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agosto 2008 #TOP
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Indice
Alitalia, Passera: senza accordo con i sindacati salta
il rilancio (Il Sole 24 Ore 29-8-2008)
Alitalia, Bersani: Berlusconi è stato problema non la soluzione (Reuters
29-8-2008)
"Non ci regalano Alitalia, un dovere accettare questa sfida" Di
Ezio Mauro (La Repubblica 29-8-2008)
Il piano, il nodo della flotta e Air France di Massimo Mucchetti (Il Corriere della Sera 29-8-2008)
Colaninno: con noi Alitalia tornerà sui grandi mercati. di Mara Monti (Il
Sole 24 Ore 29-8-2008)
Alitalia, resta solo la bandiera. di Massimo Giannini. (La Repubblica
29-8-2008)
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Colaninno: con noi
Alitalia tornerà sui grandi mercati
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libera al rilancio. Quota minoranza ad Air France
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opposizioni bocciano l'operazione. Perplessità anche dalla Lega
Lufthansa,
dipendenti in sciopero ad oltranza
Con il rinnovo i
portuali chiedono più sicurezza
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Senza
un accordo con il sindacato, il progetto di rilancio di Alitalia non partirà.
E' quanto ha affermato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, a margine del Meeting di Rimini. «Le prossime
quattro o cinque settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no»,
ha poi previsto Passera. Anticipando poi che l'impegno finanziario di Intesa
Sanpaolo nell'operazione Alitalia ammonterà tra 100 e 150 milioni di euro. «Il
progetto è appena iniziato - ha puntualizzato - e naturalmente si dovrà passare
attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee». «Il
progetto al quale stiamo lavorando é un progetto imprenditoriale molto solido -
ha proseguito Passera -, di medio e lungo periodo perché il lavoro da fare è
tanto. Stiamo parlando di una struttura importante per il nostro paese, per cui
mi auguro che possa essere vissuto dalla maggioranza degli italiani come un
vero e proprio progetto di sistema». «Tra due anni - ha spiegato poi -
,Alitalia potrebbe essere un'azienda con i conti di nuovo in ordine, che
comunque avrà più destinazioni di quante ne ha oggi, che coprirà meglio sia il
mercato domestico, sia internazionale sia intercontinentale e che avrà una
forte alleanza con uno dei grandi carrier globali». Passera ha infatti
ricordato che «tutte le compagnie aeree della nostra dimensione sono
concentrate sul mercato nazionale e poi sono integrate in uno dei grandi
network per assicurare tutte le altre destinazioni». Se verranno superati tutti
i 'sè delle prossime settimane, «tra due anni Alitalia potrebbe essere
un'azienda di dimensione paragonabile all'attuale perchè le sovrapposizioni con
Airone verranno eliminate così come quelle tra Malpensa e Linate, se si avrà il
coraggio di razioanlizzare i due aeroporti principali di Milano».
Riguardo agli azionisti, il banchiere ha sostenuto
che la totalità di quelli con cui ha parlato «sono persone libere, coscienti
dell'investimento che fanno». E poi: «Il fatto che si aggiungano imprenditori»
al piano di rilancio di Alitalia, «fa molto piacere per il progetto». «La
lettera di ieri di Air France ha dato grande soddisfazione», ha poi specificato
Passera.
Passera ha replicato anche alle accuse del ministro
ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani: gli imprenditori che hanno formato la
cordata per la nuova Alitalia, ha detto l'ad di Intesa SanPaolo , «sono persone
libere, consce dell'investimento che fanno, che hanno analizzato il progetto
con grande attenzione e il fatto che se ne continuino ad aggiungere,
imprenditori che nulla debbono a nessuno, che nulla vogliono chiedere in cambio
della partecipazione a questo progetto». Secondo Bersani, alcuni imprenditori sono
entrati nella cordata «con la pistola alla tempia».
RIMINI (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi è stato il problema della rovina di Alitalia e adesso non si può
atteggiare come colui che risolve la situazione.
Lo ha detto il ministro ombra dell'Economia
Pierluigi Bersani parlando con i giornalisti a margine del Meeting
dell'amicizia in corso a Rimini. Secondo Bersani inoltre il decreto approvato
ieri dal governo introduce di fatto un nuovo diritto fallimentare in Italia e
stravolge le norme antitrust, tutto questo senza che nessuna associazione di
imprenditori abbia commentato questa nuova situazione.
"Berlusconi è stato il problema, non la
soluzione, già quando ha governato dal 2001 al 2006. Nel 2001 Alitalia valeva
10 euro, nel 2006 un euro. Si è lasciato passare l'accordo Klm-Air France nel
quale potevamo inserirci; adesso Berlusconi ha fatto saltare la soluzione, ne
ha prospettata un'altra", ha detto Bersani.
L'esponente del Pd ha aggiunto che "questa
soluzione ci consegna una compagnia palesemente più piccola, domestica, che
deve fare un'alleanza con Air France la quale, per definizione si occuperà dei
collegamenti internazionale, non potrà mica farsi concorrenza lei stessa. Col
tempo penserà di prenderci su, lasciandoci sul groppone i problemi e i debiti,
che qualche mese fa era disposta a pagare, questo è il punto ineludibile di questa
vicenda. Così come è ineludibile il fatto che creditori, fornitori avevano un
certo numero di garanzie che oggi non hanno più e non c'è norma che possa
derogare a questo piccolo particolare".
Circa quest'ultimo aspetto, per Bersani "sta
sfuggendo ai più un piccolo particolare che, per non farsi accusare di fare
norme ad personam o su un caso singolo, si sta impostando una nuova normativa
sulle procedure fallimentari o parafallimentari o di crisi aziendali e si
stanno introducendo novità sulle possibilità di derogare le norme sulla
concorrenza, cioè per cambiare la serratura si sta rifacendo il palazzo. Sono
stupito che nessuno dica più niente, anche alcune associazioni di impresa non
parlano più di concorrenza, di paritarie condizioni, di piccola impresa... Se
non dicono niente su questa evoluzione di una normativa che mette palesemente a
rischio i diritti dei risparmiatori, dei creditori, dei lavoratori... Se va
bene a loro..."
Sul tema è intervenuto con considerazioni simili
anche il leader della Rosa Bianca Savino Pezzotta, anche lui oggi al Meeting di
Rimini: "La mia prima priorità è capire come verranno sistemati i
lavoratori e quali garanzie avranno. Si scaricano sugli italiani tutti i costi:
agli imprenditori va la polpa di Alitalia e l'osso rimane ai cittadini. Con
quest'operazione mettiamo fine a qualsiasi funambolismo liberista e torniamo al
concetto delle partecipazioni statali".
© Reuters 2008. Tutti i diritti assegna a Reuters.
ROMA
Ieri il governo ha spianato la strada al Piano Fenice per il salvataggio di
Alitalia, oggi il cda della compagnia esaminerà i conti di un difficile
semestre per poi alzare bandiera bianca e chiedere il commissariamento. Il
progetto disegnato da Intesa Sanpaolo muove così i primi passi lungo la strada
tracciata per cedere aerei e asset operativi alla «nuova Alitalia» guidata da
Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. E lasciare così la gestione di debiti e
dipendenti, di azioni e obbligazioni, nella vecchia Alitalia da affidare al
commissario straordinario. Che sarà Augusto Fantozzi.
Intanto torna in scena Air France, che dice di essere pronta ad acquisire una
quota di minoranza nella nuova società creata dalla cordata di imprenditori
italiani. Varati in consiglio dei ministri le necessarie modifiche alla
procedura prevista dalla Legge Marzano, il piano di salvataggio per Alitalia
può ora contare su ammortizzatori sociali per sette anni e per tutti i
dipendenti in esubero. E sulla possibilità di cedere alla newco anche asset
strategici, in tempi strettissimi, con trattativa privata ma a prezzi di
mercato.
Non servirà una autorizzazione Antitrust per integrare Air One nella Nuova
Alitalia, come previsto dal progetto, ma solo l’accordo su impegni per evitare
che la riduzione della concorrenza (un quasi-monopolio sulla rotta
Linate-Fiumicino) porti ad un aumento dei prezzi. Mentre per piccoli azionisti
e obbligazionisti è previsto un indennizzo utilizzando il fondo che fu creato
con la Finanziaria 2006 per risarcire i risparmiatori vittime del default dei
tango-bond argentini o di grandi frodi finanziarie, con le risorse dei conti
dormienti.
Il presidente del Consiglio potrà decidere personalmente l’ammissione della società
all’amministrazione controllata (in alternativa al ministro dello Sviluppo),
nominare il commissario (anche in deroga alle norme su condizioni dell’incarico
e compenso), e «prescrivere specifiche attività per il raggiungimento
dell’obiettivo di risanamento».
Oggi il Cda: sono attese grosse perdite.
Sul tavolo i conti del primo semestre che potrebbero registrare perdite record
per l’effetto del calo dei passeggeri e dell’impennata del prezzo dei
carburanti. Con la compagnia da tempo sull’orlo del fallimento il cda dovrebbe
dichiarare lo stato di insolvenza e chiedere il commissariamento. Il presidente
Aristide Police si appresta a lasciare il timone dopo aver gestito la compagnia
negli ultimi, difficilissimi, cinque mesi.
Esuberi, confronto da lunedì.
Il decreto del governo prevede quattro anni di cassa integrazione più altri tre
di mobilità per tutti i dipendenti in esubero, e la ricollocazione in altre
aziende del settore privato, escludendo la Pubblica Amministrazione, come ha
indicato il ministero del Lavoro. Lunedì il ministro Maurizio Sacconi aprirà il
confronto non facile con i sindacati, in preallarme per le indiscrezioni sulla
possibilità che gli esuberi possano arrivare a quota settemila.
L'alleanza internazionale.
Air France è disponibile ad affiancare gli investitori italiani entrando nella
newco come socio di minoranza, ma solo «se saranno confermate le prospettive di
redditività della nuova compagnia». Può essere la base per un rafforzamento
della collaborazione commerciale tra le due compagnie ed all’interno
dell’alleanza Sky Team. Ma i giochi non sono ancora chiusi: «Anche Lufthansa è
interessata», ha indicato il ministro Altero Matteoli.
La cordata.
Si lavora alla messa a punto della Nuova Alitalia, con 16 investitori italiani.
Il Cda della Immsi di Roberto Colaninno ha approvato la partecipazione al
progetto con un investimento non superiore a 150 milioni. Notizia accolta dalla
Borsa con un +12,49% a fine giornata, dopo continue sospensioni per eccesso di
rialzo. Intesa Sanpaolo, che come advisor ha definito il piano, investirà 100
milioni (+6,25% a Piazza Affari sulla spinta dei buoni risultati del semestre)
Parla il presidente della cordata che prenderà la
nuova Compagnia. "Non sono Mago Merlino, l'azienda si può salvare solo
così". "In politica non la penso come Berlusconi, ma non posso
autosospendermi
Trattiamo con Air France e con Lufthansa, una delle due è indispensabile"
"COME sto? Glielo dico subito. Sto studiando le carte giorno e notte e
l'ultima cosa che vorrei fare è mettermi a chiacchierare perché qui prima di
pensare a volare - in tutti i sensi - bisogna chinare la testa e lavorare sodo.
Ma sento girare un po' di cose che non capisco o che magari capisco anche, ma
che non mi convincono. E allora, se vuole, le spiego perché sto allacciando le
cinture e mi imbarco con l'Alitalia".
Roberto Colaninno è il numero uno della cordata che prenderà in mano ciò che
resta di Alitalia e appoggiandosi ad un grande vettore europeo (Air France o
Lufthansa), la traghetterà in una nuova compagnia aerea libera dai debiti e
dagli esuberi, scaricati sullo Stato e sul contribuente. Un'operazione che
molti giudicano spericolata dal punto di vista finanziario, spregiudicata
davanti alle norme europee e anche semplicemente alle regole capitalistiche di
mercato: voluta e benedetta da Berlusconi, che ha chiuso la porta in faccia
all'ipotesi di acquisto da parte di Air France, parlando di "svendita"
e "colonizzazione". Che ci fa qui Colaninno, che vota a sinistra e
crede nel mercato, al punto da scalare un gigante come Telecom fino alla vetta,
risanare Piaggio quand'era in mezzo ai guai, puntare addirittura alla Fiat
quando tutti la davano per fallita? Si è convertito anche lui, non dal punto di
vista politico ma da quello capitalistico, passando dal mercato libero e
selvaggio al recinto protetto e garantito del potere berlusconiano? Ecco le sue
risposte.
Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia? Un'operazione di potere?
"Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale coi controfiocchi,
dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi e io non la penso
come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar, sospiriamo, lanciamo
qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne torniamo a casa, senza fare
niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E io dovrei fare l'imprenditore
in questo modo, in pratica autosospendendomi? Grazie, ma questo ragionamento
non mi convince, e non ci sto".
E qual è invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi?
"Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore,
una sfida come questa ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi?
Ma lui è il capo del governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle
due l'una: o vado via da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia
parte, quel che so fare e che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità
non si ferma qui, ma mi impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei
ideali. Ha capito? Miei, non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche
negli errori che farò. Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se
tutti ragionassimo così il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci".
E perché la responsabilità dell'imprenditore scatta proprio per Alitalia?
"Perché si chiama come il mio Paese, è un servizio pubblico, ha ventimila
dipendenti, è una rete della modernità. Santo Dio, è una partita che non
possiamo permetterci di perdere, tutti insieme".
Ma è una partita che si gioca con strane regole costruite su misura per voi,
non le pare?
"Senta, spero che a nessuno venga in mente che qui ci stanno regalando
qualcosa, prima di tutto perché nessuno mi ha mai regalato niente, e poi perché
il rischio è grosso così...".
Ma lei può dimenticare che c'era un'altra opzione in campo, quella di Air
France, con costi minori per il contribuente e più rispetto per il mercato?
"Lo so benissimo. Ma chi è stato eletto al governo ha deciso diversamente,
per una sua strategia a cui certo io non ho contribuito, e che tra l'altro gli
sta portando consensi. Non è affar mio il consenso, non dovrei neanche
parlarne. Diciamo che ci siamo trovati con questo quadro davanti, e
nient'altro. Mi capisce bene? Nient'altro. Alitalia, così com'è, non se la
compra nessuno".
Attento, perché così lei sembra dar ragione a quelli che parlano del vostro
piano come di una "bufala". Cosa risponde?
"Ho detto che nessuno compra Alitalia così com'è. E ho detto la verità. Ma
a certe condizioni il signor Spinetta, che mi descrivono come un manager molto
avveduto e molto capace, l'avrebbe comprata, eccome. Trovava conveniente
prenderla a condizioni meno facili di quelle odierne. Allora vuol dire che la
bufala fa il latte".
Ma lei, come imprenditore e come cittadino, giudica più serio il piano Spinetta
o il progetto Berlusconi?
"Come imprenditore, ma anche come cittadino, rispetto il ruolo della
politica, che deve definire il campo di gioco. Io posso decidere se mi conviene
giocare o no, e se mi interessa. Ho detto di sì. Altrimenti, davanti ad una
sfida che mi attirava, se avessi detto di no per ragioni che stanno tutte fuori
dal mio mestiere mi sarei sentito un fariseo. Ma insomma, posso fare
l'imprenditore come un semaforo, guardando il colore, se è rosso mi fermo e se
è verde passo? No, se la cosa mi convince, appena è giallo io passo. E ripeto:
ho un mio modo (una deontologia, un'etica, la chiami come vuole) di intendere
l'impresa e il mio ruolo, giudicatemi da questo".
Va bene, ma la sua etica da imprenditore non ha niente da dire sul fatto che
tutto il rosso di Alitalia - uomini e debiti - si scarichi sullo Stato, come ai
bei tempi democristiani dell'Efim?
"Mi scusi, ma lei sa dirmi come possiamo salvare questa azienda se non si
fa così? Io, con tutta la buona volontà, non sono mica mago Merlino. Qui
l'azienda è cotta, non c'è più, non c'è più niente. Con il kerosene a 200
dollari a barile, come li fa volare gli aerei? Provi lei a fare un giornale
senza carta e senza inchiostro. Alitalia è finita, e non è colpa mia, e per la
verità nemmeno di Berlusconi o di Prodi".
Ma mi spiega perché bisogna concedere un'eccezione clamorosa a tutte le regole
per voi e non per altri imprenditori e altre imprese?
"C'è un'altra strada. Dire "me ne frego". Vede, l'ho sentito
dire tante volte, e solo in questo Paese, stranamente. Me ne frego che i
telefoni italiani diventino spagnoli, che l'auto finisca in mani americane, che
non ci sia più una compagnia di bandiera. Ma chi se ne frega, in realtà, non è
capace a fare quello che dovrebbe fare, è uno sconfitto. Possibile che dobbiamo
sempre fare il contrario di quel che fa il mondo? Io dico, proviamoci, a ogni
costo. Il caso Fiat dimostra che si può fare. E lei sa che io ne ero convinto, quando
tutti, appunto, se ne fregavano".
Tra i costi, c'è lo scarico del rosso sullo Stato: perché il cittadino dovrebbe
pagare?
"Perché avrebbe qualcosa che gli serve in cambio, e che serve a rendere il
Paese più moderno. Una compagnia aerea efficiente, in un sistema aeroportuale
funzionale, in una rete di trasporti razionale. L'Italia può forse farne a
meno? E poi, il problema è riprendere Alitalia per i capelli dall'abisso, e
riportarla nel mercato. Una volta arrivata lì, coi piedi all'asciutto, lavoreremo
secondo le leggi di mercato, com'è evidente. Ma per arrivarci, non c'è altra
strada, perché non ci sono risorse. E gli aeroplani a pedali non li hanno
ancora inventati".
E lei, perché si affaccia su quell'abisso, e non si tiene stretto il successo
della Piaggio?
"Perché ho ottima salute, finché Dio me la mantiene, e allora posso fare
quel che mi piace, seguire la mia vocazione. In barca non vado, al casinò
nemmeno. Cos'altro dovrei fare? La natura imprenditoriale, ridotta all'osso, è
tutta qui: costruire qualcosa, o ricostruire qualcos'altro".
Ma quello spirito imprenditoriale non si ribella almeno un po' nel vedere che
nel piano di rilancio c'è di fatto la sospensione dell'Antitrust per i voli
Milano-Roma della nuova compagnia che in sostanza assorbirà AirOne con Alitalia
e cioè abolirà la concorrenza?
"Antitrust vuol dire concorrenza per servizi migliori a prezzi più bassi.
Ma non contiamoci balle: la concorrenza vera nei voli aerei la fai solo se hai
certe dimensioni, se no scompari. Dunque, sarò sfacciato, ma le dico che non
credo ad un cielo concorrenziale solcato da tante piccole compagnie, ma ad una
robusta concorrenza tra pochi vettori grandi e solidi".
Ma così dicendo autorizza di fatto lo Stato a rendere la nuova Alitalia
concorrenziale con la sospensione delle regole, mentre le altre compagnie hanno
raggiunto la loro dimensione attraverso le regole e il mercato: non le pare
un'altra anomalia pesante?
"Senta, Air France ha l'80 per cento dei voli nazionali in Francia,
Lufthansa il 90 per cento in Germania, Iberia l'
Ma tutto questo, non poteva essere garantito quattro mesi fa (e con meno costi
per lo Stato e meno anomalie per il mercato) da Air France?
"Non tocca a me rispondere. Ma lei è proprio sicuro che un campione
nazionale nel sistema aereo non serva? Io le dico che se non ci fosse, il
cittadino italiano non avrebbe certi servizi. Noi, con la nuova compagnia aerea
nazionale, possiamo interagire con altri sistemi, e anzi possiamo diventare un
soggetto di razionalizzazione di tutto l'insieme".
A che cosa sta pensando?
"Alle vere anomalie che nessuno vede, come la mappa degli aeroporti
italiani. Lasci stare se sono grandi o piccoli, guardi dove sono: partendo da
Ovest, ecco Cuneo, Torino, Genova, Milano, Bergamo, Vicenza, Trieste, Treviso,
e dimentico sicuramente qualcosa. Sul versante tirrenico, Genova, Pisa, Roma,
Napoli, Reggio, Latina, Palermo, dall'altra Linate, Bergamo, Bologna, Forlì,
Pescara, Bari, Brindisi, Lecce... Come si può soddisfare un numero di aeroporti
così diffusi e concentrati? E intanto io per partire da Milano quando arrivo da
Mantova ci metto quattro ore, parcheggio e attesa compresi"?
E lei pensa di poter razionalizzare questa Italia del campanile aeroportuale?
"Bisogna arrivarci per forza. Per far partire un aereo, bisogna prima
avere una base-clienti più larga e più costante, e bisogna rivolgersi ai
gestori degli aeroporti, delle autostrade, delle ferrovie per coordinare una
gestione che ottimizzi il sistema. E c'è poco da fare, con un campione
nazionale, è più facile fare sistema. Mi dica lei: di questo il Paese ha
bisogno oppure no? Con tutto il rispetto, non è come vendere caramelle: stiamo
parlando del futuro dell'Italia. E se la sfida è questa, un vero imprenditore
come fa a starne fuori? E il colore politico di chi comanda, come fa a
bloccarti? Sarebbe come se un avvocato non difendesse un imputato che ha idee
politiche diverse dalle sue".
Ma la sfida imprenditoriale è ancora tale quando deve piegarsi al protettorato
della destra su Malpensa, invece di puntare su un solo hub italiano, come
avviene negli altri Paesi?
"Potrei dirle che è politico o ideologico anche chiudere Malpensa per
concentrare tutto a Fiumicino. Ma in realtà le dico che è superficiale. Si
faccia un'analisi geofisica del Paese, con tutte quelle montagne. Guardi le
città, capirà subito che dietro Milano e Roma non c'è il bacino di Parigi o di
Londra. Bisogna lavorare sui due poli, con un bacino strategico molto più
largo, uno per tutto il Nord, l'altro per il Centro e il Sud".
Non dipenderà anche dall'alleato? Lei è per Air France o Lufthansa?
"Ho le mie idee, ma almeno su questo sto zitto. Stiamo trattando con
entrambi, e vanno alla stessa velocità. Uno dei due ci serve, è
indispensabile".
E se uno dei due dicesse vengo, ma solo per comandare?
"Non se ne parla nemmeno. Questo è chiaro a tutti".
Vuol dire che comanderà lei?
"Se comandare vuol dire guidare, sì. Guiderò io. Poi certo avrò un
amministratore delegato".
Tratta lei anche con i partner stranieri?
"Non direttamente. Ma ancora una volta mi trovo a negoziare con società
non italiane in condizioni di inferiorità. Siamo sempre i più piccoli, sempre
svantaggiati. Questo mi fa girare le scatole. Certo, oggi siamo a zero, e sto
zitto. Ma tra cinque anni non sarà più così, vedrà".
Cosa glielo fa dire?
"Il mercato che abbiamo alle spalle. E' straordinario: il quarto in Europa
e il settimo o ottavo nel mondo. Ecco un modello perfetto per chiudere il
nostro discorso: quel mercato, unito alla nostra vocazione imprenditoriale,
spiega la sfida capitalistica moderna più di tante parole".
C'è ancora una cosa da spiegare: quella vocazione imprenditoriale, non è in
contraddizione aperta con l'idea di scaricare gli esuberi alle Poste?
"E va bene, se vuole proprio saperlo dentro di me la contraddizione la
sento. E non mi piace. Ma mi dica lei, è sicuro che saremmo tutti più
tranquilli e contenti se in Italia ci fossero cinquemila disoccupati? Potremmo
farci carico a cuor leggero della loro frustrazione? O siamo davvero tutti
pronti a pagare più tasse per mantenerli? Se il sistema non soddisfa in termini
economici questa richiesta di lavoro, cosa diciamo? Dovete morire di
fame"?
Ma non le viene in mente che a queste condizioni d'eccezione tutti sarebbero
capaci di vincere la sfida?
"E che lo facciano allora, che vengano. Non è che qui ci sia una cosca che
si divide protezioni e benefici. Diciamola tutta una buona volta: non ho avuto
benefici nemmeno a Telecom, non ho partecipato alle privatizzazioni, ho fatto
un'opa pagando le azioni alle vedove irlandesi e ai professori dei fondi di Los
Angeles. E non ho pagato tangenti, lo ripeterò fino alla morte. Come qua:
nessun privilegio, solo responsabilità".
Con l'utile garantito della vendita tra qualche anno dell'azienda risanata,
utile per voi privati, debiti per lo Stato: non è un privilegio?
"Dello Stato abbiamo già parlato. Quanto ai privati, che vendano secondo
convenienza fa parte della logica di mercato. Non sfruttiamo il pubblico,
cogliamo un'opportunità di mercato, ma attenzione: il risultato sarà dato da
quell'opportunità più le nostre capacità e il nostro impegno. Colgo una sfida,
mi metto in gioco, seguo la mia etica e pago le tasse. Se a un certo punto
vendo perché mi conviene, mi dica, perché no"?
E cosa risponde a chi dice che Berlusconi ha convertito Colaninno?
"Che non è vero. Resto delle mie idee, mi riconosco nella sinistra
riformista. Ma so separare il cittadino che giudica e l'imprenditore che
agisce. Li ricongiungo nell'etica della responsabilità e dormo
tranquillo".
Un'ultima domanda: cosa le ha detto dell'operazione Alitalia suo figlio Matteo,
ministro ombra dell'Industria del Pd, che sta all'opposizione di Berlusconi?
"Lui critica le idee di Berlusconi, e io lo rispetto. Lui rispetta me come
imprenditore. Andiamo avanti così, e ci vogliamo bene".
Benché parta con 650 milioni
di debiti e senza contare i leasing, Cai sembra aver le gambe per camminare per
qualche anno.
Funzionerà la Cai-Compagnia aerea italiana, che
somma la «polpa» di Alitalia e Air One? E quali saranno i benefici e i prezzi
per il Paese? La cessione di Alitalia ad Air-France-Klm sarebbe costata meno ai
lavoratori e alla sicurezza sociale (meno licenziamenti e minori trasferimenti
esterni di attività), e anche ai soci (prendevano qualcosa invece di niente),
ai detentori di obbligazioni Alitalia (che sarebbero stati rimborsati invece di
diventare creditori di una società commissariata) e a banche e fornitori di
merci e servizi (che ora si vedono congelare il pregresso). Ma questo maggior
costo diffuso di Cai può anche essere considerato un investimento del Paese.
Darà un ritorno? Intesa Sanpaolo, che dichiara crediti verso Alitalia e Air One
di soli 100 milioni, poco per parlare di conflitti d'interesse, ha costruito
Cai su incarico del governo. Il banchiere Corrado Passera ha impugnato le
forbici. Alitalia e Air One hanno 239 aerei, molti dei quali obsoleti. Cai
parte con 136 vettori, nel 2009 arriverà a 153 e nel
La verità è che l'industria italiana del trasporto aereo
ha perso tutti i treni. E' una cosa piccola. Il tricolore sventolerà, se va
bene, nel cortile di casa. Né Fiumicino né Malpensa saranno mai degli hub. Di
questo portano la responsabilità in molti, non gli attuali gerenti di Alitalia
né l'advisor. Certo, un drastico taglio dei costi può fare molto. Il piano non
precisa quali saranno i nuovi organici. Ma è probabile che i sindacati
concedano alla nuova società quanto avevano negato ai francesi e anche di più.
Per il 2009 si prevede una perdita di 310 milioni, che comprende 100 milioni di
costi di ristrutturazione e potrebbe salire a 400 se tardasse la partnership
internazionale. Nel 2010 il deficit scenderà a 57 milioni e poi si salirà verso
un utile di 200 nel 2013 quando scadrà l'impegno dei soci a non vendere le
azioni. I 16 azionisti di Cai, per i quali Intesa Sanpaolo nega di aver
predisposto finanziamenti specifici, resteranno almeno per 5 anni. Poi è
probabile che alcuni di loro vendano: i fondi di private equity, per esempio.
Ma questo rientra nelle regole del gioco del capitalismo.
Benché parta con 650 milioni di debiti netti e
senza contare i leasing, Cai sembra aver le gambe per camminare per qualche
anno, specialmente se andrà in porto la trattativa con Air France sulle tratte
intercontinentali magari suggellata dall'ingresso dei francesi in minoranza. A
quel punto la stessa Mediobanca, fin qui scettica, potrebbe entrare. Ma nel
medio termine? In Europa, oltre ad Alitalia, operavano 3 compagnie nazionali
non globali: Austrian, Iberia e Sas. Le prime due, con conti in regola, hanno
alzato bandiera bianca. Austrian sta per essere acquisita da Lufthansa e Iberia
si sta fondendo con British Airways. Sas ha rinunciato all'intercontinentale.
Il problema della scala di attività gioca contro Cai. Ed è una questione seria.
Roberto Colaninno, il leader di Cai, conta sul fatto che il mercato italiano è
l'ottavo del mondo. E che, tornando con Air One a una quota del 55% reale, i
prezzi medi interni potranno essere aumentati con scarso entusiasmo per i clienti.
Il piano dice dello 0,8% all'anno al netto dell'inflazione stimata
ottimisticamente all'1,5%. Basterà ad evitare che al dunque, e dopo aver speso
di più, tutto finisca comunque ad Air France?
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Roberto Colaninno è appena uscito dall'ultima
riunione del consiglio di amministrazione della Immsi (si veda a pag. 39), la
holding di controllo della Piaggio che ha dato il via libera all'operazione
Alitalia per 150 milioni di euro. È stanco, ma soddisfatto. Per la prima volta
parla da presidente della Compagnia aerea italiana, un'operazione travagliata
perché si trattava di individuare una via di uscita per evitare il fallimento
di Alitalia. Alla fine il «sistema Italia» ha trovato una "cordata"
pronta a tentare di dare un futuro alla compagnia di bandiera: «Il numero e la
qualità degli imprenditori che hanno accettato la sfida conferma che la classe
imprenditoriale italiana è pronta a rischiare su progetti che abbiano un senso
industriale. Gli imprenditori della cordata, tutti senza distinzione, hanno
capito la sfida e accettato di mettere a disposizione le loro risorse. Se poi
ce ne saranno altri che vorranno entrare ben vengano. Per ora la squadra è
definita e ci metteremo subito al lavoro per andare avanti».
Il tema delle alleanze non è chiuso...
Il partner internazionale è fondamentale, ma avrà un ruolo ben definito. Ci
sono molti vettori esteri che si sono fatti avanti, Air France ha dichiarato la
propria disponibilità, ma anche Lufthansa non è da escludere. Ora bisogna
vedere quale sarà la scelta finale.
Prevede che possano sorgere problemi di governance?
Assolutamente no. Quando sarà scelto il partner che in ogni caso avrà una posizione
di netta minoranza, si definiranno anche dei patti parasociali. Problemi non
sorgeranno perché il controllo di questa compagnia resta italiano.
Le rotte intercontinentali saranno gestite dal partner internazionale e voi
avrete le rotte regionali?
Anche questo è un mito da sfatare. Il primo passo sarà la ristrutturazione
industriale e finanziaria, solo in seguito si affronteranno i programmi di
crescita e sviluppo. In questo ambito, Alitalia ed Air One insieme non saranno
una compagnia regionale. Vogliamo riportare il vettore a un ruolo adeguato nel
contesto delle grandi compagnie internazionali, andando a coprire anche i
grandi mercati globali.
Il problema degli esuberi è un altro tema scottante.
È un argomento delicato che deve essere affrontato e risolto con le parti
sociali. Sono sicuro che troveremo una soluzione positiva nei tempi e nei modi
adeguati.
Nei giorni scorsi avete incontrato il presidente della Consob Lamberto Cardia.
Qual è stato il motivo dell'incontro?
Abbiamo comunicato le nostre intenzioni in modo che le mosse siano chiare e
trasparenti per tutti.
Questa operazione avrà ripercussioni su Immsi (la holding ieri in Borsa ha
chiuso a +12,49%, ndr)?
No. Con orgoglio personale posso dire di avere fatto fare un salto di qualità al
nostro gruppo. Il progetto non può che rafforzare i piani di crescita e di
sviluppo.
Avete in programma un aumento di capitale per Immsi?
No, per ora non ne abbiamo parlato.
Con l'attuale ad della compagnia Sabelli i rapporti sono tornati buoni..
Mai stati cattivi, ora torneremo a lavorare insieme.
IL povero Ludwig Erhardt si starà rivoltando nella tomba. Se il sedicente
"salvataggio" di Alitalia è davvero il primo esperimento di
"economia sociale di mercato" che la premiata ditta
Berlusconi-Tremonti azzarda nel nostro Paese, allora c'è davvero da dormire
preoccupati. Il Cavaliere non mente, quando dice "abbiamo salvaguardato
l'italianità della compagnia aerea".
Ma purtroppo, per simulare la strenua difesa di un presunto "interesse
nazionale", il governo ha compiuto un vero e proprio "suicidio
industriale". Il nuovo piano messo a punto da Banca Intesa e avviato dai
provvedimenti varati ieri dal Consiglio dei ministri non serve a salvare il
futuro di Alitalia, ma è utile solo a salvare la faccia al leader di Forza
Italia.
Ancora una volta (e come nella migliore tradizione, dai tempi di Nordio e
Andreotti in poi) quello che accade alla nostra compagnia aerea non ha niente a
che spartire con la logica economica, ma ha tutto a che vedere con la logica
politica. Berlusconi in campagna elettorale aveva giocato tutta la sua
credibilità sul caso Alitalia, usando il possibile accordo con Air France come
una clava per bastonare Prodi, noto affamatore di popoli e famigerato
svenditore di gioielli (dalla Sme alla Stet).
Dopo aver scientificamente fatto fallire l'operazione con i francesi, con il
colpevole contributo di un sindacato miope e irresponsabile, il premier
neo-eletto non poteva fallire a sua volta, esponendosi alla gogna popolare.
Serviva, anche su Alitalia, un'operazione di facciata, improntata allo stesso
decisionismo con il quale è stata "risolta" l'altra tragedia
nazionale, quella dei rifiuti di Napoli. Un'operazione di patente torsione
giuridica, che realizzasse comunque un'apparente innovazione pratica.
Sulla mondezza campana, per toglierla dalla strada e nasconderla sotto il
tappeto, si trasformano ope legis tutte le discariche in terreni militari,
sottraendone la giurisdizione alla magistratura ordinaria. Sulla compagnia
aerea, per evitare la bancarotta congiunta di Alitalia e Air One, si alterano
ope legis le norme sulla concorrenza, sottraendo la valutazione sulle deroghe
temporali dei regimi semi-monopolistici all'autorità Antitrust.
Poco importa che non si sia affatto risolto il ciclo perverso dei rifiuti. Poco
importa che non si sia affatto sciolto il nodo del posizionamento italiano nel
grande network del trasporto aereo globale. Quello che importa è che il premier
possa accreditarsi ancora una volta, agli occhi dell'opinione pubblica, come il
Grande Facilitatore. Quello che, come ha detto il ministro del Tesoro, aveva
ereditato due disastri, e in due mesi ha fatto il miracolo di risolverli
entrambi. La verità è un'altra, ed è molto più amara. In un Paese normale, un
premier così non sarebbe sicuramente acclamato dalle folle come il salvatore
della patria, ma probabilmente verrebbe inquisito dalla Corte dei conti per
danno erariale.
Quella scelta su Alitalia non è una soluzione. È solo un imbroglio, come ha
scritto Eugenio Scalfari, che finirà per penalizzare tutti: i dipendenti, gli
utenti e i risparmiatori. Lo dicono i numeri, nudi e crudi, non la trita
demagogia anti-berlusconiana. Secondo il piano Air France, il salvataggio di
Alitalia sarebbe passato attraverso la difesa dell'unitarietà del gruppo, del
suo marchio e dei suoi asset (a parte il cargo). Gli esuberi diretti sarebbero
stati 2.150, la flotta si sarebbe ridotta da
Questo è il lucro cessante, imputabile al veto berlusconiano ai francesi. Ma
c'è un danno emergente, che si può ugualmente imputare al premier in virtù
della geniale "Fenice" che ha cavalcato insieme all'advisor. Con il
nuovo piano, il gruppo viene scisso in "best" e "bad"
company: un controsenso industriale rispetto a quello che vanno facendo i
grandi vettori mondiali, che contano proprio sulla dimensione e sull'integrazione
per reggere la competizione globale, e un corto circuito gestionale perché sarà
difficile stabilire quali sono gli asset buoni e quali quelli cattivi senza
impoverire drasticamente l'assetto del gruppo.
Le rotte internazionali vengono ridimensionate, e si salvano solo quelle a
breve-medio raggio. E soprattutto si eliminano gli "hub", con il
seguente, felice paradosso: non si riqualifica Malpensa (tra lo scorno e il
disdoro di Formigoni e Moratti) e per di più si squalifica Fiumicino (con l'ira
funesta di Alemanno e Zingaretti).
Gli esuberi diventano 6 mila, e non si capisce dove andranno a finire, se non
in qualche carrozzone del parastato. E poi il capolavoro finale: i sedici
"capitani coraggiosi", tutti "partner naturali" del governo
obbligati a versare l'obolo per Berlusconi come l'oro per Mussolini, sganciano
due soldi (in qualche caso magari finanziati dallo stesso circuito bancario che
ha organizzato il salvataggio) lucrando in cambio prebende di vario genere,
legate ai loro core business, dalle concessioni pubbliche autostradali (vedi
Benetton e Gavio) alle commesse pubbliche infrastrutturali (vedi Ligresti,
Tronchetti, Caltagirone).
E gli azionisti, e soprattutto gli obbligazionisti della compagnia? Saranno
tutelati, promette Tremonti, perché "il risparmio è sacro". Da
profani, vorremmo capire come si articolerà questa tutela. Al momento non se ne
sa nulla.
Cosa resta, alla fine del giro? Una piccola Alitalia, drasticamente
ridimensionata nelle ambizioni industriali e nelle relazioni internazionali. È
vero, la cloche resta in mano al governo italiano, e i francesi potrebbero
rientrare con una quota di minoranza. Ma forse è proprio questo il problema:
l'Italietta si tiene la sua Alitalietta. Detto altrimenti: resta la bandiera,
ma della compagnia rimane poco. Ora i sindacati hanno poco da protestare: hanno
avuto quello che si meritano. E le opposizioni non hanno granché da criticare:
hanno pagato i loro demeriti.
E oggi il Pd, nonostante le assennate parole di Veltroni e Bersani, è sostanzialmente
privo di voce perché politicamente privo di identità: il suo ministro ombra
delle Attività Produttive, il giovane Matteo Colaninno, dovrebbe attaccare il
pasticcio Alitalia ma non può farlo perché porta lo stesso cognome del
presidente in pectore della "Nuova Alitalia", il padre Roberto
Colaninno.
Chi paga, per questa magnifica "bicamerale dei cieli" (come l'ha
definita Europa) tentata grazie alla banca più vicina al centrosinistra e alla
nomina di un commissario ex-ulivista? Lo Stato, che non incasserà nulla
dall'operazione ma si accollerà gli oneri sociali per la gestione degli
esuberi. L'operazione "non pesa sui cittadini", assicura il
Cavaliere. Ha ragione, ancora una volta: non pesa, li schianta. Guardavamo a
questo centrodestra di "nuovo conio", uscito straordinariamente forte
e volitivo dalle urne del 13 aprile, come a una squadra di chiara marca
conservatrice e liberista. E invece sembrano usciti dal solito, vecchio album
di famiglia delle PpSs della Prima Repubblica. Gli eredi, malriusciti,
dell'Efim e della Gepi.
(29 agosto 2008)
·
Articoli
Alitalia 2 (117)
Governo: okad Alitalia,Air Franceinteressata
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gabbiani
contro un aereopaura per 80 passeggeri
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pochi minuti prima era atterrato il "postale" dell'Alitalia senza alcun problema. La pista era pronta ad accogliere il volo di linea proveniente da Madrid, in ritardo - il suo arrivo era previsto alle 17 - a causa proprio del disastro di Madrid, che aveva mandato in tilt per molte ore le tabelle di marcia degli aerei spagnoli.
Indici
in rialzo con i bilanci ( da "Secolo XIX, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Usa e i forti rialzi di vari titoli che hanno presentato i risultati semestrali come Intesa Sanpaolo e Impregilo hanno spinto al rialzo Piazza Affari con gli occhi puntati anche sulla vicenda Alitalia. Il Mibtel è salito così del 2,03% a 22.086 punti mentre lo S&P è cresciuto del 2,39% 28.625 punti. Bene Immsi, società di Roberto Colannino, guida della nuova Alitalia. 29/08/2008.
I
tre big alla conquista di tutta europa
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il risiko dei cieli IL NUOVO CORSO di Alitalia scatena il risiko dei cieli. Ad aprire le danze è Air France-Klm, insidiata sul mercato europeo dalla rivale Lufthansa, finora sempre più cauta nel comunicare. Ma la rivalità fra le due "major", da cui sembra più defilata British Airways che punta ad Iberia, si gioca anche su altre aviolinee europee.
<Alitalia,
scommessa vinta> ( da "Secolo XIX, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Alitalia, scommessa vinta" Berlusconi esulta: Malpensa batte Fiumicino, ma Alemanno non ci sta. Sindacati già in rivolta TORNA AIR FRANCE "SI', CI INTERESSA" 29/08/2008 INTESA SANPAOLO PREPARA 100 MILIONI 29/08/2008 UNICREDIT: AVREMO SERVIZI A PREZZI ALTI 29/08/2008.
Il
Tg: La compagnia non peserà sulle palle degli italiani
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le gaffes INCROCIO di gaffes, ieri, intorno al caso Alitalia. La più clamorosa, ma anche la più innocua, è stata quella commessa dal giornalista Francesco Accardo, speaker del Tg3 della sera. Durante il servizio gli è scappata la seguente frase: "La compagnia non peserà sulle palle degli italiani, ha detto Berlusconi.
Alitalia,
il partito preso contro il patto bipartisan
( da "Secolo
XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per dare un giudizio meditato sul salvataggio e l'annunciato rilancio di Alitalia. Ma leggendo i provvedimenti del governo e le reazioni che hanno determinato, la prima riflessione spontanea è questa: a Silvio Berlusconi si può perdonare la pulizia di Napoli dai rifiuti (d'altra parte prima c'erano e ora non più), ma non il colpo grosso della compagnia di bandiera.
"sono
di sinistra ma non potevo dire di no" - ezio mauro
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: bisogna chinare la testa e lavorare sodo. Ma sento girare un po' di cose che non capisco o che magari capisco anche, ma che non mi convincono. E allora, se vuole, le spiego perché sto allacciando le cinture e mi imbarco con l'Alitalia". SEGUE ALLE PAGINE 2 E 3.
"così
guiderò la nuova alitalia" ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Così guiderò la nuova Alitalia" Parla Colaninno. Air France: pronti a entrare. Scontro sugli esuberi ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il piano per il salvataggio di Alitalia. Air France si dice pronta ad entrare nella nuova compagnia e Silvio Berlusconi rivendica: "L'abbiamo salvata dalla svendita, l'alternativa era il fallimento"
"alitalia
non ce la regalano un dovere accettare questa sfida" - ezio mauro
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, così com'è, non se la compra nessuno". Attento, perché così lei sembra dar ragione a quelli che parlano del vostro piano come di una "bufala". Cosa risponde? "Ho detto che nessuno compra Alitalia così com'è. E ho detto la verità. Ma a certe condizioni il signor Spinetta, che mi descrivono come un manager molto avveduto e molto capace,
La
vera concorrenza ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alta velocità sui treni il concetto di concorrenza sarà più largo della vecchia coppia Alitalia-AirOne I debiti scaricati sullo Stato? Non sono mica mago Merlino: l'azienda si può salvare solo così perché è cotta, non c'è più, non c'è più niente, Alitalia è finita. E non è colpa mia, e per la verità nemmeno di Berlusconi o di Prodi.
"pronta
la legge sulle europee rafforzerà i gruppi di pdl e pd" - silvio buzzanca
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e l'euforia per la vivacità del nipotino Alessandro. "Abbiamo praticamente pronta la nuova legge elettorale per l'Europa che ha come finalità quella di non disperdere la nostra presenza in Europa e invece di mandare le due parti che si confrontano nel Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari europei in modo che possano incidere effettivamente nelle due grandi
Alitalia,
fiumicino declassato "in città 10mila posti a rischio" - paolo g.
brera ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
000 Alitalia,
Fiumicino declassato "In città 10mila posti a rischio" Alemanno,
Marrazzo e Zingaretti: "Ora il governo spieghi" Il numero delle
destinazioni raggiunte dai voli potrebbe crollare da
Alitalia,
i tagli a fiumicino "in città 10mila posti a rischio"
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: indotto dello scalo Alitalia, i tagli a Fiumicino "In città 10mila posti a rischio" Alitalia, i tagli a Fiumicino "In città 10mila posti a rischio" Il piano di salvataggio dell'Alitalia varato ieri dal governo potrebbe costare 10.000 posti di lavoro alla capitale: lo denuncia il leader della Cgil romana, Walter Schiavella,
"non
sappiamo che fine faremo catasto o poste? idea assurda" - cecilia gentile
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tutto ruota intorno ad Alitalia: se Alitalia viene ridotta, cala anche il lavoro dell'intero aeroporto". A parlare più volentieri, sempre sotto garanzia di anonimato, sono i piloti e il personale di volo. Mentre il personale di terra è restio, scappa. "è perché i piloti hanno più potere contrattuale - spiega un'assistente alla biglietteria Alitalia -
Piccola
Alitalia, grande imbroglio Il governo: meno aerei, rotte dimezzate, migliaia di
esuberi. Riappare Air France Debiti a carico dei contribuenti. No dei
sindacati. Veltroni: c ( da "Unita, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Piccola Alitalia, grande imbroglio Il governo: meno aerei, rotte dimezzate, migliaia di esuberi. Riappare Air France Debiti a carico dei contribuenti. No dei sindacati. Veltroni: compagnia di bandierina.
Via
libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ed al disegno di legge
delega su Alitalia. Er ( da "Unita, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ed al disegno di legge delega su Alitalia. Era la condizione posta dagli imprenditori che compongono la cordata: noi entriamo, ma non vogliamo accollarci i debiti. Li pagheranno i contribuenti. Meno rotte, meno aerei, 7 mila esuberi. Dure critiche dal Pd. alle pagine 2 e 3.
Nuovo
piano di alitalia punta raisi resta fuori - antonio fraschilla
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroporto di Palermo per conto di Alitalia danneggerebbe solo i siciliani". Carmelo De Caudo, responsabile Alitalia della Cgil, teme comunque per gli esuberi annunciati: "Non capiamo perché Palermo venga considerata improduttiva dall'Alitalia e soprattutto siamo preoccupati per il futuro di tutto il personale, a Palermo ma anche a Catania (dove la compagnia ha altri 163 dipendenti,
È
una soluzione da fine Ottocento ( da "Unita, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Possiamo dare un voto alla cordata per Alitalia? "Promossa a pieni voti. Complimenti a chi ha disegnato l'operazione, a chi ha messo insieme un sacco di bei nomi come quelli annunciati: come farà Veltroni a criticare un professionista di garanzia come Augusto Fantozzi, stimato a destra e a sinistra?
Il
tesoretto c'era, l'hanno fatto volare via 1,2 miliardi di euro, una parte
consistente dell'eredità di Prodi: è il costo del debito da ripianare
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2 miliardi di euro e saranno destinati ad asciugare la palude dei debiti Alitalia. Si rassegnino i contribuenti, a cui saranno rifilati gli scarti del piano Fenice per lasciare agli investitori privati solo il filetto. Il costo della promessa elettorale del Cavaliere, mantenere l'italianità della compagnia di bandiera, sarà pagato dai cittadini.
L'alitalia
"taglia" punta raisi ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia "taglia" Punta Raisi Nel piano di rilancio c'è solo Catania. I sindacati: rischio trasferimenti L'Alitalia punta sull'aeroporto di Catania e lascia al palo lo scalo palermitano. Il piano di rilancio della compagnia di bandiera non cita nemmeno l'aeroporto Falcone e Borsellino e, invece, scommette su Fontanarossa,
Poltrone
e assunzioni nel feudo del presidente
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aeroporto da 6 milioni di passeggeri scelto adesso da Alitalia come base strategica per il rilancio. Negli ultimi anni il personale della Sac e Sac servizi è cresciuto arrivando a quota 700, con molti casi sospetti di assenteismo e livelli superiori alla norma di assenze per malattia in alcuni comparti, come quello della sicurezza.
