HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “ALITALIA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  4 settembre 2008      #TOP


IN EVIDENZA

 

INDICE

Alitalia, ecco il piano Fenice 65 rotte, 137 aerei, 3.250 esuberi di CLAUDIA FUSANI (La Repubblica 4-9-08)

Alitalia, Sacconi: 3.250 esuberi e 2750 lavoratori in outsourcing (IL Sole 24 Ore 4-9-2008)


Alitalia, ecco il piano Fenice 65 rotte, 137 aerei, 3.250 esuberi di CLAUDIA FUSANI (La Repubblica 4-9-08)

Riunione con le 9 sigle sindacali, quattro ministri, Letta, il presidente di Ca Colaninno e l'ad Sabelli. Fuori dalla nuova compagnia cargo e manutenzione

Solo 16 voli intercontinentali. I sindacati divisi. Sdl e Anpac: "Non tornano i conti" Tajani: "La Ue potrebbe chiedere altri chiarimenti". Berlusconi contro Bersani e D'Alema

ROMA - Sarà un'Alitalia molto "concentrata" sui voli nazionali anche se convinta dell'importanza di quelli internazionali. Sottoposta a una cura dimagrante - tagliati tra 80 e 100 aeromobili - la nuova compagnia nazionale sarà dedicata soprattutto al mercato del corto-medio raggio con 65 destinazioni, di cui circa sedici intercontinentali e le altre 49 sparse tra Italia e Europa. Addio agli hub di Milano e Roma e via libera a sei minihub, cioè sei aeroporti principali come Roma, Milano, Torino, Napoli, Venezia e Catania. Dal perimetro della nuova Alitalia resteranno fuori il settore cargo e la manutenzione pesante ma avranno un' immediata ricollocazione anche perchè strategici al funzionamento. Così come i servizi amministrativi, i call center e il comparto dell'information technology: per questi servizi è prevista al momento "una zona grigia che però avrà presto la sua operatività". Buone notizie, rispetto alle premesse, per il capitolo esuberi: il governo promette che saranno "solo" 3.250 i lavoratori e le lavoratrici da ricollocare su un totale Alitalia-AirOne di 17.500 al netto dei contratti a tempo che sono già già in scadenza e non saranno rinnovati.

Sono i punti principali del piano Fenice che l'ad di Cai Rocco Sabelli ha illustrato al tavolo in oltre quattro ore di confronto serrato ma, come sottolinea il ministro Sacconi in serata, "positivo perchè costruttivo". Un tavolo affollato, caldissimo e con presenze di alto livello quello al secondo piano della sede del ministero del Lavoro in via Flavia. Oltre alle nove sigle sindacali - per Cisl e Uil sono presenti i segretari generali Bonanni e Angeletti - ci sono i quattro ministri - Sacconi (Welfare), Scajola (Sviluppo economico), Matteoli (Infrastrutture) e Ronchi - il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il presidente della Cai Roberto Colaninno e l'ad Sabelli, gli acquirenti, e il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi, il liquidatore.

Intorno alle venti, quando il tavolo del primo giorno si scioglie per darsi appuntamento a domani, c'è aria di missione compiuta negli uffici di via Flavia. "Il governo è impegnato - assicura Sacconi - a seguire passo passo il percorso di reinserimento di questi 3.250 lavoratori" per cui sarebbero già stanziati 180 milioni di euro in sei anni di cassa integrazione. Ma il
fronte sindacale è diviso, per non dire spaccato: non tornano i conti degli esuberi. C'è una settimana di tempo. Una settimana definitiva e conclusiva per la tormentata storia di Alitalia. "La trattativa deve chiudersi il prossimo giovedì" ha messo in chiaro il commissario Fantozzi.

Prima di illustrare il piano che dovrà rilevare la parte buona di Alitalia e AirOne e fonderle nella neonata Compagnia aerea italiana, l'amministratore di Cai e di Banca Intesa ha voluto precisare: "Non siamo qui per fare una compagnia low cost". Colaninno ha aggiunto: "Il trasporto aereo è un mercato in crescita. Questo piano non è un investimento a breve periodo e quindi non è una speculazione". Un concetto che ha voluto ripetere anche Letta. Tutte risposte indirette a chi nel centro sinistra, come Bersani e D'Alema, intravede invece disegni speculativi. Anche il premier Berlusconi si preoccupa di smentire sul nascere queste voci: "Sono accuse senza fondamento".

Il piano Fenice, un nuovo modello operativo. Sabelli parla per un'ora e mezzo, ha preparato una serie di cartelle lucide per spiegare il percorso di morte e rinascita di Alitalia. Che si regge sostanzialmente su un nuovo modello operativo. La nuova stagione prevede si basa sulla strategeia del point to point,in qualche modo al servizio del cliente. Da qui i sei minihub - Milano, Torino, Venezia, Roma, Napoli, Catania - che serviranno cioè le tratte più richieste dal mercato di Alitalia che già adesso, ha detto Sabelli, "è per l'87 per cento di breve-medio raggio".
Linate diventa diventa base della navetta Roma-Milano.


La nuova Alitalia nazionale. Le sei basi, le "24 destinazioni del mercato domestico" per un totale di 49 tra Italia e Europa, svelano in qualche modo quella che sembra la vera natura di Cai-Alitalia: una compagnia nazional-europea. Sabelli e Colaninno dicono l'opposto, che "il trasporto aereo è un mercato in crescita", "l'intercontinentale è importante" e l'Italia sarà il porto verso "oriente e medioriente". Ma la Compagnia aerea italiana sarà soprattutto quello che dice il nome: una compagnia nazionale.

Sedici destinazioni nel mondo. Le slides dicono che scompare ad esempio Los Angeles, mentre si aggiungerebbero mete come Shangai, Seul, Rio de Janeiro. I voli intercontinentali partono "14 da Milano e 4 da Roma". A parte il declassamento di Fiumicino, la somma farebbe in questo caso 18 e non sedici.

La flotta. Passerebbe dagli attuali 220-239 di oggi - mettendo insieme gli aeromobili di Alitalia e AirOne - ai 137 della Cai. Questa la previsione almeno per il 2009. Nel 2013 gli aerei diventerebbero 158 di cui almeno 60 nuovi di officina. Restando all'oggi, la fusione e la rinascita di Az e AirOne comporta un taglio di circa 80-100 aerei per un quota di mercato domestico del 55 per cento, la somma dell'esistente.

Il partner straniero - E' il convitato di pietra della riunione. Chi sarà il socio straniero coinvolto in Cai? E in quale percentuale? "L'acquirente prosegue i contatti con tutti i soggetti interessati" spiega il ministro Sacconi. Che sono più d'uno, "Air France, British ma anche Lufthansa". E' un argomento delicato quello del partner straniero, un colosso internazionale - questo il timore - che poi si "mangia" la piccola ma redditizia Cai-Alitalia. Un rumor in qualche modo collegato alle voci di speculazione e ai sospetti di "interessi privati in atti di ufficio da parte del governo" (Solari, Cgil). Sacconi lo sa ed è molto preciso: "E' chiaro che qualsiasi socio straniero avrà una quota di minoranza".
Gli esuberi - E' il capitolo più difficile perchè ci sono di mezzo migliaia di famiglie. E' anche quello che sta più a cuore al ministro del Welfare che interrompe un paio di volte la riunione per scendere in sala stampa, informare e dare messaggi tranquillizzanti. "I dipendenti effettivi, strutturali, non a tempo, di Alitalia e AirOne sono 17.500. Nel nuovo sistema Alitalia - precisa Sacconi - saranno riassorbiti 14.250 lavoratori di cui 11.500 nella Cai". Fin qui tutto chiaro, quasi. Poi arrivano un po' di capriole. Sacconi parla di "700 lavoratori tra call center e information technology che al momento sono in una zona grigia ma essendo servizi essenziali per la compagnia si capisce che dovranno essere operativi fin dal primo giorno". Lo stesso si può dire dei 1600 incaricati della manutenzione e dei 450 del settore cargo. Se l'auspicabile diventa realtà, è tutto perfetto. "E' un piano robusto e credibile e ambizioso si sviluppo" dice il ministro. La faccia è tesa ma convinta.

A lato della riunione non sono mancate le polemiche. Quella tra il ministro Scajola e il presidente della regione Lazio Piero Marrazzo che vorrebbe entrare in Cai con dieci milioni di euro a garanzia e tutela del territorio. "A ognuno il suo mestiere" gli ha detto Scajola. "Appunto, sto difendendo i lavoratori del Lazio" ha replicato il governatore.

Il commissario europeo ai Trasporti Antonio Tajani (Pdl) fa sapere che la Ue "potrebbe aver bisogno di ulteriori chiarimenti". Insomma, al di là delle dichiarazioni e delle slide, il destino di Alitalia non è ancora deciso.
(4 settembre 2008)


 

Alitalia, Sacconi: 3.250 esuberi e 2750 lavoratori in outsourcing (IL Sole 24 Ore 4-9-2008)

 

 

Articoli Correlati -

Alitalia: Bonanni apre al piano, ma il confronto parte in salita
La battaglia che non si poteva disertare
Alitalia, la Regione Lazio vuole entrare nella nuova Compagnia
Alitalia, sindacati: non si parla di esuberi senza l'ok al piano
RASSEGNA STAMPA RADIOCOR

Sono stati stimati in 3.250 i lavoratori in esubero dalla fusione fra Alitalia e Air One. Lo ha detto il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, secondo quanto riferito da chi partecipa all'incontro tra Cai, sindacati e governo presso il ministero del Lavoro. Sacconi ha spiegato che sulla base attuale di 17.500 lavoratori di Alitalia e Air One, nella nuova Alitalia ne vengono quindi riassunti 14.250. Di questi 2.750 saranno addetti in outsourcing. Di questi 1.600 saranno impiegati in manutenzione ordinaria, 450 andranno al cargo e 700 sono per il momento in una «zona grigia». In totale, dunque, finiranno fuori dal perimetro dell'organico aziendale 6mila persone.

Nel pomeriggio l'amministratore unico della Cai, Rocco Sabelli, ha calato sul tavolo della trattativa i termini del piano, spalancando le porte al confronto con le organizzazioni dei lavoratori: «Vogliamo dare un assetto stabile all'azienda attraverso un confronto serio sul progetto industriale». L'obiettivo di business è di 4,8 miliardi di fatturato, mentre il capitale iniziale sarà di almeno un miliardo, con una prospettiva di ritorno al pareggio operativo dei conti in due anni.

La nuova Alitalia inizierà l'attività con una quota del 56% sul mercato nazionale dal 30% attuale. L'aeroporto di Milano Linate sarà dedicato al collegamento con Roma.

Previste 24 destinazioni, come Alitalia e AirOne oggi, 4 nuove basi nel mercato domestico e lo sviluppo sul mercato intercontinentale con 16 destinazioni. Previsto il rinnovo della flotta: 60 aerei nell'arco di 4-5 anni: la flotta sarà composta da 137 aerei nel 2009 e salirà a 158 velivoli al 2013. Dal perimetro della nuova Alitalia resteranno fuori il settore cargo e la manutenzione pesante. Secondo Sabelli, riferiscono fonti presenti all'incontro, non ci sarà bisogno di aumentare i prezzi.

Non è escluso che avremo bisogno di ulteriori chiarimenti» sul decreto legge varato dal governo per il salvataggio di Alitalia. Ad affermarlo, a margine di un convegno, è il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, che aggiunge: «Daremo una valutazione complessiva non in tempi brevissimi». Tuttavia, assicura Tajani, «Alitalia sarà trattata come tutte le altre compagnie aeree europee, nè con acrimonia nè con benevolenza ma con giustizia».

Il governo Berlusconi «regala gratis Alitalia» a un grande gruppo straniero, «addossando tutti i debiti sulle spalle degli italiani ai quali mette le mani in tasca per 1,5 miliardi di euro». Durante un'intervista alla festa del Pd a Formia, Walter Veltroni torna sulla questione Alitalia e critica duramente la soluzione del governo. Così facendo «consente a chi la sta acquistando di andare sul velluto, anzi alla fine gliela regala e sono sicuro - osserva il leader del Pd - che alla fine Alitalia entrerà nell'orbita di qualche grande gruppo straniero che, però, non avrà pagato nulla per averla». Insomma, «è la condizione ideale, una soluzione mediatica che rende l'Alitalia pronta per essere data gratis a qualche operatore straniero».



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Alitalia 2 (71)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Alitalia, la regione pronta a entrare - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alemanno: "Occorre una strategia comune" Alitalia, la Regione pronta a entrare Marrazzo: da 10 a 20 milioni per l'ingresso nella nuova compagnia aerea PAOLO G. BRERA La Regione chiede di entrare nel capitale di Compagnia aerea italiana, la newco nata per rilevare la parte sana di Alitalia.

Alitalia, la regione "pronta a entrare" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina IX - Roma Alitalia, la Regione "Pronta a entrare" PAOLO G. BRERA (segue dalla prima di cronaca) L'idea di Marrazzo è accolta positivamente dai sindacati: "Aggiunge un'opportunità - dice Walter Schiavella (Cgil) - e potrebbe trainare investimenti nell'area tecnica".

Il summit zoppo del pd - ivan berni ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Malpensa e Alitalia, sul voto amministrativo e sui diritti di rappresentanza degli immigrati. Non che il programma sia vuoto di stimoli e voci autorevoli. Ci saranno Bassetti e Cacciari, Bettini, Panzeri e Penati. E si parlerà di meritocrazia, glocalismo e Europa, infrastrutture e piattaforme di sviluppo locali,

Volo odissea da londra alitalia risarcisce un avvocato - vincenzo curia ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Londra Alitalia risarcisce un avvocato VINCENZO CURIA VITTIMA di un disservizio di cui è responsabile purtroppo con ricorrente frequenza l'Alitalia - superfluo ricordare smarrimenti di bagagli e anche peggio -, un avvocato civilista genovese specialista in diritto internazionale - Rosa Abbate - ha citato la compagnia di bandiera ed è riuscita a farsi risarcire i danni subiti.

Campagna del pd: "alipadania, la puglia resta a terra" ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: previsti in Puglia dal piano Alitalia: il partito democratico, su indicazione del segretario regionale Michele Emiliano, ha fatto stampare ottomila manifesti per denunciare l'esclusione degli aeroporti pugliesi dalle rotte della nuova compagnia. E mentre l'assessore regionale ai Tasporti, Loizzo, spiega come la Puglia rischia di perdere un miliardo di euro in materia di trasporti,

Il pd: nasce alipadania e la puglia resta a terra - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Con questi presupposti, il piano per salvare Alitalia non salverà la Puglia perché Alitalia e Airone smetteranno di farsi concorrenza col risultato che se i pugliesi vorranno volare, saranno costretti a pagare il triplo della tariffe". Il partito democratico pugliese non molla sulla vicenda Alitalia.

Trasporti, oltre un miliardo in bilico - lello parise ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non vorremmo che con la fusione tra Alitalia e Airone riprendesse la corsa all'aumento delle tariffe. Così come ci auguriamo che il Cavaliere non impedisca ad altre compagnie di operare negli scali di Brindisi o di Bari. Il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, assicura: "State tranquilli".

La cgil prepara le battaglie d'autunno tre donne in corsa per la segreteria - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vicenda Alitalia sia per quel che riguarda i tagli già operati dalle Ferrovie dello Stato, e che potrebbero portare anche a uno slittamento sine die dell'Alta Capacità Bari-Napoli". Ci sono poi le questioni ambientali. "Su Taranto e Brindisi bisognerà cominciare a dare risposte - dice Forte - e sabato la Regione incontrerà i vertici Ilva per verificare lo stato di attuazione dell'

D'Alema: serve un nuovo centrosinistra Perché alleati con Di Pietro? Chiedetelo al segretario. Diamoci una mossa e smettiamola di litigare ( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia: "Non è un mistero che Colaninno fosse interessato da tempo e il governo ha offerto condizioni così vantaggiose a questo gruppo di imprenditori, scaricando i costi sui cittadini. È stata una operazione politica grave e negativa, che non rispetta le regole del mercato e così mina la credibilità del nostro paese.

Veltroni da Napolitano: opposizione propositiva ( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia legata alla capacità di intervento degli ammortizzatori sociali, in questo caso ma anche in tutte le altre situazioni di difficoltà, non poteva essere argomento tenuto fuori dal confronto. Le riforme. Il presidente Napolitano ha più volte invitato ad un lavoro bipartisan, di collaborazione e reciproco rispetto.

I tormenti del giovane Pd ( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dal welfare all'Alitalia, dall'obbligatorietà dell'azione penale alle intercettazioni, dove perfino un Maroni pare a volte più intransigente dei nostri. Gli interventi esprimono anche costernazione per l'impotente autoreferenzialità della sinistra cosiddetta radicale, maionese impazzita di mondi piccolissimi che appaiono ciascuno,

Il nodo esuberi sulla strada della nuova Alitalia A conti fatti sono 10mila i lavoratori in più Oggi al via il confronto con i sindacati ( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: una volta chiusasi la partita Alitalia e fatte calmare le acque, cedere proprio quel ramo d'azienda comprato, magari a basso costo, dall'Alitalia. Nelle regole dell'impresa non sarebbe la prima volta. E Alitalia non sarà un'eccezione. I numeri, che saranno al centro del confronto tra governo e sindacati che si avvierà oggi alle 15,

Regione Lazio tra i soci di Cai Lo chiederà il governatore Marrazzo Entrerebbe con 10 milioni di euro ( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: PROPOSTA La Regione Lazio nella cordata di imprenditori che acquisteranno Alitalia. È l'ultima carta giocata da Piero Marrazzo che oggi presenterà la proposta al presidente della neonata Cai (Compagnia aerea italiana) Roberto Colaninno in un incontro appositamente fissato in Via Cristoforo Colombo. Il governatore chiederà di divenire il diciassettesimo socio dell'operazione Fenice.

Tra la Magliana e AirOne anche 2.800 precari a rischio Sono assistenti di volo e di terra, addetti ai call center, ma anche piloti. Per loro non ci saranno tutele ( da "Unita, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dei circa 18mila dipendenti Alitalia, i precari che compongono il serbatoio da cui la compagnia pesca gli assistenti volo stagionali sono 940. Oggi 350 di questi sono in servizio. A loro vanno aggiunti gli 800 dipendenti - 300 dei quali "apprendisti" - di Alitalia Airport, società a cui fanno capo gli assistenti di terra.

Alitalia e sindacati, lotta contro il tempo: parte il confronto ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il commissario ai Trasporti Antonio Tajani (che è stato invitato a riferire di Alitalia al Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato il piano e risposto alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di capire se l'eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di Stato, sanzionabile dall'Ue.

Minaccia dei creditori: <Piloti, o pagate cash o non decollate più> ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che nicchiano se si tratta di ospitare gli equipaggi Alitalia. Da tempo molti alberghi intorno ai principali aeroporti italiani non accettano passeggeri "riprotetti" dall'Alitalia, ovvero quei clienti che per un ritardo o un annullamento devono pernottare in hotel. Ora il problema riguarda i comandanti.

Folgorato sulla via di Fiumicino Marrazzo vuole salire sulla Fenice ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e con la sua richiesta di entrare nella nuova Alitalia si espone al ridicolo... a meno che Marrazzo non abbia un tesoretto nascosto". Alla seconda parte della domanda - perché no? - risponde un esponente del Pd: "Che l'attuale situazione disastrosa dell'Alitalia sia stata resa irreversibile per il concorso di responsabilità politiche, che hanno pesato come un macigno,

<Avanti anche senza accordo> ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non la pensa come Corrado Passera: "Non avrei mai detto che se il sindacato non è d'accordo, salta tutto - spiega durante un'intervista in tivù - , e vorrei ricordare che la crisi Alitalia è prodotto di cattiva politica, ma anche di cattivo sindacato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Angeletti: con la Cai anche i dipendenti dovranno cambiare ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non pensa che nel naufragio Alitalia anche il sindacato abbia responsabilità? "Non era un' impresa capitalistica. E comunque nella nuova compagnia cambieranno molte cose anche nel modo di fare sindacato. Le relazioni sindacali non saranno più quelle di Alitalia e assomiglieranno più a quelle che ci sono alla Fiat o alla Piaggio".

L'incognita su flotta e ipoteche tiene le banche col fiato sospeso ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma cambiano i rischi sul rimborso da Milano La flotta Alitalia è gravata da ipoteche per 890 milioni. I 43 velivoli di proprietà della famiglia Md80 (cui se ne aggiungono 29 in locazione), ormai considerati vecchi divoratori di carburante, sono già stati rifinanziati due volte con ipoteca di primo grado.

Alemanno e il ministro agitano il pdl "il sindaco si è fatto spiazzare" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha chiesto a Gianni Letta di mediare con tutti gli attori del caso Alitalia ROBERTO MANIA ROMA - Renato Brunetta - con il suo "Thatcherite style", come ha scritto l'Economist - ha scoperchiato il vaso di Pandora. Perché il governo e la sua ampia maggioranza, comprese tutte le derivazioni locali e gli intrecci di interessi, non sono compatti sul piano Alitalia, come invece appare.

La fuga in avanti del commissario e i dubbi della ue - andrea bonanni ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, se dovesse passare così come è stato presentato, costerà ai contribuenti italiani oltre un miliardo di euro: molto più di quello che sarebbe costata alle casse pubbliche la vendita della compagnia ad Air France. Inoltre stabilirà una situazione di quasi monopolio su alcune rotte lucrative, in particolare la Milano-

"la regione lazio dentro alitalia" - lucio cillis alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruxelles chiede un discontinuità rispetto a quelli di Alitalia), la cessione degli asset della compagnia di bandiera al nuovo vettore (che dovrà avvenire a prezzo di mercato) e l'operazione che ha portato alla nascita della "bad company" che erediterà le passività di Alitalia (non dovranno essere coperte con soldi pubblici).

"altro che la mia merchant bank" ( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: parlando del salvataggio Alitalia, ricorda le critiche al suo governo. "Su Alitalia - afferma D'Alema, a Firenze per la festa del Pd - io distinguo tra un'operazione politica grave e negativa, che lascia allibiti dal punto di vista delle regole di mercato e che scarica il costo sulla collettività, e gli imprenditori che fanno gli imprenditori e con i quali non dobbiamo polemizzare"

La Cernobbio ufficiale avvolta nel mistero ( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proprio mentre si decide di fare di Alitalia una compagnuccia a distintivo - per ora italiano) verrà anche presentata una ricerca dal titolo "Il futuro del sistema del trasporto aereo: una sfida chiave per l'Italia e l'Europa". Domenica infine il focus dei lavori sarà dedicato alla presentazione della ricerca "Il sistema educativo in Italia: sei proposte per contrastare l'

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con cui la destra distrugge la scuola L'ARTICOLO Alba Sasso pagina 12 CALCIO | PAGINA 4 Tifoserie e camorra, scontro tra La Russa e il capo della polizia ALITALIA | PAGINA 6 Regione Lazio: vogliamo entrare nella Compagnia STATI UNITI | PAGINA 11 Convention repubblicana, l'America irreale dei Bush e il patriottismo di McCain.

Un segno di vita nel deserto del business ( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il baricentro geografico su cui è stata storicamente costruita l'Alitalia - ha scelto di giocare un ruolo attivo. E si offre di entrare nella Compagnia aerea italiana, che prenderà il controllo della "polpa" ancora contenuta nelle attività di volo. Viste le cifre impegnate dai 16 imprenditori privati - non più di 100 milioni, per il nucleo fondatore;

Un sicuro vincitore già alla partenza: Carlo Toto, patron di AirOne ( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia). Con ciò Toto sistemerebbe i suoi 200 milioni di debiti con IntesaSanPaolo (il regista dell'operazione); gliene rimarrebbero 100 per partecipare come azionista alla pari con gli altri 15 della cordata. Ma il suo vero affare sarebbe a quel punto l'affitto in leasing degli Airbus che ha prenotato per i prossimi anni (

La mossa della Regione Lazio ( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA · Richiesto l'ingresso nel capitale della nuova Compagnia aerea italiana La mossa della Regione Lazio Colaninno all'esame di Bruxelles. Oggi "il piano" davanti ai sindacati Fr. Pi. Locale e continentale. Una compagnia aerea dovrebbe saper gestire i due diversi punti di vista.

Scuola pubblica, i quattro toccasana ( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia docet ), ma abbandonarne molte a un destino di marginalità. Pensiamo a tante scuole del periferie del nord e del sud. Altro che concorrenza! Perché nessuno è riuscito a dimostrare che la competizione tra scuole, anche in paesi di tradizione liberista, riesca a migliorare la qualità degli apprendimenti per tutti.

Marrazzo: la Regione Lazio in Alitalia ( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È polemica sulla richiesta del Governatore di sottoscrivere una quota della nuova compagnia Marrazzo: la Regione Lazio in Alitalia Alemanno: no a strumentalizzazioni politiche. Brunetta: avanti anche senza i sindacati.

ROMA Parte oggi la no stop tra sindacati e governo nel tentativo di chiudere la partita Alitalia in ( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

INDUCE quasi a simpatia l'ex uragano Gustav declassato a tempesta tropicale.  ( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È, comunque, qualcosa di diverso dal rapporto che abbiamo con il clima. Mi auguro che la trattativa riguardante il futuro di Alitalia vada in porto positivamente. Qui non si tratta di buoni o di cattivi, ma di un obbligatorio risultato nel nome di migliaia di famiglie.

<Vendo quote Sea> ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 categoria: REDAZIONALE Provincia IL PRESIDENTE PENATI "Vendo quote Sea" "Marrazzo dice che la Regione Lazio entrerà nel capitale della futura compagnia aerea? Allora io sono disposto a comprare la nuova Alitalia e a vendere Sea". è la provocazione di Filippo Penati: "Su Milano c'è un silenzio assordante". A PAGINA 4 Cremonesi.

L'affondo di Penati: vendo Sea e compro la nuova Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la nuova Alitalia "Vendo Sea e compro la nuova Alitalia. Tanto, anche per Milano, le decisioni si prendono lì". La provocazione è di Filippo Penati, e fa seguito all'annuncio del governatore del Lazio Piero Marrazzo: il governatore romano ha annunciato l'intenzione della Regione di entrare nel capitale della futura compagnia aerea per meglio tutelare gli interessi del territorio.

Marrazzo spiazza il Pd: Regione Lazio in Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Regione Lazio in Alitalia ROMA - Tra i 10 e i 20 milioni di euro. E' quanto è pronta a mettere sul piatto la Regione Lazio per entrare nella cordata Alitalia. Lo ha detto il governatore Piero Marrazzo (centrosinistra). Malumore e imbarazzo nel Pd, che ha duramente criticato il piano per salvare la compagnia di bandiera.

IL CORAGGIO E LA FORTUNA ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Si discuta e si negozi la quantità e la gestione degli esuberi ma il salto che i sindacati devono fare è un altro: rinunciare al consociativismo aereo. Quello statuto materiale che ha fatto della compagnia di bandiera un' azienda extra-mercato dove non valgono le regole standard dell'industria privata e le rappresentanze non sono mai elette direttamente dai lavoratori.

E Silvio va alla processione di Santa Rosa: promessa mantenuta ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alle domande dei cronisti su Alitalia e sulle polemiche relative ai tifosi del Napoli, il premier ha risposto mostrando interesse solo per la cerimonia religiosa: "Sono qui solo perché ho fatto una promessa e perché io le promesse le mantengo. Ho dato la mia parola in campagna elettorale, onoro la memoria di mia madre e la sua devozione per Santa Rosa"

La scelta di Marrazzo: <Pronto a entrare in Alitalia> ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Il salvataggio La compagnia La scelta di Marrazzo: "Pronto a entrare in Alitalia" Brunetta: avanti anche senza l'accordo dei sindacati. Colaninno a Bruxelles Galan: "Ma come fa il Lazio? Non ha nemmeno gli occhi per piangere, ridicolo che voglia metterci soldi" ROMA - Un'offerta tra i 10 e i 20 milioni per entrare nella cordata che rileverà Alitalia.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 6 Il Pd I nodi... ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha caricato sulle spalle del paese" l'operazione Alitalia. Tant'è vero che D'Alema non si è stupito della mossa di Colaninno, uno dei capitani coraggiosi da lui esaltati all'epoca di Telecom: "Non è un mistero che era molto interessato ad Alitalia da tempi non sospetti e quindi non mi ha stupito che fosse tra gli imprenditori interessati a rilevarla ".

Da Micheli alle banche estere Si allunga la cordata per Cai ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pappalardo e spedite al commissario dell'Alitalia Augusto Fantozzi, c'è un altro treno, quello della cordata dei sedici imprenditori, che sembra destinato a raccogliere altri vagoni lungo il proprio cammino. Con una scommessa: non rallentare la velocità di crociera in un viaggio che non ha molto tempo a disposizione.

<WSJ.>: ma l'Alitalia resta stylish ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ": ma l'Alitalia resta stylish Alitalia può avere perso tutto, ma non lo stile. Secondo "WSJ.", la nuova rivista in uscita domani con il "Wall Street Journal", il videoclip che mostra ai passeggeri come mettere il giubbotto di salvataggio, è tra i quattro "più stylish" del mondo.

Lanzillotta: del tutto inutile diventare soci ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: garanzie ai lavoratori e ai consumatori o che si preserva il territorio dalle ricadute negative del piano per Alitalia". Linda Lanzillotta, deputata del Pd "rutelliana" e ministro per gli Affari regionali nel governo Prodi, boccia l'ipotesi dell'ingresso della Regione Lazio nella cordata privata guidata da Roberto Colaninno. Sbaglia Marrazzo? "Diciamo che non condivido la scelta ".

<Non ne sapevamo nulla> Gelo nel Pd sul governatore ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Piero Marrazzo di portare la Regione nel capitale della nuova Alitalia è arrivata inattesa nel Pd. E non ha riscosso grande entusiasmo. Anzi. "Non ne sapevamo nulla", ammette Michele Meta, segretario regionale del partito di Walter Veltroni e capogruppo in commissione Trasporti alla Camera. Ma poi cerca di gettare acqua sul fuoco: "è un tentativo di farsi ascoltare dal governo,

E Bonanni si siede al tavolo ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: personalmente al tavolo del ministero del Lavoro su Alitalia. Bonanni ha deciso di vederci chiaro. Il suo primo obiettivo è assicurarsi che tutti i lavoratori in esubero ottengano una ricollocazione. Sua è la proposta che siano i soci della cordata a assumerli. Ma anche lo Stato dovrebbe fare la propria parte, ad esempio facendo rilevare l'Atitech di Napoli a Fintecna e Finmeccanica.

Pareri ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di entrare nella cordata che rileverà Alitalia (con un'offerta tra i 10 e i 20 milioni) è arrivata inattesa nel Pd creando sorpresa e imbarazzo. Per Michele Meta, segretario regionale del Pd "è il tentativo disperato di farsi ascoltare dal governo, un modo per dare garanzie ai lavoratori" ( nella foto in alto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti,

ROMA - La Regione Lazio nella nuova Alitalia insieme a Colaninno e soci? Impossibile. E per un motiv ( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sottolineano sempre dalla City - che sono entrati hanno investito i propri soldi e hanno fatto una scelta nell'interesse del Paese". E' una sfida. Anche se la nuova Alitalia, ripulita e senza debiti, è adesso molto appetibile. Tanto è vero che Lufthansa e Air France gareggiano per diventare il partner di riferimento. U. Man.

