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DOSSIER “ALITALIA”

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                                   Indice

- L'avvocato Gianni "Binario privilegiato per i creditori di AirOne" . Di Massimo Sideri Francesco Gianni. (Il Corriere della Sera 30-8-2008) 1

- Alitalia, i piloti: 'Serve vero rilancio'. Almunia: 'Soluzione in linea con Ue'. La stampa tedesca: "Uno scandalo di dimensioni europee". Notaro: "Non è vero che il nostro stipendio è più alto di quello dei piloti Lufthansa". "Abbiamo retribuzioni inferiori almeno del 40% rispetto alla media europea" 1 " (La Repubblica 30-8-2008)

- Creditori, tutele ridotte: costituzionalità a rischio di Giovanni B. Nardecchia (Il Sole 24 Ore 30-8-08) 2

- Alitalia, Almunia sul piano: «Si rispettino le regole Ue». Critiche dal quotidiano tedesco Faz. (L’Unità 30-8-2008) 2

 


L'avvocato Gianni "Binario privilegiato per i creditori di AirOne" . Di Massimo Sideri Francesco Gianni. (Il Corriere della Sera 30-8-2008)

 

MILANO - "I creditori di AirOne potrebbero trovarsi in una situazione migliore rispetto a quelli di Alitalia". L'avvocato Francesco Gianni, dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo & Partners, che ha seguito il caso Parmalat proprio durante il commissariamento, ieri era a Parigi per una conferenza su questi temi. Quindi ci sarà un doppio binario? "Sono situazioni diverse: AirOne non è insolvente, è in bonis. La cessione si potrebbe configurare come cessione di ramo d'azienda o conferimento e in questi casi, salvo accordi contrari, la legge è chiara: i debiti seguono gli attivi nella good company. Dunque rispetto ai creditori Alitalia che finiranno nella bad company, quelli di AirOne potranno contare su maggiori risorse e una società nuova". Ma come potranno proteggere la Nuova Alitalia da cause e revocatorie? "Se gli attivi fossero ceduti passerebbero nella good company anche le revocatorie. Quindi la good company sarebbe titolata a continuare le revocatorie con l'anomalia che le banche che sono diventate socie si troverebbero a subirle". Non sarà un secondo caso Parmalat... "Quella situazione evidentemente ha dato molto fastidio al sistema bancario". Lo Stato non rischia di essere chiamato in causa per il prestito ponte? "Si potrebbe sostenere che quando il prestito era stato concesso ed erogato la società fosse già decotta aggravando il dissesto. Se fosse una banca si potrebbe intentare una causa per danni. Ma contro il Tesoro sarebbe la prima volta". Massimo Sideri Francesco Gianni.


Alitalia, i piloti: 'Serve vero rilancio'. Almunia: 'Soluzione in linea con Ue'. La stampa tedesca: "Uno scandalo di dimensioni europee". Notaro: "Non è vero che il nostro stipendio è più alto di quello dei piloti Lufthansa". "Abbiamo retribuzioni inferiori almeno del 40% rispetto alla media europea" (La Repubblica 30-8-2008)


ROMA - Prime reazioni dopo il commissariamento della compagnia di bandiera italiana. Mentre il neo commissario Augusto Fantozzi osserva: "E' come se stessi salendo in corsa su un aereo senza benzina", dal commissario europeo agli Affari economici e monetari Joachim Almunia arriva un monito: "Spero che si trovi una soluzione, serve una soluzione buona per la compagnia, per i passeggeri, per i lavoratori e che sia compatibile con le regole europee".
Intanto il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, si è affrettato a ribadire che Fantozzi avrà tutto l'appoggio necessario: "Il commissario per Alitalia, Augusto Fantozzi, non sarà certo lasciato solo. Da noi avrà pieno appoggio. Abbiamo piena fiducia in lui e nell'advisor - ha concluso - e noi siamo ottimisti, dato che ce la possiamo fare e quindi ce la dobbiamo fare".

L'Unione Piloti. D'accordo con il piano Alitalia "se questo porterà ad un futuro per la compagnia. Altrimenti lo osteggeremo". Queste le parole del presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro, che dall'incontro governo-sindacati di lunedì si aspetta "che ci sia un piano di rilancio vero della compagnia aerea. Noi lo valuteremo. Mi auguro che si vada incontro a una stagione di intelligenza e ragionamento".
Notaro ha anche sferrato un duro attacco verso alcune affermazioni emerse nel corso dell'approfondimento del Tg1 TV7: "I piloti Alitalia non sono pagati più di quelli di Lufthansa e non sono meno bravi dei colleghi tedeschi". "Noi piloti Alitalia guadagniamo molto meno di quelli Lufthansa e il fatto di non guidare più tipi di aeroplani dipende dalla legge, non da noi", ha puntualizzato.

La stampa tedesca: "Uno scandalo". Il piano governativo di salvataggio di Alitalia è "insolente" e rappresenta "uno scandalo di dimensioni europee". E' quanto scrive in un lungo fondo il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, secondo il quale il risanamento della compagnia di bandiera italiana "si fa beffe di tutte le regole del mercato".
Il giornale spiega che la soluzione scelta dal governo italiano "non ha nulla a che vedere con i principi della concorrenza", con il risultato che i clienti della nuova compagnia avranno "un servizio peggiore a prezzi più elevati".
Dopo aver ricordato che fino al 2002 Alitalia ha ricevuto 1,4 miliardi di euro di sovvenzioni statali, a cui si sono aggiunti altri crediti nel 2005 e nel 2008, "registrati alla fine sui libri contabili come capitale proprio", la "Faz" rileva che il piano di privatizzazione attuale è ancora "più insolente", poichè intende "separare la parte migliore della compagnia, per assegnarla ad un prezzo di favore ad un nuovo consorzio di imprenditori, mentre ad occuparsi del marcio restante sarà lo Stato italiano".
(30 agosto 2008)


Creditori, tutele ridotte: costituzionalità a rischio di Giovanni B. Nardecchia (Il Sole 24 Ore 30-8-08)

 

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Legge Marzano
Legge Prodi-bis

Con il decreto legge che modifica la disciplina delle grandi crisi aziendali, il legislatore prosegue nel solco inaugurato con la «legge Marzano»: leggi su misura per la singola crisi di impresa di rilevanti dimensioni (allora Parmalat, ora Alitalia).
La nuova versione della «Marzano», riservata alle «grandi imprese che operano nei servizi pubblici essenziali», ha tuttora finalità conservative (si parla di «salvaguardia del valore economico e produttivo totale o parziale»), che possono ora essere raggiunte anche tramite la cessione di rami d'azienda, in quanto il testo legislativo richiama espressamente il «programma di cessione dei complessi aziendali» previsto all'articolo 27, comma 2, lettera a) del Dl 270/99 (la cosiddetta Prodi-bis).
Questa è la prima grande novità dato che nella vecchia versione della Marzano il debitore doveva necessariamente proporre un programma di risanamento, nell'esclusiva forma della ristrutturazione economica e finanziaria. La modifica appare opportuna in quanto il legislatore sembrava quasi imporre la conservazione dell'impresa insolvente a tutti i costi in quanto si poteva ricorrere al programma di cessione dei complessi aziendali solo dopo aver tentato il risanamento dell'impresa attraverso il programma di ristrutturazione.
La soluzione di una particolare crisi aziendale, soprattutto se di grandi dimensioni, difficilmente può passare per schemi prefissati, per percorsi obbligati (risanamento necessariamente tramite ristrutturazione economica e finanziaria), cosicché bene ha fatto il legislatore a fissare solo lo scopo che la procedura deve raggiungere, lasciando grande flessibilità sulle modalità concretamente realizzabili.
Con riferimento ai gruppi d'impresa, sono rimaste inalterate le modalità con cui far luogo all'ammissione alla procedura delle singole imprese, mentre è stato ampliato il concetto di «imprese di gruppo», sino a ricomprendervi anche le imprese partecipate che intrattengono con l'impresa "madre" rapporti contrattuali («in via sostanzialmente esclusiva») per la fornitura di servizi necessari allo svolgimento dell'attività.
Ferma restando la scelta di limitare l'accesso all'iniziativa del solo debitore, un'ulteriore novità risiede nell'ampliamento della legittimazione a disporre l'apertura della procedura: potere che spetta sempre all'autorità amministrativa ma può ora essere esercitato, pare di comprendere in via alternativa, non solo dal ministro dello Sviluppo economico, ma anche dello stesso presidente del Consiglio.
Con il decreto l'autorità amministrativa può anche impartire al commissario straordinario le prime direttive vincolanti per le finalità della procedura. Prescrizioni che potranno non limitarsi ai provvedimenti necessari per la prosecuzione dell'esercizio dell'impresa, dato che il legislatore ha voluto imprimere una forte accelerazione al procedimento di liquidazione disponendo che le operazioni di cessione dei beni «per motivi di urgenza possono essere autorizzate anche prima della dichiarazione di insolvenza».
Le modalità di cessione degli asset sono particolarmente snelle: il commissario straordinario ha il potere di individuare il compratore a trattativa privata a un prezzo non inferiore a quello di mercato fissato da una perizia redatta da una primaria istituzione finanziaria. A tali vendite si applicano i commi da 4 a 8 dell'articolo 105 della legge fallimentare, con la conseguenza che è esclusa la responsabilità dell'acquirente per i debiti relativi all'esercizio delle aziende cedute, sorti prima del trasferimento.
La tutela dei creditori è ulteriormente affievolita dall'esonero di responsabilità degli amministratori e dei sindaci di Alitalia e di tutte le società controllate per tutti gli atti posti in essere dal 18 luglio 2007 all'entrata in vigore del Dl «al fine di garantire la continuità aziendale». Gli unici soggetti tutelati sono gli azionisti e gli obbligazionisti di Alitalia, ammessi ai benefici del fondo di garanzia, il che comporta evidenti profili di incostituzionalità in relazione alla posizione di tutti gli altri creditori.
In definitiva, una procedura fortemente dirigista pensata espressamente per grandi imprese che operano nei servizi pubblici, finalizzata al salvataggio del core business, ritenuto strategico per gli interessi nazionali. Una procedura che riserva ai creditori un ruolo del tutto marginale oltre che dubbie possibilità di recupero dei propri crediti.


 

 

Alitalia, Almunia sul piano: «Si rispettino le regole Ue». Critiche dal quotidiano tedesco Faz. (L’Unità 30-8-2008)

 

 

«Alitalia deve trovare una soluzione in accordo con le regole europee e che sia buona per la compagnia, per i passeggeri e per i lavoratori». Dal commissario europeo agli Affari Economici, Joaquin Almunia, arriva l'avvertimento al governo italiano, su piano per salvare l'ex compagnia di bandiera. Almunia ha aggiunto di «non conoscere esattamente i termini», ma di sperare «che si troverà una buona soluzione».

L'auspicio di Almunia arriva dopo l'affondo del quotidiano tedesco «Frankfurter Allgemeine Zeitung» (Faz), che ha pubblicato un commento dal titolo: «L'insolente piano di salvataggio di Berlusconi». Secondo il quotidiano il piano di salvataggio di Alitalia elaborato dal premier Silvio Berlusconi «non merita elogi» e rappresenta «un oltraggio contro tutte le regole del mercato». Il premier italiano «è tornato a principi di un'economia di Stato che potrebbero provenire da un programma sindacale o da un manuale comunista di economia». I suoi piani «non hanno nulla a che fare» coi principi della concorrenza: da una parte, argomenta la Faz, per i consumatori si tradurranno in prezzi più alti e servizi peggiori; dall'altra, per i concorrenti europei dell'Italia è «scandalosa» la noncuranza con cui l'esecutivo italiano viola le regole del mercato comunitario.

Per questo, spiega il giornale, dal punto di vista del governo Berlusconi la compagnia di bandiera ha una chance soltanto se «il mercato (in realtà quello europeo) cessa di funzionare». L'intero piano, aggiunge il quotidiano, ricorda da vicino un modo d'agire che viene descritto nel codice come «bancarotta fraudolenta». Impedire tali «eccessi», conclude la Faz, sarebbe compito della Commissione europea, che già in passato si è rivelata troppo lenta nel reagire sul dossier Alitalia. Ora, in più, «Berlusconi può contare su un asso speciale»: Antonio Tajani, commissario per i Trasporti «ed ex portavoce governativo di Berlusconi». Come dire, un lasciapassare.

Intanto, dal governo arriva la risposta alle preoccupazioni espresse dal neo commissario Augusto Fantozzi, in un'intervista all'Unità, che ha chiesto «l'aiuto» da parte della politica: «Il commissario per Alitalia non sarà certo lasciato solo. Da noi avrà pieno appoggio», ha detto sabato, a Fonte (Treviso), il ministro del welfare, Maurizio Sacconi. «Abbiamo piena fiducia in lui e nell'advisor - ha aggiunto - e noi siamo ottimisti, dato che ce la possiamo fare e quindi ce la dobbiamo fare». Sacconi ha infine precisato che l'incontro previsto per lunedì con le organizzazioni sindacali «inizierà proprio con una relazione del commissario che descriverà a tutti lo stato dell'azienda».

Ma sul piano arrivano anche le prime risposte dei piloti: «Siamo d'accordo se il piano porterà ad un futuro per la compagnia. Altrimenti lo osteggeremo». Queste le parole del presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro, che dall'incontro governo-sindacati di lunedì si aspetta «che ci sia un piano di rilancio vero della compagnia aerea. Noi lo valuteremo. Mi auguro che si vada incontro a una stagione di intelligenza e ragionamento».

Le prossime 4 o 5 settimane saranno cruciali, ha indicato Corrado Passera, il numero uno di Intesa Sanpaolo, che ha definito il progetto come advisor e che sarà tra gli azionisti della «Nuova Alitalia» che nasce da una cordata di 16 imprenditori italiani. La «vecchia» dovrà essere smembrata dal commissario straordinario. Il piano di salvataggio prevede la cessione alla newco degli asset che le servono per dar vita ad una nuova compagnia nella quale integrare anche Air One, poi Augusto Fantozzi avrà il delicatissimo compito di gestire quel che resta: gli esuberi, i debiti, la liquidazione di azionisti ed obbligazionisti. Potrà contare sugli strumenti che il governo ha predisposto con il decreto varato ieri: ammortizzatori sociali per sette anni, e indennizzi per i piccoli risparmiatori. «Ci siamo preoccupati di garantire il reddito per un periodo adeguatamente lungo», ha assicurato il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Mentre il governo si appresta ad aprire, lunedì, il difficile confronto con i sindacati.

Per Corrado Passera raggiungere un accordo «è necessario per il piano». La situazione dei conti di Alitalia era da tempo disastrata, e la compagnia era ormai tenuta artificialmente in vita solo grazie al prestito ponte di 300 milioni del governo ed al decreto che a maggio ne ha permesso l'utilizzo per tamponare l'erosione del patrimonio netto. E le forti perdite che erano attese per i conti del primo semestre, per il calo dei passeggeri, e per l'impatto sui conti dell'impennata del prezzo dei carburanti, hanno dato un ultimo scossone. Al termine della riunione del cda la compagnia ha diffuso l'aggiornamento, al 31 luglio, dei dati sull'indebitamento (salito a 1,172 miliardi, senza calcolare il prestito del governo) e la liquidità rimasta in cassa (scesa a 314 milioni). «Non sono mago Merlino», ma «colgo una sfida, mi metto in gioco», ha detto in una intervista a Repubblica Roberto Colanninno che investirà nella Nuova Alitalia e la guiderà come presidente. Intanto si lavora ancora sull'assetto azionario della newco: Corrado Passera ha indicato che «nei prossimi giorni si aggiungeranno nuovi investitori», ed ha confermato l'interesse anche di banche straniere. Mentre si attende l'esito della trattativa per l'ingresso di Air France con una quota di minoranza e non si esclude che, in alternativa, anche Lufthansa possa essere interessata ad affiancare la cordata italiana.


Report "Alitalia 2"

Passera: ok dai sindacati o salta la nuova alitalia ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ok dai sindacati o salta la nuova Alitalia ROMA - L'amministratore delegato di Intesa-San Paolo Corrado Passera parla della nuova Alitalia e detta le sue condizioni: "Senza l'accordo dei sindacati salta tutto". Ed i rappresentanti dei lavoratori replicano: "Non parliamo solo di esuberi, parliamo del piano nel suo complesso".

Dagli aeroplani all'immobiliare - alberto statera ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il retroscena Dagli aeroplani all'immobiliare ALBERTO STATERA "ALZI la mano chi non sarebbe pronto a investire nell'Alitalia!" esclamò come sempre guascone Silvio Berlusconi il 7 giugno scorso dinanzi ai giovani industriali riuniti a Santa Margherita Ligure. SEGUE A PAGINA 9.

Colaninno junior e il conflitto d'interessi "nessun imbarazzo" ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
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"dentro la cordata chi vive di tariffe e qualche indebitato" ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: parla del caso Alitalia, di Berlusconi, di Colaninno, dei suoi colleghi imprenditori che fanno parte della cordata e, infine, dei sindacati. Perché non metterebbe i suoi soldi nella Nuova Alitalia di Colaninno? "Perché è un film già visto: non mi piace l'idea che da una parte si affidano i debiti a un curatore e ad altri si danno i possibili benefits.

"gli esuberi saranno meno di cinquemila troveremo l'accordo" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dossier Alitalia. E su quel tavolo rischia di scatenarsi presto una cruenta guerra sociale: quella che in gergo sindacale si chiama "la gestione degli esuberi". I licenziamenti. Ne è talmente consapevole, Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, che precisa subito: "L'incontro di lunedì con i sindacati avvierà un confronto che partirà dalla relazione del commissario sullo stato dell'

In cassa sono rimasti solo 314 milioni dichiarata l'insolvenza della compagnia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
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Abstract: olandesi hanno annunciato ufficialmente il proprio interesse per l'affare Alitalia e la volontà di aderire al progetto di rilancio. A "determinate condizioni" il numero uno della compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta potrebbe entrare con una quota di minoranza, in Alitalia 2. Ma dai tedeschi giungono segnali altrettanto positivi e la partita resta ancora tutta da giocare.

"senza l'ok dei sindacati salta tutto" - marco marozzi ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

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"come lobbista sarei un fallito il tar più potente di noi" - marco marozzi ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
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Abstract: con lui all'Iri, poi consigliere di amministrazione di Telecom, Alitalia, Finmeccanica. Direttore della Technology Review Italy, rivista sull'innovazione pubblicata in tutto il mondo dal bostoniano MIT, è stato consigliere di Prodi a Bruxelles e Palazzo Chigi. "Uomo dell'innovazione e delle nuove tecnologie".

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Argomenti: Alitalia

Abstract: Quando Alitalia era uno status symbol A Ostia nelle case acquistate dai dipendenti all'azienda: "Fu un affare, le comprammo alla metà del valore" di Gioia Salvatori "LAVORARE IN ALITALIA? ai miei tempi era un orgoglio, oggi è quasi una disdetta". Gelsomino Iannicelli, 65 anni, meccanico in pensione della compagnia di bandiera,

Campidoglio, Alemanno incontra Colannino Marrazzo: sento odore di Alimalpensa, la Regione sarà al fianco dei sindacati per tutelare i lavoratori ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia da parte del Consiglio dei ministri. Giovedì aveva chiesto l'impegno del governo ad incontrare i rappresentanti degli enti locali, ieri il sindaco ha incontrato il presidente designato di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, sottolineando "l'interesse del Comune di Roma e degli altri enti territoriali per garantire lo sviluppo e il ruolo internazionale dell'

Lapsus - stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quella di Alitalia. Doppio hub, hub singolo, nessun hub: il tecnicismo aeroportuale è diventato, come al solito, una parola-disputa, malleabile a ogni torsione. Ma cos'è, eventualmente chi è, un hub? I vocabolari danno risposte letterali e per ciò stesso ingenue: un aeroporto che serve da snodo, fra viaggi nazionali o continentali e viaggi più lunghi.

Fantozzi: ci metto faccia e passione ma la politica non mi lasci solo ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ex ministro del governo Prodi, sarà il nuovo commissario Alitalia. Sarà lui "a metterci la faccia" e a maneggiare la patata bollente lasciata in eredità da Silvio Berlusconi: esuberi e debito. Con un'avvertenza, anzi due: una al governo, l'altra ai sindacati. Al primo chiede di "gestire" i licenziamenti.

L'ex ministro che liquiderà la bad company ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: commissario straordinario per Alitalia. La carriera accademica inizia nel 1971 a Perugia, in politica arriva con la candidatura, ma non l'elezione,con il Patto per l'Italia di Mario Segni nel 1994. Nel 1995,viene nominato ministro delle Finanze nel governo Dini con l'interim del Bilancio e del Coordinamento delle politiche dell'Unione Europea.

I bocconi amari del Pd: sui media passa la versione del salvataggio... Bersani: La verità sulla vicenda? Anche la stampa faccia qualche sforzo . Parola d'ordine: insistere, la real ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vediamo se anche su Alitalia il premier riesce a non pagare dazio". Se era una scom- messa al Pd ammettono di averla persa. Ieri, dopo amaro ascolto di tutti i tg, e attenta lettura dei giornali, il verdetto è arrivato, impietoso (per Veltroni e compagni): anche stavolta, sia pure con qualche difficoltà, Berlusconi sembra riuscito a far passare il suo messaggio.

Madonna! Un miracolo sulla carta Ma il destino è appeso a un filo ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il destino di Alitalia è appeso ad un filo". Così il Financial Times ha commentato la vicenda Alitalia. Il quotidiano finanziario spiega che "sulla carta la resurrezione della compagnia è già avviata". "Ma la nuova Alitalia dovrebbe almeno riuscire a respingere l'intromissione politica che l'ha tormentata così a lungo".

La solitudine delle famiglie ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia che in nome di una italianità costosa che, a detta di tutti gli esperti non potrà durare, va bene per una decina di industriali che, fiutando il vento, fanno bene il loro mestiere, è pessima per i 59 milioni di cittadini che, come ha ben detto il più noto banchiere italiano, Alessandro Profumo "al termine di questa vicenda ci perderanno come passeggeri e come cittadini"

Non siamo gli scarti della compagnia Tra il personale di Fiumicino. La rabbia per un destino da eccedenze, l'orgoglio per anni di lavoro ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto e del centro direzionale Alitalia dicono spesso. "Hanno già dato" almeno 4mila posti di lavoro negli ultimi 6 anni tagliati su Roma coi vari piani industiali. E poi? "Poi arrivano i 16 eroi che si prendono il merito del salvataggio quando a pagare, per Alitalia, negli anni, sono stati tutti gli italiani - dicono due lavoratrici".

Debiti per 1,172 miliardi. Come previsto, arriva il commissario Formalizzato dal cda lo stato d'insolvenza. Passera chiede l'assenso dei lavoratori: Altrimenti salta il progetto ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano ADDIO Dopo 62 anni di storia, più o meno gloriosa, la vecchia Alitalia esce di pista. Ieri il cda della compagnia ha dichiarato, come ampiamente previsto, lo stato di insolvenza che ha portato al commissariamento. Troppo pesante il buco da ripianare con i conti di luglio in peggioramento, un indebitamento salito a 1.

Confronto su tutto il piano industriale I nove sindacati all'attacco in vista dell'incontro di lunedì col governo ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: risanamento delle attività attualmente gestite da Alitalia". Precisazione che ha fatto seguito al tentativo di via Veneto di placare gli animi. L'incontro, spiegano al ministro, sarà "a tutto campo" e "parteciperanno, non a caso, tutti i ministri interessati agli aspetti regolatori e sostanziali del rilancio di Alitalia, e i rappresentanti dell'advisor incaricato di valutare le offerte"

Subito un tavolo per affrontare il futuro degli scali lombardi ( da "Unita, L'" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Subito un tavolo per affrontare il futuro degli scali lombardi" La nuova Alitalia preoccupa la Moratti. Il sindaco di Milano ha chiesto a tutte le istituzioni lombarde di firmare una lettera per chiedere la convocazione d'urgenza di un Tavolo Milano: lo scopo è affrontare le ricadute del piano varato dal governo sugli scali lombardi, che si vedono penalizzati dal progetto Fenice.

Alitalia, via libera al commissariamento ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 103 il salvataggio Alitalia, via libera al commissariamento Il salvataggio --> ROMA Orgoglio e fiducia che l'operazione Nuova Alitalia si dimostri un successo: il giorno dopo il via libera del governo al pacchetto di provvedimenti che dovrebbe evitare il fallimento della compagnia di bandiera, i ministri, compatti, rivendicano la linea scelta dall'

Gli stornirimbalzano sul premier ( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Silvio Berlusconi sapeva fin dall'inizio che avrebbe dovuto occuparsi di Alitalia e probabilmente pensava che le sue incursioni nei cieli si sarebbero limitate ai guai della compagnia di bandiera. Sbagliato. Dovrà occuparsi anche di altri soggetti alati: gli storni liguri. Questo gli chiede la Regione Liguria con una lettera pronta a partire lunedì.

Alitalia, Fantozzi commissario<Urge ok sindacati> ( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Fantozzi commissario"Urge ok sindacati" il premier firma il decreto Passera (Intesa Sanpaolo): "Senza accordo non si va avanti". Il confronto comincia lunedì. Ecco come i piccoli azionisti possono sperare di salvare i loro risparmi 30/08/2008 ROMA.

Undici Jumbo Alitalia fanno rotta su Malpensa ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 30 pagina 3 Undici Jumbo Alitalia fanno rotta su Malpensa di Sabrina Cottone Sono undici i Boeing dell'Alitalia pronti a tornare su Malpensa, portando da tre a quattordici gli aerei della flotta intercontinentale presenti nell'aeroporto varesino. Se il piano Fenice della nuova Alitalia non si schianterà contro l'opposizione dei sindacati,

Intervista a Fantozzi: <Salgo su un aereo senza carburante> ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 207 del 2008-08-30 pagina 1 Intervista a Fantozzi: "Salgo su un aereo senza carburante" di Redazione Augusto Fantozzi, commissario straordinario di Alitalia, dice: "I tempi sono stretti, ma possiamo farcela". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Ovi, il presenzialista di Stato ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uno di Alitalia, uno di Telecom e ancora l'amministratore delegato di Tecnitel, il consigliere del presidente del Consiglio per le comunicazioni, il direttore della rivista "Technology Review Italy" e il responsabile "media e tv" dell'Ulivo. Alla cena c'erano tutti, riuniti in una sola persona: Alessandro Ovi.

<Alitalia non decolla se non c'è un accordo con i sindacati> ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 207 del 2008-08-30 pagina 4 "Alitalia non decolla se non c'è un accordo con i sindacati" di Vincenzo La Manna L'ad di Intesa, Corrado Passera, considera cruciali per la riuscita del salvataggio le prossime 4-5 settimane nostro inviato a Rimini Niente accordo sindacale? Non si parte.

Incentivi per chi assumerà gli ex dipendenti ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 30 pagina 4 Incentivi per chi assumerà gli ex dipendenti di Redazione Gli esuberi di Alitalia non gestibili con gli ammortizzatori sociali non verranno riassorbiti dallo Stato. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, in un'intervista a Radio 24. "Non verranno ricollocati in aziende pubbliche - ha detto - andranno in aziende private".

La grande sfida del prof Fantozzi: <Salgo su un aereo senza benzina> ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fare il commissario Alitalia è difficile quanto essere ministro senza maggioranza: valgono solo i risultati" da Roma Appena uscito dallo studio di Aristide Police, presidente dell'Alitalia, il professor Augusto Fantozzi - neocommissario straordinaro della compagnia che fu di bandiera - probabilmente rimugina sull'impegnativo lavoro che lo aspetta.

Addio continuità e il cda chiede l'intervento del commissario ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con due atti ormai scontati, si è avviato il nuovo destino dell'Alitalia. Nella mattinata, un consiglio di amministrazione nervoso riunito in un'atmosfera drammatica, ha chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, secondo le norme approvate l'altro ieri dal Consiglio dei ministri.

Di Pietro litiga con la Bindi e la base del Pd lo applaude ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 30 pagina 7 Di Pietro litiga con la Bindi e la base del Pd lo applaude di Laura Cesaretti Il leader Idv incalza il partito da Alitalia alla giustizia e la folla grida: "Mai dialogo con Berlusconi" nostro inviato a Firenze Eccolo qui, Antonio Di Pietro: bestia nera dei dirigenti del Pd, di cui ha tutte le intenzioni di cannibalizzare l'elettorato, e idolo del popolo piddìno.

Rossi (Pd): difficile fare peggioa perdere sono quasi tutti ( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è ridotta al lumicino. Il punto è come il governo sia arrivato a un risultato pessimo per tutti, anche per la compagnia di bandiera. E la storia non è finita qui". Quali sviluppi si aspetta? "Mi aspetto che tra cinque anni la nuova Alitalia, rimessa in sesto con i soldi di tutti, sia ceduta a una grande compagnia straniera,

<ogni italiano pagherà 138 euro> ( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il salvataggio di Alitalia. Ne è certa l'associazione Contribuenti Italiani: "In Italia si privatizzano gli utili e si pubblicizzano le perdite", denuncia il presidente Vittorio Carlomagno, che cita uno studio degli esperti di Krls Network of Business Ethics. Critico anche l'ex leader Cisl, oggi deputato dell'Udc, Savino Pezzotta: "Così si scaricano sugli italiani tutti i costi:

Alitalia, sindacati decisivi ( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA Ultimo atterraggio per la vecchia Alitalia. Con 314 milioni di euro in cassa e 1,1 miliardi di ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lunedì partirà invece la trattativa sugli esuberi. Passera, numero uno di Intesa, parla chiaro: senza accordo con i sindacati salta tutto. Intanto la cordata guidata da Colaninno presenterà l'offerta per rilevare i beni di Alitalia, offerta che ha una validità di 45 giorni.

SQUADRA ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Expo e questione Alitalia sono i temi principali della ripresa. La Moratti potrà (e dovrà) dire la sua, ma non avrà l'ultima parola. L'avrà invece su questioni squisitamente locali: dall'isola pedonale a Chinatown (gli impegni presi con i residenti vanno rispettati), all'ecopass e più in generale alla lotta all'inquinamento,

Alitalia, via al commissario ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dichiarata l'insolvenza della compagnia: il cda chiede l'amministrazione straordinaria. Il testimone a Fantozzi Alitalia, via al commissario Passera: "Senza l'accordo con i sindacati salta tutto". Offerta da chiudere in 45 giorni.

La Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia pare intrecciarsi a quella dell'Expo (di cui riferiamo nell'articolo a fianco): nell'elenco delle opere previste non ci sarebbero più certezze sul futuro della linea 4 metropolitana, che dovrebbe arrivare a Linate. La domanda, in fondo, è legittima: se il Forlanini dovesse venire ridimensionato,

L' ipotesi ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quasi di ripiego: soprattutto nel momento in cui vicende come Alitalia mostrano la capacità del governo di calamitare pezzi importanti del mondo imprenditoriale. Il Pd sembra irretito da un centrodestra capace di decisioni magari controverse sul piano economico, ma paganti su quello politico e del consenso.

Passera: senza accordo con i sindacati salta tutto ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Alitalia Passera: senza accordo con i sindacati salta tutto RIMINI - Per la realizzazione del piano Alitalia, "le prossime 4-5 settimane saranno cruciali", dice l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera. E spiega: "Prima di tutto ci vuole l'accordo col sindacato, senza il quale salta tutto,

Berlusconi da Gheddafi Intesa sui risarcimenti ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che una volta messa in campo porta risultati concreti e definitivi come nel caso Alitalia e per l'emergenza Napoli", Berlusconi è felice di chiudere un altro complesso dossier aperto sulla sua scrivania. E mentre si accinge a volare a Bengasi, spera anche di dare il suo contributo alla crisi georgiana che vedrà lunedì col vertice di Bruxelles un momento importante.

Silvio firma l'accordo con Gheddafi ( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella fretta di Bersluconi certo hanno avuto gran peso il petrolio e gas libici, la politica di "contrasto" all'immigrazione clandestina in partenza dalla Libia. Ma il punto politico è stato lasciato a Berlusconi. Come la spazzatura di Napoli, la crisi Alitalia. m.m.

Alemanno-Moratti scaldano i motori ( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Moratti scaldano i motori Le scelte della nuova Alitalia non piacciono molto al sindaco di Roma Gianni Alemanno e nemmeno al sindaco di Milano Letizia Moratti. Entrambi vedono con preoccupazione il ridimensionamento degli scali di Fiumicino e di Linate. Così il presidente designato Roberto Colaninno ieri mattina si è recato in Campidoglio per un incontro con Alemanno.

L'operazione di salvataggio dell'Alitalia a scapito dei contribuenti gestita da banca Intesa Sanpaol... ( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione di salvataggio dell'Alitalia a scapito dei contribuenti gestita da banca Intesa Sanpaolo e affidata a Roberto Colaninno non piace ad Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo Unicredit. Il gruppo non è interessato a entrare nella nuova Alitalia, ha ribadito Profumo durante un dibattito a Cortina.

L'Alitalia è come gli spaghetti e la pizza ( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Molto critico "Ft" "L'Alitalia è come gli spaghetti e la pizza" Il miracolo Alitalia di Silvio Berlusconi così è stato raccontato ai suoi lettori dal principale quotidiano economico europeo, il Financial Times: "Cercasi: un vecchio miliardario, una compiacente Commissione europea, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero,

Brutto film e già visto ( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Il cda dichiara l'insolvenza e nomina Fantozzi commissario. Lunedì i sindacati Brutto film e già visto Francesco Piccioni Si comincia ad avvertire un forte odore di già visto. La vicenda Alitalia soffre del resto di una storica coazione a ripetere.

Lettere e interventi ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Possibile che da un fallimento di Alitalia alle porte, si sia passati in un attimo in una condizione in cui tutti sono felici e contenti? Alla fine non saranno i contribuenti italiani che dovranno pagare i debiti della bad company che rimane in mano a un commissario, quindi allo Stato, magari risanati a colpi di addizionali sulla benzina secondo lo schema ampiamente collaudato

Passera: Alitalia, decisivo l'accordo con i sindacati ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, decisivo l'accordo con i sindacati "Presto nuovi soci". Ad Air France forse il 20-25% Il botta e risposta con Bersani sull'impegno degli imprenditori con la pistola alla testa DAL NOSTRO INVIATO RIMINI - Dopo il sì del governo al piano di salvataggio Alitalia, l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera difende il "

POSTA Prioritaria ( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ennesimo regalo di Berlusconi alle imprese (la parte sana di Alitalia ai privati, debiti e esuberi allo stato), non reggo la vista della foto di p. 6 nel manifesto di ieri, con Silvio e Colaninno che se la ridono fra loro. Anche questa è denuncia, per carità, ma nei confronti di una classe politica vanesia e dannosa, ritengo che resistere significhi dire tutto,

Il blitz di Aponte dai container agli aerei ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: trasporto navale di container nella cordata Alitalia è parsa una sorpresa. In realtà, l'imprenditore sorrentino ma con base di lavoro a Ginevra aveva fatto capire nelle settimane scorse che i suoi interessi si stavano spostando dal mare ai cieli. In maniera riservata si è fatto avanti per rilevare in asse con l'Adr (Aeroporti di Roma) dei Benetton (altri compagni di cordata in Alitalia)

Con la "nuova Alitalia" c'è in gioco lo sviluppo di Roma e del Lazio ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Con la "nuova Alitalia" c'è in gioco lo sviluppo di Roma e del Lazio", lo dice chiaramente il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che sulla questione ha convocato per la prossima settimana un consiglio straordinario. Il sindaco Alemanno: "Su Fiumicino chiederò garanzie".

Rimbalzano gli immobiliari, corre Immsi ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Molto forte Immsi impegnata nella privatizzazione di Alitalia e dopo i conti semestrali: la società di Roberto Colaninno ha guadagnato un altro 4,23%. Mediaset Il titolo del Biscione (+1,9%) non ha risentito dell'accordo di Rai-Lega calcio.

Esuberi, il piano del governo per il welfare dei quarantenni ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: posto nella ristrutturazione di Alitalia (tra i 5 e i 7 mila esuberi) e in tutte quelle delle aziende che finiranno commissariate. Nel "mirino" del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ci sono per la prima volta anche i quarantenni: hostess, tecnici, piloti, informatici, tutti i dipendenti che Alitalia riterrà in esubero e che saranno ricollocati sul mercato del lavoro dopo un'

Siniscalco torna sul <dossier> ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per la prima volta si è avvicinata alla partita per Alitalia. E anche oggi la banca guidata in Italia dal vicepresidente per l'Europa Domenico Siniscalco (nella foto) ha il dossier ben aperto sul tavolo. Insieme ad alcuni punti fermi. Il primo è che il progetto di Roberto Colannino, futuro presidente della Nuova Alitalia, appaia credibile.

Il prezzo più alto lo pagherà Roma, questo è evidente. Ancora non conosciamo ne ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il polo delle manutenzioni pesanti di Alitalia - su cui pende un punto interrogativo. "Pensare - spiega - che è l'unico polo di questo tipo in Italia, con grandi professionalità. Sette-otto mesi fa cacciavamo i clienti... Dovrebbe essere messo in vendita dalla bad company, ma sul futuro che attende i lavoratori non si sa nulla.

Stato d'insolvenza, arriva il commissario ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: arriva il commissario ROMA - Alitalia getta la spugna e il governo l'affida al commissario Augusto Fantozzi. Ieri il consiglio d'amministrazione, presieduto per l'ultima volta in 5 mesi da Aristide Police, ha esaminato i conti del primo semestre per poi chiedere al Tribunale di Roma di dichiarare lo stato d'insolvenza.

Sgomberate le baraccopoli lungo le sponde dell'Aniene, tra il II e il IV Municipio. Blitz, l ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: indomani della serie di controlli avviati dagli agenti e dai militari per verificare i nuovi e vecchi insediamenti irregolari nati nell'area". Quindici romeni sono stati identificati, su due di loro gravava già un provvedimento d'espulsione. Intanto, è rivolta tra i residenti della Collina Alitalia, alla Magliana per la presenza di nomadi. Panarella all'interno.

<Binario privilegiato per i creditori di AirOne> ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dunque rispetto ai creditori Alitalia che finiranno nella bad company, quelli di AirOne potranno contare su maggiori risorse e una società nuova". Ma come potranno proteggere la Nuova Alitalia da cause e revocatorie? "Se gli attivi fossero ceduti passerebbero nella good company anche le revocatorie.

Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, lo dice con fermezza: Qui c'è in gioco ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con Alitalia, senza Alitalia o con una presenza ridimensionata di Alitalia. Ad Aeroporti di Roma non parlano ufficialmente, ma c'è chi ricorda che in occasione della prima "fuga" di Alitalia a Malpensa gli effetti sulla crescita dello scalo furono molti limitati, l'incremento del numero dei passeggeri è proseguita.