Malpensa
in recupero con le compagnie estere
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche se Alitalia ha trasportato nei primi 27 giorni di agosto 160mila passeggeri, contro i 925.500 transitati nello stesso periodo dello scorso anno (meno 82,7%) - nota la Sea - le altre compagnie di linea hanno registrato un aumento del 34,3% con un totale di 1.
A
caro prezzo ( da "Unita, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di concorrenza che Air One poteva fare ad Alitalia e sulla quale ora la nuova Alitalia potrà fare ancor più quel che gli parrà dal momento che Air One sarà stata incorporata e le norme antitrust tranquillamente scavalcate ope legis. Basti pensare che la legge Marzano è stata modificata per consentire che una azienda in dissesto - nel caso Alitalia,
Fini
si vergogni Cara Unità, sono stufa di venire a conoscenza, ogni giorno, delle
nef ( da "Unita, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Francesco Alitalia, una degna conclusione... Cara Unità, Leggo oggi che gli azionisti Alitalia danneggiati dal piano governativo potranno accedere al Fondo per i risparmiatori vittime di frodi finanziarie. Quale modo migliore per definire la conclusione della vicenda alitalia?
I
sindacati: atitech, mille a rischio
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: mille a rischio Allarme dei sindacati per il piano Alitalia varato dal governo: a Napoli rischiano la cassa integrazione più di mille impiegati dell'Atitech, società che si occupa della manutenzione degli aerei. A rischio il posto di lavoro dei circa 800 addetti di Capodichino e delle circa ottanta unità del distaccamento Alitalia del Centro direzionale.
Alitalia,
dal governo una mazzata per Roma Il Piano Fenice prevede una forte riduzione di
Fiumicino: cancellato il 60% delle destinazioni Il Pd: Tutto sta avvenendo nel
silenzio di ( da "Unita, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: non appena su Alitalia avremo il quadro completo, si farà carico di incontrare Comune e Provincia". Intanto, però, Nicola Zingaretti fissa l'asticella dell'allarme: "Sono molto preoccupato per l'esito che sta avendo la vicenda Alitalia. Non solo perché sta emergendo quanti danni ha prodotto il ritardo di mesi nella ricerca di una soluzione,
Alitalia,
a rischio i dipendenti atitech - lilly viccaro theo
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Napoli Alitalia, a rischio i dipendenti Atitech Torna l'incubo "esternalizzazione". I sindacati pronti alla protesta LILLY VICCARO THEO Se il piano Alitalia sta per spiccare il volo, a Napoli rischiano di precipitare nell'incubo della cassa integrazione più di mille impiegati dell'Atitech, società che si occupa della manutenzione degli aerei.
Tornano
i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e quelli per materie
alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La Cgil: faremo muro
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Al netto di Alitalia, il volto del primo consiglio dei ministri è quello appuntito e compunto della Gelmini che, in tailleur cipria dai candidi revers, annuncia le novità dell'anno scolastico "imminente". Vale a dire dal primo settembre: a mezzo decreto legge e senza dibattito parlamentare.
L'opposizione?
Per il Pd è una condizione temporanea
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Burlando ricorda che si avvicina una "prospettiva importante alle prossime europee e amministrative e poi regionali. Nel frattempo non credo che le condizioni di milioni di italiani miglioreranno. A partire dai 7000 mila di Alitalia che se ne torneranno a casa. Quindi bisogna collocarsi in questa realtà e mettersi a lavorare".
I
sindacati chiedono chiarezza. Se ci mettono con le spalle al muro la risposta
sarà durissima In attesa dell'incontro di lunedì con l'esecutivo i
rappresentanti dei lavoratori met
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia nella pubblica amministrazione, ecco quanto ha pensato il ministero del Lavoro per risolvere il problema dei tagli dei posti di lavoro nell'ormai vecchia compagnia di bandiera. Sette anni di ammortizzatori sociali - quattro di cassa integrazione e tre di mobilità - per tutti i dipendenti Alitalia in esubero e un programma di ricollocamento verso altre aziende del settore
La
deroga alla Marzano cancella l'Antitrust Acquisizioni future anche senza l'ok
dell' Authority. Ma la Ue potrebbe opporsi
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: data italiana di mettere le mani su Alitalia. Le prima novità rispetto alla Marzano nata per la tutela di Parmalat riguarda la nomina del Commissario che ora spetta anche al premier, che, al pari del ministro dello Sviluppo Economico, ne determina il compenso e le condizioni dell'incarico, anche in deroga alla normativa vigente.
La
battaglia dei cieli si fa più serrata
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del RISIKO La battaglia dei cieli si fa più serrata Il nodo Alitalia ha riaperto la battaglia dei cieli. La mossa di Ai France-Klm di giocare la partita in Italia, ha fatto subito scattare la risposta di Lufthansa in un risiko. che, vista la grande concentrazione in corso nel settore, sembra giunto alla stretta finale.
Il
miracolo di Berlusconi è solo per Air France
( da "Unita,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e cioè la
vera notizia di oggi: il governo sta pilotando il fallimento di Alitalia".
"Avevamo il dovere di intervenire, siamo intervenuti con concretezza. Ci
siamo riusciti" ha concluso il premier nella sua conferenza stampa.
Intanto dovrà spiegare al sindaco di Roma perché a Fiumicino i voli di Alitalia
passeranno da
Pd,
burlando attacca "il partito leggero è un errore, ora servono le
tessere" - ava zunino ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tanto più che sono in avvicinamento rapido scadenze elettorali importanti come: "le prossime europee e amministrative e poi le regionali. Nel frattempo non credo che le condizioni di milioni di italiani miglioreranno. A partire dai 7000 mila di Alitalia che se ne torneranno a casa. Quindi bisogna collocarsi in questa realtà e mettersi a lavorare".
Nuova
alitalia cancella il marconi da bologna non si vola più a roma - eleonora
capelli ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina IV - Bologna Nuova Alitalia cancella il Marconi da Bologna non si vola più a Roma Saltano i 5 aerei giornalieri. Filetti: feeling tramontato da tempo ELEONORA CAPELLI Il piano per salvare Alitalia "cancella" l'aeroporto Guglielmo Marconi dalle linee della compagnia di bandiera.
Niente
più voli per roma ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rapporto già tramontato Niente più voli per Roma La nuova Alitalia cancella il Marconi dai propri scali Il piano per salvare Alitalia "cancella" l'aeroporto Guglielmo Marconi dalle linee della compagnia di bandiera. Eliminati i cinque voli al giorno per Fiumicino, la terza destinazione più richiesta tra i voli nazionali con quasi 200 mila passeggeri nel 2007.
Nuova
alitalia bari resta a terra protesta vendola - piero ricci
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina I - Bari La polemica Nuova Alitalia Bari resta a terra protesta Vendola PIERO RICCI Meno aerei, meno personale, meno voli. La missione futura di Alitalia e il suo piano di recupero firmato dal governo Berlusconi, mandano su tutte le furie Nichi Vendola. Perché sulla Puglia cade una grossa fetta dei tagli in programma.
Guerra
ai pirati di internet l'italia scende in campo "così li fermeremo" -
roberto bianchin ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ultimo momento per il cdm su Alitalia) con tutti i soggetti interessati, dai produttori ai gestori delle reti, per trovare una soluzione al problema. Secondo Bondi, che giudica la pirateria "una violazione del diritto d'autore e come tale un furto", si dovrà andare verso l'individuazione di "nuovi modelli di business" cercando di affiancare al necessario rispetto della privacy la "
La
lega firma la tregua su malpensa e con an scoppia la grana fiumicino - ettore
livini ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: preoccupata della valanga di esuberi che potrebbe ricadere su Roma e Fiumicino per il salvataggio di Alitalia. Il fuoco, per ora, cova sotto la cenere, ma la maggioranza di governo esce dal primo round della partita della Magliana con alcuni nodi ancora da sciogliere. I distinguo del Carroccio erano noti da tempo: il declassamento di Malpensa (non risolto dal piano Fenice) e l'ipotesi ?
"alitalia,
missione compiuta l'alternativa era il fallimento" - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Alitalia è una della compagnie più antiche e gloriose del mondo e salvarla era un dovere - argomenta - quando vediamo un aereo dell'Alitalia ovunque nel mondo ognuno di noi sente l'Italia vicina". Subito dopo aver evocato l'orgoglio, passa all'incasso sugli impegni presi durante la campagna elettorale.
Pieni
poteri al premier, deroghe all'antitrust e sugli esuberi cassa integrazione a
valanga - roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: potrà vendere alla nuova Alitalia gli asset ancora fruttuosi Escluso il "travaso" dei lavoratori nella p.a., ma assunzioni saranno possibili nelle aziende controllate dallo Stato ROBERTO MANIA ROMA - Arriva la legge "ad hoc" per privatizzare l'Alitalia: nuove procedure per i fallimenti con un ruolo centrale del presidente del Consiglio,
Al
sicuro anche i punti "millemiglia" "passeranno alla nuova
compagnia" ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: o meno utilizzare anche in Alitalia 2 i punti accumulati. Le fonti interpellate assicurano che nulla cambierà rispetto ad oggi. Il Millemiglia è infatti un asset importante della parte "Fly" di Alitalia, al pari dei diritti di traffico e degli aerei. La possibilità di volare grazie alle miglia accumulate col nuovo concorso 2008-2010,
Air
france: pronti ad una quota di minoranza - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ultimo atto di Alitalia. Per la nuova versione della compagnia bisognerà attendere solo qualche giorno, vista l'accelerazione impressa al dossier nelle ultime ore. Il piano di salvataggio approntato da Intesa-Sanpaolo piace anche ad Air France-Klm che a sorpresa, ha ammesso ieri la possibilità di partecipare all'operazione in veste di socio di minoranza:
Sindacati
sul piede di guerra veltroni va all'attacco "compagnia di bandierina"
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bocciatura secca di opposizione e sindacati di categoria per il piano di salvataggio di Alitalia. "I lavoratori e i cittadini italiani si trovano oggi davanti un futuro peggiore sotto tutti i punti di vista - attacca il segretario del Pd Walter Veltroni - E, alla faccia della decantata difesa dell'italianità, il piano ci consegna una compagnia che di fatto diventa di bandierina".
Economia
Come mai la famiglia Benetton ha investito i 150 milioni in Alitalia attraverso
la controll... ( da "Repubblica, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: investito i 150 milioni in Alitalia attraverso la controllata Atlantia e non con la scatola Sintonia, cioè il veicolo dove sono raggruppate le partecipazioni nelle infrastrutture come Gemina, Telecom, Aeroporti di Firenze e di Torino? Le motivazioni possono essere diverse e la scelta non è piaciuta al mercato e agli investitori presenti in Atlantia che minacciano di uscire dal titolo.
Le
banche trascinano al rialzo il listino impennata per stm e luxottica
( da "Repubblica,
La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il balzo del 3,3% del Pil Usa, ha invece galvanizzato i titoli italiani legati al dollaro, e in particolare Luxottica (più 4%) e Stm (più 3%). Tra i titoli minori, va segnalato il rimbalzo di Immsi (più 12%), la holding di Roberto Colaninno che parteciperà al rilancio di Alitalia.
Alitalia
in regalo per decreto ( da "Manifesto, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nuova
Alitalia". Per loro la promessa di 7 anni tra cassa integrazione e
mobilità in vista della "ricollocazione". Il fatturato
Ho
evitato il fallimento ( da "Manifesto, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia nuova, una compagnia aerea più efficiente, finanziariamente in equilibrio e tecnologicamente avanzata". Gli esperti del settore sostengono l'esatto contrario, ma a lui interessa soltanto il poter dire che "manteniamo anche questo impegno che avevo annunciato di risolvere con la messa in campo di una compagine di imprenditori italiani"
Un
piano senza prospettive e un numero di licenziamenti inaccettabile
( da "Manifesto,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nella storia del sindacato di errori ne sono stati fatti tantissimi, nella storia di Alitalia anche. Nella vicenda Air France il sindacato ha provato a mettere in piedi una trattativa che non è riuscita perchè il contesto stava rapidamente cambiando. Se l'Italia vuole una compagnia degna di questo nome ci devono essere le caratteristiche.
IL
GIOCO DELLE 3 CARTE ( da "Manifesto, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non è un piano di salvataggio, è uno sfacciato gioco delle tre carte. Dopo aver ostacolato un accordo con Air France con luci e ombre, ma che avrebbe contenuto gli esuberi entro una cifra tollerabile e salvato una parte del nostro patrimonio, oggi Palazzo Chigi costruisce un marchingegno ambiguo e contraddittorio che moltiplica per tre i licenziamenti.
Per
chi vola Colaninno ( da "Manifesto, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: RITRATTI Il presidente della nuova Alitalia Per chi vola Colaninno Francesco Paternò C'è chi comincia più o meno sempre così: con cose piccole, per poi arrivare alle cose grandi. Roberto Colaninno, nuovo presidente operativo della nuova Alitalia, è uno dei massimi specialisti italiani di questo ramo: chiamatela ambizione, capacità, o disinvoltura estrema.
Air
France-Klm: Pronti a prendere quota minoranza
( da "Manifesto,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non è indispensabile a Air France-Klm". Recentemente c'era stato un riavvicinamento tra British Airways e Iberia, compagnia verso la quale Air France-Klm aveva mostrato un certo interesse. Le trattative con Alitalia erano naufragate nella scorsa primavera a causa dell'ostilità dei sindacati italiani nei confronti di un piano di ristrutturazione che prevedeva fino a 4mila
OGGI
è ancora il giorno della festa, ma verrà subito dopo il giorno i
( da "Messaggero,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: della Piaggio e tra poche ore "capitano" della Nuova Alitalia, lo è da sempre. Ma questa ultima settimana di agosto, con l'ok del governo al Piano Intesa, il sì dei soci, il rinnovato corteggiamento di Air France e Lufthansa, non la dimenticherà proprio. "Così - spiega al Messaggero - salviamo un patrimonio industriale del Paese".
ROMA
La nuova Alitalia può decollare. Silvio Berlusconi è categorico: Una scommessa
( da "Messaggero,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ROMA La nuova Alitalia può decollare. Silvio Berlusconi è categorico: "Una scommessa vinta, abbiamo salvato la compagnia dalla svendita e non peseremo sui cittadini". In arrivo ammortizzatori sociali per 7 anni, mentre i sindacati saranno convocati lunedì per discutere del piano industriale e di esuberi.
Alitalia,
evitato il fallimento ( da "Messaggero, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Via libera al salvataggio. Alemanno: chiarezza su Fiumicino. Veltroni: compagnia di bandierina "Alitalia, evitato il fallimento" Berlusconi: scommessa vinta. Air France pronta a entrare. Sindacati critici.
Al
30 giugno scorso (sono gli ultimi dati disponibili) Alitalia aveva in cassa una
liquidità pa ( da "Messaggero, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- Un ringraziamento particolare per le soluzioni che sono state trovat
( da "Messaggero,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: eventuale ingresso dei francesi in Alitalia possa comportare uno stop agli accordi che Sea sta concludendo con la compagnia tedesca e che riporteranno a Malpensa molte delle tratte internazionali a suo tempo cancellate da Alitalia. L'intenzione dei tedeschi di trasformare Malpensa nel quarto hub europeo, potrebbe infatti creare più di un problema alla "newco"
ROMA
- Le opposizioni bocciano il governo. Il piano per il salvataggio di Alitalia
non piace ( da "Messaggero, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il piano per il salvataggio di Alitalia non piace al Partito democratico, all'Udc e all'Italia dei valori, che accusano Silvio Berlusconi di aver venduto fumo per mesi sulla sorte della compagnia di bandiera e avvertono: a pagare saranno lavoratori e cittadini. Per la minoranza, insomma, il centrodestra non solo non ha risolto il problema ma,
ROMA
- Nel giorno del rientro dalle vacanze di Porto Rotondo (in cui ha accudito
( da "Messaggero,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che hanno "creduto in Alitalia investendo in titoli azionari e obbligazionari della compagnia". Mette i puntini sulle "i": "In questa vicenda siamo stati guidati da un'esigenza primaria: il rispetto e l'interesse generale del Paese. Riteniamo che la nuova Alitalia sia la scelta giusta, ma anche l'unica possibile".
MILANO
- Intesa Sanpaolo archivia i primi sei mesi dell'anno con un utile netto
consolidato di ( da "Messaggero, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che ha svolto il ruolo di advisor per il salvataggio di Alitalia, ha poi indicato in 100 milioni il possibile impegno diretto nella newcò Compagnia aerea italiana, "se un numero di condizioni si avvereranno - ha spiegato il banchiere -, e ho l'impressione che si avvereranno. Oggi (ieri, ndr) è stata approvata la nuova legge Marzano, questo sarà il nostro contributo al progetto"
Penati:
la Moratti ci aiuti a far pressione sul governo
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Che al Corriere dice di essere molto più preoccupato della piega che ha preso la vicenda Alitalia che non dell'intervento statalista. "Non mi scandalizza il ruolo del pubblico. Temo che si stia creando una compagnia monopolistica del traffico interno. E che a Milano venga chiesto di tagliare Linate". La linea Formigoni-Moratti? "Non sono d'accordo".
IM
INISTRI MILANESI: SALVATA ALITALIA RIMANE IL NODO LINATE-MALPENSA
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di ELISABETTA SOGLIO categoria: REDAZIONALE Il caso IL TAVOLO PER MILANO IM INISTRI MILANESI: SALVATA ALITALIA RIMANE IL NODO LINATE-MALPENSA Il governo prova a salvare Alitalia, ma per Malpensa e soprattutto per Linate non ci sono garanzie. I ministri del centrodestra, intanto, annunciano che al più presto verrà convocato il tavolo per Milano.
<Salvata
Alitalia. Ma Linate e Malpensa?>
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il piano non dà risposte sul futuro degli aeroporti "Salvata Alitalia. Ma Linate e Malpensa?" I ministri del Pdl: convocare un tavolo per i due scali. L'opposizione: rischio ridimensionamento Formigoni: attendere il piano industriale Majorino: non ci sono investimenti sufficienti per Milano Il governo salva Alitalia, ma non ci sono garanzie per Malpensa e, ancora meno,
Via
al salvataggio di Alitalia ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veltroni: compagnia di bandierina Via al salvataggio di Alitalia Berlusconi: missione compiuta. Air France: quota di minoranza ROMA - Il progetto di salvataggio di Alitalia ha preso le mosse con un decreto e un disegno di legge di riforma della "Marzano " sulle ristrutturazioni aziendali, premessa del commissariamento.
Il
piano, il nodo della flotta e Air France
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Alitalia e Air One? E quali saranno i benefici e i prezzi per il Paese? La cessione di Alitalia ad Air-France-Klm sarebbe costata meno ai lavoratori e alla sicurezza sociale (meno licenziamenti e minori trasferimenti esterni di attività), e anche ai soci (prendevano qualcosa invece di niente), ai detentori di obbligazioni Alitalia (
Profumo:
così prezzi maggiori e servizi peggiori
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Unicredit non entrerà nella cordata Alitalia e, secondo Alessandro Profumo: "Alla fine della vicenda credo che avremo un servizio peggiore e prezzi più alti". Profumo ricorda il caso spagnolo: "Iberia è stata venduta a British Airways senza che si sia sollevato questo polverone".
<Alitalia
non peserà più sulle spalle dei contribuenti>
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: restare partner strategico di Alitalia " con la possibilità di "una partecipazione minoritaria nella nuova società", Berlusconi ha assicurato che Alitalia "resterà nelle mani degli italiani". L'alternativa a questa operazione, ha detto, "era il fallimento", improponibile perché "un grande Paese" ha bisogno di una compagnia "per proteggere e promuovere"
Album
di famiglia ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI Album di famiglia La nuova Alitalia Rocco Sabelli, futuro amministratore della nuova Alitalia (terzo da destra) con Roberto Colaninno che sarà presidente, il figlio Matteo e il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi.
Renato
Brunetta: ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 3 categoria: BREVI Renato Brunetta: "Escludo ogni forma di riassorbimento degli esuberi Alitalia nella pubblica amministrazione o nelle Poste".
E
Intesa investirà 100 milioni Mandato a Salza e Passera
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e il primo a fare il passo è l'advisor del governo, Intesa Sanpaolo, che punterà un gettone da 100-150 milioni sul suo stesso progetto di ristrutturazione, regolando l'esborso in modo da non risultare in ogni caso il primo azionista ed escludendo investimenti indiretti attraverso il finanziamento degli altri partecipanti alla cordata.
<Ma
era meglio cederla ad Air France Mio padre? Fa bene a impegnarsi>
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Vi siete confrontati sul caso Alitalia? "Per coerenza ho scelto di non partecipare a nessuna riunione né a consigli di amministrazione in cui sono state prese delle decisioni su Alitalia". Però il Pd sta aspramente criticando l'operazione... "E io sono in linea con Pierluigi Bersani e comprendo le critiche.
L'altro
figlio ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'altro figlio Il patron di Piaggio e futuro presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno, nel marzo 2001, con i figli Matteo (a sinistra) e Michele (a destra) durante un convegno di Confindustria.
Colaninno:
non è un favore a Berlusconi ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Eccolo, il presidente designato di Alitalia il giorno dopo. Ha appena chiuso, a Mantova, il board con cui l'Immsi ufficializza l'investimento nella compagnia. Sta firmando le carte da mandare alla Consob. Ha, tra un'ora, l'aereo che lo porterà a Roma. E infiniti telefoni che continuano a squillare.
Al
governo premeva mandare in archivio i <due disastri>
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: l'immondizia a Napoli e Alitalia, palazzo Chigi canta vittoria. Il presidente del Consiglio rivendica di avere mantenuto la compagnia in mani nazionali, evitandone il fallimento. Ed assicura che non scaricherà i costi dell'operazione sui risparmiatori italiani. Il messaggio è semplificato al massimo.
Alitalia
Il salvataggio ( da "Corriere della Sera"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: BREVI Alitalia Il salvataggio Walter Veltroni: "All'Italia resterà solo una " compagnia di bandierina", specchio di un governo vittima della sua demagogia".
Berlusconi:
abbiamo salvato Alitalia ( da "Tempo, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: abbiamo salvato Alitalia Dopo Napoli un'altra promessa mantenuta del governo Berlusconi. Ieri via libera del consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge delega su Alitalia. Il provvedimento vara una riforma delle procedure previste dalla legge Marzano per il commissariamento come strumento per il salvataggio delle grandi aziende in crisi.
Sì
di Atlantia ma con condizioni ( da "Tempo, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: del gruppo autostradale alla cordata per Alitalia, confermando che la partecipazione al capitale della newco prevista dal "piano Fenice" prevede un investimento tra 100 e 150 milioni di euro. Il Cda di Atlantia ha approvato la possibilità di una partecipazione del gruppo autostradale alla cordata per Alitalia, confermando che la partecipazione al capitale della newco prevista dal "
Alitalia,
per salvare Fiumicino appello unanime al governo
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Marrazzo e Zingaretti pronti a difendere lo scalo Alitalia, per salvare Fiumicino appello unanime al governo Salvare Fiumicino. è l'appello che arriva da Comune, Regione e Provincia, dopo le prime voci sul piano di ristrutturazione per Alitalia. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, ha invitato "gli enti locali a chiedere un incontro al governo".
Coro
unanime: <Salvare Fiumicino>
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia Zingaretti invita alla mobilitazione: "Ricadute rilevanti su tutto il territorio" Coro unanime: "Salvare Fiumicino" Alemanno chiede un incontro al governo. Marrazzo convoca il consiglio Polemica tra i poli. Meta (Pd): "La Capitale non avrà più un hub che faccia da volano al turismo e tutto nel silenzio di Alemanno"
Il
Cavaliere e le tenerezze in famiglia: <Il mio nipotino? Tutto suo nonno>
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dopo Alitalia e Caucaso, il Cavaliere cede alle tenerezze familiari e nella sala stampa di Palazzo Chigi parla del nipote Alessandro, primogenito di sua figlia Barbara: "Non piange mai. Pensate che l'altro giorno mi sono avvicinato alla culla mentre dormiva e gli ho dato dei bacetti sulla pancia.
Berlusconi
vede Alfano e promuove la bozza: giustizia, via alla riforma
( da "Corriere
della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: "Il governo varerà tre riforme: giustizia, federalismo e legge elettorale per le europee ". La legge elettorale è già pronta e servirà "a non disperdere la nostra presenza in Europa e a mandare le due parti che si confrontano nel Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari, in modo che possano incidere rispettivamente nelle due grandi parti in cui si divide
ROMA
- Vai avanti, gli avrebbe detto Berlusconi. Per valutare lo stato dei lavori
sulla riforma dell ( da "Messaggero, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con la vicenda Alitalia sul tappeto, non era però il giorno ideale per analisi approfondite. Ma il premier, dopo aver preso visione del lavoro svolto fin qui dal ministro, avrebbe approvato l'agenda proposta da Alfano: riforma del processo civile e penale, ristrutturazione del sistema carcerario e, soprattutto, le riforme costituzionali riguardanti il Csm,
ROMA
- Lo annuncia pennellando un sorriso, lo stesso con cui in volo s
( da "Messaggero,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Noi hostess dell'Alitalia non abbiamo più fiducia nella politica". Ha solo questo da dire Mascia, da poco atterrata da Varsavia, e scompare trascinandosi il "trolley", senza addentrarsi in confronti tra il piano Prodi, con la cessione della compagnia ad Air France, e questo del governo Berlusconi, che ha fatto capolino sui giornali.
ROMA
- Il piano di salvataggio di Alitalia preoccupa Roma per le conseguenze che
avrà sull’ ( da "Messaggero, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nei mesi scorsi Alitalia aveva riportato da Malpensa al Leonardo Da Vinci numerose rotte intercontinentali. Nelle prime tre settimane di agosto è stato registrato un incremento del 35 per cento dei passeggeri Alitalia sullo scalo romano a fronte di un aumento del 29 per cento dei posti offerti.
Oggi
la prova del cda: attese perdite ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia" guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. E lasciare così la gestione di debiti e dipendenti, di azioni e obbligazioni, nella vecchia Alitalia da affidare al commissario straordinario. Che sarà Augusto Fantozzi. Intanto torna in scena Air France, che dice di essere pronta ad acquisire una quota di minoranza nella nuova società creata dalla cordata di imprenditori italiani.
L'INTERVENTO
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno contribuito al rifiuto da parte del pubblico per Alitalia. In ogni caso, meglio per tutti se con una mobilità intelligente si minimizzerà il problema. Detto questo, sono tre i punti forti del piano Alitalia che vanno evidenziati. 1) Il mantenimento totalmente italiano del controllo che, per un'infrastruttura chiave come il trasporto aereo, è un fattore da non sottovalutare,
Il
governo apre un tavolo per risarcire Malpensa
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la nuova Alitalia che nella riunione Iata dei giorni scorsi la nuova Alitalia abbia deciso di riportare su Malpensa due terzi degli slot che la vecchia Alitalia aveva dismesso o trasferito a Fiumicino". Il governo ha esaminato anche la questione Sea, cercando una soluzione che consenta alla società di ritirare il ricorso in tribunale per ottenere da Alitalia un risarcimento di 1,
Alitalia,
Fiumicino sospeso tra incertezza e speranza
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Fiumicino sospeso tra incertezza e speranza di Stefania Scarpa La questione Alitalia preoccupa gli enti locali per le pesanti ricadute che rischia di avere a Roma e in tutto il Lazio, e per il temuto ridimensionamento di Fiumicino. Ieri il presidente della Regione Piero Marrazzo e il presidente del consiglio regionale Guido Milana hanno deciso che alla vicenda sarà dedicata
Ridotto
del 10 per cento il calo dei passeggeri
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il calo dei passeggeri registrato nei primi mesi dopo l'abbandono di Alitalia. Lo sostiene una nota della società, secondo la quale lo scalo è passato dal -31% di aprile al -21% di agosto. Anche se Alitalia ha trasportato nei primi 27 giorni di agosto 160.000 passeggeri, contro i 925.500 dello scorso anno (-82,7%), le altre compagnie hanno registrato un aumento del 34,
Via
al salvataggio E per chi è in esubero sette anni di "aiuti"
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ma che - spiegano al ministero dello Sviluppo economico - varranno per tutte le imprese ammesse alla procedura. Grazie alle nuove disposizioni, oggi il consiglio d'amministrazione Alitalia potrà - in presenza di conti semestrali tali da non poter garantire la continuità aziendale - richiedere l'accesso alla procedura.
Berlusconi:
"Alitalia è una scommessa vinta"
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia resterà italiana. Silvio Berlusconi scende nella sala stampa di Palazzo Chigi qualche minuto dopo le sette di sera. E si capisce subito che è soddisfatto: missione compiuta. La soluzione individuata per Alitalia, e favorita dalle scelte del consiglio dei ministri, gli permette di rispettare un altro degli impegni assunti in campagna elettorale.
Alitalia
ritorna a volare con 12mila dipendenti e una flotta di 136 aerei
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 206 del 2008-08-29 pagina 0 Alitalia ritorna a volare con 12mila dipendenti e una flotta di 136 aerei di Paolo Stefanato Milano - La Nuova Alitalia avrà tra i 12mila e i 13mila dipendenti, calcolando anche i circa 3mila conferiti da Air One (gli attuali dipendenti di Alitalia fly sono poco meno di 11mila).
Brussels
Airlines nel mirino di Lufthansa ( da "Giornale.it, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: trattative avviate da British Airways con la spagnola Iberia e quelle sui dossier Alitalia e Austrian Airlines, tocca alla belga Brussels Airlines entrare nel mirino di Lufhtansa. La compagnia tedesca, infatti, si legge in una nota, "ha avviato colloqui costruttivi" con Sn Airholding, la società che controlla Brussels Airlines (nata qualche anno fa sulle ceneri della fallita Sabena),
Il
conflitto d'interessi familiare del giovane Colaninno
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: altrimenti però rischiamo di perdere questa e quindi di mettere Alitalia di fronte al fallimento e l'intera Italia di fronte a una figuraccia...". L'8 aprile, Matteo prendeva coraggio: "L'accordo con Air France è una grandissima opportunità per Alitalia e per il nostro Paese, la soluzione dei problemi economici e finanziari della compagnia.
<Visto
il mio bambolotto? Tutto suo nonno>
( da "Giornale.it,
Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Redazione Dopo la dichiarazione letta su Alitalia dalla sala stampa di Palazzo Chigi e un rapido punto sulla crisi del Caucaso in visto del vertice europeo di lunedì, Silvio Berlusconi si ferma a parlare con i cronisti. Ma, niente politica. Il Cavaliere vuole piuttosto parlare dell'ultimo nato della sua famiglia, Alessandro, primogenito della figlia Barbara.
Decollano
in Borsa le azioni della cordata ( da "Giornale.it, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alla cordata Alitalia. A beneficiarne maggiormente c'è Immsi, la società di Roberto Colaninno (socio e futuro presidente della nuova Alitalia), che ieri ha anche approvato i conti semestrali. Immsi, che nei giorni scorsi aveva perso circa il 10%, ieri, quando è stato reso noto il piano approvato per Alitalia, ha iniziato a correre per essere più volte sospesa per eccesso di rialzo.
Il
voto utile siamo noi ( da "Opinione, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E poi Alitalia, "dove ci guadagnano sempre i poteri forti e chi ci perde sono i 7mila esuberi. Voglio proprio vedere - si domanda ironico l'ex sindacalista ? come riescono contemporaneamente a salvare Alitalia e a sistemare le ricadute sociali. Secondo me gli esuberi dovrebbero essere a carico di chi ci guadagna".
Segnale
di fiducia e di ottimismo ( da "Opinione, L'"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 29 Ago 2008 Edizione 179 del 29-08-2008 Caso Alitalia Segnale di fiducia e di ottimismo di Arturo Diaconale Si può criticare come meglio si vuole l'operazione con cui il governo si accinge a risolvere il caso dell'Alitalia. Ma non si può in alcun modo negare che il modo utilizzato rappresenta un segnale politico di grandissima importanza.
Con
la nuova compagnia decolli il libero mercato
( da "Opinione,
L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: MINISTRI Con la nuova compagnia decolli il libero mercato di Alessandra Mieli Il Governo ieri ha deciso su Alitalia e, nonostante si fosse alimentata qualche attesa, la Lega non s'è messa di traverso: Bossi ha detto che c'era poco altro che si potesse fare e Calderoli ha sottolineato il fatto che dalla settimana prossima comincerà a riunirsi il tavolo per gli "aeroporti milanesi".
Air
France pronta a salire a bordo ( da "Giornale.it, Il"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Air France possiede ancora il 2% del capitale di Alitalia, frutto di un acquisto incrociato; l'Alitalia ha già venduto, lo scorso anno, la sua quota per fare cassa. "Smontare" tutto questo comporterebbe penali complesse da calcolare, realisticamente stimabili in circa 200 milioni. I fasci Italia-Francia valgono da soli circa 350 milioni di fatturato,
Corona
e Moric a Porto San Giorgio annunceranno il loro matrimonio
( da "Quotidiano.net"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO Il tempo non passa mai Forma smagliante per Cindy Crawford, che si gode una vacanza tutta italiana a Porto Cervo.
George
Clooney torna sul set Sarà un manager senza scrupoli
( da "Quotidiano.net"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO Una statua per Fonzie Inaugurata a Milwaukee River una statua di bronzo dedicata ad Arthur Fonzarelli (Henry Winkler)
Il
Financial Times resta scettico "Il destino è appeso a un filo"
( da "Quotidiano.net"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: commento con cui il Financial Times esamina la soluzione trovata per Alitalia, nella rubrica di approfondimento Lex Column. "Quantomeno la nuova Alitalia controllata dai privati dovrebbe essere in grado di tenere alla larga le interferenze politiche che l'hanno tormentata per così tanto tempo", si afferma. "L'altro aspetto positivo - si legge - è nella nuova legge sui fallimenti,
Berlusconi
solidale con Prodi "Ora intervenga il Parlamento"
( da "Quotidiano.net"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino.
Karadzic
tace in tribunale Nè colpevole, nè innocente
( da "Quotidiano.net"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino.
Passera:
"Cruciali le prossime settimane Senza accordo sindacale non si parte"
( da "Quotidiano.net"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ad a proposito della nuova Alitalia - e naturalmente si dovrà passare attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee". "Le prossime 4 o 5 settimane saranno cruciali per capire se va avanti" il progetto di salvataggio di Alitalia, dopo la costituzione della newco, ha aggiunto l'ad di Intesa Sanpaolo.
Festa
in barca a Saint Tropez Arriva Paris e Naomi scappa via
( da "Quotidiano.net"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino.
Unicredit,
Profumo: 'banche hanno commesso errori, euro ci ha dato una mano'
( da "Voce
d'Italia, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sull'operazione Alitalia. "Continuo a ripetere - ha proseguito - quella che era la mia preoccupazione, cioè che fino a qualche mese fa avevo un volo diretto da Malpensa per Varsavia e ora non ce l'ho più. Mi sembra di capire che non ce l'avrò nemmeno domani, a meno che non arrivi qualche compagnia internazionale.
Alitalia:
decisive le prossime settimane ( da "Voce d'Italia, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ad di Intesa San Paolo parla di Alitalia dal Meeting di Rimini Alitalia: decisive le prossime settimane "Nei prossimi giorni ci potranno essere nuovi investitori" Rimini, 29. ago. - L'Amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, ha parlato del futuro di Alitalia al Meeting di Rimini: "Le prossime 4-5 settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no.
Nuova
Alitalia, il piano può decollare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano Pagina 102 Nuova Alitalia, il piano può decollare Arriva il commissario, fallimento scongiurato. Berlusconi esulta --> Arriva il commissario, fallimento scongiurato. Berlusconi esulta Il Consiglio dei ministri approva le norme per il salvataggio dell'Alitalia.
La
Borsa premia la cordata-Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Pagina 213 La Borsa premia la cordata-Alitalia --> Immsi, la società di Roberto Colannino, che ha approvato ieri l'operazione nella compagnia di bandiera (Colaninno è presidente della Compagnia aerea italiana) e i conti semestrali, ha iniziato a correre sin dalla mattinata per essere più volte congelata e sospesa per eccesso di rialzo.
Alitalia,
rientra Air France ( da "Stampa, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagheranno i cittadini" Alitalia, rientra Air France Berlusconi: un buono alle aziende che assorbiranno gli esuberi La "nuova" Alitalia resterà una compagnia italiana. Il governo ha dato il via libera - con la modifica della legge Marzano - al salvataggio e alla divisione in due nuove società, una bad company e una best company,
COMPAGNIA
DI BANDIERINA ( da "Stampa, La"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: soluzione ieri delineata eviterà di porre le perdite di Alitalia a carico della collettività: la separazione della "polpa" di Alitalia (in sostanza la posizione dominante nel traffico aereo sulle principali rotte italiane e soprattutto sulla Milano-Roma) dal suo "osso" (un mare di debiti e di dipendenti in esubero confluiti in una nuova società pubblica) è la premessa perché quest'
Il
cda chiede il commissariamento ( da "Quotidiano.net"
del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il cda di Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza della compagnia e chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. In una nota al termine del consiglio di amministrazione la società spiega che "Alitalia ha richiesto, in conformità alle determinazioni assunte in data odierna dal consiglio di cmministrazione della ompagnia,
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il piano di
salvataggio Berlusconi: "Unica scelta per evitare il fallimento. La
compagnia resta italiana, esuberi inevitabili". Veltroni parla di soluzione
confusa, Di Pietro di "truffa colossale". No dei sindacati 29/08/2008
Roma. Tornano i voti in pagella, alle elementari e alle medie. E, come
annunciato, torna anche il voto in condotta. Con il 5 si verrà bocciati. Il
ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini l'aveva promesso: ritorneremo al
passato per riportare nelle classi ordine contro il bullismo dilagante e
risollevare il carente livello culturale degli studenti. Obiettivi che si
cercheranno di centrare con il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei
ministri. Un provvedimento che cancella le riforme degli ultimi decenni. Anche
l'educazione civica e stradale tornerà a essere materia obbligatoria, mentre
contro il caro-libri verrà introdotto l'obbligo di rieditare i testi solo ogni 4-5
anni. Infine, tra un anno, alle elementari tornerà il maestro unico. Ma la
principale novità del decreto è rappresentata dal ritorno dei voti in pagella,
che alle elementari saranno accompagnati da giudizi "esplicativi",
mentre alle medie ci sarà spazio solo per i numeri. Una scelta che Gelmini
spiega così: "Il ritorno al voto è frutto di una proposta mia e del
ministro dell'Economia Giulio Tremonti, perché noi crediamo che nella scuola
serva chiarezza e che spetti agli insegnanti definire il livello di apprendimento
degli alunni in ogni materia". Perplessa, a Genova, Sara Pagano,
provveditore agli studi: bocciare per un cinque in condotta le sembra
eccessivo. de carolis, viani e un commento di david bidussa >> 3 e 17
29/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Disastro sfiorato a
genova il giorno dopo la tragedia di madrid Solo il sangue freddo del pilota ha
consentito un atterraggio regolare Genova. I piloti hanno lanciato l'allarme
nel momento stesso in cui i primi gabbiani colpivano la cabina di pilotaggio.
Il mayday è stato trasmesso immediatamente alla torre di controllo. Momenti di
paura all'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova. Il giorno dopo del tragico
incidente aereo di Madrid all'aeroporto di Barajas, in cui hanno perso la vita
153 persone, un volo della Air Nostrum, vettore regionale della compagnia
Iberia, proveniente da Madrid con circa 80 passeggeri a bordo, è entrato in
contatto in fase di atterraggio con uno stormo di gabbiani. Secondo quanto
trapelato, solo ieri, centinaia di volatili si sarebbero trovati sulla rotta
dell'aereo, poco prima che le ruote del carrello toccassero terra. Il pilota è
riuscito ad atterrare senza problemi, ma i gabbiani hanno seriamente
compromesso i motori e la carlinga. L'aereo, che sarebbe dovuto ripartire la
mattina successiva, è rimasto a terra ed è stato riparato dai tecnici. Se i
gabbiani avessero colpito l'aereo alcuni minuti prima del momento in cui è
avvenuto l'incidente, i danni al motore e alla fusoliera avrebbero potuto avere
conseguenze drammatiche. L'incidente è accaduto alle 2,20 di notte. Pochi minuti prima era atterrato il "postale" dell'Alitalia senza alcun problema. La pista era pronta ad accogliere il volo
di linea proveniente da Madrid, in ritardo - il suo arrivo era previsto alle 17
- a causa proprio del disastro di Madrid, che aveva mandato in tilt per molte
ore le tabelle di marcia degli aerei spagnoli. L'aereo, un CRJ900, si è
avvicinato alla città e stava per toccare la pista, quando si è alzato in volo
un grande stormo di gabbiani. I volatili si sono trovati sulla traiettoria
dell'aereo. Alcuni sono entrati direttamente nei motori a reazione e sono stati
dilaniati dalle turbine. Altri si sono schiantati sulla fusoliera. Attimi di
paura per i piloti, che comunque sono preparati a far fronte a questi
incidenti. E di panico per i passeggeri, che probabilmente hanno udito la "raffica"
di colpi: erano i gabbiani che si sfracellavano sulla carlinga. Il pilota ha
mantenuto i nervi saldi ed è riuscito a completare la manovra di atterraggio,
parcheggiando l'aereo nell'aerea dedicata del "Colombo". Un sospiro
di sollievo. I passeggeri sono scesi a terra senza ulteriori problemi. Alla
fine, la conta dei danni da parte dei tecnici e la decisione di annullare il
volo successivo per effettuare i necessari controlli e le riparazioni. Per
fortuna la prontezza e la preparazione dei piloti ha scongiurato il peggio, ma
danni e disagi sono stati ingenti. L'aeroporto di Genova, essendo sul mare, ha
sempre avuto problemi con gli stormi dei gabbiani. Tanto che sono state
predisposte nel tempo varie misure per evitare incidenti come quello che è capitato
il 21 agosto scorso. Attualmente, la sicurezza sulla pista viene garantita da
sistema costituito da una decina di cannoncini ad aria compressa, che tengono
alla larga i volatili per tutto il giorno. Ma alle 23 il sistema viene
disattivato. In passato i residenti delle delegazioni vicine allo scalo
aeroportuale avevano protestato per i rumori, ottenendo la disattivazione del
sistema, appunto, intorno alle 23. Da quel momento in poi, entra in funzione un
altro dispositivo, basato su altri avvisatori acustici e ad ultrasuoni. Il
problema dei volatili viene così coperto su tutto l'arco della giornata, anche
grazie a frequenti ispezioni in pista. Secondo quanto riferito da alcuni
testimoni, dopo le 23, sulla pista merci dell'aeroporto a volte si posizionano molti
gabbiani. L'ipotesi è che i volatili, quella notte, possano aver preso
improvvisamente il volo perché spaventati dall'arrivo dell'aereo, in un momento
in cui, di norma, non ci sono voli in partenza o in arrivo. Pablo
Calzeronicalzeroni@ilsecoloxix.it 29/08/2008 = È mancato all'affetto dei suoi
cari Enzo Camilla Ne danno il triste annuncio la moglie e i figli. Il funerale
si svolgerà sabato 30 agosto alle ore 11,45 presso la parrocchia San Giuseppe
Cottolengo. = Con il conforto e l'affetto dei suoi cari è mancata Lina Canepa
in Riva di anni 84 Ne danno il triste annuncio il marito Ido, la figlia Franca,
il genero Mario, l'adorata nipote Serena ed i parenti tutti. Il funerale si
svolgerà sabato 30 agosto alle ore 8,15 nella chiesa parrocchiale di S. Anna di
Teglia. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 28 agosto
2008 La Generale Pompe Funebri spa Tel. 010.41.42.41 = È mancato all'affetto
dei suoi cari Gian Carlo Cella di anni 71 Ne danno il triste annuncio: il
figlio Giulio con la moglie Antonella, il fratello Gian Franco, i parenti
tutti. I funerali avranno luogo oggi Venerdì 29 nella chiesa arrocchiale di
Cabanne alle ore 16. La presente vale da partecipazione e ringraziamento.
Sestri Levante, 29 Agosto 2008. Onoranze Funebri Arata Bruno Rezzoaglio - Tel.
0185.87.02.39. = Affidiamo alla bontà di Dio, Padre di Misericordia PADRE Luigi
Chierotti di anni 86 Missionario di di S. Vincenzo e Apostolo della Medaglia
Miracolosa I confratelli missionari del Fassolo e i nipoti tutti ne danno l'annuncio
e chiedono una preghiera. I funerali si svolgeranno nella chiesa della Missione
in via Fassolo 29 oggi venerdi 29 agosto alle ore 10. Genova, 29 agosto 2008 La
Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 = È mancata all'affetto dei suoi
cari Maria Luisa Drago in Costa di anni 73 Fiorista Ne danno il triste annuncio
il marito Giuseppe, il figlio Angelo, la nuora Cinzia, le nipoti Serena e
Simona, i parenti tutti. I funerali saranno celebrati sabato 30 agosto alle ore
8,45 nella parrocchia di Sant'Ilario. Il Santo Rosario sarà recitato questa
sera alle ore 20,30 nella suddetta parrocchia. La presente quale partecipazione
e ringraziamento. Campirio e Mangini 010.581.581 - 010.321.437 La Presidenza,
il Consiglio Direttivo ed i soci del Circolo Golf e Tennis Rapallo, partecipano
al dolore per la perdita del socio AVVOCATO Patrizio Foschi Il Consiglio
dell'Ordine degli avvocati di Genova partecipa al dolore della famiglia per la
scomparsa dell' AVVOCATO Patrizio Foschi Si associano i colleghi avvocati Paolo
Aiachini, Alessandro Barca, Pietro Bogliolo, Vincenzina Buonocore in
Papaioannu, Federica Canegallo, Ugo Carassale, Luigi Cocchi, Guido Colella,
Paolo Costa, Dassori Elena, Antonio De Gregori, Gino De Paz, Giovanni Di
Benedetto, Aurelio Di Rella, Flora Foglino, Ubaldo Foppiano, Roberto Frank,
Paolo Frank, Andrea Giuliani, Laura Granata, Andrea Guido, Lucio Ferraro, Massa
Francesco, Aldo Nappi, Ruggero Navarra, Roberto Negro, Corrado Pagano, Matteo
Pagano, Elisabetta Pagano, Gianfranco Pagano, Riccardo Passeggi, Vittorio
Pendini, Francesco Poggi, Marco Quadrelli, Romano Raimondo, Massimiliano
Ricordini, Giuseppe Rocchi, Silvio Romanelli, Rinaldo Romanelli, Raffaele
Ruggiero, Stefano Sambugaro, Francesco Sideri, Alessandro Vaccaro, Francesco
Valentino, Corrado Marco Vizzini. Mario Grassi e figli affettuosamente vicini
alla moglie Marta, alla figlia Maria Vittoria e ai familiari tutti per la
dolorosa perdita del cugino Angelotto amico di sempre. I cugini Lazagna sono
vicini a Marta ed al suo dolore per la perdita del caro Angelotto Giliberti = È
serenamente mancata all' affetto dei suoi cari Rosolina Parisi ved. Alessi Lo
annunciano addolorate le figlie Pina, Crocefissa e Grazia, i nipoti Lella,
Mimmo e Luca ed i parenti tutti. I funerali si svolgeranno sabato 30 agosto
alle ore 10 nella cappella dell' istituto Don Orione in Via Cellini 22. Il
Santo Rosario viene recitato oggi, venerdì 29 agosto, alle ore 18.30 nella
cappella medesima. Genova, 28 agosto 2008. La Generale Pompe Funebri Spa.
