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29-8-2008 Alitalia. Il testo del decreto Marzano new

 

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Alitalia, Passera: senza accordo con i sindacati salta il rilancio (Il Sole 24 Ore 29-8-2008)

Alitalia, Bersani: Berlusconi è stato problema non la soluzione (Reuters 29-8-2008) 2

Alitalia, attesa per il Cda. Oggi la decisione sul commissariamento dell'azienda (La Stampa 29-8-2008) 2

"Non ci regalano Alitalia, un dovere accettare questa sfida" Di Ezio Mauro (La Repubblica 29-8-2008) 2

Il piano, il nodo della flotta e Air France di Massimo Mucchetti  (Il Corriere della Sera 29-8-2008) 2

Colaninno: con noi Alitalia tornerà sui grandi mercati. di Mara Monti (Il Sole 24 Ore 29-8-2008) 2

Alitalia, resta solo la bandiera. di Massimo Giannini. (La Repubblica 29-8-2008) 2

 


 

Alitalia, Passera: senza accordo con i sindacati salta il rilancio (Il Sole 24 Ore 29-8-2008)

 

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Senza un accordo con il sindacato, il progetto di rilancio di Alitalia non partirà. E' quanto ha affermato l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, a margine del Meeting di Rimini. «Le prossime quattro o cinque settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no», ha poi previsto Passera. Anticipando poi che l'impegno finanziario di Intesa Sanpaolo nell'operazione Alitalia ammonterà tra 100 e 150 milioni di euro. «Il progetto è appena iniziato - ha puntualizzato - e naturalmente si dovrà passare attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee». «Il progetto al quale stiamo lavorando é un progetto imprenditoriale molto solido - ha proseguito Passera -, di medio e lungo periodo perché il lavoro da fare è tanto. Stiamo parlando di una struttura importante per il nostro paese, per cui mi auguro che possa essere vissuto dalla maggioranza degli italiani come un vero e proprio progetto di sistema». «Tra due anni - ha spiegato poi - ,Alitalia potrebbe essere un'azienda con i conti di nuovo in ordine, che comunque avrà più destinazioni di quante ne ha oggi, che coprirà meglio sia il mercato domestico, sia internazionale sia intercontinentale e che avrà una forte alleanza con uno dei grandi carrier globali». Passera ha infatti ricordato che «tutte le compagnie aeree della nostra dimensione sono concentrate sul mercato nazionale e poi sono integrate in uno dei grandi network per assicurare tutte le altre destinazioni». Se verranno superati tutti i 'sè delle prossime settimane, «tra due anni Alitalia potrebbe essere un'azienda di dimensione paragonabile all'attuale perchè le sovrapposizioni con Airone verranno eliminate così come quelle tra Malpensa e Linate, se si avrà il coraggio di razioanlizzare i due aeroporti principali di Milano».

Riguardo agli azionisti, il banchiere ha sostenuto che la totalità di quelli con cui ha parlato «sono persone libere, coscienti dell'investimento che fanno». E poi: «Il fatto che si aggiungano imprenditori» al piano di rilancio di Alitalia, «fa molto piacere per il progetto». «La lettera di ieri di Air France ha dato grande soddisfazione», ha poi specificato Passera.

Passera ha replicato anche alle accuse del ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani: gli imprenditori che hanno formato la cordata per la nuova Alitalia, ha detto l'ad di Intesa SanPaolo , «sono persone libere, consce dell'investimento che fanno, che hanno analizzato il progetto con grande attenzione e il fatto che se ne continuino ad aggiungere, imprenditori che nulla debbono a nessuno, che nulla vogliono chiedere in cambio della partecipazione a questo progetto». Secondo Bersani, alcuni imprenditori sono entrati nella cordata «con la pistola alla tempia».


Alitalia, Bersani: Berlusconi è stato problema non la soluzione (Reuters 29-8-2008)

 

RIMINI (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato il problema della rovina di Alitalia e adesso non si può atteggiare come colui che risolve la situazione.

Lo ha detto il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani parlando con i giornalisti a margine del Meeting dell'amicizia in corso a Rimini. Secondo Bersani inoltre il decreto approvato ieri dal governo introduce di fatto un nuovo diritto fallimentare in Italia e stravolge le norme antitrust, tutto questo senza che nessuna associazione di imprenditori abbia commentato questa nuova situazione.

"Berlusconi è stato il problema, non la soluzione, già quando ha governato dal 2001 al 2006. Nel 2001 Alitalia valeva 10 euro, nel 2006 un euro. Si è lasciato passare l'accordo Klm-Air France nel quale potevamo inserirci; adesso Berlusconi ha fatto saltare la soluzione, ne ha prospettata un'altra", ha detto Bersani.

L'esponente del Pd ha aggiunto che "questa soluzione ci consegna una compagnia palesemente più piccola, domestica, che deve fare un'alleanza con Air France la quale, per definizione si occuperà dei collegamenti internazionale, non potrà mica farsi concorrenza lei stessa. Col tempo penserà di prenderci su, lasciandoci sul groppone i problemi e i debiti, che qualche mese fa era disposta a pagare, questo è il punto ineludibile di questa vicenda. Così come è ineludibile il fatto che creditori, fornitori avevano un certo numero di garanzie che oggi non hanno più e non c'è norma che possa derogare a questo piccolo particolare".

Circa quest'ultimo aspetto, per Bersani "sta sfuggendo ai più un piccolo particolare che, per non farsi accusare di fare norme ad personam o su un caso singolo, si sta impostando una nuova normativa sulle procedure fallimentari o parafallimentari o di crisi aziendali e si stanno introducendo novità sulle possibilità di derogare le norme sulla concorrenza, cioè per cambiare la serratura si sta rifacendo il palazzo. Sono stupito che nessuno dica più niente, anche alcune associazioni di impresa non parlano più di concorrenza, di paritarie condizioni, di piccola impresa... Se non dicono niente su questa evoluzione di una normativa che mette palesemente a rischio i diritti dei risparmiatori, dei creditori, dei lavoratori... Se va bene a loro..."

Sul tema è intervenuto con considerazioni simili anche il leader della Rosa Bianca Savino Pezzotta, anche lui oggi al Meeting di Rimini: "La mia prima priorità è capire come verranno sistemati i lavoratori e quali garanzie avranno. Si scaricano sugli italiani tutti i costi: agli imprenditori va la polpa di Alitalia e l'osso rimane ai cittadini. Con quest'operazione mettiamo fine a qualsiasi funambolismo liberista e torniamo al concetto delle partecipazioni statali".


© Reuters 2008. Tutti i diritti assegna a Reuters.


 

Alitalia, attesa per il Cda. Oggi la decisione sul commissariamento dell'azienda (La Stampa 29-8-2008)

 

ROMA
Ieri il governo ha spianato la strada al Piano Fenice per il salvataggio di Alitalia, oggi il cda della compagnia esaminerà i conti di un difficile semestre per poi alzare bandiera bianca e chiedere il commissariamento. Il progetto disegnato da Intesa Sanpaolo muove così i primi passi lungo la strada tracciata per cedere aerei e asset operativi alla «nuova Alitalia» guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. E lasciare così la gestione di debiti e dipendenti, di azioni e obbligazioni, nella vecchia Alitalia da affidare al commissario straordinario. Che sarà Augusto Fantozzi.

Intanto torna in scena Air France, che dice di essere pronta ad acquisire una quota di minoranza nella nuova società creata dalla cordata di imprenditori italiani. Varati in consiglio dei ministri le necessarie modifiche alla procedura prevista dalla Legge Marzano, il piano di salvataggio per Alitalia può ora contare su ammortizzatori sociali per sette anni e per tutti i dipendenti in esubero. E sulla possibilità di cedere alla newco anche asset strategici, in tempi strettissimi, con trattativa privata ma a prezzi di mercato.

Non servirà una autorizzazione Antitrust per integrare Air One nella Nuova Alitalia, come previsto dal progetto, ma solo l’accordo su impegni per evitare che la riduzione della concorrenza (un quasi-monopolio sulla rotta Linate-Fiumicino) porti ad un aumento dei prezzi. Mentre per piccoli azionisti e obbligazionisti è previsto un indennizzo utilizzando il fondo che fu creato con la Finanziaria 2006 per risarcire i risparmiatori vittime del default dei tango-bond argentini o di grandi frodi finanziarie, con le risorse dei conti dormienti.

Il presidente del Consiglio potrà decidere personalmente l’ammissione della società all’amministrazione controllata (in alternativa al ministro dello Sviluppo), nominare il commissario (anche in deroga alle norme su condizioni dell’incarico e compenso), e «prescrivere specifiche attività per il raggiungimento dell’obiettivo di risanamento».

Oggi il Cda: sono attese grosse perdite.
Sul tavolo i conti del primo semestre che potrebbero registrare perdite record per l’effetto del calo dei passeggeri e dell’impennata del prezzo dei carburanti. Con la compagnia da tempo sull’orlo del fallimento il cda dovrebbe dichiarare lo stato di insolvenza e chiedere il commissariamento. Il presidente Aristide Police si appresta a lasciare il timone dopo aver gestito la compagnia negli ultimi, difficilissimi, cinque mesi.

Esuberi, confronto da lunedì.
Il decreto del governo prevede quattro anni di cassa integrazione più altri tre di mobilità per tutti i dipendenti in esubero, e la ricollocazione in altre aziende del settore privato, escludendo la Pubblica Amministrazione, come ha indicato il ministero del Lavoro. Lunedì il ministro Maurizio Sacconi aprirà il confronto non facile con i sindacati, in preallarme per le indiscrezioni sulla possibilità che gli esuberi possano arrivare a quota settemila.

L'alleanza internazionale.
Air France è disponibile ad affiancare gli investitori italiani entrando nella newco come socio di minoranza, ma solo «se saranno confermate le prospettive di redditività della nuova compagnia». Può essere la base per un rafforzamento della collaborazione commerciale tra le due compagnie ed all’interno dell’alleanza Sky Team. Ma i giochi non sono ancora chiusi: «Anche Lufthansa è interessata», ha indicato il ministro Altero Matteoli.

La cordata.
Si lavora alla messa a punto della Nuova Alitalia, con 16 investitori italiani. Il Cda della Immsi di Roberto Colaninno ha approvato la partecipazione al progetto con un investimento non superiore a 150 milioni. Notizia accolta dalla Borsa con un +12,49% a fine giornata, dopo continue sospensioni per eccesso di rialzo. Intesa Sanpaolo, che come advisor ha definito il piano, investirà 100 milioni (+6,25% a Piazza Affari sulla spinta dei buoni risultati del semestre)

 


"Non ci regalano Alitalia, un dovere accettare questa sfida" Di Ezio Mauro (La Repubblica 29-8-2008)

Parla il presidente della cordata che prenderà la nuova Compagnia. "Non sono Mago Merlino, l'azienda si può salvare solo così". "In politica non la penso come Berlusconi, ma non posso autosospendermi
Trattiamo con Air France e con Lufthansa, una delle due è indispensabile"


"COME sto? Glielo dico subito. Sto studiando le carte giorno e notte e l'ultima cosa che vorrei fare è mettermi a chiacchierare perché qui prima di pensare a volare - in tutti i sensi - bisogna chinare la testa e lavorare sodo. Ma sento girare un po' di cose che non capisco o che magari capisco anche, ma che non mi convincono. E allora, se vuole, le spiego perché sto allacciando le cinture e mi imbarco con l'Alitalia".

Roberto Colaninno è il numero uno della cordata che prenderà in mano ciò che resta di Alitalia e appoggiandosi ad un grande vettore europeo (Air France o Lufthansa), la traghetterà in una nuova compagnia aerea libera dai debiti e dagli esuberi, scaricati sullo Stato e sul contribuente. Un'operazione che molti giudicano spericolata dal punto di vista finanziario, spregiudicata davanti alle norme europee e anche semplicemente alle regole capitalistiche di mercato: voluta e benedetta da Berlusconi, che ha chiuso la porta in faccia all'ipotesi di acquisto da parte di Air France, parlando di "svendita" e "colonizzazione". Che ci fa qui Colaninno, che vota a sinistra e crede nel mercato, al punto da scalare un gigante come Telecom fino alla vetta, risanare Piaggio quand'era in mezzo ai guai, puntare addirittura alla Fiat quando tutti la davano per fallita? Si è convertito anche lui, non dal punto di vista politico ma da quello capitalistico, passando dal mercato libero e selvaggio al recinto protetto e garantito del potere berlusconiano? Ecco le sue risposte.

Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia? Un'operazione di potere?
"Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale coi controfiocchi, dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi e io non la penso come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar, sospiriamo, lanciamo qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne torniamo a casa, senza fare niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E io dovrei fare l'imprenditore in questo modo, in pratica autosospendendomi? Grazie, ma questo ragionamento non mi convince, e non ci sto".

E qual è invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi?
"Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore, una sfida come questa ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi? Ma lui è il capo del governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle due l'una: o vado via da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia parte, quel che so fare e che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità non si ferma qui, ma mi impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei ideali. Ha capito? Miei, non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche negli errori che farò. Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se tutti ragionassimo così il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci".

E perché la responsabilità dell'imprenditore scatta proprio per Alitalia?
"Perché si chiama come il mio Paese, è un servizio pubblico, ha ventimila dipendenti, è una rete della modernità. Santo Dio, è una partita che non possiamo permetterci di perdere, tutti insieme".

Ma è una partita che si gioca con strane regole costruite su misura per voi, non le pare?
"Senta, spero che a nessuno venga in mente che qui ci stanno regalando qualcosa, prima di tutto perché nessuno mi ha mai regalato niente, e poi perché il rischio è grosso così...".

Ma lei può dimenticare che c'era un'altra opzione in campo, quella di Air France, con costi minori per il contribuente e più rispetto per il mercato?
"Lo so benissimo. Ma chi è stato eletto al governo ha deciso diversamente, per una sua strategia a cui certo io non ho contribuito, e che tra l'altro gli sta portando consensi. Non è affar mio il consenso, non dovrei neanche parlarne. Diciamo che ci siamo trovati con questo quadro davanti, e nient'altro. Mi capisce bene? Nient'altro. Alitalia, così com'è, non se la compra nessuno".

Attento, perché così lei sembra dar ragione a quelli che parlano del vostro piano come di una "bufala". Cosa risponde?
"Ho detto che nessuno compra Alitalia così com'è. E ho detto la verità. Ma a certe condizioni il signor Spinetta, che mi descrivono come un manager molto avveduto e molto capace, l'avrebbe comprata, eccome. Trovava conveniente prenderla a condizioni meno facili di quelle odierne. Allora vuol dire che la bufala fa il latte".

Ma lei, come imprenditore e come cittadino, giudica più serio il piano Spinetta o il progetto Berlusconi?
"Come imprenditore, ma anche come cittadino, rispetto il ruolo della politica, che deve definire il campo di gioco. Io posso decidere se mi conviene giocare o no, e se mi interessa. Ho detto di sì. Altrimenti, davanti ad una sfida che mi attirava, se avessi detto di no per ragioni che stanno tutte fuori dal mio mestiere mi sarei sentito un fariseo. Ma insomma, posso fare l'imprenditore come un semaforo, guardando il colore, se è rosso mi fermo e se è verde passo? No, se la cosa mi convince, appena è giallo io passo. E ripeto: ho un mio modo (una deontologia, un'etica, la chiami come vuole) di intendere l'impresa e il mio ruolo, giudicatemi da questo".

Va bene, ma la sua etica da imprenditore non ha niente da dire sul fatto che tutto il rosso di Alitalia - uomini e debiti - si scarichi sullo Stato, come ai bei tempi democristiani dell'Efim?
"Mi scusi, ma lei sa dirmi come possiamo salvare questa azienda se non si fa così? Io, con tutta la buona volontà, non sono mica mago Merlino. Qui l'azienda è cotta, non c'è più, non c'è più niente. Con il kerosene a 200 dollari a barile, come li fa volare gli aerei? Provi lei a fare un giornale senza carta e senza inchiostro. Alitalia è finita, e non è colpa mia, e per la verità nemmeno di Berlusconi o di Prodi".

Ma mi spiega perché bisogna concedere un'eccezione clamorosa a tutte le regole per voi e non per altri imprenditori e altre imprese?
"C'è un'altra strada. Dire "me ne frego". Vede, l'ho sentito dire tante volte, e solo in questo Paese, stranamente. Me ne frego che i telefoni italiani diventino spagnoli, che l'auto finisca in mani americane, che non ci sia più una compagnia di bandiera. Ma chi se ne frega, in realtà, non è capace a fare quello che dovrebbe fare, è uno sconfitto. Possibile che dobbiamo sempre fare il contrario di quel che fa il mondo? Io dico, proviamoci, a ogni costo. Il caso Fiat dimostra che si può fare. E lei sa che io ne ero convinto, quando tutti, appunto, se ne fregavano".

Tra i costi, c'è lo scarico del rosso sullo Stato: perché il cittadino dovrebbe pagare?
"Perché avrebbe qualcosa che gli serve in cambio, e che serve a rendere il Paese più moderno. Una compagnia aerea efficiente, in un sistema aeroportuale funzionale, in una rete di trasporti razionale. L'Italia può forse farne a meno? E poi, il problema è riprendere Alitalia per i capelli dall'abisso, e riportarla nel mercato. Una volta arrivata lì, coi piedi all'asciutto, lavoreremo secondo le leggi di mercato, com'è evidente. Ma per arrivarci, non c'è altra strada, perché non ci sono risorse. E gli aeroplani a pedali non li hanno ancora inventati".

E lei, perché si affaccia su quell'abisso, e non si tiene stretto il successo della Piaggio?
"Perché ho ottima salute, finché Dio me la mantiene, e allora posso fare quel che mi piace, seguire la mia vocazione. In barca non vado, al casinò nemmeno. Cos'altro dovrei fare? La natura imprenditoriale, ridotta all'osso, è tutta qui: costruire qualcosa, o ricostruire qualcos'altro".

Ma quello spirito imprenditoriale non si ribella almeno un po' nel vedere che nel piano di rilancio c'è di fatto la sospensione dell'Antitrust per i voli Milano-Roma della nuova compagnia che in sostanza assorbirà AirOne con Alitalia e cioè abolirà la concorrenza?
"Antitrust vuol dire concorrenza per servizi migliori a prezzi più bassi. Ma non contiamoci balle: la concorrenza vera nei voli aerei la fai solo se hai certe dimensioni, se no scompari. Dunque, sarò sfacciato, ma le dico che non credo ad un cielo concorrenziale solcato da tante piccole compagnie, ma ad una robusta concorrenza tra pochi vettori grandi e solidi".

Ma così dicendo autorizza di fatto lo Stato a rendere la nuova Alitalia concorrenziale con la sospensione delle regole, mentre le altre compagnie hanno raggiunto la loro dimensione attraverso le regole e il mercato: non le pare un'altra anomalia pesante?
"Senta, Air France ha l'80 per cento dei voli nazionali in Francia, Lufthansa il 90 per cento in Germania, Iberia l'80 in Spagna. E quando lei atterra a Francoforte, sullo schermo le indicano tutte le coincidenze e tutte le connessioni possibili. Cioè si occupano dei passeggeri sia quando sono in volo, sia quando tornano a terra. Voglio dire che la concorrenza si fa a livello di sistema: aerei, certo, ma anche aeroporti, infrastrutture per arrivarci e per tornare a casa. Con l'alta velocità sui treni, ci accorgeremo presto che il concetto di concorrenza è un po' più largo della vecchia coppia Alitalia-AirOne".

Ma tutto questo, non poteva essere garantito quattro mesi fa (e con meno costi per lo Stato e meno anomalie per il mercato) da Air France?
"Non tocca a me rispondere. Ma lei è proprio sicuro che un campione nazionale nel sistema aereo non serva? Io le dico che se non ci fosse, il cittadino italiano non avrebbe certi servizi. Noi, con la nuova compagnia aerea nazionale, possiamo interagire con altri sistemi, e anzi possiamo diventare un soggetto di razionalizzazione di tutto l'insieme".

A che cosa sta pensando?
"Alle vere anomalie che nessuno vede, come la mappa degli aeroporti italiani. Lasci stare se sono grandi o piccoli, guardi dove sono: partendo da Ovest, ecco Cuneo, Torino, Genova, Milano, Bergamo, Vicenza, Trieste, Treviso, e dimentico sicuramente qualcosa. Sul versante tirrenico, Genova, Pisa, Roma, Napoli, Reggio, Latina, Palermo, dall'altra Linate, Bergamo, Bologna, Forlì, Pescara, Bari, Brindisi, Lecce... Come si può soddisfare un numero di aeroporti così diffusi e concentrati? E intanto io per partire da Milano quando arrivo da Mantova ci metto quattro ore, parcheggio e attesa compresi"?

E lei pensa di poter razionalizzare questa Italia del campanile aeroportuale?
"Bisogna arrivarci per forza. Per far partire un aereo, bisogna prima avere una base-clienti più larga e più costante, e bisogna rivolgersi ai gestori degli aeroporti, delle autostrade, delle ferrovie per coordinare una gestione che ottimizzi il sistema. E c'è poco da fare, con un campione nazionale, è più facile fare sistema. Mi dica lei: di questo il Paese ha bisogno oppure no? Con tutto il rispetto, non è come vendere caramelle: stiamo parlando del futuro dell'Italia. E se la sfida è questa, un vero imprenditore come fa a starne fuori? E il colore politico di chi comanda, come fa a bloccarti? Sarebbe come se un avvocato non difendesse un imputato che ha idee politiche diverse dalle sue".

Ma la sfida imprenditoriale è ancora tale quando deve piegarsi al protettorato della destra su Malpensa, invece di puntare su un solo hub italiano, come avviene negli altri Paesi?
"Potrei dirle che è politico o ideologico anche chiudere Malpensa per concentrare tutto a Fiumicino. Ma in realtà le dico che è superficiale. Si faccia un'analisi geofisica del Paese, con tutte quelle montagne. Guardi le città, capirà subito che dietro Milano e Roma non c'è il bacino di Parigi o di Londra. Bisogna lavorare sui due poli, con un bacino strategico molto più largo, uno per tutto il Nord, l'altro per il Centro e il Sud".

Non dipenderà anche dall'alleato? Lei è per Air France o Lufthansa?
"Ho le mie idee, ma almeno su questo sto zitto. Stiamo trattando con entrambi, e vanno alla stessa velocità. Uno dei due ci serve, è indispensabile".

E se uno dei due dicesse vengo, ma solo per comandare?
"Non se ne parla nemmeno. Questo è chiaro a tutti".

Vuol dire che comanderà lei?
"Se comandare vuol dire guidare, sì. Guiderò io. Poi certo avrò un amministratore delegato".

Tratta lei anche con i partner stranieri?
"Non direttamente. Ma ancora una volta mi trovo a negoziare con società non italiane in condizioni di inferiorità. Siamo sempre i più piccoli, sempre svantaggiati. Questo mi fa girare le scatole. Certo, oggi siamo a zero, e sto zitto. Ma tra cinque anni non sarà più così, vedrà".

Cosa glielo fa dire?
"Il mercato che abbiamo alle spalle. E' straordinario: il quarto in Europa e il settimo o ottavo nel mondo. Ecco un modello perfetto per chiudere il nostro discorso: quel mercato, unito alla nostra vocazione imprenditoriale, spiega la sfida capitalistica moderna più di tante parole".

C'è ancora una cosa da spiegare: quella vocazione imprenditoriale, non è in contraddizione aperta con l'idea di scaricare gli esuberi alle Poste?
"E va bene, se vuole proprio saperlo dentro di me la contraddizione la sento. E non mi piace. Ma mi dica lei, è sicuro che saremmo tutti più tranquilli e contenti se in Italia ci fossero cinquemila disoccupati? Potremmo farci carico a cuor leggero della loro frustrazione? O siamo davvero tutti pronti a pagare più tasse per mantenerli? Se il sistema non soddisfa in termini economici questa richiesta di lavoro, cosa diciamo? Dovete morire di fame"?

Ma non le viene in mente che a queste condizioni d'eccezione tutti sarebbero capaci di vincere la sfida?
"E che lo facciano allora, che vengano. Non è che qui ci sia una cosca che si divide protezioni e benefici. Diciamola tutta una buona volta: non ho avuto benefici nemmeno a Telecom, non ho partecipato alle privatizzazioni, ho fatto un'opa pagando le azioni alle vedove irlandesi e ai professori dei fondi di Los Angeles. E non ho pagato tangenti, lo ripeterò fino alla morte. Come qua: nessun privilegio, solo responsabilità".

Con l'utile garantito della vendita tra qualche anno dell'azienda risanata, utile per voi privati, debiti per lo Stato: non è un privilegio?
"Dello Stato abbiamo già parlato. Quanto ai privati, che vendano secondo convenienza fa parte della logica di mercato. Non sfruttiamo il pubblico, cogliamo un'opportunità di mercato, ma attenzione: il risultato sarà dato da quell'opportunità più le nostre capacità e il nostro impegno. Colgo una sfida, mi metto in gioco, seguo la mia etica e pago le tasse. Se a un certo punto vendo perché mi conviene, mi dica, perché no"?

E cosa risponde a chi dice che Berlusconi ha convertito Colaninno?
"Che non è vero. Resto delle mie idee, mi riconosco nella sinistra riformista. Ma so separare il cittadino che giudica e l'imprenditore che agisce. Li ricongiungo nell'etica della responsabilità e dormo tranquillo".

Un'ultima domanda: cosa le ha detto dell'operazione Alitalia suo figlio Matteo, ministro ombra dell'Industria del Pd, che sta all'opposizione di Berlusconi?
"Lui critica le idee di Berlusconi, e io lo rispetto. Lui rispetta me come imprenditore. Andiamo avanti così, e ci vogliamo bene".

 


 

Il piano, il nodo della flotta e Air France di Massimo Mucchetti  (Il Corriere della Sera 29-8-2008)

 

Benché parta con 650 milioni di debiti e senza contare i leasing, Cai sembra aver le gambe per camminare per qualche anno.

Funzionerà la Cai-Compagnia aerea italiana, che somma la «polpa» di Alitalia e Air One? E quali saranno i benefici e i prezzi per il Paese? La cessione di Alitalia ad Air-France-Klm sarebbe costata meno ai lavoratori e alla sicurezza sociale (meno licenziamenti e minori trasferimenti esterni di attività), e anche ai soci (prendevano qualcosa invece di niente), ai detentori di obbligazioni Alitalia (che sarebbero stati rimborsati invece di diventare creditori di una società commissariata) e a banche e fornitori di merci e servizi (che ora si vedono congelare il pregresso). Ma questo maggior costo diffuso di Cai può anche essere considerato un investimento del Paese. Darà un ritorno? Intesa Sanpaolo, che dichiara crediti verso Alitalia e Air One di soli 100 milioni, poco per parlare di conflitti d'interesse, ha costruito Cai su incarico del governo. Il banchiere Corrado Passera ha impugnato le forbici. Alitalia e Air One hanno 239 aerei, molti dei quali obsoleti. Cai parte con 136 vettori, nel 2009 arriverà a 153 e nel 2013 a 158. La sola Alitalia «inglobata» in Air France ne avrebbe avuti pochi meno. E questo ci porta a dire che qui si sta salvando non solo Alitalia ma anche Carlo Toto.

La verità è che l'industria italiana del trasporto aereo ha perso tutti i treni. E' una cosa piccola. Il tricolore sventolerà, se va bene, nel cortile di casa. Né Fiumicino né Malpensa saranno mai degli hub. Di questo portano la responsabilità in molti, non gli attuali gerenti di Alitalia né l'advisor. Certo, un drastico taglio dei costi può fare molto. Il piano non precisa quali saranno i nuovi organici. Ma è probabile che i sindacati concedano alla nuova società quanto avevano negato ai francesi e anche di più. Per il 2009 si prevede una perdita di 310 milioni, che comprende 100 milioni di costi di ristrutturazione e potrebbe salire a 400 se tardasse la partnership internazionale. Nel 2010 il deficit scenderà a 57 milioni e poi si salirà verso un utile di 200 nel 2013 quando scadrà l'impegno dei soci a non vendere le azioni. I 16 azionisti di Cai, per i quali Intesa Sanpaolo nega di aver predisposto finanziamenti specifici, resteranno almeno per 5 anni. Poi è probabile che alcuni di loro vendano: i fondi di private equity, per esempio. Ma questo rientra nelle regole del gioco del capitalismo.

Benché parta con 650 milioni di debiti netti e senza contare i leasing, Cai sembra aver le gambe per camminare per qualche anno, specialmente se andrà in porto la trattativa con Air France sulle tratte intercontinentali magari suggellata dall'ingresso dei francesi in minoranza. A quel punto la stessa Mediobanca, fin qui scettica, potrebbe entrare. Ma nel medio termine? In Europa, oltre ad Alitalia, operavano 3 compagnie nazionali non globali: Austrian, Iberia e Sas. Le prime due, con conti in regola, hanno alzato bandiera bianca. Austrian sta per essere acquisita da Lufthansa e Iberia si sta fondendo con British Airways. Sas ha rinunciato all'intercontinentale. Il problema della scala di attività gioca contro Cai. Ed è una questione seria. Roberto Colaninno, il leader di Cai, conta sul fatto che il mercato italiano è l'ottavo del mondo. E che, tornando con Air One a una quota del 55% reale, i prezzi medi interni potranno essere aumentati con scarso entusiasmo per i clienti. Il piano dice dello 0,8% all'anno al netto dell'inflazione stimata ottimisticamente all'1,5%. Basterà ad evitare che al dunque, e dopo aver speso di più, tutto finisca comunque ad Air France?


 

Colaninno: con noi Alitalia tornerà sui grandi mercati. di Mara Monti (Il Sole 24 Ore 29-8-2008)

 

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Roberto Colaninno è appena uscito dall'ultima riunione del consiglio di amministrazione della Immsi (si veda a pag. 39), la holding di controllo della Piaggio che ha dato il via libera all'operazione Alitalia per 150 milioni di euro. È stanco, ma soddisfatto. Per la prima volta parla da presidente della Compagnia aerea italiana, un'operazione travagliata perché si trattava di individuare una via di uscita per evitare il fallimento di Alitalia. Alla fine il «sistema Italia» ha trovato una "cordata" pronta a tentare di dare un futuro alla compagnia di bandiera: «Il numero e la qualità degli imprenditori che hanno accettato la sfida conferma che la classe imprenditoriale italiana è pronta a rischiare su progetti che abbiano un senso industriale. Gli imprenditori della cordata, tutti senza distinzione, hanno capito la sfida e accettato di mettere a disposizione le loro risorse. Se poi ce ne saranno altri che vorranno entrare ben vengano. Per ora la squadra è definita e ci metteremo subito al lavoro per andare avanti».

Il tema delle alleanze non è chiuso...

Il partner internazionale è fondamentale, ma avrà un ruolo ben definito. Ci sono molti vettori esteri che si sono fatti avanti, Air France ha dichiarato la propria disponibilità, ma anche Lufthansa non è da escludere. Ora bisogna vedere quale sarà la scelta finale.

Prevede che possano sorgere problemi di governance?

Assolutamente no. Quando sarà scelto il partner che in ogni caso avrà una posizione di netta minoranza, si definiranno anche dei patti parasociali. Problemi non sorgeranno perché il controllo di questa compagnia resta italiano.

Le rotte intercontinentali saranno gestite dal partner internazionale e voi avrete le rotte regionali?

Anche questo è un mito da sfatare. Il primo passo sarà la ristrutturazione industriale e finanziaria, solo in seguito si affronteranno i programmi di crescita e sviluppo. In questo ambito, Alitalia ed Air One insieme non saranno una compagnia regionale. Vogliamo riportare il vettore a un ruolo adeguato nel contesto delle grandi compagnie internazionali, andando a coprire anche i grandi mercati globali.

Il problema degli esuberi è un altro tema scottante.

È un argomento delicato che deve essere affrontato e risolto con le parti sociali. Sono sicuro che troveremo una soluzione positiva nei tempi e nei modi adeguati.

Nei giorni scorsi avete incontrato il presidente della Consob Lamberto Cardia. Qual è stato il motivo dell'incontro?

Abbiamo comunicato le nostre intenzioni in modo che le mosse siano chiare e trasparenti per tutti.
Questa operazione avrà ripercussioni su Immsi (la holding ieri in Borsa ha chiuso a +12,49%, ndr)?

No. Con orgoglio personale posso dire di avere fatto fare un salto di qualità al nostro gruppo. Il progetto non può che rafforzare i piani di crescita e di sviluppo.

Avete in programma un aumento di capitale per Immsi?

No, per ora non ne abbiamo parlato.

Con l'attuale ad della compagnia Sabelli i rapporti sono tornati buoni..

Mai stati cattivi, ora torneremo a lavorare insieme.

 


Alitalia, resta solo la bandiera. di Massimo Giannini. (La Repubblica 29-8-2008)



IL povero Ludwig Erhardt si starà rivoltando nella tomba. Se il sedicente "salvataggio" di Alitalia è davvero il primo esperimento di "economia sociale di mercato" che la premiata ditta Berlusconi-Tremonti azzarda nel nostro Paese, allora c'è davvero da dormire preoccupati. Il Cavaliere non mente, quando dice "abbiamo salvaguardato l'italianità della compagnia aerea".

Ma purtroppo, per simulare la strenua difesa di un presunto "interesse nazionale", il governo ha compiuto un vero e proprio "suicidio industriale". Il nuovo piano messo a punto da Banca Intesa e avviato dai provvedimenti varati ieri dal Consiglio dei ministri non serve a salvare il futuro di Alitalia, ma è utile solo a salvare la faccia al leader di Forza Italia.

Ancora una volta (e come nella migliore tradizione, dai tempi di Nordio e Andreotti in poi) quello che accade alla nostra compagnia aerea non ha niente a che spartire con la logica economica, ma ha tutto a che vedere con la logica politica. Berlusconi in campagna elettorale aveva giocato tutta la sua credibilità sul caso Alitalia, usando il possibile accordo con Air France come una clava per bastonare Prodi, noto affamatore di popoli e famigerato svenditore di gioielli (dalla Sme alla Stet).

Dopo aver scientificamente fatto fallire l'operazione con i francesi, con il colpevole contributo di un sindacato miope e irresponsabile, il premier neo-eletto non poteva fallire a sua volta, esponendosi alla gogna popolare. Serviva, anche su Alitalia, un'operazione di facciata, improntata allo stesso decisionismo con il quale è stata "risolta" l'altra tragedia nazionale, quella dei rifiuti di Napoli. Un'operazione di patente torsione giuridica, che realizzasse comunque un'apparente innovazione pratica.

Sulla mondezza campana, per toglierla dalla strada e nasconderla sotto il tappeto, si trasformano ope legis tutte le discariche in terreni militari, sottraendone la giurisdizione alla magistratura ordinaria. Sulla compagnia aerea, per evitare la bancarotta congiunta di Alitalia e Air One, si alterano ope legis le norme sulla concorrenza, sottraendo la valutazione sulle deroghe temporali dei regimi semi-monopolistici all'autorità Antitrust.

Poco importa che non si sia affatto risolto il ciclo perverso dei rifiuti. Poco importa che non si sia affatto sciolto il nodo del posizionamento italiano nel grande network del trasporto aereo globale. Quello che importa è che il premier possa accreditarsi ancora una volta, agli occhi dell'opinione pubblica, come il Grande Facilitatore. Quello che, come ha detto il ministro del Tesoro, aveva ereditato due disastri, e in due mesi ha fatto il miracolo di risolverli entrambi. La verità è un'altra, ed è molto più amara. In un Paese normale, un premier così non sarebbe sicuramente acclamato dalle folle come il salvatore della patria, ma probabilmente verrebbe inquisito dalla Corte dei conti per danno erariale.

Quella scelta su Alitalia non è una soluzione. È solo un imbroglio, come ha scritto Eugenio Scalfari, che finirà per penalizzare tutti: i dipendenti, gli utenti e i risparmiatori. Lo dicono i numeri, nudi e crudi, non la trita demagogia anti-berlusconiana. Secondo il piano Air France, il salvataggio di Alitalia sarebbe passato attraverso la difesa dell'unitarietà del gruppo, del suo marchio e dei suoi asset (a parte il cargo). Gli esuberi diretti sarebbero stati 2.150, la flotta si sarebbe ridotta da 174 a 137 aerei, ma con un evidente rafforzamento delle grandi destinazioni e delle rotte a medio e lungo raggio (24 destinazioni nazionali, 45 internazionali e 14 intercontinentali). Si sarebbe potenziato Fiumicino come grande hub tra Europa e Mediterraneo, e si sarebbe incentivata la "riorganizzazione di Malpensa come importante gateway" del Nord Italia. Air France avrebbe investito 850 milioni di euro entro il 2010, e soprattutto, per comprare Alitalia, avrebbe messo sul piatto 1,7 miliardi di euro, tra la doppia Opa su azioni e obbligazioni (a tutela quindi di tutti i risparmiatori) e il successivo aumento di capitale.

Questo è il lucro cessante, imputabile al veto berlusconiano ai francesi. Ma c'è un danno emergente, che si può ugualmente imputare al premier in virtù della geniale "Fenice" che ha cavalcato insieme all'advisor. Con il nuovo piano, il gruppo viene scisso in "best" e "bad" company: un controsenso industriale rispetto a quello che vanno facendo i grandi vettori mondiali, che contano proprio sulla dimensione e sull'integrazione per reggere la competizione globale, e un corto circuito gestionale perché sarà difficile stabilire quali sono gli asset buoni e quali quelli cattivi senza impoverire drasticamente l'assetto del gruppo.

Le rotte internazionali vengono ridimensionate, e si salvano solo quelle a breve-medio raggio. E soprattutto si eliminano gli "hub", con il seguente, felice paradosso: non si riqualifica Malpensa (tra lo scorno e il disdoro di Formigoni e Moratti) e per di più si squalifica Fiumicino (con l'ira funesta di Alemanno e Zingaretti).

Gli esuberi diventano 6 mila, e non si capisce dove andranno a finire, se non in qualche carrozzone del parastato. E poi il capolavoro finale: i sedici "capitani coraggiosi", tutti "partner naturali" del governo obbligati a versare l'obolo per Berlusconi come l'oro per Mussolini, sganciano due soldi (in qualche caso magari finanziati dallo stesso circuito bancario che ha organizzato il salvataggio) lucrando in cambio prebende di vario genere, legate ai loro core business, dalle concessioni pubbliche autostradali (vedi Benetton e Gavio) alle commesse pubbliche infrastrutturali (vedi Ligresti, Tronchetti, Caltagirone).

E gli azionisti, e soprattutto gli obbligazionisti della compagnia? Saranno tutelati, promette Tremonti, perché "il risparmio è sacro". Da profani, vorremmo capire come si articolerà questa tutela. Al momento non se ne sa nulla.

Cosa resta, alla fine del giro? Una piccola Alitalia, drasticamente ridimensionata nelle ambizioni industriali e nelle relazioni internazionali. È vero, la cloche resta in mano al governo italiano, e i francesi potrebbero rientrare con una quota di minoranza. Ma forse è proprio questo il problema: l'Italietta si tiene la sua Alitalietta. Detto altrimenti: resta la bandiera, ma della compagnia rimane poco. Ora i sindacati hanno poco da protestare: hanno avuto quello che si meritano. E le opposizioni non hanno granché da criticare: hanno pagato i loro demeriti.

E oggi il Pd, nonostante le assennate parole di Veltroni e Bersani, è sostanzialmente privo di voce perché politicamente privo di identità: il suo ministro ombra delle Attività Produttive, il giovane Matteo Colaninno, dovrebbe attaccare il pasticcio Alitalia ma non può farlo perché porta lo stesso cognome del presidente in pectore della "Nuova Alitalia", il padre Roberto Colaninno.

Chi paga, per questa magnifica "bicamerale dei cieli" (come l'ha definita Europa) tentata grazie alla banca più vicina al centrosinistra e alla nomina di un commissario ex-ulivista? Lo Stato, che non incasserà nulla dall'operazione ma si accollerà gli oneri sociali per la gestione degli esuberi. L'operazione "non pesa sui cittadini", assicura il Cavaliere. Ha ragione, ancora una volta: non pesa, li schianta. Guardavamo a questo centrodestra di "nuovo conio", uscito straordinariamente forte e volitivo dalle urne del 13 aprile, come a una squadra di chiara marca conservatrice e liberista. E invece sembrano usciti dal solito, vecchio album di famiglia delle PpSs della Prima Repubblica. Gli eredi, malriusciti, dell'Efim e della Gepi.
(29 agosto 2008)

 



Report "Alitalia 2"

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Alitalia 2 (117)


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Sezione principale: Alitalia 2

Governo: okad Alitalia,Air Franceinteressata ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Gabbiani contro un aereopaura per 80 passeggeri ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pochi minuti prima era atterrato il "postale" dell'Alitalia senza alcun problema. La pista era pronta ad accogliere il volo di linea proveniente da Madrid, in ritardo - il suo arrivo era previsto alle 17 - a causa proprio del disastro di Madrid, che aveva mandato in tilt per molte ore le tabelle di marcia degli aerei spagnoli.

Indici in rialzo con i bilanci ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Usa e i forti rialzi di vari titoli che hanno presentato i risultati semestrali come Intesa Sanpaolo e Impregilo hanno spinto al rialzo Piazza Affari con gli occhi puntati anche sulla vicenda Alitalia. Il Mibtel è salito così del 2,03% a 22.086 punti mentre lo S&P è cresciuto del 2,39% 28.625 punti. Bene Immsi, società di Roberto Colannino, guida della nuova Alitalia. 29/08/2008.

I tre big alla conquista di tutta europa ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il risiko dei cieli IL NUOVO CORSO di Alitalia scatena il risiko dei cieli. Ad aprire le danze è Air France-Klm, insidiata sul mercato europeo dalla rivale Lufthansa, finora sempre più cauta nel comunicare. Ma la rivalità fra le due "major", da cui sembra più defilata British Airways che punta ad Iberia, si gioca anche su altre aviolinee europee.

<Alitalia, scommessa vinta> ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Alitalia, scommessa vinta" Berlusconi esulta: Malpensa batte Fiumicino, ma Alemanno non ci sta. Sindacati già in rivolta TORNA AIR FRANCE "SI', CI INTERESSA" 29/08/2008 INTESA SANPAOLO PREPARA 100 MILIONI 29/08/2008 UNICREDIT: AVREMO SERVIZI A PREZZI ALTI 29/08/2008.

Il Tg: La compagnia non peserà sulle palle degli italiani ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le gaffes INCROCIO di gaffes, ieri, intorno al caso Alitalia. La più clamorosa, ma anche la più innocua, è stata quella commessa dal giornalista Francesco Accardo, speaker del Tg3 della sera. Durante il servizio gli è scappata la seguente frase: "La compagnia non peserà sulle palle degli italiani, ha detto Berlusconi.

Alitalia, il partito preso contro il patto bipartisan ( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per dare un giudizio meditato sul salvataggio e l'annunciato rilancio di Alitalia. Ma leggendo i provvedimenti del governo e le reazioni che hanno determinato, la prima riflessione spontanea è questa: a Silvio Berlusconi si può perdonare la pulizia di Napoli dai rifiuti (d'altra parte prima c'erano e ora non più), ma non il colpo grosso della compagnia di bandiera.

"sono di sinistra ma non potevo dire di no" - ezio mauro ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: bisogna chinare la testa e lavorare sodo. Ma sento girare un po' di cose che non capisco o che magari capisco anche, ma che non mi convincono. E allora, se vuole, le spiego perché sto allacciando le cinture e mi imbarco con l'Alitalia". SEGUE ALLE PAGINE 2 E 3.

"così guiderò la nuova alitalia" ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Così guiderò la nuova Alitalia" Parla Colaninno. Air France: pronti a entrare. Scontro sugli esuberi ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il piano per il salvataggio di Alitalia. Air France si dice pronta ad entrare nella nuova compagnia e Silvio Berlusconi rivendica: "L'abbiamo salvata dalla svendita, l'alternativa era il fallimento"

"alitalia non ce la regalano un dovere accettare questa sfida" - ezio mauro ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, così com'è, non se la compra nessuno". Attento, perché così lei sembra dar ragione a quelli che parlano del vostro piano come di una "bufala". Cosa risponde? "Ho detto che nessuno compra Alitalia così com'è. E ho detto la verità. Ma a certe condizioni il signor Spinetta, che mi descrivono come un manager molto avveduto e molto capace,

La vera concorrenza ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alta velocità sui treni il concetto di concorrenza sarà più largo della vecchia coppia Alitalia-AirOne I debiti scaricati sullo Stato? Non sono mica mago Merlino: l'azienda si può salvare solo così perché è cotta, non c'è più, non c'è più niente, Alitalia è finita. E non è colpa mia, e per la verità nemmeno di Berlusconi o di Prodi.

"pronta la legge sulle europee rafforzerà i gruppi di pdl e pd" - silvio buzzanca ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e l'euforia per la vivacità del nipotino Alessandro. "Abbiamo praticamente pronta la nuova legge elettorale per l'Europa che ha come finalità quella di non disperdere la nostra presenza in Europa e invece di mandare le due parti che si confrontano nel Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari europei in modo che possano incidere effettivamente nelle due grandi

Alitalia, fiumicino declassato "in città 10mila posti a rischio" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 000 Alitalia, Fiumicino declassato "In città 10mila posti a rischio" Alemanno, Marrazzo e Zingaretti: "Ora il governo spieghi" Il numero delle destinazioni raggiunte dai voli potrebbe crollare da 120 a circa 40 PAOLO G. BRERA "Dalle indiscrezioni che filtrano l'impatto su Fiumicino sarà devastante.

Alitalia, i tagli a fiumicino "in città 10mila posti a rischio" ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: indotto dello scalo Alitalia, i tagli a Fiumicino "In città 10mila posti a rischio" Alitalia, i tagli a Fiumicino "In città 10mila posti a rischio" Il piano di salvataggio dell'Alitalia varato ieri dal governo potrebbe costare 10.000 posti di lavoro alla capitale: lo denuncia il leader della Cgil romana, Walter Schiavella,

"non sappiamo che fine faremo catasto o poste? idea assurda" - cecilia gentile ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tutto ruota intorno ad Alitalia: se Alitalia viene ridotta, cala anche il lavoro dell'intero aeroporto". A parlare più volentieri, sempre sotto garanzia di anonimato, sono i piloti e il personale di volo. Mentre il personale di terra è restio, scappa. "è perché i piloti hanno più potere contrattuale - spiega un'assistente alla biglietteria Alitalia -

Piccola Alitalia, grande imbroglio Il governo: meno aerei, rotte dimezzate, migliaia di esuberi. Riappare Air France Debiti a carico dei contribuenti. No dei sindacati. Veltroni: c ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Piccola Alitalia, grande imbroglio Il governo: meno aerei, rotte dimezzate, migliaia di esuberi. Riappare Air France Debiti a carico dei contribuenti. No dei sindacati. Veltroni: compagnia di bandierina.

Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ed al disegno di legge delega su Alitalia. Er ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ed al disegno di legge delega su Alitalia. Era la condizione posta dagli imprenditori che compongono la cordata: noi entriamo, ma non vogliamo accollarci i debiti. Li pagheranno i contribuenti. Meno rotte, meno aerei, 7 mila esuberi. Dure critiche dal Pd. alle pagine 2 e 3.

Nuovo piano di alitalia punta raisi resta fuori - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto di Palermo per conto di Alitalia danneggerebbe solo i siciliani". Carmelo De Caudo, responsabile Alitalia della Cgil, teme comunque per gli esuberi annunciati: "Non capiamo perché Palermo venga considerata improduttiva dall'Alitalia e soprattutto siamo preoccupati per il futuro di tutto il personale, a Palermo ma anche a Catania (dove la compagnia ha altri 163 dipendenti,

È una soluzione da fine Ottocento ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Possiamo dare un voto alla cordata per Alitalia? "Promossa a pieni voti. Complimenti a chi ha disegnato l'operazione, a chi ha messo insieme un sacco di bei nomi come quelli annunciati: come farà Veltroni a criticare un professionista di garanzia come Augusto Fantozzi, stimato a destra e a sinistra?

Il tesoretto c'era, l'hanno fatto volare via 1,2 miliardi di euro, una parte consistente dell'eredità di Prodi: è il costo del debito da ripianare ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2 miliardi di euro e saranno destinati ad asciugare la palude dei debiti Alitalia. Si rassegnino i contribuenti, a cui saranno rifilati gli scarti del piano Fenice per lasciare agli investitori privati solo il filetto. Il costo della promessa elettorale del Cavaliere, mantenere l'italianità della compagnia di bandiera, sarà pagato dai cittadini.

L'alitalia "taglia" punta raisi ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "taglia" Punta Raisi Nel piano di rilancio c'è solo Catania. I sindacati: rischio trasferimenti L'Alitalia punta sull'aeroporto di Catania e lascia al palo lo scalo palermitano. Il piano di rilancio della compagnia di bandiera non cita nemmeno l'aeroporto Falcone e Borsellino e, invece, scommette su Fontanarossa,

Poltrone e assunzioni nel feudo del presidente ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto da 6 milioni di passeggeri scelto adesso da Alitalia come base strategica per il rilancio. Negli ultimi anni il personale della Sac e Sac servizi è cresciuto arrivando a quota 700, con molti casi sospetti di assenteismo e livelli superiori alla norma di assenze per malattia in alcuni comparti, come quello della sicurezza.

Malpensa in recupero con le compagnie estere ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche se Alitalia ha trasportato nei primi 27 giorni di agosto 160mila passeggeri, contro i 925.500 transitati nello stesso periodo dello scorso anno (meno 82,7%) - nota la Sea - le altre compagnie di linea hanno registrato un aumento del 34,3% con un totale di 1.

A caro prezzo ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di concorrenza che Air One poteva fare ad Alitalia e sulla quale ora la nuova Alitalia potrà fare ancor più quel che gli parrà dal momento che Air One sarà stata incorporata e le norme antitrust tranquillamente scavalcate ope legis. Basti pensare che la legge Marzano è stata modificata per consentire che una azienda in dissesto - nel caso Alitalia,

Fini si vergogni Cara Unità, sono stufa di venire a conoscenza, ogni giorno, delle nef ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Francesco Alitalia, una degna conclusione... Cara Unità, Leggo oggi che gli azionisti Alitalia danneggiati dal piano governativo potranno accedere al Fondo per i risparmiatori vittime di frodi finanziarie. Quale modo migliore per definire la conclusione della vicenda alitalia?

I sindacati: atitech, mille a rischio ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mille a rischio Allarme dei sindacati per il piano Alitalia varato dal governo: a Napoli rischiano la cassa integrazione più di mille impiegati dell'Atitech, società che si occupa della manutenzione degli aerei. A rischio il posto di lavoro dei circa 800 addetti di Capodichino e delle circa ottanta unità del distaccamento Alitalia del Centro direzionale.

Alitalia, dal governo una mazzata per Roma Il Piano Fenice prevede una forte riduzione di Fiumicino: cancellato il 60% delle destinazioni Il Pd: Tutto sta avvenendo nel silenzio di ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non appena su Alitalia avremo il quadro completo, si farà carico di incontrare Comune e Provincia". Intanto, però, Nicola Zingaretti fissa l'asticella dell'allarme: "Sono molto preoccupato per l'esito che sta avendo la vicenda Alitalia. Non solo perché sta emergendo quanti danni ha prodotto il ritardo di mesi nella ricerca di una soluzione,

Alitalia, a rischio i dipendenti atitech - lilly viccaro theo ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Napoli Alitalia, a rischio i dipendenti Atitech Torna l'incubo "esternalizzazione". I sindacati pronti alla protesta LILLY VICCARO THEO Se il piano Alitalia sta per spiccare il volo, a Napoli rischiano di precipitare nell'incubo della cassa integrazione più di mille impiegati dell'Atitech, società che si occupa della manutenzione degli aerei.

