuno; e non perché troppo radicali, bensì, purtroppo, perché il Pd è dato in
blocco per perso; e del Pd, di qualunque sua componente, non frega più niente a
nessuno. Non è astio o attrazione verso altri poli, no. Lo dice bene uno degli
ultimi interventi: di fronte ad enormità come il lodo Alfano e il decreto
fiscale avete rimandato all'autunno la battaglia, e nel frattempo non siete
riusciti né a valorizzare l'opposizione con Di Pietro (sopravvissuto grazie al
vostro apparentamento elettorale, che in Parlamento vota quasi sempre come
voi), né a incantare Casini (che continua ad astenersi votando quasi sempre in
modo diverso dal vostro), né a istituire qualche tavolo di consultazione con i
pezzi della sinistra rimasti fuori dal Parlamento. Capiamo che siete in buona
fede e avreste bisogno di noi, ma siamo stanchi, disillusi, sfiduciati: non ce
la facciamo più a sperare, a combattere, ad aiutarvi. Poiché questo è il clima
perfino fra i nipotini di Scoppola e Giuntella, il neodeputato avverte: per
cinque anni il Pd sarà il più grande partito di opposizione del Parlamento e,
se non vogliamo tenerci Berlusconi per altri dieci, è vitale identificarne le
potenzialità buone e farle crescere; è inutile lamentarsi come vecchie zitelle per
le cose che non vanno, occorre lavorare alacremente per correggerne qualcuna,
per rilanciare qualche idea portante e organizzarsi sul territorio. Chi poi,
come molti partecipanti alla scuola, si è fregiato del nome di Democratici
Davvero, deve anzitutto democraticamente ammettere che le primarie non sono
state taroccate, ma semplicemente perse. Chi ha vinto ha il diritto e il dovere
di guidare il partito; ed è abbastanza ovvio che strategie, tattiche e scelte
di persone siano diverse, a volte antitetiche a quelle che opererebbe chi non
l'ha votato. È inoltre cosa buona giusta e laica riconoscere che molte scelte
per il bene comune sono opinabili. Benché abbiano guidato il partito fino al
punto in cui si trova ora, quelli che hanno impostato la campagna elettorale di
Veltroni sono persone oneste e in gamba; alcune le conosciamo bene perché hanno
fatto un lungo tratto di strada con noi: Ceccanti, Tonini, Vassallo per un
verso, Roberto Della Seta per un altro. Occorre continuare a parlare forte e
chiaro, anche se siamo minoranza e per ora nessuno ci dà retta; occorre
persuadere loro e tutti gli altri che stanno sbagliando strada, e con loro
scoprire e imboccare la strada giusta, quella di un partito democratico
davvero, capace di suscitare nuova fiducia e partecipazione perché capace di
distinguere credibilmente fra i molti punti sui quali è possibile e sensato
trattare con gli avversari, e i pochi "principi non negoziabili" sui
quali non si scherza: capace cioè di essere ed apparire un credibile partito di
opposizione. Insomma ci vuole un congresso; per partecipare occorre iscriversi
e prepararlo, discutere, ascoltare, proporre, votare. Un lavoro duro. Generosi
tentativi di rinnovamento e non poche alchimie politiche del recente passato
sono fallite perché è mancata la capacità - o la pazienza, o l'umiltà - di
persuadere, raccogliere il consenso, attaccare manifesti, arrostire salsicce.
Proviamoci. Alla fine saremo, forse, ancora minoranza. Ma è il nostro partito.
Per molti di noi è il primo ed unico partito al quale si potrebbero iscrivere:
prima di darlo per perso, facciamo un ultimo sforzo. Fine dell'intervento, e,
incredibile a dirsi, nemmeno un fischio! anzi molti applausi. Forse per il Pd
c'è ancora qualche speranza.
( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Roberto Rossi /
Roma SENZA LAVORO Alla fine saranno 5mila gli esuberi di Alitalia.
Ma solo formalmente. A questi andranno aggiunti 4-5mila
"esternalizzati". Lavoratori che cambieranno "ragione
sociale", come sottolinea un sindacalista, cioè che non saranno più dipendenti
della compagnia di bandiera, ma che manterranno, si suppone, lo stesso impiego
altrove. Lavoratori il cui futuro è, però, incerto. Visto che non vieta a
nessuno, una volta chiusasi la partita Alitalia e fatte calmare le acque, cedere
proprio quel ramo d'azienda comprato, magari a basso costo, dall'Alitalia. Nelle regole dell'impresa non
sarebbe la prima volta. E Alitalia non sarà un'eccezione. I numeri, che saranno al centro del
confronto tra governo e sindacati che si avvierà oggi alle 15, possono
dare una mano a capire meglio. Allo stato attuale i dipendenti di Alitalia sono circa 18.500. A questi vanno sommati quelli
presenti in Air One, 3.500 circa, secondo l'ultimo bilancio. Totale: 22mila
dipendenti. Alla nuova Compagnia aerea italiana, sotto la guida di Roberto
Colaninno, ne serviranno solo 11mila, nella migliore delle ipotesi 12mila.
Circa 10 mila dipendenti, quindi, ballano. Di questi, come detto dal ministro
del Lavoro Maurizio Sacconi, cinquemila usciranno e altrettanti, è l'idea,
verranno esternalizzati: ad esempio la manutenzione pesante (motori, carrelli),
o i servizi centralizzati (call center e amministrativi), o il cargo. Ecco, si
prenda ad esempio il trasporto merci. Che fine faranno le duemila unità che
compongono la divisione? Potrebbe essere ceduta alla compagnia aerea Alis,
fondata da Alcide Leali, con il supporto di Intesa Sanpaolo, oppure ad Air
France o Lufthansa. Ognuna di queste compagnie potrebbe accollarsi l'intera
divisione o quello che ne resta. Ma per quanto? In entrambi i casi si
formeranno degli inevitabili doppioni nelle posizioni che dovranno essere
sanate. E questo potrebbe essere solo un caso. Di tutto questo si discuterà
oggi durante il primo round tra governo e sindacati. Il clima è stato raggelato
dalle dichiarazioni di Renato Brunetta. "Anche se non c'è l'accordo dei
sindacati si va avanti" ha detto il ministro della Funzione pubblica.
Aggiungendo: "Se anche solo" uno dei dipendenti in esubero dell'Alitalia "entrasse nella pubblica amministrazione, me
ne andrei io". Già, gli esuberi. Chi se ne andrà? Alitalia,
secondo una fonte interna, sta già completando una serie di liste che poi
saranno prese in visione dalla nuova società. In base al decreto la compagnia
può decidere liberamente o quasi di come disfarsi dei lavoratori in eccesso.
Secondo fonti interne, la compagnia starebbe valutando le singole posizioni in
base a criteri di produttività. Questo vuol dire che i lavoratori che godono di
particolari condizioni (come gli esoneri notturni per il personale di volo, ad
esempio) il rischio di essere cacciati è enorme. Per gli esuberi, comunque, il
governo stanzierà 180 milioni tra il 2009 e il 2014 (30 milioni per ciascun
anno). Ma la partita Alitalia non si gioca solo a
Roma. Un altro tavolo è aperto a Bruxelles con la Commissione europea. Ieri
Colaninno ha voluto rendersi conto in prima persona dei rischi che il piano
Fenice potrebbe correre adesso che si trova sotto la lente degli esperti
comunitari. L'ottimismo del commissario ai Trasporti Antonio Tajani potrebbe
non bastare. I tecnici devono approfondire la questione sotto il profilo della
concorrenza. Verificando se alcuni passaggi del piano non si configurino come
aiuti di Stato contro cui compagnie aeree concorrenti potrebbero ricorrere.
( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Regione Lazio
tra i soci di Cai" Lo chiederà il governatore Marrazzo Entrerebbe con 10
milioni di euro di Livia Ermini/ Roma PROPOSTA La Regione
Lazio nella cordata di imprenditori che acquisteranno Alitalia. È l'ultima carta giocata da Piero Marrazzo che oggi presenterà
la proposta al presidente della neonata Cai (Compagnia aerea italiana) Roberto
Colaninno in un incontro appositamente fissato in Via Cristoforo Colombo. Il
governatore chiederà di divenire il diciassettesimo socio dell'operazione
Fenice. Una provocazione per attirare l'attenzione? No, solo
un'iniziativa seria che permetterebbe di avere propri uomini all'interno del
Consiglio di amministrazione della newco. Ma con quali soldi la regione,
gravata da un pesante deficit, parteciperebbe all'operazione? "Si tratta
di un contributo simbolico - spiega Marrazzo - ho visto altri soci offrire
cifre esigue, noi potremmo offrire tra i 10 e i 20 milioni di euro". Se ne
potrebbe occupare Sviluppo Lazio, lo strumento di sostegno alle attività
produttive della regione che già segue progetti di compartecipazione con altre
aziende. Il Presidente ha anche invitato ad entrare nell'affare il governatore
della Lombardia Formigoni. Il dubbio è che con una simile bazzecola (le altre
offerte si aggirano intorno ai 200 milioni) la quota azionaria riservata al
Lazio sarebbe ininfluente per quanto riguarda le decisioni importanti. La prima
critica arriva pungente dal presidente del Veneto Galan per il quale la Regione
Lazio "si espone al ridicolo" dal momento che "non ha neppure gli
occhi per piangere". Segue a ruota il capogruppo del Pdl alla Camera,
Maurizio Gasparri: "A Roma dicono: Ma ce l'ha i soldi? Marrazzo cominci a
pagare i debiti della sanità". Più contenuti i toni di Alemanno, che si
prodiga per difendere il governo: "Vogliamo ottenere il massimo risultato
possibile per il nostro territorio e per i lavoratori, seguendo però una strada
di realismo e di sviluppo, sapendo che questa cordata è l'unica strada per
rilanciare la nostra compagnia di bandiera". Con la sua mossa, in realtà,
Marrazzo ha voluto solo alzare il tiro per dare un segnale forte all'esecutivo
affinché coinvolga gli enti locali in scelte che li riguardano da vicino. Ne è
convinto il presidente della provincia Zingaretti che parla di "necessità
di battere un colpo" dal momento che finora nessuno si è sentito in dovere
di interpellare le istituzioni locali salvo poi chiamarle in causa fra qualche
settimana per fare la loro parte sugli esuberi". Oggi finalmente si
conosceranno i dettagli del piano industriale per la nuova Alitalia.
Ecco le richieste avanzate dal segretario generale Cgil Roma, Walter
Schiavella: la nuova compagnia abbia carattere internazionale, si mantenga la
centralità dello scalo di Fiumicino, gli ammortizzatori sociali siano estesi
anche all'indotto indiretto.
( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Giuseppe Vespo /
Milano FASTEN SEAT BELT E i precari che fine faranno? Se lo chiedono
soprattutto loro, gli atipici di Alitalia e Airone, di
cui il piano Fenice, che ha permesso la costituzione di Cai, Compagnia aerea
italiana, non parla. Anche perché, cosa c'è da dire? Nell'immediato il problema
sono gli esuberi, "ma chi siano ancora non è dato saperlo", si chiede
un atipico di Airone. Eppure sono tanti: 2.770 persone, tra piloti, assitenti
di volo e di terra, addetti ai call center, alle manutenzioni e impiegati
d'uffico, dell'ex compagnia di bandiera e di Airone. E si parla solo di quelli
oggi in servizio, perché poi ci sono gli assistenti di volo in stand-by, quelli
che rientrano nei bacini da cui le due compagnie pescano alla bisogna. Nello
specifico, dei circa 18mila dipendenti Alitalia, i precari che compongono il
serbatoio da cui la compagnia pesca gli assistenti volo stagionali sono 940.
Oggi 350 di questi sono in servizio. A loro vanno aggiunti gli 800 dipendenti -
300 dei quali "apprendisti" - di Alitalia Airport, società a cui fanno capo gli assistenti di terra.
Negli scali di Napoli, Palermo e Catania, sono 170 i precari, mentre quelli che
tra Fiumicino e Napoli si occupano di manutenzione da atipici sono cento.
Infine, gli addetti ai call center e ai diversi uffici: trecento. Totale: 1.720
persone, chissà quante famiglie. Passando in controluce la radiografia del
precariato della compagnia di Carlo Toto, la sorpresa è che qui, a differenza
di Alitalia, precari sono anche alcuni piloti. Tanto
per non volare alto, la stima, approssimativa, ne considera cinquanta. Ad
accompagnarli, in volo ma non solo, quattrocento assistenti tra hostess e
stewart, pescati da un bacino di seicento unità. A terra, tra assistenti di
terra, call center e uffici vari, altre seicento persone hanno contratti a
tempo determinato. Ultimi, ma già non lavorano più da qualche mese, cinquanta
assistenti di volo di Airone CityLiner, "compagnia regional", scrive
Airone sul suo sito, che si occupa delle tratte negli aeroporti secondari,
"per i quali esiste una domanda di voli diretti soprattutto da parte di
passeggeri business". Totale: 1.050 persone, e chissà quante famiglie.
Eccoli "quelli senza alcuna garanzia". Quelli che faranno la guerra
dei poveri (di tutele) per trovare un posticino in uno dei circa 153 aerei
previsti dal piano salva-Alitalia. Volti e storie di
ragazzi giovani, alcuni già con una buona esperienza professionale alle spalle.
Come Maddalena (il nome è di fantasia, si capisce il perché), che lavora in
Airone e racconta: "Ho già vissuto il fallimento di una compagnia nel
2005. So cosa vuol dire rimettersi alla ricerca di un posto di lavoro.
Ripartire da zero, perdere quello che avevi guadagnato col tempo e
l'esperienza. Perché quando cambi, non conta se prima eri un capo-cabina o
avevi maturato un certo numero di ore di volo. Si riparte da zero. Come è
successo a me, che oggi guadagno poco più di un ventenne che si è appena
certificato (cioè che ha superato il corso previsto per gli assistenti di volo
e si è abilitato)". A terra Massimo (nome inventato) aspetta anche lui di
sapere, come altre migliaia di dipendenti, che fine farà. Lavora per Airone:
"Per noi è più difficile trovare un altro datore di lavoro" -
racconta soddisfatto dei suoi 1.200/1.300 euro al mese "nonostante si
lavori sabato, domenica e feste". Perché il bello è che a questi giovani
lavorare piace. E sperano di poterlo fare ancora. Marco ha 31 anni e vola per Alitalia. Lui è ottimista: "Ci sarà sempre bisogno dei
precari e nel nostro caso degli stagionali. Lavoro in Alitalia
da otto anni come stagionale e non vorrei cambiare con nessun altro il mio
posto. Spero di conservarlo e di continuare a volare".
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 211 del
2008-09-04 pagina 10 Alitalia e sindacati, lotta contro
il tempo: parte il confronto di Redazione Colaninno a Bruxelles, Sabelli da
Fantozzi. Domani la Cai diventa "spa" e accoglie i soci da Milano
"Il governo ha fatto la sua parte. I privati, con grande orgoglio
nazionale, pure. Ora tocca ai sindacati". Queste parole del ministro dello
Sviluppo economico, Claudio Scajola, sintetizzano bene lo spirito con il quale
oggi alle 15 il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, incontrerà le nove sigle
dei lavoratori del gruppo Alitalia. Sarà il primo
confronto sul piano industriale, esuberi compresi. Sulla trattativa pesa la
dichiarazione dell'altro ieri dello stesso Sacconi: "Dieci giorni di
tempo". Non di più. Intanto Cai, Compagnia aerea italiana, va avanti
speditamente, su più fronti. A Roma l'amministratore unico Rocco Sabelli ha
incontrato il commissario straordinario Augusto Fantozzi; parallelamente
Roberto Colaninno si è recato a Bruxelles dove ha illustrato ai tecnici della
direzione generale Trasporti le linee del piano. Detto per inciso, per domani è
stata fissata a Milano l'assemblea di Cai, oggi società a responsabilità
limitata appartenente al socio unico Intesa Sanpaolo; sarà trasformata in
società per azioni, entreranno i nuovi soci e saranno, a quel punto, affidate
le cariche: Colaninno presidente, Sabelli amministratore delegato. Quest'ultimo
ieri ha avuto un incontro con Fantozzi, il quale lunedì primo settembre ha
ricevuto l'offerta di acquisto per una parte di Alitalia
comprendente flotta, dipendenti, manutenzione, handling, marchio, slot e diritti;
"il contenuto dell'offerta è soggetto a riservatezza" ha fatto sapere
il commissario, il quale "si riserva di esaminare l'offerta e di coltivare
una trattativa nell'interesse dei creditori, della salvaguardia dei complessi
aziendali e della continuità". Sabelli, alla fine dell'incontro, ha detto
"Siamo andati dal commissario perchè ci ha chiesto delucidazioni,
chiarimenti e dettagli sull'offerta che abbiamo presentato: domani (oggi, ndr)
cominciamo a discutere". Poi si è sottratto alle domande, ma interrogato
sulla sua fiducia nell'operazione ha risposto: "Sto lavorando 14 ore al
giorno, è questa la mia fiducia". Colaninno a Bruxelles non ha incontrato
- come peraltro era previsto - il commissario ai Trasporti
Antonio Tajani (che è stato invitato a riferire di Alitalia al Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato
il piano e risposto alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di
capire se l'eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di
Stato, sanzionabile dall'Ue. Alla riunione, durata un'ora e mezza, non
hanno invece partecipato i rappresentanti della Concorrenza, l'altro fronte
europeo che sta vigilando su Alitalia, e in
particolare sull'integrazione con Air One e sulla posizione dominante che si
verrebbe a creare sulla tratta Linate-Fiumicino. Un colpo ad effetto ha avuto
per protagonista Piero Marrazzo: il presidente della Regione Lazio ha
annunciato ufficialmente l'intenzione di far entrare la Regione nella Cai. Ha
poi precisato che l'investimento potrebbe essere di 10 milioni di euro, e ha
sollecitato la Regione Lombardia a fare altrettando. Tra le varie reazioni, il
presidente della Regione Veneto ha detto, tranchant: "Marrazzo si espone
al ridicolo". Intanto la relazione tecnica al disegno di legge, depositata
ieri al Senato, per la conversione in legge della riforma della Marzano,
prevede per la cassa integrazione e la mobilità in esubero uno stanziamento di
180 milioni di euro in sei anni, nel periodo che va dal 2009 al 2014. È
prevista una copertura di 30 milioni all'anno per "gli interventi di
sostegno al reddito e di agevolazioni al reimpiego previsti nel decreto",
che comunque fissa in sette anni la durata degli ammortizzatori sociali. Su
questo tema il ministro Renato Brunetta è stato molto chiaro: "Nessun
esubero entri nella pubblica amministrazione, altrimenti me ne vado io",
ha detto. E poi ha aggiunto: "Si proceda anche senza accordo
sindacale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 211 del
2008-09-04 pagina 11 Minaccia dei creditori: "Piloti, o pagate cash o non
decollate più" di Sabrina Cottone da Milano Il carburante per un volo
intercontinentale costa tra i sette e i diecimila euro all'ora. In più ci sono
i servizi di terra. E così due Boeing Alitalia sono
stati ritardati, fermi in pista in attesa del bonifico per ripartire. Si parla
di due aerei dal Sudamerica e dal Medio Oriente, come raccontano i piloti
sottovoce per paura che la notizia allontani i passeggeri e avvicini l'ora X in
cui Alitalia non potrà più volare. Perché i soldi in
cassa sono pochi, i fornitori temono che i conti non vengano saldati e chiedono
il pagamento sull'unghia. Il fatto, semplice e inesorabile, è che in molti non
vogliono più fare credito alla compagnia. Le notizie rimbalzano sui forum e corrono
tra gli addetti ai lavori. Riguardano anche gli hotel, che
nicchiano se si tratta di ospitare gli equipaggi Alitalia. Da tempo molti alberghi intorno ai principali aeroporti
italiani non accettano passeggeri "riprotetti" dall'Alitalia, ovvero quei clienti che per un
ritardo o un annullamento devono pernottare in hotel. Ora il problema riguarda
i comandanti. "Non è bello, arrivati in albergo dopo un volo
intercontinentale, trovare questa lettera" raccontano sul forum di
Aviazione civile. La missiva chiede all'equipaggio il pagamento in contanti o
con carta di credito. Pessimo segnale, perché se si pretende dalla compagnia di
pagare tutto subito i tempi per evitare il fallimento diventano strettissimi. A
far scattare l'allarme è stata la Iata, l'Associazione internazionale del
trasporto aereo, che ha preteso il pagamento dei 50 milioni di euro che le
erano dovuti per continuare a emettere i biglietti Alitalia.