ROMA Potrebbe chiamarsi Alis la soluzione della grana piloti. Alis è la società ( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potrebbe assumere piloti dichiarati in sovrappiù da Alitalia. Si parla di 130-135 "comandanti", magari tra i più giovani, che potrebbero essere trasferiti in attesa di un ritorno alla società madre. Perchè comunque anche la nuova Alitalia avrà bisogno di nuovi piloti secondo le regole di un insopprimibile turn over.

ROMA Oggi pomeriggio parte la no stop governo-sindacati. E parte, in sostanza, il rush fina ( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piangere e si espone al ridicolo con il voler entrare nella nuova Alitalia. Marrazzo forse nasconde da qualche parte un tesoretto con cui sostenere i programmi degli imprenditori privati?". Puntualizzazione di Massimo D'Alema sul caso Alitalia: "Io distinguo tra un'operazione politica grave e negativa e gli imprenditori che fanno gli imprenditori e con i quali non dobbiamo polemizzare"

Di FABIO ROSSI ROMA - Alitalia e futuro dell'aeroporto di Fiumicino scatenano il dibatti ( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di FABIO ROSSI ROMA - Alitalia e futuro dell'aeroporto di Fiumicino scatenano il dibattito negli enti locali della Capitale. Il governatore del Lazio Piero Marrazzo vuole scendere in pista con la Regione, ma la sua iniziativa incontra forti perplessità sul metodo, a partire proprio dal sindaco Gianni Alemanno.

Marrazzo: 10 milioni per stare al tavolo che conta ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: valutata nella sua praticabilità in base ai contenuti del Piano per Alitalia ". E Luigi Nieri (Prc), assessore regionale al Bilancio parla di "iniziativa positiva se pensata per restituire un ruolo contrale agli enti locali nel rilancio di Alitalia". Francesco Di Frischia Imprenditore Roberto Colaninno, sarà alla guida della Cai Presidente Piero Marrazzo, dal 2005 alla guida del Lazio.

Alitalia, la mossa di Piero Cala il gelo con Alemanno ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il sindaco: "Niente primi della classe" Alitalia, la mossa di Piero Cala il gelo con Alemanno Marrazzo a sorpresa annuncia: "Proporrò a Colaninno di fare entrare la Regione nella Compagnia aerea italiana". Alemanno replica: "Nessuno faccia il primo della classe senza prima avere letto e analizzato il Piano industriale".

Consiglio straordinario rafforzata la sicurezza ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Lo fa sapere, in un nota, la Regione Lazio. In particolare sarà rafforzata la vigilanza all'ingresso del parco che circonda la sede del Consiglio, con i posti riservati ai presidi delle Forze dell'Ordine ed è stato rivoluzionato il sistema dei parcheggi, con una rigida separazione tra i parcheggi riservati ai consiglieri e agli ospiti e quelli liberi per i dipendenti

<La crisi potrebbe mandare sul lastrico le imprese fornitrici> ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La crisi potrebbe mandare sul lastrico le imprese fornitrici" La crisi dell'Alitalia potrebbe mandare sul lastrico anche le aziende fornitrici della compagnia di bandiera. "Vogliamo richiamare fermamente l'attenzione di tutti sugli effetti che potrà produrre il piano di rilancio della nostra compagnia di bandiera sulla rete delle imprese fornitrici".

Roland Berger per Mediobanca ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come del resto ha fatto di recente anche il Tesoro italiano, per la privatizzazione di Alitalia. Il suo legame speciale con l'Italia è nato con un apprendistato bancario a Milano (da qui il suo italiano perfetto) ed è proseguito poi con la costituzione, sempre a Milano, nel '69, della prima rappresentanza estera della Roland Berger.

Flores: regime stile Putin. Colpa anche dell'opposizione ( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il ministro ombra del Partito democratico e dovrebbe denunciare le porcate che fa il padre con Berlusconi su Alitalia". Sabina Guzzanti, invece, torna sulle parole pronunciate due mesi fa alla manifestazione "no Cav" di piazza Navona. Parole, quelle contro Mara Carfagna e il Papa, che non ripete ma che rivendica: "Quel discorso mi ha molto ringalluzzito.

Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i ( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i ... Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i sindacati sono chiamati a fare la loro parte assumendosi quella responsabilità che non esercitarono e che contribuì al fallimento della trattativa con la compagnia franco-olandese: allora le loro rivendicazioni furono ritenute insostenibili dai candidati acquirenti.

Un progetto per Alemanno ( da "Opinione, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Arturo Diaconale Si può criticare quanto si vuole il piano di salvataggio di Alitalia predisposto dal governo. Ma non si può negare che il progetto fa parte di un disegno più ampio e complessivo teso a ridare slancio ad un paese che sembrava condannato ad un inesorabile declino. Naturalmente si può anche contestare, in nome di un qualsiasi internazionalismo non meglio identificato,

Il presidente del Lazio vorrebbe far parte della nuova compagnia ( da "Opinione, L'" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: stato la presentazione degli orientamenti generali del piano industriale che Compagnia Aerea Italiana, candidata ad acquisire asset di Alitalia, intenderebbe realizzare". A Roma, nel frattempo, l'amministratore unico di Compagnia Aerea Italiana (la newco), Rocco Sabelli, è andato a far visita al commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. "Siamo andati dal Commissario ?

Cgil, il sindacato fuori dalla storia che vuole fermare Alitalia ( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il sindacato fuori dalla storia che vuole fermare Alitalia La vertenza dell'Alitalia ma anche quella della riforma dei contratti, la Finanziaria e il caso dei licenziati delle Ferrovie: la Cgil ha intrapreso un percorso solitario, di scontro frontale con il governo, e sempre più smarcata dalle posizioni di Cisl e Uil.

Scajola: I no faranno licenziare ( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa il piano per Alitalia Scajola: "I no faranno licenziare" Continua il pressing del governo sui sindacati per avere il via libera al piano di salvataggio. Il ministro dello Sviluppo Economico Scajola ha detto senza mezzi termini che bocciare il piano significa assumersi la responsabilità di mandare a casa ventimila persone e privare il sistema Italia della compagnia di bandiera.

Alitalia e sindacati, lotta contro il tempo ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il commissario ai Trasporti Antonio Tajani (che è stato invitato a riferire di Alitalia al Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato il piano e risposto alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di capire se l'eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di Stato, sanzionabile dall'Ue.

Scajola gela Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" ( da "Quotidiano.net" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Scajola gela Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" Il ministro dello Sviluppo esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. Poi ha aggiunto: "Questa non è una cordata mordi e fuggi" Roma, 4 settembre 2008 - "Meglio che ognuno faccia il suo mestiere"

Alitalia, Scajola a Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" ( da "Voce d'Italia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Politica Articoli correlati: *Questione Alitalia: la Regione Lazio nella Cai? *Alitalia, Sacconi: ancora nessuna cifra esatta su esuberi *Esuberi Alitalia: 4.500 posti, la base della trattativa sindacale Guarda tutti i correlati.

Alitalia: <Avanti anche senza i sindacati> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad designato della "Nuova Alitalia", Rocco Sabelli, dopo un incontro con il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che aveva chiesto di poter approfondire i contenuti dell'offerta da 400 milioni. La proposta della cordata di acquisire da Alitalia gli asset operativi, per integrarli con Air One in una nuova compagnia,

Epifani su Alitalia: "Premesse non buone per il rilancio" ( da "Voce d'Italia, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia, Scajola a Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" *Questione Alitalia: la Regione Lazio nella Cai? *Alitalia, Sacconi: ancora nessuna cifra esatta su esuberi Guarda tutti i correlati.

Sacconi: "Gli esuberi saranno meno di 5mila" ( da "Quotidiano.net" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Sacconi: "Gli esuberi saranno 3.250" Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, esprime perplessità sulla scelta di Marrazo, presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. "Ognuno faccia il proprio mestiere" Roma, 4 settembre 2008 - Gli esuberi di Alitalia sarebbero 3.

Moratti: il piano Alitalia non va ( da "Stampa, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il piano Alitalia non va Brunetta: avanti senza sindacato. La Regione Lazio: anche noi nella compagnia Il piano del governo per il salvataggio di Alitalia continua a creare polemiche. Mentre ieri il ministro Brunetta ha fatto insorgere le organizzazioni dei lavoratori per una sua battuta - "si va avanti anche senza i sindacati",

[FIRMA]ALESSANDRO MONDO Una bomba. Le indiscrezioni sul progetto del grattacielo di Intesa Sanpao ( da "Stampa, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impegnata nel salvataggio di Alitalia - potrebbe avere per i dipendenti. "Eppure non ci sono stati segnali - commenta Angela Rosso, Fabi-Cisl -. Mi pare strano, visto che la banca si è molto esposta su questa vicenda. La prossima settimana approfitteremo dell'incontro con Passera sulla semestrale per chiedere spiegazioni".

I conti su Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Recent Posts I conti su Alitalia Alè Magno Julius ha visto la luce Obama e l'Italia Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Cosa ne pensano i lib-lib di Julius Bce senza pop Rosicchiare la Mela Appunti in manovra Fuoco amico Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.

I POLITICI E L'EBBREZZA DEL VOLO ( da "Stampa, La" del 04-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma da quando Berlusconi è riuscito a mettere in pista la sua nuova Alitalia, non esistono più. Il nuovo presidente della compagnia l'ha spiegato con chiarezza nei giorni scorsi: gli affari non sono né di destra né di sinistra, e io faccio affari, faccio l'imprenditore, dunque o cambio mestiere oppure entro in gioco.


Articoli

Alitalia, la regione pronta a entrare - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Roma Oggi consiglio straordinario alla Pisana con sindacati e amministratori. Alemanno: "Occorre una strategia comune" Alitalia, la Regione pronta a entrare Marrazzo: da 10 a 20 milioni per l'ingresso nella nuova compagnia aerea PAOLO G. BRERA La Regione chiede di entrare nel capitale di Compagnia aerea italiana, la newco nata per rilevare la parte sana di Alitalia. Lo ha annunciato ieri il presidente Piero Marrazzo al tavolo con sindacati e amministrazioni locali: "La nostra è una proposta, non una provocazione: se Emma Marcegaglia ha deciso di investire in Cai in rappresentanza degli interessi industriali, noi lo faremo in rappresentanza del distretto socio economico più coinvolto. Dobbiamo dare un contributo di controllo e garanzia, prevedendo nei patti para sociali un presenza nel Cda". Un'operazione che potrebbe essere messa in moto "attraverso Sviluppo Lazio" e che costerà "tra dieci e venti milioni". Gelida la replica del sindaco Gianni Alemanno: "Per mantenere una strategia comune bisognerebbe confrontarsi prima di lanciare proposte. Nessuno faccia il primo della classe senza aver letto e analizzato il piano industriale". SEGUE A PAGINA V.

Torna all'inizio


Alitalia, la regione "pronta a entrare" - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Roma Alitalia, la Regione "Pronta a entrare" PAOLO G. BRERA (segue dalla prima di cronaca) L'idea di Marrazzo è accolta positivamente dai sindacati: "Aggiunge un'opportunità - dice Walter Schiavella (Cgil) - e potrebbe trainare investimenti nell'area tecnica". Positiva anche la reazione del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti: "L'80% dei lavoratori di Alitalia e dell'indotto è nel nostro territorio. Non si può decidere su migliaia di famiglie senza discuterne con le amministrazioni locali". Per il vicesindaco Cutrufo l'importante è "saper stare sul mercato: valuteremo il piano industriale difendendo la posizione strategica dell'Alitalia e l'interesse di Fiumicino". Nel documento finale il tavolo esprime "forte preoccupazione" per "il futuro dell'azienda" e le "ricadute occupazionali", chiedendo "un incontro col governo" affinché "le istituzioni locali siano coinvolte nella discussione sul piano industriale". Quest'ultimo dovrà garantire il "carattere intercontinentale" della compagnia, la "centralità di Fiumicino" e "l'estensione degli ammortizzatori sociali all'indotto". Oggi, intanto, prima del consiglio regionale straordinario Marrazzo ospiterà a pranzo il presidente di Cai, Roberto Colaninno.

Torna all'inizio


Il summit zoppo del pd - ivan berni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Milano IL SUMMIT ZOPPO DEL PD IVAN BERNI Nulla sul passaggio cruciale della riforma federalista, su Linate, Malpensa e Alitalia, sul voto amministrativo e sui diritti di rappresentanza degli immigrati. Non che il programma sia vuoto di stimoli e voci autorevoli. Ci saranno Bassetti e Cacciari, Bettini, Panzeri e Penati. E si parlerà di meritocrazia, glocalismo e Europa, infrastrutture e piattaforme di sviluppo locali, di ambiente come vincolo e risorsa, di Expo e città globale, di new Welfare e di politiche di cittadinanza. Insomma, il menù di un bel convegno, di quelli che volano alto e disegnano scenari e suggestioni. Roba fina e financo utile, se si trattasse di un workshop di formazione o, per dirla all'antica, di una "scuola quadri". Programma disarmante se si considera che invece si sta parlando della riunione dell'organismo più importante del partito, eletto direttamente da centinaia di migliaia di elettori e simpatizzanti, insieme al segretario nazionale Veltroni e al segretario regionale Maurizio Martina. Una Costituente, quella lombarda, che si riunisce per la seconda volta dalla sua istituzione per un appuntamento che, di fatto, ha la stessa valenza di un congresso. Ma che a dispetto della solennità dell'occasione riesce a dedicare un'oretta soltanto alle regole del nuovo Statuto e addirittura non prevede confronto sulla linea politica. Un giovane dirigente del Pd lombardo, veltroniano disincantato e disamorato, la riassume così: "Non se ne può più dell'educazione permanente. Basta. La gente, la nostra gente vuol fare politica. Vuole che il partito discuta e decida. Altro che cattolici, laici ed ex comunisti: stiamo assistendo al miracolo della formazione di un'unica corrente: quella degli scontenti e degli incazzati". Quelli che, non a caso, già lo scorso giugno avevano lanciato un segnale forte e inequivocabile: lasciando migliaia di sedie vuote all'assemblea Costituente nazionale.

Torna all'inizio


Volo odissea da londra alitalia risarcisce un avvocato - vincenzo curia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Genova Il caso Volo odissea da Londra Alitalia risarcisce un avvocato VINCENZO CURIA VITTIMA di un disservizio di cui è responsabile purtroppo con ricorrente frequenza l'Alitalia - superfluo ricordare smarrimenti di bagagli e anche peggio -, un avvocato civilista genovese specialista in diritto internazionale - Rosa Abbate - ha citato la compagnia di bandiera ed è riuscita a farsi risarcire i danni subiti. Milleduecento euro, più gli interessi, e altri 2.300 euro per spese legali. La professionista esigeva anche un ristoro dei danni patrimoniali per il mancato esercizio dell'attività lavorativa, ma il giudice Rosella Silvestri, della prima sezione del tribunale civile, non ha accolto la domanda "ritenendo difficile la quantificazione". Un'odissea, quella vissuta dal legale, che ha ricostruito con toni pacati ma fermi la sua disavventura. Abbate parte da Londra Heatrow per Roma, ma il velivolo decolla con 40 minuti di ritardo. L'atterraggio a Roma avviene alle 21,15. L'avvocato, che deve raggiungere Genova, chiede di essere imbarcata su un aereo in partenza alle 21,40, ma il personale risponde picche: il volo è già chiuso; la civilista ha soltanto la possibilità di imbarcarsi il giorno successivo, alle 13,30. E' inevitabile per lei trascorrere la notte in un albergo della capitale. Ma il calvario continua: durante il tragitto i passeggeri vengono informati che il velivolo fa tappa a Pisa. Con l'ulteriore annuncio che il trasferimento a Genova "avverrà in autobus, con arrivo alle 18". L'avvocato Abbate viene anche a sapere che il volo Roma-Genova "era stato cancellato senza alcun preavviso". "La condotta di Alitalia" - commenta la ricorrente - "costituisce un grave inadempimento alle obbligazioni, anche in forza delle normative comunitarie e internazionali poste a tutela del viaggiatore".

Torna all'inizio


Campagna del pd: "alipadania, la puglia resta a terra" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Bari Ottomila manifesti per contestare i possibili effetti del piano Fenice sugli scali pugliesi. E l'assessore Loizzo: "Negati ai trasporti 1,4 miliardi di euro" Campagna del Pd: "Alipadania, la Puglia resta a terra" Parte la campagna di comunicazione contro i tagli dei collegamenti previsti in Puglia dal piano Alitalia: il partito democratico, su indicazione del segretario regionale Michele Emiliano, ha fatto stampare ottomila manifesti per denunciare l'esclusione degli aeroporti pugliesi dalle rotte della nuova compagnia. E mentre l'assessore regionale ai Tasporti, Loizzo, spiega come la Puglia rischia di perdere un miliardo di euro in materia di trasporti, la giunta regionale ha chiesto che della vicenda Alitalia si discuta in una riunione urgente della Conferenza Stato-Regioni. LELLO PARISE E PIERO RICCI A PAGINA IV.

Torna all'inizio


Il pd: nasce alipadania e la puglia resta a terra - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Bari Il Pd: nasce Alipadania e la Puglia resta a terra L'accusa, tagli al Sud per salvare Malpensa Veronico: questo è il risultato del federalismo a senso unico, quello che penalizza il Mezzogiorno PIERO RICCI Un aereo spicca il volo. Sulla sua fusoliera, con lo stesso logo di Alitalia, c'è scritto Alipadania. è il "piano Fenice" secondo il Partito democratico pugliese che da oggi e fino a domenica tappezzerà la Puglia di ottomila manifesti e altrettanti volantini per denunciare l'esclusione degli scali pugliesi dal piano di salvataggio della compagnia di bandiera. "La Puglia resta a terra. Nessuno scalo pugliese nel piano Alitalia", è il messaggio diretto su sfondo rosso e blu che rappresenta la didascalia dell'aereo della futuribile "Alipadania". L'idea di tappezzare la Puglia, è del segretario regionale del Pd, Michele Emiliano. Il responsabile organizzativo del partito, Cesare Veronico, ha contattato le federazioni provinciali. "Purtroppo eravamo stati facili profeti - osserva Veronico - il partito democratico, prima con Massimo D'Alema e poi con Michele Emiliano avevano detto che il governo della Lega avrebbe penalizzato il Sud, la Puglia. Ed ecco fatto. Con questi presupposti, il piano per salvare Alitalia non salverà la Puglia perché Alitalia e Airone smetteranno di farsi concorrenza col risultato che se i pugliesi vorranno volare, saranno costretti a pagare il triplo della tariffe". Il partito democratico pugliese non molla sulla vicenda Alitalia. Quello - dicono nel quartier generale di Emiliano - è il primo sintomo di un federalismo che rischia di penalizzare il Mezzogiorno. La campagna di comunicazione del partito sembra quasi istituzionale, non indugia nella polemica politica ma si integra con una serie di iniziative. Come quella della giunta regionale che ha chiesto di discutere con urgenza nell'ambito della Conferenza Stato-Regioni perché il piano oltre ad escludere gli aeroporti pugliesi dalle basi operative, prevede una bad company rischia di congelare "i crediti a favore di Aeroporti di Puglia per oltre 4 milioni di euro". Preoccupa anche "la sospensione delle norme antitrust che renderebbero più ardua la competizione tariffaria sui nostri scali". In questo segmento di campagna di comunicazione sulla vicenda Alitalia, non c'è un attacco diretto al centrodestra, un'accusa precisa al ministro agli affari regionali, Raffaele Fitto contro cui Emiliano s'è già scagliato nei giorni immediatamente successivi alle prime indiscrezioni penalizzanti per Bari e la Puglia. Ma la prossima sarà una settimana importante per Bari: con Silvio Berlusconi alla Fiera del Levante, la campagna del Pd contro il piano Alitalia non è il migliore dei modi per accogliere il premier. Come potrebbe non esserlo per il ministro Umberto Bossi quando deciderà di incontrare il ministro Fitto ad Otranto: una manciata di manifesti e volantini è stata riservata per quella data.

Torna all'inizio


Trasporti, oltre un miliardo in bilico - lello parise (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Bari L'ex ministro Di Pietro aveva stabilito le priorità per le infrastrutture strategiche ma il nuovo governo non le ha confermate Trasporti, oltre un miliardo in bilico Da due mesi si attende il via libera da Matteoli per la spesa dei fondi destinati a strade, porti, ferrovie e aeroporti LELLO PARISE La cifra è da capogiro: 1 miliardo 393 milioni di euro. Sono i soldi - fondi europei e statali - che a febbraio dell'anno scorso il ministro dell'epoca Antonio Di Pietro aveva garantito agli amministratori regionali per le cosiddette "infrastrutture strategiche": strade, ferrovie, aeroporti, porti. Ma diciannove mesi più tardi, quella dei trasporti diventa una trincea da cui la Puglia potrebbe uscire con le ossa rotte. "Non abbiamo certezze" dice l'assessore Mario Loizzo. è la ragione per cui dal quartier generale della giunta Vendola, a lungomare Nazario Sauro, un giorno sì e l'altro pure sventolano il fantasma della "Puglia isolata" dal resto d'Italia. Rischiare di perdere da qui al 2013 qualcosa come 1 miliardo 400 milioni, che si aggiungono ai 917 milioni già stanziati dalla Regione per rimettere a posto statali, binari e scali aeroportuali, è come vivere un incubo. Il titolare dei Trasporti il 9 luglio di quest'anno scrive al nuovo ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli: facci sapere se confermi o trasformi in carta straccia "l'elenco delle principali scelte" messo insieme d'intesa con il tuo predecessore. è ormai da due mesi che Loizzo aspetta, inutilmente, una risposta: da via Nomentana, a Roma, là dove Matteoli pianta le tende, tutto tace. "Invece" spiega l'assessore "vogliamo capire che cosa vuole fare il governo Berlusconi. Però, nessuno apre bocca: la parola concertazione, quella tra amministrazioni locali e Stato, sembra essere passata di moda". La maggior parte degli investimenti riguarda le ferrovie: 804 milioni, da spendere a Bari. Altri 157 milioni dovrebbero contribuire a potenziare i porti di Taranto e Brindisi, mentre per quello del capoluogo pugliese è soltanto la Regione a mettere mano al portafoglio (74 milioni). Sarebbero disponibili 264 milioni per materializzare vie un po' ovunque: a Foggia, Manduria, Toritto, Modugno, Altamura, Martina Franca, Taranto, Lecce, Bari, Molfetta, Giovinazzo, San Giovanni Rotondo. Dovrebbero poi saltare fuori 68 milioni per gli aeroporti di Bari e Brindisi. Tutto questo sempre che Matteoli (e Tremonti) permettano. Come stanno le cose, non c'è da stare allegri. Fa sapere Loizzo: "Nel giro dei prossimi quattro mesi, Trenitalia vuole sostituire tutti gli eurostar con i vecchi espresso. A cominciare da martedì 9, quando sarà cancellato l'Etr da Taranto a Milano. Quanto alla newco Cai, la Compagnia aerea italiana, non vorremmo che con la fusione tra Alitalia e Airone riprendesse la corsa all'aumento delle tariffe. Così come ci auguriamo che il Cavaliere non impedisca ad altre compagnie di operare negli scali di Brindisi o di Bari. Il ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, assicura: "State tranquilli". Ma noi è proprio con Fitto che vogliamo fare questa battaglia. Per evitare che la Puglia si riduca ad una periferia del mondo civile".

Torna all'inizio


La cgil prepara le battaglie d'autunno tre donne in corsa per la segreteria - ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Bari Il caso In Puglia verso il rinnovo delle cariche: trasporti, ambiente, sanità e mobile imbottito sono i temi caldi La Cgil prepara le battaglie d'autunno tre donne in corsa per la segreteria ILARIA FICARELLA Si apre la partita per la successione di Domenico Pantaleo alla guida della segreteria regionale della Cgil. La Puglia è ormai l'unica regione a non aver ancora rinnovato gli organi dirigenziali del sindacato, ma entro una settimana sarà finalmente avviata la scelta. Decisione fondamentale quella sul nuovo segretario generale della Cgil in Puglia, ancor più alla luce delle tematiche, sia nazionali che regionali, che faranno del prossimo autunno una stagione caldissima di rivendicazioni sindacali. Lo confermano tutti i quattro possibili successori di Pantaleo: già perché, se il nome del designato ancora non c'è, si dà ormai per scontato che il prossimo leader sarà scelto fra i quattro componenti dell'attuale segreteria: Giovanni Forte, Francesca Abbrescia, Luciana Gramegna e Luigia Navarra. La Cgil Puglia è la sola in Italia ad avere una così alta componente femminile nell'organismo di vertice, cosa che aveva indotto molti, alla luce del dibattito nazionale sull'ipotesi di una successione in rosa a Guglielmo Epifani, a credere che proprio qui ci potesse essere un'esperienza battistrada. Ma al momento sembra che l'unico uomo in segreteria, Giovanni Forte, sia destinato a subentrare a Pantaleo. Lo stesso Forte non smentisce: "In effetti sul mio nome sembra ci sia un'ampia convergenza - spiega - ma non c'è ancora nulla di certo. Tocca al centro regolatore nazionale avanzare la proposta, sulla quale si dovrà esprimere il direttivo sulla base di consultazioni all'interno del sindacato". Una procedura insomma che prescinde dai singoli desiderata e che tende a non aprire contenzioni fra i possibili successori. "Anzi - dice Forte - l'obiettivo è mantenere l'attuale armonia dei gruppi dirigenti, proprio per affrontare le problematiche che ci attendono di qui a qualche settimana". Temi caldissimi per la Puglia, dice il segretario in pectore: "Penso ai trasporti, tema cui è connesso il rischio di una marginalizzazione della Puglia sia rispetto alla vicenda Alitalia sia per quel che riguarda i tagli già operati dalle Ferrovie dello Stato, e che potrebbero portare anche a uno slittamento sine die dell'Alta Capacità Bari-Napoli". Ci sono poi le questioni ambientali. "Su Taranto e Brindisi bisognerà cominciare a dare risposte - dice Forte - e sabato la Regione incontrerà i vertici Ilva per verificare lo stato di attuazione dell'accordo sull'abbattimento degli inquinanti, mentre per Brindisi si dovranno completare le bonifiche dei siti per avviare nuovi investimenti". Ci sono poi le tematiche più strettamente occupazionali. "Il governo deve ancora darci garanzie sul rilancio del distretto del mobile imbottito, anche perché - afferma il sindacalista - la vicenda Natuzzi non ci ha del tutto convinti. Anzi, direi che il presidente Berlusconi, a Bari il 13 per l'inaugurazione della Fiera del Levante, dovrà dare più di una risposta". E risposte si chiederanno anche al governo regionale: "In primo luogo sul nuovo piano della salute - dice Forte - sul quale abbiamo presentato delle osservazioni, specialmente rispetto al ruolo dei distretti". Entro una decina di giorni dunque il meccanismo di rinnovo dovrebbe essere avviato. Un po' in ritardo, spiega Francesca Abbrescia: "Se si tengono in considerazione gli impegni che ci aspettano quest'anno, siamo in ritardo. Ma abbiamo svolto prima la conferenza nazionale organizzativa che si è chiusa a fine maggio. Poi c'è stato il rinnovo degli organi nazionali e delle segreterie generali di alcune categoria importanti". Solo la Puglia deve chiudere questa partita. "Un primo sondaggio è stato già fatto - spiega Luciana Gramegna - e risulta un ampio consenso delle categorie verso l'intera segreteria regionale. Vale a dire che noi quattro siamo teoricamente tutti nelle condizioni di essere indicati. Staremo a vedere". Resta infatti viva fino all'ultimo l'ipotesi che sia una donna a prendere il timone del sindacato in Puglia. "è possibile - spiega Luigia Navarra - ma per quanto la Cgil sia di sicuro l'organizzazione in Italia che da sempre ha garantito migliori e maggiori opportunità alle donne, senza alcun tipo di pregiudizio, ancora forse manca la cultura per un passo del genere".

Torna all'inizio


D'Alema: serve un nuovo centrosinistra Perché alleati con Di Pietro? Chiedetelo al segretario. Diamoci una mossa e smettiamola di litigare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

D'Alema: serve un nuovo centrosinistra "Perché alleati con Di Pietro? Chiedetelo al segretario. Diamoci una mossa e smettiamola di litigare" di Andrea Carugati/ Firenze "POSSO RIASSUMERE il messaggio che mi è arrivato facendo il giro tra gli stand della Festa? Diamoci una mossa". Massimo D'Alema inizia la sua intervista alla festa del Pd di Firenze con il sorriso sulle labbra. La folla è quella delle grandi occasioni, oltre 2mila sotto il tendone, moltissimi in piedi, e lui lo sottolinea: "Nonostante le preoccupazioni e anche l'arrabbiatura, la passione politica non è venuta meno e questa festa è una grande tradizione che continua con un nuovo nome. Ma smettiamola di litigare". E alla domanda di Floris sulla sua caduta dal canotto, immortalata da Novella 2000, mette i puntini sulle "i": "Eravamo in quattro, due si sono buttati per fare il bagno e il gommone si è sbilanciato. Novella 2000 ha tagliato la sequenza e così ha imbrogliato la gran parte dei giornali. Che vanno letti sempre con un certo spirito critico". Si parla moltissimo del Pd: "Io credo che prenderemo più del 30% alle europee", dice subito. Poi spiega: "Nel 2001 ci fu tra noi una discussione molto più drammatica di quella attuale, ci fu un duro scontro interno, un congresso. Oggi non è così, ma serve una riflessione profonda sulle vie per la rivincita". Quali? D'Alema spiega tra gli applausi che può accadere di andare da soli, ma l'obiettivo è "essere in tanti", costruire un "nuovo centrosinistra", guardando a una sinistra radicale che pure "ha compiuto errori gravi" e anche al centro moderato e cattolico "che non si è fatto assorbire dal berlusconismo". E poi la costruzione del Pd, a partire dal tesseramento: "Non dare la tessera a quei tanti cittadini che sono venuti nei circoli per fondare il Pd è stato un tale spreco che quasi mi veniva da piangere". Quanto a una sua possibile corsa alla leadership, D'Alema si chiama fuori: "Una eventuale alternativa dovrà avere almeno 20 anni meno di me. Se bisognerà sostituire Veltroni bisognerà farlo con uno più giovane. Si deve rafforzare il governo del partito, l'ho detto a Walter, bisogna mobilitare tutte le personalità, come Marini e il sottoscritto. Io non ho incarichi di partito o galloni e non chiedo niente. Ma sono sempre in prima linea. Se mi chiamano dico di sì, ad esempio, se c'è da risolvere un problema in Sardegna". E sulla giustizia: "In un paese come il nostro la separazione delle carriere sarebbe un errore perché già oggi la giustizia è accusata di essere politicizzata e quindi da noi è impensabile che la pubblica accusa dipenda dall'esecutivo. E poi la separazione delle carriere non risolve il problema delle garanzie. Il confronto è necessario perché la giustizia non funziona, ma ci sono prospettive diverse: i cittadini si arrabbiano per questo, Berlusconi invece si arrabbia proprio quando funziona". Al Cavaliere l'ex vicepremier non fa sconti: "In Italia c'è una tale concentrazione di potere politico, mediatico e finanziario che non ci rende una democrazia normale. Questo problema però non si risolve con una leggina sul conflitto di interessi". Il pubblico ascolta attento, alcuni perplessi. "Nelle grandi democrazie ci sono gli anticorpi rispetto a queste concentrazioni, ci sono una borghesia e una classe dirigente che reagiscono. Non ci sono norme che impediscono a uno come Murdoch di candidarsi". Dice D'Alema: "Berlusconi è figlio della crisi della democrazia in Italia, di una classe dirigente fragile che spesso diventa coro servile". "Ma non esistono scorciatoie legislative per risolvere questo problema", avverte. "La risposta deve essere politica". Sul governo, l'ex ministro degli Esteri è duro: "Berlusconi è abile, perché finge di governare ma non affronta nessuno dei problemi veri del paese. Approfitta del fatto di aver trovato un paese in ordine: sui rifiuti e sulla Libia ha trovato già pronte le soluzioni del governo Prodi e si è limitato ad applicarle. Quando i sacrifici erano finiti ed era il tempo di cogliere i frutti è arrivato lui. Colpa del centrosinistra diviso che ha sprecato una grande occasione". Su Alitalia: "Non è un mistero che Colaninno fosse interessato da tempo e il governo ha offerto condizioni così vantaggiose a questo gruppo di imprenditori, scaricando i costi sui cittadini. È stata una operazione politica grave e negativa, che non rispetta le regole del mercato e così mina la credibilità del nostro paese. Quando io ero a Palazzo Chigi, le regole del mercato le abbiamo rispettate, anche scontentando quei poteri forti che poi me l'hanno fatta pagare". Duro il giudizio anche sulla manovra: "Scarica tutti i costi sociali su Regioni e Comuni, con cinismo, visto che la gran parte è governata da noi. Altro che federalismo". Stoccate anche verso Di Pietro: "Io lo sostenni al Mugello, lui con me a Gallipoli fece il contrario. Sono cose da cui capisci chi è l'interlocutore. Perché ci siamo alleati con lui? Chiedetelo a chi verrà qui tra qualche giorno". Dunque a Veltroni. Sul referendum contro il lodo Alfano dice: "Prima si dovrà pronunciare la Corte Costituzionale, ma il referendum è un mezzo estremo".