Proseguono senza sosta le operazioni di controllo del territorio da parte delle forze di pol ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: collina Alitalia e i residenti del comprensorio Altamira vivono in balia di atti di vandalismo da parte dei nomadi che si sono trasferiti da Corviale. "Nella Commissione Sicurezza abbiamo parlato della necessità di sgomberare quell'area e ripristinare la legalità in un quadrante che, ad oggi, risulta però ancora interessato dal censimento della Cri disposto dal Prefetto di Roma"

<Fiumicino sarà raddoppiato> ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia Verso un vertice a tre: il sindaco, Marrazzo e Zingaretti. Si cerca un fronte comune "Fiumicino sarà raddoppiato" Alemanno: "Colaninno me lo ha assicurato". Mercoledì Consiglio regionale Ma non mancano le polemiche. Per Luigi Nieri (Prc) "il Governo è stato incapace di gestire questa vicenda".

Dopo un'analisi dei conti semestrali e sulla continuità aziendale il consiglio di amminist ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Razione di Alitalia ha dovuvo prendere atto di una situazione d'impotenza, strutturale e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie all'attività.

Uno dei primi atti del nuovo governo è il decreto col quale si affida a Banca Intesa Sanpaolo l ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A redazione di un nuovo piano. Nel frattempo Alitalia sopravvive con un'iniezione di 300 milioni assicuratale dal Tesoro.

Vertice a tre per costruire un fronte unico istituzionale ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Alemanno apre a Marrazzo e Zingaretti Vertice a tre per costruire un fronte unico istituzionale "Colaninno mi ha detto che Fiumicino sarà raddoppiato". Gianni Alemanno racconta i contenuti dell'incontro col presidente della nuova Alitalia.

Lunedì scorso Banca Intesa riunisce a Milano il gruppo di azionisti privati che dovranno compra ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Scorso Banca Intesa riunisce a Milano il gruppo di azionisti privati che dovranno comprare le parti "buone" di Alitalia e Air One. I debiti e gli esuberi, invece, verranno concentrati in una "bad company" da liquidare.

ROMA Si conoscerà domani, nell'incontro con i sindacati, il numero degli esuberi legati a ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione nuova Alitalia. Lo ha indicato il ministro del Lavoro Sacconi. "Ci siamo preoccupati di garantire il reddito per un periodo adeguatamente lungo" ha aggiunto Sacconi. Ma i sindacati, pur confermando la propria presenza al tavolo, non vogliono che il confronto sia limitato agli esuberi, ed anzi chiedono che si inizi invece dal piano industriale.

MILANO - E dei punti Mille Miglia, che ne sarà con la Nuova Alitalia? Resterà in piedi il ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

All'indomani dell'entrata in vigore del decreto che rivede la legge Marzano, il cda dell&# ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: All'indomani dell'entrata in vigore del decreto che rivede la legge Marzano, il cda dell'Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza, avviando la procedura che trasferirà le attività alla nuova società.

ROMA - Ultimo atterraggio per la vecchia Alitalia: con 314 milioni di liquidità rimasta ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Credo che Alitalia si avvii verso la salvezza". Ma sullo sfondo si fanno ancora sentire le critiche dell'opposizione alla procedura messa in moto dal governo. "Berlusconi è stato il problema di Alitalia, non la soluzione, sin quando ha governato dal 2001 al 2006", sostiene il ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani,

Collina Alitalia e Altamira Auto distrutte a sassate ( da "Tempo, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: emegenza ad Altamira e sulla Collina Alitalia è finita all'esame della commissione Sicurezza urbana. "Da diverse settimane la collina Alitalia e i residenti del comprensorio Altamira vivono quotidianamente in balia di atti di vandalismo e di illegalità da parte dei nomadi trasferitisi da Corviale" conferma il presidente, Fabrizio Santori,

CORTINA D'AMPEZZO - Le vacanze a Cortina? Si fatica più che a Roma. Prendete il preside ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: contratta calciatori dall'altra parte del mondo, si informa sulla querelle Alitalia, dà appuntamenti ai tavolini dei bar più esclusivi, non perde di vista il sindaco Alemanno, organizza cene e incontri nei ristoranti più esclusivi. Tutto camminando senza mai fermarsi. Una preparazione atletica più che da presidente da centravanti di razza.

La Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi ( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vicenda Alitalia pare intrecciarsi a quella dell'Expo (di cui riferiamo nell'articolo a fianco): nell'elenco delle opere previste non ci sarebbero più certezze sul futuro della linea 4 metropolitana, che dovrebbe arrivare a Linate. La domanda, in fondo, è legittima: se il Forlanini dovesse venire ridimensionato,

ROMA - Un'ora di colloquio al Quirinale per fare il punto con il capo dello Stato sui p ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fissato per ieri pomeriggio proprio per evitare qualunque nesso con le scelte fatte dal governo su Alitalia il giorno precedente. Ovviamente vi sono stati contatti nei giorni scorsi tra palazzo Chigi e Quirinale per la messa a punto del decreto-Alitalia, ma da parte del Capo dello Stato nessuna valutazione è stata espressa sull'operato del governo.

FIRENZE - Antonio Di Pietro, ospite della Festa democratica, ha portato un ramoscello d’ ( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nonostante Di Pietro non perdesse occasione per catturare applausi contro Berlusconi (ora su Alitalia, ora sulla giustizia, ora sullo strapotere televisivo), nonostante si sia detto disponibile a firmare la petizione "Salva l'Italia" di Veltroni, la Bindi ha sostenuto che il referendum sul lodo Alfano può alla fine favorire Berlusconi.

I COLLABORAZIONISTI ( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ministro ombra di Veltroni - di capitanare la cordata che proverà a salvare Alitalia, tirando fuori Berlusconi da un bel mucchio di guai. Qualcuno ha agito - ha accusato Bersani - "con la pistola puntata alla tempia". Ma questo non cambia, per altri, il senso della vicenda: collaborazionismo, intelligenza col nemico.

"Ora il sì dei sindacati" ( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo con i sindacati è necessario per il piano Alitalia". Così l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera che aggiunge: "Le prossime 4 settimane saranno cruciali". Ieri è stato firmato il decreto di nomina del commissario che sarà Augusto Fantozzi dopo che il cda della compagnia di bandiera aveva formalizzato la richiesta di commissariamento.

La pace impossibile del pensionato Prodi ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ed ecco che dal cielo piove la tegola Alitalia. Da una parte la velocità con cui oggi la compagnia sta ripartendo; dall'altra la triste lentezza dei tempi che furono. Ricordate la gestione della pratica sotto il governo Prodi? Sindacati in piazza, panico sui lavoratori, i francesi che s'imbizzarriscono e se ne tornano a casa.

Di Pietro litiga con la Bindi, la base Pd applaude ( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la base Pd applaude di Laura Cesaretti Il leader Idv incalza il partito da Alitalia alla giustizia e la folla grida: "Mai dialogo con Berlusconi". L'ex pm: "Siamo costretti a stare insieme, o perderemo anche Firenze e Bologna" nostro inviato a Firenze Eccolo qui, Antonio Di Pietro: bestia nera dei dirigenti del Pd, di cui ha tutte le intenzioni di cannibalizzare l'elettorato,

Low cost senza pace Guasto fa rientrare il Boeing Ryanair ( da "Stampa, La" del 30-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Castelli, però, non è l'unico ad avercela con O'Leary. Lo sanno gli abitanti di Ciampino, che prima dell'arrivo dei Boeing giallo-blu non conoscevano i disagi del traffico aereo. Sono da anni in lotta - soprattutto con Ryanair, per la percentuale maggioritaria di traffico che muove - per difendere il diritto alla salute rispetto all'


Articoli

Passera: ok dai sindacati o salta la nuova alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cda della compagnia dichiara l'insolvenza, il governo firma la nomina di Fantozzi a commissario Passera: ok dai sindacati o salta la nuova Alitalia ROMA - L'amministratore delegato di Intesa-San Paolo Corrado Passera parla della nuova Alitalia e detta le sue condizioni: "Senza l'accordo dei sindacati salta tutto". Ed i rappresentanti dei lavoratori replicano: "Non parliamo solo di esuberi, parliamo del piano nel suo complesso". Intanto il Cda della compagnia dichiara l'insolvenza: in cassa sono rimasti 314 milioni di euro. Berlusconi nomina l'ex ministro Fantozzi commissario straordinario. CILLIS E MANIA ALLE PAGINE 6 E 7.

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Dagli aeroplani all'immobiliare - alberto statera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il retroscena Dagli aeroplani all'immobiliare ALBERTO STATERA "ALZI la mano chi non sarebbe pronto a investire nell'Alitalia!" esclamò come sempre guascone Silvio Berlusconi il 7 giugno scorso dinanzi ai giovani industriali riuniti a Santa Margherita Ligure. SEGUE A PAGINA 9.

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Colaninno junior e il conflitto d'interessi "nessun imbarazzo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il ministro-ombra del Pd Colaninno junior e il conflitto d'interessi "Nessun imbarazzo" "Distinguo il ruolo della politica da quello degli imprenditori" ROMA - "Io non sono portatore di alcun conflitto di interessi, né di alcun imbarazzo". Matteo Colaninno, deputato del Pd, ministro-ombra dello Sviluppo economico, vive il caso Alitalia in una doppia veste: quella politica ma anche quella di ex imprenditore, figlio di Roberto Colaninno, il futuro presidente della nuova compagnia di bandiera, fortemente voluta dal premier Silvio Berlusconi. Posizione inedita, tanto più che il padre non nasconde le sue simpatie per la sinistra riformista. Così due quotidiani, schierati in campi avversi (il Giornale e il Riformista) hanno sollevato la presunta questione del conflitto familiare. E lo stesso ha scritto l'economista del Pd Nicola Rossi su Europa: "è evidente che c'è un conflitto d'interessi ma bisognava pensarci prima". Colaninno jr respinge questa idea, distinguendo tra le due sfere di attività: "Io - dice andando alla festa del Pd di Terni - sul salvataggio dell'Alitalia ho sostenuto esattamente la posizione critica di Pierluigi Bersani. Questo, tuttavia, non mi impedisce di distinguere il ruolo della politica da quello degli imprenditori che hanno deciso di investire nella nuova azienda. Per la mia esperienza professionale, d'altra parte, sono stato invitato a candidarmi con il Pd. Per portare nel nuovo partito i valori e la cultura dell'attività imprenditoriale. E, sia chiaro, ho fatto una scelta che ha comportato una serie di rinunce". Dice infine il ministro ombra dello Sviluppo: "Non è pensabile che essendomi io schierato con il Pd, questo diventi un vincolo per chi continua a fare impresa. Con il rischio, alla fine, che diventi un conflitto di interessi negativo per me". (r.ma.).

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"dentro la cordata chi vive di tariffe e qualche indebitato" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I benefits Gli esuberi Calearo, imprenditore e deputato del Pd: un film già visto "Dentro la cordata chi vive di tariffe e qualche indebitato" Non mi piace che da una parte si affidano i debiti a un curatore e ad altri si danno i possibili benefits Non credo che gli imprenditori della cordata abbiano fatto l'accordo per assumere gli esuberi ROMA - "Investire nella Nuova Alitalia? No: né come imprenditore, né come italiano". Massimo Calearo è deputato del Pd ma continua a fare anche l'industriale metalmeccanico nella sua Vicenza. è appena tornato dalla sue prime vacanze cubane e assicura che non ci ritornerà. "Perché - spiega - c'è di meglio del comunismo". Con la stessa franchezza, politicamente scorretta, parla del caso Alitalia, di Berlusconi, di Colaninno, dei suoi colleghi imprenditori che fanno parte della cordata e, infine, dei sindacati. Perché non metterebbe i suoi soldi nella Nuova Alitalia di Colaninno? "Perché è un film già visto: non mi piace l'idea che da una parte si affidano i debiti a un curatore e ad altri si danno i possibili benefits. Capisco l'imprenditore che deve guardare al business, ma se si guarda la lista della cordata ci sono signor imprenditori ma anche signori indebitati". Faccia i nomi: a chi si riferisce? "AirOne: non ha nemmeno le lacrime per piangere. Tutti lo sanno ma nessuno lo dice. Poi c'è qualcuno che vive di tariffe". I nomi. "Basta guardare la lista". Sta dicendo che non sono veri imprenditori? "Dico che, dato il presupposto, è normale che abbiamo un rapporto professionale con il governo". Insomma, secondo lei queste imprese sono entrate nella cordata per poi ottenere favori dal governo Berlusconi? "La parola favori mi pare un po' becera. Diciamo che difficilmente potrebbero avere un rapporto conflittuale con il governo. E poi mi lascia molto perplesso l'indicazione del governo secondo cui gli esuberi saranno assunti da imprese private". Perché? Non ci crede? "Secondo lei gli imprenditori che fanno parte della cordata hanno fatto l'accordo per assumere gli esuberi?". Non credo proprio. "Appunto". Lei pensa che finiranno in un nuovo o vecchio carrozzone pubblico? "Anche questo è un film già visto. Speriamo che non sia così". Dunque, dal suo punto di vista siamo di fronte a una soluzione politica e per nulla di mercato? "è una soluzione confusa. Un'operazione di reciproco interesse tra affari e politica. Avremo una "compagnia di bandierina". Si dà una chance all'Alitalia ma non sarà facile". Quale è stato l'errore commesso da Prodi e Padoa-Schioppa? "Io penso che faccia bene Alessandro Profumo che prima fa le alleanze e poi le rende note". Che voto darebbe a Berlusconi? "Non mi piacciono i voti. Preferisco i giudizi: buono dal punto di vista mediatico". E ai sindacati? "Insufficiente perché stanno zitti. O non hanno alcuna idea, o hanno tanta paura". C'è chi sostiene, anche nel suo partito, che sul ministro ombra dello Sviluppo economico, Matteo Colaninno, pesi un conflitto di interessi visto che il padre guiderà la nuova compagnia. Lei cosa pensa? "Non mi faccia parlare di un amico. Matteo è una persona perbene e seria. Non nego che al suo posto mi sentirei in difficoltà. Certo Matteo è in buona fede e poi il suo presunto conflitto di interessi è un bicchiere d'acqua rispetto all'oceano di qualcuno che sta al governo...". (r.ma.).

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"gli esuberi saranno meno di cinquemila troveremo l'accordo" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il negoziato I ricollocamenti Sacconi, ministro del Lavoro: nessun prepensionato "Gli esuberi saranno meno di cinquemila troveremo l'accordo" Al ministero con i sindacati parleremo anche del piano industriale, non solo dei licenziamenti Nella pubblica amministrazione non ci saranno, per il resto varranno le regole del mercato privato ROBERTO MANIA ROMA - Sul suo tavolo è arrivato il dossier Alitalia. E su quel tavolo rischia di scatenarsi presto una cruenta guerra sociale: quella che in gergo sindacale si chiama "la gestione degli esuberi". I licenziamenti. Ne è talmente consapevole, Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, che precisa subito: "L'incontro di lunedì con i sindacati avvierà un confronto che partirà dalla relazione del commissario sullo stato dell'azienda per poi passare al piano industriale quando saranno disponibili le offerte, e solo successivamente discuteremo di come tutelare attivamente i lavoratori in esubero". Già, però la sede, quella del suo ministero, fa pensare più agli ammortizzatori sociali che al progetto industriale. "Quel che conta è che sarà presente la squadra di ministri competenti: Trasporti, Sviluppo, Economia e Lavoro". Quanto costerà a ciascun contribuente italiano il fallimento pilotato dell'Alitalia? "Sul versante degli ammortizzatori sociali costerà quanto sarebbe costata qualsiasi altra soluzione e probabilmente meno della svendita ai francesi". Quanto? "Non si può ancora dire perché non conosciamo il piano. Dipende dalla quantità degli esuberi, dalla loro età, dal successo dell'azione di ricollocazione. Costerà molto meno di quanto ci costa ora l'Alitalia". Quanti saranno gli esuberi? Colaninno ha parlato di 5.000. "Io spero che siano meno". Senza l'accordo con i sindacati salterà tutto, come ha detto Passera? "Sono convinto che verrà fuori una soluzione anche perché l'alternativa questa volta è davvero il fallimento". Quanto tempo c'è per il negoziato con i sindacati? "Un tempo ragionevolmente breve. Sentiremo dal commissario dall'advisor e dalla nuova cordata qual è l'oggettiva deadline". Per l'Alitalia avete approvato un decreto ad hoc. Eppure lei disse ai piccoli imprenditori che ora si guardava a loro anziché, come nel passato, ai grandi gruppi. Perché ha cambiato idea? "Non ho cambiato idea e non c'è alcuna contraddizione. L'insieme delle misure adottate si rivolge ai lavoratori, non alle imprese grandi e piccole. Il caso Alitalia rappresenta per noi il banco di prova per testare e irrobustire tutta la strumentazione per accompagnare un lavoratore da un posto ad un altro". Ci saranno prepensionamenti? "Il decreto non prevede norme di questo tipo". Quale sarà lo sconto per le aziende che assumeranno un ex lavoratore Alitalia? "Quello che stabilisce già la legge: contributi al livello minimo previsto per gli apprendisti e integrazione salariale, per un periodo consistente, pari alla metà dell'indennità di mobilità. Ci affidiamo, e ne facciamo un punto d'onore, al "Programma Pari" che ha avuto esiti molto buoni: negli ultimi due anni sono stati reimpiegati 12 mila lavoratori su 20 mila. Per ciascun lavoratore sarà definito un piano per la ricollocazione compatibile con la sua professionalità. Chi non accetterà un posto equipollente perderà il sussidio, come prevede già la legge". Esclude che gli esuberi finiranno in qualche azienda pubblica? "Alla pubblica amministrazione si accede solo per concorso. Per il resto vale il mercato privato".

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In cassa sono rimasti solo 314 milioni dichiarata l'insolvenza della compagnia - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia In cassa sono rimasti solo 314 milioni dichiarata l'insolvenza della compagnia Berlusconi nomina Fantozzi commissario straordinario LUCIO CILLIS ROMA - Stato di insolvenza e richiesta di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. Il nuovo passo in avanti nella vicenda Alitalia è di quelli che possono segnare il cammino di tutta l'operazione di salvataggio. Un punto di non ritorno che mette all'angolo i sindacati e affida la compagnia alle mani del neo-commissario Augusto Fantozzi. Ieri il cda della compagnia ha formalizzato la fine dell'era Alitalia, i suoi 61 anni e mezzo di vita senza approvare i conti semestrali. E non poteva essere altrimenti, con un rosso record ormai virtuale ma che secondo indiscrezioni sarebbe stato prossimo ai 500 milioni di euro. Un quadro drammatico che impedisce la continuità aziendale e il prosieguo del cammino obbligando il cda ad interrompere le operazioni. Il consiglio di amministrazione guidato dal presidente Aristide Police, non ha dato il via libera ai conti della prima metà dell'anno chiudendo così l'ultima, dolorosa, fase nella storia di Alitalia e aprendo la strada alla nuova procedura di amministrazione straordinaria e al commissario, Augusto Fantozzi, nominato ieri sera dal premier Silvio Berlusconi. Fantozzi si è affacciato ieri pomeriggio alla sede romana della Magliana per una breve visita e lunedì prenderà in mano la cloche della compagnia. Ultimo atto del consiglio, la comunicazione relativa alla posizione finanziaria del gruppo aereo al 31 luglio scorso. L'indebitamento netto è salito ancora, fino al tetto del miliardo e 172 milioni di euro, con un incremento di 57 milioni rispetto al 30 giugno 2008. Nell'ultimo comunicato ufficiale, i vertici di Alitalia hanno anche precisato che i 300 milioni di prestito accordati nei mesi scorsi dal governo, "non sono inclusi nell'indebitamento finanziario in quanto, ricorrendone i presupposti, sono stati portati ad incremento del patrimonio netto". Resta pesante però la disponibilità e i crediti finanziari a breve del gruppo: al 31 luglio in cassa la compagnia di bandiera poteva contare su soltanto 314 milioni di euro, con una discesa di 61 milioni rispetto al mese precedente. Ora si attendono le prossime mosse di advisor, amministratori e politica. Il primo rendez vous è con i sindacati, lunedì, e con la nascita della Compagnia aerea italiana, che si trasformerà in società per azioni pronta ad inglobare la parte "buona" di Alitalia. Sul fronte delle alleanze internazionali che dovranno sostenere il volo della nuova compagnia, fonti vicine al dossier affermano che all'inizio della prossima settimana i top-manager di Intesa-Sanpaolo, punteranno dritto sulla Germania dove incontreranno i vertici di Lufthansa. Il dialogo con Air France-Klm è infatti partito nel migliore dei modi: i franco-olandesi hanno annunciato ufficialmente il proprio interesse per l'affare Alitalia e la volontà di aderire al progetto di rilancio. A "determinate condizioni" il numero uno della compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta potrebbe entrare con una quota di minoranza, in Alitalia 2. Ma dai tedeschi giungono segnali altrettanto positivi e la partita resta ancora tutta da giocare.

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"senza l'ok dei sindacati salta tutto" - marco marozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Senza l'ok dei sindacati salta tutto" Alitalia, le condizioni di Passera. La replica: parliamo del piano, non di esuberi Il salvataggio L'ad di Intesa non esclude nuovi partner. Botta e risposta a Rimini con Bersani MARCO MAROZZI DAL NOSTRO INVIATO RIMINI - L'eterno braccio di ferro su Alitalia è già ripartito. Con i sindacati critici sia verso la nuova proprietà che rispetto al governo. "Senza un accordo con i sindacati, il progetto di rilancio di Alitalia potrebbe essere a rischio" ha avvertito ieri Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. "Non abbiamo alcuna intenzione di accettare un confronto esclusivamente circoscritto alla gestione degli esuberi. Non faremo un accordo senza conoscere il piano industriale della nuova compagnia" hanno subito replicato i nove sindacati Alitalia. Con una nota congiunta, dato significativo nelle spezzettamento delle sigle sindacali all'interno della compagnia di bandiera. E Fabio Berti, presidente del sindacato piloti, prevede addirittura "il fallimento entro due anni con questo piano". Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, Sdl Trasporti, Anpac, Anpav, Avia e Unione piloti attaccano anche il governo che li ha convocati al ministero del Lavoro: "Servirebbe Palazzo Chigi per discutere del Piano Industriale" dicono. In questo gioco complicatissimo, il primo a misurare necessità, buoni auspici, avvertimenti è Corrado Passera. "L'accordo con i sindacati è necessario per il piano" ha detto a Rimini arrivando al Meeting di Cl per un dibattito sulla crisi economica mondiale con l'economista Usa Anne Krueger e il vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini. "Le prossime quattro-cinque settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no" ha previsto, gettando sul tavolo che "nei prossimi giorni ci potranno essere nuovi investitori" e che c'è "interessamento" anche da parte di banche straniere. E se un paio d'ore prima, allo stesso Meeting, Pierluigi Bersani, ministro-ombra del Pd, aveva parlato di imprenditori entrati nell'affare "con la pistola alla tempia" (auspicando, più tardi, una lotta "al fianco dei lavoratori, dei risparmiatori e delle piccole imprese danneggiate dal piano") il banchiere che dirige l'operazione è cordialmente netto: "Frase infelice ("Allora parliamo di moral suasion", replicherà Bersani). Sono persone libere, - dice Passera - consce dell'investimento che fanno. Hanno analizzato il progetto con grande attenzione e il fatto che si continuino ad aggiungere imprenditori che nulla debbono a nessuno, che nulla vogliono chiedere in cambio, ci rassicura". "Un progetto imprenditoriale molto serio - ha aggiunto - e mi auguro che sia un progetto di sistema". Con tanto di ringraziamento ad Air France per la lettera di apertura: "Ci conforta. Rappresenta una sorta di timbro di qualità del progetto. Abbiamo avuto molti incontri con possibili partner internazionali perché quest'azienda ha bisogno di altri alleati". Il collega Alessandro Profumo di Unicredit aveva parlato al Meeting di "rischio di servizi più scadenti e costi più alti". "Speriamo di no" dice Passera, negando ridimensionamenti e parlando di "un'azienda in futuro paragonabile in assoluto con l'attuale". E a chi parla di Alitalia-buona ai privati, Bad Company allo Stato, Passera risponde: "Era impossibile trovare dei capitali privati che investissero perchè, se c'è una parte risanabile ma anche un cumulo di conseguenze di errori del passato, non era pensabile trovare investitori privati per Alitalia".

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"come lobbista sarei un fallito il tar più potente di noi" - marco marozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Ovi, consigliere di Prodi: indaghino su quel che vogliono "Come lobbista sarei un fallito il Tar più potente di noi" MARCO MAROZZI ROMA - "Se sono un lobbista, sono un lobbista rovinato. Mi chiedono tre di quelle che vengono presentate come raccomandazioni. E io non riesco a portarne in porto nemmeno una. Richieste legittime. Risposte nulle. Niente male. Meno male che lobbista non sono". Alessandro Ovi fin dal primo momento l'ha presa a ridere e continua a ridere. Sta partendo per Los Angeles, dove lavora. Consigliere di amministrazione di una serie di società. Messo da Prodi? "Magari. No, olio di gomito mio. Tutto verificabile, se a qualcuno interessa". Reggiano-americano, 64 anni allegri, amico dell'ex premier da bambini, con lui all'Iri, poi consigliere di amministrazione di Telecom, Alitalia, Finmeccanica. Direttore della Technology Review Italy, rivista sull'innovazione pubblicata in tutto il mondo dal bostoniano MIT, è stato consigliere di Prodi a Bruxelles e Palazzo Chigi. "Uomo dell'innovazione e delle nuove tecnologie". Per i suoi rapporti col Professore Ovi è stato intercettato dai magistrati di Bolzano."Per me non occorrono autorizzazioni. Ma sinceramente avrei sperato in qualcosa di meglio. Non ci faccio una grande figura in quel che ha pubblicato Panorama. Bell'uomo di potere". E' stato intercettato nell'inchiesta sulla vendita di Italtel, gruppo Iri, lei nel Cda, ai tedeschi della Siemens. Inchiesta senza nomi, contro ignoti. Preoccupato? "No, proprio no. Nessuno mi ha avvisato di nulla. Ma questo non un problema. Ma possono indagare su tutto quel che vogliono. Su Prodi, su me. Non protesto, non polemizzo. Certo tutta la faccenda mi sembra strana. Sinceramente non capisco cosa c'entrino con un'inchiesta giudiziaria le intercettazioni pubblicate". Ci siete lei e Massimo Tononi, altro del gruppo Prodi, ex allievo, Nomisma, Iri, Goldman Sachs, sottosegretario di Padoa Schioppa ministro. "Grandi lobbisti. Io che cerco di dare consigli al consuocero di Prodi, Pier Maria Fornasari, su come muoversi per aiutare una struttura pubblica di medicina rigenerativa. Prodi ed io che cerchiamo di consigliare il nipote di Romano su come districarsi in una sua azienda che ha messo su con altri soci. Diecimila euro di capitale. Come privati cittadini. Tutto verificabile. Fin dalle telefonate". Ma nell'azienda voleva subentrare l'industriale farmaceutico Claudio Cavazza, amico di Prodi e che chiede a lei e Tononi come ottenere detrazioni fiscali nella sua fondazione. "Già. Noi gli diciamo che non è possibile. Lui ricorre al Tar e ottiene quel che noi, con tutto il nostro potere non gli abbiamo saputo dare. Grandi lobbisti". Ride e se ne va, Ovi. "Sono contento che il presidente della Regione Emilia-Romagna abbia fatto una bella dichiarazione di elogio di Fornasari e del suo operato. E' un medico, certo conosce il mondo, ma non credo immagini cosa è diventata la politica in Italia".

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Alemanno a colaninno "non declassi fiumicino" - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Roma L'incontro Alemanno a Colaninno "Non declassi Fiumicino" PAOLO G. BRERA Con un incontro di un'ora in Campidoglio - "informale" e riservatissimo - tra il sindaco Gianni Alemanno e il presidente designato di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, ieri mattina sono iniziate ufficialmente le grande manovre politiche sul destino dell'aeroporto Leonardo da Vinci e dei dipendenti romani dell'Alitalia, messo in dubbio da un piano che riduce fortemente il traffico aereo e preannuncia tagli pesantissimi nel personale. "Nel corso del colloquio - afferma una nota capitolina - il presidente ha garantito al sindaco un costante e corretto confronto tra la nuova società e tutti gli enti locali. Il confronto partirà non appena il commissario Augusto Fantozzi avrà valutato l'offerta della newco presentata da Colaninno". Quanto al sindaco, "ha ovviamente sottolineato tutto l'interesse del Comune e degli altri enti territoriali per garantire lo sviluppo e il ruolo internazionale dell'hub di Fiumicino". Per ora, tuttavia, l'aria resta assai pesante: "Comincio a sentire odore di Alimalpensa... Insieme alla Provincia, e credo anche al Comune - dice il presidente della Regione, Piero Marrazzo - tuteleremo i lavoratori al fianco dei sindacati. Gli esuberi, dai tremila dell'accordo con Air France sono diventati seimila, e la compagnia diventerà regionale. Diminuiscono i lavoratori e viene ridotta la flotta: in questo modo si colpisce l'aeroporto di Roma capitale. Questo non possiamo permetterlo". "Su Alitalia - affonda l'assessore regionale al Bilancio, Luigi Nieri - il governo ha scelto la peggiore soluzione possibile. Diecimila lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro e la nostra regione rischia la chiusura dell'hub internazionale. Una vera e propria sciagura".

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Lombardo fa rotta verso miccichè - emanuele lauria (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Palermo Il retroscena Lombardo fa rotta verso Miccichè EMANUELE LAURIA Il primo passo dentro la nuova Alitalia che parla siciliano Raffaele Lombardo lo compirà nei prossimi giorni. Quando incontrerà Gaetano Micciché, capo della divisione corporate di Intesa, e alcuni fra gli imprenditori chiamati a rilanciare la compagnia di bandiera. SEGUE A PAGINA II.

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Tagli e investimenti negli scali siciliani lombardo cerca la sponda di micciché - emanuele lauria (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Palermo Il governatore conta sull'alleanza con il sottosegretario: il fratello Gaetano è tra i registi della cordata Tagli e investimenti negli scali siciliani Lombardo cerca la sponda di Micciché Sul presidente grava la pressione degli enti locali preoccupati dallo snellimento "Puntare su Catania era un fatto naturale, ha più passeggeri di Palermo" EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) Ci sarà anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianfranco Micciché (fratello di Gaetano), che con Lombardo in questo periodo ha contatti frequentissimi. Il governatore ha assistito da spettatore, sinora, alle grandi manovre che porteranno alla costituzione della compagnia aerea italiana, e anche ieri ha confermato il suo desiderio di non fare alcun commento ufficiale. Ma già dalla prossima settimana, al ritorno da un week-end di vacanza in Sardegna, il presidente della Regione si attiverà per capire meglio quali potranno essere gli effetti del piano sull'economia siciliana, sui flussi turistici come sull'occupazione. In ballo ci sono i collegamenti gestiti da Alitalia, già in netta diminuzione negli ultimi anni: solo tre oggi (Roma Fiumicino, Milano-Linate e Milano-Malpensa) le destinazioni da Palermo, una in più da Catania (c'è Brindisi). E in gioco c'è anche il futuro del personale Alitalia (quasi 350 dipendenti nei due scali) e, di riflesso, quello che garantisce i servizi aeroportuali: 430 al Falcone-Borsellino (fra Gesap e Gh Palermo) e ben 700 a Fontanarossa, fra Sac e Sac service. Certo, si è rallegrato, Lombardo, per l'inclusione dell'aeroporto etneo fra i sei scali ritenuti strategici dal piano: palese indicazione della volontà di potenziare l'infrastruttura catanese, cara al leader dell'Mpa per ragioni geografiche ed elettorali. Ma il capo della giunta viene ora invitato dall'opposizione, con toni aspri, a difendere Punta Raisi da un possibile ridimensionamento. A non cedere alle logiche di campanile. E Lombardo ha registrato ieri anche la costituzione di un fronte istituzionale palermitano: sindaco e presidente della Provincia chiedono "chiarimenti" sulle strategie per il Falcone-Borsellino direttamente al governo nazionale e ai vertici Alitalia. Altra mossa che mette discreta pressione sul presidente della Regione. In questo clima, Lombardo può contare su un alleato prezioso come Gianfranco Micciché, che gli sta facendo da sponda nella manovra di dimagrimento degli enti e della burocrazia regionale. E che possiede le chiavi giuste, per ragioni familiari prima ancora che di governo, per dare un'occhiata nella cabina di pilotaggio della nuova Alitalia. L'altro ieri Micciché si è incontrato e ha parlato a lungo con il fratello Gaetano, regista con l'ad di Intesa Passera dell'operazione salvataggio della compagnia. Si rivedranno, insieme, con il governatore. Intanto, il sottosegretario non si scandalizza per la decisione, contenuta nel piano, di puntare su Fontanarossa: "Una scelta naturale, perché lo scalo catanese ha un movimento passeggeri più robusto di quello di Palermo - dice Micciché - Se devi sottoporre un piano industriale a grandi investitori non puoi che parlare di cifre. Sai che gliene importa a Benetton delle nostre ragioni geopolitiche. Ma ciò non significa che Punta Raisi sarà penalizzato. Anzi. Sono certo che la presenza di molti siciliani nella cordata della nuova Alitalia sia una garanzia di tutela per gli interessi dell'Isola". Fra i grandi azionisti della newco ci sono Salvatore Ligresti (il costruttore originario di Paternò) e il patron dell'Acqua Marcia Francesco Bellavista Caltagirone (figlio di un bagherese). Oltre a Salvatore Mancuso, ex presidente del Banco di Sicilia nato a Sant'Agata di Militello, grande amico dei Micciché. E anche il capocordata, Roberto Colaninno, ha un legame con l'Isola, attraverso la finanziaria Immsi che possiede i cantieri Rodriquez a Messina. La nuova compagnia aerea, insomma, sarà guidata da un'alleanza di imprenditori con consolidati interessi nell'Isola: è nel loro seno che il governatore autonomista dovrà trovare conforto.

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Sos all'alitalia per punta raisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Palermo Provincia e Comune in campo per difendere lo scalo "Falcone Borsellino" escluso dal piano strategico della compagnia Sos all'Alitalia per Punta Raisi E il governo Berlusconi "scippa" i soldi destinati alle case popolari Sos all'Alitalia da Provincia e Comune di Palermo. Dopo l'ufficializzazione del piano di rilancio della nuova compagna di bandiera, che prevede investimenti sullo scalo di Catania e non sul Falcone e Borsellino, il sindaco Diego Cammarata e il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, chiedono "immediati chiarimenti" alla cordata d'imprenditori che ha rilevato l'Alitalia. Mentre il Partito democratico punta il dito sul governatore Raffaele Lombardo, che avrebbe favorito la scelta su Catania. E intanto la Sicilia perde anche i fondi per le case popolari, sottratti dal governo Berlusconi. FRASCHILLA E LORELLO ALLE PAGINE II E II.

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Punta raisi, appello all'alitalia - antonio fraschilla (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Palermo Punta Raisi, appello all'Alitalia Comune e Provincia: "Frenato lo sviluppo, garanzie dalla proprietà" Il Pd accusa "Scelte dettate da interessi politici" Ricapitalizzata la Gesap ANTONIO FRASCHILLA Sos all'Alitalia da Provincia e Comune di Palermo. All'indomani dell'ufficializzazione del piano di rilancio della nuova compagna di bandiera, che prevede investimenti sull'aeroporto di Catania e non sul Falcone e Borsellino, il sindaco Diego Cammarata e il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, chiedono "immediati chiarimenti" ai proprietari dell'Alitalia, la cordata d'imprenditori guidata da Roberto Colaninno che, con un investimento da un miliardo di euro, ha rilevato la vecchia compagnia sull'orlo del fallimento. Mentre il Partito democratico punta il dito sul governatore Raffaele Lombardo, che avrebbe favorito la scelta su Catania, il feudo elettorale costruito da presidente della Provincia. Proprio ieri Comune e Provincia di Palermo hanno investito 2,3 milioni di euro per ricapitalizzare la Gesap, la società che gestisce l'aeroporto di Punta Raisi. Un investimento che arriva poche ore dopo la presentazione del piano di rilancio dell'Alitalia, che ha scelto come base operativa in Sicilia lo scalo etneo: in sintesi non investirà su nuove tratte a Palermo e si annunciano trasferimenti di personale della compagnia da Punta Raisi a Fontanarossa. Da qui la levata di scudi da parte di Comune e Provincia: "Proporrò all'attenzione del governo nazionale e di Alitalia - dice il sindaco Diego Cammarata - la realtà e le potenzialità dell'aeroporto Falcone e Borsellino, che ha fatto registrare, in pochi anni, un consistente sviluppo del flusso passeggeri e un miglioramento dei servizi offerti. Ho grande fiducia nelle prospettive di sviluppo del nostro scalo aeroportuale, al quale deve essere dato un ruolo adeguato nel progetto di riordino di Alitalia". L'assessore comunale al Turismo Raoul Russo definisce la compagnia italiana "essenziale per lo sviluppo turistico della città". Oggi l'Alitalia gestisce solo tre tratte da Palermo, per Roma e Milano (Linate e Malpensa) con 1,3 milioni di clienti. Mentre sono 180 i dipendenti, tra hostess di terra, addetti ai bagagli e alla manutenzione dei mezzi. A Catania le tratte sono quattro e i clienti 1,4 milioni, mentre i dipendenti arrivano a quota 163. "Occorre riaffermare la centralità dello scalo aeroportuale di Punta Raisi che, per la qualità dei servizi offerti, per numero dei passeggeri e per posizione geografica, deve poter mantenere un livello qualitativo dei servizi sempre più alto - dice il presidente della Provincia, Giovanni Avanti - Chiederò chiarimenti ai vertici della nuova Alitalia in merito alla decisione di escludere l'aeroporto di Palermo dai sei scali base, perché credo che decisioni così importanti per lo sviluppo e la crescita di un territorio meritino adeguate spiegazioni". Sul piede di guerra anche il Pd. "L'esclusione dell'aeroporto di Palermo dagli scali punto di riferimento della nuova Alitalia è un chiaro segnale dello spostamento del baricentro degli interessi della politica siciliana su Catania - dice il deputato regionale Davide Faraone - A Lombardo va ricordato che adesso è presidente di tutta la Regione e non più della sola provincia etnea". Per Faraone "le rassicurazioni dell'amministratore delegato della Gesap, Giacomo Terranova, in merito al rilevamento degli slot Alitalia da parte di altre compagnie non sono convincenti, perché Alitalia rispetto ad altri vettori ha dato garanzie di efficienza e affidabilità nella gestione dei servizi". Sul caso Punta Raisi interviene anche il deputato nazionale del Pd Tonino Russo: "Il depotenziamento del Falcone e Borsellino rischia di colpire non solo i passeggeri ma anche i lavoratori - dice Russo - Occorre evitare di mettere in discussione anche un solo posto di lavoro in una realtà dove già di disoccupati ce ne sono abbastanza".