Tornano i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e quelli per materie alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La Cgil: faremo muro ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al netto di Alitalia, il volto del primo consiglio dei ministri è quello appuntito e compunto della Gelmini che, in tailleur cipria dai candidi revers, annuncia le novità dell'anno scolastico "imminente". Vale a dire dal primo settembre: a mezzo decreto legge e senza dibattito parlamentare.

L'opposizione? Per il Pd è una condizione temporanea ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Burlando ricorda che si avvicina una "prospettiva importante alle prossime europee e amministrative e poi regionali. Nel frattempo non credo che le condizioni di milioni di italiani miglioreranno. A partire dai 7000 mila di Alitalia che se ne torneranno a casa. Quindi bisogna collocarsi in questa realtà e mettersi a lavorare".

I sindacati chiedono chiarezza. Se ci mettono con le spalle al muro la risposta sarà durissima In attesa dell'incontro di lunedì con l'esecutivo i rappresentanti dei lavoratori met ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia nella pubblica amministrazione, ecco quanto ha pensato il ministero del Lavoro per risolvere il problema dei tagli dei posti di lavoro nell'ormai vecchia compagnia di bandiera. Sette anni di ammortizzatori sociali - quattro di cassa integrazione e tre di mobilità - per tutti i dipendenti Alitalia in esubero e un programma di ricollocamento verso altre aziende del settore

La deroga alla Marzano cancella l'Antitrust Acquisizioni future anche senza l'ok dell' Authority. Ma la Ue potrebbe opporsi ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: data italiana di mettere le mani su Alitalia. Le prima novità rispetto alla Marzano nata per la tutela di Parmalat riguarda la nomina del Commissario che ora spetta anche al premier, che, al pari del ministro dello Sviluppo Economico, ne determina il compenso e le condizioni dell'incarico, anche in deroga alla normativa vigente.

La battaglia dei cieli si fa più serrata ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del RISIKO La battaglia dei cieli si fa più serrata Il nodo Alitalia ha riaperto la battaglia dei cieli. La mossa di Ai France-Klm di giocare la partita in Italia, ha fatto subito scattare la risposta di Lufthansa in un risiko. che, vista la grande concentrazione in corso nel settore, sembra giunto alla stretta finale.

Il miracolo di Berlusconi è solo per Air France ( da "Unita, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e cioè la vera notizia di oggi: il governo sta pilotando il fallimento di Alitalia". "Avevamo il dovere di intervenire, siamo intervenuti con concretezza. Ci siamo riusciti" ha concluso il premier nella sua conferenza stampa. Intanto dovrà spiegare al sindaco di Roma perché a Fiumicino i voli di Alitalia passeranno da 120 a 40 in un colpo solo.

Pd, burlando attacca "il partito leggero è un errore, ora servono le tessere" - ava zunino ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tanto più che sono in avvicinamento rapido scadenze elettorali importanti come: "le prossime europee e amministrative e poi le regionali. Nel frattempo non credo che le condizioni di milioni di italiani miglioreranno. A partire dai 7000 mila di Alitalia che se ne torneranno a casa. Quindi bisogna collocarsi in questa realtà e mettersi a lavorare".

Nuova alitalia cancella il marconi da bologna non si vola più a roma - eleonora capelli ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina IV - Bologna Nuova Alitalia cancella il Marconi da Bologna non si vola più a Roma Saltano i 5 aerei giornalieri. Filetti: feeling tramontato da tempo ELEONORA CAPELLI Il piano per salvare Alitalia "cancella" l'aeroporto Guglielmo Marconi dalle linee della compagnia di bandiera.

Niente più voli per roma ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rapporto già tramontato Niente più voli per Roma La nuova Alitalia cancella il Marconi dai propri scali Il piano per salvare Alitalia "cancella" l'aeroporto Guglielmo Marconi dalle linee della compagnia di bandiera. Eliminati i cinque voli al giorno per Fiumicino, la terza destinazione più richiesta tra i voli nazionali con quasi 200 mila passeggeri nel 2007.

Nuova alitalia bari resta a terra protesta vendola - piero ricci ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Bari La polemica Nuova Alitalia Bari resta a terra protesta Vendola PIERO RICCI Meno aerei, meno personale, meno voli. La missione futura di Alitalia e il suo piano di recupero firmato dal governo Berlusconi, mandano su tutte le furie Nichi Vendola. Perché sulla Puglia cade una grossa fetta dei tagli in programma.

Guerra ai pirati di internet l'italia scende in campo "così li fermeremo" - roberto bianchin ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultimo momento per il cdm su Alitalia) con tutti i soggetti interessati, dai produttori ai gestori delle reti, per trovare una soluzione al problema. Secondo Bondi, che giudica la pirateria "una violazione del diritto d'autore e come tale un furto", si dovrà andare verso l'individuazione di "nuovi modelli di business" cercando di affiancare al necessario rispetto della privacy la "

La lega firma la tregua su malpensa e con an scoppia la grana fiumicino - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: preoccupata della valanga di esuberi che potrebbe ricadere su Roma e Fiumicino per il salvataggio di Alitalia. Il fuoco, per ora, cova sotto la cenere, ma la maggioranza di governo esce dal primo round della partita della Magliana con alcuni nodi ancora da sciogliere. I distinguo del Carroccio erano noti da tempo: il declassamento di Malpensa (non risolto dal piano Fenice) e l'ipotesi ?

"alitalia, missione compiuta l'alternativa era il fallimento" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Alitalia è una della compagnie più antiche e gloriose del mondo e salvarla era un dovere - argomenta - quando vediamo un aereo dell'Alitalia ovunque nel mondo ognuno di noi sente l'Italia vicina". Subito dopo aver evocato l'orgoglio, passa all'incasso sugli impegni presi durante la campagna elettorale.

Pieni poteri al premier, deroghe all'antitrust e sugli esuberi cassa integrazione a valanga - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potrà vendere alla nuova Alitalia gli asset ancora fruttuosi Escluso il "travaso" dei lavoratori nella p.a., ma assunzioni saranno possibili nelle aziende controllate dallo Stato ROBERTO MANIA ROMA - Arriva la legge "ad hoc" per privatizzare l'Alitalia: nuove procedure per i fallimenti con un ruolo centrale del presidente del Consiglio,

Al sicuro anche i punti "millemiglia" "passeranno alla nuova compagnia" ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: o meno utilizzare anche in Alitalia 2 i punti accumulati. Le fonti interpellate assicurano che nulla cambierà rispetto ad oggi. Il Millemiglia è infatti un asset importante della parte "Fly" di Alitalia, al pari dei diritti di traffico e degli aerei. La possibilità di volare grazie alle miglia accumulate col nuovo concorso 2008-2010,

Air france: pronti ad una quota di minoranza - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultimo atto di Alitalia. Per la nuova versione della compagnia bisognerà attendere solo qualche giorno, vista l'accelerazione impressa al dossier nelle ultime ore. Il piano di salvataggio approntato da Intesa-Sanpaolo piace anche ad Air France-Klm che a sorpresa, ha ammesso ieri la possibilità di partecipare all'operazione in veste di socio di minoranza:

Sindacati sul piede di guerra veltroni va all'attacco "compagnia di bandierina" ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bocciatura secca di opposizione e sindacati di categoria per il piano di salvataggio di Alitalia. "I lavoratori e i cittadini italiani si trovano oggi davanti un futuro peggiore sotto tutti i punti di vista - attacca il segretario del Pd Walter Veltroni - E, alla faccia della decantata difesa dell'italianità, il piano ci consegna una compagnia che di fatto diventa di bandierina".

Economia Come mai la famiglia Benetton ha investito i 150 milioni in Alitalia attraverso la controll... ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: investito i 150 milioni in Alitalia attraverso la controllata Atlantia e non con la scatola Sintonia, cioè il veicolo dove sono raggruppate le partecipazioni nelle infrastrutture come Gemina, Telecom, Aeroporti di Firenze e di Torino? Le motivazioni possono essere diverse e la scelta non è piaciuta al mercato e agli investitori presenti in Atlantia che minacciano di uscire dal titolo.

Le banche trascinano al rialzo il listino impennata per stm e luxottica ( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il balzo del 3,3% del Pil Usa, ha invece galvanizzato i titoli italiani legati al dollaro, e in particolare Luxottica (più 4%) e Stm (più 3%). Tra i titoli minori, va segnalato il rimbalzo di Immsi (più 12%), la holding di Roberto Colaninno che parteciperà al rilancio di Alitalia.

Alitalia in regalo per decreto ( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nuova Alitalia". Per loro la promessa di 7 anni tra cassa integrazione e mobilità in vista della "ricollocazione". Il fatturato 2009 In miliardi di euro, è inferiore a quello della sola Alitalia di oggi (senza contare l'AirOne di Carlo Toto). Un ritorno ai livelli attuali è previsto solo per il 2013 AIR FRANCE IN QUOTA La "quota di minoranza"

Ho evitato il fallimento ( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia nuova, una compagnia aerea più efficiente, finanziariamente in equilibrio e tecnologicamente avanzata". Gli esperti del settore sostengono l'esatto contrario, ma a lui interessa soltanto il poter dire che "manteniamo anche questo impegno che avevo annunciato di risolvere con la messa in campo di una compagine di imprenditori italiani"

Un piano senza prospettive e un numero di licenziamenti inaccettabile ( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella storia del sindacato di errori ne sono stati fatti tantissimi, nella storia di Alitalia anche. Nella vicenda Air France il sindacato ha provato a mettere in piedi una trattativa che non è riuscita perchè il contesto stava rapidamente cambiando. Se l'Italia vuole una compagnia degna di questo nome ci devono essere le caratteristiche.

IL GIOCO DELLE 3 CARTE ( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non è un piano di salvataggio, è uno sfacciato gioco delle tre carte. Dopo aver ostacolato un accordo con Air France con luci e ombre, ma che avrebbe contenuto gli esuberi entro una cifra tollerabile e salvato una parte del nostro patrimonio, oggi Palazzo Chigi costruisce un marchingegno ambiguo e contraddittorio che moltiplica per tre i licenziamenti.

Per chi vola Colaninno ( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: RITRATTI Il presidente della nuova Alitalia Per chi vola Colaninno Francesco Paternò C'è chi comincia più o meno sempre così: con cose piccole, per poi arrivare alle cose grandi. Roberto Colaninno, nuovo presidente operativo della nuova Alitalia, è uno dei massimi specialisti italiani di questo ramo: chiamatela ambizione, capacità, o disinvoltura estrema.

Air France-Klm: Pronti a prendere quota minoranza ( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non è indispensabile a Air France-Klm". Recentemente c'era stato un riavvicinamento tra British Airways e Iberia, compagnia verso la quale Air France-Klm aveva mostrato un certo interesse. Le trattative con Alitalia erano naufragate nella scorsa primavera a causa dell'ostilità dei sindacati italiani nei confronti di un piano di ristrutturazione che prevedeva fino a 4mila

OGGI è ancora il giorno della festa, ma verrà subito dopo il giorno i ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della Piaggio e tra poche ore "capitano" della Nuova Alitalia, lo è da sempre. Ma questa ultima settimana di agosto, con l'ok del governo al Piano Intesa, il sì dei soci, il rinnovato corteggiamento di Air France e Lufthansa, non la dimenticherà proprio. "Così - spiega al Messaggero - salviamo un patrimonio industriale del Paese".

ROMA La nuova Alitalia può decollare. Silvio Berlusconi è categorico: Una scommessa ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ROMA La nuova Alitalia può decollare. Silvio Berlusconi è categorico: "Una scommessa vinta, abbiamo salvato la compagnia dalla svendita e non peseremo sui cittadini". In arrivo ammortizzatori sociali per 7 anni, mentre i sindacati saranno convocati lunedì per discutere del piano industriale e di esuberi.

Alitalia, evitato il fallimento ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Via libera al salvataggio. Alemanno: chiarezza su Fiumicino. Veltroni: compagnia di bandierina "Alitalia, evitato il fallimento" Berlusconi: scommessa vinta. Air France pronta a entrare. Sindacati critici.

Al 30 giugno scorso (sono gli ultimi dati disponibili) Alitalia aveva in cassa una liquidità pa ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

ROMA - Un ringraziamento particolare per le soluzioni che sono state trovat ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: eventuale ingresso dei francesi in Alitalia possa comportare uno stop agli accordi che Sea sta concludendo con la compagnia tedesca e che riporteranno a Malpensa molte delle tratte internazionali a suo tempo cancellate da Alitalia. L'intenzione dei tedeschi di trasformare Malpensa nel quarto hub europeo, potrebbe infatti creare più di un problema alla "newco"

ROMA - Le opposizioni bocciano il governo. Il piano per il salvataggio di Alitalia non piace ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il piano per il salvataggio di Alitalia non piace al Partito democratico, all'Udc e all'Italia dei valori, che accusano Silvio Berlusconi di aver venduto fumo per mesi sulla sorte della compagnia di bandiera e avvertono: a pagare saranno lavoratori e cittadini. Per la minoranza, insomma, il centrodestra non solo non ha risolto il problema ma,

ROMA - Nel giorno del rientro dalle vacanze di Porto Rotondo (in cui ha accudito ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che hanno "creduto in Alitalia investendo in titoli azionari e obbligazionari della compagnia". Mette i puntini sulle "i": "In questa vicenda siamo stati guidati da un'esigenza primaria: il rispetto e l'interesse generale del Paese. Riteniamo che la nuova Alitalia sia la scelta giusta, ma anche l'unica possibile".

MILANO - Intesa Sanpaolo archivia i primi sei mesi dell'anno con un utile netto consolidato di ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ha svolto il ruolo di advisor per il salvataggio di Alitalia, ha poi indicato in 100 milioni il possibile impegno diretto nella newcò Compagnia aerea italiana, "se un numero di condizioni si avvereranno - ha spiegato il banchiere -, e ho l'impressione che si avvereranno. Oggi (ieri, ndr) è stata approvata la nuova legge Marzano, questo sarà il nostro contributo al progetto"

Penati: la Moratti ci aiuti a far pressione sul governo ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Che al Corriere dice di essere molto più preoccupato della piega che ha preso la vicenda Alitalia che non dell'intervento statalista. "Non mi scandalizza il ruolo del pubblico. Temo che si stia creando una compagnia monopolistica del traffico interno. E che a Milano venga chiesto di tagliare Linate". La linea Formigoni-Moratti? "Non sono d'accordo".

IM INISTRI MILANESI: SALVATA ALITALIA RIMANE IL NODO LINATE-MALPENSA ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di ELISABETTA SOGLIO categoria: REDAZIONALE Il caso IL TAVOLO PER MILANO IM INISTRI MILANESI: SALVATA ALITALIA RIMANE IL NODO LINATE-MALPENSA Il governo prova a salvare Alitalia, ma per Malpensa e soprattutto per Linate non ci sono garanzie. I ministri del centrodestra, intanto, annunciano che al più presto verrà convocato il tavolo per Milano.

<Salvata Alitalia. Ma Linate e Malpensa?> ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il piano non dà risposte sul futuro degli aeroporti "Salvata Alitalia. Ma Linate e Malpensa?" I ministri del Pdl: convocare un tavolo per i due scali. L'opposizione: rischio ridimensionamento Formigoni: attendere il piano industriale Majorino: non ci sono investimenti sufficienti per Milano Il governo salva Alitalia, ma non ci sono garanzie per Malpensa e, ancora meno,

Via al salvataggio di Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veltroni: compagnia di bandierina Via al salvataggio di Alitalia Berlusconi: missione compiuta. Air France: quota di minoranza ROMA - Il progetto di salvataggio di Alitalia ha preso le mosse con un decreto e un disegno di legge di riforma della "Marzano " sulle ristrutturazioni aziendali, premessa del commissariamento.

Il piano, il nodo della flotta e Air France ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia e Air One? E quali saranno i benefici e i prezzi per il Paese? La cessione di Alitalia ad Air-France-Klm sarebbe costata meno ai lavoratori e alla sicurezza sociale (meno licenziamenti e minori trasferimenti esterni di attività), e anche ai soci (prendevano qualcosa invece di niente), ai detentori di obbligazioni Alitalia (

Profumo: così prezzi maggiori e servizi peggiori ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Unicredit non entrerà nella cordata Alitalia e, secondo Alessandro Profumo: "Alla fine della vicenda credo che avremo un servizio peggiore e prezzi più alti". Profumo ricorda il caso spagnolo: "Iberia è stata venduta a British Airways senza che si sia sollevato questo polverone".

<Alitalia non peserà più sulle spalle dei contribuenti> ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: restare partner strategico di Alitalia " con la possibilità di "una partecipazione minoritaria nella nuova società", Berlusconi ha assicurato che Alitalia "resterà nelle mani degli italiani". L'alternativa a questa operazione, ha detto, "era il fallimento", improponibile perché "un grande Paese" ha bisogno di una compagnia "per proteggere e promuovere"

Album di famiglia ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI Album di famiglia La nuova Alitalia Rocco Sabelli, futuro amministratore della nuova Alitalia (terzo da destra) con Roberto Colaninno che sarà presidente, il figlio Matteo e il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi.

Renato Brunetta: ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 3 categoria: BREVI Renato Brunetta: "Escludo ogni forma di riassorbimento degli esuberi Alitalia nella pubblica amministrazione o nelle Poste".

E Intesa investirà 100 milioni Mandato a Salza e Passera ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e il primo a fare il passo è l'advisor del governo, Intesa Sanpaolo, che punterà un gettone da 100-150 milioni sul suo stesso progetto di ristrutturazione, regolando l'esborso in modo da non risultare in ogni caso il primo azionista ed escludendo investimenti indiretti attraverso il finanziamento degli altri partecipanti alla cordata.

<Ma era meglio cederla ad Air France Mio padre? Fa bene a impegnarsi> ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vi siete confrontati sul caso Alitalia? "Per coerenza ho scelto di non partecipare a nessuna riunione né a consigli di amministrazione in cui sono state prese delle decisioni su Alitalia". Però il Pd sta aspramente criticando l'operazione... "E io sono in linea con Pierluigi Bersani e comprendo le critiche.

L'altro figlio ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'altro figlio Il patron di Piaggio e futuro presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno, nel marzo 2001, con i figli Matteo (a sinistra) e Michele (a destra) durante un convegno di Confindustria.

Colaninno: non è un favore a Berlusconi ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Eccolo, il presidente designato di Alitalia il giorno dopo. Ha appena chiuso, a Mantova, il board con cui l'Immsi ufficializza l'investimento nella compagnia. Sta firmando le carte da mandare alla Consob. Ha, tra un'ora, l'aereo che lo porterà a Roma. E infiniti telefoni che continuano a squillare.

Al governo premeva mandare in archivio i <due disastri> ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'immondizia a Napoli e Alitalia, palazzo Chigi canta vittoria. Il presidente del Consiglio rivendica di avere mantenuto la compagnia in mani nazionali, evitandone il fallimento. Ed assicura che non scaricherà i costi dell'operazione sui risparmiatori italiani. Il messaggio è semplificato al massimo.

Alitalia Il salvataggio ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: BREVI Alitalia Il salvataggio Walter Veltroni: "All'Italia resterà solo una " compagnia di bandierina", specchio di un governo vittima della sua demagogia".

Berlusconi: abbiamo salvato Alitalia ( da "Tempo, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: abbiamo salvato Alitalia Dopo Napoli un'altra promessa mantenuta del governo Berlusconi. Ieri via libera del consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge delega su Alitalia. Il provvedimento vara una riforma delle procedure previste dalla legge Marzano per il commissariamento come strumento per il salvataggio delle grandi aziende in crisi.

Sì di Atlantia ma con condizioni ( da "Tempo, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del gruppo autostradale alla cordata per Alitalia, confermando che la partecipazione al capitale della newco prevista dal "piano Fenice" prevede un investimento tra 100 e 150 milioni di euro. Il Cda di Atlantia ha approvato la possibilità di una partecipazione del gruppo autostradale alla cordata per Alitalia, confermando che la partecipazione al capitale della newco prevista dal "

Alitalia, per salvare Fiumicino appello unanime al governo ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Marrazzo e Zingaretti pronti a difendere lo scalo Alitalia, per salvare Fiumicino appello unanime al governo Salvare Fiumicino. è l'appello che arriva da Comune, Regione e Provincia, dopo le prime voci sul piano di ristrutturazione per Alitalia. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, ha invitato "gli enti locali a chiedere un incontro al governo".

Coro unanime: <Salvare Fiumicino> ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia Zingaretti invita alla mobilitazione: "Ricadute rilevanti su tutto il territorio" Coro unanime: "Salvare Fiumicino" Alemanno chiede un incontro al governo. Marrazzo convoca il consiglio Polemica tra i poli. Meta (Pd): "La Capitale non avrà più un hub che faccia da volano al turismo e tutto nel silenzio di Alemanno"

Il Cavaliere e le tenerezze in famiglia: <Il mio nipotino? Tutto suo nonno> ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dopo Alitalia e Caucaso, il Cavaliere cede alle tenerezze familiari e nella sala stampa di Palazzo Chigi parla del nipote Alessandro, primogenito di sua figlia Barbara: "Non piange mai. Pensate che l'altro giorno mi sono avvicinato alla culla mentre dormiva e gli ho dato dei bacetti sulla pancia.

Berlusconi vede Alfano e promuove la bozza: giustizia, via alla riforma ( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: "Il governo varerà tre riforme: giustizia, federalismo e legge elettorale per le europee ". La legge elettorale è già pronta e servirà "a non disperdere la nostra presenza in Europa e a mandare le due parti che si confrontano nel Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari, in modo che possano incidere rispettivamente nelle due grandi parti in cui si divide

ROMA - Vai avanti, gli avrebbe detto Berlusconi. Per valutare lo stato dei lavori sulla riforma dell ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con la vicenda Alitalia sul tappeto, non era però il giorno ideale per analisi approfondite. Ma il premier, dopo aver preso visione del lavoro svolto fin qui dal ministro, avrebbe approvato l'agenda proposta da Alfano: riforma del processo civile e penale, ristrutturazione del sistema carcerario e, soprattutto, le riforme costituzionali riguardanti il Csm,

ROMA - Lo annuncia pennellando un sorriso, lo stesso con cui in volo s ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Noi hostess dell'Alitalia non abbiamo più fiducia nella politica". Ha solo questo da dire Mascia, da poco atterrata da Varsavia, e scompare trascinandosi il "trolley", senza addentrarsi in confronti tra il piano Prodi, con la cessione della compagnia ad Air France, e questo del governo Berlusconi, che ha fatto capolino sui giornali.

ROMA - Il piano di salvataggio di Alitalia preoccupa Roma per le conseguenze che avrà sull’ ( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nei mesi scorsi Alitalia aveva riportato da Malpensa al Leonardo Da Vinci numerose rotte intercontinentali. Nelle prime tre settimane di agosto è stato registrato un incremento del 35 per cento dei passeggeri Alitalia sullo scalo romano a fronte di un aumento del 29 per cento dei posti offerti.

Oggi la prova del cda: attese perdite ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia" guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. E lasciare così la gestione di debiti e dipendenti, di azioni e obbligazioni, nella vecchia Alitalia da affidare al commissario straordinario. Che sarà Augusto Fantozzi. Intanto torna in scena Air France, che dice di essere pronta ad acquisire una quota di minoranza nella nuova società creata dalla cordata di imprenditori italiani.

L'INTERVENTO ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno contribuito al rifiuto da parte del pubblico per Alitalia. In ogni caso, meglio per tutti se con una mobilità intelligente si minimizzerà il problema. Detto questo, sono tre i punti forti del piano Alitalia che vanno evidenziati. 1) Il mantenimento totalmente italiano del controllo che, per un'infrastruttura chiave come il trasporto aereo, è un fattore da non sottovalutare,

Il governo apre un tavolo per risarcire Malpensa ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la nuova Alitalia che nella riunione Iata dei giorni scorsi la nuova Alitalia abbia deciso di riportare su Malpensa due terzi degli slot che la vecchia Alitalia aveva dismesso o trasferito a Fiumicino". Il governo ha esaminato anche la questione Sea, cercando una soluzione che consenta alla società di ritirare il ricorso in tribunale per ottenere da Alitalia un risarcimento di 1,

Alitalia, Fiumicino sospeso tra incertezza e speranza ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Fiumicino sospeso tra incertezza e speranza di Stefania Scarpa La questione Alitalia preoccupa gli enti locali per le pesanti ricadute che rischia di avere a Roma e in tutto il Lazio, e per il temuto ridimensionamento di Fiumicino. Ieri il presidente della Regione Piero Marrazzo e il presidente del consiglio regionale Guido Milana hanno deciso che alla vicenda sarà dedicata

Ridotto del 10 per cento il calo dei passeggeri ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il calo dei passeggeri registrato nei primi mesi dopo l'abbandono di Alitalia. Lo sostiene una nota della società, secondo la quale lo scalo è passato dal -31% di aprile al -21% di agosto. Anche se Alitalia ha trasportato nei primi 27 giorni di agosto 160.000 passeggeri, contro i 925.500 dello scorso anno (-82,7%), le altre compagnie hanno registrato un aumento del 34,

Via al salvataggio E per chi è in esubero sette anni di "aiuti" ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ma che - spiegano al ministero dello Sviluppo economico - varranno per tutte le imprese ammesse alla procedura. Grazie alle nuove disposizioni, oggi il consiglio d'amministrazione Alitalia potrà - in presenza di conti semestrali tali da non poter garantire la continuità aziendale - richiedere l'accesso alla procedura.

Berlusconi: "Alitalia è una scommessa vinta" ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia resterà italiana. Silvio Berlusconi scende nella sala stampa di Palazzo Chigi qualche minuto dopo le sette di sera. E si capisce subito che è soddisfatto: missione compiuta. La soluzione individuata per Alitalia, e favorita dalle scelte del consiglio dei ministri, gli permette di rispettare un altro degli impegni assunti in campagna elettorale.

Alitalia ritorna a volare con 12mila dipendenti e una flotta di 136 aerei ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 206 del 2008-08-29 pagina 0 Alitalia ritorna a volare con 12mila dipendenti e una flotta di 136 aerei di Paolo Stefanato Milano - La Nuova Alitalia avrà tra i 12mila e i 13mila dipendenti, calcolando anche i circa 3mila conferiti da Air One (gli attuali dipendenti di Alitalia fly sono poco meno di 11mila).

Brussels Airlines nel mirino di Lufthansa ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: trattative avviate da British Airways con la spagnola Iberia e quelle sui dossier Alitalia e Austrian Airlines, tocca alla belga Brussels Airlines entrare nel mirino di Lufhtansa. La compagnia tedesca, infatti, si legge in una nota, "ha avviato colloqui costruttivi" con Sn Airholding, la società che controlla Brussels Airlines (nata qualche anno fa sulle ceneri della fallita Sabena),

Il conflitto d'interessi familiare del giovane Colaninno ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: altrimenti però rischiamo di perdere questa e quindi di mettere Alitalia di fronte al fallimento e l'intera Italia di fronte a una figuraccia...". L'8 aprile, Matteo prendeva coraggio: "L'accordo con Air France è una grandissima opportunità per Alitalia e per il nostro Paese, la soluzione dei problemi economici e finanziari della compagnia.

<Visto il mio bambolotto? Tutto suo nonno> ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Redazione Dopo la dichiarazione letta su Alitalia dalla sala stampa di Palazzo Chigi e un rapido punto sulla crisi del Caucaso in visto del vertice europeo di lunedì, Silvio Berlusconi si ferma a parlare con i cronisti. Ma, niente politica. Il Cavaliere vuole piuttosto parlare dell'ultimo nato della sua famiglia, Alessandro, primogenito della figlia Barbara.

Decollano in Borsa le azioni della cordata ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alla cordata Alitalia. A beneficiarne maggiormente c'è Immsi, la società di Roberto Colaninno (socio e futuro presidente della nuova Alitalia), che ieri ha anche approvato i conti semestrali. Immsi, che nei giorni scorsi aveva perso circa il 10%, ieri, quando è stato reso noto il piano approvato per Alitalia, ha iniziato a correre per essere più volte sospesa per eccesso di rialzo.

Il voto utile siamo noi ( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E poi Alitalia, "dove ci guadagnano sempre i poteri forti e chi ci perde sono i 7mila esuberi. Voglio proprio vedere - si domanda ironico l'ex sindacalista ? come riescono contemporaneamente a salvare Alitalia e a sistemare le ricadute sociali. Secondo me gli esuberi dovrebbero essere a carico di chi ci guadagna".

Segnale di fiducia e di ottimismo ( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 29 Ago 2008 Edizione 179 del 29-08-2008 Caso Alitalia Segnale di fiducia e di ottimismo di Arturo Diaconale Si può criticare come meglio si vuole l'operazione con cui il governo si accinge a risolvere il caso dell'Alitalia. Ma non si può in alcun modo negare che il modo utilizzato rappresenta un segnale politico di grandissima importanza.

Con la nuova compagnia decolli il libero mercato ( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: MINISTRI Con la nuova compagnia decolli il libero mercato di Alessandra Mieli Il Governo ieri ha deciso su Alitalia e, nonostante si fosse alimentata qualche attesa, la Lega non s'è messa di traverso: Bossi ha detto che c'era poco altro che si potesse fare e Calderoli ha sottolineato il fatto che dalla settimana prossima comincerà a riunirsi il tavolo per gli "aeroporti milanesi".

Air France pronta a salire a bordo ( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France possiede ancora il 2% del capitale di Alitalia, frutto di un acquisto incrociato; l'Alitalia ha già venduto, lo scorso anno, la sua quota per fare cassa. "Smontare" tutto questo comporterebbe penali complesse da calcolare, realisticamente stimabili in circa 200 milioni. I fasci Italia-Francia valgono da soli circa 350 milioni di fatturato,

Corona e Moric a Porto San Giorgio annunceranno il loro matrimonio ( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO Il tempo non passa mai Forma smagliante per Cindy Crawford, che si gode una vacanza tutta italiana a Porto Cervo.

George Clooney torna sul set Sarà un manager senza scrupoli ( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO Una statua per Fonzie Inaugurata a Milwaukee River una statua di bronzo dedicata ad Arthur Fonzarelli (Henry Winkler)

Il Financial Times resta scettico "Il destino è appeso a un filo" ( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: commento con cui il Financial Times esamina la soluzione trovata per Alitalia, nella rubrica di approfondimento Lex Column. "Quantomeno la nuova Alitalia controllata dai privati dovrebbe essere in grado di tenere alla larga le interferenze politiche che l'hanno tormentata per così tanto tempo", si afferma. "L'altro aspetto positivo - si legge - è nella nuova legge sui fallimenti,

Berlusconi solidale con Prodi "Ora intervenga il Parlamento" ( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino.

Karadzic tace in tribunale Nè colpevole, nè innocente ( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino.

Passera: "Cruciali le prossime settimane Senza accordo sindacale non si parte" ( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad a proposito della nuova Alitalia - e naturalmente si dovrà passare attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee". "Le prossime 4 o 5 settimane saranno cruciali per capire se va avanti" il progetto di salvataggio di Alitalia, dopo la costituzione della newco, ha aggiunto l'ad di Intesa Sanpaolo.

Festa in barca a Saint Tropez Arriva Paris e Naomi scappa via ( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino.

Unicredit, Profumo: 'banche hanno commesso errori, euro ci ha dato una mano' ( da "Voce d'Italia, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sull'operazione Alitalia. "Continuo a ripetere - ha proseguito - quella che era la mia preoccupazione, cioè che fino a qualche mese fa avevo un volo diretto da Malpensa per Varsavia e ora non ce l'ho più. Mi sembra di capire che non ce l'avrò nemmeno domani, a meno che non arrivi qualche compagnia internazionale.

Alitalia: decisive le prossime settimane ( da "Voce d'Italia, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ad di Intesa San Paolo parla di Alitalia dal Meeting di Rimini Alitalia: decisive le prossime settimane "Nei prossimi giorni ci potranno essere nuovi investitori" Rimini, 29. ago. - L'Amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, ha parlato del futuro di Alitalia al Meeting di Rimini: "Le prossime 4-5 settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no.

Nuova Alitalia, il piano può decollare ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 102 Nuova Alitalia, il piano può decollare Arriva il commissario, fallimento scongiurato. Berlusconi esulta --> Arriva il commissario, fallimento scongiurato. Berlusconi esulta Il Consiglio dei ministri approva le norme per il salvataggio dell'Alitalia.

La Borsa premia la cordata-Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Pagina 213 La Borsa premia la cordata-Alitalia --> Immsi, la società di Roberto Colannino, che ha approvato ieri l'operazione nella compagnia di bandiera (Colaninno è presidente della Compagnia aerea italiana) e i conti semestrali, ha iniziato a correre sin dalla mattinata per essere più volte congelata e sospesa per eccesso di rialzo.

Alitalia, rientra Air France ( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagheranno i cittadini" Alitalia, rientra Air France Berlusconi: un buono alle aziende che assorbiranno gli esuberi La "nuova" Alitalia resterà una compagnia italiana. Il governo ha dato il via libera - con la modifica della legge Marzano - al salvataggio e alla divisione in due nuove società, una bad company e una best company,

COMPAGNIA DI BANDIERINA ( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: soluzione ieri delineata eviterà di porre le perdite di Alitalia a carico della collettività: la separazione della "polpa" di Alitalia (in sostanza la posizione dominante nel traffico aereo sulle principali rotte italiane e soprattutto sulla Milano-Roma) dal suo "osso" (un mare di debiti e di dipendenti in esubero confluiti in una nuova società pubblica) è la premessa perché quest'

Il cda chiede il commissariamento ( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il cda di Alitalia ha dichiarato lo stato di insolvenza della compagnia e chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria. In una nota al termine del consiglio di amministrazione la società spiega che "Alitalia ha richiesto, in conformità alle determinazioni assunte in data odierna dal consiglio di cmministrazione della ompagnia,


Articoli

Governo: okad Alitalia,Air Franceinteressata (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

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Il piano di salvataggio Berlusconi: "Unica scelta per evitare il fallimento. La compagnia resta italiana, esuberi inevitabili". Veltroni parla di soluzione confusa, Di Pietro di "truffa colossale". No dei sindacati 29/08/2008 Roma. Tornano i voti in pagella, alle elementari e alle medie. E, come annunciato, torna anche il voto in condotta. Con il 5 si verrà bocciati. Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini l'aveva promesso: ritorneremo al passato per riportare nelle classi ordine contro il bullismo dilagante e risollevare il carente livello culturale degli studenti. Obiettivi che si cercheranno di centrare con il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento che cancella le riforme degli ultimi decenni. Anche l'educazione civica e stradale tornerà a essere materia obbligatoria, mentre contro il caro-libri verrà introdotto l'obbligo di rieditare i testi solo ogni 4-5 anni. Infine, tra un anno, alle elementari tornerà il maestro unico. Ma la principale novità del decreto è rappresentata dal ritorno dei voti in pagella, che alle elementari saranno accompagnati da giudizi "esplicativi", mentre alle medie ci sarà spazio solo per i numeri. Una scelta che Gelmini spiega così: "Il ritorno al voto è frutto di una proposta mia e del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, perché noi crediamo che nella scuola serva chiarezza e che spetti agli insegnanti definire il livello di apprendimento degli alunni in ogni materia". Perplessa, a Genova, Sara Pagano, provveditore agli studi: bocciare per un cinque in condotta le sembra eccessivo. de carolis, viani e un commento di david bidussa >> 3 e 17 29/08/2008.

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Gabbiani contro un aereopaura per 80 passeggeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

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Disastro sfiorato a genova il giorno dopo la tragedia di madrid Solo il sangue freddo del pilota ha consentito un atterraggio regolare Genova. I piloti hanno lanciato l'allarme nel momento stesso in cui i primi gabbiani colpivano la cabina di pilotaggio. Il mayday è stato trasmesso immediatamente alla torre di controllo. Momenti di paura all'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova. Il giorno dopo del tragico incidente aereo di Madrid all'aeroporto di Barajas, in cui hanno perso la vita 153 persone, un volo della Air Nostrum, vettore regionale della compagnia Iberia, proveniente da Madrid con circa 80 passeggeri a bordo, è entrato in contatto in fase di atterraggio con uno stormo di gabbiani. Secondo quanto trapelato, solo ieri, centinaia di volatili si sarebbero trovati sulla rotta dell'aereo, poco prima che le ruote del carrello toccassero terra. Il pilota è riuscito ad atterrare senza problemi, ma i gabbiani hanno seriamente compromesso i motori e la carlinga. L'aereo, che sarebbe dovuto ripartire la mattina successiva, è rimasto a terra ed è stato riparato dai tecnici. Se i gabbiani avessero colpito l'aereo alcuni minuti prima del momento in cui è avvenuto l'incidente, i danni al motore e alla fusoliera avrebbero potuto avere conseguenze drammatiche. L'incidente è accaduto alle 2,20 di notte. Pochi minuti prima era atterrato il "postale" dell'Alitalia senza alcun problema. La pista era pronta ad accogliere il volo di linea proveniente da Madrid, in ritardo - il suo arrivo era previsto alle 17 - a causa proprio del disastro di Madrid, che aveva mandato in tilt per molte ore le tabelle di marcia degli aerei spagnoli. L'aereo, un CRJ900, si è avvicinato alla città e stava per toccare la pista, quando si è alzato in volo un grande stormo di gabbiani. I volatili si sono trovati sulla traiettoria dell'aereo. Alcuni sono entrati direttamente nei motori a reazione e sono stati dilaniati dalle turbine. Altri si sono schiantati sulla fusoliera. Attimi di paura per i piloti, che comunque sono preparati a far fronte a questi incidenti. E di panico per i passeggeri, che probabilmente hanno udito la "raffica" di colpi: erano i gabbiani che si sfracellavano sulla carlinga. Il pilota ha mantenuto i nervi saldi ed è riuscito a completare la manovra di atterraggio, parcheggiando l'aereo nell'aerea dedicata del "Colombo". Un sospiro di sollievo. I passeggeri sono scesi a terra senza ulteriori problemi. Alla fine, la conta dei danni da parte dei tecnici e la decisione di annullare il volo successivo per effettuare i necessari controlli e le riparazioni. Per fortuna la prontezza e la preparazione dei piloti ha scongiurato il peggio, ma danni e disagi sono stati ingenti. L'aeroporto di Genova, essendo sul mare, ha sempre avuto problemi con gli stormi dei gabbiani. Tanto che sono state predisposte nel tempo varie misure per evitare incidenti come quello che è capitato il 21 agosto scorso. Attualmente, la sicurezza sulla pista viene garantita da sistema costituito da una decina di cannoncini ad aria compressa, che tengono alla larga i volatili per tutto il giorno. Ma alle 23 il sistema viene disattivato. In passato i residenti delle delegazioni vicine allo scalo aeroportuale avevano protestato per i rumori, ottenendo la disattivazione del sistema, appunto, intorno alle 23. Da quel momento in poi, entra in funzione un altro dispositivo, basato su altri avvisatori acustici e ad ultrasuoni. Il problema dei volatili viene così coperto su tutto l'arco della giornata, anche grazie a frequenti ispezioni in pista. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, dopo le 23, sulla pista merci dell'aeroporto a volte si posizionano molti gabbiani. L'ipotesi è che i volatili, quella notte, possano aver preso improvvisamente il volo perché spaventati dall'arrivo dell'aereo, in un momento in cui, di norma, non ci sono voli in partenza o in arrivo. Pablo Calzeronicalzeroni@ilsecoloxix.it 29/08/2008 = È mancato all'affetto dei suoi cari Enzo Camilla Ne danno il triste annuncio la moglie e i figli. Il funerale si svolgerà sabato 30 agosto alle ore 11,45 presso la parrocchia San Giuseppe Cottolengo. = Con il conforto e l'affetto dei suoi cari è mancata Lina Canepa in Riva di anni 84 Ne danno il triste annuncio il marito Ido, la figlia Franca, il genero Mario, l'adorata nipote Serena ed i parenti tutti. Il funerale si svolgerà sabato 30 agosto alle ore 8,15 nella chiesa parrocchiale di S. Anna di Teglia. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 28 agosto 2008 La Generale Pompe Funebri spa Tel. 010.41.42.41 = È mancato all'affetto dei suoi cari Gian Carlo Cella di anni 71 Ne danno il triste annuncio: il figlio Giulio con la moglie Antonella, il fratello Gian Franco, i parenti tutti. I funerali avranno luogo oggi Venerdì 29 nella chiesa arrocchiale di Cabanne alle ore 16. La presente vale da partecipazione e ringraziamento. Sestri Levante, 29 Agosto 2008. Onoranze Funebri Arata Bruno Rezzoaglio - Tel. 0185.87.02.39. = Affidiamo alla bontà di Dio, Padre di Misericordia PADRE Luigi Chierotti di anni 86 Missionario di di S. Vincenzo e Apostolo della Medaglia Miracolosa I confratelli missionari del Fassolo e i nipoti tutti ne danno l'annuncio e chiedono una preghiera. I funerali si svolgeranno nella chiesa della Missione in via Fassolo 29 oggi venerdi 29 agosto alle ore 10. Genova, 29 agosto 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 = È mancata all'affetto dei suoi cari Maria Luisa Drago in Costa di anni 73 Fiorista Ne danno il triste annuncio il marito Giuseppe, il figlio Angelo, la nuora Cinzia, le nipoti Serena e Simona, i parenti tutti. I funerali saranno celebrati sabato 30 agosto alle ore 8,45 nella parrocchia di Sant'Ilario. Il Santo Rosario sarà recitato questa sera alle ore 20,30 nella suddetta parrocchia. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Campirio e Mangini 010.581.581 - 010.321.437 La Presidenza, il Consiglio Direttivo ed i soci del Circolo Golf e Tennis Rapallo, partecipano al dolore per la perdita del socio AVVOCATO Patrizio Foschi Il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Genova partecipa al dolore della famiglia per la scomparsa dell' AVVOCATO Patrizio Foschi Si associano i colleghi avvocati Paolo Aiachini, Alessandro Barca, Pietro Bogliolo, Vincenzina Buonocore in Papaioannu, Federica Canegallo, Ugo Carassale, Luigi Cocchi, Guido Colella, Paolo Costa, Dassori Elena, Antonio De Gregori, Gino De Paz, Giovanni Di Benedetto, Aurelio Di Rella, Flora Foglino, Ubaldo Foppiano, Roberto Frank, Paolo Frank, Andrea Giuliani, Laura Granata, Andrea Guido, Lucio Ferraro, Massa Francesco, Aldo Nappi, Ruggero Navarra, Roberto Negro, Corrado Pagano, Matteo Pagano, Elisabetta Pagano, Gianfranco Pagano, Riccardo Passeggi, Vittorio Pendini, Francesco Poggi, Marco Quadrelli, Romano Raimondo, Massimiliano Ricordini, Giuseppe Rocchi, Silvio Romanelli, Rinaldo Romanelli, Raffaele Ruggiero, Stefano Sambugaro, Francesco Sideri, Alessandro Vaccaro, Francesco Valentino, Corrado Marco Vizzini. Mario Grassi e figli affettuosamente vicini alla moglie Marta, alla figlia Maria Vittoria e ai familiari tutti per la dolorosa perdita del cugino Angelotto amico di sempre. I cugini Lazagna sono vicini a Marta ed al suo dolore per la perdita del caro Angelotto Giliberti = È serenamente mancata all' affetto dei suoi cari Rosolina Parisi ved. Alessi Lo annunciano addolorate le figlie Pina, Crocefissa e Grazia, i nipoti Lella, Mimmo e Luca ed i parenti tutti. I funerali si svolgeranno sabato 30 agosto alle ore 10 nella cappella dell' istituto Don Orione in Via Cellini 22. Il Santo Rosario viene recitato oggi, venerdì 29 agosto, alle ore 18.30 nella cappella medesima. Genova, 28 agosto 2008. La Generale Pompe Funebri Spa. Tel.010.41.42.41. = Munita dei conforti religiosi, serenamente è mancata all'affetto dei suoi cari Giuseppina Pellegrina ved. Massa anni 95 Ne danno il triste annuncio i figli Carlo e Franco con le nuore, il fratello, i nipoti e i familiari tutti. I funerali avranno luogo sabato 30 agosto alle ore 10 nella chiesa parrocchiale Santa Caterina in Via Napoli. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe Funebri Spa Tel.010.41.42.41 = " Che la terra ti sia lieve". È mancato all'affetto dei suoi cari Bruno Raspino Lo annunciano la moglie Gigliola, i figli Maurizio con Anna e Giacomo, Antonella con Luca, Marta e Chiara, Stefania con Marco, Michela. Il funerale viene celebrato oggi venerdi 29 agosto alle ore 10 presso la parrocchia N.S. Lourdes e S. Bernardo. Si ringrazia il personale medico ed infermieristico dell'ospedale Galliera per le amorevoli cure prestate, in particolare Sala 31 ed Area critica di Medicina. Un sentito ringraziamento al dott. F. Canale. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41. Le famiglie Callero Angelo, Caselli, Garrè Giovanni, Garrè Luciano, Oneto Carlo, Ratto Carlo, Ravaschio, Risaliti, Santagati, Spilinga Luciano, Tirasso Piero e Troccoli Silvana profondamente addolorate si stringono con affetto a Gigliola e figli per la scomparsa del caro Bruno Gli amici : Avanzo Carlo, Bressani Antonio, Bruno Riccardo, Cereseto Giancarlo, Croce Luigi, DeStefanis Remo, Ghio Carlo, Lagomarsino Edoardo, Lercari Rodolfo, Lercari Vittorio, Monti Gianni, Nouvion Carlo, Praga Adolfo, Ronzitti Roberto, Volonteri Andrea ricordano con affetto l'amico di tante battaglie tennistiche Bruno Raspino e si uniscono al dolore dei familiari. Condomini, Inquilini ed Amministratore di Via Cabella 28-30 partecipano al dolore dei famigliari per la scoparsa del DOTTORE Bruno Raspino Max Nucci e Barbara, Alberto e Lorenzo Castello ed Alberto Castelli si stringono a Michela ed Antonella per la dolorosa perdita del papà Bruno Piero e Claudia Tognoni sono vicini all'amico Maurizio per la perdita del caro Papà Marcello il ricordo di Angela sarà sempre nei nostri cuori. Adriana Tafuro Roberta Cavalli. Giovanni Calabria partecipa al dolore dell'amico Dino e famiglia per la scomparsa della madre signora Miry Saroldi Bonsignore = È mancata all'affetto dei suoi cari Lea Anna Speranza ved. Tizzoni Ne danno il triste annuncio la figlia Laura con Dino, il figlio Paolo con Paola, i nipoti Chiara, Ilaria, Francesco, Marco ed i parenti tutti. I funerali avranno luogo sabato 30 agosto alle ore 11,45 nella parrocchia Santa Sabina in via Donghi. Il Santo Rosario sarà recitato oggi 29 agosto alle ore 19 presso le camere ardenti dell'ospedale San Martino. La presente quale partecipazione e ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.54.02 Roberta e Angelo Porcile partecipano al dolore di Paolo e della sua famiglia per la scomparsa della mamma Lea Anna Speranza in Tizzoni = È mancato all'affetto dei suoi cari Giuseppe Carlo Torri Ne danno il triste annuncio la moglie Angela, il figlio Gianfranco, le cognate, i cognati, i nipoti e i parenti tutti. I funerali avranno luogo sabato 30 agosto alle ore 10 nella parrocchia Diecimila Crocifissi. Il Santo Rosario sarà recitato questa sera alle ore 17,45 presso le camere ardenti dell'ospedale San Martino. Si prega di non inviare fiori ma devolvere in beneficenza all'Associazione Gigi Ghirotti. La presente quale partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.54.01 Ilva e Luciana partecipano al dolore di Angela e Gianfranco per la scomparsa del caro Pino che ricorderanno sempre con tanto affetto. Medici, Caposala, Infermieri e OSS dell'U.O. Medicina Generale dell'Ospedale Villa Scassi partecipano con affetto al dolore della famiglia per la prematura scomparsa del caro PROFESSORE Marco Varaldo Ci mancherà Marco La tua presenza affettuosa e protettiva Lino e Renza Giorgio Cappelli, Andrea Icardi, i medici ed il personale della U.O.Nefrologia dell'ospedale Villa Scassi partecipano al dolore della famiglia per la perdita del caro PROFESSORE Marco Varaldo Walter Bozzo e tutto il personale della U.O. di Urologia ospedale Santa Corona, ricordano con affetto il PROFESSORE Marco Varaldo Gian, Valeria e Giorgia Ciulla si stringono vicini a Carla, Eleonora ed Andrea per la scomparsa dell'indimenticabile amico Marco Bruno Mennini partecipa al dolore della famiglia per la repentina dipartita del collega Marco Varaldo Maria Pia e famiglia commossi e vicini partecipano con grande affetto al dolore di Carla, Eleonora e Andrea per la scomparsa dell'adorato Marco Varaldo Il direttore, professore F. Cafiero, i direttori delle strutture, i Dirigenti medici e tutto il personale del dipartimento di Oncologia medica e chirurgica dell'IST, sono vicini agli amici e parenti, per la perdita del PROFESSORE Marco Varaldo Enrico e Loredana Boy partecipano al grande dolore dei familiari per la prematura scomparsa dell' amico PROFESSORE Marco Varaldo Giovanni Zaninetta partecipano al dolore della signora Carla e dei figli Eleonora e Andrea per la scomparsa dello stimato PROFESSORE Marco Varaldo Beppe e Fulvia Martorana partecipano commossi al grande dolore della famiglia per la scomparsa del carissimo amico Marco Varaldo Bologna, 28 agosto 2008. Luigi Fasce e Maurizio Fassone ricordano con affetto l'amico Marco Varaldo Francesco Oneto partecipa al dolore della famiglia per la prematura scomparsa del collega e amico Marco Varaldo Elma, Giacomo e Francesca Bovio partecipano con affetto al dolore per la scomparsa del caro Marco Varaldo I Fondatori e le Fondatrici della mitica " Sezione G" del " Liceo Ginnasio Giuseppe Mazzini " partecipano profondamente al dolore della famiglia e salutano con grande commozione Marco Carissimo Amico e Medico di straordinarie qualità professionali ed umane. Il prof. G. Accarpio partecipa al dolore della famiglia per la perdita del PROFESSORE Varaldo Marco Moretti e famiglia sono vicini a Carla e figli per la scomparsa dell'amico e maestro PROFESSORE Marco Varaldo = È mancato all'affetto dell'amata moglie Bruno Vernasca Ne da il triste annuncio la moglie Maria. I funerali avranno luogo sabato 30 agosto alle ore 10 nella parrocchia San Giuseppe di Priaruggia. Il Santo Rosario sarà recitato oggi 29 agosto alle ore 17,30 nella suddetta parrocchia. Un particolare ringraziamento al dott. Piermario Manetti per le amorevoli cure prestate. La presente quale partecipazione e ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova tel 010 291.55.01 2005â??29â??agostoâ??2008 Giovanni Cordano Consolati dai mille splendidi ricordi. = 1974â??â?? 2008 Con immutato affetto, Stefania e Mario con i parenti tutti, ricordano l'amato Riccardo Giacomazzi = 2007â??29â??agostoâ??2008 DOTTORE Fabio Ravaglia Caro Fabio, hai lasciato un vuoto immenso, un enorme dolore, tanta nostalgia e molti dolci ricordi Anita. 1978â??-â??2008 Daniela Sono passati 30 anni ma sei sempre nel mio cuore. Laura 29/08/2008.

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Indici in rialzo con i bilanci (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il commento MILANO. Il dato sul Pil Usa e i forti rialzi di vari titoli che hanno presentato i risultati semestrali come Intesa Sanpaolo e Impregilo hanno spinto al rialzo Piazza Affari con gli occhi puntati anche sulla vicenda Alitalia. Il Mibtel è salito così del 2,03% a 22.086 punti mentre lo S&P è cresciuto del 2,39% 28.625 punti. Bene Immsi, società di Roberto Colannino, guida della nuova Alitalia. 29/08/2008.

