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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL 31 agosto 2008       #TOP


IN EVIDENZA

Le sorti magnifiche della cordata tricolore Di Eugenio Scalfari. La Repubblica 31-8-08


Ha detto Giulio Tremonti: "Il governo Prodi ci ha lasciato due disastri: l'immondizia di Napoli e l'Alitalia, oltre ad una situazione economica e finanziaria spaventosa. Il presidente Berlusconi ha risolto in 58 giorni il problema dei rifiuti e in 120 giorni ha salvato l'Alitalia. Noi abbiamo rimesso i conti a posto con la Finanziaria di luglio".

Giovedì è stato il giorno del trionfo e le celebrazioni sono continuate nei giorni successivi insieme a una pioggia di nuovi annunci sul federalismo, sulla sicurezza, sulla sanità, sulla scuola.

Ha parlato Berlusconi in tivù. Ha parlato Cicchitto. Hanno parlato Bossi, Calderoli, Maroni. Ha parlato Gelmini. Ha parlato Bombassei della Confindustria, anche lui magnificando la politica del fare rispetto a quella del dire e bruciando il suo chicco di incenso al culto berlusconiano. Qualcuno non ha mancato di indicare alla gogna i giornali "radical-chic" che si ostinano a non unirsi al coro e che comunque "non contano niente di fronte ai trionfali sondaggi di questo scorcio agostano".

Infine ha parlato anche Roberto Colaninno, presidente "in pectore" della nuova Alitalia, con un'intervista rilasciata al nostro direttore Ezio Mauro e pubblicata venerdì scorso. Un'intervista di grande interesse perché Colaninno spiega la filosofia imprenditoriale che ha indotto lui e altri quindici imprenditori italiani a impegnare oltre un miliardo di euro per salvare dal fallimento la compagnia di bandiera indipendentemente dalle opinioni politiche di ciascuno di loro.

Colaninno si è sempre proclamato di sinistra ed ha ribadito in quell'intervista la sua collocazione ma le sue opinioni politiche - ha detto - non hanno niente a che vedere con la sua visione imprenditoriale. L'Alitalia era un'occasione per mettere quella vocazione alla prova rischiando anche un po' di soldi (nel suo caso 200 milioni che non è poca cosa).

Questo ha fatto insieme ad altri suoi compagni di cordata. Chiede di esser giudicato sui risultati.

Alle domande criticamente incalzanti di Ezio Mauro ha risposto che non stava a lui di distribuire torti e responsabilità sul disastro Alitalia e neppure sui provvedimenti che il governo avrebbe preso per render possibile la nuova avventura della compagnia di bandiera. "Una cosa è certa" ha detto "l'Alitalia è fallita. Per farla rinascere bisognava liberarla dai pesi del fallimento. Ora si riparte da qui".

"Incipit nova historia".

La filosofia imprenditoriale è sempre stata questa, non è una scoperta di Colaninno e non ci stupisce. Neppure stupisce che quella filosofia si sia richiamata nel tempo con eguale vigore al libero mercato, al protezionismo, perfino all'autarchia, operando per salvaguardare il profitto d'impresa nelle condizioni storicamente date.

Il profitto (l'ho scritto più volte) è la sola variabile indipendente che l'impresa prende in considerazione ed è la sua unica modalità. In un sistema capitalistico le cose stanno così. La democrazia, cioè la sovranità popolare, può correggere questa filosofia capitalistica introducendovi dosi più o meno forti di socialità, di pari opportunità, di visione generale del bene comune.

Non è accettabile invece che la legittima vocazione imprenditoriale al profitto sia fatta passare per dedizione alla salvezza del Paese e alle sue "magnifiche sorti e progressive". Colaninno nella suddetta intervista ha battuto ripetutamente su questo tasto senza forse rendersi conto che, se si rivendica anche un ruolo di salvatori della patria ci si espone inevitabilmente all'esame delle "condizioni date" entro le quali l'operazione specifica avviene, chi ci guadagnerà e chi ne pagherà il conto.

Se ci si veste da salvatori bisogna rispondere alle critiche e non liberarsene con la frase "che altro può fare un imprenditore?".

L'imprenditore può fare tante cose tra le quali anche astenersi dal partecipare ad operazioni che hanno un contenuto eminentemente politico assai più che di vantaggio economico per la collettività.

L'imprenditore non è necessariamente un maniaco del fare. Se vuole anche la patente di salvatore, allora si rassegni ad ascoltare qualche opinione difforme dalla sua.

* * *

Francesco Giavazzi ha scritto sul Corriere della Sera di mercoledì un articolo sull'Alitalia nello stesso giorno in cui anch'io mi cimentavo con quell'argomento. La coincidenza e l'ispirazione sostanzialmente comune mi ha fatto piacere se non altro perché sarebbe difficile accusare Giavazzi, come pure Deaglio e Boeri, di bolscevismo e di radicalismo scicchettone.

Su un punto tuttavia le mie opinioni non coincidono con quelle di Giavazzi. Egli teme che la cordata di Colaninno si sia imbarcata in un'iniziativa troppo rischiosa. Io penso invece, come Deaglio e Boeri, che quei sedici "capitani coraggiosi" abbiano giocato sul velluto avendo ricevuto la staffetta nelle migliori delle condizioni possibili da un governo che sarà comunque (e forse per alcuni di loro è già stato) concretamente riconoscente.

Basta scorrere il decreto legge uscito dal Consiglio dei ministri di giovedì: divisione della vecchia Alitalia in due società, una "cattiva" con tutte le passività in testa allo Stato, l'altra libera come un uccello in volo e affidata ai privati; sospesi i poteri dell'Antitrust per sei mesi al fine di render possibile la concentrazione Alitalia-AirOne e instaurare il monopolio della tratta Linate-Fiumicino; salvaguardare la nuova Alitalia da ogni rivalsa dei creditori e dei dipendenti; consentirle di acquistare da una società fallita tutta la polpa (aerei, slot, diritti di volo, personale dipendente necessario); aprire un negoziato con i sindacati per portarli, già domati, a stipulare contratti nuovi col nuovo vettore.

Un caso tipico di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti, che sarà probabilmente esteso anche ad Air France o a Lufthansa se entreranno per una quota nell'Alitalia nascente.

Chi voglia confrontare l'accordo offerto dai francesi nel marzo scorso vedrà che le differenze sono macroscopiche. Allora non si parlava né di fallimento né di legge Marzano né di divisione in due società, ma dell'acquisto di Alitalia in blocco con i suoi debiti, i suoi dipendenti, la sua flotta. I francesi avrebbero anche pagato allo Stato un prezzo per le azioni e lanciato un'Opa per gli azionisti di minoranza. Avrebbero stanziato 2,600 miliardi per il primo rilancio e incluso Alitalia nel "network" Air France-Klm.

Berlusconi (ma anche Colaninno) hanno definito quell'operazione una svendita. Ma l'operazione attuale come si può definire? Tutti gli oneri allo Stato, tutta la polpa ai privati, Air France compresa se entrerà come azionista. Io direi che un'operazione così si definisce politica di immagine e imbroglio economico.

Sergio Romano, sul Corriere della Sera di ieri ha scritto che l'opposizione dovrebbe collaborare. Non riesco a capire per molti ed egregi opinionisti il ruolo dell'opposizione. Deve collaborare sulla sicurezza, sul federalismo, sulla giustizia, sulla legge elettorale, sulle riforme costituzionali, sulla scuola, sulla sanità. Ed anche su questo pasticcio dell'Alitalia.

Quello che non capisco è dove si può fare opposizione. Sulle fontanelle di quartiere, sindaci di destra permettendolo? Sarebbe interessante saperlo. In realtà si vorrebbe un'opposizione al guinzaglio, un'opposizione addomesticata. Non mi pare sia questo il suo ruolo in una democrazia liberal-democratica. Gli Usa insegnano.

* * *

Forse la parola imbroglio può sembrare eccessiva. Vediamo dunque da vicino alcuni lineamenti dell'operazione.

1. Gli esuberi previsti vanno da un minimo di cinquemila ad un massimo di settemila. Il ministro del "welfare", Sacconi (e prima di lui Berlusconi e Tremonti) assicura che nessun dipendente sarà lasciato per strada. Esistono infatti da quarant'anni alcuni ammortizzatori sociali, la cassa integrazione a zero ore e la mobilità permanente, per un totale di sette anni. Sacconi non inventa nulla che già non vi sia. Ma la cassa integrazione ha un suo plafond e non può estendersi all'infinito. Se si va oltre il limite bisognerà rifinanziarla o inventare nuovi ammortizzatori e nuovi finanziamenti. La questione va considerata con attenzione in tempi di crescita zero del Pil e di incombente disoccupazione.

2. Il governo prevede incentivi e detassazioni per le imprese private che assumano i licenziandi Alitalia. È evidente (Fassino l'ha ricordato ieri) che non si può limitare un provvedimento così anomalo al solo caso dell'Alitalia. Non si possono fare leggi speciali che valgano per un solo soggetto e non per altri. Perciò, se un provvedimento del genere sarà preso, bisognerà estenderlo a tutti gli esuberi che si verificheranno in futuro. Quanto costa una copertura di queste dimensioni?

3. Il governo prevede anche che i piccoli azionisti Alitalia siano indennizzati. Come e in che misura? Attingendo al fondo di garanzia creato per indennizzare i risparmiatori truffati dall'emissione di "bond" fasulli, tipo Parmalat, Cirio, "bond" argentini. Credo che quel fondo sia insufficiente a indennizzare gli azionisti Alitalia. Comunque la fattispecie è completamente diversa. Ma anche qui: se si adotta una strategia di questo genere bisognerà poi estenderla a tutti i piccoli azionisti travolti da crisi societarie. Lo Stato è in grado di assumersi una responsabilità di queste dimensioni? Intervenendo in questo modo mai visto prima sulla Borsa italiana? A me sembra una favola. Anzi l'ennesimo imbroglio.

4. È stato stabilito che gli azionisti della cordata Colaninno non potranno vendere le loro azioni nei prossimi cinque anni, passati i quali saranno liberi di fare quello che più gli sembrerà opportuno. Vedi caso: la scadenza è nel 2013 e coincide con la fine della legislatura. È molto probabile che il grosso dei soci della cordata, che niente hanno a che vedere col trasporto aereo, escano dalla società. Tanto più che avranno come consocio un vettore aereo internazionale, Air France o Lufthansa che sia. In questa vicenda il socio internazionale è destinato ad avere la stessa posizione della spagnola Telefonica in Telecom. È il solo che ne capisce ed è il solo che alla lunga resterà al timone. Ho già scritto che tutta questa vicenda mi ricorda il gioco dell'oca, quando si torna indietro alla casella di partenza. Alla fine avremo una compagnia guidata da un vettore internazionale perché non c'è più spazio in Europa e nel mondo per vettori locali nel mercato globale. La sola differenza sarà che il vettore internazionale avrà speso molto meno di quanto sarebbe avvenuto cinque anni prima.

Questa sì, sarà una svendita preceduta da un imbroglio. Le perdite allo Stato (cioè a tutti noi) i profitti ai privati, nazionali e stranieri. Un imbroglio che camuffa una svendita. La Frankfurter Allgemeine ha scritto ieri: "Un'operazione insolente contro il mercato e contro l'Europa".
Ambasciatore Romano, l'opposizione deve collaborare?
(31 agosto 2008)



Report "Alitalia 2"

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Alitalia 2 (56)


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Sezione principale: Alitalia 2

Nella strategia di passera anche british e mediobanca - massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corrado Passera si gode in relativa pace, tra Roma e il mare di Sabaudia, il primo weekend da "salvatore" dell'Alitalia. Se nel disastro della compagnia aerea il Cavaliere è il sedicente vincitore della partita politica, l'amministratore delegato di Intesa-San Paolo è l'evidente vincitore della partita economica. SEGUE A PAGINA 3.

Alitalia, la frenata della ue ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il sindaco di Milano Moratti: meglio Lufthansa, va salvata Malpensa Alitalia, la frenata della Ue Almunia: "Sì al rilancio ma rispettate le regole". Piloti in rivolta ROMA - "Il rilancio di Alitalia avvenga nel rispetto delle regole Ue". Così il commissario Ue Almunia ha commentato ieri il piano della compagnia.

La rivolta degli scali "abbandonati" "ora basta con il protezionismo" - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La vera cosa nuova non è che Alitalia ha cancellato una regione o il Sud, la vera cosa nuova è che si comincia a vedere un piano industriale perché conoscendolo si possono adeguare le azioni di chi ha asset da sfruttare". Eppure la sua società è un creditore di Alitalia: quattro milioni di euro di tariffe non pagate.

Alitalia, richiamo di almunia "rispettate le regole della ue" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impresa privata prenderei volentieri i dipendenti di Alitalia che sono qualificati e spesso bilingue. Non sarei così pessimista". Un auspicio condiviso dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che rompe il silenzio sulla questione Alitalia: "Deve essere la volta buona. Se non lo fosse sarebbe un pessimo segno".

Mediobanca e british airways il pressing di passera non si ferma - (segue dalla prima pagina) massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: perché Alitalia resta italiana". E non è pensabile neanche un patto a termine, più o meno segreto: si entra oggi con il 5 o il 10%, e tra due o tre anni il partner rileva le quote dei soci italiani e si mangia l'Alitalia. Su questo il vertice di Intesa - Sanpaolo è inequivoco: "Per i soci italiani c'è un vincolo di cinque anni.

Piloti pronti a scioperare Critiche dalla Ue ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I piloti di Alitalia minacciano il blocco. Critiche al piano di salvataggio anche dalla stampa tedesca: "Uno scandalo". Venturelli a pagina 2 Alitalia.

Su Air France lo scontro Tremonti-Letta ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La scelta di Air France come partner straniero di Alitalia, quando la trattativa con Lufthansa sembrava chiusa, è stata l'ultima partita politica giocata nel governo. Da una parte Giulio Tremonti, dall'altra Gianni Letta. Una partita iniziata sotto traccia qualche mese fa e chiusasi al vertice dei ministri lo scorso martedì, tra malumori e scintille.

Questa soluzione è uno scandalo di dimensioni europee ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e lancia un appello a Bruxelles affinchè la Commissione europea "impedisca eccessi di questo genere". In una lunga corrispondenza da Roma firmata da Tobias Piller e dal titolo "Il piano di salvataggio più sfacciato di Berlusconi", la Faz scrive che il piano Alitalia "si fa beffe di tutte le regole del mercato".

Piano Fenice, i piloti sulle barricate Il commissario Almunia avverte: il rilancio rispetti le regole Ue. Sacconi: meno di 5mila esuberi ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piano industriale di effettivo rilancio per la nuova Alitalia. Mal sopportando la spada di Damocle appesa sulla loro testa dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo - che senza il salvagente del via libera sindacale ha previsto il naufragio dell'operazione Fenice - l'Unione Piloti preannuncia opposizione, azioni di blocco comprese, a qualsiasi piano industriale non preveda un'

Malpensa-Fiumicino, dilemma sempre aperto I sindaci Moratti e Alemanno sono entrati subito in azione. Con obiettivi opposti ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non ha ancora finito di sal- vare Alitalia che già subito deve mettersi al lavoro per tenere insieme un'altra cordata, quella della sua maggioranza. L'operazione Fenice infatti non è stata indolore per il centrodestra e al di là dei sorrisi e delle frasi di circostanza ha fatto risalire in superficie vecchie ruggini e antichi dualismi.

I nostri stipendi inferiori al resto d'Europa ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Unione piloti e dell'Anpac dopo la trasmissione televisiva Rai Tv7 sull'Alitalia, in onda venerdì. "Il direttore del Tg1 Riotta - afferma il presidente di Up Massimo Notaro - ha fornito notizie prive di fondamento. È spiacevole che ad essere disinformato sia proprio il direttore di una testata che, a suo dire, fa informazione".

Il Campiello all'esordiente Benedetta Cibrario ( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: "Questa sarà la volta buona". Speriamo. La Gerini riporta la discussione sui libri. Nella mattinata si era svolta la tradizionale conferenza stampa. Un appuntamento di anno in anno sempre più fiacco. Soprattutto quando gli scrittori evidenziano un totale disinteresse a confrontarsi con quanto accade intorno a sé.

Trasporti e governo la realtà e le bugie - teresa massari ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Bari L'analisi Trasporti e governo la realtà e le bugie TERESA MASSARI La Puglia subisce una forte penalizzazione dagli esiti della vicenda Alitalia. Rischia di vedere vanificati gli sforzi di amministratori e imprenditori per dotare la regione di collegamenti strategici e aeroporti efficienti. SEGUE A PAGINA XX.

Alitalia, ancora scintille tra fitto e vendola ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che non considera Bari tra gli scali base Alitalia, ancora scintille tra Fitto e Vendola La vicenda Alitalia riaccende lo scontro tra il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e il suo predecessore, il ministro agli affari regionali, Raffaele Fitto. Dopo due giorni di silenzio sul piano Alitalia che esclude gli aeroporti pugliesi dalle sei basi scelte dalla nuova società,

La moratti: "spero in alitalia-lufthansa ma adesso lasciate volare malpensa" - roberto rho ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sono felice che quella soluzione sia stata sventata e che questo governo abbia dimostrato la capacità di salvare Alitalia". Sospendendo le regole e scaricando i costi economici e sociali sulla collettività è tutto più facile, non trova? "Lei ricorda quando Tommaso Padoa-Schioppa diceva: "Se ci sono investitori che vogliono investire su Alitalia si facciano avanti"?

E in germania gridano allo scandalo "da berlusconi un piano sfacciato" ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attacco sferrato ieri dalla Frankfurter Allgmeine Zeitung nei confronti del piano Alitalia, definito "insolente" anche perché "ricorda molto un modo di agire chiamato "bancarotta fraudolenta"". Il piano, continua la Faz, "si fa beffe di tutte le regole del mercato" ed i clienti avranno "un servizio peggiore a prezzi più elevati".

Fiumicino trema, diecimila posti a rischio - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per ogni esubero all'Alitalia rischiano il posto due persone dell'indotto, e ci saranno ricadute pesantissime sullo sviluppo economico e infrastrutturale. Ho parlato con il commissario straordinario Fantozzi: la situazione è molto, molto seria". Aspetta di "vedere le carte", il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo,

<Regioni e Comunitagliate gli sprechi> ( da "Secolo XIX, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: segue >> 2 31/08/2008 il commissario almunia 31/08/2008 UE su ALITALIA: rispetti REGOLe 31/08/2008 Roma. Il commissario Ue Joaquin Almunia chiede il rispetto delle regole per il riassetto Alitalia. cresci >> 10 31/08/2008 LA DOMENICA 31/08/2008.

Sorpresa, un ecologista che non annoia Ma liberateci dai complotti dei crociati ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ucronico e divertente che ci regala un mondo parallelo dove i vampiri volano sugli aeroplani Alitalia per sbarcare nella Roma della Dolce vita. Un gioiello di humour che fa venire voglia di curiosare più spesso nella collana Urania. Consigliato a chi usa l'ombrellone per schermirsi dal chiaro di luna. DA TASCA Un tentativo di balena di Matteo Codignola (Adelphi, pagg.

Alitalia, prove tecniche di collaborazione ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, prove tecniche di collaborazione di Stefania Scarpa Dopo Alemanno anche Marrazzo chiede un incontro con Colaninno, presidente designato della nuova Compagnia aerea italiana Fronte dell'aeroporto. La questione-Alitalia continua a togliere il sonno ai politici laziali, preoccupati sì per il futuro della compagnia di bandiera ma ancora di più dal fatto che il piano del governo

Domani la proposta d'acquisto a Fantozzi A metà settimana l'offerta per Air One ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come pure non si è stabilito il ruolo che potrebbe rivestire Carlo Toto nella Nuova Alitalia. Un punto spinoso è quello della flotta. Oggi Air One ha 57 aerei; una parte verrebbero ceduti, altri (insieme ai contratti di opzione stipulati con Airbus) rimarrebbero in capo al gruppo Toto, che affitterebbe poi le macchine ad Alitalia.

A Linate dovrà restare solo il Milano-Roma ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è il mettere insieme la questione Alitalia con il sistema aeroportuale italiano. Mettiamo bene in chiaro una cosa: Alitalia e gli aeroporti sono due cose distinte e separate. La nostra compagnia di bandiera deve funzionare bene di per sé e gli aeroporti devono essere gestiti razionalmente a prescindere da Alitalia.

La Moratti boccia i summit inutili: <Il G8? Superato> ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: visto che "avremo 20 milioni di visite" - senza addentrarsi in commenti sulla Nuova Alitalia - il sindaco assicura: "Lasceremo alla città alcune eredità, come una piattaforma per i prodotti alimentari di nicchia o come la città del gusto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Liberazione promuove anche Mara A sinistra è gara allo sdoganamento ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del piano Alitalia che (sempre secondo Scalfari) "Non è una bufala ma...", e che ha diviso mirabilmente la famiglia Colaninno. Il padre Roberto che spiega "non potevo tirarmi indietro", e il figlio Matteo che lo critica. Certo, Francesco Cossiga aveva detto, con una delle sue memorabili sentenze, che Colaninno "è un imprenditore che ha il cuore a sinistra e il portafoglio a destra"

L'ultimo incidente qualche giorno fadanneggiato aereo in arrivo dalla spagna ( da "Secolo XIX, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, lo scorso 21 agosto l'incubo dei volatili si è materializzato sopra i cieli di Genova. Alle 2,20, l'aereo Air Nostrum, vettore regionale dell'Iberia, proveniente da Madrid con circa 80 persone a bordo - in ritardo rispetto all'arrivo previsto per le 21,40 proprio a causa del tragico incidente all'aeroporto madrileno di Barajas -

ROMA Nel piano di salvataggio per l'Alitalia non ci sono aiuti di Stato . Lo afferm ( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non ci sono aiuti di Stato". Lo afferma in un'intervista al Messaggero il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che chiede poi responsabilità a tutte le parti coinvolte, pena un inevitabile fallimento. La rassicurazione di Scajola arriva proprio nel giorno in cui il commissario europeo Almunia ribadisce che la soluzione "

Alitalia, non ci sono aiuti di Stato ( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'INTERVISTA Scajola fiducioso sul sì di Bruxelles richiama i sindacati: intesa o fallimento "Alitalia, non ci sono aiuti di Stato" Ma Almunia avverte: il piano rispetti le regole Ue. Sacconi: non lasceremo solo Fantozzi.

