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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL 31-7-2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (61)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Caos Alitalia, via in cinquemila ( da "Stampa, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ora il danno è fatto Caos Alitalia, via in cinquemila Scontro sugli esuberi. Precari e assegni sociali, il governo rimedia Polemiche sul piano per far rinascere Alitalia. Il documento di Intesa-San Paolo prevederebbe una dote iniziale di oltre un miliardo: 300 milioni già messi dal governo e 700 investiti dai soci privati: Ligresti,

Alla ricerca dei colpevoli della catastrofe - eugenio scalfari ( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ora è la volta di Alitalia. Non è quantitativamente parlando un'iniziativa da farlo tremare, ne ha gestite di ben più impegnative. Ma questa è la prima (probabilmente anche l'ultima perché di rogne gliene sta dando un bel po') nella quale si trovi alle prese direttamente con il potere politico e per di più su un tema che non è soltanto di mercato:

Alitalia, guerra sui tagli ( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esecutivo alle Camere Alitalia, guerra sui tagli Passera: così nascerà la nuova compagnia aerea ROMA - Sarebbero circa settemila gli esuberi per Alitalia, come rivelato alla cena con i senatori del Pdl dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, anticipando i punti del piano per il salvataggio della compagnia di Bandiera.

Berlusconi vuole una legge ad hoc "evitiamo il commissariamento" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: scrivania di Silvio Berlusconi il dossier Alitalia ha ormai scalato tutte le priorità. Una spina sempre più appuntita per il governo. Che il Cavaliere sta cercando di smussare con una via d'uscita che possa accontentare la potenziale cordata di imprenditori e nello stesso tempo eviti di farlo salire sul banco degli imputati con l'accusa di non aver rispettato gli impegni elettorali.

Alitalia, scontro sugli esuberi con airone salgono a 7 mila - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, scontro sugli esuberi con AirOne salgono a 7 mila Sindacati: governo poco chiaro. Fini: riferisca in aula LUCIO CILLIS ROMA - Cinquemila esuberi, che probabilmente saliranno a quasi 7 mila con AirOne, 90 aerei in arrivo, una cordata di imprenditori pronti ad entrare nella rinata Alitalia con circa 700 milioni di euro.

Ecco le condizioni di passera: nessun euro nella vecchia società - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: perché queste sono le categorie professionali e sociali che compongono il complesso mondo toccato dal fallimento Alitalia. Uso la parola fallimento non a caso perché, allo stato dei fatti, Alitalia è già fallita. Se entro novembre non sarà nata al suo posto una nuova entità societaria, il fallimento sarà inevitabilmente dichiarato per totale mancanza di fondi in cassa.

Legaleil partitodi Erdogan ( da "Secolo XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella nuova Alitalia ci saranno 4 o 5 mila esuberi di personale mentre per formare la cordata italiana (Ligresti, Benetton, Aponte) ci vorranno tra 800 e 1.000 milioni di euro. Il dato sui dipendenti che saranno mandati a casa è stato rivelato da Silvio Berlusconi durante una cena con i senatori del centrodestra e ha provocato un putiferio:

Il dialogo impossibile - piero ottone ( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'Alitalia; l'Alta Velocità; l'energia nucleare; i contratti per il lavoro a termine. Ma la lista è interminabile. Le conseguenze di questi comportamenti sono disastrose, e infatti l'Italia sprofonda. Resta da chiedersi: perché succede tutto questo?

"fiumicino allarme rosso licenziamenti" - maria elena vincenzi ( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: MARIA ELENA VINCENZI Salvare Fiumicino dalla deriva di Alitalia. La crisi della compagnia di bandiera rischia di coinvolgere anche lo scalo romano proprio nel momento più delicato, dopo il trasferimento dei voli da Malpensa. E, per di più, in piena estate. A lanciare l'allarme, Michele Meta, capogruppo Pd nella commissione Trasporti della Camera.

Galletti (Udc) accusa:<C'è un danno erariale> ( da "Secolo XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il bilancio della "straordinaria" operazione "Berlusconi-Alitalia". "Se accadrà quanto sopra - ha aggiunto Galletti - il Governo dovrà risponderne di fronte al paese e del danno erariale, e del perché ha sabotato in campagna elettorale l'operazione Air France". Il partito di Casini ha altre perplessità sull'operazione.

Ottocento milioni in volo ( da "Secolo XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, elaborato dall'advisor Banca Intesa-San Paolo è pronto, ma ieri pomeriggio non è stato inserito all'ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione dell'Alitalia. Il secondo giallo è più complicato: nel primo pomeriggio si è diffusa la notizia che il Consiglio dei Ministri del 29 agosto, alla ripresa dei lavori parlamentari alla fine delle ferie,

Il ritorno al monopolio ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ottimismo esibito da Berlusconi sul futuro di Alitalia qualche riserva è a dir poco doverosa. In primo luogo, l'aspetto industriale. In proposito circolano soltanto illazioni, ma bastano per concludere che il punto di forza sul quale il futuro di Alitalia si fonderebbe sarebbe la perpetuazione, anzi il rafforzamento, del monopolio sulle rotte domestiche.

Il premier annuncia il nuovo piano: esuberi raddoppiati rispetto a quelli di AirFrance I sindacati: il governo faccia chiarezza. Veltroni: pagheranno lavoratori e cittadini Manovra ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del L'Alitalia di Berlusconi: 5mila licenziamenti Il premier annuncia il nuovo piano: esuberi raddoppiati rispetto a quelli di AirFrance I sindacati: il governo faccia chiarezza. Veltroni: pagheranno lavoratori e cittadini Manovra, modificate le norme su precari e assegni sociali.

Berlusconi raddoppia gli esuberi: sono 5000 Il governo smentisce il commissariamento. Il piano Fenice : lacrime e sangue per i dipendenti ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ecco la nuova Alitalia targata Silvio Berlusconi e Intesa Sanpaolo, la banca chiamata dal governo a elaborare il salvataggio del gruppo attraverso un piano, denominato "Fenice", che ieri è stato il convitato di pietra nel consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera.

Berlusconi ci ha pensato lui e Alitalia raddoppia gli esuberi ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Berlusconi ci ha pensato lui e Alitalia raddoppia gli esuberi Nell'attesa della serata tele giornalistica, abbiamo pensato: qualcuno lo dirà che Berlusconi vuole tagliare il doppio dei dipendenti Alitalia di quanti ne aveva messi in bilancio Air France? Ebbene sì, non siamo stati delusi, il Tg3 ha aperto proprio così, testuale: da 2500 a 5000,

Aspetto. Sperando che non tocchi a me A Fiumicino dove vince la rassegnazione ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rivendica la possibilità che Alitalia segua le orme di AirFrance, rimessa a nuovo dai transalpini come grande vettore nazionale e internazionale attraverso un massiccio investimento pubblico. Ritiene che, al contrario, la strada tracciata per Alitalia sia quella di "un piccolo vettore, neanche nazionale".

Sabelli non vola ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: imprenditore che potrebbe essere coinvolto in qualche modo nella cordata tricolore per il salvataggio di Alitalia. Tuttavia, Sabelli, se davvero sarà lui il candidato a governare l'Alitalia, ha un problema: non ama volare. Proprio non gli piace salire su un aereo. Comprensibile. Può essere il manager giusto per una compagnia aerea? Manager.

Nuova Alitalia, previsti 5.000 esuberi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, previsti 5.000 esuberi Un miliardo per il rilancio e accordo con Air One. Marcegaglia e Colaninno nella cordata Berlusconi ai sindacati: "Con fallimento sarebbero 20.000" --> Berlusconi ai sindacati: "Con fallimento sarebbero 20.000" Si avvicina il momento delle scelte su Alitalia e vengono fuori per prime indiscrezioni sul piano di risanamento della compagnia che prevederebbe

Alitalia, e pensare che criticavano Prodi Cara Unità, l'Alitalia doveva rimanere itali ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, e pensare che criticavano Prodi Cara Unità, l'Alitalia doveva rimanere italiana (mai dialogo con Air France), il presidente dell'Arpac si faceva fotografare sorridente sotto il braccio di Berlusconi. I giornalisti servi all'attacco di Prodi (che grande uomo!

Alemanno si occupi della crisi Alitalia ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alemanno si occupi della crisi Alitalia" di Dora Marchi Per ora sul tema, quanto mai esplosivo, il sindaco di Roma non si è pronunciato. Eppure il destino di Alitalia incombe direttamente sull'economia della capitale. Per questo "il sistema locale romano e laziale deve allearsi per far sentire la propria voce nei confronti di un governo sordo che licenzia almeno 5.

Fini assicura: chiamerò l'esecutivo ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: informativa del Governo sul caso Alitalia alla Camera, in risposta a una richiesta in tal senso del gruppo Udc. "Presidente Fini, inviti il governo a venire tempestivamente in aula per dire quello che intende fare sull'Alitalia, è interesse non solo dell'opposizione ma anche della maggioranza e del Paese", ha chiesto Michele Vietti al termine della seduta odierna di Montecitorio.

Veltroni: pagheranno i cittadini e i lavoratori ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dalla "micro Alitalia" voluta dal centrodestra, alla falcidia della manovra triennale che scarica tutto sui più deboli. Walter Veltroni va all'attacco della maggioranza e del governo in una conferenza stampa al senato nel mezzo della polemica su precari e assegno sociale e della crisi della compagnia di bandiera.

Liberisti all'italiana: tornare al monopolio dei voli ( da "Unita, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: opinione Lasciando mano libera ad Alitalia-AirOne sulle tariffe per caricarvi anche l'onere di finanziare il mantenimento delle rotte internazionali. Saranno gli utenti domestici, insomma, a dover sostenere gran parte dei costi, se non tutti, della ipotizzata Alitalia. La ragione di una tale affermazione viene diretta da un secondo aspetto del quadro tracciato da Berlusconi.

Pronti 800 milioni per il rilancio Girandola di nomi tra i soci privati ( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella nuova Alitalia. Il piano prevede che Az Servizi rientri nel perimetro della compagnia, contrariamente al piano Spinetta (Air France), che incontrò proprio su questo punto la ferma opposizione del sindacato. La nuova Alitalia, che potrebbe partire a settembre, punta a guadagnare quote nel mercato domestico, passando dall'attuale 40%

Il piano di Berlusconi: tagli e investimenti per la Fenice Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Con Alitalia si va avanti - ha detto Berlusconi - perché si deve pensare al bene del Paese e il governo non si fermerà davanti a qualche manifestazione" anche perché "5mila esuberi, a questo punto della vicenda Alitalia, sono il male minore rispetto alla prospettiva di 20mila licenziamenti in caso di fallimento".

Piano economico fino al 2028 L'aeroporto vola nel futuro ( da "Stampa, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stando alle previsioni contenute nel piano, si ipotizza di passare dagli attuali 12432 passeggeri a 62594 nel 2028; da 6349 voli a 8987. In questo sviluppo svolge una parte importante il tour operator Explora con il vettore Alitalia Express.

ROMA Un miliardo per il rilancio di Alitalia e 5.000 esuberi. Berlusconi rilancia, mentre slitta l& ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 31 Luglio 2008 Chiudi ROMA Un miliardo per il rilancio di Alitalia e 5.000 esuberi. Berlusconi rilancia, mentre slitta l'esame del Piano di Intesa per la compagnia. Polemiche dall'opposizione. Fini ha chiesto al governo chiarezza sul futuro della compagnia. I sindacati preoccupati per i tagli. Bonanni: il governo decida subito, il tempo è scaduto.

ROMA - L'Alitalia? I 5 mila esuberi? La fusione con AirOne? Il Governo deve fare ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'Alitalia? I 5 mila esuberi? La fusione con AirOne? Il Governo deve fare presto, deve chiudere in fretta e darci il piano industriale, il resto sono chiacchiere"". Raffaele Bonanni, leader della Cisl, è netto. "Il tempo è scaduto - dice in questa intervista al Messaggero - adesso l'esecutivo deve trovare una soluzione,

L'Alitalia perde un milione di euro al giorno, e ogni settimana di ritardo aumenta il costo a c ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 31 Luglio 2008 Chiudi L'Alitalia perde un milione di euro al giorno, e ogni settimana di ritardo aumenta il costo a carico dei contribuenti italiani. Il governo ha già dovuto stanziare un prestito di 300 milioni per garantire qualche mese di sopravvivenza, in attesa di un acquirente.

Il piano Fenice di Intesa prevede la creazione di una nuova Alitalia in cui far confluire le attivit ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 31 Luglio 2008 Chiudi Il piano Fenice di Intesa prevede la creazione di una nuova Alitalia in cui far confluire le attività "sane" della compagnia di bandiera e di Air One.

ROMA - Aumenta ad un ritmo percentuale a due cifre la crescita del traffico passeggeri a Fiumicino. ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sulla crescita del traffico, va considerato il trasferimento dei circa 90 voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino. Il presidente dell'Enac ha parlato anche di tariffe verso i gestori aeroporuali: "se servono per fare investimenti, siamo d'accordo a rivedere il sistema tariffario, competenza che spetta al Cipe". G.Man.

Secondo alcune indiscrezioni gli esuberi in Alitalia dovrebbero essere circa 5.000 contro i 7.000 p ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 31 Luglio 2008 Chiudi Secondo alcune indiscrezioni gli esuberi in Alitalia dovrebbero essere circa 5.000 contro i 7.000 previsti dal piano di Air France poi bocciato.

ROMA - Disco rosso del governo ad Alitalia: serve ancora - è il ragionamento - un mese di t ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Disco rosso del governo ad Alitalia: serve ancora - è il ragionamento - un mese di tempo prima di esaminare il piano di Intesa Sanpaolo, in attesa che si trovino gli investitori disposti a investire nella Nuova Alitalia. E per farlo si deve predisporre uno strumento legislativo, tipo una "Marzano ad hoc" che consenta lo "spezzatino".

Alitalia, piano da un miliardo ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 31 Luglio 2008 Chiudi Definito il progetto, ma il cda non lo esamina. Alla nuova compagnia il 65% del mercato italiano Alitalia, piano da un miliardo Possibili 5000 uscite, allarme dei sindacati. Fini: il governo riferisca.

Alitalia, rebus esuberi e piano di rilancio in stand by ( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 31 Luglio 2008 Chiudi Alitalia, rebus esuberi e piano di rilancio in stand by Polemica sui possibili tagli: 5.000. Fini convoca il governo. Progetto da 1 miliardo.

Metrò, autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il piano di salvataggio Alitalia dove si parla genericamente di incrementi dei voli intercontinentali preoccupa Penati: "Se le voci sul nuovo piano industriale di Alitalia e la cordata italiana saranno confermate, avremo il doppio degli esuberi per meno della metà dei soldi offerti da Air France a marzo.

Alitalia, tensione sul piano ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pronti capitali e azionisti, l'ipotesi di un miliardo di euro Alitalia, tensione sul piano Berlusconi: 5 mila esuberi. I sindacati: basta voci. Fini: il governo riferisca ROMA - Berlusconi: capitali e soci pronti per il piano di rilancio di Alitalia, ma ci sono 5 mila esuberi. L'ira dei sindacati: basta voci.

L'ira dei sindacati: troppe voci Ora trasparenza e confronto ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche se il piano di ristrutturazione di Alitalia non è stato ancora presentato e anche se incontri con l'esecutivo e con l'azienda non ci sono stati. Sanno benissimo che, tempo qualche settimana, dovranno affrontare il commissariamento della compagnia e almeno 5 mila esuberi, come ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

<Per Alitalia 5 mila esuberi> Il premier: il rilancio è pronto ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia 5 mila esuberi" Il premier: il rilancio è pronto Fini: Berlusconi riferisca in Parlamento. Smentito il commissariamento Il vertice della società esamina il piano Intesa. Forse rinviato il bilancio del primo semestre dell'anno ROMA - Il governo torna a smentire le voci di un prossimo commissariamento di Alitalia,

Il pressing del Tesoro e i dubbi di An ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impressione che qualcuno voglia spingere il piede sull'acceleratore del commissariamento di Alitalia e ottenere dal governo, prima delle ferie, la rassicurazione che l'operazione ideata da Intesa Sanpaolo può partire. Senza il via libera dell'esecutivo infatti, la cordata che dovrebbe acquisire una parte di Alitalia, non riesce a quagliare.

C ome ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE La partita Il Tesoro fa pressing ma An ha dubbi C ome una zanzara fastidiosa che nella calura estiva ogni tanto ronza nelle orecchie, così la voce di un commissariamento imminente di Alitalia, da qualche giorno, fa capolino tra i lanci delle agenzie. è successo venerdì scorso. è accaduto ieri . CONTINUA A PAGINA 2.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2 Le domande C... ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il commissariamento è una procedura che permette la prosecuzione, in regime straordinario, dell'attività di un'azienda in crisi. La legge che porta il nome dell'ex ministro Antonio Marzano, introdotta per il crac Parmalat, l'unica in grado di salvare una grande azienda, dovrebbe però essere modificata per essere applicabile al caso Alitalia.

Ritorno al modello-hub ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: BREVI Ritorno al modello-hub "Malpensa ha bisogno di una compagnia che la voglia come suo hub. Chi meglio di Alitalia?".

Formigoni: senza Malpensa non sarà una vera rinascita ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sono fiducioso che Alitalia tenga conto di tutto questo e mi aspetto non la semplice crescita, ma un investimento forte. L'Alitalia faccia di Malpensa il proprio hub". Che idea si è fatta della cordata salva-Alitalia? "è una cordata vera. Ci sono dentro degli imprenditori che si tassano.

In caso di fallimento della compagnia si affolla la lista dei pretendenti ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia i vertici della Lufthansa stavano affrontando gli analisti a Francoforte per la semestrale. Ed è lì che il direttore finanziario, Stephan Gemkow, ha detto che il mercato italiano "resta importante e attraente". Una frase che non avrebbe nulla di sibillino se non fosse per l'interesse che la compagnia tedesca aveva mostrato nelle fasi iniziali della privatizzazioni Alitalia.

Metrò, autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo ( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il piano di salvataggio Alitalia dove si parla genericamente di incrementi dei voli intercontinentali preoccupa Penati: "Se le voci sul nuovo piano industriale di Alitalia e la cordata italiana saranno confermate, avremo il doppio degli esuberi per meno della metà dei soldi offerti da Air France a marzo.

Un buon bilancio dunque, come mostrano anche le più diverse ( da "Tempo, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Resta invece non risolto il nodo Alitalia, anche se dal governo continuano ad arrivare segnali positivi. L'ottimismo però non deve indurre la maggioranza a rilassare i muscoli. Comunque sia l'autunno sarà tutta un'altra storia, perché comunque esso rappresenta una "rottura" nel ciclo delle emozioni della gente, che inizierà a reclamare per i motivi più diversi.

Rebus commissariamento e esuberi. Intesa Sanpaolo èpronta ( da "Tempo, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il piano di salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il momento, non facile, di tirare le somme con i vertici della compagnia e con il governo. Il nodo da sciogliere è la strada da seguire, tra commissariamento e continuità aziendale. Solo dopo verrà aperto il confronto con i sindacati in allarme per i "4-5mila esuberi" che il premier Silvio Berlusconi ha preannunciato.

La nuova Alitalia? Con 5mila esuberi ( da "Campanile, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al vertice della nuova Alitalia, resta confermato il nome di Rocco Sabelli. Fuori discussione anche il nome, il marchio e la livrea di Alitalia. Altra novità: nella nuova società, una newco, entrerà Carlo Toto ma con Ap Holding e non direttamente con Air One essendo troppo indebitata.

Nella nuova Alitalia 4 o 5 mila esuberi ( da "Secolo XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella nuova Alitalia ci saranno 4 o 5 mila esuberi di personale mentre per formare la cordata italiana (Ligresti, Benetton, Aponte) ci vorranno tra 800 e 1.000 milioni di euro. Il dato sui dipendenti che saranno mandati a casa è stato rivelato da Silvio Berlusconi durante una cena con i senatori del centrodestra e ha provocato un putiferio:

Alitalia, restano a terra in 5 mila ( da "Tempo, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa pronto il progetto fenice Alitalia, restano a terra in 5 mila Rebus commissariamento e esuberi. Intesa Sanpaolo è pronta a presentare il piano di salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il momento, non facile, di tirare le somme con i vertici della compagnia e con il governo.

Alitalia, piano 'Fenice' dubbi su commisariamento ed esuberi ( da "Voce d'Italia, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Politica Salgono le proteste dei sindacati e dell'opposizione Alitalia, piano "Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi La "cordata" da 800 milioni e' pronta. Ancora valzer di nomi sugli imprenditori Roma, 31 lug. - Il piano “Fenice” per il salvataggio di Alitalia è pronto, ma restano i nodi commissariamento e esuberi.

Alitalia, piano "Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi ( da "Voce d'Italia, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Politica Salgono le proteste dei sindacati e dell'opposizione Alitalia, piano "Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi La "cordata" da 800 milioni e' pronta. Ancora valzer di nomi sugli imprenditori Roma, 31 lug. - Il piano “Fenice” per il salvataggio di Alitalia è pronto, ma restano i nodi commissariamento e esuberi.

