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MILANO
- "I creditori di AirOne potrebbero trovarsi in una situazione migliore
rispetto a quelli di Alitalia". L'avvocato Francesco Gianni, dello studio
legale Gianni, Origoni, Grippo & Partners, che ha seguito il caso Parmalat
proprio durante il commissariamento, ieri era a Parigi per una conferenza su
questi temi. Quindi ci sarà un doppio binario? "Sono situazioni diverse:
AirOne non è insolvente, è in bonis. La cessione si potrebbe configurare come
cessione di ramo d'azienda o conferimento e in questi casi, salvo accordi
contrari, la legge è chiara: i debiti seguono gli attivi nella good company.
Dunque rispetto ai creditori Alitalia che finiranno nella bad company, quelli
di AirOne potranno contare su maggiori risorse e una società nuova". Ma
come potranno proteggere la Nuova Alitalia da cause e revocatorie? "Se gli
attivi fossero ceduti passerebbero nella good company anche le revocatorie.
Quindi la good company sarebbe titolata a continuare le revocatorie con
l'anomalia che le banche che sono diventate socie si troverebbero a
subirle". Non sarà un secondo caso Parmalat... "Quella situazione
evidentemente ha dato molto fastidio al sistema bancario". Lo Stato non
rischia di essere chiamato in causa per il prestito ponte? "Si potrebbe
sostenere che quando il prestito era stato concesso ed erogato la società fosse
già decotta aggravando il dissesto. Se fosse una banca si potrebbe intentare
una causa per danni. Ma contro il Tesoro sarebbe la prima volta". Massimo
Sideri Francesco Gianni.
ROMA - Prime reazioni dopo il commissariamento della compagnia di
bandiera italiana. Mentre il neo commissario Augusto Fantozzi osserva: "E'
come se stessi salendo in corsa su un aereo senza benzina", dal
commissario europeo agli Affari economici e monetari Joachim Almunia arriva un monito:
"Spero che si trovi una soluzione, serve una soluzione buona per la
compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori e che sia compatibile con le
regole europee".
Intanto il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, si è affrettato a ribadire
che Fantozzi avrà tutto l'appoggio necessario: "Il commissario per
Alitalia, Augusto Fantozzi, non sarà certo lasciato solo. Da noi avrà pieno
appoggio. Abbiamo piena fiducia in lui e nell'advisor - ha concluso - e noi
siamo ottimisti, dato che ce la possiamo fare e quindi ce la dobbiamo
fare".
L'Unione Piloti. D'accordo con il piano Alitalia "se questo porterà
ad un futuro per la compagnia. Altrimenti lo osteggeremo". Queste le
parole del presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro, che dall'incontro
governo-sindacati di lunedì si aspetta "che ci sia un piano di rilancio
vero della compagnia aerea. Noi lo valuteremo. Mi auguro che si vada incontro a
una stagione di intelligenza e ragionamento".
Notaro ha anche sferrato un duro attacco verso alcune affermazioni emerse nel
corso dell'approfondimento del Tg1 TV7: "I piloti Alitalia non sono pagati
più di quelli di Lufthansa e non sono meno bravi dei colleghi tedeschi".
"Noi piloti Alitalia guadagniamo molto meno di quelli Lufthansa e il fatto
di non guidare più tipi di aeroplani dipende dalla legge, non da noi", ha
puntualizzato.
La stampa tedesca: "Uno scandalo". Il piano governativo di
salvataggio di Alitalia è "insolente" e rappresenta "uno
scandalo di dimensioni europee". E' quanto scrive in un lungo fondo il quotidiano
Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo il quale il risanamento della
compagnia di bandiera italiana "si fa beffe di tutte le regole del
mercato".
Il giornale spiega che la soluzione scelta dal governo italiano "non ha
nulla a che vedere con i principi della concorrenza", con il risultato che
i clienti della nuova compagnia avranno "un servizio peggiore a prezzi più
elevati".
Dopo aver ricordato che fino al 2002 Alitalia ha ricevuto 1,4 miliardi di euro
di sovvenzioni statali, a cui si sono aggiunti altri crediti nel 2005 e nel
2008, "registrati alla fine sui libri contabili come capitale
proprio", la "Faz" rileva che il piano di privatizzazione
attuale è ancora "più insolente", poichè intende "separare la parte
migliore della compagnia, per assegnarla ad un prezzo di favore ad un nuovo
consorzio di imprenditori, mentre ad occuparsi del marcio restante sarà lo
Stato italiano".
(30 agosto 2008)
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italiane pagano il 52% in più del resto d'Europa
Legge Marzano
Legge Prodi-bis
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Con
il decreto legge che modifica la disciplina delle grandi crisi aziendali, il
legislatore prosegue nel solco inaugurato con la «legge Marzano»: leggi su
misura per la singola crisi di impresa di rilevanti dimensioni (allora
Parmalat, ora Alitalia).
La nuova versione della «Marzano», riservata alle «grandi imprese che operano
nei servizi pubblici essenziali», ha tuttora finalità conservative (si parla di
«salvaguardia del valore economico e produttivo totale o parziale»), che
possono ora essere raggiunte anche tramite la cessione di rami d'azienda, in
quanto il testo legislativo richiama espressamente il «programma di cessione
dei complessi aziendali» previsto all'articolo 27, comma 2, lettera a) del Dl
270/99 (la cosiddetta Prodi-bis).
Questa è la prima grande novità dato che nella vecchia versione della Marzano
il debitore doveva necessariamente proporre un programma di risanamento,
nell'esclusiva forma della ristrutturazione economica e finanziaria. La
modifica appare opportuna in quanto il legislatore sembrava quasi imporre la
conservazione dell'impresa insolvente a tutti i costi in quanto si poteva
ricorrere al programma di cessione dei complessi aziendali solo dopo aver
tentato il risanamento dell'impresa attraverso il programma di
ristrutturazione.
La soluzione di una particolare crisi aziendale, soprattutto se di grandi
dimensioni, difficilmente può passare per schemi prefissati, per percorsi
obbligati (risanamento necessariamente tramite ristrutturazione economica e
finanziaria), cosicché bene ha fatto il legislatore a fissare solo lo scopo che
la procedura deve raggiungere, lasciando grande flessibilità sulle modalità
concretamente realizzabili.
Con riferimento ai gruppi d'impresa, sono rimaste inalterate le modalità con
cui far luogo all'ammissione alla procedura delle singole imprese, mentre è
stato ampliato il concetto di «imprese di gruppo», sino a ricomprendervi anche
le imprese partecipate che intrattengono con l'impresa "madre"
rapporti contrattuali («in via sostanzialmente esclusiva») per la fornitura di
servizi necessari allo svolgimento dell'attività.
Ferma restando la scelta di limitare l'accesso all'iniziativa del solo
debitore, un'ulteriore novità risiede nell'ampliamento della legittimazione a
disporre l'apertura della procedura: potere che spetta sempre all'autorità
amministrativa ma può ora essere esercitato, pare di comprendere in via alternativa,
non solo dal ministro dello Sviluppo economico, ma anche dello stesso
presidente del Consiglio.
Con il decreto l'autorità amministrativa può anche impartire al commissario
straordinario le prime direttive vincolanti per le finalità della procedura.
Prescrizioni che potranno non limitarsi ai provvedimenti necessari per la
prosecuzione dell'esercizio dell'impresa, dato che il legislatore ha voluto
imprimere una forte accelerazione al procedimento di liquidazione disponendo
che le operazioni di cessione dei beni «per motivi di urgenza possono essere
autorizzate anche prima della dichiarazione di insolvenza».
Le modalità di cessione degli asset sono particolarmente snelle: il commissario
straordinario ha il potere di individuare il compratore a trattativa privata a
un prezzo non inferiore a quello di mercato fissato da una perizia redatta da
una primaria istituzione finanziaria. A tali vendite si applicano i commi da
La tutela dei creditori è ulteriormente affievolita dall'esonero di
responsabilità degli amministratori e dei sindaci di Alitalia e di tutte le
società controllate per tutti gli atti posti in essere dal 18 luglio 2007
all'entrata in vigore del Dl «al fine di garantire la continuità aziendale».
Gli unici soggetti tutelati sono gli azionisti e gli obbligazionisti di
Alitalia, ammessi ai benefici del fondo di garanzia, il che comporta evidenti
profili di incostituzionalità in relazione alla posizione di tutti gli altri
creditori.
In definitiva, una procedura fortemente dirigista pensata espressamente per
grandi imprese che operano nei servizi pubblici, finalizzata al salvataggio del
core business, ritenuto strategico per gli interessi nazionali. Una procedura
che riserva ai creditori un ruolo del tutto marginale oltre che dubbie
possibilità di recupero dei propri crediti.
«Alitalia
deve trovare una soluzione in accordo con le regole europee e che sia buona per
la compagnia, per i passeggeri e per i lavoratori». Dal commissario europeo
agli Affari Economici, Joaquin Almunia, arriva l'avvertimento al governo
italiano, su piano per salvare l'ex compagnia di bandiera. Almunia ha aggiunto
di «non conoscere esattamente i termini», ma di sperare «che si troverà una
buona soluzione».
L'auspicio
di Almunia arriva dopo l'affondo del quotidiano tedesco «Frankfurter Allgemeine
Zeitung» (Faz), che ha pubblicato un commento dal titolo: «L'insolente piano di
salvataggio di Berlusconi». Secondo il quotidiano il piano di salvataggio di
Alitalia elaborato dal premier Silvio Berlusconi «non merita elogi» e
rappresenta «un oltraggio contro tutte le regole del mercato». Il premier
italiano «è tornato a principi di un'economia di Stato che potrebbero provenire
da un programma sindacale o da un manuale comunista di economia». I suoi piani
«non hanno nulla a che fare» coi principi della concorrenza: da una parte,
argomenta la Faz, per i consumatori si tradurranno in prezzi più alti e servizi
peggiori; dall'altra, per i concorrenti europei dell'Italia è «scandalosa» la
noncuranza con cui l'esecutivo italiano viola le regole del mercato
comunitario.
Per questo, spiega il giornale, dal punto di vista del governo Berlusconi la
compagnia di bandiera ha una chance soltanto se «il mercato (in realtà quello
europeo) cessa di funzionare». L'intero piano, aggiunge il quotidiano, ricorda
da vicino un modo d'agire che viene descritto nel codice come «bancarotta
fraudolenta». Impedire tali «eccessi», conclude la Faz, sarebbe compito della
Commissione europea, che già in passato si è rivelata troppo lenta nel reagire
sul dossier Alitalia. Ora, in più, «Berlusconi può contare su un asso
speciale»: Antonio Tajani, commissario per i Trasporti «ed ex portavoce
governativo di Berlusconi». Come dire, un lasciapassare.
Intanto,
dal governo arriva la risposta alle preoccupazioni espresse dal neo commissario
Augusto Fantozzi, in un'intervista all'Unità, che ha chiesto «l'aiuto» da parte
della politica: «Il commissario per Alitalia non sarà certo lasciato solo. Da
noi avrà pieno appoggio», ha detto sabato, a Fonte (Treviso), il ministro del
welfare, Maurizio Sacconi. «Abbiamo piena fiducia in lui e nell'advisor - ha
aggiunto - e noi siamo ottimisti, dato che ce la possiamo fare e quindi ce la
dobbiamo fare». Sacconi ha infine precisato che l'incontro previsto per lunedì
con le organizzazioni sindacali «inizierà proprio con una relazione del
commissario che descriverà a tutti lo stato dell'azienda».
Ma
sul piano arrivano anche le prime risposte dei piloti: «Siamo d'accordo se il
piano porterà ad un futuro per la compagnia. Altrimenti lo osteggeremo». Queste
le parole del presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro, che dall'incontro
governo-sindacati di lunedì si aspetta «che ci sia un piano di rilancio vero
della compagnia aerea. Noi lo valuteremo. Mi auguro che si vada incontro a una
stagione di intelligenza e ragionamento».
Le
prossime 4 o 5 settimane saranno cruciali, ha indicato Corrado Passera, il
numero uno di Intesa Sanpaolo, che ha definito il progetto come advisor e che
sarà tra gli azionisti della «Nuova Alitalia» che nasce da una cordata di 16
imprenditori italiani. La «vecchia» dovrà essere smembrata dal commissario
straordinario. Il piano di salvataggio prevede la cessione alla newco degli
asset che le servono per dar vita ad una nuova compagnia nella quale integrare
anche Air One, poi Augusto Fantozzi avrà il delicatissimo compito di gestire
quel che resta: gli esuberi, i debiti, la liquidazione di azionisti ed
obbligazionisti. Potrà contare sugli strumenti che il governo ha predisposto
con il decreto varato ieri: ammortizzatori sociali per sette anni, e indennizzi
per i piccoli risparmiatori. «Ci siamo preoccupati di garantire il reddito per
un periodo adeguatamente lungo», ha assicurato il ministro del Lavoro Maurizio
Sacconi. Mentre il governo si appresta ad aprire, lunedì, il difficile
confronto con i sindacati.
Per
Corrado Passera raggiungere un accordo «è necessario per il piano». La
situazione dei conti di Alitalia era da tempo disastrata, e la compagnia era
ormai tenuta artificialmente in vita solo grazie al prestito ponte di 300
milioni del governo ed al decreto che a maggio ne ha permesso l'utilizzo per
tamponare l'erosione del patrimonio netto. E le forti perdite che erano attese
per i conti del primo semestre, per il calo dei passeggeri, e per l'impatto sui
conti dell'impennata del prezzo dei carburanti, hanno dato un ultimo scossone.
Al termine della riunione del cda la compagnia ha diffuso l'aggiornamento, al
31 luglio, dei dati sull'indebitamento (salito a 1,172 miliardi, senza
calcolare il prestito del governo) e la liquidità rimasta in cassa (scesa a 314
milioni). «Non sono mago Merlino», ma «colgo una sfida, mi metto in gioco», ha
detto in una intervista a Repubblica Roberto Colanninno che investirà nella Nuova
Alitalia e la guiderà come presidente. Intanto si lavora ancora sull'assetto
azionario della newco: Corrado Passera ha indicato che «nei prossimi giorni si
aggiungeranno nuovi investitori», ed ha confermato l'interesse anche di banche
straniere. Mentre si attende l'esito della trattativa per l'ingresso di Air
France con una quota di minoranza e non si esclude che, in alternativa, anche
Lufthansa possa essere interessata ad affiancare la cordata italiana.
Passera:
ok dai sindacati o salta la nuova alitalia
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ok dai sindacati o salta la nuova Alitalia ROMA - L'amministratore delegato di Intesa-San Paolo Corrado Passera parla della nuova Alitalia e detta le sue condizioni: "Senza l'accordo dei sindacati salta tutto". Ed i rappresentanti dei lavoratori replicano: "Non parliamo solo di esuberi, parliamo del piano nel suo complesso".
Dagli
aeroplani all'immobiliare - alberto statera
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il retroscena Dagli aeroplani all'immobiliare ALBERTO STATERA "ALZI la mano chi non sarebbe pronto a investire nell'Alitalia!" esclamò come sempre guascone Silvio Berlusconi il 7 giugno scorso dinanzi ai giovani industriali riuniti a Santa Margherita Ligure. SEGUE A PAGINA 9.
Colaninno
junior e il conflitto d'interessi "nessun imbarazzo"
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vive il caso Alitalia in una doppia veste: quella politica ma anche quella di ex imprenditore, figlio di Roberto Colaninno, il futuro presidente della nuova compagnia di bandiera, fortemente voluta dal premier Silvio Berlusconi. Posizione inedita, tanto più che il padre non nasconde le sue simpatie per la sinistra riformista.
"dentro
la cordata chi vive di tariffe e qualche indebitato"
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: parla del caso Alitalia, di Berlusconi, di Colaninno, dei suoi colleghi imprenditori che fanno parte della cordata e, infine, dei sindacati. Perché non metterebbe i suoi soldi nella Nuova Alitalia di Colaninno? "Perché è un film già visto: non mi piace l'idea che da una parte si affidano i debiti a un curatore e ad altri si danno i possibili benefits.
"gli
esuberi saranno meno di cinquemila troveremo l'accordo" - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dossier Alitalia. E su quel tavolo rischia di scatenarsi presto una cruenta guerra sociale: quella che in gergo sindacale si chiama "la gestione degli esuberi". I licenziamenti. Ne è talmente consapevole, Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, che precisa subito: "L'incontro di lunedì con i sindacati avvierà un confronto che partirà dalla relazione del commissario sullo stato dell'
In
cassa sono rimasti solo 314 milioni dichiarata l'insolvenza della compagnia -
lucio cillis ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: olandesi hanno annunciato ufficialmente il proprio interesse per l'affare Alitalia e la volontà di aderire al progetto di rilancio. A "determinate condizioni" il numero uno della compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta potrebbe entrare con una quota di minoranza, in Alitalia 2. Ma dai tedeschi giungono segnali altrettanto positivi e la partita resta ancora tutta da giocare.
"senza
l'ok dei sindacati salta tutto" - marco marozzi
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: risposta a Rimini con Bersani MARCO MAROZZI DAL NOSTRO INVIATO RIMINI - L'eterno braccio di ferro su Alitalia è già ripartito. Con i sindacati critici sia verso la nuova proprietà che rispetto al governo. "Senza un accordo con i sindacati, il progetto di rilancio di Alitalia potrebbe essere a rischio" ha avvertito ieri Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo.
"come
lobbista sarei un fallito il tar più potente di noi" - marco marozzi
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con lui all'Iri, poi consigliere di amministrazione di Telecom, Alitalia, Finmeccanica. Direttore della Technology Review Italy, rivista sull'innovazione pubblicata in tutto il mondo dal bostoniano MIT, è stato consigliere di Prodi a Bruxelles e Palazzo Chigi. "Uomo dell'innovazione e delle nuove tecnologie".
Alemanno
a colaninno "non declassi fiumicino" - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroporto Leonardo da Vinci e dei dipendenti romani dell'Alitalia, messo in dubbio da un piano che riduce fortemente il traffico aereo e preannuncia tagli pesantissimi nel personale. "Nel corso del colloquio - afferma una nota capitolina - il presidente ha garantito al sindaco un costante e corretto confronto tra la nuova società e tutti gli enti locali.
Lombardo
fa rotta verso miccichè - emanuele lauria
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Palermo Il retroscena Lombardo fa rotta verso Miccichè EMANUELE LAURIA Il primo passo dentro la nuova Alitalia che parla siciliano Raffaele Lombardo lo compirà nei prossimi giorni. Quando incontrerà Gaetano Micciché, capo della divisione corporate di Intesa, e alcuni fra gli imprenditori chiamati a rilanciare la compagnia di bandiera. SEGUE A PAGINA II.
Tagli
e investimenti negli scali siciliani lombardo cerca la sponda di micciché -
emanuele lauria ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In ballo ci sono i collegamenti gestiti da Alitalia, già in netta diminuzione negli ultimi anni: solo tre oggi (Roma Fiumicino, Milano-Linate e Milano-Malpensa) le destinazioni da Palermo, una in più da Catania (c'è Brindisi). E in gioco c'è anche il futuro del personale Alitalia (quasi 350 dipendenti nei due scali) e, di riflesso, quello che garantisce i servizi aeroportuali:
Sos
all'alitalia per punta raisi ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: escluso dal piano strategico della compagnia Sos all'Alitalia per Punta Raisi E il governo Berlusconi "scippa" i soldi destinati alle case popolari Sos all'Alitalia da Provincia e Comune di Palermo. Dopo l'ufficializzazione del piano di rilancio della nuova compagna di bandiera, che prevede investimenti sullo scalo di Catania e non sul Falcone e Borsellino,
Punta
raisi, appello all'alitalia - antonio fraschilla
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: appello all'Alitalia Comune e Provincia: "Frenato lo sviluppo, garanzie dalla proprietà" Il Pd accusa "Scelte dettate da interessi politici" Ricapitalizzata la Gesap ANTONIO FRASCHILLA Sos all'Alitalia da Provincia e Comune di Palermo. All'indomani dell'ufficializzazione del piano di rilancio della nuova compagna di bandiera,
Aeroporti,
milano chiama il governo ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quello legato ad Alitalia, però, è soltanto uno dei capitoli che attendono il sindaco alla ripresa delle attività. A cominciare dai finanziamenti per le opere pubbliche connesse a Expo: "Degli 11 miliardi necessari ne mancano ancora 2 e mezzo". Soldi che, per il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli, dovrebbero arrivare dai privati.
Risiko
expo e caso aeroporti l'autunno difficile della moratti - alessia gallione
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Con il presidente della Provincia Filippo Penati che si schiera deciso in difesa di Milano e dei suoi scali. E il Pd che critica il governo per scelte "che danneggeranno i cittadini, le imprese e il sistema lombardo". Un tavolo a Milano con il governo per discutere di Sea: ieri anche Letizia Moratti lo ha chiesto.
Linate
e malpensa al bivio solo uno dei due si salverà - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
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Abstract: La voragine aperta da Alitalia (-82% il traffico sui voli della compagnia a Malpensa) è già stata riempita per un terzo grazie al boom (+34%) del traffico degli altri vettori. [I piani di Cai ] La cordata italiana destinata a rilevare Alitalia sta trattando in questi giorni un'alleanza internazionale con Lufthansa o Air France.
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Il
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Abstract: Pagina III - Bologna Il trasloco del Comune nella nuova sede i dipendenti protestano dite la vostra L'Alitalia cancella Bologna largo al low cost che ne pensate?.
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Il
pd all'attacco del governo il polo: lacrime di coccodrillo
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
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puglia perde i treni eurostar "sostituiti dal vecchio espresso" -
piero ricci ( da "Repubblica, La"
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Fantozzi:
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Abstract: Unità perché ha accettato di collaborare come commissario con il governo Berlusconi nella grave crisi Alitalia. E chiede aiuto alla politica: "Non è una partita facile, il tempo gioca contro". Gli esuberi? "Non si può chiedere al solo commissario di gestire il problema, sarà il ministro Sacconi a negoziare con i sindacati". Rossi a pagina 8.
Il
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prima pagina) alberto statera ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
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Abstract: cavalieri bianchi che salvano Alitalia Tutte le contropartite al centro dell'operazione La cordata I "coscritti" della Fenice in attesa dei 16 miliardi di investimenti per Milano 2015 Hanno risposto all'appello del premier con una "puntata minima" che produrrà interessanti favori (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALBERTO STATERA La sala plaudente di fans si fece repentinamente sorda e grigia,
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una su Enel e... ( da "Repubblica, La"
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Abstract: due su Alitalia, una su Enel e una sui diritti tv per il calcio. Eppure quella delle class action somiglia sempre di più ad una battaglia contro i mulini a vento. Due associazioni di consumatori hanno detto che tutto è pronto per l'azione collettiva a tutela di risparmiatori e contribuenti contro le storture del piano di salvataggio della compagnia di bandiera.
E
alemanno si appella a colaninno - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lavoratori Alitalia sfiduciati: "Ma alle Poste non ci andiamo" E Alemanno si appella a Colaninno PAOLO G. BRERA ROMA - L'incontro di un ora avvenuto ieri in Campidoglio tra il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, e Roberto Colaninno non è servito a rasserenare gli animi intorno al destino dell'hub di Fiumicino,
Quando
Alitalia era uno status symbol A Ostia nelle case acquistate dai dipendenti
all'azienda: Fu un affare, le comprammo alla metà del valore
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
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Abstract: Quando Alitalia era uno status symbol A Ostia nelle case acquistate dai dipendenti all'azienda: "Fu un affare, le comprammo alla metà del valore" di Gioia Salvatori "LAVORARE IN ALITALIA? ai miei tempi era un orgoglio, oggi è quasi una disdetta". Gelsomino Iannicelli, 65 anni, meccanico in pensione della compagnia di bandiera,
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Alemanno incontra Colannino Marrazzo: sento odore di Alimalpensa, la Regione
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( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia da parte del Consiglio dei ministri. Giovedì aveva chiesto l'impegno del governo ad incontrare i rappresentanti degli enti locali, ieri il sindaco ha incontrato il presidente designato di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, sottolineando "l'interesse del Comune di Roma e degli altri enti territoriali per garantire lo sviluppo e il ruolo internazionale dell'
Lapsus
- stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quella di Alitalia. Doppio hub, hub singolo, nessun hub: il tecnicismo aeroportuale è diventato, come al solito, una parola-disputa, malleabile a ogni torsione. Ma cos'è, eventualmente chi è, un hub? I vocabolari danno risposte letterali e per ciò stesso ingenue: un aeroporto che serve da snodo, fra viaggi nazionali o continentali e viaggi più lunghi.
Fantozzi:
ci metto faccia e passione ma la politica non mi lasci solo
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ex ministro del governo Prodi, sarà il nuovo commissario Alitalia. Sarà lui "a metterci la faccia" e a maneggiare la patata bollente lasciata in eredità da Silvio Berlusconi: esuberi e debito. Con un'avvertenza, anzi due: una al governo, l'altra ai sindacati. Al primo chiede di "gestire" i licenziamenti.
L'ex
ministro che liquiderà la bad company
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
commissario
straordinario per Alitalia. La carriera accademica inizia nel
I
bocconi amari del Pd: sui media passa la versione del salvataggio... Bersani:
La verità sulla vicenda? Anche la stampa faccia qualche sforzo . Parola
d'ordine: insistere, la real ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Vediamo se anche su Alitalia il premier riesce a non pagare dazio". Se era una scom- messa al Pd ammettono di averla persa. Ieri, dopo amaro ascolto di tutti i tg, e attenta lettura dei giornali, il verdetto è arrivato, impietoso (per Veltroni e compagni): anche stavolta, sia pure con qualche difficoltà, Berlusconi sembra riuscito a far passare il suo messaggio.
Madonna!
Un miracolo sulla carta Ma il destino è appeso a un filo
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il destino di Alitalia è appeso ad un filo". Così il Financial Times ha commentato la vicenda Alitalia. Il quotidiano finanziario spiega che "sulla carta la resurrezione della compagnia è già avviata". "Ma la nuova Alitalia dovrebbe almeno riuscire a respingere l'intromissione politica che l'ha tormentata così a lungo".
La
solitudine delle famiglie ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia che in nome di una italianità costosa che, a detta di tutti gli esperti non potrà durare, va bene per una decina di industriali che, fiutando il vento, fanno bene il loro mestiere, è pessima per i 59 milioni di cittadini che, come ha ben detto il più noto banchiere italiano, Alessandro Profumo "al termine di questa vicenda ci perderanno come passeggeri e come cittadini"
Non
siamo gli scarti della compagnia Tra il personale di Fiumicino. La rabbia per
un destino da eccedenze, l'orgoglio per anni di lavoro
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroporto e del centro direzionale Alitalia dicono spesso. "Hanno già dato" almeno 4mila posti di lavoro negli ultimi 6 anni tagliati su Roma coi vari piani industiali. E poi? "Poi arrivano i 16 eroi che si prendono il merito del salvataggio quando a pagare, per Alitalia, negli anni, sono stati tutti gli italiani - dicono due lavoratrici".
Debiti
per 1,172 miliardi. Come previsto, arriva il commissario Formalizzato dal cda
lo stato d'insolvenza. Passera chiede l'assenso dei lavoratori: Altrimenti
salta il progetto ( da "Unita, L'"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Milano ADDIO Dopo 62 anni di storia, più o meno gloriosa, la vecchia Alitalia esce di pista. Ieri il cda della compagnia ha dichiarato, come ampiamente previsto, lo stato di insolvenza che ha portato al commissariamento. Troppo pesante il buco da ripianare con i conti di luglio in peggioramento, un indebitamento salito a 1.
Confronto
su tutto il piano industriale I nove sindacati all'attacco in vista
dell'incontro di lunedì col governo
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: risanamento delle attività attualmente gestite da Alitalia". Precisazione che ha fatto seguito al tentativo di via Veneto di placare gli animi. L'incontro, spiegano al ministro, sarà "a tutto campo" e "parteciperanno, non a caso, tutti i ministri interessati agli aspetti regolatori e sostanziali del rilancio di Alitalia, e i rappresentanti dell'advisor incaricato di valutare le offerte"
Subito
un tavolo per affrontare il futuro degli scali lombardi
( da "Unita,
L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Subito un tavolo per affrontare il futuro degli scali lombardi" La nuova Alitalia preoccupa la Moratti. Il sindaco di Milano ha chiesto a tutte le istituzioni lombarde di firmare una lettera per chiedere la convocazione d'urgenza di un Tavolo Milano: lo scopo è affrontare le ricadute del piano varato dal governo sugli scali lombardi, che si vedono penalizzati dal progetto Fenice.
Alitalia,
via libera al commissariamento ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano Pagina 103 il salvataggio Alitalia, via libera al commissariamento Il salvataggio --> ROMA Orgoglio e fiducia che l'operazione Nuova Alitalia si dimostri un successo: il giorno dopo il via libera del governo al pacchetto di provvedimenti che dovrebbe evitare il fallimento della compagnia di bandiera, i ministri, compatti, rivendicano la linea scelta dall'
Gli
stornirimbalzano sul premier ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Silvio Berlusconi sapeva fin dall'inizio che avrebbe dovuto occuparsi di Alitalia e probabilmente pensava che le sue incursioni nei cieli si sarebbero limitate ai guai della compagnia di bandiera. Sbagliato. Dovrà occuparsi anche di altri soggetti alati: gli storni liguri. Questo gli chiede la Regione Liguria con una lettera pronta a partire lunedì.
Alitalia,
Fantozzi commissario<Urge ok sindacati>
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Fantozzi commissario"Urge ok sindacati" il premier firma il decreto Passera (Intesa Sanpaolo): "Senza accordo non si va avanti". Il confronto comincia lunedì. Ecco come i piccoli azionisti possono sperare di salvare i loro risparmi 30/08/2008 ROMA.
Undici
Jumbo Alitalia fanno rotta su Malpensa
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 30 pagina 3 Undici Jumbo Alitalia fanno rotta su Malpensa di Sabrina Cottone Sono undici i Boeing dell'Alitalia pronti a tornare su Malpensa, portando da tre a quattordici gli aerei della flotta intercontinentale presenti nell'aeroporto varesino. Se il piano Fenice della nuova Alitalia non si schianterà contro l'opposizione dei sindacati,
Intervista
a Fantozzi: <Salgo su un aereo senza carburante>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 207 del 2008-08-30 pagina 1 Intervista a Fantozzi: "Salgo su un aereo senza carburante" di Redazione Augusto Fantozzi, commissario straordinario di Alitalia, dice: "I tempi sono stretti, ma possiamo farcela". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Ovi,
il presenzialista di Stato ( da "Giornale.it, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: uno di Alitalia, uno di Telecom e ancora l'amministratore delegato di Tecnitel, il consigliere del presidente del Consiglio per le comunicazioni, il direttore della rivista "Technology Review Italy" e il responsabile "media e tv" dell'Ulivo. Alla cena c'erano tutti, riuniti in una sola persona: Alessandro Ovi.
<Alitalia
non decolla se non c'è un accordo con i sindacati>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 207 del 2008-08-30 pagina 4 "Alitalia non decolla se non c'è un accordo con i sindacati" di Vincenzo La Manna L'ad di Intesa, Corrado Passera, considera cruciali per la riuscita del salvataggio le prossime 4-5 settimane nostro inviato a Rimini Niente accordo sindacale? Non si parte.
Incentivi
per chi assumerà gli ex dipendenti
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 30 pagina 4 Incentivi per chi assumerà gli ex dipendenti di Redazione Gli esuberi di Alitalia non gestibili con gli ammortizzatori sociali non verranno riassorbiti dallo Stato. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, in un'intervista a Radio 24. "Non verranno ricollocati in aziende pubbliche - ha detto - andranno in aziende private".
La
grande sfida del prof Fantozzi: <Salgo su un aereo senza benzina>
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fare il commissario Alitalia è difficile quanto essere ministro senza maggioranza: valgono solo i risultati" da Roma Appena uscito dallo studio di Aristide Police, presidente dell'Alitalia, il professor Augusto Fantozzi - neocommissario straordinaro della compagnia che fu di bandiera - probabilmente rimugina sull'impegnativo lavoro che lo aspetta.
Addio
continuità e il cda chiede l'intervento del commissario
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con due atti ormai scontati, si è avviato il nuovo destino dell'Alitalia. Nella mattinata, un consiglio di amministrazione nervoso riunito in un'atmosfera drammatica, ha chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, secondo le norme approvate l'altro ieri dal Consiglio dei ministri.
Di
Pietro litiga con la Bindi e la base del Pd lo applaude
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 30 pagina 7 Di Pietro litiga con la Bindi e la base del Pd lo applaude di Laura Cesaretti Il leader Idv incalza il partito da Alitalia alla giustizia e la folla grida: "Mai dialogo con Berlusconi" nostro inviato a Firenze Eccolo qui, Antonio Di Pietro: bestia nera dei dirigenti del Pd, di cui ha tutte le intenzioni di cannibalizzare l'elettorato, e idolo del popolo piddìno.
Rossi
(Pd): difficile fare peggioa perdere sono quasi tutti
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è ridotta al lumicino. Il punto è come il governo sia arrivato a un risultato pessimo per tutti, anche per la compagnia di bandiera. E la storia non è finita qui". Quali sviluppi si aspetta? "Mi aspetto che tra cinque anni la nuova Alitalia, rimessa in sesto con i soldi di tutti, sia ceduta a una grande compagnia straniera,
<ogni
italiano pagherà 138 euro> ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il salvataggio di Alitalia. Ne è certa l'associazione Contribuenti Italiani: "In Italia si privatizzano gli utili e si pubblicizzano le perdite", denuncia il presidente Vittorio Carlomagno, che cita uno studio degli esperti di Krls Network of Business Ethics. Critico anche l'ex leader Cisl, oggi deputato dell'Udc, Savino Pezzotta: "Così si scaricano sugli italiani tutti i costi:
Alitalia,
sindacati decisivi ( da "Secolo XIX, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
Ultimo atterraggio per la vecchia Alitalia. Con 314 milioni di euro in cassa e
1,1 miliardi di ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lunedì partirà invece la trattativa sugli esuberi. Passera, numero uno di Intesa, parla chiaro: senza accordo con i sindacati salta tutto. Intanto la cordata guidata da Colaninno presenterà l'offerta per rilevare i beni di Alitalia, offerta che ha una validità di 45 giorni.
SQUADRA
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Expo e questione Alitalia sono i temi principali della ripresa. La Moratti potrà (e dovrà) dire la sua, ma non avrà l'ultima parola. L'avrà invece su questioni squisitamente locali: dall'isola pedonale a Chinatown (gli impegni presi con i residenti vanno rispettati), all'ecopass e più in generale alla lotta all'inquinamento,
Alitalia,
via al commissario ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dichiarata l'insolvenza della compagnia: il cda chiede l'amministrazione straordinaria. Il testimone a Fantozzi Alitalia, via al commissario Passera: "Senza l'accordo con i sindacati salta tutto". Offerta da chiudere in 45 giorni.
La
Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vicenda Alitalia pare intrecciarsi a quella dell'Expo (di cui riferiamo nell'articolo a fianco): nell'elenco delle opere previste non ci sarebbero più certezze sul futuro della linea 4 metropolitana, che dovrebbe arrivare a Linate. La domanda, in fondo, è legittima: se il Forlanini dovesse venire ridimensionato,
L'
ipotesi ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quasi di ripiego: soprattutto nel momento in cui vicende come Alitalia mostrano la capacità del governo di calamitare pezzi importanti del mondo imprenditoriale. Il Pd sembra irretito da un centrodestra capace di decisioni magari controverse sul piano economico, ma paganti su quello politico e del consenso.
Passera:
senza accordo con i sindacati salta tutto
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Alitalia Passera: senza accordo con i sindacati salta tutto RIMINI - Per la realizzazione del piano Alitalia, "le prossime 4-5 settimane saranno cruciali", dice l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera. E spiega: "Prima di tutto ci vuole l'accordo col sindacato, senza il quale salta tutto,
Berlusconi
da Gheddafi Intesa sui risarcimenti
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che una volta messa in campo porta risultati concreti e definitivi come nel caso Alitalia e per l'emergenza Napoli", Berlusconi è felice di chiudere un altro complesso dossier aperto sulla sua scrivania. E mentre si accinge a volare a Bengasi, spera anche di dare il suo contributo alla crisi georgiana che vedrà lunedì col vertice di Bruxelles un momento importante.
Silvio
firma l'accordo con Gheddafi ( da "Manifesto, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nella fretta di Bersluconi certo hanno avuto gran peso il petrolio e gas libici, la politica di "contrasto" all'immigrazione clandestina in partenza dalla Libia. Ma il punto politico è stato lasciato a Berlusconi. Come la spazzatura di Napoli, la crisi Alitalia. m.m.
Alemanno-Moratti
scaldano i motori ( da "Manifesto, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Moratti scaldano i motori Le scelte della nuova Alitalia non piacciono molto al sindaco di Roma Gianni Alemanno e nemmeno al sindaco di Milano Letizia Moratti. Entrambi vedono con preoccupazione il ridimensionamento degli scali di Fiumicino e di Linate. Così il presidente designato Roberto Colaninno ieri mattina si è recato in Campidoglio per un incontro con Alemanno.
