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T ARTICOLI DEL 25-30 settembre 2008
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Articoli
Alitalia 2 (141)
E fantozzi chiede il "time out" all'enac
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Enac ROMA - L'Alitalia è in condizione di volare fino al 30 settembre. Non oltre. Sarà il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, a inviare oggi pomeriggio all'Enac, il piano di emergenza, con il quale garantirà di avere a disposizione le risorse finanziarie necessarie per proseguire l'attività fino a martedì prossimo.
Berlusconi
attacca il pd veltroni: soluzione grazie a noi - giovanna casadio
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo su Alitalia Berlusconi attacca il Pd Veltroni: soluzione grazie a noi GIOVANNA CASADIO ROMA - Un gesto eloquente. Di chi è stata la colpa del fallimento della trattativa su Alitalia, di Veltroni e della Cgil? Silvio Berlusconi allarga le braccia, fa un cenno che vuol dire "sì": "è chiaro a tutti cosa è successo.
Accordo
su alitalia a un passo cgil: aperture da cai, si può firmare - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia a un passo Cgil: aperture da Cai, si può firmare Oggi sindacati a palazzo Chigi. Air France verso l'alleanza LUCIO CILLIS ROMA - Air France rientra in corsa per Alitalia e tende una mano a Cgil e sigle autonome rimaste all'angolo. Il governo nelle ultime ore ha impresso un'accelerazione improvvisa alla vertenza e convocato nello studio del sottosegretario Gianni Letta
Il
cavaliere sarà il garante dei piloti "voglio che tutto sia chiuso in 24
ore" - roberto mania claudio tito
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La vertenza Alitalia sembra a un passo dalla soluzione. Ma restano almeno questi due nodi. Oggi è il giorno della verità. La Cgil si ripresenterà stamattina a Palazzo Chigi, e la Cai subito dopo riformulerà ufficialmente la sua offerta. Lo scontro con Guglielmo Epifani in larga parte è stato superato.
"non
ci sentiamo orfani di bresso e chiamparino" - sara strippoli
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: da Alitalia in giù, quello che è emerso a Pracatinat sia stata alla fine una polemica sulla lista Bresso". A proposito di lista Bresso, lei cosa ne pensa? "Penso che a nessuno venga in mente di non coordinarsi con il partito e anche con la coalizione, considerato che dobbiamo ricordarci che non c'è soltanto il Pd.
In
corteo per immigrati, rom e carovita - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nonostante il caso Alitalia, non pare stia accadendo in altre realtà del Paese. "Dissidi sulla politica, ma sarebbe ora di dire basta a queste polemiche e pensare ai problemi della gente" taglia corto Errico, ricordando il mancato appuntamento delle tre segreterie, lui, Pietro Cerrito (Cisl) e Anna Rea (Uil), convocato per fare il punto sui gravi problemi di Napoli.
Forum
culture, gelo iervolino-oddati ( da "Repubblica, La"
del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per ieri in aula sul Forum sarebbe slittato in quanto il sindaco riteneva opportuno incassare prima il patto con Palazzo Chigi e in particolare con Gianni Letta. "Appuntamento - ha chiarito la Iervolino - che avremo a Roma appena Letta, con il quale ho parlato nei giorni scorsi, avrà un'ora libera. Appena, in buona sostanza, sarà stata trovata una soluzione per l'Alitalia". (o.l.).
Penati:
calderoli tradisce la lombardia ( da "Repubblica, La"
del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: disavanzo che è il triplo del deficit accumulato da Alitalia". C'è n'è anche per Roma: "Il testo prevede solo per il Comune della Capitale la possibilità di avere trasferiti a titolo gratuito immobili di proprietà dello Stato: un regalo ad An e al sindaco Alemanno". Penati annuncia battaglia, l'obiettivo è la modifica dell'articolo 20 del testo governativo sul federalismo fiscale.
Differito
lo sciopero domani treni regolari
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: caratterizza il trasporto aereo dovuta alla crisi di Alitalia". Una situazione che ha fatto registrare picchi di affluenza di passeggeri specialmente sul tratto Roma-Milano, portando alla saturazione dei treni tra le due città. "Onde evitare gravi possibili conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri - ha specificato il ministero nell'
Un
duello aereo franco-tedesco per conquistare la "dote" di alitalia -
luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Alitalia Air France e Lufthansa a caccia di 24 milioni di passeggeri Il dossier British ha comprato Iberia ma è l'Italia il boccone più grande del risiko Le due compagnie si stanno sfidando anche per la conquista di Austrian e Sas LUCA IEZZI ROMA - "Cenerentola" Alitalia si scopre il boccone più appetito del risiko europeo dei cieli.
L'inutile
linea del piave - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ora che per Alitalia si riapre un barlume di speranza, si capisce chiaramente che - ad eccezione di una frangia irriducibile e indifendibile di piloti - nessuno ha mai giocato al "tanto peggio, tanto meglio". Berlusconi farebbe bene a tenerne conto, invece di continuare a riversare i suoi strali avvelenati sulla sinistra politica e sindacale.
Cavalli:
"se penso all'alitalia mi vergogno di essere italiano"
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia mi vergogno di essere italiano" "Quando leggo storie come quella dell'Alitalia mi vergogno di essere italiano". Dietro le quinte Roberto Cavalli lancia pesanti frecciate sul caso Alitalia ("non riesco a capire come una compagnia possa finire così, unico caso al mondo") ma non risparmia fendenti al sistema moda italiano.
L'opposizione
prepara le piazze e parte il pressing su cgil e fiom - umberto rosso
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dura Alitalia. Per salvare il soldato Ferrero urgono molte bandiere del sindacalismo duro e puro. Ma nel duello delle piazze che attraversa la Cgil, di certo Epifani non resta a guardare. Ed è proprio a lui che Veltroni si è rivolto, ottenendo di affiancare la potente macchina del sindacato a quella del Pd per lasciare il segno quel 25 ottobre.
L'arma
fa un'eccezione granbassi nell'arena santoro - leandro palestini
( da "Repubblica,
La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E ostentando serenità ("faccio scherma da vent'anni: cercherò di parare bene i colpi") ieri mattina mostrava una bella grinta: "Darò voce a chi ha qualcosa da dire, soprattutto ai ragazzi". Intanto Michele Santoro stasera riporta ad "AnnoZero" Corrado Formigli (ha lasciato Sky Tg24). La puntata è sull'Alitalia. Titolo: "Lacrime di Caimani".
STATO,
MERCATO E IDEE CONFUSE ( da "Corriere della Sera"
del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nello stesso senso in cui lo è pasticciare discrezionalmente con Alitalia. Anzi, è il suo esatto contrario: regole contro discrezionalità, distanza contro vicinanza con gli interessi privati, statualità contro politica. Di "più Stato" nel primo significato avremmo grande bisogno, soprattutto per tornare a crescere nel lungo periodo.
Alitalia,
l'accordo è vicino ( da "Corriere della Sera"
del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi: stranieri solo se in minoranza Alitalia, l'accordo è vicino Cgil pronta a firmare. Torna Air France: interessata ROMA - La vicenda Alitalia potrebbe essere vicina alla soluzione. Oggi i sindacati e la Cai sono stati convocati dal governo. Cgil pronta a firmare. Air France interessata.
Alitalia,
Cgil pronta alla firma C'è Air France
( da "Corriere
della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Alitalia Il governo Alitalia, Cgil pronta alla firma C'è Air France Sindacati convocati oggi a Palazzo Chigi L'esecutivo ai piloti: firmate l'accordo quadro Colloqui Colaninno-Letta Fantozzi oggi all'Enac: sarà una piccola morte annunciata, ma sono ottimista su un accordo ROMA - L'accordo per Alitalia non è mai sembrato così vicino.
Il
Cavaliere e il no al <Veltrusconismo> Ma nel governo Letta ricuce la tela
( da "Corriere
della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Letta non ha mai smesso di crederci e in questi giorni di trattative su Alitalia si è speso per un riavvicinamento: "Almeno rispondiamo alla sua lettera", ha chiesto invano al Cavaliere martedì, visto che Veltroni aveva infine appoggiato la "cordata italiana" voluta e creata da Berlusconi. Niente da fare. Raccontano che ieri mattina il sottosegretario alla Presidenza fosse depresso,
Svolta
della cgil, sì all'alitalia ( da "Repubblica, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Più garanzie nel piano Cai. Ma i piloti ancora resistono ROMA - Svolta della Cgil nella trattativa per il salvataggio di Alitalia: dopo aver ottenuto più garanzie su precari, esuberi e stipendi anche la Cgil ha firmato l'accordo. Ma i sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo ancora resistono: oggi daranno la loro risposta.
E
gianni letta alzò la voce - roma ( da "Repubblica, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: l'impassibile sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha alzato la voce di fronte all'insistenza di Guglielmo Epifani di voler siglare, oltre all'accordo, anche il verbale aggiuntivo, quello con le modifiche negoziate, soprattutto dalla Cgil, con i nuovi padroni dell'Alitalia. SEGUE A PAGINA 4.
Alitalia,
la cgil firma l'accordo - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quelle parti poco chiare o ancora in embrione del contratto di lavoro di Alitalia 2. Il documento affronta infatti il tema delle garanzie per i lavoratori precari, che tra Air One e Alitalia oggi sono circa 3mila. I contratti a termine garantiranno il bacino delle assunzioni future richieste da Cai. Il verbale definisce anche il numero di riposi di tutti i dipendenti del nuovo gruppo,
"non
avranno il nostro sì" a fiumicino fischi e lacrime - barbara ardu
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che viola le regole internazionali sui riposi e che prelude al fallimento di Alitalia. Non oggi. Ma tra qualche mese, perché il piano industriale così com'è non regge". Accanto a lui, che si definisce comandante, esuberante e arrabbiato, ci sono i suoi colleghi. Tutti del fronte del no. Difficile trovare un pilota disposto ad accettare il piano, non almeno quello che conoscono.
La
cgil in piazza contro il caro-vita
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di sostenere una confederazione che scende in piazza e gioca duro in tutte le trattative, come è appena avvenuto per l'Alitalia. "Questa manifestazione non è contro altri sindacati ma contro il governo - sottolinea Donata Canta - Vogliamo difendere salari e pensioni sia diminuendo le tasse, che invece sono aumentare, sia facendo crescere il reale potere d'acquisto.
"parco
su roma antica per milioni di turisti" - viola giannoli
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma il sindaco, commentando la firma dell'accordo per Alitalia, ha accennato "al rilancio di Fiumicino" e alla "creazione di un grande polo attorno al porto croceristico di Civitavecchia", lasciando intravedere la possibilità che il Parco sorga proprio nella zona nord ovest, appena fuori il raccordo anulare.
L'industria
fa i conti con la crisi cassa integrazione per 3 mila operai
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fino a dicembre andranno in cassa integrazione invece i 78 dipendenti dell'ex Emmegi di Termini Imerese. Mentre col fiato sospeso rimangono i 1.700 dipendenti del call center dell'Alitalia, l'Alicos di Palermo, che potrebbe non rientrare nei piani della nuova compagnia aerea. a. fras.
"ho
denunciato gli strozzini ma sono condannato alla fame" - dal nostro
inviato ( da "Repubblica, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "L'Alitalia, fine anni Novanta con la deregulation, revoca le 28 agenzie generali in Italia. Una era di mio padre. Biglietti aerei per tutta la provincia. Il fatturato crolla. Le banche ci mettono in sofferenza. Un avvocato consiglia di vendere l'immobile dell'agenzia e ci presenta tre signori.
Saltano
le trattative sciopero alla piaggio
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dice Maurizio Landini segretario nazionale Fiom, "visto che il giorno prima l'azienda aveva dichiarato di voler procedere all'accordo". Landini allude all'Alitalia e al doppio ruolo di Colaninno, presidente Piaggio e Cai: "Non sarebbe accettabile la subordinazione della vertenza Piaggio alle altre in cui è impegnato Colaninno".
Tagli,
a rischio il 30 % dei treni regionali - lello parise
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: senza tanti giri di parole: "Io non posso fare la fine di Alitalia, ecco perché non voglio indebitarmi". Secondo i calcoli di Loizzo, per il 2008 mancherebbero all'appello 120 milioni di euro. Sempre per il trasporto regionale, 80 milioni erano stati assegnati a Fs dal ministero Prodi e 250 da quello del Cavaliere.
L'ultima
disfatta della politica americana - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che lo osteggia apertamente con un ricatto in stile Alitalia, o così o tutti giù dalla finestra, metterà un tampone sull'emorragia. Ma né i colpi di testa di McCain, né il fiacco discorso del presidente alla nazione, mercoledì sera, possono restituire prestigio morale a una politica che lo ha perduto tra le rovine di Bagdad, nel pasticcio afgano, nella devastazione di New Orleans,
"noi
piloti meno tutelati ma non c'era altra scelta" - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per Alitalia, sia davvero l'ultima chiamata e che non ci sia un minuto da perdere. Secondo lei Anpac e Up hanno sbagliato strategia? "Non biasimo il comportamento dei colleghi, anche se durante questa durissima vertenza hanno fatto sì che la categoria prestasse il fianco a critiche che ci hanno danneggiato.
"io
ho messo insieme epifani e colaninno" - giovanna casadio
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non sono stati i giochini della politica a sbloccare la trattativa Alitalia, e adesso basta con il bullismo al governo, con gli spot con i fuochi d'artificio. con quest'idea che non si possa fare opposizione e magari non si possano più fare giornali non graditi al governo...". Non dice che è stato merito suo, Walter Veltroni.
Quel
tè a casa del leader pd e l'ultima mossa di letta - (segue dalla prima pagina)
roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo su Alitalia Quel tè a casa del leader Pd e l'ultima mossa di Letta (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ROBERTO MANIA Letta ben sapeva che la sua mediazione non poteva permettere a nessuno di vincere, se non altro nella forma. Nemmeno al segretario generale della Cgil, che pure ieri mattina a Palazzo Chigi ci aveva provato fino all'ultimo.
Denaro
sui titoli delle banche bene eni e saipem debole tenaris
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il semaforo verde dei sindacati al piano di salvataggio di Alitalia messo a punto da Intesa Sanpaolo (+3,37%) ha spinto la Immsi di Colaninno a guadagnare il 9,32% e Piaggio il 7,03%. Bene anche Premafin (+10,23%) e Fondiaria-Sai (+1,37%), che fanno capo alla famiglia Ligresti, e Atlantia (+2,67%), veicolo utilizzato dai Benetton per partecipare alla cordata Cai.
Ecco
la coppia santoro-granbassi: "saremo scorbutici" - antonio dipollina
( da "Repubblica,
La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ieri sera la prima puntata della nuova edizione di Annozero dedicata alla crisi dell'Alitalia. La fiorettista debutta con piglio deciso e tranquillo Ecco la coppia Santoro-Granbassi: "Saremo scorbutici" ANTONIO DIPOLLINA Un Annozero "scorbutico e irriverente", con "tanti ringraziamenti alla Rai" che manda in onda una trasmissione così.
Il
cavaliere diserta onu e alitalia "mal di schiena, è andato da
mességué" - francesco bei ( da "Repubblica, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo su Alitalia. Ma il Cavaliere dov'è? Ai giornalisti stranieri il povero Franco Frattini, mandato a New York a sostituire il premier, raccontava che "Berlusconi è dovuto restare a Roma per salvare l'Alitalia dal collasso". E invece, zitto zitto, il Cavaliere è planato in elicottero mercoledì pomeriggio sulla dolce campagna umbra,
"liberazione",
giornalisti in sciopero contro "liquidazione comunista" - luciano
nigro ( da "Repubblica, La"
del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un gruppo ha pensato di fare il verso a piloti e hostess Alitalia: invece del cartello "meglio falliti che con questi banditi", impugnerà la scritta "meglio banditi che con questi falliti". Una crisi speciale, quella di Liberazione, su cui pesa l'esito delle elezioni e di un congresso che ha spaccato in due il partito.
<Il
patto con Air France penalizza Milano>
( da "Corriere
della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 09-26 num: - pag: 1 autore: di RITA QUERZè categoria: REDAZIONALE Gli esperti "Il patto con Air France penalizza Milano" Oliviero Baccelli, vice presidente del Certet Bocconi: "A Linate il 72% dei voli è targato Air One e Alitalia. Quando si fonderanno, i collegamenti si ridurranno. Rischi anche per Malpensa". A PAGINA 7.
<Alitalia
salva? Ora tocca ai nostri aeroporti>
( da "Corriere
della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: colpire gli scali lombardi vuol dire punire il Nord "Alitalia salva? Ora tocca ai nostri aeroporti" Comune, Provincia e Regione: difenderemo Linate e Malpensa. "No ai tagli" Scampato pericolo. Alitalia non fallirà. Ma sotto la Madonnina ci si prepara già a gestire un'altra battaglia. Quella per la difesa di Linate e Malpensa.
I
tagli dell'ospedale San Giacomo e la filosofia del tanto peggio
( da "Corriere
della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma opporvisi con le sue argomentazioni ricorda tanto la filosofia che ha portato l'Alitalia sul baratro. Il buco nella sanità del Lazio non l'hanno aperto i giornalisti (che l'assistenza privata se la pagano), ma generazioni di politici: per qualcuno dei quali lei avrà anche votato, chissà. gbuccini@rcs.it.
Lufthansa
punta al 49 per cento - massimo giannini
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il retroscena Lufthansa punta al 49 per cento MASSIMO GIANNINI "Alitalia ci interessa molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...". Wolfgang Mayrhuber va dritto al cuore del problema, quando spiega a Epifani, Bonanni e Angeletti i progetti di Lufthansa sulla nostra compagnia di bandiera. SEGUE A PAGINA 3.
Alitalia,
ora i piloti trattano ( da "Repubblica, La"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: niente carburante Alitalia, ora i piloti trattano Negoziato nella notte a Palazzo Chigi. Dubbi Ue sul piano ROMA - I piloti hanno accettato di sedersi al tavolo delle trattative per Alitalia e, nel negoziato notturno svoltosi a Palazzo Chigi, hanno ottenuto dalla Cai 100 posti in più rispetto al precedente piano industriale.
Lufthansa
scopre le sue carte "noi puntiamo al 49 per cento" - (segue dalla
prima pagina) massimo giannini ( da "Repubblica, La"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquisire fin da subito il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega il manager - e Lufthansa è pronta a fare la sua parte". Non tanto e non solo per bruciare la concorrenza di Air France, quanto piuttosto perché la mitica "cordata italiana" raggruppata sotto le insegne di Cai, per quanto corroborata dal sofferto accordo con le rappresentanze dei lavoratori,
E
ora airone rischia di restare a terra tamoil e total negano il cherosene - luca
iezzi ( da "Repubblica, La"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aerei Airbus che nei prossimi dieci anni diventeranno la nuova flotta di Alitalia. Tale debito oltre ad essere garantito dal valore stesso degli aerei, sarà ripagato nel corso degli anni dando in leasing l'intera flotta di oltre 120 nuovi aeromobili ad Alitalia. Sommando tutte le voci, l'esposizione Ap Holding nel 2007 ammonta a 896 milioni, superando il fatturato (785 milioni),
Alitalia,
apertura della cai ai piloti confederali spiazzati, uil infuriata - lucio
cillis ( da "Repubblica, La"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, apertura della Cai ai piloti confederali spiazzati, Uil infuriata Comandanti-dirigenti e 100 posti part time in più, si tratta Le hostess Anpav firmano l'accordo Incontro con Lufthansa di Letta e sindacati LUCIO CILLIS ROMA - L'apertura di Compagnia italiana ai piloti coglie di sorpresa Cgil Cisl,
Berlusconi:
"siate ragionevoli c'è chi taglierà 300 mila posti" - aldo
fontanarosa ( da "Repubblica, La"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 16 imprenditori del salvataggio di Alitalia. A Todi, il premier rilancia. Avverte che l'intesa "non è ad horas". Ma è comunque felice che la linea del suo governo abbia retto al confronto con i sindacati. Alitalia - dice - può restare la compagnia di bandiera nazionale. E se qualche vettore straniero vorrà entrare nella nuova società, dovrà accontentarsi di un ruolo di minoranza.
Albenga-roma,
la linea scajola - corrado augias
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dai piloti ai lavoratori di terra di Alitalia contrari alla firma del "regalo" preparato da Berlusconi. Voleva convincere della bontà dell'operazione che scarica i debiti del carrozzone Alitalia su di loro. Non è bastato alla destra vincere le elezioni sventolando il tricolore, ora irridono i loro stessi elettori.
L'amaca
- michele serra ( da "Repubblica, La"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia (e speriamo molte altre) non è stato Berlusconi, ma il gran ciambellano Gianni Letta, uomo il cui potere (grande) è comprovato dalla totale assenza dagli schermi televisivi. Mentre il premier era impegnato in un breve e meritato ricovero in un centro anti-stress, tra massaggi defatiganti e decotti di licheni che ci auguriamo gli siano stati applicati con un esorbitante sovrapprezzo,
La
spallata della cgil - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sembra improponibile alla luce di quanto avvenuto sul tavolo Alitalia. Rischiamo perciò di pagare un costo aggiuntivo da questa surreale vicenda. I lavoratori italiani attendono da anni una riforma della contrattazione. In quasi due su tre hanno un contratto scaduto. I vecchi assetti contrattuali bloccano la crescita della produttività e dei salari.
Airaudo:
crisi fulminante e sarà più grave del 2002
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma ora bisognerà valutare quale impatto avrà la soluzione della crisi Alitalia sul gruppo Finmeccanica". I problemi dell'industria si aggiungono a quelli legati alla perdita di potere d'acquisto dei salari. Con quali ripercussioni? "La situazione rischia di avvitarsi su se stessa. Quest'anno il salario medio dei metalmeccanici è stato tra i 1.
Industria
in crisi: più 24% i licenziati - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non permette di guardare al futuro con ottimismo nemmeno l'esito ancora incerto della vicenda Alitalia. "Non sono tra quelli - aggiunge Rosati - che ritiene che Linate e Malpensa se la caveranno comunque. Dipenderà dal partner straniero che sarà scelto entro il 15 ottobre. Quello che abbiamo sottoscritto è solo il piano di salvataggio della Sea.
"siam
bambini, contro la gelmini" - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In Alitalia settemila esuberi, da noi 160 mila. E noi siamo la scuola statale italiana, almeno chiediamo uguale attenzione" commentano gli insegnanti. A difesa della scuola di bandiera, secondo gli organizzatori ieri sono scesi in piazza in diecimila (la questura dimezza): maestri, genitori, moltissimi bambini contro la riforma della scuola,
Al
campidoglio 20 miliardi dal governo - (segue dalla prima cronaca)
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: governo ha creato una sorta di bad company stile Alitalia: da un lato i debiti pregressi per la cui copertura si farà ricorso ai contributi di Roma capitale, dall'altra il bilancio ordinario del Comune che, depurato dalla zavorra, può ripartire da zero. Meccanismo che consentirà ad Alemanno di varare il suo piano di sviluppo e avviare i progetti illustrati in campagna elettorale,
Fs:
se aerei a terra treni straordinari
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche dopo la soluzione della crisi di Alitalia l'ad è sicuro del predominio dell'Alta velocità sull'aereo. "Sulla Milano-Roma avremo il 50%, forse il 60%, della quota di mercato dal 2009. Stiamo studiando, sempre dal prossimo anno, una linea che colleghi Roma Tiburtina a Milano Rogoredo in due ore e trenta minuti".
"i
risultati solo con il dialogo" letta batte il "falco" sacconi -
claudio tito ( da "Repubblica, La"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il Cavaliere ha ingranato la retromarcia: "L'obiettivo è solo salvare Alitalia". I timori di Letta sono diventati anche quelli di Berlusconi: "Se l'Alitalia non si salva senza la Cgil, si può riformare la Giustizia senza i magistrati?". Per di più nei prossimi mesi il premier sarà alle prese con il giudizio di costituzionalità su Lodo Alfano.
Tegola
europea per la nuova compagnia - alberto d'argenio
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ARGENIO BRUXELLES - C'è apprensione a Bruxelles per gli sviluppi della trattativa Alitalia. A far temere una bocciatura europea sono la cessione degli asset e il trasferimento degli slot dalla vecchia compagnia di bandiera alla Cai, così come il prestito ponte concesso a maggio dal governo per evitare il tracollo finanziario del vettore.
Vigilanza
rai, dal pdl nuovo niet su orlando - francesco bei
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. "Cerchiamo di riannodare i fili", confida un pontiere come il sottosegretario Paolo Romani, "ma certo le dichiarazioni di Veltroni contro Berlusconi non ci hanno aiutato". Ieri ad accendere le polveri ci ha pensato invece l'altro sottosegretario che sta seguendo la vicenda, Paolo Bonaiuti, affossando la candidatura Orlando con durezza inusitata:
Muoiono
tre agenti, rabbia tra le divise - irene de arcangelis
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ne guadagna ottomila...". Amarezza, rabbia, sfiducia. Mentre arriva il cordoglio delle istituzioni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al capo della polizia Antonio Manganelli: "Ho appreso con sentimenti di dolore e vivo rimpianto le notizie dei tragici episodi che hanno visto coinvolti gli appartenenti ai reparti anticrimine della polizia di Stato,
"noi
poliziotti mandati allo sbaraglio e ora al ferito taglieranno lo
stipendio?" - vladimiro polchi
( da "Repubblica,
La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 200 euro al mese per essere uccisi e un pilota Alitalia guadagna 8.000 euro al mese" "Vite distrutte nel tentativo di garantire una sicurezza alla quale sembriamo tenere solo noi delle forze dell'ordine e che grava solo su di noi" VLADIMIRO POLCHI ROMA - "Basta, basta, con queste morti. Noi obbediamo agli ordini, sempre, ma qui ci mandano allo sbaraglio".
Tagli
a posti e voli: paura a Linate e Malpensa
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: paura a Linate e Malpensa I sindacati: decisiva la scelta del partner per Alitalia. In cassintegrazione 900 dipendenti Sea Quello che si sa, per ora, è che non sarà indolore il passaggio da Alitalia a Cai. Niente di paragonabile al fallimento della compagnia di bandiera, ma un ridimensionamento dell'attività di Linate e Malpensa sembra certo.
Crisi
Alitalia, la sfida di Malpensa <Resteremo l'unico hub italiano>
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia, la sfida di Malpensa "Resteremo l'unico hub italiano" Guerra per il 1,5 milione di passeggeri in fuga dagli altri scali nazionali Dopo gli aiuti all'ex compagnia di bandiera i vertici dell'aeroporto chiedono analoghe misure per i 900 cassintegrati Sea Il passaggio da Alitalia a Cai non sarà indolore.
De
Michelis: il mio amico Maurizio non ha perso
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: durante la trattativa finale su Alitalia era a Viareggio. Sacconi, accusato da Veltroni di aver cercato il fallimento della trattativa per colpire "qualcuno": Cgil e Pd, probabilmente. Gianni De Michelis, più volte ministro socialista nella prima Repubblica, è un vecchio amico di Sacconi, lo chiama "Maurizio", e basta.
P
enultimatum ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi P enultimatum s.m. inv. - Un ultimatum che fa pena (da "Il nuovo vocabolario Alitaliano") www.corriere.it/italians.
Il
metodo Letta incanta la sinistra ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non che la faccenda Alitalia si sia risolta, anzi. I problemi maggiori devono venire. E siccome il ministro dell'Economia ne è consapevole - chiosa malizioso il Picconatore - ha deciso di non esporsi". è una tesi che nel Pd sostengono da tempo. Paolo Gentiloni non a caso sottolinea "l'assenza del Tesoro dalla trattativa" prima di omaggiare Letta:
Sei
notti ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI Sei notti Il mediatore Gianni Letta (nella foto) è stato il gran mediatore delle ultime fasi della trattativa Alitalia da 5 giorni al tavolo con i sindacati e la Cai La vicenda L'affare Alitalia definito a palazzo Chigi ha riportato l'attenzione sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio dopo la vicenda del federalismo.
Il
grande freddo ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI Il grande freddo La vertenza Alitalia sembra aver allargato ancora di più il solco tra i due leader sindacali Raffaele Bonanni della Cisl e Guglielmo Epifani della Cgil. Il prossimo scoglio sarà la trattativa sulla contrattazione e si comincia da posizioni distanti tra Cisl e Cgil che hanno valutazioni diverse sulla proposta Confindustria.
I
piloti firmano l'accordo, sì dei sindacati
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La schiarita dopo l'ultimo round di Uil e Ugl ROMA - Accordo raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 14 ore terminata nella notte. Un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi, ha sancito la pace della Compagnia aerea italiana (Cai) con le "aquile ".
Alitalia,
c'è la firma dei piloti ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Aperture dagli assistenti di volo Alitalia, c'è la firma dei piloti Nella notte ok dei sindacati alle concessioni per i comandanti ROMA - Accordo raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 12 ore terminata nella notte. Un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi,
<Ma
se non firmiamo saremo i primi esuberi>
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 500 dipendenti Alitalia (di cui oltre 12 mila sindacalizzati). "Ormai il governo può andare avanti anche senza la nostra firma. Noi possiamo anche non firmare, come ci chiedono molti lavoratori, ma è una scelta pericolosa...", ha ripetuto Paolo Maras, delegato Sdl, a hostess e impiegati che continuavano a chiedere: "E adesso che cosa facciamo?
Tengono
Intesa e Gemina. Giù Unicredit ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 35%) spinta dalle attese per il salvataggio di Alitalia, di cui ha beneficiato anche Immsi (+5,6%) la holding di Roberto Colaninno e Gemina (+6%), che controlla gli Aeroporti di Roma. Tra i bancari ancora sotto pressione Unicredit (-3,2%) mentre terminano piatte Montepaschi, Popolare di Milano e Ubi.
Il
parmigiano chiede lo stato di crisi <Colpa dei supermarket>
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Adesso sospendere i vincoli Antitrust come per Alitalia" MILANO - I produttori di Parmigiano Reggiano lanciano l'allarme, a queste condizioni non ce la fanno più con i costi che crescono da un lato e dall'altro la domanda della grande distribuzione che li mette in ginocchio. E ieri in un vertice tra Regione Emilia-Romagna e operatori, convocato a Bologna dall'assessore regionale all'
La
nostra posta ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vedi Alitalia, insegnanti, e quant'altro. Certo il rischio di migliaia di licenziamenti è niente in confronto a un piccolo negozio che chiude. Forse sono di corta memoria, considerando che le piccole attività hanno creato questo Paese, lo hanno reso ricco, competitivo col lavoro artigianale, e con quel dialogo che si istaura ogni giorno con la clientela,
Berlusconi
e il <piano-sanità>: privatizzeremo molti ospedali
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: lontano dalle tensioni legate al caso Alitalia, nel cuore verde dell'Umbria in un centro Messegué. I buoni propositi, però, sono saltati per "colpa" dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi. Certo, è una "colpa" relativa, visto che Silvio Berlusconi non ci pensa un attimo prima di rompere la consegna che si è imposto.
COMPAGNIA
DI BANDIERA MEGLIO NON FARNE A MENO
( da "Corriere
della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia italiana perché il turismo è la nostra maggiore industria. Cioè, se ho capito bene, qualora l'Alitalia andasse allo straniero questo dirotterebbe il turista verso le proprie mete turistiche invece che portarlo in Italia. Cioè, se un giapponese comprasse nella sua agenzia turistica un pacchetto per visitare le principali città italiane e malauguratamente usasse un aereo dell'
Presidio
Cgil contro il governo ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, le accuse di Berlusconi e l'accordo sulla compagnia di bandiera firmato in extremis, la Cgil torna in piazza. Contro la politica economica del governo e in difesa dei diritti. La manifestazione milanese- l'appuntamento "per i lavoratori e le lavoratrici" è in piazza San Carlo - si inserisce all'interno della mobilitazione nazionale che il sindacato di Guglielmo Epifani
Ricetta
di Santoro: aggiungere pepe ( da "Corriere della Sera"
del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la puntata sull'Alitalia sarebbe risultata simile a tante altre che si sono succedute in questi giorni: stessi temi, stesse demagogie, stessi ragionamenti (Raidue, giovedì, ore 21,04). Sì, il ritorno di Corrado Formigli ha consentito a Santoro di togliere dal video la faccia triste di Sandro Ruotolo;
L'italianità
come legittima difesa - ilvo diamanti
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: italiana" alla crisi di Alitalia ha fatto affiorare, riemergere l'Italianità. Criterio dichiarato del progetto voluto da Berlusconi, non solo per far volare (A)l'Italia, ma per intercettare il consenso sociale. Perché c'è un legame evidente fra questi elementi. Berlusconi ha contrastato il passaggio di Alitalia a Air France,
È
già sfida lega-an per il partner ma il cavaliere prende tempo - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il gioco è quello della scelta del partner straniero per dare solidità industriale alla Nuova Alitalia di Roberto Colaninno. D'altra parte finché non comincerà a decollare Cai, la Compagnia aerea italiana (e ci vorrà più d'un mese perché ciò accada) il governo potrà sostenere di avere risolto un altro problema difendendo e affermando, come promesso, l'"italianità" della compagnia.
Piloti,
parte della base contesta "oggi non è un giorno di festa"
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non piace a molti il trattamento dei comandanti ROMA - Simone, comandante Alitalia con 16 anni di anzianità, si aggira con aria preoccupata: "Il clima fra noi non è dei migliori. Oggi non è un giorno di festa. Avremo meno giorni di ferie e di riposo, avremo sicuramente una serie di diritti in meno, ma non c'erano alternative, si doveva firmare".
Alitalia,
bossi vuole lufthansa colaninno: ora via al rilancio - roberto petrini
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: originalità e discontinuità la nuova Alitalia". Quanto al presidente della Cai, Roberto Colaninno, guarda al futuro con fiducia: "Il passaggio dell'accordo con tutti coloro che lavorano in Alitalia è fondamentale perché significa dar vita ad un'opera di grande rilancio". Gli fa eco il ministro dei Trasporti Matteoli: "Con la firma anche dei piloti la nuova Alitalia può decollare.
Meno
aerei, niente hub e 12.500 dipendenti così nasce la nuova compagnia di bandiera
- barbara ardu ( da "Repubblica, La"
del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 500 dipendenti così nasce la nuova compagnia di bandiera Il numero degli aerei si riduce dai 202 di Alitalia e Air One a 153. Sei città basi operative Meno ferie e riposi e tagli di stipendio fino al 7% a parità di stipendio per il personale di volo BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - Della vecchia Alitalia rimane il nome, ma cambiano i padroni e i contratti di chi lavora.