Berlusconi vola solo con Alitalia ( da "Opinione, L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia di Walter Ricci I soldi ci sono, andiamo avanti fiduciosi. Così il premier Silvio Berlusconi parlando del salvataggio della compagnia di bandiera. "Con Alitalia andremo avanti perché si deve pensare al bene del Paese e non ci fermeremo certo davanti a qualche manifestazione", ha assicurato il presidente del Consiglio nel corso di una cena con i senatori del Pdl presso la

Il premier: <Ci sono progetto e soldi. 5mila esuberi? Male minore. I sindacati non ci ( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Redazione Il premier Silvio Berlusconi preannuncia la fine dell'emergenza per Alitalia: "Ci sono le idee e ci sono i soldi - dice -. Ripristineremo delle tratte e ci saranno 90 nuovi aerei. I 5mila esuberi? A questo punto sono il male minore, i sindacati non ci fermeranno. Ma sono pronte le misure per riassorbire i licenziamenti.

Il premier: "Ecco come salverò Alitalia" ( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Con Alitalia si va avanti - ha detto Berlusconi - perché si deve pensare al bene del Paese e il governo non si fermerà davanti a qualche manifestazione" anche perché "5mila esuberi, a questo punto della vicenda Alitalia, sono il male minore rispetto alla prospettiva di 20mila licenziamenti in caso di fallimento".

Senza paracadute ( da "Manifesto, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il "salvataggio" di Alitalia su cui Berlusconi ha fatto la sua campagna elettorale svela tutti i suoi limiti. La "cordata italiana" metterebbe in campo 800 milioni: tra i soci, Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e forse ColaninnoPAGINA8.

Inferiori per decreto legge ( da "Manifesto, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e più in generale nelle aziende giornalistiche e della comunicazione, in Alitalia e nel settore privato (turismo e commercio soprattutto). I contratti a tempo determinato (2,3 milioni in Italia, dati Istat) sono la forma più abusata di precarietà. Perciò la possibilità di ricorrere in giudizio costituisce per i lavoratori precari una sorta di 'articolo 18'.

Una Fenice dal volo incerto ( da "Manifesto, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Il Consiglio di amministrazione discute - ma non approva - il piano di "salvataggio" Una Fenice dal volo incerto Confermati i 5 mila esuberi. Irrisolto il nodo dell'alleanza internazionale Bruno Perini Come l'araba Fenice, Alitalia potrebbe risorgere dalle sue ceneri: Ma, a differenza del mitico uccello sacro dell'


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Caos Alitalia, via in cinquemila (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi annuncia i tagli, piano di rilancio da un miliardo. Parla Bersani: meglio l'intesa con Air France, ora il danno è fatto Caos Alitalia, via in cinquemila Scontro sugli esuberi. Precari e assegni sociali, il governo rimedia Polemiche sul piano per far rinascere Alitalia. Il documento di Intesa-San Paolo prevederebbe una dote iniziale di oltre un miliardo: 300 milioni già messi dal governo e 700 investiti dai soci privati: Ligresti, Benetton e Aponte sono finora gli unici nomi certi. Il piano prevede 90 nuovi aerei e 5.000 esuberi, molti di più di quelli indicati da Air France. Bersani: meglio l'intesa con i francesi. DA PAGINA 2 A PAGINA 5.

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Alla ricerca dei colpevoli della catastrofe - eugenio scalfari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Il colloquio Alla ricerca dei colpevoli della catastrofe EUGENIO SCALFARI CONOSCO Corrado Passera da una vita. Da quando lavorava alla Olivetti a fianco di Carlo De Benedetti. Poi all'Espresso dove si innamorò del mestiere di editore di giornali. Poi capo delle Poste italiane, dove riorganizzò un servizio pubblico in stato comatoso e ne fece un'azienda moderna. Infine alla guida di Banca Intesa chiamato da Giovanni Bazoli ormai "grande vecchio" del sistema bancario italiano. In quest'ultima carica, la più importante di una fulminante carriera, Corrado ha vissuto e gestito le tappe essenziali delle trasformazioni bancarie italiane, della nascita di Banca Intesa Sanpaolo, di una serie di interventi in sostegno di grandi e medie imprese dalla Fiat alla Piaggio, da Luxottica a Telecom. Ora è la volta di Alitalia. Non è quantitativamente parlando un'iniziativa da farlo tremare, ne ha gestite di ben più impegnative. Ma questa è la prima (probabilmente anche l'ultima perché di rogne gliene sta dando un bel po') nella quale si trovi alle prese direttamente con il potere politico e per di più su un tema che non è soltanto di mercato: risuscitare la compagnia di bandiera del trasporto aereo, dove alla parola bandiera si dà anche un significato simbolico e cioè la nazionalità della compagine azionaria. SEGUE A PAGINA 3.

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Alitalia, guerra sui tagli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Settemila esuberi. Scontro Berlusconi-Tremonti. In rivolta Pd e sindacati, Fini chiama l'esecutivo alle Camere Alitalia, guerra sui tagli Passera: così nascerà la nuova compagnia aerea ROMA - Sarebbero circa settemila gli esuberi per Alitalia, come rivelato alla cena con i senatori del Pdl dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, anticipando i punti del piano per il salvataggio della compagnia di Bandiera. Ma le parole del premier hanno fatto insorgere l'opposizione e anche i sindacati. Scontro tra il Cavaliere e Tremonti. Passera: così può nascere la nuova compagnia. SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Berlusconi vuole una legge ad hoc "evitiamo il commissariamento" - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il premier: aiuterò la cordata, serve un passaggio soft ai nuovi azionisti Berlusconi vuole una legge ad hoc "Evitiamo il commissariamento" Palazzo Chigi teme che una scelta drastica porti scioperi a raffica Attrito con Tremonti che propone invece l'amministrazione straordinaria CLAUDIO TITO ROMA - Un aggiustamento della legge Marzano. Una norma ad hoc per arrivare alla separazione in "good company" e "bad company" senza il commissariamento. Sulla scrivania di Silvio Berlusconi il dossier Alitalia ha ormai scalato tutte le priorità. Una spina sempre più appuntita per il governo. Che il Cavaliere sta cercando di smussare con una via d'uscita che possa accontentare la potenziale cordata di imprenditori e nello stesso tempo eviti di farlo salire sul banco degli imputati con l'accusa di non aver rispettato gli impegni elettorali. Un escamotage, però, che richiede tempo. Almeno un altro mese. E che potrebbe arrivare all'esame del consiglio dei ministri alla fine di agosto: una legge su misura, appunto, che offra gli strumenti della Marzano senza il "trauma" del commissariamento. E già, perché il braccio di ferro in corso tra il premier e i "pretendenti" ad assumere la guida della compagnia di bandiera è tutta qui. Anche nei recenti contatti tra palazzo Chigi, i possibili anelli della cordata e l'advisor Intesa San Paolo, il nodo non si è affatto sciolto. La banca di riferimento considera chiuso il suo lavoro e attende risposte dall'esecutivo. Facendo sapere che al momento i capitali privati non sono sufficienti e che saranno facilmente reperibili solo se potrà essere acquistata la parte buona dell'azienda: senza i debiti che ammontano a 1121 milioni di euro. "Di commissariamento o di fallimento non voglio sentire parlare", ha però ripetuto ieri il presidente del consiglio. "Sarebbe una figuraccia" in grado di rendere più infuocato un autunno che fin da ora si prospetta caldo. Senza contare che vive come un "incubo" l'idea che il raffronto tra l'accordo con Air France e quello con AirOne si riveli manifestamente sfavorevole. Una posizione confermata anche nei colloqui con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Che venerdì scorso aveva suggerito informalmente proprio l'ipotesi del "commissario" per dare un colpo di acceleratore al chiarimento: "bisogna decidere, in un senso o nell'altro". Ma anche in quel caso, Berlusconi ha risposto con un secco e irritato "no". Spalleggiato da Gianni Letta che ha sottolineato i rischi di un'operazione del genere durante l'estate (scioperi a raffica) e ha chiesto una "pausa di riflessione" per studiare tutte le implicazioni giuridiche. A cominciare dai rischi connessi ad una ipotetica bancarotta. Per questo il Cavaliere vorrebbe tracciare una sorta di exit strategy che contemperi le esigenze di tutti gli attori in scena. Sapendo che allo stato la cordata è in alto mare (Benetton a questo proposito è stato esplicito) e che la forbice sui dipendenti sarà comunque pesantissima. Spera anzi di renderla meno drastica con una "bad company" cui applicare tutti gli ammortizzatori sociali. Anche perché nella "sforbiciata" non ci finirà solo il personale Alitalia ma anche quello di Air One. La sovrapposizione delle due strutture implicherà sacrifici - stimati 2000 tagli - anche alla compagnia di Toto. Per chiudere il quadro, però, serve tempo. E un pressing sistematico sulla Commissione europea. A palazzo Chigi, infatti, mettono nel conto che tutto potrebbe precipitare se Bruxelles bocciasse definitivamente il prestito-ponte. Nessuno esclude l'Ue ordini la "sospensione" del prestito. In quel caso il commissariamento diventerebbe "inevitabile" anche per il Cavaliere. E la temperatura autunnale si impennerà.

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Alitalia, scontro sugli esuberi con airone salgono a 7 mila - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, scontro sugli esuberi con AirOne salgono a 7 mila Sindacati: governo poco chiaro. Fini: riferisca in aula LUCIO CILLIS ROMA - Cinquemila esuberi, che probabilmente saliranno a quasi 7 mila con AirOne, 90 aerei in arrivo, una cordata di imprenditori pronti ad entrare nella rinata Alitalia con circa 700 milioni di euro. Il piano è pronto a partire. Ma ad una condizione: "I sindacati non devono mettere i bastoni tra le ruote, altrimenti salta tutto, ha detto Silvio Berlusconi nel corso di una cena con i senatori del Pdl. Ed è di nuovo bufera sul piano che dovrebbe salvare la compagnia di bandiera nazionale. Opposizione e sindacati insorgono e chiedono chiarimenti, mentre all'interno dello stesso esecutivo si confrontano due posizioni divergenti: da una parte il Tesoro che chiede un rapido commissariamento, dall'altra il presidente del Consiglio che vuole un passaggio meno traumatico. A conferma di una tensione sempre più palpabile, ieri Palazzo Chigi ha dovuto ancora una volta smentire la notizia del possibile commissariamento del gruppo e le ventilate modifiche alla legge Marzano attese come piatto forte del consiglio dei ministri di fine agosto. Sullo sfondo, prosegue il lavoro del cda della Magliana che ieri si è riunito per analizzare lo stato dei conti ad una settimana dai dati semestrali (che si annunciano pessimi) e per affrontare i passaggi più spinosi del piano di salvataggio di Intesa-Sanpaolo che potrebbe portare, compresi i lavoratori in esubero di Air One (1.500-2.000), a circa 7mila tagli. Ce n'è abbastanza, dunque per riaprire lo scontro. Il leader del Pd Walter Veltroni, attacca: "è un dramma, a pagare saranno i cittadini". Non solo l'opposizione, ma anche lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, chiedono al governo di riferire immediatamente in Parlamento. "Dopo un prestito di 300 milioni, gli italiani si troveranno di nuovo le tasche occupate da un esecutivo che prende loro i soldi" spiega Veltroni che ricorda come "la soluzione Air France prevedesse 2.150 esuberi, mentre Berlusconi ha comunicato che ce ne saranno almeno 5mila". Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, "il rincorrersi di voci incontrollate sul destino di Alitalia, che in queste ultime ore evocano un grande numero di esuberi e il commissariamento, destano preoccupazione ed allarme". Le sigle sindacali del settore trasporti dal canto loro, invitano Palazzo Chigi ad evitare scorciatoie e ad avviare il dialogo: "Serve una diretta assunzione di responsabilità del governo che deve esprimersi con assoluta chiarezza e mettere fine alle indiscrezioni" dicono Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Ugl trasporti e SdL, non senza qualche strappo all'interno delle nove sigle di Alitalia, con i piloti defilati. "Lo stesso Berlusconi oggi parla genericamente di sacrifici - concludono - ma solo due mesi fa ha determinato il fallimento della trattativa con Air France".

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Ecco le condizioni di passera: nessun euro nella vecchia società - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ecco le condizioni di Passera: nessun euro nella vecchia società La Newco dovrà nascere senza i debiti di Alitalia e Toto Il regista del piano: non si può rinunciare alla compagnia di bandiera Creare due aziende, una da rottamare e l'altra salvabile, è il solo schema possibile (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Passera sa che Repubblica ed io personalmente tutte le volte nelle quali ho scritto sull'argomento Alitalia, abbiamo visto nella fusione con Air France il modo migliore per evitare il fallimento della società e limitarne il più possibile i danni per il personale, gli azionisti, i creditori, i contribuenti e gli utenti, perché queste sono le categorie professionali e sociali che compongono il complesso mondo toccato dal fallimento Alitalia. Uso la parola fallimento non a caso perché, allo stato dei fatti, Alitalia è già fallita. Se entro novembre non sarà nata al suo posto una nuova entità societaria, il fallimento sarà inevitabilmente dichiarato per totale mancanza di fondi in cassa. Ma quand'anche il miracolo del salvataggio avvenga, la vecchia Alitalia sarà oggetto d'un fallimento pilotato, cioè morbido, graduale, attraverso una legge Marzano resa più adatta a guidare aziende decotte verso il cimitero degli elefanti senza impiegare inutili brutalità. Insomma un'azienda sostanzialmente fallita dalla quale estrarre, prima che si necrotizzino, le parti ancora vitali, da riorganizzare con un consono piano industriale affidandole ad una cordata (orrenda parola) di imprenditori italiani disposti a metter sul tavolo complessivamente da settecento a ottocento milioni di finanziamento e di gestire la nuova compagnia di bandiera. Passera voleva incontrarmi e raccontarmi. Ci siamo dati appuntamento nella casa di campagna di Carlo Caracciolo e lì abbiamo passato la serata tra vecchi ricordi e il problema che oggi occupa l'amministratore delegato di Banca Intesa. Non ho chiesto a Corrado se potevo riferire la nostra serata. L'esperienza mi ha insegnato ciò che posso raccontare e ciò che appartiene alla riservatezza. Spero di saperne fare anche questa volta buon uso. * * * "Non sono qui per fare "lobbying" con te" mi ha detto dopo che ci siamo salutati e abbracciati come un tempo. "Desidero che tu sia informato del mio lavoro al punto in cui è arrivato. Così, se dovrai scriverne, non dovrai usare voci più o meno attendibili ma fatti veri e previsioni autentiche. Su questi elementi potrai formati un'opinione, quale che sia". Dal canto mio l'ho avvertito (ma lo sapeva già) che l'operazione Alitalia a lui affidata in qualità di "advisor" mi pareva partita col piede sbagliato, messa in pista da chi aveva fatto di tutto per far fallire la fusione con Air France con la prospettiva di una cordata tricolore e l'obiettivo di far passare una lucciola per una lanterna. Fatte queste dichiarazioni iniziali la nostra conversazione è cominciata. Con una prima sorpresa per me: Passera considera importante l'esistenza di un compagnia di bandiera con un azionariato e un management italiano e radicato in Italia. "In Europa" mi ha detto "non c'è nessun paese di vasta estensione che non abbia la sua compagnia di bandiera. E' una sicurezza per gli utenti ed anche per i ricercatori nel settore aerospaziale. Le compagnie aeree degli altri paesi gestiscono tra il 70 e l'80 per cento del traffico nazionale. La nuova Alitalia, se nascerà, dovrebbe arrivare al 65 per cento. Abbastanza per essere vitale lasciando spazio alla concorrenza interna ed estera. Per le tratte a traffico più intenso c'è anche la concorrenza delle Ferrovie. Da questo punto di vista il punto di equilibrio mi sembra raggiunto". Ho chiesto quale sarebbe stato il ruolo di Air One in questa operazione. Una fusione? Air One si sarebbe portata appresso tutti i suoi debiti che ammontano ad oltre un miliardo di euro? Mi ha risposto che non è prevista alcuna fusione con Air One ma semplicemente l'acquisto da parte della nuova Alitalia di alcune attività di Air One. Per esempio tutta la flotta aerea, tutte le autorizzazioni di cui dispone sulle varie rotte, tutti i contratti di acquisto di nuovi aerei. I debiti e ogni tipo di obbligazione di Air One sarebbero rimasti nel perimetro societario di Toto, le attività da lui vendute alla nuova Alitalia sarebbero state pagate con azioni della nuova società. "Ma Toto ce la farà a sopravvivere a questo scorporo?" ricordo che ha fatto un gesto con la mano per dire "Non è affar mio". Poi ha aggiunto: "Penso di sì, penso che ce la può fare". L'attuale consiglio d'amministrazione di Alitalia non vuole la nascita d'una nuova società ma suggerisce di proseguire con la struttura attuale utilizzando i meccanismi e i benefici della legge Marzano. Ma dal seguito della nostra conversazione ho capito che quest'ipotesi è esclusa: nessun imprenditore metterebbe un centesimo nella vecchia struttura Alitalia. A quel punto ci sarebbe il fallimento puro e semplice senza alcuna garanzia né per il personale dipendente né per i creditori. Per di più l'Alitalia cesserebbe per qualche tempo di volare con un collasso vero e proprio dell'economia italiana. * * * E' naturale che di fronte a queste prospettive lo schema di due società - la società-rottame e quella rigenerata da una sapiente chirurgia plastica - sia il solo sbocco possibile. Il problema contiene a questo punto due domande ed esige altrettante risposte: chi è il responsabile di questa catastrofe, annunciata da circa dieci anni e precipitata proprio durante la campagna elettorale del 2008? E, seconda domanda, quale sarà la sorte dei creditori e del personale in soprannumero? Le risposte a queste due domande non rientrano nei compiti dell' "advisor" e quindi non le ho poste a Passera. Me le sono fatte da solo ma ad alta voce e ad alta voce mi sono risposto. I responsabili della catastrofe sono numerosi. I governi che si sono alternati dal 2001 ad oggi, perché la privatizzazione della compagnia aerea era all'ordine del giorno da allora e anche da prima. Il governo Prodi del 2006-2008 che avrebbe potuto vendere all'esordio e non lo fece per i soliti interni contrasti. Quel medesimo governo che si impigliò in un'asta disadatta e in successivi estenuanti tentativi. Silvio Berlusconi, che utilizzò il tema Alitalia, lo slogan patriottardo della cordata tricolore, la necessità di non cedere ai francesi di Air France un bene pubblico della patria, per alimentare l'animosità dei sindacati e mobilitare gli elettori di Forza Italia e della Lega. Ci furono in quelle settimane sbalzi enormi nelle quotazioni in Borsa del titolo Alitalia, in corrispondenza con le quotidiane dichiarazioni berlusconiane. Una vera turbativa di mercato sotto gli occhi della Procura di Roma ma senza conseguenza alcuna per il turbatore. I sindacati che, eccitati all'intransigenza dal leader della destra, risposero negativamente all'ultima offerta di Spinetta, consigliere delegato di Air France, e poserò così la parola fine al negoziato. Secondo me i sindacati e Berlusconi sono i principali responsabili; segue con i suoi non lievi errori di gestione il governo Prodi. Comunque i cocci sono ancora lì e ingombrano il terreno. * * * Mentre facevo queste riflessioni con Caracciolo, guardavo Passera di sottecchi. Ma lui, all'enumerazione di quegli errori e di quelle responsabilità, aveva assunto la posizione della sfinge: mani sulle ginocchia e sguardo nel vuoto. Solo quando nominai i sindacati si lasciò sfuggire un'esclamazione e un gesto delle braccia verso il cielo. Poi si ricompose subito né io sollecitai un suo commento. Gli posi però la terza domanda perché quella rientrava nel perimetro del suo lavoro. Una volta creata la nuova Alitalia, con 800 milioni di finanziamento ma nessun vettore internazionale coinvolto, quale sarà il futuro? Soltanto voli nazionali e qualche rara puntata nel perimetro europeo e transatlantico? Bisognerà rinnovare la flotta? Con quali soldi? Avete messo su un giardinetto di azionisti che hanno però anche altre attività. Forse si aspettano di esser trattati con particolare riguardo dal governo. Pagheremo anche questo noi contribuenti utenti cittadini per salvare il "nano" Alitalia e il "nano" Air One in un mondo dove ormai resteranno soltanto i colossi? * * * La parola "nano" applicata alle due società destinate a diventare una sola, non piace a Passera. Certo sa bene che la nuova Alitalia avrà un perimetro limitato. Non minore però di quello che ebbe l'Alitalia dei tempi d'oro negli anni Sessanta-Settanta, prima delle grandi crisi petrolifere. Anche allora la compagnia di bandiera volava sulle tratte nazionali ed europee con qualche collegamento con le zone di presenza italiana nel mondo: America Latina, Australia, New York. Più o meno sarà così. Per un'azienda fallita, risorgere con questo perimetro non è tanto male. Per svecchiare la flotta si prenderanno gli aerei in "leasing". E poi ci sono le banche di sostegno, a cominciare dalla sua ma non soltanto e non soltanto italiane. Il complesso di queste operazioni richiede una disponibilità e un'affidabilità di almeno cinque miliardi. Il "nocciolino duro" che avete messo insieme vi seguirà? E che cosa domanderà in cambio al governo? Due giorni fa Benetton in una lunga intervista al "Sole 24 Ore" ha già messo le mani avanti, è stato molto chiaro, anzi onestamente chiaro sul "do ut des" in proposito di Alitalia. Ma Passera su questa mia terza domanda ha ripreso la posizione dello sguardo in alto e mani sulle ginocchia (si fa per dire). Ha ripetuto che se gli aerei della compagnia volano la cassa necessaria c'è, il resto riguarda il management, gli azionisti e le banche. * * * Si era fatto tardi, ci accomiatammo dal nostro ospite e andammo verso le auto. Il cielo era terso, splendeva sulle nostre teste il carro dell'Orsa e le luci di Cori sulla collina di fronte. Ci abbracciammo. Corrado era contento della lunga rimpatriata e io pure. Ti auguro il successo che ti meriti, gli dissi montando nella mia auto. Lui agitò il braccio e chiuse lo sportello della sua. Gli passai accanto sulla strada sterrata e gli dissi ancora: era meglio vendere ad Air France. Lui rispose: "Può darsi, ma a noi ci hanno chiamato dopo".