Tel.010.41.42.41. = Munita dei conforti religiosi, serenamente è mancata
all'affetto dei suoi cari Giuseppina Pellegrina ved. Massa anni 95 Ne danno il
triste annuncio i figli Carlo e Franco con le nuore, il fratello, i nipoti e i
familiari tutti. I funerali avranno luogo sabato 30 agosto alle ore 10 nella
chiesa parrocchiale Santa Caterina in Via Napoli. La presente quale
partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe Funebri Spa Tel.010.41.42.41
= " Che la terra ti sia lieve". È mancato all'affetto dei suoi cari
Bruno Raspino Lo annunciano la moglie Gigliola, i figli Maurizio con Anna e
Giacomo, Antonella con Luca, Marta e Chiara, Stefania con Marco, Michela. Il
funerale viene celebrato oggi venerdi 29 agosto alle ore 10 presso la
parrocchia N.S. Lourdes e S. Bernardo. Si ringrazia il personale medico ed
infermieristico dell'ospedale Galliera per le amorevoli cure prestate, in
particolare Sala 31 ed Area critica di Medicina. Un sentito ringraziamento al
dott. F. Canale. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale
Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41. Le famiglie Callero Angelo, Caselli, Garrè
Giovanni, Garrè Luciano, Oneto Carlo, Ratto Carlo, Ravaschio, Risaliti,
Santagati, Spilinga Luciano, Tirasso Piero e Troccoli Silvana profondamente
addolorate si stringono con affetto a Gigliola e figli per la scomparsa del
caro Bruno Gli amici : Avanzo Carlo, Bressani Antonio, Bruno Riccardo, Cereseto
Giancarlo, Croce Luigi, DeStefanis Remo, Ghio Carlo, Lagomarsino Edoardo,
Lercari Rodolfo, Lercari Vittorio, Monti Gianni, Nouvion Carlo, Praga Adolfo,
Ronzitti Roberto, Volonteri Andrea ricordano con affetto l'amico di tante
battaglie tennistiche Bruno Raspino e si uniscono al dolore dei familiari.
Condomini, Inquilini ed Amministratore di Via Cabella 28-30 partecipano al dolore
dei famigliari per la scoparsa del DOTTORE Bruno Raspino Max Nucci e Barbara,
Alberto e Lorenzo Castello ed Alberto Castelli si stringono a Michela ed
Antonella per la dolorosa perdita del papà Bruno Piero e Claudia Tognoni sono
vicini all'amico Maurizio per la perdita del caro Papà Marcello il ricordo di
Angela sarà sempre nei nostri cuori. Adriana Tafuro Roberta Cavalli. Giovanni
Calabria partecipa al dolore dell'amico Dino e famiglia per la scomparsa della
madre signora Miry Saroldi Bonsignore = È mancata all'affetto dei suoi cari Lea
Anna Speranza ved. Tizzoni Ne danno il triste annuncio la figlia Laura con
Dino, il figlio Paolo con Paola, i nipoti Chiara, Ilaria, Francesco, Marco ed i
parenti tutti. I funerali avranno luogo sabato 30 agosto alle ore 11,45 nella
parrocchia Santa Sabina in via Donghi. Il Santo Rosario sarà recitato oggi 29
agosto alle ore 19 presso le camere ardenti dell'ospedale San Martino. La
presente quale partecipazione e ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova
Tel. 010.291.54.02 Roberta e Angelo Porcile partecipano al dolore di Paolo e
della sua famiglia per la scomparsa della mamma Lea Anna Speranza in Tizzoni =
È mancato all'affetto dei suoi cari Giuseppe Carlo Torri Ne danno il triste
annuncio la moglie Angela, il figlio Gianfranco, le cognate, i cognati, i
nipoti e i parenti tutti. I funerali avranno luogo sabato 30 agosto alle ore 10
nella parrocchia Diecimila Crocifissi. Il Santo Rosario sarà recitato questa
sera alle ore 17,45 presso le camere ardenti dell'ospedale San Martino. Si
prega di non inviare fiori ma devolvere in beneficenza all'Associazione Gigi
Ghirotti. La presente quale partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune
di Genova Tel. 010.291.54.01 Ilva e Luciana partecipano al dolore di Angela e
Gianfranco per la scomparsa del caro Pino che ricorderanno sempre con tanto
affetto. Medici, Caposala, Infermieri e OSS dell'U.O. Medicina Generale
dell'Ospedale Villa Scassi partecipano con affetto al dolore della famiglia per
la prematura scomparsa del caro PROFESSORE Marco Varaldo Ci mancherà Marco La
tua presenza affettuosa e protettiva Lino e Renza Giorgio Cappelli, Andrea
Icardi, i medici ed il personale della U.O.Nefrologia dell'ospedale Villa
Scassi partecipano al dolore della famiglia per la perdita del caro PROFESSORE
Marco Varaldo Walter Bozzo e tutto il personale della U.O. di Urologia ospedale
Santa Corona, ricordano con affetto il PROFESSORE Marco Varaldo Gian, Valeria e
Giorgia Ciulla si stringono vicini a Carla, Eleonora ed Andrea per la scomparsa
dell'indimenticabile amico Marco Bruno Mennini partecipa al dolore della
famiglia per la repentina dipartita del collega Marco Varaldo Maria Pia e
famiglia commossi e vicini partecipano con grande affetto al dolore di Carla,
Eleonora e Andrea per la scomparsa dell'adorato Marco Varaldo Il direttore,
professore F. Cafiero, i direttori delle strutture, i Dirigenti medici e tutto
il personale del dipartimento di Oncologia medica e chirurgica dell'IST, sono
vicini agli amici e parenti, per la perdita del PROFESSORE Marco Varaldo Enrico
e Loredana Boy partecipano al grande dolore dei familiari per la prematura
scomparsa dell' amico PROFESSORE Marco Varaldo Giovanni Zaninetta partecipano
al dolore della signora Carla e dei figli Eleonora e Andrea per la scomparsa dello
stimato PROFESSORE Marco Varaldo Beppe e Fulvia Martorana partecipano commossi
al grande dolore della famiglia per la scomparsa del carissimo amico Marco
Varaldo Bologna, 28 agosto 2008. Luigi Fasce e Maurizio Fassone ricordano con
affetto l'amico Marco Varaldo Francesco Oneto partecipa al dolore della
famiglia per la prematura scomparsa del collega e amico Marco Varaldo Elma,
Giacomo e Francesca Bovio partecipano con affetto al dolore per la scomparsa
del caro Marco Varaldo I Fondatori e le Fondatrici della mitica " Sezione
G" del " Liceo Ginnasio Giuseppe Mazzini " partecipano
profondamente al dolore della famiglia e salutano con grande commozione Marco
Carissimo Amico e Medico di straordinarie qualità professionali ed umane. Il prof.
G. Accarpio partecipa al dolore della famiglia per la perdita del PROFESSORE
Varaldo Marco Moretti e famiglia sono vicini a Carla e figli per la scomparsa
dell'amico e maestro PROFESSORE Marco Varaldo = È mancato all'affetto
dell'amata moglie Bruno Vernasca Ne da il triste annuncio la moglie Maria. I
funerali avranno luogo sabato 30 agosto alle ore 10 nella parrocchia San
Giuseppe di Priaruggia. Il Santo Rosario sarà recitato oggi 29 agosto alle ore
17,30 nella suddetta parrocchia. Un particolare ringraziamento al dott. Piermario
Manetti per le amorevoli cure prestate. La presente quale partecipazione e
ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova tel 010 291.55.01
2005â??29â??agostoâ??2008 Giovanni Cordano Consolati dai mille splendidi
ricordi. = 1974â??â?? 2008 Con immutato affetto, Stefania e Mario con i parenti
tutti, ricordano l'amato Riccardo Giacomazzi = 2007â??29â??agostoâ??2008
DOTTORE Fabio Ravaglia Caro Fabio, hai lasciato un vuoto immenso, un enorme
dolore, tanta nostalgia e molti dolci ricordi Anita. 1978â??-â??2008 Daniela
Sono passati 30 anni ma sei sempre nel mio cuore. Laura 29/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il commento MILANO.
Il dato sul Pil Usa e i forti rialzi di vari titoli che
hanno presentato i risultati semestrali come Intesa Sanpaolo e Impregilo hanno
spinto al rialzo Piazza Affari con gli occhi puntati anche sulla vicenda Alitalia. Il Mibtel è salito così del 2,03% a 22.086 punti mentre lo
S&P è cresciuto del 2,39% 28.625 punti. Bene Immsi, società di Roberto
Colannino, guida della nuova Alitalia. 29/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
risiko dei cieli IL NUOVO CORSO di Alitalia scatena il
risiko dei cieli. Ad aprire le danze è Air France-Klm, insidiata sul mercato
europeo dalla rivale Lufthansa, finora sempre più cauta nel comunicare. Ma la
rivalità fra le due "major", da cui sembra più defilata British
Airways che punta ad Iberia, si gioca anche su altre aviolinee europee. Nel processo di concentrazione
continentale siamo giunti alla stretta finale. Ieri Lufthansa ha comunicato che
ha trattative in corso per un ingresso in Sn Airholding, casa madre di Brussels
Airlines, erede di Sabena. Obiettivo sarebbe consolidarla in un vettore low
cost con Germanwings e Tuifly per contrastare le grandi Ryanair, easyJet e
soprattutto Air Berlin. Oltre ad Alitalia, l'interesse
di Air France e Lufthansa ruota attorno ad Austrian Airlines. Per l'aviolinea
hanno espresso interesse Air France, Lufthansa, la russa S7, Turkish Airlines
e, secondo fonti austriache, anche Air China. Infine c'è Sas: il vettore
scandinavo fa gola più alla compagnia tedesca, che tenterebbe la conquista
anche del Nord Europa. 29/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Alitalia, scommessa
vinta" Berlusconi esulta: Malpensa batte Fiumicino, ma Alemanno non ci
sta. Sindacati già in rivolta TORNA AIR FRANCE "SI', CI INTERESSA"
29/08/2008 INTESA SANPAOLO PREPARA 100 MILIONI 29/08/2008 UNICREDIT: AVREMO
SERVIZI A PREZZI ALTI 29/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Le
gaffes INCROCIO di gaffes, ieri, intorno al caso Alitalia. La più
clamorosa, ma anche la più innocua, è stata quella commessa dal giornalista
Francesco Accardo, speaker del Tg3 della sera. Durante il servizio gli è
scappata la seguente frase: "La compagnia non peserà sulle palle degli
italiani, ha detto Berlusconi...". Naturalmente si trattava delle spalle, e il
giornalista si è corretto. Ma l'effetto è stato esilarante. Ha i contorni del
giallo la gaffe di Palazzo Chigi, che ha fatto inviare dal suo Ufficio stampa
una errata corrige riferita al comunicato su Alitalia,
spiegando che doveva essere eliminata una frase relativa ai poteri del
commissario straordinario. Dice la versione originale che il commissario
"individua l'acquirente mediante trattativa privata o in esclusiva, in
base a requisiti specifici (compresi quello di nazionalità e controllo
effettivo), e fissa il prezzo di cessione ad un valore non inferiore a quello
risultante da perizia...". Nella seconda versione è eliminata la frase:
"...o in esclusiva, in base a requisiti specifici (compresi quello di
nazionalità e controllo effettivo)...". 29/08/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Bruno Vespa Per
capire se il budino è buono, dicono gli inglesi, bisogna mangiarlo. È presto,
dunque, per dare un giudizio meditato sul salvataggio e
l'annunciato rilancio di Alitalia. Ma leggendo i provvedimenti del governo e le reazioni che hanno
determinato, la prima riflessione spontanea è questa: a Silvio Berlusconi si
può perdonare la pulizia di Napoli dai rifiuti (d'altra parte prima c'erano e
ora non più), ma non il colpo grosso della compagnia di bandiera. Per
mesi le obiezioni agli annunci del Cavaliere erano monocordi: dov'è la cordata
italiana? Il dubbio che fosse un bluff è stato accreditato a lungo. Adesso la
cordata c'è ed è guidata da un bravo imprenditore come Roberto Colaninno,
sostenuto da Massimo D'Alema durante la scalata Telecom del '99 e con un
figlio, Matteo, deputato del Pd. L'operazione è stata condotta da Banca Intesa,
guidata da Corrado Passera, eccellente uomo d'impresa. Vent'anni fa, ai tempi
della 'guerra di Segrate' per il controllo della Mondadori, il giovane Passera
aveva guidato le artiglierie di Carlo De Benedetti contro Berlusconi e appena
dieci mesi fa ha fatto la fila ai gazebo per firmare a favore della candidatura
di Walter Veltroni alla segreteria del Partito democratico. La parte malata
della compagnia, avrà come commissario il notissimo tributarista Augusto
Fantozzi, ministro nel governo Dini e nel primo governo Prodi e storico
avversario professionale di Giulio Tremonti. Non si può dire dunque che il
Cavaliere abbia fatto le cose in famiglia. Tra i sedici imprenditori ci sono
persone vicine alle due parti politiche e non si esclude che la compagnia possa
allargarsi. Tutto per bene, dunque? No, da un lato si è detto che i sedici sono
degli squali pronti a rivendere presto la compagnia portando via il malloppo,
dall'altro che sono degli sprovveduti che non hanno letto bene le carte e
potrebbero rimetterci l'osso del collo. Si è subito scoperto che le due accuse
non reggono. I soci non potranno andarsene prima di cinque anni e i rischi di
dover ripianare di tasca loro i debiti storici della compagnia non esistono.
Veniamo ora al secondo punto: gli esuberi. Si dice che il nuovo piano ne
preveda settemila, cinquemila in più di quello di Air France. Si dimenticano
due cose: la prima è che il piano francese è stato presentato quanto il
petrolio costava 82 dollari e non 120-130. Il secondo è che nel piano francese
cinquemila persone sarebbero state assunte da Fintecna per cinque anni. Poi
sarebbero state abbandonate al loro destino. In ogni caso, il loro mantenimento
sarebbe stato sempre a carico dello Stato. Ora noi non sappiamo come saranno
distribuiti i settemila lavoratori in più, quanti avranno posti altrimenti
inutili, quanti saranno impiegati proficuamente altrove, quanti saranno
pensionati, quanti andranno in cassa integrazione. Si dice che sarà fatto a
loro il trattamento riservato a suo tempo alla Fiat. Quel che non ha fatto scandalo
per una compagnia privata non dovrebbe farne per una compagnia pubblica. Come
si regoleranno i sindacati? L'Alitalia ne ha nove e
metterli tutti d'accordo sarà impossibile. Tra i confederali, è difficile
aspettarsi una mano dalla Cgil: fu Guglielmo Epifani a suggerire la vendita ad
Air France. Raffaele Bonanni (Cisl) è molto più collaborativo, Luigi Angeletti
(Uil) ha fatto ieri autocritica per gli errori del passato. Alla fine di tutto,
resta l'aspetto più importante: manterremo una compagnia di bandiera, con quel
che significa per il turismo, per l'impresa, per l'immagine dell'Italia.
Nessuno osa smentire che Air France ne avrebbe fatto una compagnia regionale
per portare acqua agli aeroporti di Parigi. Se oggi i francesi tornassero,
sarebbero soci di minoranza. Con la cresta abbassata. Bruno Vespa, giornalista
e scrittore, dirige e conduce "Porta a porta" su RaiUno. 29/08/2008.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il colloquio
"Sono di sinistra ma non potevo dire di no" A nessuno venga in mente
che qui ci stanno regalando qualcosa. Il rischio è grosso. Rifiutare sarebbe stato
da farisei EZIO MAURO "COME sto? Glielo dico subito. Sto studiando le
carte giorno e notte e l'ultima cosa che vorrei fare è mettermi a chiacchierare
perché qui prima di pensare a volare ? in tutti i sensi ? bisogna
chinare la testa e lavorare sodo. Ma sento girare un po' di cose che non
capisco o che magari capisco anche, ma che non mi convincono. E allora, se
vuole, le spiego perché sto allacciando le cinture e mi imbarco con l'Alitalia". SEGUE ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Consiglio dei
ministri vara il piano. Berlusconi: l'abbiamo salvata dalla svendita. I sindacati
in trincea. Veltroni: una compagnia di bandierina "Così
guiderò la nuova Alitalia" Parla Colaninno. Air France: pronti a entrare. Scontro
sugli esuberi ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il piano per il
salvataggio di Alitalia. Air France si dice pronta ad entrare nella nuova compagnia e
Silvio Berlusconi rivendica: "L'abbiamo salvata dalla svendita,
l'alternativa era il fallimento". Ma resta aperto il nodo degli
esuberi. I sindacati sono in trincea mentre il Partito democratico ironizza:
"Alitalia è diventata una compagnia di
bandierina". Alleanza nazionale preoccupata per le ricadute occupazionali
all'aeroporto di Fiumicino. Il sindaco di Roma Alemanno chiede un incontro al
governo. CILLIS, IEZZI, LIVINI E MANIA ALLE PAGINE 4, 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Alitalia non ce la regalano un dovere accettare questa
sfida" Colaninno: il Paese non può permettersi un'altra sconfitta
L'intervista EZIO MAURO (segue dalla prima pagina) Roberto Colaninno è il
numero uno della cordata che prenderà in mano ciò che resta di Alitalia e appoggiandosi ad un grande vettore europeo (Air
France o Lufthansa), la traghetterà in una nuova compagnia aerea libera dai
debiti e dagli esuberi, scaricati sullo Stato e sul contribuente. Un'operazione
che molti giudicano spericolata dal punto di vista finanziario, spregiudicata
davanti alle norme europee e anche semplicemente alle regole capitalistiche di
mercato: voluta e benedetta da Berlusconi, che ha chiuso la porta in faccia
all'ipotesi di acquisto da parte di Air France, parlando di "svendita"
e "colonizzazione". Che ci fa qui Colaninno, che vota a sinistra e
crede nel mercato, al punto da scalare un gigante come Telecom fino alla vetta,
risanare Piaggio quand'era in mezzo ai guai, puntare addirittura alla Fiat
quando tutti la davano per fallita? Si è convertito anche lui, non dal punto di
vista politico ma da quello capitalistico, passando dal mercato libero e
selvaggio al recinto protetto e garantito del potere berlusconiano? Ecco le sue
risposte. Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia?
Un'operazione di potere? "Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale
coi controfiocchi, dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi
e io non la penso come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar,
sospiriamo, lanciamo qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne
torniamo a casa, senza fare niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E
io dovrei fare l'imprenditore in questo modo, in pratica autosospendendomi?
Grazie, ma questo ragionamento non mi convince, e non ci sto". E qual è
invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi? "Provo a dirlo in
modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore, una sfida come questa
ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi? Ma lui è il capo del
governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle due l'una: o vado via
da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia parte, quel che so fare e
che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità non si ferma qui, ma mi
impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei ideali. Ha capito? Miei,
non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche negli errori che farò.
Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se tutti ragionassimo così
il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci". E perché la responsabilità
dell'imprenditore scatta proprio per Alitalia?
"Perché si chiama come il mio Paese, è un servizio pubblico, ha ventimila
dipendenti, è una rete della modernità. Santo Dio, è una partita che non
possiamo permetterci di perdere, tutti insieme". Ma è una partita che si
gioca con strane regole costruite su misura per voi, non le pare? "Senta,
spero che a nessuno venga in mente che qui ci stanno regalando qualcosa, prima
di tutto perché nessuno mi ha mai regalato niente, e poi perché il rischio è
grosso così?". Ma lei può dimenticare che c'era un'altra opzione in campo,
quella di Air France, con costi minori per il contribuente e più rispetto per
il mercato? "Lo so benissimo. Ma chi è stato eletto al governo ha deciso
diversamente, per una sua strategia a cui certo io non ho contribuito, e che
tra l'altro gli sta portando consensi. Non è affar mio il consenso, non dovrei
neanche parlarne. Diciamo che ci siamo trovati con questo quadro davanti, e
nient'altro. Mi capisce bene? Nient'altro. Alitalia, così
com'è, non se la compra nessuno". Attento, perché così lei sembra dar
ragione a quelli che parlano del vostro piano come di una "bufala".
Cosa risponde? "Ho detto che nessuno compra Alitalia così
com'è. E ho detto la verità. Ma a certe condizioni il signor Spinetta, che mi
descrivono come un manager molto avveduto e molto capace, l'avrebbe
comprata, eccome. Trovava conveniente prenderla a condizioni meno facili di
quelle odierne. Allora vuol dire che la bufala fa il latte". Ma lei, come
imprenditore e come cittadino, giudica più serio il piano Spinetta o il
progetto Berlusconi? "Come imprenditore, ma anche come cittadino, rispetto
il ruolo della politica, che deve definire il campo di gioco. Io posso decidere
se mi conviene giocare o no, e se mi interessa. Ho detto di sì. Altrimenti,
davanti ad una sfida che mi attirava, se avessi detto di no per ragioni che
stanno tutte fuori dal mio mestiere mi sarei sentito un fariseo. Ma insomma,
posso fare l'imprenditore come un semaforo, guardando il colore, se è rosso mi
fermo e se è verde passo? No, se la cosa mi convince, appena è giallo io passo.
E ripeto: ho un mio modo (una deontologia, un'etica, la chiami come vuole) di
intendere l'impresa e il mio ruolo, giudicatemi da questo". Va bene, ma la
sua etica da imprenditore non ha niente da dire sul fatto che tutto il rosso di
Alitalia ? uomini e debiti ? si scarichi sullo Stato,
come ai bei tempi democristiani dell'Efim? "Mi scusi, ma lei sa dirmi come
possiamo salvare questa azienda se non si fa così? Io, con tutta la buona
volontà, non sono mica mago Merlino. Qui l'azienda è cotta, non c'è più, non
c'è più niente. Con il kerosene a 200 dollari a barile, come li fa volare gli
aerei? Provi lei a fare un giornale senza carta e senza inchiostro. Alitalia è finita, e non è colpa mia, e per la verità
nemmeno di Berlusconi o di Prodi". Ma mi spiega perché bisogna concedere
un'eccezione clamorosa a tutte le regole per voi e non per altri imprenditori e
altre imprese? "C'è un'altra strada. Dire "me ne frego". Vede,
l'ho sentito dire tante volte, e solo in questo Paese, stranamente. Me ne frego
che i telefoni italiani diventino spagnoli, che l'auto finisca in mani
americane, che non ci sia più una compagnia di bandiera. Ma chi se ne frega, in
realtà, non è capace a fare quello che dovrebbe fare, è uno sconfitto.
Possibile che dobbiamo sempre fare il contrario di quel che fa il mondo? Io
dico, proviamoci, a ogni costo. Il caso Fiat dimostra che si può fare. E lei sa
che io ne ero convinto, quando tutti, appunto, se ne fregavano". Tra i
costi, c'è lo scarico del rosso sullo Stato: perché il cittadino dovrebbe
pagare? "Perché avrebbe qualcosa che gli serve in cambio, e che serve a
rendere il Paese più moderno. Una compagnia aerea efficiente, in un sistema
aeroportuale funzionale, in una rete di trasporti razionale. L'Italia può forse
farne a meno? E poi, il problema è riprendere Alitalia
per i capelli dall'abisso, e riportarla nel mercato. Una volta arrivata lì, coi
piedi all'asciutto, lavoreremo secondo le leggi di mercato, com'è evidente. Ma
per arrivarci, non c'è altra strada, perché non ci sono risorse. E gli
aeroplani a pedali non li hanno ancora inventati". E lei, perché si
affaccia su quell'abisso, e non si tiene stretto il successo della Piaggio?
"Perché ho ottima salute, finché Dio me la mantiene, e allora posso fare
quel che mi piace, seguire la mia vocazione. In barca non vado, al casinò
nemmeno. Cos'altro dovrei fare? La natura imprenditoriale, ridotta all'osso, è
tutta qui: costruire qualcosa, o ricostruire qualcos'altro". Ma quello
spirito imprenditoriale non si ribella almeno un po' nel vedere che nel piano
di rilancio c'è di fatto la sospensione dell'Antitrust per i voli Milano-Roma
della nuova compagnia che in sostanza assorbirà AirOne con Alitalia
e cioè abolirà la concorrenza? "Antitrust vuol dire concorrenza per
servizi migliori a prezzi più bassi. Ma non contiamoci balle: la concorrenza
vera nei voli aerei la fai solo se hai certe dimensioni, se no scompari.
Dunque, sarò sfacciato, ma le dico che non credo ad un cielo concorrenziale
solcato da tante piccole compagnie, ma ad una robusta concorrenza tra pochi
vettori grandi e solidi". Ma così dicendo autorizza di fatto lo Stato a
rendere la nuova Alitalia concorrenziale con la
sospensione delle regole, mentre le altre compagnie hanno raggiunto la loro
dimensione attraverso le regole e il mercato: non le pare un'altra anomalia
pesante? "Senta, Air France ha l'80 per cento dei voli nazionali in
Francia, Lufthansa il 90 per cento in Germania, Iberia l'
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La vera
concorrenza I debiti scaricati La vera concorrenza si fa a livello di sistema:
aerei, certo, ma anche aeroporti e infrastrutture. Con l'alta
velocità sui treni il concetto di concorrenza sarà più largo della vecchia
coppia Alitalia-AirOne I debiti scaricati sullo Stato? Non sono mica mago
Merlino: l'azienda si può salvare solo così perché è cotta, non c'è più, non
c'è più niente, Alitalia è finita. E non è colpa mia, e per la verità nemmeno di
Berlusconi o di Prodi.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
"Pronta la
legge sulle europee rafforzerà i gruppi di Pdl e Pd" L'annuncio di
Berlusconi. Giustizia, ok alla bozza Alfano SILVIO BUZZANCA ROMA - Silvio
Berlusconi vuole usare il grimaldello della nuova legge elettorale per portare
in Europa solo due grandi gruppi parlamentari: uno che si accasi nel Pse e
l'altro nel Ppe. Con l'intento dichiarato di far diventare il Pdl la prima
forza dei popolari europei. Il Cavaliere ha delineato il progetto a Palazzo
Chigi, fra un'esaltazione del piano Alitalia e l'euforia per la vivacità
del nipotino Alessandro. "Abbiamo praticamente pronta la nuova legge
elettorale per l'Europa che ha come finalità quella di non disperdere la nostra
presenza in Europa e invece di mandare le due parti che si confrontano nel
Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari europei in modo che
possano incidere effettivamente nelle due grandi parti in cui si divide
il Parlamento europeo", ha annunciato il presidente del Consiglio.
Berlusconi non lo dice, ma l'obiettivo può essere raggiunto solo con uno
sbarramento alto, magari del 5 per cento, che taglierebbe fuori
dall'Europarlamento molti dei partiti politici, favorendo Pdl e Pd. Un progetto
che i democratici cercano di "addolcire" con una mediazione sullo
sbarramento che vorrebbero al 3 per cento. Il Cavaliere però insiste sul
progetto bipolare. Anche perché vi vede un possibile grande vantaggio.
"Nella grande famiglia della democrazia e della libertà che è il Ppe, se
tutto si svolgerà come noi pensiamo - ha chiarito - potremmo essere il primo
gruppo del Ppe. Questo ci darebbe una leadership che si aggiungerebbe
all'autorevolezza e all'esperienza annosa che abbiamo come protagonisti di questo
gruppo e che potrebbe incidere molto nella difesa degli interessi nostri e di
tutti i cittadini europei". Il tema però non è stato affrontato nel
Consiglio dei ministri. Ci ha provato Roberto Calderoli a sollevarlo, ma
Ignazio La Russa ha bloccato la discussione dicendo che l'argomento è di
competenza del Parlamento. Anche se Berlusconi sembra avere le idee molto
chiare su come modificare l'attuale legge elettorale per le europee. I ministro
non hanno affrontato neanche il progetto di riforma della giustizia. Della cosa
hanno discusso a quattr'occhi per circa un'ora il Cavaliere e il ministro
Alfano. Berlusconi avrebbe approvato le proposte del ministro e la scaletta
delle priorità: riforma processo civile, penale, sistema carceri, e riforme
costituzionali riguardanti Csm, carriere dei magistrati e obbligatorietà
dell'azione penale). Inoltre il Cavaliere avrebbe approvato l'idea di usare un
solo disegno di legge costituzionale per approvare la parte della riforma che
tocca la Costituzione. Riforma che viene sempre osteggiata dall'Anm.
"Bisogna esser chiari su un punto: quando si parla di riforma della
giustizia bisogna tenere nettamente distinti il tema del funzionamento del
processo e il tema delle preannunciate modifiche costituzionali", ha detto
ieri il presidente dell'Anm Luca Palamara.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Roma 5
44 10.000 Alitalia, Fiumicino declassato
"In città 10mila posti a rischio" Alemanno, Marrazzo e Zingaretti:
"Ora il governo spieghi" Il numero delle destinazioni raggiunte dai
voli potrebbe crollare da
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Roma
Appello al governo di Alemanno, Marrazzo e Zingaretti. Timori per l'indotto dello
scalo Appello al governo di Alemanno, Marrazzo e Zingaretti. Timori per l'indotto dello scalo Alitalia, i tagli
a Fiumicino "In città 10mila posti a rischio" Alitalia, i tagli a Fiumicino "In città 10mila posti a rischio"
Il piano di salvataggio dell'Alitalia varato ieri dal governo
potrebbe costare 10.000 posti di lavoro alla capitale: lo denuncia il leader
della Cgil romana, Walter Schiavella, valutando i tagli alle
manutenzioni pesanti e le ricadute sull'indotto. La scomparsa del ruolo di hub
e la drastica riduzione delle destinazioni e dei voli internazionali
preoccupano le istituzioni locali: il sindaco Alemanno e il presidente della
Provincia Zingaretti hanno chiesto al governo un incontro immediato per avere
chiarimenti, e il presidente della Regione Marrazzo ha convocato un tavolo
inter-istituzionale. Tra i lavoratori dominano incertezza e paura: "E noi
che fine faremo?". BRERA E GENTILE ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Roma
Piano anti-deficit e commissario, Palazzo Chigi rinvia E cresce la tensione
sull'ipotesi di un nuovo "tutor" Tra i lavoratori dello scalo romano:
incertezza e timori dopo il via al piano "Non sappiamo che fine faremo
Catasto o Poste? Idea assurda" "è incredibile che i sindacati non
sappiano nulla. Le notizie ci arrivano dai giornali" "Stanno costruendo
il nuovo terminal e ora pensano a retrocederlo?" CECILIA GENTILE
"Come sarebbe a dire? Stanno costruendo il nuovo terminal, hanno
annunciato da tempo progetti di espansione e adesso, all'improvviso, parlano di
ridimensionamento?". Ci sono confusione, rabbia e incertezza tra i
lavoratori Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino. Le
notizie sul futuro della compagnia di bandiera arrivano scarse e
contraddittorie e alimentano paure. C'è lo spettro degli esuberi (quanti
saranno? che fine faranno?), c'è l'incubo dell'hub che verrà declassato ad uno
dei sei aeroporti base di Alitalia, insieme a Milano,
Napoli, Catania, Torino e Venezia. E c'è la prospettiva delle destinazioni,
ridotte dalle attuali
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Piccola Alitalia, grande
imbroglio Il governo: meno aerei, rotte dimezzate, migliaia di esuberi.
Riappare Air France Debiti a carico dei contribuenti. No dei sindacati.
Veltroni: compagnia di bandierina.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge
ed al disegno di legge delega su Alitalia. Era la
condizione posta dagli imprenditori che compongono la cordata: noi entriamo, ma
non vogliamo accollarci i debiti. Li pagheranno i contribuenti. Meno rotte,
meno aerei, 7 mila esuberi. Dure critiche dal Pd. alle pagine 2 e 3.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Palermo
Nuovo piano di Alitalia Punta Raisi resta fuori Gli
investimenti dirottati su Fontanarossa Sos aeroporto Sindacati critici La
Gesap: "Altre compagnie possono puntare su Palermo" ANTONIO
FRASCHILLA L'Alitalia scommette sull'aeroporto di
Catania e lascia al palo lo scalo palermitano. Il piano di rilancio della
compagnia di bandiera non cita nemmeno l'aeroporto Falcone e Borsellino e punta
dritto, invece, su Fontanarossa, che diventerà uno dei "sei scali base dell'Alitalia". Il risultato? La compagna non investirà su
Palermo, né in termini di personale né di aumento delle tratte aeree, e si
annunciano trasferimenti di dipendenti da Palermo a Catania. Per non parlare
dei 7 mila esuberi programmati nel piano, che potrebbero travolgere proprio gli
scali non strategici, tra cui appunto quello di Punta Raisi. I sindacati sono
già in allarme: "Siamo molto preoccupati per i 180 lavoratori Alitalia dislocati al Falcone e Borsellino - dice la Filt
Cgil - Chiederemo chiarimenti alla nuova cordata d'imprenditori guidata da
Roberto Colaninno e un intervento del governatore Raffaele Lombardo a difesa
dello scalo palermitano". La nuova Alitalia,
della quale fanno parte 16 soci tra cui alcuni siciliani, come l'ex presidente
del Banco Salvatore Mancuso con il fondo Equinox e l'immobiliarista Salvatore
Ligresti, ha deciso d'investire tutto sull'aeroporto di Catania: oltre 6
milioni di passeggeri nel 2007 contro i 4,5 di Palermo, e 1,4 milioni di
clienti Alitalia, contro l'1,3 registrati nel
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del GIACOMO VACIAGOPer l'economista il piano Fenice è ancorato a
scelte industriali che guardano al passato. "Non bastano le belle
hostess" "È una soluzione da fine Ottocento" / Milano Le piace
il nome Compgnia Aerea Italiana? "Già che c'erano potevano chiamarla
Compagnia Aerea Garibaldi. Mentre i più importanti vettori al mondo affilano le
armi per la liberalizzazione dei voli transoceanici, noi siamo ancora immersi
in pieno Ottocento". Di sicuro Giacomo Vaciago, direttore dell'Istituto di
Economia e Finanza nell'Università Cattolica di Milano, non scommetterebbe un
centesimo sul buon esito del piano Fenice. Ancorato a scelte industriali che
guardano al passato, ben lontane dalle ondate di concentrazioni in corso nel
settore. Una missione quasi impossibile, quella di "salvare il peggio del
Paese", nonostante l'impegno di un gruppo d'imprenditori che
"rappresentano il meglio del Paese". Possiamo
dare un voto alla cordata per Alitalia? "Promossa a pieni
voti. Complimenti a chi ha disegnato l'operazione, a chi ha messo insieme un
sacco di bei nomi come quelli annunciati: come farà Veltroni a criticare un
professionista di garanzia come Augusto Fantozzi, stimato a destra e a
sinistra? come sarà possibile discutere i soci che compongono la cordata
senza mettere in discussione buona metà del capitalismo nazionale?". Si
coglie dell'ironia nella sua voce. "Gli imprenditori coinvolti
rappresentano davvero il meglio del Paese, ma si occuperanno del peggio del
Paese. Vogliono prendersi anche la Sicilia o la Calabria per provare a
risollevarne l'economia? Speriamo che ci vada bene, ma siamo ancora alla teoria
del miracolo e dimostriamo, ancora una volta, l'anomalia dell'Italia: in quale
altro Paese al mondo il leader di Confindustria si mette a far volare gli
aerei? Di solito il presidente degli industriali fa il proprio lavoro, quale
che sia". Secondo lei, l'operazione è destinata a fallire? "Sarà
molto difficile tornare a fare profitti nel giro di cinque anni, come prevede
il piano. In questo momento il settore aereo è l'ultimo in cui investire se si
vogliono fare soldi, sia per il prezzo del petrolio, sia per le tensioni
internazionali in corso. Non è un caso se quasi tutte le compagnie aeree sono
in rosso". La nuova Alitalia, però, gode di un
privilegio: quello di poter scaricare sui contribuenti i debiti accumulati con
la creazione di un'apposita bad company. "Un bel trucco: si cambia la
legge e si fa quel che si vuole. Nelle normali democrazie il governo governa a
leggi date, non le aggiusta a seconda delle necessità del momento, mentre il
parlamento sta fermo ad applaudire. Ma dal punto di vista economico il problema
è un altro: le compagnie aeree sono una cosa maledettamente seria, non
funzionano solo perchè il governo ha preso la decisione politica di avere una
compagnia di bandiera, oltretutto privata, mentre tutti gli altri governi si
muovono nella direzione opposta". Si spieghi. "Sulla tratta
Milano-Roma non è un problema fare soldi, ma la sfida vera è all'estero, dove Alitalia gode di una pessima reputazione. La forza del suo
marchio è assimilabile a quello dei rifiuti di Napoli: chi vuole volare in
comodità sceglie British Airways, chi punta sulla sicurezza sceglie Lufthansa,
chi adora il lusso sceglie Emirates. Alitalia come
pensa di attirare i clienti stranieri? Sicuramente non bastano le belle
hostess". Per questo dovrebbe esserci Airfrance, che intende entrare come
azionista nel capitale di Compagnia Aerea Italiana. "Che Airfrance voglia
un ruolo da socio di minoranza o da partner tecnico di Alitalia,
la faccenda cambia poco: fuori dall'Italia continuerà a fare i propri
interessi". Ovvero? "Dubito che Airfrance promuoverà il marchio
italiano per i voli internazionali. Invece per vincere la sfida della
sopravvivenza nel mercato aereo serve essere fortissimi sugli intercontinetali.
Da questo punto di vista avrei capito molto di più un grande socio orientale o
arabo. Non la solita compagnia aerea europea che ha bisogno di crescere".
Non la entusiasma l'ipotesi Airfrance? "In tutta l'operazione vedo troppi
conflitti d'interesse. Sia tra gli investitori italiani, che certo non ci
mettono dei soldi per un moto d'orgoglio nazionale, sia nel partner
europeo". l.v.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Il tesoretto c'era, l'hanno fatto volare via 1,2 miliardi di
euro, una parte consistente dell'eredità di Prodi: è il costo del debito da
ripianare di Luigina Venturelli / Milano RISORSE AL VENTO Altro che il conteso
tesoretto del fu governo Prodi. Il governo Berlusconi ha scelto senza alcuna
indecisione come spendere le risorse pubbliche disponibili: nel forziere ci
stanno 1,2 miliardi di euro e saranno destinati ad
asciugare la palude dei debiti Alitalia. Si rassegnino i
contribuenti, a cui saranno rifilati gli scarti del piano Fenice per lasciare
agli investitori privati solo il filetto. Il costo della promessa elettorale
del Cavaliere, mantenere l'italianità della compagnia di bandiera, sarà pagato
dai cittadini. E sarà salato, almeno 50 euro a testa. A fare due conti
ci pensa EasyJet, celebre low cost britannica: "Una soluzione per Alitalia è la benvenuta, ma bisogna mettere i consumatori
italiani al primo posto" ha dichiarato l'amministratore delegato Andy
Harrison. "Ognuno dei contribuenti italiani dovrà pagare 50 euro per
riparare i debiti della compagnia". La fonte è senza dubbio interessata,
lo smantellamento del monopolio su ricche tratte nazionali come la Roma-Milano
fa gola a molti. Ma i numeri sono numeri. E parlano degli infiniti interventi a
favore dei cittadini che si potevano realizzare con quel denaro. Con la propria
parte di debito Alitalia, probabilmente, una famiglia
pagherebbe un paio di bollette elettriche. Un esperto di politica ed economia,
invece, non ha dubbi: sosterrebbe i redditi da lavoro dipendente. "La
questione salariale è il vero problema, nelle case degli italiani la sera a
cena si parla di come arrivare alla fine del mese" afferma Enrico Morando,
coordinatore del governo ombra del Pd. "Con quella cifra si poteva
finanziare per davvero la riduzione della pressione fiscale sugli stipendi, in
particolare sulla quota da contrattazione aziendale, per cui il governo ha
stanziato solo 300 milioni di euro". Dando pure un "impulso
significativo all'accordo tra le parti sociali sulla riforma del modello
contrattuale". Si potevano prendere due piccioni con una fava anche
utilizzando quel miliardo abbondante per la detrazione fiscale delle spese di
cura sostenute dalle donne che lavorano: ad esempio, spese per asili nido,
assistenti per gli anziani non autosufficienti, collaboratori domestici.
"Anche in questo caso - continua Morando - il sostegno dei redditi
familiari si sarebbe accompagnato a riforme strutturali, quale è un fortissimo
incentivo per le donne ad entrare e a restare nel mondo del lavoro". Sul
punto concorda Pierpaolo Baretta, deputato Pd ed ex dirigente sindacale della
Cisl: "Tremonti ha rimandato la diminuzione delle tasse sui salari ad un
futuro incerto, a quando la situazione finanziaria dello Stato sarà migliore.
Ma di questo passo quel momento non arriverà mai". Per i tagli ai servizi
sociali, alla scuola e alla sicurezza, invece, l'ora è già scoccata.
"Basta il salasso di risorse subito dall'istruzione pubblica con la
finanziaria d'inizio estate a dare la misura dello spreco" spiega Baretta.
I risparmi previsti dal piano di Palazzo Chigi sulla scuola dovrebbero portare
alla cancellazione del 10% delle cattedre (87.245 insegnanti) nei prossimi
quattro anni: 1,2 miliardi di euro potevano trattenerne circa 30mila sul posto
di lavoro. Un discorso simile vale per la sanità: i tagli decisi da Tremonti
faranno mancare all'appello quasi 7 miliardi di euro da qui al 2011. Il tampone
per il rosso Alitalia poteva salvare migliaia di posti
letto negli ospedali e risparmiare ai pazienti una raffica di nuovi ticket per
prestazioni prima gratuite. Non si salva nemmeno la tanto sbandierata
sicurezza: bastava un terzo di quei 1,2 miliardi di euro ad evitare il taglio
da 400 milioni di euro subito dalle forze di polizia. Forse gli elettori
avrebbero accettato anche nuovi incentivi alle imprese, magari il taglio di un
altro punto di cuneo fiscale. Invece si terranno i debiti della fu compagnia di
bandiera.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Palermo
La compagnia investe sullo scalo di Fontanarossa. Terranova: "Altri vettori
possono scommettere su Palermo" L'Alitalia
"taglia" Punta Raisi Nel piano di rilancio c'è solo Catania. I
sindacati: rischio trasferimenti L'Alitalia punta
sull'aeroporto di Catania e lascia al palo lo scalo palermitano. Il piano di
rilancio della compagnia di bandiera non cita nemmeno l'aeroporto Falcone e
Borsellino e, invece, scommette su Fontanarossa, che diventerà uno dei
"sei scali base in Italia". L'Alitalia non
investirà quindi su Palermo, né in termini di personale né di aumento delle
tratte aeree, e si annunciano trasferimenti di dipendenti a Catania. I
sindacati sono già in allarme: "Siamo molto preoccupati per i 180
lavoratori Alitalia dislocati al Falcone e Borsellino
- dice la Filt Cgil - Chiederemo un intervento del governatore Raffaele
Lombardo a difesa dello scalo palermitano". Ottimista invece la Gesap, la
società che gestisce l'aeroporto: "Alitalia non
lascerà Palermo, da noi comunque operano tanti altri vettori". ANTONIO
FRASCHILLA A PAGINA II.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
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Pagina III - Palermo
Lo scalo di Catania "colonizzato" dagli uomini dell'Mpa Poltrone e
assunzioni nel feudo del presidente Sugli organici pletorici anche l'Enac ha
sollevato obiezioni. Nel Cda tutti fedelissimi E' il feudo del governatore
Raffaele Lombardo, che da presidente della Provincia di Catania è entrato a
piedi uniti nella gestione dell'aeroporto etneo. Un gioiellino, con milioni di
passeggeri che crescono di anno in anno. Una macchina occupazionale notevole,
che oggi è arrivata alla quota record di oltre 700 dipendenti tra Sac e Sac
servizi (partecipate dalla Provincia): lavoratori assunti da tutta la provincia
etnea. Quasi il doppio di quelli della Gesap, la società dello scalo
palermitano, che si ferma a quota 430. Tanto che l'Enac ha più volte segnalato
il mancato equilibrio tra dipendenti e passeggeri a Fontanarossa. Lombardo, ai
tempi della presidenza alla Provincia di Catania, ha piazzato alla guida della
Sac, società che gestisce i servizi aeroportuali, Stefano Ridolfo, un suo
fedelissimo. E alla presidenza della società collegata, la Sac Servizi, ha
invece messo Orazio D'Antoni, oggi deputato dell'Mpa. In più, come consigliere
d'amministrazione, ha nominato Concetto Bellia, altro uomo targato Mpa. Ha
insomma blindato da tempo l'aeroporto da 6 milioni di
passeggeri scelto adesso da Alitalia come base strategica per il
rilancio. Negli ultimi anni il personale della Sac e Sac servizi è cresciuto
arrivando a quota 700, con molti casi sospetti di assenteismo e livelli
superiori alla norma di assenze per malattia in alcuni comparti, come quello
della sicurezza. Un feudo, quello di Lombardo, adesso insidiato dal
nuovo presidente della Provincia, l'eurodeputato forzista Giuseppe Castiglione,
che più volte ha battagliato con il governatore in terra etnea. Alla guida
della Sac è arrivato nei mesi scorsi Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative,
in buoni rapporti con Castiglione. Mentre al vertice di Sac servizi è rimasto
il deputato dell'Mpa, D'Antoni. Qualcosa sta comunque cambiando nella gestione
dello scalo etneo: "Abbiamo finalmente presentato un piano industriale e
stiamo cercando di trasformare la Sac in una società efficiente per offrire un
servizio all'altezza di uno dei più importanti aeroporti italiani - dice
Mancini - Oggi la Sac non è più una piattaforma occupazionale, come ci ha più
volte segnalato l'Enac, criticando il rapporto molto basso tra dipendenti e
passeggeri serviti". Il nuovo presidente della Sac annuncia anche un giro
di vite sull'assenteismo: "Stiamo aumentando i controlli sulle assenze
elevate registrate in alcuni comparti, come quello della sicurezza". a.
fras.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
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l'edizione del TRAFFICO Malpensa in recupero con le compagnie estere Mese di
agosto positivo per il traffico passeggeri a Malpensa: dal primo al 27 di
questo mese lo scalo varesino ha recuperato più del 10% delle perdite passando
dal meno 31% di aprile al meno 21% di agosto, con un totale di 1.725.000
passeggeri trasportati. Anche se Alitalia ha
trasportato nei primi 27 giorni di agosto 160mila passeggeri, contro i 925.500
transitati nello stesso periodo dello scorso anno (meno 82,7%) - nota la Sea -
le altre compagnie di linea hanno registrato un aumento del 34,3% con un totale
di 1.225.000 passeggeri (più 312.800). Il peso di Alitalia
è calato del 14% a favore degli altri vettori di linea che sulle tratte
intercontinentali arrivano a sfiorare il 90%. Sempre nello stesso periodo sull'aeroporto
di Linate i passeggeri hanno registrato un calo dell'8,5%. A decretare il calo,
la scelta strategica di AirOne di spostare parte dei suoi voli sullo scalo di
Malpensa. I dati di traffico di Alitalia sul Forlanini
rimangono pressoché stabili anche se quest'anno ha potuto inserire nel computo
dei suoi passeggeri anche quelli di Volareweb che è entrata a far parte del
gruppo, registrando un totale complessivo di 266.900 passeggeri. Buone notizia
sul fronte della qualità del servizio offerto dagli scali lombardi: l'attesa
media per i passeggeri ai filtri di sicurezza è stata di 8 minuti contro gli 11
dell'estate 2007, la puntualità dei voli in partenza registra una percentuale
del 74% a Malpensa contro il 72% dell'estate scorsa e dell'80% a Linate contro
il 77%.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
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l'edizione del A caro prezzo Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima Se non ci
fossero state di mezzo le elezioni, oggi Alitalia
farebbe parte del più grande gruppo europeo di trasporto aereo; la gran parte
del personale eccedente avrebbe trovato nuove collocazioni all'interno del
gruppo ed un'altra parte sarebbe stata in attesa di rientrare; l'Italia avrebbe
continuato ad avere una compagnia di bandiera, solida e con un rilevante
potenziale di espansione, che avrebbe portato nel mondo i colori del nostro
Paese; lo Stato avrebbe visto riconosciuto un valore netto della compagnia
ceduta incassando soldi. Ma tutto questo avrebbe costituito - come ebbe a dire
propagandisticamente - una "svendita". Bene. E ora la vendita qual è?
