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T ARTICOLI DEL 26 agosto 2008 #TOP
IN
EVIDENZA
Galletti: «Pagheranno i cittadini». Meta: «Un
fallimento totale per le capacità imprenditoriali del premier»
di pietro: «settemila dipendenti perderanno il lavoro»
ROMA - Il caso Alitalia segna la fine della "pax
estiva". L'annunciato incontro tra i
vertici di Intesa e di Air France-Klm e la formazione della società Compagnia
Aerea Italiana fanno gridare alla truffa le forze di opposizione -
Pd, Udc e Italia dei Valori - e trovano un muro nelle associazioni dei
consumatori, che annunciano una class action in difesa degli azionisti.
«CAPOLAVORO DEL GOVERNO» - «Dopo averla fatta
scappare, ora si rincorre Air France. Questo è il capolavoro del governo
Berlusconi - denuncia Marco Filippi, capogruppo del Pd in commissione
Lavori pubblici al Senato -. Come avevamo denunciato si è verificato quanto
previsto: il fallimento del salvataggio di Alitalia, l'imminente dichiarazione
dello stato d'insolvenza con la conseguenza che il costo di questo fallimento
sarà scaricato sui contribuenti che dovranno farsi carico di tutti i debiti
della bad company».
UDC: «PAGANO ITALIANI» - Pesanti critiche anche
dall'Udc, con Luca Galletti, capogruppo in commissione Bilancio alla
Camera, che si chiede: «Quando finiranno gli italiani di pagare i debiti
elettorali del Pdl? I miracoli di salvataggio annunciati in campagna elettorale
hanno in realtà impedito una soluzione vera e industrialmente seria che era
quella della trattativa con Air France. È ora chiaro che dietro gli slogan
della difesa della italianità e della compagnia di bandiera c'è un unico piano:
far pagare per l'ennesima volta ai cittadini i debiti di Alitalia e della bad
company e creare una nuova e piccola compagnia che sfrutti il brand e le
sue rotte».
«BLITZ DI FINE ESTATE» - Di «blitz di fine
estate» parla Michele Meta, capogruppo del Pd nella commissione
Trasporti della Camera. «Dopo aver tenuto all'oscuro il Parlamento in questi
mesi, il governo Berlusconi procede al definitivo "papocchio" sui
destini di Alitalia. La pasticciata proposta del premier Berlusconi fa
rimpiangere quella di Air France, fatta scappare per fini elettoralistici. Il
susseguirsi di annunci e slogan ora lascia il posto a un piano che di
industriale ancora non ha nulla, privo di certezza sulle alleanze
internazionali, che destruttura in maniera incisiva la compagnia di bandiera
con pesanti conseguenze per i lavoratori, e che sacrifica l'aeroporto di
Fiumicino puntando sulla soluzione multi-hub». Meta è critico anche sulla
modifica della Legge Marzano: «Un fallimento totale per le capacità
imprenditoriali del premier e un asservimento sconcertante del libero mercato
agli interessi di un governo che calpesta gli interessi generali».
«SOLITA TRUFFA» - Per l'Italia dei Valori «la questione
Alitalia rappresenta la solita truffa alla Berlusconi perpetrata ai danni degli
italiani». «In campagna elettorale, Berlusconi ha promesso di rimettere in
piedi la compagnia di bandiera e di avere una cordata tutta italiana
disponibile all'acquisto, poi ha mandato tutto in alto mare a danno dei
lavoratori e dei contribuenti» spiega Antonio Di Pietro, secondo cui la
nuova compagnia «a costo zero sfrutta il marchio e le rotte, scaricando i debiti
sullo Stato e su una miriade di piccoli azionisti che ci rimetteranno tutto,
senza considerare i 7000 dipendenti che perderanno il lavoro». Anche secondo Felice
Belisario, presidente dei senatori Idv, «è una vera e propria truffa di
Stato a danno dei contribuenti». Dopo aver sfilato dalle tasche degli italiani
600 miliardi delle vecchie lire per un contributo a fondo perduto, Berlusconi
oggi è il primo sponsor di una nuova e pulita compagnia aerea che conserva a
costo zero il marchio e le rotte, scaricando i debiti sullo Stato e sugli altri
azionisti. Alla faccia del libero mercato e della tutela dei risparmiatori e
dei lavoratori».
CONSUMATORI - Sul piede di guerra anche le associazioni dei
consumatori. «Siamo pronti a fare la class action già dal primo gennaio»
annunciano Elio Lannutti di Adiconsum e Rosario Trefiletti di Federconsumatori,
preoccupati soprattutto per il destino dei piccoli azionisti che, con le azioni
sospese in borsa, non possono decidere se e come uscire da Alitalia. «Sta
succedendo come con il Banco di Napoli - denunciano -, dove 12.000 miliardi di
debiti sono finiti a carico dello Stato e tutti i privati si godranno gli
utili». Paolo Landi di Adiconsum si dice pronto a utilizzare «tutti gli
strumenti a disposizione», anche «nei confronti della Consob». Per Landi però
la class action al momento non è lo strumento migliore «perché si
rischia di venire trascinati per tribunali per anni senza risultati. Ma se
l'impianto della legge viene modificato con l'introduzione della sentenza esecutiva,
allora tale strumento può essere valido per la tutela degli azionisti di
minoranza».
26 agosto 2008
Conto alla
rovescia per Alitalia. Torna in campo Air France.
Costituita la newco che darà vita alla nuova compagnia di bandiera italiana (La
Repubblica 26-7-2008)
Il
presidente di "Compagnia aerea italiana" sarà Roberto Colaninno
Giovedì cda straordinario del
gruppo francese. Poi incontro con Banca Intesa
Vertice tecnico a Palazzo Chigi per esaminare modifiche della legge Marzano
ROMA - Si stringono i tempi per la nascita della
nuova Alitalia: a fianco a imprenditori di casa nostra e banche, torna in pista
Air France-Klm. Il Pd: "Dopo averla fatta scappare, ora si rincorre Air
France". "Siamo all'oscuro di tutto", dicono i sindacati. Piloti
disponibili a rivedere il contratto "ma nessun adeguamento al
ribasso".
La newco. Costituita la newco che andrà a dar vita alla nuova compagnia
di bandiera italiana. La società è denominata "compagnia aerea
italiana". Rocco Sabelli è stato nominato amministratore unico, ma nei
prossimi giorni la società sarà trasformata in spa e dotata di un consiglio di
amministrazione presieduto da Roberto Colaninno.
Sedici soci. Sono sedici i primi soci che hanno sottoscritto quote
paritetiche simboliche e pari a poche migliaia di euro nella società. Si tratta
di: Roberto Colaninno, attraverso Immsi, il gruppo Benetton attraverso
Atlantia, il gruppo Aponte, Riva, il gruppo Fratini attraverso Fingen, i
Ligresti con Fonsai, Equinox, Clessidra, il gruppo Toto, il gruppo Fossati
attraverso Findim, Marcegaglia, Caltagirone Bellavista attraverso Acqua Marcia,
il gruppo Gavio con Argo, Davide Maccagnani con Macca, Tronchetti Provera e la
stessa Intesa Sanpaolo.
Piano di salvataggio. E' stato convocato per domani un cda straordinario
del gruppo Atlantia per valutare l'ingresso del gruppo nella cordata di
imprenditori che sosterrà il piano di salvataggio. L'investimento della
compagnia, controllata dai Benetton, dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 milioni
di euro.
Legge Marzano. Dopo l'incontro di ieri a Milano sotto la
regia dell'advisor Intesa Sanpaolo, degli imprenditori che faranno parte della
cordata italiana, oggi a Palazzo Chigi c'è stato un vertice tecnico tra il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e i ministri Giulio
Tremonti, Altero Matteoli e Claudio Scajola. Sul tavolo, la modifica della
legge Marzano sulle aziende in crisi (quella che ha permesso il risanamento
finanziario della Parmalat), passaggio decisivo per la realizzazione del piano
'Fenice' messo a punto da Intesa Sanpaolo: prevista una newco, ripulita dei
debiti della 'vecchia' Alitalia e di una 'bad company'. Nel corso del vertice,
Letta, Tremonti, Matteoli e Scajola avrebbero studiato le modifiche alla
Marzano che saranno contenute in un decreto legge ad hoc da approvare al
Consiglio dei ministri di giovedì prossimo.
Air France. Per Alitalia sembrano riaprirsi le trattative con Air
France-Klm. Nel pomeriggio, infatti, è giunta la notizia che il gruppo francese
riunirà giovedì un cda straordinario. La riunione seguirà di poche ore il
vertice con gli 'ambasciatori' di Banca Intesa (l'amministratore delegato
Corrado Passera e il capo della divisione Corporate Gaetano Miccichè) che
illustreranno il progetto Fenice, vale a dire il piano di risanamento della
compagnia di bandiera.
L'accordo. L'ipotesi su cui si sta lavorando è quella di un "profit
sharing" in base alla quale il colosso francese potrebbe partecipare agli
utili senza un ingresso diretto nel capitale. Mentre a Parigi il consiglio di
Air France deciderà le modalità di intervento in Alitalia, a Roma il Consiglio
dei ministri metterà a punto il decreto che, di fatto, offre un'alternativa
alla legge Marzano.
Per venerdì è prevista l'approvazione dei conti da parte del cda di Alitalia,
la conseguente dichiarazione di insolvenza e la contestuale richiesta di
accesso alla nuova procedura dal momento che le perdite al 30 giugno, stimate
in 400 milioni, rendono impossibile la prosecuzione dell'attività. Sarà
nominato il commissario straordinario (probabilmente l'ex ministro Augusto
Fantozzi). Subito dopo la presentazione del piano della newco messa in piedi da
Intesa Sanpaolo.
La cordata. Se le condizioni proposte venissero effettivamente recepite
dal provvedimento del governo, accanto al nocciolo duro dei dieci imprenditori
che si sono riuniti ieri nella sede di Intesa Sanpaolo, potrebbero affiancarsi
altri cinque o sei soggetti. Tra cui anche la stessa Intesa Sanpaolo,
Mediobanca e altri istituti di credito. La compagine potrebbe quindi arrivare a
15/18 componenti, con una dotazione finanziaria anche superiore al miliardo di
euro finora assicurato. Domani, intanto, il cda di Alitalia sarà chiamato a
deliberare il contributo di Autostrade, che dovrebbe aggirarsi intorno a 100
milioni.
Sindacati. I rappresentanti dei lavoratori lamentano di essere ancora
all'oscuro del piano e per questo chiedono che si faccia al più presto
chiarezza e auspicano che non si decida per svolte "pericolose" per i
lavoratori. "Non c'è stato nessun contatto con il governo negli ultimi
tempi", dice Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil. Per
Claudio Claudiani, numero uno della Fit-Cisl "c'è un difetto di fondo
visto che i rappresentanti dei lavoratori sono tenuti all'oscuro rispetto alle
iniziative del governo". "Non sappiamo niente di ufficiale",
conferma Giuseppe Caronia, segretario generale della Uilt. L'Ugl ritiene
"preoccupante" il silenzio del governo e chiede al più presto una
convocazione.
I piloti. Disponibilità a rivedere il contratto di lavoro ma nessun
regalo e, soprattutto, nessun adeguamento al ribasso. Le principali sigle dei
piloti di Alitalia, pur con sfumature diverse, sono concordi nel definire le
posizioni circa l'ipotesi di una revisione dell'assetto contrattuale previsto
nel 'piano fenice'. Secondo le indiscrezioni, infatti, il piano prevederebbe un
adeguamento dei contratti dei piloti della compagnia di bandiera a quelli in
vigore in Air One.
Un'ipotesi, quest'ultima, di fronte alla quale fa muro Fabio Berti, leader
dell'Anpac che è la principale associazione dei piloti in Alitalia.
"Riteniamo - spiega Berti - che il contratto di Air One sia uno dei
peggiori del mondo e il peggiore d'Europa e non può essere il nostro
riferimento. Il nostro riferimento dovrà essere l'Europa sia a livello
normativo che retributivo".
Il presidente dell'Avia, Antonio Divietri, parla invece di una "perniciosa
sovraesposizione mediatica e nel tritacarne di queste notizie, spesso
superficiali e contraddittorie, ci sono i dipendenti".
Commissione europea. Intanto il piano di salvataggio non è stato
notificato nemmeno alla Commissione europea: "Non abbiamo ricevuto nessun
piano e quindi non possiamo quindi fare alcun commento", spiega il
portavoce della Commissione europea Fabio Pirotta, responsabile dei Trasporti.
Il governo. La questione Alitalia sarà al centro del primo vertice del
primo cdm dopo la pausa estiva. La riunione non è stata convocata
ufficialmente, ma si terrà alle 11.30. Si parlerà del futuro dell'azienda, ma
non è ancora certo che la modifica della legge Marzano, funzionale al
salvataggio della compagnia di bandiera sarà all'ordine del giorno.
L'opposizione. Duri i giudizi dell'opposizione: "Si è verificato
quanto previsto - afferma Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione Lavori
pubblici del Senato - il fallimento del salvataggio di Alitalia, l'imminente
dichiarazione dello stato d'insolvenza con la conseguenza che il costo di
questo fallimento sarà scaricato sui contribuenti che dovranno farsi carico di
tutti i debiti della bad company. E oltre al danno anche la beffa. Dopo averla
fatta scappare, ora si rincorre Air France".
"La questione Alitalia rappresenta la solita truffa alla Berlusconi
perpetrata ai danni degli italiani", afferma Antonio Di Pietro. Secondo il
leader dell'Italia dei Valori "c'è un unico obiettivo: far cadere sui
cittadini i debiti di Alitalia e della Bad Company e creare una nuova compagnia
utile a Berlusconi e ai suoi amici del cuore"".
(26
agosto 2008)
Alitalia:
Air France torna in pista. Previsti 6mila esuberi (Il Sole 24 Ore 26-8-2008)
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Di Pietro: è una
truffa ai danni degli italiani
Alitalia, il cda
di Atlantia valuta una «fiche» da 100 milioni
Air
France-Klm
ha convocato per giovedì un consiglio di amministrazione straordinario. Lo
hanno riferito fonti del settore all'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor. La
riunione si terrà all'indomani di un incontro a Parigi tra una delegazione di
top manager di Intesa SanPaolo in cui sarà illustrato ai vertici della
compagnia franco-olandese il piano per il salvataggio di Alitalia che prevede
la presenza di un partner internazionale. Giovedì è anche il giorno in cui è
convocato il Consiglio dei ministri che dovrebbe dare semaforo verde a una
legge Marzano in versione aggiornata. Il giorno dopo, venerdì, il cda di
Alitalia per i conti del semestre.
