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DOSSIER “ALITALIA” |
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T ARTICOLI DEL 27 agosto 2008 #TOP
IN EVIDENZA
LA SOLUZIONE dell'"affaire" Alitalia (che è stata
formalizzata ieri) non è una bufala. Si chiama con questo termine figurato la
vendita di una patacca, una truffa in piena regola. Invece la soluzione
Alitalia è un'altra cosa: un imbroglio politico che cerca di far passare con
una diversa apparenza e in condizioni peggiori la stessa sostanza che era stata
già concordata nello scorso mese di marzo con Air France.
Insomma un'operazione d'immagine che costerà ai contribuenti italiani un
miliardo di euro come minimo, più il costo sociale degli esuberi, cioè dei
licenziamenti che saranno più del doppio e poco meno del triplo di quanto
sarebbe avvenuto in marzo.
Cinque mesi fa l'ipotesi accettata dal capo di Air France, Jean-Cyril Spinetta,
ma furiosamente osteggiata da Berlusconi, da Fini e dai sindacati, prevedeva
duemila esuberi, altri quattromila dipendenti sarebbero stati parcheggiati in
una società di proprietà dello Stato con la prospettiva che almeno metà di loro
sarebbe stata riassorbita entro cinque anni. La società si sarebbe fusa nel
gruppo Air France-Klm conservando il suo marchio, gran parte del personale e
gran parte delle rotte e acquisendone altre per destinazioni internazionali. La
flotta sarebbe stata rinnovata gradualmente poiché la consistenza della flotta
Air France-Klm insieme agli aerei Alitalia era in grado di far fronte ai
previsti incrementi di passeggeri e di merci nei prossimi anni.
All'epoca in cui queste trattative erano sul punto di chiudersi il prezzo del
petrolio, già molto alto rispetto ad un anno prima, quotava 80 euro al barile.
Sono stati persi cinque mesi da allora ed oggi la trattativa si è svolta con il
barile di greggio a 115 euro. Alitalia era sostanzialmente fallita già cinque
mesi fa ma si poteva risollevare senza commissariamento e a condizioni migliori
per il Paese e per il Tesoro.
Oggi dovrà inevitabilmente passare per il commissariamento, le
condizioni per la nascita della "nuova Alitalia" costeranno
inevitabilmente di più alla collettività senza cambiare di un ette la sostanza:
una compagnia di fittizia bandiera che si avvia a diventare una branca di un
gruppo controllato e gestito da una compagnia di altra nazionalità.
A quest'operazione d'immagine partecipano una decina di imprenditori italiani e
tre o quattro banche tra le quali Banca Intesa e forse Mediobanca. Non si
tratta però di "capitani coraggiosi" come alcuni giornali li hanno
affrettatamente chiamati. Si tratta di capitalisti che sanno il fatto loro e
che hanno patteggiato il loro ingresso nel capitale di Alitalia con
contropartite di notevole interesse.
Ho detto che non è una bufala ma un imbroglio. Non saprei definirlo
diversamente.
* * *
La prima constatazione (non si tratta di un'opinione ma di un fatto) è la
situazione patrimoniale della "bad company" cioè della vecchia
Alitalia, del vecchio e logoro osso che resterà in mano al Tesoro, cioè allo
Stato, cioè a tutti noi contribuenti. Come è noto il patrimonio si compone di
poste attive e di poste passive. Queste ultime ammontano nel caso Alitalia ad
oltre un miliardo di euro perché tanti sono i suoi debiti. Ma in più ci saranno
da gestire da cinque a seimila esuberi e forse più. Questa gestione ha un costo
sociale e un costo finanziario. Quello sociale riguarda le persone e le
famiglie che passeranno dallo stipendio alla Cassa integrazione e poi al
licenziamento. Per di più si tratta quasi interamente di persone e famiglie
concentrate a Roma, il che rende ancora più pesante l'impatto sociale della crisi.
Il costo finanziario dipenderà da eventuali "finestre" di
pre-pensionamenti e dalla possibilità di alcune categorie di creditori di
sottrarsi agli effetti del commissariamento pretendendo e ottenendo il
pagamento integrale di quanto ad essi dovuto. Tra questi i fornitori di
carburante i quali potranno adire il tribunale e ottenere una posizione
privilegiata minacciando altrimenti di non rifornire la flotta Alitalia
impedendone in questo modo il decollo.
C'è poi da considerare la sorte dei 300 milioni che nello scorso aprile furono
conferiti dal Tesoro all'Alitalia per assicurarne la sopravvivenza. Quei soldi
furono poi messi a patrimonio con la clausola che sarebbero stati restituiti al
Tesoro nei tre mesi successivi all'avvenuto risanamento della società.
Saranno restituiti? Sarebbe una partita di giro, dalla "bad company"
al Tesoro stesso. Quindi impraticabile perché inutile. Oppure non saranno
restituiti, nel qual caso assumerebbero la natura di un aiuto di Stato e come
tale impugnabile dalla Commissione europea dinanzi alla Corte di giustizia
dell'Ue. Oppure ancora qualche banca o fondazione compiacente dovrebbe
assumersi l'onere di rimborsare il Tesoro. Un samaritano che porti la croce. Ce
ne sono in giro? Io non ne vedo. Se ci fossero sarebbero pazzi. Oppure furbi di
quattro cotte che darebbero trecento per ottenere di ritorno in altri modi
almeno il doppio. Staremo a vedere. Il nostro compito di giornalisti è appunto
quello d'informare il pubblico. Non mancheremo di farlo.
* * *
I capitani coraggiosi. Vorrei cominciare dal gruppo Benetton per una ragione
molto semplice: il responsabile operativo della famiglia e del gruppo di
Ponzano Veneto rilasciò tempo fa un'intervista assai significativa,
virgolettata e rivista dall'intervistato. Il giornalista che l'intervistava
affacciò il dubbio che la contropartita d'una partecipazione dei Benetton al
salvataggio Alitalia fosse già stata ottenuta con le ottime condizioni alle
quali lo Stato aveva rinnovato la concessione delle autostrade al gruppo di Ponzano.
Ma l'intervistato replicò che no, la partita delle autostrade non aveva alcun
nesso con il salvataggio dell'Alitalia; le condizioni della concessione
rinnovata non erano affatto un favore ma un'equa pattuizione. E va bene, sarà
certamente così.
Il caso Alitalia era invece diverso. I Benetton non hanno alcun interesse a
partecipare ad una compagnia di trasporto aereo. Possono metterci qualche
spicciolo se proprio serve a salvare l'immagine politica, ma il loro interesse
è un altro. I Benetton sono da tempo diventati costruttori di opere pubbliche:
l'attuale aeroporto di Fiumicino l'hanno fatto le loro imprese. È un sito
studiato per ospitare 30 mila passeggeri al giorno. Ma ora le previsioni per i
prossimi vent'anni richiedono un aeroporto da 60 mila passeggeri in transito
giornaliero. Perciò bisogna ricostruire Fiumicino nell'ambito di un progetto
che ne faccia un "hub" mediterraneo. Ecco: i Benetton puntano su
questo obiettivo. Non sono mica molliche.
Naturalmente, se la previsione d'un aeroporto da 60 mila transiti è corretta,
non c'è assolutamente nulla di male a mettere in gara l'opera pubblica. Una
trattativa privata senza concorrenti sarebbe uno strappo non da poco. Ma
Tremonti è capace di questo e di altro nell'ambito di una strategia di Stato-padrone
e di primazia della politica.
Però c'è un altro problema che lo stesso Benetton sollevò in quell'intervista:
le tariffe da applicare alle compagnie di trasporto per utilizzo dell'aeroporto
e, tra queste, in particolare le tariffe della compagnia di fittizia bandiera.
Mi domando se non ci sia un conflitto di interessi tra un Benetton gestore
dell'aeroporto e un Benetton azionista di Alitalia.
* * *
Di Ligresti si sanno molte cose e molte altre si intuiscono. Costruirà non so
quanti milioni di metri cubi connessi (insieme alle circostanti aree) con
l'Expo di Milano. Guida un gruppo gigantesco, immobiliare, finanziario,
assicurativo. Sta nel sindacato di Mediobanca e come tale allunga l'occhio
anche sul Corriere della Sera. Metterà una cinquantina di milioni anche in
Alitalia. Per lui sono spiccioli e possono venir buoni con tanta terra al sole.
E poi la sua banca di riferimento non è Intesa-Sanpaolo? È opportuno rendersi
utili a chi finanzia i propri affari, accade da che mondo è mondo.
Conosco poco gli altri neo-azionisti della nuova Alitalia e quindi mi guardo
bene dal formulare su di loro pensieri maliziosi. Ma una cosa va detta e vale
per tutti: questi capitani coraggiosi giocano in realtà sul velluto perché
hanno giustamente messo come condizione "sine qua non" la presenza
nella combinazione d'un grande vettore internazionale. Poiché hanno ora
accettato che i loro nomi siano resi pubblici se ne deve dedurre che l'accordo
con il vettore straniero sia già stato fatto o sia comunque in avanzata trattativa.
Sappiamo che quando l'accordo sarà ufficializzato risulterà che lo
"straniero" avrà il controllo azionario e la gestione della
compagnia. È immaginabile e verosimile.
Secondo le informazioni che ho in proposito gran parte dei capitani coraggiosi
si propongono di vendere allo "straniero" o sul mercato le loro quote
azionarie quando l'accordo sarà diventato operativo. Dal che deduco che una
rete di sicurezza i capitani coraggiosi ce l'hanno.
Arriva all'ultim'ora la notizia che Air France ha convocato il suo consiglio
d'amministrazione per giovedì ed ha riaperto il dossier Alitalia. Spinetta
chiederà anche di incontrarsi con Passera.
A pensarci bene è stato proprio un gioco dell'oca. Cinque mesi dopo torna
l'ipotesi di tornare al punto di partenza in condizioni assai peggiori di
prima.
* * *
Poiché in quest'operazione compare più volte il nome di Mediobanca, converrà
spendere qualche parola su questo leggendario istituto che ha movimentato la
storia finanziaria d'Italia dal 1947 ad oggi attraversando anche in casa
propria alcune agitate, vicende come del resto accade nelle migliori famiglie.
Finora le vicende "domestiche" di piazzetta Cuccia sono sempre finite
bene e ci auguriamo che sia sempre così. Non altrettanto si può dire di quelle
che Mediobanca ha patrocinato. Alcune a lieto fine altre a fine triste o
tristissimo, a cominciare dalla guerra chimica ai tempi della Edison e della
Bastogi per arrivare alla Montedison di Cefis e a quella dei Ferruzzi e dei
Gardini e per finire con Pirelli e Telecom.
Che sta accadendo adesso a Mediobanca?
È in corso uno scontro molto duro. A volerlo personalizzare i protagonisti sono
tre: Geronzi, Profumo, Nagel. Il primo è il presidente del consiglio di
sorveglianza di Mediobanca dopo aver guidato per molti anni il Banco di Roma
che si fuse circa due anni fa con Unicredit; il secondo è l'amministratore
delegato di Unicredit; il terzo è l'amministratore delegato del consiglio di
gestione dell'Istituto di piazzetta Cuccia (un tempo si diceva via
Filodrammatici perché Enrico Cuccia era ancora vivo).
Al momento della fusione del Banco di Roma con Unicredit si pose il problema di
trovare una posizione adeguata per Cesare Geronzi che altrimenti sarebbe
rimasto disoccupato. Geronzi non è uno che vada in pensione; si può
tranquillamente scommettere che morirà (spero il più tardi possibile)
lavorando. Banco di Roma e Unicredit possedevano circa il 9 per cento ciascuno
del capitale di Mediobanca, in totale il 18 per cento, cioè la maggioranza
assoluta nel patto di sindacato. A quel punto Profumo decise di vendere metà
della partecipazione restando con il 9 per cento. Decise anche di affidare a
Geronzi la presidenza dell'istituto ma per non essere troppo generoso optò per
una "governance" duale, dando all'ex presidente del Banco di Roma la
guida del consiglio di sorveglianza e insediando alla testa del consiglio di
gestione il capo del management di piazzetta Cuccia, Nagel.
Un equilibrio perfetto, almeno sulla carta. Ma non era pensabile che Geronzi si
contentasse a lungo di fare il padre nobile. Passato poco più di un anno è
entrato infatti in agitazione chiedendo che la governance di Mediobanca
tornasse dal sistema duale a quello "monale" e rivendicandone la
presidenza operativa.
Profumo non è d'accordo ma è molto prudente, anche lui ha i suoi guai e non da
poco. Nagel non è d'accordo neppure lui, ma Geronzi è in maggioranza nel
sindacato e nell'assemblea degli azionisti. Dalla sua parte c'è Mediolanum,
Ligresti, Generali, i francesi, insomma il grosso degli azionisti. Soprattutto
ha l'appoggio politico di Berlusconi.
Ma Nagel e Profumo sono tuttora contrari. Se decideranno di battersi possono
raggruppare un terzo dei voti nel sindacato azionario: una minoranza di blocco
che riproporrebbe una conduzione duale all'interno di una
"governance" unificata.
Infine c'è un'ultima incognita. Geronzi è stato rinviato a giudizio e
addirittura condannato in primo grado per alcuni reati di cospicua gravità in
materia finanziaria e bancaria. In tempi normali tutto ciò avrebbe determinato
automaticamente le dimissioni del rappresentante legale di una banca e in tal
senso esiste da tempo una circolare di indirizzo della Banca d'Italia. Ma oggi,
lo sappiamo, non siamo in tempi normali. Mi domando però se questa posizione
resterà ferma anche nel momento in cui il processo avrà inizio. Ogni previsione
è azzardata ma una cosa è certa: la scelta dipenderà in larga misura da Draghi.
È una partita cui sarà molto interessante assistere per raccontarla a dovere.
(27 agosto 2008)
Le ultime insidie, per Alitalia, arrivano ora. E toccherà
risolverle al Governo e alla nuova società costruita dall'advisor IntesaSan
Paolo. In attesa che spunti il partner internazionale. che sia AirFrance-Klm o
Lufthansa. Intanto giovedì il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare le
modifiche alla Legge Marzano che consentirebbero il salvataggio dell'Alitalia
attraverso la rinascita nella new company
creata ieri da una cordata di sedici imprenditori italiani,
permettendo così al premier Silvio Berlusconi di compiere, come lui stesso lo
ha definito, "il miracolo" del rilancio della compagnia ex di
bandiera.
Esuberi. Da tempo ci sono contatti informali
fra manager dell'advisor scelto dal Governo, rappresentanti sindacali e
dell'Esecutivo per una soluzione che, come ha ricordato anche oggi il ministro
dei trasporti Matteoli, «non lasci nessuno per strada». La soluzione scelta
passa attraverso il commissariamento dell'Alitalia. Attribuisce al commissario
il compito di definire il numero dei dipendenti in eccesso fra il personale
navigante, destinato nella maggior parte a passare nella neonata compagnia.
Dipenderà direttamente dal numero e dal tipo di aerei che saranno utilizzati,
dal tipo di network che verrà disegnato dopo la fusione con AirOne e dalle basi
di armamento esuberi. Ancor più complessa la gestione dei dipendenti che
assieme a debiti e asset in perdita rimarranno nella «bad company»: circa 7
mila secondo le stime. Una delle ipotesi è il passaggio in varie società o enti
pubblici o della gestione diretta nell'alveo di Fintecna. I sindacati restano
vigili.
Azionisti. Il titolo Alitalia è sospeso in
Borsa dal 3 giugno scorso ed è quindi da allora preclusa a qualsiasi piccolo
azionista la possibilità di disimpegnarsi. Qualora venisse nominato un
commissario e questo cedesse gli asset profittevoli alla neonata società
presieduta da Colaninno, i titolari di azioni sarebbero proprietari di una
società in fase di smantellamento che dovrebbe far fronte a debiti e fornitori
con la somma ricevuta in cambio della cessione degli asset. Equivarrebbe ad
azzerare il valore dei titoli. I consumatori minacciano già una class action
Antitrust. La legge istitutiva dell'Antitrust
vieta le concentrazioni che restringono la concorrenza o che rafforzano
posizioni già dominanti e, specie sulla rotta Roma-Milano, l'unione
Alitalia-AirOne rientrerebbe in questa fattispecie. Però l'articolo 25 consente
deroghe a fronte di un programma governativo concordato con l'Autorità
Antitrust a condizione che questa operazione sia favorevole per il mercato e i
consumatori e che vengano subito fissati tempi ben precisi per il rientro nei
limiti fissati dall'Antitrust. Si tratterebbe della prima volta in Italia .
Unione europea. Il testo del piano per salvare
Alitalia è arrivato a Bruxelles, dove sarà analizzato per appurare che sia in
linea con le norme Ue. E mentre la Filt-Cgil va all'attacco, nonostante le
rassicurazioni del Governo su come smaltire gli esuberi, la Commissione europea
non si sbilancia in attesa di studiare il materiale giunto da Roma sotto forma
di bozza.
L'ingresso di soci privati «è un fatto positivo perchè così cresce la
concorrenza e si rafforza il mercato in Europa» ha sottolineato da parte sua il
commissario Ue ai Trasporti Antonio Tajani (Pdl), osservando che «sarebbe stato
un danno per il mercato e per il turismo se una compagnia importante come
quella di bandiera fosse fallita». «È un fatto di grande correttezza perchè
riguarda le normative Ue. Anche Passera mi ha informato dello stato della
vicenda» ha poi proseguito Tajani, ricordando di aver chiesto di rispettare le
norme Ue e su questo «ho avuto risposte positive, poi valuteremo nel merito i
singoli particolari della vicenda».
Concorrenti all'arrembaggio. Intanto però
alcune compagnie concorrenti gridano vendetta: quattro vettori e un tour
operator hanno recapitato a Bruxelles i loro rilievi sulla vicenda, nel quadro
dell'indagine formale Ue aperta per il sospetto che i 300 milioni di euro
prestati dal Governo ad Alitalia, e poi convertiti in patrimonio, non siano
compatibili con le norme europee sugli aiuti di Stato.
Osservazioni firmate rispettivamente da British
Airways, Ryanair, Sterling Airlines, Neos e dall'associazione europea delle
agenzie di viaggio e dei tour operator, che accusano l'aviolinea
italiana di concorrenza sleale e giudicano i 300 milioni di euro un aiuto di
stato illegale. Adesso tali osservazioni saranno inoltrate dagli uffici di
Tajani a Roma per la risposta, prassi che allungherà i tempi della procedura,
che può durare fino a 18 mesi.
Al momento comunque ufficialmente Bruxelles non esprime commenti sul piano di
salvataggio, ma alcuni aspetti suscitano già qualche timore. Richiederebbe
infatti una valutazione più attenta la creazione della bad company: se fosse
infatti il governo a farsi carico delle passività ad essa destinate
l'operazione potrebbe di configurarsi come aiuto di stato. Ma non solo. Sul
fronte della nuova Compagnia aerea italiana, va assicurata una cessione degli
asset a prezzi di mercato o anche in questo caso si rischierebbe la violazione
delle norme Ue.
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Articoli
Alitalia 2 (71)
Convalidato il fermo dei due romeni accusati della
brutale aggressione ( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?
Nasce
la nuova Alitalia Colaninno è il presidente
( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA COMPAGNIA DI BANDIERA Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente E' stata costituita la nuova società denominata Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli amministratore unico. Sono 16 i soci. Novità per il partner internazionale: previsto un incontro con i vertici di Air France-Klm Roma, 26 agosto 2008 - Prende forma la nuova Alitalia.
Alitalia
2 bussa a Air France ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nuova
alitalia torna in pista air france
( da "Repubblica,
La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nuova Alitalia torna in pista Air France ROMA - Si chiamerà Compagnia aerea italiana la nuova Alitalia e avrà come presidente Roberto Colaninno. Sono interessati all'operazione sedici imprenditori fra cui Benetton, Toto e Marcegaglia. La novità è che ritorna in campo Air France-Klm che aveva abbandonato la partita nella primavera scorsa.
Meno
aerei e niente hub carta straccia ai risparmiatori - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Ecco come sarà la nuova Alitalia. Ruolo ridimensionato sia per Fiumicino che per Malpensa Meno aerei e niente hub carta straccia ai risparmiatori Il dossier ETTORE LIVINI MILANO - Il nome resterà lo stesso, Alitalia, ma per il resto l'identikit dell'aerolinea destinata a nascere (salvo sorprese) dalle ceneri del fallimento della vecchia Alitalia sarà del tutto nuovo.
Ma
a bruxelles crescono i timori "subito un confronto sul piano" -
alberto d'argenio ( da "Repubblica, La"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ufficialmente la Commissione europea spiega che spetterà al governo decidere se notificare a Bruxelles il salvataggio di Alitalia. Ma dietro le quinte nessuno nega che sarà proprio la Ue a doversi esprimere sul piano Fenice, quello che si sta concretizzando dando vita ad una Bad Company, con tutte le passività dell'Alitalia, e una New Company, la freschissima Compagnia aerea italiana.
Colaninno
presidente e 16 soci nella società che salverà alitalia - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tavolo il dossier Alitalia e il decreto ad hoc che domani potrebbe riformare la legge Marzano consentendo così la separazione in due pezzi di Alitalia. E venerdì, sull'onda delle norme approvate dal Consiglio dei ministri, il cda della Magliana dovrebbe approvare la semestrale, la probabile dichiarazione di insolvenza e la richiesta di accesso alla nuova procedura di salvataggio.
Alitalia,
16 sociper la rinascita ( da "Secolo XIX, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 30 maggio 2008 tocca a tremonti 27/08/2008 Dopo che il neo premier Silvio Berlusconi annuncia la volontà di creare una cordata italiana per salvare Alitalia (4 aprile), il ministro Giulio Tremonti presenta il decreto con cui il governo assume il compito di individuare un nuovo potenziale azionista di riferimento 27/08/2008.
Fiammata
ifi ma fiat resta al palo l'accordo con sony fa volare stm
( da "Repubblica,
La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche la scuderia di titoli di Roberto Collanino ha terminato la seduta in ordine sparso: mentre Piaggio è salita dell'1,5%, la controllante Immsi, che è coinvolta nel rilancio di Alitalia, ha perso il 3,5%. Stesso discorso per il Banca Popolare (meno 2%) che è scivolato nonostante il rimbalzo di Italease (più 3,1%).
Colaninno
guida la nuova Alitalia Su Linate l'ombra degli immobiliaristi
( da "Unita,
L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Colaninno guida la nuova Alitalia Su Linate l'ombra degli immobiliaristi Si chiama Compagnia aerea italiana la nuova società che prende il posto di Alitalia, a cui resteranno tutti i debiti. Il presidente è Roberto Colaninno. Rispunta l'ipotesi AirFrance. Su Linate gli appetiti degli immobiliaristi.
Paghiamo
noi gli affari loro ( da "Unita, L'"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: volo Alitalia"? Alla luce di quanto traspare dal piano predisposto da Banca Intesa-San Paolo lo slogan andrebbe attualizzato in un altro "Viva l'Italia che porterà utili a una decina di italiani e perdite a 59 milioni". Il piano prevede una fase di transizione verso l'ingresso di una grande compagnia di trasporto aereo.
Sul
futuro di Linate anche l'ombra degli immobiliaristi La possibile chiusura dello
scalo scatena gli appetiti per un'area che sarà servita dal metrò
( da "Unita,
L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: inizio di un nuovo cammino per Alitalia". Si sbilancia solo la Lega Nord, compagna di barricate del governatore lombardo a difesa dello scalo varesino: "Linate non chiuderà mai, è troppo comodo per la città. Il vuoto di Alitalia, nel rispetto dei principi di libero mercato, sarà riempito da qualcun altro" sentenzia Marco Reguzzoni,
Il
piano Fenice nasce fragile, servono alleanze
( da "Unita,
L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: delle polemiche roventi che hanno segnato e stanno segnando le vicende di Alitalia e di Fenice il suo piano di salvataggio arrivato in extremis. Un tecnico che però sa guardare con gli occhi "politici" dell'economista. Una compagnia troppo piccola per uscire dai nostri confini? "Alitalia da sola oggi occupa il 24esimo posto al mondo ed è appesantita da due anni di bilanci spaventosi,
Destinazione
Oriente: adesso sono i piloti che prendono il volo Stipendi bassi e scarsa
possibilità di carriera: 40 sono già andati negli Emirati ma l'esodo continua
verso India a ( da "Unita, L'"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: estero poi un pilota con anni di servizio prende molti più soldi che in Alitalia. "Tra un comandante Air France e uno Alitalia - dice il pilota Danilo Baratti - ci sono circa 3.500 euro mensili di differenza in busta paga". Roba da far tremare le vene ai polsi e accettare qualche sacrificio in più. Come il pendolarismo o il cambio di paese.
E
Intesa Sanpaolo rispolvera Air France
( da "Unita,
L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In pole position anche per Alitalia. Per una serie di ragioni. Sia per i legami con Air One, la compagnia di Carlo Toto che confluirà nella nuova Alitalia, sia perché Air France ha abbandonato il tavolo su Alitalia nello scorso aprile, indicando successivamente a più riprese di ritenere chiuso il dossier.
