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Articoli
Alitalia 2 (61)
Caos
Alitalia, via in cinquemila ( da "Stampa, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ora il danno
è fatto Caos Alitalia, via in cinquemila Scontro sugli esuberi. Precari e
assegni sociali, il governo rimedia Polemiche sul piano per far rinascere
Alitalia. Il documento di Intesa-San Paolo prevederebbe una dote iniziale di
oltre un miliardo: 300 milioni già messi dal governo e 700 investiti dai soci privati:
Ligresti,
Alla
ricerca dei colpevoli della catastrofe - eugenio scalfari
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ora è la
volta di Alitalia. Non è quantitativamente parlando un'iniziativa da farlo
tremare, ne ha gestite di ben più impegnative. Ma questa è la prima
(probabilmente anche l'ultima perché di rogne gliene sta dando un bel po')
nella quale si trovi alle prese direttamente con il potere politico e per di
più su un tema che non è soltanto di mercato:
Alitalia,
guerra sui tagli ( da "Repubblica, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esecutivo
alle Camere Alitalia, guerra sui tagli Passera: così nascerà la nuova compagnia
aerea ROMA - Sarebbero circa settemila gli esuberi per Alitalia, come rivelato
alla cena con i senatori del Pdl dal presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, anticipando i punti del piano per il salvataggio della compagnia di
Bandiera.
Berlusconi
vuole una legge ad hoc "evitiamo il commissariamento" - claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
scrivania di
Silvio Berlusconi il dossier Alitalia ha ormai scalato tutte le priorità. Una
spina sempre più appuntita per il governo. Che il Cavaliere sta cercando di
smussare con una via d'uscita che possa accontentare la potenziale cordata di
imprenditori e nello stesso tempo eviti di farlo salire sul banco degli
imputati con l'accusa di non aver rispettato gli impegni elettorali.
Alitalia,
scontro sugli esuberi con airone salgono a 7 mila - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Alitalia, scontro sugli esuberi con AirOne salgono a 7 mila Sindacati: governo
poco chiaro. Fini: riferisca in aula LUCIO CILLIS ROMA - Cinquemila esuberi,
che probabilmente saliranno a quasi 7 mila con AirOne, 90 aerei in arrivo, una
cordata di imprenditori pronti ad entrare nella rinata Alitalia con circa 700
milioni di euro.
Ecco
le condizioni di passera: nessun euro nella vecchia società - (segue dalla
prima pagina) ( da "Repubblica, La"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
perché queste
sono le categorie professionali e sociali che compongono il complesso mondo
toccato dal fallimento Alitalia. Uso la parola fallimento non a caso perché,
allo stato dei fatti, Alitalia è già fallita. Se entro novembre non sarà nata
al suo posto una nuova entità societaria, il fallimento sarà inevitabilmente
dichiarato per totale mancanza di fondi in cassa.
Legaleil
partitodi Erdogan ( da "Secolo XIX, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella nuova
Alitalia ci saranno 4 o 5 mila esuberi di personale mentre per formare la
cordata italiana (Ligresti, Benetton, Aponte) ci vorranno tra 800 e 1.000
milioni di euro. Il dato sui dipendenti che saranno mandati a casa è stato
rivelato da Silvio Berlusconi durante una cena con i senatori del centrodestra
e ha provocato un putiferio:
Il
dialogo impossibile - piero ottone
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'Alitalia;
l'Alta Velocità; l'energia nucleare; i contratti per il lavoro a termine. Ma la
lista è interminabile. Le conseguenze di questi comportamenti sono disastrose,
e infatti l'Italia sprofonda. Resta da chiedersi: perché succede tutto questo?
"fiumicino
allarme rosso licenziamenti" - maria elena vincenzi
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
MARIA ELENA
VINCENZI Salvare Fiumicino dalla deriva di Alitalia. La crisi della compagnia
di bandiera rischia di coinvolgere anche lo scalo romano proprio nel momento
più delicato, dopo il trasferimento dei voli da Malpensa. E, per di più, in
piena estate. A lanciare l'allarme, Michele Meta, capogruppo Pd nella
commissione Trasporti della Camera.
Galletti
(Udc) accusa:<C'è un danno erariale>
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il bilancio
della "straordinaria" operazione "Berlusconi-Alitalia".
"Se accadrà quanto sopra - ha aggiunto Galletti - il Governo dovrà
risponderne di fronte al paese e del danno erariale, e del perché ha sabotato
in campagna elettorale l'operazione Air France". Il partito di Casini ha
altre perplessità sull'operazione.
Ottocento
milioni in volo ( da "Secolo XIX, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
elaborato dall'advisor Banca Intesa-San Paolo è pronto, ma ieri pomeriggio non
è stato inserito all'ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione
dell'Alitalia. Il secondo giallo è più complicato: nel primo pomeriggio si è
diffusa la notizia che il Consiglio dei Ministri del 29 agosto, alla ripresa
dei lavori parlamentari alla fine delle ferie,
Il
ritorno al monopolio ( da "Unita, L'"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ottimismo
esibito da Berlusconi sul futuro di Alitalia qualche riserva è a dir poco
doverosa. In primo luogo, l'aspetto industriale. In proposito circolano
soltanto illazioni, ma bastano per concludere che il punto di forza sul quale
il futuro di Alitalia si fonderebbe sarebbe la perpetuazione, anzi il
rafforzamento, del monopolio sulle rotte domestiche.
Il
premier annuncia il nuovo piano: esuberi raddoppiati rispetto a quelli di
AirFrance I sindacati: il governo faccia chiarezza. Veltroni: pagheranno
lavoratori e cittadini Manovra ( da "Unita, L'"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del L'Alitalia di Berlusconi: 5mila licenziamenti Il
premier annuncia il nuovo piano: esuberi raddoppiati rispetto a quelli di
AirFrance I sindacati: il governo faccia chiarezza. Veltroni: pagheranno
lavoratori e cittadini Manovra, modificate le norme su precari e assegni
sociali.
Berlusconi
raddoppia gli esuberi: sono 5000 Il governo smentisce il commissariamento. Il
piano Fenice : lacrime e sangue per i dipendenti
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ecco la nuova
Alitalia targata Silvio Berlusconi e Intesa Sanpaolo, la banca chiamata dal
governo a elaborare il salvataggio del gruppo attraverso un piano, denominato
"Fenice", che ieri è stato il convitato di pietra nel consiglio di
amministrazione della compagnia di bandiera.
Berlusconi
ci ha pensato lui e Alitalia raddoppia gli esuberi
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
edizione del
Berlusconi ci ha pensato lui e Alitalia raddoppia gli esuberi Nell'attesa della
serata tele giornalistica, abbiamo pensato: qualcuno lo dirà che Berlusconi
vuole tagliare il doppio dei dipendenti Alitalia di quanti ne aveva messi in
bilancio Air France? Ebbene sì, non siamo stati delusi, il Tg3 ha aperto
proprio così, testuale: da
Aspetto.
Sperando che non tocchi a me A Fiumicino dove vince la rassegnazione
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
rivendica la
possibilità che Alitalia segua le orme di AirFrance, rimessa a nuovo dai
transalpini come grande vettore nazionale e internazionale attraverso un
massiccio investimento pubblico. Ritiene che, al contrario, la strada tracciata
per Alitalia sia quella di "un piccolo vettore, neanche nazionale".
Sabelli
non vola ( da "Unita, L'"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
imprenditore
che potrebbe essere coinvolto in qualche modo nella cordata tricolore per il
salvataggio di Alitalia. Tuttavia, Sabelli, se davvero sarà lui il candidato a
governare l'Alitalia, ha un problema: non ama volare. Proprio non gli piace
salire su un aereo. Comprensibile. Può essere il manager giusto per una
compagnia aerea? Manager.
Nuova
Alitalia, previsti 5.000 esuberi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
previsti 5.000 esuberi Un miliardo per il rilancio e accordo con Air One.
Marcegaglia e Colaninno nella cordata Berlusconi ai sindacati: "Con
fallimento sarebbero 20.000" --> Berlusconi ai sindacati: "Con
fallimento sarebbero 20.000" Si avvicina il momento delle scelte su
Alitalia e vengono fuori per prime indiscrezioni sul piano di risanamento della
compagnia che prevederebbe
Alitalia,
e pensare che criticavano Prodi Cara Unità, l'Alitalia doveva rimanere itali
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, e pensare che criticavano Prodi Cara
Unità, l'Alitalia doveva rimanere italiana (mai dialogo con Air France), il
presidente dell'Arpac si faceva fotografare sorridente sotto il braccio di
Berlusconi. I giornalisti servi all'attacco di Prodi (che grande uomo!
Alemanno
si occupi della crisi Alitalia ( da "Unita, L'"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alemanno si
occupi della crisi Alitalia" di Dora Marchi Per ora sul tema, quanto mai
esplosivo, il sindaco di Roma non si è pronunciato. Eppure il destino di
Alitalia incombe direttamente sull'economia della capitale. Per questo "il
sistema locale romano e laziale deve allearsi per far sentire la propria voce
nei confronti di un governo sordo che licenzia almeno 5.
Fini
assicura: chiamerò l'esecutivo ( da "Unita, L'"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
informativa
del Governo sul caso Alitalia alla Camera, in risposta a una richiesta in tal
senso del gruppo Udc. "Presidente Fini, inviti il governo a venire
tempestivamente in aula per dire quello che intende fare sull'Alitalia, è
interesse non solo dell'opposizione ma anche della maggioranza e del
Paese", ha chiesto Michele Vietti al termine della seduta odierna di
Montecitorio.
Veltroni:
pagheranno i cittadini e i lavoratori
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dalla
"micro Alitalia" voluta dal centrodestra, alla falcidia della manovra
triennale che scarica tutto sui più deboli. Walter Veltroni va all'attacco
della maggioranza e del governo in una conferenza stampa al senato nel mezzo
della polemica su precari e assegno sociale e della crisi della compagnia di
bandiera.
Liberisti
all'italiana: tornare al monopolio dei voli
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
opinione
Lasciando mano libera ad Alitalia-AirOne sulle tariffe per caricarvi anche
l'onere di finanziare il mantenimento delle rotte internazionali. Saranno gli
utenti domestici, insomma, a dover sostenere gran parte dei costi, se non
tutti, della ipotizzata Alitalia. La ragione di una tale affermazione viene
diretta da un secondo aspetto del quadro tracciato da Berlusconi.
Pronti
800 milioni per il rilancio Girandola di nomi tra i soci privati
( da "Giornale.it,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nella nuova
Alitalia. Il piano prevede che Az Servizi rientri nel perimetro della
compagnia, contrariamente al piano Spinetta (Air France), che incontrò proprio
su questo punto la ferma opposizione del sindacato. La nuova Alitalia, che
potrebbe partire a settembre, punta a guadagnare quote nel mercato domestico,
passando dall'attuale 40%
Il
piano di Berlusconi: tagli e investimenti per la Fenice Alitalia
( da "Giornale.it,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Con
Alitalia si va avanti - ha detto Berlusconi - perché si deve pensare al bene
del Paese e il governo non si fermerà davanti a qualche manifestazione"
anche perché "5mila esuberi, a questo punto della vicenda Alitalia, sono
il male minore rispetto alla prospettiva di 20mila licenziamenti in caso di
fallimento".
Piano
economico fino al 2028 L'aeroporto vola nel futuro
( da "Stampa,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stando alle
previsioni contenute nel piano, si ipotizza di passare dagli attuali 12432
passeggeri a 62594 nel 2028; da 6349 voli a
ROMA
Un miliardo per il rilancio di Alitalia e 5.000 esuberi. Berlusconi rilancia,
mentre slitta l& ( da "Messaggero, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
31 Luglio
2008 Chiudi ROMA Un miliardo per il rilancio di Alitalia e 5.000 esuberi.
Berlusconi rilancia, mentre slitta l'esame del Piano di Intesa per la
compagnia. Polemiche dall'opposizione. Fini ha chiesto al governo chiarezza sul
futuro della compagnia. I sindacati preoccupati per i tagli. Bonanni: il
governo decida subito, il tempo è scaduto.
ROMA
- L'Alitalia? I 5 mila esuberi? La fusione con AirOne? Il Governo deve fare
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'Alitalia? I
5 mila esuberi? La fusione con AirOne? Il Governo deve fare presto, deve
chiudere in fretta e darci il piano industriale, il resto sono
chiacchiere"". Raffaele Bonanni, leader della Cisl, è netto. "Il
tempo è scaduto - dice in questa intervista al Messaggero - adesso l'esecutivo
deve trovare una soluzione,
L'Alitalia
perde un milione di euro al giorno, e ogni settimana di ritardo aumenta il
costo a c ( da "Messaggero, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
31 Luglio
2008 Chiudi L'Alitalia perde un milione di euro al giorno, e ogni settimana di
ritardo aumenta il costo a carico dei contribuenti italiani. Il governo ha già
dovuto stanziare un prestito di 300 milioni per garantire qualche mese di
sopravvivenza, in attesa di un acquirente.
Il
piano Fenice di Intesa prevede la creazione di una nuova Alitalia in cui far
confluire le attivit ( da "Messaggero, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
31 Luglio
2008 Chiudi Il piano Fenice di Intesa prevede la creazione di una nuova
Alitalia in cui far confluire le attività "sane" della compagnia di
bandiera e di Air One.
ROMA
- Aumenta ad un ritmo percentuale a due cifre la crescita del traffico
passeggeri a Fiumicino. ( da "Messaggero, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sulla
crescita del traffico, va considerato il trasferimento dei circa 90 voli
Alitalia da Malpensa a Fiumicino. Il presidente dell'Enac ha parlato anche di
tariffe verso i gestori aeroporuali: "se servono per fare investimenti,
siamo d'accordo a rivedere il sistema tariffario, competenza che spetta al
Cipe". G.Man.
Secondo
alcune indiscrezioni gli esuberi in Alitalia dovrebbero essere circa 5.000 contro
i 7.000 p ( da "Messaggero, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
31 Luglio
2008 Chiudi Secondo alcune indiscrezioni gli esuberi in Alitalia dovrebbero
essere circa 5.000 contro i 7.000 previsti dal piano di Air France poi
bocciato.
ROMA
- Disco rosso del governo ad Alitalia: serve ancora - è il ragionamento - un
mese di t ( da "Messaggero, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Disco rosso
del governo ad Alitalia: serve ancora - è il ragionamento - un mese di tempo
prima di esaminare il piano di Intesa Sanpaolo, in attesa che si trovino gli
investitori disposti a investire nella Nuova Alitalia. E per farlo si deve
predisporre uno strumento legislativo, tipo una "Marzano ad hoc" che
consenta lo "spezzatino".
Alitalia,
piano da un miliardo ( da "Messaggero, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
31 Luglio
2008 Chiudi Definito il progetto, ma il cda non lo esamina. Alla nuova
compagnia il 65% del mercato italiano Alitalia, piano da un miliardo Possibili
5000 uscite, allarme dei sindacati. Fini: il governo riferisca.
Alitalia,
rebus esuberi e piano di rilancio in stand by
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
31 Luglio
2008 Chiudi Alitalia, rebus esuberi e piano di rilancio in stand by Polemica
sui possibili tagli: 5.000. Fini convoca il governo. Progetto da 1 miliardo.
Metrò,
autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il piano di
salvataggio Alitalia dove si parla genericamente di incrementi dei voli
intercontinentali preoccupa Penati: "Se le voci sul nuovo piano
industriale di Alitalia e la cordata italiana saranno confermate, avremo il
doppio degli esuberi per meno della metà dei soldi offerti da Air France a
marzo.
Alitalia,
tensione sul piano ( da "Corriere della Sera"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pronti
capitali e azionisti, l'ipotesi di un miliardo di euro Alitalia, tensione sul
piano Berlusconi: 5 mila esuberi. I sindacati: basta voci. Fini: il governo
riferisca ROMA - Berlusconi: capitali e soci pronti per il piano di rilancio di
Alitalia, ma ci sono 5 mila esuberi. L'ira dei sindacati: basta voci.
L'ira
dei sindacati: troppe voci Ora trasparenza e confronto
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
anche se il
piano di ristrutturazione di Alitalia non è stato ancora presentato e anche se
incontri con l'esecutivo e con l'azienda non ci sono stati. Sanno benissimo
che, tempo qualche settimana, dovranno affrontare il commissariamento della
compagnia e almeno 5 mila esuberi, come ha annunciato il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi.
<Per
Alitalia 5 mila esuberi> Il premier: il rilancio è pronto
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per Alitalia
5 mila esuberi" Il premier: il rilancio è pronto Fini: Berlusconi
riferisca in Parlamento. Smentito il commissariamento Il vertice della società
esamina il piano Intesa. Forse rinviato il bilancio del primo semestre
dell'anno ROMA - Il governo torna a smentire le voci di un prossimo
commissariamento di Alitalia,
Il
pressing del Tesoro e i dubbi di An
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
impressione
che qualcuno voglia spingere il piede sull'acceleratore del commissariamento di
Alitalia e ottenere dal governo, prima delle ferie, la rassicurazione che
l'operazione ideata da Intesa Sanpaolo può partire. Senza il via libera
dell'esecutivo infatti, la cordata che dovrebbe acquisire una parte di
Alitalia, non riesce a quagliare.
C
ome ( da "Corriere della Sera"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
La partita Il Tesoro fa pressing ma An ha dubbi C ome una zanzara fastidiosa
che nella calura estiva ogni tanto ronza nelle orecchie, così la voce di un
commissariamento imminente di Alitalia, da qualche giorno, fa capolino tra i
lanci delle agenzie. è successo venerdì scorso. è accaduto ieri . CONTINUA A
PAGINA 2.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2
Le domande C... ( da "Corriere della Sera"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il
commissariamento è una procedura che permette la prosecuzione, in regime
straordinario, dell'attività di un'azienda in crisi. La legge che porta il nome
dell'ex ministro Antonio Marzano, introdotta per il crac Parmalat, l'unica in
grado di salvare una grande azienda, dovrebbe però essere modificata per essere
applicabile al caso Alitalia.
Ritorno
al modello-hub ( da "Corriere della Sera"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3
categoria: BREVI Ritorno al modello-hub "Malpensa ha bisogno di una
compagnia che la voglia come suo hub. Chi meglio di Alitalia?".
Formigoni:
senza Malpensa non sarà una vera rinascita
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sono
fiducioso che Alitalia tenga conto di tutto questo e mi aspetto non la semplice
crescita, ma un investimento forte. L'Alitalia faccia di Malpensa il proprio
hub". Che idea si è fatta della cordata salva-Alitalia? "è una
cordata vera. Ci sono dentro degli imprenditori che si tassano.
In
caso di fallimento della compagnia si affolla la lista dei pretendenti
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia i
vertici della Lufthansa stavano affrontando gli analisti a Francoforte per la
semestrale. Ed è lì che il direttore finanziario, Stephan Gemkow, ha detto che
il mercato italiano "resta importante e attraente". Una frase che non
avrebbe nulla di sibillino se non fosse per l'interesse che la compagnia
tedesca aveva mostrato nelle fasi iniziali della privatizzazioni Alitalia.
Metrò,
autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il piano di
salvataggio Alitalia dove si parla genericamente di incrementi dei voli
intercontinentali preoccupa Penati: "Se le voci sul nuovo piano
industriale di Alitalia e la cordata italiana saranno confermate, avremo il
doppio degli esuberi per meno della metà dei soldi offerti da Air France a
marzo.
Un
buon bilancio dunque, come mostrano anche le più diverse
( da "Tempo,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Resta invece
non risolto il nodo Alitalia, anche se dal governo continuano ad arrivare
segnali positivi. L'ottimismo però non deve indurre la maggioranza a rilassare
i muscoli. Comunque sia l'autunno sarà tutta un'altra storia, perché comunque
esso rappresenta una "rottura" nel ciclo delle emozioni della gente,
che inizierà a reclamare per i motivi più diversi.
Rebus
commissariamento e esuberi. Intesa Sanpaolo èpronta
( da "Tempo,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
il piano di
salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il momento, non facile, di
tirare le somme con i vertici della compagnia e con il governo. Il nodo da
sciogliere è la strada da seguire, tra commissariamento e continuità aziendale.
Solo dopo verrà aperto il confronto con i sindacati in allarme per i
"4-5mila esuberi" che il premier Silvio Berlusconi ha preannunciato.
La
nuova Alitalia? Con 5mila esuberi
( da "Campanile,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Al vertice
della nuova Alitalia, resta confermato il nome di Rocco Sabelli. Fuori
discussione anche il nome, il marchio e la livrea di Alitalia. Altra novità:
nella nuova società, una newco, entrerà Carlo Toto ma con Ap Holding e non
direttamente con Air One essendo troppo indebitata.