Air France all'inizio dell'anno era giunta ad un passo dal chiudere l'acquisto
di Alitalia. Poi il dossier era finito nel tritacarne della campagna elettorale
e l'operazione saltò. Ora i contatti sono stati riaperti, così come si sta
parlando anche con Lufthansa. La nuova Alitalia, infatti, non può fare a
meno di un partner internazionale. Secondo alcuni consulenti, l'ipotesi è
quella di creare un "hub virtuale" a Malpensa: la newco
Alitalia avrebbe a disposizione un network internazionale che altrimenti non
potrebbe permettersi, ma in cambio dovrebbe condividere i profitti sul traffico
internazionale. Intanto l'agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor ha battuto un flash
secondo cui la newco è stata costituita e denominata Compagnia Aerea Italiana.
Il presidente sarà il patron di Piaggio Roberto Colaninno.
Il piano e gli esuberi
Dopo l'incontro di ieri tra Intesa SanPaolo e i
rappresentanti degli investitori che entreranno nella cordata, intanto, sono
emersi alcuni particolari sul piano. Il più atteso è il dato sugli esuberi. Secondo quanto ha riferito una fonte finanziaria, il
piano prevede tra i 6mila e i 6.500 lavoratori in esubero distribuite tra
Az Servizi, le funzioni operative e nelle cosiddette risorse
"overhead", legate ad attività che non generano profitti. Per una
parte di questi lavoratori il piano ipotizza la riconversione e l'impiego nella
newco in cui dovrebbero confluire le attività redditizie della compagnia. La
riconversione professionale, riferiscono le fonti, punterebbe soprattutto a
recuperare personale per le attività di volo. Gli altri dipendenti in esubero
confluirebbero nella "bad company" destinata a continuare a pesare
sui conti pubblici (con debiti, rotte e attività in perdita) attraverso Fintecna
o la Cdp.
Verso il commissariamento
Nel frattempo, su
Alitalia si è tenuto martedì pomeriggio un incontro durato circa due ore, a
palazzo Chigi. All'incontro hanno partecipato il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro dell'Economia, Giulio
Tremonti, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola e il ministro
delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Sul tavolo la decisione sul commissariamento
della compagnia con l'emanazione di un decreto ad hoc. (Gi.C.)
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Articoli
Alitalia 2 (28)
Lo steward riconosciuto dal dna
( da "Repubblica,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aveva viaggiato in tutto il mondo, lavorando come steward in Alitalia inizialmente e poi per conto dell'Air France. Con la bara, i parenti e il corpo di Domenico, torneranno a Isola anche alcuni effetti personali della vittima, ripescati e riconosciuti dai familiari tra le tante cose ritrovate dopo il tragico incidente dell'Md82.
Alitalia,
pronto il Piano SabelliSi va al commissariamento
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima il commissariamento di Alitalia, che la compagnia potrebbe chiedere già con il cda di venerdì prossimo. Poi la cessione degli asset operativi alla Nuova Alitalia, la newco di una cordata di imprenditori italiani che rileverà anche Air One da Carlo Toto, lasciando alla società commissariata la delicata gestione del macigno dei debiti e degli esuberi.
Uno
spiraglio per malpensa nel progetto intesa-colaninno - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: analisi Uno spiraglio per Malpensa nel progetto Intesa-Colaninno ETTORE LIVINI LA NUOVA Alitalia targata Colaninno-Banca Intesa dovrebbe ripartire - se il salvataggio andrà in porto - con un nuovo ruolo per Malpensa. Il piano Fenice messo a punto dalla banca di Ca' de' Sass prevede infatti un ritorno (perlomeno parziale) della Magliana a Milano.
C'è
uno spiraglio per malpensa - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Certo il 2007 e il 2008, con il - 70% dei voli Alitalia, non saranno facilissimi. Ma il futuro offre adesso qualche spiraglio. Se la compagnia di bandiera sopravviverà, la società di gestione degli aeroporti meneghini potrà integrare da subito l'aumento dell'offerta senza rinunciare all'ipotesi di nozze tedesche.
Alitalia,
la cordata fissa le condizioni - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: intera Alitalia rimanga sotto il cappello della bad company e di un commissario, avviandosi verso il fallimento. E a quel punto i tagli sarebbero molti di più. Il D-Day per la nuova Alitalia ? se la Marzano sarà rivista già giovedì ? scatterà venerdì prossimo: il cda approverà i conti in profondo rosso e sancirà l'insolvenza chiedendo l'
Mano
tesa dei sindacati ma sui contratti è tensione - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: miriade di sigle sindacali che siedono ai tavoli contrattuali dell'Alitalia: dalle confederazioni fino ai piloti dell'Anpac. La vera partita, d'altra parte, si giocherà subito dopo la Marzano bis, quando sarà possibile presentare il piano industriale per lanciare la nuova compagnia di bandiera e liberarsi del "fardello" di quelle che verranno considerate attività non profittevoli.
Ecco
il piano: 7mila licenziamenti, Linate chiusa, cessione a Lufthansa Ritorno in
fabbrica con la cassa integrazione: a Mirafiori sono 4mila
( da "Unita,
L'" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stai consultando l'edizione del Alitalia, il capolavoro di Berlusconi Ecco il piano: 7mila licenziamenti, Linate chiusa, cessione a Lufthansa Ritorno in fabbrica con la cassa integrazione: a Mirafiori sono 4mila Più di 7000 lavoratori a casa, via 50 aerei e chiusura di Linate.
Fiat
e non solo: ritorno in fabbrica con cassa integrazione
( da "Unita,
L'" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dalla ex Olivetti di Marcianise alla Siemens di Maddaloni, passando per l'Italtel, con i dipendenti in cassa integrazione a zero ore da anni. Mentre in Puglia e Basilicata la crisi si chiama Natuzzi, un tempo tempio del mobile imbottito. E infine le grandi vertenze nazionali: Telecom (5mila esuberi) e Alitalia (fino a 7mila).
Tutti
sul volo di Stato. A discrezione... L'esecutivo ha abrogato le norme più
restrittive volute da Prodi dopo il caso Mastella
( da "Unita,
L'" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: archiviazione per il reato di abuso di ufficio) e così la destra potè soffiare ugualmente sul fuoco del malcontento popolare. Ora, mentre l'imperiese ministro Scajola si preoccupa della conservazione della tratta aerea Fiumicino-Albenga, e Berlusconi immagina 7mila licenziamenti per Alitalia, i 41 aerei blu della flotta di Stato, scaldano i motori.
Settemila
a terra, Linate addio. È la nuova Alitalia Pronto un piano tagliato su misura
per l'ingresso di Lufthansa. Venerdì approda al cda
( da "Unita,
L'" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È la nuova Alitalia Pronto un piano tagliato su misura per l'ingresso di Lufthansa. Venerdì approda al cda di Roberto Rossi / Roma DECOLLO Oltre 50 aerei messi a terra, più di settemila esuberi, la creazione di un sistema "multihub" con la presenza di sei o sette basi in tutta Italia, la probabile chiusura di Linate e un'operazione in tre tempi per l'
Dieci
soci già a bordo, Colaninno il comandante Il presidente della Piaggio dovrebbe
guidare la cordata di imprenditori e finanzieri
( da "Unita,
L'" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: probabilità prima della riunione del consiglio di amministrazione di Alitalia fissato per venerdì, la lista dei loro nomi è quasi completa. Sono l'armatore Gianluigi Aponte (gruppo Msc), il presidente di Air One Carlo Toto (la cui società sarà fusa con Alitalia), il presidente del gruppo Piaggio Roberto Colaninno, il presidente del gruppo Riva Emilio Riva l'amministratore di Fondiaria-Sai,
La
cordata alla prima ( da "Manifesto, Il"
del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA Riuniti da Passera i nuovi azionisti. Ma non è il costo del lavoro la causa della crisi La cordata alla prima Francesco Piccioni È iniziata la settimana decisiva per Alitalia. A Milano, nella Ca' de Sass, sede storica di Banca Intesa (ora fusa con San Paolo) c'è stata la prima riunione dei componenti la "cordata italiana"
Nuova
Alitalia: soci privati con un miliardo
( da "Corriere
della Sera" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE La cordata Nuova Alitalia: soci privati con un miliardo ROMA - Dieci imprenditori privati hanno detto sì al piano "Fenice" messo a punto da Intesa SanPaolo per la nascita della "nuova" Alitalia. La somma. Per far risorgere la compagnia, la cordata è disposta a puntare un miliardo di euro, più di quanto era stato ipotizzato inizialmente.
Alitalia,
i soci privati si fanno avanti con un miliardo
( da "Corriere
della Sera" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Atlantia e il gruppo siderurgico Riva Alitalia, i soci privati si fanno avanti con un miliardo Primo vertice della cordata Intesa. Colaninno sarà presidente operativo. Verso un decreto Le linee del piano illustrate da Rocco Sabelli, futuro direttore generale della nuova compagnia MILANO - Dieci imprenditori hanno detto sì alla "nuova" Alitalia: il piano "Fenice"
ROMA
- Settembre di fuoco per i trasporti, tanti gli scioperi proclamati. Ecco il
calendiario: il 6 ( da "Messaggero, Il"
del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il 17 scioperano il personale del gruppo Tirrenia per 24 ore, il personale navigante di cabina degli aerei in più i piloti e gli assistenti di volo dell'Air One, sempre per un giorno intero, e il personale di terra. Inoltre scioperano per 4 ore i piloti di Meridiana e il personale di Alitalia.
Arriva
il commissario, pronta la deroga antitrust
( da "Corriere
della Sera" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Entro venerdì il consiglio d'amministrazione di Alitalia ha l'obbligo di esaminare la semestrale: e senza lo strumento per commis-sariare, sarà fallimento. Secondo indiscrezioni la nuova Marzano, che non sarà rivolta soltanto al caso di Alitalia, dovrebbe contenere un passaggio relativo all'Antitrust.
15-20
( da "Messaggero,
Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: GLI AZIONISTI IN PECTORE 15-20 E' il numero dei potenziali nuovi soci di Alitalia: fra questi Colaninno, Toto, Riva, Benetton, Ligresti, Gavio, Aponte, Fossati, oltre ai Fondi Clessidra, Equinox e la stessa Intesa Sanpaolo.
Alitalia,
la cordata in pista ( da "Messaggero, Il"
del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ROMA
- Oltre un miliardo di euro pronto ma solo a certe condizioni, da parte di
15-20 fra im ( da "Messaggero, Il"
del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il nodo cui è subordinato il decollo della Nuova Alitalia-Air One: la "riscrittura" della Marzano e la manleva per l'attuale cda della Magliana richiesta da Aristide Police. Condizioni necessarie per far decollare Alitalia-Air One, che metteranno insieme rotte, flotta, slot, ed il 65% del mercato italiano: insomma tutta la parte "sana" della nuova compagine,
ROMA
- Nessuna modifica alla legge Marzano, ma un decreto ad hoc per commissariar
( da "Messaggero,
Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma un decreto ad hoc per commissariare Alitalia e cedere gli asset alla "newco" i cui azionisti privati si sono ritrovati ieri a Milano. Dovrebbe essere questo il punto all'ordine del giorno del consiglio dei ministri di giovedì che sarà ufficializzato solo dopo l'incontro di stamane a palazzo Chigi.
MILANO
- L'offerta per Alitalia, che contiene parecchie condizioni, non arriverà s
( da "Messaggero,
Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: le attività in attivo e la flotta di Alitalia) dal cattivo (i debiti, gli esuberi della compagnia e altri asset), i futuri soci della Nuova Alitalia non si faranno avanti. Con la loro offerta che, già messe nero su bianco, prevede una serie di condizioni molto stringenti. Innanzitutto sul fronte degli aspetti lavoristici.
Passeggeri
rimasti più di mezz'ora in un treno fermo in aperta campagna. Viaggiatori che h
( da "Messaggero,
Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: soprattutto di Alitalia e Airone, durante il blocco della ferrovia ha subito ritardi consistenti. Per Alitalia il Bucarest ha portato un rinvio di 55 minuti, i due Catania rispettivamente di 40 e 25, il Parigi di un quarto d'ora. Per Airone ritardo di 45 minuti per Bruxelles, di 30 per Genova e addirittura di un'ora e 45 minuti.
L'Italia
ha tanto da offrire, ma non sa gestirsi al meglio
( da "Opinione,
L'" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Manca una adeguata e unitaria rappresentanza sindacale degli interessi degli operatori turistici in grado di dialogare ai vari livelli di governo, al fine di propiziare politiche condivise ed efficaci nel settore. Manca una chiara visione, da parte dei singoli operatori, dell'esigenza di rinnovarsi funzionalmente per andare incontro alle mutate esigenze dei flussi turistici
I
dubbi e le incertezze del piano Passera
( da "Opinione,
L'" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi la nuova Alitalia sarà bell'è pronta in autunno. Anche Romano Prodi aveva detto che il caso Alitalia sarebbe stato risolto, prima nell'inverno del 2007 e poi nella primavera del 2008. Invece Alitalia ha toccato il fondo, essendo in uno stato fallimentare strisciante per mancanza di fondi, nonostante il finanziamento bipartisan di 300 milioni di euro di pubblico denaro.
Primi
arrivi alla Ca' de Sass per vedere il piano Passera
( da "Opinione,
L'" del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 TORNA IN PISTA LA GRANA ALITALIA Primi arrivi alla Ca' de Sass per vedere il piano Passera di Alessandra Mieli Il primo drappello di candidati al salvataggio di Alitalia si è ritrovato ieri alla Ca' de Sass, la sede milanese di Intesa SanPaolo. Ma, al termine della riunione durata più di tre ore, sono filati via tutti senza profferire parola.