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I tre big alla conquista di tutta europa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il risiko dei cieli IL NUOVO CORSO di Alitalia scatena il risiko dei cieli. Ad aprire le danze è Air France-Klm, insidiata sul mercato europeo dalla rivale Lufthansa, finora sempre più cauta nel comunicare. Ma la rivalità fra le due "major", da cui sembra più defilata British Airways che punta ad Iberia, si gioca anche su altre aviolinee europee. Nel processo di concentrazione continentale siamo giunti alla stretta finale. Ieri Lufthansa ha comunicato che ha trattative in corso per un ingresso in Sn Airholding, casa madre di Brussels Airlines, erede di Sabena. Obiettivo sarebbe consolidarla in un vettore low cost con Germanwings e Tuifly per contrastare le grandi Ryanair, easyJet e soprattutto Air Berlin. Oltre ad Alitalia, l'interesse di Air France e Lufthansa ruota attorno ad Austrian Airlines. Per l'aviolinea hanno espresso interesse Air France, Lufthansa, la russa S7, Turkish Airlines e, secondo fonti austriache, anche Air China. Infine c'è Sas: il vettore scandinavo fa gola più alla compagnia tedesca, che tenterebbe la conquista anche del Nord Europa. 29/08/2008.

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<Alitalia, scommessa vinta> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

"Alitalia, scommessa vinta" Berlusconi esulta: Malpensa batte Fiumicino, ma Alemanno non ci sta. Sindacati già in rivolta TORNA AIR FRANCE "SI', CI INTERESSA" 29/08/2008 INTESA SANPAOLO PREPARA 100 MILIONI 29/08/2008 UNICREDIT: AVREMO SERVIZI A PREZZI ALTI 29/08/2008.

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Il Tg: La compagnia non peserà sulle palle degli italiani (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Le gaffes INCROCIO di gaffes, ieri, intorno al caso Alitalia. La più clamorosa, ma anche la più innocua, è stata quella commessa dal giornalista Francesco Accardo, speaker del Tg3 della sera. Durante il servizio gli è scappata la seguente frase: "La compagnia non peserà sulle palle degli italiani, ha detto Berlusconi...". Naturalmente si trattava delle spalle, e il giornalista si è corretto. Ma l'effetto è stato esilarante. Ha i contorni del giallo la gaffe di Palazzo Chigi, che ha fatto inviare dal suo Ufficio stampa una errata corrige riferita al comunicato su Alitalia, spiegando che doveva essere eliminata una frase relativa ai poteri del commissario straordinario. Dice la versione originale che il commissario "individua l'acquirente mediante trattativa privata o in esclusiva, in base a requisiti specifici (compresi quello di nazionalità e controllo effettivo), e fissa il prezzo di cessione ad un valore non inferiore a quello risultante da perizia...". Nella seconda versione è eliminata la frase: "...o in esclusiva, in base a requisiti specifici (compresi quello di nazionalità e controllo effettivo)...". 29/08/2008.

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Alitalia, il partito preso contro il patto bipartisan (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Bruno Vespa Per capire se il budino è buono, dicono gli inglesi, bisogna mangiarlo. È presto, dunque, per dare un giudizio meditato sul salvataggio e l'annunciato rilancio di Alitalia. Ma leggendo i provvedimenti del governo e le reazioni che hanno determinato, la prima riflessione spontanea è questa: a Silvio Berlusconi si può perdonare la pulizia di Napoli dai rifiuti (d'altra parte prima c'erano e ora non più), ma non il colpo grosso della compagnia di bandiera. Per mesi le obiezioni agli annunci del Cavaliere erano monocordi: dov'è la cordata italiana? Il dubbio che fosse un bluff è stato accreditato a lungo. Adesso la cordata c'è ed è guidata da un bravo imprenditore come Roberto Colaninno, sostenuto da Massimo D'Alema durante la scalata Telecom del '99 e con un figlio, Matteo, deputato del Pd. L'operazione è stata condotta da Banca Intesa, guidata da Corrado Passera, eccellente uomo d'impresa. Vent'anni fa, ai tempi della 'guerra di Segrate' per il controllo della Mondadori, il giovane Passera aveva guidato le artiglierie di Carlo De Benedetti contro Berlusconi e appena dieci mesi fa ha fatto la fila ai gazebo per firmare a favore della candidatura di Walter Veltroni alla segreteria del Partito democratico. La parte malata della compagnia, avrà come commissario il notissimo tributarista Augusto Fantozzi, ministro nel governo Dini e nel primo governo Prodi e storico avversario professionale di Giulio Tremonti. Non si può dire dunque che il Cavaliere abbia fatto le cose in famiglia. Tra i sedici imprenditori ci sono persone vicine alle due parti politiche e non si esclude che la compagnia possa allargarsi. Tutto per bene, dunque? No, da un lato si è detto che i sedici sono degli squali pronti a rivendere presto la compagnia portando via il malloppo, dall'altro che sono degli sprovveduti che non hanno letto bene le carte e potrebbero rimetterci l'osso del collo. Si è subito scoperto che le due accuse non reggono. I soci non potranno andarsene prima di cinque anni e i rischi di dover ripianare di tasca loro i debiti storici della compagnia non esistono. Veniamo ora al secondo punto: gli esuberi. Si dice che il nuovo piano ne preveda settemila, cinquemila in più di quello di Air France. Si dimenticano due cose: la prima è che il piano francese è stato presentato quanto il petrolio costava 82 dollari e non 120-130. Il secondo è che nel piano francese cinquemila persone sarebbero state assunte da Fintecna per cinque anni. Poi sarebbero state abbandonate al loro destino. In ogni caso, il loro mantenimento sarebbe stato sempre a carico dello Stato. Ora noi non sappiamo come saranno distribuiti i settemila lavoratori in più, quanti avranno posti altrimenti inutili, quanti saranno impiegati proficuamente altrove, quanti saranno pensionati, quanti andranno in cassa integrazione. Si dice che sarà fatto a loro il trattamento riservato a suo tempo alla Fiat. Quel che non ha fatto scandalo per una compagnia privata non dovrebbe farne per una compagnia pubblica. Come si regoleranno i sindacati? L'Alitalia ne ha nove e metterli tutti d'accordo sarà impossibile. Tra i confederali, è difficile aspettarsi una mano dalla Cgil: fu Guglielmo Epifani a suggerire la vendita ad Air France. Raffaele Bonanni (Cisl) è molto più collaborativo, Luigi Angeletti (Uil) ha fatto ieri autocritica per gli errori del passato. Alla fine di tutto, resta l'aspetto più importante: manterremo una compagnia di bandiera, con quel che significa per il turismo, per l'impresa, per l'immagine dell'Italia. Nessuno osa smentire che Air France ne avrebbe fatto una compagnia regionale per portare acqua agli aeroporti di Parigi. Se oggi i francesi tornassero, sarebbero soci di minoranza. Con la cresta abbassata. Bruno Vespa, giornalista e scrittore, dirige e conduce "Porta a porta" su RaiUno. 29/08/2008.

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"sono di sinistra ma non potevo dire di no" - ezio mauro (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il colloquio "Sono di sinistra ma non potevo dire di no" A nessuno venga in mente che qui ci stanno regalando qualcosa. Il rischio è grosso. Rifiutare sarebbe stato da farisei EZIO MAURO "COME sto? Glielo dico subito. Sto studiando le carte giorno e notte e l'ultima cosa che vorrei fare è mettermi a chiacchierare perché qui prima di pensare a volare ? in tutti i sensi ? bisogna chinare la testa e lavorare sodo. Ma sento girare un po' di cose che non capisco o che magari capisco anche, ma che non mi convincono. E allora, se vuole, le spiego perché sto allacciando le cinture e mi imbarco con l'Alitalia". SEGUE ALLE PAGINE 2 E 3.

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"così guiderò la nuova alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Consiglio dei ministri vara il piano. Berlusconi: l'abbiamo salvata dalla svendita. I sindacati in trincea. Veltroni: una compagnia di bandierina "Così guiderò la nuova Alitalia" Parla Colaninno. Air France: pronti a entrare. Scontro sugli esuberi ROMA - Il Consiglio dei ministri ha approvato il piano per il salvataggio di Alitalia. Air France si dice pronta ad entrare nella nuova compagnia e Silvio Berlusconi rivendica: "L'abbiamo salvata dalla svendita, l'alternativa era il fallimento". Ma resta aperto il nodo degli esuberi. I sindacati sono in trincea mentre il Partito democratico ironizza: "Alitalia è diventata una compagnia di bandierina". Alleanza nazionale preoccupata per le ricadute occupazionali all'aeroporto di Fiumicino. Il sindaco di Roma Alemanno chiede un incontro al governo. CILLIS, IEZZI, LIVINI E MANIA ALLE PAGINE 4, 6 E 7.

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"alitalia non ce la regalano un dovere accettare questa sfida" - ezio mauro (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Alitalia non ce la regalano un dovere accettare questa sfida" Colaninno: il Paese non può permettersi un'altra sconfitta L'intervista EZIO MAURO (segue dalla prima pagina) Roberto Colaninno è il numero uno della cordata che prenderà in mano ciò che resta di Alitalia e appoggiandosi ad un grande vettore europeo (Air France o Lufthansa), la traghetterà in una nuova compagnia aerea libera dai debiti e dagli esuberi, scaricati sullo Stato e sul contribuente. Un'operazione che molti giudicano spericolata dal punto di vista finanziario, spregiudicata davanti alle norme europee e anche semplicemente alle regole capitalistiche di mercato: voluta e benedetta da Berlusconi, che ha chiuso la porta in faccia all'ipotesi di acquisto da parte di Air France, parlando di "svendita" e "colonizzazione". Che ci fa qui Colaninno, che vota a sinistra e crede nel mercato, al punto da scalare un gigante come Telecom fino alla vetta, risanare Piaggio quand'era in mezzo ai guai, puntare addirittura alla Fiat quando tutti la davano per fallita? Si è convertito anche lui, non dal punto di vista politico ma da quello capitalistico, passando dal mercato libero e selvaggio al recinto protetto e garantito del potere berlusconiano? Ecco le sue risposte. Dunque, Colaninno, che ci fa lei sull'aereo Alitalia? Un'operazione di potere? "Mi dica lei: davanti a una sfida imprenditoriale coi controfiocchi, dovevo starmene a casa solo perché l'ha proposta Berlusconi e io non la penso come lui? E poi? La sera andiamo tutti insieme al bar, sospiriamo, lanciamo qualche maledizione per la sorte del Paese, e ce ne torniamo a casa, senza fare niente? Mani pulite, ma immobili, anzi inutili. E io dovrei fare l'imprenditore in questo modo, in pratica autosospendendomi? Grazie, ma questo ragionamento non mi convince, e non ci sto". E qual è invece il ragionamento che l'ha convinta a muoversi? "Provo a dirlo in modo semplice: la responsabilità. Se fai l'imprenditore, una sfida come questa ti chiama, come un dovere. La proposta è di Berlusconi? Ma lui è il capo del governo, e al governo l'hanno mandato gli italiani. Delle due l'una: o vado via da questo Paese, o ci rimango e provo a fare la mia parte, quel che so fare e che mi piace anche. Naturalmente la responsabilità non si ferma qui, ma mi impone di fare le cose secondo la mia etica e i miei ideali. Ha capito? Miei, non di altri. Vorrei essere giudicato su questo, anche negli errori che farò. Non lo so, magari mi sbaglio, ma sono convinto che se tutti ragionassimo così il Paese si tirerebbe fuori dai pasticci". E perché la responsabilità dell'imprenditore scatta proprio per Alitalia? "Perché si chiama come il mio Paese, è un servizio pubblico, ha ventimila dipendenti, è una rete della modernità. Santo Dio, è una partita che non possiamo permetterci di perdere, tutti insieme". Ma è una partita che si gioca con strane regole costruite su misura per voi, non le pare? "Senta, spero che a nessuno venga in mente che qui ci stanno regalando qualcosa, prima di tutto perché nessuno mi ha mai regalato niente, e poi perché il rischio è grosso così?". Ma lei può dimenticare che c'era un'altra opzione in campo, quella di Air France, con costi minori per il contribuente e più rispetto per il mercato? "Lo so benissimo. Ma chi è stato eletto al governo ha deciso diversamente, per una sua strategia a cui certo io non ho contribuito, e che tra l'altro gli sta portando consensi. Non è affar mio il consenso, non dovrei neanche parlarne. Diciamo che ci siamo trovati con questo quadro davanti, e nient'altro. Mi capisce bene? Nient'altro. Alitalia, così com'è, non se la compra nessuno". Attento, perché così lei sembra dar ragione a quelli che parlano del vostro piano come di una "bufala". Cosa risponde? "Ho detto che nessuno compra Alitalia così com'è. E ho detto la verità. Ma a certe condizioni il signor Spinetta, che mi descrivono come un manager molto avveduto e molto capace, l'avrebbe comprata, eccome. Trovava conveniente prenderla a condizioni meno facili di quelle odierne. Allora vuol dire che la bufala fa il latte". Ma lei, come imprenditore e come cittadino, giudica più serio il piano Spinetta o il progetto Berlusconi? "Come imprenditore, ma anche come cittadino, rispetto il ruolo della politica, che deve definire il campo di gioco. Io posso decidere se mi conviene giocare o no, e se mi interessa. Ho detto di sì. Altrimenti, davanti ad una sfida che mi attirava, se avessi detto di no per ragioni che stanno tutte fuori dal mio mestiere mi sarei sentito un fariseo. Ma insomma, posso fare l'imprenditore come un semaforo, guardando il colore, se è rosso mi fermo e se è verde passo? No, se la cosa mi convince, appena è giallo io passo. E ripeto: ho un mio modo (una deontologia, un'etica, la chiami come vuole) di intendere l'impresa e il mio ruolo, giudicatemi da questo". Va bene, ma la sua etica da imprenditore non ha niente da dire sul fatto che tutto il rosso di Alitalia ? uomini e debiti ? si scarichi sullo Stato, come ai bei tempi democristiani dell'Efim? "Mi scusi, ma lei sa dirmi come possiamo salvare questa azienda se non si fa così? Io, con tutta la buona volontà, non sono mica mago Merlino. Qui l'azienda è cotta, non c'è più, non c'è più niente. Con il kerosene a 200 dollari a barile, come li fa volare gli aerei? Provi lei a fare un giornale senza carta e senza inchiostro. Alitalia è finita, e non è colpa mia, e per la verità nemmeno di Berlusconi o di Prodi". Ma mi spiega perché bisogna concedere un'eccezione clamorosa a tutte le regole per voi e non per altri imprenditori e altre imprese? "C'è un'altra strada. Dire "me ne frego". Vede, l'ho sentito dire tante volte, e solo in questo Paese, stranamente. Me ne frego che i telefoni italiani diventino spagnoli, che l'auto finisca in mani americane, che non ci sia più una compagnia di bandiera. Ma chi se ne frega, in realtà, non è capace a fare quello che dovrebbe fare, è uno sconfitto. Possibile che dobbiamo sempre fare il contrario di quel che fa il mondo? Io dico, proviamoci, a ogni costo. Il caso Fiat dimostra che si può fare. E lei sa che io ne ero convinto, quando tutti, appunto, se ne fregavano". Tra i costi, c'è lo scarico del rosso sullo Stato: perché il cittadino dovrebbe pagare? "Perché avrebbe qualcosa che gli serve in cambio, e che serve a rendere il Paese più moderno. Una compagnia aerea efficiente, in un sistema aeroportuale funzionale, in una rete di trasporti razionale. L'Italia può forse farne a meno? E poi, il problema è riprendere Alitalia per i capelli dall'abisso, e riportarla nel mercato. Una volta arrivata lì, coi piedi all'asciutto, lavoreremo secondo le leggi di mercato, com'è evidente. Ma per arrivarci, non c'è altra strada, perché non ci sono risorse. E gli aeroplani a pedali non li hanno ancora inventati". E lei, perché si affaccia su quell'abisso, e non si tiene stretto il successo della Piaggio? "Perché ho ottima salute, finché Dio me la mantiene, e allora posso fare quel che mi piace, seguire la mia vocazione. In barca non vado, al casinò nemmeno. Cos'altro dovrei fare? La natura imprenditoriale, ridotta all'osso, è tutta qui: costruire qualcosa, o ricostruire qualcos'altro". Ma quello spirito imprenditoriale non si ribella almeno un po' nel vedere che nel piano di rilancio c'è di fatto la sospensione dell'Antitrust per i voli Milano-Roma della nuova compagnia che in sostanza assorbirà AirOne con Alitalia e cioè abolirà la concorrenza? "Antitrust vuol dire concorrenza per servizi migliori a prezzi più bassi. Ma non contiamoci balle: la concorrenza vera nei voli aerei la fai solo se hai certe dimensioni, se no scompari. Dunque, sarò sfacciato, ma le dico che non credo ad un cielo concorrenziale solcato da tante piccole compagnie, ma ad una robusta concorrenza tra pochi vettori grandi e solidi". Ma così dicendo autorizza di fatto lo Stato a rendere la nuova Alitalia concorrenziale con la sospensione delle regole, mentre le altre compagnie hanno raggiunto la loro dimensione attraverso le regole e il mercato: non le pare un'altra anomalia pesante? "Senta, Air France ha l'80 per cento dei voli nazionali in Francia, Lufthansa il 90 per cento in Germania, Iberia l'80 in Spagna. E quando lei atterra a Francoforte, sullo schermo le indicano tutte le coincidenze e tutte le connessioni possibili. Cioè si occupano dei passeggeri sia quando sono in volo, sia quando tornano a terra. Voglio dire che la concorrenza si fa a livello di sistema: aerei, certo, ma anche aeroporti, infrastrutture per arrivarci e per tornare a casa. Con l'alta velocità sui treni, ci accorgeremo presto che il concetto di concorrenza è un po' più largo della vecchia coppia Alitalia-AirOne". Ma tutto questo, non poteva essere garantito quattro mesi fa (e con meno costi per lo Stato e meno anomalie per il mercato) da Air France? "Non tocca a me rispondere. Ma lei è proprio sicuro che un campione nazionale nel sistema aereo non serva? Io le dico che se non ci fosse, il cittadino italiano non avrebbe certi servizi. Noi, con la nuova compagnia aerea nazionale, possiamo interagire con altri sistemi, e anzi possiamo diventare un soggetto di razionalizzazione di tutto l'insieme". A che cosa sta pensando? "Alle vere anomalie che nessuno vede, come la mappa degli aeroporti italiani. Lasci stare se sono grandi o piccoli, guardi dove sono: partendo da Ovest, ecco Cuneo, Torino, Genova, Milano, Bergamo, Vicenza, Trieste, Treviso, e dimentico sicuramente qualcosa. Sul versante tirrenico, Genova, Pisa, Roma, Napoli, Reggio, Latina, Palermo, dall'altra Linate, Bergamo, Bologna, Forlì, Pescara, Bari, Brindisi, Lecce? Come si può soddisfare un numero di aeroporti così diffusi e concentrati? E intanto io per partire da Milano quando arrivo da Mantova ci metto quattro ore, parcheggio e attesa compresi"? E lei pensa di poter razionalizzare questa Italia del campanile aeroportuale? "Bisogna arrivarci per forza. Per far partire un aereo, bisogna prima avere una base-clienti più larga e più costante, e bisogna rivolgersi ai gestori degli aeroporti, delle autostrade, delle ferrovie per coordinare una gestione che ottimizzi il sistema. E c'è poco da fare, con un campione nazionale, è più facile fare sistema. Mi dica lei: di questo il Paese ha bisogno oppure no? Con tutto il rispetto, non è come vendere caramelle: stiamo parlando del futuro dell'Italia. E se la sfida è questa, un vero imprenditore come fa a starne fuori? E il colore politico di chi comanda, come fa a bloccarti? Sarebbe come se un avvocato non difendesse un imputato che ha idee politiche diverse dalle sue". Ma la sfida imprenditoriale è ancora tale quando deve piegarsi al protettorato della destra su Malpensa, invece di puntare su un solo hub italiano, come avviene negli altri Paesi? "Potrei dirle che è politico o ideologico anche chiudere Malpensa per concentrare tutto a Fiumicino. Ma in realtà le dico che è superficiale. Si faccia un'analisi geofisica del Paese, con tutte quelle montagne. Guardi le città, capirà subito che dietro Milano e Roma non c'è il bacino di Parigi o di Londra. Bisogna lavorare sui due poli, con un bacino strategico molto più largo, uno per tutto il Nord, l'altro per il Centro e il Sud". Non dipenderà anche dall'alleato? Lei è per Air France o Lufthansa? "Ho le mie idee, ma almeno su questo sto zitto. Stiamo trattando con entrambi, e vanno alla stessa velocità. Uno dei due ci serve, è indispensabile". E se uno dei due dicesse vengo, ma solo per comandare? "Non se ne parla nemmeno. Questo è chiaro a tutti". Vuol dire che comanderà lei? "Se comandare vuol dire guidare, sì. Guiderò io. Poi certo avrò un amministratore delegato". Tratta lei anche con i partner stranieri? "Non direttamente. Ma ancora una volta mi trovo a negoziare con società non italiane in condizioni di inferiorità. Siamo sempre i più piccoli, sempre svantaggiati. Questo mi fa girare le scatole. Certo, oggi siamo a zero, e sto zitto. Ma tra cinque anni non sarà più così, vedrà". Cosa glielo fa dire? "Il mercato che abbiamo alle spalle. E' straordinario: il quarto in Europa e il settimo o ottavo nel mondo. Ecco un modello perfetto per chiudere il nostro discorso: quel mercato, unito alla nostra vocazione imprenditoriale, spiega la sfida capitalistica moderna più di tante parole". C'è ancora una cosa da spiegare: quella vocazione imprenditoriale, non è in contraddizione aperta con l'idea di scaricare gli esuberi alle Poste? "E va bene, se vuole proprio saperlo dentro di me la contraddizione la sento. E non mi piace. Ma mi dica lei, è sicuro che saremmo tutti più tranquilli e contenti se in Italia ci fossero cinquemila disoccupati? Potremmo farci carico a cuor leggero della loro frustrazione? O siamo davvero tutti pronti a pagare più tasse per mantenerli? Se il sistema non soddisfa in termini economici questa richiesta di lavoro, cosa diciamo? Dovete morire di fame"? Ma non le viene in mente che a queste condizioni d'eccezione tutti sarebbero capaci di vincere la sfida? "E che lo facciano allora, che vengano. Non è che qui ci sia una cosca che si divide protezioni e benefici. Diciamola tutta una buona volta: non ho avuto benefici nemmeno a Telecom, non ho partecipato alle privatizzazioni, ho fatto un'opa pagando le azioni alle vedove irlandesi e ai professori dei fondi di Los Angeles. E non ho pagato tangenti, lo ripeterò fino alla morte. Come qua: nessun privilegio, solo responsabilità". Con l'utile garantito della vendita tra qualche anno dell'azienda risanata, utile per voi privati, debiti per lo Stato: non è un privilegio? "Dello Stato abbiamo già parlato. Quanto ai privati, che vendano secondo convenienza fa parte della logica di mercato. Non sfruttiamo il pubblico, cogliamo un'opportunità di mercato, ma attenzione: il risultato sarà dato da quell'opportunità più le nostre capacità e il nostro impegno. Colgo una sfida, mi metto in gioco, seguo la mia etica e pago le tasse. Se a un certo punto vendo perché mi conviene, mi dica, perché no"? E cosa risponde a chi dice che Berlusconi ha convertito Colaninno? "Che non è vero. Resto delle mie idee, mi riconosco nella sinistra riformista. Ma so separare il cittadino che giudica e l'imprenditore che agisce. Li ricongiungo nell'etica della responsabilità e dormo tranquillo". Un'ultima domanda: cosa le ha detto dell'operazione Alitalia suo figlio Matteo, ministro ombra dell'Industria del Pd, che sta all'opposizione di Berlusconi? "Lui critica le idee di Berlusconi, e io lo rispetto. Lui rispetta me come imprenditore. Andiamo avanti così, e ci vogliamo bene".

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La vera concorrenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

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Economia La vera concorrenza I debiti scaricati La vera concorrenza si fa a livello di sistema: aerei, certo, ma anche aeroporti e infrastrutture. Con l'alta velocità sui treni il concetto di concorrenza sarà più largo della vecchia coppia Alitalia-AirOne I debiti scaricati sullo Stato? Non sono mica mago Merlino: l'azienda si può salvare solo così perché è cotta, non c'è più, non c'è più niente, Alitalia è finita. E non è colpa mia, e per la verità nemmeno di Berlusconi o di Prodi.

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"pronta la legge sulle europee rafforzerà i gruppi di pdl e pd" - silvio buzzanca (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

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"Pronta la legge sulle europee rafforzerà i gruppi di Pdl e Pd" L'annuncio di Berlusconi. Giustizia, ok alla bozza Alfano SILVIO BUZZANCA ROMA - Silvio Berlusconi vuole usare il grimaldello della nuova legge elettorale per portare in Europa solo due grandi gruppi parlamentari: uno che si accasi nel Pse e l'altro nel Ppe. Con l'intento dichiarato di far diventare il Pdl la prima forza dei popolari europei. Il Cavaliere ha delineato il progetto a Palazzo Chigi, fra un'esaltazione del piano Alitalia e l'euforia per la vivacità del nipotino Alessandro. "Abbiamo praticamente pronta la nuova legge elettorale per l'Europa che ha come finalità quella di non disperdere la nostra presenza in Europa e invece di mandare le due parti che si confrontano nel Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari europei in modo che possano incidere effettivamente nelle due grandi parti in cui si divide il Parlamento europeo", ha annunciato il presidente del Consiglio. Berlusconi non lo dice, ma l'obiettivo può essere raggiunto solo con uno sbarramento alto, magari del 5 per cento, che taglierebbe fuori dall'Europarlamento molti dei partiti politici, favorendo Pdl e Pd. Un progetto che i democratici cercano di "addolcire" con una mediazione sullo sbarramento che vorrebbero al 3 per cento. Il Cavaliere però insiste sul progetto bipolare. Anche perché vi vede un possibile grande vantaggio. "Nella grande famiglia della democrazia e della libertà che è il Ppe, se tutto si svolgerà come noi pensiamo - ha chiarito - potremmo essere il primo gruppo del Ppe. Questo ci darebbe una leadership che si aggiungerebbe all'autorevolezza e all'esperienza annosa che abbiamo come protagonisti di questo gruppo e che potrebbe incidere molto nella difesa degli interessi nostri e di tutti i cittadini europei". Il tema però non è stato affrontato nel Consiglio dei ministri. Ci ha provato Roberto Calderoli a sollevarlo, ma Ignazio La Russa ha bloccato la discussione dicendo che l'argomento è di competenza del Parlamento. Anche se Berlusconi sembra avere le idee molto chiare su come modificare l'attuale legge elettorale per le europee. I ministro non hanno affrontato neanche il progetto di riforma della giustizia. Della cosa hanno discusso a quattr'occhi per circa un'ora il Cavaliere e il ministro Alfano. Berlusconi avrebbe approvato le proposte del ministro e la scaletta delle priorità: riforma processo civile, penale, sistema carceri, e riforme costituzionali riguardanti Csm, carriere dei magistrati e obbligatorietà dell'azione penale). Inoltre il Cavaliere avrebbe approvato l'idea di usare un solo disegno di legge costituzionale per approvare la parte della riforma che tocca la Costituzione. Riforma che viene sempre osteggiata dall'Anm. "Bisogna esser chiari su un punto: quando si parla di riforma della giustizia bisogna tenere nettamente distinti il tema del funzionamento del processo e il tema delle preannunciate modifiche costituzionali", ha detto ieri il presidente dell'Anm Luca Palamara.

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Alitalia, fiumicino declassato "in città 10mila posti a rischio" - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

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Pagina IV - Roma 5 44 10.000 Alitalia, Fiumicino declassato "In città 10mila posti a rischio" Alemanno, Marrazzo e Zingaretti: "Ora il governo spieghi" Il numero delle destinazioni raggiunte dai voli potrebbe crollare da 120 a circa 40 PAOLO G. BRERA "Dalle indiscrezioni che filtrano l'impatto su Fiumicino sarà devastante. Tra dipendenti e indotto, rischiano di perdere il lavoro più di diecimila persone". Nel giorno campale del via libera governativo al progetto di salvataggio per l'Alitalia, il leader della Cgil di Roma e Lazio, Walter Schiavella, raccoglie i cocci romani del "Piano Fenice" "con grandissima preoccupazione". La stessa che ha travolto le istituzioni locali, senza distinzioni politiche: i sindaci di Roma e Fiumicino, Gianni Alemanno e Mario Canapini (Pdl), insieme al presidente della Provincia Nicola Zingaretti (Pd) hanno chiesto un immediato incontro con il governo. E il presidente della Regione, Piero Marrazzo (Pd) ha convocato per la prossima settimana, allargandolo ai sindacati, il tavolo interistituzionale per Alitalia avviato agli inizi di agosto. Intanto, il portavoce del Pd in Campidoglio, Umberto Marroni, ha "chiesto con urgenza un consiglio comunale straordinario", e alla Pisana il presidente Guido Milana ha convocato i capigruppo ponendo all'ordine del giorno un consiglio regionale straordinario "sulla crisi Alitalia che mina il futuro di una delle principali imprese sul territorio regionale". Il piano prevede un brusco ridimensionamento di Fiumicino: perderebbe il ruolo di hub previsto con la vendita ai francesi, e il numero di destinazioni raggiunte potrebbe crollare da 120 a poco più di 40. Contemporaneamente, l'area tecnica dovrebbe sopportare il peso più ingente dei tagli sull'occupazione: "A quanto pare - continua Schiavella - nella bad company (l'azienda che andrà in liquidazione con debiti ed esuberi, ndr) finiranno le manutenzioni pesanti che danno lavoro a migliaia di persone. è un asset industriale importantissimo, su quelle competenze si era ragionato di costruire un distretto aeronautico. E pochi si ricordano dell'effetto sull'indotto: in questi settori vale almeno altrettanto". "Dobbiamo chiedere un incontro immediato al governo - dice Zingaretti, alzando per primo la voce delle istituzioni - perché ci chiarisca quanto sta avvenendo. Col declassamento dell'aeroporto, con l'incertezza delle destinazioni internazionali e con un numero impressionante di esuberi si dà un colpo serio allo sviluppo del nostro territorio. Gli enti locali si dovranno mobilitare, l'aeroporto deve continuare a essere un centro strategico e nevralgico". "Chiedo al governo un incontro immediato che coinvolga tutti gli altri enti locali per valutare l'impatto che il nuovo piano avrà su Roma", gli fa eco Alemanno ricordando l'impegno del comune "di difendere il valore dell'hub di Fiumicino e i livelli occupazionali senza creare polemiche preconcette e strumentali". "Alemanno s'è desto, meglio tardi che mai - chiosa Luciano Ciocchetti (Udc) - speriamo che ora alzi la voce". "Ci avrebbero dovuto consultare e informare, abbiamo il diritto di sapere e il dovere di dare risposte alle famiglie", protesta Canapini. Il ciclone Alitalia "è un attacco alla Capitale. Il piano è sbagliato, è una minaccia all'occupazione e mina l'intero sistema aeroportuale", denuncia Giovanni Carapella (Pd). Ma Andrea Augello (Pdl) frena: "è curioso che tutti dichiarino sul piano industriale Alitalia senza che nessuno abbia ancora potuto leggerlo. Prima di immaginare le conseguenze bisogna conoscere chi sarà il partner internazionale". Se sarà Air France, piuttosto che Lufthansa, gli effetti potrebbero essere meno penalizzanti. L'umore collettivo resta nero: "Mi preoccupa anche l'impatto sui flussi turistici, che nella nostra città è già in calo - dice ancora Schiavella - e il profilo giuridico legale mi sembra debole: socializzare le perdite e privatizzare i profitti per i soliti noti mi lascia sconcertato. Bisogna intervenire subito".

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Alitalia, i tagli a fiumicino "in città 10mila posti a rischio" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma Appello al governo di Alemanno, Marrazzo e Zingaretti. Timori per l'indotto dello scalo Appello al governo di Alemanno, Marrazzo e Zingaretti. Timori per l'indotto dello scalo Alitalia, i tagli a Fiumicino "In città 10mila posti a rischio" Alitalia, i tagli a Fiumicino "In città 10mila posti a rischio" Il piano di salvataggio dell'Alitalia varato ieri dal governo potrebbe costare 10.000 posti di lavoro alla capitale: lo denuncia il leader della Cgil romana, Walter Schiavella, valutando i tagli alle manutenzioni pesanti e le ricadute sull'indotto. La scomparsa del ruolo di hub e la drastica riduzione delle destinazioni e dei voli internazionali preoccupano le istituzioni locali: il sindaco Alemanno e il presidente della Provincia Zingaretti hanno chiesto al governo un incontro immediato per avere chiarimenti, e il presidente della Regione Marrazzo ha convocato un tavolo inter-istituzionale. Tra i lavoratori dominano incertezza e paura: "E noi che fine faremo?". BRERA E GENTILE ALLE PAGINE II E III.

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"non sappiamo che fine faremo catasto o poste? idea assurda" - cecilia gentile (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Roma Piano anti-deficit e commissario, Palazzo Chigi rinvia E cresce la tensione sull'ipotesi di un nuovo "tutor" Tra i lavoratori dello scalo romano: incertezza e timori dopo il via al piano "Non sappiamo che fine faremo Catasto o Poste? Idea assurda" "è incredibile che i sindacati non sappiano nulla. Le notizie ci arrivano dai giornali" "Stanno costruendo il nuovo terminal e ora pensano a retrocederlo?" CECILIA GENTILE "Come sarebbe a dire? Stanno costruendo il nuovo terminal, hanno annunciato da tempo progetti di espansione e adesso, all'improvviso, parlano di ridimensionamento?". Ci sono confusione, rabbia e incertezza tra i lavoratori Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino. Le notizie sul futuro della compagnia di bandiera arrivano scarse e contraddittorie e alimentano paure. C'è lo spettro degli esuberi (quanti saranno? che fine faranno?), c'è l'incubo dell'hub che verrà declassato ad uno dei sei aeroporti base di Alitalia, insieme a Milano, Napoli, Catania, Torino e Venezia. E c'è la prospettiva delle destinazioni, ridotte dalle attuali 120 a 44. Un quadro che rende tutti preoccupati, non solo i lavoratori della compagnia di bandiera, "perché qui a Fiumicino - dice un dipendente Adr, che vuole rimanere anonimo come gli altri intervistati - tutto ruota intorno ad Alitalia: se Alitalia viene ridotta, cala anche il lavoro dell'intero aeroporto". A parlare più volentieri, sempre sotto garanzia di anonimato, sono i piloti e il personale di volo. Mentre il personale di terra è restio, scappa. "è perché i piloti hanno più potere contrattuale - spiega un'assistente alla biglietteria Alitalia - se un pilota non si presenta, l'aereo non si alza in volo. Se non si presenta uno di noi, viene sostituito con un lavoratore stagionale. Ma tanto ormai i giochi sono decisi. Ci metteranno di fronte al fatto compiuto". "In tutta questa operazione c'è scarsa trasparenza - accusa un assistente di volo - La confusione è l'arma migliore della nostra politica. Ora tutti cadono dal pero. Ma che l'Alitalia è in crisi si sa da tempo. Io ho cominciato a lavorare 11 anni fa e già allora c'erano problemi". "Trovo incredibile che i sindacati non sappiano nulla - dice una hostess che sta per imbarcarsi - Che aspettano a svegliarsi dal letargo? E' un momento di grande tensione. Le uniche notizie arrivano dai giornali". "Tra di noi, non ce lo nascondiamo, ci sono incertezza e timori - confida un addetto della Divisione Motori - non sappiamo ancora se finiremo nella nuova compagnia o nella bad company, quella che dovrà gestire gli esuberi: dipenderà, crediamo, dal commissario; ma non siamo tranquilli". Ai banchi, qualche impiegato cerca di sdrammatizzare: "Stamattina ci abbiamo scherzato - raccontano - "Tu vai al Catasto? Tu alle Poste?", dicevamo tra noi. Ma ci sentiamo tutti in sospeso". Preoccupatissimi i piloti e gli assistenti dell'Alitalia Express, la low cost dell'Alitalia. "Il primo a saltare sarebbe il nostro settore, che è già in crisi - spiegano - dal 1° aprile scorso, da quando molti voli sono stati trasferiti da Milano a Roma, noi siamo di fatto in cassa integrazione, lavorando solo una settimana al mese". Al ristorante due dipendenti della Eas, la società di gestione aeroportuale dell'AirOne, si scambiano previsioni funeree e interrogativi inquietanti: "Gli stagionali non si salveranno, non verranno presi neanche i considerazione. E gli esuberi? Quanti ne calcoleranno? Dove finiremo? Quali saranno i nostri stipendi? I sindacati? Nessuna fiducia".

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Piccola Alitalia, grande imbroglio Il governo: meno aerei, rotte dimezzate, migliaia di esuberi. Riappare Air France Debiti a carico dei contribuenti. No dei sindacati. Veltroni: c (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Piccola Alitalia, grande imbroglio Il governo: meno aerei, rotte dimezzate, migliaia di esuberi. Riappare Air France Debiti a carico dei contribuenti. No dei sindacati. Veltroni: compagnia di bandierina.

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Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ed al disegno di legge delega su Alitalia. Er (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge ed al disegno di legge delega su Alitalia. Era la condizione posta dagli imprenditori che compongono la cordata: noi entriamo, ma non vogliamo accollarci i debiti. Li pagheranno i contribuenti. Meno rotte, meno aerei, 7 mila esuberi. Dure critiche dal Pd. alle pagine 2 e 3.

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Nuovo piano di alitalia punta raisi resta fuori - antonio fraschilla (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

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Pagina II - Palermo Nuovo piano di Alitalia Punta Raisi resta fuori Gli investimenti dirottati su Fontanarossa Sos aeroporto Sindacati critici La Gesap: "Altre compagnie possono puntare su Palermo" ANTONIO FRASCHILLA L'Alitalia scommette sull'aeroporto di Catania e lascia al palo lo scalo palermitano. Il piano di rilancio della compagnia di bandiera non cita nemmeno l'aeroporto Falcone e Borsellino e punta dritto, invece, su Fontanarossa, che diventerà uno dei "sei scali base dell'Alitalia". Il risultato? La compagna non investirà su Palermo, né in termini di personale né di aumento delle tratte aeree, e si annunciano trasferimenti di dipendenti da Palermo a Catania. Per non parlare dei 7 mila esuberi programmati nel piano, che potrebbero travolgere proprio gli scali non strategici, tra cui appunto quello di Punta Raisi. I sindacati sono già in allarme: "Siamo molto preoccupati per i 180 lavoratori Alitalia dislocati al Falcone e Borsellino - dice la Filt Cgil - Chiederemo chiarimenti alla nuova cordata d'imprenditori guidata da Roberto Colaninno e un intervento del governatore Raffaele Lombardo a difesa dello scalo palermitano". La nuova Alitalia, della quale fanno parte 16 soci tra cui alcuni siciliani, come l'ex presidente del Banco Salvatore Mancuso con il fondo Equinox e l'immobiliarista Salvatore Ligresti, ha deciso d'investire tutto sull'aeroporto di Catania: oltre 6 milioni di passeggeri nel 2007 contro i 4,5 di Palermo, e 1,4 milioni di clienti Alitalia, contro l'1,3 registrati nel 2007 a Punta Raisi. Una scelta, quella dei nuovi proprietari della compagnia aerea, che non sorprende l'amministratore delegato della Gesap, la società che gestisce lo scalo palermitano: "Non penso che Alitalia voglia tagliare le rotte da Palermo, ma semplicemente investire nel futuro più a Catania che da noi - dice l'ad, Giacomo Terranova - Una scelta che non fa paura all'aeroporto palermitano: la tratta Alitalia Palermo-Roma è tra le più remunerative d'Italia, a esempio, e se la compagna aerea vorrà cedere degli slot che ha da noi, penso che non mancheranno altre compagnie interessate a rilevarle. Insomma è il mercato passeggeri che fa il successo di un aeroporto, e non penso che Alitalia voglia rinunciare di punto in bianco ai tanti clienti che ha qui. Noi siamo in salute e pronti a crescere". La compagnia di bandiera italiana è il primo vettore del Falcone e Borsellino, anche se già da tempo ha attuato un piano di dismissione delle tratte da Palermo. Cancellati nel corso degli anni i voli per Genova, Venezia, Torino, Verona e Bologna. Oggi l'Alitalia ha solo tre tratte, una per Roma e due per gli scali milanesi. In tutto 15 voli al giorno che lo scorso anno hanno trasportato 1,3 milioni di passeggeri, il 30 per cento dei movimenti da Palermo. Il doppio della Wind-Jet, che con i suoi 665 mila passeggeri palermitani è il secondo vettore (segue l'Air One con 660 mila e Meridiana con 534 mila). Insomma Palermo dipende per quasi la metà dei passeggeri proprio dall'Alitalia. "Un dato che non ci preoccupa, siamo aperti al mercato e da noi operano già molti altri vettori" aggiunge Terranova. A Punta Raisi lavorano 180 dipendenti Alitalia, tra hostess di terra, addetti allo scarico bagagli e alla manutenzione dei mezzi. E nel piano sono previsti, nella migliore delle ipotesi, "trasferimenti del personale sul territorio verso gli scali base", tra cui c'è Catania. E dire che l'investimento attuale di Alitalia sull'aeroporto etneo al momento è quasi minore rispetto a Palermo: una tratta in più (quella con Brindisi) 18 voli per appena 1,4 milioni di passeggeri e 163 dipendenti. Poco, considerando che Catania arriva complessivamente a quota 6 milioni di passeggeri: non a caso lo scorso anno l'Alitalia è stata superata a Fontanarossa dalla Wind-Jet che ha registrato oltre 2 milioni di clienti. "Evidentemente il gruppo riconosce al nostro aeroporto maggiori chance di sviluppo commerciale nel prossimo futuro - dice Gaetano Mancini, presidente della Sac, la società che gestisce lo scalo catanese - In pochi anni siamo passati dai 5 milioni di passeggeri del 2005 ai 6 del 2007. Un trend costante, che rende appetibile investire a Catania". Chi di certo beneficerà della scelta Alitalia è il governatore Lombardo, che nello scalo etneo ha un vero e proprio feudo elettorale, e oggi è in buoni rapporto col sottosegretario Gianfranco Micciché, fratello di quel Gaetano a capo del corporate di Banca Intesa che ha varato il piano di rilancio. I sindacati sono però molto preoccupati per il futuro dei dipendenti Alitalia di Palermo: "Chiederemo subito chiarimenti al nuovo presidente di Alitalia, Colaninno, e al governatore Lombardo - dice Giacomo Rota, segretario regionale della Filt Cgil - In Sicilia c'è una grande emergenza di collegamenti e d'infrastrutture viarie, un depotenziamento dell'aeroporto di Palermo per conto di Alitalia danneggerebbe solo i siciliani". Carmelo De Caudo, responsabile Alitalia della Cgil, teme comunque per gli esuberi annunciati: "Non capiamo perché Palermo venga considerata improduttiva dall'Alitalia e soprattutto siamo preoccupati per il futuro di tutto il personale, a Palermo ma anche a Catania (dove la compagnia ha altri 163 dipendenti, ndr)".

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È una soluzione da fine Ottocento (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del GIACOMO VACIAGOPer l'economista il piano Fenice è ancorato a scelte industriali che guardano al passato. "Non bastano le belle hostess" "È una soluzione da fine Ottocento" / Milano Le piace il nome Compgnia Aerea Italiana? "Già che c'erano potevano chiamarla Compagnia Aerea Garibaldi. Mentre i più importanti vettori al mondo affilano le armi per la liberalizzazione dei voli transoceanici, noi siamo ancora immersi in pieno Ottocento". Di sicuro Giacomo Vaciago, direttore dell'Istituto di Economia e Finanza nell'Università Cattolica di Milano, non scommetterebbe un centesimo sul buon esito del piano Fenice. Ancorato a scelte industriali che guardano al passato, ben lontane dalle ondate di concentrazioni in corso nel settore. Una missione quasi impossibile, quella di "salvare il peggio del Paese", nonostante l'impegno di un gruppo d'imprenditori che "rappresentano il meglio del Paese". Possiamo dare un voto alla cordata per Alitalia? "Promossa a pieni voti. Complimenti a chi ha disegnato l'operazione, a chi ha messo insieme un sacco di bei nomi come quelli annunciati: come farà Veltroni a criticare un professionista di garanzia come Augusto Fantozzi, stimato a destra e a sinistra? come sarà possibile discutere i soci che compongono la cordata senza mettere in discussione buona metà del capitalismo nazionale?". Si coglie dell'ironia nella sua voce. "Gli imprenditori coinvolti rappresentano davvero il meglio del Paese, ma si occuperanno del peggio del Paese. Vogliono prendersi anche la Sicilia o la Calabria per provare a risollevarne l'economia? Speriamo che ci vada bene, ma siamo ancora alla teoria del miracolo e dimostriamo, ancora una volta, l'anomalia dell'Italia: in quale altro Paese al mondo il leader di Confindustria si mette a far volare gli aerei? Di solito il presidente degli industriali fa il proprio lavoro, quale che sia". Secondo lei, l'operazione è destinata a fallire? "Sarà molto difficile tornare a fare profitti nel giro di cinque anni, come prevede il piano. In questo momento il settore aereo è l'ultimo in cui investire se si vogliono fare soldi, sia per il prezzo del petrolio, sia per le tensioni internazionali in corso. Non è un caso se quasi tutte le compagnie aeree sono in rosso". La nuova Alitalia, però, gode di un privilegio: quello di poter scaricare sui contribuenti i debiti accumulati con la creazione di un'apposita bad company. "Un bel trucco: si cambia la legge e si fa quel che si vuole. Nelle normali democrazie il governo governa a leggi date, non le aggiusta a seconda delle necessità del momento, mentre il parlamento sta fermo ad applaudire. Ma dal punto di vista economico il problema è un altro: le compagnie aeree sono una cosa maledettamente seria, non funzionano solo perchè il governo ha preso la decisione politica di avere una compagnia di bandiera, oltretutto privata, mentre tutti gli altri governi si muovono nella direzione opposta". Si spieghi. "Sulla tratta Milano-Roma non è un problema fare soldi, ma la sfida vera è all'estero, dove Alitalia gode di una pessima reputazione. La forza del suo marchio è assimilabile a quello dei rifiuti di Napoli: chi vuole volare in comodità sceglie British Airways, chi punta sulla sicurezza sceglie Lufthansa, chi adora il lusso sceglie Emirates. Alitalia come pensa di attirare i clienti stranieri? Sicuramente non bastano le belle hostess". Per questo dovrebbe esserci Airfrance, che intende entrare come azionista nel capitale di Compagnia Aerea Italiana. "Che Airfrance voglia un ruolo da socio di minoranza o da partner tecnico di Alitalia, la faccenda cambia poco: fuori dall'Italia continuerà a fare i propri interessi". Ovvero? "Dubito che Airfrance promuoverà il marchio italiano per i voli internazionali. Invece per vincere la sfida della sopravvivenza nel mercato aereo serve essere fortissimi sugli intercontinetali. Da questo punto di vista avrei capito molto di più un grande socio orientale o arabo. Non la solita compagnia aerea europea che ha bisogno di crescere". Non la entusiasma l'ipotesi Airfrance? "In tutta l'operazione vedo troppi conflitti d'interesse. Sia tra gli investitori italiani, che certo non ci mettono dei soldi per un moto d'orgoglio nazionale, sia nel partner europeo". l.v.

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Il tesoretto c'era, l'hanno fatto volare via 1,2 miliardi di euro, una parte consistente dell'eredità di Prodi: è il costo del debito da ripianare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del Il tesoretto c'era, l'hanno fatto volare via 1,2 miliardi di euro, una parte consistente dell'eredità di Prodi: è il costo del debito da ripianare di Luigina Venturelli / Milano RISORSE AL VENTO Altro che il conteso tesoretto del fu governo Prodi. Il governo Berlusconi ha scelto senza alcuna indecisione come spendere le risorse pubbliche disponibili: nel forziere ci stanno 1,2 miliardi di euro e saranno destinati ad asciugare la palude dei debiti Alitalia. Si rassegnino i contribuenti, a cui saranno rifilati gli scarti del piano Fenice per lasciare agli investitori privati solo il filetto. Il costo della promessa elettorale del Cavaliere, mantenere l'italianità della compagnia di bandiera, sarà pagato dai cittadini. E sarà salato, almeno 50 euro a testa. A fare due conti ci pensa EasyJet, celebre low cost britannica: "Una soluzione per Alitalia è la benvenuta, ma bisogna mettere i consumatori italiani al primo posto" ha dichiarato l'amministratore delegato Andy Harrison. "Ognuno dei contribuenti italiani dovrà pagare 50 euro per riparare i debiti della compagnia". La fonte è senza dubbio interessata, lo smantellamento del monopolio su ricche tratte nazionali come la Roma-Milano fa gola a molti. Ma i numeri sono numeri. E parlano degli infiniti interventi a favore dei cittadini che si potevano realizzare con quel denaro. Con la propria parte di debito Alitalia, probabilmente, una famiglia pagherebbe un paio di bollette elettriche. Un esperto di politica ed economia, invece, non ha dubbi: sosterrebbe i redditi da lavoro dipendente. "La questione salariale è il vero problema, nelle case degli italiani la sera a cena si parla di come arrivare alla fine del mese" afferma Enrico Morando, coordinatore del governo ombra del Pd. "Con quella cifra si poteva finanziare per davvero la riduzione della pressione fiscale sugli stipendi, in particolare sulla quota da contrattazione aziendale, per cui il governo ha stanziato solo 300 milioni di euro". Dando pure un "impulso significativo all'accordo tra le parti sociali sulla riforma del modello contrattuale". Si potevano prendere due piccioni con una fava anche utilizzando quel miliardo abbondante per la detrazione fiscale delle spese di cura sostenute dalle donne che lavorano: ad esempio, spese per asili nido, assistenti per gli anziani non autosufficienti, collaboratori domestici. "Anche in questo caso - continua Morando - il sostegno dei redditi familiari si sarebbe accompagnato a riforme strutturali, quale è un fortissimo incentivo per le donne ad entrare e a restare nel mondo del lavoro". Sul punto concorda Pierpaolo Baretta, deputato Pd ed ex dirigente sindacale della Cisl: "Tremonti ha rimandato la diminuzione delle tasse sui salari ad un futuro incerto, a quando la situazione finanziaria dello Stato sarà migliore. Ma di questo passo quel momento non arriverà mai". Per i tagli ai servizi sociali, alla scuola e alla sicurezza, invece, l'ora è già scoccata. "Basta il salasso di risorse subito dall'istruzione pubblica con la finanziaria d'inizio estate a dare la misura dello spreco" spiega Baretta. I risparmi previsti dal piano di Palazzo Chigi sulla scuola dovrebbero portare alla cancellazione del 10% delle cattedre (87.245 insegnanti) nei prossimi quattro anni: 1,2 miliardi di euro potevano trattenerne circa 30mila sul posto di lavoro. Un discorso simile vale per la sanità: i tagli decisi da Tremonti faranno mancare all'appello quasi 7 miliardi di euro da qui al 2011. Il tampone per il rosso Alitalia poteva salvare migliaia di posti letto negli ospedali e risparmiare ai pazienti una raffica di nuovi ticket per prestazioni prima gratuite. Non si salva nemmeno la tanto sbandierata sicurezza: bastava un terzo di quei 1,2 miliardi di euro ad evitare il taglio da 400 milioni di euro subito dalle forze di polizia. Forse gli elettori avrebbero accettato anche nuovi incentivi alle imprese, magari il taglio di un altro punto di cuneo fiscale. Invece si terranno i debiti della fu compagnia di bandiera.