Nella
nuova Alitalia 4 o 5 mila esuberi
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella nuova
Alitalia ci saranno 4 o 5 mila esuberi di personale mentre per formare la
cordata italiana (Ligresti, Benetton, Aponte) ci vorranno tra 800 e 1.000
milioni di euro. Il dato sui dipendenti che saranno mandati a casa è stato
rivelato da Silvio Berlusconi durante una cena con i senatori del centrodestra
e ha provocato un putiferio:
Alitalia,
restano a terra in 5 mila ( da "Tempo, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Stampa pronto
il progetto fenice Alitalia, restano a terra in 5 mila Rebus commissariamento e
esuberi. Intesa Sanpaolo è pronta a presentare il piano di salvataggio di
Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il momento, non facile, di tirare le somme
con i vertici della compagnia e con il governo.
Alitalia,
piano 'Fenice' dubbi su commisariamento ed esuberi
( da "Voce
d'Italia, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Politica
Salgono le proteste dei sindacati e dell'opposizione Alitalia, piano
"Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi La "cordata"
da 800 milioni e' pronta. Ancora valzer di nomi sugli imprenditori Roma, 31
lug. - Il piano “Fenice” per il salvataggio di Alitalia è pronto, ma restano i
nodi commissariamento e esuberi.
Alitalia,
piano "Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi
( da "Voce
d'Italia, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Politica
Salgono le proteste dei sindacati e dell'opposizione Alitalia, piano
"Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi La "cordata"
da 800 milioni e' pronta. Ancora valzer di nomi sugli imprenditori Roma, 31
lug. - Il piano “Fenice” per il salvataggio di Alitalia è pronto, ma restano i
nodi commissariamento e esuberi.
Berlusconi
vola solo con Alitalia ( da "Opinione, L'"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia di
Walter Ricci I soldi ci sono, andiamo avanti fiduciosi. Così il premier Silvio
Berlusconi parlando del salvataggio della compagnia di bandiera. "Con
Alitalia andremo avanti perché si deve pensare al bene del Paese e non ci
fermeremo certo davanti a qualche manifestazione", ha assicurato il
presidente del Consiglio nel corso di una cena con i senatori del Pdl presso la
Il
premier: <Ci sono progetto e soldi. 5mila esuberi? Male minore. I sindacati
non ci ( da "Giornale.it, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Redazione
Il premier Silvio Berlusconi preannuncia la fine dell'emergenza per Alitalia:
"Ci sono le idee e ci sono i soldi - dice -. Ripristineremo delle tratte e
ci saranno 90 nuovi aerei. I 5mila esuberi? A questo punto sono il male minore,
i sindacati non ci fermeranno. Ma sono pronte le misure per riassorbire i
licenziamenti.
Il
premier: "Ecco come salverò Alitalia"
( da "Giornale.it,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Con
Alitalia si va avanti - ha detto Berlusconi - perché si deve pensare al bene
del Paese e il governo non si fermerà davanti a qualche manifestazione"
anche perché "5mila esuberi, a questo punto della vicenda Alitalia, sono
il male minore rispetto alla prospettiva di 20mila licenziamenti in caso di
fallimento".
Senza
paracadute ( da "Manifesto, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il "salvataggio"
di Alitalia su cui Berlusconi ha fatto la sua campagna elettorale svela tutti i
suoi limiti. La "cordata italiana" metterebbe in campo 800 milioni:
tra i soci, Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e forse ColaninnoPAGINA8.
Inferiori
per decreto legge ( da "Manifesto, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e più in
generale nelle aziende giornalistiche e della comunicazione, in Alitalia e nel
settore privato (turismo e commercio soprattutto). I contratti a tempo
determinato (2,3 milioni in Italia, dati Istat) sono la forma più abusata di
precarietà. Perciò la possibilità di ricorrere in giudizio costituisce per i
lavoratori precari una sorta di 'articolo 18'.
Una
Fenice dal volo incerto ( da "Manifesto, Il"
del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA Il
Consiglio di amministrazione discute - ma non approva - il piano di
"salvataggio" Una Fenice dal volo incerto Confermati i 5 mila
esuberi. Irrisolto il nodo dell'alleanza internazionale Bruno Perini Come
l'araba Fenice, Alitalia potrebbe risorgere dalle sue ceneri: Ma, a differenza
del mitico uccello sacro dell'
( da "Stampa,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi annuncia i tagli, piano
di rilancio da un miliardo. Parla Bersani: meglio l'intesa con Air France, ora il danno è fatto Caos Alitalia, via in cinquemila Scontro sugli esuberi. Precari e assegni
sociali, il governo rimedia Polemiche sul piano per far rinascere Alitalia. Il documento di Intesa-San
Paolo prevederebbe una dote iniziale di oltre un miliardo: 300 milioni già
messi dal governo e 700 investiti dai soci privati: Ligresti, Benetton e
Aponte sono finora gli unici nomi certi. Il piano prevede 90 nuovi aerei e
5.000 esuberi, molti di più di quelli indicati da Air France. Bersani: meglio
l'intesa con i francesi. DA PAGINA
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Il colloquio Alla ricerca dei
colpevoli della catastrofe EUGENIO SCALFARI CONOSCO Corrado Passera da una
vita. Da quando lavorava alla Olivetti a fianco di Carlo De Benedetti. Poi
all'Espresso dove si innamorò del mestiere di editore di giornali. Poi capo
delle Poste italiane, dove riorganizzò un servizio pubblico in stato comatoso e
ne fece un'azienda moderna. Infine alla guida di Banca Intesa chiamato da
Giovanni Bazoli ormai "grande vecchio" del sistema bancario italiano.
In quest'ultima carica, la più importante di una fulminante carriera, Corrado
ha vissuto e gestito le tappe essenziali delle trasformazioni bancarie
italiane, della nascita di Banca Intesa Sanpaolo, di una serie di interventi in
sostegno di grandi e medie imprese dalla Fiat alla Piaggio, da Luxottica a
Telecom. Ora è la volta di Alitalia. Non è quantitativamente parlando un'iniziativa da farlo
tremare, ne ha gestite di ben più impegnative. Ma questa è la prima
(probabilmente anche l'ultima perché di rogne gliene sta dando un bel po')
nella quale si trovi alle prese direttamente con il potere politico e per di
più su un tema che non è soltanto di mercato: risuscitare la compagnia
di bandiera del trasporto aereo, dove alla parola bandiera si dà anche un
significato simbolico e cioè la nazionalità della compagine azionaria. SEGUE A
PAGINA 3.
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Settemila esuberi. Scontro
Berlusconi-Tremonti. In rivolta Pd e sindacati, Fini chiama l'esecutivo alle Camere Alitalia, guerra sui tagli Passera: così nascerà la nuova compagnia aerea
ROMA - Sarebbero circa settemila gli esuberi per Alitalia, come rivelato alla cena con i senatori del Pdl dal presidente
del Consiglio, Silvio Berlusconi, anticipando i punti del piano per il
salvataggio della compagnia di Bandiera. Ma le parole del premier hanno
fatto insorgere l'opposizione e anche i sindacati. Scontro tra il Cavaliere e
Tremonti. Passera: così può nascere la nuova compagnia. SERVIZI ALLE PAGINE 2,
3 E 4.
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il premier: aiuterò la
cordata, serve un passaggio soft ai nuovi azionisti Berlusconi vuole una legge
ad hoc "Evitiamo il commissariamento" Palazzo Chigi teme che una
scelta drastica porti scioperi a raffica Attrito con Tremonti che propone
invece l'amministrazione straordinaria CLAUDIO TITO ROMA - Un aggiustamento
della legge Marzano. Una norma ad hoc per arrivare alla separazione in
"good company" e "bad company" senza il commissariamento.
Sulla scrivania di Silvio Berlusconi il dossier Alitalia ha ormai scalato tutte le priorità.
Una spina sempre più appuntita per il governo. Che il Cavaliere sta cercando di
smussare con una via d'uscita che possa accontentare la potenziale cordata di
imprenditori e nello stesso tempo eviti di farlo salire sul banco degli
imputati con l'accusa di non aver rispettato gli impegni elettorali. Un
escamotage, però, che richiede tempo. Almeno un altro mese. E che potrebbe
arrivare all'esame del consiglio dei ministri alla fine di agosto: una legge su
misura, appunto, che offra gli strumenti della Marzano senza il
"trauma" del commissariamento. E già, perché il braccio di ferro in
corso tra il premier e i "pretendenti" ad assumere la guida della
compagnia di bandiera è tutta qui. Anche nei recenti contatti tra palazzo
Chigi, i possibili anelli della cordata e l'advisor Intesa San Paolo, il nodo
non si è affatto sciolto. La banca di riferimento considera chiuso il suo
lavoro e attende risposte dall'esecutivo. Facendo sapere che al momento i
capitali privati non sono sufficienti e che saranno facilmente reperibili solo
se potrà essere acquistata la parte buona dell'azienda: senza i debiti che
ammontano a 1121 milioni di euro. "Di commissariamento o di fallimento non
voglio sentire parlare", ha però ripetuto ieri il presidente del
consiglio. "Sarebbe una figuraccia" in grado di rendere più infuocato
un autunno che fin da ora si prospetta caldo. Senza contare che vive come un
"incubo" l'idea che il raffronto tra l'accordo con Air France e
quello con AirOne si riveli manifestamente sfavorevole. Una posizione
confermata anche nei colloqui con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Che venerdì scorso aveva suggerito informalmente proprio l'ipotesi del
"commissario" per dare un colpo di acceleratore al chiarimento:
"bisogna decidere, in un senso o nell'altro". Ma anche in quel caso,
Berlusconi ha risposto con un secco e irritato "no". Spalleggiato da
Gianni Letta che ha sottolineato i rischi di un'operazione del genere durante
l'estate (scioperi a raffica) e ha chiesto una "pausa di riflessione"
per studiare tutte le implicazioni giuridiche. A cominciare dai rischi connessi
ad una ipotetica bancarotta. Per questo il Cavaliere vorrebbe tracciare una
sorta di exit strategy che contemperi le esigenze di tutti gli attori in scena.
Sapendo che allo stato la cordata è in alto mare (Benetton a questo proposito è
stato esplicito) e che la forbice sui dipendenti sarà comunque pesantissima.
Spera anzi di renderla meno drastica con una "bad company" cui
applicare tutti gli ammortizzatori sociali. Anche perché nella "sforbiciata"
non ci finirà solo il personale Alitalia ma anche
quello di Air One. La sovrapposizione delle due strutture implicherà sacrifici
- stimati 2000 tagli - anche alla compagnia di Toto. Per chiudere il quadro,
però, serve tempo. E un pressing sistematico sulla Commissione europea. A
palazzo Chigi, infatti, mettono nel conto che tutto potrebbe precipitare se
Bruxelles bocciasse definitivamente il prestito-ponte. Nessuno esclude l'Ue
ordini la "sospensione" del prestito. In quel caso il commissariamento
diventerebbe "inevitabile" anche per il Cavaliere. E la temperatura
autunnale si impennerà.
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, scontro sugli
esuberi con AirOne salgono a 7 mila Sindacati: governo poco chiaro. Fini:
riferisca in aula LUCIO CILLIS ROMA - Cinquemila esuberi, che probabilmente
saliranno a quasi 7 mila con AirOne, 90 aerei in arrivo, una cordata di
imprenditori pronti ad entrare nella rinata Alitalia con circa 700
milioni di euro.
Il piano è pronto a partire. Ma ad una condizione: "I sindacati non devono
mettere i bastoni tra le ruote, altrimenti salta tutto, ha detto Silvio
Berlusconi nel corso di una cena con i senatori del Pdl. Ed è di nuovo bufera
sul piano che dovrebbe salvare la compagnia di bandiera nazionale. Opposizione
e sindacati insorgono e chiedono chiarimenti, mentre all'interno dello stesso
esecutivo si confrontano due posizioni divergenti: da una parte il Tesoro che
chiede un rapido commissariamento, dall'altra il presidente del Consiglio che
vuole un passaggio meno traumatico. A conferma di una tensione sempre più
palpabile, ieri Palazzo Chigi ha dovuto ancora una volta smentire la notizia
del possibile commissariamento del gruppo e le ventilate modifiche alla legge
Marzano attese come piatto forte del consiglio dei ministri di fine agosto.
Sullo sfondo, prosegue il lavoro del cda della Magliana che ieri si è riunito
per analizzare lo stato dei conti ad una settimana dai dati semestrali (che si
annunciano pessimi) e per affrontare i passaggi più spinosi del piano di
salvataggio di Intesa-Sanpaolo che potrebbe portare, compresi i lavoratori in
esubero di Air One (1.500-2.000), a circa 7mila tagli. Ce n'è abbastanza,
dunque per riaprire lo scontro. Il leader del Pd Walter Veltroni, attacca:
"è un dramma, a pagare saranno i cittadini". Non solo l'opposizione,
ma anche lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, chiedono al
governo di riferire immediatamente in Parlamento. "Dopo un prestito di 300
milioni, gli italiani si troveranno di nuovo le tasche occupate da un esecutivo
che prende loro i soldi" spiega Veltroni che ricorda come "la
soluzione Air France prevedesse 2.150 esuberi, mentre Berlusconi ha comunicato
che ce ne saranno almeno 5mila". Per il leader della Cgil, Guglielmo
Epifani, "il rincorrersi di voci incontrollate sul destino di Alitalia, che in queste ultime ore evocano un grande numero
di esuberi e il commissariamento, destano preoccupazione ed allarme". Le
sigle sindacali del settore trasporti dal canto loro, invitano Palazzo Chigi ad
evitare scorciatoie e ad avviare il dialogo: "Serve una diretta assunzione
di responsabilità del governo che deve esprimersi con assoluta chiarezza e
mettere fine alle indiscrezioni" dicono Filt Cgil, Fit Cisl, Uil
trasporti, Ugl trasporti e SdL, non senza qualche strappo all'interno delle
nove sigle di Alitalia, con i piloti defilati.
"Lo stesso Berlusconi oggi parla genericamente di sacrifici - concludono -
ma solo due mesi fa ha determinato il fallimento della trattativa con Air
France".
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Ecco le condizioni di
Passera: nessun euro nella vecchia società La Newco dovrà nascere senza i
debiti di Alitalia e Toto Il regista del piano: non si
può rinunciare alla compagnia di bandiera Creare due aziende, una da rottamare
e l'altra salvabile, è il solo schema possibile (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
Passera sa che Repubblica ed io personalmente tutte le volte nelle quali ho
scritto sull'argomento Alitalia, abbiamo visto nella
fusione con Air France il modo migliore per evitare il fallimento della società
e limitarne il più possibile i danni per il personale, gli azionisti, i
creditori, i contribuenti e gli utenti, perché queste sono
le categorie professionali e sociali che compongono il complesso mondo toccato
dal fallimento Alitalia.
Uso la parola fallimento non a caso perché, allo stato dei fatti, Alitalia è già fallita. Se entro
novembre non sarà nata al suo posto una nuova entità societaria, il fallimento
sarà inevitabilmente dichiarato per totale mancanza di fondi in cassa.
Ma quand'anche il miracolo del salvataggio avvenga, la vecchia Alitalia sarà oggetto d'un fallimento pilotato, cioè
morbido, graduale, attraverso una legge Marzano resa più adatta a guidare
aziende decotte verso il cimitero degli elefanti senza impiegare inutili
brutalità. Insomma un'azienda sostanzialmente fallita dalla quale estrarre,
prima che si necrotizzino, le parti ancora vitali, da riorganizzare con un
consono piano industriale affidandole ad una cordata (orrenda parola) di
imprenditori italiani disposti a metter sul tavolo complessivamente da
settecento a ottocento milioni di finanziamento e di gestire la nuova compagnia
di bandiera. Passera voleva incontrarmi e raccontarmi. Ci siamo dati
appuntamento nella casa di campagna di Carlo Caracciolo e lì abbiamo passato la
serata tra vecchi ricordi e il problema che oggi occupa l'amministratore
delegato di Banca Intesa. Non ho chiesto a Corrado se potevo riferire la nostra
serata. L'esperienza mi ha insegnato ciò che posso raccontare e ciò che
appartiene alla riservatezza. Spero di saperne fare anche questa volta buon
uso. * * * "Non sono qui per fare "lobbying" con te" mi ha
detto dopo che ci siamo salutati e abbracciati come un tempo. "Desidero
che tu sia informato del mio lavoro al punto in cui è arrivato. Così, se dovrai
scriverne, non dovrai usare voci più o meno attendibili ma fatti veri e
previsioni autentiche. Su questi elementi potrai formati un'opinione, quale che
sia". Dal canto mio l'ho avvertito (ma lo sapeva già) che l'operazione Alitalia a lui affidata in qualità di "advisor" mi
pareva partita col piede sbagliato, messa in pista da chi aveva fatto di tutto
per far fallire la fusione con Air France con la prospettiva di una cordata
tricolore e l'obiettivo di far passare una lucciola per una lanterna. Fatte
queste dichiarazioni iniziali la nostra conversazione è cominciata. Con una
prima sorpresa per me: Passera considera importante l'esistenza di un compagnia
di bandiera con un azionariato e un management italiano e radicato in Italia.
"In Europa" mi ha detto "non c'è nessun paese di vasta
estensione che non abbia la sua compagnia di bandiera. E' una sicurezza per gli
utenti ed anche per i ricercatori nel settore aerospaziale. Le compagnie aeree
degli altri paesi gestiscono tra il 70 e l'80 per cento del traffico nazionale.
La nuova Alitalia, se nascerà, dovrebbe arrivare al 65
per cento. Abbastanza per essere vitale lasciando spazio alla concorrenza
interna ed estera. Per le tratte a traffico più intenso c'è anche la
concorrenza delle Ferrovie. Da questo punto di vista il punto di equilibrio mi
sembra raggiunto". Ho chiesto quale sarebbe stato il ruolo di Air One in
questa operazione. Una fusione? Air One si sarebbe portata appresso tutti i
suoi debiti che ammontano ad oltre un miliardo di euro? Mi ha risposto che non
è prevista alcuna fusione con Air One ma semplicemente l'acquisto da parte
della nuova Alitalia di alcune attività di Air One.
Per esempio tutta la flotta aerea, tutte le autorizzazioni di cui dispone sulle
varie rotte, tutti i contratti di acquisto di nuovi aerei. I debiti e ogni tipo
di obbligazione di Air One sarebbero rimasti nel perimetro societario di Toto,
le attività da lui vendute alla nuova Alitalia
sarebbero state pagate con azioni della nuova società. "Ma Toto ce la farà
a sopravvivere a questo scorporo?" ricordo che ha fatto un gesto con la
mano per dire "Non è affar mio". Poi ha aggiunto: "Penso di sì,
penso che ce la può fare". L'attuale consiglio d'amministrazione di Alitalia non vuole la nascita d'una nuova società ma
suggerisce di proseguire con la struttura attuale utilizzando i meccanismi e i
benefici della legge Marzano. Ma dal seguito della nostra conversazione ho
capito che quest'ipotesi è esclusa: nessun imprenditore metterebbe un centesimo
nella vecchia struttura Alitalia. A quel punto ci
sarebbe il fallimento puro e semplice senza alcuna garanzia né per il personale
dipendente né per i creditori. Per di più l'Alitalia
cesserebbe per qualche tempo di volare con un collasso vero e proprio
dell'economia italiana. * * * E' naturale che di fronte a queste prospettive lo
schema di due società - la società-rottame e quella rigenerata da una sapiente
chirurgia plastica - sia il solo sbocco possibile. Il problema contiene a
questo punto due domande ed esige altrettante risposte: chi è il responsabile
di questa catastrofe, annunciata da circa dieci anni e precipitata proprio
durante la campagna elettorale del 2008? E, seconda domanda, quale sarà la
sorte dei creditori e del personale in soprannumero? Le risposte a queste due
domande non rientrano nei compiti dell' "advisor" e quindi non le ho
poste a Passera. Me le sono fatte da solo ma ad alta voce e ad alta voce mi
sono risposto. I responsabili della catastrofe sono numerosi. I governi che si
sono alternati dal 2001 ad oggi, perché la privatizzazione della compagnia
aerea era all'ordine del giorno da allora e anche da prima. Il governo Prodi
del 2006-2008 che avrebbe potuto vendere all'esordio e non lo fece per i soliti
interni contrasti. Quel medesimo governo che si impigliò in un'asta disadatta e
in successivi estenuanti tentativi. Silvio Berlusconi, che utilizzò il tema Alitalia, lo slogan patriottardo della cordata tricolore, la
necessità di non cedere ai francesi di Air France un bene pubblico della
patria, per alimentare l'animosità dei sindacati e mobilitare gli elettori di
Forza Italia e della Lega. Ci furono in quelle settimane sbalzi enormi nelle
quotazioni in Borsa del titolo Alitalia, in
corrispondenza con le quotidiane dichiarazioni berlusconiane. Una vera
turbativa di mercato sotto gli occhi della Procura di Roma ma senza conseguenza
alcuna per il turbatore. I sindacati che, eccitati all'intransigenza dal leader
della destra, risposero negativamente all'ultima offerta di Spinetta,
consigliere delegato di Air France, e poserò così la parola fine al negoziato.