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Aeroporti, milano chiama il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Milano Il sindaco e Penati chiedono la convocazione urgente del tavolo. Il Pd: scelte che danneggiano cittadini e imprese Aeroporti, Milano chiama il governo Moratti: "Per l'Expo mancano 2,5 miliardi di finanziamenti" Un tavolo urgente con il governo per discutere del futuro di Malpensa e Linate. Il primo a chiederlo è stato il presidente della Provincia Filippo Penati, il più deciso a schierarsi in difesa degli scali lombardi. Con il Pd che critica le scelte dell'esecutivo di Berlusconi "che danneggiano le imprese e i cittadini". Ma ieri anche Letizia Moratti ha ribadito la necessità di un confronto con Roma. Al più presto. Quello legato ad Alitalia, però, è soltanto uno dei capitoli che attendono il sindaco alla ripresa delle attività. A cominciare dai finanziamenti per le opere pubbliche connesse a Expo: "Degli 11 miliardi necessari ne mancano ancora 2 e mezzo". Soldi che, per il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto Castelli, dovrebbero arrivare dai privati. Infine il risiko Expo, vicino a una soluzione. Per il sindaco non è in discussione il ruolo di Paolo Glisenti alla guida della società di gestione, che potrebbe avere un cda allargato. GALLIONE E ROSSI ALLE PAGINE II E III.

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Risiko expo e caso aeroporti l'autunno difficile della moratti - alessia gallione (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Milano L'appello Risiko Expo e caso aeroporti l'autunno difficile della Moratti Il sindaco a Berlusconi: "Subito il tavolo Milano" Per le grandi opere in vista dell'Esposizione universale ancora da trovare 2 miliardi e mezzo. Il Pd: così si fanno danni a cittadini e imprese Penati: prima di tutto ci deve essere l'impegno a non ridimensionare il nostro city airport ALESSIA GALLIONE Il futuro di Malpensa e Linate: "Chiederò una convocazione urgente del tavolo Milano". Le infrastrutture: "Ho incontrato il sottosegretario Castelli: mancano 2 miliardi e mezzo rispetto agli 11 di investimenti per le opere connesse a Expo". E, infine, il decreto che dovrà definire le leve di comando dell'Esposizione del 2015: "Arriverà entro la prossima settimana", ha assicurato il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Anche il sindaco confida che si possa trovare presto una soluzione. Che assicuri, tra l'altro, il ruolo di amministratore delegato della società di gestione al suo fedelissimo Paolo Glisenti: "Su Glisenti non c'è da discutere", taglia corto. Ma che allo stesso tempo veda la nascita di un consiglio di amministrazione allargato. Letizia Moratti visita le sale di Palazzo Reale appena restaurate: è il suo primo impegno pubblico al rientro dalle vacanze. Ma ad attenderla a Palazzo Marino ci sono le questioni aperte di un autunno difficile. A cominciare dall'incognita più grande: Alitalia. Con il presidente della Provincia Filippo Penati che si schiera deciso in difesa di Milano e dei suoi scali. E il Pd che critica il governo per scelte "che danneggeranno i cittadini, le imprese e il sistema lombardo". Un tavolo a Milano con il governo per discutere di Sea: ieri anche Letizia Moratti lo ha chiesto. Annunciando una lettera da spedire - anche a nome delle altre istituzioni - al presidente del Consiglio. Per il sindaco si può discutere di un ridimensionamento di Linate, ma soltanto "nell'ambito di un potenziamento del sistema aeroportuale lombardo". Per il centrosinistra la sua "difesa" non basta: "La sua subalternità nei confronti del governo rischia di mettere in discussione gli interessi dei milanesi che usciranno penalizzati" critica il capogruppo del Pd in Consiglio, Pierfrancesco Majorino. Il presidente della Regione, Roberto Formigoni, attende una decisione sul tavolo Milano: "Se il presidente del Consiglio lo convocasse, ci saremmo". Chi chiede un incontro con Roma da giorni, invece, è Penati. Che ieri è tornato all'attacco. Con un messaggio anche per Palazzo Marino e Pirellone: "Chiediamo di convenire sull'ordine del giorno della discussione del Tavolo - dice Penati - che deve avere al primo punto il futuro di Malpensa e gli impegni del governo per la liberalizzazione dei diritti di volo. Come atto preliminare serve l'impegno a non ridimensionare Linate. Mi auguro che nel confronto con il governo prosegua l'impegno comune così come fu nei confronti dell'esecutivo Prodi". Strettamente legato alla vicenda aeroporti è il dossier opere pubbliche. E la metropolitana 4, che dovrebbe collegare uno scalo dal futuro incerto, è soltanto uno dei capitoli. è la stessa Moratti a confermarlo: "Le opere connesse ad Expo valgono attorno agli 11 miliardi. Ne mancano 2 e mezzo, il resto c'è già. Con Castelli abbiamo esaminato la situazione opera per opera: nei prossimi giorni prepareremo un riassunto per il sottosegretario che si farà carico di parlare con il ministro dell'Economia e la presidenza del Consiglio per capire come procedere". Ovvero, dove trovare i fondi che mancano. Vicino a una soluzione, invece, il risiko Expo. Anche di questo tema il sindaco ha discusso con Castelli e Calderoli. Moratti conferma che il ruolo di Glisenti come amministratore delegato della Soge, la società che gestirà soldi e cantieri da qui al 2015, non è in discussione. Ma per ottenerlo è disposta ad accettare un cda allargato da 3 a 5 membri: "Il progetto - dice - deve tenere insieme i diversi livelli: governo centrale, governi locali, istituzioni pubbliche e private. è normale che ci siano delle difficoltà iniziali perché è un piano innovativo".

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Linate e malpensa al bivio solo uno dei due si salverà - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

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Pagina III - Milano Un patto Alitalia-Air France svuoterebbe lo scalo varesino, con Lufthansa il Forlanini ko Linate e Malpensa al bivio solo uno dei due si salverà A Milano la cordata tricolore si ritroverebbe un concorrente potentissimo L'obiettivo di Sea è fare del suo fiore all'occhiello il quarto hub per i tedeschi ETTORE LIVINI (segue dalla prima di Milano) Un déjà vu dell'era Prodi che lascia il fronte del Nord ? malgrado l'affinità ideologica con l'esecutivo ? con un pugno di mosche in mano. E con la prospettiva non proprio brillante di dover scegliere se sacrificare Linate o Malpensa. [Le certezze ] Le uniche certezze al momento non arrivano dalla politica ma dall'industria. La Sea, dopo l'addio di Alitalia, ha firmato un'intesa con Lufthansa, il piano Scala. L'accordo prevede che dal 2009 la compagnia tedesca posizioni sei aerei a Malpensa. Ma alcuni gruppi di studio stanno lavorando per un obiettivo più ambizioso: trasformare lo scalo bustocco, dal 2013, nel quarto hub di Francoforte, base di un network intercontinentale con diverse destinazioni alimentato dai voli locali di Air Dolomiti. L'altra buona notizia sono i dati di traffico. La voragine aperta da Alitalia (-82% il traffico sui voli della compagnia a Malpensa) è già stata riempita per un terzo grazie al boom (+34%) del traffico degli altri vettori. [I piani di Cai ] La cordata italiana destinata a rilevare Alitalia sta trattando in questi giorni un'alleanza internazionale con Lufthansa o Air France. Il piano Fenice, al riguardo, è chiaro. Se la scelta cadrà sui tedeschi, Malpensa sarà l'aeroporto principale (ma non l'hub) della compagnia tricolore con dieci destinazioni intercontinentali destinate a diventare 13 nel 2013. La Magliana però chiederebbe di "sfrattare" i voli low cost da Busto e di ridurre Linate a base per la sola navetta Milano-Roma da gestire con più aerolinee. Se il partner sarà Parigi, Linate potrebbe operare ai livelli più o meno attuali, ma Malpensa resterebbe un deserto, con solo tre voli intercontinentali. [La politica ] Né Letizia Moratti, né Roberto Formigoni, né la Lega hanno potuto opporsi alla cordata italiana fortissimamente voluta da Silvio Berlusconi. Su questo fronte non si può tornare indietro. L'unica strada è provare a limitare i danni e salvare Malpensa sganciandola da Alitalia. Via Bellerio, nei giorni scorsi, ha provato a mettersi di traverso. Ma i nodi politici sul tavolo, tra cui il federalismo fiscale, hanno convinto il Carroccio a evitare rotture. In cambio di cosa? Per ora di una serie di impegni verbali. Che il tavolo per Milano dovrebbe trasformare in accordi vincolanti che consentano alla Sea di finalizzare le sue intese con Lufthansa, l'unica vera carta in mano in questo momento. I punti sono tre: una rinegoziazione degli accordi bilaterali che aprano la possibilità di istituire le nuove rotte intercontinentali da Milano; l'allungamento della convenzione di gestione con l'Enac (scade nel 2041); la concessione di alcune aree demaniali adiacenti alla Malpensa appena dismesse dalla Difesa. [I problemi ] Se Lufthansa sposerà Alitalia (ma cosa farà in tal caso Fiumicino?) la strada dovrebbe essere in discesa. E anche la causa da 1,25 miliardi della Sea contro la Magliana per l'addio alla Malpensa potrebbe finire in naftalina. Un successo di Air France aprirebbe invece diverse incognite. Parigi si era già messa di traverso al rinnovo degli accordi bilaterali. E il vettore tedesco a Milano, a quel punto, diventerebbe un problema anche per la cordata tricolore, che si ritroverebbe un concorrente con le spalle larghe posizionato proprio dove c'è il mercato più ricco del paese. La Lega e Moratti riusciranno a vincere queste resistenze?.

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La rotta per roma fa gola ai low cost (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

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Pagina III - Bologna La rotta per Roma fa gola ai low cost Le principali compagnie aeree italiane di stanza al Marconi affilano le unghie per aggiudicarsi la tratta Bologna-Roma, che sarebbe lasciata scoperta dal piano per la nuova Alitalia. In pole position ci sono Meridiana e AirOne, a anche Myair e Ryanair, che recentemente ha potenziato la presenza in città, non restano a guardare. Intanto scoppia la polemica politica attorno all'esclusione di Bologna dai "nodi" principali della nuova compagnia di bandiera. CAPELLI A PAGINA IV.

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Il trasloco del comune nella nuova sede i dipendenti protestano dite la vostra (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bologna Il trasloco del Comune nella nuova sede i dipendenti protestano dite la vostra L'Alitalia cancella Bologna largo al low cost che ne pensate?.

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Le compagnie low cost si candidano: pronte a sostituire i voli alitalia per roma - eleonora capelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

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Pagina VI - Bologna Le compagnie low cost si candidano: pronte a sostituire i voli Alitalia per Roma "Bacino strategico". Ma vogliono aiuti dal Marconi "In questo piano conta il peso della Lega nel governo - dice Donata Lenzi, Pd - sentiranno le nostre ragioni" "Bologna è l'ombelico dei trasporti d'Europa - dice Giuliano Cazzola, Pdl - una sciocchezza tagliarla fuori ora" ELEONORA CAPELLI Mentre le principali compagnie aeree italiane di stanza al Marconi affilano le unghie per aggiudicarsi la tratta Bologna-Roma, che sarebbe lasciata scoperta dal piano per la nuova Alitalia scoppia la polemica politica attorno all'esclusione di Bologna dai "nodi" principali della nuova compagnia di bandiera. Nell'amarezza di chi, come Gian Luca Galletti, Udc, constata che "questa è solo l'ennesima dimostrazione che la città resta sempre in serie B, nel silenzio assordante delle istituzioni e del Pdl", e nella delusione di Donata Lenzi, Pd, che vede "prima di tutto logiche politiche e non strategiche dietro la scelta della città da cui deve ripartire Alitalia". Sta di fatto che i quasi 200 mila passeggeri che nel 2007 hanno volato sulla tratta Bologna - Roma rimarrebbero "a piedi" se la nuova compagnia di bandiera rinata dalle ceneri del crac dovesse eliminare lo scalo emiliano. Viaggiatori che rappresentano un "bacino di utenza molto interessante" per le altre compagnie che dicono di "non essere mai riuscite a inserirsi in questa tratta, storicamente presidiata da Alitalia". In pole position ci sono Meridiana, che collega Bologna con Palermo, Cagliari e Olbia e AirOne, che nel 2007 ha trasportato da Bologna 307 mila passeggeri e nei primi sei mesi del 2008 ha registrato un +2% con 144.000 viaggiatori diretti ad Alghero, Bari, Lamezia Terme, Napoli. Bologna è per queste compagnie un punto "strategico, importante, in evoluzione" della loro rete di collegamenti. Ma anche Myair non resta a guardare. "Myair è interessata a tutti i mercati potenzialmente in grado di attirare un grande bacino di traffico - dice Lorenzo Lorenti direttore commerciale della compagnia - auspico che l'aeroporto che ha il dovere di partecipare al rischio imprenditoriale ci venga incontro privilegiano le compagnie italiane a quelle straniere". Il riferimento è al recente accordo con Ryan Air, leader del low cost, che da ottobre collegherà importanti destinazioni europee. Ma tra i parlamentari eletti dal centro destra bolognese, c'è chi non si rassegna a quello che viene definito un "epilogo scellerato". "Bologna è destinata a diventare l'ombelico dei trasporti in Europa, sarebbe una sciocchezza tagliarla fuori adesso - dice Giuliano Cazzola, Pdl, in prima fila nella gestione del caso Alitalia - quella per Roma è una tratta redditizia, tagliarla non sarebbe certo un modo per uscire dalla crisi". Anche Fabio Garagnani conta che l'azione di pressing politico possa ancora salvare la "portata simbolica importantissima" della presenza di Alitalia. "Cercheremo di agire come parlamentari bolognesi con gli strumenti che abbiamo - dice Garagnani - la presenza di Alitalia a Bologna è essenziale". Polemica Donata Lenzi, Pd, che dice: "In questo piano dovrebbe contare la centralità della città, non il peso della Lega all'interno del Governo. Noi cercheremo di far valere le nostre ragioni". Sconsolato Giacomo Venturi, vice presidente della Provincia: "Abbiamo lavorato per mettere in piedi tante infrastrutture di collegamento all'Aeroporto, per Alitalia sarebbe stato il momento di interloquire con quelle, non di andarsene".

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"rischi concreti per stagionali e precari" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Bologna Il sindacato Le conseguenze sull'occupazione si faranno sentire soprattutto sull'azienda che si occupa dell'handling "Rischi concreti per stagionali e precari" "Quel volo consente, via Fiumicino, i collegamenti internazionali" "I primi a risentire le conseguenze dell'addio di Alitalia saranno i lavoratori stagionali o a tempo determinato della Bas, l'azienda che si occupa di handling per la compagnia di bandiera. Porteremo anche questo problema sul tavolo concordato con l'azienda per la prima settimana di settembre dove avremmo dovuto parlare di rinnovo integrativo aziendale". L'addio della nuova Alitalia allo scalo bolognese rappresenta, secondo Maurizio Lunghi della Cgil trasporti, una situazione "tutto sommato gestibile", perché ormai, dal punto di vista dei lavoratori, lo smantellamento degli uffici era cominciato da tempo. "A noi risulta la presenza di circa dieci impiegati negli uffici Alitalia, tra i quali alcuni erano in vista del pensionamento ed altri erano pendolari da Milano - spiega Lunghi - certo i tempi sono molto cambiati da quando la compagnia di bandiera gestiva da Bologna il traffico postale, con una ventina di voli serali e notturni. Sono passati solo pochi anni, ma sembra un altro mondo. Ormai chi ci rimette di più sono i lavoratori delle aziende che appaltano servizi come lo smistamento e la gestione dei bagagli, ogni crisi si ripercuote in primis su di loro, in questi casi parliamo di alcune decine di persone". Ma per gli addetti ai lavori, il volo Bologna-Roma non era una semplice tratta da mettere sullo stesso piano dello sviluppo dell'alta velocità, ad esempio. Il volo che rischia di saltare se il "piano Fenice" per il recupero della compagnia viene approvato era una specie di "porta sul mondo" dei voli intercontinentali, e questo ne spiega in gran parte anche il successo, che lo ha portato ad essere la terza meta italiana più richiesta. "Quel volo consente prima di tutto il collegamento con un grande hub come quello di Roma Fiumicino che dà accesso a tanti voli intercontinentali - spiega Lunghi - chi deve andare in centro a Roma anche oggi, prima dell'introduzione della linea ad Alta Velocità, sceglie il treno". I tempi sono cambiati, anche il presidente della Camera di Commercio, Bruno Filetti, ha indicato nell'arrivo di Ryan Air la chiave di volta per il futuro sviluppo della società. Ma i sindacati non sono altrettanto ottimisti sul passaggio al low cost. (e.c.).

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Stagionali a palese "che fine faremo?" - ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bari Le reazioni Stagionali a Palese "Che fine faremo?" ILARIA FICARELLA Sale la tensione anche negli aeroporti di Puglia in attesa che sia chiarito il piano industriale della nuova società che dovrà guidare l'Alitalia. A temere sono i lavoratori stagionali della compagnia di bandiera i primi nella lista degli eventuali esuberi che saranno dichiarati. SEGUE A PAGINA III.

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La puglia perde il pendolino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bari In due mesi le Ferrovie cancelleranno gli Eurostar per Milano e Roma. Su Alitalia monta la polemica La Puglia perde il Pendolino Treni: tagli a Bari, Taranto e Lecce. Aerei: Emiliano accusa Fitto Via i pendolini dalle stazioni pugliesi. Con l'entrata in vigore dell'orario invernale non partiranno più da Bari i quattro Eurostar che in meno di cinque ore arrivavano a Roma e i tre che in otto ore arrivano a Milano. Da Lecce non ci saranno più i due Etr per Milano e i tre per Roma. Tagliati anche i treni da Roma e Milano per Bari, Lecce e Taranto. Dal 9 settembre salterà poi il Taranto-Milano delle 5,34. Intanto si accendono le polemiche sul caso Alitalia: la nuova compagnia, infatti, ha intenzione di diminuire drasticamente i voli. "Decisione vergognosa, ci hanno fregato", protesta Confindustria. "Tutta colpa del ministro Fitto" attacca il sindaco Emiliano. SERVIZI ALLE PAGINE II E III.

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Aerei, l'ira di emiliano "fitto ci sta distruggendo" - giuliano foschini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Bari Aerei, l'ira di Emiliano "Fitto ci sta distruggendo" Il sindaco contro il ministro. Divella: vergogna De Bartolomeo "Ci hanno fregato chi sta al governo non può fare finta di non vedere" GIULIANO FOSCHINI La scelta di tagliare fuori l'aeroporto di Bari dalla ristrutturazione di Alitalia è "un'ulteriore conferma della volontà di questo governo di isolare Bari. Una volontà che è tutta del ministro Raffaele Fitto nel nome di quella logica terribile, ricattatoria, che ha già inchiodato Bari per dieci anni". Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario regionale del Partito democratico, attacca a testa bassa il governo nazionale. "Paghiamo l'ottica nordista del governo Berlusconi ma soprattutto il modo di fare del ministro Fitto, uno che preferisce che il bambino muoia piuttosto che sia salvato dall'altro schieramento politico. Ma abbiamo il dovere di ribellarci a questa logica, a questo modo di fare politica che tende a bloccare tutto perché poi i singoli siano costretti ad andare con il cappello in mano dalla politica. La bandiera però qui non c'entra. Stiamo discutendo del futuro di una città e di un'area metropolitana: da anni parliamo di internazionalizzazione, stiamo provando a costruirci una credibilità in Europa, abbiamo aperto ponti per il turismo e i rapporti commerciali, non possiamo permettere che ci chiudano i collegamenti con il mondo. Spero che i parlamentari baresi del centrodestra dicano qualcosa perché non siano succubi di questo modo di pensare. Purtroppo ho però i miei dubbi che possa succedere". Sulla stessa linea di Emiliano c'è anche il presidente della provincia di Bari, Vincenzo Divella. "è scandalosa - dice - la decisione di new Alitalia di tagliare dal proprio circuito base gli scali aeroportuali pugliesi. è lampante la scelta politica di aver voluto salvare, per esempio, l'aeroporto di Malpensa a discapito della Puglia. Il presidente Berlusconi ha preferito di gran lunga fare un favore a Umberto Bossi piuttosto che a Raffaele Fitto perché ai suoi occhi, evidentemente, hanno due pesi specifici differenti". Divella parla di una politica "oscurantista del governo nazionale nei confronti del Sud. A mio avviso - continua - siamo di fronte solo alla prima di una serie di manovre che ci penalizzeranno e che manderanno in fumo tutti gli sforzi fatti sul territorio pugliese in questi ultimi anni". "è il momento che tutti i rappresentanti istituzionali della Puglia, di qualsiasi schieramento politico, alzino gli scudi contro una politica di Governo antimeridionalista e antipugliese". Dura anche la posizione di Confindustria. "Ci hanno dato una grande fregatura, questo è l'unico termine da utilizzare" sostiene il presidente regionale, Nicola De Bartolomeo. "L'operazione fatta sull'Alitalia ha due aspetti. Una puramente industriale e per i privati è davvero un grande affare. E' stato offerto agli industriali il meglio di un'azienda, azzerato la concorrenza e dato la possibilità di tagliare le perdite. In sostanza si lascia tutto il marcio: se si guardano i numeri dell'operazione, c'è davvero da scandalizzarsi. E' chiaro quindi che non si è trattato di un'operazione industriale ma puramente politica. E il problema è qui. Questa decisione nell'ottica territoriale produrrà dei danni gravissimi, forse irreversibili, ai cittadini e ai suoi imprenditori". Sul caso dell'aeroporto di Bari il presidente regionale di Confindustria ricorda "i miracoli fatti in questi cinque anni, con il traffico aereo raddoppiato e ora questa decisione non dà davvero merito, è suicida oltre che profondamente ingiusta. Ci sono persone, politici - continua - che hanno delle responsabilità nei confronti di questa terra, dei pugliesi. Non possono assistere a una maniera sbagliata di gestire le cose, non possono consentire che una coperta corta venga tirata soltanto da una parte del letto. Quando è successo il caso Malpensa, stava per venire giù la rivoluzione. Qui si lascia una regione a terra e chi è al governo fa finta di niente".

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Sindacati in allarme: "posti a rischio" - (segue dalla prima pagina) ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Bari Situazione più critica a Brindisi dove ci sono numerosi lavoratori stagionali. Paura anche a Palese Sindacati in allarme: "Posti a rischio" "Il ruolo di Malpensa non sarà secondario rispetto al riassetto nel Sud" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ILARIA FICARELLA Ma a questi si aggiungono anche gli stessi dipendenti della società che gestisce gli scali aeroportuali pugliesi, la Ap (Aeroporti di Puglia). Il timore è che un ridimensionamento dei voli Alitalia da e per Bari e Brindisi, di fatto il numero più corposo di collegamenti attivati, possa essere determinante anche nelle scelte della società nella definizione dei propri organici. Al momento, Alitalia ha in Puglia 163 dipendenti. Cento sono concentrati nell'aerostazione "Karol Wojityla" di Bari; 63 sono invece quelli operativi a "Casale Papola" di Brindisi. La metà dei lavoratori brindisini ha contratti stagionali. "E questo ? dice Riccardo Zotti, della federazione trasporti della Cgil ? induce a pensare che nella definizione degli esuberi che la nuova Alitalia dovrà effettuare da qui a qualche giorno proprio gli stagionali saranno i primi a essere messi in lista". Certezze però per il momento non ce ne sono. "Nessuno sa dire come evolverà la situazione", conferma Zotti. E proprio questo fattore sta mettendo in allarme un po' tutti i lavoratori del comparto. Anche gli stessi dipendenti della Aeroporti di Puglia sono in attesa i conferme o smentite all'ipotesi che il nuovo piano industriale dell'Alitalia comporti delle modifiche sostanziali anche al numero di collegamenti operativi dagli scali pugliesi. Attualmente dalla Puglia partono 38 voli Alitalia. Sono 25 quelli da e per Bari: si tratta di sei voli per Roma, cinque per Milano Linate, due per Milano Malpensa; a Bari fanno invece scalo sei voli da Roma, quattro da Milano Linate e due da Malpensa. In totale 13 sono invece i voli da e per Brindisi: due per Milano Linate e quattro per Roma; due in arrivo da Linate e cinque da Roma. L'incognita più grande resta ancora legata al ruolo che avrà l'aeroporto di Malpensa nella rinnovata geografia della compagnia di bandiera. Spiega il rappresentante della Cgil: "Com'è già stato per il piano presentato da Air France ? resta determinante anche in questo caso capire se Malpensa continuerà a essere considerato un hub di Alitalia e l'eventuale decisione non sarà secondaria rispetto al riassetto generale anche nel Mezzogiorno". Resta il fatto che i voli Alitalia rappresentano al momento per gli scali aeroportuali pugliesi la parte più corposa dei collegamenti. Svincolati da ogni incentivazione, utilizzata invece dalla Aeroporti di Puglia con fondi regionali per attivare nuovi voli (e incamerati in buona parte dalla compagnia MyAir), i voli Alitalia potrebbero essere cancellati senza che ne consegua penalità per la compagnia. E i dipendenti della società che gestisce gli scali pugliesi temono un ridimensionamento degli organici. Negli ultimi mesi, infatti, sono stati avviati una serie di contratti a tempo determinato proprio a servizio dei voli di Alitalia. Una modifica dell'attuale stato di cose potrebbe comportare il venir meno delle necessità lavorative.

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Il pd all'attacco del governo il polo: lacrime di coccodrillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Bari I commenti Il Pd all'attacco del governo Il Polo: lacrime di coccodrillo Volano accuse tra il centrosinistra e il centrodestra per il piano di salvataggio di Alitalia che snobba gli aeroporti pugliesi. "è un pasticcio all'italiana perché dentro ci sono c'è dentro di tutto: politica debole, sindacati pasticcioni, capitalismo malato e imprenditori di destra, sinistra e centro", dice il parlamentare del Pd, Francesco Boccia. "Pensare di tagliare fuori in un sol colpo gli investimenti sui trasporti fatti negli ultimi dieci anni solo perchè c'è una visione tutta 'nordista' dello sviluppo del Paese - dice Boccia - è una cosa che non accetteremo mai e non consentiremo a nessuno, a partire da Berlusconi e i suoi amici, di realizzare". Così, sempre dal Pd, l'onorevole Cinzia Capano che attacca frontalmente il ministro agli affari regionale, Raffaele Fitto: "La sua afasia è inaccettabile in un'operazione che non solo priva i nostri aeroporti di qualsiasi ambizione di diventare una piattaforma logistica ma addirittura delle rotte escludendoli dai circuiti". "Il piano di salvataggio di Alitalia - attacca Cesare Veronico - avrà effetti deleteri sul turismo e rischia di mettere in ginocchio l'economia". In difesa del ministro pugliese, arriva l'onorevole Antonio Distaso, da pochi giorni successore di Fitto alla guida del partito in Puglia: "La levata di scudi contro il piano Alitalia che penalizzerebbe la Puglia è decisamente prematura. Il governo terrà nel debito conto le istanze e le eventuali rivendicazioni territoriali, non appena avrà un quadro più chiaro della situazione. I sei aeroporti individuati - aggiunge Distaso - sono gli stessi individuati dal piano del governo Prodi che vedeva il coinvolgimento di Air France". In soccorso di Fitto, arriva anche il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Rocco Palese: "La Puglia di Vendola e il governo Prodi hanno massacrato il trasporto aereo pugliese con logiche menefreghiste e assistenzialiste, creando le condizioni perchè oggi i nostri aeroporti fossero fuori mercato".

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La puglia perde i treni eurostar "sostituiti dal vecchio espresso" - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Bari Da settembre la cancellazione a Taranto che poi s'estenderà anche a Lecce e Bari. La Regione protesta La Puglia perde i treni Eurostar "Sostituiti dal vecchio Espresso" Dal 9 del prossimo mese salta il collegamento veloce per Milano delle 5,34 Loizzo: "Sarebbe il caso che quanti protestavano cinque mesi fa ora ci ripensino" PIERO RICCI Troppo veloci per la Puglia: così Bari, Taranto e Lecce perderanno il Pendolino. Se la nuova compagnia di bandiera che prenderà il posto di Alitalia farà sapere come lasciare a terra i pugliesi, Trenitalia sa già quando trasformare la Puglia in un binario morto per i suoi Eurostar. Dal 9 settembre salta il Taranto-Milano delle 5,34 che arriva nel capoluogo lombardo in meno di nove ore e mezza: al posto di un Etr 500 ci sarà un Intercity revampizzato, come si dice. Niente più carrozza ristorante e tutti i comfort pubblicizzati da Trenitalia. Fra un paio di mesi i pendolini spariranno anche dalle stazioni di Lecce e di Bari. Nel capoluogo pugliese, probabilmente in coincidenza con l'entrata in vigore dell'orario invernale, non partiranno più i quattro Eurostar che in meno di cinque ore arrivavano nella capitale e i tre pendolini che in otto ore arrivano a Milano. Da Lecce non ci saranno più i due Etr per Milano e i tre per Roma. Così come si parte, così non s'arriva nemmeno: da Roma e Milano per Bari, Lecce e Taranto, si potrà viaggiare ma senza le comodità offerte dal pendolino. Il capoluogo salentino è stato il primo in Puglia a sperimentare la sostituzione di un pendolino con un vecchio "espresso" revampizzato. è accaduto cinque mesi fa. E in quella occasione, tra le proteste di tutti, Trenitalia spiegò che quella tratta non era frequentata tanto da giustificare una serie di comfort, come il ristorante. "Allora accettammo a denti stretti ma a condizione che fosse un caso isolato", dice l'assessore ai Trasporti della Regione Puglia, Mario Loizzo. E ora? "Se fosse così, come sembrerebbe emergere, sarebbe intollerabile", aggiunge. Ma tant'è. Trenitalia non potrebbe permettersi il lusso di lasciare gli Etr che possono viaggiare a 250 km all'ora, su binari che al massimo sopportano una velocità di 150 km all'ora. E la sostituzione dei pendolini che partono o arrivano in Puglia, probabilmente è legata alla data del 15 dicembre prossimo, indicata dalla società ferroviaria come l'inaugurazione dell'alta velocità che consentirà in un'ora di raggiungere Milano da Bologna e viceversa. Nel 2009 si prevede il completamento dell'alta velocità tra Torino e Salerno. In questa situazione, la linea adriatica che è poi quella sulle quale insistono i collegamenti dalla Puglia verso Milano e Torino, rimane al palo perché si dovrà continuare a viaggiare a 150 chilometri orari. Non è una bella prospettiva anche perchè, senza i pendolini, coi nuovi treni aumenteranno i tempi di percorrenza mediamente di un'ora. Da Trenitalia avrebbe anche se informalmente, assicurato che almeno i tempi di percorrenza dei pendolini saranno mantenuti probabilmente eliminando qualche fermata. "Queste spiegazioni non ci soddisfano - insiste Loizzo - i patti con Trenitalia non erano questi. Ci avevano assicurato che il ridimensionamento del Lecce-Torino sarebbe stato isolato perché non era per loro remunerativo. Non mi sembra ora che si possa dire la stessa cosa del Taranto-Milano di quelli che si vorrebbero togliere a Bari e a Lecce. Se così fosse saremmo in presenza di una vera e propria strategia penalizzante per la Puglia davanti alla quale non possiamo rimanere fermi". Secondo Loizzo, a parte il disservizio, la soppressione avrebbe come conseguenza anche il rischio licenziamento per i 60 dipendenti che garantiscono i servizi a bordo dei pendolini. "Quando hanno sostituito ad aprile il Lecce-Torino con Eurostar City, siamo riusciti a salvare l'80 per cento del personale diventato in esubero, ma questa volta l'impresa sarebbe ancora più difficile". Cinque mesi fa, a Lecce scoppiò il finimondo. Mancavano pochi giorni alle elezioni politiche che avrebbero rovesciato il governo Prodi ma con la mediazione dell'allora ministro ai Trasporti, Alessandro Bianchi, si riuscì a strappare l'impegno che non ci sarebbero state altre sostituzioni di pendolini. La Regione, in questo caso, può fare poco: per questi collegamenti interregionali, la gestione passeggeri è nelle mani di Trenitalia e del ministero dei trasporti. "Sarebbe il caso che quanti protestavano cinque mesi fa, fra cui l'onorevole Raffaele Fitto che oggi è un ministro della Repubblica, si rimbocchino le maniche ora", attacca polemicamente Loizzo. A Taranto lo ha già fatto l'onorevole Ludovico Vico, del Pd come Loizzo. Ieri conferenza stampa nella stazione ferroviaria di Taranto per ricordare che un anno fa, con la Finanziaria per il 2008, furono garantiti i fondi perché la Puglia non fosse privata nei collegamenti ferroviari degli Eurostar. "Gli Etr 500 - spiega Vico - sono i migliori che abbiamo se ce li tolgono si tratta di un declassamento. Se questi sono i primi passi del federalismo, cominciamo male. Lo voglio ricordare al ministro Fitto - insiste Vico - perché dopo le sei basi della nuova Alitalia e la storia degli Etr che vanno via dalla Puglia per potenziare il versante tirrenico, lascia sguarnito il corridoio adriatico e questa si sta materializzando come politica di governo".

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Fantozzi: non sono voltagabbana Esuberi? Problema del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Non sono un voltagabbana. Sono un civil servant e sono abituato a mettermi alla prova. Le mie convinzioni non cambiano e ho la mia libertà di pensiero che rivendico". Il professor Augusto Fantozzi, già ministro con Prodi, spiega a l'Unità perché ha accettato di collaborare come commissario con il governo Berlusconi nella grave crisi Alitalia. E chiede aiuto alla politica: "Non è una partita facile, il tempo gioca contro". Gli esuberi? "Non si può chiedere al solo commissario di gestire il problema, sarà il ministro Sacconi a negoziare con i sindacati". Rossi a pagina 8.

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Il business dell'expo per i cavalieri bianchi che salvano alitalia - (segue dalla prima pagina) alberto statera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il business dell'Expo per i cavalieri bianchi che salvano Alitalia Tutte le contropartite al centro dell'operazione La cordata I "coscritti" della Fenice in attesa dei 16 miliardi di investimenti per Milano 2015 Hanno risposto all'appello del premier con una "puntata minima" che produrrà interessanti favori (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ALBERTO STATERA La sala plaudente di fans si fece repentinamente sorda e grigia, molti distolsero imbarazzati lo sguardo dall'amor loro interdetto sul palco e nessuno ebbe il coraggio di alzare né una mano né un dito. Neanche la neopresidente di Confindustria Emma Marcegaglia , la cui azienda di famiglia spicca oggi tra i magnifici sedici ardimentosi che si sono iscritti al club dei salvatori della patria, accettando di partecipare al "Pittoresco Capitalistico" che va sotto il nome di "Operazione Fenice", quella che dovrebbe far risorgere dalle ceneri l'ectoplasma della Compagnia di bandiera. Pochi giorni dopo Santa Margherita moriva a Roma quasi novantenne, e non dal ridere, Umberto Nordio, l'ultimo presidente dell'Alitalia che firmò bilanci in attivo, ma che giusto vent'anni fa fu cacciato da Romano Prodi, allora presidente dell'Iri, perché era un po' troppo autonomo. Cos'è successo da quei primi giorni di giugno capace di coagulare la coraggiosa cordata che sfiderà guidata da Roberto Colaninno la legge di gravità oltre a quella del mercato? E' successo che uno stuolo di emissari politici sguinzagliati da Berlusconi, dal banchiere Gaetano Miccicchè al factotum Bruno Ermolli, ha spiegato al colto e all'inclita, seppur ve ne fosse bisogno, che questa non è una faccenda qualunque, ma "è una delle partite che contano nel capitalismo italiano", come dice sempre Cesare Geronzi, impegnato a sua volta nella partita delle partite, quella che - Mario Draghi permettendo - lo dovrebbe portare al controllo assoluto di Mediobanca e della Galassia del grande potere finanziario da Trieste a Roma, da Milano a Torino, orfano ormai da anni di Enrico Cuccia. Chi resta fuori dalla partita Fenice non avrà da guadagnarci su altri ben cospicui fronti finanziari. Così è nata la cordata dei patrioti coraggiosi, i 16 "coscritti" - ma quanti altri si accoderanno sull'onda della tremontiana economia sociale di mercato ? - disposti a fare gli azionisti "captive" del governo sotto le vesti di "cavalieri bianchi". In cambio di che ? Con quale contropartita politica derivante dal rapporto privilegiato con Palazzo Chigi, che su rifiuti napoletani e Alitalia si è giocato la periclitante credibilità degli annunci? Eugenio Scalfari, Francesco Giavazzi, Tito Boeri, Franco Debenedetti e altri hanno già ritratto a grandi linee l'album di famiglia dell' "Operazione Fenice", che, nella migliore tradizione, è nutrita di politica, l'unica che sembra poter dare "dividendi", con la pubblicizzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti, a questo capitalismo che aborrisce di fatto, se non a parole, il libero mercato. Come vuole la religione monopolista e antimercatista del "Lider Maximo", nato a suo tempo sulla benevolenza di Bettino Craxi e di qualche loggia bancaria e oggi spalleggiato dall'ideologo Giulio Tremonti. L'ha detta bene Michael O'Leary, patron di Ryanair: "Uno sport folle": l'interferenza della politica in Italia è uno sport folle. Cui i capitalisti nutriti di animal spirits, di shumpeteriana gagliardia, si acconciano con entusiasmo. Ne abbiamo almeno sedici nel "Pittoresco Capitalistico" che va in scena in queste ore, ma potrebbero ancora crescere, attratti dalle contropartite governative. Quali contropartite ? Non scherziamo. Altro che il Ponte sullo Stretto, di cui Benito Mussolini annunciò l' imminente inizio dei lavori settant'anni fa, ma che forse non si farà mai, o che comunque noi purtroppo non vedremo. C'è pronta la manna del 2015: l'Expò di Milano, la ex capitale morale che torna grande, maestosa, quasi da bere, come ai bei tempi. Scorri i nomi dei sedici ardimentosi e non ne trovi uno che non sia in attesa di assai lucrosi favori governativi. Lasciamo stare per un istante Salvatore Ligresti, palazzinaro e assicuratore, già protagonista della Milano da bere e di quella in manette, i Benetton, Tronchetti Provera, Marcellino Gavio, i pubblici concessionari autostradali, i proprietari di aeroporti e stazioni, e gli altri i cui interessi, curati con affetto in cambio dell'intervento patriottico, sono evidenti: 16 miliardi pubblici d'investimenti e di relativi appalti per l'Expò destinati ai padiglioni, ma soprattutto a due autostrade, due metrò, una nuova tangenziale, stazioni, ferrovie e quant'altro. Lasciamo stare Francesco Caltagirone Bellavista che con l'Ata ha mire consistenti su Linate e su altri cospicui business milanesi, dopo aver ristrutturato a Venezia il Molino Stucky. Tralasciamo anche Emilio Riva, l'acciaiere tradizionale supporter berlusconiano di ferro, e Marco Fossati che deve difendere il suo investimento in Telecom dalle mire spagnole. E, per carità, la Emma che, poveretta, è sulla graticola di Confindustria e ha Berlusconi che le fiata sul collo. Carlo Toto poi deve in qualche modo far volare quell'Airone zoppo e scalcagnato che ha sul gobbo. Claudio Sposito e Salvatore Mancuso, bontà loro, rispondono all'appello del premier con un "chip" milionario che, statene certi, produrrà interessanti favori governativi ai loro fondi. Concentriamoci piuttosto su Davide Maccagnani, imprenditore ignoto ai più, che proprio incuriosisce. Ex titolare, presidente e amministratore delegato della Simmel Difesa, unico produttore in Italia di munizioni e di spolette di medio e grosso calibro per cannoni navali, oltre che di esplosivi, teste missilistiche, razzi e sistemi d'arma a razzo, questo Davide ha appena venduto l'azienda, con stabilimenti a Colleferro e ad Anagni, vicino Roma, agli inglesi della Chemring. Di Davide, che si divideva tra Torino e gli stabilimenti laziali dove ci fu un'esplosione che provocò un morto e molti feriti, il "santino" del premio di un "Gran Galà Stampa" del 2003 ci racconta che "è uno dei più stimati e apprezzati capitani d'industria a livello intercontinentale, un industriale che si è fatto veramente da solo con notevoli sacrifici, con lo studio, con l'applicazione, con il coraggio e la grandissima perseveranza". Che c'entra Maccagnani con l'Alitalia ? Non disperate, ha messo via i soldi degli inglesi che hanno comprato i suoi missili di Colleferro e ha messo in piedi una piccola immobiliare, la Macca srl. Volete vedere che la Macca, a dispetto della sigla casereccia, spunterà in qualche bell'affare edilizio milanese, visto che tra Scilla e Cariddi non si muoverà neanche un ciotolo? Del resto un produttore di teste missilistiche che subentrò anni fa alla Fiat e alla Snia BPD nel business delle armi deve avere ganci governativi e con i Servizi di primaria qualità. Ci riserviamo magari di chiederlo, se ci darà udienza, a Gianni Letta, il cui nipote Enrico in questa vicenda è stato il più realista: con l'"Operazione Fenice", stanno facendo un'altra Efim, l'ente voluto da Aldo Moro e Pietro Sette, la cui liquidazione costò ai cittadini italiani settemila o più miliardi del tempo. Poi ci sono i fratelli Fratini, Corrado e Marcello, che facevano jeans in Toscana, area privilegiata di Denis Verdini, neocoordinatore nazionale di Forza Italia, l'uomo che fa venire il morbillo a Fabrizio Cicchitto, l'antico trotskista della sinistra lombardiana che, iscritto alla Loggia P2 come l'attuale capo Berlusconi, criticava Berlinguer da sinistra e che purtroppo tutte le sere ci tocca subire nei telegiornali nazionali. Ma ancora per poco, finchè il suo capo toscano, con ottimi agganci di tutti i tipi a cominciare da quelli veri massonici, non metterà all'incasso il ruolo appena assunto al posto dell'ecumenico Sandro Bondi e quello svolto con Ermolli e altri nella leva dei coscritti Alitalia. Questi Fratini, insomma, un po' stufi degli stracci griffati, hanno messo su indovinate che ? Un'immobiliare, la Fingen Real Estate. Chissà che la nuova nata non conquisti qualche appezzamento al sole ai confini della Brianza, sulle soleggiate terre dell'Expò 2015. "Magliana ai magliari", ci dice sghignazzando un ex amministratore delegato che naturalmente non vuole essere citato, in onore al "Pittoresco Capitalistico" d'Italia. Non resta allora che un flebile e assai poco speranzoso interrogativo: sarà Colaninno a salvarci dal capitalismo intossicato dalla politica?.

