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T ARTICOLI DEL 31 agosto 2008 #TOP
IN EVIDENZA
Ha detto Giulio Tremonti: "Il governo Prodi ci ha lasciato due disastri:
l'immondizia di Napoli e l'Alitalia, oltre ad una situazione economica e
finanziaria spaventosa. Il presidente Berlusconi ha risolto in 58 giorni il
problema dei rifiuti e in 120 giorni ha salvato l'Alitalia. Noi abbiamo rimesso
i conti a posto con la Finanziaria di luglio".
Giovedì è stato il giorno del trionfo e le celebrazioni sono continuate nei
giorni successivi insieme a una pioggia di nuovi annunci sul federalismo, sulla
sicurezza, sulla sanità, sulla scuola.
Ha parlato Berlusconi in tivù. Ha parlato Cicchitto. Hanno parlato Bossi,
Calderoli, Maroni. Ha parlato Gelmini. Ha parlato Bombassei della
Confindustria, anche lui magnificando la politica del fare rispetto a quella
del dire e bruciando il suo chicco di incenso al culto berlusconiano. Qualcuno
non ha mancato di indicare alla gogna i giornali "radical-chic" che
si ostinano a non unirsi al coro e che comunque "non contano niente di
fronte ai trionfali sondaggi di questo scorcio agostano".
Infine ha parlato anche Roberto Colaninno, presidente "in pectore"
della nuova Alitalia, con un'intervista rilasciata al nostro direttore Ezio
Mauro e pubblicata venerdì scorso. Un'intervista di grande interesse perché
Colaninno spiega la filosofia imprenditoriale che ha indotto lui e altri
quindici imprenditori italiani a impegnare oltre un miliardo di euro per
salvare dal fallimento la compagnia di bandiera indipendentemente dalle
opinioni politiche di ciascuno di loro.
Colaninno si è sempre proclamato di sinistra ed ha ribadito in quell'intervista
la sua collocazione ma le sue opinioni politiche - ha detto - non hanno niente
a che vedere con la sua visione imprenditoriale. L'Alitalia era un'occasione
per mettere quella vocazione alla prova rischiando anche un po' di soldi (nel
suo caso 200 milioni che non è poca cosa).
Questo ha fatto insieme ad altri suoi compagni di cordata. Chiede di esser
giudicato sui risultati.
Alle domande criticamente incalzanti di Ezio Mauro ha risposto che non stava a
lui di distribuire torti e responsabilità sul disastro Alitalia e neppure sui
provvedimenti che il governo avrebbe preso per render possibile la nuova
avventura della compagnia di bandiera. "Una cosa è certa" ha detto
"l'Alitalia è fallita. Per farla rinascere bisognava liberarla dai pesi
del fallimento. Ora si riparte da qui".
"Incipit nova historia".
La filosofia imprenditoriale è sempre stata questa, non è una scoperta di
Colaninno e non ci stupisce. Neppure stupisce che quella filosofia si sia
richiamata nel tempo con eguale vigore al libero mercato, al protezionismo,
perfino all'autarchia, operando per salvaguardare il profitto d'impresa nelle
condizioni storicamente date.
Il profitto (l'ho scritto più volte) è la sola variabile indipendente che
l'impresa prende in considerazione ed è la sua unica modalità. In un sistema
capitalistico le cose stanno così. La democrazia, cioè la sovranità popolare,
può correggere questa filosofia capitalistica introducendovi dosi più o meno
forti di socialità, di pari opportunità, di visione generale del bene comune.
Non è accettabile invece che la legittima vocazione imprenditoriale al profitto
sia fatta passare per dedizione alla salvezza del Paese e alle sue
"magnifiche sorti e progressive". Colaninno nella suddetta intervista
ha battuto ripetutamente su questo tasto senza forse rendersi conto che, se si
rivendica anche un ruolo di salvatori della patria ci si espone inevitabilmente
all'esame delle "condizioni date" entro le quali l'operazione
specifica avviene, chi ci guadagnerà e chi ne pagherà il conto.
Se ci si veste da salvatori bisogna rispondere alle critiche e non liberarsene
con la frase "che altro può fare un imprenditore?".
L'imprenditore può fare tante cose tra le quali anche astenersi dal partecipare
ad operazioni che hanno un contenuto eminentemente politico assai più che di
vantaggio economico per la collettività.
L'imprenditore non è necessariamente un maniaco del fare. Se vuole anche la
patente di salvatore, allora si rassegni ad ascoltare qualche opinione difforme
dalla sua.
* * *
Francesco Giavazzi ha scritto sul Corriere della Sera di mercoledì un articolo
sull'Alitalia nello stesso giorno in cui anch'io mi cimentavo con
quell'argomento. La coincidenza e l'ispirazione sostanzialmente comune mi ha fatto
piacere se non altro perché sarebbe difficile accusare Giavazzi, come pure
Deaglio e Boeri, di bolscevismo e di radicalismo scicchettone.
Su un punto tuttavia le mie opinioni non coincidono con quelle di Giavazzi.
Egli teme che la cordata di Colaninno si sia imbarcata in un'iniziativa troppo
rischiosa. Io penso invece, come Deaglio e Boeri, che quei sedici
"capitani coraggiosi" abbiano giocato sul velluto avendo ricevuto la
staffetta nelle migliori delle condizioni possibili da un governo che sarà comunque
(e forse per alcuni di loro è già stato) concretamente riconoscente.
Basta scorrere il decreto legge uscito dal Consiglio dei ministri di giovedì:
divisione della vecchia Alitalia in due società, una "cattiva" con
tutte le passività in testa allo Stato, l'altra libera come un uccello in volo
e affidata ai privati; sospesi i poteri dell'Antitrust per sei mesi al fine di
render possibile la concentrazione Alitalia-AirOne e instaurare il monopolio
della tratta Linate-Fiumicino; salvaguardare la nuova Alitalia da ogni rivalsa
dei creditori e dei dipendenti; consentirle di acquistare da una società
fallita tutta la polpa (aerei, slot, diritti di volo, personale dipendente
necessario); aprire un negoziato con i sindacati per portarli, già domati, a
stipulare contratti nuovi col nuovo vettore.
Un caso tipico di socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti,
che sarà probabilmente esteso anche ad Air France o a Lufthansa se entreranno
per una quota nell'Alitalia nascente.
Chi voglia confrontare l'accordo offerto dai francesi nel marzo scorso vedrà
che le differenze sono macroscopiche. Allora non si parlava né di fallimento né
di legge Marzano né di divisione in due società, ma dell'acquisto di Alitalia
in blocco con i suoi debiti, i suoi dipendenti, la sua flotta. I francesi
avrebbero anche pagato allo Stato un prezzo per le azioni e lanciato un'Opa per
gli azionisti di minoranza. Avrebbero stanziato 2,600 miliardi per il primo
rilancio e incluso Alitalia nel "network" Air France-Klm.
Berlusconi (ma anche Colaninno) hanno definito quell'operazione una svendita.
Ma l'operazione attuale come si può definire? Tutti gli oneri allo Stato, tutta
la polpa ai privati, Air France compresa se entrerà come azionista. Io direi
che un'operazione così si definisce politica di immagine e imbroglio economico.
Sergio Romano, sul Corriere della Sera di ieri ha scritto che l'opposizione
dovrebbe collaborare. Non riesco a capire per molti ed egregi opinionisti il
ruolo dell'opposizione. Deve collaborare sulla sicurezza, sul federalismo,
sulla giustizia, sulla legge elettorale, sulle riforme costituzionali, sulla
scuola, sulla sanità. Ed anche su questo pasticcio dell'Alitalia.
Quello che non capisco è dove si può fare opposizione. Sulle fontanelle di
quartiere, sindaci di destra permettendolo? Sarebbe interessante saperlo. In
realtà si vorrebbe un'opposizione al guinzaglio, un'opposizione addomesticata.
Non mi pare sia questo il suo ruolo in una democrazia liberal-democratica. Gli
Usa insegnano.
* * *
Forse la parola imbroglio può sembrare eccessiva. Vediamo dunque da vicino
alcuni lineamenti dell'operazione.
1. Gli esuberi previsti vanno da un minimo di cinquemila ad un massimo di
settemila. Il ministro del "welfare", Sacconi (e prima di lui
Berlusconi e Tremonti) assicura che nessun dipendente sarà lasciato per strada.
Esistono infatti da quarant'anni alcuni ammortizzatori sociali, la cassa
integrazione a zero ore e la mobilità permanente, per un totale di sette anni.
Sacconi non inventa nulla che già non vi sia. Ma la cassa integrazione ha un
suo plafond e non può estendersi all'infinito. Se si va oltre il limite
bisognerà rifinanziarla o inventare nuovi ammortizzatori e nuovi finanziamenti.
La questione va considerata con attenzione in tempi di crescita zero del Pil e
di incombente disoccupazione.
2. Il governo prevede incentivi e detassazioni per le imprese private che
assumano i licenziandi Alitalia. È evidente (Fassino l'ha ricordato ieri) che
non si può limitare un provvedimento così anomalo al solo caso dell'Alitalia.
Non si possono fare leggi speciali che valgano per un solo soggetto e non per
altri. Perciò, se un provvedimento del genere sarà preso, bisognerà estenderlo
a tutti gli esuberi che si verificheranno in futuro. Quanto costa una copertura
di queste dimensioni?
3. Il governo prevede anche che i piccoli azionisti Alitalia siano
indennizzati. Come e in che misura? Attingendo al fondo di garanzia creato per
indennizzare i risparmiatori truffati dall'emissione di "bond"
fasulli, tipo Parmalat, Cirio, "bond" argentini. Credo che quel fondo
sia insufficiente a indennizzare gli azionisti Alitalia. Comunque la
fattispecie è completamente diversa. Ma anche qui: se si adotta una strategia
di questo genere bisognerà poi estenderla a tutti i piccoli azionisti travolti
da crisi societarie. Lo Stato è in grado di assumersi una responsabilità di
queste dimensioni? Intervenendo in questo modo mai visto prima sulla Borsa
italiana? A me sembra una favola. Anzi l'ennesimo imbroglio.
4. È stato stabilito che gli azionisti della cordata Colaninno non potranno
vendere le loro azioni nei prossimi cinque anni, passati i quali saranno liberi
di fare quello che più gli sembrerà opportuno. Vedi caso: la scadenza è nel
2013 e coincide con la fine della legislatura. È molto probabile che il grosso
dei soci della cordata, che niente hanno a che vedere col trasporto aereo,
escano dalla società. Tanto più che avranno come consocio un vettore aereo
internazionale, Air France o Lufthansa che sia. In questa vicenda il socio
internazionale è destinato ad avere la stessa posizione della spagnola
Telefonica in Telecom. È il solo che ne capisce ed è il solo che alla lunga
resterà al timone. Ho già scritto che tutta questa vicenda mi ricorda il gioco
dell'oca, quando si torna indietro alla casella di partenza. Alla fine avremo
una compagnia guidata da un vettore internazionale perché non c'è più spazio in
Europa e nel mondo per vettori locali nel mercato globale. La sola differenza
sarà che il vettore internazionale avrà speso molto meno di quanto sarebbe
avvenuto cinque anni prima.
Questa sì, sarà una svendita preceduta da un imbroglio. Le perdite allo Stato
(cioè a tutti noi) i profitti ai privati, nazionali e stranieri. Un imbroglio
che camuffa una svendita. La Frankfurter Allgemeine ha scritto ieri:
"Un'operazione insolente contro il mercato e contro l'Europa". Ambasciatore Romano, l'opposizione
deve collaborare?
(31 agosto 2008)
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Articoli
Alitalia 2 (56)
Nella
strategia di passera anche british e mediobanca - massimo giannini
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corrado
Passera si gode in relativa pace, tra Roma e il mare di Sabaudia, il primo
weekend da "salvatore" dell'Alitalia. Se nel disastro della compagnia
aerea il Cavaliere è il sedicente vincitore della partita politica,
l'amministratore delegato di Intesa-San Paolo è l'evidente vincitore della
partita economica. SEGUE A PAGINA 3.
Alitalia,
la frenata della ue ( da "Repubblica, La"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il sindaco di
Milano Moratti: meglio Lufthansa, va salvata Malpensa Alitalia, la frenata
della Ue Almunia: "Sì al rilancio ma rispettate le regole". Piloti in
rivolta ROMA - "Il rilancio di Alitalia avvenga nel rispetto delle regole
Ue". Così il commissario Ue Almunia ha commentato ieri il piano della
compagnia.
La
rivolta degli scali "abbandonati" "ora basta con il
protezionismo" - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La vera cosa
nuova non è che Alitalia ha cancellato una regione o il Sud, la vera cosa nuova
è che si comincia a vedere un piano industriale perché conoscendolo si possono
adeguare le azioni di chi ha asset da sfruttare". Eppure la sua società è
un creditore di Alitalia: quattro milioni di euro di tariffe non pagate.
Alitalia,
richiamo di almunia "rispettate le regole della ue" - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
impresa
privata prenderei volentieri i dipendenti di Alitalia che sono qualificati e
spesso bilingue. Non sarei così pessimista". Un auspicio condiviso dal
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che rompe il
silenzio sulla questione Alitalia: "Deve essere la volta buona. Se non lo
fosse sarebbe un pessimo segno".
Mediobanca
e british airways il pressing di passera non si ferma - (segue dalla prima
pagina) massimo giannini ( da "Repubblica, La"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
perché
Alitalia resta italiana". E non è pensabile neanche un patto a termine,
più o meno segreto: si entra oggi con il 5 o il 10%, e tra due o tre anni il
partner rileva le quote dei soci italiani e si mangia l'Alitalia. Su questo il
vertice di Intesa - Sanpaolo è inequivoco: "Per i soci italiani c'è un
vincolo di cinque anni.
Piloti
pronti a scioperare Critiche dalla Ue
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
I piloti di
Alitalia minacciano il blocco. Critiche al piano di salvataggio anche dalla
stampa tedesca: "Uno scandalo". Venturelli a pagina 2 Alitalia.
Su
Air France lo scontro Tremonti-Letta
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La scelta di
Air France come partner straniero di Alitalia, quando la trattativa con
Lufthansa sembrava chiusa, è stata l'ultima partita politica giocata nel
governo. Da una parte Giulio Tremonti, dall'altra Gianni Letta. Una partita
iniziata sotto traccia qualche mese fa e chiusasi al vertice dei ministri lo
scorso martedì, tra malumori e scintille.
Questa
soluzione è uno scandalo di dimensioni europee
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia e
lancia un appello a Bruxelles affinchè la Commissione europea "impedisca
eccessi di questo genere". In una lunga corrispondenza da Roma firmata da
Tobias Piller e dal titolo "Il piano di salvataggio più sfacciato di
Berlusconi", la Faz scrive che il piano Alitalia "si fa beffe di
tutte le regole del mercato".
Piano
Fenice, i piloti sulle barricate Il commissario Almunia avverte: il rilancio
rispetti le regole Ue. Sacconi: meno di 5mila esuberi
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
piano
industriale di effettivo rilancio per la nuova Alitalia. Mal sopportando la
spada di Damocle appesa sulla loro testa dall'amministratore delegato di Intesa
Sanpaolo - che senza il salvagente del via libera sindacale ha previsto il
naufragio dell'operazione Fenice - l'Unione Piloti preannuncia opposizione,
azioni di blocco comprese, a qualsiasi piano industriale non preveda un'
Malpensa-Fiumicino,
dilemma sempre aperto I sindaci Moratti e Alemanno sono entrati subito in
azione. Con obiettivi opposti ( da "Unita, L'"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non ha ancora
finito di sal- vare Alitalia che già subito deve mettersi al lavoro per tenere
insieme un'altra cordata, quella della sua maggioranza. L'operazione Fenice
infatti non è stata indolore per il centrodestra e al di là dei sorrisi e delle
frasi di circostanza ha fatto risalire in superficie vecchie ruggini e antichi
dualismi.
I
nostri stipendi inferiori al resto d'Europa
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Unione piloti
e dell'Anpac dopo la trasmissione televisiva Rai Tv7 sull'Alitalia, in onda
venerdì. "Il direttore del Tg1 Riotta - afferma il presidente di Up
Massimo Notaro - ha fornito notizie prive di fondamento. È spiacevole che ad
essere disinformato sia proprio il direttore di una testata che, a suo dire, fa
informazione".
Il
Campiello all'esordiente Benedetta Cibrario
( da "Unita,
L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia:
"Questa sarà la volta buona". Speriamo. La Gerini riporta la
discussione sui libri. Nella mattinata si era svolta la tradizionale conferenza
stampa. Un appuntamento di anno in anno sempre più fiacco. Soprattutto quando
gli scrittori evidenziano un totale disinteresse a confrontarsi con quanto
accade intorno a sé.
Trasporti
e governo la realtà e le bugie - teresa massari
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina I -
Bari L'analisi Trasporti e governo la realtà e le bugie TERESA MASSARI La
Puglia subisce una forte penalizzazione dagli esiti della vicenda Alitalia.
Rischia di vedere vanificati gli sforzi di amministratori e imprenditori per
dotare la regione di collegamenti strategici e aeroporti efficienti. SEGUE A
PAGINA XX.
Alitalia,
ancora scintille tra fitto e vendola
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che non
considera Bari tra gli scali base Alitalia, ancora scintille tra Fitto e
Vendola La vicenda Alitalia riaccende lo scontro tra il presidente della
Regione Puglia, Nichi Vendola e il suo predecessore, il ministro agli affari
regionali, Raffaele Fitto. Dopo due giorni di silenzio sul piano Alitalia che
esclude gli aeroporti pugliesi dalle sei basi scelte dalla nuova società,
La
moratti: "spero in alitalia-lufthansa ma adesso lasciate volare
malpensa" - roberto rho ( da "Repubblica, La"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sono felice
che quella soluzione sia stata sventata e che questo governo abbia dimostrato
la capacità di salvare Alitalia". Sospendendo le regole e scaricando i
costi economici e sociali sulla collettività è tutto più facile, non trova?
"Lei ricorda quando Tommaso Padoa-Schioppa diceva: "Se ci sono
investitori che vogliono investire su Alitalia si facciano avanti"?
E
in germania gridano allo scandalo "da berlusconi un piano sfacciato"
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
attacco
sferrato ieri dalla Frankfurter Allgmeine Zeitung nei confronti del piano
Alitalia, definito "insolente" anche perché "ricorda molto un
modo di agire chiamato "bancarotta fraudolenta"". Il piano,
continua la Faz, "si fa beffe di tutte le regole del mercato" ed i
clienti avranno "un servizio peggiore a prezzi più elevati".
Fiumicino
trema, diecimila posti a rischio - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per ogni
esubero all'Alitalia rischiano il posto due persone dell'indotto, e ci saranno
ricadute pesantissime sullo sviluppo economico e infrastrutturale. Ho parlato
con il commissario straordinario Fantozzi: la situazione è molto, molto
seria". Aspetta di "vedere le carte", il presidente della
Regione Lazio, Piero Marrazzo,
<Regioni
e Comunitagliate gli sprechi> ( da "Secolo XIX, Il"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
segue
>> 2 31/08/2008 il commissario almunia 31/08/2008 UE su ALITALIA:
rispetti REGOLe 31/08/2008 Roma. Il commissario Ue Joaquin Almunia chiede il
rispetto delle regole per il riassetto Alitalia. cresci >> 10 31/08/2008
LA DOMENICA 31/08/2008.
Sorpresa,
un ecologista che non annoia Ma liberateci dai complotti dei crociati
( da "Giornale.it,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ucronico e
divertente che ci regala un mondo parallelo dove i vampiri volano sugli
aeroplani Alitalia per sbarcare nella Roma della Dolce vita. Un gioiello di
humour che fa venire voglia di curiosare più spesso nella collana Urania.
Consigliato a chi usa l'ombrellone per schermirsi dal chiaro di luna. DA TASCA
Un tentativo di balena di Matteo Codignola (Adelphi, pagg.
Alitalia,
prove tecniche di collaborazione ( da "Giornale.it, Il"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
prove tecniche di collaborazione di Stefania Scarpa Dopo Alemanno anche
Marrazzo chiede un incontro con Colaninno, presidente designato della nuova
Compagnia aerea italiana Fronte dell'aeroporto. La questione-Alitalia continua
a togliere il sonno ai politici laziali, preoccupati sì per il futuro della
compagnia di bandiera ma ancora di più dal fatto che il piano del governo
Domani
la proposta d'acquisto a Fantozzi A metà settimana l'offerta per Air One
( da "Giornale.it,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
come pure non
si è stabilito il ruolo che potrebbe rivestire Carlo Toto nella Nuova Alitalia.
Un punto spinoso è quello della flotta. Oggi Air One ha 57 aerei; una parte
verrebbero ceduti, altri (insieme ai contratti di opzione stipulati con Airbus)
rimarrebbero in capo al gruppo Toto, che affitterebbe poi le macchine ad
Alitalia.
A
Linate dovrà restare solo il Milano-Roma
( da "Giornale.it,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è il mettere
insieme la questione Alitalia con il sistema aeroportuale italiano. Mettiamo
bene in chiaro una cosa: Alitalia e gli aeroporti sono due cose distinte e
separate. La nostra compagnia di bandiera deve funzionare bene di per sé e gli
aeroporti devono essere gestiti razionalmente a prescindere da Alitalia.
La
Moratti boccia i summit inutili: <Il G8? Superato>
( da "Giornale.it,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
visto che
"avremo 20 milioni di visite" - senza addentrarsi in commenti sulla
Nuova Alitalia - il sindaco assicura: "Lasceremo alla città alcune
eredità, come una piattaforma per i prodotti alimentari di nicchia o come la
città del gusto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
Liberazione
promuove anche Mara A sinistra è gara allo sdoganamento
( da "Giornale.it,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
del piano
Alitalia che (sempre secondo Scalfari) "Non è una bufala ma...", e
che ha diviso mirabilmente la famiglia Colaninno. Il padre Roberto che spiega
"non potevo tirarmi indietro", e il figlio Matteo che lo critica.