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L'alitalia "taglia" punta raisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

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Pagina I - Palermo La compagnia investe sullo scalo di Fontanarossa. Terranova: "Altri vettori possono scommettere su Palermo" L'Alitalia "taglia" Punta Raisi Nel piano di rilancio c'è solo Catania. I sindacati: rischio trasferimenti L'Alitalia punta sull'aeroporto di Catania e lascia al palo lo scalo palermitano. Il piano di rilancio della compagnia di bandiera non cita nemmeno l'aeroporto Falcone e Borsellino e, invece, scommette su Fontanarossa, che diventerà uno dei "sei scali base in Italia". L'Alitalia non investirà quindi su Palermo, né in termini di personale né di aumento delle tratte aeree, e si annunciano trasferimenti di dipendenti a Catania. I sindacati sono già in allarme: "Siamo molto preoccupati per i 180 lavoratori Alitalia dislocati al Falcone e Borsellino - dice la Filt Cgil - Chiederemo un intervento del governatore Raffaele Lombardo a difesa dello scalo palermitano". Ottimista invece la Gesap, la società che gestisce l'aeroporto: "Alitalia non lascerà Palermo, da noi comunque operano tanti altri vettori". ANTONIO FRASCHILLA A PAGINA II.

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Poltrone e assunzioni nel feudo del presidente (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

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Pagina III - Palermo Lo scalo di Catania "colonizzato" dagli uomini dell'Mpa Poltrone e assunzioni nel feudo del presidente Sugli organici pletorici anche l'Enac ha sollevato obiezioni. Nel Cda tutti fedelissimi E' il feudo del governatore Raffaele Lombardo, che da presidente della Provincia di Catania è entrato a piedi uniti nella gestione dell'aeroporto etneo. Un gioiellino, con milioni di passeggeri che crescono di anno in anno. Una macchina occupazionale notevole, che oggi è arrivata alla quota record di oltre 700 dipendenti tra Sac e Sac servizi (partecipate dalla Provincia): lavoratori assunti da tutta la provincia etnea. Quasi il doppio di quelli della Gesap, la società dello scalo palermitano, che si ferma a quota 430. Tanto che l'Enac ha più volte segnalato il mancato equilibrio tra dipendenti e passeggeri a Fontanarossa. Lombardo, ai tempi della presidenza alla Provincia di Catania, ha piazzato alla guida della Sac, società che gestisce i servizi aeroportuali, Stefano Ridolfo, un suo fedelissimo. E alla presidenza della società collegata, la Sac Servizi, ha invece messo Orazio D'Antoni, oggi deputato dell'Mpa. In più, come consigliere d'amministrazione, ha nominato Concetto Bellia, altro uomo targato Mpa. Ha insomma blindato da tempo l'aeroporto da 6 milioni di passeggeri scelto adesso da Alitalia come base strategica per il rilancio. Negli ultimi anni il personale della Sac e Sac servizi è cresciuto arrivando a quota 700, con molti casi sospetti di assenteismo e livelli superiori alla norma di assenze per malattia in alcuni comparti, come quello della sicurezza. Un feudo, quello di Lombardo, adesso insidiato dal nuovo presidente della Provincia, l'eurodeputato forzista Giuseppe Castiglione, che più volte ha battagliato con il governatore in terra etnea. Alla guida della Sac è arrivato nei mesi scorsi Gaetano Mancini, presidente di Confcooperative, in buoni rapporti con Castiglione. Mentre al vertice di Sac servizi è rimasto il deputato dell'Mpa, D'Antoni. Qualcosa sta comunque cambiando nella gestione dello scalo etneo: "Abbiamo finalmente presentato un piano industriale e stiamo cercando di trasformare la Sac in una società efficiente per offrire un servizio all'altezza di uno dei più importanti aeroporti italiani - dice Mancini - Oggi la Sac non è più una piattaforma occupazionale, come ci ha più volte segnalato l'Enac, criticando il rapporto molto basso tra dipendenti e passeggeri serviti". Il nuovo presidente della Sac annuncia anche un giro di vite sull'assenteismo: "Stiamo aumentando i controlli sulle assenze elevate registrate in alcuni comparti, come quello della sicurezza". a. fras.

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Malpensa in recupero con le compagnie estere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del TRAFFICO Malpensa in recupero con le compagnie estere Mese di agosto positivo per il traffico passeggeri a Malpensa: dal primo al 27 di questo mese lo scalo varesino ha recuperato più del 10% delle perdite passando dal meno 31% di aprile al meno 21% di agosto, con un totale di 1.725.000 passeggeri trasportati. Anche se Alitalia ha trasportato nei primi 27 giorni di agosto 160mila passeggeri, contro i 925.500 transitati nello stesso periodo dello scorso anno (meno 82,7%) - nota la Sea - le altre compagnie di linea hanno registrato un aumento del 34,3% con un totale di 1.225.000 passeggeri (più 312.800). Il peso di Alitalia è calato del 14% a favore degli altri vettori di linea che sulle tratte intercontinentali arrivano a sfiorare il 90%. Sempre nello stesso periodo sull'aeroporto di Linate i passeggeri hanno registrato un calo dell'8,5%. A decretare il calo, la scelta strategica di AirOne di spostare parte dei suoi voli sullo scalo di Malpensa. I dati di traffico di Alitalia sul Forlanini rimangono pressoché stabili anche se quest'anno ha potuto inserire nel computo dei suoi passeggeri anche quelli di Volareweb che è entrata a far parte del gruppo, registrando un totale complessivo di 266.900 passeggeri. Buone notizia sul fronte della qualità del servizio offerto dagli scali lombardi: l'attesa media per i passeggeri ai filtri di sicurezza è stata di 8 minuti contro gli 11 dell'estate 2007, la puntualità dei voli in partenza registra una percentuale del 74% a Malpensa contro il 72% dell'estate scorsa e dell'80% a Linate contro il 77%.

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A caro prezzo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del A caro prezzo Alfredo Recanatesi Segue dalla Prima Se non ci fossero state di mezzo le elezioni, oggi Alitalia farebbe parte del più grande gruppo europeo di trasporto aereo; la gran parte del personale eccedente avrebbe trovato nuove collocazioni all'interno del gruppo ed un'altra parte sarebbe stata in attesa di rientrare; l'Italia avrebbe continuato ad avere una compagnia di bandiera, solida e con un rilevante potenziale di espansione, che avrebbe portato nel mondo i colori del nostro Paese; lo Stato avrebbe visto riconosciuto un valore netto della compagnia ceduta incassando soldi. Ma tutto questo avrebbe costituito - come ebbe a dire propagandisticamente - una "svendita". Bene. E ora la vendita qual è? La lista di quanto è stato venduto è corposa, ma è fatta di principi, di trasparenza, di legalità, di molte delle regole che in una democrazia compiuta dovrebbero guidare il comportamento e le determinazioni di ogni pubblico potere. Non si tratta solo degli oneri finanziari che finiranno per ricadere, direttamente o indirettamente, sulle finanze statali: saranno assai cospicui, ma c'è di peggio. C'è che la parte più consistente dell'operazione si perderà nei meandri obliqui di trattative private, di intese discrezionali, di regole ad hoc per comprare o compensare l'adesione al progetto di tutte le parti in causa. Non potremo avere mai un conto, sia pure approssimativo, di tutti i costi che ne deriveranno, ma saranno costi ingenti. Basti pensare quali potranno essere gli elementi dei calcoli di convenienza che possono aver indotto aziende di gestione di autostrade, imprese di assicurazione, aziende siderurgiche, armatori, a metter mano alla tasca per partecipare, in un settore di attività estraneo e distante quant'altri mai, ad una impresa che - ne parleremo dopo - è destinata a concludersi comunque con la fine dell'autonomia e della italianità di Alitalia. È forse un caso che quasi tutti i partecipanti alla cordata siano titolari di concessioni pubbliche o svolgano attività i cui ricavi dipendono da decisioni amministrative? È almeno lecito immaginare che nel rinnovo delle concessioni, o nella determinazione di tariffe, o nella concessione di licenze questi si attendano - come dire? - un occhio di riguardo? Basti pensare a quale scompiglio potrà essere determinato dalla confluenza di migliaia di esuberi nell'azienda postale dopo che - sempre con una legge ad hoc giustificata dalla salvaguardia della efficienza e del conto economico - è stato bloccata l'assunzione di chi già vi ha lavorato con contratti a tempo determinato. Basti pensare all'indennizzo previsto - sarebbe davvero interessante sapere in base a quale principio lo Stato soccorre chi perde dall'investimento in attività finanziarie - a beneficio degli azionisti e degli obbligazionisti di Alitalia, una azienda di diritto privato, quotata in borsa come molte altre, le cui condizioni prefallimentari (a differenza del caso Parmalat tante volte evocato) erano da tempo ampiamente note. Basti pensare a quale futuro possano essere destinate le tariffe per i voli sulla tratta Roma - Milano, una tratta che già è stata dalle uova d'oro con quel po' di concorrenza che Air One poteva fare ad Alitalia e sulla quale ora la nuova Alitalia potrà fare ancor più quel che gli parrà dal momento che Air One sarà stata incorporata e le norme antitrust tranquillamente scavalcate ope legis. Basti pensare che la legge Marzano è stata modificata per consentire che una azienda in dissesto - nel caso Alitalia, ma d'ora in avanti potrà essere applicata ad altri casi - possa essere spaccata in due, con le cose buone da una parte e quelle in perdita da un'altra insieme ai debiti, in modo che con opportune ripartizioni sia possibile sottrarre dalle procedure fallimentari ciò che di buono può esserci, con buona pace dei creditori (una misura, questa, che può avere ripercussioni assai pesanti sull'intera economia andando nella direzione esattamente opposta a quella nella quale è da tempo avvertita la necessità di una riforma della legge fallimentare). E qual è il risultato di una simile devastazione di principi, regole, doveri di trasparenza, criteri di sana amministrazione? Una Alitalia che, seppure ripulita da debiti ed inefficienze, e con un personale drasticamente ridotto e con stipendi "ricontrattati", sarà assai più piccola, con una flotta quasi dimezzata ed una rete fortemente connotata dal corto e medio raggio. In tempi nei quali compagnie del calibro di Iberia e di British Airways si uniscono nella consapevolezza che da sole non ce la possono più fare, chiunque può capire quale sia il respiro, la prospettiva di questa operazione. La contropartita della devastazione di cui si è detto non può essere che quella di guadagnare un po' di tempo prima che per Alitalia si compia il destino univocamente scritto da tempo: quello di confluire in un grande gruppo di trasporto aereo. Fino ad allora sarà italiana, certo, ma non per questo si potrà dire che ne sarà stata salvaguardata l'italianità. Una italianità così precaria, così costosa, ottenuta con tanto sacrificio di persone e di principi, vale ben poco, anzi è peggio di niente; comunque peggio di un accordo che fosse stato stipulato quando Alitalia un valore netto ancora lo aveva e con esso un minimo di forza contrattuale. Ma quella sarebbe stata una svendita. Noi, liberi da preconcetti, rimaniamo in attesa - poco fiduciosa, dobbiamo francamente dire - che qualcuno ci dimostri che questo, invece, è un affare.

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Fini si vergogni Cara Unità, sono stufa di venire a conoscenza, ogni giorno, delle nef (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Fini si vergogni Cara Unità, sono stufa di venire a conoscenza, ogni giorno, delle nefandezze effettuate dai nostri "uomini" delle istituzioni che, senza alcun pudore, continuano a violare le leggi e a vessare noi poveri cittadini. Non ci bastavano le sconcezze già note di Berlusconi, di Schifani, di Alemanno e dei vari che compongono il carrozzone della destra che con le loro prevaricazioni hanno sbattuto in faccia al popolo il loro strapotere e il loro appartenere ad una casta di persone meschine che ostentano la sicurezza che a loro tutto è permesso. Per non essere da meno, anche questa volta,il molto onorevole Fini abusa della sua autorità e ,con comportamento arrogante, si immerge illegalmente al largo di Giannutri e supportato pure da mezzi dei Vigili del Fuoco (forse questi dovevano vigilare sul focoso personaggio alle prese con la sua passione marinara!!!), Bell'esempio di correttezza istituzionale da parte della terza carica dello Stato! Si vergogni!!! (del resto così sbraitava il suo capo all'inirizzo dei membri del centrosinistra, ogni qualvolta non gli andava bene qualcosa). Ma chi sono costoro? Quando l'Italia potrà finalmente sbarazzarsi di loro? Siamo stanchi. Basta. Grazie. Lidia Matranga Giannutri, la multa non mi basta Cara Unità, a proposito dell'immersione del "presidente" della Camera dei Deputati, G. Fini, nelle acque off limts di Giannutri, la multa non mi basta. Magari risargisce il danno ma non la beffa. Vi ricordo la punizione inflitta all'insegnate giapponese per non aver impedito la scritta da parte di una sua allieva sui muri del Duomo di Firenze (mi pare il Duomo ma comunque sui muri di un monumento della città). Se non mi ricordo male è stato licenziato e la studentessa è stata rimandata Firenze a pulire. Non solo, il Giappone ha chiesto formalmetne scusa all'Italia. Se vi par poco? A proposito di "tolleranza zero", G. Fini dovrebbe chiedere scusa a tutti gli italiani in seduta plenaria dei due rami del Parlamento. Suggerisco una raccolta di firma sul vostro sito. Grazie. Marta Baccetti Manca senso dello Stato Cara Unità, qualche considerazione in merito all'episodio di Giannutri: 1) non basta Fiuggi né l'entrata nel PPE a camuffare la natura fascista di chi ritiene di essere più uguale degli altri; 2) la probabile comunanza politica basta a superare il disagio di fare il pompiere-domestico al potente di turno? 3) nell'Italia dove tutto è permesso, come avrà fatto chi ha autorizzato la motovedetta a Giannutri? Ci sarà qualche superiore che chiederà spiegazioni? Temo di no, mancano totalmente di senso dello stato e della res pubblica, ma non dall'attesa delle gratitudine del potente. Saluti (ed auguri) Ugo La Rosa Preparatevi a pagare anche questa Cara Unità, niente è come sembra. Nell'ultimo film di Battiato c'è una scena in cui un signore su auto sfarzosa, vistosi soffiare maldestramente parcheggio e sentitosi sentenziare che "il mondo è dei furbi!", si vendica ammaccando di proposito l'auto del furbo replicando che invece "il mondo è dei ricchi!". Ovvio: meglio ancora se si è ricchi, furbi e potenti insieme. E magari "alfanati", immuni da processi. Questo viene in mente, leggendo di Fini e della sua immersione fuorilegge nelle acque di Giannutri. 2000 euro di multa, dicono. Italiani: preparatevi a pagare anche questa! Luca Bianchi Altro che capitani coraggiosi Cara Unità. Qualcuno, di cui non ricordo il nome, era solito dire: "se il nostro fosse un paese normale ...". Bene, io dico che se il ns. fosse un paese normale, di fronte alla pagliacciata che questo governo sta costruendo sulla vicenda Alitalia, dovremmo assistere a moti popolari d'indignazione, con la promozione di una "class action" dei cittadini, nei confronti dei dicasteri coinvolti, per chiedere conto del danno che stanno creando alla collettività. E invece? Nella rassegna stampa di stamane vedo il titolo de La Stampa che recita (vado a memoria) "Gli imprenditori sempre più schierati con Berlusconi". Vorrei vedere! Quel signore gli affari (suoi) sa farli molto bene, basta vedere dov'è arrivato (non importa come), e i ns. c.d. "capitani d'industria" fremono dal desiderio di replicarne le gesta. Il mistero per cui gli italiani continuano a votare Berlusconi si fa sempre più fitto (e non serve Sherlock Holmes, per dipanarlo, ma un insigne neuropsichiatra). Cordialmente. Silvano Fassetta Raccontateci anche cose positive Cara Unità, Dopo lo choc delle elezioni politiche la lettura del nostro giornale mi lascia sempre più spesso con un senso di depressione e inadeguatezza. L'Italia che raccontate è incivile e insopportabile, sembra che precipiti sempre di più, senza speranza. È il lavoro del cronista, e non mi aspetto certo che nascondiate la realtà. Ma dobbiamo anche avere un po' di speranza, quella che ci viene dagli esempi di lotta e di comportamenti civili, come quelli dei ragazzi che lavorano nelle coperative sui terreni confiscati alla mafia. Bene fa Jack Folla a riportarne l'esperienza e a sottolineare che notizie come queste meriterebbero la prima pagina. Accanto alle molte miserie d'Italia raccontateci storie positive che ci diano l'esempio e confermino che lottare si può ancora, che non tutto è perduto. E mettetele in prima pagina. Luigi Vincenti, Contigliano Niente liti, facciamo come i democratici Usa Cara Unità, una proposta concreta per i dirigenti del Pd, anche in tempi di nuove scuole di politica: si impari dal Partito Democratico Americano. Lo dico alle legittime minoranze interne di casa nostra. Lottate negli organismi dirigenti fino alla fine perchè le vostre opinioni abbiano spazio. Quando gli organismi hanno democraticamente deciso, democraticamente "tacetevi". Quaggiù, negli attimi di vita quotidiana, i comuni mortali, si sono un po' rotti le scatole e la prossima volta stanno a casa. Francesco Alitalia, una degna conclusione... Cara Unità, Leggo oggi che gli azionisti Alitalia danneggiati dal piano governativo potranno accedere al Fondo per i risparmiatori vittime di frodi finanziarie. Quale modo migliore per definire la conclusione della vicenda alitalia? Govanni Scotto.

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I sindacati: atitech, mille a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Napoli I sindacati: Atitech, mille a rischio Allarme dei sindacati per il piano Alitalia varato dal governo: a Napoli rischiano la cassa integrazione più di mille impiegati dell'Atitech, società che si occupa della manutenzione degli aerei. A rischio il posto di lavoro dei circa 800 addetti di Capodichino e delle circa ottanta unità del distaccamento Alitalia del Centro direzionale. LILLY VICCARO THEO A PAGINA VII.

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Alitalia, dal governo una mazzata per Roma Il Piano Fenice prevede una forte riduzione di Fiumicino: cancellato il 60% delle destinazioni Il Pd: Tutto sta avvenendo nel silenzio di (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Alitalia, dal governo una mazzata per Roma Il "Piano Fenice" prevede una forte riduzione di Fiumicino: cancellato il 60% delle destinazioni Il Pd: "Tutto sta avvenendo nel silenzio di An e di Alemanno". Marrazzo: consiglio straordinario di Alessandro Ferrucci Meno rotte e meno dipendenti è uguale a meno Fiumicino e Roma, fanno capire tutti: dalla Regione alla Provincia, dal Comune ai sindacati. Tutti in allarme, anche perché i primi dati appaiono peggio degli iniziali rumors. A partire dalla volontà di ridurre il numero complessivo di tratte di Alitalia e Air One, dalle 120 attuali alle future 44, quando, ad oggi, la sola compagnia di Carlo Toto ne copre già 45 al giorno. Insomma, altro che hub. "È una vera mazzata" esordisce Walter Schiavella, segretario di Cigl Roma e Lazio. E poi gli esuberi. Conti alla mano, se il piano Alitalia lascerà senza lavoro tra le 5mila e le 7mila persone in tutto, a Fiumicino ne toccheranno i due terzi: quindi dai 3mila agli oltre 4mila e 500 licenziamenti. A questi andrà sommato l'indotto: coloro che operano nel catering, nelle pulizie, nelle manutenzioni pesanti e altri. Secondo una formula studiata dall'Università di Bologna un paio di anni fa, per ogni esubero diretto ne esistono due indiretti: parliamo di 6-9mila posti di lavoro a rischio. "Questo è un piano che colpisce Roma pesantemente i lavoratori - continua Schiavella -. Ho la sensazione che il meccanismo messo in piedi sia quello di socializzare le perdite e di privatizzare i diritti". "È una macelleria - afferma Mario Guerci, della Filt Cigl -. Anche perché voglio vedere quanti potranno usufruire degli ammortizzatori sociali". "Il tutto - denuncia Michele Meta, capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera - avviene nel silenzio assordante dei dirigenti di An romani e del Sindaco Alemanno, che accettano supini tale forte ridimensionamento dello scalo di Fiumicino". E Alemanno che dice? Se lo chiedono in molti... Lui, il sindaco, aspetta le 14 per seguire l'indicazione data dal presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, e farla sua: "Chiedo un incontro immediato al Governo insieme a tutte le istituzioni amministrative interessate a difesa del valore dell'hub di Fiumicino". Poi aggiunge la sua postilla preferita: "No, però, a polemiche preconcette e strumentali". Un po' pochino secondo molti. E dagli ex alleati dell'Udc arriva un altro attacco: "Alemanno alzi la voce e difenda gli interessi di Roma", dice il segretario regionale dell'Udc, Luciano Ciocchetti. Ma il risultato ottenuto dal sindaco è solo un generico impegno del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli: "Il governo, non appena su Alitalia avremo il quadro completo, si farà carico di incontrare Comune e Provincia". Intanto, però, Nicola Zingaretti fissa l'asticella dell'allarme: "Sono molto preoccupato per l'esito che sta avendo la vicenda Alitalia. Non solo perché sta emergendo quanti danni ha prodotto il ritardo di mesi nella ricerca di una soluzione, ma anche perché le ricadute sul territorio provinciale sembrano essere rilevanti: il declassamento dell'aeroporto di Fiumicino da hub a base operativa, l'incertezza delle destinazioni di volo internazionali a seconda del partner che verrà scelto, un numero impressionante di esuberi, sono tutti fattori che ci parlano di un colpo serio allo sviluppo e alla crescita del nostro territorio". Per questo Claudio Mancini, assessore al Turismo della Regione, si augura che almeno "il "Piano Fenice" lasci liberi rotte e slot per permettere alla concorrenza di rimpiere questa voragine, altrimenti rischiamo di avere ricadute pesanti anche sul turismo". IL SINDACO chiede un incontro urgente al governo, ma incassa solo un generico "incontreremo gli enti locali quando avremo il quadro completo" di Matteoli.

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Alitalia, a rischio i dipendenti atitech - lilly viccaro theo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Napoli Alitalia, a rischio i dipendenti Atitech Torna l'incubo "esternalizzazione". I sindacati pronti alla protesta LILLY VICCARO THEO Se il piano Alitalia sta per spiccare il volo, a Napoli rischiano di precipitare nell'incubo della cassa integrazione più di mille impiegati dell'Atitech, società che si occupa della manutenzione degli aerei. A rischio il posto di lavoro dei circa 800 addetti di Capodichino e delle circa ottanta unità del distaccamento Alitalia del Centro direzionale. è un film già visto: la probabile chiusura della controllata Alitalia era stata già ventilata ad aprile. L'esternalizzazione dell'indotto era uno dei capisaldi del piano targato Air France. Dopo pochi mesi torna lo spettro della mobilità, insieme al nuovo progetto di risanamento discusso ieri dal governo che vede la stessa Air France azionista di minoranza. Sono i sindacati a lanciare l'allarme per i lavoratori del comparto meccanico dopo le prime indiscrezioni sul piano. Secondo quanto trapelato, tra i rami che subiranno radicali cambiamenti ci sarebbe proprio quello della manutenzione pesante. La Atitech, insieme ad un'altra realtà dello scalo di Fiumicino, è l'unica azienda sul territorio nazionale che provvede agli interventi alla flotta. "Dalle voci che si rincorrono abbiamo intuito che si procederà alla esternalizzazione delle aziende che si occupano della manutenzione pesante. A questo punto ci domandiamo quale sarà il futuro dell'Atitech e di chi ci lavora", si chiede Antonio Cepparulo della Filt Cigl. Secondo il nuovo piano, insieme al comparto dei call center, la manutenzione pesante potrà essere "esternalizzata": praticamente la nuova Alitalia si assicurerà la manutenzione dei suoi aerei pagando di volta in volta società straniere specializzate, eventualità già prevista nel piano Air France di aprile. Già allora duecento operai uscirono dagli hangar per occupare le piste: una forma di protesta che potrebbe ripetersi nel caso in cui "il governo non ci dovesse dare le garanzie che chiediamo. Proprio un territorio come il nostro già devastato dalla disoccupazione non può subire questo colpo" conclude Cepparulo. "Siamo fortemente preoccupati per i lavoratori Atitech e siamo convinti che, per una realtà dall'età media giovane come quella napoletana, soltanto l'utilizzo degli ammortizzatori sociali è un po' poco" dichiara il segretario regionale della Cisl, Giampiero Tipaldi che però, avrebbe in tasca una sorta di soluzione: "Possiamo provare a far sì che l'emergenza in negativo cambi in positivo. Sono convinto che mai come in questo momento è opportuno decidere le sorti dell'aeroporto di Grazzanise. Aprendo finalmente quello scalo civile - spiega il sindacalista - si creerebbero criteri di occupazione. O meglio di ri-occupazione". Secondo Tipaldi, se ci fosse uno stop all'Atitech, i dipendenti dell'azienda potrebbero, occupando i tempi di ammortizzazione con corsi di formazione, essere riassorbiti in Alitalia nello scalo casertano. Ma anche l'apertura di Grazzanise, per il momento, è un'incertezza. SEGUE A PAGINA VI.

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Tornano i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e quelli per materie alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La Cgil: faremo muro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Tornano i voti. Un decreto cambia la scuola Quello di condotta e quelli per materie alle elementari e alle medie. Presto il maestro unico. La Cgil: faremo muro di Federica Fantozzi / Roma LO SGUARDO incastonato nella montatura indaco che sorvola senza soffermarsi la platea di cronisti, il ministro Mariastella Gelmini dà i numeri. Dieci minuti di solitaria conferenza stampa, un decreto per riformare la scuola italiana, il debutto del cinque in condotta, il maestro unico alle elementari, il ritorno dei voti al posto dei giudizi, caro-libri bloccato per almeno tre anni. Ma l'ultimo numero della scuola italiana declinata dal PdL è il senatore forzista Lucio Malan a ribadirlo: "Con queste misure sono finiti l'ideologismo e il pedagogismo che dal '68 hanno creato danni gravissimi". Ossessione sessantottina, ultimo atto: basta sperimentazioni, serietà nell'istruzione dei virgulti. Obiettivo, secondo la deputata del Pd Pina Picierno: riportare le lancette indietro agli anni 50. Al netto di Alitalia, il volto del primo consiglio dei ministri è quello appuntito e compunto della Gelmini che, in tailleur cipria dai candidi revers, annuncia le novità dell'anno scolastico "imminente". Vale a dire dal primo settembre: a mezzo decreto legge e senza dibattito parlamentare. Misure a cui la titolare dell'Istruzione lavora con Tremonti e che finiranno in Finanziaria. Torna la vecchia educazione civica ribattezzata Educazione alla Costituzione e alla Cittadinanza: comprenderà le regole a tutela dell'ambiente e - su richiesta del ministro Matteoli - l'insegnamento del codice della strada. Rentrée del voto in condotta non solo simbolico ma che fa media. Nuova la soglia: con il "5" scatta la bocciatura. "È una risposta necessaria - ha chiarito il ministro - al moltiplicarsi degli episodi di bullismo". Si torna a valutare i ragazzi con i voti anche alle elementari e medie: accompagnati sì dai giudizi, ma solo "esplicativi". E l'introduzione del maestro unico alle elementari (che però entrerà in vigore solo nel 2009) consentirà, come sottolineato dai concreti ministri leghisti, "un bel risparmio". Come del resto la soluzione anti caro-libri: "Un forte incentivo del governo a non cambiare libri se non necessario per 3-5 anni. Materie come italiano e matematica non cambiano". Considerando dunque sistemati i bulletti, i futuri pirati della strada, i bravi ma agitati e le famiglie in ristrettezze economiche, Gelmini è soddisfatta: "Provvedimenti importanti per ripristinare ordine e chiarezza". Il resto toccherà a Brunetta contro gli insegnanti fannulloni. Non la pensano così né i sindacati né gli studenti. Laconici i ragazzi dell'Uds: "Ci vediamo in piazza, ci sentiamo traditi, no alla repressione". "Siamo pronti a fare muro contro il maestro unico" ha avvertito la Flc Cgil, per bocca del segretario generale Enrico Panini. "Si apre uno scontro frontale. La scelta del governo appartiene a un modello anni 50". La preoccupazione è di tagli all'organico: "Oggi sono 250mila insegnanti, significa ridurlo di due terzi. Non ci saranno più posti per le supplenze, i precari staranno a casa". Idem Massimo Di Menna della Uil Scuola: "L'attuale modello funziona, il colpo di spugna è pericoloso". Negativo anche il giudizio del suo omologo Cisl Francesco Scrima: "Una forsennata politica di tagli che taglia le radici della buona scuola. Colpisce la disinvoltura sulla rottamazione, attraverso il ripristino del maestro unico, di esperienze innovative". Il ministro che da studentessa aveva 10 in condotta suscita invece l'entusiasmo del Moige e dei colleghi Meloni e Rotondi. Nessun contrasto in cdm, dice La Russa (ormai autonominatosi garante dell'armonia governativa). A parte qualche tensione con la Lega sul ruolo di Malpensa. Berlusconi, sulla partita Alitalia, ha messo sul tavolo "rapporti diretti con gli Emirati Arabi". Non solo Air France, dunque ma "gli sceicchi". In conferenza stampa ha rimpianto i bei tempi del suo vertice con Putin a Pratica di Mare e ha chiarito che il nipotino di 8 mesi è "tutto suo nonno" perché non piange mai. In serata, ha scherzato con alcuni studenti:" Ragazzi, attenti al 5 in condotta".

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L'opposizione? Per il Pd è una condizione temporanea (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

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Stai consultando l'edizione del BURLANDO "L'opposizione? Per il Pd è una condizione temporanea" GENOVA Il Partito democratico è nato "per governare il Paese. Per noi l'opposizione è una condizione temporanea, non un'identità come può essere per qualcun altro". Lo ha detto Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, poco dopo aver firmato la petizione "Salva l' Italia" alla festa del Pd in corso a Genova. C'è però molto da fare, avverte il governatore. Quello che manca oggi al Pd, secondo Burlando, è un grande processo di radicamento nel tessuto sociale, processo "che deve essere avviato". "E poi sono mancate queste benedette tessere - ha concluso Burlando - che potevamo avere subito anche dopo ottobre". Infatti, avere l'"idea di un partito più leggero, più fluido è stato secondo me un errore". Detto questo, Burlando ricorda che si avvicina una "prospettiva importante alle prossime europee e amministrative e poi regionali. Nel frattempo non credo che le condizioni di milioni di italiani miglioreranno. A partire dai 7000 mila di Alitalia che se ne torneranno a casa. Quindi bisogna collocarsi in questa realtà e mettersi a lavorare".

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I sindacati chiedono chiarezza. Se ci mettono con le spalle al muro la risposta sarà durissima In attesa dell'incontro di lunedì con l'esecutivo i rappresentanti dei lavoratori met (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del I sindacati chiedono chiarezza. "Se ci mettono con le spalle al muro la risposta sarà durissima" In attesa dell'incontro di lunedì con l'esecutivo i rappresentanti dei lavoratori mettono le mani avanti: confronto sì, ma non solo sugli esuberi I sindacati aspettano il governo al varco. Non si parli solo di esuberi è l'ammonimento dei confederali e delle sigle di categoria, nove in tutto, che saranno chiamati gestire il traghettamento di lavoratori e diritti verso la Nuova Compagnia Aerea. Dopo l'ipotesi di trasferire parte dei dipendenti Alitalia nella pubblica amministrazione, ecco quanto ha pensato il ministero del Lavoro per risolvere il problema dei tagli dei posti di lavoro nell'ormai vecchia compagnia di bandiera. Sette anni di ammortizzatori sociali - quattro di cassa integrazione e tre di mobilità - per tutti i dipendenti Alitalia in esubero e un programma di ricollocamento verso altre aziende del settore privato (e non pubblico). Sul numero degli esuberi si celebra un valzer di previsioni e smentite che non trova conferme ufficiali. La stima più alta, vuole settemila dipendenti fuori dalla Nuova compagnia aerea. La più bassa duemila. "Se le indiscrezioni riportate dai giornali venissero confermate, allora gli elementi di preoccupazione sarebbero molti. Ma oggi (ieri, ndr) non conosciamo ancora il piano della nuova Alitalia, quindi aspettiamo il confronto prima di parlare". Non si sbottona Franco Nasso, segretario generale della Filt-Cgil. Sul futuro della Nuova Compagnia Aerea in questo momento si può solo dire che "il lavoro è una questione fondamentale della vicenda, è certo che non permetteremo che mettano alla porta nessun dipendente della compagnia". Aspettando lunedì, quando governo e sindacati dovrebbero sedersi a confronto, interviene anche Frabrizio Solari, segretario confederale della Cgil, secondo cui settemila esuberi sono forse troppi. Per il predecessore di Nasso alla guida della Filt, "se l'Italia vuole una compagnia degna di questo nome ci devono essere le caratteristiche. Altrimenti sarà un problema: non è immaginabile da parte nostra favorire un'eventuale azione speculativa. Spero non sarà così". In questo momento bisogna "guardare avanti" risponde Claudio Genovesi, segretario nazionale Fit-Cisl, perché la vicenda Alitalia va gestita con responsabilità. C'è molto lavoro da fare, l'avvio del confronto sul piano industriale e la ricerca della condivisione "non può limitarsi alla individuazione degli esuberi che se confermati - sostiene l'esponenete della Cisl - appaiono di difficilissima gestione". La tutela del lavoro e lo sviluppo dell'impresa, prosegue Genovesi, "procedono insieme ed è su questo che ci sentiamo impegnati". La posta in gioco "è tale da non permettere ritardi, tentennamenti ed ipocrisie. La sfida riguarda tutti, in gioco vi è l'intero settore del trasporto aereo". La Cisl non esclude "se necessario anche risposte dure, senza attendismo né accondiscendenza". Ed è durissimo l'attacco al progetto messo a punto da Banca Intesa da parte del sindacato Sdl, forte soprattutto tra gli assistenti di volo: "Se il piano per il salvataggio di Alitalia contenesse davvero ciò che indicano indiscrezioni giornalistiche, la nostra risposta sarà durissima". Poi il Sindacato dei lavoratori aggiunge: "Nessuno pensi di mettere 20mila lavoratori con le spalle al muro con tempi ristretti e ricatti politici e mediatici come già nel passato, perchè la reazione sarebbe ancor più forte". "Ci chiediamo - rincara la dose il coordinatore nazionale Sdl Fabrizio Tomaselli - chi abbia potuto pensare che un piano che si basa sul forte ridimensionamento della flotta e sulla concentrazione sui voli nazionali possa avere realmente successo dal punto di vista industriale questa scelta porta alla chiusura entro poco tempo".

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La deroga alla Marzano cancella l'Antitrust Acquisizioni future anche senza l'ok dell' Authority. Ma la Ue potrebbe opporsi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del La deroga alla "Marzano" cancella l'Antitrust Acquisizioni future anche senza l'ok dell' Authority. Ma la Ue potrebbe opporsi / Roma DEROGA Più flessibile, più veloce, ma soprattutto in deroga alle regole Antitrust. Ecco la nuova Marzano, la nuova legge fallimentare tarata per permettere alla cor- data italiana di mettere le mani su Alitalia. Le prima novità rispetto alla Marzano nata per la tutela di Parmalat riguarda la nomina del Commissario che ora spetta anche al premier, che, al pari del ministro dello Sviluppo Economico, ne determina il compenso e le condizioni dell'incarico, anche in deroga alla normativa vigente. Possono inoltre essere prescritte "specifiche attività per il raggiungimento dell'obiettivo di risanamento". Fra queste, anche "un'immediata vendita o affitto di attività ancora fruttuose, garantendo maggiore elasticità al modello procedimentale". Cambia anche la durata della procedura dell'amministrazione straordinaria che verrà ora fissata "in un periodo variabile tra uno e due anni, in funzione della complessità della procedura. Inoltre, se la presentazione del piano di risanamento era esclusiva competenza del commissario straordinario, da effettuarsi entro 180 giorni dalla dichiarazione di insolvenza, adesso questi avrà anche "la possibilità di valutare il programma proposto dall'impresa". Infine, la nuova norma impone che le operazioni di concentrazione connesse, contestuali o previste nel programma, non sono soggette ad autorizzazione ai sensi della normativa Antitrust. Con buona pace del diritto. Toccherà adesso a Bruxelles valutare le modifiche della Marzano e verificare se l'operazione è compatibile o meno con le norme comunitarie, soprattutto sul fronte degli aiuti di Stato. Dunque anche per il ricorso la cassa integrazione e mobilità per tutti i dipendenti. I servizi del commissario Tajani vorranno capire se è il governo si farà carico o meno delle passività accumulate finora dalla compagnia di bandiera. Ma, quasi certamente, anche se la concessione degli ammortizzatori sociali per sette anni a tutti i lavoratori di Alitalia (quattro di cassa integrazione e tre di mobilità) si configuri come un aiuto di Stato coerente con le regole europee, oppure come un sostegno pubblico incompatibile col principio della libera concorrenza. Ci sono poi le questioni relative alla sospensione delle norme Antitrust per quel che riguarda il settore aereo nazionale, in modo da favorire l'integrazione con Air One, e quella del trasferimento degli slot alla nuova Alitalia. In quest'ultimo caso Bruxelles vorrà verificare se l'operazione avviene o meno a condizioni di mercato. Attenzione poi alle mosse delle compagnie aeree concorrenti, che già nei giorni scorsi hanno minacciato la possibilità di preparare nuovi ricorsi, oltre quelli già presentati per contestare il prestito ponte di 300 milioni di euro concesso ad Alitalia dal governo Prodi e trasformato in patrimonio netto dal governo Berlusconi.

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La battaglia dei cieli si fa più serrata (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del RISIKO La battaglia dei cieli si fa più serrata Il nodo Alitalia ha riaperto la battaglia dei cieli. La mossa di Ai France-Klm di giocare la partita in Italia, ha fatto subito scattare la risposta di Lufthansa in un risiko. che, vista la grande concentrazione in corso nel settore, sembra giunto alla stretta finale. Ancor più con il caro-carburante e un mercato che frena, la necessità è fare massa critica sui costi. Ieri la compagnia tedesca ha comunicato di trattare un ingresso in Sn Airholding, casa madre di Brussels Airlines, erede della ex compagnia di bandiera belga Sabena. L'obiettivo è consolidarsi in un vettore low cost con Germanwings e Tuifly per contrastare le grandi Ryanair, easyJet e soprattutto Air Berlin a cui togliere il secondo posto in Germania. Oltre ad Alitalia, l'interesse di Air France e Lufthansa ruota attorno ad Austrian Airlines. Anche sull'aviolinea austriaca la caccia è aperta: interessa oltre che ai soliti Air France,e Lufthansa, anche alla russa S7, a Turkish Airlines e, secondo fonti austriache, anche Air China. Lufthansa, partner nella Star Alliance, è pronta a valutare l'acquisizione di una partecipazione nella compagnia aerea austriaca, un mercato piccolo anche se potrebbe fare muro verso l'Est a Air France . Il vettore scandinavo - di Svezia, Norvegia e Danimarca - fa gola più alla compagnia tedesca che tenterebbe la conquista anche del Nord Europa che ai francesi. Senza contare che tra un po', in questo scenario potrebbero anche fare la comparsa nuovi giocatori, ricchi e senza scali in Europa. Come gli arabi, ad esempio.

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Il miracolo di Berlusconi è solo per Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Il miracolo di Berlusconi è solo per Air France di Roberto Rossi / Roma "Una compagnia di bandierina" come l'ha definita il leader del Pd Walter Veltroni o "una grande, solida, efficiente compagnia di bandiera" come ha ribattuto Silvio Berlusconi? Che cos'è ora Alitalia. Dopo cinque mesi di annunci, 300 milioni di soldi pubblici spesi, il gruppo della Magliana è una compagnia più piccola, più domestica e che non potrà vivere da sola. Una società, con sedici piccoli azionisti italiani ma un grande socio forte, Air France. Che nella nuova Alitalia, come sostengono fonti industriali, avrà meno del 20%. Per ora. Perché il destino del vettore di Parigi è di quello di esserne il legittimo proprietario fra non molto. Alla fine dei conti, secondo la fonte, Air France non poteva non rientrare nella partita. La posta era troppo appetitosa. Cinque mesi fa, quando presentò il piano di rilancio del gruppo, aveva deciso di impiegare subito 2,4 miliardi di euro. 1 miliardo per l'acquisto, 300 milioni per rimborsare un'obbligazione, 100 milioni per le azioni in Borsa e un altro miliardo per ripianare il debito. Oggi quel lavoro lo fa lo Stato italiano (40 euro per ogni cittadino è il costo calcolato). "Ci sono sacrifici da fare", ha detto Berlusconi. E in effetti l'intero Paese si accolla la gestione degli esuberi - che nonostante il premier dica il contrario restano il doppio di quelli preventivati da Air France -, ripulisce il gruppo dal debito, chiude il Cargo (oggetto di aspro scontro con il sindacato), taglia aerei e rotte in eccesso, mette Parigi al riparo da rischi politici. Come il caso Malpensa e Lega. "Il piano Alitalia va bene" ha detto il ministro per le Riforme Umberto Bossi. E pace se il piano studiato da Intesa Sanpaolo era tarato su Lufthansa, se la strategia multihub era più conveniente per i tedeschi, che hanno preferito comprarsi la Austrian senza la concorrenza pericolosa di Parigi. Il tempo appiana le cose. E modifiche in corso d'opera sono possibili. "Il governo di Alitalia resterà nelle mani degli italiani. Eventuali partner internazionali entreranno solo come soci di minoranza" ha detto ieri in conferenza stampa un premier stanco. Forse. Ma per quanto? Perché le clausole di lock up, quelle che dovrebbero blindare i 16 soci italiani impedendo la loro uscita per 4 o 5 anni, a questo punto diventano carta straccia. Che cosa impedisce a un socio italiano, ad esempio, di vendere quasi per intero la propria quota a un altro socio, poniamo Air France, e rimanere con una quota simbolica? "Bisognerà capire come saranno tarati i patti parasociali dell'azienda" spiega sempre la fonte. Ma per quelli ci penseranno gli avvocati. "E poi gestire una compagnia aerea non è una cosa semplice". Il mercato è dei più difficili. Chi deciderà quale rotte tagliare o ripristinare, che tipo di contratti fare con i fornitori, Riva, Marcegaglia, Colaninno, tanto per citare qualche nome della cordata, o Air France? Sarà "una compagnia nuova, più efficiente, finanziariamente in equilibrio e tecnologicamente avanzata, che non peserà più sulle spalle dei contribuenti" ha aggiunto sempre il premier. Il dubbio rimane. Intanto la bad company se la dovrà gestire lo Stato. E poi la nuova compagnia non potrà contare sulle economie di scala che poteva garantire una fusione con Air France. I nuovi azionisti saranno intenzionati a massimizzare il profitto subito. E scaricare i costi sui clienti. "L'italianità non mi appassiona - ha detto ieri il presidente di Unicredit Alessandro Profumo -. Mi appassiona avere un servizio migliore e a prezzi più bassi. Ma al termine di questa vicenda avremo un servizio peggiore e a prezzi più alti". Eppure, secondo Berlusconi, si è evitato "la soluzione del precedente governo che sarebbe stata una svendita ad una compagnia straniera peraltro di un paese in diretta concorrenza con noi nel campo del turismo". "Berlusconi ha passato il segno, la dichiarazione letta dal presidente del Consiglio a Palazzo Chigi è sfacciata e intollerabile" ha risposto Enrico Letta, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio che ha curato in prima persona la trattativa con Air France. "La realtà è un'altra" ha spiegato Letta. Le parole del Cavaliere sono "un vano tentativo di coprire la realtà, e cioè la vera notizia di oggi: il governo sta pilotando il fallimento di Alitalia". "Avevamo il dovere di intervenire, siamo intervenuti con concretezza. Ci siamo riusciti" ha concluso il premier nella sua conferenza stampa. Intanto dovrà spiegare al sindaco di Roma perché a Fiumicino i voli di Alitalia passeranno da 120 a 40 in un colpo solo. Un altro miracolo?.

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Pd, burlando attacca "il partito leggero è un errore, ora servono le tessere" - ava zunino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Genova Il dibattito Pd, Burlando attacca "Il partito leggero è un errore, ora servono le tessere" Pd, Burlando attacca "Il partito leggero è un errore, ora servono le tessere" AVA ZUNINO Il Pd è un partito che non ha radici nel tessuto sociale ed è stato un errore pensare al "partito leggero": "e poi sono mancate queste benedette tessere, che potevamo avere subito, anche dopo ottobre". Adesso bisogna rimboccarsi le maniche e agganciare il Pd al territorio. L'analisi del presidente della Regione Claudio Burlando sul Pd è quella che si può definire una "critica costruttiva". Erano da poco passate le sei di ieri pomeriggio quando il presidente Burlando ha fatto il suo ingresso alla Festa del partito democratico alla Foce, la prima che non si chiama più "Festa de l'Unità". Ed è nei viali della Festa, che il presidente esterna il suo pensiero su un Pd che, dice, è troppo staccato dal tessuto sociale che dovrebbe rappresentare. Burlando parla attorniato dai giornalisti, mentre va a firmare la petizione "Salva l'Italia", contro il governo Berlusconi. Parla dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa: "si rivela un'operazione contro i Comuni e alla fine contro la gente", dice. "L'operazione Ici, contrariamente a Prodi che la finanziò con il recupero di fasce dell'evasione, espone i Comuni a tagli consistenti, tanto che anche Bossi se n'è accorto". Poi Burlando guarda all'interno del pd e dice: "è nato per governare il Paese. Per noi l'opposizione è una condizione temporanea, non un'identità come può essere per qualcun altro". Ma, dice ancora il presidente della Regione, a questo pd manca un grande processo di radicamento sociale: "e questo è un processo che deve essere avviato. E poi sono mancate queste benedette tessere, che potevamo avere subito anche dopo ottobre. L'idea di un partito più leggero, più fluido secondo me è stata un errore". Dunque, l'invito di Burlando adesso è a cominciare un processo di radicamento sul territorio, tra la gente, anche con il tesseramento del partito. Tanto più che sono in avvicinamento rapido scadenze elettorali importanti come: "le prossime europee e amministrative e poi le regionali. Nel frattempo non credo che le condizioni di milioni di italiani miglioreranno. A partire dai 7000 mila di Alitalia che se ne torneranno a casa. Quindi bisogna collocarsi in questa realtà e mettersi a lavorare".

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Nuova alitalia cancella il marconi da bologna non si vola più a roma - eleonora capelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Bologna Nuova Alitalia cancella il Marconi da Bologna non si vola più a Roma Saltano i 5 aerei giornalieri. Filetti: feeling tramontato da tempo ELEONORA CAPELLI Il piano per salvare Alitalia "cancella" l'aeroporto Guglielmo Marconi dalle linee della compagnia di bandiera. Il progetto Fenice, la base su cui si muove in queste ore la nuova cordata che dovrebbe nascere da una costola di Alitalia e Air One, eliminerebbe i cinque voli al giorno che partono da Bologna alla volta di Roma Fiumicino, l'unico collegamento aereo della città con la capitale, la terza destinazione più richiesta tra i voli nazionali con quasi 200 mila passeggeri nel 2007. Mentre ieri veniva varato il decreto del governo per salvare Alitalia, la notizia dell'abbandono dello scalo bolognese veniva letta all'aeroporto come una conseguenza logica di quel piano, che prevede di decentrare l'attività della nuova compagnia su Milano, Roma, Venezia, Torino, Napoli e Catania. "Il collegamento con la capitale è una tratta importante, per qualsiasi città in qualsiasi Paese del mondo - ha detto il direttore operativo Massimo Kolletzek - questi voli forniscono un servizio al bacino di utenza e ogni servizio che serve al territorio è importante". Da Bologna partono cinque aerei Alitalia al giorno dal lunedì al sabato con destinazione Roma Fiumicino, mentre i voli sono ridotti a 4 la domenica. Una cifra in crescita negli ultimi anni, basti pensare che fino al 2005 le partenze erano solo tre, e la compagnia di bandiera ha nello scalo un'agenzia per l'emissione di biglietti, tecnici che lavorano alla manutenzione degli aerei e capi scalo di compagnia, un totale di oltre 20 dipendenti. Ma se il futuro del personale Alitalia è abbastanza incerto in linea generale, in queste ore predomina la prudenza rispetto all'attuazione reale del piano. "Anche se questa notizia mi è stata riportata non più tardi di mezz'ora fa da molti colleghi, io sono per prendere con prudenza un piano che può ancora cambiare migliaia di volte - dice Kolletzek - basti pensare che la scorsa trattativa con Air France sembrava ormai cosa fatta. Restiamo in attesa e poi valuteremo". Questo epilogo sarebbe la logica conseguenza di un progressivo ritiro di Alitalia dallo scalo bolognese secondo Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio, l'ente che rappresenta il massimo azionista dell'aeroporto. "Il rapporto con Alitalia era qualcosa di tramontato, il futuro magari potrà anche riservarci aspetti positivi, ma l'aeroporto di Bologna era stato messo in quarto piano già da tempo, più sacrificati di così non si poteva - dice Filetti, che considera molto più strategico l'accordo stipulato con Ryan Air per i voli low cost - io spero comunque in un utilizzo razionale del nostro scalo, magari adesso starà a noi dimostrare che siamo un punto importante nella mobilità nazionale". Sulla difficile strada dello sviluppo di alcuni voli nazionali, in particolare quelli per Milano e Roma appunto, secondo Filetti, c'è anche lo sviluppo della linea ferroviaria ad alta velocità. "Quello per Roma sarebbe rimasto con tutta probabilità uno scalo tecnico di collegamento - dice il presidente della Camera di commercio - nel momento in cui tra due anni sarà a disposizione la linea del treno ad Alta Velocità. Del resto noi abbiamo bisogno di crescere, se ci fossimo affidati ad Alitalia, adesso saremmo rimasti a piedi". Diverse strategie per fronteggiare il ridimensionamento della compagnia di bandiera, un tempo importante operatore del Marconi, mentre oggi appare pronta a lasciare Bologna.

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Niente più voli per roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bologna Oggi sono previsti cinque aerei al giorno con quasi 200 mila passeggeri l'anno. Filetti: rapporto già tramontato Niente più voli per Roma La nuova Alitalia cancella il Marconi dai propri scali Il piano per salvare Alitalia "cancella" l'aeroporto Guglielmo Marconi dalle linee della compagnia di bandiera. Eliminati i cinque voli al giorno per Fiumicino, la terza destinazione più richiesta tra i voli nazionali con quasi 200 mila passeggeri nel 2007. "Il collegamento con la capitale è una tratta importante - ha detto il direttore operativo del Marconi Massimo Kolletzek - questi voli forniscono un servizio al bacino di utenza e ogni servizio che serve al territorio è importante". La compagnia di bandiera ha nello scalo un'agenzia per l'emissione di biglietti, tecnici che lavorano alla manutenzione degli aerei e capi scalo di compagnia, un totale di oltre 20 dipendenti. Secondo Bruno Filetti, presidente della Camera di Commercio, l'ente che rappresenta il massimo azionista dell'aeroporto "il rapporto con Alitalia era qualcosa di tramontato". CAPELLI A PAGINA II.