Incontro
a palazzo Chigi per il rilancio I sindacati: "Serve chiarezza"
( da "Quotidiano.net"
del 26-08-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa CRISI ALITALIA Incontro a palazzo Chigi per il rilancio I sindacati: "Serve chiarezza" Al vertice hanno partecipato Letta, Tremonti, Scajola e Matteoli: sul tavolo la decisione sul commissariamento della compagnia di bandiera con un decreto ad hoc Roma, 26 agosto 2008 - E' durato circa due ore il vertice, a palazzo Chigi,
Alitalia,
vertice per il salvataggio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-08-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: cordata rileverà la Nuova Alitalia, insieme ad Air One. Presentato il piano, ma gli imprenditori, per ora, non si sbilanciano. Prima il commissariamento di Alitalia, che la compagnia potrebbe chiedere già con il cda di venerdì prossimo. Poi la cessione degli asset operativi alla "Nuova Alitalia", la newco di una cordata di imprenditori italiani che rileverà anche Air One da Carlo Toto,
Si
stringono i tempi per il salvataggio Oggi il vertice tecnico a Palazzo Chigi
( da "Quotidiano.net"
del 26-08-2008)
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Abstract: Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa CRISI ALITALIA Si stringono i tempi per il salvataggio Oggi il vertice tecnico a Palazzo Chigi Convocato un cda straordinario di Atlantia, controllata dai Benetton, per valutare l'ingresso del gruppo nella cordata di imprenditori che sosterrà il piano di salvataggio Roma, 26 agosto 2008 - Si stringono i tempi per la nascita della nuova Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
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Pagina VII - Palermo Lo steward riconosciuto dal dna Oggi
a Isola i funerali della vittima del disastro aereo di Madrid Il sindaco
Portobello "Gli intitoleremo una strada o un premio" Oggi Domenico
Riso tornerà finalmente a casa, nella sua Sicilia, nella sua Isola delle
Femmine. Il corpo dello steward - che viaggiava sull'Md82 della Spanair
incendiatosi a Madrid mercoledì scorso all'aeroporto Barajas - è stato
riconosciuto attraverso gli esami del dna, e oggi sarà riportato a Palermo con
il volo in arrivo da Madrid alle 16,20. Dall'aeroporto Falcone-Borsellino, il
corpo sarà portato direttamente alla chiesa Maria Santissima delle Grazie, a
Isola delle Femmine dove Riso era nato quarant'anni fa, per i funerali che la
famiglia avrebbe voluto in forma privata e che avranno inizio alle 18,30.
"La nostra comunità - spiega Gaspare Portobello, sindaco di Isola - ha
vissuto in modo estremamente drammatico il dolore della famiglia. E anche se
loro hanno chiesto la forma privata per le esequie, noi all'aeroporto prima e
in chiesa poi saremo in tanti ad attenderlo e a salutarlo". Di certo non
vi è nessun intento di invadere la privacy della famiglia Riso nella piccola
comunità di Isola: "Noi - dice ancora Portobello - siamo orgogliosi di
Domenico: lo conoscevamo tutti, era bello vederlo tornare nel suo paese,
viaggiava tanto, viveva a Parigi e si era affermato. è giusto esserci fino
all'ultimo". Il Comune, poi, cercherà presto un modo perché la memoria di
Domenico non si perda: "Gli intitoleremo una strada o un premio culturale.
Vedremo, ne parleremo in consiglio", dice il sindaco. Ieri mattina è stato
l'ufficio di gabinetto del ministero degli Esteri spagnolo a informare
l'ambasciata italiana a Madrid degli esiti positivi del confronto tra il dna di
Domenico Riso e quello di uno dei cadaveri non ancora identificati tra le 154
vittime del volo su cui lo steward - da tempo residente in Francia - viaggiava
assieme al suo compagno e al figlio di tre anni di quest'ultimo, diretti verso
le Canarie per un periodo di vacanze. L'ambasciata ha subito contattato i
familiari di Riso: le sorelle Marianna e Concetta, Antonino Croce e un nipote,
arrivati venerdì a Madrid per trovare i poveri resti del loro Domenico. Ieri
mattina i parenti hanno potuto vivere intensi attimi di raccoglimento davanti
alla sua bara chiusa: "Non abbiamo potuto vederlo, ma abbiamo pregato per
lui", ha detto Croce. Il corpo, infatti, è carbonizzato e ridotto davvero
in pessime condizioni, come quelli di tante altre vittime del volo maledetto
che doveva arrivare a Gran Canaria. Loro, i parenti, torneranno in Sicilia con
lui e accompagneranno oggi l'ultimo viaggio di quell'uomo che, partito da
Isola, aveva viaggiato in tutto il mondo, lavorando come
steward in Alitalia
inizialmente e poi per conto dell'Air France. Con la bara, i parenti e il corpo
di Domenico, torneranno a Isola anche alcuni effetti personali della vittima,
ripescati e riconosciuti dai familiari tra le tante cose ritrovate dopo il
tragico incidente dell'Md82. "Ma noi - promette Portobello -
Domenico non lo dimenticheremo. Era un vanto per la nostra comunità. Sì, una
strada o un premio culturale con il suo nome. Sì, lo faremo". g.i.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-08-2008)
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In campo atlantia ROMA. Prima il
commissariamento di Alitalia, che la compagnia potrebbe chiedere già con il cda di venerdì
prossimo. Poi la cessione degli asset operativi alla Nuova Alitalia, la newco di una cordata di
imprenditori italiani che rileverà anche Air One da Carlo Toto, lasciando alla
società commissariata la delicata gestione del macigno dei debiti e degli
esuberi. L'attesa alleanza internazionale potrebbe arrivare solo in un
secondo momento: si tratta ancora. Il Piano Fenice potrebbe essere varato entro
pochi giorni, due passaggi chiave: giovedì il Consiglio dei Ministri, venerdì
il cda Alitalia per l'esame dei conti della prima metà
dell'anno. Mantengono la consegna del silenzio gli investitori interessati a
cui, nella sede di Intesa Sanpaolo, il progetto è stato presentato direttamente
dal manager scelto per guidare la compagnia che rinascerà dalle ceneri di Alitalia, Rocco Sabelli. Dal governo, che potrebbe fare
informalmente il punto già oggi con una riunione dei ministri competenti, è
atteso l'ultimo via libera e, soprattutto, il varo degli strumenti necessari
per realizzare l'operazione. Sarebbero inevitabili modifiche ad hoc alla legge
Marzano: servono anche a garantire tempi rapidi per la cessione di asset alla
newco e ad adeguare la procedura di salvataggio nata per dissesti finanziari
alle esigenze di un percorso di risanamento industriale. Alla Cà de Sass, sede
di Intesa Sanpaolo a Milano, non sono stati visti entrare né Roberto Colaninno,
probabile azionista forte della cordata e canditato alla presidenza della nuova
Alitalia, né Rocco Sabelli, il manager che ha lavorato
a lungo in passato al fianco di Colaninno e che dovrebbe avere la guida
operativa della nuova Alitalia. Terminato l'incontro,
i giornalisti che li hanno sorpresi insieme. "Sono venuto a Milano per
vedere il Duomo", ha detto Colaninno. A sorpresa l'arrivo dell'ad di
Atlantia, Giovanni Castellucci. Una presenza che fa pensare a una
partecipazione diretta all'operazione del gruppo autostradale. "Io sono
amministratore delegato di Atlantia e di Autostrade per l'Italia", ha
detto Castellucci a chi chiedeva se partecipasse come consigliere di Sintonia
(Benetton). C'era Carlo Toto, il fondatore e presidente di Air One: il progetto
prevede la cessione della sua compagnia per integrarla con gli asset operativi
della "vecchia" Alitalia. Toto diverrà
azionista della newco acquisendone una quota. Il numero uno del fondo Equinox,
Salvatore Mancuso, ha confermato l'attenzione al progetto ("si, ci
interessa"), l'armatore Gianlugi Aponte ha glissato ("vedremo"),
l'industriale dell'acciaio Emilio Riva ha negato ("no, no"). Presenti
anche Marco Fossati e Fausto Marchionni (gruppo Ligresti). Nella sede di Intesa
Sanpaolo è entrato anche Bruno Ermolli. (Ansa) 26/08/2008.
( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
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Pagina I - Milano L'analisi Uno
spiraglio per Malpensa nel progetto Intesa-Colaninno ETTORE LIVINI LA NUOVA Alitalia targata Colaninno-Banca Intesa
dovrebbe ripartire - se il salvataggio andrà in porto - con un nuovo ruolo per
Malpensa. Il piano Fenice messo a punto dalla banca di Ca' de' Sass prevede
infatti un ritorno (perlomeno parziale) della Magliana a Milano. Non che
rinasca un hub. Anzi, il progetto prevede di "declassare" da questo
ruolo persino Fiumicino. Il nuovo network sarà una rete di destinazioni point
to point con Roma e la Lombardia come fulcri. Cosa vuol dire? Che a Milano
tornerà qualche volo intercontinentale, senza però che riparta la fitta rete
dei voli regionali d'alimentazione che costituivano il grosso dei collegamenti
cancellati a marzo scorso. Alitalia, secondo le bozze
di piano in circolazione, dovrebbe ripristinare i voli per Caracas e Buenos
Aires, rafforzare i collegamenti con il Nord America (inglobando anche le nuove
rotte di Air One), mantenere Tokio e Osaka. La Cina, al momento, è solo
"un'eventualità", l'India manca ancora mentre sul Giappone si
raddoppierebbe con Tokio e Osaka. Non un ritorno ai fasti del passato, insomma,
ma almeno una parziale retromarcia, che tra l'altro non sembra escludere a
priori l'ipotesi di uno sbarco in forze di Lufthansa a Milano,
indipendentemente da eventuali alleanze tra la Magliana e Francoforte. SEGUE A
PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
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Pagina VII - Milano C'è UNO SPIRAGLIO PER MALPENSA ETTORE
LIVINI Anzi, il nuovo network un po' bonsai della compagnia di bandiera potrebbe
integrarsi con i progetti del gruppo tedesco che nel medio lungo termine
vorrebbe modellare Linate (da ridimensionare) e Malpensa alle sue esigenze
riportando gli scali lombardi alla vecchia vocazione di hub. I prossimi giorni
diranno se e come i progetti della cordata italiana riusciranno ad andare
avanti. La Sea sembra però essersi messa in una posizione di relativa forza. Certo il 2007 e il 2008, con il - 70% dei voli Alitalia, non saranno facilissimi. Ma il
futuro offre adesso qualche spiraglio. Se la compagnia di bandiera
sopravviverà, la società di gestione degli aeroporti meneghini potrà integrare
da subito l'aumento dell'offerta senza rinunciare all'ipotesi di nozze
tedesche. Se il piano non andrà in porto, il gruppo guidato da Giuseppe
Bonomi tirerà dritto per la sua strada di recupero della redditività puntando
tutte le carte sulla Lufthansa. Sullo sfondo resta il rebus della causa da 1,25
miliardi intentata da Sea contro Alitalia per l'addio
alla Malpensa. Un capitolo giudiziario che rischia di cadere tra le attività
della cosiddetta "bad company" il contenitore in cui dovrebbero
finire tutti i debiti e le passività della Magliana sotto la cura di un
commissario e il cappello della "nuova Marzano" rivista ad hoc per la
crisi dell'aerolinea. In questo caso le pretese giudiziarie di Bonomi
rischierebbero di diventare in sostanza poco più che carta straccia. Ma la Sea
potrebbe utilizzare come tutti i creditori tutte le armi giuridiche per
impugnare proprio i termini discriminatori della modifica legislativa che il
Governo si avvia ad approvare per il salvataggio dell'Alitalia.
E in questo caso sarebbero scintille.
( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
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Economia Alitalia, la cordata
fissa le condizioni "Decreto per la separazione e nuove regole sui
dipendenti". Vertice con l'advisor Il piano potrebbe andare al vaglio del
governo già nel consiglio dei ministri di giovedì Per la presidenza della nuova
compagnia in pole Roberto Colaninno con Sabelli ad ETTORE LIVINI MILANO - La
cordata tricolore per Alitalia ? o perlomeno per la
polpa della compagnia di bandiera ? esce allo scoperto e pone le sue condizioni
"politiche" per il salvataggio: un decreto normativo da approvare in
tempi brevissimi (l'auspicio è già nel consiglio dei ministri di giovedì) che
consenta non solo di dividere in due la società ? attività sane da una parte,
debiti e business in perdita dall'altra ? ma anche di rivedere il contratto di
lavoro dei dipendenti del gruppo per riportare i conti in linea di
galleggiamento. I potenziali investitori in Alitalia
si sono riuniti ieri per la prima volta sotto la regia di Banca Intesa per
mettere a punto gli ultimi dettagli dell'operazione. Il ruolo di
"pivot" nella cordata dovrebbe spettare a Roberto Colaninno, disposto
secondo indiscrezioni a investire con la Immsi circa 200 milioni ricevendo in
cambio (con l'ok di tutti i soci ribadito ieri) il ruolo di presidente con
deleghe forti dal punto di vista strategico. Carlo Toto girerebbe per circa 300
milioni la sua Air One alla newco e ne reinvestirebbe circa un centinaio,
probabilmente con il ruolo di vicepresidente. La poltrona di amministratore
delegato andrà invece a Rocco Sabelli che ieri ha illustrato le linee di
massima del piano Fenice ai futuri azionisti: il progetto ? cui lui stesso ha
lavorato nelle ultime due settimane e ancora da finalizzare in alcune parti
come la partnership strategica (Lufthansa, interessata pure ad Austrian, è in
pole) ? prevede una compagnia più snella, con un ritorno parziale a Malpensa,
molto outsourcing e una quota vicino al 65% del mercato domestico. All'incontro
di ieri hanno partecipato anche altri gruppi pronti a mettere sul piatto cifre
importanti anche se un po' meno significative (in linea di massima sotto i 50
milioni): le famiglie Fossati e Riva, Sintonia (gruppo Benetton), Aponte, la
Fingen dei toscani Fratini (quelli che hanno lanciato i jeans Rifle), il gruppo
Ligresti e i fondi Equinox e Clessidra. Alla fine il parterre di soci dovrebbe
arrivare a una quindicina di nomi tra cui Pirelli, Marcegaglia e Gavio.
Affiancati finanziariamente e forse con partecipazioni azionarie da Banca
Intesa e (almeno così ha lasciato intendere Cesare Geronzi) da Mediobanca. Gli
impegni raccolti ammontano per la prima fase dell'operazione a circa un
miliardo di euro. Alla riunione ha partecipato pure Bruno Ermolli che ha dato
una mano decisiva in una prima fase a mettere insieme la cordata. Il meeting di
ieri, pur significativo, è però solo un primo passo. Il primo nodo da
affrontare ora è quello del decreto ministeriale per il salvataggio. Le
condizioni poste ieri sono piuttosto dure ma il governo, dopo aver dato la
manleva al management su eventuali ricorsi dei creditori, sembra deciso ad
andare fino in fondo per evitare il crac della compagnia dopo aver fatto
scappare Air France. L'altro ostacolo, ancora più alto, è quello dei sindacati.
