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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL  27 agosto 2008      #TOP


IN EVIDENZA

1) Il gioco dell'oca. di Eugenio Scalfari (La Repubblica 27-8-2008)

2) Esuberi, azionisti e Antritrust. Le ultime turbolenze per Alitalia (Il Sole 24 Ore 27-8-2008)


Il gioco dell'oca. di Eugenio Scalfari (La Repubblica 27-8-2008)

 

LA SOLUZIONE dell'"affaire" Alitalia (che è stata formalizzata ieri) non è una bufala. Si chiama con questo termine figurato la vendita di una patacca, una truffa in piena regola. Invece la soluzione Alitalia è un'altra cosa: un imbroglio politico che cerca di far passare con una diversa apparenza e in condizioni peggiori la stessa sostanza che era stata già concordata nello scorso mese di marzo con Air France.
Insomma un'operazione d'immagine che costerà ai contribuenti italiani un miliardo di euro come minimo, più il costo sociale degli esuberi, cioè dei licenziamenti che saranno più del doppio e poco meno del triplo di quanto sarebbe avvenuto in marzo.

Cinque mesi fa l'ipotesi accettata dal capo di Air France, Jean-Cyril Spinetta, ma furiosamente osteggiata da Berlusconi, da Fini e dai sindacati, prevedeva duemila esuberi, altri quattromila dipendenti sarebbero stati parcheggiati in una società di proprietà dello Stato con la prospettiva che almeno metà di loro sarebbe stata riassorbita entro cinque anni. La società si sarebbe fusa nel gruppo Air France-Klm conservando il suo marchio, gran parte del personale e gran parte delle rotte e acquisendone altre per destinazioni internazionali. La flotta sarebbe stata rinnovata gradualmente poiché la consistenza della flotta Air France-Klm insieme agli aerei Alitalia era in grado di far fronte ai previsti incrementi di passeggeri e di merci nei prossimi anni.

All'epoca in cui queste trattative erano sul punto di chiudersi il prezzo del petrolio, già molto alto rispetto ad un anno prima, quotava 80 euro al barile. Sono stati persi cinque mesi da allora ed oggi la trattativa si è svolta con il barile di greggio a 115 euro. Alitalia era sostanzialmente fallita già cinque mesi fa ma si poteva risollevare senza commissariamento e a condizioni migliori per il Paese e per il Tesoro.

Oggi dovrà inevitabilmente passare per il commissariamento, le condizioni per la nascita della "nuova Alitalia" costeranno inevitabilmente di più alla collettività senza cambiare di un ette la sostanza: una compagnia di fittizia bandiera che si avvia a diventare una branca di un gruppo controllato e gestito da una compagnia di altra nazionalità.

A quest'operazione d'immagine partecipano una decina di imprenditori italiani e tre o quattro banche tra le quali Banca Intesa e forse Mediobanca. Non si tratta però di "capitani coraggiosi" come alcuni giornali li hanno affrettatamente chiamati. Si tratta di capitalisti che sanno il fatto loro e che hanno patteggiato il loro ingresso nel capitale di Alitalia con contropartite di notevole interesse.
Ho detto che non è una bufala ma un imbroglio. Non saprei definirlo diversamente.

* * *
La prima constatazione (non si tratta di un'opinione ma di un fatto) è la situazione patrimoniale della "bad company" cioè della vecchia Alitalia, del vecchio e logoro osso che resterà in mano al Tesoro, cioè allo Stato, cioè a tutti noi contribuenti. Come è noto il patrimonio si compone di poste attive e di poste passive. Queste ultime ammontano nel caso Alitalia ad oltre un miliardo di euro perché tanti sono i suoi debiti. Ma in più ci saranno da gestire da cinque a seimila esuberi e forse più. Questa gestione ha un costo sociale e un costo finanziario. Quello sociale riguarda le persone e le famiglie che passeranno dallo stipendio alla Cassa integrazione e poi al licenziamento. Per di più si tratta quasi interamente di persone e famiglie concentrate a Roma, il che rende ancora più pesante l'impatto sociale della crisi.

Il costo finanziario dipenderà da eventuali "finestre" di pre-pensionamenti e dalla possibilità di alcune categorie di creditori di sottrarsi agli effetti del commissariamento pretendendo e ottenendo il pagamento integrale di quanto ad essi dovuto. Tra questi i fornitori di carburante i quali potranno adire il tribunale e ottenere una posizione privilegiata minacciando altrimenti di non rifornire la flotta Alitalia impedendone in questo modo il decollo.
C'è poi da considerare la sorte dei 300 milioni che nello scorso aprile furono conferiti dal Tesoro all'Alitalia per assicurarne la sopravvivenza. Quei soldi furono poi messi a patrimonio con la clausola che sarebbero stati restituiti al Tesoro nei tre mesi successivi all'avvenuto risanamento della società.
Saranno restituiti? Sarebbe una partita di giro, dalla "bad company" al Tesoro stesso. Quindi impraticabile perché inutile. Oppure non saranno restituiti, nel qual caso assumerebbero la natura di un aiuto di Stato e come tale impugnabile dalla Commissione europea dinanzi alla Corte di giustizia dell'Ue. Oppure ancora qualche banca o fondazione compiacente dovrebbe assumersi l'onere di rimborsare il Tesoro. Un samaritano che porti la croce. Ce ne sono in giro? Io non ne vedo. Se ci fossero sarebbero pazzi. Oppure furbi di quattro cotte che darebbero trecento per ottenere di ritorno in altri modi almeno il doppio. Staremo a vedere. Il nostro compito di giornalisti è appunto quello d'informare il pubblico. Non mancheremo di farlo.

* * *
I capitani coraggiosi. Vorrei cominciare dal gruppo Benetton per una ragione molto semplice: il responsabile operativo della famiglia e del gruppo di Ponzano Veneto rilasciò tempo fa un'intervista assai significativa, virgolettata e rivista dall'intervistato. Il giornalista che l'intervistava affacciò il dubbio che la contropartita d'una partecipazione dei Benetton al salvataggio Alitalia fosse già stata ottenuta con le ottime condizioni alle quali lo Stato aveva rinnovato la concessione delle autostrade al gruppo di Ponzano. Ma l'intervistato replicò che no, la partita delle autostrade non aveva alcun nesso con il salvataggio dell'Alitalia; le condizioni della concessione rinnovata non erano affatto un favore ma un'equa pattuizione. E va bene, sarà certamente così.

Il caso Alitalia era invece diverso. I Benetton non hanno alcun interesse a partecipare ad una compagnia di trasporto aereo. Possono metterci qualche spicciolo se proprio serve a salvare l'immagine politica, ma il loro interesse è un altro. I Benetton sono da tempo diventati costruttori di opere pubbliche: l'attuale aeroporto di Fiumicino l'hanno fatto le loro imprese. È un sito studiato per ospitare 30 mila passeggeri al giorno. Ma ora le previsioni per i prossimi vent'anni richiedono un aeroporto da 60 mila passeggeri in transito giornaliero. Perciò bisogna ricostruire Fiumicino nell'ambito di un progetto che ne faccia un "hub" mediterraneo. Ecco: i Benetton puntano su questo obiettivo. Non sono mica molliche.

Naturalmente, se la previsione d'un aeroporto da 60 mila transiti è corretta, non c'è assolutamente nulla di male a mettere in gara l'opera pubblica. Una trattativa privata senza concorrenti sarebbe uno strappo non da poco. Ma Tremonti è capace di questo e di altro nell'ambito di una strategia di Stato-padrone e di primazia della politica.
Però c'è un altro problema che lo stesso Benetton sollevò in quell'intervista: le tariffe da applicare alle compagnie di trasporto per utilizzo dell'aeroporto e, tra queste, in particolare le tariffe della compagnia di fittizia bandiera. Mi domando se non ci sia un conflitto di interessi tra un Benetton gestore dell'aeroporto e un Benetton azionista di Alitalia.

* * *
Di Ligresti si sanno molte cose e molte altre si intuiscono. Costruirà non so quanti milioni di metri cubi connessi (insieme alle circostanti aree) con l'Expo di Milano. Guida un gruppo gigantesco, immobiliare, finanziario, assicurativo. Sta nel sindacato di Mediobanca e come tale allunga l'occhio anche sul Corriere della Sera. Metterà una cinquantina di milioni anche in Alitalia. Per lui sono spiccioli e possono venir buoni con tanta terra al sole. E poi la sua banca di riferimento non è Intesa-Sanpaolo? È opportuno rendersi utili a chi finanzia i propri affari, accade da che mondo è mondo.

Conosco poco gli altri neo-azionisti della nuova Alitalia e quindi mi guardo bene dal formulare su di loro pensieri maliziosi. Ma una cosa va detta e vale per tutti: questi capitani coraggiosi giocano in realtà sul velluto perché hanno giustamente messo come condizione "sine qua non" la presenza nella combinazione d'un grande vettore internazionale. Poiché hanno ora accettato che i loro nomi siano resi pubblici se ne deve dedurre che l'accordo con il vettore straniero sia già stato fatto o sia comunque in avanzata trattativa.

Sappiamo che quando l'accordo sarà ufficializzato risulterà che lo "straniero" avrà il controllo azionario e la gestione della compagnia. È immaginabile e verosimile.
Secondo le informazioni che ho in proposito gran parte dei capitani coraggiosi si propongono di vendere allo "straniero" o sul mercato le loro quote azionarie quando l'accordo sarà diventato operativo. Dal che deduco che una rete di sicurezza i capitani coraggiosi ce l'hanno.
Arriva all'ultim'ora la notizia che Air France ha convocato il suo consiglio d'amministrazione per giovedì ed ha riaperto il dossier Alitalia. Spinetta chiederà anche di incontrarsi con Passera.
A pensarci bene è stato proprio un gioco dell'oca. Cinque mesi dopo torna l'ipotesi di tornare al punto di partenza in condizioni assai peggiori di prima.

* * *
Poiché in quest'operazione compare più volte il nome di Mediobanca, converrà spendere qualche parola su questo leggendario istituto che ha movimentato la storia finanziaria d'Italia dal 1947 ad oggi attraversando anche in casa propria alcune agitate, vicende come del resto accade nelle migliori famiglie. Finora le vicende "domestiche" di piazzetta Cuccia sono sempre finite bene e ci auguriamo che sia sempre così. Non altrettanto si può dire di quelle che Mediobanca ha patrocinato. Alcune a lieto fine altre a fine triste o tristissimo, a cominciare dalla guerra chimica ai tempi della Edison e della Bastogi per arrivare alla Montedison di Cefis e a quella dei Ferruzzi e dei Gardini e per finire con Pirelli e Telecom.
Che sta accadendo adesso a Mediobanca?
È in corso uno scontro molto duro. A volerlo personalizzare i protagonisti sono tre: Geronzi, Profumo, Nagel. Il primo è il presidente del consiglio di sorveglianza di Mediobanca dopo aver guidato per molti anni il Banco di Roma che si fuse circa due anni fa con Unicredit; il secondo è l'amministratore delegato di Unicredit; il terzo è l'amministratore delegato del consiglio di gestione dell'Istituto di piazzetta Cuccia (un tempo si diceva via Filodrammatici perché Enrico Cuccia era ancora vivo).
Al momento della fusione del Banco di Roma con Unicredit si pose il problema di trovare una posizione adeguata per Cesare Geronzi che altrimenti sarebbe rimasto disoccupato. Geronzi non è uno che vada in pensione; si può tranquillamente scommettere che morirà (spero il più tardi possibile) lavorando. Banco di Roma e Unicredit possedevano circa il 9 per cento ciascuno del capitale di Mediobanca, in totale il 18 per cento, cioè la maggioranza assoluta nel patto di sindacato. A quel punto Profumo decise di vendere metà della partecipazione restando con il 9 per cento. Decise anche di affidare a Geronzi la presidenza dell'istituto ma per non essere troppo generoso optò per una "governance" duale, dando all'ex presidente del Banco di Roma la guida del consiglio di sorveglianza e insediando alla testa del consiglio di gestione il capo del management di piazzetta Cuccia, Nagel.

Un equilibrio perfetto, almeno sulla carta. Ma non era pensabile che Geronzi si contentasse a lungo di fare il padre nobile. Passato poco più di un anno è entrato infatti in agitazione chiedendo che la governance di Mediobanca tornasse dal sistema duale a quello "monale" e rivendicandone la presidenza operativa.
Profumo non è d'accordo ma è molto prudente, anche lui ha i suoi guai e non da poco. Nagel non è d'accordo neppure lui, ma Geronzi è in maggioranza nel sindacato e nell'assemblea degli azionisti. Dalla sua parte c'è Mediolanum, Ligresti, Generali, i francesi, insomma il grosso degli azionisti. Soprattutto ha l'appoggio politico di Berlusconi.

Ma Nagel e Profumo sono tuttora contrari. Se decideranno di battersi possono raggruppare un terzo dei voti nel sindacato azionario: una minoranza di blocco che riproporrebbe una conduzione duale all'interno di una "governance" unificata.
Infine c'è un'ultima incognita. Geronzi è stato rinviato a giudizio e addirittura condannato in primo grado per alcuni reati di cospicua gravità in materia finanziaria e bancaria. In tempi normali tutto ciò avrebbe determinato automaticamente le dimissioni del rappresentante legale di una banca e in tal senso esiste da tempo una circolare di indirizzo della Banca d'Italia. Ma oggi, lo sappiamo, non siamo in tempi normali. Mi domando però se questa posizione resterà ferma anche nel momento in cui il processo avrà inizio. Ogni previsione è azzardata ma una cosa è certa: la scelta dipenderà in larga misura da Draghi. È una partita cui sarà molto interessante assistere per raccontarla a dovere.
(27 agosto 2008)



Esuberi, azionisti e Antritrust. Le ultime turbolenze per Alitalia (Il Sole 24 Ore 27-8-2008)

Le ultime insidie, per Alitalia, arrivano ora. E toccherà risolverle al Governo e alla nuova società costruita dall'advisor IntesaSan Paolo. In attesa che spunti il partner internazionale. che sia AirFrance-Klm o Lufthansa. Intanto giovedì il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare le modifiche alla Legge Marzano che consentirebbero il salvataggio dell'Alitalia attraverso la rinascita nella new company creata ieri da una cordata di sedici imprenditori italiani, permettendo così al premier Silvio Berlusconi di compiere, come lui stesso lo ha definito, "il miracolo" del rilancio della compagnia ex di bandiera.


Esuberi. Da tempo ci sono contatti informali fra manager dell'advisor scelto dal Governo, rappresentanti sindacali e dell'Esecutivo per una soluzione che, come ha ricordato anche oggi il ministro dei trasporti Matteoli, «non lasci nessuno per strada». La soluzione scelta passa attraverso il commissariamento dell'Alitalia. Attribuisce al commissario il compito di definire il numero dei dipendenti in eccesso fra il personale navigante, destinato nella maggior parte a passare nella neonata compagnia. Dipenderà direttamente dal numero e dal tipo di aerei che saranno utilizzati, dal tipo di network che verrà disegnato dopo la fusione con AirOne e dalle basi di armamento esuberi. Ancor più complessa la gestione dei dipendenti che assieme a debiti e asset in perdita rimarranno nella «bad company»: circa 7 mila secondo le stime. Una delle ipotesi è il passaggio in varie società o enti pubblici o della gestione diretta nell'alveo di Fintecna. I sindacati restano vigili.

Azionisti. Il titolo Alitalia è sospeso in Borsa dal 3 giugno scorso ed è quindi da allora preclusa a qualsiasi piccolo azionista la possibilità di disimpegnarsi. Qualora venisse nominato un commissario e questo cedesse gli asset profittevoli alla neonata società presieduta da Colaninno, i titolari di azioni sarebbero proprietari di una società in fase di smantellamento che dovrebbe far fronte a debiti e fornitori con la somma ricevuta in cambio della cessione degli asset. Equivarrebbe ad azzerare il valore dei titoli. I consumatori minacciano già una class action

Antitrust. La legge istitutiva dell'Antitrust vieta le concentrazioni che restringono la concorrenza o che rafforzano posizioni già dominanti e, specie sulla rotta Roma-Milano, l'unione Alitalia-AirOne rientrerebbe in questa fattispecie. Però l'articolo 25 consente deroghe a fronte di un programma governativo concordato con l'Autorità Antitrust a condizione che questa operazione sia favorevole per il mercato e i consumatori e che vengano subito fissati tempi ben precisi per il rientro nei limiti fissati dall'Antitrust. Si tratterebbe della prima volta in Italia .

Unione europea. Il testo del piano per salvare Alitalia è arrivato a Bruxelles, dove sarà analizzato per appurare che sia in linea con le norme Ue. E mentre la Filt-Cgil va all'attacco, nonostante le rassicurazioni del Governo su come smaltire gli esuberi, la Commissione europea non si sbilancia in attesa di studiare il materiale giunto da Roma sotto forma di bozza.

L'ingresso di soci privati «è un fatto positivo perchè così cresce la concorrenza e si rafforza il mercato in Europa» ha sottolineato da parte sua il commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani (Pdl), osservando che «sarebbe stato un danno per il mercato e per il turismo se una compagnia importante come quella di bandiera fosse fallita». «È un fatto di grande correttezza perchè riguarda le normative Ue. Anche Passera mi ha informato dello stato della vicenda» ha poi proseguito Tajani, ricordando di aver chiesto di rispettare le norme Ue e su questo «ho avuto risposte positive, poi valuteremo nel merito i singoli particolari della vicenda».

Concorrenti all'arrembaggio. Intanto però alcune compagnie concorrenti gridano vendetta: quattro vettori e un tour operator hanno recapitato a Bruxelles i loro rilievi sulla vicenda, nel quadro dell'indagine formale Ue aperta per il sospetto che i 300 milioni di euro prestati dal Governo ad Alitalia, e poi convertiti in patrimonio, non siano compatibili con le norme europee sugli aiuti di Stato.

Osservazioni firmate rispettivamente da British Airways, Ryanair, Sterling Airlines, Neos e dall'associazione europea delle agenzie di viaggio e dei tour operator, che accusano l'aviolinea italiana di concorrenza sleale e giudicano i 300 milioni di euro un aiuto di stato illegale. Adesso tali osservazioni saranno inoltrate dagli uffici di Tajani a Roma per la risposta, prassi che allungherà i tempi della procedura, che può durare fino a 18 mesi.

Al momento comunque ufficialmente Bruxelles non esprime commenti sul piano di salvataggio, ma alcuni aspetti suscitano già qualche timore. Richiederebbe infatti una valutazione più attenta la creazione della bad company: se fosse infatti il governo a farsi carico delle passività ad essa destinate l'operazione potrebbe di configurarsi come aiuto di stato. Ma non solo. Sul fronte della nuova Compagnia aerea italiana, va assicurata una cessione degli asset a prezzi di mercato o anche in questo caso si rischierebbe la violazione delle norme Ue.

 

Report "Alitalia 2"

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Alitalia 2 (71)


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Sezione principale: Alitalia 2

Convalidato il fermo dei due romeni accusati della brutale aggressione ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?

Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA COMPAGNIA DI BANDIERA Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente E' stata costituita la nuova società denominata Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli amministratore unico. Sono 16 i soci. Novità per il partner internazionale: previsto un incontro con i vertici di Air France-Klm Roma, 26 agosto 2008 - Prende forma la nuova Alitalia.

Alitalia 2 bussa a Air France ( da "Secolo XIX, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Nuova alitalia torna in pista air france ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nuova Alitalia torna in pista Air France ROMA - Si chiamerà Compagnia aerea italiana la nuova Alitalia e avrà come presidente Roberto Colaninno. Sono interessati all'operazione sedici imprenditori fra cui Benetton, Toto e Marcegaglia. La novità è che ritorna in campo Air France-Klm che aveva abbandonato la partita nella primavera scorsa.

Meno aerei e niente hub carta straccia ai risparmiatori - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Ecco come sarà la nuova Alitalia. Ruolo ridimensionato sia per Fiumicino che per Malpensa Meno aerei e niente hub carta straccia ai risparmiatori Il dossier ETTORE LIVINI MILANO - Il nome resterà lo stesso, Alitalia, ma per il resto l'identikit dell'aerolinea destinata a nascere (salvo sorprese) dalle ceneri del fallimento della vecchia Alitalia sarà del tutto nuovo.

Ma a bruxelles crescono i timori "subito un confronto sul piano" - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ufficialmente la Commissione europea spiega che spetterà al governo decidere se notificare a Bruxelles il salvataggio di Alitalia. Ma dietro le quinte nessuno nega che sarà proprio la Ue a doversi esprimere sul piano Fenice, quello che si sta concretizzando dando vita ad una Bad Company, con tutte le passività dell'Alitalia, e una New Company, la freschissima Compagnia aerea italiana.

Colaninno presidente e 16 soci nella società che salverà alitalia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tavolo il dossier Alitalia e il decreto ad hoc che domani potrebbe riformare la legge Marzano consentendo così la separazione in due pezzi di Alitalia. E venerdì, sull'onda delle norme approvate dal Consiglio dei ministri, il cda della Magliana dovrebbe approvare la semestrale, la probabile dichiarazione di insolvenza e la richiesta di accesso alla nuova procedura di salvataggio.

Alitalia, 16 sociper la rinascita ( da "Secolo XIX, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 30 maggio 2008 tocca a tremonti 27/08/2008 Dopo che il neo premier Silvio Berlusconi annuncia la volontà di creare una cordata italiana per salvare Alitalia (4 aprile), il ministro Giulio Tremonti presenta il decreto con cui il governo assume il compito di individuare un nuovo potenziale azionista di riferimento 27/08/2008.

Fiammata ifi ma fiat resta al palo l'accordo con sony fa volare stm ( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche la scuderia di titoli di Roberto Collanino ha terminato la seduta in ordine sparso: mentre Piaggio è salita dell'1,5%, la controllante Immsi, che è coinvolta nel rilancio di Alitalia, ha perso il 3,5%. Stesso discorso per il Banca Popolare (meno 2%) che è scivolato nonostante il rimbalzo di Italease (più 3,1%).

Colaninno guida la nuova Alitalia Su Linate l'ombra degli immobiliaristi ( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stai consultando l'edizione del Colaninno guida la nuova Alitalia Su Linate l'ombra degli immobiliaristi Si chiama Compagnia aerea italiana la nuova società che prende il posto di Alitalia, a cui resteranno tutti i debiti. Il presidente è Roberto Colaninno. Rispunta l'ipotesi AirFrance. Su Linate gli appetiti degli immobiliaristi.

Paghiamo noi gli affari loro ( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: volo Alitalia"? Alla luce di quanto traspare dal piano predisposto da Banca Intesa-San Paolo lo slogan andrebbe attualizzato in un altro "Viva l'Italia che porterà utili a una decina di italiani e perdite a 59 milioni". Il piano prevede una fase di transizione verso l'ingresso di una grande compagnia di trasporto aereo.

Sul futuro di Linate anche l'ombra degli immobiliaristi La possibile chiusura dello scalo scatena gli appetiti per un'area che sarà servita dal metrò ( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: inizio di un nuovo cammino per Alitalia". Si sbilancia solo la Lega Nord, compagna di barricate del governatore lombardo a difesa dello scalo varesino: "Linate non chiuderà mai, è troppo comodo per la città. Il vuoto di Alitalia, nel rispetto dei principi di libero mercato, sarà riempito da qualcun altro" sentenzia Marco Reguzzoni,

Il piano Fenice nasce fragile, servono alleanze ( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: delle polemiche roventi che hanno segnato e stanno segnando le vicende di Alitalia e di Fenice il suo piano di salvataggio arrivato in extremis. Un tecnico che però sa guardare con gli occhi "politici" dell'economista. Una compagnia troppo piccola per uscire dai nostri confini? "Alitalia da sola oggi occupa il 24esimo posto al mondo ed è appesantita da due anni di bilanci spaventosi,

Destinazione Oriente: adesso sono i piloti che prendono il volo Stipendi bassi e scarsa possibilità di carriera: 40 sono già andati negli Emirati ma l'esodo continua verso India a ( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: estero poi un pilota con anni di servizio prende molti più soldi che in Alitalia. "Tra un comandante Air France e uno Alitalia - dice il pilota Danilo Baratti - ci sono circa 3.500 euro mensili di differenza in busta paga". Roba da far tremare le vene ai polsi e accettare qualche sacrificio in più. Come il pendolarismo o il cambio di paese.