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Nuova alitalia bari resta a terra protesta vendola - piero ricci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Bari La polemica Nuova Alitalia Bari resta a terra protesta Vendola PIERO RICCI Meno aerei, meno personale, meno voli. La missione futura di Alitalia e il suo piano di recupero firmato dal governo Berlusconi, mandano su tutte le furie Nichi Vendola. Perché sulla Puglia cade una grossa fetta dei tagli in programma. Così, in risposta, la Regione minaccia sfracelli sul tavolo del federalismo. Dalle sue vacanze, il governatore Nichi Vendola spara contro il governo e contro qualsiasi piano di ridimensionamento dei collegamenti aerei da e per la Puglia. La considera una doccia fredda. Di più. Sfogandosi con il suo staff e i suoi più vicini collaboratori, Vendola parla di mina vagante sul tavolo del federalismo. Una doccia fredda - questa la considerazione del governatore - che arriva nel momento meno opportuno, perché finisce per vanificare gli investimenti (200 milioni di euro) sul sistema aeroportuale, e non tiene conto di una realtà in continuo sviluppo: il sistema pugliese è infatti quello che ha registrato tra i migliori risultati di crescita del 2008. Per il trattamento riservato alla regione, Vendola è furibondo con i parlamentari pugliesi del centrodestra, ma soprattutto con il ministro Fitto: in passato aveva protestato per l'inefficienza dei collegamenti garantiti da Alitalia con gli scali pugliesi. Uno schiaffo, così lo giudica Vendola. Quel piano, per il governatore, non tiene conto neppure del rilancio pugliese sui mercati del Mediterraneo. E solo qualche giorno fa gli americani di Skyone pensavano a Palese per i loro investimenti.

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Guerra ai pirati di internet l'italia scende in campo "così li fermeremo" - roberto bianchin (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Guerra ai pirati di Internet l'Italia scende in campo "Così li fermeremo" Tavolo di lavoro a Palazzo Chigi. Usa, il provider scova chi scarica illegalmente ROBERTO BIANCHIN dal nostro inviato LIDO di VENEZIA - Trasformare i pirati di internet, che "rubano" allegramente dalla rete film e canzoni mettendo in crisi l'industria culturale italiana, in rispettosi e beneducati clienti che pagano "un prezzo ragionevole". è questa la sfida che non solo il nostro paese, ma tutto il mondo, ha di fronte nel prossimo futuro, e di cui si è discusso ieri all'ex casinò in un convegno sulla lotta alla pirateria audiovisiva nell'ambito della mostra del cinema. Si tratta infatti di una "urgenza assai importante", secondo il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, perché "ormai il mercato illegale ha raggiunto una consistenza tale da eguagliare se non superare in alcuni casi il fatturato complessivo dell'industria culturale". Di qui la decisione del ministro, rappresentato al convegno dal suo direttore Gaetano Blandini, di aprire da quest'autunno un "tavolo di lavoro" presso la presidenza del consiglio (era prevista a Venezia la presenza del Segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro Masi, che però ha dovuto rinunciare all'ultimo momento per il cdm su Alitalia) con tutti i soggetti interessati, dai produttori ai gestori delle reti, per trovare una soluzione al problema. Secondo Bondi, che giudica la pirateria "una violazione del diritto d'autore e come tale un furto", si dovrà andare verso l'individuazione di "nuovi modelli di business" cercando di affiancare al necessario rispetto della privacy la "creazione di consapevolezza" verso i comportamenti illegali legati alla rete, dal momento che l'utente ha ancora "una percezione confusa" dell'illegalità delle sue azioni e considera "assolutamente normale" scaricare gratuitamente ogni tipo di file. Negli Usa, spiega Robert Pisano, presidente della "Motion Pictures", che è l'associazione dei produttori americani, una soluzione hanno cominciato a trovarla insieme ai provider, prima "liberandoci entrambi dalle pistole", smettendo cioè di litigare, e poi individuando un metodo che hanno chiamato della "risposta graduale". In sostanza, il provider rintraccia la persona che ha scaricato gratuitamente un film e gli manda un avviso del tipo: "Attento, quello che hai fatto è illegale". Secondo Pisano, funziona. La gente capisce, e il numero di chi scarica illegalmente si riduce progressivamente. "Dopo il terzo avviso, ne resta solo il 2%", dice. Servono comunque, aggiunge, delle sanzioni adeguate per chi trasgredisce. Riccardo Tozzi, presidente dei produttori cinematografici italiani, suggerisce, come ulteriore deterrente, di minacciare di disconnettere i pirati dalla rete. Mentre Daniele Luchetti, che porta la voce degli autori, ed è più benevolo verso chi, per motivi economici, "si può fare una cultura cinematografica solo piratando", dovrebbero essere i provider, visto che incassano 5 miliardi di euro l'anno, a risarcire i produttori. I danni economici della pirateria infatti sono ingenti. In Italia, dove il tasso di "furti" si aggira intorno al 20% in tutti i settori relativi a beni coperti da copyright, il danno economico per le aziende è stimato in 4,2 miliardi di euro, di cui 140 milioni di dollari per il cinema, 110 milioni di euro per la musica, 1,5 miliardi di euro di mancati introiti per lo Stato a causa dell'evasione dell'Iva. In compenso, il grande successo dell'online ha fatto drasticamente calare la pirateria off-line, quella di strada, dei cd e dvd contraffatti: nel 2006 ne erano stati sequestrati 12 milioni, nel 2007 solo 3 milioni.

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La lega firma la tregua su malpensa e con an scoppia la grana fiumicino - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La Lega firma la tregua su Malpensa e con An scoppia la grana Fiumicino A Roma in pericolo 10mila posti di lavoro. Alemanno: subito un incontro con il governo ETTORE LIVINI MILANO - Prima i musi lunghi della Lega. Ora, firmata la tregua con Bossi, i dubbi di An, preoccupata della valanga di esuberi che potrebbe ricadere su Roma e Fiumicino per il salvataggio di Alitalia. Il fuoco, per ora, cova sotto la cenere, ma la maggioranza di governo esce dal primo round della partita della Magliana con alcuni nodi ancora da sciogliere. I distinguo del Carroccio erano noti da tempo: il declassamento di Malpensa (non risolto dal piano Fenice) e l'ipotesi ? al momento svanita ? di un trasferimento degli esuberi della Magliana alla pubblica amministrazione. Il secco ridimensionamento di flotta e operativo previsto dalla cordata italiana per riportare in rotta i conti della compagnia ha però colto un po' di sorpresa il partito di Gianfranco Fini, che teme una penalizzazione strategica di Fiumicino e molti esuberi (secondo fonti sindacali sono a rischio 10mila posti, indotto compreso) concentrati su Roma. A scendere in campo, non a caso, è stato subito il sindaco della capitale Gianni Alemanno che assieme agli altri enti locali laziali ha chiesto un incontro urgente con il governo. "Un'esigenza corretta" si è affrettato a rispondere il ministro dei trasporti Altero Matteoli, impegnandosi al confronto "non appena avremo un quadro chiaro su Alitalia". Lo stesso Ignazio La Russa in consiglio dei ministri ha chiesto chiarimenti sul ricollocamento del personale mentre "profonda preoccupazione" ha espresso anche il governatore Piero Marrazzo preannunciando un consiglio regionale straordinario cui inviterà anche Alemanno. Il "fronte An" si è aperto ieri poche ore dopo che un vertice notturno a Palazzo Grazioli ? presenti Umberto Bossi e Silvio Berlusconi e assenti gli uomini di Fini ? ha consentito di far rientrare i dissensi della Lega. Il fronte del Nord sceso in campo in forze per difendere la Malpensa si trova in effetti oggi con in mano un pugno di mosche. Il piano Fenice non prevede la riabilitazione dello scalo milanese al ruolo di hub. Anzi. Se Alitalia si alleerà ad Air France, a Milano resteranno solo tre rotte intercontinentali, con Linate sottoposta a una dieta leggera. In caso di intesa con Lufthansa, invece, le tratte a lungo raggio previste sarebbero dieci (molte meno che in passato) mentre il Forlanini subirebbe un drastico ridimensionamento limitandosi a gestire la navetta Milano-Roma. Una beffa per i vertici del Carrroccio che mercoledì sarebbero arrivati a minacciare un'astensione sulla modifica alla Marzano. Il summit di mercoledì ? presenti anche Giulio Tremonti, Roberto Calderoli, Gianni Letta e Aldo Brancher ? ha portato a una soluzione di compromesso: l'apertura di un tavolo Milano ("partirà già la prossima settimana", ha promesso Calderoli) in cui gli enti locali lombardi torneranno a chiedere al governo di centrodestra le stesse cose che avevano domandato a Prodi: la rinegoziazione degli accordi bilaterali internazionali per trattare con un nuovo vettore disposto a fare di Malpensa il suo hub, la gestione di aree demaniali alla Malpensa lasciate libere dalla Difesa e un allungamento della convenzione con l'Enac. Fronti su cui sono con ogni probabilità sono state già raccolte ampie rassicurazioni tanto da convincere Bossi a sdoganare Fenice. "Il piano Alitalia va bene", ha detto ieri. Sul tavolo tra l'altro resta la richiesta di danni da 1,25 miliardi della Sea alla Magliana, destinata a rimanere in capo alla bad company. I legali della società milanese stanno valutando in questi se ci sono i margini per un'impugnativa della Marzano, arma che potrebbe rispuntare in caso di penalizzazioni per gli scali milanesi. Malpensa, comunque, sembra pronta destinata a ridecollare anche senza la compagnia di bandiera. I due scali milanesi hanno recuperato da soli grazie al reclutamento di vettori quasi un terzo del traffico tagliato da Alitalia. E con l'ok ai nuovi accordi bilaterali, la Sea potrebbe stringere l'asse con Lufthansa, disposta nell'ambito del piano "Scala" potrebbe fare dello scalo milanese il suo quarto hub spostando diversi voli a lungo raggio. In collaborazione con Alitalia, se la Magliana si alleerà con Francoforte. In concorrenza se la sceltà cadrà su Air France.

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"alitalia, missione compiuta l'alternativa era il fallimento" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Alitalia, missione compiuta l'alternativa era il fallimento" Berlusconi esulta: ma ora serviranno dei sacrifici La politica LUCA IEZZI ROMA - "Un grande Paese, uno dei Paesi economicamente più sviluppati deve avere strumenti adeguati per proteggere e promuovere la propria economica, la propria immagine nel mondo e uno di questi strumenti fondamentali è una grande, solida, efficiente compagnia aerea di bandiera". Silvio Berlusconi affida ad un lunga dichiarazione letta in serata nella sala stampa di Palazzo Chigi, l'orgogliosa spiegazione delle motivazioni e delle modalità del piano di salvataggio. Un monologo di circa un quarto d'ora. "Alitalia è una della compagnie più antiche e gloriose del mondo e salvarla era un dovere - argomenta - quando vediamo un aereo dell'Alitalia ovunque nel mondo ognuno di noi sente l'Italia vicina". Subito dopo aver evocato l'orgoglio, passa all'incasso sugli impegni presi durante la campagna elettorale. E sempre in tono elettorale sono le accuse al predecessore: "Come sapete il nostro governo ha ereditato dal governo della sinistra diverse situazioni davvero pesanti: i conti pubblici, la tragedia dei rifiuti di Napoli e questa situazione irrisolta dell'Alitalia, per la quale il governo Prodi aveva tentato, senza riuscirci, una svendita ad Air France, cioè alla Francia, il nostro principale concorrente nel turismo. Avevamo il dovere di intervenire, e siamo intervenuti". Al tempo stesso però Berlusconi nega ogni responsabilità sul fallimento del progetto del presidente di Air France Jean Cyril Spinetta: "Noi eravamo all'opposizione, il piano è stato affossato dai sindacati". Il premier passa in rassegna la stato della compagnia: "I piloti sono fra i migliori del mondo, gli aerei tra i più sicuri", ma Alitalia compagnia "non si è adeguata al mercato, perde milioni di euro al giorno. Non si può continuare cosi, l'unica alternativa era il fallimento". Sulla questo esuberi rassicura: "Il ridimensionamento del personale sarà inferiore a quello che ci sarebbe stato con la svendita ad Air France. Il personale in eccedenza non sarà abbandonato, così come non saranno abbandonati i piccoli risparmiatori". Per il premier il futuro è roseo: "All'inizio ci sono da fare dei sacrifici, ma l'Italia avrà una compagnia più efficiente, con i conti in equilibrio, tecnologicamente avanzata. Una compagnia di bandiera veramente al servizio degli italiani che non peserà più sulle spalle dei contribuenti affidata alla migliore imprenditoria italiana, aiutata da una delle prime dieci banche al mondo". E a sottolineare che la difesa dell'italianità è proprio il cardine della strategia di salvataggio ricorda: "Se la nuova compagnia aerea italiana ritenesse utile allearsi con la compagnia di un altro Paese, quest'ultima potrà entrare soltanto come socio di minoranza". Air France, avversario solo tre mesi fa, è già alle porte.

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Pieni poteri al premier, deroghe all'antitrust e sugli esuberi cassa integrazione a valanga - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Cambia la Marzano: procedure fallimentari più rapide, il commissario non risponderà di eventuali illeciti Pieni poteri al premier, deroghe all'antitrust e sugli esuberi cassa integrazione a valanga Augusto Fantozzi sarà alla guida della "bad company": potrà vendere alla nuova Alitalia gli asset ancora fruttuosi Escluso il "travaso" dei lavoratori nella p.a., ma assunzioni saranno possibili nelle aziende controllate dallo Stato ROBERTO MANIA ROMA - Arriva la legge "ad hoc" per privatizzare l'Alitalia: nuove procedure per i fallimenti con un ruolo centrale del presidente del Consiglio, deroghe alle norme antitrust, rimborsi per i piccoli azionisti e obbligazionisti, dosi massicce di cassa integrazione a zero ore e indennità di mobilità per tutelare, fino a sette anni consecutivi, i lavoratori in esubero. Il "piano Berlusconi" per vendere alla neonata Compagnia aerea italiana di Roberto Colaninno la parte sana dell'Alitalia spazia tra gli italianissimi vecchi ammortizzatori sociali, una spruzzata di "welfare to work" di derivazione anglosassone e nordeuropea (per riqualificare e ricollocare i lavoratori) e, infine, l'introduzione di un po' di cultura "mercatista" americana visto che la nuova Marzano sembra ispirarsi al famoso "Chapter 11" quello che negli States permette il salvataggio delle aziende fortemente indebitate ma ancora con una prospettiva industriale. è il decreto legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri (le misure non urgenti sono state inserite in un disegno di legge delega) che consentirà di dar vita a una "bad company", affidata alla gestione commissariale di Augusto Fantozzi (nominato, ma anche condizionato nella sua azione, dal premier e dal ministro dello Sviluppo), e che potrà cedere alla Nuova Alitalia "asset ancora fruttuosi, garantendo maggiore elasticità al modello procedimentale", come è scritto nella norma. Così via via la vecchia compagnia (di fatto destinata al fallimento) perderà i suoi pezzi migliori (aeroplani compresi) che potranno essere venduti dal commissario anche con una trattativa privata o in esclusiva. Fattispecie non prevista nella legge precedente, approvata nel 2004 per far fronte al default Parmalat. Questa velocità e flessibilità di azione del commissario ha portato il governo a prevedere maggiori garanzie a sua tutela contro eventuali iniziative sul terreno penale da parte dei creditori. E il nuovo pacchetto di misure porterà così alla riscrittura delle norme sugli illeciti penali fallimentari. I piccoli risparmiatori con azioni o obbligazioni saranno indennizzati attingendo al fondo anti-frodi finanziarie. Inedita la sospensione per sei mesi della normativa antitrust per consentire l'integrazione tra Alitalia e AirOne sulla rotta Fiumicino-Linate, che porterà all'assunzione di una posizione di monopolio. Qui il vero ostacolo da superare, per ora, non è tanto l'Antitrust nazionale quanto Bruxelles che considera quella tratta di interesse europeo. Per i lavoratori in eccedenza (si parla di 5-6 mila unità) ci saranno cigs a zero ore (fino a quattro anni) e mobilità (tre anni). Chi a quel punto avrà maturato i requisiti potrà accedere alla pensione. Contestualmente al sostegno al reddito, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, punta a ricollocare una parte degli esuberi in altre aziende. Escluso esplicitamente il "travaso" nella pubblica amministrazione, ma non nelle aziende controllate dallo Stato, si utilizzerà il "Programma Pari", con la collaborazione di Italia Lavoro e delle agenzie di somministrazione, per la formazione e favorire l'incontro tra domanda e offerta. Era previsto anche per la crisi Fiat del 2003 ma rimase sulla carta.

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Al sicuro anche i punti "millemiglia" "passeranno alla nuova compagnia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso Al sicuro anche i punti "Millemiglia" "Passeranno alla nuova compagnia" ROMA -Ci sono 3 milioni di iscritti al programma Millemiglia che attendono di sapere se potranno, o meno utilizzare anche in Alitalia 2 i punti accumulati. Le fonti interpellate assicurano che nulla cambierà rispetto ad oggi. Il Millemiglia è infatti un asset importante della parte "Fly" di Alitalia, al pari dei diritti di traffico e degli aerei. La possibilità di volare grazie alle miglia accumulate col nuovo concorso 2008-2010, sarà quindi mantenuta, anche se il costo annuale della fidelizzazione dei 3 milioni di clienti - 150 mila quelli assidui che macinano punti - è alto. Quanto? Il "fondo concorsi a premi" ovvero il peso complessivo di Millemiglia nel bilancio Alitalia incide per 94 milioni di euro. Di questi la voce "biglietti" vale da sola 35-40 milioni.

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Air france: pronti ad una quota di minoranza - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Air France: pronti ad una quota di minoranza Il governo vara il commissariamento. Risparmiatori garantiti dal fondo anti-crack Il salvataggio LUCIO CILLIS ROMA - Inizia oggi alle 9,30, con il consiglio di amministrazione, l'ultimo atto di Alitalia. Per la nuova versione della compagnia bisognerà attendere solo qualche giorno, vista l'accelerazione impressa al dossier nelle ultime ore. Il piano di salvataggio approntato da Intesa-Sanpaolo piace anche ad Air France-Klm che a sorpresa, ha ammesso ieri la possibilità di partecipare all'operazione in veste di socio di minoranza: in poche righe i vertici del gruppo franco-olandese hanno confermato "l'interesse e l'auspicio a restare partner strategico di Alitalia e a questo fine, se saranno confermate le prospettive di redditività della nuova compagnia, Air France-Klm è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nella nuova società a fianco degli investitori italiani raggruppati da Intesa-Sanpaolo". Da stasera o al massimo nel corso del fine settimana, secondo le indiscrezioni che vengono dalla sede della Magliana, il commissario Augusto Fantozzi dovrebbe dare il cambio al cda guidato da Aristide Police e prendere possesso del suo ufficio. Ieri con il via libera del Consiglio dei ministri alla revisione della legge Marzano per decreto e - nei mesi a seguire - per mezzo di un ddl delega, si è compiuto il primo atto della marcia a tappe forzate che porterà alla nascita della nuova compagnia. Alitalia viene separata: le attività più redditizie, ovvero la parte Fly, verranno acquisite dalla newco Compagnia aerea italiana guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, e fondata da 16 soci di peso, da Atlantia a Immsi. Tutto il resto, come debiti, personale in esubero, attività non strategiche, entreranno nella "bad company". Verranno però salvaguardate le aspettative di azionisti, creditori e lavoratori. Il piano di salvataggio può contare su sette anni di ammortizzatori sociali per tutti i dipendenti giudicati in eccesso e sulla possibilità di cedere a Cai in tempi stretti, con trattativa privata e a prezzi di mercato, anche asset strategici. Allo stesso modo il governo per decreto ha cancellato l'obbligo dell'autorizzazione Antitrust. Integrare AirOne nella nuova Alitalia sarà quindi un passaggio indolore fatte salve la mera comunicazione dell'operazione al Garante e l'impegno ad evitare che la riduzione della concorrenza (ad esempio sulla Milano Linate-Roma Fiumicino) porti ad un incremento dei prezzi. C'è un paracadute anche per piccoli azionisti ed obbligazionisti che saranno indennizzati dal fondo creato con la Finanziaria 2006 - nato per risarcire i risparmiatori vittime di bond argentini e Parmalat - alimentato dalle risorse dei conti dormienti. Resta da disinnescare la mina degli esuberi e del piano di rilancio che non piace al personale navigante. Le associazioni professionali dei comandanti, Anpac e Up sono pronte ad indossare l'elmetto per impedire che almeno 500 colleghi si ritrovino nella lista degli esuberi e il taglio degli stipendi. Ma i piloti rischiano di restare da soli e con le armi spuntate visto che i sindacati confederali e l'Ugl si dicono pronti al dialogo con l'esecutivo a partire dalla convocazione del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi di lunedì prossimo.

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Sindacati sul piede di guerra veltroni va all'attacco "compagnia di bandierina" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

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Economia Sindacati sul piede di guerra Veltroni va all'attacco "Compagnia di bandierina" ROMA - Bocciatura secca di opposizione e sindacati di categoria per il piano di salvataggio di Alitalia. "I lavoratori e i cittadini italiani si trovano oggi davanti un futuro peggiore sotto tutti i punti di vista - attacca il segretario del Pd Walter Veltroni - E, alla faccia della decantata difesa dell'italianità, il piano ci consegna una compagnia che di fatto diventa di bandierina". Gli fa eco l'ex ministro Pierluigi Bersani: "Le rassicurazioni non servono. La realtà non è quella disegnata da Berlusconi. Il premier ha governato cinque degli ultimi sette anni portando il valore delle azioni di Alitalia da dieci a un euro fino all'orlo del fallimento". Sul piano nota: "Viene fuori l'idea di una compagnia più piccola e più domestica che non potrà vivere da sola. Si torna inevitabilmente ad Air France a condizioni più libere e agevoli per loro e con ricadute più pesanti per i nostri lavoratori, i nostri consumatori, i nostri risparmiatori". "Dopo aver preso ai cittadini 600 miliardi delle vecchie lire per un contributo a fondo perduto- ricorda il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro - Berlusconi è promotore interessato di una nuova compagnia che a costo zero sfrutta il marchio e le rotte del vettore Alitalia". "Questo piano è molto peggio di quello Air France sia perché ha più esuberi e perché costa di più, sia perché distrugge la compagnia di bandiera nei fatti" dichiara il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero. "Facile fare i miracoli con i soldi degli italiani" ironizza il segretario Udc Lorenzo Cesa. Battaglieri i sindacati: i piloti dell'Anpac sottolineano che così si "consegna il nostro mercato nelle mani di compagnie straniere e ai vettori low cost" e ritiene impensabile un taglio degli stipendi. Per gli assistenti di volo dell'Avia si fa "macelleria sociale". I confederali di settore si concentrano sugli esuberi: il numero uno della Fit-Cisl, Claudio Claudiani. "Ci aspettiamo - spiega - di poter discutere del piano industriale, di cui gli esuberi devono essere soltanto il risultato finale". Il segretario confederale Cgil Fabrizio Solari: "Valgono le stesse osservazioni fatte per Air France: il giudizio lo diamo sul perimetro industriale, sul network, sulle macchine e sul numero degli esuberi. Non abbiamo cambiato idea". Nettissimo il giudizio negativo dell'ad di Unicredit Alessandro Profumo: "L'italianità non mi appassiona. Avremo un servizio peggiore e a prezzi più alti. Mi sembra che la compagnia si riduca in modo abbastanza consistente. Fino a qualche mese fa avevo un volo diretto da Malpensa per Varsavia e ora non ce l'ho più". (l.i.).

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Economia Come mai la famiglia Benetton ha investito i 150 milioni in Alitalia attraverso la controll... (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Come mai la famiglia Benetton ha investito i 150 milioni in Alitalia attraverso la controllata Atlantia e non con la scatola Sintonia, cioè il veicolo dove sono raggruppate le partecipazioni nelle infrastrutture come Gemina, Telecom, Aeroporti di Firenze e di Torino? Le motivazioni possono essere diverse e la scelta non è piaciuta al mercato e agli investitori presenti in Atlantia che minacciano di uscire dal titolo. In primo luogo perché in Sintonia vi sono altri soci pesanti come Mediobanca, Goldman Sachs e il fondo di Singapore che probabilmente non sentivano alcun bisogno di investire nella compagnia aerea italiana. In secondo luogo attraverso Atlantia i Benetton allontanano da sé stessi l'evidente conflitto di interessi che esiste con le attività di Adr, proprietaria degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino. Inoltre, così facendo gli imprenditori di Ponzano hanno minimizzato l'esborso per Alitalia (meno di 40 milioni se si risale alla cassaforte di famiglia) e stanno già incassando la potenziale rivalutazione di Gemina-Adr (nell'ultimo mese il titolo ha guadagnato l'11,9%) derivante dalla probabile revisione delle tariffe aeroportuali che il governo potrebbe trovarsi in dovere di concedere dopo il sostegno ricevuto. Ma in compenso hanno perso una buona dose di credibilità che si erano conquistati negli ultimi anni con operazioni market-friendly. Giovanni Pons [la city vede nero] L'economia britannica è destinata a un anno e mezzo di crescita negativa, ovvero di recessione, che farà scendere l'indice Ftse 100 della Borsa sotto quota 5000. Lo dice uno dei più rispettati manager di fondi d'investimenti del Regno Unito, Peter Hargreaves, nella sua analisi dei risultati di fine anno: e le sue parole rimbalzano sulle pagine finanziarie dei maggiori quotidiani nazionali. Hargreaves prevede che l'economia soffrirà sei consecutivi trimestri di contrazione: una recessione viene tipicamente definita come due trimestri di crescita negativa. "Non ci sono soldi", sintetizza il manager. "Le banche non ne hanno, il governo nemmeno, e la gente sta cercando di mettere ordine nel proprio bilancio familiare, spaventata di non poter più tenere dietro ai debiti. Così nessuno investe più sul mercato borsistico o nel settore del dettaglio". La sua previsione è che la Borsa comincerà a scivolare in autunno, cadendo nettamente nel periodo pre-natalizio, dopo del quale, tuttavia, potrebbe intravedersi "una piattaforma su cui ricostruire". Nonostante le difficoltà, la sua società, Hargreaves Lansdown, basata a Bristol, ha riportato una crescita del 9% nei fondi che amministra: "Un risultato notevole, nelle attuali circostanze", afferma il manager. Enrico Franceschini.

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Le banche trascinano al rialzo il listino impennata per stm e luxottica (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Le banche trascinano al rialzo il listino Impennata per Stm e Luxottica MILANO - L'economia americana va meglio del previsto e ieri tutte le Borse europee insieme a Wall Street hanno festeggiato. E così a Piazza Affari il Mibtel ha recuperato il 2,03% a 22.086 punti mentre lo S&P/Mib è cresciuto del 2,39% a 28.625 punti trainato in rialzo dal comparto bancario, sostenuto a sua volta dalle buone notizie giunte dai conti del Crédit Agricole e di Intesa Sanpaolo (più 6,2%). Ma anche Impregilo ha festeggiato il ritorno all'utile e la fine della questione napoletana con un balzo del 2,2% mentre Tod's è salita del 2% grazie a ricavi in aumento del 12%. Il balzo del 3,3% del Pil Usa, ha invece galvanizzato i titoli italiani legati al dollaro, e in particolare Luxottica (più 4%) e Stm (più 3%). Tra i titoli minori, va segnalato il rimbalzo di Immsi (più 12%), la holding di Roberto Colaninno che parteciperà al rilancio di Alitalia.

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Alitalia in regalo per decreto (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

CATTIVA COMPAGNIA Alitalia in regalo per decreto Varato il dispositivo per spezzare l'azienda in due (una parte "buona" per i privati e una "cattiva" da liquidare a spese dello stato). Un "piano" che ne farà un piccolo vettore a carattere regionale, ma senza più debiti e con pochi lavoratori. Proprio quello che serviva ad Air France-Klm, che infatti torna nell'azionariato, pronta a papparsi tutto Francesco Piccioni ROMA Dalle leggi ad personam a quelle ad aziendam. Non è il caso di stupirsi: il berlusconismo è assenza di regole, soluzioni abborracciate, "finanza creativa" e pubblicità ultraottimista. Ma la soluzione trovata per Alitalia non è soltanto un mostro legislativo, è anche destinata a non funzionare. Almeno dal punto di vista dello sbandierato "interesse nazionale". Andiamo con ordine. Il consiglio dei ministri ha varato con decreto la modifica alla "legge Marzano" che regola le crisi delle grandi imprese. Ha esteso alle crisi industriali nei "servizi pubblici essenziali" la norma che permette si dividere in due l'azienda (la famosa good company per le attività redditizie e una bad per i debiti e i licenziamenti). Ha sottratto all'antitrust ogni competenza per tre anni sulla futura nuova società (Compagnia aerea italiana) che, incorporando Alitalia e AirOne finirà per avere di fatto il monopolio sulla tratta Roma-Milano, la più frequentata d'Europa. Ha formalizzato la manleva per gli attuali amministratori, altrimenti perseguibili dai creditori o dagli azionisti. Incarica il ministro delle sviluppo di nominare un Commissario straordinario (l'ex ministro Augusto Fantozzi) alla testa della bad company, mantenendo all'esecutivo il potere di "prescrivere specifiche attività" al fine del "risanamento". Il commissario potrà scegliere quali parti vendere e a chi, anche a trattativa privata; con l'unico vincolo di farlo a un prezzo di mercato stabilito con apposita perizia effettuata da terzi. Una procedura, in generale, che affida al governo un ruolo centrale. La "tutela dei risparmiatori" (vecchi azionisti o sottoscrittori di bond), per esempio, avverrà col ricorso al fondo per le "vittime di frodi finanziarie", alimentato con i "conti dormienti" nelle banche. Anche la parte relativa alla gestione dei licenziamenti impone una presenza pubblica forte. Vengono garantiti sette anni di tutela del reddito (quattro di cassa integrazione e tre di mobilità), a prescindere dall'età; e un "aiuto alla ricollocazione" per quanti non dovessero comunque arrivare alla pensione nel frattempo. E' già sparita la promessa di riassorbire gli "esuberi" all'interno del pubblico impiego. I ministri Brunetta e Sacconi lo hanno escluso categoricamente, affrettandosi a chiarire che ogni ricollocazione avverrà nel" privato". O, almeno, questa è la promessa di ieri; oggi magari ce ne sarà un'altra. Non è affatto detto che questo dispositivo fantasioso passi l'esame dell'Unione europea. Tra l'altro l'ormai nota "cordata italiana" sfodera numerosi casi di conflitto di interessi (sono presenti, e con un ruolo forte, società titolari di concessioni pubbliche - come la Autostrade-Atlantia dei Benetton, che ha una partecipazione anche in Aeroporti di Roma). Ma le magagne sono soprattutto industriali. Il "piano quinquennale" elaborato da IntesaSanPaolo - per come è stato presentato da ben pilotate anticipazioni di stampa - è tutto tranne che un "piano di rilancio". Prevede infatti un fatturato in calo nel prossimo anno (4,2 miliardi) e un ritorno agli attuali livelli della sola Alitalia verso il 2013. Una drastica riduzione di peso, calcolando che la Cai incorporerà anche AirOne e che l'inflazione di 5 anni dovrebbe pesare per oltre il 10%. E' inoltre un piano che riduce del 10% l'attività intercontinentale (la più redditizia, nel trasporto aereo), per concentrarsi sul mercato domestico contando sul monopolio della Roma-Milano; che però da dicembre dovrà fare i conti con la ferrovie alta velocità (meno di quattro ore, ma partendo e arrivando a centro città). Una strada già percorsa dai disastrosi manager che negli ultimi 15 anni hanno portato la compagnia di bandiera al collasso, perché lascia alla concorrenza campo libero sul resto del territorio e rinuncia a competere nel traffico intercontinentale. E' insomma un piano improntato al rifiuto del rischio di impresa e alla ricerca del profitto tramite la riduzione del costo del lavoro e, contemporaneamente, delle attività di trasporto. E proprio per questo destinato a ripercorrere strade già viste e fallimentari. Diversi esperti del settore fanno notare che sarà comunque una compagnia troppo grande per competere con le low cost e troppo piccola per farlo coi giganti europei dell'aria (British, Air France, Lufthansa). Una compagnia "regionale" a forte "vocazione nazionale", di serie B. Proprio quello che serve da tempo ad Air France per implementare senza rischi la propria presenza nel mercato del Mediterraneo. E non per caso Jean-Cyril Spinetta ha subito colto l'occasione per rientrare nel gioco, visto che gli italiani gli promettono di fare pulizia di debiti, lavoratori e sindacati. Con il 25% sarà di fatto l'azionista di riferimento, visto che la "cordata italiana" - formalmente maggioritaria - è composta da molti piccoli azionisti assolutamente a digiuno dei fondamentali del trasporto aereo. In fondo, quel vincolo di cinque anni che i neofondatori della Cai si sono vicendevolmente imposti vale per ognuno di loro in quanto singolo. Se Air France dovesse fare, da qui a uno o due anni, un'offerta convincente... Tirando le somme, questa pattuglia di "imprenditori" italiani - compreso il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - si sta prestando a un'operazione molto "politica", ma che li impegna economicamente pochissimo. Legittimo sospettare che questo "favore" al governo potrebbe presto ricevere ricompense in altra sede (concessioni o partecipazioni a "grandi opere"). Alla fine la compagnia finirà comunque in mani "straniere", ma il guadagno della vendita - per quanto minimo - sarà intascato dai privati, anziché dallo stato che aveva creato e mantenuto Alitalia. Che le promesse di Berlusconi siano da sempre scritte sull'acqua, non è una novità. Ma la classe imprenditoriale italiana, nelle sue figure più rilevanti, si è rivelata in quest'occasione decisamente non all'altezza di una sfida tutt'altro che impossibile. E propensa solo al vecchio, sterile, gioco speculativo del "prendi, rivendi e scappa". I licenziandi Tanti sono i lavoratori che non entreranno nella "nuova Alitalia". Per loro la promessa di 7 anni tra cassa integrazione e mobilità in vista della "ricollocazione". Il fatturato 2009 In miliardi di euro, è inferiore a quello della sola Alitalia di oggi (senza contare l'AirOne di Carlo Toto). Un ritorno ai livelli attuali è previsto solo per il 2013 AIR FRANCE IN QUOTA La "quota di minoranza" che potrebbe finire ad Air France è tale da farne l'azionista di riferimento. Gli altri hanno tutti di mano. E non volano.

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Ho evitato il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

BERLUSCONI SHOW "Ho evitato il fallimento" Sceneggiata finale a palazzo Chigi. Berlusconi, in serata, si è attribuito il merito di aver evitato il "fallimento" della compagnia di bandiera e "la svendita ad Air France" (che infatti rientra, pronta a comprare tutto). "Nascerà - giura - un'Alitalia nuova, una compagnia aerea più efficiente, finanziariamente in equilibrio e tecnologicamente avanzata". Gli esperti del settore sostengono l'esatto contrario, ma a lui interessa soltanto il poter dire che "manteniamo anche questo impegno che avevo annunciato di risolvere con la messa in campo di una compagine di imprenditori italiani". O' miracolo!.

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Un piano senza prospettive e un numero di licenziamenti inaccettabile (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

SINDACATI Prime reazioni negative da parte di tutte le organizzazioni. Contestata la competenza degli estensori del Progetto Fenice "Un piano senza prospettive e un numero di licenziamenti inaccettabile" fr. pi. I sindacati alzano la voce. Le anticipazioni sui numeri - pesantissimi - relativi agli "esuberi" previsti dal Piano Fenice sono solo una parte della preoccupazione. Al centro, per degli autentici esperti del settore, c'è l'inconsistenza del piano industriale proposto (vedi sopra). L'Anpac, il sindacato dei piloti, è durissimo: "siamo sorpresi che così tanti importanti imprenditori stiano scommettendo su un piano che non dà alcuna garanzia al futuro dell'azienda e metterà seriamente a rischio gli investimenti prodotti". La riprova sta nel fatto che "si rinuncia a molte direttrici di lungo raggio, dove è ancora possibile fare redditività e sviluppo, puntando invece su una stabilizzazione del medio raggio che è massacrato dall'azione dei competitors". L'Anpac chiama in causa il governo, che evidentemente li ha delusi. "È incomprensibile che oggi lo stesso Governo consenta accelerazioni così importanti e rischiose affidandosi a consulenti tecnici che hanno girato per compagnie di mezzo mondo senza produrre mai risultati realmente efficaci". Stessi toni e argomenti solo in parte diversi da parte del Sdl, l'ex Sult forte soprattutto tra gli assistenti di volo: "Se il piano è quello che emerge dalla stampa ci chiediamo chi possa averlo partorito". E "nessuno pensi di poter mettere 20.000 lavoratori con le spalle al muro con tempi ristretti e ricatti politici e mediatici, come abbiamo già assistito nel passato, perchè la reazione sindacale sarebbe ancora più forte". Anche per loro il piano di IntesaSanPaolo è uno sgorbio, perché il "forte ridimensionamento della flotta e la concentrazione sui voli nazionali porta alla chiusura entro poco tempo". Anche Cisl e Uil, notoriamente più sensibili alle ragioni aziendali e alle sollecitazioni politiche "centriste", considerano "inaccettabili" e di "difficilissima gestione" l'alto numero di licenziamenti previsti dal piano. Severo e meditato anche il giudizio di Fabrizio Solari, segretario della Filt-Cgil: "Nella storia del sindacato di errori ne sono stati fatti tantissimi, nella storia di Alitalia anche. Nella vicenda Air France il sindacato ha provato a mettere in piedi una trattativa che non è riuscita perchè il contesto stava rapidamente cambiando. Se l'Italia vuole una compagnia degna di questo nome ci devono essere le caratteristiche. Altrimenti sarà un problema: non è immaginabile da parte nostra favorire un'eventuale azione speculativa. Spero non sarà così". Il previsto ridimensionamento dello scalo di Fiumicino a favore di una "logica di network" fondata su sei scali principali (con redistribuzione di personale, aerei, indotto), sta muovendo anche gli enti locali. La Regione Lazio ha convocato un tavolo con sindacati e parti sociali per la prossima settimana. Persino Gianni Alemanno, fin qui silenzioso di fronte al possibile smantellamento di una delle principali industrie centrate su Roma, ha chiesto un incontro con il governo "per valutare l'impatto della ristrutturazione sul territorio". Tutte le organizzazioni sindacali, infine, hanno condiviso una nota in cui si smantella il luogo comune ripetuto in modo acefalo da tutti i commentatori economici che si stanno misurando col tema Aliatalia: "li attuali livelli contrattuali di Alitalia garantiscono già ampiamente i margini di competitività con qualsiasi vettore europeo". Anche la "presunta insufficiente produttività degli assistenti di volo è una "bufala". La realtà è ben diversa: i sindacati sono "perfettamente consapevoli di essere in presenza di una situazione ormai corrosa, con un'azienda sull'orlo del fallimento. Ma negli ultimi 13 anni, di continua ristrutturazione, questa categoria ha sottoscritto flessibilità e rinunce economiche, abbattendo il costo del lavoro e portando la produttività a livelli di eccellenza in Europa".

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IL GIOCO DELLE 3 CARTE (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Loris Campetti Quello annunciato dal governo Berlusconi per l'Alitalia non è un piano di salvataggio, è uno sfacciato gioco delle tre carte. Dopo aver ostacolato un accordo con Air France con luci e ombre, ma che avrebbe contenuto gli esuberi entro una cifra tollerabile e salvato una parte del nostro patrimonio, oggi Palazzo Chigi costruisce un marchingegno ambiguo e contraddittorio che moltiplica per tre i licenziamenti. Combattiamo in difesa dell'italianità della compagnia di bandiera, dicevano i berlusconidi, e oggi volano a Parigi con il cappello in mano, in condizioni peggiori di quattro mesi fa, per svendere un'azienda senza prospettive con i debiti fino al collo. La offrono "pulita", dopo aver fatto confluire debiti e problemi dentro un'altra società, i cui costi ricadranno sui lavoratori, gli azionisti e tutti i cittadini italiani. Tanto che da Parigi rispondono: si può fare. Il gioco delle tre carte consiste nelle promesse di Tremonti di ricollocare i lavoratori eccedenti nella Pubblica amministrazione e alle Poste, smentito dal suo collega Brunetta, impegnato a desertificare ogni luogo e ogni bene pubblici. Eppoi, alle Poste sono in trentamila i precari in attesa di regolarizzazione, e già contro di loro è stata varata una legge ad hoc per impedirne il ritorno al lavoro anche qualora il giudice abbia riconosciuto loro il diritto al reintegro e alla regolarizzazione. Non basta. Per mettere in un'azienda che si vuole privata un commissario che però risponda al governo, Berlusconi ha cambiato una legge per farne una ad hoc. Un bel passo avanti: dalle leggi ad personam alle leggi ad aziendam. E ha brillantemente risolto il conflitto tra l'hub di Fiumicino e quello di Malpensa: via tutti e due. Eppure, bisogna dire che questa spregiudicatezza del Cavaliere di Arcore non segna una rottura ma una continuità con il passato. Siamo mani e piedi dentro la logica delle privatizzazioni all'italiana, persino con gli stessi protagonisti. Tornano i capitani coraggiosi, guidati da Colaninno, il capitalista caro a Massimo D'Alema che si è beccato la Telecom senza mettere capitali. Ve l'immaginate con che energia farà opposizione il Partito democratico, che come ministro ombra ha incoronato il figlio di Colaninno? Anche il nome che circola per la carica di commissario, quel Fantozzi dal passato e dalle amicizie di centrosinistra, non contribuirà certo a far scatenare agguerrite battaglie. Chi ha memoria ricorderà anche un'altra privatizzazione scandalosa: quella dell'Alfa Romeo, regalata alla Fiat quando Romano Prodi era presidente dell'Iri e al governo c'era un certo Bettino Craxi. Il piano Alitalia non risponde logica delle privatizzazioni, non rispetta i principi basilari del capitalismo e ben poco ha a che fare con una politica di intervento pubblico sull'economia. Insomma, costi allo stato e utili ai privati, in un clima da inciucio. Se dall'opposizione parlamentare non c'è molto da aspettarsi, siamo in attesa di una risposta adeguata dai sindacati, che dopo aver contestato l'ipotesi di accordo di quattro mesi fa con Air France devono fare i conti con una soluzione ben peggiore.

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Per chi vola Colaninno (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

RITRATTI Il presidente della nuova Alitalia Per chi vola Colaninno Francesco Paternò C'è chi comincia più o meno sempre così: con cose piccole, per poi arrivare alle cose grandi. Roberto Colaninno, nuovo presidente operativo della nuova Alitalia, è uno dei massimi specialisti italiani di questo ramo: chiamatela ambizione, capacità, o disinvoltura estrema. Altro che capitano, Colaninno è un generale che viene dal basso come Napoleone ma che a Sant'Elena non finisce mai. Perché, al contrario del talento corso, è capace anche di ritirarsi alla grande. Senza perdere, se non uomini, nemmeno un soldo. Anzi, ci guadagna. L'uomo un giorno vende componenti per automobili tipo filtri e batterie e un altro prova a comprarsi tutta la Fiat. Fa niente che non ci riesce, scalda i muscoli e si consola acquistando la Piaggio con dentro la mitica Vespa. Un altro ancora mette insieme cellulari con Omnitel e il giorno dopo telefona direttamente per prendersi tutta la Telecom, pagando una bolletta da 100.000 miliardi di lire. Ora, che c'entra uno così con gli aerei? Nulla. Dunque è l'uomo giusto al posto giusto, perché nel Progetto Fenice che dovrebbe rimettere la compagnia di bandiera tre metri sopra il cielo, la finanza viene prima di un piano di volo o di un hub. Altrimenti a che servirebbe manomettere perfino una legge dello stato sulla bancarotta? Colaninno nasce, nel senso che diventa famoso da quel di Mantova, un giorno del 1996 quando Carlo De Benedetti gli affida la ristrutturazione della Olivetti. L'operazione funziona, se non per i lavoratori di Ivrea, per chi guida il gruppo. Ma il decollo vero e proprio - altro che nuova Alitalia - avviene per lui nel 1999 quando conquista Telecom con una scalata ostile. Roba mai vista in Italia, sbirciata con plausi e sospetti dal resto del mondo finanziario. Roba che fa girare 100.000 miliardi di lire e che svela quella che viene chiamata la nuova "razza padana" del capitalismo italiano. Gente sveglia, benedetta da sinistra con la famosa frase sui "capitani coraggiosi" di Massimo D'Alema presidente del consiglio e apprezzata pubblicamente da Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, oggi registi dell'operazione Alitalia. Colaninno allora prende in mano il telefono e dice cose che oggi potrebbero rimbombare dentro le fusoliere dei Boeing e degli Airbus della compagnia aerea. In Telecom annuncia un drastico piano di tagli all'occupazione, 15.000 persone (circa il doppio di quelli che potrebbero toccare all'Alitalia), ma mica perché è cattivo, ne fa una questione di "cambio di filosofia". "L'azienda - spiega a Rinaldo Gianola che lo intervista per una sorta di autobiografia uscita per Rizzoli nel 2006, Primo tempo - doveva cambiare il suo Dna". Dunque giù con l'accetta e avanti con un piano industriale, che però Colaninno a un certo punto - un punto che equivale allo spazio di un mattino se davvero avesse voluto gestire la ex più grande azienda di stato italiana - abbandona: nel 2001 vende, ritirandosi con ottimi profitti e lasciando bei debiti. Roba da raider all'americana, operazione spericolata che piace alla gente cui piace. Chissà se è anche per questo che nella newco del Progetto Fenice è previsto per tutti i soci (singolarmente, s'intende) un lock-up, un lucchetto non proprio da innamorati che impedisce di vendere la propria quota prima di cinque anni, quando la nuova Alitalia - dicono - sarà già in utile. Tracce di una storia che assomiglia vagamente un po' a quella della storia della Fiat. O meglio: del progetto di Colaninno per salvare la Fiat. E' il gennaio del 2003, l'Avvocato muore lasciando il suo gruppo con più di un miliardo di euro di perdite e con un piede dentro della General Motors, un piede del 20 per cento acquisito nel marzo del 2000 e destinato a diventare taglia 100 per cento nel 2004. In Telecom, Colaninno aveva già fatto scendere la famiglia Agnelli, adesso prova a farla scendere dalla loro stessa automobile. Annuncia un piano di salvataggio di 9 miliardi di euro, rastrellati tra grandi e piccoli investitori, oltre a metterci del suo come nella nuova Alitalia (150 milioni di euro oggi, circa un miliardo insieme ad altri per Fiat). Il piano industriale che presenta a Umberto Agnelli, destinato a diventare presidente del gruppo torinese per soli undici mesi, è naturalmente di cinque anni, con previsioni (come per la newco per gli aerei) di profitti operativi tra il 7 e il 9 per cento. Ma altro che capitano, Colaninno è un generale così ingombrante che Umberto respinge il piano al mittente e tira dritto, preferendo diventare di colpo autocentrico, lui che fino a quel momento si sarebbe disfatto dell'auto alla prima occasione se il fratello Gianni non lo avesse impedito. Niente volante, insomma. Ma un manubrio sì. Colaninno si toglie lo sfizio nel giro di pochi mesi quando nell'ottobre dello stesso anno compra la Piaggio. L'operazione passa attraverso la sua società, la Immsi, che rileva il celebre marchio di due ruote e primo gruppo europeo del settore dal fondo Morgan Glenfell. In sella alla Vespa, Colaninno risana e s'allarga, acquisendo l'Aprilia di Noale e andando a produrre in Cina e in India, molto global. Guida come un pilota, anche se la cloche è un'altra storia.

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Air France-Klm: Pronti a prendere quota minoranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

CIELI EUROPEI Air France-Klm: "Pronti a prendere quota minoranza" Anna Maria Merlo PARIGI Al momento della rottura delle trattative tra Air France-Klm e Alitalia, all'inizio dello scorso aprile, il presidente della compagnia franco-olandese, Jean-Cyrill Spinetta, aveva lasciato la porta socchiusa. Deplorando la rottura, aveva ribatito di credere "profondamente" a questo progetto. Quattro mesi dopo, Air France-Klm rientra in gioco nella partita per la compagnia aerea italiana. Ieri, un comunicato della compagnia ha confermato che il gruppo Air France-Klm è "pronto a prendere una partecipazione di minoranza nella nuova Alitalia", a fianco degli investitori italiani riuniti da banca IntesaSanpaolo. Air France-Klm, si sostiene sempre nel comunicato, è disposta a riaprire il dossier "se le prospettive di redditività della nuova società trovano conferma". Una portavoce del gruppo franco-olandese ha poi precisato che Air France-Klm "conferma l'interesse e la volontà di restare un partner strategico di Alitalia". Nell'aprile scorso, la rottura delle trattative era stata salutata dalla Borsa con un rialzo del titolo Air France. Ma il riavvicinamento era dato come ineluttabile dagli analisti del settore. "Di fronte al rallentamento economico e al rincaro dei prezzi del petrolio - aveva affermato uno di loro - la concentrazione in Europa è inevitabile e soltanto le grandi compagnie internazionali potranno sopravvivere". Ma, sempre secondo questo analista, "l'apporto di Alitalia non è indispensabile a Air France-Klm". Recentemente c'era stato un riavvicinamento tra British Airways e Iberia, compagnia verso la quale Air France-Klm aveva mostrato un certo interesse. Le trattative con Alitalia erano naufragate nella scorsa primavera a causa dell'ostilità dei sindacati italiani nei confronti di un piano di ristrutturazione che prevedeva fino a 4mila soppressioni di posti di lavoro (Air France aveva inoltre offerto meno della metà del corso di allora dell'azione Alitalia). I sindacati francesi erano invece favorevoli all'intesa transalpina. "Spinetta è un negoziatore duro - dice Jean-Yves Lebris della Cfdt - ma noi non ci lamentiamo perché è relativamente attento al sociale". E' dai tempi della fusione con Klm che Air France si interessa ad Alitalia. Difatti, da tempo le due compagnie sono partner commerciali dell'italiana. Air France ha ormai una partecipazione dello stato francese limitatata al 18,6%. La fusione con Klm, nel 2004, era stata dolorosa per la compagnia olandese, che aveva dovuto sopprimere 4500 posti di lavoro, per dar vita al primo gruppo mondiale per traffico aereo. Il ritorno in gioco nella partita Alitalia del gruppo franco-olandese potrebbe chiudere la porta a un possibile interesse della Lufhtansa.

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OGGI è ancora il giorno della festa, ma verrà subito dopo il giorno i (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI "OGGI è ancora il giorno della festa, ma verrà subito dopo il giorno in cui dovremo sederci a lavorare. E molto". Schivo, riservato, apparentemente freddo, Roberto Colaninno, "patron" della Piaggio e tra poche ore "capitano" della Nuova Alitalia, lo è da sempre. Ma questa ultima settimana di agosto, con l'ok del governo al Piano Intesa, il sì dei soci, il rinnovato corteggiamento di Air France e Lufthansa, non la dimenticherà proprio. "Così - spiega al Messaggero - salviamo un patrimonio industriale del Paese".

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ROMA La nuova Alitalia può decollare. Silvio Berlusconi è categorico: Una scommessa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA La nuova Alitalia può decollare. Silvio Berlusconi è categorico: "Una scommessa vinta, abbiamo salvato la compagnia dalla svendita e non peseremo sui cittadini". In arrivo ammortizzatori sociali per 7 anni, mentre i sindacati saranno convocati lunedì per discutere del piano industriale e di esuberi. Intanto, Air France, dopo il cda, rilancia e chiede formalmente di poter acquisire una partecipazione di minoranza nella compagnia italiana. Il presidente Spinetta ha mandato una lettera ai vertici di Alitalia. Alemanno chiede garanzie per Fiumicino.

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Alitalia, evitato il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Via libera al salvataggio. Alemanno: chiarezza su Fiumicino. Veltroni: compagnia di bandierina "Alitalia, evitato il fallimento" Berlusconi: scommessa vinta. Air France pronta a entrare. Sindacati critici.

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Al 30 giugno scorso (sono gli ultimi dati disponibili) Alitalia aveva in cassa una liquidità pa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Ri a 375 milioni, sostanzialmente il risultato del prestito di 300 milioni deciso dal governo nel mese di aprile. Risorse che a parere degli esperti non avrebbero comunque permesso di arrivare alla fine dell'anno, considerato che la compagnia nel suo assetto attuale accumula perdite per oltre un milione di euro al giorno. L'indebitamento netto della società è stabilmente al di sopra del miliardo di euro.