Ieri non si è parlato di esuberi. Ma il piano Fenice non sarà una passeggiata,
si parla di 5-7mila esuberi ? più di quelli previsti da Air France ? garantiti
da ammortizzatori sociali. Se il progetto di Banca Intesa non dovesse andare in
porto, però, il rischio è che l'intera Alitalia rimanga sotto il cappello della
bad company e di un commissario, avviandosi verso il fallimento. E a quel punto
i tagli sarebbero molti di più. Il D-Day per la nuova Alitalia ? se la Marzano sarà rivista già giovedì ? scatterà venerdì
prossimo: il cda approverà i conti in profondo rosso e sancirà l'insolvenza
chiedendo l'amministrazione controllata. E il nuovo commissario avvierà
da subito i meccanismi per girare l'azienda ai nuovi soci raccolti da Banca
Intesa.
( da "Repubblica, La" del 26-08-2008)
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Economia Mano tesa dei sindacati ma sui contratti è
tensione "La verità è che comunque non c'è più alcuna alternativa, salvo
il fallimento" ROBERTO MANIA ROMA - "Nessun lavoratore sarà lasciato
per strada", ha assicurato Corrado Passera ai leader sindacali quando li
ha contattati all'inizio d'agosto per illustrargli le linee del piano Fenice.
Per tutti i 5-6 mila esuberi si negozieranno forme di ricollocazione e ci sarà
la garanzia di ammortizzatori sociali fino - per chi poi potrà andare in
pensione - a sette anni consecutivi. Rassicurazioni che sono servite a far
scattare un'ampia apertura di credito al progetto di Banca Intesa da parte di
una buona fetta della miriade di sigle sindacali che
siedono ai tavoli contrattuali dell'Alitalia: dalle confederazioni fino ai piloti dell'Anpac. La vera
partita, d'altra parte, si giocherà subito dopo la Marzano bis, quando sarà
possibile presentare il piano industriale per lanciare la nuova compagnia di
bandiera e liberarsi del "fardello" di quelle che verranno considerate
attività non profittevoli. "La verità - diceva ieri uno dei big
sindacali - è che comunque non c'è più alcuna alternativa, salvo il
fallimento". Spettro già visto dopo la rinuncia di Air France. Dunque,
strette dall'emergenza, le tre confederazioni marciano unite sul fronte Alitalia, mentre rischiano l'ennesima frantumazione sulla
riforma dei contratti di lavoro. Prima di partire per Santiago del Cile per
andare a presiedere il congresso dell'Union nacional de trabajadores (Unt), ci
ha pensato il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni a accendere la miccia,
parlando al Meeting di Cl a Rimini: "L'accordo sulla nuova struttura
contrattuale deve essere concluso in ogni modo entro settembre, ad ogni
costo". La Cisl - ha aggiunto Bonanni - è pronta a chiudere "anche da
sola". Ipotizzando, per questa via, uno scenario di rottura con la Cgil
(mai citata, tuttavia, dal leader cislino) da sempre molto più cauta sull'esito
del negoziato con la Confindustria. Così la replica stizzita da Corso d'Italia è
arrivata dai segretari Susanna Camusso e Agostino Megale. "L'idea
dell'accordo a tutti i costi - ha detto Camusso - non aiuta, anzi mette in
difficoltà la trattativa e pone il sindacato in una posizione di debolezza nei
confronti di Confindustria". Bonanni ha ricevuto il plauso degli
industriali, con il direttore generale di Viale dell'Astronomia, Maurizio
Beretta, e quello del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Certo le due
vicende (Alitalia e contratti) finiranno curiosamente
per incrociarsi. Perché tra le condizioni poste dagli imprenditori per
partecipare al progetto elaborato da Passera c'è anche quella di riscrivere il
contratto di lavoro per i dipendenti che resteranno nella compagnia di bandiera
privatizzata. E al tavolo con la Confindustria uno dei temi in discussione
riguarda proprio la semplificazione dei contratti (oggi sono centinaia e spezzo
rispecchiano una realtà produttiva superata) con la previsione esplicita di un
accordo per l'intero settore aereo. Ma se dovesse abortire il tavolo dei
contratti forse si complicherebbe pure la composizione del puzzle della nuova Alitalia.
( da "Unita, L'" del 26-08-2008)
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Stai consultando l'edizione del Alitalia,
il capolavoro di Berlusconi Ecco il piano: 7mila licenziamenti, Linate chiusa,
cessione a Lufthansa Ritorno in fabbrica con la cassa integrazione: a Mirafiori
sono 4mila Più di 7000 lavoratori a casa, via 50 aerei e chiusura di Linate. Poi la nuova Alitalia, libera dai debiti, saranno messi in una "bad
company", potrà essere acquistata dagli stranieri. Si dice Lufthansa. È
questo il futuro della compagnia di bandiera. Berlusconi in campagna elettorale
diceva che non poteva finire in mani straniere. Ma allora nella proposta di
AirFrance gli esuberi erano 2500. Oggi sono 5mila in più. Intanto le grandi
fabbriche riaprono e mandano in cassa integrazione gli operai. 4 mila solo alla
Fiat. Rossi e Vespo alle pagine 12 e 13.
( da "Unita, L'" del 26-08-2008)
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Stai consultando l'edizione del Fiat e non solo: ritorno
in fabbrica con cassa integrazione di Giuseppe Vespo Buongiorno fabbrica. Al
lavoro dopo la pausa estiva i cancelli di molte aziende saranno aperti a metà.
L'autunno grigio dei lavoratori è all'insegna della cassa integrazione, alla
Fiat e non solo. In attesa dei dati aggiornati dell'Inps sul ricorso ai
provvedimenti di crisi da parte delle aziende, il timore che la ripresa possa
essere segnata dalla rotazione sfrenata sembra essere condiviso da molti. In
parte è già così. "Cominciamo col dire che gli ultimi dati sulla cassa
integrazione (giugno, ndr) non comprendono le richieste della Fiat e di altre
grandi aziende", mette in chiaro Susanna Camusso, segretario nazionale
Cgil. Lasciando intendere che il trend già preoccupante, con il record negativo
del maggio scorso (undici milioni di richieste Cig), potrebbe celare allarmi
più ampi. Quando non è crisi si chiama calo della produzione. Come al Lingotto:
mille al lavoro e quattromila a casa per altre due settimane a Mirafiori, lo
stabilimento simbolo. Mentre, tra ottobre e dicembre, resteranno a turno fermi
i dipendenti di Pomigliano d'Arco, Termini Imerese, Melfi, San Mauro e Imola.
Decisioni prese "dopo aver visto l'andamento del mercato a giugno",
ha spiegato l'ad di Fiat Sergio Marchionne. Sulla contrazione del mercato
interno fa perno il ragionamento della Camusso: "Cassa integrazione e
difficoltà del mercato, dovuta alla frenata dei consumi, non si risolvono certo
con la politica di questo governo", sostiene l'esponente della Cgil. Di
settembre incerto parla anche Roberto Benaglia, segretario generale della
Fim-Cisl in Lombardia, cuore produttivo della Penisola. "L'estate è stata
ingrigita da diverse vertenze aperte e molte aziende in difficoltà, la lista è
lunga e nota: Riello, Sogefi, Mivar ed Erc, per citare quelle di maggior
impatto sull'occupazione. E forse non è finita qui: con la ripresa delle
attività, molte altre imprese potrebbero fare ricorso a provvedimenti di crisi.
C'è un po' di apprensione per la tenuta del livello occupazionale".
Scricchiola il comparto agroalimentare, colpito negli ultimi mesi dalla crisi
dei consumi. "Un'estate di stallo", la definisce Antonio Mattioli,
segretario nazionale Flai-Cgil: "Sul fronte agricolo - racconta - soffrono
i lavoratori delle più grosse aziende a livello nazionale: Amadori, Aia e
soprattutto Arena, dove a seguito della riorganizzazione per almeno 250
dipendenti il futuro è incerto". Attenzione anche al lattiero-caseario.
"Abbiamo chiesto un tavolo di filiera al governo che ancora non ha
risposto", racconta il sindacalista, che fino all'inizio d'estate è
rimasto impegnato nella ristrutturazione della Granarolo. Un'operazione
spalmata su tutto il territorio nazionale e giocata sulla testa di 350
dipendenti. Ma la bomba vera è l'agroalimentare, sostiene Mattioli, dove
"nel complesso traballano quasi 50mila posti". Qui "c'è bisogno
di piani di settore - racconta il segretario Flai-Cgil - sennò autunno e
inverno saranno molto lunghi". Di piani (mancati) parla anche Giorgio
Baratta, segretario confederale Cisl, che indica nella bolletta energetica la
prima difficoltà per la nostra industria: "Tutti i siti produttivi di
trasformazione pagano un salasso energetico insostenibile. E gli sconti
previsti dallo Stato non sono permessi dall'Ue perché visti come aiuti alle
imprese". Dall'industria ai laboratori, l'incertezza si fa chimica: c'è
attesa per il tavolo nazionale annunciato dal ministro Claudio Scajola. In
ballo il futuro del comparto nel nostro Paese, che dipende dal polo di
Marghera. Ineos è il nome che più ha fatto discutere quest'estate: il gruppo
inglese vuole disinvestire e bisogna trovare in fretta un sostituto. E se trema
il Nord, figurarsi il Sud. Qui le difficoltà hanno nomi è storie già scritte:
come quelle delle migliaia di lavoratori delle imprese di elettronica del
casertano. Dalla ex Olivetti di Marcianise alla Siemens di
Maddaloni, passando per l'Italtel, con i dipendenti in cassa integrazione a
zero ore da anni. Mentre in Puglia e Basilicata la crisi si chiama Natuzzi, un
tempo tempio del mobile imbottito. E infine le grandi vertenze nazionali:
Telecom (5mila esuberi) e Alitalia (fino a 7mila).
( da "Unita, L'" del 26-08-2008)
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Stai consultando l'edizione del Tutti sul volo di Stato. A
discrezione... L'esecutivo ha abrogato le norme più restrittive volute da Prodi
dopo il "caso Mastella" di Eduardo Di Blasi / Roma TUTTI A BORDO
Nella Gazzetta Ufficiale del 22 agosto scorso, in cima ad una serie di priorità
nazionali come la certificazione di qualità del "cipollotto nocerino"
e della "mela della Val di Non", poco prima delle "modalità
tecniche di svolgimento della lotteria ad estrazione istantanea con
partecipazione a distanza "Le carte della fortuna online"", in
un posto che si immaginava ben occultato nella calura agostana, compare la
nuova direttiva sul "trasporto aereo di Stato" del governo
Berlusconi. La norma, varata il 25 luglio passato, anche qui con massimo
riserbo (non ce n'è traccia né nell'indice analitico del sito www.governo.it,
né nella rendicontazione del Consiglio dei ministri di quel giorno), abroga le
norme più restrittive sui voli di Stato varate dal governo di Romano Prodi meno
di un anno fa e le sostituisce con regole meno rigorose. Nel merito l'articolo
5 della nuova norma apre i portelloni dei voli di Stato ("in via del tutto
eccezionale e previa rigorosa valutazione", è scritto in modo quasi
paternalistico nella legge) al "personale estraneo alla delegazione ma
accreditato al seguito della stessa su indicazione dell'Autorità anche in
relazione alla natura del viaggio, al rango rivestito dalle personalità
trasportate, alle esigenze protocollari ed alle consuetudini, anche di
carattere internazionale". Ancora, ad "accompagnatori la cui
assistenza sia ritenuta necessaria dalla Prefettura o dalla Rappresentanza
diplomatica competente alla trattazione della richiesta". E, sempre in via
"del tutto eccezionale" a vice ministri e sottosegretari, che le
precedenti direttive del governo Prodi lasciavano a terra. Insomma, le maglie
sono di nuovo larghe, con buona pace di chi in questi anni ha gridato contro
gli sprechi della "Casta". Certo sul tema dei voli il centrodestra
non ha mai badato a spese. Durante i cinque anni del precedente governo
Berlusconi i membri dell'esecutivo avevano accumulato una serie impressionante
di ore di volo: dal 2002 al 2005, la voce di spesa per i voli di Stato era
lievitata da
( da "Unita, L'" del 26-08-2008)
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Stai consultando l'edizione del Settemila a terra, Linate
addio. È la nuova Alitalia Pronto un piano tagliato su misura per l'ingresso di Lufthansa. Venerdì
approda al cda di Roberto Rossi / Roma DECOLLO Oltre 50 aerei messi a terra,
più di settemila esuberi, la creazione di un sistema "multihub" con
la presenza di sei o sette basi in tutta Italia, la probabile chiusura di
Linate e un'operazione in tre tempi per l'ingresso di un partner
straniero, come Luf- thansa, che nel giro di qualche anno dovrebbe diventare
l'azionista di maggioranza. Il piano di salvataggio della nuova Alitalia è pronto. Questa settimana, il 29, approderà al
consiglio di amministrazione del gruppo che dovrà esaminarlo. La guida della
nuova compagnia, ripulita dai debiti e dagli esuberi che invece saranno
concentrati in un'altra società (bad company), sarà affidata all'amministratore
delegato Rocco Sabelli che si troverà in mano un'azienda senza debiti pregressi
e un mandato forte conferito da un manipolo di imprenditori, guidati da Roberto
Colaninno (che avrà il ruolo di presidente), e da una banca di peso come Intesa
Sanpaolo. Si parte dalla flotta. Gli aerei che il nuovo gruppo metterà a terra
saranno oltre cinquanta. Il piano Air France respinto dall'attuale governo
prevedeva l'abbandono di 42 macchine. Sicuramente non si vedranno più i costosi
Md 80 (il modello d'aereo caduto in Spagna pochi giorni fa). Questi aeroplani
nel giro di qualche tempo dovrebbero scomparire. Più di cinquanta mezzi a terra
comporterebbe un numero di esuberi più alto a quanto previsto nei giorni
scorsi. A perdere il posto saranno quindi oltre settemila lavoratori, contro i
2.500 di Air France, ma la cifra è in costante aggiornamento. Anche perché la
nuova compagnia, molto rimpicciolita e con un network ridotto all'osso, non si
focalizzerà interamente su un solo aeroporto. La strategia sarebbe quella di
creare una sorta di multihub. Sei o sette basi d'armamento (Milano Malpensa,
Roma Fiumicino, Venezia, Torino, Catania, Napoli e, forse, Bari) per operare da
"punto a punto" (cioè senza bisogno di scali intermedi) e con
equipaggi già stanziati. Questo permetterebbe un recupero di efficienza, ma
maggiori sacrifici in termini occupazionali. In questi termini, ci spiega una
fonte, il piano sembra tagliato su misura per l'ingresso di Lufthansa. Che
dovrebbe avvenire in tre fasi. La compagnia tedesca non dovrebbe entrare subito
nell'azionariato. Il suo impegno sarebbe gradualmente crescente:
"scouting", con accordi di massima, "collaborazione", e
"acquisto". Se tutto andrà per il verso giusto, cioè se Alitalia riuscirà a stare in piedi economicamente, nel giro
di qualche anno Lufthansa entrerà pesantemente nell'azionariato. Come avrebbe
fatto Air France lo scorso marzo. L'ingresso scadenzato sarebbe dovuto anche a
una generale diffidenza dei tedeschi sulle reali capacità degli italiani di
mettere tutti i tasselli al punto giusto. Uno di questi sarebbe la chiusura o, meglio,
il pesante ridimensionamento dell'aeroporto di Milano Linate. Il tutto a favore
di Malpensa. la chiusura di Linate, per la verità, doveva avvenire già nove
anni fa quando Alitalia era in procinto di fondersi
con la Klm. Il passo non fu mai compiuto anche per le resistenze della politica
locale. Che anche questa volta, come allora, potrebbero scatenarsi. Al piano
manca, però, ancora una solida stampella: la revisione delle legge Marzano
ideata per pilotare il fallimento di Parmalat. Il governo potrebbe parlarne nel
Consiglio dei ministri fissato per giovedì. Ma la cosa potrebbe anche slittare.