E Intesa Sanpaolo rispolvera Air France ( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In pole position anche per Alitalia. Per una serie di ragioni. Sia per i legami con Air One, la compagnia di Carlo Toto che confluirà nella nuova Alitalia, sia perché Air France ha abbandonato il tavolo su Alitalia nello scorso aprile, indicando successivamente a più riprese di ritenere chiuso il dossier.

Pronti a gennaio per la class action ( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: consumatori nei confronti della nascita della nuova Alitalia. Il conferimento delle attività operative alla newco degli operatori, lasciando alla società commissariata tutti i debiti e gli esuberi non piace alle organizzazioni dei consumatori, preoccupati soprattutto per il destino dei piccoli azionisti che, con le azioni sospese in Borsa, non possono decidere se e come uscire da Alitalia.

Compagnia Aerea Italiana: nasce la nuova Alitalia Sedici imprenditori capitanati da Colaninno si prenderanno la parte sana della società ( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: edizione del Compagnia Aerea Italiana: nasce la nuova Alitalia Sedici imprenditori capitanati da Colaninno si prenderanno la parte sana della società di Roberto Rossi / Roma NEWCO Sono sedici imprenditori in tutto. Hanno sottoscritto quote paritetiche e simboliche, pari a poche migliaia di euro, nella società Compagnia Aerea Italiana.

Formigoni e Penati in collisione su Linate ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L'Unità scrive addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (

Formigoni e Penati in collisione su Linate ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L'Unità scrive addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (

Il nuovo contratto divide il fronte AirOne gioisce, la vecchia Alitalia no ( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la "vecchia" Alitalia no Per i piloti di Air One saranno un po' migliori, per quelli Alitalia nettamente peggiori. Di sicuro le condizioni di contratto della "Nuova Alitalia" dividono: il piano Fenice di Banca Intesa secondo l'Unione piloti sarebbe infatti "stimolante per i primi e inaccettabile per i secondi".

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA | PAGINA 4 Nasce la Compagnia aerea italiana. Air France rispunta dal cilindro DIRITTI | PAGINA 16 Né gol in chiaro né radio Sul calcio cala il black out INDIA | PAGINA 9 Ancora violenze contro i cattolici. Il Vaticano: "Basta sopraffazioni" STATI UNITI l PAGINA 23 Democratici in nome di Obama La Convention di Denver all'

Piano a scatola chiusa, così il conflitto sarà durissimo ( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intesa che fonde in una newco Alitalia e AirOne. Affondo ancor più netto è giunto dalla segreteria nazionale Sdl intercategoriale trasporto aereo: "Eventuali progetti a scatola chiusa, che non tengono conto delle rivendicazioni del sindacato (Air France insegna) inerenti alla flotta, al perimetro dell'azienda, ad una forte alleanza internazionale e allo sviluppo della compagnia -

Compagnie low cost, un'estate horribilis ( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come Alitalia, ricordano che non ci si può accontentare della "sicurezza minima" (quella prevista dai manuali dei costruttori e delle autorità internazionali di controllo); la ricerca di quella "massima" comporta controlli maggiori. Ma soprattutto fanno notare che le compagnie low cost devono per forza ricorrere a una manutenzione fatta da terzi,

Si privatizza a carico dello stato e poi si rivende ad Air France ( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Nasce la "Compagnia aerea italiana", con 16 soci Si privatizza a carico dello stato e poi si rivende ad Air France Francesco Piccioni ROMA Dalle ceneri di Alitalia rinascerà una fenice, ma si chiamerà Air France. Non ci sono più parole per qualificare le giravolte dell'attuale esecutivo nella gestione della più grave -

MILANO - Da una srl completamente vuota di nome Resco e con con 10 mila euro di capitale di ( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In futuro la Nuova Alitalia, che rileverà gli asset di Alitalia e Air One - secondo quanto risulta a Il Messaggero - avrà un consiglio composto da 11 membri. Una poltrona a testa dovrebbe andare ai soci forti - Atlantia, Intesa Sanpaolo, Aponte e Colaninno - ma anche Clessidra e FonSai quasi certamente avranno un proprio rappresentante nel board.

ROMA - La Nuova Alitalia che decollerà a fine ottobre ha rotte ambiziose. Dopo due anni ( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta per rilevare Air One e alcuni asset dell'attuale Alitalia da integrare. La Nuova Alitalia avrà anche un partner internazionale. Nelle ultime ore sono aumentate le quotazioni di Air France: oggi, come anticipato ieri da Il Messaggero, Gaetano Miccichè volerà a Parigi per incontrare nuovamente Jean Cyril Spinetta, dopo il colloquio della scorsa settimana.

Carmen Sepede CAMPOBASSO Un molisano alla guida ( da "Tempo, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il progetto messo a punto negli ultimi giorni per il salvataggio di Alitalia. Il molisano, che potrebbe essere l'amministratore delegato della società chiamata a rilanciare la nostra compagnia di bandiera, la famosa cordata di imprenditori italiani che rileverà anche Air One, è Rocco Sabelli, 54 anni, di Agnone.

Ultima chiamata per salvare Alitalia ( da "Tempo, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Nasce la Compagnia aerea italiana che rileva il marchio e le attività della vecchia società Ultima chiamata per salvare Alitalia Conto alla rovescia per il salvataggio dell'Alitalia. è stata costituita la "newco", la nuova società che rileverà il marchio e le attività della compagnia di bandiera italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, i soci, per ora, sono sedici.

Corritore: ma siamo sicuri che a Milano convenga? ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "La vicenda Alitalia? Inaccettabile". Così Davide Corritore, consigliere del Pd: "Non siamo di fronte al salvataggio della compagnia, perché i debiti ce li teniamo noi come cittadini. è solo il salvataggio della promessa elettorale di Berlusconi". A PAGINA 3.

Meno voli a Linate per salvare Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il piano Alitalia ridimensiona lo scalo. Formigoni: trasferiamo le rotte. Roth: sacrificio necessario Meno voli a Linate per salvare Malpensa Lupi: evitiamo la guerra interna. Penati: Berlusconi convochi il tavolo Milano Niente chiusura, ma per Linate il ridimensionamento è più che un'ipotesi.

Il futuro degli scali ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A scatenare il dibattito indiscrezioni sul piano della nuova cordata riunita da Intesa-Sanpaolo per l'acquisto di Alitalia Le infrastrutture Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera: "Linate come navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una tesi vecchia. I disagi si superano con nuove infrastrutture per Malpensa".

Corritore, Pd: siamo sicuri che a Milano convenga? ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E non si tratta soltanto del dato economico, un miliardo per comprare il buono di Alitalia. Qui si realizza una concentrazione importante, con Alitalia e AirOne che assommano il 60% del traffico italiano. Inoltre, ora possiamo finalmente capire perché il governo non abbia finanziato la linea 4 del metrò per il collegamento con Linate".

Ma è boom dei decolli privati. <Sono un terzo del totale> ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il piano del governo su Alitalia va nella direzione che auspicano da alcuni anni: far diventare Malpensa l'aeroporto commerciale e fare di Linate lo scalo a vocazione business. Come era stato pensato nel '96 (decreto Burlando): Alitalia opera a Linate con il ricchissimo volo Milano-Roma, il resto se lo dividono gli aerei privati.

Meno voli a Linate. <Sì, ma non deve morire> ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il destino del Forlanini non può essere legato a quello di Alitalia". La Fondazione Fiera: sacrificio necessario Di chiusura non si parla proprio. Ma sulla prospettiva di un ridimensionamento dell'aeroporto di Linate, le istituzioni locali lasciano qualche apertura: purché questa operazione serva a salvare Malpensa e a valorizzare il sistema aeroportuale milanese.

La nuova Alitalia tratta con Air France ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Privatizzazione Il presidente sarà Colaninno La nuova Alitalia tratta con Air France Nasce la "Compagnia aerea italiana" con 16 soci ROMA - Nasce la nuova società che rileverà il marchio e l'attività di Alitalia: si chiamerà Compagnia aerea italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli.

LE INSIDIE DI UN PERCORSO ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La Nuova Alitalia acquisterà aerei, slot e altri contratti dalla vecchia azienda della Magliana che domani il Consiglio dei ministri porrà in liquidazione. I prezzi ai quali la Nuova Alitalia acquisterà queste attività determineranno se la Vecchia Alitalia sarà in condizione di far fronte ai debiti che le rimarranno.

Alitalia, missione a Parigi Si tratta con Air France ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il marchio Alitalia resterà), pronta a rilevare parte di Alitalia e l'Air One. Amministratore unico: Rocco Sabelli. Nei prossimi giorni la società, aperta a ulteriori ingressi, diventerà una spa, con un impegno complessivo di circa un miliardo. Roberto Colaninno sarà presidente, Sabelli amministratore delegato.

Fintecna e la firma del consiglio ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La prima, quella che punta al commissariamento di Alitalia e alla vendita dei suoi asset migliori a una cordata, sarebbe stata disegnata dai tecnici dell'Economia. Ma la gestione (e il rischio) sarebbe affidata al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, cui spetterebbe la nomina del commissario.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29 categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "è la solita truffa alla Berlusconi ai danni degli italiani" tuona Antonio Di Pietro (Idv), secondo cui l'obiettivo è "far cadere sui cittadini i debiti di Alitalia e creare una nuova compagnia utile a Berlusconi e ai suoi amici del cuore ". Antonella Baccaro.

La newco ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria: BREVI La newco A sinistra l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera. Sopra Giovanni Castellucci (Atlantia) Msc Crociere Gianluigi Aponte, il patron della Msc crociere è tra i 16 azionisti della cordata per rilevare Alitalia.

Il partner e la spinta di Colaninno ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alle alleanze della nuova Alitalia ha battuto subito sul tasto dolente: molti di voi mi conoscono. Se sono qui, e mi prendo degli impegni di questa portata, è perché ci credo, la nuova Alitalia potrà affacciarsi sul mercato globale con un accordo, o addirittura più accordi, con grandi partner internazionali.

Meno voli dallo scalo di Linate Sea non ritira la maxi-causa ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: viene considerata sì in continuità con quelle analoghe sempre avanzate da Alitalia. Ma anche come la spia di una fase due dell'operazione di cui ancora non si conoscono i contorni. Resta il fatto che il piano italiano, che prevede anche una riduzione degli aeromobili a 150 a fronte di una flotta Alitalia-AirOne che oggi ne somma circa 220, per Malpensa è certamente un progresso.

Il raddoppio di Fossati, da Telecom agli aerei ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il grande regista del piano Fenice per la nuova Alitalia). E anche se l'anno successivo la famiglia è rientrata in possesso del 50% del colosso alimentare (investendo in Pasa group, la holding del gruppo acquirente ma lasciando la gestione a Barcellona), una grossa iniezione di liquidità è entrata nelle casse di Findim.

Alitalia, le insidie di un percorso ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BRUXELLES Alitalia, le insidie di un percorso SEGUE DALLA PRIMA Quindi i creditori di Alitalia hanno diritto ad essere rimborsati in quanto sono protetti da una legge che escludeva esplicitamente la liquidazione o anche solo lo scorporo della società - che invece avviene oggi prima della decorrenza di dodici mesi dall'approvazione del decreto.

Corre Luxottica, occhi sulla scuderia Agnelli ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: incarico a presidente della "nuova" Alitalia del patron del gruppo di Pontedera, Roberto Colaninno. Seduta contrastata anche per le telecomunicazioni, con Telecom in calo dello 0,47%, Tiscali dell'1,35% e Fastweb in rialzo del 2%. Per le banche, infine, in crescita Intesa Sanpaolo (+0,82%), invariata Unicredit (+0,14%).

Il futuro degli scali ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A scatenare il dibattito indiscrezioni sul piano della nuova cordata riunita da Intesa-Sanpaolo per l'acquisto di Alitalia Le infrastrutture Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera: "Linate come navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una tesi vecchia. I disagi si superano con nuove infrastrutture per Malpensa".

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 57 autor... ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia forse non porterà alla chiusura di Linate, ma il suo ridimensionamento è scritto nelle cose. La colpa del vecchio Forlanini è di cannibalizzare Malpensa, o meglio di cannibalizzare Alitalia costretta a scegliere fra raddoppiare gli aerei sulla stessa destinazione (Milano) o perdere passeggeri a favore di compagnie straniere che utilizzano Linate per alimentare hub all'

Corritore, Pd: siamo sicuri che a Milano convenga? ( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E non si tratta soltanto del dato economico, un miliardo per comprare il buono di Alitalia. Qui si realizza una concentrazione importante, con Alitalia e AirOne che assommano il 60% del traffico italiano. Inoltre, ora possiamo finalmente capire perché il governo non abbia finanziato la linea 4 del metrò per il collegamento con Linate".

Ecco tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, Klm e Olympic Airways con 3; Sas con 2. Tutte compagnie che appartengono, idealmente, a una virtuosa white list che però - dati alla mano - tanto white e virtuosa non è. Ciò dipende soprattutto dal caos normativo che caratterizza il traffico aereo internazionale.

Alitalia: parte la Newco, si chiamera' Compagnia Aerea Italiana ( da "Voce d'Italia, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: parte la Newco, si chiamera' Compagnia Aerea Italiana Dopo la modifica della legge Marzano Roma, 27 ago. - La revisione della legge Marzano, tanto invocata dagli investitori, è realtà. Dopo il vertice di ieri che ha visto l'incontro tra il ministro dell'Economia Tremonti, i ministri per lo Sviluppo economico e per i Trasporti Scajola e Matteoli e il sottosegretario alla

De Corato: "Dieci anni di carcere agli ubriachi che causano mortali" ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ] Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente10:49:12 - JETSET condivido in toto quello che hai scritto.[...] Due sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?

Ecco 'Il primo bacio sulla luna' A settembre esce il nuovo disco ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ] Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente10:49:12 - JETSET condivido in toto quello che hai scritto.[...] Due sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?

Nasce Compagnia Aerea Italiana ( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nei prossimi giorni la società stessa sarà trasformata in SpA e dotata di un Consiglio di Amministrazione presieduto da Roberto Colaninno, con Rocco Sabelli Amministratore Delegato. Intanto le associazioni dei consumatori annunciano una class action degli azionisti Alitalia a partire da gennaio 2009.

Gli ingredienti per cucinare lo spezzatino ( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 PER RISOLVERE LA GRANA ALITALIA I VERTICI DI INTESA SANPAOLO VOLANO A PARIGI Gli ingredienti per cucinare lo spezzatino di Alessandra Mieli A chi l'onere dell'onor di bandiera? A noi. Anche se per ora di ufficiale non c'è nulla, il percorso sembra tracciato. Domani ci sarà l'approvazione del decreto che, di fatto, offre una alternativa alla legge Marzano.

La difficile arte di far quadrare i conti nazionali ( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma bisogna sapere tutti che ci vuole una seria programmazione temporale che va dall'energia, alle spese inutili, all'Alitalia come vettore delle nostre esportazioni, al prolungamento dell'età lavorativa, nell'interesse generale e non delle corporazioni più forti o che strillano di più. Gli italiani accettano ormai solo un programma chiaro e credibile.

Pronta al decollo la nuova Alitalia Colaninno presidente ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 204 del 2008-08-27 pagina 1 Pronta al decollo la nuova Alitalia Colaninno presidente di Redazione È stata costituita la newco per Alitalia. È la nuova società che rileverà il marchio e le attività della compagnia di bandiera italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli.

Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-

"Russia fuori dal diritto internazionale A rischio anche Crimea e Moldova" ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?

Gelmini: "Decreto sul voto in condotta Aiuti alle famiglie contro il caro libri" ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?

E' il giorno di Hillary Clinton: "Orgogliosa di appoggiare Obama" ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?

Compagnia aerea italiana: la Nuova Alitalia al decollo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: si riparla di Air France Compagnia aerea italiana: la Nuova Alitalia al decollo Cordata con 16 soci. Alleanza, si riparla di Air France --> Sono 16 gli imprenditori italiani nella Compagnia aerea italiana. Vertice a Palazzo Chigi, ma si attende il rientro di Berlusconi. Per dar vita alla nuova Alitalia è nata Compagnia Aerea Italiana con i primi 16 soci.

Anche Berlusconi a Cagliari per il Papa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma di sicuro si parlerà della vicenda Alitalia, varando il decreto che modifica la legge Marzano in tempo per il Cda della compagnia di bandiera, originariamente convocato per venerdì. Ma le ultime novità, legate alla nascita della "Compagnia aerea italiana", potrebbero convincere il Consiglio dei ministri a cambiare una parte dell'ordine del giorno.

Con il Papa anche Berlusconi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il 7 settembre Anche Silvio Berlusconi sarà a Cagliari il 7 settembre in occasione della visita del Papa. Le vacanze del premier finiscono oggi: domani Berlusconi prenderà parte al Consiglio dei ministri dedicato ad Alitalia, poi, prima della tappa cagliaritana, terrà banco in alcuni vertici internazionali. A PAGINA 7.

Matteoli: "Impossibile quantificare gli esuberi" ( da "Voce d'Italia, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultima opportunità per salvare Alitalia. Quindi ancora indefinito il numero di esuberi e licenziamenti necessari per dare attuazione immediata al nuovo piano. “Se domani il Consiglio dei Ministri approva tutto, se dopodomani il cda di Alitalia procede, bisognerà immediatamente aprire il confronto con i sindacati”

Arriva la fiction 'Terapia d'urgenza' Amore e lavoro in un pronto soccorso ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?

Matteoli e il confronto coi sindacati "Nessuno sarà lasciato a casa" ( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto il Codacons si preoccupa dei piccoli azionisti di Alitalia che, con la ripartizione tra la nuova Compagnia e la bad company, rimarrebbero con un pugno di mosche, e pensa a un'azione basata sul Codice del consumo per bloccare la costituzione della Nuova Alitalia. "Si tratta di un'azione partita proprio dal Codacons", spiega il presidente Carlo Rienzi,


Articoli

Convalidato il fermo dei due romeni accusati della brutale aggressione (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Resteranno dietro le sbarre Paul Petre e Andrei Vasile, i due pastori accusati dell'aggressione e della violenza avvenuta la notte tra venerdì e sabato scorsi ai danni di una coppia di olandesi

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Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

E' stata costituita la nuova società denominata Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli amministratore unico. Sono 16 i soci. Novità per il partner internazionale: previsto un incontro con i vertici di Air France-Klm

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Novità anche per il partner internazionale: domani emissari di Intesa Sanpaolo voleranno a Parigi per un incontro con i vertici di Air France-Klm che il giorno dopo dovrebbe riunire un Cda straordinario. Sempre domani è stato convocato un cda straordinario di Atlantia per valutare l'ingresso del gruppo nella cordata di imprenditori che sosterrà il piano di salvataggio. L'investimento della compagnia, controllata dai Benetton, dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni di euro. Oggi invece a Palazzo Chigi c'è stato un vertice tecnico tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e i ministri Giulio Tremonti, Altero Matteoli e Claudio Scajola. Sul tavolo, la modifica della legge Marzano, passaggio decisivo per la realizzazione del piano 'Fenice' messo a punto da Intesa Sanpaolo che prevede la nascita di una newco, ripulita dei debiti della 'vecchià Alitalia e di una 'bad company'. Nel corso del vertice, Letta, Tremonti, Matteoli e Scajola avrebbero studiato le modifiche alla Marzano che saranno contenute in un decreto legge ad hoc da approvare al Consiglio dei ministri di giovedì prossimo. Altra data importante per il futuro dell'aviolinea è il Cda di venerdì che dovrebbe approvare i conti semestrali e analizzare il piano dell'istituto guidato da Corrado Passera. Dal canto loro i sindacati lamentano di essere ancora all'oscuro del piano e per questo chiedono che si faccia al più presto chiarezza e auspicano che non si decida per svolte "pericolose" per i lavoratori. "Non c'è stato nessun contatto con il governo negli ultimi tempi", dice Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil. Per Claudio Claudiani, numero uno della Fit-Cisl "c'è un difetto di fondo visto che i rappresentanti dei lavoratori sono tenuti all'oscuro rispetto alle iniziative del governo". Per i sindacati dei piloti non si può parlare di rinegoziare il contratto prima di aver definito un preciso piano industriale di risanamento e sviluppo e prima di aver reperito dati certi sul numero degli esuberi. Il presidente dell'Avia, Antonio Divietri, parla invece di una "perniciosa sovraesposizione mediatica e nel tritacarne di queste notizie, spesso superficiali e contraddittorie, ci sono i dipendenti". Quale futuro per Alitalia? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 26/08/2008 22:38 gabriele ah che liberazione.si accettano scommesse sulla durata di questa societa', ovvero quanto tempo passera' prima che il mondo si rimetta a ridere? auguri comunque alitalia o compagnia aerea italiana, all the best. Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Direttamente dai campi da gioco...Aggiornaci![...] Sei azzurre avanti: record!23:55:46 - Non sarà la no 1, ma la Demetlieva - forse ho storpiato il cognome, ma è la ragazza in foto - è note[...] Donne senza una Regina Non c'è una vera n. 123:50:50 - Giustissimo!Io non le farei entrare nemmeno in un bar!Se io giro con un velo anche solo per strada m[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo23:26:41 - Grandi risultati delle nostre ragazze, tutte al secondo turno, visto che la Knapp non poteva certo v[...] Fognini unica nota negativa23:25:14 - ho notato che a Torino e provincia gli affitti delle case costano tre o quattrocento euro MENO che a[...] "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento"23:08:32 - finalmente, il sistema calcio sta implodendo! è il momento che questi semidei tornino coi piedi x te[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse"23:04:24 - non capisco perchè contro tutte queste cose si muova il governo e poi per i telegiornali non vedo ni[...] Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida drogato" Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /div>.

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Alitalia 2 bussa a Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Nasce la società per il salvataggio La nuova Compagnia aerea italiana, presieduta da Roberto Colaninno, riunisce 16 azionisti 27/08/2008 Al Meeting di Rimini il ministro accelera sulla riforma della giustizia: sì al dialogo, ma bisogna decidere. La Lega insiste sui pm eletti dal popolo, ma non riesce a sfondare nel Pdl 27/08/2008.

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Nuova alitalia torna in pista air france (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Si chiamerà "Compagnia aerea italiana" Nuova Alitalia torna in pista Air France ROMA - Si chiamerà Compagnia aerea italiana la nuova Alitalia e avrà come presidente Roberto Colaninno. Sono interessati all'operazione sedici imprenditori fra cui Benetton, Toto e Marcegaglia. La novità è che ritorna in campo Air France-Klm che aveva abbandonato la partita nella primavera scorsa. Domani i vertici del gruppo franco-olandese incontreranno Banca Intesa per discutere di eventuali accordi commerciali fra le compagnie. CILLIS, D'ARGENIO E LIVINI ALLE PAGINE 6 E 7.