Pronti
a gennaio per la class action ( da "Unita, L'"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: consumatori nei confronti della nascita della nuova Alitalia. Il conferimento delle attività operative alla newco degli operatori, lasciando alla società commissariata tutti i debiti e gli esuberi non piace alle organizzazioni dei consumatori, preoccupati soprattutto per il destino dei piccoli azionisti che, con le azioni sospese in Borsa, non possono decidere se e come uscire da Alitalia.
Compagnia
Aerea Italiana: nasce la nuova Alitalia Sedici imprenditori capitanati da
Colaninno si prenderanno la parte sana della società
( da "Unita,
L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: edizione del Compagnia Aerea Italiana: nasce la nuova Alitalia Sedici imprenditori capitanati da Colaninno si prenderanno la parte sana della società di Roberto Rossi / Roma NEWCO Sono sedici imprenditori in tutto. Hanno sottoscritto quote paritetiche e simboliche, pari a poche migliaia di euro, nella società Compagnia Aerea Italiana.
Formigoni
e Penati in collisione su Linate ( da "Giornale.it, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L'Unità scrive addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (
Formigoni
e Penati in collisione su Linate ( da "Giornale.it, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L'Unità scrive addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (
Il
nuovo contratto divide il fronte AirOne gioisce, la vecchia Alitalia no
( da "Manifesto,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la "vecchia" Alitalia no Per i piloti di Air One saranno un po' migliori, per quelli Alitalia nettamente peggiori. Di sicuro le condizioni di contratto della "Nuova Alitalia" dividono: il piano Fenice di Banca Intesa secondo l'Unione piloti sarebbe infatti "stimolante per i primi e inaccettabile per i secondi".
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA | PAGINA 4 Nasce la Compagnia aerea italiana. Air France rispunta dal cilindro DIRITTI | PAGINA 16 Né gol in chiaro né radio Sul calcio cala il black out INDIA | PAGINA 9 Ancora violenze contro i cattolici. Il Vaticano: "Basta sopraffazioni" STATI UNITI l PAGINA 23 Democratici in nome di Obama La Convention di Denver all'
Piano
a scatola chiusa, così il conflitto sarà durissimo
( da "Manifesto,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Intesa che fonde in una newco Alitalia e AirOne. Affondo ancor più netto è giunto dalla segreteria nazionale Sdl intercategoriale trasporto aereo: "Eventuali progetti a scatola chiusa, che non tengono conto delle rivendicazioni del sindacato (Air France insegna) inerenti alla flotta, al perimetro dell'azienda, ad una forte alleanza internazionale e allo sviluppo della compagnia -
Compagnie
low cost, un'estate horribilis ( da "Manifesto, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come Alitalia, ricordano che non ci si può accontentare della "sicurezza minima" (quella prevista dai manuali dei costruttori e delle autorità internazionali di controllo); la ricerca di quella "massima" comporta controlli maggiori. Ma soprattutto fanno notare che le compagnie low cost devono per forza ricorrere a una manutenzione fatta da terzi,
Si
privatizza a carico dello stato e poi si rivende ad Air France
( da "Manifesto,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA Nasce la "Compagnia aerea italiana", con 16 soci Si privatizza a carico dello stato e poi si rivende ad Air France Francesco Piccioni ROMA Dalle ceneri di Alitalia rinascerà una fenice, ma si chiamerà Air France. Non ci sono più parole per qualificare le giravolte dell'attuale esecutivo nella gestione della più grave -
MILANO
- Da una srl completamente vuota di nome Resco e con con 10 mila euro di
capitale di ( da "Messaggero, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In futuro la Nuova Alitalia, che rileverà gli asset di Alitalia e Air One - secondo quanto risulta a Il Messaggero - avrà un consiglio composto da 11 membri. Una poltrona a testa dovrebbe andare ai soci forti - Atlantia, Intesa Sanpaolo, Aponte e Colaninno - ma anche Clessidra e FonSai quasi certamente avranno un proprio rappresentante nel board.
ROMA
- La Nuova Alitalia che decollerà a fine ottobre ha rotte ambiziose. Dopo due
anni ( da "Messaggero, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: offerta per rilevare Air One e alcuni asset dell'attuale Alitalia da integrare. La Nuova Alitalia avrà anche un partner internazionale. Nelle ultime ore sono aumentate le quotazioni di Air France: oggi, come anticipato ieri da Il Messaggero, Gaetano Miccichè volerà a Parigi per incontrare nuovamente Jean Cyril Spinetta, dopo il colloquio della scorsa settimana.
Carmen
Sepede CAMPOBASSO Un molisano alla guida
( da "Tempo,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il progetto messo a punto negli ultimi giorni per il salvataggio di Alitalia. Il molisano, che potrebbe essere l'amministratore delegato della società chiamata a rilanciare la nostra compagnia di bandiera, la famosa cordata di imprenditori italiani che rileverà anche Air One, è Rocco Sabelli, 54 anni, di Agnone.
Ultima
chiamata per salvare Alitalia ( da "Tempo, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa Nasce la Compagnia aerea italiana che rileva il marchio e le attività della vecchia società Ultima chiamata per salvare Alitalia Conto alla rovescia per il salvataggio dell'Alitalia. è stata costituita la "newco", la nuova società che rileverà il marchio e le attività della compagnia di bandiera italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, i soci, per ora, sono sedici.
Corritore:
ma siamo sicuri che a Milano convenga?
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "La vicenda Alitalia? Inaccettabile". Così Davide Corritore, consigliere del Pd: "Non siamo di fronte al salvataggio della compagnia, perché i debiti ce li teniamo noi come cittadini. è solo il salvataggio della promessa elettorale di Berlusconi". A PAGINA 3.
Meno
voli a Linate per salvare Malpensa
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il piano Alitalia ridimensiona lo scalo. Formigoni: trasferiamo le rotte. Roth: sacrificio necessario Meno voli a Linate per salvare Malpensa Lupi: evitiamo la guerra interna. Penati: Berlusconi convochi il tavolo Milano Niente chiusura, ma per Linate il ridimensionamento è più che un'ipotesi.
Il
futuro degli scali ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A scatenare il dibattito indiscrezioni sul piano della nuova cordata riunita da Intesa-Sanpaolo per l'acquisto di Alitalia Le infrastrutture Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera: "Linate come navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una tesi vecchia. I disagi si superano con nuove infrastrutture per Malpensa".
Corritore,
Pd: siamo sicuri che a Milano convenga?
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E non si tratta soltanto del dato economico, un miliardo per comprare il buono di Alitalia. Qui si realizza una concentrazione importante, con Alitalia e AirOne che assommano il 60% del traffico italiano. Inoltre, ora possiamo finalmente capire perché il governo non abbia finanziato la linea 4 del metrò per il collegamento con Linate".
Ma
è boom dei decolli privati. <Sono un terzo del totale>
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il piano del governo su Alitalia va nella direzione che auspicano da alcuni anni: far diventare Malpensa l'aeroporto commerciale e fare di Linate lo scalo a vocazione business. Come era stato pensato nel '96 (decreto Burlando): Alitalia opera a Linate con il ricchissimo volo Milano-Roma, il resto se lo dividono gli aerei privati.
Meno
voli a Linate. <Sì, ma non deve morire>
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il destino del Forlanini non può essere legato a quello di Alitalia". La Fondazione Fiera: sacrificio necessario Di chiusura non si parla proprio. Ma sulla prospettiva di un ridimensionamento dell'aeroporto di Linate, le istituzioni locali lasciano qualche apertura: purché questa operazione serva a salvare Malpensa e a valorizzare il sistema aeroportuale milanese.
La
nuova Alitalia tratta con Air France
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Privatizzazione Il presidente sarà Colaninno La nuova Alitalia tratta con Air France Nasce la "Compagnia aerea italiana" con 16 soci ROMA - Nasce la nuova società che rileverà il marchio e l'attività di Alitalia: si chiamerà Compagnia aerea italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli.
LE
INSIDIE DI UN PERCORSO ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La Nuova Alitalia acquisterà aerei, slot e altri contratti dalla vecchia azienda della Magliana che domani il Consiglio dei ministri porrà in liquidazione. I prezzi ai quali la Nuova Alitalia acquisterà queste attività determineranno se la Vecchia Alitalia sarà in condizione di far fronte ai debiti che le rimarranno.
Alitalia,
missione a Parigi Si tratta con Air France
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il marchio Alitalia resterà), pronta a rilevare parte di Alitalia e l'Air One. Amministratore unico: Rocco Sabelli. Nei prossimi giorni la società, aperta a ulteriori ingressi, diventerà una spa, con un impegno complessivo di circa un miliardo. Roberto Colaninno sarà presidente, Sabelli amministratore delegato.
Fintecna
e la firma del consiglio ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La prima, quella che punta al commissariamento di Alitalia e alla vendita dei suoi asset migliori a una cordata, sarebbe stata disegnata dai tecnici dell'Economia. Ma la gestione (e il rischio) sarebbe affidata al ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, cui spetterebbe la nomina del commissario.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "è la solita truffa alla Berlusconi ai danni degli italiani" tuona Antonio Di Pietro (Idv), secondo cui l'obiettivo è "far cadere sui cittadini i debiti di Alitalia e creare una nuova compagnia utile a Berlusconi e ai suoi amici del cuore ". Antonella Baccaro.
La
newco ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria: BREVI La newco A sinistra l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera. Sopra Giovanni Castellucci (Atlantia) Msc Crociere Gianluigi Aponte, il patron della Msc crociere è tra i 16 azionisti della cordata per rilevare Alitalia.
Il
partner e la spinta di Colaninno ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alle alleanze della nuova Alitalia ha battuto subito sul tasto dolente: molti di voi mi conoscono. Se sono qui, e mi prendo degli impegni di questa portata, è perché ci credo, la nuova Alitalia potrà affacciarsi sul mercato globale con un accordo, o addirittura più accordi, con grandi partner internazionali.
Meno
voli dallo scalo di Linate Sea non ritira la maxi-causa
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
viene
considerata sì in continuità con quelle analoghe sempre avanzate da Alitalia.
Ma anche come la spia di una fase due dell'operazione di cui ancora non si
conoscono i contorni. Resta il fatto che il piano italiano, che prevede anche
una riduzione degli aeromobili a
Il
raddoppio di Fossati, da Telecom agli aerei
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il grande regista del piano Fenice per la nuova Alitalia). E anche se l'anno successivo la famiglia è rientrata in possesso del 50% del colosso alimentare (investendo in Pasa group, la holding del gruppo acquirente ma lasciando la gestione a Barcellona), una grossa iniezione di liquidità è entrata nelle casse di Findim.
Alitalia,
le insidie di un percorso ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BRUXELLES Alitalia, le insidie di un percorso SEGUE DALLA PRIMA Quindi i creditori di Alitalia hanno diritto ad essere rimborsati in quanto sono protetti da una legge che escludeva esplicitamente la liquidazione o anche solo lo scorporo della società - che invece avviene oggi prima della decorrenza di dodici mesi dall'approvazione del decreto.
Corre
Luxottica, occhi sulla scuderia Agnelli
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: incarico a presidente della "nuova" Alitalia del patron del gruppo di Pontedera, Roberto Colaninno. Seduta contrastata anche per le telecomunicazioni, con Telecom in calo dello 0,47%, Tiscali dell'1,35% e Fastweb in rialzo del 2%. Per le banche, infine, in crescita Intesa Sanpaolo (+0,82%), invariata Unicredit (+0,14%).
Il
futuro degli scali ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A scatenare il dibattito indiscrezioni sul piano della nuova cordata riunita da Intesa-Sanpaolo per l'acquisto di Alitalia Le infrastrutture Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera: "Linate come navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una tesi vecchia. I disagi si superano con nuove infrastrutture per Malpensa".
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: -
pag: 57 autor... ( da "Corriere della Sera"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Alitalia forse non porterà alla chiusura di Linate, ma il suo ridimensionamento è scritto nelle cose. La colpa del vecchio Forlanini è di cannibalizzare Malpensa, o meglio di cannibalizzare Alitalia costretta a scegliere fra raddoppiare gli aerei sulla stessa destinazione (Milano) o perdere passeggeri a favore di compagnie straniere che utilizzano Linate per alimentare hub all'
Corritore,
Pd: siamo sicuri che a Milano convenga?
( da "Corriere
della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E non si tratta soltanto del dato economico, un miliardo per comprare il buono di Alitalia. Qui si realizza una concentrazione importante, con Alitalia e AirOne che assommano il 60% del traffico italiano. Inoltre, ora possiamo finalmente capire perché il governo non abbia finanziato la linea 4 del metrò per il collegamento con Linate".
Ecco
tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black list
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, Klm e Olympic Airways con 3; Sas con 2. Tutte compagnie che appartengono, idealmente, a una virtuosa white list che però - dati alla mano - tanto white e virtuosa non è. Ciò dipende soprattutto dal caos normativo che caratterizza il traffico aereo internazionale.
Alitalia:
parte la Newco, si chiamera' Compagnia Aerea Italiana
( da "Voce
d'Italia, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: parte la Newco, si chiamera' Compagnia Aerea Italiana Dopo la modifica della legge Marzano Roma, 27 ago. - La revisione della legge Marzano, tanto invocata dagli investitori, è realtà. Dopo il vertice di ieri che ha visto l'incontro tra il ministro dell'Economia Tremonti, i ministri per lo Sviluppo economico e per i Trasporti Scajola e Matteoli e il sottosegretario alla
De
Corato: "Dieci anni di carcere agli ubriachi che causano mortali"
( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ] Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente10:49:12 - JETSET condivido in toto quello che hai scritto.[...] Due sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?
Ecco
'Il primo bacio sulla luna' A settembre esce il nuovo disco
( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ] Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente10:49:12 - JETSET condivido in toto quello che hai scritto.[...] Due sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?
Nasce
Compagnia Aerea Italiana ( da "Opinione, L'"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nei prossimi giorni la società stessa sarà trasformata in SpA e dotata di un Consiglio di Amministrazione presieduto da Roberto Colaninno, con Rocco Sabelli Amministratore Delegato. Intanto le associazioni dei consumatori annunciano una class action degli azionisti Alitalia a partire da gennaio 2009.
Gli
ingredienti per cucinare lo spezzatino
( da "Opinione,
L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 PER RISOLVERE LA GRANA ALITALIA I VERTICI DI INTESA SANPAOLO VOLANO A PARIGI Gli ingredienti per cucinare lo spezzatino di Alessandra Mieli A chi l'onere dell'onor di bandiera? A noi. Anche se per ora di ufficiale non c'è nulla, il percorso sembra tracciato. Domani ci sarà l'approvazione del decreto che, di fatto, offre una alternativa alla legge Marzano.
La
difficile arte di far quadrare i conti nazionali
( da "Opinione,
L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma bisogna sapere tutti che ci vuole una seria programmazione temporale che va dall'energia, alle spese inutili, all'Alitalia come vettore delle nostre esportazioni, al prolungamento dell'età lavorativa, nell'interesse generale e non delle corporazioni più forti o che strillano di più. Gli italiani accettano ormai solo un programma chiaro e credibile.
Pronta
al decollo la nuova Alitalia Colaninno presidente
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 204 del 2008-08-27 pagina 1 Pronta al decollo la nuova Alitalia Colaninno presidente di Redazione È stata costituita la newco per Alitalia. È la nuova società che rileverà il marchio e le attività della compagnia di bandiera italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli.
Avviso
ai bloggers, finalmente in vacanza
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-
Così
le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, si pensa al commissariamento Fantozzi: "Io ci sono"Sudan, dirottato aereo: liberati tutti gli ostaggiBullismo, estorcono 4mila euro a tredicenneDenver, Hillary: "Uniti dalla parte di Obama"Miss Italia, via alle finali: "Eliminate quelle ragazze"Esordienti e superstar a Venezia Va in scena la crisi della famigliaRottura Lega-
"Russia
fuori dal diritto internazionale A rischio anche Crimea e Moldova"
( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?
Gelmini:
"Decreto sul voto in condotta Aiuti alle famiglie contro il caro
libri" ( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?
E'
il giorno di Hillary Clinton: "Orgogliosa di appoggiare Obama"
( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?
Compagnia
aerea italiana: la Nuova Alitalia al decollo
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: si riparla di Air France Compagnia aerea italiana: la Nuova Alitalia al decollo Cordata con 16 soci. Alleanza, si riparla di Air France --> Sono 16 gli imprenditori italiani nella Compagnia aerea italiana. Vertice a Palazzo Chigi, ma si attende il rientro di Berlusconi. Per dar vita alla nuova Alitalia è nata Compagnia Aerea Italiana con i primi 16 soci.
Anche
Berlusconi a Cagliari per il Papa
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma di sicuro si parlerà della vicenda Alitalia, varando il decreto che modifica la legge Marzano in tempo per il Cda della compagnia di bandiera, originariamente convocato per venerdì. Ma le ultime novità, legate alla nascita della "Compagnia aerea italiana", potrebbero convincere il Consiglio dei ministri a cambiare una parte dell'ordine del giorno.
Con
il Papa anche Berlusconi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 27-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il 7 settembre Anche Silvio Berlusconi sarà a Cagliari il 7 settembre in occasione della visita del Papa. Le vacanze del premier finiscono oggi: domani Berlusconi prenderà parte al Consiglio dei ministri dedicato ad Alitalia, poi, prima della tappa cagliaritana, terrà banco in alcuni vertici internazionali. A PAGINA 7.
Matteoli:
"Impossibile quantificare gli esuberi"
( da "Voce
d'Italia, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ultima opportunità per salvare Alitalia. Quindi ancora indefinito il numero di esuberi e licenziamenti necessari per dare attuazione immediata al nuovo piano. “Se domani il Consiglio dei Ministri approva tutto, se dopodomani il cda di Alitalia procede, bisognerà immediatamente aprire il confronto con i sindacati”
Arriva
la fiction 'Terapia d'urgenza' Amore e lavoro in un pronto soccorso
( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?
Matteoli
e il confronto coi sindacati "Nessuno sarà lasciato a casa"
( da "Quotidiano.net"
del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Intanto il Codacons si preoccupa dei piccoli azionisti di Alitalia che, con la ripartizione tra la nuova Compagnia e la bad company, rimarrebbero con un pugno di mosche, e pensa a un'azione basata sul Codice del consumo per bloccare la costituzione della Nuova Alitalia. "Si tratta di un'azione partita proprio dal Codacons", spiega il presidente Carlo Rienzi,
( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Resteranno dietro le
sbarre Paul Petre e Andrei Vasile, i due pastori accusati dell'aggressione e
della violenza avvenuta la notte tra venerdì e sabato scorsi ai danni di una
coppia di olandesi
"
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romeni accusati della brutale aggressione Resteranno dietro le sbarre Paul
Petre e Andrei Vasile, i due pastori accusati dell'aggressione e della violenza
avvenuta la notte tra venerdì e sabato scorsi ai danni di una coppia di
olandesi Roma, 26 agosto 2008 - Restano in carcere Paul Petre e Andrei Vasile,
i due pastori romeni accusati dell'aggressione avvenuta la notte tra venerdì e
sabato scorsi ai danni di una coppia di olandesi. Lo ha deciso il gip Luciano
Imperiali che ha convalidato il fermo ed emesso un'ordinanza di custodia cautelare
in carcere. "Il giudice ha avvallato l'impianto accusatorio", ha
commentato il pm Carlo Luberti al termine dell'interrogatorio. I due pastori
sono accusati dalla procura di sequestro di persona, rapina, violenza sessuale
e lesioni personali gravi. Alemanno: "Imprudenti i turisti olandesi"
- Maroni: "Via dall'Italia i due romeni" - NAPOLI Coppia di tedeschi
aggredita. Lei: "Mi hanno violentata"Brutale aggressione in via
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Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura
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povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan
venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I
'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più
bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è
l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al
Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio
delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO Via alla campagna contro
l'abbandono degli animali Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e
delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha
annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini. In Italia i
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Argomenti: Alitalia
E' stata costituita
la nuova società denominata Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli
amministratore unico. Sono 16 i soci. Novità per il partner internazionale:
previsto un incontro con i vertici di Air France-Klm
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Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente E' stata costituita la nuova società
denominata Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli amministratore unico. Sono
16 i soci. Novità per il partner internazionale: previsto un incontro con i
vertici di Air France-Klm Roma, 26 agosto 2008 - Prende forma la nuova Alitalia. è stata costituita infatti la nuova società denominata
Compagnia aerea italiana che vede Roberto Colaninno come presidente e Rocco
Sabelli amministratore unico. Sono 16 i soci della nuova società che al momento
hanno sottoscritto quote paritetiche simboliche per poche migliaia di euro; fra
gli altri, anche il presidente del gruppo Pirelli Marco Tronchetti Provera e il
gruppo Gavio. Novità anche per il partner internazionale: domani emissari di
Intesa Sanpaolo voleranno a Parigi per un incontro con i vertici di Air
France-Klm che il giorno dopo dovrebbe riunire un Cda straordinario. Sempre
domani è stato convocato un cda straordinario di Atlantia per valutare
l'ingresso del gruppo nella cordata di imprenditori che sosterrà il piano di
salvataggio. L'investimento della compagnia, controllata dai Benetton, dovrebbe
aggirarsi intorno ai 100 milioni di euro. Oggi invece a Palazzo Chigi c'è stato
un vertice tecnico tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni
Letta e i ministri Giulio Tremonti, Altero Matteoli e Claudio Scajola. Sul
tavolo, la modifica della legge Marzano, passaggio decisivo per la
realizzazione del piano 'Fenice' messo a punto da Intesa Sanpaolo che prevede
la nascita di una newco, ripulita dei debiti della 'vecchià Alitalia
e di una 'bad company'. Nel corso del vertice, Letta, Tremonti, Matteoli e
Scajola avrebbero studiato le modifiche alla Marzano che saranno contenute in
un decreto legge ad hoc da approvare al Consiglio dei ministri di giovedì
prossimo. Altra data importante per il futuro dell'aviolinea è il Cda di
venerdì che dovrebbe approvare i conti semestrali e analizzare il piano
dell'istituto guidato da Corrado Passera. Dal canto loro i sindacati lamentano
di essere ancora all'oscuro del piano e per questo chiedono che si faccia al
più presto chiarezza e auspicano che non si decida per svolte "pericolose"
per i lavoratori. "Non c'è stato nessun contatto con il governo negli
ultimi tempi", dice Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil.
Per Claudio Claudiani, numero uno della Fit-Cisl "c'è un difetto di fondo
visto che i rappresentanti dei lavoratori sono tenuti all'oscuro rispetto alle
iniziative del governo". Per i sindacati dei piloti non si può parlare di
rinegoziare il contratto prima di aver definito un preciso piano industriale di
risanamento e sviluppo e prima di aver reperito dati certi sul numero degli
esuberi. Il presidente dell'Avia, Antonio Divietri, parla invece di una
"perniciosa sovraesposizione mediatica e nel tritacarne di queste notizie,
spesso superficiali e contraddittorie, ci sono i dipendenti". Quale futuro
per Alitalia? Commenti Invia commento Segnala ad un
amico 26/08/2008 22:38 gabriele ah che liberazione.si accettano scommesse sulla
durata di questa societa', ovvero quanto tempo passera' prima che il mondo si
rimetta a ridere? auguri comunque alitalia o compagnia aerea italiana, all the
best. Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già
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Knapp non poteva certo v[...] Fognini unica nota negativa23:25:14 - ho notato
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MENO che a[...] "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un
listino di riferimento"23:08:32 - finalmente, il sistema calcio sta
implodendo! è il momento che questi semidei tornino coi piedi x te[...]
Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo
basse"23:04:24 - non capisco perchè contro tutte queste cose si muova il
governo e poi per i telegiornali non vedo ni[...] Medici ai posti di blocco
"Caccia a chi guida drogato" Caro scuola, giusto mettere un tetto
massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle
dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue
vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei
risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test
antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i
servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei
favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via
Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL
GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth
sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo.
I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro
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( da "Secolo XIX, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Nasce la società per
il salvataggio La nuova Compagnia aerea italiana, presieduta da Roberto
Colaninno, riunisce 16 azionisti 27/08/2008 Al Meeting di Rimini il ministro
accelera sulla riforma della giustizia: sì al dialogo, ma bisogna decidere. La
Lega insiste sui pm eletti dal popolo, ma non riesce a sfondare nel Pdl
27/08/2008.