Rosati, Cgil: Linate non si tocca Il sindaco mantenga gli impegni con noi ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il non aver accollato alla nuova Alitalia né debiti né esuberi, con la quasi certezza di far scattare le sanzioni Ue". Però ci sarà ancora una Alitalia a solcare i cieli... "La nuova Alitalia non sarà in grado di fronteggiare la concorrenza internazionale ". Ma disporre di un vettore italiano non è importante?

Pdl e Lega alla Moratti: troppi casi aperti ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ci sono altre priorità Non solo Expo e Alitalia. I partiti di maggioranza incalzano Letizia Moratti, che al suo rientro dalle vacanze dovrà anche gestire alcune situazioni rimaste in sospeso in questi mesi. Lo dice in modo diretto il capogruppo della Lega, Matteo Salvini: "Abbiamo avuto l'Expo e ci siamo ripetuti per mesi che avremmo avuto bisogno di una marcia in più.

Alitalia, Almunia avverte <Rispettare le regole Ue> ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE E i sindacati: prima il piano, poi discutiamo di esuberi Alitalia, Almunia avverte "Rispettare le regole Ue" ROMA - Su Alitalia Joachim Almunia, commissario europeo agli Affari economici, avverte: "Rispettate le regole Ue". E i sindacati: "Prima il piano, poi discutiamo gli esuberi". ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro e de Feo.

Il confronto con Cgil, Cisl e Uil ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI Il confronto con Cgil, Cisl e Uil Giovedì o al più tardi venerdì dovrebbe tenersi l'incontro su Alitalia del governo con i leader della Cisl Raffaele Bonanni, della Cgil Guglielmo Epifani e della Uil Luigi Angeletti (da sinistra nella foto).

Stampa estera ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: BREVI Stampa estera La "Faz" La Frankfurter Allgemeine Zeitung critica la soluzione ideata dal governo Berlusconi per il salvataggio Alitalia definendolo "scandaloso" "Les Echos" Nell'edizione online "Les Echos" dice che la Cai sarà "modesta".

La sinistra, Colaninno e la sindrome <tradimento> ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tradimento" SEGUE DALLA PRIMA Ma il decollo della cordata per l'Alitalia molti bocconi amari, a sinistra, li ha fatti andare giù. Così sono entrate in azione le colubrine. Il quotidiano di Rifondazione comunista, "Liberazione ", non ha esitato a bollare Roberto Colaninno come fosse il Gordon Gekko del film "Wall street ".

La nuova Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La nuova Alitalia Le sfide della rete all'estero Per Italo Bocchino del Pdl, la soluzione trovata permetterà alla compagnia di avere anche un ruolo internazionale Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si augura che "sia la volta buona" o "sarebbe un brutto segno".

Accuse dalla Germania: salvataggio scandalo ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per salvare Alitalia ricorda molto il modo di agire che nel codice civile è descritto come "bancarotta fraudolenta". Le parti buone della società vengono vendute mentre i debiti, i dipendenti in eccesso e altri problemi restano indietro. Per non far sorgere uno scandalo, alla fine il governo italiano dovrà saldare i conti ma questi pagamenti "

E i politici ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI E i politici L'economista del Pd Nicola Rossi: attenti ai conflitti d'interessi Antonio Di Pietro, Italia dei Valori: per salvare Alitalia, un decreto-truffa Pier Luigi Bersani, ministro ombra Pd per l'Economia: "imprenditori con la pistola alla tempia".

Tabacci e Morando attaccano: monopolio Roma-Milano ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione Alitalia dà a un gruppo di imprenditori una posizione di monopolio soprattutto sulla rotta Milano-Roma: lo ha affermato Bruno Tabacci, deputato Udc, a margine di un dibattito alla Festa Democratica nazionale di Firenze. "Si devono chiamare le cose con il loro nome - ha detto - questo non è il salvataggio di Alitalia,

I paletti europei ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: BREVI I paletti europei Il commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia (nella foto) ieri in Italia ha ricordato che l'operazione per la nuova Alitalia va fatta nel rispetto delle norme che vietano il ricorso ad aiuti di Stato.

Gli imprenditori ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI Gli imprenditori Roberto Colaninno sarà presidente della Compagnia aerea italiana Gilberto Benetton, con Atlantia, sarà fra i primi azionisti della nuova Alitalia Augusto Fantozzi sarà commissario liquidatore di Alitalia.

I giornali ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI I giornali "Liberazione" ha attaccato Colaninno. "Il Riformista" ha decretato con Alitalia l'ennesima sconfitta di Veltroni Nicola Rossi "L'idea che possano esserci imprenditori amici e non amici è alla radice di alcuni fra gli errori più clamorosi della sinistra".

I sindacati: esuberi? Prima il piano ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Resteranno tutti in Alitalia i 3 mila lavoratori dell'handling che si uniranno al migliaio di AirOne? O quelli operanti sugli scali minori seguiranno le esternalizzazioni? Della manutenzione si sa per certo che la "line", circa 500 persone, resterà in Alitalia. In bilico ci sono la "light", altre 700 persone, la manutenzione motori (450),

Almunia: rispettare le regole Ue ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intervento del commissario europeo agli Affari economici e monetari, Joachim Almunia, ieri su Alitalia, ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, che il faro dell'Ue è puntato sull'"operazione Fenice". Ieri non c'è stata la presentazione dell'offerta da parte della Compagnia aerea italiana (Cai), cioè i 16 soci intenzionati a rilevare Alitalia.

A Fregene? Ci vanno i "finti". Quelli che non hanno mai visto il mondo fuori ( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Emanuela e Arianna, due amiche della Casiliana e dell'Infernetto, salutano allegre da dentro l'acqua con indosso enormi cappelli da cow-boy. "A Fregene - dice il loro amico Mike, 35 anni, dipendente Alitalia - il bagno nemmeno te lo puoi fare. Ma che ce vai a fa'?".

L'Europa: crescita molto, molto lenta ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: difficile partita degli esuberi Alitalia e martedì ci sarà la ripresa del confronto con Confindustria per il rinnovo del modello contrattuale. Senza contare il diabolico gioco a scacchi sugli Statali che rischia di saltare da un momento all'altro. A lanciare l'allarme è il segretario generale della Uil Luigi Angeletti che ieri non ha escluso uno sciopero generale del pubblico impiego "

Le banche americane e i nostri pericoli ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: gli aiuti di Stato italiani all'Alitalia fanno sorridere. Quando l'americana Merrill Lynch trasferisce alla filiale inglese 29 miliardi di dollari di perdite così da non pagare tasse a Londra per 60 anni, ci si dovrà pur chiedere se il salvagente della Federal Reserve per le banche d'investimento non aggiunga la beffa al danno.

Il forum di oggi ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 29 categoria: REDAZIONALE Il forum di oggi Scioglilingua di Giorgio De Rienzo Alitalia, la "bandierina" e le parole da censurare è partita la caccia a parole ed espressioni da censurare o mettere al bando. Tommaso, per esempio, si augura che "splittare", "pushare" usati dai cronisti sportivi televisivi siano cancellati.

Piero Marrazzo: <Due posti persi per ogni esubero> ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia La Regione Piero Marrazzo: "Due posti persi per ogni esubero" "Non sono tranquillo". Da Firenze, dove è intervenuto alla Festa del Pd, Piero Marrazzo si dice "preoccupato per gli esuberi dell'Alitalia". Il perchè lo spiega subito: "In una città come Roma e in un territorio come il Lazio che hanno un indotto forte sull'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: - pag: 51 Il si... ( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ci sono altre priorità Non solo Expo e Alitalia. I partiti di maggioranza incalzano Letizia Moratti, che al suo rientro dalle vacanze dovrà anche gestire alcune situazioni rimaste in sospeso in questi mesi. Lo dice in modo diretto il capogruppo della Lega, Matteo Salvini: "Abbiamo avuto l'Expo e ci siamo ripetuti per mesi che avremmo avuto bisogno di una marcia in più.

ROMA Mentre il governo, per bocca del ministro Sacconi, annuncia pieno sostegno al neo commissario ( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A lanciare il primo avvertimento sul dossier Alitalia è il commissario europeo agli Affari economici e monetari Joachim Almunia, ieri in Italia, a Capalbio, dove si assegnava l'omonimo premio: "Spero che si trovi una soluzione; serve - ha detto Almunia - una soluzione buona per la compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori, ma che sia compatibile con le regole europee"

ROMA - Aspetto di vedere le carte e non sono tranquillo, mi preoccupa profondamente la questio ( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non nasconde i suoi timori sulla vicenda Alitalia a margine della Festa nazionale del Pd. "Ho convocato per mercoledì il tavolo dei sindacati con il sindaco di Roma - ha ricordato Marrazzo - Ho già parlato anche con Fantozzi e aspetto di incontrare Colaninno. Ma è evidente che se non avrò le carte non sarò assolutamente rassicurato".

Alitalia, Almunia: La soluzione deve rispettare le regole europee ( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Brunetta: incentivi ai privati per assorbire gli esuberi. Altre critiche da Udc e Idv: piano confuso e scorretto Alitalia, Almunia: "La soluzione deve rispettare le regole europee" Sacconi: "Non lasceremo solo Fantozzi". I piloti attaccano.

La scissione dell'Alitalia che dà vita alla cosiddetta bad company con in carico debiti ed ( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se non ben articolata, potrebbe essere considerata aiuto di Stato e quindi incorrere nella reazione di Bruxelles. Altro passaggio delicato sarà quello del trasferimento degli slot dell'Alitalia alla Nuova Compagnia: il pericolo è che venga realizzato sotto costo, violando le regole della concorrenza.

<Alitalia, il rilancio rispetti le regole> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dovrà accompagnare l'eutanasia della "vecchia Alitalia", cedendo gli aerei, i piloti gli assistenti di volo, gli asset ed i dipendenti che servono a creare la "nuova Alitalia", più snella, nella quale verrà integrata anche Air One, e che dovrebbe presto rafforzarsi con altri soci nella Compagnia aerea italiana.

Clima di attesa per i lavoratori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: commenta un'assistente di scalo da tredici anni in Alitalia, "Una cosa, comunque, è certa: la compagnia è sana e quando affermo questo, mi riferisco all'operativo voli. Tanto per fare un esempio", aggiunge la dipendente di Alitalia, "i voli per Milano difficilmente non si riempiono e con tariffe, peraltro, assai alte.

Brunetta: "Alitalia, incentivi ai privati che assumono gli esuberi" ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Spero che per Alitalia si trovi una soluzione buona - commenta a sua volta il commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia - e che sia compatibile con le regole europee". Domani, i sindacati dei dipendenti Alitalia fanno il loro ingresso al ministero del Lavoro.

Di Pietro ruba il Pd a Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Berlusconi, lui che è il nostro nemico?". Che dobbiamo dire: che è Ezio Mauro a non aver capito, o è il tuo ghost writer? Il fatto è che Berlusconi non ha vinto: ha stravinto. Ha vinto su Napoli e ha vinto su Alitalia, mentre Di Pietro ti sta portando via dalle unghie il tuo Partito democratico comportandosi come la vedova nera che prima fa sesso col proprio partner e poi,


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Nella strategia di passera anche british e mediobanca - massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

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Il personaggio Nella strategia di Passera anche British e Mediobanca MASSIMO GIANNINI "Il piano è solido e serio. Dietro c'è una vera strategia-Paese, non un banale interesse di bottega. Per questo non accetto che si dica che è un imbroglio, o un favore fatto a Berlusconi. Semmai è un favore fatto all'Italia, alla sua industria, al suo futuro". Corrado Passera si gode in relativa pace, tra Roma e il mare di Sabaudia, il primo weekend da "salvatore" dell'Alitalia. Se nel disastro della compagnia aerea il Cavaliere è il sedicente vincitore della partita politica, l'amministratore delegato di Intesa-San Paolo è l'evidente vincitore della partita economica. SEGUE A PAGINA 3.

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Alitalia, la frenata della ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

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Sacconi: "Palazzo Chigi non abbandonerà il commissario Fantozzi". Il sindaco di Milano Moratti: meglio Lufthansa, va salvata Malpensa Alitalia, la frenata della Ue Almunia: "Sì al rilancio ma rispettate le regole". Piloti in rivolta ROMA - "Il rilancio di Alitalia avvenga nel rispetto delle regole Ue". Così il commissario Ue Almunia ha commentato ieri il piano della compagnia. I piloti: "Garanzie prima di parlare di esuberi". Il sindaco di Milano Moratti: "Lufthansa meglio di Air France". ALLE PAGINA 2, 3 E 4 SEGUE A PAGINA 2.

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La rivolta degli scali "abbandonati" "ora basta con il protezionismo" - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

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Economia Il presidente di Assaeroporti, Di Paola: si vive anche senza Alitalia, ma il mercato va rispettato La rivolta degli scali "abbandonati" "Ora basta con il protezionismo" Si difenda pure la nuova società, ma non ci impediscano di sviluppare alternative efficaci per i nostri scali PIERO RICCI BARI - "Di Alitalia si può fare a meno, ma non mettano troppe norme protezionistiche per difendere la nuova società che ci impedirebbero di sviluppare alternative efficaci per i nostri aeroporti": Domenico Di Paola manterrà ancora per pochi giorni la presidenza di Assaeroporti, l'associazione che riunisce sotto il logo di Confindustria, i gestori degli aeroporti. è amministratore unico di Aeroporti di Puglia, la società della Regione Puglia che gestisce i quattro aeroporti pugliesi, esclusi dal piano di salvataggio. Preoccupato? "No. Per esempio Alitalia non ha mai portato i pugliesi in giro per l'Italia, né per il mondo. Li ha solo portati a Roma e a Milano, sfruttando tratte anche molto profittevoli. A me è toccato pagare 700 euro per arrivare da Milano a Brindisi via Roma, nemmeno con un volo diretto. La vera cosa nuova non è che Alitalia ha cancellato una regione o il Sud, la vera cosa nuova è che si comincia a vedere un piano industriale perché conoscendolo si possono adeguare le azioni di chi ha asset da sfruttare". Eppure la sua società è un creditore di Alitalia: quattro milioni di euro di tariffe non pagate. "Non li avrei visti nemmeno in caso di fallimento. Il punto non è questo". E qual è? "Avere le condizioni giuste per sviluppare i miei asset. Abbiamo migliorato i nostri indici di mobilità non certo per le compagnie di bandiera ma per attrarre nuovi vettori". Si può fare a meno di Alitalia, insomma. "Certamente. Se ho degli asset, seguendo le regole europee, nessuno mi può impedire di svilupparli solo perché c'è da proteggere una compagnia che definiscono di bandiera. Se snobba i miei scali, mi si dia la possibilità di coltivarli comunque. L'importante è che non si mettano norme protezionistiche nei confronti della nuova compagnia che ci impediscono di sviluppare una nostra politica sulla mobilità". Tipo? "Se lo sapessi non lo direi. Hanno troppa fantasia a metterci i bastoni fra le ruote visto che riescono anche a non aggiornare le tariffe che le compagnie devono agli scali nemmeno agli indici Istat. Spero che ognuno possa giocare la sua partita visto che è nei momenti di crisi che si possono cogliere nuove opportunità. E in questa vicenda, nel dibattito di questi giorni, ci sono due grandi assenti: il passeggero e una politica sulla mobilità. Una sana politica di liberalizzazioni e quindi di mercato non condizionato da altri fattori, sicuramente va a favore del passeggero. Alitalia e Airone hanno svolto un ruolo importantissimo nel trasporto aereo. Anche dire di non aiutare questa nuova compagnia a decollare nel migliore dei modi potrebbe essere sbagliato. Vedremo".

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Alitalia, richiamo di almunia "rispettate le regole della ue" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

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Economia Alitalia, richiamo di Almunia "Rispettate le regole della Ue" I piloti in trincea: senza un piano di sviluppo non trattiamo Il salvataggio Sacconi: governo vicino a Fantozzi E Gianni Letta: deve essere la volta buona LUCIO CILLIS ROMA - A poche ore dall'inizio "vero" della trattativa per Alitalia, sindacati e governo duellano a distanza. Domani al ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi incontrerà le sigle e le associazioni professionali, mentre nelle stesse ore il neo commissario Augusto Fantozzi entrerà nella sede della Magliana. I rappresentanti dei lavoratori chiedono di affrontare innanzitutto la questione del rilancio della compagnia di bandiera. E rimandano al mittente (l'ad di Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera) l'invito perentorio a chiudere rapidamente l'accordo nei termini previsti dal piano "Fenice". Dal fronte politico, invece, arrivano diverse novità di rilievo. "La ricollocazione si farà in aziende private con incentivi - ha annunciato il ministro Renato Brunetta, togliendo definitivamente dal tavolo l'ipotesi di un passaggio in massa alla pubblica amministrazione - se fossi un'impresa privata prenderei volentieri i dipendenti di Alitalia che sono qualificati e spesso bilingue. Non sarei così pessimista". Un auspicio condiviso dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che rompe il silenzio sulla questione Alitalia: "Deve essere la volta buona. Se non lo fosse sarebbe un pessimo segno". Il commissario europeo agli Affari economici e monetari Joaquin Almunia però avverte: "Spero che si trovi una soluzione buona per la compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori. Ma, soprattutto, compatibile con le regole europee". I sindacati respingono l'idea di un dialogo frettoloso, che cominci dai tagli al personale piuttosto che dalla salvaguardia del marchio Alitalia: "Non andremo a nessuna trattativa con la penna in mano - avverte Fabio Berti, leader dell'Anpac, la sigla che riunisce il maggior numero di piloti - prima vogliamo conoscere i dettagli del piano, quanti aerei, quali rotte, quale futuro. Poi dovremo scendere nel dettaglio del progetto che, ad una prima analisi di quanto emerso ufficiosamente nelle ultime ore, non sembra proprio in linea con una politica di rilancio. Solo alla fine di questi passaggi potremo parlare di uscite dall'azienda e ammortizzatori sociali. Altrimenti - conclude - non mi siedo a parlare nemmeno di un solo esubero". I confederali dal canto loro, sono pronti a misurarsi col governo ma non fanno sconti: "Il quadro generale è molto preoccupante - ammette Franco Nasso leader della Filt Cgil - e la discussione può iniziare solo se si parte dal tema principale: il rilancio di Alitalia. Non accetteremo di iniziare dalla coda, ovvero dagli esuberi". Anche Marco Veneziani della Uilt, attende di vedere il piano Fenice nel dettaglio: "Per sostenere la compagnia serve un piano coerente e serio. C'è chi parla di 5mila o anche 7 mila posti da tagliare? Sono cifre irricevibili - aggiunge Veneziani - questa parte della vertenza andrà affrontata solo al termine di una seria analisi del piano di Intesa". E sull'avvio stentato del dialogo tra esecutivo e sindacato, è critico anche il sindacato vicino al centrodestra: per Roberto Panella, numero uno dell'Ugl Trasporti, "il settore aereo ha di fronte una crescita forte, dell'8-10 per cento, mentre per Alitalia il progetto Fenice, per quel poco che se ne sa, sembra voler ridimensionare la compagnia al rango di vettore regionale. Se il piano non ci soddisferà, noi non potremo condividerlo a tutti i costi".