Un esborso consistente per una società che a fine agosto aveva in cassa 200
milioni, che scenderebbero a
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 211 del
2008-09-04 pagina 11 Folgorato sulla via di Fiumicino Marrazzo vuole salire
sulla Fenice di Gian Battista Bozzo E Galan scherza: "Non ha gli occhi per
piangere. Che abbia un tesoretto nascosto"? da Roma Roberto Colaninno a
gli altri soci privati della cordata "Cai", in pista per rilevare e
rilanciare l'Alitalia, da oggi possono dormire fra due
guanciali. Saranno infatti in grado di contare, se l'ammetteranno nella nuova
compagnia, su un socio davvero pesante: la Regione Lazio. Dopo aver dato
brillante prova delle proprie doti imprenditoriali come commissario di se
stesso, alle prese con un buco storico dei conti sanitari laziali pari a 9
miliardi di euro, Piero Marrazzo convoca i giornalisti e dopo una riunione del
"tavolo interistituzionale" con sindacati ed enti locali annuncia:
"La Regione Lazio chiede di entrare nella Compagnia aerea italiana".
Oggi vedrà Colaninno a Roma. Marrazzo dimostra di avere le idee chiare. Dice di
proporre la presenza della Regione Lazio nella Cai "a patto che sia una
compagnia competitiva"; allo stesso tempo, osserva che il motivo della
richiesta è "la difesa degli interessi della Regione". Chiede inoltre
al presidente della Regione Lombardia di proporsi ugualmente come socio della
cordata Colaninno. Roberto Formigoni risponde così: "Non siamo statalisti,
non entreremo in Cai". Trafitto dalla nuova passione per il trasporto
aereo, Marrazzo cancella con un colpo di spugna le critiche feroci del suo
partito, il Pd veltroniano, al salvataggio dell'Alitalia
orchestrato dal governo Berlusconi. Non è stato proprio Veltroni a parlare di
una "compagnia di bandierina", che sarebbe scaturita dal piano del
governo, "inadeguato e demagogico"? E non è stato Pierluigi Bersani a
dire che "non pochi imprenditori privati hanno partecipato alla cordata
con la pistola puntata alla testa"? Anche Marrazzo è sotto la minaccia
dell'arma? Se il presidente della Regione Lazio è pronto a investire una fiche
di 10-20 milioni di euro non suoi (si tratta, infine, sempre di denaro del
contribuente) forse il piano non è un "imbroglio", e forse non è
esatto che - come ha detto Enrico Letta - "il governo sta pilotando il
fallimento di Alitalia". Non è il solo Marazzo a
essere folgorato sulla via di Fiumicino. Il presidente della Provincia di Roma,
il democratico Nicola Zingaretti, concorda con il governatore del Lazio sulla
"necessità di battere un colpo, per essere ascoltati". Plaude anche
il capogruppo del Pd in commissione Trasporti della Camera, Michele Meta:
"La proposta di Marrazzo è audace e coraggiosa". E il segretario
della Uil, Luigi Angeletti, dice: "Se ha i soldi, perché no"? Alla
prima parte della domanda di Angeletti, risponde il governatore del veneto
Giancarlo Galan: "Il Lazio non ha neppure gli occhi per piangere, e con la sua richiesta di entrare nella nuova Alitalia si espone al ridicolo... a meno
che Marrazzo non abbia un tesoretto nascosto". Alla seconda parte della
domanda - perché no? - risponde un esponente del Pd: "Che l'attuale
situazione disastrosa dell'Alitalia sia stata resa irreversibile per il concorso di responsabilità
politiche, che hanno pesato come un macigno, è nei fatti". Lo ha
detto al Corriere della sera il parlamentare del Pd Matteo Colaninno. Caro
Marrazzo, vogliamo davvero fare il bis? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 211 del 2008-09-04
pagina 11 "Avanti anche senza accordo" di Redazione "Preferisco
il metodo Thatcher: se il sindacato non è d'accordo, si va avanti lo
stesso". Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, non la pensa come Corrado Passera: "Non avrei mai detto che
se il sindacato non è d'accordo, salta tutto - spiega durante un'intervista in
tivù - , e vorrei ricordare che la crisi Alitalia è prodotto di cattiva politica, ma anche di cattivo
sindacato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 211 del
2008-09-04 pagina 11 Angeletti: con la Cai anche i dipendenti dovranno cambiare
di Antonio Signorini da Roma Luigi Angeletti, segretario generale della Uil,
indispettito per l'uscita del ministro Brunetta? È vero che bisognerà andare
avanti anche senza il sindacato? "Ma mi pare che la sua uscita sia solo
tattica. Tra l'altro evoca un potere di veto che noi in questa vicenda non
abbiamo". Poi, in realtà, il governo sembra più che disponibile a venirvi
incontro. "Il fatto è che in questo momento il nostro vero interlocutore
deve essere chi quel piano lo ha preparato e lo dovrà applicare, non il
governo". Quindi la cordata di imprenditori. Le indiscrezioni sul piano la
rassicurano? "Non possiamo basarci sulle interviste, anche perché a noi
servono informazioni certe sulla flotta, sulle tratte, sui tempi". Ad
esempio chiedete garanzie sulle tratte internazionali... "Sono problemi
legati. Per fare 10mila chilometri servono aerei giusti, Alitalia
non ne ha molti e ordinarli comporta tempi lunghi". Quindi siete d'accordo
se si dovesse aggiungere un partner straniero? "A noi in realtà non
interessa nemmeno tanto che la cordata sia italiana. La cosa importante è che
ci siano aerei che partono dall'Italia e tornano in Italia. Non possiamo
impiegare quatto ore in più per andare in Cina o negli Stati Uniti. Poi quelle
intercontinentali sono le uniche tratte che danno profitti. In Europa c'è una
concorrenza fortissima delle low cost". Per questo si dice che state
chiedendo il monopolio delle tratte interne per la nuova compagnia? Non temete
ci possano essere ripercussioni sui costi dei biglietti? "Questa polemica
non la capisco. Siamo gli unici in Europa ad avere un mercato interno aperto.
Negli altri paesi i vettori nazionali controllano dall'80 al 90 del mercato
interno". Lei ha detto chiaramente che un' intesa andrà comunque trovata,
ma la Cgil sembra avere posizioni più nette. "Mettiamola così, questa è
una vertenza nella quale l'opinione di noi sindacalisti ha un' importanza
relativa. Quello che conta veramente è ciò che pensa chi rischia di più, chi
potrebbe perdere il posto di lavoro. Sono loro che bisognerebbe
ascoltare". Non pensa che nel naufragio Alitalia anche il sindacato abbia
responsabilità? "Non era un' impresa capitalistica. E comunque nella nuova
compagnia cambieranno molte cose anche nel modo di fare sindacato. Le relazioni
sindacali non saranno più quelle di Alitalia e assomiglieranno più a quelle che ci sono alla Fiat o alla
Piaggio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 211 del
2008-09-04 pagina
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Malumori
nel centrodestra dopo le parole di Brunetta contro i sindacati e l'iniziativa
di Marrazzo Alemanno e il ministro agitano il Pdl "Il sindaco si è fatto
spiazzare" Berlusconi ha chiesto a Gianni Letta di
mediare con tutti gli attori del caso Alitalia ROBERTO MANIA ROMA - Renato Brunetta - con il suo
"Thatcherite style", come ha scritto l'Economist - ha scoperchiato il
vaso di Pandora. Perché il governo e la sua ampia maggioranza, comprese tutte
le derivazioni locali e gli intrecci di interessi, non sono compatti sul piano Alitalia, come invece appare. Con
la Lega che teme per Milano, e con An pronta ad alzare le barricate per Roma,
tanto più che il sindaco Gianni Alemanno è rimasto spiazzato dalla mossa della
Regione Lazio di Piero Marrazzo di candidarsi a far parte della cordata
Colaninno. E Forza Italia tentata, con Brunetta, Sacconi e Tremonti, dalla
prova di forza liberista. L'assenso dei sindacati (di tutti, da quelli dei
piloti fino alla Cgil di Guglielmo Epifani), allora, deve servire, come è stato
per i governi di centro sinistra, anche per mettere a tacere i possibili
dissidi. Così che dire - come ha fatto Brunetta - che si può andare avanti pure
senza intesa sindacale non è stato esattamente politically correct, nemmeno per
il centrodestra del Pdl. La conferma è arrivata, con malcelato nervosismo, dal
presidente della Commissione Lavoro della Camera, Stefano Saglia di An:
"Invitiamo Brunetta a mordersi la lingua". Questa, si sa, è una
partita decisiva per Berlusconi che, dopo aver portato con sé un pezzo della
Confindustria di Emma Marcegaglia e aver esaltato il ruolo "sociale"
di Banca Intesa di Corrado Passera, completerebbe il quadro con un accordo con
i sindacati, gli stessi che solo cinque mesi fa hanno fatto tornare a Parigi un
negoziatore tosto come Jean-Cyrill Spinetta, ceo di Air France. Compito arduo,
ma possibile tanto più che la compagnia della Magliana questa volta è davvero
fallita. La missione è stata affidata a Gianni Letta, sottosegretario alla
presidenza del Consiglio. è lui il vero garante dell'eventuale accordo. Per
questo - nonostante l'irritualità - si è presentato al tavolo del ministero del
Lavoro di Maurizio Sacconi. Quest'ultimo è l'unico esperto di trattative nel
governo ma con un rapporto eccessivamente preferenziale con la Cisl di Raffaele
Bonanni. E poi anche lui troppo "thatcheriano" se è vero - come ha
rivelato Brunetta - favorevole alla linea dura. è invece Letta che ha mantenuto
i contatti con i piloti, tradizionalmente simpatizzanti per la destra, e prova
il dialogo con la Cgil. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola
(Fi), infine, ha accettato non proprio con entusiasmo un ruolo da comprimario.
Alla fine i sindacati potrebbero essere decisivi anche per Alemanno. Nella
destra, infatti, sta crescendo il malumore per la scarsa presenza del sindaco
sul caso Alitalia. Certo ha chiesto ai ministri di An,
Altero Matteoli (Infrastrutture), e Andrea Ronchi (Politiche comunitarie), di
fare attenzione al ridimensionamento di Fiumicino. Ma poi è partito per un
pellegrinaggio in Terra Santa. "E si è fatto spiazzare da Marrazzo",
commentava ieri un autorevole esponente della maggioranza parlamentare. Ad
Alemanno, nonostante Brunetta, serve l'intesa sindacale.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La fuga in
avanti del commissario e i dubbi della Ue ANDREA BONANNI Il piano di
"salvataggio" dell'Alitalia, se dovesse passare così come è stato presentato, costerà ai
contribuenti italiani oltre un miliardo di euro: molto più di quello che
sarebbe costata alle casse pubbliche la vendita della compagnia ad Air France.
Inoltre stabilirà una situazione di quasi monopolio su alcune rotte lucrative,
in particolare la Milano- Roma, e dunque costerà caro anche ai
consumatori che pagheranno più salati i loro biglietti aerei. A difesa dei
cittadini, siano essi consumatori o contribuenti, i governi europei hanno da
molti decenni affidato alla Commissione di Bruxelles i poteri di autorità
garante della concorrenza: incaricata di impedire che i governi usino il denaro
pubblico per ricavarne dividendi politici, o che i privati si arricchiscano
sfruttando situazioni di vantaggio garantite loro dai poteri pubblici. Se
dunque l'attuale maggioranza di centrodestra, dopo aver fatto surrettiziamente
naufragare il progetto di vendita ad Air France, si proponesse ora di far
pagare ai consumatori e ai contribuenti le proprie ambizioni politiche con un
salvataggio pasticciato della ex compagnia di bandiera, gli italiani dovrebbero
poter guardare con fiducia al fatto che Bruxelles tutelerà comunque i loro
legittimi interessi e garantirà che il mercato aereo in Italia resti davvero
libero e aperto per il bene di tutti. Purtroppo è lecito nutrire qualche dubbio
in proposito. Infatti al momento di sostituire il commissario alla Giustizia,
Franco Frattini, chiamato a fare il ministro degli esteri, Berlusconi ha
mandato a Bruxelles il suo fedelissimo Antonio Tajani. Ma ha anche negoziato
per lui un cambio di portafoglio grazie al quale gli è stata affidata la
competenza sui trasporti. Questo pone Tajani in una posizione delicatissima. Il
suo interesse politico è evidentemente quello di favorire il piano del governo
che lo ha nominato. Il suo dovere istituzionale è invece quello di sorvegliare
con severità che questo piano non presenti elementi di aiuti di stato che
risultino in una distorsione della concorrenza. Come commissario Tajani ha
giurato di anteporre gli interessi europei a quelli nazionali e di fronte al
Parlamento europeo si è solennemente impegnato ad essere imparziale. Tutti gli
occhi sono puntati su di lui. Suscita quindi qualche legittimo sconcerto il
fatto che l'altro ieri, prima ancora che Colaninno venisse a Bruxelles per
illustrare ai tecnici della Commissione il suo piano di salvataggio dell'Alitalia, Tajani si sia impegnato con una dichiarazione in
cui sostiene che "il piano è positivo dal punto di vista della
partecipazione dei privati che favorisce il mercato e la concorrenza". In
termini economici, questa è una castroneria bella e buona. La partecipazione
dei privati, in sé, non garantisce affatto né il mercato né la concorrenza.
Questo è esattamente il motivo per cui alla Commissione sono state attribuite
funzioni di sorveglianza: per impedire che gli imprenditori pubblici o privati
distorcano il mercato. In termini politici, la dichiarazione di Tajani è
quantomeno un'imprudenza. Prima di pronunciarsi dovrebbe almeno aspettare che i
suoi tecnici esaminino il problema, visto che le sue competenze in materia non
paiono propriamente brillanti. Per fortuna Tajani non è solo a giudicare. La
Commissione Trasporti del Parlamento europeo lo ha già convocato per rendere
conto delle sue dichiarazioni. E comunque una eventuale decisione sul piano Alitalia dipenderà dal voto del collegio dei Commissari, e
potrà sempre essere impugnata di fronte alla Corte di Giustizia. Il commissario
farebbe bene a ricordarselo nel muoversi su un terreno così spinoso, ed
evidentemente a lui non troppo familiare.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "La
Regione Lazio dentro Alitalia" La richiesta di Marrazzo.
Brunetta: accordo anche senza sindacato Colaninno ha presentato il piano alla
Commissione europea LUCIO CILLIS ALBERTO D'ARGENIO ROMA - Il governatore del
Lazio, Piero Marrazzo, annuncia il possibile ingresso della Regione nella newco
che controllerà la nuova Alitalia con una quota di 10
milioni di euro (ma si parla di un possibile aumento a 20 milioni). "Non
un tentativo di entrare nel business del settore aereo - spiega Marrazzo, che
oggi incontrerà Roberto Colaninno - ma la necessità di entrare con un ruolo di
garanzia nel cda di Compagnia aerea italiana". Una mossa che sembra
spiazzare il Campidoglio. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si affretta a
spiegare che "il Comune segue con la massima attenzione lo sviluppo della
situazione Alitalia e collabora lealmente con tutte le
altre istituzioni locali per sviluppare una strategia comune a difesa dei
nostri interessi territoriali e dei livelli occupazionali. Ma - aggiunge -
occorre che non ci siano strumentalizzazioni e proclami politici che rischiano
di surriscaldare inutilmente un contesto già difficile". Nel contempo
monta la tensione tra i sindacati e il ministro della Funzione pubblica, Renato
Brunetta, che ieri ha sottolineato come l'operazione Fenice possa procedere
anche senza l'accordo con i rappresentanti dei lavoratori, incassando peraltro
critiche anche dall'interno della maggioranza: "Vorrei ricordare - ha
detto Brunetta - che la situazione di Alitalia è il
prodotto di cattiva politica certamente, ma anche di cattivo sindacato".
Dal ministro parte poi un chiaro segnale al resto del governo sulla questione
del ricollocamento nella pubblica amministrazione degli esuberi: "Neanche
uno nella Pa - avverte - altrimenti me ne vado". Intanto, sempre ieri,
Roberto Colaninno e i rappresentanti di Intesa Sanpaolo si sono recati a
Bruxelles per presentare "gli orientamenti del piano industriale"
della nuova Alitalia agli uffici del Commissario
europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Si è trattato di un incontro tecnico
definito "fruttuoso" dai suoi protagonisti, che hanno aperto un
canale di comunicazione con lo scopo di evitare incongruenze con il diritto Ue
tanto nell'applicazione del decreto varato dal governo per modificare la
Marzano quanto nel nuovo piano industriale. Alcuni dei punti problematici
potrebbero riguardare i nuovi contratti della Cai (Bruxelles
chiede un discontinuità rispetto a quelli di Alitalia), la cessione degli asset della compagnia di bandiera al nuovo
vettore (che dovrà avvenire a prezzo di mercato) e l'operazione che ha portato
alla nascita della "bad company" che erediterà le passività di Alitalia (non dovranno essere coperte
con soldi pubblici). E i problemi potrebbero arrivare anche dalla
sospensione dei poteri dell'Antitrust nazionale nel settore aereo domestico,
per evitare la cessione delle rotte Milano-Roma gestite in monopolio dalla Cai
in seguito all'ingresso di Air One. Scoglio superabile se gli azionisti
dell'aviolinea non avranno il controllo diretto della società, in modo da non
sommare i fatturati dei suoi soci attivando così lo scrutinio dell'Antitrust
Ue.
( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia D'Alema
"Altro che la mia merchant bank" ROMA - "Mi accusarono di aver
fatto di palazzo Chigi una "merchant bank" e io invece feci
l'opposto: mi rifiutai di intervenire con la forza del governo per garantire i
poteri forti e me l'hanno fatta pagare". Massimo D'Alema, parlando del salvataggio Alitalia, ricorda le critiche al suo governo. "Su Alitalia - afferma D'Alema, a Firenze
per la festa del Pd - io distinguo tra un'operazione politica grave e negativa,
che lascia allibiti dal punto di vista delle regole di mercato e che scarica il
costo sulla collettività, e gli imprenditori che fanno gli imprenditori e con i
quali non dobbiamo polemizzare".
( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
FORUM AMBROSETTI La
Cernobbio ufficiale avvolta nel mistero Il tradizionale raduno del gotha
dell'economia e della finanza mondiale a Cernobbio è avvolto nel mistero. Nulla
si sa della platea e poco persino dei relatori. La trentaquattresima edizione
del workshop organizzato dallo studio Ambrosetti a Cernobbio (Como) si apre
venerdì, fino a domenica. "Lo scenario di oggi e di domani per le
strategie competitive", il tema di quest'anno. Lo schema è quello consueto
con il primo giorno (venerdì) dedicato dall'analisi della situazione mondiale,
per passare poi all'Europa (sabato) e infine alla situazione italiana
(domenica). Saranno presenti vari commissari europei, oltre a ministri, italiani
e europei. Pare che Berlusconi non parteciperà, in compenso Tremonti avrebbe
assicurato la sua presenza per tutti e tre i giorni. Infine, studiosi, esperti,
economisti, banchieri e, guest star, il vicepresidente americano Dick Cheney.
Il contesto è quello della crisi mondiale. Nella giornata di apertura dunque
non si potrà svicolare dal tema. Sabato sarà la volta dell'Europa, ed è
previsto l'intervento di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica. In
questa occasione saranno discussi i temi che riguardano lo sviluppo economico e
competitivo delle imprese italiane radicate all'estero e, per l'occasione (proprio mentre si decide di fare di Alitalia una compagnuccia a distintivo - per ora italiano) verrà anche
presentata una ricerca dal titolo "Il futuro del sistema del trasporto
aereo: una sfida chiave per l'Italia e l'Europa". Domenica infine il focus
dei lavori sarà dedicato alla presentazione della ricerca "Il sistema
educativo in Italia: sei proposte per contrastare l'emergenza".
( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I quattro
"toccasana" con cui la destra distrugge la scuola
L'ARTICOLO Alba Sasso pagina 12 CALCIO | PAGINA 4 Tifoserie e camorra, scontro
tra La Russa e il capo della polizia ALITALIA | PAGINA 6 Regione Lazio:
vogliamo entrare nella Compagnia STATI UNITI | PAGINA 11 Convention
repubblicana, l'America irreale dei Bush e il patriottismo di McCain.
( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
IL COMMENTO Un segno
di vita nel deserto del business Francesco Piccioni Il fatto nuovo che nessuno
si aspettava. La Regione Lazio, invece di restare alla finestra e piatire un
qualche residuo di attenzione per lo scalo di Fiumicino - l'unico vero hub
aeroportuale del paese, il baricentro geografico su cui è
stata storicamente costruita l'Alitalia - ha scelto di giocare un ruolo attivo. E si offre di entrare
nella Compagnia aerea italiana, che prenderà il controllo della
"polpa" ancora contenuta nelle attività di volo. Viste le cifre impegnate
dai 16 imprenditori privati - non più di 100 milioni, per il nucleo fondatore;
la metà per gli altri - non si tratta di un passo finanziariamente azzardato.
Ma soprattutto dimostra senso di responsabilità politica verso il territorio
che amministra insieme alla Provincia e al Comune di Roma. Non attende la
catastrofe annunciata - il ridimensionamento della compagnia e di Fiumicino
avrebbe consueguenze occupazionali negative valutabili in decine di migliaia di
posti di lavoro, tra diretti e indotto - e la prevedibile, lunga, teoria di
interventi disperati su singole imprese in liquidazione. La giunta Marrazzo,
nonostante i numerosi problemi fin qui incontrati, prova a prendere il toro per
le corna e cogestire una trasformazione altrimenti senza rete. Difficilmente
gli verrà permesso, anche se nulla osta - né nelle teorie iperliberiste, né
tantomeno nella pratica quotidiana internazionale del trasporto aereo - a che
un soggetto pubblico entri nella composizione societaria di un'azienda.
Portandovi altre logiche e interessi, ovviamente, diversi dal solo
raggiungimento del massimo profitto "per gli azionisti". Air
France-Klm ha addirittura una maggioranza di controllo (circa il 30%) derivante
dalla somma delle azioni direttamente possedute dallo stato e di quelle in mano
ai dipendenti. Numerose compagnie low cost (Ryanair su tutte) ricevono
incentivi economici da parte di enti locali (oltre che sponsor privati) per
raggiungere certi scali altrimenti dimenticabili. Non sono considerati
"aiuti di stato", ma certo non si può negare in essi un qualche
intervento di "parastato", visto che si tratta di soldi pubblici
direttamente trasferiti nelle tasche di vettori privati (i quali, altrimenti,
non potrebbero mai praticare tariffe scontate oltre i limiti del ridicolo). C'è
la rivendicazione esplicita di un "ruolo di garanzia" nei confronti
del territorio di riferimento. Ma anche una capacità di visione della natura
dell'azienda Alitalia che sembra ben superiore a
quella mostrata fin qui dalla "cordata". Basta guardare l'opposta
attenzione riservata al traffico intercontinentale, pressoché in liquidazione
nel "piano Cai". Nel piattume delle condanne "democratiche"
per la procedura berlusconiana - tutte stancamente incentrate sul "così
non si fa, in regime di mercato" - appare come il primo vero segno di
vitalità di una pubblica istituzione in difesa dei suoi amministrati in carne e
ossa e redditi.
( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
LA CORDATA Un sicuro
vincitore già alla partenza: Carlo Toto, patron di AirOne Tra i maggiori
beneficati dell'operazione salvataggio sembra a questo punto emergere proprio
Carlo Toto, patron di AirOne. La sua azienda verrà sciolta per confluire nella
nuova, con una valutazione di circa 300 milioni (400, invece, per le
"parti buone" di Alitalia). Con ciò Toto sistemerebbe i suoi 200 milioni di debiti con
IntesaSanPaolo (il regista dell'operazione); gliene rimarrebbero 100 per
partecipare come azionista alla pari con gli altri 15 della cordata. Ma il suo
vero affare sarebbe a quel punto l'affitto in leasing degli Airbus che ha
prenotato per i prossimi anni (71 modelli A320, dodici A330 e
altrettanti A350). Un business di tutto riposo e di sicura redditività: la vera
specialità dei cosiddetti "imprenditori" italiani.
( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
· Richiesto l'ingresso nel capitale della nuova Compagnia aerea italiana La
mossa della Regione Lazio Colaninno all'esame di Bruxelles. Oggi "il
piano" davanti ai sindacati Fr. Pi. Locale e continentale. Una compagnia
aerea dovrebbe saper gestire i due diversi punti di vista. Se non altro perché, come si è
visto ieri, può accadere che il capocordata di nuovi acquirenti di Alitalia - Roberto Colaninno - si ritrovi a Bruxelles per
"incontri tecnici" con la Commissione europea mentre, a Roma, la
Regione Lazio chiede di entrare nel capitale della nuova società, la Compagnia
aerea italiana (Cai). Non è affatto detto che le due visioni vengano effettivamente
"contemperate", ma intanto la regione ci prova: oggi il presidente
Piero Marrazzo incontrerà Colaninno per esporgli la proposta della sua giunta.
Da palazzo Berlaymont, sede della Commissione, Colaninno è uscito dopo un paio
d'ore senza rilasciare alcuna dichiarazione. Non è da qui che dovrebbero
arrivare i problemi, per i nuovi soci. Il commissario ai trasporti è Antonio
Tajani; improbabile che voglia tirare uno sgambetto al suo pigmalione Silvio
Berlusconi, impegnato nella prima vera grana della sua terza legislatura da
premier. Sul fronte societario tutto procede come previsto. Ieri
l'amministratore delegato della Cai, Rocco Sabelli, si è incontrato con Augusto
Fantozzi, a sua volta fresco di nomina come commissario straordinario di Alitalia. L'offerta per l'"acquisto di compendi
aziendali costituenti parti significative delle attività del gruppo" è
stata ufficializzata nelle sue mani lunedì sera, appena uscito dal primo
incontro con i sindacati. Ora dovrà "valutarla", anche se già la riconosce
come "volta a soddisfare le finalità del decreto" che ha riformato la
legge Marzano. Sulla giornata ha aleggiato per qualche decina di minuti la
provocazione a freddo di Renato Brunetta, ministro (della funzione pubblica)
nemmeno ammesso al tavolo delle trattative. Nella quotidiana intervista spesa
contro il sindacato, è arrivato a rimproverare all' advisor del progetto di
salvataggio della compagnia - Corrado Passera - per aver detto "se il
sindacato non è d'accordo, salta tutto". Per lui, infatti, si dovrebbe
"andare avanti lo stesso". Insomma: il "prendere o
lasciare" dettato da Berlusconi e rifiutato da tutte e nove le sigle
presenti in azienda. E' stato sistemato in poche battute dal suo collega al
welfare - Maurizio Sacconi, altro pasdaran del ridimensionamento strategico del
sindacato - che ha invece voluto sottolineare come, al tavolo, abbia notato
funzionari "disposti a entrare nel merito, preoccupati del fallimento di Alitalia e consapevoli di avere pochi giorni davanti". Acqua
sul fuoco delle relazioni industriali, insomma, in una fase delicatissima. Oggi
alle 15 governo e sindacaati torneranno a misurarsi nella sede del ministero
del lavoro. E "il piano" dovrà essere finalmente reso noto anche ai
diretti interessati. E' la condizione posta, del resto per poter cominciare a
discutere nel merito; prima delle prospettive industriali, poi - e solo come
conseguenza di scelte dolorose ma condivise - di ricadute occupazionali.
Proprio su questo fronte le innumerevoli indiscrezioni sui contenuti del
"piano" disegnano un quadro assai più drammatico di quello suggerito
(e poi ritrattato) dallo stesso Sacconi. Si parla infatti di un "perimetro
aziendale" contenente 11.000, massimo 12.000 dipendenti. Ma la nuova compagnia
comprenderà sia i 18.500 dipendenti dell'attuale Alitalia
che i
( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Scuola pubblica, i
quattro "toccasana" Alba Sasso L'obiettivo del terzo governo
Berlusconi sulla scuola è ormai chiaro: impoverire in tutti i sensi la scuola
pubblica che c'è (tagli di risorse, riduzione di insegnanti, maestro unico
nella elementare, chiusura di scuole, riduzione di orario...) ma soprattutto
deistituzionalizzare il sistema pubblico dell'istruzione. In altre parole
considerare - e agire di conseguenza la scuola esclusivo servizio e non
istituzione. Servizio a domanda individuale e non luogo della responsabilità
dello stato nei confronti della formazione e della crescita delle nuove
generazioni. E' questo il passaggio, la scelta di fondo, che cammina su quattro
pilastri affogati nel dibattito di questa estate tra grembiulini, voti in
condotta e quintalate di insulti sugli insegnanti, soprattutto meridionali. Ma,
piccola digressione, come appare sempre più risibile la pretesa di combattere
il bullismo, quello profondo e patologico, con i voti in condotta, alla luce
degli episodi sull'eurostar Napoli /Roma del 31 agosto! I quattro punti di una
politica dunque di destrutturazione e privatizzazione del sistema di istruzione
sono: sussidiarietà, scuole trasformate in fondazioni, chiamata diretta degli
insegnanti da parte delle scuole, abolizione del valore legale del titolo di
studio. Di sussidiarietà Gelmini aveva già parlato prima di diventare ministro,
col disegno di legge presentato sul finire della precedente legislatura.
Significa ruolo residuale dello stato rispetto all'iniziativa privata sul
terreno della formazione. In quel progetto di legge, manifesto ideologico della
sua politica, Gelmini riproponeva i voucher formativi per le famiglie da
spendere nelle scuole pubbliche o private. E nelle prime dichiarazioni del suo
governo ha richiamato come esempio il buono scuola lombardo. Trasformare le
scuole in fondazioni, con interventi finanziari di privati e taglio
dell'investimento pubblico, significa non solo creare una gerarchia tra scuole
(visto che per le caratteristiche del capitalismo italiano i finanziatori
privati ove mai decidano di intervenire lo farebbero solo in certe realtà e
certo non a scopi filantropici - la vicenda Alitalia docet ), ma abbandonarne molte
a un destino di marginalità. Pensiamo a tante scuole del periferie del nord e
del sud. Altro che concorrenza! Perché nessuno è riuscito a dimostrare che la
competizione tra scuole, anche in paesi di tradizione liberista, riesca a
migliorare la qualità degli apprendimenti per tutti. Anche la chiamata
diretta degli insegnanti da parte delle scuole - già prevista dalla legge
Moratti e riproposta con determinazione dal disegno di legge Aprea - è una
scelta di privatizzazione del sistema. Una chiamata su base fiduciaria colpisce
la libertà di insegnamento, la responsabilità più generale del processo
educativo. Il passaggio da un ruolo di dipendente pubblico (che oggi è quasi
una cattiva parola) a quello di dipendente privato. Infine, ma questo sostiene Gelmini
sarà il coronamento del processo riformatore, l'abolizione del valore legale
del titolo di studio. Tutti ne parlano come di un toccasana per il sistema
formativo. In realtà poiché neppure nei paesi di tradizione anglosassone si
accede al lavoro senza un titolo di studio la questione è un'altra o meglio
altre due. Da un lato il problema di certificare le competenze acquisite e la
qualità del processo di formazione. Ma per questo non sarebbe meglio
intervenire e potenziare da un lato l'Invalsi (Istituto nazionale per la
valutazione del sistema scolastico) e l'Anvur (Agenzia di valutazione per
università e ricerca) piuttosto che ipotizzare la proliferazione di
improvvisate agenzie di rating ? D'altra parte, poiché possono rilasciare
titolo avente valore legale solo strutture pubbliche autorizzate e accreditate,
la cancellazione del valore legale potrebbe far fiorire enti formativi (scuole
e università) con programmi e percorsi di istruzione fuori "norma".
In conclusione la privatizzazione del sistema serve a migliorarne la qualità,
per tutti? I paesi che lo hanno sperimentato, come gli Stati uniti, escono con
le ossa meno rotte dalle comparazioni internazionali? Perché Obama sente il
bisogno di ribadire alla Convention democratica che uno dei suoi impegni sarà
garantire un'istruzione di qualità a ogni bambino e assumere tanti insegnanti,
riprendendo il progetto clintoniano del " nobody child left behind "?
Perché sa, e lo ha detto, una cosa elementare. Che più istruzione per tutti
serve a far crescere non solo l'economia ma la civiltà di un paese. In Italia
invece torniamo allegramente indietro. Ci siamo dimenticati nel decreto
Tremonti la riduzione dell'obbligo di istruzione? Viene meno col progetto della
Gelmini non solo l'idea di una scuola inclusiva ma l'idea di una società
inclusiva, solidale. Dove il merito non dipenda solo da dove si è nati e dalla
famiglia in cui si è nati. Altro che istruzione come strumento di mobilità
sociale. L'istruzione sarà di chi se la potrà pagare. I bambini della scuola elementare
statale avranno meno ore , meno insegnanti e meno opportunità di imparare e
approfondire. Proprio oggi che serve sapere di più in ogni età della vita. Ai
tempi miei - dicono in tanti a cominciare da Piero Citati - andava bene così.
Appunto. Ma siamo sicuri che questo non sia un pensiero regressivo,
consolatorio, da nostalgici della maestrina dalla penna rossa? Mette paura
l'indifferenza con cui il governo si confronta con questi problemi. Noi abbiamo
bisogno di far cassa e questo conta. Lo stato non può spendere e se bambini e
ragazzi saranno un po' più ignoranti ci pensino famiglie e privati a risolvere
i problemi. Certo che la scuola italiana ha tanti punti di sofferenza e di
difficoltà e che riflette perdita di senso e disgregazione sociale. Ma è insano
cominciare, per voler riformare, a scardinare con ferocia uno dei punti di
eccellenza del sistema italiano e cioè la scuola elementare. E' insano
impoverire i punti più deboli del sistema, quelli che avrebbero bisogno di
maggiore attenzione (dal sostegno ai soggetti diversamente abili, alla
possibilità di una reale integrazione tra diversi). E'insano infine pensare che
isole di qualità, ammesso che la qualità debba essere riservata a pochi,
possano far funzionare meglio l'intero sistema. In un paese in cui più della
metà della popolazione adulta ha solo il diploma di terza media. Si tratta
allora di una scelta precisa, e insieme di una resa, destinata a approfondire
sempre più insopportabili gerarchie sociali e culturali. Tutto questo è cattiva
ideologia. Che tenta di giustificare la scelta di tagliare la spesa gettando
discredito sulla scuola pubblica. Vada in giro ministra Gelmini per le scuole,
si porti anche Tremonti, se crede. Cominci a conoscere questo sistema e questi
insegnanti, poi potrà ricominciare a parlarne.
( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
È
polemica sulla richiesta del Governatore di sottoscrivere una quota della nuova
compagnia Marrazzo: la Regione Lazio in Alitalia Alemanno: no a
strumentalizzazioni politiche. Brunetta: avanti anche senza i sindacati.
( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Una decina di
giorni, al massimo entro il mese di settembre. Intanto il governatore del
Lazio, Piero Marrazzo, ha chiesto di poter entrare nel pool della nuova
compagnia e avrebbe messo a disposizione 10 milioni. "Vogliamo difendere
gli interessi di Roma e del Lazio". Replica del sindaco di Roma, Gianni
Alemanno: "Pronti a collaborare, ma vanno evitate le
strumentalizzazioni". Secco "no" dalla Regione Lombardia:
"Non siamo interessati ad entrare nella nuova compagnia". I sindacati
oggi chiederanno al governo di affrontare la discussione del piano industriale
prima di ogni intervento sugli esuberi.
( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MAURIZIO COSTANZO
INDUCE quasi a simpatia l'ex uragano Gustav declassato a tempesta tropicale. È
pur sempre temibile ma rispetto a quello che era, è come se fosse diventato un
temporale estivo. Il rapporto che tante popolazioni hanno con gli uragani è
interessante e bizzarro. È, comunque, qualcosa di diverso
dal rapporto che abbiamo con il clima. Mi auguro che la trattativa riguardante
il futuro di Alitalia vada
in porto positivamente. Qui non si tratta di buoni o di cattivi, ma di un
obbligatorio risultato nel nome di migliaia di famiglie.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-04 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Provincia IL PRESIDENTE PENATI
"Vendo quote Sea" "Marrazzo dice che la Regione Lazio entrerà
nel capitale della futura compagnia aerea? Allora io sono disposto a comprare
la nuova Alitalia e a
vendere Sea". è la provocazione di Filippo Penati: "Su Milano c'è un
silenzio assordante". A PAGINA 4 Cremonesi.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-04 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE La polemica La provocazione del presidente della
Provincia: a Milano non si decide nulla, meglio entrare nella NewCo L'affondo
di Penati: vendo Sea e compro la nuova Alitalia "Vendo Sea e compro la
nuova Alitalia. Tanto,
anche per Milano, le decisioni si prendono lì". La provocazione è di Filippo
Penati, e fa seguito all'annuncio del governatore del Lazio Piero Marrazzo: il
governatore romano ha annunciato l'intenzione della Regione di entrare nel
capitale della futura compagnia aerea per meglio tutelare gli interessi del
territorio. Marrazzo, che oggi incontrerà il numero uno della Compagnia
aerea italiana (Cai) Roberto Colaninno, ha suggerito che anche la Regione
Lombardia possa entrare nel capitale della nuova Alitalia
"per garantire che la strategicità di cui si parla rimanga effettivamente legata
al territorio ". Ma, appunto, Penati sente il bisogno di togliersi qualche
sassolino dalla scarpa. Presidente, vuole davvero entrare nella Cai? "Io
parto da una considerazione che è ormai sotto gli occhi di tutti. Su Milano e -
peggio ancora - da parte di Milano, c'è un silenzio assordante sulla vicenda
della nuova Alitalia. Nessuno dice nulla. A partire
dal governo, che è letteralmente scomparso. Tra l'altro, ho inviato due
telegrammi a Palazzo Chigi chiedendo un incontro e a oggi non c'è stata alcuna
risposta ". Ma a Milano cosa imputa? "Sempre questo sconcertante
silenzio. Da parte di Assolombarda e del mondo imprenditoriale, certamente. E
soprattutto vedo questa incredibile prudenza del sindaco Letizia Moratti tesa
più a non disturbare l'operazione del governo che non a chiedere garanzie per
il sistema aeroportuale milanese, di cui il Comune è peraltro proprietario
all'85 per cento". Secondo lei, come mai? "Mi pare che l'attenzione
sia volta, più che a difendere gli interessi del territorio, a proteggere gli
investimenti dei gruppi economici impegnati nella nuova Alitalia.
Che a Milano sono ben presenti e sono di peso". E così, vuole entrare
anche se il tavolo continua a non riunirsi, è chiaro che il luogo dove si può tutelare
il sistema aeroportuale lombardo è dentro la nuova società. Certamente, stare
in Sea è del tutto inutile ". lei nella nuova Alitalia?
"Io prendo atto di come stanno le cose. è evidente che però, in queste
condizioni, la comunità milanese dovrà trovare altre forme per tutelare i
propri interessi. Guardi, io proprio non vorrei vedere che, alla fine di tutta
l'operazione, non si aggiunga al declassamento di Malpensa il pesante
ridimensionamento di Linate. Sarebbe una cosa fuori dal mondo, di cui qualcuno
dovrà rispondere". Ma è una provocazione o lei pensa davvero di
partecipare alla NewCo? "Ma scusi: se il silenzio continua, se l'impegno
di Milano resta quello di questi giorni, Addirittura? "Non c'è dubbio. Noi
deteniamo quasi il 15% del capitale, eppure non siamo nel cda. Quando abbiamo
chiesto la convocazione dell'assemblea dei soci, ci han risposto picche. Ma noi
non intendiamo stare a guardare mentre si fa carne da macello degli aeroporti
". E quindi potreste vendere Sea? "Certo. Se sono ancora aperte le
iscrizioni, potremmo cedere la nostra partecipazione, che vale circa 250
milioni, e impiegare quelle risorse all'interno della nuova compagnia ".