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Economia Solo nell'ultima settimana ne sono state annunciate quattro: due su Alitalia, una su Enel e... (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Solo nell'ultima settimana ne sono state annunciate quattro: due su Alitalia, una su Enel e una sui diritti tv per il calcio. Eppure quella delle class action somiglia sempre di più ad una battaglia contro i mulini a vento. Due associazioni di consumatori hanno detto che tutto è pronto per l'azione collettiva a tutela di risparmiatori e contribuenti contro le storture del piano di salvataggio della compagnia di bandiera. Stesso discorso da parte del Siti, il Sindacato italiano per la tutela dell'investimento e del risparmio. Il Codacons ha messo nel mirino l'Enel sui risarcimenti dovuti per gli effetti dell'elettrosmog, e la Lega calcio per il mancato accordo sui diritti tv relativi alla trasmissione in chiaro del calcio. Tutto bene, se non fosse che si tratta di iniziative quantomeno premature. A metà giugno, infatti, il governo ha annunciato il rinvio al prossimo anno del varo della legge che regola le class action, vincolandola ad un "percorso di revisione con le parti interessate". Decisione scaturita anche dal pressing delle associazioni imprenditoriali. Solo a gennaio, dunque, si scopriranno le reali intenzioni dell'esecutivo: nell'attesa, non resta che registrare l'ottimismo della volontà dei paladini della class action. Un pressing, il loro, utile se non altro ad esorcizzare il pessimismo della ragione. Marco Patucchi [spagna, dal cemento all'energia] Diversificare per non morire: è la parola d'ordine tra i grandi costruttori spagnoli di fronte alla terribile crisi che rischia di vanificare il "boom" edilizio dell'ultimo decennio. Fcc (Fomento de Construcciones y Contratas), uno dei giganti del settore, entra così nel campo delle energie rinnovabili con l'acquisto di 14 centrali eoliche. L'impresa di Esther Koplowitz (undicesima donna più ricca d'Europa secondo la lista pubblicata nei giorni scorsi da Forbes) pagherà 190 milioni di euro alla compagnia australiana Babcock&Brown e si farà carico di un debito lordo di 590 milioni. Le 14 centrali, distribuite su tutto il territorio spagnolo, dalla Galizia fino all'Andalusia, hanno una potenza complessiva di 420 megawatt, in grado di rifornire 200mila persone. Si tratta della prima incursione di Fcc nel settore energetico, ma non è escluso che Koplowitz possa decidere presto di cercare nuove strade per incrementare la propria presenza. L'operazione di Fcc potrebbe avere, secondo alcuni analisti, ripercussioni positive anche sulla quotazione di Iberdrola Renovables, la società che gestisce il settore delle energie alternative del primo gruppo elettrico spagnolo. Alessandro Oppes.

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E alemanno si appella a colaninno - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Crescono i timori per Fiumicino. Lavoratori Alitalia sfiduciati: "Ma alle Poste non ci andiamo" E Alemanno si appella a Colaninno PAOLO G. BRERA ROMA - L'incontro di un ora avvenuto ieri in Campidoglio tra il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, e Roberto Colaninno non è servito a rasserenare gli animi intorno al destino dell'hub di Fiumicino, fortemente minacciato dal piano di salvataggio dell'Alitalia. "Comincio a sentire odore di... Alimalpensa", dice il presidente della Regione, Piero Marrazzo, prendendo sempre più le distanze da un piano con cui "diminuiscono i lavoratori e viene ridotta la flotta: si colpisce l'aeroporto di Roma capitale, non possiamo permetterlo". Sui margini di manovra per impedirlo, tuttavia, pochi si fanno illusioni, anche se Colaninno ha "garantito al sindaco un costante e corretto confronto con tutti gli enti locali". Regione e provincia (Pd) sono al fianco dei comuni di Roma e Fiumicino (Pdl) nel chiedere garanzie per "sviluppo e ruolo internazionale dell'hub". Impegno bipartisan, ma nello scalo l'umore resta nero. "Sono triste, non preoccupato", dice Fabrizio, 30 anni, alle manutenzioni pesanti: "Se finissimo nella bad company - spiega - alle Poste non ci andrei: sono ingegnere e dirigo dieci dipendenti, ho lavorato in Germania nel settore aeronautico e non avrei difficoltà a trovare un'altra compagnia. Ma i miei collaboratori...". "Ho resistito 34 anni in Alitalia - racconta Aldo Cassan, 57 anni - lavorando su cavi e tubi a 210 atmosfere. Per capirci, quelli di casa che fanno il botto per sfiatare sono a 3 atmosfere. Ma che ci vado a fare al catasto?". E tremano i lavoratori dell'indotto come Giorgio Lattanzi, 57 anni, addetto alle pulizie a bordo: "Siamo in 70 a mille euro al mese. In 12 anni ho cambiato otto aziende, ma i proprietari sono sempre gli stessi. Cambiano ragione sociale e ci liquidano, se chiude la baracca non avremo nemmeno la liquidazione". Tra i piloti il clima è d'attesa: "Ho 49 anni, se ho capito bene sono a rischio - dice il comandante Roberto Pozzi - e francamente sono preoccupato". Quanto agli assistenti di volo, sono infuriati: "Faccio 900 ore l'anno - protesta Ruggero - e non 500 come scrivono i giornali. Ci pagano già meno delle altre compagnie e ora si dice vogliano ritoccarci il contratto".

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Quando Alitalia era uno status symbol A Ostia nelle case acquistate dai dipendenti all'azienda: Fu un affare, le comprammo alla metà del valore (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Quando Alitalia era uno status symbol A Ostia nelle case acquistate dai dipendenti all'azienda: "Fu un affare, le comprammo alla metà del valore" di Gioia Salvatori "LAVORARE IN ALITALIA? ai miei tempi era un orgoglio, oggi è quasi una disdetta". Gelsomino Iannicelli, 65 anni, meccanico in pensione della compagnia di bandiera, ricorda con nostalgia i tempi che furono: "Ogni volta che sento parlare di crisi di Alitalia mi si stringe il cuore - racconta - Per noi emigranti del Sud, la compagnia di bandiera ha rappresentato una via di scampo dalla povertà, alternativa all'emigrazione all'estero. Come Fiat e le Ferrovie dello Stato. Mi dispiacerebbe non vedere più gli aerei che mi passano sulla testa". E in effetti, a Ostia, diversi sono gli aerei dalla lunga fusoliera e la striscia verde che sfrecciano sulle teste dei residenti. Passano anche sulle case Alitalia di via Grenet, quattro piani di mattoni rossi e portoni in alluminio, dove Gelsomino, molisano di Agnone, abita dal 1969 con la sua famiglia. Ampi gli ingressi e confortevole il cortile interno, lungo, luminoso e contornato del verde dei giardini che vi si affacciano. A piano terra ogni appartamento ha il suo angolo di verde, ai piani alti, invece, ci sono i terrazzi, ampi anche 60 metri quadrati. L'architettura degli esterni potrebbe facilmente essere confusa con quella di case a schiera degli anni 90 di buona fattura. Ogni mattina dal 1969, anno dell'edificazione, il pulmino della compagnia di bandiera passa alle case Alitalia di Ostia, percorre via dell'Idroscalo e via del Mare e porta i lavoratori all'aeroporto di Fiumicino. Succede ancora oggi, nonostante la crisi e nonostante solo una ventina di appartamenti siano abitati da dipendenti della compagnia di bandiera: nel resto delle case, in tutto 166, ci sono lavoratori Alitalia in pensione di origine umbra, abruzzese, calabrese e nuovi inquilini a cui i dipendenti della compagnia di bandiera hanno venduto gli appartamenti dopo averli riscattati. Facendo un affare, visti la riqualificazione della zona e i prezzi per cui la compagnia cedette le case: "Le abbiamo comprate alla metà del valore di mercato alla fine degli anni 70 - racconta Gelsomino - Prima pagavamo l'affitto, che era alto: 27mila lire nel 1969. Alla fine, però, grazie alla compagnia ci siamo ritrovati pure la casa. Oggi mio figlio, che ha 40 anni e lavora in aeroporto con un grado più alto di quello che avevo io, cioè come istruttore tecnico, ancora non sa se mantiene o no il suo posto di lavoro. Inoltre la sua famiglia non ce la farebbe, con un mutuo, ad arrivare a fine mese senza lo stipendio di mia nuora. Io, mia moglie casalinga e i miei tre figli, invece, abbiamo vissuto senza un pensiero, soltanto con il mio salario da meccanico, decisamente più alto di quello che prendevano i miei colleghi a lavoro in altre officine". Altri tempi. Non solo per la famiglia Iannicelli ma per la gran parte delle famiglie italiane, dove i padri hanno un futuro migliore di quello dei figli: "Per noi, però, il discorso è diverso perché abbiamo contribuito, da gente che aveva fatto appena un po' di scuole, a portare in tutto il mondo il nome dell'Italia. La compagnia di bandiera era una casa, ci dava un ruolo in società e tutta la sicurezza di cui avevamo bisogno". E oggi? "Oggi i nostri figli pagano per gli sbagli di dirigenti che non hanno saputo condurre l'azienda. I più bravi in qualche modo si ricicleranno, ma gli altri?".

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Campidoglio, Alemanno incontra Colannino Marrazzo: sento odore di Alimalpensa, la Regione sarà al fianco dei sindacati per tutelare i lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Campidoglio, Alemanno incontra Colannino Marrazzo: sento odore di "Alimalpensa, la Regione sarà al fianco dei sindacati per tutelare i lavoratori" È preoccupato il sindaco di Roma Gianni Alemanno per lo scalo di Fiumicino e per i livelli occupazionali della compagnia di bandiera nella Capitale all'indomani del varo del piano di salvataggio dell'Alitalia da parte del Consiglio dei ministri. Giovedì aveva chiesto l'impegno del governo ad incontrare i rappresentanti degli enti locali, ieri il sindaco ha incontrato il presidente designato di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno, sottolineando "l'interesse del Comune di Roma e degli altri enti territoriali per garantire lo sviluppo e il ruolo internazionale dell'hub di Fiumicino". Nel corso del colloquio, ha fatto sapere il Campidoglio, Colaninno ha garantito al sindaco "un costante e corretto confronto tra la nuova società che si va costituendo per dare un futuro ad Alitalia, e tutti gli Enti locali rappresentativi del territorio di Roma". Il confronto "partirà in via ufficiale non appena il commissario Augusto Fantozzi avrà valutato l'offerta della newco presentata da Colaninno". In linea con Alemanno anche il deputato del Pdl ed ex presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa che ha spiegato: "Fiumicino non può non continuare a essere un hub internazionale di assoluto livello, anche per la centralità che ha sul Mediterraneo". Comincia invece a sentire "odore di 'Alimalpensà" il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo alludendo ad una volontà di favorire Malpensa a scapito di Fiumicino. "La Regione Lazio, insieme alla provincia di Roma e credo anche al Comune - ha detto Marrazzo - tutelerà i lavoratori al fianco dei sindacati. Da come leggo sulla stampa, gli esuberi dai tremila dell'accordo con Air France, oggi sono diventati seimila. Dovevamo mantenere, con il precedente accordo, una grande compagnia di bandiera internazionale, mentre oggi lo stesso governo ammette che diventerà una compagnia regionale. Diminuiscono i lavoratori - ha concluso Marrazzo - e viene ridotta la flotta: in questo modo si colpisce l'aeroporto di Roma Capitale. Non possiamo permetterlo".

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Lapsus - stefano bartezzaghi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cultura LAPSUS HUB STEFANO BARTEZZAGHI Una Compagnia senza Hub: sembra il titolo di una novella ambientata nella foresta di Sherwood, ed è invece il nuovo capitolo di un'avventura anche più densa di ombre e luci, quella di Alitalia. Doppio hub, hub singolo, nessun hub: il tecnicismo aeroportuale è diventato, come al solito, una parola-disputa, malleabile a ogni torsione. Ma cos'è, eventualmente chi è, un hub? I vocabolari danno risposte letterali e per ciò stesso ingenue: un aeroporto che serve da snodo, fra viaggi nazionali o continentali e viaggi più lunghi. Ma nella contesa retorica e ideologica sul sistema aeronautico nazionale è diventato una specie di Santo Graal, una sede dell'orgoglio patriottico, un mito imprendibile, il vuoto dentro a un anello incantato. Si va a Fiumicino: è un hub o non è un hub? Non è esattamente la prima domanda che ci si pone. Malpensa, hub o non hub? Hubbìe tecnicali per appassionati. Ma ora che il piano per la nuova Alitalia afferma che "sparisce il concetto di hub", perché l'opposizione non fa una forte campagna di stampa sull'hub conculcato e sull'onore nazionale lacerato? Dall'altra parte, simili proteste per l'estinzione dei sarchiaponi hanno sempre dato ottimi risultati.

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Fantozzi: ci metto faccia e passione ma la politica non mi lasci solo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Rossi / Roma Nonostante fosse nell'aria da giorni, la sua nomina è arrivata solo in serata. Augusto Fantozzi, ex ministro del governo Prodi, sarà il nuovo commissario Alitalia. Sarà lui "a metterci la faccia" e a maneggiare la patata bollente lasciata in eredità da Silvio Berlusconi: esuberi e debito. Con un'avvertenza, anzi due: una al governo, l'altra ai sindacati. Al primo chiede di "gestire" i licenziamenti. Ai secondi manda a dire che si più "ragionare", ma di farlo "in fretta". Professore quando è stato contattato e da chi? "Sono stato contattato qualche giorno fa direttamente da Gianni Letta". Ha accettato subito o ha posto delle condizioni? "Ho accettato subito a condizione, però, mi si dessero gli strumenti e ci fosse una sorta di sostegno pubblico all'attività del commissario. Che il commissario, cioè, potesse lavorare serenamente". Che non fosse lasciato solo... "Esatto. È questo il messaggio forte che vorrei far passare: la politica mi aiuti. Non è una partita facile. Anche perché la vicenda è stata fatta marcire per lunghissimo tempo. Io sono uno che deve portare la croce facendo soffrire tutti il meno possibile: i dipendenti, gli azionisti, i detentori di bond, gli italiani che pagano le tasse, gli utenti. In questa vicenda io ci metto l'unica cosa che ho: una faccia decente. Se me la fanno spendere onestamente forse troveremo una soluzione che faccia meno male". Ha visto il Piano Fenice elaborato da Intesa Sanpaolo? "Io il piano l'ho poco più che letto sui giornali. Mi è stato spiegato, più che altro". Da quello che ha letto o ha appreso può stare in piedi? "Secondo me si regge. È un piano che è stato fatto bene e da consulenti responsabili. Poi dipende molto dagli uomini e dal contesto. Se il petrolio va a duecento dollari sarà molto dura. Ma in questo caso, sarà molto dura per chiunque". Qual è il maggiore problema che individua nel suo incarico? "Il problema più drammatico è quello che devo entrare in un aereo in corsa. Tutto si tiene se si riesce a non interrompere il servizio, a non lasciare gli italiani a terra, a non farsi bloccare gli aerei fuori dall'Unione europea, cioè a chiudere tutto prima che il paziente muoia". Quali poteri avrà? Sarà un mero curatore fallimentare? "Io faccio il notaio con poteri operativi. Devo assicurare con trasparenza, come dice il decreto, il realizzo degli asset e la sistemazione delle pendenze. Tutto nel migliore dei modi. Naturalmente con funzione liquidativa, almeno per la bad company". Ci sono attività da valorizzare nel gruppo? "C'è un'azienda che vola, naturalmente, che accumula perdite, ci sono delle attività immobiliari e poi ci sono degli ulteriori aerei che non entrano a far parte del perimetro di quell'offerta. Ma aspettiamo di conoscere bene il piano". Che tempi ha in mente per la realizzazione del suo compito? "In questo momento non sono in grado di fare una previsione. Dico solo che il tempo gioca contro di noi. Lei ha presente la velocità degli aerei? Gli aerei volano e non si possono fermare, gli stipendi corrono e, possibilmente, non si devono interrompere, la benzina va pagata. Si deve fare presto". Nella sua lunga esperienza, anche da ministro, è stato mai chiamato a gestire un caso così complesso? "Ne ho avuto uno simile quando nel 1995, da ministro delle Finanze, gli autotrasportatori bloccarono l'Italia perché volevano la restituzione della fiscalità sulla benzina. La trattativa fu un incubo. Avevo l'angoscia che si bloccasse l'Italia". E oggi? "Un po' di timore ce l'ho, è naturale. Ma Alitalia non si può fermare". A chi le obietta che in passato è stato anche ministro del governo Prodi che cosa risponde? "Che ne sono stato molto lieto e molto orgoglioso. Io resto delle mie convinzioni e ho la mia libertà di pensiero che rivendico. Ma sono un professionista che fa il suo mestiere modestamente e senza iattanza. Credo che questo sia stato apprezzato". Fantozzi non è stato sedotto da Berlusconi, quindi? "Assolutamente no. Fantozzi non è un voltagabbana. Come qualsiasi professionista Fantozzi stima e ringrazia coloro che apprezzando la sua professionalità gli hanno dato fiducia". Professore, tra i suoi compiti di commissario c'è anche quello di gestire gli esuberi. Ha fissato già un incontro con i sindacati? "Lo ha fatto il ministero del Lavoro. Ci incontreremo lunedì". Affiancherà il ministro Sacconi? "Sì. Ma il capofila è il ministro del Lavoro. Poi eseguirò e parteciperò all'accordo, ma sarà Sacconi a negoziare". I sindacati di Alitalia sono già sul piede di guerra. Che si aspetta da loro? "Mi aspetto ragionevolezza. Nel senso che mi aspetto che ragionino e noi, naturalmente, siamo pronti a ragionare con loro. Senza inciuci e consociativismi di sorta. Ma con un'avvertenza: nel ragionare non possiamo metterci troppo tempo. Gli aerei devono volare. L'esperienza Air France credo che abbia ammaestrato tutti". Si parla di 6-7mila esuberi. Come si fa a gestire un'emergenza così vasta? "Questo è un problema doppio. Perché non sono spalmati su tutto il territorio nazionale. Ma non si può chiedere al solo commissario di gestirlo". È un problema che riguarda il governo? "Certo. È un problema di dimensione nazionale che va risolto cercando di fare meno danni possibili". Ecco, professore, in definitiva ma chi glielo ha fatto fare? "È quello che mi domandano in famiglia. Però io ho 68 anni, sono un civil servant, un servitore dello Stato, e sono abituato a mettermi alla prova. Dimostrerò anche questa volta che è una cosa che si può fare. Non per me o per altri, ma per gli italiani".

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L'ex ministro che liquiderà la bad company (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ex ministro che liquiderà la "bad company" Ministro, presidente della commissione Bilancio della Camera, professore universitario e titolare di uno studio legale tributario, consigliere d'amministrazione dell'Enel. È il ritratto di Augusto Fantozzi, 68 anni appena compiuti, commissario straordinario per Alitalia. La carriera accademica inizia nel 1971 a Perugia, in politica arriva con la candidatura, ma non l'elezione,con il Patto per l'Italia di Mario Segni nel 1994. Nel 1995,viene nominato ministro delle Finanze nel governo Dini con l'interim del Bilancio e del Coordinamento delle politiche dell'Unione Europea. Eletto con Rinnovamento di Lamberto Dini nel 1996, dal maggio di quell'anno all'ottobre 1998 è ministro del Commercio estero. Nella XIII legislatura è presidente della commisisone Bilancio della Camera. Nel 1999 lascia Dini e aderisce ai Democratici di Romano Prodi, ma alle elezioni del 2001 non viene eletto, Fra gli altri incarichi professionali è stato presidente di Banca Antonveneta nel 2006.

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I bocconi amari del Pd: sui media passa la versione del salvataggio... Bersani: La verità sulla vicenda? Anche la stampa faccia qualche sforzo . Parola d'ordine: insistere, la real (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

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I bocconi amari del Pd: sui media passa la versione del salvataggio... Bersani: "La verità sulla vicenda? Anche la stampa faccia qualche sforzo". Parola d'ordine: insistere, la realtà è testarda di Bruno Miserendino/ Roma QUALCUNO NEL PD, senza farsi illusioni, lo considerava un banco di prova: "Vediamo se anche su Alitalia il premier riesce a non pagare dazio". Se era una scom- messa al Pd ammettono di averla persa. Ieri, dopo amaro ascolto di tutti i tg, e attenta lettura dei giornali, il verdetto è arrivato, impietoso (per Veltroni e compagni): anche stavolta, sia pure con qualche difficoltà, Berlusconi sembra riuscito a far passare il suo messaggio. "Missione compiuta, Alitalia è stata salvata dalla svendita e non peserà più sui contribuenti". Così ha detto il premier e così i media, con qualche sporadico sussulto critico, hanno riportato e ripetuto all'infinito. Come direbbe Quasimodo "senza un lamento, senza un grido, levato a vincere d'improvviso il giorno". Al Pd allargano le braccia, visto il coinvolgimento nell'operazione di tante proprietà dei giornali non è che si aspettassero grida d'indignazione. Però il succo è che hanno deglutito amaro un'altra volta: le dichiarazioni dell'opposizione relegate ad articoletti di maniera, i dubbi sull'operazione avvolti in una grande nebbia fuori stagione, la sostanza politica della vicenda stravolta, le bugie del premier, perché di questo secondo il Pd si tratta, riportate come verità: come quelle secondo cui il vecchio piano Air France prevedeva più esuberi di quelli annunciati adesso, e quella, "fantasmagorica", secondo cui Alitalia non peserà sui contribuenti. Un leader moderato e misurato come Enrico Letta, che è parte in causa visto che si era occupato del caso quando era al governo, si è lasciato andare l'altra sera a un moto di sgomento per "l'intollerabile sfacciataggine del premier". Ieri Bersani, al meeting di Rimini, tra una botta e risposta con Passera, qualche parola su questa nebbia mediatica l'ha detta: "Uno sforzo lo faccia anche la libera stampa, non può mica farlo solo l'opposizione". Veltroni ieri era in ritorno da Denver e dopo la dichiarazione dell'altra sera ("sarà una compagnia di bandierina, la vicenda è lo specchio di un governo vittima della sua demagogia"), ha parlato del nuovo caso intercettazioni. Però si sa cosa pensa: lui si era impegnato a fare le pulci a ogni promessa non mantenuta del premier, e l'obiettivo lo persegue con determinazione, ma se persino su una vicenda come Alitalia, dove l'opposizione o anche il semplice buon senso dovrebbero far valere le loro ragioni, significa che non c'è partita. O meglio, la partita c'è , ma il primo tempo si sta chiudendo col premier in grande vantaggio. Non resta che aspettare il secondo. Magari cambiando un po' gioco. Sembra di capire che la parola d'ordine è "insistere, insistere, insistere", squarciare la nebbia, perché alla fine, pensa Veltroni, i fatti s'imporranno e il "grande imbroglio" verrà valutato per quel che è anche dalla maggioranza dei cittadini. Al Pd non vogliono dare l'impressione di essere in lotta con i media. In tanto perché non c'è nessuna lotta: nemmeno i più maliziosi o sospettosi credono a complotti o censure, ma al massimo, nella vicenda Alitalia, solo alla pesantezza degli interessi in campo. Però che si usino due pesi e due misure sì. "Pensate solo se avesse fatto Prodi quel che ha combinato Berlusconi", commentano al Pd. Nessuno vuole prendersela solo con i media, perché che qualcosa non funzioni nella macchina comunicativa del Pd lo notano in molti. L'altra sera alla Festa di Firenze l'ex ministro Giulio Santagata commentava autocriticamente la sproporzione tra i fatti e la condiscendenza dei media: "Oggi (ieri ndr) era la giornata in cui si dovevano fare decine di dichiarazioni, di mettere in moto una macchina, almeno vagamente simile a quella che guida Berlusconi, invece adesso non si sa mai bene chi deve parlare, e se è il caso dir qualcosa". Il risultato è che alla fine è arrivato un altro messaggio: come dice un autorevole quotidiano del nord "dal punto di vista politico è difficile non registrare il punto messo a segno dal governo". Ecco. Insistere e aspettare. I lavoratori Alitalia l'imbroglio l'hanno capito, a Fiumicino soprattutto, per il resto si tratterà di aspettare che i fatti diradino la nebbia e che le divisioni nel governo su dove collocare gli esuberi vengano allo scoperto. Mai farsi tante illusioni, comunque. Del resto i riflettori, caso mai avessero illuminato il caso Alitalia, si sono già spostati su Prodi e le nuove intercettazioni. "Fantastico - commentano al Pd - un settimanale di Berlusconi le pubblica, i suoi giornali lo riprendono con titoli cubitali - e il premier dà la solidarietà a Prodi". La classe non è acqua.

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Madonna! Un miracolo sulla carta Ma il destino è appeso a un filo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

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"Madonna! Un miracolo sulla carta Ma il destino è appeso a un filo" "Cercasi: un vecchio danaroso, una ubbidiente Commissione europea, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero, prezzi del greggio più bassi, e tutto subito. In poche parole, un miracolo. Madonna! Ma benchè Silvio Berlusconi abbia promesso proprio questo, al 59esimo minuto dell'11esima ora, il destino di Alitalia è appeso ad un filo". Così il Financial Times ha commentato la vicenda Alitalia. Il quotidiano finanziario spiega che "sulla carta la resurrezione della compagnia è già avviata". "Ma la nuova Alitalia dovrebbe almeno riuscire a respingere l'intromissione politica che l'ha tormentata così a lungo".

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La solitudine delle famiglie (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Nicola Cacace Segue dalla Prima Tutto questo avviene in un Paese dove salari e pensioni perdono da tempo potere d'acquisto, perdita quantificata dai dati ufficiali in circa 2000 euro l'anno per le pensioni e 5000 per salari e stipendi. In un Paese normale, di fronte a questi dati, ad una forbice prezzi-salari che rende drammatica la ripresa di settembre alla maggioranza delle famiglie italiane, governo, partiti, sindacati e forze sociali siederebbero in seduta permanente d'emergenza. E il governo che fa? Prima cancella 2000 istituti scolastici costringendo migliaia di famiglie di centri minori a usare la macchina per portare i figli a scuola e opera tagli drastici alla Sanità senza tenere conto dell'invecchiamento della popolazione (giusto colpire sprechi e ruberie, dovuti anche al favore accordato indiscriminatamente a strutture private, sbagliato ignorare il naturale aumento dei costi sanitari nel Paese più vecchio d'Europa). Poi si inventa una soluzione per Alitalia che in nome di una italianità costosa che, a detta di tutti gli esperti non potrà durare, va bene per una decina di industriali che, fiutando il vento, fanno bene il loro mestiere, è pessima per i 59 milioni di cittadini che, come ha ben detto il più noto banchiere italiano, Alessandro Profumo "al termine di questa vicenda ci perderanno come passeggeri e come cittadini" (il Sole 24 0re, 29 agosto). La situazione è nera, con un terzo di italiani benestanti che ricevono 500 euro regalati con l'abolizione totale dell'Ici e due terzi delle famiglie che non sanno come fare con un carrello della spesa sempre più caro e salari e pensioni sempre più povere. E con una domanda interna sempre più fiacca, prima responsabile del fatto che da anni il Pil italiano cresce meno di un terzo rispetto al resto d'Europa. Malgrado un impoverimento della maggioranza delle famiglie da anni di politiche redistributive inique, il governo va avanti a ritroso. Viene completamente ignorata la proposta del centrosinistra di rianimare salari e pensioni con una fiscalizzazione delle imposte, come viene ignorata la proposta di ridurre le accise su benzina e gasolio, iniqua tassa crescente sui consumi. Proprio mentre il fallimento del modello americano basato su una iniqua distribuzione dei redditi, fortemente denunciato in questi giorni anche alla Convention democratica ed i successi del modello scandinavo di una crescita legata al Welfare, dimostrano che non c'è incompatibilità tra crescita ed equità sociale, Berlusconi e Co. scelgono la strada perdente della ineguaglianza crescente dei benefici tra le classi e le famiglie come la soluzione Alitalia dimostra. È curioso che mentre anche a Denver si vanta il modello europeo di economia sociale di mercato, mentre entrambi i concorrenti alla presidenza Usa avanzano proposte ispirate a politiche di "sviluppo compatibile con politiche redistributive" i nostri "eroi" sperimentano politiche perdenti e quel che è peggio, insostenibili per milioni di famiglie. Come ha scritto il Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz (Repubblica, 11 agosto) "in un'economia moderna c'è sviluppo sostenibile solo in presenza di una buona rete di sicurezza sociale". L'Italia di Berlusconi va in direzione opposta, con l'Ici per i ricchi e l'Alitalietta che produce privilegi per pochi, problemi per i più. Speriamo che l'opposizione sappia raccogliere la domanda di insicurezza che viene da milioni di famiglie per un cambio reale di politica economica.

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Non siamo gli scarti della compagnia Tra il personale di Fiumicino. La rabbia per un destino da eccedenze, l'orgoglio per anni di lavoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

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"Non siamo gli scarti della compagnia" Tra il personale di Fiumicino. La rabbia per un destino da eccedenze, l'orgoglio per anni di lavoro di Gioia Salvatori / Roma AMAREZZA, SCONFORTO e tra i più anziani un po' di nostalgia. La speranza di un partner straniero forte e l'impazienza, invece, nei più giovani. Vogliono sapere presto di che morte moriranno i dipendenti romani di Alitalia. Sperano che passi "una notta- ta che più nera non si era mai vista" e che i tagli risparmino dai licenziamenti almeno quelle famiglie in cui i coniugi lavorano entrambi con la compagnia di bandiera. Ex company, come la chiama qualcuno, che nella capitale impiega, tra il centro direzionale e lo scalo di Fiumicino, 6500 persone. Meccanici, piloti, hostess e steward hanno avuto ordine di non dire una parola alla stampa. Nei corridoi dell'aereoporto, i più obbediscono. Passano oltre con la faccia contrita. Hanno vissuto la loro settimana più lunga a non parlar d'altro che di tagli e piano industiale. "Negli ultimi giorni - racconta Claudia, impiegata 35enne del centro direzionale di Roma Magliana - era anche scattato il toto-futuro e qualcuno già aveva scelto l'ufficio delle Poste o del Catasto più vicino alla propria abitazione. Un modo per sdrammatizzare, ma c'è poco da ridere, soprattutto per quegli impiegati che sono già in là con gli anni". Chi, come Claudia, ha operativamente fatto volare gli aerei, soffre nel vedere le rotte tagliate "ristrette alla nazione, come questo paese sempre più ripiegato su se stesso" e l'organico ridimensionato. "Tutto fatto senza pensare ai lavoratori: 10 anni fa mi sarei riciclata più facilmente ma ora ho 35 anni. Come faccio senza laurea e con un mutuo sulle spalle? Per non parlare delle tante donne over 40 che lavorano qui e magari hanno anche dei figli". Barbara è una di loro: per 1400 euro al mese, fa i turni "h 24" per riorganizzare le partenze in caso di ritardo, overbooking, voli saltati o anticipati. Passa le giornate tra due pc, tre fax, telex e telefonate da tutto il mondo. Sa tre lingue, ha un diploma, un marito poliziotto e due figli adolescenti. È di sinistra, ex femminista, ma è con la spada di Damocle del licenziamento sulla testa che fa i conti con se stessa come mai le era capitato nella vita: "Venti anni fa - racconta - eravamo orgogliosi di lavorare nella compagnia di bandiera. Oggi, quando dici che lavori in Alitalia, ti fanno vergognare come se la colpa della crisi fosse tua, e non di quei dirigenti dalle liquidazioni miliardarie. Per tutta la vita ho creduto nel valore del lavoro e dell'onestà, nel significato collettivo del fare. Qual è la ricompensa? Mi riuscirà difficile trasmettere questi valori ai miei figli. Se dovessero licenziarmi una cosa è certa: mai più lavorerò in un ente pubblico o in un'azienda: punterò solo su me stessa". "Abbiamo già dato" è un'altra frase che i lavoratori dell'aeroporto e del centro direzionale Alitalia dicono spesso. "Hanno già dato" almeno 4mila posti di lavoro negli ultimi 6 anni tagliati su Roma coi vari piani industiali. E poi? "Poi arrivano i 16 eroi che si prendono il merito del salvataggio quando a pagare, per Alitalia, negli anni, sono stati tutti gli italiani - dicono due lavoratrici". "Era meglio il piano Air France" - dice uno steward mentre si avvia all'imbarco e pare che l'opinione ora sia condivisa anche tra chi, sindacalizzato, quel piano lo bocciò. Ora tutti i lavoratori, superato il partito dei pro e dei contro i francesi, sperano in un partner internazionale forte. Anche gli stagionali: quelli che hanno il contratto di 4 mesi, 25-30 anni e l'abitudine a vedersi precari: "L'azienda ancora 4 mesi fa ci ha fatto un corso di formazione di un mese e mezzo per poi farci lavorare 4 mesi. Qual è il senso di questa operazione se poi ci vendono e magari non ci richiamano più?" dice una hostess di terra. "Qui si parla di esuberi, ma chiunque ci rilevi, se accadrà, deve sapere che a lavoro in aeroporto, oggi, il personale manca". Pochi addetti per tanti viaggiatori: "Le rotte per gli Usa, per le isole italiane, sono sempre in overbooking" racconta Claudio, un assistente di terra. "Dove vanno a finire questi soldi? Intanto noi lavoratori è come se non esistessimo: sono 4 anni che dobbiamo capire di che morte moriremo". Forse si saprà lunedì e le prossime 48 ore per i dipendenti Alitalia saranno le più lunghe. A tremare sono soprattutto i lavoratori del Ced, del call center, messi già in quella che i dipendenti chiamano "una specie di bad company", la Alitalia Servizi, che raggruppa i settori meno strategici. In attesa anche i meccanici e i manutentori, fiore all'occhiello dell'azienda che fu. Più certi, questi ultimi, di riciclarsi nel mondo del lavoro rispetto a Barbara, 43 anni, due figli, tanta amarezza e ormai nessuna illusione.