La lista di quanto è stato venduto è corposa, ma è fatta di principi, di
trasparenza, di legalità, di molte delle regole che in una democrazia compiuta
dovrebbero guidare il comportamento e le determinazioni di ogni pubblico
potere. Non si tratta solo degli oneri finanziari che finiranno per ricadere,
direttamente o indirettamente, sulle finanze statali: saranno assai cospicui,
ma c'è di peggio. C'è che la parte più consistente dell'operazione si perderà
nei meandri obliqui di trattative private, di intese discrezionali, di regole
ad hoc per comprare o compensare l'adesione al progetto di tutte le parti in
causa. Non potremo avere mai un conto, sia pure approssimativo, di tutti i
costi che ne deriveranno, ma saranno costi ingenti. Basti pensare quali
potranno essere gli elementi dei calcoli di convenienza che possono aver
indotto aziende di gestione di autostrade, imprese di assicurazione, aziende
siderurgiche, armatori, a metter mano alla tasca per partecipare, in un settore
di attività estraneo e distante quant'altri mai, ad una impresa che - ne
parleremo dopo - è destinata a concludersi comunque con la fine dell'autonomia
e della italianità di Alitalia. È forse un caso che
quasi tutti i partecipanti alla cordata siano titolari di concessioni pubbliche
o svolgano attività i cui ricavi dipendono da decisioni amministrative? È
almeno lecito immaginare che nel rinnovo delle concessioni, o nella
determinazione di tariffe, o nella concessione di licenze questi si attendano -
come dire? - un occhio di riguardo? Basti pensare a quale scompiglio potrà
essere determinato dalla confluenza di migliaia di esuberi nell'azienda postale
dopo che - sempre con una legge ad hoc giustificata dalla salvaguardia della
efficienza e del conto economico - è stato bloccata l'assunzione di chi già vi
ha lavorato con contratti a tempo determinato. Basti pensare all'indennizzo previsto
- sarebbe davvero interessante sapere in base a quale principio lo Stato
soccorre chi perde dall'investimento in attività finanziarie - a beneficio
degli azionisti e degli obbligazionisti di Alitalia,
una azienda di diritto privato, quotata in borsa come molte altre, le cui
condizioni prefallimentari (a differenza del caso Parmalat tante volte evocato)
erano da tempo ampiamente note. Basti pensare a quale futuro possano essere
destinate le tariffe per i voli sulla tratta Roma - Milano, una tratta che già
è stata dalle uova d'oro con quel po' di concorrenza che
Air One poteva fare ad Alitalia e sulla quale ora la nuova Alitalia potrà
fare ancor più quel che gli parrà dal momento che Air One sarà stata
incorporata e le norme antitrust tranquillamente scavalcate ope legis. Basti
pensare che la legge Marzano è stata modificata per consentire che una azienda
in dissesto - nel caso Alitalia, ma d'ora in avanti potrà essere applicata ad altri casi
- possa essere spaccata in due, con le cose buone da una parte e quelle in
perdita da un'altra insieme ai debiti, in modo che con opportune ripartizioni
sia possibile sottrarre dalle procedure fallimentari ciò che di buono può
esserci, con buona pace dei creditori (una misura, questa, che può avere
ripercussioni assai pesanti sull'intera economia andando nella direzione
esattamente opposta a quella nella quale è da tempo avvertita la necessità di
una riforma della legge fallimentare). E qual è il risultato di una simile
devastazione di principi, regole, doveri di trasparenza, criteri di sana
amministrazione? Una Alitalia che, seppure ripulita da
debiti ed inefficienze, e con un personale drasticamente ridotto e con stipendi
"ricontrattati", sarà assai più piccola, con una flotta quasi
dimezzata ed una rete fortemente connotata dal corto e medio raggio. In tempi
nei quali compagnie del calibro di Iberia e di British Airways si uniscono
nella consapevolezza che da sole non ce la possono più fare, chiunque può
capire quale sia il respiro, la prospettiva di questa operazione. La
contropartita della devastazione di cui si è detto non può essere che quella di
guadagnare un po' di tempo prima che per Alitalia si
compia il destino univocamente scritto da tempo: quello di confluire in un grande
gruppo di trasporto aereo. Fino ad allora sarà italiana, certo, ma non per
questo si potrà dire che ne sarà stata salvaguardata l'italianità. Una
italianità così precaria, così costosa, ottenuta con tanto sacrificio di
persone e di principi, vale ben poco, anzi è peggio di niente; comunque peggio
di un accordo che fosse stato stipulato quando Alitalia
un valore netto ancora lo aveva e con esso un minimo di forza contrattuale. Ma
quella sarebbe stata una svendita. Noi, liberi da preconcetti, rimaniamo in
attesa - poco fiduciosa, dobbiamo francamente dire - che qualcuno ci dimostri
che questo, invece, è un affare.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
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l'edizione del Fini si vergogni Cara Unità, sono stufa di venire a conoscenza,
ogni giorno, delle nefandezze effettuate dai nostri "uomini" delle
istituzioni che, senza alcun pudore, continuano a violare le leggi e a vessare
noi poveri cittadini. Non ci bastavano le sconcezze già note di Berlusconi, di
Schifani, di Alemanno e dei vari che compongono il carrozzone della destra che
con le loro prevaricazioni hanno sbattuto in faccia al popolo il loro
strapotere e il loro appartenere ad una casta di persone meschine che ostentano
la sicurezza che a loro tutto è permesso. Per non essere da meno, anche questa
volta,il molto onorevole Fini abusa della sua autorità e ,con comportamento
arrogante, si immerge illegalmente al largo di Giannutri e supportato pure da
mezzi dei Vigili del Fuoco (forse questi dovevano vigilare sul focoso
personaggio alle prese con la sua passione marinara!!!), Bell'esempio di correttezza
istituzionale da parte della terza carica dello Stato! Si vergogni!!! (del
resto così sbraitava il suo capo all'inirizzo dei membri del centrosinistra,
ogni qualvolta non gli andava bene qualcosa). Ma chi sono costoro? Quando
l'Italia potrà finalmente sbarazzarsi di loro? Siamo stanchi. Basta. Grazie.
Lidia Matranga Giannutri, la multa non mi basta Cara Unità, a proposito
dell'immersione del "presidente" della Camera dei Deputati, G. Fini,
nelle acque off limts di Giannutri, la multa non mi basta. Magari risargisce il
danno ma non la beffa. Vi ricordo la punizione inflitta all'insegnate
giapponese per non aver impedito la scritta da parte di una sua allieva sui
muri del Duomo di Firenze (mi pare il Duomo ma comunque sui muri di un
monumento della città). Se non mi ricordo male è stato licenziato e la
studentessa è stata rimandata Firenze a pulire. Non solo, il Giappone ha
chiesto formalmetne scusa all'Italia. Se vi par poco? A proposito di
"tolleranza zero", G. Fini dovrebbe chiedere scusa a tutti gli
italiani in seduta plenaria dei due rami del Parlamento. Suggerisco una
raccolta di firma sul vostro sito. Grazie. Marta Baccetti Manca senso dello
Stato Cara Unità, qualche considerazione in merito all'episodio di Giannutri:
1) non basta Fiuggi né l'entrata nel PPE a camuffare la natura fascista di chi
ritiene di essere più uguale degli altri; 2) la probabile comunanza politica
basta a superare il disagio di fare il pompiere-domestico al potente di turno?
3) nell'Italia dove tutto è permesso, come avrà fatto chi ha autorizzato la
motovedetta a Giannutri? Ci sarà qualche superiore che chiederà spiegazioni?
Temo di no, mancano totalmente di senso dello stato e della res pubblica, ma
non dall'attesa delle gratitudine del potente. Saluti (ed auguri) Ugo La Rosa
Preparatevi a pagare anche questa Cara Unità, niente è come sembra. Nell'ultimo
film di Battiato c'è una scena in cui un signore su auto sfarzosa, vistosi
soffiare maldestramente parcheggio e sentitosi sentenziare che "il mondo è
dei furbi!", si vendica ammaccando di proposito l'auto del furbo
replicando che invece "il mondo è dei ricchi!". Ovvio: meglio ancora
se si è ricchi, furbi e potenti insieme. E magari "alfanati", immuni
da processi. Questo viene in mente, leggendo di Fini e della sua immersione fuorilegge
nelle acque di Giannutri. 2000 euro di multa, dicono. Italiani: preparatevi a
pagare anche questa! Luca Bianchi Altro che capitani coraggiosi Cara Unità.
Qualcuno, di cui non ricordo il nome, era solito dire: "se il nostro fosse
un paese normale ...". Bene, io dico che se il ns. fosse un paese normale,
di fronte alla pagliacciata che questo governo sta costruendo sulla vicenda Alitalia, dovremmo assistere a moti popolari d'indignazione,
con la promozione di una "class action" dei cittadini, nei confronti
dei dicasteri coinvolti, per chiedere conto del danno che stanno creando alla
collettività. E invece? Nella rassegna stampa di stamane vedo il titolo de La
Stampa che recita (vado a memoria) "Gli imprenditori sempre più schierati
con Berlusconi". Vorrei vedere! Quel signore gli affari (suoi) sa farli
molto bene, basta vedere dov'è arrivato (non importa come), e i ns. c.d.
"capitani d'industria" fremono dal desiderio di replicarne le gesta.
Il mistero per cui gli italiani continuano a votare Berlusconi si fa sempre più
fitto (e non serve Sherlock Holmes, per dipanarlo, ma un insigne
neuropsichiatra). Cordialmente. Silvano Fassetta Raccontateci anche cose
positive Cara Unità, Dopo lo choc delle elezioni politiche la lettura del
nostro giornale mi lascia sempre più spesso con un senso di depressione e
inadeguatezza. L'Italia che raccontate è incivile e insopportabile, sembra che
precipiti sempre di più, senza speranza. È il lavoro del cronista, e non mi
aspetto certo che nascondiate la realtà. Ma dobbiamo anche avere un po' di
speranza, quella che ci viene dagli esempi di lotta e di comportamenti civili,
come quelli dei ragazzi che lavorano nelle coperative sui terreni confiscati
alla mafia. Bene fa Jack Folla a riportarne l'esperienza e a sottolineare che
notizie come queste meriterebbero la prima pagina. Accanto alle molte miserie
d'Italia raccontateci storie positive che ci diano l'esempio e confermino che
lottare si può ancora, che non tutto è perduto. E mettetele in prima pagina.
Luigi Vincenti, Contigliano Niente liti, facciamo come i democratici Usa Cara
Unità, una proposta concreta per i dirigenti del Pd, anche in tempi di nuove
scuole di politica: si impari dal Partito Democratico Americano. Lo dico alle
legittime minoranze interne di casa nostra. Lottate negli organismi dirigenti
fino alla fine perchè le vostre opinioni abbiano spazio. Quando gli organismi
hanno democraticamente deciso, democraticamente "tacetevi". Quaggiù,
negli attimi di vita quotidiana, i comuni mortali, si sono un po' rotti le scatole
e la prossima volta stanno a casa. Francesco Alitalia, una degna conclusione... Cara Unità, Leggo oggi che gli
azionisti Alitalia danneggiati dal piano governativo potranno accedere al Fondo per
i risparmiatori vittime di frodi finanziarie. Quale modo migliore per definire
la conclusione della vicenda alitalia? Govanni Scotto.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
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Pagina I - Napoli I
sindacati: Atitech, mille a rischio Allarme dei sindacati
per il piano Alitalia varato dal governo: a Napoli rischiano la cassa integrazione più
di mille impiegati dell'Atitech, società che si occupa della manutenzione degli
aerei. A rischio il posto di lavoro dei circa 800 addetti di Capodichino e
delle circa ottanta unità del distaccamento Alitalia del
Centro direzionale. LILLY VICCARO THEO A PAGINA VII.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
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l'edizione del Alitalia, dal governo una mazzata per
Roma Il "Piano Fenice" prevede una forte riduzione di Fiumicino:
cancellato il 60% delle destinazioni Il Pd: "Tutto sta avvenendo nel
silenzio di An e di Alemanno". Marrazzo: consiglio straordinario di
Alessandro Ferrucci Meno rotte e meno dipendenti è uguale a meno Fiumicino e
Roma, fanno capire tutti: dalla Regione alla Provincia, dal Comune ai
sindacati. Tutti in allarme, anche perché i primi dati appaiono peggio degli
iniziali rumors. A partire dalla volontà di ridurre il numero complessivo di
tratte di Alitalia e Air One, dalle 120 attuali alle
future 44, quando, ad oggi, la sola compagnia di Carlo Toto ne copre già 45 al
giorno. Insomma, altro che hub. "È una vera mazzata" esordisce Walter
Schiavella, segretario di Cigl Roma e Lazio. E poi gli esuberi. Conti alla
mano, se il piano Alitalia lascerà senza lavoro tra le
5mila e le 7mila persone in tutto, a Fiumicino ne toccheranno i due terzi:
quindi dai 3mila agli oltre 4mila e 500 licenziamenti. A questi andrà sommato
l'indotto: coloro che operano nel catering, nelle pulizie, nelle manutenzioni
pesanti e altri. Secondo una formula studiata dall'Università di Bologna un
paio di anni fa, per ogni esubero diretto ne esistono due indiretti: parliamo
di 6-9mila posti di lavoro a rischio. "Questo è un piano che colpisce Roma
pesantemente i lavoratori - continua Schiavella -. Ho la sensazione che il
meccanismo messo in piedi sia quello di socializzare le perdite e di privatizzare
i diritti". "È una macelleria - afferma Mario Guerci, della Filt Cigl
-. Anche perché voglio vedere quanti potranno usufruire degli ammortizzatori
sociali". "Il tutto - denuncia Michele Meta, capogruppo del Pd in
commissione Trasporti alla Camera - avviene nel silenzio assordante dei
dirigenti di An romani e del Sindaco Alemanno, che accettano supini tale forte
ridimensionamento dello scalo di Fiumicino". E Alemanno che dice? Se lo
chiedono in molti... Lui, il sindaco, aspetta le 14 per seguire l'indicazione data
dal presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, e farla sua: "Chiedo un
incontro immediato al Governo insieme a tutte le istituzioni amministrative
interessate a difesa del valore dell'hub di Fiumicino". Poi aggiunge la
sua postilla preferita: "No, però, a polemiche preconcette e
strumentali". Un po' pochino secondo molti. E dagli ex alleati dell'Udc
arriva un altro attacco: "Alemanno alzi la voce e difenda gli interessi di
Roma", dice il segretario regionale dell'Udc, Luciano Ciocchetti. Ma il
risultato ottenuto dal sindaco è solo un generico impegno del ministro delle
Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli: "Il governo, non appena su Alitalia avremo il quadro completo,
si farà carico di incontrare Comune e Provincia". Intanto, però, Nicola
Zingaretti fissa l'asticella dell'allarme: "Sono molto preoccupato per
l'esito che sta avendo la vicenda Alitalia. Non solo
perché sta emergendo quanti danni ha prodotto il ritardo di mesi nella ricerca
di una soluzione, ma anche perché le ricadute sul territorio provinciale
sembrano essere rilevanti: il declassamento dell'aeroporto di Fiumicino da hub
a base operativa, l'incertezza delle destinazioni di volo internazionali a
seconda del partner che verrà scelto, un numero impressionante di esuberi, sono
tutti fattori che ci parlano di un colpo serio allo sviluppo e alla crescita
del nostro territorio". Per questo Claudio Mancini, assessore al Turismo
della Regione, si augura che almeno "il "Piano Fenice" lasci liberi
rotte e slot per permettere alla concorrenza di rimpiere questa voragine,
altrimenti rischiamo di avere ricadute pesanti anche sul turismo". IL
SINDACO chiede un incontro urgente al governo, ma incassa solo un generico
"incontreremo gli enti locali quando avremo il quadro completo" di
Matteoli.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
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Pagina VII - Napoli Alitalia, a rischio i dipendenti Atitech Torna l'incubo
"esternalizzazione". I sindacati pronti alla protesta LILLY VICCARO
THEO Se il piano Alitalia sta per spiccare il volo, a Napoli rischiano di precipitare
nell'incubo della cassa integrazione più di mille impiegati dell'Atitech,
società che si occupa della manutenzione degli aerei. A rischio il posto
di lavoro dei circa 800 addetti di Capodichino e delle circa ottanta unità del
distaccamento Alitalia del Centro direzionale. è un
film già visto: la probabile chiusura della controllata Alitalia
era stata già ventilata ad aprile. L'esternalizzazione dell'indotto era uno dei
capisaldi del piano targato Air France. Dopo pochi mesi torna lo spettro della
mobilità, insieme al nuovo progetto di risanamento discusso ieri dal governo
che vede la stessa Air France azionista di minoranza. Sono i sindacati a
lanciare l'allarme per i lavoratori del comparto meccanico dopo le prime
indiscrezioni sul piano. Secondo quanto trapelato, tra i rami che subiranno
radicali cambiamenti ci sarebbe proprio quello della manutenzione pesante. La
Atitech, insieme ad un'altra realtà dello scalo di Fiumicino, è l'unica azienda
sul territorio nazionale che provvede agli interventi alla flotta. "Dalle
voci che si rincorrono abbiamo intuito che si procederà alla esternalizzazione
delle aziende che si occupano della manutenzione pesante. A questo punto ci
domandiamo quale sarà il futuro dell'Atitech e di chi ci lavora", si
chiede Antonio Cepparulo della Filt Cigl. Secondo il nuovo piano, insieme al
comparto dei call center, la manutenzione pesante potrà essere
"esternalizzata": praticamente la nuova Alitalia
si assicurerà la manutenzione dei suoi aerei pagando di volta in volta società
straniere specializzate, eventualità già prevista nel piano Air France di
aprile. Già allora duecento operai uscirono dagli hangar per occupare le piste:
una forma di protesta che potrebbe ripetersi nel caso in cui "il governo
non ci dovesse dare le garanzie che chiediamo. Proprio un territorio come il nostro
già devastato dalla disoccupazione non può subire questo colpo" conclude
Cepparulo. "Siamo fortemente preoccupati per i lavoratori Atitech e siamo
convinti che, per una realtà dall'età media giovane come quella napoletana,
soltanto l'utilizzo degli ammortizzatori sociali è un po' poco" dichiara
il segretario regionale della Cisl, Giampiero Tipaldi che però, avrebbe in
tasca una sorta di soluzione: "Possiamo provare a far sì che l'emergenza
in negativo cambi in positivo. Sono convinto che mai come in questo momento è
opportuno decidere le sorti dell'aeroporto di Grazzanise. Aprendo finalmente
quello scalo civile - spiega il sindacalista - si creerebbero criteri di
occupazione. O meglio di ri-occupazione". Secondo Tipaldi, se ci fosse uno
stop all'Atitech, i dipendenti dell'azienda potrebbero, occupando i tempi di
ammortizzazione con corsi di formazione, essere riassorbiti in Alitalia nello scalo casertano. Ma anche l'apertura di
Grazzanise, per il momento, è un'incertezza. SEGUE A PAGINA VI.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
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l'edizione del Tornano i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e
quelli per materie alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La
Cgil: faremo muro di Federica Fantozzi / Roma LO SGUARDO incastonato nella
montatura indaco che sorvola senza soffermarsi la platea di cronisti, il
ministro Mariastella Gelmini dà i numeri. Dieci minuti di solitaria conferenza
stampa, un decreto per riformare la scuola italiana, il debutto del cinque in
condotta, il maestro unico alle elementari, il ritorno dei voti al posto dei
giudizi, caro-libri bloccato per almeno tre anni. Ma l'ultimo numero della
scuola italiana declinata dal PdL è il senatore forzista Lucio Malan a
ribadirlo: "Con queste misure sono finiti l'ideologismo e il pedagogismo
che dal '68 hanno creato danni gravissimi". Ossessione sessantottina,
ultimo atto: basta sperimentazioni, serietà nell'istruzione dei virgulti.
Obiettivo, secondo la deputata del Pd Pina Picierno: riportare le lancette
indietro agli anni 50. Al netto di Alitalia, il volto del primo consiglio dei ministri è quello appuntito e
compunto della Gelmini che, in tailleur cipria dai candidi revers, annuncia le
novità dell'anno scolastico "imminente". Vale a dire dal primo
settembre: a mezzo decreto legge e senza dibattito parlamentare. Misure
a cui la titolare dell'Istruzione lavora con Tremonti e che finiranno in
Finanziaria. Torna la vecchia educazione civica ribattezzata Educazione alla
Costituzione e alla Cittadinanza: comprenderà le regole a tutela dell'ambiente
e - su richiesta del ministro Matteoli - l'insegnamento del codice della
strada. Rentrée del voto in condotta non solo simbolico ma che fa media. Nuova
la soglia: con il "5" scatta la bocciatura. "È una risposta
necessaria - ha chiarito il ministro - al moltiplicarsi degli episodi di
bullismo". Si torna a valutare i ragazzi con i voti anche alle elementari
e medie: accompagnati sì dai giudizi, ma solo "esplicativi". E
l'introduzione del maestro unico alle elementari (che però entrerà in vigore
solo nel 2009) consentirà, come sottolineato dai concreti ministri leghisti,
"un bel risparmio". Come del resto la soluzione anti caro-libri:
"Un forte incentivo del governo a non cambiare libri se non necessario per
3-5 anni. Materie come italiano e matematica non cambiano". Considerando
dunque sistemati i bulletti, i futuri pirati della strada, i bravi ma agitati e
le famiglie in ristrettezze economiche, Gelmini è soddisfatta:
"Provvedimenti importanti per ripristinare ordine e chiarezza". Il
resto toccherà a Brunetta contro gli insegnanti fannulloni. Non la pensano così
né i sindacati né gli studenti. Laconici i ragazzi dell'Uds: "Ci vediamo
in piazza, ci sentiamo traditi, no alla repressione". "Siamo pronti a
fare muro contro il maestro unico" ha avvertito la Flc Cgil, per bocca del
segretario generale Enrico Panini. "Si apre uno scontro frontale. La
scelta del governo appartiene a un modello anni 50". La preoccupazione è
di tagli all'organico: "Oggi sono 250mila insegnanti, significa ridurlo di
due terzi. Non ci saranno più posti per le supplenze, i precari staranno a
casa". Idem Massimo Di Menna della Uil Scuola: "L'attuale modello
funziona, il colpo di spugna è pericoloso". Negativo anche il giudizio del
suo omologo Cisl Francesco Scrima: "Una forsennata politica di tagli che
taglia le radici della buona scuola. Colpisce la disinvoltura sulla
rottamazione, attraverso il ripristino del maestro unico, di esperienze
innovative". Il ministro che da studentessa aveva
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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l'edizione del BURLANDO "L'opposizione? Per il Pd è una condizione
temporanea" GENOVA Il Partito democratico è nato "per governare il
Paese. Per noi l'opposizione è una condizione temporanea, non un'identità come
può essere per qualcun altro". Lo ha detto Claudio Burlando, presidente
della Regione Liguria, poco dopo aver firmato la petizione "Salva l'
Italia" alla festa del Pd in corso a Genova. C'è però molto da fare,
avverte il governatore. Quello che manca oggi al Pd, secondo Burlando, è un
grande processo di radicamento nel tessuto sociale, processo "che deve
essere avviato". "E poi sono mancate queste benedette tessere - ha
concluso Burlando - che potevamo avere subito anche dopo ottobre".
Infatti, avere l'"idea di un partito più leggero, più fluido è stato
secondo me un errore". Detto questo, Burlando ricorda
che si avvicina una "prospettiva importante alle prossime europee e
amministrative e poi regionali. Nel frattempo non credo che le condizioni di
milioni di italiani miglioreranno. A partire dai 7000 mila di Alitalia che se ne torneranno a casa. Quindi bisogna collocarsi in questa
realtà e mettersi a lavorare".
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
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l'edizione del I sindacati chiedono chiarezza. "Se ci mettono con le
spalle al muro la risposta sarà durissima" In attesa dell'incontro di
lunedì con l'esecutivo i rappresentanti dei lavoratori mettono le mani avanti:
confronto sì, ma non solo sugli esuberi I sindacati aspettano il governo al
varco. Non si parli solo di esuberi è l'ammonimento dei confederali e delle
sigle di categoria, nove in tutto, che saranno chiamati gestire il
traghettamento di lavoratori e diritti verso la Nuova Compagnia Aerea. Dopo
l'ipotesi di trasferire parte dei dipendenti Alitalia nella
pubblica amministrazione, ecco quanto ha pensato il ministero del Lavoro per
risolvere il problema dei tagli dei posti di lavoro nell'ormai vecchia
compagnia di bandiera. Sette anni di ammortizzatori sociali - quattro di cassa
integrazione e tre di mobilità - per tutti i dipendenti Alitalia in esubero e un programma di ricollocamento verso altre aziende
del settore privato (e non pubblico). Sul numero degli esuberi si
celebra un valzer di previsioni e smentite che non trova conferme ufficiali. La
stima più alta, vuole settemila dipendenti fuori dalla Nuova compagnia aerea.
La più bassa duemila. "Se le indiscrezioni riportate dai giornali venissero
confermate, allora gli elementi di preoccupazione sarebbero molti. Ma oggi
(ieri, ndr) non conosciamo ancora il piano della nuova Alitalia,
quindi aspettiamo il confronto prima di parlare". Non si sbottona Franco
Nasso, segretario generale della Filt-Cgil. Sul futuro della Nuova Compagnia
Aerea in questo momento si può solo dire che "il lavoro è una questione
fondamentale della vicenda, è certo che non permetteremo che mettano alla porta
nessun dipendente della compagnia". Aspettando lunedì, quando governo e
sindacati dovrebbero sedersi a confronto, interviene anche Frabrizio Solari,
segretario confederale della Cgil, secondo cui settemila esuberi sono forse
troppi. Per il predecessore di Nasso alla guida della Filt, "se l'Italia
vuole una compagnia degna di questo nome ci devono essere le caratteristiche.
Altrimenti sarà un problema: non è immaginabile da parte nostra favorire
un'eventuale azione speculativa. Spero non sarà così". In questo momento
bisogna "guardare avanti" risponde Claudio Genovesi, segretario
nazionale Fit-Cisl, perché la vicenda Alitalia va
gestita con responsabilità. C'è molto lavoro da fare, l'avvio del confronto sul
piano industriale e la ricerca della condivisione "non può limitarsi alla
individuazione degli esuberi che se confermati - sostiene l'esponenete della
Cisl - appaiono di difficilissima gestione". La tutela del lavoro e lo
sviluppo dell'impresa, prosegue Genovesi, "procedono insieme ed è su
questo che ci sentiamo impegnati". La posta in gioco "è tale da non
permettere ritardi, tentennamenti ed ipocrisie. La sfida riguarda tutti, in
gioco vi è l'intero settore del trasporto aereo". La Cisl non esclude
"se necessario anche risposte dure, senza attendismo né
accondiscendenza". Ed è durissimo l'attacco al progetto messo a punto da
Banca Intesa da parte del sindacato Sdl, forte soprattutto tra gli assistenti
di volo: "Se il piano per il salvataggio di Alitalia
contenesse davvero ciò che indicano indiscrezioni giornalistiche, la nostra
risposta sarà durissima". Poi il Sindacato dei lavoratori aggiunge:
"Nessuno pensi di mettere 20mila lavoratori con le spalle al muro con
tempi ristretti e ricatti politici e mediatici come già nel passato, perchè la
reazione sarebbe ancor più forte". "Ci chiediamo - rincara la dose il
coordinatore nazionale Sdl Fabrizio Tomaselli - chi abbia potuto pensare che un
piano che si basa sul forte ridimensionamento della flotta e sulla
concentrazione sui voli nazionali possa avere realmente successo dal punto di
vista industriale questa scelta porta alla chiusura entro poco tempo".
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del La deroga alla "Marzano" cancella l'Antitrust
Acquisizioni future anche senza l'ok dell' Authority. Ma la Ue potrebbe opporsi
/ Roma DEROGA Più flessibile, più veloce, ma soprattutto in deroga alle regole
Antitrust. Ecco la nuova Marzano, la nuova legge fallimentare tarata per
permettere alla cor- data italiana di mettere le mani su Alitalia. Le prima novità rispetto alla Marzano nata per la tutela di
Parmalat riguarda la nomina del Commissario che ora spetta anche al premier,
che, al pari del ministro dello Sviluppo Economico, ne determina il compenso e
le condizioni dell'incarico, anche in deroga alla normativa vigente.
Possono inoltre essere prescritte "specifiche attività per il
raggiungimento dell'obiettivo di risanamento". Fra queste, anche
"un'immediata vendita o affitto di attività ancora fruttuose, garantendo
maggiore elasticità al modello procedimentale". Cambia anche la durata
della procedura dell'amministrazione straordinaria che verrà ora fissata
"in un periodo variabile tra uno e due anni, in funzione della complessità
della procedura. Inoltre, se la presentazione del piano di risanamento era
esclusiva competenza del commissario straordinario, da effettuarsi entro 180
giorni dalla dichiarazione di insolvenza, adesso questi avrà anche "la
possibilità di valutare il programma proposto dall'impresa". Infine, la
nuova norma impone che le operazioni di concentrazione connesse, contestuali o
previste nel programma, non sono soggette ad autorizzazione ai sensi della
normativa Antitrust. Con buona pace del diritto. Toccherà adesso a Bruxelles
valutare le modifiche della Marzano e verificare se l'operazione è compatibile
o meno con le norme comunitarie, soprattutto sul fronte degli aiuti di Stato.
Dunque anche per il ricorso la cassa integrazione e mobilità per tutti i
dipendenti. I servizi del commissario Tajani vorranno capire se è il governo si
farà carico o meno delle passività accumulate finora dalla compagnia di
bandiera. Ma, quasi certamente, anche se la concessione degli ammortizzatori
sociali per sette anni a tutti i lavoratori di Alitalia
(quattro di cassa integrazione e tre di mobilità) si configuri come un aiuto di
Stato coerente con le regole europee, oppure come un sostegno pubblico
incompatibile col principio della libera concorrenza. Ci sono poi le questioni
relative alla sospensione delle norme Antitrust per quel che riguarda il
settore aereo nazionale, in modo da favorire l'integrazione con Air One, e
quella del trasferimento degli slot alla nuova Alitalia.
In quest'ultimo caso Bruxelles vorrà verificare se l'operazione avviene o meno
a condizioni di mercato. Attenzione poi alle mosse delle compagnie aeree
concorrenti, che già nei giorni scorsi hanno minacciato la possibilità di
preparare nuovi ricorsi, oltre quelli già presentati per contestare il prestito
ponte di 300 milioni di euro concesso ad Alitalia dal
governo Prodi e trasformato in patrimonio netto dal governo Berlusconi.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del RISIKO La battaglia dei cieli si fa più serrata Il
nodo Alitalia ha riaperto la battaglia dei cieli. La mossa di Ai France-Klm di
giocare la partita in Italia, ha fatto subito scattare la risposta di Lufthansa
in un risiko. che, vista la grande concentrazione in corso nel settore, sembra
giunto alla stretta finale. Ancor più con il caro-carburante e un
mercato che frena, la necessità è fare massa critica sui costi. Ieri la
compagnia tedesca ha comunicato di trattare un ingresso in Sn Airholding, casa
madre di Brussels Airlines, erede della ex compagnia di bandiera belga Sabena.
L'obiettivo è consolidarsi in un vettore low cost con Germanwings e Tuifly per
contrastare le grandi Ryanair, easyJet e soprattutto Air Berlin a cui togliere
il secondo posto in Germania. Oltre ad Alitalia,
l'interesse di Air France e Lufthansa ruota attorno ad Austrian Airlines. Anche
sull'aviolinea austriaca la caccia è aperta: interessa oltre che ai soliti Air
France,e Lufthansa, anche alla russa S7, a Turkish Airlines e, secondo fonti
austriache, anche Air China. Lufthansa, partner nella Star Alliance, è pronta a
valutare l'acquisizione di una partecipazione nella compagnia aerea austriaca,
un mercato piccolo anche se potrebbe fare muro verso l'Est a Air France . Il
vettore scandinavo - di Svezia, Norvegia e Danimarca - fa gola più alla compagnia
tedesca che tenterebbe la conquista anche del Nord Europa che ai francesi.
Senza contare che tra un po', in questo scenario potrebbero anche fare la
comparsa nuovi giocatori, ricchi e senza scali in Europa. Come gli arabi, ad
esempio.
( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Il miracolo di Berlusconi è solo per Air France di Roberto Rossi / Roma
"Una compagnia di bandierina" come l'ha definita il leader del Pd
Walter Veltroni o "una grande, solida, efficiente compagnia di
bandiera" come ha ribattuto Silvio Berlusconi? Che cos'è ora Alitalia. Dopo cinque mesi di annunci, 300 milioni di soldi
pubblici spesi, il gruppo della Magliana è una compagnia più piccola, più
domestica e che non potrà vivere da sola. Una società, con sedici piccoli
azionisti italiani ma un grande socio forte, Air France. Che nella nuova Alitalia, come sostengono fonti industriali, avrà meno del
20%. Per ora. Perché il destino del vettore di Parigi è di quello di esserne il
legittimo proprietario fra non molto. Alla fine dei conti, secondo la fonte,
Air France non poteva non rientrare nella partita. La posta era troppo
appetitosa. Cinque mesi fa, quando presentò il piano di rilancio del gruppo,
aveva deciso di impiegare subito 2,4 miliardi di euro. 1 miliardo per
l'acquisto, 300 milioni per rimborsare un'obbligazione, 100 milioni per le
azioni in Borsa e un altro miliardo per ripianare il debito. Oggi quel lavoro
lo fa lo Stato italiano (40 euro per ogni cittadino è il costo calcolato).
"Ci sono sacrifici da fare", ha detto Berlusconi. E in effetti
l'intero Paese si accolla la gestione degli esuberi - che nonostante il premier
dica il contrario restano il doppio di quelli preventivati da Air France -,
ripulisce il gruppo dal debito, chiude il Cargo (oggetto di aspro scontro con
il sindacato), taglia aerei e rotte in eccesso, mette Parigi al riparo da
rischi politici. Come il caso Malpensa e Lega. "Il piano Alitalia va bene" ha detto il ministro per le Riforme
Umberto Bossi. E pace se il piano studiato da Intesa Sanpaolo era tarato su
Lufthansa, se la strategia multihub era più conveniente per i tedeschi, che
hanno preferito comprarsi la Austrian senza la concorrenza pericolosa di
Parigi. Il tempo appiana le cose. E modifiche in corso d'opera sono possibili.
"Il governo di Alitalia resterà nelle mani degli
italiani. Eventuali partner internazionali entreranno solo come soci di
minoranza" ha detto ieri in conferenza stampa un premier stanco. Forse. Ma
per quanto? Perché le clausole di lock up, quelle che dovrebbero blindare i 16
soci italiani impedendo la loro uscita per 4 o 5 anni, a questo punto diventano
carta straccia. Che cosa impedisce a un socio italiano, ad esempio, di vendere
quasi per intero la propria quota a un altro socio, poniamo Air France, e
rimanere con una quota simbolica? "Bisognerà capire come saranno tarati i
patti parasociali dell'azienda" spiega sempre la fonte. Ma per quelli ci
penseranno gli avvocati. "E poi gestire una compagnia aerea non è una cosa
semplice". Il mercato è dei più difficili. Chi deciderà quale rotte
tagliare o ripristinare, che tipo di contratti fare con i fornitori, Riva,
Marcegaglia, Colaninno, tanto per citare qualche nome della cordata, o Air
France? Sarà "una compagnia nuova, più efficiente, finanziariamente in
equilibrio e tecnologicamente avanzata, che non peserà più sulle spalle dei
contribuenti" ha aggiunto sempre il premier. Il dubbio rimane. Intanto la
bad company se la dovrà gestire lo Stato. E poi la nuova compagnia non potrà
contare sulle economie di scala che poteva garantire una fusione con Air France.
I nuovi azionisti saranno intenzionati a massimizzare il profitto subito. E
scaricare i costi sui clienti. "L'italianità non mi appassiona - ha detto
ieri il presidente di Unicredit Alessandro Profumo -. Mi appassiona avere un
servizio migliore e a prezzi più bassi. Ma al termine di questa vicenda avremo
un servizio peggiore e a prezzi più alti". Eppure, secondo Berlusconi, si
è evitato "la soluzione del precedente governo che sarebbe stata una
svendita ad una compagnia straniera peraltro di un paese in diretta concorrenza
con noi nel campo del turismo". "Berlusconi ha passato il segno, la
dichiarazione letta dal presidente del Consiglio a Palazzo Chigi è sfacciata e
intollerabile" ha risposto Enrico Letta, ex sottosegretario alla presidenza
del Consiglio che ha curato in prima persona la trattativa con Air France.
"La realtà è un'altra" ha spiegato Letta. Le parole del Cavaliere
sono "un vano tentativo di coprire la realtà, e cioè
la vera notizia di oggi: il governo sta pilotando il fallimento di Alitalia". "Avevamo il dovere di intervenire, siamo intervenuti
con concretezza. Ci siamo riusciti" ha concluso il premier nella sua
conferenza stampa. Intanto dovrà spiegare al sindaco di Roma perché a Fiumicino
i voli di Alitalia passeranno da
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Genova
Il dibattito Pd, Burlando attacca "Il partito leggero è un errore, ora
servono le tessere" Pd, Burlando attacca "Il partito leggero è un
errore, ora servono le tessere" AVA ZUNINO Il Pd è un partito che non ha
radici nel tessuto sociale ed è stato un errore pensare al "partito
leggero": "e poi sono mancate queste benedette tessere, che potevamo
avere subito, anche dopo ottobre". Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e
agganciare il Pd al territorio. L'analisi del presidente della Regione Claudio
Burlando sul Pd è quella che si può definire una "critica
costruttiva". Erano da poco passate le sei di ieri pomeriggio quando il
presidente Burlando ha fatto il suo ingresso alla Festa del partito democratico
alla Foce, la prima che non si chiama più "Festa de l'Unità". Ed è
nei viali della Festa, che il presidente esterna il suo pensiero su un Pd che,
dice, è troppo staccato dal tessuto sociale che dovrebbe rappresentare.
Burlando parla attorniato dai giornalisti, mentre va a firmare la petizione
"Salva l'Italia", contro il governo Berlusconi. Parla dell'abolizione
dell'Ici sulla prima casa: "si rivela un'operazione contro i Comuni e alla
fine contro la gente", dice. "L'operazione Ici, contrariamente a
Prodi che la finanziò con il recupero di fasce dell'evasione, espone i Comuni a
tagli consistenti, tanto che anche Bossi se n'è accorto". Poi Burlando
guarda all'interno del pd e dice: "è nato per governare il Paese. Per noi
l'opposizione è una condizione temporanea, non un'identità come può essere per
qualcun altro". Ma, dice ancora il presidente della Regione, a questo pd
manca un grande processo di radicamento sociale: "e questo è un processo
che deve essere avviato. E poi sono mancate queste benedette tessere, che
potevamo avere subito anche dopo ottobre. L'idea di un partito più leggero, più
fluido secondo me è stata un errore". Dunque, l'invito di Burlando adesso
è a cominciare un processo di radicamento sul territorio, tra la gente, anche
con il tesseramento del partito. Tanto più che sono in
avvicinamento rapido scadenze elettorali importanti come: "le prossime
europee e amministrative e poi le regionali. Nel frattempo non credo che le
condizioni di milioni di italiani miglioreranno. A partire dai 7000 mila di Alitalia che se ne torneranno a casa. Quindi bisogna collocarsi in questa
realtà e mettersi a lavorare".
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IV - Bologna Nuova Alitalia cancella il
Marconi da Bologna non si vola più a Roma Saltano i 5 aerei giornalieri. Filetti:
feeling tramontato da tempo ELEONORA CAPELLI Il piano per salvare Alitalia
"cancella" l'aeroporto Guglielmo Marconi dalle linee della compagnia
di bandiera. Il
progetto Fenice, la base su cui si muove in queste ore la nuova cordata che
dovrebbe nascere da una costola di Alitalia e Air One,
eliminerebbe i cinque voli al giorno che partono da Bologna alla volta di Roma
Fiumicino, l'unico collegamento aereo della città con la capitale, la terza
destinazione più richiesta tra i voli nazionali con quasi 200 mila passeggeri
nel 2007. Mentre ieri veniva varato il decreto del governo per salvare Alitalia, la notizia dell'abbandono dello scalo bolognese
veniva letta all'aeroporto come una conseguenza logica di quel piano, che
prevede di decentrare l'attività della nuova compagnia su Milano, Roma,
Venezia, Torino, Napoli e Catania. "Il collegamento con la capitale è una
tratta importante, per qualsiasi città in qualsiasi Paese del mondo - ha detto
il direttore operativo Massimo Kolletzek - questi voli forniscono un servizio
al bacino di utenza e ogni servizio che serve al territorio è importante".
Da Bologna partono cinque aerei Alitalia al giorno dal
lunedì al sabato con destinazione Roma Fiumicino, mentre i voli sono ridotti a
4 la domenica. Una cifra in crescita negli ultimi anni, basti pensare che fino
al 2005 le partenze erano solo tre, e la compagnia di bandiera ha nello scalo
un'agenzia per l'emissione di biglietti, tecnici che lavorano alla manutenzione
degli aerei e capi scalo di compagnia, un totale di oltre 20 dipendenti. Ma se
il futuro del personale Alitalia è abbastanza incerto
in linea generale, in queste ore predomina la prudenza rispetto all'attuazione
reale del piano. "Anche se questa notizia mi è stata riportata non più
tardi di mezz'ora fa da molti colleghi, io sono per prendere con prudenza un
piano che può ancora cambiare migliaia di volte - dice Kolletzek - basti
pensare che la scorsa trattativa con Air France sembrava ormai cosa fatta.
Restiamo in attesa e poi valuteremo". Questo epilogo sarebbe la logica
conseguenza di un progressivo ritiro di Alitalia dallo
scalo bolognese secondo Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio,
l'ente che rappresenta il massimo azionista dell'aeroporto. "Il rapporto
con Alitalia era qualcosa di tramontato, il futuro
magari potrà anche riservarci aspetti positivi, ma l'aeroporto di Bologna era
stato messo in quarto piano già da tempo, più sacrificati di così non si poteva
- dice Filetti, che considera molto più strategico l'accordo stipulato con Ryan
Air per i voli low cost - io spero comunque in un utilizzo razionale del nostro
scalo, magari adesso starà a noi dimostrare che siamo un punto importante nella
mobilità nazionale". Sulla difficile strada dello sviluppo di alcuni voli
nazionali, in particolare quelli per Milano e Roma appunto, secondo Filetti,
c'è anche lo sviluppo della linea ferroviaria ad alta velocità. "Quello
per Roma sarebbe rimasto con tutta probabilità uno scalo tecnico di
collegamento - dice il presidente della Camera di commercio - nel momento in
cui tra due anni sarà a disposizione la linea del treno ad Alta Velocità. Del
resto noi abbiamo bisogno di crescere, se ci fossimo affidati ad Alitalia, adesso saremmo rimasti a piedi". Diverse
strategie per fronteggiare il ridimensionamento della compagnia di bandiera, un
tempo importante operatore del Marconi, mentre oggi appare pronta a lasciare
Bologna.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bologna
Oggi sono previsti cinque aerei al giorno con quasi 200 mila passeggeri l'anno.
Filetti: rapporto già tramontato Niente più voli per Roma
La nuova Alitalia cancella il Marconi dai propri scali Il piano per salvare Alitalia "cancella" l'aeroporto Guglielmo Marconi dalle linee
della compagnia di bandiera. Eliminati i cinque voli al giorno per Fiumicino,
la terza destinazione più richiesta tra i voli nazionali con quasi 200 mila
passeggeri nel 2007. "Il collegamento con la capitale è una tratta
importante - ha detto il direttore operativo del Marconi Massimo Kolletzek -
questi voli forniscono un servizio al bacino di utenza e ogni servizio che
serve al territorio è importante". La compagnia di bandiera ha nello scalo
un'agenzia per l'emissione di biglietti, tecnici che lavorano alla manutenzione
degli aerei e capi scalo di compagnia, un totale di oltre 20 dipendenti.
Secondo Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio, l'ente che
rappresenta il massimo azionista dell'aeroporto "il rapporto con Alitalia era qualcosa di tramontato". CAPELLI A PAGINA
II.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
I - Bari La polemica Nuova Alitalia Bari resta a
terra protesta Vendola PIERO RICCI Meno aerei, meno personale, meno voli. La missione
futura di Alitalia e il suo piano
di recupero firmato dal governo Berlusconi, mandano su tutte le furie Nichi
Vendola. Perché sulla Puglia cade una grossa fetta dei tagli in programma. Così, in risposta, la Regione
minaccia sfracelli sul tavolo del federalismo. Dalle sue vacanze, il
governatore Nichi Vendola spara contro il governo e contro qualsiasi piano di
ridimensionamento dei collegamenti aerei da e per la Puglia. La considera una
doccia fredda. Di più. Sfogandosi con il suo staff e i suoi più vicini
collaboratori, Vendola parla di mina vagante sul tavolo del federalismo. Una
doccia fredda - questa la considerazione del governatore - che arriva nel
momento meno opportuno, perché finisce per vanificare gli investimenti (200
milioni di euro) sul sistema aeroportuale, e non tiene conto di una realtà in
continuo sviluppo: il sistema pugliese è infatti quello che ha registrato tra i
migliori risultati di crescita del 2008. Per il trattamento riservato alla
regione, Vendola è furibondo con i parlamentari pugliesi del centrodestra, ma
soprattutto con il ministro Fitto: in passato aveva protestato per
l'inefficienza dei collegamenti garantiti da Alitalia
con gli scali pugliesi. Uno schiaffo, così lo giudica Vendola. Quel piano, per
il governatore, non tiene conto neppure del rilancio pugliese sui mercati del
Mediterraneo. E solo qualche giorno fa gli americani di Skyone pensavano a
Palese per i loro investimenti.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Guerra ai
pirati di Internet l'Italia scende in campo "Così li fermeremo"
Tavolo di lavoro a Palazzo Chigi. Usa, il provider scova chi scarica
illegalmente ROBERTO BIANCHIN dal nostro inviato LIDO di VENEZIA - Trasformare
i pirati di internet, che "rubano" allegramente dalla rete film e
canzoni mettendo in crisi l'industria culturale italiana, in rispettosi e
beneducati clienti che pagano "un prezzo ragionevole". è questa la
sfida che non solo il nostro paese, ma tutto il mondo, ha di fronte nel
prossimo futuro, e di cui si è discusso ieri all'ex casinò in un convegno sulla
lotta alla pirateria audiovisiva nell'ambito della mostra del cinema. Si tratta
infatti di una "urgenza assai importante", secondo il ministro dei
beni culturali Sandro Bondi, perché "ormai il mercato illegale ha
raggiunto una consistenza tale da eguagliare se non superare in alcuni casi il
fatturato complessivo dell'industria culturale". Di qui la decisione del
ministro, rappresentato al convegno dal suo direttore Gaetano Blandini, di
aprire da quest'autunno un "tavolo di lavoro" presso la presidenza
del consiglio (era prevista a Venezia la presenza del Segretario generale di
Palazzo Chigi, Mauro Masi, che però ha dovuto rinunciare all'ultimo momento per il cdm su Alitalia) con
tutti i soggetti interessati, dai produttori ai gestori delle reti, per trovare
una soluzione al problema. Secondo Bondi, che giudica la pirateria "una
violazione del diritto d'autore e come tale un furto", si dovrà andare
verso l'individuazione di "nuovi modelli di business" cercando di
affiancare al necessario rispetto della privacy la "creazione di
consapevolezza" verso i comportamenti illegali legati alla rete, dal
momento che l'utente ha ancora "una percezione confusa"
dell'illegalità delle sue azioni e considera "assolutamente normale"
scaricare gratuitamente ogni tipo di file. Negli Usa, spiega Robert Pisano,
presidente della "Motion Pictures", che è l'associazione dei
produttori americani, una soluzione hanno cominciato a trovarla insieme ai
provider, prima "liberandoci entrambi dalle pistole", smettendo cioè
di litigare, e poi individuando un metodo che hanno chiamato della
"risposta graduale". In sostanza, il provider rintraccia la persona
che ha scaricato gratuitamente un film e gli manda un avviso del tipo:
"Attento, quello che hai fatto è illegale". Secondo Pisano, funziona.
La gente capisce, e il numero di chi scarica illegalmente si riduce
progressivamente. "Dopo il terzo avviso, ne resta solo il 2%", dice.
Servono comunque, aggiunge, delle sanzioni adeguate per chi trasgredisce.
Riccardo Tozzi, presidente dei produttori cinematografici italiani, suggerisce,
come ulteriore deterrente, di minacciare di disconnettere i pirati dalla rete.