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Si chiamerà
"Compagnia aerea italiana" Nuova Alitalia torna in pista Air France ROMA - Si chiamerà Compagnia aerea
italiana la nuova Alitalia e avrà come presidente Roberto Colaninno. Sono interessati
all'operazione sedici imprenditori fra cui Benetton, Toto e Marcegaglia. La
novità è che ritorna in campo Air France-Klm che aveva abbandonato la partita
nella primavera scorsa. Domani i vertici del gruppo franco-olandese
incontreranno Banca Intesa per discutere di eventuali accordi commerciali fra
le compagnie. CILLIS, D'ARGENIO E LIVINI ALLE PAGINE 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Ecco come sarà la nuova Alitalia. Ruolo
ridimensionato sia per Fiumicino che per Malpensa Meno aerei e niente hub carta
straccia ai risparmiatori Il dossier ETTORE LIVINI MILANO - Il nome resterà lo
stesso, Alitalia, ma per il resto
l'identikit dell'aerolinea destinata a nascere (salvo sorprese) dalle ceneri
del fallimento della vecchia Alitalia sarà del tutto
nuovo. Sono
nuovi i soci: il Tesoro uscirà di scena, gli azionisti attuali rimarranno con
in mano carta straccia, come gli obbligazionisti, e la cloche passerà alla
cordata della neonata Compagnia aerea italiana, un pool di imprenditori
coordinati da Roberto Colaninno destinato con ogni probabilità a essere anche
il maggior singolo azionista. Cambierà in tempi brevi anche la flotta: la cura
Prato ha già messo a terra una quarantina dei 157 aerei della compagnia. Il
piano Fenice prevede un ulteriore taglio, mentre in tempi brevi verranno
venduti e sostituiti con mezzi più nuovi e più economici i vecchi Md80 e i
Boeing 737. Dopo la fusione sarà ridimensionata anche la flotta di Air One. Le
carte riservate del progetto di Banca Intesa ridisegnano il sistema di
collegamenti internazionali sulla base di un network senza hub (Fiumicino
dovrebbe essere in questo senso un po' declassata) fatto di una ragnatela di
rotte punto a punto, con un parziale ritorno a Malpensa. A Milano rinasceranno
alcune tratte intercontinentali per gli Usa, Buenos Aires, Caracas mentre per
la Cina non sarebbero state prese ancora decisioni. Il piombo nelle ali della
nuova Alitalia, per una sorta di nemesi, rischia però
di arrivare proprio dal quel passato da cui vorrebbe staccarsi. Il piano ad
esempio prevede un organico inferiore di circa 5mila unità rispetto alla
versione precedente. Ma altri tagli potrebbero spuntare nei business che
rimarranno nella cosiddetta bad company portando il totale a 7mila. E resta da
vedere come reagiranno i sindacati. Un'altra zeppa sono i potenziali ricorsi
dei creditori contro la revisione della Marzano. I debiti verso i fornitori, le
azioni e i bond resteranno infatti nella "società discarica". E
saranno rimborsati pro-quota solo con i capitali che il Commissario ricaverà
dalla vendita di asset. Cosa faranno i fondi esteri che hanno comprato
obbligazioni contando sulla garanzia di un socio di controllo come il Tesoro? E
i soci che avevano visto schizzare all'insù le azioni a marzo sulle promesse di
una cordata italiana? Alcune associazioni dei consumatori hanno già
preannunciato una class action. E in teoria un ricorso d'urgenza accettato da
un tribunale potrebbe bloccare la vendita del ramo d'azienda sano di Alitalia. Con conseguenze a quel punto disastrose. Nella bad
company rimarrà anche la richiesta danni da 1,25 miliardi della Sea per l'addio
a Malpensa. E i tecnici degli scali milanesi sarebbero già al lavoro per
tutelare i loro diritti. Se tutto però filerà liscio, il primo passo della
nuova Alitalia sarà quello di selezionare il partner
internazionale. I canali aperti sono due: Air France e Lufthansa. Si tratterà
però in prima battuta di un accordo commerciale e industriale su sinergie,
acquisti comuni, rotte e collaborazioni sugli operativi. Accordi poi da
consolidare con un'eventuale partnership azionaria. Air France è già legata ad Alitalia dalle intese di Skyteam. Il contratto però dovrebbe
scadere in un anno e quindi la Magliana ha le mani abbastanza libere per
liberarsi da questi vincoli senza penali troppo onerose.
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La Ue
spinge per una soluzione blindata giuridicamente: "Si rischiano i ricorsi
dei concorrenti" Ma a Bruxelles crescono i timori "Subito un
confronto sul piano" La nuova bad company con dentro tutti i debiti
potrebbe rivelarsi un aiuto di Stato Un altro punto delicato riguarda il
trasferimento degli asset, a partire dagli slot ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - Ufficialmente la Commissione europea spiega che spetterà al
governo decidere se notificare a Bruxelles il salvataggio di Alitalia. Ma dietro le quinte nessuno nega che sarà proprio la Ue a
doversi esprimere sul piano Fenice, quello che si sta concretizzando dando vita
ad una Bad Company, con tutte le passività dell'Alitalia, e una
New Company, la freschissima Compagnia aerea italiana. E l'operazione,
si teme a Bruxelles, potrebbe presentare serie incongruenze con le regole
europee. Il punto, spiegano gli addetti ai lavori, è che il governo non ha
ancora comunicato a Bruxelles i dettagli del salvataggio. Un atteggiamento
rischioso, visto che operazioni del genere necessariamente presentano rischi di
conflitto con le regole europee sugli aiuti di stato. "Siamo
preoccupati", dicono gli esperti Ue, "perché se il piano non fosse in
regola ci troveremmo tra l'incudine e il martello, con il governo italiano che
farebbe pressione per farlo passare e i concorrenti stranieri pronti a
ricorrere in giudizio contro una soluzione che non fosse blindata dal punto di
vista giuridico". Pur senza avere ricevuto i dettagli da Roma, i tecnici
europei sottolineano che sono due i passaggi potenzialmente in conflitto con le
regole comunitarie. Innanzitutto la creazione della Bad Company con tutti i
debiti di Alitalia, che potrebbe rappresentare un
aiuto di Stato nel caso il governo si facesse carico delle passività. E i
timori riguardano anche la nuova compagnia: il problema è come gli asset di Alitalia - ad esempio gli slot - verranno trasferiti.
Gratis, a prezzo di favore o di mercato? Solo l'ultima soluzione eviterebbe
intralci legati agli aiuti di Stato. Insomma, i margini per portare a termine
l'operazione ci sono, ma i rischi sono dietro l'angolo ed è per questo che a Bruxelles
si sottolinea che un confronto sul piano tra prima della sua approvazione
definitiva "potrebbe aiutare ad ottenere un via libera indolore",
facilitando i compiti tanto al governo quanto al commissario Ue ai Trasporti,
Antonio Tajani. Tanto più che il dossier è già bollente. Lo dimostrano le
osservazioni sul prestito ponte giunte a Bruxelles il 22 agosto. Sotto indagine
Ue da giugno, il prestito dovrà essere definito legale o meno tra ottobre e
novembre. Ma attenzione, perché quattro compagnie -British Airways, Ryanair,
Neos e Sterling Airlines - hanno scritto a Bruxelles attaccandolo. In
particolare British e Ryan ne hanno contestato la legalità, sostenendo che non
è stato concesso a condizioni di mercato visto che, a loro modo di vedere,
nessun investitore privato si sarebbe imbarcato in un'avventura finanziaria
sulla moribonda Alitalia. Ergo, concludono, si tratta
di un aiuto di Stato illegale. Tradotto: se alla fine dell'indagine sarà
autorizzato potrebbero ricorrere presso la Corte di giustizia Ue, così come sul
piano Fenice, che rappresenta il vero bersaglio grosso dell'operazione. Una
lancia in favore della nostra compagnia l'ha invece spezzata l'Associazione dei
tour operator europei, secondo cui il fallimento di Alitalia
darebbe un duro colpo all'industria del turismo.
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Colaninno
presidente e 16 soci nella società che salverà Alitalia
Torna in pista Air France, i vertici di Intesa a Parigi L'ex ministro Fantozzi
favorito per la poltrona di commissario della bad company LUCIO CILLIS ROMA - Si
chiama Compagnia Aerea Italiana la società che nei prossimi giorni acquisirà la
polpa di Alitalia lasciando alla bad company debiti e
personale in esubero. Il governo e l'advisor Intesa-Sanpaolo stanno accelerando
il piano di rilancio della compagnia di bandiera: ieri a Palazzo Chigi il
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, quello dello Sviluppo Economico,
Claudio Scajola, dei Trasporti, Altero Matteoli, hanno incontrato il
sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. Sul tavolo il
dossier Alitalia e il decreto ad hoc che domani potrebbe riformare la legge
Marzano consentendo così la separazione in due pezzi di Alitalia. E venerdì, sull'onda delle norme approvate dal Consiglio dei
ministri, il cda della Magliana dovrebbe approvare la semestrale, la probabile
dichiarazione di insolvenza e la richiesta di accesso alla nuova procedura di
salvataggio. Il nome che circola ormai con insistenza per la poltrona di
commissario straordinario della bad company è quello dell'ex ministro Augusto
Fantozzi. Nel frattempo i vertici di Intesa vedranno a Parigi quelli di Air
France. I dirigenti valuteranno i margini per una partnership industriale che,
al momento, escluderebbe incroci azionari. Anche perché nel mirino dell'advisor
resta un altro possibile alleato, Lufthansa, con cui proseguono i contatti
avviati nelle scorse settimane. Domani il cda di Air France-Klm ascolterà dalla
voce di Spinetta gli sviluppi e le proposte da portare al governo austriaco per
l'altra compagnia europea in vendita, Austrian Airlines. Nel corso della
riunione il board, con molta probabilità, sarà informato della nuova proposta
italiana, 120 giorni dopo il fallimento della precedente trattativa. Dal fronte
della cordata invece, i giochi sembrano fatti. Sono infatti sedici i primi soci
che hanno sottoscritto quote paritetiche (e simboliche pari a poche migliaia di
euro) nella società Cai: Roberto Colaninno attraverso Immsi sarà il presidente
della newco. Nella cordata ci sono i Benetton con Atlantia, i gruppi Aponte,
Riva, Fratini (per mezzo di Fingen), Ligresti (con Fonsai), Equinox, Clessidra,
Toto, Fossati (Findim), Marcegaglia, Caltagirone Bellavista (Acqua Marcia),
Gavio (Argo). Presenti anche Davide Maccagnani (Macca), Tronchetti Provera e
Intesa-Sanpaolo. Rocco Sabelli è l'amministratore unico di Compagnia Aerea
Italiana. A giorni la società si trasformerà in spa, e anche in questo caso con
il cda presieduto da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli nel ruolo di
amministratore delegato. Resta da vedere quale sarà la reazione dei lavoratori.
I sindacati da diverse ore hanno sintonizzato le antenne sulle mosse del
governo. Dai piloti, in particolare, arriva una generica disponibilità a
rivedere il contratto di lavoro ma non al costo di adeguamenti al ribasso degli
stipendi. Secondo le indiscrezioni, infatti, il piano "Fenice"
prevederebbe un adeguamento dei contratti dei piloti al livello di quelli in
vigore in Air One. "Il contratto di Air One - dice Fabio Berti leader
dell'Anpac - è uno dei peggiori del mondo e il peggiore d'Europa e non può essere
il nostro riferimento. Il nostro riferimento dovrà essere l'Europa".
"Il confronto è necessario - aggiunge Marco Veneziani della Uil Trasporti
- ma il contratto Alitalia è già molto produttivo e
dal punto di vista delle retribuzioni è inferiore del 30% rispetto alla media
Ue". Infine anche l'Unione piloti conferma la disponibilità alla
trattativa e al confronto ma a patto che questo "sia funzionale al
rilancio di Alitalia".
( da "Secolo XIX, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Prende forma la
futura aviolinea Costituita la Compagnia aerea italiana. Torna in gioco Air
France 1 dicembre 2006 via alla vendita 27/08/2008 Il Consiglio dei ministri,
con Prodi al governo, decide la cessione del controllo della compagnia
27/08/2008 21 dicembre 2007 sì ai francesi 27/08/2008 Dopo una prima gara
fallita a luglio, con cinque potenziali acquirenti poi scesi a uno, AirOne, che
lascia il 17 luglio, alla vigilia di Natale viene scelta Air France come
interlocutore esclusivo per la cessione del 49,9% della compagnia di bandiera
italiana 27/08/2008 ' 27/08/2008 la protestadei lavoratoriC'è un difetto di
fondo visto che i sindacati sono tenuti all'oscuro delle iniziative del governo
claudio claudianisegretario Fit-Cisl 27/08/2008 2 aprile 2008 salta l'accordo
27/08/2008 Il numero uno di Air France, Jean-Cyril Spinetta, non trova
l'accordo con i sindacati 27/08/2008 30 maggio 2008 tocca a
tremonti 27/08/2008 Dopo che il neo premier Silvio Berlusconi annuncia la
volontà di creare una cordata italiana per salvare Alitalia (4
aprile), il ministro Giulio Tremonti presenta il decreto con cui il governo
assume il compito di individuare un nuovo potenziale azionista di riferimento
27/08/2008.
( da "Repubblica, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Fiammata
Ifi ma Fiat resta al palo L'accordo con Sony fa volare Stm MILANO - Chiusura
positiva per Piazza Affari, che ha recuperato nel finale in scia a Wall Street.
Il Mibtel ha così recuperato lo 0,39% a 21.629 punti e lo S&P/Mib lo 0,28%.
Seduta positiva per Stm che ha guadagnato il 3,4% anche grazie all'accordo
siglato la scorsa settimana con Sony-Ericsson. La galassia di titoli che fa
capo alla famiglia Agnelli ha invece registrato un andamento a due velocità. Le
Ifi sono salite del 4,8% in attesa di un accorciamento della catena societaria,
viceversa le Ifil sono rimaste al palo mentre Fiat ha perso lo 0,4%. Anche la scuderia di titoli di Roberto Collanino ha terminato la
seduta in ordine sparso: mentre Piaggio è salita dell'1,5%, la controllante
Immsi, che è coinvolta nel rilancio di Alitalia, ha perso
il 3,5%. Stesso discorso per il Banca Popolare (meno 2%) che è scivolato
nonostante il rimbalzo di Italease (più 3,1%).
( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai
consultando l'edizione del Colaninno guida la nuova Alitalia Su Linate
l'ombra degli immobiliaristi Si chiama Compagnia aerea italiana la nuova
società che prende il posto di Alitalia, a cui
resteranno tutti i debiti. Il presidente è Roberto Colaninno. Rispunta
l'ipotesi AirFrance. Su Linate gli appetiti degli immobiliaristi. Rossi, Venturelli e Marini alle
pagine 14 e 15.
( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del Paghiamo noi gli affari loro Nicola Cacace Il piano Ricordate il felice,
per lui, slogan elettorale di Berlusconi "Viva l'Italia, volo Alitalia"? Alla luce di quanto traspare dal piano predisposto da
Banca Intesa-San Paolo lo slogan andrebbe attualizzato in un altro "Viva
l'Italia che porterà utili a una decina di italiani e perdite a 59
milioni". Il piano prevede una fase di transizione verso l'ingresso di una
grande compagnia di trasporto aereo. segue a pagina 26.
( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Sul futuro di Linate anche l'ombra degli immobiliaristi La
possibile chiusura dello scalo scatena gli appetiti per un'area che sarà
servita dal metrò di Luigina Venturelli / Milano SCENARI "Nella cordata Alitalia ci sono troppi immobiliaristi per non
insospettirsi, l'area di Linate rappresenterebbe un affare colossale se
riconvertita ad uso residenziale e terziario". A pensare male si fa peccato
ma spesso s'indovina, disse una volta Andreotti, consegnando ai posteri
un'utile chiave di lettura della politica italiana. Torna buona anche oggi per
leggere tra le righe del nuovo piano di salvataggio della compagnia di
bandiera, quello che prevede il sostanziale addio allo scalo milanese con il
trasferimento a Malpensa di tutti i voli Alitalia e
AirOne. A pensar male è Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil
Lombardia: "La chiusura di Linate è coerente con l'accordo siglato pochi
mesi fa tra la Sea, che gestisce i due scali milanesi, e Lufthansa, che nel
2009 porterà a Malpensa sei aerei della sua controllata Air Dolomiti per farne
entro il 2014 un hub centrale del suo sistema di alleanze. Ma anche con la
composizione della cordata". Spiega il sindacalista: "Gli
investitori, tra i quali spicca il nome di Ligresti, partecipano all'operazione
per avere un ritorno economico. Probabilmente non arriverà da Alitalia, ma dall'area dell'aeroporto cittadino e dalle
opere dell'Expo". Così si scioglie anche il rebus della metropolitana che
per il 2015 arriverà a Linate: perché costruirla se il destino dello scalo è
segnato? I piani di sviluppo urbano guardano ben oltre l'appuntamento
fieristico. Nel frattempo si prepara il terreno per Lufthansa, che non vuole
concorrenza per Malpensa: "Ma lo scalo varesino - conclude Cortorillo -
non potrà farsi carico dei 10 milioni di passeggeri di Linate senza
compromettersi ogni possibilità d'espansione". L'ipotesi non piace nemmeno
al presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati, che ieri ha inviato un
telegramma al presidente del Consiglio Berlusconi per chiedere la convocazione
urgente di un tavolo con le istituzioni locali sul sistema aeroportuale
milanese: "È una presa in giro per gli elettori del Nord. Non si parla più
di liberalizzazione dei diritti di volo e si preannuncia una nuova compagnia
aerea di dimensioni modeste ma forte di due monopoli: quello della tratta più
ricca d'Europa, la Roma-Milano, e quello dei voli internazionali dall'Italia non
liberalizzati". Le somme tirate da Penati sono sconfortanti: "E
Pantalone pagherà due volte, da contribuente nel risanare i debiti della bad
company e da consumatore nell'acquistare biglietti aerei più cari della media
europea". Sugli stessi toni anche il segretario del Pd milanese, Ezio
Casati: "Saranno i cittadini a pagare il monopolio preannunciato dalla
fusione di Alitalia con AirOne. L'aeroporto di Linate
è una risorsa importante che non può essere sacrificata". Nel
centrodestra, invece, è scattata la consegna del silenzio. Dopo il fuoco e
fiamme minacciato per il ridimensionamento di Malpensa, il presidente della
Lombardia Roberto Formigoni preferisce tacere sulle "illazioni" su
Linate per salutare la nascita di Compagnia Aerea Italiana come "l'inizio di un nuovo cammino per Alitalia". Si
sbilancia solo la Lega Nord, compagna di barricate del governatore lombardo a
difesa dello scalo varesino: "Linate non chiuderà mai, è troppo comodo per
la città. Il vuoto di Alitalia, nel rispetto dei principi di libero mercato, sarà riempito da
qualcun altro" sentenzia Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio
alla Camera. "Evidentemente avevamo ragione noi della Lega, quando
dicevamo che chiudere Malpensa era insensato". Logica ineccepibile, con
buona pace dell'aeroporto uscito perdente dalla sfida per la sopravvivenza.
( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del OLIVIERO BACCELLIIl direttore del Master in Economia dei
trasporti della Bocconi: così non si può reggere la concorrenza internazionale
"Il piano Fenice nasce fragile, servono alleanze" di Giancarlo Marini
/ Milano "Guardi, questo sicuramente non lo si può definire un piano di
sviluppo. Non rappresenta nessun passo in avanti per Alitalia
nello scacchiere internazionale dei voli che si va sempre più scomponendo e
rafforzando. Da quello che si legge nasce una compagnia fragile che non può
certo reggere a lungo la concorrenza internazionale" Oliviero Baccelli è
il direttore del Master in economia dei trasporti della Università Bocconi di
Milano, una voce fuori dal coro delle polemiche roventi che
hanno segnato e stanno segnando le vicende di Alitalia e di
Fenice il suo piano di salvataggio arrivato in extremis. Un tecnico che però sa
guardare con gli occhi "politici" dell'economista. Una compagnia
troppo piccola per uscire dai nostri confini? "Alitalia da sola
oggi occupa il 24esimo posto al mondo ed è appesantita da due anni di bilanci
spaventosi, come nessuna altra compagnia al mondo. AirOne è al 160esimo.
Non ne può certo uscire un colosso, in un contesto dominato da soggetti sempre
più forti.. Provi solo a pensare che gli australiani di Qantas, che sono decimi
al mondo, stanno cercando alleati perché si sono resi conto che da soli non ce
la possono fare. Senza dimenticare che tra un po' si affacceranno sul mercato
anche le compagnie mediorientali che per ora sono state un po' defilate ma che
possono mettere sul piatto risorse economiche enormi". Un'alleanza che
funziona poco quella con AirOne quindi. "No, non sarei così drastico. Alitalia da sola non era competitiva su nessuno dei quattro segmenti
fondamentali del mercato: i voli intercontinentali, quelli entro la Ue, quelli
domestici, e i cargo. Con AirOne almeno riesce ad acquistare un punto di forza
per quanto riguarda i voli nazionali.E in un settore, quello del business, che
risente meno della stagionalità, è più facilmente pianificabile e quindi ha
margini di guadagno interessanti". E per gli altri... Qui la battaglia è
davvero durissima. Tutto il mercato dei voli Ue è ormai saldamente in mano ai
low cost, quelli intercontinentali sono vincolati a macroalleanze e accordi
bilaterali che tengono Alitalia in una posizione
marginale, ma che lascia qualche spiraglio. Resta il cargo su cui investire: un
settore importante, anche se molto difficile, perché il Nord Italia è un
presidio produttivo centrale per il traffico merci. Qui vedo dei margini
interessanti,da sviluppare ma sui quali bisogna lavorare molto". Una nuova
compagnia debole per stare sui mercati, destinata quindi a essere acquisita.
Magari a breve "Io non credo tanto ai cavalieri bianchi che arrivano in
salvataggio ai bisognosi. Men che meno in un settore come questo dai costi che
sono lievitati all'impossibile. Ormai nessuna compagnia guarda più a
conquistare quote di mercato soltanto, le vuole anche redditizie. E Alitalia...." Ma AirFrance le riteneva tali. "Le
riteneva, ha detto bene. Quando se ne è parlato il petrolio non era ancora
salito così tanto, i costi erano altri. Non so se su quelle basi, qualche tempo
dopo, si sarebbe davvero chiusa la trattativa". Certo ci si sono messi di
mezzo anche velleità nazionalistiche.... "Sicuramente. Ma non erano i
soli. Gli argentini hanno voluto riprendersi la loro compagnia, gli austriaci
l'hanno privatizzata ma mettendo dei paletti molto robusti. Io sono
profondamente europeista e mi è sembrata una posizione fragile. Legittima, ma
fragile". Una compagnia malmessa in un sistema aeroportuale gigantista con
sette aeroporti con ambizioni internazionali in 600 chìlometri. "È il
nostro campanilismo, legato alla scarsa lungimiranza di chi pensava fosse più
economico creare l'aeroporto sotto casa invece di sviluppare una forte rete di
connessioni con un unico hub di richiamo davvero internazionale. Una scelta che
adesso si paga". Il piano Alitalia ha scelto
Malpensa e affossato Linate. "Attenzione. Stiamo parlando di una cosa che,
quando se ne è palato anni fa, ha richiesto 5 decreti governativi e visto in
campo decine di avvocati con ricorso in tribunali in Italia e in Europa. Oltre
a lobby di ogni tipo che si sono messe di traverso. Se stavolta ci si riesce
allora sì che si può parlare di un miracolo".
( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del Destinazione Oriente: adesso sono i piloti che prendono il volo
Stipendi bassi e scarsa possibilità di carriera: 40 sono già andati negli
Emirati ma l'esodo continua verso India a Giappone / Roma ESODO Ora il rischio
è quello di una grande fuga. Spaventati dalle voci di tagli, revisione dei
contratti e stipendi, dalla messa a terra di aerei, molti piloti Alita- lia
stanno pensando di cambiare casacca. Destinazione? Emirates, Air India, persino
All Nippon Airways. Tutte compagnie con piani di sviluppo a breve, con
contratti più alti e che offrono maggiore possibilità di carriera. La caccia ai
piloti Alitalia non è un fenomeno recente. Ad esempio,
sono tre anni che Emirates drena piloti dalla compagnia italiana. In questo
lasso di tempo "circa 40 piloti" ci spiega il comandante Danilo
Parma, vice presidente dell'Unione Piloti, "hanno deciso di accettare
l'offerta della compagnia degli Emirati". Un numero rilevante per un
mercato poco mobile. E che potrebbe salire. I più contattati sono soprattutto
piloti non comandanti con un'anzianità di circa 7-10 anni. Piloti, nel caso Alitalia, che si sono formati nell'Aeronautica militare e
che nel gruppo hanno scarsa possibilità di carriera. "Quello che spinge
fuori dal gruppo - spiega ancora Parma - è la mancanza di prospettive. Lavorare
per una compagnia di dimensioni ridotte, come diventerà Alitalia,
non dà sbocchi professionali. Un pilota si avvia alla professione per diventare
comandante, se vede che la strada è chiusa cambia compagnia". Anche perché
tra pilota e comandante c'è un salto di stipendio non indifferente. "Il
33% in più" racconta ancora Parma. All'estero poi un
pilota con anni di servizio prende molti più soldi che in Alitalia. "Tra un comandante Air France e uno Alitalia - dice il pilota Danilo Baratti - ci sono circa 3.500 euro
mensili di differenza in busta paga". Roba da far tremare le vene ai polsi
e accettare qualche sacrificio in più. Come il pendolarismo o il cambio di
paese. Le ragioni che spingono società come Emirates o Air India a
cercare i piloti italiani sono diverse e disparate. "Prima di tutto - ci
dice Parma - per scarsità di manodopera locale. E poi perché la compagnia
risparmia sui costi di aggiornamento e di formazione". Un capitolo di
spesa di non poco conto. Per un passaggio di macchina, cioè per imparare a
guidare un Boeing se si è sempre guidato un Airbus, ad esempio, un pilota spende
circa 60-70mila euro per i corsi di addestramento. Corsi che in Alitalia sono pagati dall'azienda che forma, in questo modo,
i piloti nel migliore dei modi. Alla fine, in sostanza, un pilota formato e con
esperienza costa, come sostiene Parma, "qualche centinaia di migliaia di
euro". E se l'esodo dovesse aumentare per Alitalia
sarà un problema in più da affrontare. Non solo di costi e di formazione ma
anche di sicurezza. "Avere un pilota d'esperienza - spiega Baratti - in
certe occasioni può non avere prezzo". ro.ro.
( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando
l'edizione del IL NODO PARTNER E Intesa Sanpaolo rispolvera Air France / Roma
PARTNER A sorpresa, come futuro partner per Alitalia,
Intesa Sanpaolo rispolvera Air France. Domani una delegazione della banca
incaricata dal governo a formulare un piano di salvataggio della compagnia di bandiera,
volerà a Parigi per illustrare le linee guida. Il viaggio in realtà appare
alquanto strano. Il piano di Intesa è stato ricalcato sul profilo di Lufthansa.
Anche Roberto Colaninno avrebbe garantito la sua presenza, in qualità di
presidente della nuova Compagnia aerea italiana, solo nel caso si fossero mossi
i tedeschi. I quali in Europa stanno giocando, però, su due tavoli differenti.
Alla vicenda Alitalia corre in parallelo quella per
l'acquisto della Austrian Airlines. Al centro del ring gli stessi attori,
ovvero Lufthansa e Air France-Klm. In entrambi i casi il vettore tedesco è
nelle vesti di favorito: è infatti risaputa la preferenza di Vienna per una
soluzione tedesca alle difficoltà di Austrian che, tra l'altro, fa già parte di
Star Alliance, l'alleanza che riunisce oltre 20 compagnie, tra cui appunto
Lufthansa. In pole position anche per Alitalia. Per una serie di ragioni. Sia per i legami con Air One, la
compagnia di Carlo Toto che confluirà nella nuova Alitalia, sia
perché Air France ha abbandonato il tavolo su Alitalia nello
scorso aprile, indicando successivamente a più riprese di ritenere chiuso il
dossier. A completare il quadro c'è anche la stesura del piano. Molto
attraente per Francoforte più che per Parigi. Air France nel piano di sviluppo
presentato in marzo tra le varie condizioni aveva posto anche quella di uscire
completamente da Malpensa. Non si vede perché, ora, all'improvviso la compagnia
francese debba tornare sui suoi passi. Secondo l'agenzia Radiocor, invece, le
intenzioni di Parigi sarebbero talmente serie che il gruppo avrebbe anche
convocato un consiglio di amministrazione straordinario per giovedì. Una
ricostruzione che Air France non ha confermato. Alitalia,
sostiene ancora Radiocor, resta l'unico grande tassello del risiko aereo
europeo ancora in cerca di collocazione. I francesi potrebbero essere
invogliati dal fatto che il piano è tarato su un prezzo del petrolio a 128
dollari al barile, mentre le più recenti previsioni lo danno stabile introno ai
115 per i prossimi mesi. Il mercato italiano resta inoltre assai appetibile e
con Alitalia c'è una lunga consuetudine di
collaborazione commerciale, che va oltre gli accordi in Sky Team. In uno
scenario che vede Lufthansa già in vantaggio su Austrian, Iberia ormai
decollata verso British Airways, un riesame del dossier Alitalia
. L'ipotesi, comunque, appare azzardata. Le condizioni di Air France le si
conoscono. Anche con il petrolio basso Malpensa per Parigi non è appetibile. Il
dubbio rimane. Forse il viaggio di domani è quello della disperazione. ro.ro.
( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione
del CONSUMATORI Pronti a gennaio per la class action "Siamo pronti ad
organizzare la class action già dal primo gennaio". Così Elio Lannutti di
Adiconsum e Rosario Trefiletti di Federconsumatori spiegano la posizione delle
associazioni dei consumatori nei confronti della nascita
della nuova Alitalia. Il conferimento delle attività operative alla newco degli
operatori, lasciando alla società commissariata tutti i debiti e gli esuberi
non piace alle organizzazioni dei consumatori, preoccupati soprattutto per il
destino dei piccoli azionisti che, con le azioni sospese in Borsa, non possono
decidere se e come uscire da Alitalia. E qualcuno vede dei
ricorsi storici e situazioni già vissute in passato, dove, alla fine , a pagare
furono i meno tutelati. "Sta succedendo come con il Banco di Napoli -
spiegano i promotori della possibile class ction - dove 12.000 miliardi di
debiti sono finiti a carico dello Stato e tutti i privati si godranno gli
utili". Da qui la decisione di guardare alla class action, che potrebbe
permettere una difesa più efficace. Nella tutela degli azionisti di minoranza,
ai quali potrebbero rimanere in mano le azioni della società commissariata,
"ormai siamo arrivati al ridicolo, con un piano di Intesa 'lacrime e
sanguè. Purtroppo la class action è stata rimandata al primo gennaio -
aggiungono le associazioni - ma per quella data saremo pronti".
( da "Unita, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stai consultando l'edizione del Compagnia Aerea Italiana: nasce la nuova Alitalia Sedici imprenditori capitanati da Colaninno si prenderanno la
parte sana della società di Roberto Rossi / Roma NEWCO Sono sedici imprenditori
in tutto. Hanno sottoscritto quote paritetiche e simboliche, pari a poche migliaia
di euro, nella società Compagnia Aerea Italiana. Formeranno il nocciolo
duro della nuova Alitalia targata Intesa Sanpaolo. Una
società senza debiti, senza esuberi, con una flotta già formata, comprensiva
degli aerei di Air One, e un capitale di circa un miliardo di euro. Pronta per
decollare nei cieli italiani in attesa di un partner straniero ma soprattutto
della revisione delle legge Marzano. Che completerebbe il quadro, già così
idilliaco. Perché metterebbe al riparo i sedici capitani coraggiosi dai
creditori della vecchia Alitalia. Che, a questo punto
è sicuro, sarà divisa in due. La polpa agli azionisti riuniti in cordata,
secondo il volere di Berlusconi, il resto (debiti, esuberi) in un'altra società
che sarà gestita da un commissario. Il cui nome è ancora tenuto nascosto. Si
parla dell'ex ministro Augusto Fantozzi o dell'attuale presidente di Alitalia, Aristide Police. Ma è ancora presto. Anche perché
prima c'è da portare a termine la modifica della Marzano, la legge fallimentare
nata per salvare Parmalat. Alla cui revisione i tecnici del governo stanno
lavorando e che dovrebbe essere pronta per il prossimo Consiglio dei ministri
fissato per giovedì. Ieri a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice tra il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, e
delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli. Al centro della discussione
lo strumento legislativo per dare il via alla procedura di commissariamento
dell'azienda. Si pensa a un decreto unito a un disegno di legge delega. Questo
perché il solo decreto potrebbe essere considerato dalla Commissione europea
come aiuto di Stato, mentre il solo disegno di legge allungherebbe troppo i
tempi e spaventare i i sedici imprenditori. I cui nomi, con una sola eccezione,
erano già tutti noti. Il primo della lista è Roberto Colaninno attuale
presidente della Piaggio. Nella nuova l'imprenditore mantovano entra attraverso
la capogruppo Immsi. Sarà lui il presidente della nuova società, sarà lui
l'uomo che investirà di più (circa 150-200 milioni). Con lui il gruppo Benetton
attraverso Atlantia, società che gestisce le autostrade e beneficiata
recentemente dall'intervento del governo con una revisione delle tariffe. A seguire
il gruppo Aponte (Msc Crociere tanto per intenderci), il Gruppo Riva (acciaio),
il gruppo Fratini attraverso Fingen (moda e immobili), il gruppo Ligresti
attraverso Fonsai (assicurazioni e immobili), Caltagirone Bellavista con Acqua
Marcia (immobili), il fondo Equinox, gestito dall'ex presidente del Banco Di
Sicilia Salvatore Mancuso, il fondo Clessidra, il gruppo Toto (Air One), il
gruppo Fossati (famiglia dello storico marchio Star) attraverso Findim, il
gruppo Marcegaglia, il gruppo Gavio (autostrade) attraverso Argo, Marco
Tronchetti Provera (gomme e immobili), la novità Davide Maccagnani attraverso
Macca (aviazione e difesa) e, infine, Intesa Sanpaolo. A guidare la cordata è
stato chiamato Rocco Sabelli. La società nei prossimi giorni sarà trasformata
in Spa e dotata di un consiglio di amministrazione presieduto da Colaninno con
Sabelli amministratore. La coppia è collaudata da molto tempo. I due hanno
condiviso l'esperienza in Telecom, da dove sono usciti con le tasche piene, e
in Piaggio. Già, Piaggio. Quale futuro avrà?.
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 204 del
2008-08-27 pagina 4 Formigoni e Penati in collisione su Linate di Redazione Il
presidente della Provincia teme la chiusura e chiede un tavolo del governo a
Milano. Il governatore: "Solo chiacchiere e illazioni" E adesso che
fine faranno Linate e Malpensa? La domanda è obbligatoria nel giorno in cui
nasce la Cai, la compagnia aerea italiana che dovrà rilanciare l'Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto
indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla
Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L'Unità scrive
addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la
polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (anche a colpi di
telegramma) tra Filippo Penati e Roberto Formigoni. "Il governo convochi
il tavolo Milano prima di decidere" chiede il presidente della Provincia
(Palazzo Isimbardi è azionista Sea), preoccupato anche che possa ridursi la
concorrenza sulla tratta Roma-Milano. Replica Formigoni: "Si discute di
illazioni. La notizia positiva è la nascita della Cai, anche se aspettiamo
ancora i dettagli. In ogni caso ci aspettiamo che la nuova Alitalia
punti su Malpensa e sul sistema aeroportuale lombardo". Il presidente
della Regione e il sindaco, Letizia Moratti (che ne aveva parlato già nel
febbraio scorso), ritengono praticabile l'ipotesi di rivedere il traffico aereo
di Linate. Spiega Formigoni: "Un piccolo ridimensionamento è accettabile,
anche se per esprimere un giudizio definitivo aspettiamo di vedere di che
natura sia e che genere di compensazioni sono previste per Malpensa".
Polemica invece la posizione di Penati, che ha spedito un telegramma a Palazzo
Chigi (destinatari Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e per
conoscenza Formigoni e Moratti), nel quale si chiede una pausa di riflessione:
"Il governo venga subito a Milano per dire quale sarà il futuro del
sistema aeroportuale milanese, quali saranno le ricadute anche occupazionali e
ci aggiorni sulle trattative per la liberalizzazione dei diritti di volo, condizione
indispensabile per il rilancio di Malpensa". Preoccupazione per il destino
di Linate (e per i bilanci della Sea) esprime anche Francesca Corso, assessore
della Provincia di Milano alla tutela dei consumatori: "La Sea gestisce
tutti i servizi a terra all'aeroporto di Linate. La Provincia, che partecipa
con quote significative alla società Sea, si riserva di tutelare gli interessi
pubblici che essa rappresenta e quelli dei lavoratori interessati. Aggiungo che
i passeggeri subiranno due nuove difficoltà: Air One e Alitalia,
oggi unite, non saranno più in concorrenza, e ciò farà aumentare le tariffe; in
secondo luogo, se chiude Linate, sarà più difficoltoso lo spostamento dei
passeggeri verso gli aeroporti per il traffico nazionale". Insomma, la
Provincia è decisa a mettersi di traverso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 204 del
2008-08-27 pagina 10 Formigoni e Penati in collisione su Linate di Redazione Il
presidente della Provincia teme la chiusura e chiede un tavolo del governo a
Milano. Il governatore: "Solo chiacchiere e illazioni" E adesso che
fine faranno Linate e Malpensa? La domanda è obbligatoria nel giorno in cui
nasce la Cai, la compagnia aerea italiana che dovrà rilanciare l'Alitalia. Si parla da tempo di ridimensionamento di Linate, ritenuto
indispensabile anche dal Comune (azionista di riferimento Sea) oltre che dalla
Regione, per consentire a Malpensa di ridecollare come hub. L'Unità scrive
addirittura di un piano per la chiusura di Linate e sul tema si accende la
polemica con la sinistra e uno scontro a distanza (anche a colpi di
telegramma) tra Filippo Penati e Roberto Formigoni. "Il governo convochi
il tavolo Milano prima di decidere" chiede il presidente della Provincia
(Palazzo Isimbardi è azionista Sea), preoccupato anche che possa ridursi la
concorrenza sulla tratta Roma-Milano. Replica Formigoni: "Si discute di
illazioni. La notizia positiva è la nascita della Cai, anche se aspettiamo
ancora i dettagli. In ogni caso ci aspettiamo che la nuova Alitalia
punti su Malpensa e sul sistema aeroportuale lombardo". Il presidente
della Regione e il sindaco, Letizia Moratti (che ne aveva parlato già nel
febbraio scorso), ritengono praticabile l'ipotesi di rivedere il traffico aereo
di Linate. Spiega Formigoni: "Un piccolo ridimensionamento è accettabile,
anche se per esprimere un giudizio definitivo aspettiamo di vedere di che
natura sia e che genere di compensazioni sono previste per Malpensa".
Polemica invece la posizione di Penati, che ha spedito un telegramma a Palazzo
Chigi (destinatari Silvio Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e per
conoscenza Formigoni e Moratti), nel quale si chiede una pausa di riflessione:
"Il governo venga subito a Milano per dire quale sarà il futuro del
sistema aeroportuale milanese, quali saranno le ricadute anche occupazionali e
ci aggiorni sulle trattative per la liberalizzazione dei diritti di volo,
condizione indispensabile per il rilancio di Malpensa". Preoccupazione per
il destino di Linate (e per i bilanci della Sea) esprime anche Francesca Corso,
assessore della Provincia di Milano alla tutela dei consumatori: "La Sea
gestisce tutti i servizi a terra all'aeroporto di Linate. La Provincia, che
partecipa con quote significative alla società Sea, si riserva di tutelare gli
interessi pubblici che essa rappresenta e quelli dei lavoratori interessati.
Aggiungo che i passeggeri subiranno due nuove difficoltà: Air One e Alitalia, oggi unite, non saranno più in concorrenza, e ciò
farà aumentare le tariffe; in secondo luogo, se chiude Linate, sarà più
difficoltoso lo spostamento dei passeggeri verso gli aeroporti per il traffico
nazionale". Insomma, la Provincia è decisa a mettersi di traverso. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
L'UNIONE PILOTI Il
nuovo contratto divide il fronte AirOne gioisce, la
"vecchia" Alitalia no Per i piloti di Air One saranno un po' migliori, per quelli Alitalia nettamente peggiori. Di sicuro le condizioni di contratto della
"Nuova Alitalia" dividono: il piano Fenice di Banca Intesa secondo l'Unione
piloti sarebbe infatti "stimolante per i primi e inaccettabile per i
secondi". Indicativamente un impiegato Air One guadagna ora il
15-20% in meno, e ha diritto a 34 giorni di ferie contro i 42 dei colleghi Alitalia. Sui costi complessivi del personale in Alitalia pesa inoltre l'anzianità media molto maggiore dei
piloti, ma si tratta anche di professionalità e ruoli a cui una compagnia
difficilmente può rinunciare. Considerando che la "Nuova Alitalia" dovrebbe mantenere almeno per il momento i
due diversi brand per attività con caratteristiche diverse, i piloti
proporranno il mantenimento dei due contratti così come sono per le due
aziende. E avvertono che non sono disponibili ad accettare condizioni a costo
di bloccare l'operazione. Ma offrono anche la disponibilità a ragionare in
seguito, in occasione delle trattative per i rinnovi.
( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
| PAGINA 4 Nasce la Compagnia aerea italiana. Air France rispunta dal cilindro
DIRITTI | PAGINA 16 Né gol in chiaro né radio Sul calcio cala il black out
INDIA | PAGINA 9 Ancora violenze contro i cattolici. Il Vaticano: "Basta
sopraffazioni" STATI UNITI l PAGINA 23 Democratici in nome di Obama La
Convention di Denver all'insegna del mito del primo "presidente nero". Ma intanto lo
staff di McCain attacca ferocemente il candidato. La parola ora è a Hillary
RICORDI l PAGINA 3 Addio all'ironico ecologista Tibaldi Zoologo, etologo,
impegnato in progetti di agricoltura sostenibile in Africa, scrittore. Ettore
Tibaldi è scomparso all'età di 65 anni. Era un ricercatore libero.
( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
LA REAZIONE
SINDACALE "Piano a scatola chiusa, così il conflitto sarà durissimo"
"Non c'è stato nessun contatto con il governo negli ultimi tempi". A
gelare l'esecutivo Berlusconi è il segretario generale della Filt Cgil,
Fabrizio Solari, che nega qualsiasi confronto concertativo sul piano Fenice di
Banca Intesa che fonde in una newco Alitalia e AirOne. Affondo ancor più netto è giunto dalla segreteria
nazionale Sdl intercategoriale trasporto aereo: "Eventuali progetti a
scatola chiusa, che non tengono conto delle rivendicazioni del sindacato (Air
France insegna) inerenti alla flotta, al perimetro dell'azienda, ad una forte
alleanza internazionale e allo sviluppo della compagnia - spiega Sdl -
non solo saranno rispediti al mittente, ma rischiano di generare un conflitto
durissimo senza precedenti". I sindacati sono così allarmati per i continui
proclami del governo su temi come esuberi e rivisitazione contratti. E temono
forti tagli. "Noi - conclude Sdl - abbiamo dimostrato con dati certi che
il problema di Alitalia non è il costo del lavoro, ma
l'assenza di una strategia industriale e la latitanza della politica che
rendono l'intero settore una vera e propria giungla".
( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
INCIDENTI E ALLARMI
Compagnie low cost, un'estate horribilis fr. pi. Le compagnie low cost mostrano
le rughe. Arrivate una quindicina di anni fa a rivoluzionare le abitudini di
volo "delle masse", aprendo la via dei cieli anche ai non ricchi,
hanno dimostrato per molto tempo che "minor costo" poteva non
significare "minor sicurezza". Avevano in genere aerei nuovi di
fabbrica; che ora stanno invecchiando. Il disastro del volo Spanair a Madrid
(154 morti, mercoledì scorso) è stato seguito domenica da un "problema
tecnico non grave" che ha costretto un altro aereo della stessa compagnia
a un atterraggio precauzionale. Sempre domenica, a Monaco di Baviera, un
veivolo della Air Dolomiti ha preso fuoco prima del decollo per Bologna. Ieri
mattina, infine, un volo Ryanair partito da Bristol con destinazione Barcellona
è dovuto atterrare a Limoges. Un improvviso calo di pressione a bordo ha
costretto il pilota ad abbassarsi di
( da "Manifesto, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
Nasce la "Compagnia aerea italiana", con 16 soci Si privatizza a
carico dello stato e poi si rivende ad Air France Francesco Piccioni ROMA Dalle
ceneri di Alitalia rinascerà una
fenice, ma si chiamerà Air France. Non ci sono più parole per qualificare le
giravolte dell'attuale esecutivo nella gestione della più grave - almeno sul piano dell'immagine
internazionale - crisi industriale del nostro paese. Mentre tutti attendevano,
ieri, che il vertice ministeriale ristretto convocato a palazzo Chigi per
definire i contenuti del decreto legislativo che ridisegnerà la legge Marzano,
si è appreso che oggi stesso Corrado Passera - l'amministratore delegato di
IntesaSanPaolo, in qualità però di advisor scelto per il
"salvataggio" della compagnie di bandiera - sarà a Parigi per
incontrare il gran capo di Air France-Klm, quel Jean-Cyril Spinetta che se ne
andò sbattendo la porta, alla vigilia delle elezioni, dopo mesi di tira e
molla. Il giorno successivo è già convocato il consiglio di amministrazione
della compagnia franco-olandese, per valutare l'offerta italiana. Per farla breve:
Berlusconi, dopo aver bloccato la vendita di Alitalia
ai francesi invocando il mantenimento dell'"italianità", ora arriva
alla stessa conclusione. Ma tramite alcuni "privati" che potranno
così lucrare un guadagno in proprio, mentre i costi dell'operazione - gli
"esuberi" da ricollocare e gli ammortizzatori sociali da erogare -
saranno a carico dei conti pubblici. Tra il "piano industriale"
presentato allora da Spinetta e quello attuale - ancora segreto, ma denso di
indiscrezioni - non ci sono apprezzabili differenze. I licenziamenti, alla fin
fine, si equivarranno di numero (erano 2.500 nella sola Az Fly, il "ramo
buono" della compagnia; molti di più in Az Service). Cambia solo la mano
che firmerà l'atto di vendita. I "cavalieri d'industria" che si sono
fatti avanti per dar vita alla "cordata italiana" sono alquanto
disomogenei: il titolare della Piaggio (Colaninno), il monopolista privato
delle Autostrade (ora "Atlantia"), un distributore di jeans (la
Fingen dei fratelli Fratini), una società di assicurazioni (Ligresti tramite
Fondiaria Sai), un siderurgico (Riva), ecc. L'unico socio con competenze nel
settore aereo è Carlo Toto, patron di AirOne, che si fonderà con Alitalia e Volare nella "Compagnia aerea italiana"
(questo il nome della newco fondata ieri, con sedici soci), evitando così
arrivare al dissesto in solitario. Presidente Roberto Colaninno (uno dei
"capitani coraggiosi" che si comprò a debito la Telecom da
privatizzare per rivenderla con profitto in meno di due anni) e a.d. Rocco Sabelli,
che ricopre lo stesso incarico nella Piaggio. Questi imprenditori hanno
bocciato ogni ipotesi di salvataggio della compagnia nella sua configurazione
attuale. E hanno preteso un mezzo legislativo nuovo - ricalcato sul Chapter 11
statunitense, ovvero la "protezione dai creditori" - prima di metter
limitatamente mano al portafoglio. Con la "Marzano bis" - che
dovrebbe esser formalizzata domani - sarà possibile per l'attuale cda di Alitalia dichiarare lo stato di insolvenza e avviare la
procedura che porterà alla separazione tra una good company contenente le
attività redditizie e una bad caricata di debiti e licenziandi. Il tutto in
pochi giorni. Fatti i giochini finanziario-societari - tali da far sembrare il
Gekko di Wall Street (Oliver Stone) una persona perbene: va ricordato che
questa soluzione fa fuori creditori, vecchi azionisti e sottoscrittori di bond
- restava comunque il problema industriale. Come si fa trasporto aereo in un
momento di crisi globale del settore, aggravata dal costo dei carburanti? Domanda
da far tremare i manager più navigati del settore, figuriamoci un gruppo di
neofiti abituati a ben altre dimensioni di mercato. E' il famoso problema delle
"alleanze" con partner stranieri, mentre si vanno moltiplicando le
fusioni o i patti strategici (l'ultimo tra Iberia e British). Paradossalmente,
Passera (e poi Colaninno) potrebbe addirittura "aprire un'asta" al
miglior offerente tra Air France e Lufthansa, gli unici due vettori europei con
interessi diretti nel mercato itliano. Ma non sarà il caso di tirar troppo la
corda, visto come arriva a riaprire le trattative per un'"allenza".
Avrebbe potuto farlo - e con credibilità ben superiore - anche il passato
governo. Se non avesse dato carta bianca a Tommaso Padoa Schioppa. In questo
bailamme i sindacati - e ancor più i dipendenti della compagnia - sembrano
completamente spazzati via. Alcuni dei" cavalieri" hanno già
cominciato a parlare di "rinegoziare i contratti di lavoro", certi
che i giornali da loro controllati continueranno a intonare la canzone dei
"privilegi intollerabili" di chi lavora in Alitalia.
E dire che proprio in questi giorni sono stati presentati - ma nessun media ci
ha fatto troppo caso, manifesto a parte - i raffronti con stipendi e
produttività di tutti i concorrenti europei: ampiamente competitivi, se ci
fossero stati manager all'altezza.
( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di GIULIA LEONI
MILANO - Da una srl completamente vuota di nome Resco e con con 10 mila euro di
capitale di proprietà di Intesa Sanpaolo ha preso il volo ieri la società
destinata a diventare la Nuova Alitalia. E' stata
ridenominata Compagnia Aerea Italiana che entro oggi verrà capitalizzata per
170 mila euro dai futuri azionisti della Magliana: 17 soci verseranno 10 mila
euro a testa. L'assemblea della società, che si trasformerà in spa il prima
possibile, ha nominato amministratore unico Rocco Sabelli. Quanto ai nomi dei
futuri azionisti - che si impegnano ad un lock up (a non vendere cioè le
proprie azioni) di 5 anni - spunta anche quello del finanziere Francesco
Micheli la cui adesione dovrebbe pervenire oggi. Gli altri 16 invece hanno già
detto sì: Atlantia, Intesa Sanpaolo, il patron di Msc Crociere Gianluigi
Aponte, il presidente della Piaggio Roberto Colaninno che dovrebbero investire
ciascuno 150 milioni. E ancora: la FonSai di Ligresti (90 milioni),
l'industriale Emilio Riva e il patron di Air One Carlo Toto che dovrebbero
puntare una fiche da circa 100 milioni a testa. Infine il fondo Equinox di
Salvatore Mancuso, la Fingen dei Fratini, il fondo Clessidra di Claudio
Sposito, il gruppo Marcegaglia, il gruppo Fossati tramite Findim, l'industriale
Marcellino Gavio tramite Argo, Caltagirone Bellavista tramite Acqua Marcia, il
presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera e la Macca srl di Davide
Maccagnani, capitano d'industria di lungo corso nel settore dell'aviazione ed
aeronautica e della difesa e spazio. La lista degli investitori è aperta ad
eventuali nuovi ingressi: potrebbero essere della partita le banche
internazionali Nomura e Morgan Stanley oltre a Mediobanca, che tuttavia non ha
ancora fatto passi formali. Nei prossimi giorni la società si trasformerà in
spa e avrà come presidente Colaninno, come vicepresidente Toto mentre Sabelli
sarà l'amministratore delegato. In futuro la Nuova Alitalia, che rileverà gli asset di Alitalia e Air One
- secondo quanto risulta a Il Messaggero - avrà un consiglio composto da 11
membri. Una poltrona a testa dovrebbe andare ai soci forti - Atlantia, Intesa
Sanpaolo, Aponte e Colaninno - ma anche Clessidra e FonSai quasi certamente
avranno un proprio rappresentante nel board.
( da "Messaggero, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Di ROSARIO DIMITO
ROMA - La Nuova Alitalia che decollerà a fine ottobre
ha rotte ambiziose. Dopo due anni di rodaggio in perdita (310 milioni nel 2009
e 60 milioni nel 2010), tornerà in utile nel 2011 per 83 milioni. E l'anno dopo
potrebbe riaffacciarsi in piazza Affari. Ieri ha preso il via il percorso
societario con lo scongelamento di una newco di proprietà di Intesa Sanpaolo
(vedere altro articolo) battezzata Compagnia aerea italiana, pronta a fare l'offerta per rilevare Air One e alcuni asset dell'attuale Alitalia da integrare. La Nuova Alitalia avrà
anche un partner internazionale. Nelle ultime ore sono aumentate le quotazioni
di Air France: oggi, come anticipato ieri da Il Messaggero, Gaetano Miccichè volerà
a Parigi per incontrare nuovamente Jean Cyril Spinetta, dopo il colloquio della
scorsa settimana. E per domani il vettore francese avrebbe convocato un
cda straordinario: ma fonti vicine a Intesa escludono che possa prendere la
decisione di atterrare in Italia. Anche perchè Miccichè avrebbe rinviato di
qualche giorno il colloquio con i vertici di Lufthansa. La Superbanca tiene
aperto i canali con entrambi i partner industriali. Nel nuovo piano consegnato
ai 17 investitori ieri mattina (16 hanno aderito da tempo, solo Francesco
Micheli dovrebbe farlo oggi) sarebbe prevista un'alleanza sul business entro il
2009. E a seconda di quale sarà il partner, il piano prefigura diversi sviluppi
del business rispetto alle rotte intercontinentali. Alcuni punti sarebbero
comunque già delineati nel piano industriale, aggiornato da Intesa e dal futuro
timoniere Rocca Sabelli sulla base di dati più aggiornati rispetto a quelli che
hanno prodotto il piano consegnato attorno al 20 luglio. La quota di mercato
della Nuova Alitalia sarebbe leggermente più bassa,
56% (30% di Az, 26% di Air One) per evitare possibili rilievi Antitrust, contro
il 65% stimato un mese fa. Anche la previsione di fatturato risulta leggermente
più bassa: dai 4,2 milardi del 2009, fino ai 4,5 del 2012. La nuova compagnia
di bandiera disporrà di una flotta aerea di proprietà: abbandonata quindi
l'ipotesi del lease back. Gli aeromobili che acquisterà dalla Magliana e dalla
compagnia di Carlo Toto dovrebbero essere 136 nel 2009 per salire a 160 nel 2013.
E anche l'irr (internal rate of return), cioè il ritorno dell'investimento da
parte dei futuri soci si attesterebbe al 15-20%: questo dato sarebbe stato
comunicato a voce da Miccichè e Sabelli nel corso del vertice tenutosi due
giorni fa presso la sede di Intesa, alla presenza dei principali investitori.
L'irr previsto dal piano sarebbe un filo più basso rispetto a quello stimato
nelle proiezioni di luglio che si basavano complessivamente su un prezzo del
greggio di 133 dollari al barile. Ma che per effetto del ribasso sui mercati
sarebbe stato ritoccato a 128 dollari. Le nuove prospettive, più realistiche,
avrebbero comunque lasciata inalterata la convinzione della cordata a mettere i
soldi. Oggi si riuniscono i cda di Atlantia (straordinario in programma nel
tardo pomeriggio) e di FonSai: entrambi formalizzeranno la decisione sulla
Nuova Alitalia, anche se la compagnia approverà anche
la semestrale. Domani invece cda di Immsi e consiglio di gestione di Intesa,
anch'esso per i conti di metà anno. Ma anche per deliberare un investimento
dell'ordine di 150 milioni che dovrebbe essere istruito dalla riunione del
gruppo di lavoro "strategie" slittato da ieri a oggi. Per limare le
ultime perplessità di alcuni consiglieri di gestione sulla bontà dell'ingresso
nel vettore, Corrado Passera potrebbe portare anche la disponibilità di Air
France che potrebbe emergere dal colloquio Miccichè-Spinetta. Del resto la
presenza di Intesa nel progetto in relazione al coinvolgimento di un partner
internazionale era stata lanciata da Enrico Salza lo scorso aprile. Sembra che
il presidente francese la scorsa settimana abbia accennato anche alla
possibilità che l'entità di un eventuale investimento a supporto dell'accordo
industriale, possa dipendere da eventuali opzioni put & call con gli altri
partner italiani. Che comunque sarebbero vincolati a un lock up di cinque anni.
( da "Tempo, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Carmen Sepede
CAMPOBASSO Un molisano alla guida ... Carmen Sepede CAMPOBASSO Un molisano alla
guida del "Piano Fenice", il progetto messo a
punto negli ultimi giorni per il salvataggio di Alitalia. Il
molisano, che potrebbe essere l'amministratore delegato della società chiamata
a rilanciare la nostra compagnia di bandiera, la famosa cordata di imprenditori
italiani che rileverà anche Air One, è Rocco Sabelli, 54 anni, di Agnone.
Un manager tra i più importanti del Paese. Dal 1983 si è occupato di fusioni e
acquisizioni per la Gepi (oggi Sviluppo Italia), poi è passato all'Eni e quindi
a Telecom, direttore generale dell'intero settore dell'azienda di telefonia
mobile sotto la guida di Roberto Colaninno, che lo ha poi voluto anche a
Omniainvest, alla Immsi, quotata alla Borsa di Milano, e ancora al gruppo
Piaggio, abbandonato nel 2006 dopo il conseguimento del risanamento aziendale.
Al momento Sabelli è presidente e azionista di controllo di Data Holding. Ma il
legame con Colaninno non si è mai interrotto, tanto che è stato proprio
l'imprenditore pugliese, probabile "azionista forte" e presidente
della cordata, sostenuta anche da Intesa Sanpaolo, a fare il nome di Sabelli
come guida operativa della nuova Alitalia. E Sabelli,
amministratore delegato in pectore, ha già delineato i punti principali del
piano industriale per il rilancio della compagnia aerea, con l'alleanza
internazionale rimandata alla "fase due". Sarà invece l'attuale
società, della quale si chiederà il commissariamento già nel cda di venerdì
(insieme alla revisione della Legge Marzano), a occuparsi della gestione dei
debiti pregressi e degli esuberi del personale, di volo e di terra. C'è da dire
che, tra i molisani eccellenti, Sabelli non ha mai interrotto i rapporti con la
sua terra. In Molise e ad Agnone si reca spesso durante le ferie e nei periodi
estivi. Suo fratello Maurizio è direttore sportivo della squadra di calcio e
tanti sono i parenti e gli amici che ora guardano a questa nuova sfida, forse
la più ambiziosa della sua carriera.
( da "Tempo, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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Nasce la Compagnia aerea italiana che rileva il marchio e le attività della
vecchia società Ultima chiamata per salvare Alitalia Conto alla
rovescia per il salvataggio dell'Alitalia. è stata
costituita la "newco", la nuova società che rileverà il marchio e le
attività della compagnia di bandiera italiana. Presidente sarà Roberto
Colaninno, i soci, per ora, sono sedici. Il nome della società è "Compagnia aerea
italiana". Il capitale ammonta a un miliardo di euro. Debiti ed esuberi
(forse 5-6mila) saranno trasferiti a un'altra società. Sarà necessario un
intervento del governo non chiarito, però, dall'incontro che si è svolto ieri a
Palazzo Chigi. Della Pasqua alle pag. 2 e 3.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-27 num: - pag: 1 autore: di MARCO
CREMONESI categoria: REDAZIONALE Il consigliere Pd Corritore: ma siamo sicuri
che a Milano convenga? "La vicenda Alitalia? Inaccettabile". Così Davide Corritore, consigliere del Pd:
"Non siamo di fronte al salvataggio della compagnia, perché i debiti ce li
teniamo noi come cittadini. è solo il salvataggio della promessa elettorale di
Berlusconi". A PAGINA 3.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-08-27 num: - pag:
1 categoria: REDAZIONALE Il piano Alitalia
ridimensiona lo scalo. Formigoni: trasferiamo le rotte. Roth: sacrificio
necessario Meno voli a Linate per salvare Malpensa Lupi: evitiamo la guerra
interna. Penati: Berlusconi convochi il tavolo Milano Niente chiusura, ma per
Linate il ridimensionamento è più che un'ipotesi. Purché - è la tesi
degli amministratori - l' operazione serva a salvare Malpensa e a valorizzare
il sistema aeroportuale milanese. A PAGINA 3 Gramigna e Soglio.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il futuro degli scali La partita dei due aeroporti La
cordata Le istituzioni locali lasciano qualche apertura sul ridimensionamento. A scatenare il dibattito indiscrezioni sul piano della nuova
cordata riunita da Intesa-Sanpaolo per l'acquisto di Alitalia Le
infrastrutture Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera: "Linate come
navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una tesi vecchia. I disagi si
superano con nuove infrastrutture per Malpensa".
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il consigliere comunale Corritore, Pd: siamo sicuri che
a Milano convenga? "Pubbliche perdite, profitti privati. è una tipica
vicenda all'italiana. Ed è assolutamente inaccettabile". Davide Corritore,
già amministratore delegato di Deutsche Bank fondi, oggi è consigliere comunale
per il Pd. L'italianità di Alitalia non vale qualcosa?
"Vale per Berlusconi, che in campagna elettorale aveva promesso appunto
quello: preservare l'italianità del marchio. Ma per riuscirci farà pagare a
tutti prezzi molto alti". Per esempio? "Noi non stiamo assistendo al
salvataggio di Alitalia, perché i debiti ce li teniamo
noi come cittadini, azionisti della bad company". Ma appunto: non è quello
il prezzo dell'italianità? "Non solo quello. Oltre ai debiti, oggi
scopriamo che gli esuberi saranno ben più numerosi che con il piano Air France.
E per giunta, viene chiesto a Milano di rinunciare a Linate, in modo da
accentrare tutto il flusso dei passeggeri, compresi quelli Expo, su
Malpensa". Proprio Malpensa sembra essere favorita dal piano. O no?
"Io dico che se Alitalia fosse stata messa sul
mercato a queste condizioni, senza debiti e fortemente ridimensionata nel
personale, ci sarebbe stata la fila dei compratori. La verità è che gli
imprenditori fanno il loro mestiere, e hanno capito che Berlusconi sarebbe
stato costretto ad accettare qualsiasi condizione. In questo, si vede la mano
del vero jolly dell'intera operazione". E cioè? "Roberto Colaninno.
Ha una lunga storia di salvatore di aziende, è una sorta di Re Mida aziendale
che ha la capacità di comprare quando i prezzi sono al loro minimo". Bravo
lui... "Certamente. E non si tratta soltanto del dato
economico, un miliardo per comprare il buono di Alitalia. Qui si
realizza una concentrazione importante, con Alitalia e AirOne
che assommano il 60% del traffico italiano. Inoltre, ora possiamo finalmente
capire perché il governo non abbia finanziato la linea 4 del metrò per il
collegamento con Linate". Matteo Colaninno, già capolista a Milano
per il Pd, ora è il ministro ombra allo sviluppo economico. Lei che ne pensa?
"Il padre è un grande imprenditore che fa il suo mestiere. Matteo invece
ha scelto un mestiere diverso, in cui prevale la difesa degli interessi della
collettività. Fossi al suo posto, mi spoglierei del cognome e non avrei dubbi
nel dire che questa è una vicenda politicamente inaccettabile ". Democratici
Davide Corritore Marco Cremonesi.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Lo sviluppo Traffico più che raddoppiato all'Ata in
sette anni. Il "Forlanini" è il primo scalo d'affari in Italia e il
quarto in Europa Ma è boom dei decolli privati. "Sono un terzo del
totale" A leggere i giornali di ieri più di un operatore privato avrà
pensato al proprio futuro. Immaginandoselo a tinte pastello. Il piano del governo su Alitalia va nella
direzione che auspicano da alcuni anni: far diventare Malpensa l'aeroporto
commerciale e fare di Linate lo scalo a vocazione business. Come era stato
pensato nel '96 (decreto Burlando): Alitalia opera a
Linate con il ricchissimo volo Milano-Roma, il resto se lo dividono gli aerei
privati. Le cifre delineano una tendenza abbastanza chiara: nel 2000 il
movimento dell'Aviazione Generale (si chiamano così gli aerei privati) a Linate
era di 12.595 aerei decollati o atterrati. Sette anni dopo è balzato a quasi 30
mila. Se nel 2000 un aereo partito su 5 era privato, oggi siamo a uno su tre.
Questi dati fanno di Linate il primo aeroporto d'affari in Italia e il quarto
in Europa. L'impennata è in linea con l'Europa: all'ultimo Ebace (salone
dell'aereo) di Ginevra, in soli 2 giorni si sono raccolti 5 miliardi di euro di
ordinazioni. Le previsioni parlano di 14 mila nuove macchine nei prossimi dieci
anni. L'Italia è al sesto posto per numero di aeroplani privati (185) e quarto
in termini di traffico. La maggior parte di questi numeri li produce lo scalo milanese.
La forte crescita dell'aviazione generale non ha però mutato la gestione di
Linate. Da qui i conflitti tra Enac e Sea, da un lato, e gli utenti privati
dall'altra. I rappresentanti dell'aviazione d'affari lamentano di spendere
molto senza avere servizi adeguati. Come piazzale, parcheggi e accoglienza
viaggiatori. Per questo tifano per il nuovo piano Alitalia.
Del resto, gli indizi che Linate si trasformi in uno scalo d'affari non
mancano. Luca Paolo Salvatori è un analista di areonautica. Conosce molto bene
la materia. Cita un particolare. "Salvatore Mancuso, segnalato nella
cordata che dovrebbe rilevare Alitalia, ha di recente
acquistato, attraverso un fondo lussemburghese, una delle maggiori compagnie di
aereotaxi (Plein For You) che ha sede a Linate. Non credo si tratti solo di
coincidenza". Una tesi in qualche modo rafforzata da Mario Sebastiani,
professore di Economia a Roma e consulente Enac. Proprio per il suo ruolo dice
di non poter essere troppo loquace. "La mia è solo una congettura. Ma
l'orientamento mi pare sia quello di trasferire tutto a Malpensa. Linate in
questi anni ha penalizzato Alitalia a vantaggio di
Lufthansa e Air France. Potrebbe restare il traffico di 3 milioni di
passeggeri, della ricca linea Milano Roma. Il resto all'aviazione
generale". Scenario che non farà piacere a Sea e al Comune. Ma è il
governo che decide le rotte e deve affrettare i tempi. A Milano regna una
giunta di centrodestra. Come a Roma. In pista Alcuni aerei privati parcheggiati
nell'aeroporto di Linate Agostino Gramigna.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Meno voli a Linate. "Sì, ma non deve morire" Formigoni:
trasferiamo le rotte a Malpensa. Il no di Sangalli. Penati: Berlusconi al
Tavolo per Milano Le istituzioni: "Il destino del
Forlanini non può essere legato a quello di Alitalia". La
Fondazione Fiera: sacrificio necessario Di chiusura non si parla proprio. Ma
sulla prospettiva di un ridimensionamento dell'aeroporto di Linate, le
istituzioni locali lasciano qualche apertura: purché questa operazione serva a
salvare Malpensa e a valorizzare il sistema aeroportuale milanese. A
scatenare il dibattito sono state alcune indiscrezioni a proposito del piano definito
dalla nuova cordata Colaninno- Bancaintesa interessata all'acquisto di Alitalia. Spiega il presidente della Regione, Roberto
Formigoni che "tutto dipende da quali siano i reali progetti. Un modesto
ridimensionamento, a fronte di un incremento di Malpensa, può essere
accettabile in quella logica di migliore ripartizione dei voli da più parti
auspicata ". Il Governatore \\ ricorda che proprio lui e il sindaco
Letizia Moratti "oltre un anno fa avevamo segnalato ufficialmente al
Governo la disponibilità a riconsiderare uno spostamento di voli tra Linate e
Malpensa, ma bisogna valutare in che misura sia fattibile". Perplesso il
leader dei commercianti, Carlo Sangalli, che si è consultato con il sindaco
Moratti e che insiste: "Linate è un aeroporto strategico e di grande
importanza per Milano e il suo destino non può essere legato a quello di Alitalia". E poi: "La stragrande maggioranza delle
piccole e medie imprese milanesi ritiene Linate un city airport irrinunciabile
proprio perché incorporato nel cuore della città e dunque di facile
accessibilità. In previsione di Expo 2015 - conclude Sangalli - non ha senso
privarsi della struttura che funziona bene e deve essere semmai potenziata
". Intanto, il presidente della Provincia Filippo Penati ha inviato un telegramma
a Silvio Berlusconi chiedendo la convocazione urgente del Tavolo Milano,
"prima che vengano prese decisioni sulla intera vicenda ". Richiesta
da cui si dissocia Formigoni: "Prima vediamo le carte". Penati
sollecita tutele per i consumatori "che rischiano di essere danneggiati,
dal momento che si cancella di fatto la concorrenza. Sulla tratta Milano-Roma
devono essere applicate tariffe europee". Contrario alla chiusura di
Linate anche il presidente di Fondazione Fiera, Luigi Roth, che però giudica
"inevitabile", il ridimensionamento dello scalo milanese "per
salvaguardare l'hub di Malpensa". Roth ricorda che "quella di usare
Linate come navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una vecchia tesi
dettata esclusivamente da una fredda analisi razionale. è chiaro che questo
comporterà disagi, ai quali si potrà ovviare intervenendo sulle infrastrutture
di collegamento con Malpensa". A confermare il cambio di rotta della
maggioranza degli amministratori, l'onorevole Maurizio Lupi, responsabile delle
infrastrutture per Forza Italia, ammette che "oggi siamo più maturi di
anni fa e abbiamo raggiunto la convinzione che per il rilancio di Malpensa
bisogna eliminare ogni possibile forma di concorrenza interna. Che non
significa dismettere Linate, ma pensarlo diversamente". Nessuna reazione,
infine, dalla Sea. Fa fede il piano presentato da Giuseppe Bonomi che prevede
anche il rilancio di Linate come "salotto" di Milano, creando una
sorta di Montenapoleone al Forlanini. Ma se ci fosse da valutare la riduzione
dei voli su Linate per salvare Malpensa, anche la Sea è disponibile. Elisabetta
Soglio.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-27 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Privatizzazione Il presidente sarà Colaninno La
nuova Alitalia tratta con Air France Nasce la "Compagnia aerea italiana"
con 16 soci ROMA - Nasce la nuova società che rileverà il marchio e l'attività
di Alitalia: si chiamerà Compagnia aerea italiana. Presidente sarà Roberto
Colaninno, amministratore delegato Rocco Sabelli. Per ora la
"newco" conta sedici soci. E come primo atto della Nuova Alitalia, missione oggi a Parigi per trattare con Air
France-Klm. ALLE PAGINE 28 E 29 Baccaro M.Cremonesi, Jacchia e Pica.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-08-27 num: - pag: 1 autore: di
FRANCESCO GIAVAZZI categoria: BREVI LE INSIDIE DI UN PERCORSO C i sono quattro buoni
motivi per cui il piano per Alitalia predisposto da
Banca Intesa desta dubbi e perplessità, inducendo, pare, anche qualche membro
del governo a suggerire che venga riconsiderata l'offerta di Air France
sdegnosamente rifiutata quattro mesi fa. 1) Il piano rischia di costare ai
contribuenti oltre un miliardo di euro, un terzo dei tagli alla scuola previsti
dalla Finanziaria; 2) Gli imprenditori che dovrebbero acquisire il controllo
della Nuova Alitalia corrono rischi seri: sono stati a
lungo minimizzati, ma venuti al dunque non è più possibile nasconderli.
Vogliamo davvero rischiare di trasferire su alcune nostre imprese, oltre che
sui contribuenti, il costo del disastro di Alitalia?
3) Il piano verrebbe immediatamente impugnato dalla Ue e da quel contenzioso
temo usciremmo perdenti; 4) Il piano richiede che vengano sospese le regole
anti-trust, creando un precedente pericoloso per la politica della concorrenza.
La Nuova Alitalia che è nata ieri sarà un'azienda
senza debiti e con molti dipendenti in meno. Gli imprenditori privati che ne
sono i nuovi azionisti apportando un miliardo di euro di capitale fresco
apparentemente non corrono rischi: non ereditano debiti né dipendenti in
eccesso, e soprattutto hanno la quasi certezza - questa infatti è la condizione
necessaria, che essi hanno giustamente preteso - di rivendere fra un anno o
poco più l'azienda a Lufthansa o a un'altra compagnia internazionale,
recuperando così il miliardo speso oggi, magari con qualche profitto.
Quest'operazione così ben congeniata nasconde però un'insidia a mio parere non
valutata in modo adeguato dai nuovi azionisti. La Nuova Alitalia acquisterà aerei, slot e altri contratti dalla vecchia azienda
della Magliana che domani il Consiglio dei ministri porrà in liquidazione. I
prezzi ai quali la Nuova Alitalia acquisterà queste attività determineranno se la Vecchia Alitalia sarà in condizione di far fronte ai debiti che le rimarranno.
Ad esempio, due anni fa gli aerei valevano 2,2 miliardi di euro: se i nuovi
azionisti accettassero di acquistarli a quel prezzo, la Vecchia Alitalia potrebbe agevolmente pagare i propri debiti e poi
chiudere. Ma dubito che i nuovi azionisti siano disposti a pagare tanto: gli
aerei sono vecchi e più sale il prezzo del petrolio meno valgono. Le
valutazioni internazionali suggeriscono oggi ragionevolmente un miliardo. Se
così fosse la Vecchia Alitalia non avrebbe fondi
sufficienti per pagare i propri debiti. I nuovi azionisti hanno richiesto una
norma che li protegga dal rischio di revocatorie da parte dei creditori della
Vecchia Alitalia, prova del fatto che non sono
disposti a pagare molto. Che cosa accadrebbe se la Vecchia Alitalia
non fosse in grado di far fronte ai propri debiti verso fornitori, banche e
investitori che detengono obbligazioni della società? Una possibilità è non
pagare. Due mesi fa, quando fu convertito in legge il decreto (DL 23.4.2008, n.