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ROMA - Un ringraziamento particolare per le soluzioni che sono state trovat (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI ROMA - "Un ringraziamento particolare per le soluzioni che sono state trovate per Alitalia va a Gianni Letta che questa estate ha fatto un solo giorno di vacanza". Soddisfatto e anche visibilmente euforico per quella che considera "una scommessa vinta", Silvio Berlusconi ha aperto così il consiglio dei ministri di ieri mattina. Un plauso pubblico, sottoscritto da molti dei ministri presenti. Se i ministri Fitto e Rotondi hanno chiesto al sottosegretario di sapere "come ha passato quell'unico giorno di ferie", la responsabile dell'Istruzione Gelmini ha rincarato sostenendo di averlo "sempre trovato al suo posto ogni volta che ne ho avuto bisogno". I venti minuti nei quali il consiglio dei ministri si è occupato di Alitalia sono scivolati via senza problemi. A Sacconi è toccato il compito di spiegare che non ci sarà nessun passaggio alla pubblica amministrazione del personale in esubero, ma che più probabilmente verrà creata un'agenzia che si occuperà del ricollocamento di quanti rimarranno fuori dalla "newco" di Colaninno. Le rassicurazioni date da Sacconi al collega Brunetta sono state le stesse date da Berlusconi la sera prima a Bossi e Calderoli. In realtà le preoccupazioni del Carroccio sul piano Fenice riguardano in maniera particolare il destino di Malpensa e l'alleanza che la nuova Alitalia andrà a stringere molto probabilmente con "Air France". Bossi ha avuto garanzie sulla Sea, la società che gestisce gli scali milanesi, ma ieri l'altro ha spiegato al Cavaliere che vuole scelte "da libero mercato" e che quindi non vi dovranno essere restrizioni alla concorrenza sulla redditizia tratta Roma-Milano. Al Senatur il destino di Alitalia, che considera molto romanocentrica", interessa sino ad un certo punto. Diverso l'interesse per Malpensa e per le sue alleanze con i tedeschi di Lufthansa. E' per questo che il Senatur teme che l'eventuale ingresso dei francesi in Alitalia possa comportare uno stop agli accordi che Sea sta concludendo con la compagnia tedesca e che riporteranno a Malpensa molte delle tratte internazionali a suo tempo cancellate da Alitalia. L'intenzione dei tedeschi di trasformare Malpensa nel quarto hub europeo, potrebbe infatti creare più di un problema alla "newco", specie se Lufthansa dovesse decidere di sostituire Airone sulla rotta per Milano con prezzi decisamente competitivi. E' per questo che il via libera della Lega al salvataggio di Alitalia è stato condizionato all'apertura di "un tavolo sugli aeroporti" milanesi, e malgrado Bossi abbia ieri zittito i suoi dando via libera al riassetto, al Nord si guarda con cautela a quello che il varesino Reguzzoni definisce "un piano ancora tutto da leggere". Ciò che però ieri mattina ha più di tutti convinto Berlusconi di essere sulla strada giusta è stata l'intervista al Corriere del leader della Uil Angeletti che dava sostanzialmente il via libera all'operazione. I sindacati maggiormente rappresentativi, Ugl compresa, sono stati infatti interlocutori importanti nella complessa partita a scacchi che Gianni Letta ha abilmente condotto per tutta l'estate per mettere assieme una cordata di imprenditori di differenti aree ed interessi. Resta ora il nodo rappresentato dal giudizio di Bruxelles, confermato dai rinvii che subisce l'invio del piano definitivo alla Commissione europea, che Berlusconi potrebbe pensare di superare incontrando lunedì a Bruxelles il presidente Barroso.

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ROMA - Le opposizioni bocciano il governo. Il piano per il salvataggio di Alitalia non piace (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di FABRIZIO NICOTRA ROMA - Le opposizioni bocciano il governo. Il piano per il salvataggio di Alitalia non piace al Partito democratico, all'Udc e all'Italia dei valori, che accusano Silvio Berlusconi di aver venduto fumo per mesi sulla sorte della compagnia di bandiera e avvertono: a pagare saranno lavoratori e cittadini. Per la minoranza, insomma, il centrodestra non solo non ha risolto il problema ma, se possibile, ha peggiorato una situazione già sufficientemente complicata. Poco dopo la fine del Consiglio dei ministri arrivano le bordate di Walter Veltroni, che usa toni duri e non si mostra affatto conciliante: "La vicenda Alitalia - accusa il segretario del Pd - è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza. La soluzione scelta è pasticciata, confusa e pericolosa". Il leader dei Democratici ribadisce che il governo Prodi aveva trovato una soluzione con l'accordo raggiunto a marzo con Air France: "Un'incredibile occasione che la destra respinse scelleratamente per miopi calcoli elettorali". Per Veltroni, insomma, "il piano ci consegna una compagnia di bandiera che, di fatto, diventa "bandierina"". Il ministro ombra dell'Economia Pier Luigi Bersani assicura che "la realtà non è quella disegnata da Berlusconi" e vede un futuro molto difficile con esuberi pesanti: "Viene fuori l'idea di una compagnia più piccola, più domestica, che non potrà vivere da sola. Si torna inevitabilmente ad Air France a condizioni più agevoli per loro e con ricadute più pesanti per i nostri lavoratori, i nostri consumatori e i nostri risparmiatori". Più o meno sulla stessa linea anche le considerazioni dell'Udc, visto che il segretario Lorenzo Cesa osserva tagliente che "è facile fare i miracoli con i soldi degli italiani, scaricando il buco di Alitalia sulle spalle dei cittadini". Il capogruppo dei centristi in commissione Bilancio alla Camera, Gian Luca Galletti, chiede allora che l'esecutivo riferisca in Parlamento. Per quel che riguarda invece l'Italia dei valori, Silvana Mura vede il piano del governo come "un regalo a un gruppo di imprenditori che, senza rischi, si rivenderanno la compagnia tra quattro anni". Il partito di Antonio Di Pietro fa poi notare che gli esuberi tra i dipendenti saranno il triplo di quelli previsti dall'accordo, poi sfumato, con Air France. L'opposizione batte inoltre su altri due tasti: Bruxelles e Fiumicino. L'eurodeputato del Pd Gianni Pittella ricorda infatti che le mosse del governo dovranno essere valutate dalla Commissione Ue (in particolare per quanto riguarda le norme sulla concorrenza) e assicura che in Europa "c'è preoccupazione per il futuro di Alitalia". Sulle prospettive dello scalo romano c'è poi un'alzata di scudi dei politici del centrosinistra laziale. Il Pd di Roma, che chiede chiarezza sul futuro del Leonardo da Vinci, parla del piano del governo come di una minaccia per l'occupazione e per l'intero sistema aeroportuale della regione. Critiche alle quali si associa anche l'Udc, con il segretario regionale Luciano Ciocchetti che bacchetta Gianni Alemanno: "Il sindaco s'è desto, meglio tardi che mai. Finalmente anche lui ha chiesto spiegazioni al governo. Speriamo - conclude - che alzi la voce e difenda gli interessi di Roma e dei lavoratori".

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ROMA - Nel giorno del rientro dalle vacanze di Porto Rotondo (in cui ha accudito (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di FABRIZIO RIZZI ROMA - Nel giorno del "rientro" dalle vacanze di Porto Rotondo (in cui ha accudito il suo "bambolotto", un nipotino che, a sentire lui, "è tutto suo nonno"), Silvio Berlusconi, si presenta rivendicando al suo governo un'altra scommessa vinta. Dopo i rifiuti di Napoli, quella per Alitalia. Non ha toni enfatici, ogni tanto legge fogli presi da una cartella, mentre al suo fianco, in sala stampa, c'è il portavoce, Paolo Bonaiuti. "Ho scelto di mettere nero su bianco quello che volevo dire". Il messaggio che emerge da una lunga dichiarazione (13 minuti), letta di fronte alle telecamere, è uno solo: il governo ha mantenuto gli impegni assunti. Perchè salvare Alitalia, una delle più gloriose compagnie, era un dovere per il governo. L'unica alternativa, osserva, "era il fallimento". "Un grande Paese, uno dei Paesi economicamente più sviluppati, deve avere strumenti per proteggere e promuovere la propria economia, la propria immagine nel mondo". Di conseguenza, assume un ruolo fondamentale aver riconsegnato all'Italia "una grande, solida, efficiente compagnia aerea di bandiera". Non si tratta, spiega, di "nazionalismo fuori moda, ma una compagnia è indispensabile" se si vuole essere competitivi nel turismo. Se si vuole fare venire persone nel Paese del sole, è indispensabile far rinascere una compagnia, che faccia davvero concorrenza ad Air France. Ed attacca il governo Prodi il cui piano nascondeva "una svendita" a Spinetta. Anzi, una "svendita" alla Francia, "il nostro principale" competitor nel turismo. Implicitamente fa riferimento alla volontà di "Air France" di entrare nel capitale, ma non la nomina: ora se si affaccerà una compagnia estera "dovrà entrare soltanto come socio di minoranza". L'analisi del premier va al cuore del problema: una eredità economica difficile (malgrado riconosca il "patrimonio di capitale umano e tecnologico" e gli aerei "tra i più sicuri") e i tagli al personale. Annuncia che, Alitalia, "non peserà più sulle spalle dei contribuenti", dal momento che "non si è adeguata al mercato, perde milioni di euro al giorno". Esclama: "Non si può continuare così!". Auspica che la nuova compagnia sia "più efficiente, con i conti in ordine", affidata alla miglior "imprenditoria italiana". Non nasconde che si tratta di un lungo percorso da affrontare, che finora siamo "solo all'inizio". Ma i tagli di personale saranno inevitabili. "Ci sono da fare sacrifici", il passato ritorna e non si può cancellare "con un colpo di bacchetta magica". Nonostante le forti critiche che arrivano da sindacati e opposizione, Berlusconi assicura che i licenziamenti saranno, comunque, inferiori al piano Spinetta stilato sotto il governo Prodi. E manda un messaggio ai dipendenti: "Nessuno sarà abbandonato". Non saranno "abbandonati" neppure i piccoli risparmiatori, che hanno "creduto in Alitalia investendo in titoli azionari e obbligazionari della compagnia". Mette i puntini sulle "i": "In questa vicenda siamo stati guidati da un'esigenza primaria: il rispetto e l'interesse generale del Paese. Riteniamo che la nuova Alitalia sia la scelta giusta, ma anche l'unica possibile". E' convinto che si realizzeranno tutte le condizioni affinché l'Italia possa avere una compagnia "più efficiente, con i conti in equilibrio e tecnologicamente più avanzata". Come non toccare le corde dell'"orgoglio", per sé e per il governo, per aver vinto una partita difficile, delicata, al pari dei rifiuti di Napoli? Ora dovrà vincere le prossime sfide. In cima, c'è la questione Georgia per la quale auspica "una soluzione di buon senso". E poi la legge per le elezioni europee. L'obiettivo è "evitare la dispersione" per portare a Strasburgo una folta rappresentanza dei due maggiori partiti italiani. Quanto al Pdl, sogna di farne il primo gruppo del Ppe.

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MILANO - Intesa Sanpaolo archivia i primi sei mesi dell'anno con un utile netto consolidato di (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

3,1 miliardi di euro, in calo rispetto ai 5,3 miliardi realizzati nel primo scorcio del 2007 grazie anche alle dismissioni, ma in aumento del 22,4% su basi normalizzate, con l'esclusione cioè delle componenti non ricorrenti e del risultato dell'attività di trading. La borsa ha apprezzato i risultati e il titolo ha chiuso in rialzo del 6,25% a 3,64 euro. Corrado Passera, a.d. della Superbanca, che ha svolto il ruolo di advisor per il salvataggio di Alitalia, ha poi indicato in 100 milioni il possibile impegno diretto nella newcò Compagnia aerea italiana, "se un numero di condizioni si avvereranno - ha spiegato il banchiere -, e ho l'impressione che si avvereranno. Oggi (ieri, ndr) è stata approvata la nuova legge Marzano, questo sarà il nostro contributo al progetto". Nel semestre, comunque, Intesa Sanpaolo sconta in maniera decisa la difficile situazione dei mercati, con un risultato dell'attività di negoziazione sceso a 284 milioni, rispetto agli 801 milioni nel primo semestre 2007. Per il resto, il gruppo registra proventi operativi netti per 9.580 milioni di euro (-2,7%), interessi netti a 5.724 milioni (+10,9%), commissioni nette per 3.137 milioni di euro (-6,1%, ma sono stabili quelle da attività bancaria). "Confermiamo il livello di distribuzione dei dividendi previsti nel piano per 2008 e il 2009", ha aggiunto Passera, presentando i dati agli analisti. "C'èfiducia sul fatto che la nostra performance operativa sta andando ragionevolmente nella direzione che volevamo". Più in generale, "siamo molto soddisfatti per la nostra performance". Per il resto, il manager ha escluso che siano "sul tavolo" acquisizioni, seppur piccole e mirate. E ha annunciato come imminente la cessione di Immit, la società cui Intesa ha conferito un portafoglio di immobili per 1,3 miliardi di euro, alla Fimit per 970 milioni. Resta intanto complicata la situazione dell'asset management, che risente particolarmente delle difficoltà sui mercati. "Abbiamo abbandonato l'idea di acquistare altri asset manager - ha detto Passera -, non possiamo escludere la combinazione con altri soggetti, ma non c'è nulla sul tavolo".

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Penati: la Moratti ci aiuti a far pressione sul governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il presidente della Provincia Penati: la Moratti ci aiuti a far pressione sul governo "Non si sposta un solo volo da Linate senza garanzie su Malpensa". E' l'avvertimento lanciato dal presidente della Provincia, Filippo Penati (foto). Che al Corriere dice di essere molto più preoccupato della piega che ha preso la vicenda Alitalia che non dell'intervento statalista. "Non mi scandalizza il ruolo del pubblico. Temo che si stia creando una compagnia monopolistica del traffico interno. E che a Milano venga chiesto di tagliare Linate". La linea Formigoni-Moratti? "Non sono d'accordo". A PAGINA 5.

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IM INISTRI MILANESI: SALVATA ALITALIA RIMANE IL NODO LINATE-MALPENSA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 autore: di ELISABETTA SOGLIO categoria: REDAZIONALE Il caso IL TAVOLO PER MILANO IM INISTRI MILANESI: SALVATA ALITALIA RIMANE IL NODO LINATE-MALPENSA Il governo prova a salvare Alitalia, ma per Malpensa e soprattutto per Linate non ci sono garanzie. I ministri del centrodestra, intanto, annunciano che al più presto verrà convocato il tavolo per Milano. Al quale prenderà parte anche il ministro La Russa (foto): "I due scali milanesi non vanno penalizzati" ha detto. Al tavolo la Sea potrà avanzare tutte le sue richieste. Le perplessità sono trasversali. "Non ci sono certezze di sviluppo per Linate e Malpensa", accusa il capogruppo pd, Pierfrancesco Majorino. E Stefano Maullu, di FI, avvia una petizione online per salvare il Forlanini. A PAGINA 5.

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<Salvata Alitalia. Ma Linate e Malpensa?> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il caso La Russa: non penalizzare il city airport. Martina: il piano non dà risposte sul futuro degli aeroporti "Salvata Alitalia. Ma Linate e Malpensa?" I ministri del Pdl: convocare un tavolo per i due scali. L'opposizione: rischio ridimensionamento Formigoni: attendere il piano industriale Majorino: non ci sono investimenti sufficienti per Milano Il governo salva Alitalia, ma non ci sono garanzie per Malpensa e, ancora meno, per Linate. Il Consiglio dei ministri ha licenziato ieri l'atteso decreto che consente alla nuova compagnia, guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, di ottenere asset operativi e di trattare con un possibile partner privato estero (Air France ha già dichiarato il proprio interessamento), lasciando la gestione di debiti e di 7 mila dipendenti in esubero alla vecchia Alitalia affidata al commissario Augusto Fantozzi. Non una parola ufficiale sulle garanzie chieste per Malpensa e Linate. E mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il governatore del Lazio Piero Marrazzo lanciano l'allarme Fiumicino, i ministri milanesi del centrodestra corrono ai ripari annunciando che al più presto verrà convocato il Tavolo per Milano: "Sarà utilizzato - ha garantito il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, ribadendo quanto anticipato ieri al Corriere dall'altro leader leghista, Roberto Maroni - per la trattativa tra Sea, enti locali e governo. In quella sede, la Sea porterà tutte le sue richieste ". Al Tavolo sarà presente anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, "perché vogliamo accertarci - spiega La Russa - che non vengano danneggiate Milano e il Nord e che Linate non sia penalizzata in nessun modo". Il governatore Roberto Formigoni, pur dichiarandosi soddisfatto per la soluzione Alitalia, ribadisce che "per una valutazione complessiva occorre attendere il piano industriale e in particolare vedere se la nuova compagnia, come mi attendo, ripudia gli errori della vecchia e quindi decide di ripartire proprio dalla Lombardia". Cautela comprensibile. Infatti, oltre ai dubbi sul futuro di Malpensa come hub internazionale, corre sempre più insistente la voce secondo cui Linate potrà al limite puntare ad ospitare la navetta di collegamento con Roma. Ipotesi contro la quale si stanno allertando in modo trasversale le forze politiche. "Un'idea strana e avventata", secondo il segretario regionale di Prc, Alfio Nicotra. Il leader lombardo del Pd, Maurizio Martina, e il capogruppo in Comune, Pierfrancesco Majorino, denunciano il fatto che "il piano non investe adeguatamente su Malpensa e Linate". Il consigliere regionale di Fi, Stefano Maullu, annuncia che da lunedì avvierà una raccolta di firme on line, per chiedere che Linate non venga ridotto a spazio per i mezzi privati: "Si calcoli quali sono le tratte più frequentate quotidianamente, soprattutto per affari. Penso ai collegamenti con Roma o con le isole: non possiamo rinunciare a questo servizio indispensabile". Lo scalo A difesa di Linate uno schieramento bipartisan E. So.

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Via al salvataggio di Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Passa il decreto. "Non pagheranno più i contribuenti". Veltroni: compagnia di bandierina Via al salvataggio di Alitalia Berlusconi: missione compiuta. Air France: quota di minoranza ROMA - Il progetto di salvataggio di Alitalia ha preso le mosse con un decreto e un disegno di legge di riforma della "Marzano " sulle ristrutturazioni aziendali, premessa del commissariamento. Dice il premier Silvio Berlusconi: "Sarà una compagnia nuova che non peserà più sulle spalle dei contribuenti ". "Una soluzione pasticciata, confusa, pericolosa" secondo Walter Veltroni. Air France-Klm conferma di voler "restare partner strategico di Alitalia" con la possibilità di "una partecipazione minoritaria" e Berlusconi assicura che Alitalia "resterà nelle mani degli italiani". DA PAGINA 2 A PAGINA 5 Baccaro, M.Franco Mucchetti, Pica.

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Il piano, il nodo della flotta e Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'analisi Il piano, il nodo della flotta e Air France Funzionerà la Cai-Compagnia aerea italiana, che somma la "polpa" di Alitalia e Air One? E quali saranno i benefici e i prezzi per il Paese? La cessione di Alitalia ad Air-France-Klm sarebbe costata meno ai lavoratori e alla sicurezza sociale (meno licenziamenti e minori trasferimenti esterni di attività), e anche ai soci (prendevano qualcosa invece di niente), ai detentori di obbligazioni Alitalia (che sarebbero stati rimborsati invece di diventare creditori di una società commissariata) e a banche e fornitori di merci e servizi (che ora si vedono congelare il pregresso). Ma questo maggior costo diffuso di Cai può anche essere considerato un investimento del Paese. Darà un ritorno? Intesa Sanpaolo, che dichiara crediti verso Alitalia e Air One di soli 100 milioni, poco per parlare di conflitti d'interesse, ha costruito Cai su incarico del governo. Il banchiere Corrado Passera ha impugnato le forbici. Alitalia e Air One hanno 239 aerei, molti dei quali obsoleti. Cai parte con 136 vettori, nel 2009 arriverà a 153 e nel 2013 a 158. La sola Alitalia "inglobata" in Air France ne avrebbe avuti pochi meno. E questo ci porta a dire che qui si sta salvando non solo Alitalia ma anche Carlo Toto. La verità è che l'industria italiana del trasporto aereo ha perso tutti i treni. E' una cosa piccola. Il tricolore sventolerà, se va bene, nel cortile di casa. Né Fiumicino né Malpensa saranno mai degli hub. Di questo portano la responsabilità in molti, non gli attuali gerenti di Alitalia né l'advisor. Certo, un drastico taglio dei costi può fare molto. Il piano non precisa quali saranno i nuovi organici. Ma è probabile che i sindacati concedano alla nuova società quanto avevano negato ai francesi e anche di più. Per il 2009 si prevede una perdita di 310 milioni, che comprende 100 milioni di costi di ristrutturazione e potrebbe salire a 400 se tardasse la partnership internazionale. Nel 2010 il deficit scenderà a 57 milioni e poi si salirà verso un utile di 200 nel 2013 quando scadrà l'impegno dei soci a non vendere le azioni. I 16 azionisti di Cai, per i quali Intesa Sanpaolo nega di aver predisposto finanziamenti specifici, resteranno almeno per 5 anni. Poi è probabile che alcuni di loro vendano: i fondi di private equity, per esempio. Ma questo rientra nelle regole del gioco del capitalismo. Benché parta con 650 milioni di debiti netti e senza contare i leasing, Cai sembra aver le gambe per camminare per qualche anno, specialmente se andrà in porto la trattativa con Air France sulle tratte intercontinentali magari suggellata dall'ingresso dei francesi in minoranza. A quel punto la stessa Mediobanca, fin qui scettica, potrebbe entrare. Ma nel medio termine? In Europa, oltre ad Alitalia, operavano 3 compagnie nazionali non globali: Austrian, Iberia e Sas. Le prime due, con conti in regola, hanno alzato bandiera bianca. Austrian sta per essere acquisita da Lufthansa e Iberia si sta fondendo con British Airways. Sas ha rinunciato all'intercontinentale. Il problema della scala di attività gioca contro Cai. Ed è una questione seria. Roberto Colaninno, il leader di Cai, conta sul fatto che il mercato italiano è l'ottavo del mondo. E che, tornando con Air One a una quota del 55% reale, i prezzi medi interni potranno essere aumentati con scarso entusiasmo per i clienti. Il piano dice dello 0,8% all'anno al netto dell'inflazione stimata ottimisticamente all'1,5%. Basterà ad evitare che al dunque, e dopo aver speso di più, tutto finisca comunque ad Air France? I debiti Benché parta con 650 milioni di debiti e senza contare i leasing, Cai sembra aver le gambe per camminare per qualche anno Massimo Mucchetti.

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Profumo: così prezzi maggiori e servizi peggiori (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Sul salvataggio Profumo: così prezzi maggiori e servizi peggiori CORTINA (f. fub.) – Unicredit non entrerà nella cordata Alitalia e, secondo Alessandro Profumo: "Alla fine della vicenda credo che avremo un servizio peggiore e prezzi più alti". Profumo ricorda il caso spagnolo: "Iberia è stata venduta a British Airways senza che si sia sollevato questo polverone". E Lorenzo Bini Smaghi (Bce) di rimando: "Volano più turisti verso la Spagna di quanti ne porti Alitalia nel nostro Paese - e precisa -. Evitiamo che ognuno inizi a sussidiare le sue compagnie, altrimenti lo fa anche Parigi con Air France e via di seguito".

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<Alitalia non peserà più sulle spalle dei contribuenti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Alitalia non peserà più sulle spalle dei contribuenti" Il premier: via al commissario. Esuberi, Sacconi convoca i sindacati Air France: pronti a entrare in minoranza. Esuberi: 7 anni di ammortizzatori sociali. Il mistero del prestito da 300 milioni ROMA - "Una compagnia nuova, più efficiente, che non peserà più sulle spalle dei contribuenti ". Il premier Silvio Berlusconi ha presentato così, con "orgoglio ", il suo progetto di salvataggio di Alitalia, che ieri ha preso le mosse con l'emanazione di un decreto in quattro articoli e di un disegno di legge di riforma della legge Marzano sulle ristrutturazioni aziendali, estesa ai servizi pubblici essenziali, premessa del commissariamento. "Una soluzione pasticciata, confusa, pericolosa che non persegue affatto l'interesse del Paese" secondo il leader dell'opposizione Walter Veltroni. Mentre da Air France-Klm giungeva la conferma a voler "restare partner strategico di Alitalia " con la possibilità di "una partecipazione minoritaria nella nuova società", Berlusconi ha assicurato che Alitalia "resterà nelle mani degli italiani". L'alternativa a questa operazione, ha detto, "era il fallimento", improponibile perché "un grande Paese" ha bisogno di una compagnia "per proteggere e promuovere" l'economia, il patrimonio culturale, l'immagine nel mondo. Dunque era "doveroso intervenire", evitando "la svendita" voluta dal precedente governo e fatta fallire dai sindacati. "Il personale in eccedenza - ha detto Berlusconi -, così come i piccoli risparmiatori, non saranno abbandonati". Per i primi sono previsti "sacrifici" perché serve "un ridimensionamento del personale" ma inferiori, osserva il premier, a quelli del piano Air France. Per tutti gli esuberi, a prescindere dall'età anagrafica e dalla precedente fruizione di altri ammortizzatori, il decreto prevede un trattamento economico di sette anni: 4 di cassa integrazione e 3 di mobilità durante i quali ci sarà un programma di ricollocamento. Ma rigorosamente in imprese private, che otterranno agevolazioni contributive, come è stato specificato dai ministri Renato Brunetta (Funzione pubblica) e Maurizio Sacconi (Welfare), smentendo le voci di reimpieghi in aziende pubbliche. I sindacati, in attesa di chiarimenti, sono stati convocati da Sacconi lunedì prossimo. Stamane alle 9.30 è previsto il consiglio di amministrazione di Alitalia: il presidente Aristide Police, che ieri è stato a Palazzo Chigi, dovrebbe dichiarare lo stato d'insolvenza, premessa per l'istanza di amministrazione straordinaria, cui dovrebbe corrispondere l'immediata nomina a commissario di Augusto Fantozzi da parte del Consiglio dei ministri o del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Subito dopo la nuova società potrà avanzare l'offerta relativa a alcuni asset di Alitalia. Sarà però un'istituzione finanziaria indipendente, nominata dallo Sviluppo economico, a stimare i beni da vendere, autorizzando affitti e cessioni dei complessi aziendali anche prima dell'autorizzazione del programma del commissario, al prezzo fissato da quest'ultimo, non inferiore a quello di mercato come risultante dalla perizia della società incaricata. Il commissario potrà scegliere a chi vendere con trattativa privata senza esclusive o vincoli di nazionalità o controllo, ma avendo cura che questi rispetti i requisiti della legislazione nazionale, tra cui i trattati. Non solo. Potrà anche proporre modifiche o integrazioni al programma, la cui mancata approvazione ministeriale determina il fallimento della società. La durata della procedura è fissata tra uno e due anni, con possibile proroga di 12 mesi. Per un periodo non inferiore a tre anni la concentrazione tra Alitalia e Air One sarà esentata dalle autorizzazioni dell'Antitrust. Mentre per un periodo di sei mesi non verranno meno tutte le autorizzazioni, certificazioni, licenze e concessioni in capo alla società. Il terzo articolo del decreto Scajola riguarda solo Alitalia e i suoi attuali amministratori, sindaci, dirigenti e titolari d'incarichi pubblici contabili, che vengono sollevati dalla "responsabilità per fatti commessi", addebitata "esclusivamente" a Alitalia. Infine il capitolo degli azionisti e degli obbligazionisti: quelli che non accetteranno l'"eventuale" conversione dei propri titoli in quelli della nuova società, saranno rimborsati con le risorse del Fondo vittime di frodi finanziarie, cioè i conti "dormienti". Il Consiglio dei ministri che ieri ha approvato in poco più di un'ora le nuove norme stranamente non ha affrontato il caso del prestito-ponte da 300 milioni. Eppure resta tutto da chiarire chi dovrà rimborsarlo: se i nuovi soci o la società in liquidazione, cioè lo Stato. Antonella Baccaro.

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Album di famiglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI Album di famiglia La nuova Alitalia Rocco Sabelli, futuro amministratore della nuova Alitalia (terzo da destra) con Roberto Colaninno che sarà presidente, il figlio Matteo e il presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi.

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Renato Brunetta: (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 3 categoria: BREVI Renato Brunetta: "Escludo ogni forma di riassorbimento degli esuberi Alitalia nella pubblica amministrazione o nelle Poste".

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E Intesa investirà 100 milioni Mandato a Salza e Passera (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Le banche La scelta dell'ingresso diretto del consiglio di gestione E Intesa investirà 100 milioni Mandato a Salza e Passera Le tre condizioni dell'istituto. Morgan Stanley forse in cordata MILANO - Dopo gli imprenditori, le banche. Scendono in pista anche i big del credito per la "nuova" Alitalia e il primo a fare il passo è l'advisor del governo, Intesa Sanpaolo, che punterà un gettone da 100-150 milioni sul suo stesso progetto di ristrutturazione, regolando l'esborso in modo da non risultare in ogni caso il primo azionista ed escludendo investimenti indiretti attraverso il finanziamento degli altri partecipanti alla cordata. Il piano "Fenice" pare abbia convinto poi una delle principali banche d'investimento internazionali, Morgan Stanley, la cui adesione potrebbe essere annunciata a breve. La casa americana potrebbe proporsi con 100 milioni, collocandosi dunque anch'essa nella fascia medio alta del nuovo azionariato privato di Alitalia e, allo stato, come socio finanziario straniero al fianco di quello industriale Air France-Klm. Tace intanto Mediobanca che pure studia il dossier, aspettando che la partita entri nel vivo. Le ultime parole sono state quelle del suo presidente, Cesare Geronzi, che ai primi di agosto diceva al "Sole24ore": "Non escludo che possiamo essere coinvolti, ma dobbiamo guardare le carte e poi eventualmente dire di no". Se fosse, Piazzetta Cuccia punterebbe a ritagliarsi un ruolo da regista in uno dei capitoli della ristrutturazione. E chissà se la lunga vicenda Alitalia ci riserverà anche il coup de théatre di veder schierate per la prima volta nella stessa metà campo la Ca' de Sass di Giovanni Bazoli e la Mediobanca di Geronzi. Solo ieri le Generali, che di Mediobanca sono la prima e più importante partecipazione mentre in Intesa uno dei soci rilevanti, hanno approvato la scelta di Corrado Passera di procedere all'investimento diretto in Alitalia. Una proposta, quella dell'amministratore delegato, che ha avuto il via libera unanime del consiglio di gestione. Decisivo anche il sì del presidente del board dei manager, Enrico Salza. Quest'ultimo nella fase uno del progetto si era mostrato dubbioso su un eventuale investimento della banca a meno che non si verificassero alcune condizioni, dal commissario al partner internazionale. Condizioni che si stanno avverando e che hanno permesso alla banca di procedere spedita. Piovono così soddisfazioni per lo stesso Passera che ha raccolto in chiusura di una settimana da incorniciare i frutti di molto lavoro. Accompagnato dal capo della divisione Corporate, Gaetano Miccichè, Passera si è presentato al consiglio di gestione convocato sui conti del semestre utile netto in crescita del 22% a 3 miliardi - con la cartellina blu del Progetto Fenice sotto braccio. I 10 uomini del board hanno ascoltato in silenzio i dettagli del piano (che potrebbe arricchirsi dell'opzione warrant per i vecchi azionisti Alitalia, sullo schema del salvataggio dell'Ambrosiano) e l'investimento da subordinare al raggiungimento di tre condizioni sospensive per l'operazione: la modifica alla Marzano, la deroga Antitrust, l'accordo con i sindacati. "Se le condizioni verranno rispettate, e ho questa impressione anche perché la Marzano è stata approvata, e se tutto va secondo i piani, probabilmente parteciperemo alla creazione della newco con qualcosa nell'ordine dei 100 milioni e questo sarà il nostro contributo a un progetto diventato molto solido e che credo fermamente avrà molto successo" annunciava nel pomeriggio lo stesso amministratore delegato in una conferenza telefonica con gli analisti finanziari, mentre il titolo in Piazza Affari schizzava in su del 7%. La decisione, in consiglio, è stata rapida, non è certo la prima volta che Intesa entra nel capitale delle società che assiste, declinando così un'idea di banca a "servizio" del sistema. Era successo con Fiat, ma anche con Esaote e Prada e con la stessa Piaggio di Roberto Colaninno, del quale è stata a lungo il secondo azionista, o ancora, con la Data Service di Rocco Sabelli, il manager che assumerà la guida operativa di Alitalia. Paola Pica.

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<Ma era meglio cederla ad Air France Mio padre? Fa bene a impegnarsi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il figlio Matteo Colaninno, deputato del Pd e ministro "ombra" per lo Sviluppo "Ma era meglio cederla ad Air France Mio padre? Fa bene a impegnarsi" MILANO - "Che l'attuale disastrosa situazione dell'Alitalia sia stata resa irreversibile non solo per responsabilità di chi l'ha gestita ma anche per il concorso di irresponsabilità politiche che hanno pesato come un macigno è nei fatti. Ma non si può certo biasimare gli imprenditori, tra cui mio padre, che hanno risposto a un impulso di mercato. Anzi: il governo deve preoccuparsi che la disponibilità degli imprenditori non venga compromessa da possibili pasticci che potrebbero nascere per contrasti con Bruxelles o con norme che non tutelino i legittimi interessi di terzi". Matteo Colaninno è costretto a muoversi in mezzo ai cristalli: da una parte è figura di riferimento di quel Pd che sta aspramente criticando il piano sull'Alitalia ed è il ministro-ombra che si contrappone a Claudio Scajola, proprio il responsabile dello Sviluppo economico che, ieri, ha firmato il provvedimento. Dall'altra suo padre è alla guida della cordata degli investitori privati e sarà presidente della Compagnia Aerea Italiana. Quindi nessun imbarazzo con le società di famiglia e con il Pd? "Ho deciso di candidarmi nel Pd e questo ha comportato il mio distacco dall'impresa e dalle iniziative imprenditoriali. Per me è stata una scelta carica di rinunce di cui sono tutt'ora convintissimo ma che non può certo costituire un vincolo alla libera e legittima attività imprenditoriale di mio padre. Tra l'altro la sua storia è fatta di molti risanamenti e di grandi alleanze internazionali". Vi siete confrontati sul caso Alitalia? "Per coerenza ho scelto di non partecipare a nessuna riunione né a consigli di amministrazione in cui sono state prese delle decisioni su Alitalia". Però il Pd sta aspramente criticando l'operazione... "E io sono in linea con Pierluigi Bersani e comprendo le critiche. E, da uomo politico chiamato nel Pd proprio per il mio vissuto imprenditoriale, credo che bisogna separare la responsabilità politica dall'intervento di imprenditori chiamati da Intesa Sanpaolo". Ma qual è il suo giudizio sulla crisi? "Per tentare di riportare un minimo di serenità bisogna ritornare ai fatti. Per essere chiaro rispondo al ministro Tremonti, che ha approcciato l'opposizione in maniera aggressiva e ingiustificata, ricordandogli che nel 2001 il titolo Alitalia quotava intorno ai 10 euro. Al termine del secondo governo Berlusconi il valore era crollato a 1 euro, cioè il 90% in meno. L'attuale maggioranza tra il 2002 e il 2003 ha rifiutato un'operazione di integrazione con Klm-Air France, quando la valutazione di Alitalia consentiva un'alleanza internazionale con grandi garanzie di governance. Nel 2008 il centrosinistra stava offrendo l'integrazione con Air France. Il centrodestra e altri soggetti coinvolti, tra cui i sindacati, hanno temerariamente fatto saltare questa operazione". Nel frattempo Air France è tornata in campo... "Questo è un fatto estremamente positivo così come lo era nella proposta Prodi visto che il mercato mondiale vede fusioni tra grandi compagnie. Ma nel frattempo l'Alitalia ha distrutto ulteriore valore". è anche vero che in questi giorni è emerso che il governo potrebbe ricollocare nel pubblico gli esuberi, voi sareste d'accordo? "Prima di tutto bisognerà vedere se questo accadrà realmente. In ogni caso mi limito a evidenziare una forte contraddizione: il ministro Brunetta sta facendo una giusta battaglia per razionalizzare gli sprechi nel pubblico. Come faranno allora a quadrare le cose?". Alla fine, quindi, il giudizio sul piano è negativo. "Un conto è il piano industriale che nelle condizioni date ha la sua logica. Un conto il quadro normativo e procedurale di cui è responsabile il governo e che avrei preferito discutere in Parlamento ". E a chi dice che si tratterebbe di un'operazione simile a quella che fu fatta con l'Alfa Romeo, cioè debiti allo Stato e attivi ai privati? "Qui siamo di fronte a una società fallita. E, in ogni caso, conoscendo bene mio padre, è uno che ha accettato di intervenire in situazioni difficili e con altri schemi". Massimo Sideri.

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L'altro figlio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: BREVI L'altro figlio Il patron di Piaggio e futuro presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno, nel marzo 2001, con i figli Matteo (a sinistra) e Michele (a destra) durante un convegno di Confindustria.

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Colaninno: non è un favore a Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Colaninno: non è un favore a Berlusconi "Non mi piacciono gli imprenditori cinici che si lamentano al bar" MILANO - Nel Pd ha pure un figlio, Matteo, onorevole nonché ministro del governo- ombra. E dunque lo sapeva fin troppo bene, Roberto Colaninno, lo aveva messo in conto che anche dagli “amici” del centrosinistra sarebbero arrivate bordate pesanti. In pubblico e in privato. "Tradimento" o giù di lì: "Ma come, ti presti al gioco di Silvio Berlusconi?". Lui non perde la calma. E la risposta è sempre una. "Io di mestiere sono un imprenditore. E sono italiano. Cosa faccio, smetto? Cambio Paese? Dobbiamo stare sempre seduti in quattro in un caffè, a lamentarci e a dire del governo di turno “non mi piace”, o se c'è una sfida che ci riguarda tutti possiamo accettare, raccoglierla, provare a fare qualcosa?". Eccolo, il presidente designato di Alitalia il giorno dopo. Ha appena chiuso, a Mantova, il board con cui l'Immsi ufficializza l'investimento nella compagnia. Sta firmando le carte da mandare alla Consob. Ha, tra un'ora, l'aereo che lo porterà a Roma. E infiniti telefoni che continuano a squillare. Molti complimenti. Molti "buon lavoro". E molte, anche, di quelle domande-accusa che la buttano tutta esclusivamente in politica: "Stai aiutando Berlusconi". Alla fine non ci fa più neanche troppo caso e poi, in fondo, la testa è da un'altra parte: sul piano di rilancio, sui partner nazionali che già ci sono e su quelli che ancora promettono di arrivare ("Ditemi, davvero vi sembrano proprio tutti berlusconiani?"), sul Consiglio dei ministri che ha appena approvato la Marzano-bis, sul clima con i sindacati, sulle trattative per un'alleanza industriale con Air France oppure, chi può dirlo, con Lufthansa. Restano, però, le critiche. Non passano. E Colaninno, racconta chi sta vivendo queste ore insieme a lui, non le evade. Gli chiedono: ma ti sembra morale un governo che fa la battaglia contro i carrozzoni statali e poi privatizza i profitti ("Futuri, semmai ", d'accordo) e pubblicizza le perdite e gli esuberi? E a te sembra coerente approfittarne? Di nuovo: "Io sono un imprenditore. Le aziende le devo far funzionare, o l'occupazione non c'è per nessuno. Oppure preferite i cinici capitalisti che sarebbero stati indifferenti al fallimento di un asset nazionale e a 20 mila persone in mezzo a una strada? Io penso che questa sia l'ultima opportunità e che vada colta". Insistono: ma la concorrenza, il mercato? "La concorrenza non deriva solo da una compagnia aerea. E appena la new company sarà operativa la durezza dei mercati, nazionali e internazionali, la affronteremo ". Ribattono: "Già, per rivendere tra un anno". Ed è qui che Colaninno proprio non ci sta. Primo, c'è quella clausola di lock-up, di azioni blindate per cinque anni, a smontare da sola l'accusa. Secondo: "Questa è una grande sfida imprenditoriale. Se la vinciamo, e sono convinto che così sarà, e se fra cinque, dieci, quindici anni qualcuno di noi volesse vendere per investire in altre sfide, cosa dovrebbe fare? Anzi, cosa “dovremmo” fare? Abolire ad hoc il diritto alla proprietà privata e alla libertà d'impresa?". Si torna così, però, al nodo centrale. Il mercato arriverà anche. Ma dopo. Perché il mercato, intanto, l'Alitalia l'avrebbe fatta fallire (o vendere molto prima, nel caso a Air France). Colaninno non lo nega, ovviamente, né minimizza il ruolo da protagonista (qui ma anche nella fase precedente) giocato dalla politica. Però, ripete ai suoi, è inutile continuare a fare il processo a un eterno passato e non cominciare mai a guardare avanti. Peggio: è "una falsità assoluta" tuonare di "truffa " come fa qualcuno dall'opposizione. "Vogliamo raccontarci la verità? Il problema Alitalia lo conoscono tutti, e da tempo. Il percorso di privatizzazione durava da quasi due anni e ha avuto i risultati che tutti sappiamo. Poi, un giorno, arriva Berlusconi e dice di volersi rivolgere a imprenditori privati italiani. Si affida a un advisor che non è uno qualsiasi, e nemmeno una “banca amica”, ma un grande istituto nazionale ed europeo che fa ogni passo in modo trasparente: il lavoro sul piano industriale, la richiesta a me di assumere la leadership del progetto, la ricerca dei partner. A nessuno è stata chiusa la porta, chiunque voglia metterci una somma anche solo simbolica può farlo. Il tutto nell'ambito di provvedimenti adottati dal Consiglio dei ministri che modernizzano il sistema giuridico italiano. E se il contesto è questo, davvero vogliamo sostenere che l'operazione Fenice sia un'offerta rivolta a un gruppo di amici? I fatti, e la mia storia personale, credo lo escludano ". Uno sguardo ai monitor di Borsa, dove Immsi vola del 13%, gli sembra la risposta più eloquente: anche questa scommessa è possibile. \\ A nessuno è stata chiusa la porta, chiunque voglia metterci una somma anche solo simbolica può farlo. Il tutto nell'ambito di provvedimenti adottati dal governo che modernizzano il sistema italiano Raffaella Polato.

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Al governo premeva mandare in archivio i <due disastri> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La Nota di Massimo Franco Al governo premeva mandare in archivio i "due disastri" Sui contorni tecnici dell'operazione si discuterà a lungo, e con qualche goccia di veleno. Ma dal punto di vista politico, è difficile non registrare il punto messo a segno dal governo. Il trionfalismo di Silvio Berlusconi sulla "missione compiuta" può suonare un po' prematuro. E bisognerà vedere se i posti di lavoro in bilico saranno davvero inferiori ai tremila ("novemila reali", come sostiene il governo) che avrebbe provocato "la svendita" ad Air France. Ma evocando quella che il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha definito l'eredità dei "due disastri", l'immondizia a Napoli e Alitalia, palazzo Chigi canta vittoria. Il presidente del Consiglio rivendica di avere mantenuto la compagnia in mani nazionali, evitandone il fallimento. Ed assicura che non scaricherà i costi dell'operazione sui risparmiatori italiani. Il messaggio è semplificato al massimo. Ieri sera il premier si è presentato in sala stampa non tanto per illustrare il provvedimento, ma per parlare al Paese. Voleva far sapere di avere risolto le emergenze più acute e vistose lasciate dall'Unione di Romano Prodi; e di esserci riuscito in tempi relativamente brevi. E pazienza se si tratta di una verità "politica", che per Alitalia deve fare i conti con passaggi ancora nebulosi. Per il momento, al centrodestra interessa soprattutto trasmettere un'immagine di fattività e decisionismo, lasciando che i dettagli vengano definiti in un momento successivo. L'obiettivo è di marcare la cesura rispetto al governo precedente. Non a caso, il decreto con il quale il Consiglio dei ministri ha approvato il piano, viene definito la risposta ad una situazione eccezionale ed un punto di inizio. La cautela lessicale lascia trasparire sia i contrasti striscianti fra alleati sul destino degli aeroporti di Roma e Milano; sia le incognite sul modo in cui sarà risolto il problema degli "esuberi": eufemismo col quale si evoca il posto di lavoro di migliaia di dipendenti. Le cifre oscillano fra i cinque ed i settemila, senza certezze. Ma il punto di forza del premier è quello di avere fatto materializzare una "cordata italiana " annunciata da prima delle elezioni di aprile; e sulla quale ultimamente l'opposizione ironizzava. In più, l'annuncio di una possibile intesa operativa con Air France tenta di sottrarre il futuro della compagnia di bandiera ad un ridimensionamento su scala regionale: sebbene il centrosinistra preconizzi una "compagnia di bandierina" e obietti che allora tanto valeva vendere Alitalia ai francesi, come aveva cercato di fare Prodi col suo ministro Tommaso Padoa-Schioppa. Ma il governo corregge il verbo: accusa l'Unione di aver cercato di "svendere", e precisa che Air France sarebbe comunque un socio di minoranza. E poi, la frenata finale di allora finì per confermare la difficoltà dell'Unione di decidere senza lacerarsi. Si arrivò al paradosso di un Cdm che il 22 aprile stanziò 300 milioni di euro per non far fallire Alitalia: un maxiprestito più che condiviso dal futuro premier del Pdl. Nell'occasione, un ministro prodiano disse che per la prima volta c'era stata una decisione "per procura": un governo di centrosinistra che prendeva un provvedimento per conto dell'avversario, vincitore alle elezioni di dieci giorni prima. Ma il fatto che adesso Berlusconi sia riuscito a mettere insieme una filiera trasversale di imprenditori italiani, rende meno facili le critiche martellanti degli avversari. E consente al governo di accreditare una concretezza mancata all'Unione. Eppure, il versante economico dell'operazione è ancora da perfezionare; ed i costi sociali rimangono un punto interrogativo da risolvere con un sindacato comprensibilmente in ansia. La sensazione è che il governo volesse centrare l'obiettivo politico. Almeno quello è stato raggiunto. Per il resto, la missione aspetta di essere completata. \\ La scelta del "messaggio al Paese". L'ironia del Pd e quel prestito bipartisan.

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Alitalia Il salvataggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: BREVI Alitalia Il salvataggio Walter Veltroni: "All'Italia resterà solo una " compagnia di bandierina", specchio di un governo vittima della sua demagogia".

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Berlusconi: abbiamo salvato Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-08-2008)

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Stampa Il premier presenta il piano: la compagnia resta italiana e non peserà sulle tasche dei cittadini Berlusconi: abbiamo salvato Alitalia Dopo Napoli un'altra promessa mantenuta del governo Berlusconi. Ieri via libera del consiglio dei ministri al decreto legge e al disegno di legge delega su Alitalia. Il provvedimento vara una riforma delle procedure previste dalla legge Marzano per il commissariamento come strumento per il salvataggio delle grandi aziende in crisi. Il secondo pone le basi per una riforma più ampia delle norme che regolano l'amministrazione straordinaria. Intanto Air France-Klm è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nel capitale della nuova Alitalia. Rondinelli alle pag. 2 e 3.

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Sì di Atlantia ma con condizioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 29-08-2008)

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Stampa La cordata Sì di Atlantia ma con condizioni Il Cda di Atlantia ha approvato la possibilità di una partecipazione del gruppo autostradale alla cordata per Alitalia, confermando che la partecipazione al capitale della newco prevista dal "piano Fenice" prevede un investimento tra 100 e 150 milioni di euro. Il Cda di Atlantia ha approvato la possibilità di una partecipazione del gruppo autostradale alla cordata per Alitalia, confermando che la partecipazione al capitale della newco prevista dal "piano Fenice" prevede un investimento tra 100 e 150 milioni di euro. L'adesione al progetto è tuttavia condizionata al realizzarsi di "numerose condizioni". "Riunitosi in data odierna - spiega la nota diffusa da Atlantia dopo al riunione - il cda ha esaminato positivamente la possibilità di aderire, a patto che si realizzino numerose condizioni essenziali al successo di un progetto di grande impatto sulla crescita del Paese, alla cordata in via di formazione Compagnia Aerea Italiana, candidata a rilevare attività di Alitalia e Air One".

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Alitalia, per salvare Fiumicino appello unanime al governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-29 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La crisi Alemanno, Marrazzo e Zingaretti pronti a difendere lo scalo Alitalia, per salvare Fiumicino appello unanime al governo Salvare Fiumicino. è l'appello che arriva da Comune, Regione e Provincia, dopo le prime voci sul piano di ristrutturazione per Alitalia. Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, ha invitato "gli enti locali a chiedere un incontro al governo". E il sindaco Gianni Alemanno ha fatto sua la proposta: "Faremo un tavolo con Palazzo Chigi: il nostro obiettivo è tutelare Fiumicino". Il presidente della Regione Piero Marrazzo, invece, ha intenzione di convocare un consiglio straordinario sulla vicenda allargato anche agli altri rappresentanti locali. A PAGINA 2 Ernesto Menicucci.

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Coro unanime: <Salvare Fiumicino> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-08-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia Zingaretti invita alla mobilitazione: "Ricadute rilevanti su tutto il territorio" Coro unanime: "Salvare Fiumicino" Alemanno chiede un incontro al governo. Marrazzo convoca il consiglio Polemica tra i poli. Meta (Pd): "La Capitale non avrà più un hub che faccia da volano al turismo e tutto nel silenzio di Alemanno". Replica Augello (Pdl): "Le istituzioni locali vigileranno affinché la scelta del partner non sia fatta per favorire una città o l'altra" Proteste Una manifestazione dei lavoratori Alitalia Salvare Fiumicino. è un coro bipartisan, più o meno unanime, che viene da Comune, Regione e Provincia. Istituzioni divise dal colore politico, ma unite nella battaglia per lo scalo romano e per i riflessi che potrebbe avere il nuovo piano Alitalia preparato dal governo. Il primo ad esprimersi è stato Nicola Zingaretti, presidente della Provincia: "Sono molto preoccupato non solo perché sta emergendo quanti danni ha prodotto il ritardo di mesi nella ricerca di una soluzione, ma anche perché le ricadute sul territorio provinciale sembrano essere rilevanti ". Zingaretti, allora, ha invitato i suoi colleghi ad una iniziativa importante: "Quanto prima gli enti locali si dovranno mobilitare a difesa dell'aeroporto di Fiumicino, che deve continuare ad essere un centro strategico e nevralgico per il territorio, chiedendo un incontro al Governo per avere i necessari chiarimenti su quanto sta avvenendo. Il declassamento da hub a base operativa, l'incertezza delle destinazioni di volo internazionali a seconda del partner che verrà scelto, un numero impressionante di esuberi, sono tutti fattori che ci parlano di un colpo serio allo sviluppo e alla crescita del nostro territorio ". E l'idea della riunione con Palazzo Chigi, poco dopo, è stata rilanciata dal sindaco di Roma Gianni Alemanno: "Chiedo al Governo un incontro immediato che coinvolga tutti gli altri Enti locali del nostro territorio per valutare l'impatto che il nuovo piano di ristrutturazione di Alitalia avrà sulla città di Roma. L'impegno del Comune è quello di difendere il valore dell'hub di Fiumicino e i livelli occupazionali del nostro territorio senza creare polemiche preconcette e strumentali sulla pelle di ciò che rimane della compagnia di bandiera e sui lavoratori ". Il riferimento di Alemanno, in particolare, è ad alcune dichiarazioni di Michele Meta, deputato del Pd, che ha parlato di "effetti devastanti per Fiumicino: la capitale non avrà più un hub che faccia da volano al turismo e tutto nel silenzio di Alemanno che accetta supino questo ridimensionamento. La destra è nemica di Roma". Polemiche alle quali ha risposto Andrea Augello, senatore del Pdl: "è curioso che tutti parlino del piano senza averlo letto. Si prevedono due opzioni, Fiumicino non sarà penalizzata a prescindere. Le istituzioni locali vigileranno affinché la scelta del partner non sia fatta per favorire una città o l'altra. Bene la prudenza e la fermezza di Alemanno e di Marrazzo". Sul fronte della Regione, infatti, il presidente Piero Marrazzo ha chiesto "un consiglio straordinario e poi un tavolo con le parti sociali, Alemanno, Zingaretti e il sindaco di Fiumicino Mario Canapini, viste le preoccupazioni del piano Alitalia sul territorio. Siamo contrari a misure che minacciano gravi conseguenze per i lavoratori del Lazio ". Ernesto Menicucci.