Mentre Daniele Luchetti, che porta la voce degli autori, ed è più benevolo
verso chi, per motivi economici, "si può fare una cultura cinematografica solo
piratando", dovrebbero essere i provider, visto che incassano 5 miliardi
di euro l'anno, a risarcire i produttori. I danni economici della pirateria
infatti sono ingenti. In Italia, dove il tasso di "furti" si aggira
intorno al 20% in tutti i settori relativi a beni coperti da copyright, il
danno economico per le aziende è stimato in 4,2 miliardi di euro, di cui 140
milioni di dollari per il cinema, 110 milioni di euro per la musica, 1,5
miliardi di euro di mancati introiti per lo Stato a causa dell'evasione dell'Iva.
In compenso, il grande successo dell'online ha fatto drasticamente calare la
pirateria off-line, quella di strada, dei cd e dvd contraffatti: nel 2006 ne
erano stati sequestrati 12 milioni, nel 2007 solo 3 milioni.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La Lega
firma la tregua su Malpensa e con An scoppia la grana Fiumicino A Roma in
pericolo 10mila posti di lavoro. Alemanno: subito un incontro con il governo
ETTORE LIVINI MILANO - Prima i musi lunghi della Lega. Ora, firmata la tregua
con Bossi, i dubbi di An, preoccupata della valanga di esuberi
che potrebbe ricadere su Roma e Fiumicino per il salvataggio di Alitalia. Il fuoco, per ora, cova sotto la cenere, ma la maggioranza di
governo esce dal primo round della partita della Magliana con alcuni nodi
ancora da sciogliere. I distinguo del Carroccio erano noti da tempo: il
declassamento di Malpensa (non risolto dal piano Fenice) e l'ipotesi ?
al momento svanita ? di un trasferimento degli esuberi della Magliana alla
pubblica amministrazione. Il secco ridimensionamento di flotta e operativo previsto
dalla cordata italiana per riportare in rotta i conti della compagnia ha però
colto un po' di sorpresa il partito di Gianfranco Fini, che teme una
penalizzazione strategica di Fiumicino e molti esuberi (secondo fonti sindacali
sono a rischio 10mila posti, indotto compreso) concentrati su Roma. A scendere
in campo, non a caso, è stato subito il sindaco della capitale Gianni Alemanno
che assieme agli altri enti locali laziali ha chiesto un incontro urgente con
il governo. "Un'esigenza corretta" si è affrettato a rispondere il
ministro dei trasporti Altero Matteoli, impegnandosi al confronto "non
appena avremo un quadro chiaro su Alitalia". Lo
stesso Ignazio La Russa in consiglio dei ministri ha chiesto chiarimenti sul
ricollocamento del personale mentre "profonda preoccupazione" ha
espresso anche il governatore Piero Marrazzo preannunciando un consiglio
regionale straordinario cui inviterà anche Alemanno. Il "fronte An"
si è aperto ieri poche ore dopo che un vertice notturno a Palazzo Grazioli ?
presenti Umberto Bossi e Silvio Berlusconi e assenti gli uomini di Fini ? ha
consentito di far rientrare i dissensi della Lega. Il fronte del Nord sceso in
campo in forze per difendere la Malpensa si trova in effetti oggi con in mano
un pugno di mosche. Il piano Fenice non prevede la riabilitazione dello scalo
milanese al ruolo di hub. Anzi. Se Alitalia si alleerà
ad Air France, a Milano resteranno solo tre rotte intercontinentali, con Linate
sottoposta a una dieta leggera. In caso di intesa con Lufthansa, invece, le
tratte a lungo raggio previste sarebbero dieci (molte meno che in passato)
mentre il Forlanini subirebbe un drastico ridimensionamento limitandosi a
gestire la navetta Milano-Roma. Una beffa per i vertici del Carrroccio che
mercoledì sarebbero arrivati a minacciare un'astensione sulla modifica alla
Marzano. Il summit di mercoledì ? presenti anche Giulio Tremonti, Roberto
Calderoli, Gianni Letta e Aldo Brancher ? ha portato a una soluzione di
compromesso: l'apertura di un tavolo Milano ("partirà già la prossima
settimana", ha promesso Calderoli) in cui gli enti locali lombardi
torneranno a chiedere al governo di centrodestra le stesse cose che avevano
domandato a Prodi: la rinegoziazione degli accordi bilaterali internazionali
per trattare con un nuovo vettore disposto a fare di Malpensa il suo hub, la
gestione di aree demaniali alla Malpensa lasciate libere dalla Difesa e un
allungamento della convenzione con l'Enac. Fronti su cui sono con ogni
probabilità sono state già raccolte ampie rassicurazioni tanto da convincere
Bossi a sdoganare Fenice. "Il piano Alitalia va
bene", ha detto ieri. Sul tavolo tra l'altro resta la richiesta di danni
da 1,25 miliardi della Sea alla Magliana, destinata a rimanere in capo alla bad
company. I legali della società milanese stanno valutando in questi se ci sono
i margini per un'impugnativa della Marzano, arma che potrebbe rispuntare in
caso di penalizzazioni per gli scali milanesi. Malpensa, comunque, sembra
pronta destinata a ridecollare anche senza la compagnia di bandiera. I due
scali milanesi hanno recuperato da soli grazie al reclutamento di vettori quasi
un terzo del traffico tagliato da Alitalia. E con l'ok
ai nuovi accordi bilaterali, la Sea potrebbe stringere l'asse con Lufthansa,
disposta nell'ambito del piano "Scala" potrebbe fare dello scalo
milanese il suo quarto hub spostando diversi voli a lungo raggio. In
collaborazione con Alitalia, se la Magliana si alleerà
con Francoforte. In concorrenza se la sceltà cadrà su Air France.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Alitalia, missione compiuta l'alternativa era il fallimento"
Berlusconi esulta: ma ora serviranno dei sacrifici La politica LUCA IEZZI ROMA
- "Un grande Paese, uno dei Paesi economicamente più sviluppati deve avere
strumenti adeguati per proteggere e promuovere la propria economica, la propria
immagine nel mondo e uno di questi strumenti fondamentali è una grande, solida,
efficiente compagnia aerea di bandiera". Silvio Berlusconi affida ad un
lunga dichiarazione letta in serata nella sala stampa di Palazzo Chigi,
l'orgogliosa spiegazione delle motivazioni e delle modalità del piano di
salvataggio. Un monologo di circa un quarto d'ora. "Alitalia è una della compagnie più antiche e gloriose del mondo e
salvarla era un dovere - argomenta - quando vediamo un aereo dell'Alitalia ovunque nel mondo ognuno di noi sente l'Italia vicina".
Subito dopo aver evocato l'orgoglio, passa all'incasso sugli impegni presi
durante la campagna elettorale. E sempre in tono elettorale sono le
accuse al predecessore: "Come sapete il nostro governo ha ereditato dal
governo della sinistra diverse situazioni davvero pesanti: i conti pubblici, la
tragedia dei rifiuti di Napoli e questa situazione irrisolta dell'Alitalia, per la quale il governo Prodi aveva tentato, senza
riuscirci, una svendita ad Air France, cioè alla Francia, il nostro principale
concorrente nel turismo. Avevamo il dovere di intervenire, e siamo
intervenuti". Al tempo stesso però Berlusconi nega ogni responsabilità sul
fallimento del progetto del presidente di Air France Jean Cyril Spinetta:
"Noi eravamo all'opposizione, il piano è stato affossato dai
sindacati". Il premier passa in rassegna la stato della compagnia: "I
piloti sono fra i migliori del mondo, gli aerei tra i più sicuri", ma Alitalia compagnia "non si è adeguata al mercato, perde
milioni di euro al giorno. Non si può continuare cosi, l'unica alternativa era
il fallimento". Sulla questo esuberi rassicura: "Il ridimensionamento
del personale sarà inferiore a quello che ci sarebbe stato con la svendita ad
Air France. Il personale in eccedenza non sarà abbandonato, così come non
saranno abbandonati i piccoli risparmiatori". Per il premier il futuro è
roseo: "All'inizio ci sono da fare dei sacrifici, ma l'Italia avrà una
compagnia più efficiente, con i conti in equilibrio, tecnologicamente avanzata.
Una compagnia di bandiera veramente al servizio degli italiani che non peserà
più sulle spalle dei contribuenti affidata alla migliore imprenditoria
italiana, aiutata da una delle prime dieci banche al mondo". E a
sottolineare che la difesa dell'italianità è proprio il cardine della strategia
di salvataggio ricorda: "Se la nuova compagnia aerea italiana ritenesse
utile allearsi con la compagnia di un altro Paese, quest'ultima potrà entrare
soltanto come socio di minoranza". Air France, avversario solo tre mesi
fa, è già alle porte.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Cambia la
Marzano: procedure fallimentari più rapide, il commissario non risponderà di
eventuali illeciti Pieni poteri al premier, deroghe all'antitrust e sugli
esuberi cassa integrazione a valanga Augusto Fantozzi sarà alla guida della
"bad company": potrà vendere alla nuova Alitalia gli asset ancora fruttuosi Escluso il "travaso" dei
lavoratori nella p.a., ma assunzioni saranno possibili nelle aziende
controllate dallo Stato ROBERTO MANIA ROMA - Arriva la legge "ad hoc"
per privatizzare l'Alitalia: nuove procedure per i fallimenti con un ruolo centrale del
presidente del Consiglio, deroghe alle norme antitrust, rimborsi per i
piccoli azionisti e obbligazionisti, dosi massicce di cassa integrazione a zero
ore e indennità di mobilità per tutelare, fino a sette anni consecutivi, i
lavoratori in esubero. Il "piano Berlusconi" per vendere alla neonata
Compagnia aerea italiana di Roberto Colaninno la parte sana dell'Alitalia spazia tra gli italianissimi vecchi ammortizzatori
sociali, una spruzzata di "welfare to work" di derivazione
anglosassone e nordeuropea (per riqualificare e ricollocare i lavoratori) e,
infine, l'introduzione di un po' di cultura "mercatista" americana
visto che la nuova Marzano sembra ispirarsi al famoso "Chapter 11"
quello che negli States permette il salvataggio delle aziende fortemente
indebitate ma ancora con una prospettiva industriale. è il decreto legge
approvato ieri dal Consiglio dei ministri (le misure non urgenti sono state
inserite in un disegno di legge delega) che consentirà di dar vita a una
"bad company", affidata alla gestione commissariale di Augusto
Fantozzi (nominato, ma anche condizionato nella sua azione, dal premier e dal
ministro dello Sviluppo), e che potrà cedere alla Nuova Alitalia
"asset ancora fruttuosi, garantendo maggiore elasticità al modello
procedimentale", come è scritto nella norma. Così via via la vecchia
compagnia (di fatto destinata al fallimento) perderà i suoi pezzi migliori
(aeroplani compresi) che potranno essere venduti dal commissario anche con una
trattativa privata o in esclusiva. Fattispecie non prevista nella legge
precedente, approvata nel 2004 per far fronte al default Parmalat. Questa
velocità e flessibilità di azione del commissario ha portato il governo a
prevedere maggiori garanzie a sua tutela contro eventuali iniziative sul
terreno penale da parte dei creditori. E il nuovo pacchetto di misure porterà
così alla riscrittura delle norme sugli illeciti penali fallimentari. I piccoli
risparmiatori con azioni o obbligazioni saranno indennizzati attingendo al
fondo anti-frodi finanziarie. Inedita la sospensione per sei mesi della
normativa antitrust per consentire l'integrazione tra Alitalia
e AirOne sulla rotta Fiumicino-Linate, che porterà all'assunzione di una posizione
di monopolio. Qui il vero ostacolo da superare, per ora, non è tanto
l'Antitrust nazionale quanto Bruxelles che considera quella tratta di interesse
europeo. Per i lavoratori in eccedenza (si parla di 5-6 mila unità) ci saranno
cigs a zero ore (fino a quattro anni) e mobilità (tre anni). Chi a quel punto
avrà maturato i requisiti potrà accedere alla pensione. Contestualmente al
sostegno al reddito, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, punta a
ricollocare una parte degli esuberi in altre aziende. Escluso esplicitamente il
"travaso" nella pubblica amministrazione, ma non nelle aziende
controllate dallo Stato, si utilizzerà il "Programma Pari", con la
collaborazione di Italia Lavoro e delle agenzie di somministrazione, per la
formazione e favorire l'incontro tra domanda e offerta. Era previsto anche per
la crisi Fiat del 2003 ma rimase sulla carta.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il caso Al
sicuro anche i punti "Millemiglia" "Passeranno alla nuova
compagnia" ROMA -Ci sono 3 milioni di iscritti al programma Millemiglia
che attendono di sapere se potranno, o meno utilizzare
anche in Alitalia 2 i punti accumulati. Le fonti interpellate assicurano che nulla
cambierà rispetto ad oggi. Il Millemiglia è infatti un asset importante della
parte "Fly" di Alitalia, al pari dei diritti di traffico e degli aerei. La possibilità
di volare grazie alle miglia accumulate col nuovo concorso 2008-2010,
sarà quindi mantenuta, anche se il costo annuale della fidelizzazione dei 3
milioni di clienti - 150 mila quelli assidui che macinano punti - è alto.
Quanto? Il "fondo concorsi a premi" ovvero il peso complessivo di
Millemiglia nel bilancio Alitalia incide per 94
milioni di euro. Di questi la voce "biglietti" vale da sola 35-40
milioni.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Air France:
pronti ad una quota di minoranza Il governo vara il commissariamento.
Risparmiatori garantiti dal fondo anti-crack Il salvataggio LUCIO CILLIS ROMA -
Inizia oggi alle 9,30, con il consiglio di amministrazione, l'ultimo atto di Alitalia. Per la nuova versione
della compagnia bisognerà attendere solo qualche giorno, vista l'accelerazione
impressa al dossier nelle ultime ore. Il piano di salvataggio approntato da
Intesa-Sanpaolo piace anche ad Air France-Klm che a sorpresa, ha ammesso ieri
la possibilità di partecipare all'operazione in veste di socio di minoranza:
in poche righe i vertici del gruppo franco-olandese hanno confermato
"l'interesse e l'auspicio a restare partner strategico di Alitalia e a questo fine, se saranno confermate le
prospettive di redditività della nuova compagnia, Air France-Klm è pronta a prendere
una partecipazione minoritaria nella nuova società a fianco degli investitori
italiani raggruppati da Intesa-Sanpaolo". Da stasera o al massimo nel
corso del fine settimana, secondo le indiscrezioni che vengono dalla sede della
Magliana, il commissario Augusto Fantozzi dovrebbe dare il cambio al cda
guidato da Aristide Police e prendere possesso del suo ufficio. Ieri con il via
libera del Consiglio dei ministri alla revisione della legge Marzano per
decreto e - nei mesi a seguire - per mezzo di un ddl delega, si è compiuto il
primo atto della marcia a tappe forzate che porterà alla nascita della nuova
compagnia. Alitalia viene separata: le attività più
redditizie, ovvero la parte Fly, verranno acquisite dalla newco Compagnia aerea
italiana guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, e fondata da 16 soci di
peso, da Atlantia a Immsi. Tutto il resto, come debiti, personale in esubero,
attività non strategiche, entreranno nella "bad company". Verranno
però salvaguardate le aspettative di azionisti, creditori e lavoratori. Il
piano di salvataggio può contare su sette anni di ammortizzatori sociali per
tutti i dipendenti giudicati in eccesso e sulla possibilità di cedere a Cai in
tempi stretti, con trattativa privata e a prezzi di mercato, anche asset strategici.
Allo stesso modo il governo per decreto ha cancellato l'obbligo
dell'autorizzazione Antitrust. Integrare AirOne nella nuova Alitalia
sarà quindi un passaggio indolore fatte salve la mera comunicazione
dell'operazione al Garante e l'impegno ad evitare che la riduzione della
concorrenza (ad esempio sulla Milano Linate-Roma Fiumicino) porti ad un
incremento dei prezzi. C'è un paracadute anche per piccoli azionisti ed
obbligazionisti che saranno indennizzati dal fondo creato con la Finanziaria
2006 - nato per risarcire i risparmiatori vittime di bond argentini e Parmalat
- alimentato dalle risorse dei conti dormienti. Resta da disinnescare la mina
degli esuberi e del piano di rilancio che non piace al personale navigante. Le
associazioni professionali dei comandanti, Anpac e Up sono pronte ad indossare
l'elmetto per impedire che almeno 500 colleghi si ritrovino nella lista degli
esuberi e il taglio degli stipendi. Ma i piloti rischiano di restare da soli e
con le armi spuntate visto che i sindacati confederali e l'Ugl si dicono pronti
al dialogo con l'esecutivo a partire dalla convocazione del ministro del Lavoro
Maurizio Sacconi di lunedì prossimo.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Sindacati
sul piede di guerra Veltroni va all'attacco "Compagnia di bandierina"
ROMA - Bocciatura secca di opposizione e sindacati di
categoria per il piano di salvataggio di Alitalia. "I
lavoratori e i cittadini italiani si trovano oggi davanti un futuro peggiore
sotto tutti i punti di vista - attacca il segretario del Pd Walter Veltroni -
E, alla faccia della decantata difesa dell'italianità, il piano ci consegna una
compagnia che di fatto diventa di bandierina". Gli fa eco l'ex
ministro Pierluigi Bersani: "Le rassicurazioni non servono. La realtà non
è quella disegnata da Berlusconi. Il premier ha governato cinque degli ultimi
sette anni portando il valore delle azioni di Alitalia
da dieci a un euro fino all'orlo del fallimento". Sul piano nota:
"Viene fuori l'idea di una compagnia più piccola e più domestica che non
potrà vivere da sola. Si torna inevitabilmente ad Air France a condizioni più
libere e agevoli per loro e con ricadute più pesanti per i nostri lavoratori, i
nostri consumatori, i nostri risparmiatori". "Dopo aver preso ai
cittadini 600 miliardi delle vecchie lire per un contributo a fondo perduto- ricorda
il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro - Berlusconi è promotore interessato di
una nuova compagnia che a costo zero sfrutta il marchio e le rotte del vettore Alitalia". "Questo piano è molto peggio di quello
Air France sia perché ha più esuberi e perché costa di più, sia perché
distrugge la compagnia di bandiera nei fatti" dichiara il segretario di
Rifondazione Comunista Paolo Ferrero. "Facile fare i miracoli con i soldi
degli italiani" ironizza il segretario Udc Lorenzo Cesa. Battaglieri i
sindacati: i piloti dell'Anpac sottolineano che così si "consegna il
nostro mercato nelle mani di compagnie straniere e ai vettori low cost" e
ritiene impensabile un taglio degli stipendi. Per gli assistenti di volo
dell'Avia si fa "macelleria sociale". I confederali di settore si
concentrano sugli esuberi: il numero uno della Fit-Cisl, Claudio Claudiani.
"Ci aspettiamo - spiega - di poter discutere del piano industriale, di cui
gli esuberi devono essere soltanto il risultato finale". Il segretario
confederale Cgil Fabrizio Solari: "Valgono le stesse osservazioni fatte
per Air France: il giudizio lo diamo sul perimetro industriale, sul network,
sulle macchine e sul numero degli esuberi. Non abbiamo cambiato idea".
Nettissimo il giudizio negativo dell'ad di Unicredit Alessandro Profumo:
"L'italianità non mi appassiona. Avremo un servizio peggiore e a prezzi
più alti. Mi sembra che la compagnia si riduca in modo abbastanza consistente.
Fino a qualche mese fa avevo un volo diretto da Malpensa per Varsavia e ora non
ce l'ho più". (l.i.).
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Come mai la
famiglia Benetton ha investito i 150 milioni in Alitalia attraverso la controllata Atlantia e non con la scatola
Sintonia, cioè il veicolo dove sono raggruppate le partecipazioni nelle infrastrutture
come Gemina, Telecom, Aeroporti di Firenze e di Torino? Le motivazioni possono
essere diverse e la scelta non è piaciuta al mercato e agli investitori
presenti in Atlantia che minacciano di uscire dal titolo. In primo luogo
perché in Sintonia vi sono altri soci pesanti come Mediobanca, Goldman Sachs e
il fondo di Singapore che probabilmente non sentivano alcun bisogno di
investire nella compagnia aerea italiana. In secondo luogo attraverso Atlantia
i Benetton allontanano da sé stessi l'evidente conflitto di interessi che
esiste con le attività di Adr, proprietaria degli aeroporti di Fiumicino e
Ciampino. Inoltre, così facendo gli imprenditori di Ponzano hanno minimizzato
l'esborso per Alitalia (meno di 40 milioni se si
risale alla cassaforte di famiglia) e stanno già incassando la potenziale
rivalutazione di Gemina-Adr (nell'ultimo mese il titolo ha guadagnato l'11,9%)
derivante dalla probabile revisione delle tariffe aeroportuali che il governo
potrebbe trovarsi in dovere di concedere dopo il sostegno ricevuto. Ma in
compenso hanno perso una buona dose di credibilità che si erano conquistati
negli ultimi anni con operazioni market-friendly. Giovanni Pons [la city vede
nero] L'economia britannica è destinata a un anno e mezzo di crescita negativa,
ovvero di recessione, che farà scendere l'indice Ftse 100 della Borsa sotto
quota 5000. Lo dice uno dei più rispettati manager di fondi d'investimenti del
Regno Unito, Peter Hargreaves, nella sua analisi dei risultati di fine anno: e
le sue parole rimbalzano sulle pagine finanziarie dei maggiori quotidiani
nazionali. Hargreaves prevede che l'economia soffrirà sei consecutivi trimestri
di contrazione: una recessione viene tipicamente definita come due trimestri di
crescita negativa. "Non ci sono soldi", sintetizza il manager.
"Le banche non ne hanno, il governo nemmeno, e la gente sta cercando di
mettere ordine nel proprio bilancio familiare, spaventata di non poter più
tenere dietro ai debiti. Così nessuno investe più sul mercato borsistico o nel
settore del dettaglio". La sua previsione è che la Borsa comincerà a
scivolare in autunno, cadendo nettamente nel periodo pre-natalizio, dopo del
quale, tuttavia, potrebbe intravedersi "una piattaforma su cui
ricostruire". Nonostante le difficoltà, la sua società, Hargreaves
Lansdown, basata a Bristol, ha riportato una crescita del 9% nei fondi che
amministra: "Un risultato notevole, nelle attuali circostanze",
afferma il manager. Enrico Franceschini.
( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Le banche
trascinano al rialzo il listino Impennata per Stm e Luxottica MILANO - L'economia
americana va meglio del previsto e ieri tutte le Borse europee insieme a Wall
Street hanno festeggiato. E così a Piazza Affari il Mibtel ha recuperato il
2,03% a 22.086 punti mentre lo S&P/Mib è cresciuto del 2,39% a 28.625 punti
trainato in rialzo dal comparto bancario, sostenuto a sua volta dalle buone
notizie giunte dai conti del Crédit Agricole e di Intesa Sanpaolo (più 6,2%).
Ma anche Impregilo ha festeggiato il ritorno all'utile e la fine della
questione napoletana con un balzo del 2,2% mentre Tod's è salita del 2% grazie
a ricavi in aumento del 12%. Il balzo del 3,3% del Pil Usa,
ha invece galvanizzato i titoli italiani legati al dollaro, e in particolare
Luxottica (più 4%) e Stm (più 3%). Tra i titoli minori, va segnalato il
rimbalzo di Immsi (più 12%), la holding di Roberto Colaninno che parteciperà al
rilancio di Alitalia.
( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
CATTIVA COMPAGNIA Alitalia in regalo per decreto Varato il dispositivo per
spezzare l'azienda in due (una parte "buona" per i privati e una
"cattiva" da liquidare a spese dello stato). Un "piano" che
ne farà un piccolo vettore a carattere regionale, ma senza più debiti e con
pochi lavoratori. Proprio quello che serviva ad Air France-Klm, che infatti
torna nell'azionariato, pronta a papparsi tutto Francesco Piccioni ROMA Dalle
leggi ad personam a quelle ad aziendam. Non è il caso di stupirsi: il berlusconismo
è assenza di regole, soluzioni abborracciate, "finanza creativa" e
pubblicità ultraottimista. Ma la soluzione trovata per Alitalia
non è soltanto un mostro legislativo, è anche destinata a non funzionare.
Almeno dal punto di vista dello sbandierato "interesse nazionale".
Andiamo con ordine. Il consiglio dei ministri ha varato con decreto la modifica
alla "legge Marzano" che regola le crisi delle grandi imprese. Ha
esteso alle crisi industriali nei "servizi pubblici essenziali" la
norma che permette si dividere in due l'azienda (la famosa good company per le
attività redditizie e una bad per i debiti e i licenziamenti). Ha sottratto
all'antitrust ogni competenza per tre anni sulla futura nuova società
(Compagnia aerea italiana) che, incorporando Alitalia
e AirOne finirà per avere di fatto il monopolio sulla tratta Roma-Milano, la
più frequentata d'Europa. Ha formalizzato la manleva per gli attuali
amministratori, altrimenti perseguibili dai creditori o dagli azionisti.
Incarica il ministro delle sviluppo di nominare un Commissario straordinario
(l'ex ministro Augusto Fantozzi) alla testa della bad company, mantenendo
all'esecutivo il potere di "prescrivere specifiche attività" al fine
del "risanamento". Il commissario potrà scegliere quali parti vendere
e a chi, anche a trattativa privata; con l'unico vincolo di farlo a un prezzo
di mercato stabilito con apposita perizia effettuata da terzi. Una procedura,
in generale, che affida al governo un ruolo centrale. La "tutela dei
risparmiatori" (vecchi azionisti o sottoscrittori di bond), per esempio,
avverrà col ricorso al fondo per le "vittime di frodi finanziarie",
alimentato con i "conti dormienti" nelle banche. Anche la parte
relativa alla gestione dei licenziamenti impone una presenza pubblica forte. Vengono
garantiti sette anni di tutela del reddito (quattro di cassa integrazione e tre
di mobilità), a prescindere dall'età; e un "aiuto alla
ricollocazione" per quanti non dovessero comunque arrivare alla pensione
nel frattempo. E' già sparita la promessa di riassorbire gli
"esuberi" all'interno del pubblico impiego. I ministri Brunetta e
Sacconi lo hanno escluso categoricamente, affrettandosi a chiarire che ogni
ricollocazione avverrà nel" privato". O, almeno, questa è la promessa
di ieri; oggi magari ce ne sarà un'altra. Non è affatto detto che questo
dispositivo fantasioso passi l'esame dell'Unione europea. Tra l'altro l'ormai
nota "cordata italiana" sfodera numerosi casi di conflitto di
interessi (sono presenti, e con un ruolo forte, società titolari di concessioni
pubbliche - come la Autostrade-Atlantia dei Benetton, che ha una partecipazione
anche in Aeroporti di Roma). Ma le magagne sono soprattutto industriali. Il
"piano quinquennale" elaborato da IntesaSanPaolo - per come è stato
presentato da ben pilotate anticipazioni di stampa - è tutto tranne che un
"piano di rilancio". Prevede infatti un fatturato in calo nel
prossimo anno (4,2 miliardi) e un ritorno agli attuali livelli della sola Alitalia verso il 2013. Una drastica riduzione di peso,
calcolando che la Cai incorporerà anche AirOne e che l'inflazione di 5 anni
dovrebbe pesare per oltre il 10%. E' inoltre un piano che riduce del 10%
l'attività intercontinentale (la più redditizia, nel trasporto aereo), per
concentrarsi sul mercato domestico contando sul monopolio della Roma-Milano;
che però da dicembre dovrà fare i conti con la ferrovie alta velocità (meno di
quattro ore, ma partendo e arrivando a centro città). Una strada già percorsa
dai disastrosi manager che negli ultimi 15 anni hanno portato la compagnia di
bandiera al collasso, perché lascia alla concorrenza campo libero sul resto del
territorio e rinuncia a competere nel traffico intercontinentale. E' insomma un
piano improntato al rifiuto del rischio di impresa e alla ricerca del profitto tramite
la riduzione del costo del lavoro e, contemporaneamente, delle attività di
trasporto. E proprio per questo destinato a ripercorrere strade già viste e
fallimentari. Diversi esperti del settore fanno notare che sarà comunque una
compagnia troppo grande per competere con le low cost e troppo piccola per
farlo coi giganti europei dell'aria (British, Air France, Lufthansa). Una
compagnia "regionale" a forte "vocazione nazionale", di
serie B. Proprio quello che serve da tempo ad Air France per implementare senza
rischi la propria presenza nel mercato del Mediterraneo. E non per caso
Jean-Cyril Spinetta ha subito colto l'occasione per rientrare nel gioco, visto
che gli italiani gli promettono di fare pulizia di debiti, lavoratori e
sindacati. Con il 25% sarà di fatto l'azionista di riferimento, visto che la
"cordata italiana" - formalmente maggioritaria - è composta da molti
piccoli azionisti assolutamente a digiuno dei fondamentali del trasporto aereo.
In fondo, quel vincolo di cinque anni che i neofondatori della Cai si sono
vicendevolmente imposti vale per ognuno di loro in quanto singolo. Se Air
France dovesse fare, da qui a uno o due anni, un'offerta convincente... Tirando
le somme, questa pattuglia di "imprenditori" italiani - compreso il presidente
di Confindustria, Emma Marcegaglia - si sta prestando a un'operazione molto
"politica", ma che li impegna economicamente pochissimo. Legittimo
sospettare che questo "favore" al governo potrebbe presto ricevere
ricompense in altra sede (concessioni o partecipazioni a "grandi
opere"). Alla fine la compagnia finirà comunque in mani
"straniere", ma il guadagno della vendita - per quanto minimo - sarà
intascato dai privati, anziché dallo stato che aveva creato e mantenuto Alitalia. Che le promesse di Berlusconi siano da sempre
scritte sull'acqua, non è una novità. Ma la classe imprenditoriale italiana,
nelle sue figure più rilevanti, si è rivelata in quest'occasione decisamente
non all'altezza di una sfida tutt'altro che impossibile. E propensa solo al
vecchio, sterile, gioco speculativo del "prendi, rivendi e scappa". I
licenziandi Tanti sono i lavoratori che non entreranno nella "nuova Alitalia". Per loro la promessa di 7 anni tra cassa integrazione e
mobilità in vista della "ricollocazione". Il fatturato
( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
BERLUSCONI SHOW
"Ho evitato il fallimento" Sceneggiata finale a palazzo Chigi.
Berlusconi, in serata, si è attribuito il merito di aver evitato il
"fallimento" della compagnia di bandiera e "la svendita ad Air
France" (che infatti rientra, pronta a comprare tutto). "Nascerà -
giura - un'Alitalia nuova, una compagnia aerea più efficiente, finanziariamente in
equilibrio e tecnologicamente avanzata". Gli esperti del settore
sostengono l'esatto contrario, ma a lui interessa soltanto il poter dire che
"manteniamo anche questo impegno che avevo annunciato di risolvere con la
messa in campo di una compagine di imprenditori italiani". O'
miracolo!.
( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
SINDACATI Prime
reazioni negative da parte di tutte le organizzazioni. Contestata la competenza
degli estensori del Progetto Fenice "Un piano senza prospettive e un
numero di licenziamenti inaccettabile" fr. pi. I sindacati alzano la voce.
Le anticipazioni sui numeri - pesantissimi - relativi agli "esuberi"
previsti dal Piano Fenice sono solo una parte della preoccupazione. Al centro,
per degli autentici esperti del settore, c'è l'inconsistenza del piano
industriale proposto (vedi sopra). L'Anpac, il sindacato dei piloti, è
durissimo: "siamo sorpresi che così tanti importanti imprenditori stiano
scommettendo su un piano che non dà alcuna garanzia al futuro dell'azienda e
metterà seriamente a rischio gli investimenti prodotti". La riprova sta
nel fatto che "si rinuncia a molte direttrici di lungo raggio, dove è
ancora possibile fare redditività e sviluppo, puntando invece su una
stabilizzazione del medio raggio che è massacrato dall'azione dei
competitors". L'Anpac chiama in causa il governo, che evidentemente li ha
delusi. "È incomprensibile che oggi lo stesso Governo consenta
accelerazioni così importanti e rischiose affidandosi a consulenti tecnici che
hanno girato per compagnie di mezzo mondo senza produrre mai risultati
realmente efficaci". Stessi toni e argomenti solo in parte diversi da
parte del Sdl, l'ex Sult forte soprattutto tra gli assistenti di volo: "Se
il piano è quello che emerge dalla stampa ci chiediamo chi possa averlo
partorito". E "nessuno pensi di poter mettere 20.000 lavoratori con
le spalle al muro con tempi ristretti e ricatti politici e mediatici, come
abbiamo già assistito nel passato, perchè la reazione sindacale sarebbe ancora
più forte". Anche per loro il piano di IntesaSanPaolo è uno sgorbio,
perché il "forte ridimensionamento della flotta e la concentrazione sui
voli nazionali porta alla chiusura entro poco tempo". Anche Cisl e Uil,
notoriamente più sensibili alle ragioni aziendali e alle sollecitazioni
politiche "centriste", considerano "inaccettabili" e di
"difficilissima gestione" l'alto numero di licenziamenti previsti dal
piano. Severo e meditato anche il giudizio di Fabrizio Solari, segretario della
Filt-Cgil: "Nella storia del sindacato di errori ne
sono stati fatti tantissimi, nella storia di Alitalia anche.
Nella vicenda Air France il sindacato ha provato a mettere in piedi una
trattativa che non è riuscita perchè il contesto stava rapidamente cambiando.
Se l'Italia vuole una compagnia degna di questo nome ci devono essere le
caratteristiche. Altrimenti sarà un problema: non è immaginabile da
parte nostra favorire un'eventuale azione speculativa. Spero non sarà
così". Il previsto ridimensionamento dello scalo di Fiumicino a favore di
una "logica di network" fondata su sei scali principali (con
redistribuzione di personale, aerei, indotto), sta muovendo anche gli enti
locali. La Regione Lazio ha convocato un tavolo con sindacati e parti sociali
per la prossima settimana. Persino Gianni Alemanno, fin qui silenzioso di
fronte al possibile smantellamento di una delle principali industrie centrate
su Roma, ha chiesto un incontro con il governo "per valutare l'impatto
della ristrutturazione sul territorio". Tutte le organizzazioni sindacali,
infine, hanno condiviso una nota in cui si smantella il luogo comune ripetuto
in modo acefalo da tutti i commentatori economici che si stanno misurando col
tema Aliatalia: "li attuali livelli contrattuali di Alitalia
garantiscono già ampiamente i margini di competitività con qualsiasi vettore
europeo". Anche la "presunta insufficiente produttività degli
assistenti di volo è una "bufala". La realtà è ben diversa: i
sindacati sono "perfettamente consapevoli di essere in presenza di una
situazione ormai corrosa, con un'azienda sull'orlo del fallimento. Ma negli
ultimi 13 anni, di continua ristrutturazione, questa categoria ha sottoscritto
flessibilità e rinunce economiche, abbattendo il costo del lavoro e portando la
produttività a livelli di eccellenza in Europa".
( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Loris Campetti Quello
annunciato dal governo Berlusconi per l'Alitalia non è un
piano di salvataggio, è uno sfacciato gioco delle tre carte. Dopo aver
ostacolato un accordo con Air France con luci e ombre, ma che avrebbe contenuto
gli esuberi entro una cifra tollerabile e salvato una parte del nostro
patrimonio, oggi Palazzo Chigi costruisce un marchingegno ambiguo e
contraddittorio che moltiplica per tre i licenziamenti. Combattiamo in
difesa dell'italianità della compagnia di bandiera, dicevano i berlusconidi, e
oggi volano a Parigi con il cappello in mano, in condizioni peggiori di quattro
mesi fa, per svendere un'azienda senza prospettive con i debiti fino al collo.
La offrono "pulita", dopo aver fatto confluire debiti e problemi
dentro un'altra società, i cui costi ricadranno sui lavoratori, gli azionisti e
tutti i cittadini italiani. Tanto che da Parigi rispondono: si può fare. Il
gioco delle tre carte consiste nelle promesse di Tremonti di ricollocare i
lavoratori eccedenti nella Pubblica amministrazione e alle Poste, smentito dal
suo collega Brunetta, impegnato a desertificare ogni luogo e ogni bene
pubblici. Eppoi, alle Poste sono in trentamila i precari in attesa di
regolarizzazione, e già contro di loro è stata varata una legge ad hoc per
impedirne il ritorno al lavoro anche qualora il giudice abbia riconosciuto loro
il diritto al reintegro e alla regolarizzazione. Non basta. Per mettere in
un'azienda che si vuole privata un commissario che però risponda al governo,
Berlusconi ha cambiato una legge per farne una ad hoc. Un bel passo avanti:
dalle leggi ad personam alle leggi ad aziendam. E ha brillantemente risolto il
conflitto tra l'hub di Fiumicino e quello di Malpensa: via tutti e due. Eppure,
bisogna dire che questa spregiudicatezza del Cavaliere di Arcore non segna una
rottura ma una continuità con il passato. Siamo mani e piedi dentro la logica
delle privatizzazioni all'italiana, persino con gli stessi protagonisti.
Tornano i capitani coraggiosi, guidati da Colaninno, il capitalista caro a
Massimo D'Alema che si è beccato la Telecom senza mettere capitali. Ve
l'immaginate con che energia farà opposizione il Partito democratico, che come
ministro ombra ha incoronato il figlio di Colaninno? Anche il nome che circola
per la carica di commissario, quel Fantozzi dal passato e dalle amicizie di
centrosinistra, non contribuirà certo a far scatenare agguerrite battaglie. Chi
ha memoria ricorderà anche un'altra privatizzazione scandalosa: quella
dell'Alfa Romeo, regalata alla Fiat quando Romano Prodi era presidente dell'Iri
e al governo c'era un certo Bettino Craxi. Il piano Alitalia
non risponde logica delle privatizzazioni, non rispetta i principi basilari del
capitalismo e ben poco ha a che fare con una politica di intervento pubblico
sull'economia. Insomma, costi allo stato e utili ai privati, in un clima da
inciucio. Se dall'opposizione parlamentare non c'è molto da aspettarsi, siamo
in attesa di una risposta adeguata dai sindacati, che dopo aver contestato
l'ipotesi di accordo di quattro mesi fa con Air France devono fare i conti con
una soluzione ben peggiore.
( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
RITRATTI
Il presidente della nuova Alitalia Per chi vola
Colaninno Francesco Paternò C'è chi comincia più o meno sempre così: con cose
piccole, per poi arrivare alle cose grandi. Roberto Colaninno, nuovo presidente
operativo della nuova Alitalia, è uno dei
massimi specialisti italiani di questo ramo: chiamatela ambizione, capacità, o
disinvoltura estrema. Altro che capitano, Colaninno è un generale che viene dal basso come
Napoleone ma che a Sant'Elena non finisce mai. Perché, al contrario del talento
corso, è capace anche di ritirarsi alla grande. Senza perdere, se non uomini,
nemmeno un soldo. Anzi, ci guadagna. L'uomo un giorno vende componenti per
automobili tipo filtri e batterie e un altro prova a comprarsi tutta la Fiat.
Fa niente che non ci riesce, scalda i muscoli e si consola acquistando la
Piaggio con dentro la mitica Vespa. Un altro ancora mette insieme cellulari con
Omnitel e il giorno dopo telefona direttamente per prendersi tutta la Telecom,
pagando una bolletta da 100.000 miliardi di lire. Ora, che c'entra uno così con
gli aerei? Nulla. Dunque è l'uomo giusto al posto giusto, perché nel Progetto
Fenice che dovrebbe rimettere la compagnia di bandiera tre metri sopra il
cielo, la finanza viene prima di un piano di volo o di un hub. Altrimenti a che
servirebbe manomettere perfino una legge dello stato sulla bancarotta?
Colaninno nasce, nel senso che diventa famoso da quel di Mantova, un giorno del
1996 quando Carlo De Benedetti gli affida la ristrutturazione della Olivetti.
L'operazione funziona, se non per i lavoratori di Ivrea, per chi guida il
gruppo. Ma il decollo vero e proprio - altro che nuova Alitalia
- avviene per lui nel 1999 quando conquista Telecom con una scalata ostile.
Roba mai vista in Italia, sbirciata con plausi e sospetti dal resto del mondo
finanziario. Roba che fa girare 100.000 miliardi di lire e che svela quella che
viene chiamata la nuova "razza padana" del capitalismo italiano.
Gente sveglia, benedetta da sinistra con la famosa frase sui "capitani
coraggiosi" di Massimo D'Alema presidente del consiglio e apprezzata
pubblicamente da Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, oggi registi
dell'operazione Alitalia. Colaninno allora prende in
mano il telefono e dice cose che oggi potrebbero rimbombare dentro le fusoliere
dei Boeing e degli Airbus della compagnia aerea. In Telecom annuncia un
drastico piano di tagli all'occupazione, 15.000 persone (circa il doppio di
quelli che potrebbero toccare all'Alitalia), ma mica
perché è cattivo, ne fa una questione di "cambio di filosofia".
"L'azienda - spiega a Rinaldo Gianola che lo intervista per una sorta di
autobiografia uscita per Rizzoli nel 2006, Primo tempo - doveva cambiare il suo
Dna". Dunque giù con l'accetta e avanti con un piano industriale, che però
Colaninno a un certo punto - un punto che equivale allo spazio di un mattino se
davvero avesse voluto gestire la ex più grande azienda di stato italiana -
abbandona: nel 2001 vende, ritirandosi con ottimi profitti e lasciando bei
debiti. Roba da raider all'americana, operazione spericolata che piace alla
gente cui piace. Chissà se è anche per questo che nella newco del Progetto
Fenice è previsto per tutti i soci (singolarmente, s'intende) un lock-up, un
lucchetto non proprio da innamorati che impedisce di vendere la propria quota
prima di cinque anni, quando la nuova Alitalia -
dicono - sarà già in utile. Tracce di una storia che assomiglia vagamente un
po' a quella della storia della Fiat. O meglio: del progetto di Colaninno per
salvare la Fiat. E' il gennaio del
( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
CIELI EUROPEI Air
France-Klm: "Pronti a prendere quota minoranza" Anna Maria Merlo
PARIGI Al momento della rottura delle trattative tra Air France-Klm e Alitalia, all'inizio dello scorso aprile, il presidente
della compagnia franco-olandese, Jean-Cyrill Spinetta, aveva lasciato la porta
socchiusa. Deplorando la rottura, aveva ribatito di credere
"profondamente" a questo progetto. Quattro mesi dopo, Air France-Klm
rientra in gioco nella partita per la compagnia aerea italiana. Ieri, un
comunicato della compagnia ha confermato che il gruppo Air France-Klm è
"pronto a prendere una partecipazione di minoranza nella nuova Alitalia", a fianco degli investitori italiani riuniti
da banca IntesaSanpaolo. Air France-Klm, si sostiene sempre nel comunicato, è
disposta a riaprire il dossier "se le prospettive di redditività della
nuova società trovano conferma". Una portavoce del gruppo franco-olandese
ha poi precisato che Air France-Klm "conferma l'interesse e la volontà di
restare un partner strategico di Alitalia".
Nell'aprile scorso, la rottura delle trattative era stata salutata dalla Borsa
con un rialzo del titolo Air France. Ma il riavvicinamento era dato come
ineluttabile dagli analisti del settore. "Di fronte al rallentamento
economico e al rincaro dei prezzi del petrolio - aveva affermato uno di loro -
la concentrazione in Europa è inevitabile e soltanto le grandi compagnie
internazionali potranno sopravvivere". Ma, sempre secondo questo analista,
"l'apporto di Alitalia non è indispensabile a Air France-Klm". Recentemente c'era
stato un riavvicinamento tra British Airways e Iberia, compagnia verso la quale
Air France-Klm aveva mostrato un certo interesse. Le trattative con Alitalia erano naufragate nella scorsa primavera a causa dell'ostilità
dei sindacati italiani nei confronti di un piano di ristrutturazione che
prevedeva fino a 4mila soppressioni di posti di lavoro (Air France aveva
inoltre offerto meno della metà del corso di allora dell'azione Alitalia). I sindacati francesi erano invece favorevoli
all'intesa transalpina. "Spinetta è un negoziatore duro - dice Jean-Yves
Lebris della Cfdt - ma noi non ci lamentiamo perché è relativamente attento al
sociale". E' dai tempi della fusione con Klm che Air France si interessa
ad Alitalia. Difatti, da tempo le due compagnie sono
partner commerciali dell'italiana. Air France ha ormai una partecipazione dello
stato francese limitatata al 18,6%. La fusione con Klm, nel 2004, era stata
dolorosa per la compagnia olandese, che aveva dovuto sopprimere 4500 posti di
lavoro, per dar vita al primo gruppo mondiale per traffico aereo. Il ritorno in
gioco nella partita Alitalia del gruppo
franco-olandese potrebbe chiudere la porta a un possibile interesse della
Lufhtansa.
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
"OGGI è ancora il giorno della festa, ma verrà subito dopo il giorno in
cui dovremo sederci a lavorare. E molto". Schivo, riservato,
apparentemente freddo, Roberto Colaninno, "patron" della Piaggio e tra poche ore "capitano" della Nuova Alitalia, lo è da sempre. Ma questa ultima settimana di agosto, con l'ok
del governo al Piano Intesa, il sì dei soci, il rinnovato corteggiamento di Air
France e Lufthansa, non la dimenticherà proprio. "Così - spiega al
Messaggero - salviamo un patrimonio industriale del Paese".
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA
La nuova Alitalia può decollare.
Silvio Berlusconi è categorico: "Una scommessa vinta, abbiamo salvato la
compagnia dalla svendita e non peseremo sui cittadini". In arrivo
ammortizzatori sociali per 7 anni, mentre i sindacati saranno convocati lunedì
per discutere del piano industriale e di esuberi. Intanto, Air France, dopo il cda,
rilancia e chiede formalmente di poter acquisire una partecipazione di
minoranza nella compagnia italiana. Il presidente Spinetta ha mandato una
lettera ai vertici di Alitalia. Alemanno chiede garanzie
per Fiumicino.
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Via
libera al salvataggio. Alemanno: chiarezza su Fiumicino. Veltroni: compagnia di
bandierina "Alitalia, evitato il
fallimento" Berlusconi: scommessa vinta. Air France pronta a entrare.
Sindacati critici.
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Ri a 375 milioni,
sostanzialmente il risultato del prestito di 300 milioni deciso dal governo nel
mese di aprile. Risorse che a parere degli esperti non avrebbero comunque
permesso di arrivare alla fine dell'anno, considerato che la compagnia nel suo
assetto attuale accumula perdite per oltre un milione di euro al giorno.
L'indebitamento netto della società è stabilmente al di sopra del miliardo di
euro.
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA
- "Un ringraziamento particolare per le soluzioni che sono state trovate
per Alitalia va a Gianni Letta che questa estate ha
fatto un solo giorno di vacanza". Soddisfatto e anche visibilmente euforico
per quella che considera "una scommessa vinta", Silvio Berlusconi ha
aperto così il consiglio dei ministri di ieri mattina. Un plauso pubblico,
sottoscritto da molti dei ministri presenti. Se i ministri Fitto e Rotondi
hanno chiesto al sottosegretario di sapere "come ha passato quell'unico
giorno di ferie", la responsabile dell'Istruzione Gelmini ha rincarato
sostenendo di averlo "sempre trovato al suo posto ogni volta che ne ho
avuto bisogno". I venti minuti nei quali il consiglio dei ministri si è
occupato di Alitalia sono scivolati via senza
problemi. A Sacconi è toccato il compito di spiegare che non ci sarà nessun
passaggio alla pubblica amministrazione del personale in esubero, ma che più
probabilmente verrà creata un'agenzia che si occuperà del ricollocamento di
quanti rimarranno fuori dalla "newco" di Colaninno. Le rassicurazioni
date da Sacconi al collega Brunetta sono state le stesse date da Berlusconi la
sera prima a Bossi e Calderoli. In realtà le preoccupazioni del Carroccio sul
piano Fenice riguardano in maniera particolare il destino di Malpensa e
l'alleanza che la nuova Alitalia andrà a stringere
molto probabilmente con "Air France". Bossi ha avuto garanzie sulla
Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, ma ieri l'altro ha spiegato al
Cavaliere che vuole scelte "da libero mercato" e che quindi non vi
dovranno essere restrizioni alla concorrenza sulla redditizia tratta
Roma-Milano. Al Senatur il destino di Alitalia, che
considera molto romanocentrica", interessa sino ad un certo punto. Diverso
l'interesse per Malpensa e per le sue alleanze con i tedeschi di Lufthansa. E'
per questo che il Senatur teme che l'eventuale ingresso dei
francesi in Alitalia possa comportare uno stop agli accordi che Sea sta concludendo
con la compagnia tedesca e che riporteranno a Malpensa molte delle tratte
internazionali a suo tempo cancellate da Alitalia.