A
metà della prossima settimana la cai si trasformerà in spa
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per quanto riguarda il certificato di operatore aereo si sta facendo sempre più concreta l'ipotesi di utilizzare la licenza di Air One. Un'opzione che consente, tra l'altro, di aggirare il problema della continuità con la vecchia Alitalia. Il capitolo del partner internazionale è invece ancora tutto da scrivere.
L'
amaca ( da "Repubblica, La"
del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ceduta a un manipolo di privati in sinergia con Lufthansa (che punta, a quanto si legge, al 49 per cento del capitale), mentre non sarebbe stato lecito definire compagnia di bandiera un'Alitalia italo-francese, che per giunta sarebbe nata sei mesi prima evitandoci il penosissimo tira e molla di questo settembre nevrastenico.
L'italianità
come legittima difesa - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: della popolazione ritiene che il controllo italiano di Alitalia garantisca maggiormente l'interesse del Paese e dei cittadini. Nonostante il debito accumulato dopo anni di gestione "italiana". Nonostante l'impopolarità della compagnia di bandiera: del personale di volo e di terra. Nonostante una quota largamente maggioritaria ?
Risponde
corrado augias - corrado augias ( da "Repubblica, La"
del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: totalmente privato oltre che quelli di Alitalia? Perché mai nessuno ha parlato delle condizioni finanziarie di Airone che entrava nel "calderone" Cai? Perché la maggior parte degli aeroplani fermati apparteneva alla flotta Alitalia e non ad Airone? Quanti sanno che il mio contratto pone come limite massimo di impiego 17 ore continuative che in casi eccezionali possono arrivare a 19?
Fi
alla moratti: vogliamo il bilancio - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il coordinatore di Forza Italia assicura che la Moratti adesso non è contraria alla presenza di un rappresentante della Regione nel Cda della Soge. Però bisogna fare in fretta: "Mi sento già fuori tempo massimo", è sbottata ieri mattina Letizia. Risolta la grana Alitalia, la prossima settimana potrebbe essere decisiva per la firma del decreto che stabilisce la governance di Expo.
"chi
è sarah palin? una spogliarellista" valiani non conosce la signora
dell'alaska ( da "Repubblica, La"
del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per nulla imbarazzato: prende posizione sull'Alitalia ("se la trattativa fallisce, la colpa è dei sindacati"), ma evita di dire chi è il più bravo fra Mancini, Mourinho e Arrigoni, nominando solo il "più simpatico": Arrigoni. Che, visto com'è andata al vicegovernatore dell'Alaska, può accontentarsi.
Contratti,
cgil contro confindustria - giorgio lonardi
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia non ci sono più scusanti né attenuanti. Spero si affrontino a viso aperto le problematiche della riforma contrattuale anche se le dichiarazioni rilasciate dalla Cgil non fanno ben sperare". Poi ha aggiunto: "Noi però siamo ottimisti e cocciuti - e io sono un po' montanaro - per cui andiamo avanti fino in fondo su questo tentativo di ammodernare un sistema di cui credo abbiamo
"soldi
sufficienti fino al passaggio di consegne" - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: mantenere pienamente operativa Alitalia e ottenere una nuova licenza di volo con la collaborazione dell'Enac e del governo, infine convincere l'Europa che tutto è stato fatto secondo le regole. L'agenda dei manager Cai e del commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è fittissima, perché anche se vinta la partita sul contratto del personale,
Berti:
"i piloti perdono un po' di potere ma la gestione non era compito
nostro" ( da "Repubblica, La"
del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha firmato l'accordo per la Nuova Alitalia. Ha così evitato di trasformarsi nell'Arthur Scargill italiano, perché come il capo dei minatori inglesi sconfitti dalla Thatcher, stava rischiando di rimanere senza vie di fuga. Per la sua Anpac, comunque, si chiude la lunga stagione di strapotere all'interno della compagnia.
IL
RIFORMISMO BOCCIATO ( da "Corriere della Sera"
del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La scuola pubblica è come l'Alitalia: rovinata da decenni di management interessato a garantirsi clientele e da un sindacalismo cui si è consentito di cogestirla con gli scadenti risultati (in tema di preparazione dei ragazzi) che i confronti internazionali ci assegnano.
Baseotto:
<Trasporti, Expo, sanità: la Regione risponda>
( da "Corriere
della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il nuovo segretario regionale della Cgil "E su Alitalia basta liti, serve una riflessione seria" Baseotto: "Trasporti, Expo, sanità: la Regione risponda" La Cgil si è mobilitata ieri nelle piazze della Lombardia come nel resto d'Italia per protestare contro la politica economica del governo.
Veltroni:
con Berlusconi democrazia svuotata Come la Russia di Putin
( da "Corriere
della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Si è offeso per le polemiche su Alitalia? "Guardi, qui in casa mia, su quei due divani là in fondo, si sono seduti Epifani e Colaninno, e hanno trovato l'accordo. Io ho un giudizio pessimo di come il governo ha gestito la vicenda, compresa la scelta di una cordata non si sa in base a quali principi.
Epifani:
scuola, si cambi o sarà sciopero generale
( da "Corriere
della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: occasione per rivendicare con orgoglio il ruolo svolto nella trattativa Alitalia. "Ci hanno detto di tutto, ma noi volevamo salvare la compagnia e l'occupazione", ha detto il segretario della Cgil, che ieri ha parlato a Roma in una delle 150 iniziative di mobilitazione organizzate in tutta Italia. "Hanno cercato di metterci all'angolo, ma non ci sono riusciti.
Nuova
Alitalia, i soci accelerano sul decollo
( da "Corriere
della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I vertici della Cai, la società che si è impegnata a rilevare e rilanciare Alitalia, si sentono già a buon punto: "Il passaggio dell'accordo con coloro che lavorano in Alitalia è fondamentale perché il rilancio potrà realizzarsi solo con " il concorso di tutti", ha detto il presidente della società Roberto Colaninno.
Nord
e sindacalisti con Lufthansa. Roma tifa per i francesi
( da "Corriere
della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vogliono la compagnia tedesca come partner internazionale di Alitalia. E anche fra le fila del partito Air France ci sono assi bipartisan: dai vertici del Pd nostalgici per l'intesa sfumata fra il governo Prodi e il colosso transalpino dei cieli, agli esponenti capitolini di An. Ancora con molti distinguo ("aspettiamo le offerte"), cominciano a prendere forma i due schieramenti.
<Convinceremo
l'Europa sull'operazione, cambiano sia la compagnia sia i contratti>
( da "Corriere
della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attuale Alitalia e dalla società Air One, col risultato di realizzare un nuovo operatore aereo con caratteri di forte discontinuità". Come si fa a sostenere che la nuova Alitalia non deriva dalla vecchia compagnia? "La nuova società avrà un nuovo contratto di lavoro e un modello organizzativo che abbandonerà definitivamente i vizi della gestione pubblica,
Alitalia
Il salvataggio ( da "Corriere della Sera"
del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il salvataggio L'opposizione: la strategia unitaria paga Senso di responsabilità Maggioranza e opposizione devono continuare a lavorare insieme per Alitalia. Lo chiede Francesco Rutelli (foto) che giudica l'accordo raggiunto un "primo risultato positivo".
E
Venezia premia chi la vuole come Disneyland
( da "Corriere
della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dopo aver parlato del fallimento della Lehman Brothers e della vicenda Alitalia, Kay conclude: "Per Venezia ci sono paralleli e lezioni da apprendere tanto nell'avidità e negli orizzonti a breve termine nel suo settore privato quanto nell'indolenza e nel disprezzo del suo settore pubblico". Che ne dirà, a premio assegnato, il sindaco Massimo Cacciari?
Tacchi-trampolo,
sfiorato il muro dei 20 ( da "Corriere della Sera"
del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per le hostess di Alitalia ma la voglia di volare in passerella è pura metafora. è il tentativo di alzare la donna per farla evadere: il contrario cioè che tenerla con i piedi ben piantati per terra. Prendiamo il filone del nuovo romanticismo, diversamente sviluppato da Giorgio Armani, Dolce e Gabbana, Alberta Ferretti,
"rispondo
alla gente, non ai pm" ( da "Repubblica, La"
del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia o di Napoli e dei rifiuti, e dedicarmi anima e corpo alle udienze? Ma lo sanno o no che 20 milioni di italiani mi hanno votato? E io dovrei forse rispondere ai magistrati piuttosto che alla gente?". E poi, rivolto a Ghedini e ad Alfano, il primo suo avvocato e consigliere giuridico, il secondo Guardasigilli: "Adesso basta con le esitazioni sulla riforma costituzionale della
Così
è nata la quarta confederazione guidata dalla "tosta" renata
polverini - roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ha conquistato con la vertenza Alitalia un posto al tavolo che conta insieme a Cgil, Cisl e Uil Così è nata la quarta confederazione guidata dalla "tosta" Renata Polverini ROBERTO MANIA ROMA - "Renata è una tosta", dice Guglielmo Epifani della collega Polverini, leader dell'Ugl, prima donna in Europa a guidare un sindacato.
"la
dura vita del pilota-piacione" max giusti imita il leader anpac
( da "Repubblica,
La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lei che idea si è fatto della vicenda Alitalia? "Che con Air France i piloti guadagnavano di più e gli esuberi erano 2000 se non sbaglio; dopo tre mesi, tutti guadagneranno di meno e gli esuberi sono 3120. Questo è il sunto. Poi che Alitalia rimanga italiana mi fa più piacere... Se diventava straniera dispiaceva anche a mia madre che l'aereo non lo prende mai"
Alitalia,
le hostess verso il sì berlusconi: tetto agli stranieri - barbara ardu laura
serloni ( da "Repubblica, La"
del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, le hostess verso il sì Berlusconi: tetto agli stranieri "Decide la cordata ma escludo una maggioranza estera" Il 90 per cento degli iscritti a Avia e Sdl è favorevole alla sigla dell'accordo BARBARA ARDU LAURA SERLONI BARBARA ARDù ROMA - Gli stranieri non avranno mai il controllo di Alitalia.
"statali,
il contratto si può chiudere entro l'anno" - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: niente sceneggiate tipo Alitalia, previsto un anticipo del 90% a gennaio LUISA GRION ROMA - Un contratto "prendere o lasciare", da chiudere in tempi brevi e senza perdere tempo "in sceneggiate tipo Alitalia". Per il ministro Burnetta la partita salariale dei tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici può e deve essere chiusa entro l'anno.
La
cai pensa a una gara lufthansa-air france il partner della compagnia sarà chi
offre di più - giovanni pons ( da "Repubblica, La"
del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquisizione di Alitalia che secondo i piani dovrebbe concretizzarsi in un mese circa. Anche se i problemi sul tavolo non sono pochi e dunque l'assemblea si preannuncia "complessa" e quasi sicuramente non definitiva. Nel senso che la partita Alitalia è stata risolta attraverso un accordo politico, quello raggiunto nelle notti scorse da Roberto Colaninno,
Berlusconi:
basta dialogo con Veltroni ( da "Corriere della Sera"
del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, e poi ha tentato perfino di prendersi il merito di aver fatto ridecollare l'intesa... ". E però, nonostante il fastidio - o forse proprio per il troppo fastidio - Berlusconi ha deciso di replicare a brutto muso all'avversario, e lo ha fatto lasciando il resort per tornare a Milano a gustarsi il derby prima di ritirarsi nella sua nuova villa sul lago Maggiore per festeggiare
Alitalia,
l'operazione Cai all'esame della Ue
( da "Corriere
della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: asset a prezzi di mercato Alitalia, l'operazione Cai all'esame della Ue Attesa oggi la firma delle ultime due sigle autonome. Il premier: fiducioso, manca poco ROMA - "Discontinuità, trasparenza, vendita degli asset di Alitalia a prezzi di mercato". Questi i paletti di Bruxelles sul salvataggio della compagnia aerea italiana.
Sindacati,
in un anno la popolarità cala del 19%
( da "Corriere
della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I l caso Alitalia sembra avviarsi a una soluzione, con l'accordo tra tutte le parti in causa. Ma esso lascia rilevanti strascichi nell'opinione pubblica. Infatti, la popolarità degli attori coinvolti (Cai, governo, opposizione, sindacati, piloti e assistenti di volo) ha subito significative ripercussioni a seguito dell'intera questione,
Scuola,
il Pd e l'<operazione nostalgia> del governo
( da "Corriere
della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: limitandomi a dire che, sulla scuola come per il caso Alitalia, il Pd si muove tentando di esprimere una sua visione di società. Ci interroghiamo cioè su come dovrebbe essere, secondo noi, il sistema scolastico nel nostro Paese o su quali siano gli interessi nazionali in gioco nella vicenda della compagnia di bandiera.
Il
forum di oggi ( da "Corriere della Sera"
del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia privatizzando i profitti e socializzando le perdite sia stata ispirata dalle vicende della scuola italiana da tempo avviata verso la distinzione tra new school e bad school. Gli ottimisti contano sulla stessa vigilanza che l'Unione Europea ha annunciato sulla regolarità delle vicende della nostra compagnia di bandiera.
<Stop
navette per piloti> Coop di autisti sul lastrico
( da "Corriere
della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che serve per assicurare la puntualità delle partenze, costa all'Alitalia circa sette milioni di euro all'anno che il personale viaggiante rimborsa con una trattenuta in busta paga di 30 euro mensili. Il resto lo mette l'Alitalia. Cifre di cui Colaninno, che vuol portare i conti in pareggio, non vuole più sentir parlare.
<Piano
serio, il governo ci aiuti> ( da "Corriere della Sera"
del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come ha dimostrato il caso Alitalia, si occupa di queste mosse propagandistiche". Alemanno oggi sarà in aula per presentare il piano di rientro - abbondantemente anticipato tre giorni fa dal Sole 24 ore - e ieri ha ribadito che "è un piano molto impegnativo, molto serio e richiede l'aiuto del governo per poter essere risolto".
ALITALIA
( da "Corriere
della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lettere al Corriere - data: 2008-09-29 num: - pag: 25 categoria: BREVI ALITALIA La statalizzazione Caro Romano, i suoi argomenti a favore di una compagnia di bandiera sono condivisibili. Ma se l'interesse nazionale domina sulla logica del profitto perché privatizzare il servizio? Non sarebbe meglio una compagnia di proprietà dello Stato?
Alitalia,
firmano anche le hostess colaninno: gara per il partner - lucio cillis a pagina
24 ( da "Repubblica, La"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma i sindacati annunciano un referendum tra i lavoratori Alitalia, firmano anche le hostess Colaninno: gara per il partner LUCIO CILLIS A PAGINA 24 SEGUE A PAGINA 24.
Brindisi
con veronica e coccole ai nipoti per i 72 anni silvio inaugura la nuova villa -
rodolfo sala ( da "Repubblica, La"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia - lui ne è certo - risorgerà "grazie a me, e pensare che mi prendevano in giro quando parlava di cordata italiana", l'Ici abbassata "e adesso penseremo alle altre tasse", il carovita che sarà aggredito "perché sto mettendo a punto un accordo con grande distribuzione e commercianti", il federalismo fiscale che "riequilibrerà il divario tra Nord e Sud"
La
tempesta nei cieli che ha diviso l'italia - francesco merlo
( da "Repubblica,
La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nel 1947 scoprimmo il volo di linea Almeno nel nome , Alitalia siamo stati davvero imbattibili. E infatti tutti dicono che le sole ali che fanno volare l'Italia sono quelle della fantasia La tempesta nei cieli che ha diviso l'Italia Una compagnia aerea in crisi e un paese coinvolto in un dibattito infinito.
Se
l'aeroporto ora è un luogo - gabriele romagnoli
( da "Repubblica,
La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Chiunque ci lavori (non solo chi indossa divise Alitalia) ha spento il sorriso e acceso la valvola dello scontento. Non si sente più coinvolto in un'avventura della specie (volare, santo cielo, agli umani non era prescritto), piuttosto impiegato in una funzione fin troppo pubblica. Se lo sportello è una pena, il metal detector è peggio.
Expo,
la promessa di berlusconi ( da "Repubblica, La"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina I - Milano Il premier: passata l'Alitalia, ora ci mettiamo la testa. Ma Castelli conferma i timori sui tagli per le opere milanesi Expo, la promessa di Berlusconi "A giorni il decreto". Penati: no alla Bracco presidente di Soge Il decreto che definisce la governance dell'Expo dovrebbe finalmente arrivare.
Angelo
foletto ( da "Repubblica, La"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non tanto chiarire le ragioni dell'agitazione, cosa che in tempi di questione-Alitalia è già un argomento spinoso, quanto far digerire che la serata speciale a teatro andrà probabilmente rimpiazzata con la solita poltronata televisiva o ordinaria uscita in pizzeria. SEGUE A PAGINA IV.
Il
governo rassicura milano "ora l'expo è la nostra priorità" - teresa
monestiroli rodolfo sala ( da "Repubblica, La"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: TERESA MONESTIROLI RODOLFO SALA Chiusa la partita Alitalia, ora tocca all'Expo. A garantire tempi rapidi per firma del decreto che fisserà la squadra di comando dell'Esposizione 2015 è il presidente del consiglio Silvio Berlusconi che ieri, sul lago Maggiore per festeggiare i suoi settantadue anni, ha dichiarato: "Passata la vicenda Alitalia, possiamo finalmente metterci la testa.
Sei
mesi di litigi e adesso mancano i soldi per il metrò - roberto rho
( da "Repubblica,
La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tra cui l'Expo e il caso Alitalia. Prima di quella data il sindaco sarà all'estero", ha annunciato il 23 settembre scorso il vicesindaco De Corato. Nei 23 giorni che intercorrono tra l'annuncio di De Corato e la possibile apparizione di donna Letizia a Palazzo Marino, il tempo per incontrare Forza Italia ?
BERLUSCONI:
PRONTO IL DECRETO PER L'EXPO DAREMO PIÙ SPAZIO ALLA REGIONE
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Moratti ed Alitalia. Sulla soluzione prospettata per la governance della società: "è giusto che la Moratti abbia la mano migliore, se Milano ha ottenuto l'Expo è merito suo". Su Paolo Glisenti: "Sarà l'ad, nell'ambito del consiglio d'amministrazione". Sul sindaco: "Ha una storia da imprenditrice, è benestante, se sceglie di stare lì è perché vuole fare bene.
Berlusconi:
Expo? Pronto il decreto Giusto dare più spazio alla Regione
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in questi giorni non abbiamo potuto staccarci dalla vicenda Alitalia, ma ora siamo pronti a ripartire". Peraltro, la soluzione prospettata per la governance della società al premier sembra quella "più equilibrata. è giusto che Letizia Moratti abbia la mano migliore, se Milano ha ottenuto l'Expo è merito suo.
Moratti:
il rimpasto? Decido io ( da "Corriere della Sera"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: risolta la questione di Alitalia, "questa diventa una priorità e ce ne occuperemo già in uno dei primi Consigli dei Ministri di ottobre". La festa avrà anche momenti di spettacolo. Si esibiranno Edoardo Bennato ed Enrico Ruggeri, che dedicherà il suo spettacolo alla causa tibetana, ma è in calendario anche un ricordo di Lucio Battisti affidato alla band "
Berlusconi,
Alitalia e il Pd: meno male che c'era D'Alema
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veltroni spingeva Epifani al no Berlusconi, Alitalia e il Pd: meno male che c'era D'Alema LESA (Novara) - "Ma vi rendete conto? Epifani era già convinto di firmare il piano Alitalia. Veltroni ha fatto il diavolo a quattro per fargli dir di no. Poi anche D'Alema ha chiesto a Walter se fosse impazzito e così gli è toccato tornare indietro".
LA
VECCHIA NARRAZIONE ( da "Corriere della Sera"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nelle ultime fasi della vicenda Alitalia, abbia in mente la scadenza del 25 ottobre, in cui il popolo democratico manifesterà in piazza contro il governo Berlusconi. Conoscendo il suo popolo e le sue pulsioni, il leader del Pd sa quanto la "narrazione " della democrazia in pericolo, costruita in un quindicennio dominato dal vecchio schema,
Pezzotta
contestato da manifestanti Sdl-Avia
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Durante una manifestazione di dipendenti delle sigle del personale viaggiante Alitalia Sdl-Avia sono volate parole grosse all'arrivo dell'ex sindacalista: la contestazione ha sfiorato l'incidente quando, oltre ai fischi e a qualche urlo come "venduto", alcuni partecipanti hanno lanciato buste di plastica e altri oggetti verso il parlamentare.
E
i fondi italiani chiamano gli avvocati. Per i bond
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: cosa si può fare per un parziale recupero del valore dei bond Alitalia finiti nella bad company. La situazione sembrerebbe più complessa di quanto emerso: in circolazione ci sono anche dei titoli impacchettati in Cds, credit default swap, e pare venduti Oltreoceano. Ma per ora i fondi italiani non hanno avuto buone notizie: il consiglio dei legali sarebbe stato di lasciar perdere.
Firmano
le hostess, Colaninno frena sul partner
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Colaninno frena sul partner Nuova Alitalia, siglano Sdl e Avia. "Per l'alleanza internazionale non c'è fretta" "Perché dobbiamo partire dall'idea di dover vendere? Non siamo più il parente povero che va con il berretto in mano" ROMA - Per la scelta del partner straniero di Alitalia "non c'è fretta".
Adesso
spunta il giallo della sigla Az e del nome per la nuova compagnia
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E se si chiamasse "AlItalia", con la "I" maiuscola? Oppure "Alitalia2", per distinguerla dalla prima? In questi giorni in cui si stanno approntando tutti gli strumenti tecnici per far partire la nuova compagnia, i problemi sembrano moltiplicarsi. Così ora, secondo l'Enac, l'ente per l'aviazione civile, presieduto da Vito Riggio,
L'ultimo
no della <pasionaria>: <Conviene cambiare lavoro>
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: io sono in Alitalia da 11 anni, ancora vivo con i miei genitori perché non riesco a permettermi casa da sola. Figuriamoci se ci tagliano lo stipendio". E sul piano sentimentale va anche peggio: "Sono single, perché quando passi fuori dalla tua città 18-20 giorni al mese, è difficile mantenere una relazione stabile.
<Visto?
Il buco non esiste Chissà se ci saranno i soldi>
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Marroni attacca anche sulla vicenda Alitalia: "Alemanno dice che avvierà un confronto con Lufthansa e Air France, ma sbaglia e gioca sporco, perché è noto che la soluzione migliore per Fiumicino è quella francese, mentre i tedeschi sono graditissimi a Malpensa. E Alemanno questo lo sa bene".
Putin
telefona da Mosca: auguri ( da "Corriere della Sera"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia" ad Arturo Parisi (Pd) "Auguri. Basta", dal direttore di Liberazione Piero Sansonetti "Tanti auguri e forza Milan" al presidente di Gaynet Franco Grillini "Che si goda la vecchiaia e smetta di fare politica". L'interessato ringrazia tutti e svela il suo segreto: "La mia mamma diceva: c'è un solo modo per non invecchiare,
E
Silvio: su Epifani Massimo fermò Walter
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: qui ho scoperto il fascino del lago E Silvio: su Epifani Massimo fermò Walter Il Cavaliere festeggia i 72 anni: Alitalia merito di Veltroni? No, lui voleva la rottura DAL NOSTRO INVIATO LESA (Novara ) - Gli ostaggi italiani sono stati liberati: "Abbiam fatto bene a non fare blitz". Il Milan, la sera prima, ha vinto il derby: "è stata una bella partita".
Orlando
e le accuse al Cavaliere Il Pdl insorge: mai alla Vigilanza
( da "Corriere
della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma secondo L'Udc nè il Pd nè la Pdl vogliono chiudere ora la partita Vigilanza-vertici Rai. "Almeno fino ala manifestazione del 25 ottobre il Pd non può fare nessun patto. E Berlusconi rinvia perché sa che aprire il dossier Rai sarà più faticoso di quello Alitalia". Virginia Piccolillo.
Acquisto
del "domani" spallanzani si ritira: interferenze di cgil e pd -
silvia bignami ( da "Repubblica, La"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: interferenze di Cgil e Pd SILVIA BIGNAMI Una piccola Alitalia. Ma per ora senza nessuna soluzione in vista. Ieri il gruppo Spallanzani si è ritirato dalla trattativa per l'acquisto del quotidiano Il Domani, in polemica con Cgil e Pd che nei giorni scorsi si erano opposti alla decisione di Legacoop di vendere la testata.
Aeroporto,
nessuna offerta adeguata per la gestione dei servizi di terra
( da "Repubblica,
La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nessuna offerta adeguata per la gestione dei servizi di terra La crisi di Alitalia, fa scappare tutti i possibili partner di "Marconi handling" (Mh). Il bando indetto da Sab (società di gestione del Marconi) infatti, non ha trovato nessuna delle cinque società che a giugno avevano espresso un interesse. Una situazione con cui ha dovuto fare i conti il cda dell'aeroporto Marconi,
Rilancio
alitalia, via libera al piano cai - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Rilancio Alitalia, via libera al piano Cai La cordata italiana incassa l'ultimo sì con polemiche degli assistenti di volo Avia e Sdl: "Un collega su tre perde il lavoro chiederemo agli iscritti di votare" LUCIO CILLIS ROMA - E sono nove. Con gli ultimi due via libera giunti ieri da Avia e Sdl, le associazioni che rappresentano gran parte degli assistenti di volo,
Proteste
contro la cisl insulti e spinte a pezzotta
( da "Repubblica,
La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: lancio di bottigliette di plastica e insulti: Savino Pezzotta ex leader della Cisl e ora deputato Udc ieri è stato pesantemente contestato davanti a Montecitorio da alcuni partecipanti alla manifestazione indetta dalle sigle del personale viaggiante Alitalia Sdl-Avia. "Pensavano a me come ex leader sindacale, ce l'avevano con Bonanni", ha commentato.
"partner
estero? nessuna fretta" cai punta alla gara franco-tedesca
( da "Repubblica,
La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è la scelta del partner estero da affiancare in questa fase di rilancio ad Alitalia, Lufthansa o Air France-Klm, due modi diversi di intendere il sistema aereo, due filosofie all'opposto sulle quali si aprirà una fase di riflessione non necessariamente breve. "Non c'è fretta", taglia corto Colaninno; che ricorda i "no" ad ogni accordo arrivati dai vettori stranieri ad agosto.
Economia
La chiusura positiva del negoziato con i sindacati di Alitalia è una buona
notizia ma non p... ( da "Repubblica, La"
del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia La chiusura positiva del negoziato con i sindacati di Alitalia è una buona notizia ma non può esimere i protagonisti del rilancio, da Colaninno, al sottosegretario Gianni Letta fino al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, dal dimenticare i vecchi azionisti e gli obbligazionisti della compagnia di bandiera.
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Oggi il
commissario presenta il piano per evitare la sospensione della licenza:
"Ma ci sono soldi solo fino al 30 settembre" E Fantozzi chiede il
"time out" all'Enac ROMA - L'Alitalia è in condizione di volare fino al
30 settembre. Non oltre. Sarà il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, a
inviare oggi pomeriggio all'Enac, il piano di emergenza, con il quale garantirà
di avere a disposizione le risorse finanziarie necessarie per proseguire
l'attività fino a martedì prossimo. Un passaggio che consentirà all'Alitalia di mantenere le licenze provvisorie per il volo.
"Una piccola morte annunciata", come ha detto lo stesso Fantozzi. Era
stato il presidente dell'ente di controllo, Vito Riggio, a chiedere la
presentazione di un piano realistico in grado di garantire l'operatività della
compagnia. Ieri Fantozzi è stato ascoltato dalla commissione Attività
produttive del Senato, e ha ribadito di non aver ricevuto alcuna offerta per
l'acquisto del comparto volo della compagnia della Magliana. "Sto
ricevendo decine di offerte frazionate o frazionarie per singoli comparti di Alitalia - ha detto - ma non ho una singola offerta per Az
Fly". Una risposta indiretta ai tanti che hanno criticato le modalità con
le quali Fantozzi ha interpretato il suo ruolo di commissario straordinario.
All'ex ministro, per esempio, è stato rimproverato di non aver cercato
attivamente, o di averlo fatto troppo in ritardo, altri potenziali acquirenti a
parte la Cai (Compagnia aerea italiana) di Roberto Colaninno. Insomma di avere
trattato solo con la cordata tricolore su indicazione del governo e non aver
allargato la ricerca ai grandi vettori stranieri (Lufthansa, British e Air
France) sicuramente interessanti al ricco mercato italiano. "A me come commissario
- ha precisato - sono attribuiti poteri di negoziare a trattativa privata con
eventuali acquirenti. E sebbene molti grilli parlanti hanno avuto a che dire,
il decreto legge prevede che il commissario possa disporre dei beni a
trattativa privata". In deroga alla precedente normativa. Fantozzi ha
dunque voluto sottolineare che la pubblicazione sui quotidiani dell'invito a
manifestare l'interesse serviva a sollecitare le offerte. Che però non sono
arrivate. Il piano di emergenza, i tagli ai collegamenti con la messa in cassa
integrazione di circa 4 mila dipendenti, consente all'Alitalia
di avere una liquidità minima ma sufficiente. Anche per il pagamento delle
retribuzioni di settembre ai 20 mila dipendenti, come ha detto in commissione
Fantozzi. Certo la situazione è arrivata al limite: questo mese la compagnia ha
incassato 100 milioni in meno rispetto alla media mensile a causa degli aerei
mezzi vuoti. Il commissario non è entrato nel merito della trattativa
sindacale. Ha, tuttavia, parlato di "spiragli". Poi ha aggiunto che
le grandi compagnie (Air France o Lufthansa) non hanno presentato le offerte
"perché non vogliono entrare in un negoziato con i sindacati
italiani". (r.ma.).
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il premier
accusa l'opposizione di aver remato contro l'accordo su Alitalia Berlusconi attacca il Pd
Veltroni: soluzione grazie a noi GIOVANNA CASADIO ROMA - Un gesto eloquente. Di
chi è stata la colpa del fallimento della trattativa su Alitalia, di Veltroni e della Cgil?
Silvio Berlusconi allarga le braccia, fa un cenno che vuol dire "sì":
"è chiaro a tutti cosa è successo. C'era già un accordo e l'accordo
non si è risolto perché qualcuno ha scelto la politica di dare un colpo al
governo senza preoccuparsi degli interessi e del bene del paese". Il
premier affida ai cronisti che lo aspettano a fine mattinata davanti a Palazzo
Grazioli, prima di partire per Milano, l'apertura all'ingresso di un partner
internazionale e le ultime valutazioni su Cai ("Non ci può essere un'altra
soluzione, prima si chiude con Cai e poi le alleanze con i soci stranieri, che
restano di assoluta minoranza e non sono solo Lufthansa, ci sono anche Air
France e British"), ma soprattutto fa partire la bordata contro
l'opposizione. Un attacco a freddo, perché arriva il giorno dopo la lettera del
segretario del Pd che ha offerto collaborazione e indicato tre possibili
soluzioni. Comincia così la giornata cruciale, quella che dovrebbe condurre
all'atterraggio della trattativa. Inizia con la sfida tra il premier e il capo
dell'opposizione. Veltroni replica solo in serata, in un'intervista al Tg1, e
premette che vuole mantenere la misura, però contrattacca: "Berlusconi fa
queste dichiarazioni perché sa benissimo chi ha tirato fuori non il governo ma
il paese da questo impaccio. Non è stato lui a risolvere; la conduzione della
trattativa era finita e Cai aveva ritirato l'offerta, e ora non dico nulla lo
dirò nelle prossime ore". Oggi a Porta a porta. E l'accusa mossagli dal
Cavaliere di avere boicottato l'accordo tra Cai e sindacato? "Conosco Berlusconi
so che quando fa queste dichiarazioni, lo fa per una ragione: lui con il
governo ha gestito come peggio non si poteva la trattativa". Comunque, il
segretario del Pd dichiara di essere "ottimista" per una
"soluzione positiva" della vicenda Alitalia.
Già oggi, prevede, potrebbe esserci la chiusura e questo grazie a "due
fatti nuovi, un passo avanti da parte di Cai e la verifica reale di un'alleanza
internazionale". Oggi c'è infatti la convocazione dei sindacati a Palazzo
Chigi (alle 11), dove ieri è rimasto Gianni Letta, facendone un crocevia per
risolvere la crisi. C'è stato a tarda sera, l'incontro del sottosegretario di
Berlusconi con i piloti, prima con il vertice Cai, preceduto dal segretario
della Cgil, Epifani. Berlusconi aveva bacchettato duramente anche i piloti
("Non siate irragionevoli"), dopo avere accusato "la
sinistra". Nella sede dei Democratici, durante la riunione del
governo-ombra l'irritazione era cresciuta con il tam-tam delle agenzie di
stampa. "Noi cerchiamo soluzioni, Berlusconi provoca", era sbottato
Pierluigi Bersani, mentre Veltroni illustrava le iniziative del Pd, i contatti
con Gianni Letta, Roberto Colaninno, Epifani. E intanto ieri, in commissione
Politiche Ue del Senato la maggioranza è stata battuta sulla modifica della
legge Marzano che ha permesso lo scorporo di Alitalia:
molti senatori Pdl erano assenti.
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Accordo su Alitalia a un passo Cgil: aperture da
Cai, si può firmare Oggi sindacati a palazzo Chigi. Air France verso l'alleanza
LUCIO CILLIS ROMA - Air France rientra in corsa per Alitalia e tende una mano a Cgil e sigle autonome rimaste all'angolo. Il
governo nelle ultime ore ha impresso un'accelerazione improvvisa alla vertenza
e convocato nello studio del sottosegretario Gianni Letta i vertici di
Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Frenetici anche i
contatti tra Letta e il fronte del no all'accordo: da Cgil, piloti e hostess
arrivano segnali di distensione ma solo oggi, al termine dell'ennesimo incontro
a Palazzo Chigi, le posizioni saranno più definite. Nel pomeriggio di ieri è
arrivato il colpo di scena che riapre la trattativa e che forse metterà al
sicuro la compagnia e 20mila posti di lavoro. Jean-Cyril Spinetta, che a
gennaio lascerà la poltrona di numero uno di Air France-Klm, chiama il suo
consulente italiano, Francesco Mengozzi (ex ad di Alitalia),
e lo "invia" a Palazzo Chigi per chiarire la posizione. Il pressing
di Lufthansa è infatti asfissiante: dopo la conquista di Brussels Airlines (la
ex Sabena) e l'ipoteca messa su Austrian, l'altro vettore europeo in vendita
con Alitalia, i tedeschi puntano ad entrare in forze
anche nel ghiotto mercato del Sud-Europa. Air France rischia l'accerchiamento e
questa è l'ultima opportunità per non lasciare a Lufthansa anche Fiumicino,
Linate e Malpensa. Quella che si sta giocando nei cieli europei è dunque una
partita a scacchi che Spinetta non può permettersi di perdere e nemmeno di
pareggiare, visto che i tedeschi, anche ieri, hanno ribadito il loro
"interesse" per gli sviluppi della crisi Alitalia.