Torna all'inizio


Veltroni da Napolitano: opposizione propositiva (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni da Napolitano: opposizione "propositiva" Marcella Ciarnelli Sarà "un'opposizione propositiva" quella il Partito democratico si accinge a fare alla riapertura delle aule parlamentari. Questo l'impegno che il segretario del Pd, Walter Veltroni, ha confermato ieri mattina al Presidente della Repubblica che lo ha ricevuto a colloquio al Quirinale. È stato un faccia quello tra Napolitano e Veltroni nel corso del quale sono stati affrontati tutti i temi sul tappeto che la ripresa dopo le ferie rischia di ritrovare ancora più gravi del previsto. A cominciare dalla situazione economica in cui versa il Paese. Il segretario del Pd ha insistito sulla necessità di avere la massima attenzione sui temi sociali e di lavorare per individuare soluzioni per le famiglie il cui potere d'acquisto cala sempre di più per la mancata crescita dei salari, l'aumento dei prezzi ma anche per il caro mutui. Senza dimenticare chi un lavoro ce l'ha ma è precario. O proprio non ce l'ha. La crisi dell'Alitalia legata alla capacità di intervento degli ammortizzatori sociali, in questo caso ma anche in tutte le altre situazioni di difficoltà, non poteva essere argomento tenuto fuori dal confronto. Le riforme. Il presidente Napolitano ha più volte invitato ad un lavoro bipartisan, di collaborazione e reciproco rispetto. Nessun problema da parte del Pd, a cominciare dalla delicata questione della giustizia, per avviare un confronto su proposte diverse che vengano considerate per il carattere propositivo e non certamente in modo subalterno. Il confronto governo-opposizione per quanto riguarda Veltroni non registrerà nessun arroccamento da parte del Pd. Punto di riferimento delle proposte sarà sempre l'interesse dei cittadini e, quindi, il miglioramento degli iter processuali a cominciare da quelli civili che attualmente durano un numero spropositato di anni e condizionano pesantemente la vita delle persone. Nessuna disponibilità, invece, su provvedimenti che possano indebolire l'indipendenza della magistratura. Confronto aperto, dunque, anche se l'esito di esso al momento non è prevedibile. Nell'opposizione si fa sentire forte la voce di Antonio Di Pietro che ha eretto un muro davanti alla possibilità di dialogo. Al Quirinale è salito anche il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino che ha espresso il suo interesse per questi tentativi di dialogo che scongiurano l'ipotesi di una riapertura della partita della giustizia con uno scontro frontale. Ma le posizioni espresse autorizzano una lettura in positivo. La stagione sia quella del confronto, anche duro. Ma senza dimenticare mai la salvagurdia del ruolo e delle prerogative del Csm. E su questo l'accordo con Napolitano è stato, come sempre, in totale sintonia.

Torna all'inizio


I tormenti del giovane Pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Giovanni Bachelet Segue dalla Prima C onferma l'impressione il moderatore Damilano, quando, dopo aver citato Moro, Ruffilli, Scoppola e Giuntella (dei quali si sente orfano come la quasi totalità dei presenti), spara la sua raffica di domande: la paura ha sostituito la fiducia in un mondo globale; l'opposizione non c'è e lascia a Famiglia Cristiana e a qualche prefetto o questore il compito di segnalare la fuoriuscita dai binari costituzionali; l'opinione pubblica non c'è più, come dice Moretti, oppure c'è ma è di destra. Come si recupera un rapporto con il sentimento degli elettori? Brutte domande, a un anno dalle primarie. Le altre due interlocutrici della tavola rotonda - Maria Prodi, assessore dell'Umbria e Giovanna Capelli, preside e fino a qualche mese fa senatrice di Rifondazione - parlano di primarie taroccate, candidature sbagliate, impegni sull'equilibrio di genere ed altri aspetti del codice etico disattesi; di campagna elettorale suicida nella quale i meriti storici dei nostri governi vengono taciuti come vergogne; di catastrofe della sinistra, che, di fronte agli sputi leghisti sul pulmino dei bambini rom che vanno a scuola nell'hinterland milanese, risponde con sorridenti aperture sul federalismo. Gli interventi del pubblico rincarano la dose e segnalano delusione per le promesse tradite e la rapidissima dissipazione del patrimonio di credibilità del Pd e della sinistra, dal welfare all'Alitalia, dall'obbligatorietà dell'azione penale alle intercettazioni, dove perfino un Maroni pare a volte più intransigente dei nostri. Gli interventi esprimono anche costernazione per l'impotente autoreferenzialità della sinistra cosiddetta radicale, maionese impazzita di mondi piccolissimi che appaiono ciascuno, come peraltro anche il grande Pd, di sé felice, immemore della colossale tranvata appena presa e/o inconsciente della valanga di danni che la somma di molte scelte suicide sta quotidianamente riversando sul Paese. Già, danni immensi: mancano solo la guerra e lo stravolgimento della Costituzione di qualche anno fa. L'aveva ricordato Pedrazzi (con Gorrieri fondatore di un mitico quotidiano negli anni settanta) ai relatori della giornata economica: va bene la democrazia dal basso realizzata con la pressione democratica dei consumatori, il commercio equo e solidale, il microcredito, la banca etica; ma guai a sottovalutare l'azione governativa e parlamentare. Certo la politica ha effetti limitati (il non-appagamento di Moro, il rapporto possibile/impossibile di Scoppola citati in apertura da Marco Damilano) e la base di ogni progresso è educativa culturale sociale (molti partecipanti, Prodi in testa, si sono impegnati in politica abbastanza tardi, dopo una vita di ricerca industria educazione informazione amministrazione); ma disinteressarsi della politica resta una grave imprudenza. Il neodeputato Pd guarda l'orologio e, vedendo che il suo intervento si avvicina, si chiede che cosa sottolineare nel tempo che gli è concesso. Forse, visto che molti organizzatori sono vecchi amici e nel pubblico la stragrande maggioranza è di elettori o fondatori del Pd (molti dei quali, alle primarie, hanno con ogni probabilità votato Rosy Bindi), potrà finalmente parlare senza peli sulla lingua del partito che ancora non c'è, né sul territorio né nelle istituzioni; dei circoli che, benché lasciati a se stessi dopo le primarie di ottobre, lavorano sodo sul territorio, ma rischiano, alla vigilia del primo tesseramento Pd di metà settembre, di restare senza sede, perché il partito non contribuisce più all'affitto, in barba al cospicuo rimborso elettorale; della cui destinazione, peraltro, nessuno sa nulla, in barba alla trasparenza finanziaria prevista dal codice etico approvato dal Pd. Potrebbe passare poi allo spappolamento del partito nelle istituzioni: a lui che è deputato, ad esempio, notizie e anticipazioni sui decreti di scuola e ricerca sono giunte nel corso dell'estate da amici o dai giornali, ma non dal Pd; in precedenza, sia sulla tattica parlamentare (quando fare ostruzionismo e quando no, per esempio), sia sulla formazione del nuovo governo ombra, nessuna consultazione o dibattito sono stati promossi, né nel gruppo parlamentare, né in qualche sottogruppo tematico, che sarebbe invece utile nel caso di provvedimenti specifici, dalla riforma del Csm all'energia nucleare, dalla maestra unica al voto di condotta. L'assenza di pubblico dibattito è un guaio anche per la comunicazione esterna: nel caso di Eluana, senza una pubblica elaborazione o rielaborazione della linea comune, la scelta del Pd di uscire dall'aula per non votare un'imbecillità propagandistica (verrà comunque respinta dalla Corte Costituzionale) è parsa invece, anche a molti dei nostri, un'esitazione dovuta a deficit di laicità. Clamoroso, infine, il voto per il bilancio della Camera a fine luglio: in mancanza di preventiva discussione, o almeno di un'indicazione da parte del capogruppo, su varie proposte di trasparenza negli stipendi dei parlamentari (suggerite dall'improbabile neodeputato nella prima riunione del gruppo parlamentare, e poi promosse in aula dai radicali, che ne fanno parte), il Pd ha votato in ordine sparso, mentre il centrodestra votava senza defezioni in favore del mantenimento dei privilegi, anche piccoli, dei deputati: è stata sprecata, cioè, un'occasione d'oro per mostrare che a favore della casta e di Roma ladrona sono compattamente schierati Lega e Pdl, ma non noi. Alla fine, però, il neodeputato decide: resisterà alla tentazione e rinuncerà a questi ed altri motivati mugugni e sfoghi. Si è infatti accorto che in questa scuola estiva, quando si parla di Pd, tira un'aria peggiore del previsto: non un'aria battagliera degna dei gruppi "Puma" (i democratici che non volevano rassegnarsi alla sconfitta di Hillary, la sigla sta per Party Unity? My Ass!), ma semmai un'aria moscia moscia: le critiche e proposte di Parisi, per esempio, non le ha riprese nessuno; e non perché troppo radicali, bensì, purtroppo, perché il Pd è dato in blocco per perso; e del Pd, di qualunque sua componente, non frega più niente a nessuno. Non è astio o attrazione verso altri poli, no. Lo dice bene uno degli ultimi interventi: di fronte ad enormità come il lodo Alfano e il decreto fiscale avete rimandato all'autunno la battaglia, e nel frattempo non siete riusciti né a valorizzare l'opposizione con Di Pietro (sopravvissuto grazie al vostro apparentamento elettorale, che in Parlamento vota quasi sempre come voi), né a incantare Casini (che continua ad astenersi votando quasi sempre in modo diverso dal vostro), né a istituire qualche tavolo di consultazione con i pezzi della sinistra rimasti fuori dal Parlamento. Capiamo che siete in buona fede e avreste bisogno di noi, ma siamo stanchi, disillusi, sfiduciati: non ce la facciamo più a sperare, a combattere, ad aiutarvi. Poiché questo è il clima perfino fra i nipotini di Scoppola e Giuntella, il neodeputato avverte: per cinque anni il Pd sarà il più grande partito di opposizione del Parlamento e, se non vogliamo tenerci Berlusconi per altri dieci, è vitale identificarne le potenzialità buone e farle crescere; è inutile lamentarsi come vecchie zitelle per le cose che non vanno, occorre lavorare alacremente per correggerne qualcuna, per rilanciare qualche idea portante e organizzarsi sul territorio. Chi poi, come molti partecipanti alla scuola, si è fregiato del nome di Democratici Davvero, deve anzitutto democraticamente ammettere che le primarie non sono state taroccate, ma semplicemente perse. Chi ha vinto ha il diritto e il dovere di guidare il partito; ed è abbastanza ovvio che strategie, tattiche e scelte di persone siano diverse, a volte antitetiche a quelle che opererebbe chi non l'ha votato. È inoltre cosa buona giusta e laica riconoscere che molte scelte per il bene comune sono opinabili. Benché abbiano guidato il partito fino al punto in cui si trova ora, quelli che hanno impostato la campagna elettorale di Veltroni sono persone oneste e in gamba; alcune le conosciamo bene perché hanno fatto un lungo tratto di strada con noi: Ceccanti, Tonini, Vassallo per un verso, Roberto Della Seta per un altro. Occorre continuare a parlare forte e chiaro, anche se siamo minoranza e per ora nessuno ci dà retta; occorre persuadere loro e tutti gli altri che stanno sbagliando strada, e con loro scoprire e imboccare la strada giusta, quella di un partito democratico davvero, capace di suscitare nuova fiducia e partecipazione perché capace di distinguere credibilmente fra i molti punti sui quali è possibile e sensato trattare con gli avversari, e i pochi "principi non negoziabili" sui quali non si scherza: capace cioè di essere ed apparire un credibile partito di opposizione. Insomma ci vuole un congresso; per partecipare occorre iscriversi e prepararlo, discutere, ascoltare, proporre, votare. Un lavoro duro. Generosi tentativi di rinnovamento e non poche alchimie politiche del recente passato sono fallite perché è mancata la capacità - o la pazienza, o l'umiltà - di persuadere, raccogliere il consenso, attaccare manifesti, arrostire salsicce. Proviamoci. Alla fine saremo, forse, ancora minoranza. Ma è il nostro partito. Per molti di noi è il primo ed unico partito al quale si potrebbero iscrivere: prima di darlo per perso, facciamo un ultimo sforzo. Fine dell'intervento, e, incredibile a dirsi, nemmeno un fischio! anzi molti applausi. Forse per il Pd c'è ancora qualche speranza.

Torna all'inizio


Il nodo esuberi sulla strada della nuova Alitalia A conti fatti sono 10mila i lavoratori in più Oggi al via il confronto con i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Rossi / Roma SENZA LAVORO Alla fine saranno 5mila gli esuberi di Alitalia. Ma solo formalmente. A questi andranno aggiunti 4-5mila "esternalizzati". Lavoratori che cambieranno "ragione sociale", come sottolinea un sindacalista, cioè che non saranno più dipendenti della compagnia di bandiera, ma che manterranno, si suppone, lo stesso impiego altrove. Lavoratori il cui futuro è, però, incerto. Visto che non vieta a nessuno, una volta chiusasi la partita Alitalia e fatte calmare le acque, cedere proprio quel ramo d'azienda comprato, magari a basso costo, dall'Alitalia. Nelle regole dell'impresa non sarebbe la prima volta. E Alitalia non sarà un'eccezione. I numeri, che saranno al centro del confronto tra governo e sindacati che si avvierà oggi alle 15, possono dare una mano a capire meglio. Allo stato attuale i dipendenti di Alitalia sono circa 18.500. A questi vanno sommati quelli presenti in Air One, 3.500 circa, secondo l'ultimo bilancio. Totale: 22mila dipendenti. Alla nuova Compagnia aerea italiana, sotto la guida di Roberto Colaninno, ne serviranno solo 11mila, nella migliore delle ipotesi 12mila. Circa 10 mila dipendenti, quindi, ballano. Di questi, come detto dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, cinquemila usciranno e altrettanti, è l'idea, verranno esternalizzati: ad esempio la manutenzione pesante (motori, carrelli), o i servizi centralizzati (call center e amministrativi), o il cargo. Ecco, si prenda ad esempio il trasporto merci. Che fine faranno le duemila unità che compongono la divisione? Potrebbe essere ceduta alla compagnia aerea Alis, fondata da Alcide Leali, con il supporto di Intesa Sanpaolo, oppure ad Air France o Lufthansa. Ognuna di queste compagnie potrebbe accollarsi l'intera divisione o quello che ne resta. Ma per quanto? In entrambi i casi si formeranno degli inevitabili doppioni nelle posizioni che dovranno essere sanate. E questo potrebbe essere solo un caso. Di tutto questo si discuterà oggi durante il primo round tra governo e sindacati. Il clima è stato raggelato dalle dichiarazioni di Renato Brunetta. "Anche se non c'è l'accordo dei sindacati si va avanti" ha detto il ministro della Funzione pubblica. Aggiungendo: "Se anche solo" uno dei dipendenti in esubero dell'Alitalia "entrasse nella pubblica amministrazione, me ne andrei io". Già, gli esuberi. Chi se ne andrà? Alitalia, secondo una fonte interna, sta già completando una serie di liste che poi saranno prese in visione dalla nuova società. In base al decreto la compagnia può decidere liberamente o quasi di come disfarsi dei lavoratori in eccesso. Secondo fonti interne, la compagnia starebbe valutando le singole posizioni in base a criteri di produttività. Questo vuol dire che i lavoratori che godono di particolari condizioni (come gli esoneri notturni per il personale di volo, ad esempio) il rischio di essere cacciati è enorme. Per gli esuberi, comunque, il governo stanzierà 180 milioni tra il 2009 e il 2014 (30 milioni per ciascun anno). Ma la partita Alitalia non si gioca solo a Roma. Un altro tavolo è aperto a Bruxelles con la Commissione europea. Ieri Colaninno ha voluto rendersi conto in prima persona dei rischi che il piano Fenice potrebbe correre adesso che si trova sotto la lente degli esperti comunitari. L'ottimismo del commissario ai Trasporti Antonio Tajani potrebbe non bastare. I tecnici devono approfondire la questione sotto il profilo della concorrenza. Verificando se alcuni passaggi del piano non si configurino come aiuti di Stato contro cui compagnie aeree concorrenti potrebbero ricorrere.

Torna all'inizio


Regione Lazio tra i soci di Cai Lo chiederà il governatore Marrazzo Entrerebbe con 10 milioni di euro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Regione Lazio tra i soci di Cai" Lo chiederà il governatore Marrazzo Entrerebbe con 10 milioni di euro di Livia Ermini/ Roma PROPOSTA La Regione Lazio nella cordata di imprenditori che acquisteranno Alitalia. È l'ultima carta giocata da Piero Marrazzo che oggi presenterà la proposta al presidente della neonata Cai (Compagnia aerea italiana) Roberto Colaninno in un incontro appositamente fissato in Via Cristoforo Colombo. Il governatore chiederà di divenire il diciassettesimo socio dell'operazione Fenice. Una provocazione per attirare l'attenzione? No, solo un'iniziativa seria che permetterebbe di avere propri uomini all'interno del Consiglio di amministrazione della newco. Ma con quali soldi la regione, gravata da un pesante deficit, parteciperebbe all'operazione? "Si tratta di un contributo simbolico - spiega Marrazzo - ho visto altri soci offrire cifre esigue, noi potremmo offrire tra i 10 e i 20 milioni di euro". Se ne potrebbe occupare Sviluppo Lazio, lo strumento di sostegno alle attività produttive della regione che già segue progetti di compartecipazione con altre aziende. Il Presidente ha anche invitato ad entrare nell'affare il governatore della Lombardia Formigoni. Il dubbio è che con una simile bazzecola (le altre offerte si aggirano intorno ai 200 milioni) la quota azionaria riservata al Lazio sarebbe ininfluente per quanto riguarda le decisioni importanti. La prima critica arriva pungente dal presidente del Veneto Galan per il quale la Regione Lazio "si espone al ridicolo" dal momento che "non ha neppure gli occhi per piangere". Segue a ruota il capogruppo del Pdl alla Camera, Maurizio Gasparri: "A Roma dicono: Ma ce l'ha i soldi? Marrazzo cominci a pagare i debiti della sanità". Più contenuti i toni di Alemanno, che si prodiga per difendere il governo: "Vogliamo ottenere il massimo risultato possibile per il nostro territorio e per i lavoratori, seguendo però una strada di realismo e di sviluppo, sapendo che questa cordata è l'unica strada per rilanciare la nostra compagnia di bandiera". Con la sua mossa, in realtà, Marrazzo ha voluto solo alzare il tiro per dare un segnale forte all'esecutivo affinché coinvolga gli enti locali in scelte che li riguardano da vicino. Ne è convinto il presidente della provincia Zingaretti che parla di "necessità di battere un colpo" dal momento che finora nessuno si è sentito in dovere di interpellare le istituzioni locali salvo poi chiamarle in causa fra qualche settimana per fare la loro parte sugli esuberi". Oggi finalmente si conosceranno i dettagli del piano industriale per la nuova Alitalia. Ecco le richieste avanzate dal segretario generale Cgil Roma, Walter Schiavella: la nuova compagnia abbia carattere internazionale, si mantenga la centralità dello scalo di Fiumicino, gli ammortizzatori sociali siano estesi anche all'indotto indiretto.

Torna all'inizio


Tra la Magliana e AirOne anche 2.800 precari a rischio Sono assistenti di volo e di terra, addetti ai call center, ma anche piloti. Per loro non ci saranno tutele (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Giuseppe Vespo / Milano FASTEN SEAT BELT E i precari che fine faranno? Se lo chiedono soprattutto loro, gli atipici di Alitalia e Airone, di cui il piano Fenice, che ha permesso la costituzione di Cai, Compagnia aerea italiana, non parla. Anche perché, cosa c'è da dire? Nell'immediato il problema sono gli esuberi, "ma chi siano ancora non è dato saperlo", si chiede un atipico di Airone. Eppure sono tanti: 2.770 persone, tra piloti, assitenti di volo e di terra, addetti ai call center, alle manutenzioni e impiegati d'uffico, dell'ex compagnia di bandiera e di Airone. E si parla solo di quelli oggi in servizio, perché poi ci sono gli assistenti di volo in stand-by, quelli che rientrano nei bacini da cui le due compagnie pescano alla bisogna. Nello specifico, dei circa 18mila dipendenti Alitalia, i precari che compongono il serbatoio da cui la compagnia pesca gli assistenti volo stagionali sono 940. Oggi 350 di questi sono in servizio. A loro vanno aggiunti gli 800 dipendenti - 300 dei quali "apprendisti" - di Alitalia Airport, società a cui fanno capo gli assistenti di terra. Negli scali di Napoli, Palermo e Catania, sono 170 i precari, mentre quelli che tra Fiumicino e Napoli si occupano di manutenzione da atipici sono cento. Infine, gli addetti ai call center e ai diversi uffici: trecento. Totale: 1.720 persone, chissà quante famiglie. Passando in controluce la radiografia del precariato della compagnia di Carlo Toto, la sorpresa è che qui, a differenza di Alitalia, precari sono anche alcuni piloti. Tanto per non volare alto, la stima, approssimativa, ne considera cinquanta. Ad accompagnarli, in volo ma non solo, quattrocento assistenti tra hostess e stewart, pescati da un bacino di seicento unità. A terra, tra assistenti di terra, call center e uffici vari, altre seicento persone hanno contratti a tempo determinato. Ultimi, ma già non lavorano più da qualche mese, cinquanta assistenti di volo di Airone CityLiner, "compagnia regional", scrive Airone sul suo sito, che si occupa delle tratte negli aeroporti secondari, "per i quali esiste una domanda di voli diretti soprattutto da parte di passeggeri business". Totale: 1.050 persone, e chissà quante famiglie. Eccoli "quelli senza alcuna garanzia". Quelli che faranno la guerra dei poveri (di tutele) per trovare un posticino in uno dei circa 153 aerei previsti dal piano salva-Alitalia. Volti e storie di ragazzi giovani, alcuni già con una buona esperienza professionale alle spalle. Come Maddalena (il nome è di fantasia, si capisce il perché), che lavora in Airone e racconta: "Ho già vissuto il fallimento di una compagnia nel 2005. So cosa vuol dire rimettersi alla ricerca di un posto di lavoro. Ripartire da zero, perdere quello che avevi guadagnato col tempo e l'esperienza. Perché quando cambi, non conta se prima eri un capo-cabina o avevi maturato un certo numero di ore di volo. Si riparte da zero. Come è successo a me, che oggi guadagno poco più di un ventenne che si è appena certificato (cioè che ha superato il corso previsto per gli assistenti di volo e si è abilitato)". A terra Massimo (nome inventato) aspetta anche lui di sapere, come altre migliaia di dipendenti, che fine farà. Lavora per Airone: "Per noi è più difficile trovare un altro datore di lavoro" - racconta soddisfatto dei suoi 1.200/1.300 euro al mese "nonostante si lavori sabato, domenica e feste". Perché il bello è che a questi giovani lavorare piace. E sperano di poterlo fare ancora. Marco ha 31 anni e vola per Alitalia. Lui è ottimista: "Ci sarà sempre bisogno dei precari e nel nostro caso degli stagionali. Lavoro in Alitalia da otto anni come stagionale e non vorrei cambiare con nessun altro il mio posto. Spero di conservarlo e di continuare a volare".

Torna all'inizio


Alitalia e sindacati, lotta contro il tempo: parte il confronto (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 211 del 2008-09-04 pagina 10 Alitalia e sindacati, lotta contro il tempo: parte il confronto di Redazione Colaninno a Bruxelles, Sabelli da Fantozzi. Domani la Cai diventa "spa" e accoglie i soci da Milano "Il governo ha fatto la sua parte. I privati, con grande orgoglio nazionale, pure. Ora tocca ai sindacati". Queste parole del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, sintetizzano bene lo spirito con il quale oggi alle 15 il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, incontrerà le nove sigle dei lavoratori del gruppo Alitalia. Sarà il primo confronto sul piano industriale, esuberi compresi. Sulla trattativa pesa la dichiarazione dell'altro ieri dello stesso Sacconi: "Dieci giorni di tempo". Non di più. Intanto Cai, Compagnia aerea italiana, va avanti speditamente, su più fronti. A Roma l'amministratore unico Rocco Sabelli ha incontrato il commissario straordinario Augusto Fantozzi; parallelamente Roberto Colaninno si è recato a Bruxelles dove ha illustrato ai tecnici della direzione generale Trasporti le linee del piano. Detto per inciso, per domani è stata fissata a Milano l'assemblea di Cai, oggi società a responsabilità limitata appartenente al socio unico Intesa Sanpaolo; sarà trasformata in società per azioni, entreranno i nuovi soci e saranno, a quel punto, affidate le cariche: Colaninno presidente, Sabelli amministratore delegato. Quest'ultimo ieri ha avuto un incontro con Fantozzi, il quale lunedì primo settembre ha ricevuto l'offerta di acquisto per una parte di Alitalia comprendente flotta, dipendenti, manutenzione, handling, marchio, slot e diritti; "il contenuto dell'offerta è soggetto a riservatezza" ha fatto sapere il commissario, il quale "si riserva di esaminare l'offerta e di coltivare una trattativa nell'interesse dei creditori, della salvaguardia dei complessi aziendali e della continuità". Sabelli, alla fine dell'incontro, ha detto "Siamo andati dal commissario perchè ci ha chiesto delucidazioni, chiarimenti e dettagli sull'offerta che abbiamo presentato: domani (oggi, ndr) cominciamo a discutere". Poi si è sottratto alle domande, ma interrogato sulla sua fiducia nell'operazione ha risposto: "Sto lavorando 14 ore al giorno, è questa la mia fiducia". Colaninno a Bruxelles non ha incontrato - come peraltro era previsto - il commissario ai Trasporti Antonio Tajani (che è stato invitato a riferire di Alitalia al Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato il piano e risposto alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di capire se l'eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di Stato, sanzionabile dall'Ue. Alla riunione, durata un'ora e mezza, non hanno invece partecipato i rappresentanti della Concorrenza, l'altro fronte europeo che sta vigilando su Alitalia, e in particolare sull'integrazione con Air One e sulla posizione dominante che si verrebbe a creare sulla tratta Linate-Fiumicino. Un colpo ad effetto ha avuto per protagonista Piero Marrazzo: il presidente della Regione Lazio ha annunciato ufficialmente l'intenzione di far entrare la Regione nella Cai. Ha poi precisato che l'investimento potrebbe essere di 10 milioni di euro, e ha sollecitato la Regione Lombardia a fare altrettando. Tra le varie reazioni, il presidente della Regione Veneto ha detto, tranchant: "Marrazzo si espone al ridicolo". Intanto la relazione tecnica al disegno di legge, depositata ieri al Senato, per la conversione in legge della riforma della Marzano, prevede per la cassa integrazione e la mobilità in esubero uno stanziamento di 180 milioni di euro in sei anni, nel periodo che va dal 2009 al 2014. È prevista una copertura di 30 milioni all'anno per "gli interventi di sostegno al reddito e di agevolazioni al reimpiego previsti nel decreto", che comunque fissa in sette anni la durata degli ammortizzatori sociali. Su questo tema il ministro Renato Brunetta è stato molto chiaro: "Nessun esubero entri nella pubblica amministrazione, altrimenti me ne vado io", ha detto. E poi ha aggiunto: "Si proceda anche senza accordo sindacale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Minaccia dei creditori: <Piloti, o pagate cash o non decollate più> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 211 del 2008-09-04 pagina 11 Minaccia dei creditori: "Piloti, o pagate cash o non decollate più" di Sabrina Cottone da Milano Il carburante per un volo intercontinentale costa tra i sette e i diecimila euro all'ora. In più ci sono i servizi di terra. E così due Boeing Alitalia sono stati ritardati, fermi in pista in attesa del bonifico per ripartire. Si parla di due aerei dal Sudamerica e dal Medio Oriente, come raccontano i piloti sottovoce per paura che la notizia allontani i passeggeri e avvicini l'ora X in cui Alitalia non potrà più volare. Perché i soldi in cassa sono pochi, i fornitori temono che i conti non vengano saldati e chiedono il pagamento sull'unghia. Il fatto, semplice e inesorabile, è che in molti non vogliono più fare credito alla compagnia. Le notizie rimbalzano sui forum e corrono tra gli addetti ai lavori. Riguardano anche gli hotel, che nicchiano se si tratta di ospitare gli equipaggi Alitalia. Da tempo molti alberghi intorno ai principali aeroporti italiani non accettano passeggeri "riprotetti" dall'Alitalia, ovvero quei clienti che per un ritardo o un annullamento devono pernottare in hotel. Ora il problema riguarda i comandanti. "Non è bello, arrivati in albergo dopo un volo intercontinentale, trovare questa lettera" raccontano sul forum di Aviazione civile. La missiva chiede all'equipaggio il pagamento in contanti o con carta di credito. Pessimo segnale, perché se si pretende dalla compagnia di pagare tutto subito i tempi per evitare il fallimento diventano strettissimi. A far scattare l'allarme è stata la Iata, l'Associazione internazionale del trasporto aereo, che ha preteso il pagamento dei 50 milioni di euro che le erano dovuti per continuare a emettere i biglietti Alitalia. Un esborso consistente per una società che a fine agosto aveva in cassa 200 milioni, che scenderebbero a 50 in settembre. Giuseppe Bonomi, il presidente di Sea (la società di gestione degli scali milanesi) ha ricordato in un'intervista al Sole-24 ore di avere un credito di 47 milioni e di non voler "finire cornuto e mazziato". Secondo il Wall Street Journal la compagnia perde tra 1 e 2 milioni al giorno e "le autorità di sicurezza potrebbero cominciare a vedere se togliere ad Alitalia la licenza di operare". È previsto per venerdì prossimo che i conti dell'Alitalia siano visionati dall'Enac. È in questo contesto che il governo incalza i sindacati. Come spiega il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, "viste le criticità, sono tempi imposti, la dead line non è metaforica". Piloti e lavoratori del settore sono in allarme. "A leggere le posizioni di Cgil e Ferrero c'è da restare allibiti! Ma questi sarebbero quelli che difendono gli interessi dei lavoratori?" si sfogano sul sito di AereoportiLombardi. "Secondo me puntano solo a far fallire la trattativa in ottica anti-SB, a loro dei lavoratori non frega nulla! Come si fa altrimenti a dire cose del genere, con il fallimento e 20.000 lavoratori a casa dietro l'angolo?". L'ipotesi di un grounding, un fallimento, e a breve, è ritenuta concreta. Tutti ricordano quel che è accaduto a Swissair il 2 ottobre del 2001 e anche allora le avvisaglie erano state i comandanti costretti a verificare carte e bonifici e alla fine a viaggiare con buste piene di contanti per pagare carburante, servizi di terra e hotel. Fa paura anche il crac della Sabena. E poi ci sono gli aerei di Volare, rimasti bloccati a Parigi Orly. Era il 2004 e ai comandanti era stato richiesto il pagamento cash del carburante per il rifornimento dell'aeromobile. Il grounding è arrivato pochissimi giorni dopo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Folgorato sulla via di Fiumicino Marrazzo vuole salire sulla Fenice (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 211 del 2008-09-04 pagina 11 Folgorato sulla via di Fiumicino Marrazzo vuole salire sulla Fenice di Gian Battista Bozzo E Galan scherza: "Non ha gli occhi per piangere. Che abbia un tesoretto nascosto"? da Roma Roberto Colaninno a gli altri soci privati della cordata "Cai", in pista per rilevare e rilanciare l'Alitalia, da oggi possono dormire fra due guanciali. Saranno infatti in grado di contare, se l'ammetteranno nella nuova compagnia, su un socio davvero pesante: la Regione Lazio. Dopo aver dato brillante prova delle proprie doti imprenditoriali come commissario di se stesso, alle prese con un buco storico dei conti sanitari laziali pari a 9 miliardi di euro, Piero Marrazzo convoca i giornalisti e dopo una riunione del "tavolo interistituzionale" con sindacati ed enti locali annuncia: "La Regione Lazio chiede di entrare nella Compagnia aerea italiana". Oggi vedrà Colaninno a Roma. Marrazzo dimostra di avere le idee chiare. Dice di proporre la presenza della Regione Lazio nella Cai "a patto che sia una compagnia competitiva"; allo stesso tempo, osserva che il motivo della richiesta è "la difesa degli interessi della Regione". Chiede inoltre al presidente della Regione Lombardia di proporsi ugualmente come socio della cordata Colaninno. Roberto Formigoni risponde così: "Non siamo statalisti, non entreremo in Cai". Trafitto dalla nuova passione per il trasporto aereo, Marrazzo cancella con un colpo di spugna le critiche feroci del suo partito, il Pd veltroniano, al salvataggio dell'Alitalia orchestrato dal governo Berlusconi. Non è stato proprio Veltroni a parlare di una "compagnia di bandierina", che sarebbe scaturita dal piano del governo, "inadeguato e demagogico"? E non è stato Pierluigi Bersani a dire che "non pochi imprenditori privati hanno partecipato alla cordata con la pistola puntata alla testa"? Anche Marrazzo è sotto la minaccia dell'arma? Se il presidente della Regione Lazio è pronto a investire una fiche di 10-20 milioni di euro non suoi (si tratta, infine, sempre di denaro del contribuente) forse il piano non è un "imbroglio", e forse non è esatto che - come ha detto Enrico Letta - "il governo sta pilotando il fallimento di Alitalia". Non è il solo Marazzo a essere folgorato sulla via di Fiumicino. Il presidente della Provincia di Roma, il democratico Nicola Zingaretti, concorda con il governatore del Lazio sulla "necessità di battere un colpo, per essere ascoltati". Plaude anche il capogruppo del Pd in commissione Trasporti della Camera, Michele Meta: "La proposta di Marrazzo è audace e coraggiosa". E il segretario della Uil, Luigi Angeletti, dice: "Se ha i soldi, perché no"? Alla prima parte della domanda di Angeletti, risponde il governatore del veneto Giancarlo Galan: "Il Lazio non ha neppure gli occhi per piangere, e con la sua richiesta di entrare nella nuova Alitalia si espone al ridicolo... a meno che Marrazzo non abbia un tesoretto nascosto". Alla seconda parte della domanda - perché no? - risponde un esponente del Pd: "Che l'attuale situazione disastrosa dell'Alitalia sia stata resa irreversibile per il concorso di responsabilità politiche, che hanno pesato come un macigno, è nei fatti". Lo ha detto al Corriere della sera il parlamentare del Pd Matteo Colaninno. Caro Marrazzo, vogliamo davvero fare il bis? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