L'intenzione dei tedeschi di trasformare Malpensa nel quarto hub europeo,
potrebbe infatti creare più di un problema alla "newco",
specie se Lufthansa dovesse decidere di sostituire Airone sulla rotta per
Milano con prezzi decisamente competitivi. E' per questo che il via libera
della Lega al salvataggio di Alitalia è stato
condizionato all'apertura di "un tavolo sugli aeroporti" milanesi, e
malgrado Bossi abbia ieri zittito i suoi dando via libera al riassetto, al Nord
si guarda con cautela a quello che il varesino Reguzzoni definisce "un
piano ancora tutto da leggere". Ciò che però ieri mattina ha più di tutti
convinto Berlusconi di essere sulla strada giusta è stata l'intervista al
Corriere del leader della Uil Angeletti che dava sostanzialmente il via libera
all'operazione. I sindacati maggiormente rappresentativi, Ugl compresa, sono
stati infatti interlocutori importanti nella complessa partita a scacchi che
Gianni Letta ha abilmente condotto per tutta l'estate per mettere assieme una
cordata di imprenditori di differenti aree ed interessi. Resta ora il nodo
rappresentato dal giudizio di Bruxelles, confermato dai rinvii che subisce
l'invio del piano definitivo alla Commissione europea, che Berlusconi potrebbe
pensare di superare incontrando lunedì a Bruxelles il presidente Barroso.
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di FABRIZIO NICOTRA
ROMA - Le opposizioni bocciano il governo. Il piano per il
salvataggio di Alitalia non piace al Partito democratico, all'Udc e all'Italia dei
valori, che accusano Silvio Berlusconi di aver venduto fumo per mesi sulla
sorte della compagnia di bandiera e avvertono: a pagare saranno lavoratori e
cittadini. Per la minoranza, insomma, il centrodestra non solo non ha risolto
il problema ma, se possibile, ha peggiorato una situazione già
sufficientemente complicata. Poco dopo la fine del Consiglio dei ministri
arrivano le bordate di Walter Veltroni, che usa toni duri e non si mostra
affatto conciliante: "La vicenda Alitalia -
accusa il segretario del Pd - è lo specchio fedele di come il governo
Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza. La
soluzione scelta è pasticciata, confusa e pericolosa". Il leader dei
Democratici ribadisce che il governo Prodi aveva trovato una soluzione con
l'accordo raggiunto a marzo con Air France: "Un'incredibile occasione che
la destra respinse scelleratamente per miopi calcoli elettorali". Per
Veltroni, insomma, "il piano ci consegna una compagnia di bandiera che, di
fatto, diventa "bandierina"". Il ministro ombra dell'Economia
Pier Luigi Bersani assicura che "la realtà non è quella disegnata da
Berlusconi" e vede un futuro molto difficile con esuberi pesanti:
"Viene fuori l'idea di una compagnia più piccola, più domestica, che non
potrà vivere da sola. Si torna inevitabilmente ad Air France a condizioni più
agevoli per loro e con ricadute più pesanti per i nostri lavoratori, i nostri
consumatori e i nostri risparmiatori". Più o meno sulla stessa linea anche
le considerazioni dell'Udc, visto che il segretario Lorenzo Cesa osserva
tagliente che "è facile fare i miracoli con i soldi degli italiani,
scaricando il buco di Alitalia sulle spalle dei
cittadini". Il capogruppo dei centristi in commissione Bilancio alla
Camera, Gian Luca Galletti, chiede allora che l'esecutivo riferisca in
Parlamento. Per quel che riguarda invece l'Italia dei valori, Silvana Mura vede
il piano del governo come "un regalo a un gruppo di imprenditori che,
senza rischi, si rivenderanno la compagnia tra quattro anni". Il partito
di Antonio Di Pietro fa poi notare che gli esuberi tra i dipendenti saranno il
triplo di quelli previsti dall'accordo, poi sfumato, con Air France. L'opposizione
batte inoltre su altri due tasti: Bruxelles e Fiumicino. L'eurodeputato del Pd
Gianni Pittella ricorda infatti che le mosse del governo dovranno essere
valutate dalla Commissione Ue (in particolare per quanto riguarda le norme
sulla concorrenza) e assicura che in Europa "c'è preoccupazione per il
futuro di Alitalia". Sulle prospettive dello
scalo romano c'è poi un'alzata di scudi dei politici del centrosinistra
laziale. Il Pd di Roma, che chiede chiarezza sul futuro del Leonardo da Vinci,
parla del piano del governo come di una minaccia per l'occupazione e per
l'intero sistema aeroportuale della regione. Critiche alle quali si associa
anche l'Udc, con il segretario regionale Luciano Ciocchetti che bacchetta
Gianni Alemanno: "Il sindaco s'è desto, meglio tardi che mai. Finalmente
anche lui ha chiesto spiegazioni al governo. Speriamo - conclude - che alzi la
voce e difenda gli interessi di Roma e dei lavoratori".
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di FABRIZIO RIZZI
ROMA - Nel giorno del "rientro" dalle vacanze di Porto Rotondo (in
cui ha accudito il suo "bambolotto", un nipotino che, a sentire lui,
"è tutto suo nonno"), Silvio Berlusconi, si presenta rivendicando al
suo governo un'altra scommessa vinta. Dopo i rifiuti di Napoli, quella per Alitalia. Non ha toni enfatici, ogni tanto legge fogli presi
da una cartella, mentre al suo fianco, in sala stampa, c'è il portavoce, Paolo
Bonaiuti. "Ho scelto di mettere nero su bianco quello che volevo
dire". Il messaggio che emerge da una lunga dichiarazione (13 minuti),
letta di fronte alle telecamere, è uno solo: il governo ha mantenuto gli
impegni assunti. Perchè salvare Alitalia, una delle
più gloriose compagnie, era un dovere per il governo. L'unica alternativa,
osserva, "era il fallimento". "Un grande Paese, uno dei Paesi
economicamente più sviluppati, deve avere strumenti per proteggere e promuovere
la propria economia, la propria immagine nel mondo". Di conseguenza,
assume un ruolo fondamentale aver riconsegnato all'Italia "una grande,
solida, efficiente compagnia aerea di bandiera". Non si tratta, spiega, di
"nazionalismo fuori moda, ma una compagnia è indispensabile" se si
vuole essere competitivi nel turismo. Se si vuole fare venire persone nel Paese
del sole, è indispensabile far rinascere una compagnia, che faccia davvero
concorrenza ad Air France. Ed attacca il governo Prodi il cui piano nascondeva
"una svendita" a Spinetta. Anzi, una "svendita" alla
Francia, "il nostro principale" competitor nel turismo.
Implicitamente fa riferimento alla volontà di "Air France" di entrare
nel capitale, ma non la nomina: ora se si affaccerà una compagnia estera
"dovrà entrare soltanto come socio di minoranza". L'analisi del
premier va al cuore del problema: una eredità economica difficile (malgrado
riconosca il "patrimonio di capitale umano e tecnologico" e gli aerei
"tra i più sicuri") e i tagli al personale. Annuncia che, Alitalia, "non peserà più sulle spalle dei
contribuenti", dal momento che "non si è adeguata al mercato, perde
milioni di euro al giorno". Esclama: "Non si può continuare
così!". Auspica che la nuova compagnia sia "più efficiente, con i
conti in ordine", affidata alla miglior "imprenditoria
italiana". Non nasconde che si tratta di un lungo percorso da affrontare,
che finora siamo "solo all'inizio". Ma i tagli di personale saranno
inevitabili. "Ci sono da fare sacrifici", il passato ritorna e non si
può cancellare "con un colpo di bacchetta magica". Nonostante le
forti critiche che arrivano da sindacati e opposizione, Berlusconi assicura che
i licenziamenti saranno, comunque, inferiori al piano Spinetta stilato sotto il
governo Prodi. E manda un messaggio ai dipendenti: "Nessuno sarà
abbandonato". Non saranno "abbandonati" neppure i piccoli
risparmiatori, che hanno "creduto in Alitalia investendo in titoli azionari e obbligazionari della
compagnia". Mette i puntini sulle "i": "In questa vicenda
siamo stati guidati da un'esigenza primaria: il rispetto e l'interesse generale
del Paese. Riteniamo che la nuova Alitalia sia la
scelta giusta, ma anche l'unica possibile". E' convinto che si
realizzeranno tutte le condizioni affinché l'Italia possa avere una compagnia
"più efficiente, con i conti in equilibrio e tecnologicamente più
avanzata". Come non toccare le corde dell'"orgoglio", per sé e
per il governo, per aver vinto una partita difficile, delicata, al pari dei
rifiuti di Napoli? Ora dovrà vincere le prossime sfide. In cima, c'è la
questione Georgia per la quale auspica "una soluzione di buon senso".
E poi la legge per le elezioni europee. L'obiettivo è "evitare la
dispersione" per portare a Strasburgo una folta rappresentanza dei due
maggiori partiti italiani. Quanto al Pdl, sogna di farne il primo gruppo del
Ppe.
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
3,1 miliardi di
euro, in calo rispetto ai 5,3 miliardi realizzati nel primo scorcio del 2007
grazie anche alle dismissioni, ma in aumento del 22,4% su basi normalizzate,
con l'esclusione cioè delle componenti non ricorrenti e del risultato
dell'attività di trading. La borsa ha apprezzato i risultati e il titolo ha
chiuso in rialzo del 6,25% a 3,64 euro. Corrado Passera, a.d. della Superbanca,
che ha svolto il ruolo di advisor per il salvataggio di Alitalia, ha poi indicato in 100 milioni il possibile impegno diretto
nella newcò Compagnia aerea italiana, "se un numero di condizioni si
avvereranno - ha spiegato il banchiere -, e ho l'impressione che si avvereranno.
Oggi (ieri, ndr) è stata approvata la nuova legge Marzano, questo sarà il
nostro contributo al progetto". Nel semestre, comunque, Intesa
Sanpaolo sconta in maniera decisa la difficile situazione dei mercati, con un
risultato dell'attività di negoziazione sceso a 284 milioni, rispetto agli 801
milioni nel primo semestre 2007. Per il resto, il gruppo registra proventi
operativi netti per 9.580 milioni di euro (-2,7%), interessi netti a 5.724
milioni (+10,9%), commissioni nette per 3.137 milioni di euro (-6,1%, ma sono
stabili quelle da attività bancaria). "Confermiamo il livello di
distribuzione dei dividendi previsti nel piano per 2008 e il 2009", ha
aggiunto Passera, presentando i dati agli analisti. "C'èfiducia sul fatto
che la nostra performance operativa sta andando ragionevolmente nella direzione
che volevamo". Più in generale, "siamo molto soddisfatti per la
nostra performance". Per il resto, il manager ha escluso che siano
"sul tavolo" acquisizioni, seppur piccole e mirate. E ha annunciato
come imminente la cessione di Immit, la società cui Intesa ha conferito un
portafoglio di immobili per 1,3 miliardi di euro, alla Fimit per 970 milioni.
Resta intanto complicata la situazione dell'asset management, che risente
particolarmente delle difficoltà sui mercati. "Abbiamo abbandonato l'idea
di acquistare altri asset manager - ha detto Passera -, non possiamo escludere
la combinazione con altri soggetti, ma non c'è nulla sul tavolo".
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il presidente della Provincia Penati: la Moratti ci aiuti a far
pressione sul governo "Non si sposta un solo volo da Linate senza garanzie
su Malpensa". E' l'avvertimento lanciato dal presidente della Provincia,
Filippo Penati (foto). Che al Corriere dice di essere molto
più preoccupato della piega che ha preso la vicenda Alitalia che non
dell'intervento statalista. "Non mi scandalizza il ruolo del pubblico.
Temo che si stia creando una compagnia monopolistica del traffico interno. E
che a Milano venga chiesto di tagliare Linate". La linea
Formigoni-Moratti? "Non sono d'accordo". A PAGINA 5.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 autore: di ELISABETTA SOGLIO categoria: REDAZIONALE Il caso IL TAVOLO PER
MILANO IM INISTRI MILANESI: SALVATA ALITALIA RIMANE IL NODO LINATE-MALPENSA Il
governo prova a salvare Alitalia, ma per Malpensa e soprattutto per Linate non ci sono garanzie.
I ministri del centrodestra, intanto, annunciano che al più presto verrà
convocato il tavolo per Milano. Al quale prenderà parte anche il
ministro La Russa (foto): "I due scali milanesi non vanno
penalizzati" ha detto. Al tavolo la Sea potrà avanzare tutte le sue
richieste. Le perplessità sono trasversali. "Non ci sono certezze di
sviluppo per Linate e Malpensa", accusa il capogruppo pd, Pierfrancesco
Majorino. E Stefano Maullu, di FI, avvia una petizione online per salvare il
Forlanini. A PAGINA 5.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Il caso La Russa: non penalizzare il city airport.
Martina: il piano non dà risposte sul futuro degli
aeroporti "Salvata Alitalia. Ma Linate e Malpensa?" I ministri del Pdl: convocare un
tavolo per i due scali. L'opposizione: rischio ridimensionamento Formigoni:
attendere il piano industriale Majorino: non ci sono investimenti sufficienti
per Milano Il governo salva Alitalia, ma non ci sono garanzie
per Malpensa e, ancora meno, per Linate. Il Consiglio dei ministri ha
licenziato ieri l'atteso decreto che consente alla nuova compagnia, guidata da
Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, di ottenere asset operativi e di trattare
con un possibile partner privato estero (Air France ha già dichiarato il
proprio interessamento), lasciando la gestione di debiti e di 7 mila dipendenti
in esubero alla vecchia Alitalia affidata al
commissario Augusto Fantozzi. Non una parola ufficiale sulle garanzie chieste
per Malpensa e Linate. E mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il
governatore del Lazio Piero Marrazzo lanciano l'allarme Fiumicino, i ministri
milanesi del centrodestra corrono ai ripari annunciando che al più presto verrà
convocato il Tavolo per Milano: "Sarà utilizzato - ha garantito il
ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, ribadendo quanto anticipato
ieri al Corriere dall'altro leader leghista, Roberto Maroni - per la trattativa
tra Sea, enti locali e governo. In quella sede, la Sea porterà tutte le sue
richieste ". Al Tavolo sarà presente anche il ministro della Difesa,
Ignazio La Russa, "perché vogliamo accertarci - spiega La Russa - che non
vengano danneggiate Milano e il Nord e che Linate non sia penalizzata in nessun
modo". Il governatore Roberto Formigoni, pur dichiarandosi soddisfatto per
la soluzione Alitalia, ribadisce che "per una
valutazione complessiva occorre attendere il piano industriale e in particolare
vedere se la nuova compagnia, come mi attendo, ripudia gli errori della vecchia
e quindi decide di ripartire proprio dalla Lombardia". Cautela
comprensibile. Infatti, oltre ai dubbi sul futuro di Malpensa come hub
internazionale, corre sempre più insistente la voce secondo cui Linate potrà al
limite puntare ad ospitare la navetta di collegamento con Roma. Ipotesi contro
la quale si stanno allertando in modo trasversale le forze politiche.
"Un'idea strana e avventata", secondo il segretario regionale di Prc,
Alfio Nicotra. Il leader lombardo del Pd, Maurizio Martina, e il capogruppo in
Comune, Pierfrancesco Majorino, denunciano il fatto che "il piano non
investe adeguatamente su Malpensa e Linate". Il consigliere regionale di
Fi, Stefano Maullu, annuncia che da lunedì avvierà una raccolta di firme on
line, per chiedere che Linate non venga ridotto a spazio per i mezzi privati:
"Si calcoli quali sono le tratte più frequentate quotidianamente,
soprattutto per affari. Penso ai collegamenti con Roma o con le isole: non
possiamo rinunciare a questo servizio indispensabile". Lo scalo A difesa
di Linate uno schieramento bipartisan E. So.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Passa il decreto. "Non pagheranno più i contribuenti". Veltroni: compagnia di bandierina Via al salvataggio di Alitalia Berlusconi: missione compiuta. Air France: quota di minoranza
ROMA - Il progetto di salvataggio di Alitalia ha preso
le mosse con un decreto e un disegno di legge di riforma della "Marzano
" sulle ristrutturazioni aziendali, premessa del commissariamento.
Dice il premier Silvio Berlusconi: "Sarà una compagnia nuova che non
peserà più sulle spalle dei contribuenti ". "Una soluzione
pasticciata, confusa, pericolosa" secondo Walter Veltroni. Air France-Klm
conferma di voler "restare partner strategico di Alitalia"
con la possibilità di "una partecipazione minoritaria" e Berlusconi
assicura che Alitalia "resterà nelle mani degli
italiani". DA PAGINA
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'analisi Il piano, il nodo della flotta e Air France Funzionerà la
Cai-Compagnia aerea italiana, che somma la "polpa" di Alitalia e Air One? E quali saranno i benefici e i prezzi per il Paese?
La cessione di Alitalia ad Air-France-Klm sarebbe costata meno ai lavoratori e alla
sicurezza sociale (meno licenziamenti e minori trasferimenti esterni di
attività), e anche ai soci (prendevano qualcosa invece di niente), ai detentori
di obbligazioni Alitalia (che sarebbero stati rimborsati invece di diventare
creditori di una società commissariata) e a banche e fornitori di merci e
servizi (che ora si vedono congelare il pregresso). Ma questo maggior costo
diffuso di Cai può anche essere considerato un investimento del Paese. Darà un
ritorno? Intesa Sanpaolo, che dichiara crediti verso Alitalia
e Air One di soli 100 milioni, poco per parlare di conflitti d'interesse, ha
costruito Cai su incarico del governo. Il banchiere Corrado Passera ha
impugnato le forbici. Alitalia e Air One hanno 239
aerei, molti dei quali obsoleti. Cai parte con 136 vettori, nel 2009 arriverà a
153 e nel
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Sul salvataggio Profumo: così prezzi maggiori e servizi peggiori
CORTINA (f. fub.) – Unicredit non entrerà nella cordata Alitalia e, secondo Alessandro Profumo: "Alla fine della vicenda
credo che avremo un servizio peggiore e prezzi più alti". Profumo ricorda
il caso spagnolo: "Iberia è stata venduta a British Airways senza che si
sia sollevato questo polverone". E Lorenzo Bini Smaghi (Bce) di
rimando: "Volano più turisti verso la Spagna di quanti ne porti Alitalia nel nostro Paese - e precisa -. Evitiamo che ognuno
inizi a sussidiare le sue compagnie, altrimenti lo fa anche Parigi con Air
France e via di seguito".
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE "Alitalia non peserà più sulle spalle
dei contribuenti" Il premier: via al commissario. Esuberi, Sacconi convoca
i sindacati Air France: pronti a entrare in minoranza. Esuberi: 7 anni di
ammortizzatori sociali. Il mistero del prestito da 300 milioni ROMA - "Una
compagnia nuova, più efficiente, che non peserà più sulle spalle dei
contribuenti ". Il premier Silvio Berlusconi ha presentato così, con
"orgoglio ", il suo progetto di salvataggio di Alitalia,
che ieri ha preso le mosse con l'emanazione di un decreto in quattro articoli e
di un disegno di legge di riforma della legge Marzano sulle ristrutturazioni
aziendali, estesa ai servizi pubblici essenziali, premessa del
commissariamento. "Una soluzione pasticciata, confusa, pericolosa che non
persegue affatto l'interesse del Paese" secondo il leader dell'opposizione
Walter Veltroni. Mentre da Air France-Klm giungeva la conferma a voler "restare partner strategico di Alitalia "
con la possibilità di "una partecipazione minoritaria nella nuova società",
Berlusconi ha assicurato che Alitalia "resterà nelle mani
degli italiani". L'alternativa a questa operazione, ha detto, "era il
fallimento", improponibile perché "un grande Paese" ha bisogno
di una compagnia "per proteggere e promuovere" l'economia, il
patrimonio culturale, l'immagine nel mondo. Dunque era "doveroso
intervenire", evitando "la svendita" voluta dal precedente
governo e fatta fallire dai sindacati. "Il personale in eccedenza - ha
detto Berlusconi -, così come i piccoli risparmiatori, non saranno
abbandonati". Per i primi sono previsti "sacrifici" perché serve
"un ridimensionamento del personale" ma inferiori, osserva il
premier, a quelli del piano Air France. Per tutti gli esuberi, a prescindere
dall'età anagrafica e dalla precedente fruizione di altri ammortizzatori, il
decreto prevede un trattamento economico di sette anni: 4 di cassa integrazione
e 3 di mobilità durante i quali ci sarà un programma di ricollocamento. Ma
rigorosamente in imprese private, che otterranno agevolazioni contributive,
come è stato specificato dai ministri Renato Brunetta (Funzione pubblica) e
Maurizio Sacconi (Welfare), smentendo le voci di reimpieghi in aziende
pubbliche. I sindacati, in attesa di chiarimenti, sono stati convocati da
Sacconi lunedì prossimo. Stamane alle 9.30 è previsto il consiglio di
amministrazione di Alitalia: il presidente Aristide
Police, che ieri è stato a Palazzo Chigi, dovrebbe dichiarare lo stato
d'insolvenza, premessa per l'istanza di amministrazione straordinaria, cui
dovrebbe corrispondere l'immediata nomina a commissario di Augusto Fantozzi da
parte del Consiglio dei ministri o del ministro dello Sviluppo economico,
Claudio Scajola. Subito dopo la nuova società potrà avanzare l'offerta relativa
a alcuni asset di Alitalia. Sarà però un'istituzione
finanziaria indipendente, nominata dallo Sviluppo economico, a stimare i beni
da vendere, autorizzando affitti e cessioni dei complessi aziendali anche prima
dell'autorizzazione del programma del commissario, al prezzo fissato da quest'ultimo,
non inferiore a quello di mercato come risultante dalla perizia della società
incaricata. Il commissario potrà scegliere a chi vendere con trattativa privata
senza esclusive o vincoli di nazionalità o controllo, ma avendo cura che questi
rispetti i requisiti della legislazione nazionale, tra cui i trattati. Non
solo. Potrà anche proporre modifiche o integrazioni al programma, la cui
mancata approvazione ministeriale determina il fallimento della società. La
durata della procedura è fissata tra uno e due anni, con possibile proroga di
12 mesi. Per un periodo non inferiore a tre anni la concentrazione tra Alitalia e Air One sarà esentata dalle autorizzazioni
dell'Antitrust. Mentre per un periodo di sei mesi non verranno meno tutte le
autorizzazioni, certificazioni, licenze e concessioni in capo alla società. Il
terzo articolo del decreto Scajola riguarda solo Alitalia
e i suoi attuali amministratori, sindaci, dirigenti e titolari d'incarichi
pubblici contabili, che vengono sollevati dalla "responsabilità per fatti
commessi", addebitata "esclusivamente" a Alitalia.
Infine il capitolo degli azionisti e degli obbligazionisti: quelli che non
accetteranno l'"eventuale" conversione dei propri titoli in quelli
della nuova società, saranno rimborsati con le risorse del Fondo vittime di
frodi finanziarie, cioè i conti "dormienti". Il Consiglio dei
ministri che ieri ha approvato in poco più di un'ora le nuove norme stranamente
non ha affrontato il caso del prestito-ponte da 300 milioni. Eppure resta tutto
da chiarire chi dovrà rimborsarlo: se i nuovi soci o la società in
liquidazione, cioè lo Stato. Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5
categoria: BREVI Album di famiglia La nuova Alitalia Rocco Sabelli,
futuro amministratore della nuova Alitalia (terzo da
destra) con Roberto Colaninno che sarà presidente, il figlio Matteo e il
presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 3
categoria: BREVI Renato Brunetta: "Escludo ogni forma di riassorbimento
degli esuberi Alitalia nella pubblica
amministrazione o nelle Poste".
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Le banche La scelta dell'ingresso diretto del consiglio di gestione
E Intesa investirà 100 milioni Mandato a Salza e Passera Le tre condizioni
dell'istituto. Morgan Stanley forse in cordata MILANO - Dopo gli imprenditori,
le banche. Scendono in pista anche i big del credito per la "nuova" Alitalia e il primo a fare il passo è l'advisor del governo, Intesa
Sanpaolo, che punterà un gettone da 100-150 milioni sul suo stesso progetto di
ristrutturazione, regolando l'esborso in modo da non risultare in ogni caso il
primo azionista ed escludendo investimenti indiretti attraverso il
finanziamento degli altri partecipanti alla cordata. Il piano
"Fenice" pare abbia convinto poi una delle principali banche
d'investimento internazionali, Morgan Stanley, la cui adesione potrebbe essere
annunciata a breve. La casa americana potrebbe proporsi con 100 milioni,
collocandosi dunque anch'essa nella fascia medio alta del nuovo azionariato
privato di Alitalia e, allo stato, come socio
finanziario straniero al fianco di quello industriale Air France-Klm. Tace
intanto Mediobanca che pure studia il dossier, aspettando che la partita entri
nel vivo. Le ultime parole sono state quelle del suo presidente, Cesare
Geronzi, che ai primi di agosto diceva al "Sole24ore": "Non
escludo che possiamo essere coinvolti, ma dobbiamo guardare le carte e poi
eventualmente dire di no". Se fosse, Piazzetta Cuccia punterebbe a
ritagliarsi un ruolo da regista in uno dei capitoli della ristrutturazione. E
chissà se la lunga vicenda Alitalia ci riserverà anche
il coup de théatre di veder schierate per la prima volta nella stessa metà
campo la Ca' de Sass di Giovanni Bazoli e la Mediobanca di Geronzi. Solo ieri
le Generali, che di Mediobanca sono la prima e più importante partecipazione
mentre in Intesa uno dei soci rilevanti, hanno approvato la scelta di Corrado
Passera di procedere all'investimento diretto in Alitalia.
Una proposta, quella dell'amministratore delegato, che ha avuto il via libera
unanime del consiglio di gestione. Decisivo anche il sì del presidente del
board dei manager, Enrico Salza. Quest'ultimo nella fase uno del progetto si
era mostrato dubbioso su un eventuale investimento della banca a meno che non
si verificassero alcune condizioni, dal commissario al partner internazionale.
Condizioni che si stanno avverando e che hanno permesso alla banca di procedere
spedita. Piovono così soddisfazioni per lo stesso Passera che ha raccolto in
chiusura di una settimana da incorniciare i frutti di molto lavoro.
Accompagnato dal capo della divisione Corporate, Gaetano Miccichè, Passera si è
presentato al consiglio di gestione convocato sui conti del semestre utile
netto in crescita del 22% a 3 miliardi - con la cartellina blu del Progetto
Fenice sotto braccio. I 10 uomini del board hanno ascoltato in silenzio i
dettagli del piano (che potrebbe arricchirsi dell'opzione warrant per i vecchi
azionisti Alitalia, sullo schema del salvataggio
dell'Ambrosiano) e l'investimento da subordinare al raggiungimento di tre
condizioni sospensive per l'operazione: la modifica alla Marzano, la deroga
Antitrust, l'accordo con i sindacati. "Se le condizioni verranno
rispettate, e ho questa impressione anche perché la Marzano è stata approvata,
e se tutto va secondo i piani, probabilmente parteciperemo alla creazione della
newco con qualcosa nell'ordine dei 100 milioni e questo sarà il nostro
contributo a un progetto diventato molto solido e che credo fermamente avrà
molto successo" annunciava nel pomeriggio lo stesso amministratore
delegato in una conferenza telefonica con gli analisti finanziari, mentre il
titolo in Piazza Affari schizzava in su del 7%. La decisione, in consiglio, è
stata rapida, non è certo la prima volta che Intesa entra nel capitale delle
società che assiste, declinando così un'idea di banca a "servizio"
del sistema. Era successo con Fiat, ma anche con Esaote e Prada e con la stessa
Piaggio di Roberto Colaninno, del quale è stata a lungo il secondo azionista, o
ancora, con la Data Service di Rocco Sabelli, il manager che assumerà la guida
operativa di Alitalia. Paola Pica.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il figlio Matteo Colaninno, deputato del Pd e ministro
"ombra" per lo Sviluppo "Ma era meglio cederla ad Air France Mio
padre? Fa bene a impegnarsi" MILANO - "Che l'attuale disastrosa
situazione dell'Alitalia sia stata resa irreversibile
non solo per responsabilità di chi l'ha gestita ma anche per il concorso di
irresponsabilità politiche che hanno pesato come un macigno è nei fatti. Ma non
si può certo biasimare gli imprenditori, tra cui mio padre, che hanno risposto
a un impulso di mercato. Anzi: il governo deve preoccuparsi che la
disponibilità degli imprenditori non venga compromessa da possibili pasticci
che potrebbero nascere per contrasti con Bruxelles o con norme che non tutelino
i legittimi interessi di terzi". Matteo Colaninno è costretto a muoversi
in mezzo ai cristalli: da una parte è figura di riferimento di quel Pd che sta
aspramente criticando il piano sull'Alitalia ed è il
ministro-ombra che si contrappone a Claudio Scajola, proprio il responsabile
dello Sviluppo economico che, ieri, ha firmato il provvedimento. Dall'altra suo
padre è alla guida della cordata degli investitori privati e sarà presidente
della Compagnia Aerea Italiana. Quindi nessun imbarazzo con le società di
famiglia e con il Pd? "Ho deciso di candidarmi nel Pd e questo ha
comportato il mio distacco dall'impresa e dalle iniziative imprenditoriali. Per
me è stata una scelta carica di rinunce di cui sono tutt'ora convintissimo ma
che non può certo costituire un vincolo alla libera e legittima attività
imprenditoriale di mio padre. Tra l'altro la sua storia è fatta di molti
risanamenti e di grandi alleanze internazionali". Vi
siete confrontati sul caso Alitalia? "Per coerenza ho
scelto di non partecipare a nessuna riunione né a consigli di amministrazione
in cui sono state prese delle decisioni su Alitalia".
Però il Pd sta aspramente criticando l'operazione... "E io sono in linea
con Pierluigi Bersani e comprendo le critiche. E, da uomo politico
chiamato nel Pd proprio per il mio vissuto imprenditoriale, credo che bisogna
separare la responsabilità politica dall'intervento di imprenditori chiamati da
Intesa Sanpaolo". Ma qual è il suo giudizio sulla crisi? "Per tentare
di riportare un minimo di serenità bisogna ritornare ai fatti. Per essere
chiaro rispondo al ministro Tremonti, che ha approcciato l'opposizione in
maniera aggressiva e ingiustificata, ricordandogli che nel 2001 il titolo Alitalia quotava intorno ai 10 euro. Al termine del secondo
governo Berlusconi il valore era crollato a 1 euro, cioè il 90% in meno.
L'attuale maggioranza tra il 2002 e il
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5
categoria: BREVI L'altro figlio Il patron di Piaggio e futuro presidente della
nuova Alitalia Roberto Colaninno, nel marzo 2001,
con i figli Matteo (a sinistra) e Michele (a destra) durante un convegno di
Confindustria.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Colaninno: non è un favore a Berlusconi "Non mi piacciono gli
imprenditori cinici che si lamentano al bar" MILANO - Nel Pd ha pure un
figlio, Matteo, onorevole nonché ministro del governo- ombra. E dunque lo
sapeva fin troppo bene, Roberto Colaninno, lo aveva messo in conto che anche
dagli “amici” del centrosinistra sarebbero arrivate bordate pesanti. In
pubblico e in privato. "Tradimento" o giù di lì: "Ma come, ti
presti al gioco di Silvio Berlusconi?". Lui non perde la calma. E la
risposta è sempre una. "Io di mestiere sono un imprenditore. E sono
italiano. Cosa faccio, smetto? Cambio Paese? Dobbiamo stare sempre seduti in
quattro in un caffè, a lamentarci e a dire del governo di turno “non mi piace”,
o se c'è una sfida che ci riguarda tutti possiamo accettare, raccoglierla,
provare a fare qualcosa?". Eccolo, il presidente
designato di Alitalia il giorno dopo. Ha appena chiuso, a Mantova, il board con cui
l'Immsi ufficializza l'investimento nella compagnia. Sta firmando le carte da
mandare alla Consob. Ha, tra un'ora, l'aereo che lo porterà a Roma. E infiniti
telefoni che continuano a squillare. Molti complimenti. Molti "buon
lavoro". E molte, anche, di quelle domande-accusa che la buttano tutta
esclusivamente in politica: "Stai aiutando Berlusconi". Alla fine non
ci fa più neanche troppo caso e poi, in fondo, la testa è da un'altra parte:
sul piano di rilancio, sui partner nazionali che già ci sono e su quelli che
ancora promettono di arrivare ("Ditemi, davvero vi sembrano proprio tutti
berlusconiani?"), sul Consiglio dei ministri che ha appena approvato la
Marzano-bis, sul clima con i sindacati, sulle trattative per un'alleanza
industriale con Air France oppure, chi può dirlo, con Lufthansa. Restano, però,
le critiche. Non passano. E Colaninno, racconta chi sta vivendo queste ore
insieme a lui, non le evade. Gli chiedono: ma ti sembra morale un governo che
fa la battaglia contro i carrozzoni statali e poi privatizza i profitti
("Futuri, semmai ", d'accordo) e pubblicizza le perdite e gli
esuberi? E a te sembra coerente approfittarne? Di nuovo: "Io sono un
imprenditore. Le aziende le devo far funzionare, o l'occupazione non c'è per
nessuno. Oppure preferite i cinici capitalisti che sarebbero stati indifferenti
al fallimento di un asset nazionale e a 20 mila persone in mezzo a una strada?
Io penso che questa sia l'ultima opportunità e che vada colta". Insistono:
ma la concorrenza, il mercato? "La concorrenza non deriva solo da una
compagnia aerea. E appena la new company sarà operativa la durezza dei mercati,
nazionali e internazionali, la affronteremo ". Ribattono: "Già, per
rivendere tra un anno". Ed è qui che Colaninno proprio non ci sta. Primo,
c'è quella clausola di lock-up, di azioni blindate per cinque anni, a smontare
da sola l'accusa. Secondo: "Questa è una grande sfida imprenditoriale. Se
la vinciamo, e sono convinto che così sarà, e se fra cinque, dieci, quindici
anni qualcuno di noi volesse vendere per investire in altre sfide, cosa
dovrebbe fare? Anzi, cosa “dovremmo” fare? Abolire ad hoc il diritto alla
proprietà privata e alla libertà d'impresa?". Si torna così, però, al nodo
centrale. Il mercato arriverà anche. Ma dopo. Perché il mercato, intanto, l'Alitalia l'avrebbe fatta fallire (o vendere molto prima, nel
caso a Air France). Colaninno non lo nega, ovviamente, né minimizza il ruolo da
protagonista (qui ma anche nella fase precedente) giocato dalla politica. Però,
ripete ai suoi, è inutile continuare a fare il processo a un eterno passato e
non cominciare mai a guardare avanti. Peggio: è "una falsità
assoluta" tuonare di "truffa " come fa qualcuno
dall'opposizione. "Vogliamo raccontarci la verità? Il problema Alitalia lo conoscono tutti, e da tempo. Il percorso di
privatizzazione durava da quasi due anni e ha avuto i risultati che tutti
sappiamo. Poi, un giorno, arriva Berlusconi e dice di volersi rivolgere a
imprenditori privati italiani. Si affida a un advisor che non è uno qualsiasi,
e nemmeno una “banca amica”, ma un grande istituto nazionale ed europeo che fa
ogni passo in modo trasparente: il lavoro sul piano industriale, la richiesta a
me di assumere la leadership del progetto, la ricerca dei partner. A nessuno è
stata chiusa la porta, chiunque voglia metterci una somma anche solo simbolica
può farlo. Il tutto nell'ambito di provvedimenti adottati dal Consiglio dei
ministri che modernizzano il sistema giuridico italiano. E se il contesto è
questo, davvero vogliamo sostenere che l'operazione Fenice sia un'offerta
rivolta a un gruppo di amici? I fatti, e la mia storia personale, credo lo
escludano ". Uno sguardo ai monitor di Borsa, dove Immsi vola del 13%, gli
sembra la risposta più eloquente: anche questa scommessa è possibile. \\ A
nessuno è stata chiusa la porta, chiunque voglia metterci una somma anche solo
simbolica può farlo. Il tutto nell'ambito di provvedimenti adottati dal governo
che modernizzano il sistema italiano Raffaella Polato.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Al governo premeva mandare in archivio i
"due disastri" Sui contorni tecnici dell'operazione si discuterà a
lungo, e con qualche goccia di veleno. Ma dal punto di vista politico, è
difficile non registrare il punto messo a segno dal governo. Il trionfalismo di
Silvio Berlusconi sulla "missione compiuta" può suonare un po'
prematuro. E bisognerà vedere se i posti di lavoro in bilico saranno davvero
inferiori ai tremila ("novemila reali", come sostiene il governo) che
avrebbe provocato "la svendita" ad Air France. Ma evocando quella che
il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha definito l'eredità dei "due
disastri", l'immondizia a Napoli e Alitalia, palazzo Chigi canta vittoria. Il presidente del Consiglio rivendica
di avere mantenuto la compagnia in mani nazionali, evitandone il fallimento. Ed
assicura che non scaricherà i costi dell'operazione sui risparmiatori italiani.
Il messaggio è semplificato al massimo. Ieri sera il premier si è
presentato in sala stampa non tanto per illustrare il provvedimento, ma per
parlare al Paese. Voleva far sapere di avere risolto le emergenze più acute e
vistose lasciate dall'Unione di Romano Prodi; e di esserci riuscito in tempi
relativamente brevi. E pazienza se si tratta di una verità
"politica", che per Alitalia deve fare i
conti con passaggi ancora nebulosi. Per il momento, al centrodestra interessa
soprattutto trasmettere un'immagine di fattività e decisionismo, lasciando che
i dettagli vengano definiti in un momento successivo. L'obiettivo è di marcare
la cesura rispetto al governo precedente. Non a caso, il decreto con il quale
il Consiglio dei ministri ha approvato il piano, viene definito la risposta ad
una situazione eccezionale ed un punto di inizio. La cautela lessicale lascia
trasparire sia i contrasti striscianti fra alleati sul destino degli aeroporti
di Roma e Milano; sia le incognite sul modo in cui sarà risolto il problema
degli "esuberi": eufemismo col quale si evoca il posto di lavoro di
migliaia di dipendenti. Le cifre oscillano fra i cinque ed i settemila, senza
certezze. Ma il punto di forza del premier è quello di avere fatto
materializzare una "cordata italiana " annunciata da prima delle
elezioni di aprile; e sulla quale ultimamente l'opposizione ironizzava. In più,
l'annuncio di una possibile intesa operativa con Air France tenta di sottrarre
il futuro della compagnia di bandiera ad un ridimensionamento su scala
regionale: sebbene il centrosinistra preconizzi una "compagnia di
bandierina" e obietti che allora tanto valeva vendere Alitalia
ai francesi, come aveva cercato di fare Prodi col suo ministro Tommaso
Padoa-Schioppa. Ma il governo corregge il verbo: accusa l'Unione di aver
cercato di "svendere", e precisa che Air France sarebbe comunque un
socio di minoranza. E poi, la frenata finale di allora finì per confermare la
difficoltà dell'Unione di decidere senza lacerarsi. Si arrivò al paradosso di
un Cdm che il 22 aprile stanziò 300 milioni di euro per non far fallire Alitalia: un maxiprestito più che condiviso dal futuro
premier del Pdl. Nell'occasione, un ministro prodiano disse che per la prima
volta c'era stata una decisione "per procura": un governo di
centrosinistra che prendeva un provvedimento per conto dell'avversario,
vincitore alle elezioni di dieci giorni prima. Ma il fatto che adesso
Berlusconi sia riuscito a mettere insieme una filiera trasversale di
imprenditori italiani, rende meno facili le critiche martellanti degli
avversari. E consente al governo di accreditare una concretezza mancata
all'Unione. Eppure, il versante economico dell'operazione è ancora da
perfezionare; ed i costi sociali rimangono un punto interrogativo da risolvere
con un sindacato comprensibilmente in ansia. La sensazione è che il governo volesse
centrare l'obiettivo politico. Almeno quello è stato raggiunto. Per il resto,
la missione aspetta di essere completata. \\ La scelta del "messaggio al
Paese". L'ironia del Pd e quel prestito bipartisan.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2
categoria: BREVI Alitalia Il salvataggio
Walter Veltroni: "All'Italia resterà solo una " compagnia di
bandierina", specchio di un governo vittima della sua demagogia".
( da "Tempo, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Il premier
presenta il piano: la compagnia resta italiana e non peserà sulle tasche dei
cittadini Berlusconi: abbiamo salvato Alitalia Dopo Napoli un'altra promessa mantenuta del governo Berlusconi.
Ieri via libera del consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di
legge delega su Alitalia. Il provvedimento vara una riforma delle procedure previste
dalla legge Marzano per il commissariamento come strumento per il salvataggio
delle grandi aziende in crisi. Il secondo pone le basi per una riforma
più ampia delle norme che regolano l'amministrazione straordinaria. Intanto Air
France-Klm è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nel capitale
della nuova Alitalia. Rondinelli alle pag. 2 e 3.
( da "Tempo, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa La cordata Sì
di Atlantia ma con condizioni Il Cda di Atlantia ha approvato la possibilità di
una partecipazione del gruppo autostradale alla cordata per
Alitalia, confermando che la partecipazione al capitale della newco
prevista dal "piano Fenice" prevede un investimento tra 100 e 150
milioni di euro. Il Cda di Atlantia ha approvato la possibilità di una
partecipazione del gruppo autostradale alla cordata per Alitalia, confermando che la partecipazione al capitale della newco
prevista dal "piano Fenice" prevede un investimento tra 100 e
150 milioni di euro. L'adesione al progetto è tuttavia condizionata al
realizzarsi di "numerose condizioni". "Riunitosi in data odierna
- spiega la nota diffusa da Atlantia dopo al riunione - il cda ha esaminato
positivamente la possibilità di aderire, a patto che si realizzino numerose
condizioni essenziali al successo di un progetto di grande impatto sulla
crescita del Paese, alla cordata in via di formazione Compagnia Aerea Italiana,
candidata a rilevare attività di Alitalia e Air
One".
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE La crisi Alemanno, Marrazzo e Zingaretti pronti
a difendere lo scalo Alitalia, per salvare Fiumicino appello unanime al governo Salvare
Fiumicino. è l'appello che arriva da Comune, Regione e Provincia, dopo le prime
voci sul piano di ristrutturazione per Alitalia. Nicola
Zingaretti, presidente della Provincia, ha invitato "gli enti locali a
chiedere un incontro al governo". E il sindaco Gianni Alemanno ha
fatto sua la proposta: "Faremo un tavolo con Palazzo Chigi: il nostro
obiettivo è tutelare Fiumicino". Il presidente della Regione Piero
Marrazzo, invece, ha intenzione di convocare un consiglio straordinario sulla
vicenda allargato anche agli altri rappresentanti locali. A PAGINA 2 Ernesto
Menicucci.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia
Zingaretti invita alla mobilitazione: "Ricadute rilevanti su tutto il
territorio" Coro unanime: "Salvare Fiumicino" Alemanno chiede un
incontro al governo. Marrazzo convoca il consiglio Polemica tra i poli. Meta
(Pd): "La Capitale non avrà più un hub che faccia da volano al turismo e
tutto nel silenzio di Alemanno". Replica Augello (Pdl): "Le
istituzioni locali vigileranno affinché la scelta del partner non sia fatta per
favorire una città o l'altra" Proteste Una manifestazione dei lavoratori Alitalia Salvare Fiumicino. è un coro bipartisan, più o meno
unanime, che viene da Comune, Regione e Provincia. Istituzioni divise dal
colore politico, ma unite nella battaglia per lo scalo romano e per i riflessi
che potrebbe avere il nuovo piano Alitalia preparato
dal governo. Il primo ad esprimersi è stato Nicola Zingaretti, presidente della
Provincia: "Sono molto preoccupato non solo perché sta emergendo quanti
danni ha prodotto il ritardo di mesi nella ricerca di una soluzione, ma anche
perché le ricadute sul territorio provinciale sembrano essere rilevanti ".
Zingaretti, allora, ha invitato i suoi colleghi ad una iniziativa importante:
"Quanto prima gli enti locali si dovranno mobilitare a difesa
dell'aeroporto di Fiumicino, che deve continuare ad essere un centro strategico
e nevralgico per il territorio, chiedendo un incontro al Governo per avere i
necessari chiarimenti su quanto sta avvenendo. Il declassamento da hub a base
operativa, l'incertezza delle destinazioni di volo internazionali a seconda del
partner che verrà scelto, un numero impressionante di esuberi, sono tutti
fattori che ci parlano di un colpo serio allo sviluppo e alla crescita del
nostro territorio ". E l'idea della riunione con Palazzo Chigi, poco dopo,
è stata rilanciata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Chiedo al Governo
un incontro immediato che coinvolga tutti gli altri Enti locali del nostro
territorio per valutare l'impatto che il nuovo piano di ristrutturazione di Alitalia avrà sulla città di Roma. L'impegno del Comune è
quello di difendere il valore dell'hub di Fiumicino e i livelli occupazionali
del nostro territorio senza creare polemiche preconcette e strumentali sulla
pelle di ciò che rimane della compagnia di bandiera e sui lavoratori ". Il
riferimento di Alemanno, in particolare, è ad alcune dichiarazioni di Michele
Meta, deputato del Pd, che ha parlato di "effetti devastanti per
Fiumicino: la capitale non avrà più un hub che faccia da volano al turismo e
tutto nel silenzio di Alemanno che accetta supino questo ridimensionamento. La
destra è nemica di Roma". Polemiche alle quali ha risposto Andrea Augello,
senatore del Pdl: "è curioso che tutti parlino del piano senza averlo
letto. Si prevedono due opzioni, Fiumicino non sarà penalizzata a prescindere.
Le istituzioni locali vigileranno affinché la scelta del partner non sia fatta
per favorire una città o l'altra. Bene la prudenza e la fermezza di Alemanno e
di Marrazzo". Sul fronte della Regione, infatti, il presidente Piero
Marrazzo ha chiesto "un consiglio straordinario e poi un tavolo con le
parti sociali, Alemanno, Zingaretti e il sindaco di Fiumicino Mario Canapini,
viste le preoccupazioni del piano Alitalia sul
territorio. Siamo contrari a misure che minacciano gravi conseguenze per i
lavoratori del Lazio ". Ernesto Menicucci.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Il figlio di Barbara Il Cavaliere e le tenerezze in famiglia:
"Il mio nipotino? Tutto suo nonno" MILANO - "Avete visto il mio
bambolotto? è tutto suo nonno". Dopo Alitalia e Caucaso, il Cavaliere cede alle tenerezze familiari e nella
sala stampa di Palazzo Chigi parla del nipote Alessandro, primogenito di sua
figlia Barbara: "Non piange mai. Pensate che l'altro giorno mi sono
avvicinato alla culla mentre dormiva e gli ho dato dei bacetti sulla pancia.
Lui ha aperto gli occhi e io mi sono nascosto dietro la porta. Si è alzato sul
bordo della culla, ha guardato intorno ed è ricaduto nella culla senza
piangere. Il medico ha detto che non ha mai visto un bimbo così". Il
figlio di Barbara Alessandro Valaguzza, il nipotino di Silvio Berlusconi.
( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Nuove regole "Bene i compiti delle vacanze assegnati al
ministro" Berlusconi vede Alfano e promuove la bozza: giustizia, via alla
riforma Segnale alla Lega: iter parallelo al federalismo ROMA - Berlusconi
benedice la bozza Alfano, e il Guardasigilli dalla prossima settimana
(probabilmente mercoledì) inizierà le consultazioni con gli alleati e con i
presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato. La riforma della
Giustizia, nelle intenzioni del premier, procederà parallelamente a quella sul
federalismo. E questo è un chiaro segnale alla Lega che non può ottenere quello
che sta a cuore a Bossi senza il varo contemporaneo delle modifiche al sistema
giudiziario. Lo ha ribadito lo stesso Berlusconi nella sua dichiarazione resa a
palazzo Chigi, in serata, dopo aver parlato di Alitalia: "Il
governo varerà tre riforme: giustizia, federalismo e legge elettorale per le
europee ". La legge elettorale è già pronta e servirà "a non
disperdere la nostra presenza in Europa e a mandare le due parti che si
confrontano nel Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari, in
modo che possano incidere rispettivamente nelle due grandi parti in cui si
divide l'Europarlamento ", ha detto Berlusconi. "Se tutto si
svolgerà come pensiamo noi potremo essere il primo gruppo nel Partito popolare
europeo", ha aggiunto. Al termine dell'incontro "cordiale e
produttivo" con Alfano - che si è svolto tra le quattro e le cinque del
pomeriggio - un presidente del Consiglio particolarmente
"soddisfatto" ha approvato "i compiti delle vacanze"
assegnati al ministro e che Alfano gli ha portato a Palazzo Grazioli. "Ora
procediamo con la riforma " ha detto il premier dopo aver preso visione
dell'indice degli argomenti (riforma del processo civile e penale, sistema
carcerario e riforme costituzionali riguardanti Csm, carriere dei magistrati e
obbligatorietà dell'azione penale). Durante l'incontro il premier e il ministro
non sono entrati nel merito del ventaglio di opzioni prospettate per ciascun
punto. Il ministro vuole trovare i punti di condivisione con gli alleati sulle
diverse soluzioni. In seguito, sulla base di una o più bozze di provvedimenti,
il Guardasigilli avvierà un confronto con l'opposizione nel merito dei
contenuti dei testi. Al tavolo della maggioranza si siederanno la settimana
prossima Niccolò Ghedini per Forza Italia, la Bongiorno e La Russa per An e per
la Lega probabilmente l'ex responsabile di via Arenula nel precedente governo Berlusconi,
Castelli. Intanto Luca Palamara, presidente dell'Anm, ribadisce il suo no ad
ogni ipotesi di riforma istituzionale e risponde così all'intervista di Luciano
Violante al Corriere: "Il discorso del presunto arroccamento a difesa
dell'esistente da parte dell'Anm è un discorso che respingiamo con forza".
"Quello che noi ci proponiamo oggi ha aggiunto - è di essere una
associazione dinamica, che nel rapporto con la politica privilegi il tema che
realmente interessa ai cittadini, cioè il funzionamento della Giustizia e
quindi il servizio". E per rendere effettiva l'obbligatorietà dell'azione
penale propone "una ragionata depenalizzazione" dei reati minori.
M.Antonietta Calabrò.
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
A giustizia, il
premier e il guardasigilli si sono incontrati ieri, al termine del consiglio
dei ministri, per un'ora circa. Alfano è giunto a palazzo Grazioli con una
cartella zeppa di materiali. Dal premier aspettava una indicazione. Ieri, con la vicenda Alitalia sul tappeto, non era però
il giorno ideale per analisi approfondite. Ma il premier, dopo aver preso
visione del lavoro svolto fin qui dal ministro, avrebbe approvato l'agenda
proposta da Alfano: riforma del processo civile e penale, ristrutturazione del
sistema carcerario e, soprattutto, le riforme costituzionali riguardanti il
Csm, la separazione delle carriere dei magistrati e obbligatorietà
dell'azione penale. A tutto ciò è stato deciso di aggiungere la riforma degli
ordini professionali, dei tribunali della tribunali della famiglia e un testo
unico antimafia. Ricevuto il via libera, nella prossima settimana il ministro
avvierà le consultazioni con gli alleati e con i presidenti delle Commissioni
Giustizia di Camera e Senato, dopo aver sentito anche il ministro per i
Rapporti con il Parlamento Elio Vito. I tecnici del ministero di via Arenula
nei giorni scorsi, in vista di questo appuntamento, avevano messo a punto una
rosa di opzioni su ciascuna delle problematiche, tenendo naturalmente conto
delle diverse sensibilità espresse dalla maggioranza (come la Lega che chiede
l'elezione diretta del pm) ma anche da parte dell'opposizione. Sulla
composizione del Csm, ha trovato particolare attenzione la proposta di Luciano
Violante: un terzo dei consiglieri eletto dai magistrati, un terzo scelto dal
capo dello Stato e l'ultimo dal Parlamento in seduta comune. Alfano,
intenzionato a ridurre sensibilmente il peso politico delle correnti della
magistratura penserebbe però ad una variante: estrarre a sorte, tra i
magistrati eleggibili per il Csm. Intenzione bocciata senz'appello dall'Anm.
"Proporre una maggiore politicizzazione del Consiglio superiore della
magistratura non è la soluzione ai presunti guasti causati dalle correnti"
afferma il presidente Luca Palamara. L'Anm mette le mani avanti anche sugli
altri punti. "Quando si parla di riforma della giustizia bisogna tener
nettamente distinti il tema del funzionamento del processo - chiarisce Palamara
- e il tema delle preannunciate modifiche costituzionali che riguardano tutt'
altro aspetto, cioè quello di ridisegnare i rapporti tra poteri dello Stato
così some sono stati delineati dal costituente".
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CORRADO
GIUSTINIANI ROMA - Lo annuncia pennellando un sorriso, lo stesso con cui in
volo si accosterà ai passeggeri, per chiedere loro se gradiscono qualcosa da
bere: "Noi hostess dell'Alitalia non
abbiamo più fiducia nella politica". Ha solo questo da dire Mascia, da
poco atterrata da Varsavia, e scompare trascinandosi il "trolley",
senza addentrarsi in confronti tra il piano Prodi, con la cessione della
compagnia ad Air France, e questo del governo Berlusconi, che ha fatto capolino
sui giornali. E' metà pomeriggio a Fiumicino, e gli equipaggi sciamano
fuori dal "briefing point" che si trova in zona Arrivi nazionali.
Dietro l'hostess avanza un trio di piloti, due primi ufficiali e un comandante,
che invece non hanno perso la fiducia. "Non mi spavento affatto che ci
siano degli imprenditori italiani a tentare il rilancio - osserva con una punta
d'ironia Oscar, camicia a righine aperta su un laccio di perle e acciaio, in
borghese perché tornato il giorno prima da Caracas - E nemmeno che fra questi
non vi siano dei tecnici. Colaninno, quando è entrato in Telecom, non era
proprio del ramo, e a dei tecnici si è poi affidato. Dovrà farlo anche adesso,
assolutamente. Mi spaventa, piuttosto, una compagnia che non fa utili, nonostante
i suoi voli siano pieni zeppi. C'è qualcosa che non quadra". Fra le cose
che non quadrano, secondo le tabelle riportate nel "Piano Fenice"
messo a punto da Banca Intesa, vi sarebbero la bassa produttività e le alte
retribuzioni dei piloti. "Vorremmo avere gli stipendi delle compagnie
europee di riferimento - replica all'istante Oscar, contestando i due dati -
Prendiamo il 30 per cento in meno lavorando il 20 per cento in più". E gli
fa eco Roberto detto Roby, anche lui primo pilota, in volo oggi per Casablanca:
"Il problema della nostra compagnia non è l'alto costo del lavoro, ma i
costi assurdi di contratti poco cristallini fatti con fornitori di servizi e
altre cose, nel corso degli anni: paghiamo tutto enormemente più caro rispetto
agli altri, dal numero verde per le prenotazioni, alla consegna della valigia
smarrita". Il costo, insomma, della malagestione voluta dalla politica.
"E' dal 2001, poi, che non si fanno investimenti - irrompe il comandante
Giovanni, marcato accento veneto, appena arrivato da Atene - Ora, l'Alitalia ha un grande valore, copriamo 19 mila tratte al
mese con 40 mila ore di volo, i nostri aerei sono strasicuri e noi piloti siamo
disposti a fare sacrifici, lavorando ancora di più. Abbiamo energie da
investire in un piano di rilancio, crediamo in questa compagnia. Ma che sia
l'ultima volta, e deve essere quella giusta". Dal personale di volo ad Alitalia servizi. Gli stipendi qui si abbassano a 1.200 euro
al mese o poco più, i timori per il futuro sono forti, e la rabbia contro la politica
e la mala gestione dei manager ha meno freni. "Non conosco bene il nuovo
progetto, perché ancora non ci è stato illustrato - premette Marco che lavora
ad "Engeneering and Maintenance" - Ma dalle anticipazioni che sono
trapelate mi giunge il sospetto che era tutta una speculazione elettorale,
quella a favore dell'italianità di Alitalia. Adesso si
ripulirà la compagnia a spese dello Stato per poi rivenderla fra cinque anni,
magari agli stessi francesi. Ma si può?". Gianni non è d'accordo:
"Intanto, aspettiamo i cinque anni prima di giudicare. E poi noi della
manutenzione eravamo penalizzati dal piano Air France, perché inseriti in una
"scatola" divisa da "Al fly", che a sua volta era una
succursale francese. Stavolta magari ci va meglio". Torna l'attacco alla
politica, che ha consentito il proliferare del "low cost" in Italia,
senza un piano di difesa della nostra compagnia di bandiera: "In Francia
il "low cost" ha il dieci per cento del traffico - ricorda Andrea -
Il governo ha difeso Air France, disincentivandolo". La politica, ancora,
che ha imposto manager costosi e incapaci. "Come Cimoli - precisa Marco
Girbini - che alla fine del suo mandato ha speso risorse preziose per inclinare
di qualche grado la "A" del nostro logo". Per un giudizio
approfondito, è necessario avere il piano in mano. "E capire cosa si
intende per "bad company", e se sarà un passo verso la pensione o
verso la disoccupazione. Ma l'impressione - osserva ancora Marco - è che sia
stato consentito ai nuovi soci un affare troppo succulento. Guardiamo Toto, ad
esempio: gli danno 300 milioni per conferire Air One in Alitalia,
mentre lui ne reinveste solo 100. E i suoi debiti, magari, li pagherà lo
Stato".
( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA - Il piano di
salvataggio di Alitalia preoccupa Roma per le
conseguenze che avrà sull'occupazione ma anche sul futuro dell'aeroporto di
Fiumicino. Ci sono due incognite altrettanto pesanti: il numero di esuberi che
peseranno in gran parte sulla Capitale e il declassamento del Leonardo da
Vinci. Il sindaco Gianni Alemanno ha chiesto un incontro urgente al Governo per
"valutare l'impatto che il nuovo piano di ristrutturazione di Alitalia avrà sulla città di Roma". Alemanno non va
avanti da solo, spiega che l'incontro dovrà coinvolgere tutti gli enti locali.
E anche Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, ha invocato un
chiarimento rapido con il Governo. Ieri ha risposto il ministro dei Trasporti,
Altero Matteoli: "La richiesta di Alemanno è corretta, sicuramente il
Governo, non appena avrò il quadro preciso, si farà carico di incontrare il
sindaco". "L'impegno del Comune di Roma - ricorda Alemanno - è quello
di difendere il valore di hub di Fiumicino e i livelli occupazionali del nostro
territorio". Il sindaco però fa anche un altro appello: "sospendiamo
le polemiche preconcette e strumentali sulla pelle di ciò che rimane della
compagnia di bandiera e dei suoi lavoratori". Difendere l'hub a Fiumicino
significa salvaguardare il ruolo di nodo dei collegamenti intercontinentali.
Ieri si è mosso anche il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Ci
sarà la convocazione di una seduta straordinaria del consiglio regionale.
Secondo Marrazzo devono parteciparvi anche Alemanno e Zingaretti. "C'è
profonda preoccupazione - dice Marrazzo - rispetto alle incognite per il futuro
della compagnia di bandiera aeroportuale, che hanno un peso fondamentale per il
territorio di Roma e del Lazio". Nei mesi scorsi Alitalia aveva riportato da Malpensa al Leonardo Da Vinci numerose rotte
intercontinentali. Nelle prime tre settimane di agosto è stato registrato un
incremento del 35 per cento dei passeggeri Alitalia sullo
scalo romano a fronte di un aumento del 29 per cento dei posti offerti.
Questa operazione ha alimentato un incremento complessivo dei passeggeri a
Fiumicino: nei primi sette mesi del 2008 gli arrivi e le partenze all'aeroporto
Leonardo da Vinci hanno determinato un segno "più" di oltre il 10 per
cento e già è stata superata la quota di 20.500.000 passeggeri. E se si
rischiano contraccolpi sul ruolo di hub di Fiumicino, c'è poi il fronte,
delicatissimo, occupazionale, che per Roma e il Lazio è fondamentale: dei
diciottomila dipendenti complessivi (10 mila di Az Fly, il resto nei servizi),
circa l'80 per cento gravita sulla Capitale. Zingaretti, presidente della
Provincia di Roma, osserva: "Sono molto preoccupato. Non solo perché sta
emergendo quanti danni abbia prodotto il ritardo di mesi di ricerca di una
soluzione per Alitalia, ma anche per le rilevanti
ricadute sul territorio provinciale. Il declassamento dell'aeroporto di Fiumicino
da hub a base operativa, l'incertezza delle destinazioni internazionali a
seconda del partner che verrà scelto, un numero impressionante di esuberi, sono
tutti fattori che ci parlano di un colpo serio allo sviluppo e alla crescita
del territorio". Sia pure da versanti politici opposti, Alemanno, Marrazzo
e Zingaretti si sono mossi sostanzialmente su una linea unitaria. Ma
dall'opposizione c'è anche chi pressa il sindaco e invoca una posizione più
forte. Luciano Ciocchetti, segretario laziale dell'Udc, ad esempio:
"Alemanno deve alzare la voce. Difenda a spada tratta gli interessi di
Roma e dei tanti lavoratori il cui destino appare sempre più incerto".
Michele Meta, capogruppo del Pd in Regione: "Il piano di salvataggio è
devastante per le conseguenze del sistema aeroportuale romano. La Capitale non
avrà più un hub che possa servire da volano per le imprese e il turismo. Ci
saranno conseguenze drammatiche per i lavoratori di Alitalia.
E decine di imprese che oggi lavorano nell'indotto di Fiumicino saranno
costrette a chiudere. Il tutto nel silenzio dei dirigenti di An romani e del
sindaco Alemanno". Massimiliano Valeriani, consigliere comunale del Pd:
"Alemanno ci dica se difende Roma o sta con Berlusconi e la Lega". La
moratoria delle polemiche chiesta dal sindaco per ora non c'è. M.Ev.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Attesi numeri in rosso per il calo dei passeggeri e il caro carburante.
Pronti sette anni di ammortizzatori sociali per i dipendenti in esubero Oggi la
prova del cda: attese perdite Attesi numeri in rosso per il calo dei passeggeri
e il caro carburante. Pronti sette anni di ammortizzatori sociali per i
dipendenti in esubero --> ROMA Il governo ieri ha spianato la strada al
Piano Fenice per il salvataggio di Alitalia, oggi il
cda della compagnia esaminerà i conti di un difficile semestre per poi alzare
bandiera bianca e chiedere il commissariamento. Il progetto disegnato da Intesa
Sanpaolo muove così i primi passi lungo la strada tracciata per cedere aerei e
asset operativi alla "nuova Alitalia" guidata da Roberto
Colaninno e Rocco Sabelli. E lasciare così la gestione di debiti e dipendenti,
di azioni e obbligazioni, nella vecchia Alitalia da
affidare al commissario straordinario. Che sarà Augusto Fantozzi. Intanto torna
in scena Air France, che dice di essere pronta ad acquisire una quota di minoranza
nella nuova società creata dalla cordata di imprenditori italiani. LE
NORME DEL CDM Varate in consiglio dei ministri le necessarie modifiche alla
procedura prevista dalla Legge Marzano, il piano di salvataggio per Alitalia può ora contare su ammortizzatori sociali per sette
anni e per tutti i dipendenti in esubero. E sulla possibilità di cedere alla
newco anche asset strategici, in tempi strettissimi, con trattativa privata ma
a prezzi di mercato. Non servirà una autorizzazione Antitrust per integrare Air
One nella Nuova Alitalia, come previsto dal progetto,
ma solo l'accordo su impegni per evitare che la riduzione della concorrenza (un
quasi-monopolio sulla rotta Linate-Fiumicino) porti a un aumento dei prezzi.
Mentre per piccoli azionisti e obbligazionisti è previsto un indennizzo,
utilizzando il fondo che fu creato con la Finanziaria 2006 per risarcire i
risparmiatori vittime del default dei tango-bond argentini o di grandi frodi
finanziarie, con le risorse dei conti dormienti. Il presidente del Consiglio
potrà decidere personalmente l'ammissione della società all'amministrazione
controllata (in alternativa al ministro dello Sviluppo), nominare il
commissario (anche in deroga alle norme su condizioni dell'incarico e
compenso), e "prescrivere specifiche attività per il raggiungimento
dell'obiettivo di risanamento". OGGI CDA, ATTESE PERDITE Sul tavolo i
conti del primo semestre che potrebbero registrare perdite record per l'effetto
del calo dei passeggeri e dell'impennata del prezzo dei carburanti. Con la
compagnia da tempo sull'orlo del fallimento il cda dovrebbe dichiarare lo stato
di insolvenza e chiedere il commissariamento. Il presidente Aristide Police si
appresta a lasciare il timone dopo aver gestito la compagnia negli ultimi,
difficilissimi, cinque mesi. CONFRONTO SUGLI ESUBERI . Il decreto del governo
prevede quattro anni di cassa integrazione più altri tre di mobilità per tutti
i dipendenti ine subero, e la ricollocazione in altre aziende del settore
privato, escludendo la Pubblica Amministrazione. Lo ha indicato il ministero
del Lavoro. Lunedì il ministro Maurizio Sacconi aprirà il confronto non facile
con i sindacati, in preallarme per le indiscrezioni sulla possibilità che gli
esuberi possano arrivare a quota settemila. ALLEANZA INTERNAZIONALE Air France
è disponibile ad affiancare gli investitori italiani entrando nella newco come
socio di minoranza, ma solo "se saranno confermate le prospettive di
redditività della nuova compagnia". Può essere la base per un
rafforzamento della collaborazione commerciale tra le due compagnie ed
all'interno dell'alleanza Sky Team. Ma i giochi non sono ancora chiusi:
"Anche Lufthansa è interessata", ha indicato il ministro Altero
Matteoli. LA CORDATA Si lavora alla messa a punto della Nuova Alitalia, con 16 investitori italiani. Il Cda della Immsi di
Roberto Colaninno ha approvato la partecipazione al progetto con un
investimento non superiore a 150 milioni. Notizia accolta dalla Borsa con un
+12,49% a fine giornata, dopo continue sospensioni per eccesso di rialzo.
Intesa Sanpaolo, che come advisor ha definito il piano, investirà 100 milioni
(+6,25% a Piazza Affari sulla spinta dei buoni risultati del semestre).
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 206 del
2008-08-29 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 206 del
2008-08-29 pagina 3 Il governo apre un tavolo per risarcire Malpensa di Sabrina
Cottone Il governo riapre il tavolo su Malpensa e aeroporti lombardi: la prima
riunione sarebbe prevista la prossima settimana. E si prepara a ricompensare
Sea per il danno subito con l'addio di Alitalia allo
scalo varesino: in ballo l'ampliamento dell'aeroporto, la possibilità di avere
un ruolo nella gestione degli slot e infine il coinvolgimento nelle iniziative
per l'Expo
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 206 del
2008-08-29 pagina 3 Alitalia, Fiumicino sospeso tra incertezza e speranza di Stefania Scarpa
La questione Alitalia preoccupa gli enti locali per le pesanti ricadute che rischia di
avere a Roma e in tutto il Lazio, e per il temuto ridimensionamento di
Fiumicino. Ieri il presidente della Regione Piero Marrazzo e il presidente del
consiglio regionale Guido Milana hanno deciso che alla vicenda sarà dedicata
una seduta straordinaria del Consiglio regionale, con la presenza del sindaco
di Roma, del sindaco di Fiumicino e del presidente della Provincia di Roma.
Inoltre Marrazzo ha annunciato che la prossima settimana sarà convocato un
tavolo con i rappresentanti delle parti sociali e degli enti locali sulla
questione Alitalia. Dopo questa riunione, il
presidente Marrazzo chiederà un incontro al governo "per manifestare in
quella sede la propria contrarietà - si legge ancora - a misure che minacciano
gravi conseguenze per Roma e per l'intero territorio laziale, e per sollecitare
provvedimenti che portino a non penalizzare i lavoratori e i cittadini della
Regione". E anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha chiesto un
incontro immediato al governo "per valutare l'impatto che il piano di
ristrutturazione di Alitalia avrà su Roma". Il
sindaco della capitale ha ricordato che l'impegno del Comune di Roma "è
quello di difendere il valore dell'hub di Fiumicino e i livelli occupazionali
del territorio, senza creare polemiche preconcette e strumentali sulla pelle di
ciò che rimane della compagnia di bandiera e sui lavoratori". Un sì
all'incontro arriva dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, secondo
il quale la richiesta di Alemanno è legittima e sarà esaudita "non appena
su Alitalia avremo il quadro
completo"."Speriamo che Alemanno alzi la voce, difenda a spada tratta
gli interessi di Roma e dei tanti lavoratori - si augura il segretario regionale
dell'Udc Luciano Ciocchetti - il cui destino appare sempre più incerto e
concordi una posizione comune con il sindaco di Fiumicino Canapini. Sulla
vicenda Alitalia c'è assoluto bisogno di chiarezza.
Sugli esuberi si leggono cifre diverse, ma è chiaro che andranno a colpire
soprattutto i lavoratori dello scalo di Fiumicino". Fuori del coro il
senatore del Pdl Andrea Augello: "È curioso che tutti abbiano qualcosa da
dichiarare sul piano industriale Alitalia senza che
nessuno abbia ancora potuto leggerlo". "Prima di immaginare
conseguenze devastanti per Fiumicino - aggiunge Augello - o di dichiararsi
fideisticamente entusiasti delle decisioni assunte dal governo bisogna leggere
le carte e, credo, attendere di conoscere chi sarà il partner internazionale della
nuova Alitalia". Augello ha sostenuto di
apprezzare "la prudenza e la fermezza del sindaco Alemanno e del
presidente Marrazzo, che si sono limitati a esprimere preoccupazione e a
chiedere un immediato confronto con Palazzo Chigi. Bisogna farli lavorare
creando intorno al nostro scalo aeroportuale non solo un'indispensabile
coesione di tutte le istituzioni locali interessate, ma anche la più ampia
convergenza politica nella comune volontà di assicurare centralità a
Fiumicino". "Se fosse possibile rinviare le polemiche a un secondo
momento, magari successivo al delicato confronto con il Governo e con la nuova Alitalia che ci attende - ha aggiunto - sarebbe un bene per
tutti a cominciare dai lavoratori interessati. Considerare pregiudizialmente
questa situazione peggiore rispetto allo sfacelo che si era determinato con il
piano Air France mi pare, comunque, infantile e persino grottesco". E
nello scalo romano c'è un clima di incertezza e preoccupazione tra i lavoratori
Alitalia all'aeroporto di Fiumicino. "Tra di noi,
non ce lo nascondiamo, ci sono incertezza e timori - dice un addetto della
Divisione Motori - non sappiamo ancora se finiremo nella nuova compagnia o
nella bad company: dipenderà, crediamo, dal commissario; ma non sapere a chi
appartenere non ci fa star tranquilli". Un altro lavoratore:
"Leggiamo che comunque la ricollocazione eventuale sarà garantita a tutti,
ma qui ci sono molti capifamiglia mono reddito, con un mutuo sulle spalle, e
ricominciare spaventa un po': quali garanzie ci sono?". © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
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N. 206 del
2008-08-29 pagina 9 Ridotto del 10 per cento il calo dei passeggeri di
Redazione Agosto positivo per gli aeroporti milanesi, con Malpensa che ha
ridotto del 10% il calo dei passeggeri registrato nei primi
mesi dopo l'abbandono di Alitalia. Lo sostiene una nota della società, secondo la quale lo scalo è
passato dal -31% di aprile al -21% di agosto. Anche se Alitalia ha trasportato nei primi 27 giorni di agosto 160.000 passeggeri,
contro i 925.500 dello scorso anno (-82,7%), le altre compagnie hanno
registrato un aumento del 34,3%. A Linate, invece, nello stesso periodo,
i passeggeri hanno registrato un calo dell'8,5%, anche a causa della scelta di
Airone di spostare parte dei voli a Malpensa. Stabili i dati di traffico di Alitalia sul Forlanini, ma grazie ai 266.900 passeggeri di
Volareweb, entrata a far parte del Gruppo. Quanto alla qualità del servizio,
Sea indica 8 minuti di attesa media ai filtri di sicurezza contro gli 11 del
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 206 del 2008-08-29
pagina 0 Via al salvataggio E per chi è in esubero sette anni di
"aiuti" di Gian Battista Bozzo Palazzo Chigi approva il decreto con
le modifiche alla "Marzano". Protetti i piccoli risparmiatori, cassa
integrazione ai dipendenti. con le norme varate ieri il Cda della compagnia
chiederà l'ammissione alla procedura. Fantozzi commissario Roma - Dopo l'ala
industriale, al "progetto Fenice" spunta anche la seconda ala, quella
legislativa. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato le modifiche alle
leggi Marzano e Prodi per le aziende in crisi: un decreto legge e un disegno di
legge delega che contengono le norme "tarate" per l'Alitalia, ma che - spiegano al ministero dello Sviluppo economico -
varranno per tutte le imprese ammesse alla procedura. Grazie alle nuove
disposizioni, oggi il consiglio d'amministrazione Alitalia potrà -
in presenza di conti semestrali tali da non poter garantire la continuità
aziendale - richiedere l'accesso alla procedura. Il commissario, come
anticipato da giorni, sarà l'ex ministro delle Finanze Augusto Fantozzi.
"La riforma rende possibile la nuova compagnia", commenta il ministro
Claudio Scajola. Molte le novità del nuovo testo, rispetto alle legge attuale:
il decreto prevede la sospensione delle norme antitrust per tutelare
"rilevanti interessi nazionali", anche se le operazioni di cessione
degli asset dovranno essere comunque comunicate all'autorità per la tutela
della concorrenza. Una norma che dovrebbe rendere possibile la minore
concorrenza nel traffico aereo Linate-Fiumicino a favore della new company nata
dalla concentrazione Alitalia-Airone. Una seconda
novità è la protezione che il decreto accorda ai piccoli risparmiatori,
azionisti e obbligazionisti, che rischiavano di veder finire il fumo il residuo
valore dei loro titoli della vecchia compagnia di bandiera: per loro sono
previste "misure di indennizzo", ancora da mettere a punto nel
dettaglio, a carico del Fondo alimentato con i cosiddetti conti correnti
"dormienti". Si tratta di conti non movimentati da almeno 10 anni, i
cui depositi - se non usati o reclamati - verranno convogliati nel Fondo
destinato al risarcimento delle vittime dei crac finanziari. Un altro punto
rilevante è la concessione di 7 anni di ammortizzatori sociali a tutti i
dipendenti Alitalia. Si tratta di 4 anni di cassa
integrazione e di altri 3 anni di mobilità garantiti per tutti, senza
distinzione di età o sede di lavoro. La questione degli esuberi è una delle più
delicate: nella bad company guidata dal commissario straordinario dovrebbero
confluire i numerosi (dovrebbero essere poco più di seimila) lavoratori in
eccesso. I sindacati si preparano alla battaglia, e la trattativa si
preannuncia durissima anche se ci sarebbero stati abboccamenti preliminari
riservati dall'esito non del tutto negativo. Il ministro del Lavoro Maurizio
Sacconi avrà lunedì sera il primo incontro con le numerose sigle sindacali del
trasporto aereo: ad esse verrà offerto, oltre alla protezione salariale per
sette anni, n programma di ricollocamento dei lavoratori in eccesso in aziende
private. Tramonta prima del nascere, dunque, l'ipotesi di un ricollocamento in
aziende pubbliche, come le Poste, o in strutture come il Demanio. "Non
esiste alcuna forma di ammortizzatore nella Pubblica amministrazione",
taglia corto il ministro Renato Brunetta. è destino che la legislazione sulle
crisi aziendali nasca e si modifichi sull'onda di clamorosi crac aziendali: la
"Marzano" nasce con Cirio e Parmalat, la "Scajola" con Alitalia. La nuova normativa appare più flessibile della precedente,
a partire proprio dall'ammissione all'amministrazione controllata anche se
l'azienda - in questo caso l'ex compagnia di bandiera - non è tecnicamente
fallita. Il ddl delega prevede numerose modifiche della legge fallimentare.
L'ammissione alla procedura, finora appannaggio del ministro dello Sviluppo,
ora è assegnata anche al presidente del Consiglio. Lo stesso premier può
nominare il commissario, determinando il compenso e le condizioni
dell'incarico. Possono anche essere prescritte "specifiche attività per
raggiungere l'obiettivo di risanamento". Fra queste, l'immediata vendita
di "asset ancora fruttuosi". Rafforzata anche la tutela dei
creditori. Infine, non si terrà conto della nazionalità fra i criteri di
selezione degli acquirenti. Presente in bozza, la norma è stata cancellata per
evidenti motivi di contrasto con le disposizioni Ue. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
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N. 206 del
2008-08-29 pagina 0 Berlusconi: "Alitalia è una
scommessa vinta" di Fabrizio Ravoni Il premier: "Col nostro piano resterà
italiana. Sacrifici ma non per gli azionisti. E nessuno sarà licenziato".
I numeri: 12 mila dipendenti e 136 aerei. E per chi è in esubero sette anni di
aiuti. Air France conferma l'interesse per una quota di minoranza Roma - L'Alitalia resterà italiana. Silvio Berlusconi scende nella sala stampa di
Palazzo Chigi qualche minuto dopo le sette di sera. E si capisce subito che è
soddisfatto: missione compiuta. La soluzione individuata per Alitalia, e favorita dalle scelte del consiglio dei ministri, gli
permette di rispettare un altro degli impegni assunti in campagna elettorale.
Per questo marca subito la differenza con Romano Prodi. "Loro - dice -
volevano svendere la nostra compagnia di bandiera ad Air France; vale a dire, a
una compagnia di un Paese che ci fa concorrenza nel turismo. Ora, invece, il
governo di Alitalia resterà nelle mani degli italiani.
Eventuali partner internazionali entreranno nell'azionariato solo come soci di
minoranza". Come a dire, loro la volevano cedere (usa più volte il termine
"svendere") ai francesi. Noi, invece, non solo abbiamo messo in piedi
una cordata di imprenditori italiani ("fra lo scetticismo di molti",
ricorda il premier), ma se i francesi vorranno entrare, saranno solo soci di
minoranza. Un risultato favorito - spiega il premier - dall'impegno "di
una grande banca, una delle prime dieci del mondo", ma anche dal governo;
che ha impedito il fallimento della compagnia. "L'unica alternativa al piano,
infatti, era il fallimento". Un piano - riconosce - che non sarà indolore.
"Ci sarà un ridimensionamento del personale, ma sarà inferiore a quello
previsto con il Piano di svendita all'Air France". E assicura che "il
personale dell'Alitalia non sarà abbandonato, così
come non saranno abbandonati i piccoli azionisti". Il consiglio dei
ministri approva un decreto che prevede l'indennizzo utilizzando i "fondi
dormienti" presso le banche. E chiude il capitolo Alitalia
giudicando "un buon passo in avanti il risultato raggiunto. Anche perché -
commenta - il problema dell'Alitalia che abbiamo
ereditato dal precedente governo ci angustiava non poco. Questa è un'altra
scommessa vinta". Ma la prima apparizione di Berlusconi in sala stampa
dopo la pausa estiva, gli offre anche l'opportunità di fare un rapido bilancio
dei risultati ottenuti dal governo (in materia di sicurezza e conti pubblici) e
accennare un'agenda dei prossimi impegni. Senza dimenticare la crisi dei
rifiuti a Napoli. I lavori per il termovalorizzatore di Acerra continuano e
vanno avanti. "Non si tornerà più indietro". Mai più come prima. In
cima a tutti mette il "problema prezzi". "Pensiamo di poter far
bene". Soprattutto - spiega - per colmare il differenziale tra ciò che
incassa il produttore di generi alimentari e il prezzo finale. In altre parole,
accorciare la filiera agroalimentare. Poi ricorda che il governo è impegnato a
varare tre riforme nei prossimi mesi: federalismo, giustizia e legge elettorale
europea. Su quest'ultimo punto sottolinea come lo schema che ha in mente sia
quello di far crescere i parlamentari italiani presenti nelle due grandi
famiglie europee: socialisti e popolari. Con l'obiettivo - dice - di "far
diventare il Partito dei popoli europei il primo partito a livello Ue".
Una formula che, implicitamente, porterebbe ad alzare la soglia di sbarramento;
così da concentrare i flussi elettorali verso gli schieramenti più grandi. Lo
statement del presidente del Consiglio era previsto alle 18.45. In realtà,
inizia poco oltre le
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
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N. 206 del 2008-08-29 pagina 0 Alitalia ritorna a
volare con 12mila dipendenti e una flotta di 136 aerei di Paolo Stefanato
Milano - La Nuova Alitalia avrà tra i 12mila e i 13mila dipendenti, calcolando anche i
circa 3mila conferiti da Air One (gli attuali dipendenti di Alitalia fly sono poco meno di 11mila). Gli esuberi derivanti dal
"trapasso" dal vecchio al nuovo dovrebbero essere in tutto 6.100;
quelli dichiarati nel piano di Air France naufragato in primavera erano 2.150.
Oggi le cifre indicano 500 piloti, 1.500 assistenti di volo, 2.500 addetti ai
servizi di terra; più 800 dipendenti di Atitech e altrettanti nei servizi
informatici e amministrativi. Per parte di questi (4.500) si farà ricorso a
cassa integrazione prolungata e mobilità, garantendo sette anni di
ammortizzatori sociali, gli altri saranno esternalizzati, cioè ceduti con le
rispettive società. I quattromila dipendenti di Az Airport (handling) e della
manutenzione leggera passeranno nel perimetro della Nuova Alitalia,
dall'attuale Az Servizi. I sindacati (lunedì è previsto un primo incontro con
il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi) si troveranno con un bel problema da
risolvere: il ridimensionamento della Nuova Alitalia
rispetto alle attuali Alitalia e Air One che saranno
accorpate, è più pesante sia del "piano Prato" di dodici mesi fa, sia
del suo ricalco poi firmato da Jean Cyril Spinetta. Solo le rassicurazioni del
governo sul trattamento dei lavoratori esuberanti ("nessuno resterà per
strada" ha detto il ministro Matteoli) e la convizione che ormai non c'è
più spazio per alternative, potranno moderare una protesta che, diversamente,
potrebbe essere devastante. Il "piano Fenice", ovvero il progetto di
Intesa Sanpaolo per il salvataggio di Alitalia,
prevede che i 16 soci fondatori non possano cedere le proprie azioni prima di
cinque anni, il ritorno all'utile dopo un triennio. Nel capitale sociale
avranno spazio solo privati (l'epoca dello statalismo è definitivamente
finita). Quanto al modello operativo, la nuova compagnia non sarà nè una low
cost nè un global carrier; l'esempio indicato dall'advisor è Sas o Iberia
(Giancarlo Cimoli, a suo tempo, indicava Iberia e Austrian). Il 60-70% dei
ricavi della compagnia deriveranno dal breve e medio raggio; i collegamenti
saranno solo point-to-point, in un sistema basato non più su un hub, ma su sei
basi stabilite a Milano (73 destinazioni), Roma (44), Napoli (9), Catania,
Torino e Venezia (6). Linate sarà dedicato alla sola navetta Milano-Roma,
indicazione che ricorda il primo decreto Burlando per l'apertura di Malpensa,
datato 1997. Sarà fortemente ridimensionata l'attività intercontinentale, anche
questa non più in un'ottica di connessione su un grande aeroporto, ma dedicata
al bacino di appartenenza. I collegamenti di lungo raggio saranno 15, operati
inizialmente dai 10 Boeing 777 di proprietà di Alitalia;
a fine piano (nel 2013), la flotta di lungo raggio salità a 25 aerei, con
l'immissione dei 15 Airbus 330 opzionati dal gruppo Toto. All'avvio della Nuova
Alitalia gli aerei in flotta saranno 136, che
saliranno a
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
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N. 206 del
2008-08-29 pagina 6 Brussels Airlines nel mirino di Lufthansa di Redazione
Tutto il settore del trasporto aereo è in fermento. Dopo le trattative avviate da British Airways con la spagnola Iberia e
quelle sui dossier Alitalia e Austrian Airlines, tocca alla belga Brussels Airlines entrare
nel mirino di Lufhtansa. La compagnia tedesca, infatti, si legge in una nota,
"ha avviato colloqui costruttivi" con Sn Airholding, la società che
controlla Brussels Airlines (nata qualche anno fa sulle ceneri della fallita
Sabena), per rilevarne una quota del 45%. Lutfhansa prevede di
concludere le trattative nelle prossime settimane. L'obiettivo è
"un'alleanza con Brussels Airlines" che manterrebbe
"indipendente" la compagnia belga. Attualmente, precisa Lufhtansa,
"Brussels Airlines non è coinvolta in nessuna alleanza". L'offerta
avanzata dal gruppo tedesco prevede quindi "l'acquisto di una quota del
45% di Sn Airholding al prezzo di 65 milioni di euro. Con la possibilità, dopo
due anni, di esercitare un'opzione per acquistare il restante 55%. Il prezzo
sarà legato alle performance di Brussels Airlines". Il via libera
all'operazione sarà sottoposto al disco verde dei rispettivi cda e
dell'Antitrust europeo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
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N. 206 del
2008-08-29 pagina 6 Il conflitto d'interessi familiare del giovane Colaninno di
Roberto Scafuri Come ministro-ombra di Veltroni ha sparato contro la cordata
"inesistente". Che si è materializzata nel salotto di casa sua da
Roma Le colpe dei figli non ricadano sui padri. Per essere uno dei fiori
all'occhiello del governo ombra di Veltroni, il giovane imprenditore Matteo
Colaninno negli ultimi giorni sembra più che mai reciso. Sradicato fin nei precordi.
Papà Roberto, alias uno dei "capitani coraggiosi" della "razza
padana" vagheggiata da Massimo D'Alema, sarà il presidente della New
company Alitalia. Il partito di cui Colaninno figlio
fa parte, il Pd, inviperito grida al "bluff". E lui, il povero
rampollo-ministro virtuale, è ombra di se stesso. Un conflitto d'interessi in
piena regola. Regolato da Matteo con la stessa tecnica usata da Berlusconi (e
sempre criticata dal Pd) nelle occasioni in cui il Consiglio dei ministri
trattava argomenti che riguardavano le televisioni. Così, quando ieri si è
riunito il consiglio d'amministrazione dell'Immsi (ramo immobiliare),
cassaforte di papà Roberto, si sono presentati tutti i consiglieri, tranne uno:
appunto Matteo. Come recitare due parti nella stessa commedia? Come essere
servo di due padroni, specie se uno è il papà? Il giovane imprenditore
trentasettenne, che evidentemente ha letto poco Goldoni, sfugge, tace e
acconsente. Proprio mentre tutti gli altri suoi colleghi ministri-ombra
promettono fuoco e fiamme. I tormenti del giovane Colaninno, il suo stare con i
piedi in Parlamento nel gruppo Pd e con le orecchie dentro la bella villa
mantovana, sono cominciati già da qualche mese. Si era in piena campagna
elettorale, e il Cavaliere con un colpo a sorpresa aveva lanciato l'idea
vincente di non svendere la compagnia di bandiera ad Air-France. Una soluzione
sulla quale persino la Sinistra Arcobaleno si era detta d'accordo, e di sicura
presa elettorale. Colaninno junior evidentemente doveva conquistarsi il posto
nella squadra veltroniana (la "nomination" di Walter risaliva al 14
febbraio) e dal suo sito lanciava idee sull'intero mondo. In particolare, il 21
marzo, paventava il rischio di perdere l'offerta di Air France: "L'offerta
è dura, ma il presidente di Air France non è il buon samaritano. Ovviamente mi
auguro che emergano altre offerte solide, altrimenti però
rischiamo di perdere questa e quindi di mettere Alitalia di fronte
al fallimento e l'intera Italia di fronte a una figuraccia...". L'8
aprile, Matteo prendeva coraggio: "L'accordo con Air France è una
grandissima opportunità per Alitalia e per il nostro Paese, la
soluzione dei problemi economici e finanziari della compagnia... Al
contrario un'ipotetica cordata di imprenditori italiani, che non si è mai
manifestata, non avrebbe mai potuto risolvere i problemi industriali di Alitalia". Il 22 aprile, ad elezioni avvenute, il
futuro rampollo-ombra seguiva la scia veltroniana, e se la prendeva con
Berlusconi, perché "a forza di annunciare cordate inesistenti... si è
finito col creare una situazione che ora pesa sull'occupazione di decine di
migliaia di persone...". Da allora, più nulla. Lingua inghiottita, occhi
chiusi, naso evidentemente tappato. Come le orecchie, presumibilmente raggiunte
dalle voci dei primi abboccamenti di papà Roberto con il nuovo governo.
Trattative durate per qualche mese. E lui, il Matteo silente, sempre più deciso
a non farsi strappare una parola in più sulla vicenda. Di cui, però, cominciava
a sapere molto. Notizie riservate, ma in netto contrasto con il ruolo pubblico
di ministro virtuale dello Sviluppo (secondo rito veltroniano). Che fare?
Informare Walter (ma era già informato)? Denunciare l'"inutilità" di
una "cordata inesistente", che ora si materializzava proprio in casa
sua, nel salotto di papà? Tra il dire e il fare, Matteo ha deciso lo
scomparire. Che in alcuni casi, poi, è sempre la soluzione migliore. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
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N. 206 del
2008-08-29 pagina 5 "Visto il mio bambolotto? Tutto suo nonno" di Redazione Dopo la dichiarazione letta su Alitalia dalla sala stampa di Palazzo Chigi e un rapido punto sulla crisi
del Caucaso in visto del vertice europeo di lunedì, Silvio Berlusconi si ferma
a parlare con i cronisti. Ma, niente politica. Il Cavaliere vuole piuttosto
parlare dell'ultimo nato della sua famiglia, Alessandro, primogenito della
figlia Barbara. "Avete visto il mio bambolotto?", chiede prima
di lasciare la sala stampa: "È un bambino che non piange mai. Pensate che
l'altro giorno mi sono avvicinato alla culla mentre dormiva e gli ho dato dei
bacetti sulla pancia. Lui ha aperto gli occhi e io mi sono nascosto dietro la
porta. A quel punto, si è alzato reggendosi con le manine sul bordo della
culla; ha guardato prima a destra poi a sinistra ed è ricaduto con il sederino
nella culla. Il tutto senza piangere. Il medico ha detto che non ha mai visto
un bimbo così... È tutto suo nonno". E in serata, passeggiando nel centro
di Roma, incontra degli studenti di terza media e scherza: "Lo sapete che
da oggi dovete stare attenti al voto in condotta? Chi si becca un 5, anche se
ha tutti 10... " viene bocciato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
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N. 206 del
2008-08-29 pagina 7 Decollano in Borsa le azioni della cordata di Redazione C'è
molta aspettativa in Borsa per le società che partecipano alla
cordata Alitalia. A beneficiarne maggiormente c'è Immsi, la società di Roberto
Colaninno (socio e futuro presidente della nuova Alitalia), che
ieri ha anche approvato i conti semestrali. Immsi, che nei giorni scorsi aveva
perso circa il 10%, ieri, quando è stato reso noto il piano approvato per Alitalia, ha iniziato a correre per essere più volte sospesa per eccesso
di rialzo. Alla fine il titolo è risultato in crescita del 12,49% a 0,84
euro. Bene anche gli altri titoli coinvolti nella cordata come Atlantia (più
1,96% a 17,9 euro) e Fondiaria-Sai (più 0,62% a 19,06) che l'altro ieri aveva
ceduto terreno. Le cose sono andate bene anche per Intesa Sanpaolo. La banca
guidata da Corrado Passera, che dovrebbe partecipare alla newco con 100 milioni
di euro e che ha beneficiato di brillanti risultati semestrali, ha strappato al
rialzo chiudendo con un più 6,25%, a 3,64 euro. Positive reazioni anche per le
azioni di Air France-Klm, che ha deciso di riaprire il dossier Alitalia: in rialzo del 2,33%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)
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Oggi è Ven, 29 Ago 2008
Edizione 179 del 29-08-2008 Se tutti ci cercano evidentemente la nostra scelta
non era così sbagliata Il voto utile siamo noi di Francesco Blasilli E chi lo
dice che a stare nel mezzo si sta male? Con tutti che ti tirano per la
giacchetta, un po' a destra, un po' a sinistra. Andatelo a chiedere a Savino
Pezzotta, leader della Rosa per l'Italia e deputato dell'Udc. L'ex
sindacalista, nel mezzo, ci sta proprio bene e se gli rovinano la giacchetta, a
forza di tirargliela, non gli interessa più di tanto, "perché il fatto che
ci cercano tutti, significa che il nostro è stato il vero voto utile". E
già, il concetto di "voto utile" proprio non gli è andato giù all'ex
segretario nazionale della Cisl che ora, a sentirsi corteggiato da chi prima lo
definiva "inutile", ci gode e pure tanto. Per questo l'Udc rimarrà
precisamente dove si trova: al centro. "Con molta chiarezza ? spiega
Pezzotta ? abbiamo voluto costruire un nuovo soggetto politico, quindi autonomo
da Veltroni e da Berlusconi. Veniamo da una campagna elettorale dove eravamo
considerati inutili, mentre diventiamo così solo se adesso ci facciamo
catturare da queste sirene. Al contrario è la nostra autonomia che,
consentendoci di costruire cose nuove, ci rende utili". L'ultimo in ordine
di tempo a sottolineare "l'utilità" dell'Udc è stato Piero Fassino in
una intervista a Il Tempo, ma Pezzotta è irremovibile, almeno per il momento,
"perché gli elettori ci hanno messo all'opposizione e quello
facciamo". Il futuro, però, potrebbe essere diverso, fatta salva l'identità
e l'indipendenza dell'Udc, visto che "un'alleanza potrebbe anche essere
possibile, considerando che tutto dipende dall'evolversi della situazione, ma
proprio non capisco perché ci chiedono di entrare in un partito. Noi siamo una
cosa a parte". Insomma, l'Udc non era in vendita e non lo è adesso, a
maggior ragione che tutte queste avances dimostrano "che non abbiamo
sbagliato" ad andare da soli. Il primo test saranno le amministrative in
autunno, con l'Abruzzo post Del Turco come banco di prova fondamentale delle
alleanze che verranno. Lì i dirigenti locali dell'Udc vogliono correre col Pdl
in quella che sembra una competizione dall'esito scontato a favore del
centrodestra; Pezzotta, però, glissa, dribbla l'insidia come il miglior Cassano
e si rifugia dietro un "dipende dai programmi, non dall'alleanza meccanica
che si decide a Roma, perché dove il programma non ci convince, non ci si
schiera". In fondo, però, da bravo bergamasco apparentemente burbero,
Pezzotta crede che "tutti questi corteggiamenti siano frutto
dell'estate", non crede in un improvviso amore per l'Udc. Ed anzi invita
Pd e Pdl "a fare un'esame di cosa è successo fino ad ora e di quali sono
le loro responsabilità ed i loro errori, che a quanto pare stanno per
riproporre anche all'Europee". Errori che si racchiudono,
fondamentalmente, in un unico concetto cardine: "pretendere di imporre a
questo paese una sorta di bipartitismo". Ed allora la ricetta per le
Europee del 2009 è chiarissima da parte degli eredi della "balena
bianca": sbarramento non eccessivo e preferenze. E se per lo sbarramento
si può anche trattare, "basta che oscilli intorno al 3 o 4%", sulla
preferenza c'è poco da dire, "ci vuole" e fine delle discussioni.