Ecco perché la compagnia franco-olandese ieri ha rotto gli indugi e ha portato
sul tavolo di Letta la disponibilità ad entrare al fianco della cordata con una
quota di minoranza attorno al 15%; una percentuale che se confermata porterebbe
Air France quasi in cima ad Alitalia 2, al pari del
primo azionista italiano. L'affondo francese alla conquista finale della
Magliana potrebbe arrivare tra 3-5 anni e quindi entro il 2013. Oggi stesso il
cda franco-olandese ascolterà da Spinetta i dettagli della proposta ed appare
molto probabile il via libera all'operazione, al netto di un possibile rilancio
a sorpresa per mettere le mani sull'intero pacchetto. La presenza di Air France
riporta così a Palazzo Chigi i sindacati al completo, compreso il fronte del
"no" all'accordo con Cai: la Cgil di Guglielmo Epifani oltre alle
sigle di piloti e hostess. Ma Cai e governo vogliono chiudere in fretta: oltre
alla presenza del partner estero di rango, ad Epifani e ai comandanti Fabio
Berti e Massimo Notaro, verranno fatte delle importanti aperture. In queste ore
si starebbe lavorando su alcuni nodi del contratto, tanto che la Cgil sarebbe
"pronta a firmare" viste le "aperture soddisfacenti" di
Cai. La conferma del passo avanti viene dal leader della Uil Luigi Angeletti
che annuncia "l'adesione" di Epifani al piano. Cai si è infatti
impegnata a riaprire la partita dei 3mila precari, che potrebbero entrare
progressivamente nella compagnia rinnovata. Tra le altre novità ci sono
l'invarianza di salario per il personale di terra e la concessione di un maggior
numero di riposi. Ai piloti verranno presentate diverse migliorie alla proposta
di Cai: i comandanti avranno un contratto di lavoro separato dalle altre
categorie e verrà definito nei dettagli il loro nuovo status di dirigenti. Un
modo per salvare la faccia di chi non ha firmato e di chi come Cisl, Uil e Ugl
ha già apposto un sì deciso all'accordo.
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
presidente del Consiglio, Berlusconi, ha telefonato al leader sindacale dei
comandanti Il Cavaliere sarà il garante dei piloti "Voglio che tutto sia
chiuso in 24 ore" Ci sarà una moral suasion sulle altre compagnie aeree
italiane perché assumano una parte dei comandanti in esubero L'esecutivo
predilige l'ipotesi Lufthansa per non indebolire Malpensa. E nel giorno più
lungo il premier si ritira in un centro relax in Umbria ROBERTO MANIA CLAUDIO
TITO ROMA - Stringere l'alleanza internazionale non in tempi stretti e offrire
tutte le possibili "garanzie" ai piloti. La
vertenza Alitalia sembra a
un passo dalla soluzione. Ma restano almeno questi due nodi. Oggi è il giorno
della verità. La Cgil si ripresenterà stamattina a Palazzo Chigi, e la Cai
subito dopo riformulerà ufficialmente la sua offerta. Lo scontro con Guglielmo
Epifani in larga parte è stato superato. "Adesso ci sono le
condizioni per chiudere", si è lasciato andare ieri sera il capo della
Cgil, dopo una giornata di negoziato serrato lontano dai riflettori. Il
presidente del Consiglio ha fatto un discorso analogo: "Voglio che tutto
sia finito entro 24 ore", è stato il mandato assegnato a Gianni Letta.
Nello stesso tempo si è sfogato con i suoi contro il segretario del Partito
democratico, Walter Veltroni. "Ha voluto politicizzare a tutti i costi il
negoziato. Ha strumentalizzato la Cgil e ora si vorrebbe pure prendere il
merito di aver salvato la compagnia di bandiera. Una cosa assurda! Stava
facendo saltare tutto e se non ci fossi stato io...". Del resto anche i
toni usati dall'ex sindaco di Roma non cambiano di molto. "Berlusconi - ha
osservato con il suo staff - è infastidito dal fatto che esiste un'opposizione
democratica, riformista e progressista. Che non dice solo no, ma avanza delle
proposte. Vorrebbe essere l'unico salvatore della patria". Sta di fatto
che il premier, prima di lasciare Roma per recarsi in un centro relax in Umbria,
ha cercato di fornire le ultime assicurazioni pur di chiudere una vicenda che
rischia di trasformarsi in una tragedia. E i due principali nodi rimasti
irrisoli riguardano appunto la scelta del partner straniero e la trattativa con
i piloti. Ha così contattato direttamente Fabio Berti, il presidente
dell'Anpac, la potente associazione professionale dei piloti. Oltre a
descrivergli le conseguenze di un fallimento, gli ha prospettato il suo
"impegno personale". La "garanzia" che il premier si
spenderà per ridurre il numero degli esuberi tra i piloti, attestati intorno a
mille nel piano di Colaninno. Soprattutto - il premier - si è dichiarato
disponibile a usare la sua moral suasion nei confronti delle compagnie minori
italiane perché si facciano carico di quei "comandanti", circa 200,
non più giovani ma non sufficientemente anziani per andare in pensione. "è
una mia promessa", ha ripetuto a Berti il Cavaliere chiarendo di sapere
bene che la licenza dei piloti scade dopo sei mesi di inattività. In più c'è
una disponibilità della Cai a rivedere alcuni aspetti del contratto relativo ai
piloti. La stessa di disponibilità che consentirà oggi a Epifani di dire:
"Il piano è cambiato, si può firmare". è cambiato - secondo Corso
d'Italia - su più d'un punto: per il personale di terra è garantita
l'invarianza della retribuzione a fronte di un incremento di produttività; per
gli assistenti di volo non scatterà più una decurtazione dello stipendio al
terzo giorno di malattia; per i lavoratori precari sarà costituito una sorta di
"bacino" dal quale attingere per le eventuali nuove assunzioni. E poi
l'alleanza con uno dei grandi vettori internazionali. Una questione, quella che
concerne il partner, ancora cruciale. Il Cavaliere ha ceduto negli ultimi
giorni all'idea di "nascondere" più il fatto che la cordata per
quanto tricolore dovrà essere "macchiata" con un forte alleato
straniero senza il quale è difficile immaginare un'azienda competitiva. Aspetto
che le mosse congiunte dell'asse Epifani-Veltroni ha posto, però, in primo
piano. Tuttavia l'ingresso di Lufthansa o Air France non avverrà subito. Tutto
procederà dopo la firma della Cai. Palazzo Chigi continua a preferire
Lufthansa: i tedeschi recupererebbero Malpensa, conserverebbero il valore
commerciale di Air One che è già loro alleato, e eviterebbero le fibrillazioni
della Lega all'interno del centrodestra. Eppure nella partita è rientrata Air
France. Resta il fatto - e di questo ragionavano nel governo - che la soluzione
tedesca presenta alcune difficoltà tecniche: i supporti operativi e logistici
non sono al momento compatibili - mentre lo sono quelli di Air France - e
soprattutto la rottura dell'alleanza Sky Team (di cui Alitalia
fa parte insieme ai francesi) comporterebbe il pagamento di una forte penale. Più
tempo, allora, per stringere l'accordo internazionale, anche perché,
altrimenti, Bruxelles potrebbe rimproverarci di non avere fatto una vera gara.
Un tempo che - nelle intenzioni di Palazzo Chigi - servirà a celebrare la
rinascita della compagnia di bandiera tutta italiana.
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Torino
Le adesioni Fornaro: restano interlocutori di Piemonte democratico "Non ci
sentiamo orfani di Bresso e Chiamparino" Aderire come ha fatto Mercedes a
Red non è una contraddizione: siamo di fronte a due piani diversi SARA
STRIPPOLI Federico Fornaro, lei è il presidente di Piemonte Democratico, l'area
del Pd che lunedì sera si è data appuntamento alla Gam orfana di Sergio
Chiamparino. Siete in difficoltà? "Sergio Chiamparino fa un'analisi
dell'attuale situazione molto critica sulla deriva correntizia che sta
prendendo il partito. Rispetto a questo tema ci sono molti punti di contatto e
comunque il sindaco rimane un interlocutore fondamentale di Piemonte
Democratico". Mercedes Bresso ha annunciato di voler aderire a Red,
l'associazione fondata da D'alema. Un'altra perdita? "Niente affatto. Red
è un'associazione nazionale e lo stesso si può dire dell'associazione dei
rutelliani che sta nascendo a Roma. Piemonte Democratico è un'area
politico-culturale nata sul territorio piemontese. Anche in questo caso i piani
sono diversi e davvero non vedo contraddizioni". Cosa vuol essere Piemonte
Democratico? "Rispondo dicendo quello che non vuole essere. Non vuol
essere una corrente alla disperata ricerca quotidiana di visibilità. Per noi lo
spirito unitario rimane un valore in sé". Sta polemizzando con quelli di
Sinistra Per? "Non polemizzo, ma sottolineo un aspetto che ci sta a cuore.
Non condivido la ricerca identitaria rispetto al passato e non ho timore di
dire che siamo pronti a sciogliere subito Piemonte Democratico se ci sono le
condizioni per farlo. Mi stupisce invece che con tutti i grandi temi di cui
potremmo discutere, da Alitalia in giù, quello che è emerso a Pracatinat sia stata alla fine una
polemica sulla lista Bresso". A proposito di lista Bresso, lei cosa ne
pensa? "Penso che a nessuno venga in mente di non coordinarsi con il
partito e anche con la coalizione, considerato che dobbiamo ricordarci che non
c'è soltanto il Pd. Insieme per Bresso d'altronde esiste già e ha
dimostrato di aver saputo catalizzare molti voti". Anche Gianluca Susta,
che a Piemonte Democratico è iscritto ma che lunedì sera alla Gam non era
presente, su questo tema è critico. Un segnale di frattura? "Questa è la
lettura che vuole dare qualcuno per convenienza. Susta lunedì sera ci ha mandato
una lettera in cui dichiara il suo sostegno. La sua critica riguarda il rischio
nei piccoli comuni, dove una lista Bresso potrebbe far perdere voti, ma è
evidente che le situazioni devono essere affrontate e verificate
singolarmente". In Comune intanto c'è battaglia per le cariche di
capogruppo del Pd e di presidente del Consiglio. Giorgis, Cuntrò e Gentile sono
di Piemonte Democratico. Ancora la logica delle correnti? "Proprio quello
che non deve essere. La questione va valutata all'interno del gruppo consiliare
e in rapporto con il sindaco. E per il momento non è ancora stato deciso se
Castronovo sarà sostituito".
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Napoli
In corteo per immigrati, rom e carovita Sabato iniziativa della Cgil:
manifestazione in difesa dei diritti Cisl e Uil non hanno aderito Errico:
"Mi aspettavo un segnale dal Pd" PATRIZIA CAPUA Gli extracomunitari
di Castel Volturno dopo la strage degli innocenti decretata dalla camorra, i
tanti del ghetto di San Nicola Varco ad Eboli, i rom di Scampia e degli altri
campi. Sarà loro il posto dietro lo striscione al corteo della manifestazione
nazionale "per i diritti", che la Cgil mette in campo venerdì
prossimo a Napoli. Ci saranno queste persone, assieme ai lavoratori
dell'Atitech, agli operai metalmeccanici, impiegati del pubblico impiego,
precari e pensionati, studenti, "un rappresentante per ogni problema"
spiegano gli organizzatori. Verranno da tutta la Campania, a bordo di 200
pullman, per dare vita e forma al serpentone che partirà alle 9,30 da piazza
Mancini, si muoverà lungo il corso Umberto I per poi confluire a piazza del
Gesù dove si terrà il comizio finale della manifestazione affidato a Fabrizio
Solari. I segretari della Camera del Lavoro di Napoli, Giuseppe Errico e della
Cgil della Campania, Michele Gravano hanno assegnato alla giornata di lotta un
obiettivo ambizioso: "Puntiamo a portare in piazza fino a 20 mila
persone". E per riuscirci c'è al lavoro una macchina organizzativa che sta
battendo palmo a palmo le città e i luoghi di lavoro, volantinaggio massiccio
dappertutto, dai banchi dei mercatini ai reparti industriali, "perché -
dice Errico - questa è una battaglia che interessa tutti i cittadini". Un
corteo per indurre il governo Berlusconi a modificare le scelte del governo in
materia di diritto al lavoro, allo studio, alla salute, i provvedimenti in
materia economica, per l'occupazione, contro il carovita, per le
infrastrutture, la previdenza sociale, l'immigrazione. Cgil e basta. Cisl e Uil
non hanno aderito a livello nazionale. In Campania poi, sullo sfondo della
mobilitazione c'è aria di gelo che corre da settimane tra le tre
confederazioni. Cosa che, nonostante il caso Alitalia, non pare stia accadendo in
altre realtà del Paese. "Dissidi sulla politica, ma sarebbe ora di dire
basta a queste polemiche e pensare ai problemi della gente" taglia corto
Errico, ricordando il mancato appuntamento delle tre segreterie, lui, Pietro
Cerrito (Cisl) e Anna Rea (Uil), convocato per fare il punto sui gravi problemi
di Napoli. Non solo. Ad ammorbare il clima ci sono i precari rapporti
con il Comune, "che non convoca più i sindacati da tempo al tavolo di
Palazzo San Giacomo per discutere e affrontare i problemi, ma ci chiama
soltanto quando c'è un'emergenza". E ancora. "Mi sarei
aspettato" aggiunge Errico, "che dal Pd arrivasse almeno un segnale
di adesione alla giornata di lotta. Che Luigi Nicolais chiamasse per dire:
siamo con voi, solidali, perché la vostra è anche la nostra battaglia".
Cgil, Cisl e Uil, invece, saranno insieme a Caserta dopodomani, alla vigilia
della manifestazione della Cgil. La presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia, e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti sono
tra gli ospiti della giornata per la legalità organizzata da imprenditori e
sindacati. La manifestazione, che, precisano gli organizzatori, era stata organizzata
prima dell'eccidio degli extracomunitari di Castel Volturno, comincerà alle 10
nel Teatro Comunale del capoluogo di terra di Lavoro. Apre i lavori la
vicepresidente di Confindustria con delega per il Mezzogiorno, Cristiana
Coppola, imprenditrice casertana. Dopo le testimonianze di un imprenditore
taglieggiato dalla camorra e di un lavoratore edile minacciato dagli emissari
del racket, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil leggeranno un documento
che sarà consegnato alla presidente dell'Unione degli industriali e ai leader
sindacali, prima di essere inviato al ministero degli Interni e alla Presidenza
del Consiglio.
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Napoli
Forum culture, gelo Iervolino-Oddati Via libera al sindaco Rosa Russo Iervolino
a trattare con il governo per chiedere un sostegno al "Forum
internazionale delle culture" che si terrà nel 2013 nell'area occidentale
della città. Via libera all'unanimità da parte del Consiglio comunale anche per
recuperare l'etichetta di "Grande evento" che l'ex ministro Francesco
Rutelli aveva negato al Forum. L'assemblea cittadina approva il mandato in
un'aula in cui è presente, ma polemicamente defilato, l'assessore Nicola Oddati
che è stato il promotore e per molti mesi l'unico testardo sostenitore della
candidatura di Napoli. Polemicamente seduto lontano dal sindaco per "aver
appreso solo dai giornali" che il dibattito previsto per
ieri in aula sul Forum sarebbe slittato in quanto il sindaco riteneva opportuno
incassare prima il patto con Palazzo Chigi e in particolare con Gianni Letta.
"Appuntamento - ha chiarito la Iervolino - che avremo a Roma appena Letta,
con il quale ho parlato nei giorni scorsi, avrà un'ora libera. Appena, in buona
sostanza, sarà stata trovata una soluzione per l'Alitalia". (o.l.).
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Milano
La polemica Il presidente della Provincia: "Quella bozza sul federalismo
regala dieci miliardi alla Sicilia, Regione degli sprechi" Penati:
Calderoli tradisce la Lombardia è un federalismo fiscale
"all'incontrario" e "ad personam", quello e licenziato dal
governo su proposta del ministro Roberto Calderoli. Lo dice il presidente della
Provincia Filippo Penati che, carte alla mano, arriva a una conclusione secca:
"Questo federalismo-beffa regala dieci miliardi di euro l'anno al sistema
di potere che in Sicilia, prima con Cuffaro e ora con Lombardo, si regge su
incredibili sprechi di risorse pubbliche; questa è l'unica certezza della bozza
Calderoli, mentre i milanesi e i lombardi non potranno neppure contare sulla
compartecipazione dell'80 per cento dell'Iva contemplata nel documento
approvato dal consiglio regionale". Penati, che in questo modo si propone
come l'alfiere degli interessi del Nord, punta gli occhi sull'articolo 20 del
testo Calderoli. C'è scritto che gli introiti delle tasse su benzina e gasolio
dovranno essere ripartiti fra le Regioni a Statuto speciale "in
proporzione ai volumi raffinati sul territorio". E siccome ben cinque dei
sei impianti di raffinazione presenti in queste Regioni sono in Sicilia,
"si intuisce che la maggior parte degli incassi, anche quelli che arrivano
da consumatori di altre Regioni, andranno al governatore Lombardo", accusa
il presidente della Provincia. In soldoni: "Parliamo di circa dieci
miliardi di euro l'anno che la Sicilia riceverà a fronte di un versamento pari
a due miliardi; questa finanza differenziata si basa sulla norma per cui la
tassa sugli oli minerali non viene pagata in proporzione alla vendita, ma alla
produzione". Conclusione: "Una beffa per la Lombardia, che con la sua
spesa per il carburante (quattro miliardi di imposte) andrà a finanziare una
Regione spendacciona come la Sicilia, che ha 21mila dipendenti contro i 3.700
della Lombardia, e un disavanzo che è il triplo del deficit
accumulato da Alitalia".
C'è n'è anche per Roma: "Il testo prevede solo per il Comune della
Capitale la possibilità di avere trasferiti a titolo gratuito immobili di
proprietà dello Stato: un regalo ad An e al sindaco Alemanno". Penati
annuncia battaglia, l'obiettivo è la modifica dell'articolo 20 del testo
governativo sul federalismo fiscale. Per questo ha già scritto al
presidente dell'Unione delle Province lombarde, il leghista Leonardo Carioni,
invitandolo a convocare con urgenza tutti i presidenti per decidere una
strategia comune. "Le Regioni a statuto speciale - conclude - devono
essere abolite e non, come fa la bozza Calderoli, rafforzate nei loro
privilegi". Vanno invece costituite le Città metropolitane, "che
sostituirebbero le Province e i Comuni e porterebbero a una maggiore efficienza
a costi minori". (r. s.).
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Firenze I
trasporti L'agitazione era stata indetta dai sindacati autonomi, interviene
Matteoli Differito lo sciopero domani treni regolari Fine settimana salvo per
chi ha in programma di viaggiare in treno. Il ministro delle infrastrutture e
dei trasporti Altero Matteoli ha infatti deciso di differire lo sciopero
indetto per domani (otto ore di stop, dalle 9 alle 17) da alcune organizzazioni
sindacali autonome del personale dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato a
causa della "concomitante e pesante congiuntura che caratterizza
il trasporto aereo dovuta alla crisi di Alitalia". Una situazione che ha fatto registrare picchi di
affluenza di passeggeri specialmente sul tratto Roma-Milano, portando alla
saturazione dei treni tra le due città. "Onde evitare gravi possibili
conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero
considerevole di passeggeri - ha specificato il ministero nell'ordinanza
- si è reso necessario differire le predette astensioni lavorative". Ogni
informazione sui treni nazionali e internazionali è disponibile al call center
di Trenitalia (892021) o sul sito www.ferroviedellostato.it.
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Un duello
aereo franco-tedesco per conquistare la "dote" di
Alitalia Air France e Lufthansa
a caccia di 24 milioni di passeggeri Il dossier British ha comprato Iberia ma è
l'Italia il boccone più grande del risiko Le due compagnie si stanno sfidando
anche per la conquista di Austrian e Sas LUCA IEZZI ROMA -
"Cenerentola" Alitalia si scopre il boccone più appetito del risiko europeo dei cieli.
Per conquistare i suoi 24 milioni di passeggeri l'anno (33 milioni se si
considera anche Air One) scendono in campo Air France e Luhthansa, che già si
stanno sfidando anche in Austria e nella penisola scandinava per la conquista
di Austrian Airlines e Sas. Dopo mesi di tentativi andati a vuoto da parte di
Air France e ostentato disinteresse da parte di Lufthansa entrambe ieri hanno
gettato la maschera. Il passo più impegnativo lo ha fatto Air France rivolgendosi
tramite il suo consulente italiano Francesco Mengozzi (da ad di Alitalia negoziò un primo tentativo di fusione con i
francesi nel 2003) direttamente al sottosegretario alla presidenza del
Consiglio Gianni Letta. Nello stesso giorno i tedeschi hanno ammesso, per bocca
del proprio portavoce Claudia Lange di "Osservare la situazione in Italia
molto da vicino. Lufthansa sta monitorando con attenzione ciò che è accaduto
nell'ultimo mese, nell'ultima settimana, nell'ultimo giorno e anche durante le
ultime ore. Il mercato italiano è per noi interessante e anche molto
importante". L'ultimo capitolo della vicenda Alitalia
si sta svolgendo nel periodo più agitato per il settore aeronautico dal 2001. Circa
30 compagnie nel mondo sono già fallite dall'inizio dell'anno, le perdite
cumulate nel settore arriveranno nel 2008 5,2 miliardi di dollari e la
recessione europea ridurrà la crescita dei passeggeri. In questo contesto anche
la prospettiva di entrare in Italia non era abbastanza di fronte ad una società
con oltre un miliardo di debiti e che perde tre milioni al giorno. Lo ha
dimostrato il tentativo di Jean Cyril Spinetta di marzo scorso. Ma ora, Alitalia è poco più di un bel pacchetto di slot (specie i
Roma-Milano) e 24 milioni di passeggeri, delusi, ma fedeli. I cartelli vendesi
in Europa non mancano, quindi la priorità è scegliere bene: spendere troppo
significa trovarsi in difficoltà nel giro di qualche mese. Il prezzo del
petrolio sopra i cento dollari nella stagione invernale, dove i flussi di cassa
sono negativi, può fare più male dei 147 dollari al barile di luglio. Tutte le
compagnie hanno però deciso di dare il via al valzer delle acquisizioni:
British Airways ha trasformato la partecipazione che detiene sin dal
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'INUTILE
LINEA DEL PIAVE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) La ripresa del confronto tra i
"capitani scoraggiati" riuniti da Colaninno e i sindacati riottosi
guidati da Epifani è sicuramente una buona notizia. Vi hanno contribuito il
forte attivismo e il senso di responsabilità di tutte le parti in causa. A
partire proprio da quella Cgil che - pur avendo commesso in questi mesi palesi
sbagli tattici e strategici, per altro largamente condivisi con Cisl e Uil - in
questi ultimi giorni ha subito un attacco pregiudiziale ingeneroso e
immotivato. Per arrivare poi al Pd che - pur avendo tardato ad uscire da una
posizione troppo timida, per altro perfettamente speculare alla caotica sequela
di "penultimatum" governativi - in queste ultime ore ha subito
un'accusa pretestuosa e ingiustificata. Ora che per Alitalia si riapre un barlume di
speranza, si capisce chiaramente che - ad eccezione di una frangia irriducibile
e indifendibile di piloti - nessuno ha mai giocato al "tanto peggio, tanto
meglio". Berlusconi farebbe bene a tenerne conto, invece di continuare a
riversare i suoi strali avvelenati sulla sinistra politica e sindacale.
Ma soprattutto, ora farebbe bene a non ripetere tutti gli errori che ha
sciorinato fino ad oggi. Il Cavaliere ha giocato l'intera partita Alitalia secondo le sue convenienze elettorali, abilmente
mascherate dall'apparente difesa degli interessi nazionali. Tutte le dolorose
stazioni del calvario della compagnia di bandiera nascono da quel peccato
originale, che ha prodotto una sequenza impressionante di anomalie. La
casareccia "coalition of the willing" messa in piedi da Ermolli, il
ridimensionato piano industriale messo insieme da Banca Intesa, la stupefacente
sospensione delle regole antitrust per salvare la tratta Roma-Milano, la
sorprendente nomina di un commissario straordinario che risponde all'esecutivo
prima che al tribunale. E poi il "preambolo" autarchico sul socio
estero, la rottura del tavolo, l'avvio di una finta "gara" di cui
nessuno ha capito i numeri, i termini, i contenuti, e in cui abbiamo assistito
a un siparietto surreale: di là Fantozzi che sollecita la "manifestazione
di interesse" da parte dei potenziali partner internazionali, di qua
Berlusconi e Sacconi che ripetono l'aut-aut ossessivo e preclusivo: o Cai, o
fallimento. Così siamo arrivati a un drammatico foto-finish, con un governo che
per non svendere la compagnia fa di tutto per farla fallire. Ma ora, per poter
considerare davvero salva l'Alitalia, serve il
ripristino di alcune condizioni irrinunciabili. La prima: il governo deve
ritrovare una "bussola", che non può più essere il profitto mediatico
del Cavaliere, ma il rispetto delle regole di mercato. Non è in gioco un
interesse personale, ma un diritto collettivo. Quello dei consumatori, che
devono poter contare su una compagnia aerea sicura ed efficiente, e quello dei
contribuenti, che non devono saldare il "conto" troppo salato del suo
salvataggio. La seconda: il governo, in presenza di un nuovo protocollo
condiviso da Cai e sindacati, deve dare immediatamente corso alla scelta del
partner che proietti l'Alitalia in un network
globalizzato, senza il quale non sarà mai né solida né efficiente, e senza il
quale i consumatori-contribuenti continueranno a pagare troppo caro un servizio
palesemente inadeguato. Ma questa scelta deve avvenire nel rispetto di una
procedura finalmente trasparente, senza la quale la stessa Commissione Ue
potrebbe sollevare fondate obiezioni. La terza: il governo deve smetterla di
mentire. Come hanno dimostrato i segnali di disponibilità arrivati in queste
ultime ore da Lufthansa e Air France, non è vero che "non ci sono mai
stati interessi da parte di compagnie estere", come ha detto per giorni il
premier. Quegli interessi c'erano e ci sono, eccome. Avevano ed hanno solo
bisogno di essere sollecitati, e soprattutto verificati alla luce del sole e
all'insegna di una posizione aperta da parte del governo. A questo punto, se su
Alitalia si apre una competizione tra i grandi vettori
internazionali, Berlusconi deve contemplare tutti gli schemi di gioco
possibili, e non continuare ad usare l'unico schema ideologico e
"cadornista" che ha usato finora: non passi lo straniero. A Lufthansa
o Air France devono essere garantite le stesse condizioni, normative,
procedurali e finanziarie, concesse a Cai. I tedeschi e i francesi possono
affiancare la cordata italiana con una quota di minoranza, ma dobbiamo sapere
che questo schema difficilmente reggerà alla prova del mercato europeo, in cui
nel giro di pochi anni sono destinati a rimanere solo 3 o 4 grandi player
globali. Quindi, se Lufthansa o Air France fanno un'offerta che non affianca,
ma sostituisce quella di Cai, Berlusconi ha il dovere di prenderla in serissima
considerazione, allargando lo schema e mettendo finalmente da parte i paletti
politici, giuridici o campanilistici. L'Alitalia non è
il Piave. E' solo una compagnia aerea. Agli italiani interessa che si rilanci,
qualunque sia il colore della sua bandiera.
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca La polemica
Cavalli: "Se penso all'Alitalia mi vergogno di essere italiano" "Quando leggo storie
come quella dell'Alitalia
mi vergogno di essere italiano". Dietro le quinte Roberto Cavalli lancia
pesanti frecciate sul caso Alitalia ("non riesco a capire come una compagnia possa finire così,
unico caso al mondo") ma non risparmia fendenti al sistema moda italiano.
"Ci vorrebbe più collaborazione tra gli stilisti. In Cina e in Giappone
avremmo dovuto entrare con la forza di una Camera della moda al seguito. E
invece la Camera è inesistente, è solo un nome". Roberto Cavalli dà una
sferzata al sistema moda e per far capire che qui "non si fa
squadra", porta come esempio quello degli stilisti americani.
"Oltreoceano - spiega - la moda non dice molto, non muove un business come
il nostro, eppure là si alleano, e quando c'è da fare gruppo lo fanno". E
da noi? "Ognuno per sé, in ordine sparso. Questa è la verità".
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
L'opposizione
prepara le piazze e parte il pressing su Cgil e Fiom L'11 sfida Sinistra-Di
Pietro. Veltroni: non torno all'Unione Il Pd il
( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La fiorettista è
carabiniere e le regole vieterebbero altri impegni L'Arma fa un'eccezione
Granbassi nell'arena Santoro LEANDRO PALESTINI ROMA - L'Arma fa uno strappo
alla regola per Margherita Granbassi. La schermitrice-carabiniere, due volte
medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino, ieri sera ha avuto
l'autorizzazione ad affiancare, da stasera, Michele Santoro nello spazio di
"AnnoZero" dedicato ai giovani. Ma può, una donna che milita nei
ranghi dei Carabinieri, fare la conduttrice in un programma abitualmente teatro
di polemiche politiche? L'arena di "AnnoZero" non esporrà la militare
ai rischi della parzialità? Questi alcuni degli interrogativi che si sono posti
per due giorni i vertici dell'Arma: la Granbassi ha chiesto solo lunedì il via
libera. Il comandante generale Gianfranco Siazzu ha tenuto per 48 ore la
bandiera della prudenza ("stiamo valutando se concedere l'autorizzazione.
Il problema è il rapporto di lavoro continuativo e retribuito"). Poi c'è
stato il pressing del ministro della Difesa Ignazio La Russa, che si è
professato "ottimista" sul debutto in tv dell'atleta triestina. Solo
in serata la Granbassi ha ottenuto il via libera alla doppia attività. Ma
l'Arma ha preteso da lei un solenne impegno "ad assegnare assoluta
priorità ai propri doveri di ufficio nell'interesse dell'Arma dei carabinieri e
dello sport", come spiega il colonnello Angelo Agovino, portavoce del
Comando generale. In pratica, l'istruttoria-lampo si è conclusa con la promessa
dell'atleta ad onorare la divisa, definendo i limiti della sua collaborazione
tv, che non dovrà comunque distoglierla dai suoi doveri sportivi ("AnnoZero"
dura 33 puntate). Altri carabinieri potranno adesso aspirare alla notorietà
televisiva. Dopo la partecipazione a "La Fattoria" di Aldo Montano
(ancora campione nella sciabola, ma ex carabiniere) altri potranno sognare di
fare tv. "Sono felicissima e ringrazio l'Arma per avermi dato
l'opportunità professionale. Adesso per me "AnnoZero" può
cominciare" dichiara la Granbassi. Lei covava da tempo la passione per il
giornalismo. Perché è stata scelta proprio lei a succedere a Beatrice Borromeo
alla conduzione di "Generazione Zero"? La 29 enne carabiniere non ha
dubbi: "Sono la più adatta a far capire con semplicità gli argomenti di
cui si parlerà". E ostentando serenità ("faccio
scherma da vent'anni: cercherò di parare bene i colpi") ieri mattina
mostrava una bella grinta: "Darò voce a chi ha qualcosa da dire,
soprattutto ai ragazzi". Intanto Michele Santoro stasera riporta ad
"AnnoZero" Corrado Formigli (ha lasciato Sky Tg24). La puntata è
sull'Alitalia. Titolo:
"Lacrime di Caimani".
( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-25 num: - pag: 1 autore: di
MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE LE REGOLE CHE MANCANO STATO, MERCATO E
IDEE CONFUSE N on vorrei che la crisi finanziaria in corso negli Stati Uniti e
l'affannoso intervento pubblico che sta provocando in quel Paese alimentassero
nel nostro un clima di "più Stato" altrettanto superficiale - ma
gravido di conseguenze politiche - del clima di "più mercato" che
dominava fino a un anno fa: condivido la preoccupazione espressa da Mario Monti
nel suo editoriale di domenica scorsa. è vero, il Tesoro americano sta
impiegando risorse immense per attenuare le conseguenze della crisi. Ma si
tratta di una risposta d'emergenza: il problema all'origine delle difficoltà
attuali non è di quelli che si risolvono buttandogli quattrini (pubblici)
addosso. è un problema di insufficiente e cattiva regolazione dei mercati, dal
quale consegue un rischio di instabilità finanziaria, una elevata probabilità
di crollo dell'immane piramide di debiti e crediti che si è lasciata costruire
negli ultimi anni su basi insicure. Un rischio di cui le autorità statunitensi
erano consapevoli - una parte dei tanto vituperati economisti non si è mai
stancata di richiamarlo - ma sul quale non sono intervenute in tempo. Un po'
perché, quando le cose andavano bene, ci guadagnavano tutti e occorreva grande
forza politica per spegnere l'"esuberanza ", anche se
"irrazionale". Ma soprattutto perché quelli che ci guadagnavano di
più (molto di più) disponevano di grande influenza presso le autorità preposte
alla regolazione. Se gli interventi di emergenza risulteranno efficaci e poi, e
soprattutto, in che tempi le autorità riusciranno a costruire un assetto
regolatorio e di vigilanza capace di restituire ai mercati finanziari la
fiducia di cui hanno bisogno, non è possibile prevedere. Ci riusciranno,
certamente, ma dopo aver fatto pagare costi altissimi in termini di benessere
agli Stati Uniti e al mondo intero. Vorrei solo sottolineare che parlare in
modo generico di "più Stato" per quanto sta avvenendo in America
confonde solo le idee. Essenzialmente si tratta di un fallimento della
politica, una politica inquinata da legami troppo stretti con i grandi
interessi privati, che non ha saputo imporre regole adeguate al sistema dei
mercati finanziari. Regole che avrebbero consentito di avere insieme una
finanza competitiva e innovatrice - nella misura necessaria allo sviluppo
dell'economia reale - con condizioni di stabilità e fiducia. Che avrebbero
evitato le inefficienze e le ingiustizie connesse all'impegno di risorse
pubbliche cui il Tesoro degli Stati Uniti è stato ora costretto. Confondere le
idee può essere pericoloso in un Paese come il nostro, che con le regole non ha
mai avuto un rapporto facile, in cui i rapporti tra politica e affari sono
sempre stati assai stretti, in cui lo stesso capitalismo privato, nei suoi
piani alti, è largamente un capitalismo di relazione, non di mercato. Un Paese
in cui il conflitto di interessi è ancor più endemico, direbbe Guido Rossi, che
negli Stati Uniti. Un disegno di regolazione efficace è sicuramente un intervento
pubblico, ma non è "più Stato" nello stesso senso
in cui lo è pasticciare discrezionalmente con Alitalia. Anzi, è il suo esatto contrario: regole contro discrezionalità,
distanza contro vicinanza con gli interessi privati, statualità contro politica.