Secondo me i sindacati e Berlusconi sono i principali responsabili; segue con i
suoi non lievi errori di gestione il governo Prodi. Comunque i cocci sono
ancora lì e ingombrano il terreno. * * * Mentre facevo queste riflessioni con
Caracciolo, guardavo Passera di sottecchi. Ma lui, all'enumerazione di quegli
errori e di quelle responsabilità, aveva assunto la posizione della sfinge:
mani sulle ginocchia e sguardo nel vuoto. Solo quando nominai i sindacati si
lasciò sfuggire un'esclamazione e un gesto delle braccia verso il cielo. Poi si
ricompose subito né io sollecitai un suo commento. Gli posi però la terza
domanda perché quella rientrava nel perimetro del suo lavoro. Una volta creata
la nuova Alitalia, con 800 milioni di finanziamento ma
nessun vettore internazionale coinvolto, quale sarà il futuro? Soltanto voli
nazionali e qualche rara puntata nel perimetro europeo e transatlantico?
Bisognerà rinnovare la flotta? Con quali soldi? Avete messo su un giardinetto
di azionisti che hanno però anche altre attività. Forse si aspettano di esser
trattati con particolare riguardo dal governo. Pagheremo anche questo noi
contribuenti utenti cittadini per salvare il "nano" Alitalia e il "nano" Air One in un mondo dove
ormai resteranno soltanto i colossi? * * * La parola "nano" applicata
alle due società destinate a diventare una sola, non piace a Passera. Certo sa
bene che la nuova Alitalia avrà un perimetro limitato.
Non minore però di quello che ebbe l'Alitalia dei
tempi d'oro negli anni Sessanta-Settanta, prima delle grandi crisi petrolifere.
Anche allora la compagnia di bandiera volava sulle tratte nazionali ed europee
con qualche collegamento con le zone di presenza italiana nel mondo: America
Latina, Australia, New York. Più o meno sarà così. Per un'azienda fallita,
risorgere con questo perimetro non è tanto male. Per svecchiare la flotta si
prenderanno gli aerei in "leasing". E poi ci sono le banche di
sostegno, a cominciare dalla sua ma non soltanto e non soltanto italiane. Il
complesso di queste operazioni richiede una disponibilità e un'affidabilità di
almeno cinque miliardi. Il "nocciolino duro" che avete messo insieme
vi seguirà? E che cosa domanderà in cambio al governo? Due giorni fa Benetton
in una lunga intervista al "Sole 24 Ore" ha già messo le mani avanti,
è stato molto chiaro, anzi onestamente chiaro sul "do ut des" in proposito
di Alitalia. Ma Passera su questa mia terza domanda ha
ripreso la posizione dello sguardo in alto e mani sulle ginocchia (si fa per
dire). Ha ripetuto che se gli aerei della compagnia volano la cassa necessaria
c'è, il resto riguarda il management, gli azionisti e le banche. * * * Si era
fatto tardi, ci accomiatammo dal nostro ospite e andammo verso le auto. Il
cielo era terso, splendeva sulle nostre teste il carro dell'Orsa e le luci di
Cori sulla collina di fronte. Ci abbracciammo. Corrado era contento della lunga
rimpatriata e io pure. Ti auguro il successo che ti meriti, gli dissi montando
nella mia auto. Lui agitò il braccio e chiuse lo sportello della sua. Gli
passai accanto sulla strada sterrata e gli dissi ancora: era meglio vendere ad
Air France. Lui rispose: "Può darsi, ma a noi ci hanno chiamato
dopo".
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
La Corte costituzionale ha respinto
la richiesta di mettere fuorilegge l'Akp. Al partito del premier, però verranno
dimezzati i fondi 31/07/2008 Marcia indietro del governo anche sugli assegni
sociali: resta il solo requisito del soggiorno. Ma il Pd parla di norme anticostituzionali
e chiede il ritiro degli emendamenti 31/07/2008 Roma. "Nessun dietrofront.
Il governo ha subìto l'emendamento. Ora apportiamo una correzione
importante", spiega il ministro Maurizio Sacconi. Comunque sia, la norma
ribattezzata "ammazza-precari" è cambiata: non li ammazza tutti ma
solo i 44 mila che hanno presentato ricorso contro le Poste. Rimediato anche il
pasticcio dell'assegno sociale: lo potrà avere chi vive da almeno dieci anni in
Italia, non è più necessario avere anche dieci anni di contributi. Ma Walter
Veltroni (Pd) non ci sta: "Quelle norme vanno ritirate. Sono
incostituzionali". bocconetti e un commento di david bidussa >> 2 e
19 31/07/2008 Roma. Nella nuova Alitalia ci saranno 4 o 5 mila esuberi di personale mentre per formare la
cordata italiana (Ligresti, Benetton, Aponte) ci vorranno tra 800 e 1.000
milioni di euro. Il dato sui dipendenti che saranno mandati a casa è stato
rivelato da Silvio Berlusconi durante una cena con i senatori del centrodestra
e ha provocato un putiferio: si tratta di più del doppio dei tagli
(2.150) previsti mesi fa da Air France, che infine ritirò la propria offerta.
Il centrosinistra ha chiesto la convocazione del governo in Parlamento e
denuncia che di fatto il buco della compagnia aerea sarà tappato con soldi
pubblici. I sindacati dicono basta al "gioco al massacro" e alle voci
sui tagli. cresci >> 3 31/07/2008 lo promuove di pietro 31/07/2008 un
referendum sul lodo alfano 31/07/2008 Roma. Antonio Di Pietro parte alla
controffensiva e deposita alla Corte di Cassazione il referendum per abolire il
cosiddetto Lodo Alfano, cioé la legge appena approvata che assicura l'immunità
penale alle quattro più alte cariche dello Stato, tra le quali il primo
ministro. Se il quesito sarà giudicato legittimo dai giudici, partirà la
raccolta di firme. Per indire un referendum ne servono almeno 500 mila.
servizio >> 2 31/07/2008.
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Il dialogo impossibile
PIERO OTTONE Che il dibattito politico in Italia tenda all'astratto, cioè alla
discussione sui concetti più che sulle cose concrete, è innegabile. Ed è anche
la nostra sciagura. Un esempio recente è offerto dalla disputa, che si trascina
ormai da mesi, sul tema del dialogo. Deve esserci dialogo fra governo e
opposizione? é opportuno che in certi casi i rappresentanti della maggioranza
si incontrino con quelli dell'opposizione, appunto per "dialogare", o
non devono incontrarsi mai? Alle persone di buon senso la risposta sembra
facile. Se su un certo tema, procedurale o di sostanza, hanno qualche cosa da
dirsi; soprattutto se intravedono, nell'interesse del paese, una possibilità di
intesa, fanno bene a incontrarsi; in caso contrario, ciascuno stia a casa sua.
Ma questo criterio pragmatico è dettato, come ho detto, dal buon senso. Nella
vita politica italiana, invece, il dialogo è diventato una categoria
filosofica, e si è accesa su di essa una controversia squisitamente scolastica.
è sorta una questione di principio. Gli uni, dichiarandosi favorevoli al
dialogo, si sono esposti all'esecrazione degli altri, che sono contrari. Ci
sono addirittura i "dialoghisti" e gli "antidialoghisti". è
probabile che la disputa sia destinata a trascinarsi all'infinito. Altra
caratteristica della vita politica italiana, che discende da quella testé
enunciata, è la ripetitività. Su ogni tema (la costruzione di un ponte o di
un'autostrada, il contratto dei precari, l'energia nucleare) si delinea un
partito favorevole, un partito contrario. Il partito del "sì" e
quello del "no". E fin qui, nessuna obiezione: è giusto che ciascuno
la pensi a modo suo, e ciascuno avrà le sue buone ragioni per assumere un certo
atteggiamento. Ma nei paesi che dispongono, beati loro, di una buona classe
politica, le parti in causa si confrontano, e arrivano a un compromesso. Da
noi, che di una buona classe politica non disponiamo, il partito del
"sì" e quello del "no" non cedono di un millimetro, e
continuano a ripetere il loro sì e il loro no per mesi, per anni. Col risultato
che si discute, si discute, e non si fa nulla. Esempi? L'Alitalia; l'Alta Velocità; l'energia
nucleare; i contratti per il lavoro a termine. Ma la lista è interminabile. Le
conseguenze di questi comportamenti sono disastrose, e infatti l'Italia
sprofonda. Resta da chiedersi: perché succede tutto questo? Perché i
nostri dibattiti sono accademici, sono astratti e teorici, e si protraggono
all'infinito? Secondo me, il difetto di origine è la mancanza di senso
politico. L'uomo politico, quello vero, sa che il suo mestiere è fare le cose,
non discutere intorno alle cose, e quando si trova di fronte a un ostacolo, lo
aggira, scende a compromessi, pur di ottenere comunque un risultato. Preferisce
rinunciare a qualche sua richiesta pur di passare all'azione. Questo suo
comportamento tende a un fine: il bene comune, l'interesse generale. Ma l'uomo
politico italiano non ha davanti a sé il concetto dell'interesse generale, e
quindi il suo amor proprio, il suo "io" diventano per lui il criterio
dominante, la priorità assoluta. Se rinuncia ai suoi princìpi, alla sua
vittoria personale, tutto crolla intorno a lui. Questa è, a mio parere, la vera
origine del malgoverno in Italia: una questione di cultura, di mentalità, prima
ancora che la conseguenza di cattive leggi elettorali. Purtroppo: perché la
mentalità non si cambia da un giorno all'altro. Ho letto in questi giorni che
De Gasperi diceva: "La politica è fare". De Gasperi era, infatti, un
grande uomo politico. Dei successori non ha detto qualcun altro che sono
filosofi della Magna Grecia?.
( da "Repubblica,
La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Roma Il caso
"Fiumicino allarme rosso licenziamenti" MARIA
ELENA VINCENZI Salvare Fiumicino dalla deriva di Alitalia. La crisi della compagnia di bandiera rischia di coinvolgere
anche lo scalo romano proprio nel momento più delicato, dopo il trasferimento
dei voli da Malpensa. E, per di più, in piena estate. A lanciare l'allarme,
Michele Meta, capogruppo Pd nella commissione Trasporti della Camera.
"Gli slogan non bastano più a coprire le responsabilità del Governo, la
vicenda Alitalia è drammatica". E, dal generale
al locale, il passo è breve: Fiumicino è pur sempre il primo scalo italiano.
"Il sistema romano e laziale deve allearsi per far sentire la propria voce
nei confronti di un Governo sordo che licenzia almeno 5.000 dipendenti e
indebolisce il sistema aeroportuale di Fiumicino. Chiediamo al sindaco di Roma,
Alemanno, al presidente della Provincia, Zingaretti e al presidente Marrazzo di
convocare al più presto una seduta straordinaria e congiunta dei consigli
comunali, provinciali e regionali presso l'aeroporto di Fiumicino per
discutere, insieme alla cittadinanza e alle parti sociali, le ricadute della
crisi Alitalia sul sistema laziale". Una polemica
che si scatena proprio nel giorno in cui Enac promuove a pieni voti l'estate di
Fiumicino. Numeri da record: un trend di crescita che nei primi mesi del 2008 è
stato del 10,6 per cento in più, pari a 20.100.00 passeggeri. Non sono mancati
picchi da 130 mila passeggeri al giorno, ma, ha assicurato Vito Riggio,
presidente dell'Enac, la struttura ha retto bene.
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Galletti (Udc) accusa:"C'è un
danno erariale" centristi perplessi ROMA. "Cinquemila esuberi che
graveranno sulle tasche degli italiani perché riassorbiti per decreto legge o
pre-pensionati, 300 milioni di prestito ponte che non torneranno mai nelle
casse dello Stato e per le quali pagheremo una multa elevatissima a causa della
prossima condanna dell'Unione Europea, e assenza di un grande partner
internazionale": questo - ha affermato afferma Gian Luca Galletti capogruppo
UDC in Commissione Bilancio della Camera - il bilancio
della "straordinaria" operazione "Berlusconi-Alitalia". "Se accadrà quanto
sopra - ha aggiunto Galletti - il Governo dovrà risponderne di fronte al paese
e del danno erariale, e del perché ha sabotato in campagna elettorale
l'operazione Air France". Il partito di Casini ha altre perplessità
sull'operazione. Dice Bruno Tabacci: "Ma perché qualcuno dovrebbe
mettere soldi su un una cosa che non esiste, che non ha alcuna possibilità di
realizzarsi. L'ex presidente della commissione Attività produttive di
Montecitorio è drastico: "Sono pieni gli atti parlamentari di previsioni
puntuali di quanto sarebbe accaduto. Mi sembrava chiaro da tempo, e non ho
altro da aggiungere, che il governo su questa strada non avrebbe trovato
consenso.Affonderanno, su questa vicenda. E i media -taglia corto l'esponente
centrista- continuano a dargli credito". 31/07/2008.
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Cinquemila esuberi, a fine agosto
il commissariamento. I sindacati: "Chiarezza" Roma. Il piano è
pronto. Con qualche incognita. Il primo: il progetto di salvataggio dell'Alitalia, elaborato dall'advisor Banca
Intesa-San Paolo è pronto, ma ieri pomeriggio non è stato inserito all'ordine
del giorno del Consiglio di Amministrazione dell'Alitalia. Il secondo giallo è più complicato: nel primo pomeriggio si è
diffusa la notizia che il Consiglio dei Ministri del 29 agosto, alla ripresa
dei lavori parlamentari alla fine delle ferie, sarebbe stato decretato
il commissariamento della compagnia, come primo passo verso il salvataggio. Ma
Palazzo Chigi ha decisamente smentito la circostanza, neppure mezz'ora dopo la
indiscrezione. Ma quel giorno, il governo dovrà, in ogni caso, prendere una
decisione per la modifica della Legge Marzano, e renderla applicabile alla
compagnia. Il salvataggio, in ogni caso, è delineato: ci saranno tagli (Silvio Berlusconi
ha parlato di almeno cinquemila esuberi), ma arriverà almeno un miliardo di
euro per il rilancio (300 milioni dal prestito ponte gli altri 700 da una
cordata di imprenditori cui, al momento, partecipano Benetton e Ligresti, non
invece Colaninno) a partire dall'acquisto di 90 nuovi aerei. Si parla
nuovamente di "sinergie", non meglio chiarite, con Air France, e di
un ingresso indiretto di Carlo Toti, non attraverso Air One (azienda troppo
indebitata). Questo è quanto si evince, studiando il piano "Fenice",
elaborato dall'advisor Banca Intesa (che doveva essere consegnato ieri al
Consiglio di Amministrazione dell'azienda), e da quanto ha riferito, nella
notte tra mercoledì e giovedì, nel corso di una cena con i senatori del Pdl, il
Presidente del Consiglio. Tutto questo progetto ha una condizione: "I
sindacati non debbono mettersi di traverso" -? ha però amminito Silvio
Berlusconi ai suoi parlamentari -. ? Altrimenti salta tutto". Le
indiscrezioni hanno immediatamente scatenato le opposizioni. "La soluzione
ipotizzata dal Governo Prodi, con l'acquisizione della compagnia da parte di
Air France prevedeva 2.150 esuberi e nessuna passività; ora il premier fa
sapere che ci saranno ben 5.000 persone in mobilità e nessun a alleanza
internazionale. Quale era la soluzione migliore?" -? si è chiesto,
polemicamente, il segretario del Pd, Walter Veltroni - .? La vicenda Alitalia è all'ultimo atto e, se non ci fosse di mezzo la
situazione tragica di tante famiglie, sarebbe una farsa: si gettano altri soldi
pubblici in una voragine che ne ha già assorbiti tanti. In questo momento tutti
stringono alleanze internazionali e Berlusconi ci presenta una soluzione
domestica". Settantuno senatori del centrosinistra hanno sottoscritto una
lettera aperta al Presidente del Consiglio perché riferisca immediatamente in
aula sullo stato della vicenda: "Il Senato non può svolgere il ruolo di
mero spettatore. Anche a costo di rinviare le ferie". Analoga richiesta è
stata avanzata dai deputati dell'Udc. A sera, il presidente di Montecitorio,
Gianfranco Fini, ha chiesto ufficialmente che il governo fornisca
un'informativa al Parlamento. La cronaca della svolta è iniziata a cena,
mercoledì. Berlusconi ha spiegato ai suoi senatori che il piano di salvataggio
dell'Alitalia prevede un prezzo alto da pagare:
"Saranno cinquemila gli esuberi - ha detto -? e, per loro, scatteranno
alcune misure. Ci saranno scivoli verso il pensionamento anticipato,
prepensionamenti veri e propri, ed inoltre anche la possibilità di ritorno in
azienda nel prossimo futuro, per alcuni. Però i sindacati non dovranno mettere
i bastoni tra le ruote, altrimenti salta tutto. Se la compagnia fosse fallita,
sarebbero state 20.000 le persone senza lavoro". In realtà, il ministro
del Welfare, Maurizio Sacconi, ieri pomeriggio, è sembrato cadere dalle nuvole:
"Cinquemila esuberi? Giuro che non ne so nulla" ha assicurato ai
cronisti. A fronte di questo dato negativo, arriveranno 90 nuovi aerei, e
saranno ripristinate le rotte internazionali più prestigiose. Anche verso la
Cina". Di Air France il premier ha parlato quasi di sfuggita: "Ci
saranno sinergie con Parigi - ha detto, senza addentrarsi in altri dettagli -?
Nessun accordo organico, però". Tra i possibili patner vi sarebbero anche
Lufthansa e British Airays. "Resto molto ottimista: i soldi ci sono e ho
dovuto dire anche qualche "no" a chi voleva partecipare", ha
aggiunto ancora Berlusconi parlando ai suoi senatori. Il piano di rilancio,
denominato appunto "Fenice", prevede un miliardo di euro per l'avvio:
trecento milioni arrivati con il prestito ponte del governo, e gli altri
settecento versati da un pool di imprenditori. Si conoscono alcuni nomi: il
costruttore Salvatore Ligresti, l'armatore Gianluigi Aponte, Gilberto Benetton
e, con quote minori, Marcegaglia, Riva e Fossati. Parteciperebbero anche la
banca d'affari Morgan Stanley e due fondi, Clessidra ed Equinox. Non c'è,
invece, Roberto Colaninno. "Ritengo un dovere partecipare -? ha, però,
aggiunto Benetton - e siamo pronti a fare la nostra parte. Ma non sono disponibile
a partecipare ad una cordata "al buio": l'ho spiegato sia a
Berlusconi che a Tremonti. A tutt'oggi non ho ancora visto il piano
industriale. E vorrei ricordare che, nel settore del trasporto aereo, al
momento non è pensabile puntare al successo di questa operazione, senza la
presenza di un patner internazionale". Il piano prevede che al vertice
della Compagnia resta Rocco Sabelli. Poi nasceranno una "newco" ed
una "badco", la prima che rappresenterà il rilancio, terrà il nome,
il marchio e la livrea. La seconda, conterrà quelli che vengono indicati come i
rami secchi dell'azienda. Per gli ammortizzatori sociali da utilizzare, due le
opzioni sul tappeto: la prima prevede la costituzione di una società (sulla
falsariga della Gepi che era la finanziaria dell'Iri e che aveva il compito di
entrare in aziende in crisi per ristrutturarle), oppure attendere un decreto ad
hoc. Del tutto incerto, al momento, il destino del settore cargo. Si punta al
60% del mercato interno, rafforzando gli scali di Malpensa, a scapito delle
rotte di lungo raggio. Ieri, il Cda Alitalia non ha
esaminato il piano "Fenice". C'è tempo fino al 10 agosto perché
l'advisor completi il suo dossier. Ma certo non c'è molto margine di manovra:
il prossimo otto agosto è già fissata una nuova riunione, per esaminare i conti
del semestre e verificare se ci sono ancora margini per la continuità
aziendale. Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 31/07/2008 la
polemicaVeltroni (Pd): "Prodi prevedeva 2150 esuberi. Quale era la
soluzione migliore?" 31/07/2008.
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Il
ritorno al monopolio Alfredo Recanatesi Liberisti all'italiana Sulle ragioni
dell'ottimismo esibito da Berlusconi sul futuro di Alitalia qualche riserva è a dir poco
doverosa. In primo luogo, l'aspetto industriale. In proposito circolano
soltanto illazioni, ma bastano per concludere che il punto di forza sul quale
il futuro di Alitalia si
fonderebbe sarebbe la perpetuazione, anzi il rafforzamento, del monopolio sulle
rotte domestiche. La fusione con AirOne, l'unica compagnia in grado di
insidiare il dominio Alitalia sulla rete interna,
ridurrebbe infatti a qualche operatore marginale la concorrenza su questo
mercato.segue a pagina 3.
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del L'Alitalia di Berlusconi:
5mila licenziamenti Il premier annuncia il nuovo piano: esuberi raddoppiati
rispetto a quelli di AirFrance I sindacati: il governo faccia chiarezza.