80) che evitò il fallimento concedendo ad Alitalia un
prestito ponte di 300 milioni, il governo disse in Parlamento: "Con la
presente norma si tende a salvaguardare per i prossimi dodici mesi la
continuità aziendale di Alitalia... escludendo in tale
lasso temporale, ogni ricorso ad ipotesi di liquidazione o di applicazione di
procedure concorsuali ". CONTINUA A PAGINA 41.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE La privatizzazione Tra i soci anche Bellavista Caltagirone e
Maccagnani Alitalia, missione a Parigi Si tratta con
Air France Commissario più vicino. Passera vola in Francia Nasce la newco,
Compagnia aerea italiana con 16 soci. Domani la decisione del governo, poi il
board della società ROMA - La prima pietra della nuova Alitalia
è stata posata ieri, proprio mentre spuntava la notizia di un nuovo
interessamento di Air France- Klm. Oggi i vertici di Intesa- Sanpaolo, advisor
della privatizzazione, saranno a Parigi per presentare il piano al gruppo
franco-olandese e sondarne il terreno. Intanto ieri 16 soci hanno sottoscritto
quote paritetiche, simboliche, da poche migliaia di euro, costituendo la
"Compagnia aerea italiana, srl" (nome provvisorio, il marchio Alitalia resterà), pronta a rilevare parte di Alitalia e l'Air
One. Amministratore unico: Rocco Sabelli. Nei prossimi giorni la società,
aperta a ulteriori ingressi, diventerà una spa, con un impegno complessivo di
circa un miliardo. Roberto Colaninno sarà presidente, Sabelli amministratore
delegato. Ai dieci soci già emersi, si sono aggiunti Marcegaglia,
Bellavista Caltagirone (Acqua Marcia), Gruppo Gavio (Argo), Davide Maccagnani
(Macca), Tronchetti Provera e la stessa Intesa-Sanpaolo. Le rispettive quote
non sono ancora state definite e qualcuno dei soci sta facendo ancora
riflessioni. Ma intanto ieri ha tenuto banco la voce di un cda straordinario di
Air France-Klm, fissato per domani, sul dossier Alitalia.
Il gruppo non ha commentato, ma si è saputo che in realtà il cda è ordinario ed
era stato convocato per mettere a punto l'offerta per Austrian Airlines, in
scadenza. E' probabile che il board dia una prima valutazione del piano della
nuova Alitalia che Intesa- Sanpaolo esporrà oggi.
Quella dei francesi sarebbe una contromossa per pararsi contro l'eventualità
che Austrian finisca alla tedesca Lufthansa, che ha presentato un'offerta. Air
France-Klm potrebbe puntare all'acquisto di una quota minima della nuova Alitalia per mantenere la compagnia nell'alleanza Skyteam e
solo dopo valutarne l'integrazione. Restano aperti i contatti con Lufthansa,
con cui è previsto un incontro nei prossimi giorni. Il salvataggio della
compagnia sarà perfezionato nel preconsiglio di oggi e nel consiglio dei
ministri di domani. Ieri si è tenuto un primo vertice, coordinato dal
sottosegretario Gianni Letta. I ministri Giulio Tremonti (Economia), Claudio
Scajola (Sviluppo economico) e Altero Matteoli (Infrastrutture) avrebbero
configurato due ipotesi. La prima sarebbe quella del commissario, si fa il nome
di Augusto Fantozzi, dettata da una nuova legge Marzano. La seconda eviterebbe
il trauma del commissariamento e affiderebbe le attività in perdita a Fintecna,
società al 100% del Tesoro, che le liquiderebbe. Questa seconda ipotesi piace
ai.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE I due ministri Fintecna e la firma del consiglio ROMA - Un
commissario liquidatore o il "cappello pubblico" di Fintecna? Le due
ipotesi che sarebbero circolate ieri nel primo vertice politico a Palazzo
Chigi, assente Berlusconi, avrebbero una firma. La prima,
quella che punta al commissariamento di Alitalia e alla
vendita dei suoi asset migliori a una cordata, sarebbe stata disegnata dai
tecnici dell'Economia. Ma la gestione (e il rischio) sarebbe affidata al
ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, cui spetterebbe la nomina
del commissario. Proprio quest'ultimo, insieme con il collega dei
Trasporti, Altero Matteoli, sarebbe fautore di una seconda strada. Quella che
invece affiderebbe la gestione della bad company a Fintecna, cioè al collega
Giulio Tremonti, azionista al 100% di quella società. Quest'ultima ipotesi
potrebbe non dispiacere al premier. Il nodo sarà sciolto in consiglio dei ministri.
E alla fine chissà che non sia proprio il cdm, collegialmente, a nominare il
commissario. ( a. bac.).
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29 categoria:
ALTRI OGGETTI sindacati che preferirebbero una gestione pubblica della bad
company. Spetterà sempre al consiglio dei ministri scegliere lo strumento
legislativo più idoneo per non incorrere in ricorsi. L'ipotesi potrebbe essere
un mix tra un decreto legge e un disegno di legge delega. "è
la solita truffa alla Berlusconi ai danni degli italiani" tuona Antonio Di
Pietro (Idv), secondo cui l'obiettivo è "far cadere sui cittadini i debiti
di Alitalia e creare una nuova compagnia utile a Berlusconi e ai suoi amici
del cuore ". Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria:
BREVI La newco A sinistra l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera.
Sopra Giovanni Castellucci (Atlantia) Msc Crociere Gianluigi Aponte, il patron
della Msc crociere è tra i 16 azionisti della cordata per rilevare Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Retroscena Con la cordata italiana ai potenziali alleati verrebbe
riservata una quota di minoranza Il partner e la spinta di Colaninno Le avances
di Spinetta e l'opzione Lufthansa in tre tappe Il presidente della Nuova Alitalia avrà la delega alle intese internazionali e alla
governance MILANO - La carta decisiva, quella che alla fine ha vinto le residue
resistenze degli imprenditori italiani a metter mano al portafogli, Roberto
Colaninno se l'è giocata lunedì, al grande summit nella foresteria di Intesa
Sanpaolo. Fedele al suo stile, senza troppi giri di parole, il presidente
designato con poteri forti e deleghe alle strategie, alla governance, e
appunto, alle alleanze della nuova Alitalia ha battuto subito sul tasto dolente: molti di voi mi conoscono.
Se sono qui, e mi prendo degli impegni di questa portata, è perché ci credo, la
nuova Alitalia potrà affacciarsi sul mercato globale con un accordo, o
addirittura più accordi, con grandi partner internazionali. In caso
contrario, ve lo assicuro, non se ne sarebbe fatto nulla. Difficile, oggi, non
credere all'uomo che ha riportato la Vespa in tutto il mondo. E se l'avventura
in Telecom non aveva risparmiato all'imprenditore mantovano qualche amarezza,
il successo della Piaggio e del suo made in Italy adesso è lì sul tavolo di
Intesa Sanpaolo come la più pesante delle garanzie. Tanto più che nell' Europa
dei cieli tira un'aria un po' diversa rispetto a qualche mese fa. E al di là
dell'inasprirsi della crisi, è stata la fusione annunciata tra British Airways
e Iberia a suggerire agli altri due big continentali un ripensamento delle
strategie. Si spiega anche così il riaffacciarsi sulla scena della Air
France-Klm di Jean Ciryll Spinetta, che per primo avrebbe chiesto numi
sull'evolvere della vicenda Alitalia, preoccupato
forse di non lasciare il campo troppo libero alla concorrente Lufthansa con la
quale è aperto il confronto anche su Austrian Airline. Ma niente "sindrome
francese", questa volta, per gli italiani: rischiamo addirittura di poter
scegliere, se non di portarne a casa due di accordi. E con il benestare del
governo, dove un'alleanza che non mettesse (troppo) in discussione l'italianità
della bandiera trova ampi consensi. A partire da quello di Giulio Tremonti che
ad Air France guardava con relativo interesse ancor prima di diventare
ministro. Nel Piano Fenice scritto da Intesa Sanpaolo, advisor del governo, il
partner internazionale è sempre stato del resto un punto chiave: aveva tenuto a
precisarlo per primo il presidente del consiglio di gestione della superbanca,
Enrico Salza, non a caso davanti a una platea di imprenditori riuniti a Torino
per i saluti al presidente uscente di Confindustria, Luca di Montezemolo. E
questa mattina una delegazione di "alto livello ", probabilmente
guidata dall'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera (che però
domani è impegnato nel consiglio sui conti), presenterà il nuovo piano ai
francesi. Le opzioni aperte sono diverse, dal profit sharing, all'ingresso con
una partecipazione. Se sono rose, si vedrà. Ma non prima di aver esplorato
l'orizzonte anche a Berlino. I vertici Il prossimo presidente della Nuova Alitalia, Roberto Colaninno e il direttore generale Rocco
Sabelli Paola Pica.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Rotte L'alleanza e il possibile impatto sull'hub Malpensa Meno voli
dallo scalo di Linate Sea non ritira la maxi-causa MILANO - Niente sconti. La
Sea non intende rinunciare alla maxi causa da 1,2 miliardi promossa contro le
inadempienze di Alitalia nei confronti degli scali
lombardi. Dalla palazzina direzionale di Linate non arriva alcuna presa di
posizione ufficiale. Ma certamente, spiegano alcuni alti dirigenti della società
aeroportuale, è molto difficile che l'azione possa essere sospesa proprio ora:
non fosse altro perché la responsabilità sarebbe difficile da assumersi. E se
il contenzioso della vecchia Alitalia finirà suddiviso
tra la bad company e la best company, a Milano si nutrono pochi dubbi sulla
destinazione della causa. Ma, fanno notare fonti comunali (l'amministrazione
milanese controlla Sea con l'84% del capitale), se le cose volgessero al meglio
sarebbe certamente preferibile una qualche forma di accordo con i nuovi padroni
del vettore nazionale che non il "cercare di cavar sangue dalle
rape". Ciò che però fa più discutere, a Milano, è il ridimensionamento di
Linate previsto dal piano della cordata italiana. La cauta disponibilità
manifestata ieri dalle istituzioni milanesi tiene conto anche del fatto che il
piano industriale presentato da Sea la scorsa primavera, già parlava
dell'eventualità. Il documento ipotizza infatti due scenari: nel caso di una
Malpensa come grande scalo point to point internazionale, il Forlanini non si
tocca. Ma nel caso dell'arrivo di un partner intenzionato a ridare a Malpensa
il suo ruolo di hub, la possibilità di un profondo ridisegno di Linate è
certamente prevista. Ora, il piano della cordata italiana su un punto è chiaro:
parla di non ritorno all'hub. E dunque, la richiesta di una riduzione della
portata di Linate viene considerata sì in continuità con
quelle analoghe sempre avanzate da Alitalia. Ma anche
come la spia di una fase due dell'operazione di cui ancora non si conoscono i
contorni. Resta il fatto che il piano italiano, che prevede anche una riduzione
degli aeromobili a
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-08-27 num: - pag: 28 categoria:
REDAZIONALE Dopo l'impero Star Il raddoppio di Fossati, da Telecom agli aerei
MILANO - è la seconda mossa di Marco Fossati. Lunedì intorno al tavolo di Banca
Intesa Sanpaolo si sono seduti a sorpresa anche i rappresentanti della famiglia
che a lungo ha controllato Star, il marchio storico dell'industria alimentare
italiana. è la seconda volta che il presidente di Findim si schiera in una
delle partite chiave, tra le più delicate, del sistema industriale e dei
servizi italiani. Solo alcuni mesi fa Fossati ha fatto il suo ingresso nel
nuovo consiglio d'amministrazione di Telecom Italia. La sua crescita nel gruppo
di telecomunicazioni è cominciata con l'acquisto di una partecipazione
dell'1,5% (nel maggio 2007) che poi è passata a 4,45% (forte di un investimento
di oltre un miliardo di euro) e che ha trasformato il patron di Findim nel
secondo azionista del gruppo guidato da Franco Bernabè facendogli conquistare 2
dei 15 posti del nuovo consiglio Ieri il Riformista si chiedeva il perché di
questo ingresso, legandolo al fatto che di recente l'imprenditore si era
schierato a favore della fusione Telefonica-Telecom, arrivando a ipotizzare che
"se comincia a interessarsi di aerei tricolore è forse per compiacere un
governo che potrebbe mettersi la maschera colbertista, impedendo a Telecom di
finire in mani spagnole?". Una storia, quella dei Fossati, sempre
all'insegna del basso profilo, lontano dai riflettori. Le cronache parlavano di
loro al massimo per qualche generosa azione filantropica. Poi a fine 2006 c'è
stata la cessione di Star agli spagnoli di Galina Bianca (vendita sotto la
consulenza proprio dell'istituto guidato da Corrado Passera, il grande regista del piano Fenice per la nuova Alitalia). E anche se l'anno successivo la famiglia è rientrata in
possesso del 50% del colosso alimentare (investendo in Pasa group, la holding
del gruppo acquirente ma lasciando la gestione a Barcellona), una grossa
iniezione di liquidità è entrata nelle casse di Findim. D'altra parte
oggi i Fossati sono fra i gruppi più "liquidi" d'Italia (risorse
custodite nella cassaforte lussemburghese). Parte di questi fondi è andata in
Telecom. Ora una tranche dell'ordine di alcune decine di milioni nella partita
più delicata, il salvataggio della compagnia di bandiera. Antonia Jacchia.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-08-27 num: - pag: 41 autore: di
FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE ROMA - BRUXELLES Alitalia, le insidie di un percorso SEGUE DALLA PRIMA Quindi i creditori
di Alitalia hanno diritto ad essere rimborsati in quanto sono protetti da una
legge che escludeva esplicitamente la liquidazione o anche solo lo scorporo
della società - che invece avviene oggi prima della decorrenza di dodici mesi
dall'approvazione del decreto. Che lo Stato debba pagare i debiti della
Vecchia Alitalia è quindi certo. Nel momento stesso in
cui paga, il governo viola le norme europee sugli aiuti di Stato. Consentire la
sopravvivenza di un'azienda decotta trasferendone i debiti allo Stato è un
classico caso di aiuto. Una condanna di Bruxelles obbligherebbe la Nuova Alitalia a rimborsare l'aiuto impropriamente ricevuto, cioè
ad accollarsi quei debiti (questo è esattamente ciò che avvenne vent'anni fa
quando Alfa Romeo fu ceduta alla Fiat senza debiti - di cui si fece carico
l'Iri, cioè lo Stato. Dopo la condanna di Bruxelles quei debiti tornarono in
capo alla Fiat). Sono consci i nuovi azionisti del rischio in cui incorrono e
dal quale evidentemente lo Stato non li può manlevare? Ma non basta. Il decreto
legge n. 80 prevede: "La somma erogata ad Alitalia
è rimborsata il trentesimo giorno successivo a quello della cessione o della
perdita del controllo effettivo da parte del Ministero dell'economia e delle
finanze". Questo comma fu inserito nel decreto proprio per evitare che il
prestito ponte fosse considerato un aiuto. Il governo ha poi trasformato il
prestito in capitale, ma con una formula ambigua che ne consente la
restituzione all'azionista qualora Bruxelles lo richieda. Quindi se la Vecchia Alitalia non avrà fondi sufficienti, sarebbe la Nuova Alitalia a dover rimborsare allo Stato i 300 milioni del
prestito (che in cassa non ci sono più perché sono serviti a coprire le perdite
dei primi mesi dell'anno). Altrimenti la controversia con Bruxelles si
aggraverebbe ulteriormente. Vi è poi il problema Air One. I nuovi azionisti non
vogliono la fusione fra Nuova Alitalia e Air One
perché questa porterebbe nella Nuova Alitalia debiti e
dipendenti di Air One. Essi vogliono semplicemente acquistare da Air One gli
aerei, tutti gli slot (grazie a una sospensione delle regole anti-trust) e i
contratti stipulati per la consegna di nuovi velivoli. Air One rimarrà quindi
una scatola vuota, ma con molti dipendenti e 450 milioni circa di debiti:
basterà la vendita di slot e aerei a far fronte ai debiti e al costo degli
esuberi? Quanti debiti di Air One finiranno essi pure a carico dello Stato?
Anche qui c'è un problema europeo: nel 2004, quando lo Stato rifinanziò Alitalia, Bruxelles acconsentì a patto che i nuovi fondi non
fossero usati per allargare la quota di mercato: esattamente quello che oggi Alitalia fa acquisendo le attività di Air One. L'offerta di
Air France non apriva problemi con Bruxelles e non costava nulla, tranne le
indennità per un numero di esuberi comunque inferiore: anzi portava qualche
spicciolo nelle casse dello Stato perché i francesi avrebbero pagato, seppur
poco, le azioni di Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-08-27 num: -
pag: 33 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa Corre Luxottica, occhi sulla
scuderia Agnelli di Paola Pica Banche Un timido rimbalzo sulla scia delle Borse
europee (Londra esclusa) e del recupero del dollaro ha messo il turbo ai titoli
delle aziende più legate al biglietto verde. Si spiega anche così l'exploit di
Luxottica (+2,76%) o di Geox (+2,55%). In una seduta che ha comunque visto il
segno più soprattutto nelle ultime battute, il Mibtel ha guadagnato lo 0,39%,
lo S&P/Mib lo 0,28%, tra scambi complessivamente ancora molto bassi(2,32
miliardi) sebbene in risalita dai minimi della vigilia. Tregua sui bancari, con
Intesa Sanpaolo in rialzo dello 0,8%, stabile Unicredit In ordine sparso i
titolo del gruppo Agnelli, che stando alle attese del mercato starebbe
valutando le opzioni di un possibile riassetto a monte della catena di
controllo di Fiat. Quest'ultima ha chiuso in calo dello 0,46% nella versione
ordinaria, seguita da privilegiate (-0,29%) e risparmio (-0,98%). Ifi
privilegiate hanno segnato un nuovo balzo del 4,87% a 14,23 euro, dopo il
pacchetto Amber riacquistato dall'accomandita della famiglia Torinese. Stabili
le Ifil ordinarie (+0,07%), brillanti le risparmio (+2,51%). Tra gli altri
industriali, acquisti su Pirelli (+1,5%), Brembo (+1,74%)e Piaggio (+1,52%),
mentre la controllante di quest'ultima, Immsi, ha lasciato sul campo il 3,53%
dopo la notizia dell'incarico a presidente della
"nuova" Alitalia del patron del gruppo di Pontedera, Roberto Colaninno. Seduta
contrastata anche per le telecomunicazioni, con Telecom in calo dello 0,47%,
Tiscali dell'1,35% e Fastweb in rialzo del 2%. Per le banche, infine, in
crescita Intesa Sanpaolo (+0,82%), invariata Unicredit (+0,14%).
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 57
categoria: REDAZIONALE Il futuro degli scali La partita dei due aeroporti La
cordata Le istituzioni locali lasciano qualche apertura sul ridimensionamento. A scatenare il dibattito indiscrezioni sul piano della nuova
cordata riunita da Intesa-Sanpaolo per l'acquisto di Alitalia Le
infrastrutture Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera: "Linate come
navetta più snella sulla tratta Milano-Roma è una tesi vecchia. I disagi si
superano con nuove infrastrutture per Malpensa".
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 57 autore:
di CLAUDIO SCHIRINZI categoria: ALTRI OGGETTI Giusto scegliere Ma garantire i
passeggeri Il piano di risanamento di Alitalia forse non porterà alla chiusura di Linate, ma il suo
ridimensionamento è scritto nelle cose. La colpa del vecchio Forlanini è di
cannibalizzare Malpensa, o meglio di cannibalizzare Alitalia costretta
a scegliere fra raddoppiare gli aerei sulla stessa destinazione (Milano) o
perdere passeggeri a favore di compagnie straniere che utilizzano Linate per
alimentare hub all'estero: sulle rotte intercontinentali, per
intenderci, in assenza di un collegamento diretto può essere più conveniente
partire da Linate per poi fare scalo a Parigi (Air France), piuttosto che a
Londra (British) o Francoforte (Lufthansa). Linate forse potrà ritagliarsi un
ruolo come aeroporto per i soli voli nazionali. Il ridimensionamento del
Forlanini non è una buona notizia per i passeggeri. Come minimo significa
allungare il percorso casa-destinazione di mezz'ora perché questo è il tempo in
più che serve per raggiungere Malpensa rispetto a Linate. Serve allora un
impegno di tutti per recuperare questa differenza. Come? Con collegamenti più
veloci verso lo scalo varesino, snellendo le operazioni di imbarco, eliminando
le code ai controlli di sicurezza, accelerando la riconsegna dei bagagli.
Insomma puntando sulla massima efficienza per ridurre il più possibile il tempo
che passa da quando un passeggero esce di casa a quando si siede in aereo.
Recuperare mezz'ora non sembra un'impresa impossibile e proprio per questo è
ragionevole pretenderlo. Il sacrificio di Linate, comunque, può avere un senso
soltanto se questo consentirà a Milano di avere collegamenti aerei diretti con
i cinque continenti. E non soltanto in vista dell'Expo 2015 (che in fondo
durerà soltanto sei mesi), ma perché è di questo che ha bisogno il sistema
Lombardia con le sue aziende, le sue università, i suoi professionisti e i suoi
commerci.
( da "Corriere della Sera" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-08-27 num: - pag: 57
categoria: REDAZIONALE Il consigliere comunale Corritore, Pd: siamo sicuri che
a Milano convenga? "Pubbliche perdite, profitti privati. è una tipica
vicenda all'italiana. Ed è assolutamente inaccettabile". Davide Corritore,
già amministratore delegato di Deutsche Bank fondi, oggi è consigliere comunale
per il Pd. L'italianità di Alitalia non vale qualcosa?
"Vale per Berlusconi, che in campagna elettorale aveva promesso appunto
quello: preservare l'italianità del marchio. Ma per riuscirci farà pagare a
tutti prezzi molto alti". Per esempio? "Noi non stiamo assistendo al
salvataggio di Alitalia, perché i debiti ce li teniamo
noi come cittadini, azionisti della bad company". Ma appunto: non è quello
il prezzo dell'italianità? "Non solo quello. Oltre ai debiti, oggi
scopriamo che gli esuberi saranno ben più numerosi che con il piano Air France.
E per giunta, viene chiesto a Milano di rinunciare a Linate, in modo da
accentrare tutto il flusso dei passeggeri, compresi quelli Expo, su
Malpensa". Proprio Malpensa sembra essere favorita dal piano. O no?
"Io dico che se Alitalia fosse stata messa sul
mercato a queste condizioni, senza debiti e fortemente ridimensionata nel
personale, ci sarebbe stata la fila dei compratori. La verità è che gli
imprenditori fanno il loro mestiere, e hanno capito che Berlusconi sarebbe
stato costretto ad accettare qualsiasi condizione. In questo, si vede la mano
del vero jolly dell'intera operazione". E cioè? "Roberto Colaninno.
Ha una lunga storia di salvatore di aziende, è una sorta di Re Mida aziendale
che ha la capacità di comprare quando i prezzi sono al loro minimo". Bravo
lui... "Certamente. E non si tratta soltanto del dato
economico, un miliardo per comprare il buono di Alitalia. Qui si
realizza una concentrazione importante, con Alitalia e AirOne
che assommano il 60% del traffico italiano. Inoltre, ora possiamo finalmente
capire perché il governo non abbia finanziato la linea 4 del metrò per il
collegamento con Linate". Matteo Colaninno, già capolista a Milano
per il Pd, ora è il ministro ombra allo sviluppo economico. Lei che ne pensa?
"Il padre è un grande imprenditore che fa il suo mestiere. Matteo invece
ha scelto un mestiere diverso, in cui prevale la difesa degli interessi della
collettività. Fossi al suo posto, mi spoglierei del cognome e non avrei dubbi
nel dire che questa è una vicenda politicamente inaccettabile ".
Democratici Davide Corritore Marco Cremonesi.
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 204 del
2008-08-27 pagina 2 Ecco tutti gli aerei a rischio che non trovate nella black
list di Nino Materi L'elenco delle compagnie che negli ultimi decenni hanno
avuto tragedie con morti. Mai tante vittime come nel 2008 "Devo andare
negli States. Quale compagnia mi consigliate per essere sicura di non avere
incidenti?". La domanda atterra nel forum del sito AirSafe.com, il più
autorevole osservatorio mondiale sui problemi del trasporto aereo internazionale.
Ma la risposta alla legittima apprensione della viaggiatrice non è
rassicurante: "It's impossible to answer to this question". Il
motivo? Si può morire anche su voli non inclusi nella black list. Essere fuori
dall'elenco delle "carrette del cielo", non è infatti garanzia di
totale affidabilità. I dati dell'AirSafe sono eloquenti: negli ultimi decenni
le sciagure (con decine di vittime) non hanno risparmiato neppure i velivoli
delle più accreditate compagnie di bandiera. Un trend drammatico che riguarda
pure i voli low cost, tanto che le ultime quattro sciagure hanno coinvolto
proprio i cosiddetti voli a "basso costo". In Europa a guidare la
classifica degli "eventi mortali" è Turkish Airlines con 9 incidenti
dal 1970 (2 negli ultimi vent'anni); seguono Air France con 4, Swissair con 5,
Iberia con 4; Alitalia, Klm e Olympic Airways con 3; Sas con 2. Tutte compagnie che
appartengono, idealmente, a una virtuosa white list che però - dati alla mano -
tanto white e virtuosa non è. Ciò dipende soprattutto dal caos normativo che
caratterizza il traffico aereo internazionale. Basti pensare che una
compagnia considerata "a rischio" in Italia, può essere considerata
"affidabile" in Svizzera o in Austria. Insomma, nel raggio di poche
miglia i parametri di sicurezza cambiano completamente, e con essi i risultati
dei test di verifica. Al momento non esiste un ente super partes in grado di
assegnare un "bollino di garanzia" che tranquillizzi il viaggiatore
al momento della scelta di un volo. Una prova dell'impasse in cui versa il
traffico aereo in Europa? Le autorità dell'aviazione civile degli Stati membri
della Comunità europea sono abilitate a ispezionare soltanto i vettori di
compagnie che volano da e verso aeroporti comunitari. "Dato il carattere
aleatorio di tali controlli, effettuati a campione - denuncia la Commissione Ue
dei Trasporti -, non è possibile esaminare tutti gli aeromobili che atterrano
in ogni aeroporto comunitario. Che una compagnia aerea non figuri nell'elenco
comunitario non significa quindi automaticamente che essa soddisfi i criteri di
sicurezza vigenti". In Italia l'Enac (Ente nazionale per l'aviazione
civile) certifica la qualità degli aerei e il rispetto, da parte delle
compagnie, del complesso di regole tecniche annesse alla Convenzione di Chicago.