Anche "considerando ? spiega Pezzotta ? che le Europee sono una sorta di
diritto di tribuna e non capisco perché vogliono imporre una legge elettorale
che impedisce agli altri di sedersi in tribuna". Anche perché di errori ne
sono stati già commessi tanti, a parte quello di "non considerarci l'unica
scelta autonoma. Ma il rimprovero più serio a Berlusconi ? confessa l'esponente
Udc ? è che si è fatto di tutto per non coinvolgere l'opposizione, andando
avanti secondo la logica dell'emergenza a colpi di decreti legge. E poi non si
può continuare a pensare che ci sia una sola opposizione, a scegliere come
unico referente il governo-ombra". Anche perché a fare l'ombra dell'ombra
l'Udc manco ci pensa "visto che noi siamo per il dibattito parlamentare,
non per delle cose che non sono regolate nemmeno dalla Costituzione: quello che
conta è il Parlamento". Ed è lì che verranno affrontati i grandi temi, a
cominciare dalla giustizia "che va assolutamente riformata, tenendo però
conto delle esigenze della giustizia stessa e non considerando solo gli
interessi dei maggiori, ma anche quelli dei minori: sono i deboli che vanno
tutelati, garantendo processi giusti e rapidi". E poi Alitalia, "dove ci guadagnano sempre i poteri forti e chi ci perde
sono i 7mila esuberi. Voglio proprio vedere - si domanda ironico l'ex
sindacalista ? come riescono contemporaneamente a salvare Alitalia e a sistemare le ricadute sociali. Secondo me gli esuberi
dovrebbero essere a carico di chi ci guadagna". Bocciata dunque
l'idea di separare la compagnia di bandiera in due: da una parte l'attivo,
dall'altro il negativo. E con un uomo che ha passato buona parte della sua vita
dentro un sindacato, non si più che finire a parlare di salari e pensioni.
"Il problema vero non è pensare quanto si innalzano, ma come si garantisce
il potere d'acquisto, soprattutto per le pensioni più basse. Lo stesso dicasi
per i salari". Ed ecco allora che Pezzotta chiude con una novità,
"perché potrebbe essere il momento di ragionare sull'opportunità o meno di
pensare ad una qualche forma di salario vitale". Insomma, un Pezzotta più
combattivo che mai, in fondo rinfrancato dai numerosi corteggiatori, ma mai
polemico, nemmeno con chi lo ha "tradito". "Chi butterei giù
dalla torre tra Giovanardi e Baccini? Non butto mai nessuno, perché non fa
parte della mia cultura. Ognuno risponde delle sue scelte e quando non ho
condiviso alcune delle loro, lo ho detto a chiare lettere. Però non butto giù
nessuno".
( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)
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Oggi è Ven, 29 Ago 2008 Edizione 179 del 29-08-2008 Caso Alitalia Segnale di fiducia e di ottimismo di Arturo Diaconale Si può
criticare come meglio si vuole l'operazione con cui il governo si accinge a
risolvere il caso dell'Alitalia. Ma non si può in alcun modo negare che il modo utilizzato
rappresenta un segnale politico di grandissima importanza. Non solo per
la credibilità di Silvio Berlusconi che, come ha astutamente sottolineato
Giulio Tremonti, dopo aver adempiuto alla promessa di risolvere il problema dei
rifiuti che deturpavano Napoli e l'immagine complessiva del paese, si accinge a
rispettare la promessa fatta agli elettori prima del voto di aprile di dipanare
una volta per tutte la matassa dell'Alitalia. Ma
soprattutto per la speranza della società italiana di ritrovare le forze,
l'impegno e l'entusiasmo giusti per affrontare la crisi economica ed invertire
quella parabola del declino che con il centro sinistra al governo sembrava
destinata a precipitare sempre più a fondo. Questo modo è rappresentato dalla
scelta del Presidente del Consiglio e dei suoi collaboratori di coinvolgere
nell'operazione-Alitalia non un singolo imprenditore,
sia pure di massimo prestigio, ma una rappresentanza qualificata dei principali
gruppi economici e finanziari. Cioè di tirare in ballo non un isolato
"capitano coraggioso" ma l'intero ceto produttivo più avanzato. Chi
minimizza questo coinvolgimento sostenendo che Berlusconi ha avuto facile gioco
nel convincere gli imprenditori a giocare la partita della Compagnia di
Bandiera, dice una banalità. È ovvio che il Cavaliere possa aver promesso
futuri vantaggi nei rispettivi settori di attività a chi si è imbarcato
nell'impresa. Ed è ancora più ovvio che questi ultimi abbiano assunto la loro
decisione non per perdere ma per guadagnare. Inoltre, dice una sciocchezza
ancora più grande chi protesta denunciando il pericolo della solita falsa
privatizzazione che serve solo a privatizzare i profitti ed a socializzare le
predite. Quella sinistra politica e sindacale e quegli eterni fiancheggiatori
(tecnici e professori) dei capitalisti assistiti che hanno avallato in passato
ogni operazione di questo tipo (dagli infiniti salvataggi della Fiat alla
privatizzazione di Sme, Alfa Romeo e Telecom) non hanno alcun titolo per
denunciare un rischio del genere. Ciò che distingue questa vicenda dalle false
privatizzazioni del passato, infatti, è proprio il fatto della ampia
partecipazione delle imprese più significative del mondo produttivo nazionale.
Allora il gioco si risolveva nel "favore all'amico" fatto dai governi
in carica e dalle forze politiche presenti nella maggioranza. Adesso, proprio
perché i "favori" sono comunque allargati e riguardano simbolicamente
l'intero ceto produttivo, l'operazione diventa un segnale di fiducia e di
ottimismo che riguarda l'intera società nazionale. Gli imprenditori che
investono in Alitalia compiono un atto di fiducia nei
confronti del governo e dell'intero sistema-paese. Sanno che possono perdere.
Ma la loro scommessa è sulla stabilità politica e sulla capacità della intera
società italiana di reagire al declino. Sbagliano? Può essere. Ma il loro è un
segnale che non può non riverberarsi sull'opinione pubblica contribuendo a
strapparla a quella condizione di passività, rinuncia e supina accettazione di
un disastro considerato inevitabile in cui era caduta negli anni passati. Al
tempo stesso la scelta di Berlusconi di non utilizzare gli "amici" di
sempre ma un pacchetto di personaggi in cui figurano uomini dichiaratamente di
parte avversa, costituisce un atto di ottimismo che non può non essere
apprezzato dal paese. Con il proprio comportamento il Cavaliere non punta solo
su se stesso ma sulla capacità di reagire alla crisi dell'intero paese. È come
se dicesse che l'Italia riuscirà a farcela. E che lui ne è talmente convinto da
giocarsi su questo il proprio futuro. Certo, non basterà l'ottimismo
berlusconiano a far superare la crisi. Ma è certo che senza questo ottimismo la
crisi non potrà mai essere superata.
( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)
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Oggi è Ven, 29 Ago
2008 Edizione 179 del 29-08-2008 GLI AUSPICI DEL CARROCCIO E I PROVVEDIMENTI
ADOTTATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI Con la nuova compagnia
decolli il libero mercato di Alessandra Mieli Il Governo ieri ha deciso su Alitalia e, nonostante si fosse alimentata qualche attesa, la Lega non
s'è messa di traverso: Bossi ha detto che c'era poco altro che si potesse fare
e Calderoli ha sottolineato il fatto che dalla settimana prossima comincerà a
riunirsi il tavolo per gli "aeroporti milanesi". Si ritorno
dunque a Malpensa e Linate, svincolati dal destino della nuova compagnia. E
all'Opinione il deputato del Carroccio Marco Reguzzoni, ex presidente della
Provincia di Varese, ribadisce che bisogna "andare verso il libero mercato
del trasporto aereo" e non continuare a "far leva sul sistema delle compagnie
di bandiera". D'altra parte argomenta ancora Reguzzoni i grandi paesi
occidentali come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania hanno già
imboccato questa strada e quindi è ora che il libero mercato trovi spazio anche
da noi. A cominciare dai monopoli come quello sulla tratta
Linate-Fiumicino". Quello in cui viviamo è il migliore dei mondi
possibili. Facendo tesoro delle argomentazioni filosofiche di Gottfried Leibniz
si riesce ad affrontare la soluzione dell'affaire Alitalia.
A partire dall'ottimismo della volontà del presidente Silvio Berlusconi a
parere del quale "Un grande Paese deve avere una grande, solida,
efficiente compagnia di bandiera". Perché "avevamo il dovere di
intervenire, siamo intervenuti con concretezza. Ci siamo riusciti". D'ora
in poi promette il premier la compagnia di bandiera "non peserà più sulle
spalle dei contribuenti". Pur aderendo alla generale soddisfazione,
ragioniamo non evitando di prendere in seria considerazione la posizione della
Lega Nord. Umberto Bossi ha sibilato che il piano predisposto per il
salvataggio di Alitalia "va bene", ma c'è da
notare che questa "è l'unica strada per dare una risposta a
un'emergenza" come ha affermato il Ministro per la semplificazione
normativa Roberto Calderoli che, interpellato al telefono, così ha spiegato la
posizione del movimento Padano confermando anche che, dopo l'incontro di
mercoledì il "confronto è proseguito (nella giornata di ieri, ndr) e si è
confermata l'apertura del tavolo degli aeroporti milanesi. La prima riunione ?
ha aggiunto l'esponente della Lega - si terrà già la prossima settimana".
Vale allora la pena di fare uno sforzo per capire meglio quale sia la linea
padana. Sempre mercoledì scorso Marco Reguzzoni, che dei deputati del Carroccio
è il vice presidente, era stato chiarissimo: "niente provvedimenti che
ostacolino il libero mercato". Alla luce di quanto deciso ieri in
Consiglio dei Ministri, ha precisato che bisogna "andare verso il libero
mercato del trasporto aereo" e non continuare a "far leva sul sistema
delle compagnie di bandiera". D'altra parte argomenta Reguzzoni i grandi
paesi occidentali come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania hanno
già imboccato questa strada e quindi è ora che il libero mercato trovi spazio
anche da noi. A cominciare dai monopoli di fatto come quello sulla tratta
Linate - Fiumicino dove un biglietto di andata e ritorno costa quanto quello
con destinazione New York. Il risultato, secondo Reguzzoni, è che in regime di
monopolio questa tratta è operata malissimo e i cittadini pagano. A chi obietta
che il ruolo da sindacato territoriale svolto dal Carroccio lo pone talvolta in
antagonismo con il Meridione, Reguzzoni replica divertito che "non è una
guerra Nord ? Sud", anche se, ammette "Malpensa è favorita dal libero
mercato tant'è vero che è uno scalo che cresce a due cifre". Perché lo
sviluppo c'è là dove si manifesta la domanda e in un mercato libero ci sono
migliori opportunità anche per l'aeroporto di Punta Raisi che potrebbe operare
il volo New York ? Palermo, ad esempio. Reguzzoni ha parole di stima per il
presidente Berlusconi che è stato capace di coinvolgere anche imprenditori più
sensibili alle melodie che promanano dal loft, ma mette in guardia dai
possibili contrattempi che potrebbero prodursi come accadde a un'altra compagnia,
Volare, che avendo una flotta di apparecchi in leasing si ritrovò con 18
aeromobili sequestrate nel giro di 2 ore perché non aveva onorato i debiti .
Così come ci preannuncia una situazione disastrosa (se non fosse già parso
lampante a tutti) per i conti di Alitalia. Ci sono poi
dubbi che restano sospesi in aria come quelli espressi dall'amministratore
delegato di Unicredit Alessandro Profumo: "Mi sembra che la compagnia
aerea si riduca in modo abbastanza consistente. Continuo a ripetere quello che
è la mia preoccupazione: fino a qualche mese fa avevo un volo da Malpensa a
Varsavia, ora non ce l'ho più e mi sembra di capire che non l'avrò neppure
domani, a meno che non arrivi qualche compagnia internazionale". Ma, per
rimanere con i piedi per terra, ecco cosa ha approvato ieri il Consiglio dei
Ministri: viene autorizzata la scissione della compagnia: da una parte gli
asset che saranno acquistati dalla newco, guidata da Roberto Colaninno, e,
dall'altra, la bad company che resterà commissariata. Tecnicamente, il
risultato si ottiene attraverso una procedura che rispecchia, in buona
sostanza, il modello del Chapter 11 americano. Il Commissario straordinario,
che nel caso di Alitalia con ogni probabilità sarà
Augusto Fantozzi, individuerà l'acquirente mediante trattativa privata o in
esclusiva, in base a requisiti specifici, compresi quello di nazionalità.
Ovviamente, l'acquirente sarà la newco guidata da Roberto Colaninno, in cui
dovrebbe entrare anche Air France, disposta a riesaminare il dossier e a
acquisire una partecipazione di minoranza nella nuova compagnia. I
provvedimenti adottati dal Governo consentono anche di derogare alla normativa
antitrust vigente. Altrimenti sarebbe stato impossibile il conferimento alla
nuova compagnia degli aerei e delle rotte di AirOne. E' previsto infatti che
"le operazioni di concentrazione connesse, contestuali o previste nel
programma non sono soggette ad autorizzazione ai sensi della normativa
antitrust". E' stata stabilita anche una salvaguardia di sei mesi in relazione
ad autorizzazioni, certificazioni e licenze. Il decreto prevede anche le
modalità di rimborso dei piccoli azionisti. Nello specifico sono state
predisposte misure destinate alla tutela dei lavoratori (ammortizzatori sociali
per la durata di sette anni; 4 di cassa integrazione e 3 di mobilità) e
all'indennizzo per i piccoli azionisti o gli obbligazionisti mediante accesso
al fondo, previsto dalla finanziaria 2006, per far fronte alle frodi
finanziarie con i fondi dei conti dormienti.
( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 206 del
2008-08-29 pagina 0 Air France pronta a salire a bordo di Paolo Stefanato
Milano - Air France-Klm ha confermato ieri, alla conclusione di un consiglio di
amministrazione, "l'interesse e l'auspicio a restare partner strategico di
Alitalia. A questo fine, se saranno confermate le
prospettive di redditività della nuova compagnia, Air France-Klm è pronta a
prendere una partecipazione minoritaria nella nuova società a fianco degli
investitori italiani raggruppati da Intesa SanPaolo". Lo ha comunicato
ufficialmente il gruppo franco-olandese. Il clima, rispetto alla primavera
scorsa, quando s'interruppe la trattativa per l'acquisizione di Alitalia da parte della compagnia guidata da Jean Cyril
Spinetta, è radicalmente cambiato, perchè sono radicalmente cambiate le
condizioni. Allora si trattava di acquistare il 100% di una società in
dissesto, di ristrutturarla con una dura opera di ridimensionamento; oggi viene
offerta a Parigi la possibilità di entrare con una quota di minoranza in una
società ripulita, potenzialmente in utile. L'atteggiamento è concreto: Air
France è pronta a entrare in tempi rapidi nella Nuova Alitalia,
appena i soci fondatori avranno avviato la società e ne avranno stabilito un
valore (Air France entrerà comunque in una seconda fase). Di quote non c'è, per
ora, indicazione, e si tratterà presumibilmente di un aumento di capitale
dedicato (una cifra tra 100-150 milioni non appare comunque così distante dalla
realtà). L'ingresso con una quota, anche se di minoranza, permetterà a Air
France di mantenere saldo il rapporto con il mercato italiano e di diventare il
compratore naturale tra 5 anni, quando scadranno le clausole di lock-up. è
facilmente immaginabile che saranno sottoscritti anche degli accordi
parasociali che prevedano diritti di prelazione, E Lufthansa? Non si può
escludere che tra Parigi e Francoforte ci sia stata più di una telefonata.
Lufthansa, che ha già in corso un suo piano per la creazione di una sua
importante base a Malpensa, si concentrerà su Austrian Airlines, anch'essa in
corso di privatizzazione. Del resto, i rapporti in essere tra Alitalia e Air France sono di tale portata che avrebbe
costituito un serio (e costoso) problema per un diverso partner
"smontarli" e pagare le penali relative. Va ricordato che dal
2001-2002 le due compagnie operano in condivisione di profitti tutti i fasci,
ovvero il complesso delle rotte, Italia-Francia, i quali costituiscono dunque
una specie di società virtuale. Ci sono inoltre accordi di code sharing,
operazioni congiunte sui vari aeroporti, l'handling all'aeroporto di Parigi, il
programma frequent flyer, una serie di acquisti comuni (tranne flotta e
carburante). C'è poi l'appartenenza di entrambe all'alleanza SkyTeam. Air France possiede ancora il 2% del capitale di Alitalia, frutto di un acquisto incrociato; l'Alitalia ha già
venduto, lo scorso anno, la sua quota per fare cassa. "Smontare"
tutto questo comporterebbe penali complesse da calcolare, realisticamente
stimabili in circa 200 milioni. I fasci Italia-Francia valgono da soli circa
350 milioni di fatturato, con un margine netto di una trentina; gli
accordi hanno una scadenza prevista nel 2011. Le notizie giunte ieri da Parigi
indicano una strada ormai imboccata, e ha colpito la rapidità con cui è stata
avviata la partnership internazionale che tutti gli imprenditori coinvolti
nella newco avevano messo come condizione essenziale per il proprio ingresso,
ben sapendo che un'Alitalia ridimensionata per
sopravvivere ha assoluta necessità di un alleato forte con il quale sviluppare
sinergie. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
La lieta notizia
dovrebbe essere diffusa allo chalet 'Quadrifoglio', dove la coppia più
chiacchierata del momento sarà ospite d'eccezione al galà 'Affari di stelle'.
Le nozze si celebreranno nel Duomo di Milano
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il loro matrimonio La lieta notizia dovrebbe essere diffusa allo chalet
'Quadrifoglio', dove la coppia più chiacchierata del momento sarà ospite
d'eccezione al galà 'Affari di stelle'. Le nozze si celebreranno nel Duomo di
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"Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della
scuola" (78 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida
drogato" (53 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani:
"Offerte troppo basse" (49 commenti) Gelmini: "Mai detto che gli
insegnanti del sud abbassano la qualità" (41 commenti) Le immersioni
proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (29 commenti) Piste ciclabili,
un percorso a ostacoli (29 commenti) 'Non ho picchiato nessun ragazzo Rom' La
replica del titolare della gelateria (21 commenti) 11:52:36 - più
povero??????????? vai in africa, poi vedi cosa vuol dire essere poveri e non
aver da mangiare ..[...] "Ragazzi non correte, parola di Vale La mia vita?
Più povero ma più felice"11:40:25 - Che dire non conviene più andare ai
tornei, ti mandiamo e tu, rigorosamente per scritto, ci racconti[...] Ivanovic,
che tonfo !11:38:04 - Ma per favore... Che faccia investimenti verso gli enti di
beneficienza, destinati a chi è veramente[...] "Ragazzi non correte,
parola di Vale La mia vita? Più povero ma più felice"11:24:27 - Questi
sono gli sportivi di cui ha bisogno l'Italia; coloro che ti fanno amare uno
sport e che lo fa[...] "Ragazzi non correte, parola di Vale La mia vita?
Più povero ma più felice"11:18:54 - vaidisova ha perso. la garbin sfida la
bremond. precedenti 2-0 garbin.[...] Italia, litigi attorno al nulla10:57:36 -
è sempre una bella persona che ha il rispetto per gli altri, per i suoi tifosi,
per il suo team...e [...] "Ragazzi non correte, parola di Vale La mia
vita? Più povero ma più felice"10:45:03 - Non ti preoccupare, Stefano, è
tutta una cosa solo teorica, nella pratica non accadrà nulla di tutto[...]
Deflagra il caso Bolelli I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli
alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in
pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne
pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità
nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi,
sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale
di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio
dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più
povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan
venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I
'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più
bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO Il tempo non passa mai Forma
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Argomenti: Alitalia
L'attore, che ha
interpretato un 'idiota' nel nuovo film dei fratelli Coen, 'Burn after
reading', è al momento in trattative per interpretare l'adattamento
cinematografico del romanzo di Walter Kirn
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Sarà un manager senza scrupoli L'attore, che ha interpretato un 'idiota' nel
nuovo film dei fratelli Coen, 'Burn after reading', è al momento in trattative
per interpretare l'adattamento cinematografico del romanzo di Walter Kirn
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Più povero ma più felice"11:40:25 - Che dire non conviene più andare ai
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Argomenti: Alitalia
Il quotidiano
economico britannico commenta la vicenda della compagnia di bandiera e spiega
che ''sulla carta la sua resurrezione è già avviata''. Ma non risparmia ironie
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Il Financial Times resta scettico
"Il destino è appeso a un filo" Il quotidiano economico britannico
commenta la vicenda della compagnia di bandiera e spiega che ''sulla carta la
sua resurrezione è già avviata''. Ma non risparmia ironie Roma, 29 agosto 2008
- "Madonna! Un miracolo". Senza risparmiarsi le sue consuete ironie -
quasi immancabili quando parla di business e politica in Italia - è però
complessivamente positivo il commento con cui il Financial
Times esamina la soluzione trovata per Alitalia, nella
rubrica di approfondimento Lex Column. "Quantomeno la nuova Alitalia controllata dai privati dovrebbe essere in grado di tenere alla
larga le interferenze politiche che l'hanno tormentata per così tanto
tempo", si afferma. "L'altro aspetto positivo - si legge - è nella
nuova legge sui fallimenti, che renderà più facili le ristrutturazioni
delle società italiane in dissesto. Questo non impedirà crisi future, per
questo ci vorrebbe davvero un miracolo. Ma potrebbe rendere più semplice la
loro gestione". In ogni caso l'Ft coglie l'occasione per dipingere la
vicenda con una serie di cliché e tinte non proprio 'lodevoli', tanto per
cominciare intitolando l'articolo "Alitalia: così
fan tutte". E poi ci ricama: "Cosa serviva: un vecchio miliardario
pronto a mantenere una giovane amante - "sugar daddy", in inglese -
una Commissione europea compiacente, una nuova legge sui fallimenti, un partner
straniero, un calo dei prezzi del petrolio e tutto questo nello stesso istante.
In breve un miracolo. Madonna! Anche se il premier Silvio Berlusconi aveva
promesso proprio questo, all'ultimo minuto il destino di Alitalia
resta appeso a un filo". Comunque, ora "sulla carta la resurrezione
di Alitalia è partita. Con due parentesi - precisa
l'Ft - la fusione con Air One elimina un concorrente redditizio, e la risposta
'patriottica' degli imprenditori con un miliardo di fondi propri mostra la
capacità del mercato italiano di fare equivoci: lo Stato si farà carico di 1,1
miliardi di debiti di Alitalia". BERLUSCONI
"Non peserà sui contribuenti" - Air France pronta a rilevare la quota
di minoranzaQuale futuro per Alitalia? Commenti Invia
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I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono
nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I
genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro
bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004
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Argomenti: Alitalia
Il premier sulla
pubblicazione di intercettazioni che riguardano il Professore: "Non è che
l'ennesima ripetizione di un copione già visto"
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"Ora intervenga il Parlamento" Il premier sulla pubblicazione di
intercettazioni che riguardano il Professore: "Non è che l'ennesima ripetizione
di un copione già visto" Commenti Invia commento Segnala ad un amico
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non conviene più andare ai tornei, ti mandiamo e tu, rigorosamente per scritto,
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League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia
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storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo
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futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli
azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle
strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth
Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino.
Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence
Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA
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Argomenti: Alitalia
L'ex leader
serbo-bosniaco ha scelto la via del silenzio e non ha risposto ai capi
d'imputazione rivoltigli dai giudici dell'Aja. Karadzic è accusato di genocidio,
crimini di guerra e contro l'umanità
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Scommesse Casa IL PROCESSO Karadzic tace in tribunale Nè colpevole, nè
innocente L'ex leader serbo-bosniaco ha scelto la via del silenzio e non ha
risposto ai capi d'imputazione rivoltigli dai giudici dell'Aja. Karadzic è
accusato di genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità L'Aja (Olanda), 29
agosto 2008 - L'ex leader dei serbi di Bosnia Erzegovina, Radovan Karadzic, si
è rifiutato oggi di rispondere delle accuse formulate a suo carico e di
dichiararsi colpevole o innocente dei singoli capi di imputazione -
( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ad di Intesa San
Paolo sulla newco: "Il progetto è appena iniziato e si dovrà passare
attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee"
"
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settimane Senza accordo sindacale non si parte" L'ad di Intesa San Paolo
sulla newco: "Il progetto è appena iniziato e si dovrà passare attraverso
le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee" Roma, 29 agosto
2008 - "Se non si riuscisse a trovare un accordo sindacale il progetto non
partirebbe". Lo dice l'amministratore delegato di Intesa San Paolo,
Corrado Passera, partecipando al Meeting di Comunione e liberazione. "Il
progetto è appena iniziato - commenta l'ad a proposito
della nuova Alitalia - e naturalmente si dovrà passare attraverso le autorizzazioni
dell'Antitrust e delle autorità europee". "Le prossime 4 o 5
settimane saranno cruciali per capire se va avanti" il progetto di
salvataggio di Alitalia, dopo la costituzione della newco, ha aggiunto l'ad di Intesa
Sanpaolo.Il governo garantirà il reddito dei lavoratori in esubero di Alitalia "per un periodo adeguatamente lungo", ha
assicurato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Intanto il sindaco di
Milano, Letizia Moratti, si è detta disponibile a una riconfigurazione al ruolo
di Linate in un sistema aeroportuale lombardo armonico. Per il sindaco bisogna
abbandonare l'idea di una contrapposizione tra gli scali lombardi di Malpensa,
Linate e quello di Fiumicino: "Sono due mercati diversi". La Moratti,
inoltre, non ha escluso a priori la possibilità di ritirare il ricorso di Sea
contro Alitalia da 1.,25 miliardi. Alla domanda ha
risposto: "Vedremo." Ma la Regione Lazio non permetterà il
ridimensionamento di Fiumicino a favore di Malpensa. A garantirlo è il
governatore Piero Marrazzo, che in una intervista dice: "Comincio a sentire
odore di Alimalpensa. La Regione Lazio, insieme alla provincia di Roma e credo
anche al Comune, tutelerà i lavoratori al fianco dei sindacati". FINANCIAL
TIMES "Madonna! Un miracolo". Senza risparmiarsi le sue consuete
ironie - quasi immancabili quando parla di business e politica in Italia - è
però complessivamente positivo il commento con cui il Financial Times esamina
la soluzione trovata per Alitalia, nella rubrica di
approfondimento Lex Column. "Quantomeno la nuova Alitalia
controllata dai privati dovrebbe essere in grado di tenere alla larga le
interferenze politiche che l'hanno tormentata per così tanto tempo", si
afferma. "L'altro aspetto positivo - si legge - è nella nuova legge sui
fallimenti, che renderà più facili le ristrutturazioni delle società italiane
in dissesto. Questo non impedirà crisi future, per questo ci vorrebbe davvero
un miracolo. Ma potrebbe rendere più semplice la loro gestione". In ogni
caso l'Ft coglie l'occasione per dipingere la vicenda con una serie di cliché e
tinte non proprio 'lodevoli', tanto per cominciare intitolando l'articolo
"Alitalia: così fan tutte". E poi ci ricama:
"Cosa serviva: un vecchio miliardario pronto a mantenere una giovane
amante - "sugar daddy", in inglese - una Commissione europea
compiacente, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero, un calo dei
prezzi del petrolio e tutto questo nello stesso istante. In breve un miracolo.
Madonna! Anche se il premier Silvio Berlusconi aveva promesso proprio questo,
all'ultimo minuto il destino di Alitalia resta appeso
a un filo". Comunque, ora "sulla carta la resurrezione di Alitalia è partita. Con due parentesi - precisa l'Ft - la
fusione con Air One elimina un concorrente redditizio, e la risposta
'patriottica' degli imprenditori con un miliardo di fondi propri mostra la
capacità del mercato italiano di fare equivoci: lo Stato si farà carico di 1,1
miliardi di debiti di Alitalia". BERLUSCONI
"Non peserà sui contribuenti" - Air France pronta a rilevare la quota
di minoranzaQuale futuro per Alitalia? Commenti Invia
commento Segnala ad un amico 29/08/2008 12:44 inqbo da quel che ci ho capito
prima ci liberavamo di debiti e delle poche cose attive e alitalia diventava
francese. adesso ci teniamo i debiti, ci liberiamo delle poche cose attive e
alitalia diventa di colaninno, passera e soci i quali ci dicono che così 'resta
italiana'. dato che siamo tutti una cosa sola ( son felice) , doamni passo in
piaggio a prendere uno scooter, e poi al sanpaolo per i soldi della benzina ?
se siamo tutti italiani, ne saranno orgogliosi, no ? .... 29/08/2008 14:10
alien se ho ben capito e' stata creata una Bad Company per tutti i debiti dell'Alitalia, e una nuova Company che dovrebbe far rinascere la
societa'e dare degli utlili ovviamente. Vorrei sapere: i debiti della bad
Company li paghiamo noi italiani, come sempre, e i profitti li prende la
famigerata cordata? spero di aver capito male, ma siccome siamo in italia,
questo e altro. Sono presenti 2 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei
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Argomenti: Alitalia
Motivo all'origine
della lite la morbosa gelosia di Naomi nei confronti del fidanzato russo,
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Paris e Naomi scappa via Motivo all'origine della lite la morbosa gelosia di Naomi
nei confronti del fidanzato russo, con il quale in passato Paris avrebbe avuto
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( da "Voce d'Italia, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia A Cortina
InConTra Unicredit, Profumo: "banche hanno commesso errori, euro ci ha
dato una mano" Al dibattito 'Euro, 10 anni dopo' l'amministratore delegato
del gruppo ha parlato del rallentamento dell'attivita' bancaria Cortina
d'Ampezzo, 29 ago. - Anche in Italia "c'è un rallentamento dell'attività
bancaria, se guardiamo l'erogazione dei nuovi mutui e di tutto il mondo del
risparmio gestito". Lo ha detto al PalaLexus di 'Cortina InConTra'
l'amministratore delegato dell'UniCredit Group, Alessandro Profumo, prima del
dibattito, moderato da Myrta Merlino (conduttrice Economix-RaiTre) sul tema:
"Euro, 10 anni dopo" con Lorenzo Bini Smaghi (comitato esecutivo
Bce), Massimo Giannini (direttore Affari&Finanza, vicedirettore La
Repubblica) e Enrico Cisnetto (editorialista, presidente Società Aperta).
"Un impatto sulla attività bancaria certamente c'è ed è diverso a seconda
delle dimensioni delle banche. Noi, con l'operazione Capitalia, - ha proseguito
Profumo - abbiamo dei risparmi di costi consistenti che compensano il
rallentamento che c'è' stato sul fronte dei ricavi. Stiamo anche prendendo
quote di mercato perché il mondo ex Capitalia sta accelerando parecchio
nell'attività commerciale". E sull'immediato futuro dell'economia italiana
Profumo spiega: "Certamente le prospettive sono meno brillanti rispetto a
un anno fa. D'altra parte basta vedere i prezzi in Borsa". Passando alla
Germania, l'ad dell'UniCredit Group, ha continuato: "l'economia tedesca ha
diverse componenti. Ha una attività industriale molto forte che risente
dell'andamento dell'euro, che in questo momento si sta ridimensionando, e i
consumi interni sono particolarmente bassi per le ristrutturazioni che si
stanno realizzando nel Paese". Tuttavia "noi non vediamo impatti sui
nostri piani. Continuiamo a vedere un'attività del mondo corporate estremamente
interessante". "Mi sembra che la compagnia si riduca in modo
abbastanza consistente". E' il giudizio espresso dall'ad di Unicredit
Group, sull'operazione Alitalia.
"Continuo a ripetere - ha proseguito - quella che era la mia
preoccupazione, cioè che fino a qualche mese fa avevo un volo diretto da
Malpensa per Varsavia e ora non ce l'ho più. Mi sembra di capire che non ce
l'avrò nemmeno domani, a meno che non arrivi qualche compagnia internazionale.
Tutto il resto non mi interessa". In relazione alla partecipazione di
Unicredit in Atlantia, Profumo ha rilevato che "non è una partecipazione
strategica. Secondo me, oggi - ha detto - è ampiamente sottovalutata".
"Le banche italiane hanno commesso degli errori ma nel complesso non hanno
fatto malissimo" – ha spiegato Profumo - "abbiamo fatto degli errori
e ci sono degli spazi di miglioramento. Ma nel complesso non abbiamo fatto
malissimo. E l'euro ci ha dato una mano molto importante. Per le imprese, poi,
entrare nell'euro è stato come smettere di prendere una droga, che era la
svalutazione, per tornare ad essere sanamente competitivi a livello
internazionale". "La tassa sull'euro? Non fu mai restituita e questo
certamente ha inciso nella cattiva percezione della moneta unica che è diffusa
nell'opinione pubblica italiana”, ha detto Lorenzo Bini Smaghi, del comitato
esecutivo Bce - "la tassa sull'euro non solo non fu mai restituita, ma
andò a finanziare la spesa pubblica. Ciò giustifica un certo risentimento da
parte degli italiani". "O si cercano di capire i fattori sottostanti
alle difficoltà, oppure si dice 'la colpa è dell'euro e si trova un inutile
capro espiatorio, l'euro non sarà sostituito e non si va a fondo dei problemi
veri". "Negli Usa - ha ricordato Bini Smaghi - questo è stato il
decennio di peggiore crescita da oltre 120 anni. Ma lì l'euro non c'è e non gli
si può dare la colpa; qui siamo soliti dargliela". "Il fatto è - ha
aggiunto - che alcuni prodotti sono aumentati molto più ed altri diminuiti. Ma
la gente dà molta più importanza agli aumenti". Secondo Bini Smaghi,
"l'euro ha invece portato stabilità. Si può andare all'estero - ha detto
ancora - senza sentirsi poveri come con la Lira nei momenti di crisi". La
priorità, per la Banca centrale europea, fissata dal trattato di Lisbona
sottoscritto da tutti i paesi interessati, è il mantenimento della stabilità
dei prezzi e per far questo, i tassi attuali sono adeguati. Bini Smaghi
respinge le critiche alla scelta di non abbassare i tassi, avanzate anche da
alcuni importanti capi di Stati (Zapatero e Sarkozy, in particolare),
"l'esperienza degli ultimi 30 e passa anni - ha ricordato il banchiere -
dimostra che chi ha l'inflazione più alta non ha una crescita maggiore. In
molti, anche negli Stati Uniti, criticano la politica monetaria della Fed: loro
hanno un'inflazione al 6% ma la nostra è al 4% ed è già troppo alta. Bisogna
ridurla e noi della Bce stiamo facendo di tutto per farlo. Abbiamo uno
strumento limitato, quello del tasso di interesse: ma non mi sembra che i tassi
al 4,25% o al 4,5% siano così alti. Se i governi ci criticano, avrebbero dovuto
cambiare il trattato e non firmarlo come hanno fatto un anno fa, chiedendoci di
assicurare la stabilità dei prezzi".
( da "Voce d'Italia, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'Ad di Intesa San Paolo parla di Alitalia dal
Meeting di Rimini Alitalia: decisive le prossime settimane "Nei prossimi giorni ci
potranno essere nuovi investitori" Rimini, 29. ago. - L'Amministratore
delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, ha parlato del futuro di Alitalia al Meeting di Rimini: "Le prossime 4-5 settimane saranno
cruciali per capire se si va avanti o no. Nei prossimi giorni ci
potranno essere nuovi investitori". Passera parla di un progetto a
medio-lungo periodo: "Il progetto al quale stiamo lavorando è un progetto
imprenditoriale molto serio. E' un progetto a medio-lungo periodo, il lavoro da
fare è tanto e mi auguro che sia un progetto di sistema". R.D.M.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Nuova Alitalia, il piano può decollare Arriva il commissario,
fallimento scongiurato. Berlusconi esulta --> Arriva il commissario,
fallimento scongiurato. Berlusconi esulta Il Consiglio dei ministri approva le
norme per il salvataggio dell'Alitalia. Pronto il
commissariamento. ROMA Via libera del Consiglio dei ministri al salvataggio di Alitalia: dopo poco più di mezz'ora di riunione il governo
dà l'ok al decreto legge e al disegno di legge delega che permettono il
commissariamento della compagnia di bandiera, evitando il fallimento. Molto
soddisfatto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Avevamo il
dovere di intervenire, lo abbiamo fatto con concretezza. Ci siamo
riusciti". Mentre l'opposizione, Pd in primis, attacca la soluzione del
governo. La riunione del governo è filata via liscia senza distinguo,
nonostante gli avvertimenti lanciati nei giorni scorsi dalla Lega. I nodi
principali, infatti, sono stati sciolti in una cena-riunione ieri sera con
Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi e Roberto Calderoli: il
Carroccio ha ottenuto l'apertura del Tavolo per gli aeroporti milanesi,
preoccupazione numero uno dei leghisti. E così Bossi può finalmente dire che
"il piano va bene". BERLUSCONI SODDISFATTO Si chiude dunque una
partita difficile e il premier rivendica i meriti del governo, leggendo una
dichiarazione scritta. La "nuova" Alitalia,
spiega Berlusconi, "era l'unica soluzione" altrimenti l'alternativa
era il fallimento. Una soluzione, è convinto il Cavaliere, che permetterà ad
"un grande Paese di avere una grande compagnia di bandiera", che sarà
"in mani tutte italiane" e non sarà svenduta, come voleva fare il
governo Prodi, ad Air France, che se vorrà potrà entrare solo "come socio
di minoranza". Certo, ammette il premier, "ci sono sacrifici da
fare" perché l'eredità di Alitalia è pesante ma
né il personale in eccedenza né "i piccoli risparmiatori saranno
abbandonati". Così come una "compagnia nuova, finanziariamente in
equilibrio e tecnologicamente avanzata non peserà più sulle spalle dei
contribuenti". OPPOSIZIONE DURA Se il governo mostra soddisfazione per la
grana risolta, chi invece attacca l'operazione è il Partito Democratico: per
Walter Veltroni quella che resterà all'Italia sarà solo una "compagnia di
bandierina". La vicenda Alitalia, per il
segretario del Pd, "è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia
vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza". E, dopo le
affermazioni del premier, non fa sconti l'ex ministro Pd Pierluigi Bersani:
"Le rassicurazioni di Berlusconi non servono a nulla. Viene fuori l'idea
di una compagnia più piccola e più domestica che ovviamente non potrà vivere da
sola". Durissimo Enrico Letta, per il quale le parole di Berlusconi sono
"sfacciate e intollerabili" e tentano solo di "coprire la
realtà, cioè la vera notizia: il governo sta pilotando il fallimento di Alitalia". L'Udc chiede invece "maggiore
trasparenza": il governo "venga a riferire in Parlamento", è
l'invito del centrista Gian Luca Galletti. ALEMANNO PREOCCUPATO Ma non sono
solo le opposizioni a esprimere preoccupazione e dal sindaco di Roma Gianni
Alemanno arriva la richiesta di un incontro urgente con il governo per fare il
punto sul futuro di Fiumicino e quindi di decine di lavoratori. Il destino
degli scali, d'altro canto, è sempre stato (insieme alla questione degli esuberi)
uno dei punti più delicati. Solo ieri la tabella di marcia del governo
rischiava di essere messa in crisi dalla Lega. E c'è voluta la riunione di tre
ore con Berlusconi perché Bossi, con i vertici del Carroccio, ottenesse
rassicurazioni sufficienti per dare il nulla osta. E il punto di caduta, ha
spiegato il ministro Roberto Calderoli, è stata la decisione di "aprire il
Tavolo per gli aeroporti milanesi, che sarà operativo già dalla prossima
settimana".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 213
La Borsa premia la cordata-Alitalia --> Immsi, la
società di Roberto Colannino, che ha approvato ieri l'operazione nella
compagnia di bandiera (Colaninno è presidente della Compagnia aerea italiana) e
i conti semestrali, ha iniziato a correre sin dalla mattinata per essere più
volte congelata e sospesa per eccesso di rialzo. Alla fine il titolo è salito
del 12,49% a 0,84 euro. Bene anche gli altri titoli coinvolti nella cordata
quali Atlantia (+1,96% a 17,9) e Fondiaria-Sai (+0,62% a 19,06) che ieri aveva
ceduto terreno sui conti. La banca guidata da Corrado Passera, che partecipa anch'essa
al Progetto Fenice con 100 milioni di euro ed è l'advisor della privatizzazione
della compagnia, ha beneficiato dei risultati semestrali in particolare di
quelli realizzati nel secondo trimestre e, dopo una seduta brillante, ha chiuso
in rialzo del 6,25% a 3,64 euro. Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo semestre
con un utile netto consolidato di 3,1 miliardi di euro, in calo dai 5,3
miliardi realizzati nel 2007 grazie anche alle dismissioni, ma in crescita del
22,4% su basi normalizzate, con l'esclusione cioè delle componenti non
ricorrenti e del risultato dell'attività di trading.
( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Sì del governo al
salvataggio. Colaninno: un'operazione di mercato. Il Pd e i sindacati: "Pagheranno i cittadini" Alitalia, rientra
Air France Berlusconi: un buono alle aziende che assorbiranno gli esuberi La
"nuova" Alitalia resterà una compagnia italiana. Il governo ha dato il via libera
- con la modifica della legge Marzano - al salvataggio e alla divisione in due
nuove società, una bad company e una best company, annunciando che soci
stranieri potranno entrare ma solo con quote di minoranza. Air France,
ritiratasi definitivamente dalla partita ad aprile, è pronta di nuovo a
scommettere sulla partita che vedrà nascere la newco dalle ceneri della vecchia
compagnia. Lunedì il piano dovrà affrontare un grande ostacolo: il confronto
con il sindacato, pronto a dare battaglia. "Scommessa vinta", sono le
parole trionfali di Berlusconi che ha aggiunto: "I sacrifici ci saranno ma
il personale in eccesso non sarà abbandonato". "Certo - ha assicurato
il premier - gli esuberi saranno inferiori a quelli della svendita ad Air
France. Daremo un buono alle agenzie del Sud che offriranno posti di
lavoro". Respinge le critiche Roberto Colaninno: "E' un'operazione di
mercato". Al contrario di Veltroni che parla di "una compagnia di
bandierina. Così pagheranno i cittadini" Barbera ALLE PAG. 4 E 5.
( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Mario Deaglio
COMPAGNIA DI BANDIERINA Il tentativo di sistemazione di Alitalia,
condotto dall'attuale governo, presenta caratteri di novità nel panorama della
politica industriale italiana e va quindi analizzato prima in un contesto
istituzionale e poi al livello del settore e dell'impresa. Il precedente governo
aveva seguito inizialmente una procedura da manuale anglosassone: aveva indetto
una vera gara internazionale per la vendita della propria quota in Alitalia, sollecitando manifestazioni di interesse poi
trasformatesi in un'unica offerta concreta, quella di Air France. A questo
punto, dall'empireo della finanza globale si passò bruscamente a un tipico
scenario italiano: Air France fu chiamata a incontrare il sindacato per quella
che riteneva poco più di una semplice illustrazione e che il sindacato, con
incredibile e colpevole miopia, considerava invece punto di partenza della
trattativa "vera" per spuntare un netto miglioramento dell'offerta.
Non ci si deve meravigliare che Air France sia scappata, lasciando Alitalia senza prospettive, senza amici, con perdite di un
milione di euro al giorno che il governo tamponò - ossia mise a carico di tutti
gli italiani - con un ingente prestito ponte, di dubbia legittimità europea. In
campagna elettorale, l'attuale presidente del Consiglio si impegnò
solennemente, forse con un po' di demagogia, a trovare una soluzione privata e
italiana al problema Alitalia, giocando sul tasto
dell'irrinunciabilità a una "compagnia di bandiera". Si è realizzato
così, dopo molti anni, un intervento "pesante" dello Stato per
pilotare la ristrutturazione del settore, facendo leva su imprese nazionali e
puntando comunque alla fusione operativa tra Alitalia
e Air One, la seconda compagnia aerea nazionale. L'attuale governo ripete in
tal modo, con qualche variante, la politica francese di ristrutturazione
seguita per l'aeronautica, l'elettronica e per lo stesso settore dei trasporti
aerei: il libero mercato è solo un ricordo, sostituito da una concertazione di
interessi. Il governo di centro-destra si dimostra più "socialista",
ossia più interventista, di quello di sinistra-centro. Da una gara aperta a
livello internazionale si è così passati a trattative private rigidamente
limitate e assai poco trasparenti. Anche così, ci sono voluti molti mesi e
molti sforzi per "convincere" una quindicina di imprenditori italiani
a costituire una "cordata" e mettere assieme una somma relativamente
modesta - un miliardo di euro -, comunque insufficiente a una vera politica di
rilancio di Alitalia. È quindi ragionevole pensare che
questa "cordata" sarà sostenuta da un forte credito bancario; essa
potrebbe inoltre andare incontro a forti obiezioni europee per il possibile
conflitto di interessi di alcuni dei partecipanti alla "cordata" in
quanto gestori di servizi pubblici in potenziale competizione con i servizi
aerei di Alitalia. L'attuale tentativo di soluzione
mostra comunque una netta discontinuità, rispetto al passato recente, non solo
per il suo allontanamento dal mercato, ma anche per i nuovi rapporti
governo-grandi imprese e per l'esclusione delle forze sindacali dalle
decisioni-chiave: a loro è riservata una trattativa successiva per la sola
sistemazione dei lavoratori in esubero. Ben difficilmente la soluzione ieri delineata eviterà di porre le perdite di Alitalia a carico della collettività: la separazione della
"polpa" di Alitalia (in sostanza la posizione dominante nel traffico aereo sulle
principali rotte italiane e soprattutto sulla Milano-Roma) dal suo
"osso" (un mare di debiti e di dipendenti in esubero confluiti in una
nuova società pubblica) è la premessa perché quest'osso influisca in
maniera negativa e piuttosto pesante sui conti pubblici, il che, del resto, è
successo in altri salvataggi del passato, come quello del Banco di Napoli. È
dubbio che essa favorisca davvero lo sviluppo del Paese, non dovrebbe essere in
ogni caso salutata con toni trionfalistici. La "polpa", del resto, se
produrrà utili, lo farà solo tra alcuni anni. Nessuno dei partecipanti alla
cordata ha una "vocazione" al trasporto aereo e quanto è stato reso
noto del piano industriale è piuttosto vago e non appare molto convincente. La
nuova Alitalia sarà una compagnia aerea molto
ridimensionata, quasi una "compagnia-bonsai", priva di un punto
centrale (hub), senza vere prospettive di crescita fuori dall'Italia. Per questo
è ragionevole supporre che il piano ora presentato sia solo un abbozzo, sulla
base del quale negoziare più ampie intese con qualcuno dei veri
"grandi" del trasporto aereo europeo; non a caso, Air France si è già
rifatta ufficialmente avanti e potrebbe ottenere i risultati che si proponeva
qualche mese fa - ossia l'integrazione di Alitalia nel
proprio sistema globale - a un costo molto inferiore al previsto, risultando il
vero vincitore di quest'operazione. La "bandiera" italiana di questa
compagnia, in nome della quale si è condotta questa complicata operazione,
potrebbe risultare una "bandierina", - secondo l'espressione usata
ieri dal capo dell'opposizione - e per di più italo-francese. La prospettiva
più probabile è quella della continuazione di un'ulteriore, lenta riduzione
della presenza di Alitalia sulla scena europea,
insufficientemente compensata da una ragguardevole presenza iniziale sul
mercato nazionale. mario.deaglio@unito.it.
( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia di
bandiera ha presentato ricorso per lo stato di insolvenza al tribunale di Roma.
Il consiglio d'amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura di
amministrazione straordinaria
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ALITALIA Il cda chiede il commissariamento La compagnia di bandiera ha
presentato ricorso per lo stato di insolvenza al tribunale di Roma. Il
consiglio d'amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura di
amministrazione straordinaria Roma, 29 agosto 2008 - Il cda
di Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza della compagnia e chiesto
l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. In una nota al
termine del consiglio di amministrazione la società spiega che "Alitalia ha richiesto, in conformità alle determinazioni assunte in data
odierna dal consiglio di cmministrazione della ompagnia, l'ammissione
alla procedura di amministrazione straordinaria di cui alla Legge 18 febbraio
2004, numero 39 e successive modificazioni, da ultimo con il decreto legge 28
agosto 2008,n.134". L'istanza di ammissione è stata motivata e corredata
di idonea documentazione. Contestualmente, come previsto dalla citata
normativa, Alitalia ha presentato ricorso per la
dichiarazione dello stato di insolvenza al Tribunale di Roma. Passera:
"Senza l'accordo con i sindacati non si parte" - Berlusconi:
"Non peserà sui contribuenti" - Air France pronta a rilevare quota di
minoranza