<Avanti anche senza accordo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 211 del 2008-09-04 pagina 11 "Avanti anche senza accordo" di Redazione "Preferisco il metodo Thatcher: se il sindacato non è d'accordo, si va avanti lo stesso". Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, non la pensa come Corrado Passera: "Non avrei mai detto che se il sindacato non è d'accordo, salta tutto - spiega durante un'intervista in tivù - , e vorrei ricordare che la crisi Alitalia è prodotto di cattiva politica, ma anche di cattivo sindacato". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Angeletti: con la Cai anche i dipendenti dovranno cambiare (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 211 del 2008-09-04 pagina 11 Angeletti: con la Cai anche i dipendenti dovranno cambiare di Antonio Signorini da Roma Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, indispettito per l'uscita del ministro Brunetta? È vero che bisognerà andare avanti anche senza il sindacato? "Ma mi pare che la sua uscita sia solo tattica. Tra l'altro evoca un potere di veto che noi in questa vicenda non abbiamo". Poi, in realtà, il governo sembra più che disponibile a venirvi incontro. "Il fatto è che in questo momento il nostro vero interlocutore deve essere chi quel piano lo ha preparato e lo dovrà applicare, non il governo". Quindi la cordata di imprenditori. Le indiscrezioni sul piano la rassicurano? "Non possiamo basarci sulle interviste, anche perché a noi servono informazioni certe sulla flotta, sulle tratte, sui tempi". Ad esempio chiedete garanzie sulle tratte internazionali... "Sono problemi legati. Per fare 10mila chilometri servono aerei giusti, Alitalia non ne ha molti e ordinarli comporta tempi lunghi". Quindi siete d'accordo se si dovesse aggiungere un partner straniero? "A noi in realtà non interessa nemmeno tanto che la cordata sia italiana. La cosa importante è che ci siano aerei che partono dall'Italia e tornano in Italia. Non possiamo impiegare quatto ore in più per andare in Cina o negli Stati Uniti. Poi quelle intercontinentali sono le uniche tratte che danno profitti. In Europa c'è una concorrenza fortissima delle low cost". Per questo si dice che state chiedendo il monopolio delle tratte interne per la nuova compagnia? Non temete ci possano essere ripercussioni sui costi dei biglietti? "Questa polemica non la capisco. Siamo gli unici in Europa ad avere un mercato interno aperto. Negli altri paesi i vettori nazionali controllano dall'80 al 90 del mercato interno". Lei ha detto chiaramente che un' intesa andrà comunque trovata, ma la Cgil sembra avere posizioni più nette. "Mettiamola così, questa è una vertenza nella quale l'opinione di noi sindacalisti ha un' importanza relativa. Quello che conta veramente è ciò che pensa chi rischia di più, chi potrebbe perdere il posto di lavoro. Sono loro che bisognerebbe ascoltare". Non pensa che nel naufragio Alitalia anche il sindacato abbia responsabilità? "Non era un' impresa capitalistica. E comunque nella nuova compagnia cambieranno molte cose anche nel modo di fare sindacato. Le relazioni sindacali non saranno più quelle di Alitalia e assomiglieranno più a quelle che ci sono alla Fiat o alla Piaggio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


L'incognita su flotta e ipoteche tiene le banche col fiato sospeso (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 211 del 2008-09-04 pagina 10 L'incognita su flotta e ipoteche tiene le banche col fiato sospeso di Paolo Stefanato La newco offre 400 milioni. Il debito può essere cancellato, ma cambiano i rischi sul rimborso da Milano La flotta Alitalia è gravata da ipoteche per 890 milioni. I 43 velivoli di proprietà della famiglia Md80 (cui se ne aggiungono 29 in locazione), ormai considerati vecchi divoratori di carburante, sono già stati rifinanziati due volte con ipoteca di primo grado. L'offerta di Cai dovrebbe prendere in considerazione tutti i 50 Airbus di breve e medio raggio (A 319, 320 e 321, per due terzi in proprietà) e i 10 Boeing 777 di lungo (sei di proprietà e quattro in leasing), cui si dovrebbero aggiungersi sicuramente i 20 Airbus e i Bombardier Crj di Air One (di questa forse, ma è improbabile, alcuni B737). A questi si aggiunge una parte degli Md80, con la prospettiva di una completa dismissione. In tutto, la nuova compagnia dovrebbe avere 136 aerei, forse 150, che saliranno a 168 a regime. La proposta prevede un esborso finora stimato in 400 milioni, al lordo tuttavia del debito; il versamento in contanti potrebbe dunque essere molto inferiore. L'abbinamento del debito agli aerei non è ancora stato definito, ma farà parte della trattativa che gli uomini di Cai intavoleranno con il commissario straordinario Augusto Fantozzi. Il commissario, infatti, ha potere "assoluto" sul debito: può cancellarlo, in base alla legge, e consegnare gli asset "puliti", liberi da vincoli, oppure lo può trasferire. Elementi, questi non ininfluenti né alla strategia di Cai né agli eventi legati ai creditori. Per quanto riguarda la newco Compagnia aerea italiana, i debiti che essa si assumerà - presumibilmente a lungo termine - avranno il significato di finanziare l'operazione; perchè andranno a ridurre l'esborso immediato per l'acquisto, che si prolungherà invece nel tempo sotto forma, appunto, di debito. I debiti potranno essere, oltre alle ipoteche sugli aerei, il Tfr relativo al personale che sarà acquisito insieme alle attività. Per quanto riguarda i creditori, essi sono banche italiane e straniere. Queste ultime guardano con molta attenzione l'evolversi della situazione, perché è in gioco il loro denaro: se Cai si assumerà il debito, essa si impegnerà a saldare gli obblighi in corso. Se Cai non si assumerà il debito, questo resterà nel portafoglio del commissario, che provvederà a saldarlo secondo le ripartizioni previste dalla legge e consentite dal denaro incassato: si pensa che, in questo caso, le banche incasseranno non più del 20-30%. Le spese che dovrà saldare il commissario sono rigidamente classificate. Per prime, prima ancora del privilegio, vengono i costi relativi all'emolumento del commissario stesso, alle spese legali e di proceduta, al costo della perizia. Quest'ultima dovrà essere svolta da una società terza di primario standing internazionale; secondo alcune indiscrezioni, visto anche il coinvolgimento di varie banche d'affari su fronti conflittuali, la scelta potrebbe ricadere su Lehman Brothers o su Rothschild e Costamagna. Solo in seconda battuta saranno soddisfatti i creditori privilegiati e, in ultima istanza i chirografari. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Alemanno e il ministro agitano il pdl "il sindaco si è fatto spiazzare" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Malumori nel centrodestra dopo le parole di Brunetta contro i sindacati e l'iniziativa di Marrazzo Alemanno e il ministro agitano il Pdl "Il sindaco si è fatto spiazzare" Berlusconi ha chiesto a Gianni Letta di mediare con tutti gli attori del caso Alitalia ROBERTO MANIA ROMA - Renato Brunetta - con il suo "Thatcherite style", come ha scritto l'Economist - ha scoperchiato il vaso di Pandora. Perché il governo e la sua ampia maggioranza, comprese tutte le derivazioni locali e gli intrecci di interessi, non sono compatti sul piano Alitalia, come invece appare. Con la Lega che teme per Milano, e con An pronta ad alzare le barricate per Roma, tanto più che il sindaco Gianni Alemanno è rimasto spiazzato dalla mossa della Regione Lazio di Piero Marrazzo di candidarsi a far parte della cordata Colaninno. E Forza Italia tentata, con Brunetta, Sacconi e Tremonti, dalla prova di forza liberista. L'assenso dei sindacati (di tutti, da quelli dei piloti fino alla Cgil di Guglielmo Epifani), allora, deve servire, come è stato per i governi di centro sinistra, anche per mettere a tacere i possibili dissidi. Così che dire - come ha fatto Brunetta - che si può andare avanti pure senza intesa sindacale non è stato esattamente politically correct, nemmeno per il centrodestra del Pdl. La conferma è arrivata, con malcelato nervosismo, dal presidente della Commissione Lavoro della Camera, Stefano Saglia di An: "Invitiamo Brunetta a mordersi la lingua". Questa, si sa, è una partita decisiva per Berlusconi che, dopo aver portato con sé un pezzo della Confindustria di Emma Marcegaglia e aver esaltato il ruolo "sociale" di Banca Intesa di Corrado Passera, completerebbe il quadro con un accordo con i sindacati, gli stessi che solo cinque mesi fa hanno fatto tornare a Parigi un negoziatore tosto come Jean-Cyrill Spinetta, ceo di Air France. Compito arduo, ma possibile tanto più che la compagnia della Magliana questa volta è davvero fallita. La missione è stata affidata a Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. è lui il vero garante dell'eventuale accordo. Per questo - nonostante l'irritualità - si è presentato al tavolo del ministero del Lavoro di Maurizio Sacconi. Quest'ultimo è l'unico esperto di trattative nel governo ma con un rapporto eccessivamente preferenziale con la Cisl di Raffaele Bonanni. E poi anche lui troppo "thatcheriano" se è vero - come ha rivelato Brunetta - favorevole alla linea dura. è invece Letta che ha mantenuto i contatti con i piloti, tradizionalmente simpatizzanti per la destra, e prova il dialogo con la Cgil. Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola (Fi), infine, ha accettato non proprio con entusiasmo un ruolo da comprimario. Alla fine i sindacati potrebbero essere decisivi anche per Alemanno. Nella destra, infatti, sta crescendo il malumore per la scarsa presenza del sindaco sul caso Alitalia. Certo ha chiesto ai ministri di An, Altero Matteoli (Infrastrutture), e Andrea Ronchi (Politiche comunitarie), di fare attenzione al ridimensionamento di Fiumicino. Ma poi è partito per un pellegrinaggio in Terra Santa. "E si è fatto spiazzare da Marrazzo", commentava ieri un autorevole esponente della maggioranza parlamentare. Ad Alemanno, nonostante Brunetta, serve l'intesa sindacale.

Torna all'inizio


La fuga in avanti del commissario e i dubbi della ue - andrea bonanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La fuga in avanti del commissario e i dubbi della Ue ANDREA BONANNI Il piano di "salvataggio" dell'Alitalia, se dovesse passare così come è stato presentato, costerà ai contribuenti italiani oltre un miliardo di euro: molto più di quello che sarebbe costata alle casse pubbliche la vendita della compagnia ad Air France. Inoltre stabilirà una situazione di quasi monopolio su alcune rotte lucrative, in particolare la Milano- Roma, e dunque costerà caro anche ai consumatori che pagheranno più salati i loro biglietti aerei. A difesa dei cittadini, siano essi consumatori o contribuenti, i governi europei hanno da molti decenni affidato alla Commissione di Bruxelles i poteri di autorità garante della concorrenza: incaricata di impedire che i governi usino il denaro pubblico per ricavarne dividendi politici, o che i privati si arricchiscano sfruttando situazioni di vantaggio garantite loro dai poteri pubblici. Se dunque l'attuale maggioranza di centrodestra, dopo aver fatto surrettiziamente naufragare il progetto di vendita ad Air France, si proponesse ora di far pagare ai consumatori e ai contribuenti le proprie ambizioni politiche con un salvataggio pasticciato della ex compagnia di bandiera, gli italiani dovrebbero poter guardare con fiducia al fatto che Bruxelles tutelerà comunque i loro legittimi interessi e garantirà che il mercato aereo in Italia resti davvero libero e aperto per il bene di tutti. Purtroppo è lecito nutrire qualche dubbio in proposito. Infatti al momento di sostituire il commissario alla Giustizia, Franco Frattini, chiamato a fare il ministro degli esteri, Berlusconi ha mandato a Bruxelles il suo fedelissimo Antonio Tajani. Ma ha anche negoziato per lui un cambio di portafoglio grazie al quale gli è stata affidata la competenza sui trasporti. Questo pone Tajani in una posizione delicatissima. Il suo interesse politico è evidentemente quello di favorire il piano del governo che lo ha nominato. Il suo dovere istituzionale è invece quello di sorvegliare con severità che questo piano non presenti elementi di aiuti di stato che risultino in una distorsione della concorrenza. Come commissario Tajani ha giurato di anteporre gli interessi europei a quelli nazionali e di fronte al Parlamento europeo si è solennemente impegnato ad essere imparziale. Tutti gli occhi sono puntati su di lui. Suscita quindi qualche legittimo sconcerto il fatto che l'altro ieri, prima ancora che Colaninno venisse a Bruxelles per illustrare ai tecnici della Commissione il suo piano di salvataggio dell'Alitalia, Tajani si sia impegnato con una dichiarazione in cui sostiene che "il piano è positivo dal punto di vista della partecipazione dei privati che favorisce il mercato e la concorrenza". In termini economici, questa è una castroneria bella e buona. La partecipazione dei privati, in sé, non garantisce affatto né il mercato né la concorrenza. Questo è esattamente il motivo per cui alla Commissione sono state attribuite funzioni di sorveglianza: per impedire che gli imprenditori pubblici o privati distorcano il mercato. In termini politici, la dichiarazione di Tajani è quantomeno un'imprudenza. Prima di pronunciarsi dovrebbe almeno aspettare che i suoi tecnici esaminino il problema, visto che le sue competenze in materia non paiono propriamente brillanti. Per fortuna Tajani non è solo a giudicare. La Commissione Trasporti del Parlamento europeo lo ha già convocato per rendere conto delle sue dichiarazioni. E comunque una eventuale decisione sul piano Alitalia dipenderà dal voto del collegio dei Commissari, e potrà sempre essere impugnata di fronte alla Corte di Giustizia. Il commissario farebbe bene a ricordarselo nel muoversi su un terreno così spinoso, ed evidentemente a lui non troppo familiare.

Torna all'inizio


"la regione lazio dentro alitalia" - lucio cillis alberto d'argenio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "La Regione Lazio dentro Alitalia" La richiesta di Marrazzo. Brunetta: accordo anche senza sindacato Colaninno ha presentato il piano alla Commissione europea LUCIO CILLIS ALBERTO D'ARGENIO ROMA - Il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, annuncia il possibile ingresso della Regione nella newco che controllerà la nuova Alitalia con una quota di 10 milioni di euro (ma si parla di un possibile aumento a 20 milioni). "Non un tentativo di entrare nel business del settore aereo - spiega Marrazzo, che oggi incontrerà Roberto Colaninno - ma la necessità di entrare con un ruolo di garanzia nel cda di Compagnia aerea italiana". Una mossa che sembra spiazzare il Campidoglio. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si affretta a spiegare che "il Comune segue con la massima attenzione lo sviluppo della situazione Alitalia e collabora lealmente con tutte le altre istituzioni locali per sviluppare una strategia comune a difesa dei nostri interessi territoriali e dei livelli occupazionali. Ma - aggiunge - occorre che non ci siano strumentalizzazioni e proclami politici che rischiano di surriscaldare inutilmente un contesto già difficile". Nel contempo monta la tensione tra i sindacati e il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che ieri ha sottolineato come l'operazione Fenice possa procedere anche senza l'accordo con i rappresentanti dei lavoratori, incassando peraltro critiche anche dall'interno della maggioranza: "Vorrei ricordare - ha detto Brunetta - che la situazione di Alitalia è il prodotto di cattiva politica certamente, ma anche di cattivo sindacato". Dal ministro parte poi un chiaro segnale al resto del governo sulla questione del ricollocamento nella pubblica amministrazione degli esuberi: "Neanche uno nella Pa - avverte - altrimenti me ne vado". Intanto, sempre ieri, Roberto Colaninno e i rappresentanti di Intesa Sanpaolo si sono recati a Bruxelles per presentare "gli orientamenti del piano industriale" della nuova Alitalia agli uffici del Commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. Si è trattato di un incontro tecnico definito "fruttuoso" dai suoi protagonisti, che hanno aperto un canale di comunicazione con lo scopo di evitare incongruenze con il diritto Ue tanto nell'applicazione del decreto varato dal governo per modificare la Marzano quanto nel nuovo piano industriale. Alcuni dei punti problematici potrebbero riguardare i nuovi contratti della Cai (Bruxelles chiede un discontinuità rispetto a quelli di Alitalia), la cessione degli asset della compagnia di bandiera al nuovo vettore (che dovrà avvenire a prezzo di mercato) e l'operazione che ha portato alla nascita della "bad company" che erediterà le passività di Alitalia (non dovranno essere coperte con soldi pubblici). E i problemi potrebbero arrivare anche dalla sospensione dei poteri dell'Antitrust nazionale nel settore aereo domestico, per evitare la cessione delle rotte Milano-Roma gestite in monopolio dalla Cai in seguito all'ingresso di Air One. Scoglio superabile se gli azionisti dell'aviolinea non avranno il controllo diretto della società, in modo da non sommare i fatturati dei suoi soci attivando così lo scrutinio dell'Antitrust Ue.

Torna all'inizio


"altro che la mia merchant bank" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia D'Alema "Altro che la mia merchant bank" ROMA - "Mi accusarono di aver fatto di palazzo Chigi una "merchant bank" e io invece feci l'opposto: mi rifiutai di intervenire con la forza del governo per garantire i poteri forti e me l'hanno fatta pagare". Massimo D'Alema, parlando del salvataggio Alitalia, ricorda le critiche al suo governo. "Su Alitalia - afferma D'Alema, a Firenze per la festa del Pd - io distinguo tra un'operazione politica grave e negativa, che lascia allibiti dal punto di vista delle regole di mercato e che scarica il costo sulla collettività, e gli imprenditori che fanno gli imprenditori e con i quali non dobbiamo polemizzare".

Torna all'inizio


La Cernobbio ufficiale avvolta nel mistero (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

FORUM AMBROSETTI La Cernobbio ufficiale avvolta nel mistero Il tradizionale raduno del gotha dell'economia e della finanza mondiale a Cernobbio è avvolto nel mistero. Nulla si sa della platea e poco persino dei relatori. La trentaquattresima edizione del workshop organizzato dallo studio Ambrosetti a Cernobbio (Como) si apre venerdì, fino a domenica. "Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive", il tema di quest'anno. Lo schema è quello consueto con il primo giorno (venerdì) dedicato dall'analisi della situazione mondiale, per passare poi all'Europa (sabato) e infine alla situazione italiana (domenica). Saranno presenti vari commissari europei, oltre a ministri, italiani e europei. Pare che Berlusconi non parteciperà, in compenso Tremonti avrebbe assicurato la sua presenza per tutti e tre i giorni. Infine, studiosi, esperti, economisti, banchieri e, guest star, il vicepresidente americano Dick Cheney. Il contesto è quello della crisi mondiale. Nella giornata di apertura dunque non si potrà svicolare dal tema. Sabato sarà la volta dell'Europa, ed è previsto l'intervento di Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica. In questa occasione saranno discussi i temi che riguardano lo sviluppo economico e competitivo delle imprese italiane radicate all'estero e, per l'occasione (proprio mentre si decide di fare di Alitalia una compagnuccia a distintivo - per ora italiano) verrà anche presentata una ricerca dal titolo "Il futuro del sistema del trasporto aereo: una sfida chiave per l'Italia e l'Europa". Domenica infine il focus dei lavori sarà dedicato alla presentazione della ricerca "Il sistema educativo in Italia: sei proposte per contrastare l'emergenza".

Torna all'inizio


ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I quattro "toccasana" con cui la destra distrugge la scuola L'ARTICOLO Alba Sasso pagina 12 CALCIO | PAGINA 4 Tifoserie e camorra, scontro tra La Russa e il capo della polizia ALITALIA | PAGINA 6 Regione Lazio: vogliamo entrare nella Compagnia STATI UNITI | PAGINA 11 Convention repubblicana, l'America irreale dei Bush e il patriottismo di McCain.

Torna all'inizio


Un segno di vita nel deserto del business (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

IL COMMENTO Un segno di vita nel deserto del business Francesco Piccioni Il fatto nuovo che nessuno si aspettava. La Regione Lazio, invece di restare alla finestra e piatire un qualche residuo di attenzione per lo scalo di Fiumicino - l'unico vero hub aeroportuale del paese, il baricentro geografico su cui è stata storicamente costruita l'Alitalia - ha scelto di giocare un ruolo attivo. E si offre di entrare nella Compagnia aerea italiana, che prenderà il controllo della "polpa" ancora contenuta nelle attività di volo. Viste le cifre impegnate dai 16 imprenditori privati - non più di 100 milioni, per il nucleo fondatore; la metà per gli altri - non si tratta di un passo finanziariamente azzardato. Ma soprattutto dimostra senso di responsabilità politica verso il territorio che amministra insieme alla Provincia e al Comune di Roma. Non attende la catastrofe annunciata - il ridimensionamento della compagnia e di Fiumicino avrebbe consueguenze occupazionali negative valutabili in decine di migliaia di posti di lavoro, tra diretti e indotto - e la prevedibile, lunga, teoria di interventi disperati su singole imprese in liquidazione. La giunta Marrazzo, nonostante i numerosi problemi fin qui incontrati, prova a prendere il toro per le corna e cogestire una trasformazione altrimenti senza rete. Difficilmente gli verrà permesso, anche se nulla osta - né nelle teorie iperliberiste, né tantomeno nella pratica quotidiana internazionale del trasporto aereo - a che un soggetto pubblico entri nella composizione societaria di un'azienda. Portandovi altre logiche e interessi, ovviamente, diversi dal solo raggiungimento del massimo profitto "per gli azionisti". Air France-Klm ha addirittura una maggioranza di controllo (circa il 30%) derivante dalla somma delle azioni direttamente possedute dallo stato e di quelle in mano ai dipendenti. Numerose compagnie low cost (Ryanair su tutte) ricevono incentivi economici da parte di enti locali (oltre che sponsor privati) per raggiungere certi scali altrimenti dimenticabili. Non sono considerati "aiuti di stato", ma certo non si può negare in essi un qualche intervento di "parastato", visto che si tratta di soldi pubblici direttamente trasferiti nelle tasche di vettori privati (i quali, altrimenti, non potrebbero mai praticare tariffe scontate oltre i limiti del ridicolo). C'è la rivendicazione esplicita di un "ruolo di garanzia" nei confronti del territorio di riferimento. Ma anche una capacità di visione della natura dell'azienda Alitalia che sembra ben superiore a quella mostrata fin qui dalla "cordata". Basta guardare l'opposta attenzione riservata al traffico intercontinentale, pressoché in liquidazione nel "piano Cai". Nel piattume delle condanne "democratiche" per la procedura berlusconiana - tutte stancamente incentrate sul "così non si fa, in regime di mercato" - appare come il primo vero segno di vitalità di una pubblica istituzione in difesa dei suoi amministrati in carne e ossa e redditi.

Torna all'inizio


Un sicuro vincitore già alla partenza: Carlo Toto, patron di AirOne (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

LA CORDATA Un sicuro vincitore già alla partenza: Carlo Toto, patron di AirOne Tra i maggiori beneficati dell'operazione salvataggio sembra a questo punto emergere proprio Carlo Toto, patron di AirOne. La sua azienda verrà sciolta per confluire nella nuova, con una valutazione di circa 300 milioni (400, invece, per le "parti buone" di Alitalia). Con ciò Toto sistemerebbe i suoi 200 milioni di debiti con IntesaSanPaolo (il regista dell'operazione); gliene rimarrebbero 100 per partecipare come azionista alla pari con gli altri 15 della cordata. Ma il suo vero affare sarebbe a quel punto l'affitto in leasing degli Airbus che ha prenotato per i prossimi anni (71 modelli A320, dodici A330 e altrettanti A350). Un business di tutto riposo e di sicura redditività: la vera specialità dei cosiddetti "imprenditori" italiani.

Torna all'inizio


La mossa della Regione Lazio (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA · Richiesto l'ingresso nel capitale della nuova Compagnia aerea italiana La mossa della Regione Lazio Colaninno all'esame di Bruxelles. Oggi "il piano" davanti ai sindacati Fr. Pi. Locale e continentale. Una compagnia aerea dovrebbe saper gestire i due diversi punti di vista. Se non altro perché, come si è visto ieri, può accadere che il capocordata di nuovi acquirenti di Alitalia - Roberto Colaninno - si ritrovi a Bruxelles per "incontri tecnici" con la Commissione europea mentre, a Roma, la Regione Lazio chiede di entrare nel capitale della nuova società, la Compagnia aerea italiana (Cai). Non è affatto detto che le due visioni vengano effettivamente "contemperate", ma intanto la regione ci prova: oggi il presidente Piero Marrazzo incontrerà Colaninno per esporgli la proposta della sua giunta. Da palazzo Berlaymont, sede della Commissione, Colaninno è uscito dopo un paio d'ore senza rilasciare alcuna dichiarazione. Non è da qui che dovrebbero arrivare i problemi, per i nuovi soci. Il commissario ai trasporti è Antonio Tajani; improbabile che voglia tirare uno sgambetto al suo pigmalione Silvio Berlusconi, impegnato nella prima vera grana della sua terza legislatura da premier. Sul fronte societario tutto procede come previsto. Ieri l'amministratore delegato della Cai, Rocco Sabelli, si è incontrato con Augusto Fantozzi, a sua volta fresco di nomina come commissario straordinario di Alitalia. L'offerta per l'"acquisto di compendi aziendali costituenti parti significative delle attività del gruppo" è stata ufficializzata nelle sue mani lunedì sera, appena uscito dal primo incontro con i sindacati. Ora dovrà "valutarla", anche se già la riconosce come "volta a soddisfare le finalità del decreto" che ha riformato la legge Marzano. Sulla giornata ha aleggiato per qualche decina di minuti la provocazione a freddo di Renato Brunetta, ministro (della funzione pubblica) nemmeno ammesso al tavolo delle trattative. Nella quotidiana intervista spesa contro il sindacato, è arrivato a rimproverare all' advisor del progetto di salvataggio della compagnia - Corrado Passera - per aver detto "se il sindacato non è d'accordo, salta tutto". Per lui, infatti, si dovrebbe "andare avanti lo stesso". Insomma: il "prendere o lasciare" dettato da Berlusconi e rifiutato da tutte e nove le sigle presenti in azienda. E' stato sistemato in poche battute dal suo collega al welfare - Maurizio Sacconi, altro pasdaran del ridimensionamento strategico del sindacato - che ha invece voluto sottolineare come, al tavolo, abbia notato funzionari "disposti a entrare nel merito, preoccupati del fallimento di Alitalia e consapevoli di avere pochi giorni davanti". Acqua sul fuoco delle relazioni industriali, insomma, in una fase delicatissima. Oggi alle 15 governo e sindacaati torneranno a misurarsi nella sede del ministero del lavoro. E "il piano" dovrà essere finalmente reso noto anche ai diretti interessati. E' la condizione posta, del resto per poter cominciare a discutere nel merito; prima delle prospettive industriali, poi - e solo come conseguenza di scelte dolorose ma condivise - di ricadute occupazionali. Proprio su questo fronte le innumerevoli indiscrezioni sui contenuti del "piano" disegnano un quadro assai più drammatico di quello suggerito (e poi ritrattato) dallo stesso Sacconi. Si parla infatti di un "perimetro aziendale" contenente 11.000, massimo 12.000 dipendenti. Ma la nuova compagnia comprenderà sia i 18.500 dipendenti dell'attuale Alitalia che i 3.000 in dotazione ad AirOne. In pratica la metà del totale, altro che i "4.500 esuberi" evocati come "rassicurazione" solo due giorni fa. Intere parti finiranno nel limbo di Fintecna (una finanziaria di proprietà dello stato), a cominciare dall'Atitech di Napoli (specializzata nella manutenzione pesante dei veivoli). Foto: L'AEREOPORTO DI FIUMICINO /FOTO AP.