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Il Cavaliere e le tenerezze in famiglia: <Il mio nipotino? Tutto suo nonno> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il figlio di Barbara Il Cavaliere e le tenerezze in famiglia: "Il mio nipotino? Tutto suo nonno" MILANO - "Avete visto il mio bambolotto? è tutto suo nonno". Dopo Alitalia e Caucaso, il Cavaliere cede alle tenerezze familiari e nella sala stampa di Palazzo Chigi parla del nipote Alessandro, primogenito di sua figlia Barbara: "Non piange mai. Pensate che l'altro giorno mi sono avvicinato alla culla mentre dormiva e gli ho dato dei bacetti sulla pancia. Lui ha aperto gli occhi e io mi sono nascosto dietro la porta. Si è alzato sul bordo della culla, ha guardato intorno ed è ricaduto nella culla senza piangere. Il medico ha detto che non ha mai visto un bimbo così". Il figlio di Barbara Alessandro Valaguzza, il nipotino di Silvio Berlusconi.

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Berlusconi vede Alfano e promuove la bozza: giustizia, via alla riforma (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-08-29 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Nuove regole "Bene i compiti delle vacanze assegnati al ministro" Berlusconi vede Alfano e promuove la bozza: giustizia, via alla riforma Segnale alla Lega: iter parallelo al federalismo ROMA - Berlusconi benedice la bozza Alfano, e il Guardasigilli dalla prossima settimana (probabilmente mercoledì) inizierà le consultazioni con gli alleati e con i presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato. La riforma della Giustizia, nelle intenzioni del premier, procederà parallelamente a quella sul federalismo. E questo è un chiaro segnale alla Lega che non può ottenere quello che sta a cuore a Bossi senza il varo contemporaneo delle modifiche al sistema giudiziario. Lo ha ribadito lo stesso Berlusconi nella sua dichiarazione resa a palazzo Chigi, in serata, dopo aver parlato di Alitalia: "Il governo varerà tre riforme: giustizia, federalismo e legge elettorale per le europee ". La legge elettorale è già pronta e servirà "a non disperdere la nostra presenza in Europa e a mandare le due parti che si confrontano nel Parlamento italiano con un forte numero di parlamentari, in modo che possano incidere rispettivamente nelle due grandi parti in cui si divide l'Europarlamento ", ha detto Berlusconi. "Se tutto si svolgerà come pensiamo noi potremo essere il primo gruppo nel Partito popolare europeo", ha aggiunto. Al termine dell'incontro "cordiale e produttivo" con Alfano - che si è svolto tra le quattro e le cinque del pomeriggio - un presidente del Consiglio particolarmente "soddisfatto" ha approvato "i compiti delle vacanze" assegnati al ministro e che Alfano gli ha portato a Palazzo Grazioli. "Ora procediamo con la riforma " ha detto il premier dopo aver preso visione dell'indice degli argomenti (riforma del processo civile e penale, sistema carcerario e riforme costituzionali riguardanti Csm, carriere dei magistrati e obbligatorietà dell'azione penale). Durante l'incontro il premier e il ministro non sono entrati nel merito del ventaglio di opzioni prospettate per ciascun punto. Il ministro vuole trovare i punti di condivisione con gli alleati sulle diverse soluzioni. In seguito, sulla base di una o più bozze di provvedimenti, il Guardasigilli avvierà un confronto con l'opposizione nel merito dei contenuti dei testi. Al tavolo della maggioranza si siederanno la settimana prossima Niccolò Ghedini per Forza Italia, la Bongiorno e La Russa per An e per la Lega probabilmente l'ex responsabile di via Arenula nel precedente governo Berlusconi, Castelli. Intanto Luca Palamara, presidente dell'Anm, ribadisce il suo no ad ogni ipotesi di riforma istituzionale e risponde così all'intervista di Luciano Violante al Corriere: "Il discorso del presunto arroccamento a difesa dell'esistente da parte dell'Anm è un discorso che respingiamo con forza". "Quello che noi ci proponiamo oggi ha aggiunto - è di essere una associazione dinamica, che nel rapporto con la politica privilegi il tema che realmente interessa ai cittadini, cioè il funzionamento della Giustizia e quindi il servizio". E per rendere effettiva l'obbligatorietà dell'azione penale propone "una ragionata depenalizzazione" dei reati minori. M.Antonietta Calabrò.

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ROMA - Vai avanti, gli avrebbe detto Berlusconi. Per valutare lo stato dei lavori sulla riforma dell (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

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A giustizia, il premier e il guardasigilli si sono incontrati ieri, al termine del consiglio dei ministri, per un'ora circa. Alfano è giunto a palazzo Grazioli con una cartella zeppa di materiali. Dal premier aspettava una indicazione. Ieri, con la vicenda Alitalia sul tappeto, non era però il giorno ideale per analisi approfondite. Ma il premier, dopo aver preso visione del lavoro svolto fin qui dal ministro, avrebbe approvato l'agenda proposta da Alfano: riforma del processo civile e penale, ristrutturazione del sistema carcerario e, soprattutto, le riforme costituzionali riguardanti il Csm, la separazione delle carriere dei magistrati e obbligatorietà dell'azione penale. A tutto ciò è stato deciso di aggiungere la riforma degli ordini professionali, dei tribunali della tribunali della famiglia e un testo unico antimafia. Ricevuto il via libera, nella prossima settimana il ministro avvierà le consultazioni con gli alleati e con i presidenti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato, dopo aver sentito anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito. I tecnici del ministero di via Arenula nei giorni scorsi, in vista di questo appuntamento, avevano messo a punto una rosa di opzioni su ciascuna delle problematiche, tenendo naturalmente conto delle diverse sensibilità espresse dalla maggioranza (come la Lega che chiede l'elezione diretta del pm) ma anche da parte dell'opposizione. Sulla composizione del Csm, ha trovato particolare attenzione la proposta di Luciano Violante: un terzo dei consiglieri eletto dai magistrati, un terzo scelto dal capo dello Stato e l'ultimo dal Parlamento in seduta comune. Alfano, intenzionato a ridurre sensibilmente il peso politico delle correnti della magistratura penserebbe però ad una variante: estrarre a sorte, tra i magistrati eleggibili per il Csm. Intenzione bocciata senz'appello dall'Anm. "Proporre una maggiore politicizzazione del Consiglio superiore della magistratura non è la soluzione ai presunti guasti causati dalle correnti" afferma il presidente Luca Palamara. L'Anm mette le mani avanti anche sugli altri punti. "Quando si parla di riforma della giustizia bisogna tener nettamente distinti il tema del funzionamento del processo - chiarisce Palamara - e il tema delle preannunciate modifiche costituzionali che riguardano tutt' altro aspetto, cioè quello di ridisegnare i rapporti tra poteri dello Stato così some sono stati delineati dal costituente".

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ROMA - Lo annuncia pennellando un sorriso, lo stesso con cui in volo s (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

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Di CORRADO GIUSTINIANI ROMA - Lo annuncia pennellando un sorriso, lo stesso con cui in volo si accosterà ai passeggeri, per chiedere loro se gradiscono qualcosa da bere: "Noi hostess dell'Alitalia non abbiamo più fiducia nella politica". Ha solo questo da dire Mascia, da poco atterrata da Varsavia, e scompare trascinandosi il "trolley", senza addentrarsi in confronti tra il piano Prodi, con la cessione della compagnia ad Air France, e questo del governo Berlusconi, che ha fatto capolino sui giornali. E' metà pomeriggio a Fiumicino, e gli equipaggi sciamano fuori dal "briefing point" che si trova in zona Arrivi nazionali. Dietro l'hostess avanza un trio di piloti, due primi ufficiali e un comandante, che invece non hanno perso la fiducia. "Non mi spavento affatto che ci siano degli imprenditori italiani a tentare il rilancio - osserva con una punta d'ironia Oscar, camicia a righine aperta su un laccio di perle e acciaio, in borghese perché tornato il giorno prima da Caracas - E nemmeno che fra questi non vi siano dei tecnici. Colaninno, quando è entrato in Telecom, non era proprio del ramo, e a dei tecnici si è poi affidato. Dovrà farlo anche adesso, assolutamente. Mi spaventa, piuttosto, una compagnia che non fa utili, nonostante i suoi voli siano pieni zeppi. C'è qualcosa che non quadra". Fra le cose che non quadrano, secondo le tabelle riportate nel "Piano Fenice" messo a punto da Banca Intesa, vi sarebbero la bassa produttività e le alte retribuzioni dei piloti. "Vorremmo avere gli stipendi delle compagnie europee di riferimento - replica all'istante Oscar, contestando i due dati - Prendiamo il 30 per cento in meno lavorando il 20 per cento in più". E gli fa eco Roberto detto Roby, anche lui primo pilota, in volo oggi per Casablanca: "Il problema della nostra compagnia non è l'alto costo del lavoro, ma i costi assurdi di contratti poco cristallini fatti con fornitori di servizi e altre cose, nel corso degli anni: paghiamo tutto enormemente più caro rispetto agli altri, dal numero verde per le prenotazioni, alla consegna della valigia smarrita". Il costo, insomma, della malagestione voluta dalla politica. "E' dal 2001, poi, che non si fanno investimenti - irrompe il comandante Giovanni, marcato accento veneto, appena arrivato da Atene - Ora, l'Alitalia ha un grande valore, copriamo 19 mila tratte al mese con 40 mila ore di volo, i nostri aerei sono strasicuri e noi piloti siamo disposti a fare sacrifici, lavorando ancora di più. Abbiamo energie da investire in un piano di rilancio, crediamo in questa compagnia. Ma che sia l'ultima volta, e deve essere quella giusta". Dal personale di volo ad Alitalia servizi. Gli stipendi qui si abbassano a 1.200 euro al mese o poco più, i timori per il futuro sono forti, e la rabbia contro la politica e la mala gestione dei manager ha meno freni. "Non conosco bene il nuovo progetto, perché ancora non ci è stato illustrato - premette Marco che lavora ad "Engeneering and Maintenance" - Ma dalle anticipazioni che sono trapelate mi giunge il sospetto che era tutta una speculazione elettorale, quella a favore dell'italianità di Alitalia. Adesso si ripulirà la compagnia a spese dello Stato per poi rivenderla fra cinque anni, magari agli stessi francesi. Ma si può?". Gianni non è d'accordo: "Intanto, aspettiamo i cinque anni prima di giudicare. E poi noi della manutenzione eravamo penalizzati dal piano Air France, perché inseriti in una "scatola" divisa da "Al fly", che a sua volta era una succursale francese. Stavolta magari ci va meglio". Torna l'attacco alla politica, che ha consentito il proliferare del "low cost" in Italia, senza un piano di difesa della nostra compagnia di bandiera: "In Francia il "low cost" ha il dieci per cento del traffico - ricorda Andrea - Il governo ha difeso Air France, disincentivandolo". La politica, ancora, che ha imposto manager costosi e incapaci. "Come Cimoli - precisa Marco Girbini - che alla fine del suo mandato ha speso risorse preziose per inclinare di qualche grado la "A" del nostro logo". Per un giudizio approfondito, è necessario avere il piano in mano. "E capire cosa si intende per "bad company", e se sarà un passo verso la pensione o verso la disoccupazione. Ma l'impressione - osserva ancora Marco - è che sia stato consentito ai nuovi soci un affare troppo succulento. Guardiamo Toto, ad esempio: gli danno 300 milioni per conferire Air One in Alitalia, mentre lui ne reinveste solo 100. E i suoi debiti, magari, li pagherà lo Stato".

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ROMA - Il piano di salvataggio di Alitalia preoccupa Roma per le conseguenze che avrà sull’ (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA - Il piano di salvataggio di Alitalia preoccupa Roma per le conseguenze che avrà sull'occupazione ma anche sul futuro dell'aeroporto di Fiumicino. Ci sono due incognite altrettanto pesanti: il numero di esuberi che peseranno in gran parte sulla Capitale e il declassamento del Leonardo da Vinci. Il sindaco Gianni Alemanno ha chiesto un incontro urgente al Governo per "valutare l'impatto che il nuovo piano di ristrutturazione di Alitalia avrà sulla città di Roma". Alemanno non va avanti da solo, spiega che l'incontro dovrà coinvolgere tutti gli enti locali. E anche Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, ha invocato un chiarimento rapido con il Governo. Ieri ha risposto il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli: "La richiesta di Alemanno è corretta, sicuramente il Governo, non appena avrò il quadro preciso, si farà carico di incontrare il sindaco". "L'impegno del Comune di Roma - ricorda Alemanno - è quello di difendere il valore di hub di Fiumicino e i livelli occupazionali del nostro territorio". Il sindaco però fa anche un altro appello: "sospendiamo le polemiche preconcette e strumentali sulla pelle di ciò che rimane della compagnia di bandiera e dei suoi lavoratori". Difendere l'hub a Fiumicino significa salvaguardare il ruolo di nodo dei collegamenti intercontinentali. Ieri si è mosso anche il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. Ci sarà la convocazione di una seduta straordinaria del consiglio regionale. Secondo Marrazzo devono parteciparvi anche Alemanno e Zingaretti. "C'è profonda preoccupazione - dice Marrazzo - rispetto alle incognite per il futuro della compagnia di bandiera aeroportuale, che hanno un peso fondamentale per il territorio di Roma e del Lazio". Nei mesi scorsi Alitalia aveva riportato da Malpensa al Leonardo Da Vinci numerose rotte intercontinentali. Nelle prime tre settimane di agosto è stato registrato un incremento del 35 per cento dei passeggeri Alitalia sullo scalo romano a fronte di un aumento del 29 per cento dei posti offerti. Questa operazione ha alimentato un incremento complessivo dei passeggeri a Fiumicino: nei primi sette mesi del 2008 gli arrivi e le partenze all'aeroporto Leonardo da Vinci hanno determinato un segno "più" di oltre il 10 per cento e già è stata superata la quota di 20.500.000 passeggeri. E se si rischiano contraccolpi sul ruolo di hub di Fiumicino, c'è poi il fronte, delicatissimo, occupazionale, che per Roma e il Lazio è fondamentale: dei diciottomila dipendenti complessivi (10 mila di Az Fly, il resto nei servizi), circa l'80 per cento gravita sulla Capitale. Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, osserva: "Sono molto preoccupato. Non solo perché sta emergendo quanti danni abbia prodotto il ritardo di mesi di ricerca di una soluzione per Alitalia, ma anche per le rilevanti ricadute sul territorio provinciale. Il declassamento dell'aeroporto di Fiumicino da hub a base operativa, l'incertezza delle destinazioni internazionali a seconda del partner che verrà scelto, un numero impressionante di esuberi, sono tutti fattori che ci parlano di un colpo serio allo sviluppo e alla crescita del territorio". Sia pure da versanti politici opposti, Alemanno, Marrazzo e Zingaretti si sono mossi sostanzialmente su una linea unitaria. Ma dall'opposizione c'è anche chi pressa il sindaco e invoca una posizione più forte. Luciano Ciocchetti, segretario laziale dell'Udc, ad esempio: "Alemanno deve alzare la voce. Difenda a spada tratta gli interessi di Roma e dei tanti lavoratori il cui destino appare sempre più incerto". Michele Meta, capogruppo del Pd in Regione: "Il piano di salvataggio è devastante per le conseguenze del sistema aeroportuale romano. La Capitale non avrà più un hub che possa servire da volano per le imprese e il turismo. Ci saranno conseguenze drammatiche per i lavoratori di Alitalia. E decine di imprese che oggi lavorano nell'indotto di Fiumicino saranno costrette a chiudere. Il tutto nel silenzio dei dirigenti di An romani e del sindaco Alemanno". Massimiliano Valeriani, consigliere comunale del Pd: "Alemanno ci dica se difende Roma o sta con Berlusconi e la Lega". La moratoria delle polemiche chiesta dal sindaco per ora non c'è. M.Ev.

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Oggi la prova del cda: attese perdite (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Attesi numeri in rosso per il calo dei passeggeri e il caro carburante. Pronti sette anni di ammortizzatori sociali per i dipendenti in esubero Oggi la prova del cda: attese perdite Attesi numeri in rosso per il calo dei passeggeri e il caro carburante. Pronti sette anni di ammortizzatori sociali per i dipendenti in esubero --> ROMA Il governo ieri ha spianato la strada al Piano Fenice per il salvataggio di Alitalia, oggi il cda della compagnia esaminerà i conti di un difficile semestre per poi alzare bandiera bianca e chiedere il commissariamento. Il progetto disegnato da Intesa Sanpaolo muove così i primi passi lungo la strada tracciata per cedere aerei e asset operativi alla "nuova Alitalia" guidata da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. E lasciare così la gestione di debiti e dipendenti, di azioni e obbligazioni, nella vecchia Alitalia da affidare al commissario straordinario. Che sarà Augusto Fantozzi. Intanto torna in scena Air France, che dice di essere pronta ad acquisire una quota di minoranza nella nuova società creata dalla cordata di imprenditori italiani. LE NORME DEL CDM Varate in consiglio dei ministri le necessarie modifiche alla procedura prevista dalla Legge Marzano, il piano di salvataggio per Alitalia può ora contare su ammortizzatori sociali per sette anni e per tutti i dipendenti in esubero. E sulla possibilità di cedere alla newco anche asset strategici, in tempi strettissimi, con trattativa privata ma a prezzi di mercato. Non servirà una autorizzazione Antitrust per integrare Air One nella Nuova Alitalia, come previsto dal progetto, ma solo l'accordo su impegni per evitare che la riduzione della concorrenza (un quasi-monopolio sulla rotta Linate-Fiumicino) porti a un aumento dei prezzi. Mentre per piccoli azionisti e obbligazionisti è previsto un indennizzo, utilizzando il fondo che fu creato con la Finanziaria 2006 per risarcire i risparmiatori vittime del default dei tango-bond argentini o di grandi frodi finanziarie, con le risorse dei conti dormienti. Il presidente del Consiglio potrà decidere personalmente l'ammissione della società all'amministrazione controllata (in alternativa al ministro dello Sviluppo), nominare il commissario (anche in deroga alle norme su condizioni dell'incarico e compenso), e "prescrivere specifiche attività per il raggiungimento dell'obiettivo di risanamento". OGGI CDA, ATTESE PERDITE Sul tavolo i conti del primo semestre che potrebbero registrare perdite record per l'effetto del calo dei passeggeri e dell'impennata del prezzo dei carburanti. Con la compagnia da tempo sull'orlo del fallimento il cda dovrebbe dichiarare lo stato di insolvenza e chiedere il commissariamento. Il presidente Aristide Police si appresta a lasciare il timone dopo aver gestito la compagnia negli ultimi, difficilissimi, cinque mesi. CONFRONTO SUGLI ESUBERI . Il decreto del governo prevede quattro anni di cassa integrazione più altri tre di mobilità per tutti i dipendenti ine subero, e la ricollocazione in altre aziende del settore privato, escludendo la Pubblica Amministrazione. Lo ha indicato il ministero del Lavoro. Lunedì il ministro Maurizio Sacconi aprirà il confronto non facile con i sindacati, in preallarme per le indiscrezioni sulla possibilità che gli esuberi possano arrivare a quota settemila. ALLEANZA INTERNAZIONALE Air France è disponibile ad affiancare gli investitori italiani entrando nella newco come socio di minoranza, ma solo "se saranno confermate le prospettive di redditività della nuova compagnia". Può essere la base per un rafforzamento della collaborazione commerciale tra le due compagnie ed all'interno dell'alleanza Sky Team. Ma i giochi non sono ancora chiusi: "Anche Lufthansa è interessata", ha indicato il ministro Altero Matteoli. LA CORDATA Si lavora alla messa a punto della Nuova Alitalia, con 16 investitori italiani. Il Cda della Immsi di Roberto Colaninno ha approvato la partecipazione al progetto con un investimento non superiore a 150 milioni. Notizia accolta dalla Borsa con un +12,49% a fine giornata, dopo continue sospensioni per eccesso di rialzo. Intesa Sanpaolo, che come advisor ha definito il piano, investirà 100 milioni (+6,25% a Piazza Affari sulla spinta dei buoni risultati del semestre).

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L'INTERVENTO (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 206 del 2008-08-29 pagina 43 L'INTERVENTO di Redazione Come previsto, non appena messo sul tavolo il piano Alitalia le critiche e le urla dei professionisti del no hanno riempito le agenzie. Cerchiamo di essere precisi e di capire bene cosa va e cosa non va. È opportuno innanzitutto ricordare che un piano vero alternativo non c'è mai stato, perché Air France si presentò alla trattativa finale con il chiaro intento di andarsene, dato che le condizioni internazionali erano improvvisamente peggiorate (infatti ribaltò il tavolo subito). È opportuno inoltre ricordare che gli esuberi previsti dal "piano civetta" di Air France erano ben più dei 2100 che vengono spesso ricordati: quello era il numero degli esuberi diretti, ma chi cita quella cifra omette di segnalare che Air France avrebbe rilevato solo milleseicento degli ottomila lavoratori di AZ Servizi, lasciando in carico il rimanente a Fintecna che avrebbe svolto in pratica la funzione di "bad company" con inevitabile ricorso a quelle stesse mobilità che saranno necessarie adesso. I sindacati dovrebbero ricordarsi bene questo dettaglio: affermare che gli esuberi del nuovo piano sono maggiori non risponde al vero. In ogni caso gli esuberi rimangono il tasto dolente: è evidente che dietro ogni rischio di perdita del lavoro c'è un dramma che va aiutato, ma è altrettanto evidente che la soluzione giusta non è nè l'assistenzialismo nè la corsia preferenziale. Un lavoratore dell'Alitalia merita rispetto ma non è giusto che abbia trattamenti di favore rispetto ad altri perché le difficoltà della Compagnia di bandiera non derivano da eventi sfortunati che possano ispirare solidarietà. Anzi, in condizioni normali e senza interventi e aiuti al limite del legale da parte dei vari governi del passato, tutti gli aerei sarebbero già stati a terra da anni, con responsabilità ripartite tra i manager (che dovrebbero rispondere degli errori commessi) e i lavoratori stessi che, con un'aggressività sindacale sconsiderata, hanno contribuito al rifiuto da parte del pubblico per Alitalia. In ogni caso, meglio per tutti se con una mobilità intelligente si minimizzerà il problema. Detto questo, sono tre i punti forti del piano Alitalia che vanno evidenziati. 1) Il mantenimento totalmente italiano del controllo che, per un'infrastruttura chiave come il trasporto aereo, è un fattore da non sottovalutare, specialmente per una nazione a vocazione turistica come l'Italia che vede nelle altre nazioni, come la Francia e la Spagna, dei concorrenti, non dei benefattori. 2) La consapevolezza di eliminare il dualismo Linate - Malpensa, vero ostacolo ad uno sviluppo coerente del trasporto aereo, al contrario del falso problema Fiumicino - Malpensa che al contrario possono tranquillamente coesistere. 3) L'impegno almeno quinquennale dei partecipanti alla cordata: garanzia di un progetto sostenibile ed antidoto alle solite furberie: se dopo cinque anni l'Alitalia sarà una compagnia efficiente e profittevole, sì da dare a chi si impegna ora un profitto, tale utile eventuale potrà ben dirsi meritato. Si tratta in ogni caso di un successo per Berlusconi che, sin da aprile, come potranno confermare i protagonisti della cordata, aveva già fra le mani la lista dei nomi e delle disponibilità abilmente trovate da Bruno Ermolli. È vero che siamo abituati male e naturalmente diffidenti, ma un po' di orgoglio italiano qualche volta non ci farebbe male. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il governo apre un tavolo per risarcire Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 206 del 2008-08-29 pagina 3 Il governo apre un tavolo per risarcire Malpensa di Sabrina Cottone Il governo riapre il tavolo su Malpensa e aeroporti lombardi: la prima riunione sarebbe prevista la prossima settimana. E si prepara a ricompensare Sea per il danno subito con l'addio di Alitalia allo scalo varesino: in ballo l'ampliamento dell'aeroporto, la possibilità di avere un ruolo nella gestione degli slot e infine il coinvolgimento nelle iniziative per l'Expo 2015. In discussione anche il futuro di Linate. "Ora ci aspettiamo che il piano industriale della nuova Alitalia decida di ripartire dalla Lombardia" chiede Roberto Formigoni. Il presidente della Regione commenta con soddisfazione la decisione di non cedere gli slot intercontinentali della stagione invernale 2008-2009: "È un fatto positivo che la nuova Alitalia che nella riunione Iata dei giorni scorsi la nuova Alitalia abbia deciso di riportare su Malpensa due terzi degli slot che la vecchia Alitalia aveva dismesso o trasferito a Fiumicino". Il governo ha esaminato anche la questione Sea, cercando una soluzione che consenta alla società di ritirare il ricorso in tribunale per ottenere da Alitalia un risarcimento di 1,2 miliardi. Il decreto del consiglio dei ministri per il piano di salvataggio Alitalia prevede la ripresa delle trattative con Sea sul per il mancato sviluppo di Malpensa. Spiega il leghista Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione e stretto collaboratore di Umberto Bossi: "Credo che gli aeroporti di Milano siano disponibili ad essere accontentati sulle richieste di ampliamento dell'aeroporto, sulla possibilità che gli slot lasciati liberi da Alitalia diventino un loro patrimonio e sull'ingresso di Malpensa nel progetto Expo". Insomma, secondo il ministro la Sea potrebbe ritirare il ricorso in cambio di cospicue compensazioni sullo scalo lombardo. Le nuove aree consentirebbero di realizzare la terza pista e di allargare ulteriormente l'aeroporto, con un vantaggio patrimoniale che aiuterebbe a superare i danni subiti per l'abbandono dell'hub da parte della compagnia. La Lega in Lombardia si lancia anche nella difesa di Linate. A parlare è l'assessore all'Urbanistica e capodelegazione della Lega in giunta, Davide Boni: "Non è possibile abbandonare Linate, demolire l'aeroporto di Milano non è accettabile per i lombardi. Non ha senso creare problemi a Linate per salvare Malpensa". Secondo l'assessore lumbard (che fa parte del tavolo leghista sull'Expo) "Linate è un sistema complementare e non alternativo a Malpensa. Soprattutto chi fa voli business preferisce usare Linate per raggiungere le capitali europee". Considerazioni connesse a quelle sull'occupazione. Boni ritiene che sia la Sea ad aver pagato di più: "In cassa integrazione ci sono i lavoratori della Sea e non quelli di Alitalia". Toni "leghisti" anche in bocca alla sinistra. Attacca il segretario regionale del Pd, Maurizio Martina: "La Lombardia è penalizzata e intanto Panatalone paga". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, Fiumicino sospeso tra incertezza e speranza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 206 del 2008-08-29 pagina 3 Alitalia, Fiumicino sospeso tra incertezza e speranza di Stefania Scarpa La questione Alitalia preoccupa gli enti locali per le pesanti ricadute che rischia di avere a Roma e in tutto il Lazio, e per il temuto ridimensionamento di Fiumicino. Ieri il presidente della Regione Piero Marrazzo e il presidente del consiglio regionale Guido Milana hanno deciso che alla vicenda sarà dedicata una seduta straordinaria del Consiglio regionale, con la presenza del sindaco di Roma, del sindaco di Fiumicino e del presidente della Provincia di Roma. Inoltre Marrazzo ha annunciato che la prossima settimana sarà convocato un tavolo con i rappresentanti delle parti sociali e degli enti locali sulla questione Alitalia. Dopo questa riunione, il presidente Marrazzo chiederà un incontro al governo "per manifestare in quella sede la propria contrarietà - si legge ancora - a misure che minacciano gravi conseguenze per Roma e per l'intero territorio laziale, e per sollecitare provvedimenti che portino a non penalizzare i lavoratori e i cittadini della Regione". E anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha chiesto un incontro immediato al governo "per valutare l'impatto che il piano di ristrutturazione di Alitalia avrà su Roma". Il sindaco della capitale ha ricordato che l'impegno del Comune di Roma "è quello di difendere il valore dell'hub di Fiumicino e i livelli occupazionali del territorio, senza creare polemiche preconcette e strumentali sulla pelle di ciò che rimane della compagnia di bandiera e sui lavoratori". Un sì all'incontro arriva dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, secondo il quale la richiesta di Alemanno è legittima e sarà esaudita "non appena su Alitalia avremo il quadro completo"."Speriamo che Alemanno alzi la voce, difenda a spada tratta gli interessi di Roma e dei tanti lavoratori - si augura il segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti - il cui destino appare sempre più incerto e concordi una posizione comune con il sindaco di Fiumicino Canapini. Sulla vicenda Alitalia c'è assoluto bisogno di chiarezza. Sugli esuberi si leggono cifre diverse, ma è chiaro che andranno a colpire soprattutto i lavoratori dello scalo di Fiumicino". Fuori del coro il senatore del Pdl Andrea Augello: "È curioso che tutti abbiano qualcosa da dichiarare sul piano industriale Alitalia senza che nessuno abbia ancora potuto leggerlo". "Prima di immaginare conseguenze devastanti per Fiumicino - aggiunge Augello - o di dichiararsi fideisticamente entusiasti delle decisioni assunte dal governo bisogna leggere le carte e, credo, attendere di conoscere chi sarà il partner internazionale della nuova Alitalia". Augello ha sostenuto di apprezzare "la prudenza e la fermezza del sindaco Alemanno e del presidente Marrazzo, che si sono limitati a esprimere preoccupazione e a chiedere un immediato confronto con Palazzo Chigi. Bisogna farli lavorare creando intorno al nostro scalo aeroportuale non solo un'indispensabile coesione di tutte le istituzioni locali interessate, ma anche la più ampia convergenza politica nella comune volontà di assicurare centralità a Fiumicino". "Se fosse possibile rinviare le polemiche a un secondo momento, magari successivo al delicato confronto con il Governo e con la nuova Alitalia che ci attende - ha aggiunto - sarebbe un bene per tutti a cominciare dai lavoratori interessati. Considerare pregiudizialmente questa situazione peggiore rispetto allo sfacelo che si era determinato con il piano Air France mi pare, comunque, infantile e persino grottesco". E nello scalo romano c'è un clima di incertezza e preoccupazione tra i lavoratori Alitalia all'aeroporto di Fiumicino. "Tra di noi, non ce lo nascondiamo, ci sono incertezza e timori - dice un addetto della Divisione Motori - non sappiamo ancora se finiremo nella nuova compagnia o nella bad company: dipenderà, crediamo, dal commissario; ma non sapere a chi appartenere non ci fa star tranquilli". Un altro lavoratore: "Leggiamo che comunque la ricollocazione eventuale sarà garantita a tutti, ma qui ci sono molti capifamiglia mono reddito, con un mutuo sulle spalle, e ricominciare spaventa un po': quali garanzie ci sono?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ridotto del 10 per cento il calo dei passeggeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

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N. 206 del 2008-08-29 pagina 9 Ridotto del 10 per cento il calo dei passeggeri di Redazione Agosto positivo per gli aeroporti milanesi, con Malpensa che ha ridotto del 10% il calo dei passeggeri registrato nei primi mesi dopo l'abbandono di Alitalia. Lo sostiene una nota della società, secondo la quale lo scalo è passato dal -31% di aprile al -21% di agosto. Anche se Alitalia ha trasportato nei primi 27 giorni di agosto 160.000 passeggeri, contro i 925.500 dello scorso anno (-82,7%), le altre compagnie hanno registrato un aumento del 34,3%. A Linate, invece, nello stesso periodo, i passeggeri hanno registrato un calo dell'8,5%, anche a causa della scelta di Airone di spostare parte dei voli a Malpensa. Stabili i dati di traffico di Alitalia sul Forlanini, ma grazie ai 266.900 passeggeri di Volareweb, entrata a far parte del Gruppo. Quanto alla qualità del servizio, Sea indica 8 minuti di attesa media ai filtri di sicurezza contro gli 11 del 2007. L'indice di puntualità dei voli ha raggiunto il 74% a Malpensa contro il 72% dell'estate scorsa e dell'80% a Linate contro il precedente 77%. Quasi dimezzati i bagagli disguidati a Malpensa: dai 31 su mille dell'estate 2007 si è scesi ai 12 di quest'anno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Via al salvataggio E per chi è in esubero sette anni di "aiuti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

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N. 206 del 2008-08-29 pagina 0 Via al salvataggio E per chi è in esubero sette anni di "aiuti" di Gian Battista Bozzo Palazzo Chigi approva il decreto con le modifiche alla "Marzano". Protetti i piccoli risparmiatori, cassa integrazione ai dipendenti. con le norme varate ieri il Cda della compagnia chiederà l'ammissione alla procedura. Fantozzi commissario Roma - Dopo l'ala industriale, al "progetto Fenice" spunta anche la seconda ala, quella legislativa. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato le modifiche alle leggi Marzano e Prodi per le aziende in crisi: un decreto legge e un disegno di legge delega che contengono le norme "tarate" per l'Alitalia, ma che - spiegano al ministero dello Sviluppo economico - varranno per tutte le imprese ammesse alla procedura. Grazie alle nuove disposizioni, oggi il consiglio d'amministrazione Alitalia potrà - in presenza di conti semestrali tali da non poter garantire la continuità aziendale - richiedere l'accesso alla procedura. Il commissario, come anticipato da giorni, sarà l'ex ministro delle Finanze Augusto Fantozzi. "La riforma rende possibile la nuova compagnia", commenta il ministro Claudio Scajola. Molte le novità del nuovo testo, rispetto alle legge attuale: il decreto prevede la sospensione delle norme antitrust per tutelare "rilevanti interessi nazionali", anche se le operazioni di cessione degli asset dovranno essere comunque comunicate all'autorità per la tutela della concorrenza. Una norma che dovrebbe rendere possibile la minore concorrenza nel traffico aereo Linate-Fiumicino a favore della new company nata dalla concentrazione Alitalia-Airone. Una seconda novità è la protezione che il decreto accorda ai piccoli risparmiatori, azionisti e obbligazionisti, che rischiavano di veder finire il fumo il residuo valore dei loro titoli della vecchia compagnia di bandiera: per loro sono previste "misure di indennizzo", ancora da mettere a punto nel dettaglio, a carico del Fondo alimentato con i cosiddetti conti correnti "dormienti". Si tratta di conti non movimentati da almeno 10 anni, i cui depositi - se non usati o reclamati - verranno convogliati nel Fondo destinato al risarcimento delle vittime dei crac finanziari. Un altro punto rilevante è la concessione di 7 anni di ammortizzatori sociali a tutti i dipendenti Alitalia. Si tratta di 4 anni di cassa integrazione e di altri 3 anni di mobilità garantiti per tutti, senza distinzione di età o sede di lavoro. La questione degli esuberi è una delle più delicate: nella bad company guidata dal commissario straordinario dovrebbero confluire i numerosi (dovrebbero essere poco più di seimila) lavoratori in eccesso. I sindacati si preparano alla battaglia, e la trattativa si preannuncia durissima anche se ci sarebbero stati abboccamenti preliminari riservati dall'esito non del tutto negativo. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi avrà lunedì sera il primo incontro con le numerose sigle sindacali del trasporto aereo: ad esse verrà offerto, oltre alla protezione salariale per sette anni, n programma di ricollocamento dei lavoratori in eccesso in aziende private. Tramonta prima del nascere, dunque, l'ipotesi di un ricollocamento in aziende pubbliche, come le Poste, o in strutture come il Demanio. "Non esiste alcuna forma di ammortizzatore nella Pubblica amministrazione", taglia corto il ministro Renato Brunetta. è destino che la legislazione sulle crisi aziendali nasca e si modifichi sull'onda di clamorosi crac aziendali: la "Marzano" nasce con Cirio e Parmalat, la "Scajola" con Alitalia. La nuova normativa appare più flessibile della precedente, a partire proprio dall'ammissione all'amministrazione controllata anche se l'azienda - in questo caso l'ex compagnia di bandiera - non è tecnicamente fallita. Il ddl delega prevede numerose modifiche della legge fallimentare. L'ammissione alla procedura, finora appannaggio del ministro dello Sviluppo, ora è assegnata anche al presidente del Consiglio. Lo stesso premier può nominare il commissario, determinando il compenso e le condizioni dell'incarico. Possono anche essere prescritte "specifiche attività per raggiungere l'obiettivo di risanamento". Fra queste, l'immediata vendita di "asset ancora fruttuosi". Rafforzata anche la tutela dei creditori. Infine, non si terrà conto della nazionalità fra i criteri di selezione degli acquirenti. Presente in bozza, la norma è stata cancellata per evidenti motivi di contrasto con le disposizioni Ue. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi: "Alitalia è una scommessa vinta" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

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N. 206 del 2008-08-29 pagina 0 Berlusconi: "Alitalia è una scommessa vinta" di Fabrizio Ravoni Il premier: "Col nostro piano resterà italiana. Sacrifici ma non per gli azionisti. E nessuno sarà licenziato". I numeri: 12 mila dipendenti e 136 aerei. E per chi è in esubero sette anni di aiuti. Air France conferma l'interesse per una quota di minoranza Roma - L'Alitalia resterà italiana. Silvio Berlusconi scende nella sala stampa di Palazzo Chigi qualche minuto dopo le sette di sera. E si capisce subito che è soddisfatto: missione compiuta. La soluzione individuata per Alitalia, e favorita dalle scelte del consiglio dei ministri, gli permette di rispettare un altro degli impegni assunti in campagna elettorale. Per questo marca subito la differenza con Romano Prodi. "Loro - dice - volevano svendere la nostra compagnia di bandiera ad Air France; vale a dire, a una compagnia di un Paese che ci fa concorrenza nel turismo. Ora, invece, il governo di Alitalia resterà nelle mani degli italiani. Eventuali partner internazionali entreranno nell'azionariato solo come soci di minoranza". Come a dire, loro la volevano cedere (usa più volte il termine "svendere") ai francesi. Noi, invece, non solo abbiamo messo in piedi una cordata di imprenditori italiani ("fra lo scetticismo di molti", ricorda il premier), ma se i francesi vorranno entrare, saranno solo soci di minoranza. Un risultato favorito - spiega il premier - dall'impegno "di una grande banca, una delle prime dieci del mondo", ma anche dal governo; che ha impedito il fallimento della compagnia. "L'unica alternativa al piano, infatti, era il fallimento". Un piano - riconosce - che non sarà indolore. "Ci sarà un ridimensionamento del personale, ma sarà inferiore a quello previsto con il Piano di svendita all'Air France". E assicura che "il personale dell'Alitalia non sarà abbandonato, così come non saranno abbandonati i piccoli azionisti". Il consiglio dei ministri approva un decreto che prevede l'indennizzo utilizzando i "fondi dormienti" presso le banche. E chiude il capitolo Alitalia giudicando "un buon passo in avanti il risultato raggiunto. Anche perché - commenta - il problema dell'Alitalia che abbiamo ereditato dal precedente governo ci angustiava non poco. Questa è un'altra scommessa vinta". Ma la prima apparizione di Berlusconi in sala stampa dopo la pausa estiva, gli offre anche l'opportunità di fare un rapido bilancio dei risultati ottenuti dal governo (in materia di sicurezza e conti pubblici) e accennare un'agenda dei prossimi impegni. Senza dimenticare la crisi dei rifiuti a Napoli. I lavori per il termovalorizzatore di Acerra continuano e vanno avanti. "Non si tornerà più indietro". Mai più come prima. In cima a tutti mette il "problema prezzi". "Pensiamo di poter far bene". Soprattutto - spiega - per colmare il differenziale tra ciò che incassa il produttore di generi alimentari e il prezzo finale. In altre parole, accorciare la filiera agroalimentare. Poi ricorda che il governo è impegnato a varare tre riforme nei prossimi mesi: federalismo, giustizia e legge elettorale europea. Su quest'ultimo punto sottolinea come lo schema che ha in mente sia quello di far crescere i parlamentari italiani presenti nelle due grandi famiglie europee: socialisti e popolari. Con l'obiettivo - dice - di "far diventare il Partito dei popoli europei il primo partito a livello Ue". Una formula che, implicitamente, porterebbe ad alzare la soglia di sbarramento; così da concentrare i flussi elettorali verso gli schieramenti più grandi. Lo statement del presidente del Consiglio era previsto alle 18.45. In realtà, inizia poco oltre le 19. A determinare il ritardo è stata una lunga telefonata (50 minuti) tra Berlusconi e Angela Merkel. Al centro del colloquio, la crisi nel Caucaso. "Nel mondo siamo tornati indietro di diversi anni. A prima di Pratica di Mare. In quel vertice riuscimmo a far diventare la Russia una potenza occidentale e non orientale. Ora siamo tornati indietro. Mi sto adoperando per risolvere la crisi. Sto lavorando - spiega - per arrivare al Consiglio europeo straordinario di lunedì con soluzioni già tranquille sul tavolo. Mi sto adoperando - prosegue - perché questa crisi venga risolta e non lasci tracce: non c'è nulla di peggio che un Occidente diviso. Sono abbastanza convinto che si possa arrivare a una soluzione di buon senso". Prima del Consiglio europeo straordinario, però, Berlusconi sarà chiamato a una missione a Tripoli, per un vertice con Gheddafi che dovrebbe chiudere il contenzioso con la Libia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia ritorna a volare con 12mila dipendenti e una flotta di 136 aerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 206 del 2008-08-29 pagina 0 Alitalia ritorna a volare con 12mila dipendenti e una flotta di 136 aerei di Paolo Stefanato Milano - La Nuova Alitalia avrà tra i 12mila e i 13mila dipendenti, calcolando anche i circa 3mila conferiti da Air One (gli attuali dipendenti di Alitalia fly sono poco meno di 11mila). Gli esuberi derivanti dal "trapasso" dal vecchio al nuovo dovrebbero essere in tutto 6.100; quelli dichiarati nel piano di Air France naufragato in primavera erano 2.150. Oggi le cifre indicano 500 piloti, 1.500 assistenti di volo, 2.500 addetti ai servizi di terra; più 800 dipendenti di Atitech e altrettanti nei servizi informatici e amministrativi. Per parte di questi (4.500) si farà ricorso a cassa integrazione prolungata e mobilità, garantendo sette anni di ammortizzatori sociali, gli altri saranno esternalizzati, cioè ceduti con le rispettive società. I quattromila dipendenti di Az Airport (handling) e della manutenzione leggera passeranno nel perimetro della Nuova Alitalia, dall'attuale Az Servizi. I sindacati (lunedì è previsto un primo incontro con il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi) si troveranno con un bel problema da risolvere: il ridimensionamento della Nuova Alitalia rispetto alle attuali Alitalia e Air One che saranno accorpate, è più pesante sia del "piano Prato" di dodici mesi fa, sia del suo ricalco poi firmato da Jean Cyril Spinetta. Solo le rassicurazioni del governo sul trattamento dei lavoratori esuberanti ("nessuno resterà per strada" ha detto il ministro Matteoli) e la convizione che ormai non c'è più spazio per alternative, potranno moderare una protesta che, diversamente, potrebbe essere devastante. Il "piano Fenice", ovvero il progetto di Intesa Sanpaolo per il salvataggio di Alitalia, prevede che i 16 soci fondatori non possano cedere le proprie azioni prima di cinque anni, il ritorno all'utile dopo un triennio. Nel capitale sociale avranno spazio solo privati (l'epoca dello statalismo è definitivamente finita). Quanto al modello operativo, la nuova compagnia non sarà nè una low cost nè un global carrier; l'esempio indicato dall'advisor è Sas o Iberia (Giancarlo Cimoli, a suo tempo, indicava Iberia e Austrian). Il 60-70% dei ricavi della compagnia deriveranno dal breve e medio raggio; i collegamenti saranno solo point-to-point, in un sistema basato non più su un hub, ma su sei basi stabilite a Milano (73 destinazioni), Roma (44), Napoli (9), Catania, Torino e Venezia (6). Linate sarà dedicato alla sola navetta Milano-Roma, indicazione che ricorda il primo decreto Burlando per l'apertura di Malpensa, datato 1997. Sarà fortemente ridimensionata l'attività intercontinentale, anche questa non più in un'ottica di connessione su un grande aeroporto, ma dedicata al bacino di appartenenza. I collegamenti di lungo raggio saranno 15, operati inizialmente dai 10 Boeing 777 di proprietà di Alitalia; a fine piano (nel 2013), la flotta di lungo raggio salità a 25 aerei, con l'immissione dei 15 Airbus 330 opzionati dal gruppo Toto. All'avvio della Nuova Alitalia gli aerei in flotta saranno 136, che saliranno a 158 a regime. Usciranno gli Md 80, e il grosso della flotta di medio e breve raggio sarà costituito da Airbus 319-320-321, più dieci Crj. Anche la semplificazione delle "famiglie" di aerei porterà risparmi sui costi. Un elemento essenziale del piano riguarda anche la produttività del personale, al quale sarà richiesto un impegno di 650 ore di volo (dalle 550 ore attuali). Il miliardo di capitale finora indicato per la newco (ieri Corrado Passera ha annunciato che Intesa entrerà come socio con una quota di cento milioni) non potrà costituire tutta la dotazione finanziaria della nuova compagnia, che dovrà far fronte, dopo la trattativa con il commissario, all'acquisto delle attività considerate funzionali (accompagnate dai debiti di esercizio), all'acquisto di Air One (con cui è in corso una trattativa non semplicissima), e ai costi di riorganizzazione e di avviamento. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Brussels Airlines nel mirino di Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

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N. 206 del 2008-08-29 pagina 6 Brussels Airlines nel mirino di Lufthansa di Redazione Tutto il settore del trasporto aereo è in fermento. Dopo le trattative avviate da British Airways con la spagnola Iberia e quelle sui dossier Alitalia e Austrian Airlines, tocca alla belga Brussels Airlines entrare nel mirino di Lufhtansa. La compagnia tedesca, infatti, si legge in una nota, "ha avviato colloqui costruttivi" con Sn Airholding, la società che controlla Brussels Airlines (nata qualche anno fa sulle ceneri della fallita Sabena), per rilevarne una quota del 45%. Lutfhansa prevede di concludere le trattative nelle prossime settimane. L'obiettivo è "un'alleanza con Brussels Airlines" che manterrebbe "indipendente" la compagnia belga. Attualmente, precisa Lufhtansa, "Brussels Airlines non è coinvolta in nessuna alleanza". L'offerta avanzata dal gruppo tedesco prevede quindi "l'acquisto di una quota del 45% di Sn Airholding al prezzo di 65 milioni di euro. Con la possibilità, dopo due anni, di esercitare un'opzione per acquistare il restante 55%. Il prezzo sarà legato alle performance di Brussels Airlines". Il via libera all'operazione sarà sottoposto al disco verde dei rispettivi cda e dell'Antitrust europeo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il conflitto d'interessi familiare del giovane Colaninno (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

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N. 206 del 2008-08-29 pagina 6 Il conflitto d'interessi familiare del giovane Colaninno di Roberto Scafuri Come ministro-ombra di Veltroni ha sparato contro la cordata "inesistente". Che si è materializzata nel salotto di casa sua da Roma Le colpe dei figli non ricadano sui padri. Per essere uno dei fiori all'occhiello del governo ombra di Veltroni, il giovane imprenditore Matteo Colaninno negli ultimi giorni sembra più che mai reciso. Sradicato fin nei precordi. Papà Roberto, alias uno dei "capitani coraggiosi" della "razza padana" vagheggiata da Massimo D'Alema, sarà il presidente della New company Alitalia. Il partito di cui Colaninno figlio fa parte, il Pd, inviperito grida al "bluff". E lui, il povero rampollo-ministro virtuale, è ombra di se stesso. Un conflitto d'interessi in piena regola. Regolato da Matteo con la stessa tecnica usata da Berlusconi (e sempre criticata dal Pd) nelle occasioni in cui il Consiglio dei ministri trattava argomenti che riguardavano le televisioni. Così, quando ieri si è riunito il consiglio d'amministrazione dell'Immsi (ramo immobiliare), cassaforte di papà Roberto, si sono presentati tutti i consiglieri, tranne uno: appunto Matteo. Come recitare due parti nella stessa commedia? Come essere servo di due padroni, specie se uno è il papà? Il giovane imprenditore trentasettenne, che evidentemente ha letto poco Goldoni, sfugge, tace e acconsente. Proprio mentre tutti gli altri suoi colleghi ministri-ombra promettono fuoco e fiamme. I tormenti del giovane Colaninno, il suo stare con i piedi in Parlamento nel gruppo Pd e con le orecchie dentro la bella villa mantovana, sono cominciati già da qualche mese. Si era in piena campagna elettorale, e il Cavaliere con un colpo a sorpresa aveva lanciato l'idea vincente di non svendere la compagnia di bandiera ad Air-France. Una soluzione sulla quale persino la Sinistra Arcobaleno si era detta d'accordo, e di sicura presa elettorale. Colaninno junior evidentemente doveva conquistarsi il posto nella squadra veltroniana (la "nomination" di Walter risaliva al 14 febbraio) e dal suo sito lanciava idee sull'intero mondo. In particolare, il 21 marzo, paventava il rischio di perdere l'offerta di Air France: "L'offerta è dura, ma il presidente di Air France non è il buon samaritano. Ovviamente mi auguro che emergano altre offerte solide, altrimenti però rischiamo di perdere questa e quindi di mettere Alitalia di fronte al fallimento e l'intera Italia di fronte a una figuraccia...". L'8 aprile, Matteo prendeva coraggio: "L'accordo con Air France è una grandissima opportunità per Alitalia e per il nostro Paese, la soluzione dei problemi economici e finanziari della compagnia... Al contrario un'ipotetica cordata di imprenditori italiani, che non si è mai manifestata, non avrebbe mai potuto risolvere i problemi industriali di Alitalia". Il 22 aprile, ad elezioni avvenute, il futuro rampollo-ombra seguiva la scia veltroniana, e se la prendeva con Berlusconi, perché "a forza di annunciare cordate inesistenti... si è finito col creare una situazione che ora pesa sull'occupazione di decine di migliaia di persone...". Da allora, più nulla. Lingua inghiottita, occhi chiusi, naso evidentemente tappato. Come le orecchie, presumibilmente raggiunte dalle voci dei primi abboccamenti di papà Roberto con il nuovo governo. Trattative durate per qualche mese. E lui, il Matteo silente, sempre più deciso a non farsi strappare una parola in più sulla vicenda. Di cui, però, cominciava a sapere molto. Notizie riservate, ma in netto contrasto con il ruolo pubblico di ministro virtuale dello Sviluppo (secondo rito veltroniano). Che fare? Informare Walter (ma era già informato)? Denunciare l'"inutilità" di una "cordata inesistente", che ora si materializzava proprio in casa sua, nel salotto di papà? Tra il dire e il fare, Matteo ha deciso lo scomparire. Che in alcuni casi, poi, è sempre la soluzione migliore. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Visto il mio bambolotto? Tutto suo nonno> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