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Mediobanca e british airways il pressing di passera non si ferma - (segue dalla prima pagina) massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

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Economia Mediobanca e British Airways il pressing di Passera non si ferma L'ad di Intesa ai sindacati: è l'ultima opportunità (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) MASSIMO GIANNINI I tanti, autorevoli interlocutori che in queste ore hanno avuto occasione di parlargli, non possono non cogliere la legittima soddisfazione di chi sente di aver portato a termine una "missione impossibile". Ma Passera è anche il primo a sapere che siamo solo all'inizio di un percorso lungo e difficile. Per poter considerare davvero risolto il caso Alitalia "le prossime due settimane saranno decisive", continua a ripetere. C'è da definire il "pacchetto di mischia" dei player che guideranno la "best company". C'è da decidere il partner estero che dovrà pilotarla in un circuito globale. C'è da convincere il sindacato ad accettare la gestione degli esuberi e la definizione degli asset in perdita da "rottamare" nella "bad company". Ecco perché il Ceo di Intesa non si stacca un minuto dal telefono. Chiamate continue. Con il suo braccio operativo Miccicchè, "che sta facendo un lavoro straordinario". Con il ministro del Welfare Sacconi, "che finora si è mosso in modo impeccabile". Con il commissario Fantozzi. Con le banche d'affari, "che dovrebbero entrare a breve nel capitale" della newco. Con i vertici delle grandi compagnie europee, tra le quali "nei prossimi giorni sarà scelto l'alleato". Passera ci crede. Ha una fiducia enorme nel progetto. Non è un caso che venerdì scorso, nel bagno di folla del meeting di Cl a Rimini, ai tanti amici che gli andavano a stringere la mano per complimentarsi per Alitalia continuava a ripetere: "La tiriamo fuori, è sicuro. Abbiamo il piano, abbiamo gli uomini, abbiamo gli alleati, abbiamo i soldi. E stata ed è ancora una fatica pazzesca, ma stavolta la tiriamo fuori sul serio". Forse è proprio per questa fiducia, proprio per la passione e l'impegno personale che ci ha buttato dentro, che il super-banchiere oggi si irrita di fronte alle obiezioni sollevate da giornali e centrosinistra. "Chi dice che abbiamo fatto un favore a Berlusconi o è in malafede, o non ha capito niente. Da oltre un anno avevamo avanzato un progetto di salvataggio per Alitalia. Il governo di centrosinistra aveva fatto scelte diverse, che per tante ragioni non sono andate a buon fine, E ora che siamo stati richiamati per studiare un'alternativa, cosa dovevamo fare? Chiamarci fuori perché al governo c'è Berlusconi? Buttare a mare la compagnia di bandiera per fare un danno al premier? Siamo seri: non è questo lo spirito con cui lavoriamo, non è questo lo spirito con cui dovrebbero agire tutti quelli che hanno a cuore le sorti di questo Paese". Passera non è mai stato un berlusconiano, in senso politico. Nel chiacchierare con i suoi amici, non ha mai risparmiato critiche al Cavaliere. Ma nel raccontare ai suoi manager le tappe della vicenda Alitalia, non gli ha mai risparmiato neanche gli elogi. Lo ha incontrato due volte, insieme a Giulio Tremonti, e in entrambe le occasioni il premier lo ha trovato "correttissimo". "Sappiamo che non siete una banca a noi vicina - gli ha detto il Cavaliere - ma vogliamo salvare Alitalia e la sua italianità, e per questo abbiamo piena fiducia in voi". Così è andata. Oggi Passera lo rivendica con orgoglio, a chi lo chiama a Sabaudia. "C'è una grande sfida da cogliere. C'è una grande azienda-Paese che non ce la fa ad andare avanti, e che sta morendo. Ma al suo interno ha grandi risorse, grandi potenzialità. E' giusto provarci, e noi lo facciamo, con un piano vero, con un passaggio trasparente attraverso le procedure concorsuali, con una strategia di risanamento e di rilancio molto chiara. Cosa volete che ci importi della politica? E lasciamo pure stare i Benetton o i Ligresti, ma cosa volete che gli importi della politica ai Riva, agli Aponte, ai Fratini, che in questa scommessa ci investono tra i 50 e i 100 milioni di euro? Dov'è la "pistola puntata alla tempia" di cui si parla in giro?". Su questo, il super-banchiere e il Pd sembrano parlare davvero due lingue diverse. Passera, secondo i racconti di chi gli ha parlato, è anche convinto di un'altra verità: non è stato Berlusconi a far saltare l'operazione con Air France. Il Cavaliere l'ha avversata in campagna elettorale, su questo non c'è dubbio. Ma ai vertici della compagnia francese, a un certo punto, ha anche mandato un messaggio chiaro: se chiudete l'affare prima del voto, e noi vinciamo le elezioni il 13 aprile, state pure tranquilli perché non torniamo indietro, e per noi l'operazione si fa comunque. Dunque la responsabilità vera di quel mancato accordo è stata di altri. I veti del sindacato, e le incertezze del governo Prodi. Tutto il resto è venuto di conseguenza. E su questo "resto" Passera ci mette fino in fondo la faccia, incurante delle strumentalizzazioni: "L'operazione che abbiamo costruito ci permette di salvare un grande asset del Paese, di rimettere in conti in ordine, di ampliare la copertura del mercato domestico e intercontinentale, di rinnovare completamente la flotta. Era ed è nostro dovere lanciarci in questa avventura: il caso Fiat ha dimostrato che, per quanto in crisi, un grande marchio italiano, una grande azienda del Paese può rinascere, se c'è dietro un grande progetto". Il "Piano Fenice", secondo Passera, è questo progetto. E adesso può e deve spiccare il volo. Nonostante tutte le critiche, lo considera "il migliore possibile". E a chi in queste ore gli obietta che il piano Air France era molto più conveniente risponde a muso duro: "Chi fa questi ragionamenti dice una bugia e non tiene conto di una realtà oggettiva: il piano Air France è nato con un petrolio a 80 dollari al barile, il nostro con un petrolio a 115 dollari al barile. E nonostante questo, il nostro piano resta migliore, da tutti i punti di vista". La prova starebbe in un retroscena, raccontato da fonti vicine all'advisor: la telefonata con la quale Jean-Cyril Spinetta ha informato Passera della sua decisione di riaprire il dossier Alitalia per un eventuale ingresso nella newco con una quota di minoranza, culminata con un "complimenti, avete fatto un lavoro davvero eccellente". Ma qui si entra nel campo delle incognite, ancora da definire. La prima, appunto, è quella del partner. Il Ceo di Intesa-Sanpaolo sta lavorando, la squadra guidata da Miccicchè fa la spola tra Milano, Parigi, Francoforte e anche Londra. Perchè questa è la novità delle ultime ore: oltre ad Air France e Lufthansa, ci sarebbe anche un'apertura da parte di British Airways. Questione di giorni, e il nodo verrà sciolto. Passera non lo dice, neanche ai suoi: nonostante un lieve vantaggio di Air France, già rodata con l'accordo SkyTeam (la cui rescissione costerebbe comunque 130 milioni di penale), non si può escludere nessuna delle altre piste. Né quella tedesca, con l'ingresso nel network di Star Alliance, né quella inglese, ora ampliata anche dall'integrazione con Iberia. Ma una cosa è chiara, e Passera ci tiene a ribadirlo ai suoi interlocutori: "L'accordo è per una quota di minoranza, perché Alitalia resta italiana". E non è pensabile neanche un patto a termine, più o meno segreto: si entra oggi con il 5 o il 10%, e tra due o tre anni il partner rileva le quote dei soci italiani e si mangia l'Alitalia. Su questo il vertice di Intesa - Sanpaolo è inequivoco: "Per i soci italiani c'è un vincolo di cinque anni. Scaduto il quale, non sono previsti diritti di prelazione, per nessuno". E questa è però la seconda incognita. Non è ancora chiaro il modello di governance della nuova Compagnia Aerea Italiana. E anche su questo Passera è ancora al lavoro, Ci dovranno essere quattro o cinque soci maggiori, che investiranno ciascuno 150 milioni di euro. Tra questi ci sarà ovviamente Intesa-Sanpaolo, Benetton e Colaninno. Ma non è previsto patto di sindacato. E dunque, per rendere più stabile questo "nocciolino duro", altrimenti troppo debole, il super-banchiere sta trattando per far entrare in pista almeno due grandi investitori istituzionali, considerati ormai praticamente certi: Mediobanca e Morgan Stanley. I telefoni tra Roma e Milano, in questo week-end, sono roventi: nel giro dei prossimi tre-quattro giorni Piazzetta Cuccia dovrebbe sciogliere positivamente la sua riserva. Molto dipende anche dalla scelta del partner estero, e dalla "qualità" del suo coinvolgimento, che a Mediobanca viene considerata decisiva per poter valutare le reali prospettive di ripresa internazionale della compagnia. Infine c'è la terza incognita, forse la più delicata. La questione degli esuberi, che è stata ed è oggetto di una critica feroce, anche di chi considera intollerabile, in una logica di mercato, il trasferimento coatto dei 6mila dipendenti Alitalia alle Poste o a qualche altra società pubblica, ancorchè di diritto privato. Su questo punto, nei suoi colloqui con Sacconi, Passera è stato chiaro: "Non so chi mette in giro queste sciocchezze, ma la gestione degli esuberi avverrà come da prassi, e secondo le leggi vigenti in materia: quindi cassa integrazione e mobilità. Nient'altro. Se poi nel frattempo si profilassero altre opportunità di reinserimento, anche in questo caso attraverso l'attivazione delle normative già in vigore sulla riqualificazione e il reimpiego dei lavoratori svantaggiati, allora tanto meglio. Ma non c'è e non ci sarà alcuna forma di assistenzialismo". Ma convincere Cgil-Cisl-Uil, più le rappresentanze dei piloti e le altre sigle del trasporto aereo, sarà una fatica immane. Passera, come gesto di distensione e segno di attenzione, ha definito subito il via libera dei sindacati "pregiudiziale" ai fini della riuscita del Piano Fenice. Ora, a mente fredda, fa un ragionamento più realistico: "Parlerò con i sindacati, ci parlerà il governo, ci parlerà il commissario. Ma stavolta devono capire una cosa semplice: preferiscono gestire lo smaltimento di 6 mila esuberi oggi, oppure trovarsene 20 mila tra un mese? Perché stavolta, davvero, non c'è un'altra strada".

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Piloti pronti a scioperare Critiche dalla Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

I piloti di Alitalia minacciano il blocco. Critiche al piano di salvataggio anche dalla stampa tedesca: "Uno scandalo". Venturelli a pagina 2 Alitalia.

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Su Air France lo scontro Tremonti-Letta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Roberto Rossi Non di logica industriale si è trattato, ma di uno scontro di potere bello e buono. La scelta di Air France come partner straniero di Alitalia, quando la trattativa con Lufthansa sembrava chiusa, è stata l'ultima partita politica giocata nel governo. Da una parte Giulio Tremonti, dall'altra Gianni Letta. Una partita iniziata sotto traccia qualche mese fa e chiusasi al vertice dei ministri lo scorso martedì, tra malumori e scintille. Con un vincitore, il ministro del Tesoro, un perdente, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e due spettatori, il ministro alle Infrastrutture Matteoli e quello alle Attività produttive Scajola. Un finale che consegna a Tremonti la vera guida politica del governo e che relega Letta a un insolito ruolo di comprimario. La trama di questo film con finale a sorpresa prende il via intorno a luglio. Quando svanita la proposta Air France e bloccata la possibilità di un acquisto per la concorrente francese, Lufthansa torna a riannodare il filo con Alitalia. Il filo si era spezzato quasi un anno fa. Quando l'allora governo Prodi bocciò il suo piano di rilancio a scapito di Air France. Il primo passo non è difficile. I contatti del gruppo tedesco con Intesa Sanpaolo, la banca incaricata dal governo ad approntare un piano di salvataggio per Alitalia, non si sono mai interrotti. Il problema è quello di riannodare il filo con la politica. Materia enigmatica specie per chi viene da fuori. I vertici di Lufthansa in Italia, la compagnia tedesca possiede il gruppo Air Dolomiti, decidono di puntare su Gianni Letta, braccio destro del presidente del Consiglio. "A luglio ci sono stati una serie di contatti diretti" ci spiega una fonte. I tedeschi, va avanti la fonte, "erano molto preoccupati dell'affidabilità governativa". Lufthansa non ha timori di natura economica, tra l'anno scorso la compagnia ha chiuso il proprio bilancio con 4 miliardi di utile circa, "il loro timore era quello di perdere la faccia. I loro azionisti avevano già il mal di pancia per l'operazione". Che però ha un grande sponsor: "l'amministratore delegato di Lufthansa". Il vulcanico Wolfgang Mayrhuber ha sempre creduto nel mercato italiano. La natura morfologica del Paese, gli scarsi collegamenti ferroviari, la sua posizione privilegiata nel Mediterraneo facevano e fanno dell'Italia un boccone appetitoso. Non a caso la prossima settimana per il vettore tedesco inizierà comunque l'operazione Malpensa. Si tratta del rafforzamento della controllata, la compagnia Air Dolomiti (che potrebbe anche cambiare nome in Lufthansa Italia), con mezzi e voli sullo scalo lombardo. Nei primi giorni di agosto, quando Intesa si prepara a chiudere il piano e a congelarlo per l'intero mese, evitando scioperi e manifestazioni in un periodo cruciale, l'ultimo incontro con Letta. La politica sembra aver dato il via libera. Resta da sciogliere il nodo dei sindacati. Con i quali iniziano una serie di incontri. Una alla volta vengono sondati. "Non tutti, però, quelli più importanti". Quelli di categoria, i piloti, gli assistenti di volo, e le confederazioni. Per non lasciare nulla al caso, Lufthansa pensa anche a contattare la politica locale. In Lombardia e in Veneto i due governatori vengono informati quasi costantemente. Lufthansa si premura di far arrivare qualche segnale indiretto anche al presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. La trattativa va avanti stancamente, ma cammina. E siamo a dieci giorni fa circa. Si comincia a rumoreggiare di una possibile intesa con Lufthansa. Voci danno imminente anche l'uscita di un comunicato ufficiale nel giro di pochi giorni. "I tedeschi non si fidavano a fare qualunque tipo di comunicato - va avanti la fonte - se non c'era una certezza". Per cosa? Quello che manca nel piano di Intesa è chiarezza sul destino di Linate. "Lufthansa lo vorrebbe drasticamente ridimensionato da subito. Per loro era importante partire immediatamente con il network multihub utilizzando Malpensa". In questa partita, quindi, Linate non avrebbe retto. Parallelamente si sta formando la cordata voluta da Silvio Berlusconi. La presenza di Lufthansa è anche una sorta di assicurazione per i sedici imprenditori riuniti sotto l'etichetta della Compagnia aerea italiana e guidati dal presidente della Piaggio Roberto Colaninno. Il vettore è solido. L'affare si può chiudere. E siamo al vertice. Dove Lufthansa entra come papa ma esce vescovo. Tremonti impone il suo peso politico e rilancia Air France. I più maligni sussurrano con il benestare di Berlusconi. Un favore in più all'amico Sarkozy, uno sgarbo alla non amata Merkel. Non c'è tempo per cambiare il piano di Intesa. L'impianto, il multihub, Linate ridimensionato, rimane. Il giorno dopo gli emissari di Passera lo propongono ad Air France. Il cappotto non è della taglia giusta per i francesi ma è il prezzo e basso. Parigi accetta di corsa. A marzo avrebbe speso 2,5 miliardi, oggi con un centinaio di milioni si assicura un'opzione su Alitalia per i prossimi anni. Simile a quella che intasca Tremonti per la guida del prossimo governo.

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Questa soluzione è uno scandalo di dimensioni europee (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Questa soluzione è uno scandalo di dimensioni europee" Il quotidiano di centrodestra tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), nel suo numero di ieri, parla di "scandalo" riferendosi al piano di salvataggio dell'Alitalia e lancia un appello a Bruxelles affinchè la Commissione europea "impedisca eccessi di questo genere". In una lunga corrispondenza da Roma firmata da Tobias Piller e dal titolo "Il piano di salvataggio più sfacciato di Berlusconi", la Faz scrive che il piano Alitalia "si fa beffe di tutte le regole del mercato". Per il quotidiano, il presidente del consiglio "è tornato a principi del settore pubblico, che potrebbero essere usciti dal programma di un sindacato o da un libro di testo comunista". Secondo la Faz, insomma, il piano non ha niente a che fare con i "principi della concorrenza". E per i passeggeri, prevede il giornale, significherà un "servizio peggiore a prezzi più alti". Il quotidiano ricorda che l'Alitalia ha ricevuto fondi pubblici per 1,4 miliardi di euro fino al 2004 e poi prestiti ponte nel 2005 e nel 2008 per garantire la sua "sopravvivenza". Ed ora, sottolinea, "Berlusconi vuole separare i pezzi migliori della compagnia aerea e passarli a un prezzo scontato a un nuovo consorzio di imprenditori". A quel punto, prosegue, "sarà lo Stato italiano a occuparsi degli scarti". La Faz paragona la situazione a una "bancarotta fraudolenta" e conclude definendo l'operazione uno "scandalo di dimensioni europee". La parola passa ora a Bruxelles, ma il quotidiano ricorda che il Commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, fu portavoce di un passato governo Berlusconi.

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Piano Fenice, i piloti sulle barricate Il commissario Almunia avverte: il rilancio rispetti le regole Ue. Sacconi: meno di 5mila esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Luigina Venturelli / Milano AVVERTIMENTI L'Unione europea non si lascia affascinare dal salvataggio dei miracoli e chiede una soluzione "compatibile con le regole europee". I sindacati non si lasciano intimorire dalle parole di Corrado Passera e pretendono un piano industriale di effettivo rilancio per la nuova Alitalia. Mal sopportando la spada di Damocle appesa sulla loro testa dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo - che senza il salvagente del via libera sindacale ha previsto il naufragio dell'operazione Fenice - l'Unione Piloti preannuncia opposizione, azioni di blocco comprese, a qualsiasi piano industriale non preveda un'effettiva rinascita della compagnia. Così s'inaugura il confronto a distanza tra governo e sindacati, prima degli incontri ufficiali della prossima settimana, che vedranno a Palazzo Chigi i leader di Cgil, Cisl e Uil. Il lasciapassare delle organizzazioni dei lavoratori non sarà incondizionato, ma verrà concesso solo "se porterà ad un futuro per la compagnia". In caso contrario, avverte il presidente dell'Unione Piloti Massimo Notaro, "lo osteggeremo in modo deciso e determinato". Senza erscludere l'arma dello sciopero. Il primo momento di verifica ci sarà già domani quando, previa relazione del neo commissario Fantozzi sullo stato dell'azienda, i rappresentanti delle tre confederazioni vedranno il ministro del Lavoro Sacconi per cominciare a discutere di esuberi. Dell'ipotesi di ricollocarli (s'è parlato delle Poste e degli uffici del Catasto, con somma disapprovazione di Renato Brunetta) o della possibilità di applicare ammortizzatori sociali per sette anni (con altrettanta preoccupazione di Giulio Tremonti). Ma dovrebbero filtrare anche indicazioni industriali, prima che il faccia a faccia tra il governo e Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti (atteso per giovedì o venerdì prossimi) sciolga ogni dubbio su come il progetto Fenice sarà declinato in concreto. Nel frattempo i sindacati non vogliono entrare nel merito degli esuberi: le stime peggiori ne ipotizzano più di 7mila, il ministro Maurizio Sacconi se ne augura meno di 5mila. Quasi una lotteria di cifre. "Di esuberi ne parleremo dopo che ci sarà stato illustrato il piano industriale. Gli esuberi sono la conseguenza, non la premessa" resta cauto il segretario della Uil Angeletti. "Ciò che è importante è quello che ci diranno e di cui si assumeranno la responsabilità". La patata bollente toccherà al commissario straordinario Augusto Fantozzi, che proprio dalle pagine de l'Unità ha chiesto al governo di non essere lasciato solo a gestire "la partita non facile" degli esuberi di personale. Pronta la risposta di Sacconi: "Fantozzi avrà pieno appoggio, abbiamo piena fiducia in lui e nell'advisor". Il ministro del Lavoro non può che vedere roseo il futuro della Nuova Compagnia Aerea: "Siamo ottimisti, ce la possiamo fare, quindi ce la dobbiamo fare". Ma Bruxelles potrebbe pensarla diversamente. In tal senso le parole del commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia, pesano come un macigno: "Spero che per Alitalia si trovi una soluzione si deve trovare una soluzione che sia buona per la compagnia, buona per i passeggeri, per i lavoratori e che sia compatibile con le regole europee". Attenzione. Come ricordato ieri dall'autorevole quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, l'operazione Alitalia è "uno scandalo che si fa beffe di tutte le regole del mercato". L'Antitrust europeo potrebbe non gradire.

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Malpensa-Fiumicino, dilemma sempre aperto I sindaci Moratti e Alemanno sono entrati subito in azione. Con obiettivi opposti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Giancarlo Marini/ Milano CAMPANILI Le grane sono come le ciliegie: una tira l'altra. Anzi una ne provoca subito un'altra. E allora non c'è pace per Berlusconi. Non ha ancora finito di sal- vare Alitalia che già subito deve mettersi al lavoro per tenere insieme un'altra cordata, quella della sua maggioranza. L'operazione Fenice infatti non è stata indolore per il centrodestra e al di là dei sorrisi e delle frasi di circostanza ha fatto risalire in superficie vecchie ruggini e antichi dualismi. Primo fra tutti quello Nord-Roma ladrona, che nel concreto, ieri come oggi vuol dire Lega contro An. E che spostato sul terreno aeroportuale significa Fiumicino contro Malpensa. Venerdì si sono mossi in avanscoperta i sindaci, Moratti da una parte e Alemanno dall'altra. Una a chiedere subito a Berlusconi un tavolo urgente per Milano, l'altro a incontrare Colaninno per garantirgli tutta la sua disponibilità a far decollare il grande hub di Fiumicino. Sono le avvisaglie di uno scontro che si annuncia durissimo perché al di là del prestigio, nessuno vuole trovarsi a gestire i morti e i feriti che la cordata Colaninno lascerà per strada. La Lega d'altra parte ha già cominciato ad alzare i toni. schierando subito due pezzi da novanta come Roberto Maroni e Roberto Castelli. Un ministro e un sottosegretario a dire che, comunque vada, il sistema degli aeropeorti milanesi non si tocca e che Malpensa e Linate non faranno mai da scali di serie B. Soprattuto se quello di serie A è quello romano. Per Berlusconi è una grana poltica non indifferente, perché tocca da una parte interessi che vanno al di là di Alitalia- leggi Expo 2015- dall'altra un sottile gioco di equilibri tutto dentro la maggioranza che potrebbe saltare definitivamente. Sostenere Fiumicino vuol dire prima di tutto cementare ancor di più quella alleanza tra Moratti, Formigoni e Lega che rischia di diventare una scheggia impazzita all'interno del centro destra. Appoggiare Malpensa significa mandare al massacro mediatico Gianni Alemanno che della difesa dello scalo romano aveva fatto, con la sicurezza, una bandiera della sua campagna elettorale. Uno schiaffo mortale al sindaco che ha avuto il grande merito di portare Roma al centro- destra oltre che una pistola carica in mano a Storace e alla sua destra che hanno sempre accusato Fini e tutta An di essere dei vassalli del Cavaliere. Salvare Alemanno però vorrebbe dire trovarsi la Lega contro in tutta la partita che si gioca sull'Expo 2015, dove già Moratti e Formigoni lavorano per giocare da protagonisti. Una partita che significa miliardi di euro. E si sa dove, alla fine, batte il cuore del Cavaliere.

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I nostri stipendi inferiori al resto d'Europa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"I nostri stipendi inferiori al resto d'Europa" Dura presa di posizione dell'Unione piloti e dell'Anpac dopo la trasmissione televisiva Rai Tv7 sull'Alitalia, in onda venerdì. "Il direttore del Tg1 Riotta - afferma il presidente di Up Massimo Notaro - ha fornito notizie prive di fondamento. È spiacevole che ad essere disinformato sia proprio il direttore di una testata che, a suo dire, fa informazione". "Non è vero che il nostro stipendio è più alto di quello dei piloti Lufthansa - sottolinea il numero uno di Up - anzi, nel 2004 avevamo chiesto un adeguamento del nostro contratto per renderlo simile al loro. Si sappia che noi prendiamo il 30% in meno dei piloti Lufthansa e abbiamo retribuzioni inferiori almeno del 40% rispetto alla media europea". Concorde l'Anpac, che con un comunicato ha rimarcato le differenze di retribuzione tra i piloti italia ni e i colleghi europei. Notaro ha poi precisato i motivi per cui un pilota non è abilitato a condurre tutti i modelli di vettore aereo. "I piloti per regola devono conoscere l'aeroplano molto bene e quindi si vola solo su un tipo di aeromobile. È così anche in Germania". Per l'Unione piloti, infine, "i politici presenti a Tv7 hanno dato la colpa del fallimento di Alitalia ai dipendenti e ai sindacati, senza tenere conto delle scelte fatte dagli amministratori che si sono susseguiti negli anni, da Mengozzi a Cimoli. È possibile - si è chiesto Notaro - che nessuno dei politici si prenda responsabilità sulla scelta degli amministratori?".