Di "più Stato" nel primo significato avremmo grande bisogno,
soprattutto per tornare a crescere nel lungo periodo. In un Paese fermo,
nel quale la politica deve dare l'impressione di fare qualcosa, e con effetti
immediati, temo che sarà il secondo significato a prevalere.
( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-25 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Sindacati e Cai oggi a Palazzo Chigi. Berlusconi:
stranieri solo se in minoranza Alitalia, l'accordo è vicino Cgil pronta a firmare. Torna Air France:
interessata ROMA - La vicenda Alitalia potrebbe essere vicina alla soluzione. Oggi i sindacati e la Cai
sono stati convocati dal governo. Cgil pronta a firmare. Air France
interessata. DA PAGINA
( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il governo Alitalia, Cgil pronta alla firma C'è Air France Sindacati convocati oggi
a Palazzo Chigi L'esecutivo ai piloti: firmate l'accordo quadro Colloqui
Colaninno-Letta Fantozzi oggi all'Enac: sarà una piccola morte annunciata, ma
sono ottimista su un accordo ROMA - L'accordo per Alitalia non è mai sembrato così vicino. Oggi, alle 11, Cgil,
Cisl, Uil e Ugl sono convocate a palazzo Chigi per siglare quell'intesa con la
Compagnia aerea italiana (Cai) che il maggior sindacato aveva respinto. Nella
trattativa notturna Gianni Letta avrebbe chiesto ai piloti di firmare l'accordo
quadro, sospendendo la questione del contratto. E a tarda notte si è diffuso un
cauto ottimismo. A convincere invece il leader Guglielmo Epifani, sarebbero
state alcune migliorie ai contratti e la prospettiva certa di un partner
straniero. Ieri infatti, dopo che per giorni si era parlato di un'ipotesi
Lufthansa, mai emersa ufficialmente, Air France-Klm è rientrata in scena
confermando il proprio interesse. Oggi, a Parigi, nel consiglio di
amministrazione si parlerà di Alitalia. è stato un
lungo lavorio a produrre il rientro della Cgil. Protagonisti: Letta, il
presidente di Cai, Roberto Colaninno, insieme con l'amministratore Rocco
Sabelli, ed Epifani. Un compito difficile, perché tutt'intorno la polemica
politica infuriava. Riferendosi al leader del Pd Walter Veltroni, ancora in
mattinata il premier diceva: "C'era già quasi un accordo e non si è
raggiunto perché qualcuno ha scelto la politica di dare un colpo al governo".
Veltroni ha replicato al Tg1 delle 20: "Il governo ha gestito la
situazione come peggio non si poteva. Berlusconi sa benissimo chi ha tirato
fuori non il governo, ma il Paese, da questo impaccio, e non è certo
Berlusconi...". La Cgil oggi dovrebbe firmare. Sul tavolo ci sarebbero tre
novità: l'impegno di Cai, che ieri ha presentato al governo una lettera
ufficiale, ad attingere al bacino degli attuali precari (ma si parla anche di
un'estensione della cassa integrazione per un anno ai vecchi precari);
l'invarianza salariale per il personale di terra (saltata nel testo precedente)
e più giorni di riposo; l'eliminazione della norma per la quale, dopo 3 giorni
di malattia, gli assistenti di volo perdevano il salario. è probabile che la
Cgil proponga un referendum fra i lavoratori sull'accordo. In serata i piloti
di Anpac e Up, rassicurati dalla prospettiva certa di un'alleanza, sono andati
a palazzo Chigi per trattare, chiedendo recuperi su retribuzione integrativa,
carriere ed esuberi. Quanto al partner straniero, ieri circolava l'ipotesi di
un ingresso in Cai di British, Lufthansa ed Air France, insieme, per una quota
complessiva del 40%. Un'idea senza precedenti in Europa, dove il meccanismo
delle alleanze ne rende improbabile l'applicazione. Oggi scade l'ultimatum dell'Enac
all'Alitalia, ma il presidente Vito Riggio ha
garantito i voli fino a lunedì grazie al meccanismo delle riprotezioni con
altre compagnie. Il resto dipenderà dalla relazione che il commissario Fantozzi
presenterà oggi all'Enac. Nel pomeriggio, ascoltato in Senato, Fantozzi, che
ieri ha firmato gli stipendi di settembre, aveva anticipato che la relazione
preparata avrebbe dato la situazione finanziaria come "gestibile nel breve
" con l'adozione di misure di riduzione dei voli, dunque dei costi:
"Una piccola morte annunciata ". "Se Enac ritirerà la licenza,
faremo ricorso al Tar" aveva detto. Ma se l'accordo ci sarà, Fantozzi
potrà prospettare uno scenario di salvezza. Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-25 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena Il Cavaliere e il no al "Veltrusconismo" Ma
nel governo Letta ricuce la tela SEGUE DALLA PRIMA "Con l'irreale
intervista al Tg1 - ha commentato ieri sera il portavoce del premier, Bonaiuti
- Veltroni conferma che con questa sinistra non si può discutere". Ma
nelle istituzioni, nel governo e persino dentro Forza Italia, c'è chi continua
a perseguire l'obiettivo del confronto tra Berlusconi e il capo dei Democratici.
Gianni Letta non ha mai smesso di crederci e in questi
giorni di trattative su Alitalia si è speso per un riavvicinamento: "Almeno rispondiamo alla
sua lettera", ha chiesto invano al Cavaliere martedì, visto che Veltroni
aveva infine appoggiato la "cordata italiana" voluta e creata da
Berlusconi. Niente da fare. Raccontano che ieri mattina il sottosegretario alla
Presidenza fosse depresso, o forse solo stanco. Sta di fatto che in una
delle tante riunioni convocate per salvare la compagnia di bandiera, si è
lasciato andare: "Sono una persona che affronta i problemi con l'intento
di risolverli, pensando all'interesse generale, senza farmi mai strattonaIl
ruolo di Schifani Anche il presidente del Senato ( foto a sinistra) lavora
perché Berlusconi e Veltroni ( a destra) aprano la stagione del
"confronto".
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Novità su precari,
esuberi e stipendi. Veltroni: ho messo intorno al tavolo Colaninno e Epifani.
Polemiche sul premier Svolta della Cgil, sì all'Alitalia Più garanzie nel piano Cai. Ma i piloti ancora resistono ROMA -
Svolta della Cgil nella trattativa per il salvataggio di Alitalia: dopo aver ottenuto più
garanzie su precari, esuberi e stipendi anche la Cgil ha firmato l'accordo. Ma
i sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo ancora resistono:
oggi daranno la loro risposta. Il leader del Pd Walter Veltroni
rivendica il ruolo avuto: "Ho messo intorno al tavolo Colaninno ed
Epifani". Polemiche sul premier. SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il retroscena E
Gianni Letta alzò la voce ROMA "Chiedo un atto di fiducia verso il governo
e verso l'azienda". Per una volta Gianni Letta, l'impassibile
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha alzato la voce di fronte
all'insistenza di Guglielmo Epifani di voler siglare, oltre all'accordo, anche
il verbale aggiuntivo, quello con le modifiche negoziate, soprattutto dalla
Cgil, con i nuovi padroni dell'Alitalia. SEGUE A PAGINA 4.
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, la Cgil firma l'accordo La trattativa Licenza
salva. Piloti e assistenti di volo indecisi: oggi la risposta Epifani: "In
caso di bocciatura, bisognerebbe ricorrere al referendum" LUCIO CILLIS
ROMA - Anche la Cgil firma l'accordo con Cai. è una svolta decisiva nel
salvataggio di Alitalia, nonostante manchi ancora il
via libera degli autonomi. Piloti e hostess infatti, tengono duro: dopo un
primo round interrotto ieri sera a Palazzo Chigi, oggi daranno la loro risposta
in un vertice decisivo con il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. Il
sì della Cgil di Guglielmo Epifani è arrivato dopo 48 ore frenetiche e una
lunga serie di incontri e di telefonate tra il presidente di Compagnia aerea
italiana Roberto Colaninno, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Gianni Letta, il leader del Pd Walter Veltroni ed Epifani. Grazie ad alcuni
ritocchi alla parte contrattuale, a mezzogiorno è arrivato il semaforo verde
della Cgil, una decisione che ricompone il fronte confederale ma lascia delle
visibili cicatrici nei rapporti sindacali. La trattativa si è sbloccata grazie
ad un "verbale" di accordo che precisa tutte quelle
parti poco chiare o ancora in embrione del contratto di lavoro di Alitalia 2. Il documento affronta
infatti il tema delle garanzie per i lavoratori precari, che tra Air One e Alitalia oggi sono circa 3mila. I
contratti a termine garantiranno il bacino delle assunzioni future richieste da
Cai. Il verbale definisce anche il numero di riposi di tutti i dipendenti del
nuovo gruppo, la sostanziale invarianza degli attuali livelli
retributivi del personale di terra e il taglio delle retribuzioni "al
massimo del 7%" a parità di ore lavorate per piloti e hostess. Incerto
invece l'esito dell'incontro che potrebbe chiudere in un modo o nell'altro la
vertenza degli autonomi. L'ennesimo faccia a faccia che si è tenuto ieri a
Palazzo Chigi tra il sottosegretario Gianni Letta e le sigle di comandanti e
hostess si è interrotto bruscamente poco prima delle 20. Le posizioni restano
distanti. Cai non vuole rimettere in discussione la struttura portante del
piano industriale, anche alla luce delle adesioni al progetto che arrivano da
diversi possibili partner internazionali: Air France, forse pressata da vicino
da Lufthansa, ha confermato due giorni fa il proprio interesse per una quota di
minoranza (circa il 15%) in Alitalia 2. I tedeschi
però non mollano e nelle prossime ore potrebbero tentare il sorpasso, mettendo
anche loro sul tavolo del governo la richiesta di una partnership di minoranza.
In ogni caso oggi si ricomincia. L'appuntamento è alle
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La reazione
dell'assemblea dei lavoratori autonomi "Non avranno il nostro sì" a
Fiumicino fischi e lacrime BARBARA ARDU BARBARA ARDù FIUMICINO - è appena
sbarcato da Catania. Volo breve, una passeggiata per un pilota che ha quasi i
requisiti per andare in pensione. Tre fasce dorate sulla manica e l'aria
stanca. Ma a casa non ci va. "Sono qui per loro - spiega, indicando i
colleghi più giovani - perché non bisogna cedere a un piano che stravolge un
lavoro dove la sicurezza è essenziale, che viola le regole
internazionali sui riposi e che prelude al fallimento di Alitalia. Non oggi. Ma tra qualche mese,
perché il piano industriale così com'è non regge". Accanto a lui, che si
definisce comandante, esuberante e arrabbiato, ci sono i suoi colleghi. Tutti
del fronte del no. Difficile trovare un pilota disposto ad accettare il piano,
non almeno quello che conoscono. "E un altro - spiegano - al
momento non c'è". Fiumicino, ore 15.00. Area tecnica, accanto alla mensa Alitalia, lontano dai terminal dove partono, regolarmente, i
voli. è qui che ieri si sono dati appuntamento assistenti di volo e piloti
legati alle quattro sigle sindacali che ancora non hanno deciso se mettere la
firma al piano per il salvataggio della compagnia (Anpav, Up, Avia e Sdl).
L'aria è tesa. C'è un ultimatum per le otto di sera (poi spostato alle 13 di
oggi). Dal palco i sindacalisti spiegano l'accordo. E quasi a ogni punto si
alza un coro di "no". E il "no" diventa un boato appena si
parla del contratto AirOne. Una determinazione forte, che si tramuta anche in
fragilità. Qualche hostess piange. Un'altra, del personale di terra, sfida il
mondo: "Meglio cercarsi un lavoro da commessa", sussurra. L'unico
applauso arriva per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali per due anni per
gli stagionali non impiegati. Si attendono notizie da Palazzo Chigi, ma non arrivano.
Ci sono tra le 800 e le 500 persone, molti in divisa, qualcuno in borghese. E
l'aria è quella del no. Dal palco il rappresentante dell'Up dà indicazione per
un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo. I
rappresentanti di Sdl hanno proposto un referendum tra i lavoratori per
arrivare a una decisione. Irriducibili i piloti. Sono le 18 quando vengono
invitati a sciogliere l'assemblea. Ed è notte quando Massimo Berti, segretario
dell'Anpac esce da Palazzo Chigi, teso e scuro in volto. Sicurezza (e dunque
riposi), piano industriale, esuberi, contratto, questi alcuni dei punti sotto
accusa. Patrick Kelton, 9 anni di anzianità, 4.600 euro netti al mese (di cui
500 di diaria, che gli servono però per mangiare in giro per il mondo), sulla
sicurezza fa un unico esempio, l'incidente aereo di quest'estate in Spagna.
"Il secondo pilota - racconta - aveva in tasca una lettera che non ricordo
se fosse di licenziamento o di fine contratto. Io lavoro sullo stesso aereo e
le posso assicurare che devi essere "cotto" per commettere l'errore
tecnico che ha portato allo schianto. Non a caso i due avevano fatto il riposo
minimo". I riposi appunto, che mandano in bestia un altro pilota, quando
ne parla. "Oggi si va a New York. E ci sono 24 ore di riposo. Si torna a
Roma o a Milano, è uguale, e si ha diritto a 36 ore prima di rimettersi alla
cloche. è il minimo. è quanto previsto dagli accordi internazionali". Per
i comandanti ci sono poi altre cose che non tornano. "Perché prevedere
1.000 esuberi, ma riservarsi l'assunzione di un 25 per cento di comandanti
dall'esterno? è una contraddizione. Nessuna compagnia prende piloti da fuori.
Diciamo la verità, questo è un piano per salvare AirOne". E poi c'è il
piano industriale. "Il no è un senso di responsabilità - afferma Paolo,
pilota, da 11 anni in servizio - non mi fido di questa cordata, senza
competenza".
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Torino
La Cgil in piazza contro il caro-vita Domani il corteo, assenti le altre sigle
Donata Canta: "Manifestiamo contro il governo non contro gli altri
sindacati per difendere salari e pensioni" La Cgil torinese torna in
piazza domani. Lo fa, come nel resto d'Italia, per protestare in modo vistoso e
visibile contro la politica economica del governo Berlusconi, ma forse non è un
caso se a Torino l'iniziativa coincide con la prima, grande manifestazione
pubblica dopo la sconfitta elettorale del centrosinistra di aprile. E lo fa da
sola, senza le altre confederazioni, una scelta sofferta ma necessaria per il
più grande sindacato italiano, che da un lato rallenta e raffredda il dibattito
sulle nuove possibili forme di unità e dall'altro congela e quasi cancella le
divisioni interne alla stessa Cgil. Il corteo di domani (partenza alle
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Roma
"Parco su Roma Antica per milioni di turisti" VIOLA GIANNOLI Il Parco
a tema sull'Antica Roma si farà. E sarà un progetto al "top",
assicura il sindaco Gianni Alemanno, in stile Eurodisney con attrazioni per
tutta la famiglia "ai massimi livelli di divertimento e modernità". E
proprio per sottolineare che l'amministrazione capitolina fa sul serio, perché
non si tratta di "un'idea estemporanea da campagna elettorale ma di una
scelta strategica per cui si procederà rapidamente", il primo cittadino ha
deciso di inserire il progetto nel Piano di sviluppo che presenterà lunedì in
Consiglio comunale. "Un'idea kitsch e inutile", secondo Patrizia
Prestipino, assessore provinciale al turismo. Mentre per il radicale Mario
Staderini ""Romaland" è un disegno ingenuo: per la realtà
virtuale c'è Hollywood e per il circo bastano le famiglie Togni e Orfei".
Di tutt'altro avviso il Campidoglio, secondo cui il Parco è la panacea contro
la crisi del turismo capitolino, in calo del 5% nelle presenze e del 22% nei
trasporti: "il dato peggiore dal
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Palermo Altre
due settimane di Cig allo stabilimento Fiat di Termini Imerese. L'allarme della
Fiom L'industria fa i conti con la crisi cassa integrazione per 3 mila operai
La Keller ha perso le commesse iraniane e annuncia 72 esuberi Di nuovo ferma la
Emmegi: posto di lavoro a rischio per i 78 dipendenti L'economia siciliana è in
crisi e lo spettro della cassa integrazione è già entrato nelle case di tremila
famiglie di operai, che avranno nei prossimi mesi lo stipendio ridotto. La
cassa integrazione in queste ore ha travolto le 1.700 tute blu della Fiat di
Termini Imerese e le 270 della Keller di Carini e, ancora, le 180 della Italtel
e le 78 dell'ex Emmegì, oggi Ciprogest. Per non parlare di quelle della
Metalmeccanica meridionale o della Sielte, tutte aziende fino a qualche anno fa
fiore all'occhiello della classe operaia palermitana e che adesso sono
costrette a fermare la produzione. Il motivo è sempre lo stesso: "Crisi di
mercato, mancanza di domanda industriale", dice Roberto Mastrosimone,
leader della Fiom di Termini Imerese. "Una crisi che sta travolgendo gli
operai siciliani, senza alcun intervento dei governi regionale e
nazionale", aggiunge Francesco Piastra, segretario provinciale della Fiom
Cgil. Ieri la Fiat ha comunicato altre due settimane di cassa integrazione
nello stabilimento di Termini Imerese, in aggiunta alle due già programmate
nelle scorse settimane. La prima tranche di cassa scatterà lunedì 29 settembre
fino al 12 ottobre. Poi due settimane di lavoro, con gli operai che torneranno
nuovamente in cassa integrazione per altri quindici giorni, dall'ultima
settimana di ottobre al 10 novembre. "Sarà un fine anno molto duro per
migliaia di famiglie - dice Mastrosimone - Con questa cassa integrazione gli
stipendi saranno ridotti almeno di 400 euro al mese". Il blocco della Fiat
di Termini fermerà anche gli oltre 400 operai dell'indotto: la Ergom (154
operai), la BienneSud (74) e la Lear (100) metteranno i loro dipendenti in
cassa integrazione nello stesso periodo della Fiat. "Ci auguriamo che il
governo e la Regione riescano a governare la crisi del mercato e soprattutto
che il Lingotto rispetti l'accordo di aprile che prevede a luglio
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Napoli
"Ho denunciato gli strozzini ma sono condannato alla fame" Beni
all'asta, imprenditore ricusa il giudice civile Racconterà oggi la sua odissea.
Fece prendere il il cugino di "Sandokan" "I carabinieri mi
salvano dai boss poi un magistrato mi manda sul lastrico" DAL NOSTRO
INVIATO (segue dalla prima di cronaca) antonio corbo Una storia che Battaglia
racconta in un lungo incontro nella fattoria di Caiazzo, tra bufale, tori,
mucche, cavalli e un incubo. Quelle porte chiuse. "Mi sono affidato allo
Stato finalmente, ma scopro che lo Stato può avere due volti. Con i carabinieri
mi libera da strozzini e camorra, con un giudice civile mi manda sul
lastrico". Il giudice è di Santa Maria Capua Vetere. Ha già deciso di
ricusare. Si comincia dall'Agenzia Battaglia. "L'Alitalia, fine anni Novanta con la
deregulation, revoca le 28 agenzie generali in Italia. Una era di mio padre.
Biglietti aerei per tutta la provincia. Il fatturato crolla. Le banche ci
mettono in sofferenza. Un avvocato consiglia di vendere l'immobile dell'agenzia
e ci presenta tre signori. Vogliono investire, dice lui. Ci danno un
acconto di cento milioni. Ma le banche impediscono la vendita, hanno una
ipoteca. I tre pretendono il fitto di un locale che non possono più comprare e
i cento milioni. Ne incassano in poco tempo 300". Non finisce qui, perché
Battaglia non si libererà più di loro, né di altri usurai che prestavano i
soldi da versare ai primi tre. "Solite minacce, interessi del 10 per cento
mensile, in un anno è il 120. Prendevo i soldi dall'allevamento, avevo allora
300 mucche". I nuovi usurai sono ancora più infidi. "Mio padre muore
il 19 gennaio 2000, io provo a dire basta. Macché. Gli usurai impongono la
cessione delle nostre auto del noleggio a metà prezzo. Uno era un commerciante
di auto. Firmavo un assegno da 10 milioni di lire, me ne davano 8. Portavo gli
assegni dei caseifici che pagano il mio latte a 60 giorni, e loro trattenevano
il 10 per cento. Esempio: su 10 milioni, per due mesi, ne perdevo due.
L'azienda produceva bene, lavoravo tanto, ma mi ritrovai con un'esposizione di
250 milioni. Come un naufrago che nuota controcorrente. I debiti si gonfiavano
giorno per giorno. Mi fermo a 250 e chiedo una dilazione. L'ultima. Riesco
ancora a pagare". Perché sempre nella morsa degli usurai? "Perché le
banche non mi aprivano le porte. Avevano ormai aggredito il mio patrimonio,
valeva 4 milioni. Non c'era interesse a riaprirle". Ma neanche gli
strozzini, recuperati i soldi, lo mollavano. Dall'usura al racket. Roberto
Battaglia tra 2003 e 2006 rende più moderna l'azienda: inserisce 500 bufale in
un ciclo meccanizzato, perfetti i controlli sanitari e la sala mungitura. Un
gioiello. Ma l'azienda attrae. Anche la zona. I casalesi vogliono espandersi
verso campi di quieta bellezza, da Caiazzo a Squille a Monteverna. Che
Battaglia abbia superato la crisi, sembra certo. Lo scoprono i tre, che avevano
tentato di acquistare l'agenzia. "Me li ritrovo in azienda, ogni
tre-quattro mesi, dicevano che il conto era aperto, e conoscevano loro la
strada giusta per farmi pagare. Capisco qual era la strada ad aprile 2008, e
corro in Procura. Viene un certo Giuseppe D'Anna, a nome di Luigi Schiavone,
cugino di secondo grado di Sandokan. Sono costretto a incontrarlo a Caserta
Nord il primo luglio, ma il procuratore Pierluigi Gay mi aveva subito affidato
al colonnello Burgio. A Caserta Nord c'è con me un carabiniere in borghese.
Luigi Schiavone mi parla chiaro: sono di Casale, mi dice, e ho in mano i titoli
che devi onorare, da questo momento te la vedi solo con me. Insisto: non devo
più niente a nessuno, poi prendo tempo, 15 giorni". Attenti al 17 luglio,
è la data da ricordare. La mattina un giudice civile dà esecuzione alla vendita
dei beni all'asta per soddisfare le banche. La sera alle 17.30 sono arrestati
Luigi Schiavone e Giuseppe D'Anna, di professione mago. I carabinieri li
fermano all'uscita dell'azienda con 140 mila euro in assegni e tremila in
contanti, la somma pattuita dopo quasi un'ora di discussione, tutta registrata.
Luigi Schiavone ha addosso anche altri assegni, che forse porteranno ad altre
vittime che tacciono. "Devo tutto al colonnello Carmelo Burgo, ai
carabinieri di Caserta, fantastici, al maresciallo Francesco Corrado e la sua
squadra. Magari mi fossi rivolto prima". Ma le banche hanno memoria lunga.
Sono andate avanti. C'è una fideiussione contestata ("Indaga la Procura,
la firma non è mia") e c'è un giudice civile irremovibile. "Non tiene
conto della sospensiva di 300 giorni concessa dal prefetto per legge a chi ha
subìto racket e usura. Il giudice dice che non sono stato corretto, che non è
arrivata in tempo la notizia degli arresti, e che va all'asta tutto quello che
ho. Azienda, casa, tutto". Rischia la vendetta del clan e il patrimonio.
Ha cercato Tano Grasso, "ma sono stato ricevuto solo dalla signora Fucito.
Il mio caso non è l'unico, lo stesso giudice ha privato di tutto il costruttore
Angelantonio Iodice, con la mia stessa storia". La racconterà oggi.
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XVII -
Firenze Si è arenata la vertenza sul contratto integrativo Saltano le
trattative sciopero alla Piaggio OTTO ore di sciopero proclamate da Fim, Fiom e
Uilm alla Piaggio dopo la rottura delle trattative per il contratto aziendale
avvenuta la notte scorsa. Una rottura che i sindacati bollano come
"incredibile" e tale da "mettere in discussione il diritto alla
contrattazione aziendale per i dipendenti della Piaggio". Un fatto tanto
più assurdo, dice Maurizio Landini segretario nazionale
Fiom, "visto che il giorno prima l'azienda aveva dichiarato di voler
procedere all'accordo". Landini allude all'Alitalia e al doppio ruolo di Colaninno, presidente Piaggio e Cai: "Non
sarebbe accettabile la subordinazione della vertenza Piaggio alle altre in cui
è impegnato Colaninno".
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bari
Tagli, a rischio il 30 % dei treni regionali Allarme della Regione:
"Mancano 120 milioni di euro e le Fs battono cassa" Eurostar estinti
e fermate saltate, Loizzo protesta "Siamo stati declassati" LELLO
PARISE Non solo gli Eurostar, macchine che ormai in Puglia sono in via di
estinzione. Trenitalia potrebbe dare una spallata perfino ai trasporti
regionali. Spiega l'assessore Mario Loizzo: "Il rischio è che si decidano
tagli ai servizi locali tra il 25 e il 32 per cento, con effetti catastrofici
sul traffico dei pendolari". L'incubo potrebbe materializzarsi l'1
ottobre, quando a Roma il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli
incontrerà i rappresentanti delle regioni. Qualora dovesse confermare
l'intenzione dello Stato di non volere coprire il "maggiore
fabbisogno" delle Fs, le stesse Fs getterebbero alle ortiche una serie di
tratte, quelle cosiddette a medio raggio. Pure le tariffe potrebbero essere
ritoccate: anzi, incrementate. Fa sapere Loizzo: "Sono stati già proposti
da Trenitalia interventi che oscillerebbero dal 10 al 20 per cento".
Trenitalia che si limita a precisare: noi abbiamo esclusivamente il compito di
fare viaggiare i convogli; ogni regione stabilisce quali e quanti di questi
convogli devono marciare sulla base del denaro che è in grado di spendere e che
potrebbe essere rimpinguato se il governo Berlusconi aprisse i cordoni della
borsa. Pare che ai suoi più stretti collaboratori così come a qualcuno degli assessori
ai Trasporti, l'amministratore delegato della società Mauro Moretti abbia
confessato, senza tanti giri di parole: "Io non posso
fare la fine di Alitalia,
ecco perché non voglio indebitarmi". Secondo i calcoli di Loizzo, per il
2008 mancherebbero all'appello 120 milioni di euro. Sempre per il trasporto
regionale, 80 milioni erano stati assegnati a Fs dal ministero Prodi e 250 da
quello del Cavaliere. Ma non sono sufficienti. Né ci sarebbero certezze
per quanto riguarda le "risorse aggiuntive" da impiegare nei prossimi
due anni. E' dai "governatorati" che dovrebbero mettere mano al
portafoglio per evitare il peggio. Però, puntualizza Loizzo, "siamo
nell'impossibilità reale di sottoscrivere i contratti di servizio" con
Trenitalia giacché "non disponiamo della necessaria copertura
finanziaria". L'assessore ai Trasporti è preoccupato, e non lo nasconde:
"Siamo alla mobilitazione civile". In mattinata accetta l'invito
dell'Anci: nel quartier generale di corso Vittorio Emanuele si ritrova faccia a
faccia con i sindaci di nove comuni. Protestano poiché l'unico Pendolino
sopravvissuto - quello da Lecce e Bari per Roma - salta alcune stazioni
ferroviarie tra cui quella della sesta provincia, Barletta. "Siamo
declassati, questa è la verità. Si fa fatica a capire quanto è fondamentale il
trasporto pubblico, che registra una forte crescita della domanda in
conseguenza degli aumenti dei costi energetici e della generale situazione di
crisi economica" sottolinea Loizzo. Tutti condividono il suggerimento del
vicepresidente dell'Anci Fabiano Amati, tenace promotore del raduno: con una
lettera a Trenitalia sottoscritta anche dai parlamentari Latorre, Tomaselli,
Procacci, Rossi, Boccia si chiederà di "ripristinare le fermate
soppresse" a meno che Moretti & C. non sventolino sotto il naso degli
amministratori le "ragioni oggettive" di queste esclusioni. Ieri
intanto Trenitalia, ancorché sollecitata a partecipare, diserta l'appuntamento.
La Puglia può attendere.
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ULTIMA DISFATTA
DELLA POLITICA AMERICANA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Un candidato che si chiama
fuori dalla partita per due giorni e non vuole più dibattere l'avversario. Come
se la democrazia fosse un incontro di basket, John McCain ha chiesto un
timeout, per salvare la propria squadra da una sconfitta che il tabellone dei
sondaggi cominciava a lampeggiare. Il dibattito probabilmente si farà, e questa
sera assisteremo finalmente al confronto, perché Barack Obama ha risposto che
lui si presenterà sul palco in quanto "mai come adesso la nazione deve
vedere e conoscere chi vuole guidarla in questi tempi difficili". Ma il
fatto stesso che un candidato annunci di avere "sospeso la campagna
elettorale", come fosse un puzzle da riporre per qualche ora, a 40 giorni
dal voto, è uno di quei colpi di testa (e di nervi) che i colleghi senatori conoscono
bene e che molti elettori temono. John McCain, famosa testa calda dal pessimo
carattere che gli ha meritato in Parlamento il soprannome di
"McNasty", Mac la peste, ha semplicemente cercato di buttare all'aria
il tavolo di gioco, come fanno i bambini molto immaturi o i vecchi molto
stizzosi quando perdono. Nel mezzo di quella che il finanziere più autorevole
degli Stati Uniti, quel Warren Buffett che viene guardato come l'ultimo
oracolo, ha definito una "nuova Pearl Harbor", la flotta di coloro
che dovrebbero proteggerci naviga alla deriva, sballottata dal vento dei
sondaggi e delle manovre elettorali, senza ordini né piani chiari. Se il padre
di John McCain, il magnifico ammiraglio che consumò tutto sé stesso nella
risposta all'aggressione giapponese nel Pacifico e pagò la fatica disumana
morendo d'infarto il giorno dopo la vittoria, potesse vedere il figlio
annaspare in queste ore, lo spedirebbe in cambusa, lontano dal ponte di
comando. La mossa di McCain, quello che dovrebbe essere l'anziano sicuro, il
buon nonno prudente e responsabile di fronte al troppo giovane e irresponsabile
avversario Obama, serve a sottolineare la radice profonda della crisi, che non
è finanziaria né economica, ma politica. Da quasi otto anni, dal gennaio del
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
L'intervista Parla uno dei rappresentati del fronte del sì, Filippo Savini (Uil)
"Noi piloti meno tutelati ma non c'era altra scelta" "A
differenza di Anpac e Up, noi confederali abbiamo subito compreso che la
politica non ci avrebbe salvato" LUISA GRION ROMA - E' vero che il nuovo
contratto peggiorerà la vita dei piloti. E' vero che "spazzerà via quelle
poche tutele che permettevano di far conciliare il lavoro con un minimo di vita
privata". Ma ora non c'è possibilità di scelta. "O così, o falliti:
senza lavoro e senza gli ammortizzatori sociali comunque garantiti dall'accordo
Cai". Filippo Maria Savini pilota gli Airbus 320, è iscritto alla Uil. E'
convinto che questa, per Alitalia, sia davvero l'ultima chiamata e che non ci sia un minuto da
perdere. Secondo lei Anpac e Up hanno sbagliato strategia? "Non biasimo il
comportamento dei colleghi, anche se durante questa durissima vertenza hanno
fatto sì che la categoria prestasse il fianco a critiche che ci hanno
danneggiato. E' vero che il nuovo contratto ci penalizza, che straccia
le poche tutele rimaste. Ma qui non ci sono altri piani di salvataggio: noi lo
abbiamo capito subito, loro no". Perché? "Perché come Cgil, Cisl e
Uil abbiamo più contatti con la politica e abbiamo avuto la percezione
immediata che questa volta le cose erano cambiate: la politica, a differenza di
quello che è successo negli ultimi cinquanta anni, non ci avrebbe salvato. Non
c'è più possibilità di trattare". Ma il contratto è accettabile o no?
"Il contratto ci rovinerà la vita privata, visto che hanno tolto quella
poca flessibilità che ci permetteva di poter stare, ogni tanto, per qualche
festività, in famiglia. Onestamente non credo valga più la pena di fare questo
mestiere: ci hanno accusato di essere dei privilegiati, ma non è vero, ormai da
anni non è così. Forse non siamo stati capaci di farlo capire e ora c'è più
tempo: c'è solo l'urgenza di arrivare in qualche modo ad una soluzione tampone
che argini il fallimento". Anche se la soluzione trovata manderà in
esubero mille colleghi? "Sì, perché almeno così potremo contare su
ammortizzatori sociali che altrimenti non avremmo ottenuto". Lei crede che
la nuova compagnia abbia delle possibilità di successo? "Lo spero: saremo
privati, il vecchio apparato burocratico sarà smantellato e dovremo camminare
da soli sul mercato. La presenza di un partner straniero mi rassicura, ma credo
che anche l'uscita della politica e dalla interferenza praticata sui bilanci
sia un buona cosa". Ne è valsa la pena fare di tutto questo o era meglio
accettare, qualche mese fa, la proposta di Air France? "Personalmente, e
sottolineo il personalmente, sono per la seconda ipotesi".