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N. 206 del 2008-08-29 pagina 5 "Visto il mio bambolotto? Tutto suo nonno" di Redazione Dopo la dichiarazione letta su Alitalia dalla sala stampa di Palazzo Chigi e un rapido punto sulla crisi del Caucaso in visto del vertice europeo di lunedì, Silvio Berlusconi si ferma a parlare con i cronisti. Ma, niente politica. Il Cavaliere vuole piuttosto parlare dell'ultimo nato della sua famiglia, Alessandro, primogenito della figlia Barbara. "Avete visto il mio bambolotto?", chiede prima di lasciare la sala stampa: "È un bambino che non piange mai. Pensate che l'altro giorno mi sono avvicinato alla culla mentre dormiva e gli ho dato dei bacetti sulla pancia. Lui ha aperto gli occhi e io mi sono nascosto dietro la porta. A quel punto, si è alzato reggendosi con le manine sul bordo della culla; ha guardato prima a destra poi a sinistra ed è ricaduto con il sederino nella culla. Il tutto senza piangere. Il medico ha detto che non ha mai visto un bimbo così... È tutto suo nonno". E in serata, passeggiando nel centro di Roma, incontra degli studenti di terza media e scherza: "Lo sapete che da oggi dovete stare attenti al voto in condotta? Chi si becca un 5, anche se ha tutti 10... " viene bocciato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Decollano in Borsa le azioni della cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

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N. 206 del 2008-08-29 pagina 7 Decollano in Borsa le azioni della cordata di Redazione C'è molta aspettativa in Borsa per le società che partecipano alla cordata Alitalia. A beneficiarne maggiormente c'è Immsi, la società di Roberto Colaninno (socio e futuro presidente della nuova Alitalia), che ieri ha anche approvato i conti semestrali. Immsi, che nei giorni scorsi aveva perso circa il 10%, ieri, quando è stato reso noto il piano approvato per Alitalia, ha iniziato a correre per essere più volte sospesa per eccesso di rialzo. Alla fine il titolo è risultato in crescita del 12,49% a 0,84 euro. Bene anche gli altri titoli coinvolti nella cordata come Atlantia (più 1,96% a 17,9 euro) e Fondiaria-Sai (più 0,62% a 19,06) che l'altro ieri aveva ceduto terreno. Le cose sono andate bene anche per Intesa Sanpaolo. La banca guidata da Corrado Passera, che dovrebbe partecipare alla newco con 100 milioni di euro e che ha beneficiato di brillanti risultati semestrali, ha strappato al rialzo chiudendo con un più 6,25%, a 3,64 euro. Positive reazioni anche per le azioni di Air France-Klm, che ha deciso di riaprire il dossier Alitalia: in rialzo del 2,33%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il voto utile siamo noi (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)

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Oggi è Ven, 29 Ago 2008 Edizione 179 del 29-08-2008 Se tutti ci cercano evidentemente la nostra scelta non era così sbagliata Il voto utile siamo noi di Francesco Blasilli E chi lo dice che a stare nel mezzo si sta male? Con tutti che ti tirano per la giacchetta, un po' a destra, un po' a sinistra. Andatelo a chiedere a Savino Pezzotta, leader della Rosa per l'Italia e deputato dell'Udc. L'ex sindacalista, nel mezzo, ci sta proprio bene e se gli rovinano la giacchetta, a forza di tirargliela, non gli interessa più di tanto, "perché il fatto che ci cercano tutti, significa che il nostro è stato il vero voto utile". E già, il concetto di "voto utile" proprio non gli è andato giù all'ex segretario nazionale della Cisl che ora, a sentirsi corteggiato da chi prima lo definiva "inutile", ci gode e pure tanto. Per questo l'Udc rimarrà precisamente dove si trova: al centro. "Con molta chiarezza ? spiega Pezzotta ? abbiamo voluto costruire un nuovo soggetto politico, quindi autonomo da Veltroni e da Berlusconi. Veniamo da una campagna elettorale dove eravamo considerati inutili, mentre diventiamo così solo se adesso ci facciamo catturare da queste sirene. Al contrario è la nostra autonomia che, consentendoci di costruire cose nuove, ci rende utili". L'ultimo in ordine di tempo a sottolineare "l'utilità" dell'Udc è stato Piero Fassino in una intervista a Il Tempo, ma Pezzotta è irremovibile, almeno per il momento, "perché gli elettori ci hanno messo all'opposizione e quello facciamo". Il futuro, però, potrebbe essere diverso, fatta salva l'identità e l'indipendenza dell'Udc, visto che "un'alleanza potrebbe anche essere possibile, considerando che tutto dipende dall'evolversi della situazione, ma proprio non capisco perché ci chiedono di entrare in un partito. Noi siamo una cosa a parte". Insomma, l'Udc non era in vendita e non lo è adesso, a maggior ragione che tutte queste avances dimostrano "che non abbiamo sbagliato" ad andare da soli. Il primo test saranno le amministrative in autunno, con l'Abruzzo post Del Turco come banco di prova fondamentale delle alleanze che verranno. Lì i dirigenti locali dell'Udc vogliono correre col Pdl in quella che sembra una competizione dall'esito scontato a favore del centrodestra; Pezzotta, però, glissa, dribbla l'insidia come il miglior Cassano e si rifugia dietro un "dipende dai programmi, non dall'alleanza meccanica che si decide a Roma, perché dove il programma non ci convince, non ci si schiera". In fondo, però, da bravo bergamasco apparentemente burbero, Pezzotta crede che "tutti questi corteggiamenti siano frutto dell'estate", non crede in un improvviso amore per l'Udc. Ed anzi invita Pd e Pdl "a fare un'esame di cosa è successo fino ad ora e di quali sono le loro responsabilità ed i loro errori, che a quanto pare stanno per riproporre anche all'Europee". Errori che si racchiudono, fondamentalmente, in un unico concetto cardine: "pretendere di imporre a questo paese una sorta di bipartitismo". Ed allora la ricetta per le Europee del 2009 è chiarissima da parte degli eredi della "balena bianca": sbarramento non eccessivo e preferenze. E se per lo sbarramento si può anche trattare, "basta che oscilli intorno al 3 o 4%", sulla preferenza c'è poco da dire, "ci vuole" e fine delle discussioni. Anche "considerando ? spiega Pezzotta ? che le Europee sono una sorta di diritto di tribuna e non capisco perché vogliono imporre una legge elettorale che impedisce agli altri di sedersi in tribuna". Anche perché di errori ne sono stati già commessi tanti, a parte quello di "non considerarci l'unica scelta autonoma. Ma il rimprovero più serio a Berlusconi ? confessa l'esponente Udc ? è che si è fatto di tutto per non coinvolgere l'opposizione, andando avanti secondo la logica dell'emergenza a colpi di decreti legge. E poi non si può continuare a pensare che ci sia una sola opposizione, a scegliere come unico referente il governo-ombra". Anche perché a fare l'ombra dell'ombra l'Udc manco ci pensa "visto che noi siamo per il dibattito parlamentare, non per delle cose che non sono regolate nemmeno dalla Costituzione: quello che conta è il Parlamento". Ed è lì che verranno affrontati i grandi temi, a cominciare dalla giustizia "che va assolutamente riformata, tenendo però conto delle esigenze della giustizia stessa e non considerando solo gli interessi dei maggiori, ma anche quelli dei minori: sono i deboli che vanno tutelati, garantendo processi giusti e rapidi". E poi Alitalia, "dove ci guadagnano sempre i poteri forti e chi ci perde sono i 7mila esuberi. Voglio proprio vedere - si domanda ironico l'ex sindacalista ? come riescono contemporaneamente a salvare Alitalia e a sistemare le ricadute sociali. Secondo me gli esuberi dovrebbero essere a carico di chi ci guadagna". Bocciata dunque l'idea di separare la compagnia di bandiera in due: da una parte l'attivo, dall'altro il negativo. E con un uomo che ha passato buona parte della sua vita dentro un sindacato, non si più che finire a parlare di salari e pensioni. "Il problema vero non è pensare quanto si innalzano, ma come si garantisce il potere d'acquisto, soprattutto per le pensioni più basse. Lo stesso dicasi per i salari". Ed ecco allora che Pezzotta chiude con una novità, "perché potrebbe essere il momento di ragionare sull'opportunità o meno di pensare ad una qualche forma di salario vitale". Insomma, un Pezzotta più combattivo che mai, in fondo rinfrancato dai numerosi corteggiatori, ma mai polemico, nemmeno con chi lo ha "tradito". "Chi butterei giù dalla torre tra Giovanardi e Baccini? Non butto mai nessuno, perché non fa parte della mia cultura. Ognuno risponde delle sue scelte e quando non ho condiviso alcune delle loro, lo ho detto a chiare lettere. Però non butto giù nessuno".

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Segnale di fiducia e di ottimismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)

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Oggi è Ven, 29 Ago 2008 Edizione 179 del 29-08-2008 Caso Alitalia Segnale di fiducia e di ottimismo di Arturo Diaconale Si può criticare come meglio si vuole l'operazione con cui il governo si accinge a risolvere il caso dell'Alitalia. Ma non si può in alcun modo negare che il modo utilizzato rappresenta un segnale politico di grandissima importanza. Non solo per la credibilità di Silvio Berlusconi che, come ha astutamente sottolineato Giulio Tremonti, dopo aver adempiuto alla promessa di risolvere il problema dei rifiuti che deturpavano Napoli e l'immagine complessiva del paese, si accinge a rispettare la promessa fatta agli elettori prima del voto di aprile di dipanare una volta per tutte la matassa dell'Alitalia. Ma soprattutto per la speranza della società italiana di ritrovare le forze, l'impegno e l'entusiasmo giusti per affrontare la crisi economica ed invertire quella parabola del declino che con il centro sinistra al governo sembrava destinata a precipitare sempre più a fondo. Questo modo è rappresentato dalla scelta del Presidente del Consiglio e dei suoi collaboratori di coinvolgere nell'operazione-Alitalia non un singolo imprenditore, sia pure di massimo prestigio, ma una rappresentanza qualificata dei principali gruppi economici e finanziari. Cioè di tirare in ballo non un isolato "capitano coraggioso" ma l'intero ceto produttivo più avanzato. Chi minimizza questo coinvolgimento sostenendo che Berlusconi ha avuto facile gioco nel convincere gli imprenditori a giocare la partita della Compagnia di Bandiera, dice una banalità. È ovvio che il Cavaliere possa aver promesso futuri vantaggi nei rispettivi settori di attività a chi si è imbarcato nell'impresa. Ed è ancora più ovvio che questi ultimi abbiano assunto la loro decisione non per perdere ma per guadagnare. Inoltre, dice una sciocchezza ancora più grande chi protesta denunciando il pericolo della solita falsa privatizzazione che serve solo a privatizzare i profitti ed a socializzare le predite. Quella sinistra politica e sindacale e quegli eterni fiancheggiatori (tecnici e professori) dei capitalisti assistiti che hanno avallato in passato ogni operazione di questo tipo (dagli infiniti salvataggi della Fiat alla privatizzazione di Sme, Alfa Romeo e Telecom) non hanno alcun titolo per denunciare un rischio del genere. Ciò che distingue questa vicenda dalle false privatizzazioni del passato, infatti, è proprio il fatto della ampia partecipazione delle imprese più significative del mondo produttivo nazionale. Allora il gioco si risolveva nel "favore all'amico" fatto dai governi in carica e dalle forze politiche presenti nella maggioranza. Adesso, proprio perché i "favori" sono comunque allargati e riguardano simbolicamente l'intero ceto produttivo, l'operazione diventa un segnale di fiducia e di ottimismo che riguarda l'intera società nazionale. Gli imprenditori che investono in Alitalia compiono un atto di fiducia nei confronti del governo e dell'intero sistema-paese. Sanno che possono perdere. Ma la loro scommessa è sulla stabilità politica e sulla capacità della intera società italiana di reagire al declino. Sbagliano? Può essere. Ma il loro è un segnale che non può non riverberarsi sull'opinione pubblica contribuendo a strapparla a quella condizione di passività, rinuncia e supina accettazione di un disastro considerato inevitabile in cui era caduta negli anni passati. Al tempo stesso la scelta di Berlusconi di non utilizzare gli "amici" di sempre ma un pacchetto di personaggi in cui figurano uomini dichiaratamente di parte avversa, costituisce un atto di ottimismo che non può non essere apprezzato dal paese. Con il proprio comportamento il Cavaliere non punta solo su se stesso ma sulla capacità di reagire alla crisi dell'intero paese. È come se dicesse che l'Italia riuscirà a farcela. E che lui ne è talmente convinto da giocarsi su questo il proprio futuro. Certo, non basterà l'ottimismo berlusconiano a far superare la crisi. Ma è certo che senza questo ottimismo la crisi non potrà mai essere superata.

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Con la nuova compagnia decolli il libero mercato (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Ven, 29 Ago 2008 Edizione 179 del 29-08-2008 GLI AUSPICI DEL CARROCCIO E I PROVVEDIMENTI ADOTTATI DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI Con la nuova compagnia decolli il libero mercato di Alessandra Mieli Il Governo ieri ha deciso su Alitalia e, nonostante si fosse alimentata qualche attesa, la Lega non s'è messa di traverso: Bossi ha detto che c'era poco altro che si potesse fare e Calderoli ha sottolineato il fatto che dalla settimana prossima comincerà a riunirsi il tavolo per gli "aeroporti milanesi". Si ritorno dunque a Malpensa e Linate, svincolati dal destino della nuova compagnia. E all'Opinione il deputato del Carroccio Marco Reguzzoni, ex presidente della Provincia di Varese, ribadisce che bisogna "andare verso il libero mercato del trasporto aereo" e non continuare a "far leva sul sistema delle compagnie di bandiera". D'altra parte argomenta ancora Reguzzoni i grandi paesi occidentali come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania hanno già imboccato questa strada e quindi è ora che il libero mercato trovi spazio anche da noi. A cominciare dai monopoli come quello sulla tratta Linate-Fiumicino". Quello in cui viviamo è il migliore dei mondi possibili. Facendo tesoro delle argomentazioni filosofiche di Gottfried Leibniz si riesce ad affrontare la soluzione dell'affaire Alitalia. A partire dall'ottimismo della volontà del presidente Silvio Berlusconi a parere del quale "Un grande Paese deve avere una grande, solida, efficiente compagnia di bandiera". Perché "avevamo il dovere di intervenire, siamo intervenuti con concretezza. Ci siamo riusciti". D'ora in poi promette il premier la compagnia di bandiera "non peserà più sulle spalle dei contribuenti". Pur aderendo alla generale soddisfazione, ragioniamo non evitando di prendere in seria considerazione la posizione della Lega Nord. Umberto Bossi ha sibilato che il piano predisposto per il salvataggio di Alitalia "va bene", ma c'è da notare che questa "è l'unica strada per dare una risposta a un'emergenza" come ha affermato il Ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli che, interpellato al telefono, così ha spiegato la posizione del movimento Padano confermando anche che, dopo l'incontro di mercoledì il "confronto è proseguito (nella giornata di ieri, ndr) e si è confermata l'apertura del tavolo degli aeroporti milanesi. La prima riunione ? ha aggiunto l'esponente della Lega - si terrà già la prossima settimana". Vale allora la pena di fare uno sforzo per capire meglio quale sia la linea padana. Sempre mercoledì scorso Marco Reguzzoni, che dei deputati del Carroccio è il vice presidente, era stato chiarissimo: "niente provvedimenti che ostacolino il libero mercato". Alla luce di quanto deciso ieri in Consiglio dei Ministri, ha precisato che bisogna "andare verso il libero mercato del trasporto aereo" e non continuare a "far leva sul sistema delle compagnie di bandiera". D'altra parte argomenta Reguzzoni i grandi paesi occidentali come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania hanno già imboccato questa strada e quindi è ora che il libero mercato trovi spazio anche da noi. A cominciare dai monopoli di fatto come quello sulla tratta Linate - Fiumicino dove un biglietto di andata e ritorno costa quanto quello con destinazione New York. Il risultato, secondo Reguzzoni, è che in regime di monopolio questa tratta è operata malissimo e i cittadini pagano. A chi obietta che il ruolo da sindacato territoriale svolto dal Carroccio lo pone talvolta in antagonismo con il Meridione, Reguzzoni replica divertito che "non è una guerra Nord ? Sud", anche se, ammette "Malpensa è favorita dal libero mercato tant'è vero che è uno scalo che cresce a due cifre". Perché lo sviluppo c'è là dove si manifesta la domanda e in un mercato libero ci sono migliori opportunità anche per l'aeroporto di Punta Raisi che potrebbe operare il volo New York ? Palermo, ad esempio. Reguzzoni ha parole di stima per il presidente Berlusconi che è stato capace di coinvolgere anche imprenditori più sensibili alle melodie che promanano dal loft, ma mette in guardia dai possibili contrattempi che potrebbero prodursi come accadde a un'altra compagnia, Volare, che avendo una flotta di apparecchi in leasing si ritrovò con 18 aeromobili sequestrate nel giro di 2 ore perché non aveva onorato i debiti . Così come ci preannuncia una situazione disastrosa (se non fosse già parso lampante a tutti) per i conti di Alitalia. Ci sono poi dubbi che restano sospesi in aria come quelli espressi dall'amministratore delegato di Unicredit Alessandro Profumo: "Mi sembra che la compagnia aerea si riduca in modo abbastanza consistente. Continuo a ripetere quello che è la mia preoccupazione: fino a qualche mese fa avevo un volo da Malpensa a Varsavia, ora non ce l'ho più e mi sembra di capire che non l'avrò neppure domani, a meno che non arrivi qualche compagnia internazionale". Ma, per rimanere con i piedi per terra, ecco cosa ha approvato ieri il Consiglio dei Ministri: viene autorizzata la scissione della compagnia: da una parte gli asset che saranno acquistati dalla newco, guidata da Roberto Colaninno, e, dall'altra, la bad company che resterà commissariata. Tecnicamente, il risultato si ottiene attraverso una procedura che rispecchia, in buona sostanza, il modello del Chapter 11 americano. Il Commissario straordinario, che nel caso di Alitalia con ogni probabilità sarà Augusto Fantozzi, individuerà l'acquirente mediante trattativa privata o in esclusiva, in base a requisiti specifici, compresi quello di nazionalità. Ovviamente, l'acquirente sarà la newco guidata da Roberto Colaninno, in cui dovrebbe entrare anche Air France, disposta a riesaminare il dossier e a acquisire una partecipazione di minoranza nella nuova compagnia. I provvedimenti adottati dal Governo consentono anche di derogare alla normativa antitrust vigente. Altrimenti sarebbe stato impossibile il conferimento alla nuova compagnia degli aerei e delle rotte di AirOne. E' previsto infatti che "le operazioni di concentrazione connesse, contestuali o previste nel programma non sono soggette ad autorizzazione ai sensi della normativa antitrust". E' stata stabilita anche una salvaguardia di sei mesi in relazione ad autorizzazioni, certificazioni e licenze. Il decreto prevede anche le modalità di rimborso dei piccoli azionisti. Nello specifico sono state predisposte misure destinate alla tutela dei lavoratori (ammortizzatori sociali per la durata di sette anni; 4 di cassa integrazione e 3 di mobilità) e all'indennizzo per i piccoli azionisti o gli obbligazionisti mediante accesso al fondo, previsto dalla finanziaria 2006, per far fronte alle frodi finanziarie con i fondi dei conti dormienti.

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Air France pronta a salire a bordo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 206 del 2008-08-29 pagina 0 Air France pronta a salire a bordo di Paolo Stefanato Milano - Air France-Klm ha confermato ieri, alla conclusione di un consiglio di amministrazione, "l'interesse e l'auspicio a restare partner strategico di Alitalia. A questo fine, se saranno confermate le prospettive di redditività della nuova compagnia, Air France-Klm è pronta a prendere una partecipazione minoritaria nella nuova società a fianco degli investitori italiani raggruppati da Intesa SanPaolo". Lo ha comunicato ufficialmente il gruppo franco-olandese. Il clima, rispetto alla primavera scorsa, quando s'interruppe la trattativa per l'acquisizione di Alitalia da parte della compagnia guidata da Jean Cyril Spinetta, è radicalmente cambiato, perchè sono radicalmente cambiate le condizioni. Allora si trattava di acquistare il 100% di una società in dissesto, di ristrutturarla con una dura opera di ridimensionamento; oggi viene offerta a Parigi la possibilità di entrare con una quota di minoranza in una società ripulita, potenzialmente in utile. L'atteggiamento è concreto: Air France è pronta a entrare in tempi rapidi nella Nuova Alitalia, appena i soci fondatori avranno avviato la società e ne avranno stabilito un valore (Air France entrerà comunque in una seconda fase). Di quote non c'è, per ora, indicazione, e si tratterà presumibilmente di un aumento di capitale dedicato (una cifra tra 100-150 milioni non appare comunque così distante dalla realtà). L'ingresso con una quota, anche se di minoranza, permetterà a Air France di mantenere saldo il rapporto con il mercato italiano e di diventare il compratore naturale tra 5 anni, quando scadranno le clausole di lock-up. è facilmente immaginabile che saranno sottoscritti anche degli accordi parasociali che prevedano diritti di prelazione, E Lufthansa? Non si può escludere che tra Parigi e Francoforte ci sia stata più di una telefonata. Lufthansa, che ha già in corso un suo piano per la creazione di una sua importante base a Malpensa, si concentrerà su Austrian Airlines, anch'essa in corso di privatizzazione. Del resto, i rapporti in essere tra Alitalia e Air France sono di tale portata che avrebbe costituito un serio (e costoso) problema per un diverso partner "smontarli" e pagare le penali relative. Va ricordato che dal 2001-2002 le due compagnie operano in condivisione di profitti tutti i fasci, ovvero il complesso delle rotte, Italia-Francia, i quali costituiscono dunque una specie di società virtuale. Ci sono inoltre accordi di code sharing, operazioni congiunte sui vari aeroporti, l'handling all'aeroporto di Parigi, il programma frequent flyer, una serie di acquisti comuni (tranne flotta e carburante). C'è poi l'appartenenza di entrambe all'alleanza SkyTeam. Air France possiede ancora il 2% del capitale di Alitalia, frutto di un acquisto incrociato; l'Alitalia ha già venduto, lo scorso anno, la sua quota per fare cassa. "Smontare" tutto questo comporterebbe penali complesse da calcolare, realisticamente stimabili in circa 200 milioni. I fasci Italia-Francia valgono da soli circa 350 milioni di fatturato, con un margine netto di una trentina; gli accordi hanno una scadenza prevista nel 2011. Le notizie giunte ieri da Parigi indicano una strada ormai imboccata, e ha colpito la rapidità con cui è stata avviata la partnership internazionale che tutti gli imprenditori coinvolti nella newco avevano messo come condizione essenziale per il proprio ingresso, ben sapendo che un'Alitalia ridimensionata per sopravvivere ha assoluta necessità di un alleato forte con il quale sviluppare sinergie. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Corona e Moric a Porto San Giorgio annunceranno il loro matrimonio (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

La lieta notizia dovrebbe essere diffusa allo chalet 'Quadrifoglio', dove la coppia più chiacchierata del momento sarà ospite d'eccezione al galà 'Affari di stelle'. Le nozze si celebreranno nel Duomo di Milano

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George Clooney torna sul set Sarà un manager senza scrupoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'attore, che ha interpretato un 'idiota' nel nuovo film dei fratelli Coen, 'Burn after reading', è al momento in trattative per interpretare l'adattamento cinematografico del romanzo di Walter Kirn

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Il Financial Times resta scettico "Il destino è appeso a un filo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il quotidiano economico britannico commenta la vicenda della compagnia di bandiera e spiega che ''sulla carta la sua resurrezione è già avviata''. Ma non risparmia ironie

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"L'altro aspetto positivo - si legge - è nella nuova legge sui fallimenti, che renderà più facili le ristrutturazioni delle società italiane in dissesto. Questo non impedirà crisi future, per questo ci vorrebbe davvero un miracolo. Ma potrebbe rendere più semplice la loro gestione". In ogni caso l'Ft coglie l'occasione per dipingere la vicenda con una serie di cliché e tinte non proprio 'lodevoli', tanto per cominciare intitolando l'articolo "Alitalia: così fan tutte". E poi ci ricama: "Cosa serviva: un vecchio miliardario pronto a mantenere una giovane amante - "sugar daddy", in inglese - una Commissione europea compiacente, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero, un calo dei prezzi del petrolio e tutto questo nello stesso istante. In breve un miracolo. Madonna! Anche se il premier Silvio Berlusconi aveva promesso proprio questo, all'ultimo minuto il destino di Alitalia resta appeso a un filo". Comunque, ora "sulla carta la resurrezione di Alitalia è partita. Con due parentesi - precisa l'Ft - la fusione con Air One elimina un concorrente redditizio, e la risposta 'patriottica' degli imprenditori con un miliardo di fondi propri mostra la capacità del mercato italiano di fare equivoci: lo Stato si farà carico di 1,1 miliardi di debiti di Alitalia". BERLUSCONI "Non peserà sui contribuenti" - Air France pronta a rilevare la quota di minoranzaQuale futuro per Alitalia? Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Berlusconi solidale con Prodi "Ora intervenga il Parlamento" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il premier sulla pubblicazione di intercettazioni che riguardano il Professore: "Non è che l'ennesima ripetizione di un copione già visto"

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Karadzic tace in tribunale Nè colpevole, nè innocente (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ex leader serbo-bosniaco ha scelto la via del silenzio e non ha risposto ai capi d'imputazione rivoltigli dai giudici dell'Aja. Karadzic è accusato di genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Esteri SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa IL PROCESSO Karadzic tace in tribunale Nè colpevole, nè innocente L'ex leader serbo-bosniaco ha scelto la via del silenzio e non ha risposto ai capi d'imputazione rivoltigli dai giudici dell'Aja. Karadzic è accusato di genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità L'Aja (Olanda), 29 agosto 2008 - L'ex leader dei serbi di Bosnia Erzegovina, Radovan Karadzic, si è rifiutato oggi di rispondere delle accuse formulate a suo carico e di dichiararsi colpevole o innocente dei singoli capi di imputazione - 11 in totale - che gli vengono contestati dal Tribunale penale internazionale per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia. In linea con il regolamento della corte ad hoc, il giudice ha quindi presentato in sua vece una dichiarazione di innocenza rispetto alle accuse. Calmo e composto, l'uomo ha accusato il tribunale di essere in realtà "una corte della Nato" il cui scopo è la sua "eliminazione". "Ho smesso di usare un nome falso e ritengo pertanto che tutte le parti dovrebbero fare altrettanto", ha dichiarato l'imputato, arrestato il 21 luglio in Serbia dopo 13 anni di latitanza durante i quali è vissuto sotto falso nome. Il Tpi contesta a Karadzic i reati di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità per fatti compiuti durante la guerra di Bosnia (1992-95). Tra questi, il massacro dell'enclave musulmana di Srebrenica e il sanguinoso assedio di Sarajevo. Karadzic in aula all'Aja - L'arresto Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (143 commenti) "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola" (82 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida drogato" (53 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (51 commenti) Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità" (45 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (37 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (34 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (32 commenti) 14:39:50 - Mortadela... Mortadella....lo sempre detto che chi non ha peccato, anche se venale...scagli la prima[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:23:24 - Si vece chi ha qualcosa da nascondere e chi no! Berlusconi, lasciati giudicare almeno dal popolo, se[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:22:26 - Sono una persona molto di sinistra per cui, da un certo punto di vista, provo un piacere perverso pe[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri14:20:10 - sono un'insegnante con 36 anni di lavoro nei licei e presidente di commissione d'esame dal 1992.Plau[...] Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta"14:17:30 - bene qualcosa abbiamo imparato: se basta pagare le tasse evase al fisco per ritrovare se stessi, sai[...] "Ragazzi non correte, parola di Vale La mia vita? Più povero ma più felice"14:17:08 - Sono andata ad un convegno sulla mobilita' sostenibile,in Olanda sono all'avanguardia ,noi siamo ind[...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli14:16:18 - KIKA: questa te la potevi risparmiare...le moschee luoghi di propoaganda politica e li sinagoghe luo[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Passera: "Cruciali le prossime settimane Senza accordo sindacale non si parte" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ad di Intesa San Paolo sulla newco: "Il progetto è appena iniziato e si dovrà passare attraverso le autorizzazioni dell'Antitrust e delle autorità europee"

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"Le prossime 4 o 5 settimane saranno cruciali per capire se va avanti" il progetto di salvataggio di Alitalia, dopo la costituzione della newco, ha aggiunto l'ad di Intesa Sanpaolo.Il governo garantirà il reddito dei lavoratori in esubero di Alitalia "per un periodo adeguatamente lungo", ha assicurato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Intanto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, si è detta disponibile a una riconfigurazione al ruolo di Linate in un sistema aeroportuale lombardo armonico. Per il sindaco bisogna abbandonare l'idea di una contrapposizione tra gli scali lombardi di Malpensa, Linate e quello di Fiumicino: "Sono due mercati diversi". La Moratti, inoltre, non ha escluso a priori la possibilità di ritirare il ricorso di Sea contro Alitalia da 1.,25 miliardi. Alla domanda ha risposto: "Vedremo." Ma la Regione Lazio non permetterà il ridimensionamento di Fiumicino a favore di Malpensa. A garantirlo è il governatore Piero Marrazzo, che in una intervista dice: "Comincio a sentire odore di Alimalpensa. La Regione Lazio, insieme alla provincia di Roma e credo anche al Comune, tutelerà i lavoratori al fianco dei sindacati". FINANCIAL TIMES "Madonna! Un miracolo". Senza risparmiarsi le sue consuete ironie - quasi immancabili quando parla di business e politica in Italia - è però complessivamente positivo il commento con cui il Financial Times esamina la soluzione trovata per Alitalia, nella rubrica di approfondimento Lex Column. "Quantomeno la nuova Alitalia controllata dai privati dovrebbe essere in grado di tenere alla larga le interferenze politiche che l'hanno tormentata per così tanto tempo", si afferma. "L'altro aspetto positivo - si legge - è nella nuova legge sui fallimenti, che renderà più facili le ristrutturazioni delle società italiane in dissesto. Questo non impedirà crisi future, per questo ci vorrebbe davvero un miracolo. Ma potrebbe rendere più semplice la loro gestione". In ogni caso l'Ft coglie l'occasione per dipingere la vicenda con una serie di cliché e tinte non proprio 'lodevoli', tanto per cominciare intitolando l'articolo "Alitalia: così fan tutte". E poi ci ricama: "Cosa serviva: un vecchio miliardario pronto a mantenere una giovane amante - "sugar daddy", in inglese - una Commissione europea compiacente, una nuova legge sui fallimenti, un partner straniero, un calo dei prezzi del petrolio e tutto questo nello stesso istante. In breve un miracolo. Madonna! Anche se il premier Silvio Berlusconi aveva promesso proprio questo, all'ultimo minuto il destino di Alitalia resta appeso a un filo". Comunque, ora "sulla carta la resurrezione di Alitalia è partita. Con due parentesi - precisa l'Ft - la fusione con Air One elimina un concorrente redditizio, e la risposta 'patriottica' degli imprenditori con un miliardo di fondi propri mostra la capacità del mercato italiano di fare equivoci: lo Stato si farà carico di 1,1 miliardi di debiti di Alitalia". BERLUSCONI "Non peserà sui contribuenti" - Air France pronta a rilevare la quota di minoranzaQuale futuro per Alitalia? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 29/08/2008 12:44 inqbo da quel che ci ho capito prima ci liberavamo di debiti e delle poche cose attive e alitalia diventava francese. adesso ci teniamo i debiti, ci liberiamo delle poche cose attive e alitalia diventa di colaninno, passera e soci i quali ci dicono che così 'resta italiana'. dato che siamo tutti una cosa sola ( son felice) , doamni passo in piaggio a prendere uno scooter, e poi al sanpaolo per i soldi della benzina ? se siamo tutti italiani, ne saranno orgogliosi, no ? .... 29/08/2008 14:10 alien se ho ben capito e' stata creata una Bad Company per tutti i debiti dell'Alitalia, e una nuova Company che dovrebbe far rinascere la societa'e dare degli utlili ovviamente. Vorrei sapere: i debiti della bad Company li paghiamo noi italiani, come sempre, e i profitti li prende la famigerata cordata? spero di aver capito male, ma siccome siamo in italia, questo e altro. Sono presenti 2 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (143 commenti) "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola" (82 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida drogato" (53 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (51 commenti) Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità" (45 commenti) Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri (37 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (34 commenti) Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta" (32 commenti) 14:39:50 - Mortadela... Mortadella....lo sempre detto che chi non ha peccato, anche se venale...scagli la prima[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:23:24 - Si vece chi ha qualcosa da nascondere e chi no! Berlusconi, lasciati giudicare almeno dal popolo, se[...] Berlusconi solidale con Prodi Il Professore: "Pubblicatele pure"14:22:26 - Sono una persona molto di sinistra per cui, da un certo punto di vista, provo un piacere perverso pe[...] Le immersioni proibite di Fini nell'area protetta di Giannutri14:20:10 - sono un'insegnante con 36 anni di lavoro nei licei e presidente di commissione d'esame dal 1992.Plau[...] Gelmini: "Torna il voto in pagella Bocciati con 5 in condotta"14:17:30 - bene qualcosa abbiamo imparato: se basta pagare le tasse evase al fisco per ritrovare se stessi, sai[...] "Ragazzi non correte, parola di Vale La mia vita? Più povero ma più felice"14:17:08 - Sono andata ad un convegno sulla mobilita' sostenibile,in Olanda sono all'avanguardia ,noi siamo ind[...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli14:16:18 - KIKA: questa te la potevi risparmiare...le moschee luoghi di propoaganda politica e li sinagoghe luo[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo I sorteggi di Champions League sono stati favorevoli alle italiane?Scuola, il ministro Gelmini annuncia il ritorno al voto in pagella, sei d'accordo?Pedonalizzazione del centro storico a Massa. Cosa ne pensi?Il dibattito troppo acceso sul federalismo rischia di spaccare l'identità nazionale del nostro Paese?Braccialetto per i condannati per reati non gravi, sei d'accordo?Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Festa in barca a Saint Tropez Arriva Paris e Naomi scappa via (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Motivo all'origine della lite la morbosa gelosia di Naomi nei confronti del fidanzato russo, con il quale in passato Paris avrebbe avuto un piccolo flirt

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Unicredit, Profumo: 'banche hanno commesso errori, euro ci ha dato una mano' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia A Cortina InConTra Unicredit, Profumo: "banche hanno commesso errori, euro ci ha dato una mano" Al dibattito 'Euro, 10 anni dopo' l'amministratore delegato del gruppo ha parlato del rallentamento dell'attivita' bancaria Cortina d'Ampezzo, 29 ago. - Anche in Italia "c'è un rallentamento dell'attività bancaria, se guardiamo l'erogazione dei nuovi mutui e di tutto il mondo del risparmio gestito". Lo ha detto al PalaLexus di 'Cortina InConTra' l'amministratore delegato dell'UniCredit Group, Alessandro Profumo, prima del dibattito, moderato da Myrta Merlino (conduttrice Economix-RaiTre) sul tema: "Euro, 10 anni dopo" con Lorenzo Bini Smaghi (comitato esecutivo Bce), Massimo Giannini (direttore Affari&Finanza, vicedirettore La Repubblica) e Enrico Cisnetto (editorialista, presidente Società Aperta). "Un impatto sulla attività bancaria certamente c'è ed è diverso a seconda delle dimensioni delle banche. Noi, con l'operazione Capitalia, - ha proseguito Profumo - abbiamo dei risparmi di costi consistenti che compensano il rallentamento che c'è' stato sul fronte dei ricavi. Stiamo anche prendendo quote di mercato perché il mondo ex Capitalia sta accelerando parecchio nell'attività commerciale". E sull'immediato futuro dell'economia italiana Profumo spiega: "Certamente le prospettive sono meno brillanti rispetto a un anno fa. D'altra parte basta vedere i prezzi in Borsa". Passando alla Germania, l'ad dell'UniCredit Group, ha continuato: "l'economia tedesca ha diverse componenti. Ha una attività industriale molto forte che risente dell'andamento dell'euro, che in questo momento si sta ridimensionando, e i consumi interni sono particolarmente bassi per le ristrutturazioni che si stanno realizzando nel Paese". Tuttavia "noi non vediamo impatti sui nostri piani. Continuiamo a vedere un'attività del mondo corporate estremamente interessante". "Mi sembra che la compagnia si riduca in modo abbastanza consistente". E' il giudizio espresso dall'ad di Unicredit Group, sull'operazione Alitalia. "Continuo a ripetere - ha proseguito - quella che era la mia preoccupazione, cioè che fino a qualche mese fa avevo un volo diretto da Malpensa per Varsavia e ora non ce l'ho più. Mi sembra di capire che non ce l'avrò nemmeno domani, a meno che non arrivi qualche compagnia internazionale. Tutto il resto non mi interessa". In relazione alla partecipazione di Unicredit in Atlantia, Profumo ha rilevato che "non è una partecipazione strategica. Secondo me, oggi - ha detto - è ampiamente sottovalutata". "Le banche italiane hanno commesso degli errori ma nel complesso non hanno fatto malissimo" – ha spiegato Profumo - "abbiamo fatto degli errori e ci sono degli spazi di miglioramento. Ma nel complesso non abbiamo fatto malissimo. E l'euro ci ha dato una mano molto importante. Per le imprese, poi, entrare nell'euro è stato come smettere di prendere una droga, che era la svalutazione, per tornare ad essere sanamente competitivi a livello internazionale". "La tassa sull'euro? Non fu mai restituita e questo certamente ha inciso nella cattiva percezione della moneta unica che è diffusa nell'opinione pubblica italiana”, ha detto Lorenzo Bini Smaghi, del comitato esecutivo Bce - "la tassa sull'euro non solo non fu mai restituita, ma andò a finanziare la spesa pubblica. Ciò giustifica un certo risentimento da parte degli italiani". "O si cercano di capire i fattori sottostanti alle difficoltà, oppure si dice 'la colpa è dell'euro e si trova un inutile capro espiatorio, l'euro non sarà sostituito e non si va a fondo dei problemi veri". "Negli Usa - ha ricordato Bini Smaghi - questo è stato il decennio di peggiore crescita da oltre 120 anni. Ma lì l'euro non c'è e non gli si può dare la colpa; qui siamo soliti dargliela". "Il fatto è - ha aggiunto - che alcuni prodotti sono aumentati molto più ed altri diminuiti. Ma la gente dà molta più importanza agli aumenti". Secondo Bini Smaghi, "l'euro ha invece portato stabilità. Si può andare all'estero - ha detto ancora - senza sentirsi poveri come con la Lira nei momenti di crisi". La priorità, per la Banca centrale europea, fissata dal trattato di Lisbona sottoscritto da tutti i paesi interessati, è il mantenimento della stabilità dei prezzi e per far questo, i tassi attuali sono adeguati. Bini Smaghi respinge le critiche alla scelta di non abbassare i tassi, avanzate anche da alcuni importanti capi di Stati (Zapatero e Sarkozy, in particolare), "l'esperienza degli ultimi 30 e passa anni - ha ricordato il banchiere - dimostra che chi ha l'inflazione più alta non ha una crescita maggiore. In molti, anche negli Stati Uniti, criticano la politica monetaria della Fed: loro hanno un'inflazione al 6% ma la nostra è al 4% ed è già troppo alta. Bisogna ridurla e noi della Bce stiamo facendo di tutto per farlo. Abbiamo uno strumento limitato, quello del tasso di interesse: ma non mi sembra che i tassi al 4,25% o al 4,5% siano così alti. Se i governi ci criticano, avrebbero dovuto cambiare il trattato e non firmarlo come hanno fatto un anno fa, chiedendoci di assicurare la stabilità dei prezzi".

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Alitalia: decisive le prossime settimane (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'Ad di Intesa San Paolo parla di Alitalia dal Meeting di Rimini Alitalia: decisive le prossime settimane "Nei prossimi giorni ci potranno essere nuovi investitori" Rimini, 29. ago. - L'Amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera, ha parlato del futuro di Alitalia al Meeting di Rimini: "Le prossime 4-5 settimane saranno cruciali per capire se si va avanti o no. Nei prossimi giorni ci potranno essere nuovi investitori". Passera parla di un progetto a medio-lungo periodo: "Il progetto al quale stiamo lavorando è un progetto imprenditoriale molto serio. E' un progetto a medio-lungo periodo, il lavoro da fare è tanto e mi auguro che sia un progetto di sistema". R.D.M.

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Nuova Alitalia, il piano può decollare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Nuova Alitalia, il piano può decollare Arriva il commissario, fallimento scongiurato. Berlusconi esulta --> Arriva il commissario, fallimento scongiurato. Berlusconi esulta Il Consiglio dei ministri approva le norme per il salvataggio dell'Alitalia. Pronto il commissariamento. ROMA Via libera del Consiglio dei ministri al salvataggio di Alitalia: dopo poco più di mezz'ora di riunione il governo dà l'ok al decreto legge e al disegno di legge delega che permettono il commissariamento della compagnia di bandiera, evitando il fallimento. Molto soddisfatto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Avevamo il dovere di intervenire, lo abbiamo fatto con concretezza. Ci siamo riusciti". Mentre l'opposizione, Pd in primis, attacca la soluzione del governo. La riunione del governo è filata via liscia senza distinguo, nonostante gli avvertimenti lanciati nei giorni scorsi dalla Lega. I nodi principali, infatti, sono stati sciolti in una cena-riunione ieri sera con Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi e Roberto Calderoli: il Carroccio ha ottenuto l'apertura del Tavolo per gli aeroporti milanesi, preoccupazione numero uno dei leghisti. E così Bossi può finalmente dire che "il piano va bene". BERLUSCONI SODDISFATTO Si chiude dunque una partita difficile e il premier rivendica i meriti del governo, leggendo una dichiarazione scritta. La "nuova" Alitalia, spiega Berlusconi, "era l'unica soluzione" altrimenti l'alternativa era il fallimento. Una soluzione, è convinto il Cavaliere, che permetterà ad "un grande Paese di avere una grande compagnia di bandiera", che sarà "in mani tutte italiane" e non sarà svenduta, come voleva fare il governo Prodi, ad Air France, che se vorrà potrà entrare solo "come socio di minoranza". Certo, ammette il premier, "ci sono sacrifici da fare" perché l'eredità di Alitalia è pesante ma né il personale in eccedenza né "i piccoli risparmiatori saranno abbandonati". Così come una "compagnia nuova, finanziariamente in equilibrio e tecnologicamente avanzata non peserà più sulle spalle dei contribuenti". OPPOSIZIONE DURA Se il governo mostra soddisfazione per la grana risolta, chi invece attacca l'operazione è il Partito Democratico: per Walter Veltroni quella che resterà all'Italia sarà solo una "compagnia di bandierina". La vicenda Alitalia, per il segretario del Pd, "è lo specchio fedele di come il governo Berlusconi sia vittima della sua demagogia e della sua inadeguatezza". E, dopo le affermazioni del premier, non fa sconti l'ex ministro Pd Pierluigi Bersani: "Le rassicurazioni di Berlusconi non servono a nulla. Viene fuori l'idea di una compagnia più piccola e più domestica che ovviamente non potrà vivere da sola". Durissimo Enrico Letta, per il quale le parole di Berlusconi sono "sfacciate e intollerabili" e tentano solo di "coprire la realtà, cioè la vera notizia: il governo sta pilotando il fallimento di Alitalia". L'Udc chiede invece "maggiore trasparenza": il governo "venga a riferire in Parlamento", è l'invito del centrista Gian Luca Galletti. ALEMANNO PREOCCUPATO Ma non sono solo le opposizioni a esprimere preoccupazione e dal sindaco di Roma Gianni Alemanno arriva la richiesta di un incontro urgente con il governo per fare il punto sul futuro di Fiumicino e quindi di decine di lavoratori. Il destino degli scali, d'altro canto, è sempre stato (insieme alla questione degli esuberi) uno dei punti più delicati. Solo ieri la tabella di marcia del governo rischiava di essere messa in crisi dalla Lega. E c'è voluta la riunione di tre ore con Berlusconi perché Bossi, con i vertici del Carroccio, ottenesse rassicurazioni sufficienti per dare il nulla osta. E il punto di caduta, ha spiegato il ministro Roberto Calderoli, è stata la decisione di "aprire il Tavolo per gli aeroporti milanesi, che sarà operativo già dalla prossima settimana".

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La Borsa premia la cordata-Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 213 La Borsa premia la cordata-Alitalia --> Immsi, la società di Roberto Colannino, che ha approvato ieri l'operazione nella compagnia di bandiera (Colaninno è presidente della Compagnia aerea italiana) e i conti semestrali, ha iniziato a correre sin dalla mattinata per essere più volte congelata e sospesa per eccesso di rialzo. Alla fine il titolo è salito del 12,49% a 0,84 euro. Bene anche gli altri titoli coinvolti nella cordata quali Atlantia (+1,96% a 17,9) e Fondiaria-Sai (+0,62% a 19,06) che ieri aveva ceduto terreno sui conti. La banca guidata da Corrado Passera, che partecipa anch'essa al Progetto Fenice con 100 milioni di euro ed è l'advisor della privatizzazione della compagnia, ha beneficiato dei risultati semestrali in particolare di quelli realizzati nel secondo trimestre e, dopo una seduta brillante, ha chiuso in rialzo del 6,25% a 3,64 euro. Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo semestre con un utile netto consolidato di 3,1 miliardi di euro, in calo dai 5,3 miliardi realizzati nel 2007 grazie anche alle dismissioni, ma in crescita del 22,4% su basi normalizzate, con l'esclusione cioè delle componenti non ricorrenti e del risultato dell'attività di trading.

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Alitalia, rientra Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Sì del governo al salvataggio. Colaninno: un'operazione di mercato. Il Pd e i sindacati: "Pagheranno i cittadini" Alitalia, rientra Air France Berlusconi: un buono alle aziende che assorbiranno gli esuberi La "nuova" Alitalia resterà una compagnia italiana. Il governo ha dato il via libera - con la modifica della legge Marzano - al salvataggio e alla divisione in due nuove società, una bad company e una best company, annunciando che soci stranieri potranno entrare ma solo con quote di minoranza. Air France, ritiratasi definitivamente dalla partita ad aprile, è pronta di nuovo a scommettere sulla partita che vedrà nascere la newco dalle ceneri della vecchia compagnia. Lunedì il piano dovrà affrontare un grande ostacolo: il confronto con il sindacato, pronto a dare battaglia. "Scommessa vinta", sono le parole trionfali di Berlusconi che ha aggiunto: "I sacrifici ci saranno ma il personale in eccesso non sarà abbandonato". "Certo - ha assicurato il premier - gli esuberi saranno inferiori a quelli della svendita ad Air France. Daremo un buono alle agenzie del Sud che offriranno posti di lavoro". Respinge le critiche Roberto Colaninno: "E' un'operazione di mercato". Al contrario di Veltroni che parla di "una compagnia di bandierina. Così pagheranno i cittadini" Barbera ALLE PAG. 4 E 5.

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COMPAGNIA DI BANDIERINA (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Mario Deaglio COMPAGNIA DI BANDIERINA Il tentativo di sistemazione di Alitalia, condotto dall'attuale governo, presenta caratteri di novità nel panorama della politica industriale italiana e va quindi analizzato prima in un contesto istituzionale e poi al livello del settore e dell'impresa. Il precedente governo aveva seguito inizialmente una procedura da manuale anglosassone: aveva indetto una vera gara internazionale per la vendita della propria quota in Alitalia, sollecitando manifestazioni di interesse poi trasformatesi in un'unica offerta concreta, quella di Air France. A questo punto, dall'empireo della finanza globale si passò bruscamente a un tipico scenario italiano: Air France fu chiamata a incontrare il sindacato per quella che riteneva poco più di una semplice illustrazione e che il sindacato, con incredibile e colpevole miopia, considerava invece punto di partenza della trattativa "vera" per spuntare un netto miglioramento dell'offerta. Non ci si deve meravigliare che Air France sia scappata, lasciando Alitalia senza prospettive, senza amici, con perdite di un milione di euro al giorno che il governo tamponò - ossia mise a carico di tutti gli italiani - con un ingente prestito ponte, di dubbia legittimità europea. In campagna elettorale, l'attuale presidente del Consiglio si impegnò solennemente, forse con un po' di demagogia, a trovare una soluzione privata e italiana al problema Alitalia, giocando sul tasto dell'irrinunciabilità a una "compagnia di bandiera". Si è realizzato così, dopo molti anni, un intervento "pesante" dello Stato per pilotare la ristrutturazione del settore, facendo leva su imprese nazionali e puntando comunque alla fusione operativa tra Alitalia e Air One, la seconda compagnia aerea nazionale. L'attuale governo ripete in tal modo, con qualche variante, la politica francese di ristrutturazione seguita per l'aeronautica, l'elettronica e per lo stesso settore dei trasporti aerei: il libero mercato è solo un ricordo, sostituito da una concertazione di interessi. Il governo di centro-destra si dimostra più "socialista", ossia più interventista, di quello di sinistra-centro. Da una gara aperta a livello internazionale si è così passati a trattative private rigidamente limitate e assai poco trasparenti. Anche così, ci sono voluti molti mesi e molti sforzi per "convincere" una quindicina di imprenditori italiani a costituire una "cordata" e mettere assieme una somma relativamente modesta - un miliardo di euro -, comunque insufficiente a una vera politica di rilancio di Alitalia. È quindi ragionevole pensare che questa "cordata" sarà sostenuta da un forte credito bancario; essa potrebbe inoltre andare incontro a forti obiezioni europee per il possibile conflitto di interessi di alcuni dei partecipanti alla "cordata" in quanto gestori di servizi pubblici in potenziale competizione con i servizi aerei di Alitalia. L'attuale tentativo di soluzione mostra comunque una netta discontinuità, rispetto al passato recente, non solo per il suo allontanamento dal mercato, ma anche per i nuovi rapporti governo-grandi imprese e per l'esclusione delle forze sindacali dalle decisioni-chiave: a loro è riservata una trattativa successiva per la sola sistemazione dei lavoratori in esubero. Ben difficilmente la soluzione ieri delineata eviterà di porre le perdite di Alitalia a carico della collettività: la separazione della "polpa" di Alitalia (in sostanza la posizione dominante nel traffico aereo sulle principali rotte italiane e soprattutto sulla Milano-Roma) dal suo "osso" (un mare di debiti e di dipendenti in esubero confluiti in una nuova società pubblica) è la premessa perché quest'osso influisca in maniera negativa e piuttosto pesante sui conti pubblici, il che, del resto, è successo in altri salvataggi del passato, come quello del Banco di Napoli. È dubbio che essa favorisca davvero lo sviluppo del Paese, non dovrebbe essere in ogni caso salutata con toni trionfalistici. La "polpa", del resto, se produrrà utili, lo farà solo tra alcuni anni. Nessuno dei partecipanti alla cordata ha una "vocazione" al trasporto aereo e quanto è stato reso noto del piano industriale è piuttosto vago e non appare molto convincente. La nuova Alitalia sarà una compagnia aerea molto ridimensionata, quasi una "compagnia-bonsai", priva di un punto centrale (hub), senza vere prospettive di crescita fuori dall'Italia. Per questo è ragionevole supporre che il piano ora presentato sia solo un abbozzo, sulla base del quale negoziare più ampie intese con qualcuno dei veri "grandi" del trasporto aereo europeo; non a caso, Air France si è già rifatta ufficialmente avanti e potrebbe ottenere i risultati che si proponeva qualche mese fa - ossia l'integrazione di Alitalia nel proprio sistema globale - a un costo molto inferiore al previsto, risultando il vero vincitore di quest'operazione. La "bandiera" italiana di questa compagnia, in nome della quale si è condotta questa complicata operazione, potrebbe risultare una "bandierina", - secondo l'espressione usata ieri dal capo dell'opposizione - e per di più italo-francese. La prospettiva più probabile è quella della continuazione di un'ulteriore, lenta riduzione della presenza di Alitalia sulla scena europea, insufficientemente compensata da una ragguardevole presenza iniziale sul mercato nazionale. mario.deaglio@unito.it.

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Il cda chiede il commissariamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 29-08-2008)

Argomenti: Alitalia

La compagnia di bandiera ha presentato ricorso per lo stato di insolvenza al tribunale di Roma. Il consiglio d'amministrazione ha chiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria

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