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Meno aerei e niente hub carta straccia ai risparmiatori - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Ecco come sarà la nuova Alitalia. Ruolo ridimensionato sia per Fiumicino che per Malpensa Meno aerei e niente hub carta straccia ai risparmiatori Il dossier ETTORE LIVINI MILANO - Il nome resterà lo stesso, Alitalia, ma per il resto l'identikit dell'aerolinea destinata a nascere (salvo sorprese) dalle ceneri del fallimento della vecchia Alitalia sarà del tutto nuovo. Sono nuovi i soci: il Tesoro uscirà di scena, gli azionisti attuali rimarranno con in mano carta straccia, come gli obbligazionisti, e la cloche passerà alla cordata della neonata Compagnia aerea italiana, un pool di imprenditori coordinati da Roberto Colaninno destinato con ogni probabilità a essere anche il maggior singolo azionista. Cambierà in tempi brevi anche la flotta: la cura Prato ha già messo a terra una quarantina dei 157 aerei della compagnia. Il piano Fenice prevede un ulteriore taglio, mentre in tempi brevi verranno venduti e sostituiti con mezzi più nuovi e più economici i vecchi Md80 e i Boeing 737. Dopo la fusione sarà ridimensionata anche la flotta di Air One. Le carte riservate del progetto di Banca Intesa ridisegnano il sistema di collegamenti internazionali sulla base di un network senza hub (Fiumicino dovrebbe essere in questo senso un po' declassata) fatto di una ragnatela di rotte punto a punto, con un parziale ritorno a Malpensa. A Milano rinasceranno alcune tratte intercontinentali per gli Usa, Buenos Aires, Caracas mentre per la Cina non sarebbero state prese ancora decisioni. Il piombo nelle ali della nuova Alitalia, per una sorta di nemesi, rischia però di arrivare proprio dal quel passato da cui vorrebbe staccarsi. Il piano ad esempio prevede un organico inferiore di circa 5mila unità rispetto alla versione precedente. Ma altri tagli potrebbero spuntare nei business che rimarranno nella cosiddetta bad company portando il totale a 7mila. E resta da vedere come reagiranno i sindacati. Un'altra zeppa sono i potenziali ricorsi dei creditori contro la revisione della Marzano. I debiti verso i fornitori, le azioni e i bond resteranno infatti nella "società discarica". E saranno rimborsati pro-quota solo con i capitali che il Commissario ricaverà dalla vendita di asset. Cosa faranno i fondi esteri che hanno comprato obbligazioni contando sulla garanzia di un socio di controllo come il Tesoro? E i soci che avevano visto schizzare all'insù le azioni a marzo sulle promesse di una cordata italiana? Alcune associazioni dei consumatori hanno già preannunciato una class action. E in teoria un ricorso d'urgenza accettato da un tribunale potrebbe bloccare la vendita del ramo d'azienda sano di Alitalia. Con conseguenze a quel punto disastrose. Nella bad company rimarrà anche la richiesta danni da 1,25 miliardi della Sea per l'addio a Malpensa. E i tecnici degli scali milanesi sarebbero già al lavoro per tutelare i loro diritti. Se tutto però filerà liscio, il primo passo della nuova Alitalia sarà quello di selezionare il partner internazionale. I canali aperti sono due: Air France e Lufthansa. Si tratterà però in prima battuta di un accordo commerciale e industriale su sinergie, acquisti comuni, rotte e collaborazioni sugli operativi. Accordi poi da consolidare con un'eventuale partnership azionaria. Air France è già legata ad Alitalia dalle intese di Skyteam. Il contratto però dovrebbe scadere in un anno e quindi la Magliana ha le mani abbastanza libere per liberarsi da questi vincoli senza penali troppo onerose.

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Ma a bruxelles crescono i timori "subito un confronto sul piano" - alberto d'argenio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La Ue spinge per una soluzione blindata giuridicamente: "Si rischiano i ricorsi dei concorrenti" Ma a Bruxelles crescono i timori "Subito un confronto sul piano" La nuova bad company con dentro tutti i debiti potrebbe rivelarsi un aiuto di Stato Un altro punto delicato riguarda il trasferimento degli asset, a partire dagli slot ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Ufficialmente la Commissione europea spiega che spetterà al governo decidere se notificare a Bruxelles il salvataggio di Alitalia. Ma dietro le quinte nessuno nega che sarà proprio la Ue a doversi esprimere sul piano Fenice, quello che si sta concretizzando dando vita ad una Bad Company, con tutte le passività dell'Alitalia, e una New Company, la freschissima Compagnia aerea italiana. E l'operazione, si teme a Bruxelles, potrebbe presentare serie incongruenze con le regole europee. Il punto, spiegano gli addetti ai lavori, è che il governo non ha ancora comunicato a Bruxelles i dettagli del salvataggio. Un atteggiamento rischioso, visto che operazioni del genere necessariamente presentano rischi di conflitto con le regole europee sugli aiuti di stato. "Siamo preoccupati", dicono gli esperti Ue, "perché se il piano non fosse in regola ci troveremmo tra l'incudine e il martello, con il governo italiano che farebbe pressione per farlo passare e i concorrenti stranieri pronti a ricorrere in giudizio contro una soluzione che non fosse blindata dal punto di vista giuridico". Pur senza avere ricevuto i dettagli da Roma, i tecnici europei sottolineano che sono due i passaggi potenzialmente in conflitto con le regole comunitarie. Innanzitutto la creazione della Bad Company con tutti i debiti di Alitalia, che potrebbe rappresentare un aiuto di Stato nel caso il governo si facesse carico delle passività. E i timori riguardano anche la nuova compagnia: il problema è come gli asset di Alitalia - ad esempio gli slot - verranno trasferiti. Gratis, a prezzo di favore o di mercato? Solo l'ultima soluzione eviterebbe intralci legati agli aiuti di Stato. Insomma, i margini per portare a termine l'operazione ci sono, ma i rischi sono dietro l'angolo ed è per questo che a Bruxelles si sottolinea che un confronto sul piano tra prima della sua approvazione definitiva "potrebbe aiutare ad ottenere un via libera indolore", facilitando i compiti tanto al governo quanto al commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani. Tanto più che il dossier è già bollente. Lo dimostrano le osservazioni sul prestito ponte giunte a Bruxelles il 22 agosto. Sotto indagine Ue da giugno, il prestito dovrà essere definito legale o meno tra ottobre e novembre. Ma attenzione, perché quattro compagnie -British Airways, Ryanair, Neos e Sterling Airlines - hanno scritto a Bruxelles attaccandolo. In particolare British e Ryan ne hanno contestato la legalità, sostenendo che non è stato concesso a condizioni di mercato visto che, a loro modo di vedere, nessun investitore privato si sarebbe imbarcato in un'avventura finanziaria sulla moribonda Alitalia. Ergo, concludono, si tratta di un aiuto di Stato illegale. Tradotto: se alla fine dell'indagine sarà autorizzato potrebbero ricorrere presso la Corte di giustizia Ue, così come sul piano Fenice, che rappresenta il vero bersaglio grosso dell'operazione. Una lancia in favore della nostra compagnia l'ha invece spezzata l'Associazione dei tour operator europei, secondo cui il fallimento di Alitalia darebbe un duro colpo all'industria del turismo.

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Colaninno presidente e 16 soci nella società che salverà alitalia - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Colaninno presidente e 16 soci nella società che salverà Alitalia Torna in pista Air France, i vertici di Intesa a Parigi L'ex ministro Fantozzi favorito per la poltrona di commissario della bad company LUCIO CILLIS ROMA - Si chiama Compagnia Aerea Italiana la società che nei prossimi giorni acquisirà la polpa di Alitalia lasciando alla bad company debiti e personale in esubero. Il governo e l'advisor Intesa-Sanpaolo stanno accelerando il piano di rilancio della compagnia di bandiera: ieri a Palazzo Chigi il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, quello dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, dei Trasporti, Altero Matteoli, hanno incontrato il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. Sul tavolo il dossier Alitalia e il decreto ad hoc che domani potrebbe riformare la legge Marzano consentendo così la separazione in due pezzi di Alitalia. E venerdì, sull'onda delle norme approvate dal Consiglio dei ministri, il cda della Magliana dovrebbe approvare la semestrale, la probabile dichiarazione di insolvenza e la richiesta di accesso alla nuova procedura di salvataggio. Il nome che circola ormai con insistenza per la poltrona di commissario straordinario della bad company è quello dell'ex ministro Augusto Fantozzi. Nel frattempo i vertici di Intesa vedranno a Parigi quelli di Air France. I dirigenti valuteranno i margini per una partnership industriale che, al momento, escluderebbe incroci azionari. Anche perché nel mirino dell'advisor resta un altro possibile alleato, Lufthansa, con cui proseguono i contatti avviati nelle scorse settimane. Domani il cda di Air France-Klm ascolterà dalla voce di Spinetta gli sviluppi e le proposte da portare al governo austriaco per l'altra compagnia europea in vendita, Austrian Airlines. Nel corso della riunione il board, con molta probabilità, sarà informato della nuova proposta italiana, 120 giorni dopo il fallimento della precedente trattativa. Dal fronte della cordata invece, i giochi sembrano fatti. Sono infatti sedici i primi soci che hanno sottoscritto quote paritetiche (e simboliche pari a poche migliaia di euro) nella società Cai: Roberto Colaninno attraverso Immsi sarà il presidente della newco. Nella cordata ci sono i Benetton con Atlantia, i gruppi Aponte, Riva, Fratini (per mezzo di Fingen), Ligresti (con Fonsai), Equinox, Clessidra, Toto, Fossati (Findim), Marcegaglia, Caltagirone Bellavista (Acqua Marcia), Gavio (Argo). Presenti anche Davide Maccagnani (Macca), Tronchetti Provera e Intesa-Sanpaolo. Rocco Sabelli è l'amministratore unico di Compagnia Aerea Italiana. A giorni la società si trasformerà in spa, e anche in questo caso con il cda presieduto da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli nel ruolo di amministratore delegato. Resta da vedere quale sarà la reazione dei lavoratori. I sindacati da diverse ore hanno sintonizzato le antenne sulle mosse del governo. Dai piloti, in particolare, arriva una generica disponibilità a rivedere il contratto di lavoro ma non al costo di adeguamenti al ribasso degli stipendi. Secondo le indiscrezioni, infatti, il piano "Fenice" prevederebbe un adeguamento dei contratti dei piloti al livello di quelli in vigore in Air One. "Il contratto di Air One - dice Fabio Berti leader dell'Anpac - è uno dei peggiori del mondo e il peggiore d'Europa e non può essere il nostro riferimento. Il nostro riferimento dovrà essere l'Europa". "Il confronto è necessario - aggiunge Marco Veneziani della Uil Trasporti - ma il contratto Alitalia è già molto produttivo e dal punto di vista delle retribuzioni è inferiore del 30% rispetto alla media Ue". Infine anche l'Unione piloti conferma la disponibilità alla trattativa e al confronto ma a patto che questo "sia funzionale al rilancio di Alitalia".

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Alitalia, 16 sociper la rinascita (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Prende forma la futura aviolinea Costituita la Compagnia aerea italiana. Torna in gioco Air France 1 dicembre 2006 via alla vendita 27/08/2008 Il Consiglio dei ministri, con Prodi al governo, decide la cessione del controllo della compagnia 27/08/2008 21 dicembre 2007 sì ai francesi 27/08/2008 Dopo una prima gara fallita a luglio, con cinque potenziali acquirenti poi scesi a uno, AirOne, che lascia il 17 luglio, alla vigilia di Natale viene scelta Air France come interlocutore esclusivo per la cessione del 49,9% della compagnia di bandiera italiana 27/08/2008 ' 27/08/2008 la protestadei lavoratoriC'è un difetto di fondo visto che i sindacati sono tenuti all'oscuro delle iniziative del governo claudio claudianisegretario Fit-Cisl 27/08/2008 2 aprile 2008 salta l'accordo 27/08/2008 Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, non trova l'accordo con i sindacati 27/08/2008 30 maggio 2008 tocca a tremonti 27/08/2008 Dopo che il neo premier Silvio Berlusconi annuncia la volontà di creare una cordata italiana per salvare Alitalia (4 aprile), il ministro Giulio Tremonti presenta il decreto con cui il governo assume il compito di individuare un nuovo potenziale azionista di riferimento 27/08/2008.

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Fiammata ifi ma fiat resta al palo l'accordo con sony fa volare stm (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Fiammata Ifi ma Fiat resta al palo L'accordo con Sony fa volare Stm MILANO - Chiusura positiva per Piazza Affari, che ha recuperato nel finale in scia a Wall Street. Il Mibtel ha così recuperato lo 0,39% a 21.629 punti e lo S&P/Mib lo 0,28%. Seduta positiva per Stm che ha guadagnato il 3,4% anche grazie all'accordo siglato la scorsa settimana con Sony-Ericsson. La galassia di titoli che fa capo alla famiglia Agnelli ha invece registrato un andamento a due velocità. Le Ifi sono salite del 4,8% in attesa di un accorciamento della catena societaria, viceversa le Ifil sono rimaste al palo mentre Fiat ha perso lo 0,4%. Anche la scuderia di titoli di Roberto Collanino ha terminato la seduta in ordine sparso: mentre Piaggio è salita dell'1,5%, la controllante Immsi, che è coinvolta nel rilancio di Alitalia, ha perso il 3,5%. Stesso discorso per il Banca Popolare (meno 2%) che è scivolato nonostante il rimbalzo di Italease (più 3,1%).

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Colaninno guida la nuova Alitalia Su Linate l'ombra degli immobiliaristi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Colaninno guida la nuova Alitalia Su Linate l'ombra degli immobiliaristi Si chiama Compagnia aerea italiana la nuova società che prende il posto di Alitalia, a cui resteranno tutti i debiti. Il presidente è Roberto Colaninno. Rispunta l'ipotesi AirFrance. Su Linate gli appetiti degli immobiliaristi. Rossi, Venturelli e Marini alle pagine 14 e 15.

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Paghiamo noi gli affari loro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Paghiamo noi gli affari loro Nicola Cacace Il piano Ricordate il felice, per lui, slogan elettorale di Berlusconi "Viva l'Italia, volo Alitalia"? Alla luce di quanto traspare dal piano predisposto da Banca Intesa-San Paolo lo slogan andrebbe attualizzato in un altro "Viva l'Italia che porterà utili a una decina di italiani e perdite a 59 milioni". Il piano prevede una fase di transizione verso l'ingresso di una grande compagnia di trasporto aereo. segue a pagina 26.

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Sul futuro di Linate anche l'ombra degli immobiliaristi La possibile chiusura dello scalo scatena gli appetiti per un'area che sarà servita dal metrò (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Sul futuro di Linate anche l'ombra degli immobiliaristi La possibile chiusura dello scalo scatena gli appetiti per un'area che sarà servita dal metrò di Luigina Venturelli / Milano SCENARI "Nella cordata Alitalia ci sono troppi immobiliaristi per non insospettirsi, l'area di Linate rappresenterebbe un affare colossale se riconvertita ad uso residenziale e terziario". A pensare male si fa peccato ma spesso s'indovina, disse una volta Andreotti, consegnando ai posteri un'utile chiave di lettura della politica italiana. Torna buona anche oggi per leggere tra le righe del nuovo piano di salvataggio della compagnia di bandiera, quello che prevede il sostanziale addio allo scalo milanese con il trasferimento a Malpensa di tutti i voli Alitalia e AirOne. A pensar male è Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil Lombardia: "La chiusura di Linate è coerente con l'accordo siglato pochi mesi fa tra la Sea, che gestisce i due scali milanesi, e Lufthansa, che nel 2009 porterà a Malpensa sei aerei della sua controllata Air Dolomiti per farne entro il 2014 un hub centrale del suo sistema di alleanze. Ma anche con la composizione della cordata". Spiega il sindacalista: "Gli investitori, tra i quali spicca il nome di Ligresti, partecipano all'operazione per avere un ritorno economico. Probabilmente non arriverà da Alitalia, ma dall'area dell'aeroporto cittadino e dalle opere dell'Expo". Così si scioglie anche il rebus della metropolitana che per il 2015 arriverà a Linate: perché costruirla se il destino dello scalo è segnato? I piani di sviluppo urbano guardano ben oltre l'appuntamento fieristico. Nel frattempo si prepara il terreno per Lufthansa, che non vuole concorrenza per Malpensa: "Ma lo scalo varesino - conclude Cortorillo - non potrà farsi carico dei 10 milioni di passeggeri di Linate senza compromettersi ogni possibilità d'espansione". L'ipotesi non piace nemmeno al presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che ieri ha inviato un telegramma al presidente del Consiglio Berlusconi per chiedere la convocazione urgente di un tavolo con le istituzioni locali sul sistema aeroportuale milanese: "È una presa in giro per gli elettori del Nord. Non si parla più di liberalizzazione dei diritti di volo e si preannuncia una nuova compagnia aerea di dimensioni modeste ma forte di due monopoli: quello della tratta più ricca d'Europa, la Roma-Milano, e quello dei voli internazionali dall'Italia non liberalizzati". Le somme tirate da Penati sono sconfortanti: "E Pantalone pagherà due volte, da contribuente nel risanare i debiti della bad company e da consumatore nell'acquistare biglietti aerei più cari della media europea". Sugli stessi toni anche il segretario del Pd milanese, Ezio Casati: "Saranno i cittadini a pagare il monopolio preannunciato dalla fusione di Alitalia con AirOne. L'aeroporto di Linate è una risorsa importante che non può essere sacrificata". Nel centrodestra, invece, è scattata la consegna del silenzio. Dopo il fuoco e fiamme minacciato per il ridimensionamento di Malpensa, il presidente della Lombardia Roberto Formigoni preferisce tacere sulle "illazioni" su Linate per salutare la nascita di Compagnia Aerea Italiana come "l'inizio di un nuovo cammino per Alitalia". Si sbilancia solo la Lega Nord, compagna di barricate del governatore lombardo a difesa dello scalo varesino: "Linate non chiuderà mai, è troppo comodo per la città. Il vuoto di Alitalia, nel rispetto dei principi di libero mercato, sarà riempito da qualcun altro" sentenzia Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio alla Camera. "Evidentemente avevamo ragione noi della Lega, quando dicevamo che chiudere Malpensa era insensato". Logica ineccepibile, con buona pace dell'aeroporto uscito perdente dalla sfida per la sopravvivenza.

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Il piano Fenice nasce fragile, servono alleanze (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del OLIVIERO BACCELLIIl direttore del Master in Economia dei trasporti della Bocconi: così non si può reggere la concorrenza internazionale "Il piano Fenice nasce fragile, servono alleanze" di Giancarlo Marini / Milano "Guardi, questo sicuramente non lo si può definire un piano di sviluppo. Non rappresenta nessun passo in avanti per Alitalia nello scacchiere internazionale dei voli che si va sempre più scomponendo e rafforzando. Da quello che si legge nasce una compagnia fragile che non può certo reggere a lungo la concorrenza internazionale" Oliviero Baccelli è il direttore del Master in economia dei trasporti della Università Bocconi di Milano, una voce fuori dal coro delle polemiche roventi che hanno segnato e stanno segnando le vicende di Alitalia e di Fenice il suo piano di salvataggio arrivato in extremis. Un tecnico che però sa guardare con gli occhi "politici" dell'economista. Una compagnia troppo piccola per uscire dai nostri confini? "Alitalia da sola oggi occupa il 24esimo posto al mondo ed è appesantita da due anni di bilanci spaventosi, come nessuna altra compagnia al mondo. AirOne è al 160esimo. Non ne può certo uscire un colosso, in un contesto dominato da soggetti sempre più forti.. Provi solo a pensare che gli australiani di Qantas, che sono decimi al mondo, stanno cercando alleati perché si sono resi conto che da soli non ce la possono fare. Senza dimenticare che tra un po' si affacceranno sul mercato anche le compagnie mediorientali che per ora sono state un po' defilate ma che possono mettere sul piatto risorse economiche enormi". Un'alleanza che funziona poco quella con AirOne quindi. "No, non sarei così drastico. Alitalia da sola non era competitiva su nessuno dei quattro segmenti fondamentali del mercato: i voli intercontinentali, quelli entro la Ue, quelli domestici, e i cargo. Con AirOne almeno riesce ad acquistare un punto di forza per quanto riguarda i voli nazionali.E in un settore, quello del business, che risente meno della stagionalità, è più facilmente pianificabile e quindi ha margini di guadagno interessanti". E per gli altri... Qui la battaglia è davvero durissima. Tutto il mercato dei voli Ue è ormai saldamente in mano ai low cost, quelli intercontinentali sono vincolati a macroalleanze e accordi bilaterali che tengono Alitalia in una posizione marginale, ma che lascia qualche spiraglio. Resta il cargo su cui investire: un settore importante, anche se molto difficile, perché il Nord Italia è un presidio produttivo centrale per il traffico merci. Qui vedo dei margini interessanti,da sviluppare ma sui quali bisogna lavorare molto". Una nuova compagnia debole per stare sui mercati, destinata quindi a essere acquisita. Magari a breve "Io non credo tanto ai cavalieri bianchi che arrivano in salvataggio ai bisognosi. Men che meno in un settore come questo dai costi che sono lievitati all'impossibile. Ormai nessuna compagnia guarda più a conquistare quote di mercato soltanto, le vuole anche redditizie. E Alitalia...." Ma AirFrance le riteneva tali. "Le riteneva, ha detto bene. Quando se ne è parlato il petrolio non era ancora salito così tanto, i costi erano altri. Non so se su quelle basi, qualche tempo dopo, si sarebbe davvero chiusa la trattativa". Certo ci si sono messi di mezzo anche velleità nazionalistiche.... "Sicuramente. Ma non erano i soli. Gli argentini hanno voluto riprendersi la loro compagnia, gli austriaci l'hanno privatizzata ma mettendo dei paletti molto robusti. Io sono profondamente europeista e mi è sembrata una posizione fragile. Legittima, ma fragile". Una compagnia malmessa in un sistema aeroportuale gigantista con sette aeroporti con ambizioni internazionali in 600 chìlometri. "È il nostro campanilismo, legato alla scarsa lungimiranza di chi pensava fosse più economico creare l'aeroporto sotto casa invece di sviluppare una forte rete di connessioni con un unico hub di richiamo davvero internazionale. Una scelta che adesso si paga". Il piano Alitalia ha scelto Malpensa e affossato Linate. "Attenzione. Stiamo parlando di una cosa che, quando se ne è palato anni fa, ha richiesto 5 decreti governativi e visto in campo decine di avvocati con ricorso in tribunali in Italia e in Europa. Oltre a lobby di ogni tipo che si sono messe di traverso. Se stavolta ci si riesce allora sì che si può parlare di un miracolo".

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Destinazione Oriente: adesso sono i piloti che prendono il volo Stipendi bassi e scarsa possibilità di carriera: 40 sono già andati negli Emirati ma l'esodo continua verso India a (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Destinazione Oriente: adesso sono i piloti che prendono il volo Stipendi bassi e scarsa possibilità di carriera: 40 sono già andati negli Emirati ma l'esodo continua verso India a Giappone / Roma ESODO Ora il rischio è quello di una grande fuga. Spaventati dalle voci di tagli, revisione dei contratti e stipendi, dalla messa a terra di aerei, molti piloti Alita- lia stanno pensando di cambiare casacca. Destinazione? Emirates, Air India, persino All Nippon Airways. Tutte compagnie con piani di sviluppo a breve, con contratti più alti e che offrono maggiore possibilità di carriera. La caccia ai piloti Alitalia non è un fenomeno recente. Ad esempio, sono tre anni che Emirates drena piloti dalla compagnia italiana. In questo lasso di tempo "circa 40 piloti" ci spiega il comandante Danilo Parma, vice presidente dell'Unione Piloti, "hanno deciso di accettare l'offerta della compagnia degli Emirati". Un numero rilevante per un mercato poco mobile. E che potrebbe salire. I più contattati sono soprattutto piloti non comandanti con un'anzianità di circa 7-10 anni. Piloti, nel caso Alitalia, che si sono formati nell'Aeronautica militare e che nel gruppo hanno scarsa possibilità di carriera. "Quello che spinge fuori dal gruppo - spiega ancora Parma - è la mancanza di prospettive. Lavorare per una compagnia di dimensioni ridotte, come diventerà Alitalia, non dà sbocchi professionali. Un pilota si avvia alla professione per diventare comandante, se vede che la strada è chiusa cambia compagnia". Anche perché tra pilota e comandante c'è un salto di stipendio non indifferente. "Il 33% in più" racconta ancora Parma. All'estero poi un pilota con anni di servizio prende molti più soldi che in Alitalia. "Tra un comandante Air France e uno Alitalia - dice il pilota Danilo Baratti - ci sono circa 3.500 euro mensili di differenza in busta paga". Roba da far tremare le vene ai polsi e accettare qualche sacrificio in più. Come il pendolarismo o il cambio di paese. Le ragioni che spingono società come Emirates o Air India a cercare i piloti italiani sono diverse e disparate. "Prima di tutto - ci dice Parma - per scarsità di manodopera locale. E poi perché la compagnia risparmia sui costi di aggiornamento e di formazione". Un capitolo di spesa di non poco conto. Per un passaggio di macchina, cioè per imparare a guidare un Boeing se si è sempre guidato un Airbus, ad esempio, un pilota spende circa 60-70mila euro per i corsi di addestramento. Corsi che in Alitalia sono pagati dall'azienda che forma, in questo modo, i piloti nel migliore dei modi. Alla fine, in sostanza, un pilota formato e con esperienza costa, come sostiene Parma, "qualche centinaia di migliaia di euro". E se l'esodo dovesse aumentare per Alitalia sarà un problema in più da affrontare. Non solo di costi e di formazione ma anche di sicurezza. "Avere un pilota d'esperienza - spiega Baratti - in certe occasioni può non avere prezzo". ro.ro.