Torna all'inizio


Scuola pubblica, i quattro toccasana (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Scuola pubblica, i quattro "toccasana" Alba Sasso L'obiettivo del terzo governo Berlusconi sulla scuola è ormai chiaro: impoverire in tutti i sensi la scuola pubblica che c'è (tagli di risorse, riduzione di insegnanti, maestro unico nella elementare, chiusura di scuole, riduzione di orario...) ma soprattutto deistituzionalizzare il sistema pubblico dell'istruzione. In altre parole considerare - e agire di conseguenza la scuola esclusivo servizio e non istituzione. Servizio a domanda individuale e non luogo della responsabilità dello stato nei confronti della formazione e della crescita delle nuove generazioni. E' questo il passaggio, la scelta di fondo, che cammina su quattro pilastri affogati nel dibattito di questa estate tra grembiulini, voti in condotta e quintalate di insulti sugli insegnanti, soprattutto meridionali. Ma, piccola digressione, come appare sempre più risibile la pretesa di combattere il bullismo, quello profondo e patologico, con i voti in condotta, alla luce degli episodi sull'eurostar Napoli /Roma del 31 agosto! I quattro punti di una politica dunque di destrutturazione e privatizzazione del sistema di istruzione sono: sussidiarietà, scuole trasformate in fondazioni, chiamata diretta degli insegnanti da parte delle scuole, abolizione del valore legale del titolo di studio. Di sussidiarietà Gelmini aveva già parlato prima di diventare ministro, col disegno di legge presentato sul finire della precedente legislatura. Significa ruolo residuale dello stato rispetto all'iniziativa privata sul terreno della formazione. In quel progetto di legge, manifesto ideologico della sua politica, Gelmini riproponeva i voucher formativi per le famiglie da spendere nelle scuole pubbliche o private. E nelle prime dichiarazioni del suo governo ha richiamato come esempio il buono scuola lombardo. Trasformare le scuole in fondazioni, con interventi finanziari di privati e taglio dell'investimento pubblico, significa non solo creare una gerarchia tra scuole (visto che per le caratteristiche del capitalismo italiano i finanziatori privati ove mai decidano di intervenire lo farebbero solo in certe realtà e certo non a scopi filantropici - la vicenda Alitalia docet ), ma abbandonarne molte a un destino di marginalità. Pensiamo a tante scuole del periferie del nord e del sud. Altro che concorrenza! Perché nessuno è riuscito a dimostrare che la competizione tra scuole, anche in paesi di tradizione liberista, riesca a migliorare la qualità degli apprendimenti per tutti. Anche la chiamata diretta degli insegnanti da parte delle scuole - già prevista dalla legge Moratti e riproposta con determinazione dal disegno di legge Aprea - è una scelta di privatizzazione del sistema. Una chiamata su base fiduciaria colpisce la libertà di insegnamento, la responsabilità più generale del processo educativo. Il passaggio da un ruolo di dipendente pubblico (che oggi è quasi una cattiva parola) a quello di dipendente privato. Infine, ma questo sostiene Gelmini sarà il coronamento del processo riformatore, l'abolizione del valore legale del titolo di studio. Tutti ne parlano come di un toccasana per il sistema formativo. In realtà poiché neppure nei paesi di tradizione anglosassone si accede al lavoro senza un titolo di studio la questione è un'altra o meglio altre due. Da un lato il problema di certificare le competenze acquisite e la qualità del processo di formazione. Ma per questo non sarebbe meglio intervenire e potenziare da un lato l'Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema scolastico) e l'Anvur (Agenzia di valutazione per università e ricerca) piuttosto che ipotizzare la proliferazione di improvvisate agenzie di rating ? D'altra parte, poiché possono rilasciare titolo avente valore legale solo strutture pubbliche autorizzate e accreditate, la cancellazione del valore legale potrebbe far fiorire enti formativi (scuole e università) con programmi e percorsi di istruzione fuori "norma". In conclusione la privatizzazione del sistema serve a migliorarne la qualità, per tutti? I paesi che lo hanno sperimentato, come gli Stati uniti, escono con le ossa meno rotte dalle comparazioni internazionali? Perché Obama sente il bisogno di ribadire alla Convention democratica che uno dei suoi impegni sarà garantire un'istruzione di qualità a ogni bambino e assumere tanti insegnanti, riprendendo il progetto clintoniano del " nobody child left behind "? Perché sa, e lo ha detto, una cosa elementare. Che più istruzione per tutti serve a far crescere non solo l'economia ma la civiltà di un paese. In Italia invece torniamo allegramente indietro. Ci siamo dimenticati nel decreto Tremonti la riduzione dell'obbligo di istruzione? Viene meno col progetto della Gelmini non solo l'idea di una scuola inclusiva ma l'idea di una società inclusiva, solidale. Dove il merito non dipenda solo da dove si è nati e dalla famiglia in cui si è nati. Altro che istruzione come strumento di mobilità sociale. L'istruzione sarà di chi se la potrà pagare. I bambini della scuola elementare statale avranno meno ore , meno insegnanti e meno opportunità di imparare e approfondire. Proprio oggi che serve sapere di più in ogni età della vita. Ai tempi miei - dicono in tanti a cominciare da Piero Citati - andava bene così. Appunto. Ma siamo sicuri che questo non sia un pensiero regressivo, consolatorio, da nostalgici della maestrina dalla penna rossa? Mette paura l'indifferenza con cui il governo si confronta con questi problemi. Noi abbiamo bisogno di far cassa e questo conta. Lo stato non può spendere e se bambini e ragazzi saranno un po' più ignoranti ci pensino famiglie e privati a risolvere i problemi. Certo che la scuola italiana ha tanti punti di sofferenza e di difficoltà e che riflette perdita di senso e disgregazione sociale. Ma è insano cominciare, per voler riformare, a scardinare con ferocia uno dei punti di eccellenza del sistema italiano e cioè la scuola elementare. E' insano impoverire i punti più deboli del sistema, quelli che avrebbero bisogno di maggiore attenzione (dal sostegno ai soggetti diversamente abili, alla possibilità di una reale integrazione tra diversi). E'insano infine pensare che isole di qualità, ammesso che la qualità debba essere riservata a pochi, possano far funzionare meglio l'intero sistema. In un paese in cui più della metà della popolazione adulta ha solo il diploma di terza media. Si tratta allora di una scelta precisa, e insieme di una resa, destinata a approfondire sempre più insopportabili gerarchie sociali e culturali. Tutto questo è cattiva ideologia. Che tenta di giustificare la scelta di tagliare la spesa gettando discredito sulla scuola pubblica. Vada in giro ministra Gelmini per le scuole, si porti anche Tremonti, se crede. Cominci a conoscere questo sistema e questi insegnanti, poi potrà ricominciare a parlarne.

Torna all'inizio


Marrazzo: la Regione Lazio in Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

È polemica sulla richiesta del Governatore di sottoscrivere una quota della nuova compagnia Marrazzo: la Regione Lazio in Alitalia Alemanno: no a strumentalizzazioni politiche. Brunetta: avanti anche senza i sindacati.

Torna all'inizio


ROMA Parte oggi la no stop tra sindacati e governo nel tentativo di chiudere la partita Alitalia in (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Una decina di giorni, al massimo entro il mese di settembre. Intanto il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, ha chiesto di poter entrare nel pool della nuova compagnia e avrebbe messo a disposizione 10 milioni. "Vogliamo difendere gli interessi di Roma e del Lazio". Replica del sindaco di Roma, Gianni Alemanno: "Pronti a collaborare, ma vanno evitate le strumentalizzazioni". Secco "no" dalla Regione Lombardia: "Non siamo interessati ad entrare nella nuova compagnia". I sindacati oggi chiederanno al governo di affrontare la discussione del piano industriale prima di ogni intervento sugli esuberi.

Torna all'inizio


INDUCE quasi a simpatia l'ex uragano Gustav declassato a tempesta tropicale.  (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MAURIZIO COSTANZO INDUCE quasi a simpatia l'ex uragano Gustav declassato a tempesta tropicale. È pur sempre temibile ma rispetto a quello che era, è come se fosse diventato un temporale estivo. Il rapporto che tante popolazioni hanno con gli uragani è interessante e bizzarro. È, comunque, qualcosa di diverso dal rapporto che abbiamo con il clima. Mi auguro che la trattativa riguardante il futuro di Alitalia vada in porto positivamente. Qui non si tratta di buoni o di cattivi, ma di un obbligatorio risultato nel nome di migliaia di famiglie.

Torna all'inizio


<Vendo quote Sea> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-04 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Provincia IL PRESIDENTE PENATI "Vendo quote Sea" "Marrazzo dice che la Regione Lazio entrerà nel capitale della futura compagnia aerea? Allora io sono disposto a comprare la nuova Alitalia e a vendere Sea". è la provocazione di Filippo Penati: "Su Milano c'è un silenzio assordante". A PAGINA 4 Cremonesi.

Torna all'inizio


L'affondo di Penati: vendo Sea e compro la nuova Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-04 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE La polemica La provocazione del presidente della Provincia: a Milano non si decide nulla, meglio entrare nella NewCo L'affondo di Penati: vendo Sea e compro la nuova Alitalia "Vendo Sea e compro la nuova Alitalia. Tanto, anche per Milano, le decisioni si prendono lì". La provocazione è di Filippo Penati, e fa seguito all'annuncio del governatore del Lazio Piero Marrazzo: il governatore romano ha annunciato l'intenzione della Regione di entrare nel capitale della futura compagnia aerea per meglio tutelare gli interessi del territorio. Marrazzo, che oggi incontrerà il numero uno della Compagnia aerea italiana (Cai) Roberto Colaninno, ha suggerito che anche la Regione Lombardia possa entrare nel capitale della nuova Alitalia "per garantire che la strategicità di cui si parla rimanga effettivamente legata al territorio ". Ma, appunto, Penati sente il bisogno di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Presidente, vuole davvero entrare nella Cai? "Io parto da una considerazione che è ormai sotto gli occhi di tutti. Su Milano e - peggio ancora - da parte di Milano, c'è un silenzio assordante sulla vicenda della nuova Alitalia. Nessuno dice nulla. A partire dal governo, che è letteralmente scomparso. Tra l'altro, ho inviato due telegrammi a Palazzo Chigi chiedendo un incontro e a oggi non c'è stata alcuna risposta ". Ma a Milano cosa imputa? "Sempre questo sconcertante silenzio. Da parte di Assolombarda e del mondo imprenditoriale, certamente. E soprattutto vedo questa incredibile prudenza del sindaco Letizia Moratti tesa più a non disturbare l'operazione del governo che non a chiedere garanzie per il sistema aeroportuale milanese, di cui il Comune è peraltro proprietario all'85 per cento". Secondo lei, come mai? "Mi pare che l'attenzione sia volta, più che a difendere gli interessi del territorio, a proteggere gli investimenti dei gruppi economici impegnati nella nuova Alitalia. Che a Milano sono ben presenti e sono di peso". E così, vuole entrare anche se il tavolo continua a non riunirsi, è chiaro che il luogo dove si può tutelare il sistema aeroportuale lombardo è dentro la nuova società. Certamente, stare in Sea è del tutto inutile ". lei nella nuova Alitalia? "Io prendo atto di come stanno le cose. è evidente che però, in queste condizioni, la comunità milanese dovrà trovare altre forme per tutelare i propri interessi. Guardi, io proprio non vorrei vedere che, alla fine di tutta l'operazione, non si aggiunga al declassamento di Malpensa il pesante ridimensionamento di Linate. Sarebbe una cosa fuori dal mondo, di cui qualcuno dovrà rispondere". Ma è una provocazione o lei pensa davvero di partecipare alla NewCo? "Ma scusi: se il silenzio continua, se l'impegno di Milano resta quello di questi giorni, Addirittura? "Non c'è dubbio. Noi deteniamo quasi il 15% del capitale, eppure non siamo nel cda. Quando abbiamo chiesto la convocazione dell'assemblea dei soci, ci han risposto picche. Ma noi non intendiamo stare a guardare mentre si fa carne da macello degli aeroporti ". E quindi potreste vendere Sea? "Certo. Se sono ancora aperte le iscrizioni, potremmo cedere la nostra partecipazione, che vale circa 250 milioni, e impiegare quelle risorse all'interno della nuova compagnia ". Marco Cremonesi I telegrammi Il governo è scomparso. Ho inviato due telegrammi a Palazzo Chigi. Finora non c'è stata risposta La prudenza E anche Milano è assente. Da parte del sindaco Moratti vedo un'incredibile prudenza Provincia L'affondo di Filippo Penati.

Torna all'inizio


Marrazzo spiazza il Pd: Regione Lazio in Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-04 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Svolta Dopo le critiche del partito al piano di Berlusconi Marrazzo spiazza il Pd: Regione Lazio in Alitalia ROMA - Tra i 10 e i 20 milioni di euro. E' quanto è pronta a mettere sul piatto la Regione Lazio per entrare nella cordata Alitalia. Lo ha detto il governatore Piero Marrazzo (centrosinistra). Malumore e imbarazzo nel Pd, che ha duramente criticato il piano per salvare la compagnia di bandiera. ALLE PAGG. 8 E 9 Baccaro, Foschi, Sideri.

Torna all'inizio


IL CORAGGIO E LA FORTUNA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-04 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE L'AUTUNNO DEL SINDACATO IL CORAGGIO E LA FORTUNA La saggezza popolare sostiene che la fortuna aiuta gli audaci. Ma l'Italia è anomala anche in questo. Almeno in un caso, quello del sindacato, la Dea bendata sembra andare in soccorso dei pavidi. Nonostante Cgil-Cisl-Uil vengano da anni di scelte rinviate e di coraggio archiviato hanno ora, in settembre o al massimo nelle settimane successive, la possibilità di ricominciare. Di chiudere la lunga stagione dei no e tornare al centro della scena politica. Il primo nodo riguarda il risanamento e la privatizzazione dell'Alitalia. Si discuta e si negozi la quantità e la gestione degli esuberi ma il salto che i sindacati devono fare è un altro: rinunciare al consociativismo aereo. Quello statuto materiale che ha fatto della compagnia di bandiera un' azienda extra-mercato dove non valgono le regole standard dell'industria privata e le rappresentanze non sono mai elette direttamente dai lavoratori. Per evitare di rompere questo schema il sindacato ha detto no in primavera all'offerta avanzata da Air France, ma ora il tempo è scaduto. Con la consueta lucidità Nicola Rossi ha fotografato così la situazione: "La richiesta Cgil di discutere il piano è irragionevole, spero che evitino nuovi errori". La seconda scelta-chiave di questi giorni investe la riforma della contrattazione. Il paradosso di cui soffrono i lavoratori italiani è quello di avere il sindacato più forte d'Europa e le paghe più basse. Non può durare all'infinito. E' dunque più che legittimo aspettarsi che i vertici di Cgil-Cisl-Uil si chiudano in una stanza con i rappresentanti della Confindustria e ne escano con un'intesa che scambi incrementi di produttività con vantaggi salariali. Non è difficile. C'è un tavolo di negoziazione aperto, si tratta di tagliarsi i ponti alle spalle e capire, da parte del sindacato, che questa è l'ultima chance per tornare a contare qualcosa in materia di distribuzione del reddito. Il terzo crocevia è rappresentato dalla "questione fannulloni". L'iniziativa tambureggiante del ministro Renato Brunetta ha aperto varchi tra gli assenteisti professionali. Il sindacato, invece, è stato reticente o è rimasto sulla difensiva (abbracciando il noto slogan: "Il problema è ben altro"). Eppure è facile individuare cosa si deve fare: definire d'intesa con il governo un codice di comportamento sperimentale che elimini le punte più sfacciate di assenteismo e crei i presupposti per costruire un nuovo sistema di sanzioni e incentivi. Se Cgil-Cisl-Uil facessero queste cose, quasi d'incanto potrebbero recuperare il rapporto con l'opinione pubblica e si ritroverebbero protagonisti della transizione italiana verso il moderno. Se scegliessero questa strada farebbero un favore a se stessi prima che a Silvio Berlusconi. Non sarebbero conteggiati tra i "traditori" perché i governi cambiano e le rappresentanze sociali lavorano su tempi più lunghi. E comunque, restando pregiudizialmente pavido, il sindacato non aiuterebbe il Pd a uscire dal suo travaglio, perché la crisi d'identità dei democrat ha radici e articolazioni che poco hanno a che vedere con la privatizzazione dell'Alitalia, le regole della contrattazione e la lotta all'assenteismo. Ps. C'è qualcuno nel sindacato che nutre il pur minimo dubbio su cosa avrebbe scelto in una situazione del genere Luciano Lama? ddivico@rcs.it.

Torna all'inizio


E Silvio va alla processione di Santa Rosa: promessa mantenuta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE A Viterbo Il capo del governo aveva preso un impegno con le suore di clausura: lo devo alla memoria di mia madre E Silvio va alla processione di Santa Rosa: promessa mantenuta DAL NOSTRO INVIATO VITERBO - Cinque mesi fa aveva fatto una promessa solenne alle suore di clausura che conservano il culto e la memoria di Santa Rosa. Era entrato nel convento, aveva ascoltato la storia delle reliquie della santa morta nel 1251 e risposto positivamente all'invito: "Verrò senz'altro alla festa, lo devo alla memoria di mia madre". Ieri sera, Silvio Berlusconi ha mantenuto la promessa. La mamma del capo del governo, Rosa, era una fervente cattolica ed era soprattutto devota della santa cara ai viterbesi. Il presidente del Consiglio è arrivato a Viterbo intorno alle nove e ha bloccato per la prima volta nella storia la processione del carro della santa. Ha varcato il portone della Prefettura in leggero ritardo sul programma e in ritardo, di conseguenza, si è mossa la "macchina", che da secoli porta in processione la statua di Santa Rosa. "Questa manifestazione mi è cara per la memoria di mia madre, sono felice perché il calore con cui mi ha accolto questa folla testimonia la popolarità del governo, arrivata in questi giorni al 67%". Alle dieci di sera Berlusconi si è affacciato al balcone principale del Comune, attiguo alla Prefettura, accolto dalle grida ritmate della popolazione e dai cori che inneggiavano al suo nome. Ad attendere il presidente del Consiglio c'erano il prefetto, il sindaco della città - amministrata dal centrodestra - i capigruppo del Popolo della libertà in Parlamento, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, e il segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro Masi. Alle domande dei cronisti su Alitalia e sulle polemiche relative ai tifosi del Napoli, il premier ha risposto mostrando interesse solo per la cerimonia religiosa: "Sono qui solo perché ho fatto una promessa e perché io le promesse le mantengo. Ho dato la mia parola in campagna elettorale, onoro la memoria di mia madre e la sua devozione per Santa Rosa". Camicia scura, completo blu notte, Berlusconi è arrivato nel capoluogo della Tuscia in elicottero, promettendo che si farà il possibile per aprire l'aeroporto di Viterbo e mostrando interesse per gli affreschi del palazzo comunale e per le memorie artistiche dei Papi che la città ha ospitato. Al termine della serata il capo del governo si è intrattenuto con i "facchini", che per cinquecento metri hanno portato a spalla, come ogni anno, il carro di Santa Rosa. Poi una battuta che non poteva mancare: "Sono giorni che mi alleno, pensando di dover portare a spalla il carro della santa, e invece solo qualche foto" . Marco Galluzzo Il rito Dal 1258 La macchina di Santa Rosa ( nella foto), baldacchino alto 30 metri per 50 quintali di peso, regge la statua della santa e risale al 1258. Sostituita ogni lustro, la macchina è sorretta da centinaia di facchini per 1.200 metri.

Torna all'inizio


La scelta di Marrazzo: <Pronto a entrare in Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio La compagnia La scelta di Marrazzo: "Pronto a entrare in Alitalia" Brunetta: avanti anche senza l'accordo dei sindacati. Colaninno a Bruxelles Galan: "Ma come fa il Lazio? Non ha nemmeno gli occhi per piangere, ridicolo che voglia metterci soldi" ROMA - Un'offerta tra i 10 e i 20 milioni per entrare nella cordata che rileverà Alitalia. E' la proposta del "governatore " della Regione Lazio, Piero Marrazzo, avanzata ieri nel corso del tavolo interistituzionale dedicato alla crisi. Due le condizioni poste: che la nuova compagnia "sia competitiva" e che "difenda lo sviluppo del territorio e di Aeroporti di Roma". Marrazzo ha poi invitato il collega della Lombardia, Roberto Formigoni, a fare altrettanto. L'iniziativa ha suscitato, tra gli altri, il commento beffardo del presidente del Veneto, Giancarlo Galan: "Una Regione, quella del Lazio, che non ha neppure gli occhi per piangere e, quindi sanare i buchi della propria sanità, si espone al ridicolo volendo entrare a far parte della nuova Alitalia". Ha detto di voler "capire di più" il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, apparso irritato per la fuga in avanti: "Per mantenere una strategia comune - ha osservato - bisognerebbe confrontarsi fra le istituzioni prima di lanciare proposte operative ". Marrazzo incontrerà oggi il capo-cordata Roberto Colaninno per illustrargli la proposta. Questi ieri è stato ricevuto a Bruxelles dai servizi del commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Al centro del confronto, soprattutto le norme che consentiranno la creazione di una bad company, tanto per l'aspetto che riguarda i creditori quanto per quello dei lavoratori. Nel mirino Ue ci sarebbe anche la norma che sospende per tre anni le regole Antitrust. Ieri intanto il commissario Augusto Fantozzi ha ricevuto ulteriori chiarimenti sull'offerta da circa 400 milioni dall'amministratore della Compagnia aerea italiana (Cai), Rocco Sabelli. Al termine ha fatto sapere di ritenere l'offerta soddisfacente in termini di legge. Secondo indiscrezioni la data di scadenza della proposta sarebbe il 30 settembre. Tempi stretti dunque, proprio per questo entro la settimana dovrebbe essere nominato il perito indipendente che valuterà i beni su cui pende l'offerta di Cai. Domani invece si riunirà l'assemblea degli azionisti che delibererà l'aumento di capitale ad almeno un miliardo. Ai 16 soci già presenti nelle ultime ore si sarebbe aggiunto anche il finanziere Francesco Micheli. Oggi alle 15 riaprirà la trattativa con i sindacati coordinata dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che in mattinata vedrà Sabelli. Dovrebbe essere proprio quest'ultimo a illustrare il piano, insieme con Fantozzi. Il numero dei dipendenti di Alitalia alla fine dell'operazione dovrebbe essere pari a 15 mila: agli attuali 18 mila lavoratori andrebbero sottratti circa 5 mila esuberi (il numero oscilla tra i 4.500 e i 6 mila, a seconda dei lavoratori precari lasciati a casa) e mille dipendenti che passeranno a altre aziende, mentre si aggiungerebbero i circa 3 mila di Air One. L'incontro dovrebbe essere preceduto da un vertice riservato tra Berlusconi, o il sottosegretario Gianni Letta, e i vertici confederali. "Anche se non c'è l'accordo dei sindacati si va avanti" 1 miliardo di euro. Le risorse che i soci della cordata Alitalia metteranno nella Compagnia aerea italiana, candidata a rilevare l'ex compagnia di bandiera Vertice a Roma Il governatore della Regione Lazio incontrerà oggi a Roma Roberto Colaninno, presidente della Compagnia aerea italiana (Cai). Al centro della discussione l'ipotesi di fare entrare la Regione Lazio nella Cai e il futuro dell'Aeroporto di Fiumicino.

Torna all'inizio


Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 6 Il Pd I nodi... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 6 Il Pd I nodi Sul palco Massimo D'Alema ieri sera sul palco di "Festa democratica" a Firenze D'Alema: il Pd si dia una mossa Walter chiami me e Marini "Servono personalità forti. Alitalia? Altro che merchant bank" SEGUE DALLA PRIMA DAL NOSTRO INVIATO Piuttosto perché quando arriva Massimo D'Alema, per la prima volta, non c'è l'ovazione, la gente negli stand, applaude ma non si alza, sorride e basta, tutt'al più batte le mani. Lui, personalmente sorride poco e non riesce a esimersi dal parlare di Alitalia, anche se dell'ingresso di Marrazzo non dice niente. Lo fanno i suoi sostenendo che anche questa è una storia di vendette dentro il Pd. D'Alema ricorda: "Fui accusato di aver fatto una merchant bank di palazzo Chigi, fu un'accusa ingiusta perché feci esattamente l'opposto: mi rifiutai di garantire i poteri forti e me l'hanno fatta pagare ". Già, perché secondo l'ex ministro degli Esteri "lascia allibiti dal punto di vista delle regole" quel che è stato fatto da Berlusconi, che "ha caricato sulle spalle del paese" l'operazione Alitalia. Tant'è vero che D'Alema non si è stupito della mossa di Colaninno, uno dei capitani coraggiosi da lui esaltati all'epoca di Telecom: "Non è un mistero che era molto interessato ad Alitalia da tempi non sospetti e quindi non mi ha stupito che fosse tra gli imprenditori interessati a rilevarla ". C'è Alitalia, che è un problema che riguarda tutto il Paese, ma c'è anche il Pd, che con il paese ha qualche problema: "Diamoci una mossa", esorta l'ex ministro degli Esteri, perché, aggiunge, c'è una grande responsabilità del centrosinistra nella sconfitta. E ci vuole una "riflessione approfondita sui nostri limiti, i limiti della sinistra ", di fronte a un Berlusconi, "che è stato di inconsueta abilità". E allora il pd ha molte responsabilità ma questo non vuol dire che D'Alema ha dichiarato guerra aperta a Walter Veltroni: "La fondazione Italianieuropei non è stata costruita per fare un'operazione diabolica contro Veltroni, noi non chiediamo posti, io sono un parlamentare semplice, un deputato di Gallipoli". è una frase, quella sul deputato di Gallipoli, che ai veltroniani presenti ricorda un passato ancora troppo recente. Fu presentandosi così che D'Alema, da deputato di Gallipoli, appunto, prese il posto di Achille Occhetto alla guida del parito. Lui rifiuta questa vulgata e dice: "Se il Pd ritiene che io possa dare un contributo diverso, io lo do. Io d'abitudine non chiedo ma quando vengo chiamato non ho mai detto di no. E quando dico che sono disponibile a dare una mano non lo faccio per infastidire Veltroni. L'ho detto a Walter, c'è il problema di rafforzare il governo del partito mobilitando le personalità più forti, come Marini e il sottoscritto". Anche perché il prossimo leader, avverte l'ex ministro degli Esteri, non può avere né l'età sua né quella dell'attuale segretario, ma "vent'anni di meno". Nessuna guerra contro Veltroni, ufficialmente, anche se alla fine D'Alema pone un palo, non un paletto, sulla strada del confronto con Berlusconi: non è fascismo questo governo, ma non ci si può dialogare. Maria Teresa Meli L'incontro L'ex ministro degli Esteri con il sindaco di Bologna Sergio Cofferati e la sua famiglia.

Torna all'inizio


Da Micheli alle banche estere Si allunga la cordata per Cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE La proposta Offerta in 9 pagine, preparata dallo studio Bonelli-Erede Da Micheli alle banche estere Si allunga la cordata per Cai MILANO - Per un treno già giunto a destinazione, quello delle nove pagine di offerta della Cai preparate dall'avvocato Giovanni Domenichini dello studio Bonelli, Erede, Pappalardo e spedite al commissario dell'Alitalia Augusto Fantozzi, c'è un altro treno, quello della cordata dei sedici imprenditori, che sembra destinato a raccogliere altri vagoni lungo il proprio cammino. Con una scommessa: non rallentare la velocità di crociera in un viaggio che non ha molto tempo a disposizione. La lista dei candidati per la Nuova Alitalia è destinata certamente a salire. Oltre all'interesse concreto di Francesco Micheli che sarebbe pronto a mettere giù una fiche da 25 milioni e al governatore del Lazio Marrazzo, c'è ancora da "scegliere" il partner industriale: Air France, Lufthansa o British Airways? Senza contare la banca d'affari Morgan Stanley che sta valutando la possibilità di entrare. D'altra parte era stato chiaro fin dall'inizio che la cordata sarebbe stata "aperta". E anche gli stessi imprenditori, a partire dal presidente designato della Cai, Roberto Colaninno, hanno più volte ripetuto che "chi vuole può entrare" e che "gli investitori pronti a rischiare si possono fare avanti". E fino ad ora il percorso è stato proprio questo: manifestarsi per partecipare. Non era certo un mistero che già da mesi si lavorasse a una cordata salva-Alitalia. Certo è che nelle prossime ore, almeno tecnicamente, le cose dovranno cambiare. Come ha anticipato l'amministratore delegato, Rocco Sabelli, da domani la "società a responsabilità limitata " Cai, ancora oggi posseduta al 100% dall'advisor dell'operazione, Intesa Sanpaolo, diventerà una Spa, una "Società per azioni". Solo a quel punto entreranno concretamente gli imprenditori. Ed è con i loro assegni che si andranno a sommare agli investimenti della Ca' de Sass che la dotazione di capitale raggiungerà il miliardo e cento milioni. Da quel momento, per entrare, non si potrà che passare da ulteriori aumenti di capitale non opzionati dai soci stessi con la conseguente diluizione del loro peso nel capitale. Intanto, il cronometro (o meglio il conto alla rovescia della sopravvivenza di Alitalia) marcia. C'è il nodo della Iata, stretto per ora dal commissario Fantozzi con un anticipo di 50 milioni, anche se Giovanni Bisignani, ad della Iata, ha rassicurato tutti ieri ricordando che, grazie all'intesa, la compagnia "rimane nei nostri sistemi finanziari ". Oltre all'incertezza del personale della società, che in questi giorni si trova a lavorare non conoscendo il proprio destino personale, c'è poi la cassa della società ormai agli sgoccioli. Ma, non ultimo, c'è anche la "scadenza" dell'offerta degli imprenditori da tenere d'occhio: la proposta per gli attivi dell'Alitalia non solo è "non-binding", cioè non vincolante, ma anche a tempo. Per chiudere non ci sarebbero più di trenta giorni, anche se, di fatto, sarà necessario chiudere molto prima. Con una gatta da pelare per tutti: nel fascicolo preparato dallo studio legale ci sono, nero su bianco, le richieste di come dovranno essere modificati i contratti di lavoro della compagnia. Un passaggio, questo sì, vincolante. Massimo Sideri msideri@corriere.it Roberto Colaninno Corrado Passera Jean Cyril Spinetta.

Torna all'inizio


<WSJ.>: ma l'Alitalia resta stylish (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 9 categoria: BREVI "WSJ.": ma l'Alitalia resta stylish Alitalia può avere perso tutto, ma non lo stile. Secondo "WSJ.", la nuova rivista in uscita domani con il "Wall Street Journal", il videoclip che mostra ai passeggeri come mettere il giubbotto di salvataggio, è tra i quattro "più stylish" del mondo.