Marco Cremonesi I telegrammi Il governo è scomparso. Ho inviato due telegrammi
a Palazzo Chigi. Finora non c'è stata risposta La prudenza E anche Milano è
assente. Da parte del sindaco Moratti vedo un'incredibile prudenza Provincia
L'affondo di Filippo Penati.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-04 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Svolta Dopo le critiche del partito al piano di Berlusconi Marrazzo
spiazza il Pd: Regione Lazio in Alitalia ROMA - Tra i 10 e i 20 milioni di euro. E' quanto è pronta a
mettere sul piatto la Regione Lazio per entrare nella cordata Alitalia. Lo ha detto il governatore
Piero Marrazzo (centrosinistra). Malumore e imbarazzo nel Pd, che ha duramente
criticato il piano per salvare la compagnia di bandiera. ALLE PAGG. 8 E
9 Baccaro, Foschi, Sideri.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-04 num: - pag: 1 autore: di
DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE L'AUTUNNO DEL SINDACATO IL CORAGGIO E LA
FORTUNA La saggezza popolare sostiene che la fortuna aiuta gli audaci. Ma
l'Italia è anomala anche in questo. Almeno in un caso, quello del sindacato, la
Dea bendata sembra andare in soccorso dei pavidi. Nonostante Cgil-Cisl-Uil
vengano da anni di scelte rinviate e di coraggio archiviato hanno ora, in
settembre o al massimo nelle settimane successive, la possibilità di
ricominciare. Di chiudere la lunga stagione dei no e tornare al centro della
scena politica. Il primo nodo riguarda il risanamento e la privatizzazione
dell'Alitalia. Si discuta e si
negozi la quantità e la gestione degli esuberi ma il salto che i sindacati
devono fare è un altro: rinunciare al consociativismo aereo. Quello statuto materiale
che ha fatto della compagnia di bandiera un' azienda extra-mercato dove non
valgono le regole standard dell'industria privata e le rappresentanze non sono
mai elette direttamente dai lavoratori. Per evitare di rompere questo
schema il sindacato ha detto no in primavera all'offerta avanzata da Air
France, ma ora il tempo è scaduto. Con la consueta lucidità Nicola Rossi ha
fotografato così la situazione: "La richiesta Cgil di discutere il piano è
irragionevole, spero che evitino nuovi errori". La seconda scelta-chiave
di questi giorni investe la riforma della contrattazione. Il paradosso di cui
soffrono i lavoratori italiani è quello di avere il sindacato più forte
d'Europa e le paghe più basse. Non può durare all'infinito. E' dunque più che
legittimo aspettarsi che i vertici di Cgil-Cisl-Uil si chiudano in una stanza
con i rappresentanti della Confindustria e ne escano con un'intesa che scambi
incrementi di produttività con vantaggi salariali. Non è difficile. C'è un
tavolo di negoziazione aperto, si tratta di tagliarsi i ponti alle spalle e
capire, da parte del sindacato, che questa è l'ultima chance per tornare a
contare qualcosa in materia di distribuzione del reddito. Il terzo crocevia è
rappresentato dalla "questione fannulloni". L'iniziativa tambureggiante
del ministro Renato Brunetta ha aperto varchi tra gli assenteisti
professionali. Il sindacato, invece, è stato reticente o è rimasto sulla
difensiva (abbracciando il noto slogan: "Il problema è ben altro").
Eppure è facile individuare cosa si deve fare: definire d'intesa con il governo
un codice di comportamento sperimentale che elimini le punte più sfacciate di
assenteismo e crei i presupposti per costruire un nuovo sistema di sanzioni e
incentivi. Se Cgil-Cisl-Uil facessero queste cose, quasi d'incanto potrebbero
recuperare il rapporto con l'opinione pubblica e si ritroverebbero protagonisti
della transizione italiana verso il moderno. Se scegliessero questa strada
farebbero un favore a se stessi prima che a Silvio Berlusconi. Non sarebbero conteggiati
tra i "traditori" perché i governi cambiano e le rappresentanze
sociali lavorano su tempi più lunghi. E comunque, restando pregiudizialmente
pavido, il sindacato non aiuterebbe il Pd a uscire dal suo travaglio, perché la
crisi d'identità dei democrat ha radici e articolazioni che poco hanno a che
vedere con la privatizzazione dell'Alitalia, le regole
della contrattazione e la lotta all'assenteismo. Ps. C'è qualcuno nel sindacato
che nutre il pur minimo dubbio su cosa avrebbe scelto in una situazione del
genere Luciano Lama? ddivico@rcs.it.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE A Viterbo Il capo del governo aveva preso un impegno con le suore
di clausura: lo devo alla memoria di mia madre E Silvio va alla processione di
Santa Rosa: promessa mantenuta DAL NOSTRO INVIATO VITERBO - Cinque mesi fa
aveva fatto una promessa solenne alle suore di clausura che conservano il culto
e la memoria di Santa Rosa. Era entrato nel convento, aveva ascoltato la storia
delle reliquie della santa morta nel 1251 e risposto positivamente all'invito:
"Verrò senz'altro alla festa, lo devo alla memoria di mia madre".
Ieri sera, Silvio Berlusconi ha mantenuto la promessa. La mamma del capo del
governo, Rosa, era una fervente cattolica ed era soprattutto devota della santa
cara ai viterbesi. Il presidente del Consiglio è arrivato a Viterbo intorno
alle nove e ha bloccato per la prima volta nella storia la processione del
carro della santa. Ha varcato il portone della Prefettura in leggero ritardo
sul programma e in ritardo, di conseguenza, si è mossa la "macchina",
che da secoli porta in processione la statua di Santa Rosa. "Questa
manifestazione mi è cara per la memoria di mia madre, sono felice perché il
calore con cui mi ha accolto questa folla testimonia la popolarità del governo,
arrivata in questi giorni al 67%". Alle dieci di sera Berlusconi si è
affacciato al balcone principale del Comune, attiguo alla Prefettura, accolto
dalle grida ritmate della popolazione e dai cori che inneggiavano al suo nome.
Ad attendere il presidente del Consiglio c'erano il prefetto, il sindaco della
città - amministrata dal centrodestra - i capigruppo del Popolo della libertà
in Parlamento, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il commissario europeo
ai Trasporti, Antonio Tajani, e il segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro
Masi. Alle domande dei cronisti su Alitalia e sulle polemiche relative ai
tifosi del Napoli, il premier ha risposto mostrando interesse solo per la
cerimonia religiosa: "Sono qui solo perché ho fatto una promessa e perché
io le promesse le mantengo. Ho dato la mia parola in campagna elettorale, onoro
la memoria di mia madre e la sua devozione per Santa Rosa". Camicia
scura, completo blu notte, Berlusconi è arrivato nel capoluogo della Tuscia in
elicottero, promettendo che si farà il possibile per aprire l'aeroporto di
Viterbo e mostrando interesse per gli affreschi del palazzo comunale e per le
memorie artistiche dei Papi che la città ha ospitato. Al termine della serata
il capo del governo si è intrattenuto con i "facchini", che per
cinquecento metri hanno portato a spalla, come ogni anno, il carro di Santa
Rosa. Poi una battuta che non poteva mancare: "Sono giorni che mi alleno,
pensando di dover portare a spalla il carro della santa, e invece solo qualche
foto" . Marco Galluzzo Il rito Dal 1258 La macchina di Santa Rosa ( nella
foto), baldacchino alto
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio La compagnia La scelta di Marrazzo:
"Pronto a entrare in Alitalia" Brunetta: avanti anche senza l'accordo dei sindacati. Colaninno
a Bruxelles Galan: "Ma come fa il Lazio? Non ha nemmeno gli occhi per
piangere, ridicolo che voglia metterci soldi" ROMA - Un'offerta tra i 10 e
i 20 milioni per entrare nella cordata che rileverà Alitalia. E' la proposta del "governatore " della
Regione Lazio, Piero Marrazzo, avanzata ieri nel corso del tavolo
interistituzionale dedicato alla crisi. Due le condizioni poste: che la nuova
compagnia "sia competitiva" e che "difenda lo sviluppo del
territorio e di Aeroporti di Roma". Marrazzo ha poi invitato il collega
della Lombardia, Roberto Formigoni, a fare altrettanto. L'iniziativa ha
suscitato, tra gli altri, il commento beffardo del presidente del Veneto,
Giancarlo Galan: "Una Regione, quella del Lazio, che non ha neppure gli
occhi per piangere e, quindi sanare i buchi della propria sanità, si espone al
ridicolo volendo entrare a far parte della nuova Alitalia".
Ha detto di voler "capire di più" il sindaco di Roma, Gianni
Alemanno, apparso irritato per la fuga in avanti: "Per mantenere una strategia
comune - ha osservato - bisognerebbe confrontarsi fra le istituzioni prima di
lanciare proposte operative ". Marrazzo incontrerà oggi il capo-cordata
Roberto Colaninno per illustrargli la proposta. Questi ieri è stato ricevuto a
Bruxelles dai servizi del commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Al
centro del confronto, soprattutto le norme che consentiranno la creazione di
una bad company, tanto per l'aspetto che riguarda i creditori quanto per quello
dei lavoratori. Nel mirino Ue ci sarebbe anche la norma che sospende per tre
anni le regole Antitrust. Ieri intanto il commissario Augusto Fantozzi ha
ricevuto ulteriori chiarimenti sull'offerta da circa 400 milioni
dall'amministratore della Compagnia aerea italiana (Cai), Rocco Sabelli. Al
termine ha fatto sapere di ritenere l'offerta soddisfacente in termini di
legge. Secondo indiscrezioni la data di scadenza della proposta sarebbe il 30
settembre. Tempi stretti dunque, proprio per questo entro la settimana dovrebbe
essere nominato il perito indipendente che valuterà i beni su cui pende
l'offerta di Cai. Domani invece si riunirà l'assemblea degli azionisti che
delibererà l'aumento di capitale ad almeno un miliardo. Ai 16 soci già presenti
nelle ultime ore si sarebbe aggiunto anche il finanziere Francesco Micheli.
Oggi alle 15 riaprirà la trattativa con i sindacati coordinata dal ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi, che in mattinata vedrà Sabelli. Dovrebbe essere
proprio quest'ultimo a illustrare il piano, insieme con Fantozzi. Il numero dei
dipendenti di Alitalia alla fine dell'operazione
dovrebbe essere pari a 15 mila: agli attuali 18 mila lavoratori andrebbero
sottratti circa 5 mila esuberi (il numero oscilla tra i 4.500 e i 6 mila, a
seconda dei lavoratori precari lasciati a casa) e mille dipendenti che
passeranno a altre aziende, mentre si aggiungerebbero i circa 3 mila di Air
One. L'incontro dovrebbe essere preceduto da un vertice riservato tra
Berlusconi, o il sottosegretario Gianni Letta, e i vertici confederali.
"Anche se non c'è l'accordo dei sindacati si va avanti" 1 miliardo di
euro. Le risorse che i soci della cordata Alitalia
metteranno nella Compagnia aerea italiana, candidata a rilevare l'ex compagnia
di bandiera Vertice a Roma Il governatore della Regione Lazio incontrerà oggi a
Roma Roberto Colaninno, presidente della Compagnia aerea italiana (Cai). Al
centro della discussione l'ipotesi di fare entrare la Regione Lazio nella Cai e
il futuro dell'Aeroporto di Fiumicino.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 6 Il Pd I
nodi Sul palco Massimo D'Alema ieri sera sul palco di "Festa
democratica" a Firenze D'Alema: il Pd si dia una mossa Walter chiami me e
Marini "Servono personalità forti. Alitalia?
Altro che merchant bank" SEGUE DALLA PRIMA DAL NOSTRO INVIATO Piuttosto
perché quando arriva Massimo D'Alema, per la prima volta, non c'è l'ovazione,
la gente negli stand, applaude ma non si alza, sorride e basta, tutt'al più
batte le mani. Lui, personalmente sorride poco e non riesce a esimersi dal
parlare di Alitalia, anche se dell'ingresso di
Marrazzo non dice niente. Lo fanno i suoi sostenendo che anche questa è una
storia di vendette dentro il Pd. D'Alema ricorda: "Fui accusato di aver
fatto una merchant bank di palazzo Chigi, fu un'accusa ingiusta perché feci
esattamente l'opposto: mi rifiutai di garantire i poteri forti e me l'hanno
fatta pagare ". Già, perché secondo l'ex ministro degli Esteri
"lascia allibiti dal punto di vista delle regole" quel che è stato
fatto da Berlusconi, che "ha caricato sulle spalle del
paese" l'operazione Alitalia. Tant'è vero che D'Alema non si è stupito della mossa di
Colaninno, uno dei capitani coraggiosi da lui esaltati all'epoca di Telecom:
"Non è un mistero che era molto interessato ad Alitalia da tempi non sospetti e quindi non mi ha stupito che fosse tra
gli imprenditori interessati a rilevarla ". C'è Alitalia,
che è un problema che riguarda tutto il Paese, ma c'è anche il Pd, che con il
paese ha qualche problema: "Diamoci una mossa", esorta l'ex ministro
degli Esteri, perché, aggiunge, c'è una grande responsabilità del
centrosinistra nella sconfitta. E ci vuole una "riflessione approfondita
sui nostri limiti, i limiti della sinistra ", di fronte a un Berlusconi,
"che è stato di inconsueta abilità". E allora il pd ha molte
responsabilità ma questo non vuol dire che D'Alema ha dichiarato guerra aperta
a Walter Veltroni: "La fondazione Italianieuropei non è stata costruita
per fare un'operazione diabolica contro Veltroni, noi non chiediamo posti, io
sono un parlamentare semplice, un deputato di Gallipoli". è una frase,
quella sul deputato di Gallipoli, che ai veltroniani presenti ricorda un
passato ancora troppo recente. Fu presentandosi così che D'Alema, da deputato
di Gallipoli, appunto, prese il posto di Achille Occhetto alla guida del
parito. Lui rifiuta questa vulgata e dice: "Se il Pd ritiene che io possa
dare un contributo diverso, io lo do. Io d'abitudine non chiedo ma quando vengo
chiamato non ho mai detto di no. E quando dico che sono disponibile a dare una
mano non lo faccio per infastidire Veltroni. L'ho detto a Walter, c'è il
problema di rafforzare il governo del partito mobilitando le personalità più
forti, come Marini e il sottoscritto". Anche perché il prossimo leader,
avverte l'ex ministro degli Esteri, non può avere né l'età sua né quella
dell'attuale segretario, ma "vent'anni di meno". Nessuna guerra
contro Veltroni, ufficialmente, anche se alla fine D'Alema pone un palo, non un
paletto, sulla strada del confronto con Berlusconi: non è fascismo questo
governo, ma non ci si può dialogare. Maria Teresa Meli L'incontro L'ex ministro
degli Esteri con il sindaco di Bologna Sergio Cofferati e la sua famiglia.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE La proposta Offerta in 9 pagine, preparata dallo studio
Bonelli-Erede Da Micheli alle banche estere Si allunga la cordata per Cai
MILANO - Per un treno già giunto a destinazione, quello delle nove pagine di
offerta della Cai preparate dall'avvocato Giovanni Domenichini dello studio
Bonelli, Erede, Pappalardo e spedite al commissario dell'Alitalia Augusto Fantozzi, c'è un altro
treno, quello della cordata dei sedici imprenditori, che sembra destinato a
raccogliere altri vagoni lungo il proprio cammino. Con una scommessa: non
rallentare la velocità di crociera in un viaggio che non ha molto tempo a
disposizione. La lista dei candidati per la Nuova Alitalia
è destinata certamente a salire. Oltre all'interesse concreto di Francesco
Micheli che sarebbe pronto a mettere giù una fiche da 25 milioni e al
governatore del Lazio Marrazzo, c'è ancora da "scegliere" il partner
industriale: Air France, Lufthansa o British Airways? Senza contare la banca
d'affari Morgan Stanley che sta valutando la possibilità di entrare. D'altra
parte era stato chiaro fin dall'inizio che la cordata sarebbe stata
"aperta". E anche gli stessi imprenditori, a partire dal presidente
designato della Cai, Roberto Colaninno, hanno più volte ripetuto che "chi
vuole può entrare" e che "gli investitori pronti a rischiare si
possono fare avanti". E fino ad ora il percorso è stato proprio questo:
manifestarsi per partecipare. Non era certo un mistero che già da mesi si
lavorasse a una cordata salva-Alitalia. Certo è che
nelle prossime ore, almeno tecnicamente, le cose dovranno cambiare. Come ha
anticipato l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, da domani la "società
a responsabilità limitata " Cai, ancora oggi posseduta al 100%
dall'advisor dell'operazione, Intesa Sanpaolo, diventerà una Spa, una
"Società per azioni". Solo a quel punto entreranno concretamente gli
imprenditori. Ed è con i loro assegni che si andranno a sommare agli
investimenti della Ca' de Sass che la dotazione di capitale raggiungerà il
miliardo e cento milioni. Da quel momento, per entrare, non si potrà che
passare da ulteriori aumenti di capitale non opzionati dai soci stessi con la
conseguente diluizione del loro peso nel capitale. Intanto, il cronometro (o
meglio il conto alla rovescia della sopravvivenza di Alitalia)
marcia. C'è il nodo della Iata, stretto per ora dal commissario Fantozzi con un
anticipo di 50 milioni, anche se Giovanni Bisignani, ad della Iata, ha
rassicurato tutti ieri ricordando che, grazie all'intesa, la compagnia
"rimane nei nostri sistemi finanziari ". Oltre all'incertezza del
personale della società, che in questi giorni si trova a lavorare non
conoscendo il proprio destino personale, c'è poi la cassa della società ormai
agli sgoccioli. Ma, non ultimo, c'è anche la "scadenza" dell'offerta
degli imprenditori da tenere d'occhio: la proposta per gli attivi dell'Alitalia non solo è "non-binding", cioè non
vincolante, ma anche a tempo. Per chiudere non ci sarebbero più di trenta
giorni, anche se, di fatto, sarà necessario chiudere molto prima. Con una gatta
da pelare per tutti: nel fascicolo preparato dallo studio legale ci sono, nero
su bianco, le richieste di come dovranno essere modificati i contratti di
lavoro della compagnia. Un passaggio, questo sì, vincolante. Massimo Sideri
msideri@corriere.it Roberto Colaninno Corrado Passera Jean Cyril Spinetta.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 9 categoria:
BREVI "WSJ.": ma l'Alitalia resta stylish Alitalia può avere perso tutto, ma non lo stile. Secondo
"WSJ.", la nuova rivista in uscita domani con il "Wall Street
Journal", il videoclip che mostra ai passeggeri come mettere il giubbotto
di salvataggio, è tra i quattro "più stylish" del mondo.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Strategie Per l'ex ministro deputato del Pd non si difendono così i
lavoratori Lanzillotta: del tutto inutile diventare soci ROMA - "Capisco
la preoccupazione del presidente Marrazzo, ma non è con una partecipazione
simbolica nella nuova società che si possono dare garanzie
ai lavoratori e ai consumatori o che si preserva il territorio dalle ricadute
negative del piano per Alitalia". Linda Lanzillotta, deputata del Pd "rutelliana"
e ministro per gli Affari regionali nel governo Prodi, boccia l'ipotesi
dell'ingresso della Regione Lazio nella cordata privata guidata da Roberto
Colaninno. Sbaglia Marrazzo? "Diciamo che non condivido la scelta ".
Perché? "Le garanzie devono essere date dalle regole che permettano una
reale concorrenza, che in questo caso è saltata, è stata sospesa". Secondo
Marrazzo la partecipazione simbolica permetterà alla Regione di farsi
ascoltare... "Regione, Provincia e Comune hanno già una partecipazione
simbolica in Aeroporti di Roma, ma in questi anni non è servita certo a
tutelare gli interessi del territorio e dei consumatori, né a promuovere le
politiche per lo sviluppo. Hanno sempre deciso i grandi azionisti. E lo scalo
di Fiumicino per certi versi non brilla per efficienza". Allora che cosa
dovrebbe fare Marrazzo? "Il confronto è importante, ma acquisire una quota
della nuova compagnia mi sembra del tutto inutile". Anche perché le casse
della Regione non versano in buone condizioni... "Non è questo il
problema. Si tratta di risorse limitate. Il punto è un altro. C'era un piano,
quello di Air France, che è stato fatto naufragare. Adesso ce n'è un altro.
Bisogna confrontarli bene e capire se era meglio, per l'utente consumatore e
per l'interesse pubblico, l'uno o l'altro. Il primo garantiva la concorrenza,
questo nuovo non mi sembra. E dove non c'è concorrenza, a rimetterci sono
sempre i cittadini e la qualità del servizio". La proposta di Marrazzo
rischia di dare una copertura a sinistra al governo? "No, non credo che ci
sia questo problema ". Pa.Fo.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Schieramenti I democratici sono contrari all'ipotesi di cordata
"Non ne sapevamo nulla" Gelo nel Pd sul governatore ha detto ieri il
ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, gelando il clima.