Si tratta di un accordo che diede vita all'Organizzazione internazionale
dell'aviazione civile (Icao), cui aderiscono quasi tutti gli Stati del mondo.
Attenzione: "quasi" tutti gli Stati del mondo. Ciò significa che,
ancora oggi, esistono nazioni nei cui scali vengono eseguite ispezioni
inadeguate; idem per i programmi di manutenzione. Risultato: il certificato di
navigabilità, "attestante l'efficienza dell'aeromobile", è spesso
solo un pezzo di carta buono per la burocrazia. Gli esperti dell'AirSafe mettono
il dito nella piaga: "Pezzi di ricambio riciclati, certificati di
operatore aereo rilasciati senza i dovuti accertamenti, tagli selvaggi sugli
equipaggi, procedure operative non adeguatamente monitorate. E sono soprattutto
i modelli vecchi di aeromobili a essere i più a rischio, come dimostra l'elenco
che pubblichiamo in queste pagine. È l'intero settore mondiale a vivere un
momento di crisi. I contraccolpi, in termini di sicurezza, finiscono per
coinvolgere anche le compagnie aeree un tempo considerate più affidabili".
L'effetto è un allarmante proliferazione di voli da "brivido". A
livello mondiale i primi otto mesi del 2008 hanno visto il maggior numero di
incidenti mortali dell'ultimo decennio:
( da "Voce d'Italia, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Tra gli
interessati molti nomi noti Alitalia: parte la Newco, si chiamera' Compagnia Aerea Italiana Dopo la
modifica della legge Marzano Roma, 27 ago. - La revisione della legge Marzano,
tanto invocata dagli investitori, è realtà. Dopo il vertice di ieri che ha
visto l'incontro tra il ministro dell'Economia Tremonti, i ministri per lo
Sviluppo economico e per i Trasporti Scajola e Matteoli e il sottosegretario
alla presidenza Gianni Letta, sarà ora possibile cedere rami d'azienda,
contratti e personale della compagnia di bandiera italiana. Il provvedimento
d'emergenza ha già attirato i primi soci della nuova compagnia, che si chiamerà
Compagnia Aerea Italiana. Tra gli interessati, spiccano i soliti noti della
finanza italiana, a partire dal gruppo Benetton, per poi continuare con
Tronchetti Provera, Intesa Sanpaolo, gruppo Fratini, gruppo Toto, Davide
Maccagnani, Marcegaglia e Caltagirone Bellavista. L'amministratore unico della
Newco sarà Rocco Sabelli. MM.
( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Proposta del
deputato della Pdl e vicesindaco di Milano per fermare gli incidenti: "Chi
guida ubriaco o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti commette un omicidio
volontario, non colposo"
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anni di carcere agli ubriachi che causano mortali" Proposta del deputato
della Pdl e vicesindaco di Milano per fermare gli incidenti: "Chi guida
ubriaco o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti commette un omicidio
volontario, non colposo" Milano, 25 agosto 2008 - "Chi causa
incidenti mortali in stato di ebbrezza,di alterazione psicofisica per l'uso di
sostanze stupefacenti oppure senza patente commette un omicidio volontario e
non solo colposo. Dunque va punito molto più severamente, con almeno dieci anni
di reclusione" Lo dichiara il deputato del Pdl, che è anche vice Sindaco e
assessore alla Sicurezza del Comune di Milano, Riccardo De Corato. "Il
decreto sicurezza - spiega De Corato - è intervenuto con un giro di vite contro
gli ubriachi al volante, prevedendo anche il sequestro dei veicoli e innalzando
le pene per chi causa incidenti mortali. Ma su questo punto bisogna andare fino
in fondo. La proposta di legge, che ho recentemente presentato alla Camera in
qualità di deputato del Pdl, prevede infatti delle modifiche all'articolo 585
del codice penale, che consentano di innalzare la pena a chi causa morte per
strada guidando ubriaco o sotto l'effetto di droghe o senza patente ad almeno
dieci di reclusione". "A Milano - spiega De Corato - i dati sul
consumo di alcol alla guida continuano a essere allarmanti. Su 370 accertamenti
della Polizia Municipale eseguiti lo scorso luglio nell'arco della settimana e
con intensificazione nei weekend, 79 sono risultati positivi ai test
etilometrici, praticamente uno su cinque. Una situazione leggermente migliorata
rispetto ai mesi di maggio e giugno (238 positivi su 738, di cui 116
extracomunitari), ma ancora critica. E che invita a prendere decisioni più
severe per stroncare un comportamento delinquenziale". Medici ai posti di
blocco: "Caccia a chi guida drogato"Giusti i test antidroga sulle
strade? - Come fermare le stragi? Commenti Invia commento Segnala ad un amico
25/08/2008 13:32 alien non ci deve essere pieta' per chi guida ubriac o
strafatto.se sei in quelle condizioni e ti metti al volante sei consapevole che
puo' succedere qualcosa anche molto grave e quindi e' una responsabilita' tua.
se ammazzi qualcuno vai in galera non per 10 ma per20 anni. e' un omicidio
bello e buono. la legge deve essere cambiata. se si constinua cosi' va a finire
che gli diamo pure un premio. 25/08/2008 13:45 pedro Si può anche discutere su
quanti anni di reclusione dare a queste persone... ma il segnale forte deve
essere: a chi guida ubriaco e uccide deve essere tolta PER SEMPRE la patente,
senza possibilità di replica. Così deve essere 25/08/2008 13:53 Pendejo penso
che sia giusto aumentare i controlli ed essere severi con chi guida ubriaco o
fatto. però penso anche che bisorrebbe cercare di fare in modo che la gente
possa scegliere di poter lasciare a casa la macchina, potenziando i trasporti
pubblici e privati (taxi) soprattutto la sera, almeno nelle città. ma ahimè in
italia si pensa solo ad usare il pugno di ferro 25/08/2008 14:10 gunny non
fareste prima ad allungare i reati colposi a 10 anni? Svegliati De Corato!Cosi'
passa la voglia agli avvocati di chiedere sconti e altro 25/08/2008 14:19 inqbo
sono d'accordo ! a mio avviso anche chi assume certi comportamenti a forte
rischio (drogato, ubriaco o no ) dovrebbe essere accusato di tentato omicidio,
se non ci scappa il morto. O addirittura anche in carenza di danni: chi
attraversa in corsa un incrocio con il rosso non commette la stessa infrazione
di chi svolta a destra a 5 all'ora in assenza di traffico e si becca un
photored. anche se è sobrio, anzi.. l'altro lato della medaglia è che alla fine
non becchino solo il solito 'normale' che non esce mai e che ha assaggiato il
secondo grappino, sfora di zerovirgola e và a pagare per tutti..finisce sempre
così, in questo strano paese.. 25/08/2008 14:27 stefano1 giusto il carcere, ma
è fondamentale il ritiro perpetuo della patente. gli italiani sono più
sensibili alla perdita della patente che a qualsiasi altro provvedimento
punitivo. 25/08/2008 14:47 Il Prete Tutto dipende dai nostri giudici. Devono
essere molto più duri con coloro che guidano ubriachi oppure drogati. Se poi
uccidono, allora nessuna pietà. ALTRO CHE OMICIDIO COLPOSO " VOLONTARIO "
e senza nessun sconto di pena. Oltre al ritiro perpetuo della patente ! Così
devono operare i nostri giudici, altrimenti, la strage continuerà. Io vorrei
vedere, se uno di questi ubriachi o drogati, dovesse uccidere un giudice oppure
un parente di un giudice, se allora sarebbero sempre così MORBIDI ! PENSATECI
GIUDICI ITALIANI, ORA BASTA CON IL BUONISMO ! ! ! 25/08/2008 14:55 Fefo
scrivete al deputato De Corato per sostenere la sua iniziativa e per chiedere
che agli ubriachi e ai drogati, sia ritirata la patente per sempre. Potete
contattarlo andando sul sito camera dei deputati. 25/08/2008 15:32 Luca Ma
questi politi parlano ancora??? Quando hanno bloccato il test antidroga alle
iene..perchè tutti positivi.. Che vergogna... 25/08/2008 15:50 Sergio Basta....
Basta con le parole. Son anni che si dice "carcere per chi ammazza
guidando ubriachi".Speriamo che si facciano i fatti. 25/08/2008 16:04
sergio losacco Non credo che sia corretto attribuire tutte le colpe degli
incidenti stradali al tasso alcolico di chi li provoca, è un' ottica molto
limitata che non tiene conto di tutta la varia gamma di comportamenti criminali
espressi alla guida da soggetti assolutamenti sobri e lucidi. Il teppismo
stradale è una piaga molto più sfaccettata che affonda le sue radici nell'
ignoranza e nell' inciviltà della popolazione alimentata da una pubblicità
scellerata e dalla tolleranza per anni avuta nei confronti dell' italiota alla
guida. Cominciamo anche a reprimere duramente i tanti bulletti alla guida di
motorini-killer, o i suv di tanti arricchiti astemi ma ugualmente farabutti;
nelle città vedo i vigili occuparsi di tutt' altro che della sicurezza
stradale! Sergio 25/08/2008 16:11 alien guardate che non occorre la patente per
guidare la macchina. tanto e' vero giorni fa hanno beccato uno ubriaco perso
che guidava nonostante gli avesser gia' tolto la patente per lo stesso motivo.
se era in prigione, non guidava. tutto qui.se poi ammazzava qualcuno, a chi gli
importava se aveva la patente in tasca o no? 25/08/2008 18:35 mauririo El sciur
De Corato el ga resun ! Traduzione per non padani : il signor De Corato ha
ragione. 25/08/2008 21:24 sifar Caro Dicorato, tu pensa a fare il multicarica
(vicesindaco,deputato,domani chissa' anche al parlamento europeo) e le leggi
lasciale a chi le pensa e le studia, che certo se ne intende piu' di te.
25/08/2008 22:52 Stefano1 giustissima la puntualizzazione di sergio losacco, le
cause degli incidenti stradali ad ogni livello, non sono causate solamente da
alcol e droga. le cause sono molteplici, disattenzione, velocità, imprudenza,
macato rispetto della segnaletica ecc. questa iniziativa deve essere un punto
di partenza non di arrivo. muoino più persone (in particolare giovani) nelle
strade che nei luoghi della guerra. assurdo!!!! 26/08/2008 03:39 gabriele da un
estremo al altro,credo che il problema sia di cultura,mi spiego non
c'e'attitudine di guida, manca in maniera piu' assoluta il principio di salire
in macchina ed sapere cosa significhi guidare,sbronzo,fumato, o in
velocita',mantenere le distanze,rispettare i codici,ecc.ed sempre stata una
corsa di avere piu'patentati possibili per far girare l'economia...alle
autoscuole praticamente non ti insegnano nulla di quello che dovrebbe essere
importante per la salvaguardia del'prossimo.salve 27/08/2008 03:27 Antonio
d'accordo con De Corato, guidare non è un gioco, bisogna potenziare i controlli
su tutte le strade ed infliggere pene severe (il ritiro della patente e del
veicolo più il carcere sono l'ideale, delle multe chi ha i soldi se ne fa un baffo)
per chi mette a repentaglio la sicurezza, sobrio, ubriaco o strafatto che sia.
27/08/2008 06:52 unicosano sarebbe ora l'imputazione passi da omicidio colposo
a omicidio volontario con relative pene raddoppiate Sono presenti 18 commenti,
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commentati Commenti Sondaggi "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano
la qualità della scuola" (65 commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio
vedere i miei figli fuori da questo carcere" (51 commenti) Medici ai posti
di blocco "Caccia a chi guida drogato" (47 commenti) Due sorelle si
tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" (46
commenti) Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la
qualità" (26 commenti) "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato
crei un listino di riferimento" (24 commenti) Indossa il velo islamico,
lasciata fuori dal museo (23 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro'
Galliani: "Offerte troppo basse" (21 commenti) 11:29:22 - Tutto
facile per Federer, credo non avrà problemi neanche al turno successivo. Sapete
a che ora gioc[...] Buona la prima per Federer11:09:37 - Sui primi turni ne ho
beccati: 43 su 64: il 67% Pronostici del secondo turno: Ivanovic Mauresmo
PETR[...] Donne senza una Regina Non c'è una vera n. 110:59:46 - Ottimo! Sono 2
su 2 quanto alle mie 3 sorprese: Haas su Gasquet e Nishikori su Monaco...Ora
manca so[...] Day 2 - Live da New York10:58:57 - "I 15 milioni di italiani
senza paytv...". Prego? Vuol dire che in Italia allo stato attuale 45
mili[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo
basse"10:52:11 - Penso che invece di lanciarsi in guerre ( "sono più
preparati, non lo sono") sarebbero utili propost[...] "Corsi
intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola"10:50:39 -
A.L.I.T.A.L.I.A. Always Late In Take-off Always Late In Arrival[...] Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il
presidente10:49:12 - JETSET condivido in toto quello che hai scritto.[...] Due
sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai
cittadini" Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i
libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle
dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue
vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei
risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test
antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i
servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei
favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via
Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL
GIORNO Via alla campagna contro l'abbandono degli animali Arriverà questo
inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in
vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla
salute Francesca Martini. In Italia i randagi sono 600mila LEGGI LA NOTIZIA
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Grande attesa per
l'album di inediti che uscirà a settembre, già anticipato dal singolo 'Dicono di
me', che spopola in tutte le radio. Il cantautore ha realizzato
questo disco, il quarto, nella sua cara Bologna
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settembre, già anticipato dal singolo 'Dicono di me', che spopola in tutte le
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Federer, credo non avrà problemi neanche al turno successivo. Sapete a che ora
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Donne senza una Regina Non c'è una vera n. 110:59:46 - Ottimo! Sono 2 su 2
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Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo
basse"10:52:11 - Penso che invece di lanciarsi in guerre ( "sono più
preparati, non lo sono") sarebbero utili propost[...] "Corsi
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A.L.I.T.A.L.I.A. Always Late In Take-off Always Late In Arrival[...] Nasce la nuova Alitalia Colaninno è il presidente10:49:12
- JETSET condivido in toto quello che hai scritto.[...] Due sorelle si tassano
e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" Caro scuola,
giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La
proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei
d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del
2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà
Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City
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Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore
con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì,
Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio delle Ferrovie
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Bruce Springsteen si gode un po' di relax in Italia insieme con la moglie Patti
e alcuni amici. La comitiva ha fatto un giro sul lago di Como in motoscafo fino
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( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 27 Ago
2008 Edizione 177 del 27-08-2008 Sedici i primi azionisti Nasce Compagnia Aerea
Italiana Sono sedici i primi soci che hanno sottoscritto quote paritetiche
simboliche e pari a poche migliaia di euro nella società Compagnia Aerea
Italiana, costituita con l'obiettivo di dare vita alla nuova compagnia di
bandiera italiana. Ecco di seguito i partecipanti: - Roberto Colaninno
(attraverso IMMSI), che sarà il presidente della nuova società - Gruppo
Benetton attraverso Atlantia - Gruppo Aponte - Gruppo Riva - Gruppo Fratini
attraverso FINGEN - Gruppo Ligresti attraverso FONSAI - Equinox - Clessidra -
Gruppo Toto - Gruppo Fossati attraverso FINDIM - Marcegaglia - Caltagirone
Bellavista attraverso Acqua marcia - Gruppo Gavio attraverso ARGO - Davide
Maccagnani attraverso MACCA - Tronchetti Provera - Intesa Sanpaolo. Rocco
Sabelli è stato nominato amministratore unico della società Compagnia Aerea
Italiana. Nei prossimi giorni la società stessa sarà
trasformata in SpA e dotata di un Consiglio di Amministrazione presieduto da
Roberto Colaninno, con Rocco Sabelli Amministratore Delegato. Intanto le
associazioni dei consumatori annunciano una class action degli azionisti Alitalia a partire da gennaio 2009.
( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 27 Ago
2008 Edizione 177 del 27-08-2008 PER RISOLVERE LA GRANA
ALITALIA I VERTICI DI INTESA SANPAOLO VOLANO A PARIGI Gli ingredienti per cucinare
lo spezzatino di Alessandra Mieli A chi l'onere dell'onor di bandiera? A noi.
Anche se per ora di ufficiale non c'è nulla, il percorso sembra tracciato.
Domani ci sarà l'approvazione del decreto che, di fatto, offre una alternativa
alla legge Marzano. Il giorno dopo, venerdì, l'approvazione dei conti da
parte del cda di Alitalia, la conseguente
dichiarazione di insolvenza e la contestuale richiesta di accesso alla nuova
procedura. Poi, una volta nominato il commissario, la presentazione del piano della
newco messa in piedi da Intesa SanPaolo. Il decreto legge governativo offrirà
gli strumenti legislativi per procedere alla creazione di una nuova società,
ripulita dei debiti e delle attività in perdita, e di una "very bad
company". I titoli azionari della compagnia di bandiera, attualmente
sospesi dalle contrattazioni, saranno di pertinenza della parte di Alitalia da liquidare. Il che equivale a dire che ai circa
30 mila piccoli azionisti di via della Magliana rimarrebbe in mano un pugno di
mosche. Ma non sarà quest'ultima la peggior gatta da pelare per il futuro
commissario che dovrà procedere alla ridefinizione del perimetro aziendale, con
il nodo esuberi in primo piano, e alla cessione di alcuni asset. I numeri
riguardanti il personale da mettere in mobilità hanno già fatto suonare il
campanello d'allarme di tutte le sigle sindacali e suscitato il sarcasmo di
vari commentatori che vedono nella soluzione della grana Alitalia
un maggior costo per lo Stato (cioè per i cittadini) e un miglior profitto per
gli "happy few" chiamati da Intesa SanPaolo a far parte della cordata
che si prenderà quanto di buono c'è sul piatto. Questo è il passaggio chiave
dell'intero percorso, chiesto con decisione dalla cordata allestita dalla banca
di Ca dè Sass: uno strumento legislativo che offra la garanzia di investire in
una società agile, con un perimetro ed un organico adatti a perseguire
l'obiettivo di un rapido ritorno alla redditività. Del resto, il tentativo di
trovare una soluzione per il salvataggio di Alitalia
nella sua configurazione attuale, che era l'oggetto del mandato conferito a
Intesa SanPaolo, è fallito per l'indisponibilità di tutti i soggetti
interpellati. Il vero nodo ancora da sciogliere resta quello dell'alleanza
internazionale, "condicio sine qua non" per la riuscita dell'intera
operazione. Su questo fronte, Corrado Passera e gaetano Miccichè stanno
giocando tutte le carte a loro disposizione ma la rosa dei candidati è
ristretta, con Lufthansa e Air France che restano le uniche opzioni credibili.
Su questo fronte è emerso che Air France-Klm ha convocato per domani un
consiglio di amministrazione straordinario, mentre oggi è in agenda un incontro
a Parigi tra una delegazione di top manager di Intesa SanPaolo con i vertici di
Air France. Alla fine, potrebbe profilarsi un accordo di profit sharing senza
un ingresso diretto nel capitale del partner internazionale.
( da "Opinione, L'" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 27 Ago
2008 Edizione 177 del 27-08-2008 STIME E ASPETTATTIVE La difficile arte di far
quadrare i conti nazionali di Giancarlo Colombo Stime e aspettative. Sono state
aggiornate rispetto a luglio 2008 e pubblicate le stime del Fondo monetario
internazionale per il Pil europeo. Le stime prevedono un'ulteriore contrazione
per il Pil 2008: +1,4% e per il 2009: +0,9%. Di positivo c'è che non si tratta
di cifre al negativo, ma sono indice di bassa o nulla crescita rispetto al Pil
mondiale stimato pari a +3,9%, mentre il Pil Usa risulterebbe di poco superiore
per il
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 204 del 2008-08-27 pagina 1 Pronta al decollo la nuova Alitalia Colaninno presidente di Redazione È stata costituita la newco per
Alitalia. È la nuova società che rileverà il marchio e le attività della
compagnia di bandiera italiana. Presidente sarà Roberto Colaninno,
amministratore delegato Rocco Sabelli. I soci, per ora, sono sedici. Il
nome della società è Compagnia aerea italiana. Il capitale ammonta a un
miliardo di euro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento.
Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog
sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla
home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione.
Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) "
(5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora,
passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno
delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano,
gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini
radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a
Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di
Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare
contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino
della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli
italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte
elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di
centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale
(che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli
italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è
sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei
suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente"
(troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo
diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader",
dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del
politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale"
Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi
l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo
forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma
, in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si
vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo
tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese,
le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del
leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A
conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e
realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra
moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo
che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere
uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far
uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema,
che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35 votes, average: 3.63 out
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( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 5 ) " (5 votes, average: 1.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei
cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
) " (54 votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166
) " (41 votes, average: 3.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie
del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red"
(Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta
diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.".
Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (35
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( da "Giornale.it, Il" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Cari amici anche per
me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento
per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti
e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (14 votes, average: 3.07 out
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psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (54
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Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio
mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona
per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia
del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto
che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato
improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio
grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo
per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina
da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e
Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro
Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso:
Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa
qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano"
e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve?
Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero
ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di
Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la
sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no
alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su
Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate
contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (41 votes, average: 3.63
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sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e
grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo
di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver
sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era
attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi
affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito.
casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si
smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e
della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo
apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui
comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho
Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti
berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione
di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto
qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo
strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per
l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia.
Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani",
a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (40 votes, average: 3.48 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
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Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Dopo il
riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia,
il ministro degli Esteri francese Kouchner avverte che nel mirino del Cremlino
rischiano di finire anche altre Repubbliche ex sovietiche
"
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Scommesse Casa CAUCASO / LAMPI DI GUERRA FREDDA "Russia fuori dal diritto
internazionale A rischio anche Crimea e Moldova" Dopo il riconoscimento
dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia, il ministro
degli Esteri francese Kouchner avverte che nel mirino del Cremlino rischiano di
finire anche altre Repubbliche ex sovietiche Parigi, 27 agosto 2008 - Con il
suo riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla
Georgia, la Russia si è posta "al di fuori del diritto internazionale, e
non si tratta soltanto dell'opinione dell'Unione Europea": lo ha dichiarato
il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, il quale ha inoltre
avvertito che nel mirino del Cremlino rischiano adesso di finire, dopo Tbilisi,
anche altre Repubbliche ex sovietiche: come "l'Ucraina", e in
particolare "la Crimea", o "la Moldova". è un fattore
"estremamente pericoloso", ha ammonito Kouchner, intervistato
dall'emittente radiofonica 'Europe 1'. "Non possiamo accettare simili
violazioni di tutte le norme internazionali, degli accordi sulla sicurezza e la
cooperazione in Europa, delle risoluzioni delle Nazioni Unite e, per la prima
volta dopo molto tempo, l'occupazione di territorio in un Paese vicino da parte
di un Esercito straniero". Il capo della diplomazia francese, il cui Paese
per il semestre in corso detiene la Presidenza di turno dei Ventisette, è
tornato ad accusare le truppe di Mosca di aver intrapreso un'operazione di
"pulizia etnica", affermando che esistono le prove del fatto che i
primi a restarne vittime sono proprio "gli osseti favorevoli alla Georgia".