Veltroni: pagheranno lavoratori e cittadini Manovra, modificate le norme su
precari e assegni sociali. Il Pd: vanno ritirate Ecco il "piano Fenice" di
Berlusconi per l'Alitalia: circa un miliardo di euro
(compresi i 300 milioni "prestati" dal governo), con l'ingresso degli
imprenditori Ligresti, Benetton e Aponte e un "sacrificio" di 5mila
posti di lavoro. Vale a dire più del doppio di quelli previsti dal piano
AirFrance, fatto fallire proprio dall'attuale premier. Silvio Berlusconi ne ha
parlato, con aria soddisfatta, alla cena dei senatori del Pdl. Ma le reazioni
non sono quelle che si aspettava. Allarmati i sindacati che chiedono immediate
spiegazioni. Durissimo Walter Veltroni: "Pagano i contribuenti e i
lavoratori". Il segretario del Pd dà un giudizio assai negativo anche
sulla manovra che produce un aumento delle tasse e chiede che vengano
cancellate le norme sui precari e gli assegni sociali. "Il governo -
conclude - sta mettendo le mani nelle tasche degli italiani". Rossi, Di
Giovanni, Di Blasi alle pagine 2 e 3 sta tornando sta tornando.
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
Berlusconi raddoppia gli esuberi: sono 5000 Il governo smentisce il
commissariamento. Il piano "Fenice": lacrime e sangue per i
dipendenti di Roberto Rossi/ Roma LACRIME E SANGUE Un minimo di cinquemila
esuberi (il doppio di Air France), azionisti privati di peso e, infine, un
miliardo di euro, di cui trecento pubblici, per ripartire. Ecco
la nuova Alitalia targata
Silvio Berlusconi e Intesa Sanpaolo, la banca chiamata dal governo a elaborare
il salvataggio del gruppo attraverso un piano, denominato "Fenice",
che ieri è stato il convitato di pietra nel consiglio di amministrazione della
compagnia di bandiera. Un piano di lacrime e sangue ma allo stesso tempo
ambizioso, in alcuni punti, tanto da sembrare irrealizzabile. Di sicuro molto
differente da quello proposto da Air France il 19 marzo scorso. Si parte dai
soldi e dagli investitori. I nomi sono quelli indicati da tempo. Benetton,
concessionario autostradale e azionista di Aeroporti di Roma (Fiumicino),
Ligresti, costruttore e assicuratore, Gianluigi Aponte che di professione fa
l'armatore (Msc), e poi il gruppo Riva, Marcegaglia, la famiglia Fossati
(fondatrice della Star). Al gruppo di privati, in forse Roberto Colaninno, si
potrebbe aggiungere un pool di banche tra le quali Morgan Stanley (ancora
incerta) e Nomura. Servono 700-800 milioni. Che con i 300 concessi dallo Stato
attraverso il prestito ponte fanno un miliardo. Air France, tra aumento di
capitale, ripianamento debito e investimenti, di miliardi ne metteva tre e
mezzo. Per il vertice della compagnia resiste il nome di Rocco Sabelli (ex
Piaggio). Il suo arrivo era assicurato per l'8 di agosto, giorno nel quale il
consiglio di amministrazione sarà chiamato a esaminare i conti, ma potrebbe
slittare alla fine del mese. Alitalia, che mantiene
nome e logo, ripartirà con una nuova società che sarà fusa con AirOne. Carlo
Toto, proprietario della stessa AirOne, potrebbe entrare con la controllante Ap
Holding o vendere la società ai nuovi azionisti. Nella nuova Alitalia
confluirebbe la parte buona del gruppo, rotte e aerei, mentre debito ed esuberi
verrebbero trasferiti in una altra società, la "bad company", che
potrebbe restare in capo all'attuale amministratore del gruppo Aristide Police.
Non è chiaro chi tratterà per Alitalia a partire da
settembre, quando il piano sarà ufficializzato. Se sarà formalizzata la figura
di commissario oppure sarà il nuovo consiglio di amministrazione a gestire il
rilancio. Il governo ieri ha smentito che si arrivi al commissariamento ma non
è un mistero che si stia progettando una riedizione della Legge Marzano, ideata
per salvare Parmalat, calibrandola su Alitalia. Forse
il commissario potrebbe riguardare solo la bad company. La nuova compagnia,
secondo quanto riferito dallo stesso Berlusconi martedì sera ai senatori del
Popolo delle Libertà, conterà "90 nuovi aerei" che dovrebbero
sostituire i vecchi e poco economici Md80. Il problema è che le due principali
industrie costruttrici (Boeing e Airbus) sono oberate dagli ordini. Forse i
nuovi aerei saranno la dote di AirOne, che lo scorso maggio ne ha ordinati 24
con un'opzione per altri 20. Incerto, invece, il destino del Cargo, che perde
un terzo del fatturato. I francesi avevano proposto una moratoria di tre anni.
Il piano Intesa, invece, dovrebbe prevedere un suo ridimensionamento o la
vendita. Malpensa sarà il fulcro del nuovo gruppo, almeno secondo quanto
riferito dal Corriere della Sera. Per il giornale, di cui Intesa Sanpaolo è uno
dei maggiori azionisti, Malpensa avrà un numero di "voli internazionali e
intercontinentali superiore ad oggi e anche a quelli di Fiumicino, perché il
mercato della Lombardia lo consente". Come? E cioè perché Malpensa, nel
giro di poche settimane o qualche mese, da un aeroporto che bruciava 200
milioni di euro l'anno dovrebbe trasformarsi in un modello di business visto
che ci sono ancora decine di scali sparsi per tutto il Nord. Con la fusione Alitalia avrà una quota di mercato domestico del 60% (contro
il 40%). Poi cercherà il respiro internazionale con un partner (Air France,
Lufthansa o British). Berlusconi ha parlato di sinergie con la Francia. Quali?
Air France l'alleanza l'ha chiusa mesi fa. Allearsi non serve, serve
integrarsi, vedi Iberia e British. Con quale forza contrattuale? Infine i
licenziamenti. Usciranno 5mila persone. Forse 6mila o più. Con Air France erano
2.100. "E il male minore - ha detto ancora Berlusconi - e i sindacati non
dovranno fare storie" altrimenti a casa ce ne andranno 20mila. Gli esuberi
e i debiti andranno nella bad company. Smaltibili con l'intervento dello Stato.
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Berlusconi ci ha pensato lui e Alitalia raddoppia gli esuberi
Nell'attesa della serata tele giornalistica, abbiamo pensato: qualcuno lo dirà
che Berlusconi vuole tagliare il doppio dei dipendenti Alitalia di quanti ne aveva messi in
bilancio Air France? Ebbene sì, non siamo stati delusi, il Tg3 ha aperto proprio
così, testuale: da
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
PRECARI DI FATTO "Aspetto. Sperando che non tocchi a me" A Fiumicino
dove vince la rassegnazione Più che a volare, gli uomini e le donne che dalla
mattina presto attraversano le lunghe navate dell'aeroporto di Fiumicino,
sembrano abituati a galleggiare. E questo, in mancanza di meglio, sembra
bastargli. "Sono anni che Alitalia perde un
milione di euro al giorno - si affretta uno stewart davanti al check-in dei
voli nazionali - e le voci su quello che succederà, sugli inglesi, sui
francesi, sui tedeschi o sui russi che arriveranno e che taglieranno questo e
quest'altro, le sentiamo da mesi se non da anni. Berlusconi ha parlato di
cinquemila esuberi? Fin quando non c'è un piano non voglio pensarci.
Aspettiamo", sorride amaro. È l'attesa la pratica più diffusa all'interno
di questo posto, irreale al 30 di luglio: turisti più o meno abbronzati in coda
a serpentone (il traffico passeggeri nello scalo romano è aumentato del 10,6
per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), italiani in fila ai
controlli per la sicurezza, e personale di terra in attesa di capire se ci sarà
un futuro per quella che è, allo stato, la compagnia di bandiera italiana. E se
loro rientrino in quel futuro. Di fianco alla prima pietra del "nuovo molo
C", piantata in mezzo ai negozi dello scalo già costruito, Anna, foulard
tricolore dentro la camicia bianca, sbuffa: "Tra esternalizzazioni, cassa
integrazione e licenziamenti, il conto lo faranno presto. Speriamo di
conservare questo posto di lavoro, fin quando c'è". Certo, in campagna
elettorale, la "cordata italiana" era diventata la soluzione di tutti
i mali. "Qui nessuno ci ha sperato più di tanto - confida Anna - Alla fine
i conti si pagano". È una situazione irreale vedere queste persone quasi
convinte di lavorare a sbafo, quasi destinate ad altro nella vita. È il
leitmotiv che si respira in questa mattina afosa dentro la pancia del Leonardo
Da Vinci. Un'attesa senza risposte. Fosse stata diffusa tre anni fa una notizia
del genere (4-5mila esuberi per rimettere in piedi l'azienda), la situazione
non sarebbe così ovattata come stamattina. Antonio Amoroso, responsabile Cub,
dopo una dotta disquisizione su tutti gli spacchettamenti possibili e
immaginabili (già fatti e da fare), e una domanda retorica su questi
nuovi"capitani coraggiosi che vogliono avere tutte le garanzie prima di
mettere un euro di tasca loro: alla faccia del rischio di impresa",
sentenzia che ormai si tratta solo di "bere o affogare". Mentre
mostra il volantino con uno sciopero di quattro ore indetto per il 17 settembre
("ma se la situazione precipita potremmo decidere di farlo lo stesso nel
periodo di raffreddamento"), rivendica la possibilità
che Alitalia segua le orme
di AirFrance, rimessa a nuovo dai transalpini come grande vettore nazionale e
internazionale attraverso un massiccio investimento pubblico. Ritiene che, al
contrario, la strada tracciata per Alitalia sia quella di "un piccolo vettore, neanche nazionale".
Che "la politica di dieci anni di tagli e di esternalizzazioni, che noi
chiamiamo "licenziamenti di seconda generazione"" abbia alla
fine portato a questo. E adesso registra l'ultima puntata di quella che sembra
una telenovela che abbia davanti ancora tante puntate, ma un finale già
ampiamente scritto. Il primo maggio 2005, ricorda un volantino, Silvio
Berlusconi aveva dichiarato: "In Alitalia c'è il
doppio del personale necessario". Adesso qualche taglio è stato operato,
ma il paziente, se non è morto, ha l'encefalogramma piatto. Dentro l'alveare di
Fiumicino si respira la calma apparente di chi sa di vivere in un mondo
"precario" che ha continuato a sopravvivere a onta di tutto quello
che gli accadeva attorno. E anche oggi il clima è quello che ci viene
comunicato da Pietro, quarantatrè anni, sette dei quali passati dentro la
pancia della balena e un figlio in arrivo al prossimo settembre:
"Berlusconi ha parlato di cinquemila esuberi? Passeranno". Più in là,
al polo informatico della Magliana, e ai call center l'atmosfera appare più
preoccupata.
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
Sabelli non vola Rocco Sabelli sarebbe il candidato a guidare la nuova Alitalia, ripulita dei debiti e di alcune migliaia di
dipendenti. È un'ipotesi che circola in questi giorni accanto alle voci del
piano industriale di risanamento e di rilancio della compagnia di bandiera.
Sulla candidatura di Sabelli non c'è nulla da dire. È un manager di primissimo
piano: ha lavorato con grandi responsabilità e buoni risultati nel gruppo
Telecom Italia e poi nel gruppo Piaggio.In particolare ha lavorato a lungo e
con un certo feeling con Roberto Colaninno, imprenditore
che potrebbe essere coinvolto in qualche modo nella cordata tricolore per il
salvataggio di Alitalia.
Tuttavia, Sabelli, se davvero sarà lui il candidato a governare l'Alitalia, ha un problema: non ama
volare. Proprio non gli piace salire su un aereo. Comprensibile. Può essere il
manager giusto per una compagnia aerea? Manager.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 211 Un miliardo per
il rilancio e accordo con Air One. Marcegaglia e Colaninno nella cordata Nuova Alitalia, previsti 5.000 esuberi Un miliardo per il rilancio
e accordo con Air One. Marcegaglia e Colaninno nella cordata Berlusconi ai
sindacati: "Con fallimento sarebbero 20.000" --> Berlusconi ai
sindacati: "Con fallimento sarebbero 20.000" Si avvicina il momento
delle scelte su Alitalia e vengono fuori per prime
indiscrezioni sul piano di risanamento della compagnia che prevederebbe
cinquemila esuberi e un miliardo di investimento. Rebus commissariamento ed
esuberi. Intesa SanPaolo è pronta a presentare il piano di salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il momento, non facile,
di tirare le somme. Il nodo da sciogliere è la strada da seguire, al bivio tra
commissariamento e continuità aziendale. Solo dopo verrà aperto il confronto
con i sindacati in allarme per i "4-5mila esuberi" che il presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi ha preannunciato a una cena con i senatori del
Pdl, lasciando intendere che non ci saranno larghi margini di trattativa:
quella che verrà disegnata per Alitalia "è
l'unica operazione che si può fare", è "meglio del fallimento"
con 20 mila licenziamenti, il governo non si fermerà, meglio quindi "non
mettere il bastone tra le ruote, altrimenti salta tutto". LA REPLICA
"Stanchi di leggere e inseguire indiscrezioni che alimentano
tensioni", Filt-Cgil, UilTrasporti, Fit-Cisl, Ugl e Sdl, chiedono al
governo che ora "si esprima con assoluta chiarezza". E aggiungono:
"Lo stesso Berlusconi che parla genericamente di sacrifici solo due mesi
fa ha determinato il fallimento della trattativa con AirFrance ritenendo
inaccettabili i sacrifici richiesti dal piano francese e condividendo alcune
obiezioni sindacali". IL CDA Il piano di Intesa SanPaolo non è ancora
arrivato sul tavolo del cda di Alitalia, che si è
riunito ieri: l'intervento dell'advisor, a quanto si è appreso, non era stato
previsto all'ordine del giorno. Potrebbe esserci una nuova convocazione molto
presto, probabilmente prima del consiglio dedicato all'approvazione dei conti
del secondo trimestre, l'8 agosto. Si va avanti sul filo del rischio fallimento.
E il ricorso al commissariamento previsto dalla Legge Marzano, la procedura per
il salvataggio delle grandi aziende in crisi, potrebbe essere presto imposto
dalla difficoltà di mantenere in piedi il delicato equilibrio dei conti. Anche
se è una strada che, per quanto finalizzata al rilancio, non piace al
presidente del Consiglio che preferirebbe una soluzione che mantenga la
continuità aziendale. IL PIANO Secondo le indiscrezioni, il piano prevederebbe
una "nuova Alitalia" costituita da una
cordata di imprenditori italiani (Benetton, Marcegaglia, Riva, Fossati,
Ligresti e probabilmente Roberto Colaninno), che investirebbero 800 milioni-un
miliardo, 90 nuovi aerei e l'integrazione delle attività operative con quelle
di Air One. Resterebbe invece fuori una "bad company" con i debiti e
gli asset da liquidare.
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Alitalia, e pensare che
criticavano Prodi Cara Unità, l'Alitalia doveva
rimanere italiana (mai dialogo con Air France), il presidente dell'Arpac si
faceva fotografare sorridente sotto il braccio di Berlusconi. I giornalisti
servi all'attacco di Prodi (che grande uomo!), che voleva distruggere un
patrimonio italiano! Adesso gli esuberi sono 5 mila, si riapre il dialogo con
Air France,i sindacati devono tacere pena 20 mila licenziamenti, ma io non vedo
e non sento nessuno (o quasi) giornalista tuonare contro il governo o gridare
al tradimento, forse è vero come la famosa pubblicità del gelato (two is meglio
che one), 5000 esuberi sono meglio di 2000? Cordiali saluti Imma Fiorillo Alitalia, ora i licenziamenti sono raddoppiati Cara Unità,
Berlusconi oggi dice: meglio 5000 esuberi che 20.000 esuberi, cioè la chiusura,
con una battuta alla Catalano, ma con Air France erano 2.000, questo lo ricorda
o no?I lavoratori Alitalia di sicuro lo ricordano, ma
anche i loro sindacati, che sbagliaronoopponendosi ad Air France Giovan Sergio
Benedetti, Lucca Emergenza sociale Non c'è solo la spazzatura Cara Unità, si
susseguono le iniziative delle varie autorità per "pulire" le nostre
città. Ogni giorno poveri disgraziati che sopravvivono vendendo merci di ogni
tipo e che - cosa importante - fanno vivere famiglie e intere comunità nei loro
paesi di origine, vengono sottoposti a sequestri e trattamenti che è difficile
definire "rispettosi" della persona. Barboni e disadattati vari
vengono allontanati in maniere che non sono riservate ai "normali"
cittadini da un luogo all'altro... Nessuno si interessa del disagio crescente,
non ci sono più interventi nel sociale , i disgraziati che scappano dalla morte
e dalla fame nei paesi poveri muoiono o sbarcano in Sicilia, le spese per la
cooperazione spariscono. È questo il modello di società dei valori
(Cristiani??) che stiamo costruendo? Luca Balzi Cambiare linguaggio per essere
vicini alla gente Cara Unità, mi sembra di aver capito che il petrolio, in
America stia scendendo di prezzo. perché in Italia il prezzo della bezina resta
invariato? E quando i giornali, i sindacati e i politici cominceranno a parlare
un linguaggio chiaro e comprensibile? Sapete che molta gente non è in grado di
capire cosa voglia dire una legge , ma anche di cosa parli un politico,
specialmente per le poche frasi che la Tv trasmette o un sindacato. Le uniche
cose chiare ... sono stete fino ad ora ... gli spot di Berlusconi. Non sarà poi
per questo che alla fine riesce anche a convincere? Buona giornata a tutti.
Gabriella Rovatti Rom, impronte, xenofobia per fortuna c'è la pausa estiva Cara
Unità, lui, il ministro della paura, delle impronte digitali anche dei bimbi
rom, dello stato d'emergenza, dei soldati, oltre che le camice verdi, a
pattugliare per le strade, strilla, in Parlamento, la sua indignazione contro
il Consiglio d'Europa, che accusa l'Italia di violazione dei diritti umani e
rischio xenofobia. S'indigna lui, il responsabile! Povero Paese nostro; noi che
l'abbiamo contestato ed abbiamo protestato cosa dovremmo dire e fare? Cotroneo
scrive che non abbiamo protestato abbastanza. È vero, ma cosa potevano fare di
più contro la deriva xenofoba, i cittadini indignati oltre che aderire agli
appelli, alle manifestazioni locali e rassegnarsi a vedere l'opposizione in
Parlamento incapace di uscire da quelle quattro mura. Come se "l'andiamo
da soli" elettorale si fosse trasformato in "facciamo da soli"
rivolto a quei cittadini che chiedevano più partecipazione e pressione contro
l'escalation di malefatte che il governo ha infilato una dietro l'altra nel
giro di soli due mesi. Per fortuna che ci sarà la pausa estiva! Per l'autunno
sarà necessaria la mobilitazione continua (altro che 25 ottobre!) dei cittadini
democratici (in senso lato) per fermare le mascalzonate governative e per non
dirci poi che avremmo dovuto fare di più. Cordiali saluti Mario Sacchi, Milano
Ai lettori Errore nella rubrica "Sagome" Cara Unità, per uno
spiacevole errore, nella rubrica Sagome di Fulvio Abbate, uscita sul giornale
di ieri, è stato pubblicato un testo sbagliato. Chiediamo scusa all'autore e ai
lettori.
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del
"Alemanno si occupi della crisi Alitalia" di Dora Marchi Per ora
sul tema, quanto mai esplosivo, il sindaco di Roma non si è pronunciato. Eppure
il destino di Alitalia
incombe direttamente sull'economia della capitale. Per questo "il sistema
locale romano e laziale deve allearsi per far sentire la propria voce nei
confronti di un governo sordo che licenzia almeno 5.000 dipendenti e
indebolisce il sistema aeroportuale di Fiumicino", avverte il capogruppo
del Pd nella commissione Trasporti Michele Meta, che sprona "il sindaco di
Roma, Alemanno, il presidente della Provincia, Zingaretti e il presidente
Marrazzo" a convocare "al più presto una seduta straordinaria e
congiunta dei consigli comunali, provinciali e regionali presso l'aeroporto di
Fiumicino per discutere insieme alla cittadinanza e alle parti sociali delle
ricadute della crisi Alitalia". Berlusconi -
attacca Meta - "continua a coniare slogan pubblicitari privi di ogni
sostanza, a mentire agli italiani e ai lavoratori, ad affrontare in modo del
tutto torbido e poco trasparente la crisi Alitalia"
ma intanto l'istruttoria dell'advisor Banca Intesa "è terminata e non si è
ancora pervenuti ad una proposta di rilancio aziendale". Gli slogan non
bastano più a coprire le responsabilità del governo: "Gli oltre 5.000
esuberi sono un atto criminoso, che poteva essere evitato, e le conseguenze
disastrose si riverseranno immancabilmente su tutto il settore, in particolare
su Roma", mentre "nel settore aereo europeo si conquistano importanti
fette del mercato internazionale, a dimostrazione che l'accordo con Airfrance
era lungimirante". META (PD): "Subito un consiglio straordinario
congiunto con Regione e Provincia".