Torna all'inizio


Lanzillotta: del tutto inutile diventare soci (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Strategie Per l'ex ministro deputato del Pd non si difendono così i lavoratori Lanzillotta: del tutto inutile diventare soci ROMA - "Capisco la preoccupazione del presidente Marrazzo, ma non è con una partecipazione simbolica nella nuova società che si possono dare garanzie ai lavoratori e ai consumatori o che si preserva il territorio dalle ricadute negative del piano per Alitalia". Linda Lanzillotta, deputata del Pd "rutelliana" e ministro per gli Affari regionali nel governo Prodi, boccia l'ipotesi dell'ingresso della Regione Lazio nella cordata privata guidata da Roberto Colaninno. Sbaglia Marrazzo? "Diciamo che non condivido la scelta ". Perché? "Le garanzie devono essere date dalle regole che permettano una reale concorrenza, che in questo caso è saltata, è stata sospesa". Secondo Marrazzo la partecipazione simbolica permetterà alla Regione di farsi ascoltare... "Regione, Provincia e Comune hanno già una partecipazione simbolica in Aeroporti di Roma, ma in questi anni non è servita certo a tutelare gli interessi del territorio e dei consumatori, né a promuovere le politiche per lo sviluppo. Hanno sempre deciso i grandi azionisti. E lo scalo di Fiumicino per certi versi non brilla per efficienza". Allora che cosa dovrebbe fare Marrazzo? "Il confronto è importante, ma acquisire una quota della nuova compagnia mi sembra del tutto inutile". Anche perché le casse della Regione non versano in buone condizioni... "Non è questo il problema. Si tratta di risorse limitate. Il punto è un altro. C'era un piano, quello di Air France, che è stato fatto naufragare. Adesso ce n'è un altro. Bisogna confrontarli bene e capire se era meglio, per l'utente consumatore e per l'interesse pubblico, l'uno o l'altro. Il primo garantiva la concorrenza, questo nuovo non mi sembra. E dove non c'è concorrenza, a rimetterci sono sempre i cittadini e la qualità del servizio". La proposta di Marrazzo rischia di dare una copertura a sinistra al governo? "No, non credo che ci sia questo problema ". Pa.Fo.

Torna all'inizio


<Non ne sapevamo nulla> Gelo nel Pd sul governatore (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Schieramenti I democratici sono contrari all'ipotesi di cordata "Non ne sapevamo nulla" Gelo nel Pd sul governatore ha detto ieri il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, gelando il clima. "Brunetta si morda la lingua" ha consigliato il presidente della commissione Lavoro alla Camera, Stefano Saglia, preoccupato, quanto Sacconi, della "sfida" lanciata ai sindacati. Ma Brunetta ha rincarato, minacciando di dimettersi se anche un solo dipendente verrà assunto nella pubblica amministrazione. Intanto il quadro delle alleanze internazionali è in forte movimento. Lufthansa si sarebbe riaffacciata con forza. Air France avrebbe rivisto la posizione su Malpensa, lasciando intendere di non avere pregiudiziali sul ritorno all'hub varesino, a patto che Linate diventi city airport. E ieri sul mercato girava persino l'ipotesi che tra gli advisor che normalmente assistono i colossi dell'aria come British Airways, potessero aver esaminato l'ipotesi di un'offerta da far arrivare al commissario straordinario, Fantozzi. Antonella Baccaro ROMA - Sorpresa e imbarazzo. Malcelato disappunto e stupore. Diplomatici "no comment" e eleganti prese di distanza. La proposta di Piero Marrazzo di portare la Regione nel capitale della nuova Alitalia è arrivata inattesa nel Pd. E non ha riscosso grande entusiasmo. Anzi. "Non ne sapevamo nulla", ammette Michele Meta, segretario regionale del partito di Walter Veltroni e capogruppo in commissione Trasporti alla Camera. Ma poi cerca di gettare acqua sul fuoco: "è un tentativo di farsi ascoltare dal governo, è comunque un'iniziativa positiva perché è un modo per cercare di dare garanzie ai lavoratori. La Regione come istituzione, e non Marrazzo come politico, entrerà nella nuova società per cercare di rappresentare al meglio gli interessi dei lavoratori e del territorio. La valutazione sul piano era e resta negativa. Ma visto che c'è, tanto vale farci i conti". L'uscita del governatore ha colto tutti di sorpresa, anche perché il giudizio del Pd nei giorni scorsi era stato netto. "Nascerà una compagnia di bandierina", aveva detto Veltroni. "Alcuni imprenditori sono entrati nella cordata con la pistola puntata alla tempia", aveva aggiunto Pierluigi Bersani, ministro per l'Economia del governo ombra. L'intenzione di Marrazzo di entrare nella cordata guidata da Roberto Colaninno era dunque del tutto imprevedibile. Secondo il racconto dei presenti, Nicola Zingaretti, veltroniano Doc e presidente della Provincia, è sbiancato quando il governatore della Regione ha lanciato la proposta durante la riunione convocata da Marrazzo stesso per discutere della vicenda Alitalia. "L'iniziativa va interpretata come la necessità di battere un colpo", dice il presidente della Provincia, che però, non ha manifestato l'intenzione di seguire l'esempio della Regione. "Il nostro bilancio offre meno margini di manovra", è la spiegazione da Palazzo Valentini, sede dell'ente locale. "Ma Zingaretti non ha i debiti di Marrazzo, se avesse voluto avrebbe potuto tranquillamente trovare le risorse per un gesto simbolico", sottolineano dal gruppo capitolino del Pd. Walter Veltroni ha preferito restare per adesso fuori dalla mischia. "E' stato informato preventivamente da Marrazzo", è la posizione ufficiale della Regione. Ma c'è chi sostiene che invece il governatore non abbia avvisato nemmeno il leader del Pd. E qualcuno ha letto nella mossa di Marrazzo una prova di forza e di autonomia dal vertice del partito proprio mentre comincia a circolare la voce secondo cui il Pd non vorrebbe ricandidare l'ex giornalista alla Regione preferendogli Roberto Morassut, veltroniano di ferro. "Nessun retroscena, nessun giallo, nessuna lotta sommersa - taglia corto Meta -. Lo ripeto: l'ipotesi dell'ingresso della Regione in Alitalia è una legittima e condivisibile iniziativa di un ente locale che si preoccupa per la tenuta economica del territorio e cerca di mettere a punto gli strumenti migliori per fronteggiare una situazione difficile ". E se Veltroni non parla, il suo ex assessore Marco Causi, economista e deputato del Pd, non sembra certo entusiasta: "Capisco le motivazioni che hanno spinto Marrazzo a formulare questa proposta, sicuramente si preoccupa per le sorti dei lavoratori di Alitalia e delle imprese dell'indotto e per le ricadute economiche sulla Regione. Però preferisco non commentare la proposta... ". Nicola Rossi, senatore del Pd e consulente economico di Palazzo Chigi ai tempi del governo D'Alema, è ancora più lapidario: "Certe cose non sono commentabili...". Perplessità arrivano anche dalla Cgil. Guglielmo Epifani non ha voluto commentare la proposta di Marrazzo ma Walter Schiavella, segretario generale di Roma e del Lazio, è scettico: "Apprezziamo il valore simbolico della proposta. L'ipotesi è di per sé positiva, ma bisogna vedere se cui sono gli spazi per concretizzarla. Il vero problema è però la qualità del piano e della compagine azionaria". Paolo Foschi \\ Il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani, lo scorso 29 agosto: alcuni imprenditori sono entrati nella cordata con la pistola puntata alla tempia.

Torna all'inizio


E Bonanni si siede al tavolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Indiscreto E Bonanni si siede al tavolo ROMA - ( a. bac.) Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è appena tornato dal Sudamerica ma non si è fermato un attimo. E oggi sarà l'unico segretario confederale di un grande sindacato, a meno che non compaia anche il collega Luigi Angeletti della Uil, a sedersi personalmente al tavolo del ministero del Lavoro su Alitalia. Bonanni ha deciso di vederci chiaro. Il suo primo obiettivo è assicurarsi che tutti i lavoratori in esubero ottengano una ricollocazione. Sua è la proposta che siano i soci della cordata a assumerli. Ma anche lo Stato dovrebbe fare la propria parte, ad esempio facendo rilevare l'Atitech di Napoli a Fintecna e Finmeccanica.

Torna all'inizio


Pareri (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 9 categoria: BREVI Pareri La proposta del governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di entrare nella cordata che rileverà Alitalia (con un'offerta tra i 10 e i 20 milioni) è arrivata inattesa nel Pd creando sorpresa e imbarazzo. Per Michele Meta, segretario regionale del Pd "è il tentativo disperato di farsi ascoltare dal governo, un modo per dare garanzie ai lavoratori" ( nella foto in alto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, e sotto l'economista Nicola Rossi).

Torna all'inizio


ROMA - La Regione Lazio nella nuova Alitalia insieme a Colaninno e soci? Impossibile. E per un motiv (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

O semplice: l'ingresso potrebbe configurarsi come un aiuto di Stato. E verrebbe automaticamente bocciato dalla Ue, mettendo così a rischio l'intera operazione. Gli uomini delle banche d'affari non hanno dubbi. Così come gli advisor internazionali. Sono d'accordo sul merito, ma nessuno vuole prendere posizione ufficialmente. La questione è troppo delicata e - fanno capire - si finirebbe per fare una "invasione nella politica". Tecnicamente però le idee sono chiare. "Se un governatore utilizzase i fondi di una Regione per entrare nella cordata - spiega da Londra un banchiere che vuole restare anonimo - l'Europa lo stopperebbe subito. I soldi investiti sarebbero considerati come aiuti indebiti provenienti da un ente pubblico, dunque di Stato, per cui vietati". Sempre dalla capitale inglese un altro banchiere osserva: "come farebbe il governo italiano a spiegare a Bruxelles la costituzione da una parte della bad company e, dall'altra, l'arrivo di soldi da un ente locale?". Si aggiunge: se si è deciso di dar vita ad una compagnia privata è giusto proseguire su questa strada, rompendo definitivamente con il passato. "Gli imprenditori - sottolineano sempre dalla City - che sono entrati hanno investito i propri soldi e hanno fatto una scelta nell'interesse del Paese". E' una sfida. Anche se la nuova Alitalia, ripulita e senza debiti, è adesso molto appetibile. Tanto è vero che Lufthansa e Air France gareggiano per diventare il partner di riferimento. U. Man.

Torna all'inizio


ROMA Potrebbe chiamarsi Alis la soluzione della grana piloti. Alis è la società (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA Potrebbe chiamarsi Alis la soluzione della grana piloti. Alis è la società area di trasporto merci costituita poco più di un anno fa da Alcide Leali, fondatore di Air Dolomiti (guarda caso controllata da Lufthansa, aspirante partner straniero di Alitalia). Da ieri l'altro il 33% di Alis è passato nelle mani di Intesa San Paolo (guarda caso regista del progetto Fenice, quello che dovrebbe salvare la nostra ex compagnia di bandiera). I piloti dell'Anpac (guarda caso i più agguerriti sul fronte sindacale) hanno dato immediatamente il loro ok all'operazione. Non è un puzzle, più semplicemente potrebbe essere la mossa chiave per disinnescare una possibile, anche se non probabile, riedizione di "Aquila selvaggia". La compagnia di Alcide Leali, con base in Lombardia, oggi è in grado di assicurare il trasporto merci anche su rotte di lungo raggio. Per esempio, con gli Stati Uniti, il Medio ed Estremo Oriente e l'Africa. E da domani, con l'ingresso di Intesa, potrebbe assumere piloti dichiarati in sovrappiù da Alitalia. Si parla di 130-135 "comandanti", magari tra i più giovani, che potrebbero essere trasferiti in attesa di un ritorno alla società madre. Perchè comunque anche la nuova Alitalia avrà bisogno di nuovi piloti secondo le regole di un insopprimibile turn over. Insomma, Alis potrebbe diventare una sorta di parcheggio e soprattutto andrebbe a ridurre il numero degli esuberi. Ovviamente, per arrivare agli oltre 500 immaginati da qualcuno (sicuramente da Jean Cyril Spinetta ai tempi dell'offerta Air France) servirebbe qualche altra operazione. E qui interverrebbe in prima battuta l'Enac, l'ente per l'aviazione civile: il suo presidente Vito Riggio, non più tardi di qualche giorno fa, si è dichiarato disposto ad "assumere" una cinquantina di piloti da impiegare come ispettori di volo di cui l'Enac ha assoluto bisogno. Ancora impossibile arrivare a quota cinquecento, ma si sa che 210 "comandanti" hanno ormai raggiunto i requisiti per andare in pensione e l'uscita da Alitalia sarebbe indolore (sentimenti a parte). Alis, Enac e ente previdenziale porterebbero sostanzialmente ad una riduzione di circa 400 piloti. In ballo ne resterebbero un centinaio che tuttavia potrebbero essere "gestiti" senza traumi. Probabilmente attraverso lo strumento dei contratti di solidarietà o i cosiddetti ammortizzatori sociali. Si può fare? In linea teorica sicuramente sì, all'atto pratico la strada potrebbe essere meno agevole del previsto e prevedibile. Cos.

Torna all'inizio


ROMA Oggi pomeriggio parte la no stop governo-sindacati. E parte, in sostanza, il rush fina (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Oggi pomeriggio parte la no stop governo-sindacati. E parte, in sostanza, il rush finale che dovrebbe portare la nuova Alitalia in linea di decollo entro la fine del mese: ha imbarcato imprenditori e banchieri nazionali. Ora alla consolle potrebbe entrare, comunque vuole entrare anche la Regione Lazio. Parola del governatore, Piero Marrazzo, pronto a mettere sul tavolo 10 milioni di euro. "Potremo così difendere al meglio gli interessi della Regione. Per la definizione dei dettagli aspetto di incontrare domani (oggi per chi legge; n.d.r) Roberto Colaninno". Non entrerà, invece, la Lombardia come aveva chiesto lo stesso Marrazzo. "Non ci pensiamo proprio", ha tagliato corto l'assessore, Raffaele Cattaneo. Immediata la risposta del sindaco, Gianni Alemanno: "Pronti a collaborare in difesa degli interessi territoriali e occupazionali, ma condizione imprescindibile e che non ci siano strumentalizzazioni e proclami politici...vogliamo ottenere il massimo risultato sapendo che questa cordata italiana è l'unica e la migliore strada per rilanciare la compagnia...nessuno faccia il primo della classe prima di aver letto e analizzato il piano industriale. Vogliamo capire cosa significa la proposta di Marrazzo e ricordiamo che per mantenere una strategia comune bisognerebbe confrontarsi fra le istituzioni prima di lanciare proposte operative". Sferzante il governatore de Veneto, Giancarlo Galan: "La Regione Lazio non ha neppure gli occhi per piangere e si espone al ridicolo con il voler entrare nella nuova Alitalia. Marrazzo forse nasconde da qualche parte un tesoretto con cui sostenere i programmi degli imprenditori privati?". Puntualizzazione di Massimo D'Alema sul caso Alitalia: "Io distinguo tra un'operazione politica grave e negativa e gli imprenditori che fanno gli imprenditori e con i quali non dobbiamo polemizzare". Ieri Colaninno si è prodotto in un viaggio lampo a Bruxelles dove ha illustrato alle autorità europee il progetto di salvataggio e rilancio della Cai (Compagnia aerea italiana). Nessun commento all'incontro se non una scarna nota per confermarlo. La partita vera, sicuramente la prima in programma, si gioca nella Capitale italiana: oggi pomeriggio infatti i rappresentanti dell'esecutivo (il ministro Sacconi in testa), di Alitalia (il commissario, Augusto Fantozzi) e delle organizzazioni sindacali si incontreranno per avviare una serrata trattativa che dovrebbe concludersi entro una decina di giorni. Comunque entro la fine di settembre: o si chiude la partita o chiude Alitalia. Fantozzi, che ieri ha ricevuto l'offerta formale da Cai, dovrebbe illustrare il piano; i sindacati probabilmente si prenderanno qualche ora, o qualche giorno, per dare una risposta. Ma si sa che chiederanno garanzia sul mantenimento delle rotte e degli aerei e soprattutto non discuteremo di esuberi prima della completa visitazione e approvazione del progetto. A ridosso della riunione il governo potrebbe sondare gli umori dei leader di Cgil, Cisl, Uil, ma è soltanto una ipotesi avvalorata dal ritorno in Italia di Raffaele Bonanni. Il ministro Sacconi continua a ripetere che il numero degli esuberi non è stato ancora definito. Il collega dello Sviluppo Scajola ammette che "ci saranno, speriamo che siano meno del previsto". Per ora ci sono sicuramente 180 milioni, in sei anni, per finanziare gli ammortizzatori sociali. A surriscaldare il clima ieri è stato il titolare della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, che ha avvertito: "La pubblica amministrazione non accetterà eventuali esuberi, in caso contrario me ne andrei". Ma soprattutto ha sollecitato l'a.d. di Intesa Corrado Passera "ad andare avanti anche senza il sindacato". Affermazione che ha provocato l'immediata reazioni degli stessi sindacalisti, dall'Ugl alla Cgil, passando per il Pd e l'ex ministro del Welfare, Cesare Damiano ("Vogliono scaricare le responsabilità sulle organizzazioni dei lavoratori"). Sacconi, che di alcuni sindacalisti è amico e che comunque conosce bene il sindacalese, ha cercato di tranquillizzare il collega Brunetta: "Gli esuberi andranno nelle aziende private". Dove? Bonanni un'idea l'avrebbe. Anzi è più di un'idea e, probabilmente, la trasformerà in una proposta, quella di trasferire il personale in sovrannumero - soprattutto di terra - in aziende parastatali che gravitano nella sfera del trasporto aereo. Finmeccanica, per esempio, e poi Selenia, Augusta, Fintecna, ecc. E poi, naturalmente, altri esuberi potrebbero-dovrebbero essere assorbiti dalle altre aziende che fanno parte del pool della nuova Alitalia. Ma questa, se si giocherà, sarà una partita successiva.

Torna all'inizio


Di FABIO ROSSI ROMA - Alitalia e futuro dell'aeroporto di Fiumicino scatenano il dibatti (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di FABIO ROSSI ROMA - Alitalia e futuro dell'aeroporto di Fiumicino scatenano il dibattito negli enti locali della Capitale. Il governatore del Lazio Piero Marrazzo vuole scendere in pista con la Regione, ma la sua iniziativa incontra forti perplessità sul metodo, a partire proprio dal sindaco Gianni Alemanno. Marrazzo propone "la presenza della Regione Lazio nella nuova compagnia, a patto che sia una compagnia competitiva che difenda lo sviluppo del territorio": un ingresso che sarebbe sancito da un capitale di 10 milioni. Marrazzo sottolinea che "per Il Lazio il distretto del volo è decisivo per l'economia e la vita di decine di migliaia di persone". Possibilista è il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti: "La proposta di Marrazzo io la interpreto come la necessità di battere un colpo, di essere ascoltati". Ma Alemanno frena: "La condizione imprescindibile è che non ci siano strumentalizzazioni e proclami politici che rischiano di surriscaldare inutilmente un contesto già difficile - sottolinea il sindaco, riferendosi all'iniziativa del governatore - Nessuno faccia il primo della classe prima di aver letto e analizzato il piano industriale: per mantenere una strategia comune bisognerebbe confrontarsi fra le istituzioni prima di lanciare proposte operative". E Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, rincara la dose: "Marrazzo cominci a pagare i debiti della sanità. Se ha i soldi entra, ma penso abbia ora tanti debiti, come quelli della sanità regionale". Sull'opportunità dell'intervento di un ente pubblico in questa vicenda ha forti dubbi anche il capogruppo di An alla Regione, Antonio Cicchetti: "Meglio spendere quei soldi in ospedali piuttosto che per una iniziativa che ha già i suoi finanziatori privati". E il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, ricorda che "la vera necessità è saper stare sul mercato ed essere concorrenziali". A sostegno del governatore del Lazio arriva, invece, Michele Meta, capogruppo del Pd alla commissione Trasporti della Camera: "La proposta di Marrazzo è un coraggioso tentativo di perforare la sordità del governo, circa le devastanti conseguenze provocate dalla soluzione che si profila".

Torna all'inizio


Marrazzo: 10 milioni per stare al tavolo che conta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-04 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Alitalia La mossa del Lazio Marrazzo: 10 milioni per stare al tavolo che conta Plaude Zingaretti: "Ci voleva un colpo". Duro Alemanno: "Nessuno faccia il primo della classe" Oggi la proposta sarà formalizzata dal presidente della Regione a Roberto Colaninno Tra i dieci ed i venti milioni di euro. A tanto ammonta il contributo che la Regione Lazio sta pensando di investire per entrare nella Compagnia aerea italiana (Cai) che sta trattando parte degli asset dell'Alitalia. Piero Marrazzo a sorpresa cala l'asso nella manica e scompagina i delicati equilibri tra gli enti locali che da settimane si stava tentando di costruire. Oggi il presidente della Regione formulerà ufficialmente durante un pranzo la proposta a Roberto Colaninno, presidente della Nuova Alitalia. Il sindaco Alemanno, preso in contropiede, ammonisce: "Nessuno faccia il primo della classe prima di avere letto e analizzato il Piano industriale ". Poi con toni più accomodanti spiega: "Il Campidoglio segue con la massima attenzione lo sviluppo della situazione Alitalia e collabora lealmente con tutte le istituzioni locali per sviluppare una strategia comune a difesa dei nostri interessi territoriali e dei livelli occupazionali. Ma la condizione imprescindibile è che non ci siano strumentalizzazioni e proclami politici che rischiano di surriscaldare inutilmente un contesto già difficile". Alemanno polemicamente si chiede: "Voglio capire cosa significa la proposta del presidente Marrazzo e ricordo che per mantenere una strategia comune bisognerebbe confrontarsi fra le istituzioni prima di lanciare proposte operative". Ieri in Regione era stata convocata la riunione del tavolo interistituzionale voluto da Marrazzo e aperto ai rappresentanti di Campidoglio, Provincia di Roma, Comune di Fiumicino, delegati sindacali e associazioni di categoria. Al termine dell'incontro, l'annuncio di voler entrare nel Cai ha lasciato a bocca aperta non solo alcuni sindacalisti, ma anche gli stessi assessori della giunta regionale, a cominciare a Alessandra Tibaldi, responsabile delle Politiche per il lavoro: "Tu ne sapevi nulla?", ha chiesto sottovoce rivolgendosi a Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio. E il sindacalista con un po' di imbarazzo ha replicato: "... sei tu che fai parte della giunta, non io". Marrazzo analizza la delicata questione: "Viviamo in un mondo in cui conta il global, ma anche il local - osserva Chiedo che la Regione possa essere rappresentata nella nuova compagnia, se questa sarà competitiva e difenderà lo sviluppo del territorio e di Adr. E spero che Formigoni faccia la stessa cosa. Vogliamo essere coinvolti nella discussione sul merito del piano industriale, visto che finora il governo Berlusconi ci ha lsciato fuori dal processo di riorganizzazione". Le presenze "possono avere anche una natura simbolica - aggiunge -. Se si tratta di un progetto che difende lavoratori e lavoratrici pensiamo di poter portare il nostro contributo come abbiamo fatto con la nostra partecipazione in Adr". Poi il presidente della Regione ribadisce: "Comunque l'aeroporto di Fiumicino deve rimanere un protagonista. è il mercato che ne fa un hub internazionale. Io chiedo: come si fa ad avere competitività se diminuiscono le rotte?". La proposta di Marrazzo "è come la necessitÁ di dare un colpo - commenta Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma - Un modo per dire a chi sta decidendo sul futuro di uomini e donne che ci sono degli amministratori locali che si preoccupano". Mario Cutrufo, vicesindaco di Roma, osserva: "Non escluderei che questa possa essere una soluzione che non è in contrasto con le norme europee". Favorevole all'iniziativa di Marrazzo anche Walter Schiavella della Cgil: "è una ipotesi positiva che andrà valutata nella sua praticabilità in base ai contenuti del Piano per Alitalia ". E Luigi Nieri (Prc), assessore regionale al Bilancio parla di "iniziativa positiva se pensata per restituire un ruolo contrale agli enti locali nel rilancio di Alitalia". Francesco Di Frischia Imprenditore Roberto Colaninno, sarà alla guida della Cai Presidente Piero Marrazzo, dal 2005 alla guida del Lazio.

Torna all'inizio


Alitalia, la mossa di Piero Cala il gelo con Alemanno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-04 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Marrazzo chiede che la Regione entri nella Cai. Il sindaco: "Niente primi della classe" Alitalia, la mossa di Piero Cala il gelo con Alemanno Marrazzo a sorpresa annuncia: "Proporrò a Colaninno di fare entrare la Regione nella Compagnia aerea italiana". Alemanno replica: "Nessuno faccia il primo della classe senza prima avere letto e analizzato il Piano industriale". è gelo tra Regione e Campidoglio. La Regione pensa di investire una cifra tra i 10 ed i 20 milioni di euro (come ha già fatto con la sua partecipazione in Adr). Ieri l'idea è stata annunciata da Marrazzo alla fine della riunione del tavolo interistituzionale con rappresentanti di Campidoglio, Provincia di Roma, Comune di Fiumicino, delegati sindacali e associazioni di categoria. A PAGINA 3 Francesco Di Frischia.

Torna all'inizio


Consiglio straordinario rafforzata la sicurezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-04 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Alla Pisana Consiglio straordinario rafforzata la sicurezza Maggiore vigilanza agli ingressi e più controlli su auto, parcheggi e accrediti sono stati predisposti per il Consiglio Regionale del Lazio che è stato convocato per questo pomeriggio, alle 14.30, alla Pisana, sulla vicenda Alitalia. Lo fa sapere, in un nota, la Regione Lazio. In particolare sarà rafforzata la vigilanza all'ingresso del parco che circonda la sede del Consiglio, con i posti riservati ai presidi delle Forze dell'Ordine ed è stato rivoluzionato il sistema dei parcheggi, con una rigida separazione tra i parcheggi riservati ai consiglieri e agli ospiti e quelli liberi per i dipendenti e i visitatori. Sono stati predisposti, inoltre, maggiori controlli per gli accrediti dei visitatori, mentre per i giornalisti l'accoglienza sarà gestita dall'Area Informazione, anche se buona parte di loro sono già accreditati perchè seguono abitualmente le sedute del Consiglio. La vigilanza è mobilitata sia per la gestione dell'ingresso delle auto, che saranno indirizzate ai parcheggi appositi, sia per le persone che intenderanno assistere alla seduta.

Torna all'inizio


<La crisi potrebbe mandare sul lastrico le imprese fornitrici> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-04 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'allarme Giovanni Quintieri, direttore generale di Federlazio "La crisi potrebbe mandare sul lastrico le imprese fornitrici" La crisi dell'Alitalia potrebbe mandare sul lastrico anche le aziende fornitrici della compagnia di bandiera. "Vogliamo richiamare fermamente l'attenzione di tutti sugli effetti che potrà produrre il piano di rilancio della nostra compagnia di bandiera sulla rete delle imprese fornitrici". è un accorato appello quello lanciato ieri da Giovanni Quintieri, direttore generale della Federlazio, l'associazione delle piccole e media imprese del Lazio. E l'appello è rivolto a tutti gli attori economici, politici e istituzionali alla vigilia del Consiglio regionale straordinario convocato oggi alla Pisana sulla vicenda Alitalia dal presidente della Regione, Piero Marrazzo. "Non possiamo dimenticare - ha spiegato in una nota Quintieri - che solitamente le crisi che investono soggetti industriali di questa portata lasciano sempre sul campo centinaia o migliaia di morti, che sono da un lato i lavoratori, ma dall'altro anche la fitta trama di piccole e medie imprese che forniscono al colosso beni e servizi". "Sarebbe veramente esiziale - ha sottolineato Quinteri - per il mondo delle Pmi, se alle già difficili condizioni nelle quali si inquadrano le relazioni commerciali di fornitura con i grandi soggetti pubblici e privati (basti pensare ai ritardi di pagamento) si aggiungesse all'improvviso il venire meno, in tutto o in parte, delle commesse che rappresentano spesso molta parte del loro fatturato. Se così fosse, le istituzioni non potrebbero ignorare che si aprirebbe una fase di ulteriore aggravamento di una congiuntura già di per sè molto preoccupante ". Parole condivise da Guido Milana (Pd): "L'impatto sull'economia regionale impone che le istituzioni presenti sul territorio si impegnino direttamente nel difendere i livelli occupazionali e le opportunità legate all'indotto". F. D. F. Il destino a rischio Preoccupa il destino della fitta trama "di piccole e medie imprese che forniscono al colosso beni e servizi".

Torna all'inizio


Roland Berger per Mediobanca (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-04 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Piazzetta Cuccia Sarà il superadvisor per i mercati di lingua tedesca Roland Berger per Mediobanca Nagel: in Germania eccellenti opportunità di crescita FRANCOFORTE - Il superconsulente tedesco Roland Berger è stato nominato senior advisor di Mediobanca per i mercati di lingua tedesca. Per la prima volta nella sua storia, in una filiale importante della rete estera come quella di Francoforte, Piazzetta Cuccia ricorre al consulente che forse più di ogni altro, nell'arco di un cinquantennio, ha impresso un marchio nello sviluppo delle relazioni economiche italo-tedesche. E l'amministratore delegato di Mediobanca Alberto Nagel ha sottolineato ieri, con una punta di orgoglio, di essere "molto contento" del sostegno che in futuro Berger darà allo sviluppo del gruppo in Germania, Austria e Svizzera. Perché "la sua esperienza e le sue conoscenze profonde dell'economia e delle imprese tedesche si integrano perfettamente con le competenze del nostro team" nella capitale finanziaria tedesca. In pratica, come fanno abitualmente le banche d'affari anglosassoni da Goldman Sachs, a Lehman, a Rothschild, all'estero Mediobanca sceglie un advisor di grande caratura, in grado di mettere a disposizione al management la sua rete di relazioni. A quasi 71 anni, Berger ha ormai lasciato gli incarichi operativi, per dedicarsi alla presidenza dell'impero di consulenza che porta il suo nome, costituito nel '67. Il suo segreto? Un mix speciale di alta competenza e diplomazia. Che nell'arco di pochi decenni gli ha aperto le porte della consulenza economica alle maggiori banche e industrie, e di numerosi incarichi negli organi di sorveglianza. Ma per decenni anche i cancellieri, da Kohl, a SchrÖder, alla Merkel, e i capi dei governi di Land, da Stoiber a Huber si sono avvalsi del suo appoggio. Come del resto ha fatto di recente anche il Tesoro italiano, per la privatizzazione di Alitalia. Il suo legame speciale con l'Italia è nato con un apprendistato bancario a Milano (da qui il suo italiano perfetto) ed è proseguito poi con la costituzione, sempre a Milano, nel '69, della prima rappresentanza estera della Roland Berger. Anche ora, il superconsulente si dedica a vari mandati di consigliere, come quello in Fiat e in Telecom Italia. Un network invidiabile, in appoggio alla filiale francofortina di Piazzetta Cuccia, guidata dal 45enne Frank SchÖnherr, che con una quindicina di esperti nel giro di un anno ha già messo a segno varie grosse transazioni nel settore fusioni e acquisizioni. Come l'acquisto, quindici giorni fa, dell'istituto pubblico Ikb da parte della britannica Lone Star o l'acquisizione di Madaus (farmaceutica) da parte dell'italiana Rottapharm, e quello per l'ingresso in Evonik dei fondi della Cvc Capital Partners. A questi si aggiungono altri mandati in corso di definizione, e varie transazioni già completate anche nei finanziamenti strutturati. In complesso, sostiene SchÖnherr, "ci siamo battuti molto bene nella crisi, e abbiamo ottenuto in un solo anno un risultato ancora migliore del previsto". Ora Mediobanca punta a espandersi in Germania anche nelle emissioni azionarie e nei derivati. Marika de Feo Superconsulente. Il tedesco Roland Berger sarà advisor di Piazzetta Cuccia.