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Debiti per 1,172 miliardi. Come previsto, arriva il commissario Formalizzato dal cda lo stato d'insolvenza. Passera chiede l'assenso dei lavoratori: Altrimenti salta il progetto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

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Debiti per 1,172 miliardi. Come previsto, arriva il commissario Formalizzato dal cda lo stato d'insolvenza. Passera chiede l'assenso dei lavoratori: "Altrimenti salta il progetto" di Marco Tedeschi/ Milano ADDIO Dopo 62 anni di storia, più o meno gloriosa, la vecchia Alitalia esce di pista. Ieri il cda della compagnia ha dichiarato, come ampiamente previsto, lo stato di insolvenza che ha portato al commissariamento. Troppo pesante il buco da ripianare con i conti di luglio in peggioramento, un indebitamento salito a 1.172 milioni di euro (un incremento di 57 milioni rispetto a giugno) e con una disponibilità, crediti compresi, di soli 314 milioni. A tenere in vita la compagnia era stato solo il prestito ponte di 300 milioni garantito dal governo con un apposito decreto che ha permesso di arrivare fino a ieri quando, nell'esaminare i conti semestrali, è stato deciso di chiudere la partita. Poche ore dopo la decisione dell'ad, Aristide Police, come ampiamente previsto, il governo ha scelto Augusto Fantozzi per guidare questa fase che porterà al definitivo decollo della nuova creatura di Colaninno. È il problema - che si preannuncia rovente - degli esuberi al centro del primo intervento pubblico di Corrado Passera il grande timoniere di tutta l'operazione. L'amministratore delegato di Intesa ha posto un paletto tassativo: senza l'accordo sindacale l'operazione nuova Alitalia non partirà. Un segnale bello chiaro a fare in fretta a chiudere un capitolo difficile, che ha già suscitato malumori anche dentro il governo, con la Lega a fare fronte contro l'idea di assorbire nella pubblica amministrazione e nelle poste gli esuberi. La palla dunque si sposta ora sul campo della trattativa con i sindacati che ieri hanno già chiesto al governo che tutti i lavoratori che non entreranno nella nuova compagnia siano ricollocati e che il confronto di lunedì sia nel merito e non confinato solo sul personale in eccesso. Dal governo intanto continuano ad arrivare rassicurazioni sulla bontà dell'operazione, anche se non è chiaro- anzi lo è del tutto- per chi lo sia. È convinto che la compagnia crescerà e che l'Europa la considererà "legittima" il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Agli esuberi, poi, ha rassicurato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, sarà garantito il reddito "per un periodo adeguatamente lungo". Lungo e pagato da tutti gli italiani, per lasciare ai nuovi proprietari una compagnia senza debiti e senza grane. E pronta domani a trovare quelle alleanze e quei soci che fino a ieri non c'erano. Dopo aver tocato il tema dell'accordo col sindacato Passera ha usato parole d'elogio per il piano e per la cordata che ha visto nascere sotto la sua guida. "Spero che risulterà chiaro a tutti - ha detto - che questo è un piano serio, molto solido, difficile, molto impegnativo. É un piano che comporta impegni di lungo periodo ma è un piano in grado di ristrutturare e rilanciare Alitalia". Ma l'accordo con il sindacato sarà "fondamentale". "Ci saranno tutti i confronti che sono necessari - ha spiegato - bisognerà raggiungere un accordo perchè in una grande azienda che vuole ristrutturarsi e rilanciarsi, l'apporto del sindacato è fondamentale". Tutto fatto dunque e decollo ad ali spiegate? Non sembra così facile, almeno a leggere bene quel che l'amministratore delegato di Intesa ha detto. Cruciali saranno "le prossime 4 o 5 settimane per capire se si va avanti". Quanto poi all'ingresso di nuovi soci Passera ha confermato che "nei prossimi giorni ci potranno essere nuovi investitori" stranieri. Si parla di Morgan Stanley e Nomura, ma anche di qualche altra compagnia aerea interessata. A mettere un paletto però potrebbe essere l'Unione Europea che dovrà esaminare al più presto se tutta l'operazione ha configurato o meno l'illecito di aiuto di Stato, in violazione alle leggi di concorrenza europea. E sulle ricadute della nuova Alitalia si muovono i sindaci. Lo ha fatto la Moratti preoccupata dalle intemperanze della Lega, lo ha fatto soprattutto il sindaco di Roma Gianni Alemanno che si troverà a gestire la grana degli esuberi, senza poter incolpare ancora una volta il centrosinistra. Ieri ha chiesto e ottenuto un incontro con Colanninno rassicurandolo sull'impegno del Comune di Roma per il rilancio di Fiumicino come possibile grande hub internazionale. Un'altra Malpensa insomma, da opporre a Bossi e i suoi lumbard e un'altra grana per Berlusconi.

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Confronto su tutto il piano industriale I nove sindacati all'attacco in vista dell'incontro di lunedì col governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Confronto su tutto il piano industriale" I nove sindacati all'attacco in vista dell'incontro di lunedì col governo Il confronto con il governo deve partire dai contenuti del piano e non solo dalle ricadute sul lavoro. Sindacati e associazioni di categoria rivendicano "il diritto" a confrontarsi "preventivamente sui contenuti industriali del progetto" Nuova compagnia aerea. Con un comunicato congiunto, ieri le nove sigle hanno messo in chiaro la loro posizione in vista dell'incontro di lunedì al ministero del Lavoro. Partendo proprio da lì: dalla scelta del luogo. "Non è un problema formale - sostengono -. Sembra, piuttosto, una convocazione diversa da quella che servirebbe: non a palazzo Chigi per parlare di tutto il piano industriale, ma al ministero del Lavoro", dove - temono - saranno chiamati ad esprimersi solo sugli ammortizzatori sociali a disposizione. "La nostra posizione - ribadiscono - è nota: non abbiamo intenzione di accettare un confronto esclusivamente circoscritto alla gestione degli esuberi. Il nostro giudizio verterà sul profilo industriale del piano di impresa: perimetro aziendale, network, flotta, qualità e quantità del lavoro". Ma non solo: "È necessario - aggiungono - un intervento di riassetto dell'intero sistema di trasporto aereo ad iniziare dagli aeroporti". Si parte in ritardo, quindi. "Il governo ha evitato qualsiasi confronto sindacale fino ad oggi". Anche se, sempre ieri in serata, il segretario generale della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, ha provato da solo a correggere il tiro del comunicato definendolo "un evidente equivoco". La convocazione di Sacconi, sostiene il rappresentante della Uil, "ha lo scopo di avviare l'esame delle ipotesi di risanamento delle attività attualmente gestite da Alitalia". Precisazione che ha fatto seguito al tentativo di via Veneto di placare gli animi. L'incontro, spiegano al ministro, sarà "a tutto campo" e "parteciperanno, non a caso, tutti i ministri interessati agli aspetti regolatori e sostanziali del rilancio di Alitalia, e i rappresentanti dell'advisor incaricato di valutare le offerte". Una posizione, quella del ministero, in linea con quanto chiesto dall'amministratrore di Banca Intesa, Corrado Passera, che rievocando il fallito accordo per la vendita della compagnia di bandiera ad AirFrance, ha ammonito che senza un accordo con i sindacati il progetto di rilancio di Alitalia non parte. "Sono sorpreso - ha dichiarato all'Ansa il presidente dell'associazione piloti, Fabio Berti - che Passera si accorga solo ora dei sindacati, cioè quando molte decisioni sono state prese e il piano industriale è già inscatolato. Sarebbe stato più utile confrontarsi per ricercare un contributo alla stesura del piano". Tutto questo mentre la Filt-Cgil bollava come "assolutamente negativo" il del decreto legge varato dal governo per gestire la ristrutturazione di Alitalia. "Viola la direttiva europea in materia di trasferimenti societari".

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Subito un tavolo per affrontare il futuro degli scali lombardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Subito un tavolo per affrontare il futuro degli scali lombardi" La nuova Alitalia preoccupa la Moratti. Il sindaco di Milano ha chiesto a tutte le istituzioni lombarde di firmare una lettera per chiedere la convocazione d'urgenza di un Tavolo Milano: lo scopo è affrontare le ricadute del piano varato dal governo sugli scali lombardi, che si vedono penalizzati dal progetto Fenice."Nelle prossime ore mi collegherò sia al presidente Roberto Formigoni sia alla presidenza del Consiglio per verificare in che modo e attraverso quali incontri poter affrontare questo tema". La Moratti,si è detta disponibile anche a una riconfigurazione del ruolo di Linate in un sistema aeroportuale lombardo armonico. "Non ci sono preclusioni sulla possibilità di riconfigurare Linate nell'ambito di un potenziamento del sistema aeroportuale lombardo". Si legga: eventuali ridimensionamenti dell'aeroporto Forlanini saranno accettati se bilanciati dallo sviluppo dello scalo varesino. Malpensa, Linate e Fiumicino ha sottolineato non si devono mettere in contrapposizione. "Sono due mercati diversi, con due tipologie di passeggeri diversi. La Moratti non ha escluso a priori la possibilità di ritirare il ricorso di Sea contro Alitalia da 1.,25 miliardi.

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Alitalia, via libera al commissariamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 il salvataggio Alitalia, via libera al commissariamento Il salvataggio --> ROMA Orgoglio e fiducia che l'operazione Nuova Alitalia si dimostri un successo: il giorno dopo il via libera del governo al pacchetto di provvedimenti che dovrebbe evitare il fallimento della compagnia di bandiera, i ministri, compatti, rivendicano la linea scelta dall'Esecutivo sulla scia del premier Silvio Berlusconi, che firma il decreto di nomina di Augusto Fantozzi a commissario straordinario. Certo, nessuno nasconde le difficoltà che vanno ancora superate (in primo luogo il nodo esuberi) ma nell'esecutivo a vincere è l'ottimismo: i lavoratori di Alitalia non rimarranno a piedi, e una parte - assicura il ministro Altero Matteoli - sarà ricollocata. Non però in aziende pubbliche, bensì presso privati. L'auspicio comunque è che si possa centrare l'obiettivo con il "consenso di tutti", spiega il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Ma invece, le opposizioni vanno all'attacco: è un pasticcio, un bluff che fa sì che a guadagnarci siano gli imprenditori, mentre i debiti - dicono all'unisono dal Pd - ricadranno sui cittadini. I Democratici per mesi si sono mostrati increduli all'idea che potesse uscire una cordata di imprenditori pronti a investire per risollevare le sorti di Alitalia. E oggi che la cordata c'è, all'incredulità si sostituisce un atteggiamento sospettoso a causa delle condizioni dell'accordo. "Alcuni si sono impegnati nella vicenda Alitalia per passione, altri - è la stoccata Pierluigi Bersani - con la pistola alla tempia hanno preso l'iniziativa dentro al quadro che gli è stato dato". Parole che rimbalzano immediatamente alle orecchie dell'ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera che definisce i toni usati "infelici", e aggiunge: "La totalità degli azionisti con cui ho parlato sono persone libere, coscienti dell'investimento che fanno". "Allora chiamiamola moral suasion... Mi fa piacere tanta passione per il Paese. E per il volo - replica ironico Bersani, che annuncia la determinazione del Pd a "combattere al fianco dei lavoratori, dei risparmiatori, dei consumatori". Questa volta, dunque, dal Pd nessun elogio ai capitani coraggiosi (definizione degli imprenditori che scalarono Telecom attribuita a D'Alema premier, che però non ne ha mai riconosciuta la paternità). E ciò, nonostante la Newco sia guidata da Roberto Colannino (di dichiarate simpatie di centrosinistra e papà del deputato e ministro ombra del Pd Matteo Colannino). Al massimo, al patron della Piaggio si riconosce di aver "fiutato l'affare", come fa il senatore liberal del Pd Nicola Rossi. Che poi però lancia un affondo verso il suo stesso partito: "Per quanto riguarda Matteo è diverso. Ed è evidente che c'è un conflitto d'interessi, ma bisognava pensarci prima". Le critiche del Pd sono tra l'altro condivise dall'Udc: "Il miracolo promesso dal governo", sostiene il deputato centrista Gian Luca Galletti, si basa sulla "privatizzazione degli utili e la pubblicizzazione delle perdite". In casa della maggioranza la musica è ovviamente diversa, e anche i malumori di An e Lega legati al destino degli aeroporti italiani sembrano per il momento archiviati. "Alitalia - dice Matteoli - si avvia verso la salvezza e questa operazione dovrebbe essere apprezzata e si dovrebbe lavorare insieme". E se collaborare non è possibile, la sinistra almeno dovrebbe avere "il coraggio di tacere" dopo aver dubitato della cordata annunciata da Berlusconi, è la convinzione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.

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Gli stornirimbalzano sul premier (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Un ministro dice sì, un altro no. così la liguria scrive a berlusconi per la deroga ai cacciatori alessandra Costante Genova. Silvio Berlusconi sapeva fin dall'inizio che avrebbe dovuto occuparsi di Alitalia e probabilmente pensava che le sue incursioni nei cieli si sarebbero limitate ai guai della compagnia di bandiera. Sbagliato. Dovrà occuparsi anche di altri soggetti alati: gli storni liguri. Questo gli chiede la Regione Liguria con una lettera pronta a partire lunedì. Il dilemma: concedere o non concedere la deroga al divieto di caccia al pennuto che ovunque nel Mediterraneo, ma non Italia, entra nel mirino delle doppiette? Quesito niente affatto banale, perché per aver concesso ai cacciatori di spianare i fucili contro gli storni lo scorso anno la Liguria è stata condannata dall'Unione europea. Che una volta perdona, la seconda no. E batte cassa. Prima di far volare gli storni su palazzo Chigi, l'assessore ligure all'agricoltura, Giancarlo Cassini, ha rivolto la stessa domanda a tre ministri diversi: Raffaele Fitto (Rapporti con le Regioni), Luca Zaia (Politiche agricole) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente). Alla Liguria che chiedeva se, come Lombardia e Veneto autrici di leggi di deroga, poteva concedere gli storni ai cacciatori, Fitto ha risposto no perché già una volta la regione era incorsa nelle ire dell'Ue, mentre Zaia ha risposto sì, che il tentativo si poteva fare dal momento che il governo stava cercando di far allineare l'Italia sulle posizioni delle altre nazioni del Mediterraneo dove lo storno è specie cacciabile. "Non resta che chiedere al presidente del Consiglio, almeno i ministeri saranno costretti a parlarsi tra di loro. E in caso di sì, la responsabilità della multa è condivisa", ha sentenziato ieri in giunta il presidente della Regione Claudio Burlando. Con qualche valido motivo: la stagione venatoria è alle porte e i cacciatori - che sono una risorsa elettorale - premono per avere una risposta, ma soprattutto la Liguria non può rischiare di pagare una sanzione europea (multimilionaria), che potrebbe tradursi in una drastica riduzione dei finanziamenti previsti per l'agricoltura. Cosa che ha già messo in allarme le associazioni di categoria: Cia, Confagricoltura e Coldiretti. costante@ilsecoloxix.it 30/08/2008.

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Alitalia, Fantozzi commissario<Urge ok sindacati> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)

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Alitalia, Fantozzi commissario"Urge ok sindacati" il premier firma il decreto Passera (Intesa Sanpaolo): "Senza accordo non si va avanti". Il confronto comincia lunedì. Ecco come i piccoli azionisti possono sperare di salvare i loro risparmi 30/08/2008 ROMA. La "vecchia" Alitalia ha spento i motori. Il consiglio di amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura dell'amministrazione straordinaria, ritoccata ieri dal Governo per spianare la strada al percorso per il salvataggio tracciato dal "Piano Fenice". La compagnia è già nelle mani di un commissario straordinario, Augusto Fantozzi, ex ministro nei governi Dini e Prodi. Corrado Passera, il numero uno di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato che il piano è realizzabile solo dopo un accordo con il sindacato. Il confronto comincia lunedì. cresci, lombardi e scozzari >> 3 30/08/2008.

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Undici Jumbo Alitalia fanno rotta su Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 3 Undici Jumbo Alitalia fanno rotta su Malpensa di Sabrina Cottone Sono undici i Boeing dell'Alitalia pronti a tornare su Malpensa, portando da tre a quattordici gli aerei della flotta intercontinentale presenti nell'aeroporto varesino. Se il piano Fenice della nuova Alitalia non si schianterà contro l'opposizione dei sindacati, a Fiumicino resteranno quattro velivoli intercontinentali. Sarà così destinata a Malpensa il resto della flotta, in tutto 20 Boeing 767 e 777 (in realtà 18 perché uno rimane sempre di scorta e un altro in revisione ciclica). Secondo le prime rielaborazioni di Aeroportilombardi, verrebbero così riattivate destinazioni cancellate con il declassamento di Malpensa quali Delhi, Mumbai, Toronto, Pechino, Shanghai, Osaka, Caracas, Miami. A questi velivoli intercontinentali, se va in porto l'intesa con l'Air One, si aggiungerebbero nei prossimi quattro/sei anni gli Airbus ordinati dalla compagnia di Toto (in tutto quarantaquattro tra A330 e A350, una trentina dei quali potrebbero essere destinati proprio a Malpensa). È da tenere presente che Air One opera già da Malpensa verso Boston e Chicago. È evidente che con le sole forze di Alitalia (e quindi senza un'alleanza stabile con Air One e in prospettiva Lufthansa) non è possibile ipotizzare un ritorno di Malpensa al ruolo di hub. Sul futuro di Malpensa e Linate impazza il dibattito politico. Il sindaco, Letizia Moratti, chiede che venga concordato urgentemente il Tavolo Milano sugli aeroporti: "Il consiglio dei ministri, nella riunione nella quale ha varato il piano Alitalia, ha dichiarato che avrebbe aperto un tavolo per Sea. Ci aspettiamo che il Tavolo venga convocato al più presto". In pressing anche il presidente della Provincia, Filippo Penati: "Al più presto il Tavolo Milano. Chiediamo al governo di impegnarsi per la liberalizzazione dei diritti di volo". Più cauto Roberto Formigoni: "Se il presidente del Consiglio lo convocherà, saremo presenti al tavolo". Il mondo dell'economia preme per avere garanzie. Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo e capo cordata della nuova Alitalia, ha detto chiaramente di ritenere inevitabile un ridimensionamento dell'aeroporto cittadino: "Se si avrà il coraggio di razionalizzare i due aeroporti principali di Milano, verranno eliminate le sovrapposizioni tra Malpensa e Linate". La Moratti non si oppone a un ridimensionamento dell'aeroporto di viale Forlanini, purché ne derivino vantaggi per la Sea (di cui il Comune è azionista di maggioranza) e per Malpensa: "Non abbiamo preclusioni a considerare anche una possibile riconfigurazione di Linate, nell'ambito però di un potenziamento del sistema aeroportuale lombardo". Il sindaco mette sul piatto anche la possibilità che Sea ritiri il ricorso da 1,25 miliardi di euro contro Alitalia, deciso a causa dei danni causati dall'abbandono di Malpensa. "Vedremo", risponde possibilista a chi le chiede se verrà ritirato. Ma è chiaro che si aspetta una ricompensa in cambio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Intervista a Fantozzi: <Salgo su un aereo senza carburante> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 1 Intervista a Fantozzi: "Salgo su un aereo senza carburante" di Redazione Augusto Fantozzi, commissario straordinario di Alitalia, dice: "I tempi sono stretti, ma possiamo farcela". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ovi, il presenzialista di Stato (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 2 Ovi, il presenzialista di Stato di Redazione Raccontano nei bar di Carpineti, provincia di Reggio Emilia, che un giorno Alessandro Ovi decise di festeggiare alla grande il suo compleanno e invitò in trattoria un consigliere di amministrazione della Sirti (società leader nell'hi-tech), uno di Italtel, uno di Alitalia, uno di Telecom e ancora l'amministratore delegato di Tecnitel, il consigliere del presidente del Consiglio per le comunicazioni, il direttore della rivista "Technology Review Italy" e il responsabile "media e tv" dell'Ulivo. Alla cena c'erano tutti, riuniti in una sola persona: Alessandro Ovi. A 64 anni compiuti e pensionato da otto, il "bostoniano di Reggio" continua a darsi da fare. Di seguito la sua formazione, dal Corriere della Sera: "Liceo a Reggio Emilia, laurea in ingegneria nucleare al Politecnico di Milano e una borsa di studio Fulbright spesa per un master al Mit di Boston, su cui ha costruito le sue fortune di curriculum e di immagine". Segni particolari? "La vivacità intellettuale, la capacità di vendersi bene e l'attenzione a presenziare a ogni cerimonia". La stampa d'altronde è sempre stata maligna con Ovi. Quando nel 2003 fu nominato nel board delle Generali, il Sole-24 ore osò insinuare che l'ennesimo, prestigioso incarico fosse in qualche modo collegato alla sua "amicizia ventennale" con un altro emiliano doc. "Non posso far niente per conto mio che subito dicono che c'entra Prodi", rispose risentito. Dieci anni prima, quando il Professore lo chiamò all'Iri, aveva reagito con più ironia: "La scelta di Romano non si deve alla conterraneità, ma al fatto che il presidente vuole qualcuno da battere al mattino, durante le sessioni di footing a villa Borghese". Questione di feeling. Da Prodi, Ovi ha sempre avuto incarichi delicati: assistente di fiducia ai tempi della (s)vendita del patrimonio statale, "consigliere speciale" in Commissione Ue, "addetto al barbecue e alle nomine Rai" (copyright Massimo Gramellini) durante le disavventure a palazzo Chigi. Già, la tv di Stato: la sua grande ossessione, e forse l'unico cda che conta dove non è mai riuscito a sedersi. Il suo problema non è il conflitto di interessi. Tutti questi ruoli che si alternano, si intersecano, si sovrappongono, mettono il nostro di fronte a un rischio peggiore: lo sdoppiamento di personalità. Lui però guarda avanti e risponde sempre, come ieri al Corriere dopo le ultime intercettazioni: "Che cosa c'è che non va?". "C'è qualcosa di male?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Alitalia non decolla se non c'è un accordo con i sindacati> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 4 "Alitalia non decolla se non c'è un accordo con i sindacati" di Vincenzo La Manna L'ad di Intesa, Corrado Passera, considera cruciali per la riuscita del salvataggio le prossime 4-5 settimane nostro inviato a Rimini Niente accordo sindacale? Non si parte. La Nuova Alitalia non decolla. E tanto per essere chiari, "le prossime 4-5 settimane saranno cruciali per capire se si andrà avanti o meno". Corrado Passera non si lascia andare a facili entusiasmi. Si muove con cautela. Ma questo non vuol dire che non ci creda. Anzi. "Il progetto imprenditoriale", al quale si lavora da due mesi, è "molto solido, molto serio", assicura dal Meeting di Rimini l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Tanto che l'investimento della banca advisor sarà di "100-150 milioni di euro", pari all'incirca al 10% del capitale. Ma c'è dell'altro. "Nei prossimi giorni si aggiungeranno nuovi azionisti", forse anche stranieri, e si lavora per definire una "forte alleanza con un grande vettore europeo". Air France o Lufthansa? Il ceo non si sbilancia, non ama farsi prendere la mano. E dalla kermesse di Cl avverte: "Il lavoro da fare è tanto, il progetto non è ancora partito, ma ha tutti i presupposti per avere successo. E mi auguro sia di sistema, perché parliamo di una struttura importante per il nostro Paese". In ogni caso, "senza accordo con i sindacati il progetto non può partire" e "naturalmente", rimarca Passera, "si dovrà passare attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee". La compagnia di bandiera, riconosce poi l'ad, ha accumulato "tanti errori, tante perdite, tanti contenziosi". È "in difficoltà, ma ha al suo interno risorse risanabili, utilizzabili, rilanciabili". Ma sottolinea, subito dopo, l'apprezzamento internazionale da parte di alcuni potenziali partner, "di cui questa azienda ha bisogno". È il caso anche di Air France: "La sua lettera ci conforta". L'attenzione passa così sulla legge Marzano, "corretta in maniera saggia" dal governo. Il testo precedente, infatti, spiega il ceo, era "più adatto a crisi finanziarie che industriali. E qui stiamo parlando di un'azienda che ha problemi gravi di breve periodo ed era necessario mettere in condizione il commissario di agire nei tempi di una situazione molto degenerata com'è l'attuale". In maniche di camicia, scandendo con calma le parole, dinanzi a una ressa di telecamere e taccuini, Passera si sofferma pure sulla cordata di imprenditori disposti a "metterci dentro tanti soldi e acquistare anche il secondo operatore, in modo da arrivare a una quota di mercato non grande, ma sufficiente per avere la massa critica". E non dimentica, in quest'ambito, che "Alitalia e Air One, insieme, superano di poco il 50% delle quote di mercato", cifra "nemmeno paragonabile a quella detenuta da tutti grandi operatori nel loro mercato domestico". L'amministratore delegato risponde poi in maniera secca alle parole di Pierluigi Bersani, che poche ore prima, dinanzi alla stessa platea ciellina, inquadrava così il coinvolgimento degli imprenditori: "Hanno la pistola puntata alle tempie". Passera non ci sta: "Non ho letto questa infelice frase, ma posso dire che la totalità degli azionisti con i quali ho parlato - credo di averlo fatto con tutti - è composta da persone libere, consce dell'investimento che fanno". Inoltre, aggiunge, "il fatto che si continuino ad aggiungere imprenditori che nulla debbono a nessuno, che nulla vogliono in cambio, ci rassicura". In definitiva, se verranno sciolti i nodi ancora esistenti, "tra due anni potremo avere un'azienda con i conti di nuovo in pareggio, in ordine, con più destinazioni di quante ne abbia oggi". E "se si avrà il coraggio di razionalizzare i due aeroporti principali di Milano", non si avranno sovrapposizioni tra Malpensa e Linate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Incentivi per chi assumerà gli ex dipendenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 4 Incentivi per chi assumerà gli ex dipendenti di Redazione Gli esuberi di Alitalia non gestibili con gli ammortizzatori sociali non verranno riassorbiti dallo Stato. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, in un'intervista a Radio 24. "Non verranno ricollocati in aziende pubbliche - ha detto - andranno in aziende private". Va ricordato che il progetto "Pari" del ministero del Lavoro, realizzato dall'agenzia per l'occupazione Italia Lavoro, prevede che possa essere messo a disposizione dei lavoratori e delle aziende disposte ad assumerli un sistema di incentivi economici. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La grande sfida del prof Fantozzi: <Salgo su un aereo senza benzina> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 5 La grande sfida del prof Fantozzi: "Salgo su un aereo senza benzina" di Gian Battista Bozzo "Fare il commissario Alitalia è difficile quanto essere ministro senza maggioranza: valgono solo i risultati" da Roma Appena uscito dallo studio di Aristide Police, presidente dell'Alitalia, il professor Augusto Fantozzi - neocommissario straordinaro della compagnia che fu di bandiera - probabilmente rimugina sull'impegnativo lavoro che lo aspetta. Professore, sbagliamo a definirla la "madre di tutte le patate bollenti"? "Mi vedrei in una vignetta in cui il ragionier Fantozzi cerca di prendere al volo un aereo in corsa, un aereo che per di più sta finendo la benzina. Il senso dell'urgenza, in quello che sto affrontando, è molto reale". L'omonimia le pesa? "Quando ero ministro delle Finanze, facemmo una sorta di gag con Paolo Villaggio: i due Fantozzi. In realtà quando ero al governo, le mie figlie - allora ragazze - non lo gradivano, forse per gli scherzi da parte dei compagni di scuola. A me invece Villaggio è sempre piaciuto, è davvero un bravo artista. E poi nel suo ragionier Fantozzi mi ci riconosco così poco che il rischio di confusione proprio non c'è". Ha ricordato la sua esperienza politica, prima da ministro tecnico nel governo Dini, poi da politico nel centrosinistra e nel governo Prodi. Anche un altro protagonista del salvataggio Alitalia, Roberto Colaninno, dichiara la sua simpatia per l'opposizione. Possiamo parlare di operazione bipartisan, come si usa dire adesso, fatta insomma nell'interesse nazionale? "In fondo, chi me lo faceva fare? Ho una certa età, il mio futuro è dietro le spalle. Il commissario lo faccio per senso del dovere, è una sfida con me stesso. Credo che lo stesso valga per Colaninno: vogliamo far vedere che ci proviamo, o magari che ci riusciamo. Operazione bipartisan? L'impegno a far bene non ha colore politico. Naturalmente sono grato a chi mi ha dato fiducia". Come ha saputo che sarebbe diventato commissario straordinario dell'Alitalia? "Un giorno mi ha telefonato Gianni Letta, accennandomi alla cosa, e poi tutto è andato avanti molto velocemente. È andata così. Vede, io sono una persona tutto sommato modesta: quello che ho avuto, non l'ho mai sollecitato, stavolta meno che mai. Quando stai in spiaggia non pensi all'Alitalia...". È più difficile fare il ministro delle Finanze in un governo senza maggioranza, o il commissario dell'Alitalia? "Fare il ministro in un governo senza maggioranza era defatigante, ma rappresentava anche una grande sfida... penso, forse ricorderà, al famoso e contestato condono fiscale. Andare ogni volta in Parlamento a cercare, e trovare, i voti era difficile sì, però dava anche grande soddisfazione: vedevi i risultati del tuo lavoro. Penso che per l'Alitalia sia la stessa cosa, voglio vedere i risultati nell'interesse degli italiani. Vede, io faccio con passione l'avvocato e mi piace vincere le cause". Alitalia rappresenta la grande sfida della sua vita professionale? "Sul muro della mia scuola elementare era scritto "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza". Da bambino quella scritta mi sembrava strana, ma da grande la conoscenza, soprattutto, mi è molto congeniale". L'opposizione ha attaccato duramente il piano Alitalia presentato dal governo, ma per lei spende parole di apprezzamento. Questo, in qualche misura, l'aiuta? "Il consenso sicuramente mi aiuta. Lo chiedo a tutte le parti politiche: per favore, non sparate sul pianista. Se riesco a far bene, è nell'interesse di tutti. Io capisco bene le ragioni della politica, chiedo solo che non mi vengano messi inutili bastoni fra le ruote. Così lavorerò meglio. Poi, se ci saranno errori, me ne assumerò la responsabilità". Certo, è molto presto per parlare di lavoro. Quali saranno i suoi primi passi? "Non voglio ancora scendere nel merito delle cose da fare. I primi passi sono molto giuridici e formali. La procedura è complessa, lunedì mi metto di buona lena a lavorare. I tempi sono stretti, ogni giorno gioca contro di noi". Corrado Passera dice che le prossime 4-5 settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no; e aggiunge che senza i sindacati non si va da nessuna parte. "Le quattro-cinque settimane di cui parla Corrado Passera rappresentano un lasso di tempo realistico. Faccio l'avvocato, so quanto siano importanti i tempi, e in questo caso spero che si possano rispettare. Quanto ai sindacati, è sicuramente così: avranno un ruolo molto importante". Soprattutto perchè a lei tocca la parte bad company, mentre Passera e Colaninno hanno la parte best..... "Non creda che la loro sia più facile, ognuno deve affrontare questioni molto delicate. Per quanto mi riguarda ho già parlato oggi con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, che lunedì incontra i sindacati sulla questione degli esuberi. La leadership della trattativa è sua, io sarò al suo fianco". Come giudica il decreto appena varato dal governo? Lei ha concorso a definirlo? "No, non sono stato consultato ed è giusto e corretto così. Posso dire che non è un decreto Alitalia, ma una modifica alla legge Marzano per le grandi imprese che offrono un pubblico servizio. Le nuove norme potranno prestarsi a servire in casi analoghi, tengono conto della necessità di non interrompere il servizio, e assicurarne la continuità nel rispetto delle regole internazionali". Un'ultima domanda, che è anche una richiesta di previsione: ci saranno problemi con Bruxelles? "Ci potranno essere problemi solo se la Commissione europea vedrà margini di astuzia nei nostri comportamenti. Se, come sono certo, quei margini non ci saranno, andrà tutto bene". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Addio continuità e il cda chiede l'intervento del commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 4 Addio continuità e il cda chiede l'intervento del commissario di Redazione da Milano Nell'arco di poche ore, con due atti ormai scontati, si è avviato il nuovo destino dell'Alitalia. Nella mattinata, un consiglio di amministrazione nervoso riunito in un'atmosfera drammatica, ha chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria, secondo le norme approvate l'altro ieri dal Consiglio dei ministri. Nel pomeriggio, lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - suggellando con la propria firma la solennità dell'atto - ha firmato il decreto per la nomina di Augusto Fantozzi, avvocato ed ex ministro, all'incarico di commissario. Il cda aveva, in precedenza, esaminato i conti del semestre gennaio-giugno, e, prendendo atto delle perdite, aveva constatato l'impossibilità di garantire alla società il requisito di continuità aziendale, richiesto dalla legge. In sede di approvazione del bilancio, tale requisito era stato confermato per 12 mesi; ma il mancato impegno non sarà imputato al cda, che ha ottenuto garanzie governative in questa direzione. Mancanza di continuità aziendale non significa mancanza di continuità operativa. Anche ieri gli aerei sono decollati e atterrati, così come faranno oggi e domani. Solo che da questo momento l'intero gruppo è sottoposto alle decisioni del commissario: il quale potrà negoziare cessioni di rami d'azienda in tempi e modi semplificati. Sarà questo il compito di Fantozzi fin da lunedì: identificare, insieme ai compratori, il perimetro della Nuova Alitalia, e provvedere, contemporaneamente, a destinare al meglio le attività non produttive di profitti. Le perdite del semestre non sono state comunicate, anche perchè la semestrale non è stata, ovviamente, approvata. Il rosso è stimato in 400 milioni, o più. È stata invece resa nota la posizione finanziaria netta al 31 luglio. L'indebitamento, in un mese, è aumentato di 57 milioni, portando il debito complessivo del gruppo a 1.172 milioni (escluso il prestito-ponte). La cassa si è depauperata di 61 milioni (16,3%), scendendo a 314 dai 375 del 30 giugno. Sono stati bruciati due milioni al giorno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Di Pietro litiga con la Bindi e la base del Pd lo applaude (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 7 Di Pietro litiga con la Bindi e la base del Pd lo applaude di Laura Cesaretti Il leader Idv incalza il partito da Alitalia alla giustizia e la folla grida: "Mai dialogo con Berlusconi" nostro inviato a Firenze Eccolo qui, Antonio Di Pietro: bestia nera dei dirigenti del Pd, di cui ha tutte le intenzioni di cannibalizzare l'elettorato, e idolo del popolo piddìno. Popolo che qualche tendenza masochistica ce l'ha, si sa, e che è stato allevato a pane e manette troppo a lungo per non sciogliersi in ovazioni quando vede spuntare tra i vialetti della Festa democratica il giustiziere di Montenero di Bisaccia. Arriva e subito fa la lezione agli ospiti: "Invito il Pd a fare come noi di Italia dei valori, che non immaginiamo neanche di sederci a tavola con questo governo, sarebbe come un agnello che si siede a tavola col lupo". Niente dialogo e niente confronto, avverte, tanto meno sulla riforma della giustizia. Perché quella che vuole Berlusconi "è la realizzazione del progetto di Licio Gelli", che va sempre bene. Insomma, è appena sbarcato alla Fortezza da Basso di Firenze, e già l'ex pm insinua il pesante dubbio che il Pd sia in preda alla sindrome di Stoccolma, pronto a trattare e cedere alle lusinghe del premier. Se non bastasse fa anche dell'ironia sullo stato del principale partito di opposizione: un esponente locale del Pd gli contesta la "parola mancata", visto che si è alleato, si è preso i voti e poi non è entrato nel gruppo comune al Parlamento, come aveva promesso e sottoscritto. "Ma io un gruppo unico lo farei ben volentieri - replica lui senza fare una piega - solo che vorrei capire con chi: i giornali mostrano tutti i giorni, anche oggi, che di Pd non ce n'è uno ma tanti, e ognuno è occupato a tirare la giacchetta all'altro. Avrei bisogno di sapere con chi devo parlare, prima di decidere di dialogare: ci vuole chiarezza sulla leadership". Con grande lungimiranza, gli organizzatori della Festa hanno scelto - per fronteggiare il ciclone Di Pietro e i suoi potenziali danni in casa Pd - Rosi Bindi. L'ex ministro è l'unica per verve polemica, popolarità e affinità populistiche a poter tener testa all'ex pm. E la Bindi segna subito la differenza tra il suo partito e quello di Di Pietro: "Lui vuole rassicurare una minoranza aggressiva. Noi vogliamo conquistare la maggioranza degli italiani. Sono due obiettivi molto diversi". Troppo per stare insieme, sembrerebbe. Eppure, ricorda Di Pietro, a stare insieme "siamo costretti". E in vista delle tornate elettorali dell'anno prossimo avverte Veltroni & Co.: "Vi siete posti il problema di come arrivare al 51 per cento? Pensateci, perché qui si rischia di perdere persino Firenze e Bologna". Brividi in platea, Bindi replica senza falsi ottimismi. "Il problema è serio. E il realismo ci impone di lavorare alla ricostituzione del centrosinistra, perché come è stato chiarito "vocazione maggioritaria" non vuol certo dire solitudine: quella non ce la possiamo permettere". Una nuova alleanza di centrosinistra, dunque, ma con chi? E il quadro che traccia la Bindi è fosco: "Con Rifondazione, soprattutto dopo il congresso, i rapporti sono molto difficili. Con Di Pietro, come si è visto, lo sono altrettanto. Quindi siamo in una situazione complicata". Quanto alle speranze di alleanza con l'Udc, è drastica. "Chi ne parla forse sa qualcosa che io ignoro. Perché a me pare che l'Udc sia molto più impegnato ad alzare il prezzo per collaborare con Berlusconi che a dialogare con noi... ". Sul referendum anti-lodo Alfano Di Pietro si lamenta perché il Pd diserta la trincea contro Berlusconi e le sue leggi ad personam. Ma il Pd prende le distanze: "Di Pietro sa bene - dice Bindi - che il problema dei referendum è il quorum: li abbiamo persi tutti, così. E rischiamo di metterci sulla strada di un'altra sconfitta che servirebbe solo a dimostrare che Berlusconi ha conquistato le menti e i cuori di questo Paese". A Di Pietro non pare vero e intona il suo Bella ciao. "Se ai tempi del duce chi faceva la Resistenza si fosse preoccupato del quorum, non ci sarebbe stato neanche un partigiano", tuona. E poi bastona l'opposizione debole del Pd, e i pericolosi cedimenti al nemico: "Se Alemanno chiama c'è chi risponde (Amato, ndr), e non mi pare una cosa buona. Su Alitalia vedo esponenti di primo piano anche di governi del centrosinistra che finiscono a fare i capicordata con Berlusconi". L'ex pm confonde Fantozzi con Colaninno, ma poco male: la platea applaude lo stesso, "mai dialogo con Berlusconi" gridano dal fondo. Bindi deve parare il colpo: "Berlusconi è talmente imbarazzante che a volte non consente di fare cose che senza di lui faremmo", come una riforma della giustizia. Se non ci fosse il Cavaliere, il Pd sarebbe riformatore e garantista, di sicuro. Ma siccome Silvio c'è, tocca restare attaccati al gongolante Di Pietro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Rossi (Pd): difficile fare peggioa perdere sono quasi tutti (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'esperto Parla il consigliere di D'Alema ai tempi dell'operazione Telecom: "Colaninno non è uomo di parte, fa i suoi interessi" 30/08/2008 Roma. Imprenditori promossi, governo bocciato. "Non si poteva fare di peggio. Questo governo ha dimostrato tutta la sua pochezza politica perché ha messo in piedi un'operazione che penalizza tutti: Stato, risparmiatori e lavoratori". Chi parla è Nicola Rossi, senatore del Pd ed ex consigliere economico di Massimo D'Alema a palazzo Chigi quando dieci anni fa venne privatizzata la Telecom. Stesso capocordata (Roberto Colaninno) ma operazione diversa, a giudizio di Rossi: "All'epoca, i compratori dovettero lanciare un' Opa. Fu un'operazione dalla quale i piccoli azionisti uscirono con i lori risparmi moltiplicati. Ora ci perdono tutti. Del resto, il governo si è messo con le spalle al muro", spiega l'economista. Come giudica la scelta di Colaninno? "Gli imprenditori della cordata fanno semplicemente i loro interessi: hanno visto un'opportunità, sia pure con i suoi rischi, e hanno deciso di sfruttarla. Quanto a Colannino, è una persona che non sta né da una parte né dall'altra: fa solo il suo mestiere e lo fa bene. Tutto qui. Detto questo, il governo non poteva fare peggio". In che senso? "Gli investitori hanno posto giustamente le loro condizioni e il governo ha dovuto accettarle, avendo da salvare un'azienda al collasso". Lei loda gli imprenditori ma hanno ottenuto condizioni di grande favore in questo caso. "Certo, ma l'Alitalia è ridotta al lumicino. Il punto è come il governo sia arrivato a un risultato pessimo per tutti, anche per la compagnia di bandiera. E la storia non è finita qui". Quali sviluppi si aspetta? "Mi aspetto che tra cinque anni la nuova Alitalia, rimessa in sesto con i soldi di tutti, sia ceduta a una grande compagnia straniera, realizzando a costi molto più alti, un'operazione che si poteva fare quattro mesi fa". Al timone della bad company approda Augusto Fantozzi, un altro uomo in passato vicino al centrosinistra. E' un caso? "Non è il momento di fare dietrologia. Fantozzi è un bravo professionista e senza bad company gli investitori non si sarebbero mai infilati in questa storia". Michele Lombardi 30/08/2008.