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Legaleil partitodi Erdogan (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

La Corte costituzionale ha respinto la richiesta di mettere fuorilegge l'Akp. Al partito del premier, però verranno dimezzati i fondi 31/07/2008 Marcia indietro del governo anche sugli assegni sociali: resta il solo requisito del soggiorno. Ma il Pd parla di norme anticostituzionali e chiede il ritiro degli emendamenti 31/07/2008 Roma. "Nessun dietrofront. Il governo ha subìto l'emendamento. Ora apportiamo una correzione importante", spiega il ministro Maurizio Sacconi. Comunque sia, la norma ribattezzata "ammazza-precari" è cambiata: non li ammazza tutti ma solo i 44 mila che hanno presentato ricorso contro le Poste. Rimediato anche il pasticcio dell'assegno sociale: lo potrà avere chi vive da almeno dieci anni in Italia, non è più necessario avere anche dieci anni di contributi. Ma Walter Veltroni (Pd) non ci sta: "Quelle norme vanno ritirate. Sono incostituzionali". bocconetti e un commento di david bidussa >> 2 e 19 31/07/2008 Roma. Nella nuova Alitalia ci saranno 4 o 5 mila esuberi di personale mentre per formare la cordata italiana (Ligresti, Benetton, Aponte) ci vorranno tra 800 e 1.000 milioni di euro. Il dato sui dipendenti che saranno mandati a casa è stato rivelato da Silvio Berlusconi durante una cena con i senatori del centrodestra e ha provocato un putiferio: si tratta di più del doppio dei tagli (2.150) previsti mesi fa da Air France, che infine ritirò la propria offerta. Il centrosinistra ha chiesto la convocazione del governo in Parlamento e denuncia che di fatto il buco della compagnia aerea sarà tappato con soldi pubblici. I sindacati dicono basta al "gioco al massacro" e alle voci sui tagli. cresci >> 3 31/07/2008 lo promuove di pietro 31/07/2008 un referendum sul lodo alfano 31/07/2008 Roma. Antonio Di Pietro parte alla controffensiva e deposita alla Corte di Cassazione il referendum per abolire il cosiddetto Lodo Alfano, cioé la legge appena approvata che assicura l'immunità penale alle quattro più alte cariche dello Stato, tra le quali il primo ministro. Se il quesito sarà giudicato legittimo dai giudici, partirà la raccolta di firme. Per indire un referendum ne servono almeno 500 mila. servizio >> 2 31/07/2008.

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Il dialogo impossibile - piero ottone (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)

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Commenti Il dialogo impossibile PIERO OTTONE Che il dibattito politico in Italia tenda all'astratto, cioè alla discussione sui concetti più che sulle cose concrete, è innegabile. Ed è anche la nostra sciagura. Un esempio recente è offerto dalla disputa, che si trascina ormai da mesi, sul tema del dialogo. Deve esserci dialogo fra governo e opposizione? é opportuno che in certi casi i rappresentanti della maggioranza si incontrino con quelli dell'opposizione, appunto per "dialogare", o non devono incontrarsi mai? Alle persone di buon senso la risposta sembra facile. Se su un certo tema, procedurale o di sostanza, hanno qualche cosa da dirsi; soprattutto se intravedono, nell'interesse del paese, una possibilità di intesa, fanno bene a incontrarsi; in caso contrario, ciascuno stia a casa sua. Ma questo criterio pragmatico è dettato, come ho detto, dal buon senso. Nella vita politica italiana, invece, il dialogo è diventato una categoria filosofica, e si è accesa su di essa una controversia squisitamente scolastica. è sorta una questione di principio. Gli uni, dichiarandosi favorevoli al dialogo, si sono esposti all'esecrazione degli altri, che sono contrari. Ci sono addirittura i "dialoghisti" e gli "antidialoghisti". è probabile che la disputa sia destinata a trascinarsi all'infinito. Altra caratteristica della vita politica italiana, che discende da quella testé enunciata, è la ripetitività. Su ogni tema (la costruzione di un ponte o di un'autostrada, il contratto dei precari, l'energia nucleare) si delinea un partito favorevole, un partito contrario. Il partito del "sì" e quello del "no". E fin qui, nessuna obiezione: è giusto che ciascuno la pensi a modo suo, e ciascuno avrà le sue buone ragioni per assumere un certo atteggiamento. Ma nei paesi che dispongono, beati loro, di una buona classe politica, le parti in causa si confrontano, e arrivano a un compromesso. Da noi, che di una buona classe politica non disponiamo, il partito del "sì" e quello del "no" non cedono di un millimetro, e continuano a ripetere il loro sì e il loro no per mesi, per anni. Col risultato che si discute, si discute, e non si fa nulla. Esempi? L'Alitalia; l'Alta Velocità; l'energia nucleare; i contratti per il lavoro a termine. Ma la lista è interminabile. Le conseguenze di questi comportamenti sono disastrose, e infatti l'Italia sprofonda. Resta da chiedersi: perché succede tutto questo? Perché i nostri dibattiti sono accademici, sono astratti e teorici, e si protraggono all'infinito? Secondo me, il difetto di origine è la mancanza di senso politico. L'uomo politico, quello vero, sa che il suo mestiere è fare le cose, non discutere intorno alle cose, e quando si trova di fronte a un ostacolo, lo aggira, scende a compromessi, pur di ottenere comunque un risultato. Preferisce rinunciare a qualche sua richiesta pur di passare all'azione. Questo suo comportamento tende a un fine: il bene comune, l'interesse generale. Ma l'uomo politico italiano non ha davanti a sé il concetto dell'interesse generale, e quindi il suo amor proprio, il suo "io" diventano per lui il criterio dominante, la priorità assoluta. Se rinuncia ai suoi princìpi, alla sua vittoria personale, tutto crolla intorno a lui. Questa è, a mio parere, la vera origine del malgoverno in Italia: una questione di cultura, di mentalità, prima ancora che la conseguenza di cattive leggi elettorali. Purtroppo: perché la mentalità non si cambia da un giorno all'altro. Ho letto in questi giorni che De Gasperi diceva: "La politica è fare". De Gasperi era, infatti, un grande uomo politico. Dei successori non ha detto qualcun altro che sono filosofi della Magna Grecia?.

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"fiumicino allarme rosso licenziamenti" - maria elena vincenzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Roma Il caso "Fiumicino allarme rosso licenziamenti" MARIA ELENA VINCENZI Salvare Fiumicino dalla deriva di Alitalia. La crisi della compagnia di bandiera rischia di coinvolgere anche lo scalo romano proprio nel momento più delicato, dopo il trasferimento dei voli da Malpensa. E, per di più, in piena estate. A lanciare l'allarme, Michele Meta, capogruppo Pd nella commissione Trasporti della Camera. "Gli slogan non bastano più a coprire le responsabilità del Governo, la vicenda Alitalia è drammatica". E, dal generale al locale, il passo è breve: Fiumicino è pur sempre il primo scalo italiano. "Il sistema romano e laziale deve allearsi per far sentire la propria voce nei confronti di un Governo sordo che licenzia almeno 5.000 dipendenti e indebolisce il sistema aeroportuale di Fiumicino. Chiediamo al sindaco di Roma, Alemanno, al presidente della Provincia, Zingaretti e al presidente Marrazzo di convocare al più presto una seduta straordinaria e congiunta dei consigli comunali, provinciali e regionali presso l'aeroporto di Fiumicino per discutere, insieme alla cittadinanza e alle parti sociali, le ricadute della crisi Alitalia sul sistema laziale". Una polemica che si scatena proprio nel giorno in cui Enac promuove a pieni voti l'estate di Fiumicino. Numeri da record: un trend di crescita che nei primi mesi del 2008 è stato del 10,6 per cento in più, pari a 20.100.00 passeggeri. Non sono mancati picchi da 130 mila passeggeri al giorno, ma, ha assicurato Vito Riggio, presidente dell'Enac, la struttura ha retto bene.

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Galletti (Udc) accusa:<C'è un danno erariale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Galletti (Udc) accusa:"C'è un danno erariale" centristi perplessi ROMA. "Cinquemila esuberi che graveranno sulle tasche degli italiani perché riassorbiti per decreto legge o pre-pensionati, 300 milioni di prestito ponte che non torneranno mai nelle casse dello Stato e per le quali pagheremo una multa elevatissima a causa della prossima condanna dell'Unione Europea, e assenza di un grande partner internazionale": questo - ha affermato afferma Gian Luca Galletti capogruppo UDC in Commissione Bilancio della Camera - il bilancio della "straordinaria" operazione "Berlusconi-Alitalia". "Se accadrà quanto sopra - ha aggiunto Galletti - il Governo dovrà risponderne di fronte al paese e del danno erariale, e del perché ha sabotato in campagna elettorale l'operazione Air France". Il partito di Casini ha altre perplessità sull'operazione. Dice Bruno Tabacci: "Ma perché qualcuno dovrebbe mettere soldi su un una cosa che non esiste, che non ha alcuna possibilità di realizzarsi. L'ex presidente della commissione Attività produttive di Montecitorio è drastico: "Sono pieni gli atti parlamentari di previsioni puntuali di quanto sarebbe accaduto. Mi sembrava chiaro da tempo, e non ho altro da aggiungere, che il governo su questa strada non avrebbe trovato consenso.Affonderanno, su questa vicenda. E i media -taglia corto l'esponente centrista- continuano a dargli credito". 31/07/2008.

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Ottocento milioni in volo (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Cinquemila esuberi, a fine agosto il commissariamento. I sindacati: "Chiarezza" Roma. Il piano è pronto. Con qualche incognita. Il primo: il progetto di salvataggio dell'Alitalia, elaborato dall'advisor Banca Intesa-San Paolo è pronto, ma ieri pomeriggio non è stato inserito all'ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione dell'Alitalia. Il secondo giallo è più complicato: nel primo pomeriggio si è diffusa la notizia che il Consiglio dei Ministri del 29 agosto, alla ripresa dei lavori parlamentari alla fine delle ferie, sarebbe stato decretato il commissariamento della compagnia, come primo passo verso il salvataggio. Ma Palazzo Chigi ha decisamente smentito la circostanza, neppure mezz'ora dopo la indiscrezione. Ma quel giorno, il governo dovrà, in ogni caso, prendere una decisione per la modifica della Legge Marzano, e renderla applicabile alla compagnia. Il salvataggio, in ogni caso, è delineato: ci saranno tagli (Silvio Berlusconi ha parlato di almeno cinquemila esuberi), ma arriverà almeno un miliardo di euro per il rilancio (300 milioni dal prestito ponte gli altri 700 da una cordata di imprenditori cui, al momento, partecipano Benetton e Ligresti, non invece Colaninno) a partire dall'acquisto di 90 nuovi aerei. Si parla nuovamente di "sinergie", non meglio chiarite, con Air France, e di un ingresso indiretto di Carlo Toti, non attraverso Air One (azienda troppo indebitata). Questo è quanto si evince, studiando il piano "Fenice", elaborato dall'advisor Banca Intesa (che doveva essere consegnato ieri al Consiglio di Amministrazione dell'azienda), e da quanto ha riferito, nella notte tra mercoledì e giovedì, nel corso di una cena con i senatori del Pdl, il Presidente del Consiglio. Tutto questo progetto ha una condizione: "I sindacati non debbono mettersi di traverso" -? ha però amminito Silvio Berlusconi ai suoi parlamentari -. ? Altrimenti salta tutto". Le indiscrezioni hanno immediatamente scatenato le opposizioni. "La soluzione ipotizzata dal Governo Prodi, con l'acquisizione della compagnia da parte di Air France prevedeva 2.150 esuberi e nessuna passività; ora il premier fa sapere che ci saranno ben 5.000 persone in mobilità e nessun a alleanza internazionale. Quale era la soluzione migliore?" -? si è chiesto, polemicamente, il segretario del Pd, Walter Veltroni - .? La vicenda Alitalia è all'ultimo atto e, se non ci fosse di mezzo la situazione tragica di tante famiglie, sarebbe una farsa: si gettano altri soldi pubblici in una voragine che ne ha già assorbiti tanti. In questo momento tutti stringono alleanze internazionali e Berlusconi ci presenta una soluzione domestica". Settantuno senatori del centrosinistra hanno sottoscritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio perché riferisca immediatamente in aula sullo stato della vicenda: "Il Senato non può svolgere il ruolo di mero spettatore. Anche a costo di rinviare le ferie". Analoga richiesta è stata avanzata dai deputati dell'Udc. A sera, il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, ha chiesto ufficialmente che il governo fornisca un'informativa al Parlamento. La cronaca della svolta è iniziata a cena, mercoledì. Berlusconi ha spiegato ai suoi senatori che il piano di salvataggio dell'Alitalia prevede un prezzo alto da pagare: "Saranno cinquemila gli esuberi - ha detto -? e, per loro, scatteranno alcune misure. Ci saranno scivoli verso il pensionamento anticipato, prepensionamenti veri e propri, ed inoltre anche la possibilità di ritorno in azienda nel prossimo futuro, per alcuni. Però i sindacati non dovranno mettere i bastoni tra le ruote, altrimenti salta tutto. Se la compagnia fosse fallita, sarebbero state 20.000 le persone senza lavoro". In realtà, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ieri pomeriggio, è sembrato cadere dalle nuvole: "Cinquemila esuberi? Giuro che non ne so nulla" ha assicurato ai cronisti. A fronte di questo dato negativo, arriveranno 90 nuovi aerei, e saranno ripristinate le rotte internazionali più prestigiose. Anche verso la Cina". Di Air France il premier ha parlato quasi di sfuggita: "Ci saranno sinergie con Parigi - ha detto, senza addentrarsi in altri dettagli -? Nessun accordo organico, però". Tra i possibili patner vi sarebbero anche Lufthansa e British Airays. "Resto molto ottimista: i soldi ci sono e ho dovuto dire anche qualche "no" a chi voleva partecipare", ha aggiunto ancora Berlusconi parlando ai suoi senatori. Il piano di rilancio, denominato appunto "Fenice", prevede un miliardo di euro per l'avvio: trecento milioni arrivati con il prestito ponte del governo, e gli altri settecento versati da un pool di imprenditori. Si conoscono alcuni nomi: il costruttore Salvatore Ligresti, l'armatore Gianluigi Aponte, Gilberto Benetton e, con quote minori, Marcegaglia, Riva e Fossati. Parteciperebbero anche la banca d'affari Morgan Stanley e due fondi, Clessidra ed Equinox. Non c'è, invece, Roberto Colaninno. "Ritengo un dovere partecipare -? ha, però, aggiunto Benetton - e siamo pronti a fare la nostra parte. Ma non sono disponibile a partecipare ad una cordata "al buio": l'ho spiegato sia a Berlusconi che a Tremonti. A tutt'oggi non ho ancora visto il piano industriale. E vorrei ricordare che, nel settore del trasporto aereo, al momento non è pensabile puntare al successo di questa operazione, senza la presenza di un patner internazionale". Il piano prevede che al vertice della Compagnia resta Rocco Sabelli. Poi nasceranno una "newco" ed una "badco", la prima che rappresenterà il rilancio, terrà il nome, il marchio e la livrea. La seconda, conterrà quelli che vengono indicati come i rami secchi dell'azienda. Per gli ammortizzatori sociali da utilizzare, due le opzioni sul tappeto: la prima prevede la costituzione di una società (sulla falsariga della Gepi che era la finanziaria dell'Iri e che aveva il compito di entrare in aziende in crisi per ristrutturarle), oppure attendere un decreto ad hoc. Del tutto incerto, al momento, il destino del settore cargo. Si punta al 60% del mercato interno, rafforzando gli scali di Malpensa, a scapito delle rotte di lungo raggio. Ieri, il Cda Alitalia non ha esaminato il piano "Fenice". C'è tempo fino al 10 agosto perché l'advisor completi il suo dossier. Ma certo non c'è molto margine di manovra: il prossimo otto agosto è già fissata una nuova riunione, per esaminare i conti del semestre e verificare se ci sono ancora margini per la continuità aziendale. Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 31/07/2008 la polemicaVeltroni (Pd): "Prodi prevedeva 2150 esuberi. Quale era la soluzione migliore?" 31/07/2008.

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Il ritorno al monopolio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il ritorno al monopolio Alfredo Recanatesi Liberisti all'italiana Sulle ragioni dell'ottimismo esibito da Berlusconi sul futuro di Alitalia qualche riserva è a dir poco doverosa. In primo luogo, l'aspetto industriale. In proposito circolano soltanto illazioni, ma bastano per concludere che il punto di forza sul quale il futuro di Alitalia si fonderebbe sarebbe la perpetuazione, anzi il rafforzamento, del monopolio sulle rotte domestiche. La fusione con AirOne, l'unica compagnia in grado di insidiare il dominio Alitalia sulla rete interna, ridurrebbe infatti a qualche operatore marginale la concorrenza su questo mercato.segue a pagina 3.

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Il premier annuncia il nuovo piano: esuberi raddoppiati rispetto a quelli di AirFrance I sindacati: il governo faccia chiarezza. Veltroni: pagheranno lavoratori e cittadini Manovra (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

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Stai consultando l'edizione del L'Alitalia di Berlusconi: 5mila licenziamenti Il premier annuncia il nuovo piano: esuberi raddoppiati rispetto a quelli di AirFrance I sindacati: il governo faccia chiarezza. Veltroni: pagheranno lavoratori e cittadini Manovra, modificate le norme su precari e assegni sociali. Il Pd: vanno ritirate Ecco il "piano Fenice" di Berlusconi per l'Alitalia: circa un miliardo di euro (compresi i 300 milioni "prestati" dal governo), con l'ingresso degli imprenditori Ligresti, Benetton e Aponte e un "sacrificio" di 5mila posti di lavoro. Vale a dire più del doppio di quelli previsti dal piano AirFrance, fatto fallire proprio dall'attuale premier. Silvio Berlusconi ne ha parlato, con aria soddisfatta, alla cena dei senatori del Pdl. Ma le reazioni non sono quelle che si aspettava. Allarmati i sindacati che chiedono immediate spiegazioni. Durissimo Walter Veltroni: "Pagano i contribuenti e i lavoratori". Il segretario del Pd dà un giudizio assai negativo anche sulla manovra che produce un aumento delle tasse e chiede che vengano cancellate le norme sui precari e gli assegni sociali. "Il governo - conclude - sta mettendo le mani nelle tasche degli italiani". Rossi, Di Giovanni, Di Blasi alle pagine 2 e 3 sta tornando sta tornando.