Comunque è certo un intervento ad hoc. Modificare la legge Marzano è
fondamentale per liberare i soci della cordata italiana da possibili azioni
legali da parte dei creditori e per commissariare la bad company. Che dovrebbe
gestire la fase più delicata dell'operazione: l'uscita di settemila lavoratori
e il ripianamento del debito. Che, c'è da scommetterci, si accollerà lo Stato.
( da "Unita, L'" del 26-08-2008)
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Stai consultando l'edizione del Dieci soci già a bordo,
Colaninno il comandante Il presidente della Piaggio dovrebbe guidare la cordata
di imprenditori e finanzieri / Roma CAPITANI Dopo cinque mesi di gestazione,
300 milioni di euro di denaro pubblico gettati al vento, alla fine la cordata
per rilevare Alitalia è stata composta. Si tratta di
una decina di esponenti del mondo industriale e finanziario, che ieri si sono
ritrovati a Milano attorno un tavolo convocati da Corrado Passera,
amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, la banca incaricata dal governo di
salvare la compagnia aerea. Anche se manca l'ufficialità, che arriverà con
tutta probabilità prima della riunione del consiglio di
amministrazione di Alitalia
fissato per venerdì, la lista dei loro nomi è quasi completa. Sono l'armatore
Gianluigi Aponte (gruppo Msc), il presidente di Air One Carlo Toto (la cui
società sarà fusa con Alitalia), il presidente del gruppo Piaggio Roberto Colaninno, il
presidente del gruppo Riva Emilio Riva l'amministratore di Fondiaria-Sai,
compagnia del gruppo Ligresti, Fausto Marchionni, il numero uno di Findim Marco
Fossati, della famiglia dello storico marchio alimentare Star, già entrata nel
capitale di Telecom Italia, il rappresentante del fondo Equinox, già presidente
del Banco di Sicilia, Salvatore Mancuso, l'amministratore delegato di Atlantia
Giovanni Castellucci (gruppo Benetton), il senior partner del fondo Clessidra
Alessandro Grimaldi e Corrado Fratini, fondatore con il fratello Fiorenzo della
Fingen, società fiorentina specializzata nei settori della moda e immobiliare.
Tutti questi dovrebbero andare a costituire il gruppo di testa del progetto
"nuova Alitalia" (altri nomi potrebbero
aggiungersi in corso d'opera) e fornire il capitale necessario per far
decollare la nuova compagnia ripulita dai debiti. La cifra dovrebbe aggirarsi
intorno agli 800 milioni, forse un miliardo (Air France ne metteva sul piatto
3,5). Di questi un centinaio, se le indiscrezioni raccolte fossero confermate,
sarebbe a carico di Colaninno, che del gruppo sarà il presidente. "Sono
venuto a Milano per vedere il Duomo" ha detto scherzando il presidente
della Piaggio dopo la riunione. E al suo fianco ritroverà, nel ruolo di
amministratore, il manager Rocco Sabelli che con lui ha condiviso l'esperienza
in Telecom e quella nella fabbrica di Pontedera. L'investimento dei soci,
comunque, non sarebbe a lungo termine. Una volta garantito il rilancio, salvata
la faccia a Berlusconi, le quote saranno cedute. Fra qualche tempo. Al partner
straniero di turno. In questo caso, sembra, Lufthansa. Un vero affare. ro.ro.
( da "Manifesto, Il" del 26-08-2008)
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ALITALIA Riuniti da Passera i nuovi
azionisti. Ma non è il costo del lavoro la causa della crisi La cordata alla
prima Francesco Piccioni È iniziata la settimana decisiva per Alitalia.
A Milano, nella Ca' de Sass, sede storica di Banca Intesa (ora fusa con San
Paolo) c'è stata la prima riunione dei componenti la "cordata
italiana" messa insieme dal fido Bruno Ermolli per accontentare il
premier. Il padrone di casa, Corrado Passera - a.d. della banca nominata
advisor per la vendita del 49,9) di azioni ancora in mano allo Stato - ha
ricevuto Roberto Colaninno (Piaggio), Fausto Marchionni (Fondiaria-Sai), Carlo
Toto (AirOne), l'armatore Gianluigi Aponte e il finanziere Salvatore Mancuso
(fondo Equinox) e altri rappresentanti dei possibili nuovi azionisti. Rocco
Sabelli, indicato ormai come futuro amministratore delegato della "Nuova Alitalia" e attuale a.d. della Piaggio, era già stato
visto in piazza della Scala insieme a Colaninno, poco prima della riunione.
Secondo varie fonti è stato proprio lui a illustrare il piano di salvataggio,
chiamato "Fenice". Con partecipazioni minori dovrebbero far pare del
gruppo anche Benetton, Gavio, Tronchetti Provera, il fondo Clessidra e le
banche Morgan Stanley, Mediobanca e Nomura. Bocche cucita all'uscita, ma del
piano si conosce già l'essenziale. Prevede la divisione tra una good company
con le attività in bonis e una bad caricata dei debiti e dei lavoratori da
licenziare. Ovviamente quest'ultima sarebbe diretta da un commissario
governativo (è stato fatto il nome dell'ex ministro Augusto Fantozzi). Questo
passaggio è ritenuto imprescindibile dagli investitori privati, che non
intendono accollarsi i debiti pregressi. Si profila quindi una perdita secca
per i vecchi azionisti e, soprattutto, per i sottoscrittori di obbligazioni.
Meno centrale di quanto promesso all'inizio sembra essere il ruolo di Toto. Il
patron di AirOne confluirà nella nuova società con la sua compagnia, che ha
ordini per almeno 24 aerei di lungo raggio. Ma anche debiti di una certa
consistenza proprio con IntesaSanPaolo. La valutazione di AirOne gli consentirà
perciò di saldare questi debiti e avere una partecipazione (ma non di primo
piano, par di capire) alla newco nascente dalle ceneri della
"vecchia" compagnia di bandiera. Giovedì un consiglio dei ministri
straordinario dovrebbe varare una modifica della legge Marzano (applicabile per
ora alle sole società in crisi finanziaria, non anche industriale, come Alitalia), oppure un decreto legge ad hoc. Venerdì il cda
dovrebbe approvare un bilancio - disastroso, probabilmente addirittura con
patrimonio ormai negativo - e prendere ufficialmente visione del piano di
salvataggio. Entro lunedì, infine, dovrebbe nascere la nuova compagnia. Una
corsa contro il tempo con sacco di lati ancora poco chiari. L'unica certezza
sono gli almeno 5.000 licenziamenti, benedetti ormai da tutti i commentatori
economici dei principali media italiani. Il tutto giustificato ovviamente con
l'"alto costo del lavoro" o - in alternativa - la "bassa
produttività" dei dipendenti Alitalia. Una
lettura contestata da parte del sindacato di base Sdl, con tanto di dati presi
pari pari dai bilanci della compagnia. Ne vien fuori che la produttività
(rapporto tra numero dei dipendenti e dei passeggeri trasportati) è largamente
superiore a quella della concorrenza europea: 1.375 passeggeri per dipendente
contro i 1.206 di Iberia, i 782 di British Airways, i 714 di Air France e i 598
di Lufthansa. Anche la redditività (rapporto tra fatturato e dipendenti) è
ampiamente migliore: 295.000 euro per dipendente, ovvero l'1,9% in più di
British, il 16,6% in più di Iberia e così via. Del resto le "spese per il
personale" rappresentano solo il 16,5% delle uscite Alitalia,
mentre sembra decisamente fuori controllo la voce "spese rimanenti",
che assomma addirittura all'83%. Mentre arriva al 71%, al massimo, per
Lufthansa. Par di capire che i buchi di bilancio della compagnia si siano
creati per errori gestionali serissimi, ma che nulla hanno a che vedere né con
il criminalizzato "costo del lavoro", né con la vituperata
"conflittualità" sindacale.
( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina -
data: 2008-08-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La
cordata Nuova Alitalia:
soci privati con un miliardo ROMA - Dieci imprenditori privati hanno detto sì
al piano "Fenice" messo a punto da Intesa SanPaolo per la nascita
della "nuova" Alitalia. La somma. Per far risorgere la compagnia, la cordata è disposta
a puntare un miliardo di euro, più di quanto era stato ipotizzato inizialmente.
Colaninno. Il patron della Piaggio Roberto Colaninno sarà il presidente
operativo, con tutti i poteri, della compagnia. Manca ancora il partner
internazionale. Commissario. Sul versante politico, tra oggi e domani dovrebbe
essere deciso il commissariamento, con l'emanazione di una nuova legge Marzano.
A PAGINA 28 Baccaro e Pica.
( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia -
data: 2008-08-26 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE La privatizzazione Tra i
dieci azionisti anche Aponte (Msc Crociere), Sai-Fondiaria, Atlantia e il gruppo siderurgico Riva Alitalia, i soci privati si fanno avanti con un miliardo Primo vertice
della cordata Intesa. Colaninno sarà presidente operativo. Verso un decreto Le
linee del piano illustrate da Rocco Sabelli, futuro direttore generale della
nuova compagnia MILANO - Dieci imprenditori hanno detto sì alla
"nuova" Alitalia:
il piano "Fenice" messo a punto da Intesa Sanpaolo, l'advisor
del ministero dell'Economia, potrebbe partire nel giro di pochi giorni. Per la
rinascita della compagnia di bandiera che annetterà la Air One di Carlo Toto,
la cordata capitanata da Roberto Colaninno - patron della Piaggio e futuro
presidente con pieni poteri alla Magliana - è disposta a puntare
complessivamente un miliardo di euro, più di quanto era stato ipotizzato
inizialmente e forse meno di quanti ne servano in prospettiva. E anche se tra i
tasselli chiave manca ancora quello dell'alleanza internazionale, l'impegno
assunto ieri dagli investitori riuniti per la prima volta intorno a un tavolo
nel quartier generale di Intesa Sanpaolo segna la svolta decisiva nella partita
del rilancio. E un risultato a tempo di record per Corrado Passera che
l'incarico formale dal governo lo ha ricevuto il 4 giugno scorso. Ieri, insieme
al suo direttore generale, Gaetano Miccichè, l'amministratore delegato di
Intesa Sanpaolo ha sottolineato la soddisfazione per il lavoro di questi mesi e
per la risposta alla chiamata degli imprenditori. Nella compagine, le ultime
divergenze sarebbero state tra l'altro appianate proprio ieri tra Colaninno e
Carlo Toto di Air One che aveva chiesto più peso nella società. Gli altri 8
nomi sono quelli di Fausto Marchionni, amministratore delegato della FonSai di
Ligresti; Giovanni Castellucci, amministratore delegato della Atlantia-
Autostrade dei Benetton (una sorpresa, si scommetteva sull' investimento diretto
di Ponzano Veneto); Emilio Riva, presidente delle omonime acciaierie; Marco
Fossati, numero uno di Findim; l'armatore Gianluigi Aponte; Corrado Fratini di
Fingen; Alessandro Grimaldi del fondo Clessidra; Salvatore Mancuso, fondatore
della società d'investimento Equinox. Altri ingressi sono attesi in un secondo
round e tra gli altri circolano i nomi di Marcellino Gavio, Marco Tronchetti
Provera, Alberto Bombassei. All'incontro erano presenti anche Bruno Ermolli, il
superconsulente del premier Silvio Berlusconi, i rappresentanti degli studi
legali Bonelli-Erede-Pappalardo e Gregorio Gitti; gli uomini di Boston
Consulting. Il piano è stato illustrato da Rocco Sabelli, l'ex braccio destro
di Colaninno sarà direttore generale. Il percorso: prima il commissariamento
che il consiglio potrebbe chiedere già venerdì. Poi la cessione delle attività
operative alla newco degli imprenditori, lasciando alla società commissariata
la gestione di debiti ed esuberi, stimati tra i 5 e i 7 mila. "Meno sono
meglio è, meglio non essere pessimisti ", ha osservato ieri il leader
della Cisl Raffaele Bonanni. I dipendenti Il nodo degli esuberi: tra 5 e 7
mila. Bonanni: non siamo pessimisti. Sacconi: dopo il piano industriale Paola
Pica.
( da "Messaggero, Il" del 26-08-2008)
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Settembre il personale Enav si astiene per 4 ore; il 17 scioperano il personale del gruppo Tirrenia per 24 ore, il
personale navigante di cabina degli aerei in più i piloti e gli assistenti di
volo dell'Air One, sempre per un giorno intero, e il personale di terra.
Inoltre scioperano per 4 ore i piloti di Meridiana e il personale di Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 26-08-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia -
data: 2008-08-26 num: - pag: 28 categoria: REDAZIONALE Il governo Il ruolo del
Tesoro e le norme sugli esuberi Arriva il commissario, pronta la deroga
antitrust ROMA - Saranno i vertici politici che si terranno tra oggi e domani a
decidere sul commissariamento di Alitalia con
l'emanazione della nuova legge Marzano da parte del consiglio dei ministri di
giovedì. Fino a ieri in ambienti politici prevaleva una certa prudenza circa le
decisioni dell'esecutivo: quello di questi giorni sarà il primo confronto
all'interno del governo sul caso Alitalia e nessuno
sottovaluta gli attriti tra An e Lega. E poi ci sono ancora problemi tecnici da
risolvere. Secondo indiscrezioni il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti,
punterebbe alla formulazione di provvedimenti collegiali e per questo
chiamerebbe a esprimersi il consiglio dei ministri. Malgrado ciò, i più
ritengono che l'emanazione di un atto legislativo non sia rinviabile a lungo. Entro venerdì il consiglio d'amministrazione di Alitalia ha l'obbligo di esaminare la
semestrale: e senza lo strumento per commis-sariare, sarà fallimento. Secondo
indiscrezioni la nuova Marzano, che non sarà rivolta soltanto al caso di Alitalia, dovrebbe contenere un
passaggio relativo all'Antitrust. Come è noto infatti l'integrazione tra
Alitalia e Air One produrrà una concentrazione su
tutta una serie di rotte su cui l'Autorità per la concorrenza dovrà indagare.