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Il Campiello all'esordiente Benedetta Cibrario (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Carnero / Venezia È Benedetta Cibrario, con il romanzo storico Rossovermiglio (Feltrinelli, 94 voti), la super-vincitrice della quarantaseiesima edizione del premio letterario Campiello: un libro ben scritto, non un capolavoro, che ha per protagonista una giovane donna, sullo sfondo della caduta del fascismo e del secondo conflitto mondiale. Seguono Cinzia Tani, Sole e ombra (Mondadori, 86 v.), Eliana Bouchard, Louise. Canzone senza pause (Bollati Boringhieri, 43 v.), Paolo Di Stefano, Nel cuore che ti cerca (Rizzoli, 29 v.) e Chiara Gamberale, La zona cieca (Bompiani, 26 v.). Il verdetto è stato decretato dalla giuria popolare. Serata di premiazione, ieri, al Teatro La Fenice di Venezia (presentatore l'immancabile Bruno Vespa, coadiuvato da Claudia Gerini), che ha incoronato anche, nella sezione opera prima, Paolo Giordano per La solitudine dei numeri primi (Mondadori). Presidente della giuria Gianni Letta, che avrebbe voluto una cinquina "tutta di belle donne" (purtroppo c'è Di Stefano che è uomo) e che coglie l'occasione (della differita televisiva) per rassicurare la nazione sul futuro dell'Alitalia: "Questa sarà la volta buona". Speriamo. La Gerini riporta la discussione sui libri. Nella mattinata si era svolta la tradizionale conferenza stampa. Un appuntamento di anno in anno sempre più fiacco. Soprattutto quando gli scrittori evidenziano un totale disinteresse a confrontarsi con quanto accade intorno a sé. Proviamo a sollecitarli a una riflessione sullo stato del nostro Paese, così renitente al cambiamento, soprattutto se lo si confronta con quanto sta accadendo negli Stati Uniti con l'appassionante corsa di Obama alla Casa Bianca. Un argomento che non sembra destare interesse nei finalisti. "Siamo qui per rispondere sui nostri libri", taglia corto Di Stefano. Gli risponde Chiara Gamberale: "Evidentemente c'è un vuoto di pensiero che a noi scrittori viene richiesto di colmare". Peccato che però la discussione sia stata freddata sul nascere. Paradossalmente gli autori sembrano appassionarsi molto di più a una questione fritta e rifritta, che tiene banco, ormai da anni, sulle pagine culturali dei giornali: il ritorno del romanzo storico. Forse perché tre delle opere in gara (quelle di Bouchard, Cibrario e Tani) sono, appunto, romanzi storici. Bouchard esulta perché "finalmente anche la letteratura italiana entra in Europa, giacché non esistono romanzi storici nella nostra tradizione". Qualcuno dalla platea le ricorda l'esistenza di Manzoni, Nievo e di altri illustri autori di romanzi storici. Di Stefano conviene che in effetti a mancare nella letteratura italiana non è tanto il romanzo storico, bensì "una narrativa che sappia confrontarsi con l'attualità". Il che non ci sembra affatto strano, visto il disinteresse per l'attualità di questo campione rappresentativo dei nostri letterati. Chissà che cosa avrebbe detto Mario Rigoni Stern, scomparso lo scorso giugno, un autore che dell'esperienza, quella tragica della guerra, aveva fatto il punto di partenza della propria carriera di scrittore. Per ricordarlo, il Campiello si è fatto promotore, con la casa editrice Einaudi, della ripubblicazione del romanzo Storia di Tönle. L'anno della vittoria, con cui lo scrittore di Asiago aveva vinto il Campiello nel 1979. Altri tempi. NELLA SERATA di ieri la giuria del premio (cinquecento lettori) ha decretato il vincitore. Nella cinquina dei finalisti c'erano anche Eliana Bouchard, Cinzia Tani, Chiara Gamberale e Paolo Di Stefano.

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Trasporti e governo la realtà e le bugie - teresa massari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

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Pagina I - Bari L'analisi Trasporti e governo la realtà e le bugie TERESA MASSARI La Puglia subisce una forte penalizzazione dagli esiti della vicenda Alitalia. Rischia di vedere vanificati gli sforzi di amministratori e imprenditori per dotare la regione di collegamenti strategici e aeroporti efficienti. SEGUE A PAGINA XX.

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Alitalia, ancora scintille tra fitto e vendola (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Bari La polemica Il governatore replica al ministro dopo la presentazione del piano che non considera Bari tra gli scali base Alitalia, ancora scintille tra Fitto e Vendola La vicenda Alitalia riaccende lo scontro tra il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola e il suo predecessore, il ministro agli affari regionali, Raffaele Fitto. Dopo due giorni di silenzio sul piano Alitalia che esclude gli aeroporti pugliesi dalle sei basi scelte dalla nuova società, Fitto attacca: "L'aeroporto di Bari non è mai stato previsto nel Sistema hub italiano nè rientrava come hub nel piano rinveniente dal tentativo del governo Prodi di svendere Alitalia ad Air France. Chi oggi polemizza su una Puglia lasciata a terra o non sa quello che dice o sa perfettamente di dire delle vacuità". "Il Ministro Fitto - ribatte Vendola - di fronte al piano di Alitalia voluto dal governo nazionale, che penalizza drasticamente la aeroportualità pugliese, anzichè preoccuparsi delle gravi ricadute che le decisioni ipotizzate comporteranno per la comunità pugliese, si disperde ancora una volta in polemiche inutili ed inconsistenti". Fitto comunque promette di vigilare: "Tratteremo con tutti e in tutte le sedi" perchè la regione "possa porsi nelle migliori condizioni possibili nei nuovi assetti Alitalia". Ma al centrosinistra che lo accusa di fare poco o nulla, il ministro ricorda i traguardi raggiunti dal sistema aeroportuale pugliese grazie al centrodestra: "Il centrosinistra - ricorda Fitto - ha ereditato una Seap valorizzata da una concessione quarantennale che la Regione Puglia ottenne dal governo Berlusconi, nel marzo 2003. Ha ereditato Grottaglie che un accordo di programma quadro ha messo in condizione di competere con successo per la localizzazione di Alenia e ancora il nuovo aeroporto di Bari e l'ammodernamento di quello di Brindisi". Per Vendola, invece, il ministro "conferma la gravità delle decisioni ipotizzate" e "dimentica che, anche se il piano di Air France progettato dal precedente governo fosse stato simile a quello odierno, il governo regionale e tutta la comunità pugliese si sarebbero ugualmente battute per modificarlo a favore della aeroportualità pugliese, come è stato fatto negli altri settori, a partire da quello ferroviario. Pertanto - conclude il governatore - anziché alimentare inutili polemiche, il ministro farebbe bene a battersi per recuperare nelle sedi competenti ogni margine per scongiurare quello che potrebbe rappresentare un danno gravissimo per tutta la Puglia".

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La moratti: "spero in alitalia-lufthansa ma adesso lasciate volare malpensa" - roberto rho (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Fenice e l'Expo L'hub perduto La Moratti: "Spero in Alitalia-Lufthansa ma adesso lasciate volare Malpensa" Non avere hub è una perdita secca, con i tedeschi la situazione sarebbe migliore Linate? Non sarà penalizzata Un'illazione dire che la cordata punti al business Expo So solo che nel 2015 avremo tre milioni di viaggiatori... ROBERTO RHO MILANO - "Saluto con felicità il fatto che il governo Berlusconi ha salvato Alitalia". Le passività scaricate sui conti pubblici, gli attivi agli imprenditori privati. Vogliamo proprio chiamarlo salvataggio, sindaco Moratti? "Quella pensata dal governo Prodi era la svendita della politica dei trasporti del nostro Paese. Air France avrebbe regionalizzato la nostra compagnia di bandiera intervenendo in modo molto pesante. Io, come cittadina, sono felice che quella soluzione sia stata sventata e che questo governo abbia dimostrato la capacità di salvare Alitalia". Sospendendo le regole e scaricando i costi economici e sociali sulla collettività è tutto più facile, non trova? "Lei ricorda quando Tommaso Padoa-Schioppa diceva: "Se ci sono investitori che vogliono investire su Alitalia si facciano avanti"? Ecco, il governo Berlusconi li ha trovati. Forse bastava cercarli. E poi, scusi, quale sospensione delle regole? è stato avviato un commissariamento con regole già utilizzate in altre occasioni. Poi, certo, ci sono meccanismi che andranno affinati nelle prossime settimane..." Gli imprenditori ci sono, e hanno quasi tutti corposi interessi in gioco. Molti dei quali girano intorno all'Expo. "No guardi, non esiste". Spieghi meglio. "Mi è difficile spiegare qualcosa che non esiste. E mi è difficile definirla: semplice ipotesi, montatura, illazione, scenario... Ma non c'è stato nessun contatto, nessun colloquio, nessun incrocio". Non sono cose che si mettono per iscritto. "Le ripeto, non esiste". Insomma, tutto bene, tutto perfetto. "No, aver salvato Alitalia non basta. Il piano Fenice prevede quello che è possibile fare con le disponibilità finanziarie date. E cioè che Alitalia operi come compagnia "point to point". Ciò significa che non sarà più "hub carrier" e questa è una perdita secca per il Paese". Perché? "Perché l'hub serve un maggior numero di destinazioni a costi inferiori. è indispensabile per la competitività delle imprese e per le tasche dei cittadini che l'Italia continui ad avere un hub". Mi scusi, quelle sono le condizioni, non modificabili, fissate dalla cordata di imprenditori che su quelle basi hanno accettato di investire. Dunque, Malpensa non sarà l'hub di Alitalia. "Infatti, io sto parlando di Malpensa senza Alitalia. Bisogna lasciare che la Sea porti fino in fondo il suo piano di sviluppo per Malpensa". In che modo? "Il governo deve liberalizzare i diritti di volo riaprendo le negoziazioni degli accordi bilaterali con i Paesi stranieri. Mi spiego meglio: Malpensa deve riempire i vuoti lasciati da Alitalia, e avrebbe la possibilità di farlo: ci sono molte richieste da parte di compagnie straniere, richieste che non possono essere servite perché siamo impediti dagli accordi bilaterali". La scelta del partner industriale di Alitalia non sarà indifferente, sotto questo profilo. "Se la scelta si indirizzerà su un partner che ha come modello quello dell'hub centralizzato sarà tutto più difficile. Meglio se il partner lavora con lo schema multi-hub". Insomma: no Air France, sì Lufthansa. "Alitalia è libera di scegliere il partner a lei più affine. Certo, se l'Italia non vuole rinunciare ad avere un hub... Anche perché ci sono solide ragioni sul fronte occupazionale: per ogni milione di passeggeri un hub è in grado di creare tra lavoro diretto e indotto 1.500 posti, un aeroporto point to point meno della metà. Nel '98 a Malpensa i posti di lavoro erano 13mila. Nel 2007, con Alitalia ancora in forze, 90mila". Il problema è che se Alitalia si allea con Lufthansa, si rischia di perdere Linate, che resterebbe solo il punto d'arrivo della navetta Milano-Roma. "Questo non è vero. Sea sta lavorando con Lufthansa sull'idea di un'alleanza che non penalizzi Linate. Che poi ci possa essere una riconfigurazione di Linate all'interno di un progetto che preveda il rafforzamento di Malpensa, di questo si può parlare". Appunto, Linate ai minimi termini per raffozare Malpensa. "Le ripeto, non è così. E poi non c'è solo il traffico dei passeggeri, c'è anche il cargo. In Italia transitano 885mila tonnellate di merci, di cui 471mila a Malpensa e 153mila a Fiumicino. Il mercato italiano è al Nord". Dunque, queste sono le sue richieste al governo: diritti di volo liberi e attenzione alla scelta del partner di Alitalia. "Esatto. E non dimentichiamo che a Milano, nel 2015, ci sarà l'Expo, per il quale prevediamo di avere circa tre milioni di passeggeri in sei mesi. Malpensa ha già dimostrato in questi mesi una grande capacità di recupero: adesso bisogna che la Sea sia messa nelle condizioni di realizzare il suo progetto di sviluppo".

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E in germania gridano allo scandalo "da berlusconi un piano sfacciato" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La stampa estera E in Germania gridano allo scandalo "Da Berlusconi un piano sfacciato" Roma - "Uno scandalo di dimensioni europee". è durissimo l'attacco sferrato ieri dalla Frankfurter Allgmeine Zeitung nei confronti del piano Alitalia, definito "insolente" anche perché "ricorda molto un modo di agire chiamato "bancarotta fraudolenta"". Il piano, continua la Faz, "si fa beffe di tutte le regole del mercato" ed i clienti avranno "un servizio peggiore a prezzi più elevati". Il quotidiano francese Les Echos punta, invece, sul ridimensionamento della compagnia tricolore che diverrà "più modesta e concentrata sul marchio italiano".

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Fiumicino trema, diecimila posti a rischio - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Fiumicino trema, diecimila posti a rischio Marrazzo: per ogni esubero nella compagnia due licenziati nell'indotto I tagli I sindacati: pulizie catering, agenzie, per molti la cassa integrazione non ci sarà nemmeno PAOLO G. BRERA ROMA - "Questa crisi avrà conseguenze devastanti: per ogni esubero all'Alitalia rischiano il posto due persone dell'indotto, e ci saranno ricadute pesantissime sullo sviluppo economico e infrastrutturale. Ho parlato con il commissario straordinario Fantozzi: la situazione è molto, molto seria". Aspetta di "vedere le carte", il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ma l'aria che tira non gli piace affatto. "Sento odore di Alimalpensa", aveva detto venerdì, e la lunga conversazione con Fantozzi gli ha consolidato le prime impressioni. "Combatterò accanto ai lavoratori - dice Marrazzo - e a tutto il distretto aeronautico di Fiumicino. Anche se non mi hanno ancora sostanziato esattamente gli esuberi, lo stesso Fantozzi è consapevole che ci troviamo di fronte a una situazione difficilissima. L'ho invitato al tavolo coi sindacati mercoledì, mi ha detto che ci penserà. Dobbiamo alzare il livello di guardia: qui si sono fatte pianificazioni strategiche con investimenti su un aeroporto che doveva salire a 50 milioni di passeggeri, ed eravamo pronti a far partire il passaggio dei low cost da Ciampino a Viterbo... oltre al danno, ecco la beffa". Accanto a piloti e assistenti di volo, nella cittadella aeronautica di Fiumicino s'incrociano destini e incertezze di migliaia di dipendenti delle manutenzioni pesanti, il cuore vitale della compagnia moribonda. "Tira una bruttissima aria - dice Alberto Giusti, segretario Filt-Cgil di Fiumicino - questo piano è peggio di come ci aspettassimo. Stanno costruendo una low cost di corto raggio, altro che compagnia di bandiera. Se spariscono gli intercontinentali e rinunciano alle manutenzioni pesanti e all'handling, lasciando in piedi solo quelle leggere e l'assistenza in linea, mi pare chiaro che tra pochi anni rivenderanno la compagnia a qualcun altro. Sto' gruppo di industriali benefattori ha altri fini e altri tornaconti". Mentre i dipendenti aspettano il verdetto della roulette russa sui nomi di coloro che finiranno nella bad company, tra i lavoratori dell'indotto la partita è già perduta. La Cgil ha calcolato il rischio in "più di diecimila persone tra diretti e indotto" solo per l'area di Fiumicino, ma sono "stime prudenziali". Sono i "numeri devastanti" di cui parla Marrazzo: per cinquemila dipendenti diretti a rischio, il totale dei posti di lavoro persi si avvicinerebbe a quindicimila. Ma se i dipendenti proveranno l'atterraggio morbido sugli ammortizzatori sociali di ultima generazione del ministro Sacconi, gli indiretti finiranno semplicemente a casa. Qualcuno, come i 70 di un'azienda di pulizie di bordo, senza neppure la liquidazione: "Ogni anno cambiano ragione sociale e ci liquidano". "Se dimezzano i voli, che fine faranno i 600 del catering? Tra officine motori e hangar, tra manutenzioni pesanti e leggere - dice il segretario regionale Filt-Cgil, Mario Guerci - abbiamo 3.500 esterni che si occupano di pulizie come dello smontaggio delle poltrone o della consegna dei documenti di volo". Poi ci sono tutti gli altri: ristoratori, spedizionieri, agenti di viaggio, albergatori, commercianti... Il declassamento di Fiumicino, per molti di loro, sarebbe una catastrofe economica.

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<Regioni e Comunitagliate gli sprechi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-08-2008)

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"Regioni e Comunitagliate gli sprechi" intervista al ministro dello sviluppo economico Scajola: "Non più tasse, ma privatizzare i servizi" luigi leone Roma. Regioni e Comuni "taglino le spese, privatizzino le società controllate e vendano cespiti, tornando a fare il loro mestiere istituzionale, che non è gestire i servizi". È il messaggio forte e chiaro che il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, manda alle autonomie locali. Ma in questa intervista rilasciata al Secolo XIX, Scajola difende anche l'operazione Alitalia, compreso l'assorbimento di parte degli esuberi anche in società a controllo statale, esclude che il premier Silvio Berlusconi possa avere un successore, svela la sua idea su come dovrà essere il Pdl e assicura che il presidio di Finmeccanica a Genova è destinato a rafforzarsi. Una chiacchierata ad ampio respiro che, tuttavia, non può non iniziare dalla difficile congiuntura economica. segue >> 2 31/08/2008 il commissario almunia 31/08/2008 UE su ALITALIA: rispetti REGOLe 31/08/2008 Roma. Il commissario Ue Joaquin Almunia chiede il rispetto delle regole per il riassetto Alitalia. cresci >> 10 31/08/2008 LA DOMENICA 31/08/2008.

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Sorpresa, un ecologista che non annoia Ma liberateci dai complotti dei crociati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 208 del 2008-08-31 pagina 23 Sorpresa, un ecologista che non annoia Ma liberateci dai complotti dei crociati di Redazione Ecco i libri che la redazione cultura del Giornale ha letto per voi e che vi segnala, divisi per categorie serie e semiserie. DA NON PERDERE I figli dello Zodiaco di Rudyard Kipling (Adelphi, pagg. 286, euro 18). Bellissima raccolta di racconti che Kipling scrisse e pubblicò tra il 1890 e il 1893. Una prosa lucidamente perfetta che, nel racconto che dà il nome alla raccolta, rivela un Kipling che si muove con agio nell'ambito dell'allegorico e del fantastico. SE VI FOSSE SFUGGITO George il solitario di Henry Nicholls (Codice, pagg. 204, euro 22). Le narrazioni a sfondo ecologico-naturalistico spesso annoiano. Ma sulle orme delle vicissitudini riproduttive dell'ultima tartaruga maschio delle Galapagos, il dramma dell'estinzione diventa avvincente. DA OMBRELLONE Dracula cha cha cha di Kim Newman (Mondadori, pagg. 330, euro 3,90). Un Urania folle, ucronico e divertente che ci regala un mondo parallelo dove i vampiri volano sugli aeroplani Alitalia per sbarcare nella Roma della Dolce vita. Un gioiello di humour che fa venire voglia di curiosare più spesso nella collana Urania. Consigliato a chi usa l'ombrellone per schermirsi dal chiaro di luna. DA TASCA Un tentativo di balena di Matteo Codignola (Adelphi, pagg. 151, euro 13). Libro che sfugge a qualsiasi classificazione e che mischia il saggio su Melville, la trattazione dotta sul romanzo bonsai, l'illustrazione e il teatro fatto prosa. Insomma un piccolo Frankenstein che, però, diverte. Per tasche intellettualoidi e scanzonate. DA CESTINO Crociata di Robyn Young (Nord, pagg. 694, euro 18,60). Prendete delle belle trame complottarde come quelle che qualche paranoide immagina dietro l'11 settembre (dove i cattivi sono sempre ricchi occidentali) e trasportatele al tempo delle crociate. Ecco fatto un romanzo dove i ricchi mercanti fanno di tutto per scatenare una nuova guerra in Terrasanta. La prosa però si difende (nei limiti del romanzo di genere). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, prove tecniche di collaborazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 208 del 2008-08-31 pagina 3 Alitalia, prove tecniche di collaborazione di Stefania Scarpa Dopo Alemanno anche Marrazzo chiede un incontro con Colaninno, presidente designato della nuova Compagnia aerea italiana Fronte dell'aeroporto. La questione-Alitalia continua a togliere il sonno ai politici laziali, preoccupati sì per il futuro della compagnia di bandiera ma ancora di più dal fatto che il piano del governo finisca per pesare soprattutto su Roma. In termini di esuberi e di ridimensionamento di Fiumicino. E le rassicurazioni del sindaco Alemanno venerdì sera, al termine del colloquio con il presidente desiganto della newco Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, non tranquillizzano del tutto il presidente della Regione Piero Marrazzo: "Voglio essere rassicurato formalmente: ho convocato per mercoledì il tavolo dei sindacati con il sindaco di Roma e con il presidente della Provincia. Ho parlato con Fantozzi, aspetto anche io di incontrare Colaninno. Se non avrò le carte non mi sentirò assolutamente rassicurato perché nel momento in cui si afferma che per Alitalia si avvia un ridimensionamento per personale, vettori e rotte vuol dire che questo potrebbe avere ripercussioni per l'aeroporto intercontinentale di Fiumicino che vuole vivere in un rapporto sinergico con la compagnia nazionale". Ansia anche per i posti di lavoro: "Per un lavoratore Alitalia in esubero ce ne sono due che perdono il posto", dice il governatore. Quello che però la Regione non deve assolutamente fare, almeno a giudizio del capogruppo di Sr-Pdl alla Pisana Donato Robilotta, è "aprire un conflitto con il governo. Sarebbe un grave errore se ciò avvenisse". "Al contrario - aggiunge Robilotta - Regione ed enti locali dovrebbero collaborare col governo affinché il piano messo a punto vada bene. Il governo Berlusconi sta cercando di salvare la compagnia di bandiera che altrimenti nelle prossime ore sarebbe stata costretta a portare i libri in tribunale e a licenziare tutti i suoi dipendenti. La soluzione di Air France sarebbe stata una vera e propria svendita, avrebbe trasformato l'Italia in uno scalo regionale di serie B e ci sarebbero rimasti sul groppone tutti gli esuberi". Per Robilotta "il fatto che imprenditori e banchieri di livello europeo e tutti vicini alla sinistra abbiano deciso di partecipare alla cordata per tentare di salvare la compagnia dovrebbe far riflettere gli esponenti del Pd che criticano l'operazione. Regione, Provincia e Comune di Roma collaborino con il governo per la gestione difficile della collocazione dei lavoratori in esubero evitando demagogia e populismo perché negli ultimi anni nonostante la compagnia fosse già in crisi sono state fatte migliaia di assunzioni". E intanto a Fiumicino i lavoratori Alitalia vivono con il fiato sospeso: "Negli ultimi tempi ne ho viste e sentite di tutti i colori: per questo sono molto scettico - dice un capocabina da 22 anni in Alitalia -. Innanzitutto non si conosce ancora il numero effettivo degli esuberi tra il personale di volo e, tra l'altro, non si sa neppure quando e come interverranno su di noi". Di sicuro "il piano porterebbe ad un ridimensionamento dell'azienda facendola diventare una compagnia regionale destinata, a mio avviso, a scomparire entro due anni". "Vivo ciò che sta accadendo in modo abbastanza distaccato: alla fine si fa l'abitudine a tutto - commenta un'assistente di scalo da 13 anni in Alitalia -. Ma la compagnia è sana e mi riferisco all'operativo voli". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Domani la proposta d'acquisto a Fantozzi A metà settimana l'offerta per Air One (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