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Berlusconi raddoppia gli esuberi: sono 5000 Il governo smentisce il commissariamento. Il piano Fenice : lacrime e sangue per i dipendenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

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Stai consultando l'edizione del Berlusconi raddoppia gli esuberi: sono 5000 Il governo smentisce il commissariamento. Il piano "Fenice": lacrime e sangue per i dipendenti di Roberto Rossi/ Roma LACRIME E SANGUE Un minimo di cinquemila esuberi (il doppio di Air France), azionisti privati di peso e, infine, un miliardo di euro, di cui trecento pubblici, per ripartire. Ecco la nuova Alitalia targata Silvio Berlusconi e Intesa Sanpaolo, la banca chiamata dal governo a elaborare il salvataggio del gruppo attraverso un piano, denominato "Fenice", che ieri è stato il convitato di pietra nel consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera. Un piano di lacrime e sangue ma allo stesso tempo ambizioso, in alcuni punti, tanto da sembrare irrealizzabile. Di sicuro molto differente da quello proposto da Air France il 19 marzo scorso. Si parte dai soldi e dagli investitori. I nomi sono quelli indicati da tempo. Benetton, concessionario autostradale e azionista di Aeroporti di Roma (Fiumicino), Ligresti, costruttore e assicuratore, Gianluigi Aponte che di professione fa l'armatore (Msc), e poi il gruppo Riva, Marcegaglia, la famiglia Fossati (fondatrice della Star). Al gruppo di privati, in forse Roberto Colaninno, si potrebbe aggiungere un pool di banche tra le quali Morgan Stanley (ancora incerta) e Nomura. Servono 700-800 milioni. Che con i 300 concessi dallo Stato attraverso il prestito ponte fanno un miliardo. Air France, tra aumento di capitale, ripianamento debito e investimenti, di miliardi ne metteva tre e mezzo. Per il vertice della compagnia resiste il nome di Rocco Sabelli (ex Piaggio). Il suo arrivo era assicurato per l'8 di agosto, giorno nel quale il consiglio di amministrazione sarà chiamato a esaminare i conti, ma potrebbe slittare alla fine del mese. Alitalia, che mantiene nome e logo, ripartirà con una nuova società che sarà fusa con AirOne. Carlo Toto, proprietario della stessa AirOne, potrebbe entrare con la controllante Ap Holding o vendere la società ai nuovi azionisti. Nella nuova Alitalia confluirebbe la parte buona del gruppo, rotte e aerei, mentre debito ed esuberi verrebbero trasferiti in una altra società, la "bad company", che potrebbe restare in capo all'attuale amministratore del gruppo Aristide Police. Non è chiaro chi tratterà per Alitalia a partire da settembre, quando il piano sarà ufficializzato. Se sarà formalizzata la figura di commissario oppure sarà il nuovo consiglio di amministrazione a gestire il rilancio. Il governo ieri ha smentito che si arrivi al commissariamento ma non è un mistero che si stia progettando una riedizione della Legge Marzano, ideata per salvare Parmalat, calibrandola su Alitalia. Forse il commissario potrebbe riguardare solo la bad company. La nuova compagnia, secondo quanto riferito dallo stesso Berlusconi martedì sera ai senatori del Popolo delle Libertà, conterà "90 nuovi aerei" che dovrebbero sostituire i vecchi e poco economici Md80. Il problema è che le due principali industrie costruttrici (Boeing e Airbus) sono oberate dagli ordini. Forse i nuovi aerei saranno la dote di AirOne, che lo scorso maggio ne ha ordinati 24 con un'opzione per altri 20. Incerto, invece, il destino del Cargo, che perde un terzo del fatturato. I francesi avevano proposto una moratoria di tre anni. Il piano Intesa, invece, dovrebbe prevedere un suo ridimensionamento o la vendita. Malpensa sarà il fulcro del nuovo gruppo, almeno secondo quanto riferito dal Corriere della Sera. Per il giornale, di cui Intesa Sanpaolo è uno dei maggiori azionisti, Malpensa avrà un numero di "voli internazionali e intercontinentali superiore ad oggi e anche a quelli di Fiumicino, perché il mercato della Lombardia lo consente". Come? E cioè perché Malpensa, nel giro di poche settimane o qualche mese, da un aeroporto che bruciava 200 milioni di euro l'anno dovrebbe trasformarsi in un modello di business visto che ci sono ancora decine di scali sparsi per tutto il Nord. Con la fusione Alitalia avrà una quota di mercato domestico del 60% (contro il 40%). Poi cercherà il respiro internazionale con un partner (Air France, Lufthansa o British). Berlusconi ha parlato di sinergie con la Francia. Quali? Air France l'alleanza l'ha chiusa mesi fa. Allearsi non serve, serve integrarsi, vedi Iberia e British. Con quale forza contrattuale? Infine i licenziamenti. Usciranno 5mila persone. Forse 6mila o più. Con Air France erano 2.100. "E il male minore - ha detto ancora Berlusconi - e i sindacati non dovranno fare storie" altrimenti a casa ce ne andranno 20mila. Gli esuberi e i debiti andranno nella bad company. Smaltibili con l'intervento dello Stato.

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Berlusconi ci ha pensato lui e Alitalia raddoppia gli esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Berlusconi ci ha pensato lui e Alitalia raddoppia gli esuberi Nell'attesa della serata tele giornalistica, abbiamo pensato: qualcuno lo dirà che Berlusconi vuole tagliare il doppio dei dipendenti Alitalia di quanti ne aveva messi in bilancio Air France? Ebbene sì, non siamo stati delusi, il Tg3 ha aperto proprio così, testuale: da 2500 a 5000, il doppio. Il Tg1, per la buffonata Alitalia, ha ospitato Veltroni e così ha evitato di prendere posizione. E adesso bisognerebbe che la compagnia di bandiera al completo andasse sotto Palazzo Chigi (sperando di trovarci il Cavaliere) e lo assediasse. Non possiamo, Alitalia a parte, ignorare però l'Emilio Fede di ieri, perché sta provocando seri danni. Il suo tg racconta che tutti gli italiani (soprattutto le italiane che lui fa parlare) sono terrorizzati dagli immigrati, tagliagole e stupratori che a migliaia assaltano via mare le nostre terre redente, subumani che vanno "respinti". Ogni regime autoritario ha il suo "nemico": esauriti i comunisti, ora tocca agli immigrati. E allora, sotto con i soldati per le strade. Emilio Fede li conosce uno per uno: sono tutti "discreti e simpatici". Come i portieri d'albergo. Anche loro, in definitiva, sono in divisa.Paolo Ojetti.

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Aspetto. Sperando che non tocchi a me A Fiumicino dove vince la rassegnazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del PRECARI DI FATTO "Aspetto. Sperando che non tocchi a me" A Fiumicino dove vince la rassegnazione Più che a volare, gli uomini e le donne che dalla mattina presto attraversano le lunghe navate dell'aeroporto di Fiumicino, sembrano abituati a galleggiare. E questo, in mancanza di meglio, sembra bastargli. "Sono anni che Alitalia perde un milione di euro al giorno - si affretta uno stewart davanti al check-in dei voli nazionali - e le voci su quello che succederà, sugli inglesi, sui francesi, sui tedeschi o sui russi che arriveranno e che taglieranno questo e quest'altro, le sentiamo da mesi se non da anni. Berlusconi ha parlato di cinquemila esuberi? Fin quando non c'è un piano non voglio pensarci. Aspettiamo", sorride amaro. È l'attesa la pratica più diffusa all'interno di questo posto, irreale al 30 di luglio: turisti più o meno abbronzati in coda a serpentone (il traffico passeggeri nello scalo romano è aumentato del 10,6 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), italiani in fila ai controlli per la sicurezza, e personale di terra in attesa di capire se ci sarà un futuro per quella che è, allo stato, la compagnia di bandiera italiana. E se loro rientrino in quel futuro. Di fianco alla prima pietra del "nuovo molo C", piantata in mezzo ai negozi dello scalo già costruito, Anna, foulard tricolore dentro la camicia bianca, sbuffa: "Tra esternalizzazioni, cassa integrazione e licenziamenti, il conto lo faranno presto. Speriamo di conservare questo posto di lavoro, fin quando c'è". Certo, in campagna elettorale, la "cordata italiana" era diventata la soluzione di tutti i mali. "Qui nessuno ci ha sperato più di tanto - confida Anna - Alla fine i conti si pagano". È una situazione irreale vedere queste persone quasi convinte di lavorare a sbafo, quasi destinate ad altro nella vita. È il leitmotiv che si respira in questa mattina afosa dentro la pancia del Leonardo Da Vinci. Un'attesa senza risposte. Fosse stata diffusa tre anni fa una notizia del genere (4-5mila esuberi per rimettere in piedi l'azienda), la situazione non sarebbe così ovattata come stamattina. Antonio Amoroso, responsabile Cub, dopo una dotta disquisizione su tutti gli spacchettamenti possibili e immaginabili (già fatti e da fare), e una domanda retorica su questi nuovi"capitani coraggiosi che vogliono avere tutte le garanzie prima di mettere un euro di tasca loro: alla faccia del rischio di impresa", sentenzia che ormai si tratta solo di "bere o affogare". Mentre mostra il volantino con uno sciopero di quattro ore indetto per il 17 settembre ("ma se la situazione precipita potremmo decidere di farlo lo stesso nel periodo di raffreddamento"), rivendica la possibilità che Alitalia segua le orme di AirFrance, rimessa a nuovo dai transalpini come grande vettore nazionale e internazionale attraverso un massiccio investimento pubblico. Ritiene che, al contrario, la strada tracciata per Alitalia sia quella di "un piccolo vettore, neanche nazionale". Che "la politica di dieci anni di tagli e di esternalizzazioni, che noi chiamiamo "licenziamenti di seconda generazione"" abbia alla fine portato a questo. E adesso registra l'ultima puntata di quella che sembra una telenovela che abbia davanti ancora tante puntate, ma un finale già ampiamente scritto. Il primo maggio 2005, ricorda un volantino, Silvio Berlusconi aveva dichiarato: "In Alitalia c'è il doppio del personale necessario". Adesso qualche taglio è stato operato, ma il paziente, se non è morto, ha l'encefalogramma piatto. Dentro l'alveare di Fiumicino si respira la calma apparente di chi sa di vivere in un mondo "precario" che ha continuato a sopravvivere a onta di tutto quello che gli accadeva attorno. E anche oggi il clima è quello che ci viene comunicato da Pietro, quarantatrè anni, sette dei quali passati dentro la pancia della balena e un figlio in arrivo al prossimo settembre: "Berlusconi ha parlato di cinquemila esuberi? Passeranno". Più in là, al polo informatico della Magliana, e ai call center l'atmosfera appare più preoccupata.

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Sabelli non vola (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Sabelli non vola Rocco Sabelli sarebbe il candidato a guidare la nuova Alitalia, ripulita dei debiti e di alcune migliaia di dipendenti. È un'ipotesi che circola in questi giorni accanto alle voci del piano industriale di risanamento e di rilancio della compagnia di bandiera. Sulla candidatura di Sabelli non c'è nulla da dire. È un manager di primissimo piano: ha lavorato con grandi responsabilità e buoni risultati nel gruppo Telecom Italia e poi nel gruppo Piaggio.In particolare ha lavorato a lungo e con un certo feeling con Roberto Colaninno, imprenditore che potrebbe essere coinvolto in qualche modo nella cordata tricolore per il salvataggio di Alitalia. Tuttavia, Sabelli, se davvero sarà lui il candidato a governare l'Alitalia, ha un problema: non ama volare. Proprio non gli piace salire su un aereo. Comprensibile. Può essere il manager giusto per una compagnia aerea? Manager.

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Nuova Alitalia, previsti 5.000 esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 211 Un miliardo per il rilancio e accordo con Air One. Marcegaglia e Colaninno nella cordata Nuova Alitalia, previsti 5.000 esuberi Un miliardo per il rilancio e accordo con Air One. Marcegaglia e Colaninno nella cordata Berlusconi ai sindacati: "Con fallimento sarebbero 20.000" --> Berlusconi ai sindacati: "Con fallimento sarebbero 20.000" Si avvicina il momento delle scelte su Alitalia e vengono fuori per prime indiscrezioni sul piano di risanamento della compagnia che prevederebbe cinquemila esuberi e un miliardo di investimento. Rebus commissariamento ed esuberi. Intesa SanPaolo è pronta a presentare il piano di salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il momento, non facile, di tirare le somme. Il nodo da sciogliere è la strada da seguire, al bivio tra commissariamento e continuità aziendale. Solo dopo verrà aperto il confronto con i sindacati in allarme per i "4-5mila esuberi" che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha preannunciato a una cena con i senatori del Pdl, lasciando intendere che non ci saranno larghi margini di trattativa: quella che verrà disegnata per Alitalia "è l'unica operazione che si può fare", è "meglio del fallimento" con 20 mila licenziamenti, il governo non si fermerà, meglio quindi "non mettere il bastone tra le ruote, altrimenti salta tutto". LA REPLICA "Stanchi di leggere e inseguire indiscrezioni che alimentano tensioni", Filt-Cgil, UilTrasporti, Fit-Cisl, Ugl e Sdl, chiedono al governo che ora "si esprima con assoluta chiarezza". E aggiungono: "Lo stesso Berlusconi che parla genericamente di sacrifici solo due mesi fa ha determinato il fallimento della trattativa con AirFrance ritenendo inaccettabili i sacrifici richiesti dal piano francese e condividendo alcune obiezioni sindacali". IL CDA Il piano di Intesa SanPaolo non è ancora arrivato sul tavolo del cda di Alitalia, che si è riunito ieri: l'intervento dell'advisor, a quanto si è appreso, non era stato previsto all'ordine del giorno. Potrebbe esserci una nuova convocazione molto presto, probabilmente prima del consiglio dedicato all'approvazione dei conti del secondo trimestre, l'8 agosto. Si va avanti sul filo del rischio fallimento. E il ricorso al commissariamento previsto dalla Legge Marzano, la procedura per il salvataggio delle grandi aziende in crisi, potrebbe essere presto imposto dalla difficoltà di mantenere in piedi il delicato equilibrio dei conti. Anche se è una strada che, per quanto finalizzata al rilancio, non piace al presidente del Consiglio che preferirebbe una soluzione che mantenga la continuità aziendale. IL PIANO Secondo le indiscrezioni, il piano prevederebbe una "nuova Alitalia" costituita da una cordata di imprenditori italiani (Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e probabilmente Roberto Colaninno), che investirebbero 800 milioni-un miliardo, 90 nuovi aerei e l'integrazione delle attività operative con quelle di Air One. Resterebbe invece fuori una "bad company" con i debiti e gli asset da liquidare.

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Alitalia, e pensare che criticavano Prodi Cara Unità, l'Alitalia doveva rimanere itali (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, e pensare che criticavano Prodi Cara Unità, l'Alitalia doveva rimanere italiana (mai dialogo con Air France), il presidente dell'Arpac si faceva fotografare sorridente sotto il braccio di Berlusconi. I giornalisti servi all'attacco di Prodi (che grande uomo!), che voleva distruggere un patrimonio italiano! Adesso gli esuberi sono 5 mila, si riapre il dialogo con Air France,i sindacati devono tacere pena 20 mila licenziamenti, ma io non vedo e non sento nessuno (o quasi) giornalista tuonare contro il governo o gridare al tradimento, forse è vero come la famosa pubblicità del gelato (two is meglio che one), 5000 esuberi sono meglio di 2000? Cordiali saluti Imma Fiorillo Alitalia, ora i licenziamenti sono raddoppiati Cara Unità, Berlusconi oggi dice: meglio 5000 esuberi che 20.000 esuberi, cioè la chiusura, con una battuta alla Catalano, ma con Air France erano 2.000, questo lo ricorda o no?I lavoratori Alitalia di sicuro lo ricordano, ma anche i loro sindacati, che sbagliaronoopponendosi ad Air France Giovan Sergio Benedetti, Lucca Emergenza sociale Non c'è solo la spazzatura Cara Unità, si susseguono le iniziative delle varie autorità per "pulire" le nostre città. Ogni giorno poveri disgraziati che sopravvivono vendendo merci di ogni tipo e che - cosa importante - fanno vivere famiglie e intere comunità nei loro paesi di origine, vengono sottoposti a sequestri e trattamenti che è difficile definire "rispettosi" della persona. Barboni e disadattati vari vengono allontanati in maniere che non sono riservate ai "normali" cittadini da un luogo all'altro... Nessuno si interessa del disagio crescente, non ci sono più interventi nel sociale , i disgraziati che scappano dalla morte e dalla fame nei paesi poveri muoiono o sbarcano in Sicilia, le spese per la cooperazione spariscono. È questo il modello di società dei valori (Cristiani??) che stiamo costruendo? Luca Balzi Cambiare linguaggio per essere vicini alla gente Cara Unità, mi sembra di aver capito che il petrolio, in America stia scendendo di prezzo. perché in Italia il prezzo della bezina resta invariato? E quando i giornali, i sindacati e i politici cominceranno a parlare un linguaggio chiaro e comprensibile? Sapete che molta gente non è in grado di capire cosa voglia dire una legge , ma anche di cosa parli un politico, specialmente per le poche frasi che la Tv trasmette o un sindacato. Le uniche cose chiare ... sono stete fino ad ora ... gli spot di Berlusconi. Non sarà poi per questo che alla fine riesce anche a convincere? Buona giornata a tutti. Gabriella Rovatti Rom, impronte, xenofobia per fortuna c'è la pausa estiva Cara Unità, lui, il ministro della paura, delle impronte digitali anche dei bimbi rom, dello stato d'emergenza, dei soldati, oltre che le camice verdi, a pattugliare per le strade, strilla, in Parlamento, la sua indignazione contro il Consiglio d'Europa, che accusa l'Italia di violazione dei diritti umani e rischio xenofobia. S'indigna lui, il responsabile! Povero Paese nostro; noi che l'abbiamo contestato ed abbiamo protestato cosa dovremmo dire e fare? Cotroneo scrive che non abbiamo protestato abbastanza. È vero, ma cosa potevano fare di più contro la deriva xenofoba, i cittadini indignati oltre che aderire agli appelli, alle manifestazioni locali e rassegnarsi a vedere l'opposizione in Parlamento incapace di uscire da quelle quattro mura. Come se "l'andiamo da soli" elettorale si fosse trasformato in "facciamo da soli" rivolto a quei cittadini che chiedevano più partecipazione e pressione contro l'escalation di malefatte che il governo ha infilato una dietro l'altra nel giro di soli due mesi. Per fortuna che ci sarà la pausa estiva! Per l'autunno sarà necessaria la mobilitazione continua (altro che 25 ottobre!) dei cittadini democratici (in senso lato) per fermare le mascalzonate governative e per non dirci poi che avremmo dovuto fare di più. Cordiali saluti Mario Sacchi, Milano Ai lettori Errore nella rubrica "Sagome" Cara Unità, per uno spiacevole errore, nella rubrica Sagome di Fulvio Abbate, uscita sul giornale di ieri, è stato pubblicato un testo sbagliato. Chiediamo scusa all'autore e ai lettori.

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Alemanno si occupi della crisi Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del "Alemanno si occupi della crisi Alitalia" di Dora Marchi Per ora sul tema, quanto mai esplosivo, il sindaco di Roma non si è pronunciato. Eppure il destino di Alitalia incombe direttamente sull'economia della capitale. Per questo "il sistema locale romano e laziale deve allearsi per far sentire la propria voce nei confronti di un governo sordo che licenzia almeno 5.000 dipendenti e indebolisce il sistema aeroportuale di Fiumicino", avverte il capogruppo del Pd nella commissione Trasporti Michele Meta, che sprona "il sindaco di Roma, Alemanno, il presidente della Provincia, Zingaretti e il presidente Marrazzo" a convocare "al più presto una seduta straordinaria e congiunta dei consigli comunali, provinciali e regionali presso l'aeroporto di Fiumicino per discutere insieme alla cittadinanza e alle parti sociali delle ricadute della crisi Alitalia". Berlusconi - attacca Meta - "continua a coniare slogan pubblicitari privi di ogni sostanza, a mentire agli italiani e ai lavoratori, ad affrontare in modo del tutto torbido e poco trasparente la crisi Alitalia" ma intanto l'istruttoria dell'advisor Banca Intesa "è terminata e non si è ancora pervenuti ad una proposta di rilancio aziendale". Gli slogan non bastano più a coprire le responsabilità del governo: "Gli oltre 5.000 esuberi sono un atto criminoso, che poteva essere evitato, e le conseguenze disastrose si riverseranno immancabilmente su tutto il settore, in particolare su Roma", mentre "nel settore aereo europeo si conquistano importanti fette del mercato internazionale, a dimostrazione che l'accordo con Airfrance era lungimirante". META (PD): "Subito un consiglio straordinario congiunto con Regione e Provincia".

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Fini assicura: chiamerò l'esecutivo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del INFORMATIVA Fini assicura: chiamerò l'esecutivo Il Presidente della Camera Gianfranco Fini si è impegnato a sollecitare un'informativa del Governo sul caso Alitalia alla Camera, in risposta a una richiesta in tal senso del gruppo Udc. "Presidente Fini, inviti il governo a venire tempestivamente in aula per dire quello che intende fare sull'Alitalia, è interesse non solo dell'opposizione ma anche della maggioranza e del Paese", ha chiesto Michele Vietti al termine della seduta odierna di Montecitorio. E Fini ha rassicurato prontamente: "Sarà premura della presidenza chiedere che le sue richieste vengano considerate e che si riferisca in aula". I senatori del Pd hanno avanzato ieri la richiesta al governo affinchè informi il Senato sulla drammatica situazione in cui versa la compagnia di bandiera e sulle ipotesi di piani di ristrutturazione avanzati dal premier.