L'operazione
di salvataggio dell'Alitalia a scapito dei contribuenti gestita da banca Intesa
Sanpaol... ( da "Manifesto, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazione di salvataggio dell'Alitalia a scapito dei contribuenti gestita da banca Intesa Sanpaolo e affidata a Roberto Colaninno non piace ad Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo Unicredit. Il gruppo non è interessato a entrare nella nuova Alitalia, ha ribadito Profumo durante un dibattito a Cortina.
L'Alitalia
è come gli spaghetti e la pizza ( da "Manifesto, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Molto critico "Ft" "L'Alitalia è come gli spaghetti e la pizza" Il miracolo Alitalia di Silvio Berlusconi così è stato raccontato ai suoi lettori dal principale quotidiano economico europeo, il Financial Times: "Cercasi: un vecchio miliardario, una compiacente Commissione europea, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero,
Brutto
film e già visto ( da "Manifesto, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA Il cda dichiara l'insolvenza e nomina Fantozzi commissario. Lunedì i sindacati Brutto film e già visto Francesco Piccioni Si comincia ad avvertire un forte odore di già visto. La vicenda Alitalia soffre del resto di una storica coazione a ripetere.
Lettere
e interventi ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Possibile che da un fallimento di Alitalia alle porte, si sia passati in un attimo in una condizione in cui tutti sono felici e contenti? Alla fine non saranno i contribuenti italiani che dovranno pagare i debiti della bad company che rimane in mano a un commissario, quindi allo Stato, magari risanati a colpi di addizionali sulla benzina secondo lo schema ampiamente collaudato
Passera:
Alitalia, decisivo l'accordo con i sindacati
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, decisivo l'accordo con i sindacati "Presto nuovi soci". Ad Air France forse il 20-25% Il botta e risposta con Bersani sull'impegno degli imprenditori con la pistola alla testa DAL NOSTRO INVIATO RIMINI - Dopo il sì del governo al piano di salvataggio Alitalia, l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera difende il "
POSTA
Prioritaria ( da "Manifesto, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ennesimo regalo di Berlusconi alle imprese (la parte sana di Alitalia ai privati, debiti e esuberi allo stato), non reggo la vista della foto di p. 6 nel manifesto di ieri, con Silvio e Colaninno che se la ridono fra loro. Anche questa è denuncia, per carità, ma nei confronti di una classe politica vanesia e dannosa, ritengo che resistere significhi dire tutto,
Il
blitz di Aponte dai container agli aerei
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: trasporto navale di container nella cordata Alitalia è parsa una sorpresa. In realtà, l'imprenditore sorrentino ma con base di lavoro a Ginevra aveva fatto capire nelle settimane scorse che i suoi interessi si stavano spostando dal mare ai cieli. In maniera riservata si è fatto avanti per rilevare in asse con l'Adr (Aeroporti di Roma) dei Benetton (altri compagni di cordata in Alitalia)
Con
la "nuova Alitalia" c'è in gioco lo sviluppo di Roma e del Lazio
( da "Messaggero,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Con la "nuova Alitalia" c'è in gioco lo sviluppo di Roma e del Lazio", lo dice chiaramente il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che sulla questione ha convocato per la prossima settimana un consiglio straordinario. Il sindaco Alemanno: "Su Fiumicino chiederò garanzie".
Rimbalzano
gli immobiliari, corre Immsi ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Molto forte Immsi impegnata nella privatizzazione di Alitalia e dopo i conti semestrali: la società di Roberto Colaninno ha guadagnato un altro 4,23%. Mediaset Il titolo del Biscione (+1,9%) non ha risentito dell'accordo di Rai-Lega calcio.
Esuberi,
il piano del governo per il welfare dei quarantenni
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: posto nella ristrutturazione di Alitalia (tra i 5 e i 7 mila esuberi) e in tutte quelle delle aziende che finiranno commissariate. Nel "mirino" del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ci sono per la prima volta anche i quarantenni: hostess, tecnici, piloti, informatici, tutti i dipendenti che Alitalia riterrà in esubero e che saranno ricollocati sul mercato del lavoro dopo un'
Siniscalco
torna sul <dossier> ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per la prima volta si è avvicinata alla partita per Alitalia. E anche oggi la banca guidata in Italia dal vicepresidente per l'Europa Domenico Siniscalco (nella foto) ha il dossier ben aperto sul tavolo. Insieme ad alcuni punti fermi. Il primo è che il progetto di Roberto Colannino, futuro presidente della Nuova Alitalia, appaia credibile.
Il
prezzo più alto lo pagherà Roma, questo è evidente. Ancora non conosciamo ne
( da "Messaggero,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il polo delle manutenzioni pesanti di Alitalia - su cui pende un punto interrogativo. "Pensare - spiega - che è l'unico polo di questo tipo in Italia, con grandi professionalità. Sette-otto mesi fa cacciavamo i clienti... Dovrebbe essere messo in vendita dalla bad company, ma sul futuro che attende i lavoratori non si sa nulla.
Stato
d'insolvenza, arriva il commissario
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: arriva il commissario ROMA - Alitalia getta la spugna e il governo l'affida al commissario Augusto Fantozzi. Ieri il consiglio d'amministrazione, presieduto per l'ultima volta in 5 mesi da Aristide Police, ha esaminato i conti del primo semestre per poi chiedere al Tribunale di Roma di dichiarare lo stato d'insolvenza.
Sgomberate
le baraccopoli lungo le sponde dell'Aniene, tra il II e il IV Municipio. Blitz,
l ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: indomani della serie di controlli avviati dagli agenti e dai militari per verificare i nuovi e vecchi insediamenti irregolari nati nell'area". Quindici romeni sono stati identificati, su due di loro gravava già un provvedimento d'espulsione. Intanto, è rivolta tra i residenti della Collina Alitalia, alla Magliana per la presenza di nomadi. Panarella all'interno.
<Binario
privilegiato per i creditori di AirOne>
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dunque rispetto ai creditori Alitalia che finiranno nella bad company, quelli di AirOne potranno contare su maggiori risorse e una società nuova". Ma come potranno proteggere la Nuova Alitalia da cause e revocatorie? "Se gli attivi fossero ceduti passerebbero nella good company anche le revocatorie.
Il
presidente della Regione, Piero Marrazzo, lo dice con fermezza: Qui c'è in
gioco ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con Alitalia, senza Alitalia o con una presenza ridimensionata di Alitalia. Ad Aeroporti di Roma non parlano ufficialmente, ma c'è chi ricorda che in occasione della prima "fuga" di Alitalia a Malpensa gli effetti sulla crescita dello scalo furono molti limitati, l'incremento del numero dei passeggeri è proseguita.
Proseguono
senza sosta le operazioni di controllo del territorio da parte delle forze di
pol ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: collina Alitalia e i residenti del comprensorio Altamira vivono in balia di atti di vandalismo da parte dei nomadi che si sono trasferiti da Corviale. "Nella Commissione Sicurezza abbiamo parlato della necessità di sgomberare quell'area e ripristinare la legalità in un quadrante che, ad oggi, risulta però ancora interessato dal censimento della Cri disposto dal Prefetto di Roma"
<Fiumicino
sarà raddoppiato> ( da "Corriere della Sera"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia Verso un vertice a tre: il sindaco, Marrazzo e Zingaretti. Si cerca un fronte comune "Fiumicino sarà raddoppiato" Alemanno: "Colaninno me lo ha assicurato". Mercoledì Consiglio regionale Ma non mancano le polemiche. Per Luigi Nieri (Prc) "il Governo è stato incapace di gestire questa vicenda".
Dopo
un'analisi dei conti semestrali e sulla continuità aziendale il consiglio di
amminist ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Razione di Alitalia ha dovuvo prendere atto di una situazione d'impotenza, strutturale e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie all'attività.
Uno
dei primi atti del nuovo governo è il decreto col quale si affida a Banca
Intesa Sanpaolo l ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A redazione di un nuovo piano. Nel frattempo Alitalia sopravvive con un'iniezione di 300 milioni assicuratale dal Tesoro.
Vertice
a tre per costruire un fronte unico istituzionale
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Alemanno apre a Marrazzo e Zingaretti Vertice a tre per costruire un fronte unico istituzionale "Colaninno mi ha detto che Fiumicino sarà raddoppiato". Gianni Alemanno racconta i contenuti dell'incontro col presidente della nuova Alitalia.
Lunedì
scorso Banca Intesa riunisce a Milano il gruppo di azionisti privati che
dovranno compra ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Scorso Banca Intesa riunisce a Milano il gruppo di azionisti privati che dovranno comprare le parti "buone" di Alitalia e Air One. I debiti e gli esuberi, invece, verranno concentrati in una "bad company" da liquidare.
ROMA
Si conoscerà domani, nell'incontro con i sindacati, il numero degli esuberi
legati a ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazione nuova Alitalia. Lo ha indicato il ministro del Lavoro Sacconi. "Ci siamo preoccupati di garantire il reddito per un periodo adeguatamente lungo" ha aggiunto Sacconi. Ma i sindacati, pur confermando la propria presenza al tavolo, non vogliono che il confronto sia limitato agli esuberi, ed anzi chiedono che si inizi invece dal piano industriale.
MILANO
- E dei punti Mille Miglia, che ne sarà con la Nuova Alitalia? Resterà in piedi
il ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
All'indomani
dell'entrata in vigore del decreto che rivede la legge Marzano, il cda
dell&# ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: All'indomani dell'entrata in vigore del decreto che rivede la legge Marzano, il cda dell'Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza, avviando la procedura che trasferirà le attività alla nuova società.
ROMA
- Ultimo atterraggio per la vecchia Alitalia: con 314 milioni di liquidità
rimasta ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Credo che Alitalia si avvii verso la salvezza". Ma sullo sfondo si fanno ancora sentire le critiche dell'opposizione alla procedura messa in moto dal governo. "Berlusconi è stato il problema di Alitalia, non la soluzione, sin quando ha governato dal 2001 al 2006", sostiene il ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani,
Collina
Alitalia e Altamira Auto distrutte a sassate
( da "Tempo,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: emegenza ad Altamira e sulla Collina Alitalia è finita all'esame della commissione Sicurezza urbana. "Da diverse settimane la collina Alitalia e i residenti del comprensorio Altamira vivono quotidianamente in balia di atti di vandalismo e di illegalità da parte dei nomadi trasferitisi da Corviale" conferma il presidente, Fabrizio Santori,
CORTINA
D'AMPEZZO - Le vacanze a Cortina? Si fatica più che a Roma. Prendete il preside
( da "Messaggero,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: contratta calciatori dall'altra parte del mondo, si informa sulla querelle Alitalia, dà appuntamenti ai tavolini dei bar più esclusivi, non perde di vista il sindaco Alemanno, organizza cene e incontri nei ristoranti più esclusivi. Tutto camminando senza mai fermarsi. Una preparazione atletica più che da presidente da centravanti di razza.
La
Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi
( da "Corriere
della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la vicenda Alitalia pare intrecciarsi a quella dell'Expo (di cui riferiamo nell'articolo a fianco): nell'elenco delle opere previste non ci sarebbero più certezze sul futuro della linea 4 metropolitana, che dovrebbe arrivare a Linate. La domanda, in fondo, è legittima: se il Forlanini dovesse venire ridimensionato,
ROMA
- Un'ora di colloquio al Quirinale per fare il punto con il capo dello Stato
sui p ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fissato per ieri pomeriggio proprio per evitare qualunque nesso con le scelte fatte dal governo su Alitalia il giorno precedente. Ovviamente vi sono stati contatti nei giorni scorsi tra palazzo Chigi e Quirinale per la messa a punto del decreto-Alitalia, ma da parte del Capo dello Stato nessuna valutazione è stata espressa sull'operato del governo.
FIRENZE
- Antonio Di Pietro, ospite della Festa democratica, ha portato un ramoscello
d’ ( da "Messaggero, Il"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nonostante Di Pietro non perdesse occasione per catturare applausi contro Berlusconi (ora su Alitalia, ora sulla giustizia, ora sullo strapotere televisivo), nonostante si sia detto disponibile a firmare la petizione "Salva l'Italia" di Veltroni, la Bindi ha sostenuto che il referendum sul lodo Alfano può alla fine favorire Berlusconi.
I
COLLABORAZIONISTI ( da "Stampa, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ministro ombra di Veltroni - di capitanare la cordata che proverà a salvare Alitalia, tirando fuori Berlusconi da un bel mucchio di guai. Qualcuno ha agito - ha accusato Bersani - "con la pistola puntata alla tempia". Ma questo non cambia, per altri, il senso della vicenda: collaborazionismo, intelligenza col nemico.
"Ora
il sì dei sindacati" ( da "Stampa, La"
del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo con i sindacati è necessario per il piano Alitalia". Così l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera che aggiunge: "Le prossime 4 settimane saranno cruciali". Ieri è stato firmato il decreto di nomina del commissario che sarà Augusto Fantozzi dopo che il cda della compagnia di bandiera aveva formalizzato la richiesta di commissariamento.
La
pace impossibile del pensionato Prodi
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ed ecco che dal cielo piove la tegola Alitalia. Da una parte la velocità con cui oggi la compagnia sta ripartendo; dall'altra la triste lentezza dei tempi che furono. Ricordate la gestione della pratica sotto il governo Prodi? Sindacati in piazza, panico sui lavoratori, i francesi che s'imbizzarriscono e se ne tornano a casa.
Di
Pietro litiga con la Bindi, la base Pd applaude
( da "Giornale.it,
Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la base Pd applaude di Laura Cesaretti Il leader Idv incalza il partito da Alitalia alla giustizia e la folla grida: "Mai dialogo con Berlusconi". L'ex pm: "Siamo costretti a stare insieme, o perderemo anche Firenze e Bologna" nostro inviato a Firenze Eccolo qui, Antonio Di Pietro: bestia nera dei dirigenti del Pd, di cui ha tutte le intenzioni di cannibalizzare l'elettorato,
Low
cost senza pace Guasto fa rientrare il Boeing Ryanair
( da "Stampa,
La" del 30-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Castelli, però, non è l'unico ad avercela con O'Leary. Lo sanno gli abitanti di Ciampino, che prima dell'arrivo dei Boeing giallo-blu non conoscevano i disagi del traffico aereo. Sono da anni in lotta - soprattutto con Ryanair, per la percentuale maggioritaria di traffico che muove - per difendere il diritto alla salute rispetto all'
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cda della compagnia
dichiara l'insolvenza, il governo firma la nomina di Fantozzi a commissario
Passera: ok dai sindacati o salta la nuova Alitalia ROMA - L'amministratore
delegato di Intesa-San Paolo Corrado Passera parla della nuova Alitalia e detta le sue condizioni:
"Senza l'accordo dei sindacati salta tutto". Ed i rappresentanti dei
lavoratori replicano: "Non parliamo solo di esuberi, parliamo del piano
nel suo complesso". Intanto il Cda della compagnia dichiara
l'insolvenza: in cassa sono rimasti 314 milioni di euro. Berlusconi nomina l'ex
ministro Fantozzi commissario straordinario. CILLIS E MANIA ALLE PAGINE 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
retroscena Dagli aeroplani all'immobiliare ALBERTO STATERA "ALZI la mano
chi non sarebbe pronto a investire nell'Alitalia!" esclamò
come sempre guascone Silvio Berlusconi il 7 giugno scorso dinanzi ai giovani
industriali riuniti a Santa Margherita Ligure. SEGUE A PAGINA 9.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
ministro-ombra del Pd Colaninno junior e il conflitto d'interessi "Nessun
imbarazzo" "Distinguo il ruolo della politica da quello degli
imprenditori" ROMA - "Io non sono portatore di alcun conflitto di
interessi, né di alcun imbarazzo". Matteo Colaninno, deputato del Pd,
ministro-ombra dello Sviluppo economico, vive il caso Alitalia in una doppia veste: quella
politica ma anche quella di ex imprenditore, figlio di Roberto Colaninno, il
futuro presidente della nuova compagnia di bandiera, fortemente voluta dal
premier Silvio Berlusconi. Posizione inedita, tanto più che il padre non
nasconde le sue simpatie per la sinistra riformista. Così due
quotidiani, schierati in campi avversi (il Giornale e il Riformista) hanno
sollevato la presunta questione del conflitto familiare. E lo stesso ha scritto
l'economista del Pd Nicola Rossi su Europa: "è evidente che c'è un
conflitto d'interessi ma bisognava pensarci prima". Colaninno jr respinge
questa idea, distinguendo tra le due sfere di attività: "Io - dice andando
alla festa del Pd di Terni - sul salvataggio dell'Alitalia
ho sostenuto esattamente la posizione critica di Pierluigi Bersani. Questo,
tuttavia, non mi impedisce di distinguere il ruolo della politica da quello
degli imprenditori che hanno deciso di investire nella nuova azienda. Per la
mia esperienza professionale, d'altra parte, sono stato invitato a candidarmi
con il Pd. Per portare nel nuovo partito i valori e la cultura dell'attività
imprenditoriale. E, sia chiaro, ho fatto una scelta che ha comportato una serie
di rinunce". Dice infine il ministro ombra dello Sviluppo: "Non è
pensabile che essendomi io schierato con il Pd, questo diventi un vincolo per
chi continua a fare impresa. Con il rischio, alla fine, che diventi un
conflitto di interessi negativo per me". (r.ma.).
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I benefits
Gli esuberi Calearo, imprenditore e deputato del Pd: un film già visto
"Dentro la cordata chi vive di tariffe e qualche indebitato" Non mi
piace che da una parte si affidano i debiti a un curatore e ad altri si danno i
possibili benefits Non credo che gli imprenditori della cordata abbiano fatto
l'accordo per assumere gli esuberi ROMA - "Investire nella Nuova Alitalia? No: né come imprenditore, né come italiano".
Massimo Calearo è deputato del Pd ma continua a fare anche l'industriale
metalmeccanico nella sua Vicenza. è appena tornato dalla sue prime vacanze
cubane e assicura che non ci ritornerà. "Perché - spiega - c'è di meglio
del comunismo". Con la stessa franchezza, politicamente scorretta, parla del caso Alitalia, di Berlusconi, di Colaninno, dei suoi colleghi imprenditori che
fanno parte della cordata e, infine, dei sindacati. Perché non metterebbe i
suoi soldi nella Nuova Alitalia di Colaninno? "Perché è un film già visto: non mi piace
l'idea che da una parte si affidano i debiti a un curatore e ad altri si danno
i possibili benefits. Capisco l'imprenditore che deve guardare al
business, ma se si guarda la lista della cordata ci sono signor imprenditori ma
anche signori indebitati". Faccia i nomi: a chi si riferisce?
"AirOne: non ha nemmeno le lacrime per piangere. Tutti lo sanno ma nessuno
lo dice. Poi c'è qualcuno che vive di tariffe". I nomi. "Basta
guardare la lista". Sta dicendo che non sono veri imprenditori? "Dico
che, dato il presupposto, è normale che abbiamo un rapporto professionale con
il governo". Insomma, secondo lei queste imprese sono entrate nella
cordata per poi ottenere favori dal governo Berlusconi? "La parola favori
mi pare un po' becera. Diciamo che difficilmente potrebbero avere un rapporto
conflittuale con il governo. E poi mi lascia molto perplesso l'indicazione del
governo secondo cui gli esuberi saranno assunti da imprese private".
Perché? Non ci crede? "Secondo lei gli imprenditori che fanno parte della
cordata hanno fatto l'accordo per assumere gli esuberi?". Non credo
proprio. "Appunto". Lei pensa che finiranno in un nuovo o vecchio
carrozzone pubblico? "Anche questo è un film già visto. Speriamo che non
sia così". Dunque, dal suo punto di vista siamo di fronte a una soluzione
politica e per nulla di mercato? "è una soluzione confusa. Un'operazione
di reciproco interesse tra affari e politica. Avremo una "compagnia di
bandierina". Si dà una chance all'Alitalia ma non
sarà facile". Quale è stato l'errore commesso da Prodi e Padoa-Schioppa?
"Io penso che faccia bene Alessandro Profumo che prima fa le alleanze e
poi le rende note". Che voto darebbe a Berlusconi? "Non mi piacciono
i voti. Preferisco i giudizi: buono dal punto di vista mediatico". E ai
sindacati? "Insufficiente perché stanno zitti. O non hanno alcuna idea, o
hanno tanta paura". C'è chi sostiene, anche nel suo partito, che sul
ministro ombra dello Sviluppo economico, Matteo Colaninno, pesi un conflitto di
interessi visto che il padre guiderà la nuova compagnia. Lei cosa pensa?
"Non mi faccia parlare di un amico. Matteo è una persona perbene e seria.
Non nego che al suo posto mi sentirei in difficoltà. Certo Matteo è in buona
fede e poi il suo presunto conflitto di interessi è un bicchiere d'acqua
rispetto all'oceano di qualcuno che sta al governo...". (r.ma.).
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
negoziato I ricollocamenti Sacconi, ministro del Lavoro: nessun prepensionato
"Gli esuberi saranno meno di cinquemila troveremo l'accordo" Al
ministero con i sindacati parleremo anche del piano industriale, non solo dei
licenziamenti Nella pubblica amministrazione non ci saranno, per il resto
varranno le regole del mercato privato ROBERTO MANIA ROMA - Sul suo tavolo è
arrivato il dossier Alitalia. E su quel tavolo rischia di scatenarsi presto una cruenta
guerra sociale: quella che in gergo sindacale si chiama "la gestione degli
esuberi". I licenziamenti. Ne è talmente consapevole, Maurizio Sacconi,
ministro del Lavoro, che precisa subito: "L'incontro di lunedì con i
sindacati avvierà un confronto che partirà dalla relazione del commissario
sullo stato dell'azienda per poi passare al piano industriale quando
saranno disponibili le offerte, e solo successivamente discuteremo di come
tutelare attivamente i lavoratori in esubero". Già, però la sede, quella
del suo ministero, fa pensare più agli ammortizzatori sociali che al progetto
industriale. "Quel che conta è che sarà presente la squadra di ministri
competenti: Trasporti, Sviluppo, Economia e Lavoro". Quanto costerà a ciascun
contribuente italiano il fallimento pilotato dell'Alitalia?
"Sul versante degli ammortizzatori sociali costerà quanto sarebbe costata
qualsiasi altra soluzione e probabilmente meno della svendita ai
francesi". Quanto? "Non si può ancora dire perché non conosciamo il
piano. Dipende dalla quantità degli esuberi, dalla loro età, dal successo
dell'azione di ricollocazione. Costerà molto meno di quanto ci costa ora l'Alitalia". Quanti saranno gli esuberi? Colaninno ha
parlato di 5.000. "Io spero che siano meno". Senza l'accordo con i
sindacati salterà tutto, come ha detto Passera? "Sono convinto che verrà
fuori una soluzione anche perché l'alternativa questa volta è davvero il
fallimento". Quanto tempo c'è per il negoziato con i sindacati? "Un
tempo ragionevolmente breve. Sentiremo dal commissario dall'advisor e dalla
nuova cordata qual è l'oggettiva deadline". Per l'Alitalia
avete approvato un decreto ad hoc. Eppure lei disse ai piccoli imprenditori che
ora si guardava a loro anziché, come nel passato, ai grandi gruppi. Perché ha
cambiato idea? "Non ho cambiato idea e non c'è alcuna contraddizione.
L'insieme delle misure adottate si rivolge ai lavoratori, non alle imprese
grandi e piccole. Il caso Alitalia rappresenta per noi
il banco di prova per testare e irrobustire tutta la strumentazione per
accompagnare un lavoratore da un posto ad un altro". Ci saranno
prepensionamenti? "Il decreto non prevede norme di questo tipo".
Quale sarà lo sconto per le aziende che assumeranno un ex lavoratore Alitalia? "Quello che stabilisce già la legge:
contributi al livello minimo previsto per gli apprendisti e integrazione
salariale, per un periodo consistente, pari alla metà dell'indennità di
mobilità. Ci affidiamo, e ne facciamo un punto d'onore, al "Programma
Pari" che ha avuto esiti molto buoni: negli ultimi due anni sono stati
reimpiegati 12 mila lavoratori su 20 mila. Per ciascun lavoratore sarà definito
un piano per la ricollocazione compatibile con la sua professionalità. Chi non
accetterà un posto equipollente perderà il sussidio, come prevede già la
legge". Esclude che gli esuberi finiranno in qualche azienda pubblica?
"Alla pubblica amministrazione si accede solo per concorso. Per il resto
vale il mercato privato".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia In cassa sono
rimasti solo 314 milioni dichiarata l'insolvenza della compagnia Berlusconi
nomina Fantozzi commissario straordinario LUCIO CILLIS ROMA - Stato di
insolvenza e richiesta di ammissione alla procedura di amministrazione
straordinaria. Il nuovo passo in avanti nella vicenda Alitalia
è di quelli che possono segnare il cammino di tutta l'operazione di
salvataggio. Un punto di non ritorno che mette all'angolo i sindacati e affida
la compagnia alle mani del neo-commissario Augusto Fantozzi. Ieri il cda della compagnia
ha formalizzato la fine dell'era Alitalia, i suoi 61
anni e mezzo di vita senza approvare i conti semestrali. E non poteva essere
altrimenti, con un rosso record ormai virtuale ma che secondo indiscrezioni
sarebbe stato prossimo ai 500 milioni di euro. Un quadro drammatico che
impedisce la continuità aziendale e il prosieguo del cammino obbligando il cda
ad interrompere le operazioni. Il consiglio di amministrazione guidato dal
presidente Aristide Police, non ha dato il via libera ai conti della prima metà
dell'anno chiudendo così l'ultima, dolorosa, fase nella storia di Alitalia e aprendo la strada alla nuova procedura di
amministrazione straordinaria e al commissario, Augusto Fantozzi, nominato ieri
sera dal premier Silvio Berlusconi. Fantozzi si è affacciato ieri pomeriggio
alla sede romana della Magliana per una breve visita e lunedì prenderà in mano
la cloche della compagnia. Ultimo atto del consiglio, la comunicazione relativa
alla posizione finanziaria del gruppo aereo al 31 luglio scorso. L'indebitamento
netto è salito ancora, fino al tetto del miliardo e 172 milioni di euro, con un
incremento di 57 milioni rispetto al 30 giugno 2008. Nell'ultimo comunicato
ufficiale, i vertici di Alitalia hanno anche precisato
che i 300 milioni di prestito accordati nei mesi scorsi dal governo, "non
sono inclusi nell'indebitamento finanziario in quanto, ricorrendone i
presupposti, sono stati portati ad incremento del patrimonio netto". Resta
pesante però la disponibilità e i crediti finanziari a breve del gruppo: al 31
luglio in cassa la compagnia di bandiera poteva contare su soltanto 314 milioni
di euro, con una discesa di 61 milioni rispetto al mese precedente. Ora si
attendono le prossime mosse di advisor, amministratori e politica. Il primo
rendez vous è con i sindacati, lunedì, e con la nascita della Compagnia aerea
italiana, che si trasformerà in società per azioni pronta ad inglobare la parte
"buona" di Alitalia. Sul fronte delle
alleanze internazionali che dovranno sostenere il volo della nuova compagnia,
fonti vicine al dossier affermano che all'inizio della prossima settimana i
top-manager di Intesa-Sanpaolo, punteranno dritto sulla Germania dove
incontreranno i vertici di Lufthansa. Il dialogo con Air France-Klm è infatti
partito nel migliore dei modi: i franco-olandesi hanno
annunciato ufficialmente il proprio interesse per l'affare Alitalia e la volontà di aderire al
progetto di rilancio. A "determinate condizioni" il numero uno della
compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta potrebbe entrare con una quota di
minoranza, in Alitalia 2.
Ma dai tedeschi giungono segnali altrettanto positivi e la partita resta ancora
tutta da giocare.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Senza
l'ok dei sindacati salta tutto" Alitalia, le
condizioni di Passera. La replica: parliamo del piano, non di esuberi Il
salvataggio L'ad di Intesa non esclude nuovi partner. Botta e risposta a Rimini con Bersani MARCO MAROZZI DAL NOSTRO INVIATO
RIMINI - L'eterno braccio di ferro su Alitalia è già ripartito. Con i sindacati critici sia verso la nuova
proprietà che rispetto al governo. "Senza un accordo con i sindacati, il
progetto di rilancio di Alitalia potrebbe essere a rischio" ha avvertito ieri Corrado
Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. "Non abbiamo
alcuna intenzione di accettare un confronto esclusivamente circoscritto alla
gestione degli esuberi. Non faremo un accordo senza conoscere il piano
industriale della nuova compagnia" hanno subito replicato i nove sindacati
Alitalia. Con una nota congiunta, dato significativo
nelle spezzettamento delle sigle sindacali all'interno della compagnia di
bandiera. E Fabio Berti, presidente del sindacato piloti, prevede addirittura
"il fallimento entro due anni con questo piano". Filt-Cgil, Fit-Cisl,
Uiltrasporti, Ugl trasporti, Sdl Trasporti, Anpac, Anpav, Avia e Unione piloti
attaccano anche il governo che li ha convocati al ministero del Lavoro:
"Servirebbe Palazzo Chigi per discutere del Piano Industriale"
dicono. In questo gioco complicatissimo, il primo a misurare necessità, buoni
auspici, avvertimenti è Corrado Passera. "L'accordo con i sindacati è
necessario per il piano" ha detto a Rimini arrivando al Meeting di Cl per
un dibattito sulla crisi economica mondiale con l'economista Usa Anne Krueger e
il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini. "Le prossime quattro-cinque
settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no" ha previsto,
gettando sul tavolo che "nei prossimi giorni ci potranno essere nuovi
investitori" e che c'è "interessamento" anche da parte di banche
straniere. E se un paio d'ore prima, allo stesso Meeting, Pierluigi Bersani,
ministro-ombra del Pd, aveva parlato di imprenditori entrati nell'affare
"con la pistola alla tempia" (auspicando, più tardi, una lotta
"al fianco dei lavoratori, dei risparmiatori e delle piccole imprese danneggiate
dal piano") il banchiere che dirige l'operazione è cordialmente netto:
"Frase infelice ("Allora parliamo di moral suasion", replicherà
Bersani). Sono persone libere, - dice Passera - consce dell'investimento che
fanno. Hanno analizzato il progetto con grande attenzione e il fatto che si
continuino ad aggiungere imprenditori che nulla debbono a nessuno, che nulla
vogliono chiedere in cambio, ci rassicura". "Un progetto
imprenditoriale molto serio - ha aggiunto - e mi auguro che sia un progetto di
sistema". Con tanto di ringraziamento ad Air France per la lettera di
apertura: "Ci conforta. Rappresenta una sorta di timbro di qualità del
progetto. Abbiamo avuto molti incontri con possibili partner internazionali
perché quest'azienda ha bisogno di altri alleati". Il collega Alessandro
Profumo di Unicredit aveva parlato al Meeting di "rischio di servizi più
scadenti e costi più alti". "Speriamo di no" dice Passera,
negando ridimensionamenti e parlando di "un'azienda in futuro paragonabile
in assoluto con l'attuale". E a chi parla di Alitalia-buona
ai privati, Bad Company allo Stato, Passera risponde: "Era impossibile
trovare dei capitali privati che investissero perchè, se c'è una parte
risanabile ma anche un cumulo di conseguenze di errori del passato, non era
pensabile trovare investitori privati per Alitalia".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Ovi, consigliere di
Prodi: indaghino su quel che vogliono "Come lobbista sarei un fallito il
Tar più potente di noi" MARCO MAROZZI ROMA - "Se sono un lobbista,
sono un lobbista rovinato. Mi chiedono tre di quelle che vengono presentate come
raccomandazioni. E io non riesco a portarne in porto nemmeno una. Richieste
legittime. Risposte nulle. Niente male. Meno male che lobbista non sono".
Alessandro Ovi fin dal primo momento l'ha presa a ridere e continua a ridere.
Sta partendo per Los Angeles, dove lavora. Consigliere di amministrazione di
una serie di società. Messo da Prodi? "Magari. No, olio di gomito mio.
Tutto verificabile, se a qualcuno interessa". Reggiano-americano, 64 anni
allegri, amico dell'ex premier da bambini, con lui all'Iri,
poi consigliere di amministrazione di Telecom, Alitalia, Finmeccanica. Direttore della Technology Review Italy, rivista
sull'innovazione pubblicata in tutto il mondo dal bostoniano MIT, è stato
consigliere di Prodi a Bruxelles e Palazzo Chigi. "Uomo dell'innovazione e
delle nuove tecnologie". Per i suoi rapporti col Professore Ovi è
stato intercettato dai magistrati di Bolzano."Per me non occorrono
autorizzazioni. Ma sinceramente avrei sperato in qualcosa di meglio. Non ci
faccio una grande figura in quel che ha pubblicato Panorama. Bell'uomo di
potere". E' stato intercettato nell'inchiesta sulla vendita di Italtel,
gruppo Iri, lei nel Cda, ai tedeschi della Siemens. Inchiesta senza nomi,
contro ignoti. Preoccupato? "No, proprio no. Nessuno mi ha avvisato di
nulla. Ma questo non un problema. Ma possono indagare su tutto quel che
vogliono. Su Prodi, su me. Non protesto, non polemizzo. Certo tutta la faccenda
mi sembra strana. Sinceramente non capisco cosa c'entrino con un'inchiesta
giudiziaria le intercettazioni pubblicate". Ci siete lei e Massimo Tononi,
altro del gruppo Prodi, ex allievo, Nomisma, Iri, Goldman Sachs,
sottosegretario di Padoa Schioppa ministro. "Grandi lobbisti. Io che cerco
di dare consigli al consuocero di Prodi, Pier Maria Fornasari, su come muoversi
per aiutare una struttura pubblica di medicina rigenerativa. Prodi ed io che
cerchiamo di consigliare il nipote di Romano su come districarsi in una sua
azienda che ha messo su con altri soci. Diecimila euro di capitale. Come
privati cittadini. Tutto verificabile. Fin dalle telefonate". Ma
nell'azienda voleva subentrare l'industriale farmaceutico Claudio Cavazza,
amico di Prodi e che chiede a lei e Tononi come ottenere detrazioni fiscali
nella sua fondazione. "Già. Noi gli diciamo che non è possibile. Lui
ricorre al Tar e ottiene quel che noi, con tutto il nostro potere non gli
abbiamo saputo dare. Grandi lobbisti". Ride e se ne va, Ovi. "Sono
contento che il presidente della Regione Emilia-Romagna abbia fatto una bella
dichiarazione di elogio di Fornasari e del suo operato. E' un medico, certo
conosce il mondo, ma non credo immagini cosa è diventata la politica in
Italia".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Roma
L'incontro Alemanno a Colaninno "Non declassi Fiumicino" PAOLO G.
BRERA Con un incontro di un'ora in Campidoglio - "informale" e riservatissimo
- tra il sindaco Gianni Alemanno e il presidente designato di Compagnia aerea
italiana, Roberto Colaninno, ieri mattina sono iniziate ufficialmente le grande
manovre politiche sul destino dell'aeroporto Leonardo da
Vinci e dei dipendenti romani dell'Alitalia, messo in dubbio da un piano che riduce fortemente il traffico
aereo e preannuncia tagli pesantissimi nel personale. "Nel corso del
colloquio - afferma una nota capitolina - il presidente ha garantito al sindaco
un costante e corretto confronto tra la nuova società e tutti gli enti locali.
Il confronto partirà non appena il commissario Augusto Fantozzi avrà valutato
l'offerta della newco presentata da Colaninno". Quanto al sindaco,
"ha ovviamente sottolineato tutto l'interesse del Comune e degli altri
enti territoriali per garantire lo sviluppo e il ruolo internazionale dell'hub
di Fiumicino". Per ora, tuttavia, l'aria resta assai pesante:
"Comincio a sentire odore di Alimalpensa... Insieme alla Provincia, e
credo anche al Comune - dice il presidente della Regione, Piero Marrazzo -
tuteleremo i lavoratori al fianco dei sindacati. Gli esuberi, dai tremila
dell'accordo con Air France sono diventati seimila, e la compagnia diventerà
regionale. Diminuiscono i lavoratori e viene ridotta la flotta: in questo modo
si colpisce l'aeroporto di Roma capitale. Questo non possiamo
permetterlo". "Su Alitalia - affonda
l'assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri - il governo ha scelto la
peggiore soluzione possibile. Diecimila lavoratori rischiano di perdere il
posto di lavoro e la nostra regione rischia la chiusura dell'hub
internazionale. Una vera e propria sciagura".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Palermo Il retroscena Lombardo fa rotta verso Miccichè EMANUELE
LAURIA Il primo passo dentro la nuova Alitalia che parla siciliano Raffaele Lombardo lo compirà nei prossimi giorni.
Quando incontrerà Gaetano Micciché, capo della divisione corporate di Intesa, e
alcuni fra gli imprenditori chiamati a rilanciare la compagnia di bandiera.