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
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INFORMATIVA Fini assicura: chiamerò l'esecutivo Il Presidente della Camera
Gianfranco Fini si è impegnato a sollecitare un'informativa
del Governo sul caso Alitalia alla Camera, in risposta a una richiesta in tal senso del gruppo
Udc. "Presidente Fini, inviti il governo a venire tempestivamente in aula
per dire quello che intende fare sull'Alitalia, è interesse non solo dell'opposizione ma anche della
maggioranza e del Paese", ha chiesto Michele Vietti al termine della
seduta odierna di Montecitorio. E Fini ha rassicurato prontamente:
"Sarà premura della presidenza chiedere che le sue richieste vengano
considerate e che si riferisca in aula". I senatori del Pd hanno avanzato
ieri la richiesta al governo affinchè informi il Senato sulla drammatica
situazione in cui versa la compagnia di bandiera e sulle ipotesi di piani di
ristrutturazione avanzati dal premier.
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
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Veltroni: pagheranno i cittadini e i lavoratori di Bianca Di Giovanni / Roma
Alla fine pagheranno tutto i cittadini. Dalla "micro Alitalia" voluta dal centrodestra,
alla falcidia della manovra triennale che scarica tutto sui più deboli. Walter
Veltroni va all'attacco della maggioranza e del governo in una conferenza
stampa al senato nel mezzo della polemica su precari e assegno sociale e della
crisi della compagnia di bandiera. "Per l'Alitalia
il premier parla di una bad company a cui far confluire le passività di
bilancio - dichiara il leader Pd - E chi dovrebbe farsene carico? Saranno i
contribuenti a dover finanziare quello che invece sarebbe stato risolto se non
fosse stato fatto saltare l'accordo con Air France". Pagheranno le
famiglie, come pagano i precari, gli stranieri poveri, i lavoratori che operano
in condizioni rischiose (è saltata anche la penalizzazione per i datori di
lavoro per la sicurezza), i portatori di handicap (meno diritti per i loro
familiari). In una parola: i deboli. "Non siamo stupiti che la manovra
colpisca proprio loro - dichiara Anna Finocchiaro - È la manifestazione di una
chiara linea politica. Oltre ai precari e agli assegni sociali basta guardare
ai tagli alla sanità". Proprio l'assistenza sanitaria contribuisce alla
manovra da 35 miliardi nel triennio con 8 miliardi: quasi un quarto.
L'opposizione chiede che su precari e assegno sociale le norme vengano
eliminate, cassate: devono scomparire dal testo. Lo chiede Enrico Letta, lo
ripete Veltroni. Ma in Senato "sbarcano" le correzioni del governo,
che confermano comunque il blocco dell'assunzione per chi ha una causa in corso
al momento dell'entrata in vigore del decreto (presumibilmente la settimana
prossima). Intanto la cronaca, manovrata dalle "chiacchierate" a cena
di Silvio Berlusconi, si concentra sul caso Alitalia.
Gli esuberi sono diventati 5mila e saranno quasi tutti concentrati a Roma, dove
il neosindaco Gianni Alemanno non lascia trapelare nulla. Da Giulio Tremonti ha
appena ottenuto 500 milioni e tanto gli basta: le famiglie dei lavoratori di
Fiumicino se la vedranno da sole. Con un intervento in Aula e poi con una
lettera il Pd chiede che il premier riferisca in Senato. "Air France
prevedeva 2.500 esuberi ed è stata tenuta fuori dalla porta - incalza Veltroni
- Oggi si parla del doppio". Anzi: Berlusconi ne minaccia 20mila.
"Dopo il prestito di 300 milioni, varato dal vecchio governo su richiesta
dell'allora opposizione - continua il segretario dei Democratici - i contribuenti
si torveranno di nuovo le tasche occupate da un governo che prende loro i
soldi. Non si poteva cercare una soluzione senza far saltare l'accordo con Air
France? Prima avevamo un accordo internazionale, oggi uno domestico, ma non
servono soluzioni fatte in camera e cucina". Davanti alle telecamere del
Tg1 il leader Pd rincara la dose. "Oggi il governo smentisce l'ipotesi
commissariamento - dichiara - ma a fine agosto vedremo. La situazione è
drammatica". "Mentre Madrid e Londra guardano al futuro - aggiunge
Letta riferendosi all'intesa Iberia-British Airways - Roma continua a guardare
al passato". Lo scenario è drammatico per l'intero Paese. Con
un'inflazione così (la più iniqua delle tasse) "l'autunno sarà
pesante", avverte Veltroni. Le famiglie continuano a pagare prezzi
crescenti, che non accenneranno a calare: l'esplosione dei prezzi alla
produzione (+8%) ne è la riprova. "Il prezzo del petrolio è sceso, ma alla
pompa non si è visto nessuno sconto - continua Veltroni - Chi controlla sugli
aumenti? A proposito di Robin Hood, chi ha intascato questi soldi?". Vero
è che la congiuntura dipende da fattori internazionali, ma "il governo non
mette in atto alcuna manovra anti-ciclica", continua il leader del Pd.
Tutto si scarica su salari, stipendi e pensioni. E in questo attacco al lavoro
a rimetterci sono i più giovani meno tutelati e le donne. "Il governo
riconduce il contratto a termine a normale atitvità dell'azienda - denuncia
Cesare Damiano - mentre per l'Europa il contratot principe è quello a tempo
indeterminato". Spetta a Letta sintetizzare i punti su cui il Pd darà
battaglia. "La paternità delle norme sui precari è del governo, visto che
sono state recepite nel maxiemendamento - dichiara - La correzione non risolve
ma semmai peggiora, visto che ci sono evidenti elementi di incostituzionalità,
l'inflazione programamta all'1,7% impoverirà ancora il Paese, il centrodestra
colpisce ancora il lavoro e le donne".
( da "Unita,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
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TRAME La fusione tra Alitalia e AirOne consentirebbe
di scaricare sugli utenti domestici i costi di ristrutturazione e il mantenimento
delle rotte estere Liberisti all'italiana: tornare al monopolio dei voli
Alfredo Recanatesi segue dalla prima L'opinione Lasciando
mano libera ad Alitalia-AirOne
sulle tariffe per caricarvi anche l'onere di finanziare il mantenimento delle
rotte internazionali. Saranno gli utenti domestici, insomma, a dover sostenere
gran parte dei costi, se non tutti, della ipotizzata Alitalia. La ragione di una tale affermazione viene diretta da un secondo
aspetto del quadro tracciato da Berlusconi. Sull'estero Alitalia-AirOne sarà un piccolo operatore, vaso di coccio
tra vasi di ferro sempre più grossi e robusti. In un quadro di generale
difficoltà di tutte le compagnie aeree del mondo, infatti, i più grandi
operatori - ben più grandi e strutturati della nostra piccola e disastrata Alitalia - si stanno aggregando per creare gruppi
transnazionali in grado di resistere alla morsa tra il costo dell'energia che
cresce e la crisi economico-finanziaria che taglia la domanda di voli. L'ultimo
colosso del quale è stata annunciata la costituzione è quello formato da Iberia
e British Airline, per dire di cosa stiamo parlando e di quali saranno i
competitor di quella coppia di nani dei quali uno, Alitalia,
azzoppato da diseconomie che l'hanno portato sull'orlo del fallimento, e
l'altro, Air One, cieco per un indebitamento ai limiti della sostenibilità. Si
parla, certo, ne ha accennato anche Berlusconi alla esigenza di un partenariato
con un grosso operatore internazionale, ma per ora non c'è neppure una qualche
manifestazione di interesse ed è improbabile che arrivi dal momento che sarà
arduo trovare un partner valido (per tale intendendo che abbia esperienza e
rete internazionale) che intenda accompagnarsi ad una compagnia piccola,
gracile, e condizionata da una pletora di sindacati dallo sciopero facile e
dalla vista corta.Se è così - e consideriamo un terzo aspetto - non sarà tanto
facile neppure trovare chi metta mano alla tasca per una operazione che non si
può sapere se e quando potrà mai rivedere conti in nero. Certo, non manca chi
potrà concorrere compensando il rischio Alitalia con
favori da ricevere (o già ricevuti) dal governo di centro-destra. Ma, per
quanto questi potranno esporsi, non potranno certo raggiungere da soli
l'importo dell'investimento da realizzare, che deve mettere in conto la
riorganizzazione da fare, il rinnovo della flotta, la ricostituzione di una
rete commerciale e, in definitiva, l'avviamento di un nuovo operatore che non
partirà da zero, ma da sotto zero. A meno che . . . . . A meno che - e siamo ad
un quarto aspetto di questo ipotizzato salvataggio - i conti dei potenziali
investitori non vengano fatti tornare "a forza", ossia con un
intervento dello Stato che rilevi la cosiddetta bad-company, una nuova società
nella quale riversare tutta la zavorra dell'attuale Alitalia,
tutto ciò che fa perdere, tutto quanto c'è di irrecuperabile, e magari anche un
po' del personale eccedente; una società da affibbiare a qualche ente o società
pubblica col compito di liquidarla nel tempo. Sarebbe un modo, questo, perché
Berlusconi salvi la faccia facendo sopravvivere Alitalia,
ma a spese della collettività, che di spese a questo fine ne ha già sostenute
non poche. Quinto ed ultimo aspetto: i sindacati. Questi hanno determinato o,
se preferite, hanno concorso a far fallire la trattativa con Air France che
ora, forse più di allora, può essere giudicata come l'occasione che non andava
in nessun caso persa. Air France aveva presentato un piano più credibile, non
foss'altro perché inserito nella strategia di un gruppo già grosso e forte,
aveva garantito la sopravvivenza del marchio nazionale (quindi una compagnia di
bandiera sarebbe rimasta, come è rimasta in Olanda sebbene Klm sia stata
integrata con la compagnia francese), e un numero di persone in esubero
grossomodo la metà di quello del quale ora parla Berlusconi (è ovvio, e lo era
fin dall'inizio della storia, che un gruppo come Air France Klm avrebbe avuto
ben maggiori possibilità di riciclare personale eccedente rispetto all'ipotesi
che ora si va facendo di una compagnia piccola, sola, e senza alcuna
possibilità di riciclare personale). Ora i sindacati si trovano di fronte al
dilemma: o accettare un numero di esuberi doppio di quello che a suo tempo
hanno rifiutato ad Air France, oppure decretare hic et nunc la fine di Alitalia. Non vorremmo essere nei loro panni, anche perché
Berlusconi ha già messo le mani avanti: i sindacati non devono mettere i
bastoni tra le ruote, altrimenti salta tutto. Insomma, se il "suo"
piano non dovesse andare in porto non sarà perché da un punto di vista
industriale non sta comunque in piedi, ma perché i sindacati avranno puntato i
piedi.
( da "Giornale.it,
Il" del 31-07-2008)
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N. 181 del 2008-07-31 pagina 5
Pronti 800 milioni per il rilancio Girandola di nomi tra i soci privati di
Redazione Presenti Benetton, Ligresti e la Marcegaglia. Ancora in forse la partecipazione
di Colaninno da Milano Comincia a prendere forma il piano di rilancio di Alitalia. Anche ieri, come lo scorso sabato, si è svolto un
consiglio di amministrazione che ha presumibilmente esaminato le linee guida
tracciate da Intesa Sanpaolo per realizzare il progetto di risanamento. Nessun
rappresentante dell'istituto bancario ha partecipato all'incontro. Come a
significare che è ancora presto per una riunione che esamini un piano
definitivo. C'è molta attesa, comunque, per il consiglio di amministrazione
convocato per il prossimo 8 agosto che dovrà approvare i conti del primo
semestre dell'anno. E il fatto che il numero uno di Intesa Sanpaolo, Corrado
Passera, a cavallo di quei giorni si trovi in Cina per le Olimpiadi con un
folto gruppo di imprenditori italiani, fa pensare che non c'è fretta. Anche se
occorre usare il condizionale, sta prendendo corpo una nuova Alitalia
con un maggior peso nel mercato domestico, un rafforzamento di Malpensa sui
voli internazionali e intercontinentali, e l'arrivo di un partner estero. La
newco, che dovrebbe essere guidata da Rocco Sabelli, avrà - secondo voci
insistenti - una dotazione finanziaria di circa 800 milioni (oltre ai 300 del
prestito ponte), e tra i soci vedrà la partecipazione di Benetton, Marcegaglia,
Riva, Fossati, Ligresti e probabilmente di Roberto Colaninno che, nel caso
decidesse di entrare vorrebbe avere un ruolo adeguato nella governance rispetto
alla sua esperienza industriale. Ma anche la banca d'affari Morgan Stanley,
fondi di private equity come Clessidra ed Equinox e la stessa Intesa Sanpaolo.
L'integrazione tra Alitalia e Air One si farà, ma non
è ancora definito se Carlo Toto entrerà nella nuova società conferendo asset e
slot o vendendo direttamente la compagnia ai nuovi soci e, in questo caso,
potrebbe poi decidere di reinvestire una parte di quanto incassato (secondo
alcune stime circa 300 milioni) nella nuova Alitalia. Il piano prevede che Az
Servizi rientri nel perimetro della compagnia, contrariamente al piano Spinetta
(Air France), che incontrò proprio su questo punto la ferma opposizione del
sindacato. La nuova Alitalia, che potrebbe partire a settembre, punta a guadagnare quote nel
mercato domestico, passando dall'attuale 40% al 60% e, una volta
risanata, aprirebbe le porte a un partner internazionale (Air France,
Lufthansa, British Airways) che potrebbe entrare come azionista, ma anche come
socio commerciale. Il tempo che intercorre da adesso alla fine di agosto
servirà da un lato a verificare la situazione aggiornata dei conti di Alitalia ma, soprattutto, per sciogliere o chiudere
definitivamente i nodi politici all'interno di governo e maggioranza tra chi
vuole arrivare a un commissariamento e chi, invece, punta a trovare una
soluzione di continuità aziendale. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it,
Il" del 31-07-2008)
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N. 181 del 2008-07-31 pagina 5 Il
piano di Berlusconi: tagli e investimenti per la Fenice Alitalia
di Gian Maria De Francesco Il premier preannuncia la fine dell'emergenza:
"Ci sono le idee e ci sono i soldi. Ripristino delle tratte e 90 nuovi
aerei. I 5mila esuberi? A questo punto sono il male minore, i sindacati non ci
fermeranno" da Roma L'odissea di Alitalia sembra
avvicinarsi alla fine. È stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, a preannunciare l'epilogo della vicenda nel corso della cena di
martedì sera con i senatori del Pdl: 5mila esuberi, novanta nuovi aerei in
arrivo e ripristino delle più importanti rotte internazionali. Si tratta dei
dettagli più interessanti del "piano Fenice" che l'advisor Intesa Sanpaolo
sta mettendo a punto per la ex compagnia di bandiera e sul quale Palazzo Chigi
e il Tesoro sono costantemente aggiornati. In particolare, secondo quanto
riferito da alcuni partecipanti, il premier avrebbe rivelato che "i
cinquemila esuberi verranno attutiti da alcune misure" come scivoli,
prepensionamenti e ammortizzatori sociali. Inoltre, la presidenza del Consiglio
non dispera che l'eccesso di dipendenti possa essere in qualche maniera
riassorbito. "Con Alitalia si va avanti - ha detto Berlusconi - perché si deve pensare al
bene del Paese e il governo non si fermerà davanti a qualche
manifestazione" anche perché "5mila esuberi, a questo punto della
vicenda Alitalia, sono il
male minore rispetto alla prospettiva di 20mila licenziamenti in caso di
fallimento". In ogni caso, una delle premesse per la riuscita
dell'operazione è una sorta di tregua con i rappresentanti dei lavoratori.
"I sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, altrimenti
salta tutto", avrebbe affermato il presidente del Consiglio. Berlusconi ha
voluto ricordare la sostanziale diversità della soluzione che si sta profilando
rispetto alla precedente possibilità di un'intesa con Air France-Klm. Il gruppo
franco-olandese, ha osservato il premier, aveva posto "condizioni
inaccettabili". Ma nei confronti di Roissy è stato lasciato uno spiraglio
aperto. "Ho parlato con il ministro dei Trasporti francesi - ha rivelato -
e ci saranno varie sinergie con Parigi". Ipotizzabile su questo punto un
riferimento a eventuali accordi con il vettore guidato da Jean-Cyril per quanto
riguarda la riattivazione di quelle rotte internazionali da tempo abbandonate
da Alitalia, a iniziare da nuovi scali verso la Cina.
Berlusconi ha voluto inviare un chiaro segnale di ottimismo respingendo al
mittente le accuse di aver sfruttato demagogicamente l'argomento in campagna
elettorale. "C'è il piano, c'è la soluzione, ci sono i soldi, tanto che ho
dovuto dire molti no", ha affermato entusiasta, confermando le adesioni di
alcuni imprenditori alla ricapitalizzazione di Alitalia
(il coinvolgimento di Air One è implicito nel riferimento ai 90 nuovi aerei,
ndr). "Certo - ha ribadito - non si potranno tenere tutti i dipendenti, ma
è chiaro che questa è l'unica operazione che si può fare". Insomma, Alitalia, se tutto funzionerà, potrà camminare con le
proprie gambe. A questo proposito, Palazzo Chigi ieri pomeriggio ha smentito
nuovamente le indiscrezioni di un eventuale commissariamento della compagnia
nel Consiglio dei ministri del 29 agosto prossimo. Ma l'impegno personale di Berlusconi
non è servito a evitare il solito rituale della cieca polemica politica. Il
segretario del Pd, Walter Veltroni, non ha nascosto il proprio pessimismo.
"A fine agosto vedremo - ha affermato - ma la situazione diventa sempre
più drammatica". Secondo il leader democratico, "a pagare saranno i
contribuenti", che "dopo un prestito di 300 milioni si troveranno di
nuovo le tasche occupate". La soluzione Air France, ha ricordato,
"prevedeva 2.150 esuberi, mentre Berlusconi ha comunicato che ce ne
saranno 5mila". Inoltre, all'ipotesi prospettata da Berlusconi,
"fatta in camera e cucina", mancherà anche quell'accordo
internazionale di cui la compagnia avrebbe bisogno per il rilancio. Obiezione
che consente al Pd di rinsaldare l'asse con la Cgil di Guglielmo Epifani
secondo il quale "qualunque azione di rilancio della compagnia, non può
prescindere da un piano industriale serio e da un'alleanza con un grande
vettore". "Chiederemo al governo di riferire in aula", ha
annunciato il capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, firmataria insieme ad
altri 70 colleghi di una lettera al premier nella quale si lamenta l'asimmetria
informativa nei confronti del Parlamento. Contestualmente alla Camera, Michele
Vietti dell'Udc ha chiesto all'esecutivo di presentarsi "tempestivamente
per dire cosa intenda fare su Alitalia".
Richiesta accolta dal presidente Gianfranco Fini. Per una volta, però, la
politica politicante è un passo indietro rispetto ai tempi più veloci della
finanza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa,
La" del 31-07-2008)
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VILLANOVA PARTITA LA RICHIESTA
ALL'ENAC PER LA CONCESSIONE DEMANIALE Piano economico fino al
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008
Chiudi ROMA Un miliardo per il rilancio di Alitalia e 5.000
esuberi. Berlusconi rilancia, mentre slitta l'esame del Piano di Intesa per la
compagnia. Polemiche dall'opposizione. Fini ha chiesto al governo chiarezza sul
futuro della compagnia. I sindacati preoccupati per i tagli. Bonanni: il
governo decida subito, il tempo è scaduto.
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008 Chiudi di UMBERTO
MANCINI ROMA - "L'Alitalia? I 5 mila esuberi? La fusione con AirOne? Il Governo deve fare
presto, deve chiudere in fretta e darci il piano industriale, il resto sono
chiacchiere"". Raffaele Bonanni, leader della Cisl, è netto. "Il
tempo è scaduto - dice in questa intervista al Messaggero - adesso l'esecutivo
deve trovare una soluzione, definire l'assetto finale, so che ci sta
lavorando ma che non è facile, ci sono posizioni diverse". Si parla di
esuberi, circa 5 mila, di ammortizzatori sociali, di commissariamento e del
piano Fenice di Intesa Sanpaolo... "Ecco, ci sono ipotesi di lavoro, tante
cifre che circolano. Ora mi auguro che si tirino le somme. Non c'è più tempo da
perdere". Cosa chiedete in particolare? "Vogliamo vedere il piano
industriale, quello vero, entrare nei dettagli della strategia, del progetto di
sviluppo della nostra compagnia di bandiera". Sicuramente il piano
conterrà sacrifici, tagli di organici. Ma il piano Intesa sembra realmente
l'ultima spiaggia prima del fallimento. Avrete un atteggiamento realista o
farete le barricate? "Il nostro atteggiamento è stato sempre realista.