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Veltroni: pagheranno i cittadini e i lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

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Stai consultando l'edizione del Veltroni: pagheranno i cittadini e i lavoratori di Bianca Di Giovanni / Roma Alla fine pagheranno tutto i cittadini. Dalla "micro Alitalia" voluta dal centrodestra, alla falcidia della manovra triennale che scarica tutto sui più deboli. Walter Veltroni va all'attacco della maggioranza e del governo in una conferenza stampa al senato nel mezzo della polemica su precari e assegno sociale e della crisi della compagnia di bandiera. "Per l'Alitalia il premier parla di una bad company a cui far confluire le passività di bilancio - dichiara il leader Pd - E chi dovrebbe farsene carico? Saranno i contribuenti a dover finanziare quello che invece sarebbe stato risolto se non fosse stato fatto saltare l'accordo con Air France". Pagheranno le famiglie, come pagano i precari, gli stranieri poveri, i lavoratori che operano in condizioni rischiose (è saltata anche la penalizzazione per i datori di lavoro per la sicurezza), i portatori di handicap (meno diritti per i loro familiari). In una parola: i deboli. "Non siamo stupiti che la manovra colpisca proprio loro - dichiara Anna Finocchiaro - È la manifestazione di una chiara linea politica. Oltre ai precari e agli assegni sociali basta guardare ai tagli alla sanità". Proprio l'assistenza sanitaria contribuisce alla manovra da 35 miliardi nel triennio con 8 miliardi: quasi un quarto. L'opposizione chiede che su precari e assegno sociale le norme vengano eliminate, cassate: devono scomparire dal testo. Lo chiede Enrico Letta, lo ripete Veltroni. Ma in Senato "sbarcano" le correzioni del governo, che confermano comunque il blocco dell'assunzione per chi ha una causa in corso al momento dell'entrata in vigore del decreto (presumibilmente la settimana prossima). Intanto la cronaca, manovrata dalle "chiacchierate" a cena di Silvio Berlusconi, si concentra sul caso Alitalia. Gli esuberi sono diventati 5mila e saranno quasi tutti concentrati a Roma, dove il neosindaco Gianni Alemanno non lascia trapelare nulla. Da Giulio Tremonti ha appena ottenuto 500 milioni e tanto gli basta: le famiglie dei lavoratori di Fiumicino se la vedranno da sole. Con un intervento in Aula e poi con una lettera il Pd chiede che il premier riferisca in Senato. "Air France prevedeva 2.500 esuberi ed è stata tenuta fuori dalla porta - incalza Veltroni - Oggi si parla del doppio". Anzi: Berlusconi ne minaccia 20mila. "Dopo il prestito di 300 milioni, varato dal vecchio governo su richiesta dell'allora opposizione - continua il segretario dei Democratici - i contribuenti si torveranno di nuovo le tasche occupate da un governo che prende loro i soldi. Non si poteva cercare una soluzione senza far saltare l'accordo con Air France? Prima avevamo un accordo internazionale, oggi uno domestico, ma non servono soluzioni fatte in camera e cucina". Davanti alle telecamere del Tg1 il leader Pd rincara la dose. "Oggi il governo smentisce l'ipotesi commissariamento - dichiara - ma a fine agosto vedremo. La situazione è drammatica". "Mentre Madrid e Londra guardano al futuro - aggiunge Letta riferendosi all'intesa Iberia-British Airways - Roma continua a guardare al passato". Lo scenario è drammatico per l'intero Paese. Con un'inflazione così (la più iniqua delle tasse) "l'autunno sarà pesante", avverte Veltroni. Le famiglie continuano a pagare prezzi crescenti, che non accenneranno a calare: l'esplosione dei prezzi alla produzione (+8%) ne è la riprova. "Il prezzo del petrolio è sceso, ma alla pompa non si è visto nessuno sconto - continua Veltroni - Chi controlla sugli aumenti? A proposito di Robin Hood, chi ha intascato questi soldi?". Vero è che la congiuntura dipende da fattori internazionali, ma "il governo non mette in atto alcuna manovra anti-ciclica", continua il leader del Pd. Tutto si scarica su salari, stipendi e pensioni. E in questo attacco al lavoro a rimetterci sono i più giovani meno tutelati e le donne. "Il governo riconduce il contratto a termine a normale atitvità dell'azienda - denuncia Cesare Damiano - mentre per l'Europa il contratot principe è quello a tempo indeterminato". Spetta a Letta sintetizzare i punti su cui il Pd darà battaglia. "La paternità delle norme sui precari è del governo, visto che sono state recepite nel maxiemendamento - dichiara - La correzione non risolve ma semmai peggiora, visto che ci sono evidenti elementi di incostituzionalità, l'inflazione programamta all'1,7% impoverirà ancora il Paese, il centrodestra colpisce ancora il lavoro e le donne".

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Liberisti all'italiana: tornare al monopolio dei voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 31-07-2008)

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Stai consultando l'edizione del TRAME La fusione tra Alitalia e AirOne consentirebbe di scaricare sugli utenti domestici i costi di ristrutturazione e il mantenimento delle rotte estere Liberisti all'italiana: tornare al monopolio dei voli Alfredo Recanatesi segue dalla prima L'opinione Lasciando mano libera ad Alitalia-AirOne sulle tariffe per caricarvi anche l'onere di finanziare il mantenimento delle rotte internazionali. Saranno gli utenti domestici, insomma, a dover sostenere gran parte dei costi, se non tutti, della ipotizzata Alitalia. La ragione di una tale affermazione viene diretta da un secondo aspetto del quadro tracciato da Berlusconi. Sull'estero Alitalia-AirOne sarà un piccolo operatore, vaso di coccio tra vasi di ferro sempre più grossi e robusti. In un quadro di generale difficoltà di tutte le compagnie aeree del mondo, infatti, i più grandi operatori - ben più grandi e strutturati della nostra piccola e disastrata Alitalia - si stanno aggregando per creare gruppi transnazionali in grado di resistere alla morsa tra il costo dell'energia che cresce e la crisi economico-finanziaria che taglia la domanda di voli. L'ultimo colosso del quale è stata annunciata la costituzione è quello formato da Iberia e British Airline, per dire di cosa stiamo parlando e di quali saranno i competitor di quella coppia di nani dei quali uno, Alitalia, azzoppato da diseconomie che l'hanno portato sull'orlo del fallimento, e l'altro, Air One, cieco per un indebitamento ai limiti della sostenibilità. Si parla, certo, ne ha accennato anche Berlusconi alla esigenza di un partenariato con un grosso operatore internazionale, ma per ora non c'è neppure una qualche manifestazione di interesse ed è improbabile che arrivi dal momento che sarà arduo trovare un partner valido (per tale intendendo che abbia esperienza e rete internazionale) che intenda accompagnarsi ad una compagnia piccola, gracile, e condizionata da una pletora di sindacati dallo sciopero facile e dalla vista corta.Se è così - e consideriamo un terzo aspetto - non sarà tanto facile neppure trovare chi metta mano alla tasca per una operazione che non si può sapere se e quando potrà mai rivedere conti in nero. Certo, non manca chi potrà concorrere compensando il rischio Alitalia con favori da ricevere (o già ricevuti) dal governo di centro-destra. Ma, per quanto questi potranno esporsi, non potranno certo raggiungere da soli l'importo dell'investimento da realizzare, che deve mettere in conto la riorganizzazione da fare, il rinnovo della flotta, la ricostituzione di una rete commerciale e, in definitiva, l'avviamento di un nuovo operatore che non partirà da zero, ma da sotto zero. A meno che . . . . . A meno che - e siamo ad un quarto aspetto di questo ipotizzato salvataggio - i conti dei potenziali investitori non vengano fatti tornare "a forza", ossia con un intervento dello Stato che rilevi la cosiddetta bad-company, una nuova società nella quale riversare tutta la zavorra dell'attuale Alitalia, tutto ciò che fa perdere, tutto quanto c'è di irrecuperabile, e magari anche un po' del personale eccedente; una società da affibbiare a qualche ente o società pubblica col compito di liquidarla nel tempo. Sarebbe un modo, questo, perché Berlusconi salvi la faccia facendo sopravvivere Alitalia, ma a spese della collettività, che di spese a questo fine ne ha già sostenute non poche. Quinto ed ultimo aspetto: i sindacati. Questi hanno determinato o, se preferite, hanno concorso a far fallire la trattativa con Air France che ora, forse più di allora, può essere giudicata come l'occasione che non andava in nessun caso persa. Air France aveva presentato un piano più credibile, non foss'altro perché inserito nella strategia di un gruppo già grosso e forte, aveva garantito la sopravvivenza del marchio nazionale (quindi una compagnia di bandiera sarebbe rimasta, come è rimasta in Olanda sebbene Klm sia stata integrata con la compagnia francese), e un numero di persone in esubero grossomodo la metà di quello del quale ora parla Berlusconi (è ovvio, e lo era fin dall'inizio della storia, che un gruppo come Air France Klm avrebbe avuto ben maggiori possibilità di riciclare personale eccedente rispetto all'ipotesi che ora si va facendo di una compagnia piccola, sola, e senza alcuna possibilità di riciclare personale). Ora i sindacati si trovano di fronte al dilemma: o accettare un numero di esuberi doppio di quello che a suo tempo hanno rifiutato ad Air France, oppure decretare hic et nunc la fine di Alitalia. Non vorremmo essere nei loro panni, anche perché Berlusconi ha già messo le mani avanti: i sindacati non devono mettere i bastoni tra le ruote, altrimenti salta tutto. Insomma, se il "suo" piano non dovesse andare in porto non sarà perché da un punto di vista industriale non sta comunque in piedi, ma perché i sindacati avranno puntato i piedi.

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Pronti 800 milioni per il rilancio Girandola di nomi tra i soci privati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 181 del 2008-07-31 pagina 5 Pronti 800 milioni per il rilancio Girandola di nomi tra i soci privati di Redazione Presenti Benetton, Ligresti e la Marcegaglia. Ancora in forse la partecipazione di Colaninno da Milano Comincia a prendere forma il piano di rilancio di Alitalia. Anche ieri, come lo scorso sabato, si è svolto un consiglio di amministrazione che ha presumibilmente esaminato le linee guida tracciate da Intesa Sanpaolo per realizzare il progetto di risanamento. Nessun rappresentante dell'istituto bancario ha partecipato all'incontro. Come a significare che è ancora presto per una riunione che esamini un piano definitivo. C'è molta attesa, comunque, per il consiglio di amministrazione convocato per il prossimo 8 agosto che dovrà approvare i conti del primo semestre dell'anno. E il fatto che il numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, a cavallo di quei giorni si trovi in Cina per le Olimpiadi con un folto gruppo di imprenditori italiani, fa pensare che non c'è fretta. Anche se occorre usare il condizionale, sta prendendo corpo una nuova Alitalia con un maggior peso nel mercato domestico, un rafforzamento di Malpensa sui voli internazionali e intercontinentali, e l'arrivo di un partner estero. La newco, che dovrebbe essere guidata da Rocco Sabelli, avrà - secondo voci insistenti - una dotazione finanziaria di circa 800 milioni (oltre ai 300 del prestito ponte), e tra i soci vedrà la partecipazione di Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e probabilmente di Roberto Colaninno che, nel caso decidesse di entrare vorrebbe avere un ruolo adeguato nella governance rispetto alla sua esperienza industriale. Ma anche la banca d'affari Morgan Stanley, fondi di private equity come Clessidra ed Equinox e la stessa Intesa Sanpaolo. L'integrazione tra Alitalia e Air One si farà, ma non è ancora definito se Carlo Toto entrerà nella nuova società conferendo asset e slot o vendendo direttamente la compagnia ai nuovi soci e, in questo caso, potrebbe poi decidere di reinvestire una parte di quanto incassato (secondo alcune stime circa 300 milioni) nella nuova Alitalia. Il piano prevede che Az Servizi rientri nel perimetro della compagnia, contrariamente al piano Spinetta (Air France), che incontrò proprio su questo punto la ferma opposizione del sindacato. La nuova Alitalia, che potrebbe partire a settembre, punta a guadagnare quote nel mercato domestico, passando dall'attuale 40% al 60% e, una volta risanata, aprirebbe le porte a un partner internazionale (Air France, Lufthansa, British Airways) che potrebbe entrare come azionista, ma anche come socio commerciale. Il tempo che intercorre da adesso alla fine di agosto servirà da un lato a verificare la situazione aggiornata dei conti di Alitalia ma, soprattutto, per sciogliere o chiudere definitivamente i nodi politici all'interno di governo e maggioranza tra chi vuole arrivare a un commissariamento e chi, invece, punta a trovare una soluzione di continuità aziendale. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il piano di Berlusconi: tagli e investimenti per la Fenice Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 181 del 2008-07-31 pagina 5 Il piano di Berlusconi: tagli e investimenti per la Fenice Alitalia di Gian Maria De Francesco Il premier preannuncia la fine dell'emergenza: "Ci sono le idee e ci sono i soldi. Ripristino delle tratte e 90 nuovi aerei. I 5mila esuberi? A questo punto sono il male minore, i sindacati non ci fermeranno" da Roma L'odissea di Alitalia sembra avvicinarsi alla fine. È stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a preannunciare l'epilogo della vicenda nel corso della cena di martedì sera con i senatori del Pdl: 5mila esuberi, novanta nuovi aerei in arrivo e ripristino delle più importanti rotte internazionali. Si tratta dei dettagli più interessanti del "piano Fenice" che l'advisor Intesa Sanpaolo sta mettendo a punto per la ex compagnia di bandiera e sul quale Palazzo Chigi e il Tesoro sono costantemente aggiornati. In particolare, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, il premier avrebbe rivelato che "i cinquemila esuberi verranno attutiti da alcune misure" come scivoli, prepensionamenti e ammortizzatori sociali. Inoltre, la presidenza del Consiglio non dispera che l'eccesso di dipendenti possa essere in qualche maniera riassorbito. "Con Alitalia si va avanti - ha detto Berlusconi - perché si deve pensare al bene del Paese e il governo non si fermerà davanti a qualche manifestazione" anche perché "5mila esuberi, a questo punto della vicenda Alitalia, sono il male minore rispetto alla prospettiva di 20mila licenziamenti in caso di fallimento". In ogni caso, una delle premesse per la riuscita dell'operazione è una sorta di tregua con i rappresentanti dei lavoratori. "I sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, altrimenti salta tutto", avrebbe affermato il presidente del Consiglio. Berlusconi ha voluto ricordare la sostanziale diversità della soluzione che si sta profilando rispetto alla precedente possibilità di un'intesa con Air France-Klm. Il gruppo franco-olandese, ha osservato il premier, aveva posto "condizioni inaccettabili". Ma nei confronti di Roissy è stato lasciato uno spiraglio aperto. "Ho parlato con il ministro dei Trasporti francesi - ha rivelato - e ci saranno varie sinergie con Parigi". Ipotizzabile su questo punto un riferimento a eventuali accordi con il vettore guidato da Jean-Cyril per quanto riguarda la riattivazione di quelle rotte internazionali da tempo abbandonate da Alitalia, a iniziare da nuovi scali verso la Cina. Berlusconi ha voluto inviare un chiaro segnale di ottimismo respingendo al mittente le accuse di aver sfruttato demagogicamente l'argomento in campagna elettorale. "C'è il piano, c'è la soluzione, ci sono i soldi, tanto che ho dovuto dire molti no", ha affermato entusiasta, confermando le adesioni di alcuni imprenditori alla ricapitalizzazione di Alitalia (il coinvolgimento di Air One è implicito nel riferimento ai 90 nuovi aerei, ndr). "Certo - ha ribadito - non si potranno tenere tutti i dipendenti, ma è chiaro che questa è l'unica operazione che si può fare". Insomma, Alitalia, se tutto funzionerà, potrà camminare con le proprie gambe. A questo proposito, Palazzo Chigi ieri pomeriggio ha smentito nuovamente le indiscrezioni di un eventuale commissariamento della compagnia nel Consiglio dei ministri del 29 agosto prossimo. Ma l'impegno personale di Berlusconi non è servito a evitare il solito rituale della cieca polemica politica. Il segretario del Pd, Walter Veltroni, non ha nascosto il proprio pessimismo. "A fine agosto vedremo - ha affermato - ma la situazione diventa sempre più drammatica". Secondo il leader democratico, "a pagare saranno i contribuenti", che "dopo un prestito di 300 milioni si troveranno di nuovo le tasche occupate". La soluzione Air France, ha ricordato, "prevedeva 2.150 esuberi, mentre Berlusconi ha comunicato che ce ne saranno 5mila". Inoltre, all'ipotesi prospettata da Berlusconi, "fatta in camera e cucina", mancherà anche quell'accordo internazionale di cui la compagnia avrebbe bisogno per il rilancio. Obiezione che consente al Pd di rinsaldare l'asse con la Cgil di Guglielmo Epifani secondo il quale "qualunque azione di rilancio della compagnia, non può prescindere da un piano industriale serio e da un'alleanza con un grande vettore". "Chiederemo al governo di riferire in aula", ha annunciato il capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, firmataria insieme ad altri 70 colleghi di una lettera al premier nella quale si lamenta l'asimmetria informativa nei confronti del Parlamento. Contestualmente alla Camera, Michele Vietti dell'Udc ha chiesto all'esecutivo di presentarsi "tempestivamente per dire cosa intenda fare su Alitalia". Richiesta accolta dal presidente Gianfranco Fini. Per una volta, però, la politica politicante è un passo indietro rispetto ai tempi più veloci della finanza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Piano economico fino al 2028 L'aeroporto vola nel futuro (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 31-07-2008)

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VILLANOVA PARTITA LA RICHIESTA ALL'ENAC PER LA CONCESSIONE DEMANIALE Piano economico fino al 2028 L'aeroporto vola nel futuro In previsione nuove infrastrutture e l'incremento di voli e passeggeri [FIRMA]ROMANO STRIZIOLI VILLANOVA D'ALBENGA Dalla sua accettazione dipenderà il futuro dell'aeroporto del Ponente ligure. Si tratta della domanda, inviata ieri a Roma, per l'attribuzione della concessione demaniale totale delle aree dello scalo aereo, che passerebbero in tal modo sotto la direzione dell'Ava, la società di gestione dell'aeroporto. Così Pietro Balestra, presidente dell'Ava, è riuscito, grazie a un lavoro di équipe condotto con i suoi consulenti interni ed esterni, a progettare il "Piano Economico finanziario 2008-2028", richiesto dall'Enac (Ente nazionale aviazione civile) per giustificare la concessione. Spiega Balestra: "Auspichiamo che entro Natale l'Enac possa darci una risposta e divenire così, come Ava, concessionari totali". L'atto consentirebbe subconcessioni e l'attivazione, quindi, di investimenti garantiti dalle banche. Aggiunge il presidente dell'Ava: "Ci attiveremo anche con il Dipartimento dei trasporti e della navigazione aerea, diretto da Gerardo Pelosi, per avere il finanziamento relativo alla continuità territoriale, richiedendo una maggiore flessibilità nella scelta delle compagnie aeree, anche di quelle che proporranno un solo volo di linea di andata e rtirono da Roma, anziché i due previsti un tempo come requisito minimo". Il Piano economico elenca gli investimenti e gli obiettivi per i 20 anni. Fra i primi, l'ampliamento del piazzale, la costruzione di due hangar leggeri, la realizzazione di un hangar grande con piazzale, l'installazione del Gps differenziale (che consentirà l'atterraggio strumentale con ogni condizione di tempo), un marketing adeguato, l'estensione della pista (1 milione e mezzo) e l'ampliamento dell'aerostazione (2 milioni). Fra gli obiettivi: il mantenimento della certificazione Enac, e lo sviluppo delle politiche di marketing. Stando alle previsioni contenute nel piano, si ipotizza di passare dagli attuali 12432 passeggeri a 62594 nel 2028; da 6349 voli a 8987. In questo sviluppo svolge una parte importante il tour operator Explora con il vettore Alitalia Express.

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ROMA Un miliardo per il rilancio di Alitalia e 5.000 esuberi. Berlusconi rilancia, mentre slitta l& (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

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31 Luglio 2008 Chiudi ROMA Un miliardo per il rilancio di Alitalia e 5.000 esuberi. Berlusconi rilancia, mentre slitta l'esame del Piano di Intesa per la compagnia. Polemiche dall'opposizione. Fini ha chiesto al governo chiarezza sul futuro della compagnia. I sindacati preoccupati per i tagli. Bonanni: il governo decida subito, il tempo è scaduto.

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ROMA - L'Alitalia? I 5 mila esuberi? La fusione con AirOne? Il Governo deve fare (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

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31 Luglio 2008 Chiudi di UMBERTO MANCINI ROMA - "L'Alitalia? I 5 mila esuberi? La fusione con AirOne? Il Governo deve fare presto, deve chiudere in fretta e darci il piano industriale, il resto sono chiacchiere"". Raffaele Bonanni, leader della Cisl, è netto. "Il tempo è scaduto - dice in questa intervista al Messaggero - adesso l'esecutivo deve trovare una soluzione, definire l'assetto finale, so che ci sta lavorando ma che non è facile, ci sono posizioni diverse". Si parla di esuberi, circa 5 mila, di ammortizzatori sociali, di commissariamento e del piano Fenice di Intesa Sanpaolo... "Ecco, ci sono ipotesi di lavoro, tante cifre che circolano. Ora mi auguro che si tirino le somme. Non c'è più tempo da perdere". Cosa chiedete in particolare? "Vogliamo vedere il piano industriale, quello vero, entrare nei dettagli della strategia, del progetto di sviluppo della nostra compagnia di bandiera". Sicuramente il piano conterrà sacrifici, tagli di organici. Ma il piano Intesa sembra realmente l'ultima spiaggia prima del fallimento. Avrete un atteggiamento realista o farete le barricate? "Il nostro atteggiamento è stato sempre realista. L'importante è che a fronte di qualche sacrificio si apra una nuova stagione per Alitalia, una nuova prospettiva di sviluppo. Sappiamo la situazione, vediamo cosa accade sul mercato". Serve un piano solido e credibile? "Un piano concreto. Che metta al centro la crescita". Entriamo nei dettagli? "L'azienda dovrebbe riappropriarsi di tutta una serie di rotte che danno profitti e che sono state inspiegabilmente abbandonate. Questo è il vero problema di Alitalia". Cioè? "Con le nuove rotte si possono costruire posti di lavoro. E' stato assurdo abbandonare il Sud America, l'Oceania, l'Asia, gli Stati Uniti. Forse ci siamo dimenticati la forza dell'Italia nel settore del turismo, le potenzialità che abbiamo". Di chi è la colpa? "E' incredibile che si siano stati fatti errori di questo tipo nel passato. Bisogna costruire un Alitalia solida anche con una grande alleanza internazionale e ritornando sulle rotte abbandonate. Si è trattato di un vero scandalo". Torniamo agli esuberi. Qualcuno parla di 5 mila persone, altri fanno uno scenario ancora più catastrofico... "Ripeto che aspettiamo le cifre, quelle vere. Dopo che avreno visto il piano e la strategia industriale faremo le valutazioni". Ma se i tagli fossero più dolorosi di quelli previsti dal piano di Air France? "I francesi prevedevano, tra fly e terra, circa 7 mila esuberi. Adesso stiamo a vedere".