SEGUE A PAGINA II.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Palermo Il
governatore conta sull'alleanza con il sottosegretario: il fratello Gaetano è
tra i registi della cordata Tagli e investimenti negli scali siciliani Lombardo
cerca la sponda di Micciché Sul presidente grava la pressione degli enti locali
preoccupati dallo snellimento "Puntare su Catania era un fatto naturale,
ha più passeggeri di Palermo" EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di
cronaca) Ci sarà anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Gianfranco Micciché (fratello di Gaetano), che con Lombardo in questo periodo
ha contatti frequentissimi. Il governatore ha assistito da spettatore, sinora,
alle grandi manovre che porteranno alla costituzione della compagnia aerea
italiana, e anche ieri ha confermato il suo desiderio di non fare alcun
commento ufficiale. Ma già dalla prossima settimana, al ritorno da un week-end
di vacanza in Sardegna, il presidente della Regione si attiverà per capire
meglio quali potranno essere gli effetti del piano sull'economia siciliana, sui
flussi turistici come sull'occupazione. In ballo ci sono i
collegamenti gestiti da Alitalia, già in netta diminuzione negli ultimi anni: solo tre oggi (Roma
Fiumicino, Milano-Linate e Milano-Malpensa) le destinazioni da Palermo, una in
più da Catania (c'è Brindisi). E in gioco c'è anche il futuro del personale Alitalia (quasi 350 dipendenti nei due
scali) e, di riflesso, quello che garantisce i servizi aeroportuali: 430
al Falcone-Borsellino (fra Gesap e Gh Palermo) e ben
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Palermo
Provincia e Comune in campo per difendere lo scalo "Falcone
Borsellino" escluso dal piano strategico della
compagnia Sos all'Alitalia
per Punta Raisi E il governo Berlusconi "scippa" i soldi destinati
alle case popolari Sos all'Alitalia da Provincia e Comune di Palermo. Dopo l'ufficializzazione del piano
di rilancio della nuova compagna di bandiera, che prevede investimenti sullo
scalo di Catania e non sul Falcone e Borsellino, il sindaco Diego
Cammarata e il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, chiedono
"immediati chiarimenti" alla cordata d'imprenditori che ha rilevato
l'Alitalia. Mentre il Partito democratico punta il
dito sul governatore Raffaele Lombardo, che avrebbe favorito la scelta su
Catania. E intanto la Sicilia perde anche i fondi per le case popolari,
sottratti dal governo Berlusconi. FRASCHILLA E LORELLO ALLE PAGINE II E II.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Palermo
Punta Raisi, appello all'Alitalia Comune e Provincia: "Frenato lo sviluppo, garanzie dalla
proprietà" Il Pd accusa "Scelte dettate da interessi politici"
Ricapitalizzata la Gesap ANTONIO FRASCHILLA Sos all'Alitalia da Provincia e Comune di Palermo. All'indomani
dell'ufficializzazione del piano di rilancio della nuova compagna di bandiera,
che prevede investimenti sull'aeroporto di Catania e non sul Falcone e
Borsellino, il sindaco Diego Cammarata e il presidente della Provincia,
Giovanni Avanti, chiedono "immediati chiarimenti" ai proprietari
dell'Alitalia, la cordata d'imprenditori guidata da
Roberto Colaninno che, con un investimento da un miliardo di euro, ha rilevato
la vecchia compagnia sull'orlo del fallimento. Mentre il Partito democratico
punta il dito sul governatore Raffaele Lombardo, che avrebbe favorito la scelta
su Catania, il feudo elettorale costruito da presidente della Provincia.
Proprio ieri Comune e Provincia di Palermo hanno investito 2,3 milioni di euro
per ricapitalizzare la Gesap, la società che gestisce l'aeroporto di Punta
Raisi. Un investimento che arriva poche ore dopo la presentazione del piano di
rilancio dell'Alitalia, che ha scelto come base
operativa in Sicilia lo scalo etneo: in sintesi non investirà su nuove tratte a
Palermo e si annunciano trasferimenti di personale della compagnia da Punta
Raisi a Fontanarossa. Da qui la levata di scudi da parte di Comune e Provincia:
"Proporrò all'attenzione del governo nazionale e di Alitalia
- dice il sindaco Diego Cammarata - la realtà e le potenzialità dell'aeroporto
Falcone e Borsellino, che ha fatto registrare, in pochi anni, un consistente
sviluppo del flusso passeggeri e un miglioramento dei servizi offerti. Ho
grande fiducia nelle prospettive di sviluppo del nostro scalo aeroportuale, al
quale deve essere dato un ruolo adeguato nel progetto di riordino di Alitalia". L'assessore comunale al Turismo Raoul Russo
definisce la compagnia italiana "essenziale per lo sviluppo turistico
della città". Oggi l'Alitalia gestisce solo tre
tratte da Palermo, per Roma e Milano (Linate e Malpensa) con 1,3 milioni di
clienti. Mentre sono 180 i dipendenti, tra hostess di terra, addetti ai bagagli
e alla manutenzione dei mezzi. A Catania le tratte sono quattro e i clienti 1,4
milioni, mentre i dipendenti arrivano a quota 163. "Occorre riaffermare la
centralità dello scalo aeroportuale di Punta Raisi che, per la qualità dei
servizi offerti, per numero dei passeggeri e per posizione geografica, deve
poter mantenere un livello qualitativo dei servizi sempre più alto - dice il
presidente della Provincia, Giovanni Avanti - Chiederò chiarimenti ai vertici
della nuova Alitalia in merito alla decisione di
escludere l'aeroporto di Palermo dai sei scali base, perché credo che decisioni
così importanti per lo sviluppo e la crescita di un territorio meritino
adeguate spiegazioni". Sul piede di guerra anche il Pd. "L'esclusione
dell'aeroporto di Palermo dagli scali punto di riferimento della nuova Alitalia è un chiaro segnale dello spostamento del baricentro
degli interessi della politica siciliana su Catania - dice il deputato
regionale Davide Faraone - A Lombardo va ricordato che adesso è presidente di
tutta la Regione e non più della sola provincia etnea". Per Faraone
"le rassicurazioni dell'amministratore delegato della Gesap, Giacomo
Terranova, in merito al rilevamento degli slot Alitalia
da parte di altre compagnie non sono convincenti, perché Alitalia
rispetto ad altri vettori ha dato garanzie di efficienza e affidabilità nella gestione
dei servizi". Sul caso Punta Raisi interviene anche il deputato nazionale
del Pd Tonino Russo: "Il depotenziamento del Falcone e Borsellino rischia
di colpire non solo i passeggeri ma anche i lavoratori - dice Russo - Occorre
evitare di mettere in discussione anche un solo posto di lavoro in una realtà
dove già di disoccupati ce ne sono abbastanza".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano Il
sindaco e Penati chiedono la convocazione urgente del tavolo. Il Pd: scelte che
danneggiano cittadini e imprese Aeroporti, Milano chiama il governo Moratti:
"Per l'Expo mancano 2,5 miliardi di finanziamenti" Un tavolo urgente
con il governo per discutere del futuro di Malpensa e Linate. Il primo a
chiederlo è stato il presidente della Provincia Filippo Penati, il più deciso a
schierarsi in difesa degli scali lombardi. Con il Pd che critica le scelte
dell'esecutivo di Berlusconi "che danneggiano le imprese e i
cittadini". Ma ieri anche Letizia Moratti ha ribadito la necessità di un
confronto con Roma. Al più presto. Quello legato ad Alitalia, però, è soltanto uno dei
capitoli che attendono il sindaco alla ripresa delle attività. A cominciare dai
finanziamenti per le opere pubbliche connesse a Expo: "Degli 11 miliardi
necessari ne mancano ancora 2 e mezzo". Soldi che, per il sottosegretario
alle Infrastrutture Roberto Castelli, dovrebbero arrivare dai privati.
Infine il risiko Expo, vicino a una soluzione. Per il sindaco non è in
discussione il ruolo di Paolo Glisenti alla guida della società di gestione,
che potrebbe avere un cda allargato. GALLIONE E ROSSI ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Milano
L'appello Risiko Expo e caso aeroporti l'autunno difficile della Moratti Il
sindaco a Berlusconi: "Subito il tavolo Milano" Per le grandi opere
in vista dell'Esposizione universale ancora da trovare 2 miliardi e mezzo. Il
Pd: così si fanno danni a cittadini e imprese Penati: prima di tutto ci deve
essere l'impegno a non ridimensionare il nostro city airport ALESSIA GALLIONE
Il futuro di Malpensa e Linate: "Chiederò una convocazione urgente del
tavolo Milano". Le infrastrutture: "Ho incontrato il sottosegretario
Castelli: mancano 2 miliardi e mezzo rispetto agli 11 di investimenti per le
opere connesse a Expo". E, infine, il decreto che dovrà definire le leve
di comando dell'Esposizione del 2015: "Arriverà entro la prossima
settimana", ha assicurato il ministro per la Semplificazione Roberto
Calderoli. Anche il sindaco confida che si possa trovare presto una soluzione.
Che assicuri, tra l'altro, il ruolo di amministratore delegato della società di
gestione al suo fedelissimo Paolo Glisenti: "Su Glisenti non c'è da
discutere", taglia corto. Ma che allo stesso tempo veda la nascita di un
consiglio di amministrazione allargato. Letizia Moratti visita le sale di
Palazzo Reale appena restaurate: è il suo primo impegno pubblico al rientro
dalle vacanze. Ma ad attenderla a Palazzo Marino ci sono le questioni aperte di
un autunno difficile. A cominciare dall'incognita più grande: Alitalia. Con il presidente della
Provincia Filippo Penati che si schiera deciso in difesa di Milano e dei suoi
scali. E il Pd che critica il governo per scelte "che danneggeranno i
cittadini, le imprese e il sistema lombardo". Un tavolo a Milano con il
governo per discutere di Sea: ieri anche Letizia Moratti lo ha chiesto. Annunciando
una lettera da spedire - anche a nome delle altre istituzioni - al presidente
del Consiglio. Per il sindaco si può discutere di un ridimensionamento di
Linate, ma soltanto "nell'ambito di un potenziamento del sistema
aeroportuale lombardo". Per il centrosinistra la sua "difesa"
non basta: "La sua subalternità nei confronti del governo rischia di
mettere in discussione gli interessi dei milanesi che usciranno
penalizzati" critica il capogruppo del Pd in Consiglio, Pierfrancesco
Majorino. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, attende una decisione
sul tavolo Milano: "Se il presidente del Consiglio lo convocasse, ci
saremmo". Chi chiede un incontro con Roma da giorni, invece, è Penati. Che
ieri è tornato all'attacco. Con un messaggio anche per Palazzo Marino e
Pirellone: "Chiediamo di convenire sull'ordine del giorno della
discussione del Tavolo - dice Penati - che deve avere al primo punto il futuro
di Malpensa e gli impegni del governo per la liberalizzazione dei diritti di
volo. Come atto preliminare serve l'impegno a non ridimensionare Linate. Mi
auguro che nel confronto con il governo prosegua l'impegno comune così come fu
nei confronti dell'esecutivo Prodi". Strettamente legato alla vicenda
aeroporti è il dossier opere pubbliche. E la metropolitana 4, che dovrebbe
collegare uno scalo dal futuro incerto, è soltanto uno dei capitoli. è la
stessa Moratti a confermarlo: "Le opere connesse ad Expo valgono attorno
agli 11 miliardi. Ne mancano 2 e mezzo, il resto c'è già. Con Castelli abbiamo esaminato
la situazione opera per opera: nei prossimi giorni prepareremo un riassunto per
il sottosegretario che si farà carico di parlare con il ministro dell'Economia
e la presidenza del Consiglio per capire come procedere". Ovvero, dove
trovare i fondi che mancano. Vicino a una soluzione, invece, il risiko Expo.
Anche di questo tema il sindaco ha discusso con Castelli e Calderoli. Moratti
conferma che il ruolo di Glisenti come amministratore delegato della Soge, la
società che gestirà soldi e cantieri da qui al 2015, non è in discussione. Ma
per ottenerlo è disposta ad accettare un cda allargato da
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Milano
Un patto Alitalia-Air France svuoterebbe lo scalo
varesino, con Lufthansa il Forlanini ko Linate e Malpensa al bivio solo uno dei
due si salverà A Milano la cordata tricolore si ritroverebbe un concorrente
potentissimo L'obiettivo di Sea è fare del suo fiore all'occhiello il quarto
hub per i tedeschi ETTORE LIVINI (segue dalla prima di Milano) Un déjà vu
dell'era Prodi che lascia il fronte del Nord ? malgrado l'affinità ideologica
con l'esecutivo ? con un pugno di mosche in mano. E con la prospettiva non
proprio brillante di dover scegliere se sacrificare Linate o Malpensa. [Le
certezze ] Le uniche certezze al momento non arrivano dalla politica ma
dall'industria. La Sea, dopo l'addio di Alitalia, ha
firmato un'intesa con Lufthansa, il piano Scala. L'accordo prevede che dal 2009
la compagnia tedesca posizioni sei aerei a Malpensa. Ma alcuni gruppi di studio
stanno lavorando per un obiettivo più ambizioso: trasformare lo scalo bustocco,
dal 2013, nel quarto hub di Francoforte, base di un network intercontinentale
con diverse destinazioni alimentato dai voli locali di Air Dolomiti. L'altra
buona notizia sono i dati di traffico. La voragine aperta
da Alitalia (-82% il
traffico sui voli della compagnia a Malpensa) è già stata riempita per un terzo
grazie al boom (+34%) del traffico degli altri vettori. [I piani di Cai ] La
cordata italiana destinata a rilevare Alitalia sta trattando in questi giorni un'alleanza internazionale con
Lufthansa o Air France. Il piano Fenice, al riguardo, è chiaro. Se la
scelta cadrà sui tedeschi, Malpensa sarà l'aeroporto principale (ma non l'hub)
della compagnia tricolore con dieci destinazioni intercontinentali destinate a
diventare 13 nel 2013. La Magliana però chiederebbe di "sfrattare" i
voli low cost da Busto e di ridurre Linate a base per la sola navetta
Milano-Roma da gestire con più aerolinee. Se il partner sarà Parigi, Linate
potrebbe operare ai livelli più o meno attuali, ma Malpensa resterebbe un
deserto, con solo tre voli intercontinentali. [La politica ] Né Letizia
Moratti, né Roberto Formigoni, né la Lega hanno potuto opporsi alla cordata
italiana fortissimamente voluta da Silvio Berlusconi. Su questo fronte non si
può tornare indietro. L'unica strada è provare a limitare i danni e salvare
Malpensa sganciandola da Alitalia. Via Bellerio, nei
giorni scorsi, ha provato a mettersi di traverso. Ma i nodi politici sul
tavolo, tra cui il federalismo fiscale, hanno convinto il Carroccio a evitare
rotture. In cambio di cosa? Per ora di una serie di impegni verbali. Che il
tavolo per Milano dovrebbe trasformare in accordi vincolanti che consentano
alla Sea di finalizzare le sue intese con Lufthansa, l'unica vera carta in mano
in questo momento. I punti sono tre: una rinegoziazione degli accordi
bilaterali che aprano la possibilità di istituire le nuove rotte
intercontinentali da Milano; l'allungamento della convenzione di gestione con
l'Enac (scade nel 2041); la concessione di alcune aree demaniali adiacenti alla
Malpensa appena dismesse dalla Difesa. [I problemi ] Se Lufthansa sposerà Alitalia (ma cosa farà in tal caso Fiumicino?) la strada
dovrebbe essere in discesa. E anche la causa da 1,25 miliardi della Sea contro
la Magliana per l'addio alla Malpensa potrebbe finire in naftalina. Un successo
di Air France aprirebbe invece diverse incognite. Parigi si era già messa di
traverso al rinnovo degli accordi bilaterali. E il vettore tedesco a Milano, a
quel punto, diventerebbe un problema anche per la cordata tricolore, che si
ritroverebbe un concorrente con le spalle larghe posizionato proprio dove c'è
il mercato più ricco del paese. La Lega e Moratti riusciranno a vincere queste
resistenze?.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bologna
La rotta per Roma fa gola ai low cost Le principali compagnie aeree italiane di
stanza al Marconi affilano le unghie per aggiudicarsi la tratta Bologna-Roma, che sarebbe lasciata scoperta dal piano per la nuova Alitalia. In pole position ci sono
Meridiana e AirOne, a anche Myair e Ryanair, che recentemente ha potenziato la
presenza in città, non restano a guardare. Intanto scoppia la polemica politica
attorno all'esclusione di Bologna dai "nodi" principali della nuova
compagnia di bandiera. CAPELLI A PAGINA IV.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
III - Bologna Il trasloco del Comune nella nuova sede i dipendenti protestano dite
la vostra L'Alitalia cancella Bologna largo al low cost
che ne pensate?.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Bologna
Le compagnie low cost si candidano: pronte a sostituire i voli Alitalia per Roma "Bacino strategico". Ma vogliono
aiuti dal Marconi "In questo piano conta il peso della Lega nel governo -
dice Donata Lenzi, Pd - sentiranno le nostre ragioni" "Bologna è
l'ombelico dei trasporti d'Europa - dice Giuliano Cazzola, Pdl - una
sciocchezza tagliarla fuori ora" ELEONORA CAPELLI Mentre le principali
compagnie aeree italiane di stanza al Marconi affilano le unghie per
aggiudicarsi la tratta Bologna-Roma, che sarebbe lasciata scoperta dal piano
per la nuova Alitalia scoppia la polemica politica
attorno all'esclusione di Bologna dai "nodi" principali della nuova
compagnia di bandiera. Nell'amarezza di chi, come Gian Luca Galletti, Udc,
constata che "questa è solo l'ennesima dimostrazione che la città resta
sempre in serie B, nel silenzio assordante delle istituzioni e del Pdl", e
nella delusione di Donata Lenzi, Pd, che vede "prima di tutto logiche
politiche e non strategiche dietro la scelta della città da cui deve ripartire Alitalia". Sta di fatto che i quasi 200 mila passeggeri
che nel 2007 hanno volato sulla tratta Bologna - Roma rimarrebbero "a piedi"
se la nuova compagnia di bandiera rinata dalle ceneri del crac dovesse
eliminare lo scalo emiliano. Viaggiatori che rappresentano un "bacino di
utenza molto interessante" per le altre compagnie che dicono di "non
essere mai riuscite a inserirsi in questa tratta, storicamente presidiata da Alitalia". In pole position ci sono Meridiana, che
collega Bologna con Palermo, Cagliari e Olbia e AirOne, che nel
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Bologna
Il sindacato Le conseguenze sull'occupazione si faranno sentire soprattutto
sull'azienda che si occupa dell'handling "Rischi concreti per stagionali e
precari" "Quel volo consente, via Fiumicino, i collegamenti
internazionali" "I primi a risentire le
conseguenze dell'addio di Alitalia saranno i lavoratori stagionali o a tempo determinato della Bas,
l'azienda che si occupa di handling per la compagnia di bandiera. Porteremo
anche questo problema sul tavolo concordato con l'azienda per la prima settimana
di settembre dove avremmo dovuto parlare di rinnovo integrativo
aziendale". L'addio della nuova Alitalia
allo scalo bolognese rappresenta, secondo Maurizio Lunghi della Cgil trasporti,
una situazione "tutto sommato gestibile", perché ormai, dal punto di
vista dei lavoratori, lo smantellamento degli uffici era cominciato da tempo.
"A noi risulta la presenza di circa dieci impiegati negli uffici Alitalia, tra i quali alcuni erano in vista del
pensionamento ed altri erano pendolari da Milano - spiega Lunghi - certo i
tempi sono molto cambiati da quando la compagnia di bandiera gestiva da Bologna
il traffico postale, con una ventina di voli serali e notturni. Sono passati
solo pochi anni, ma sembra un altro mondo. Ormai chi ci rimette di più sono i lavoratori
delle aziende che appaltano servizi come lo smistamento e la gestione dei
bagagli, ogni crisi si ripercuote in primis su di loro, in questi casi parliamo
di alcune decine di persone". Ma per gli addetti ai lavori, il volo
Bologna-Roma non era una semplice tratta da mettere sullo stesso piano dello
sviluppo dell'alta velocità, ad esempio. Il volo che rischia di saltare se il
"piano Fenice" per il recupero della compagnia viene approvato era
una specie di "porta sul mondo" dei voli intercontinentali, e questo
ne spiega in gran parte anche il successo, che lo ha portato ad essere la terza
meta italiana più richiesta. "Quel volo consente prima di tutto il
collegamento con un grande hub come quello di Roma Fiumicino che dà accesso a
tanti voli intercontinentali - spiega Lunghi - chi deve andare in centro a Roma
anche oggi, prima dell'introduzione della linea ad Alta Velocità, sceglie il
treno". I tempi sono cambiati, anche il presidente della Camera di
Commercio, Bruno Filetti, ha indicato nell'arrivo di Ryan Air la chiave di
volta per il futuro sviluppo della società. Ma i sindacati non sono altrettanto
ottimisti sul passaggio al low cost. (e.c.).
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bari Le
reazioni Stagionali a Palese "Che fine faremo?"
ILARIA FICARELLA Sale la tensione anche negli aeroporti di Puglia in attesa che
sia chiarito il piano industriale della nuova società che dovrà guidare l'Alitalia. A temere sono i lavoratori
stagionali della compagnia di bandiera i primi nella lista degli eventuali
esuberi che saranno dichiarati. SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bari In
due mesi le Ferrovie cancelleranno gli Eurostar per Milano e Roma. Su Alitalia
monta la polemica La Puglia perde il Pendolino Treni: tagli a Bari, Taranto e
Lecce. Aerei: Emiliano accusa Fitto Via i pendolini dalle stazioni pugliesi.
Con l'entrata in vigore dell'orario invernale non partiranno più da Bari i
quattro Eurostar che in meno di cinque ore arrivavano a Roma e i tre che in
otto ore arrivano a Milano. Da Lecce non ci saranno più i due Etr per
Milano e i tre per Roma. Tagliati anche i treni da Roma e Milano per Bari,
Lecce e Taranto. Dal 9 settembre salterà poi il Taranto-Milano delle 5,34.
Intanto si accendono le polemiche sul caso Alitalia:
la nuova compagnia, infatti, ha intenzione di diminuire drasticamente i voli.
"Decisione vergognosa, ci hanno fregato", protesta Confindustria.
"Tutta colpa del ministro Fitto" attacca il sindaco Emiliano. SERVIZI
ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Bari
Aerei, l'ira di Emiliano "Fitto ci sta distruggendo" Il sindaco
contro il ministro. Divella: vergogna De Bartolomeo "Ci hanno fregato chi
sta al governo non può fare finta di non vedere" GIULIANO FOSCHINI La
scelta di tagliare fuori l'aeroporto di Bari dalla
ristrutturazione di Alitalia è "un'ulteriore conferma della volontà di questo governo di
isolare Bari. Una volontà che è tutta del ministro Raffaele Fitto nel nome di
quella logica terribile, ricattatoria, che ha già inchiodato Bari per dieci
anni". Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario regionale del
Partito democratico, attacca a testa bassa il governo nazionale.
"Paghiamo l'ottica nordista del governo Berlusconi ma soprattutto il modo
di fare del ministro Fitto, uno che preferisce che il bambino muoia piuttosto
che sia salvato dall'altro schieramento politico. Ma abbiamo il dovere di
ribellarci a questa logica, a questo modo di fare politica che tende a bloccare
tutto perché poi i singoli siano costretti ad andare con il cappello in mano
dalla politica. La bandiera però qui non c'entra. Stiamo discutendo del futuro
di una città e di un'area metropolitana: da anni parliamo di
internazionalizzazione, stiamo provando a costruirci una credibilità in Europa,
abbiamo aperto ponti per il turismo e i rapporti commerciali, non possiamo
permettere che ci chiudano i collegamenti con il mondo. Spero che i
parlamentari baresi del centrodestra dicano qualcosa perché non siano succubi
di questo modo di pensare. Purtroppo ho però i miei dubbi che possa
succedere". Sulla stessa linea di Emiliano c'è anche il presidente della
provincia di Bari, Vincenzo Divella. "è scandalosa - dice - la decisione
di new Alitalia di tagliare dal proprio circuito base
gli scali aeroportuali pugliesi. è lampante la scelta politica di aver voluto
salvare, per esempio, l'aeroporto di Malpensa a discapito della Puglia. Il
presidente Berlusconi ha preferito di gran lunga fare un favore a Umberto Bossi
piuttosto che a Raffaele Fitto perché ai suoi occhi, evidentemente, hanno due
pesi specifici differenti". Divella parla di una politica
"oscurantista del governo nazionale nei confronti del Sud. A mio avviso -
continua - siamo di fronte solo alla prima di una serie di manovre che ci
penalizzeranno e che manderanno in fumo tutti gli sforzi fatti sul territorio
pugliese in questi ultimi anni". "è il momento che tutti i
rappresentanti istituzionali della Puglia, di qualsiasi schieramento politico,
alzino gli scudi contro una politica di Governo antimeridionalista e
antipugliese". Dura anche la posizione di Confindustria. "Ci hanno
dato una grande fregatura, questo è l'unico termine da utilizzare"
sostiene il presidente regionale, Nicola De Bartolomeo. "L'operazione
fatta sull'Alitalia ha due aspetti. Una puramente
industriale e per i privati è davvero un grande affare. E' stato offerto agli
industriali il meglio di un'azienda, azzerato la concorrenza e dato la
possibilità di tagliare le perdite. In sostanza si lascia tutto il marcio: se
si guardano i numeri dell'operazione, c'è davvero da scandalizzarsi. E' chiaro
quindi che non si è trattato di un'operazione industriale ma puramente
politica. E il problema è qui. Questa decisione nell'ottica territoriale
produrrà dei danni gravissimi, forse irreversibili, ai cittadini e ai suoi
imprenditori". Sul caso dell'aeroporto di Bari il presidente regionale di
Confindustria ricorda "i miracoli fatti in questi cinque anni, con il
traffico aereo raddoppiato e ora questa decisione non dà davvero merito, è suicida
oltre che profondamente ingiusta. Ci sono persone, politici - continua - che
hanno delle responsabilità nei confronti di questa terra, dei pugliesi. Non
possono assistere a una maniera sbagliata di gestire le cose, non possono
consentire che una coperta corta venga tirata soltanto da una parte del letto.
Quando è successo il caso Malpensa, stava per venire giù la rivoluzione. Qui si
lascia una regione a terra e chi è al governo fa finta di niente".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Bari Situazione
più critica a Brindisi dove ci sono numerosi lavoratori stagionali. Paura anche
a Palese Sindacati in allarme: "Posti a rischio" "Il ruolo di
Malpensa non sarà secondario rispetto al riassetto nel Sud" (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) ILARIA FICARELLA Ma a questi si aggiungono anche gli stessi
dipendenti della società che gestisce gli scali aeroportuali pugliesi, la Ap
(Aeroporti di Puglia). Il timore è che un ridimensionamento
dei voli Alitalia da e per
Bari e Brindisi, di fatto il numero più corposo di collegamenti attivati, possa
essere determinante anche nelle scelte della società nella definizione dei
propri organici. Al momento, Alitalia ha in Puglia 163 dipendenti. Cento sono concentrati
nell'aerostazione "Karol Wojityla" di Bari; 63 sono invece quelli
operativi a "Casale Papola" di Brindisi. La metà dei lavoratori
brindisini ha contratti stagionali. "E questo ? dice Riccardo Zotti, della
federazione trasporti della Cgil ? induce a pensare che nella definizione degli
esuberi che la nuova Alitalia dovrà effettuare da qui
a qualche giorno proprio gli stagionali saranno i primi a essere messi in
lista". Certezze però per il momento non ce ne sono. "Nessuno sa dire
come evolverà la situazione", conferma Zotti. E proprio questo fattore sta
mettendo in allarme un po' tutti i lavoratori del comparto. Anche gli stessi
dipendenti della Aeroporti di Puglia sono in attesa i conferme o smentite
all'ipotesi che il nuovo piano industriale dell'Alitalia
comporti delle modifiche sostanziali anche al numero di collegamenti operativi
dagli scali pugliesi. Attualmente dalla Puglia partono 38 voli Alitalia. Sono 25 quelli da e per Bari: si tratta di sei
voli per Roma, cinque per Milano Linate, due per Milano Malpensa; a Bari fanno
invece scalo sei voli da Roma, quattro da Milano Linate e due da Malpensa. In
totale 13 sono invece i voli da e per Brindisi: due per Milano Linate e quattro
per Roma; due in arrivo da Linate e cinque da Roma. L'incognita più grande
resta ancora legata al ruolo che avrà l'aeroporto di Malpensa nella rinnovata
geografia della compagnia di bandiera. Spiega il rappresentante della Cgil:
"Com'è già stato per il piano presentato da Air France ? resta
determinante anche in questo caso capire se Malpensa continuerà a essere
considerato un hub di Alitalia e l'eventuale decisione
non sarà secondaria rispetto al riassetto generale anche nel Mezzogiorno".
Resta il fatto che i voli Alitalia rappresentano al
momento per gli scali aeroportuali pugliesi la parte più corposa dei
collegamenti. Svincolati da ogni incentivazione, utilizzata invece dalla
Aeroporti di Puglia con fondi regionali per attivare nuovi voli (e incamerati
in buona parte dalla compagnia MyAir), i voli Alitalia
potrebbero essere cancellati senza che ne consegua penalità per la compagnia. E
i dipendenti della società che gestisce gli scali pugliesi temono un
ridimensionamento degli organici. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati
avviati una serie di contratti a tempo determinato proprio a servizio dei voli
di Alitalia. Una modifica dell'attuale stato di cose
potrebbe comportare il venir meno delle necessità lavorative.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Bari I
commenti Il Pd all'attacco del governo Il Polo: lacrime di
coccodrillo Volano accuse tra il centrosinistra e il centrodestra per il piano
di salvataggio di Alitalia
che snobba gli aeroporti pugliesi. "è un pasticcio all'italiana perché
dentro ci sono c'è dentro di tutto: politica debole, sindacati pasticcioni,
capitalismo malato e imprenditori di destra, sinistra e centro", dice il
parlamentare del Pd, Francesco Boccia. "Pensare di tagliare fuori
in un sol colpo gli investimenti sui trasporti fatti negli ultimi dieci anni
solo perchè c'è una visione tutta 'nordista' dello sviluppo del Paese - dice
Boccia - è una cosa che non accetteremo mai e non consentiremo a nessuno, a
partire da Berlusconi e i suoi amici, di realizzare". Così, sempre dal Pd,
l'onorevole Cinzia Capano che attacca frontalmente il ministro agli affari
regionale, Raffaele Fitto: "La sua afasia è inaccettabile in un'operazione
che non solo priva i nostri aeroporti di qualsiasi ambizione di diventare una
piattaforma logistica ma addirittura delle rotte escludendoli dai
circuiti". "Il piano di salvataggio di Alitalia
- attacca Cesare Veronico - avrà effetti deleteri sul turismo e rischia di
mettere in ginocchio l'economia". In difesa del ministro pugliese, arriva
l'onorevole Antonio Distaso, da pochi giorni successore di Fitto alla guida del
partito in Puglia: "La levata di scudi contro il piano Alitalia
che penalizzerebbe la Puglia è decisamente prematura. Il governo terrà nel
debito conto le istanze e le eventuali rivendicazioni territoriali, non appena
avrà un quadro più chiaro della situazione. I sei aeroporti individuati -
aggiunge Distaso - sono gli stessi individuati dal piano del governo Prodi che
vedeva il coinvolgimento di Air France". In soccorso di Fitto, arriva
anche il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Rocco Palese: "La Puglia
di Vendola e il governo Prodi hanno massacrato il trasporto aereo pugliese con
logiche menefreghiste e assistenzialiste, creando le condizioni perchè oggi i
nostri aeroporti fossero fuori mercato".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Bari Da
settembre la cancellazione a Taranto che poi s'estenderà anche a Lecce e Bari.
La Regione protesta La Puglia perde i treni Eurostar "Sostituiti dal
vecchio Espresso" Dal 9 del prossimo mese salta il collegamento veloce per
Milano delle 5,34 Loizzo: "Sarebbe il caso che quanti protestavano cinque
mesi fa ora ci ripensino" PIERO RICCI Troppo veloci per la Puglia: così
Bari, Taranto e Lecce perderanno il Pendolino. Se la nuova
compagnia di bandiera che prenderà il posto di Alitalia farà sapere come lasciare a terra i pugliesi, Trenitalia sa già
quando trasformare la Puglia in un binario morto per i suoi Eurostar. Dal 9
settembre salta il Taranto-Milano delle 5,34 che arriva nel capoluogo lombardo
in meno di nove ore e mezza: al posto di un Etr 500 ci sarà un Intercity
revampizzato, come si dice. Niente più carrozza ristorante e tutti i
comfort pubblicizzati da Trenitalia. Fra un paio di mesi i pendolini spariranno
anche dalle stazioni di Lecce e di Bari. Nel capoluogo pugliese, probabilmente
in coincidenza con l'entrata in vigore dell'orario invernale, non partiranno
più i quattro Eurostar che in meno di cinque ore arrivavano nella capitale e i
tre pendolini che in otto ore arrivano a Milano. Da Lecce non ci saranno più i
due Etr per Milano e i tre per Roma. Così come si parte, così non s'arriva
nemmeno: da Roma e Milano per Bari, Lecce e Taranto, si potrà viaggiare ma
senza le comodità offerte dal pendolino. Il capoluogo salentino è stato il
primo in Puglia a sperimentare la sostituzione di un pendolino con un vecchio
"espresso" revampizzato. è accaduto cinque mesi fa. E in quella
occasione, tra le proteste di tutti, Trenitalia spiegò che quella tratta non
era frequentata tanto da giustificare una serie di comfort, come il ristorante.
"Allora accettammo a denti stretti ma a condizione che fosse un caso
isolato", dice l'assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Mario
Loizzo. E ora? "Se fosse così, come sembrerebbe emergere, sarebbe
intollerabile", aggiunge. Ma tant'è. Trenitalia non potrebbe permettersi
il lusso di lasciare gli Etr che possono viaggiare a
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Non sono un voltagabbana.
Sono un civil servant e sono abituato a mettermi alla prova. Le mie convinzioni
non cambiano e ho la mia libertà di pensiero che rivendico". Il professor
Augusto Fantozzi, già ministro con Prodi, spiega a l'Unità
perché ha accettato di collaborare come commissario con il governo Berlusconi
nella grave crisi Alitalia.
E chiede aiuto alla politica: "Non è una partita facile, il tempo gioca
contro". Gli esuberi? "Non si può chiedere al solo commissario di
gestire il problema, sarà il ministro Sacconi a negoziare con i
sindacati". Rossi a pagina 8.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il business
dell'Expo per i cavalieri bianchi che salvano Alitalia Tutte le contropartite al
centro dell'operazione La cordata I "coscritti" della Fenice in
attesa dei 16 miliardi di investimenti per Milano 2015 Hanno risposto
all'appello del premier con una "puntata minima" che produrrà
interessanti favori (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALBERTO STATERA La sala
plaudente di fans si fece repentinamente sorda e grigia, molti
distolsero imbarazzati lo sguardo dall'amor loro interdetto sul palco e nessuno
ebbe il coraggio di alzare né una mano né un dito. Neanche la neopresidente di
Confindustria Emma Marcegaglia , la cui azienda di famiglia spicca oggi tra i
magnifici sedici ardimentosi che si sono iscritti al club dei salvatori della
patria, accettando di partecipare al "Pittoresco Capitalistico" che
va sotto il nome di "Operazione Fenice", quella che dovrebbe far
risorgere dalle ceneri l'ectoplasma della Compagnia di bandiera. Pochi giorni
dopo Santa Margherita moriva a Roma quasi novantenne, e non dal ridere, Umberto
Nordio, l'ultimo presidente dell'Alitalia che firmò
bilanci in attivo, ma che giusto vent'anni fa fu cacciato da Romano Prodi,
allora presidente dell'Iri, perché era un po' troppo autonomo. Cos'è successo
da quei primi giorni di giugno capace di coagulare la coraggiosa cordata che
sfiderà guidata da Roberto Colaninno la legge di gravità oltre a quella del
mercato? E' successo che uno stuolo di emissari politici sguinzagliati da Berlusconi,
dal banchiere Gaetano Miccicchè al factotum Bruno Ermolli, ha spiegato al colto
e all'inclita, seppur ve ne fosse bisogno, che questa non è una faccenda
qualunque, ma "è una delle partite che contano nel capitalismo
italiano", come dice sempre Cesare Geronzi, impegnato a sua volta nella
partita delle partite, quella che - Mario Draghi permettendo - lo dovrebbe
portare al controllo assoluto di Mediobanca e della Galassia del grande potere
finanziario da Trieste a Roma, da Milano a Torino, orfano ormai da anni di
Enrico Cuccia. Chi resta fuori dalla partita Fenice non avrà da guadagnarci su
altri ben cospicui fronti finanziari. Così è nata la cordata dei patrioti
coraggiosi, i 16 "coscritti" - ma quanti altri si accoderanno
sull'onda della tremontiana economia sociale di mercato ? - disposti a fare gli
azionisti "captive" del governo sotto le vesti di "cavalieri
bianchi". In cambio di che ? Con quale contropartita politica derivante
dal rapporto privilegiato con Palazzo Chigi, che su rifiuti napoletani e Alitalia si è giocato la periclitante credibilità degli
annunci? Eugenio Scalfari, Francesco Giavazzi, Tito Boeri, Franco Debenedetti e
altri hanno già ritratto a grandi linee l'album di famiglia dell'
"Operazione Fenice", che, nella migliore tradizione, è nutrita di
politica, l'unica che sembra poter dare "dividendi", con la
pubblicizzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti, a questo
capitalismo che aborrisce di fatto, se non a parole, il libero mercato. Come
vuole la religione monopolista e antimercatista del "Lider Maximo",
nato a suo tempo sulla benevolenza di Bettino Craxi e di qualche loggia
bancaria e oggi spalleggiato dall'ideologo Giulio Tremonti. L'ha detta bene
Michael O'Leary, patron di Ryanair: "Uno sport folle": l'interferenza
della politica in Italia è uno sport folle. Cui i capitalisti nutriti di animal
spirits, di shumpeteriana gagliardia, si acconciano con entusiasmo. Ne abbiamo
almeno sedici nel "Pittoresco Capitalistico" che va in scena in
queste ore, ma potrebbero ancora crescere, attratti dalle contropartite
governative. Quali contropartite ? Non scherziamo. Altro che il Ponte sullo
Stretto, di cui Benito Mussolini annunciò l' imminente inizio dei lavori
settant'anni fa, ma che forse non si farà mai, o che comunque noi purtroppo non
vedremo. C'è pronta la manna del 2015: l'Expò di Milano, la ex capitale morale
che torna grande, maestosa, quasi da bere, come ai bei tempi. Scorri i nomi dei
sedici ardimentosi e non ne trovi uno che non sia in attesa di assai lucrosi
favori governativi. Lasciamo stare per un istante Salvatore Ligresti,
palazzinaro e assicuratore, già protagonista della Milano da bere e di quella
in manette, i Benetton, Tronchetti Provera, Marcellino Gavio, i pubblici
concessionari autostradali, i proprietari di aeroporti e stazioni, e gli altri
i cui interessi, curati con affetto in cambio dell'intervento patriottico, sono
evidenti: 16 miliardi pubblici d'investimenti e di relativi appalti per l'Expò
destinati ai padiglioni, ma soprattutto a due autostrade, due metrò, una nuova
tangenziale, stazioni, ferrovie e quant'altro. Lasciamo stare Francesco
Caltagirone Bellavista che con l'Ata ha mire consistenti su Linate e su altri
cospicui business milanesi, dopo aver ristrutturato a Venezia il Molino Stucky.