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E Intesa Sanpaolo rispolvera Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del IL NODO PARTNER E Intesa Sanpaolo rispolvera Air France / Roma PARTNER A sorpresa, come futuro partner per Alitalia, Intesa Sanpaolo rispolvera Air France. Domani una delegazione della banca incaricata dal governo a formulare un piano di salvataggio della compagnia di bandiera, volerà a Parigi per illustrare le linee guida. Il viaggio in realtà appare alquanto strano. Il piano di Intesa è stato ricalcato sul profilo di Lufthansa. Anche Roberto Colaninno avrebbe garantito la sua presenza, in qualità di presidente della nuova Compagnia aerea italiana, solo nel caso si fossero mossi i tedeschi. I quali in Europa stanno giocando, però, su due tavoli differenti. Alla vicenda Alitalia corre in parallelo quella per l'acquisto della Austrian Airlines. Al centro del ring gli stessi attori, ovvero Lufthansa e Air France-Klm. In entrambi i casi il vettore tedesco è nelle vesti di favorito: è infatti risaputa la preferenza di Vienna per una soluzione tedesca alle difficoltà di Austrian che, tra l'altro, fa già parte di Star Alliance, l'alleanza che riunisce oltre 20 compagnie, tra cui appunto Lufthansa. In pole position anche per Alitalia. Per una serie di ragioni. Sia per i legami con Air One, la compagnia di Carlo Toto che confluirà nella nuova Alitalia, sia perché Air France ha abbandonato il tavolo su Alitalia nello scorso aprile, indicando successivamente a più riprese di ritenere chiuso il dossier. A completare il quadro c'è anche la stesura del piano. Molto attraente per Francoforte più che per Parigi. Air France nel piano di sviluppo presentato in marzo tra le varie condizioni aveva posto anche quella di uscire completamente da Malpensa. Non si vede perché, ora, all'improvviso la compagnia francese debba tornare sui suoi passi. Secondo l'agenzia Radiocor, invece, le intenzioni di Parigi sarebbero talmente serie che il gruppo avrebbe anche convocato un consiglio di amministrazione straordinario per giovedì. Una ricostruzione che Air France non ha confermato. Alitalia, sostiene ancora Radiocor, resta l'unico grande tassello del risiko aereo europeo ancora in cerca di collocazione. I francesi potrebbero essere invogliati dal fatto che il piano è tarato su un prezzo del petrolio a 128 dollari al barile, mentre le più recenti previsioni lo danno stabile introno ai 115 per i prossimi mesi. Il mercato italiano resta inoltre assai appetibile e con Alitalia c'è una lunga consuetudine di collaborazione commerciale, che va oltre gli accordi in Sky Team. In uno scenario che vede Lufthansa già in vantaggio su Austrian, Iberia ormai decollata verso British Airways, un riesame del dossier Alitalia . L'ipotesi, comunque, appare azzardata. Le condizioni di Air France le si conoscono. Anche con il petrolio basso Malpensa per Parigi non è appetibile. Il dubbio rimane. Forse il viaggio di domani è quello della disperazione. ro.ro.

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Pronti a gennaio per la class action (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del CONSUMATORI Pronti a gennaio per la class action "Siamo pronti ad organizzare la class action già dal primo gennaio". Così Elio Lannutti di Adiconsum e Rosario Trefiletti di Federconsumatori spiegano la posizione delle associazioni dei consumatori nei confronti della nascita della nuova Alitalia. Il conferimento delle attività operative alla newco degli operatori, lasciando alla società commissariata tutti i debiti e gli esuberi non piace alle organizzazioni dei consumatori, preoccupati soprattutto per il destino dei piccoli azionisti che, con le azioni sospese in Borsa, non possono decidere se e come uscire da Alitalia. E qualcuno vede dei ricorsi storici e situazioni già vissute in passato, dove, alla fine , a pagare furono i meno tutelati. "Sta succedendo come con il Banco di Napoli - spiegano i promotori della possibile class ction - dove 12.000 miliardi di debiti sono finiti a carico dello Stato e tutti i privati si godranno gli utili". Da qui la decisione di guardare alla class action, che potrebbe permettere una difesa più efficace. Nella tutela degli azionisti di minoranza, ai quali potrebbero rimanere in mano le azioni della società commissariata, "ormai siamo arrivati al ridicolo, con un piano di Intesa 'lacrime e sanguè. Purtroppo la class action è stata rimandata al primo gennaio - aggiungono le associazioni - ma per quella data saremo pronti".

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Compagnia Aerea Italiana: nasce la nuova Alitalia Sedici imprenditori capitanati da Colaninno si prenderanno la parte sana della società (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Stai consultando l'edizione del Compagnia Aerea Italiana: nasce la nuova Alitalia Sedici imprenditori capitanati da Colaninno si prenderanno la parte sana della società di Roberto Rossi / Roma NEWCO Sono sedici imprenditori in tutto. Hanno sottoscritto quote paritetiche e simboliche, pari a poche migliaia di euro, nella società Compagnia Aerea Italiana. Formeranno il nocciolo duro della nuova Alitalia targata Intesa Sanpaolo. Una società senza debiti, senza esuberi, con una flotta già formata, comprensiva degli aerei di Air One, e un capitale di circa un miliardo di euro. Pronta per decollare nei cieli italiani in attesa di un partner straniero ma soprattutto della revisione delle legge Marzano. Che completerebbe il quadro, già così idilliaco. Perché metterebbe al riparo i sedici capitani coraggiosi dai creditori della vecchia Alitalia. Che, a questo punto è sicuro, sarà divisa in due. La polpa agli azionisti riuniti in cordata, secondo il volere di Berlusconi, il resto (debiti, esuberi) in un'altra società che sarà gestita da un commissario. Il cui nome è ancora tenuto nascosto. Si parla dell'ex ministro Augusto Fantozzi o dell'attuale presidente di Alitalia, Aristide Police. Ma è ancora presto. Anche perché prima c'è da portare a termine la modifica della Marzano, la legge fallimentare nata per salvare Parmalat. Alla cui revisione i tecnici del governo stanno lavorando e che dovrebbe essere pronta per il prossimo Consiglio dei ministri fissato per giovedì. Ieri a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, e delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. Al centro della discussione lo strumento legislativo per dare il via alla procedura di commissariamento dell'azienda. Si pensa a un decreto unito a un disegno di legge delega. Questo perché il solo decreto potrebbe essere considerato dalla Commissione europea come aiuto di Stato, mentre il solo disegno di legge allungherebbe troppo i tempi e spaventare i i sedici imprenditori. I cui nomi, con una sola eccezione, erano già tutti noti. Il primo della lista è Roberto Colaninno attuale presidente della Piaggio. Nella nuova l'imprenditore mantovano entra attraverso la capogruppo Immsi. Sarà lui il presidente della nuova società, sarà lui l'uomo che investirà di più (circa 150-200 milioni). Con lui il gruppo Benetton attraverso Atlantia, società che gestisce le autostrade e beneficiata recentemente dall'intervento del governo con una revisione delle tariffe. A seguire il gruppo Aponte (Msc Crociere tanto per intenderci), il Gruppo Riva (acciaio), il gruppo Fratini attraverso Fingen (moda e immobili), il gruppo Ligresti attraverso Fonsai (assicurazioni e immobili), Caltagirone Bellavista con Acqua Marcia (immobili), il fondo Equinox, gestito dall'ex presidente del Banco Di Sicilia Salvatore Mancuso, il fondo Clessidra, il gruppo Toto (Air One), il gruppo Fossati (famiglia dello storico marchio Star) attraverso Findim, il gruppo Marcegaglia, il gruppo Gavio (autostrade) attraverso Argo, Marco Tronchetti Provera (gomme e immobili), la novità Davide Maccagnani attraverso Macca (aviazione e difesa) e, infine, Intesa Sanpaolo. A guidare la cordata è stato chiamato Rocco Sabelli. La società nei prossimi giorni sarà trasformata in Spa e dotata di un consiglio di amministrazione presieduto da Colaninno con Sabelli amministratore. La coppia è collaudata da molto tempo. I due hanno condiviso l'esperienza in Telecom, da dove sono usciti con le tasche piene, e in Piaggio. Già, Piaggio. Quale futuro avrà?.

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Formigoni e Penati in collisione su Linate (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 204 del 2008-08-27 pagina 4 Formigoni e Penati in collisione su Linate di Redazione Il presidente della Provincia teme la chiusura e chiede un tavolo del governo a Milano. Il governatore: "Solo chiacchiere e illazioni" E adesso che fine faranno Linate e Malpensa? La domanda è obbligatoria nel giorno in cui nasce la Cai, la compagnia aerea italiana che dovrà rilanciare l'Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L'Unità scrive addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (anche a colpi di telegramma) tra Filippo Penati e Roberto Formigoni. "Il governo convochi il tavolo Milano prima di decidere" chiede il presidente della Provincia (Palazzo Isimbardi è azionista Sea), preoccupato anche che possa ridursi la concorrenza sulla tratta Roma-Milano. Replica Formigoni: "Si discute di illazioni. La notizia positiva è la nascita della Cai, anche se aspettiamo ancora i dettagli. In ogni caso ci aspettiamo che la nuova Alitalia punti su Malpensa e sul sistema aeroportuale lombardo". Il presidente della Regione e il sindaco, Letizia Moratti (che ne aveva parlato già nel febbraio scorso), ritengono praticabile l'ipotesi di rivedere il traffico aereo di Linate. Spiega Formigoni: "Un piccolo ridimensionamento è accettabile, anche se per esprimere un giudizio definitivo aspettiamo di vedere di che natura sia e che genere di compensazioni sono previste per Malpensa". Polemica invece la posizione di Penati, che ha spedito un telegramma a Palazzo Chigi (destinatari Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e per conoscenza Formigoni e Moratti), nel quale si chiede una pausa di riflessione: "Il governo venga subito a Milano per dire quale sarà il futuro del sistema aeroportuale milanese, quali saranno le ricadute anche occupazionali e ci aggiorni sulle trattative per la liberalizzazione dei diritti di volo, condizione indispensabile per il rilancio di Malpensa". Preoccupazione per il destino di Linate (e per i bilanci della Sea) esprime anche Francesca Corso, assessore della Provincia di Milano alla tutela dei consumatori: "La Sea gestisce tutti i servizi a terra all'aeroporto di Linate. La Provincia, che partecipa con quote significative alla società Sea, si riserva di tutelare gli interessi pubblici che essa rappresenta e quelli dei lavoratori interessati. Aggiungo che i passeggeri subiranno due nuove difficoltà: Air One e Alitalia, oggi unite, non saranno più in concorrenza, e ciò farà aumentare le tariffe; in secondo luogo, se chiude Linate, sarà più difficoltoso lo spostamento dei passeggeri verso gli aeroporti per il traffico nazionale". Insomma, la Provincia è decisa a mettersi di traverso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Formigoni e Penati in collisione su Linate (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 204 del 2008-08-27 pagina 10 Formigoni e Penati in collisione su Linate di Redazione Il presidente della Provincia teme la chiusura e chiede un tavolo del governo a Milano. Il governatore: "Solo chiacchiere e illazioni" E adesso che fine faranno Linate e Malpensa? La domanda è obbligatoria nel giorno in cui nasce la Cai, la compagnia aerea italiana che dovrà rilanciare l'Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L'Unità scrive addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (anche a colpi di telegramma) tra Filippo Penati e Roberto Formigoni. "Il governo convochi il tavolo Milano prima di decidere" chiede il presidente della Provincia (Palazzo Isimbardi è azionista Sea), preoccupato anche che possa ridursi la concorrenza sulla tratta Roma-Milano. Replica Formigoni: "Si discute di illazioni. La notizia positiva è la nascita della Cai, anche se aspettiamo ancora i dettagli. In ogni caso ci aspettiamo che la nuova Alitalia punti su Malpensa e sul sistema aeroportuale lombardo". Il presidente della Regione e il sindaco, Letizia Moratti (che ne aveva parlato già nel febbraio scorso), ritengono praticabile l'ipotesi di rivedere il traffico aereo di Linate. Spiega Formigoni: "Un piccolo ridimensionamento è accettabile, anche se per esprimere un giudizio definitivo aspettiamo di vedere di che natura sia e che genere di compensazioni sono previste per Malpensa". Polemica invece la posizione di Penati, che ha spedito un telegramma a Palazzo Chigi (destinatari Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e per conoscenza Formigoni e Moratti), nel quale si chiede una pausa di riflessione: "Il governo venga subito a Milano per dire quale sarà il futuro del sistema aeroportuale milanese, quali saranno le ricadute anche occupazionali e ci aggiorni sulle trattative per la liberalizzazione dei diritti di volo, condizione indispensabile per il rilancio di Malpensa". Preoccupazione per il destino di Linate (e per i bilanci della Sea) esprime anche Francesca Corso, assessore della Provincia di Milano alla tutela dei consumatori: "La Sea gestisce tutti i servizi a terra all'aeroporto di Linate. La Provincia, che partecipa con quote significative alla società Sea, si riserva di tutelare gli interessi pubblici che essa rappresenta e quelli dei lavoratori interessati. Aggiungo che i passeggeri subiranno due nuove difficoltà: Air One e Alitalia, oggi unite, non saranno più in concorrenza, e ciò farà aumentare le tariffe; in secondo luogo, se chiude Linate, sarà più difficoltoso lo spostamento dei passeggeri verso gli aeroporti per il traffico nazionale". Insomma, la Provincia è decisa a mettersi di traverso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il nuovo contratto divide il fronte AirOne gioisce, la vecchia Alitalia no (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'UNIONE PILOTI Il nuovo contratto divide il fronte AirOne gioisce, la "vecchia" Alitalia no Per i piloti di Air One saranno un po' migliori, per quelli Alitalia nettamente peggiori. Di sicuro le condizioni di contratto della "Nuova Alitalia" dividono: il piano Fenice di Banca Intesa secondo l'Unione piloti sarebbe infatti "stimolante per i primi e inaccettabile per i secondi". Indicativamente un impiegato Air One guadagna ora il 15-20% in meno, e ha diritto a 34 giorni di ferie contro i 42 dei colleghi Alitalia. Sui costi complessivi del personale in Alitalia pesa inoltre l'anzianità media molto maggiore dei piloti, ma si tratta anche di professionalità e ruoli a cui una compagnia difficilmente può rinunciare. Considerando che la "Nuova Alitalia" dovrebbe mantenere almeno per il momento i due diversi brand per attività con caratteristiche diverse, i piloti proporranno il mantenimento dei due contratti così come sono per le due aziende. E avvertono che non sono disponibili ad accettare condizioni a costo di bloccare l'operazione. Ma offrono anche la disponibilità a ragionare in seguito, in occasione delle trattative per i rinnovi.

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ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA | PAGINA 4 Nasce la Compagnia aerea italiana. Air France rispunta dal cilindro DIRITTI | PAGINA 16 Né gol in chiaro né radio Sul calcio cala il black out INDIA | PAGINA 9 Ancora violenze contro i cattolici. Il Vaticano: "Basta sopraffazioni" STATI UNITI l PAGINA 23 Democratici in nome di Obama La Convention di Denver all'insegna del mito del primo "presidente nero". Ma intanto lo staff di McCain attacca ferocemente il candidato. La parola ora è a Hillary RICORDI l PAGINA 3 Addio all'ironico ecologista Tibaldi Zoologo, etologo, impegnato in progetti di agricoltura sostenibile in Africa, scrittore. Ettore Tibaldi è scomparso all'età di 65 anni. Era un ricercatore libero.

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Piano a scatola chiusa, così il conflitto sarà durissimo (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

LA REAZIONE SINDACALE "Piano a scatola chiusa, così il conflitto sarà durissimo" "Non c'è stato nessun contatto con il governo negli ultimi tempi". A gelare l'esecutivo Berlusconi è il segretario generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari, che nega qualsiasi confronto concertativo sul piano Fenice di Banca Intesa che fonde in una newco Alitalia e AirOne. Affondo ancor più netto è giunto dalla segreteria nazionale Sdl intercategoriale trasporto aereo: "Eventuali progetti a scatola chiusa, che non tengono conto delle rivendicazioni del sindacato (Air France insegna) inerenti alla flotta, al perimetro dell'azienda, ad una forte alleanza internazionale e allo sviluppo della compagnia - spiega Sdl - non solo saranno rispediti al mittente, ma rischiano di generare un conflitto durissimo senza precedenti". I sindacati sono così allarmati per i continui proclami del governo su temi come esuberi e rivisitazione contratti. E temono forti tagli. "Noi - conclude Sdl - abbiamo dimostrato con dati certi che il problema di Alitalia non è il costo del lavoro, ma l'assenza di una strategia industriale e la latitanza della politica che rendono l'intero settore una vera e propria giungla".

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Compagnie low cost, un'estate horribilis (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

INCIDENTI E ALLARMI Compagnie low cost, un'estate horribilis fr. pi. Le compagnie low cost mostrano le rughe. Arrivate una quindicina di anni fa a rivoluzionare le abitudini di volo "delle masse", aprendo la via dei cieli anche ai non ricchi, hanno dimostrato per molto tempo che "minor costo" poteva non significare "minor sicurezza". Avevano in genere aerei nuovi di fabbrica; che ora stanno invecchiando. Il disastro del volo Spanair a Madrid (154 morti, mercoledì scorso) è stato seguito domenica da un "problema tecnico non grave" che ha costretto un altro aereo della stessa compagnia a un atterraggio precauzionale. Sempre domenica, a Monaco di Baviera, un veivolo della Air Dolomiti ha preso fuoco prima del decollo per Bologna. Ieri mattina, infine, un volo Ryanair partito da Bristol con destinazione Barcellona è dovuto atterrare a Limoges. Un improvviso calo di pressione a bordo ha costretto il pilota ad abbassarsi di 8.000 metri in cinque minuti; ventisei passeggeri sono stati così portati in ospedali per problemi ai timpani. Cosa sta succedendo? Di sicuro i passeggeri non volano più tanto tranquilli. Un altro aereo Ryanair (Dublino-Budapest), ha compiuto ieri un atterraggio fuori programma a Francoforte. Del liquido marrone aveva preso a colare su uno dei passeggeri, facendo temere perdite ai sistemi idraulici. Si è scoperto solo dopo che proveniva da un pacco di funghi surgelati contenuto nel bagaglio a mano di un altro passeggero. Equivoci a parte, torna con forza il problema della sicurezza sui voli a prezzi stracciati. Le compagnie controbattono: seguiamo tutte le procedure previste dai regolamenti internazionali, altrimenti non avremmo neppure il diritto di volare. I tecnici della manutenzione delle grandi compagnie storiche, come Alitalia, ricordano che non ci si può accontentare della "sicurezza minima" (quella prevista dai manuali dei costruttori e delle autorità internazionali di controllo); la ricerca di quella "massima" comporta controlli maggiori. Ma soprattutto fanno notare che le compagnie low cost devono per forza ricorrere a una manutenzione fatta da terzi, "magari anche di alto livello", perdendo però in questo modo il controllo diretto di tutto il ciclo della manutenzione. Il secondo punto debole sta nella stessa organizzazione di lavoro delle low cost: gli aerei devono stare il più possibile in volo, "produttivi". L'esempio più noto è ancora Ryanair. Chiunque può verificare da solo che il Roma-Bergamo (Orio al Serio) delle 6.50 arriva alle 8 e riparte per la capitale alle 8.25; e così per tutti i voli. In poco più di venti minuti si debbono far scendere e salire i passeggeri, qualche volta fare rifornimento, movimentare i bagagli, ecc; nello stesso lasso di tempo il pilota deve "fare il giro" del velivolo e verificare che tutto sia a posto. La fretta non aiuta certo a lavorare al meglio. In ogni caso, un viaggio in aereo è stressante (fate caso agli applausi quando si tocca finalmente terra), e comprimere i tempi di riposo degli equipaggi riduce forzatamente l'efficienza. Come si suol dire, "incentiva l'errore umano". Ma ciò che taglia la testa al toro sono in ogni caso gli interventi di emergenza. Spiegano i tecnici: "è normale in tutte le compagnie che, per ridurre le scorte di ricambi in magazzino, si prenda un pezzo da un aereo che deve partire tra qualche ora e lo si monti su quello in pista". Però. "Se lo fa una grande compagnia, i tecnici hanno il controllo della rotazione dei pezzi e degli aerei. Una low cost deve chiederlo a terzi". In teoria non ci dovrebbero essere problemi: stesso pezzo, stesso modello di aereo. Cosa può mai accadere? Il 6 agosto del 2005 un Atr72 della Tuninter - low cost controllata dalla compagnia di bandiera tunisina - in partenza dall'aeroporto di Bari, ebbe necessità di cambiare l'indicatore del livello del carburante. L'inchiesta successiva accertò che venne in quel caso montato un indicatore dall'aspetto assolutamente identico, ma progettato per il modello più piccolo, l'Atr42. La diversa "logica di sistema" tra i due aerei comportava che l'indicatore segnasse una quantità di carburante di molto superiore al reale. Quell'aereo non arrivò mai a Djerba, dov'era atteso. Si fermò nel mare antistante Palermo, e 16 persone vi persero la vita.

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Si privatizza a carico dello stato e poi si rivende ad Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA Nasce la "Compagnia aerea italiana", con 16 soci Si privatizza a carico dello stato e poi si rivende ad Air France Francesco Piccioni ROMA Dalle ceneri di Alitalia rinascerà una fenice, ma si chiamerà Air France. Non ci sono più parole per qualificare le giravolte dell'attuale esecutivo nella gestione della più grave - almeno sul piano dell'immagine internazionale - crisi industriale del nostro paese. Mentre tutti attendevano, ieri, che il vertice ministeriale ristretto convocato a palazzo Chigi per definire i contenuti del decreto legislativo che ridisegnerà la legge Marzano, si è appreso che oggi stesso Corrado Passera - l'amministratore delegato di IntesaSanPaolo, in qualità però di advisor scelto per il "salvataggio" della compagnie di bandiera - sarà a Parigi per incontrare il gran capo di Air France-Klm, quel Jean-Cyril Spinetta che se ne andò sbattendo la porta, alla vigilia delle elezioni, dopo mesi di tira e molla. Il giorno successivo è già convocato il consiglio di amministrazione della compagnia franco-olandese, per valutare l'offerta italiana. Per farla breve: Berlusconi, dopo aver bloccato la vendita di Alitalia ai francesi invocando il mantenimento dell'"italianità", ora arriva alla stessa conclusione. Ma tramite alcuni "privati" che potranno così lucrare un guadagno in proprio, mentre i costi dell'operazione - gli "esuberi" da ricollocare e gli ammortizzatori sociali da erogare - saranno a carico dei conti pubblici. Tra il "piano industriale" presentato allora da Spinetta e quello attuale - ancora segreto, ma denso di indiscrezioni - non ci sono apprezzabili differenze. I licenziamenti, alla fin fine, si equivarranno di numero (erano 2.500 nella sola Az Fly, il "ramo buono" della compagnia; molti di più in Az Service). Cambia solo la mano che firmerà l'atto di vendita. I "cavalieri d'industria" che si sono fatti avanti per dar vita alla "cordata italiana" sono alquanto disomogenei: il titolare della Piaggio (Colaninno), il monopolista privato delle Autostrade (ora "Atlantia"), un distributore di jeans (la Fingen dei fratelli Fratini), una società di assicurazioni (Ligresti tramite Fondiaria Sai), un siderurgico (Riva), ecc. L'unico socio con competenze nel settore aereo è Carlo Toto, patron di AirOne, che si fonderà con Alitalia e Volare nella "Compagnia aerea italiana" (questo il nome della newco fondata ieri, con sedici soci), evitando così arrivare al dissesto in solitario. Presidente Roberto Colaninno (uno dei "capitani coraggiosi" che si comprò a debito la Telecom da privatizzare per rivenderla con profitto in meno di due anni) e a.d. Rocco Sabelli, che ricopre lo stesso incarico nella Piaggio. Questi imprenditori hanno bocciato ogni ipotesi di salvataggio della compagnia nella sua configurazione attuale. E hanno preteso un mezzo legislativo nuovo - ricalcato sul Chapter 11 statunitense, ovvero la "protezione dai creditori" - prima di metter limitatamente mano al portafoglio. Con la "Marzano bis" - che dovrebbe esser formalizzata domani - sarà possibile per l'attuale cda di Alitalia dichiarare lo stato di insolvenza e avviare la procedura che porterà alla separazione tra una good company contenente le attività redditizie e una bad caricata di debiti e licenziandi. Il tutto in pochi giorni. Fatti i giochini finanziario-societari - tali da far sembrare il Gekko di Wall Street (Oliver Stone) una persona perbene: va ricordato che questa soluzione fa fuori creditori, vecchi azionisti e sottoscrittori di bond - restava comunque il problema industriale. Come si fa trasporto aereo in un momento di crisi globale del settore, aggravata dal costo dei carburanti? Domanda da far tremare i manager più navigati del settore, figuriamoci un gruppo di neofiti abituati a ben altre dimensioni di mercato. E' il famoso problema delle "alleanze" con partner stranieri, mentre si vanno moltiplicando le fusioni o i patti strategici (l'ultimo tra Iberia e British). Paradossalmente, Passera (e poi Colaninno) potrebbe addirittura "aprire un'asta" al miglior offerente tra Air France e Lufthansa, gli unici due vettori europei con interessi diretti nel mercato itliano. Ma non sarà il caso di tirar troppo la corda, visto come arriva a riaprire le trattative per un'"allenza". Avrebbe potuto farlo - e con credibilità ben superiore - anche il passato governo. Se non avesse dato carta bianca a Tommaso Padoa Schioppa. In questo bailamme i sindacati - e ancor più i dipendenti della compagnia - sembrano completamente spazzati via. Alcuni dei" cavalieri" hanno già cominciato a parlare di "rinegoziare i contratti di lavoro", certi che i giornali da loro controllati continueranno a intonare la canzone dei "privilegi intollerabili" di chi lavora in Alitalia. E dire che proprio in questi giorni sono stati presentati - ma nessun media ci ha fatto troppo caso, manifesto a parte - i raffronti con stipendi e produttività di tutti i concorrenti europei: ampiamente competitivi, se ci fossero stati manager all'altezza.