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L'Alitalia perde un milione di euro al giorno, e ogni settimana di ritardo aumenta il costo a c (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

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31 Luglio 2008 Chiudi L'Alitalia perde un milione di euro al giorno, e ogni settimana di ritardo aumenta il costo a carico dei contribuenti italiani. Il governo ha già dovuto stanziare un prestito di 300 milioni per garantire qualche mese di sopravvivenza, in attesa di un acquirente. Ma l'Ue ha aperto una procedura d'infrazione su questo prestito, e rischiamo di dover pagare una multa.

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Il piano Fenice di Intesa prevede la creazione di una nuova Alitalia in cui far confluire le attivit (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

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31 Luglio 2008 Chiudi Il piano Fenice di Intesa prevede la creazione di una nuova Alitalia in cui far confluire le attività "sane" della compagnia di bandiera e di Air One.

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ROMA - Aumenta ad un ritmo percentuale a due cifre la crescita del traffico passeggeri a Fiumicino. (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

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31 Luglio 2008 Chiudi ROMA - Aumenta ad un ritmo percentuale a due cifre la crescita del traffico passeggeri a Fiumicino. Nei primi sette mesi dell'anno lo scalo romano ha registrato un incremento del 10,6 per cento di transiti rispetto al medesimo periodo del 2007, superando il numero di venti milioni di viaggiatori. Nel mese di luglio, con 3.162.695 passeggeri, il confronto si attesta su un più 10,2 per cento. L'analisi è del presidente dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile) Vito Riggio che ieri ha fatto il punto sull'andamento dei servizi estivi nel principale scalo nazionale. "Siamo quasi negli standard segnala Riggio Rispetto al collasso dell'anno scorso, nello stesso periodo, arrivare ad un media giornaliera di 118 mila passeggeri senza che nulla vada male è un risultato positivo. Nonostante i ritardi negli investimenti". Sulla crescita del traffico, va considerato il trasferimento dei circa 90 voli Alitalia da Malpensa a Fiumicino. Il presidente dell'Enac ha parlato anche di tariffe verso i gestori aeroporuali: "se servono per fare investimenti, siamo d'accordo a rivedere il sistema tariffario, competenza che spetta al Cipe". G.Man.

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Secondo alcune indiscrezioni gli esuberi in Alitalia dovrebbero essere circa 5.000 contro i 7.000 p (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

31 Luglio 2008 Chiudi Secondo alcune indiscrezioni gli esuberi in Alitalia dovrebbero essere circa 5.000 contro i 7.000 previsti dal piano di Air France poi bocciato.

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ROMA - Disco rosso del governo ad Alitalia: serve ancora - è il ragionamento - un mese di t (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

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31 Luglio 2008 Chiudi di ROSARIO DIMITO e UMBERTO MANCINI ROMA - Disco rosso del governo ad Alitalia: serve ancora - è il ragionamento - un mese di tempo prima di esaminare il piano di Intesa Sanpaolo, in attesa che si trovino gli investitori disposti a investire nella Nuova Alitalia. E per farlo si deve predisporre uno strumento legislativo, tipo una "Marzano ad hoc" che consenta lo "spezzatino". Ieri Palazzo Chigi ha smentito l'ipotesi che il consiglio dei ministri del 29 agosto decida il commissariamento. Lo stop al piano Intesa è arrivato a poche ore dalla riunione del consiglio della Magliana tenutosi nel pomeriggio di ieri, come anticipato da Il Messaggero, ed ha spiazzato la banca advisor della compagnia. Sullo sfondo le polemiche legate al nodo degli esuberi - Berlusconi avrebbe parlato di 5000 persone e di investimenti per 1 miliardo - e il richiamo del presidente Gianfranco Fini che "ha chiesto al governo di fare chiarezza in aula". In questo clima infuocato frutto delle divisioni all'interno del governo, il presidente di Alitalia Aristide Police avrebbe fermato il team guidato da Gaetano Miccichè all'ultimo momento. Niente illustrazione al cda - che avrebbe fatto il punto della situazione sempre più caotica - del piano Fenice. Cioè di quel "progetto caratterizzato da una forte discontinuità" come si legge a pag. 17, in base al quale una newco (la Nuova Alitalia) capitalizzata per 500-700 milioni da un pool di investitori potrebbe acquistare rami d'azienda dell'attuale compagnia. Nella nuova Alitalia dovrebbe confluire anche una parte di Air One: ma uno dei nodi ancora da sciogliere sulla presenza degli investitori riguarda Carlo Toto. E a Toto è legato un eventuale ripensamento di Roberto Colaninno che comunque domani parte per una vacanza. Il patron di Air One non avrebbe deciso se conferire una parte della propria compagnia in cambio di un ruolo di primo piano negli assetti: Rocco Sabelli sembra scontato faccia il timoniere, Toto aspira alla poltrona di presidente con deleghe. E sembra che conferendo Air One voglia che anche i figli possano trovare spazio nella compagnia di bandiera. In questo caso Colaninno che ambisce anche lui al ruolo di presidente, resterebbe definitivamente fuori. Toto potrebbe anche decidere di vendere tout court Air One alla newco: dipende dal prezzo sul quale la distanza con la valutazione di Intesa non si abbassa. In questo caso comunque Toto potrebbe reinvestire parte della liquidità senza pretendere voce in capitolo nella gestione. Da ieri poi si sono aggiunte la presa di distanza di Morgan Stanley indicata come investitore finanziario ("non abbiamo preso nessuna decisione") e le riserve di Gilberto Benetton. In un'intervista a Il Sole, l'imprenditore di Ponzano Veneto ha subordinato l'intervento a un piano industriale. Piano che è allegato al progetto Fenice ma che evidentemente Benetton non lo ritiene adeguato. Anche perchè non fornisce una serie di certezze per creare "il campione nazionale focalizzato sul mercato domestico", come i tempi per la partnership internazionale che è un'altra delle condizioni poste da Colaninno. Nel piano poi si punta alla focalizzazione su Malpensa e alla riduzione del ruolo di Linate. Con un irr, cioè il ritorno dell'investimento atteso al 20% circa ma calcolato al 2013. Il presupposto per il decollo del piano di Intesa, come ha scritto Miccichè in una lettera a Police del 22 luglio (rivelata da Il Messaggero del 25) "non essendoci investitori disponibili nell'attuale struttura" è la divisione in due di Alitalia: da una parte i beni valorizzabili, dall'altra - compreso gli esuberi - da mettere sulla via della liquidazione. "C'è la possibilità", scrive Miccichè, "di aggregare nuovi investitori sulla base di un diverso piano industriale che preveda un perimetro diverso". Le indiscrezioni attribuite a Berlusconi sui 5 mila esuberi sono state contestate da Altero Matteoli: "A me non risulta" afferma il ministro dei trasporti. Le ipotesi sulle uscite di dipendenti ha messo in allarme i sindacati. "Il rincorrersi di voci incontrollate sul destino di Alitalia" da realizzare "col commissariamento - dice il leader della Cgil Guglielmo Epifani - destano preoccupazione ed allarme". Per Epifani, "qualunque azione di rilancio non può prescindere da un piano industriale serio e da una alleanza con un grande vettore internazionale". In questo contesto ha trovato facile presa il pressing del governo su Police che resta contrario al commissariamento e ritiene che il mandato a Intesa si basa sulla continuità aziendale. Corrado Passera a questo punto si mette alla finestra e attende che sia il governo a disegnare la rotta.

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Alitalia, piano da un miliardo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

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31 Luglio 2008 Chiudi Definito il progetto, ma il cda non lo esamina. Alla nuova compagnia il 65% del mercato italiano Alitalia, piano da un miliardo Possibili 5000 uscite, allarme dei sindacati. Fini: il governo riferisca.

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Alitalia, rebus esuberi e piano di rilancio in stand by (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

31 Luglio 2008 Chiudi Alitalia, rebus esuberi e piano di rilancio in stand by Polemica sui possibili tagli: 5.000. Fini convoca il governo. Progetto da 1 miliardo.

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Metrò, autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Progetti Il ministro Matteoli: al centro il rilancio dello scalo. Oggi vertice a Roma Metrò, autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo Fissato il piano: 17 opere da realizzare entro il 2015 Tra i 17 interventi la Pedemontana, la tangenziale Est esterna, la Brebemi e i collegamenti con l'aeroporto Expo e Malpensa. Prove di armistizio tra Regione, Comune e Provincia. Dopo la buriana dei giorni scorsi si tenta di marciare compatti in vista della prima riunione del Cipem a Roma e si stila la classifica delle 17 opere prioritarie da realizzare per garantire la buona riuscita di Expo. Vertice al Pirellone con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, il sottosegretario Roberto Castelli, il governatore Roberto Formigoni, il sindaco Letizia Moratti e il presidente della Provincia Filippo Penati. Si lavora sulle priorità delle opere strategiche. Una partita da 11 miliardi e 390 milioni di euro (un miliardo in più rispetto alle cifre presenti nel dossier di candidatura). Dentro ci sono le metropolitane milanesi (la 4 e la 5), i grandi collegamenti come la Brebemi, la Tem e la Pedemontana, ma soprattutto i collegamenti con la Malpensa. "Lo scalo - attacca la Moratti - ha un ruolo centrale all'interno del piano di opere di connessione con Expo". Non solo. Ha ribadito la richiesta al governo di "procedure semplificate tra il ministero dei Trasporti, l'Enac e la Sea per la revisione dei diritti di volo dall'aeroporto di Malpensa che il ministro degli Esteri Franco Frattini dovrà rinegoziare con una trentina di Stati". Matteoli ha confermato e ha aggiunto: "Come è possibile pensare che ci sia qualcuno nel Governo che voglia rendere secondario questo aeroporto? Noi dobbiamo rendere Malpensa più efficiente e il governo farà la sua parte". Ma la Provincia la pensa diversamente. Il piano di salvataggio Alitalia dove si parla genericamente di incrementi dei voli intercontinentali preoccupa Penati: "Se le voci sul nuovo piano industriale di Alitalia e la cordata italiana saranno confermate, avremo il doppio degli esuberi per meno della metà dei soldi offerti da Air France a marzo. E senza un impegno preciso del governo sul rilancio di Malpensa e sulla liberalizzazione dei diritti di volo. A queste condizioni l'intera operazione sarà la tomba di Malpensa". E veniamo all'Expo. "è stata una riunione positiva - attacca la Moratti -. Abbiamo condiviso le priorità sulle opere connesse ". "C'è perfetta identità di vedute tra la Regione, il Comune e la Provincia" replica Formigoni. Ma resta il problema finanziamenti. Le opere in questione devono rientrare nella Legge Obiettivo. "Già domani - spiega Matteoli - porteremo l'informativa con le 17 opere al Cipe. Si accende il motore. Così già dal Cipe successivo si potranno portare i progetti di massima per i finanziamenti". E aggiunge: "Non sarà così difficile. Il 77-78% delle opere sono già finanziate, il resto è spalmabile in quattro, cinque anni. L'importante è che ci sia la volontà politica di farle". "Vedremo - chiude Penati - per ora ci sono solo parole". E intanto spunta una nuova lista. Di opere necessarie come il secondo passante, ma non collegate a Expo. Costo 19,2 miliardi di euro. Maurizio Giannattasio.

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Alitalia, tensione sul piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-31 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il progetto sarebbe all'esame del Cda. Pronti capitali e azionisti, l'ipotesi di un miliardo di euro Alitalia, tensione sul piano Berlusconi: 5 mila esuberi. I sindacati: basta voci. Fini: il governo riferisca ROMA - Berlusconi: capitali e soci pronti per il piano di rilancio di Alitalia, ma ci sono 5 mila esuberi. L'ira dei sindacati: basta voci. Fini: il governo deve riferire in Parlamento. ALLE PAGG. 2 E 3 Giannattasio, Marro, Sideri.

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L'ira dei sindacati: troppe voci Ora trasparenza e confronto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Le reazioni Polverini (Ugl): con questi tagli, impensabile non intervenire L'ira dei sindacati: troppe voci Ora trasparenza e confronto Bonanni: esecutivo diviso e la cordata non c'è ancora Il leader Cisl: si parli di commissariamento solo se c'è un piano industriale che giustifichi una simile soluzione ROMA - La posizione ufficiale dei sindacati è riassumibile nella formula "si faccia chiarezza e parta il confronto " che dà il titolo al comunicato diffuso ieri dalle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl. In realtà i sindacati sanno bene come stanno le cose, anche se il piano di ristrutturazione di Alitalia non è stato ancora presentato e anche se incontri con l'esecutivo e con l'azienda non ci sono stati. Sanno benissimo che, tempo qualche settimana, dovranno affrontare il commissariamento della compagnia e almeno 5 mila esuberi, come ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Solo che hanno il problema di gestire la situazione evitando che scappi loro di mano, con agitazioni spontanee dei lavoratori ad agosto. Si capisce così la grande irritazione per la nuova fuga di notizie, ieri, che annunciava il commissariamento di Alitalia nella riunione del Consiglio dei ministri convocata per il 29 agosto, seguita da una nuova smentita da parte di Palazzo Chigi. E si capisce la presa di distanza anche dei sindacalisti più pronti alla trattativa, come il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: "Questa storia del commissariamento non mi convince. Perché si dovrebbe commissariare? Il governo diceva che i soldi erano finiti già ad aprile, poi lo ha ripetuto a maggio e a giugno e a luglio. Vogliono il commissario? Prima ci facciano vedere un piano industriale che giustifichi questa soluzione. La verità è che il governo è diviso e anche la cordata di imprenditori non è pronta ". Anche Renata Polverini, leader dell'Ugl, sollecita un confronto, perché va bene che Berlusconi chiede che il sindacato non faccia le barricate, "ma pensare che il sindacato si metta da parte, dopo aver parlato di ben 5 mila esuberi, è davvero singolare". Preoccupato per la piega che sta prendendo la vicenda è anche il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, che invoca "un piano industriale serio" e "un'alleanza con un grande vettore internazionale" mentre, aggiunge il segretario confederale Fabrizio Solari, l'impressione è che "i cosiddetti grandi investitori italiani vogliono solo garanzie di un rendimento elevato". In allarme sono anche i piloti. Il piano Air France prevedeva per loro 507 esuberi, spiega il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, "ma il governo non lo ritenne degno per Alitalia, quindi ci aspettiamo che il nuovo piano contenga proposte migliorative ". Enrico Marro.

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<Per Alitalia 5 mila esuberi> Il premier: il rilancio è pronto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Per Alitalia 5 mila esuberi" Il premier: il rilancio è pronto Fini: Berlusconi riferisca in Parlamento. Smentito il commissariamento Il vertice della società esamina il piano Intesa. Forse rinviato il bilancio del primo semestre dell'anno ROMA - Il governo torna a smentire le voci di un prossimo commissariamento di Alitalia, ma l'opposizione insorge chiedendo che l'esecutivo riferisca in Parlamento, mentre i sindacati vogliono sapere di più sul futuro della compagnia. "Dopo il prestito di 300 milioni - attacca il leader del Pd, Walter Veltroni - , i contribuenti si troveranno di nuovo le tasche occupate da un governo che prende i loro soldi. Non si poteva trovare una soluzione senza far saltare l'accordo con Air France?". Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, accoglie l'invito dell'opposizione assicurando che chiederà al governo di relazionare sul caso. Intanto il cda di Alitalia, riunitosi ieri, avrebbe preso in esame per la prima volta il piano dell'advisor Intesa Sanpaolo, decidendo un rinvio dell'esame della semestrale, prevista per l'8 agosto, e dando così al governo il tempo di decidere cosa fare. Martedì sera Berlusconi, incontrando i senatori del Pdl, secondo indiscrezioni, aveva ribadito che ci saranno 5 mila esuberi (ma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, giura di non saperne nulla) e che verranno richiesti sacrifici ai sindacati "altrimenti salta tutto", ma avrebbe aggiunto che esistono un piano e una cordata. Nel pomeriggio di ieri però, per la seconda volta, un'agenzia di stampa ha battuto la notizia di un commissariamento della compagnia, probabilmente deliberato nel consiglio dei ministri del 29 agosto. Un'indiscrezione, quella dell'amministrazione straordinaria, che era circolata anche venerdì scorso, riferita alla data del 15 agosto, seccamente smentita da Palazzo Chigi. Stesso copione anche ieri, con una nota dettata in cui la notizia è stata definita "destituita di ogni fondamento". Tanto non è bastato a tenere a freno l'opposizione che è partita all'attacco del governo. "Prima avevamo un accordo internazionale - ha detto Veltroni, riferendosi all'alleanza con Air France-Klm fallita sotto il governo Prodi - e ora un accordo domestico ma non servono soluzioni fatte in camera e cucina ". Il gruppo del Pd al Senato, con una lettera sottoscritta da 71 senatori, ha chiesto al governo di riferire in aula prima della pausa estiva. Una richiesta sostenuta da una lettera del presidente della commissione Lavori pubblici, Luigi Grillo (FI), al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. "Fino a che non abbiamo questo progetto (il piano dell'advisor Intesa Sanpaolo, ndr) non possiamo dire nulla" ha replicato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, riferendosi all'ipotesi di commissariamento e agli eventuali esuberi. A. Bac. Camera Il presidente Gianfranco Fini.

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Il pressing del Tesoro e i dubbi di An (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Retroscena Il pressing del Tesoro e i dubbi di An SEGUE DALLA PRIMA In entrambi i casi Palazzo Chigi è intervenuto a tempo di record per eliminare l'odioso ronzio. Resta l'impressione che qualcuno voglia spingere il piede sull'acceleratore del commissariamento di Alitalia e ottenere dal governo, prima delle ferie, la rassicurazione che l'operazione ideata da Intesa Sanpaolo può partire. Senza il via libera dell'esecutivo infatti, la cordata che dovrebbe acquisire una parte di Alitalia, non riesce a quagliare. L'imprenditore Roberto Colaninno, ad esempio, sarebbe in attesa di garanzie sulla profittabilità dell'operazione e sul suo ruolo. Mentre Gilberto Benetton, altro nome tra i possibili acquirenti di Alitalia, in un'intervista, ha ammesso: "Non abbiamo ancora visto un piano industriale", arrivando a ipotizzare che "forse la soluzione migliore" era quella francese. Insomma serve un "sì" forte del governo. E qualcuno caparbiamente sta cercando di estorcerlo. Il maggiore indiziato è il ministero dell'Economia: il responsabile Giulio Tremonti, incontrando il premier venerdì scorso, avrebbe cercato di far passare la linea di una nuova Marzano al più presto. Inutilmente. Berlusconi avrebbe frenato per non suscitare le ire di An, contraria al commissariamento, perché preoccupata degli esuberi nel bacino elettorale romano. Ma anche per non scatenare opposizione e sindacati compromettendo la pax ferragostana e le vacanze degli italiani. La soluzione sarebbe stata quella di rinviare tutto a dopo il 15 agosto. Ma c'è un termine oltre il quale non si può andare: il 30 agosto. Entro questa data il consiglio di amministrazione di Alitalia dovrà approvare la semestrale e riferire se la compagnia è in condizione di proseguire nella via ordinaria o se è prossima al fallimento. Proprio per questo l'indiscrezione circolata ieri, e poi smentita, collocava la decisione del commissariamento nel consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto. L'ultimo utile. Un'indiscrezione che troverebbe riscontro anche presso quei sindacati che seguono i "dietro le quinte ". In quella data potrebbe essere indicato un commissario, forse quel Rocco Sabelli che piace a Intesa Sanpaolo, e non solo. Oppure lo stesso Sabelli potrebbe essere destinato a liquidare la parte della compagnia che verrebbe scorporata dalla Nuova Alitalia, nata dalla fusione delle migliori attività dell'attuale vettore e Air One. Al momento dunque il nodo politico sembra ancora tutto da sciogliere. La solerzia con cui il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha accolto la richiesta dell'opposizione di un chiarimento del governo in aula, testimonia in qualche modo la tensione del suo partito verso una soluzione meno dolorosa. Di là da venire. Antonella Baccaro.

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C ome (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-31 num: - pag: 1 autore: di ANTONELLA BACCARO categoria: REDAZIONALE La partita Il Tesoro fa pressing ma An ha dubbi C ome una zanzara fastidiosa che nella calura estiva ogni tanto ronza nelle orecchie, così la voce di un commissariamento imminente di Alitalia, da qualche giorno, fa capolino tra i lanci delle agenzie. è successo venerdì scorso. è accaduto ieri . CONTINUA A PAGINA 2.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2 Le domande C... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2 Le domande Cosa prevede la Marzano -? Il commissariamento è una procedura che permette la prosecuzione, in regime straordinario, dell'attività di un'azienda in crisi. La legge che porta il nome dell'ex ministro Antonio Marzano, introdotta per il crac Parmalat, l'unica in grado di salvare una grande azienda, dovrebbe però essere modificata per essere applicabile al caso Alitalia.