L'importante è che a fronte di qualche sacrificio si apra una nuova stagione
per Alitalia, una nuova prospettiva di sviluppo.
Sappiamo la situazione, vediamo cosa accade sul mercato". Serve un piano
solido e credibile? "Un piano concreto. Che metta al centro la
crescita". Entriamo nei dettagli? "L'azienda dovrebbe riappropriarsi
di tutta una serie di rotte che danno profitti e che sono state inspiegabilmente
abbandonate. Questo è il vero problema di Alitalia".
Cioè? "Con le nuove rotte si possono costruire posti di lavoro. E' stato
assurdo abbandonare il Sud America, l'Oceania, l'Asia, gli Stati Uniti. Forse
ci siamo dimenticati la forza dell'Italia nel settore del turismo, le
potenzialità che abbiamo". Di chi è la colpa? "E' incredibile che si
siano stati fatti errori di questo tipo nel passato. Bisogna costruire un Alitalia solida anche con una grande alleanza internazionale
e ritornando sulle rotte abbandonate. Si è trattato di un vero scandalo".
Torniamo agli esuberi. Qualcuno parla di 5 mila persone, altri fanno uno
scenario ancora più catastrofico... "Ripeto che aspettiamo le cifre,
quelle vere. Dopo che avreno visto il piano e la strategia industriale faremo
le valutazioni". Ma se i tagli fossero più dolorosi di quelli previsti dal
piano di Air France? "I francesi prevedevano, tra fly e terra, circa 7
mila esuberi. Adesso stiamo a vedere".
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008
Chiudi L'Alitalia perde un milione di euro al
giorno, e ogni settimana di ritardo aumenta il costo a carico dei contribuenti
italiani. Il governo ha già dovuto stanziare un prestito di 300 milioni per
garantire qualche mese di sopravvivenza, in attesa di un acquirente. Ma l'Ue ha aperto una procedura
d'infrazione su questo prestito, e rischiamo di dover pagare una multa.
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008
Chiudi Il piano Fenice di Intesa prevede la creazione di una nuova Alitalia in cui far
confluire le attività "sane" della compagnia di bandiera e di Air
One.
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008 Chiudi ROMA -
Aumenta ad un ritmo percentuale a due cifre la crescita del traffico passeggeri
a Fiumicino. Nei primi sette mesi dell'anno lo scalo romano ha registrato un
incremento del 10,6 per cento di transiti rispetto al medesimo periodo del 2007,
superando il numero di venti milioni di viaggiatori. Nel mese di luglio, con
3.162.695 passeggeri, il confronto si attesta su un più 10,2 per cento.
L'analisi è del presidente dell'Enac (Ente nazionale aviazione civile) Vito
Riggio che ieri ha fatto il punto sull'andamento dei servizi estivi nel
principale scalo nazionale. "Siamo quasi negli standard segnala Riggio
Rispetto al collasso dell'anno scorso, nello stesso periodo, arrivare ad un
media giornaliera di 118 mila passeggeri senza che nulla vada male è un
risultato positivo. Nonostante i ritardi negli investimenti". Sulla crescita del traffico, va considerato il trasferimento dei
circa 90 voli Alitalia da
Malpensa a Fiumicino. Il presidente dell'Enac ha parlato anche di tariffe verso
i gestori aeroporuali: "se servono per fare investimenti, siamo d'accordo
a rivedere il sistema tariffario, competenza che spetta al Cipe". G.Man.
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008
Chiudi Secondo alcune indiscrezioni gli esuberi in Alitalia dovrebbero
essere circa 5.000 contro i 7.000 previsti dal piano di Air France poi
bocciato.
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008 Chiudi di ROSARIO
DIMITO e UMBERTO MANCINI ROMA - Disco rosso del governo ad Alitalia: serve ancora - è il
ragionamento - un mese di tempo prima di esaminare il piano di Intesa Sanpaolo,
in attesa che si trovino gli investitori disposti a investire nella Nuova Alitalia. E per farlo si deve
predisporre uno strumento legislativo, tipo una "Marzano ad hoc" che
consenta lo "spezzatino". Ieri Palazzo Chigi ha smentito
l'ipotesi che il consiglio dei ministri del 29 agosto decida il
commissariamento. Lo stop al piano Intesa è arrivato a poche ore dalla riunione
del consiglio della Magliana tenutosi nel pomeriggio di ieri, come anticipato
da Il Messaggero, ed ha spiazzato la banca advisor della compagnia. Sullo
sfondo le polemiche legate al nodo degli esuberi - Berlusconi avrebbe parlato
di 5000 persone e di investimenti per 1 miliardo - e il richiamo del presidente
Gianfranco Fini che "ha chiesto al governo di fare chiarezza in
aula". In questo clima infuocato frutto delle divisioni all'interno del
governo, il presidente di Alitalia Aristide Police
avrebbe fermato il team guidato da Gaetano Miccichè all'ultimo momento. Niente
illustrazione al cda - che avrebbe fatto il punto della situazione sempre più
caotica - del piano Fenice. Cioè di quel "progetto caratterizzato da una
forte discontinuità" come si legge a pag.
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008
Chiudi Definito il progetto, ma il cda non lo esamina. Alla nuova compagnia il
65% del mercato italiano Alitalia, piano da un
miliardo Possibili 5000 uscite, allarme dei sindacati. Fini: il governo
riferisca.
( da "Messaggero,
Il" del 31-07-2008)
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31 Luglio 2008
Chiudi Alitalia, rebus esuberi e piano di rilancio in stand by Polemica
sui possibili tagli: 5.000. Fini convoca il governo. Progetto da 1 miliardo.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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Corriere della Sera - MILANO -
sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Progetti Il ministro Matteoli: al centro il rilancio dello scalo.
Oggi vertice a Roma Metrò, autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo
Fissato il piano: 17 opere da realizzare entro il 2015 Tra i 17 interventi la
Pedemontana, la tangenziale Est esterna, la Brebemi e i collegamenti con
l'aeroporto Expo e Malpensa. Prove di armistizio tra Regione, Comune e
Provincia. Dopo la buriana dei giorni scorsi si tenta di marciare compatti in
vista della prima riunione del Cipem a Roma e si stila la classifica delle 17
opere prioritarie da realizzare per garantire la buona riuscita di Expo.
Vertice al Pirellone con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, il
sottosegretario Roberto Castelli, il governatore Roberto Formigoni, il sindaco
Letizia Moratti e il presidente della Provincia Filippo Penati. Si lavora sulle
priorità delle opere strategiche. Una partita da 11 miliardi e 390 milioni di
euro (un miliardo in più rispetto alle cifre presenti nel dossier di
candidatura). Dentro ci sono le metropolitane milanesi (la 4 e la 5), i grandi
collegamenti come la Brebemi, la Tem e la Pedemontana, ma soprattutto i
collegamenti con la Malpensa. "Lo scalo - attacca la Moratti - ha un ruolo
centrale all'interno del piano di opere di connessione con Expo". Non
solo. Ha ribadito la richiesta al governo di "procedure semplificate tra
il ministero dei Trasporti, l'Enac e la Sea per la revisione dei diritti di
volo dall'aeroporto di Malpensa che il ministro degli Esteri Franco Frattini
dovrà rinegoziare con una trentina di Stati". Matteoli ha confermato e ha
aggiunto: "Come è possibile pensare che ci sia qualcuno nel Governo che
voglia rendere secondario questo aeroporto? Noi dobbiamo rendere Malpensa più
efficiente e il governo farà la sua parte". Ma la Provincia la pensa
diversamente. Il piano di salvataggio Alitalia dove si parla genericamente di
incrementi dei voli intercontinentali preoccupa Penati: "Se le voci sul
nuovo piano industriale di Alitalia e la cordata italiana saranno confermate, avremo il doppio degli
esuberi per meno della metà dei soldi offerti da Air France a marzo. E
senza un impegno preciso del governo sul rilancio di Malpensa e sulla
liberalizzazione dei diritti di volo. A queste condizioni l'intera operazione
sarà la tomba di Malpensa". E veniamo all'Expo. "è stata una riunione
positiva - attacca la Moratti -. Abbiamo condiviso le priorità sulle opere
connesse ". "C'è perfetta identità di vedute tra la Regione, il
Comune e la Provincia" replica Formigoni. Ma resta il problema
finanziamenti. Le opere in questione devono rientrare nella Legge Obiettivo.
"Già domani - spiega Matteoli - porteremo l'informativa con le 17 opere al
Cipe. Si accende il motore. Così già dal Cipe successivo si potranno portare i
progetti di massima per i finanziamenti". E aggiunge: "Non sarà così
difficile. Il 77-78% delle opere sono già finanziate, il resto è spalmabile in
quattro, cinque anni. L'importante è che ci sia la volontà politica di
farle". "Vedremo - chiude Penati - per ora ci sono solo parole".
E intanto spunta una nuova lista. Di opere necessarie come il secondo passante,
ma non collegate a Expo. Costo 19,2 miliardi di euro. Maurizio Giannattasio.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-31 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE
Il progetto sarebbe all'esame del Cda. Pronti capitali e
azionisti, l'ipotesi di un miliardo di euro Alitalia, tensione sul piano Berlusconi: 5 mila esuberi. I sindacati:
basta voci. Fini: il governo riferisca ROMA - Berlusconi: capitali e soci
pronti per il piano di rilancio di Alitalia, ma ci sono 5 mila esuberi. L'ira dei sindacati: basta voci.
Fini: il governo deve riferire in Parlamento. ALLE PAGG. 2 E 3 Giannattasio,
Marro, Sideri.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Le
reazioni Polverini (Ugl): con questi tagli, impensabile non intervenire L'ira
dei sindacati: troppe voci Ora trasparenza e confronto Bonanni: esecutivo
diviso e la cordata non c'è ancora Il leader Cisl: si parli di commissariamento
solo se c'è un piano industriale che giustifichi una simile soluzione ROMA - La
posizione ufficiale dei sindacati è riassumibile nella formula "si faccia
chiarezza e parta il confronto " che dà il titolo al comunicato diffuso
ieri dalle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl. In realtà
i sindacati sanno bene come stanno le cose, anche se il
piano di ristrutturazione di Alitalia non è stato ancora presentato e anche se incontri con
l'esecutivo e con l'azienda non ci sono stati. Sanno benissimo che, tempo
qualche settimana, dovranno affrontare il commissariamento della compagnia e
almeno 5 mila esuberi, come ha annunciato il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi. Solo che hanno il problema di gestire la situazione evitando
che scappi loro di mano, con agitazioni spontanee dei lavoratori ad agosto. Si
capisce così la grande irritazione per la nuova fuga di notizie, ieri, che
annunciava il commissariamento di Alitalia nella
riunione del Consiglio dei ministri convocata per il 29 agosto, seguita da una
nuova smentita da parte di Palazzo Chigi. E si capisce la presa di distanza
anche dei sindacalisti più pronti alla trattativa, come il segretario della
Cisl, Raffaele Bonanni: "Questa storia del commissariamento non mi
convince. Perché si dovrebbe commissariare? Il governo diceva che i soldi erano
finiti già ad aprile, poi lo ha ripetuto a maggio e a giugno e a luglio.
Vogliono il commissario? Prima ci facciano vedere un piano industriale che
giustifichi questa soluzione. La verità è che il governo è diviso e anche la
cordata di imprenditori non è pronta ". Anche Renata Polverini, leader
dell'Ugl, sollecita un confronto, perché va bene che Berlusconi chiede che il
sindacato non faccia le barricate, "ma pensare che il sindacato si metta
da parte, dopo aver parlato di ben 5 mila esuberi, è davvero singolare".
Preoccupato per la piega che sta prendendo la vicenda è anche il numero uno
della Cgil, Guglielmo Epifani, che invoca "un piano industriale
serio" e "un'alleanza con un grande vettore internazionale"
mentre, aggiunge il segretario confederale Fabrizio Solari, l'impressione è che
"i cosiddetti grandi investitori italiani vogliono solo garanzie di un rendimento
elevato". In allarme sono anche i piloti. Il piano Air France prevedeva
per loro 507 esuberi, spiega il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, "ma il
governo non lo ritenne degno per Alitalia, quindi ci
aspettiamo che il nuovo piano contenga proposte migliorative ". Enrico
Marro.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE
"Per Alitalia 5 mila esuberi" Il premier: il rilancio è pronto Fini:
Berlusconi riferisca in Parlamento. Smentito il commissariamento Il vertice
della società esamina il piano Intesa. Forse rinviato il bilancio del primo
semestre dell'anno ROMA - Il governo torna a smentire le voci di un prossimo
commissariamento di Alitalia, ma l'opposizione insorge chiedendo che l'esecutivo
riferisca in Parlamento, mentre i sindacati vogliono sapere di più sul futuro
della compagnia. "Dopo il prestito di 300 milioni - attacca il leader del
Pd, Walter Veltroni - , i contribuenti si troveranno di nuovo le tasche
occupate da un governo che prende i loro soldi. Non si poteva trovare una soluzione
senza far saltare l'accordo con Air France?". Il presidente della Camera,
Gianfranco Fini, accoglie l'invito dell'opposizione assicurando che chiederà al
governo di relazionare sul caso. Intanto il cda di Alitalia,
riunitosi ieri, avrebbe preso in esame per la prima volta il piano dell'advisor
Intesa Sanpaolo, decidendo un rinvio dell'esame della semestrale, prevista per
l'8 agosto, e dando così al governo il tempo di decidere cosa fare. Martedì
sera Berlusconi, incontrando i senatori del Pdl, secondo indiscrezioni, aveva
ribadito che ci saranno 5 mila esuberi (ma il ministro del Welfare, Maurizio
Sacconi, giura di non saperne nulla) e che verranno richiesti sacrifici ai
sindacati "altrimenti salta tutto", ma avrebbe aggiunto che esistono
un piano e una cordata. Nel pomeriggio di ieri però, per la seconda volta,
un'agenzia di stampa ha battuto la notizia di un commissariamento della
compagnia, probabilmente deliberato nel consiglio dei ministri del 29 agosto.
Un'indiscrezione, quella dell'amministrazione straordinaria, che era circolata
anche venerdì scorso, riferita alla data del 15 agosto, seccamente smentita da
Palazzo Chigi. Stesso copione anche ieri, con una nota dettata in cui la
notizia è stata definita "destituita di ogni fondamento". Tanto non è
bastato a tenere a freno l'opposizione che è partita all'attacco del governo.
"Prima avevamo un accordo internazionale - ha detto Veltroni, riferendosi
all'alleanza con Air France-Klm fallita sotto il governo Prodi - e ora un
accordo domestico ma non servono soluzioni fatte in camera e cucina ". Il
gruppo del Pd al Senato, con una lettera sottoscritta da 71 senatori, ha
chiesto al governo di riferire in aula prima della pausa estiva. Una richiesta
sostenuta da una lettera del presidente della commissione Lavori pubblici,
Luigi Grillo (FI), al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. "Fino a che
non abbiamo questo progetto (il piano dell'advisor Intesa Sanpaolo, ndr) non
possiamo dire nulla" ha replicato il ministro dei Trasporti, Altero
Matteoli, riferendosi all'ipotesi di commissariamento e agli eventuali esuberi.
A. Bac. Camera Il presidente Gianfranco Fini.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE
Retroscena Il pressing del Tesoro e i dubbi di An SEGUE DALLA PRIMA In entrambi
i casi Palazzo Chigi è intervenuto a tempo di record per eliminare l'odioso
ronzio. Resta l'impressione che qualcuno voglia spingere il
piede sull'acceleratore del commissariamento di Alitalia e ottenere dal governo, prima delle ferie, la rassicurazione che
l'operazione ideata da Intesa Sanpaolo può partire. Senza il via libera
dell'esecutivo infatti, la cordata che dovrebbe acquisire una parte di Alitalia, non riesce a quagliare.
L'imprenditore Roberto Colaninno, ad esempio, sarebbe in attesa di garanzie
sulla profittabilità dell'operazione e sul suo ruolo. Mentre Gilberto Benetton,
altro nome tra i possibili acquirenti di Alitalia, in
un'intervista, ha ammesso: "Non abbiamo ancora visto un piano
industriale", arrivando a ipotizzare che "forse la soluzione
migliore" era quella francese. Insomma serve un "sì" forte del
governo. E qualcuno caparbiamente sta cercando di estorcerlo. Il maggiore
indiziato è il ministero dell'Economia: il responsabile Giulio Tremonti,
incontrando il premier venerdì scorso, avrebbe cercato di far passare la linea
di una nuova Marzano al più presto. Inutilmente. Berlusconi avrebbe frenato per
non suscitare le ire di An, contraria al commissariamento, perché preoccupata
degli esuberi nel bacino elettorale romano. Ma anche per non scatenare
opposizione e sindacati compromettendo la pax ferragostana e le vacanze degli
italiani. La soluzione sarebbe stata quella di rinviare tutto a dopo il 15
agosto. Ma c'è un termine oltre il quale non si può andare: il 30 agosto. Entro
questa data il consiglio di amministrazione di Alitalia
dovrà approvare la semestrale e riferire se la compagnia è in condizione di
proseguire nella via ordinaria o se è prossima al fallimento. Proprio per
questo l'indiscrezione circolata ieri, e poi smentita, collocava la decisione
del commissariamento nel consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto. L'ultimo
utile. Un'indiscrezione che troverebbe riscontro anche presso quei sindacati
che seguono i "dietro le quinte ". In quella data potrebbe essere
indicato un commissario, forse quel Rocco Sabelli che piace a Intesa Sanpaolo,
e non solo. Oppure lo stesso Sabelli potrebbe essere destinato a liquidare la
parte della compagnia che verrebbe scorporata dalla Nuova Alitalia,
nata dalla fusione delle migliori attività dell'attuale vettore e Air One. Al
momento dunque il nodo politico sembra ancora tutto da sciogliere. La solerzia
con cui il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha accolto la richiesta
dell'opposizione di un chiarimento del governo in aula, testimonia in qualche
modo la tensione del suo partito verso una soluzione meno dolorosa. Di là da
venire. Antonella Baccaro.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-31 num: - pag: 1 autore: di ANTONELLA
BACCARO categoria: REDAZIONALE La partita Il Tesoro fa
pressing ma An ha dubbi C ome una zanzara fastidiosa che nella calura estiva
ogni tanto ronza nelle orecchie, così la voce di un commissariamento imminente
di Alitalia, da qualche
giorno, fa capolino tra i lanci delle agenzie. è successo venerdì scorso. è
accaduto ieri . CONTINUA A PAGINA 2.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 2 Le domande Cosa prevede
la Marzano -? Il commissariamento è una procedura che
permette la prosecuzione, in regime straordinario, dell'attività di un'azienda
in crisi. La legge che porta il nome dell'ex ministro Antonio Marzano,
introdotta per il crac Parmalat, l'unica in grado di salvare una grande
azienda, dovrebbe però essere modificata per essere applicabile al caso Alitalia.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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Corriere della
Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3
categoria: BREVI Ritorno al modello-hub "Malpensa ha bisogno di una
compagnia che la voglia come suo hub. Chi meglio di Alitalia?".
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il
governatore della Lombardia "L'area è appetibile per qualsiasi aerolinea.
Il riposizionamento su Fiumicino si è rivelato un insuccesso" Formigoni:
senza Malpensa non sarà una vera rinascita MILANO Roberto Formigoni, presidente
della Regione Lombardia, che garanzie chiedete per Malpensa? "Quelle
dettate dai fatti". Di che parlano i fatti? "Che l'hub di Malpensa serve
l'area dove è più forte la domanda e il consumo dei voli: nazionali,
internazionali e intercontinentali". Quindi? "Quindi pensiamo che la
rinascita di Alitalia debba essere legata
indissolubilmente a un potenziamento forte dell'azienda in Lombardia. è nel suo
interesse. Perché un'azienda può crescere solo dove c'è clientela".
Altrimenti? "Malpensa non morirà mai. Non è morta in questi mesi e non
morirà in futuro. Sono molto fiducioso nell'azione e nell'impegno del governo e
di Silvio Berlusconi. Chi sta preparando il piano Alitalia
ha ben presente quello che significa Malpensa per il Nord e per l'intero Paese.