Certo, Francesco Cossiga aveva detto, con una delle sue memorabili sentenze,
che Colaninno "è un imprenditore che ha il cuore a sinistra e il
portafoglio a destra"
L'ultimo
incidente qualche giorno fadanneggiato aereo in arrivo dalla spagna
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, lo
scorso 21 agosto l'incubo dei volatili si è materializzato sopra i cieli di
Genova. Alle 2,20, l'aereo Air Nostrum, vettore regionale dell'Iberia,
proveniente da Madrid con circa 80 persone a bordo - in ritardo rispetto
all'arrivo previsto per le 21,40 proprio a causa del tragico incidente
all'aeroporto madrileno di Barajas -
ROMA
Nel piano di salvataggio per l'Alitalia non ci sono aiuti di Stato . Lo afferm
( da "Messaggero,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia non
ci sono aiuti di Stato". Lo afferma in un'intervista al Messaggero il
ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che chiede poi
responsabilità a tutte le parti coinvolte, pena un inevitabile fallimento. La
rassicurazione di Scajola arriva proprio nel giorno in cui il commissario
europeo Almunia ribadisce che la soluzione "
Alitalia,
non ci sono aiuti di Stato ( da "Messaggero, Il"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'INTERVISTA
Scajola fiducioso sul sì di Bruxelles richiama i sindacati: intesa o fallimento
"Alitalia, non ci sono aiuti di Stato" Ma Almunia avverte: il piano
rispetti le regole Ue. Sacconi: non lasceremo solo Fantozzi.
Rosati,
Cgil: Linate non si tocca Il sindaco mantenga gli impegni con noi
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il non aver
accollato alla nuova Alitalia né debiti né esuberi, con la quasi certezza di
far scattare le sanzioni Ue". Però ci sarà ancora una Alitalia a solcare i
cieli... "La nuova Alitalia non sarà in grado di fronteggiare la
concorrenza internazionale ". Ma disporre di un vettore italiano non è
importante?
Pdl
e Lega alla Moratti: troppi casi aperti
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ci sono altre
priorità Non solo Expo e Alitalia. I partiti di maggioranza incalzano Letizia
Moratti, che al suo rientro dalle vacanze dovrà anche gestire alcune situazioni
rimaste in sospeso in questi mesi. Lo dice in modo diretto il capogruppo della
Lega, Matteo Salvini: "Abbiamo avuto l'Expo e ci siamo ripetuti per mesi
che avremmo avuto bisogno di una marcia in più.
Alitalia,
Almunia avverte <Rispettare le regole Ue>
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE E
i sindacati: prima il piano, poi discutiamo di esuberi Alitalia, Almunia
avverte "Rispettare le regole Ue" ROMA - Su Alitalia Joachim Almunia,
commissario europeo agli Affari economici, avverte: "Rispettate le regole
Ue". E i sindacati: "Prima il piano, poi discutiamo gli
esuberi". ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro e de Feo.
Il
confronto con Cgil, Cisl e Uil ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI Il
confronto con Cgil, Cisl e Uil Giovedì o al più tardi venerdì dovrebbe tenersi
l'incontro su Alitalia del governo con i leader della Cisl Raffaele Bonanni,
della Cgil Guglielmo Epifani e della Uil Luigi Angeletti (da sinistra nella
foto).
Stampa
estera ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria: BREVI Stampa
estera La "Faz" La Frankfurter Allgemeine Zeitung critica la
soluzione ideata dal governo Berlusconi per il salvataggio Alitalia definendolo
"scandaloso" "Les Echos" Nell'edizione online "Les
Echos" dice che la Cai sarà "modesta".
La
sinistra, Colaninno e la sindrome <tradimento>
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
tradimento"
SEGUE DALLA PRIMA Ma il decollo della cordata per l'Alitalia molti bocconi
amari, a sinistra, li ha fatti andare giù. Così sono entrate in azione le
colubrine. Il quotidiano di Rifondazione comunista, "Liberazione ",
non ha esitato a bollare Roberto Colaninno come fosse il Gordon Gekko del film
"Wall street ".
La
nuova Alitalia ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
31 num: -
pag: 6 categoria: REDAZIONALE La nuova Alitalia Le sfide della rete all'estero
Per Italo Bocchino del Pdl, la soluzione trovata permetterà alla compagnia di
avere anche un ruolo internazionale Gianni Letta, sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, si augura che "sia la volta buona" o
"sarebbe un brutto segno".
Accuse
dalla Germania: salvataggio scandalo
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per salvare
Alitalia ricorda molto il modo di agire che nel codice civile è descritto come
"bancarotta fraudolenta". Le parti buone della società vengono
vendute mentre i debiti, i dipendenti in eccesso e altri problemi restano
indietro. Per non far sorgere uno scandalo, alla fine il governo italiano dovrà
saldare i conti ma questi pagamenti "
E
i politici ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sezione:
Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI E i politici
L'economista del Pd Nicola Rossi: attenti ai conflitti d'interessi Antonio Di
Pietro, Italia dei Valori: per salvare Alitalia, un decreto-truffa Pier Luigi
Bersani, ministro ombra Pd per l'Economia: "imprenditori con la pistola
alla tempia".
Tabacci
e Morando attaccano: monopolio Roma-Milano
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
operazione
Alitalia dà a un gruppo di imprenditori una posizione di monopolio soprattutto
sulla rotta Milano-Roma: lo ha affermato Bruno Tabacci, deputato Udc, a margine
di un dibattito alla Festa Democratica nazionale di Firenze. "Si devono
chiamare le cose con il loro nome - ha detto - questo non è il salvataggio di
Alitalia,
I
paletti europei ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6
categoria: BREVI I paletti europei Il commissario europeo agli Affari
economici, Joaquin Almunia (nella foto) ieri in Italia ha ricordato che
l'operazione per la nuova Alitalia va fatta nel rispetto delle norme che
vietano il ricorso ad aiuti di Stato.
Gli
imprenditori ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5
categoria: BREVI Gli imprenditori Roberto Colaninno sarà presidente della
Compagnia aerea italiana Gilberto Benetton, con Atlantia, sarà fra i primi
azionisti della nuova Alitalia Augusto Fantozzi sarà commissario liquidatore di
Alitalia.
I
giornali ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Primo Piano -
data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria: BREVI I giornali
"Liberazione" ha attaccato Colaninno. "Il Riformista" ha
decretato con Alitalia l'ennesima sconfitta di Veltroni Nicola Rossi
"L'idea che possano esserci imprenditori amici e non amici è alla radice
di alcuni fra gli errori più clamorosi della sinistra".
I
sindacati: esuberi? Prima il piano
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Resteranno
tutti in Alitalia i 3 mila lavoratori dell'handling che si uniranno al migliaio
di AirOne? O quelli operanti sugli scali minori seguiranno le
esternalizzazioni? Della manutenzione si sa per certo che la "line",
circa 500 persone, resterà in Alitalia. In bilico ci sono la "light",
altre 700 persone, la manutenzione motori (450),
Almunia:
rispettare le regole Ue ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
intervento
del commissario europeo agli Affari economici e monetari, Joachim Almunia, ieri
su Alitalia, ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, che il faro dell'Ue è puntato
sull'"operazione Fenice". Ieri non c'è stata la presentazione
dell'offerta da parte della Compagnia aerea italiana (Cai), cioè i 16 soci
intenzionati a rilevare Alitalia.
A
Fregene? Ci vanno i "finti". Quelli che non hanno mai visto il mondo
fuori ( da "Messaggero, Il"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Emanuela e
Arianna, due amiche della Casiliana e dell'Infernetto, salutano allegre da
dentro l'acqua con indosso enormi cappelli da cow-boy. "A Fregene - dice
il loro amico Mike, 35 anni, dipendente Alitalia - il bagno nemmeno te lo puoi
fare. Ma che ce vai a fa'?".
L'Europa:
crescita molto, molto lenta ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
difficile
partita degli esuberi Alitalia e martedì ci sarà la ripresa del confronto con
Confindustria per il rinnovo del modello contrattuale. Senza contare il
diabolico gioco a scacchi sugli Statali che rischia di saltare da un momento
all'altro. A lanciare l'allarme è il segretario generale della Uil Luigi Angeletti
che ieri non ha escluso uno sciopero generale del pubblico impiego "
Le
banche americane e i nostri pericoli
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
gli aiuti di
Stato italiani all'Alitalia fanno sorridere. Quando l'americana Merrill Lynch
trasferisce alla filiale inglese 29 miliardi di dollari di perdite così da non
pagare tasse a Londra per 60 anni, ci si dovrà pur chiedere se il salvagente
della Federal Reserve per le banche d'investimento non aggiunga la beffa al
danno.
Il
forum di oggi ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
29 categoria:
REDAZIONALE Il forum di oggi Scioglilingua di Giorgio De Rienzo Alitalia, la
"bandierina" e le parole da censurare è partita la caccia a parole ed
espressioni da censurare o mettere al bando. Tommaso, per esempio, si augura
che "splittare", "pushare" usati dai cronisti sportivi
televisivi siano cancellati.
Piero
Marrazzo: <Due posti persi per ogni esubero>
( da "Corriere
della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Crisi Alitalia La Regione Piero Marrazzo: "Due posti persi per ogni
esubero" "Non sono tranquillo". Da Firenze, dove è intervenuto
alla Festa del Pd, Piero Marrazzo si dice "preoccupato per gli esuberi
dell'Alitalia". Il perchè lo spiega subito: "In una città come Roma e
in un territorio come il Lazio che hanno un indotto forte sull'
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: -
pag: 51 Il si... ( da "Corriere della Sera"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ci sono altre
priorità Non solo Expo e Alitalia. I partiti di maggioranza incalzano Letizia
Moratti, che al suo rientro dalle vacanze dovrà anche gestire alcune situazioni
rimaste in sospeso in questi mesi. Lo dice in modo diretto il capogruppo della
Lega, Matteo Salvini: "Abbiamo avuto l'Expo e ci siamo ripetuti per mesi
che avremmo avuto bisogno di una marcia in più.
ROMA
Mentre il governo, per bocca del ministro Sacconi, annuncia pieno sostegno al
neo commissario ( da "Messaggero, Il"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A lanciare il
primo avvertimento sul dossier Alitalia è il commissario europeo agli Affari
economici e monetari Joachim Almunia, ieri in Italia, a Capalbio, dove si
assegnava l'omonimo premio: "Spero che si trovi una soluzione; serve - ha
detto Almunia - una soluzione buona per la compagnia, per i passeggeri, per i
lavoratori, ma che sia compatibile con le regole europee"
ROMA
- Aspetto di vedere le carte e non sono tranquillo, mi preoccupa profondamente
la questio ( da "Messaggero, Il"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
non nasconde
i suoi timori sulla vicenda Alitalia a margine della Festa nazionale del Pd.
"Ho convocato per mercoledì il tavolo dei sindacati con il sindaco di Roma
- ha ricordato Marrazzo - Ho già parlato anche con Fantozzi e aspetto di
incontrare Colaninno. Ma è evidente che se non avrò le carte non sarò
assolutamente rassicurato".
Alitalia,
Almunia: La soluzione deve rispettare le regole europee
( da "Messaggero,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Brunetta:
incentivi ai privati per assorbire gli esuberi. Altre critiche da Udc e Idv:
piano confuso e scorretto Alitalia, Almunia: "La soluzione deve rispettare
le regole europee" Sacconi: "Non lasceremo solo Fantozzi". I
piloti attaccano.
La
scissione dell'Alitalia che dà vita alla cosiddetta bad company con in carico
debiti ed ( da "Messaggero, Il"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
se non ben
articolata, potrebbe essere considerata aiuto di Stato e quindi incorrere nella
reazione di Bruxelles. Altro passaggio delicato sarà quello del trasferimento
degli slot dell'Alitalia alla Nuova Compagnia: il pericolo è che venga
realizzato sotto costo, violando le regole della concorrenza.
<Alitalia,
il rilancio rispetti le regole>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dovrà accompagnare
l'eutanasia della "vecchia Alitalia", cedendo gli aerei, i piloti gli
assistenti di volo, gli asset ed i dipendenti che servono a creare la
"nuova Alitalia", più snella, nella quale verrà integrata anche Air
One, e che dovrebbe presto rafforzarsi con altri soci nella Compagnia aerea
italiana.
Clima
di attesa per i lavoratori ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
commenta
un'assistente di scalo da tredici anni in Alitalia, "Una cosa, comunque, è
certa: la compagnia è sana e quando affermo questo, mi riferisco all'operativo
voli. Tanto per fare un esempio", aggiunge la dipendente di Alitalia,
"i voli per Milano difficilmente non si riempiono e con tariffe, peraltro,
assai alte.
Brunetta:
"Alitalia, incentivi ai privati che assumono gli esuberi"
( da "Giornale.it,
Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Spero
che per Alitalia si trovi una soluzione buona - commenta a sua volta il
commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia - e che sia
compatibile con le regole europee". Domani, i sindacati dei dipendenti
Alitalia fanno il loro ingresso al ministero del Lavoro.
Di
Pietro ruba il Pd a Veltroni ( da "Giornale.it, Il"
del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
Berlusconi, lui che è il nostro nemico?". Che dobbiamo dire: che è Ezio
Mauro a non aver capito, o è il tuo ghost writer? Il fatto è che Berlusconi non
ha vinto: ha stravinto. Ha vinto su Napoli e ha vinto su Alitalia, mentre Di
Pietro ti sta portando via dalle unghie il tuo Partito democratico
comportandosi come la vedova nera che prima fa sesso col proprio partner e poi,
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il personaggio Nella
strategia di Passera anche British e Mediobanca MASSIMO GIANNINI "Il piano
è solido e serio. Dietro c'è una vera strategia-Paese, non un banale interesse
di bottega. Per questo non accetto che si dica che è un imbroglio, o un favore
fatto a Berlusconi. Semmai è un favore fatto all'Italia, alla sua industria, al
suo futuro". Corrado Passera si gode in relativa pace,
tra Roma e il mare di Sabaudia, il primo weekend da "salvatore" dell'Alitalia. Se nel disastro della compagnia aerea il Cavaliere è il
sedicente vincitore della partita politica, l'amministratore delegato di
Intesa-San Paolo è l'evidente vincitore della partita economica. SEGUE A PAGINA
3.
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Sacconi:
"Palazzo Chigi non abbandonerà il commissario Fantozzi". Il sindaco di Milano Moratti: meglio Lufthansa, va salvata
Malpensa Alitalia, la frenata della Ue Almunia: "Sì al rilancio ma rispettate
le regole". Piloti in rivolta ROMA - "Il rilancio di Alitalia avvenga nel rispetto delle regole Ue". Così il commissario
Ue Almunia ha commentato ieri il piano della compagnia. I piloti:
"Garanzie prima di parlare di esuberi". Il sindaco di Milano Moratti:
"Lufthansa meglio di Air France". ALLE PAGINA 2, 3 E 4 SEGUE A PAGINA
2.
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
presidente di Assaeroporti, Di Paola: si vive anche senza Alitalia,
ma il mercato va rispettato La rivolta degli scali "abbandonati"
"Ora basta con il protezionismo" Si difenda pure la nuova società, ma
non ci impediscano di sviluppare alternative efficaci per i nostri scali PIERO
RICCI BARI - "Di Alitalia si può fare a meno, ma
non mettano troppe norme protezionistiche per difendere la nuova società che ci
impedirebbero di sviluppare alternative efficaci per i nostri aeroporti":
Domenico Di Paola manterrà ancora per pochi giorni la presidenza di
Assaeroporti, l'associazione che riunisce sotto il logo di Confindustria, i
gestori degli aeroporti. è amministratore unico di Aeroporti di Puglia, la
società della Regione Puglia che gestisce i quattro aeroporti pugliesi, esclusi
dal piano di salvataggio. Preoccupato? "No. Per esempio Alitalia
non ha mai portato i pugliesi in giro per l'Italia, né per il mondo. Li ha solo
portati a Roma e a Milano, sfruttando tratte anche molto profittevoli. A me è
toccato pagare 700 euro per arrivare da Milano a Brindisi via Roma, nemmeno con
un volo diretto. La vera cosa nuova non è che Alitalia ha cancellato una regione o il Sud, la vera cosa nuova è che si
comincia a vedere un piano industriale perché conoscendolo si possono adeguare
le azioni di chi ha asset da sfruttare". Eppure la sua società è un
creditore di Alitalia: quattro milioni di euro di tariffe non pagate. "Non
li avrei visti nemmeno in caso di fallimento. Il punto non è questo". E
qual è? "Avere le condizioni giuste per sviluppare i miei asset. Abbiamo
migliorato i nostri indici di mobilità non certo per le compagnie di bandiera
ma per attrarre nuovi vettori". Si può fare a meno di Alitalia,
insomma. "Certamente. Se ho degli asset, seguendo le regole europee,
nessuno mi può impedire di svilupparli solo perché c'è da proteggere una compagnia
che definiscono di bandiera. Se snobba i miei scali, mi si dia la possibilità
di coltivarli comunque. L'importante è che non si mettano norme
protezionistiche nei confronti della nuova compagnia che ci impediscono di
sviluppare una nostra politica sulla mobilità". Tipo? "Se lo sapessi
non lo direi. Hanno troppa fantasia a metterci i bastoni fra le ruote visto che
riescono anche a non aggiornare le tariffe che le compagnie devono agli scali
nemmeno agli indici Istat. Spero che ognuno possa giocare la sua partita visto
che è nei momenti di crisi che si possono cogliere nuove opportunità. E in
questa vicenda, nel dibattito di questi giorni, ci sono due grandi assenti: il
passeggero e una politica sulla mobilità. Una sana politica di liberalizzazioni
e quindi di mercato non condizionato da altri fattori, sicuramente va a favore
del passeggero. Alitalia e Airone hanno svolto un
ruolo importantissimo nel trasporto aereo. Anche dire di non aiutare questa
nuova compagnia a decollare nel migliore dei modi potrebbe essere sbagliato.
Vedremo".
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, richiamo di Almunia "Rispettate le regole
della Ue" I piloti in trincea: senza un piano di sviluppo non trattiamo Il
salvataggio Sacconi: governo vicino a Fantozzi E Gianni Letta: deve essere la
volta buona LUCIO CILLIS ROMA - A poche ore dall'inizio "vero" della
trattativa per Alitalia, sindacati e governo duellano
a distanza. Domani al ministero del Lavoro, Maurizio Sacconi incontrerà le
sigle e le associazioni professionali, mentre nelle stesse ore il neo
commissario Augusto Fantozzi entrerà nella sede della Magliana. I
rappresentanti dei lavoratori chiedono di affrontare innanzitutto la questione
del rilancio della compagnia di bandiera. E rimandano al mittente (l'ad di
Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera) l'invito perentorio a chiudere rapidamente
l'accordo nei termini previsti dal piano "Fenice". Dal fronte
politico, invece, arrivano diverse novità di rilievo. "La ricollocazione
si farà in aziende private con incentivi - ha annunciato il ministro Renato
Brunetta, togliendo definitivamente dal tavolo l'ipotesi di un passaggio in
massa alla pubblica amministrazione - se fossi un'impresa
privata prenderei volentieri i dipendenti di Alitalia che sono
qualificati e spesso bilingue. Non sarei così pessimista". Un auspicio
condiviso dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che
rompe il silenzio sulla questione Alitalia:
"Deve essere la volta buona. Se non lo fosse sarebbe un pessimo
segno". Il commissario europeo agli Affari economici e monetari
Joaquin Almunia però avverte: "Spero che si trovi una soluzione buona per
la compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori. Ma, soprattutto, compatibile
con le regole europee". I sindacati respingono l'idea di un dialogo
frettoloso, che cominci dai tagli al personale piuttosto che dalla salvaguardia
del marchio Alitalia: "Non andremo a nessuna
trattativa con la penna in mano - avverte Fabio Berti, leader dell'Anpac, la
sigla che riunisce il maggior numero di piloti - prima vogliamo conoscere i
dettagli del piano, quanti aerei, quali rotte, quale futuro. Poi dovremo
scendere nel dettaglio del progetto che, ad una prima analisi di quanto emerso
ufficiosamente nelle ultime ore, non sembra proprio in linea con una politica
di rilancio. Solo alla fine di questi passaggi potremo parlare di uscite
dall'azienda e ammortizzatori sociali. Altrimenti - conclude - non mi siedo a
parlare nemmeno di un solo esubero". I confederali dal canto loro, sono
pronti a misurarsi col governo ma non fanno sconti: "Il quadro generale è
molto preoccupante - ammette Franco Nasso leader della Filt Cgil - e la
discussione può iniziare solo se si parte dal tema principale: il rilancio di Alitalia. Non accetteremo di iniziare dalla coda, ovvero
dagli esuberi". Anche Marco Veneziani della Uilt, attende di vedere il
piano Fenice nel dettaglio: "Per sostenere la compagnia serve un piano
coerente e serio. C'è chi parla di 5mila o anche 7 mila posti da tagliare? Sono
cifre irricevibili - aggiunge Veneziani - questa parte della vertenza andrà
affrontata solo al termine di una seria analisi del piano di Intesa". E
sull'avvio stentato del dialogo tra esecutivo e sindacato, è critico anche il
sindacato vicino al centrodestra: per Roberto Panella, numero uno dell'Ugl
Trasporti, "il settore aereo ha di fronte una crescita forte, dell'8-10
per cento, mentre per Alitalia il progetto Fenice, per
quel poco che se ne sa, sembra voler ridimensionare la compagnia al rango di
vettore regionale. Se il piano non ci soddisferà, noi non potremo condividerlo
a tutti i costi".
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Mediobanca
e British Airways il pressing di Passera non si ferma L'ad di Intesa ai
sindacati: è l'ultima opportunità (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) MASSIMO GIANNINI I
tanti, autorevoli interlocutori che in queste ore hanno avuto occasione di
parlargli, non possono non cogliere la legittima soddisfazione di chi sente di
aver portato a termine una "missione impossibile". Ma Passera è anche
il primo a sapere che siamo solo all'inizio di un percorso lungo e difficile.
Per poter considerare davvero risolto il caso Alitalia
"le prossime due settimane saranno decisive", continua a ripetere.