"Brunetta si morda la lingua" ha consigliato il presidente della
commissione Lavoro alla Camera, Stefano Saglia, preoccupato, quanto Sacconi,
della "sfida" lanciata ai sindacati. Ma Brunetta ha rincarato,
minacciando di dimettersi se anche un solo dipendente verrà assunto nella
pubblica amministrazione. Intanto il quadro delle alleanze internazionali è in
forte movimento. Lufthansa si sarebbe riaffacciata con forza. Air France
avrebbe rivisto la posizione su Malpensa, lasciando intendere di non avere
pregiudiziali sul ritorno all'hub varesino, a patto che Linate diventi city
airport. E ieri sul mercato girava persino l'ipotesi che tra gli advisor che
normalmente assistono i colossi dell'aria come British Airways, potessero aver
esaminato l'ipotesi di un'offerta da far arrivare al commissario straordinario,
Fantozzi. Antonella Baccaro ROMA - Sorpresa e imbarazzo. Malcelato disappunto e
stupore. Diplomatici "no comment" e eleganti prese di distanza. La
proposta di Piero Marrazzo di portare la Regione nel
capitale della nuova Alitalia è arrivata inattesa nel Pd. E non ha riscosso grande entusiasmo.
Anzi. "Non ne sapevamo nulla", ammette Michele Meta, segretario
regionale del partito di Walter Veltroni e capogruppo in commissione Trasporti
alla Camera. Ma poi cerca di gettare acqua sul fuoco: "è un tentativo di
farsi ascoltare dal governo, è comunque un'iniziativa positiva perché è
un modo per cercare di dare garanzie ai lavoratori. La Regione come
istituzione, e non Marrazzo come politico, entrerà nella nuova società per
cercare di rappresentare al meglio gli interessi dei lavoratori e del territorio.
La valutazione sul piano era e resta negativa. Ma visto che c'è, tanto vale
farci i conti". L'uscita del governatore ha colto tutti di sorpresa, anche
perché il giudizio del Pd nei giorni scorsi era stato netto. "Nascerà una
compagnia di bandierina", aveva detto Veltroni. "Alcuni imprenditori
sono entrati nella cordata con la pistola puntata alla tempia", aveva
aggiunto Pierluigi Bersani, ministro per l'Economia del governo ombra.
L'intenzione di Marrazzo di entrare nella cordata guidata da Roberto Colaninno
era dunque del tutto imprevedibile. Secondo il racconto dei presenti, Nicola
Zingaretti, veltroniano Doc e presidente della Provincia, è sbiancato quando il
governatore della Regione ha lanciato la proposta durante la riunione convocata
da Marrazzo stesso per discutere della vicenda Alitalia.
"L'iniziativa va interpretata come la necessità di battere un colpo",
dice il presidente della Provincia, che però, non ha manifestato l'intenzione
di seguire l'esempio della Regione. "Il nostro bilancio offre meno margini
di manovra", è la spiegazione da Palazzo Valentini, sede dell'ente locale.
"Ma Zingaretti non ha i debiti di Marrazzo, se avesse voluto avrebbe
potuto tranquillamente trovare le risorse per un gesto simbolico", sottolineano
dal gruppo capitolino del Pd. Walter Veltroni ha preferito restare per adesso
fuori dalla mischia. "E' stato informato preventivamente da
Marrazzo", è la posizione ufficiale della Regione. Ma c'è chi sostiene che
invece il governatore non abbia avvisato nemmeno il leader del Pd. E qualcuno
ha letto nella mossa di Marrazzo una prova di forza e di autonomia dal vertice
del partito proprio mentre comincia a circolare la voce secondo cui il Pd non
vorrebbe ricandidare l'ex giornalista alla Regione preferendogli Roberto
Morassut, veltroniano di ferro. "Nessun retroscena, nessun giallo, nessuna
lotta sommersa - taglia corto Meta -. Lo ripeto: l'ipotesi dell'ingresso della
Regione in Alitalia è una legittima e condivisibile
iniziativa di un ente locale che si preoccupa per la tenuta economica del
territorio e cerca di mettere a punto gli strumenti migliori per fronteggiare
una situazione difficile ". E se Veltroni non parla, il suo ex assessore
Marco Causi, economista e deputato del Pd, non sembra certo entusiasta:
"Capisco le motivazioni che hanno spinto Marrazzo a formulare questa
proposta, sicuramente si preoccupa per le sorti dei lavoratori di Alitalia e delle imprese dell'indotto e per le ricadute
economiche sulla Regione. Però preferisco non commentare la proposta... ".
Nicola Rossi, senatore del Pd e consulente economico di Palazzo Chigi ai tempi
del governo D'Alema, è ancora più lapidario: "Certe cose non sono
commentabili...". Perplessità arrivano anche dalla Cgil. Guglielmo Epifani
non ha voluto commentare la proposta di Marrazzo ma Walter Schiavella,
segretario generale di Roma e del Lazio, è scettico: "Apprezziamo il
valore simbolico della proposta. L'ipotesi è di per sé positiva, ma bisogna
vedere se cui sono gli spazi per concretizzarla. Il vero problema è però la
qualità del piano e della compagine azionaria". Paolo Foschi \\ Il
ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani, lo scorso 29 agosto: alcuni
imprenditori sono entrati nella cordata con la pistola puntata alla tempia.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Indiscreto E Bonanni si siede al tavolo ROMA - ( a. bac.) Il leader
della Cisl, Raffaele Bonanni, è appena tornato dal Sudamerica ma non si è
fermato un attimo. E oggi sarà l'unico segretario confederale di un grande
sindacato, a meno che non compaia anche il collega Luigi Angeletti della Uil, a
sedersi personalmente al tavolo del ministero del Lavoro su
Alitalia. Bonanni ha deciso
di vederci chiaro. Il suo primo obiettivo è assicurarsi che tutti i lavoratori
in esubero ottengano una ricollocazione. Sua è la proposta che siano i soci
della cordata a assumerli. Ma anche lo Stato dovrebbe fare la propria parte, ad
esempio facendo rilevare l'Atitech di Napoli a Fintecna e Finmeccanica.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 9 categoria:
BREVI Pareri La proposta del governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di entrare nella cordata che rileverà Alitalia (con un'offerta tra i 10 e i 20 milioni) è arrivata inattesa nel
Pd creando sorpresa e imbarazzo. Per Michele Meta, segretario regionale del Pd
"è il tentativo disperato di farsi ascoltare dal governo, un modo per dare
garanzie ai lavoratori" ( nella foto in alto il presidente della Provincia
di Roma Nicola Zingaretti, e sotto l'economista Nicola Rossi).
( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
O semplice:
l'ingresso potrebbe configurarsi come un aiuto di Stato. E verrebbe
automaticamente bocciato dalla Ue, mettendo così a rischio l'intera operazione.
Gli uomini delle banche d'affari non hanno dubbi. Così come gli advisor
internazionali. Sono d'accordo sul merito, ma nessuno vuole prendere posizione
ufficialmente. La questione è troppo delicata e - fanno capire - si finirebbe
per fare una "invasione nella politica". Tecnicamente però le idee
sono chiare. "Se un governatore utilizzase i fondi di una Regione per
entrare nella cordata - spiega da Londra un banchiere che vuole restare anonimo
- l'Europa lo stopperebbe subito. I soldi investiti sarebbero considerati come
aiuti indebiti provenienti da un ente pubblico, dunque di Stato, per cui
vietati". Sempre dalla capitale inglese un altro banchiere osserva:
"come farebbe il governo italiano a spiegare a Bruxelles la costituzione
da una parte della bad company e, dall'altra, l'arrivo di soldi da un ente
locale?". Si aggiunge: se si è deciso di dar vita ad una compagnia privata
è giusto proseguire su questa strada, rompendo definitivamente con il passato.
"Gli imprenditori - sottolineano sempre dalla City -
che sono entrati hanno investito i propri soldi e hanno fatto una scelta
nell'interesse del Paese". E' una sfida. Anche se la nuova Alitalia, ripulita e senza debiti, è
adesso molto appetibile. Tanto è vero che Lufthansa e Air France gareggiano per
diventare il partner di riferimento. U. Man.
( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA Potrebbe
chiamarsi Alis la soluzione della grana piloti. Alis è la società area di
trasporto merci costituita poco più di un anno fa da Alcide Leali, fondatore di
Air Dolomiti (guarda caso controllata da Lufthansa, aspirante partner straniero
di Alitalia). Da ieri l'altro il 33% di Alis è passato
nelle mani di Intesa San Paolo (guarda caso regista del progetto Fenice, quello
che dovrebbe salvare la nostra ex compagnia di bandiera). I piloti dell'Anpac
(guarda caso i più agguerriti sul fronte sindacale) hanno dato immediatamente
il loro ok all'operazione. Non è un puzzle, più semplicemente potrebbe essere la
mossa chiave per disinnescare una possibile, anche se non probabile, riedizione
di "Aquila selvaggia". La compagnia di Alcide Leali, con base in
Lombardia, oggi è in grado di assicurare il trasporto merci anche su rotte di
lungo raggio. Per esempio, con gli Stati Uniti, il Medio ed Estremo Oriente e
l'Africa. E da domani, con l'ingresso di Intesa, potrebbe
assumere piloti dichiarati in sovrappiù da Alitalia. Si parla di 130-135 "comandanti", magari tra i più
giovani, che potrebbero essere trasferiti in attesa di un ritorno alla società
madre. Perchè comunque anche la nuova Alitalia avrà bisogno di nuovi piloti secondo le regole di un
insopprimibile turn over. Insomma, Alis potrebbe diventare una sorta di
parcheggio e soprattutto andrebbe a ridurre il numero degli esuberi.
Ovviamente, per arrivare agli oltre 500 immaginati da qualcuno (sicuramente da
Jean Cyril Spinetta ai tempi dell'offerta Air France) servirebbe qualche altra
operazione. E qui interverrebbe in prima battuta l'Enac, l'ente per l'aviazione
civile: il suo presidente Vito Riggio, non più tardi di qualche giorno fa, si è
dichiarato disposto ad "assumere" una cinquantina di piloti da
impiegare come ispettori di volo di cui l'Enac ha assoluto bisogno. Ancora impossibile
arrivare a quota cinquecento, ma si sa che 210 "comandanti" hanno
ormai raggiunto i requisiti per andare in pensione e l'uscita da Alitalia sarebbe indolore (sentimenti a parte). Alis, Enac e
ente previdenziale porterebbero sostanzialmente ad una riduzione di circa 400
piloti. In ballo ne resterebbero un centinaio che tuttavia potrebbero essere
"gestiti" senza traumi. Probabilmente attraverso lo strumento dei
contratti di solidarietà o i cosiddetti ammortizzatori sociali. Si può fare? In
linea teorica sicuramente sì, all'atto pratico la strada potrebbe essere meno
agevole del previsto e prevedibile. Cos.
( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Oggi pomeriggio parte la no stop governo-sindacati. E parte, in
sostanza, il rush finale che dovrebbe portare la nuova Alitalia
in linea di decollo entro la fine del mese: ha imbarcato imprenditori e
banchieri nazionali. Ora alla consolle potrebbe entrare, comunque vuole entrare
anche la Regione Lazio. Parola del governatore, Piero Marrazzo, pronto a
mettere sul tavolo 10 milioni di euro. "Potremo così difendere al meglio
gli interessi della Regione. Per la definizione dei dettagli aspetto di
incontrare domani (oggi per chi legge; n.d.r) Roberto Colaninno". Non
entrerà, invece, la Lombardia come aveva chiesto lo stesso Marrazzo. "Non
ci pensiamo proprio", ha tagliato corto l'assessore, Raffaele Cattaneo.
Immediata la risposta del sindaco, Gianni Alemanno: "Pronti a collaborare
in difesa degli interessi territoriali e occupazionali, ma condizione
imprescindibile e che non ci siano strumentalizzazioni e proclami
politici...vogliamo ottenere il massimo risultato sapendo che questa cordata
italiana è l'unica e la migliore strada per rilanciare la compagnia...nessuno
faccia il primo della classe prima di aver letto e analizzato il piano industriale.
Vogliamo capire cosa significa la proposta di Marrazzo e ricordiamo che per
mantenere una strategia comune bisognerebbe confrontarsi fra le istituzioni
prima di lanciare proposte operative". Sferzante il governatore de Veneto,
Giancarlo Galan: "La Regione Lazio non ha neppure gli occhi per piangere e si espone al ridicolo con il voler entrare nella nuova
Alitalia. Marrazzo forse
nasconde da qualche parte un tesoretto con cui sostenere i programmi degli
imprenditori privati?". Puntualizzazione di Massimo D'Alema sul caso Alitalia: "Io distinguo tra
un'operazione politica grave e negativa e gli imprenditori che fanno gli
imprenditori e con i quali non dobbiamo polemizzare". Ieri
Colaninno si è prodotto in un viaggio lampo a Bruxelles dove ha illustrato alle
autorità europee il progetto di salvataggio e rilancio della Cai (Compagnia
aerea italiana). Nessun commento all'incontro se non una scarna nota per
confermarlo. La partita vera, sicuramente la prima in programma, si gioca nella
Capitale italiana: oggi pomeriggio infatti i rappresentanti dell'esecutivo (il
ministro Sacconi in testa), di Alitalia (il
commissario, Augusto Fantozzi) e delle organizzazioni sindacali si
incontreranno per avviare una serrata trattativa che dovrebbe concludersi entro
una decina di giorni. Comunque entro la fine di settembre: o si chiude la
partita o chiude Alitalia. Fantozzi, che ieri ha
ricevuto l'offerta formale da Cai, dovrebbe illustrare il piano; i sindacati
probabilmente si prenderanno qualche ora, o qualche giorno, per dare una
risposta. Ma si sa che chiederanno garanzia sul mantenimento delle rotte e
degli aerei e soprattutto non discuteremo di esuberi prima della completa
visitazione e approvazione del progetto. A ridosso della riunione il governo
potrebbe sondare gli umori dei leader di Cgil, Cisl, Uil, ma è soltanto una
ipotesi avvalorata dal ritorno in Italia di Raffaele Bonanni. Il ministro
Sacconi continua a ripetere che il numero degli esuberi non è stato ancora
definito. Il collega dello Sviluppo Scajola ammette che "ci saranno,
speriamo che siano meno del previsto". Per ora ci sono sicuramente 180
milioni, in sei anni, per finanziare gli ammortizzatori sociali. A
surriscaldare il clima ieri è stato il titolare della Funzione Pubblica, Renato
Brunetta, che ha avvertito: "La pubblica amministrazione non accetterà
eventuali esuberi, in caso contrario me ne andrei". Ma soprattutto ha
sollecitato l'a.d. di Intesa Corrado Passera "ad andare avanti anche senza
il sindacato". Affermazione che ha provocato l'immediata reazioni degli
stessi sindacalisti, dall'Ugl alla Cgil, passando per il Pd e l'ex ministro del
Welfare, Cesare Damiano ("Vogliono scaricare le responsabilità sulle
organizzazioni dei lavoratori"). Sacconi, che di alcuni sindacalisti è
amico e che comunque conosce bene il sindacalese, ha cercato di tranquillizzare
il collega Brunetta: "Gli esuberi andranno nelle aziende private".
Dove? Bonanni un'idea l'avrebbe. Anzi è più di un'idea e, probabilmente, la
trasformerà in una proposta, quella di trasferire il personale in sovrannumero
- soprattutto di terra - in aziende parastatali che gravitano nella sfera del
trasporto aereo. Finmeccanica, per esempio, e poi Selenia, Augusta, Fintecna,
ecc. E poi, naturalmente, altri esuberi potrebbero-dovrebbero essere assorbiti
dalle altre aziende che fanno parte del pool della nuova Alitalia.
Ma questa, se si giocherà, sarà una partita successiva.
( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di
FABIO ROSSI ROMA - Alitalia e futuro dell'aeroporto di
Fiumicino scatenano il dibattito negli enti locali della Capitale. Il
governatore del Lazio Piero Marrazzo vuole scendere in pista con la Regione, ma
la sua iniziativa incontra forti perplessità sul metodo, a partire proprio dal
sindaco Gianni Alemanno. Marrazzo propone "la presenza della Regione Lazio nella nuova
compagnia, a patto che sia una compagnia competitiva che difenda lo sviluppo
del territorio": un ingresso che sarebbe sancito da un capitale di 10
milioni. Marrazzo sottolinea che "per Il Lazio il distretto del volo è
decisivo per l'economia e la vita di decine di migliaia di persone".
Possibilista è il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti:
"La proposta di Marrazzo io la interpreto come la necessità di battere un
colpo, di essere ascoltati". Ma Alemanno frena: "La condizione
imprescindibile è che non ci siano strumentalizzazioni e proclami politici che
rischiano di surriscaldare inutilmente un contesto già difficile - sottolinea
il sindaco, riferendosi all'iniziativa del governatore - Nessuno faccia il
primo della classe prima di aver letto e analizzato il piano industriale: per
mantenere una strategia comune bisognerebbe confrontarsi fra le istituzioni
prima di lanciare proposte operative". E Maurizio Gasparri, capogruppo del
Pdl al Senato, rincara la dose: "Marrazzo cominci a pagare i debiti della
sanità. Se ha i soldi entra, ma penso abbia ora tanti debiti, come quelli della
sanità regionale". Sull'opportunità dell'intervento di un ente pubblico in
questa vicenda ha forti dubbi anche il capogruppo di An alla Regione, Antonio
Cicchetti: "Meglio spendere quei soldi in ospedali piuttosto che per una
iniziativa che ha già i suoi finanziatori privati". E il vice sindaco di
Roma, Mauro Cutrufo, ricorda che "la vera necessità è saper stare sul
mercato ed essere concorrenziali". A sostegno del governatore del Lazio
arriva, invece, Michele Meta, capogruppo del Pd alla commissione Trasporti
della Camera: "La proposta di Marrazzo è un coraggioso tentativo di
perforare la sordità del governo, circa le devastanti conseguenze provocate
dalla soluzione che si profila".
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-04 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Alitalia La mossa del Lazio Marrazzo: 10
milioni per stare al tavolo che conta Plaude Zingaretti: "Ci voleva un
colpo". Duro Alemanno: "Nessuno faccia il primo della classe"
Oggi la proposta sarà formalizzata dal presidente della Regione a Roberto
Colaninno Tra i dieci ed i venti milioni di euro. A tanto ammonta il contributo
che la Regione Lazio sta pensando di investire per entrare nella Compagnia
aerea italiana (Cai) che sta trattando parte degli asset dell'Alitalia. Piero Marrazzo a sorpresa cala l'asso nella manica
e scompagina i delicati equilibri tra gli enti locali che da settimane si stava
tentando di costruire. Oggi il presidente della Regione formulerà ufficialmente
durante un pranzo la proposta a Roberto Colaninno, presidente della Nuova Alitalia. Il sindaco Alemanno, preso in contropiede,
ammonisce: "Nessuno faccia il primo della classe prima di avere letto e
analizzato il Piano industriale ". Poi con toni più accomodanti spiega:
"Il Campidoglio segue con la massima attenzione lo sviluppo della
situazione Alitalia e collabora lealmente con tutte le
istituzioni locali per sviluppare una strategia comune a difesa dei nostri
interessi territoriali e dei livelli occupazionali. Ma la condizione
imprescindibile è che non ci siano strumentalizzazioni e proclami politici che
rischiano di surriscaldare inutilmente un contesto già difficile".
Alemanno polemicamente si chiede: "Voglio capire cosa significa la proposta
del presidente Marrazzo e ricordo che per mantenere una strategia comune
bisognerebbe confrontarsi fra le istituzioni prima di lanciare proposte
operative". Ieri in Regione era stata convocata la riunione del tavolo
interistituzionale voluto da Marrazzo e aperto ai rappresentanti di
Campidoglio, Provincia di Roma, Comune di Fiumicino, delegati sindacali e
associazioni di categoria. Al termine dell'incontro, l'annuncio di voler
entrare nel Cai ha lasciato a bocca aperta non solo alcuni sindacalisti, ma
anche gli stessi assessori della giunta regionale, a cominciare a Alessandra
Tibaldi, responsabile delle Politiche per il lavoro: "Tu ne sapevi
nulla?", ha chiesto sottovoce rivolgendosi a Walter Schiavella, segretario
generale della Cgil di Roma e Lazio. E il sindacalista con un po' di imbarazzo
ha replicato: "... sei tu che fai parte della giunta, non io".
Marrazzo analizza la delicata questione: "Viviamo in un mondo in cui conta
il global, ma anche il local - osserva Chiedo che la Regione possa essere
rappresentata nella nuova compagnia, se questa sarà competitiva e difenderà lo
sviluppo del territorio e di Adr. E spero che Formigoni faccia la stessa cosa.