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Silvio e i
Sopranos "Io ho messo insieme Epifani e Colaninno" Veltroni:
Berlusconi assente e Sacconi remava contro. Il premier: è un funambolo Lo
scontro Berlusconi zitto sull'antifascismo, sarà colpa delle camicie che
indossa, a metà tra i "Sopranos" e il passato GIOVANNA CASADIO ROMA -
Qualche elemento di chiarezza. "Non sono stati i
giochini della politica a sbloccare la trattativa Alitalia, e adesso basta con il bullismo al governo, con gli spot con i
fuochi d'artificio. con quest'idea che non si possa fare opposizione e magari
non si possano più fare giornali non graditi al governo...". Non dice che
è stato merito suo, Walter Veltroni. Però rivendica il ruolo di
mediatore svolto da lui e dal Pd per Alitalia. In modo
concreto e "trasparente". Martedì quando era tutto fermo ad esempio,
"io ho messo insieme Roberto Colaninno e Guglielmo Epifani, era così
difficile farlo?". I due che avevano maggiore responsabilità nel braccio
di ferro, si sono incontrati a casa Veltroni. Tutti gli altri attori in causa
informati, comunque. A Berlusconi - "ma dov'è in queste ore
decisive?" - il segretario democratico replica ora con durezza. Il premier
ha condotto un attacco a freddo al Pd l'altro giorno, pur sapendo cosa stava
facendo l'opposizione: "Avevamo la tentazione di non intervenire, viste le
dichiarazioni guerresche sgradevoli e anche maleducate". Ma la posta era
l'interesse di tanti lavoratori e del paese e perciò "ci siamo comportati
responsabilmente, io come un leader dell'opposizione anglosassone, e il
presidente del Consiglio invece di rispettare, insulta". L'offensiva di
Veltroni parte nello studio Rai di Porta a porta, dove campeggia un titolo che
Berlusconi apprezzerà molto: "Alitalia torna
italiana". E allora il leader Pd, rilassato in abito grigio-blu, con la
stessa cravatta che aveva indossato nel Porta a porta pre-elezioni, ripercorre
la cronistoria del salvataggio. Loda Gianni Letta, il sottosegretario che si è
prodigato per la soluzione, uno che ha "la mia stessa cultura delle
istituzioni" e infatti in questo governo è quasi "un libero
professionista", ha meno peso che nel 2001. Ma soprattutto, scandisce
Veltroni, c'è il rischio di scambiare "decisione con democrazia", di
instaurare "un modello putiniano, di portarci verso la Russia di Putin, la
democrazia non si tocca". Affondo anche contro il ministro del Welfare,
Sacconi: "Ha cercato di far fallire la trattativa, aveva lo sguardo
livido, voleva danneggiare qualcuno". Subito la risposta di Sacconi:
"Solo menzogne, sono sconcertato". E infine una bordata sul silenzio
del premier sull'antifascismo mentre Fini "ha avuto coraggio". Però,
replica l'intervistatore Bruno Vespa, il premier non è mai stato fascista. E
Veltroni: "Sarà l'effetto delle camicie che indossa, a metà tra i "Sopranos"
e il passato". Riferimento alla fiction tv sulla mafia. Berlusconi si è
ricoverato ieri al centro Mességué umbro per una rimessa in forma, e da lì fa
sapere di non volere polemizzare e che il suo è "il governo dei fatti non
delle parole, gli italiani giudicheranno" però Veltroni è "un
funambolo", tornato sui suoi passi.
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Uil Tutti i
passaggi decisivi che hanno portato all'accordo su Alitalia Quel tè a casa del leader Pd e
l'ultima mossa di Letta (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ROBERTO MANIA Letta ben
sapeva che la sua mediazione non poteva permettere a nessuno di vincere, se non
altro nella forma. Nemmeno al segretario generale della Cgil, che pure ieri
mattina a Palazzo Chigi ci aveva provato fino all'ultimo. D'altra parte
era chiaro a tutti che per uscire dalla palude Alitalia
serviva un pareggio tra chi (Cisl, Uil e Ugl) aveva già firmato una settimana
fa, e la rientrante Cgil. Più o meno è andata così. Ciascuno potrà dire di non
aver perso. E la partita l'hanno giocata in tanti, su piani diversi e luoghi
distinti: Palazzo Chigi, certo, e non più il ministero del Lavoro retto da
Maurizio Sacconi; ma anche casa Veltroni, a Roma, nei pressi della sede della
Cgil. è lì che martedì scorso, all'ora del tè, il leader del Partito
democratico ha invitato Epifani insieme al presidente della Cai (la Compagnia
aerea italiana), Roberto Colaninno. Una mediazione - non "ombra" - ma
parallela. Dei cui esiti Veltroni ha informato sistematicamente Letta ma anche
i leader della Cisl e della Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Una tattica
che ha permesso di far incontrare di nuovo, dopo lo strappo del 18 settembre, i
due litiganti (Epifani e Colaninno) "costretti" però all'intesa
perché l'imprenditore di Mantova era stato chiaro: "Senza la Cgil non
ripresento la mia offerta". Ecco perché l'ipotesi di un accordo separato
non è mai stata in piedi, nonostante qualche dichiarazione del premier
Berlusconi accarezzasse proprio quella deriva. Invece da Colaninno c'era una
sorta di pregiudiziale positiva sulla quale ha fatto perno l'iniziativa di
Veltroni, prima chiedendo alla Cai di fare alcuni passi in avanti, poi
favorendo l'incontro tra l'industriale ed Epifani. Il tutto sul canovaccio
scritto da Gianni Letta. Così quando l'altro ieri c'è stato il faccia a faccia
tra il sottosegretario e il capo della Cgil l'accordo politico è stato
raggiunto in poco tempo, mentre gli sherpa lavoravano agli emendamenti da
agganciare al testo già firmato dalle altre confederazioni. L'ultimo colpo,
allora, Epifani l'ha tentato a Palazzo Chigi. Per provare a vincere in
"zona Cesarini". Letta aveva appena detto che i testi con i
chiarimenti sulle questioni indicate da Epifani e condivise dagli altri
sarebbero stati "acquisiti". "Voglio rileggere i testi e
siglarli almeno per "presa visione"", lo ha interrotto Epifani.
"Garantisco io, come notaio", ha replicato infastidito e sorpreso il
sottosegretario. "Tu fai il notaio, ma io voglio leggere e poi
siglare". E Letta: "Ho chiesto un atto di fiducia verso il governo e
verso l'azienda. La sigla rappresenterebbe un atto di sfiducia". In verità
la firma sulle "note aggiuntive", relative ai precari, al trattamento
di malattia degli assistenti di volo, alla garanzia sul mantenimento delle
attuali retribuzioni per le fasce più basse, avrebbe sostanzialmente arricchito
l'accordo precedente. Però nessuno doveva vincere. Infatti è stato a quel punto
che Angeletti si è alzato e ha chiesto la firma sui testi già concordati. Con
Letta a fare da notaio. Poi la conferenza stampa. Che Bonanni ha tenuto per
primo e da solo: "Abbiamo sottoscritto l'accordo già condiviso. Questa è
la verità, le altre sono esigenze mediatiche". Eppure Cisl, Uil e Ugl
hanno lasciato Palazzo Chigi con l'amaro in bocca. Dice Giuliano Cazzola,
deputato del Pdl, mai tenero con la Cgil della quale è stato a lungo dirigente:
"Ora il rischio per la Cisl e la Uil è di diventare irrilevanti se le
controparti non vanno avanti senza la Cgil". Però Cisl e Uil hanno un
rapporto preferenziale con questo governo. "Sì - dice Cazzola - ma a cosa
gli serve?".
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Denaro sui
titoli delle banche bene Eni e Saipem debole Tenaris MILANO - Chiusura positiva
per Piazza Affari, più 1,95% il Mibtel, in linea con le altre Borse. Il semaforo verde dei sindacati al piano di salvataggio di Alitalia messo a punto da Intesa Sanpaolo
(+3,37%) ha spinto la Immsi di Colaninno a guadagnare il 9,32% e Piaggio il
7,03%. Bene anche Premafin (+10,23%) e Fondiaria-Sai (+1,37%), che fanno capo
alla famiglia Ligresti, e Atlantia (+2,67%), veicolo utilizzato dai Benetton
per partecipare alla cordata Cai. Denaro sui bancari Unicredit (+3,2%),
Banco Popolare (+2,54%) e Italease (+5%). In luce gli assicurativi, da Generali
(+2,74%) a Unipol (+1,67%). In crescita Fiat (+2,37%) dopo lo scivolone della
vigilia. Bene Eni (+1,53%) ed Erg (+3,31%) nonostante il calo serale del
greggio sotto quota 104 dollari a barile. Denaro anche su Saipem (+1,49%), Enel
(+2,87%) ed Edison (+1,29%). Debole Tenaris (-1,71%).
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ieri
sera la prima puntata della nuova edizione di Annozero dedicata alla crisi
dell'Alitalia. La fiorettista debutta con piglio deciso e tranquillo
Ecco la coppia Santoro-Granbassi: "Saremo scorbutici" ANTONIO
DIPOLLINA Un Annozero "scorbutico e irriverente", con "tanti
ringraziamenti alla Rai" che manda in onda una trasmissione così. Michele Santoro ha lanciato ieri
sera la nuova stagione del suo programma, ha tenuto duro sul tema previsto, l'Alitalia, anche in ore in cui appare visibile l'uscita dal
tunnel della questione che ha inchiodato nelle ultime settimane tutti i talk
politici della tv. Nulla di particolarmente decisivo, quindi, tanto che le ore
precedenti il via sono state riempite più che altro dalle ? timide ?
palpitazioni del paese sull'eventualità che l'Arma dei carabinieri impedisse
alla fiorettista Margherita Granbassi di debuttare come parte viva del programma.
Invece (con tanto di polemichette gossippare sul ruolo decisivo che avrebbe
avuto il ministro La Russa nel concedere il benestare, con gli alti comandi
dell'Arma a inghiottire un boccone amaro ? si dice) la Granbassi ha proceduto a
un gran debutto a cui tiene invero particolarmente: a lei è affidata la parte
giovane del programma, o almeno ? nella prima puntata ? l'introduzione nel
dibattito di qualcuno al di sotto dei 45 anni: in questo caso la giovane figlia
di uno steward. Con un piglio piuttosto deciso e tranquillo, quasi
irriconoscibile rispetto alla levità grintosa esibita sulle padane olimpiche e
nelle foto glamour dei giornali che ne hanno sempre beatificato la
notevolissima avvenenza, la Granbassi ha fatto la sua ? piccola ? parte così
come, con ogni probabilità, l'avrebbero fatta altre centinaia di aspiranti.
Santoro ha comunque ringraziato in trasmissione l'Arma dei carabinieri per la
gentile concessione. Nello stesso spazio si è vista anche la hostess che è
diventata famosa per la foto con il cappio al collo durante una fase durissima
della protesta dei lavoratori Alitalia. Suo un forte
battibecco con il leghista Castelli, sottosegretario alle infrastrutture (lui:
"Bella l'immagine dell'Italia con il cappio al collo". Lei:
"Saranno belli i gesti di Bossi"). Più complicato tutto il resto, con
i vari Castelli e Di Pietro in studio, a rimestare un tema ormai sforacchiato
in ogni dove con lo spettatore quasi allo sfinimento. Polemiche effettive già
in diretta, e piuttosto forti, le ha subito provocate Marco Travaglio: parlando
degli investitori della cordata Cai ha citato il caso del re dell'acciaio Riva,
numero uno delle acciaiere Ilva di Taranto: Travaglio ha citato la ministro
Prestigiacomo come autrice di un provvedimento che ha salvato in qualche modo
dalla chiusura le acciaierie accusate di alta emissione di diossina. A quel
punto, secondo Travaglio, Riva entra "per grazia ricevuta" nella
cordata Cai. A stretto giro di lancio d'agenzia la Prestigiacomo ha risposto
duramente: "Una vergognosa operazione di propaganda, Travaglio come al
solito non conosce il limite della decenza: all'Ilva stiamo riducendo la
diossina attuando un piano lanciato dal mio predecessore e dal governatore
della Puglia Nicky Vendola". Un notevole match, ma avvenuto per metà fuori
dalla prima puntata del ritrovato Annozero.
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il Cavaliere diserta
Onu e Alitalia "Mal di schiena, è andato da
Mességué" Da mercoledì Berlusconi ha fatto riaprire per sé la beauty farm
chiusa per lavori FRANCESCO BEI dal nostro inviato melezzole (terni) - Alle Nazioni
Unite lo aspettavano ieri, avrebbe dovuto parlare davanti all'Assemblea
generale. Così a palazzo Chigi, dove Gianni Letta chiudeva l'accordo su Alitalia. Ma il Cavaliere dov'è? Ai giornalisti stranieri il povero
Franco Frattini, mandato a New York a sostituire il premier, raccontava che
"Berlusconi è dovuto restare a Roma per salvare l'Alitalia dal collasso". E invece,
zitto zitto, il Cavaliere è planato in elicottero mercoledì pomeriggio sulla
dolce campagna umbra, nella beauty farm di Marc Mességué, per una tre
giorni di remise en forme. Concetto ampio, declinato da Mességué in vari
programmi terapeutici dai nomi evocativi: "Non dimenticatevi di voi
stessi", "Movimentate la vostra vita". Precetti che Berlusconi
già di suo tiene in gran conto. E davvero poco importa, a questo punto, andare
dietro alla voce maliziosa che vorrebbe il Cavaliere impegnato in una nuova
"tiratina" alle palpebre, oppure dar retta ai suoi collaboratori che
raccontano di una fastidiosissima sciatica e, quindi, di improcastinabili
massaggi alla schiena. Tutto, ovviamente, "in costante contatto con
Palazzo Chigi". Troppo vistosa l'assenza, troppo famoso il luogo
prescelto, regno di quel Mességué che un paio d'anni fa si propose per aprire
un health center persino dentro Montecitorio. Walter Veltroni ha gioco facile a
schiacciare la palla: "In queste ore cruciali Berlusconi non si sa dove si
trovi - punzecchia da Vespa il leader del Pd - , è partito per una destinazione
che non conosciamo". Intanto, sulla collinetta di Melezzole, tra Todi e
Amelia, il Cavaliere si affidava alle cure dei terapisti. E chissà che non
abbia approfittato anche di un bagno idratante "con pappa reale e melata
di metcalfa", specialità della casa. Oppure si sia lasciato andare a un
"hot stone massage", per farsi passare la sciatica grazie al
"calore delle pietre vulcaniche". Niente di serio comunque,
nonostante la presenza del cardiologo-ombra Alberto Zangrillo. Lo stesso
Zangrillo infatti, evidentemente inoccupato, ieri mattina si dilettava con una
corsetta tra i boschi di castagno. Per il resto la beauty farm era
inavvicinabile a chiunque, protetta come una fortezza da un doppio cordone di
Digos e body guard. Il Cavaliere l'ha prenotata tutta per sé, anzi se l'è fatta
riaprire apposta visto che era chiusa per lavori. E mal ci è rimasta una
signora che, arrivata fino al cancello, si è messa inutilmente a urlare
"presidenteee, presidenteee", prima di essere allontanata dalla
sicurezza. Tra i vip che qui sono di casa (anche molti politici, come Casini e
la Finocchiaro), c'è Marina Ripa di Meana, che difende la decisione di
Berlusconi di staccare la spina: "Ogni volta che ci vado il cervello mi si
svuota, è come un elettrochoc. Dopo qualche giorno lì Berlusconi tornerà con le
idee più chiare". è la parte femminile del premier ad aver preso il
sopravvento, come pronosticava tempo fa Sandro Bondi? Ripa di Meana concorda:
"Berlusconi ama molto la vita, il lusso, il bello. In questo è come noi, è
femminile". Di sicuro si presenterà a Veronica "rimesso in
forma", pronto a festeggiare lunedì i 72 anni nella nuova villa Campari
che si è comprato sul lago Maggiore.
( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il giornale del Prc
a rischio chiusura. Ferrero: situazione difficilissima ma non è colpa del
partito "Liberazione", giornalisti in sciopero contro
"Liquidazione Comunista" Il direttore Sansonetti è inviso ai
vincitori del congresso che ha spaccato il Prc LUCIANO NIGRO ROMA - Giornalisti
comunisti in sciopero contro il partito-padrone comunista. Mentre gli altri
quotidiani politici, come Il Manifesto, si preparano alla battaglia contro i
tagli dei fondi alla stampa cooperativa e di partito che mettono a rischio il
pluralismo dell'informazione, a Liberazione è guerra di tutti contro tutti: i
cronisti chiedono ai vertici del Prc di intervenire; il segretario, Paolo
Ferrero, attribuisce le colpe alla gestione precedente e denuncia una
"situazione difficilissima"; la redazione, che teme di diventare
vittima di un regolamento di conti interno, incrocia le braccia e manifesta
sotto la sede del partito. Dietro a un grande striscione "Liquidazione
comunista" i 60 giornalisti oggi protestano in via del Policlinico 131. I
redattori del piano terra e del primo piano contro i dirigenti del secondo e
del terzo dello stesso palazzo al grido di "Chi ha paura di
Liberazione", "Prima senza voti e ora senza parole" e via
protestando. Un gruppo ha pensato di fare il verso a piloti
e hostess Alitalia: invece
del cartello "meglio falliti che con questi banditi", impugnerà la
scritta "meglio banditi che con questi falliti". Una crisi speciale,
quella di Liberazione, su cui pesa l'esito delle elezioni e di un congresso che
ha spaccato in due il partito. Un direttore, Piero Sansonetti, che non
piace ai vincitori della conta interna, aria di epurazione che spira da mesi e
conti da profondo rosso. I due milioni, due e mezzo di deficit strutturale che
il quotidiano accumula ogni anno, nel 2008 potrebbero diventare quattro e mezzo
per effetto del taglio dei contributi pubblici. E certo i lettori in calo da
( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-26 num: -
pag: 1 autore: di RITA QUERZè categoria: REDAZIONALE Gli esperti "Il patto
con Air France penalizza Milano" Oliviero Baccelli, vice presidente del
Certet Bocconi: "A Linate il 72% dei voli è targato Air One e Alitalia. Quando si fonderanno, i
collegamenti si ridurranno. Rischi anche per Malpensa". A PAGINA 7.
( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-26 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE De Corato: il Forlanini non va ridotto alla "navetta" per
Roma. Formigoni: colpire gli scali lombardi vuol dire
punire il Nord "Alitalia salva? Ora tocca ai nostri aeroporti" Comune, Provincia e
Regione: difenderemo Linate e Malpensa. "No ai tagli" Scampato
pericolo. Alitalia non
fallirà. Ma sotto la Madonnina ci si prepara già a gestire un'altra battaglia.
Quella per la difesa di Linate e Malpensa. Tutti si ritrovano sullo
stesso fronte: Provincia e Regione, Comune e Camera di Commercio. Ma l'esito non
è scontato. A PAGINA 7.
( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-09-26 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini I tagli dell'ospedale San
Giacomo e la filosofia del tanto peggio Gentile Goffredo, presumo che lei sia
iscritto all'albo dei giornalisti, un privilegiato che ha a disposizione sia le
strutture pubbliche, che quelle private grazie alla Casagit. Ugualmente, se non
usufruisce della Casagit, la sua collaborazione con il "Corriere" e
la sua attività professionale, il suo ruolo di scrittore, non la rendono
propriamente uguale ad un disoccupato o a un lavoratore atipico o a un
pensionato sociale che deve fare mesi di fila per un banale esame diagnostico.
Auspicando che i tagli di cui lei parla inizino da chi ha i privilegi, dato che
la salute non dovrebbe essere un lusso per pochi, ma un diritto per tutti, la
invito a promuovere tagli e sacrifici a partire dalla sua categoria che
comunque può permettersi una sanità privata o un'assicurazione. Confidando in
una risposta consona alla gravità del problema e sperando che il tracollo della
sanità non venga da lei liquidato con due battute che sanno dei sospiri
rassegnati e qualunquisti di chi non è toccato minimente dal problema, attendo
una sua rettifica. Marco Sciamanna Caro Sciamanna, se c'è qualcuno che fa del
qualunquismo, qui, mi pare sia lei. Certo, sono più fortunato di un lavoratore
atipico, di un disoccupato, di un pensionato sociale. Ma ho lavorato e lavoro
duramente e senza trucchi da quando sono ragazzo. Pago la metà di ciò che
guadagno in tasse (il mio 730 è stato pubblicato su Italia Oggi): e non me ne
lamento perché trovo giusto che, con le tasse, chi è più fortunato sostenga chi
lo è meno; credo inoltre che la sanità pubblica sia un caposaldo di una
democrazia degna di questo nome. Detto questo, il San Giacomo ha 748 dipendenti
per 170 letti e ci sono altri tre grandi ospedali nel raggio di quattro
chilometri (il Santo Spirito è a due). I tagli sono dolorosissimi, ma opporvisi con le sue argomentazioni ricorda tanto la filosofia
che ha portato l'Alitalia
sul baratro. Il buco nella sanità del Lazio non l'hanno aperto i giornalisti
(che l'assistenza privata se la pagano), ma generazioni di politici: per
qualcuno dei quali lei avrà anche votato, chissà. gbuccini@rcs.it.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
retroscena Lufthansa punta al 49 per cento MASSIMO GIANNINI "Alitalia ci interessa
molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...". Wolfgang Mayrhuber va dritto
al cuore del problema, quando spiega a Epifani, Bonanni e Angeletti i progetti
di Lufthansa sulla nostra compagnia di bandiera. SEGUE A PAGINA 3.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cai offre 100 posti
in più, l'ira della Uil. Berlusconi: "Serve ragionevolezza". AirOne
rischia lo stop: niente carburante Alitalia, ora i piloti trattano
Negoziato nella notte a Palazzo Chigi. Dubbi Ue sul piano ROMA - I piloti hanno
accettato di sedersi al tavolo delle trattative per Alitalia e, nel negoziato notturno svoltosi a Palazzo Chigi, hanno
ottenuto dalla Cai 100 posti in più rispetto al precedente piano industriale.
Proteste di Uil, Cisl e Ugl. L'incontro era stato preceduto da un appello del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Ci vuole ragionevolezza per
poter avere ancora una compagnia di bandiera". Ma l'Unione europea avanza
dubbi sul piano del governo. Intanto, peggiora la crisi di AirOne: i suoi aerei
potrebbero restare a terra per mancanza di carburante. CILLIS, D'ARGENIO
FONTANAROSA, IEZZI E TITO ALLE PAGINE 2, 3 E 4.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Lufthansa
scopre le sue carte "Noi puntiamo al 49 per cento" (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) MASSIMO GIANNINI Alle nove del mattino, davanti a una tazza di caffè
sorseggiata nella quiete di Villa Almone, residenza romana dell'ambasciatore
tedesco Michael Steiner, il chairman del colosso tedesco conferma ai leader di
Cgil, Cisl e Uil che, se il governo italiano fosse disponibile, potrebbe acquisire fin da subito il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega il manager -
e Lufthansa è pronta a fare la sua parte". Non tanto e non solo per
bruciare la concorrenza di Air France, quanto piuttosto perché la mitica
"cordata italiana" raggruppata sotto le insegne di Cai, per quanto corroborata
dal sofferto accordo con le rappresentanze dei lavoratori, non avrebbe
la "massa critica", in termini di capacità finanziaria e di
potenzialità operativa, per reggere l'urto della concorrenza globale. Dunque,
nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è finalmente caduto.
Non era affatto vero che "non esistono manifestazioni di interesse da
parte delle compagnie straniere", come Berlusconi ha ripetuto per giorni e
giorni, costringendo il commissario Fantozzi a ripetere lo stesso bugiardo
refrain. Con l'unico obiettivo (del tutto strumentale) di mettere le
confederazioni con le spalle al muro, e con l'unica pretesa (del tutto
inattuale) di difendere la linea del Piave dell'"italianità",
inopinatamente e irresponsabilmente fissata dal Cavaliere fin dalla campagna
elettorale della scorsa primavera. Sono bastate poche ore di colloqui
nell'ufficio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (prima con
Francesco Mengozzi in rappresentanza dei francesi, poi con lo stesso Mayrhuber
in rappresentanza dei tedeschi) a far venire in campo le due proposte
alternative di Air France e di Lufthansa. Molto diverse l'una dall'altra, ma
entrambe molto concrete. Negli incontri di Palazzo Chigi e di Villa Almone, i
tedeschi hanno riproposto il loro schema di gioco, che contempla due ipotesi.
Da un lato, una partecipazione con la quale Lufthansa si affianca a Cai:
"Ma per noi - è il senso della posizione tedesca - questa è l'ipotesi meno
preferibile". Dall'altro lato, un ingresso nel capitale della nuova
compagnia in posizione di maggioranza relativa, o comunque con una quota che
può arrivare o si può avvicinare al 49%: "E per noi - è la postilla
tedesca - questa è una soluzione di gran lunga migliore". Mayrhuber spiega
ai sindacati perché questa seconda opzione è più "funzionale".
"è inutile che voi, oggi, stiate a discutere dell'italianità e della non
italianità della vostra compagnia di bandiera. Così come sarebbe inutile che lo
facessimo noi tedeschi in casa nostra, o i francesi in casa loro. Rischiamo di
fare una guerra nel pollaio di casa, mentre qui in Europa presto arriveranno i
grandi vettori dell'Estremo Oriente che ci spazzeranno via". Per questo
l'unica strategia è quella dell'integrazione. E per i tedeschi la
"polpa" buona di Alitalia è oggi una
formidabile occasione di integrazione, dentro un modello di network aereo
multi-hub e multi-brand. "Noi siamo pronti, il piano industriale è
pronto". Epifani, Bonanni e Angeletti (e insieme a loro anche la leader
dell'Ugl Renata Polverini) condividono e appoggiano la proposta Lufthansa,
anche nella sua forma più "radicale", cioè il pieno controllo di Alitalia. Ma a questo punto, se ci sarà il via libera
all'accordo sindacale con Cai allargato anche a tutte le sigle autonome dei
piloti e del personale di volo, il problema è solo politico. "Ma il
governo di cosa ha paura?", è la domanda congiunta di Mayrhuber e Steiner.
"Io sono chairman di Lufthansa - spiega il primo ai leader sindacali per
smitizzare il mantra dell'italianità - e non sono nemmeno tedesco, sono
austriaco. E tutto sommato nemmeno Lufthansa è poi così tedesca...". Oltre
il 51% del suo capitale è collocato sul mercato, e i primi due azionisti sono
la francese Axa (col 10,56%) e l'inglese Barclays (con il 5,07%). Solo il
premier può sciogliere il nodo. Ma per farlo deve uscire dalla logica
"resistenziale" alla quale ha costretto tutti, a partire da Colaninno
e dai suoi sedicenti "capitani coraggiosi". L'offerta Lufthansa è
preferibile per ragioni economiche. Intanto parte con il consenso di tutte le
sigle, confederali e autonome. E poi, ruotando su una strategia industriale
"a rete integrata" che non contempla l'individuazione di un unico hub
italiano, incontra il consenso politico della Lega e del Nord, che non devono
subire lo smacco del downgrading di Malpensa. Ma l'opzione tedesca pone un
problema politico: obbliga il Cavaliere a una marcia indietro di fronte agli
elettori (ai quali ha giurato che l'Alitalia sarebbe
rimasta italiana) e di fronte ai soci di Cai (ai quali ha promesso prebende pubbliche
in cambio della fiche privata sulla compagnia di bandiera). L'offerta Air
France è preferibile per ragioni politiche. Intanto la Francia è presidente di
turno della Ue, e al Cavaliere può convenire l'idea di fare un favore a
Sarkozy. E poi Jean Cyril Spinetta si accontenta di una quota del 10-15%, e in
una prima fase si acconcia ad affiancare Cai in posizione minoritaria, perché
questo gli consente di blindare comunque Alitalia nel
patto Sky Team (la cui eventuale rescissione costerebbe circa 200 milioni di
euro alla nostra compagnia) per poi fagocitarla con tutta calma nel giro di
qualche anno. Ma l'opzione francese sconta un'incognita economica: quanto può
reggere lo schema "Cai più Air France"? La competizione
internazionale nel trasporto aereo sarà feroce, e richiederà investimenti
massicci. I soci Cai, nonostante la buona volontà dimostrata con l'accettazione
del lock up che li obbliga a non cedere le proprie quote di qui a cinque anni,
dovranno rimettere mano pesantemente al portafoglio, per fare cospicue
ricapitalizzazioni molto prima del 2013. E poiché è chiaro che i vari Aponte,
Fratini e Bellavista non avranno né denaro né voglia, a quel punto Air France
avrà buon gioco a conquistare, senza inutili spargimenti di carta bollata, la
maggioranza. Alla fine, per l'Italia e per l'Alitalia,
l'alternativa è semplice. Per il governo si tratta di scegliere tra una vendita
immediata, o una svendita differita. Per il Cavaliere si tratta di scegliere
tra un insano, autarchico provincialismo e un sano, realistico europeismo.
m.gianninirepubblica.it.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Lo stop
interessa il 30% dei rifornimenti complessivi. Ma l'Eni non interromperà il
servizio E ora AirOne rischia di restare a terra Tamoil e Total negano il cherosene
LUCA IEZZI ROMA - Aerei a secco per i debiti con le compagnie petrolifere.
Doveva succedere ad Alitalia ed invece sta accadendo
ad Air One. La compagnia che dovrebbe presto confluire in Cai è in difficoltà
con i propri fornitori di carburante: la libica Tamoil, che copre il 10% del
fabbisogno della società guidata da Carlo Toto, ieri ha bloccato il servizio,
lamentando il mancato pagamento di circa un milione di euro. Lo stesso problema
si dovrebbe presentare con Total da lunedì. I manager Air One avevano chiesto
ai francesi di subentrare ai libici, invece si sarebbero sentiti rispondere che
senza una copertura almeno parziale dello scoperto (intorno al 1,2 milioni di
euro) sulle fatture precedenti anche il loro servizio sarà sospeso. Insieme le due
società arrivano al 30% dei consumi di Air One. I rischi di disservizi ci sono,
non il blocco perché gran parte del jet fuel di Air One arriva dalla
controllata dell'Eni, Agip aviation service, che al momento non sembra voler
seguire l'esempio dei concorrenti. Fonti del settore fanno notare che "i
debiti verso le società di rifornimento sono di assoluta normalità per le
compagnie aeree, che di solito li ripagano ogni qual volta c'è il rischio
d'interruzione del rifornimento". Anche se le cifre complessive, 3-4
milioni di euro, non sono così rilevanti da far temere per l'operatività,
l'episodio rilancia i dubbi sullo stato debitorio della società che, in vista
del progetto di fusione con Alitalia è stata conferita
a Ap Holding. Soltanto ieri, con una lunga lettera al Sole 24 Ore
l'amministratore unico di Ap, Alfonso Toto, ribadiva l'assoluta sostenibilità
dell'esposizione finanziaria: "Risultano circa 237 milioni di euro legati
all'attività corrente che sono proporzionati al fatturato aziendale - scrive
Toto - e a fronte dei quali ci sono circa 300 milioni di euro di attivi
relativi a crediti, cassa e altre immobilizzazioni". Secondo le
indiscrezioni sulla fusione, i debiti operativi finiranno nella Cai, mentre
rimarrebbe fuori la parte più rilevante: 464 milioni dovuti a diverse banche
per l'acquisto degli aerei Airbus che nei prossimi dieci
anni diventeranno la nuova flotta di Alitalia. Tale debito oltre ad essere garantito dal valore stesso degli
aerei, sarà ripagato nel corso degli anni dando in leasing l'intera flotta di
oltre 120 nuovi aeromobili ad Alitalia. Sommando tutte le voci, l'esposizione Ap Holding nel 2007
ammonta a 896 milioni, superando il fatturato (785 milioni), è
ulteriormente peggiorata nel corso dell'anno per l'arrivo dei nuovi aerei ordinati,
al ritmo di uno al mese.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, apertura
della Cai ai piloti confederali spiazzati, Uil infuriata Comandanti-dirigenti e
100 posti part time in più, si tratta Le hostess Anpav firmano l'accordo
Incontro con Lufthansa di Letta e sindacati LUCIO CILLIS ROMA - L'apertura di
Compagnia italiana ai piloti coglie di sorpresa Cgil Cisl, Uil e Ugl e rischia di far
impantanare di nuovo la trattativa per Alitalia.
Quella che doveva essere la giornata decisiva si è infatti trasformata
nell'ennesima, tiratissima trattativa notturna. Sono due le novità sul
contratto dei piloti che Cai potrebbe accettare per incassare il via libera
definitivo di Anpac e Up: la prima riguarda l'assunzione di cento piloti in più
con contratto part-time. La seconda tocca invece i soli comandanti che
diventerebbero a differenza dei colleghi di cabina, dei veri e propri dirigenti
d'azienda. I quattro leader sindacali chiamati a Palazzo Chigi in serata in
tutta fretta, sono stati messi di fronte alla possibilità di migliorare
l'accordo in questo senso. Ne è nata subito una questione di principio, visto
che Cai fino a ieri, aveva negato ai confederali qualsiasi apertura sul piano
industriale e quindi sulle assunzioni. Su tutte le furie il leader della Uil
Luigi Angeletti (alcuni piloti sono iscritti alla Uil) e la Polverini (Ugl),
imbarazzati Epifani e Bonanni. Nella frenetica giornata di ieri vanno
registrati però alcuni passi avanti. Il primo arriva dagli assistenti di volo
dell'Anpav, che hanno dato il via libera all'accordo. Mancano dunque
all'appello le firme pesanti delle sigle più rappresentative di comandanti e
hostess: Avia e Sdl (assistenti di volo) torneranno a Palazzo Chigi lunedì
mentre il confronto tra Cai, sindacati e piloti è proseguito in notturna. I
rappresentanti di Anpac e Unione Piloti, i vertici di Compagnia aerea italiana
e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sono rimasti
per un tempo interminabile chiusi a discutere anche animatamente sui punti più
controversi del contratto di lavoro. Una trattativa estenuante che secondo l'ex
presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha però un vincitore: "Ho
conosciuto sindacalisti come Lama, Storti, Carniti, Benvenuto e Trentin - ha
detto Cossiga - ma mi sembra che su di loro si stacchi di una spanna il presidente
dell'Anpac Fabio Berti...". La giornata non è trascorsa solo nell'attesa
di una firma dei naviganti. Di buon mattino i quattro leader di Cgil, Cisl, Uil
e Ugl avevano varcato la porta della residenza dell'ambasciatore tedesco a Roma
per incontrare il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber. Una visita lampo
che rimette in pista la compagnia più attiva in questo momento sul fronte delle
acquisizioni. Mayrhuber, infatti, sta facendo shopping nei cieli e dopo aver
conquistato Brussels Airlines (la ex Sabena) punta ad acquisire Sas, Austrian
Airlines e Alitalia. Un colpo basso nei confronti del
grande concorrente francese e quindi del presidente operativo di Air France-Klm
Jean-Cyril Spinetta.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il premier:
me lo ha detto il presidente di un colosso dell'elettronica Berlusconi:
"Siate ragionevoli c'è chi taglierà 300 mila posti" ALDO FONTANAROSA
ROMA - "Passare subito dalla irragionevolezza alla ragionevolezza".
Guarito dai problemi alla schiena grazie a un centro salutista, Silvio
Berlusconi si materializza a una riunione dei Popolari Liberali (è il partito
di Giovanardi) per chiedere l'ultimo sì all'accordo per Alitalia.