C'è da definire il "pacchetto di mischia" dei player che guideranno
la "best company". C'è da decidere il partner estero che dovrà
pilotarla in un circuito globale. C'è da convincere il sindacato ad accettare
la gestione degli esuberi e la definizione degli asset in perdita da
"rottamare" nella "bad company". Ecco perché il Ceo di
Intesa non si stacca un minuto dal telefono. Chiamate continue. Con il suo
braccio operativo Miccicchè, "che sta facendo un lavoro
straordinario". Con il ministro del Welfare Sacconi, "che finora si è
mosso in modo impeccabile". Con il commissario Fantozzi. Con le banche
d'affari, "che dovrebbero entrare a breve nel capitale" della newco.
Con i vertici delle grandi compagnie europee, tra le quali "nei prossimi
giorni sarà scelto l'alleato". Passera ci crede. Ha una fiducia enorme nel
progetto. Non è un caso che venerdì scorso, nel bagno di folla del meeting di
Cl a Rimini, ai tanti amici che gli andavano a stringere la mano per
complimentarsi per Alitalia continuava a ripetere:
"La tiriamo fuori, è sicuro. Abbiamo il piano, abbiamo gli uomini, abbiamo
gli alleati, abbiamo i soldi. E stata ed è ancora una fatica pazzesca, ma
stavolta la tiriamo fuori sul serio". Forse è proprio per questa fiducia,
proprio per la passione e l'impegno personale che ci ha buttato dentro, che il
super-banchiere oggi si irrita di fronte alle obiezioni sollevate da giornali e
centrosinistra. "Chi dice che abbiamo fatto un favore a Berlusconi o è in
malafede, o non ha capito niente. Da oltre un anno avevamo avanzato un progetto
di salvataggio per Alitalia. Il governo di
centrosinistra aveva fatto scelte diverse, che per tante ragioni non sono
andate a buon fine, E ora che siamo stati richiamati per studiare
un'alternativa, cosa dovevamo fare? Chiamarci fuori perché al governo c'è
Berlusconi? Buttare a mare la compagnia di bandiera per fare un danno al
premier? Siamo seri: non è questo lo spirito con cui lavoriamo, non è questo lo
spirito con cui dovrebbero agire tutti quelli che hanno a cuore le sorti di
questo Paese". Passera non è mai stato un berlusconiano, in senso
politico. Nel chiacchierare con i suoi amici, non ha mai risparmiato critiche
al Cavaliere. Ma nel raccontare ai suoi manager le tappe della vicenda Alitalia, non gli ha mai risparmiato neanche gli elogi. Lo
ha incontrato due volte, insieme a Giulio Tremonti, e in entrambe le occasioni
il premier lo ha trovato "correttissimo". "Sappiamo che non
siete una banca a noi vicina - gli ha detto il Cavaliere - ma vogliamo salvare Alitalia e la sua italianità, e per questo abbiamo piena
fiducia in voi". Così è andata. Oggi Passera lo rivendica con orgoglio, a
chi lo chiama a Sabaudia. "C'è una grande sfida da cogliere. C'è una
grande azienda-Paese che non ce la fa ad andare avanti, e che sta morendo. Ma
al suo interno ha grandi risorse, grandi potenzialità. E' giusto provarci, e
noi lo facciamo, con un piano vero, con un passaggio trasparente attraverso le
procedure concorsuali, con una strategia di risanamento e di rilancio molto
chiara. Cosa volete che ci importi della politica? E lasciamo pure stare i
Benetton o i Ligresti, ma cosa volete che gli importi della politica ai Riva,
agli Aponte, ai Fratini, che in questa scommessa ci investono tra i 50 e i 100
milioni di euro? Dov'è la "pistola puntata alla tempia" di cui si
parla in giro?". Su questo, il super-banchiere e il Pd sembrano parlare
davvero due lingue diverse. Passera, secondo i racconti di chi gli ha parlato,
è anche convinto di un'altra verità: non è stato Berlusconi a far saltare
l'operazione con Air France. Il Cavaliere l'ha avversata in campagna
elettorale, su questo non c'è dubbio. Ma ai vertici della compagnia francese, a
un certo punto, ha anche mandato un messaggio chiaro: se chiudete l'affare
prima del voto, e noi vinciamo le elezioni il 13 aprile, state pure tranquilli
perché non torniamo indietro, e per noi l'operazione si fa comunque. Dunque la
responsabilità vera di quel mancato accordo è stata di altri. I veti del
sindacato, e le incertezze del governo Prodi. Tutto il resto è venuto di
conseguenza. E su questo "resto" Passera ci mette fino in fondo la
faccia, incurante delle strumentalizzazioni: "L'operazione che abbiamo
costruito ci permette di salvare un grande asset del Paese, di rimettere in
conti in ordine, di ampliare la copertura del mercato domestico e
intercontinentale, di rinnovare completamente la flotta. Era ed è nostro dovere
lanciarci in questa avventura: il caso Fiat ha dimostrato che, per quanto in
crisi, un grande marchio italiano, una grande azienda del Paese può rinascere,
se c'è dietro un grande progetto". Il "Piano Fenice", secondo
Passera, è questo progetto. E adesso può e deve spiccare il volo. Nonostante
tutte le critiche, lo considera "il migliore possibile". E a chi in
queste ore gli obietta che il piano Air France era molto più conveniente
risponde a muso duro: "Chi fa questi ragionamenti dice una bugia e non
tiene conto di una realtà oggettiva: il piano Air France è nato con un petrolio
a 80 dollari al barile, il nostro con un petrolio a 115 dollari al barile. E
nonostante questo, il nostro piano resta migliore, da tutti i punti di
vista". La prova starebbe in un retroscena, raccontato da fonti vicine
all'advisor: la telefonata con la quale Jean-Cyril Spinetta ha informato
Passera della sua decisione di riaprire il dossier Alitalia
per un eventuale ingresso nella newco con una quota di minoranza, culminata con
un "complimenti, avete fatto un lavoro davvero eccellente". Ma qui si
entra nel campo delle incognite, ancora da definire. La prima, appunto, è
quella del partner. Il Ceo di Intesa-Sanpaolo sta lavorando, la squadra guidata
da Miccicchè fa la spola tra Milano, Parigi, Francoforte e anche Londra. Perchè
questa è la novità delle ultime ore: oltre ad Air France e Lufthansa, ci
sarebbe anche un'apertura da parte di British Airways. Questione di giorni, e
il nodo verrà sciolto. Passera non lo dice, neanche ai suoi: nonostante un
lieve vantaggio di Air France, già rodata con l'accordo SkyTeam (la cui
rescissione costerebbe comunque 130 milioni di penale), non si può escludere
nessuna delle altre piste. Né quella tedesca, con l'ingresso nel network di
Star Alliance, né quella inglese, ora ampliata anche dall'integrazione con
Iberia. Ma una cosa è chiara, e Passera ci tiene a ribadirlo ai suoi
interlocutori: "L'accordo è per una quota di minoranza, perché Alitalia resta italiana". E non è pensabile neanche un patto a
termine, più o meno segreto: si entra oggi con il 5 o il 10%, e tra due o tre
anni il partner rileva le quote dei soci italiani e si mangia l'Alitalia. Su questo il vertice di Intesa - Sanpaolo è inequivoco:
"Per i soci italiani c'è un vincolo di cinque anni. Scaduto il
quale, non sono previsti diritti di prelazione, per nessuno". E questa è
però la seconda incognita. Non è ancora chiaro il modello di governance della
nuova Compagnia Aerea Italiana. E anche su questo Passera è ancora al lavoro,
Ci dovranno essere quattro o cinque soci maggiori, che investiranno ciascuno 150
milioni di euro. Tra questi ci sarà ovviamente Intesa-Sanpaolo, Benetton e
Colaninno. Ma non è previsto patto di sindacato. E dunque, per rendere più
stabile questo "nocciolino duro", altrimenti troppo debole, il
super-banchiere sta trattando per far entrare in pista almeno due grandi
investitori istituzionali, considerati ormai praticamente certi: Mediobanca e
Morgan Stanley. I telefoni tra Roma e Milano, in questo week-end, sono roventi:
nel giro dei prossimi tre-quattro giorni Piazzetta Cuccia dovrebbe sciogliere
positivamente la sua riserva. Molto dipende anche dalla scelta del partner
estero, e dalla "qualità" del suo coinvolgimento, che a Mediobanca
viene considerata decisiva per poter valutare le reali prospettive di ripresa
internazionale della compagnia. Infine c'è la terza incognita, forse la più
delicata. La questione degli esuberi, che è stata ed è oggetto di una critica
feroce, anche di chi considera intollerabile, in una logica di mercato, il
trasferimento coatto dei 6mila dipendenti Alitalia
alle Poste o a qualche altra società pubblica, ancorchè di diritto privato. Su
questo punto, nei suoi colloqui con Sacconi, Passera è stato chiaro: "Non
so chi mette in giro queste sciocchezze, ma la gestione degli esuberi avverrà
come da prassi, e secondo le leggi vigenti in materia: quindi cassa
integrazione e mobilità. Nient'altro. Se poi nel frattempo si profilassero
altre opportunità di reinserimento, anche in questo caso attraverso
l'attivazione delle normative già in vigore sulla riqualificazione e il reimpiego
dei lavoratori svantaggiati, allora tanto meglio. Ma non c'è e non ci sarà
alcuna forma di assistenzialismo". Ma convincere Cgil-Cisl-Uil, più le
rappresentanze dei piloti e le altre sigle del trasporto aereo, sarà una fatica
immane. Passera, come gesto di distensione e segno di attenzione, ha definito
subito il via libera dei sindacati "pregiudiziale" ai fini della
riuscita del Piano Fenice. Ora, a mente fredda, fa un ragionamento più
realistico: "Parlerò con i sindacati, ci parlerà il governo, ci parlerà il
commissario. Ma stavolta devono capire una cosa semplice: preferiscono gestire
lo smaltimento di 6 mila esuberi oggi, oppure trovarsene 20 mila tra un mese?
Perché stavolta, davvero, non c'è un'altra strada".
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
I
piloti di Alitalia minacciano il
blocco. Critiche al piano di salvataggio anche dalla stampa tedesca: "Uno
scandalo". Venturelli a pagina 2 Alitalia.
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Roberto Rossi Non di
logica industriale si è trattato, ma di uno scontro di potere bello e buono. La scelta di Air France come partner straniero di Alitalia, quando la trattativa con Lufthansa sembrava chiusa, è stata
l'ultima partita politica giocata nel governo. Da una parte Giulio Tremonti,
dall'altra Gianni Letta. Una partita iniziata sotto traccia qualche mese fa e
chiusasi al vertice dei ministri lo scorso martedì, tra malumori e scintille.
Con un vincitore, il ministro del Tesoro, un perdente, il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, e due spettatori, il ministro alle Infrastrutture
Matteoli e quello alle Attività produttive Scajola. Un finale che consegna a
Tremonti la vera guida politica del governo e che relega Letta a un insolito
ruolo di comprimario. La trama di questo film con finale a sorpresa prende il
via intorno a luglio. Quando svanita la proposta Air France e bloccata la
possibilità di un acquisto per la concorrente francese, Lufthansa torna a
riannodare il filo con Alitalia. Il filo si era
spezzato quasi un anno fa. Quando l'allora governo Prodi bocciò il suo piano di
rilancio a scapito di Air France. Il primo passo non è difficile. I contatti
del gruppo tedesco con Intesa Sanpaolo, la banca incaricata dal governo ad
approntare un piano di salvataggio per Alitalia, non
si sono mai interrotti. Il problema è quello di riannodare il filo con la
politica. Materia enigmatica specie per chi viene da fuori. I vertici di
Lufthansa in Italia, la compagnia tedesca possiede il gruppo Air Dolomiti,
decidono di puntare su Gianni Letta, braccio destro del presidente del
Consiglio. "A luglio ci sono stati una serie di contatti diretti" ci spiega
una fonte. I tedeschi, va avanti la fonte, "erano molto preoccupati
dell'affidabilità governativa". Lufthansa non ha timori di natura
economica, tra l'anno scorso la compagnia ha chiuso il proprio bilancio con 4
miliardi di utile circa, "il loro timore era quello di perdere la faccia.
I loro azionisti avevano già il mal di pancia per l'operazione". Che però
ha un grande sponsor: "l'amministratore delegato di Lufthansa". Il
vulcanico Wolfgang Mayrhuber ha sempre creduto nel mercato italiano. La natura
morfologica del Paese, gli scarsi collegamenti ferroviari, la sua posizione
privilegiata nel Mediterraneo facevano e fanno dell'Italia un boccone
appetitoso. Non a caso la prossima settimana per il vettore tedesco inizierà
comunque l'operazione Malpensa. Si tratta del rafforzamento della controllata,
la compagnia Air Dolomiti (che potrebbe anche cambiare nome in Lufthansa
Italia), con mezzi e voli sullo scalo lombardo. Nei primi giorni di agosto,
quando Intesa si prepara a chiudere il piano e a congelarlo per l'intero mese,
evitando scioperi e manifestazioni in un periodo cruciale, l'ultimo incontro
con Letta. La politica sembra aver dato il via libera. Resta da sciogliere il
nodo dei sindacati. Con i quali iniziano una serie di incontri. Una alla volta
vengono sondati. "Non tutti, però, quelli più importanti". Quelli di
categoria, i piloti, gli assistenti di volo, e le confederazioni. Per non
lasciare nulla al caso, Lufthansa pensa anche a contattare la politica locale.
In Lombardia e in Veneto i due governatori vengono informati quasi
costantemente. Lufthansa si premura di far arrivare qualche segnale indiretto
anche al presidente della Provincia di Milano Filippo Penati. La trattativa va
avanti stancamente, ma cammina. E siamo a dieci giorni fa circa. Si comincia a
rumoreggiare di una possibile intesa con Lufthansa. Voci danno imminente anche
l'uscita di un comunicato ufficiale nel giro di pochi giorni. "I tedeschi
non si fidavano a fare qualunque tipo di comunicato - va avanti la fonte - se
non c'era una certezza". Per cosa? Quello che manca nel piano di Intesa è
chiarezza sul destino di Linate. "Lufthansa lo vorrebbe drasticamente
ridimensionato da subito. Per loro era importante partire immediatamente con il
network multihub utilizzando Malpensa". In questa partita, quindi, Linate
non avrebbe retto. Parallelamente si sta formando la cordata voluta da Silvio
Berlusconi. La presenza di Lufthansa è anche una sorta di assicurazione per i
sedici imprenditori riuniti sotto l'etichetta della Compagnia aerea italiana e
guidati dal presidente della Piaggio Roberto Colaninno. Il vettore è solido.
L'affare si può chiudere. E siamo al vertice. Dove Lufthansa entra come papa ma
esce vescovo. Tremonti impone il suo peso politico e rilancia Air France. I più
maligni sussurrano con il benestare di Berlusconi. Un favore in più all'amico
Sarkozy, uno sgarbo alla non amata Merkel. Non c'è tempo per cambiare il piano
di Intesa. L'impianto, il multihub, Linate ridimensionato, rimane. Il giorno
dopo gli emissari di Passera lo propongono ad Air France. Il cappotto non è
della taglia giusta per i francesi ma è il prezzo e basso. Parigi accetta di
corsa. A marzo avrebbe speso 2,5 miliardi, oggi con un centinaio di milioni si
assicura un'opzione su Alitalia per i prossimi anni.
Simile a quella che intasca Tremonti per la guida del prossimo governo.
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
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"Questa
soluzione è uno scandalo di dimensioni europee" Il quotidiano di
centrodestra tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz), nel suo numero di
ieri, parla di "scandalo" riferendosi al piano di salvataggio dell'Alitalia e lancia un appello a Bruxelles affinchè la Commissione europea
"impedisca eccessi di questo genere". In una lunga corrispondenza da
Roma firmata da Tobias Piller e dal titolo "Il piano di salvataggio più
sfacciato di Berlusconi", la Faz scrive che il piano Alitalia "si fa beffe di tutte le regole del mercato".
Per il quotidiano, il presidente del consiglio "è tornato a principi del
settore pubblico, che potrebbero essere usciti dal programma di un sindacato o
da un libro di testo comunista". Secondo la Faz, insomma, il piano non ha
niente a che fare con i "principi della concorrenza". E per i
passeggeri, prevede il giornale, significherà un "servizio peggiore a
prezzi più alti". Il quotidiano ricorda che l'Alitalia
ha ricevuto fondi pubblici per 1,4 miliardi di euro fino al 2004 e poi prestiti
ponte nel 2005 e nel 2008 per garantire la sua "sopravvivenza". Ed
ora, sottolinea, "Berlusconi vuole separare i pezzi migliori della
compagnia aerea e passarli a un prezzo scontato a un nuovo consorzio di imprenditori".
A quel punto, prosegue, "sarà lo Stato italiano a occuparsi degli
scarti". La Faz paragona la situazione a una "bancarotta
fraudolenta" e conclude definendo l'operazione uno "scandalo di
dimensioni europee". La parola passa ora a Bruxelles, ma il quotidiano
ricorda che il Commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, fu portavoce di un
passato governo Berlusconi.
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
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Di Luigina Venturelli
/ Milano AVVERTIMENTI L'Unione europea non si lascia affascinare dal
salvataggio dei miracoli e chiede una soluzione "compatibile con le regole
europee". I sindacati non si lasciano intimorire dalle parole di Corrado
Passera e pretendono un piano industriale di effettivo
rilancio per la nuova Alitalia. Mal sopportando la spada di Damocle appesa sulla loro testa
dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo - che senza il salvagente del
via libera sindacale ha previsto il naufragio dell'operazione Fenice - l'Unione
Piloti preannuncia opposizione, azioni di blocco comprese, a qualsiasi piano
industriale non preveda un'effettiva rinascita della compagnia. Così
s'inaugura il confronto a distanza tra governo e sindacati, prima degli
incontri ufficiali della prossima settimana, che vedranno a Palazzo Chigi i
leader di Cgil, Cisl e Uil. Il lasciapassare delle organizzazioni dei
lavoratori non sarà incondizionato, ma verrà concesso solo "se porterà ad
un futuro per la compagnia". In caso contrario, avverte il presidente
dell'Unione Piloti Massimo Notaro, "lo osteggeremo in modo deciso e
determinato". Senza erscludere l'arma dello sciopero. Il primo momento di
verifica ci sarà già domani quando, previa relazione del neo commissario
Fantozzi sullo stato dell'azienda, i rappresentanti delle tre confederazioni
vedranno il ministro del Lavoro Sacconi per cominciare a discutere di esuberi.
Dell'ipotesi di ricollocarli (s'è parlato delle Poste e degli uffici del
Catasto, con somma disapprovazione di Renato Brunetta) o della possibilità di
applicare ammortizzatori sociali per sette anni (con altrettanta preoccupazione
di Giulio Tremonti). Ma dovrebbero filtrare anche indicazioni industriali,
prima che il faccia a faccia tra il governo e Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni
e Luigi Angeletti (atteso per giovedì o venerdì prossimi) sciolga ogni dubbio
su come il progetto Fenice sarà declinato in concreto. Nel frattempo i
sindacati non vogliono entrare nel merito degli esuberi: le stime peggiori ne
ipotizzano più di 7mila, il ministro Maurizio Sacconi se ne augura meno di
5mila. Quasi una lotteria di cifre. "Di esuberi ne parleremo dopo che ci
sarà stato illustrato il piano industriale. Gli esuberi sono la conseguenza,
non la premessa" resta cauto il segretario della Uil Angeletti. "Ciò
che è importante è quello che ci diranno e di cui si assumeranno la
responsabilità". La patata bollente toccherà al commissario straordinario
Augusto Fantozzi, che proprio dalle pagine de l'Unità ha chiesto al governo di
non essere lasciato solo a gestire "la partita non facile" degli
esuberi di personale. Pronta la risposta di Sacconi: "Fantozzi avrà pieno
appoggio, abbiamo piena fiducia in lui e nell'advisor". Il ministro del
Lavoro non può che vedere roseo il futuro della Nuova Compagnia Aerea:
"Siamo ottimisti, ce la possiamo fare, quindi ce la dobbiamo fare".
Ma Bruxelles potrebbe pensarla diversamente. In tal senso le parole del
commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia, pesano come un
macigno: "Spero che per Alitalia si trovi una
soluzione si deve trovare una soluzione che sia buona per la compagnia, buona
per i passeggeri, per i lavoratori e che sia compatibile con le regole
europee". Attenzione. Come ricordato ieri dall'autorevole quotidiano
tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, l'operazione Alitalia
è "uno scandalo che si fa beffe di tutte le regole del mercato".
L'Antitrust europeo potrebbe non gradire.
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
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Di Giancarlo Marini/
Milano CAMPANILI Le grane sono come le ciliegie: una tira l'altra. Anzi una ne
provoca subito un'altra. E allora non c'è pace per Berlusconi. Non ha ancora finito di sal- vare Alitalia che già
subito deve mettersi al lavoro per tenere insieme un'altra cordata, quella
della sua maggioranza. L'operazione Fenice infatti non è stata indolore per il
centrodestra e al di là dei sorrisi e delle frasi di circostanza ha fatto
risalire in superficie vecchie ruggini e antichi dualismi. Primo fra
tutti quello Nord-Roma ladrona, che nel concreto, ieri come oggi vuol dire Lega
contro An. E che spostato sul terreno aeroportuale significa Fiumicino contro
Malpensa. Venerdì si sono mossi in avanscoperta i sindaci, Moratti da una parte
e Alemanno dall'altra. Una a chiedere subito a Berlusconi un tavolo urgente per
Milano, l'altro a incontrare Colaninno per garantirgli tutta la sua
disponibilità a far decollare il grande hub di Fiumicino. Sono le avvisaglie di
uno scontro che si annuncia durissimo perché al di là del prestigio, nessuno
vuole trovarsi a gestire i morti e i feriti che la cordata Colaninno lascerà
per strada. La Lega d'altra parte ha già cominciato ad alzare i toni.
schierando subito due pezzi da novanta come Roberto Maroni e Roberto Castelli.