Tralasciamo anche Emilio Riva, l'acciaiere tradizionale supporter berlusconiano
di ferro, e Marco Fossati che deve difendere il suo investimento in Telecom
dalle mire spagnole. E, per carità, la Emma che, poveretta, è sulla graticola
di Confindustria e ha Berlusconi che le fiata sul collo. Carlo Toto poi deve in
qualche modo far volare quell'Airone zoppo e scalcagnato che ha sul gobbo.
Claudio Sposito e Salvatore Mancuso, bontà loro, rispondono all'appello del
premier con un "chip" milionario che, statene certi, produrrà
interessanti favori governativi ai loro fondi. Concentriamoci piuttosto su
Davide Maccagnani, imprenditore ignoto ai più, che proprio incuriosisce. Ex
titolare, presidente e amministratore delegato della Simmel Difesa, unico
produttore in Italia di munizioni e di spolette di medio e grosso calibro per
cannoni navali, oltre che di esplosivi, teste missilistiche, razzi e sistemi
d'arma a razzo, questo Davide ha appena venduto l'azienda, con stabilimenti a
Colleferro e ad Anagni, vicino Roma, agli inglesi della Chemring. Di Davide,
che si divideva tra Torino e gli stabilimenti laziali dove ci fu un'esplosione
che provocò un morto e molti feriti, il "santino" del premio di un
"Gran Galà Stampa" del 2003 ci racconta che "è uno dei più
stimati e apprezzati capitani d'industria a livello intercontinentale, un
industriale che si è fatto veramente da solo con notevoli sacrifici, con lo
studio, con l'applicazione, con il coraggio e la grandissima
perseveranza". Che c'entra Maccagnani con l'Alitalia
? Non disperate, ha messo via i soldi degli inglesi che hanno comprato i suoi
missili di Colleferro e ha messo in piedi una piccola immobiliare, la Macca
srl. Volete vedere che la Macca, a dispetto della sigla casereccia, spunterà in
qualche bell'affare edilizio milanese, visto che tra Scilla e Cariddi non si
muoverà neanche un ciotolo? Del resto un produttore di teste missilistiche che
subentrò anni fa alla Fiat e alla Snia BPD nel business delle armi deve avere
ganci governativi e con i Servizi di primaria qualità. Ci riserviamo magari di
chiederlo, se ci darà udienza, a Gianni Letta, il cui nipote Enrico in questa
vicenda è stato il più realista: con l'"Operazione Fenice", stanno
facendo un'altra Efim, l'ente voluto da Aldo Moro e Pietro Sette, la cui liquidazione
costò ai cittadini italiani settemila o più miliardi del tempo. Poi ci sono i
fratelli Fratini, Corrado e Marcello, che facevano jeans in Toscana, area
privilegiata di Denis Verdini, neocoordinatore nazionale di Forza Italia,
l'uomo che fa venire il morbillo a Fabrizio Cicchitto, l'antico trotskista
della sinistra lombardiana che, iscritto alla Loggia P2 come l'attuale capo
Berlusconi, criticava Berlinguer da sinistra e che purtroppo tutte le sere ci
tocca subire nei telegiornali nazionali. Ma ancora per poco, finchè il suo capo
toscano, con ottimi agganci di tutti i tipi a cominciare da quelli veri
massonici, non metterà all'incasso il ruolo appena assunto al posto
dell'ecumenico Sandro Bondi e quello svolto con Ermolli e altri nella leva dei
coscritti Alitalia. Questi Fratini, insomma, un po'
stufi degli stracci griffati, hanno messo su indovinate che ? Un'immobiliare,
la Fingen Real Estate. Chissà che la nuova nata non conquisti qualche
appezzamento al sole ai confini della Brianza, sulle soleggiate terre dell'Expò
2015. "Magliana ai magliari", ci dice sghignazzando un ex
amministratore delegato che naturalmente non vuole essere citato, in onore al
"Pittoresco Capitalistico" d'Italia. Non resta allora che un flebile
e assai poco speranzoso interrogativo: sarà Colaninno a salvarci dal
capitalismo intossicato dalla politica?.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Solo
nell'ultima settimana ne sono state annunciate quattro: due
su Alitalia, una su Enel e
una sui diritti tv per il calcio. Eppure quella delle class action somiglia
sempre di più ad una battaglia contro i mulini a vento. Due associazioni di
consumatori hanno detto che tutto è pronto per l'azione collettiva a tutela di
risparmiatori e contribuenti contro le storture del piano di salvataggio della
compagnia di bandiera. Stesso discorso da parte del Siti, il Sindacato
italiano per la tutela dell'investimento e del risparmio. Il Codacons ha messo
nel mirino l'Enel sui risarcimenti dovuti per gli effetti dell'elettrosmog, e
la Lega calcio per il mancato accordo sui diritti tv relativi alla trasmissione
in chiaro del calcio. Tutto bene, se non fosse che si tratta di iniziative
quantomeno premature. A metà giugno, infatti, il governo ha annunciato il
rinvio al prossimo anno del varo della legge che regola le class action,
vincolandola ad un "percorso di revisione con le parti interessate".
Decisione scaturita anche dal pressing delle associazioni imprenditoriali. Solo
a gennaio, dunque, si scopriranno le reali intenzioni dell'esecutivo:
nell'attesa, non resta che registrare l'ottimismo della volontà dei paladini
della class action. Un pressing, il loro, utile se non altro ad esorcizzare il
pessimismo della ragione. Marco Patucchi [spagna, dal cemento all'energia]
Diversificare per non morire: è la parola d'ordine tra i grandi costruttori
spagnoli di fronte alla terribile crisi che rischia di vanificare il
"boom" edilizio dell'ultimo decennio. Fcc (Fomento de Construcciones
y Contratas), uno dei giganti del settore, entra così nel campo delle energie
rinnovabili con l'acquisto di 14 centrali eoliche. L'impresa di Esther
Koplowitz (undicesima donna più ricca d'Europa secondo la lista pubblicata nei
giorni scorsi da Forbes) pagherà 190 milioni di euro alla compagnia australiana
Babcock&Brown e si farà carico di un debito lordo di 590 milioni. Le 14
centrali, distribuite su tutto il territorio spagnolo, dalla Galizia fino
all'Andalusia, hanno una potenza complessiva di 420 megawatt, in grado di
rifornire 200mila persone. Si tratta della prima incursione di Fcc nel settore
energetico, ma non è escluso che Koplowitz possa decidere presto di cercare
nuove strade per incrementare la propria presenza. L'operazione di Fcc potrebbe
avere, secondo alcuni analisti, ripercussioni positive anche sulla quotazione
di Iberdrola Renovables, la società che gestisce il settore delle energie
alternative del primo gruppo elettrico spagnolo. Alessandro Oppes.
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Crescono i
timori per Fiumicino. Lavoratori Alitalia sfiduciati: "Ma alle Poste non ci andiamo" E Alemanno
si appella a Colaninno PAOLO G. BRERA ROMA - L'incontro di un ora avvenuto ieri
in Campidoglio tra il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, e Roberto
Colaninno non è servito a rasserenare gli animi intorno al destino dell'hub di
Fiumicino, fortemente minacciato dal piano di salvataggio dell'Alitalia. "Comincio a sentire odore di...
Alimalpensa", dice il presidente della Regione, Piero Marrazzo, prendendo
sempre più le distanze da un piano con cui "diminuiscono i lavoratori e
viene ridotta la flotta: si colpisce l'aeroporto di Roma capitale, non possiamo
permetterlo". Sui margini di manovra per impedirlo, tuttavia, pochi si
fanno illusioni, anche se Colaninno ha "garantito al sindaco un costante e
corretto confronto con tutti gli enti locali". Regione e provincia (Pd)
sono al fianco dei comuni di Roma e Fiumicino (Pdl) nel chiedere garanzie per
"sviluppo e ruolo internazionale dell'hub". Impegno bipartisan, ma
nello scalo l'umore resta nero. "Sono triste, non preoccupato", dice
Fabrizio, 30 anni, alle manutenzioni pesanti: "Se finissimo nella bad
company - spiega - alle Poste non ci andrei: sono ingegnere e dirigo dieci
dipendenti, ho lavorato in Germania nel settore aeronautico e non avrei
difficoltà a trovare un'altra compagnia. Ma i miei collaboratori...".
"Ho resistito 34 anni in Alitalia - racconta Aldo
Cassan, 57 anni - lavorando su cavi e tubi a 210 atmosfere. Per capirci, quelli
di casa che fanno il botto per sfiatare sono a 3 atmosfere. Ma che ci vado a
fare al catasto?". E tremano i lavoratori dell'indotto come Giorgio
Lattanzi, 57 anni, addetto alle pulizie a bordo: "Siamo in
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Quando
Alitalia era uno status
symbol A Ostia nelle case acquistate dai dipendenti all'azienda: "Fu un
affare, le comprammo alla metà del valore" di Gioia Salvatori
"LAVORARE IN ALITALIA? ai miei tempi era un orgoglio, oggi è quasi una
disdetta". Gelsomino Iannicelli, 65 anni, meccanico in pensione della
compagnia di bandiera, ricorda con nostalgia i tempi che furono: "Ogni
volta che sento parlare di crisi di Alitalia mi si stringe
il cuore - racconta - Per noi emigranti del Sud, la compagnia di bandiera ha
rappresentato una via di scampo dalla povertà, alternativa all'emigrazione
all'estero. Come Fiat e le Ferrovie dello Stato. Mi dispiacerebbe non vedere
più gli aerei che mi passano sulla testa". E in effetti, a Ostia, diversi
sono gli aerei dalla lunga fusoliera e la striscia verde che sfrecciano sulle
teste dei residenti. Passano anche sulle case Alitalia di via Grenet, quattro piani di
mattoni rossi e portoni in alluminio, dove Gelsomino, molisano di Agnone, abita
dal 1969 con la sua famiglia. Ampi gli ingressi e confortevole il cortile
interno, lungo, luminoso e contornato del verde dei giardini che vi si
affacciano. A piano terra ogni appartamento ha il suo angolo di verde, ai piani
alti, invece, ci sono i terrazzi, ampi anche
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Campidoglio,
Alemanno incontra Colannino Marrazzo: sento odore di "Alimalpensa, la
Regione sarà al fianco dei sindacati per tutelare i lavoratori" È
preoccupato il sindaco di Roma Gianni Alemanno per lo scalo di Fiumicino e per
i livelli occupazionali della compagnia di bandiera nella Capitale all'indomani
del varo del piano di salvataggio dell'Alitalia da parte del Consiglio dei ministri. Giovedì aveva chiesto
l'impegno del governo ad incontrare i rappresentanti degli enti locali, ieri il
sindaco ha incontrato il presidente designato di Compagnia aerea italiana,
Roberto Colaninno, sottolineando "l'interesse del Comune di Roma e degli
altri enti territoriali per garantire lo sviluppo e il ruolo internazionale
dell'hub di Fiumicino". Nel corso del colloquio, ha fatto sapere il
Campidoglio, Colaninno ha garantito al sindaco "un costante e corretto
confronto tra la nuova società che si va costituendo per dare un futuro ad Alitalia, e tutti gli Enti locali rappresentativi del
territorio di Roma". Il confronto "partirà in via ufficiale non
appena il commissario Augusto Fantozzi avrà valutato l'offerta della newco
presentata da Colaninno". In linea con Alemanno anche il deputato del Pdl
ed ex presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa che ha spiegato: "Fiumicino
non può non continuare a essere un hub internazionale di assoluto livello,
anche per la centralità che ha sul Mediterraneo". Comincia invece a
sentire "odore di 'Alimalpensà" il presidente della Regione Lazio
Piero Marrazzo alludendo ad una volontà di favorire Malpensa a scapito di
Fiumicino. "La Regione Lazio, insieme alla provincia di Roma e credo anche
al Comune - ha detto Marrazzo - tutelerà i lavoratori al fianco dei sindacati.
Da come leggo sulla stampa, gli esuberi dai tremila dell'accordo con Air
France, oggi sono diventati seimila. Dovevamo mantenere, con il precedente
accordo, una grande compagnia di bandiera internazionale, mentre oggi lo stesso
governo ammette che diventerà una compagnia regionale. Diminuiscono i
lavoratori - ha concluso Marrazzo - e viene ridotta la flotta: in questo modo
si colpisce l'aeroporto di Roma Capitale. Non possiamo permetterlo".
( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cultura LAPSUS HUB
STEFANO BARTEZZAGHI Una Compagnia senza Hub: sembra il titolo di una novella
ambientata nella foresta di Sherwood, ed è invece il nuovo capitolo di
un'avventura anche più densa di ombre e luci, quella di Alitalia. Doppio hub, hub singolo,
nessun hub: il tecnicismo aeroportuale è diventato, come al solito, una
parola-disputa, malleabile a ogni torsione. Ma cos'è, eventualmente chi è, un
hub? I vocabolari danno risposte letterali e per ciò stesso ingenue: un
aeroporto che serve da snodo, fra viaggi nazionali o continentali e viaggi più
lunghi. Ma nella contesa retorica e ideologica sul sistema aeronautico
nazionale è diventato una specie di Santo Graal, una sede dell'orgoglio
patriottico, un mito imprendibile, il vuoto dentro a un anello incantato. Si va
a Fiumicino: è un hub o non è un hub? Non è esattamente la prima domanda che ci
si pone. Malpensa, hub o non hub? Hubbìe tecnicali per appassionati. Ma ora che
il piano per la nuova Alitalia afferma che
"sparisce il concetto di hub", perché l'opposizione non fa una forte
campagna di stampa sull'hub conculcato e sull'onore nazionale lacerato?
Dall'altra parte, simili proteste per l'estinzione dei sarchiaponi hanno sempre
dato ottimi risultati.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Roberto Rossi / Roma
Nonostante fosse nell'aria da giorni, la sua nomina è arrivata solo in serata.
Augusto Fantozzi, ex ministro del governo Prodi, sarà il
nuovo commissario Alitalia.
Sarà lui "a metterci la faccia" e a maneggiare la patata bollente
lasciata in eredità da Silvio Berlusconi: esuberi e debito. Con un'avvertenza,
anzi due: una al governo, l'altra ai sindacati. Al primo chiede di
"gestire" i licenziamenti. Ai secondi manda a dire che si più
"ragionare", ma di farlo "in fretta". Professore quando è
stato contattato e da chi? "Sono stato contattato qualche giorno fa
direttamente da Gianni Letta". Ha accettato subito o ha posto delle
condizioni? "Ho accettato subito a condizione, però, mi si dessero gli
strumenti e ci fosse una sorta di sostegno pubblico all'attività del
commissario. Che il commissario, cioè, potesse lavorare serenamente". Che
non fosse lasciato solo... "Esatto. È questo il messaggio forte che vorrei
far passare: la politica mi aiuti. Non è una partita facile. Anche perché la
vicenda è stata fatta marcire per lunghissimo tempo. Io sono uno che deve
portare la croce facendo soffrire tutti il meno possibile: i dipendenti, gli
azionisti, i detentori di bond, gli italiani che pagano le tasse, gli utenti.
In questa vicenda io ci metto l'unica cosa che ho: una faccia decente. Se me la
fanno spendere onestamente forse troveremo una soluzione che faccia meno
male". Ha visto il Piano Fenice elaborato da Intesa Sanpaolo? "Io il
piano l'ho poco più che letto sui giornali. Mi è stato spiegato, più che
altro". Da quello che ha letto o ha appreso può stare in piedi?
"Secondo me si regge. È un piano che è stato fatto bene e da consulenti
responsabili. Poi dipende molto dagli uomini e dal contesto. Se il petrolio va
a duecento dollari sarà molto dura. Ma in questo caso, sarà molto dura per
chiunque". Qual è il maggiore problema che individua nel suo incarico?
"Il problema più drammatico è quello che devo entrare in un aereo in
corsa. Tutto si tiene se si riesce a non interrompere il servizio, a non lasciare
gli italiani a terra, a non farsi bloccare gli aerei fuori dall'Unione europea,
cioè a chiudere tutto prima che il paziente muoia". Quali poteri avrà?
Sarà un mero curatore fallimentare? "Io faccio il notaio con poteri
operativi. Devo assicurare con trasparenza, come dice il decreto, il realizzo
degli asset e la sistemazione delle pendenze. Tutto nel migliore dei modi.
Naturalmente con funzione liquidativa, almeno per la bad company". Ci sono
attività da valorizzare nel gruppo? "C'è un'azienda che vola, naturalmente,
che accumula perdite, ci sono delle attività immobiliari e poi ci sono degli
ulteriori aerei che non entrano a far parte del perimetro di quell'offerta. Ma
aspettiamo di conoscere bene il piano". Che tempi ha in mente per la
realizzazione del suo compito? "In questo momento non sono in grado di
fare una previsione. Dico solo che il tempo gioca contro di noi. Lei ha
presente la velocità degli aerei? Gli aerei volano e non si possono fermare,
gli stipendi corrono e, possibilmente, non si devono interrompere, la benzina
va pagata. Si deve fare presto". Nella sua lunga esperienza, anche da
ministro, è stato mai chiamato a gestire un caso così complesso? "Ne ho
avuto uno simile quando nel 1995, da ministro delle Finanze, gli
autotrasportatori bloccarono l'Italia perché volevano la restituzione della
fiscalità sulla benzina. La trattativa fu un incubo. Avevo l'angoscia che si
bloccasse l'Italia". E oggi? "Un po' di timore ce l'ho, è naturale.
Ma Alitalia non si può fermare". A chi le obietta
che in passato è stato anche ministro del governo Prodi che cosa risponde?
"Che ne sono stato molto lieto e molto orgoglioso. Io resto delle mie
convinzioni e ho la mia libertà di pensiero che rivendico. Ma sono un
professionista che fa il suo mestiere modestamente e senza iattanza. Credo che
questo sia stato apprezzato". Fantozzi non è stato sedotto da Berlusconi,
quindi? "Assolutamente no. Fantozzi non è un voltagabbana. Come qualsiasi
professionista Fantozzi stima e ringrazia coloro che apprezzando la sua professionalità
gli hanno dato fiducia". Professore, tra i suoi compiti di commissario c'è
anche quello di gestire gli esuberi. Ha fissato già un incontro con i
sindacati? "Lo ha fatto il ministero del Lavoro. Ci incontreremo
lunedì". Affiancherà il ministro Sacconi? "Sì. Ma il capofila è il
ministro del Lavoro. Poi eseguirò e parteciperò all'accordo, ma sarà Sacconi a
negoziare". I sindacati di Alitalia sono già sul
piede di guerra. Che si aspetta da loro? "Mi aspetto ragionevolezza. Nel
senso che mi aspetto che ragionino e noi, naturalmente, siamo pronti a
ragionare con loro. Senza inciuci e consociativismi di sorta. Ma con
un'avvertenza: nel ragionare non possiamo metterci troppo tempo. Gli aerei
devono volare. L'esperienza Air France credo che abbia ammaestrato tutti".
Si parla di 6-7mila esuberi. Come si fa a gestire un'emergenza così vasta?
"Questo è un problema doppio. Perché non sono spalmati su tutto il
territorio nazionale. Ma non si può chiedere al solo commissario di
gestirlo". È un problema che riguarda il governo? "Certo. È un
problema di dimensione nazionale che va risolto cercando di fare meno danni
possibili". Ecco, professore, in definitiva ma chi glielo ha fatto fare?
"È quello che mi domandano in famiglia. Però io ho 68 anni, sono un civil
servant, un servitore dello Stato, e sono abituato a mettermi alla prova.
Dimostrerò anche questa volta che è una cosa che si può fare. Non per me o per
altri, ma per gli italiani".
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ex ministro che
liquiderà la "bad company" Ministro, presidente della commissione
Bilancio della Camera, professore universitario e titolare di uno studio legale
tributario, consigliere d'amministrazione dell'Enel. È il ritratto di Augusto
Fantozzi, 68 anni appena compiuti, commissario
straordinario per Alitalia.
La carriera accademica inizia nel
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
I bocconi amari del
Pd: sui media passa la versione del salvataggio... Bersani: "La verità
sulla vicenda? Anche la stampa faccia qualche sforzo". Parola d'ordine:
insistere, la realtà è testarda di Bruno Miserendino/ Roma QUALCUNO NEL PD,
senza farsi illusioni, lo considerava un banco di prova: "Vediamo se anche su Alitalia il premier riesce a non pagare dazio". Se era una scom-
messa al Pd ammettono di averla persa. Ieri, dopo amaro ascolto di tutti i tg,
e attenta lettura dei giornali, il verdetto è arrivato, impietoso (per Veltroni
e compagni): anche stavolta, sia pure con qualche difficoltà, Berlusconi sembra
riuscito a far passare il suo messaggio. "Missione compiuta, Alitalia è stata salvata dalla svendita e non peserà più sui
contribuenti". Così ha detto il premier e così i media, con qualche
sporadico sussulto critico, hanno riportato e ripetuto all'infinito. Come
direbbe Quasimodo "senza un lamento, senza un grido, levato a vincere
d'improvviso il giorno". Al Pd allargano le braccia, visto il
coinvolgimento nell'operazione di tante proprietà dei giornali non è che si
aspettassero grida d'indignazione. Però il succo è che hanno deglutito amaro
un'altra volta: le dichiarazioni dell'opposizione relegate ad articoletti di
maniera, i dubbi sull'operazione avvolti in una grande nebbia fuori stagione,
la sostanza politica della vicenda stravolta, le bugie del premier, perché di
questo secondo il Pd si tratta, riportate come verità: come quelle secondo cui
il vecchio piano Air France prevedeva più esuberi di quelli annunciati adesso,
e quella, "fantasmagorica", secondo cui Alitalia
non peserà sui contribuenti. Un leader moderato e misurato come Enrico Letta,
che è parte in causa visto che si era occupato del caso quando era al governo,
si è lasciato andare l'altra sera a un moto di sgomento per
"l'intollerabile sfacciataggine del premier". Ieri Bersani, al
meeting di Rimini, tra una botta e risposta con Passera, qualche parola su
questa nebbia mediatica l'ha detta: "Uno sforzo lo faccia anche la libera
stampa, non può mica farlo solo l'opposizione". Veltroni ieri era in
ritorno da Denver e dopo la dichiarazione dell'altra sera ("sarà una
compagnia di bandierina, la vicenda è lo specchio di un governo vittima della
sua demagogia"), ha parlato del nuovo caso intercettazioni. Però si sa
cosa pensa: lui si era impegnato a fare le pulci a ogni promessa non mantenuta
del premier, e l'obiettivo lo persegue con determinazione, ma se persino su una
vicenda come Alitalia, dove l'opposizione o anche il
semplice buon senso dovrebbero far valere le loro ragioni, significa che non
c'è partita. O meglio, la partita c'è , ma il primo tempo si sta chiudendo col
premier in grande vantaggio. Non resta che aspettare il secondo. Magari
cambiando un po' gioco. Sembra di capire che la parola d'ordine è
"insistere, insistere, insistere", squarciare la nebbia, perché alla
fine, pensa Veltroni, i fatti s'imporranno e il "grande imbroglio"
verrà valutato per quel che è anche dalla maggioranza dei cittadini. Al Pd non
vogliono dare l'impressione di essere in lotta con i media. In tanto perché non
c'è nessuna lotta: nemmeno i più maliziosi o sospettosi credono a complotti o
censure, ma al massimo, nella vicenda Alitalia, solo
alla pesantezza degli interessi in campo. Però che si usino due pesi e due
misure sì. "Pensate solo se avesse fatto Prodi quel che ha combinato
Berlusconi", commentano al Pd. Nessuno vuole prendersela solo con i media,
perché che qualcosa non funzioni nella macchina comunicativa del Pd lo notano
in molti. L'altra sera alla Festa di Firenze l'ex ministro Giulio Santagata
commentava autocriticamente la sproporzione tra i fatti e la condiscendenza dei
media: "Oggi (ieri ndr) era la giornata in cui si dovevano fare decine di
dichiarazioni, di mettere in moto una macchina, almeno vagamente simile a
quella che guida Berlusconi, invece adesso non si sa mai bene chi deve parlare,
e se è il caso dir qualcosa". Il risultato è che alla fine è arrivato un
altro messaggio: come dice un autorevole quotidiano del nord "dal punto di
vista politico è difficile non registrare il punto messo a segno dal
governo". Ecco. Insistere e aspettare. I lavoratori Alitalia
l'imbroglio l'hanno capito, a Fiumicino soprattutto, per il resto si tratterà
di aspettare che i fatti diradino la nebbia e che le divisioni nel governo su
dove collocare gli esuberi vengano allo scoperto. Mai farsi tante illusioni,
comunque. Del resto i riflettori, caso mai avessero illuminato il caso Alitalia, si sono già spostati su Prodi e le nuove
intercettazioni. "Fantastico - commentano al Pd - un settimanale di
Berlusconi le pubblica, i suoi giornali lo riprendono con titoli cubitali - e
il premier dà la solidarietà a Prodi". La classe non è acqua.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Madonna! Un
miracolo sulla carta Ma il destino è appeso a un filo" "Cercasi: un vecchio
danaroso, una ubbidiente Commissione europea, una nuova legge sui fallimenti,
un partner straniero, prezzi del greggio più bassi, e tutto subito. In poche
parole, un miracolo. Madonna! Ma benchè Silvio Berlusconi abbia promesso
proprio questo, al 59esimo minuto dell'11esima ora, il
destino di Alitalia è
appeso ad un filo". Così il Financial Times ha commentato la vicenda Alitalia. Il quotidiano finanziario
spiega che "sulla carta la resurrezione della compagnia è già
avviata". "Ma la nuova Alitalia dovrebbe almeno riuscire a respingere l'intromissione politica
che l'ha tormentata così a lungo".
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Nicola Cacace Segue
dalla Prima Tutto questo avviene in un Paese dove salari e pensioni perdono da
tempo potere d'acquisto, perdita quantificata dai dati ufficiali in circa 2000
euro l'anno per le pensioni e 5000 per salari e stipendi. In un Paese normale,
di fronte a questi dati, ad una forbice prezzi-salari che rende drammatica la
ripresa di settembre alla maggioranza delle famiglie italiane, governo,
partiti, sindacati e forze sociali siederebbero in seduta permanente
d'emergenza. E il governo che fa? Prima cancella 2000 istituti scolastici
costringendo migliaia di famiglie di centri minori a usare la macchina per
portare i figli a scuola e opera tagli drastici alla Sanità senza tenere conto
dell'invecchiamento della popolazione (giusto colpire sprechi e ruberie, dovuti
anche al favore accordato indiscriminatamente a strutture private, sbagliato
ignorare il naturale aumento dei costi sanitari nel Paese più vecchio
d'Europa). Poi si inventa una soluzione per Alitalia che in nome di una italianità costosa che, a detta di tutti gli
esperti non potrà durare, va bene per una decina di industriali che, fiutando
il vento, fanno bene il loro mestiere, è pessima per i 59 milioni di cittadini
che, come ha ben detto il più noto banchiere italiano, Alessandro Profumo
"al termine di questa vicenda ci perderanno come passeggeri e come
cittadini" (il Sole 24 0re, 29 agosto). La situazione è nera, con
un terzo di italiani benestanti che ricevono 500 euro regalati con l'abolizione
totale dell'Ici e due terzi delle famiglie che non sanno come fare con un
carrello della spesa sempre più caro e salari e pensioni sempre più povere. E
con una domanda interna sempre più fiacca, prima responsabile del fatto che da
anni il Pil italiano cresce meno di un terzo rispetto al resto d'Europa.
Malgrado un impoverimento della maggioranza delle famiglie da anni di politiche
redistributive inique, il governo va avanti a ritroso. Viene completamente
ignorata la proposta del centrosinistra di rianimare salari e pensioni con una
fiscalizzazione delle imposte, come viene ignorata la proposta di ridurre le
accise su benzina e gasolio, iniqua tassa crescente sui consumi. Proprio mentre
il fallimento del modello americano basato su una iniqua distribuzione dei
redditi, fortemente denunciato in questi giorni anche alla Convention
democratica ed i successi del modello scandinavo di una crescita legata al
Welfare, dimostrano che non c'è incompatibilità tra crescita ed equità sociale,
Berlusconi e Co. scelgono la strada perdente della ineguaglianza crescente dei
benefici tra le classi e le famiglie come la soluzione Alitalia
dimostra. È curioso che mentre anche a Denver si vanta il modello europeo di
economia sociale di mercato, mentre entrambi i concorrenti alla presidenza Usa
avanzano proposte ispirate a politiche di "sviluppo compatibile con
politiche redistributive" i nostri "eroi" sperimentano politiche
perdenti e quel che è peggio, insostenibili per milioni di famiglie. Come ha
scritto il Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz (Repubblica, 11 agosto)
"in un'economia moderna c'è sviluppo sostenibile solo in presenza di una
buona rete di sicurezza sociale". L'Italia di Berlusconi va in direzione
opposta, con l'Ici per i ricchi e l'Alitalietta che produce privilegi per
pochi, problemi per i più. Speriamo che l'opposizione sappia raccogliere la
domanda di insicurezza che viene da milioni di famiglie per un cambio reale di
politica economica.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Non siamo gli
scarti della compagnia" Tra il personale di Fiumicino. La rabbia per un
destino da eccedenze, l'orgoglio per anni di lavoro di Gioia Salvatori / Roma
AMAREZZA, SCONFORTO e tra i più anziani un po' di nostalgia. La speranza di un
partner straniero forte e l'impazienza, invece, nei più giovani. Vogliono
sapere presto di che morte moriranno i dipendenti romani di Alitalia.
Sperano che passi "una notta- ta che più nera non si era mai vista" e
che i tagli risparmino dai licenziamenti almeno quelle famiglie in cui i
coniugi lavorano entrambi con la compagnia di bandiera. Ex company, come la
chiama qualcuno, che nella capitale impiega, tra il centro direzionale e lo
scalo di Fiumicino, 6500 persone. Meccanici, piloti, hostess e steward hanno
avuto ordine di non dire una parola alla stampa. Nei corridoi dell'aereoporto,
i più obbediscono. Passano oltre con la faccia contrita. Hanno vissuto la loro
settimana più lunga a non parlar d'altro che di tagli e piano industiale.
"Negli ultimi giorni - racconta Claudia, impiegata 35enne del centro direzionale
di Roma Magliana - era anche scattato il toto-futuro e qualcuno già aveva
scelto l'ufficio delle Poste o del Catasto più vicino alla propria abitazione.
Un modo per sdrammatizzare, ma c'è poco da ridere, soprattutto per quegli
impiegati che sono già in là con gli anni". Chi, come Claudia, ha
operativamente fatto volare gli aerei, soffre nel vedere le rotte tagliate
"ristrette alla nazione, come questo paese sempre più ripiegato su se
stesso" e l'organico ridimensionato. "Tutto fatto senza pensare ai
lavoratori: 10 anni fa mi sarei riciclata più facilmente ma ora ho 35 anni.
Come faccio senza laurea e con un mutuo sulle spalle? Per non parlare delle
tante donne over 40 che lavorano qui e magari hanno anche dei figli".
Barbara è una di loro: per 1400 euro al mese, fa i turni "h 24" per
riorganizzare le partenze in caso di ritardo, overbooking, voli saltati o
anticipati. Passa le giornate tra due pc, tre fax, telex e telefonate da tutto
il mondo. Sa tre lingue, ha un diploma, un marito poliziotto e due figli
adolescenti. È di sinistra, ex femminista, ma è con la spada di Damocle del
licenziamento sulla testa che fa i conti con se stessa come mai le era capitato
nella vita: "Venti anni fa - racconta - eravamo orgogliosi di lavorare
nella compagnia di bandiera. Oggi, quando dici che lavori in Alitalia,
ti fanno vergognare come se la colpa della crisi fosse tua, e non di quei
dirigenti dalle liquidazioni miliardarie. Per tutta la vita ho creduto nel
valore del lavoro e dell'onestà, nel significato collettivo del fare. Qual è la
ricompensa? Mi riuscirà difficile trasmettere questi valori ai miei figli. Se
dovessero licenziarmi una cosa è certa: mai più lavorerò in un ente pubblico o
in un'azienda: punterò solo su me stessa". "Abbiamo già dato" è
un'altra frase che i lavoratori dell'aeroporto e del centro
direzionale Alitalia dicono
spesso. "Hanno già dato" almeno 4mila posti di lavoro negli ultimi 6
anni tagliati su Roma coi vari piani industiali. E poi? "Poi arrivano i 16
eroi che si prendono il merito del salvataggio quando a pagare, per Alitalia, negli anni, sono stati tutti
gli italiani - dicono due lavoratrici". "Era meglio il piano
Air France" - dice uno steward mentre si avvia all'imbarco e pare che
l'opinione ora sia condivisa anche tra chi, sindacalizzato, quel piano lo
bocciò. Ora tutti i lavoratori, superato il partito dei pro e dei contro i
francesi, sperano in un partner internazionale forte. Anche gli stagionali:
quelli che hanno il contratto di 4 mesi, 25-30 anni e l'abitudine a vedersi
precari: "L'azienda ancora 4 mesi fa ci ha fatto un corso di formazione di
un mese e mezzo per poi farci lavorare 4 mesi. Qual è il senso di questa
operazione se poi ci vendono e magari non ci richiamano più?" dice una
hostess di terra. "Qui si parla di esuberi, ma chiunque ci rilevi, se
accadrà, deve sapere che a lavoro in aeroporto, oggi, il personale manca".
Pochi addetti per tanti viaggiatori: "Le rotte per gli Usa, per le isole
italiane, sono sempre in overbooking" racconta Claudio, un assistente di
terra. "Dove vanno a finire questi soldi? Intanto noi lavoratori è come se
non esistessimo: sono 4 anni che dobbiamo capire di che morte moriremo".
Forse si saprà lunedì e le prossime 48 ore per i dipendenti Alitalia
saranno le più lunghe. A tremare sono soprattutto i lavoratori del Ced, del
call center, messi già in quella che i dipendenti chiamano "una specie di
bad company", la Alitalia Servizi, che raggruppa
i settori meno strategici. In attesa anche i meccanici e i manutentori, fiore
all'occhiello dell'azienda che fu. Più certi, questi ultimi, di riciclarsi nel
mondo del lavoro rispetto a Barbara, 43 anni, due figli, tanta amarezza e ormai
nessuna illusione.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Debiti per 1,172
miliardi. Come previsto, arriva il commissario Formalizzato dal cda lo stato
d'insolvenza. Passera chiede l'assenso dei lavoratori: "Altrimenti salta
il progetto" di Marco Tedeschi/ Milano ADDIO Dopo 62
anni di storia, più o meno gloriosa, la vecchia Alitalia esce di pista. Ieri il cda della compagnia ha dichiarato, come
ampiamente previsto, lo stato di insolvenza che ha portato al commissariamento.