Vogliamo essere coinvolti nella discussione sul merito del piano industriale,
visto che finora il governo Berlusconi ci ha lsciato fuori dal processo di
riorganizzazione". Le presenze "possono avere anche una natura
simbolica - aggiunge -. Se si tratta di un progetto che difende lavoratori e
lavoratrici pensiamo di poter portare il nostro contributo come abbiamo fatto
con la nostra partecipazione in Adr". Poi il presidente della Regione
ribadisce: "Comunque l'aeroporto di Fiumicino deve rimanere un
protagonista. è il mercato che ne fa un hub internazionale. Io chiedo: come si
fa ad avere competitività se diminuiscono le rotte?". La proposta di
Marrazzo "è come la necessitÁ di dare un colpo - commenta Nicola
Zingaretti, presidente della Provincia di Roma - Un modo per dire a chi sta
decidendo sul futuro di uomini e donne che ci sono degli amministratori locali
che si preoccupano". Mario Cutrufo, vicesindaco di Roma, osserva:
"Non escluderei che questa possa essere una soluzione che non è in
contrasto con le norme europee". Favorevole all'iniziativa di Marrazzo
anche Walter Schiavella della Cgil: "è una ipotesi positiva che andrà valutata nella sua praticabilità in base ai contenuti del Piano
per Alitalia ". E
Luigi Nieri (Prc), assessore regionale al Bilancio parla di "iniziativa
positiva se pensata per restituire un ruolo contrale agli enti locali nel
rilancio di Alitalia".
Francesco Di Frischia Imprenditore Roberto Colaninno, sarà alla guida della Cai
Presidente Piero Marrazzo, dal 2005 alla guida del Lazio.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-04 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Marrazzo chiede che la Regione entri nella Cai. Il sindaco: "Niente primi della classe" Alitalia, la mossa di Piero Cala il gelo
con Alemanno Marrazzo a sorpresa annuncia: "Proporrò a Colaninno di fare
entrare la Regione nella Compagnia aerea italiana". Alemanno replica:
"Nessuno faccia il primo della classe senza prima avere letto e analizzato
il Piano industriale". è gelo tra Regione e Campidoglio. La Regione
pensa di investire una cifra tra i 10 ed i 20 milioni di euro (come ha già
fatto con la sua partecipazione in Adr). Ieri l'idea è stata annunciata da
Marrazzo alla fine della riunione del tavolo interistituzionale con
rappresentanti di Campidoglio, Provincia di Roma, Comune di Fiumicino, delegati
sindacali e associazioni di categoria. A PAGINA 3 Francesco Di Frischia.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-04 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Alla Pisana Consiglio straordinario rafforzata la sicurezza
Maggiore vigilanza agli ingressi e più controlli su auto, parcheggi e accrediti
sono stati predisposti per il Consiglio Regionale del Lazio che è stato
convocato per questo pomeriggio, alle 14.30, alla Pisana, sulla vicenda Alitalia. Lo fa sapere, in un nota, la
Regione Lazio. In particolare sarà rafforzata la vigilanza all'ingresso del
parco che circonda la sede del Consiglio, con i posti riservati ai presidi
delle Forze dell'Ordine ed è stato rivoluzionato il sistema dei parcheggi, con
una rigida separazione tra i parcheggi riservati ai consiglieri e agli ospiti e
quelli liberi per i dipendenti e i visitatori. Sono stati predisposti,
inoltre, maggiori controlli per gli accrediti dei visitatori, mentre per i
giornalisti l'accoglienza sarà gestita dall'Area Informazione, anche se buona
parte di loro sono già accreditati perchè seguono abitualmente le sedute del
Consiglio. La vigilanza è mobilitata sia per la gestione dell'ingresso delle
auto, che saranno indirizzate ai parcheggi appositi, sia per le persone che
intenderanno assistere alla seduta.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-04 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE L'allarme Giovanni Quintieri, direttore generale di Federlazio
"La crisi potrebbe mandare sul lastrico le imprese
fornitrici" La crisi dell'Alitalia potrebbe mandare sul lastrico anche le aziende fornitrici della
compagnia di bandiera. "Vogliamo richiamare fermamente l'attenzione di
tutti sugli effetti che potrà produrre il piano di rilancio della nostra
compagnia di bandiera sulla rete delle imprese fornitrici". è un
accorato appello quello lanciato ieri da Giovanni Quintieri, direttore generale
della Federlazio, l'associazione delle piccole e media imprese del Lazio. E
l'appello è rivolto a tutti gli attori economici, politici e istituzionali alla
vigilia del Consiglio regionale straordinario convocato oggi alla Pisana sulla
vicenda Alitalia dal presidente della Regione, Piero
Marrazzo. "Non possiamo dimenticare - ha spiegato in una nota Quintieri -
che solitamente le crisi che investono soggetti industriali di questa portata
lasciano sempre sul campo centinaia o migliaia di morti, che sono da un lato i
lavoratori, ma dall'altro anche la fitta trama di piccole e medie imprese che
forniscono al colosso beni e servizi". "Sarebbe veramente esiziale -
ha sottolineato Quinteri - per il mondo delle Pmi, se alle già difficili
condizioni nelle quali si inquadrano le relazioni commerciali di fornitura con
i grandi soggetti pubblici e privati (basti pensare ai ritardi di pagamento) si
aggiungesse all'improvviso il venire meno, in tutto o in parte, delle commesse
che rappresentano spesso molta parte del loro fatturato. Se così fosse, le
istituzioni non potrebbero ignorare che si aprirebbe una fase di ulteriore
aggravamento di una congiuntura già di per sè molto preoccupante ". Parole
condivise da Guido Milana (Pd): "L'impatto sull'economia regionale impone
che le istituzioni presenti sul territorio si impegnino direttamente nel
difendere i livelli occupazionali e le opportunità legate all'indotto". F.
D. F. Il destino a rischio Preoccupa il destino della fitta trama "di
piccole e medie imprese che forniscono al colosso beni e servizi".
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-04 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Piazzetta Cuccia Sarà il superadvisor per i mercati di lingua
tedesca Roland Berger per Mediobanca Nagel: in Germania eccellenti opportunità
di crescita FRANCOFORTE - Il superconsulente tedesco Roland Berger è stato
nominato senior advisor di Mediobanca per i mercati di lingua tedesca. Per la
prima volta nella sua storia, in una filiale importante della rete estera come
quella di Francoforte, Piazzetta Cuccia ricorre al consulente che forse più di
ogni altro, nell'arco di un cinquantennio, ha impresso un marchio nello
sviluppo delle relazioni economiche italo-tedesche. E l'amministratore delegato
di Mediobanca Alberto Nagel ha sottolineato ieri, con una punta di orgoglio, di
essere "molto contento" del sostegno che in futuro Berger darà allo
sviluppo del gruppo in Germania, Austria e Svizzera. Perché "la sua
esperienza e le sue conoscenze profonde dell'economia e delle imprese tedesche
si integrano perfettamente con le competenze del nostro team" nella
capitale finanziaria tedesca. In pratica, come fanno abitualmente le banche
d'affari anglosassoni da Goldman Sachs, a Lehman, a Rothschild, all'estero
Mediobanca sceglie un advisor di grande caratura, in grado di mettere a
disposizione al management la sua rete di relazioni. A quasi 71 anni, Berger ha
ormai lasciato gli incarichi operativi, per dedicarsi alla presidenza
dell'impero di consulenza che porta il suo nome, costituito nel '67. Il suo
segreto? Un mix speciale di alta competenza e diplomazia. Che nell'arco di
pochi decenni gli ha aperto le porte della consulenza economica alle maggiori
banche e industrie, e di numerosi incarichi negli organi di sorveglianza. Ma
per decenni anche i cancellieri, da Kohl, a SchrÖder, alla Merkel, e i capi dei
governi di Land, da Stoiber a Huber si sono avvalsi del suo appoggio. Come del resto ha fatto di recente anche il Tesoro italiano, per
la privatizzazione di Alitalia. Il suo legame speciale con l'Italia è nato con un apprendistato
bancario a Milano (da qui il suo italiano perfetto) ed è proseguito poi con la
costituzione, sempre a Milano, nel '69, della prima rappresentanza estera della
Roland Berger. Anche ora, il superconsulente si dedica a vari mandati di
consigliere, come quello in Fiat e in Telecom Italia. Un network invidiabile,
in appoggio alla filiale francofortina di Piazzetta Cuccia, guidata dal 45enne
Frank SchÖnherr, che con una quindicina di esperti nel giro di un anno ha già
messo a segno varie grosse transazioni nel settore fusioni e acquisizioni. Come
l'acquisto, quindici giorni fa, dell'istituto pubblico Ikb da parte della
britannica Lone Star o l'acquisizione di Madaus (farmaceutica) da parte
dell'italiana Rottapharm, e quello per l'ingresso in Evonik dei fondi della Cvc
Capital Partners. A questi si aggiungono altri mandati in corso di definizione,
e varie transazioni già completate anche nei finanziamenti strutturati. In
complesso, sostiene SchÖnherr, "ci siamo battuti molto bene nella crisi, e
abbiamo ottenuto in un solo anno un risultato ancora migliore del
previsto". Ora Mediobanca punta a espandersi in Germania anche nelle
emissioni azionarie e nei derivati. Marika de Feo Superconsulente. Il tedesco
Roland Berger sarà advisor di Piazzetta Cuccia.
( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Alla presentazione del libro di Travaglio Flores: regime stile
Putin. Colpa anche dell'opposizione ROMA - " Famiglia Cristiana ha parlato
di ritorno al fascismo. Noi di Micromega, che siamo più moderati, parliamo
invece di Italia con un regime putiniano. Dove le elezioni ci sono, dove sei
vuoi fondare un partito lo puoi fare. Ma dove, alla fine, il grande capo decide
tutto". E' Paolo Flores D'Arcais ad aprire il dibattito per la
presentazione di "Bavaglio", l'ultimo libro di Marco Travaglio, Peter
Gomez e Marco Lillo, che al Teatro Vittoria di Roma, ospite anche l'ex
direttore dell'Unità Antonio Padellaro, ha raccolto il popolo dei girotondi.
Critiche a Berlusconi ma anche al centrosinistra: "Tutto ciò avviene -
dice Flores D'Arcais - pure grazie ad un'opposizione che opposizione non
è". Un passaggio molto applaudito e ripreso da Marco Travaglio:
"Nessuno dice a Matteo Colaninno che si deve togliere dai coglioni. E' il ministro ombra del Partito democratico e dovrebbe denunciare
le porcate che fa il padre con Berlusconi su Alitalia". Sabina Guzzanti, invece, torna sulle parole pronunciate
due mesi fa alla manifestazione "no Cav" di piazza Navona. Parole,
quelle contro Mara Carfagna e il Papa, che non ripete ma che rivendica:
"Quel discorso mi ha molto ringalluzzito. Ho detto meno di quello
che si doveva dire e con una libertà maggiore di quella consentita in Italia,
specie in questo periodo". L. Sal. Marco Travaglio autore di Bavaglio con
Gomez e Lillo.
( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)
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Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i ... Nella
trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i sindacati
sono chiamati a fare la loro parte assumendosi quella responsabilità che non
esercitarono e che contribuì al fallimento della trattativa con la compagnia
franco-olandese: allora le loro rivendicazioni furono ritenute insostenibili
dai candidati acquirenti. Oggi le condizioni sono differenti e gli aspetti politici della
auspicabile conclusione della vertenza Alitalia
condotta dalla cordata italiana hanno connotazioni delicate ma, come ha
affermato il Ministro Sacconi, anche ottimistiche. La triplice sindacale
avanzerà le sue contestazioni al numero degli esuberi annunciati, magari vi
saranno anche degli scioperi. Ma non vi è alcun dubbio: quella di Cgil, Cisl e
Uil è anche una reazione di sollievo, dal momento che l'Alitalia
è un'azienda miracolosamente strappata alla morte. La composizione di un puzzle
molto articolato comporterà tempi e modi probabilmente diversi da quelli
ipotizzati ma il progetto è interessante e ben costruito. Il commissariamento della
parte in crisi con l'incarico ad Augusto Fantozzi è una scelta inevitabile e
opportuna, anche sul versante della gestione della fase di transizione. Il
piano industriale si muove in un ambito che tiene insieme il rafforzamento del
vettore italiano (insieme ad Air One) e una prospettiva di
internazionalizzazione, forse con la stessa Air France-Klm. La questione più
delicata è relativa agli esuberi. Come è stato ribadito dal Governo dovranno
essere trovate soluzioni adeguate di protezione sociale, come è sempre avvenuto
in tutti i casi di ristrutturazione produttiva. Cassa integrazione,
prepensionamenti per i lavoratori vicini alla maturazione dei requisiti,
provvedimenti di mobilità saranno le vie maestre della salvaguardia dei
lavoratori. Sarà la trattativa che dovrà decidere l'dentikit di coloro che
dovranno essere ricollocati: piloti, assistenti di volo e di terra. Per il
personale di volo il costo medio procapite è di circa 78mila euro all'anno e la
loro collocazione nel terziario o nei servizi aeroportuali è complicata poiché
nel terziario gli stipendi sono circa la metà. Si tratta di trovare soluzioni
con progetti di outplacement mirati alle tipologie occupazionali. La cordata si
è materializzata sulla base di un piano industriale credibile, anche se carico
di inevitabili costi sociali e caratterizzato da un percorso insidioso ma
attiveremo il sistema di protezione sociale, come è sempre avvenuto in tutti i
casi di ristrutturazione produttiva. Soprattutto saranno adottati provvedimenti
di mobilità sperimentando - come ha ribadito il ministro Sacconi - tutte le
possibili strumentazioni di politiche attive del lavoro. A conclusione
ringrazieremo l'Unione europea ed apprezzeremo il privilegio di farne parte.
Sono le regole della Ue e un Governo coraggioso che hanno impedito
all'establishment del Paese di continuare a buttare soldi per consentire che in
Alitalia le cose non cambiassero mai.
( da "Opinione, L'" del 04-09-2008)
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Oggi è Gio, 04 Set
2008 Edizione 184 del 04-09-2008 Governo e Pincio Un progetto per Alemanno di Arturo Diaconale Si può criticare quanto si vuole il piano di
salvataggio di Alitalia
predisposto dal governo. Ma non si può negare che il progetto fa parte di un
disegno più ampio e complessivo teso a ridare slancio ad un paese che sembrava
condannato ad un inesorabile declino. Naturalmente si può anche contestare, in
nome di un qualsiasi internazionalismo non meglio identificato, l'ida
del patriottismo economico che sta alla base di questo disegno e del tentativo
di resurrezione della Compagni di Bandiera. Ma chi lo fa sa bene che le proprie
critiche e contestazioni sono rivolte ad un fenomeno come quello del ritorno
dell'interesse nazionale che, paradossalmente, sembra essere stato rigenerato
dall'irrompere trionfale della globalizzazione. Si può, infine, avanzare
funeste previsioni sulle possibilità di successo della strategia di rilancio
dell'interesse del "sistema-Italia". E stabilire che di fronte alle
prospettive di fallimento degli sforzi di ripresa tanto vale svendere al
peggior offerente i pezzi pregiati del patrimonio nazionale e ritornare alla
"terra dei morti". Ma anche chi è certo che la partita sia persa non
può non riconoscere che, sia pure in mezzo a mille difficoltà e tra tanti
errori, il governo di Silvio Berlusconi porta avanti un piano che ha un suo
respiro ed una sua profonda dignità. La grande differenza tra l'esecutivo del
Cavaliere e quello di centro sinistra che lo ha preceduto, dunque, è proprio
l'esistenza di questo piano. Prodi non lo aveva perché non credeva nella
speranza di cambiamento ed inversione di tendenza. Berlusconi ce l'ha perché
crede nella ripresa e si è convinto che non c'è alternativa al cambiamento.
L'ottimismo della volontà del leader del Pdl può risultare miracoloso. Ma alla
condizione che il disegno di ridare slancio alla società nazionale non riguardi
il solo governo. Deve coinvolgere, come è avvenuto con il caso Alitalia, una parte importante del mondo economico. Ci si
augura che possa trovare il consenso del mondo sindacale. Ma deve anche trovare
applicazione e rispondenza negli enti locali, nelle regioni e nella grandi
città metropolitane. Il centro destra al governo, in altri termini, può vincere
la sfida al risveglio delle energie del paese solo se riesce a far scattare ad
ogni livello il proprio piano. In questa luce si innesta il grande risultato
della battaglia contro l'immondizia che deturpava Napoli. Ma si innesta anche
l'inquietante punto interrogativo che proprio in questi giorni incomincia ad
essere sollevato per quanto riguarda Roma e la sua nuova amministrazione. Il
pretesto è venuto dalla polemica scoppiata nella Capitale sulla opportunità o
meno di costruire un parcheggio per settecento macchine da realizzare sotto la
collina del Pincio. Fino all'estate nessuno aveva mosso un dito contro il
progetto deciso dalla precedente amministrazione di Walter Veltroni. Ed il
nuovo sindaco Gianni Alemanno si accingeva a dare il via ai lavori
nell'applicazione delle delibere comunali della passata giunta. Poi si è
scoperto che sotto il Pincio ci sono dei reperti romani del I secolo e che per
realizzare l'opera si sarebbero dovuti distruggere per poi ricostruire i
giardini voluti da Napoleone e disegnati da Valadier. Così, come sempre accade
in questi casi, da una parte è nato il "partito" trasversale in
difesa della sacralità del Pincio che ha chiesto ad Alemanno di fermare i
lavori e dall'altra si è formato, anch'esso in maniera trasversale, il
"partito" della modernizzazione che incalza il Sindaco affinché la
collina venga bucata ed il centro storico liberato dai parcheggi. Ma la vera
questione posta dalla vicenda non riguarda la conservazione o la trasformazione
del Pincio. Riguarda la nuova amministrazione comunale. E ruota attorno ad un
preciso interrogativo che molti cittadini della Capitale incominciano a porsi a
distanza di qualche mese dalla conquista del Campidoglio da parte di Gianni
Alemanno. Il nuovo sindaco ha o non ha un progetto per la propria città? E,
soprattutto, intende mettere a punto una strategia complessiva di rilancio e
cambiamento della Capitale o pensa di poter portare avanti e completare il
proprio mandato all'insegna del più semplice e facile continuismo rispetto alle
amministrazioni di Veltroni e di Rutelli? L'esistenza di una idea, di un
progetto, di un programma risolverebbe automaticamente il caso Pincio e tutti
gli altri analoghi casi destinati inevitabilmente a spuntare nei prossimi anni.
Sia nell'eventualità che l'idea, il progetto ed il programma fossero ispirati
alla conservazione dell'esistente o al totale cambiamento. Sia che fossero
indirizzati a mettere Roma sotto una teca di cristallo, sia che puntassero ad
aprirla fino ad metterla in condizione di inglobare l'intero Lazio. Ma,
soprattutto, la presenza di un disegno legato ad una speranza di rilancio
metterebbe il Campidoglio in piena e totale sintonia con Palazzo Chigi. Ed
alimenterebbe la speranza per il futuro che il Cavaliere tenta di far
riscattare nell'opinione pubblica italiana. Nessuno, ovviamente, pensa che
l'operazione sia semplice. E tutti mettono in conto che Alemanno abbia bisogno
ancora di qualche mese di ambientamento prima di poter disegnare la propria
strategia per la Capitale. Ma continuare a seguire gli esempi di Veltroni e
Rutelli, confermare la propria sudditanza psicologica alla cultura di sinistra
con la commissione Amato e dimostrare di non poter contare su una propria
classe dirigente lasciando immutate le strutture di potere costruite negli anni
dagli avversari, non rappresentano segnali rassicuranti.
( da "Opinione, L'" del 04-09-2008)
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Oggi è Gio, 04 Set
2008 Edizione 184 del 04-09-2008 ALITALIA Il presidente del Lazio vorrebbe far
parte della nuova compagnia di Alessandra Mieli Al presidente della Regione
Lazio, Piero Marrazzo, è venuta un'idea meravigliosa: entrare nella cordata di
imprenditori che stanno cercando di far decollare la newco con i meglio pezzi
di Alitalia e ArOne. Il che equivale più o meno a dire
che il "pubblico" esce dalla porta per rientrare dalla finestra. Ma
il governatore ci crede davvero visto che ha spiegato:"Proporrò la
presenza della Regione Lazio nella nuova compagnia, a patto che questa sia
competitiva, che difenda lo sviluppo del territorio e Aeroporti di Roma.