Un ministro e un sottosegretario a dire che, comunque vada, il sistema degli
aeropeorti milanesi non si tocca e che Malpensa e Linate non faranno mai da
scali di serie B. Soprattuto se quello di serie A è quello romano. Per
Berlusconi è una grana poltica non indifferente, perché tocca da una parte
interessi che vanno al di là di Alitalia- leggi Expo
2015- dall'altra un sottile gioco di equilibri tutto dentro la maggioranza che
potrebbe saltare definitivamente. Sostenere Fiumicino vuol dire prima di tutto
cementare ancor di più quella alleanza tra Moratti, Formigoni e Lega che
rischia di diventare una scheggia impazzita all'interno del centro destra.
Appoggiare Malpensa significa mandare al massacro mediatico Gianni Alemanno che
della difesa dello scalo romano aveva fatto, con la sicurezza, una bandiera
della sua campagna elettorale. Uno schiaffo mortale al sindaco che ha avuto il
grande merito di portare Roma al centro- destra oltre che una pistola carica in
mano a Storace e alla sua destra che hanno sempre accusato Fini e tutta An di essere
dei vassalli del Cavaliere. Salvare Alemanno però vorrebbe dire trovarsi la
Lega contro in tutta la partita che si gioca sull'Expo 2015, dove già Moratti e
Formigoni lavorano per giocare da protagonisti. Una partita che significa
miliardi di euro. E si sa dove, alla fine, batte il cuore del Cavaliere.
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
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"I nostri
stipendi inferiori al resto d'Europa" Dura presa di posizione dell'Unione piloti e dell'Anpac dopo la trasmissione televisiva Rai
Tv7 sull'Alitalia, in onda venerdì. "Il direttore del Tg1 Riotta - afferma il
presidente di Up Massimo Notaro - ha fornito notizie prive di fondamento. È
spiacevole che ad essere disinformato sia proprio il direttore di una testata
che, a suo dire, fa informazione". "Non è vero che il nostro
stipendio è più alto di quello dei piloti Lufthansa - sottolinea il numero uno di
Up - anzi, nel 2004 avevamo chiesto un adeguamento del nostro contratto per
renderlo simile al loro. Si sappia che noi prendiamo il 30% in meno dei piloti
Lufthansa e abbiamo retribuzioni inferiori almeno del 40% rispetto alla media
europea". Concorde l'Anpac, che con un comunicato ha rimarcato le
differenze di retribuzione tra i piloti italia ni e i colleghi europei. Notaro
ha poi precisato i motivi per cui un pilota non è abilitato a condurre tutti i
modelli di vettore aereo. "I piloti per regola devono conoscere
l'aeroplano molto bene e quindi si vola solo su un tipo di aeromobile. È così
anche in Germania". Per l'Unione piloti, infine, "i politici presenti
a Tv7 hanno dato la colpa del fallimento di Alitalia
ai dipendenti e ai sindacati, senza tenere conto delle scelte fatte dagli
amministratori che si sono susseguiti negli anni, da Mengozzi a Cimoli. È
possibile - si è chiesto Notaro - che nessuno dei politici si prenda
responsabilità sulla scelta degli amministratori?".
( da "Unita, L'" del 31-08-2008)
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Di Roberto Carnero /
Venezia È Benedetta Cibrario, con il romanzo storico Rossovermiglio
(Feltrinelli, 94 voti), la super-vincitrice della quarantaseiesima edizione del
premio letterario Campiello: un libro ben scritto, non un capolavoro, che ha
per protagonista una giovane donna, sullo sfondo della caduta del fascismo e
del secondo conflitto mondiale. Seguono Cinzia Tani, Sole e ombra (Mondadori,
86 v.), Eliana Bouchard, Louise. Canzone senza pause (Bollati Boringhieri, 43
v.), Paolo Di Stefano, Nel cuore che ti cerca (Rizzoli, 29 v.) e Chiara
Gamberale, La zona cieca (Bompiani, 26 v.). Il verdetto è stato decretato dalla
giuria popolare. Serata di premiazione, ieri, al Teatro La Fenice di Venezia
(presentatore l'immancabile Bruno Vespa, coadiuvato da Claudia Gerini), che ha
incoronato anche, nella sezione opera prima, Paolo Giordano per La solitudine
dei numeri primi (Mondadori). Presidente della giuria Gianni Letta, che avrebbe
voluto una cinquina "tutta di belle donne" (purtroppo c'è Di Stefano
che è uomo) e che coglie l'occasione (della differita televisiva) per
rassicurare la nazione sul futuro dell'Alitalia:
"Questa sarà la volta buona". Speriamo. La Gerini riporta la
discussione sui libri. Nella mattinata si era svolta la tradizionale conferenza
stampa. Un appuntamento di anno in anno sempre più fiacco. Soprattutto quando
gli scrittori evidenziano un totale disinteresse a confrontarsi con quanto
accade intorno a sé. Proviamo a sollecitarli a una riflessione sullo
stato del nostro Paese, così renitente al cambiamento, soprattutto se lo si
confronta con quanto sta accadendo negli Stati Uniti con l'appassionante corsa
di Obama alla Casa Bianca. Un argomento che non sembra destare interesse nei
finalisti. "Siamo qui per rispondere sui nostri libri", taglia corto
Di Stefano. Gli risponde Chiara Gamberale: "Evidentemente c'è un vuoto di
pensiero che a noi scrittori viene richiesto di colmare". Peccato che però
la discussione sia stata freddata sul nascere. Paradossalmente gli autori
sembrano appassionarsi molto di più a una questione fritta e rifritta, che
tiene banco, ormai da anni, sulle pagine culturali dei giornali: il ritorno del
romanzo storico. Forse perché tre delle opere in gara (quelle di Bouchard,
Cibrario e Tani) sono, appunto, romanzi storici. Bouchard esulta perché
"finalmente anche la letteratura italiana entra in Europa, giacché non
esistono romanzi storici nella nostra tradizione". Qualcuno dalla platea
le ricorda l'esistenza di Manzoni, Nievo e di altri illustri autori di romanzi
storici. Di Stefano conviene che in effetti a mancare nella letteratura
italiana non è tanto il romanzo storico, bensì "una narrativa che sappia
confrontarsi con l'attualità". Il che non ci sembra affatto strano, visto
il disinteresse per l'attualità di questo campione rappresentativo dei nostri
letterati. Chissà che cosa avrebbe detto Mario Rigoni Stern, scomparso lo
scorso giugno, un autore che dell'esperienza, quella tragica della guerra,
aveva fatto il punto di partenza della propria carriera di scrittore. Per ricordarlo,
il Campiello si è fatto promotore, con la casa editrice Einaudi, della
ripubblicazione del romanzo Storia di Tönle. L'anno della vittoria, con cui lo
scrittore di Asiago aveva vinto il Campiello nel 1979. Altri tempi. NELLA
SERATA di ieri la giuria del premio (cinquecento lettori) ha decretato il
vincitore. Nella cinquina dei finalisti c'erano anche Eliana Bouchard, Cinzia
Tani, Chiara Gamberale e Paolo Di Stefano.
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
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Pagina
I - Bari L'analisi Trasporti e governo la realtà e le bugie TERESA MASSARI La
Puglia subisce una forte penalizzazione dagli esiti della vicenda Alitalia. Rischia di
vedere vanificati gli sforzi di amministratori e imprenditori per dotare la
regione di collegamenti strategici e aeroporti efficienti. SEGUE A PAGINA XX.
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
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Pagina V - Bari La
polemica Il governatore replica al ministro dopo la presentazione del piano che non considera Bari tra gli scali base Alitalia, ancora scintille tra Fitto e Vendola La vicenda Alitalia riaccende lo scontro tra il presidente della Regione Puglia,
Nichi Vendola e il suo predecessore, il ministro agli affari regionali,
Raffaele Fitto. Dopo due giorni di silenzio sul piano Alitalia che
esclude gli aeroporti pugliesi dalle sei basi scelte dalla nuova società,
Fitto attacca: "L'aeroporto di Bari non è mai stato previsto nel Sistema
hub italiano nè rientrava come hub nel piano rinveniente dal tentativo del
governo Prodi di svendere Alitalia ad Air France. Chi
oggi polemizza su una Puglia lasciata a terra o non sa quello che dice o sa
perfettamente di dire delle vacuità". "Il Ministro Fitto - ribatte
Vendola - di fronte al piano di Alitalia voluto dal
governo nazionale, che penalizza drasticamente la aeroportualità pugliese,
anzichè preoccuparsi delle gravi ricadute che le decisioni ipotizzate
comporteranno per la comunità pugliese, si disperde ancora una volta in
polemiche inutili ed inconsistenti". Fitto comunque promette di vigilare:
"Tratteremo con tutti e in tutte le sedi" perchè la regione
"possa porsi nelle migliori condizioni possibili nei nuovi assetti Alitalia". Ma al centrosinistra che lo accusa di fare
poco o nulla, il ministro ricorda i traguardi raggiunti dal sistema
aeroportuale pugliese grazie al centrodestra: "Il centrosinistra - ricorda
Fitto - ha ereditato una Seap valorizzata da una concessione quarantennale che
la Regione Puglia ottenne dal governo Berlusconi, nel marzo
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
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Economia Fenice e
l'Expo L'hub perduto La Moratti: "Spero in Alitalia-Lufthansa
ma adesso lasciate volare Malpensa" Non avere hub è una perdita secca, con
i tedeschi la situazione sarebbe migliore Linate? Non sarà penalizzata
Un'illazione dire che la cordata punti al business Expo So solo che nel 2015
avremo tre milioni di viaggiatori... ROBERTO RHO MILANO - "Saluto con
felicità il fatto che il governo Berlusconi ha salvato Alitalia".
Le passività scaricate sui conti pubblici, gli attivi agli imprenditori
privati. Vogliamo proprio chiamarlo salvataggio, sindaco Moratti? "Quella
pensata dal governo Prodi era la svendita della politica dei trasporti del
nostro Paese. Air France avrebbe regionalizzato la nostra compagnia di bandiera
intervenendo in modo molto pesante. Io, come cittadina, sono
felice che quella soluzione sia stata sventata e che questo governo abbia
dimostrato la capacità di salvare Alitalia".
Sospendendo le regole e scaricando i costi economici e sociali sulla
collettività è tutto più facile, non trova? "Lei ricorda quando Tommaso
Padoa-Schioppa diceva: "Se ci sono investitori che vogliono investire su Alitalia si facciano avanti"? Ecco, il governo Berlusconi li
ha trovati. Forse bastava cercarli. E poi, scusi, quale sospensione delle
regole? è stato avviato un commissariamento con regole già utilizzate in altre
occasioni. Poi, certo, ci sono meccanismi che andranno affinati nelle prossime
settimane..." Gli imprenditori ci sono, e hanno quasi tutti corposi
interessi in gioco. Molti dei quali girano intorno all'Expo. "No guardi,
non esiste". Spieghi meglio. "Mi è difficile spiegare qualcosa che
non esiste. E mi è difficile definirla: semplice ipotesi, montatura, illazione,
scenario... Ma non c'è stato nessun contatto, nessun colloquio, nessun
incrocio". Non sono cose che si mettono per iscritto. "Le ripeto, non
esiste". Insomma, tutto bene, tutto perfetto. "No, aver salvato Alitalia non basta. Il piano Fenice prevede quello che è
possibile fare con le disponibilità finanziarie date. E cioè che Alitalia operi come compagnia "point to point".
Ciò significa che non sarà più "hub carrier" e questa è una perdita
secca per il Paese". Perché? "Perché l'hub serve un maggior numero di
destinazioni a costi inferiori. è indispensabile per la competitività delle
imprese e per le tasche dei cittadini che l'Italia continui ad avere un
hub". Mi scusi, quelle sono le condizioni, non modificabili, fissate dalla
cordata di imprenditori che su quelle basi hanno accettato di investire.
Dunque, Malpensa non sarà l'hub di Alitalia.
"Infatti, io sto parlando di Malpensa senza Alitalia.
Bisogna lasciare che la Sea porti fino in fondo il suo piano di sviluppo per
Malpensa". In che modo? "Il governo deve liberalizzare i diritti di
volo riaprendo le negoziazioni degli accordi bilaterali con i Paesi stranieri.
Mi spiego meglio: Malpensa deve riempire i vuoti lasciati da Alitalia,
e avrebbe la possibilità di farlo: ci sono molte richieste da parte di
compagnie straniere, richieste che non possono essere servite perché siamo
impediti dagli accordi bilaterali". La scelta del partner industriale di Alitalia non sarà indifferente, sotto questo profilo.
"Se la scelta si indirizzerà su un partner che ha come modello quello
dell'hub centralizzato sarà tutto più difficile. Meglio se il partner lavora
con lo schema multi-hub". Insomma: no Air France, sì Lufthansa. "Alitalia è libera di scegliere il partner a lei più affine.
Certo, se l'Italia non vuole rinunciare ad avere un hub... Anche perché ci sono
solide ragioni sul fronte occupazionale: per ogni milione di passeggeri un hub
è in grado di creare tra lavoro diretto e indotto 1.500 posti, un aeroporto
point to point meno della metà. Nel '
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
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Economia La stampa
estera E in Germania gridano allo scandalo "Da Berlusconi un piano
sfacciato" Roma - "Uno scandalo di dimensioni europee". è
durissimo l'attacco sferrato ieri dalla Frankfurter
Allgmeine Zeitung nei confronti del piano Alitalia, definito
"insolente" anche perché "ricorda molto un modo di agire
chiamato "bancarotta fraudolenta"". Il piano, continua la Faz,
"si fa beffe di tutte le regole del mercato" ed i clienti avranno
"un servizio peggiore a prezzi più elevati". Il quotidiano
francese Les Echos punta, invece, sul ridimensionamento della compagnia
tricolore che diverrà "più modesta e concentrata sul marchio
italiano".
( da "Repubblica, La" del 31-08-2008)
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Economia Fiumicino
trema, diecimila posti a rischio Marrazzo: per ogni esubero nella compagnia due
licenziati nell'indotto I tagli I sindacati: pulizie catering, agenzie, per
molti la cassa integrazione non ci sarà nemmeno PAOLO G. BRERA ROMA - "Questa
crisi avrà conseguenze devastanti: per ogni esubero all'Alitalia rischiano il posto due persone dell'indotto, e ci saranno
ricadute pesantissime sullo sviluppo economico e infrastrutturale. Ho parlato
con il commissario straordinario Fantozzi: la situazione è molto, molto
seria". Aspetta di "vedere le carte", il presidente della
Regione Lazio, Piero Marrazzo, ma l'aria che tira non gli piace affatto.
"Sento odore di Alimalpensa", aveva detto venerdì, e la lunga
conversazione con Fantozzi gli ha consolidato le prime impressioni.
"Combatterò accanto ai lavoratori - dice Marrazzo - e a tutto il distretto
aeronautico di Fiumicino. Anche se non mi hanno ancora sostanziato esattamente
gli esuberi, lo stesso Fantozzi è consapevole che ci troviamo di fronte a una
situazione difficilissima. L'ho invitato al tavolo coi sindacati mercoledì, mi
ha detto che ci penserà. Dobbiamo alzare il livello di guardia: qui si sono
fatte pianificazioni strategiche con investimenti su un aeroporto che doveva
salire a 50 milioni di passeggeri, ed eravamo pronti a far partire il passaggio
dei low cost da Ciampino a Viterbo... oltre al danno, ecco la beffa".
Accanto a piloti e assistenti di volo, nella cittadella aeronautica di
Fiumicino s'incrociano destini e incertezze di migliaia di dipendenti delle
manutenzioni pesanti, il cuore vitale della compagnia moribonda. "Tira una
bruttissima aria - dice Alberto Giusti, segretario Filt-Cgil di Fiumicino -
questo piano è peggio di come ci aspettassimo. Stanno costruendo una low cost
di corto raggio, altro che compagnia di bandiera. Se spariscono gli
intercontinentali e rinunciano alle manutenzioni pesanti e all'handling,
lasciando in piedi solo quelle leggere e l'assistenza in linea, mi pare chiaro
che tra pochi anni rivenderanno la compagnia a qualcun altro. Sto' gruppo di
industriali benefattori ha altri fini e altri tornaconti". Mentre i
dipendenti aspettano il verdetto della roulette russa sui nomi di coloro che
finiranno nella bad company, tra i lavoratori dell'indotto la partita è già perduta.
La Cgil ha calcolato il rischio in "più di diecimila persone tra diretti e
indotto" solo per l'area di Fiumicino, ma sono "stime
prudenziali". Sono i "numeri devastanti" di cui parla Marrazzo:
per cinquemila dipendenti diretti a rischio, il totale dei posti di lavoro
persi si avvicinerebbe a quindicimila. Ma se i dipendenti proveranno
l'atterraggio morbido sugli ammortizzatori sociali di ultima generazione del
ministro Sacconi, gli indiretti finiranno semplicemente a casa. Qualcuno, come
i 70 di un'azienda di pulizie di bordo, senza neppure la liquidazione:
"Ogni anno cambiano ragione sociale e ci liquidano". "Se
dimezzano i voli, che fine faranno i 600 del catering? Tra officine motori e
hangar, tra manutenzioni pesanti e leggere - dice il segretario regionale
Filt-Cgil, Mario Guerci - abbiamo 3.500 esterni che si occupano di pulizie come
dello smontaggio delle poltrone o della consegna dei documenti di volo".
Poi ci sono tutti gli altri: ristoratori, spedizionieri, agenti di viaggio,
albergatori, commercianti... Il declassamento di Fiumicino, per molti di loro,
sarebbe una catastrofe economica.
( da "Secolo XIX, Il" del 31-08-2008)
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"Regioni e
Comunitagliate gli sprechi" intervista al ministro dello sviluppo
economico Scajola: "Non più tasse, ma privatizzare i servizi" luigi
leone Roma. Regioni e Comuni "taglino le spese, privatizzino le società
controllate e vendano cespiti, tornando a fare il loro mestiere istituzionale,
che non è gestire i servizi". È il messaggio forte e chiaro che il
ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, manda alle autonomie
locali. Ma in questa intervista rilasciata al Secolo XIX, Scajola difende anche
l'operazione Alitalia, compreso l'assorbimento di
parte degli esuberi anche in società a controllo statale, esclude che il
premier Silvio Berlusconi possa avere un successore, svela la sua idea su come
dovrà essere il Pdl e assicura che il presidio di Finmeccanica a Genova è
destinato a rafforzarsi. Una chiacchierata ad ampio respiro che, tuttavia, non
può non iniziare dalla difficile congiuntura economica. segue >> 2
31/08/2008 il commissario almunia 31/08/2008 UE su ALITALIA: rispetti REGOLe
31/08/2008 Roma. Il commissario Ue Joaquin Almunia chiede il rispetto delle
regole per il riassetto Alitalia. cresci >> 10
31/08/2008 LA DOMENICA 31/08/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
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N. 208 del
2008-08-31 pagina 23 Sorpresa, un ecologista che non annoia Ma liberateci dai
complotti dei crociati di Redazione Ecco i libri che la redazione cultura del
Giornale ha letto per voi e che vi segnala, divisi per categorie serie e
semiserie. DA NON PERDERE I figli dello Zodiaco di Rudyard Kipling (Adelphi, pagg.
286, euro 18). Bellissima raccolta di racconti che Kipling scrisse e pubblicò
tra il 1890 e il 1893. Una prosa lucidamente perfetta che, nel racconto che dà
il nome alla raccolta, rivela un Kipling che si muove con agio nell'ambito
dell'allegorico e del fantastico. SE VI FOSSE SFUGGITO George il solitario di
Henry Nicholls (Codice, pagg. 204, euro 22). Le narrazioni a sfondo
ecologico-naturalistico spesso annoiano. Ma sulle orme delle vicissitudini
riproduttive dell'ultima tartaruga maschio delle Galapagos, il dramma
dell'estinzione diventa avvincente. DA OMBRELLONE Dracula cha cha cha di Kim
Newman (Mondadori, pagg. 330, euro 3,90). Un Urania folle, ucronico
e divertente che ci regala un mondo parallelo dove i vampiri volano sugli
aeroplani Alitalia per sbarcare nella Roma della Dolce vita. Un gioiello di humour
che fa venire voglia di curiosare più spesso nella collana Urania. Consigliato
a chi usa l'ombrellone per schermirsi dal chiaro di luna. DA TASCA Un tentativo
di balena di Matteo Codignola (Adelphi, pagg. 151, euro 13). Libro che
sfugge a qualsiasi classificazione e che mischia il saggio su Melville, la
trattazione dotta sul romanzo bonsai, l'illustrazione e il teatro fatto prosa.
Insomma un piccolo Frankenstein che, però, diverte. Per tasche intellettualoidi
e scanzonate. DA CESTINO Crociata di Robyn Young (Nord, pagg. 694, euro 18,60).
Prendete delle belle trame complottarde come quelle che qualche paranoide
immagina dietro l'11 settembre (dove i cattivi sono sempre ricchi occidentali)
e trasportatele al tempo delle crociate. Ecco fatto un romanzo dove i ricchi
mercanti fanno di tutto per scatenare una nuova guerra in Terrasanta. La prosa
però si difende (nei limiti del romanzo di genere). © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
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N. 208 del
2008-08-31 pagina 3 Alitalia, prove tecniche di collaborazione di Stefania Scarpa Dopo
Alemanno anche Marrazzo chiede un incontro con Colaninno, presidente designato
della nuova Compagnia aerea italiana Fronte dell'aeroporto. La questione-Alitalia continua a togliere il sonno ai politici laziali, preoccupati sì
per il futuro della compagnia di bandiera ma ancora di più dal fatto che il
piano del governo finisca per pesare soprattutto su Roma. In termini di
esuberi e di ridimensionamento di Fiumicino. E le rassicurazioni del sindaco Alemanno
venerdì sera, al termine del colloquio con il presidente desiganto della newco
Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, non tranquillizzano del tutto il
presidente della Regione Piero Marrazzo: "Voglio essere rassicurato
formalmente: ho convocato per mercoledì il tavolo dei sindacati con il sindaco
di Roma e con il presidente della Provincia. Ho parlato con Fantozzi, aspetto
anche io di incontrare Colaninno. Se non avrò le carte non mi sentirò
assolutamente rassicurato perché nel momento in cui si afferma che per Alitalia si avvia un ridimensionamento per personale,
vettori e rotte vuol dire che questo potrebbe avere ripercussioni per
l'aeroporto intercontinentale di Fiumicino che vuole vivere in un rapporto
sinergico con la compagnia nazionale". Ansia anche per i posti di lavoro:
"Per un lavoratore Alitalia in esubero ce ne sono
due che perdono il posto", dice il governatore. Quello che però la Regione
non deve assolutamente fare, almeno a giudizio del capogruppo di Sr-Pdl alla
Pisana Donato Robilotta, è "aprire un conflitto con il governo. Sarebbe un
grave errore se ciò avvenisse". "Al contrario - aggiunge Robilotta -
Regione ed enti locali dovrebbero collaborare col governo affinché il piano
messo a punto vada bene. Il governo Berlusconi sta cercando di salvare la
compagnia di bandiera che altrimenti nelle prossime ore sarebbe stata costretta
a portare i libri in tribunale e a licenziare tutti i suoi dipendenti. La
soluzione di Air France sarebbe stata una vera e propria svendita, avrebbe
trasformato l'Italia in uno scalo regionale di serie B e ci sarebbero rimasti
sul groppone tutti gli esuberi". Per Robilotta "il fatto che
imprenditori e banchieri di livello europeo e tutti vicini alla sinistra
abbiano deciso di partecipare alla cordata per tentare di salvare la compagnia
dovrebbe far riflettere gli esponenti del Pd che criticano l'operazione.