C'è però la possibilità che il cdm indichi i criteri sulla base dei quali
l'Autorità può eccezionalmente autorizzare, "per rilevanti interessi
generali dell'economia nazionale", operazioni di concentrazione
normalmente vietate, per un tempo limitato. Intanto restano ancora da chiarire
alcuni punti del futuro piano: a partire dal ruolo di Linate, per il quale
dovrebbe essere previsto un ridimensionamento. Tacciono i sindacati, con
l'eccezione del segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, i cui toni appaiono
rassicuranti: "Non condivido il pessimismo su Alitalia
prima di sapere qual è la proposta" ha detto ieri. Ai sindacati sarà
chiesto un doppio sacrificio: oltre alla gestione degli esuberi, tra 5 e 7
mila, la rinegoziazione dei contratti. Dipenderà proprio dalla flessibilità su
questi ultimi il numero di dipendenti che potrà restare nella nuova azienda.
Quanto al capitolo delle alleanze, ieri Lufthansa non ha commentato eventuali
contatti con l'advisor della privatizzazione, Intesa-Sanpaolo. Tali contatti ci
sarebbero anche con Air France-Klm, ma non tali da poter essere spesi già in
questa prima fase della privatizzazione. Il ministro dello Sviluppo economico
Claudio Scajola Antonella Baccaro.
( da "Messaggero, Il" del 26-08-2008)
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GLI AZIONISTI IN PECTORE 15-20 E' il
numero dei potenziali nuovi soci di Alitalia:
fra questi Colaninno, Toto, Riva, Benetton, Ligresti, Gavio, Aponte, Fossati,
oltre ai Fondi Clessidra, Equinox e la stessa Intesa Sanpaolo.
( da "Messaggero, Il" del 26-08-2008)
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Ora si aspetta il commissario Nel nuovo piano l'acquisto
di parte degli aerei. Intesa domani vede Air France e Lufthansa.
( da "Messaggero, Il" del 26-08-2008)
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Di ROSARIO DIMITO e UMBERTO MANCINI ROMA - Oltre un
miliardo di euro pronto ma solo a certe condizioni, da parte di 15-20 fra imprenditori
e banche per far rinascere Alitalia: tra queste
interverrebbe la stessa Intesa Sanpaolo che già oggi riunisce un gruppo di
lavoro interno in vista del consiglio di gestione di giovedì 28. E domani
pomeriggio Corrado Passera e Gaetano Miccichè dovrebbero incontrare,
separatamente, i rappresentanti di Lufthansa e Air France. La Nuova Alitalia ha iniziato a muovere i primi passi ieri all'ora di
colazione in un summit a Milano tra azionisti in pectore e Intesa. Il clima?
"Costruttivo e con una compagine di azionisti valida e motivata". Dal
super vertice, nella foresteria della banca, non trapela nulla di ufficiale. Ma
il primo round della settimana-clou per disegnare il futuro di Alitalia sembra partito con il piede giusto. Quattro ore di
riunione serrata e - a sentire i partecipanti - più che positiva. Durante la
quale Corrado Passera e Gaetano Miccichè, i registi dell'operazione salvataggio
della nostra compagnia di bandiera hanno incontrato, prima in un numero
ristretto, poi tutti insieme, i potenziali investitori per fare il punto. Rocco
Sabelli, amministratore delegato in pectore, come anticipato dal Messaggero, ha
illustrato il progetto Fenice, riveduto e corretto. Novità sostanziale: il
nuovo piano è tarato su un costo del greggio di 128 euro (era di 133) e prevede
l'acquisto di parte degli aerei della Magliana e di Air One (prima era
contemplato il lease back). Per poi ascoltare le osservazioni dei soci, sempre
"in pectore": dall'armatore Gianluigi Aponte all'industriale Emilio
Riva. Allo stesso tavolo, insieme a Roberto Colaninno, patron della Piaggio,
che dovrebbe essere il presidente della Nuova Alitalia,
c'erano Carlo Toto, che venderà la sua Air One, ma anche Giovanni Castellucci,
ad di Atlantia del gruppo Benetton, Fausto Marchionni ad di Fondiaria per il
gruppo Ligresti, il costruttore Marcellino Gavio, gli avvocati dello studio
Bonelli Erede Pappalardo e dello studio Gitti Pavesi e i rappresentanti dei
Fondi Clessidra ed Equinox. Insomma, tutti i big, anche se pare che i soci
promotori saranno divisi per fasce: Colaninno, punterebbe ad investire fino a
200 milioni a condizioni che gli venga riconosciuto un ruolo (presidenza con
deleghe sulle strategie internazionali) e soprattutto sia chiaro l'arrivo del
partner internazionale. Carlo Toto circa 100; Aponte, Ligresti, Benetton, Riva
e, forse anche Gavio, dovrebbero invece impegnarsi con una quota oscillante tra
i 100 milioni e i 50. Poi dovrebbe far parte anche la Fingen, la holding della
famiglia Fratini che qualche anno fa acquisì palazzo Tornabuoni a Firenze da
Intesa. Cifre comunque ballerine, visto che le decisioni formali ancora non ci
sono. Domani comunque il cda di FonSai per la semestrale potrebbe esaminare il
dossier e Atlantia ha messo in preallarme i consiglieri per giovedì-venerdì
prossimo. Un ruolo importante verrà svolto dagli azionisti bancari: il Fondo
Clessidra e il fondo Equinox di Salvatore Mancuso si sono detti disponibili.
Della partita potrebbe essere la stessa Intesa: oggi si riunisce il gruppo
"strategie" formato dai consiglieri di gestione Catania, Ottolenghi e
Rossi che istruirà la proposta da portare al "cdg" del
( da "Messaggero, Il" del 26-08-2008)
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Alitalia
Di MARCO CONTI ROMA - Nessuna modifica alla legge Marzano,
ma un decreto ad hoc per commissariare Alitalia e cedere gli asset alla
"newco" i cui azionisti privati si sono ritrovati ieri a Milano.
Dovrebbe essere questo il punto all'ordine del giorno del consiglio dei
ministri di giovedì che sarà ufficializzato solo dopo l'incontro di stamane a
palazzo Chigi. Si terrà infatti oggi una nuova riunione tra il
sottosegretario Gianni Letta e i ministri Giulio Tremonti, Claudio Scajola e
Altero Matteoli proprio per mettere a punto il testo del decreto che conterrà
anche il nome del commissario (probabilmente il professor Augusto Fantozzi) e
discutere i tempi di realizzazione dell'intero piano di salvataggio della
compagnia. Tempi accelerati, quindi, ha chiesto Silvio Berlusconi, anche perchè
venerdì si riunirà il consiglio d'amministrazione di Altalia, presieduto da
Aristide Police, per illustrare conti semestrali non certo entusiasmanti e dare
quindi il via libera alla procedura di amministrazione straordinaria con la
quale verrebbe decretata la morte della vecchia Alitalia
e la nascita della nuova compagnia aerea. I tempi della politica e quelli
dell'impresa scorrono in maniera parallela, ma la riunione di questa mattina
sarà decisiva per capire se la maggioranza è unita nell'affrontare il decisivo
passaggio. An compresa. Ieri a Milano il nuovo amministratore delegato in
pectore di Alitalia, Rocco Sabelli, ha illustrato ai
soci privati il Piano Fenice" messo a punto a Ca' de Sass dal board di
Banca Intesa. Il piano prevede lo spacchettamento della compagnia in due
tronconi: da una parte ci sarà la nuova società sostenuta dalla cordata
italiana e integrata con l'AirOne di Toto, dall'altra la vecchia Alitalia, una "bad-company" carica di debiti e di
personale da liquidare. I nodi non ancora risolti sono però ancora molti. A
cominciare dal numero degli esuberi che resta ancora più alto di quello a suo
tempo decretato dal progetto-Airfrance. Il "Piano Fenice" prevede
infatti circa 5 mila esuberi e il discreto sondaggio fatto da Banca Intesa
presso le organizzazioni sindacali non avrebbe prodotto nulla di buono. La
promessa del governo di gestire gli esuberi con gli ammortizzatori sociali
potrebbe infatti non essere sufficiente a tranquillizzare le organizzazioni dei
lavoratori, visto che gli stipendi di piloti e assistenti di volo sono ben più
alti del trattamento previsto dalla cassa integrazione. Nel governo c'è
preoccupazione per lo sviluppo della trattativa, non solo per il peso che
potrebbe scaricarsi sulle casse dello Stato, ma anche per le ricadute sociali
di un eventuale fallimento. E' per questo che sinora il governo ha tenuto
"molto bassa" la trattativa con la nuova cordata di imprenditori
messi assieme da Bruno Ermolli, in modo da non scatenare anzitempo la reazione
dei sindacati che anche questa volta potrebbe essere decisiva sulle scelte
finali che si apprestano a fare la decina di imprenditori che ieri a Milano si
sono detti disponibili a partecipare al progetto di rilancio dell'Alitalia. L'alternativa al "Piano Fenice" sarebbe
però solo il fallimento, ma il nodo degli esuberi e quello dei debiti che
verranno lasciati nelle "bad company" deve essere ancora sciolto.
( da "Messaggero, Il" del 26-08-2008)
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Alitalia
Di GIULIA LEONI MILANO - L'offerta per Alitalia,
che contiene parecchie condizioni, non arriverà sul tavolo della Magliana
venerdì prossimo. Giorno in cui il consiglio della compagnia si riunirà per
approvare la semestrale (oltre 400 milioni di perdite e patrimonio netto forse
negativo). Sarà invece presentata direttamente al commissario (probabilmente
Augusto Fantozzi) che verrà nominato dal ministro per lo sviluppo economico Claudio
Scajola all'indomani dell'ammissione di Alitalia - a
chiederla dovrà essere lo stesso consiglio della Magliana - alla Nuova legge
Marzano. Già rivista e corretta ma che il Governo deve ancora licenziare: forse
sarà varata giovedì mediante un decreto legge ad hoc. L'ok alla Nuova Marzano,
che includerà nella procedura straordinaria anche la cessione dei rami
d'azienda e dei contratti, è un passaggio inevitabile. La condizione senza la
quale l'offerta non arriverà. In assenza della procedura, che consentirà in
tempi brevi di dividere il buono (le attività in attivo e
la flotta di Alitalia) dal
cattivo (i debiti, gli esuberi della compagnia e altri asset), i futuri soci
della Nuova Alitalia non si
faranno avanti. Con la loro offerta che, già messe nero su bianco, prevede una
serie di condizioni molto stringenti. Innanzitutto sul fronte degli aspetti
lavoristici. Ovvero sul numero degli esuberi - il piano elaborato da
Intesa Sanpaolo ne prevede circa 5 mila - e sulle nuove condizioni di lavoro
riservate a coloro che resteranno a libro paga della compagnia. Aspetti,
entrambi, che dovranno essere concordati con le sigle sindacali. E' un
passaggio, questo del confronto con le parti sociali, non di poco peso:
l'offerta di Air France, del resto, si arenò la scorsa primavera, proprio su
questo aspetto. Con le richieste dei sindacati che, a detta di Air France, le
chiedevano un sacrificio non sostenibile. Prima di procedere all'acquisto
inoltre i futuri soci, per evitare di incappare in spiacevoli sorprese,
pretendono "la configurazione" delle aziende. In sostanza vogliono
che ogni società venditrice ammessa alla procedura straordinaria, prima di
essere venduta, abbia organizzato i beni da cedere. L'offerta, in ogni caso,
sarà valida per un periodo di tempo limitato: fino a quando sarà possibile
salvare Alitalia, ormai ad un passo dal fallimento.
( da "Messaggero, Il" del 26-08-2008)
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Di GIULIO MANCINI Passeggeri rimasti più di mezz'ora in un
treno fermo in aperta campagna. Viaggiatori che hanno perso l'aereo. Voli
"rallentati" per consentire ai ritardatari di raggiungere
l'aeroporto. Turisti increduli nell'unico bus stracolmo di persone e dirottato
per fare da navetta sostitutiva. E' stato un inferno quello vissuto ieri
pomeriggio da quanti hanno scelto di raggiungere l'aeroporto di Fiumicino con
il treno. Un guasto alla linea aerea nel tratto tra le fermate di Ponte Galeria
e Parco Leonardo ha mandato in tilt il collegamento lasciando a terra centinaia
di viaggiatori. "Siamo stati trattati come bestiame, roba da Terzo
Mondo" denuncia Antonio Stango, tra coloro che ha vissuto la scomoda
esperienza durata quasi tre ore. Tutto è iniziato pochi minuti dopo le 15,00
quando il pantografo di un convoglio in transito ha strappato la linea aerea
d'alimentazione all'altezza di via della Muratella. Il treno è rimasto fermo in
quel punto e le Ferrovie Regionali, concessionaria della linea, sono riuscite
solo dopo una mezz'ora a trascinare il convoglio nella stazione di Ponte
Galeria. A bordo, secondo l'azienda di trasporti, c'erano una sessantina di
passeggeri. A questi si sono aggiunti quelli arrivati da Roma sul convoglio
successivo. "Sono partito da Roma Trastevere racconta Stango ed una prima
corsa, quella delle 15,06 è saltata. Quella delle 15,21 dopo un po' si è
fermata improvvisamente. Siamo nel treno per mezz'ora senza informazioni.