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<ogni italiano pagherà 138 euro> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"ogni italiano pagherà 138 euro" i consumatori roma. Agli italiani costerà 138 euro a testa il salvataggio di Alitalia. Ne è certa l'associazione Contribuenti Italiani: "In Italia si privatizzano gli utili e si pubblicizzano le perdite", denuncia il presidente Vittorio Carlomagno, che cita uno studio degli esperti di Krls Network of Business Ethics. Critico anche l'ex leader Cisl, oggi deputato dell'Udc, Savino Pezzotta: "Così si scaricano sugli italiani tutti i costi: agli imprenditori va la polpa e l'osso rimane ai cittadini. Con quest'operazione torniamo al concetto delle partecipazioni statali". 30/08/2008.

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Alitalia, sindacati decisivi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Passera: "Senza il loro via libera il piano si ferma". Intanto il cda del gruppo dichiara l'insolvenza FANTOZZI NOMINATO COMMISSARIO 30/08/2008 MILANO, LA MORATTI CHIEDE CHIAREZZA 30/08/2008 SCAJOLA: SU MARZANO PROVVEDIMENTI LEGITTIMI 30/08/2008.

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ROMA Ultimo atterraggio per la vecchia Alitalia. Con 314 milioni di euro in cassa e 1,1 miliardi di (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Debiti la compagnia di bandiera ha chiesto ieri l'ammissione all'amministrazione straordinaria in base alla nuova legge "Marzano". E' l'ultimo atto del presidente Police che passa il testimone al commissario Augusto Fantozzi, che avvierà lo scorporo degli "asset" sani verso la nuova cordata italiana. Lunedì partirà invece la trattativa sugli esuberi. Passera, numero uno di Intesa, parla chiaro: senza accordo con i sindacati salta tutto. Intanto la cordata guidata da Colaninno presenterà l'offerta per rilevare i beni di Alitalia, offerta che ha una validità di 45 giorni.

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SQUADRA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 autore: di CLAUDIO SCHIRINZI categoria: REDAZIONALE LA SQUADRA CHE NON C'è I l prestigio conquistato dall'Italia nella campagna a sostegno della candidatura di Milano all'Expo 2015, ce lo siamo già giocato nei cinque mesi trascorsi da quella clamorosa vittoria a oggi. Per vincere l'Italia aveva messo in campo un gioco di squadra straordinario. I primi a crederci erano stati il sindaco Moratti e l'allora presidente del consiglio Prodi, avversari per schieramento politico, alleati di ferro nel lungo, paziente, capillare lavoro diplomatico per conquistare consensi fra i 151 Paesi chiamati a scegliere fra Milano e Smirne. E con loro il ministro degli Esteri D'Alema, il presidente della Regione Formigoni, quello della Provincia Penati, la Camera di Commercio, la Fiera, le grandi aziende sponsor dell'operazione. Era stata una campagna esemplare in cui tutti, o quasi, avevano dato il meglio: l'Italia si era presentata compatta sullo scenario internazionale mettendo da parte le dispute interne e Milano aveva mobilitato tutte le sue eccellenze, dalla Scala, alla moda, al design, alla cultura, mostrando al mondo (e forse anche a se stessa) di che cosa è capace. Smaltita l'euforia della vittoria, siamo ritornati all'Italietta delle insanabili rivalità, degli scontri di potere, delle rivendicazioni pur legittime, degli appetiti inconfessabili. Tutti contro tutti, la Moratti, Formigoni e Penati che prima si contendono ruoli e competenze, poi fanno quadrato contro l'invadenza dei ministri i quali, uno dopo l'altro (il conteggio è arrivato a 11), pretendono un posto nella stanza dei bottoni. Decreti annunciati e poi stracciati, scontri a viso aperto e contese sotterranee. Il risultato è che in 5 mesi non si è riusciti a decidere chi deve fare che cosa. Cinque mesi buttati via. Ora è sceso in campo anche il ministro per la Semplificazione Calderoli (e già il fatto che un Paese abbia bisogno di un simile ministero la dice lunga su come siamo messi) che ha annunciato per la prossima settimana l'atteso decreto su compiti e ruoli. La Moratti si è detta "fiduciosa ". Speriamo che il suo non sia soltanto l'ottimismo della volontà. Sembra invece essere preoccupata sul futuro del sistema aeroportuale milanese, tanto che insieme a Regione e Provincia sta preparando una lettera per chiedere al Consiglio dei ministri la convocazione del "Tavolo per Milano". Expo e questione Alitalia sono i temi principali della ripresa. La Moratti potrà (e dovrà) dire la sua, ma non avrà l'ultima parola. L'avrà invece su questioni squisitamente locali: dall'isola pedonale a Chinatown (gli impegni presi con i residenti vanno rispettati), all'ecopass e più in generale alla lotta all'inquinamento, alla preghiera dei musulmani "sfrattati" da viale Jenner, alle scuole materne che apriranno con una settimana di ritardo. La capacità di governo del sindaco si misurerà anche su queste cose.

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Alitalia, via al commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Dichiarata l'insolvenza della compagnia: il cda chiede l'amministrazione straordinaria. Il testimone a Fantozzi Alitalia, via al commissario Passera: "Senza l'accordo con i sindacati salta tutto". Offerta da chiudere in 45 giorni.

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La Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-30 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi Altolà del sindaco al governo: sì al ridimensionamento, ma Malpensa dovrà crescere. Subito il Tavolo Milano Il sindaco: più tutele per Milano, ma nessun conflitto con Roma. Critico il Pd: operazione dannosa per il Nord Non è intervenuta prima "perché volevo capire bene quale fosse l'interlocutore giusto cui rivolgermi". E alla fine è sempre a lui, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che si appellerà il sindaco Letizia Moratti, chiedendo, insieme a Regione e Provincia (che per la verità a ieri sera non erano ancora state contattate per firmare un documento congiunto), la convocazione di un Tavolo Milano per discutere del futuro degli aereoporti milanesi. "Del resto - assicura il sindaco, dopo averne parlato con il ministro Roberto Calderoli - dell'ipotesi di una riunione con le istituzioni milanesi si è parlato anche durante il Consiglio dei ministri dell'altro giorno. Perché sanno che dovranno tenere presenti le esigenze della Sea e della nostra città". La Moratti, alla sua prima uscita ufficiale dopo le vacanze, ribadisce il fatto che "non abbiamo preclusioni a studiare anche un possibile ridimensionamento di Linate, purché questo giunga insieme alla valorizzazione di Malpensa come hub internazionale". Inutile stuzzicare il sindaco sulla contrapposizione- competizione con Fiumicino: "Quelli di Milano e di Roma - risponde pacata - sono due mercati completamente diversi, che si rivolgono ad un target differente e quindi necessitano di soluzioni diverse". Nel frattempo, in attesa che la Moratti scriva e faccia firmare la lettera destinata al Governo, il presidente della Provincia, Filippo Penati, ha scritto un secondo telegramma a Berlusconi sollecitando l'incontro. Penati ha le idee chiare sulle richieste da portare a Roma: "L' ordine del giorno della discussione del Tavolo Milano deve avere al primo punto il futuro di Malpensa e gli impegni del Governo per la liberalizzazione dei diritti di volo e come atto preliminare l'impegno a non operare nessun ridimensionamento dell'aeroporto di Linate ". Diverso il punto di vista del leader regionale della Uil, Walter Galbusera: "In questa partita decisiva non dobbiamo alzare ciascuno il paletto intorno al proprio interesse o territorio. Da anni si parla della necessità inevitabile di rivedere il ruolo di Linate per favorire l'hub di Malpensa e siamo pronti a ragionare in questo senso. Piuttosto, però, andrebbe riaperta la discussione sui collegamenti infrastrutturali con Malpensa: non possiamo pretendere un hub e costringere i viaggiatori a vie crucis per percorrere i pochi chilometri che separano Milano da Malpensa". Critico il Pd. Il vicepresidente della Provincia, Alberto Mattioli: "Siamo di fronte ad un'operazione dirigista e dannosa per il Nord e per il nostro sistema aeroportuale. L'aspetto politico preoccupante è che, mentre a Roma perfino Alemanno scalpita a difesa del suo aereoporto, a Milano il sindaco Moratti, il presidente Formigoni e tutta la Lega devono abbozzare, fingendo che vada tutto bene anche se sanno benissimo che l'operazione di Berlusconi farà carne di macello della Lombardia". Intanto, la vicenda Alitalia pare intrecciarsi a quella dell'Expo (di cui riferiamo nell'articolo a fianco): nell'elenco delle opere previste non ci sarebbero più certezze sul futuro della linea 4 metropolitana, che dovrebbe arrivare a Linate. La domanda, in fondo, è legittima: se il Forlanini dovesse venire ridimensionato, avrebbe ancora senso spendere miliardi per una metropolitana poi usata da pochi clienti? E. So. L'appello Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha detto di non avere "preclusioni" rispetto a un ridimensionamento di Linate, purché questo serva a "valorizzare Malpensa" \\ Walter Galbusera Potenziare i collegamenti per l'hub \\ Filippo Penati L'atto preliminare è salvare Linate.

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L' ipotesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-30 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Si è già consumata ogni prospettiva di intesa trasversale L' ipotesi di un accordo in Parlamento sulle intercettazioni, da ieri è ancora più illusoria. Le telefonate di Romano Prodi pubblicate dal settimanale Panorama hanno rafforzato i settori del centrosinistra più ostili a qualunque intesa col governo. La solidarietà offerta da Silvio Berlusconi all'ex premier dell'Unione è stata considerata dagli avversari troppo tempestiva per non apparire un gesto strumentale: "evidentemente falso", lo ha bollato il segretario del Pd, Walter Veltroni. L'opposizione tende a vedere nella vicenda soltanto un tranello ordito dal presidente del Consiglio. L'obiettivo berlusconiano sarebbe quello di piegare le resistenze dell'opposizione contro la legge. Che la tesi sia fondata o no, conta relativamente. Pesa di più la risposta scelta in modo piuttosto compatto dal Pd, in piena sintonia con l'alleato Antonio Di Pietro; e favorita dal rifiuto prodiano alla proposta del Cavaliere di approvare "subito" il provvedimento. "Non vorrei ", ha detto il Professore, "che l'artificiale creazione di questo caso politico alimentasse il tentativo di dare vita nel tempo più breve possibile a una legge sulle intercettazioni". Il rischio, a suo avviso, potrebbe essere quello di "sottrarre alla magistratura uno strumento che, in molti casi, si è dimostrato indispensabile...". Traspare un'irritazione profonda, per un ritorno intossicato dai veleni, dopo la sconfitta elettorale ed un'estate di distacco ostentato dal "suo" Pd. Ma il no procura a Prodi il plauso del partito; e soprattutto l'approvazione di Di Pietro. è il leader dell'Italia dei Valori ad apprezzare dalla "Festa democratica " di Firenze il fatto che il fondatore dell'Ulivo non sia "caduto nel trabocchetto della solidarietà di Berlusconi". Ma Di Pietro va oltre. Coglie al volo l'episodio per rafforzare l'ipoteca negativa su qualunque dialogo col governo. Bacchetta il Pd per non avere appoggiato i suoi referendum sulla giustizia. Evoca i fantasmi della P2 di Licio Gelli, definendo Berlusconi l'esecutore del suo progetto contro la magistratura. Mostrando una fiducia assai limitata nelle capacità negoziali alleate, aggiunge che se l'opposizione trattasse col premier, farebbe come "l'agnello che si siede a tavola col lupo". Sono le premesse di uno scontro che scomunica qualunque confronto con la maggioranza di governo. E può risucchiare il centrosinistra in un bunker antiberlusconiano rassicurante ma anche senza via d'uscita. La difesa dei giudici contro quelli che vengono visti solo come progetti di normalizzazione, finisce per apparire un obiettivo limitato, quasi di ripiego: soprattutto nel momento in cui vicende come Alitalia mostrano la capacità del governo di calamitare pezzi importanti del mondo imprenditoriale. Il Pd sembra irretito da un centrodestra capace di decisioni magari controverse sul piano economico, ma paganti su quello politico e del consenso. Per Rosy Bindi, "Berlusconi ha conquistato mente, cuore degli italiani, e quindi si deve fare un lavoro culturale di lungo periodo". Ma per il momento non ce n'è traccia. Il centrosinistra tende a ripiegarsi su se stesso, coltivando i pregiudizi più logori contro il premier. Il risultato è di aggravare la subalternità non solo al berlusconismo, ma ad un Di Pietro che incalza e alza la posta: una deriva culturale destinata a trascinare l'opposizione su terreni sempre più impervi e minoritari; e foriera di ulteriori ritardi e di nuove delusioni. \\ Giustizia, si rafforza l'ipoteca di Di Pietro sulla politica del Pd.

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Passera: senza accordo con i sindacati salta tutto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Passera: senza accordo con i sindacati salta tutto RIMINI - Per la realizzazione del piano Alitalia, "le prossime 4-5 settimane saranno cruciali", dice l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera. E spiega: "Prima di tutto ci vuole l'accordo col sindacato, senza il quale salta tutto, poi ci saranno le varie autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee". Prima di iniziare il convegno sull'economia reale al meeting di Cl a Rimini, il banchiere ha voluto riaffermare la fiducia nel piano: "Verrà presentato in tutte le sedi e credo che anche Bruxelles possa valutare positivamente il fatto che abbiamo avuto il coraggio di commissariare la vecchia Alitalia". Ieri il governo ha nominato commissario Augusto Fantozzi. ALLE PAGINE 28 E 29 Baccaro, Bagnoli Jacchia, Sideri.

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Berlusconi da Gheddafi Intesa sui risarcimenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-30 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La visita Il premier oggi a Bengasi. Rafforzati i controlli anti-immigrati Berlusconi da Gheddafi Intesa sui risarcimenti Dall'Italia 5 miliardi di dollari in 25 anni, via all'autostrada libica Il governo ottiene anche la rimozione degli ostacoli agli investimenti delle imprese italiane nel Paese nordafricano ROMA - Dopo quasi 40 anni, dopo almeno due tentativi andati a vuoto quando sembravano a un passo (l'ultimo con D'Alema nel 2007), dopo visite a ripetizione, avvertimenti diplomatici, riavvicinamenti e minacce, oggi è il giorno in cui Italia e Libia mettono fine al loro lunghissimo contenzioso, siglando un patto di "amicizia " che ristabilisce relazioni amichevoli e privilegiate tra i due Paesi. Questo almeno è quanto è deciso ad ottenere Silvio Berlusconi, che oggi vola a Bengasi per incontrare Muammar Gheddafi e per firmare quello che dovrebbe essere l'accordo definitivo tra Roma e Tripoli, al quale si lavora da mesi, e che ha avuto il suo momento conclusivo in un serratissimo round di incontri tra la delegazione libica da una parte e il sottosegretario Letta e il ministro Frattini dall'altra. "Questo accordo di amicizia e di cooperazione raggiunto con la Libia permetterà di voltare la pagina del passato coloniale italiano nel Paese - le parole di Berlusconi affidate alla vigilia al giornale libico Oya -. L'accordo che firmeremo apre tutte le strade in vista del consolidamento del partenariato economico e sociale e intensificherà la cooperazione tra i due paesi". Sono servite sei visite (la quinta lo scorso giugno), e un grosso sforzo economico a Berlusconi per chiudere la questione (che comunque non prevede un'intesa su tutto, alcuni capitoli saranno approfonditi da commissioni tecniche nei prossimi mesi). Il premier infatti, oltre alla statua delle Venere di Cirene, porta in dote un imponente risarcimento alla Libia, quel "gesto riparatorio" che Gheddafi pretendeva per i danni del colonialismo: primo fra tutti, il finanziamento di una lunga autostrada che collegherà il Paese dal confine egiziano a quello tunisino, opera da quasi tre miliardi e mezzo di euro che dovrebbero però essere spalmati in 25 anni, e poi lo sminamento di alcune aree del Paese, la costruzione di altri edifici minori, partecipazioni in progetti e infrastrutture per un costo stimato di oltre 5 miliardi di dollari: "è impossibile al momento precisare il volume degli investimenti che saranno realizzati, ma supereranno sicuramente diversi miliardi di dollari", conferma il premier. Ma in cambio, oltre alla possibilità di tornare a lavorare e a investire in Libia per le aziende italiane che, come dicono a palazzo Chigi, avevano "subito barriere e discriminazioni", il premier conta di far diventare l'Italia il primo Paese di riferimento per la Libia in campo economico, e un sicuro partner nell'approvvigionamento di gas e petrolio (l'Eni è massicciamente presente nel Paese). E c'è un'altra decisiva ragione per cui Berlusconi ha voluto a tutti i costi che si arrivasse all'intesa, per quanto onerosa alla fine possa essere: si ritiene infatti che solo la chiusura di un accordo generale si potrà far partire l'attuazione concreta delle misure già concordate tra Roma e Tripoli per un efficace contrasto dell'immigrazione clandestina anche attraverso dei pattugliamenti congiunti delle coste. Insomma, con quello che il suo portavoce Paolo Bonaiuti definisce "il metodo della squadra, che una volta messa in campo porta risultati concreti e definitivi come nel caso Alitalia e per l'emergenza Napoli", Berlusconi è felice di chiudere un altro complesso dossier aperto sulla sua scrivania. E mentre si accinge a volare a Bengasi, spera anche di dare il suo contributo alla crisi georgiana che vedrà lunedì col vertice di Bruxelles un momento importante. Ieri infatti, dopo aver riferito del tema al capo dello Stato, il Cavaliere ha avuto lunghe telefonate sia con Putin che con Sarkozy, e oggi a Bengasi incontrerà anche il vice premier russo Ivanov. Paola Di Caro.

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Silvio firma l'accordo con Gheddafi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

SI CHIUDE IL CONTENZIOSO ITALIA-LIBIA Silvio firma l'accordo con Gheddafi Il colonnello Muammar Gheddafi non avrebbe potuto festeggiare meglio i 39 anni della incruenta "rivoluzione" che il primo settembre 1969 cacciò il corrotto re Idiss dal trono e insediò lui e un gruppo di giovani ufficiali nazionalisti al potere. Ieri è stato incoronato "re dei re d'Africa" da capi-tribù e dignitari africani per il suo impegno nell'Unione africana. E, soprattutto, oggi il premier italiano Silvio Berlusconi andrà a Bengasi per firmare "il grande accordo italo-libico" che dovrà (dovrebbe) chiudere il vecchio contenzioso ultra-trentennale sui danni e compensazioni che l'Italia deve alla Libia per il sua passato e le atrocità coloniali. L'accordo è stato raggiunto nel massimo riserbo e non è definito nei dettagli. Ma si sa che dovrebbe valere intorno ai 5 miliardi di dollari "per opere infrastrutturali" - probabilmente la famosa autostrada costiera libica dalla Tunisia all'Egitto e forse un ospedale -, miliardi da spalmare in 25 anni con impegni di spesa annuali. Non si conoscono gli altri punti, in particolare sulle richieste dell'Italia sui beni degli italiani sequestrati quando Gheddafi li cacciò dalla Libia fra il luglio e l'ottobre '70 e sui crediti che diverse aziende italiane dicono di vantare dalla Libia. Questa e le altre "questioni collaterali" saranno discusse da una commissione congiunta. L'accordo chiude un contenzioso durato da oltre 30 anni. E il punto è stato messo a segno da Berlusconi. Poteva e doveva essere appannaggio dal governo di centrosinistra Prodi-D'Alema, che come ministro degli esteri il 10 novembre 2007 firmò a Tripoli "un'intesa di massima e di principio" e che fece anche, timidamente, il piccolo-grande "gesto" giustamente preteso da Gheddafi di riconoscere i 30 anni di nefandezze e orrori commessi dall'Italia nei 30 anni di "colonialismo dal volto umano". Nella fretta di Bersluconi certo hanno avuto gran peso il petrolio e gas libici, la politica di "contrasto" all'immigrazione clandestina in partenza dalla Libia. Ma il punto politico è stato lasciato a Berlusconi. Come la spazzatura di Napoli, la crisi Alitalia. m.m.

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Alemanno-Moratti scaldano i motori (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

AEROPORTI Alemanno-Moratti scaldano i motori Le scelte della nuova Alitalia non piacciono molto al sindaco di Roma Gianni Alemanno e nemmeno al sindaco di Milano Letizia Moratti. Entrambi vedono con preoccupazione il ridimensionamento degli scali di Fiumicino e di Linate. Così il presidente designato Roberto Colaninno ieri mattina si è recato in Campidoglio per un incontro con Alemanno. "Nel corso del colloquio - si legge in un comunicato che lascia le cose come stanno - il presidente ha garantito al sindaco un costante e corretto confronto tra la nuova società, che si va costituendo per dare un futuro ad Alitalia, e tutti gli enti locali rappresentativi del territorio di Roma". "Non abbiamo preclusioni a considerare anche una possibile riconfigurazione diLinate nell'ambito però di un potenziamento del sistema aeroportuale lombardo", ha detto Moratti. Che di colpo è possibilista ("vedremo") con chi le chiede se ci sono margini per un ritiro del ricorso di Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi che con la Magliana ha un contenzioso con richiesta danni per 1,25 miliardi di euro per mancato sviluppo dell'aeroporto di Malpensa.

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L'operazione di salvataggio dell'Alitalia a scapito dei contribuenti gestita da banca Intesa Sanpaol... (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'operazione di salvataggio dell'Alitalia a scapito dei contribuenti gestita da banca Intesa Sanpaolo e affidata a Roberto Colaninno non piace ad Alessandro Profumo, amministratore delegato del gruppo Unicredit. Il gruppo non è interessato a entrare nella nuova Alitalia, ha ribadito Profumo durante un dibattito a Cortina. Profumo ha sottolineato che il suo unico interesse nella vicenda riguarda le rotte coperte: "A me interessa che i miei collaboratori e io stesso possiamo raggiungere con voli diretti i luoghi dove abbiamo una presenza. Che ci porti Alitalia o un'altra compagnia, non mi importa. L'italianità non mi appassiona - ha aggiunto - mi appassiona piuttosto avere un buon servizio a prezzi bassi mentre, al termine di questa vicenda, avremo un servizio peggiore e prezzi più alti".

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L'Alitalia è come gli spaghetti e la pizza (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

STAMPA STRANIERA L'ultimo miracolo di Berlusconi visto dall'estero. Molto critico "Ft" "L'Alitalia è come gli spaghetti e la pizza" Il miracolo Alitalia di Silvio Berlusconi così è stato raccontato ai suoi lettori dal principale quotidiano economico europeo, il Financial Times: "Cercasi: un vecchio miliardario, una compiacente Commissione europea, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero, prezzi del greggio più bassi e tutto questo subito. In breve, un miracolo. Madonna! Benchè Silvio Berlusconi abbia promesso esattamente questo, al cinquantanovesimo minuto dell'undicesima ora, il destino di Alitalia è appeso a un filo". Così è scritto in un commento nella Lex Column dedicato alla compagnia aerea italiana dal titolo "Così fan tutte" (in italiano sul quotidiano inglese). "Sulla carta - sottolinea ancora il giornale - la resurrezione della compagnia italiana è avviata" ma la nuova Alitalia "dovrebbe almeno riuscire a parare l'ingerenza politica che l'ha lungamente tormentata". Riassumendo le condizioni messe a punto per il salvataggio di Alitalia, Ft nota che è stata migliorata la legge sui fallimenti che renderà "più facile la ristrutturazione alle altre aziende italiane fallite. Questo non impedirà crisi future, sarebbe un miracolo, ma le renderà più facilmente gestibili". L'edizione tedesca di Ft rincara la dose a modo suo: l'Alitalia non poteva cadere nelle mani di investitori stranieri perché la compagnia di bandiera "appartiene" all'Italia come "gli spaghetti e la pizza", si legge sul Financial times deutschland (Ftd), che sottolinea come Roberto Colaninno abbia adesso un "compito sacro" da svolgere. Per l'Ft, quindi, "Alitalia riprende a volare", sotto la guida di un imprenditore che "se ne intende di simboli nazionali". L'edizione tedesca del quotidiano economico britannico si concentra sul ruolo di Colaninno, ricordando che in passato "il ragioniere" ha già salvato simboli nazionali dal declino. Allo stesso tempo, la Air France-Klm, esamina di nuovo un possibile ingresso nella compagnia aerea italiana, scrive sempre il Ftd in un'altra corrispondenza da Milano. "Ma prima l'Alitalia dovrà dimostrare di poter ritornare all'utile". Intanto, l'altro principale giornale economico tedesco, l'Handelsblatt, pubblica una corrispondenza da Milano dal titolo "L'Italia appoggia l'Alitalia con tutti i mezzi". Titolo in prima pagina sul quotidiano economico francese, Les Echos: "Air France-Klm pronta a investire in Alitalia". "Il gruppo franco-olandese - scrive il giornale - vuole preservare il suo partenariato con Alitalia in senso all' alleanza Sky Team e sui principali collegamenti franco-italiani, e sbarrare la strada a Lufthansa, ugualmente sollecitata dagli italiani".

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Brutto film e già visto (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Il cda dichiara l'insolvenza e nomina Fantozzi commissario. Lunedì i sindacati Brutto film e già visto Francesco Piccioni Si comincia ad avvertire un forte odore di già visto. La vicenda Alitalia soffre del resto di una storica coazione a ripetere. Vediamo cosa accade. Ieri, come ampiamente previsto, il consiglio di amministrazione della Magliana ha decretato lo stato di insolvenza, aprendo così la strada alla procedura straordinaria disegnata il giorno prima da un apposito decreto legge e alla nomina, avvenuta in serata, di Augusto Fantozzi (avvocato tributarista ed ex ministro dei governi Dini e Prodi) alla carica di commissario straordinario. Il decreto dimezza di fatto tutti i tempi previsti dalla vecchia legge Marzano: la cessione di ramo d'azienda potrà essere fatta in 15 giorni, anziché in 30; e anche i tempi per la messa in mobilità passano da 70 a 37-38 giorni. Adesso Fantozzi può vendere asset aziendali a trattativa privata. Qui si farà avanti la Compagnia aerea italiana (Cai), la newco fondata da Colaninno e altri 15 imprenditori, cui si è appena aggregata Air France-Klm. Il prezzo dovrà essere "quello di mercato", come certificato anche da un soggetto terzo scelto però dal commissario stesso. Non potrà essere troppo alto, perché già 300 milioni (su poco più di un miliardo di euro) servono per acquistare contemporaneamente AirOne. Ma il decreto non è chiarissimo su punti decisivi nella trattativa con i sindacati. Per esempio, piloti, assistenti di volo, tecnici, ecc - costituendo il nucleo forte del core business - dovrebbero essere inseriti nella "good company". Ma allora si creerebbe la paradossale situazione per cui una nuova società, che non può proprio essere considerata "in crisi", si troverebbe a dover gestire alcune migliaia di cassintegrati. Se invece dovessero essere inseriti negli organici della "bad company" (la vecchia Alitalia), allora rischierebbero di restare senza ammortizzatori sociali dopo solo due anni, quando la società verrà sciolta. Ma ne sono stati "promessi e garantiti" ben sette, non solo due. Confusione a parte, il dejà vu emerge anche dal piano industriale. In pratica una fotocopia - tranne il "network" aeroportuale descritto in quello nuovo - di quello a suo tempo preparato da Air France: una compagna regionale incentrata sul mercato domestico. Anche i numeri degli "esuberi" sono, comprendendo tutto il perimetro aziendale, di fatto equivalenti. Il "partner straniero" è assolutamente lo stesso: Air France (a meno di improvvisi e tardivi ripensamenti da parte di Lufthansa). Ultimo particolare. Ieri l'amministratore delegato di IntesaSanPaolo, Corrado Passera, il vero motore immobile di questo nuovo tentativo di salvataggio, ha affermato da Rimini che "l'accordo con i sindacati è necessario per il piano". E anche i tempi indicati sono stretti: "le prossime 4-5 settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no". Una ripetizione esatta della trappola preparata qualche mese fa da Tommaso Padoa Schioppa, che pretese una trattativa rapida, con una "pistola puntata alla tempia" dei sindacati. Se a questa visione avviciniamo i volti dei protagonisti della "cordata italiana" - imprenditori che non fanno mistero di fare riferimento a partiti politici opposti, a partire dal presidente della Cai, Roberto Colaninno) - sorge il sospetto che questa soluzione sia in fondo sostanzialmente "bipartisan", ancorché cavalcata dal solo Berlusconi. I sindacati sono stati convocati per lunedì sera nella sede del ministero del lavoro, in via Flavia. Ufficialmente si dovrà discutere del "piano" e non solo degli "esuberi". Se fosse vero la sede istituzionale giusta sarebbe stata palazzo Chigi. E' chiaro che il governo sta mandando un chiaro segnale politico: non c'è nulla da trattare davvero. Per ora le nove sigle sindacali presenti in azienda fanno fronte comune: "Il sindacato - spiegano in una nota unitaria - non accetterà di essere relegato alla esclusiva gestione degli effetti sul lavoro di un piano sconosciuto. Rivendichiamo il diritto a confrontarci preventivamente sui contenuti industriali del progetto. Il giudizio verterà sul profilo industriale del piano di impresa".

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Lettere e interventi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-08-30 num: - pag: 23 categoria: BREVI Lettere e interventi ANOMALIE Il prezzo del metano Benzina e gasolio, bene o male, seguono l'andamento del prezzo del barile di petrolio con le anomalie che tutti conosciamo e con le differenze di rapidità nell'adeguamento dei prezzi se il prezzo del barile sale oppure scende; il metano, invece, sale sempre. Se obbedisse alle regole di mercato, il suo prezzo salirebbe in inverno quando la domanda di metano è maggiore perché i termosifoni sono accesi, e scenderebbe in estate quando i riscaldamenti sono spenti. E ci hanno anche detto che il costo al metro cubo del metano è calcolato sui mercati internazionali tenendo conto del prezzo del petrolio: che il barile sia sceso, e pure di molto, ce ne siamo accorti tutti, ma il metano non cala proprio mai! Nabla Vettori nabla.vettori@lycos.com LOTTA ALL'EVASIONE I pensionati e il fisco L'unico reddito che possiedo è una dignitosa pensione di anzianità, sono proprietario della casa in cui abito e ho sempre pagato l'Ici, il canone Rai, e tutto il resto. In questi giorni ho ricevuto dall'Agenzia delle Entrate una comunicazione di accertamento per la dichiarazione redditi del 2005. Al che mi son detto: i pensionati, ecco la nuova frontiera per la lotta all'evasione fiscale! Francesco Duina Sovere (Bg) SALVATAGGI / 1 Alitalia Possibile che da un fallimento di Alitalia alle porte, si sia passati in un attimo in una condizione in cui tutti sono felici e contenti? Alla fine non saranno i contribuenti italiani che dovranno pagare i debiti della bad company che rimane in mano a un commissario, quindi allo Stato, magari risanati a colpi di addizionali sulla benzina secondo lo schema ampiamente collaudato per la guerra d'Abissinia, il terremoto del Belice e tutti quegli altri esempi che fanno ribollire il sangue ancora oggi? Eros Marino e.marino@fastwebmail.it SALVATAGGI / 2 Malpensa In questi giorni si parla di salvare Malpensa, ma è l'aeroporto più scomodo e malservito d'Europa. è lontano da Milano (si trova a Varese) e se si atterra alle 2 del mattino come spesso accade con i voli low-cost, non si può tornare a Milano fino alle 5,30, oppure si deve spendere un capitale per il taxi. Quindi, o si garantisce un servizio a prezzi accessibili tutta la notte, o si chiude l'aeroporto dalle 1,30 alle 5,30, alla ripresa dei servizi pubblici. Le tariffe sono esorbitanti e si deve pure aggiungere il costo dei biglietti per i bus cittadini! Cristina Picco cristina-picco@libero.it CALENDARIO SCOLASTICO Durata delle vacanze La scuola elementare di mia figlia non ha ancora stabilito la data di inizio delle lezioni. Ecco una riforma che non costerebbe nulla: obbligare le scuole a rendere noto il calendario delle proprie attività entro il mese di marzo dell'anno scolastico precedente. Ne ricaverebbero vantaggi gli studenti, le famiglie, gli operatori scolastici. Inoltre, sarebbe favorita la programmazione di periodi di vacanza a minor costo a giugno e a settembre. Giuseppe Musolino Santo Stefano d'Aspromonte (RC) INCIDENTI STRADALI Coinvolti troppi Tir Gli ultimi incidenti mortali sulle strade italiane ci dicono che è necessario rivedere il complesso sistema di trasporto delle merci, sulle nostre strade circolano troppi Tir e molti di essi sono vetusti con autisti stanchi e spesso sottopagati. Sarebbe auspicabile che il governo mettesse al più presto mano a questo problema. V. Bossi v.bossi@virgilio.it OBAMA SUL TG3 Discorso in inglese John McCain ha cavallerescamente giudicato la convention di Denver con un più che netto "well done". Il "ben fatto" invece questa volta lo vorrei indirizzare al Tg3 per avere scelto di mandare in onda uno stralcio del discorso di Barack Obama in versione originale con sottotitoli in italiano. Ci lamentiamo che la conoscenza delle lingue straniere degli italiani è ai minimi termini, ma non si fa nulla per togliere il maledetto vizio delle trasmissioni doppiate. Margherita Capanna Alagna Val Sesia (Vc) Le lettere vanno indirizzate al Corriere della Sera, via Solferino 28, 20121 Milano. Fax: 02.6282.7579 E-mail: lettere@corriere.it, oppure al sito www.corriere.it. La rubrica di Sergio Romano riprenderà lunedì 1 settembre.

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Passera: Alitalia, decisivo l'accordo con i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Il rilancio Il numero uno di Intesa: in 4-5 settimane si deciderà il futuro Passera: Alitalia, decisivo l'accordo con i sindacati "Presto nuovi soci". Ad Air France forse il 20-25% Il botta e risposta con Bersani sull'impegno degli imprenditori con la pistola alla testa DAL NOSTRO INVIATO RIMINI - Dopo il sì del governo al piano di salvataggio Alitalia, l'amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera difende il "suo" progetto Fenice che è "serio, credibile, solido e la prova è la lettera di Air France per entrare come azionista". Prima di iniziare il convegno sull'economia reale al meeting di Cl, il banchiere parla con la stampa sul futuro della compagnia di bandiera e, pur sicuro del successo dell'operazione di salvataggio, lega l'entusiasmo ad alcune condizioni. "Le prossime 4-5 settimane saranno cruciali - spiega - prima di tutto l'accordo col sindacato senza il quale salta tutto, poi ci saranno le varie autorizzazioni dell'Antitrust e della autorità europee". Insomma la partita è tutt'altro che chiusa. Ma Passera non nasconde l'ottimismo. Si dice per nulla preoccupato dal giudizio di Bruxelles "perché il piano verrà presentato in tutte le sedi e credo che l'Europa possa valutare positivamente il fatto che abbiamo avuto il coraggio di commissariare la vecchia Alitalia e che apprezzerà l'ingresso di capitali privati con l'impegno a rimanere almeno cinque anni". E sul fronte del partner l'ipotesi in ambienti finanziari è che Air France già a metà della prossima settimana possa entrare, con una quota del 20-25%. Passera Ha confermato l'indiscrezione dell'interessamento di una banca straniera (la Morgan Stanley) a entrare nella newco e anticipato che nei prossimi giorni si aggiungeranno altri imprenditori alla cordata che adesso conta - Air France compresa - già 17 soci. Intesa Sanpaolo avrà il 10% del capitale con un investimento, per ora, compreso tra i 100 e i 150 milioni di euro. Risponde alle critiche di giornata. Al collega banchiere e pure lui ex McKinsey Alessandro Profumo (numero uno di Unicredit) che ha bocciato il suo piano sostenendo che la nuova Alitalia fornirà "un servizio peggiore e a prezzi più elevati ", manda a dire un secco "speriamo di no". Al ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani anche lui in mattinata al meeting - secondo il quale "alcuni imprenditori sono entrati nella cordata con la pistola puntata alla tempia ", Passera dedica più parole. "Una frase infelice - afferma - e non vera perché posso dire, avendo personalmente parlato con tutti questi imprenditori, che sono persone libere, che hanno analizzato il progetto con grande attenzione e che hanno deciso di aderire senza chiedere in cambio nulla ". Immediata la controreplica di Bersani: "Allora parliamo di moral suasion". Del piano Fenice Passera anticipa alcune proiezioni: tra due anni Alitalia potrebbe avere i conti di nuovo in ordine e che avrà più destinazioni di quante ne ha oggi. "Le sovrapposizioni con Airone verranno eliminate continua - così come quelle tra Malpensa e Linate se si avrà il coraggio di razionalizzare i due aeroporti principali di Milano". La parola ora al commissario - "a cui spetterà la gestione di tutto il contenzioso passato che non dovrà pesare nella nuova azienda" - e soprattutto alle nove sigle sindacali che finora hanno bocciato tutte le soluzioni di salvataggio. Per ora le reazioni sono caute. Il coordinatore nazionale dell'Sdl, Fabrizio Tomaselli, chiede di "conoscere il piano per intero prima di parlare di accordo" mentre il presidente di Anpac (piloti) Fabio Berti si dice "esterrefatto" per le dichiarazioni di Passera e lamenta che non ci sia stato "più coinvolgimento del sindacato nella stesura del piano". Roberto Bagnoli.