Regione, Provincia e Comune di Roma collaborino con il governo per la gestione
difficile della collocazione dei lavoratori in esubero evitando demagogia e populismo
perché negli ultimi anni nonostante la compagnia fosse già in crisi sono state
fatte migliaia di assunzioni". E intanto a Fiumicino i lavoratori Alitalia vivono con il fiato sospeso: "Negli ultimi
tempi ne ho viste e sentite di tutti i colori: per questo sono molto scettico -
dice un capocabina da 22 anni in Alitalia -.
Innanzitutto non si conosce ancora il numero effettivo degli esuberi tra il
personale di volo e, tra l'altro, non si sa neppure quando e come interverranno
su di noi". Di sicuro "il piano porterebbe ad un ridimensionamento
dell'azienda facendola diventare una compagnia regionale destinata, a mio
avviso, a scomparire entro due anni". "Vivo ciò che sta accadendo in
modo abbastanza distaccato: alla fine si fa l'abitudine a tutto - commenta
un'assistente di scalo da 13 anni in Alitalia -. Ma la
compagnia è sana e mi riferisco all'operativo voli". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
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N. 208 del
2008-08-31 pagina 6 Domani la proposta d'acquisto a Fantozzi A metà settimana
l'offerta per Air One di Redazione da Milano Il processo è avviato e, per
quanto irto di ostacoli, il cammino sarà spedito. Domani sarà il primo giorno
di Augusto Fantozzi commissario - nominato ma non ancora insediato -, e forse
già in giornata gli sarà consegnata la proposta d'acquisto elaborata da
Compagnia aerea italiana. L'advisor Intesa Sanpaolo e il neoamministratore
delegato Rocco Sabelli hanno già messo a punto i contenuti dell'offerta, alla
quale mancano solo pochi dettagli. L'esborso viene stimato in 300-350 milioni.
Parallelamante Cai sta continuando la trattativa con Carlo Toto per l'acquisto
di Air One. Qui il lavoro è un più indietro, e sono ancora in corso i colloqui
tesi a mettere nero su bianco un'offerta. Quest'ultima è attesa, grosso modo,
per metà settimana. Sullo schema di massima c'è intesa: e cioè Carlo Toto
venderà Air One alla newco. L'integrazione di Alitalia
e Air One è il presupposto di tutta l'operazione, e questo dà un fortissimo
potere contrattuale a Toto. Quest'ultimo dovrebbe incassare del denaro (si
ipotizzano 300 milioni), e versarne contestualmente una parte (forse 100) nella
newco; ma nulla è stato ancora definito nei dettagli, come
pure non si è stabilito il ruolo che potrebbe rivestire Carlo Toto nella Nuova Alitalia. Un punto spinoso è quello della flotta. Oggi Air One ha 57
aerei; una parte verrebbero ceduti, altri (insieme ai contratti di opzione
stipulati con Airbus) rimarrebbero in capo al gruppo Toto, che affitterebbe poi
le macchine ad Alitalia. Da lunedì, poi, comincerà anche la processione
nell'ufficio del commissario straordinario dei vertici delle società del gruppo
(Volare, Az Express, Az Servizi, Az Airport) che chiederanno, a loro volta,
l'ammissione alla procedura. Le prossime settimane saranno cruciali, perché la
capitalizzazione di Cai e l'avvio dell'operazione sono sottoposte ad alcune
clausole sospensive, prima fra tutte - già infaustamente sperimentata da Air
France - l'ottenimento di un via libera da parte dei sindacati. L'offerta
dovrebbe avere una validità di 45 giorni: tempi stretti, durante i quali
dovranno essere risolti i problemi relativi agli esuberi e ai nuovi contratti.
Non sarà un percorso indolore; ma se tutto andasse secondo gli auspici, in
ottobre potrebbe avviarsi l'integrazione e con il 1º gennaio potrebbe decollare
la Nuova Alitalia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
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2008-08-31 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
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2008-08-31 pagina 8 La Moratti boccia i summit inutili: "Il G8?
Superato" di Redazione Il sindaco di Milano chiude la rassegna di Cl:
"Ingiusto che otto Paesi decidano le sorti del mondo" nostro inviato
a Rimini "Il G8 è superato. Non si può pensare che in otto decidano sulle
sorti del mondo. Non ha senso che prendano decisioni su Paesi che non vengono
poi chiamati in causa". Non è un caso, infatti, che nelle sue ultime
"dichiarazioni" - stesso discorso vale per la Fao - "non sono
stati affrontati i problemi veri". Insomma, vi è una
"ingiustizia" da combattere, vi sono "egoismi nazionali da
superare". A parlare non è di certo il capo dei no-global. E la platea
ciellina forse apprezza anche per questa ragione. Di certo, le parole del
sindaco di Milano scuotono l'ultima giornata del Meeting. E da Letizia Moratti
giunge un affondo che spiazza un po' i presenti alla Fiera di Rimini.
"Condividere, senza isolarci". Oppure, "affrontare le sfide del
nuovo millennio da protagonisti". Gli slogan che scandisce saranno anche
altri. In linea con l'impostazione che avrà l'Expo 2015. Un'occasione da
cogliere, per "dare aiuto e assistenza concreta ai Paesi in via di
sviluppo". L'obiettivo, infatti, è quello di aiutare "milioni di
persone a vivere la propria vita e a scegliere il proprio percorso". La
priorità, infatti, non è la governance (la questione "si risolverà"),
ma il "progetto sociale". E non certo quello "infrastrutturale,
economico e immobiliare". Insomma, "o l'esposizione sarà così o non
sarà". Ecco perché l'Expo di Milano non avrà la sua "Torre
Eiffel", ovvero il suo "simbolo fisico". Figuriamoci una sorta
di Palazzo di vetro, in stile Onu, "esempio che non vogliamo". Il
percorso che verrà portato avanti nei prossimi sette anni, invece, mira a
creare "una rete concreta di solidarietà internazionale". D'altronde,
"i capi di Stato, di governo, vogliono progetti veri, concreti". Una
presa di posizione piuttosto netta, per il primo cittadino del capoluogo
lombardo, in vista del futuro evento, che non avrà comunque la pretesa di
sostituirsi al summit delle prime otto potenze mondiali. Ecco perché "si
sta già lavorando, con il ministro Frattini, per una reale collaborazione e far
sì che al prossimo G8", in programma alla Maddalena, "si elaborino
temi e progetti concreti". Ciò non toglie che, in ambito internazionale,
l'Expo possa e debba ricoprire un ruolo di primo piano, anche sul piano
diplomatico, alla luce dei 151 componenti (Italia esclusa) del Bie. Intanto, la
sfida dei "microprogetti" è già partita. Basti pensare che
"siamo al lavoro con circa 50 Paesi". Dal progetto eolico con il
Gibuti a quello solare con la Mauritania. Senza dimenticare la "fondazione
Alliance for Africa, costituita con il contributo di imprenditori milanesi,
Comune e Regione, che avrà a disposizione un budget di 10 milioni di
euro". E a proposito di finanziamenti per l'Expo, Moratti spiega che
"sulle opere connesse c'è già un impegno del governo per 8 miliardi, a
fronte degli 11 necessari". Dopo aver sottolineato poi che il sistema
aeroportuale dell'area sarà "strategico", visto
che "avremo 20 milioni di visite" - senza addentrarsi in commenti
sulla Nuova Alitalia - il sindaco assicura: "Lasceremo alla città alcune
eredità, come una piattaforma per i prodotti alimentari di nicchia o come la
città del gusto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
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2008-08-31 pagina 10 Liberazione promuove anche Mara A sinistra è gara allo
sdoganamento di Luca Telese da Roma Arriva lo sdoganismo, la malattia senile
dell'antiberlusconismo. Leggi su Liberazione la pagella di Silvio Berlusconi e
ovviamente fai un salto sulla sedia. È vero, sotto la direzione di Piero
Sansonetti il quotidiano di Rifondazione ama stupire, e questa estate ha
suscitato un putiferio almeno in altre due occasioni, ospitando un ritratto
caustico e revisionista di Enrico Berlinguer e difendendo un ex terrorista nero
come Pierluigi Concutelli quando è stato arrestato per una canna. Ma l'apologia
di Silvio Berlusconi ("Merita dieci, sta realizzando esattamente quello
che aveva promesso in campagna elettorale") ha un sapore diverso,
agrodolce, è l'effetto di una scossa che innesca ancora una volta il cortocircuito
del paradosso nella politica italiana. Sullo stesso quotidiano Giulio Tremonti
ottiene un altro voto semiserio, ma apologetico: "Nove. Capace di essere
contemporaneamente, alla stessa ora, su tre canali diversi. Capace di apparire
uno dei pochi anti-globalisti. L'unico negli ovattati salotti televisivi".
E il sei affibbiato a Ignazio La Russa fa da corredo, in realtà, a un giudizio
più che lusinghiero: "Da tempo non è più il rissoso fascista che è stato
in gioventù, nel suo partito altri hanno avuto meno coraggio di cambiare".
Insomma, lo spiazzamento di Liberazione non è un episodio isolato, e si
accompagna a tante altre professioni di gradimento. La futura deputata
democratica Marianna Madia parlò (in campagna elettorale!) di un "leader
che ascolto di più, da economista": era Tremonti. Con la singolare
coincidenza che il ministro dell'Economia, a sinistra, raccoglie i consensi dei
più radicali e dei più moderati. E alla corte di Enrico Cisnetto, un mostro
sacro del giornalismo italiano come Eugenio Scalfari si è prodotto in un elogio
impensato del ministro della Cultura: "Per come parla Sandro Bondi lo
incarterei e lo porterei a casa. Ma come fa a stare in quel partito?".
Proprio Bondi, uno che è nel mirino della satira più feroce. Giustamente Roberto
D'Agostino, riportando la notizia, ci ha sparato un'apertura del suo sito, vedi
alla voce "Sdoganamento". E che dire di Valentino Parlato, firma
storica de il manifesto? Di Berlusconi ha scritto: "Bravo il Cavaliere
sull'accordo Italia-Libia, gli altri governi non ci sono riusciti". Per
non parlare del piano Alitalia che
(sempre secondo Scalfari) "Non è una bufala ma...", e che ha diviso
mirabilmente la famiglia Colaninno. Il padre Roberto che spiega "non
potevo tirarmi indietro", e il figlio Matteo che lo critica. Certo,
Francesco Cossiga aveva detto, con una delle sue memorabili sentenze, che
Colaninno "è un imprenditore che ha il cuore a sinistra e il portafoglio a
destra", ma intanto era anche il capitano coraggioso di D'Alema, e
anche lì è sdoganamento. Così come è sdoganato Luca Barbareschi, elogiato da un
rifondatore di indubbio pedigree intransigente come Citto Maselli, così come è
sdoganata Mara Carfagna, difesa a sinistra dalle donne diessine (e ancora una
volta da Sansonetti) e invece criticata a destra da un opinionista come Filippo
Facci. Anche Gianni Alemanno è stato così sdoganato da creare una piccola
sotto-moda (lo sdogalemannismo), e addirittura un caso estivo, quando a
principe dei suoi sdoganatori si è autoeletto nientemeno che un ex premier progressista
come Giuliano Amato. Sdoganatissima per antonomasia è Giorgia Meloni, la
postmissina pura e dura che piace molto a sinistra, sdoganata da una ex
deputata di Rifondazione come Elettra Deiana ("È molto meglio di tante
donne di plastica del Pd"), sdoganata da un osso duro come Vincenzo Visco,
e persino sessualmente sdoganata da Paola Concia, unica deputata lesbo
dichiarata del Parlamento: "Che dire? La stimo, mi piace, tra le ministre
è l'unica che mi farei". Gettonatissima anche Roberta Polverini, leader
dell'Ugl che ruba metalmeccanici alla Cgil. Volendo ragionarci sopra, anche lo
"sdoganismo", come l'"antiberlusconismo", è figlio di un
gioco di specchi tra contrari esasperati, e quindi a suo modo un eccesso. È
come se, in un sistema che tende (a destra e a sinistra) alla demonizzazione
sistematica dell'altro, l'elogio singolare e leale dell'avversario fosse
l'unico modo per recuperare, di contrabbando, la giusta dimensione delle cose.
Un modo per far rientrare dalla finestra del galateo quello che esce dalla
porta del bipolarismo malato. Odiamoci pure. Ma con grande rispetto. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 31-08-2008)
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Paura l'altra
settimana Genova. I gabbiani continuano a essere un problema per l'aeroporto
Cristoforo Colombo. Nonostante le misure di sicurezza fossero attive, dopo
alcuni minuti dall'atterraggio - avvenuto in modo assolutamente regolare - del
"postale" dell'Alitalia, lo scorso 21 agosto l'incubo dei volatili si è materializzato
sopra i cieli di Genova. Alle 2,20, l'aereo Air Nostrum, vettore regionale
dell'Iberia, proveniente da Madrid con circa 80 persone a bordo - in ritardo
rispetto all'arrivo previsto per le 21,40 proprio a causa del tragico incidente
all'aeroporto madrileno di Barajas -, ha incrociato la traiettoria di
uno stormo di volatili mentre stava atterrando. Il pilota è riuscito a
concludere la manovra, ma l'aereo ha subito seri danni per l'impatto dei
volatili sulla fusoliera, sulle ali e sui motori. Tanto che il volo di ritorno
in Spagna, previsto per la mattina successiva, è stato cancellato per
effettuare controlli e riparazioni. "Lo stormo di gabbiani - sottolinea
Gabriele Campolucci, direttore operativo dello scalo genovese - non si è alzato
in volo dalla pista dell'aeroporto. I volatili stavano arrivando da chissà
dove. Sono andati a sbattere contro l'aereo a circa 2 mila piedi di
altezza". "Il pilota - aggiunge Gabriele Campolucci - ha affrontato
il problema seguendo le normali procedure di volo e non ha avuto bisogno di
lanciare un mayday". La presenza degli uccelli costituisce da sempre un
pericolo nello scalo genovese. Il sei agosto del 2004, per esempio, un Atr Alitalia in partenza per Malpensa era stato costretto a
rientrare dopo l'impatto con uno stormo di gabbiani e per ragioni di sicurezza
il volo era stato cancellato; un mese e mezzo prima un inconveniente analogo
era capitato a un airbus. Il 23 novembre dello stesso anno, invece, centinaia
di volatili si erano appollaiati a ridosso della pista, muovendosi intorno agli
aerei pronti al decollo. P. Cal. 31/08/2008.
( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
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ROMA "Nel piano
di salvataggio per l'Alitalia non ci sono aiuti di Stato". Lo afferma in un'intervista al
Messaggero il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, che chiede
poi responsabilità a tutte le parti coinvolte, pena un inevitabile fallimento.
La rassicurazione di Scajola arriva proprio nel giorno in cui il commissario
europeo Almunia ribadisce che la soluzione "per la compagnia, i
lavoratori, i passeggeri, deve essere compatibile con le norme europee".In
attesa del delicato incontro di domani con i sindacati, Maurizio Sacconi,
ministro del Welfare, conferma il totale sostegno del governo al neocommissario
Augusto Fantozzi e garantisce: "Non lo lasceremo solo".
( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
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L'INTERVISTA
Scajola fiducioso sul sì di Bruxelles richiama i sindacati: intesa o fallimento
"Alitalia, non ci sono aiuti di Stato"
Ma Almunia avverte: il piano rispetti le regole Ue. Sacconi: non lasceremo solo
Fantozzi.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE L'intervista Il segretario della Camera del lavoro: ha
sbagliato anche il sindacato Rosati, Cgil: Linate non si tocca Il sindaco mantenga
gli impegni con noi Guai a chi tocca Linate. L'avvertimento è di Onorio Rosati,
il segretario della Camera del lavoro milanese. Che stronca il piano per il
salvataggio di Alitalia. A partire da quanto prevede
per gli scali milanesi. Insomma, tutto da bocciare? "Era meglio di certo
la soluzione Air France, su cui a suo tempo sbagliarono in molti. Il governo di
allora, che ha lasciato sola Alitalia e l'ha costretta
a gestire la trattativa con il cappello in mano. E l'opposizione oggi al
governo, che invece di farsi carico dei problemi del paese ha preparato uno
spot elettorale. Ma ha sbagliato anche il sindacato, per poca lungimiranza e
coraggio". Nel merito, perché la bocciatura? "Si diceva che sarebbero
stati necessari forti investimenti per rilanciare la compagnia, ma la cordata
italiana mette all'incirca un terzo di quanto garantito da Air France. In
secondo luogo, l'eterogeneità della cordata. Terzo, il non
aver accollato alla nuova Alitalia né debiti né esuberi, con
la quasi certezza di far scattare le sanzioni Ue". Però ci sarà ancora una
Alitalia a solcare i cieli... "La nuova Alitalia non sarà
in grado di fronteggiare la concorrenza internazionale ". Ma disporre di
un vettore italiano non è importante? "Già si parla di acquirenti
stranieri. Ma soprattutto: non abbiamo sentito tutti gli amministratori
milanesi e lombardi parlare dell'assoluta necessità di Malpensa come hub? Ora
non è più importante? E le rotte? Quante ne torneranno su Malpensa? Formigoni
si contenta di qualche volo in più, ma qui si è seppellito Malpensa come
hub". Avete notizie sugli esuberi? "Gli esuberi saranno parecchie
migliaia". Il governo si è impegnato a trovare una soluzione... "Alla
faccia. Si parla di sette anni regalati tra cassa integrazione e mobilità. Io
penso ai lavoratori delle piccole imprese, che in condizioni di crisi questi
aiuti non li riceverebbero mai". Cosa pensa dell'annunciato
ridimensionamento di Linate? "Il sindacato si è impegnato con il Comune
sul piano di rilancio, ma non ha mai dato disponibilità per depotenziare o
peggio dismettere Linate. Su questo, saremo intransigenti. A luglio, su mia
precisa richiesta, il sindaco Moratti ha garantito il suo massimo impegno
contro questa ipotesi. Ora sento che chiede un tavolo e ammette la possibilità
di un declassamento: questo non era nei patti . Meglio Penati, che ha da subito
difeso il Forlanini. Un po' meno bene quando ricorda che anche all'estero si è
assistito all'intervento dello Stato: ma sempre per investire, mai per pagare i
debiti". Sindacalista Il segretario della Camera del lavoro, Onorio
Rosati, boccia senza appello il piano Alitalia Marco
Cremonesi.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Pdl e Lega alla Moratti: troppi casi aperti Rimpasto,
macchina comunale e aeroporti. I lumbard: squadra da ritoccare. FI: serve un
confronto Frena il ministro Ignazio La Russa: noi non chiederemo di cambiare.
Udc: ci sono altre priorità Non solo Expo e Alitalia. I partiti di maggioranza incalzano Letizia Moratti, che al suo
rientro dalle vacanze dovrà anche gestire alcune situazioni rimaste in sospeso
in questi mesi. Lo dice in modo diretto il capogruppo della Lega, Matteo
Salvini: "Abbiamo avuto l'Expo e ci siamo ripetuti per mesi che avremmo
avuto bisogno di una marcia in più. Si deve cominciare da una revisione
della squadra di giunta, il sindaco non può gestire tutte le importanti deleghe
di cui si è fatta carico, a partire dal Bilancio per arrivare alla
Cultura". Salvini cita un altro caso: "La macchina comunale in questi
anni ci ha dato molti problemi. Ora siamo anche senza city manager. Mi chiedo
se sia già stata trovata una soluzione alternativa per evitare un'altra fase di
stallo burocratico". IL riferimento è alle dimissioni di Piero Borghini,
direttore generale, che da luglio ha lasciato Palazzo Marino: dimissioni
nell'aria da parecchi mesi, cui non ha fatto seguito la nomina di un sostituto,
anche se candidata naturale al posto di numero uno della struttura comunale
pare essere l'attuale vice, Rita Amabile. Forza Italia la vede dal punto di
vista politico: "Crediamo serva una fase di rilancio - azzarda il vice
commissario cittadino Maurizio Lupi - conclusa la fase dell'acquisizione
dell'Expo. Serve un momento di confronto degli alleati su diverse questioni: da
Malpensa ai risultati dell'operazione Ecopass, dalle posizioni scoperte in
giunta alla riorganizzazione della macchina comunale. Su tutto questo,
chiediamo un confronto al sindaco, anche per ascoltare le sue proposte".