Quando finalmente il convoglio è stato portato sino a Ponte Galeria, abbiamo
subito una prima informazione errata. Ci era stato detto di trasferirci al
binario 1 per salire sulla coincidenza ma lì non è passato alcun treno. Alla
fine ci siamo precipitati in strada dove è arrivato un bus del Cotral. Non era
certamente un bus navetta perchè si è inoltrato per le vie di Fiumicino Pese
prima di raggiungere, mezz'ora dopo, l'aeroporto". Centinaia di passeggeri
con il biglietto aereo hanno dovuto rinunciare al volo. E questo nonostante lo
sforzo di alcune compagnie che avrebbero rallentato le operazioni per
"aspettare" i ritardatari. Il condizionale è d'obbligo perchè dalla
società di gestione dello scalo, "AdR, Aeroporti di Roma", la
circostanza non viene confermata, Resta un fatto, però, che il programma
operativo delle partenze, soprattutto di Alitalia e Airone, durante il blocco
della ferrovia ha subito ritardi consistenti. Per Alitalia il Bucarest ha portato un rinvio di 55 minuti, i due Catania rispettivamente
di 40 e 25, il Parigi di un quarto d'ora. Per Airone ritardo di 45 minuti per
Bruxelles, di 30 per Genova e addirittura di un'ora e 45 minuti. Il
guasto è stato riparato alle 17,53 quando la linea ha ripreso a funzionare
regolarmente. "Il servizio ha operato su un solo binario in direzione di
Roma e nella tratta interessata dal guasto l'azienda ha assicurato il
collegamento attraverso l'impiego di bus navetta sostitutivi" spiegano da
Ferrovie Regionali.
( da "Opinione, L'" del 26-08-2008)
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Oggi è Mar, 26 Ago 2008 Edizione 175 del 26-08-2008
Turismo L'Italia ha tanto da offrire, ma non sa gestirsi al meglio di Achille
Colombo Clerici Trentatremila Alberghi, 16mila Agriturismi, il più ricco
patrimonio culturale, artistico, storico-monumentale e museale che una nazione
possa vantare nel mondo, con 80.000 fra chiese e castelli; paesaggi, panorami,
luoghi ambientali fra i più belli di tutto il pianeta. Questo l'asset del
turismo nel nostro Paese. Eppure il turismo in Italia, nonostante questa
dotazione, non va di pari passo rispetto all'andamento che si riscontra nei
Paesi immediati competitori ? quanto a competitività siamo al 31esimo posto a
livello internazionale. Il bilancio turistico (il volume d'affari) italiano,
nella graduatoria internazionale, è arretrato al quinto posto dopo quello di
Francia, Usa, Spagna e Cina; il 13,3% del Pil arretrato rispetto a quello dei
competitori esteri: ad esempio della Spagna con il 20%. In difficoltà i settori
del turismo balneare, lacustre, montano e termale che soffrono della difficoltà
di adeguarsi (anche attraverso una riconversione funzionale) alla sfida della
competitività internazionale. In ripresa il turismo d'affari, soprattutto a
Milano; ed in situazione di buona tenuta il turismo culturale, legato
prevalentemente alle città d'arte, la cui attrattività (fondata sulla diversità)
non patisce concorrenza. Le carenze del settore sono anzitutto un problema di
"governance". La regionalizzazione delle competenze in materia
turistica porta a disperdere le energie. Le diverse regioni si muovono a
livello internazionale (con ingenti investimenti e scarsi ritorni economici e
di immagine) alla ricerca di una identità locale. Con ciò si perde di vista
l'esigenza di rafforzare l'identità nazionale, puntando sull'appeal e
sull'immagine dell'Italia. Le uniche regioni che possano vantare una propria
identità sulla quale far leva sono peraltro solo Sicilia, Toscana e Lombardia.
Delle altre neppure il Lazio dispone di una propria identità, autonomamente da
Roma, né il Veneto, autonomamente da Venezia. Disfunzioni dell'amministrazione
centrale e di quelle locali (es. mancanza di un portale Internet del turismo
Italiano). Poca attenzione alle alleanze strategiche internazionali. Vedi caso Alitalia. Manca una adeguata e unitaria
rappresentanza sindacale degli interessi degli operatori turistici in grado di
dialogare ai vari livelli di governo, al fine di propiziare politiche condivise
ed efficaci nel settore. Manca una chiara visione, da parte dei singoli
operatori, dell'esigenza di rinnovarsi funzionalmente per andare incontro alle
mutate esigenze dei flussi turistici che si muovono ormai in un mercato
globalizzato. Manca un apparato statistico adeguato, in grado di permettere
l'assunzione di decisioni consapevoli. Manca una particolare attenzione al
mercato degli utenti nazionali. Il mercato domestico rappresenta oltre il 60%
dell'intero settore. Esiste una carenza di una adeguata rete infrastrutturale,
soprattutto al Nord dove, a livello nazionale, a fronte di pesi insediativi
(abitanti) e gravitazionali (veicoli circolanti) dell'ordine del 16-17% ,abbiamo
una dotazione ferroviaria del 9,5% e stradale del 9%. La Lombardia, in questo
rapporto, è addirittura al 14esimo posto fra le regioni italiane e, a confronto
con le 132 principali regioni dei 5 Paesi più importanti d'Europa, si colloca
al 71esimo posto per dotazione ferroviaria ed al 91esimo per quella stradale.
*presidente di Assoedilizia presidente Associazione Italiana Amici dei Grandi
Alberghi.
( da "Opinione, L'" del 26-08-2008)
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Oggi è Mar, 26 Ago 2008 Edizione 176 del 26-08-2008 il
salvataggio della compagnia di bandiera I dubbi e le incertezze del piano
Passera di Biagio Marzo Secondo Silvio Berlusconi la nuova Alitalia sarà bell'è pronta in autunno.
Anche Romano Prodi aveva detto che il caso Alitalia sarebbe stato risolto, prima nell'inverno del 2007 e poi nella
primavera del 2008. Invece Alitalia ha toccato il fondo, essendo in uno stato fallimentare
strisciante per mancanza di fondi, nonostante il finanziamento bipartisan di
300 milioni di euro di pubblico denaro. Eppure, Prodi tentò di lanciare
due bandi di gare, uno pubblico e l'altro privato, per privatizzare il 48%
della compagnia nazionale di bandiera. Nel primo, i numerosi concorrenti a uno
a uno si ritirarono dalla gara, lasciando la patata bollente dell'Alitalia nelle mani del Governo e del sindacato, presente
con oltre 10 organizzazioni. Nel secondo, con una procedura al quanto anomala,
il Governo scelse il gruppo Air France-Klm. Gli stava vendendo la compagnia di
bandiera, se non si fossero posti di traverso, in piena campagna elettorale,
Silvio Berlusconi e i sindacati, facendo saltare la trattativa. Jean Cyril
Spinetta abbandonò a Roma e tornò a Parigi e la palla Alitalia
ritornò ai player italiani. E' vero che la crisi Alitalia
ha tenuto banco, ma è vero anche l'hub di Malpensa e quello di Fiumicino hanno
fatto il resto. Nel senso che le singole comunità politiche e civili si sono mobilitate,
in una sorta guerra dei poveri, per salvarli, ma a che prezzo? Questo ancora
non si sa, tant'è che nel nuovo piano dell'hub lombardo non si fa alcun
accenno. Con senno del poi, il numero uno di Air France-Klm è felice e contento
di non aver acquisito l'aviolinea italiana. Il piano Alitalia
formulato da Jean Cyril Spinetta prevedeva un prezzo del petrolio a 86 dollari
il barile. Ma, alla luce del rincaro dell'oro nero, il manager francese sarebbe
stato ancora dell'idea di comprare la compagnia italiana? Se Spinetta aveva
calcolato, allora, 2.100 esuberi iniziali, oggi, sono saliti a 5.000 mila per
l'impennata del prezzo del petrolio. Il caro petrolio sta cambiando la
struttura delle compagnie aeree a livello internazionale. Sono in corso acquisizioni
e fusioni. Ha preso l'abbrivio quella di British Arways con Iberia e tra non
molto ci sarà la triangolazione con American Airlines. Finora, però, c'è stato
un solo matrimonio e tanti fidanzamenti andati a vuoto. Quello consumato,
invece, è quello di Delta con Northwest. A conti fatti, le fusioni non
decollano, mentre hanno preso piede le intese allargate sotto i marchi di star
Alliance, Oneworld e SkyTeam. Non hanno buona sorte nemmeno le compagnie low
cost. La principale, Ryanair è crollata di circa l'85% dei profitti. Al
cospetto di quanto sta avvenendo nei cieli del mondo, il caso Alitalia è una quisquilia. Ammesso che il piano Passera vada
in porto, non basterebbe per far decollare l'Alitalia.
Perché ci vorrebbe un partner internazionale. Air France ?Klm Lufthansa? Per
Corrado Passera importante per il sistema Italia è che la compagnia di bandiera
sia salvata con la presenza di "un azionariato, un management italiano e
radicato in Italia". Peraltro, le compagnie straniere gestiscono il 70 e
l'80% del traffico nazionale, la nuova Alitalia, (con
800 milioni di euro raccolti da una minicordata di privati), dovrebbe arrivare,
viceversa, al 65%, una percentuale che la metterebbe al riparo da rischi
finanziari. Tutto sommato, l'Alitalia tricolore
sarebbe una compagnia senza grandi ambizioni. Pressoché come si presentava
"ai tempi d'oro negli Sessanta - Settanta". Il Passera pensiero è
questo. Tuttavia, lascia tanti dubbi e incertezze. Il piano non dice come si
abbatterebbero i costi unitari di gestione e come si espanderebbero i ricavi.
Ancora. Se si facesse lo spezzatino, i debiti della bad company sarebbero
accollati ai contribuenti? Infine, i Mengozzi bond emessi nel 2002, per 715
milioni di euro, di cui 270 milioni sono dei risparmiatori, saranno rimborsati
o passeranno in cavalleria, come è successo con i possessori di bond Cirio,
Parmalat, Argentina?.
( da "Opinione, L'" del 26-08-2008)
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Oggi è Mar, 26 Ago 2008 Edizione 176 del 26-08-2008 TORNA IN PISTA LA GRANA ALITALIA Primi arrivi alla Ca' de
Sass per vedere il piano Passera di Alessandra Mieli Il primo drappello di candidati
al salvataggio di Alitalia
si è ritrovato ieri alla Ca' de Sass, la sede milanese di Intesa SanPaolo. Ma,
al termine della riunione durata più di tre ore, sono filati via tutti senza
profferire parola. Bocche cucite sul piano che sarebbe stato illustrato
da Corrado Passera per risolvere la grana Alitalia. Le
indiscrezioni filtrate sulla strategia dell'amministratore delegato di Intesa
SanPaolo per di più non chiariscono affatto alcuni punti di non secondaria
importanza per il futuro di via della Magliana come spiega Biagio Marzo.
Intanto nel sindacato serpeggia l'inquietudine: se fossero confermate le voci
circolate, gli esubueri di personale sarebbero il doppio di quelli previsti dal
piano di Jean Cyril Spinetta che, in questo momento con la fiammata del prezzo
dei carburanti, da Parigi sta tirando un sospiro di sollievo per non essersi
accollato la compagnia di bandiera italiana. La rentrée si è conclusa dopo
oltre 3 ore. Grande fermento ieri a Milano dove ha avuto luogo la prima
riunione degli imprenditori interessati ad entrare in Alitalia,
nella sede centrale di Intesa SanPaolo. Ma, all'uscita nessuno dei partecipanti
all'incontro ha rilasciato dichiarazioni, contrariamente a quanto era avvenuto
all'entrata. All'appunamento hanno partecipato, a quanto si è saputo, il patron
di Equinox Salvatore Mancuso, l'amministratore delegato di Atlantia e di
Autostrade Giovanni Castellucci, il patron di Air One Carlo Toto, l'armatore
Gianluigi Aponte, Fausto Marchionni del gruppo Ligresti, l'industriale siderurgico
Emilio Riva (che però all'ingresso ha negato di essere venuto in Intesa
SanPaolo per parlare di Alitalia). Alla riunione hanno
preso parte anche Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, avvistati poi in un caffè
vicino al teatro alla Scala. Era presente all'incontro anche il "padrone
di casa", l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo Corrado Passera,
che ha lasciato la sede intorno alle quattro del pomeriggio nella sua auto
insieme con Aponte. Da fonti finanziarie, si è poi saputo che c'erano anche l'imprenditore
Marco Fossati, Sandro Grimaldi del Fondo Clessidra, Corrado Fratini della
Fingen, il responsabile corporate di Intesa Sanpaolo Gaetano Miccichè e il
consulente Bruno Ermolli. E' evidente che tutti questi signori non si sono
ritrovati per vedere il filmino delle vacanze, ma se è lecito, quello che è
stato prospettato loro non deve averli galvanizzati se tutti hanno preferito
tenere la bocca ben chiusa. Quindi, "La notizia", per ora, è
l'appello delle personalità dell'economia e della finanza che hanno varcato la
soglia dell'istituto in via Monte di Pietà in attesa del Consiglio dei ministri
di giovedì prossimo e della riunione del consiglio di amministrazione di Alitalia in programma il giorno successivo. La sensazione è
che il Ministro dell'economia, Giulio Tremonti, abbia intenzione di presentarsi
con più di una novità in mano all'appuntamento del 10 settembre quando dovrà
riferire in Parlamento sullo stato dell'arte della privatizzazione. Ma è
sorprendente che, a oggi, la questione stia ancora sul tavolo e che la
compagnia di bandiera stia ancora lì a vivacchiare in uno stato di coma, tenuta
in vita dal prestito ponte da 300 milioni e senza che ci sia uno straccio di
gruppo internazionale che non si affretti a smentire un'improbabile partnership
con Alitalia stessa. Una situazione paradossale. Anche
a dar credito alle voci circa uno spezzatino che separi la parte
"attiva" dalla "bad company" (che non è chiaro a quale
sorte andrà incontro) l'entusiasmo per l'operazione è a livelli bassissimi. E i
sindacati, co-responsabili del fallimento della trattativa con Air France ? Klm
sono sempre più inquieti. Come faranno a spiegare ai 5 mila che verranno
lasciati a casa che questa soluzione è preferibile ai 2 mila e 500 previsti dal
piano di Jean Cyril Spinetta? Imbarazzante a dir poco. Quasi quanto la nomina
da parte del Consiglio dei ministri della figura che dovrà gestire la
liquidazione della "bad company" e cui toccherà l'ingrato compito di
fronteggiare i lavoratori inferociti. E tutto quanto detto senza affondare nel
gossip che sussurra che dietro a tutto questo intricato scenario ci sarebbe,
più che valide alternative economiche e di onor di bandiera, un ben più
prosaico "cherchez la femme".