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POSTA Prioritaria (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Tempi di sopravvivenza Un orto di guerra me lo sono fatto anch'io, come quello di mio nonno ai piedi di Monte Mario, a Roma, nell'altro secolo. Ce l'ho in in paese, ricavato tra le macerie di palazzi in tufo crollati, non si sa più quando. Ci sono delle grotte, dove una volta stavano i maiali, gli davano da mangiare direttamente da casa, aprendo una botola di solito in cucina: si calava di tutto, quello che avanzava. Si sa che del maiale non si butta niente e più mangia, più ingrassa. Propinano, anche nei mercati di paese, la notizia che ha fatto troppo caldo e per questo i fichi stanno a 3 euro e gli introvabili fagiolini, arrivano anche al doppio. Tempo pochi giorni e parleranno di improvvise grandinate e gelate e ci saranno i soliti morti davvero, non importa da dove arrivi la notizia e chissà quale ordinanza autunnale entrerà in azione, dal momento che i massaggi sui litorali non saranno praticabili neanche in tardivi sensuali fine settimana. Magari Comiso a Ragusa, farà da apripista, dove la giunta ha deciso il cambio del nome dell'aereoporto: da "Pio La Torre", caduto per mano della Mafia a "Vincenzo Magliocco", caduto in Africa orientale nel 1936. E passano i giorni e mi chiedo per quale dannata ragione devo strappare le erbacce che poi quasi sempre da me è malva, quella con cui si fanno i decotti e ha i fiori tra il blu e il viola. Dicono che è invasiva, che magari non fa crescere la zucchina. L' espediente dell'orto è economia di sopravvivenza, fatto un po' con rabbia, l'erbaccia e la fatica dello strappo e un po' con amore, quando apprendi che possono convivere fiori e ortaggi e raccogli tutti e due. E riponi il surplus, al buio, per tempi peggiori, come in tempi di guerra, anche se li chiamano di pace: l'erba fa bene anche ai gatti, quelli ancora liberi e non chiusi tra quattro mura, coperte da parietaria. Quelli che salgono sui tetti, a annusare l'aria. Doriana Goracci L'occhio vuole la sua parte Come vostro lettore, fedele e appassionato, avanzo una proposta che potrà sembrare paradossale: per favore, non pubblicate la sua faccia. Ora che il governo ha scoperto le proprie carte (non che prima fossero nascoste, ma non so come spiegare altrimenti i risultati delle ultime elezioni), ora che i fondi pubblici per l'editoria sono a rischio, la scuola pubblica è a rischio, un'unità solidale tra le regioni italiane è a rischio, il rispetto dei diritti umani è - in tanti casi - a rischio, e dopo aver letto dell'ennesimo regalo di Berlusconi alle imprese (la parte sana di Alitalia ai privati, debiti e esuberi allo stato), non reggo la vista della foto di p. 6 nel manifesto di ieri, con Silvio e Colaninno che se la ridono fra loro. Anche questa è denuncia, per carità, ma nei confronti di una classe politica vanesia e dannosa, ritengo che resistere significhi dire tutto, fare vera informazione, ma senza pubblicare il volto dei protagonisti. Così almeno l'occhio avrà la sua parte. Mario Badino Alla faccia della sicurezza! Esercito per le strade, e sulle discariche, vigili in biga sulla spiagge, stiamo assistendo a una esibizione muscolare senza precedenti eppure gli scippi, gli stupri, le rapine continuano come e più di prima, Sembra più una performance di bodybuilding che serve solo a soddisfare gli occhi degli appassionati della "forza", una forza apparente né rassicurante né efficace, anzi sembra eccitare la volontà di delinquere invece che scoraggiarla. A preoccupare ulteriormente c'è un ministro della Difesa che non vede l'ora di usare i " suoi" soldatini e li vorrebbe mandare dappertutto, in vecchi e nuovi conflitti, sembra che si auspichi una guerra o, in mancanza di meglio, qualche tonnellata di immondizia in più, per poi dire: "E vai! Ora ci mando anche i "miei" soldati". Un sindaco di Roma che di fronte a un grave e odioso episodio di violenza ai danni di due turisti olandesi non trova di meglio che dire: "Se la sono cercata", tipico della cultura e della mentalità di fascisti che, guarda caso, è il partito dove, ministro e sindaco, hanno militato. Amando Mancini.

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Il blitz di Aponte dai container agli aerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Il leader mondiale Il blitz di Aponte dai container agli aerei MILANO - Ai più è sembrato un blitz quello di Gianluigi Aponte (foto). L'ingresso di uno dei leader mondiali nel trasporto navale di container nella cordata Alitalia è parsa una sorpresa. In realtà, l'imprenditore sorrentino ma con base di lavoro a Ginevra aveva fatto capire nelle settimane scorse che i suoi interessi si stavano spostando dal mare ai cieli. In maniera riservata si è fatto avanti per rilevare in asse con l'Adr (Aeroporti di Roma) dei Benetton (altri compagni di cordata in Alitalia), lo scalo di Genova. Il sessantottenne sorrentino, trapiantato da 31 anni a Ginevra, ha costruito nell'ombra un impero: oggi la sua Mediterranean Shipping Company (Msc), fondata nel 1970, è il secondo operatore a livello internazionale nel trasporto container, con 35 mila dipendenti sparsi per il mondo e un giro d'affari di 14 miliardi di dollari. Da una sua costola nel 1987 è nata Msc Crociere, con base a Napoli, una flotta di 9 navi (in arrivo l'ammiraglia, stazza 133 mila tonnellate, mega inaugurazione il 18 dicembre al molo Beverello) e un fatturato da 1 miliardo di euro nel 2008. Quasi sconosciuto alla finanza nostrana, Aponte ha sempre investito nella sua azienda, volendo toccare con mano quanto gli rendeva. Quando 40 anni fa ha scelto i trasporti via mare ha guardato lontano. E oggi è l'unico italiano che davvero conta quando si parla di globalizzazione e flussi di merci tra un'area e l'altra del mondo. Nell'ultimo periodo deve aver pensato che la "logistica" del trasporto aereo tutto sommato fa parte della sua stessa filiera. E oggi sale a bordo anche del volo Alitalia. Antonia Jacchia.

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Con la "nuova Alitalia" c'è in gioco lo sviluppo di Roma e del Lazio (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Con la "nuova Alitalia" c'è in gioco lo sviluppo di Roma e del Lazio", lo dice chiaramente il presidente della Regione, Piero Marrazzo, che sulla questione ha convocato per la prossima settimana un consiglio straordinario. Il sindaco Alemanno: "Su Fiumicino chiederò garanzie". Evangelisti all'interno.

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Rimbalzano gli immobiliari, corre Immsi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-08-30 num: - pag: 34 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Paola Pica Rimbalzano gli immobiliari, corre Immsi Ripartono i titoli del comparto immobiliare, tra i più trascurati dall'inizio della crisi subprime. Lo scatto, che non corrisponde ancora a una generale ripresa del settore ma a un recupero tecnico, è stato guidato ieri da Gabetti che ha fatto un balzo dell'11,18%, beneficiando anche, per la seconda seduta consecutiva, dei conti semestrali in pareggio. Nel sett ore, in tensione anche Aedes (+11,34%), Bastogi (+3,70%) e Risanamento (+3,47%). Il gruppo di Luigi Zunino ieri ha annunciato la cessione entro l'anno di Santa Giulia e area Falck oltre al la rinegoziazione del debito con le banche entro settembre. In chiusura, l'indice S&P Mib ha guadagnato lo 0,57%, il Mibtel lo 0,7% tra scambi sui livelli della vigilia a 3 miliardi di controvalore. Breve la prossima settimana (lunedì Wall Street chiusa per il Labor Day). Al listino, molti i rialzi nella moda e nel lusso, da Geox (4,27%) a Luxottica (+1,19%), a Bulgari (+1,04%), a Marcolin (+ 5,2%), a Tod's (+ 3,12%). Sul fronte bancario, si scalda Mediobanca (+2,78%) mentre riparte tra i soci il confronto sul cambio della governance. In recupero Bpm (+2,65%), anch'essa alle prese con le modifiche al modello societario. Ancora sulle montagne russe Seat Pagine Gialle, ieri in rialzo del 5%, Mediaset non ha risentito dell'accordo fra Rai e Lega Calcio sui diritti per la trasmissione in chiaro del campionato di Serie A e anzi ha messo in mostra un rialzo dell' 1,93%. Molto forte Immsi impegnata nella privatizzazione di Alitalia e dopo i conti semestrali: la società di Roberto Colaninno ha guadagnato un altro 4,23%. Mediaset Il titolo del Biscione (+1,9%) non ha risentito dell'accordo di Rai-Lega calcio.

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Esuberi, il piano del governo per il welfare dei quarantenni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE I dipendenti Ammortizzatori sociali: dalle hostess ai tecnici, ai piloti Esuberi, il piano del governo per il welfare dei quarantenni Sacconi: la tutela dei lavoratori? Aiutandoli a ricollocarsi ROMA - Non saranno solo i lavoratori vicini al pensionamento quelli che rischieranno il posto nella ristrutturazione di Alitalia (tra i 5 e i 7 mila esuberi) e in tutte quelle delle aziende che finiranno commissariate. Nel "mirino" del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ci sono per la prima volta anche i quarantenni: hostess, tecnici, piloti, informatici, tutti i dipendenti che Alitalia riterrà in esubero e che saranno ricollocati sul mercato del lavoro dopo un'adeguata riqualificazione. E' la prima vera applicazione massiccia del "welfare to work", cioè dell'assistenza mirata al reimpiego che punta a rivoluzionare l'universo degli ammortizzatori sociali mettendo al centro non l'accompagnamento alla pensione, ma il ritorno al lavoro. "La tutela dei lavoratori - ha spiegato Sacconi - non si realizza solo proteggendo il salario fino a un massimo di sette anni, ma anche e soprattutto attraverso un programma di ricollocamento verso altre aziende sulla base delle specifiche caratteristiche delle diverse tipologie di lavoratori interessati". Anche perché, sembra essere il filo del ragionamento, è molto più economico per lo Stato e l'impresa, trovare un altro lavoro a un hostess quarantenne che parla quattro lingue, che liquidare un lavoratore vicino alla pensione, ma ancora troppo giovane per la nostra società, perché poi non aspiri anch'egli a un altro lavoro, trovando però tante porte chiuse. E' tutto qui il senso di quella frasetta inserita nel decreto Scajola, "indipendentemente dall'età anagrafica", riferita ai lavoratori che, non solo in Alitalia, ma in tutte le imprese commissariate, da ora in poi avranno diritto al trattamento di cassaintegrazione per 48 mesi e alla mobilità per 36 mesi. Non sarà più il criterio dell'età a fare da bussola nell'individuazione degli esuberi ma quello dell'effettivo bisogno dell'azienda ristrutturata. Perciò se a risultare in esubero saranno i più giovani, saranno loro a uscire, impegnandosi in un programma di riqualificazione. Una rivoluzione che metterà alla prova il lavoratore cui l'agenzia per l'impiego del suo territorio farà firmare un "patto di servizio", strumento inserito nel Protocollo sul Welfare, firmato sotto il governo Prodi: sussidio in cambio dell'impegno alla riqualificazione. E se il lavoratore rifiuta il percorso, c'è la perdita del sussidio. Per i sindacati, che pure quel Protocollo hanno firmato, ci sarà molto da spiegare ai lavoratori più giovani in Alitalia che finora avevano pensato che la ristrutturazione tagliasse solo i colleghi pensionabili. Ieri le nove sigle convocate da Sacconi lunedì hanno puntualizzato che non intendono discutere solo di ammortizzatori sociali, ottenendo dal ministro l'assicurazione che la discussione sarà "a tutto campo ". I più intransigenti paiono i piloti: "Aspettiamo di vedere il piano - dice Fabio Berti, presidente dell'Anpac - , se non ci piacerà, la nostra reazione sarà molto dura. Non abbiamo paura di restare con il cerino in mano. Andremo fino in fondo anche a costo di scontrarci con l'opinione pubblica". Antonella Baccaro Augusto Fantozzi.

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Siniscalco torna sul <dossier> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE L'ex ministro del Tesoro Siniscalco torna sul "dossier" MILANO (f. fub.) - Sono passati mesi da quando per Morgan Stanley, la banca d'affari Usa, per la prima volta si è avvicinata alla partita per Alitalia. E anche oggi la banca guidata in Italia dal vicepresidente per l'Europa Domenico Siniscalco (nella foto) ha il dossier ben aperto sul tavolo. Insieme ad alcuni punti fermi. Il primo è che il progetto di Roberto Colannino, futuro presidente della Nuova Alitalia, appaia credibile. Il secondo è però che il "lock-up", il vincolo ai soci a non vendere la propria quota per cinque anni, sembra molto stringente. Tanto più, per una banca abituata a muoversi rapidamente sui mercati. Anche per questo Morgan Stanley non avrebbe ancora deciso se entrare nella cordata e, nel caso, per non oltre 50 milioni di euro.

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Il prezzo più alto lo pagherà Roma, questo è evidente. Ancora non conosciamo ne (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Il prezzo più alto lo pagherà Roma, questo è evidente. Ancora non conosciamo nel dettaglio il piano Fenice. Lunedì comincerà il confronto. Ma non ci sono molti dubbi sul fatto che una fetta consistente degli esuberi peserà sul nostro territorio. Per questo da uno a cento il nostro livello di preoccupazione è uguale a cento". Marco Guerci, segretario laziale di Filt Cgil, proviene da uno di quegli asset - il polo delle manutenzioni pesanti di Alitalia - su cui pende un punto interrogativo. "Pensare - spiega - che è l'unico polo di questo tipo in Italia, con grandi professionalità. Sette-otto mesi fa cacciavamo i clienti... Dovrebbe essere messo in vendita dalla bad company, ma sul futuro che attende i lavoratori non si sa nulla. E non basteranno certo gli ammortizzatori sociali, i sette anni di cui si parla. Si tratta di quarantenni e cinquantenni, che non possono arrivare in questo modo alla pensione". Ridimensionare la presenza di Alitalia a Roma rischia di pesare due volte: anche sull'indotto. "Faccio sempre un esempio - racconta Guerci - Chiedo: chi farà il catering della nuova compagnia? Che ne sarà di questi lavoratori? La lista potrebbe essere ancora molto lunga. Altre incognite riguardano i lavoratori di Airone, dove ci sono molti contratti a tempo determinato. Altro esempio: la società che fa handling per Airone che futuro avrà?".

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Stato d'insolvenza, arriva il commissario (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Il duello Malpensa-Fiumicino, possibile potenziamento di Roma. Resta l'opzione British Stato d'insolvenza, arriva il commissario ROMA - Alitalia getta la spugna e il governo l'affida al commissario Augusto Fantozzi. Ieri il consiglio d'amministrazione, presieduto per l'ultima volta in 5 mesi da Aristide Police, ha esaminato i conti del primo semestre per poi chiedere al Tribunale di Roma di dichiarare lo stato d'insolvenza. Con un indebitamento che al 31 luglio ammontava a 1.172 milioni, una disponibilità di cassa ridotta a 341 milioni e un prestito da 300 milioni, accordato dallo Stato, da restituire, il cda non ha avuto scelta. La conseguente richiesta di ammissione al commissariamento è stata subito accolta da Silvio Berlusconi che ha nominato Fantozzi. A questo punto spetta alla Compagnia aerea italiana, cioè ai 16 soci della newco, avanzare la proposta di acquisto relativa a alcuni beni della compagnia, forse contestualmente a quella che sarà inviata Air One, destinata anch'essa alla cessione di alcuni asset e alla successiva fusione. Ieri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha incontrato il capocordata Roberto Colaninno, ricevendo rassicurazioni su Fiumicino "che non verrà ridimensionata anzi lo scalo dovrebbe essere ampliato al punto di raddoppiare in termini di voli e infrastrutture ". L'imprenditore avrebbe accennato alle trattative con i potenziali partner stranieri, che comprenderebbero anche British Airways. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha invece inviato una lettera al governo chiedendo la convocazione del "tavolo" sulla città. "Abbiamo avviato un percorso costellato di sacrifici - ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola - ma che ritengo in tempi brevi possa arrivare al successo. Spero col consenso di tutti". Ma l'opposizione non demorde. "è un'operazione - ha osservato Andrea Martella, ministro- ombra alle Infrastrutture e ai trasporti del Pd - che scarica sui cittadini debiti e costi: si costruisce con procedure ad hoc, facendo venir meno le regole dell' Antitrust e rischiando di aprire un contenzioso a livello europeo, una società sulla quale imprenditori privati avranno la possibilità di fare degli utili". A. Bac.

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Sgomberate le baraccopoli lungo le sponde dell'Aniene, tra il II e il IV Municipio. Blitz, l (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Sgomberate le baraccopoli lungo le sponde dell'Aniene, tra il II e il IV Municipio. Blitz, l'altra notte, dei militari dell'esercito insieme alla polizia per smantellare le favelas sorte lungo il fiume e controllare le persone che vi si erano insiediate. "Un'operazione - spiega il presidente del IV, Cristiano Bonelli - partita all'indomani della serie di controlli avviati dagli agenti e dai militari per verificare i nuovi e vecchi insediamenti irregolari nati nell'area". Quindici romeni sono stati identificati, su due di loro gravava già un provvedimento d'espulsione. Intanto, è rivolta tra i residenti della Collina Alitalia, alla Magliana per la presenza di nomadi. Panarella all'interno.

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<Binario privilegiato per i creditori di AirOne> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-30 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE L'avvocato Gianni "Binario privilegiato per i creditori di AirOne" MILANO - "I creditori di AirOne potrebbero trovarsi in una situazione migliore rispetto a quelli di Alitalia". L'avvocato Francesco Gianni, dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo & Partners, che ha seguito il caso Parmalat proprio durante il commissariamento, ieri era a Parigi per una conferenza su questi temi. Quindi ci sarà un doppio binario? "Sono situazioni diverse: AirOne non è insolvente, è in bonis. La cessione si potrebbe configurare come cessione di ramo d'azienda o conferimento e in questi casi, salvo accordi contrari, la legge è chiara: i debiti seguono gli attivi nella good company. Dunque rispetto ai creditori Alitalia che finiranno nella bad company, quelli di AirOne potranno contare su maggiori risorse e una società nuova". Ma come potranno proteggere la Nuova Alitalia da cause e revocatorie? "Se gli attivi fossero ceduti passerebbero nella good company anche le revocatorie. Quindi la good company sarebbe titolata a continuare le revocatorie con l'anomalia che le banche che sono diventate socie si troverebbero a subirle". Non sarà un secondo caso Parmalat... "Quella situazione evidentemente ha dato molto fastidio al sistema bancario". Lo Stato non rischia di essere chiamato in causa per il prestito ponte? "Si potrebbe sostenere che quando il prestito era stato concesso ed erogato la società fosse già decotta aggravando il dissesto. Se fosse una banca si potrebbe intentare una causa per danni. Ma contro il Tesoro sarebbe la prima volta". Massimo Sideri Francesco Gianni.

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Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, lo dice con fermezza: Qui c'è in gioco (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il presidente della Regione, Piero Marrazzo, lo dice con fermezza: "Qui c'è in gioco lo sviluppo di Roma e del Lazio. Il sistema aeroportuale regionale puntava a uno sviluppo di Fiumicino con cinquanta milioni di passeggeri annui, a uno scalo low cost a Viterbo con otto milioni. Il ridimensionamento di Alitalia rimette tutto in discussione, addirittura ci costringerebbe a ipotizzare che i voli di Ciampino finiscano a Fiumicino. Non solo: quando parliamo di 5-6000 esuberi, dobbiamo pensare che graviteranno in gran parte su Roma. E che è una cifra che va moltiplicata, se contiamo anche l'indotto". Incognita "nuova" Alitalia. E' preoccupato anche il sindaco Gianni Alemanno, che ieri mattina ha incontrato il presidente della futura compagnia, Roberto Colaninno: "Abbiamo impostato il metodo di gestione della vicenda, insieme a lui. Ci sarà un confronto, continuo. Ma parallelamente parleremo anche con il Governo, ho già preso contatti con Gianni Letta". Dal Partito democratico l'hanno accusata di eccessiva timidezza nella reazione... "Io non sono titubante, tutt'altro - replica Alemanno - Di certo, però, non ho un pregiudizio ideologico. Sono favorevole al fatto che la compagnia di bandiera resti italiana. Ma sarò fermissimo nel chiedere garanzie sullo sviluppo dell'aeroporto di Fiumicino". "Sono disponibile - ha aggiunto il senatore Cesare Cursi, presidente della commissione industria - a partecipare a qualsiasi tavolo istituzionale che il sindaco vorrà istituire a difesa della filiera produttiva del territorio laziale e romano". Il cielo sopra Fiumicino, appunto, all'indomani del via libera alla "nuova" Alitalia. Di fronte a scenari preoccupanti, ipotesi di tagli - di rotte, non solo di personale - si rimette in discussione anche il piano di investimenti del Leonardo Da Vinci? Non proprio, perché comunque il piano di Adr prevedeva tre scenari, con Alitalia, senza Alitalia o con una presenza ridimensionata di Alitalia. Ad Aeroporti di Roma non parlano ufficialmente, ma c'è chi ricorda che in occasione della prima "fuga" di Alitalia a Malpensa gli effetti sulla crescita dello scalo furono molti limitati, l'incremento del numero dei passeggeri è proseguita. Anche perché Roma, rispetto a Milano - almeno questa è la tesi del partito pro Fiumicino - può contare su una richiesta equilibrata tanto per l'outgoing (chi parte da Roma) tanto per l'incoming (chi viene a Roma, turisti in primis). Attualmente - depennando i voli in code sharing gestiti da altre compagnie - Alitalia copre 80 destinazioni da Fiumicino, con 21 voli nazionali e 22 per altri continenti. Airone ha 42 destinazioni, di cui quattordici nazionali, il resto europee. Nella nuova "Alitalia", in cui si fonderanno le due compagnie, lo scenario più favorevole a Fiumicino abbassa sensibilmente il totale delle destinazioni (si arriva a 74), diminuisce i voli intercontinentali (16) e fissa a 24 le destinazioni nazionali. Nel secondo scenario ipotizzato, però, con Malpensa privilegiata, il taglio delle rotte Airone+Alitalia è molto più drastico, riduce a 44 le destinazioni in totale, con appena quattro voli intercontinentali. "Ma oggi, fino a quando non si conoscerà il partner internazionale, è impossibile fare previsioni", avverte Alemanno. Se sarà Airfrance, Fiumicino potrebbe uscirne meglio... "Non è detto - spiega il sindaco - perché Lufthansa potebbe nutrire interesse ad avere un aeroporto forte nel sud dell'Europa. E comunque c'è anche British in ballo. Io resto a ciò che mi ha risposto Colaninno: mi ha assicurato che non ci sarà un ridimensionamento della presenza a Fiumicino". Marrazzo è meno ottimista ("sento tanto odore di Alimalpensa..."). Per la prossima settimana è stato convocato un consiglio regionale straordinario, presto si riunirà anche il tavolo permanente sulla vicenda aeroporti, a cui parteciperà anche il sindaco. "Ma una cosa deve essere chiara - avverte Marrazzo - Io ho sempre collaborato con il Governo, non ho mai alzato la voce come sono abituati a fare in altre parti d'Italia. Ma su una vicenda come questa, che mette in gioco il futuro di Roma e del Lazio, sono pronto a una battaglia dura, a chiamare a raccolta i cittadini, le parti sociali, tutte le istituzioni". M.Ev.

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Proseguono senza sosta le operazioni di controllo del territorio da parte delle forze di pol (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ELENA PANARELLA Proseguono senza sosta le operazioni di controllo del territorio da parte delle forze di polizia e dell'esercito nell'ambito del patto Roma Sicura. La scorsa notte è stato smantellato un vero e proprio accampamento lungo le sponde dell'Aniene al confine tra il II e il IV Municipio. Sono iniziati così gli interventi di controllo degli insediamenti lungo il fiume da parte degli agenti dell'ufficio prevenzione generale della Questura, del gabinetto interregionale di polizia scientifica, dell'esercito e dell'Ardis (polizia idraulica regionale), dirette da Raffaele Clemente con l'ausilio del colonnello dell'esercito Gaudino. Il blitz, ha portato all'identificazione di 15 persone di nazionalità romena, accompagnati presso l'ufficio immigrazione per la trattazione ed i rilievi dattiloscopici. Durante i controlli due cittadini romeni sono stati accompagnati con procedura d'urgenza al Cie (Centro di identificazione ed espulsione) perché risultati pregiudicati con precedenti di riduzione in schiavitù, l'uno, e di violenza sessuale di gruppo, l'altro. Tutti gli altri, denunciati in stato di libertà per occupazione di terreno demaniale. "Dal 2 agosto, diciotto pattuglie al giorno stanno monitorando il territorio e le sponde del fiume - spiega il presidente del IV Municipio, Cristiano Bonelli - L'operazione della scorsa notte è frutto di settimane di controllo. Alcuni giorni fa, due giovani romeni, avevano svaligiato una tabaccheria a Montesacro, durante questi giri di controllo è stata recuperata la merce e identificato i responsabili in uno dei vari insediamenti. Il pattugliamento continuo ha portato sicuramente ad ottimi risultati, molte persone che solitamente vivevano accampate in piccoli insediamenti, si sono allontanate dal territorio. Ma c'è ancora tanto da fare. Per il nostro municipio il tasto dolente resta sempre quello della prostituzione, anche se ci stiamo avvicinando a nuove e spero definitive soluzioni". E intanto dall'altra parte della città, alla Magliana, da settimane alla collina Alitalia e i residenti del comprensorio Altamira vivono in balia di atti di vandalismo da parte dei nomadi che si sono trasferiti da Corviale. "Nella Commissione Sicurezza abbiamo parlato della necessità di sgomberare quell'area e ripristinare la legalità in un quadrante che, ad oggi, risulta però ancora interessato dal censimento della Cri disposto dal Prefetto di Roma", ha sottolineato il presidente della Commissione Sicurezza del Comune, Fabrizio Santori. "La zona, già appesantita dalla presenza dei campi illegali di via Morselli e via Testoni, dovrà essere oggetto di intervento delle forze dell'ordine, portando ulteriormente l'attenzione delle Istituzioni, soprattutto alla luce degli ultimi fatti di Ponte Galeria, anche nelle zone periferiche e ancora non totalmente urbanizzate della città".

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<Fiumicino sarà raddoppiato> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Verso un vertice a tre: il sindaco, Marrazzo e Zingaretti. Si cerca un fronte comune "Fiumicino sarà raddoppiato" Alemanno: "Colaninno me lo ha assicurato". Mercoledì Consiglio regionale Ma non mancano le polemiche. Per Luigi Nieri (Prc) "il Governo è stato incapace di gestire questa vicenda". Mentre la Uil Lazio denuncia le politiche del Comune: "Speculare sulla città insicura a fini elettorali ha danneggiato l'azienda del turismo" "Fiumicino sarà raddoppiato: come voli, come infrastrutture e collegamenti". Gianni Alemanno, ieri mattina, ha incontrato in Campidoglio Roberto Colaninno. E, al termine del colloquio informale, il sindaco ha raccontato i contenuti del confronto. "Mi ha assicurato - dice Alemanno - che non ci saranno passi indietro per l'aeroporto, che anzi sarà ampliato e non ridimensionato. Il dualismo con Malpensa? Colaninno mi ha spiegato che ci sarà una complementarietà tra i due aeroporti". La Lega, però, scalpita: "è evidente che vogliano favorire Malpensa, ma la stessa cosa la fanno anche Roberto Formigoni e il sindaco Letizia Moratti. Ma i parlamentari romani del Pdl faranno la loro parte...". Alemanno e Colaninno avrebbero anche ragionato del perchè Fiumicino è così importante: Malpensa è in concorrenza con i grandi aeroporti europei, Roma può essere il centro dei voli del Mediterraneo. Si è parlato anche di esuberi e ricadute occupazionali sulla Regione? "Ho chiesto a Colaninno di aprire un tavolo con gli enti territoriali e lui me lo ha assicurato. Sugli esuberi c'è un impegno del governo e della bad company di non lasciarli a terra. Assorbirli noi? E come facciamo con 60 mila dipendenti? ". Il sindaco si è attivato anche col Governo: "Ho chiesto un incontro a Gianni Letta e ai ministri Altero Matteoli (Infrastrutture) e Maurizio Sacconi (Welfare). Ci vedremo tra una decina di giorni". Alemanno è "disposto ad uno schieramento comune con Regione e Provincia: basta però che non ci siano posizioni preconcette". Ad inizio della prossima settimana, contatto con Piero Marrazzo e Nicola Zingaretti: "Ci sentiremo per decidere la nostra strategia: se ci sarà bisogno di alzare la voce col Governo non mi tirerò indietro". Possibile un vertice, coinvolgendo anche il sindaco di Fiumicino Mario Canapini. Mercoledì, alla Pisana, consiglio regionale straordinario al quale parteciperà anche il Comune. Alemanno, però, sarà in Terra Santa con altri deputati del Pdl. Al suo posto, il vice sindaco Mauro Cutrufo. E le polemiche di questi giorni? Enzo Foschi, consigliere regionale del Pd, ha ironizzato sui dati anagrafici del sindaco: "Alemanno ha un cognome che evoca guerre contro Roma". E Luigi Nieri, (Prc), assessore al Bilancio della Regione, ha criticato il Governo "incapace di gestire la situazione: così 10 mila lavoratori rischiano il posto ". Anche i sindacati sono scesi in campo: "Speculare a fini elettorali sulla città insicura ha danneggiato il turismo", scrive in una nota la Uil Lazio. Mentre per Marrazzo "c'è odore di Alimalpensa" Alemanno replica: "Polemiche strumentali. Tutti parlano senza aver letto le carte del nuovo piano. E Foschi stia tranquillo: sono un alemanno ormai naturalizzato a Roma...". Ernesto Menicucci Sindaco Gianni Alemanno.

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Dopo un'analisi dei conti semestrali e sulla continuità aziendale il consiglio di amminist (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Razione di Alitalia ha dovuvo prendere atto di una situazione d'impotenza, strutturale e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie all'attività. La dichiarazione dello stato di insolvenza è anche il presupposto per l'ammissione all'aministrazione straordinaria, così come previsto dalle norme della nuova legge Marzano. Con l'avvio della procedura, la compagnia può avviarsi verso la scissione e il rilancio delle attività strategiche.

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Uno dei primi atti del nuovo governo è il decreto col quale si affida a Banca Intesa Sanpaolo l (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

A redazione di un nuovo piano. Nel frattempo Alitalia sopravvive con un'iniezione di 300 milioni assicuratale dal Tesoro.

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Vertice a tre per costruire un fronte unico istituzionale (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Alemanno apre a Marrazzo e Zingaretti Vertice a tre per costruire un fronte unico istituzionale "Colaninno mi ha detto che Fiumicino sarà raddoppiato". Gianni Alemanno racconta i contenuti dell'incontro col presidente della nuova Alitalia. Il sindaco si è detto "disponibile alla collaborazione con Regione e Provincia, purché non ci siano posizioni preconcette". Mercoledì consiglio regionale straordinario, ad inizio settimana possibile incontro tra Alemanno Marrazzo e Zingaretti. Non mancano le polemiche. Per Luigi Nieri (Prc) "il governo non sa gestire la faccenda". E per la Uil "speculare su Roma insicura ha danneggiato il turismo". A PAGINA 2 Ernesto Menicucci.

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Lunedì scorso Banca Intesa riunisce a Milano il gruppo di azionisti privati che dovranno compra (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Scorso Banca Intesa riunisce a Milano il gruppo di azionisti privati che dovranno comprare le parti "buone" di Alitalia e Air One. I debiti e gli esuberi, invece, verranno concentrati in una "bad company" da liquidare.

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ROMA Si conoscerà domani, nell'incontro con i sindacati, il numero degli esuberi legati a (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Ll'operazione nuova Alitalia. Lo ha indicato il ministro del Lavoro Sacconi. "Ci siamo preoccupati di garantire il reddito per un periodo adeguatamente lungo" ha aggiunto Sacconi. Ma i sindacati, pur confermando la propria presenza al tavolo, non vogliono che il confronto sia limitato agli esuberi, ed anzi chiedono che si inizi invece dal piano industriale. In una nota congiunta, le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl trasporti, SdL trasporti, e le presidenze di Anpac, Unione piloti, Anpav e Avia osservano che quella di lunedì "sembra una convocazione diversa da quella che servirebbe: non a Palazzo Chigi sul piano industriale, ma al ministero del Lavoro, e non è un problema formale. Tale incontro infatti non può che prendere in esame la strumentazione degli ammortizzatori sociali a disposizione. La nostra posizione è nota: non abbiamo alcuna intenzione di accettare un confronto esclusivamente circoscritto alla gestione degli esuberi. Il sindacato non accetterà di essere relegato alla esclusiva gestione degli effetti sul lavoro di un piano sconosciuto". Nel merito degli esuberi entra invece la Cgil. Il piano per salvare Alitalia "non è condivisibile per ridimensionamento del perimetro aziendale, la dotazione delle macchine e di conseguenza per il numero di esuberi che, se confermati, non sarebbero gestibili anche attraverso ammortizzatori sociali ad hoc" ha detto il segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso. Intanto nella gestione degli esuberi sembra avere un ruolo-chiave il programma Pari ("Programma d'azione per il reimpiego dei lavoratori svantaggiati"), che negli ultimi due anni ha permesso di ricollocare circa 11.000 persone. Lo spiega Natale Forlani, amministratore delegato di Italia Lavoro, l'agenzia tecnica del ministero. "All'interno del programma - ricorda Forlani -esiste una linea dedicata proprio alle crisi emergenziali, come è appunto quella di Alitalia. È chiaro che crisi come quella che sta investendo la compagnia aerea hanno un impatto sociale elevato e quindi richiedono attenzione particolare, ma la linea di intervento esiste già ed è già strutturata".

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MILANO - E dei punti Mille Miglia, che ne sarà con la Nuova Alitalia? Resterà in piedi il (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Famosissimo programma di fidelizzazione della compagnia di bandiera che ha di recente festeggiato i 15 anni dalla nascita? A giudicare dai risultati del sondaggio elaborato dallo Iata nel 2007 e citato a pagina 110 del piano Fenice messo nero su bianco da Intesa Sanpaolo, il programma, che è stato appena rinnovato per tre anni e scadrà a fine dicembre 2010, sembrerebbe destinato ancora a lunga vita. Se, come appunto testimonia la ricerca condotta dallo Iata, tanto successo riscuotono in tutto il mondo i programmi che consentono, volando, di accumulare miglia. Punti premio che danno la possibilità, con regole che variano a seconda dei diversi programmi, di avere biglietti gratis (con il solo pagamento delle tasse). Il sondaggio sulle abitudini dei viaggiatori parla chiaro. E il piano definitivo illustrato lunedì 25 agostro da Intesa Sanpaolo e da Rocco Sabelli ai principali nuovi investitori, cita numeri precisi: il programma fedeltà (frequent flyer) è il primo elemento di scelta del volo per chi viaggia per lavoro(viaggiatori business) ed è il secondo, dopo il prezzo, per chi viaggia per piacere(leisure). Su 100 passeggeri che viaggiano in business ben 28 scelgono il volo sulla base del programma fedeltà che solitamente consente anche di accumulare miglia in albergo, noleggiando auto, telefonando o utilizzando alcuni servizi finanziari. Degli stessi 100 passeggeri solo 14 sono interessati alla puntualità. Mentre solo 9 scelgono la compagnia con cui volare sulla base degli standard di sicurezza. G. Leo.

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All'indomani dell'entrata in vigore del decreto che rivede la legge Marzano, il cda dell&# (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

All'indomani dell'entrata in vigore del decreto che rivede la legge Marzano, il cda dell'Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza, avviando la procedura che trasferirà le attività alla nuova società.