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MILANO - Da una srl completamente vuota di nome Resco e con con 10 mila euro di capitale di (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di GIULIA LEONI MILANO - Da una srl completamente vuota di nome Resco e con con 10 mila euro di capitale di proprietà di Intesa Sanpaolo ha preso il volo ieri la società destinata a diventare la Nuova Alitalia. E' stata ridenominata Compagnia Aerea Italiana che entro oggi verrà capitalizzata per 170 mila euro dai futuri azionisti della Magliana: 17 soci verseranno 10 mila euro a testa. L'assemblea della società, che si trasformerà in spa il prima possibile, ha nominato amministratore unico Rocco Sabelli. Quanto ai nomi dei futuri azionisti - che si impegnano ad un lock up (a non vendere cioè le proprie azioni) di 5 anni - spunta anche quello del finanziere Francesco Micheli la cui adesione dovrebbe pervenire oggi. Gli altri 16 invece hanno già detto sì: Atlantia, Intesa Sanpaolo, il patron di Msc Crociere Gianluigi Aponte, il presidente della Piaggio Roberto Colaninno che dovrebbero investire ciascuno 150 milioni. E ancora: la FonSai di Ligresti (90 milioni), l'industriale Emilio Riva e il patron di Air One Carlo Toto che dovrebbero puntare una fiche da circa 100 milioni a testa. Infine il fondo Equinox di Salvatore Mancuso, la Fingen dei Fratini, il fondo Clessidra di Claudio Sposito, il gruppo Marcegaglia, il gruppo Fossati tramite Findim, l'industriale Marcellino Gavio tramite Argo, Caltagirone Bellavista tramite Acqua Marcia, il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera e la Macca srl di Davide Maccagnani, capitano d'industria di lungo corso nel settore dell'aviazione ed aeronautica e della difesa e spazio. La lista degli investitori è aperta ad eventuali nuovi ingressi: potrebbero essere della partita le banche internazionali Nomura e Morgan Stanley oltre a Mediobanca, che tuttavia non ha ancora fatto passi formali. Nei prossimi giorni la società si trasformerà in spa e avrà come presidente Colaninno, come vicepresidente Toto mentre Sabelli sarà l'amministratore delegato. In futuro la Nuova Alitalia, che rileverà gli asset di Alitalia e Air One - secondo quanto risulta a Il Messaggero - avrà un consiglio composto da 11 membri. Una poltrona a testa dovrebbe andare ai soci forti - Atlantia, Intesa Sanpaolo, Aponte e Colaninno - ma anche Clessidra e FonSai quasi certamente avranno un proprio rappresentante nel board.

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ROMA - La Nuova Alitalia che decollerà a fine ottobre ha rotte ambiziose. Dopo due anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROSARIO DIMITO ROMA - La Nuova Alitalia che decollerà a fine ottobre ha rotte ambiziose. Dopo due anni di rodaggio in perdita (310 milioni nel 2009 e 60 milioni nel 2010), tornerà in utile nel 2011 per 83 milioni. E l'anno dopo potrebbe riaffacciarsi in piazza Affari. Ieri ha preso il via il percorso societario con lo scongelamento di una newco di proprietà di Intesa Sanpaolo (vedere altro articolo) battezzata Compagnia aerea italiana, pronta a fare l'offerta per rilevare Air One e alcuni asset dell'attuale Alitalia da integrare. La Nuova Alitalia avrà anche un partner internazionale. Nelle ultime ore sono aumentate le quotazioni di Air France: oggi, come anticipato ieri da Il Messaggero, Gaetano Miccichè volerà a Parigi per incontrare nuovamente Jean Cyril Spinetta, dopo il colloquio della scorsa settimana. E per domani il vettore francese avrebbe convocato un cda straordinario: ma fonti vicine a Intesa escludono che possa prendere la decisione di atterrare in Italia. Anche perchè Miccichè avrebbe rinviato di qualche giorno il colloquio con i vertici di Lufthansa. La Superbanca tiene aperto i canali con entrambi i partner industriali. Nel nuovo piano consegnato ai 17 investitori ieri mattina (16 hanno aderito da tempo, solo Francesco Micheli dovrebbe farlo oggi) sarebbe prevista un'alleanza sul business entro il 2009. E a seconda di quale sarà il partner, il piano prefigura diversi sviluppi del business rispetto alle rotte intercontinentali. Alcuni punti sarebbero comunque già delineati nel piano industriale, aggiornato da Intesa e dal futuro timoniere Rocca Sabelli sulla base di dati più aggiornati rispetto a quelli che hanno prodotto il piano consegnato attorno al 20 luglio. La quota di mercato della Nuova Alitalia sarebbe leggermente più bassa, 56% (30% di Az, 26% di Air One) per evitare possibili rilievi Antitrust, contro il 65% stimato un mese fa. Anche la previsione di fatturato risulta leggermente più bassa: dai 4,2 milardi del 2009, fino ai 4,5 del 2012. La nuova compagnia di bandiera disporrà di una flotta aerea di proprietà: abbandonata quindi l'ipotesi del lease back. Gli aeromobili che acquisterà dalla Magliana e dalla compagnia di Carlo Toto dovrebbero essere 136 nel 2009 per salire a 160 nel 2013. E anche l'irr (internal rate of return), cioè il ritorno dell'investimento da parte dei futuri soci si attesterebbe al 15-20%: questo dato sarebbe stato comunicato a voce da Miccichè e Sabelli nel corso del vertice tenutosi due giorni fa presso la sede di Intesa, alla presenza dei principali investitori. L'irr previsto dal piano sarebbe un filo più basso rispetto a quello stimato nelle proiezioni di luglio che si basavano complessivamente su un prezzo del greggio di 133 dollari al barile. Ma che per effetto del ribasso sui mercati sarebbe stato ritoccato a 128 dollari. Le nuove prospettive, più realistiche, avrebbero comunque lasciata inalterata la convinzione della cordata a mettere i soldi. Oggi si riuniscono i cda di Atlantia (straordinario in programma nel tardo pomeriggio) e di FonSai: entrambi formalizzeranno la decisione sulla Nuova Alitalia, anche se la compagnia approverà anche la semestrale. Domani invece cda di Immsi e consiglio di gestione di Intesa, anch'esso per i conti di metà anno. Ma anche per deliberare un investimento dell'ordine di 150 milioni che dovrebbe essere istruito dalla riunione del gruppo di lavoro "strategie" slittato da ieri a oggi. Per limare le ultime perplessità di alcuni consiglieri di gestione sulla bontà dell'ingresso nel vettore, Corrado Passera potrebbe portare anche la disponibilità di Air France che potrebbe emergere dal colloquio Miccichè-Spinetta. Del resto la presenza di Intesa nel progetto in relazione al coinvolgimento di un partner internazionale era stata lanciata da Enrico Salza lo scorso aprile. Sembra che il presidente francese la scorsa settimana abbia accennato anche alla possibilità che l'entità di un eventuale investimento a supporto dell'accordo industriale, possa dipendere da eventuali opzioni put & call con gli altri partner italiani. Che comunque sarebbero vincolati a un lock up di cinque anni.

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Carmen Sepede CAMPOBASSO Un molisano alla guida (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-08-2008)

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Stampa Carmen Sepede CAMPOBASSO Un molisano alla guida ... Carmen Sepede CAMPOBASSO Un molisano alla guida del "Piano Fenice", il progetto messo a punto negli ultimi giorni per il salvataggio di Alitalia. Il molisano, che potrebbe essere l'amministratore delegato della società chiamata a rilanciare la nostra compagnia di bandiera, la famosa cordata di imprenditori italiani che rileverà anche Air One, è Rocco Sabelli, 54 anni, di Agnone. Un manager tra i più importanti del Paese. Dal 1983 si è occupato di fusioni e acquisizioni per la Gepi (oggi Sviluppo Italia), poi è passato all'Eni e quindi a Telecom, direttore generale dell'intero settore dell'azienda di telefonia mobile sotto la guida di Roberto Colaninno, che lo ha poi voluto anche a Omniainvest, alla Immsi, quotata alla Borsa di Milano, e ancora al gruppo Piaggio, abbandonato nel 2006 dopo il conseguimento del risanamento aziendale. Al momento Sabelli è presidente e azionista di controllo di Data Holding. Ma il legame con Colaninno non si è mai interrotto, tanto che è stato proprio l'imprenditore pugliese, probabile "azionista forte" e presidente della cordata, sostenuta anche da Intesa Sanpaolo, a fare il nome di Sabelli come guida operativa della nuova Alitalia. E Sabelli, amministratore delegato in pectore, ha già delineato i punti principali del piano industriale per il rilancio della compagnia aerea, con l'alleanza internazionale rimandata alla "fase due". Sarà invece l'attuale società, della quale si chiederà il commissariamento già nel cda di venerdì (insieme alla revisione della Legge Marzano), a occuparsi della gestione dei debiti pregressi e degli esuberi del personale, di volo e di terra. C'è da dire che, tra i molisani eccellenti, Sabelli non ha mai interrotto i rapporti con la sua terra. In Molise e ad Agnone si reca spesso durante le ferie e nei periodi estivi. Suo fratello Maurizio è direttore sportivo della squadra di calcio e tanti sono i parenti e gli amici che ora guardano a questa nuova sfida, forse la più ambiziosa della sua carriera.

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Ultima chiamata per salvare Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 27-08-2008)

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Stampa Nasce la Compagnia aerea italiana che rileva il marchio e le attività della vecchia società Ultima chiamata per salvare Alitalia Conto alla rovescia per il salvataggio dell'Alitalia. è stata costituita la "newco", la nuova società che rileverà il marchio e le attività della compagnia di bandiera italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, i soci, per ora, sono sedici. Il nome della società è "Compagnia aerea italiana". Il capitale ammonta a un miliardo di euro. Debiti ed esuberi (forse 5-6mila) saranno trasferiti a un'altra società. Sarà necessario un intervento del governo non chiarito, però, dall'incontro che si è svolto ieri a Palazzo Chigi. Della Pasqua alle pag. 2 e 3.

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Corritore: ma siamo sicuri che a Milano convenga? (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-27 num: - pag: 1 autore: di MARCO CREMONESI categoria: REDAZIONALE Il consigliere Pd Corritore: ma siamo sicuri che a Milano convenga? "La vicenda Alitalia? Inaccettabile". Così Davide Corritore, consigliere del Pd: "Non siamo di fronte al salvataggio della compagnia, perché i debiti ce li teniamo noi come cittadini. è solo il salvataggio della promessa elettorale di Berlusconi". A PAGINA 3.

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Meno voli a Linate per salvare Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il piano Alitalia ridimensiona lo scalo. Formigoni: trasferiamo le rotte. Roth: sacrificio necessario Meno voli a Linate per salvare Malpensa Lupi: evitiamo la guerra interna. Penati: Berlusconi convochi il tavolo Milano Niente chiusura, ma per Linate il ridimensionamento è più che un'ipotesi. Purché - è la tesi degli amministratori - l' operazione serva a salvare Malpensa e a valorizzare il sistema aeroportuale milanese. A PAGINA 3 Gramigna e Soglio.

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Il futuro degli scali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il futuro degli scali La partita dei due aeroporti La cordata Le istituzioni locali lasciano qualche apertura sul ridimensionamento. A scatenare il dibattito indiscrezioni sul piano della nuova cordata riunita da Intesa-Sanpaolo per l'acquisto di Alitalia Le infrastrutture Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera: "Linate come navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una tesi vecchia. I disagi si superano con nuove infrastrutture per Malpensa".

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Corritore, Pd: siamo sicuri che a Milano convenga? (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il consigliere comunale Corritore, Pd: siamo sicuri che a Milano convenga? "Pubbliche perdite, profitti privati. è una tipica vicenda all'italiana. Ed è assolutamente inaccettabile". Davide Corritore, già amministratore delegato di Deutsche Bank fondi, oggi è consigliere comunale per il Pd. L'italianità di Alitalia non vale qualcosa? "Vale per Berlusconi, che in campagna elettorale aveva promesso appunto quello: preservare l'italianità del marchio. Ma per riuscirci farà pagare a tutti prezzi molto alti". Per esempio? "Noi non stiamo assistendo al salvataggio di Alitalia, perché i debiti ce li teniamo noi come cittadini, azionisti della bad company". Ma appunto: non è quello il prezzo dell'italianità? "Non solo quello. Oltre ai debiti, oggi scopriamo che gli esuberi saranno ben più numerosi che con il piano Air France. E per giunta, viene chiesto a Milano di rinunciare a Linate, in modo da accentrare tutto il flusso dei passeggeri, compresi quelli Expo, su Malpensa". Proprio Malpensa sembra essere favorita dal piano. O no? "Io dico che se Alitalia fosse stata messa sul mercato a queste condizioni, senza debiti e fortemente ridimensionata nel personale, ci sarebbe stata la fila dei compratori. La verità è che gli imprenditori fanno il loro mestiere, e hanno capito che Berlusconi sarebbe stato costretto ad accettare qualsiasi condizione. In questo, si vede la mano del vero jolly dell'intera operazione". E cioè? "Roberto Colaninno. Ha una lunga storia di salvatore di aziende, è una sorta di Re Mida aziendale che ha la capacità di comprare quando i prezzi sono al loro minimo". Bravo lui... "Certamente. E non si tratta soltanto del dato economico, un miliardo per comprare il buono di Alitalia. Qui si realizza una concentrazione importante, con Alitalia e AirOne che assommano il 60% del traffico italiano. Inoltre, ora possiamo finalmente capire perché il governo non abbia finanziato la linea 4 del metrò per il collegamento con Linate". Matteo Colaninno, già capolista a Milano per il Pd, ora è il ministro ombra allo sviluppo economico. Lei che ne pensa? "Il padre è un grande imprenditore che fa il suo mestiere. Matteo invece ha scelto un mestiere diverso, in cui prevale la difesa degli interessi della collettività. Fossi al suo posto, mi spoglierei del cognome e non avrei dubbi nel dire che questa è una vicenda politicamente inaccettabile ". Democratici Davide Corritore Marco Cremonesi.

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Ma è boom dei decolli privati. <Sono un terzo del totale> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Lo sviluppo Traffico più che raddoppiato all'Ata in sette anni. Il "Forlanini" è il primo scalo d'affari in Italia e il quarto in Europa Ma è boom dei decolli privati. "Sono un terzo del totale" A leggere i giornali di ieri più di un operatore privato avrà pensato al proprio futuro. Immaginandoselo a tinte pastello. Il piano del governo su Alitalia va nella direzione che auspicano da alcuni anni: far diventare Malpensa l'aeroporto commerciale e fare di Linate lo scalo a vocazione business. Come era stato pensato nel '96 (decreto Burlando): Alitalia opera a Linate con il ricchissimo volo Milano-Roma, il resto se lo dividono gli aerei privati. Le cifre delineano una tendenza abbastanza chiara: nel 2000 il movimento dell'Aviazione Generale (si chiamano così gli aerei privati) a Linate era di 12.595 aerei decollati o atterrati. Sette anni dopo è balzato a quasi 30 mila. Se nel 2000 un aereo partito su 5 era privato, oggi siamo a uno su tre. Questi dati fanno di Linate il primo aeroporto d'affari in Italia e il quarto in Europa. L'impennata è in linea con l'Europa: all'ultimo Ebace (salone dell'aereo) di Ginevra, in soli 2 giorni si sono raccolti 5 miliardi di euro di ordinazioni. Le previsioni parlano di 14 mila nuove macchine nei prossimi dieci anni. L'Italia è al sesto posto per numero di aeroplani privati (185) e quarto in termini di traffico. La maggior parte di questi numeri li produce lo scalo milanese. La forte crescita dell'aviazione generale non ha però mutato la gestione di Linate. Da qui i conflitti tra Enac e Sea, da un lato, e gli utenti privati dall'altra. I rappresentanti dell'aviazione d'affari lamentano di spendere molto senza avere servizi adeguati. Come piazzale, parcheggi e accoglienza viaggiatori. Per questo tifano per il nuovo piano Alitalia. Del resto, gli indizi che Linate si trasformi in uno scalo d'affari non mancano. Luca Paolo Salvatori è un analista di areonautica. Conosce molto bene la materia. Cita un particolare. "Salvatore Mancuso, segnalato nella cordata che dovrebbe rilevare Alitalia, ha di recente acquistato, attraverso un fondo lussemburghese, una delle maggiori compagnie di aereotaxi (Plein For You) che ha sede a Linate. Non credo si tratti solo di coincidenza". Una tesi in qualche modo rafforzata da Mario Sebastiani, professore di Economia a Roma e consulente Enac. Proprio per il suo ruolo dice di non poter essere troppo loquace. "La mia è solo una congettura. Ma l'orientamento mi pare sia quello di trasferire tutto a Malpensa. Linate in questi anni ha penalizzato Alitalia a vantaggio di Lufthansa e Air France. Potrebbe restare il traffico di 3 milioni di passeggeri, della ricca linea Milano Roma. Il resto all'aviazione generale". Scenario che non farà piacere a Sea e al Comune. Ma è il governo che decide le rotte e deve affrettare i tempi. A Milano regna una giunta di centrodestra. Come a Roma. In pista Alcuni aerei privati parcheggiati nell'aeroporto di Linate Agostino Gramigna.

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Meno voli a Linate. <Sì, ma non deve morire> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Meno voli a Linate. "Sì, ma non deve morire" Formigoni: trasferiamo le rotte a Malpensa. Il no di Sangalli. Penati: Berlusconi al Tavolo per Milano Le istituzioni: "Il destino del Forlanini non può essere legato a quello di Alitalia". La Fondazione Fiera: sacrificio necessario Di chiusura non si parla proprio. Ma sulla prospettiva di un ridimensionamento dell'aeroporto di Linate, le istituzioni locali lasciano qualche apertura: purché questa operazione serva a salvare Malpensa e a valorizzare il sistema aeroportuale milanese. A scatenare il dibattito sono state alcune indiscrezioni a proposito del piano definito dalla nuova cordata Colaninno- Bancaintesa interessata all'acquisto di Alitalia. Spiega il presidente della Regione, Roberto Formigoni che "tutto dipende da quali siano i reali progetti. Un modesto ridimensionamento, a fronte di un incremento di Malpensa, può essere accettabile in quella logica di migliore ripartizione dei voli da più parti auspicata ". Il Governatore \\ ricorda che proprio lui e il sindaco Letizia Moratti "oltre un anno fa avevamo segnalato ufficialmente al Governo la disponibilità a riconsiderare uno spostamento di voli tra Linate e Malpensa, ma bisogna valutare in che misura sia fattibile". Perplesso il leader dei commercianti, Carlo Sangalli, che si è consultato con il sindaco Moratti e che insiste: "Linate è un aeroporto strategico e di grande importanza per Milano e il suo destino non può essere legato a quello di Alitalia". E poi: "La stragrande maggioranza delle piccole e medie imprese milanesi ritiene Linate un city airport irrinunciabile proprio perché incorporato nel cuore della città e dunque di facile accessibilità. In previsione di Expo 2015 - conclude Sangalli - non ha senso privarsi della struttura che funziona bene e deve essere semmai potenziata ". Intanto, il presidente della Provincia Filippo Penati ha inviato un telegramma a Silvio Berlusconi chiedendo la convocazione urgente del Tavolo Milano, "prima che vengano prese decisioni sulla intera vicenda ". Richiesta da cui si dissocia Formigoni: "Prima vediamo le carte". Penati sollecita tutele per i consumatori "che rischiano di essere danneggiati, dal momento che si cancella di fatto la concorrenza. Sulla tratta Milano-Roma devono essere applicate tariffe europee". Contrario alla chiusura di Linate anche il presidente di Fondazione Fiera, Luigi Roth, che però giudica "inevitabile", il ridimensionamento dello scalo milanese "per salvaguardare l'hub di Malpensa". Roth ricorda che "quella di usare Linate come navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una vecchia tesi dettata esclusivamente da una fredda analisi razionale. è chiaro che questo comporterà disagi, ai quali si potrà ovviare intervenendo sulle infrastrutture di collegamento con Malpensa". A confermare il cambio di rotta della maggioranza degli amministratori, l'onorevole Maurizio Lupi, responsabile delle infrastrutture per Forza Italia, ammette che "oggi siamo più maturi di anni fa e abbiamo raggiunto la convinzione che per il rilancio di Malpensa bisogna eliminare ogni possibile forma di concorrenza interna. Che non significa dismettere Linate, ma pensarlo diversamente". Nessuna reazione, infine, dalla Sea. Fa fede il piano presentato da Giuseppe Bonomi che prevede anche il rilancio di Linate come "salotto" di Milano, creando una sorta di Montenapoleone al Forlanini. Ma se ci fosse da valutare la riduzione dei voli su Linate per salvare Malpensa, anche la Sea è disponibile. Elisabetta Soglio.

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La nuova Alitalia tratta con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Privatizzazione Il presidente sarà Colaninno La nuova Alitalia tratta con Air France Nasce la "Compagnia aerea italiana" con 16 soci ROMA - Nasce la nuova società che rileverà il marchio e l'attività di Alitalia: si chiamerà Compagnia aerea italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli. Per ora la "newco" conta sedici soci. E come primo atto della Nuova Alitalia, missione oggi a Parigi per trattare con Air France-Klm. ALLE PAGINE 28 E 29 Baccaro M.Cremonesi, Jacchia e Pica.