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N. 208 del 2008-08-31 pagina 6 Domani la proposta d'acquisto a Fantozzi A metà settimana l'offerta per Air One di Redazione da Milano Il processo è avviato e, per quanto irto di ostacoli, il cammino sarà spedito. Domani sarà il primo giorno di Augusto Fantozzi commissario - nominato ma non ancora insediato -, e forse già in giornata gli sarà consegnata la proposta d'acquisto elaborata da Compagnia aerea italiana. L'advisor Intesa Sanpaolo e il neoamministratore delegato Rocco Sabelli hanno già messo a punto i contenuti dell'offerta, alla quale mancano solo pochi dettagli. L'esborso viene stimato in 300-350 milioni. Parallelamante Cai sta continuando la trattativa con Carlo Toto per l'acquisto di Air One. Qui il lavoro è un più indietro, e sono ancora in corso i colloqui tesi a mettere nero su bianco un'offerta. Quest'ultima è attesa, grosso modo, per metà settimana. Sullo schema di massima c'è intesa: e cioè Carlo Toto venderà Air One alla newco. L'integrazione di Alitalia e Air One è il presupposto di tutta l'operazione, e questo dà un fortissimo potere contrattuale a Toto. Quest'ultimo dovrebbe incassare del denaro (si ipotizzano 300 milioni), e versarne contestualmente una parte (forse 100) nella newco; ma nulla è stato ancora definito nei dettagli, come pure non si è stabilito il ruolo che potrebbe rivestire Carlo Toto nella Nuova Alitalia. Un punto spinoso è quello della flotta. Oggi Air One ha 57 aerei; una parte verrebbero ceduti, altri (insieme ai contratti di opzione stipulati con Airbus) rimarrebbero in capo al gruppo Toto, che affitterebbe poi le macchine ad Alitalia. Da lunedì, poi, comincerà anche la processione nell'ufficio del commissario straordinario dei vertici delle società del gruppo (Volare, Az Express, Az Servizi, Az Airport) che chiederanno, a loro volta, l'ammissione alla procedura. Le prossime settimane saranno cruciali, perché la capitalizzazione di Cai e l'avvio dell'operazione sono sottoposte ad alcune clausole sospensive, prima fra tutte - già infaustamente sperimentata da Air France - l'ottenimento di un via libera da parte dei sindacati. L'offerta dovrebbe avere una validità di 45 giorni: tempi stretti, durante i quali dovranno essere risolti i problemi relativi agli esuberi e ai nuovi contratti. Non sarà un percorso indolore; ma se tutto andasse secondo gli auspici, in ottobre potrebbe avviarsi l'integrazione e con il 1º gennaio potrebbe decollare la Nuova Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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A Linate dovrà restare solo il Milano-Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

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N. 208 del 2008-08-31 pagina 6 A Linate dovrà restare solo il Milano-Roma di Redazione Una delle specialità della vecchia politica italiana per fare ciò che gli riusciva meglio (cioè nulla) è confondere le acque, mettendo insieme problemi e situazioni che in realtà devono essere risolti separatamente in modo molto più semplice. Uno di questi tentativi bipartisan di confusione per contrastare la politica del fare, che finalmente Berlusconi sta impostando, è il mettere insieme la questione Alitalia con il sistema aeroportuale italiano. Mettiamo bene in chiaro una cosa: Alitalia e gli aeroporti sono due cose distinte e separate. La nostra compagnia di bandiera deve funzionare bene di per sé e gli aeroporti devono essere gestiti razionalmente a prescindere da Alitalia. Ogni volta che la politica ha provato a mischiare le due cose ne sono scaturiti solo disastri. Un esempio? Le tariffe di Fiumicino sono ferme da anni perché ci si illudeva così di mettere una pezza alle inefficienze di Alitalia: il risultato è stato invece quello di attirare sull'aeroporto romano numerose compagnie low cost con conseguente aumento esponenziale della concorrenza per il nostro vettore. Un classico caso di toppa peggiore del buco. La situazione più clamorosa però riguarda i due scali milanesi di Linate e Malpensa. Un aeroporto internazionale può funzionare solo se è "nutrito" da numerosissimi voli a corto raggio in grado di fare da imbuto per un'area sufficientemente vasta, in modo da riempire i grandi aerei delle lunghe tratte che non si possono permettere di volare semivuoti. A Milano si ha invece il paradosso che i voli a corto raggio arrivano su Linate mentre le rotte intercontinentali partono da Malpensa. Peccato però che i due aeroporti potrebbero benissimo essere in due stati diversi, non essendoci alcun serio collegamento tra i due. Appare evidente che se un viaggiatore di (ad esempio) Cagliari volesse andare a New York, non potrà mai prendere in considerazione una partenza da Malpensa dato che i suoi voli di collegamento arrivano a Linate: per questo motivo sceglierà di transitare per Roma o per qualche aeroporto estero. Conviene quindi che si abbia il coraggio di dire che non c'è alcun dualismo Malpensa-Fiumicino, i due scali hanno perfettamente senso e si tratta di due hub naturali in grado di prosperare indipendentemente da Alitalia, il primo in virtù di una posizione geografica unica al centro del mediterraneo, il secondo in quanto al servizio di un'area fra le più ricche e attive del mondo. Basterà mantenere su Linate solo ed esclusivamente la linea diretta con Roma, trasferendo allo scalo principale tutti i voli a medio-corto raggio per far nascere in modo semplice e naturale l'hub di Malpensa (che deve però essere collegato meglio con la città). A quel punto tutte le compagnie aeree sgomiteranno per far partire i voli intercontinentali da Milano, indipendentemente da Alitalia che sarà libera di strutturarsi nel modo più efficiente. Anche le miriadi di scali minori del Nord Italia potranno coesistere mantenendo solo le rotte point-to-point che la loro utenza richiede, ma il lungo raggio si concentrerà spontaneamente su Fiumicino e Malpensa, sottraendo traffico e clienti agli aeroporti concorrenti europei. Qualcuno si straccerà le vesti perché Linate è così comodo... è vero, è comodo, ma è comodo anche buttare per strada l'immondizia invece di fare la raccolta differenziata: adesso però la ricreazione è finita, per tutti. posta@claudioborghi.com © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La Moratti boccia i summit inutili: <Il G8? Superato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

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N. 208 del 2008-08-31 pagina 8 La Moratti boccia i summit inutili: "Il G8? Superato" di Redazione Il sindaco di Milano chiude la rassegna di Cl: "Ingiusto che otto Paesi decidano le sorti del mondo" nostro inviato a Rimini "Il G8 è superato. Non si può pensare che in otto decidano sulle sorti del mondo. Non ha senso che prendano decisioni su Paesi che non vengono poi chiamati in causa". Non è un caso, infatti, che nelle sue ultime "dichiarazioni" - stesso discorso vale per la Fao - "non sono stati affrontati i problemi veri". Insomma, vi è una "ingiustizia" da combattere, vi sono "egoismi nazionali da superare". A parlare non è di certo il capo dei no-global. E la platea ciellina forse apprezza anche per questa ragione. Di certo, le parole del sindaco di Milano scuotono l'ultima giornata del Meeting. E da Letizia Moratti giunge un affondo che spiazza un po' i presenti alla Fiera di Rimini. "Condividere, senza isolarci". Oppure, "affrontare le sfide del nuovo millennio da protagonisti". Gli slogan che scandisce saranno anche altri. In linea con l'impostazione che avrà l'Expo 2015. Un'occasione da cogliere, per "dare aiuto e assistenza concreta ai Paesi in via di sviluppo". L'obiettivo, infatti, è quello di aiutare "milioni di persone a vivere la propria vita e a scegliere il proprio percorso". La priorità, infatti, non è la governance (la questione "si risolverà"), ma il "progetto sociale". E non certo quello "infrastrutturale, economico e immobiliare". Insomma, "o l'esposizione sarà così o non sarà". Ecco perché l'Expo di Milano non avrà la sua "Torre Eiffel", ovvero il suo "simbolo fisico". Figuriamoci una sorta di Palazzo di vetro, in stile Onu, "esempio che non vogliamo". Il percorso che verrà portato avanti nei prossimi sette anni, invece, mira a creare "una rete concreta di solidarietà internazionale". D'altronde, "i capi di Stato, di governo, vogliono progetti veri, concreti". Una presa di posizione piuttosto netta, per il primo cittadino del capoluogo lombardo, in vista del futuro evento, che non avrà comunque la pretesa di sostituirsi al summit delle prime otto potenze mondiali. Ecco perché "si sta già lavorando, con il ministro Frattini, per una reale collaborazione e far sì che al prossimo G8", in programma alla Maddalena, "si elaborino temi e progetti concreti". Ciò non toglie che, in ambito internazionale, l'Expo possa e debba ricoprire un ruolo di primo piano, anche sul piano diplomatico, alla luce dei 151 componenti (Italia esclusa) del Bie. Intanto, la sfida dei "microprogetti" è già partita. Basti pensare che "siamo al lavoro con circa 50 Paesi". Dal progetto eolico con il Gibuti a quello solare con la Mauritania. Senza dimenticare la "fondazione Alliance for Africa, costituita con il contributo di imprenditori milanesi, Comune e Regione, che avrà a disposizione un budget di 10 milioni di euro". E a proposito di finanziamenti per l'Expo, Moratti spiega che "sulle opere connesse c'è già un impegno del governo per 8 miliardi, a fronte degli 11 necessari". Dopo aver sottolineato poi che il sistema aeroportuale dell'area sarà "strategico", visto che "avremo 20 milioni di visite" - senza addentrarsi in commenti sulla Nuova Alitalia - il sindaco assicura: "Lasceremo alla città alcune eredità, come una piattaforma per i prodotti alimentari di nicchia o come la città del gusto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Liberazione promuove anche Mara A sinistra è gara allo sdoganamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

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N. 208 del 2008-08-31 pagina 10 Liberazione promuove anche Mara A sinistra è gara allo sdoganamento di Luca Telese da Roma Arriva lo sdoganismo, la malattia senile dell'antiberlusconismo. Leggi su Liberazione la pagella di Silvio Berlusconi e ovviamente fai un salto sulla sedia. È vero, sotto la direzione di Piero Sansonetti il quotidiano di Rifondazione ama stupire, e questa estate ha suscitato un putiferio almeno in altre due occasioni, ospitando un ritratto caustico e revisionista di Enrico Berlinguer e difendendo un ex terrorista nero come Pierluigi Concutelli quando è stato arrestato per una canna. Ma l'apologia di Silvio Berlusconi ("Merita dieci, sta realizzando esattamente quello che aveva promesso in campagna elettorale") ha un sapore diverso, agrodolce, è l'effetto di una scossa che innesca ancora una volta il cortocircuito del paradosso nella politica italiana. Sullo stesso quotidiano Giulio Tremonti ottiene un altro voto semiserio, ma apologetico: "Nove. Capace di essere contemporaneamente, alla stessa ora, su tre canali diversi. Capace di apparire uno dei pochi anti-globalisti. L'unico negli ovattati salotti televisivi". E il sei affibbiato a Ignazio La Russa fa da corredo, in realtà, a un giudizio più che lusinghiero: "Da tempo non è più il rissoso fascista che è stato in gioventù, nel suo partito altri hanno avuto meno coraggio di cambiare". Insomma, lo spiazzamento di Liberazione non è un episodio isolato, e si accompagna a tante altre professioni di gradimento. La futura deputata democratica Marianna Madia parlò (in campagna elettorale!) di un "leader che ascolto di più, da economista": era Tremonti. Con la singolare coincidenza che il ministro dell'Economia, a sinistra, raccoglie i consensi dei più radicali e dei più moderati. E alla corte di Enrico Cisnetto, un mostro sacro del giornalismo italiano come Eugenio Scalfari si è prodotto in un elogio impensato del ministro della Cultura: "Per come parla Sandro Bondi lo incarterei e lo porterei a casa. Ma come fa a stare in quel partito?". Proprio Bondi, uno che è nel mirino della satira più feroce. Giustamente Roberto D'Agostino, riportando la notizia, ci ha sparato un'apertura del suo sito, vedi alla voce "Sdoganamento". E che dire di Valentino Parlato, firma storica de il manifesto? Di Berlusconi ha scritto: "Bravo il Cavaliere sull'accordo Italia-Libia, gli altri governi non ci sono riusciti". Per non parlare del piano Alitalia che (sempre secondo Scalfari) "Non è una bufala ma...", e che ha diviso mirabilmente la famiglia Colaninno. Il padre Roberto che spiega "non potevo tirarmi indietro", e il figlio Matteo che lo critica. Certo, Francesco Cossiga aveva detto, con una delle sue memorabili sentenze, che Colaninno "è un imprenditore che ha il cuore a sinistra e il portafoglio a destra", ma intanto era anche il capitano coraggioso di D'Alema, e anche lì è sdoganamento. Così come è sdoganato Luca Barbareschi, elogiato da un rifondatore di indubbio pedigree intransigente come Citto Maselli, così come è sdoganata Mara Carfagna, difesa a sinistra dalle donne diessine (e ancora una volta da Sansonetti) e invece criticata a destra da un opinionista come Filippo Facci. Anche Gianni Alemanno è stato così sdoganato da creare una piccola sotto-moda (lo sdogalemannismo), e addirittura un caso estivo, quando a principe dei suoi sdoganatori si è autoeletto nientemeno che un ex premier progressista come Giuliano Amato. Sdoganatissima per antonomasia è Giorgia Meloni, la postmissina pura e dura che piace molto a sinistra, sdoganata da una ex deputata di Rifondazione come Elettra Deiana ("È molto meglio di tante donne di plastica del Pd"), sdoganata da un osso duro come Vincenzo Visco, e persino sessualmente sdoganata da Paola Concia, unica deputata lesbo dichiarata del Parlamento: "Che dire? La stimo, mi piace, tra le ministre è l'unica che mi farei". Gettonatissima anche Roberta Polverini, leader dell'Ugl che ruba metalmeccanici alla Cgil. Volendo ragionarci sopra, anche lo "sdoganismo", come l'"antiberlusconismo", è figlio di un gioco di specchi tra contrari esasperati, e quindi a suo modo un eccesso. È come se, in un sistema che tende (a destra e a sinistra) alla demonizzazione sistematica dell'altro, l'elogio singolare e leale dell'avversario fosse l'unico modo per recuperare, di contrabbando, la giusta dimensione delle cose. Un modo per far rientrare dalla finestra del galateo quello che esce dalla porta del bipolarismo malato. Odiamoci pure. Ma con grande rispetto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'ultimo incidente qualche giorno fadanneggiato aereo in arrivo dalla spagna (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-08-2008)

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Paura l'altra settimana Genova. I gabbiani continuano a essere un problema per l'aeroporto Cristoforo Colombo. Nonostante le misure di sicurezza fossero attive, dopo alcuni minuti dall'atterraggio - avvenuto in modo assolutamente regolare - del "postale" dell'Alitalia, lo scorso 21 agosto l'incubo dei volatili si è materializzato sopra i cieli di Genova. Alle 2,20, l'aereo Air Nostrum, vettore regionale dell'Iberia, proveniente da Madrid con circa 80 persone a bordo - in ritardo rispetto all'arrivo previsto per le 21,40 proprio a causa del tragico incidente all'aeroporto madrileno di Barajas -, ha incrociato la traiettoria di uno stormo di volatili mentre stava atterrando. Il pilota è riuscito a concludere la manovra, ma l'aereo ha subito seri danni per l'impatto dei volatili sulla fusoliera, sulle ali e sui motori. Tanto che il volo di ritorno in Spagna, previsto per la mattina successiva, è stato cancellato per effettuare controlli e riparazioni. "Lo stormo di gabbiani - sottolinea Gabriele Campolucci, direttore operativo dello scalo genovese - non si è alzato in volo dalla pista dell'aeroporto. I volatili stavano arrivando da chissà dove. Sono andati a sbattere contro l'aereo a circa 2 mila piedi di altezza". "Il pilota - aggiunge Gabriele Campolucci - ha affrontato il problema seguendo le normali procedure di volo e non ha avuto bisogno di lanciare un mayday". La presenza degli uccelli costituisce da sempre un pericolo nello scalo genovese. Il sei agosto del 2004, per esempio, un Atr Alitalia in partenza per Malpensa era stato costretto a rientrare dopo l'impatto con uno stormo di gabbiani e per ragioni di sicurezza il volo era stato cancellato; un mese e mezzo prima un inconveniente analogo era capitato a un airbus. Il 23 novembre dello stesso anno, invece, centinaia di volatili si erano appollaiati a ridosso della pista, muovendosi intorno agli aerei pronti al decollo. P. Cal. 31/08/2008.

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ROMA Nel piano di salvataggio per l'Alitalia non ci sono aiuti di Stato . Lo afferm (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)

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ROMA "Nel piano di salvataggio per l'Alitalia non ci sono aiuti di Stato". Lo afferma in un'intervista al Messaggero il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che chiede poi responsabilità a tutte le parti coinvolte, pena un inevitabile fallimento. La rassicurazione di Scajola arriva proprio nel giorno in cui il commissario europeo Almunia ribadisce che la soluzione "per la compagnia, i lavoratori, i passeggeri, deve essere compatibile con le norme europee".In attesa del delicato incontro di domani con i sindacati, Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, conferma il totale sostegno del governo al neocommissario Augusto Fantozzi e garantisce: "Non lo lasceremo solo".

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Alitalia, non ci sono aiuti di Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'INTERVISTA Scajola fiducioso sul sì di Bruxelles richiama i sindacati: intesa o fallimento "Alitalia, non ci sono aiuti di Stato" Ma Almunia avverte: il piano rispetti le regole Ue. Sacconi: non lasceremo solo Fantozzi.

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Rosati, Cgil: Linate non si tocca Il sindaco mantenga gli impegni con noi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il segretario della Camera del lavoro: ha sbagliato anche il sindacato Rosati, Cgil: Linate non si tocca Il sindaco mantenga gli impegni con noi Guai a chi tocca Linate. L'avvertimento è di Onorio Rosati, il segretario della Camera del lavoro milanese. Che stronca il piano per il salvataggio di Alitalia. A partire da quanto prevede per gli scali milanesi. Insomma, tutto da bocciare? "Era meglio di certo la soluzione Air France, su cui a suo tempo sbagliarono in molti. Il governo di allora, che ha lasciato sola Alitalia e l'ha costretta a gestire la trattativa con il cappello in mano. E l'opposizione oggi al governo, che invece di farsi carico dei problemi del paese ha preparato uno spot elettorale. Ma ha sbagliato anche il sindacato, per poca lungimiranza e coraggio". Nel merito, perché la bocciatura? "Si diceva che sarebbero stati necessari forti investimenti per rilanciare la compagnia, ma la cordata italiana mette all'incirca un terzo di quanto garantito da Air France. In secondo luogo, l'eterogeneità della cordata. Terzo, il non aver accollato alla nuova Alitalia né debiti né esuberi, con la quasi certezza di far scattare le sanzioni Ue". Però ci sarà ancora una Alitalia a solcare i cieli... "La nuova Alitalia non sarà in grado di fronteggiare la concorrenza internazionale ". Ma disporre di un vettore italiano non è importante? "Già si parla di acquirenti stranieri. Ma soprattutto: non abbiamo sentito tutti gli amministratori milanesi e lombardi parlare dell'assoluta necessità di Malpensa come hub? Ora non è più importante? E le rotte? Quante ne torneranno su Malpensa? Formigoni si contenta di qualche volo in più, ma qui si è seppellito Malpensa come hub". Avete notizie sugli esuberi? "Gli esuberi saranno parecchie migliaia". Il governo si è impegnato a trovare una soluzione... "Alla faccia. Si parla di sette anni regalati tra cassa integrazione e mobilità. Io penso ai lavoratori delle piccole imprese, che in condizioni di crisi questi aiuti non li riceverebbero mai". Cosa pensa dell'annunciato ridimensionamento di Linate? "Il sindacato si è impegnato con il Comune sul piano di rilancio, ma non ha mai dato disponibilità per depotenziare o peggio dismettere Linate. Su questo, saremo intransigenti. A luglio, su mia precisa richiesta, il sindaco Moratti ha garantito il suo massimo impegno contro questa ipotesi. Ora sento che chiede un tavolo e ammette la possibilità di un declassamento: questo non era nei patti . Meglio Penati, che ha da subito difeso il Forlanini. Un po' meno bene quando ricorda che anche all'estero si è assistito all'intervento dello Stato: ma sempre per investire, mai per pagare i debiti". Sindacalista Il segretario della Camera del lavoro, Onorio Rosati, boccia senza appello il piano Alitalia Marco Cremonesi.