Il segretario regionale azzurro, Guido Podestà, ricorda anche la questione
degli islamici: "Abbiamo lavorato tutti insieme per cercare una soluzione
di buon senso che conciliasse il diritto di culto alla richieste di sicurezza e
ordine dei residenti. Non vanifichiamo il lavoro fato". Stesso discorso vale
per l'Expo: "Sono passati molti mesi dal 31 marzo - ricorda Podestà - e
questa lunga attesa sarà comprensibile soltanto se giungeremo ad una soluzione
adeguata e condivisa ". Ottimista il ministro e leader di An, Ignazio La
Russa: "Non sarà An a chiedere il rimpasto, perché ci fidiamo della
capacità della Moratti di valutare se e fino a quando sarà in grado di farsi
carico di tutte le deleghe, compresa la Cultura, di cui si sta occupando
finora. Un momento di confronto fra i partiti, tuttavia, è sempre utile - conclude
La Russa - anche per organizzare bene i prossimi passaggi politici". Il
capogruppo dell'Udc, Pasquale Salvatore, difende la Moratti "perché
c'erano priorità di cui occuparsi", ma invoca collegialità: "Sono
certo che il sindaco saprà ora occuparsi di tutti gli altri problemi, insieme
ai partiti di maggioranza". Il sindaco Letizia Moratti si confronta con
gli alleati sui nodi politici dopo le vacanze. La richiesta è: più dialogo
Elisabetta Soglio.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-31 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE E i sindacati: prima il piano, poi discutiamo
di esuberi Alitalia, Almunia avverte "Rispettare le regole Ue" ROMA - Su Alitalia Joachim Almunia, commissario europeo agli Affari economici,
avverte: "Rispettate le regole Ue". E i sindacati: "Prima il
piano, poi discutiamo gli esuberi". ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro e de Feo.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num:
- pag: 5 categoria: BREVI Il confronto con Cgil, Cisl e Uil Giovedì o al più
tardi venerdì dovrebbe tenersi l'incontro su Alitalia del
governo con i leader della Cisl Raffaele Bonanni, della Cgil Guglielmo Epifani
e della Uil Luigi Angeletti (da sinistra nella foto).
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num:
- pag: 6 categoria: BREVI Stampa estera La "Faz" La Frankfurter
Allgemeine Zeitung critica la soluzione ideata dal governo Berlusconi per il
salvataggio Alitalia definendolo "scandaloso" "Les Echos" Nell'edizione
online "Les Echos" dice che la Cai sarà "modesta".
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE La cordata Gli industriali in campo per il salvataggio La sinistra,
Colaninno e la sindrome "tradimento" SEGUE DALLA
PRIMA Ma il decollo della cordata per l'Alitalia molti
bocconi amari, a sinistra, li ha fatti andare giù. Così sono entrate in azione
le colubrine. Il quotidiano di Rifondazione comunista, "Liberazione
", non ha esitato a bollare Roberto Colaninno come fosse il Gordon Gekko
del film "Wall street ". "Cannibale di aziende con il
favore dei governi": e chi si sognasse di ammorbidire l'ala estrema del
sindacato sventolandogli sotto il naso la faccia buona del "capitano
coraggioso" di sinistra, è avvertito. E che dire del "Riformista
", che ha decretato con l'Alitalia l'ennesima
sconfitta di Walter Veltroni? Senza pietà: "Walter resta solo? Il gotha
del capitalismo non è più democrat e si è messo a fare affari con Berlusconi.
Il Pd perde la dote di Prodi". Vecchi fantasmi, con le facce di Colaninno,
Corrado Passera e magari quella di Augusto Fantozzi, dieci anni fa ministro con
Prodi e poi nella Margherita. Gli stessi fantasmi che fecero capolino quando si
profilò una sorprendente alleanza d'affari fra l'editore di
"Repubblica" Carlo De Benedetti e Silvio Berlusconi. E a sinistra
scoppiò un putiferio tale che l'operazione saltò. Ma forse adesso c'era da
aspettarselo. Tanto più dopo che è apparso chiaro l'imbarazzo di un ministro
ombra del governo ombra del Pd, Matteo Colaninno, nientemeno figlio del
presidente della società (la Cai) che tenterà la missione impossibile sulla
quale Silvio Berlusconi si è giocato la faccia e la campagna elettorale. Cioè,
salvare L'Alitalia strappandola alle grinfie dello
straniero (anche se a spese nostre). Un accidentale quanto fastidioso conflitto
d'interessi che perfino un "laico" come il parlamentare del Pd Nicola
Rossi non ha mancato di sottolineare in un intervento su Europa. E fosse
soltanto il figlio, ma si dà il caso che Matteo abbia avuto importanti
incarichi nella Confindustria ora di Emma Marcegaglia, anche lei nella cordata,
e condivida pure le attività imprenditoriali di suo padre, l'uomo che sotto lo sguardo
benevolo di Massimo D'Alema guidò nove anni fa la razza padana all'assalto di
Telecom Italia. Roberto Colaninno, allora, un traditore? Dice Rossi:
"Colaninno è un imprenditore. Ce ne fossero, come lui, anziché come alcuni
suoi colleghi che vengono richiesti dalla politica e accettano senza
condizioni, in modo da poter poi chiedere qualcosa in cambio. Per La Compagnia
aerea italiana presenterà domani la sua offerta per acquistare Alitalia come lo conosco io, l'ultima cosa che gli è passata
per la mente è la vicinanza a questo o quel partito politico". Già. Al
direttore di "Repubblica ", Ezio Mauro, Colaninno ha confermato la
propria fede politica nella sinistra riformista. Ma come non tutti i suoi
compagni di scalata erano della stessa parrocchia, non è che Colaninno si sia
fatto tanti problemi quando regnava il centrodestra piuttosto che il
centrosinistra. Vero è che l'imprenditore mantovano abbandonò Telecom Italia a
Marco Tronchetti Provera subito dopo l'arrivo di Berlusconi al governo
(soltanto una coincidenza?). Ma ricordate quando la Fiat era così in crisi che
Giulio Tremonti pensava seriamente a un intervento dello Stato per il
salvataggio? Colaninno propose un suo piano e se gli avessero dato fiducia
forse ora ci sarebbe lui al posto di Sergio Marchionne. E ricordate quando il
governo Prodi stava lavorando per vendere l'Alitalia?
Anche in quella circostanza si parlò di un interesse, mai smentito, di
Colaninno. Ma nella piccola cordata che allora, sotto l'egida del
centrosinistra, si stava formando per affiancare l'Air France, e di cui
avrebbero fatto parte Matteo Arpe e Alfio Marchini, il suo nome non c'era. E
Corrado Passera è forse un altro traditore? A definirlo tale basta forse
ricordare che era stato nominato capo delle Poste dal primo governo di
centrosinistra? Oppure che è al timone dell'istituto presieduto da Giovanni
Bazoli, il banchiere più vicino a Romano Prodi? O ancora, che nell'ottobre 2005
si trovò in fila ai gazebo dell' Ulivo (come il suo collega di Unicredit
Alessandro Profumo, che invece ha preso le distanze dall' operazione Alitalia) per votare alle primarie che incoronarono Prodi?
Certamente non è un mistero che Passera abbia lavorato per una soluzione
italiana da tempo, prima che le elezioni fossero all'orizzonte, e contrastato
fino alla fine l'operazione Air France sostenendo la fusione con AirOne. E
questo contro la linea scelta dal governo di centrosinistra. Non è nemmeno un
mistero che l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo nell'ultimo anno abbia
riscosso sempre maggiori consensi, al punto da finire nella short list per i
candidati al posto di ministro dello Sviluppo economico nel governo Berlusconi.
"Questa dei traditori mi pare una polemica assurda", sentenzia il
parlamentare Nicola Latorre, ritenuto punta di diamante del fronte dalemiano.
"Non vedo perché un imprenditore, o un banchiere, che venga investito da
un governo, sia pure con modalità discutibili, di un compito per rendere un
servizio al Paese, debba essere criticato. E' evidente che questi fanno soltanto
il loro mestiere. Il giudizio politico sulla scelta resta negativo, ma certo
non si può caricare sulle spalle di chi partecipa alla cordata". Sergio
Rizzo.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num:
- pag: 6 categoria: REDAZIONALE La nuova Alitalia Le sfide
della rete all'estero Per Italo Bocchino del Pdl, la soluzione trovata
permetterà alla compagnia di avere anche un ruolo internazionale Gianni Letta,
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si augura che "sia la volta
buona" o "sarebbe un brutto segno".
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE La "Frankfurter Allgemeine Zeitung" Il quotidiano:
operazione insolente Accuse dalla Germania: salvataggio scandalo FRANCOFORTE -
Per il quotidiano conservatore "Frankfurter Allgemeine Zeitung", il
piano "sfacciato" per salvare Alitalia ricorda molto il modo di agire che nel codice civile è descritto
come "bancarotta fraudolenta". Le parti buone della società vengono
vendute mentre i debiti, i dipendenti in eccesso e altri problemi restano
indietro. Per non far sorgere uno scandalo, alla fine il governo italiano dovrà
saldare i conti ma questi pagamenti "non sono altro che nuove,
gigantesche sovvenzioni per la nuova aviolinea monopolista italiana - uno
scandalo d'altro tipo, di dimensione europea". In pratica il piano
somiglia "ai principi dell'economia statalista, che potrebbe provenire da
un programma dei sindacati o da un libro di testo di economia comunista".
La Faz lamenta anche che per proteggere la nuova compagnia dalle asperità del
mercato, la si fonde con "l'unico concorrente privato importante, vale a
dire Air One". Che dispone del "monopolio sulla tratta più utilizzata
sulla Milano-Roma ". E vuole chiudere Linate, per impedire così "che
ai milanesi venga in mente di volare in America via Francoforte o Londra con la
concorrenza estera". Facendo convergere il traffico su Malpensa, dove
possono utilizzare "l'aviolinea di bandiera ". Il commento della Faz
in Italia non è piaciuto. Il vicecapogruppo Pdl alla Camera, Italo Bocchino, ha
replicato che probabilmente il quotidiano tedesco, "anziché un'Alitalia rilanciata, forte e pronta a sfide internazionali,
avrebbe preferito una svendita, magari a Lufthansa con la colonizzazione della
nostra compagnia di bandiera. Il giornale tedesco dà l'impressione di essere
statalista in Germania e liberista solo in casa altrui". D'altra parte il
quotidiano di Francoforte sembra aver dimenticato che, proprio in Germania la
sola banca pubblica Ikb sull'orlo del fallimento, appena acquisita da Lone Star
(con la consulenza di Mediobanca e di Hsbc) ha pesato sui contribuenti tedeschi
per 9 miliardi di euro. Per non parlare di altre banche pubbliche coinvolte nei
subprime. Inoltre, proprio il governo di Berlino ha appena varato un disegno di
legge per avere un veto sugli investimenti dei fondi sovrani superiori al 25%
in industrie strategiche. E anche Lufthansa, a suo modo, è protetta. Da una
legge apposita - la Luftverkehrnachweissicherungsgesetz - la quale prevede che
il 76% degli azionisti di Lh debbano essere tedeschi, altrimenti il gruppo perde
vari diritti di volo e di atterraggio. Ma forse la difesa di Faz arriva perché
Lufthansa si trincera dietro a un enigmatico "no comment". Non
commenta come intende sopperire alla partnership con Air One; o i numerosi
contatti con il presidente della newco Roberto Colaninno. L'unica cosa che
Lufthansa ammette è l'indistruttibile "interesse" per il mercato
italiano. Marika de Feo.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num:
- pag: 5 categoria: BREVI E i politici L'economista del Pd Nicola Rossi:
attenti ai conflitti d'interessi Antonio Di Pietro, Italia dei Valori: per
salvare Alitalia, un decreto-truffa Pier Luigi Bersani, ministro ombra Pd per
l'Economia: "imprenditori con la pistola alla tempia".
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE La normativa Tabacci e Morando attaccano: monopolio Roma-Milano L'operazione Alitalia dà a un gruppo di imprenditori una posizione di monopolio soprattutto
sulla rotta Milano-Roma: lo ha affermato Bruno Tabacci, deputato Udc, a margine
di un dibattito alla Festa Democratica nazionale di Firenze. "Si devono
chiamare le cose con il loro nome - ha detto - questo non è il salvataggio di Alitalia, ma il trasferimento dei suoi asset positivi, fusi con
AirOne, a un gruppo di signori i quali pensano di gestire in una condizione di
sostanziale monopolio in particolare la tratta Milano-Roma, quella più
redditizia per il core business del trasporto aereo in Italia". E per
Enrico Morando, coordinatore del governo ombra del Pd, oltre al monopolio
l'operazione Alitalia ha un costo enorme per i
contribuenti. "Il governo Berlusconi ci offre una soluzione che rispetto a
quella prospettata dal governo Prodi costa al contribuente italiano una
quantità enorme di risorse e scarica direttamente sullo stato una quantità
enorme di esuberi". Bruno Tabacci.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6
categoria: BREVI I paletti europei Il commissario europeo agli Affari
economici, Joaquin Almunia (nella foto) ieri in Italia ha ricordato che
l'operazione per la nuova Alitalia va fatta nel
rispetto delle norme che vietano il ricorso ad aiuti di Stato.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5
categoria: BREVI Gli imprenditori Roberto Colaninno sarà presidente della
Compagnia aerea italiana Gilberto Benetton, con Atlantia, sarà fra i primi
azionisti della nuova Alitalia Augusto
Fantozzi sarà commissario liquidatore di Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num:
- pag: 5 categoria: BREVI I giornali "Liberazione" ha attaccato
Colaninno. "Il Riformista" ha decretato con Alitalia l'ennesima
sconfitta di Veltroni Nicola Rossi "L'idea che possano esserci
imprenditori amici e non amici è alla radice di alcuni fra gli errori più
clamorosi della sinistra".
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE I sindacati: esuberi? Prima il piano Brunetta: niente
ammortizzatori nel pubblico. Vertice a Palazzo Chigi Lo stop dei piloti: siamo
già sottopagati. Domani il ministro del Welfare Sacconi riceve le categorie
ROMA - Quando al quartier generale della Cgil, mezzo deserto per le vacanze, è
arrivato il testo del decreto Scajola che riforma la legge Marzano, in molti
hanno strabuzzato gli occhi. Una mano sapiente, presumibilmente quella del
ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, vi ha inserito pari pari un pacchetto di
norme che i sindacati erano riusciti a stralciare dalla legge Biagi. Si tratta
delle regole che consentono al venditore e all'acquirente, in questo caso al
commissario Augusto Fantozzi e alla newco, di negoziare il passaggio dei rami
d'azienda e persino dei singoli lavoratori da una società a un'altra. "Un
insieme di norme - spiega Mauro Rossi della Filt-Cgil - che senza neppure il consenso
dei dipendenti, da solo, è capace di polverizzare un'azienda. Altro che
spezzatino! ". E' con questo stato d'animo che il maggior sindacato si
affaccia oggi alla prima convocazione del governo Berlusconi, presso il
ministero del Lavoro, sul caso Alitalia: "Pensano
che non abbiamo alternative alla firma se non il fallimento? - attacca Rossi -
Si sbagliano: sottoscrivere un piano simile equivale a far fallire
l'azienda". Parole grosse, buone per iniziare una trattativa su posizioni
d'intransigenza, ma che dovranno poi essere messe alla prova. Fanno eco i
piloti dell'Anpac che già da ora si dichiarano pronti allo sciopero. "Se
il piano è quello che ho letto sui giornali - dichiara il presidente Fabio
Berti - non ci siamo". La sensazione è che i tre sindacati confederali
finora abbiano lasciato campo libero all'advisor ricevendo in cambio
informazioni di massima circa l'assetto del piano. Il fatto che due dei
"generali", Guglielmo Epifani (Cgil) e Raffaele Bonanni (Cisl) siano
ancora impegnati all'estero, il primo a Denver, il secondo in Cile, ha creato
una sorta di sospensione destinata a concludersi a metà della prossima
settimana quando i tre saranno ricevuti a Palazzo Chigi. Le posizioni dei tre
sindacati è diversificata. Per una Cisl propensa a trattare e una Uil che
assicura che gli esuberi sono solo 2 mila, c'è una Cgil molto irritata. Il
pacchetto di norme elaborato dal governo di per se stesso rischia di diventare
materia di uno scontro molto duro, più complessivo. Il sindacato di Epifani
rischia poi di ritrovarsi a essere l'unico baluardo concreto al piano già
bocciato da un'opposizione che però appare priva di strumenti di pressione. Già
altre volte, sotto il governo Berlusconi, la Cgil ha fatto mancare la propria
firma (Patto per l'Italia). Ma qui c'è in mezzo il destino di 18 mila
lavoratori. Sacconi spera che gli esuberi siano meno di 5 mila, ma la mappatura
delle eccedenze è tutta da completare. Resteranno tutti in Alitalia i 3 mila lavoratori dell'handling che si uniranno al migliaio di
AirOne? O quelli operanti sugli scali minori seguiranno le esternalizzazioni?
Della manutenzione si sa per certo che la "line", circa 500 persone,
resterà in Alitalia. In bilico ci sono la "light", altre 700 persone, la
manutenzione motori (450), quella pesante (400). Mentre è incerta la
vendita dell'Atitech (800) a Finmeccanica. In uscita dal perimetro sarebbero
poi le attività di informatica e amministrazione (1.000) e i call center (300).
Escluso l'handling, gli esuberi di terra potrebbero essere circa 2.350. Quanto
al volo, i sindacati conteggiano circa 2.500 esuberi, tenendo conto però anche
del personale precario. "Se così fosse non saremmo lontani dal piano Air
France" dice Rossi. La prospettiva di un ricollocamento in imprese private
non tranquillizza nessuno. La sostiene invece il ministro della Funzione
pubblica, Renato Brunetta, che esclude ingressi nella pubblica amministrazione:
"Se fossi un' azienda privata - ha detto ieri prenderei volentieri questi
dipendenti Alitalia: ce ne sono molto qualificati e
spesso bilingue ". La Cgil e la Marzano La Cgil è contro alcune modifiche
della Marzano volute da Sacconi I "no" dei piloti Berti (Up): se il
progetto è quello uscito sulla stampa, non ci siamo Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-31 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Almunia: rispettare le regole Ue Domani si presenta l'offerta. A
Sabelli le deleghe della Newco Air France avrebbe il 20% circa con un apporto
di 100-150 milioni. Sacconi: Fantozzi non sarà lasciato solo dal governo ROMA -
"Spero che si trovi una soluzione: serve una soluzione buona per la
compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori e che sia compatibile con le
regole europee". A metà tra il monito e l'auspicio, l'intervento
del commissario europeo agli Affari economici e monetari, Joachim Almunia, ieri
su Alitalia, ricorda, se mai ce ne fosse bisogno, che il faro dell'Ue è
puntato sull'"operazione Fenice". Ieri non c'è stata la presentazione
dell'offerta da parte della Compagnia aerea italiana (Cai), cioè i 16 soci
intenzionati a rilevare Alitalia. Il commissario Augusto Fantozzi, appena nominato da
Berlusconi, sarà nella possibilità di riceverlo a partire da domani. Intanto,
in un incontro tenutosi venerdì scorso tra l'amministratore delegato di
Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera, l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, e il
presidente "in pectore" di Alitalia, Roberto
Colaninno, sono state definite le deleghe. All'imprenditore della Piaggio
andranno quelle alle relazioni esterne e istituzionali, a Sabelli tutte le
altre. Ai 16 soci attuali potrebbe presto aggiungersi la banca Morgan Stanley.
Mentre a metà settimana è prevista l'adesione di Air France-Klm con un apporto
tra i 100 e i 150 milioni e una quota intorno al 20%, oltre all'impegno a
rivedere gli accordi commerciali già in atto. L'offerta di Cai, che ancora ieri
era in via di definizione, dovrebbe aggirarsi sui 300-350 milioni ed è riferita
a una serie di asset di Alitalia che dovranno essere
scorporati. Il decreto Scajola, che ha riformato la legge Marzano, ricomprende
nella ristrutturazione anche "le imprese partecipate che intrattengono in
via sostanzialmente esclusiva rapporti contrattuali" con l'azienda
commissariata. Le situazioni andranno vagliate caso per caso. E già suscita
qualche perplessità il destino di Ams, la società di manutenzione motori
controllata al 60% da Alitalia e al 40% da Lufthansa.
Sarà comunque un perito indipendente, nominato dal ministro dello Sviluppo
economico, Claudio Scajola, a valutare a sua volta gli asset e fissare un
prezzo di mercato al di sotto del quale non si potrà scendere. La proposta
avanzata per l'acquisto avrà una durata di 45 giorni, dunque, se l'offerta
verrà presentata domani, entro l'8 ottobre si saprà se l'operazione è andata in
porto. Soltanto dopo che l'offerta sarà stata accettata, i soci procederanno
alla trasformazione di quella che oggi è una srl in una spa con un miliardo di
capitale. In quel momento Carlo Toto, in quanto presidente di Air One, potrà
conferire gli asset della propria azienda, valutati in circa 300 milioni, una
parte dei quali (100 milioni) reinvestiti in Alitalia.
"Il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi non
sarà lasciato solo dal governo" ha detto ieri il ministro del Lavoro,
Maurizio Sacconi. Il ministro ha poi spiegato che domani l'incontro con i
sindacati si aprirà proprio con una relazione di Fantozzi sullo stato di Alitalia. E un augurio arriva anche dal sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, Gianni Letta: "Deve essere la volta buona - ha
affermato a proposito di Alitalia -. Se non lo fosse
sarebbe un pessimo segno". Ma l'opposizione attacca. Scatenato il leader
dell'Idv, Antonio Di Pietro, critico sui contenuti del decreto del governo, e
in particolare sulla possibilità di vendere asset "a trattativa privata,
cioè nel chiuso di una stanza come se fosse roba propria", e su
"l'esonero di responsabilità degli amministratori e dei sindaci di Alitalia ". Rocco Sabelli A. Bac. Vota sul piano di
salvataggio della compagnia aerea su Corriere.it.
( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ALESSIA MARANI
"A Fregene? Ci vanno i "finti". Quelli che non hanno mai visto
il mondo fuori dai Parioli e da Collina Fleming. Quelli che se non c'hanno la
borsa griffata e i capelli messi in piega pure sotto il sole, si mettono a
piangere...". Erica e Vanessa, 21 e 22 anni, studentessa della Garbatella
a Roma Tre, la prima, e cameriera in un pub la seconda, di Spinaceto, non hanno
dubbi: "Preferiamo Ostia perchè è più vicina, ci si diverte come pazzi, è
più "vera"". "Ci veniamo fin da quando eravamo ragazzine -
raccontano sistemandosi costumi e pareo sul lettino in riva al mare - Quando
finiva la scuola, noi il giorno dopo eravamo già qua. Allora prendevamo il
trenino, oggi ci vanno solo pischelli e vu' cumpra'". Chi approda al
"mare de' Roma" arriva dall'Eur e dal Torrino, da San Giovanni e San
Paolo oppure dalla più lontana Casilina, il versante Est collegato dal
Raccordo, da Acilia e Casalpalocco. Un piccolo mondo eterogeneo che d'estate fa
il pendolare al contrario: dal centro al litorale, seguendo la pista verso la
spiaggia più congeniale. "Già perchè se d'inverno è impossibile cambiare
colleghi, amici e stile di vita - racconta Angelo, 30 anni, istruttore di nuoto
a Fonte Meravigliosa - a Ostia basta cambiare spiaggia per trovare un altro
universo". Insomma, giusto il tempo di infilare nella borsa asciugamano e
ciabattine (guai alle scarpe chiuse per gli ometti e ai tacchi per le donne,
"roba da tardoni"), salire in macchina o in sella a uno scooter ed
eccolo il mare che ti strizza l'occhio da dietro la Rotonda o che ti saluta
calmo e azzurro dalla passerella del Pontile, in fondo alla via del Mare.
Eccola l'illusione dei Caraibi a due passi da casa. Eccole quelle ore in cui
puoi staccare da tutto e da tutti, anche se tutto e tutti sono a portata di
mano nel giro di mezz'ora e se domani torni al lavoro, se la scuola è appena
finita o se le ferie te le farai tra un mese. O se non te le farai per niente. "Questa
è Ostia - racconta Simone, 28 anni, alto, fisico asciutto, appena terminata
l'ennesima sfida sui campi di beach (volley) - un tuffo, una partita, un'oretta
sul lettino a cuocere al sole, quattro chiacchiere con gli amici, poi via a
casa. Guai a stare fermi". A Ostia si arriva senza tanti fronzoli, senza
stare troppo a pensare a come vestirsi, a che cosa indossare, "anche se
ognuna di noi, nella sua semplicità - dice Elena, 32 anni, account in una
società del centro storico, mentre sorseggia l'immancabile granita insieme a
Simo, Robi e Federica sulla riva de "La Spiaggia" sul lungomare
Vespucci - ci tiene tantissimo, magari con un unico chiodo fisso: buttare giù
la pancetta, bandire quei grammi in più sui fianchi, perché per Ostia, la
sportiva per eccellenza, ci si prepara tutto l'anno. E guai a sfigurare".
Ed eccoli, ovunque, fazzoletti di spiaggia trasformati in arene da beach
volley, beach tennis, beach soccer. C'è Martina, 18 anni, di Mostacciano,
capelli biondocenere raccolti in due lunghe treccine, hot pants jeans e Superga
argentate ai piedi, che ondeggia sulla passerella di legno del
"Corallo" come fosse già una piccola stella, su quella stessa pedana
dove tante volte ha camminato anche la bella Ilary Blasi. Ai piedi Superga, All
Star vintage, infradito hawaiane: tra le giovanissime sono il must. Roberta e
Claudio, titolari dello stabilimento, per i loro clienti preparano un buffet di
frutta e verdura. Avevano anche preparato l'aperitivo al tramonto. "Ma a
Ostia quest'uso non è mai decollato". Forse perché è l'ora migliore per
giocare e allenarsi: "Questa spiaggia è la nostra palestra - spiega la
campionessa di beach volley Daniela Gattella, ravennate adottata al Lido - c'è
tutto, sembra di stare in un villaggio vacanze". E poi non può mancare
l'intramontabile pizza rossa, calda di forno e messa nello zaino. A Ostia non
si nega a nessuno. Emanuela e Arianna, due amiche della
Casiliana e dell'Infernetto, salutano allegre da dentro l'acqua con indosso
enormi cappelli da cow-boy. "A Fregene - dice il loro amico Mike, 35 anni,
dipendente Alitalia - il bagno nemmeno te lo puoi fare. Ma che ce vai a fa'?".
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-31 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Autunno caldo Brunetta: doppio lavoro senza pagare tasse è evasione
L'Europa: crescita molto, molto lenta Angeletti: statali, accordo o sarà
sciopero # Ma il commissario Ue Almunia non è pessimista: un segnale positivo
il rallentamento dell'inflazione ROMA - Non è pessimista, visto che
l'inflazione sta rallentando e l'economia non è in recessione, ma nei prossimi
mesi "dovremo affrontare una crescita molto, molto bassa ". Il
commissario europeo agli Affari economici Joaquin Almunia, partecipando alla
cerimonia di consegna del premio Capalbio, prevede dunque un autunno piuttosto
difficile con i governi alle prese da una parte con la chiusura delle loro
finanziarie e dall'altra con una economia che non accenna a scuotersi dal
torpore. Il commissario europeo, conversando con i giornalisti, ammette di aver
incontrato diverse volte il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e di
apprezzare l'idea di aver allungato gli obiettivi dei conti pubblici per i
prossimi tre anni. "La strada è quella giusta - ha commentato - certo ora
si tratta di applicare gli obiettivi annunciati e spero che il governo ci riuscirà".
Ottimista anche sul futuro della nostra economia: "L'Italia può ritrovare
una crescita positiva e buone opportunità di lavoro ". L'autunno però
sembra difficile non solo per la crescita ma anche per i molti problemi con le
parti sociali. Che si vanno sovrapponendo sempre di più. Domani comincia la difficile partita degli esuberi Alitalia e martedì
ci sarà la ripresa del confronto con Confindustria per il rinnovo del modello
contrattuale. Senza contare il diabolico gioco a scacchi sugli Statali che rischia
di saltare da un momento all'altro. A lanciare l'allarme è il segretario
generale della Uil Luigi Angeletti che ieri non ha escluso uno sciopero
generale del pubblico impiego "se presto non sarà raggiunta una
intesa con il governo". La discussione che il sindacalista spera di
riprendere al più presto con il ministro della Funzione pubblica Renato
Brunetta "deve essere incentrata sulla definizione di un nuovo sistema di
incentivazione perché i soldi che ci hanno tolto ce li devono ridare con modalità
diverse". Angeletti affronta anche il capitolo del nuovo modello
contrattuale. Il sindacalista è d'accordo con il suo collega della Cisl
Raffaele Bonanni e con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi a chiudere
l'intesa entro settembre. E paventa uno scenario apocalittico. "Senza
accordo - sostiene - il sistema di relazioni industriali degenererà con
velocità impressionante, non ci sarà più il contratto nazionale, nè nessuna
regola, la rottura sarà definitiva". Definisce "stupido" chi pensa
di poter rinunciare ad un accordo e chiede a tutti uno sforzo per accelerare i
tempi. Il ministro Brunetta intanto non perde occasione per punzecchiare i
lavoratori, questa volta i "furbi ". "Se il doppiolavorista non
paga le tasse è un evasore fiscale", dichiara in una intervista alla
rivista Pontifex, per denunciare il fenomeno diffuso del doppio lavoro in nero.
Roberto Bagnoli.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-31 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti Le banche americane e i nostri
pericoli I l capitale proprio serve alle banche non solo per coprire eventuali perdite
della gestione, ma anche come garanzia a fronte dei rischi impliciti
nel-l'attività creditizia e finanziaria. La crisi in atto da 14 mesi sta
accrescendo il fabbisogno di capitale non solo perché le perdite attese
aumentano (il Fondo monetario internazionale è arrivato a stimarne per 1.200
miliardi di dollari), ma anche perché le banche centrali si sono convinte che i
rischi meritano ben altra copertura; diversamente, si dovrà ridurre l'attività.
Non aver affrontato prima il problema ha costretto banche centrali e governi a
clamorosi salvataggi a spese dei contribuenti, con ciò smentendo i propri
proclami liberisti. Quando gli Usa nazionalizzano colossi come Freddie Mac e
Fanny Mae, gli aiuti di Stato italiani all'Alitalia fanno sorridere. Quando l'americana Merrill Lynch trasferisce
alla filiale inglese 29 miliardi di dollari di perdite così da non pagare tasse
a Londra per 60 anni, ci si dovrà pur chiedere se il salvagente della Federal
Reserve per le banche d'investimento non aggiunga la beffa al danno. è
forse per questo che, al summit di Jackson Hole, Mario Draghi ha indicato un
nuovo obiettivo del Financial Stability Forum: rafforzare le misure generali
anticrisi a livello nazionale e sovranazionale così da permettere di fallire
anche alle grandi istituzioni finanziarie in crisi senza mettere in pericolo il
sistema. Accadesse, sarebbe una svolta radicale: in nessun grande paese, ora,
si sta lasciando fallire una grande banca. L'imperativo di Draghi ricolloca il
liberismo nella trincea della regolazione forte dopo le illusioni
dell'autoregolazione degli operatori. Già nel 1913, il futuro giudice della
Corte Suprema, Louis Brandeis, criticava le banche d'investimento di Wall
Street, vertice oligopolistico del sistema, quali generatrici di conflitti d'interesse
pervasivi e dannosi per la democrazia prima ancora che per l'economia.
Lavorando con i soldi degli altri in misura infinitamente superiore alle altre
imprese, la banca non può ambire alla stessa libertà e la società non può
affidarsi alla sola buona volontà dei banchieri. Servono una ferrea
regolamentazione e penetranti controlli. Nel 1933 gli Usa arrivarono a scindere
le attività bancarie commerciali da quelle d'investimento e costituirono la
Sec. Oggi, ai fini della stabilità, si pensa di dominare l'intimo conflitto
della banca che raccoglie denaro per prestarlo a proprie partecipate
aumentandone i requisiti patrimoniali. Nel 2007 i gruppi bancari italiani
avevano mezzi propri per 177 miliardi di euro a fronte di attività totali per
2767. Quasi tutti sono in regola. Ma Draghi ora ammette, parlando del mondo,
che Basilea II non basta. Certo, 177 miliardi equivalgono a un terzo delle
attività finanziarie o al 10% dei crediti. Ipotizzare perdite di eguale importo
sembra fuori dalla realtà, ma basta meno per innescare reazioni a catena
pericolose. Ci chiediamo: l'Italia può permettersi il crac di una grande banca?
E se non può, di quanto dovranno aumentare i capitali per dare seguito a
Jackson Hole? \\ Il summit a Jackson Hole e l'obiettivo del governatore Draghi
(con la consulenza tecnica di Miraquota) mmucchetti@corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-31 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Il forum di oggi Scioglilingua di
Giorgio De Rienzo Alitalia, la "bandierina" e le parole da censurare è partita la
caccia a parole ed espressioni da censurare o mettere al bando. Tommaso, per
esempio, si augura che "splittare", "pushare" usati dai
cronisti sportivi televisivi siano cancellati. Pardo sposta il discorso
su una sciatteria più insidiosa. Ci è cascato anche Veltroni nel parlare dell'Alitalia ridimensionata come compagnia di
"bandierina". "Avrebbe dovuto dire "compagniuccia di
bandiera": perché si spera che "sia la compagnia e non la bandiera a
diventare più piccola". forum.corriere.it/scioglilingua/.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia La
Regione Piero Marrazzo: "Due posti persi per ogni esubero" "Non
sono tranquillo". Da Firenze, dove è intervenuto alla Festa del Pd, Piero
Marrazzo si dice "preoccupato per gli esuberi dell'Alitalia". Il perchè lo spiega subito: "In una città come Roma
e in un territorio come il Lazio che hanno un indotto forte sull'aeroporto
e nel distretto del volo, per un lavoratore Alitalia
in esubero arriviamo quasi ad avere due altri lavoratori che perdono il posto.
Non capisco quindi tutto questo ottimismo". Riferimento al ministro del
Welfare Maurizio Sacconi, che aveva parlato di "solo" 5 mila esuberi
previsti nel nuovo piano industriale della compagnia di bandiera. Marrazzo,
però, prima di esprimersi in maniera definitiva vuole vederci chiaro:
"Aspetto - ha detto ancora - di conoscere le carte. Ma è evidente che se
non le avrò non sarò assolutamente rassicurato. Per mercoledì ho convocato il
tavolo dei sindacati con il sindaco di Roma. Ho già parlato con il commissario
Augusto Fantozzi, aspetto di incontrare Roberto Colaninno". Il presidente
designato della nuova Alitalia ha già visto il sindaco
Gianni Alemanno e, nel corso del colloquio, gli ha detto che "Fiumicino
non sarà ridimensionato, ma raddoppiato: come voli, infrastrutture e
collegamenti". Marrazzo non si fida: "Nel momento in cui si afferma
che l'Alitalia si avvia a un ridimensionamento per
quanto riguarda personale, vettori e rotte, ci devono dire come può proseguire
lo sviluppo di un aeroporto intercontinentale come Fiumicino che vuole vivere
un rapporto sinergico con il territorio, che è arrivato a 36 milioni di
passeggeri e che con gli investimenti di AdR può arrivare a 50 milioni".
Al presidente della Regione ha risposto Donato Robilotta, dei Socialisti
Riformisti- Pdl: "Non cerchi lo scontro col governo, come sostengono
autorevoli membri della sua giunta". Tra i dipendenti dell'aeroporto, ci
sono umori diversi: in molti sono preoccupati, qualcuno è ottimista. "Sono
molto scettico - dice un capocabina - perchè col nuovo piano l'Alitalia diventerebbe una compagnia regionale".
"Preoccupata? No, non lo sono - spiega un'assistente di scalo - perchè gli
sperperi sono maggiori degli introiti. Vedo bene un riassetto industriale
". E. Men.
( da "Corriere della Sera" del 31-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-31 num: - pag: 51 Il
sindaco Letizia Moratti si confronta con gli alleati sui nodi politici dopo le
vacanze. La richiesta è: più dialogo Pdl e Lega alla Moratti: troppi casi
aperti Rimpasto, macchina comunale e aeroporti. I lumbard: squadra da
ritoccare. FI: serve un confronto Frena il ministro Ignazio La Russa: noi non
chiederemo di cambiare. Udc: ci sono altre priorità Non
solo Expo e Alitalia. I partiti di maggioranza incalzano Letizia Moratti, che al suo
rientro dalle vacanze dovrà anche gestire alcune situazioni rimaste in sospeso
in questi mesi. Lo dice in modo diretto il capogruppo della Lega, Matteo
Salvini: "Abbiamo avuto l'Expo e ci siamo ripetuti per mesi che avremmo
avuto bisogno di una marcia in più. Si deve cominciare da una revisione
della squadra di giunta, il sindaco non può gestire tutte le importanti deleghe
di cui si è fatta carico, a partire dal Bilancio per arrivare alla Cultura".
Salvini cita un altro caso: "La macchina comunale in questi anni ci ha
dato molti problemi. Ora siamo anche senza city manager. Mi chiedo se sia già
stata trovata una soluzione alternativa per evitare un'altra fase di stallo
burocratico". IL riferimento è alle dimissioni di Piero Borghini,
direttore generale, che da luglio ha lasciato Palazzo Marino: dimissioni
nell'aria da parecchi mesi, cui non ha fatto seguito la nomina di un sostituto,
anche se candidata naturale al posto di numero uno della struttura comunale
pare essere l'attuale vice, Rita Amabile. Forza Italia la vede dal punto di
vista politico: "Crediamo serva una fase di rilancio - azzarda il vice
commissario cittadino Maurizio Lupi - conclusa la fase dell'acquisizione
dell'Expo. Serve un momento di confronto degli alleati su diverse questioni: da
Malpensa ai risultati dell'operazione Ecopass, dalle posizioni scoperte in
giunta alla riorganizzazione della macchina comunale. Su tutto questo,
chiediamo un confronto al sindaco, anche per ascoltare le sue proposte".
Il segretario regionale azzurro, Guido Podestà, ricorda anche la questione
degli islamici: "Abbiamo lavorato tutti insieme per cercare una soluzione
di buon senso che conciliasse il diritto di culto alla richieste di sicurezza e
ordine dei residenti. Non vanifichiamo il lavoro fato". Stesso discorso
vale per l'Expo: "Sono passati molti mesi dal 31 marzo - ricorda Podestà -
e questa lunga attesa sarà comprensibile soltanto se giungeremo ad una
soluzione adeguata e condivisa ". Ottimista il ministro e leader di An,
Ignazio La Russa: "Non sarà An a chiedere il rimpasto, perché ci fidiamo
della capacità della Moratti di valutare se e fino a quando sarà in grado di
farsi carico di tutte le deleghe, compresa la Cultura, di cui si sta occupando
finora. Un momento di confronto fra i partiti, tuttavia, è sempre utile -
conclude La Russa - anche per organizzare bene i prossimi passaggi
politici". Il capogruppo dell'Udc, Pasquale Salvatore, difende la Moratti
"perché c'erano priorità di cui occuparsi", ma invoca collegialità:
"Sono certo che il sindaco saprà ora occuparsi di tutti gli altri
problemi, insieme ai partiti di maggioranza". Elisabetta Soglio.
( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ANTONIO PAOLINI
ROMA Mentre il governo, per bocca del ministro Sacconi, annuncia pieno sostegno
al neo commissario Fantozzi e si prepara al delicatissimo confronto di domani
con i sindacati, anche Bruxelles fa sentire la sua voce. A
lanciare il primo avvertimento sul dossier Alitalia è il
commissario europeo agli Affari economici e monetari Joachim Almunia, ieri in
Italia, a Capalbio, dove si assegnava l'omonimo premio: "Spero che si
trovi una soluzione; serve - ha detto Almunia - una soluzione buona per la
compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori, ma che sia compatibile con le
regole europee". Niente aiuti di Stato, dunque, nelle varie forme
in cui, soprattutto secondo le compagnie concorrenti di Alitalia,
potrebbero configurarsi. Non escluse neanche eventuali forme
"speciali" di riassorbimento degli esuberi. E proprio il tema degli
esuberi e relativi ammortizzatori sarà inevitabilmente al primo posto tra i
nodi da sciogliere nel confronto con i sindacati. Un incontro che, è stato lo
stesso Sacconi a specificarlo, si aprirà "con una relazione del
commissario che descriverà a tutti lo stato dell'azienda". Designato ad
aprire i giochi nella trattativa più complicata, Augusto Fantozzi, come aveva
esplicitamente chiesto nei giorni scorsi, non sarà "lasciato solo".
Lo ha ribadito Sacconi: "Non lo sarà, e avrà da noi pieno appoggio.
Abbiamo piena fiducia in lui e nell'advisor e siamo ottimisti, dato che ce la
possiamo fare, e quindi ce la dobbiamo fare". Quasi le stesse parole, e lo
stesso auspicio, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni
Letta: "Deve essere la volta buona. Se non lo fosse sarebbe un pessimo
segno". Ma il faccia a faccia con i rappresentanti delle varie sigle e
organizzazioni dei lavoratori non si presenta certo facile. "Di esuberi
parleremo dopo che ci sarà stato illustrato il piano industriale", mette
subito le mani avanti Luigi Angeletti, segretario generale della Uil. E
prosegue: "Gli esuberi sono la conseguenza, non la premessa. La
discussione verrà fatta in seguito, ciò che si è scritto e detto sin qui non ha
importanza. È importante quello che ci diranno, e di cui si assumeranno la
responsabilità. Quello avrà valore". L'Anpac, uno dei sindacati dei
piloti, apre invece il fuoco di sbarramento contro affermazioni fatte in tivù
sulle loro retribuzioni: "Al contrario di quanto sostenuto a Tv7, i piloti
di Alitalia percepiscono una retribuzione mediamente
inferiore del 30% rispetto a quella dei colleghi di Lufthansa e di tutti i
piloti delle grandi compagnie aeree europee". E ancora, a proposito di
flessibilità e modalità d'impiego: "L'applicazione di un pilota è sempre
riferita ad un singolo tipo di aeromobile: è falso dunque che i piloti
Lufthansa, o di qualsiasi altra compagnia, siano impiegati ai comandi di
diversi modelli di aerei". Apre uno spiraglio invece Massimo Notaro,
presidente dell'Unione piloti, il quale si augura anzitutto che ci sia "un
piano vero di rilancio della compagnia". Se così fosse, e se "porterà
ad un futuro", l'Unione lo prenderà in considerazione. "Diversamente
- conclude Notaro - lo osteggeremo". In attesa di definire ufficialmente
quantità e modalità degli esuberi, sul fronte nodale della loro ricollocazione
interviene ancora il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta,
che lancia l'ipotesi di una "ricollocazione in aziende private con
incentivi. Se fossi un'azienda privata - continua Brunetta - prenderei
volentieri i dipendenti di Alitalia, che sono
qualificati e spesso bilingue. Non sarei così pessimista".Esclusa invece
dal ministro ogni ipotesi di usare il pubblico impiego per gli ammortizzatori
sociali. Sul fronte politico, intanto, nuove forti riserve sul piano di
salvataggio arrivano dall'Udc. "Appare molto confuso - dichiara Gian Luca
Galletti, capogruppo del partito in commissione Bilancio della Camera. - Troppe
incognite e ancora molte scelte strutturali e strategiche da compiere. L'unica
certezza è che gli italiani direttamente o indirettamente copriranno il
fallimento della bad company. Il governo riferisca presto in Parlamento"
Spara a zero, dall'opposizone, Antonio Di Pietro: non "salvataggio",
ma "fallimento, non sul piano formale, ma sul piano sostanziale è così.
Anzi peggio". E il leader dell'Idv contesta tra l'altro nei contenuti del
decreto che ha modificato la Marzano "la possibilità di vendere asset a
trattativa privata, cioè nel chiuso di una stanza come se fosse roba
propria".
( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA - "Aspetto
di vedere le carte e non sono tranquillo, mi preoccupa profondamente la
questione degli esuberi". Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio, non nasconde i suoi timori sulla vicenda Alitalia a margine della Festa nazionale del Pd. "Ho convocato per
mercoledì il tavolo dei sindacati con il sindaco di Roma - ha ricordato
Marrazzo - Ho già parlato anche con Fantozzi e aspetto di incontrare Colaninno.