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Ritorno al modello-hub (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: BREVI Ritorno al modello-hub "Malpensa ha bisogno di una compagnia che la voglia come suo hub. Chi meglio di Alitalia?".

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Formigoni: senza Malpensa non sarà una vera rinascita (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il governatore della Lombardia "L'area è appetibile per qualsiasi aerolinea. Il riposizionamento su Fiumicino si è rivelato un insuccesso" Formigoni: senza Malpensa non sarà una vera rinascita MILANO Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, che garanzie chiedete per Malpensa? "Quelle dettate dai fatti". Di che parlano i fatti? "Che l'hub di Malpensa serve l'area dove è più forte la domanda e il consumo dei voli: nazionali, internazionali e intercontinentali". Quindi? "Quindi pensiamo che la rinascita di Alitalia debba essere legata indissolubilmente a un potenziamento forte dell'azienda in Lombardia. è nel suo interesse. Perché un'azienda può crescere solo dove c'è clientela". Altrimenti? "Malpensa non morirà mai. Non è morta in questi mesi e non morirà in futuro. Sono molto fiducioso nell'azione e nell'impegno del governo e di Silvio Berlusconi. Chi sta preparando il piano Alitalia ha ben presente quello che significa Malpensa per il Nord e per l'intero Paese. Ripeto sono dati di fatto e cifre ". Quali? "Quelle che vengono fuori dopo il 31 marzo, quando Alitalia ha cancellato l'80 per cento dei voli. Malpensa ha subito sicuramente una botta, ma inferiore rispetto alle attese. Perché la domanda di voli è in Lombardia e qui vengono le compagnie aeree. Fiumicino ha recuperato su Malpensa solo l'11 per cento dei passeggeri". Non è un po' troppo sicuro? Fino ad ora ci sono state solo dichiarazioni generiche su un possibile incremento di voli internazionali e intercontinentali. "è chiaro che bisogna vigilare e noi lo faremo. Fino a quando non ci sarà il piano industriale di Alitalia dobbiamo stare in guardia. Sappiamo che per essere un vero hub Malpensa ha bisogno di una compagnia aerea in grado di far decollare e atterrare almeno il 50 per cento della propria flotta aerea. Quindi, ha bisogno di una compagnia che non si limiti a un potenziamento, ma a forti investimenti sull'hub. E quale compagnia può essere, se non Alitalia?". Milano ospiterà l'Expo nel 2015. Altre città che hanno ospitato l'Expo sono state fortemente penalizzate dalle carenze aeroportuali. Non avete il timore di ripetere la stessa esperienza? "L'Expo è tra 7 anni. Anche nella sciagurata ipotesi che Alitalia non rinascesse o non si riposizionasse su Malpensa non avremo eccessivi problemi. Perché l'attrattività della Lombardia non verrà meno. E se non ci sarà Alitalia ci sarà un'altra compagnia. Quindi nel 2015 non ci saranno problemi". Invece adesso si soffre. "Sì adesso si soffre. E si soffrirà ancora per qualche anno. I milanesi, per partire devono fare tre o quattro scali. Gli investitori stranieri devono proprio amare la Lombardia per imbarcarsi in viaggi del genere. Ma è privo di senso". Perché? "Perché vuol dire far soffrire l'area più produttiva d'Italia e quindi l'intero Paese. è irrazionale. Questi sei mesi lo dimostrano. Sono fiducioso che Alitalia tenga conto di tutto questo e mi aspetto non la semplice crescita, ma un investimento forte. L'Alitalia faccia di Malpensa il proprio hub". Che idea si è fatta della cordata salva-Alitalia? "è una cordata vera. Ci sono dentro degli imprenditori che si tassano. Alcuni li conosco, altri no. Dalle notizie che ho si tratta di un'operazione solida". Pronto a scommettere sul futuro? "è un'impresa difficile e non siamo ancora in zona di sicurezza perché il piano industriale non è ancora stato varato. Ma ho fiducia". Maurizio Giannattasio Governatore Roberto Formigoni.

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In caso di fallimento della compagnia si affolla la lista dei pretendenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Lufthansa e i legali In caso di fallimento della compagnia si affolla la lista dei pretendenti MILANO - Se la frase non è stata casuale allora l'occasione è stata colta al volo. Proprio mentre in Italia girava - prontamente smentita dal governo - la notizia di un possibile commissariamento dell'Alitalia i vertici della Lufthansa stavano affrontando gli analisti a Francoforte per la semestrale. Ed è lì che il direttore finanziario, Stephan Gemkow, ha detto che il mercato italiano "resta importante e attraente". Una frase che non avrebbe nulla di sibillino se non fosse per l'interesse che la compagnia tedesca aveva mostrato nelle fasi iniziali della privatizzazioni Alitalia. Nel passato della Lufthansa, che ha già iniziato un processo di radicamento a Malpensa, c'è anche la conquista della Swiss, la compagnia nata dalle ceneri della Swiss Air (finita in liquidazione). E questo nonostante lo scalo ginevrino fosse geograficamente più vicino a Francoforte rispetto a Milano o Roma. A questo andrebbe aggiunto che con la strategia contro il caro-petrolio delle compagnie sembra chiara: crescere per acquisizioni per sopravvivenza. Basti pensare a British Airways-Iberia. D'altra parte che alcuni attori, anche non protagonisti, fossero rimasti alla finestra con le antenne alzate per un ipotetico commissariamento era certo. Oltre a Lufthansa e Air France nel "partito del commissariamento" era rimasto anche il fondo Tpg. Massimo Sideri L'Italia resta un mercato "importante" per Lufthansa, ha detto un dirigente della compagnia tedesca.

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Metrò, autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 31-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-31 num: - pag: 49 categoria: REDAZIONALE Progetti Il ministro Matteoli: al centro il rilancio dello scalo. Oggi vertice a Roma Metrò, autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo Fissato il piano: 17 opere da realizzare entro il 2015 Tra i 17 interventi la Pedemontana, la tangenziale Est esterna, la Brebemi e i collegamenti con l'aeroporto Expo e Malpensa. Prove di armistizio tra Regione, Comune e Provincia. Dopo la buriana dei giorni scorsi si tenta di marciare compatti in vista della prima riunione del Cipem a Roma e si stila la classifica delle 17 opere prioritarie da realizzare per garantire la buona riuscita di Expo. Vertice al Pirellone con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, il sottosegretario Roberto Castelli, il governatore Roberto Formigoni, il sindaco Letizia Moratti e il presidente della Provincia Filippo Penati. Si lavora sulle priorità delle opere strategiche. Una partita da 11 miliardi e 390 milioni di euro (un miliardo in più rispetto alle cifre presenti nel dossier di candidatura). Dentro ci sono le metropolitane milanesi (la 4 e la 5), i grandi collegamenti come la Brebemi, la Tem e la Pedemontana, ma soprattutto i collegamenti con la Malpensa. "Lo scalo - attacca la Moratti - ha un ruolo centrale all'interno del piano di opere di connessione con Expo". Non solo. Ha ribadito la richiesta al governo di "procedure semplificate tra il ministero dei Trasporti, l'Enac e la Sea per la revisione dei diritti di volo dall'aeroporto di Malpensa che il ministro degli Esteri Franco Frattini dovrà rinegoziare con una trentina di Stati". Matteoli ha confermato e ha aggiunto: "Come è possibile pensare che ci sia qualcuno nel Governo che voglia rendere secondario questo aeroporto? Noi dobbiamo rendere Malpensa più efficiente e il governo farà la sua parte". Ma la Provincia la pensa diversamente. Il piano di salvataggio Alitalia dove si parla genericamente di incrementi dei voli intercontinentali preoccupa Penati: "Se le voci sul nuovo piano industriale di Alitalia e la cordata italiana saranno confermate, avremo il doppio degli esuberi per meno della metà dei soldi offerti da Air France a marzo. E senza un impegno preciso del governo sul rilancio di Malpensa e sulla liberalizzazione dei diritti di volo. A queste condizioni l'intera operazione sarà la tomba di Malpensa". E veniamo all'Expo. "è stata una riunione positiva - attacca la Moratti -. Abbiamo condiviso le priorità sulle opere connesse ". "C'è perfetta identità di vedute tra la Regione, il Comune e la Provincia" replica Formigoni. Ma resta il problema finanziamenti. Le opere in questione devono rientrare nella Legge Obiettivo. "Già domani - spiega Matteoli - porteremo l'informativa con le 17 opere al Cipe. Si accende il motore. Così già dal Cipe successivo si potranno portare i progetti di massima per i finanziamenti". E aggiunge: "Non sarà così difficile. Il 77-78% delle opere sono già finanziate, il resto è spalmabile in quattro, cinque anni. L'importante è che ci sia la volontà politica di farle". "Vedremo - chiude Penati - per ora ci sono solo parole". E intanto spunta una nuova lista. Di opere necessarie come il secondo passante, ma non collegate a Expo. Costo 19,2 miliardi di euro. Maurizio Giannattasio.

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Un buon bilancio dunque, come mostrano anche le più diverse (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-07-2008)

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Stampa Un buon bilancio dunque, come mostrano anche le più diverse ... Un buon bilancio dunque, come mostrano anche le più diverse indagini d'opinione, cui potremmo aggiungere l'iniziativa in tema di energia nucleare oppure l'impiego dei militari per la sicurezza delle città. Resta invece non risolto il nodo Alitalia, anche se dal governo continuano ad arrivare segnali positivi. L'ottimismo però non deve indurre la maggioranza a rilassare i muscoli. Comunque sia l'autunno sarà tutta un'altra storia, perché comunque esso rappresenta una "rottura" nel ciclo delle emozioni della gente, che inizierà a reclamare per i motivi più diversi. Lo sa bene anche Walter Veltroni, che sta sopportando con rassegnazione questo calvario (politico) d'estate nella convinzione che i primi freschi settembrini non potranno far altro che aiutarlo. L'opposizione è parsa sin qui spaesata e litigiosa, con Di Pietro (4,3 % alle elezioni) che ha letteralmente portato a spasso Il PD (33,1 % alle elezioni). La linea del dialogo è naufragata di fronte all'intransigenza di alcuni magistrati, che a sinistra hanno da tempo sostituito le note di Bandiera Rossa come richiamo della foresta. Ma tutto questo potrebbe stemperarsi dopo l'estate, ridando vigore all'ex sindaco di Roma almeno fino alle elezioni europee, suo prossimo (ed ultimo) banco di prova. Insomma l'autunno sarà impegnativo per tutti, ma per la maggioranza lo sarà ancora di più. Essa infatti dovrà innanzitutto governare, ma anche costruire un nuovo partito, grande come mai nessun partito è stato in Italia (tranne la Dc nei primi anni) e figlio di diverse culture politiche tenute insieme dalla figura carismatica di Silvio Berlusconi. Questa è operazione cui debbono essere dedicate le migliori energie dimenticando (per quanto possibile) le risibili questioni di posti e quote, cercando invece di forgiare un grande partito moderno e moderato di cui l'Italia ha bisogno. Qui si misurano gli attuali gruppi dirigenti, con in testa Berlusconi e Fini. Anche perché essi sono chiamati ad una sfida che discende direttamente dall'origine anomala del loro approdo ai vertici. Essi infatti (ma lo stesso vale per Bossi e Casini) sono figli politici di quel terremoto che fu Tangentopoli. In qualche modo sono tutti figli dell'emergenza, tanto i leader quanto i ministri più autorevoli dei vari governi guidati dal Cavaliere. Adesso è il tempo della normalità e della stabilità. Ecco perché questa legislatura deve servire anche per affermare una nuova classe dirigente. Al governo ci sono 4 donne e ministri giovani, anche in ruoli di rilevanza assoluta come nel caso del ministro Alfano alla Giustizia. E' un processo che deve proseguire, coinvolgendo anche altre persone oggi impegnate negli enti locali. Ministri come Fitto, Ronchi, Zaia, Meloni o Gelmini (e molti altri che non sono ministri) devono crescere di peso e di ruolo, a patto di meritarlo. Essi debbono farsi interpreti di una cultura del cambiamento e del risultato che la politica nostrana sembra spesso dimenticare, dimostrando che l'Italia può (almeno qualche volta) fare meglio della media. Certo, non è compito solo della politica. Ma ad essa spetta la leadership, per il semplice fatto che si tratta di ruolo non surrogabile. Roberto Arditti.

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Rebus commissariamento e esuberi. Intesa Sanpaolo èpronta (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-07-2008)

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Stampa Rebus commissariamento e esuberi. Intesa Sanpaolo è pronta ... Rebus commissariamento e esuberi. Intesa Sanpaolo è pronta a presentare il piano di salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il momento, non facile, di tirare le somme con i vertici della compagnia e con il governo. Il nodo da sciogliere è la strada da seguire, tra commissariamento e continuità aziendale. Solo dopo verrà aperto il confronto con i sindacati in allarme per i "4-5mila esuberi" che il premier Silvio Berlusconi ha preannunciato. Il presidente della Camera Fini e il leader del Pd Veltroni chiedono spiegazioni in Aula. Caleri e Lottieri alle pag. 2 e 3.

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La nuova Alitalia? Con 5mila esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Campanile, Il" del 31-07-2008)

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Il premier: "Attutiti da prepensionamenti, scivoli e ammortizzatori". Contrario il Pd Ultime battute per la nuova Alitalia. Il progetto commissionato dal governo all'advisor, Intesa San Paolo, che è stato già oggetto dell'ultima riunione di sabato scorso, comincia a prendere forma. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo avrebbe illustrato due sere fa ai senatori del Pdl riuniti per una cena. Il premier ha parlato di 5mila esuberi che "verranno attutiti da alcune misure", come scivoli e prepensionamenti. Inoltre il piano prevede anche gli ammortizzatori sociali accompagnati, sempre secondo il premier, da altre soluzioni. Ma, avrebbe aggiunto il presidente del Consiglio, i sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, "altrimenti salta tutto". Secondo le indiscrezioni raccolte, il Consiglio dei Ministri che si terrà il 29 del prossimo mese avrà all'ordine del giorno la modifica della legge Marzano. Si tratta in sintesi di un restyling, in particolare sui tempi per definire il piano industriale e la ripresa dell'attività. Secondo le stesse fonti, si tratterebbe di un "aggiornamento" piuttosto che di vere e proprie modifiche sostanziali. La nuova Alitalia, secondo il piano "Fenice", avrà una dotazione iniziale di 1 miliardo, di cui 300 milioni grazie al prestito ponte del governo e 700 milioni dalla cordata italiana. Secondo il piano "Fenice", che è stato anche discusso ieri durante la riunione del Cda dell'aviolinea, gli investitori che ufficialmente scenderanno in campo per il salvataggio del vettore italiano sono Ligresti, Benetton e l'armatore Gianluigi Aponte. Difficile, invece, un ingresso di Roberto Colaninno. Al vertice della nuova Alitalia, resta confermato il nome di Rocco Sabelli. Fuori discussione anche il nome, il marchio e la livrea di Alitalia. Altra novità: nella nuova società, una newco, entrerà Carlo Toto ma con Ap Holding e non direttamente con Air One essendo troppo indebitata. Verrà invece commissariata la "bad" company che resterà in capo all'attuale "numero uno" Police. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, due sono le ipotesi sulle quali si sta ragionando: costituire una società sulla falsariga di Gepi (la finanziaria dell'Iri che aveva come compito quello di entrare nel capitale di aziende private in crisi e di agevolarne la ristrutturazione, per poi uscirne), oppure varare un decreto legge ad hoc per la loro ricollocazione. La scelta del partner internazionale resta invece rinviata ad un secondo momento. Ancora non è chiaro il destino di cargo, che potrebbe restare in Alitalia ma ridimensionato, oppure venduto. L'opposizione, intanto, soffia sul fuoco: secondo il segretario del Pd Walter Veltroni, "un nuovo intervento della mano pubblica che peserà sui contribuenti solo per finanziare un problema che si poteva risolvere se non si fosse fatto saltare l'accordo con Air France. Per Alitalia c'è bisogno di una soluzione elevata e internazionale". I sindacati, invece, per ora tacciono. Preferiscono aspettare che il governo e l'azienda li convochino per illustrare il nuovo piano, finora venuto fuori solo attraverso le indiscrezioni di stampa. All'incontro di martedì a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali, invece, di Alitalia proprio non si è parlato. (31-07-2008).

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Nella nuova Alitalia 4 o 5 mila esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

QUASI PRONTA LA CORDATA ITALIANA Il doppio del piano Air France. Insorge il centrosinistra Roma. Nella nuova Alitalia ci saranno 4 o 5 mila esuberi di personale mentre per formare la cordata italiana (Ligresti, Benetton, Aponte) ci vorranno tra 800 e 1.000 milioni di euro. Il dato sui dipendenti che saranno mandati a casa è stato rivelato da Silvio Berlusconi durante una cena con i senatori del centrodestra e ha provocato un putiferio: si tratta di più del doppio dei tagli (2.150) previsti mesi fa da Air France, che infine ritirò la propria offerta. Il centrosinistra ha chiesto la convocazione del governo in Parlamento e denuncia che di fatto il buco della compagnia aerea sarà tappato con soldi pubblici. I sindacati dicono basta al "gioco al massacro" e alle voci sui tagli. Cresci >> 3 31/07/2008.

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Alitalia, restano a terra in 5 mila (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa pronto il progetto fenice Alitalia, restano a terra in 5 mila Rebus commissariamento e esuberi. Intesa Sanpaolo è pronta a presentare il piano di salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il momento, non facile, di tirare le somme con i vertici della compagnia e con il governo. La struttura dell'operazione è chiara. Il nodo da sciogliere è la strada da seguire, al bivio tra commissariamento e continuità aziendale. Solo dopo verrà aperto il confronto con i sindacati in allarme per i "4-5mila esuberi" che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha preannunciato ad una cena con i senatori del Pdl, secondo quanto riferito da alcuni presenti, lasciando intendere che non ci saranno larghi margini di trattativa: quello che verrà disegnata per Alitalia "è l'unica operazione che si può fare", è "meglio del fallimento" con 20 mila licenziamenti, il governo non si fermerà di fronte a qualche manifestazione, meglio quindi "non mettere il bastone tra le ruote, altrimenti salta tutto". E i sindacati replicano. "Stanchi di leggere e inseguire indiscrezioni che alimentano nervosismo e tensioni", Filt-Cgil, UilTrasporti, Fit-Cisl, Ugl e Sdl, chiedono al governo che ora "si esprima con assoluta chiarezza". E aggiungono: "Lo stesso Berlusconi che parla genericamente di sacrifici solo due mesi fa ha determinato il fallimento della trattativa con AirFrance ritenendo inaccettabili i sacrifici richiesti dal piano francese condividendo alcune obiezioni sindacali". Anche per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, "il rincorrersi di voci incontrollate sul destino di Alitalia, che in queste ultime ore evocano un grande numero di esuberi e il commissariamento, destano preoccupazione ed allarmè. Il piano di Intesa Sanpaolo non è ancora arrivato sul tavolo del cda di Alitalia, che si è riunito ieri: l'intervento dell'advisor, a quanto si è appreso, non era stato previsto dalla compagnia all'ordine del giorno della riunione. Potrebbe esserci una nuova convocazione molto presto, probabilmente prima del consiglio dedicato all'approvazione dei conti del secondo trimestre, l'8 agosto. Si va avanti sul filo del rischio fallimento. Ed il ricorso al commissariamento previsto dalla Legge Marzano, la procedura per il salvataggio delle grandi aziende in crisi, potrebbe essere presto imposto dalla difficoltà di mantenere in piedi il delicato equilibrio dei conti, prima ancora quindi di una scelta strategica sugli strumenti per attuare il piano di salvataggio. è una strada che per quanto finalizzata al rilancio evoca il rischio fallimento, e non piace al Presidente del Consiglio che preferirebbe una soluzione che mantenga la continuità aziendale. Mentre sarebbe diversa la posizione del Tesoro, che ha in mano le azioni di Alitalia da cedere a nuovi soci di controllo. Intanto Palazzo Chigi ha smentito nettamente, ancora una volta, le voci su un possibile commissariamento a breve innescate dalle indiscrezioni sulla possibilità che il 29 agosto il consiglio dei ministri possa esaminare un decreto per adattare la Marzano alle esigenze del dossier Alitalia. è una ipotesi, quella di un restyling della Marzano, che è ancora sul tavolo. L'alternativa, secondo ambienti di governo, potrebbe essere un decreto ad hoc per la gestione degli esuberi, che sarebbero poco sotto i 4mila. La struttura del piano "Fenice" ipotizzerebbe la creazione di una "nuova Alitalia" con una cordata di imprenditori italiani che investirebbero un miliardo, il sostegno delle banche, l'integrazione delle attività operative di Alitalia con quelle di Air One. Resterà fuori solo una "bad company" con i debiti.