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Pdl e Lega alla Moratti: troppi casi aperti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Pdl e Lega alla Moratti: troppi casi aperti Rimpasto, macchina comunale e aeroporti. I lumbard: squadra da ritoccare. FI: serve un confronto Frena il ministro Ignazio La Russa: noi non chiederemo di cambiare. Udc: ci sono altre priorità Non solo Expo e Alitalia. I partiti di maggioranza incalzano Letizia Moratti, che al suo rientro dalle vacanze dovrà anche gestire alcune situazioni rimaste in sospeso in questi mesi. Lo dice in modo diretto il capogruppo della Lega, Matteo Salvini: "Abbiamo avuto l'Expo e ci siamo ripetuti per mesi che avremmo avuto bisogno di una marcia in più. Si deve cominciare da una revisione della squadra di giunta, il sindaco non può gestire tutte le importanti deleghe di cui si è fatta carico, a partire dal Bilancio per arrivare alla Cultura". Salvini cita un altro caso: "La macchina comunale in questi anni ci ha dato molti problemi. Ora siamo anche senza city manager. Mi chiedo se sia già stata trovata una soluzione alternativa per evitare un'altra fase di stallo burocratico". IL riferimento è alle dimissioni di Piero Borghini, direttore generale, che da luglio ha lasciato Palazzo Marino: dimissioni nell'aria da parecchi mesi, cui non ha fatto seguito la nomina di un sostituto, anche se candidata naturale al posto di numero uno della struttura comunale pare essere l'attuale vice, Rita Amabile. Forza Italia la vede dal punto di vista politico: "Crediamo serva una fase di rilancio - azzarda il vice commissario cittadino Maurizio Lupi - conclusa la fase dell'acquisizione dell'Expo. Serve un momento di confronto degli alleati su diverse questioni: da Malpensa ai risultati dell'operazione Ecopass, dalle posizioni scoperte in giunta alla riorganizzazione della macchina comunale. Su tutto questo, chiediamo un confronto al sindaco, anche per ascoltare le sue proposte". Il segretario regionale azzurro, Guido Podestà, ricorda anche la questione degli islamici: "Abbiamo lavorato tutti insieme per cercare una soluzione di buon senso che conciliasse il diritto di culto alla richieste di sicurezza e ordine dei residenti. Non vanifichiamo il lavoro fato". Stesso discorso vale per l'Expo: "Sono passati molti mesi dal 31 marzo - ricorda Podestà - e questa lunga attesa sarà comprensibile soltanto se giungeremo ad una soluzione adeguata e condivisa ". Ottimista il ministro e leader di An, Ignazio La Russa: "Non sarà An a chiedere il rimpasto, perché ci fidiamo della capacità della Moratti di valutare se e fino a quando sarà in grado di farsi carico di tutte le deleghe, compresa la Cultura, di cui si sta occupando finora. Un momento di confronto fra i partiti, tuttavia, è sempre utile - conclude La Russa - anche per organizzare bene i prossimi passaggi politici". Il capogruppo dell'Udc, Pasquale Salvatore, difende la Moratti "perché c'erano priorità di cui occuparsi", ma invoca collegialità: "Sono certo che il sindaco saprà ora occuparsi di tutti gli altri problemi, insieme ai partiti di maggioranza". Il sindaco Letizia Moratti si confronta con gli alleati sui nodi politici dopo le vacanze. La richiesta è: più dialogo Elisabetta Soglio.

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Alitalia, Almunia avverte <Rispettare le regole Ue> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-31 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE E i sindacati: prima il piano, poi discutiamo di esuberi Alitalia, Almunia avverte "Rispettare le regole Ue" ROMA - Su Alitalia Joachim Almunia, commissario europeo agli Affari economici, avverte: "Rispettate le regole Ue". E i sindacati: "Prima il piano, poi discutiamo gli esuberi". ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro e de Feo.

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Il confronto con Cgil, Cisl e Uil (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI Il confronto con Cgil, Cisl e Uil Giovedì o al più tardi venerdì dovrebbe tenersi l'incontro su Alitalia del governo con i leader della Cisl Raffaele Bonanni, della Cgil Guglielmo Epifani e della Uil Luigi Angeletti (da sinistra nella foto).

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Stampa estera (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: BREVI Stampa estera La "Faz" La Frankfurter Allgemeine Zeitung critica la soluzione ideata dal governo Berlusconi per il salvataggio Alitalia definendolo "scandaloso" "Les Echos" Nell'edizione online "Les Echos" dice che la Cai sarà "modesta".

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La sinistra, Colaninno e la sindrome <tradimento> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La cordata Gli industriali in campo per il salvataggio La sinistra, Colaninno e la sindrome "tradimento" SEGUE DALLA PRIMA Ma il decollo della cordata per l'Alitalia molti bocconi amari, a sinistra, li ha fatti andare giù. Così sono entrate in azione le colubrine. Il quotidiano di Rifondazione comunista, "Liberazione ", non ha esitato a bollare Roberto Colaninno come fosse il Gordon Gekko del film "Wall street ". "Cannibale di aziende con il favore dei governi": e chi si sognasse di ammorbidire l'ala estrema del sindacato sventolandogli sotto il naso la faccia buona del "capitano coraggioso" di sinistra, è avvertito. E che dire del "Riformista ", che ha decretato con l'Alitalia l'ennesima sconfitta di Walter Veltroni? Senza pietà: "Walter resta solo? Il gotha del capitalismo non è più democrat e si è messo a fare affari con Berlusconi. Il Pd perde la dote di Prodi". Vecchi fantasmi, con le facce di Colaninno, Corrado Passera e magari quella di Augusto Fantozzi, dieci anni fa ministro con Prodi e poi nella Margherita. Gli stessi fantasmi che fecero capolino quando si profilò una sorprendente alleanza d'affari fra l'editore di "Repubblica" Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi. E a sinistra scoppiò un putiferio tale che l'operazione saltò. Ma forse adesso c'era da aspettarselo. Tanto più dopo che è apparso chiaro l'imbarazzo di un ministro ombra del governo ombra del Pd, Matteo Colaninno, nientemeno figlio del presidente della società (la Cai) che tenterà la missione impossibile sulla quale Silvio Berlusconi si è giocato la faccia e la campagna elettorale. Cioè, salvare L'Alitalia strappandola alle grinfie dello straniero (anche se a spese nostre). Un accidentale quanto fastidioso conflitto d'interessi che perfino un "laico" come il parlamentare del Pd Nicola Rossi non ha mancato di sottolineare in un intervento su Europa. E fosse soltanto il figlio, ma si dà il caso che Matteo abbia avuto importanti incarichi nella Confindustria ora di Emma Marcegaglia, anche lei nella cordata, e condivida pure le attività imprenditoriali di suo padre, l'uomo che sotto lo sguardo benevolo di Massimo D'Alema guidò nove anni fa la razza padana all'assalto di Telecom Italia. Roberto Colaninno, allora, un traditore? Dice Rossi: "Colaninno è un imprenditore. Ce ne fossero, come lui, anziché come alcuni suoi colleghi che vengono richiesti dalla politica e accettano senza condizioni, in modo da poter poi chiedere qualcosa in cambio. Per La Compagnia aerea italiana presenterà domani la sua offerta per acquistare Alitalia come lo conosco io, l'ultima cosa che gli è passata per la mente è la vicinanza a questo o quel partito politico". Già. Al direttore di "Repubblica ", Ezio Mauro, Colaninno ha confermato la propria fede politica nella sinistra riformista. Ma come non tutti i suoi compagni di scalata erano della stessa parrocchia, non è che Colaninno si sia fatto tanti problemi quando regnava il centrodestra piuttosto che il centrosinistra. Vero è che l'imprenditore mantovano abbandonò Telecom Italia a Marco Tronchetti Provera subito dopo l'arrivo di Berlusconi al governo (soltanto una coincidenza?). Ma ricordate quando la Fiat era così in crisi che Giulio Tremonti pensava seriamente a un intervento dello Stato per il salvataggio? Colaninno propose un suo piano e se gli avessero dato fiducia forse ora ci sarebbe lui al posto di Sergio Marchionne. E ricordate quando il governo Prodi stava lavorando per vendere l'Alitalia? Anche in quella circostanza si parlò di un interesse, mai smentito, di Colaninno. Ma nella piccola cordata che allora, sotto l'egida del centrosinistra, si stava formando per affiancare l'Air France, e di cui avrebbero fatto parte Matteo Arpe e Alfio Marchini, il suo nome non c'era. E Corrado Passera è forse un altro traditore? A definirlo tale basta forse ricordare che era stato nominato capo delle Poste dal primo governo di centrosinistra? Oppure che è al timone dell'istituto presieduto da Giovanni Bazoli, il banchiere più vicino a Romano Prodi? O ancora, che nell'ottobre 2005 si trovò in fila ai gazebo dell' Ulivo (come il suo collega di Unicredit Alessandro Profumo, che invece ha preso le distanze dall' operazione Alitalia) per votare alle primarie che incoronarono Prodi? Certamente non è un mistero che Passera abbia lavorato per una soluzione italiana da tempo, prima che le elezioni fossero all'orizzonte, e contrastato fino alla fine l'operazione Air France sostenendo la fusione con AirOne. E questo contro la linea scelta dal governo di centrosinistra. Non è nemmeno un mistero che l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo nell'ultimo anno abbia riscosso sempre maggiori consensi, al punto da finire nella short list per i candidati al posto di ministro dello Sviluppo economico nel governo Berlusconi. "Questa dei traditori mi pare una polemica assurda", sentenzia il parlamentare Nicola Latorre, ritenuto punta di diamante del fronte dalemiano. "Non vedo perché un imprenditore, o un banchiere, che venga investito da un governo, sia pure con modalità discutibili, di un compito per rendere un servizio al Paese, debba essere criticato. E' evidente che questi fanno soltanto il loro mestiere. Il giudizio politico sulla scelta resta negativo, ma certo non si può caricare sulle spalle di chi partecipa alla cordata". Sergio Rizzo.

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La nuova Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La nuova Alitalia Le sfide della rete all'estero Per Italo Bocchino del Pdl, la soluzione trovata permetterà alla compagnia di avere anche un ruolo internazionale Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si augura che "sia la volta buona" o "sarebbe un brutto segno".

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Accuse dalla Germania: salvataggio scandalo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La "Frankfurter Allgemeine Zeitung" Il quotidiano: operazione insolente Accuse dalla Germania: salvataggio scandalo FRANCOFORTE - Per il quotidiano conservatore "Frankfurter Allgemeine Zeitung", il piano "sfacciato" per salvare Alitalia ricorda molto il modo di agire che nel codice civile è descritto come "bancarotta fraudolenta". Le parti buone della società vengono vendute mentre i debiti, i dipendenti in eccesso e altri problemi restano indietro. Per non far sorgere uno scandalo, alla fine il governo italiano dovrà saldare i conti ma questi pagamenti "non sono altro che nuove, gigantesche sovvenzioni per la nuova aviolinea monopolista italiana - uno scandalo d'altro tipo, di dimensione europea". In pratica il piano somiglia "ai principi dell'economia statalista, che potrebbe provenire da un programma dei sindacati o da un libro di testo di economia comunista". La Faz lamenta anche che per proteggere la nuova compagnia dalle asperità del mercato, la si fonde con "l'unico concorrente privato importante, vale a dire Air One". Che dispone del "monopolio sulla tratta più utilizzata sulla Milano-Roma ". E vuole chiudere Linate, per impedire così "che ai milanesi venga in mente di volare in America via Francoforte o Londra con la concorrenza estera". Facendo convergere il traffico su Malpensa, dove possono utilizzare "l'aviolinea di bandiera ". Il commento della Faz in Italia non è piaciuto. Il vicecapogruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino, ha replicato che probabilmente il quotidiano tedesco, "anziché un'Alitalia rilanciata, forte e pronta a sfide internazionali, avrebbe preferito una svendita, magari a Lufthansa con la colonizzazione della nostra compagnia di bandiera. Il giornale tedesco dà l'impressione di essere statalista in Germania e liberista solo in casa altrui". D'altra parte il quotidiano di Francoforte sembra aver dimenticato che, proprio in Germania la sola banca pubblica Ikb sull'orlo del fallimento, appena acquisita da Lone Star (con la consulenza di Mediobanca e di Hsbc) ha pesato sui contribuenti tedeschi per 9 miliardi di euro. Per non parlare di altre banche pubbliche coinvolte nei subprime. Inoltre, proprio il governo di Berlino ha appena varato un disegno di legge per avere un veto sugli investimenti dei fondi sovrani superiori al 25% in industrie strategiche. E anche Lufthansa, a suo modo, è protetta. Da una legge apposita - la Luftverkehrnachweissicherungsgesetz - la quale prevede che il 76% degli azionisti di Lh debbano essere tedeschi, altrimenti il gruppo perde vari diritti di volo e di atterraggio. Ma forse la difesa di Faz arriva perché Lufthansa si trincera dietro a un enigmatico "no comment". Non commenta come intende sopperire alla partnership con Air One; o i numerosi contatti con il presidente della newco Roberto Colaninno. L'unica cosa che Lufthansa ammette è l'indistruttibile "interesse" per il mercato italiano. Marika de Feo.

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E i politici (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI E i politici L'economista del Pd Nicola Rossi: attenti ai conflitti d'interessi Antonio Di Pietro, Italia dei Valori: per salvare Alitalia, un decreto-truffa Pier Luigi Bersani, ministro ombra Pd per l'Economia: "imprenditori con la pistola alla tempia".

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Tabacci e Morando attaccano: monopolio Roma-Milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La normativa Tabacci e Morando attaccano: monopolio Roma-Milano L'operazione Alitalia dà a un gruppo di imprenditori una posizione di monopolio soprattutto sulla rotta Milano-Roma: lo ha affermato Bruno Tabacci, deputato Udc, a margine di un dibattito alla Festa Democratica nazionale di Firenze. "Si devono chiamare le cose con il loro nome - ha detto - questo non è il salvataggio di Alitalia, ma il trasferimento dei suoi asset positivi, fusi con AirOne, a un gruppo di signori i quali pensano di gestire in una condizione di sostanziale monopolio in particolare la tratta Milano-Roma, quella più redditizia per il core business del trasporto aereo in Italia". E per Enrico Morando, coordinatore del governo ombra del Pd, oltre al monopolio l'operazione Alitalia ha un costo enorme per i contribuenti. "Il governo Berlusconi ci offre una soluzione che rispetto a quella prospettata dal governo Prodi costa al contribuente italiano una quantità enorme di risorse e scarica direttamente sullo stato una quantità enorme di esuberi". Bruno Tabacci.

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I paletti europei (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: BREVI I paletti europei Il commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia (nella foto) ieri in Italia ha ricordato che l'operazione per la nuova Alitalia va fatta nel rispetto delle norme che vietano il ricorso ad aiuti di Stato.

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Gli imprenditori (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI Gli imprenditori Roberto Colaninno sarà presidente della Compagnia aerea italiana Gilberto Benetton, con Atlantia, sarà fra i primi azionisti della nuova Alitalia Augusto Fantozzi sarà commissario liquidatore di Alitalia.

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I giornali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI I giornali "Liberazione" ha attaccato Colaninno. "Il Riformista" ha decretato con Alitalia l'ennesima sconfitta di Veltroni Nicola Rossi "L'idea che possano esserci imprenditori amici e non amici è alla radice di alcuni fra gli errori più clamorosi della sinistra".

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I sindacati: esuberi? Prima il piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I sindacati: esuberi? Prima il piano Brunetta: niente ammortizzatori nel pubblico. Vertice a Palazzo Chigi Lo stop dei piloti: siamo già sottopagati. Domani il ministro del Welfare Sacconi riceve le categorie ROMA - Quando al quartier generale della Cgil, mezzo deserto per le vacanze, è arrivato il testo del decreto Scajola che riforma la legge Marzano, in molti hanno strabuzzato gli occhi. Una mano sapiente, presumibilmente quella del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, vi ha inserito pari pari un pacchetto di norme che i sindacati erano riusciti a stralciare dalla legge Biagi. Si tratta delle regole che consentono al venditore e all'acquirente, in questo caso al commissario Augusto Fantozzi e alla newco, di negoziare il passaggio dei rami d'azienda e persino dei singoli lavoratori da una società a un'altra. "Un insieme di norme - spiega Mauro Rossi della Filt-Cgil - che senza neppure il consenso dei dipendenti, da solo, è capace di polverizzare un'azienda. Altro che spezzatino! ". E' con questo stato d'animo che il maggior sindacato si affaccia oggi alla prima convocazione del governo Berlusconi, presso il ministero del Lavoro, sul caso Alitalia: "Pensano che non abbiamo alternative alla firma se non il fallimento? - attacca Rossi - Si sbagliano: sottoscrivere un piano simile equivale a far fallire l'azienda". Parole grosse, buone per iniziare una trattativa su posizioni d'intransigenza, ma che dovranno poi essere messe alla prova. Fanno eco i piloti dell'Anpac che già da ora si dichiarano pronti allo sciopero. "Se il piano è quello che ho letto sui giornali - dichiara il presidente Fabio Berti - non ci siamo". La sensazione è che i tre sindacati confederali finora abbiano lasciato campo libero all'advisor ricevendo in cambio informazioni di massima circa l'assetto del piano. Il fatto che due dei "generali", Guglielmo Epifani (Cgil) e Raffaele Bonanni (Cisl) siano ancora impegnati all'estero, il primo a Denver, il secondo in Cile, ha creato una sorta di sospensione destinata a concludersi a metà della prossima settimana quando i tre saranno ricevuti a Palazzo Chigi. Le posizioni dei tre sindacati è diversificata. Per una Cisl propensa a trattare e una Uil che assicura che gli esuberi sono solo 2 mila, c'è una Cgil molto irritata. Il pacchetto di norme elaborato dal governo di per se stesso rischia di diventare materia di uno scontro molto duro, più complessivo. Il sindacato di Epifani rischia poi di ritrovarsi a essere l'unico baluardo concreto al piano già bocciato da un'opposizione che però appare priva di strumenti di pressione. Già altre volte, sotto il governo Berlusconi, la Cgil ha fatto mancare la propria firma (Patto per l'Italia). Ma qui c'è in mezzo il destino di 18 mila lavoratori. Sacconi spera che gli esuberi siano meno di 5 mila, ma la mappatura delle eccedenze è tutta da completare. Resteranno tutti in Alitalia i 3 mila lavoratori dell'handling che si uniranno al migliaio di AirOne? O quelli operanti sugli scali minori seguiranno le esternalizzazioni? Della manutenzione si sa per certo che la "line", circa 500 persone, resterà in Alitalia. In bilico ci sono la "light", altre 700 persone, la manutenzione motori (450), quella pesante (400). Mentre è incerta la vendita dell'Atitech (800) a Finmeccanica. In uscita dal perimetro sarebbero poi le attività di informatica e amministrazione (1.000) e i call center (300). Escluso l'handling, gli esuberi di terra potrebbero essere circa 2.350. Quanto al volo, i sindacati conteggiano circa 2.500 esuberi, tenendo conto però anche del personale precario. "Se così fosse non saremmo lontani dal piano Air France" dice Rossi. La prospettiva di un ricollocamento in imprese private non tranquillizza nessuno. La sostiene invece il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che esclude ingressi nella pubblica amministrazione: "Se fossi un' azienda privata - ha detto ieri prenderei volentieri questi dipendenti Alitalia: ce ne sono molto qualificati e spesso bilingue ". La Cgil e la Marzano La Cgil è contro alcune modifiche della Marzano volute da Sacconi I "no" dei piloti Berti (Up): se il progetto è quello uscito sulla stampa, non ci siamo Antonella Baccaro.

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Almunia: rispettare le regole Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Almunia: rispettare le regole Ue Domani si presenta l'offerta. A Sabelli le deleghe della Newco Air France avrebbe il 20% circa con un apporto di 100-150 milioni. Sacconi: Fantozzi non sarà lasciato solo dal governo ROMA - "Spero che si trovi una soluzione: serve una soluzione buona per la compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori e che sia compatibile con le regole europee". A metà tra il monito e l'auspicio, l'intervento del commissario europeo agli Affari economici e monetari, Joachim Almunia, ieri su Alitalia, ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, che il faro dell'Ue è puntato sull'"operazione Fenice". Ieri non c'è stata la presentazione dell'offerta da parte della Compagnia aerea italiana (Cai), cioè i 16 soci intenzionati a rilevare Alitalia. Il commissario Augusto Fantozzi, appena nominato da Berlusconi, sarà nella possibilità di riceverlo a partire da domani. Intanto, in un incontro tenutosi venerdì scorso tra l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera, l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, e il presidente "in pectore" di Alitalia, Roberto Colaninno, sono state definite le deleghe. All'imprenditore della Piaggio andranno quelle alle relazioni esterne e istituzionali, a Sabelli tutte le altre. Ai 16 soci attuali potrebbe presto aggiungersi la banca Morgan Stanley. Mentre a metà settimana è prevista l'adesione di Air France-Klm con un apporto tra i 100 e i 150 milioni e una quota intorno al 20%, oltre all'impegno a rivedere gli accordi commerciali già in atto. L'offerta di Cai, che ancora ieri era in via di definizione, dovrebbe aggirarsi sui 300-350 milioni ed è riferita a una serie di asset di Alitalia che dovranno essere scorporati. Il decreto Scajola, che ha riformato la legge Marzano, ricomprende nella ristrutturazione anche "le imprese partecipate che intrattengono in via sostanzialmente esclusiva rapporti contrattuali" con l'azienda commissariata. Le situazioni andranno vagliate caso per caso. E già suscita qualche perplessità il destino di Ams, la società di manutenzione motori controllata al 60% da Alitalia e al 40% da Lufthansa. Sarà comunque un perito indipendente, nominato dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, a valutare a sua volta gli asset e fissare un prezzo di mercato al di sotto del quale non si potrà scendere. La proposta avanzata per l'acquisto avrà una durata di 45 giorni, dunque, se l'offerta verrà presentata domani, entro l'8 ottobre si saprà se l'operazione è andata in porto. Soltanto dopo che l'offerta sarà stata accettata, i soci procederanno alla trasformazione di quella che oggi è una srl in una spa con un miliardo di capitale. In quel momento Carlo Toto, in quanto presidente di Air One, potrà conferire gli asset della propria azienda, valutati in circa 300 milioni, una parte dei quali (100 milioni) reinvestiti in Alitalia. "Il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi non sarà lasciato solo dal governo" ha detto ieri il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Il ministro ha poi spiegato che domani l'incontro con i sindacati si aprirà proprio con una relazione di Fantozzi sullo stato di Alitalia. E un augurio arriva anche dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta: "Deve essere la volta buona - ha affermato a proposito di Alitalia -. Se non lo fosse sarebbe un pessimo segno". Ma l'opposizione attacca. Scatenato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, critico sui contenuti del decreto del governo, e in particolare sulla possibilità di vendere asset "a trattativa privata, cioè nel chiuso di una stanza come se fosse roba propria", e su "l'esonero di responsabilità degli amministratori e dei sindaci di Alitalia ". Rocco Sabelli A. Bac. Vota sul piano di salvataggio della compagnia aerea su Corriere.it.