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LE INSIDIE DI UN PERCORSO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-27 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: BREVI LE INSIDIE DI UN PERCORSO C i sono quattro buoni motivi per cui il piano per Alitalia predisposto da Banca Intesa desta dubbi e perplessità, inducendo, pare, anche qualche membro del governo a suggerire che venga riconsiderata l'offerta di Air France sdegnosamente rifiutata quattro mesi fa. 1) Il piano rischia di costare ai contribuenti oltre un miliardo di euro, un terzo dei tagli alla scuola previsti dalla Finanziaria; 2) Gli imprenditori che dovrebbero acquisire il controllo della Nuova Alitalia corrono rischi seri: sono stati a lungo minimizzati, ma venuti al dunque non è più possibile nasconderli. Vogliamo davvero rischiare di trasferire su alcune nostre imprese, oltre che sui contribuenti, il costo del disastro di Alitalia? 3) Il piano verrebbe immediatamente impugnato dalla Ue e da quel contenzioso temo usciremmo perdenti; 4) Il piano richiede che vengano sospese le regole anti-trust, creando un precedente pericoloso per la politica della concorrenza. La Nuova Alitalia che è nata ieri sarà un'azienda senza debiti e con molti dipendenti in meno. Gli imprenditori privati che ne sono i nuovi azionisti apportando un miliardo di euro di capitale fresco apparentemente non corrono rischi: non ereditano debiti né dipendenti in eccesso, e soprattutto hanno la quasi certezza - questa infatti è la condizione necessaria, che essi hanno giustamente preteso - di rivendere fra un anno o poco più l'azienda a Lufthansa o a un'altra compagnia internazionale, recuperando così il miliardo speso oggi, magari con qualche profitto. Quest'operazione così ben congeniata nasconde però un'insidia a mio parere non valutata in modo adeguato dai nuovi azionisti. La Nuova Alitalia acquisterà aerei, slot e altri contratti dalla vecchia azienda della Magliana che domani il Consiglio dei ministri porrà in liquidazione. I prezzi ai quali la Nuova Alitalia acquisterà queste attività determineranno se la Vecchia Alitalia sarà in condizione di far fronte ai debiti che le rimarranno. Ad esempio, due anni fa gli aerei valevano 2,2 miliardi di euro: se i nuovi azionisti accettassero di acquistarli a quel prezzo, la Vecchia Alitalia potrebbe agevolmente pagare i propri debiti e poi chiudere. Ma dubito che i nuovi azionisti siano disposti a pagare tanto: gli aerei sono vecchi e più sale il prezzo del petrolio meno valgono. Le valutazioni internazionali suggeriscono oggi ragionevolmente un miliardo. Se così fosse la Vecchia Alitalia non avrebbe fondi sufficienti per pagare i propri debiti. I nuovi azionisti hanno richiesto una norma che li protegga dal rischio di revocatorie da parte dei creditori della Vecchia Alitalia, prova del fatto che non sono disposti a pagare molto. Che cosa accadrebbe se la Vecchia Alitalia non fosse in grado di far fronte ai propri debiti verso fornitori, banche e investitori che detengono obbligazioni della società? Una possibilità è non pagare. Due mesi fa, quando fu convertito in legge il decreto (DL 23.4.2008, n. 80) che evitò il fallimento concedendo ad Alitalia un prestito ponte di 300 milioni, il governo disse in Parlamento: "Con la presente norma si tende a salvaguardare per i prossimi dodici mesi la continuità aziendale di Alitalia... escludendo in tale lasso temporale, ogni ricorso ad ipotesi di liquidazione o di applicazione di procedure concorsuali ". CONTINUA A PAGINA 41.

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Alitalia, missione a Parigi Si tratta con Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE La privatizzazione Tra i soci anche Bellavista Caltagirone e Maccagnani Alitalia, missione a Parigi Si tratta con Air France Commissario più vicino. Passera vola in Francia Nasce la newco, Compagnia aerea italiana con 16 soci. Domani la decisione del governo, poi il board della società ROMA - La prima pietra della nuova Alitalia è stata posata ieri, proprio mentre spuntava la notizia di un nuovo interessamento di Air France- Klm. Oggi i vertici di Intesa- Sanpaolo, advisor della privatizzazione, saranno a Parigi per presentare il piano al gruppo franco-olandese e sondarne il terreno. Intanto ieri 16 soci hanno sottoscritto quote paritetiche, simboliche, da poche migliaia di euro, costituendo la "Compagnia aerea italiana, srl" (nome provvisorio, il marchio Alitalia resterà), pronta a rilevare parte di Alitalia e l'Air One. Amministratore unico: Rocco Sabelli. Nei prossimi giorni la società, aperta a ulteriori ingressi, diventerà una spa, con un impegno complessivo di circa un miliardo. Roberto Colaninno sarà presidente, Sabelli amministratore delegato. Ai dieci soci già emersi, si sono aggiunti Marcegaglia, Bellavista Caltagirone (Acqua Marcia), Gruppo Gavio (Argo), Davide Maccagnani (Macca), Tronchetti Provera e la stessa Intesa-Sanpaolo. Le rispettive quote non sono ancora state definite e qualcuno dei soci sta facendo ancora riflessioni. Ma intanto ieri ha tenuto banco la voce di un cda straordinario di Air France-Klm, fissato per domani, sul dossier Alitalia. Il gruppo non ha commentato, ma si è saputo che in realtà il cda è ordinario ed era stato convocato per mettere a punto l'offerta per Austrian Airlines, in scadenza. E' probabile che il board dia una prima valutazione del piano della nuova Alitalia che Intesa- Sanpaolo esporrà oggi. Quella dei francesi sarebbe una contromossa per pararsi contro l'eventualità che Austrian finisca alla tedesca Lufthansa, che ha presentato un'offerta. Air France-Klm potrebbe puntare all'acquisto di una quota minima della nuova Alitalia per mantenere la compagnia nell'alleanza Skyteam e solo dopo valutarne l'integrazione. Restano aperti i contatti con Lufthansa, con cui è previsto un incontro nei prossimi giorni. Il salvataggio della compagnia sarà perfezionato nel preconsiglio di oggi e nel consiglio dei ministri di domani. Ieri si è tenuto un primo vertice, coordinato dal sottosegretario Gianni Letta. I ministri Giulio Tremonti (Economia), Claudio Scajola (Sviluppo economico) e Altero Matteoli (Infrastrutture) avrebbero configurato due ipotesi. La prima sarebbe quella del commissario, si fa il nome di Augusto Fantozzi, dettata da una nuova legge Marzano. La seconda eviterebbe il trauma del commissariamento e affiderebbe le attività in perdita a Fintecna, società al 100% del Tesoro, che le liquiderebbe. Questa seconda ipotesi piace ai.

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Fintecna e la firma del consiglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE I due ministri Fintecna e la firma del consiglio ROMA - Un commissario liquidatore o il "cappello pubblico" di Fintecna? Le due ipotesi che sarebbero circolate ieri nel primo vertice politico a Palazzo Chigi, assente Berlusconi, avrebbero una firma. La prima, quella che punta al commissariamento di Alitalia e alla vendita dei suoi asset migliori a una cordata, sarebbe stata disegnata dai tecnici dell'Economia. Ma la gestione (e il rischio) sarebbe affidata al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, cui spetterebbe la nomina del commissario. Proprio quest'ultimo, insieme con il collega dei Trasporti, Altero Matteoli, sarebbe fautore di una seconda strada. Quella che invece affiderebbe la gestione della bad company a Fintecna, cioè al collega Giulio Tremonti, azionista al 100% di quella società. Quest'ultima ipotesi potrebbe non dispiacere al premier. Il nodo sarà sciolto in consiglio dei ministri. E alla fine chissà che non sia proprio il cdm, collegialmente, a nominare il commissario. ( a. bac.).

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29 categoria: ALT... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29 categoria: ALTRI OGGETTI sindacati che preferirebbero una gestione pubblica della bad company. Spetterà sempre al consiglio dei ministri scegliere lo strumento legislativo più idoneo per non incorrere in ricorsi. L'ipotesi potrebbe essere un mix tra un decreto legge e un disegno di legge delega. "è la solita truffa alla Berlusconi ai danni degli italiani" tuona Antonio Di Pietro (Idv), secondo cui l'obiettivo è "far cadere sui cittadini i debiti di Alitalia e creare una nuova compagnia utile a Berlusconi e ai suoi amici del cuore ". Antonella Baccaro.

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La newco (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria: BREVI La newco A sinistra l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera. Sopra Giovanni Castellucci (Atlantia) Msc Crociere Gianluigi Aponte, il patron della Msc crociere è tra i 16 azionisti della cordata per rilevare Alitalia.

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Il partner e la spinta di Colaninno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Retroscena Con la cordata italiana ai potenziali alleati verrebbe riservata una quota di minoranza Il partner e la spinta di Colaninno Le avances di Spinetta e l'opzione Lufthansa in tre tappe Il presidente della Nuova Alitalia avrà la delega alle intese internazionali e alla governance MILANO - La carta decisiva, quella che alla fine ha vinto le residue resistenze degli imprenditori italiani a metter mano al portafogli, Roberto Colaninno se l'è giocata lunedì, al grande summit nella foresteria di Intesa Sanpaolo. Fedele al suo stile, senza troppi giri di parole, il presidente designato con poteri forti e deleghe alle strategie, alla governance, e appunto, alle alleanze della nuova Alitalia ha battuto subito sul tasto dolente: molti di voi mi conoscono. Se sono qui, e mi prendo degli impegni di questa portata, è perché ci credo, la nuova Alitalia potrà affacciarsi sul mercato globale con un accordo, o addirittura più accordi, con grandi partner internazionali. In caso contrario, ve lo assicuro, non se ne sarebbe fatto nulla. Difficile, oggi, non credere all'uomo che ha riportato la Vespa in tutto il mondo. E se l'avventura in Telecom non aveva risparmiato all'imprenditore mantovano qualche amarezza, il successo della Piaggio e del suo made in Italy adesso è lì sul tavolo di Intesa Sanpaolo come la più pesante delle garanzie. Tanto più che nell' Europa dei cieli tira un'aria un po' diversa rispetto a qualche mese fa. E al di là dell'inasprirsi della crisi, è stata la fusione annunciata tra British Airways e Iberia a suggerire agli altri due big continentali un ripensamento delle strategie. Si spiega anche così il riaffacciarsi sulla scena della Air France-Klm di Jean Ciryll Spinetta, che per primo avrebbe chiesto numi sull'evolvere della vicenda Alitalia, preoccupato forse di non lasciare il campo troppo libero alla concorrente Lufthansa con la quale è aperto il confronto anche su Austrian Airline. Ma niente "sindrome francese", questa volta, per gli italiani: rischiamo addirittura di poter scegliere, se non di portarne a casa due di accordi. E con il benestare del governo, dove un'alleanza che non mettesse (troppo) in discussione l'italianità della bandiera trova ampi consensi. A partire da quello di Giulio Tremonti che ad Air France guardava con relativo interesse ancor prima di diventare ministro. Nel Piano Fenice scritto da Intesa Sanpaolo, advisor del governo, il partner internazionale è sempre stato del resto un punto chiave: aveva tenuto a precisarlo per primo il presidente del consiglio di gestione della superbanca, Enrico Salza, non a caso davanti a una platea di imprenditori riuniti a Torino per i saluti al presidente uscente di Confindustria, Luca di Montezemolo. E questa mattina una delegazione di "alto livello ", probabilmente guidata dall'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera (che però domani è impegnato nel consiglio sui conti), presenterà il nuovo piano ai francesi. Le opzioni aperte sono diverse, dal profit sharing, all'ingresso con una partecipazione. Se sono rose, si vedrà. Ma non prima di aver esplorato l'orizzonte anche a Berlino. I vertici Il prossimo presidente della Nuova Alitalia, Roberto Colaninno e il direttore generale Rocco Sabelli Paola Pica.

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Meno voli dallo scalo di Linate Sea non ritira la maxi-causa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Rotte L'alleanza e il possibile impatto sull'hub Malpensa Meno voli dallo scalo di Linate Sea non ritira la maxi-causa MILANO - Niente sconti. La Sea non intende rinunciare alla maxi causa da 1,2 miliardi promossa contro le inadempienze di Alitalia nei confronti degli scali lombardi. Dalla palazzina direzionale di Linate non arriva alcuna presa di posizione ufficiale. Ma certamente, spiegano alcuni alti dirigenti della società aeroportuale, è molto difficile che l'azione possa essere sospesa proprio ora: non fosse altro perché la responsabilità sarebbe difficile da assumersi. E se il contenzioso della vecchia Alitalia finirà suddiviso tra la bad company e la best company, a Milano si nutrono pochi dubbi sulla destinazione della causa. Ma, fanno notare fonti comunali (l'amministrazione milanese controlla Sea con l'84% del capitale), se le cose volgessero al meglio sarebbe certamente preferibile una qualche forma di accordo con i nuovi padroni del vettore nazionale che non il "cercare di cavar sangue dalle rape". Ciò che però fa più discutere, a Milano, è il ridimensionamento di Linate previsto dal piano della cordata italiana. La cauta disponibilità manifestata ieri dalle istituzioni milanesi tiene conto anche del fatto che il piano industriale presentato da Sea la scorsa primavera, già parlava dell'eventualità. Il documento ipotizza infatti due scenari: nel caso di una Malpensa come grande scalo point to point internazionale, il Forlanini non si tocca. Ma nel caso dell'arrivo di un partner intenzionato a ridare a Malpensa il suo ruolo di hub, la possibilità di un profondo ridisegno di Linate è certamente prevista. Ora, il piano della cordata italiana su un punto è chiaro: parla di non ritorno all'hub. E dunque, la richiesta di una riduzione della portata di Linate viene considerata sì in continuità con quelle analoghe sempre avanzate da Alitalia. Ma anche come la spia di una fase due dell'operazione di cui ancora non si conoscono i contorni. Resta il fatto che il piano italiano, che prevede anche una riduzione degli aeromobili a 150 a fronte di una flotta Alitalia-AirOne che oggi ne somma circa 220, per Malpensa è certamente un progresso. Tornerebbero infatti almeno un decina di collegamenti intercontinentali perduti con il ritiro di Alitalia: mancano, tuttavia, rotte redditizie come Miami e New Delhi, mentre la Cina non è confermata. Addirittura, sembra che lo scalo varesino potrebbe tornare a superare Fiumicino per numero di collegamenti, sia pure in versione esclusivamente point to point. L'aeroporto di Linate. Nel piano è prevista una riduzione degli aerei e un possibile taglio dei collegamenti dallo scalo milanese Marco Cremonesi.

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Il raddoppio di Fossati, da Telecom agli aerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Dopo l'impero Star Il raddoppio di Fossati, da Telecom agli aerei MILANO - è la seconda mossa di Marco Fossati. Lunedì intorno al tavolo di Banca Intesa Sanpaolo si sono seduti a sorpresa anche i rappresentanti della famiglia che a lungo ha controllato Star, il marchio storico dell'industria alimentare italiana. è la seconda volta che il presidente di Findim si schiera in una delle partite chiave, tra le più delicate, del sistema industriale e dei servizi italiani. Solo alcuni mesi fa Fossati ha fatto il suo ingresso nel nuovo consiglio d'amministrazione di Telecom Italia. La sua crescita nel gruppo di telecomunicazioni è cominciata con l'acquisto di una partecipazione dell'1,5% (nel maggio 2007) che poi è passata a 4,45% (forte di un investimento di oltre un miliardo di euro) e che ha trasformato il patron di Findim nel secondo azionista del gruppo guidato da Franco Bernabè facendogli conquistare 2 dei 15 posti del nuovo consiglio Ieri il Riformista si chiedeva il perché di questo ingresso, legandolo al fatto che di recente l'imprenditore si era schierato a favore della fusione Telefonica-Telecom, arrivando a ipotizzare che "se comincia a interessarsi di aerei tricolore è forse per compiacere un governo che potrebbe mettersi la maschera colbertista, impedendo a Telecom di finire in mani spagnole?". Una storia, quella dei Fossati, sempre all'insegna del basso profilo, lontano dai riflettori. Le cronache parlavano di loro al massimo per qualche generosa azione filantropica. Poi a fine 2006 c'è stata la cessione di Star agli spagnoli di Galina Bianca (vendita sotto la consulenza proprio dell'istituto guidato da Corrado Passera, il grande regista del piano Fenice per la nuova Alitalia). E anche se l'anno successivo la famiglia è rientrata in possesso del 50% del colosso alimentare (investendo in Pasa group, la holding del gruppo acquirente ma lasciando la gestione a Barcellona), una grossa iniezione di liquidità è entrata nelle casse di Findim. D'altra parte oggi i Fossati sono fra i gruppi più "liquidi" d'Italia (risorse custodite nella cassaforte lussemburghese). Parte di questi fondi è andata in Telecom. Ora una tranche dell'ordine di alcune decine di milioni nella partita più delicata, il salvataggio della compagnia di bandiera. Antonia Jacchia.

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Alitalia, le insidie di un percorso (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-27 num: - pag: 41 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE ROMA - BRUXELLES Alitalia, le insidie di un percorso SEGUE DALLA PRIMA Quindi i creditori di Alitalia hanno diritto ad essere rimborsati in quanto sono protetti da una legge che escludeva esplicitamente la liquidazione o anche solo lo scorporo della società - che invece avviene oggi prima della decorrenza di dodici mesi dall'approvazione del decreto. Che lo Stato debba pagare i debiti della Vecchia Alitalia è quindi certo. Nel momento stesso in cui paga, il governo viola le norme europee sugli aiuti di Stato. Consentire la sopravvivenza di un'azienda decotta trasferendone i debiti allo Stato è un classico caso di aiuto. Una condanna di Bruxelles obbligherebbe la Nuova Alitalia a rimborsare l'aiuto impropriamente ricevuto, cioè ad accollarsi quei debiti (questo è esattamente ciò che avvenne vent'anni fa quando Alfa Romeo fu ceduta alla Fiat senza debiti - di cui si fece carico l'Iri, cioè lo Stato. Dopo la condanna di Bruxelles quei debiti tornarono in capo alla Fiat). Sono consci i nuovi azionisti del rischio in cui incorrono e dal quale evidentemente lo Stato non li può manlevare? Ma non basta. Il decreto legge n. 80 prevede: "La somma erogata ad Alitalia è rimborsata il trentesimo giorno successivo a quello della cessione o della perdita del controllo effettivo da parte del Ministero dell'economia e delle finanze". Questo comma fu inserito nel decreto proprio per evitare che il prestito ponte fosse considerato un aiuto. Il governo ha poi trasformato il prestito in capitale, ma con una formula ambigua che ne consente la restituzione all'azionista qualora Bruxelles lo richieda. Quindi se la Vecchia Alitalia non avrà fondi sufficienti, sarebbe la Nuova Alitalia a dover rimborsare allo Stato i 300 milioni del prestito (che in cassa non ci sono più perché sono serviti a coprire le perdite dei primi mesi dell'anno). Altrimenti la controversia con Bruxelles si aggraverebbe ulteriormente. Vi è poi il problema Air One. I nuovi azionisti non vogliono la fusione fra Nuova Alitalia e Air One perché questa porterebbe nella Nuova Alitalia debiti e dipendenti di Air One. Essi vogliono semplicemente acquistare da Air One gli aerei, tutti gli slot (grazie a una sospensione delle regole anti-trust) e i contratti stipulati per la consegna di nuovi velivoli. Air One rimarrà quindi una scatola vuota, ma con molti dipendenti e 450 milioni circa di debiti: basterà la vendita di slot e aerei a far fronte ai debiti e al costo degli esuberi? Quanti debiti di Air One finiranno essi pure a carico dello Stato? Anche qui c'è un problema europeo: nel 2004, quando lo Stato rifinanziò Alitalia, Bruxelles acconsentì a patto che i nuovi fondi non fossero usati per allargare la quota di mercato: esattamente quello che oggi Alitalia fa acquisendo le attività di Air One. L'offerta di Air France non apriva problemi con Bruxelles e non costava nulla, tranne le indennità per un numero di esuberi comunque inferiore: anzi portava qualche spicciolo nelle casse dello Stato perché i francesi avrebbero pagato, seppur poco, le azioni di Alitalia.

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Corre Luxottica, occhi sulla scuderia Agnelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-08-27 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Corre Luxottica, occhi sulla scuderia Agnelli di Paola Pica Banche Un timido rimbalzo sulla scia delle Borse europee (Londra esclusa) e del recupero del dollaro ha messo il turbo ai titoli delle aziende più legate al biglietto verde. Si spiega anche così l'exploit di Luxottica (+2,76%) o di Geox (+2,55%). In una seduta che ha comunque visto il segno più soprattutto nelle ultime battute, il Mibtel ha guadagnato lo 0,39%, lo S&P/Mib lo 0,28%, tra scambi complessivamente ancora molto bassi(2,32 miliardi) sebbene in risalita dai minimi della vigilia. Tregua sui bancari, con Intesa Sanpaolo in rialzo dello 0,8%, stabile Unicredit In ordine sparso i titolo del gruppo Agnelli, che stando alle attese del mercato starebbe valutando le opzioni di un possibile riassetto a monte della catena di controllo di Fiat. Quest'ultima ha chiuso in calo dello 0,46% nella versione ordinaria, seguita da privilegiate (-0,29%) e risparmio (-0,98%). Ifi privilegiate hanno segnato un nuovo balzo del 4,87% a 14,23 euro, dopo il pacchetto Amber riacquistato dall'accomandita della famiglia Torinese. Stabili le Ifil ordinarie (+0,07%), brillanti le risparmio (+2,51%). Tra gli altri industriali, acquisti su Pirelli (+1,5%), Brembo (+1,74%)e Piaggio (+1,52%), mentre la controllante di quest'ultima, Immsi, ha lasciato sul campo il 3,53% dopo la notizia dell'incarico a presidente della "nuova" Alitalia del patron del gruppo di Pontedera, Roberto Colaninno. Seduta contrastata anche per le telecomunicazioni, con Telecom in calo dello 0,47%, Tiscali dell'1,35% e Fastweb in rialzo del 2%. Per le banche, infine, in crescita Intesa Sanpaolo (+0,82%), invariata Unicredit (+0,14%).

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Il futuro degli scali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 57 categoria: REDAZIONALE Il futuro degli scali La partita dei due aeroporti La cordata Le istituzioni locali lasciano qualche apertura sul ridimensionamento. A scatenare il dibattito indiscrezioni sul piano della nuova cordata riunita da Intesa-Sanpaolo per l'acquisto di Alitalia Le infrastrutture Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera: "Linate come navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una tesi vecchia. I disagi si superano con nuove infrastrutture per Malpensa".

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 57 autor... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 57 autore: di CLAUDIO SCHIRINZI categoria: ALTRI OGGETTI Giusto scegliere Ma garantire i passeggeri Il piano di risanamento di Alitalia forse non porterà alla chiusura di Linate, ma il suo ridimensionamento è scritto nelle cose. La colpa del vecchio Forlanini è di cannibalizzare Malpensa, o meglio di cannibalizzare Alitalia costretta a scegliere fra raddoppiare gli aerei sulla stessa destinazione (Milano) o perdere passeggeri a favore di compagnie straniere che utilizzano Linate per alimentare hub all'estero: sulle rotte intercontinentali, per intenderci, in assenza di un collegamento diretto può essere più conveniente partire da Linate per poi fare scalo a Parigi (Air France), piuttosto che a Londra (British) o Francoforte (Lufthansa). Linate forse potrà ritagliarsi un ruolo come aeroporto per i soli voli nazionali. Il ridimensionamento del Forlanini non è una buona notizia per i passeggeri. Come minimo significa allungare il percorso casa-destinazione di mezz'ora perché questo è il tempo in più che serve per raggiungere Malpensa rispetto a Linate. Serve allora un impegno di tutti per recuperare questa differenza. Come? Con collegamenti più veloci verso lo scalo varesino, snellendo le operazioni di imbarco, eliminando le code ai controlli di sicurezza, accelerando la riconsegna dei bagagli. Insomma puntando sulla massima efficienza per ridurre il più possibile il tempo che passa da quando un passeggero esce di casa a quando si siede in aereo. Recuperare mezz'ora non sembra un'impresa impossibile e proprio per questo è ragionevole pretenderlo. Il sacrificio di Linate, comunque, può avere un senso soltanto se questo consentirà a Milano di avere collegamenti aerei diretti con i cinque continenti. E non soltanto in vista dell'Expo 2015 (che in fondo durerà soltanto sei mesi), ma perché è di questo che ha bisogno il sistema Lombardia con le sue aziende, le sue università, i suoi professionisti e i suoi commerci.