( da "Quotidiano.net" del 26-08-2008)
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Al vertice hanno partecipato Letta, Tremonti, Scajola e
Matteoli: sul tavolo la decisione sul commissariamento della compagnia di
bandiera con un decreto ad hoc
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palazzo Chigi per il rilancio I sindacati: "Serve chiarezza" Al
vertice hanno partecipato Letta, Tremonti, Scajola e Matteoli: sul tavolo la
decisione sul commissariamento della compagnia di bandiera con un decreto ad
hoc Roma, 26 agosto 2008 - E' durato circa due ore il vertice, a palazzo Chigi,
su Alitalia. All'incontro hanno partecipato il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro
dell'Economia, Giulio Tremonti, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio
Scajola e il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Sul tavolo la
decisione sul commissariamento della compagnia con l'emanazione di un decreto
ad hoc. I SINDACATI I sindacati sono ancora all'oscuro sul piano che vedrà
risorgere Alitalia. Cgil, Cisl e Uil spiegano di non
aver ricevuto nessuna convocazione e nessuna comunicazione ufficiale: per
questo chiedono che si faccia al più presto chiarezza e auspicano che non si
decida per svolte "pericolose" per i lavoratori. "Non c'è stato
nessun contatto con il governo negli ultimi tempi - dice Fabrizio Solari,
segretario confederale della Cgil - Quando saranno pronti discuteremo".
Per il sindacalista il nodo rimane sempre quello del "perimetro
dell'azienda", quindi delle sue dimensioni, e del network "se sarà
internazionale, come auspichiamo, o meno". Più polemica la Cisl: "C'è
un difetto di fondo - afferma Claudio Claudiani, numero uno della Fit-Cisl - i
rappresentanti dei lavoratori sono tenuti all'oscuro rispetto alle iniziative
del governo. Questo induce a prudenza e a una maggiore esigenza di chiarezza e
conoscenza". Claudiani auspica anche che non siano prese decisioni
affrettate e svolte a rischio per i lavoratori: "Insomma - dice - che non
ci siano forzature, squilibri, nè regali: non ci può essere chi specula e chi
deve pagare il conto". I punti salienti? Anche per la Cisl la dimensione
dell'azienda, l'alleato che deve essere internazionale, e la riorganizzazione.
"Non sappiamo niente di ufficiale - conferma Giuseppe Caronia, segretario
generale della Uilt - ci aspettiamo, come stiamo ripetendo da tempo, che ci
mettano di fronte a dati certi". Non c'è stata nessuna convocazione,
dunque, ma Caronia si dice convinto che "già dalla prossima settima ci
chiameranno". Quale futuro per Alitalia? Segnala
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denuncia del gruppo 'EveryOne': ''Rom aggredito davanti al Rossini'' (87
commenti) "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della
scuola" (61 commenti) Giro di vite per velocità e cellulari "Da
settembre tolleranza zero" (54 commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio
vedere i miei figli fuori da questo carcere" (46 commenti) Medici ai posti
di blocco "Caccia a chi guida drogato" (42 commenti) Due sorelle si
tassano e pagano l'Ici "Soldi per dare più servizi ai cittadini" (39
commenti) Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano la
qualità" (22 commenti) "Un prezzo politico per pane e pasta Lo Stato
crei un listino di riferimento" (20 commenti) 13:30:57 - Perchè ci si
lamenta sempre di tutto e di tutti Solo quando si è all'opposizione? il Coffy
qualcosa [...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli13:23:19 - basta con le
vs storielle di parte,non volete ammettere l'evidenza,ciò che tutti sanno da
sempre.le [...] Gelmini: "Mai detto che gli insegnanti del sud abbassano
la qualità"13:22:22 - A Praga (Rep.Ceka)da oggi é attivo il BOLOGNA CLUB
PRAHA per ora siamo solo in 3 Bolognesi iacritti [...] Bologna in serie A:
manda un 'in bocca al lupo' alla squadra13:18:37 - Frengo, stavi al vecchio
snack?[...] La denuncia del gruppo 'EveryOne': ''Rom aggredito davanti al
Rossini''12:55:29 - Dopo tante delusioni,ho 76 anni,finalmente in A, spero di
avere qualche soddisfazione! Forza ragazzi[...] Bologna in serie A: manda un
'in bocca al lupo' alla squadra12:47:13 - BENE CHE METTANO PURE QUESTI
MEDICI,FACCIANO PURE,PERò IO PRETENDO CHE QUESTI MEDICI ENTRINO NEL NOS[...]
Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida drogato"12:33:12 - Ci
sono le classifiche..sondaggi, inchieste che lo confermano..il ministro le ha
già elencate..levia[...] "Corsi intensivi per i prof del sud Abbassano la
qualità della scuola" Biennale di scultura Cosa ne pensi?La proposta: il
colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le
tue vacanze sono state più ricche o più povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati
degli azzurri alle Olimpiadi?I 'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga
sulle strade?Chi sarà la più bella del Granducato?Come giudichi i servizi della
Rai sulle Olimpiadi?Qual è l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al
ritorno di Shevchenko al Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome
giudichi il servizio delle Ferrovie Italiane?L'uomo simbolo di Pechino 2008 è
Bolt o Phelps? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese, padre tedesco:
i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle bianca, l'altro
nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e Stephan Gerth,
presentano con orgoglio i loro bambini RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno:
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-08-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L'
(Nazionale))
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Economia Pagina 211 Ieri nella sede di Intesa Sanpaolo
c'era anche Colaninno. In pista Atlantia. Venerdì il cda Alitalia,
vertice per il salvataggio Ieri nella sede di Intesa Sanpaolo c'era anche
Colaninno. In pista Atlantia. Venerdì il cda Sabelli presenta il piano, bocche
cucite tra gli imprenditori --> Sabelli presenta il piano, bocche cucite tra
gli imprenditori Dopo il commissariamento (la cui gestione avrà l'onere dei
debiti), una cordata rileverà la Nuova Alitalia, insieme ad Air One. Presentato
il piano, ma gli imprenditori, per ora, non si sbilanciano. Prima il
commissariamento di Alitalia, che la compagnia potrebbe chiedere già con il cda di venerdì
prossimo. Poi la cessione degli asset operativi alla "Nuova Alitalia", la newco di una cordata
di imprenditori italiani che rileverà anche Air One da Carlo Toto,
lasciando alla società commissariata la delicata gestione del macigno dei
debiti e degli esuberi. L'attesa alleanza internazionale potrebbe poi arrivare
solo in un secondo momento: si tratta ancora. Il "Piano Fenice"
potrebbe essere varato entro pochi giorni, con due passaggi chiave: giovedì il
Consiglio dei Ministri, venerdì il cda di Alitalia per
l'esame dei conti. Mentre mantengono una rigida consegna del silenzio gli
investitori interessati a cui, ieri nella sede di Intesa Sanpaolo, il progetto
è stato presentato in un incontro durato tre ore direttamente dal manager
scelto per guidare la compagnia che rinascerà dalle ceneri di Alitalia, Rocco Sabelli. IL VERTICE Dai protagonisti del
vertice non trapela nulla. Alla Cà de Sass, sede di Intesa Sanpaolo a Milano,
c'era anche Roberto Colaninno, probabile azionista forte della cordata e
canditato alla presidenza della nuova Alitalia.
"Sono venuto a Milano per vedere il Duomo", ha detto ai giornalisti.
A sorpresa l'arrivo dell'ad di Atlantia, Giovanni Castellucci. Una presenza che
fa pensare ad una partecipazione diretta all'operazione del gruppo autostradale
mentre fino ad ora si era parlato solo di un possibile investimento diretto del
suo azionista, i Benetton. "Io sono amministratore delegato di Atlantia e
di Autostrade per l'Italia", ha risposto Castellucci ai giornalisti che
gli hanno chiesto se partecipava all'incontro come consigliere della holding
Sintonia della famiglia Benetton. AIR ONE C'era Carlo Toto, il fondatore e
presidente di Air One: il progetto prevede la cessione della sua compagnia per
integrarla con gli asset operativi della "vecchia" Alitalia.
Toto diverrà poi azionista della newco acquisendone una quota. All'ingresso il
numero uno del fondo Equinox, Salvatore Mancuso, ha confermato l'attenzione al
progetto ("sì, ci interessa, vedremo il piano"), l'armatore Gianlugi
Aponte ha glissato ("vedremo"), l'industriale dell'acciaio Emilio
Riva ha negato ("no, no"). Nella sede di Intesa Sanpaolo è entrato
anche Bruno Ermolli, il superconsulente a cui il presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi aveva affidato, durante la campagna elettorale, l'incarico di
lavorare ad una cordata italiana.
( da "Quotidiano.net" del 26-08-2008)
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Convocato un cda straordinario di Atlantia, controllata
dai Benetton, per valutare l'ingresso del gruppo nella cordata di
imprenditori che sosterrà il piano di salvataggio
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stringono i tempi per il salvataggio Oggi il vertice tecnico a Palazzo Chigi
Convocato un cda straordinario di Atlantia, controllata dai Benetton, per
valutare l'ingresso del gruppo nella cordata di imprenditori che sosterrà il
piano di salvataggio Roma, 26 agosto 2008 - Si stringono i tempi per la nascita
della nuova Alitalia.
è stato convocato per domani un cda straordinario di Atlantia per valutare
l'ingresso del gruppo nella cordata di imprenditori che sosterrà il piano di
salvataggio. L'investimento della compagnia, controllata dai Benetton, dovrebbe
aggirarsi intorno ai 100 milioni di euro. Dopo l'incontro di ieri a Milano
sotto la regia dell'advisor Intesa Sanpaolo, degli imprenditori che faranno
parte della cordata italiana, oggi a Palazzo Chigi c'è stato un vertice tecnico
tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e i ministri
Giulio Tremonti, Altero Matteoli e Claudio Scajola. Sul tavolo, la modifica
della legge Marzano, passaggio decisivo per la realizzazione del piano 'Fenicè
messo a punto da Intesa Sanpaolo che prevede la nascita di una newco, ripulita
dei debiti della 'vecchia' Alitalia e di una 'bad
company'. Nel corso del vertice, Letta, Tremonti, Matteoli e Scajola avrebbero
studiato le modifiche alla Marzano che saranno contenute in un decreto legge ad
hoc da approvare al Consiglio dei ministri di giovedì prossimo. Altra data
importante per il futuro dell'aviolinea è il Cda di venerdì che dovrebbe
approvare i conti semestrali e analizzare il piano dell'istituto guidato da
Corrado Passera. Dal canto loro i sindacati lamentano di essere ancora
all'oscuro del piano e per questo chiedono che si faccia al più presto
chiarezza e auspicano che non si decida per svolte "pericolose" per i
lavoratori. "Non c'è stato nessun contatto con il governo negli ultimi
tempi", dice Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil. Per
Claudio Claudiani, numero uno della Fit-Cisl "c'è un difetto di fondo
visto che i rappresentanti dei lavoratori sono tenuti all'oscuro rispetto alle
iniziative del governo". "Non sappiamo niente di ufficiale", conferma
Giuseppe Caronia, segretario generale della Uilt. L'Ugl ritiene
"preoccupante" il silenzio del governo e chiede al più presto una
convocazione. Per i sindacati dei piloti non si può parlare di rinegoziare il
contratto prima di aver definito un preciso piano industriale di risanamento e
sviluppo e prima di aver reperito dati certi sul numero degli esuberi. Il
presidente dell'Avia, Antonio Divietri, parla invece di una "perniciosa
sovraesposizione mediatica e nel tritacarne di queste notizie, spesso superficiali
e contraddittorie, ci sono i dipendenti". Intanto il piano di salvataggio
non è stato notificato nemmeno alla Commissione europea: "Non abbiamo
ricevuto nessun piano e quindi non possiamo quindi fare alcun commento",
spiega il portavoce della Commissione europea Fabio Pirotta, responsabile dei
Trasporti. Quale futuro per Alitalia? Segnala ad un
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'EveryOne': ''Rom aggredito davanti al Rossini'' (91 commenti) "Corsi
intensivi per i prof del sud Abbassano la qualità della scuola" (63
commenti) Annamaria Franzoni: "Voglio vedere i miei figli fuori da questo
carcere" (48 commenti) Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida
drogato" (44 commenti) Due sorelle si tassano e pagano l'Ici "Soldi
per dare più servizi ai cittadini" (42 commenti) Gelmini: "Mai detto
che gli insegnanti del sud abbassano la qualità" (24 commenti) "Un
prezzo politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento"
(22 commenti) De Corato: "Dieci anni di carcere agli ubriachi che causano
mortali" (16 commenti) 18:34:28 - Forza ragazzi! Sappiamo che l'inizio
sarà difficile, ma sono certo che vi farete onore e conquistere[...] Bologna in
serie A: manda un 'in bocca al lupo' alla squadra17:33:48 - Asssrdo!...letteralmente
Assurdo.... Sei io stasera, dopo una giornata di lavoro torno a casa e mi
f[...] Medici ai posti di blocco "Caccia a chi guida drogato"17:28:03
- Sono uno di quelli che crede in Fognini. La sua sconfitta non è piaciuta
neppure a me ma capita nell[...] Bene le ragazze Male Bolelli17:04:11 - bè, non
so cosa ma qualcosa lo avrà pur fatto il cofferati. magari solo un poco : il
pocket di coffy[...] Piste ciclabili, un percorso a ostacoli17:02:08 - Va bene!
Condanniamo la violenza se c'è stata! Ma qui' non se ne puole piu'! Una
domanda! Quando ver[...] La denuncia del gruppo 'EveryOne': ''Rom aggredito
davanti al Rossini''17:00:21 - Rischiamo di andare in serie C in Davis,
rischiamo di perdere il torneo di Roma, i nostri giocatori [...] Davis: Bolelli
forse non la gioca17:00:00 - Potrei anche essere daccordo, peccato che in
Italia poi ognuno fa quello che vuole, tanto nessuno co[...] "Un prezzo
politico per pane e pasta Lo Stato crei un listino di riferimento" Caro
scuola, giusto mettere un tetto massimo per i libri?Biennale di scultura Cosa
ne pensi?La proposta: il colle dell'Infinito di Leopardi patrimonio
dell'Unesco, sei d'accordo?2008, le tue vacanze sono state più ricche o più
povere del 2008?Quale futuro per Alitalia?Il Milan
venderà Kaka'?Sei soddisfatto dei risultati degli azzurri alle Olimpiadi?I
'City Angels' a ReggioGiusti i test antidroga sulle strade?Chi sarà la più
bella del Granducato?Come giudichi i servizi della Rai sulle Olimpiadi?Qual è
l'attore con più sex appeal?Sei favorevole al ritorno di Shevchenko al
Milan?Forlì, Nuova moschea in via Masetti al RoncoCome giudichi il servizio
delle Ferrovie Italiane? LA FOTO DEL GIORNO I gemelli Gerth Madre ghanese,
padre tedesco: i gemelli Ryan e Leo Gerth sono nati a Berlino. Uno ha la pelle
bianca, l'altro nera, è un caso rarissimo. I genitori, Florence Addo-Gerth e
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