Propongo inoltre che lo stesso faccia Formigoni" e questa mossa Marrazzo
la farebbe " per garantire che la strategicità di cui si parla rimanga
effettivamente legata al territorio". Per dare corpo alle sue
affermazioni, ha fissato un appuntamento con numero uno della nuova Compagnia
aerea italiana (Cai) Roberto Colaninno, ha aggiunto che "poiché ? secondo
Marrazzo - per noi il distretto del volo è decisivo per l'economia e la vita di
decine di migliaia di persone". Ufficiosamente si è anche appreso che la
"quota" che il presidente del Lazio metterebbe sul piatto dovrebbe
ammontare a 10 o 20 milioni di euro. Immediata si è accesa la polemica. Per il
governatore del Veneto, Giancarlo Galan, la Regione Lazio con l'idea di entrare
nella nuova Compagnia aerea italiana "si espone al ridicolo".
"Una Regione, quella del Lazio, che non ha neppure gli occhi per piangere
e, quindi sanare i buchi della propria sanità ? ha detto Galan -, si espone al
ridicolo volendo entrare a far parte della nuova Alitalia".
"Ma il presidente Marrazzo - si è chiesto ironicamente Galan - nasconde
forse da qualche parte un tesoretto con cui sostenere i programmi degli
imprenditori privati?". Intanto però il commissario Ue Antonio Tajani è
stato invitato dal presidente della commissione trasporti dell'Europarlamento
Paolo Costa a riferire ai deputati sul caso Alitalia.
In particolare gli eurodeputati vogliono analizzare gli effetti per il mercato
unico dei cambiamenti legislativi decisi dal governo italiano dal punto di
vista della concorrenza e degli aiuti di stato. L'audizione dovrebbe svolgersi
all'inizio della settimana prossima. Ma ieri Roberto Colaninno, presidente
della Cai, si è recato a Bruxelles e ha incontrato i tecnici della Commissione
europea sul piano di salvataggio di Alitalia. Al
termine della riunione che è durata un'oretta, è stata diffusa una scarna nota
dalla Commissione: "Lo scopo dell'incontro è stato la
presentazione degli orientamenti generali del piano industriale che Compagnia
Aerea Italiana, candidata ad acquisire asset di Alitalia, intenderebbe realizzare". A Roma, nel frattempo,
l'amministratore unico di Compagnia Aerea Italiana (la newco), Rocco Sabelli, è
andato a far visita al commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. "Siamo andati dal Commissario ? ha
spiegato Sabelli al termine dell'incontro - che ci ha chiesto delucidazioni,
chiarimenti e dettagli sull'offerta che abbiamo presentato. Domani (oggi, ndr)
cominciamo a discutere" del piano con i sindacati. Domani, invece, si
terrà l'assemblea di Cai per i passaggi di avvicinamento ad Alitalia.
Cai attualmente è posseduta interamente da Intesa San Paolo. Nel suo capitale
(sarà trasformata da srl in spa) entreranno i soci della cordata disponibili a
salvare la compagnia di bandiera e si profila un aumento di capitale di circa
un miliardo.
( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa epifani
isolato da cisl e uil Cgil, il sindacato fuori dalla storia
che vuole fermare Alitalia
La vertenza dell'Alitalia
ma anche quella della riforma dei contratti, la Finanziaria e il caso dei
licenziati delle Ferrovie: la Cgil ha intrapreso un percorso solitario, di
scontro frontale con il governo, e sempre più smarcata dalle posizioni di Cisl
e Uil. Una sorta di attraversamento del deserto per il segretario
generale Guglielmo Epifani divenuto il crocevia delle tensioni interne del Pd,
del futuro politico della sinistra radicale e di quello del suo sindacato. E
questi tre fattori si intrecciano anche con la sua futura storia personale
giacchè il suo mandato scade il prossimo anno. La Cgil non è nuova, nella sua
storia, a posizioni arroccate e isolate ma questa volta la posta in gioco è più
alta. Sì perchè sulla partita Alitalia e sulla riforma
dei contratti si sta definendo il ruolo e il peso del sindacato sulla politica
nei prossimi anni. Cisl e Uil hanno capito che il mondo del lavoro sta
cambiando che la conflittualità elevata non paga e che il dialogo e la
trattativa sono davvero l'unica alternativa possibile all'arma dello sciopero.
Non per niente negli ultimi nove mesi del 2007 le ore di sciopero sono crollate
del 56%. è il segnale che le partite si vincono al tavolo della trattativa e
non in piazza e che i lavoratori ora scommettono su questo. Questo ha fatto sì
che Cisl e Uil abbiano assunto una posizione più dialogante con il governo.
Sull'Alitalia il leader Epifani in una recente intervista
è apparso in evidente imbarazzo. Rigido sul no al governo e al piano di
salvataggio è stato costretto comunque a difendere gli ammortizzatori sociali.
A fronte del fatto che l'alternativa al piano di Colaninno è la disocupazione
per 20.000 lavoratori, la Cgil si trova quindi stretta tra la necessità di
essere garantista della difesa occupazionale e comunque di voler andare contro
al governo. Un bivio che Cisl e Uil hanno superato abbracciando la soluzione
del dialogo con il governo. Non solo Alitalia. Sulla
partita della riforma dei contratti, le posizioni sono le stesse. Da una parte
Cisl e Uil che aprono alla Confindustria e sono d'accordo a agganciare gli
aumenti aziendali allaproduttività e dall'altra la Cgil che fa muro. Idem sul
livello dell'inflazione da considerare come parametro per gli incrementi
salariali. Per Cisl e Uil va bene il livello dell'inflazione europea depurato
da quella importata, per la Cgil l'inflazione programmata deve coincidere
pressocchè con quella reale. Questa divaricazione della Cgil ha avuto la piena
espressione nel contratto del commercio che il sindacato di Corso d'Italia non
ha firmato. La Cgil è andata per la sua strada anche sul caso dei lavoratori
che le Ferrovie hanno licenziato assumendo una posizione netta (devono essere
subito reintegrati) mentre la Cisl pur affermando lo sbaglio dell'azienda si è
detta pronta alla mediazione. Altra vicenda quella della Finanziaria. La Cgil è
pronta alla mobilitazione per l'autunno mentre Cisl e Uil non ne vogliono
sapere e lavorano per ottenere la detassazione del salario di secondo livello.
In questo quadro Epifani sta combattendo la sua battaglia personale in bilico
se abbracciare la linea che fu di Cofferati con l'attacco sistematico a
Berlusconi culminato nella manifestazione dei due milioni in piazza, o
abbracciare una linea riformista e più morbida puntando alla candidatura alle
europee e in prospettiva a un ruolo nel Pd.
( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
il piano per Alitalia Scajola: "I no faranno
licenziare" Continua il pressing del governo sui sindacati per avere il
via libera al piano di salvataggio. Il ministro dello Sviluppo Economico
Scajola ha detto senza mezzi termini che bocciare il piano significa assumersi
la responsabilità di mandare a casa ventimila persone e privare il sistema
Italia della compagnia di bandiera. Come dire che l'ultima parola spetta al sindacato giacchè
"il governo ha fatto la sua parte e le imprese con grande orgoglio
nazionale pure". Quindi ora la trattativa deve procedere "con grande
attenzione e apertura da parte dei sindacati". E sul tema degli esuberi,
Scajola ammette che "ci saranno, speriamo siano meno del previsto e
saranno comunque assorbiti dai privati attraverso le norme esistenti, senza
leggi speciali". Il ministro della Funzione pubblica Brunetta è stato più
duro contro il sindacato: "Preferisco il metodo Thatcher. Se il sindacato
dice di no, peggio per lui. Io non avrei mai detto che salta tutto se il
sindacato non è d'accordo: per niente, si va avanti!". Poi ha assicurato
che nessun dipendente in esubero dell'azienda in crisi sarà assorbito dalla
pubblica amministrazione. "Vorrei ricordare - ha affermato Brunetta - che
la situazione di Alitalia è il prodotto di cattiva
politica certamente, ma anche di cattivo sindacato". Non si è fatta
aspettare la replica dei sindacati: "Occorre senso di responsabilità e
realismo da parte di tutti", ha detto il segretario generale della Uilt,
Giuseppe Caronia. "Sembra che lo sport di Brunetta sia quello di dare voti
e fare pagelline. Guardi in casa" ha rincarato la dose il segretario
generale della Fit-Cisl, Claudio Claudiani. Parole più morbide verso il
sindacato sono arrivate invece dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi:
"Il sindacato mi sembra disponibile ad entrare nel merito, inoltre sono
consapevoli che abbiamo pochi giorni davanti per prendere decisioni su Alitalia". E a chi chiede di non essere messo di fronte
a un ultimatum, Sacconi risponde: "Noi siamo disponibili, ma che la crisi
debba essere risolta in tempi brevi è un dato oggettivo". Intanto a
Bruxelles il presidente della Cai, Roberto Colaninno, ha presentato il piano
industriale per la ristrutturazione dell'Alitalia. Nel
corso dell'ora e mezza abbondante trascorsa a Palazzo Berlaymont il neo numero
uno della Cai ha incontrato alcuni tecnici ai massimi livelli della Commissione
Europea. La questione che Bruxelles deve verificare è se lo scorporo dell'Alitalia in una bad company e in una "new company"
è compatibile con le norme europee sugli aiuti di Stato e di concorrenza. Nelle
discussioni con Bruxelles potrebbe esserci anche la questione degli slot, cioè
delle condizioni di concorrenza su una tratta sensibile come quella
Milano-Roma. Su questo argomento, infatti, potrebbero puntare esposti di
compagnie europee concorrenti. Della questione Alitalia
si occuperà tra qualche giorno anche l'europarlamento. Tajani si presenterà
martedì prossimo alla commissione trasporti per informare sull'evoluzione del
caso e sull'analisi in corso all'esecutivo comunitario. Non sono attese, in
ogni caso, conclusioni. Nelle ultime ore Tajani ha di fatto spezzato una lancia
a favore dell'operazione in corso sull'alitalia anche se ha detto che "ci
vorranno settimane prima di esprimere un verdetto definitivo" e al momento
è prematuro qualsiasi giudizio "favorevole o contrario". Sotto esame
infine potrebbe finire anche la norma che sospende i poteri dell'Antitrust
nazionale nell'operazione, prevista dal decreto che modifica la Legge Marzano
per la ristrutturazione delle aziende in crisi. In giornata c'è stato anche un
incontro tra l'amministratore Rocco Sabelli e il commissario straordinario di Alitalia Fantozzi e al termine hanno annunciato che domani
la Cai verrà trasformata da srl in società per azioni.
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 211 del
2008-09-04 pagina 0 Alitalia e sindacati, lotta contro
il tempo di Paolo Stefanato Colaninno a Bruxelles, Sabelli da Fantozzi.
Scajola: "Il governo e i privati hanno fatto la loro parte ora tocca ai
lavoratori. Brunetta: "Avanti anche senza l'ok dei sindacati". E
Marrazzo vuol salire sulla Fenice Milano - "Il governo ha fatto la sua
parte. I privati, con grande orgoglio nazionale, pure. Ora tocca ai
sindacati". Queste parole del ministro dello Sviluppo economico, Claudio
Scajola, sintetizzano bene lo spirito con il quale oggi alle 15 il ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi, incontrerà le nove sigle dei lavoratori del gruppo Alitalia. Sarà il primo confronto sul piano industriale,
esuberi compresi. Sulla trattativa pesa la dichiarazione dell'altro ieri dello
stesso Sacconi: "Dieci giorni di tempo". Non di più. Intanto Cai,
Compagnia aerea italiana, va avanti speditamente, su più fronti. A Roma
l'amministratore unico Rocco Sabelli ha incontrato il commissario straordinario
Augusto Fantozzi; parallelamente Roberto Colaninno si è recato a Bruxelles dove
ha illustrato ai tecnici della direzione generale Trasporti le linee del piano.
Detto per inciso, per domani è stata fissata a Milano l'assemblea di Cai, oggi
società a responsabilità limitata appartenente al socio unico Intesa Sanpaolo;
sarà trasformata in società per azioni, entreranno i nuovi soci e saranno, a
quel punto, affidate le cariche: Colaninno presidente, Sabelli amministratore
delegato. Quest'ultimo ieri ha avuto un incontro con Fantozzi, il quale lunedì
primo settembre ha ricevuto l'offerta di acquisto per una parte di Alitalia comprendente flotta, dipendenti, manutenzione,
handling, marchio, slot e diritti; "il contenuto dell'offerta è soggetto a
riservatezza" ha fatto sapere il commissario, il quale "si riserva di
esaminare l'offerta e di coltivare una trattativa nell'interesse dei creditori,
della salvaguardia dei complessi aziendali e della continuità". Sabelli,
alla fine dell'incontro, ha detto "Siamo andati dal commissario perchè ci
ha chiesto delucidazioni, chiarimenti e dettagli sull'offerta che abbiamo
presentato: domani (oggi, ndr) cominciamo a discutere". Poi si è sottratto
alle domande, ma interrogato sulla sua fiducia nell'operazione ha risposto:
"Sto lavorando 14 ore al giorno, è questa la mia fiducia". Colaninno
a Bruxelles non ha incontrato - come peraltro era previsto - il commissario ai Trasporti Antonio Tajani (che è stato invitato
a riferire di Alitalia al
Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato il piano e risposto
alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di capire se l'eventuale
liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di Stato, sanzionabile dall'Ue.
Alla riunione, durata un'ora e mezza, non hanno invece partecipato i
rappresentanti della Concorrenza, l'altro fronte europeo che sta vigilando su Alitalia, e in particolare sull'integrazione con Air One e
sulla posizione dominante che si verrebbe a creare sulla tratta
Linate-Fiumicino. Un colpo ad effetto ha avuto per protagonista Piero Marrazzo:
il presidente della Regione Lazio ha annunciato ufficialmente l'intenzione di
far entrare la Regione nella Cai. Ha poi precisato che l'investimento potrebbe
essere di 10 milioni di euro, e ha sollecitato la Regione Lombardia a fare
altrettando. Tra le varie reazioni, il presidente della Regione Veneto ha
detto, tranchant: "Marrazzo si espone al ridicolo". Intanto la
relazione tecnica al disegno di legge, depositata ieri al Senato, per la
conversione in legge della riforma della Marzano, prevede per la cassa
integrazione e la mobilità in esubero uno stanziamento di 180 milioni di euro
in sei anni, nel periodo che va dal 2009 al 2014. è prevista una copertura di
30 milioni all'anno per "gli interventi di sostegno al reddito e di
agevolazioni al reimpiego previsti nel decreto", che comunque fissa in
sette anni la durata degli ammortizzatori sociali. Su questo tema il ministro
Renato Brunetta è stato molto chiaro: "Nessun esubero entri nella pubblica
amministrazione, altrimenti me ne vado io", ha detto. E poi ha aggiunto:
"Si proceda anche senza accordo sindacale". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Quotidiano.net" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il ministro dello
Sviluppo esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio di
partecipare al piano per Alitalia. Poi ha aggiunto:
"Questa non è una cordata mordi e fuggi"
"
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Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Scajola gela Marrazzo:
"Ognuno faccia il suo mestiere" Il ministro dello Sviluppo esprime
perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio di partecipare al
piano per Alitalia. Poi ha
aggiunto: "Questa non è una cordata mordi e fuggi" Roma, 4 settembre
2008 - "Meglio che ognuno faccia il suo mestiere". Così il
ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, intervenendo su Radio 24 esprime
perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di
partecipare al piano per Alitalia. "Penso che
l'impresa la debbano fare coloro che lo fanno per vocazione e mestiere, cioè
gli imprenditori - ha detto il ministro - ho sempre ritenuto che ognuno debba
fare il suo mestiere". Scajola he comunque apprezzato "lo spirito di
vicinanza e condivisione" espresso da Marrazzo con il suo gesto ma ha
ribadito che "la Regione Lazio, che ha tante difficoltà, debba fare al
meglio il proprio compito che è quello di servire i propri cittadini". Il
ministro ha quindi spiegato che per Alitalia occorre
''andare avanti cercando la condivisione'', l'accordo con i sindacati ma
''nessuno pensi di avere diritti di veto''. Alla domanda del giornalista che
gli chiedeva di commentare le affermazioni del ministro Renato Brunetta,
secondo il quale nella vicenda Alitalia occorre
procedere anche senza l'accordo con i sindacati, Scajola ha ricordato che la stessa
cordata ha detto che non procederà senza l'accordo con i sindacati. ''Ma
l'alternativa - avverte Scajola - è il fallimento di Alitalia''.
La cordata di imprenditori che vuole rilevare la compagnia di bandiera - ha
ribadito Scajola - non dà garanzie solo per il fatto che c'è un patto di non
vendita delle proprie azioni per cinque anni ma soprattutto perche' ''non sono
imprenditori del mordi e fuggi''. ''Hanno rilevanti interessi industriali in
Italia e questa è la garanzia migliore. Certo il governo dovrà vigilare,
guardare e controllare''. Quanto ai possibili conflitti di interesse di alcuni
di questi imprenditori, Scajola ha ricordato che si tratta ''di imprenditori
che hanno già versato la prima parte di quote rilevanti che arriveranno fino ad
un miliardo di euro. Sono cifre molto grosse a fronte del tentativo di
salvataggio di un'impresa difficile. Conflitto di interesse? A me sembra che
facciano soprattutto un solo interesse, quello del paese''. Infine parole per
rasserenare il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che dalle colonne della
Stampa ha detto che il piano Alitalia non va bene
auspicando che venga modificato. "Nessuno ha da temere - ha detto il
ministro dello Sviluppo economico - Non c'è dubbio che uno dei problemi del
sistema italiano sia la proliferazione di aeroporti uno vicino all'altro nel
caso Malpensa-Linate si va anche molto indietro. C'è stata una programmazione
un po' pasticciata nei decenni scorsi. Malpensa è lontano da Milano e non è ben
servito, Linate è troppo nel centro della città. La programmazione nazionale
calata sui territori delle regioni ha dimostrato molte falle. Gli aeroporti
devono poter stare sul mercato per i servizi che offrono e per la qualità che
possiedono - ha aggiunto - poi potrà incidere anche la compagnia di bandiera.
Il piano presentato dalla cordata concilia queste diverse esigenze".
BRUNETTA "Avanti anche senza sindacati"Quale futuro per Alitalia? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome
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"Pubblicatele pure" (83 commenti) Maroni: "Agli ultras del
Napoli trasferte vietate per un anno" (82 commenti) Gelmini: "Torna
il voto in pagella Bocciati con
( da "Voce d'Italia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
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Lazio nella Cai? *Alitalia, Sacconi: ancora nessuna cifra
esatta su esuberi *Esuberi Alitalia: 4.500 posti,
la base della trattativa sindacale Guarda tutti i correlati.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina 103
il governo Alitalia: "Avanti anche senza i
sindacati" Il governo --> Il piano di salvataggio di Alitalia
arriverà oggi sul tavolo di confronto tra governo e sindacati, con tempi
strettissimi per un accordo. Il ministro Renato Brunetta gela il teso clima di
attesa: "Anche se non c'è l'accordo dei sindacati si va avanti",
dice, ma resta una voce isolata. Pronunciate alla vigilia di un incontro
delicatissimo sono parole giudicate inopportune anche da esponenti della stessa
maggioranza: "Invitiamo Brunetta a mordersi la lingua", dice il
parlamentare del Pdl Stefano Saglia perchè "se l'obiettivo sarà raggiunto
con il consenso almeno di una parte dei rappresentanti dei lavoratori sarà un
fatto positivo". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha ricordato che
con Alitalia a pochi giorni dal fallimento i tempi del
confronto sono necessariamente stretti, ma ha garantito la disponibilità ad un
"confronto autentico".. LA REGIONE LAZIO Intanto prende spessore la
preoccupazione delle Regioni per l'impatto a livello locale del progetto: il
presidente Piero Marrazzo chiede che la Regione Lazio possa partecipare con 10
milioni alla cordata per salvare Alitalia, per avere
voce in difesa degli interessi dell'area. La Lombardia, invece, invitata da
Marrazzo a fare lo stesso ha risposto di no. La giunta pugliese ha chiesto al
governo un confronto in sede di Conferenza Stato-Regioni. RITMI SERRATI La
cordata di imprenditori italiani creata per far rinascere la compagnia in una
nuova società, come previsto dal Piano Fenice, lavora a ritmo serrato e dopo
aver mosso i primi passi concreti conferma la fiducia nel progetto: lo ha
sottolineato l'ad designato della "Nuova Alitalia", Rocco Sabelli, dopo un
incontro con il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che aveva chiesto di poter approfondire i
contenuti dell'offerta da 400 milioni. La proposta della cordata di acquisire
da Alitalia gli asset
operativi, per integrarli con Air One in una nuova compagnia, ha
ottenuto un primo via libera dal commissario straordinario: ad un primo esame,
ha indicato Fantozzi, "appare volta a soddisfare le finalità" fissate
dal governo nel decreto con cui è stata ridisegnata la procedura
dell'amministrazione straordinaria per spianare la strada al progetto per Alitalia. "Lavoro 14 ore al giorno, è questa la prova
della mia fiducia", dice Sabelli. COLANINNO A BRUXELLES Il presidente
della newco, Roberto Colaninno, è volato a Bruxelles per un incontro tecnico
con la Dg Trasporti della Commissione Europea. I primi commenti dal fronte europeo
parlano di "dossier complesso". Nata come srl, con l'adesione con
quote simboliche di 16 imprenditori, la società (Cai, Compagnia Aerea Italia),
verrà trasformata domani dall'assemblea dei soci nella società per azioni che
sarà il nocciolo della Nuova Alitalia. Un nucleo, con
una prima dotazione intorno al miliardo di euro, destinato a rafforzarsi con
nuovi soci e l'ingresso di una compagnia straniera con una quota non di
controllo: si tratta ancora su più fronti. TAVOLO SINDACALE La partita più difficile
è al tavolo con i sindacati, determinati nella scelta di voler discutere nel
merito del piano industriale per pesarne le possibilità di successo prima di
aprire il delicatissimo capitolo degli esuberi. Il numero "non è stato
ancora definito esattamente" ha ribadito il ministro Sacconi che ha
preannunciato una serrata trattativa no-stop per chiudere il confronto entro la
fine della prossima settimana. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ha
avvertito: se i sindacati "dovessero dire no al piano si assumerebbero la
responsabilità di un fallimento che lascerebbe più di 20mila persone senza
lavoro e l'Italia senza compagnia di bandiera".