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ROMA - Ultimo atterraggio per la vecchia Alitalia: con 314 milioni di liquidità rimasta (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - Ultimo atterraggio per la vecchia Alitalia: con 314 milioni di liquidità rimasta in cassa a luglio e 1.172 milioni di indebitamento (esclusi i 300 milioni del prestito ponte) la compagnia di bandiera chiede l'ammissione all'amministrazione straordinaria, nuova legge "Marzano" alla mano. E' l'ultimo atto firmato dal consiglio di amministrazione guidato da Aristide Police. Lo stesso che ieri ha messo nero su bianco lo stato di insolvenza che sarà valutato dal tribunale di Roma. Dunque è deciso: il testimone passa al commissario straordinario, Augusto Fantozzi. Il decreto di nomina del presidente del Consiglio e del ministro dello sviluppo economico è arrivata a stretto giro di posta per l'avvocato tributarista, subito dopo la riunione dell'ultimo consiglio di amministrazione di Alitalia che non è neppure stato in grado di approvare il pesante bilancio del primo semestre 2008. Gli ultimi documenti del gruppo parlano di una perdita prima delle imposte di 214 milioni nel primo trimestre, ma nel dossier inviato a Palazzo Chigi per l'ammissione alla nuova Marzano ci sarebbero perdite intorno ai 350 milioni. Da questa situazione partirà in tempi stretti il commissario Fantozzi prima di procedere alla scissione di Alitalia: da una parte gli asset strategici da cedere alla newco guidata da Roberto Colaninno e, dall'altra, la "bad company" da gestire sotto il cappello dell'amministrazione straordinaria, esuberi compresi. Nel frattempo Bruxelles avrà il tempo di esaminare il dossier con tutte le disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi, Alitalia compresa. Il fascicolo è arrivato sempre ieri negli uffici della Commissione europea, che già nei prossimi giorni potrebbero fornire prime indicazioni al riguardo. In generale la configurazione del provvedimento dovrà risultare compatibile con le norme europee che salvaguardano la concorrenza e vietano gli aiuti di Stato, salvo limitate eccezioni. Non solo. Anche le condizioni di trasferimento degli slot, la vendita diretta degli asset e la limitazione dei poteri d'intervento dell'authority antitrust potrebbero essere oggetto di confronto tra Roma e Bruxelles. Sicuro della legittimità del decreto in base alle norme Ue è il ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. Che pure sottolinea l'importanza di un progetto apprezzato da Air France e sottoscritto da imprenditori "non certo dell'ultima spiaggia, ma fior di industriali che hanno messo il loro nome e i loro soldi". "Altro che imprenditoria pigra", dice da parte sua il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli: "Credo che Alitalia si avvii verso la salvezza". Ma sullo sfondo si fanno ancora sentire le critiche dell'opposizione alla procedura messa in moto dal governo. "Berlusconi è stato il problema di Alitalia, non la soluzione, sin quando ha governato dal 2001 al 2006", sostiene il ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani, al meeting di Rimini, dove ha spiegato che "al 2001 Alitalia valeva 10 euro, contro il valore di un euro nel 2006". Non solo: a fronte di una compagnia palesemente più piccola e domestica", creditori, azionisti e fornitori "ieri avevano un certo numero di garanzie che oggi non hanno più". Ora, dunque, "dobbiamo combattere, mettendoci al fianco dei lavoratori, dei risparmiatori, dei consumatori e delle piccole imprese che dalla soluzione trovata escono danneggiati", conclude Bersani. Critiche da rispedire al mittente per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: "Da Veltroni a Rutelli la sinistra ne aveva dette di tutti i colori sull' Alitalia: cordata immaginaria, fantasie di Berlusconi... e ora smentiti dai fatti dovrebbero avere almeno il coraggio di tacere".

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Collina Alitalia e Altamira Auto distrutte a sassate (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Baby-gang nomadi imperversano Collina Alitalia e Altamira Auto distrutte a sassate Auto col parabrezza sfondato dai lanci di sassi delle baby-gang di ragazzni nomadi, e carrozzerie sfregiate. I figli degli sfollati di Corviale terrorizzano residenti e impiegati del comprensorio Altamira sulla Collina Alitalia. Nel piazzale adibito a parcheggio davanti al palazzo della compagnia di bandiera, dove lavorano dipendenti di molte altre società, si sono accampati una quarantina di bosniaci che hanno reso impossibile la vita ai romani che abitano nella zona a due passi da Muratella, e vicinissimo all'area di Ponte Galeria, teatro dell'efferata violenza alla coppia di turisti olandesi, consumatasi tra la notte di venerdì e sabato della scorsa settimana. Qualche giorno prima, proprio alle spalle del parcheggio era anche scoppiato un violento incendio che aveva reso necessario persino i lanci d'acqua dall'aereo. Ieri, l'emegenza ad Altamira e sulla Collina Alitalia è finita all'esame della commissione Sicurezza urbana. "Da diverse settimane la collina Alitalia e i residenti del comprensorio Altamira vivono quotidianamente in balia di atti di vandalismo e di illegalità da parte dei nomadi trasferitisi da Corviale" conferma il presidente, Fabrizio Santori, che ha annunciato "l'urgente necessità di sgomberare l'area e ripristinare la legalità in un quadrante che, ad oggi, risulta però ancora interessato dal censimento della Cri disposto dal Prefetto di Roma". "Alla Collina Alitalia - prosegue Santori - hanno oggi le proprie sedi nazionali alcune tra le più grandi aziende multinazionali: Alitalia, Mazda Italia, Rover Italia, Eurobet Italia, che contano diverse centinaia di dipendenti, tra cui numerose donne, che parcheggiano l'auto a pochi passi dal nuovo stanziamento abusivo e che escono dal proprio ufficio anche in orari notturni in una zona isolata". "La zona, già indubbiamente appesantita dalla presenza dei campi illegali di via Morselli e via Testoni - aggiunge Santori - dovrà essere necessariamente oggetto di intervento delle forze dell'ordine". "Siamo in attesa di un'audizione del commissario straordinario all'emergenza rom, prefetto di Roma Carlo Mosca, o di un suo delegato - conclude - per sostenere con ogni mezzo l'azione di ripristino della legalità nelle aree occupate abusivamente, soprattutto a seguito del blocco degli sgomberi disposto dalla Prefettura. Nel frattempo non possiamo esimerci dal denunciare la formazione di nuovi insediamenti che minano il rapporto tra le istituzioni e i cittadini desiderosi di un cambiamento". G. M. Col.

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CORTINA D'AMPEZZO - Le vacanze a Cortina? Si fatica più che a Roma. Prendete il preside (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di DAVIDE DESARIO CORTINA D'AMPEZZO - Le vacanze a Cortina? Si fatica più che a Roma. Prendete il presidente della Lazio Claudio Lotito: all'ombra del Colosseo lavora come un matto ma con le comodità dell'ufficio, la segretaria che gli filtra le telefonate, il suo staff che scatta ad ogni richiesta. In questi giorni che sta trascorrendo nella sua bella villa nella perla delle Dolomiti, invece, deve fare tutto da solo. Ci riesce benissimo, ma che fatica... Cammina per corso Italia con un cellulare all'orecchio sinistro e un altro al destro: contratta calciatori dall'altra parte del mondo, si informa sulla querelle Alitalia, dà appuntamenti ai tavolini dei bar più esclusivi, non perde di vista il sindaco Alemanno, organizza cene e incontri nei ristoranti più esclusivi. Tutto camminando senza mai fermarsi. Una preparazione atletica più che da presidente da centravanti di razza. Giornate intense anche per il giornalista Enrico Mentana. Matrix? Scoop? Macché. A far sudare settecamicie al Chicco nazionale è il suo secondo lavoro, quello di papà. Mentana, infatti, ogni giorno con la sua inseperabile felpa blu, scende dalla villa dove risiede, e porta il figlio a giocare nella "conchiglia" di legno di piazza Venezia oppure in quota come l'altro giorno quando ha raggiunto il rifugio Scoiattoli al Cinque Torri oppure l'Averau (duemila metri!). Corri, scatta, apri il passeggino, chiudi il passeggino. Forse più faticoso di un faccia a faccia Veltroni-Berlusconi. Sicuramente più piacevole. Più fatica che relax anche per l'imprenditore Stefano Palombini,il patron del caffè Buscaglione a Cortina è un perfetto dog-sitter. Non è difficile incontrarlo per sentieri d'altura o nelle baite (la sua preferita è Baita Fraina per via delle frittelle ai mirtilli) con al guizaglio i suoi due splendidi cani, Stella e Nuvola, e all'orecchio ovviamente il cellulare per continuare a gestire produzione e distribuzione di caffè. Quest'estate Cortina ha fatto rima con lavoro anche per gli scrittori Roberto Gervaso e Enrico Vanzina. Il regista ha infatti presentato alla manifestazione Cortina InConTra (a proposito, che accoglienza per Lino Banfi che oggi salirà sul palco della manifestazione) il suo ultimo libro: "Commedia all'italiana" e da quel giorno non appena è uscito per una passeggiata è stato fermato da lettori, soprattutto romani e romanisti, che per autografi e dediche. Tant'è che Vanzina ha deciso di lasciare libri già con dedica nella principale libreria di Cortina. Almeno così riesce ad alzare la testa e a gustarsi quelle cime e quelle vette che lo hanno visto crescere e divertirsi. Affari in vacanza anche per l'industriale, fondatore di Geox, Mario Polegato: nonostante la t-shirt variopinta, il marsupio e gli scarponcini seduto al rifugio Aurelio a Passo Giau, davanti ad un fumante piatto di porcini alla pistra, non perde occasione di brindare al business con una parther stranieri.

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La Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-30 num: - pag: 57 categoria: REDAZIONALE La Moratti: caso Linate, intervenga Berlusconi Altolà del sindaco al governo: sì al ridimensionamento, ma Malpensa dovrà crescere. Subito il Tavolo Milano Il sindaco: più tutele per Milano, ma nessun conflitto con Roma. Critico il Pd: operazione dannosa per il Nord Non è intervenuta prima "perché volevo capire bene quale fosse l'interlocutore giusto cui rivolgermi". E alla fine è sempre a lui, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che si appellerà il sindaco Letizia Moratti, chiedendo, insieme a Regione e Provincia (che per la verità a ieri sera non erano ancora state contattate per firmare un documento congiunto), la convocazione di un Tavolo Milano per discutere del futuro degli aereoporti milanesi. "Del resto - assicura il sindaco, dopo averne parlato con il ministro Roberto Calderoli - dell'ipotesi di una riunione con le istituzioni milanesi si è parlato anche durante il Consiglio dei ministri dell'altro giorno. Perché sanno che dovranno tenere presenti le esigenze della Sea e della nostra città". La Moratti, alla sua prima uscita ufficiale dopo le vacanze, ribadisce il fatto che "non abbiamo preclusioni a studiare anche un possibile ridimensionamento di Linate, purché questo giunga insieme alla valorizzazione di Malpensa come hub internazionale". Inutile stuzzicare il sindaco sulla contrapposizione- competizione con Fiumicino: "Quelli di Milano e di Roma - risponde pacata - sono due mercati completamente diversi, che si rivolgono ad un target differente e quindi necessitano di soluzioni diverse". Nel frattempo, in attesa che la Moratti scriva e faccia firmare la lettera destinata al Governo, il presidente della Provincia, Filippo Penati, ha scritto un secondo telegramma a Berlusconi sollecitando l'incontro. Penati ha le idee chiare sulle richieste da portare a Roma: "L' ordine del giorno della discussione del Tavolo Milano deve avere al primo punto il futuro di Malpensa e gli impegni del Governo per la liberalizzazione dei diritti di volo e come atto preliminare l'impegno a non operare nessun ridimensionamento dell'aeroporto di Linate ". Diverso il punto di vista del leader regionale della Uil, Walter Galbusera: "In questa partita decisiva non dobbiamo alzare ciascuno il paletto intorno al proprio interesse o territorio. Da anni si parla della necessità inevitabile di rivedere il ruolo di Linate per favorire l'hub di Malpensa e siamo pronti a ragionare in questo senso. Piuttosto, però, andrebbe riaperta la discussione sui collegamenti infrastrutturali con Malpensa: non possiamo pretendere un hub e costringere i viaggiatori a vie crucis per percorrere i pochi chilometri che separano Milano da Malpensa". Critico il Pd. Il vicepresidente della Provincia, Alberto Mattioli: "Siamo di fronte ad un'operazione dirigista e dannosa per il Nord e per il nostro sistema aeroportuale. L'aspetto politico preoccupante è che, mentre a Roma perfino Alemanno scalpita a difesa del suo aereoporto, a Milano il sindaco Moratti, il presidente Formigoni e tutta la Lega devono abbozzare, fingendo che vada tutto bene anche se sanno benissimo che l'operazione di Berlusconi farà carne di macello della Lombardia". Intanto, la vicenda Alitalia pare intrecciarsi a quella dell'Expo (di cui riferiamo nell'articolo a fianco): nell'elenco delle opere previste non ci sarebbero più certezze sul futuro della linea 4 metropolitana, che dovrebbe arrivare a Linate. La domanda, in fondo, è legittima: se il Forlanini dovesse venire ridimensionato, avrebbe ancora senso spendere miliardi per una metropolitana poi usata da pochi clienti? E. So. L'appello Il sindaco di Milano Letizia Moratti ha detto di non avere "preclusioni" rispetto a un ridimensionamento di Linate, purché questo serva a "valorizzare Malpensa" \\ Walter Galbusera Potenziare i collegamenti per l'hub \\ Filippo Penati L'atto preliminare è salvare Linate.

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ROMA - Un'ora di colloquio al Quirinale per fare il punto con il capo dello Stato sui p (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

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Di MARCO CONTI ROMA - Un'ora di colloquio al Quirinale per fare il punto con il capo dello Stato sui principali temi dell'agenda politica interna ed internazionale. Un'ora per confermare una piena identità di vedute tra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi sulla questione georgiana e sul ruolo che l'Italia sta svolgendo per tentare di portare a Roma ad un tavolo di trattative Mosca e Tblisi. L'appuntamento era in agenda da tempo, fissato per ieri pomeriggio proprio per evitare qualunque nesso con le scelte fatte dal governo su Alitalia il giorno precedente. Ovviamente vi sono stati contatti nei giorni scorsi tra palazzo Chigi e Quirinale per la messa a punto del decreto-Alitalia, ma da parte del Capo dello Stato nessuna valutazione è stata espressa sull'operato del governo. Considerazioni sono state invece fatte sulla questione georgiana e sull'irrigidimento dei rapporti della Russia di Putin e Medvedev con l'Unione europea, gli Stati Uniti e la Nato. Berlusconi ha raccontato al capo dello Stato i suoi contatti con i principali interlocutori europei, Sarkozy in testa, e delle lunghe telefonate con Putin. Ultima quella di ieri sera. In vista del consiglio europeo straordinario che si terrà lunedì a Bruxelles, Berlusconi ha condiviso con Napolitano la necessità che l'Europa mantenga ferma la sua posizione e ribadisca la necessità che Mosca rispetti il piano in sei punti firmato da Mosca e Tbilisi frutto della mediazione della presidenza francese dell'Unione. Soprattutto che rispetti l'impegno a ritirare le truppe russe riportandole nelle postazioni precedenti allo scoppio del conflitto. L'idea di sanzioni europee nei confronti della Russia non piace a Berlusconi. Al punto che ieri l'altro ha subito chiesto conto al presidente Sarkozy delle affermazioni del suo ministro degli esteri che ne aveva paventato l'eventualità. Napolitano ha condiviso con Berlusconi la necessità di non approfondire l'incrinatura e di lavorare per consolidare la collaborazione salvando gli appuntamenti già in agenda tra Ue e Russia. A cominciare dall'incontro fissato per il 15 settembre a Bruxelles tra Ue e Mosca per l'inizio dei negoziati sulla nuova partnership. Nel tentativo di sostenere l'iniziativa francese, Berlusconi ha anche raccontato al capo dello Stato la sua telefonata con il Cancelliere tedesco Angela Merkel che mantiene, insieme ad Italia e Francia, una posizione più morbida rispetto alle rigidità dei paesi dell'Est Europa, Polonia in testa, che invece reclamano una esplicita condanna della Russia. Obiettivo dell'Italia resta quello di non isolare Mosca, spingendo i partner europei sulla strada del dialogo cercando di convolgere la Russia in tutti i fori internazionali, così come sostenuto da sempre da Berlusconi sin dal vertice di Pratica di Mare. Napolitano ha anche apprezzato il coinvolgimento dell'opposizione e il costante contatto che il ministro degli Esteri Franco Frattini ha avuto con l'omologo "ombra" Piero Fassino. Non a caso l'esigenza di non isolare Mosca è stata infatti ribadita da Frattini e da Fassino nel recente dibattito in Parlamento.

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FIRENZE - Antonio Di Pietro, ospite della Festa democratica, ha portato un ramoscello d’ (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 30-08-2008)

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Dal nostro inviato CLAUDIO SARDO FIRENZE - Antonio Di Pietro, ospite della Festa democratica, ha portato un ramoscello d'ulivo: "Piaccia o meno, l'Italia dei Valori ha bisogno del Pd e il Pd ha bisogno di noi. Altrimenti non si arriverà mai alla maggioranza. Per quanto ci riguarda, sappiamo bene che prima o poi staremo nello stesso partito". Un'affollata platea ha seguito per quasi due ore il dibattito tra l'ex pm di Mani pulite e Rosy Bindi, padrona di casa. C'era una tifoseria dipietrista che sottolineava i passaggi più anti-berlusconiani, compresi i toni di sfida del leader di Idv verso il Pd, a cominciare dal referendum contro il lodo Alfano. In platea comunque prevaleva decisamente lo spirito unitario. Da un lato la spinta ad una ricomposizione, dall'altro l'invito al Pd a scuotersi, a fare di più. E la stessa Bindi ha detto che "alla Festa democratica è meglio la tifoseria dipietrista di quella leghista". Che Di Pietro è un'interlocutore "necessario" nella "coalizione di centrosinistra del futuro, che deve recuperre lo spirito ulivista". Certo, non sono mancate le asprezze nel confronto. Anche la polemica dura. Nonostante Di Pietro non perdesse occasione per catturare applausi contro Berlusconi (ora su Alitalia, ora sulla giustizia, ora sullo strapotere televisivo), nonostante si sia detto disponibile a firmare la petizione "Salva l'Italia" di Veltroni, la Bindi ha sostenuto che il referendum sul lodo Alfano può alla fine favorire Berlusconi. "Il problema - ha detto - non è raccogliere le firme. Potrei firmare anch'io contro il lodo Alfano. Il problema è raggiungere il quorum. Perché se fallisse il quorum, la vittoria di Berlusconi diventerebbe doppia". "Se al tempo della Resistenza si fossero posti il problema del quorum - ha replicato Di Pietro - ci sarebbe ancora il fascismo". Nel tentativo di catturare consensi in casa Pd, Di Pietro ha anche tirato in ballo Gianfranco Fini sul lodo Alfano: "La cosa più grave non è stata l'immersione in una zona proibita, ma il fatto che a portarlo lì è stato un motoscavo dei Vigili del Fuoco. Non so se la questione sia penalmente rilevante, ma so che ora Fini è protetto dall'immunità". La Bindi ha però tenuto il punto: "Dobbiamo riconquistare la maggioranza degli italiani. Mi pare che vi proeccupiate di più di fare battaglie di minoranza". Comunque, ieri, a favorire le convergenze ci si è messo anche Romano Prodi. Con il rifiuto opposto alla solidarietà di Berlusconi sul caso-intercettazioni. "Prodi - ha detto l'ex pm - non è caduto nel trabocchetto. Berlusconi voleva ottenere la sua complicità". E la Bindi, non solo ha convenuto, ma ha anche invitato il suo partito a stare lontano dal tavolo della riforma delle giustizia: "Berlusconi è talmente imbarazzante che è meglio rinviare anche qualche riforma, su cui in teoria si potrebbe concordare, vista la rappresentazione che lui ne dà". Due ore così, tra contrapposizioni e auspici. Di Pietro è andato su tutte le furie quando è stata criticata la manifestazione di piazza Navona. Sulle regionali in Abruzzo non ha avanzato, né ritirato la propria candidatura: "Aspetto di conoscere le proposte del Pd. Certo, almeno per un turno, gli indagati devono restare a casa". Per le amministrative, comunque, ha dato un aut aut: "Volete andare da soli? Così rischiate di perdere Firenze e Bologna". La Bindi non vuole andare da sola. Ma a Di Pietro ha detto: "Attento a Beppe Grillo. Non sta svolgendo un ruolo positivo. Il qualunquismo alla fine premia Berlusconi. Dove vince l'antipolitica, il centrosinistra perderà sempre".

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I COLLABORAZIONISTI (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Federico Geremicca I COLLABORAZIONISTI L'accusa è lì, sulla punta della lingua di molti, ancora inespressa perché esprimerla significherebbe (significherà) porre il problema dei problemi, fino ad aprire nel Pd una battaglia politica dagli esiti del tutto incerti. Ma le scelte di Giuliano Amato prima, e Roberto Colaninno poi, hanno riproposto la questione in maniera ineludibile. E la questione, e la conseguente accusa, potremmo sintetizzarla così, se c'intendiamo sul termine: collaborazionismo. Insomma: si può, e fino a che punto si può, collaborare - dando quindi una mano - con Berlusconi e la sua maggioranza? Roberto Colaninno, appellandosi a quella che potremmo definire "etica imprenditoriale", ha ritenuto che si possa. E Giuliano Amato, richiamando il "mandato istituzionale" ricevuto, ha confermato di voler presiedere la commissione sul futuro di Roma, città strappata da Gianni Alemanno al governo della sinistra. Si è nei limiti di un'accettabile pratica bipartisan o siamo già nel campo del collaborazionismo? Francesco Rutelli - sconfitto da Alemanno nella battaglia di Roma - non ha dubbi (e non è il solo) e proprio in una intervista a La Stampa ha chiesto ad Amato di farsi da parte per evitare "equivoci" e permettere "una critica dura a chi ha vinto le elezioni su strumentalizzazioni orribili". Né meno profonde sono le riserve che circondano la scelta di Roberto Colaninno - imprenditore considerato vicino al Pd e padre di Matteo, ministro ombra di Veltroni - di capitanare la cordata che proverà a salvare Alitalia, tirando fuori Berlusconi da un bel mucchio di guai. Qualcuno ha agito - ha accusato Bersani - "con la pistola puntata alla tempia". Ma questo non cambia, per altri, il senso della vicenda: collaborazionismo, intelligenza col nemico. Roba da corte marziale, se fossimo in tempo di guerra... E accusa più o meno simile - con termini, ovviamente, più consoni a un'era di pace - è stata rivolta a Franco Bassanini che, dopo esser entrato nella Commissione Attali voluta da Sarkozy, si è detto disponibile a bissare l'esperienza a Roma, assieme a Giuliano Amato. Analogo anatema è toccato a qualche sindaco democratico apparso troppo disponibile (quando non entusiasta) al confronto proposto dal ministro Calderoli sulla sua mutevole e inafferrabile "bozza federalista". E di tutto, veramente di tutto, è stato detto anche contro Antonio Bassolino, governatore campano che ha rifiutato di firmare la mozione del Pd che è alla base della manifestazione di ottobre contro il governo Berlusconi: "Collaboriamo sul piano istituzionale - spiegò -, non mi pare corretto che io firmi". Collaborare. Oppure non collaborare affatto: qualunque sia il tema e qualunque cosa accada. Non siamo ancora al "tanto peggio tanto meglio" ma certo quest'ultima scelta prefigurerebbe un modo di fare opposizione assai distante da quello che era ipotizzabile alla luce della campagna elettorale svolta e perfino nelle fasi di avvio della legislatura. E infatti, non a caso, molte delle questioni che oggi dividono il Partito democratico - rallentando la definizione di un suo profilo netto - sono appunto legate al carattere dell'opposizione da svolgere. Provare a dialogare e collaborare tutte le volte che l'argomento lo richiede - e il confronto ne dimostri la possibilità - o non collaborare (dialogare) mai e su niente? L'interrogativo ha già rumorosamente diviso Di Pietro da Veltroni. E il piccolo terremoto è niente di fronte a quel che potrebbe accadere all'interno del Pd. La ripresa d'autunno, infatti, sembra fatta apposta per acuire le tensioni tra "collaborazionisti" e "intransigenti", perché le tre questioni che saranno sul tappeto sono di quelle classicamente definibili da "impegno bipartisan": riforma della giustizia, federalismo fiscale e modifica delle leggi elettorali (quella europea, certo, ma anche quella nazionale, visto che è già pendente un referendum). Al di là delle dichiarazioni di maniera del tipo "collaboreremo se sarà possibile", con che spirito si avvicinerà il Pd all'inevitabile confronto? Già oggi crepe e incrinature sono ben visibili, con dalemiani ed ex popolari più propensi al confronto e leader come Veltroni, Bersani e Rutelli - per esempio - che non fanno mistero, invece, di considerare null'altro che una "trappola" le proposte di dialogo che arrivano dalla maggioranza di governo. La scelta non sarà facile. E non sarà nemmeno indolore. Infatti, al di là dell'influenza che potrà avere sul processo di consolidamento del Pd, essa lascerà più o meno spazio (e renderà più o meno possibile una riconciliazione) all'opposizione galoppante e intransigente di Antonio Di Pietro. Il leader dell'Italia dei Valori si prepara a un autunno caldissimo, e si frega già le mani di fronte alle incertezze del Pd. Per la sua politica tutta giustizialismo e populismo, infatti, certo "collaborazionismo" potrebbe essere manna dal cielo. Per i democratici, insomma, il bivio è tra i più insidiosi: duri per non lasciare spazio a populisti e sinistra radicale o dialoganti ogni volta che è possibile per confermarsi forza di governo affidabile e responsabile? Al di là dei singoli casi e al di là dei singoli collaborazionisti, forse è proprio questo l'interrogativo dalla cui risposta dipenderanno il futuro e la natura del Pd.

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"Ora il sì dei sindacati" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-08-2008)

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Passera: un mese per capire se si parte "L'accordo con i sindacati è necessario per il piano Alitalia". Così l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera che aggiunge: "Le prossime 4 settimane saranno cruciali". Ieri è stato firmato il decreto di nomina del commissario che sarà Augusto Fantozzi dopo che il cda della compagnia di bandiera aveva formalizzato la richiesta di commissariamento. Barbera e Lepri ALLE PAG. 6 E 7.

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La pace impossibile del pensionato Prodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 0 La pace impossibile del pensionato Prodi di Federico Novella Il professore intercettato. Nonostante gli sforzi per defilarsi, l'ex premier continua a far parlare di sé. Purtroppo in negativo. Dalla voragine nei conti scoperta dalla Ue al mancato invito alla festa Pd. Berlusconi: "Copione già visto, deve intervenire il Parlamento" Poi dicono che non c'è l'allarme sicurezza: neanche sulle panchine dei giardinetti puoi stare tranquillo. Quando meno te l'aspetti, in testa piovono tegole come noccioline allo zoo. Lo avrete capito. Immancabilmente, inevitabilmente, inesorabilmente, parliamo ancora di Romano Prodi. è sul viale del tramonto, lo dice anche lui. Il guaio è che questo famoso viale si sta rivelando una via crucis, una strada sterrata piena di voragini, un percorso infuocato zeppo di buche mastodontiche, insomma peggio della Salerno-Reggio Calabria nel pieno dell'esodo di ferragosto. Ce lo immaginavamo appunto sulla panchina del giardino municipale a godersi la quiete del primo pomeriggio, come tutti i pensionati che si rispettino. Sulla panchina non hai niente da temere: non c'è Mastella che ti rovina la digestione, non c'è Rifondazione che ti fa venire le palpitazioni. Insomma avresti raggiunto la pace dei sensi. E invece, fatto incredibile: caduto il governo, Prodi riesce a cadere anche dalla panchina. Inutilmente lancia appelli al destino, "dimenticatemi di me". Ma niente: neanche in bicicletta riesce a smarcarsi dalla nuvoletta di Fantozzi. Avvistato giorni fa in Romagna, aveva appena fatto in tempo a dire "ora sto un po' meglio", che patatrac. Gli è piovuta in testa la tegola delle intercettazioni: lo sapete, no? Mentre passeggiava per il già citato viale del tramonto, l'ex premier si sarebbe concesso qualche sosta in autogrill: una volta c'era da dare una spinta al nipote Luca, un'altra c'era da premere per il consuocero. Ma questa non è la più pesante delle tegole, anche perché, sempre e comunque, esiste la presunzione di innocenza. Però la panchina di Romano aveva già cominciato a traballare giorni addietro, quando sotto Olimpiadi, l'Eurostat assegnò al professore la medaglia di mortadella per il "falso in bilancio" più grande del mondo. Più o meno trenta miliardi di euro, con i quali la sua compagine avrebbe manomesso i conti pubblici italiani al fine di caricare il deficit sulle spalle del governo di centrodestra. Ne abbiamo già parlato in queste pagine: pare che tra le fantasiose voci di bilancio, ci sia un codicillo che prevede l'accollo da parte dello Stato dei debiti delle Ferrovie per 13 miliardi. Cifretta, questa, annotata furbescamente nell'esercizio 2006. Un colpaccio che falsa le statistiche ufficiali, e fa impazzire i contabili europei ancora oggi, che l'Ulivo è morto e defunto. Perché diciamolo. Per Prodi guidare il governo è come andare contro un muro con una macchina comprata a rate: l'auto non c'è più, ma sai che continuerai a pagarla cara. Cosa si fa in questi casi? Ci si aggrappa alla panchina dei succitati giardinetti, magari si cerca una distrazione, si legge l'ultimo sonetto di Sircana, si alzano gli occhi al cielo in segno di speranza: ed ecco che dal cielo piove la tegola Alitalia. Da una parte la velocità con cui oggi la compagnia sta ripartendo; dall'altra la triste lentezza dei tempi che furono. Ricordate la gestione della pratica sotto il governo Prodi? Sindacati in piazza, panico sui lavoratori, i francesi che s'imbizzarriscono e se ne tornano a casa. Brutti pensieri: vien voglia di alzarsi e abbandonare la beneamata panchina. Ma per andare dove? Certo, c'era la festa estiva del Partito democratico: presente Bossi e Tremonti, ma lui no. Prodi alla festa non l'hanno invitato; e se l'hanno fatto, evidentemente non ci hanno messo molto entusiasmo. Vatti a fidare degli amici. Eppure, il problema resta: c'è un'alternativa alla panchina? Sì, d'accordo: ha piantato un ulivo a Tirana, ha presentato il suo libro a Riccione, ha ricevuto il premio "Abolizionista dell'anno" (ma esiste davvero?) da Emma Bonino. Però come si muove un po' troppo lo fulminano. In una botta di vita, al Festival dell'Europa di Pesaro, Romano ha manifestato la "disponibilità" a ricoprire un ruolo internazionale. C'era libera la presidenza dell'Unesco: incarico prestigioso. E infatti, notizia fresca, pare che lo affibbieranno a Ingrid Betancourt. Ma poi, cosa passa il convento? Ci sarebbe la poltrona da primo presidente permanente dell'Unione europea, ma i numeri sono quelli che sono: basti dire che i bookmaker inglesi lo danno 1 a 13, mentre Tony Blair ha il doppio delle possibilità. Roba che ti vien voglia di sfasciare la panchina con tutti i giardinetti. L'avessero almeno invitato a Denver con l'allegra brigata del Pd, si sarebbe certo divertito, avrebbe chiacchierato con Sean Penn e Lapo Pistelli, e magari, proprio come ha fatto Veltroni, avrebbe visto Obama. Da lontano, ma l'avrebbe visto. Ma è inutile. A Prodi non resta che rassegnarsi: non lo rimpiangiamo, ma certo lo comprendiamo. Nella convinzione che presto, su quella benedetta panchina, la pioggia di tegole finirà. E nella speranza che sopra la testa, dopo le tegole, non arrivino i piccioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Di Pietro litiga con la Bindi, la base Pd applaude (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 30-08-2008)

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N. 207 del 2008-08-30 pagina 0 Di Pietro litiga con la Bindi, la base Pd applaude di Laura Cesaretti Il leader Idv incalza il partito da Alitalia alla giustizia e la folla grida: "Mai dialogo con Berlusconi". L'ex pm: "Siamo costretti a stare insieme, o perderemo anche Firenze e Bologna" nostro inviato a Firenze Eccolo qui, Antonio Di Pietro: bestia nera dei dirigenti del Pd, di cui ha tutte le intenzioni di cannibalizzare l'elettorato, e idolo del popolo piddìno. Popolo che qualche tendenza masochistica ce l'ha, si sa, e che è stato allevato a pane e manette troppo a lungo per non sciogliersi in ovazioni quando vede spuntare tra i vialetti della Festa democratica il giustiziere di Montenero di Bisaccia. Arriva e subito fa la lezione agli ospiti: "Invito il Pd a fare come noi di Italia dei valori, che non immaginiamo neanche di sederci a tavola con questo governo, sarebbe come un agnello che si siede a tavola col lupo". Niente dialogo e niente confronto, avverte, tanto meno sulla riforma della giustizia. Perché quella che vuole Berlusconi "è la realizzazione del progetto di Licio Gelli", che va sempre bene. Insomma, è appena sbarcato alla Fortezza da Basso di Firenze, e già l'ex pm insinua il pesante dubbio che il Pd sia in preda alla sindrome di Stoccolma, pronto a trattare e cedere alle lusinghe del premier. Se non bastasse fa anche dell'ironia sullo stato del principale partito di opposizione: un esponente locale del Pd gli contesta la "parola mancata", visto che si è alleato, si è preso i voti e poi non è entrato nel gruppo comune al Parlamento, come aveva promesso e sottoscritto. "Ma io un gruppo unico lo farei ben volentieri - replica lui senza fare una piega - solo che vorrei capire con chi: i giornali mostrano tutti i giorni, anche oggi, che di Pd non ce n'è uno ma tanti, e ognuno è occupato a tirare la giacchetta all'altro. Avrei bisogno di sapere con chi devo parlare, prima di decidere di dialogare: ci vuole chiarezza sulla leadership". Con grande lungimiranza, gli organizzatori della Festa hanno scelto - per fronteggiare il ciclone Di Pietro e i suoi potenziali danni in casa Pd - Rosi Bindi. L'ex ministro è l'unica per verve polemica, popolarità e affinità populistiche a poter tener testa all'ex pm. E la Bindi segna subito la differenza tra il suo partito e quello di Di Pietro: "Lui vuole rassicurare una minoranza aggressiva. Noi vogliamo conquistare la maggioranza degli italiani. Sono due obiettivi molto diversi". Troppo per stare insieme, sembrerebbe. Eppure, ricorda Di Pietro, a stare insieme "siamo costretti". E in vista delle tornate elettorali dell'anno prossimo avverte Veltroni & Co.: "Vi siete posti il problema di come arrivare al 51 per cento? Pensateci, perché qui si rischia di perdere persino Firenze e Bologna". Brividi in platea, Bindi replica senza falsi ottimismi. "Il problema è serio. E il realismo ci impone di lavorare alla ricostituzione del centrosinistra, perché come è stato chiarito “vocazione maggioritaria” non vuol certo dire solitudine: quella non ce la possiamo permettere". Una nuova alleanza di centrosinistra, dunque, ma con chi? E il quadro che traccia la Bindi è fosco: "Con Rifondazione, soprattutto dopo il congresso, i rapporti sono molto difficili. Con Di Pietro, come si è visto, lo sono altrettanto. Quindi siamo in una situazione complicata". Quanto alle speranze di alleanza con l'Udc, è drastica. "Chi ne parla forse sa qualcosa che io ignoro. Perché a me pare che l'Udc sia molto più impegnato ad alzare il prezzo per collaborare con Berlusconi che a dialogare con noi... ". Sul referendum anti-lodo Alfano Di Pietro si lamenta perché il Pd diserta la trincea contro Berlusconi e le sue leggi ad personam. Ma il Pd prende le distanze: "Di Pietro sa bene - dice Bindi - che il problema dei referendum è il quorum: li abbiamo persi tutti, così. E rischiamo di metterci sulla strada di un'altra sconfitta che servirebbe solo a dimostrare che Berlusconi ha conquistato le menti e i cuori di questo Paese". A Di Pietro non pare vero e intona il suo Bella ciao. "Se ai tempi del duce chi faceva la Resistenza si fosse preoccupato del quorum, non ci sarebbe stato neanche un partigiano", tuona. E poi bastona l'opposizione debole del Pd, e i pericolosi cedimenti al nemico: "Se Alemanno chiama c'è chi risponde (Amato, ndr), e non mi pare una cosa buona. Su Alitalia vedo esponenti di primo piano anche di governi del centrosinistra che finiscono a fare i capicordata con Berlusconi". L'ex pm confonde Fantozzi con Colaninno, ma poco male: la platea applaude lo stesso, "mai dialogo con Berlusconi" gridano dal fondo. Bindi deve parare il colpo: "Berlusconi è talmente imbarazzante che a volte non consente di fare cose che senza di lui faremmo", come una riforma della giustizia. Se non ci fosse il Cavaliere, il Pd sarebbe riformatore e garantista, di sicuro. Ma siccome Silvio c'è, tocca restare attaccati al gongolante Di Pietro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Low cost senza pace Guasto fa rientrare il Boeing Ryanair (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 30-08-2008)
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L'AGOSTO NERO DELLA COMPAGNIA IRLANDESE Low cost senza pace Guasto fa rientrare il Boeing Ryanair [FIRMA]GIULIA PALMIERI ROMA Due atterraggi d'emergenza in tre giorni: l'agosto nero della compagnia a basso costo Ryanair non sfugge al sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Roberto Castelli, che torna in polemica con il vettore irlandese. Solo martedì scorso una depressurizzazione durante un volo Bristol-Barcellona aveva fatto passare ai 168 passeggeri i cinque minuti più lunghi della loro vita, data la perdita di quota di 8 mila metri: 26 persone ricoverate per probemi ai timpani a Limoges, dove era atterrato. Ieri mattina, invece, una spia di malfunzionamento del carrello posteriore su un Boeing 737 in volo da Bergamo a Ciampino ha indotto il comandante a richiedere l'atterraggio d'emergenza a Fiumicino, avvenuto senza problemi. I soccorsi sono rimasti inutilizzati. Un imprevisto, nulla di più. Ma non la pensa così l'ex ministro della Giustizia leghista, se in giornata fa sapere di una lettera al presidente dell'Ente nazionale aviazione civile (Enac), Vito Riggio, in cui chiede "quali iniziative intenda intraprendere al fine di garantire la massima sicurezza per i passeggeri". E non allude, Castelli. E' proprio Ryanair la ragione della missiva: per i "malfunzionamenti" che "negli ultimi tempi si sono moltiplicati" nei suoi aeromobili. Il tempo troppo breve intercorso fra gli episodi, chiarisce, "desta evidentemente il legittimo dubbio che non siano da addebitarsi alla sola casualità statistica", ma "a qualche défaillance nella catena di controlli e manutenzione della compagnia in oggetto". Nei giorni scorsi proprio Riggio aveva risposto - ma al Codacons - che "non vi sono differenze nei controlli effettuati dall'Enac sulle compagnie tradizionali e su quelle low cost". Ma a Castelli non è bastato. Ryanair, per lui, è un caso a parte. Già quando di recente la compagnia di Michael O'Leary utilizzò in una pubblicità il ministro delle Riforme, nonché leader della Lega Umberto Bossi, Castelli non la prese affatto bene. Sul sito compariva la foto del Senatùr intento a mostrare il dito medio durante l'esecuzione dell'inno di Mameli. A evidenza, secondo gli irlandesi, di come i politici italiani considerino i cittadini e i loro diritti. Tanto attenta alla realtà tricolore che, non certo per i diritti dei cittadini, fu tra le compagnie che denunciarono alle autorità europee l'aiuto di Stato all'Alitalia. Castelli, però, non è l'unico ad avercela con O'Leary. Lo sanno gli abitanti di Ciampino, che prima dell'arrivo dei Boeing giallo-blu non conoscevano i disagi del traffico aereo. Sono da anni in lotta - soprattutto con Ryanair, per la percentuale maggioritaria di traffico che muove - per difendere il diritto alla salute rispetto all'inquinamento atmosferico e acustico. Il Comune di Ciampino è tornato ieri all'attacco e ha chiesto alle autorità competenti un'ulteriore riduzione dei voli, perché 100 atterraggi o decolli di voli commerciali ogni giorno sono troppi.

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