Ripeto sono dati di fatto e cifre ". Quali? "Quelle che vengono fuori
dopo il 31 marzo, quando Alitalia ha cancellato l'80
per cento dei voli. Malpensa ha subito sicuramente una botta, ma inferiore
rispetto alle attese. Perché la domanda di voli è in Lombardia e qui vengono le
compagnie aeree. Fiumicino ha recuperato su Malpensa solo l'11 per cento dei
passeggeri". Non è un po' troppo sicuro? Fino ad ora ci sono state solo
dichiarazioni generiche su un possibile incremento di voli internazionali e
intercontinentali. "è chiaro che bisogna vigilare e noi lo faremo. Fino a
quando non ci sarà il piano industriale di Alitalia
dobbiamo stare in guardia. Sappiamo che per essere un vero hub Malpensa ha
bisogno di una compagnia aerea in grado di far decollare e atterrare almeno il
50 per cento della propria flotta aerea. Quindi, ha bisogno di una compagnia
che non si limiti a un potenziamento, ma a forti investimenti sull'hub. E quale
compagnia può essere, se non Alitalia?". Milano
ospiterà l'Expo nel 2015. Altre città che hanno ospitato l'Expo sono state
fortemente penalizzate dalle carenze aeroportuali. Non avete il timore di
ripetere la stessa esperienza? "L'Expo è tra 7 anni. Anche nella
sciagurata ipotesi che Alitalia non rinascesse o non
si riposizionasse su Malpensa non avremo eccessivi problemi. Perché
l'attrattività della Lombardia non verrà meno. E se non ci sarà Alitalia ci sarà un'altra compagnia. Quindi nel 2015 non ci
saranno problemi". Invece adesso si soffre. "Sì adesso si soffre. E
si soffrirà ancora per qualche anno. I milanesi, per partire devono fare tre o
quattro scali. Gli investitori stranieri devono proprio amare la Lombardia per
imbarcarsi in viaggi del genere. Ma è privo di senso". Perché?
"Perché vuol dire far soffrire l'area più produttiva d'Italia e quindi
l'intero Paese. è irrazionale. Questi sei mesi lo dimostrano. Sono fiducioso che Alitalia tenga conto di tutto questo e mi aspetto non la semplice crescita,
ma un investimento forte. L'Alitalia faccia di Malpensa il proprio hub". Che idea si è fatta
della cordata salva-Alitalia? "è una cordata vera. Ci sono dentro degli imprenditori che
si tassano. Alcuni li conosco, altri no. Dalle notizie che ho si tratta
di un'operazione solida". Pronto a scommettere sul futuro? "è
un'impresa difficile e non siamo ancora in zona di sicurezza perché il piano
industriale non è ancora stato varato. Ma ho fiducia". Maurizio
Giannattasio Governatore Roberto Formigoni.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Primo Piano - data: 2008-07-31 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE
Lufthansa e i legali In caso di fallimento della compagnia si affolla la lista
dei pretendenti MILANO - Se la frase non è stata casuale allora l'occasione è
stata colta al volo. Proprio mentre in Italia girava - prontamente smentita dal
governo - la notizia di un possibile commissariamento dell'Alitalia i vertici della Lufthansa stavano affrontando gli analisti a
Francoforte per la semestrale. Ed è lì che il direttore finanziario, Stephan
Gemkow, ha detto che il mercato italiano "resta importante e
attraente". Una frase che non avrebbe nulla di sibillino se non fosse per
l'interesse che la compagnia tedesca aveva mostrato nelle fasi iniziali della
privatizzazioni Alitalia.
Nel passato della Lufthansa, che ha già iniziato un processo di radicamento a
Malpensa, c'è anche la conquista della Swiss, la compagnia nata dalle ceneri
della Swiss Air (finita in liquidazione). E questo nonostante lo scalo
ginevrino fosse geograficamente più vicino a Francoforte rispetto a Milano o
Roma. A questo andrebbe aggiunto che con la strategia contro il caro-petrolio
delle compagnie sembra chiara: crescere per acquisizioni per sopravvivenza.
Basti pensare a British Airways-Iberia. D'altra parte che alcuni attori, anche
non protagonisti, fossero rimasti alla finestra con le antenne alzate per un
ipotetico commissariamento era certo. Oltre a Lufthansa e Air France nel
"partito del commissariamento" era rimasto anche il fondo Tpg.
Massimo Sideri L'Italia resta un mercato "importante" per Lufthansa,
ha detto un dirigente della compagnia tedesca.
( da "Corriere
della Sera" del 31-07-2008)
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sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-31 num: - pag: 49 categoria:
REDAZIONALE Progetti Il ministro Matteoli: al centro il rilancio dello scalo.
Oggi vertice a Roma Metrò, autostrade e Malpensa Parte l'operazione Expo
Fissato il piano: 17 opere da realizzare entro il 2015 Tra i 17 interventi la
Pedemontana, la tangenziale Est esterna, la Brebemi e i collegamenti con
l'aeroporto Expo e Malpensa. Prove di armistizio tra Regione, Comune e
Provincia. Dopo la buriana dei giorni scorsi si tenta di marciare compatti in
vista della prima riunione del Cipem a Roma e si stila la classifica delle 17
opere prioritarie da realizzare per garantire la buona riuscita di Expo.
Vertice al Pirellone con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, il
sottosegretario Roberto Castelli, il governatore Roberto Formigoni, il sindaco
Letizia Moratti e il presidente della Provincia Filippo Penati. Si lavora sulle
priorità delle opere strategiche. Una partita da 11 miliardi e 390 milioni di
euro (un miliardo in più rispetto alle cifre presenti nel dossier di
candidatura). Dentro ci sono le metropolitane milanesi (la 4 e la 5), i grandi
collegamenti come la Brebemi, la Tem e la Pedemontana, ma soprattutto i
collegamenti con la Malpensa. "Lo scalo - attacca la Moratti - ha un ruolo
centrale all'interno del piano di opere di connessione con Expo". Non
solo. Ha ribadito la richiesta al governo di "procedure semplificate tra
il ministero dei Trasporti, l'Enac e la Sea per la revisione dei diritti di
volo dall'aeroporto di Malpensa che il ministro degli Esteri Franco Frattini
dovrà rinegoziare con una trentina di Stati". Matteoli ha confermato e ha
aggiunto: "Come è possibile pensare che ci sia qualcuno nel Governo che
voglia rendere secondario questo aeroporto? Noi dobbiamo rendere Malpensa più
efficiente e il governo farà la sua parte". Ma la Provincia la pensa
diversamente. Il piano di salvataggio Alitalia dove si parla genericamente di
incrementi dei voli intercontinentali preoccupa Penati: "Se le voci sul
nuovo piano industriale di Alitalia e la cordata italiana saranno confermate, avremo il doppio degli
esuberi per meno della metà dei soldi offerti da Air France a marzo. E
senza un impegno preciso del governo sul rilancio di Malpensa e sulla
liberalizzazione dei diritti di volo. A queste condizioni l'intera operazione
sarà la tomba di Malpensa". E veniamo all'Expo. "è stata una riunione
positiva - attacca la Moratti -. Abbiamo condiviso le priorità sulle opere
connesse ". "C'è perfetta identità di vedute tra la Regione, il
Comune e la Provincia" replica Formigoni. Ma resta il problema
finanziamenti. Le opere in questione devono rientrare nella Legge Obiettivo.
"Già domani - spiega Matteoli - porteremo l'informativa con le 17 opere al
Cipe. Si accende il motore. Così già dal Cipe successivo si potranno portare i
progetti di massima per i finanziamenti". E aggiunge: "Non sarà così
difficile. Il 77-78% delle opere sono già finanziate, il resto è spalmabile in
quattro, cinque anni. L'importante è che ci sia la volontà politica di
farle". "Vedremo - chiude Penati - per ora ci sono solo parole".
E intanto spunta una nuova lista. Di opere necessarie come il secondo passante,
ma non collegate a Expo. Costo 19,2 miliardi di euro. Maurizio Giannattasio.
( da "Tempo,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Un buon bilancio dunque,
come mostrano anche le più diverse ... Un buon bilancio dunque, come mostrano
anche le più diverse indagini d'opinione, cui potremmo aggiungere l'iniziativa
in tema di energia nucleare oppure l'impiego dei militari per la sicurezza
delle città. Resta invece non risolto il nodo Alitalia, anche se dal governo
continuano ad arrivare segnali positivi. L'ottimismo però non deve indurre la
maggioranza a rilassare i muscoli. Comunque sia l'autunno sarà tutta un'altra
storia, perché comunque esso rappresenta una "rottura" nel ciclo
delle emozioni della gente, che inizierà a reclamare per i motivi più diversi.
Lo sa bene anche Walter Veltroni, che sta sopportando con rassegnazione questo
calvario (politico) d'estate nella convinzione che i primi freschi settembrini
non potranno far altro che aiutarlo. L'opposizione è parsa sin qui spaesata e
litigiosa, con Di Pietro (4,3 % alle elezioni) che ha letteralmente portato a
spasso Il PD (33,1 % alle elezioni). La linea del dialogo è naufragata di fronte
all'intransigenza di alcuni magistrati, che a sinistra hanno da tempo
sostituito le note di Bandiera Rossa come richiamo della foresta. Ma tutto
questo potrebbe stemperarsi dopo l'estate, ridando vigore all'ex sindaco di
Roma almeno fino alle elezioni europee, suo prossimo (ed ultimo) banco di
prova. Insomma l'autunno sarà impegnativo per tutti, ma per la maggioranza lo
sarà ancora di più. Essa infatti dovrà innanzitutto governare, ma anche
costruire un nuovo partito, grande come mai nessun partito è stato in Italia
(tranne la Dc nei primi anni) e figlio di diverse culture politiche tenute
insieme dalla figura carismatica di Silvio Berlusconi. Questa è operazione cui
debbono essere dedicate le migliori energie dimenticando (per quanto possibile)
le risibili questioni di posti e quote, cercando invece di forgiare un grande
partito moderno e moderato di cui l'Italia ha bisogno. Qui si misurano gli
attuali gruppi dirigenti, con in testa Berlusconi e Fini. Anche perché essi
sono chiamati ad una sfida che discende direttamente dall'origine anomala del
loro approdo ai vertici. Essi infatti (ma lo stesso vale per Bossi e Casini)
sono figli politici di quel terremoto che fu Tangentopoli. In qualche modo sono
tutti figli dell'emergenza, tanto i leader quanto i ministri più autorevoli dei
vari governi guidati dal Cavaliere. Adesso è il tempo della normalità e della
stabilità. Ecco perché questa legislatura deve servire anche per affermare una
nuova classe dirigente. Al governo ci sono 4 donne e ministri giovani, anche in
ruoli di rilevanza assoluta come nel caso del ministro Alfano alla Giustizia.
E' un processo che deve proseguire, coinvolgendo anche altre persone oggi
impegnate negli enti locali. Ministri come Fitto, Ronchi, Zaia, Meloni o
Gelmini (e molti altri che non sono ministri) devono crescere di peso e di
ruolo, a patto di meritarlo. Essi debbono farsi interpreti di una cultura del
cambiamento e del risultato che la politica nostrana sembra spesso dimenticare,
dimostrando che l'Italia può (almeno qualche volta) fare meglio della media.
Certo, non è compito solo della politica. Ma ad essa spetta la leadership, per
il semplice fatto che si tratta di ruolo non surrogabile. Roberto Arditti.
( da "Tempo,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Rebus commissariamento e
esuberi. Intesa Sanpaolo è pronta ... Rebus commissariamento e esuberi. Intesa
Sanpaolo è pronta a presentare il piano di salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il
momento, non facile, di tirare le somme con i vertici della compagnia e con il
governo. Il nodo da sciogliere è la strada da seguire, tra commissariamento e
continuità aziendale. Solo dopo verrà aperto il confronto con i sindacati in
allarme per i "4-5mila esuberi" che il premier Silvio Berlusconi ha
preannunciato. Il presidente della Camera Fini e il leader del Pd
Veltroni chiedono spiegazioni in Aula. Caleri e Lottieri alle pag. 2 e 3.
( da "Campanile,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Il premier: "Attutiti da
prepensionamenti, scivoli e ammortizzatori". Contrario il Pd Ultime
battute per la nuova Alitalia. Il progetto
commissionato dal governo all'advisor, Intesa San Paolo, che è stato già
oggetto dell'ultima riunione di sabato scorso, comincia a prendere forma. Il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, lo avrebbe illustrato due sere fa
ai senatori del Pdl riuniti per una cena. Il premier ha parlato di 5mila
esuberi che "verranno attutiti da alcune misure", come scivoli e
prepensionamenti. Inoltre il piano prevede anche gli ammortizzatori sociali
accompagnati, sempre secondo il premier, da altre soluzioni. Ma, avrebbe
aggiunto il presidente del Consiglio, i sindacati non dovranno mettere il
bastone tra le ruote, "altrimenti salta tutto". Secondo le
indiscrezioni raccolte, il Consiglio dei Ministri che si terrà il 29 del
prossimo mese avrà all'ordine del giorno la modifica della legge Marzano. Si
tratta in sintesi di un restyling, in particolare sui tempi per definire il
piano industriale e la ripresa dell'attività. Secondo le stesse fonti, si
tratterebbe di un "aggiornamento" piuttosto che di vere e proprie
modifiche sostanziali. La nuova Alitalia, secondo il
piano "Fenice", avrà una dotazione iniziale di 1 miliardo, di cui 300
milioni grazie al prestito ponte del governo e 700 milioni dalla cordata
italiana. Secondo il piano "Fenice", che è stato anche discusso ieri
durante la riunione del Cda dell'aviolinea, gli investitori che ufficialmente
scenderanno in campo per il salvataggio del vettore italiano sono Ligresti, Benetton
e l'armatore Gianluigi Aponte. Difficile, invece, un ingresso di Roberto
Colaninno. Al vertice della nuova Alitalia, resta confermato il nome di Rocco Sabelli. Fuori discussione
anche il nome, il marchio e la livrea di Alitalia. Altra novità: nella nuova società, una newco, entrerà Carlo
Toto ma con Ap Holding e non direttamente con Air One essendo troppo
indebitata. Verrà invece commissariata la "bad" company che
resterà in capo all'attuale "numero uno" Police. Per quanto riguarda
gli ammortizzatori sociali, due sono le ipotesi sulle quali si sta ragionando:
costituire una società sulla falsariga di Gepi (la finanziaria dell'Iri che
aveva come compito quello di entrare nel capitale di aziende private in crisi e
di agevolarne la ristrutturazione, per poi uscirne), oppure varare un decreto
legge ad hoc per la loro ricollocazione. La scelta del partner internazionale
resta invece rinviata ad un secondo momento. Ancora non è chiaro il destino di
cargo, che potrebbe restare in Alitalia ma
ridimensionato, oppure venduto. L'opposizione, intanto, soffia sul fuoco:
secondo il segretario del Pd Walter Veltroni, "un nuovo intervento della
mano pubblica che peserà sui contribuenti solo per finanziare un problema che
si poteva risolvere se non si fosse fatto saltare l'accordo con Air France. Per
Alitalia c'è bisogno di una soluzione elevata e
internazionale". I sindacati, invece, per ora tacciono. Preferiscono
aspettare che il governo e l'azienda li convochino per illustrare il nuovo
piano, finora venuto fuori solo attraverso le indiscrezioni di stampa.
All'incontro di martedì a Palazzo Chigi tra governo e parti sociali, invece, di
Alitalia proprio non si è parlato. (31-07-2008).
( da "Secolo
XIX, Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
QUASI PRONTA LA CORDATA ITALIANA Il
doppio del piano Air France. Insorge il centrosinistra Roma. Nella nuova Alitalia ci saranno 4 o 5 mila esuberi di personale mentre per formare la
cordata italiana (Ligresti, Benetton, Aponte) ci vorranno tra 800 e 1.000
milioni di euro. Il dato sui dipendenti che saranno mandati a casa è stato
rivelato da Silvio Berlusconi durante una cena con i senatori del centrodestra
e ha provocato un putiferio: si tratta di più del doppio dei tagli
(2.150) previsti mesi fa da Air France, che infine ritirò la propria offerta.
Il centrosinistra ha chiesto la convocazione del governo in Parlamento e
denuncia che di fatto il buco della compagnia aerea sarà tappato con soldi
pubblici. I sindacati dicono basta al "gioco al massacro" e alle voci
sui tagli. Cresci >> 3 31/07/2008.
( da "Tempo,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa pronto
il progetto fenice Alitalia, restano a terra in 5 mila Rebus
commissariamento e esuberi. Intesa Sanpaolo è pronta a presentare il piano di
salvataggio di Alitalia. Dopo due mesi di lavoro è il
momento, non facile, di tirare le somme con i vertici della compagnia e con il
governo. La
struttura dell'operazione è chiara. Il nodo da sciogliere è la strada da
seguire, al bivio tra commissariamento e continuità aziendale. Solo dopo verrà
aperto il confronto con i sindacati in allarme per i "4-5mila
esuberi" che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha
preannunciato ad una cena con i senatori del Pdl, secondo quanto riferito da
alcuni presenti, lasciando intendere che non ci saranno larghi margini di
trattativa: quello che verrà disegnata per Alitalia
"è l'unica operazione che si può fare", è "meglio del
fallimento" con 20 mila licenziamenti, il governo non si fermerà di fronte
a qualche manifestazione, meglio quindi "non mettere il bastone tra le
ruote, altrimenti salta tutto". E i sindacati replicano. "Stanchi di
leggere e inseguire indiscrezioni che alimentano nervosismo e tensioni",
Filt-Cgil, UilTrasporti, Fit-Cisl, Ugl e Sdl, chiedono al governo che ora
"si esprima con assoluta chiarezza". E aggiungono: "Lo stesso
Berlusconi che parla genericamente di sacrifici solo due mesi fa ha determinato
il fallimento della trattativa con AirFrance ritenendo inaccettabili i
sacrifici richiesti dal piano francese condividendo alcune obiezioni
sindacali". Anche per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, "il
rincorrersi di voci incontrollate sul destino di Alitalia,
che in queste ultime ore evocano un grande numero di esuberi e il
commissariamento, destano preoccupazione ed allarmè. Il piano di Intesa
Sanpaolo non è ancora arrivato sul tavolo del cda di Alitalia,
che si è riunito ieri: l'intervento dell'advisor, a quanto si è appreso, non
era stato previsto dalla compagnia all'ordine del giorno della riunione.
Potrebbe esserci una nuova convocazione molto presto, probabilmente prima del
consiglio dedicato all'approvazione dei conti del secondo trimestre, l'8
agosto. Si va avanti sul filo del rischio fallimento. Ed il ricorso al
commissariamento previsto dalla Legge Marzano, la procedura per il salvataggio
delle grandi aziende in crisi, potrebbe essere presto imposto dalla difficoltà
di mantenere in piedi il delicato equilibrio dei conti, prima ancora quindi di
una scelta strategica sugli strumenti per attuare il piano di salvataggio. è
una strada che per quanto finalizzata al rilancio evoca il rischio fallimento,
e non piace al Presidente del Consiglio che preferirebbe una soluzione che
mantenga la continuità aziendale. Mentre sarebbe diversa la posizione del
Tesoro, che ha in mano le azioni di Alitalia da cedere
a nuovi soci di controllo. Intanto Palazzo Chigi ha smentito nettamente, ancora
una volta, le voci su un possibile commissariamento a breve innescate dalle
indiscrezioni sulla possibilità che il 29 agosto il consiglio dei ministri
possa esaminare un decreto per adattare la Marzano alle esigenze del dossier Alitalia. è una ipotesi, quella di un restyling della
Marzano, che è ancora sul tavolo. L'alternativa, secondo ambienti di governo,
potrebbe essere un decreto ad hoc per la gestione degli esuberi, che sarebbero
poco sotto i 4mila. La struttura del piano "Fenice" ipotizzerebbe la
creazione di una "nuova Alitalia" con una
cordata di imprenditori italiani che investirebbero un miliardo, il sostegno
delle banche, l'integrazione delle attività operative di Alitalia
con quelle di Air One. Resterà fuori solo una "bad company" con i
debiti.
( da "Voce
d'Italia, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
Salgono le proteste dei sindacati e dell'opposizione Alitalia, piano
"Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi La "cordata"
da 800 milioni e' pronta. Ancora valzer di nomi sugli imprenditori Roma, 31
lug. - Il piano “Fenice” per il salvataggio di Alitalia è pronto, ma
restano i nodi commissariamento e esuberi. Intesa San Paolo è pronta nel suo ruolo di advisor,
ma il piano non è ancora arrivato al CdA di Alitalia;
solo dopo verrà il confronto con i sindacati, che chiedono “assoluta
chiarezza”. Per Berlusconi questo è l'unico piano possibile, pena il fallimento
e 20mila licenziamenti. Sul commissariamento ex Legge Marzano, la procedura
potrebbe esserci per tenere saldi i conti, ma senza garantire la continuità
aziendale che vorrebbe il Premier; il Tesoro, che ha le azioni Alitalia, vorrebbe cederle a nuovi soci. Per la gestione
degli esuberi si ipotizza un decreto dopo agosto e la "nuova Alitalia" sarebbe formata da imprenditori italiani che
investirebbero 800 milioni. Benetton, Toto e Colaninno i nomi più frequenti che
si fanno. Replica dura del PD e del resto dell'opposizione: "Con l'accordo
con i francesi gli esuberi sarebbero stati di meno, il Ministro Sacconi ne è
addirittura all'oscuro e questo piano costerà sacrifici a tutto il Paese”.
Sulla questione il presidente Fini ha garantito “ampio dibattito alla Camera”.