Il premier, che parla a Todi, gioca una carta particolare. Ai piloti e alle
hostess che resistono all'intesa, racconta di una crisi internazionale dalle
proporzioni molto grandi: "Ho incontrato il presidente di un gruppo
elettronico che vuole ridurre il suoi collaboratori da 496 mila a 160 mila
nella sola Europa". Il messaggio è chiaro: di questi tempi, di fronte a
enormi ristrutturazioni, il caso Alitalia è stato
gestito come meglio non si poteva. Da Palermo, Walter Veltroni accusa il
premier di diffondere facili allarmismi. Per il leader democratico, il
Cavaliere prova a rubare la scena al Partito Democratico, decisivo nel mettere
d'accordo i sindacati e i 16 imprenditori del salvataggio
di Alitalia. A Todi, il
premier rilancia. Avverte che l'intesa "non è ad horas". Ma è
comunque felice che la linea del suo governo abbia retto al confronto con i
sindacati. Alitalia - dice
- può restare la compagnia di bandiera nazionale. E se qualche vettore
straniero vorrà entrare nella nuova società, dovrà accontentarsi di un ruolo di
minoranza. Il Cavaliere tocca molti altri temi. Spiega che alcune
Regioni italiane rischiano un'emergenza rifiuti come quella campana. Lamenta
che il governo non ha i soldi per realizzare 165 grandi opere strategiche.
Annuncia che molti ospedali pubblici potrebbero essere privatizzati.
"Rispetto al Veneto e alla Lombardia, Regioni come Sicilia e Sardegna
spendono il 40 per cento in più per la salute. Una situazione che si risolve
solo con il federalismo fiscale". Il governatore sardo, Renato Soru, non
ci sta: "Anche il ministro Giulio Tremonti ha riconosciuto che la Sardegna
spende nei limiti prefissati".
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
E gregio Augias,
nella trasmissione " Annozero " hanno mostrato che il ministro Scajola
abita a
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti L'amaca
MICHELE SERRA è stato un inatteso conforto accorgerci, in questi giorni, che a
sbrigare le faccende di Alitalia
(e speriamo molte altre) non è stato Berlusconi, ma il gran ciambellano Gianni
Letta, uomo il cui potere (grande) è comprovato dalla totale assenza dagli
schermi televisivi. Mentre il premier era impegnato in un breve e meritato
ricovero in un centro anti-stress, tra massaggi defatiganti e decotti di
licheni che ci auguriamo gli siano stati applicati con un esorbitante
sovrapprezzo, è stato Letta, per unanime ammissione, a stringere i
bulloni cigolanti dell'affaire. La breve assenza del capo dell'esecutivo ha
dunque coinciso con un sostanziale passo in avanti. Possiamo considerarla una
coincidenza? Certamente sì. Ma anche no, per il semplice fatto che qualche
residua illusione dovremo pure averla. L'opzione Letta rientra tra queste
illusioni: ci piace immaginarlo al lavoro, silenzioso e concreto, mentre il suo
capo partecipa a inutili summit raccontando barzellette a capi di Stato che
educatamente sorridono, oppure passeggia in uno dei suoi parchi fioriti assieme
a fanciulle devotissime, o suda sulla cyclette di qualche resort per miliardari
anziani. Eventuali meriti, comunque, poi se li prenderà Berlusconi, vantandosi
nei telegiornali. E noi capiremo che Letta, come tutti i veri potenti, manda in
televisione il suo portavoce.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti LA SPALLATA
DELLA CGIL (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Al punto da rischiare di far saltare il
negoziato più importante, quella riforma della contrattazione salariale che
dovrebbe evitare a milioni di italiani il regime di vacatio contrattuale, la situazione
di chi lavora con un contratto scaduto da tempo. Mentre molti commentatori ieri
celebravano, forse un po' troppo frettolosamente, la vittoria della Cai e i
politici si contendevano il merito di un esito negoziale peraltro ancora in
discussione, avveniva un fatto importante nel silenzio dei media. Per la prima
volta nella storia dei sindacati, una delle tre confederazioni ha modificato in
modo sostanziale un accordo già firmato dalle altre due, dimostrando agli occhi
dei lavoratori che era possibile strappare concessioni maggiori di quelle su
cui gli altri sindacati si erano già impegnati. Giovedì la Cgil ha, infatti,
scavalcato Cisl e Uil (oltre che Ugl) portando a casa concessioni sia sul piano
dell'occupazione che dei salari: l'assunzione di mille precari in più, il
contenimento delle decurtazioni dei salari del personale di terra (che non
potranno andare oltre il 7%) e l'allungamento dell'orario notturno (che partirà
dalle 20 anziché dalle 24, come accettato da Cisl, Uil e Ugl). Che si tratti di
concessioni importanti, destinate ad aggravare considerevolmente i costi
dell'azienda, lo si desume dal forzato abbandono del requisito dell'italianità
della nuova compagnia. Ci vorrà fin da subito una tecnostruttura adeguata, come
quella fornita da Air France e Lufthansa, per sopportare questi costi
aggiuntivi; l'ipotesi low-cost di Cai, se mai possibile, appare definitivamente
tramontata. Angeletti e Bonanni hanno così dovuto subire l'umiliazione di
firmare un contratto migliore (per i lavoratori) di quello che avevano già
sottoscritto, proprio in virtù dell'intervento della Cgil, dimostratasi in
grado di fare meglio il suo mestiere. Per la verità, nella serata di ieri c'è
stato un nuovo salto della cavallina, quello operato dai sindacati dei piloti,
Anpac e Up, che hanno modificato ulteriormente il testo dell'accordo, questa
volta a favore dei piloti, forzando i confederali e l'Ugl a tornare a Palazzo
Chigi per apporre la loro firma al nuovo testo. Ma in questo caso si tratta di
un evento molto meno traumatico perché le concessioni riguardavano i soli
piloti, su cui Anpac e Up hanno il monopolio della rappresentanza. Dato il
precedente è alquanto improbabile che si arrivi ora ad un accordo sulla riforma
della contrattazione salariale. Oggi è la Cgil ad avere maggiori obiezioni (non
tutte ingiustificate, come spiegato sul sito www.lavoce.info) sulla bozza
elaborata da Confindustria. E un esito come quello del Patto per l'Italia del
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Torino
Il segretario della Fiom: "Confermati i nostri timori" Airaudo: crisi
fulminante e sarà più grave del 2002 Ci troveremmo di fronte a problemi
strutturali e ad alcune imprese non basterà la cassa integrazione
"L'indagine dell'Unione industriale non fa altro che confermare i timori che
avevamo già da prima dell'inizio delle ferie". Giorgio Airaudo, segretario
provinciale della Fiom-Cgil, non si stupisce di fronte ai dati presentati ieri
dal Centro studi di via Fanti. Airaudo, gli imprenditori prevedono un quarto
trimestre "nero". Cosa ne pensa? "Era difficile immaginare il
contrario. Tutto il Paese è in recessione, ma ho l'impressione che nel terzo
trimestre ci sia stata anche una sovrapproduzione che aggraverà la situazione
del quarto". L'indagine parla anche di un probabile aumento nel ricorso
alla cassa integrazione. Sarà così? "è una percezione che abbiamo
fortissima. Si è già manifestata con il calo dello straordinario e delle
chiamate al sabato, che sono segnali tipici del fatto che sta per arrivare la
cassa integrazione. Purtroppo l'arrivo di questa crisi va a incidere ancor di
più su quelle società che già avevano problemi prima". Quali sono le
prospettive per il futuro? "La crisi è stata fulminante. Ora dobbiamo
vedere cosa succede dopo dicembre. Se questo quadro dovesse confermarsi,
soprattutto per quanto riguarda il mercato dell'auto, temo che rischiamo di
affrontare nel 2009 una crisi anche più vasta di quella del 2002. Ci troveremmo
di fronte a problemi strutturali e ad alcune imprese non sarà più sufficiente
la cassa integrazione". In che condizioni si trova l'economia piemontese?
"è tutto il sistema ad essere sotto stress. Anche le carrozzerie di
Torino, che di solito sono in controtendenza rispetto al mercato dell'auto,
oggi sono in gravissima difficoltà. Lo stesso si può dire
dell'elettrodomestico, soprattutto nel Casalese. L'unico settore che appare in
controtendenza è l'aeronautico: ha avuto una crescita importante, ma ora bisognerà valutare quale impatto avrà la soluzione della
crisi Alitalia sul gruppo
Finmeccanica". I problemi dell'industria si aggiungono a quelli legati
alla perdita di potere d'acquisto dei salari. Con quali ripercussioni? "La
situazione rischia di avvitarsi su se stessa. Quest'anno il salario medio dei
metalmeccanici è stato tra i 1.200 e i 1.300 euro, mentre un ricorso
massiccio alla cassa integrazione potrebbe portarli sotto i mille euro. Eppure
gli interventi fatti dal governo Berlusconi sono stati assolutamente
demagogici. Per esempio, la detassazione degli straordinari è avvenuta in un
momento in cui le ore di lavoro extra stanno sparendo, quindi riguarderà una
minoranza ristretta di lavoratori e famiglie". (ste.pa.).
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Milano
Industria in crisi: più 24% i licenziati Tasse, tagli e precariato: la Cgil in
piazza da sola, rottura con Cisl e Uil "Tra bollette, mutui e caro-spesa
sui milanesi una tassa occulta di 600 euro" ANDREA MONTANARI Anche a
Milano la Cgil torna in piazza senza Cisl e Uil "per cambiare la manovra
economica del governo", accusato di trascurare i più deboli e i pensionati
e di non fare nulla per il recupero del potere d'acquisto dei salari. Secondo
il sindacato di Guglielmo Epifani, infatti, su ogni milanese dall'inizio
dell'anno si è abbattuta una sorta di nuova tassa aggiuntiva di 600 euro. Tra
aumenti di luce, gas, costo della spesa e aumento dei mutui. Il segretario
generale della Camera del Lavoro Onorio Rosati non risparmia critiche nemmeno a
Regione e Comune. "Davanti a una crisi economica sempre più grave -
denuncia il segretario della Cgil - Roberto Formigoni e Letizia Moratti sono
immobili. Non è decollato nemmeno l'Osservatorio sul Mercato del Lavoro, che
era stato promesso con tanta enfasi". L'appuntamento è dalle 15 alle 18
con un presidio in piazza San Carlo. Dove, tra un comizio e l'altro, si
esibiranno gli "Sconcertati", il gruppo formato dagli orchestrali
licenziati dell'orchestra Verdi, il gruppo jazz Jambalaya six e la Banda del
villaggio solidale. La Cgil Lombardia ha organizzato manifestazioni anche in
tutte le provincie della regione. Per sensibilizzare i cittadini - spiega
ancora il sindacato - su una "grave crisi economica", che è descritta
dai numeri. Settemila tagli previsti a Milano e provincia nella scuola tra
personale docente e non docente. Tagli alla sanità e ai livelli di prestazioni
essenziali, un aumento del 24 per cento rispetto al 2007 dei licenziamenti
nelle imprese con meno di quindici dipendenti e del 12 per cento in quelli più
grandi. Per non parlare del ricorso alla cassa integrazione straordinaria che è
aumentato del 48 per cento, quella ordinaria del 24 per cento. Non permette di guardare al futuro con ottimismo nemmeno l'esito
ancora incerto della vicenda Alitalia. "Non sono tra quelli - aggiunge Rosati - che ritiene che
Linate e Malpensa se la caveranno comunque. Dipenderà dal partner straniero che
sarà scelto entro il 15 ottobre. Quello che abbiamo sottoscritto è solo il
piano di salvataggio della Sea. L'Expo non potrà risolvere tutto e
soprattutto sarà nel 2015, mentre i lavoratori rischiano la mobilità
adesso". Poi una stoccata a Cisl e Uil che oggi non saranno in piazza:
"Non potevamo più aspettarle". Dura la replica del leader della Uil
Walter Galbusera: "Esiste la libertà sindacale, ma è chiaro che con questa
decisione la Cgil apre un grave vulnus nei confronti dell'unità
sindacale". Più sfumato il segretario della Cisl milanese, Fulvio
Giacomassi: "Iniziative come queste rischiano di far perdere efficacia la
stessa azione dei sindacati a favore di lavoratori e pensionati". Mentre
il neo segretario regionale della Cisl, Gigi Petteni, non si rassegna:
"Nonostante la gravità della decisione, deve prevalere un grande senso di
responsabilità. Se vorremo portare a casa dei risultati dovremo tornare a
muoverci insieme".
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Bologna
Gli slogan "Siam bambini, contro la Gelmini" Diecimila in corteo per
le vie del centro: la scuola al primo posto I sindaci della provincia sfilano
con le mamme "Cofferati? è stato invitato" ILARIA VENTURI
"L'AEREO non vola ed è a terra anche la scuola": i genitori delle
elementari Fortuzzi portano lo striscione con i loro bambini. "In Alitalia
settemila esuberi, da noi 160 mila. E noi siamo la scuola statale italiana,
almeno chiediamo uguale attenzione" commentano gli insegnanti. A difesa
della scuola di bandiera, secondo gli organizzatori ieri sono scesi in piazza
in diecimila (la questura dimezza): maestri, genitori, moltissimi bambini contro
la riforma della scuola, i tagli e il maestro unico. Sono anche più dei
cortei contro la Moratti e si stupiscono. Dopo Fioroni, ora c'è la Gelmini che
fa rima con bambini. E infatti loro cantano: "Siam bambini, siam piccini,
ma bocciamo la Gelmini". A preoccuparli, come i piloti e le hostess, è il
futuro. Mariangela non potrà avere per Filippo, tre anni, la scuola che ha
avuto per il fratello maggiore, "sarà peggio, anche alle materne". Le
due Sare, alunne di quinta alle elementari Giordani, sono dirette: "Noi
vogliamo tenere le nostre maestre, sono quattro, stiamo bene, sono brave".
Nadia, due figli alle elementari, dipendente pubblica: "In agosto hanno
pure abolito il part time, non sarà più un diritto, ma nessuno se ne è accorto.
Ora la scuola. E' un attacco che vivo come donna". La maestra alla materna
di Marzabotto, vicina alla pensione, sfila forse per la prima volta: "E'
un ritorno al badantato". Gea, 30 anni, laureata in psicologia:
"Vengo dalla provincia di Napoli per insegnare, sono maestra a Bazzano, ma
so già che perderò il posto, i precari come me saranno i primi. E il mio
progetto di vita? In fumo". Lo striscione del collettivo di Grizzana, voce
dei giovani insegnanti precari delle scuole di montagna e che protesta anche
con un blog, è ciò che provano: "La scuola è finita". Poi scatta la
rabbia: "Ma siamo qui, la scuola al primo posto, non l'Alitalia",
gridano. Generazioni di madri e figlie, volti di qua e di là dalla cattedra.
Insieme. I politici del centro sinistra sfilano ai lati e i sindacalisti in
fondo. Non c'è Cofferati, "non sono stato invitato", ha fatto sapere
alla vigilia, l'unico sindaco in fascia tricolore è quello di Zola, gli altri,
dai Comuni della provincia, in giacca. I promotori polemizzano, ma senza
strilli, "era naturale la sua presenza". Poi puntualizzano: "La
lettera di invito l'abbiamo spedita, abbiamo anche telefonato alla sua
segreteria, l'abbiamo fatto sapere attraverso i giornali. Anche al di là di
eventuali disguidi postali la presenza del sindaco di Bologna era per noi scontata",
dicono i maestri Giovanni Cocchi e Stefania Ghedini. Ci sono i partiti della
sinistra, i parlamentari Vitali e Zampa, il Pd con Caronna, De Maria, Mazzanti,
i Verdi, Bifo e Rifondazione, ci sono i sindacalisti. "Un taglio unico: il
ministro", "Se pensi che l'educazione sia costosa, prova
l'ignoranza", "Meno maestri più squola", "I have a dream:
che il ministro Gelmini torni dalla parte dei bambini": gli striscioni. E
i cartelli al collo di mamme e bambini: "Gelmini somara". Il tempo
minaccia pioggia, "meglio bagnati che tagliati", due gocce appena e
scatta l'antico adagio, "piove governo ladro". E poi i clown, la
banda Roncati, i palloncini "no ai tagli", i trampolieri, le canzoni.
Quando la testa del corteo è in piazza Nettuno, verso le sette di sera, la coda
è ancora in fondo a via dell'Indipendenza. Mirco Pieralisi, maestro di lungo
corso, guarda: "Siamo uno tsunami. E non è finita qui". SEGUE A
PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIX - Roma Al
campidoglio 20 miliardi dal governo (SEGUE DALLA PRIMA CRONACA) Grazie alla
norma ad hoc inserita nel decreto legge 112, infatti, il bilancio del Comune è
stato diviso in due: una parte - gestita da Alemanno in quanto commissario e
dai tre sub-commissari da lui nominati - contiene tutte le entrate di competenza
e tutte le obbligazioni assunte anteriormente al 28 aprile 2008 (compresi i
mutui, i debiti fuori bilancio, gli oneri sul debito e così via); l'altra
riguarda invece la gestione ordinaria, con il relativo calcolo delle entrate e
delle uscite, dal 29 aprile fino al 31 dicembre 2008. In sostanza, per evitare
al sindaco di restare schiacciato sotto il peso delle passività accumulate (640
milioni l'anno solo per le rate di mutuo), il governo ha
creato una sorta di bad company stile Alitalia: da un lato i debiti pregressi per la cui copertura si farà
ricorso ai contributi di Roma capitale, dall'altra il bilancio ordinario del
Comune che, depurato dalla zavorra, può ripartire da zero. Meccanismo che
consentirà ad Alemanno di varare il suo piano di sviluppo e avviare i progetti
illustrati in campagna elettorale, a partire dalle case popolari. Certo,
la trattativa con il governo per ottenere, ogni anno, 500 milioni, non sarà
semplice, ma la strada è già stata individuata: fin quando non verrà approvato
il federalismo fiscale, il contributo sarà imputato alla legge su Roma
capitale; dopo, grazie al trasferimento di funzioni e di poteri, verrà erogato
per "pagare" queste nuove funzioni della capitale. Riguardo ai
numeri, il debito certificato dai commissari è in linea con quanto accertato
dalla due diligence effettuata dagli ispettori del Tesoro prima dell'estate:
8,1 miliardi (6,9 iscritti in ammortamento, 1,2 da linee di credito aperte ma
non ancora attivate), con uno squilibrio di parte corrente pari a 1,8 miliardi.
Ovviamente il piano di rientro indica anche un rigido percorso di tagli ed
economie di spesa: per abbassare il costo del personale (1,2 miliardi l'anno)
si bloccheranno il turn-over e tutte le consulenze non funzionali; per ridurre
il costo di beni e servizi (1,9 miliardi) verrà creata una centrale unica degli
acquisti e un servizio informativo unico. Infine una corsia preferenziale
imboccherà la riorganizzazione della holding comunale con accorpamenti e
vendita di partecipazioni e di aziende non strategiche come Ascoroma e
Assicurazioni di Roma.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il caso Fs:
se aerei a terra treni straordinari ROMA - "Se i voli ci sono, non ci
saranno treni straordinari. Ma siamo pronti in modo flessibile a predisporre
più treni in relazione alla domanda". Lo assicura l'ad delle Ferrovie
Mauro Moretti in caso di disservizi sui voli. Anche dopo la
soluzione della crisi di Alitalia l'ad è sicuro del predominio dell'Alta velocità sull'aereo.
"Sulla Milano-Roma avremo il 50%, forse il 60%, della quota di mercato dal
2009. Stiamo studiando, sempre dal prossimo anno, una linea che colleghi Roma
Tiburtina a Milano Rogoredo in due ore e trenta minuti".
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La
rivincita della diplomazia di Palazzo Chigi. "Un esempio per il
futuro", dalla giustizia al federalismo "I risultati solo con il
dialogo" Letta batte il "falco" Sacconi E i dubbi affiorano
anche in Berlusconi: "Forse non possiamo fare tutto da soli" CLAUDIO
TITO ROMA - "Questo è il metodo da seguire". Da una settimana Gianni
Letta lo ripete quasi tutti i giorni. Sta martellando Silvio Berlusconi sulla
necessità di aprire un canale di dialogo con l'opposizione. Perché la firma
della Cgil sotto il capitolato Alitalia da ieri si è
trasformata in una lancia che può squarciare il velo che divide Silvio
Berlusconi dal Pd. Soprattutto in un "esempio" per evitare incidenti
in futuro. E già, perché la prossima agenda del governo e della maggioranza è
piuttosto delicata: la riforma della giustizia, il federalismo, la legge
elettorale europea. Tutti provvedimenti vitali per l'esecutivo. Tanto da far
dire al premier: "Adesso dobbiamo riflettere". Una vera e propria
sponda alle "colombe" contro i "falchi": "Possiamo
davvero fare tutto da soli?". Una "riflessione", niente di più
per ora. Il Cavaliere, infatti, continua a coltivare un certo scetticismo sulla
possibilità di instaurare un rapporto con i "comunisti". Eppure negli
ultimi giorni ha lodato i passi bipartisan del sottosegretario alla presidenza
del consiglio. Anzi, dal "buen retiro" umbro di Melezzole il premier
non ha nascosto ai suoi interlocutori che bisognerà "verificare" se
l'operazione di questi giorni possa diventare un "sistema".
"Dobbiamo capire - è il suo ragionamento - se in Italia questo sia un
metodo inevitabile. Almeno per ora". Se, insomma, sia impossibile o meno
realizzare grandi operazioni economiche o politiche senza la Cgil, senza il Pd
e senza quel pezzo d'Italia - anche imprenditoriale - che ruota intorno
all'opposizione. "Possiamo fare da soli tutte le riforme se il Paese è
così?". Niente a che vedere con il "Veltrusconi" di inizio legislatura,
ma, appunto, un dubbio sul "possiamo fare da soli" che può
stravolgere le mosse degli ultimi mesi. Sta di fatto che quando la trattativa Alitalia si è inceppata, il presidente del consiglio ha
emarginato i "falchi" per privilegiare le "colombe". Ha
intimato al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, di lasciare il negoziato.
Le punture di spillo continue con Epifani avevano indispettito sia Letta sia i
ministri di An. Eppure, la prima puntata del film "AZ" si era
dipanata secondo quel canovaccio: "Isolare e colpire la Cgil a costo di
far fallire Alitalia", era il leit motiv di larga
parte dei "duri" provenienti dalle file dell'ex Psi. Una linea
accettata in un primo momento da Berlusconi che intendeva replicare lo schema
del "patto per l'Italia" firmato nel 2002 solo da Cisl e Uil. "E
Sacconi più di una volta - racconta un esponente di An - stava per far saltare
tutto pur di litigare con il segretario della Cgil". Di fronte al
"baratro", però, il Cavaliere ha ingranato la
retromarcia: "L'obiettivo è solo salvare Alitalia". I timori di Letta sono diventati anche quelli di
Berlusconi: "Se l'Alitalia non si salva senza la Cgil, si può riformare la Giustizia senza
i magistrati?". Per di più nei prossimi mesi il premier sarà alle prese
con il giudizio di costituzionalità su Lodo Alfano. E anche su questo il
suo "braccio destro" ha iniziato a far capire che senza quel
"pezzo" di opposizione politica e sindacale, le probabilità che il
giudizio della Consulta sia negativo potrebbero impennarsi. Ma il pressing
delle "colombe" non riguarda solo Forza Italia. La Lega da tempo
insegue il dialogo con il Pd per assicurare il futuro della riforma
federalista. "Sono andato di persona alle feste della sinistra - spiegava
una settimana fa Umberto Bossi - per illustrare il nostro federalismo".
Alla ricerca del confronto con il Pd pure Gianfranco Fini che addirittura
auspica che "le posizioni si avvicinino" sulla riforma della
giustizia. E il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha rivelato di essere "favorevole"
- come il Pd e l'Udc - alle preferenze per la legge elettorale europea. Ma la
sfida tra le "colombe" e i "falchi" è solo all'inizio.
Durerà fino alla fine della legislatura: quando si riaprirà il capitolo
Quirinale.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Tegola
europea per la nuova compagnia Bruxelles: non c'è discontinuità, così il rimborso
del prestito e i debiti pesano su Cai La Commissione Ue contesta il bando di
gara: non dà un taglio netto al passato ALBERTO D'ARGENIO
BRUXELLES - C'è apprensione a Bruxelles per gli sviluppi della trattativa Alitalia. A far temere una bocciatura
europea sono la cessione degli asset e il trasferimento degli slot dalla
vecchia compagnia di bandiera alla Cai, così come il prestito ponte concesso a
maggio dal governo per evitare il tracollo finanziario del vettore. Ma
la vera mina vagante che da qualche giorno minaccia il dossier è la possibilità
contenuta nel bando di gara del commissario straordinario Augusto Fantozzi di
non dare un taglio netto tra i contratti dell'aviolinea in liquidazione e
quella nascente. Una strada che porterebbe ad un blocco europeo dell'operazione
e un mare di debiti per la nuova Alitalia targata Cai.
Tutti dubbi che in settimana molto probabilmente la Commissione Ue comunicherà
al governo. A vegliare sull'operazione è il responsabile europeo ai Trasporti,
Antonio Tajani, insediatosi a Bruxelles su indicazione del premier Silvio
Berlusconi e oggi impegnato a difendere le regole comunitarie. Un ruolo
difficile per un esponente di Forza Italia della prima ora le cui decisioni
dovranno essere approvate dal collegio dei commissari Ue e tener testa ad
eventuali ricorsi delle compagnie straniere. Proprio in queste ore ad essere
sotto esame dei suoi uffici è il bando di gara pubblicato lunedì scorso da
Fantozzi. Nel testo è prevista la possibilità di trasferire automaticamente i
contratti dei lavoratori dalla vecchia alla nuova Alitalia,
così come una serie di altri impegni. Iter che metterebbe in difficoltà la Cai:
in questo caso, infatti, non ci sarebbe discontinuità giuridica tra la vecchia
e la nuova compagnia e quest'ultima risponderebbe di tutti gli oneri della
prima. Insomma, dovrebbe ripianare gli ingenti debiti accumulatisi negli ultimi
anni, rispondere di tutti gli impegni presi dalle precedenti gestioni e,
oltretutto, rimborsare gli aiuti pubblici ricevuti in passato. Si tratta di quei
300 milioni provenienti dall'erario entrati a maggio nel patrimonio di Alitalia e che Tajani ha messo sotto procedura a giugno per
sospetta violazione delle regole Ue sugli aiuti di Stato. E ben difficilmente
quel procedimento potrà chiudersi senza una condanna. Nel qual caso la cifra da
restituire non sarebbe irrisoria, visto che ai 300 milioni si aggiungerebbero
interessi molto alti, in linea con quelli che un imprenditore privato avrebbe
preteso per prestare soldi ad una azienda morente come Alitalia.
Dunque, la Commissione europea consiglierà che nella transazione è meglio
"non attenersi strettamente al bando" e procedere alla cessazione dei
rapporti di lavoro in essere con conseguenti nuove assunzioni. Percorso che
peraltro lo stesso bando prevede in alternativa al trasferimento in blocco. Gli
altri avvertimenti che Bruxelles invierà al governo sono gli stessi su cui
Tajani batte da settimane, a partire dalla vendita degli asset di Alitalia alla Cai a prezzo di mercato. In caso contrario,
infatti, la nuova compagnia sarebbe avvantaggiata rispetto ad un qualsiasi
altro investitore privato usufruendo così di un aiuto di Stato illegale. E un
altro scoglio da superare sarà quello della cessione degli slot: le regole
europee, infatti, vietano un trasferimento automatico delle rotte in caso di
fusione, in questo caso tra Alitalia ed Air One.
Ostacolo che secondo l'analisi degli uffici Ue potrebbe essere aggirato
vendendo gli slot nell'ambito di una cessione di un ramo d'azienda e,
ovviamente, a prezzo di mercato.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ieri due votazioni senza
esito. E per la poltrona di Direttore generale il "berlusconiano"
Gorla sorpassa Parisi Vigilanza Rai, dal Pdl nuovo niet su Orlando FRANCESCO
BEI ROMA - "Siamo ancora in alto mare", ammette con franchezza
l'aennino Alessio Butti. "La situazione è oggettivamente intricata",
confessa Paolo Bonaiuti. è la fotografia dell'impasse che la maggioranza sta
vivendo sulla Rai. Una condizione che si riflette nelle inutili convocazioni
della commissione di Vigilanza (ieri la quindicesima fumata nera, questa mattina
ci sarà la sedicesima: il centrodestra farà mancare ancora il numero legale),
che avrebbe dovuto da tempo procedere all'elezione di Leoluca Orlando alla
presidenza. Uno stallo che fa dire a Roberto Rao dell'Udc, ma anche al radicale
Marco Beltrandi, che sarebbe ora che i presidenti delle Camere
"convocassero la commissione a oltranza, sospendendo contemporaneamente
ogni altra attività parlamentare". A complicare le cose, quando un accordo
sembrava alle porte, ci si è messa l'Alitalia. "Cerchiamo di riannodare i fili", confida un pontiere
come il sottosegretario Paolo Romani, "ma certo le dichiarazioni di
Veltroni contro Berlusconi non ci hanno aiutato". Ieri ad accendere le
polveri ci ha pensato invece l'altro sottosegretario che sta seguendo la
vicenda, Paolo Bonaiuti, affossando la candidatura Orlando con durezza
inusitata: "Appartiene ad una fazione che certo non si può dire
favorevole alla democrazia e alla libertà". Dichiarazione che hanno
provocato la prevedibile sollevazione dell'Italia dei valori, con Di Pietro che
è arrivato a chiedere l'intervento di Napolitano perché "la democrazia è a
rischio". La verità è che la candidatura di Stefano Parisi a direttore
generale sembra ormai tramontata e nella maggioranza non si riesce a trovare l'accordo
su chi debba sostituirlo e su quali poteri dovrà avere rispetto al Cda. "O
si ha la certezza di un Consiglio di amministrazione allineato - spiega con
brutale franchezza uno degli uomini impegnati nella trattativa - e allora non
ha importanza chi faccia il Dg e quali poteri abbia. Oppure il Direttore
generale deve prevalere su un Cda riottoso". La questione è tutta qui e
trascina a cascata il toto-nomi, che ieri è arrivato a lambire anche il
segretario generale di palazzo Chigi, Mauro Masi. Parisi è saltato perché
rifiutava di farsi affiancare da un vice leghista (Marano) e non dava
sufficienti garanzie. "Inoltre - spiega un uomo di An - si è messo a fare
subito il giro delle sette chiese: è andato a parlare persino con Gentiloni.
Faceva già il fenomeno". Per sostituirlo il nome più gettonato è quello
del berlusconiano Alessio Gorla, sponsorizzato da Paolo Romani, ma anche su di
lui si registra la freddezza di An e di quella parte di Forza Italia che vive
con fastidio "l'attivismo" del sottosegretario alle comunicazioni. La
speranza di un'intesa nella Cdl è rinviata a un vertice che ci sarà martedì a
Roma.
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Muoiono tre
agenti, rabbia tra le divise Caserta, volante fuori strada in un inseguimento:
due vittime. La terza a Genova I sindacati: "Tragedia evitabile".
Preso d'assalto forum sul web IRENE DE ARCANGELIS NAPOLI - Un poliziotto muore
a Genova, accoltellato mentre cerca di sedare una lite. Due agenti restano
uccisi in un incidente stradale, in provincia di Caserta, mentre inseguono due
uomini che non si sono fermati al loro alt. Tre divise che perdono la vita in
poche ore. è abbastanza perché si scateni la rivolta dei numerosi sindacati di
categoria, mentre è sul web che piovono le proteste, gli sfoghi amari degli
uomini delle forze dell'ordine: "Non si può morire così, lo Stato ci paga 1.200
euro per essere uccisi, e un pilota dell'Alitalia ne guadagna ottomila...". Amarezza, rabbia, sfiducia.
Mentre arriva il cordoglio delle istituzioni. Il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano al capo della polizia Antonio Manganelli: "Ho appreso
con sentimenti di dolore e vivo rimpianto le notizie dei tragici episodi che
hanno visto coinvolti gli appartenenti ai reparti anticrimine della polizia di
Stato, impegnati in attività di servizio". A Genova, giovedì sera.
Daniele Macciantelli, 36 anni, interviene in un appartamento per sedare una
lite tra genitori e figlio. Il giovane, Danilo Pace, squilibrato, reagisce alla
vista delle divise, sferra una coltellata al cuore dell'agente che morirà in
ospedale. Qualche ora dopo a Caserta sono in servizio i due poliziotti
Francesco Alighieri, 41 anni, e Gabriele Rossi, di 32, arrivati lunedì da
Torino con i rinforzi di quattrocento uomini per combattere la feroce camorra
del clan dei Casalesi. Hanno intimato l'alt a una Panda che, anziché fermarsi,
è sfrecciata lontano con due uomini a bordo dopo una brusca inversione di
marcia. E i poliziotti appena arrivati dal Piemonte saltano a bordo della loro
auto per inseguirla. Pochi istanti dopo muoiono precipitando da un cavalcavia
dissestato lungo la statale senza segnaletica tra Villa Literno e Casapesenna.
Morti in missione. Il loro compagno Davide Venerando Fischetti viene ricoverato
in ospedale. Si salverà. Si cercano ora i responsabili: avevano preso in
prestito l'auto da una donna incensurata che ha però il figlio in carcere per
estorsione aggravata dal metodo mafioso. è lutto per la polizia di Stato e per
tutto il paese, nelle ore in cui il prefetto di Napoli Alessandro Pansa
annuncia l'arrivo di cinquecento uomini dell'esercito per l'emergenza
criminalità a Caserta. Nelle stesse ore in cui, durante un blitz della polizia,
riesce a fuggire Oreste Spagnuolo, indicato dagli inquirenti come uno dei
killer dei sei extracomunitari uccisi a Castelvolturno qualche giorno fa.
"Un incidente che si poteva evitare", dicono ora i sindacati di
polizia a proposito della morte dei due poliziotti. Sottolineano come mille
euro per acquistare un roll bar anti ribaltamento avrebbe salvato la vita degli
agenti. Ma gli sfoghi più genuini sono sul web. "Perché, invece dei
colleghi - si chiedono i poliziotti protetti dai loro nickname - non è morto
qualche terrorista che ora guadagna soldi a palate scrivendo articoli?".
In poche ore, nel forum del Sindacato autonomo di Polizia (Sap), arrivano
centinaia di messaggi. "Avrei voglia di spaccare tutto - scrive
"Natascia la Pratese" - Gabriele era un amico. Con tanti pezzi di
m... che ci sono in giro, perché non è successo qualcosa a loro? Mi verrebbe
voglia di buttarla questa divisa e invece la amo, perché c'è sopra anche il
sangue di tanti colleghi morti". Gabriele 77 pensa invece alle famiglie
dei tre agenti morti: "Mi fa rabbia tutto questo - scrive - morire per il
lavoro. Che tristezza, tornare in una bara per uno stipendio".
( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Serenella Renato
Max 64 Marco.m Parla uno dei colleghi di Rossi e Alighieri: "Sono arrivato
con loro in Campania domenica scorsa" "Noi poliziotti mandati allo
sbaraglio e ora al ferito taglieranno lo stipendio?" "Vorrei chiedere
al ministro Brunetta se il superstite perderà 23 euro al giorno"
"Voglio esprimere il mio dolore. Uomini che come me, ogni giorno,
indossano con orgoglio la divisa. Non vi dimenticherò" "Sì, se
qualcuno se lo fosse dimenticato, in questo lavoro è facile morire. Non è la morte
che mi fa paura, ma è perché devi morire così" "Non si può morire
così, lo Stato ci paga 1.200 euro al mese per essere uccisi
e un pilota Alitalia
guadagna 8.000 euro al mese" "Vite distrutte nel tentativo di
garantire una sicurezza alla quale sembriamo tenere solo noi delle forze
dell'ordine e che grava solo su di noi" VLADIMIRO POLCHI ROMA -
"Basta, basta, con queste morti. Noi obbediamo agli ordini, sempre, ma qui
ci mandano allo sbaraglio". A parlare è un soprintendente di
polizia, iscritto al Sap, lo stesso sindacato di Francesco Alighieri e Gabriele
Rossi, morti ieri durante un inseguimento a Caserta. Con loro, domenica scorsa,
il soprintendente era partito da Torino per aggregarsi agli altri 400 agenti
inviati in Campania nella lotta alla camorra. Di che reparto fate parte?
"Siamo del reparto prevenzione crimine di Torino. Ci hanno chiamato sabato
sera e domenica siamo partiti in nove. Tutti volontari. Con me, c'erano
Francesco e Gabriele, due ragazzi che conosco bene, con cui ho lavorato per
tanti anni. Sempre pronti a mettersi a disposizione". Dove siete stati
alloggiati? "Siamo tutti nella scuola di polizia di Caserta. Sono arrivati
agenti da tutta Italia. Siamo specializzati e con un forte spirito di
adattamento. Sappiamo accontentarci del vitto e alloggio della caserma. Non ci
lamentiamo. Siamo abituati a girare mezza Italia". Quali sono stati i
vostri interventi finora? "Posti di blocco e di controllo stradale contro
la malavita. Siamo nuovi da queste parti e sappiamo fare il nostro lavoro. Per
questo la camorra è preoccupata: non sa come prenderci". Siete addestrati
e attrezzati adeguatamente? "Sì, questa è la nostra professione e siamo
attrezzati per questo servizio. Ma nelle zone della malavita organizzata, il
pericolo c'è sempre. Si sa. Quello che chiediamo è di non mandarci allo
sbaraglio. Noi siamo e saremo sempre pronti a partire sia volontari, che
ordinati. Ma chiediamo più garanzie, maggiore tutela". Cosa intende dire?
"Si parla tanto del comparto sicurezza, ma non ci si preoccupa di
mantenerlo in buona salute. L'attenzione nei nostri confronti, nonostante tante
belle parole, è a dir poco scarsa". Il problema, come al solito, sono gli
stipendi? "Non solo. I tagli ai nostri fondi prospettati in finanziaria
vanno a incidere anche sui mezzi e sulla nostra capacità di stare sul
territorio. E poi avrei una domanda per il ministro Renato Brunetta".
Prego. "Che ne sarà dell'unico agente rimasto vivo nell'incidente di ieri?
Gli verrà decurtato lo stipendio di 23 euro al giorno, finché resterà malato?"
Intanto domani tornate in servizio. "Domani (oggi, ndr) sarà un giorno
particolare". Perché? "Domani, probabilmente, scorteremo fino a casa
le salme dei nostri due amici: ancora due agenti morti in servizio".
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-27 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Dopo l'accordo "Ma con la liberalizzazione dei cieli nei
nostri aeroporti un milione e mezzo di viaggiatori in più" Tagli a posti e
voli: paura a Linate e Malpensa I sindacati: decisiva la
scelta del partner per Alitalia. In cassintegrazione 900 dipendenti Sea Quello che si sa, per
ora, è che non sarà indolore il passaggio da Alitalia a Cai. Niente di paragonabile al fallimento della compagnia di
bandiera, ma un ridimensionamento dell'attività di Linate e Malpensa sembra
certo. E se alla fine Cai sceglierà Air France, la penalizzazione per
Linate e Malpensa sarà maggiore. Da mesi si parla di una Linate ridotta a
navetta Milano-Roma. I dipendenti dell'aeroporto guardano verso la capitale con
la consapevolezza che là si sta decidendo in queste ore anche il loro futuro.
Per ora negli scali milanesi nessun segno di tensione o protesta. "Siamo
pronti a gestire la situazione insieme con Sea", rassicura Roberto Rossi,
presidente della Fit Cisl regionale. Al momento sono 900 i dipendenti di Sea
coinvolti nella cassa integrazione. A PAGINA 2 Querzé.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-27 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia, la sfida di Malpensa "Resteremo l'unico hub italiano"
Guerra per il 1,5 milione di passeggeri in fuga dagli altri scali nazionali
Dopo gli aiuti all'ex compagnia di bandiera i vertici dell'aeroporto chiedono
analoghe misure per i 900 cassintegrati Sea Il passaggio da Alitalia a Cai non sarà indolore.
Certo, niente di paragonabile al fallimento della compagnia di bandiera.
Comunque un ridimensionamento dell'attività di Linate e Malpensa è dato per
scontato. Quanto forte sarà il colpo? Nessuno lo sa. Per definire lo scenario è
necessario sapere quale sarà il partner straniero di Cai. Air France o
Lufthansa? Lo scenario cambia radicalmente. Se alla fine Cai porterà all'altare
la compagnia francese, la penalizzazione per Malpensa e, soprattutto, Linate,
sarà maggiore. Da mesi si parla di una Linate ridotta a navetta Milano-Roma.
Presto si conoscerà il finale di partita: secondo il piano di Cai, la compagnia
dovrebbe partire già dal primo novembre con un nuovo operativo dei voli. Anche
se i tempi scritti sulla carta sembrano poco compatibili con quelli
dell'industria del trasporto aereo. Per ora negli aeroporti milanesi nessun segno
di tensione o protesta. "Siamo pronti a gestire la situazione insieme con
Sea, nel migliore dei modi", rassicura Roberto Rossi, presidente della Fit
Cisl regionale. Al momento sono 900 i dipendenti di Sea coinvolti nella cassa
integrazione. "Siamo in attesa di conoscere l'operativo dei voli della
nuova compagnia. Di conseguenza capiremo i nuovi contraccolpi sull'occupazione.
Per ora continuiamo ad affermare la necessità di liberalizzare le rotte",
fa il punto Nino Cortorillo della Filt Cgil. Che aggiunge: "Siamo
fiduciosi nello sviluppo che Lufthansa può portare già in base all'accordo
fatto con Sea". Il tifo per la compagnia tedesca surclassa quello per i
francesi. D'altra parte la liberalizzazione dei cieli sopra Milano sarà più
facile con l'arrivo dei tedeschi. "La revisione degli accordi bilaterali
più volte richiesta da Sea può far convergere su Malpensa addirittura un
milione e mezzo di passeggeri in più ogni anno. Persone che per volare in altri
continenti oggi si spostano a Francoforte, Monaco, Londra. E Parigi",
chiarisce Oliviero Baccelli del Certet Bocconi. Una ricca posta in gioco per
Sea. E per l'economia del Nord. Rita Querzé.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il ritratto di Sacconi nel racconto del suo
"maestro" e mentore politico De Michelis: il mio amico Maurizio non
ha perso ROMA - Il duro Sacconi, ministro del Welfare, durante
la trattativa finale su Alitalia era a Viareggio. Sacconi, accusato da Veltroni di aver cercato
il fallimento della trattativa per colpire "qualcuno": Cgil e Pd,
probabilmente. Gianni De Michelis, più volte ministro socialista nella prima
Repubblica, è un vecchio amico di Sacconi, lo chiama "Maurizio", e
basta. Adesso, tutti lì ad elogiare Gianni Letta, Maurizio non ce l'ha
fatta... "Ma no! Questa e la "narrativa" della vicenda. Maurizio
non è sconfitto. Lo sarebbe se l'accordo fosse saltato ". Ecco, la
narrativa comprende questo: Sacconi ce l'ha con Cgil e voleva tenerla fuori,
ovvero additarla come responsabile del disastro dell'Alitalia.
De Michelis è immerso nella sua casa ai Paroli, colma di libri. Ribatte:
"Figuriamoci! Maurizio cominciò proprio con la Cgil. Fiom Treviso,
1968". E poi? "Si diresse verso il Psi. La frattura tra Maurizio e la
Cgil avviene con la vicenda Biagi ". Cofferati definì il Libro bianco di
Marco Biagi "limaccioso" e, dopo l'omicidio del professore, Sacconi
disse che certe accuse avevano preparato il terreno. Cofferati querelò.
"Maurizio era sottosegretario, aveva un rapporto intenso con Biagi, ha
sofferto molto per la sua morte ". In quell'anno, 2002, ci fu il Patto per
l'Italia, firmarono Cisl e Uil, non la Cgil. "Tutto questo non significa
che Maurizio ora non volesse la firma della Cgil. Era interessato come
Berlusconi, Letta Scajola a tenere dentro la Cgil, per il governo del
Paese". Tra il socialista Sacconi e il socialista Epifani che sangue
corre? "Maurizio e Guglielmo sono stati amici, davvero. Guglielmo era
considerato (di destra) nel partito: noi lombardiani, lui demartiniano. Col tempo
si è spostato, ha contraddetto il suo passato". Al tavolo della trattativa
avrà creato problemi il saldo legame fra Sacconi e il segretario Cisl, Bonanni:
il passo indietro di Sacconi può aver liberato la strada? "Si, può essersi
stata qualche gelosia...". Veltroni con la sua dichiarazione di giovedì si
è rivelato sottilmente ostile a Sacconi... "Veltroni! Ha criticato
Maurizio e lodato Gianni Letta. Vorrei dirgli: ha chiaro, Veltroni, che Letta è
totalmente, completamente Berlusconi?". Le parole del leader Pd sono un
regolamento di conti con vecchi compagni-nemici socialisti? "Ma Veltroni
non è in grado. è "out of touch", ha perso il contatto con la
realtà". Il giovane Sacconi e il più Il giovane Sacconi e il più esperto
De Michelis hanno percorso molti tratti di strada in comune. Il Veneto. Gianni
strappa Maurizio ad una carriera di maestro di tennis, per la politica.
"Tanto lavoro davanti alle fabbriche, poi Porto Marghera
soprattutto". La gavetta di Maurizio. "Quando ero ministro delle
Partecipazioni statali mi aiutò a chiudere una fabbrica di alluminio,
settecento operai". Un caratteraccio, sprezzante, thatcheriano....
"Fermo nel perseguire l'obiettivo, pronto al compromesso risolutivo".
Vuole limitare lo sciopero, rivedere la sicurezza sul lavoro, parla di responsabilità
e centralità della persona. "Il suo progetto è quello dei socialisti
europei. E dei popolari europei. Dovrebbe sottoscriverlo Veltroni ".
Andrea Garibaldi Ex socialisti Nella foto l'ex ministro Gianni De Michelis,
considerato il padre politico dell'attuale ministro del Welfare, Maurizio
Sacconi che ha seguito la vertenza Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6
autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi P enultimatum s.m.
inv. - Un ultimatum che fa pena (da "Il nuovo vocabolario Alitaliano")
www.corriere.it/italians.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Settegiorni Il ruolo del sottosegretario Il metodo Letta incanta la
sinistra SEGUE DALLA PRIMA Non è solo un segno di gratitudine per
l'atteggiamento che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sta
tenendo nella fase più delicata del negoziato su Az. è piuttosto la
dimostrazione che "il compagno L" - definizione di Francesco Cossiga
- è ormai diventato il "check point Charlie" del bipolarismo
italiano, il punto di contatto tra due leader divisi da un Muro che non cade.
Sbaglierebbe Veltroni se davvero pensasse di separare Gianni Letta dal
Cavaliere, perché il "compagno L" è l'essenza del berlusconismo, il
suo alter ego. Pare fosse un altro il messaggio che il capo dei Democratici
abbia voluto lanciare, sostenendo che "in questo esecutivo Letta è poco
più di un libero professionista ": l'obiettivo - secondo autorevoli
dirigenti del Pd - era quello di alludere alle due linee che dividono il
governo. Dal confronto estivo sul federalismo fiscale, Letta era parso uscire
un po' ammaccato, dopo che Berlusconi in Consiglio dei ministri aveva preso le
parti di Giulio Tremonti. Ma il caso Az l'ha riconsegnato al ruolo di
protagonista. Cossiga dice che "Gianni è determinante nelle trattative. Sa
accontentare tutti, sa benedire come un monsignore e contemporaneamente
salutare da compagno con il pugno chiuso. Non che la
faccenda Alitalia si sia
risolta, anzi. I problemi maggiori devono venire. E siccome il ministro
dell'Economia ne è consapevole - chiosa malizioso il Picconatore - ha deciso di
non esporsi". è una tesi che nel Pd sostengono da tempo. Paolo Gentiloni
non a caso sottolinea "l'assenza del Tesoro dalla trattativa" prima
di omaggiare Letta: "è onnipresente, è dialogante, è cultore delle
istituzioni e delle mediazioni. Peccato stia di là". "Di qua",
cioè dal loft veltroniano, sanno di avere nel "compagno L" più che un
interlocutore affidabile. Una sponda. Goffredo Bettini lo chiama "il
decisivo": "Chiamatemi il decisivo per favore". è successo
ancora giovedì. Non è chiaro se dovesse parlargli di Alitalia
o di Rai, è certo che il sottosegretario ha risposto, e sebbene in sottofondo
si avvertissero voci concitate, Letta ha discusso al telefono con il dirigente
del Pd, confidandogli infine di sentirsi "un po' stanco": "Sono
cinque notti che non dormo". Con oggi fanno sei. Roberto Colaninno, che da
una settimana condivide la stessa sorte, dopo averlo visto all'opera da vicino
ne ha tessuto le lodi sull'Unità. è vero, il patron di Cai ha elogiato tutti,
Veltroni ma anche Berlusconi, "che non mi ha mai fatto mancare il suo
incoraggiamento e ha sempre creduto al successo della cordata italiana ".
Tuttavia, se la trattativa è arrivata al passaggio decisivo, "è per merito
di Gianni Letta": "Non ha mai mollato". Quanto ad Epifani,
Cossiga arriva tardi. è da tempo che il segretario della Cgil ha fatto outing.
Due anni fa andò in televisione e dichiarò: "Se potessi, strapperei Letta
al centrodestra ". A dirla tutta, una settimana fa, e sempre in tv,
Epifani ha ringraziato anche Altero Matteoli "per l'atteggiamento che ha
tenuto durante la trattativa ". "In altri tempi - ha sorriso il
ministro di An guardando la trasmissione - l'avrebbero cacciat o dalla
Cgil". Sarebbe però un errore ritenere che Letta sia un mediatore
accomodante. In Consiglio dei ministri, nei giorni dello strappo di Epifani, il
sottosegretario alla presidenza espresse giudizi severi verso il sindacalista e
i dirigenti democratici: "Sono false e inaccettabili le accuse che vengono
dalla Cgil e dal Pd. Ho letto le dichiarazioni dell'onorevole Piero Fassino, le
trovo infondate". E nel ricostruire le fasi della trattativa, rivelò un
dettaglio: "Non è vero che si sia lavorato per spaccare le organizzazioni
del lavoro. Perché, quando è stato necessario, non ho esitato - cosa per me
insolita - ad alzare la voce con il ministro Sacconi in presenza dei
rappresentanti sindacali, per dimostrare che c'era e resta la volontà di
dialogare ". Ecco perché Letta era e resta il braccio destro di Berlusconi.
E al premier non dispiace che sia diventato il "compagno L". Se è
vero che è il suo alter ego, ne trarrà beneficio. Francesco Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 5 categoria: BREVI Sei notti Il mediatore Gianni Letta (nella foto) è stato il
gran mediatore delle ultime fasi della trattativa Alitalia da 5 giorni al tavolo con i sindacati e la Cai La vicenda
L'affare Alitalia definito
a palazzo Chigi ha riportato l'attenzione sul sottosegretario alla presidenza
del Consiglio dopo la vicenda del federalismo.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 categoria: BREVI Il grande freddo La vertenza Alitalia sembra aver allargato ancora di più il solco tra i due leader
sindacali Raffaele Bonanni della Cisl e Guglielmo Epifani della Cgil. Il
prossimo scoglio sarà la trattativa sulla contrattazione e si comincia da
posizioni distanti tra Cisl e Cgil che hanno valutazioni diverse sulla proposta
Confindustria.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE I piloti firmano l'accordo, sì dei sindacati L'intesa nella notte.
La rincorsa delle hostess di Avia e Sdl. Più forte l'ipotesi Lufthansa
Quattordici ore di trattative, forti tensioni, Cai minaccia il ritiro. La schiarita dopo l'ultimo round di Uil e Ugl ROMA - Accordo
raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 14 ore terminata nella notte. Un nuovo
allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una
riduzione degli esuberi, ha sancito la pace della Compagnia aerea italiana
(Cai) con le "aquile ". Subito dopo, intorno alle 2, anche
Avia e Sdl hanno chiesto di essere ricevuti a palazzo Chigi. L'Anpav (545
assistenti di volo) aveva già aderito nel pomeriggio. La trattativa ha toccato
punte drammatiche per il rifiuto di Uil e Ugl di sottoscrivere le novità
concordate tra i piloti di Anpac e Up e i vertici di Cai, Roberto Colaninno e
Rocco Sabelli. In sostanza Fabio Berti e Massimo Notaro avrebbero ottenuto per
i piloti con i gradi di comandante (900 su 2.100) la qualifica di
"dirigente ", che equivale alla possibilità di negoziare un contratto
proprio, ma anche di essere licenziati con il pagamento di un'indennità. Per
140 piloti in esubero ci sarebbe il part-time con rotazione. Tali sostanziali
modifiche ai documenti già firmati dagli altri sindacati, non potevano passare
senza il consenso di questi ultimi. Confederali e Ugl sono stati convocati, ai
massimi livelli, dal sottosegretario Gianni Letta a Palazzo Chigi alle 19.30.
Qui i segretari di Uil, Luigi Angeletti, e Ugl, Renata Polverini, che contano
molti piloti tra gli iscritti, hanno frenato, temendone la sollevazione delle
categorie. Insomma si è ricreata la stessa situazione d'imbarazzo che aveva
procurato l'allegato ottenuto dalla Cgil. Il sindacato di Guglielmo Epifani
invece, contando pochi piloti, avrebbe dato disponibilità, mentre la Cisl di
Raffaele Bonanni ha cercato la mediazione. Di fronte alle resistenze di Uil e
Ugl, Colaninno, dopo una telefonata con l'amministratore di Intesa-Sanpaolo (
advisor), Corrado Passera, avrebbe minacciato di ritirarsi. Il governo ha
quindi prodotto un documento finale cui hanno aderito Cgil e Cisl, oltre a Cai,
Anpac e Up. Uil e Ugl hanno firmato dopo un ultimo round sugli esuberi. A
questo punto i piloti hanno finalmente sottoscritto l'accordo quadro e il
contratto già siglato giovedì dagli altri quattro sindacati. Un rinvio a lunedì
era previsto per Avia (751 a.v.) e Sdl (1.700 lavoratori tra volo e terra). Uno
slittamento tattico, dettato forse dalla necessità di spiegare alla base la
necessità di capitolare. "Se non firmate subito, dopo potrete farlo solo
"per adesione" " avrebbe minacciato da Viareggio il ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi, cioè senza acquisizione dei relativi diritti
sindacali, tra cui quello di sedersi ai tavoli che preciseranno il contenuto
dei contratti tratteggiati dai 4 maggiori sindacati. Di qui forse la rincorsa
finale che ha costretto governo e cai a un ulteriore tornata. L'acquisizione
del consenso del personale navigante è importante anche per stringere
sull'alleanza internazionale. Ieri il presidente di Lufthansa, Wolfgang
Mayrhuber, come anticipato dal Corriere, ha incontrato il sottosegretario
Gianni Letta e, nell'ambasciata tedesca, i quattro leader firmatari
dell'accordo. A questi avrebbe chiesto notizie circa l'effettiva tenuta
dell'intesa rispetto ai naviganti. Tutti i sindacati avrebbero espresso la
propria disponibilità a Lufthansa. Dall'Umbria Berlusconi ha detto: "Dove
pensavate che Air France avrebbe portato i milioni di turisti che verranno in
Italia? A Todi o nei castelli della Loira? La risposta è scontata".
Espressioni che non lasciano dubbi sulla propensione per Lufthansa. Antonella
Baccaro Ieri l'incontro dei vertici Lufthansa con i leader sindacali a Roma.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-27 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE La compagnia Svolta dopo ore di trattative. Aperture
dagli assistenti di volo Alitalia, c'è la firma dei piloti Nella notte ok dei sindacati alle
concessioni per i comandanti ROMA - Accordo raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 12 ore
terminata nella notte. Un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto
da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi, ha sancito la
pace Cai con le "aquile". La trattativa con i confederali ha toccato
punte drammatiche per il rifiuto di Uil e Ugl di sottoscrivere le novità
concordate tra i piloti di Anpac e Up e i vertici di Cai. Poi il via libera.
Rinvio a lunedì per gli assistenti di volo di Avia e Sdl. ALLE PAGINE 5 E 6
Baccaro, Foschi Garibaldi, Marro.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE La paura "Ma se non firmiamo saremo i primi esuberi" ROMA
- Il fronte dei ribelli trema. Sdl (personale di terra e di volo) e Avia (solo
hostess e steward) sono rimasti isolati in trincea, sono riusciti a prendere
tempo fino a lunedì. Ma a quel punto dovranno dire "sì" o
"no". Le due sigle contano 2.400 iscritti su 18.500
dipendenti Alitalia (di cui
oltre 12 mila sindacalizzati). "Ormai il governo può andare avanti anche
senza la nostra firma. Noi possiamo anche non firmare, come ci chiedono molti
lavoratori, ma è una scelta pericolosa...", ha ripetuto Paolo Maras,
delegato Sdl, a hostess e impiegati che continuavano a chiedere: "E adesso
che cosa facciamo?". Il timore principale è che gli iscritti ai
sindacati che non dovessero firmare l'intesa, possano essere i primi a finire
fra gli esuberi. "Le condizioni per la firma ancora non ci sono - ha però
ribadito ieri Fabrizio Tomasselli, Sdl, uscendo da Palazzo Chigi -, abbiamo
fatto passi avanti ancora solo millimetrici, così ci metteremo due anni a
trovare l'accordo". "La situazione è molto delicata", ha
aggiunto Antonio Di Vietri, dell'Avia. E anche se in aeroporto serpeggia la
voglia di protesta, c'è aria di resa: ieri, per la prima volta nell'ultima
settimana, il presidio anti-Cai al varco equipaggi di Fiumicino è rimasto quasi
deserto. Paolo Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-09-27 num: -
pag: 38 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Federico De Rosa Tengono
Intesa e Gemina. Giù Unicredit New York deprime i listini continentali che
chiudono la settimana in negativo, con Piazza Affari che, pur pesante, contiene
il calo attorno all'1,5% dopo essere arrivata a perdere oltre il 3%. A pesare
sulle Borse è stata soprattutto l'incertezza sull'approvazione da parte del
Congresso Usa del piano da 700 miliardi elaborato dal Tesoro per evitare il
tracollo dei mercati finanziari. Incertezza che ha riportato la prudenza tra
gli operatori. A Milano ha svettato Telecom Italia, all'indomani del consiglio
che ha esaminato le proposte di ingresso nel capitale presentate da fondi sovrani
arabi e da una società russa. La prospettiva di una iniezione di liquidità ha
portato il titolo a chiudere in rialzo del 2%. Sale anche Intesa Sanpaolo (+0,35%) spinta dalle attese per il salvataggio di Alitalia, di cui ha beneficiato anche
Immsi (+5,6%) la holding di Roberto Colaninno e Gemina (+6%), che controlla gli
Aeroporti di Roma. Tra i bancari ancora sotto pressione Unicredit (-3,2%)
mentre terminano piatte Montepaschi, Popolare di Milano e Ubi. Arretra
la Fiat (-3,5%) dopo che Merrill Lynch ha ridotto le prospettive sul settore e
il target price delle azioni dei principali gruppi mondiali. La crisi pesa
anche sui cementieri: Italcementi perde il 4,3% e Buzzi Unicem il 4,9%. In
ribasso per gli energetici, con Eni (-1,48%), Enel (-1,07%), Saipem (-3,02%),
Tenaris (-3,23%), mentre sale Edison (+2,37%). Da segnalare, infine, Fastweb,
sospesa nel corso della seduta per l'eccessivo scostamento al rialzo del prezzo
tra due ordini. Il titolo è poi rientrato in contrattazione dopo pochi minuti
chiudendo a -1,5%. Petrolio Il calo del greggio frena il comparto dei
petroliferi: l'Eni arretra dell'1,48%.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-27 num: - pag: 35 categoria:
REDAZIONALE Il caso Il ministro Zaia: porterò la questione in Europa Il
parmigiano chiede lo stato di crisi "Colpa dei supermarket" "A
rischio 20 mila lavoratori e 429 aziende" Alai, presidente del consorzio:
"Adesso sospendere i vincoli Antitrust come per Alitalia" MILANO - I produttori di
Parmigiano Reggiano lanciano l'allarme, a queste condizioni non ce la fanno più
con i costi che crescono da un lato e dall'altro la domanda della grande
distribuzione che li mette in ginocchio. E ieri in un vertice tra Regione
Emilia-Romagna e operatori, convocato a Bologna dall'assessore regionale all'Agricoltura
Tiberio Rabboni, hanno chiesto lo stato di crisi. Secondo i dati del Consorzio,
il costo alla produzione del Parmigiano oscilla tra 7,97 e 8,23 euro al
chilogrammo, a fronte di un prezzo all'ingrosso di 7,20-7,80 euro. Il prezzo
medio allo scaffale va da 13,90 a 15,90 euro, ma la maggior parte del prodotto
(attorno al 70%) viene venduta nei supermercati con promozioni da 7,90-9,50
euro. "Il problema è che il potere dell'offerta è minimo - spiega Giuseppe
Alai, presidente del Consorzio -. Ci sono 429 caseifici che vendono a 28
commercianti, gli stagionatori, che a loro volta offrono l'80% del prodotto a
cinque centrali d'acquisto della grande distribuzione. Dal 2004 nessuna
attività riesce più a dare un utile ". Da qui le richieste da mettere sul
tavolo del ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, in un incontro
richiesto per la prossima settimana: stato di crisi per il comparto, ritiro di
una quota di produzione dal mercato per favorire una ripresa dei prezzi
all'origine, interventi sul credito per alleviare le situazioni di maggiore
esposizione debitoria di caseifici e allevatori. "Non chiediamo di fare un
cartello di intesa, vietato dal-l'Antitrust, e da parte nostra cercheremo di
migliorare l'organizzazione dell'offerta, ancora troppo polverizzata - dice
Alai -, ma è necessaria un'aggregazione dei produttori per diventare
interlocutori più forti nei confronti della grande distribuzione. Per la crisi Alitalia il governo ha sospeso l'attività dell'Antitrust per
due anni. E il settore ha ancora più dipendenti della compagnia di bandiera, 20
mila operatori". Il parmigiano? "Un biglietto da visita così
importante a livello mondiale, ascolterò le loro richieste - dice il ministro
Zaia -. Anche se la crisi è quella di tutto il settore agroalimentare. E lunedì
discuterò del problema lattiero caseario con il commissario europeo".
Antonia Jacchia A Parma Sopra un magazzino di stagionatura del Parmigiano
Reggiano. A sinistra il ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-09-27 num: - pag: 12 categoria: BREVI La
nostra posta STRISCE BLU Una multa ingiustificata Vorrei segnalare quella che
ritengo una situazione di cattiva informazione se non una vera ingiustizia. Sui
giornali e altri media è stato dato grande risalto che al riavvio delle strisce
blu erano esonerate alcune aree antistanti gli ospedali romani per i rispettivi
pazienti. Beh, ora si scopre che gli ospedali sono soltanto sei "per
ora" come scritto sul sito del Comune di Roma. Interpellando il call
center mi hanno confermato che diversi cittadini si stanno lamentando per multe
ricevute in aree antistanti gli ospedali "ancora non convenzionati".
Io ho ricevuto la multa per mancato pagamento del ticket in lungotevere degli
Anguillara 11 di fronte al Fatebenefratelli sabato 20 settembre proprio mentre
accompagnavo mia moglie incinta all'8 mese. Stefano Baia VIA DELLA
CONCILIAZIONE Marciapiedi liberi, evviva Da tempo ci eravamo rassegnati a
vedere via della Conciliazione e le strade adiacenti a San Pietro invase da
bancarelle e venditori abusivi di ogni tipo: non si riusciva neanche a
camminare sui marciapiedi. Ma adessso sembra finalmente che le cose stiano
cambiando. Da due mesi, grazie al controllo della Guardia di finanza e dei
vigili, le strade sono state restituite ai cittadini e ai turisti. è un segnale
davvero incoraggiante e speriamo che ne seguano altri. Francesco Russo
ARDEATINO Il giardino abbandonato Al ritorno dalle vacanze estive i
frequentatori del giardinetto tra via Malfante e via Pancaldo, al quartiere
Ardeatino, hanno trovato la sgradita sorpresa di un paio di panchine distrutte
dai soliti vandali oltre che una carente opera manutentiva delle aree verdi. Il
giardinetto è frequentato prevalentemente da persone anziane e da bambini;
qualche persona di buona volontà può dar loro una mano per ripristinare il
tutto alle originali condizioni di decoro? Paolo Barbato MISTER PREZZI Ma chi
l'ha visto? Mister Prezzi non si è più sentito, eppure i prezzi di pane, pasta,
latte ed altri generi di prima necessità aumentano ad una velocità
impressionante. I primi aumenti vennero giustificati con la crescita sfrenata
del costo del petrolio fino 147 dollari al barile, che si rifletteva poi su
quello dei trasporti. Ma adesso che le quotazioni del petrolio sono scese, e di
molto, (ad oggi 109 dollari al barile), il prezzo di questi alimenti non è
diminuito d'un solo centesimo. Maria Susana Campostrini COMMERCIO Trascurati
dai politici Mi sono chiesto perché, i nostri politici non si interessino ai
problemi dei piccoli commercianti e degli artigiani. Perché si sprecano di
parole in favore di quelle attività ben publicizzate in questi giorni, vedi Alitalia,
insegnanti, e quant'altro. Certo il rischio di migliaia di licenziamenti è
niente in confronto a un piccolo negozio che chiude. Forse sono di corta
memoria, considerando che le piccole attività hanno creato questo Paese, lo
hanno reso ricco, competitivo col lavoro artigianale, e con quel dialogo che si
istaura ogni giorno con la clientela, cosa che nei "freddi"
centri commerciali mi pare proprio non avvenga. Il perché di questa lettera è
nel fatto che purtroppo siamo destinati a scomparire visti gli affitti
altissimi che vengono chiesti, senza tenere in considerazione il tipo di
attività svolta. Cari politici, perché qualcuno di voi non si interessa a
questo caso? Come? Semplice, applicando un equo canone ai piccoli negozi in
virtù dell'attività svolta e dei metri quadrati occupati. è giusto che un
negozio di 20 metri quadrati possa pagare oltre 1.500 euro mensili? Pensateci.
Gianni Isidori.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-27 num: - pag: 19 categoria:
REDAZIONALE Relax e politica Dopo la pausa al centro Messegué il premier
improvvisa un comizio a Todi Berlusconi e il "piano-sanità":
privatizzeremo molti ospedali "A marzo via al Pdl: sarà un vero movimento,
la casa dei moderati" DAL NOSTRO INVIATO MONTECCHIO (Terni) - Doveva
essere un soggiorno all'insegna del riposo e del silenzio più assoluto, lontano dalle tensioni legate al caso Alitalia, nel cuore verde dell'Umbria in un centro Messegué. I buoni
propositi, però, sono saltati per "colpa" dei Popolari liberali di
Carlo Giovanardi. Certo, è una "colpa" relativa, visto che Silvio
Berlusconi non ci pensa un attimo prima di rompere la consegna che si è imposto.
E infatti, nel primo pomeriggio dopo avere visitato le tre più importanti
chiese di Todi - la cattedrale intitolata alla Santissima Annunziata, San
Fortunato e la Nunziatina - accoglie di buon grado l'invito a prendere la
parola a un incontro dei seguaci del sottosegretario alla presidenza del
Consiglio che si tiene nel palazzo del Capitano a piazza del Popolo. Completo
blu, maglione girocollo blu, il look del tempo libero, accompagnato dal sindaco
di Todi, Antonino Ruggiano (An), e dal suo medico personale Alberto Zangrillo, il
Cavaliere fa un vero e proprio comizio. Parla per un'ora. Un discorso a tutto
campo, il suo. Un discorso con il quale tocca tutti i temi caldi: economia
internazionale, promesse elettorali mantenute, l'Ici sulla prima casa che non
ritornerà, la difesa della famiglia tradizionale composta da uomo e donna.
Evita di soffermarsi sulla giustizia, anche se ribadisce che la riforma sarà
approvata entro l'anno. Evita anche di affrontare il caso Alitalia
dato che, dice, "la soluzione non è ad horas". Davanti a un centinaio
di persone che lo applaudono ripetutamente, Berlusconi lancia poi un'idea del
tutto nuova: quella di privatizzare gli ospedali. Una proposta alla quale
giunge dopo avere illustrato i benefici che otterranno i cittadini con il
federalismo fiscale. "Alcune Regioni come Sardegna e Sicilia - osserva il
Cavaliere - spendono per la sanità il 40 per cento in più di quanto fanno, per
esempio, Lombardia e Veneto". Come ovviare a questo fenomeno, si domanda
il capo del governo. "La soluzione - è la sua risposta - è il federalismo
fiscale". E in concreto ciò significa la responsabilizzazione degli
amministratori. Il che tuttavia non esclude si possano, aggiunge Berlusconi, ed
è questa una novità assoluta, "privatizzare molti ospedali pubblici".