Torna all'inizio


Flores: regime stile Putin. Colpa anche dell'opposizione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-04 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Alla presentazione del libro di Travaglio Flores: regime stile Putin. Colpa anche dell'opposizione ROMA - " Famiglia Cristiana ha parlato di ritorno al fascismo. Noi di Micromega, che siamo più moderati, parliamo invece di Italia con un regime putiniano. Dove le elezioni ci sono, dove sei vuoi fondare un partito lo puoi fare. Ma dove, alla fine, il grande capo decide tutto". E' Paolo Flores D'Arcais ad aprire il dibattito per la presentazione di "Bavaglio", l'ultimo libro di Marco Travaglio, Peter Gomez e Marco Lillo, che al Teatro Vittoria di Roma, ospite anche l'ex direttore dell'Unità Antonio Padellaro, ha raccolto il popolo dei girotondi. Critiche a Berlusconi ma anche al centrosinistra: "Tutto ciò avviene - dice Flores D'Arcais - pure grazie ad un'opposizione che opposizione non è". Un passaggio molto applaudito e ripreso da Marco Travaglio: "Nessuno dice a Matteo Colaninno che si deve togliere dai coglioni. E' il ministro ombra del Partito democratico e dovrebbe denunciare le porcate che fa il padre con Berlusconi su Alitalia". Sabina Guzzanti, invece, torna sulle parole pronunciate due mesi fa alla manifestazione "no Cav" di piazza Navona. Parole, quelle contro Mara Carfagna e il Papa, che non ripete ma che rivendica: "Quel discorso mi ha molto ringalluzzito. Ho detto meno di quello che si doveva dire e con una libertà maggiore di quella consentita in Italia, specie in questo periodo". L. Sal. Marco Travaglio autore di Bavaglio con Gomez e Lillo.

Torna all'inizio


Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i ... Nella trattativa per la privatizzazione di Alitalia, i sindacati sono chiamati a fare la loro parte assumendosi quella responsabilità che non esercitarono e che contribuì al fallimento della trattativa con la compagnia franco-olandese: allora le loro rivendicazioni furono ritenute insostenibili dai candidati acquirenti. Oggi le condizioni sono differenti e gli aspetti politici della auspicabile conclusione della vertenza Alitalia condotta dalla cordata italiana hanno connotazioni delicate ma, come ha affermato il Ministro Sacconi, anche ottimistiche. La triplice sindacale avanzerà le sue contestazioni al numero degli esuberi annunciati, magari vi saranno anche degli scioperi. Ma non vi è alcun dubbio: quella di Cgil, Cisl e Uil è anche una reazione di sollievo, dal momento che l'Alitalia è un'azienda miracolosamente strappata alla morte. La composizione di un puzzle molto articolato comporterà tempi e modi probabilmente diversi da quelli ipotizzati ma il progetto è interessante e ben costruito. Il commissariamento della parte in crisi con l'incarico ad Augusto Fantozzi è una scelta inevitabile e opportuna, anche sul versante della gestione della fase di transizione. Il piano industriale si muove in un ambito che tiene insieme il rafforzamento del vettore italiano (insieme ad Air One) e una prospettiva di internazionalizzazione, forse con la stessa Air France-Klm. La questione più delicata è relativa agli esuberi. Come è stato ribadito dal Governo dovranno essere trovate soluzioni adeguate di protezione sociale, come è sempre avvenuto in tutti i casi di ristrutturazione produttiva. Cassa integrazione, prepensionamenti per i lavoratori vicini alla maturazione dei requisiti, provvedimenti di mobilità saranno le vie maestre della salvaguardia dei lavoratori. Sarà la trattativa che dovrà decidere l'dentikit di coloro che dovranno essere ricollocati: piloti, assistenti di volo e di terra. Per il personale di volo il costo medio procapite è di circa 78mila euro all'anno e la loro collocazione nel terziario o nei servizi aeroportuali è complicata poiché nel terziario gli stipendi sono circa la metà. Si tratta di trovare soluzioni con progetti di outplacement mirati alle tipologie occupazionali. La cordata si è materializzata sulla base di un piano industriale credibile, anche se carico di inevitabili costi sociali e caratterizzato da un percorso insidioso ma attiveremo il sistema di protezione sociale, come è sempre avvenuto in tutti i casi di ristrutturazione produttiva. Soprattutto saranno adottati provvedimenti di mobilità sperimentando - come ha ribadito il ministro Sacconi - tutte le possibili strumentazioni di politiche attive del lavoro. A conclusione ringrazieremo l'Unione europea ed apprezzeremo il privilegio di farne parte. Sono le regole della Ue e un Governo coraggioso che hanno impedito all'establishment del Paese di continuare a buttare soldi per consentire che in Alitalia le cose non cambiassero mai.

Torna all'inizio


Un progetto per Alemanno (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 04 Set 2008 Edizione 184 del 04-09-2008 Governo e Pincio Un progetto per Alemanno di Arturo Diaconale Si può criticare quanto si vuole il piano di salvataggio di Alitalia predisposto dal governo. Ma non si può negare che il progetto fa parte di un disegno più ampio e complessivo teso a ridare slancio ad un paese che sembrava condannato ad un inesorabile declino. Naturalmente si può anche contestare, in nome di un qualsiasi internazionalismo non meglio identificato, l'ida del patriottismo economico che sta alla base di questo disegno e del tentativo di resurrezione della Compagni di Bandiera. Ma chi lo fa sa bene che le proprie critiche e contestazioni sono rivolte ad un fenomeno come quello del ritorno dell'interesse nazionale che, paradossalmente, sembra essere stato rigenerato dall'irrompere trionfale della globalizzazione. Si può, infine, avanzare funeste previsioni sulle possibilità di successo della strategia di rilancio dell'interesse del "sistema-Italia". E stabilire che di fronte alle prospettive di fallimento degli sforzi di ripresa tanto vale svendere al peggior offerente i pezzi pregiati del patrimonio nazionale e ritornare alla "terra dei morti". Ma anche chi è certo che la partita sia persa non può non riconoscere che, sia pure in mezzo a mille difficoltà e tra tanti errori, il governo di Silvio Berlusconi porta avanti un piano che ha un suo respiro ed una sua profonda dignità. La grande differenza tra l'esecutivo del Cavaliere e quello di centro sinistra che lo ha preceduto, dunque, è proprio l'esistenza di questo piano. Prodi non lo aveva perché non credeva nella speranza di cambiamento ed inversione di tendenza. Berlusconi ce l'ha perché crede nella ripresa e si è convinto che non c'è alternativa al cambiamento. L'ottimismo della volontà del leader del Pdl può risultare miracoloso. Ma alla condizione che il disegno di ridare slancio alla società nazionale non riguardi il solo governo. Deve coinvolgere, come è avvenuto con il caso Alitalia, una parte importante del mondo economico. Ci si augura che possa trovare il consenso del mondo sindacale. Ma deve anche trovare applicazione e rispondenza negli enti locali, nelle regioni e nella grandi città metropolitane. Il centro destra al governo, in altri termini, può vincere la sfida al risveglio delle energie del paese solo se riesce a far scattare ad ogni livello il proprio piano. In questa luce si innesta il grande risultato della battaglia contro l'immondizia che deturpava Napoli. Ma si innesta anche l'inquietante punto interrogativo che proprio in questi giorni incomincia ad essere sollevato per quanto riguarda Roma e la sua nuova amministrazione. Il pretesto è venuto dalla polemica scoppiata nella Capitale sulla opportunità o meno di costruire un parcheggio per settecento macchine da realizzare sotto la collina del Pincio. Fino all'estate nessuno aveva mosso un dito contro il progetto deciso dalla precedente amministrazione di Walter Veltroni. Ed il nuovo sindaco Gianni Alemanno si accingeva a dare il via ai lavori nell'applicazione delle delibere comunali della passata giunta. Poi si è scoperto che sotto il Pincio ci sono dei reperti romani del I secolo e che per realizzare l'opera si sarebbero dovuti distruggere per poi ricostruire i giardini voluti da Napoleone e disegnati da Valadier. Così, come sempre accade in questi casi, da una parte è nato il "partito" trasversale in difesa della sacralità del Pincio che ha chiesto ad Alemanno di fermare i lavori e dall'altra si è formato, anch'esso in maniera trasversale, il "partito" della modernizzazione che incalza il Sindaco affinché la collina venga bucata ed il centro storico liberato dai parcheggi. Ma la vera questione posta dalla vicenda non riguarda la conservazione o la trasformazione del Pincio. Riguarda la nuova amministrazione comunale. E ruota attorno ad un preciso interrogativo che molti cittadini della Capitale incominciano a porsi a distanza di qualche mese dalla conquista del Campidoglio da parte di Gianni Alemanno. Il nuovo sindaco ha o non ha un progetto per la propria città? E, soprattutto, intende mettere a punto una strategia complessiva di rilancio e cambiamento della Capitale o pensa di poter portare avanti e completare il proprio mandato all'insegna del più semplice e facile continuismo rispetto alle amministrazioni di Veltroni e di Rutelli? L'esistenza di una idea, di un progetto, di un programma risolverebbe automaticamente il caso Pincio e tutti gli altri analoghi casi destinati inevitabilmente a spuntare nei prossimi anni. Sia nell'eventualità che l'idea, il progetto ed il programma fossero ispirati alla conservazione dell'esistente o al totale cambiamento. Sia che fossero indirizzati a mettere Roma sotto una teca di cristallo, sia che puntassero ad aprirla fino ad metterla in condizione di inglobare l'intero Lazio. Ma, soprattutto, la presenza di un disegno legato ad una speranza di rilancio metterebbe il Campidoglio in piena e totale sintonia con Palazzo Chigi. Ed alimenterebbe la speranza per il futuro che il Cavaliere tenta di far riscattare nell'opinione pubblica italiana. Nessuno, ovviamente, pensa che l'operazione sia semplice. E tutti mettono in conto che Alemanno abbia bisogno ancora di qualche mese di ambientamento prima di poter disegnare la propria strategia per la Capitale. Ma continuare a seguire gli esempi di Veltroni e Rutelli, confermare la propria sudditanza psicologica alla cultura di sinistra con la commissione Amato e dimostrare di non poter contare su una propria classe dirigente lasciando immutate le strutture di potere costruite negli anni dagli avversari, non rappresentano segnali rassicuranti.

Torna all'inizio


Il presidente del Lazio vorrebbe far parte della nuova compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 04 Set 2008 Edizione 184 del 04-09-2008 ALITALIA Il presidente del Lazio vorrebbe far parte della nuova compagnia di Alessandra Mieli Al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, è venuta un'idea meravigliosa: entrare nella cordata di imprenditori che stanno cercando di far decollare la newco con i meglio pezzi di Alitalia e ArOne. Il che equivale più o meno a dire che il "pubblico" esce dalla porta per rientrare dalla finestra. Ma il governatore ci crede davvero visto che ha spiegato:"Proporrò la presenza della Regione Lazio nella nuova compagnia, a patto che questa sia competitiva, che difenda lo sviluppo del territorio e Aeroporti di Roma. Propongo inoltre che lo stesso faccia Formigoni" e questa mossa Marrazzo la farebbe " per garantire che la strategicità di cui si parla rimanga effettivamente legata al territorio". Per dare corpo alle sue affermazioni, ha fissato un appuntamento con numero uno della nuova Compagnia aerea italiana (Cai) Roberto Colaninno, ha aggiunto che "poiché ? secondo Marrazzo - per noi il distretto del volo è decisivo per l'economia e la vita di decine di migliaia di persone". Ufficiosamente si è anche appreso che la "quota" che il presidente del Lazio metterebbe sul piatto dovrebbe ammontare a 10 o 20 milioni di euro. Immediata si è accesa la polemica. Per il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, la Regione Lazio con l'idea di entrare nella nuova Compagnia aerea italiana "si espone al ridicolo". "Una Regione, quella del Lazio, che non ha neppure gli occhi per piangere e, quindi sanare i buchi della propria sanità ? ha detto Galan -, si espone al ridicolo volendo entrare a far parte della nuova Alitalia". "Ma il presidente Marrazzo - si è chiesto ironicamente Galan - nasconde forse da qualche parte un tesoretto con cui sostenere i programmi degli imprenditori privati?". Intanto però il commissario Ue Antonio Tajani è stato invitato dal presidente della commissione trasporti dell'Europarlamento Paolo Costa a riferire ai deputati sul caso Alitalia. In particolare gli eurodeputati vogliono analizzare gli effetti per il mercato unico dei cambiamenti legislativi decisi dal governo italiano dal punto di vista della concorrenza e degli aiuti di stato. L'audizione dovrebbe svolgersi all'inizio della settimana prossima. Ma ieri Roberto Colaninno, presidente della Cai, si è recato a Bruxelles e ha incontrato i tecnici della Commissione europea sul piano di salvataggio di Alitalia. Al termine della riunione che è durata un'oretta, è stata diffusa una scarna nota dalla Commissione: "Lo scopo dell'incontro è stato la presentazione degli orientamenti generali del piano industriale che Compagnia Aerea Italiana, candidata ad acquisire asset di Alitalia, intenderebbe realizzare". A Roma, nel frattempo, l'amministratore unico di Compagnia Aerea Italiana (la newco), Rocco Sabelli, è andato a far visita al commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. "Siamo andati dal Commissario ? ha spiegato Sabelli al termine dell'incontro - che ci ha chiesto delucidazioni, chiarimenti e dettagli sull'offerta che abbiamo presentato. Domani (oggi, ndr) cominciamo a discutere" del piano con i sindacati. Domani, invece, si terrà l'assemblea di Cai per i passaggi di avvicinamento ad Alitalia. Cai attualmente è posseduta interamente da Intesa San Paolo. Nel suo capitale (sarà trasformata da srl in spa) entreranno i soci della cordata disponibili a salvare la compagnia di bandiera e si profila un aumento di capitale di circa un miliardo.

Torna all'inizio


Cgil, il sindacato fuori dalla storia che vuole fermare Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa epifani isolato da cisl e uil Cgil, il sindacato fuori dalla storia che vuole fermare Alitalia La vertenza dell'Alitalia ma anche quella della riforma dei contratti, la Finanziaria e il caso dei licenziati delle Ferrovie: la Cgil ha intrapreso un percorso solitario, di scontro frontale con il governo, e sempre più smarcata dalle posizioni di Cisl e Uil. Una sorta di attraversamento del deserto per il segretario generale Guglielmo Epifani divenuto il crocevia delle tensioni interne del Pd, del futuro politico della sinistra radicale e di quello del suo sindacato. E questi tre fattori si intrecciano anche con la sua futura storia personale giacchè il suo mandato scade il prossimo anno. La Cgil non è nuova, nella sua storia, a posizioni arroccate e isolate ma questa volta la posta in gioco è più alta. Sì perchè sulla partita Alitalia e sulla riforma dei contratti si sta definendo il ruolo e il peso del sindacato sulla politica nei prossimi anni. Cisl e Uil hanno capito che il mondo del lavoro sta cambiando che la conflittualità elevata non paga e che il dialogo e la trattativa sono davvero l'unica alternativa possibile all'arma dello sciopero. Non per niente negli ultimi nove mesi del 2007 le ore di sciopero sono crollate del 56%. è il segnale che le partite si vincono al tavolo della trattativa e non in piazza e che i lavoratori ora scommettono su questo. Questo ha fatto sì che Cisl e Uil abbiano assunto una posizione più dialogante con il governo. Sull'Alitalia il leader Epifani in una recente intervista è apparso in evidente imbarazzo. Rigido sul no al governo e al piano di salvataggio è stato costretto comunque a difendere gli ammortizzatori sociali. A fronte del fatto che l'alternativa al piano di Colaninno è la disocupazione per 20.000 lavoratori, la Cgil si trova quindi stretta tra la necessità di essere garantista della difesa occupazionale e comunque di voler andare contro al governo. Un bivio che Cisl e Uil hanno superato abbracciando la soluzione del dialogo con il governo. Non solo Alitalia. Sulla partita della riforma dei contratti, le posizioni sono le stesse. Da una parte Cisl e Uil che aprono alla Confindustria e sono d'accordo a agganciare gli aumenti aziendali allaproduttività e dall'altra la Cgil che fa muro. Idem sul livello dell'inflazione da considerare come parametro per gli incrementi salariali. Per Cisl e Uil va bene il livello dell'inflazione europea depurato da quella importata, per la Cgil l'inflazione programmata deve coincidere pressocchè con quella reale. Questa divaricazione della Cgil ha avuto la piena espressione nel contratto del commercio che il sindacato di Corso d'Italia non ha firmato. La Cgil è andata per la sua strada anche sul caso dei lavoratori che le Ferrovie hanno licenziato assumendo una posizione netta (devono essere subito reintegrati) mentre la Cisl pur affermando lo sbaglio dell'azienda si è detta pronta alla mediazione. Altra vicenda quella della Finanziaria. La Cgil è pronta alla mobilitazione per l'autunno mentre Cisl e Uil non ne vogliono sapere e lavorano per ottenere la detassazione del salario di secondo livello. In questo quadro Epifani sta combattendo la sua battaglia personale in bilico se abbracciare la linea che fu di Cofferati con l'attacco sistematico a Berlusconi culminato nella manifestazione dei due milioni in piazza, o abbracciare una linea riformista e più morbida puntando alla candidatura alle europee e in prospettiva a un ruolo nel Pd.

Torna all'inizio


Scajola: I no faranno licenziare (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa il piano per Alitalia Scajola: "I no faranno licenziare" Continua il pressing del governo sui sindacati per avere il via libera al piano di salvataggio. Il ministro dello Sviluppo Economico Scajola ha detto senza mezzi termini che bocciare il piano significa assumersi la responsabilità di mandare a casa ventimila persone e privare il sistema Italia della compagnia di bandiera. Come dire che l'ultima parola spetta al sindacato giacchè "il governo ha fatto la sua parte e le imprese con grande orgoglio nazionale pure". Quindi ora la trattativa deve procedere "con grande attenzione e apertura da parte dei sindacati". E sul tema degli esuberi, Scajola ammette che "ci saranno, speriamo siano meno del previsto e saranno comunque assorbiti dai privati attraverso le norme esistenti, senza leggi speciali". Il ministro della Funzione pubblica Brunetta è stato più duro contro il sindacato: "Preferisco il metodo Thatcher. Se il sindacato dice di no, peggio per lui. Io non avrei mai detto che salta tutto se il sindacato non è d'accordo: per niente, si va avanti!". Poi ha assicurato che nessun dipendente in esubero dell'azienda in crisi sarà assorbito dalla pubblica amministrazione. "Vorrei ricordare - ha affermato Brunetta - che la situazione di Alitalia è il prodotto di cattiva politica certamente, ma anche di cattivo sindacato". Non si è fatta aspettare la replica dei sindacati: "Occorre senso di responsabilità e realismo da parte di tutti", ha detto il segretario generale della Uilt, Giuseppe Caronia. "Sembra che lo sport di Brunetta sia quello di dare voti e fare pagelline. Guardi in casa" ha rincarato la dose il segretario generale della Fit-Cisl, Claudio Claudiani. Parole più morbide verso il sindacato sono arrivate invece dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi: "Il sindacato mi sembra disponibile ad entrare nel merito, inoltre sono consapevoli che abbiamo pochi giorni davanti per prendere decisioni su Alitalia". E a chi chiede di non essere messo di fronte a un ultimatum, Sacconi risponde: "Noi siamo disponibili, ma che la crisi debba essere risolta in tempi brevi è un dato oggettivo". Intanto a Bruxelles il presidente della Cai, Roberto Colaninno, ha presentato il piano industriale per la ristrutturazione dell'Alitalia. Nel corso dell'ora e mezza abbondante trascorsa a Palazzo Berlaymont il neo numero uno della Cai ha incontrato alcuni tecnici ai massimi livelli della Commissione Europea. La questione che Bruxelles deve verificare è se lo scorporo dell'Alitalia in una bad company e in una "new company" è compatibile con le norme europee sugli aiuti di Stato e di concorrenza. Nelle discussioni con Bruxelles potrebbe esserci anche la questione degli slot, cioè delle condizioni di concorrenza su una tratta sensibile come quella Milano-Roma. Su questo argomento, infatti, potrebbero puntare esposti di compagnie europee concorrenti. Della questione Alitalia si occuperà tra qualche giorno anche l'europarlamento. Tajani si presenterà martedì prossimo alla commissione trasporti per informare sull'evoluzione del caso e sull'analisi in corso all'esecutivo comunitario. Non sono attese, in ogni caso, conclusioni. Nelle ultime ore Tajani ha di fatto spezzato una lancia a favore dell'operazione in corso sull'alitalia anche se ha detto che "ci vorranno settimane prima di esprimere un verdetto definitivo" e al momento è prematuro qualsiasi giudizio "favorevole o contrario". Sotto esame infine potrebbe finire anche la norma che sospende i poteri dell'Antitrust nazionale nell'operazione, prevista dal decreto che modifica la Legge Marzano per la ristrutturazione delle aziende in crisi. In giornata c'è stato anche un incontro tra l'amministratore Rocco Sabelli e il commissario straordinario di Alitalia Fantozzi e al termine hanno annunciato che domani la Cai verrà trasformata da srl in società per azioni.

Torna all'inizio


Alitalia e sindacati, lotta contro il tempo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 211 del 2008-09-04 pagina 0 Alitalia e sindacati, lotta contro il tempo di Paolo Stefanato Colaninno a Bruxelles, Sabelli da Fantozzi. Scajola: "Il governo e i privati hanno fatto la loro parte ora tocca ai lavoratori. Brunetta: "Avanti anche senza l'ok dei sindacati". E Marrazzo vuol salire sulla Fenice Milano - "Il governo ha fatto la sua parte. I privati, con grande orgoglio nazionale, pure. Ora tocca ai sindacati". Queste parole del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, sintetizzano bene lo spirito con il quale oggi alle 15 il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, incontrerà le nove sigle dei lavoratori del gruppo Alitalia. Sarà il primo confronto sul piano industriale, esuberi compresi. Sulla trattativa pesa la dichiarazione dell'altro ieri dello stesso Sacconi: "Dieci giorni di tempo". Non di più. Intanto Cai, Compagnia aerea italiana, va avanti speditamente, su più fronti. A Roma l'amministratore unico Rocco Sabelli ha incontrato il commissario straordinario Augusto Fantozzi; parallelamente Roberto Colaninno si è recato a Bruxelles dove ha illustrato ai tecnici della direzione generale Trasporti le linee del piano. Detto per inciso, per domani è stata fissata a Milano l'assemblea di Cai, oggi società a responsabilità limitata appartenente al socio unico Intesa Sanpaolo; sarà trasformata in società per azioni, entreranno i nuovi soci e saranno, a quel punto, affidate le cariche: Colaninno presidente, Sabelli amministratore delegato. Quest'ultimo ieri ha avuto un incontro con Fantozzi, il quale lunedì primo settembre ha ricevuto l'offerta di acquisto per una parte di Alitalia comprendente flotta, dipendenti, manutenzione, handling, marchio, slot e diritti; "il contenuto dell'offerta è soggetto a riservatezza" ha fatto sapere il commissario, il quale "si riserva di esaminare l'offerta e di coltivare una trattativa nell'interesse dei creditori, della salvaguardia dei complessi aziendali e della continuità". Sabelli, alla fine dell'incontro, ha detto "Siamo andati dal commissario perchè ci ha chiesto delucidazioni, chiarimenti e dettagli sull'offerta che abbiamo presentato: domani (oggi, ndr) cominciamo a discutere". Poi si è sottratto alle domande, ma interrogato sulla sua fiducia nell'operazione ha risposto: "Sto lavorando 14 ore al giorno, è questa la mia fiducia". Colaninno a Bruxelles non ha incontrato - come peraltro era previsto - il commissario ai Trasporti Antonio Tajani (che è stato invitato a riferire di Alitalia al Parlamento europeo), ma il suo staff tecnico. Ha illustrato il piano e risposto alle domande dei funzionari, il cui intento è quello di capire se l'eventuale liquidazione delle attività in perdita di Alitalia possano configurare un aiuto di Stato, sanzionabile dall'Ue. Alla riunione, durata un'ora e mezza, non hanno invece partecipato i rappresentanti della Concorrenza, l'altro fronte europeo che sta vigilando su Alitalia, e in particolare sull'integrazione con Air One e sulla posizione dominante che si verrebbe a creare sulla tratta Linate-Fiumicino. Un colpo ad effetto ha avuto per protagonista Piero Marrazzo: il presidente della Regione Lazio ha annunciato ufficialmente l'intenzione di far entrare la Regione nella Cai. Ha poi precisato che l'investimento potrebbe essere di 10 milioni di euro, e ha sollecitato la Regione Lombardia a fare altrettando. Tra le varie reazioni, il presidente della Regione Veneto ha detto, tranchant: "Marrazzo si espone al ridicolo". Intanto la relazione tecnica al disegno di legge, depositata ieri al Senato, per la conversione in legge della riforma della Marzano, prevede per la cassa integrazione e la mobilità in esubero uno stanziamento di 180 milioni di euro in sei anni, nel periodo che va dal 2009 al 2014. è prevista una copertura di 30 milioni all'anno per "gli interventi di sostegno al reddito e di agevolazioni al reimpiego previsti nel decreto", che comunque fissa in sette anni la durata degli ammortizzatori sociali. Su questo tema il ministro Renato Brunetta è stato molto chiaro: "Nessun esubero entri nella pubblica amministrazione, altrimenti me ne vado io", ha detto. E poi ha aggiunto: "Si proceda anche senza accordo sindacale". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Scajola gela Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il ministro dello Sviluppo esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. Poi ha aggiunto: "Questa non è una cordata mordi e fuggi"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Scajola gela Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" Il ministro dello Sviluppo esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. Poi ha aggiunto: "Questa non è una cordata mordi e fuggi" Roma, 4 settembre 2008 - "Meglio che ognuno faccia il suo mestiere". Così il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, intervenendo su Radio 24 esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di partecipare al piano per Alitalia. "Penso che l'impresa la debbano fare coloro che lo fanno per vocazione e mestiere, cioè gli imprenditori - ha detto il ministro - ho sempre ritenuto che ognuno debba fare il suo mestiere". Scajola he comunque apprezzato "lo spirito di vicinanza e condivisione" espresso da Marrazzo con il suo gesto ma ha ribadito che "la Regione Lazio, che ha tante difficoltà, debba fare al meglio il proprio compito che è quello di servire i propri cittadini". Il ministro ha quindi spiegato che per Alitalia occorre ''andare avanti cercando la condivisione'', l'accordo con i sindacati ma ''nessuno pensi di avere diritti di veto''. Alla domanda del giornalista che gli chiedeva di commentare le affermazioni del ministro Renato Brunetta, secondo il quale nella vicenda Alitalia occorre procedere anche senza l'accordo con i sindacati, Scajola ha ricordato che la stessa cordata ha detto che non procederà senza l'accordo con i sindacati. ''Ma l'alternativa - avverte Scajola - è il fallimento di Alitalia''. La cordata di imprenditori che vuole rilevare la compagnia di bandiera - ha ribadito Scajola - non dà garanzie solo per il fatto che c'è un patto di non vendita delle proprie azioni per cinque anni ma soprattutto perche' ''non sono imprenditori del mordi e fuggi''. ''Hanno rilevanti interessi industriali in Italia e questa è la garanzia migliore. Certo il governo dovrà vigilare, guardare e controllare''. Quanto ai possibili conflitti di interesse di alcuni di questi imprenditori, Scajola ha ricordato che si tratta ''di imprenditori che hanno già versato la prima parte di quote rilevanti che arriveranno fino ad un miliardo di euro. Sono cifre molto grosse a fronte del tentativo di salvataggio di un'impresa difficile. Conflitto di interesse? A me sembra che facciano soprattutto un solo interesse, quello del paese''. Infine parole per rasserenare il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che dalle colonne della Stampa ha detto che il piano Alitalia non va bene auspicando che venga modificato. "Nessuno ha da temere - ha detto il ministro dello Sviluppo economico - Non c'è dubbio che uno dei problemi del sistema italiano sia la proliferazione di aeroporti uno vicino all'altro nel caso Malpensa-Linate si va anche molto indietro. C'è stata una programmazione un po' pasticciata nei decenni scorsi. Malpensa è lontano da Milano e non è ben servito, Linate è troppo nel centro della città. La programmazione nazionale calata sui territori delle regioni ha dimostrato molte falle. Gli aeroporti devono poter stare sul mercato per i servizi che offrono e per la qualità che possiedono - ha aggiunto - poi potrà incidere anche la compagnia di bandiera. Il piano presentato dalla cordata concilia queste diverse esigenze". BRUNETTA "Avanti anche senza sindacati"Quale futuro per Alitalia? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (83 commenti) Maroni: "Agli ultras del Napoli trasferte vietate per un anno" (82 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (67 commenti) Numero verde contro i clandestini: l'iniziativa del sindaco leghista (45 commenti) Il giorno dell'accordo Italia-Libia "Chiusa una pagina del passato" (43 commenti) Zamboni: "Metteremo Rita su tutte le preferenziali" (27 commenti) Dicono no al matrimonio combinato Cinque donne sepolte vive (26 commenti) Nei musei ecco le stanze 'controllo-velo' (23 commenti) 12:16:33 - Si, Nadal sta disputando una stagione pazzesca, ma i risultati che ha avuto lui quest'anno Federer l[...] Nadal concede solo un set11:52:13 - l'unico sistema per scardinare il gioco della Safinona sarebbe stato quello di ubriacarla di palle c[...] Pennetta: niente da fare Safina devastante11:49:50 - Io penso che Flavia non sia una pallettara che possiede solo colpi piatti e profondi, certo non ha l[...] Pennetta: niente da fare Safina devastante11:44:50 - Bella partita. Devo dire che del Potro ha fatto un bel gesto scusandosi a fine partita, mi guadagna [...] Murray spegne Del Potro11:30:23 - Il commento di Higueras non fa una piega. L'incapacità di essere continuo nell'arco di un torneo, o [...] Brivido Federer11:29:55 - Ieri Flavia ha giocato al suo meglio, quindi non deve rimproverarsi nulla. Perdere da una giocatrice[...] Pennetta: niente da fare Safina devastante10:58:08 - Stagione di Rafa a dir poco spettacolosa!!.. Basti pensare che se perdesse in semi (toccando ferro!![...] Nadal concede solo un set Chi vincerà la Giostra del Saracino?Basket: cosa farà la Scavolini Spar nella stagione 2008/2009?Scavolini Spar, sei soddisfatto della campagna acquisti?Dal 2009 torna il maestro unico alle elementari, sei d'accordo?Rimini, Luca Zanotti rischia 10 anni di carcere in Grecia per 21 grammi di hashish. Giusta l'estradizione?Cosa farà la Giacomense nella stagione 2008/2009?Cosa farà la Spal nella stagione 2008/09?Lo Spezia in D, vincerà il campionato?Lavori in stazione, cosa ne pensi?Numero verde per denunciare i clandestini, sei d'accordo?Come arriverà la Fiorentina nel girone F della Champions League, composto da Lione, Bayern Monaco e Steaua Bucarest?Sei favorevole al voto in condotta?Tifosi violenti, sei favorevole allo stop delle trasferte?Accordo Italia-Libia, che ne pensi?Cosa farà l'Ascoli nella stagione 2008/2009? LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita KEIRA ALLA PRIMA DEL FILM RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

Torna all'inizio


Alitalia, Scajola a Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Articoli correlati: *Questione Alitalia: la Regione Lazio nella Cai? *Alitalia, Sacconi: ancora nessuna cifra esatta su esuberi *Esuberi Alitalia: 4.500 posti, la base della trattativa sindacale Guarda tutti i correlati.