Ma è evidente che se non avrò le carte non sarò assolutamente
rassicurato". Le conseguenze per il bacino regionale sono il suo
primo pensiero. "Nel momento in cui si afferma che l'Alitalia
si avvia a un ridimensionamento per quanto riguarda personale, vettori e rotte
- ha continuato Marrazzo - ci devono dire come può proseguire lo sviluppo di un
aeroporto intercontinentale come Fiumicino che vuole vivere un rapporto
sinergico con il territorio, che è arrivato a 36 milioni di passeggeri e che
con gli investimenti di AdR può arrivare a 50 milioni". Sugli esuberi,
Marrazzo si chiede "il perchè di tutto questo ottimismo". "In
una città come Roma - ha escluso - e in un territorio come il Lazio che hanno
un indotto forte sull'aeroporto e nel distretto del volo, per un lavoratore Alitalia in esubero arriviamo quasi ad avere due altri
lavoratori che perdono il posto". Guai ad aprire un conflitto con il
governo, avverte, invece, il capogruppo di Sr-Pdl alla Regione Lazio Donato
Robilotta. "Al contrario - aggiunge - Regione ed enti locali dovrebbero
collaborare col governo affinchè il piano messo a punto vada bene". Ma
anche "per la gestione difficile della collocazione dei lavoratori in
esubero".
( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
L'Anpac: "Solo
bugie su stipendi e flessibilità". Brunetta: incentivi
ai privati per assorbire gli esuberi. Altre critiche da Udc e Idv: piano
confuso e scorretto Alitalia, Almunia: "La soluzione deve rispettare le regole
europee" Sacconi: "Non lasceremo solo Fantozzi". I piloti
attaccano.
( da "Messaggero, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Esuberi, se non ben articolata, potrebbe essere considerata aiuto di Stato
e quindi incorrere nella reazione di Bruxelles. Altro passaggio delicato sarà
quello del trasferimento degli slot dell'Alitalia alla
Nuova Compagnia: il pericolo è che venga realizzato sotto costo, violando le
regole della concorrenza.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213
"Alitalia, il rilancio rispetti le regole"
Monito Ue di Almunia. Sacconi: meno di 5 mila esuberi, si spera --> Monito
Ue di Almunia. Sacconi: meno di 5 mila esuberi, si spera Il commissario Ue
Almunia auspica una soluzione in linea con le regole. Il confronto
governo-sindacati. "Augusto Fantozzi, non sarà certo lasciato solo. Da noi
avrà pieno appoggio". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, garantisce
"la piena fiducia" ed il sostegno del governo al difficile lavoro del
neo commissario straordinario di Alitalia che, domani,
con una sua relazione aprirà il confronto tra governo e sindacati sulle ragioni
del commissariamento e le prospettive di rinascere dalle ceneri con il Piano
Fenice. "Siamo ottimisti, ce la possiamo fare, quindi ce la dobbiamo
fare", dice il ministro. LA UE E mentre la stampa tedesca parla di
"scandalo" e si appella a Bruxelles, il commissario europeo Joaquin
Almunia auspica "una soluzione in accordo con le regole europee e che sia
buona per la compagnia, per i passeggeri e per i lavoratori". Parlando a
margine della cerimonia di consegna del Premio Capalbio, Almunia ha aggiunto di
"non conoscere esattamente i termini, ma spero che si troverà una buona
soluzione". L'ATTESA L'incontro di domani è atteso in un clima pesante, di
forte preoccupazione, alimentato dal timore dei sindacati sulla validità del
piano industriale e sull'alto prezzo da pagare in posti di lavoro. "Spero
che siano meno di 5 mila", ha detto degli esuberi il ministro del Lavoro.
Mentre Renato Brunetta, il ministro della Funzione pubblica, annuncia incentivi
per la ricollocazione in aziende private. IL FRONTE SINDACALE "Operazioni
finanziarie tese esclusivamente ad abbassare il costo del lavoro e a rendere Alitalia un vettore regionale ci vedrebbero strenui
oppositori", ha avvertito l'Unione Piloti. Il piano che è emerso dalle
indiscrezioni, sacrificando i voli a lungo raggio, può portare al fallimento
"in due anni", ammoniscono i piloti dell'Anpac. Tutte le sigle sono
disponibili al confronto, ma anche pronte a risposte forti. "Di esuberi ne
parleremo dopo che ci sarà stato illustrato il piano industriale. Gli esuberi
sono la conseguenza, non la premessa". Non si esprime Luigi Angeletti,
segretario generale della Uil, dopo che il ministro del Welfare Maurizio
Sacconi ha indicato in meno di 5.000 gli esuberi di Alitalia.
"La discussione", aggiunge Angeletti, "verrà fatta in seguito,
ciò che è scritto sui giornali non ha importanza. Ciò che è importante è quello
che ci diranno e di cui si assumeranno la responsabilità. Quello avrà
valore". IL COMMISSARIO Augusto Fantozzi entra in scena con un appello
bipartisan alla politica. "Chiedo solo che non mi vengano messi inutili
bastoni fra le ruote. Così lavorerò meglio. Poi se ci saranno errori me ne assumerò
la responsabilità". Poche parole per presentarsi con con la consapevolezza
della delicatezza del compito che lo attende: "Sono uno che deve portare
la croce facendo soffrire tutti il meno possibile: i dipendenti, gli azionisti,
i detentori di bond, gli italiani che pagano le tasse, gli utenti". Dovrà accompagnare l'eutanasia della "vecchia Alitalia", cedendo gli aerei, i piloti gli assistenti di volo, gli
asset ed i dipendenti che servono a creare la "nuova Alitalia", più snella, nella quale verrà integrata anche Air One, e
che dovrebbe presto rafforzarsi con altri soci nella Compagnia aerea italiana.
L'ADVISOR L'artefice del progetto di rilancio, il "Piano Fenice",
l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, ha detto chiaramente che
l'operazione si concretizzerà con le organizzazioni sindacali. Una strada
obbligata. E quantifica in 4-5 settimane il lasso di tempo necessario per
capire il futuro dell'operazione. PALAZZO CHIGI I leader sindacali potrebbero
incontrare il governo in settimana: è attesa una convocazione dei segretari
generali a Palazzo Chigi, probabilmente per giovedì o venerdì. "Sarebbe il
caso di non sprecare questa importante soluzione", ha avvertito il
ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi: serve, dice, "uno
sforzo comune". LE POLEMICHE È duro il commento sull'operazione del
Frankfurter Allgemeine Zeitung: il quotidiano tedesco non esita a parlare di
"scandalo di dimensioni europee", di un progetto "che si fa
beffe di tutte le regole del mercato", di una situazione simile alla
"bancarotta fraudolenta", e si appella alla Commissione europea
perché "impedisca eccessi di questo genere". "Missione compiuta,
ha detto l'altro giorno il presidente del Consiglio Berlusconi a proposito di
quello che lui ha definito salvataggio Alitalia. Alla
faccia del salvataggio". Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di
Pietro, va all'attacco, parlando di. "fallimento insomma. Certo, non sul
piano formale del tecnicismo giuridico, ma sul piano sostanziale è proprio
così. Anzi peggio".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213
Fiumicino Tra scetticismo e speranze Clima di attesa per i lavoratori
Fiumicino. Tra scetticismo e speranze --> C'è chi è molto scettico e
preoccupato, arrivando a prevedere un futuro "più nero che roseo", e
chi, invece, si mostra abbastanza tranquillo e fiducioso: questo il quadro che
emerge dai commenti registrati nell'aeroporto di Fiumicino tra alcuni
dipendenti di terra e di volo dell'Alitalia.
"Bombardati" dalle notizie che hanno accompagnato le vicende della
compagnia negli ultimi mesi e che, da qualche giorno, si sono concretizzate prendendo
una direzione precisa. IL CLIMA In attesa dell'incontro di domani al ministero
del Lavoro, tra il governo ed i sindacati di categoria, l'argomento che,
ovviamente, tiene banco in questo fine settimana tra i lavoratori è appunto che
futuro potrebbe presentarsi con la nascita della nuova Alitalia.
Per questo, c'è chi si mostra scettico ed arriva ad indicare "entro due
anni" il fallimento della compagnia con questo piano, e chi, al contrario,
giudica in modo positivo un riassetto aziendale. LE REAZIONI "Negli ultimi
tempi ne ho viste e sentite di tutti i colori: per questo sono molto
scettico", dice un capocabina da 22 anni in Alitalia.
"Innanzitutto, non si conosce ancora il numero effettivo degli esuberi tra
il personale di volo e, tra l'altro, non si sa neppure quando e come
interverranno su di noi. Poi, da quello che ho letto sui giornali e sentito in
tv, mi sembra di aver capito che per chi dovesse uscire dall'azienda, si
aprirebbero le porte delle Poste. Se questa è l'alternativa, non mi sembra una
strada molto percorribile, visto che da una parte si tratta di un lavoro
manuale, dall'altra di concetto. Inoltre - aggiunge - il Piano porterebbe ad un
ridimensionamento dell'azienda facendola diventare una compagnia regionale
destinata, a mio avviso, a scomparire entro due anni. Al sottoscritto mancano
ancora quattro anni per andare in pensione. Sono come un nuotatore che sta per
toccare il bordo piscina al termine di una lunga gara, ma queste ultime
bracciate, credetemi, sono davvero dure da fare". LA PREOCCUPAZIONE
"Vivo ciò che sta accadendo in modo abbastanza distaccato: alla fine si fa
l'abitudine a tutto", commenta un'assistente di scalo
da tredici anni in Alitalia, "Una cosa, comunque, è certa: la compagnia è sana e quando
affermo questo, mi riferisco all'operativo voli. Tanto per fare un
esempio", aggiunge la dipendente di Alitalia, "i
voli per Milano difficilmente non si riempiono e con tariffe, peraltro, assai
alte. Purtroppo, gli sperperi sono maggiori rispetto agli introiti. Per
questo, un riassetto aziendale lo vedo in modo positivo. Preoccupata per il mio
futuro? No, non lo sono, anche perché - spiega - rientro nella fascia dei
giovani a cui sono stati applicati i nuovi contratti: produciamo molto e siamo
sottopagati. Non credo, quindi, che la forbice degli esuberi finisca con
l'abbattersi con forza su di noi".
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 208 del
2008-08-31 pagina 0 Brunetta: "Alitalia,
incentivi ai privati che assumono gli esuberi" di Gian Battista Bozzo Lo
conferma il ministro. Almunia: soluzione in accordo con le regole dell'Unione
europea. Gianni Letta: sarà la volta buona. L'intervento/A Linate dovrà restare
solo il Milano-Roma da Roma Gli esuberi dell'Alitalia
potrebbero essere meno di 5 mila, ma a rischiare il posto non sono soltanto i
piloti, gli assistenti di volo, e i tecnici alla vigilia della pensione. Nella
lista potrebbero essere inseriti anche i quarantenni, e per questi ultimi gli
ammortizzatori sociali (cassa integrazione e mobilità per un totale di sette anni,
come prevede il decreto del governo) non bastano. Dunque, saranno ricollocati
nel mercato del lavoro dopo una riqualificazione professionale. La
ricollocazione sarà limitata alle aziende private, ma "con
incentivi", rivela il ministro della Pubblica amministrazione Renato
Brunetta. "Se fossi un'azienda privata - aggiunge - prenderei volentieri i
dipendenti della compagnia, che sono qualificati e bilingui". Nessun
ammortizzatore passerà invece attraverso il pubblico impiego, conferma Brunetta.
"Spero che per Alitalia si trovi
una soluzione buona - commenta a sua volta il commissario europeo agli Affari
economici, Joaquin Almunia - e che sia compatibile con le regole europee".
Domani, i sindacati dei dipendenti Alitalia fanno il
loro ingresso al ministero del Lavoro. è il primo incontro, di una serie
che si prevede assai lunga, con Maurizio Sacconi. Il confronto, spiega lo
stesso ministro, partirà con una relazione del commissario straordinario
Augusto Fantozzi sullo stato dell'azienda; in un secondo momento si discuterà
del piano industriale; infine, arriveranno sul tavolo le ipotesi di tutela dei
lavoratori in esubero. "Siamo ottimisti - commenta Sacconi - e abbiamo
piena fiducia nel commissario e nell'advisor. Fantozzi stia tranquillo -
aggiunge - perché il governo non lo lascerà solo". Anche perché, spiega il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, per Alitalia "deve essere la volta buona" altrimenti
"sarebbe un pessimo segno". è ancora presto per fare numeri (in
questi giorni si è parlato di 5-7mila lavoratori in eccesso), ma Sacconi dice
di sperare che gli esuberi siano meno di 5mila. Sempre la prossima settimana,
nello studio del ministro del Welfare faranno il loro ingresso i segretari di
Cgil-Cisl-Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti, per discutereil piano Alitalia. Certo, al sindacato non piace l'idea di cominciare
proprio dal capitolo dei lavoratori in eccesso. Le parole di Corrado Passera
("accordo sindacale o salta tutto") non sono state digerite bene
dalle organizzazioni sindacali. La priorità, spiega il segretario della Uil
Luigi Angeletti, è di conoscere il piano industriale della nuova compagnia, e
solo in un secondo momento si discuterà del problema degli esuberi. "Noi -
spiega - vogliamo fare come san Tommaso: prima vediamo il piano, poi diamo il
nostro giudizio". Dal governo, aggiunge il segretario della Uil, il
sindacato si aspetta un grande sforzo per il ricollocamento dei lavoratori che
non troveranno posto nella nuova Alitalia. E comunque
Angeletti ricorda che negli incontri con Air France, gli esuberi non hanno mai
rappresentato un ostacolo insormontabile: "Almeno in questo caso una
differenza c'è: stavolta vogliono sviluppare Alitalia,
mentre gli altri volevano sviluppare Air France-Klm". Analoga la posizione
dell'Up (Unione piloti): "Prima il piano, poi si può iniziare a parlare di
esuberi", dice il segretario Roberto Spinazzola, che se la prende con
Passera: "Se l'intesa coi sindacati è tanto importante, perché non ci ha
sentiti prima?". Mentre l'Anpac - lo storico sindacato dei piloti -
smentisce che i piloti Alitalia guadagnino più degli
altri: "Rispetto a Lufthansa ed alle altre grandi compagnie europee,
prendiamo il 30% in meno". Schermaglie, prima che il negoziato entri nella
fase calda. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 31-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 208 del
2008-08-31 pagina 0 Di Pietro ruba il Pd a Veltroni di Paolo Guzzanti La deriva
dell'opposizione. Il partito, schiavo dell'antiberlusconismo, volta le spalle
al leader. E lui insegue l'ex Pm. Pur di negare la necessità di una riforma, ha
rifiutato con sdegno la solidarietà del premier al Professore. Rizzo (Pdci):
"In quelle telefonate tutto il cattivo gusto della politica" Caro
Walter, la tradizione vuole che ogni tanto ti scriva in prima persona. Mentre
tu stai a fare l'americano convinto che Obama vincerà (e invece è quasi certo
che perda, come sai benissimo anche tu), il sor Di Pietro, quello che nelle
figurine Panini compare sul trattore, ti sta fregando il partito. Hai visto che
è successo: quello è andato alla festa dell'Unità, che ora si chiama
"Conchita Party" per esigenze di modernismo, ha schiacciato la povera
Rosy Bindi sotto rete e si è portato via la platea. Con che cosa? Con
l'antiberlusconismo da baraccone, quello da tre palle un soldo, venghino,
signori venghino che vi presentiamo insieme alla donna cannone coi baffi anche
l'ex procuratore in volo libero senza protezione grammaticale. Devi sapere, e
spero di non offenderti o metterti in difficoltà, che noi del Giornale facciamo
tutti il tifo per te. Non un tifo strumentale, furbesco, paraculetto, ma
proprio il tifo. E quando vediamo le tue sortite (alcune tue sortite) ci diamo
delle manate in fronte: "No, Walter, questa no, questa non la dovevi fare,
questa non la dovevi dire" eccetera. Il fatto è che siamo una manica di
inguaribili democratici parlamentari, ci piace il gioco rude in campo ma fra
squadre vere, perché sennò la democrazia si va a far friggere. Abbiamo tanto
lavorato in questi anni per dare all'Italia una destra decorosa, da governo,
spoglia di orbace e di torbide memorie, e quella destra è piaciuta agli
italiani che un tempo non avevano altra possibilità che votare gli attempati
neofascisti del Msi o i fragili e inconsistenti, benché eroici, liberali alla
Malagodi. La sinistra era un blocco di ghiaccio comunista con piccoli iceberg
come appendici. Poi la prima Guerra fredda (la seconda è in corso, e porterà
McCain alla Casa Bianca) è finita, si è fatta l'Europa in modo molto
raffazzonato ma meglio di niente, il Pci, come aveva previsto Cossiga, si è
squagliato come la Dc, l'operazione Mani Pulite, sviluppo di una operazione
americana detta "Transparency" e per nulla trasparente, decapitò la
Repubblica e lasciò in piedi soltanto fascisti e comunisti che si erano
amnistiati da peccati giganteschi di cui non si parla mai. Avrebbe allora vinto
Occhetto con la macchina da guerra, ma il cavalier Berlusconi Silvio scese in
campo con tutte le bandiere cadute, compresa quella mia socialista, e fece quel
che fece. A sinistra non è stato fatto ancora nulla. Tornando ad oggi, hai
visto su che cosa si compatta il tuo accampamento? Sul rifiuto sdegnato della
solidarietà a Prodi sulle intercettazioni per negare solidarietà e legittimità
alla legge contro le intercettazioni (io ne sono una celebre e innocente
vittima), come se il governo Prodi non avesse presentato una sua legge in
proposito. Che cos'è? Va bene incavolarsi quando sono intercettati D'Alema e
Fassino, mentre chi se ne frega se intercettano Prodi? Questa sarebbe politica?
Andiamo, su. Il fatto è che anche su questo tema l'unica cosa da dire, per
tenere insieme una sinistra che è come la maionese impazzita rappattumata con
la fecola di patate, è che vi siete riattaccati al tram dell'antiberlusconismo.
Dove porta questo tram? Nei prati di periferia della politica dove si perde
nelle brume e nei fossati. Pensi che dica così perché questo è il Giornale
della famiglia Berlusconi (come ci viene ricordato un giorno sì e l'altro
pure)? Penseresti una cosa sciocca. A Berlusconi, come leader a voi avverso ed
avversario, tutto ciò porta solo salute. Agli italiani, come vedi dai voti, non
gliene può fregare di meno della teologia antiberlusconiana da esorcisti
ossessivi. Non porta voti, non porta politica, ma a te porta disgrazia. Perché
il tuo popolo, per tua colpa, non ha un sogno: you didn't have a dream. Non hai
creato un sogno per l'Italia, un progetto rivoluzionario. Hai
voglia a scimmiottare "Yes we can". But, we can what? Dov'è la ciccia del progetto? Dov'è
la nuova Italia che la nuova sinistra propone? Io ti ho attaccato per la scelta
di Concita De Gregorio come direttrice dell'Unità, la quale si era presentata
con il progetto di un tabloid per casalinghe di sinistra (il
"sociale" e il "femminile"), ma che poi ha capito come
butta e ha scritto un fondo di presentazione in cui se ne è fregata di rendere
omaggio ai predecessori, al fondatore della testata e all'editore, ma ha messo
dritta la barra là dove ha potuto subito incassare la standing ovation di Paolo
Flores d'Arcais e della sua scaltra banda, di gente che non spaccia sogni
essendo incapace di sognare, ma che smercia antiberlusconismo da baraccone agli
angoli delle strade. Quanti italiani li seguono? Come l'albumina: tracce. E
l'uomo del trattore (pronto per la battaglia del grano? Spezzerà le reni al
governo?) che ha fatto? è salito sul palco con una provvista di palle da fiera
acquistate per un soldo ogni tre, e ha colpito il fantoccio rappresentante
Berlusconi a suo piacimento. Come dicono a Napoli "Se ne caette 'o
teatro": venne giù il teatro dagli applausi, perché quel tipo di roba
(robaccia) è ormai il pasto unico, il sapore unico del palato drogato di un
elettorato che non ha altro cibo. E non ha altro perché tu non gli hai dato
altro, e perché hai lasciato che Di Pietro ormai ti fregasse direttamente il
posto. Tu fai il fico in Illinois, e quello, il trattorista senza grammatica e
senza paura, si proclama sciamano del tuo popolo, gli fa la danza del ventre,
poi quella della pioggia, del trattore, cantando la nota nenia che ci canta in
continuazione anche alla Camera mentre tu e i tuoi deputati state lì, imbambolati,
zitti, perplessi, senza dire né sì né no: e quello, caro Walter, ti sta
fregando letteralmente il partito. Lo hai portato in Parlamento, gli hai dato
una mano e quello la mano se l'è mangiata. E tu? Un colpo di reni, no, eh? Uno
straccio d'idea forte, una botta di identità tutta tua, una sfida di cui poter
dire: "Beh, però, il vecchio Walter stavolta ha fatto politica, non
politichetta". Invece fai politichetta con la battutella secondo cui l'Alitalia non sarebbe più la compagnia di bandiera ma di
bandierina: licenzia subito lo sceneggiatore, il ghost writer, perché poi c'è
Ezio Mauro direttore di Repubblica che fa un culo così a Colaninno ponendogli
venti volte la stessa domanda: "Perché lei che è di sinistra ha fatto
vincere con Alitalia Berlusconi, lui che è il nostro nemico?". Che dobbiamo
dire: che è Ezio Mauro a non aver capito, o è il tuo ghost writer? Il fatto è
che Berlusconi non ha vinto: ha stravinto. Ha vinto su Napoli e ha vinto su Alitalia, mentre Di Pietro ti sta portando via dalle unghie il tuo
Partito democratico comportandosi come la vedova nera che prima fa sesso col
proprio partner e poi, per riprendersi dall'impresa, se lo mangia.
Dunque, parafrasando la nota battuta: dicci finalmente qualcosa di veltroniano,
qualcosa che non faccia restare i democratici di sinistra inchiodati all'età
della pietra della politica. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
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