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Corritore, Pd: siamo sicuri che a Milano convenga? (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 57 categoria: REDAZIONALE Il consigliere comunale Corritore, Pd: siamo sicuri che a Milano convenga? "Pubbliche perdite, profitti privati. è una tipica vicenda all'italiana. Ed è assolutamente inaccettabile". Davide Corritore, già amministratore delegato di Deutsche Bank fondi, oggi è consigliere comunale per il Pd. L'italianità di Alitalia non vale qualcosa? "Vale per Berlusconi, che in campagna elettorale aveva promesso appunto quello: preservare l'italianità del marchio. Ma per riuscirci farà pagare a tutti prezzi molto alti". Per esempio? "Noi non stiamo assistendo al salvataggio di Alitalia, perché i debiti ce li teniamo noi come cittadini, azionisti della bad company". Ma appunto: non è quello il prezzo dell'italianità? "Non solo quello. Oltre ai debiti, oggi scopriamo che gli esuberi saranno ben più numerosi che con il piano Air France. E per giunta, viene chiesto a Milano di rinunciare a Linate, in modo da accentrare tutto il flusso dei passeggeri, compresi quelli Expo, su Malpensa". Proprio Malpensa sembra essere favorita dal piano. O no? "Io dico che se Alitalia fosse stata messa sul mercato a queste condizioni, senza debiti e fortemente ridimensionata nel personale, ci sarebbe stata la fila dei compratori. La verità è che gli imprenditori fanno il loro mestiere, e hanno capito che Berlusconi sarebbe stato costretto ad accettare qualsiasi condizione. In questo, si vede la mano del vero jolly dell'intera operazione". E cioè? "Roberto Colaninno. Ha una lunga storia di salvatore di aziende, è una sorta di Re Mida aziendale che ha la capacità di comprare quando i prezzi sono al loro minimo". Bravo lui... "Certamente. E non si tratta soltanto del dato economico, un miliardo per comprare il buono di Alitalia. Qui si realizza una concentrazione importante, con Alitalia e AirOne che assommano il 60% del traffico italiano. Inoltre, ora possiamo finalmente capire perché il governo non abbia finanziato la linea 4 del metrò per il collegamento con Linate". Matteo Colaninno, già capolista a Milano per il Pd, ora è il ministro ombra allo sviluppo economico. Lei che ne pensa? "Il padre è un grande imprenditore che fa il suo mestiere. Matteo invece ha scelto un mestiere diverso, in cui prevale la difesa degli interessi della collettività. Fossi al suo posto, mi spoglierei del cognome e non avrei dubbi nel dire che questa è una vicenda politicamente inaccettabile ". Democratici Davide Corritore Marco Cremonesi.

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Ecco tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 204 del 2008-08-27 pagina 2 Ecco tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list di Nino Materi L'elenco delle compagnie che negli ultimi decenni hanno avuto tragedie con morti. Mai tante vittime come nel 2008 "Devo andare negli States. Quale compagnia mi consigliate per essere sicura di non avere incidenti?". La domanda atterra nel forum del sito AirSafe.com, il più autorevole osservatorio mondiale sui problemi del trasporto aereo internazionale. Ma la risposta alla legittima apprensione della viaggiatrice non è rassicurante: "It's impossible to answer to this question". Il motivo? Si può morire anche su voli non inclusi nella black list. Essere fuori dall'elenco delle "carrette del cielo", non è infatti garanzia di totale affidabilità. I dati dell'AirSafe sono eloquenti: negli ultimi decenni le sciagure (con decine di vittime) non hanno risparmiato neppure i velivoli delle più accreditate compagnie di bandiera. Un trend drammatico che riguarda pure i voli low cost, tanto che le ultime quattro sciagure hanno coinvolto proprio i cosiddetti voli a "basso costo". In Europa a guidare la classifica degli "eventi mortali" è Turkish Airlines con 9 incidenti dal 1970 (2 negli ultimi vent'anni); seguono Air France con 4, Swissair con 5, Iberia con 4; Alitalia, Klm e Olympic Airways con 3; Sas con 2. Tutte compagnie che appartengono, idealmente, a una virtuosa white list che però - dati alla mano - tanto white e virtuosa non è. Ciò dipende soprattutto dal caos normativo che caratterizza il traffico aereo internazionale. Basti pensare che una compagnia considerata "a rischio" in Italia, può essere considerata "affidabile" in Svizzera o in Austria. Insomma, nel raggio di poche miglia i parametri di sicurezza cambiano completamente, e con essi i risultati dei test di verifica. Al momento non esiste un ente super partes in grado di assegnare un "bollino di garanzia" che tranquillizzi il viaggiatore al momento della scelta di un volo. Una prova dell'impasse in cui versa il traffico aereo in Europa? Le autorità dell'aviazione civile degli Stati membri della Comunità europea sono abilitate a ispezionare soltanto i vettori di compagnie che volano da e verso aeroporti comunitari. "Dato il carattere aleatorio di tali controlli, effettuati a campione - denuncia la Commissione Ue dei Trasporti -, non è possibile esaminare tutti gli aeromobili che atterrano in ogni aeroporto comunitario. Che una compagnia aerea non figuri nell'elenco comunitario non significa quindi automaticamente che essa soddisfi i criteri di sicurezza vigenti". In Italia l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) certifica la qualità degli aerei e il rispetto, da parte delle compagnie, del complesso di regole tecniche annesse alla Convenzione di Chicago. Si tratta di un accordo che diede vita all'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (Icao), cui aderiscono quasi tutti gli Stati del mondo. Attenzione: "quasi" tutti gli Stati del mondo. Ciò significa che, ancora oggi, esistono nazioni nei cui scali vengono eseguite ispezioni inadeguate; idem per i programmi di manutenzione. Risultato: il certificato di navigabilità, "attestante l'efficienza dell'aeromobile", è spesso solo un pezzo di carta buono per la burocrazia. Gli esperti dell'AirSafe mettono il dito nella piaga: "Pezzi di ricambio riciclati, certificati di operatore aereo rilasciati senza i dovuti accertamenti, tagli selvaggi sugli equipaggi, procedure operative non adeguatamente monitorate. E sono soprattutto i modelli vecchi di aeromobili a essere i più a rischio, come dimostra l'elenco che pubblichiamo in queste pagine. È l'intero settore mondiale a vivere un momento di crisi. I contraccolpi, in termini di sicurezza, finiscono per coinvolgere anche le compagnie aeree un tempo considerate più affidabili". L'effetto è un allarmante proliferazione di voli da "brivido". A livello mondiale i primi otto mesi del 2008 hanno visto il maggior numero di incidenti mortali dell'ultimo decennio: 40 in 8 mesi, contro i 26 dell'intero 2007. Un trend tragico: solo il 28% degli incidenti avviene in volo; la maggior parte (il 40%) durante l'atterraggio e il 22% in fase di decollo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia: parte la Newco, si chiamera' Compagnia Aerea Italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Tra gli interessati molti nomi noti Alitalia: parte la Newco, si chiamera' Compagnia Aerea Italiana Dopo la modifica della legge Marzano Roma, 27 ago. - La revisione della legge Marzano, tanto invocata dagli investitori, è realtà. Dopo il vertice di ieri che ha visto l'incontro tra il ministro dell'Economia Tremonti, i ministri per lo Sviluppo economico e per i Trasporti Scajola e Matteoli e il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, sarà ora possibile cedere rami d'azienda, contratti e personale della compagnia di bandiera italiana. Il provvedimento d'emergenza ha già attirato i primi soci della nuova compagnia, che si chiamerà Compagnia Aerea Italiana. Tra gli interessati, spiccano i soliti noti della finanza italiana, a partire dal gruppo Benetton, per poi continuare con Tronchetti Provera, Intesa Sanpaolo, gruppo Fratini, gruppo Toto, Davide Maccagnani, Marcegaglia e Caltagirone Bellavista. L'amministratore unico della Newco sarà Rocco Sabelli. MM.

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De Corato: "Dieci anni di carcere agli ubriachi che causano mortali" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

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Proposta del deputato della Pdl e vicesindaco di Milano per fermare gli incidenti: "Chi guida ubriaco o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti commette un omicidio volontario, non colposo"

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"Il decreto sicurezza - spiega De Corato - è intervenuto con un giro di vite contro gli ubriachi al volante, prevedendo anche il sequestro dei veicoli e innalzando le pene per chi causa incidenti mortali. Ma su questo punto bisogna andare fino in fondo. La proposta di legge, che ho recentemente presentato alla Camera in qualità di deputato del Pdl, prevede infatti delle modifiche all'articolo 585 del codice penale, che consentano di innalzare la pena a chi causa morte per strada guidando ubriaco o sotto l'effetto di droghe o senza patente ad almeno dieci di reclusione". "A Milano - spiega De Corato - i dati sul consumo di alcol alla guida continuano a essere allarmanti. Su 370 accertamenti della Polizia Municipale eseguiti lo scorso luglio nell'arco della settimana e con intensificazione nei weekend, 79 sono risultati positivi ai test etilometrici, praticamente uno su cinque. Una situazione leggermente migliorata rispetto ai mesi di maggio e giugno (238 positivi su 738, di cui 116 extracomunitari), ma ancora critica. E che invita a prendere decisioni più severe per stroncare un comportamento delinquenziale". Medici ai posti di blocco: "Caccia a chi guida drogato"Giusti i test antidroga sulle strade? - Come fermare le stragi? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 25/08/2008 13:32 alien non ci deve essere pieta' per chi guida ubriac o strafatto.se sei in quelle condizioni e ti metti al volante sei consapevole che puo' succedere qualcosa anche molto grave e quindi e' una responsabilita' tua. se ammazzi qualcuno vai in galera non per 10 ma per20 anni. e' un omicidio bello e buono. la legge deve essere cambiata. se si constinua cosi' va a finire che gli diamo pure un premio. 25/08/2008 13:45 pedro Si può anche discutere su quanti anni di reclusione dare a queste persone... ma il segnale forte deve essere: a chi guida ubriaco e uccide deve essere tolta PER SEMPRE la patente, senza possibilità di replica. Così deve essere 25/08/2008 13:53 Pendejo penso che sia giusto aumentare i controlli ed essere severi con chi guida ubriaco o fatto. però penso anche che bisorrebbe cercare di fare in modo che la gente possa scegliere di poter lasciare a casa la macchina, potenziando i trasporti pubblici e privati (taxi) soprattutto la sera, almeno nelle città. ma ahimè in italia si pensa solo ad usare il pugno di ferro 25/08/2008 14:10 gunny non fareste prima ad allungare i reati colposi a 10 anni? Svegliati De Corato!Cosi' passa la voglia agli avvocati di chiedere sconti e altro 25/08/2008 14:19 inqbo sono d'accordo ! a mio avviso anche chi assume certi comportamenti a forte rischio (drogato, ubriaco o no ) dovrebbe essere accusato di tentato omicidio, se non ci scappa il morto. O addirittura anche in carenza di danni: chi attraversa in corsa un incrocio con il rosso non commette la stessa infrazione di chi svolta a destra a 5 all'ora in assenza di traffico e si becca un photored. anche se è sobrio, anzi.. l'altro lato della medaglia è che alla fine non becchino solo il solito 'normale' che non esce mai e che ha assaggiato il secondo grappino, sfora di zerovirgola e và a pagare per tutti..finisce sempre così, in questo strano paese.. 25/08/2008 14:27 stefano1 giusto il carcere, ma è fondamentale il ritiro perpetuo della patente. gli italiani sono più sensibili alla perdita della patente che a qualsiasi altro provvedimento punitivo. 25/08/2008 14:47 Il Prete Tutto dipende dai nostri giudici. Devono essere molto più duri con coloro che guidano ubriachi oppure drogati. Se poi uccidono, allora nessuna pietà. ALTRO CHE OMICIDIO COLPOSO " VOLONTARIO " e senza nessun sconto di pena. Oltre al ritiro perpetuo della patente ! Così devono operare i nostri giudici, altrimenti, la strage continuerà. Io vorrei vedere, se uno di questi ubriachi o drogati, dovesse uccidere un giudice oppure un parente di un giudice, se allora sarebbero sempre così MORBIDI ! PENSATECI GIUDICI ITALIANI, ORA BASTA CON IL BUONISMO ! ! ! 25/08/2008 14:55 Fefo scrivete al deputato De Corato per sostenere la sua iniziativa e per chiedere che agli ubriachi e ai drogati, sia ritirata la patente per sempre. Potete contattarlo andando sul sito camera dei deputati. 25/08/2008 15:32 Luca Ma questi politi parlano ancora??? Quando hanno bloccato il test antidroga alle iene..perchè tutti positivi.. Che vergogna... 25/08/2008 15:50 Sergio Basta.... Basta con le parole. Son anni che si dice "carcere per chi ammazza guidando ubriachi".Speriamo che si facciano i fatti. 25/08/2008 16:04 sergio losacco Non credo che sia corretto attribuire tutte le colpe degli incidenti stradali al tasso alcolico di chi li provoca, è un' ottica molto limitata che non tiene conto di tutta la varia gamma di comportamenti criminali espressi alla guida da soggetti assolutamenti sobri e lucidi. Il teppismo stradale è una piaga molto più sfaccettata che affonda le sue radici nell' ignoranza e nell' inciviltà della popolazione alimentata da una pubblicità scellerata e dalla tolleranza per anni avuta nei confronti dell' italiota alla guida. Cominciamo anche a reprimere duramente i tanti bulletti alla guida di motorini-killer, o i suv di tanti arricchiti astemi ma ugualmente farabutti; nelle città vedo i vigili occuparsi di tutt' altro che della sicurezza stradale! Sergio 25/08/2008 16:11 alien guardate che non occorre la patente per guidare la macchina. tanto e' vero giorni fa hanno beccato uno ubriaco perso che guidava nonostante gli avesser gia' tolto la patente per lo stesso motivo. se era in prigione, non guidava. tutto qui.se poi ammazzava qualcuno, a chi gli importava se aveva la patente in tasca o no? 25/08/2008 18:35 mauririo El sciur De Corato el ga resun ! Traduzione per non padani : il signor De Corato ha ragione. 25/08/2008 21:24 sifar Caro Dicorato, tu pensa a fare il multicarica (vicesindaco,deputato,domani chissa' anche al parlamento europeo) e le leggi lasciale a chi le pensa e le studia, che certo se ne intende piu' di te. 25/08/2008 22:52 Stefano1 giustissima la puntualizzazione di sergio losacco, le cause degli incidenti stradali ad ogni livello, non sono causate solamente da alcol e droga. le cause sono molteplici, disattenzione, velocità, imprudenza, macato rispetto della segnaletica ecc. questa iniziativa deve essere un punto di partenza non di arrivo. muoino più persone (in particolare giovani) nelle strade che nei luoghi della guerra. assurdo!!!! 26/08/2008 03:39 gabriele da un estremo al altro,credo che il problema sia di cultura,mi spiego non c'e'attitudine di guida, manca in maniera piu' assoluta il principio di salire in macchina ed sapere cosa significhi guidare,sbronzo,fumato, o in velocita',mantenere le distanze,rispettare i codici,ecc.ed sempre stata una corsa di avere piu'patentati possibili per far girare l'economia...alle autoscuole praticamente non ti insegnano nulla di quello che dovrebbe essere importante per la salvaguardia del'prossimo.salve 27/08/2008 03:27 Antonio d'accordo con De Corato, guidare non è un gioco, bisogna potenziare i controlli su tutte le strade ed infliggere pene severe (il ritiro della patente e del veicolo più il carcere sono l'ideale, delle multe chi ha i soldi se ne fa un baffo) per chi mette a repentaglio la sicurezza, sobrio, ubriaco o strafatto che sia. 27/08/2008 06:52 unicosano sarebbe ora l'imputazione passi da omicidio colposo a omicidio volontario con relative pene raddoppiate Sono presenti 18 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Sapete a che ora gioc[...] Buona la prima per Federer11:09:37 - Sui primi turni ne ho beccati: 43 su 64: il 67% Pronostici del secondo turno: Ivanovic Mauresmo PETR[...] Donne senza una Regina Non c'è una vera n. 110:59:46 - Ottimo! Sono 2 su 2 quanto alle mie 3 sorprese: Haas su Gasquet e Nishikori su Monaco...Ora manca so[...] Day 2 - Live da New York10:58:57 - "I 15 milioni di italiani senza paytv...". Prego? Vuol dire che in Italia allo stato attuale 45 mili[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse"10:52:11 - Penso che invece di lanciarsi in guerre ( "sono più preparati, non lo sono") sarebbero utili propost[...] "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola"10:50:39 - A.L.I.T.A.L.I.A. Always Late In Take-off Always Late In Arrival[...] Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente10:49:12 - JETSET condivido in toto quello che hai scritto.[...] Due sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini. In Italia i randagi sono 600mila LEGGI LA NOTIZIA SONDAGGIO: TU COME FAI? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Ecco 'Il primo bacio sulla luna' A settembre esce il nuovo disco (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Grande attesa per l'album di inediti che uscirà a settembre, già anticipato dal singolo 'Dicono di me', che spopola in tutte le radio. Il cantautore ha realizzato questo disco, il quarto, nella sua cara Bologna

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Nasce Compagnia Aerea Italiana (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 27 Ago 2008 Edizione 177 del 27-08-2008 Sedici i primi azionisti Nasce Compagnia Aerea Italiana Sono sedici i primi soci che hanno sottoscritto quote paritetiche simboliche e pari a poche migliaia di euro nella società Compagnia Aerea Italiana, costituita con l'obiettivo di dare vita alla nuova compagnia di bandiera italiana. Ecco di seguito i partecipanti: - Roberto Colaninno (attraverso IMMSI), che sarà il presidente della nuova società - Gruppo Benetton attraverso Atlantia - Gruppo Aponte - Gruppo Riva - Gruppo Fratini attraverso FINGEN - Gruppo Ligresti attraverso FONSAI - Equinox - Clessidra - Gruppo Toto - Gruppo Fossati attraverso FINDIM - Marcegaglia - Caltagirone Bellavista attraverso Acqua marcia - Gruppo Gavio attraverso ARGO - Davide Maccagnani attraverso MACCA - Tronchetti Provera - Intesa Sanpaolo. Rocco Sabelli è stato nominato amministratore unico della società Compagnia Aerea Italiana. Nei prossimi giorni la società stessa sarà trasformata in SpA e dotata di un Consiglio di Amministrazione presieduto da Roberto Colaninno, con Rocco Sabelli Amministratore Delegato. Intanto le associazioni dei consumatori annunciano una class action degli azionisti Alitalia a partire da gennaio 2009.

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Gli ingredienti per cucinare lo spezzatino (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 27 Ago 2008 Edizione 177 del 27-08-2008 PER RISOLVERE LA GRANA ALITALIA I VERTICI DI INTESA SANPAOLO VOLANO A PARIGI Gli ingredienti per cucinare lo spezzatino di Alessandra Mieli A chi l'onere dell'onor di bandiera? A noi. Anche se per ora di ufficiale non c'è nulla, il percorso sembra tracciato. Domani ci sarà l'approvazione del decreto che, di fatto, offre una alternativa alla legge Marzano. Il giorno dopo, venerdì, l'approvazione dei conti da parte del cda di Alitalia, la conseguente dichiarazione di insolvenza e la contestuale richiesta di accesso alla nuova procedura. Poi, una volta nominato il commissario, la presentazione del piano della newco messa in piedi da Intesa SanPaolo. Il decreto legge governativo offrirà gli strumenti legislativi per procedere alla creazione di una nuova società, ripulita dei debiti e delle attività in perdita, e di una "very bad company". I titoli azionari della compagnia di bandiera, attualmente sospesi dalle contrattazioni, saranno di pertinenza della parte di Alitalia da liquidare. Il che equivale a dire che ai circa 30 mila piccoli azionisti di via della Magliana rimarrebbe in mano un pugno di mosche. Ma non sarà quest'ultima la peggior gatta da pelare per il futuro commissario che dovrà procedere alla ridefinizione del perimetro aziendale, con il nodo esuberi in primo piano, e alla cessione di alcuni asset. I numeri riguardanti il personale da mettere in mobilità hanno già fatto suonare il campanello d'allarme di tutte le sigle sindacali e suscitato il sarcasmo di vari commentatori che vedono nella soluzione della grana Alitalia un maggior costo per lo Stato (cioè per i cittadini) e un miglior profitto per gli "happy few" chiamati da Intesa SanPaolo a far parte della cordata che si prenderà quanto di buono c'è sul piatto. Questo è il passaggio chiave dell'intero percorso, chiesto con decisione dalla cordata allestita dalla banca di Ca dè Sass: uno strumento legislativo che offra la garanzia di investire in una società agile, con un perimetro ed un organico adatti a perseguire l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività. Del resto, il tentativo di trovare una soluzione per il salvataggio di Alitalia nella sua configurazione attuale, che era l'oggetto del mandato conferito a Intesa SanPaolo, è fallito per l'indisponibilità di tutti i soggetti interpellati. Il vero nodo ancora da sciogliere resta quello dell'alleanza internazionale, "condicio sine qua non" per la riuscita dell'intera operazione. Su questo fronte, Corrado Passera e gaetano Miccichè stanno giocando tutte le carte a loro disposizione ma la rosa dei candidati è ristretta, con Lufthansa e Air France che restano le uniche opzioni credibili. Su questo fronte è emerso che Air France-Klm ha convocato per domani un consiglio di amministrazione straordinario, mentre oggi è in agenda un incontro a Parigi tra una delegazione di top manager di Intesa SanPaolo con i vertici di Air France. Alla fine, potrebbe profilarsi un accordo di profit sharing senza un ingresso diretto nel capitale del partner internazionale.

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La difficile arte di far quadrare i conti nazionali (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 27 Ago 2008 Edizione 177 del 27-08-2008 STIME E ASPETTATTIVE La difficile arte di far quadrare i conti nazionali di Giancarlo Colombo Stime e aspettative. Sono state aggiornate rispetto a luglio 2008 e pubblicate le stime del Fondo monetario internazionale per il Pil europeo. Le stime prevedono un'ulteriore contrazione per il Pil 2008: +1,4% e per il 2009: +0,9%. Di positivo c'è che non si tratta di cifre al negativo, ma sono indice di bassa o nulla crescita rispetto al Pil mondiale stimato pari a +3,9%, mentre il Pil Usa risulterebbe di poco superiore per il 2009 a quello europeo: +1,3%. Al di là della aridità delle stime, il consuntivo indica una difficoltà tutta occidentale a far ripartire la Ue e nell'Ue l'Italia, problema che ci interessa da vicino. Chi rende più difficile la nostra ripartenza, è la zavorra di debito pubblico che ci costa di interessi e di rampogne Ue per essere, essendo il limite firmato a Maastricht pari al 60% del Pil, ed essendo il nostro debito pubblico pari al 105% del Pil, noi italiani siamo al di sopra del 75% del consentito. D'altra parte non è che solo tirando la cinghia si recupera negli anni questo 75% di sovra esposizione, servono cure drastiche e non indolori purtroppo come da diversi mesi Bankitalia sta pubblicando e dicendo con toni sempre più espliciti. Il pubblico che segue i mass media e che giornalmente fa il conto della spesa ha già preso le contromisure riducendo drasticamente i consumi, le vacanze e le lecite evasioni da pizzeria i cui costi sono aumentati del 20% come annunciato statisticamente. Ma non è che con la statistica si risolve la congerie di problemi che ci avvolgono: la statistica è come il termometro per la febbre o come la misurazione della pressione: indica la statistica (e le stime sottostanti) una situazione vicina alla realtà, punto più, virgola meno ma non indica il come uscire dai problemi e il quando. Si tratta come più volte scritto e pubblicato di un programma a medio termine più difficile per noi che per la Ue perché l'aumento del Pil per il 2009 previsto dello 0,9% non ci permette di abbattere significativamente il debito pubblico. Né c'è molto da sperare in una rapida ripresa dell'economia Usa alle prese con una elezione presidenziale il 4 novembre 2008 all'insegna dell'incertezza, causata non tanto dalla scelta fra due candidati ma dai problemi interni finanziari, con nove banche in default (fallimento) e difficoltà di pagare i mutui e sostenere contemporaneamente i risparmi delle famiglie americane. Tutti problemi che si ripercuotono, data la globalizzazione anche sui problemi di casa nostra rendendoci più difficile il rientro nei parametri di Maastricht. La spia delle stime Fmi significa solo questo, non certo l'indicazione di cosa fare e come. Siamo in presenza di soprappeso del sistema assistenziale dei decenni precedenti e nell'impossibilità di intervenire con i soliti sistemi di emergenza a tappa buchi delle passate generazioni. Il cambio di marcia per il prossimo medio termine, non sarà indolore, ma bisogna sapere tutti che ci vuole una seria programmazione temporale che va dall'energia, alle spese inutili, all'Alitalia come vettore delle nostre esportazioni, al prolungamento dell'età lavorativa, nell'interesse generale e non delle corporazioni più forti o che strillano di più. Gli italiani accettano ormai solo un programma chiaro e credibile.