( da "Voce d'Italia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
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faccia il suo mestiere" *Questione Alitalia: la Regione
Lazio nella Cai? *Alitalia, Sacconi: ancora nessuna cifra
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( da "Quotidiano.net" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il ministro dello
Sviluppo, Claudio Scajola, esprime perplessità sulla scelta di
Marrazo, presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. "Ognuno faccia il proprio mestiere"
"
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Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Sacconi: "Gli
esuberi saranno 3.250" Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola,
esprime perplessità sulla scelta di Marrazo, presidente della Regione Lazio di
partecipare al piano per Alitalia. "Ognuno faccia il proprio mestiere" Roma, 4 settembre
2008 - Gli esuberi di Alitalia sarebbero 3.250. Questa la cifra fornita dal ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, ai sindacati mentre è in corso il tavolo
Governo-sindacato sul piano di rilancio di Alitalia.
Tra i dipendenti saranno riassunti 14.250 sulla base di 17.500 dipendenti tra Alitalia ed Air One. Dei 14.250, 11.500 andranno nell'area
"certa" del perimetro della nuova compagnia, mentre 2.750 finiranno
in un'area esterna. Dei 2.750, 1.600 saranno impiegati in manutenzione
ordinaria, 450 andranno al cargo e 700 sono per il momento in una 'zona grigia'
(ancora da definire). SCAJOLA "Meglio che ognuno faccia il suo
mestiere". Così il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, intervenendo
su Radio 24 esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione
Lazio, Piero Marrazzo, di partecipare al piano per Alitalia.
"Penso che l'impresa la debbano fare coloro che lo fanno per vocazione e
mestiere, cioè gli imprenditori - ha detto il ministro - ho sempre ritenuto che
ognuno debba fare il suo mestiere". Scajola he comunque apprezzato
"lo spirito di vicinanza e condivisione" espresso da Marrazzo con il
suo gesto ma ha ribadito che "la Regione Lazio, che ha tante difficoltà,
debba fare al meglio il proprio compito che è quello di servire i propri
cittadini". Il ministro ha quindi spiegato che per Alitalia
occorre ''andare avanti cercando la condivisione'', l'accordo con i sindacati
ma ''nessuno pensi di avere diritti di veto''. Alla domanda del giornalista che
gli chiedeva di commentare le affermazioni del ministro Renato Brunetta,
secondo il quale nella vicenda Alitalia occorre
procedere anche senza l'accordo con i sindacati, Scajola ha ricordato che la
stessa cordata ha detto che non procederà senza l'accordo con i sindacati. ''Ma
l'alternativa - avverte Scajola - è il fallimento di Alitalia''.
La cordata di imprenditori che vuole rilevare la compagnia di bandiera - ha
ribadito Scajola - non dà garanzie solo per il fatto che c'è un patto di non
vendita delle proprie azioni per cinque anni ma soprattutto perche' ''non sono
imprenditori del mordi e fuggi''. ''Hanno rilevanti interessi industriali in
Italia e questa è la garanzia migliore. Certo il governo dovrà vigilare,
guardare e controllare''. Quanto ai possibili conflitti di interesse di alcuni
di questi imprenditori, Scajola ha ricordato che si tratta ''di imprenditori
che hanno già versato la prima parte di quote rilevanti che arriveranno fino ad
un miliardo di euro. Sono cifre molto grosse a fronte del tentativo di
salvataggio di un'impresa difficile. Conflitto di interesse? A me sembra che facciano
soprattutto un solo interesse, quello del paese''. Infine parole per
rasserenare il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che dalle colonne della
Stampa ha detto che il piano Alitalia non va bene
auspicando che venga modificato. "Nessuno ha da temere - ha detto il
ministro dello Sviluppo economico - Non c'è dubbio che uno dei problemi del
sistema italiano sia la proliferazione di aeroporti uno vicino all'altro nel
caso Malpensa-Linate si va anche molto indietro. C'è stata una programmazione
un po' pasticciata nei decenni scorsi. Malpensa è lontano da Milano e non è ben
servito, Linate è troppo nel centro della città. La programmazione nazionale
calata sui territori delle regioni ha dimostrato molte falle. Gli aeroporti
devono poter stare sul mercato per i servizi che offrono e per la qualità che
possiedono - ha aggiunto - poi potrà incidere anche la compagnia di bandiera.
Il piano presentato dalla cordata concilia queste diverse esigenze".
BRUNETTA "Avanti anche senza sindacati"Quale futuro per Alitalia? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome
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tremonti non hanno ancora detto dove metteranno[...] Gelmini, avvocato con
l'esame 'facile' Da più parti l'invito a dimettersi18:47:35 - Fini una volta mi
eri simpatico , perchè ti reputavo un politico serio e preparato, ma la tua
svolta[...] "Ok al diritto di voto per gli immigrati, ma non è garanzia di
integrazione"18:42:12 - Chiedete agli italiani residenti nei paesi dai
quali provengono la maggior parte degli immigrati pre[...] Voto ai cittadini
immigrati dal 2009? Arriva il sì di Legautonomie Marche18:36:00 - Magari il
problema fosse solo questo! Che ne diciamo del decreto 112, che taglia i fondi
all'univers[...] Gelmini, avvocato con l'esame 'facile' Da più parti l'invito a
dimettersi18:30:37 - certo in italia è tutto legale e tutto lecito,tra un po'
metteranno in galera chi non ruba![...] Gelmini, avvocato con l'esame 'facile'
Da più parti l'invito a dimettersi18:24:02 - fini stia zitto e continui a
servire, se vuole il posto che occupa immeritatamente (a proposito del [...]
Anche il premier boccia Fini "Non è nel nostro programma"18:23:49 -
ma stiamo scherzando!!! il voto è una cosa seria, nella costituzione italiana
non è scritto da nessu[...] Anche il premier boccia Fini "Non è nel nostro
programma" Previsione sul palio dei rioni, chi vincerà?Chi vincerà la
Giostra del Saracino?Basket: cosa farà la Scavolini Spar nella stagione
2008/2009?Scavolini Spar, sei soddisfatto della campagna acquisti?Dal 2009
torna il maestro unico alle elementari, sei d'accordo?Rimini, Luca Zanotti
rischia 10 anni di carcere in Grecia per
( da "Stampa, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Intervista con il
sindaco di Milano: "Sull'Expo
( da "Stampa, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Lo, che a quanto
pare traballa, prima annichiliscono, poi scuotono il mondo politico e dei
sindacati. Nel giro di qualche ora la linea della prudenza cede il passo ad una
raffica di comunicati. Il primo a materializzarsi in redazione è quello a firma
di Cerutti (Sinistra Democratica) e Cassano (Rifondazione), due tra gli
avversari più fieri della mega-torre: le ultime voci, questo il senso del
documento, sono la prova provata che i dubbi e le obiezioni sollevate a più
riprese poggiano, queste sì, su solide basi. Di rigore la richiesta di
chiarimenti alla banca. Altrettanto doverosa, per Cerutti e Cassano, la non
convocazione del Consiglio comunale previsto il 10 settembre per votare l'ormai
famosa variante: "Serve una pausa di riflessione". E visto che a
pensar male si fa peccato ma sovente ci si azzecca, entrambi si chiedono se sul
raffreddamento della banca non abbia influito anche il vincolo proposto da Sd e
Prc, cioè la destinazione a terziario dell'edificio per almeno dieci anni:
"Molte sono le voci per cui l'edificio fosse già progettato in modo da
trasformare rapidamente gli uffici in appartamenti". "Ora viene galla
anche la questione economica - interviene Gallo, Comunisti Italiani -. E' una
spesa senza senso per qualsiasi ente, pubblico o privato". Brindisi in
vista al Comitato "Non grattiamo il cielo di Torino". "La
partita è aperta - gongola Paolo Hutter -. Non è il sogno ma l'incubo che si
allontana". Se per il fronte del no la notizia uscita ieri su La Stampa ha
avuto l'effetto di un tonico, il resto del mondo politico fatica a
raccapezzarsi. "Mercoledì la Sala Rossa deve completare l'ultimo atto -
avverte Andrea Giorgis, Pd -. La Città farà la sua parte, eliminando ogni
alibi, sono convinto che la banca farà la sua". Nella minoranza prevale la
preoccupazione, accompagnata da critiche pesanti sul modo con cui sindaco e
giunta hanno gestito la faccenda. "Una telenovela", attaccano Cantore
e Coppola, Forza Italia: il ritardo, e quindi gli incrementi dei costi, sono imputati
al ritardo della maggioranza. Mentre per Goffi e Balagna, Udc, "si assiste
ad una partita a poker in cui la banca vince sempre". Anche Ravello e
Ghiglia, An, vogliono saperne di più. Prima del 10 settembre chiedono di
convocare Enrico Salza: "Se le voci fossero fondate non avrebbe senso
approvare un documento sul quale il sindaco è già scivolato diverse
volte". "Maggioranza all'ultima spiaggia!", tuona Giuseppe
Lonero, La Destra. L'unica voce fuori dal coro è quella della Lega, da sempre
contraria al grattacielo. Per dirla con Mario Carossa, "Sanpaolo Intesa
dovrebbe utilizzare meglio le risorse invece di buttare i soldi in un vuoto
simbolo di potere". Sulla vicenda si accendono anche i riflettori dei
sindacati. A preoccuparli non è tanto l'archiviazione del grattacielo, quanto
le ricadute che lo sforzo finanziario della banca - impegnata
nel salvataggio di Alitalia
- potrebbe avere per i dipendenti. "Eppure non ci sono stati segnali -
commenta Angela Rosso, Fabi-Cisl -. Mi pare strano, visto che la banca si è
molto esposta su questa vicenda. La prossima settimana approfitteremo
dell'incontro con Passera sulla semestrale per chiedere spiegazioni".
Per altri la notizia non è del tutto inattesa. "Temevamo che l'operazione Alitalia avrebbe avuto qualche riverbero negativo sulla
banca - interviene Giuseppe Bilanzuoli, Uilca -. La politica faccia la sua
parte e si batta per il grattacielo, che comunque resta un simbolo, a noi
premono le garanzie per i lavoratori". Stesso concetto da parte di Giacomo
Sturmiolo, Fisac-Cgil: "L'edificio è importante ma non certo salvifico. Se
dovesse esserci un passo indietro, ci aspettiamo che venga compensato con altri
investimenti in città". "E' dai tempi della fusione con Intesa che si
rincorrono perplessità su quest'opera - taglia corto Massimo Bertarini, Falcri
-. Il problema non è la torre, ma i 3 mila posti di lavoro che rappresenta.
Quelli dove finiscono?".
( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Fate voi la somma.
+Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo)
-Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance
chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto
dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione
dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al
muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per
concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una
società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea
e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono
un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di
linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i
nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata
Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso
dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato
l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai
sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e
Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da
stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il
concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto
concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali,
che risultato dà? Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet)
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Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè Magno di
istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia
Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de
Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si
merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una
commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un
amministratore cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di
una Commissione per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata?
assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una
commissione per decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze
dei tassisti romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della
corporazione dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un
sindaco che se due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra
i denti, è il caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o
almeno aprirla per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto
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post a un amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti,
per chi non lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo
con attenzione un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali)
Giannino, di un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta
dell'operato di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il
Papa su questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato
che sul Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i
derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di
vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i
giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi
oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì
per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius,
poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione
della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta
novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la
speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la speculazione
è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la Chiesa ha sempre
una grande visione e la condivide con Julius-i governi, incalzati da Julius
hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per fortuna che abbiamo il
nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 45 ) " (3 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Jul 08 Obama e
l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente visita in
Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo nulla,
neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e
intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia
verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 60 ) "
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Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui
per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno
affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche
società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato
immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i
soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane
avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti
immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano
in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale
(agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e
dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative
(come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di
raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla
speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non
finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime
(quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali
non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie
e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste
precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione:
1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state
sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben
conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio
di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che
prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione
davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma
del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha
alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole,
così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei
contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto
in pol economica Commenti ( 23 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading
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07Jul 08 Cosa ne pensano i lib-lib di Julius In questo blog abbiamo più volte
"sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa
Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo due dei
quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa, la card
per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi, già che
ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo". Senza
considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la riduzione
delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione. Che il
Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri
commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche
se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini,
intitolata "Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi
inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide
del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che
affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment
filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante
davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse
tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si
riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto,
a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia
della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in
conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un
certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a
sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di
riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non
disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere
in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti
governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con
l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un
governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 54 ) " (3
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop
La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa,
con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa
(Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde
l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni)
è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di
consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece,
ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità
(accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al
breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei
mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card
sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le
imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani
si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta,
nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo
tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione
si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare
aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come
dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia
contro l'inflazione programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene
ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento
salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I
Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel
corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non
accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea. Scritto in pol
economica Commenti ( 17 ) " (3 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ...
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post a un amico 03Jul 08 Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia
un oggetto di culto. Sì qualche volta anche in questa zuppa si assaporano
pietanze leggere. Si tratta del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il
cuoco ha una certa passione per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i possibili
piani tariffari che Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo diciamo
subito: troppo cari. Il nuovo telefono è pensato per stare spesso collegato,
anche in remoto, su internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli operatori
invece fanno finta di nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento prevedono
tariffe flat fino a 1gb (Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti. C'è da
scommettere che i mela maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del desiderio
pagheranno un biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo non sarà la
Apple, ma i due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (1
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08 Appunti in
manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per
il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si
faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente
del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2
miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno
100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del
triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana).
Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil
inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla
riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica
dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753
miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per
cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno
quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha
indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri,
manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa
pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha
scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle
maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca
selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo,
gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione
dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori,
semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora
divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni
ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag
e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male.
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Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre
ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su
alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della
Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho
parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e
straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso,
più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque
anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande
carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato
una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli,
anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop.
Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e
univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra
non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che
potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco
di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 16 ) " (2 votes,
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sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di
economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it
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pol economica (21) Varie (36) Ultime discussioni Umberto Cisotti: Concordo
pienamente con David Baccini. Tremonti si sta' dimostrando uno dei peggiori
ministri... david baccini: ma perche' d'estate dovrebbe mai calare? chiunque lo
dica. e comunque sia, questo... paolo2: Caso David, veramente Mauro ti ha già
lasciato un commento sul prezzo del petrolio affermando che in estate... mauro:
Ora che siamo in una sorta di velata recessone, chi ha fatto debiti si sta
mangiando le mani perchè non... david baccini: ah dimenticavo.. qui in USA e'
vero che il Governo vuole nazionalizzare FreddieMac &... I più inviati I
"cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia
- 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara
- 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La
città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario September
( da "Stampa, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Riccardo Barenghi I
POLITICI E L'EBBREZZA DEL VOLO Esiste la destra, esiste la sinistra? Esistono
gli imprenditori di sinistra, i governatori di sinistra, i sindaci di destra?
Esisterebbero, sono esistiti o forse hanno fatto finta di esistere. Ma da quando Berlusconi è riuscito a mettere in pista la sua
nuova Alitalia, non
esistono più. Il nuovo presidente della compagnia l'ha spiegato con chiarezza nei
giorni scorsi: gli affari non sono né di destra né di sinistra, e io faccio
affari, faccio l'imprenditore, dunque o cambio mestiere oppure entro in gioco.
Dopo di che, Colaninno continuerà pure a votare per il Pd, forse, chissà, ma
questo non significa nulla. Così come non significa nulla che il governatore
del Lazio, Piero Marrazzo, sia un uomo del Partito democratico: lui comunque
annuncia che vuole entrare nell'affare, metterci dei soldi, acquistare delle
azioni (nonostante la sua Regione abbia un deficit enorme e debba chiudere tre
ospedali). E se Veltroni giudica molto negativamente tutta questa storia,
definendola una compagnia di bandierina, poco importa: Marrazzo vuole metterci
anche la sua, di bandierina. Dalla parte opposta, invece, il sindaco di Milano,
Letizia Moratti, considera la sua bandierina troppo piccola. E in un'intervista
al nostro giornale spiega perché. Non le interessa se l'operazione sia stata
decisa dal suo governo, dal suo partito, dal suo premier: le interessa
salvaguardare i suoi aeroporti, Malpensa in particolare, che subirebbero una
penalizzazione a beneficio del concorrente Fiumicino (vedi Marrazzo). E se
Berlusconi considera invece un grande colpo politico, economico e di immagine
tutta l'operazione, la resurrezione dell'Alitalia come
metafora della resurrezione del Paese, poco importa: gli interessi di Milano
vengono prima di tutto il resto. Qui non siamo nella sfera dei
collaborazionisti politici, quelli che per ragioni appunto politiche, quando ci
sono, oppure, più spesso, per motivi che riguardano il loro ruolo, la loro
visibilità, il bisogno impellente di non uscire di scena (Giuliano Amato è
l'ultimo caso) passano da una parte all'altra senza soluzione di continuità. Il
discorso Alitalia è diverso, e più interessante. Perché
illumina quella che si chiama crisi della politica, incapace non solo di
rispondere alle domande di chi le chiede risposte - i normali cittadini - ma
anche di tenere assieme la sua opinione pubblica. La sua classe dirigente. Se
Colaninno pensasse a se stesso non solo come a un imprenditore ma anche come un
pezzo di classe dirigente del centrosinistra, non avrebbe accettato l'offerta
di Berlusconi: a costo di perdere un'occasione d'affari. E lo stesso discorso
vale per Marrazzo e per Moratti. Ma la colpa in fondo non è loro, e non è
neanche dei soldi che fanno girare il mondo. Non importa più a nessuno ormai
che quell'affare, quella operazione economica, quel business abbia l'impronta
di Berlusconi o di Veltroni, importa che sia efficace, che generi profitti,
produca potere e, nel migliore dei casi, posti di lavoro, cioè un consenso per
essere rieletti, cioè ancora potere, ancora affari, ancora profitti... Non
stiamo parlando di etica del capitalismo, Dio ce ne guardi, ma di quello che
una volta era la politica e che adesso non è più. E se c'è dorme. Perché se
basta l'Alitalia a scompaginare gli schieramenti,
significa che questi schieramenti non hanno più nulla che li tenga insieme.
Idee comuni, valori, una volta si sarebbe detto ideologie, chiamiamole visioni
del mondo. Niente, tutto finito, scomparso. Anzi meglio: volato via.