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A Fregene? Ci vanno i "finti". Quelli che non hanno mai visto il mondo fuori (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ALESSIA MARANI "A Fregene? Ci vanno i "finti". Quelli che non hanno mai visto il mondo fuori dai Parioli e da Collina Fleming. Quelli che se non c'hanno la borsa griffata e i capelli messi in piega pure sotto il sole, si mettono a piangere...". Erica e Vanessa, 21 e 22 anni, studentessa della Garbatella a Roma Tre, la prima, e cameriera in un pub la seconda, di Spinaceto, non hanno dubbi: "Preferiamo Ostia perchè è più vicina, ci si diverte come pazzi, è più "vera"". "Ci veniamo fin da quando eravamo ragazzine - raccontano sistemandosi costumi e pareo sul lettino in riva al mare - Quando finiva la scuola, noi il giorno dopo eravamo già qua. Allora prendevamo il trenino, oggi ci vanno solo pischelli e vu' cumpra'". Chi approda al "mare de' Roma" arriva dall'Eur e dal Torrino, da San Giovanni e San Paolo oppure dalla più lontana Casilina, il versante Est collegato dal Raccordo, da Acilia e Casalpalocco. Un piccolo mondo eterogeneo che d'estate fa il pendolare al contrario: dal centro al litorale, seguendo la pista verso la spiaggia più congeniale. "Già perchè se d'inverno è impossibile cambiare colleghi, amici e stile di vita - racconta Angelo, 30 anni, istruttore di nuoto a Fonte Meravigliosa - a Ostia basta cambiare spiaggia per trovare un altro universo". Insomma, giusto il tempo di infilare nella borsa asciugamano e ciabattine (guai alle scarpe chiuse per gli ometti e ai tacchi per le donne, "roba da tardoni"), salire in macchina o in sella a uno scooter ed eccolo il mare che ti strizza l'occhio da dietro la Rotonda o che ti saluta calmo e azzurro dalla passerella del Pontile, in fondo alla via del Mare. Eccola l'illusione dei Caraibi a due passi da casa. Eccole quelle ore in cui puoi staccare da tutto e da tutti, anche se tutto e tutti sono a portata di mano nel giro di mezz'ora e se domani torni al lavoro, se la scuola è appena finita o se le ferie te le farai tra un mese. O se non te le farai per niente. "Questa è Ostia - racconta Simone, 28 anni, alto, fisico asciutto, appena terminata l'ennesima sfida sui campi di beach (volley) - un tuffo, una partita, un'oretta sul lettino a cuocere al sole, quattro chiacchiere con gli amici, poi via a casa. Guai a stare fermi". A Ostia si arriva senza tanti fronzoli, senza stare troppo a pensare a come vestirsi, a che cosa indossare, "anche se ognuna di noi, nella sua semplicità - dice Elena, 32 anni, account in una società del centro storico, mentre sorseggia l'immancabile granita insieme a Simo, Robi e Federica sulla riva de "La Spiaggia" sul lungomare Vespucci - ci tiene tantissimo, magari con un unico chiodo fisso: buttare giù la pancetta, bandire quei grammi in più sui fianchi, perché per Ostia, la sportiva per eccellenza, ci si prepara tutto l'anno. E guai a sfigurare". Ed eccoli, ovunque, fazzoletti di spiaggia trasformati in arene da beach volley, beach tennis, beach soccer. C'è Martina, 18 anni, di Mostacciano, capelli biondocenere raccolti in due lunghe treccine, hot pants jeans e Superga argentate ai piedi, che ondeggia sulla passerella di legno del "Corallo" come fosse già una piccola stella, su quella stessa pedana dove tante volte ha camminato anche la bella Ilary Blasi. Ai piedi Superga, All Star vintage, infradito hawaiane: tra le giovanissime sono il must. Roberta e Claudio, titolari dello stabilimento, per i loro clienti preparano un buffet di frutta e verdura. Avevano anche preparato l'aperitivo al tramonto. "Ma a Ostia quest'uso non è mai decollato". Forse perché è l'ora migliore per giocare e allenarsi: "Questa spiaggia è la nostra palestra - spiega la campionessa di beach volley Daniela Gattella, ravennate adottata al Lido - c'è tutto, sembra di stare in un villaggio vacanze". E poi non può mancare l'intramontabile pizza rossa, calda di forno e messa nello zaino. A Ostia non si nega a nessuno. Emanuela e Arianna, due amiche della Casiliana e dell'Infernetto, salutano allegre da dentro l'acqua con indosso enormi cappelli da cow-boy. "A Fregene - dice il loro amico Mike, 35 anni, dipendente Alitalia - il bagno nemmeno te lo puoi fare. Ma che ce vai a fa'?".

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L'Europa: crescita molto, molto lenta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-31 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Autunno caldo Brunetta: doppio lavoro senza pagare tasse è evasione L'Europa: crescita molto, molto lenta Angeletti: statali, accordo o sarà sciopero # Ma il commissario Ue Almunia non è pessimista: un segnale positivo il rallentamento dell'inflazione ROMA - Non è pessimista, visto che l'inflazione sta rallentando e l'economia non è in recessione, ma nei prossimi mesi "dovremo affrontare una crescita molto, molto bassa ". Il commissario europeo agli Affari economici Joaquin Almunia, partecipando alla cerimonia di consegna del premio Capalbio, prevede dunque un autunno piuttosto difficile con i governi alle prese da una parte con la chiusura delle loro finanziarie e dall'altra con una economia che non accenna a scuotersi dal torpore. Il commissario europeo, conversando con i giornalisti, ammette di aver incontrato diverse volte il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e di apprezzare l'idea di aver allungato gli obiettivi dei conti pubblici per i prossimi tre anni. "La strada è quella giusta - ha commentato - certo ora si tratta di applicare gli obiettivi annunciati e spero che il governo ci riuscirà". Ottimista anche sul futuro della nostra economia: "L'Italia può ritrovare una crescita positiva e buone opportunità di lavoro ". L'autunno però sembra difficile non solo per la crescita ma anche per i molti problemi con le parti sociali. Che si vanno sovrapponendo sempre di più. Domani comincia la difficile partita degli esuberi Alitalia e martedì ci sarà la ripresa del confronto con Confindustria per il rinnovo del modello contrattuale. Senza contare il diabolico gioco a scacchi sugli Statali che rischia di saltare da un momento all'altro. A lanciare l'allarme è il segretario generale della Uil Luigi Angeletti che ieri non ha escluso uno sciopero generale del pubblico impiego "se presto non sarà raggiunta una intesa con il governo". La discussione che il sindacalista spera di riprendere al più presto con il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta "deve essere incentrata sulla definizione di un nuovo sistema di incentivazione perché i soldi che ci hanno tolto ce li devono ridare con modalità diverse". Angeletti affronta anche il capitolo del nuovo modello contrattuale. Il sindacalista è d'accordo con il suo collega della Cisl Raffaele Bonanni e con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi a chiudere l'intesa entro settembre. E paventa uno scenario apocalittico. "Senza accordo - sostiene - il sistema di relazioni industriali degenererà con velocità impressionante, non ci sarà più il contratto nazionale, nè nessuna regola, la rottura sarà definitiva". Definisce "stupido" chi pensa di poter rinunciare ad un accordo e chiede a tutti uno sforzo per accelerare i tempi. Il ministro Brunetta intanto non perde occasione per punzecchiare i lavoratori, questa volta i "furbi ". "Se il doppiolavorista non paga le tasse è un evasore fiscale", dichiara in una intervista alla rivista Pontifex, per denunciare il fenomeno diffuso del doppio lavoro in nero. Roberto Bagnoli.

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Le banche americane e i nostri pericoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-31 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti Le banche americane e i nostri pericoli I l capitale proprio serve alle banche non solo per coprire eventuali perdite della gestione, ma anche come garanzia a fronte dei rischi impliciti nel-l'attività creditizia e finanziaria. La crisi in atto da 14 mesi sta accrescendo il fabbisogno di capitale non solo perché le perdite attese aumentano (il Fondo monetario internazionale è arrivato a stimarne per 1.200 miliardi di dollari), ma anche perché le banche centrali si sono convinte che i rischi meritano ben altra copertura; diversamente, si dovrà ridurre l'attività. Non aver affrontato prima il problema ha costretto banche centrali e governi a clamorosi salvataggi a spese dei contribuenti, con ciò smentendo i propri proclami liberisti. Quando gli Usa nazionalizzano colossi come Freddie Mac e Fanny Mae, gli aiuti di Stato italiani all'Alitalia fanno sorridere. Quando l'americana Merrill Lynch trasferisce alla filiale inglese 29 miliardi di dollari di perdite così da non pagare tasse a Londra per 60 anni, ci si dovrà pur chiedere se il salvagente della Federal Reserve per le banche d'investimento non aggiunga la beffa al danno. è forse per questo che, al summit di Jackson Hole, Mario Draghi ha indicato un nuovo obiettivo del Financial Stability Forum: rafforzare le misure generali anticrisi a livello nazionale e sovranazionale così da permettere di fallire anche alle grandi istituzioni finanziarie in crisi senza mettere in pericolo il sistema. Accadesse, sarebbe una svolta radicale: in nessun grande paese, ora, si sta lasciando fallire una grande banca. L'imperativo di Draghi ricolloca il liberismo nella trincea della regolazione forte dopo le illusioni dell'autoregolazione degli operatori. Già nel 1913, il futuro giudice della Corte Suprema, Louis Brandeis, criticava le banche d'investimento di Wall Street, vertice oligopolistico del sistema, quali generatrici di conflitti d'interesse pervasivi e dannosi per la democrazia prima ancora che per l'economia. Lavorando con i soldi degli altri in misura infinitamente superiore alle altre imprese, la banca non può ambire alla stessa libertà e la società non può affidarsi alla sola buona volontà dei banchieri. Servono una ferrea regolamentazione e penetranti controlli. Nel 1933 gli Usa arrivarono a scindere le attività bancarie commerciali da quelle d'investimento e costituirono la Sec. Oggi, ai fini della stabilità, si pensa di dominare l'intimo conflitto della banca che raccoglie denaro per prestarlo a proprie partecipate aumentandone i requisiti patrimoniali. Nel 2007 i gruppi bancari italiani avevano mezzi propri per 177 miliardi di euro a fronte di attività totali per 2767. Quasi tutti sono in regola. Ma Draghi ora ammette, parlando del mondo, che Basilea II non basta. Certo, 177 miliardi equivalgono a un terzo delle attività finanziarie o al 10% dei crediti. Ipotizzare perdite di eguale importo sembra fuori dalla realtà, ma basta meno per innescare reazioni a catena pericolose. Ci chiediamo: l'Italia può permettersi il crac di una grande banca? E se non può, di quanto dovranno aumentare i capitali per dare seguito a Jackson Hole? \\ Il summit a Jackson Hole e l'obiettivo del governatore Draghi (con la consulenza tecnica di Miraquota) mmucchetti@corriere.it.

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Il forum di oggi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-31 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Il forum di oggi Scioglilingua di Giorgio De Rienzo Alitalia, la "bandierina" e le parole da censurare è partita la caccia a parole ed espressioni da censurare o mettere al bando. Tommaso, per esempio, si augura che "splittare", "pushare" usati dai cronisti sportivi televisivi siano cancellati. Pardo sposta il discorso su una sciatteria più insidiosa. Ci è cascato anche Veltroni nel parlare dell'Alitalia ridimensionata come compagnia di "bandierina". "Avrebbe dovuto dire "compagniuccia di bandiera": perché si spera che "sia la compagnia e non la bandiera a diventare più piccola". forum.corriere.it/scioglilingua/.

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Piero Marrazzo: <Due posti persi per ogni esubero> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia La Regione Piero Marrazzo: "Due posti persi per ogni esubero" "Non sono tranquillo". Da Firenze, dove è intervenuto alla Festa del Pd, Piero Marrazzo si dice "preoccupato per gli esuberi dell'Alitalia". Il perchè lo spiega subito: "In una città come Roma e in un territorio come il Lazio che hanno un indotto forte sull'aeroporto e nel distretto del volo, per un lavoratore Alitalia in esubero arriviamo quasi ad avere due altri lavoratori che perdono il posto. Non capisco quindi tutto questo ottimismo". Riferimento al ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che aveva parlato di "solo" 5 mila esuberi previsti nel nuovo piano industriale della compagnia di bandiera. Marrazzo, però, prima di esprimersi in maniera definitiva vuole vederci chiaro: "Aspetto - ha detto ancora - di conoscere le carte. Ma è evidente che se non le avrò non sarò assolutamente rassicurato. Per mercoledì ho convocato il tavolo dei sindacati con il sindaco di Roma. Ho già parlato con il commissario Augusto Fantozzi, aspetto di incontrare Roberto Colaninno". Il presidente designato della nuova Alitalia ha già visto il sindaco Gianni Alemanno e, nel corso del colloquio, gli ha detto che "Fiumicino non sarà ridimensionato, ma raddoppiato: come voli, infrastrutture e collegamenti". Marrazzo non si fida: "Nel momento in cui si afferma che l'Alitalia si avvia a un ridimensionamento per quanto riguarda personale, vettori e rotte, ci devono dire come può proseguire lo sviluppo di un aeroporto intercontinentale come Fiumicino che vuole vivere un rapporto sinergico con il territorio, che è arrivato a 36 milioni di passeggeri e che con gli investimenti di AdR può arrivare a 50 milioni". Al presidente della Regione ha risposto Donato Robilotta, dei Socialisti Riformisti- Pdl: "Non cerchi lo scontro col governo, come sostengono autorevoli membri della sua giunta". Tra i dipendenti dell'aeroporto, ci sono umori diversi: in molti sono preoccupati, qualcuno è ottimista. "Sono molto scettico - dice un capocabina - perchè col nuovo piano l'Alitalia diventerebbe una compagnia regionale". "Preoccupata? No, non lo sono - spiega un'assistente di scalo - perchè gli sperperi sono maggiori degli introiti. Vedo bene un riassetto industriale ". E. Men.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: - pag: 51 Il si... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: - pag: 51 Il sindaco Letizia Moratti si confronta con gli alleati sui nodi politici dopo le vacanze. La richiesta è: più dialogo Pdl e Lega alla Moratti: troppi casi aperti Rimpasto, macchina comunale e aeroporti. I lumbard: squadra da ritoccare. FI: serve un confronto Frena il ministro Ignazio La Russa: noi non chiederemo di cambiare. Udc: ci sono altre priorità Non solo Expo e Alitalia. I partiti di maggioranza incalzano Letizia Moratti, che al suo rientro dalle vacanze dovrà anche gestire alcune situazioni rimaste in sospeso in questi mesi. Lo dice in modo diretto il capogruppo della Lega, Matteo Salvini: "Abbiamo avuto l'Expo e ci siamo ripetuti per mesi che avremmo avuto bisogno di una marcia in più. Si deve cominciare da una revisione della squadra di giunta, il sindaco non può gestire tutte le importanti deleghe di cui si è fatta carico, a partire dal Bilancio per arrivare alla Cultura". Salvini cita un altro caso: "La macchina comunale in questi anni ci ha dato molti problemi. Ora siamo anche senza city manager. Mi chiedo se sia già stata trovata una soluzione alternativa per evitare un'altra fase di stallo burocratico". IL riferimento è alle dimissioni di Piero Borghini, direttore generale, che da luglio ha lasciato Palazzo Marino: dimissioni nell'aria da parecchi mesi, cui non ha fatto seguito la nomina di un sostituto, anche se candidata naturale al posto di numero uno della struttura comunale pare essere l'attuale vice, Rita Amabile. Forza Italia la vede dal punto di vista politico: "Crediamo serva una fase di rilancio - azzarda il vice commissario cittadino Maurizio Lupi - conclusa la fase dell'acquisizione dell'Expo. Serve un momento di confronto degli alleati su diverse questioni: da Malpensa ai risultati dell'operazione Ecopass, dalle posizioni scoperte in giunta alla riorganizzazione della macchina comunale. Su tutto questo, chiediamo un confronto al sindaco, anche per ascoltare le sue proposte". Il segretario regionale azzurro, Guido Podestà, ricorda anche la questione degli islamici: "Abbiamo lavorato tutti insieme per cercare una soluzione di buon senso che conciliasse il diritto di culto alla richieste di sicurezza e ordine dei residenti. Non vanifichiamo il lavoro fato". Stesso discorso vale per l'Expo: "Sono passati molti mesi dal 31 marzo - ricorda Podestà - e questa lunga attesa sarà comprensibile soltanto se giungeremo ad una soluzione adeguata e condivisa ". Ottimista il ministro e leader di An, Ignazio La Russa: "Non sarà An a chiedere il rimpasto, perché ci fidiamo della capacità della Moratti di valutare se e fino a quando sarà in grado di farsi carico di tutte le deleghe, compresa la Cultura, di cui si sta occupando finora. Un momento di confronto fra i partiti, tuttavia, è sempre utile - conclude La Russa - anche per organizzare bene i prossimi passaggi politici". Il capogruppo dell'Udc, Pasquale Salvatore, difende la Moratti "perché c'erano priorità di cui occuparsi", ma invoca collegialità: "Sono certo che il sindaco saprà ora occuparsi di tutti gli altri problemi, insieme ai partiti di maggioranza". Elisabetta Soglio.

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ROMA Mentre il governo, per bocca del ministro Sacconi, annuncia pieno sostegno al neo commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ANTONIO PAOLINI ROMA Mentre il governo, per bocca del ministro Sacconi, annuncia pieno sostegno al neo commissario Fantozzi e si prepara al delicatissimo confronto di domani con i sindacati, anche Bruxelles fa sentire la sua voce. A lanciare il primo avvertimento sul dossier Alitalia è il commissario europeo agli Affari economici e monetari Joachim Almunia, ieri in Italia, a Capalbio, dove si assegnava l'omonimo premio: "Spero che si trovi una soluzione; serve - ha detto Almunia - una soluzione buona per la compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori, ma che sia compatibile con le regole europee". Niente aiuti di Stato, dunque, nelle varie forme in cui, soprattutto secondo le compagnie concorrenti di Alitalia, potrebbero configurarsi. Non escluse neanche eventuali forme "speciali" di riassorbimento degli esuberi. E proprio il tema degli esuberi e relativi ammortizzatori sarà inevitabilmente al primo posto tra i nodi da sciogliere nel confronto con i sindacati. Un incontro che, è stato lo stesso Sacconi a specificarlo, si aprirà "con una relazione del commissario che descriverà a tutti lo stato dell'azienda". Designato ad aprire i giochi nella trattativa più complicata, Augusto Fantozzi, come aveva esplicitamente chiesto nei giorni scorsi, non sarà "lasciato solo". Lo ha ribadito Sacconi: "Non lo sarà, e avrà da noi pieno appoggio. Abbiamo piena fiducia in lui e nell'advisor e siamo ottimisti, dato che ce la possiamo fare, e quindi ce la dobbiamo fare". Quasi le stesse parole, e lo stesso auspicio, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta: "Deve essere la volta buona. Se non lo fosse sarebbe un pessimo segno". Ma il faccia a faccia con i rappresentanti delle varie sigle e organizzazioni dei lavoratori non si presenta certo facile. "Di esuberi parleremo dopo che ci sarà stato illustrato il piano industriale", mette subito le mani avanti Luigi Angeletti, segretario generale della Uil. E prosegue: "Gli esuberi sono la conseguenza, non la premessa. La discussione verrà fatta in seguito, ciò che si è scritto e detto sin qui non ha importanza. È importante quello che ci diranno, e di cui si assumeranno la responsabilità. Quello avrà valore". L'Anpac, uno dei sindacati dei piloti, apre invece il fuoco di sbarramento contro affermazioni fatte in tivù sulle loro retribuzioni: "Al contrario di quanto sostenuto a Tv7, i piloti di Alitalia percepiscono una retribuzione mediamente inferiore del 30% rispetto a quella dei colleghi di Lufthansa e di tutti i piloti delle grandi compagnie aeree europee". E ancora, a proposito di flessibilità e modalità d'impiego: "L'applicazione di un pilota è sempre riferita ad un singolo tipo di aeromobile: è falso dunque che i piloti Lufthansa, o di qualsiasi altra compagnia, siano impiegati ai comandi di diversi modelli di aerei". Apre uno spiraglio invece Massimo Notaro, presidente dell'Unione piloti, il quale si augura anzitutto che ci sia "un piano vero di rilancio della compagnia". Se così fosse, e se "porterà ad un futuro", l'Unione lo prenderà in considerazione. "Diversamente - conclude Notaro - lo osteggeremo". In attesa di definire ufficialmente quantità e modalità degli esuberi, sul fronte nodale della loro ricollocazione interviene ancora il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che lancia l'ipotesi di una "ricollocazione in aziende private con incentivi. Se fossi un'azienda privata - continua Brunetta - prenderei volentieri i dipendenti di Alitalia, che sono qualificati e spesso bilingue. Non sarei così pessimista".Esclusa invece dal ministro ogni ipotesi di usare il pubblico impiego per gli ammortizzatori sociali. Sul fronte politico, intanto, nuove forti riserve sul piano di salvataggio arrivano dall'Udc. "Appare molto confuso - dichiara Gian Luca Galletti, capogruppo del partito in commissione Bilancio della Camera. - Troppe incognite e ancora molte scelte strutturali e strategiche da compiere. L'unica certezza è che gli italiani direttamente o indirettamente copriranno il fallimento della bad company. Il governo riferisca presto in Parlamento" Spara a zero, dall'opposizone, Antonio Di Pietro: non "salvataggio", ma "fallimento, non sul piano formale, ma sul piano sostanziale è così. Anzi peggio". E il leader dell'Idv contesta tra l'altro nei contenuti del decreto che ha modificato la Marzano "la possibilità di vendere asset a trattativa privata, cioè nel chiuso di una stanza come se fosse roba propria".