Troppo pesante il buco da ripianare con i conti di luglio in peggioramento, un
indebitamento salito a 1.172 milioni di euro (un incremento di 57
milioni rispetto a giugno) e con una disponibilità, crediti compresi, di soli
314 milioni. A tenere in vita la compagnia era stato solo il prestito ponte di
300 milioni garantito dal governo con un apposito decreto che ha permesso di
arrivare fino a ieri quando, nell'esaminare i conti semestrali, è stato deciso
di chiudere la partita. Poche ore dopo la decisione dell'ad, Aristide Police,
come ampiamente previsto, il governo ha scelto Augusto Fantozzi per guidare
questa fase che porterà al definitivo decollo della nuova creatura di
Colaninno. È il problema - che si preannuncia rovente - degli esuberi al centro
del primo intervento pubblico di Corrado Passera il grande timoniere di tutta
l'operazione. L'amministratore delegato di Intesa ha posto un paletto
tassativo: senza l'accordo sindacale l'operazione nuova Alitalia
non partirà. Un segnale bello chiaro a fare in fretta a chiudere un capitolo
difficile, che ha già suscitato malumori anche dentro il governo, con la Lega a
fare fronte contro l'idea di assorbire nella pubblica amministrazione e nelle
poste gli esuberi. La palla dunque si sposta ora sul campo della trattativa con
i sindacati che ieri hanno già chiesto al governo che tutti i lavoratori che
non entreranno nella nuova compagnia siano ricollocati e che il confronto di
lunedì sia nel merito e non confinato solo sul personale in eccesso. Dal
governo intanto continuano ad arrivare rassicurazioni sulla bontà
dell'operazione, anche se non è chiaro- anzi lo è del tutto- per chi lo sia. È
convinto che la compagnia crescerà e che l'Europa la considererà
"legittima" il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.
Agli esuberi, poi, ha rassicurato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi,
sarà garantito il reddito "per un periodo adeguatamente lungo". Lungo
e pagato da tutti gli italiani, per lasciare ai nuovi proprietari una compagnia
senza debiti e senza grane. E pronta domani a trovare quelle alleanze e quei
soci che fino a ieri non c'erano. Dopo aver tocato il tema dell'accordo col
sindacato Passera ha usato parole d'elogio per il piano e per la cordata che ha
visto nascere sotto la sua guida. "Spero che risulterà chiaro a tutti - ha
detto - che questo è un piano serio, molto solido, difficile, molto
impegnativo. É un piano che comporta impegni di lungo periodo ma è un piano in
grado di ristrutturare e rilanciare Alitalia". Ma
l'accordo con il sindacato sarà "fondamentale". "Ci saranno
tutti i confronti che sono necessari - ha spiegato - bisognerà raggiungere un
accordo perchè in una grande azienda che vuole ristrutturarsi e rilanciarsi,
l'apporto del sindacato è fondamentale". Tutto fatto dunque e decollo ad
ali spiegate? Non sembra così facile, almeno a leggere bene quel che
l'amministratore delegato di Intesa ha detto. Cruciali saranno "le
prossime 4 o 5 settimane per capire se si va avanti". Quanto poi
all'ingresso di nuovi soci Passera ha confermato che "nei prossimi giorni
ci potranno essere nuovi investitori" stranieri. Si parla di Morgan
Stanley e Nomura, ma anche di qualche altra compagnia aerea interessata. A
mettere un paletto però potrebbe essere l'Unione Europea che dovrà esaminare al
più presto se tutta l'operazione ha configurato o meno l'illecito di aiuto di
Stato, in violazione alle leggi di concorrenza europea. E sulle ricadute della
nuova Alitalia si muovono i sindaci. Lo ha fatto la
Moratti preoccupata dalle intemperanze della Lega, lo ha fatto soprattutto il
sindaco di Roma Gianni Alemanno che si troverà a gestire la grana degli
esuberi, senza poter incolpare ancora una volta il centrosinistra. Ieri ha
chiesto e ottenuto un incontro con Colanninno rassicurandolo sull'impegno del
Comune di Roma per il rilancio di Fiumicino come possibile grande hub
internazionale. Un'altra Malpensa insomma, da opporre a Bossi e i suoi lumbard
e un'altra grana per Berlusconi.
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Confronto su
tutto il piano industriale" I nove sindacati all'attacco in vista
dell'incontro di lunedì col governo Il confronto con il governo deve partire
dai contenuti del piano e non solo dalle ricadute sul lavoro. Sindacati e
associazioni di categoria rivendicano "il diritto" a confrontarsi
"preventivamente sui contenuti industriali del progetto" Nuova
compagnia aerea. Con un comunicato congiunto, ieri le nove sigle hanno messo in
chiaro la loro posizione in vista dell'incontro di lunedì al ministero del
Lavoro. Partendo proprio da lì: dalla scelta del luogo. "Non è un problema
formale - sostengono -. Sembra, piuttosto, una convocazione diversa da quella
che servirebbe: non a palazzo Chigi per parlare di tutto il piano industriale,
ma al ministero del Lavoro", dove - temono - saranno chiamati ad
esprimersi solo sugli ammortizzatori sociali a disposizione. "La nostra
posizione - ribadiscono - è nota: non abbiamo intenzione di accettare un confronto
esclusivamente circoscritto alla gestione degli esuberi. Il nostro giudizio
verterà sul profilo industriale del piano di impresa: perimetro aziendale,
network, flotta, qualità e quantità del lavoro". Ma non solo: "È
necessario - aggiungono - un intervento di riassetto dell'intero sistema di
trasporto aereo ad iniziare dagli aeroporti". Si parte in ritardo, quindi.
"Il governo ha evitato qualsiasi confronto sindacale fino ad oggi".
Anche se, sempre ieri in serata, il segretario generale della Uiltrasporti,
Giuseppe Caronia, ha provato da solo a correggere il tiro del comunicato
definendolo "un evidente equivoco". La convocazione di Sacconi,
sostiene il rappresentante della Uil, "ha lo scopo di avviare l'esame
delle ipotesi di risanamento delle attività attualmente
gestite da Alitalia".
Precisazione che ha fatto seguito al tentativo di via Veneto di placare gli
animi. L'incontro, spiegano al ministro, sarà "a tutto campo" e
"parteciperanno, non a caso, tutti i ministri interessati agli aspetti
regolatori e sostanziali del rilancio di Alitalia, e i rappresentanti dell'advisor incaricato di valutare le
offerte". Una posizione, quella del ministero, in linea con quanto
chiesto dall'amministratrore di Banca Intesa, Corrado Passera, che rievocando
il fallito accordo per la vendita della compagnia di bandiera ad AirFrance, ha
ammonito che senza un accordo con i sindacati il progetto di rilancio di Alitalia non parte. "Sono sorpreso - ha dichiarato
all'Ansa il presidente dell'associazione piloti, Fabio Berti - che Passera si
accorga solo ora dei sindacati, cioè quando molte decisioni sono state prese e
il piano industriale è già inscatolato. Sarebbe stato più utile confrontarsi
per ricercare un contributo alla stesura del piano". Tutto questo mentre
la Filt-Cgil bollava come "assolutamente negativo" il del decreto
legge varato dal governo per gestire la ristrutturazione di Alitalia.
"Viola la direttiva europea in materia di trasferimenti societari".
( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Subito un tavolo per affrontare il futuro degli scali
lombardi" La nuova Alitalia preoccupa la Moratti. Il sindaco di Milano ha chiesto a tutte le
istituzioni lombarde di firmare una lettera per chiedere la convocazione
d'urgenza di un Tavolo Milano: lo scopo è affrontare le ricadute del piano
varato dal governo sugli scali lombardi, che si vedono penalizzati dal progetto
Fenice."Nelle prossime ore mi collegherò sia al presidente Roberto
Formigoni sia alla presidenza del Consiglio per verificare in che modo e
attraverso quali incontri poter affrontare questo tema". La Moratti,si è
detta disponibile anche a una riconfigurazione del ruolo di Linate in un
sistema aeroportuale lombardo armonico. "Non ci sono preclusioni sulla
possibilità di riconfigurare Linate nell'ambito di un potenziamento del sistema
aeroportuale lombardo". Si legga: eventuali ridimensionamenti
dell'aeroporto Forlanini saranno accettati se bilanciati dallo sviluppo dello
scalo varesino. Malpensa, Linate e Fiumicino ha sottolineato non si devono
mettere in contrapposizione. "Sono due mercati diversi, con due tipologie
di passeggeri diversi. La Moratti non ha escluso a priori la possibilità di
ritirare il ricorso di Sea contro Alitalia da 1.,25
miliardi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 il salvataggio Alitalia, via libera al
commissariamento Il salvataggio --> ROMA Orgoglio e fiducia che l'operazione
Nuova Alitalia si dimostri un successo: il giorno dopo
il via libera del governo al pacchetto di provvedimenti che dovrebbe evitare il
fallimento della compagnia di bandiera, i ministri, compatti, rivendicano la
linea scelta dall'Esecutivo sulla scia del premier Silvio Berlusconi, che firma
il decreto di nomina di Augusto Fantozzi a commissario straordinario. Certo,
nessuno nasconde le difficoltà che vanno ancora superate (in primo luogo il
nodo esuberi) ma nell'esecutivo a vincere è l'ottimismo: i lavoratori di Alitalia non rimarranno a piedi, e una parte - assicura il
ministro Altero Matteoli - sarà ricollocata. Non però in aziende pubbliche,
bensì presso privati. L'auspicio comunque è che si possa centrare l'obiettivo
con il "consenso di tutti", spiega il ministro dello Sviluppo
Economico Claudio Scajola. Ma invece, le opposizioni vanno all'attacco: è un
pasticcio, un bluff che fa sì che a guadagnarci siano gli imprenditori, mentre
i debiti - dicono all'unisono dal Pd - ricadranno sui cittadini. I Democratici
per mesi si sono mostrati increduli all'idea che potesse uscire una cordata di
imprenditori pronti a investire per risollevare le sorti di Alitalia.
E oggi che la cordata c'è, all'incredulità si sostituisce un atteggiamento
sospettoso a causa delle condizioni dell'accordo. "Alcuni si sono
impegnati nella vicenda Alitalia per passione, altri -
è la stoccata Pierluigi Bersani - con la pistola alla tempia hanno preso
l'iniziativa dentro al quadro che gli è stato dato". Parole che rimbalzano
immediatamente alle orecchie dell'ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera che
definisce i toni usati "infelici", e aggiunge: "La totalità
degli azionisti con cui ho parlato sono persone libere, coscienti
dell'investimento che fanno". "Allora chiamiamola moral suasion... Mi
fa piacere tanta passione per il Paese. E per il volo - replica ironico
Bersani, che annuncia la determinazione del Pd a "combattere al fianco dei
lavoratori, dei risparmiatori, dei consumatori". Questa volta, dunque, dal
Pd nessun elogio ai capitani coraggiosi (definizione degli imprenditori che
scalarono Telecom attribuita a D'Alema premier, che però non ne ha mai
riconosciuta la paternità). E ciò, nonostante la Newco sia guidata da Roberto
Colannino (di dichiarate simpatie di centrosinistra e papà del deputato e ministro
ombra del Pd Matteo Colannino). Al massimo, al patron della Piaggio si
riconosce di aver "fiutato l'affare", come fa il senatore liberal del
Pd Nicola Rossi. Che poi però lancia un affondo verso il suo stesso partito:
"Per quanto riguarda Matteo è diverso. Ed è evidente che c'è un conflitto
d'interessi, ma bisognava pensarci prima". Le critiche del Pd sono tra
l'altro condivise dall'Udc: "Il miracolo promesso dal governo",
sostiene il deputato centrista Gian Luca Galletti, si basa sulla
"privatizzazione degli utili e la pubblicizzazione delle perdite". In
casa della maggioranza la musica è ovviamente diversa, e anche i malumori di An
e Lega legati al destino degli aeroporti italiani sembrano per il momento
archiviati. "Alitalia - dice Matteoli - si avvia
verso la salvezza e questa operazione dovrebbe essere apprezzata e si dovrebbe
lavorare insieme". E se collaborare non è possibile, la sinistra almeno
dovrebbe avere "il coraggio di tacere" dopo aver dubitato della
cordata annunciata da Berlusconi, è la convinzione del sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Un ministro dice sì,
un altro no. così la liguria scrive a berlusconi per la deroga ai cacciatori
alessandra Costante Genova. Silvio Berlusconi sapeva fin
dall'inizio che avrebbe dovuto occuparsi di Alitalia e probabilmente pensava che le sue incursioni nei cieli si
sarebbero limitate ai guai della compagnia di bandiera. Sbagliato. Dovrà
occuparsi anche di altri soggetti alati: gli storni liguri. Questo gli chiede
la Regione Liguria con una lettera pronta a partire lunedì. Il dilemma:
concedere o non concedere la deroga al divieto di caccia al pennuto che ovunque
nel Mediterraneo, ma non Italia, entra nel mirino delle doppiette? Quesito
niente affatto banale, perché per aver concesso ai cacciatori di spianare i
fucili contro gli storni lo scorso anno la Liguria è stata condannata
dall'Unione europea. Che una volta perdona, la seconda no. E batte cassa. Prima
di far volare gli storni su palazzo Chigi, l'assessore ligure all'agricoltura,
Giancarlo Cassini, ha rivolto la stessa domanda a tre ministri diversi:
Raffaele Fitto (Rapporti con le Regioni), Luca Zaia (Politiche agricole) e
Stefania Prestigiacomo (Ambiente). Alla Liguria che chiedeva se, come Lombardia
e Veneto autrici di leggi di deroga, poteva concedere gli storni ai cacciatori,
Fitto ha risposto no perché già una volta la regione era incorsa nelle ire
dell'Ue, mentre Zaia ha risposto sì, che il tentativo si poteva fare dal
momento che il governo stava cercando di far allineare l'Italia sulle posizioni
delle altre nazioni del Mediterraneo dove lo storno è specie cacciabile.
"Non resta che chiedere al presidente del Consiglio, almeno i ministeri
saranno costretti a parlarsi tra di loro. E in caso di sì, la responsabilità
della multa è condivisa", ha sentenziato ieri in giunta il presidente
della Regione Claudio Burlando. Con qualche valido motivo: la stagione
venatoria è alle porte e i cacciatori - che sono una risorsa elettorale -
premono per avere una risposta, ma soprattutto la Liguria non può rischiare di
pagare una sanzione europea (multimilionaria), che potrebbe tradursi in una
drastica riduzione dei finanziamenti previsti per l'agricoltura. Cosa che ha
già messo in allarme le associazioni di categoria: Cia, Confagricoltura e
Coldiretti. costante@ilsecoloxix.it 30/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, Fantozzi
commissario"Urge ok sindacati" il premier firma il decreto Passera
(Intesa Sanpaolo): "Senza accordo non si va avanti". Il confronto
comincia lunedì. Ecco come i piccoli azionisti possono sperare di salvare i
loro risparmi 30/08/2008 ROMA. La "vecchia" Alitalia
ha spento i motori. Il consiglio di amministrazione ha chiesto l'ammissione
alla procedura dell'amministrazione straordinaria, ritoccata ieri dal Governo
per spianare la strada al percorso per il salvataggio tracciato dal "Piano
Fenice". La compagnia è già nelle mani di un commissario straordinario,
Augusto Fantozzi, ex ministro nei governi Dini e Prodi. Corrado Passera, il
numero uno di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato che il piano è realizzabile solo
dopo un accordo con il sindacato. Il confronto comincia lunedì. cresci,
lombardi e scozzari >> 3 30/08/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 207 del 2008-08-30 pagina 3 Undici Jumbo Alitalia fanno rotta su Malpensa di Sabrina Cottone Sono undici i Boeing
dell'Alitalia pronti a
tornare su Malpensa, portando da tre a quattordici gli aerei della flotta
intercontinentale presenti nell'aeroporto varesino. Se il piano Fenice della
nuova Alitalia non si
schianterà contro l'opposizione dei sindacati, a Fiumicino resteranno
quattro velivoli intercontinentali. Sarà così destinata a Malpensa il resto
della flotta, in tutto 20 Boeing 767 e 777 (in realtà 18 perché uno rimane
sempre di scorta e un altro in revisione ciclica). Secondo le prime
rielaborazioni di Aeroportilombardi, verrebbero così riattivate destinazioni
cancellate con il declassamento di Malpensa quali Delhi, Mumbai, Toronto,
Pechino, Shanghai, Osaka, Caracas, Miami. A questi velivoli intercontinentali,
se va in porto l'intesa con l'Air One, si aggiungerebbero nei prossimi
quattro/sei anni gli Airbus ordinati dalla compagnia di Toto (in tutto
quarantaquattro tra A330 e A350, una trentina dei quali potrebbero essere destinati
proprio a Malpensa). È da tenere presente che Air One opera già da Malpensa
verso Boston e Chicago. È evidente che con le sole forze di Alitalia
(e quindi senza un'alleanza stabile con Air One e in prospettiva Lufthansa) non
è possibile ipotizzare un ritorno di Malpensa al ruolo di hub. Sul futuro di
Malpensa e Linate impazza il dibattito politico. Il sindaco, Letizia Moratti,
chiede che venga concordato urgentemente il Tavolo Milano sugli aeroporti:
"Il consiglio dei ministri, nella riunione nella quale ha varato il piano Alitalia, ha dichiarato che avrebbe aperto un tavolo per
Sea. Ci aspettiamo che il Tavolo venga convocato al più presto". In
pressing anche il presidente della Provincia, Filippo Penati: "Al più
presto il Tavolo Milano. Chiediamo al governo di impegnarsi per la
liberalizzazione dei diritti di volo". Più cauto Roberto Formigoni:
"Se il presidente del Consiglio lo convocherà, saremo presenti al
tavolo". Il mondo dell'economia preme per avere garanzie. Corrado Passera,
amministratore delegato di Intesa San Paolo e capo cordata della nuova Alitalia, ha detto chiaramente di ritenere inevitabile un
ridimensionamento dell'aeroporto cittadino: "Se si avrà il coraggio di
razionalizzare i due aeroporti principali di Milano, verranno eliminate le sovrapposizioni
tra Malpensa e Linate". La Moratti non si oppone a un ridimensionamento
dell'aeroporto di viale Forlanini, purché ne derivino vantaggi per la Sea (di
cui il Comune è azionista di maggioranza) e per Malpensa: "Non abbiamo
preclusioni a considerare anche una possibile riconfigurazione di Linate,
nell'ambito però di un potenziamento del sistema aeroportuale lombardo".
Il sindaco mette sul piatto anche la possibilità che Sea ritiri il ricorso da
1,25 miliardi di euro contro Alitalia, deciso a causa
dei danni causati dall'abbandono di Malpensa. "Vedremo", risponde
possibilista a chi le chiede se verrà ritirato. Ma è chiaro che si aspetta una
ricompensa in cambio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
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N. 207 del 2008-08-30 pagina 1 Intervista a Fantozzi: "Salgo su
un aereo senza carburante" di Redazione Augusto Fantozzi, commissario
straordinario di Alitalia,
dice: "I tempi sono stretti, ma possiamo farcela". © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 207 del
2008-08-30 pagina 2 Ovi, il presenzialista di Stato di Redazione Raccontano nei
bar di Carpineti, provincia di Reggio Emilia, che un giorno Alessandro Ovi
decise di festeggiare alla grande il suo compleanno e invitò in trattoria un
consigliere di amministrazione della Sirti (società leader nell'hi-tech), uno
di Italtel, uno di Alitalia, uno di Telecom e ancora l'amministratore delegato di Tecnitel,
il consigliere del presidente del Consiglio per le comunicazioni, il direttore
della rivista "Technology Review Italy" e il responsabile "media
e tv" dell'Ulivo. Alla cena c'erano tutti, riuniti in una sola persona:
Alessandro Ovi. A 64 anni compiuti e pensionato da otto, il
"bostoniano di Reggio" continua a darsi da fare. Di seguito la sua
formazione, dal Corriere della Sera: "Liceo a Reggio Emilia, laurea in
ingegneria nucleare al Politecnico di Milano e una borsa di studio Fulbright
spesa per un master al Mit di Boston, su cui ha costruito le sue fortune di
curriculum e di immagine". Segni particolari? "La vivacità
intellettuale, la capacità di vendersi bene e l'attenzione a presenziare a ogni
cerimonia". La stampa d'altronde è sempre stata maligna con Ovi. Quando
nel 2003 fu nominato nel board delle Generali, il Sole-24 ore osò insinuare che
l'ennesimo, prestigioso incarico fosse in qualche modo collegato alla sua
"amicizia ventennale" con un altro emiliano doc. "Non posso far
niente per conto mio che subito dicono che c'entra Prodi", rispose
risentito. Dieci anni prima, quando il Professore lo chiamò all'Iri, aveva
reagito con più ironia: "La scelta di Romano non si deve alla conterraneità,
ma al fatto che il presidente vuole qualcuno da battere al mattino, durante le
sessioni di footing a villa Borghese". Questione di feeling. Da Prodi, Ovi
ha sempre avuto incarichi delicati: assistente di fiducia ai tempi della
(s)vendita del patrimonio statale, "consigliere speciale" in
Commissione Ue, "addetto al barbecue e alle nomine Rai" (copyright
Massimo Gramellini) durante le disavventure a palazzo Chigi. Già, la tv di
Stato: la sua grande ossessione, e forse l'unico cda che conta dove non è mai
riuscito a sedersi. Il suo problema non è il conflitto di interessi. Tutti
questi ruoli che si alternano, si intersecano, si sovrappongono, mettono il
nostro di fronte a un rischio peggiore: lo sdoppiamento di personalità. Lui
però guarda avanti e risponde sempre, come ieri al Corriere dopo le ultime
intercettazioni: "Che cosa c'è che non va?". "C'è qualcosa di
male?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
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N. 207 del 2008-08-30 pagina 4 "Alitalia non decolla se non c'è un accordo con i sindacati" di
Vincenzo La Manna L'ad di Intesa, Corrado Passera, considera cruciali per la
riuscita del salvataggio le prossime 4-5 settimane nostro inviato a Rimini
Niente accordo sindacale? Non si parte. La Nuova Alitalia
non decolla. E tanto per essere chiari, "le prossime 4-5 settimane saranno
cruciali per capire se si andrà avanti o meno". Corrado Passera non si
lascia andare a facili entusiasmi. Si muove con cautela. Ma questo non vuol
dire che non ci creda. Anzi. "Il progetto imprenditoriale", al quale
si lavora da due mesi, è "molto solido, molto serio", assicura dal
Meeting di Rimini l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Tanto che
l'investimento della banca advisor sarà di "100-150 milioni di euro",
pari all'incirca al 10% del capitale. Ma c'è dell'altro. "Nei prossimi
giorni si aggiungeranno nuovi azionisti", forse anche stranieri, e si
lavora per definire una "forte alleanza con un grande vettore
europeo". Air France o Lufthansa? Il ceo non si sbilancia, non ama farsi
prendere la mano. E dalla kermesse di Cl avverte: "Il lavoro da fare è
tanto, il progetto non è ancora partito, ma ha tutti i presupposti per avere
successo. E mi auguro sia di sistema, perché parliamo di una struttura
importante per il nostro Paese". In ogni caso, "senza accordo con i
sindacati il progetto non può partire" e "naturalmente", rimarca
Passera, "si dovrà passare attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e
delle autorità europee". La compagnia di bandiera, riconosce poi l'ad, ha
accumulato "tanti errori, tante perdite, tanti contenziosi". È
"in difficoltà, ma ha al suo interno risorse risanabili, utilizzabili,
rilanciabili". Ma sottolinea, subito dopo, l'apprezzamento internazionale
da parte di alcuni potenziali partner, "di cui questa azienda ha bisogno".
È il caso anche di Air France: "La sua lettera ci conforta".
L'attenzione passa così sulla legge Marzano, "corretta in maniera
saggia" dal governo. Il testo precedente, infatti, spiega il ceo, era
"più adatto a crisi finanziarie che industriali. E qui stiamo parlando di
un'azienda che ha problemi gravi di breve periodo ed era necessario mettere in
condizione il commissario di agire nei tempi di una situazione molto degenerata
com'è l'attuale". In maniche di camicia, scandendo con calma le parole,
dinanzi a una ressa di telecamere e taccuini, Passera si sofferma pure sulla
cordata di imprenditori disposti a "metterci dentro tanti soldi e
acquistare anche il secondo operatore, in modo da arrivare a una quota di
mercato non grande, ma sufficiente per avere la massa critica". E non
dimentica, in quest'ambito, che "Alitalia e Air
One, insieme, superano di poco il 50% delle quote di mercato", cifra
"nemmeno paragonabile a quella detenuta da tutti grandi operatori nel loro
mercato domestico". L'amministratore delegato risponde poi in maniera
secca alle parole di Pierluigi Bersani, che poche ore prima, dinanzi alla
stessa platea ciellina, inquadrava così il coinvolgimento degli imprenditori:
"Hanno la pistola puntata alle tempie". Passera non ci sta: "Non
ho letto questa infelice frase, ma posso dire che la totalità degli azionisti
con i quali ho parlato - credo di averlo fatto con tutti - è composta da
persone libere, consce dell'investimento che fanno". Inoltre, aggiunge,
"il fatto che si continuino ad aggiungere imprenditori che nulla debbono a
nessuno, che nulla vogliono in cambio, ci rassicura". In definitiva, se
verranno sciolti i nodi ancora esistenti, "tra due anni potremo avere
un'azienda con i conti di nuovo in pareggio, in ordine, con più destinazioni di
quante ne abbia oggi". E "se si avrà il coraggio di razionalizzare i
due aeroporti principali di Milano", non si avranno sovrapposizioni tra
Malpensa e Linate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
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N. 207 del 2008-08-30 pagina 4 Incentivi per chi assumerà gli ex dipendenti di
Redazione Gli esuberi di Alitalia non gestibili con gli ammortizzatori sociali non verranno
riassorbiti dallo Stato. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Infrastrutture
Altero Matteoli, in un'intervista a Radio 24. "Non verranno ricollocati in
aziende pubbliche - ha detto - andranno in aziende private". Va
ricordato che il progetto "Pari" del ministero del Lavoro, realizzato
dall'agenzia per l'occupazione Italia Lavoro, prevede che possa essere messo a
disposizione dei lavoratori e delle aziende disposte ad assumerli un sistema di
incentivi economici. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
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N. 207 del
2008-08-30 pagina 5 La grande sfida del prof Fantozzi: "Salgo su un aereo
senza benzina" di Gian Battista Bozzo "Fare il
commissario Alitalia è
difficile quanto essere ministro senza maggioranza: valgono solo i
risultati" da Roma Appena uscito dallo studio di Aristide Police,
presidente dell'Alitalia,
il professor Augusto Fantozzi - neocommissario straordinaro della compagnia che
fu di bandiera - probabilmente rimugina sull'impegnativo lavoro che lo aspetta.
Professore, sbagliamo a definirla la "madre di tutte le patate
bollenti"? "Mi vedrei in una vignetta in cui il ragionier Fantozzi
cerca di prendere al volo un aereo in corsa, un aereo che per di più sta
finendo la benzina. Il senso dell'urgenza, in quello che sto affrontando, è
molto reale". L'omonimia le pesa? "Quando ero ministro delle Finanze,
facemmo una sorta di gag con Paolo Villaggio: i due Fantozzi. In realtà quando
ero al governo, le mie figlie - allora ragazze - non lo gradivano, forse per
gli scherzi da parte dei compagni di scuola. A me invece Villaggio è sempre
piaciuto, è davvero un bravo artista. E poi nel suo ragionier Fantozzi mi ci
riconosco così poco che il rischio di confusione proprio non c'è". Ha
ricordato la sua esperienza politica, prima da ministro tecnico nel governo
Dini, poi da politico nel centrosinistra e nel governo Prodi. Anche un altro
protagonista del salvataggio Alitalia, Roberto
Colaninno, dichiara la sua simpatia per l'opposizione. Possiamo parlare di
operazione bipartisan, come si usa dire adesso, fatta insomma nell'interesse
nazionale? "In fondo, chi me lo faceva fare? Ho una certa età, il mio
futuro è dietro le spalle. Il commissario lo faccio per senso del dovere, è una
sfida con me stesso. Credo che lo stesso valga per Colaninno: vogliamo far
vedere che ci proviamo, o magari che ci riusciamo. Operazione bipartisan?
L'impegno a far bene non ha colore politico. Naturalmente sono grato a chi mi
ha dato fiducia". Come ha saputo che sarebbe diventato commissario
straordinario dell'Alitalia? "Un giorno mi ha
telefonato Gianni Letta, accennandomi alla cosa, e poi tutto è andato avanti
molto velocemente. È andata così. Vede, io sono una persona tutto sommato
modesta: quello che ho avuto, non l'ho mai sollecitato, stavolta meno che mai.
Quando stai in spiaggia non pensi all'Alitalia...".
È più difficile fare il ministro delle Finanze in un governo senza maggioranza,
o il commissario dell'Alitalia? "Fare il ministro
in un governo senza maggioranza era defatigante, ma rappresentava anche una
grande sfida... penso, forse ricorderà, al famoso e contestato condono fiscale.
Andare ogni volta in Parlamento a cercare, e trovare, i voti era difficile sì,
però dava anche grande soddisfazione: vedevi i risultati del tuo lavoro. Penso
che per l'Alitalia sia la stessa cosa, voglio vedere i
risultati nell'interesse degli italiani. Vede, io faccio con passione
l'avvocato e mi piace vincere le cause". Alitalia
rappresenta la grande sfida della sua vita professionale? "Sul muro della
mia scuola elementare era scritto "fatti non foste a viver come bruti, ma
per seguir virtute e conoscenza". Da bambino quella scritta mi sembrava
strana, ma da grande la conoscenza, soprattutto, mi è molto congeniale".
L'opposizione ha attaccato duramente il piano Alitalia
presentato dal governo, ma per lei spende parole di apprezzamento. Questo, in
qualche misura, l'aiuta? "Il consenso sicuramente mi aiuta. Lo chiedo a
tutte le parti politiche: per favore, non sparate sul pianista. Se riesco a far
bene, è nell'interesse di tutti. Io capisco bene le ragioni della politica,
chiedo solo che non mi vengano messi inutili bastoni fra le ruote. Così
lavorerò meglio. Poi, se ci saranno errori, me ne assumerò la responsabilità".
Certo, è molto presto per parlare di lavoro. Quali saranno i suoi primi passi?
"Non voglio ancora scendere nel merito delle cose da fare. I primi passi
sono molto giuridici e formali. La procedura è complessa, lunedì mi metto di
buona lena a lavorare. I tempi sono stretti, ogni giorno gioca contro di
noi". Corrado Passera dice che le prossime 4-5 settimane saranno cruciali
per capire se si va avanti o no; e aggiunge che senza i sindacati non si va da
nessuna parte. "Le quattro-cinque settimane di cui parla Corrado Passera
rappresentano un lasso di tempo realistico. Faccio l'avvocato, so quanto siano
importanti i tempi, e in questo caso spero che si possano rispettare. Quanto ai
sindacati, è sicuramente così: avranno un ruolo molto importante". Soprattutto
perchè a lei tocca la parte bad company, mentre Passera e Colaninno hanno la
parte best..... "Non creda che la loro sia più facile, ognuno deve
affrontare questioni molto delicate. Per quanto mi riguarda ho già parlato oggi
con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che lunedì incontra i sindacati
sulla questione degli esuberi. La leadership della trattativa è sua, io sarò al
suo fianco". Come giudica il decreto appena varato dal governo? Lei ha
concorso a definirlo? "No, non sono stato consultato ed è giusto e
corretto così. Posso dire che non è un decreto Alitalia,
ma una modifica alla legge Marzano per le grandi imprese che offrono un
pubblico servizio. Le nuove norme potranno prestarsi a servire in casi
analoghi, tengono conto della necessità di non interrompere il servizio, e
assicurarne la continuità nel rispetto delle regole internazionali".
Un'ultima domanda, che è anche una richiesta di previsione: ci saranno problemi
con Bruxelles? "Ci potranno essere problemi solo se la Commissione europea
vedrà margini di astuzia nei nostri comportamenti. Se, come sono certo, quei
margini non ci saranno, andrà tutto bene". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
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N. 207 del
2008-08-30 pagina 4 Addio continuità e il cda chiede l'intervento del commissario
di Redazione da Milano Nell'arco di poche ore, con due atti
ormai scontati, si è avviato il nuovo destino dell'Alitalia. Nella mattinata, un consiglio di amministrazione nervoso
riunito in un'atmosfera drammatica, ha chiesto l'ammissione alla procedura di
amministrazione straordinaria, secondo le norme approvate l'altro ieri dal
Consiglio dei ministri. Nel pomeriggio, lo stesso presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi - suggellando con la propria firma la solennità
dell'atto - ha firmato il decreto per la nomina di Augusto Fantozzi, avvocato
ed ex ministro, all'incarico di commissario. Il cda aveva, in precedenza,
esaminato i conti del semestre gennaio-giugno, e, prendendo atto delle perdite,
aveva constatato l'impossibilità di garantire alla società il requisito di
continuità aziendale, richiesto dalla legge. In sede di approvazione del
bilancio, tale requisito era stato confermato per 12 mesi; ma il mancato
impegno non sarà imputato al cda, che ha ottenuto garanzie governative in
questa direzione. Mancanza di continuità aziendale non significa mancanza di
continuità operativa. Anche ieri gli aerei sono decollati e atterrati, così
come faranno oggi e domani. Solo che da questo momento l'intero gruppo è
sottoposto alle decisioni del commissario: il quale potrà negoziare cessioni di
rami d'azienda in tempi e modi semplificati. Sarà questo il compito di Fantozzi
fin da lunedì: identificare, insieme ai compratori, il perimetro della Nuova Alitalia, e provvedere, contemporaneamente, a destinare al
meglio le attività non produttive di profitti. Le perdite del semestre non sono
state comunicate, anche perchè la semestrale non è stata, ovviamente,
approvata. Il rosso è stimato in 400 milioni, o più. È stata invece resa nota
la posizione finanziaria netta al 31 luglio. L'indebitamento, in un mese, è
aumentato di 57 milioni, portando il debito complessivo del gruppo a 1.172
milioni (escluso il prestito-ponte). La cassa si è depauperata di 61 milioni
(16,3%), scendendo a 314 dai 375 del 30 giugno. Sono stati bruciati due milioni
al giorno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
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N. 207 del 2008-08-30 pagina 7 Di Pietro litiga con la Bindi e la base del Pd lo
applaude di Laura Cesaretti Il leader Idv incalza il partito da Alitalia alla giustizia e la folla
grida: "Mai dialogo con Berlusconi" nostro inviato a Firenze Eccolo
qui, Antonio Di Pietro: bestia nera dei dirigenti del Pd, di cui ha tutte le
intenzioni di cannibalizzare l'elettorato, e idolo del popolo piddìno.
Popolo che qualche tendenza masochistica ce l'ha, si sa, e che è stato allevato
a pane e manette troppo a lungo per non sciogliersi in ovazioni quando vede
spuntare tra i vialetti della Festa democratica il giustiziere di Montenero di
Bisaccia. Arriva e subito fa la lezione agli ospiti: "Invito il Pd a fare
come noi di Italia dei valori, che non immaginiamo neanche di sederci a tavola
con questo governo, sarebbe come un agnello che si siede a tavola col
lupo". Niente dialogo e niente confronto, avverte, tanto meno sulla
riforma della giustizia. Perché quella che vuole Berlusconi "è la
realizzazione del progetto di Licio Gelli", che va sempre bene. Insomma, è
appena sbarcato alla Fortezza da Basso di Firenze, e già l'ex pm insinua il
pesante dubbio che il Pd sia in preda alla sindrome di Stoccolma, pronto a trattare
e cedere alle lusinghe del premier. Se non bastasse fa anche dell'ironia sullo
stato del principale partito di opposizione: un esponente locale del Pd gli
contesta la "parola mancata", visto che si è alleato, si è preso i
voti e poi non è entrato nel gruppo comune al Parlamento, come aveva promesso e
sottoscritto. "Ma io un gruppo unico lo farei ben volentieri - replica lui
senza fare una piega - solo che vorrei capire con chi: i giornali mostrano
tutti i giorni, anche oggi, che di Pd non ce n'è uno ma tanti, e ognuno è
occupato a tirare la giacchetta all'altro. Avrei bisogno di sapere con chi devo
parlare, prima di decidere di dialogare: ci vuole chiarezza sulla
leadership". Con grande lungimiranza, gli organizzatori della Festa hanno
scelto - per fronteggiare il ciclone Di Pietro e i suoi potenziali danni in
casa Pd - Rosi Bindi. L'ex ministro è l'unica per verve polemica, popolarità e
affinità populistiche a poter tener testa all'ex pm. E la Bindi segna subito la
differenza tra il suo partito e quello di Di Pietro: "Lui vuole
rassicurare una minoranza aggressiva. Noi vogliamo conquistare la maggioranza
degli italiani. Sono due obiettivi molto diversi". Troppo per stare
insieme, sembrerebbe. Eppure, ricorda Di Pietro, a stare insieme "siamo
costretti". E in vista delle tornate elettorali dell'anno prossimo avverte
Veltroni & Co.: "Vi siete posti il problema di come arrivare al 51 per
cento? Pensateci, perché qui si rischia di perdere persino Firenze e
Bologna". Brividi in platea, Bindi replica senza falsi ottimismi. "Il
problema è serio. E il realismo ci impone di lavorare alla ricostituzione del
centrosinistra, perché come è stato chiarito "vocazione
maggioritaria" non vuol certo dire solitudine: quella non ce la possiamo
permettere". Una nuova alleanza di centrosinistra, dunque, ma con chi? E
il quadro che traccia la Bindi è fosco: "Con Rifondazione, soprattutto
dopo il congresso, i rapporti sono molto difficili. Con Di Pietro, come si è
visto, lo sono altrettanto. Quindi siamo in una situazione complicata".