Giambattista Salis.
( da "Voce
d'Italia, La" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
Salgono le proteste dei sindacati e dell'opposizione Alitalia, piano
"Fenice" dubbi su commisariamento ed esuberi La "cordata"
da 800 milioni e' pronta. Ancora valzer di nomi sugli imprenditori Roma, 31
lug. - Il piano “Fenice” per il salvataggio di Alitalia è pronto, ma
restano i nodi commissariamento e esuberi. Intesa San Paolo è pronta nel suo ruolo di advisor,
ma il piano non è ancora arrivato al CdA di Alitalia;
solo dopo verrà il confronto con i sindacati, che chiedono “assoluta
chiarezza”. Per Berlusconi questo è l'unico piano possibile, pena il fallimento
e 20mila licenziamenti. Sul commissariamento ex Legge Marzano, la procedura
potrebbe esserci per tenere saldi i conti, ma senza garantire la continuità
aziendale che vorrebbe il Premier; il Tesoro, che ha le azioni Alitalia, vorrebbe cederle a nuovi soci. Per la gestione
degli esuberi si ipotizza un decreto dopo agosto e la "nuova Alitalia" sarebbe formata da imprenditori italiani che
investirebbero 800 milioni. Benetton, Toto e Colaninno i nomi più frequenti che
si fanno. Replica dura del PD e del resto dell'opposizione: "Con l'accordo
con i francesi gli esuberi sarebbero stati di meno, il Ministro Sacconi ne è
addirittura all'oscuro e questo piano costerà sacrifici a tutto il Paese”.
Sulla questione il presidente Fini ha garantito “ampio dibattito alla Camera”.
Giambattista Salis.
( da "Opinione,
L'" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Gio, 31 Lug 2008 Edizione
160 del 31-07-2008 Il premier annuncia che ci sono i soldi per la compagnia di
bandiera Berlusconi vola solo con Alitalia di Walter Ricci I soldi ci sono, andiamo avanti fiduciosi. Così
il premier Silvio Berlusconi parlando del salvataggio della compagnia di
bandiera. "Con Alitalia andremo avanti perché si deve pensare al bene del Paese e non ci
fermeremo certo davanti a qualche manifestazione", ha assicurato il
presidente del Consiglio nel corso di una cena con i senatori del Pdl presso la
Casina Aurora Pallavicini a Roma. Berlusconi, che si è mostrato ottimista, ha
comunque ribadito che ci saranno cinquemila esuberi, sottolineando che questo è
il male minore: meglio cinquemila che 20mila, ossia tutto il personale della
compagnia aerea, è stato il ragionamento. In ogni caso è assicurato il ricorso
agli ammortizzatori sociali e a misure come prepensionamenti e scivoli, ma i
sindacati, è l'auspicio, dovranno collaborare: non mettano i bastoni fra le
ruote altrimenti "salta tutto". Palazzo Chigi ha invece smentito come
"destituita di ogni fondamento" la possibilità di un commissariamento
per Alitalia nel Cdm del 29 agosto. Il piano di
rilancio di Alitalia prevede inoltre 90 nuovi aerei e
il ripristino di importanti rotte internazionali, a iniziare dalla Cina.
Berlusconi ha ricordato infine che nella trattativa con Air France-Klm portata
avanti dal precedente governo di centrosinistra erano state poste delle
"condizioni inaccettabili". Una soluzione, quella anticipata dal
premier, che non piace all'opposizione che chiede di riferire in Aula
"perché abbiamo molte domande da porre" dice il presidente dei
senatori del Pd Anna Finocchiaro."Per Alitalia
occorrono alleanze internazionali e non soluzioni fatte in camera e
cucina" ha aggiunto il segretario del Pd Veltroni. Sulla stessa linea il
ministro ombra del Lavoro Enrico Letta: "Spagna e Gran Bretagna guardano
al futuro con la fusione Iberia-British. Invece Berlusconi guarda al passato e
per Alitalia emerge una soluzione che prevede di
mettere altri soldi pubblici in una voragine che ne ha già assorbiti
tanti". Parla infine di "ultimo atto" Felice Belisario,
presidente del gruppo di Idv in Senato secondo cui quella di Alitalia
"se non fosse una situazione tragica per migliaia di lavoratori e per loro
famiglie, sarebbe una farsa scritta, diretta e interpretata dal presidente del
Consiglio". Intanto prende forma il piano messo a punto dall'advisor
Intesa Sanpaolo (chiamato appunto "Fenice"), che dovrà ora passare al
vaglio del governo e degli azionisti, prevde una società con un maggior peso
nel mercato domestico, un rafforzamento di Malpensa sui voli internazionali e
intercontinentali e l'arrivo di un partner straniero. La nuova società dovrebbe
essere guidata da Rocco Sabelli, dovrebbe avere una dotazione finanziaria di
circa 800 milioni, e tra i soci vedrebbe la partecipazion L'integrazione tra Alitalia e AirOne si farebbe, ma non è ancora definito se
Carlo Toto entrerà nella nuova società conferendo asset e slot o vendendo
direttamente la compagnia ai nuovi soci e, in questo caso, potrebbe poi
decidere di reinvestire una parte di quanto incassato (secondo alcune stime
circa 300 milioni) nella nuova Alitalia e di Benetton,
Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e probabilmente Roberto Colaninno.
L'integrazione tra Alitalia e AirOne si farebbe, ma
non è ancora definito se Carlo Toto entrerà nella nuova società conferendo
asset e slot o vendendo direttamente la compagnia ai nuovi soci e, in questo
caso, potrebbe poi decidere di reinvestire una parte di quanto incassato nella
nuova Alitalia.
( da "Giornale.it,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 181 del 2008-07-31 pagina 1 Il
premier: "Ci sono progetto e soldi. 5mila esuberi? Male minore. I
sindacati non ci fermeranno" di Redazione Il premier
Silvio Berlusconi preannuncia la fine dell'emergenza per Alitalia: "Ci sono le idee e ci
sono i soldi - dice -. Ripristineremo delle tratte e ci saranno 90 nuovi aerei.
I 5mila esuberi? A questo punto sono il male minore, i sindacati non ci
fermeranno. Ma sono pronte le misure per riassorbire i licenziamenti.
Con il fallimento rimarrebbero a casa in 20mila". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 181 del 2008-07-31 pagina 0 Il
premier: "Ecco come salverò Alitalia" di Gian
Maria De Francesco Il premier preannuncia la fine dell'emergenza: "Ci sono
le idee e ci sono i soldi. Ripristino delle tratte e 90 nuovi aerei. I 5mila
esuberi? A questo punto sono il male minore, i sindacati non ci
fermeranno". Pronte misure per riassorbire i licenziamenti Roma -
L'odissea di Alitalia sembra avvicinarsi alla fine. è
stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a preannunciare
l'epilogo della vicenda nel corso della cena di martedì sera con i senatori del
Pdl: 5mila esuberi, novanta nuovi aerei in arrivo e ripristino delle più
importanti rotte internazionali. Si tratta dei dettagli più interessanti del
"piano Fenice" che l'advisor Intesa Sanpaolo sta mettendo a punto per
la ex compagnia di bandiera e sul quale Palazzo Chigi e il Tesoro sono
costantemente aggiornati. In particolare, secondo quanto riferito da alcuni
partecipanti, il premier avrebbe rivelato che "i cinquemila esuberi
verranno attutiti da alcune misure" come scivoli, prepensionamenti e
ammortizzatori sociali. Inoltre, la presidenza del Consiglio non dispera che
l'eccesso di dipendenti possa essere in qualche maniera riassorbito. "Con Alitalia si va avanti - ha detto Berlusconi - perché si deve pensare al
bene del Paese e il governo non si fermerà davanti a qualche
manifestazione" anche perché "5mila esuberi, a questo punto della
vicenda Alitalia, sono il
male minore rispetto alla prospettiva di 20mila licenziamenti in caso di
fallimento". In ogni caso, una delle premesse per la riuscita
dell'operazione è una sorta di tregua con i rappresentanti dei lavoratori.
"I sindacati non dovranno mettere il bastone tra le ruote, altrimenti
salta tutto", avrebbe affermato il presidente del Consiglio. Berlusconi ha
voluto ricordare la sostanziale diversità della soluzione che si sta profilando
rispetto alla precedente possibilità di un'intesa con Air France-Klm. Il gruppo
franco-olandese, ha osservato il premier, aveva posto "condizioni
inaccettabili". Ma nei confronti di Roissy è stato lasciato uno spiraglio
aperto. "Ho parlato con il ministro dei Trasporti francesi - ha rivelato -
e ci saranno varie sinergie con Parigi". Ipotizzabile su questo punto un
riferimento a eventuali accordi con il vettore guidato da Jean-Cyril per quanto
riguarda la riattivazione di quelle rotte internazionali da tempo abbandonate
da Alitalia, a iniziare da nuovi scali verso la Cina.
Berlusconi ha voluto inviare un chiaro segnale di ottimismo respingendo al
mittente le accuse di aver sfruttato demagogicamente l'argomento in campagna
elettorale. "C'è il piano, c'è la soluzione, ci sono i soldi, tanto che ho
dovuto dire molti no", ha affermato entusiasta, confermando le adesioni di
alcuni imprenditori alla ricapitalizzazione di Alitalia
(il coinvolgimento di Air One è implicito nel riferimento ai 90 nuovi aerei,
ndr). "Certo - ha ribadito - non si potranno tenere tutti i dipendenti, ma
è chiaro che questa è l'unica operazione che si può fare". Insomma, Alitalia, se tutto funzionerà, potrà camminare con le
proprie gambe. A questo proposito, Palazzo Chigi ieri pomeriggio ha smentito
nuovamente le indiscrezioni di un eventuale commissariamento della compagnia
nel Consiglio dei ministri del 29 agosto prossimo. Ma l'impegno personale di
Berlusconi non è servito a evitare il solito rituale della cieca polemica politica.
Il segretario del Pd, Walter Veltroni, non ha nascosto il proprio pessimismo.
"A fine agosto vedremo - ha affermato - ma la situazione diventa sempre
più drammatica". Secondo il leader democratico, "a pagare saranno i
contribuenti", che "dopo un prestito di 300 milioni si troveranno di
nuovo le tasche occupate". La soluzione Air France, ha ricordato,
"prevedeva 2.150 esuberi, mentre Berlusconi ha comunicato che ce ne
saranno 5mila". Inoltre, all'ipotesi prospettata da Berlusconi, "fatta
in camera e cucina", mancherà anche quell'accordo internazionale di cui la
compagnia avrebbe bisogno per il rilancio. Obiezione che consente al Pd di
rinsaldare l'asse con la Cgil di Guglielmo Epifani secondo il quale
"qualunque azione di rilancio della compagnia, non può prescindere da un
piano industriale serio e da un'alleanza con un grande vettore".
"Chiederemo al governo di riferire in aula", ha annunciato il
capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, firmataria insieme ad altri 70
colleghi di una lettera al premier nella quale si lamenta l'asimmetria
informativa nei confronti del Parlamento. Contestualmente alla Camera, Michele
Vietti dell'Udc ha chiesto all'esecutivo di presentarsi "tempestivamente
per dire cosa intenda fare su Alitalia".
Richiesta accolta dal presidente Gianfranco Fini. Per una volta, però, la
politica politicante è un passo indietro rispetto ai tempi più veloci della
finanza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
Almeno 5.000 esuberi, una compagnia
formato bonsai. Il "salvataggio" di Alitalia su cui Berlusconi ha fatto la
sua campagna elettorale svela tutti i suoi limiti. La "cordata
italiana" metterebbe in campo 800 milioni: tra i soci, Benetton,
Marcegaglia, Riva, Fossati, Ligresti e forse ColaninnoPAGINA8.
( da "Manifesto,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
I TAGLI DEL GOVERNO Inferiori per
decreto legge Il governo corregge le norme su assegno sociale e precari. Ma gli
immigrati restano esclusi. E per i non assunti resta la "sanatoria"
sulle cause in corso. Che sono la maggior parte, non solo alle Poste Sara
Farolfi ROMA Cambiare tutto per non cambiare niente. O quasi. Sulle ultime - ma
solo in ordine temporale - 'norme scandalo', il governo porta a casa esattamente
ciò che voleva. La preclusione dell'assegno sociale per gli immigrati residenti
in Italia da meno di dieci anni. E la "sanatoria" per le aziende che
hanno stipulato "irregolarmente" contratti a tempo determinato, e che
ora non potranno più essere obbligate da un magistrato alla stabilizzazione del
rapporto di lavoro, potendosela agevolmente cavare con un'indennità dalle 2,5
alle 6 mensilità. Un piccolo cadeau per Poste, ma non solo. La commissione
bilancio del senato ha dato il via libera, ieri, agli emendamenti correttivi
del governo sull'assegno sociale, sulla norma cosiddetta 'anti precari' e sulla
flessibilità di bilancio, espressamente richiesta dal presidente della
repubblica. Il decreto che anticipa la finanziaria arriva oggi all'esame del
senato. Le casalinghe (prodighe, in aprile, di voti al governo) cantano
vittoria, a dimostrazione che è l'interesse particolare a regnare sovrano nel
paese. Per beneficiare, in futuro, dell'assegno sociale bisognerà infatti
dimostrare di avere soggiornato per almeno dieci anni nel territorio nazionale
e non più, in aggiunta, di avere percepito un reddito di importo pari
all'assegno sociale stesso (circa 400 euro al mese). Più che l'assegno però, ad
essere "salvi" sono preti, suore e casalinghe. Indigenti, ma rigorosamente
italiani. Resta infatti l'obbligo dei "dieci anni continuativi di
soggiorno", e così l'assegno sociale viene precluso ai cittadini immigrati
e soprattutto, in perfetta sintonia con la mente leghista autrice del blitz, a
coloro che arrivano in Italia con la strada del ricongiungimento familiare. Ma
anche per quanto riguarda i precari, le correzioni sembrano più di forma che di
sostanza. "Nessuna marcia indietro del governo", dice il ministro
Sacconi, che ben conosce la materia. La correzione sembra infatti avere
eliminato il riferimento alla possibilità che un giudice possa riconoscere
"nullo" un contratto a tempo determinato stipulato 'irregolarmente'
(nel non rispetto cioè delle causali che vincolano l'assunzione stessa a tempo
parziale). Ma quella "nullità" era di ambigua lettura anche prima,
non essendo chiaro se a considerarsi nullo dovesse essere tutto il contratto,
oppure la sua caratteristica di "parzialità" (che dunque, sempre in
sede di giudizio, avrebbe potuto trasformarlo in contratto stabile). La "fregatura"
invece - come la definisce il giuslavorista Piergiovanni Alleva - resta
esattamente quella di prima. E non è una notizia neppure il fatto che la norma
si applichi unicamente alle cause in corso (trattandosi di un dietrofront che
il governo era già stato costretto a fare), "anche se sul punto - sulla
possibilità cioè che la norma potesse ritenersi valida anche per le cause a
venire - qualche dubbio era stato espresso due giorni fa dagli stessi tecnici
del senato", nota Fulvio Fammoni (Cgil). Di fatto il provvedimento
stabilisce che "per i giudizi in corso il datore di lavoro è tenuto
unicamente a indennizzare il lavoratore per un importo compreso tra le 2,5 e le
6 mensilità". Non sarà cioè più costretto alla stabilizzazione del
rapporto di lavoro. Ma i giudizi in corso (e va ricordato che sono tre i gradi
di giudizi) sono la maggior parte. Non solo alle Poste, a differenza di quanto
dice Sacconi, ma anche in Rai, e più in generale nelle
aziende giornalistiche e della comunicazione, in Alitalia e nel settore privato (turismo e commercio soprattutto). I
contratti a tempo determinato (2,3 milioni in Italia, dati Istat) sono la forma
più abusata di precarietà. Perciò la possibilità di ricorrere in giudizio
costituisce per i lavoratori precari una sorta di 'articolo 18'.
"La norma è incostituzionale e noi faremo partire il ricorso alla corte
costituzionale", dichiara Fammoni, notando "il dietrofront del
governo". Secondo il sindacato di base Rdb-Cub, "non cambia
nulla". E in parlamento, Walter Veltroni boccia i correttivi
"abborracciati" e chiede al governo di ritirare i due provvedimenti,
quello sui precari e quello sull'assegno sociale.
( da "Manifesto,
Il" del 31-07-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA Il
Consiglio di amministrazione discute - ma non approva - il piano di
"salvataggio" Una Fenice dal volo incerto Confermati i 5 mila
esuberi. Irrisolto il nodo dell'alleanza internazionale Bruno Perini Come
l'araba Fenice, Alitalia potrebbe risorgere dalle sue
ceneri: Ma, a differenza del mitico uccello sacro dell'antico Egitto, il volo iniziale
appare precario, per nulla mitico e pieno di incognite. Il primo a lanciare
l'allarme è stato Gilberto Benetton in un'intervista al Sole 24 ore.
L'imprenditore ha parlato in modo inequivocabile: "ritengo un dovere per
un imprenditore darsi anche delle responsabilità nei confronti del sistema
Paese, e noi Benetton siamo pronti a fare la nostra parte: ma, per favore, e
questo l'ho detto anche a Berlusconi e Tremonti, non considerateci come una
nuova Iri". La famiglia Benetton "crede nel Paese e per questo
abbiamo investito in Italia", ma questo "non significa che i Benetton
siano disponibili a partecipare al buio a una cordata per il salvataggio di Alitalia". "In via di principio - prosegue
Benetton- riteniamo di poter dare il nostro contributo al rilancio della
compagnia di bandiera, ma non abbiamo ancora visto un piano industriale, dei
numeri o una proposta concreta da Intesa Sanpaolo. Non solo: non è pensabile
che il piano abbia successo senza la presenza di un partner internazionale
disposto a intervenire subito". Dunque non è detto che la Fenice spicchi
il volo. In che cosa consiste il progetto Fenice? Nella giornata di ieri sono
filtrati i particolari, alcuni già noti altri assai preoccupanti. Secondo il
progetto Fenice messo a punto da Banca Intesa la società avrà una dotazione
iniziale di un miliardo, di cui 300 milioni grazie al prestito ponte del
governo e 700 che arrivano dalla cordata italiana. Gli investitori che
dovrebbero impegnarsi per il salvataggio del vettore italiano sono Salvatore
Ligresti, Gilberto Benetton e l'armatore Gianluigi Aponte. Gli esuberi
sarebbero 4-5.000. Ieri c'è stato anche il cda della compagnia ma neppure il
summit di Alitalia per il momento ha preso decisioni
in merito ai destini della compagnia. Il primo quesito che sorge spontaneo è
questo: visto che gli imprenditori non vogliono essere una nuova Iri e che
dunque entreranno nell'impresa soltanto se la newco sarà ripulita dei debiti e
degli esuberi, chi gestirà e chi pagherà il mostruoso indebitamento che rimarrà
nella cosidetta bad company? Nel pomeriggio di ieri a un certo punto si è
sparsa la voce che la "bad company" sarebbe stata commissariata
grazie a un'interpretazione "creativa" della legge Marzano ma non
appena si è diffusa la voce di un commissariamento Palazzo Chigi si è
affrettato a smentire per timore che si potesse addossare al premier Silvio
Berlusconi la pessima immagine politica di un commisariamento. "Il
rincorrersi di voci incontrollate sul destino di Alitalia,
che in queste ultime ore evocano un grande numero di esuberi e il
commissariamento, destano preoccupazione ed allarme", ha detto il
segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani in una nota. "In ogni
caso, qualunque azione di rilancio della compagnia - sottolinea il segretario
della Cgil - non può prescindere da un piano industriale serio e da una
alleanza con un grande vettore internazionale, come quella che in queste ore è
oggetto di trattativa fra British Airways e Iberia. Questa è infatti la scala
di intervento necessaria per superare la crisi di Alitalia
e per affrontare un mercato così difficile soprattutto in questa fase
particolarmente delicata per l'economia internazionale". "La vicenda Alitalia necessita di una chiara e diretta assunzione di
responsabilità del Governo che si esprima con assoluta chiarezza e metta fine
alla indiscrezioni quotidianamente diffuse dagli organi di informazione".
Lo chiedono cinque sigle sindacali del settore dei trasporti, Filt Cgil, Fit
Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, SdL Trasporto aereo, con un comunicato
unitario. "Lo stesso Berlusconi che oggi parla genericamente di sacrifici
- sostengono i sindacati - solo due mesi fa ha determinato il fallimento della
trattativa con AirFrance ritenendo inaccettabili i sacrifici richiesti dal
piano francese condividendo alcune obiezioni sindacali". Dopo ore di tira
e molla è arrivata la prima risposta politico-istituzionale: "Sarà premura
della presidenza della Camera pregare il governo di riferire all'Aula"
sulla situazione di Alitalia, ha detto il presidente
Gianfranco Fini dopo che Michele Vietti (Udc) ha chiesto che l'Esecutivo
riferisca in Parlamento sulla situazione della compagnia di Bandiera.