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ROMA - Aspetto di vedere le carte e non sono tranquillo, mi preoccupa profondamente la questio (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA - "Aspetto di vedere le carte e non sono tranquillo, mi preoccupa profondamente la questione degli esuberi". Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, non nasconde i suoi timori sulla vicenda Alitalia a margine della Festa nazionale del Pd. "Ho convocato per mercoledì il tavolo dei sindacati con il sindaco di Roma - ha ricordato Marrazzo - Ho già parlato anche con Fantozzi e aspetto di incontrare Colaninno. Ma è evidente che se non avrò le carte non sarò assolutamente rassicurato". Le conseguenze per il bacino regionale sono il suo primo pensiero. "Nel momento in cui si afferma che l'Alitalia si avvia a un ridimensionamento per quanto riguarda personale, vettori e rotte - ha continuato Marrazzo - ci devono dire come può proseguire lo sviluppo di un aeroporto intercontinentale come Fiumicino che vuole vivere un rapporto sinergico con il territorio, che è arrivato a 36 milioni di passeggeri e che con gli investimenti di AdR può arrivare a 50 milioni". Sugli esuberi, Marrazzo si chiede "il perchè di tutto questo ottimismo". "In una città come Roma - ha escluso - e in un territorio come il Lazio che hanno un indotto forte sull'aeroporto e nel distretto del volo, per un lavoratore Alitalia in esubero arriviamo quasi ad avere due altri lavoratori che perdono il posto". Guai ad aprire un conflitto con il governo, avverte, invece, il capogruppo di Sr-Pdl alla Regione Lazio Donato Robilotta. "Al contrario - aggiunge - Regione ed enti locali dovrebbero collaborare col governo affinchè il piano messo a punto vada bene". Ma anche "per la gestione difficile della collocazione dei lavoratori in esubero".

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Alitalia, Almunia: La soluzione deve rispettare le regole europee (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'Anpac: "Solo bugie su stipendi e flessibilità". Brunetta: incentivi ai privati per assorbire gli esuberi. Altre critiche da Udc e Idv: piano confuso e scorretto Alitalia, Almunia: "La soluzione deve rispettare le regole europee" Sacconi: "Non lasceremo solo Fantozzi". I piloti attaccano.

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La scissione dell'Alitalia che dà vita alla cosiddetta bad company con in carico debiti ed (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Esuberi, se non ben articolata, potrebbe essere considerata aiuto di Stato e quindi incorrere nella reazione di Bruxelles. Altro passaggio delicato sarà quello del trasferimento degli slot dell'Alitalia alla Nuova Compagnia: il pericolo è che venga realizzato sotto costo, violando le regole della concorrenza.

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<Alitalia, il rilancio rispetti le regole> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 213 "Alitalia, il rilancio rispetti le regole" Monito Ue di Almunia. Sacconi: meno di 5 mila esuberi, si spera --> Monito Ue di Almunia. Sacconi: meno di 5 mila esuberi, si spera Il commissario Ue Almunia auspica una soluzione in linea con le regole. Il confronto governo-sindacati. "Augusto Fantozzi, non sarà certo lasciato solo. Da noi avrà pieno appoggio". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, garantisce "la piena fiducia" ed il sostegno del governo al difficile lavoro del neo commissario straordinario di Alitalia che, domani, con una sua relazione aprirà il confronto tra governo e sindacati sulle ragioni del commissariamento e le prospettive di rinascere dalle ceneri con il Piano Fenice. "Siamo ottimisti, ce la possiamo fare, quindi ce la dobbiamo fare", dice il ministro. LA UE E mentre la stampa tedesca parla di "scandalo" e si appella a Bruxelles, il commissario europeo Joaquin Almunia auspica "una soluzione in accordo con le regole europee e che sia buona per la compagnia, per i passeggeri e per i lavoratori". Parlando a margine della cerimonia di consegna del Premio Capalbio, Almunia ha aggiunto di "non conoscere esattamente i termini, ma spero che si troverà una buona soluzione". L'ATTESA L'incontro di domani è atteso in un clima pesante, di forte preoccupazione, alimentato dal timore dei sindacati sulla validità del piano industriale e sull'alto prezzo da pagare in posti di lavoro. "Spero che siano meno di 5 mila", ha detto degli esuberi il ministro del Lavoro. Mentre Renato Brunetta, il ministro della Funzione pubblica, annuncia incentivi per la ricollocazione in aziende private. IL FRONTE SINDACALE "Operazioni finanziarie tese esclusivamente ad abbassare il costo del lavoro e a rendere Alitalia un vettore regionale ci vedrebbero strenui oppositori", ha avvertito l'Unione Piloti. Il piano che è emerso dalle indiscrezioni, sacrificando i voli a lungo raggio, può portare al fallimento "in due anni", ammoniscono i piloti dell'Anpac. Tutte le sigle sono disponibili al confronto, ma anche pronte a risposte forti. "Di esuberi ne parleremo dopo che ci sarà stato illustrato il piano industriale. Gli esuberi sono la conseguenza, non la premessa". Non si esprime Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, dopo che il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha indicato in meno di 5.000 gli esuberi di Alitalia. "La discussione", aggiunge Angeletti, "verrà fatta in seguito, ciò che è scritto sui giornali non ha importanza. Ciò che è importante è quello che ci diranno e di cui si assumeranno la responsabilità. Quello avrà valore". IL COMMISSARIO Augusto Fantozzi entra in scena con un appello bipartisan alla politica. "Chiedo solo che non mi vengano messi inutili bastoni fra le ruote. Così lavorerò meglio. Poi se ci saranno errori me ne assumerò la responsabilità". Poche parole per presentarsi con con la consapevolezza della delicatezza del compito che lo attende: "Sono uno che deve portare la croce facendo soffrire tutti il meno possibile: i dipendenti, gli azionisti, i detentori di bond, gli italiani che pagano le tasse, gli utenti". Dovrà accompagnare l'eutanasia della "vecchia Alitalia", cedendo gli aerei, i piloti gli assistenti di volo, gli asset ed i dipendenti che servono a creare la "nuova Alitalia", più snella, nella quale verrà integrata anche Air One, e che dovrebbe presto rafforzarsi con altri soci nella Compagnia aerea italiana. L'ADVISOR L'artefice del progetto di rilancio, il "Piano Fenice", l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, ha detto chiaramente che l'operazione si concretizzerà con le organizzazioni sindacali. Una strada obbligata. E quantifica in 4-5 settimane il lasso di tempo necessario per capire il futuro dell'operazione. PALAZZO CHIGI I leader sindacali potrebbero incontrare il governo in settimana: è attesa una convocazione dei segretari generali a Palazzo Chigi, probabilmente per giovedì o venerdì. "Sarebbe il caso di non sprecare questa importante soluzione", ha avvertito il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi: serve, dice, "uno sforzo comune". LE POLEMICHE È duro il commento sull'operazione del Frankfurter Allgemeine Zeitung: il quotidiano tedesco non esita a parlare di "scandalo di dimensioni europee", di un progetto "che si fa beffe di tutte le regole del mercato", di una situazione simile alla "bancarotta fraudolenta", e si appella alla Commissione europea perché "impedisca eccessi di questo genere". "Missione compiuta, ha detto l'altro giorno il presidente del Consiglio Berlusconi a proposito di quello che lui ha definito salvataggio Alitalia. Alla faccia del salvataggio". Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, va all'attacco, parlando di. "fallimento insomma. Certo, non sul piano formale del tecnicismo giuridico, ma sul piano sostanziale è proprio così. Anzi peggio".

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Clima di attesa per i lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 213 Fiumicino Tra scetticismo e speranze Clima di attesa per i lavoratori Fiumicino. Tra scetticismo e speranze --> C'è chi è molto scettico e preoccupato, arrivando a prevedere un futuro "più nero che roseo", e chi, invece, si mostra abbastanza tranquillo e fiducioso: questo il quadro che emerge dai commenti registrati nell'aeroporto di Fiumicino tra alcuni dipendenti di terra e di volo dell'Alitalia. "Bombardati" dalle notizie che hanno accompagnato le vicende della compagnia negli ultimi mesi e che, da qualche giorno, si sono concretizzate prendendo una direzione precisa. IL CLIMA In attesa dell'incontro di domani al ministero del Lavoro, tra il governo ed i sindacati di categoria, l'argomento che, ovviamente, tiene banco in questo fine settimana tra i lavoratori è appunto che futuro potrebbe presentarsi con la nascita della nuova Alitalia. Per questo, c'è chi si mostra scettico ed arriva ad indicare "entro due anni" il fallimento della compagnia con questo piano, e chi, al contrario, giudica in modo positivo un riassetto aziendale. LE REAZIONI "Negli ultimi tempi ne ho viste e sentite di tutti i colori: per questo sono molto scettico", dice un capocabina da 22 anni in Alitalia. "Innanzitutto, non si conosce ancora il numero effettivo degli esuberi tra il personale di volo e, tra l'altro, non si sa neppure quando e come interverranno su di noi. Poi, da quello che ho letto sui giornali e sentito in tv, mi sembra di aver capito che per chi dovesse uscire dall'azienda, si aprirebbero le porte delle Poste. Se questa è l'alternativa, non mi sembra una strada molto percorribile, visto che da una parte si tratta di un lavoro manuale, dall'altra di concetto. Inoltre - aggiunge - il Piano porterebbe ad un ridimensionamento dell'azienda facendola diventare una compagnia regionale destinata, a mio avviso, a scomparire entro due anni. Al sottoscritto mancano ancora quattro anni per andare in pensione. Sono come un nuotatore che sta per toccare il bordo piscina al termine di una lunga gara, ma queste ultime bracciate, credetemi, sono davvero dure da fare". LA PREOCCUPAZIONE "Vivo ciò che sta accadendo in modo abbastanza distaccato: alla fine si fa l'abitudine a tutto", commenta un'assistente di scalo da tredici anni in Alitalia, "Una cosa, comunque, è certa: la compagnia è sana e quando affermo questo, mi riferisco all'operativo voli. Tanto per fare un esempio", aggiunge la dipendente di Alitalia, "i voli per Milano difficilmente non si riempiono e con tariffe, peraltro, assai alte. Purtroppo, gli sperperi sono maggiori rispetto agli introiti. Per questo, un riassetto aziendale lo vedo in modo positivo. Preoccupata per il mio futuro? No, non lo sono, anche perché - spiega - rientro nella fascia dei giovani a cui sono stati applicati i nuovi contratti: produciamo molto e siamo sottopagati. Non credo, quindi, che la forbice degli esuberi finisca con l'abbattersi con forza su di noi".

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Brunetta: "Alitalia, incentivi ai privati che assumono gli esuberi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 208 del 2008-08-31 pagina 0 Brunetta: "Alitalia, incentivi ai privati che assumono gli esuberi" di Gian Battista Bozzo Lo conferma il ministro. Almunia: soluzione in accordo con le regole dell'Unione europea. Gianni Letta: sarà la volta buona. L'intervento/A Linate dovrà restare solo il Milano-Roma da Roma Gli esuberi dell'Alitalia potrebbero essere meno di 5 mila, ma a rischiare il posto non sono soltanto i piloti, gli assistenti di volo, e i tecnici alla vigilia della pensione. Nella lista potrebbero essere inseriti anche i quarantenni, e per questi ultimi gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione e mobilità per un totale di sette anni, come prevede il decreto del governo) non bastano. Dunque, saranno ricollocati nel mercato del lavoro dopo una riqualificazione professionale. La ricollocazione sarà limitata alle aziende private, ma "con incentivi", rivela il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. "Se fossi un'azienda privata - aggiunge - prenderei volentieri i dipendenti della compagnia, che sono qualificati e bilingui". Nessun ammortizzatore passerà invece attraverso il pubblico impiego, conferma Brunetta. "Spero che per Alitalia si trovi una soluzione buona - commenta a sua volta il commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia - e che sia compatibile con le regole europee". Domani, i sindacati dei dipendenti Alitalia fanno il loro ingresso al ministero del Lavoro. è il primo incontro, di una serie che si prevede assai lunga, con Maurizio Sacconi. Il confronto, spiega lo stesso ministro, partirà con una relazione del commissario straordinario Augusto Fantozzi sullo stato dell'azienda; in un secondo momento si discuterà del piano industriale; infine, arriveranno sul tavolo le ipotesi di tutela dei lavoratori in esubero. "Siamo ottimisti - commenta Sacconi - e abbiamo piena fiducia nel commissario e nell'advisor. Fantozzi stia tranquillo - aggiunge - perché il governo non lo lascerà solo". Anche perché, spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, per Alitalia "deve essere la volta buona" altrimenti "sarebbe un pessimo segno". è ancora presto per fare numeri (in questi giorni si è parlato di 5-7mila lavoratori in eccesso), ma Sacconi dice di sperare che gli esuberi siano meno di 5mila. Sempre la prossima settimana, nello studio del ministro del Welfare faranno il loro ingresso i segretari di Cgil-Cisl-Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti, per discutereil piano Alitalia. Certo, al sindacato non piace l'idea di cominciare proprio dal capitolo dei lavoratori in eccesso. Le parole di Corrado Passera ("accordo sindacale o salta tutto") non sono state digerite bene dalle organizzazioni sindacali. La priorità, spiega il segretario della Uil Luigi Angeletti, è di conoscere il piano industriale della nuova compagnia, e solo in un secondo momento si discuterà del problema degli esuberi. "Noi - spiega - vogliamo fare come san Tommaso: prima vediamo il piano, poi diamo il nostro giudizio". Dal governo, aggiunge il segretario della Uil, il sindacato si aspetta un grande sforzo per il ricollocamento dei lavoratori che non troveranno posto nella nuova Alitalia. E comunque Angeletti ricorda che negli incontri con Air France, gli esuberi non hanno mai rappresentato un ostacolo insormontabile: "Almeno in questo caso una differenza c'è: stavolta vogliono sviluppare Alitalia, mentre gli altri volevano sviluppare Air France-Klm". Analoga la posizione dell'Up (Unione piloti): "Prima il piano, poi si può iniziare a parlare di esuberi", dice il segretario Roberto Spinazzola, che se la prende con Passera: "Se l'intesa coi sindacati è tanto importante, perché non ci ha sentiti prima?". Mentre l'Anpac - lo storico sindacato dei piloti - smentisce che i piloti Alitalia guadagnino più degli altri: "Rispetto a Lufthansa ed alle altre grandi compagnie europee, prendiamo il 30% in meno". Schermaglie, prima che il negoziato entri nella fase calda. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Di Pietro ruba il Pd a Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 208 del 2008-08-31 pagina 0 Di Pietro ruba il Pd a Veltroni di Paolo Guzzanti La deriva dell'opposizione. Il partito, schiavo dell'antiberlusconismo, volta le spalle al leader. E lui insegue l'ex Pm. Pur di negare la necessità di una riforma, ha rifiutato con sdegno la solidarietà del premier al Professore. Rizzo (Pdci): "In quelle telefonate tutto il cattivo gusto della politica" Caro Walter, la tradizione vuole che ogni tanto ti scriva in prima persona. Mentre tu stai a fare l'americano convinto che Obama vincerà (e invece è quasi certo che perda, come sai benissimo anche tu), il sor Di Pietro, quello che nelle figurine Panini compare sul trattore, ti sta fregando il partito. Hai visto che è successo: quello è andato alla festa dell'Unità, che ora si chiama "Conchita Party" per esigenze di modernismo, ha schiacciato la povera Rosy Bindi sotto rete e si è portato via la platea. Con che cosa? Con l'antiberlusconismo da baraccone, quello da tre palle un soldo, venghino, signori venghino che vi presentiamo insieme alla donna cannone coi baffi anche l'ex procuratore in volo libero senza protezione grammaticale. Devi sapere, e spero di non offenderti o metterti in difficoltà, che noi del Giornale facciamo tutti il tifo per te. Non un tifo strumentale, furbesco, paraculetto, ma proprio il tifo. E quando vediamo le tue sortite (alcune tue sortite) ci diamo delle manate in fronte: "No, Walter, questa no, questa non la dovevi fare, questa non la dovevi dire" eccetera. Il fatto è che siamo una manica di inguaribili democratici parlamentari, ci piace il gioco rude in campo ma fra squadre vere, perché sennò la democrazia si va a far friggere. Abbiamo tanto lavorato in questi anni per dare all'Italia una destra decorosa, da governo, spoglia di orbace e di torbide memorie, e quella destra è piaciuta agli italiani che un tempo non avevano altra possibilità che votare gli attempati neofascisti del Msi o i fragili e inconsistenti, benché eroici, liberali alla Malagodi. La sinistra era un blocco di ghiaccio comunista con piccoli iceberg come appendici. Poi la prima Guerra fredda (la seconda è in corso, e porterà McCain alla Casa Bianca) è finita, si è fatta l'Europa in modo molto raffazzonato ma meglio di niente, il Pci, come aveva previsto Cossiga, si è squagliato come la Dc, l'operazione Mani Pulite, sviluppo di una operazione americana detta "Transparency" e per nulla trasparente, decapitò la Repubblica e lasciò in piedi soltanto fascisti e comunisti che si erano amnistiati da peccati giganteschi di cui non si parla mai. Avrebbe allora vinto Occhetto con la macchina da guerra, ma il cavalier Berlusconi Silvio scese in campo con tutte le bandiere cadute, compresa quella mia socialista, e fece quel che fece. A sinistra non è stato fatto ancora nulla. Tornando ad oggi, hai visto su che cosa si compatta il tuo accampamento? Sul rifiuto sdegnato della solidarietà a Prodi sulle intercettazioni per negare solidarietà e legittimità alla legge contro le intercettazioni (io ne sono una celebre e innocente vittima), come se il governo Prodi non avesse presentato una sua legge in proposito. Che cos'è? Va bene incavolarsi quando sono intercettati D'Alema e Fassino, mentre chi se ne frega se intercettano Prodi? Questa sarebbe politica? Andiamo, su. Il fatto è che anche su questo tema l'unica cosa da dire, per tenere insieme una sinistra che è come la maionese impazzita rappattumata con la fecola di patate, è che vi siete riattaccati al tram dell'antiberlusconismo. Dove porta questo tram? Nei prati di periferia della politica dove si perde nelle brume e nei fossati. Pensi che dica così perché questo è il Giornale della famiglia Berlusconi (come ci viene ricordato un giorno sì e l'altro pure)? Penseresti una cosa sciocca. A Berlusconi, come leader a voi avverso ed avversario, tutto ciò porta solo salute. Agli italiani, come vedi dai voti, non gliene può fregare di meno della teologia antiberlusconiana da esorcisti ossessivi. Non porta voti, non porta politica, ma a te porta disgrazia. Perché il tuo popolo, per tua colpa, non ha un sogno: you didn't have a dream. Non hai creato un sogno per l'Italia, un progetto rivoluzionario. Hai voglia a scimmiottare "Yes we can". But, we can what? Dov'è la ciccia del progetto? Dov'è la nuova Italia che la nuova sinistra propone? Io ti ho attaccato per la scelta di Concita De Gregorio come direttrice dell'Unità, la quale si era presentata con il progetto di un tabloid per casalinghe di sinistra (il "sociale" e il "femminile"), ma che poi ha capito come butta e ha scritto un fondo di presentazione in cui se ne è fregata di rendere omaggio ai predecessori, al fondatore della testata e all'editore, ma ha messo dritta la barra là dove ha potuto subito incassare la standing ovation di Paolo Flores d'Arcais e della sua scaltra banda, di gente che non spaccia sogni essendo incapace di sognare, ma che smercia antiberlusconismo da baraccone agli angoli delle strade. Quanti italiani li seguono? Come l'albumina: tracce. E l'uomo del trattore (pronto per la battaglia del grano? Spezzerà le reni al governo?) che ha fatto? è salito sul palco con una provvista di palle da fiera acquistate per un soldo ogni tre, e ha colpito il fantoccio rappresentante Berlusconi a suo piacimento. Come dicono a Napoli "Se ne caette 'o teatro": venne giù il teatro dagli applausi, perché quel tipo di roba (robaccia) è ormai il pasto unico, il sapore unico del palato drogato di un elettorato che non ha altro cibo. E non ha altro perché tu non gli hai dato altro, e perché hai lasciato che Di Pietro ormai ti fregasse direttamente il posto. Tu fai il fico in Illinois, e quello, il trattorista senza grammatica e senza paura, si proclama sciamano del tuo popolo, gli fa la danza del ventre, poi quella della pioggia, del trattore, cantando la nota nenia che ci canta in continuazione anche alla Camera mentre tu e i tuoi deputati state lì, imbambolati, zitti, perplessi, senza dire né sì né no: e quello, caro Walter, ti sta fregando letteralmente il partito. Lo hai portato in Parlamento, gli hai dato una mano e quello la mano se l'è mangiata. E tu? Un colpo di reni, no, eh? Uno straccio d'idea forte, una botta di identità tutta tua, una sfida di cui poter dire: "Beh, però, il vecchio Walter stavolta ha fatto politica, non politichetta". Invece fai politichetta con la battutella secondo cui l'Alitalia non sarebbe più la compagnia di bandiera ma di bandierina: licenzia subito lo sceneggiatore, il ghost writer, perché poi c'è Ezio Mauro direttore di Repubblica che fa un culo così a Colaninno ponendogli venti volte la stessa domanda: "Perché lei che è di sinistra ha fatto vincere con Alitalia Berlusconi, lui che è il nostro nemico?". Che dobbiamo dire: che è Ezio Mauro a non aver capito, o è il tuo ghost writer? Il fatto è che Berlusconi non ha vinto: ha stravinto. Ha vinto su Napoli e ha vinto su Alitalia, mentre Di Pietro ti sta portando via dalle unghie il tuo Partito democratico comportandosi come la vedova nera che prima fa sesso col proprio partner e poi, per riprendersi dall'impresa, se lo mangia. Dunque, parafrasando la nota battuta: dicci finalmente qualcosa di veltroniano, qualcosa che non faccia restare i democratici di sinistra inchiodati all'età della pietra della politica. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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