Quanto alle speranze di alleanza con l'Udc, è drastica. "Chi ne parla
forse sa qualcosa che io ignoro. Perché a me pare che l'Udc sia molto più
impegnato ad alzare il prezzo per collaborare con Berlusconi che a dialogare
con noi... ". Sul referendum anti-lodo Alfano Di Pietro si lamenta perché
il Pd diserta la trincea contro Berlusconi e le sue leggi ad personam. Ma il Pd
prende le distanze: "Di Pietro sa bene - dice Bindi - che il problema dei
referendum è il quorum: li abbiamo persi tutti, così. E rischiamo di metterci
sulla strada di un'altra sconfitta che servirebbe solo a dimostrare che
Berlusconi ha conquistato le menti e i cuori di questo Paese". A Di Pietro
non pare vero e intona il suo Bella ciao. "Se ai tempi del duce chi faceva
la Resistenza si fosse preoccupato del quorum, non ci sarebbe stato neanche un
partigiano", tuona. E poi bastona l'opposizione debole del Pd, e i
pericolosi cedimenti al nemico: "Se Alemanno chiama c'è chi risponde
(Amato, ndr), e non mi pare una cosa buona. Su Alitalia
vedo esponenti di primo piano anche di governi del centrosinistra che finiscono
a fare i capicordata con Berlusconi". L'ex pm confonde Fantozzi con
Colaninno, ma poco male: la platea applaude lo stesso, "mai dialogo con
Berlusconi" gridano dal fondo. Bindi deve parare il colpo:
"Berlusconi è talmente imbarazzante che a volte non consente di fare cose
che senza di lui faremmo", come una riforma della giustizia. Se non ci
fosse il Cavaliere, il Pd sarebbe riformatore e garantista, di sicuro. Ma siccome
Silvio c'è, tocca restare attaccati al gongolante Di Pietro. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
L'esperto Parla il
consigliere di D'Alema ai tempi dell'operazione Telecom: "Colaninno non è
uomo di parte, fa i suoi interessi" 30/08/2008 Roma. Imprenditori
promossi, governo bocciato. "Non si poteva fare di peggio. Questo governo
ha dimostrato tutta la sua pochezza politica perché ha messo in piedi
un'operazione che penalizza tutti: Stato, risparmiatori e lavoratori". Chi
parla è Nicola Rossi, senatore del Pd ed ex consigliere economico di Massimo
D'Alema a palazzo Chigi quando dieci anni fa venne privatizzata la Telecom.
Stesso capocordata (Roberto Colaninno) ma operazione diversa, a giudizio di
Rossi: "All'epoca, i compratori dovettero lanciare un' Opa. Fu
un'operazione dalla quale i piccoli azionisti uscirono con i lori risparmi
moltiplicati. Ora ci perdono tutti. Del resto, il governo si è messo con le
spalle al muro", spiega l'economista. Come giudica la scelta di Colaninno?
"Gli imprenditori della cordata fanno semplicemente i loro interessi:
hanno visto un'opportunità, sia pure con i suoi rischi, e hanno deciso di
sfruttarla. Quanto a Colannino, è una persona che non sta né da una parte né
dall'altra: fa solo il suo mestiere e lo fa bene. Tutto qui. Detto questo, il
governo non poteva fare peggio". In che senso? "Gli investitori hanno
posto giustamente le loro condizioni e il governo ha dovuto accettarle, avendo
da salvare un'azienda al collasso". Lei loda gli imprenditori ma hanno
ottenuto condizioni di grande favore in questo caso. "Certo, ma l'Alitalia è ridotta al lumicino. Il punto
è come il governo sia arrivato a un risultato pessimo per tutti, anche per la
compagnia di bandiera. E la storia non è finita qui". Quali sviluppi si
aspetta? "Mi aspetto che tra cinque anni la nuova Alitalia, rimessa in sesto con i soldi
di tutti, sia ceduta a una grande compagnia straniera, realizzando a
costi molto più alti, un'operazione che si poteva fare quattro mesi fa".
Al timone della bad company approda Augusto Fantozzi, un altro uomo in passato
vicino al centrosinistra. E' un caso? "Non è il momento di fare
dietrologia. Fantozzi è un bravo professionista e senza bad company gli
investitori non si sarebbero mai infilati in questa storia". Michele
Lombardi 30/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"ogni italiano
pagherà 138 euro" i consumatori roma. Agli italiani costerà 138 euro a testa
il salvataggio di Alitalia. Ne è certa l'associazione Contribuenti Italiani: "In
Italia si privatizzano gli utili e si pubblicizzano le perdite", denuncia
il presidente Vittorio Carlomagno, che cita uno studio degli esperti di Krls Network
of Business Ethics. Critico anche l'ex leader Cisl, oggi deputato dell'Udc,
Savino Pezzotta: "Così si scaricano sugli italiani tutti i costi: agli
imprenditori va la polpa e l'osso rimane ai cittadini. Con quest'operazione
torniamo al concetto delle partecipazioni statali". 30/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Passera: "Senza
il loro via libera il piano si ferma". Intanto il cda del gruppo dichiara
l'insolvenza FANTOZZI NOMINATO COMMISSARIO 30/08/2008 MILANO, LA MORATTI CHIEDE
CHIAREZZA 30/08/2008 SCAJOLA: SU MARZANO PROVVEDIMENTI LEGITTIMI 30/08/2008.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Debiti la compagnia
di bandiera ha chiesto ieri l'ammissione all'amministrazione straordinaria in
base alla nuova legge "Marzano". E' l'ultimo atto del presidente
Police che passa il testimone al commissario Augusto Fantozzi, che avvierà lo
scorporo degli "asset" sani verso la nuova cordata italiana. Lunedì partirà invece la trattativa sugli esuberi. Passera,
numero uno di Intesa, parla chiaro: senza accordo con i sindacati salta tutto.
Intanto la cordata guidata da Colaninno presenterà l'offerta per rilevare i
beni di Alitalia, offerta
che ha una validità di 45 giorni.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 autore: di
CLAUDIO SCHIRINZI categoria: REDAZIONALE LA SQUADRA CHE NON C'è I l prestigio
conquistato dall'Italia nella campagna a sostegno della candidatura di Milano
all'Expo 2015, ce lo siamo già giocato nei cinque mesi trascorsi da quella
clamorosa vittoria a oggi. Per vincere l'Italia aveva messo in campo un gioco
di squadra straordinario. I primi a crederci erano stati il sindaco Moratti e
l'allora presidente del consiglio Prodi, avversari per schieramento politico,
alleati di ferro nel lungo, paziente, capillare lavoro diplomatico per
conquistare consensi fra i 151 Paesi chiamati a scegliere fra Milano e Smirne.
E con loro il ministro degli Esteri D'Alema, il presidente della Regione Formigoni,
quello della Provincia Penati, la Camera di Commercio, la Fiera, le grandi
aziende sponsor dell'operazione. Era stata una campagna esemplare in cui tutti,
o quasi, avevano dato il meglio: l'Italia si era presentata compatta sullo
scenario internazionale mettendo da parte le dispute interne e Milano aveva
mobilitato tutte le sue eccellenze, dalla Scala, alla moda, al design, alla
cultura, mostrando al mondo (e forse anche a se stessa) di che cosa è capace.
Smaltita l'euforia della vittoria, siamo ritornati all'Italietta delle
insanabili rivalità, degli scontri di potere, delle rivendicazioni pur
legittime, degli appetiti inconfessabili. Tutti contro tutti, la Moratti,
Formigoni e Penati che prima si contendono ruoli e competenze, poi fanno
quadrato contro l'invadenza dei ministri i quali, uno dopo l'altro (il
conteggio è arrivato a 11), pretendono un posto nella stanza dei bottoni.
Decreti annunciati e poi stracciati, scontri a viso aperto e contese
sotterranee. Il risultato è che in 5 mesi non si è riusciti a decidere chi deve
fare che cosa. Cinque mesi buttati via. Ora è sceso in campo anche il ministro
per la Semplificazione Calderoli (e già il fatto che un Paese abbia bisogno di
un simile ministero la dice lunga su come siamo messi) che ha annunciato per la
prossima settimana l'atteso decreto su compiti e ruoli. La Moratti si è detta
"fiduciosa ". Speriamo che il suo non sia soltanto l'ottimismo della
volontà. Sembra invece essere preoccupata sul futuro del sistema aeroportuale
milanese, tanto che insieme a Regione e Provincia sta preparando una lettera
per chiedere al Consiglio dei ministri la convocazione del "Tavolo per
Milano". Expo e questione Alitalia sono i temi principali della ripresa. La Moratti potrà (e dovrà)
dire la sua, ma non avrà l'ultima parola. L'avrà invece su questioni
squisitamente locali: dall'isola pedonale a Chinatown (gli impegni presi con i
residenti vanno rispettati), all'ecopass e più in generale alla lotta
all'inquinamento, alla preghiera dei musulmani "sfrattati" da
viale Jenner, alle scuole materne che apriranno con una settimana di ritardo.
La capacità di governo del sindaco si misurerà anche su queste cose.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Dichiarata
l'insolvenza della compagnia: il cda chiede l'amministrazione straordinaria. Il
testimone a Fantozzi Alitalia, via al commissario Passera:
"Senza l'accordo con i sindacati salta tutto". Offerta da chiudere in
45 giorni.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-30 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE La Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi Altolà
del sindaco al governo: sì al ridimensionamento, ma Malpensa dovrà crescere.
Subito il Tavolo Milano Il sindaco: più tutele per Milano, ma nessun conflitto
con Roma. Critico il Pd: operazione dannosa per il Nord Non è intervenuta prima
"perché volevo capire bene quale fosse l'interlocutore giusto cui
rivolgermi". E alla fine è sempre a lui, al presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, che si appellerà il sindaco Letizia Moratti, chiedendo,
insieme a Regione e Provincia (che per la verità a ieri sera non erano ancora
state contattate per firmare un documento congiunto), la convocazione di un Tavolo
Milano per discutere del futuro degli aereoporti milanesi. "Del resto -
assicura il sindaco, dopo averne parlato con il ministro Roberto Calderoli -
dell'ipotesi di una riunione con le istituzioni milanesi si è parlato anche
durante il Consiglio dei ministri dell'altro giorno. Perché sanno che dovranno
tenere presenti le esigenze della Sea e della nostra città". La Moratti,
alla sua prima uscita ufficiale dopo le vacanze, ribadisce il fatto che
"non abbiamo preclusioni a studiare anche un possibile ridimensionamento
di Linate, purché questo giunga insieme alla valorizzazione di Malpensa come
hub internazionale". Inutile stuzzicare il sindaco sulla contrapposizione-
competizione con Fiumicino: "Quelli di Milano e di Roma - risponde pacata
- sono due mercati completamente diversi, che si rivolgono ad un target
differente e quindi necessitano di soluzioni diverse". Nel frattempo, in
attesa che la Moratti scriva e faccia firmare la lettera destinata al Governo,
il presidente della Provincia, Filippo Penati, ha scritto un secondo telegramma
a Berlusconi sollecitando l'incontro. Penati ha le idee chiare sulle richieste
da portare a Roma: "L' ordine del giorno della discussione del Tavolo
Milano deve avere al primo punto il futuro di Malpensa e gli impegni del
Governo per la liberalizzazione dei diritti di volo e come atto preliminare
l'impegno a non operare nessun ridimensionamento dell'aeroporto di Linate
". Diverso il punto di vista del leader regionale della Uil, Walter
Galbusera: "In questa partita decisiva non dobbiamo alzare ciascuno il
paletto intorno al proprio interesse o territorio. Da anni si parla della
necessità inevitabile di rivedere il ruolo di Linate per favorire l'hub di
Malpensa e siamo pronti a ragionare in questo senso. Piuttosto, però, andrebbe
riaperta la discussione sui collegamenti infrastrutturali con Malpensa: non
possiamo pretendere un hub e costringere i viaggiatori a vie crucis per
percorrere i pochi chilometri che separano Milano da Malpensa". Critico il
Pd. Il vicepresidente della Provincia, Alberto Mattioli: "Siamo di fronte
ad un'operazione dirigista e dannosa per il Nord e per il nostro sistema
aeroportuale. L'aspetto politico preoccupante è che, mentre a Roma perfino
Alemanno scalpita a difesa del suo aereoporto, a Milano il sindaco Moratti, il
presidente Formigoni e tutta la Lega devono abbozzare, fingendo che vada tutto
bene anche se sanno benissimo che l'operazione di Berlusconi farà carne di
macello della Lombardia". Intanto, la vicenda Alitalia pare intrecciarsi a quella dell'Expo
(di cui riferiamo nell'articolo a fianco): nell'elenco delle opere previste non
ci sarebbero più certezze sul futuro della linea 4 metropolitana, che dovrebbe
arrivare a Linate. La domanda, in fondo, è legittima: se il Forlanini dovesse
venire ridimensionato, avrebbe ancora senso spendere miliardi per una
metropolitana poi usata da pochi clienti? E. So. L'appello Il sindaco di Milano
Letizia Moratti ha detto di non avere "preclusioni" rispetto a un
ridimensionamento di Linate, purché questo serva a "valorizzare
Malpensa" \\ Walter Galbusera Potenziare i collegamenti per l'hub \\
Filippo Penati L'atto preliminare è salvare Linate.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Si è già consumata ogni prospettiva di
intesa trasversale L' ipotesi di un accordo in Parlamento sulle
intercettazioni, da ieri è ancora più illusoria. Le telefonate di Romano Prodi
pubblicate dal settimanale Panorama hanno rafforzato i settori del
centrosinistra più ostili a qualunque intesa col governo. La solidarietà offerta
da Silvio Berlusconi all'ex premier dell'Unione è stata considerata dagli
avversari troppo tempestiva per non apparire un gesto strumentale:
"evidentemente falso", lo ha bollato il segretario del Pd, Walter
Veltroni. L'opposizione tende a vedere nella vicenda soltanto un tranello
ordito dal presidente del Consiglio. L'obiettivo berlusconiano sarebbe quello
di piegare le resistenze dell'opposizione contro la legge. Che la tesi sia
fondata o no, conta relativamente. Pesa di più la risposta scelta in modo piuttosto
compatto dal Pd, in piena sintonia con l'alleato Antonio Di Pietro; e favorita
dal rifiuto prodiano alla proposta del Cavaliere di approvare
"subito" il provvedimento. "Non vorrei ", ha detto il
Professore, "che l'artificiale creazione di questo caso politico
alimentasse il tentativo di dare vita nel tempo più breve possibile a una legge
sulle intercettazioni". Il rischio, a suo avviso, potrebbe essere quello
di "sottrarre alla magistratura uno strumento che, in molti casi, si è
dimostrato indispensabile...". Traspare un'irritazione profonda, per un
ritorno intossicato dai veleni, dopo la sconfitta elettorale ed un'estate di
distacco ostentato dal "suo" Pd. Ma il no procura a Prodi il plauso
del partito; e soprattutto l'approvazione di Di Pietro. è il leader dell'Italia
dei Valori ad apprezzare dalla "Festa democratica " di Firenze il
fatto che il fondatore dell'Ulivo non sia "caduto nel trabocchetto della
solidarietà di Berlusconi". Ma Di Pietro va oltre. Coglie al volo l'episodio
per rafforzare l'ipoteca negativa su qualunque dialogo col governo. Bacchetta
il Pd per non avere appoggiato i suoi referendum sulla giustizia. Evoca i
fantasmi della P2 di Licio Gelli, definendo Berlusconi l'esecutore del suo
progetto contro la magistratura. Mostrando una fiducia assai limitata nelle
capacità negoziali alleate, aggiunge che se l'opposizione trattasse col
premier, farebbe come "l'agnello che si siede a tavola col lupo".
Sono le premesse di uno scontro che scomunica qualunque confronto con la maggioranza
di governo. E può risucchiare il centrosinistra in un bunker antiberlusconiano
rassicurante ma anche senza via d'uscita. La difesa dei giudici contro quelli
che vengono visti solo come progetti di normalizzazione, finisce per apparire
un obiettivo limitato, quasi di ripiego: soprattutto nel
momento in cui vicende come Alitalia mostrano la capacità del governo di calamitare pezzi importanti
del mondo imprenditoriale. Il Pd sembra irretito da un centrodestra capace di
decisioni magari controverse sul piano economico, ma paganti su quello politico
e del consenso. Per Rosy Bindi, "Berlusconi ha conquistato mente,
cuore degli italiani, e quindi si deve fare un lavoro culturale di lungo
periodo". Ma per il momento non ce n'è traccia. Il centrosinistra tende a
ripiegarsi su se stesso, coltivando i pregiudizi più logori contro il premier.
Il risultato è di aggravare la subalternità non solo al berlusconismo, ma ad un
Di Pietro che incalza e alza la posta: una deriva culturale destinata a
trascinare l'opposizione su terreni sempre più impervi e minoritari; e foriera
di ulteriori ritardi e di nuove delusioni. \\ Giustizia, si rafforza l'ipoteca
di Di Pietro sulla politica del Pd.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Alitalia Passera: senza accordo con i sindacati salta tutto RIMINI - Per
la realizzazione del piano Alitalia, "le prossime 4-5 settimane saranno cruciali", dice
l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera. E spiega:
"Prima di tutto ci vuole l'accordo col sindacato, senza il quale salta
tutto, poi ci saranno le varie autorizzazioni dell'Antitrust e delle
autorità europee". Prima di iniziare il convegno sull'economia reale al
meeting di Cl a Rimini, il banchiere ha voluto riaffermare la fiducia nel
piano: "Verrà presentato in tutte le sedi e credo che anche Bruxelles
possa valutare positivamente il fatto che abbiamo avuto il coraggio di
commissariare la vecchia Alitalia". Ieri il
governo ha nominato commissario Augusto Fantozzi. ALLE PAGINE 28 E 29 Baccaro,
Bagnoli Jacchia, Sideri.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-30 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La visita Il premier oggi a Bengasi. Rafforzati i controlli
anti-immigrati Berlusconi da Gheddafi Intesa sui risarcimenti Dall'Italia 5
miliardi di dollari in 25 anni, via all'autostrada libica Il governo ottiene
anche la rimozione degli ostacoli agli investimenti delle imprese italiane nel
Paese nordafricano ROMA - Dopo quasi 40 anni, dopo almeno due tentativi andati
a vuoto quando sembravano a un passo (l'ultimo con D'Alema nel 2007), dopo
visite a ripetizione, avvertimenti diplomatici, riavvicinamenti e minacce, oggi
è il giorno in cui Italia e Libia mettono fine al loro lunghissimo contenzioso,
siglando un patto di "amicizia " che ristabilisce relazioni
amichevoli e privilegiate tra i due Paesi. Questo almeno è quanto è deciso ad
ottenere Silvio Berlusconi, che oggi vola a Bengasi per incontrare Muammar
Gheddafi e per firmare quello che dovrebbe essere l'accordo definitivo tra Roma
e Tripoli, al quale si lavora da mesi, e che ha avuto il suo momento conclusivo
in un serratissimo round di incontri tra la delegazione libica da una parte e
il sottosegretario Letta e il ministro Frattini dall'altra. "Questo
accordo di amicizia e di cooperazione raggiunto con la Libia permetterà di
voltare la pagina del passato coloniale italiano nel Paese - le parole di
Berlusconi affidate alla vigilia al giornale libico Oya -. L'accordo che
firmeremo apre tutte le strade in vista del consolidamento del partenariato
economico e sociale e intensificherà la cooperazione tra i due paesi".
Sono servite sei visite (la quinta lo scorso giugno), e un grosso sforzo
economico a Berlusconi per chiudere la questione (che comunque non prevede
un'intesa su tutto, alcuni capitoli saranno approfonditi da commissioni tecniche
nei prossimi mesi). Il premier infatti, oltre alla statua delle Venere di
Cirene, porta in dote un imponente risarcimento alla Libia, quel "gesto
riparatorio" che Gheddafi pretendeva per i danni del colonialismo: primo
fra tutti, il finanziamento di una lunga autostrada che collegherà il Paese dal
confine egiziano a quello tunisino, opera da quasi tre miliardi e mezzo di euro
che dovrebbero però essere spalmati in 25 anni, e poi lo sminamento di alcune
aree del Paese, la costruzione di altri edifici minori, partecipazioni in
progetti e infrastrutture per un costo stimato di oltre 5 miliardi di dollari:
"è impossibile al momento precisare il volume degli investimenti che
saranno realizzati, ma supereranno sicuramente diversi miliardi di
dollari", conferma il premier. Ma in cambio, oltre alla possibilità di
tornare a lavorare e a investire in Libia per le aziende italiane che, come
dicono a palazzo Chigi, avevano "subito barriere e discriminazioni",
il premier conta di far diventare l'Italia il primo Paese di riferimento per la
Libia in campo economico, e un sicuro partner nell'approvvigionamento di gas e
petrolio (l'Eni è massicciamente presente nel Paese). E c'è un'altra decisiva
ragione per cui Berlusconi ha voluto a tutti i costi che si arrivasse
all'intesa, per quanto onerosa alla fine possa essere: si ritiene infatti che
solo la chiusura di un accordo generale si potrà far partire l'attuazione
concreta delle misure già concordate tra Roma e Tripoli per un efficace
contrasto dell'immigrazione clandestina anche attraverso dei pattugliamenti
congiunti delle coste. Insomma, con quello che il suo portavoce Paolo Bonaiuti
definisce "il metodo della squadra, che una volta
messa in campo porta risultati concreti e definitivi come nel caso Alitalia e per l'emergenza Napoli",
Berlusconi è felice di chiudere un altro complesso dossier aperto sulla sua
scrivania. E mentre si accinge a volare a Bengasi, spera anche di dare il suo
contributo alla crisi georgiana che vedrà lunedì col vertice di Bruxelles un
momento importante. Ieri infatti, dopo aver riferito del tema al capo
dello Stato, il Cavaliere ha avuto lunghe telefonate sia con Putin che con
Sarkozy, e oggi a Bengasi incontrerà anche il vice premier russo Ivanov. Paola
Di Caro.
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
SI CHIUDE IL
CONTENZIOSO ITALIA-LIBIA Silvio firma l'accordo con Gheddafi Il colonnello Muammar
Gheddafi non avrebbe potuto festeggiare meglio i 39 anni della incruenta
"rivoluzione" che il primo settembre 1969 cacciò il corrotto re Idiss
dal trono e insediò lui e un gruppo di giovani ufficiali nazionalisti al
potere. Ieri è stato incoronato "re dei re d'Africa" da capi-tribù e
dignitari africani per il suo impegno nell'Unione africana. E, soprattutto,
oggi il premier italiano Silvio Berlusconi andrà a Bengasi per firmare "il
grande accordo italo-libico" che dovrà (dovrebbe) chiudere il vecchio
contenzioso ultra-trentennale sui danni e compensazioni che l'Italia deve alla
Libia per il sua passato e le atrocità coloniali. L'accordo è stato raggiunto
nel massimo riserbo e non è definito nei dettagli. Ma si sa che dovrebbe valere
intorno ai 5 miliardi di dollari "per opere infrastrutturali" -
probabilmente la famosa autostrada costiera libica dalla Tunisia all'Egitto e
forse un ospedale -, miliardi da spalmare in 25 anni con impegni di spesa
annuali. Non si conoscono gli altri punti, in particolare sulle richieste
dell'Italia sui beni degli italiani sequestrati quando Gheddafi li cacciò dalla
Libia fra il luglio e l'ottobre '70 e sui crediti che diverse aziende italiane
dicono di vantare dalla Libia. Questa e le altre "questioni collaterali"
saranno discusse da una commissione congiunta. L'accordo chiude un contenzioso
durato da oltre 30 anni. E il punto è stato messo a segno da Berlusconi. Poteva
e doveva essere appannaggio dal governo di centrosinistra Prodi-D'Alema, che
come ministro degli esteri il 10 novembre 2007 firmò a Tripoli "un'intesa
di massima e di principio" e che fece anche, timidamente, il
piccolo-grande "gesto" giustamente preteso da Gheddafi di riconoscere
i 30 anni di nefandezze e orrori commessi dall'Italia nei 30 anni di
"colonialismo dal volto umano". Nella fretta di
Bersluconi certo hanno avuto gran peso il petrolio e gas libici, la politica di
"contrasto" all'immigrazione clandestina in partenza dalla Libia. Ma
il punto politico è stato lasciato a Berlusconi. Come la spazzatura di Napoli,
la crisi Alitalia. m.m.
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
AEROPORTI Alemanno-Moratti scaldano i motori Le scelte della nuova Alitalia non piacciono molto al sindaco
di Roma Gianni Alemanno e nemmeno al sindaco di Milano Letizia Moratti.
Entrambi vedono con preoccupazione il ridimensionamento degli scali di
Fiumicino e di Linate. Così il presidente designato Roberto Colaninno ieri
mattina si è recato in Campidoglio per un incontro con Alemanno.
"Nel corso del colloquio - si legge in un comunicato che lascia le cose
come stanno - il presidente ha garantito al sindaco un costante e corretto
confronto tra la nuova società, che si va costituendo per dare un futuro ad Alitalia, e tutti gli enti locali rappresentativi del
territorio di Roma". "Non abbiamo preclusioni a considerare anche una
possibile riconfigurazione diLinate nell'ambito però di un potenziamento del
sistema aeroportuale lombardo", ha detto Moratti. Che di colpo è
possibilista ("vedremo") con chi le chiede se ci sono margini per un
ritiro del ricorso di Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi che
con la Magliana ha un contenzioso con richiesta danni per 1,25 miliardi di euro
per mancato sviluppo dell'aeroporto di Malpensa.
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
L'operazione di salvataggio dell'Alitalia a scapito dei contribuenti gestita da banca Intesa Sanpaolo e
affidata a Roberto Colaninno non piace ad Alessandro Profumo, amministratore
delegato del gruppo Unicredit. Il gruppo non è interessato a entrare nella
nuova Alitalia, ha ribadito
Profumo durante un dibattito a Cortina. Profumo ha sottolineato che il
suo unico interesse nella vicenda riguarda le rotte coperte: "A me
interessa che i miei collaboratori e io stesso possiamo raggiungere con voli
diretti i luoghi dove abbiamo una presenza. Che ci porti Alitalia
o un'altra compagnia, non mi importa. L'italianità non mi appassiona - ha
aggiunto - mi appassiona piuttosto avere un buon servizio a prezzi bassi
mentre, al termine di questa vicenda, avremo un servizio peggiore e prezzi più
alti".
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
STAMPA STRANIERA
L'ultimo miracolo di Berlusconi visto dall'estero. Molto
critico "Ft" "L'Alitalia è come gli spaghetti e la pizza" Il miracolo Alitalia di Silvio Berlusconi così è
stato raccontato ai suoi lettori dal principale quotidiano economico europeo,
il Financial Times: "Cercasi: un vecchio miliardario, una compiacente
Commissione europea, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero,
prezzi del greggio più bassi e tutto questo subito. In breve, un miracolo.
Madonna! Benchè Silvio Berlusconi abbia promesso esattamente questo, al
cinquantanovesimo minuto dell'undicesima ora, il destino di Alitalia
è appeso a un filo". Così è scritto in un commento nella Lex Column
dedicato alla compagnia aerea italiana dal titolo "Così fan tutte"
(in italiano sul quotidiano inglese). "Sulla carta - sottolinea ancora il
giornale - la resurrezione della compagnia italiana è avviata" ma la nuova
Alitalia "dovrebbe almeno riuscire a parare
l'ingerenza politica che l'ha lungamente tormentata". Riassumendo le
condizioni messe a punto per il salvataggio di Alitalia,
Ft nota che è stata migliorata la legge sui fallimenti che renderà "più
facile la ristrutturazione alle altre aziende italiane fallite. Questo non
impedirà crisi future, sarebbe un miracolo, ma le renderà più facilmente
gestibili". L'edizione tedesca di Ft rincara la dose a modo suo: l'Alitalia non poteva cadere nelle mani di investitori
stranieri perché la compagnia di bandiera "appartiene" all'Italia
come "gli spaghetti e la pizza", si legge sul Financial times
deutschland (Ftd), che sottolinea come Roberto Colaninno abbia adesso un
"compito sacro" da svolgere. Per l'Ft, quindi, "Alitalia riprende a volare", sotto la guida di un
imprenditore che "se ne intende di simboli nazionali". L'edizione
tedesca del quotidiano economico britannico si concentra sul ruolo di
Colaninno, ricordando che in passato "il ragioniere" ha già salvato simboli
nazionali dal declino. Allo stesso tempo, la Air France-Klm, esamina di nuovo
un possibile ingresso nella compagnia aerea italiana, scrive sempre il Ftd in
un'altra corrispondenza da Milano. "Ma prima l'Alitalia
dovrà dimostrare di poter ritornare all'utile". Intanto, l'altro
principale giornale economico tedesco, l'Handelsblatt, pubblica una
corrispondenza da Milano dal titolo "L'Italia appoggia l'Alitalia con tutti i mezzi". Titolo in prima pagina sul
quotidiano economico francese, Les Echos: "Air France-Klm pronta a investire
in Alitalia". "Il gruppo franco-olandese -
scrive il giornale - vuole preservare il suo partenariato con Alitalia in senso all' alleanza Sky Team e sui principali
collegamenti franco-italiani, e sbarrare la strada a Lufthansa, ugualmente
sollecitata dagli italiani".
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
Il cda dichiara l'insolvenza e nomina Fantozzi commissario. Lunedì i sindacati
Brutto film e già visto Francesco Piccioni Si comincia ad avvertire un forte
odore di già visto. La vicenda Alitalia soffre del
resto di una storica coazione a ripetere. Vediamo cosa accade. Ieri, come ampiamente
previsto, il consiglio di amministrazione della Magliana ha decretato lo stato
di insolvenza, aprendo così la strada alla procedura straordinaria disegnata il
giorno prima da un apposito decreto legge e alla nomina, avvenuta in serata, di
Augusto Fantozzi (avvocato tributarista ed ex ministro dei governi Dini e
Prodi) alla carica di commissario straordinario. Il decreto dimezza di fatto
tutti i tempi previsti dalla vecchia legge Marzano: la cessione di ramo
d'azienda potrà essere fatta in 15 giorni, anziché in 30; e anche i tempi per
la messa in mobilità passano da
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-30 num: - pag: 23 categoria:
BREVI Lettere e interventi ANOMALIE Il prezzo del metano Benzina e gasolio,
bene o male, seguono l'andamento del prezzo del barile di petrolio con le
anomalie che tutti conosciamo e con le differenze di rapidità nell'adeguamento
dei prezzi se il prezzo del barile sale oppure scende; il metano, invece, sale
sempre. Se obbedisse alle regole di mercato, il suo prezzo salirebbe in inverno
quando la domanda di metano è maggiore perché i termosifoni sono accesi, e
scenderebbe in estate quando i riscaldamenti sono spenti. E ci hanno anche
detto che il costo al metro cubo del metano è calcolato sui mercati
internazionali tenendo conto del prezzo del petrolio: che il barile sia sceso,
e pure di molto, ce ne siamo accorti tutti, ma il metano non cala proprio mai!
Nabla Vettori nabla.vettori@lycos.com LOTTA ALL'EVASIONE I pensionati e il
fisco L'unico reddito che possiedo è una dignitosa pensione di anzianità, sono
proprietario della casa in cui abito e ho sempre pagato l'Ici, il canone Rai, e
tutto il resto. In questi giorni ho ricevuto dall'Agenzia delle Entrate una
comunicazione di accertamento per la dichiarazione redditi del 2005. Al che mi
son detto: i pensionati, ecco la nuova frontiera per la lotta all'evasione
fiscale! Francesco Duina Sovere (Bg) SALVATAGGI / 1 Alitalia Possibile che da un fallimento di Alitalia alle porte, si sia passati in un attimo in una condizione in cui
tutti sono felici e contenti? Alla fine non saranno i contribuenti italiani che
dovranno pagare i debiti della bad company che rimane in mano a un commissario,
quindi allo Stato, magari risanati a colpi di addizionali sulla benzina secondo
lo schema ampiamente collaudato per la guerra d'Abissinia, il terremoto
del Belice e tutti quegli altri esempi che fanno ribollire il sangue ancora
oggi? Eros Marino e.marino@fastwebmail.it SALVATAGGI / 2 Malpensa In questi
giorni si parla di salvare Malpensa, ma è l'aeroporto più scomodo e malservito
d'Europa. è lontano da Milano (si trova a Varese) e se si atterra alle 2 del
mattino come spesso accade con i voli low-cost, non si può tornare a Milano
fino alle 5,30, oppure si deve spendere un capitale per il taxi. Quindi, o si
garantisce un servizio a prezzi accessibili tutta la notte, o si chiude
l'aeroporto dalle 1,30 alle 5,30, alla ripresa dei servizi pubblici. Le tariffe
sono esorbitanti e si deve pure aggiungere il costo dei biglietti per i bus
cittadini! Cristina Picco cristina-picco@libero.it CALENDARIO SCOLASTICO Durata
delle vacanze La scuola elementare di mia figlia non ha ancora stabilito la
data di inizio delle lezioni. Ecco una riforma che non costerebbe nulla:
obbligare le scuole a rendere noto il calendario delle proprie attività entro
il mese di marzo dell'anno scolastico precedente. Ne ricaverebbero vantaggi gli
studenti, le famiglie, gli operatori scolastici. Inoltre, sarebbe favorita la
programmazione di periodi di vacanza a minor costo a giugno e a settembre.
Giuseppe Musolino Santo Stefano d'Aspromonte (RC) INCIDENTI STRADALI Coinvolti
troppi Tir Gli ultimi incidenti mortali sulle strade italiane ci dicono che è
necessario rivedere il complesso sistema di trasporto delle merci, sulle nostre
strade circolano troppi Tir e molti di essi sono vetusti con autisti stanchi e
spesso sottopagati. Sarebbe auspicabile che il governo mettesse al più presto
mano a questo problema. V. Bossi v.bossi@virgilio.it OBAMA SUL TG3 Discorso in
inglese John McCain ha cavallerescamente giudicato la convention di Denver con
un più che netto "well done". Il "ben fatto" invece questa
volta lo vorrei indirizzare al Tg3 per avere scelto di mandare in onda uno
stralcio del discorso di Barack Obama in versione originale con sottotitoli in
italiano. Ci lamentiamo che la conoscenza delle lingue straniere degli italiani
è ai minimi termini, ma non si fa nulla per togliere il maledetto vizio delle
trasmissioni doppiate. Margherita Capanna Alagna Val Sesia (Vc) Le lettere
vanno indirizzate al Corriere della Sera, via Solferino 28, 20121 Milano. Fax:
02.6282.7579 E-mail: lettere@corriere.it, oppure al sito www.corriere.it. La
rubrica di Sergio Romano riprenderà lunedì 1 settembre.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE
Il rilancio Il numero uno di Intesa: in 4-5 settimane si deciderà il futuro
Passera: Alitalia, decisivo
l'accordo con i sindacati "Presto nuovi soci". Ad Air France forse il
20-25% Il botta e risposta con Bersani sull'impegno degli imprenditori con la
pistola alla testa DAL NOSTRO INVIATO RIMINI - Dopo il sì del governo al piano
di salvataggio Alitalia,
l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera difende il "suo"
progetto Fenice che è "serio, credibile, solido e la prova è la lettera di
Air France per entrare come azionista". Prima di iniziare il convegno
sull'economia reale al meeting di Cl, il banchiere parla con la stampa sul
futuro della compagnia di bandiera e, pur sicuro del successo dell'operazione
di salvataggio, lega l'entusiasmo ad alcune condizioni. "Le prossime 4-5
settimane saranno cruciali - spiega - prima di tutto l'accordo col sindacato
senza il quale salta tutto, poi ci saranno le varie autorizzazioni
dell'Antitrust e della autorità europee". Insomma la partita è tutt'altro
che chiusa. Ma Passera non nasconde l'ottimismo. Si dice per nulla preoccupato
dal giudizio di Bruxelles "perché il piano verrà presentato in tutte le
sedi e credo che l'Europa possa valutare positivamente il fatto che abbiamo
avuto il coraggio di commissariare la vecchia Alitalia
e che apprezzerà l'ingresso di capitali privati con l'impegno a rimanere almeno
cinque anni". E sul fronte del partner l'ipotesi in ambienti finanziari è
che Air France già a metà della prossima settimana possa entrare, con una quota
del 20-25%. Passera Ha confermato l'indiscrezione dell'interessamento di una
banca straniera (la Morgan Stanley) a entrare nella newco e anticipato che nei
prossimi giorni si aggiungeranno altri imprenditori alla cordata che adesso
conta - Air France compresa - già 17 soci. Intesa Sanpaolo avrà il 10% del
capitale con un investimento, per ora, compreso tra i 100 e i 150 milioni di
euro. Risponde alle critiche di giornata. Al collega banchiere e pure lui ex
McKinsey Alessandro Profumo (numero uno di Unicredit) che ha bocciato il suo
piano sostenendo che la nuova Alitalia fornirà
"un servizio peggiore e a prezzi più elevati ", manda a dire un secco
"speriamo di no". Al ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani
anche lui in mattinata al meeting - secondo il quale "alcuni imprenditori
sono entrati nella cordata con la pistola puntata alla tempia ", Passera
dedica più parole. "Una frase infelice - afferma - e non vera perché posso
dire, avendo personalmente parlato con tutti questi imprenditori, che sono
persone libere, che hanno analizzato il progetto con grande attenzione e che
hanno deciso di aderire senza chiedere in cambio nulla ". Immediata la
controreplica di Bersani: "Allora parliamo di moral suasion". Del
piano Fenice Passera anticipa alcune proiezioni: tra due anni Alitalia potrebbe avere i conti di nuovo in ordine e che
avrà più destinazioni di quante ne ha oggi. "Le sovrapposizioni con Airone
verranno eliminate continua - così come quelle tra Malpensa e Linate se si avrà
il coraggio di razionalizzare i due aeroporti principali di Milano". La
parola ora al commissario - "a cui spetterà la gestione di tutto il
contenzioso passato che non dovrà pesare nella nuova azienda" - e
soprattutto alle nove sigle sindacali che finora hanno bocciato tutte le
soluzioni di salvataggio. Per ora le reazioni sono caute. Il coordinatore
nazionale dell'Sdl, Fabrizio Tomaselli, chiede di "conoscere il piano per
intero prima di parlare di accordo" mentre il presidente di Anpac (piloti)
Fabio Berti si dice "esterrefatto" per le dichiarazioni di Passera e
lamenta che non ci sia stato "più coinvolgimento del sindacato nella
stesura del piano". Roberto Bagnoli.
( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Tempi di
sopravvivenza Un orto di guerra me lo sono fatto anch'io, come quello di mio
nonno ai piedi di Monte Mario, a Roma, nell'altro secolo. Ce l'ho in in paese,
ricavato tra le macerie di palazzi in tufo crollati, non si sa più quando. Ci
sono delle grotte, dove una volta stavano i maiali, gli davano da mangiare
direttamente da casa, aprendo una botola di solito in cucina: si calava di
tutto, quello che avanzava. Si sa che del maiale non si butta niente e più
mangia, più ingrassa. Propinano, anche nei mercati di paese, la notizia che ha
fatto troppo caldo e per questo i fichi stanno a 3 euro e gli introvabili
fagiolini, arrivano anche al doppio. Tempo pochi giorni e parleranno di improvvise
grandinate e gelate e ci saranno i soliti morti davvero, non importa da dove
arrivi la notizia e chissà quale ordinanza autunnale entrerà in azione, dal
momento che i massaggi sui litorali non saranno praticabili neanche in tardivi
sensuali fine settimana. Magari Comiso a Ragusa, farà da apripista, dove la
giunta ha deciso il cambio del nome dell'aereoporto: da "Pio La
Torre", caduto per mano della Mafia a "Vincenzo Magliocco",
caduto in Africa orientale nel 1936. E passano i giorni e mi chiedo per quale dannata
ragione devo strappare le erbacce che poi quasi sempre da me è malva, quella
con cui si fanno i decotti e ha i fiori tra il blu e il viola. Dicono che è
invasiva, che magari non fa crescere la zucchina. L' espediente dell'orto è
economia di sopravvivenza, fatto un po' con rabbia, l'erbaccia e la fatica
dello strappo e un po' con amore, quando apprendi che possono convivere fiori e
ortaggi e raccogli tutti e due. E riponi il surplus, al buio, per tempi
peggiori, come in tempi di guerra, anche se li chiamano di pace: l'erba fa bene
anche ai gatti, quelli ancora liberi e non chiusi tra quattro mura, coperte da
parietaria. Quelli che salgono sui tetti, a annusare l'aria. Doriana Goracci
L'occhio vuole la sua parte Come vostro lettore, fedele e appassionato, avanzo
una proposta che potrà sembrare paradossale: per favore, non pubblicate la sua
faccia. Ora che il governo ha scoperto le proprie carte (non che prima fossero
nascoste, ma non so come spiegare altrimenti i risultati delle ultime
elezioni), ora che i fondi pubblici per l'editoria sono a rischio, la scuola
pubblica è a rischio, un'unità solidale tra le regioni italiane è a rischio, il
rispetto dei diritti umani è - in tanti casi - a rischio, e dopo aver letto
dell'ennesimo regalo di Berlusconi alle imprese (la parte
sana di Alitalia ai
privati, debiti e esuberi allo stato), non reggo la vista della foto di p. 6
nel manifesto di ieri, con Silvio e Colaninno che se la ridono fra loro. Anche
questa è denuncia, per carità, ma nei confronti di una classe politica vanesia
e dannosa, ritengo che resistere significhi dire tutto, fare vera
informazione, ma senza pubblicare il volto dei protagonisti. Così almeno
l'occhio avrà la sua parte. Mario Badino Alla faccia della sicurezza! Esercito
per le strade, e sulle discariche, vigili in biga sulla spiagge, stiamo
assistendo a una esibizione muscolare senza precedenti eppure gli scippi, gli
stupri, le rapine continuano come e più di prima, Sembra più una performance di
bodybuilding che serve solo a soddisfare gli occhi degli appassionati della
"forza", una forza apparente né rassicurante né efficace, anzi sembra
eccitare la volontà di delinquere invece che scoraggiarla. A preoccupare
ulteriormente c'è un ministro della Difesa che non vede l'ora di usare i "
suoi" soldatini e li vorrebbe mandare dappertutto, in vecchi e nuovi
conflitti, sembra che si auspichi una guerra o, in mancanza di meglio, qualche
tonnellata di immondizia in più, per poi dire: "E vai! Ora ci mando anche
i "miei" soldati". Un sindaco di Roma che di fronte a un grave e
odioso episodio di violenza ai danni di due turisti olandesi non trova di
meglio che dire: "Se la sono cercata", tipico della cultura e della
mentalità di fascisti che, guarda caso, è il partito dove, ministro e sindaco,
hanno militato. Amando Mancini.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE Il leader mondiale Il blitz di Aponte dai container agli aerei
MILANO - Ai più è sembrato un blitz quello di Gianluigi Aponte (foto).
L'ingresso di uno dei leader mondiali nel trasporto navale
di container nella cordata Alitalia è parsa una sorpresa. In realtà, l'imprenditore sorrentino ma
con base di lavoro a Ginevra aveva fatto capire nelle settimane scorse che i
suoi interessi si stavano spostando dal mare ai cieli. In maniera riservata si
è fatto avanti per rilevare in asse con l'Adr (Aeroporti di Roma) dei Benetton
(altri compagni di cordata in Alitalia), lo scalo di Genova. Il sessantottenne sorrentino,
trapiantato da 31 anni a Ginevra, ha costruito nell'ombra un impero: oggi la
sua Mediterranean Shipping Company (Msc), fondata nel 1970, è il secondo
operatore a livello internazionale nel trasporto container, con 35 mila
dipendenti sparsi per il mondo e un giro d'affari di 14 miliardi di dollari. Da
una sua costola nel 1987 è nata Msc Crociere, con base a Napoli, una flotta di
9 navi (in arrivo l'ammiraglia, stazza 133 mila tonnellate, mega inaugurazione
il 18 dicembre al molo Beverello) e un fatturato da 1 miliardo di euro nel
2008. Quasi sconosciuto alla finanza nostrana, Aponte ha sempre investito nella
sua azienda, volendo toccare con mano quanto gli rendeva. Quando 40 anni fa ha
scelto i trasporti via mare ha guardato lontano. E oggi è l'unico italiano che
davvero conta quando si parla di globalizzazione e flussi di merci tra un'area
e l'altra del mondo. Nell'ultimo periodo deve aver pensato che la
"logistica" del trasporto aereo tutto sommato fa parte della sua
stessa filiera. E oggi sale a bordo anche del volo Alitalia.
Antonia Jacchia.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Con
la "nuova Alitalia" c'è in gioco lo sviluppo di
Roma e del Lazio", lo dice chiaramente il presidente della Regione, Piero
Marrazzo, che sulla questione ha convocato per la prossima settimana un
consiglio straordinario. Il sindaco Alemanno: "Su Fiumicino chiederò
garanzie".
Evangelisti all'interno.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-08-30 num: - pag:
34 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Paola Pica Rimbalzano gli
immobiliari, corre Immsi Ripartono i titoli del comparto immobiliare, tra i più
trascurati dall'inizio della crisi subprime. Lo scatto, che non corrisponde
ancora a una generale ripresa del settore ma a un recupero tecnico, è stato
guidato ieri da Gabetti che ha fatto un balzo dell'11,18%, beneficiando anche,
per la seconda seduta consecutiva, dei conti semestrali in pareggio. Nel sett
ore, in tensione anche Aedes (+11,34%), Bastogi (+3,70%) e Risanamento
(+3,47%). Il gruppo di Luigi Zunino ieri ha annunciato la cessione entro l'anno
di Santa Giulia e area Falck oltre al la rinegoziazione del debito con le
banche entro settembre. In chiusura, l'indice S&P Mib ha guadagnato lo
0,57%, il Mibtel lo 0,7% tra scambi sui livelli della vigilia a 3 miliardi di
controvalore. Breve la prossima settimana (lunedì Wall Street chiusa per il
Labor Day). Al listino, molti i rialzi nella moda e nel lusso, da Geox (4,27%)
a Luxottica (+1,19%), a Bulgari (+1,04%), a Marcolin (+ 5,2%), a Tod's (+
3,12%). Sul fronte bancario, si scalda Mediobanca (+2,78%) mentre riparte tra i
soci il confronto sul cambio della governance. In recupero Bpm (+2,65%),
anch'essa alle prese con le modifiche al modello societario. Ancora sulle
montagne russe Seat Pagine Gialle, ieri in rialzo del 5%, Mediaset non ha
risentito dell'accordo fra Rai e Lega Calcio sui diritti per la trasmissione in
chiaro del campionato di Serie A e anzi ha messo in mostra un rialzo dell'
1,93%. Molto forte Immsi impegnata nella privatizzazione di
Alitalia e dopo i conti
semestrali: la società di Roberto Colaninno ha guadagnato un altro 4,23%.
Mediaset Il titolo del Biscione (+1,9%) non ha risentito dell'accordo di
Rai-Lega calcio.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE I dipendenti Ammortizzatori sociali: dalle hostess ai tecnici, ai
piloti Esuberi, il piano del governo per il welfare dei quarantenni Sacconi: la
tutela dei lavoratori? Aiutandoli a ricollocarsi ROMA - Non saranno solo i
lavoratori vicini al pensionamento quelli che rischieranno il posto nella ristrutturazione di Alitalia (tra i 5 e i 7 mila esuberi) e in tutte quelle delle aziende che
finiranno commissariate. Nel "mirino" del ministro del Lavoro,
Maurizio Sacconi, ci sono per la prima volta anche i quarantenni: hostess,
tecnici, piloti, informatici, tutti i dipendenti che Alitalia riterrà in esubero e che saranno ricollocati sul mercato del
lavoro dopo un'adeguata riqualificazione. E' la prima vera applicazione
massiccia del "welfare to work", cioè dell'assistenza mirata al
reimpiego che punta a rivoluzionare l'universo degli ammortizzatori sociali
mettendo al centro non l'accompagnamento alla pensione, ma il ritorno al
lavoro. "La tutela dei lavoratori - ha spiegato Sacconi - non si realizza
solo proteggendo il salario fino a un massimo di sette anni, ma anche e
soprattutto attraverso un programma di ricollocamento verso altre aziende sulla
base delle specifiche caratteristiche delle diverse tipologie di lavoratori
interessati". Anche perché, sembra essere il filo del ragionamento, è
molto più economico per lo Stato e l'impresa, trovare un altro lavoro a un
hostess quarantenne che parla quattro lingue, che liquidare un lavoratore
vicino alla pensione, ma ancora troppo giovane per la nostra società, perché
poi non aspiri anch'egli a un altro lavoro, trovando però tante porte chiuse.
E' tutto qui il senso di quella frasetta inserita nel decreto Scajola,
"indipendentemente dall'età anagrafica", riferita ai lavoratori che,
non solo in Alitalia, ma in tutte le imprese
commissariate, da ora in poi avranno diritto al trattamento di cassaintegrazione
per 48 mesi e alla mobilità per 36 mesi. Non sarà più il criterio dell'età a
fare da bussola nell'individuazione degli esuberi ma quello dell'effettivo
bisogno dell'azienda ristrutturata. Perciò se a risultare in esubero saranno i
più giovani, saranno loro a uscire, impegnandosi in un programma di
riqualificazione. Una rivoluzione che metterà alla prova il lavoratore cui
l'agenzia per l'impiego del suo territorio farà firmare un "patto di
servizio", strumento inserito nel Protocollo sul Welfare, firmato sotto il
governo Prodi: sussidio in cambio dell'impegno alla riqualificazione. E se il
lavoratore rifiuta il percorso, c'è la perdita del sussidio. Per i sindacati,
che pure quel Protocollo hanno firmato, ci sarà molto da spiegare ai lavoratori
più giovani in Alitalia che finora avevano pensato che
la ristrutturazione tagliasse solo i colleghi pensionabili. Ieri le nove sigle
convocate da Sacconi lunedì hanno puntualizzato che non intendono discutere
solo di ammortizzatori sociali, ottenendo dal ministro l'assicurazione che la
discussione sarà "a tutto campo ". I più intransigenti paiono i
piloti: "Aspettiamo di vedere il piano - dice Fabio Berti, presidente
dell'Anpac - , se non ci piacerà, la nostra reazione sarà molto dura. Non
abbiamo paura di restare con il cerino in mano. Andremo fino in fondo anche a
costo di scontrarci con l'opinione pubblica". Antonella Baccaro Augusto
Fantozzi.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE L'ex ministro del Tesoro Siniscalco torna sul "dossier"
MILANO (f. fub.) - Sono passati mesi da quando per Morgan Stanley, la banca
d'affari Usa, per la prima volta si è avvicinata alla
partita per Alitalia. E
anche oggi la banca guidata in Italia dal vicepresidente per l'Europa Domenico
Siniscalco (nella foto) ha il dossier ben aperto sul tavolo. Insieme ad alcuni
punti fermi. Il primo è che il progetto di Roberto Colannino, futuro presidente
della Nuova Alitalia,
appaia credibile. Il secondo è però che il "lock-up", il
vincolo ai soci a non vendere la propria quota per cinque anni, sembra molto
stringente. Tanto più, per una banca abituata a muoversi rapidamente sui
mercati. Anche per questo Morgan Stanley non avrebbe ancora deciso se entrare
nella cordata e, nel caso, per non oltre 50 milioni di euro.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Il prezzo più alto
lo pagherà Roma, questo è evidente. Ancora non conosciamo nel dettaglio il
piano Fenice. Lunedì comincerà il confronto. Ma non ci sono molti dubbi sul
fatto che una fetta consistente degli esuberi peserà sul nostro territorio. Per
questo da uno a cento il nostro livello di preoccupazione è uguale a
cento". Marco Guerci, segretario laziale di Filt Cgil, proviene da uno di
quegli asset - il polo delle manutenzioni pesanti di Alitalia - su cui pende un punto
interrogativo. "Pensare - spiega - che è l'unico polo di questo tipo in
Italia, con grandi professionalità. Sette-otto mesi fa cacciavamo i clienti...
Dovrebbe essere messo in vendita dalla bad company, ma sul futuro che attende i
lavoratori non si sa nulla. E non basteranno certo gli ammortizzatori sociali,
i sette anni di cui si parla. Si tratta di quarantenni e cinquantenni, che non
possono arrivare in questo modo alla pensione". Ridimensionare la presenza
di Alitalia a Roma rischia di pesare due volte: anche
sull'indotto. "Faccio sempre un esempio - racconta Guerci - Chiedo: chi
farà il catering della nuova compagnia? Che ne sarà di questi lavoratori? La
lista potrebbe essere ancora molto lunga. Altre incognite riguardano i
lavoratori di Airone, dove ci sono molti contratti a tempo determinato. Altro
esempio: la società che fa handling per Airone che futuro avrà?".
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Il duello Malpensa-Fiumicino, possibile potenziamento di Roma.
Resta l'opzione British Stato d'insolvenza, arriva il
commissario ROMA - Alitalia
getta la spugna e il governo l'affida al commissario Augusto Fantozzi. Ieri il
consiglio d'amministrazione, presieduto per l'ultima volta in 5 mesi da
Aristide Police, ha esaminato i conti del primo semestre per poi chiedere al
Tribunale di Roma di dichiarare lo stato d'insolvenza. Con un
indebitamento che al 31 luglio ammontava a 1.172 milioni, una disponibilità di
cassa ridotta a 341 milioni e un prestito da 300 milioni, accordato dallo
Stato, da restituire, il cda non ha avuto scelta. La conseguente richiesta di
ammissione al commissariamento è stata subito accolta da Silvio Berlusconi che
ha nominato Fantozzi. A questo punto spetta alla Compagnia aerea italiana, cioè
ai 16 soci della newco, avanzare la proposta di acquisto relativa a alcuni beni
della compagnia, forse contestualmente a quella che sarà inviata Air One,
destinata anch'essa alla cessione di alcuni asset e alla successiva fusione.
Ieri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha incontrato il capocordata Roberto
Colaninno, ricevendo rassicurazioni su Fiumicino "che non verrà
ridimensionata anzi lo scalo dovrebbe essere ampliato al punto di raddoppiare
in termini di voli e infrastrutture ". L'imprenditore avrebbe accennato
alle trattative con i potenziali partner stranieri, che comprenderebbero anche
British Airways. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha invece inviato una
lettera al governo chiedendo la convocazione del "tavolo" sulla
città. "Abbiamo avviato un percorso costellato di sacrifici - ha detto il
ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - ma che ritengo in tempi
brevi possa arrivare al successo. Spero col consenso di tutti". Ma
l'opposizione non demorde. "è un'operazione - ha osservato Andrea
Martella, ministro- ombra alle Infrastrutture e ai trasporti del Pd - che scarica
sui cittadini debiti e costi: si costruisce con procedure ad hoc, facendo venir
meno le regole dell' Antitrust e rischiando di aprire un contenzioso a livello
europeo, una società sulla quale imprenditori privati avranno la possibilità di
fare degli utili". A. Bac.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Sgomberate le
baraccopoli lungo le sponde dell'Aniene, tra il II e il IV Municipio. Blitz,
l'altra notte, dei militari dell'esercito insieme alla polizia per smantellare
le favelas sorte lungo il fiume e controllare le persone che vi si erano insiediate.
"Un'operazione - spiega il presidente del IV, Cristiano Bonelli - partita
all'indomani della serie di controlli avviati dagli agenti
e dai militari per verificare i nuovi e vecchi insediamenti irregolari nati
nell'area". Quindici romeni sono stati identificati, su due di loro
gravava già un provvedimento d'espulsione. Intanto, è rivolta tra i residenti
della Collina Alitalia,
alla Magliana per la presenza di nomadi. Panarella all'interno.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE L'avvocato Gianni "Binario privilegiato per i creditori di
AirOne" MILANO - "I creditori di AirOne potrebbero trovarsi in una
situazione migliore rispetto a quelli di Alitalia".
L'avvocato Francesco Gianni, dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo &
Partners, che ha seguito il caso Parmalat proprio durante il commissariamento,
ieri era a Parigi per una conferenza su questi temi. Quindi ci sarà un doppio
binario? "Sono situazioni diverse: AirOne non è insolvente, è in bonis. La
cessione si potrebbe configurare come cessione di ramo d'azienda o conferimento
e in questi casi, salvo accordi contrari, la legge è chiara: i debiti seguono
gli attivi nella good company. Dunque rispetto ai creditori
Alitalia che finiranno
nella bad company, quelli di AirOne potranno contare su maggiori risorse e una
società nuova". Ma come potranno proteggere la Nuova Alitalia da cause e revocatorie?
"Se gli attivi fossero ceduti passerebbero nella good company anche le
revocatorie. Quindi la good company sarebbe titolata a continuare le
revocatorie con l'anomalia che le banche che sono diventate socie si
troverebbero a subirle". Non sarà un secondo caso Parmalat... "Quella
situazione evidentemente ha dato molto fastidio al sistema bancario". Lo
Stato non rischia di essere chiamato in causa per il prestito ponte? "Si
potrebbe sostenere che quando il prestito era stato concesso ed erogato la
società fosse già decotta aggravando il dissesto. Se fosse una banca si
potrebbe intentare una causa per danni. Ma contro il Tesoro sarebbe la prima
volta". Massimo Sideri Francesco Gianni.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il presidente della
Regione, Piero Marrazzo, lo dice con fermezza: "Qui c'è in gioco lo
sviluppo di Roma e del Lazio. Il sistema aeroportuale regionale puntava a uno
sviluppo di Fiumicino con cinquanta milioni di passeggeri annui, a uno scalo
low cost a Viterbo con otto milioni. Il ridimensionamento di Alitalia
rimette tutto in discussione, addirittura ci costringerebbe a ipotizzare che i
voli di Ciampino finiscano a Fiumicino. Non solo: quando parliamo di 5-6000
esuberi, dobbiamo pensare che graviteranno in gran parte su Roma. E che è una
cifra che va moltiplicata, se contiamo anche l'indotto". Incognita
"nuova" Alitalia. E' preoccupato anche il
sindaco Gianni Alemanno, che ieri mattina ha incontrato il presidente della futura
compagnia, Roberto Colaninno: "Abbiamo impostato il metodo di gestione
della vicenda, insieme a lui. Ci sarà un confronto, continuo. Ma parallelamente
parleremo anche con il Governo, ho già preso contatti con Gianni Letta".
Dal Partito democratico l'hanno accusata di eccessiva timidezza nella
reazione... "Io non sono titubante, tutt'altro - replica Alemanno - Di
certo, però, non ho un pregiudizio ideologico. Sono favorevole al fatto che la
compagnia di bandiera resti italiana. Ma sarò fermissimo nel chiedere garanzie
sullo sviluppo dell'aeroporto di Fiumicino". "Sono disponibile - ha
aggiunto il senatore Cesare Cursi, presidente della commissione industria - a
partecipare a qualsiasi tavolo istituzionale che il sindaco vorrà istituire a
difesa della filiera produttiva del territorio laziale e romano". Il cielo
sopra Fiumicino, appunto, all'indomani del via libera alla "nuova" Alitalia. Di fronte a scenari preoccupanti, ipotesi di tagli
- di rotte, non solo di personale - si rimette in discussione anche il piano di
investimenti del Leonardo Da Vinci? Non proprio, perché comunque il piano di
Adr prevedeva tre scenari, con Alitalia, senza Alitalia o con una presenza ridimensionata di Alitalia. Ad Aeroporti di Roma non parlano ufficialmente, ma c'è chi ricorda
che in occasione della prima "fuga" di Alitalia a Malpensa gli effetti sulla crescita dello scalo furono molti
limitati, l'incremento del numero dei passeggeri è proseguita. Anche
perché Roma, rispetto a Milano - almeno questa è la tesi del partito pro
Fiumicino - può contare su una richiesta equilibrata tanto per l'outgoing (chi
parte da Roma) tanto per l'incoming (chi viene a Roma, turisti in primis).
Attualmente - depennando i voli in code sharing gestiti da altre compagnie - Alitalia copre 80 destinazioni da Fiumicino, con 21 voli
nazionali e 22 per altri continenti. Airone ha 42 destinazioni, di cui
quattordici nazionali, il resto europee. Nella nuova "Alitalia",
in cui si fonderanno le due compagnie, lo scenario più favorevole a Fiumicino
abbassa sensibilmente il totale delle destinazioni (si arriva a 74), diminuisce
i voli intercontinentali (16) e fissa a 24 le destinazioni nazionali. Nel
secondo scenario ipotizzato, però, con Malpensa privilegiata, il taglio delle
rotte Airone+Alitalia è molto più drastico, riduce a
44 le destinazioni in totale, con appena quattro voli intercontinentali.
"Ma oggi, fino a quando non si conoscerà il partner internazionale, è
impossibile fare previsioni", avverte Alemanno. Se sarà Airfrance,
Fiumicino potrebbe uscirne meglio... "Non è detto - spiega il sindaco -
perché Lufthansa potebbe nutrire interesse ad avere un aeroporto forte nel sud
dell'Europa. E comunque c'è anche British in ballo. Io resto a ciò che mi ha
risposto Colaninno: mi ha assicurato che non ci sarà un ridimensionamento della
presenza a Fiumicino". Marrazzo è meno ottimista ("sento tanto odore
di Alimalpensa..."). Per la prossima settimana è stato convocato un
consiglio regionale straordinario, presto si riunirà anche il tavolo permanente
sulla vicenda aeroporti, a cui parteciperà anche il sindaco. "Ma una cosa
deve essere chiara - avverte Marrazzo - Io ho sempre collaborato con il
Governo, non ho mai alzato la voce come sono abituati a fare in altre parti
d'Italia. Ma su una vicenda come questa, che mette in gioco il futuro di Roma e
del Lazio, sono pronto a una battaglia dura, a chiamare a raccolta i cittadini,
le parti sociali, tutte le istituzioni". M.Ev.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ELENA PANARELLA
Proseguono senza sosta le operazioni di controllo del territorio da parte delle
forze di polizia e dell'esercito nell'ambito del patto Roma Sicura. La scorsa
notte è stato smantellato un vero e proprio accampamento lungo le sponde
dell'Aniene al confine tra il II e il IV Municipio. Sono iniziati così gli
interventi di controllo degli insediamenti lungo il fiume da parte degli agenti
dell'ufficio prevenzione generale della Questura, del gabinetto interregionale
di polizia scientifica, dell'esercito e dell'Ardis (polizia idraulica
regionale), dirette da Raffaele Clemente con l'ausilio del colonnello
dell'esercito Gaudino. Il blitz, ha portato all'identificazione di 15 persone
di nazionalità romena, accompagnati presso l'ufficio immigrazione per la
trattazione ed i rilievi dattiloscopici. Durante i controlli due cittadini
romeni sono stati accompagnati con procedura d'urgenza al Cie (Centro di
identificazione ed espulsione) perché risultati pregiudicati con precedenti di
riduzione in schiavitù, l'uno, e di violenza sessuale di gruppo, l'altro. Tutti
gli altri, denunciati in stato di libertà per occupazione di terreno demaniale.
"Dal 2 agosto, diciotto pattuglie al giorno stanno monitorando il
territorio e le sponde del fiume - spiega il presidente del IV Municipio,
Cristiano Bonelli - L'operazione della scorsa notte è frutto di settimane di controllo.
Alcuni giorni fa, due giovani romeni, avevano svaligiato una tabaccheria a
Montesacro, durante questi giri di controllo è stata recuperata la merce e
identificato i responsabili in uno dei vari insediamenti. Il pattugliamento
continuo ha portato sicuramente ad ottimi risultati, molte persone che
solitamente vivevano accampate in piccoli insediamenti, si sono allontanate dal
territorio. Ma c'è ancora tanto da fare. Per il nostro municipio il tasto
dolente resta sempre quello della prostituzione, anche se ci stiamo avvicinando
a nuove e spero definitive soluzioni". E intanto dall'altra parte della
città, alla Magliana, da settimane alla collina Alitalia e i residenti del comprensorio
Altamira vivono in balia di atti di vandalismo da parte dei nomadi che si sono
trasferiti da Corviale. "Nella Commissione Sicurezza abbiamo parlato della
necessità di sgomberare quell'area e ripristinare la legalità in un quadrante
che, ad oggi, risulta però ancora interessato dal censimento della Cri disposto
dal Prefetto di Roma", ha sottolineato il presidente della
Commissione Sicurezza del Comune, Fabrizio Santori. "La zona, già
appesantita dalla presenza dei campi illegali di via Morselli e via Testoni,
dovrà essere oggetto di intervento delle forze dell'ordine, portando
ulteriormente l'attenzione delle Istituzioni, soprattutto alla luce degli
ultimi fatti di Ponte Galeria, anche nelle zone periferiche e ancora non
totalmente urbanizzate della città".
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Verso un vertice a tre: il sindaco, Marrazzo e Zingaretti. Si
cerca un fronte comune "Fiumicino sarà raddoppiato" Alemanno:
"Colaninno me lo ha assicurato". Mercoledì Consiglio regionale Ma non
mancano le polemiche. Per Luigi Nieri (Prc) "il Governo è stato incapace di
gestire questa vicenda". Mentre la Uil Lazio denuncia le politiche
del Comune: "Speculare sulla città insicura a fini elettorali ha
danneggiato l'azienda del turismo" "Fiumicino sarà raddoppiato: come
voli, come infrastrutture e collegamenti". Gianni Alemanno, ieri mattina,
ha incontrato in Campidoglio Roberto Colaninno. E, al termine del colloquio
informale, il sindaco ha raccontato i contenuti del confronto. "Mi ha
assicurato - dice Alemanno - che non ci saranno passi indietro per l'aeroporto,
che anzi sarà ampliato e non ridimensionato. Il dualismo con Malpensa?
Colaninno mi ha spiegato che ci sarà una complementarietà tra i due
aeroporti". La Lega, però, scalpita: "è evidente che vogliano
favorire Malpensa, ma la stessa cosa la fanno anche Roberto Formigoni e il
sindaco Letizia Moratti. Ma i parlamentari romani del Pdl faranno la loro
parte...". Alemanno e Colaninno avrebbero anche ragionato del perchè
Fiumicino è così importante: Malpensa è in concorrenza con i grandi aeroporti
europei, Roma può essere il centro dei voli del Mediterraneo. Si è parlato
anche di esuberi e ricadute occupazionali sulla Regione? "Ho chiesto a
Colaninno di aprire un tavolo con gli enti territoriali e lui me lo ha
assicurato. Sugli esuberi c'è un impegno del governo e della bad company di non
lasciarli a terra. Assorbirli noi? E come facciamo con 60 mila dipendenti?
". Il sindaco si è attivato anche col Governo: "Ho chiesto un
incontro a Gianni Letta e ai ministri Altero Matteoli (Infrastrutture) e
Maurizio Sacconi (Welfare). Ci vedremo tra una decina di giorni". Alemanno
è "disposto ad uno schieramento comune con Regione e Provincia: basta però
che non ci siano posizioni preconcette". Ad inizio della prossima
settimana, contatto con Piero Marrazzo e Nicola Zingaretti: "Ci sentiremo
per decidere la nostra strategia: se ci sarà bisogno di alzare la voce col
Governo non mi tirerò indietro". Possibile un vertice, coinvolgendo anche
il sindaco di Fiumicino Mario Canapini. Mercoledì, alla Pisana, consiglio
regionale straordinario al quale parteciperà anche il Comune. Alemanno, però,
sarà in Terra Santa con altri deputati del Pdl. Al suo posto, il vice sindaco
Mauro Cutrufo. E le polemiche di questi giorni? Enzo Foschi, consigliere
regionale del Pd, ha ironizzato sui dati anagrafici del sindaco: "Alemanno
ha un cognome che evoca guerre contro Roma". E Luigi Nieri, (Prc),
assessore al Bilancio della Regione, ha criticato il Governo "incapace di
gestire la situazione: così 10 mila lavoratori rischiano il posto ". Anche
i sindacati sono scesi in campo: "Speculare a fini elettorali sulla città
insicura ha danneggiato il turismo", scrive in una nota la Uil Lazio.
Mentre per Marrazzo "c'è odore di Alimalpensa" Alemanno replica:
"Polemiche strumentali. Tutti parlano senza aver letto le carte del nuovo
piano. E Foschi stia tranquillo: sono un alemanno ormai naturalizzato a
Roma...". Ernesto Menicucci Sindaco Gianni Alemanno.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Razione
di Alitalia ha dovuvo prendere atto di una situazione d'impotenza, strutturale
e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le
proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e
di credito necessarie all'attività. La dichiarazione dello stato di insolvenza è anche il
presupposto per l'ammissione all'aministrazione straordinaria, così come
previsto dalle norme della nuova legge Marzano. Con l'avvio della procedura, la
compagnia può avviarsi verso la scissione e il rilancio delle attività
strategiche.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
A
redazione di un nuovo piano. Nel frattempo Alitalia sopravvive con
un'iniezione di 300 milioni assicuratale dal Tesoro.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-30 num: -
pag: 1 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Alemanno apre a Marrazzo e Zingaretti Vertice a tre per
costruire un fronte unico istituzionale "Colaninno mi ha detto che
Fiumicino sarà raddoppiato". Gianni Alemanno racconta i contenuti
dell'incontro col presidente della nuova Alitalia. Il sindaco si è detto "disponibile alla
collaborazione con Regione e Provincia, purché non ci siano posizioni
preconcette". Mercoledì consiglio regionale straordinario, ad inizio
settimana possibile incontro tra Alemanno Marrazzo e Zingaretti. Non mancano le
polemiche. Per Luigi Nieri (Prc) "il governo non sa gestire la
faccenda". E per la Uil "speculare su Roma insicura ha danneggiato il
turismo". A PAGINA 2 Ernesto Menicucci.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Scorso
Banca Intesa riunisce a Milano il gruppo di azionisti privati che dovranno
comprare le parti "buone" di Alitalia e Air One. I
debiti e gli esuberi, invece, verranno concentrati in una "bad
company" da liquidare.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Ll'operazione nuova Alitalia. Lo ha indicato il ministro del Lavoro Sacconi. "Ci siamo preoccupati
di garantire il reddito per un periodo adeguatamente lungo" ha aggiunto
Sacconi. Ma i sindacati, pur confermando la propria presenza al tavolo, non
vogliono che il confronto sia limitato agli esuberi, ed anzi chiedono che si
inizi invece dal piano industriale. In una nota congiunta, le segreterie
nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, SdL trasporti, e
le presidenze di Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia osservano che quella di
lunedì "sembra una convocazione diversa da quella che servirebbe: non a
Palazzo Chigi sul piano industriale, ma al ministero del Lavoro, e non è un
problema formale. Tale incontro infatti non può che prendere in esame la
strumentazione degli ammortizzatori sociali a disposizione. La nostra posizione
è nota: non abbiamo alcuna intenzione di accettare un confronto esclusivamente
circoscritto alla gestione degli esuberi. Il sindacato non accetterà di essere
relegato alla esclusiva gestione degli effetti sul lavoro di un piano
sconosciuto". Nel merito degli esuberi entra invece la Cgil. Il piano per
salvare Alitalia "non è condivisibile per
ridimensionamento del perimetro aziendale, la dotazione delle macchine e di
conseguenza per il numero di esuberi che, se confermati, non sarebbero
gestibili anche attraverso ammortizzatori sociali ad hoc" ha detto il
segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso. Intanto nella gestione degli
esuberi sembra avere un ruolo-chiave il programma Pari ("Programma
d'azione per il reimpiego dei lavoratori svantaggiati"), che negli ultimi
due anni ha permesso di ricollocare circa 11.000 persone. Lo spiega Natale
Forlani, amministratore delegato di Italia Lavoro, l'agenzia tecnica del
ministero. "All'interno del programma - ricorda Forlani -esiste una linea
dedicata proprio alle crisi emergenziali, come è appunto quella di Alitalia. È chiaro che crisi come quella che sta investendo
la compagnia aerea hanno un impatto sociale elevato e quindi richiedono
attenzione particolare, ma la linea di intervento esiste già ed è già strutturata".