Torna all'inizio


Alitalia: <Avanti anche senza i sindacati> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 il governo Alitalia: "Avanti anche senza i sindacati" Il governo --> Il piano di salvataggio di Alitalia arriverà oggi sul tavolo di confronto tra governo e sindacati, con tempi strettissimi per un accordo. Il ministro Renato Brunetta gela il teso clima di attesa: "Anche se non c'è l'accordo dei sindacati si va avanti", dice, ma resta una voce isolata. Pronunciate alla vigilia di un incontro delicatissimo sono parole giudicate inopportune anche da esponenti della stessa maggioranza: "Invitiamo Brunetta a mordersi la lingua", dice il parlamentare del Pdl Stefano Saglia perchè "se l'obiettivo sarà raggiunto con il consenso almeno di una parte dei rappresentanti dei lavoratori sarà un fatto positivo". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha ricordato che con Alitalia a pochi giorni dal fallimento i tempi del confronto sono necessariamente stretti, ma ha garantito la disponibilità ad un "confronto autentico".. LA REGIONE LAZIO Intanto prende spessore la preoccupazione delle Regioni per l'impatto a livello locale del progetto: il presidente Piero Marrazzo chiede che la Regione Lazio possa partecipare con 10 milioni alla cordata per salvare Alitalia, per avere voce in difesa degli interessi dell'area. La Lombardia, invece, invitata da Marrazzo a fare lo stesso ha risposto di no. La giunta pugliese ha chiesto al governo un confronto in sede di Conferenza Stato-Regioni. RITMI SERRATI La cordata di imprenditori italiani creata per far rinascere la compagnia in una nuova società, come previsto dal Piano Fenice, lavora a ritmo serrato e dopo aver mosso i primi passi concreti conferma la fiducia nel progetto: lo ha sottolineato l'ad designato della "Nuova Alitalia", Rocco Sabelli, dopo un incontro con il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che aveva chiesto di poter approfondire i contenuti dell'offerta da 400 milioni. La proposta della cordata di acquisire da Alitalia gli asset operativi, per integrarli con Air One in una nuova compagnia, ha ottenuto un primo via libera dal commissario straordinario: ad un primo esame, ha indicato Fantozzi, "appare volta a soddisfare le finalità" fissate dal governo nel decreto con cui è stata ridisegnata la procedura dell'amministrazione straordinaria per spianare la strada al progetto per Alitalia. "Lavoro 14 ore al giorno, è questa la prova della mia fiducia", dice Sabelli. COLANINNO A BRUXELLES Il presidente della newco, Roberto Colaninno, è volato a Bruxelles per un incontro tecnico con la Dg Trasporti della Commissione Europea. I primi commenti dal fronte europeo parlano di "dossier complesso". Nata come srl, con l'adesione con quote simboliche di 16 imprenditori, la società (Cai, Compagnia Aerea Italia), verrà trasformata domani dall'assemblea dei soci nella società per azioni che sarà il nocciolo della Nuova Alitalia. Un nucleo, con una prima dotazione intorno al miliardo di euro, destinato a rafforzarsi con nuovi soci e l'ingresso di una compagnia straniera con una quota non di controllo: si tratta ancora su più fronti. TAVOLO SINDACALE La partita più difficile è al tavolo con i sindacati, determinati nella scelta di voler discutere nel merito del piano industriale per pesarne le possibilità di successo prima di aprire il delicatissimo capitolo degli esuberi. Il numero "non è stato ancora definito esattamente" ha ribadito il ministro Sacconi che ha preannunciato una serrata trattativa no-stop per chiudere il confronto entro la fine della prossima settimana. Il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ha avvertito: se i sindacati "dovessero dire no al piano si assumerebbero la responsabilità di un fallimento che lascerebbe più di 20mila persone senza lavoro e l'Italia senza compagnia di bandiera".

Torna all'inizio


Epifani su Alitalia: "Premesse non buone per il rilancio" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Articoli correlati: *Alitalia, Scajola a Marrazzo: "Ognuno faccia il suo mestiere" *Questione Alitalia: la Regione Lazio nella Cai? *Alitalia, Sacconi: ancora nessuna cifra esatta su esuberi Guarda tutti i correlati.

Torna all'inizio


Sacconi: "Gli esuberi saranno meno di 5mila" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, esprime perplessità sulla scelta di Marrazo, presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. "Ognuno faccia il proprio mestiere"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Sacconi: "Gli esuberi saranno 3.250" Il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, esprime perplessità sulla scelta di Marrazo, presidente della Regione Lazio di partecipare al piano per Alitalia. "Ognuno faccia il proprio mestiere" Roma, 4 settembre 2008 - Gli esuberi di Alitalia sarebbero 3.250. Questa la cifra fornita dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ai sindacati mentre è in corso il tavolo Governo-sindacato sul piano di rilancio di Alitalia. Tra i dipendenti saranno riassunti 14.250 sulla base di 17.500 dipendenti tra Alitalia ed Air One. Dei 14.250, 11.500 andranno nell'area "certa" del perimetro della nuova compagnia, mentre 2.750 finiranno in un'area esterna. Dei 2.750, 1.600 saranno impiegati in manutenzione ordinaria, 450 andranno al cargo e 700 sono per il momento in una 'zona grigia' (ancora da definire). SCAJOLA "Meglio che ognuno faccia il suo mestiere". Così il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola, intervenendo su Radio 24 esprime perplessità sulla scelta del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, di partecipare al piano per Alitalia. "Penso che l'impresa la debbano fare coloro che lo fanno per vocazione e mestiere, cioè gli imprenditori - ha detto il ministro - ho sempre ritenuto che ognuno debba fare il suo mestiere". Scajola he comunque apprezzato "lo spirito di vicinanza e condivisione" espresso da Marrazzo con il suo gesto ma ha ribadito che "la Regione Lazio, che ha tante difficoltà, debba fare al meglio il proprio compito che è quello di servire i propri cittadini". Il ministro ha quindi spiegato che per Alitalia occorre ''andare avanti cercando la condivisione'', l'accordo con i sindacati ma ''nessuno pensi di avere diritti di veto''. Alla domanda del giornalista che gli chiedeva di commentare le affermazioni del ministro Renato Brunetta, secondo il quale nella vicenda Alitalia occorre procedere anche senza l'accordo con i sindacati, Scajola ha ricordato che la stessa cordata ha detto che non procederà senza l'accordo con i sindacati. ''Ma l'alternativa - avverte Scajola - è il fallimento di Alitalia''. La cordata di imprenditori che vuole rilevare la compagnia di bandiera - ha ribadito Scajola - non dà garanzie solo per il fatto che c'è un patto di non vendita delle proprie azioni per cinque anni ma soprattutto perche' ''non sono imprenditori del mordi e fuggi''. ''Hanno rilevanti interessi industriali in Italia e questa è la garanzia migliore. Certo il governo dovrà vigilare, guardare e controllare''. Quanto ai possibili conflitti di interesse di alcuni di questi imprenditori, Scajola ha ricordato che si tratta ''di imprenditori che hanno già versato la prima parte di quote rilevanti che arriveranno fino ad un miliardo di euro. Sono cifre molto grosse a fronte del tentativo di salvataggio di un'impresa difficile. Conflitto di interesse? A me sembra che facciano soprattutto un solo interesse, quello del paese''. Infine parole per rasserenare il sindaco di Milano, Letizia Moratti, che dalle colonne della Stampa ha detto che il piano Alitalia non va bene auspicando che venga modificato. "Nessuno ha da temere - ha detto il ministro dello Sviluppo economico - Non c'è dubbio che uno dei problemi del sistema italiano sia la proliferazione di aeroporti uno vicino all'altro nel caso Malpensa-Linate si va anche molto indietro. C'è stata una programmazione un po' pasticciata nei decenni scorsi. Malpensa è lontano da Milano e non è ben servito, Linate è troppo nel centro della città. La programmazione nazionale calata sui territori delle regioni ha dimostrato molte falle. Gli aeroporti devono poter stare sul mercato per i servizi che offrono e per la qualità che possiedono - ha aggiunto - poi potrà incidere anche la compagnia di bandiera. Il piano presentato dalla cordata concilia queste diverse esigenze". BRUNETTA "Avanti anche senza sindacati"Quale futuro per Alitalia? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Maroni: "Agli ultras del Napoli trasferte vietate per un anno" (94 commenti) Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure" (85 commenti) Numero verde contro i clandestini: l'iniziativa del sindaco leghista (55 commenti) Il giorno dell'accordo Italia-Libia "Chiusa una pagina del passato" (43 commenti) Zamboni: "Metteremo Rita su tutte le preferenziali" (32 commenti) Dicono no al matrimonio combinato Cinque donne sepolte vive (31 commenti) "Ok al diritto di voto per gli immigrati, ma non è garanzia di integrazione" (26 commenti) Grande impresa del Bologna Scrivi il messaggio alla squadra (21 commenti) 18:50:06 - la signora gelmini, il dottor berlusconi , il dottor tremonti non hanno ancora detto dove metteranno[...] Gelmini, avvocato con l'esame 'facile' Da più parti l'invito a dimettersi18:47:35 - Fini una volta mi eri simpatico , perchè ti reputavo un politico serio e preparato, ma la tua svolta[...] "Ok al diritto di voto per gli immigrati, ma non è garanzia di integrazione"18:42:12 - Chiedete agli italiani residenti nei paesi dai quali provengono la maggior parte degli immigrati pre[...] Voto ai cittadini immigrati dal 2009? Arriva il sì di Legautonomie Marche18:36:00 - Magari il problema fosse solo questo! Che ne diciamo del decreto 112, che taglia i fondi all'univers[...] Gelmini, avvocato con l'esame 'facile' Da più parti l'invito a dimettersi18:30:37 - certo in italia è tutto legale e tutto lecito,tra un po' metteranno in galera chi non ruba![...] Gelmini, avvocato con l'esame 'facile' Da più parti l'invito a dimettersi18:24:02 - fini stia zitto e continui a servire, se vuole il posto che occupa immeritatamente (a proposito del [...] Anche il premier boccia Fini "Non è nel nostro programma"18:23:49 - ma stiamo scherzando!!! il voto è una cosa seria, nella costituzione italiana non è scritto da nessu[...] Anche il premier boccia Fini "Non è nel nostro programma" Previsione sul palio dei rioni, chi vincerà?Chi vincerà la Giostra del Saracino?Basket: cosa farà la Scavolini Spar nella stagione 2008/2009?Scavolini Spar, sei soddisfatto della campagna acquisti?Dal 2009 torna il maestro unico alle elementari, sei d'accordo?Rimini, Luca Zanotti rischia 10 anni di carcere in Grecia per 21 grammi di hashish. Giusta l'estradizione?Cosa farà la Giacomense nella stagione 2008/2009?Cosa farà la Spal nella stagione 2008/09?Lo Spezia in D, vincerà il campionato?Lavori in stazione, cosa ne pensi?Numero verde per denunciare i clandestini, sei d'accordo?Come arriverà la Fiorentina nel girone F della Champions League, composto da Lione, Bayern Monaco e Steaua Bucarest?Sei favorevole al voto in condotta?Tifosi violenti, sei favorevole allo stop delle trasferte?Accordo Italia-Libia, che ne pensi? LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec iv>.

Torna all'inizio


Moratti: il piano Alitalia non va (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Intervista con il sindaco di Milano: "Sull'Expo 2015 l'esecutivo è distratto, i palazzi romani non capiscono" Moratti: il piano Alitalia non va Brunetta: avanti senza sindacato. La Regione Lazio: anche noi nella compagnia Il piano del governo per il salvataggio di Alitalia continua a creare polemiche. Mentre ieri il ministro Brunetta ha fatto insorgere le organizzazioni dei lavoratori per una sua battuta - "si va avanti anche senza i sindacati", ha detto -, il governatore della Regione Lazio chiede di poter entrare con una quota nella società della Cai, la nuova compagnia, e invita Formigoni a fare altrettanto. Gli enti locali vogliono contare nell'operazione Fenice e il sindaco di Milano Letizia Moratti, nell'intervista concessa a "La Stampa", chiede che il piano italiano "venga cambiato" e afferma: "Spero sia soltanto una bozza". La Moratti non accetta un ridimensionamento di Linate, per ora mantiene la richiesta di danni per la Sea e ricorda di aver chiesto un incontro con il governo. Il quale, aggiunge la prima cittadina milanese, le appare "distratto" da Napoli e altre emergenze, mentre non si occupa abbastanza del Nord e dell'Expo 2015. Beria di Argentine, Barbera e Lepri ALLE PAGINE 2 E 3.

Torna all'inizio


[FIRMA]ALESSANDRO MONDO Una bomba. Le indiscrezioni sul progetto del grattacielo di Intesa Sanpao (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Lo, che a quanto pare traballa, prima annichiliscono, poi scuotono il mondo politico e dei sindacati. Nel giro di qualche ora la linea della prudenza cede il passo ad una raffica di comunicati. Il primo a materializzarsi in redazione è quello a firma di Cerutti (Sinistra Democratica) e Cassano (Rifondazione), due tra gli avversari più fieri della mega-torre: le ultime voci, questo il senso del documento, sono la prova provata che i dubbi e le obiezioni sollevate a più riprese poggiano, queste sì, su solide basi. Di rigore la richiesta di chiarimenti alla banca. Altrettanto doverosa, per Cerutti e Cassano, la non convocazione del Consiglio comunale previsto il 10 settembre per votare l'ormai famosa variante: "Serve una pausa di riflessione". E visto che a pensar male si fa peccato ma sovente ci si azzecca, entrambi si chiedono se sul raffreddamento della banca non abbia influito anche il vincolo proposto da Sd e Prc, cioè la destinazione a terziario dell'edificio per almeno dieci anni: "Molte sono le voci per cui l'edificio fosse già progettato in modo da trasformare rapidamente gli uffici in appartamenti". "Ora viene galla anche la questione economica - interviene Gallo, Comunisti Italiani -. E' una spesa senza senso per qualsiasi ente, pubblico o privato". Brindisi in vista al Comitato "Non grattiamo il cielo di Torino". "La partita è aperta - gongola Paolo Hutter -. Non è il sogno ma l'incubo che si allontana". Se per il fronte del no la notizia uscita ieri su La Stampa ha avuto l'effetto di un tonico, il resto del mondo politico fatica a raccapezzarsi. "Mercoledì la Sala Rossa deve completare l'ultimo atto - avverte Andrea Giorgis, Pd -. La Città farà la sua parte, eliminando ogni alibi, sono convinto che la banca farà la sua". Nella minoranza prevale la preoccupazione, accompagnata da critiche pesanti sul modo con cui sindaco e giunta hanno gestito la faccenda. "Una telenovela", attaccano Cantore e Coppola, Forza Italia: il ritardo, e quindi gli incrementi dei costi, sono imputati al ritardo della maggioranza. Mentre per Goffi e Balagna, Udc, "si assiste ad una partita a poker in cui la banca vince sempre". Anche Ravello e Ghiglia, An, vogliono saperne di più. Prima del 10 settembre chiedono di convocare Enrico Salza: "Se le voci fossero fondate non avrebbe senso approvare un documento sul quale il sindaco è già scivolato diverse volte". "Maggioranza all'ultima spiaggia!", tuona Giuseppe Lonero, La Destra. L'unica voce fuori dal coro è quella della Lega, da sempre contraria al grattacielo. Per dirla con Mario Carossa, "Sanpaolo Intesa dovrebbe utilizzare meglio le risorse invece di buttare i soldi in un vuoto simbolo di potere". Sulla vicenda si accendono anche i riflettori dei sindacati. A preoccuparli non è tanto l'archiviazione del grattacielo, quanto le ricadute che lo sforzo finanziario della banca - impegnata nel salvataggio di Alitalia - potrebbe avere per i dipendenti. "Eppure non ci sono stati segnali - commenta Angela Rosso, Fabi-Cisl -. Mi pare strano, visto che la banca si è molto esposta su questa vicenda. La prossima settimana approfitteremo dell'incontro con Passera sulla semestrale per chiedere spiegazioni". Per altri la notizia non è del tutto inattesa. "Temevamo che l'operazione Alitalia avrebbe avuto qualche riverbero negativo sulla banca - interviene Giuseppe Bilanzuoli, Uilca -. La politica faccia la sua parte e si batta per il grattacielo, che comunque resta un simbolo, a noi premono le garanzie per i lavoratori". Stesso concetto da parte di Giacomo Sturmiolo, Fisac-Cgil: "L'edificio è importante ma non certo salvifico. Se dovesse esserci un passo indietro, ci aspettiamo che venga compensato con altri investimenti in città". "E' dai tempi della fusione con Intesa che si rincorrono perplessità su quest'opera - taglia corto Massimo Bertarini, Falcri -. Il problema non è la torre, ma i 3 mila posti di lavoro che rappresenta. Quelli dove finiscono?".

Torna all'inizio


I conti su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Fate voi la somma. +Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo) -Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti +AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto -Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio +I sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore -Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano industriale +AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko') -Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo +Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea) -Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo +E' stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l'assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c'è stato -E' stato l'adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane +Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali -Non è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all'interesse molto concreto, dei cittadini-utenti La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato dà? Scritto in Varie Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Aug 08 Alè Magno L'idea di Alè Magno di istituire una commissione, darla in mano a Giuliano Amato (quello che rinfaccia Craxi e forse anche lo scippo sui conti corrente) e discutere dei problemi de Roma, mi sembra una scemata pazzesca. Ogni stagione ha le commissioni di che si merita. Oggi con la moda dell'anticasta, si deve dunque dare una nobiltà ad una commissione che comunque non servirà a nulla. Voglio dire che senso ha per un amministratore cittadino inventarsi grandi temi di discussione. C'è bisogno di una Commissione per decidere ad esempio che l'acea debba essere privatizzata? assolutamente no. e di fatti, Alè magno non vuole venderla. C'è bisogno di una commissione per decidere di ampliare ed eventualmente liberalizzare le licenze dei tassisti romani? assolutamnete no. E di fatti Alè Magno è l'idoletto della corporazione dei tassisti. C'è bisogno di una commissione per spiegare ad un sindaco che se due suoi ospiti olandesi vengono stuprati e presi a mazzate tra i denti, è il caso almeno nel giorno del fattaccio di tenere la bocca chiusa o almeno aprirla per chiedere scusa a nome di una città anch'essa ferita? Scritto in Varie Commenti ( 34 ) " (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Aug 08 Julius ha visto la luce Il nostro Julius (Tremonti, per chi non lo sapesse) ha visto la luce. Già si capiva per la verità leggendo con attenzione un interessante fondo del convertito (alle ragioni ministeriali) Giannino, di un paio di giorni fa. Un liberale doc, a patto che non si discuta dell'operato di Julius. Ma ritorniamo alla luce. Su Libero leggevamo: "il Papa su questo la pensa come Giulio Tremonti, non come gli alfieri del mercato che sul Corriere della sera e Sole 24 ore da mesi ribattono che quelli contro i derivati sul petrolio e sul grano sono attacchi di irriducibili passatisti, di vecchi arnesi nostalgici del protezionismo. Ora si è capito ancor meglio, che i giudizi del Papa non sono poi coincidenze casuali, con Tremonti" . E poi oggi finalmente sul Corrierone una domanda (anzi una non domanda) infilata lì per caso: "A luglio il papa ha condannato la speculazione." E Julius, poco prima: "Come sempre, nei grandi passaggi della Storia, la visione della Chiesa è fondamentale per la comprensione dell'esistente". La lieta novella della parabola di Julius: "L'azione dei governi ha fermato la speculazione". Sintetizziamo il filo logico del ragionamento: la speculazione è la peste del secolo-tremonti ha convinto di ciò il papa- la Chiesa ha sempre una grande visione e la condivide con Julius-i governi, incalzati da Julius hanno bloccato il contagio malefico. Hip hip hurra. Per fortuna che abbiamo il nostro adorato Cav. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 45 ) " (3 votes, average: 3.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Jul 08 Obama e l'Italia Folla a Berlino. E poi a Parigi. E of course Londra. Niente visita in Italia. Il mitico Obama ci riporta con i piedi per terra. Non contiamo nulla, neanche una visitina, un saluto. Certo facendo jogging ieri a Berlino e intercettato da un'abile giornalista di Sky24, ha detto: primo o poi in Italia verrò. Deo gratias. Scritto in Varie Commenti ( 60 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15Jul 08 Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come d'altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l'attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni. Qualche conclusione: 1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul mercato. 2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite 3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite 4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un'audizione davanti al senato) 5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare. 6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza. Scritto in pol economica Commenti ( 23 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 07Jul 08 Cosa ne pensano i lib-lib di Julius In questo blog abbiamo più volte "sfottuto" il nostro Julius per la sua ansia Pop. L'inutile e dannosa Robin tax, la populistica esclusione dei ricchi (solo 70mila? solo due dei quali in piazza di Spagna a Roma?) dai benefici Ici sulla prima casa, la card per gli anziani, la lotta contro la speculazione. E via dicendo. Anzi, già che ci siamo, gli insopportabili slogan contro il "mercatismo". Senza considerare la mancata liberalizzazione per eccellenza: e cioè la riduzione delle imposte sui redditi o per lo meno una prospettiva di riduzione. Che il Dpef non ci da. Insomma quello che pensiamo sul Julius pop per i nostri commensali (che spesso hanno anche criticato il cuoco) è pietanza nota, anche se non a tutti gradita. Ieri è arrivata in cucina una mail di David Baccini, intitolata "Tremonti il socialista ci porterà al disastro". Vi inoltro le prime righe: "sono sconcertato per il comportamento schizoide del Ministro Tremonti, nel quale non ho mai riposto alcuna fiducia e che affonderà il Governo, ma sopratutto per il "sentiment filogovernista-filotremontiano antimercato" di Giannino: scioccante davvero. Altrettanto sconcerto va verso l'IBL, che di fronte ad accuse tremontiane al mercato, a chi (praticamente l'intero popolo europeo) non si riconosce nel nuovo meta-stato soviet-europeo, alla speculazione, al profitto, a chi si dice liberista, a chi esige basse tasse, a chi disconosce l'efficacia della redistribuzione (Robin Tax ed altre puttanate) .. l'IBL tace, in conformità Gianniniana". Be' in effetti si può condividere con Baccini un certo stato di solitudine da queste parti. Difficile trovare conforto a sinistra (lo devo spiegare ancora una volta?), ma anche nei punti di riferimento dei liberali classici, sembra che ci sia un po' una corsa a non disturbare il manovratore. La paura di Prodi e accoliti non ci può rinchiudere in un angolo. Non ci deve spingere verso un'accettazione muta dei provvedimenti governativi. Insomma se Julius ha deciso di fare una corsa di popolarità con l'adorato Cav, son cavoli suoi. Non di Noi italiani che abbiamo votato un governo immaginato liberale. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 54 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Bce senza pop La Bce ha deciso di alzare al 4,25 per cento i tassi di interesse in Europa, con un ritocco all'insù di un quarto di punto. I governi di mezza Europa (Francia e persino Germania) le avevano chiesto di non farlo. D'altronde l'economia non gira e l'inflazione (arrivata al 4 per cento massimo da 16 anni) è più dovuta al rincaro delle materie prime che ad una forte domanda di consumo. Chi ha ragione? La Bce non risponde a nessuno. I governi Ue, invece, ai propri elettori. In questa vicenda il differente grado di responsabilità (accountability) ha un peso. La politica sembra più attenta al momento, al breve termine. Palese il caso italiano: subito una dilazione sulla rata dei mutui (accordo Tremonti-Abi) ma tra 20 anni si paga il conto. Subito la card sociale per i pensionati più poveri, ma non si riducono permanentemente le imposte dirette. Subito la tassa sugli odiati banchieri-petrolieri, ma domani si rifaranno con aumenti sui consumatori. Il respiro immediato è ciò che conta, nel lungo periodo (come diceva qualcuno che al cuoco non piace tanto) saremo tutti morti. I banchieri centrali "irresponsabili" per costituzione si possono permettere l'impopolarità. Sanno che non possono alimentare aspettative inflattive. La rincorsa prezzi-salari-prezzi è micidiale come dimostrano gli anni 70. E ci sono i primi segni. La furia sindacale In Italia contro l'inflazione programmata fissata ll'1,7 per cento nel Dpef (e qui bene ha fatto Julius), il costo del lavoro in Spagna salito al 5,7 per cento; l'aumento salariale dei pubblici dipendenti tedeschi fissato quest'anno al 5 per cento. I Banchieri centrali saranno spietati, ma sanno che un un po' di veleno nel corpaccione europeo oggi, è meglio di un infarto certo domani. Non accondiscendono alla nuova ventata pop della politica europea. Scritto in pol economica Commenti ( 17 ) " (3 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 03Jul 08 Rosicchiare la Mela Tra pochi giorni arriva in Italia un oggetto di culto. Sì qualche volta anche in questa zuppa si assaporano pietanze leggere. Si tratta del nuovo telefonino 3g della Apple. Come sapete il cuoco ha una certa passione per la Mela. Oggi il sole 24ore ha anticipato i possibili piani tariffari che Vodafone e Tim applicheranno al mitico gadget. Lo diciamo subito: troppo cari. Il nuovo telefono è pensato per stare spesso collegato, anche in remoto, su internet. Insomma brucia bytes su bytes. Gli operatori invece fanno finta di nulla e nelle loro ipotesi di abbonamento prevedono tariffe flat fino a 1gb (Tim) e 600 Mb (Vodafone). Un po' tirchietti. C'è da scommettere che i mela maniaci che vorranno aver subito l'oggetto del desiderio pagheranno un biglietto di ingresso piuttosto caro: e a riscuoterlo non sarà la Apple, ma i due gestori di telefonia. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 22Jun 08 Appunti in manovra La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (3 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 16 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (8) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (21) Varie (36) Ultime discussioni Umberto Cisotti: Concordo pienamente con David Baccini. Tremonti si sta' dimostrando uno dei peggiori ministri... david baccini: ma perche' d'estate dovrebbe mai calare? chiunque lo dica. e comunque sia, questo... paolo2: Caso David, veramente Mauro ti ha già lasciato un commento sul prezzo del petrolio affermando che in estate... mauro: Ora che siamo in una sorta di velata recessone, chi ha fatto debiti si sta mangiando le mani perchè non... david baccini: ah dimenticavo.. qui in USA e' vero che il Governo vuole nazionalizzare FreddieMac &... I più inviati I "cagasotto" - 4 Emails Ancora sui Precari Veneti - 1 Emails AliTaglia - 1 Emails Morti di ipocrisia - 1 Emails Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara - 1 Emails Blog amici Alex Tabarrok crilla Finanza e Macro freakkkettoni IBL La città dei liberi rass.stamp 11min In prova Ecodiario September 2008 M T W T F S S " Aug 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (1) August 2008 (2) July 2008 (5) June 2008 (3) May 2008 (4) April 2008 (3) March 2008 (2) February 2008 (4) January 2008 (5) December 2007 (5) November 2007 (5) October 2007 (7) September 2007 (11) August 2007 (20) Trackback recenti Phastidio.net: Tre stelle della Guida Michelin... Giornalettismo: Capri espiatori: la speculazione sulle commodities Giornalettismo: Le intercettazioni di Silvio distrutte? Meno male Giornalettismo: Scajola e la concorrenza che non c'è Phastidio.net: Ancora sulle distorsioni al mercato... Recent Posts I conti su Alitalia Alè Magno Julius ha visto la luce Obama e l'Italia Il casco per i baresi e i mutui per gli americani Cosa ne pensano i lib-lib di Julius Bce senza pop Rosicchiare la Mela Appunti in manovra Fuoco amico Pagine Messaggi e trasparenza Perchè esisto Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Nicola Porro © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


I POLITICI E L'EBBREZZA DEL VOLO (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 04-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Riccardo Barenghi I POLITICI E L'EBBREZZA DEL VOLO Esiste la destra, esiste la sinistra? Esistono gli imprenditori di sinistra, i governatori di sinistra, i sindaci di destra? Esisterebbero, sono esistiti o forse hanno fatto finta di esistere. Ma da quando Berlusconi è riuscito a mettere in pista la sua nuova Alitalia, non esistono più. Il nuovo presidente della compagnia l'ha spiegato con chiarezza nei giorni scorsi: gli affari non sono né di destra né di sinistra, e io faccio affari, faccio l'imprenditore, dunque o cambio mestiere oppure entro in gioco. Dopo di che, Colaninno continuerà pure a votare per il Pd, forse, chissà, ma questo non significa nulla. Così come non significa nulla che il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, sia un uomo del Partito democratico: lui comunque annuncia che vuole entrare nell'affare, metterci dei soldi, acquistare delle azioni (nonostante la sua Regione abbia un deficit enorme e debba chiudere tre ospedali). E se Veltroni giudica molto negativamente tutta questa storia, definendola una compagnia di bandierina, poco importa: Marrazzo vuole metterci anche la sua, di bandierina. Dalla parte opposta, invece, il sindaco di Milano, Letizia Moratti, considera la sua bandierina troppo piccola. E in un'intervista al nostro giornale spiega perché. Non le interessa se l'operazione sia stata decisa dal suo governo, dal suo partito, dal suo premier: le interessa salvaguardare i suoi aeroporti, Malpensa in particolare, che subirebbero una penalizzazione a beneficio del concorrente Fiumicino (vedi Marrazzo). E se Berlusconi considera invece un grande colpo politico, economico e di immagine tutta l'operazione, la resurrezione dell'Alitalia come metafora della resurrezione del Paese, poco importa: gli interessi di Milano vengono prima di tutto il resto. Qui non siamo nella sfera dei collaborazionisti politici, quelli che per ragioni appunto politiche, quando ci sono, oppure, più spesso, per motivi che riguardano il loro ruolo, la loro visibilità, il bisogno impellente di non uscire di scena (Giuliano Amato è l'ultimo caso) passano da una parte all'altra senza soluzione di continuità. Il discorso Alitalia è diverso, e più interessante. Perché illumina quella che si chiama crisi della politica, incapace non solo di rispondere alle domande di chi le chiede risposte - i normali cittadini - ma anche di tenere assieme la sua opinione pubblica. La sua classe dirigente. Se Colaninno pensasse a se stesso non solo come a un imprenditore ma anche come un pezzo di classe dirigente del centrosinistra, non avrebbe accettato l'offerta di Berlusconi: a costo di perdere un'occasione d'affari. E lo stesso discorso vale per Marrazzo e per Moratti. Ma la colpa in fondo non è loro, e non è neanche dei soldi che fanno girare il mondo. Non importa più a nessuno ormai che quell'affare, quella operazione economica, quel business abbia l'impronta di Berlusconi o di Veltroni, importa che sia efficace, che generi profitti, produca potere e, nel migliore dei casi, posti di lavoro, cioè un consenso per essere rieletti, cioè ancora potere, ancora affari, ancora profitti... Non stiamo parlando di etica del capitalismo, Dio ce ne guardi, ma di quello che una volta era la politica e che adesso non è più. E se c'è dorme. Perché se basta l'Alitalia a scompaginare gli schieramenti, significa che questi schieramenti non hanno più nulla che li tenga insieme. Idee comuni, valori, una volta si sarebbe detto ideologie, chiamiamole visioni del mondo. Niente, tutto finito, scomparso. Anzi meglio: volato via.

Torna all'inizio