Kouchner ha quindi avvertito che l'Ue "reagirà" senz'altro in
occasione del Consiglio Europeo straordinario, convocato per lunedì prossimo a
Bruxelles. La Crimea e anche l'auto-proclamata Repubblica secessionistica
Transnistria, nel settore orientale moldavo, sono ambedue aree dove molto forte
è la presenza non solo di vaste comunità russofone, ma altresì di unità
militari russe e di armamenti risalenti all'era della disciolta Urss. La Russia
rinconosce l'indipendenza di Ossezia del Sud e AbkhaziaGli scontri in Ossezia
del Sud Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo
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Sondaggi "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della
scuola" (66 commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio vedere i miei figli
fuori da questo carcere" (51 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia
a chi guida drogato" (48 commenti) Due sorelle si tassano e pagano l'Ici
"Soldi per dare più servizi ai cittadini" (46 commenti) Domenica
niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (31 commenti)
Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo (27 commenti) Gelmini:
"Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità" (26
commenti) "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di
riferimento" (25 commenti) 13:08:13 - Il volto coperto è, in effetti, un
problema per una cultura come la nostra in cui la identificazione[...] Indossa
il velo islamico, lasciata fuori dal museo12:55:47 - Io da ciclista dico che
per motivi di incolumità dei pedoni, le biciclette non devono circolare sui
[...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli12:48:32 - L'amministrazione
comunale ha sbagliato ad apporre quel simbolo perchè se così fosse dovrebbe
patroc[...] Corona-Moric in 'visita' ufficiale? Polemiche nella
maggioranza12:48:31 - Bene! auguro ai City Angels di fare bene anche a Reggio Emilia.
ho avuto modo di incontrarli a Milan[...] A ottobre nelle vie di Reggio
arrivano i 'City Angels'12:40:52 - Egregio Sig. Bassi, noi siam qui a
combattere per il nostro lavoro e i nostri diritti e lei si perme[...] "La
serrata non risolve il problema"12:38:13 - vi rendete conto che ci stanno
pigliando per il "fondoschiena" schiena tutti. vogliono più soldi e
c[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo
basse"12:35:14 - PAVIDO IL RESPONSABILE, UNO ZINZINO DI SPINA DORSALE NON
GLI FAREBBE MALE. GIUSTO IMPEDIRE L'ACCESSO[...] Indossa il velo islamico,
lasciata fuori dal museo Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i
libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di
Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state
più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli
azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle
strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai
sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al
ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome
giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli
Gerth Madre ghanese, padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a
Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori,
Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth, presentano con orgoglio i loro bambini
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Argomenti: Alitalia
Il ministro
dell'Istruzione annuncia interventi contro il bullismo e il caro libri: "I
prezzi devono scendere ancora, le famiglie vanno sostenute nell'affrontare i
costi necessari e non inutili"
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condotta Aiuti alle famiglie contro il caro libri" Il ministro
dell'Istruzione annuncia interventi contro il bullismo e il caro libri: "I
prezzi devono scendere ancora, le famiglie vanno sostenute nell'affrontare i
costi necessari e non inutili" Rimini, 27 agosto 2008 - Domani il
Consiglio dei ministri dovrà analizzare la proposta per la conversione in
decreto per reintrodurre il voto in condotta che andrà a fare media con le
altre materie. Lo ha annunciato oggi dal meeting di Comunione e Liberazione di
Rimini il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. "Ho intenzione di
convertire da subito in decreto - spiega il ministro - perchè sia operativo
immediatamente. Se non si converte in decreto si perde un anno intero, mentre
gli episodi recenti di bullismo ci dimostrano che questo non è possibile".
CARO LIBRI "Giudizio positivo" da parte del ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini dell'azione che sta conducendo l'Authority contro il
caro-libri. "Non c'è motivo - spiega oggi a Rimini, in occasione di una
conferenza stampa organizzata nell'ambito del Meeting - di rieditare libri di
materie che sostanzialmente non cambiano, come ad esempio nel caso della
matematica che non cambia da un anno all'altro". Gelmini, certa poi che
"i prezzi devono scendere ancora" e che "le famiglie vanno
sostenute nell'affrontare i costi necessari e non inutili", spiega che
"si stanno valutando le possibilità di ridurre ulteriormente i
costi". Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri? Segnala
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"Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della
scuola" (66 commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio vedere i miei figli
fuori da questo carcere" (51 commenti) Medici ai posti di blocco
"Caccia a chi guida drogato" (48 commenti) Due sorelle si tassano e
pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" (46 commenti)
Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo basse" (31
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Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità"
(26 commenti) "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino
di riferimento" (25 commenti) 13:08:13 - Il volto coperto è, in effetti,
un problema per una cultura come la nostra in cui la identificazione[...]
Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo12:55:47 - Io da ciclista
dico che per motivi di incolumità dei pedoni, le biciclette non devono
circolare sui [...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli12:48:32 -
L'amministrazione comunale ha sbagliato ad apporre quel simbolo perchè se così
fosse dovrebbe patroc[...] Corona-Moric in 'visita' ufficiale? Polemiche nella
maggioranza12:48:31 - Bene! auguro ai City Angels di fare bene anche a Reggio
Emilia. ho avuto modo di incontrarli a Milan[...] A ottobre nelle vie di Reggio
arrivano i 'City Angels'12:40:52 - Egregio Sig. Bassi, noi siam qui a
combattere per il nostro lavoro e i nostri diritti e lei si perme[...] "La
serrata non risolve il problema"12:38:13 - vi rendete conto che ci stanno
pigliando per il "fondoschiena" schiena tutti. vogliono più soldi e
c[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo
basse"12:35:14 - PAVIDO IL RESPONSABILE, UNO ZINZINO DI SPINA DORSALE NON
GLI FAREBBE MALE. GIUSTO IMPEDIRE L'ACCESSO[...] Indossa il velo islamico,
lasciata fuori dal museo Caro scuola, giusto mettere un tetto massimo per i
libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di
Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state
più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri
alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi
sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle
Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno
di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome
giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO Quante sono le
intercettazioni in Italia Il consiglio dei ministri ha dato l'ok al nuovo ddl.
Le intercettazioni saranno possibili per reati con pena dai 10 anni, ma anche
quelli contro la pubblica amministrazione RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie
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Argomenti: Alitalia
L'ex first
lady durissima contro John McCain e G. W. Bush nel suo intervento alla
Convention democratica di Denver: "Non possiamo perdere voti, non avete
lavorato così duramente negli ultimi diciotto mesi, o resistito negli ultimi
otto anni, per soffrire con altre leadership fallimentari"
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Scommesse Casa PRESIDENZIALI USA / CONVENTION DEMOCRATICA E' il giorno di
Hillary Clinton: "Orgogliosa di appoggiare Obama" L'ex first lady
durissima contro John McCain e G. W. Bush nel suo intervento alla Convention
democratica di Denver: "Non possiamo perdere voti, non avete lavorato così
duramente negli ultimi diciotto mesi, o resistito negli ultimi otto anni, per
soffrire con altre leadership fallimentari" New York, 27 agosto 2008 -
"Sono orgogliosa di essere qua come madre, come democratica, come senatrice
di New York, come americana, e sono un'orgogliosa supporter di Barack
Obama": ha esordito così Hillary Rodham Clinton sul podio della Convention
Nazionale del Partito Democratico a Denver, dove è stata accolta da due minuti
di applausi che stentavano a spegnersi. Solo all'inizio ha tradito un briciolo
di emozione; ma poi, senza esitazione e senza lasciar trasparire il benchè
minimo risentimento, ha esortato i democratici a votare compatti per Obama
presidente. "Non conta se avete votato per me o per Barack", ha detto
l'ex 'first lady'. "Ora è il momento di essere uniti come un solo partito,
con un unico scopo. Non avete lavorato così duramente negli ultimi diciotto
mesi, o resistito negli ultimi otto anni, per soffrire con altre leadership
fallimentari". E ha aggiunto: "No way, no how, no McCain", cioè
a dire tassativamente 'no' a spostare i voti sul rivale repubblicano John
Mcain, come il 30 per cento dei clintoniani sembrano invece intenzionati a
fare. Con le telecamere del mondo puntate in faccia, i coniugi Clinton hanno
saputo mostrare entusiasmo e trasporto, ma c'è chi giura che non hanno digerito
l'amaro boccone della sconfitta. Eppure Hillary non è stata affatto tenera con
il suo "amico" McCain, accusato di voler proseguire la disastrosa opera
dell'attuale inquilino della Casa Bianca, George W. Bush. "Ovviamente
George Bush e John McCain saranno insieme la prossima settimana nelle Twin
Cities", ha sottolineato la moglie di Bill Clinton, riferendosi
all'imminente Convention repubblicana in programma a Minneapolis-Saint Paul,
"perchè di questi tempi i due sono difficilmente distinguibili".
"Se Barack Obama andrà alla Casa Bianca rilancerà l'economia, difenderà i
lavoratori e saprà affrontare le sfide internazionali come ha fatto il presidente
Bill Clinton. I democratici sanno come farlo, e lo faremo ancora con Obama
presidente": così Hillary ha poi voluto omaggiare il marito Bill, seduto
in sala ad applaudirla, quasi commosso. E soprattutto ha voluto rassicurare i
democratici scettici sulle capacità del senatore di colore dell'Illinois,
spesso accusato di avere poca troppa poca esperienza per guidare la Casa
Bianca. Con un look total arancione, in tailleur-pantalone come al solito, l'ex
'first lady' è stata presentata dalla figlia Chelsea, che ha definito la madre
"il mio eroe". L'intervento è stato preceduto da un video-omaggio
alla senatrice, apparsa sempre sorridente nella registrazione, al limite della
parodia con tanto di imitatrice che riproduce la risata: in netto contrasto con
l'immagine cupa e piagnucolosa che ha caratterizzato Hillary nell'ultima parte
delle primare. E un riferimento al pianto, la signora Clinton lo ha fatto anche
nel suo discorso, durato 23 minuti. "Non bisogna però mai cedere", ha
proseguito rivolgendosi al suo nocciolo duro di delegati, "mai arrendersi,
e insieme possiamo fare la storia. Dovete chiedere a voi stessi se siete in
questa campagna solo per me, o se lo fate per tutti coloro che sono stati
considerati invisibili dal governo Bush. Questa è una battaglia per il futuro,
che dobbiamo vincere insieme", ha esortato Hillary. Michelle e Kennedy
incoronano ObamaLa convention democratica a DenverChi sarà il prossimo
presidente degli Stati Uniti?Il videocommento di G. Pioli e F. Ferri Segnala ad
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intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola" (69
commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio vedere i miei figli fuori da questo
carcere" (51 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida
drogato" (48 commenti) Indossa il velo islamico, lasciata fuori dal museo
(34 commenti) Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani: "Offerte troppo
basse" (34 commenti) Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud
abbassano la qualità" (29 commenti) "Un prezzo politico per pane e
pasta Lo Stato crei un listino di riferimento" (26 commenti) Piste
ciclabili, un percorso a ostacoli (20 commenti) 14:48:09 - Regola n 1 del
Silvio-pensiero (che è poi una legge della comunicazione): se dici una cosa
forte, ha[...] Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la
qualità"14:46:52 - UNBRIEL ! Ma che ci azzecca il presidente del consiglio
sul "tema" del forum ! Allora fuori tema VOI[...] Gelmini: "Mai
detto che gli insegnanti del sud abbassano la qualità"14:45:12 -
Nell'eterna diatriba Nord - Sud il centro Italia (in particolare Umbria,
Toscana e Marche, che nulla[...] Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti
del sud abbassano la qualità"14:37:31 - a mio parere l'arretratezza nel
meridione non è dovuto alla "cattiva istruzione". Sono stato in
Sviz[...] "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della
scuola"14:34:06 - per prima cosa bisogna disdire sky e mediaset poi
vediamo che succede[...] Domenica niente gol in 'chiaro' Galliani:
"Offerte troppo basse"14:33:40 - Volto coperto? é illegale,infrange
le nostre leggi! E' tollerato ( giustamente) al Carnevale di Vene[...] Indossa
il velo islamico, lasciata fuori dal museo14:23:23 - Ma sicuro ! Le piste
ciclabili fatte dal centro destra,sono " piu' meglio assai" di quelle
fatte dal[...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli Caro scuola, giusto
mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa ne pensi?La
proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei
d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei
soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a
ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più bella del
Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore
con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al
Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio
delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese,
padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle
bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-08-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 212
Cordata con 16 soci. Alleanza, si riparla di Air France Compagnia aerea
italiana: la Nuova Alitalia al decollo Cordata con 16
soci. Alleanza, si riparla di Air France --> Sono 16 gli imprenditori
italiani nella Compagnia aerea italiana. Vertice a Palazzo Chigi, ma si attende
il rientro di Berlusconi. Per dar vita alla nuova Alitalia
è nata Compagnia Aerea Italiana con i primi 16 soci. Ora è atteso la mossa del
governo per consentire la divisione dell'Alitalia
nella parte buona destinata a confluire nella newco - assieme a parte di AirOne
- e in quella cattiva con il carico di debiti ed esuberi. L'ipotesi più
probabile sembra, al momento, l'approvazione, domani, al consiglio dei
ministri, di due provvedimenti: un decreto con le misure più urgenti e vitali
per la procedura successiva e un ddl delega che dovrebbe contenere una riforma
complessiva degli strumenti legislativi a disposizione per affrontare crisi
aziendali come quella di Alitalia, unificando le
attuali leggi Marzano e Prodi. Intanto, proseguono i contatti con Air
France-Klm e Lufthansa per la successiva alleanza strategica. SINDACATI Non
sembra un percorso in discesa, però, quello che vedrà il confronto con i
sindacati. Oltre agli esodi, sarà complesso affrontare il nodo contrattuale. E
i piloti, che temono di trovarsi di fronte ad un'offerta da prendere o
lasciare, cioè chi non accetta il nuovo contratto resta fuori, avvertono che di
fronte ad una soluzione peggiorativa verrà alzato un muro. PALAZZO CHIGI
Presieduto da Gianni Letta, l'incontro è durato circa due ore. Con i ministri
dell'Economia Giulio Tremonti, delle Attività produttive Claudio Scajola e
delle Infrastrutture Altero Matteoli è stato fatto il punto sull'aggiornamento
della legge Marzano e sulla gestione degli esuberi. L'ultima parola, comunque,
spetterà a Berlusconi. Nelle prossime 36 ore andrà presa una decisione, anche
attraverso una fitta rete di contatti con la nuova cordata di imprenditori e
con l'opposizione, dalla quale il governo intende capire come si comporterà in
Parlamento. COMPAGNIA AEREA ITALIANA Parte con 16 soci che hanno sottoscritto
quote paritetiche simboliche e pari a poche migliaia di euro. Rocco Sabelli è
stato nominato amministratore unico. Nei prossimi giorni la società sarà
trasformata in SpA, con un Cda presieduto da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli
ad. CONTRATTI La Nuova Alitalia - secondo il Piano
Fenice messo a punto dall'advisor Intesa Sanpaolo - proporrà ai piloti un nuovo
contratto con condizioni un po' migliori rispetto a quelle in Air One e
nettamente peggiori a quello in Alitalia. Soluzione
che non piace ai sindacati. ALLEANZA STRATEGICA Continuano i contatti con le
grandi compagnie aeree straniere, Lufthansa e Air France-Klm in primis che
starebbero mettendo a punto in questi giorni le rispettive proposte di
partnership. È imminente una missione a Parigi di responsabili di Intesa San
Paolo. AZIONISTI Scendono in campo i rappresentanti dei consumatori e utenti,
pronti a fare la class action già dal primo gennaio, in difesa dei piccoli
azionisti che, con le azioni sospese in Borsa dal 3 giugno scorso, non possono
decidere se e come uscire da Alitalia. La divisione di
Alitalia fra bad e good company "azzera il valore
degli azionisti, ma ce n'era ancora?", si chiede l'economista Giacomo
Vaciago, secondo cui alla fine "sarà chiaro a tutti che l'offerta Air
France era migliore, ma peggio per il Paese che vuole avere una compagnia di
bandiera".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-08-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 107 Anche Berlusconi a Cagliari per il Papa Domenica 7 il premier in
città, domani riapre Palazzo Chigi --> Domenica 7 il premier in città,
domani riapre Palazzo Chigi Nell'agenda del capo del Governo è previsto un
passaggio a Cagliari in occasione della visita del Papa. Domani Consiglio dei
ministri. PORTO ROTONDO Le vacanze del presidente del Consiglio sono finite.
Silvio Berlusconi lascerà questa sera Villa Certosa, dove ha trascorso le ferie
estive senza alcuna uscita mondana, tenendosi sempre in contatto con il suo
staff a Palazzo Chigi, soprattutto per la vicenda della crisi in Georgia. Ma la
Sardegna resta nella sua agenda: domenica 7 settembre il premier sarà a
Cagliari, in occasione della visita di Papa Ratzinger nel capoluogo isolano.
Non si conoscono ancora i dettagli sulla presenza del capo del Governo, né se
ci sarà un faccia a faccia con il Santo Padre. Tuttavia, ufficiosamente, fonti
vicine a Silvio Berlusconi confermano la presenza del premier per il 7
settembre in città. L'AGENDA E il rientro del presidente si preannuncia fitto
di impegni. Domani mattina Berlusconi presiederà il Consiglio dei ministri.
L'ordine del giorno ufficiale non è stato ancora presentato, ma di sicuro si parlerà della vicenda Alitalia, varando
il decreto che modifica la legge Marzano in tempo per il Cda della compagnia di
bandiera, originariamente convocato per venerdì. Ma le ultime novità, legate
alla nascita della "Compagnia aerea italiana", potrebbero convincere
il Consiglio dei ministri a cambiare una parte dell'ordine del giorno.
Altri temi lasciati in corso d'opera a fine luglio non dovrebbero essere
trattati dal Consiglio, in attesa di ulteriori approfondimenti. Tra questi la
riforma della legge elettorale europea, il federalismo - tema che interessa
direttamente anche la nostra regione - e la riforma della giustizia. Proprio su
questo ultimo argomento, potrebbe esserci domani o venerdì un incontro con il
ministro Angelino Alfano. ALL'ESTERO Sabato 30, poi, il presidente del
Consiglio volerà in Libia per incontrare il colonnello Muhammar Gheddafi, con
il quale conta di chiudere il negoziato legato anche alla questione
immigrazione. Lunedì primo settembre Berlusconi sarà quindi a Bruxelles per
partecipare al Vertice straordinario dell'Unione europea convocato dal
presidente Nicholas Sarkozy sulla crisi Russia-Georgia. Una crisi che il
premier ha seguito giorno per giorno dalla Sardegna, tenendo un filo diretto
con il presidente russo Vladimir Putin. A CAGLIARI Due giorni dopo, mercoledì
3, Berlusconi sarà a Viterbo, ospite del sindaco Giulio Marini, per assistere a
una famosa manifestazione religiosa, quella della "Macchina" di Santa
Rosa, patrona del capoluogo. Un modo per mantenere la promessa fatta alle suore
del monastero della cittadina laziale durante la campagna elettorale. E un
altro impegno legato alla Chiesa sarà mantenuto domenica 7 settembre, quando il
premier tornerà in Sardegna appunto per partecipare alla visita del Papa a Cagliari.
POLITICA ESTERA Ma la politica estera tornerà subito dopo al centro dell'agenda
di Berlusconi, che venerdì 5 dovrebbe incontrare il segretario di Stato Usa
Condoleezza Rice a Villa Madama, il 9 vedrà il vicepresidente americano Dick
Cheney a palazzo Chigi e mercoledì 10 settembre dovrebbe volare a Londra per un
incontro bilaterale con il premier britannico Gordon Brown. Tre giorni dopo,
sabato 13, il premier inaugurerà in mattinata la Fiera di Bari, mentre nel
pomeriggio si trasferirà a Gubbio, dove è previsto un convegno per la
presentazione dell'attività svolta dalla scuola di formazione per i dirigenti
di Forza Italia.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-08-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 Cagliari Con il Papa anche Berlusconi Cagliari --> Il
7 settembre Anche Silvio Berlusconi sarà a Cagliari il 7 settembre in occasione
della visita del Papa. Le vacanze del premier finiscono oggi: domani Berlusconi
prenderà parte al Consiglio dei ministri dedicato ad Alitalia, poi,
prima della tappa cagliaritana, terrà banco in alcuni vertici internazionali. A
PAGINA 7.
( da "Voce d'Italia, La" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Continua la
marcia per salvare Alitalia Matteoli:
"Impossibile quantificare gli esuberi" Pronto il piano per non
lasciare nessuno "in mezzo la strada" Rimini, 27 ago. - “Sarebbe
impossibile dirlo oggi, perché ancora ci deve essere il confronto con i
sindacati”, sono queste le parole di Altero Matteoli, Ministro per le
Infrastrutture, a proposito delle novità degli ultimi giorni sulla situazione
della compagnia di Bandiera. Sono tante le novità che proprio in queste ore
vengono valutate da commissioni di esperti e tecnici, nonché proprio dal nuovo
governo, per sfruttare al meglio l'ultima opportunità per
salvare Alitalia. Quindi ancora indefinito il numero di esuberi e licenziamenti
necessari per dare attuazione immediata al nuovo piano. “Se domani il Consiglio
dei Ministri approva tutto, se dopodomani il cda di Alitalia procede,
bisognerà immediatamente aprire il confronto con i sindacati” dichiara
Matteoli proprio mentre si recava al meeting su Alitalia,
e conclude “Stiamo pensando pure agli ammortizzatori sociali, non vogliamo
lasciare nessuno in mezzo la strada”. Marco Grisafi.
( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
Argomenti: Alitalia
La serie tv narra la
vita di un'equipe di di quindici professionisti, tra medici e paramedici di un
grande ospedale milanese. Gli episodi si ispirano a reali fatti di cronaca e
affrontano anche temi come aborto, droga e razzismo
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d'urgenza' Amore e lavoro in un pronto soccorso La serie tv narra la vita di
un'equipe di di quindici professionisti, tra medici e paramedici di un grande
ospedale milanese. Gli episodi si ispirano a reali fatti di cronaca e affrontano
anche temi come aborto, droga e razzismo Segnala ad un amico Tuo nome: Tua
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( da "Quotidiano.net" del 27-08-2008)
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Dopo la costituzione
della nuova società,
il Governo apre alle parti sociali per discutere di
esuberi. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: "E'
l'aspetto più delicato"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa LA NUOVA ALITALIA Matteoli e il confronto coi
sindacati "Nessuno sarà lasciato a casa" Dopo la costituzione della
nuova società, il Governo apre alle parti sociali per discutere di esuberi. Il
ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti: "E' l'aspetto più
delicato" Roma, 27 agosto 2008 - Ora che la Nuova Alitalia
è nata, il Governo apre le porte ai sindacati per discutere di esuberi. Si
tratta dell'aspetto "più delicato", ammette il ministro delle
Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, che aprendo a un confronto con
i rappresentanti dei lavoratori tiene subito a precisare: "Non vogliamo
lasciare nessuno in mezzo alla strada". Non c'è stata nessuna convocazione
ufficiale, ma secondo fonti sindacali, l'incontro si dovrebbe tenere entro
mercoledì della prossima settimana. Le parole di Matteoli sono state apprezzate
dall'Unione Piloti. "Lodevole l'enunciato, vediamo di metterlo in
pratica", precisa il presidente dell'Up, Massimo Notaro, che annuncia un
piano: "Noi abbiamo in mente di tenere tutti i piloti creando una rete di
solidarietà". E l'Anpac invoca un confronto: "Se si va troppo avanti
senza coinvolgere il sindacato la trattativa su Alitalia
è a rischio", spiega il presidente Fabio Berti. L'Sdl parla chiaro:
"Non ci sottrarremo certo al confronto che riteniamo non più rinviabile e,
se necessario, anche allo scontro". Contrari invece i sindacati di settore
all'idea di far assorbire una parte degli esuberi Alitalia
da Poste Italiane: "Non c'è spazio per queste professionalità e comunque
il sindacato non è stato informato. Se la notizia fosse vera ci metteremo di
traverso per difendere gli accordi sottoscritti", dice Graziano Benedetti,
coordinatore nazionale area servizi di Slc-Cgil. "Un'ipotesi che non sta
in piedi e da scongiurare", commenta Ciro Amicone, segretario generale
Uilpost. Matteoli annuncia anche che nella bozza del decreto sull'Alitalia, che dovrà essere discusso domani dal Consiglio dei
Ministri, "c'è l'ipotesi del commissariamento". L'ex ministro,
Augusto Fantozzi, ha già dichiarato che "accetterà" l'incarico di
commissario straordinario della compagnia. Il ministro dei Trasporti però
avverte che la candidatura di Fantozzi "è un'ipotesi seria, ma c'è anche
un altro nome" e che a decidere sarà "il consiglio di amministrazione
dell'Alitalia venerdì". Quanto al mettersi in
regola con Bruxelles, il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, ha
annunciato che il Governo ha già inviato a Bruxelles il testo normativo. E la
soluzione individuata, ad un primo esame, non sembra contrastare con la
normativa comunitaria anche se sarà necessario un esame approfondito. Intanto il Codacons si preoccupa dei piccoli azionisti di Alitalia che, con la ripartizione tra la nuova Compagnia e la bad
company, rimarrebbero con un pugno di mosche, e pensa a un'azione basata sul
Codice del consumo per bloccare la costituzione della Nuova Alitalia. "Si tratta di un'azione partita proprio dal
Codacons", spiega il presidente Carlo Rienzi, "al momento
ancora allo studio, che abbia effetti preventivi per chiedere al Tribunale di
bloccare la costituzione della nuova compagnia aerea".