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Famosissimo
programma di fidelizzazione della compagnia di bandiera che ha di recente
festeggiato i 15 anni dalla nascita? A giudicare dai risultati del sondaggio
elaborato dallo Iata nel 2007 e citato a pagina 110 del piano Fenice messo nero
su bianco da Intesa Sanpaolo, il programma, che è stato appena rinnovato per
tre anni e scadrà a fine dicembre 2010, sembrerebbe destinato ancora a lunga
vita. Se, come appunto testimonia la ricerca condotta dallo Iata, tanto
successo riscuotono in tutto il mondo i programmi che consentono, volando, di
accumulare miglia. Punti premio che danno la possibilità, con regole che
variano a seconda dei diversi programmi, di avere biglietti gratis (con il solo
pagamento delle tasse). Il sondaggio sulle abitudini dei viaggiatori parla
chiaro. E il piano definitivo illustrato lunedì 25 agostro da Intesa Sanpaolo e
da Rocco Sabelli ai principali nuovi investitori, cita numeri precisi: il
programma fedeltà (frequent flyer) è il primo elemento di scelta del volo per
chi viaggia per lavoro(viaggiatori business) ed è il secondo, dopo il prezzo,
per chi viaggia per piacere(leisure). Su 100 passeggeri che viaggiano in
business ben 28 scelgono il volo sulla base del programma fedeltà che
solitamente consente anche di accumulare miglia in albergo, noleggiando auto,
telefonando o utilizzando alcuni servizi finanziari. Degli stessi 100
passeggeri solo 14 sono interessati alla puntualità. Mentre solo 9 scelgono la
compagnia con cui volare sulla base degli standard di sicurezza. G. Leo.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
All'indomani
dell'entrata in vigore del decreto che rivede la legge Marzano, il cda dell'Alitalia ha dichiarato
lo stato di insolvenza, avviando la procedura che trasferirà le attività alla
nuova società.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROBERTA AMORUSO
ROMA - Ultimo atterraggio per la vecchia Alitalia: con
314 milioni di liquidità rimasta in cassa a luglio e 1.172 milioni di
indebitamento (esclusi i 300 milioni del prestito ponte) la compagnia di
bandiera chiede l'ammissione all'amministrazione straordinaria, nuova legge
"Marzano" alla mano. E' l'ultimo atto firmato dal consiglio di
amministrazione guidato da Aristide Police. Lo stesso che ieri ha messo nero su
bianco lo stato di insolvenza che sarà valutato dal tribunale di Roma. Dunque è
deciso: il testimone passa al commissario straordinario, Augusto Fantozzi. Il
decreto di nomina del presidente del Consiglio e del ministro dello sviluppo
economico è arrivata a stretto giro di posta per l'avvocato tributarista,
subito dopo la riunione dell'ultimo consiglio di amministrazione di Alitalia che non è neppure stato in grado di approvare il
pesante bilancio del primo semestre 2008. Gli ultimi documenti del gruppo
parlano di una perdita prima delle imposte di 214 milioni nel primo trimestre,
ma nel dossier inviato a Palazzo Chigi per l'ammissione alla nuova Marzano ci sarebbero
perdite intorno ai 350 milioni. Da questa situazione partirà in tempi stretti
il commissario Fantozzi prima di procedere alla scissione di Alitalia:
da una parte gli asset strategici da cedere alla newco guidata da Roberto
Colaninno e, dall'altra, la "bad company" da gestire sotto il
cappello dell'amministrazione straordinaria, esuberi compresi. Nel frattempo
Bruxelles avrà il tempo di esaminare il dossier con tutte le disposizioni
urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi, Alitalia compresa. Il fascicolo è arrivato sempre ieri negli
uffici della Commissione europea, che già nei prossimi giorni potrebbero
fornire prime indicazioni al riguardo. In generale la configurazione del
provvedimento dovrà risultare compatibile con le norme europee che
salvaguardano la concorrenza e vietano gli aiuti di Stato, salvo limitate
eccezioni. Non solo. Anche le condizioni di trasferimento degli slot, la
vendita diretta degli asset e la limitazione dei poteri d'intervento
dell'authority antitrust potrebbero essere oggetto di confronto tra Roma e
Bruxelles. Sicuro della legittimità del decreto in base alle norme Ue è il
ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. Che pure sottolinea
l'importanza di un progetto apprezzato da Air France e sottoscritto da
imprenditori "non certo dell'ultima spiaggia, ma fior di industriali che
hanno messo il loro nome e i loro soldi". "Altro che imprenditoria
pigra", dice da parte sua il ministro delle Infrastrutture, Altero
Matteoli: "Credo che Alitalia si avvii verso la salvezza". Ma sullo sfondo si fanno
ancora sentire le critiche dell'opposizione alla procedura messa in moto dal
governo. "Berlusconi è stato il problema di Alitalia, non la soluzione, sin quando ha governato dal 2001 al
2006", sostiene il ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani,
al meeting di Rimini, dove ha spiegato che "al 2001 Alitalia
valeva 10 euro, contro il valore di un euro nel 2006". Non solo: a fronte
di una compagnia palesemente più piccola e domestica", creditori, azionisti
e fornitori "ieri avevano un certo numero di garanzie che oggi non hanno
più". Ora, dunque, "dobbiamo combattere, mettendoci al fianco dei
lavoratori, dei risparmiatori, dei consumatori e delle piccole imprese che
dalla soluzione trovata escono danneggiati", conclude Bersani. Critiche da
rispedire al mittente per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
Paolo Bonaiuti: "Da Veltroni a Rutelli la sinistra ne aveva dette di tutti
i colori sull' Alitalia: cordata immaginaria, fantasie
di Berlusconi... e ora smentiti dai fatti dovrebbero avere almeno il coraggio
di tacere".
( da "Tempo, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Baby-gang
nomadi imperversano Collina Alitalia e Altamira Auto
distrutte a sassate Auto col parabrezza sfondato dai lanci di sassi delle
baby-gang di ragazzni nomadi, e carrozzerie sfregiate. I figli degli sfollati
di Corviale terrorizzano residenti e impiegati del comprensorio Altamira sulla
Collina Alitalia. Nel piazzale adibito a parcheggio
davanti al palazzo della compagnia di bandiera, dove lavorano dipendenti di
molte altre società, si sono accampati una quarantina di bosniaci che hanno
reso impossibile la vita ai romani che abitano nella zona a due passi da
Muratella, e vicinissimo all'area di Ponte Galeria, teatro dell'efferata
violenza alla coppia di turisti olandesi, consumatasi tra la notte di venerdì e
sabato della scorsa settimana. Qualche giorno prima, proprio alle spalle del
parcheggio era anche scoppiato un violento incendio che aveva reso necessario
persino i lanci d'acqua dall'aereo. Ieri, l'emegenza ad
Altamira e sulla Collina Alitalia è finita all'esame della commissione Sicurezza urbana. "Da
diverse settimane la collina Alitalia e i residenti del comprensorio Altamira vivono quotidianamente
in balia di atti di vandalismo e di illegalità da parte dei nomadi trasferitisi
da Corviale" conferma il presidente, Fabrizio Santori, che ha
annunciato "l'urgente necessità di sgomberare l'area e ripristinare la
legalità in un quadrante che, ad oggi, risulta però ancora interessato dal
censimento della Cri disposto dal Prefetto di Roma". "Alla Collina Alitalia - prosegue Santori - hanno oggi le proprie sedi
nazionali alcune tra le più grandi aziende multinazionali: Alitalia,
Mazda Italia, Rover Italia, Eurobet Italia, che contano diverse centinaia di
dipendenti, tra cui numerose donne, che parcheggiano l'auto a pochi passi dal
nuovo stanziamento abusivo e che escono dal proprio ufficio anche in orari
notturni in una zona isolata". "La zona, già indubbiamente
appesantita dalla presenza dei campi illegali di via Morselli e via Testoni -
aggiunge Santori - dovrà essere necessariamente oggetto di intervento delle
forze dell'ordine". "Siamo in attesa di un'audizione del commissario
straordinario all'emergenza rom, prefetto di Roma Carlo Mosca, o di un suo
delegato - conclude - per sostenere con ogni mezzo l'azione di ripristino della
legalità nelle aree occupate abusivamente, soprattutto a seguito del blocco
degli sgomberi disposto dalla Prefettura. Nel frattempo non possiamo esimerci
dal denunciare la formazione di nuovi insediamenti che minano il rapporto tra
le istituzioni e i cittadini desiderosi di un cambiamento". G. M. Col.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di DAVIDE DESARIO
CORTINA D'AMPEZZO - Le vacanze a Cortina? Si fatica più che a Roma. Prendete il
presidente della Lazio Claudio Lotito: all'ombra del Colosseo lavora come un matto
ma con le comodità dell'ufficio, la segretaria che gli filtra le telefonate, il
suo staff che scatta ad ogni richiesta. In questi giorni che sta trascorrendo
nella sua bella villa nella perla delle Dolomiti, invece, deve fare tutto da
solo. Ci riesce benissimo, ma che fatica... Cammina per corso Italia con un
cellulare all'orecchio sinistro e un altro al destro: contratta
calciatori dall'altra parte del mondo, si informa sulla querelle Alitalia, dà appuntamenti ai tavolini
dei bar più esclusivi, non perde di vista il sindaco Alemanno, organizza cene e
incontri nei ristoranti più esclusivi. Tutto camminando senza mai fermarsi. Una
preparazione atletica più che da presidente da centravanti di razza.
Giornate intense anche per il giornalista Enrico Mentana. Matrix? Scoop?
Macché. A far sudare settecamicie al Chicco nazionale è il suo secondo lavoro,
quello di papà. Mentana, infatti, ogni giorno con la sua inseperabile felpa
blu, scende dalla villa dove risiede, e porta il figlio a giocare nella
"conchiglia" di legno di piazza Venezia oppure in quota come l'altro
giorno quando ha raggiunto il rifugio Scoiattoli al Cinque Torri oppure
l'Averau (duemila metri!). Corri, scatta, apri il passeggino, chiudi il
passeggino. Forse più faticoso di un faccia a faccia Veltroni-Berlusconi.
Sicuramente più piacevole. Più fatica che relax anche per l'imprenditore
Stefano Palombini,il patron del caffè Buscaglione a Cortina è un perfetto
dog-sitter. Non è difficile incontrarlo per sentieri d'altura o nelle baite (la
sua preferita è Baita Fraina per via delle frittelle ai mirtilli) con al
guizaglio i suoi due splendidi cani, Stella e Nuvola, e all'orecchio ovviamente
il cellulare per continuare a gestire produzione e distribuzione di caffè.
Quest'estate Cortina ha fatto rima con lavoro anche per gli scrittori Roberto
Gervaso e Enrico Vanzina. Il regista ha infatti presentato alla manifestazione
Cortina InConTra (a proposito, che accoglienza per Lino Banfi che oggi salirà
sul palco della manifestazione) il suo ultimo libro: "Commedia
all'italiana" e da quel giorno non appena è uscito per una passeggiata è
stato fermato da lettori, soprattutto romani e romanisti, che per autografi e
dediche. Tant'è che Vanzina ha deciso di lasciare libri già con dedica nella
principale libreria di Cortina. Almeno così riesce ad alzare la testa e a
gustarsi quelle cime e quelle vette che lo hanno visto crescere e divertirsi.
Affari in vacanza anche per l'industriale, fondatore di Geox, Mario Polegato:
nonostante la t-shirt variopinta, il marsupio e gli scarponcini seduto al
rifugio Aurelio a Passo Giau, davanti ad un fumante piatto di porcini alla
pistra, non perde occasione di brindare al business con una parther stranieri.
( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-30 num: - pag: 57
categoria: REDAZIONALE La Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi Altolà
del sindaco al governo: sì al ridimensionamento, ma Malpensa dovrà crescere.
Subito il Tavolo Milano Il sindaco: più tutele per Milano, ma nessun conflitto
con Roma. Critico il Pd: operazione dannosa per il Nord Non è intervenuta prima
"perché volevo capire bene quale fosse l'interlocutore giusto cui
rivolgermi". E alla fine è sempre a lui, al presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi, che si appellerà il sindaco Letizia Moratti, chiedendo,
insieme a Regione e Provincia (che per la verità a ieri sera non erano ancora
state contattate per firmare un documento congiunto), la convocazione di un
Tavolo Milano per discutere del futuro degli aereoporti milanesi. "Del
resto - assicura il sindaco, dopo averne parlato con il ministro Roberto
Calderoli - dell'ipotesi di una riunione con le istituzioni milanesi si è
parlato anche durante il Consiglio dei ministri dell'altro giorno. Perché sanno
che dovranno tenere presenti le esigenze della Sea e della nostra città".
La Moratti, alla sua prima uscita ufficiale dopo le vacanze, ribadisce il fatto
che "non abbiamo preclusioni a studiare anche un possibile
ridimensionamento di Linate, purché questo giunga insieme alla valorizzazione
di Malpensa come hub internazionale". Inutile stuzzicare il sindaco sulla
contrapposizione- competizione con Fiumicino: "Quelli di Milano e di Roma
- risponde pacata - sono due mercati completamente diversi, che si rivolgono ad
un target differente e quindi necessitano di soluzioni diverse". Nel
frattempo, in attesa che la Moratti scriva e faccia firmare la lettera
destinata al Governo, il presidente della Provincia, Filippo Penati, ha scritto
un secondo telegramma a Berlusconi sollecitando l'incontro. Penati ha le idee
chiare sulle richieste da portare a Roma: "L' ordine del giorno della
discussione del Tavolo Milano deve avere al primo punto il futuro di Malpensa e
gli impegni del Governo per la liberalizzazione dei diritti di volo e come atto
preliminare l'impegno a non operare nessun ridimensionamento dell'aeroporto di
Linate ". Diverso il punto di vista del leader regionale della Uil, Walter
Galbusera: "In questa partita decisiva non dobbiamo alzare ciascuno il
paletto intorno al proprio interesse o territorio. Da anni si parla della necessità
inevitabile di rivedere il ruolo di Linate per favorire l'hub di Malpensa e
siamo pronti a ragionare in questo senso. Piuttosto, però, andrebbe riaperta la
discussione sui collegamenti infrastrutturali con Malpensa: non possiamo
pretendere un hub e costringere i viaggiatori a vie crucis per percorrere i
pochi chilometri che separano Milano da Malpensa". Critico il Pd. Il
vicepresidente della Provincia, Alberto Mattioli: "Siamo di fronte ad
un'operazione dirigista e dannosa per il Nord e per il nostro sistema aeroportuale.
L'aspetto politico preoccupante è che, mentre a Roma perfino Alemanno scalpita
a difesa del suo aereoporto, a Milano il sindaco Moratti, il presidente
Formigoni e tutta la Lega devono abbozzare, fingendo che vada tutto bene anche
se sanno benissimo che l'operazione di Berlusconi farà carne di macello della
Lombardia". Intanto, la vicenda Alitalia pare intrecciarsi a quella
dell'Expo (di cui riferiamo nell'articolo a fianco): nell'elenco delle opere
previste non ci sarebbero più certezze sul futuro della linea 4 metropolitana,
che dovrebbe arrivare a Linate. La domanda, in fondo, è legittima: se il
Forlanini dovesse venire ridimensionato, avrebbe ancora senso spendere
miliardi per una metropolitana poi usata da pochi clienti? E. So. L'appello Il
sindaco di Milano Letizia Moratti ha detto di non avere "preclusioni"
rispetto a un ridimensionamento di Linate, purché questo serva a
"valorizzare Malpensa" \\ Walter Galbusera Potenziare i collegamenti
per l'hub \\ Filippo Penati L'atto preliminare è salvare Linate.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- Un'ora di colloquio al Quirinale per fare il punto con il capo dello Stato
sui principali temi dell'agenda politica interna ed internazionale. Un'ora per
confermare una piena identità di vedute tra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi
sulla questione georgiana e sul ruolo che l'Italia sta svolgendo per tentare di
portare a Roma ad un tavolo di trattative Mosca e Tblisi. L'appuntamento era in
agenda da tempo, fissato per ieri pomeriggio proprio per
evitare qualunque nesso con le scelte fatte dal governo su Alitalia il giorno precedente.
Ovviamente vi sono stati contatti nei giorni scorsi tra palazzo Chigi e
Quirinale per la messa a punto del decreto-Alitalia, ma da parte del Capo dello Stato nessuna valutazione è stata
espressa sull'operato del governo. Considerazioni sono state invece
fatte sulla questione georgiana e sull'irrigidimento dei rapporti della Russia
di Putin e Medvedev con l'Unione europea, gli Stati Uniti e la Nato. Berlusconi
ha raccontato al capo dello Stato i suoi contatti con i principali
interlocutori europei, Sarkozy in testa, e delle lunghe telefonate con Putin.
Ultima quella di ieri sera. In vista del consiglio europeo straordinario che si
terrà lunedì a Bruxelles, Berlusconi ha condiviso con Napolitano la necessità
che l'Europa mantenga ferma la sua posizione e ribadisca la necessità che Mosca
rispetti il piano in sei punti firmato da Mosca e Tbilisi frutto della
mediazione della presidenza francese dell'Unione. Soprattutto che rispetti
l'impegno a ritirare le truppe russe riportandole nelle postazioni precedenti
allo scoppio del conflitto. L'idea di sanzioni europee nei confronti della
Russia non piace a Berlusconi. Al punto che ieri l'altro ha subito chiesto
conto al presidente Sarkozy delle affermazioni del suo ministro degli esteri
che ne aveva paventato l'eventualità. Napolitano ha condiviso con Berlusconi la
necessità di non approfondire l'incrinatura e di lavorare per consolidare la
collaborazione salvando gli appuntamenti già in agenda tra Ue e Russia. A cominciare
dall'incontro fissato per il 15 settembre a Bruxelles tra Ue e Mosca per
l'inizio dei negoziati sulla nuova partnership. Nel tentativo di sostenere
l'iniziativa francese, Berlusconi ha anche raccontato al capo dello Stato la
sua telefonata con il Cancelliere tedesco Angela Merkel che mantiene, insieme
ad Italia e Francia, una posizione più morbida rispetto alle rigidità dei paesi
dell'Est Europa, Polonia in testa, che invece reclamano una esplicita condanna
della Russia. Obiettivo dell'Italia resta quello di non isolare Mosca,
spingendo i partner europei sulla strada del dialogo cercando di convolgere la
Russia in tutti i fori internazionali, così come sostenuto da sempre da
Berlusconi sin dal vertice di Pratica di Mare. Napolitano ha anche apprezzato
il coinvolgimento dell'opposizione e il costante contatto che il ministro degli
Esteri Franco Frattini ha avuto con l'omologo "ombra" Piero Fassino.
Non a caso l'esigenza di non isolare Mosca è stata infatti ribadita da Frattini
e da Fassino nel recente dibattito in Parlamento.
( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Dal nostro inviato
CLAUDIO SARDO FIRENZE - Antonio Di Pietro, ospite della Festa democratica, ha
portato un ramoscello d'ulivo: "Piaccia o meno, l'Italia dei Valori ha
bisogno del Pd e il Pd ha bisogno di noi. Altrimenti non si arriverà mai alla maggioranza.
Per quanto ci riguarda, sappiamo bene che prima o poi staremo nello stesso
partito". Un'affollata platea ha seguito per quasi due ore il dibattito
tra l'ex pm di Mani pulite e Rosy Bindi, padrona di casa. C'era una tifoseria
dipietrista che sottolineava i passaggi più anti-berlusconiani, compresi i toni
di sfida del leader di Idv verso il Pd, a cominciare dal referendum contro il
lodo Alfano. In platea comunque prevaleva decisamente lo spirito unitario. Da
un lato la spinta ad una ricomposizione, dall'altro l'invito al Pd a scuotersi,
a fare di più. E la stessa Bindi ha detto che "alla Festa democratica è
meglio la tifoseria dipietrista di quella leghista". Che Di Pietro è
un'interlocutore "necessario" nella "coalizione di
centrosinistra del futuro, che deve recuperre lo spirito ulivista". Certo,
non sono mancate le asprezze nel confronto. Anche la polemica dura. Nonostante Di Pietro non perdesse occasione per catturare
applausi contro Berlusconi (ora su Alitalia, ora sulla giustizia, ora sullo strapotere televisivo),
nonostante si sia detto disponibile a firmare la petizione "Salva
l'Italia" di Veltroni, la Bindi ha sostenuto che il referendum sul lodo
Alfano può alla fine favorire Berlusconi. "Il problema - ha detto -
non è raccogliere le firme. Potrei firmare anch'io contro il lodo Alfano. Il
problema è raggiungere il quorum. Perché se fallisse il quorum, la vittoria di
Berlusconi diventerebbe doppia". "Se al tempo della Resistenza si
fossero posti il problema del quorum - ha replicato Di Pietro - ci sarebbe
ancora il fascismo". Nel tentativo di catturare consensi in casa Pd, Di
Pietro ha anche tirato in ballo Gianfranco Fini sul lodo Alfano: "La cosa
più grave non è stata l'immersione in una zona proibita, ma il fatto che a
portarlo lì è stato un motoscavo dei Vigili del Fuoco. Non so se la questione
sia penalmente rilevante, ma so che ora Fini è protetto dall'immunità". La
Bindi ha però tenuto il punto: "Dobbiamo riconquistare la maggioranza
degli italiani. Mi pare che vi proeccupiate di più di fare battaglie di
minoranza". Comunque, ieri, a favorire le convergenze ci si è messo anche
Romano Prodi. Con il rifiuto opposto alla solidarietà di Berlusconi sul
caso-intercettazioni. "Prodi - ha detto l'ex pm - non è caduto nel
trabocchetto. Berlusconi voleva ottenere la sua complicità". E la Bindi,
non solo ha convenuto, ma ha anche invitato il suo partito a stare lontano dal
tavolo della riforma delle giustizia: "Berlusconi è talmente imbarazzante
che è meglio rinviare anche qualche riforma, su cui in teoria si potrebbe
concordare, vista la rappresentazione che lui ne dà". Due ore così, tra
contrapposizioni e auspici. Di Pietro è andato su tutte le furie quando è stata
criticata la manifestazione di piazza Navona. Sulle regionali in Abruzzo non ha
avanzato, né ritirato la propria candidatura: "Aspetto di conoscere le
proposte del Pd. Certo, almeno per un turno, gli indagati devono restare a
casa". Per le amministrative, comunque, ha dato un aut aut: "Volete
andare da soli? Così rischiate di perdere Firenze e Bologna". La Bindi non
vuole andare da sola. Ma a Di Pietro ha detto: "Attento a Beppe Grillo.
Non sta svolgendo un ruolo positivo. Il qualunquismo alla fine premia
Berlusconi. Dove vince l'antipolitica, il centrosinistra perderà sempre".
( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Federico Geremicca I
COLLABORAZIONISTI L'accusa è lì, sulla punta della lingua di molti, ancora inespressa
perché esprimerla significherebbe (significherà) porre il problema dei
problemi, fino ad aprire nel Pd una battaglia politica dagli esiti del tutto
incerti. Ma le scelte di Giuliano Amato prima, e Roberto Colaninno poi, hanno
riproposto la questione in maniera ineludibile. E la questione, e la
conseguente accusa, potremmo sintetizzarla così, se c'intendiamo sul termine:
collaborazionismo. Insomma: si può, e fino a che punto si può, collaborare -
dando quindi una mano - con Berlusconi e la sua maggioranza? Roberto Colaninno,
appellandosi a quella che potremmo definire "etica imprenditoriale",
ha ritenuto che si possa. E Giuliano Amato, richiamando il "mandato
istituzionale" ricevuto, ha confermato di voler presiedere la commissione
sul futuro di Roma, città strappata da Gianni Alemanno al governo della
sinistra. Si è nei limiti di un'accettabile pratica bipartisan o siamo già nel
campo del collaborazionismo? Francesco Rutelli - sconfitto da Alemanno nella
battaglia di Roma - non ha dubbi (e non è il solo) e proprio in una intervista
a La Stampa ha chiesto ad Amato di farsi da parte per evitare
"equivoci" e permettere "una critica dura a chi ha vinto le
elezioni su strumentalizzazioni orribili". Né meno profonde sono le
riserve che circondano la scelta di Roberto Colaninno - imprenditore
considerato vicino al Pd e padre di Matteo, ministro ombra
di Veltroni - di capitanare la cordata che proverà a salvare Alitalia, tirando fuori Berlusconi da un
bel mucchio di guai. Qualcuno ha agito - ha accusato Bersani - "con la
pistola puntata alla tempia". Ma questo non cambia, per altri, il senso
della vicenda: collaborazionismo, intelligenza col nemico. Roba da corte
marziale, se fossimo in tempo di guerra... E accusa più o meno simile - con
termini, ovviamente, più consoni a un'era di pace - è stata rivolta a Franco
Bassanini che, dopo esser entrato nella Commissione Attali voluta da Sarkozy,
si è detto disponibile a bissare l'esperienza a Roma, assieme a Giuliano Amato.
Analogo anatema è toccato a qualche sindaco democratico apparso troppo
disponibile (quando non entusiasta) al confronto proposto dal ministro
Calderoli sulla sua mutevole e inafferrabile "bozza federalista". E
di tutto, veramente di tutto, è stato detto anche contro Antonio Bassolino, governatore
campano che ha rifiutato di firmare la mozione del Pd che è alla base della
manifestazione di ottobre contro il governo Berlusconi: "Collaboriamo sul
piano istituzionale - spiegò -, non mi pare corretto che io firmi".
Collaborare. Oppure non collaborare affatto: qualunque sia il tema e qualunque
cosa accada. Non siamo ancora al "tanto peggio tanto meglio" ma certo
quest'ultima scelta prefigurerebbe un modo di fare opposizione assai distante
da quello che era ipotizzabile alla luce della campagna elettorale svolta e
perfino nelle fasi di avvio della legislatura. E infatti, non a caso, molte
delle questioni che oggi dividono il Partito democratico - rallentando la
definizione di un suo profilo netto - sono appunto legate al carattere
dell'opposizione da svolgere. Provare a dialogare e collaborare tutte le volte
che l'argomento lo richiede - e il confronto ne dimostri la possibilità - o non
collaborare (dialogare) mai e su niente? L'interrogativo ha già rumorosamente
diviso Di Pietro da Veltroni. E il piccolo terremoto è niente di fronte a quel
che potrebbe accadere all'interno del Pd. La ripresa d'autunno, infatti, sembra
fatta apposta per acuire le tensioni tra "collaborazionisti" e
"intransigenti", perché le tre questioni che saranno sul tappeto sono
di quelle classicamente definibili da "impegno bipartisan": riforma
della giustizia, federalismo fiscale e modifica delle leggi elettorali (quella
europea, certo, ma anche quella nazionale, visto che è già pendente un
referendum). Al di là delle dichiarazioni di maniera del tipo
"collaboreremo se sarà possibile", con che spirito si avvicinerà il
Pd all'inevitabile confronto? Già oggi crepe e incrinature sono ben visibili,
con dalemiani ed ex popolari più propensi al confronto e leader come Veltroni,
Bersani e Rutelli - per esempio - che non fanno mistero, invece, di considerare
null'altro che una "trappola" le proposte di dialogo che arrivano
dalla maggioranza di governo. La scelta non sarà facile. E non sarà nemmeno
indolore. Infatti, al di là dell'influenza che potrà avere sul processo di
consolidamento del Pd, essa lascerà più o meno spazio (e renderà più o meno
possibile una riconciliazione) all'opposizione galoppante e intransigente di
Antonio Di Pietro. Il leader dell'Italia dei Valori si prepara a un autunno caldissimo,
e si frega già le mani di fronte alle incertezze del Pd. Per la sua politica
tutta giustizialismo e populismo, infatti, certo "collaborazionismo"
potrebbe essere manna dal cielo. Per i democratici, insomma, il bivio è tra i
più insidiosi: duri per non lasciare spazio a populisti e sinistra radicale o
dialoganti ogni volta che è possibile per confermarsi forza di governo
affidabile e responsabile? Al di là dei singoli casi e al di là dei singoli
collaborazionisti, forse è proprio questo l'interrogativo dalla cui risposta
dipenderanno il futuro e la natura del Pd.
( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Passera: un mese per
capire se si parte "L'accordo con i sindacati è
necessario per il piano Alitalia". Così l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera che
aggiunge: "Le prossime 4 settimane saranno cruciali". Ieri è stato
firmato il decreto di nomina del commissario che sarà Augusto Fantozzi dopo che
il cda della compagnia di bandiera aveva formalizzato la richiesta di
commissariamento. Barbera e Lepri ALLE PAG. 6 E 7.
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
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N. 207 del
2008-08-30 pagina 0 La pace impossibile del pensionato Prodi di Federico Novella
Il professore intercettato. Nonostante gli sforzi per defilarsi, l'ex premier
continua a far parlare di sé. Purtroppo in negativo. Dalla voragine nei conti
scoperta dalla Ue al mancato invito alla festa Pd. Berlusconi: "Copione
già visto, deve intervenire il Parlamento" Poi dicono che non c'è
l'allarme sicurezza: neanche sulle panchine dei giardinetti puoi stare
tranquillo. Quando meno te l'aspetti, in testa piovono tegole come noccioline
allo zoo. Lo avrete capito. Immancabilmente, inevitabilmente, inesorabilmente,
parliamo ancora di Romano Prodi. è sul viale del tramonto, lo dice anche lui.
Il guaio è che questo famoso viale si sta rivelando una via crucis, una strada
sterrata piena di voragini, un percorso infuocato zeppo di buche mastodontiche,
insomma peggio della Salerno-Reggio Calabria nel pieno dell'esodo di
ferragosto. Ce lo immaginavamo appunto sulla panchina del giardino municipale a
godersi la quiete del primo pomeriggio, come tutti i pensionati che si
rispettino. Sulla panchina non hai niente da temere: non c'è Mastella che ti
rovina la digestione, non c'è Rifondazione che ti fa venire le palpitazioni.
Insomma avresti raggiunto la pace dei sensi. E invece, fatto incredibile:
caduto il governo, Prodi riesce a cadere anche dalla panchina. Inutilmente
lancia appelli al destino, "dimenticatemi di me". Ma niente: neanche
in bicicletta riesce a smarcarsi dalla nuvoletta di Fantozzi. Avvistato giorni
fa in Romagna, aveva appena fatto in tempo a dire "ora sto un po'
meglio", che patatrac. Gli è piovuta in testa la tegola delle
intercettazioni: lo sapete, no? Mentre passeggiava per il già citato viale del
tramonto, l'ex premier si sarebbe concesso qualche sosta in autogrill: una
volta c'era da dare una spinta al nipote Luca, un'altra c'era da premere per il
consuocero. Ma questa non è la più pesante delle tegole, anche perché, sempre e
comunque, esiste la presunzione di innocenza. Però la panchina di Romano aveva
già cominciato a traballare giorni addietro, quando sotto Olimpiadi, l'Eurostat
assegnò al professore la medaglia di mortadella per il "falso in
bilancio" più grande del mondo. Più o meno trenta miliardi di euro, con i
quali la sua compagine avrebbe manomesso i conti pubblici italiani al fine di
caricare il deficit sulle spalle del governo di centrodestra. Ne abbiamo già
parlato in queste pagine: pare che tra le fantasiose voci di bilancio, ci sia
un codicillo che prevede l'accollo da parte dello Stato dei debiti delle
Ferrovie per 13 miliardi. Cifretta, questa, annotata furbescamente nell'esercizio
2006. Un colpaccio che falsa le statistiche ufficiali, e fa impazzire i
contabili europei ancora oggi, che l'Ulivo è morto e defunto. Perché diciamolo.
Per Prodi guidare il governo è come andare contro un muro con una macchina
comprata a rate: l'auto non c'è più, ma sai che continuerai a pagarla cara.
Cosa si fa in questi casi? Ci si aggrappa alla panchina dei succitati
giardinetti, magari si cerca una distrazione, si legge l'ultimo sonetto di
Sircana, si alzano gli occhi al cielo in segno di speranza: ed ecco che dal cielo piove la tegola Alitalia. Da una parte la velocità con cui oggi la compagnia sta
ripartendo; dall'altra la triste lentezza dei tempi che furono. Ricordate la
gestione della pratica sotto il governo Prodi? Sindacati in piazza, panico sui
lavoratori, i francesi che s'imbizzarriscono e se ne tornano a casa.
Brutti pensieri: vien voglia di alzarsi e abbandonare la beneamata panchina. Ma
per andare dove? Certo, c'era la festa estiva del Partito democratico: presente
Bossi e Tremonti, ma lui no. Prodi alla festa non l'hanno invitato; e se
l'hanno fatto, evidentemente non ci hanno messo molto entusiasmo. Vatti a
fidare degli amici. Eppure, il problema resta: c'è un'alternativa alla
panchina? Sì, d'accordo: ha piantato un ulivo a Tirana, ha presentato il suo
libro a Riccione, ha ricevuto il premio "Abolizionista dell'anno" (ma
esiste davvero?) da Emma Bonino. Però come si muove un po' troppo lo fulminano.
In una botta di vita, al Festival dell'Europa di Pesaro, Romano ha manifestato
la "disponibilità" a ricoprire un ruolo internazionale. C'era libera
la presidenza dell'Unesco: incarico prestigioso. E infatti, notizia fresca,
pare che lo affibbieranno a Ingrid Betancourt. Ma poi, cosa passa il convento?
Ci sarebbe la poltrona da primo presidente permanente dell'Unione europea, ma i
numeri sono quelli che sono: basti dire che i bookmaker inglesi lo danno
( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
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N. 207 del
2008-08-30 pagina 0 Di Pietro litiga con la Bindi, la base
Pd applaude di Laura Cesaretti Il leader Idv incalza il partito da Alitalia alla giustizia e la folla
grida: "Mai dialogo con Berlusconi". L'ex pm: "Siamo costretti a
stare insieme, o perderemo anche Firenze e Bologna" nostro inviato a
Firenze Eccolo qui, Antonio Di Pietro: bestia nera dei dirigenti del Pd, di cui
ha tutte le intenzioni di cannibalizzare l'elettorato, e idolo del popolo
piddìno. Popolo che qualche tendenza masochistica ce l'ha, si sa, e che è stato
allevato a pane e manette troppo a lungo per non sciogliersi in ovazioni quando
vede spuntare tra i vialetti della Festa democratica il giustiziere di
Montenero di Bisaccia. Arriva e subito fa la lezione agli ospiti: "Invito il
Pd a fare come noi di Italia dei valori, che non immaginiamo neanche di sederci
a tavola con questo governo, sarebbe come un agnello che si siede a tavola col
lupo". Niente dialogo e niente confronto, avverte, tanto meno sulla
riforma della giustizia. Perché quella che vuole Berlusconi "è la
realizzazione del progetto di Licio Gelli", che va sempre bene. Insomma, è
appena sbarcato alla Fortezza da Basso di Firenze, e già l'ex pm insinua il
pesante dubbio che il Pd sia in preda alla sindrome di Stoccolma, pronto a
trattare e cedere alle lusinghe del premier. Se non bastasse fa anche
dell'ironia sullo stato del principale partito di opposizione: un esponente
locale del Pd gli contesta la "parola mancata", visto che si è
alleato, si è preso i voti e poi non è entrato nel gruppo comune al Parlamento,
come aveva promesso e sottoscritto. "Ma io un gruppo unico lo farei ben
volentieri - replica lui senza fare una piega - solo che vorrei capire con chi:
i giornali mostrano tutti i giorni, anche oggi, che di Pd non ce n'è uno ma
tanti, e ognuno è occupato a tirare la giacchetta all'altro. Avrei bisogno di
sapere con chi devo parlare, prima di decidere di dialogare: ci vuole chiarezza
sulla leadership". Con grande lungimiranza, gli organizzatori della Festa
hanno scelto - per fronteggiare il ciclone Di Pietro e i suoi potenziali danni
in casa Pd - Rosi Bindi. L'ex ministro è l'unica per verve polemica, popolarità
e affinità populistiche a poter tener testa all'ex pm. E la Bindi segna subito
la differenza tra il suo partito e quello di Di Pietro: "Lui vuole
rassicurare una minoranza aggressiva. Noi vogliamo conquistare la maggioranza
degli italiani. Sono due obiettivi molto diversi". Troppo per stare
insieme, sembrerebbe. Eppure, ricorda Di Pietro, a stare insieme "siamo
costretti". E in vista delle tornate elettorali dell'anno prossimo avverte
Veltroni & Co.: "Vi siete posti il problema di come arrivare al 51 per
cento? Pensateci, perché qui si rischia di perdere persino Firenze e
Bologna". Brividi in platea, Bindi replica senza falsi ottimismi. "Il
problema è serio. E il realismo ci impone di lavorare alla ricostituzione del
centrosinistra, perché come è stato chiarito “vocazione maggioritaria” non vuol
certo dire solitudine: quella non ce la possiamo permettere". Una nuova alleanza
di centrosinistra, dunque, ma con chi? E il quadro che traccia la Bindi è
fosco: "Con Rifondazione, soprattutto dopo il congresso, i rapporti sono
molto difficili. Con Di Pietro, come si è visto, lo sono altrettanto. Quindi
siamo in una situazione complicata". Quanto alle speranze di alleanza con
l'Udc, è drastica. "Chi ne parla forse sa qualcosa che io ignoro. Perché a
me pare che l'Udc sia molto più impegnato ad alzare il prezzo per collaborare
con Berlusconi che a dialogare con noi... ". Sul referendum anti-lodo
Alfano Di Pietro si lamenta perché il Pd diserta la trincea contro Berlusconi e
le sue leggi ad personam. Ma il Pd prende le distanze: "Di Pietro sa bene
- dice Bindi - che il problema dei referendum è il quorum: li abbiamo persi tutti,
così. E rischiamo di metterci sulla strada di un'altra sconfitta che servirebbe
solo a dimostrare che Berlusconi ha conquistato le menti e i cuori di questo
Paese". A Di Pietro non pare vero e intona il suo Bella ciao. "Se ai
tempi del duce chi faceva la Resistenza si fosse preoccupato del quorum, non ci
sarebbe stato neanche un partigiano", tuona. E poi bastona l'opposizione
debole del Pd, e i pericolosi cedimenti al nemico: "Se Alemanno chiama c'è
chi risponde (Amato, ndr), e non mi pare una cosa buona. Su Alitalia vedo esponenti di primo piano anche di governi del
centrosinistra che finiscono a fare i capicordata con Berlusconi". L'ex pm
confonde Fantozzi con Colaninno, ma poco male: la platea applaude lo stesso,
"mai dialogo con Berlusconi" gridano dal fondo. Bindi deve parare il
colpo: "Berlusconi è talmente imbarazzante che a volte non consente di
fare cose che senza di lui faremmo", come una riforma della giustizia. Se
non ci fosse il Cavaliere, il Pd sarebbe riformatore e garantista, di sicuro.
Ma siccome Silvio c'è, tocca restare attaccati al gongolante Di Pietro. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
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L'AGOSTO NERO DELLA
COMPAGNIA IRLANDESE Low cost senza pace Guasto fa rientrare il Boeing Ryanair
[FIRMA]GIULIA PALMIERI ROMA Due atterraggi d'emergenza in tre giorni: l'agosto
nero della compagnia a basso costo Ryanair non sfugge al sottosegretario alle
Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli, che torna in polemica con il
vettore irlandese. Solo martedì scorso una depressurizzazione durante un volo
Bristol-Barcellona aveva fatto passare ai 168 passeggeri i cinque minuti più
lunghi della loro vita, data la perdita di quota di 8 mila metri: 26 persone
ricoverate per probemi ai timpani a Limoges, dove era atterrato. Ieri mattina,
invece, una spia di malfunzionamento del carrello posteriore su un Boeing