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Alitalia, piano 'Fenice' dubbi su commisariamento ed esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Salgono le proteste dei sindacati e dell'opposizione Alitalia, piano "Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi La "cordata" da 800 milioni e' pronta. Ancora valzer di nomi sugli imprenditori Roma, 31 lug. - Il piano “Fenice” per il salvataggio di Alitalia è pronto, ma restano i nodi commissariamento e esuberi. Intesa San Paolo è pronta nel suo ruolo di advisor, ma il piano non è ancora arrivato al CdA di Alitalia; solo dopo verrà il confronto con i sindacati, che chiedono “assoluta chiarezza”. Per Berlusconi questo è l'unico piano possibile, pena il fallimento e 20mila licenziamenti. Sul commissariamento ex Legge Marzano, la procedura potrebbe esserci per tenere saldi i conti, ma senza garantire la continuità aziendale che vorrebbe il Premier; il Tesoro, che ha le azioni Alitalia, vorrebbe cederle a nuovi soci. Per la gestione degli esuberi si ipotizza un decreto dopo agosto e la "nuova Alitalia" sarebbe formata da imprenditori italiani che investirebbero 800 milioni. Benetton, Toto e Colaninno i nomi più frequenti che si fanno. Replica dura del PD e del resto dell'opposizione: "Con l'accordo con i francesi gli esuberi sarebbero stati di meno, il Ministro Sacconi ne è addirittura all'oscuro e questo piano costerà sacrifici a tutto il Paese”. Sulla questione il presidente Fini ha garantito “ampio dibattito alla Camera”. Giambattista Salis.

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Alitalia, piano "Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Salgono le proteste dei sindacati e dell'opposizione Alitalia, piano "Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi La "cordata" da 800 milioni e' pronta. Ancora valzer di nomi sugli imprenditori Roma, 31 lug. - Il piano “Fenice” per il salvataggio di Alitalia è pronto, ma restano i nodi commissariamento e esuberi. Intesa San Paolo è pronta nel suo ruolo di advisor, ma il piano non è ancora arrivato al CdA di Alitalia; solo dopo verrà il confronto con i sindacati, che chiedono “assoluta chiarezza”. Per Berlusconi questo è l'unico piano possibile, pena il fallimento e 20mila licenziamenti. Sul commissariamento ex Legge Marzano, la procedura potrebbe esserci per tenere saldi i conti, ma senza garantire la continuità aziendale che vorrebbe il Premier; il Tesoro, che ha le azioni Alitalia, vorrebbe cederle a nuovi soci. Per la gestione degli esuberi si ipotizza un decreto dopo agosto e la "nuova Alitalia" sarebbe formata da imprenditori italiani che investirebbero 800 milioni. Benetton, Toto e Colaninno i nomi più frequenti che si fanno. Replica dura del PD e del resto dell'opposizione: "Con l'accordo con i francesi gli esuberi sarebbero stati di meno, il Ministro Sacconi ne è addirittura all'oscuro e questo piano costerà sacrifici a tutto il Paese”. Sulla questione il presidente Fini ha garantito “ampio dibattito alla Camera”. Giambattista Salis.

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Berlusconi vola solo con Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 31 Lug 2008 Edizione 160 del 31-07-2008 Il premier annuncia che ci sono i soldi per la compagnia di bandiera Berlusconi vola solo con Alitalia di Walter Ricci I soldi ci sono, andiamo avanti fiduciosi. Così il premier Silvio Berlusconi parlando del salvataggio della compagnia di bandiera. "Con Alitalia andremo avanti perché si deve pensare al bene del Paese e non ci fermeremo certo davanti a qualche manifestazione", ha assicurato il presidente del Consiglio nel corso di una cena con i senatori del Pdl presso la Casina Aurora Pallavicini a Roma. Berlusconi, che si è mostrato ottimista, ha comunque ribadito che ci saranno cinquemila esuberi, sottolineando che questo è il male minore: meglio cinquemila che 20mila, ossia tutto il personale della compagnia aerea, è stato il ragionamento. In ogni caso è assicurato il ricorso agli ammortizzatori sociali e a misure come prepensionamenti e scivoli, ma i sindacati, è l'auspicio, dovranno collaborare: non mettano i bastoni fra le ruote altrimenti "salta tutto". Palazzo Chigi ha invece smentito come "destituita di ogni fondamento" la possibilità di un commissariamento per Alitalia nel Cdm del 29 agosto. Il piano di rilancio di Alitalia prevede inoltre 90 nuovi aerei e il ripristino di importanti rotte internazionali, a iniziare dalla Cina. Berlusconi ha ricordato infine che nella trattativa con Air France-Klm portata avanti dal precedente governo di centrosinistra erano state poste delle "condizioni inaccettabili". Una soluzione, quella anticipata dal premier, che non piace all'opposizione che chiede di riferire in Aula "perché abbiamo molte domande da porre" dice il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro."Per Alitalia occorrono alleanze internazionali e non soluzioni fatte in camera e cucina" ha aggiunto il segretario del Pd Veltroni. Sulla stessa linea il ministro ombra del Lavoro Enrico Letta: "Spagna e Gran Bretagna guardano al futuro con la fusione Iberia-British. Invece Berlusconi guarda al passato e per Alitalia emerge una soluzione che prevede di mettere altri soldi pubblici in una voragine che ne ha già assorbiti tanti". Parla infine di "ultimo atto" Felice Belisario, presidente del gruppo di Idv in Senato secondo cui quella di Alitalia "se non fosse una situazione tragica per migliaia di lavoratori e per loro famiglie, sarebbe una farsa scritta, diretta e interpretata dal presidente del Consiglio". Intanto prende forma il piano messo a punto dall'advisor Intesa Sanpaolo (chiamato appunto "Fenice"), che dovrà ora passare al vaglio del governo e degli azionisti, prevde una società con un maggior peso nel mercato domestico, un rafforzamento di Malpensa sui voli internazionali e intercontinentali e l'arrivo di un partner straniero. La nuova società dovrebbe essere guidata da Rocco Sabelli, dovrebbe avere una dotazione finanziaria di circa 800 milioni, e tra i soci vedrebbe la partecipazion L'integrazione tra Alitalia e AirOne si farebbe, ma non è ancora definito se Carlo Toto entrerà nella nuova società conferendo asset e slot o vendendo direttamente la compagnia ai nuovi soci e, in questo caso, potrebbe poi decidere di reinvestire una parte di quanto incassato (secondo alcune stime circa 300 milioni) nella nuova Alitalia e di Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e probabilmente Roberto Colaninno. L'integrazione tra Alitalia e AirOne si farebbe, ma non è ancora definito se Carlo Toto entrerà nella nuova società conferendo asset e slot o vendendo direttamente la compagnia ai nuovi soci e, in questo caso, potrebbe poi decidere di reinvestire una parte di quanto incassato nella nuova Alitalia.

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Il premier: <Ci sono progetto e soldi. 5mila esuberi? Male minore. I sindacati non ci (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)

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N. 181 del 2008-07-31 pagina 1 Il premier: "Ci sono progetto e soldi. 5mila esuberi? Male minore. I sindacati non ci fermeranno" di Redazione Il premier Silvio Berlusconi preannuncia la fine dell'emergenza per Alitalia: "Ci sono le idee e ci sono i soldi - dice -. Ripristineremo delle tratte e ci saranno 90 nuovi aerei. I 5mila esuberi? A questo punto sono il male minore, i sindacati non ci fermeranno. Ma sono pronte le misure per riassorbire i licenziamenti. Con il fallimento rimarrebbero a casa in 20mila". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il premier: "Ecco come salverò Alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 181 del 2008-07-31 pagina 0 Il premier: "Ecco come salverò Alitalia" di Gian Maria De Francesco Il premier preannuncia la fine dell'emergenza: "Ci sono le idee e ci sono i soldi. Ripristino delle tratte e 90 nuovi aerei. I 5mila esuberi? A questo punto sono il male minore, i sindacati non ci fermeranno". Pronte misure per riassorbire i licenziamenti Roma - L'odissea di Alitalia sembra avvicinarsi alla fine. è stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a preannunciare l'epilogo della vicenda nel corso della cena di martedì sera con i senatori del Pdl: 5mila esuberi, novanta nuovi aerei in arrivo e ripristino delle più importanti rotte internazionali. Si tratta dei dettagli più interessanti del "piano Fenice" che l'advisor Intesa Sanpaolo sta mettendo a punto per la ex compagnia di bandiera e sul quale Palazzo Chigi e il Tesoro sono costantemente aggiornati. In particolare, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, il premier avrebbe rivelato che "i cinquemila esuberi verranno attutiti da alcune misure" come scivoli, prepensionamenti e ammortizzatori sociali. Inoltre, la presidenza del Consiglio non dispera che l'eccesso di dipendenti possa essere in qualche maniera riassorbito. "Con Alitalia si va avanti - ha detto Berlusconi - perché si deve pensare al bene del Paese e il governo non si fermerà davanti a qualche manifestazione" anche perché "5mila esuberi, a questo punto della vicenda Alitalia, sono il male minore rispetto alla prospettiva di 20mila licenziamenti in caso di fallimento". In ogni caso, una delle premesse per la riuscita dell'operazione è una sorta di tregua con i rappresentanti dei lavoratori. "I sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, altrimenti salta tutto", avrebbe affermato il presidente del Consiglio. Berlusconi ha voluto ricordare la sostanziale diversità della soluzione che si sta profilando rispetto alla precedente possibilità di un'intesa con Air France-Klm. Il gruppo franco-olandese, ha osservato il premier, aveva posto "condizioni inaccettabili". Ma nei confronti di Roissy è stato lasciato uno spiraglio aperto. "Ho parlato con il ministro dei Trasporti francesi - ha rivelato - e ci saranno varie sinergie con Parigi". Ipotizzabile su questo punto un riferimento a eventuali accordi con il vettore guidato da Jean-Cyril per quanto riguarda la riattivazione di quelle rotte internazionali da tempo abbandonate da Alitalia, a iniziare da nuovi scali verso la Cina. Berlusconi ha voluto inviare un chiaro segnale di ottimismo respingendo al mittente le accuse di aver sfruttato demagogicamente l'argomento in campagna elettorale. "C'è il piano, c'è la soluzione, ci sono i soldi, tanto che ho dovuto dire molti no", ha affermato entusiasta, confermando le adesioni di alcuni imprenditori alla ricapitalizzazione di Alitalia (il coinvolgimento di Air One è implicito nel riferimento ai 90 nuovi aerei, ndr). "Certo - ha ribadito - non si potranno tenere tutti i dipendenti, ma è chiaro che questa è l'unica operazione che si può fare". Insomma, Alitalia, se tutto funzionerà, potrà camminare con le proprie gambe. A questo proposito, Palazzo Chigi ieri pomeriggio ha smentito nuovamente le indiscrezioni di un eventuale commissariamento della compagnia nel Consiglio dei ministri del 29 agosto prossimo. Ma l'impegno personale di Berlusconi non è servito a evitare il solito rituale della cieca polemica politica. Il segretario del Pd, Walter Veltroni, non ha nascosto il proprio pessimismo. "A fine agosto vedremo - ha affermato - ma la situazione diventa sempre più drammatica". Secondo il leader democratico, "a pagare saranno i contribuenti", che "dopo un prestito di 300 milioni si troveranno di nuovo le tasche occupate". La soluzione Air France, ha ricordato, "prevedeva 2.150 esuberi, mentre Berlusconi ha comunicato che ce ne saranno 5mila". Inoltre, all'ipotesi prospettata da Berlusconi, "fatta in camera e cucina", mancherà anche quell'accordo internazionale di cui la compagnia avrebbe bisogno per il rilancio. Obiezione che consente al Pd di rinsaldare l'asse con la Cgil di Guglielmo Epifani secondo il quale "qualunque azione di rilancio della compagnia, non può prescindere da un piano industriale serio e da un'alleanza con un grande vettore". "Chiederemo al governo di riferire in aula", ha annunciato il capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, firmataria insieme ad altri 70 colleghi di una lettera al premier nella quale si lamenta l'asimmetria informativa nei confronti del Parlamento. Contestualmente alla Camera, Michele Vietti dell'Udc ha chiesto all'esecutivo di presentarsi "tempestivamente per dire cosa intenda fare su Alitalia". Richiesta accolta dal presidente Gianfranco Fini. Per una volta, però, la politica politicante è un passo indietro rispetto ai tempi più veloci della finanza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Senza paracadute (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

Almeno 5.000 esuberi, una compagnia formato bonsai. Il "salvataggio" di Alitalia su cui Berlusconi ha fatto la sua campagna elettorale svela tutti i suoi limiti. La "cordata italiana" metterebbe in campo 800 milioni: tra i soci, Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e forse ColaninnoPAGINA8.

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Inferiori per decreto legge (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

I TAGLI DEL GOVERNO Inferiori per decreto legge Il governo corregge le norme su assegno sociale e precari. Ma gli immigrati restano esclusi. E per i non assunti resta la "sanatoria" sulle cause in corso. Che sono la maggior parte, non solo alle Poste Sara Farolfi ROMA Cambiare tutto per non cambiare niente. O quasi. Sulle ultime - ma solo in ordine temporale - 'norme scandalo', il governo porta a casa esattamente ciò che voleva. La preclusione dell'assegno sociale per gli immigrati residenti in Italia da meno di dieci anni. E la "sanatoria" per le aziende che hanno stipulato "irregolarmente" contratti a tempo determinato, e che ora non potranno più essere obbligate da un magistrato alla stabilizzazione del rapporto di lavoro, potendosela agevolmente cavare con un'indennità dalle 2,5 alle 6 mensilità. Un piccolo cadeau per Poste, ma non solo. La commissione bilancio del senato ha dato il via libera, ieri, agli emendamenti correttivi del governo sull'assegno sociale, sulla norma cosiddetta 'anti precari' e sulla flessibilità di bilancio, espressamente richiesta dal presidente della repubblica. Il decreto che anticipa la finanziaria arriva oggi all'esame del senato. Le casalinghe (prodighe, in aprile, di voti al governo) cantano vittoria, a dimostrazione che è l'interesse particolare a regnare sovrano nel paese. Per beneficiare, in futuro, dell'assegno sociale bisognerà infatti dimostrare di avere soggiornato per almeno dieci anni nel territorio nazionale e non più, in aggiunta, di avere percepito un reddito di importo pari all'assegno sociale stesso (circa 400 euro al mese). Più che l'assegno però, ad essere "salvi" sono preti, suore e casalinghe. Indigenti, ma rigorosamente italiani. Resta infatti l'obbligo dei "dieci anni continuativi di soggiorno", e così l'assegno sociale viene precluso ai cittadini immigrati e soprattutto, in perfetta sintonia con la mente leghista autrice del blitz, a coloro che arrivano in Italia con la strada del ricongiungimento familiare. Ma anche per quanto riguarda i precari, le correzioni sembrano più di forma che di sostanza. "Nessuna marcia indietro del governo", dice il ministro Sacconi, che ben conosce la materia. La correzione sembra infatti avere eliminato il riferimento alla possibilità che un giudice possa riconoscere "nullo" un contratto a tempo determinato stipulato 'irregolarmente' (nel non rispetto cioè delle causali che vincolano l'assunzione stessa a tempo parziale). Ma quella "nullità" era di ambigua lettura anche prima, non essendo chiaro se a considerarsi nullo dovesse essere tutto il contratto, oppure la sua caratteristica di "parzialità" (che dunque, sempre in sede di giudizio, avrebbe potuto trasformarlo in contratto stabile). La "fregatura" invece - come la definisce il giuslavorista Piergiovanni Alleva - resta esattamente quella di prima. E non è una notizia neppure il fatto che la norma si applichi unicamente alle cause in corso (trattandosi di un dietrofront che il governo era già stato costretto a fare), "anche se sul punto - sulla possibilità cioè che la norma potesse ritenersi valida anche per le cause a venire - qualche dubbio era stato espresso due giorni fa dagli stessi tecnici del senato", nota Fulvio Fammoni (Cgil). Di fatto il provvedimento stabilisce che "per i giudizi in corso il datore di lavoro è tenuto unicamente a indennizzare il lavoratore per un importo compreso tra le 2,5 e le 6 mensilità". Non sarà cioè più costretto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro. Ma i giudizi in corso (e va ricordato che sono tre i gradi di giudizi) sono la maggior parte. Non solo alle Poste, a differenza di quanto dice Sacconi, ma anche in Rai, e più in generale nelle aziende giornalistiche e della comunicazione, in Alitalia e nel settore privato (turismo e commercio soprattutto). I contratti a tempo determinato (2,3 milioni in Italia, dati Istat) sono la forma più abusata di precarietà. Perciò la possibilità di ricorrere in giudizio costituisce per i lavoratori precari una sorta di 'articolo 18'. "La norma è incostituzionale e noi faremo partire il ricorso alla corte costituzionale", dichiara Fammoni, notando "il dietrofront del governo". Secondo il sindacato di base Rdb-Cub, "non cambia nulla". E in parlamento, Walter Veltroni boccia i correttivi "abborracciati" e chiede al governo di ritirare i due provvedimenti, quello sui precari e quello sull'assegno sociale.

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Una Fenice dal volo incerto (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 31-07-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Il Consiglio di amministrazione discute - ma non approva - il piano di "salvataggio" Una Fenice dal volo incerto Confermati i 5 mila esuberi. Irrisolto il nodo dell'alleanza internazionale Bruno Perini Come l'araba Fenice, Alitalia potrebbe risorgere dalle sue ceneri: Ma, a differenza del mitico uccello sacro dell'antico Egitto, il volo iniziale appare precario, per nulla mitico e pieno di incognite. Il primo a lanciare l'allarme è stato Gilberto Benetton in un'intervista al Sole 24 ore. L'imprenditore ha parlato in modo inequivocabile: "ritengo un dovere per un imprenditore darsi anche delle responsabilità nei confronti del sistema Paese, e noi Benetton siamo pronti a fare la nostra parte: ma, per favore, e questo l'ho detto anche a Berlusconi e Tremonti, non considerateci come una nuova Iri". La famiglia Benetton "crede nel Paese e per questo abbiamo investito in Italia", ma questo "non significa che i Benetton siano disponibili a partecipare al buio a una cordata per il salvataggio di Alitalia". "In via di principio - prosegue Benetton- riteniamo di poter dare il nostro contributo al rilancio della compagnia di bandiera, ma non abbiamo ancora visto un piano industriale, dei numeri o una proposta concreta da Intesa Sanpaolo. Non solo: non è pensabile che il piano abbia successo senza la presenza di un partner internazionale disposto a intervenire subito". Dunque non è detto che la Fenice spicchi il volo. In che cosa consiste il progetto Fenice? Nella giornata di ieri sono filtrati i particolari, alcuni già noti altri assai preoccupanti. Secondo il progetto Fenice messo a punto da Banca Intesa la società avrà una dotazione iniziale di un miliardo, di cui 300 milioni grazie al prestito ponte del governo e 700 che arrivano dalla cordata italiana. Gli investitori che dovrebbero impegnarsi per il salvataggio del vettore italiano sono Salvatore Ligresti, Gilberto Benetton e l'armatore Gianluigi Aponte. Gli esuberi sarebbero 4-5.000. Ieri c'è stato anche il cda della compagnia ma neppure il summit di Alitalia per il momento ha preso decisioni in merito ai destini della compagnia. Il primo quesito che sorge spontaneo è questo: visto che gli imprenditori non vogliono essere una nuova Iri e che dunque entreranno nell'impresa soltanto se la newco sarà ripulita dei debiti e degli esuberi, chi gestirà e chi pagherà il mostruoso indebitamento che rimarrà nella cosidetta bad company? Nel pomeriggio di ieri a un certo punto si è sparsa la voce che la "bad company" sarebbe stata commissariata grazie a un'interpretazione "creativa" della legge Marzano ma non appena si è diffusa la voce di un commissariamento Palazzo Chigi si è affrettato a smentire per timore che si potesse addossare al premier Silvio Berlusconi la pessima immagine politica di un commisariamento. "Il rincorrersi di voci incontrollate sul destino di Alitalia, che in queste ultime ore evocano un grande numero di esuberi e il commissariamento, destano preoccupazione ed allarme", ha detto il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani in una nota. "In ogni caso, qualunque azione di rilancio della compagnia - sottolinea il segretario della Cgil - non può prescindere da un piano industriale serio e da una alleanza con un grande vettore internazionale, come quella che in queste ore è oggetto di trattativa fra British Airways e Iberia. Questa è infatti la scala di intervento necessaria per superare la crisi di Alitalia e per affrontare un mercato così difficile soprattutto in questa fase particolarmente delicata per l'economia internazionale". "La vicenda Alitalia necessita di una chiara e diretta assunzione di responsabilità del Governo che si esprima con assoluta chiarezza e metta fine alla indiscrezioni quotidianamente diffuse dagli organi di informazione". Lo chiedono cinque sigle sindacali del settore dei trasporti, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, SdL Trasporto aereo, con un comunicato unitario. "Lo stesso Berlusconi che oggi parla genericamente di sacrifici - sostengono i sindacati - solo due mesi fa ha determinato il fallimento della trattativa con AirFrance ritenendo inaccettabili i sacrifici richiesti dal piano francese condividendo alcune obiezioni sindacali". Dopo ore di tira e molla è arrivata la prima risposta politico-istituzionale: "Sarà premura della presidenza della Camera pregare il governo di riferire all'Aula" sulla situazione di Alitalia, ha detto il presidente Gianfranco Fini dopo che Michele Vietti (Udc) ha chiesto che l'Esecutivo riferisca in Parlamento sulla situazione della compagnia di Bandiera.

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