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Pronta al decollo la nuova Alitalia Colaninno presidente (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

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N. 204 del 2008-08-27 pagina 1 Pronta al decollo la nuova Alitalia Colaninno presidente di Redazione È stata costituita la newco per Alitalia. È la nuova società che rileverà il marchio e le attività della compagnia di bandiera italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli. I soci, per ora, sono sedici. Il nome della società è Compagnia aerea italiana. Il capitale ammonta a un miliardo di euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News India, Papa: "No agli attacchi alla vita"Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-Rai: il calcio parte senza radio e televisioneAmauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in ChampionsAl Sud il 25% dei giovani lascia dopo le medie Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Girotondo attorno a Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News India, Papa: "No agli attacchi alla vita"Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-Rai: il calcio parte senza radio e televisioneAmauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in ChampionsAl Sud il 25% dei giovani lascia dopo le medie Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 115 ) " (32 votes, average: 3.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (34 votes, average: 3.26 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 79 ) " (54 votes, average: 3.54 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (119 votes, average: 1.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (45) Ultime discussioni Pietro Serra - Sorso: Buone vacanze! :-) valentino: Dalle mie parti di origine (Bassa Ferrarese.dove non sono tutti comunisti, checché si strombazzi!)... umberto vastarini: Buone vacanze anche a Lei. Mario D'Alfonso: Dopo un anno di lavoro, forse anche due, un sano riposo ci vuole e io glielo auguro pieno e... Wolf: @Francesco, perché le stesse riflessioni costituzionali non le rivolge alla casta dei magistrati? Sa che lei... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News India, Papa: "No agli attacchi alla vita"Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-Rai: il calcio parte senza radio e televisioneAmauri toglie i pensieri alla Juventus E' il ritorno bianconero in ChampionsAl Sud il 25% dei giovani lascia dopo le medie Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille August 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia La guerra (in)civile degli psico-comici della politica Girotondo attorno a Walter Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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"Russia fuori dal diritto internazionale A rischio anche Crimea e Moldova" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo il riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia, il ministro degli Esteri francese Kouchner avverte che nel mirino del Cremlino rischiano di finire anche altre Repubbliche ex sovietiche

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Esteri SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa CAUCASO / LAMPI DI GUERRA FREDDA "Russia fuori dal diritto internazionale A rischio anche Crimea e Moldova" Dopo il riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia, il ministro degli Esteri francese Kouchner avverte che nel mirino del Cremlino rischiano di finire anche altre Repubbliche ex sovietiche Parigi, 27 agosto 2008 - Con il suo riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia, la Russia si è posta "al di fuori del diritto internazionale, e non si tratta soltanto dell'opinione dell'Unione Europea": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, il quale ha inoltre avvertito che nel mirino del Cremlino rischiano adesso di finire, dopo Tbilisi, anche altre Repubbliche ex sovietiche: come "l'Ucraina", e in particolare "la Crimea", o "la Moldova". è un fattore "estremamente pericoloso", ha ammonito Kouchner, intervistato dall'emittente radiofonica 'Europe 1'. "Non possiamo accettare simili violazioni di tutte le norme internazionali, degli accordi sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, delle risoluzioni delle Nazioni Unite e, per la prima volta dopo molto tempo, l'occupazione di territorio in un Paese vicino da parte di un Esercito straniero". Il capo della diplomazia francese, il cui Paese per il semestre in corso detiene la Presidenza di turno dei Ventisette, è tornato ad accusare le truppe di Mosca di aver intrapreso un'operazione di "pulizia etnica", affermando che esistono le prove del fatto che i primi a restarne vittime sono proprio "gli osseti favorevoli alla Georgia". Kouchner ha quindi avvertito che l'Ue "reagirà" senz'altro in occasione del Consiglio Europeo straordinario, convocato per lunedì prossimo a Bruxelles. La Crimea e anche l'auto-proclamata Repubblica secessionistica Transnistria, nel settore orientale moldavo, sono ambedue aree dove molto forte è la presenza non solo di vaste comunità russofone, ma altresì di unità militari russe e di armamenti risalenti all'era della disciolta Urss. La Russia rinconosce l'indipendenza di Ossezia del Sud e AbkhaziaGli scontri in Ossezia del Sud Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola" (66 commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio vedere i miei figli fuori da questo carcere" (51 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida drogato" (48 commenti) Due sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" (46 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (31 commenti) Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (27 commenti) Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità" (26 commenti) "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento" (25 commenti) 13:08:13 - Il volto coperto è, in effetti, un problema per una cultura come la nostra in cui la identificazione[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo12:55:47 - Io da ciclista dico che per motivi di incolumità dei pedoni, le biciclette non devono circolare sui [...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli12:48:32 - L'amministrazione comunale ha sbagliato ad apporre quel simbolo perchè se così fosse dovrebbe patroc[...] Corona-Moric in 'visita' ufficiale? Polemiche nella maggioranza12:48:31 - Bene! auguro ai City Angels di fare bene anche a Reggio Emilia. ho avuto modo di incontrarli a Milan[...] A ottobre nelle vie di Reggio arrivano i 'City Angels'12:40:52 - Egregio Sig. Bassi, noi siam qui a combattere per il nostro lavoro e i nostri diritti e lei si perme[...] "La serrata non risolve il problema"12:38:13 - vi rendete conto che ci stanno pigliando per il "fondoschiena" schiena tutti. vogliono più soldi e c[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse"12:35:14 - PAVIDO IL RESPONSABILE, UNO ZINZINO DI SPINA DORSALE NON GLI FAREBBE MALE. GIUSTO IMPEDIRE L'ACCESSO[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Gelmini: "Decreto sul voto in condotta Aiuti alle famiglie contro il caro libri" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Il ministro dell'Istruzione annuncia interventi contro il bullismo e il caro libri: "I prezzi devono scendere ancora, le famiglie vanno sostenute nell'affrontare i costi necessari e non inutili"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa SCUOLA Gelmini: "Decreto sul voto in condotta Aiuti alle famiglie contro il caro libri" Il ministro dell'Istruzione annuncia interventi contro il bullismo e il caro libri: "I prezzi devono scendere ancora, le famiglie vanno sostenute nell'affrontare i costi necessari e non inutili" Rimini, 27 agosto 2008 - Domani il Consiglio dei ministri dovrà analizzare la proposta per la conversione in decreto per reintrodurre il voto in condotta che andrà a fare media con le altre materie. Lo ha annunciato oggi dal meeting di Comunione e Liberazione di Rimini il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Ho intenzione di convertire da subito in decreto - spiega il ministro - perchè sia operativo immediatamente. Se non si converte in decreto si perde un anno intero, mentre gli episodi recenti di bullismo ci dimostrano che questo non è possibile". CARO LIBRI "Giudizio positivo" da parte del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini dell'azione che sta conducendo l'Authority contro il caro-libri. "Non c'è motivo - spiega oggi a Rimini, in occasione di una conferenza stampa organizzata nell'ambito del Meeting - di rieditare libri di materie che sostanzialmente non cambiano, come ad esempio nel caso della matematica che non cambia da un anno all'altro". Gelmini, certa poi che "i prezzi devono scendere ancora" e che "le famiglie vanno sostenute nell'affrontare i costi necessari e non inutili", spiega che "si stanno valutando le possibilità di ridurre ulteriormente i costi". Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola" (66 commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio vedere i miei figli fuori da questo carcere" (51 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida drogato" (48 commenti) Due sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" (46 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (31 commenti) Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (27 commenti) Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità" (26 commenti) "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento" (25 commenti) 13:08:13 - Il volto coperto è, in effetti, un problema per una cultura come la nostra in cui la identificazione[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo12:55:47 - Io da ciclista dico che per motivi di incolumità dei pedoni, le biciclette non devono circolare sui [...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli12:48:32 - L'amministrazione comunale ha sbagliato ad apporre quel simbolo perchè se così fosse dovrebbe patroc[...] Corona-Moric in 'visita' ufficiale? Polemiche nella maggioranza12:48:31 - Bene! auguro ai City Angels di fare bene anche a Reggio Emilia. ho avuto modo di incontrarli a Milan[...] A ottobre nelle vie di Reggio arrivano i 'City Angels'12:40:52 - Egregio Sig. Bassi, noi siam qui a combattere per il nostro lavoro e i nostri diritti e lei si perme[...] "La serrata non risolve il problema"12:38:13 - vi rendete conto che ci stanno pigliando per il "fondoschiena" schiena tutti. vogliono più soldi e c[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse"12:35:14 - PAVIDO IL RESPONSABILE, UNO ZINZINO DI SPINA DORSALE NON GLI FAREBBE MALE. GIUSTO IMPEDIRE L'ACCESSO[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl. Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec v>.

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E' il giorno di Hillary Clinton: "Orgogliosa di appoggiare Obama" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ex first lady durissima contro John McCain e G. W. Bush nel suo intervento alla Convention democratica di Denver: "Non possiamo perdere voti, non avete lavorato così duramente negli ultimi diciotto mesi, o resistito negli ultimi otto anni, per soffrire con altre leadership fallimentari"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Esteri SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa PRESIDENZIALI USA / CONVENTION DEMOCRATICA E' il giorno di Hillary Clinton: "Orgogliosa di appoggiare Obama" L'ex first lady durissima contro John McCain e G. W. Bush nel suo intervento alla Convention democratica di Denver: "Non possiamo perdere voti, non avete lavorato così duramente negli ultimi diciotto mesi, o resistito negli ultimi otto anni, per soffrire con altre leadership fallimentari" New York, 27 agosto 2008 - "Sono orgogliosa di essere qua come madre, come democratica, come senatrice di New York, come americana, e sono un'orgogliosa supporter di Barack Obama": ha esordito così Hillary Rodham Clinton sul podio della Convention Nazionale del Partito Democratico a Denver, dove è stata accolta da due minuti di applausi che stentavano a spegnersi. Solo all'inizio ha tradito un briciolo di emozione; ma poi, senza esitazione e senza lasciar trasparire il benchè minimo risentimento, ha esortato i democratici a votare compatti per Obama presidente. "Non conta se avete votato per me o per Barack", ha detto l'ex 'first lady'. "Ora è il momento di essere uniti come un solo partito, con un unico scopo. Non avete lavorato così duramente negli ultimi diciotto mesi, o resistito negli ultimi otto anni, per soffrire con altre leadership fallimentari". E ha aggiunto: "No way, no how, no McCain", cioè a dire tassativamente 'no' a spostare i voti sul rivale repubblicano John Mcain, come il 30 per cento dei clintoniani sembrano invece intenzionati a fare. Con le telecamere del mondo puntate in faccia, i coniugi Clinton hanno saputo mostrare entusiasmo e trasporto, ma c'è chi giura che non hanno digerito l'amaro boccone della sconfitta. Eppure Hillary non è stata affatto tenera con il suo "amico" McCain, accusato di voler proseguire la disastrosa opera dell'attuale inquilino della Casa Bianca, George W. Bush. "Ovviamente George Bush e John McCain saranno insieme la prossima settimana nelle Twin Cities", ha sottolineato la moglie di Bill Clinton, riferendosi all'imminente Convention repubblicana in programma a Minneapolis-Saint Paul, "perchè di questi tempi i due sono difficilmente distinguibili". "Se Barack Obama andrà alla Casa Bianca rilancerà l'economia, difenderà i lavoratori e saprà affrontare le sfide internazionali come ha fatto il presidente Bill Clinton. I democratici sanno come farlo, e lo faremo ancora con Obama presidente": così Hillary ha poi voluto omaggiare il marito Bill, seduto in sala ad applaudirla, quasi commosso. E soprattutto ha voluto rassicurare i democratici scettici sulle capacità del senatore di colore dell'Illinois, spesso accusato di avere poca troppa poca esperienza per guidare la Casa Bianca. Con un look total arancione, in tailleur-pantalone come al solito, l'ex 'first lady' è stata presentata dalla figlia Chelsea, che ha definito la madre "il mio eroe". L'intervento è stato preceduto da un video-omaggio alla senatrice, apparsa sempre sorridente nella registrazione, al limite della parodia con tanto di imitatrice che riproduce la risata: in netto contrasto con l'immagine cupa e piagnucolosa che ha caratterizzato Hillary nell'ultima parte delle primare. E un riferimento al pianto, la signora Clinton lo ha fatto anche nel suo discorso, durato 23 minuti. "Non bisogna però mai cedere", ha proseguito rivolgendosi al suo nocciolo duro di delegati, "mai arrendersi, e insieme possiamo fare la storia. Dovete chiedere a voi stessi se siete in questa campagna solo per me, o se lo fate per tutti coloro che sono stati considerati invisibili dal governo Bush. Questa è una battaglia per il futuro, che dobbiamo vincere insieme", ha esortato Hillary. Michelle e Kennedy incoronano ObamaLa convention democratica a DenverChi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti?Il videocommento di G. Pioli e F. Ferri Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola" (69 commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio vedere i miei figli fuori da questo carcere" (51 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida drogato" (48 commenti) Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (34 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (34 commenti) Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità" (29 commenti) "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento" (26 commenti) Piste ciclabili, un percorso a ostacoli (20 commenti) 14:48:09 - Regola n 1 del Silvio-pensiero (che è poi una legge della comunicazione): se dici una cosa forte, ha[...] Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità"14:46:52 - UNBRIEL ! Ma che ci azzecca il presidente del consiglio sul "tema" del forum ! Allora fuori tema VOI[...] Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità"14:45:12 - Nell'eterna diatriba Nord - Sud il centro Italia (in particolare Umbria, Toscana e Marche, che nulla[...] Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità"14:37:31 - a mio parere l'arretratezza nel meridione non è dovuto alla "cattiva istruzione". Sono stato in Sviz[...] "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola"14:34:06 - per prima cosa bisogna disdire sky e mediaset poi vediamo che succede[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse"14:33:40 - Volto coperto? é illegale,infrange le nostre leggi! E' tollerato ( giustamente) al Carnevale di Vene[...] Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:23:23 - Ma sicuro ! Le piste ciclabili fatte dal centro destra,sono " piu' meglio assai" di quelle fatte dal[...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Compagnia aerea italiana: la Nuova Alitalia al decollo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-08-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 212 Cordata con 16 soci. Alleanza, si riparla di Air France Compagnia aerea italiana: la Nuova Alitalia al decollo Cordata con 16 soci. Alleanza, si riparla di Air France --> Sono 16 gli imprenditori italiani nella Compagnia aerea italiana. Vertice a Palazzo Chigi, ma si attende il rientro di Berlusconi. Per dar vita alla nuova Alitalia è nata Compagnia Aerea Italiana con i primi 16 soci. Ora è atteso la mossa del governo per consentire la divisione dell'Alitalia nella parte buona destinata a confluire nella newco - assieme a parte di AirOne - e in quella cattiva con il carico di debiti ed esuberi. L'ipotesi più probabile sembra, al momento, l'approvazione, domani, al consiglio dei ministri, di due provvedimenti: un decreto con le misure più urgenti e vitali per la procedura successiva e un ddl delega che dovrebbe contenere una riforma complessiva degli strumenti legislativi a disposizione per affrontare crisi aziendali come quella di Alitalia, unificando le attuali leggi Marzano e Prodi. Intanto, proseguono i contatti con Air France-Klm e Lufthansa per la successiva alleanza strategica. SINDACATI Non sembra un percorso in discesa, però, quello che vedrà il confronto con i sindacati. Oltre agli esodi, sarà complesso affrontare il nodo contrattuale. E i piloti, che temono di trovarsi di fronte ad un'offerta da prendere o lasciare, cioè chi non accetta il nuovo contratto resta fuori, avvertono che di fronte ad una soluzione peggiorativa verrà alzato un muro. PALAZZO CHIGI Presieduto da Gianni Letta, l'incontro è durato circa due ore. Con i ministri dell'Economia Giulio Tremonti, delle Attività produttive Claudio Scajola e delle Infrastrutture Altero Matteoli è stato fatto il punto sull'aggiornamento della legge Marzano e sulla gestione degli esuberi. L'ultima parola, comunque, spetterà a Berlusconi. Nelle prossime 36 ore andrà presa una decisione, anche attraverso una fitta rete di contatti con la nuova cordata di imprenditori e con l'opposizione, dalla quale il governo intende capire come si comporterà in Parlamento. COMPAGNIA AEREA ITALIANA Parte con 16 soci che hanno sottoscritto quote paritetiche simboliche e pari a poche migliaia di euro. Rocco Sabelli è stato nominato amministratore unico. Nei prossimi giorni la società sarà trasformata in SpA, con un Cda presieduto da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli ad. CONTRATTI La Nuova Alitalia - secondo il Piano Fenice messo a punto dall'advisor Intesa Sanpaolo - proporrà ai piloti un nuovo contratto con condizioni un po' migliori rispetto a quelle in Air One e nettamente peggiori a quello in Alitalia. Soluzione che non piace ai sindacati. ALLEANZA STRATEGICA Continuano i contatti con le grandi compagnie aeree straniere, Lufthansa e Air France-Klm in primis che starebbero mettendo a punto in questi giorni le rispettive proposte di partnership. È imminente una missione a Parigi di responsabili di Intesa San Paolo. AZIONISTI Scendono in campo i rappresentanti dei consumatori e utenti, pronti a fare la class action già dal primo gennaio, in difesa dei piccoli azionisti che, con le azioni sospese in Borsa dal 3 giugno scorso, non possono decidere se e come uscire da Alitalia. La divisione di Alitalia fra bad e good company "azzera il valore degli azionisti, ma ce n'era ancora?", si chiede l'economista Giacomo Vaciago, secondo cui alla fine "sarà chiaro a tutti che l'offerta Air France era migliore, ma peggio per il Paese che vuole avere una compagnia di bandiera".

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Anche Berlusconi a Cagliari per il Papa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-08-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 107 Anche Berlusconi a Cagliari per il Papa Domenica 7 il premier in città, domani riapre Palazzo Chigi --> Domenica 7 il premier in città, domani riapre Palazzo Chigi Nell'agenda del capo del Governo è previsto un passaggio a Cagliari in occasione della visita del Papa. Domani Consiglio dei ministri. PORTO ROTONDO Le vacanze del presidente del Consiglio sono finite. Silvio Berlusconi lascerà questa sera Villa Certosa, dove ha trascorso le ferie estive senza alcuna uscita mondana, tenendosi sempre in contatto con il suo staff a Palazzo Chigi, soprattutto per la vicenda della crisi in Georgia. Ma la Sardegna resta nella sua agenda: domenica 7 settembre il premier sarà a Cagliari, in occasione della visita di Papa Ratzinger nel capoluogo isolano. Non si conoscono ancora i dettagli sulla presenza del capo del Governo, né se ci sarà un faccia a faccia con il Santo Padre. Tuttavia, ufficiosamente, fonti vicine a Silvio Berlusconi confermano la presenza del premier per il 7 settembre in città. L'AGENDA E il rientro del presidente si preannuncia fitto di impegni. Domani mattina Berlusconi presiederà il Consiglio dei ministri. L'ordine del giorno ufficiale non è stato ancora presentato, ma di sicuro si parlerà della vicenda Alitalia, varando il decreto che modifica la legge Marzano in tempo per il Cda della compagnia di bandiera, originariamente convocato per venerdì. Ma le ultime novità, legate alla nascita della "Compagnia aerea italiana", potrebbero convincere il Consiglio dei ministri a cambiare una parte dell'ordine del giorno. Altri temi lasciati in corso d'opera a fine luglio non dovrebbero essere trattati dal Consiglio, in attesa di ulteriori approfondimenti. Tra questi la riforma della legge elettorale europea, il federalismo - tema che interessa direttamente anche la nostra regione - e la riforma della giustizia. Proprio su questo ultimo argomento, potrebbe esserci domani o venerdì un incontro con il ministro Angelino Alfano. ALL'ESTERO Sabato 30, poi, il presidente del Consiglio volerà in Libia per incontrare il colonnello Muhammar Gheddafi, con il quale conta di chiudere il negoziato legato anche alla questione immigrazione. Lunedì primo settembre Berlusconi sarà quindi a Bruxelles per partecipare al Vertice straordinario dell'Unione europea convocato dal presidente Nicholas Sarkozy sulla crisi Russia-Georgia. Una crisi che il premier ha seguito giorno per giorno dalla Sardegna, tenendo un filo diretto con il presidente russo Vladimir Putin. A CAGLIARI Due giorni dopo, mercoledì 3, Berlusconi sarà a Viterbo, ospite del sindaco Giulio Marini, per assistere a una famosa manifestazione religiosa, quella della "Macchina" di Santa Rosa, patrona del capoluogo. Un modo per mantenere la promessa fatta alle suore del monastero della cittadina laziale durante la campagna elettorale. E un altro impegno legato alla Chiesa sarà mantenuto domenica 7 settembre, quando il premier tornerà in Sardegna appunto per partecipare alla visita del Papa a Cagliari. POLITICA ESTERA Ma la politica estera tornerà subito dopo al centro dell'agenda di Berlusconi, che venerdì 5 dovrebbe incontrare il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice a Villa Madama, il 9 vedrà il vicepresidente americano Dick Cheney a palazzo Chigi e mercoledì 10 settembre dovrebbe volare a Londra per un incontro bilaterale con il premier britannico Gordon Brown. Tre giorni dopo, sabato 13, il premier inaugurerà in mattinata la Fiera di Bari, mentre nel pomeriggio si trasferirà a Gubbio, dove è previsto un convegno per la presentazione dell'attività svolta dalla scuola di formazione per i dirigenti di Forza Italia.

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Con il Papa anche Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-08-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 Cagliari Con il Papa anche Berlusconi Cagliari --> Il 7 settembre Anche Silvio Berlusconi sarà a Cagliari il 7 settembre in occasione della visita del Papa. Le vacanze del premier finiscono oggi: domani Berlusconi prenderà parte al Consiglio dei ministri dedicato ad Alitalia, poi, prima della tappa cagliaritana, terrà banco in alcuni vertici internazionali. A PAGINA 7.

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Matteoli: "Impossibile quantificare gli esuberi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Continua la marcia per salvare Alitalia Matteoli: "Impossibile quantificare gli esuberi" Pronto il piano per non lasciare nessuno "in mezzo la strada" Rimini, 27 ago. - “Sarebbe impossibile dirlo oggi, perché ancora ci deve essere il confronto con i sindacati”, sono queste le parole di Altero Matteoli, Ministro per le Infrastrutture, a proposito delle novità degli ultimi giorni sulla situazione della compagnia di Bandiera. Sono tante le novità che proprio in queste ore vengono valutate da commissioni di esperti e tecnici, nonché proprio dal nuovo governo, per sfruttare al meglio l'ultima opportunità per salvare Alitalia. Quindi ancora indefinito il numero di esuberi e licenziamenti necessari per dare attuazione immediata al nuovo piano. “Se domani il Consiglio dei Ministri approva tutto, se dopodomani il cda di Alitalia procede, bisognerà immediatamente aprire il confronto con i sindacati” dichiara Matteoli proprio mentre si recava al meeting su Alitalia, e conclude “Stiamo pensando pure agli ammortizzatori sociali, non vogliamo lasciare nessuno in mezzo la strada”. Marco Grisafi.

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Arriva la fiction 'Terapia d'urgenza' Amore e lavoro in un pronto soccorso (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

La serie tv narra la vita di un'equipe di di quindici professionisti, tra medici e paramedici di un grande ospedale milanese. Gli episodi si ispirano a reali fatti di cronaca e affrontano anche temi come aborto, droga e razzismo

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Matteoli e il confronto coi sindacati "Nessuno sarà lasciato a casa" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo la costituzione della nuova società, il Governo apre alle parti sociali per discutere di esuberi. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: "E' l'aspetto più delicato"

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