In questo quadro caratterizzato da una "grande coesione tra alleati",
il Cavaliere colloca la creazione del partito dei moderati che "farà parte
della grande famiglia del Ppe". "Questo - dice - è un compito
esaltante perché consente di arrivare all'appuntamento delle amministrative di
primavera prossima con un vero movimento politico e non più una alleanza
politico-elettorale ". Entro marzo, garantisce, "tutti coloro che
sono alternativi alla sinistra avranno una casa comune". Lorenzo Fuccaro
Relax Per Silvio Berlusconi due giorni di riposo in Umbria.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-27 num: - pag: 43
categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano COMPAGNIA DI BANDIERA MEGLIO NON
FARNE A MENO Ho tentato invano di capire come mai è così importante avere una
compagnia aerea di bandiera. A parte il fatto che molti altri Paesi ne hanno
fatto a meno e nessuno ne ha sentito la mancanza, io stesso e tutti i miei
conoscenti da molti anni non utilizziamo più l'Alitalia
nelle tratte non esclusive: sistematicamente i prezzi e i servizi dei
concorrenti esteri sono nettamente migliori. Aggiungo che sarei strafelice di
poter rinunciare anche a Trenitalia e alle Poste se potessi scegliere fra altri
fornitori più efficienti. Non sarà mica che questi "carrozzoni" sono
utili solo ai politici che li usano come discariche per i loro abituali
traffici di voti di scambio e altre simili amenità? Giorgio Carosi, Lucca Ho
continuato a sentire, da Berlusconi alla Santanchè, che dobbiamo tenere l'Alitalia italiana perché il turismo è la
nostra maggiore industria. Cioè, se ho capito bene, qualora l'Alitalia andasse allo straniero questo
dirotterebbe il turista verso le proprie mete turistiche invece che portarlo in
Italia. Cioè, se un giapponese comprasse nella sua agenzia turistica un
pacchetto per visitare le principali città italiane e malauguratamente usasse
un aereo dell'Air France o della Lufthansa, non raggiungerebbe l'Italia
ma la Francia o la Germania? Sinceramente, quando sento che questa è la
maggiore giustificazione per avallare una cordata italiana mi cascano le
braccia. Solo che non ho mai letto nessun commento che evidenziasse l'assurdità
di tale giustificazione, per cui mi sorge il dubbio di avere torto. Pierluigi
Ziliotto, Verona Cari lettori, H o scelto le vostre lettere fra molte ispirate
dalle stesse considerazioni e dalla convinzione che l'Italia non abbia bisogno
di una compagnia di bandiera. Gli argomenti in linea di principio sono
perfettamente condivisibili. In una economia "globale", dove le linee
aeree non possono più contare, come in passato, sulla riserva di caccia del
mercato nazionale e sugli accordi bilaterali con cui i governi si scambiavano
reciproche concessioni, la concorrenza favorisce le società più dinamiche, più
efficienti, meglio organizzate; e dovrebbe garantire ai viaggiatori il
vantaggio di buoni viaggi a minor prezzo. è questa la ragione per cui abbiamo
assistito in questi anni a un inevitabile processo di fusioni e acquisizioni.
Alcune compagnie crescono, altre falliscono o diventano partner minori di
grandi società. è stata questa la sorte di dignitose compagnie nazionali come
Sabena e Swissair. Perché non dovrebbe accadere anche ad Alitalia?
E perché il viaggiatore italiano dovrebbe considerare la bandiera dipinta sulla
carlinga dell'aereo più importante di altri fattori come il prezzo del
biglietto, la varietà dell'offerta, la puntua-lità, la qualità del servizio?
Perché questo accada, tuttavia, esiste una indispensabile premessa. Occorre che
le grandi compagnie sopravvissute a questa riorganizzazione del mercato si comportino
economicamente e internazionalmente senza particolari occhi di riguardo per il
mercato nazionale in cui sono nate. è su questo punto che è permesso avere
qualche dubbio. Le società europee che hanno maggiormente approfittato delle
fusioni e acquisizioni degli scorsi anni - Air France e Lufthansa - sono
nazionali e destinate a restare tali perché i loro statuti o i loro governi non
permettono che il controllo esca dall'ambito delle responsabilità nazionali.
Può darsi che questa politica nazionale di Parigi e di Berlino abbia
motivazioni miopi, grette o, più semplicemente, politico- clientelari. Ed è
certamente vero che rappresenta un ostacolo alla creazione di un grande mercato
euro-atlantico dell'aria. Ma non è possibile negare, piaccia o non piaccia (a
me, per esempio, non piace), che gli Stati nazionali continuano ad esistere e
debbono rendere conto ai loro cittadini del modo con cui gestiscono il capitale
nazionale. In questo capitale, caro Ziliotto, esiste anche il richiamo
turistico e culturale del Paese. In condizioni ideali Air France, se
controllasse Alitalia, avrebbe interesse a valorizzare
il patrimonio turistico e culturale italiano. Ma supponga che la situazione
economica sia difficile e che alcune città francesi chiedano alla loro società
aerea di tenere conto, per i collegamenti interni e internazionali, dei loro
interessi. Supponga che in alcune particolari circostanze Air France debba
scegliere se sviluppare i collegamenti di Genova o quelli di Nizza e Marsiglia.
Sono queste le ragioni per cui le parole "compagnia di bandiera"
continuano ad avere, nonostante tutto, una certa importanza. Come ho già
risposto in un'altra circostanza, Cai, se riuscirà a decollare, avrà bisogno di
un grande partner. Le condizioni del partenariato dipendono dallo stato di
salute della compagnia minore al momento dell'accordo. Un'Alitalia
fallita non avrebbe alcun potere negoziale.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-27 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE Piazza San Carlo Presidio Cgil contro il governo Dopo la
bufera su Alitalia, le accuse di
Berlusconi e l'accordo sulla compagnia di bandiera firmato in extremis, la Cgil
torna in piazza. Contro la politica economica del governo e in difesa dei
diritti. La manifestazione milanese- l'appuntamento "per i lavoratori e le
lavoratrici" è in piazza San Carlo - si inserisce all'interno della
mobilitazione nazionale che il sindacato di Guglielmo Epifani lancia in
tutta Italia. "Diritti in piazza", il nome scelto per l'iniziativa
che da 150 piazze italiane vuole "contestare le scelte di politica economica,
sociale e fiscale messe in atto dal governo e chiederne un cambiamento".
Dal primo pomeriggio fino alla prima serata in piazza San Carlo si alterneranno
spettacoli musicali (tra cui quello degli "Sconcertati", un gruppo di
musicisti "licenziati" dall'orchestra Verdi), esibizioni di artisti
di strada e brevi interventi di delegati di aziende in crisi. A concludere la
giornata "di lotta", gli interventi del segretario della Camera del
lavoro di Milano Onorio Rosati e di Flavio Fammoni, segretario nazionale
confederale.
( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-09-27 num: - pag: 61
categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso Ricetta di Santoro:
aggiungere pepe "M ettere pepe", ecco la nuova teoria santoriana. Con
la piazza non si può più giocare, il tempo passa per tutti e Michele ha perso
il fisico per sostenere il ruolo. Il tribuno, per essere, non dico credibile
(nessun tribuno è credibile), ma creduto, dev'essere ascetico, povero,
emarginato. Tutte condizioni che non abitano più il corpaccione manageriale del
Nostro. Allora bisogna dirsi (dirsi, non farsi dire) che "Anno zero"
è un programma "scorbutico e irriverente ", bisogna far aprire la
puntata da Marco Travaglio con solenne lettura della sentenza (e possibilmente
non farlo più intervenire dopo), bisogna farsi prestare dall'Arma un
sottufficiale (l'ideale sarebbe un arresto in diretta, magari su indicazione di
Antonio Di Pietro) e soffiare sul fuoco. Pratica che a Santoro riesce
benissimo. Teoria del pepe. Senza pepe, la puntata sull'Alitalia sarebbe risultata simile a tante
altre che si sono succedute in questi giorni: stessi temi, stesse demagogie,
stessi ragionamenti (Raidue, giovedì, ore 21,04). Sì, il ritorno di Corrado
Formigli ha consentito a Santoro di togliere dal video la faccia triste di
Sandro Ruotolo; sì, il "risvolto umano" (entrare nella casa di
un pilota) sta tornando di moda; sì, la doverosa solidarietà con i colleghi de
La7 non ti fa sentire una Lilli Gruber qualsiasi. Però è il pepe che fa
ascolto. Il pepe non necessita di troppe sottigliezze: basta mettere contro gli
onorevoli Castelli e Di Pietro, un giornalista di destra e uno di sinistra, una
hostess per la firma del nuovo contratto e una contro. Il più è fatto. Per il
dessert, c'è Vauro con le sue vignette che il menu già presenta come
irriverenti Michele Santoro è bravissimo a far sentire i suoi spettatori dei
martiri. Martire come lui, il protomartire della tv italiana: la trasmissione
diventa allora una sorta di cerimonia di autosuggestione con caccia alle
streghe e, possibilmente, rogo finale.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
L'italianità come legittima
difesa ILVO DIAMANTI Quasi per miracolo, la soluzione "italiana" alla crisi di Alitalia ha fatto affiorare, riemergere l'Italianità. Criterio dichiarato
del progetto voluto da Berlusconi, non solo per far volare (A)l'Italia, ma per
intercettare il consenso sociale. Perché c'è un legame evidente fra questi
elementi. Berlusconi ha contrastato il passaggio di Alitalia a Air France, prima delle elezioni, in nome
dell'italianità della compagnia di bandiera. Ne ha fatto un tema di campagna
elettorale, peraltro efficace. SEGUE A PAGINA 28.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il governo
ripete che sarà Cai a decidere ma c'è da risolvere il nodo dell'italianità è
già sfida Lega-An per il partner ma il Cavaliere prende tempo Con la gara
franco-tedesca riparte il duello Malpensa-Fiumicino Nel "partito Lufthansa"
anche il governatore Formigoni e la Moratti Il sindaco di Roma ha accolto con
favore l'interesse di Air France ROBERTO MANIA ROMA - "Ormai - dicono tra
i fedelissimi del Cavaliere - questo è diventato un gioco win win, nel quale si
vince in entrambi i casi". E il gioco è quello della
scelta del partner straniero per dare solidità industriale alla Nuova Alitalia di Roberto Colaninno. D'altra
parte finché non comincerà a decollare Cai, la Compagnia aerea italiana (e ci
vorrà più d'un mese perché ciò accada) il governo potrà sostenere di avere
risolto un altro problema difendendo e affermando, come promesso,
l'"italianità" della compagnia. Poi - ripetono dalle stanze
dei ministeri interessati al dossier - a decidere l'alleanza sarà in autonomia
l'azienda che ha acquistato l'Alitalia alleggerita
dalla "bad company", cioè senza più debiti e con l'organico ridotto
di parecchio. Eppure dietro le quinte il gioco è già iniziato. Ed è un gioco
anche politico. Sempre che Bruxelles, cioè la Commissione europea, non decida
di vederci più chiaro nella procedura messa in piedi dal governo Berlusconi per
condurre in mani italiane la parte sana della compagnia scorporandola
dall'altra. E allora le cose si complicheranno di molto, ma questo è uno
scenario che a Palazzo Chigi non vogliono nemmeno prendere in considerazione,
fidando anche sul commissario ai Trasporti, Antonio Tajani. In campo, si sa, a
contendersi i 33 milioni di passeggeri l'anno di Alitalia
e Air One, sono i due colossi Air France-Klm e Lufthansa. Chi vincerà avrà
l'egemonia nel mercato europeo. Business, per loro, ma anche politica, nel
senso di consenso per chi, da noi, ha iperpoliticizzato anche l'ultimo capitolo
dell'Alitalia statale. Così Umberto Bossi, al quale il
fiuto politico non manca di certo, è già andato all'attacco. Lui sta con i
tedeschi di Lufthansa, a cui guarda anche il piano Fenice, che dà più chance
allo sviluppo di Malpensa, per via della strategia multi-hub. Diversamente dal
vecchio progetto dei francesi di Jean Cyril Spinetta che faceva perno sullo
scalo della Capitale. La disfida, dunque, è anche tra Roma (Fiumicino) e Milano
(Malpensa). Che - trasferita sul terreno della maggioranza di centrodestra - si
traduce, per ora, in un duello tra la Lega, appunto, e Alleanza nazionale, il
partito del sindaco romano, Gianni Alemanno. Ieri il ministro delle
Infrastrutture, Altero Matteoli (An), ha detto la scelta del partner non è di
competenza del governo e che lui ne starà fuori. Ma solo due giorni fa, subito
dopo consegna a Palazzo Chigi della manifestazione di interesse da parte dei
francesi, Alemanno non era riuscito a contenere la sua reazione positiva:
"Il partner francese appare la soluzione migliore per Roma". Poi,
dopo aver compreso che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni
Letta, era prossimo a incontrare i vertici di Lufthansa, si è trincerato in una
più cauta dichiarazione sostenendo, in ogni caso, la centralità del piano
industriale. è evidente che la presa di posizione politicamente rilevante era
però la prima e anche la più spontanea. Ma siamo solo alle schermaglie. D'altra
parte il "partito Lufthansa" ha tanti adepti in Forza Italia. C'è,
per esempio il potente governatore della Lombardia, Roberto Formigoni,
spalleggiato nella sua azione di lobby dal sindaco di Milano, Letizia Moratti,
ma anche - trasversalmente - dal presidente democratico della Provincia,
Filippo Penati: "Malpensa deve tornare ad essere un hub internazionale e
Linate un grande city airport con collegamenti point to point". Una
prospettiva per nulla compatibile con il piano Air France. Il Cavaliere
prenderà tempo. Valuterà con attenzione, insieme a Colaninno, le due opzioni.
Giocherà per forza sulla scacchiera della diplomazia europea, come ha già fatto
a seconda che parlasse a Parigi o a Berlino. Certo terrà conto anche del fatto
che l'alleanza (la "svendita", come disse) con Air France continua ad
essere targata Prodi e Padoa-Schioppa. E soprattutto Walter Veltroni che ripetutamente
ha ricordato come il fallimento del negoziato con Spinetta è stato un errore
che pagheranno innanzitutto i contribuenti dovendosi sobbarcare i debiti della
"bad company" e il costo di una montagna di ammortizzatori sociali
che serviranno a sostenere il reddito degli esuberi fino a sette anni
consecutivi. I sindacati, tutti, tifano Lufthansa e hanno fatto inserire
nell'accordo firmato anche dal governo il vincolo tra i soci della Cai di non
scendere per i prossimi cinque anni sotto il 51 per cento della partecipazione.
Questa sarebbe la garanzia per l'"italianità" nel gioco win win di
Berlusconi. Ma gli interessi dei soci dei sedici soci di Cai come sarebbero
meglio tutelati? "Ma quelli - taglia corto una fonte finanziaria - hanno
fatto un piacere a Berlusconi...".
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Piloti,
parte della base contesta "Oggi non è un giorno di festa" Assemblea
con 600 dipendenti a Fiumicino. Non piace a molti il
trattamento dei comandanti ROMA - Simone, comandante Alitalia con 16 anni di anzianità, si aggira con aria preoccupata:
"Il clima fra noi non è dei migliori. Oggi non è un giorno di festa.
Avremo meno giorni di ferie e di riposo, avremo sicuramente una serie di
diritti in meno, ma non c'erano alternative, si doveva firmare".
Fiumicino, sala Verri: 600 piloti aderenti ad Anpac e Up sono riuniti per discutere
l'intesa raggiunta nella notte di venerdì. La tensione è alta anche se le
contestazioni non trascendono mai. Uno dei motivi del malumore è la differenza
di trattamento contrattuale tra i 900 comandanti (con contratto separato da
dirigente) e gli altri piloti (contratto unico insieme agli altri dipendenti ma
con previdenza, assistenza e normativa di impiego assimilata ai comandanti). I
piloti più giovani incalzano Berti e Notaro, che pazientemente spiegano punto
per punto l'accordo raggiunto e si soffermano soprattutto sulle ultime
conquiste strappate durante la estenuante maratona notturna, a cominciare dal
contenimento degli esuberi, scesi da 1000 a 860. Due ore di botta e risposta
sul filo dell'emotività e della tensione accumulata in tutti questi giorni.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, Bossi vuole Lufthansa Colaninno: ora via al
rilancio Berlusconi: "Se non ero premier la compravo io. Pd
sfascista" L'accordo Polemica Epifani-Alemanno Domani probabile "sì
sofferto" anche di Avia e Sdl ROBERTO PETRINI ROMA - Il day-after della
firma dell'intesa su Alitalia riapre le polemiche solo
attutite dalla stanchezza per la lunga maratona notturna mentre il leader della
Cai, Roberto Colaninno, guarda al futuro e annuncia: "Ora il rilancio
della compagnia". Il primo ad alzare il tiro è il premier: come si legge
nelle anticipazioni del nuovo libro di Bruno Vespa, il giudizio di Silvio
Berlusconi sul ruolo del Pd è durissimo: "Ha giocato contro il governo e
contro il paese per far cadere su di noi la colpa del fallimento delle
trattative, gli scioperi, l'interruzione dei voli e il fallimento dell'Alitalia". Rispondendo ad una domanda il Cavaliere
inoltre ha confessato che se non fosse stato a Palazzo Chigi avrebbe
partecipato alla cordata per salvare il vettore nazionale "senza
esitazione e anche con una quota importante". Lo scontro tra i poli si
consuma su un doppio binario: da una parte le riserve del Pd sulle scelte
operate dal governo, dall'altra le critiche da parte di maggioranza e governo
al Partito democratico per essersi attestato il merito di aver dato un
contributo fondamentale per uno sbocco positivo della trattativa Alitalia. Nell'esecutivo si ragiona anche sul nodo cruciale
del futuro della compagnia: c'è il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ad
esempio che esprime una netta preferenza per Lufthansa, come partner straniero.
"I tedeschi lasciano Malpensa come hub ? ha spiegato il Senatur - mentre
Air France ci fa chiudere gli aeroporti. Terrebbe aperto solo Roma e porterebbe
tutti i voli intercontinentali a Parigi". Cauto invece il ministro del
Welfare Sacconi per il quale la scelta del partner europeo "dovrà essere
l'ultima che la società Cai dovrà compiere dopo essersi organizzata, dopo avere
realizzato con caratteri di originalità e discontinuità la
nuova Alitalia".
Quanto al presidente della Cai, Roberto Colaninno, guarda al futuro con
fiducia: "Il passaggio dell'accordo con tutti coloro che lavorano in Alitalia è fondamentale perché significa
dar vita ad un'opera di grande rilancio". Gli fa eco il ministro dei
Trasporti Matteoli: "Con la firma anche dei piloti la nuova Alitalia può decollare. Abbiamo
così realizzato il traguardo essenziale della discontinuità gestionale della
compagnia di bandiera". Domani, del resto, dovrebbero firmare anche Avia e
Sdl, i sindacati degli assistenti di volo che hanno rinviato la decisione.
Probabile un sì sofferto con alcune integrazioni per rispettare la specificità
del lavoro di steward e hostess. C'è stato anche spazio per una polemica a
distanza tra il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che ieri ha
rivendicato il ruolo del sindacato nel salvataggio della compagnia, e il
sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Avrei voluto un ruolo più deciso da
parte del sindaco di Roma. Avrei voluto che si fosse battuto con più
forza", ha detto Epifani. Una considerazione che non è affatto piaciuta ad
Alemanno: "Non credo di poter prendere lezioni su una questione delicata
come Alitalia - ha ribattuto il primo cittadino della
Capitale - da un leader sindacale che si è, alla fine, ritrovato completamente
isolato nel suo tentativo di interpretarla in maniera confusa e
contraddittoria".
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Dalla
flotta alle rotte, dai contratti ai 3.110 esuberi, ecco cosa prevede il
progetto Cai con le ultime modifiche Meno aerei, niente hub e 12.500 dipendenti così nasce la nuova compagnia di bandiera Il
numero degli aerei si riduce dai 202 di Alitalia e Air One a 153. Sei città basi operative Meno ferie e riposi e
tagli di stipendio fino al 7% a parità di stipendio per il personale di volo
BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - Della vecchia Alitalia rimane il nome, ma cambiano i padroni e i contratti di chi
lavora. Piloti, assistenti di volo e personale di terra saranno
riassunti dalla Cai, Compagnia aerea italiana. In totale 12.500 persone, contro
le 11.500 inizialmente previste, molto meno dei quasi 20 mila dipendenti di Alitalia e Air One. Qualcuno se ne andrà in pensione, altri
non faranno più parte della compagnia, ma verranno esternalizzati, molti
dovranno attendere un po' di più per l'assunzione. Durerà tre anni il contratto
Cai e per tutto quanto non previsto dall'accordo il punto di riferimento sarà
quello di AirOne. La sfida passa per il rilancio della compagnia sulla quale 16
investitori italiani sono pronti a investire un miliardo di euro. Alitalia ridurrà la flotta, ma introdurrà nuove rotte,
limiterà a sei le basi operative ed è pronta ad aprire a quel socio estero che
attende da anni. Un rilancio che "costa" 3.110 esuberi, che taglia
ferie e riposi, elimina "privilegi", crea quella "bad
company" dove finiranno e debiti ed esuberi. La svolta è arrivata con il
sì della Cgil e quello dei piloti; manca solo la firma di Avia e Sdl, che hanno
una forte rappresentanza tra gli assistenti di volo. I piloti sono riusciti a
strappare meno esuberi: 860 invece dei mille 1.000 e in organico la nuova Alitalia avrà alla choche 1.689 "aquile", di cui
140 part-time a rotazione. Viene introdotta la figura dei primi ufficiali,
mentre i comandanti vengono equiparati ai dirigenti. Regole comuni invece per previdenza
integrativa, assistenza sanitaria schemi di volo e addestramento. Ci sarà un
taglio e una rimodulazione di ferie e riposi. Sullo stipendio è prevista una
riduzione del 7 per cento, che sparisce se si lavorerà di più. Nessun ritocco
invece ai salari più bassi del personale di terra, che manterrà le attuali
indennità. Sarà tra l'altro riconosciuto lavoro notturno quello svolto tra le
20 e le 8. In busta paga le voci confluiranno in un'unica categoria erogata per
12 mesi e senza effetto trascinamento. Gli esuberi sono 950 (7.511 le
assunzioni), ma i precari avranno la precedenza nei contratti a termine. La
conservazione del posto per malattia è prevista per 12 mesi. In caso di
malattia-inidoneità per causa di servizio, a partire dal primo giorno di assenza
e per i primi 8 mesi il dipendente percepisce la normale retribuzione, per i
successivi il 50 per cento. Se non c'è la causa di servizio, è corrisposto il
100 per cento per i primi 6 mesi e 50 per i successivi. Gli assistenti di volo
sono gli unici a non aver ancora firmato. è qui che si concentra il maggior
numero di esuberi: 1.300. Le nuove assunzioni saranno infatti 3.300. Sul
salario si agirà come per i piloti: meno 7 per cento al massimo, ma nessun
taglio se si lavora di più. Le qualifiche degli assistenti di volo sono tre:
assistente di volo responsabile, assistente di volo responsabile di seconda,
assistente di volo. Fermi restando i limiti quantitativi minimi di composizione
equipaggi e la possibilità di operare con equipaggio ridotto, sul lungo raggio
è previsto l'impiego di un assistente di seconda. Sul corto-medio raggio,
possono essere indistintamente e alternativamente impiegati assistenti di prima
di seconda. Fuori da Alitalia-Cai rimarranno comunque
cargo e manutenzione pesante con 2.050 i lavoratori esternalizzati. Se si
aggiungono i precari (che chissà quando rientreranno) e gli esuberi veri e
propri, la nuova Alitalia lascia "a terra"
migliaia di persone.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia L'assemblea
A metà della prossima settimana la Cai si trasformerà in spa ROMA - Si terrà la
prossima settimana, mercoledì o giovedì la prima assemblea operativa dei soci
Cai, per dotare la società di tutti gli strumenti necessari per poter operare.
Sul tavolo la trasformazione in Spa, il conferimento della capitalizzazione, il
nodo della licenza e l'individuazione del partner internazionale. Per quanto riguarda il certificato di operatore aereo si sta
facendo sempre più concreta l'ipotesi di utilizzare la licenza di Air One.
Un'opzione che consente, tra l'altro, di aggirare il problema della continuità
con la vecchia Alitalia. Il
capitolo del partner internazionale è invece ancora tutto da scrivere.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti L' Amaca Il
premier annuncia lieto la perdurante esistenza di una "compagnia di
bandiera". Ma non si capisce perché sia definibile compagnia di bandiera
un'Alitalia ceduta a un manipolo
di privati in sinergia con Lufthansa (che punta, a quanto si legge, al 49 per
cento del capitale), mentre non sarebbe stato lecito definire compagnia di
bandiera un'Alitalia
italo-francese, che per giunta sarebbe nata sei mesi prima evitandoci il penosissimo
tira e molla di questo settembre nevrastenico. Il fondato sospetto è che
tutta la manfrina sull'"italianità" di Alitalia
fosse un puro "do di petto" elettorale al quale Berlusconi si è
sentito obbligato a dare seguito ad ogni costo, anche se la sostanza
dell'intera operazione prevedeva comunque la cessione a privati della compagnia
aerea nazionale (esclusi i debiti, a carico di noi tutti: il patriottismo deve
pure prevedere qualche sacrificio) nonché il massiccio ingresso di capitali (e
probabilmente di management) stranieri. Ci si chiede quanta parte dell'opinione
pubblica sarà in grado di approfondire la questione, scoprendo la sostanza
dietro le apparenze. E quanta parte, invece, si accontenterà degli slogan
sull'italianità preservata. Sventolare una bandierina e gridare "viva
l'Italia" è un metodo facile facile, ma evidentemente funzionale a un
Paese sempre più stanco, sempre più distratto.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti
L'ITALIANITà COME LEGITTIMA DIFESA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) "O si salva
(A)l'Italia o si muore", è andato ripetendo per settimane. Riscuotendo un
largo successo di pubblico (un po' meno di critica). Anche fra il personale
della compagnia di bandiera. Il che gli è servito a marcare ulteriormente la
distanza fra sé e gli altri. Fra il centrodestra e in particolare il Pdl: dalla
parte dell'italianità; e il centrosinistra, segnatamente il Pd, dalla parte
dello straniero, perché favorevole all'ingresso, in posizione dominante, di Air
France. Un messaggio chiaro e largamente compreso dagli elettori, che hanno
mostrato di gradire la soluzione "italiana" e l'argomento
dell'"italianità". Come suggerisce, ad esempio, un sondaggio
dell'Ispo, condotto nelle settimane scorse, secondo il quale il 75% della popolazione ritiene che il controllo italiano di Alitalia garantisca maggiormente
l'interesse del Paese e dei cittadini. Nonostante il debito accumulato dopo
anni di gestione "italiana". Nonostante l'impopolarità della
compagnia di bandiera: del personale di volo e di terra. Nonostante una quota
largamente maggioritaria ? e in costante crescita ? di italiani, per
volare, si serva di altre compagnie, perlopiù straniere, perlopiù low cost. Il
richiamo all'italianità ha funzionato. Il che potrebbe apparire non solo
positivo, ma sorprendente, in un paese dove solo la sfida secessionista
lanciata dalla Lega agli inizi degli anni Novanta aveva indotto a rompere
l'indifferenza sul merito. A interrogarsi su cosa avrebbe potuto succedere
"se cessiamo di essere una nazione" (titolo di un noto saggio di Gian
Enrico Rusconi, pubblicato nel 1992). Tuttavia, l'italianità che echeggia nel
discorso politico in questa fase non sembra un segno di identità nazionale.
Semmai l'etichetta di un prodotto politico, usato seguendo una logica di
marketing. Una bandiera, agitata da Berlusconi in campagna elettorale. Mai
ammainata, anche dopo il voto. Neppure quando la trattativa pareva compromessa
e la cordata italiana degli imprenditori riuniti nella Cai si era ritirata
dalle trattative. Quando alcune sigle sindacali sembravano aver chiuso ogni
spazio di negoziato. Quando era stata rilanciata l'ipotesi di un intervento
"straniero": Lufthansa o, di nuovo, Air France. Quando il fallimento
di Alitalia più che una minaccia sembrava un destino
imminente e inesorabile. Berlusconi non si è mai arreso. Mai. Per non vedere
smagliata la sua immagine di Santo Salvatore. Per non ricadere nella spirale
perversa delle promesse non mantenute, alla base della delusione che aveva
eroso il consenso al suo governo, dopo il 2002. Ma non solo per questo: anche
per ribadire quel principio di "italianità", a cui ha attinto fin
dall'inizio della sua esperienza politica. Quando, nel 1993, inventò Forza
Italia. Dove l'Italia non evoca la "nazione": appartenenza fondata
sulla cittadinanza e sui diritti; oppure comunità di valori, storia, cultura.
Ma la nazionale di calcio. L'Italia "azzurra", appunto. Una cornice
flessibile, mobile. Anzi, un network. Più che l'Italia: Italia 1. Una rete in
grado di comunicare e di far comunicare linguaggi e valori diversi. Anzi:
opposti. D'altronde, nel 1994, Berlusconi, attraverso Forza Italia riuscì ad
aggregare due soggetti politici opposti, dal punto vista del riferimento
territoriale: la Lega Nord e il Msi-Alleanza Nazionale (per tipo di
radicamento, allora, una Lega Sud). Oggi, il richiamo all'Italia ritorna e
sembra funzionare ancora. Ma solleva anche molti dubbi. In particolare oggi,
che i miti fondativi della nazione appaiono quantomeno controversi e
contraddetti. In particolare nel centrodestra. La "resistenza":
riletta e revisionata. Si tende a ridimensionarne il significato. Una guerra
civile tra fazioni e ragioni egualmente legittime. Un episodio, una parentesi,
più che una rottura da cui sorge la Repubblica. Perfino il Risorgimento e i
suoi simboli vengono rivisitati, in modo profondo. A Roma viene ricordata la breccia
di Porta Pia, aperta nel 1870 dall'esercito italiano. Ma per commemorare le
vittime fra gli zuavi, la milizia pontificia. D'altronde, Garibaldi viene
presentato, talora, come un "soldato di ventura". Mentre la crescente
attenzione dedicata a Carlo Cattaneo riflette non solo passione per la sua
lezione "federalista". Ma qualche nostalgia antiunitaria. Il richiamo
all'italianità solleva, a maggior ragione, perplessità oggi: quando le distanze
fra Treviso e Catania, fra Milano e Napoli, fra il Nord e Roma, negli
orientamenti sociali, sembrano divenute ampie. Più di sempre. D'altra parte,
nella stessa vicenda dell'Alitalia, la maggioranza ha
esibito interessi ? e richiami ? territoriali molto diversi. Berlusconi ha
sostenuto il principio dell'italianità, espresso dalla cordata di
imprenditori-italiani-al-100%. Mentre Alemanno si è preoccupato di Fiumicino e
di Roma, dove risiede gran parte del personale della compagnia aerea. E la
Lega, più volte, ha manifestato il suo disinteresse per le sorti di Alitalia (perché mai morire per A-l'Italia?), concentrando
l'attenzione ? e la pressione ? sull'aeroporto di Malpensa. L'hub padano, che
rischia di diventare sempre più scalo periferico. Da ciò la sensazione ? mesta
? suscitata (in noi, almeno) dall'irruzione dell'italianità nei discorsi
pubblici. Che risuona perlopiù difensiva. Riflesso della disillusione prodotta
dagli altri ambiti territoriali di riferimento. La globalizzazione: fonte di
insicurezza finanziaria, politica, personale. Ci minaccia e ci invade, attraverso
l'immigrazione. L'Europa: una costruzione sempre più incerta e indefinita.
Messa in discussione dall'interno. Dai nuovi e dai vecchi membri. Una moneta
senza stato. Euro piuttosto che Europa. Per questo percepita, sempre più, come
causa di inflazione e di impoverimento. L'italianità dichiarata, per questo, ci
sembra nascondere la crisi dell'identità nazionale. Ridotta a una sorta di
legittima difesa contro insidie che vengono da altrove. Dopo che per decenni ci
siamo dichiarati europeisti per sfiducia nello stato italiano, ecco che avviene
il contrario. Ci si riscopre italiani per sfiducia nell'Europa e per paura del
mondo. L'italianità che rimbalza nei discorsi pubblici: è un'identità leggera.
Più che un valore in sé, un valore d'uso. Usato ad arte per galleggiare. Per
continuare a volare. Non italiani, ma alitaliani.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cosa succede se
torna il maestro unico Antonella Meninchelli Cristina Russo Roma Trasmissioni
come quella di Bruno Vespa andata in onda il 22 settembre contribuiscono a
diffondere tra l'opinione pubblica l'idea di una scuola dello spreco e delle insegnanti
fannullone. Il ministro Gelmini ha difeso la scelta di tornare al maestro
unico, affermando che, "il modulo, cioè tre insegnanti per due classi è
un'anomalia tutta italiana nata quando, diminuito il numero degli alunni,
bisognava trovare un posto agli insegnanti?.". Dimenticando che invece
grazie "all'anomalia" delle tre insegnanti sul modulo e alle due sul
tempo pieno, è stato possibile in questi anni usufruire di un "tempo
scuola" fondato sulla qualità, sulla socializzazione, sui progetti e sul recupero
degli alunni in difficoltà. Il ministro forse non sa che le 4 ore di
compresenza settimanali vengono impiegate per mettere in atto laboratori di
approfondimento, interventi individualizzati di recupero e consolidamento,
effettuare le uscite didattiche e le sostituzioni nelle classi dove non è più
possibile chiamare le supplenti per mancanza di fondi. La Gelmini ricorda cosa
afferma la nostra Costituzione? Il diritto al "rispetto della
persona" di ogni essere umano, chiunque esso sia (art.32); riconoscendo a
tutti i cittadini e le cittadine "pari dignità sociale, civile e
giuridica, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di
opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" (art.3). Con il
ritorno ad un tempo orario di 24 ore, previsto dalla Gelmini, la scuola non
potrà garantire questi diritti e a farne le spese saranno le famiglie e gli
alunni. La scuola pubblica va difesa per garantire l'accesso all'istruzione e
all'educazione a tutti, e non solo a chi potrà permetterselo pagando costosi
enti privati. Seguono le firme delle insegnanti di una scuola elementare
statale di Roma Domande di un pilota in attesa di risposte Roberto Giovannetti
robyjoe@fastwebnet. it Sono Primo Ufficiale (pilota) con 11 anni di anzianità
in azienda e 20 di volo in generale. Pongo solo alcune domande: cosa c'entra
Airone con la Privatizzazione dell'Alitalia il cui
azionista di maggioranza è il ministero del Tesoro? Perché i cittadini
(azionisti di maggioranza perché il ministero del Tesoro mi risulta essere
ancora dei cittadini) devono accollarsi anche i debiti di Airone azienda a
capitale totalmente privato oltre che quelli di Alitalia? Perché mai nessuno ha parlato
delle condizioni finanziarie di Airone che entrava nel "calderone"
Cai? Perché la maggior parte degli aeroplani fermati apparteneva alla flotta Alitalia e non ad Airone? Quanti sanno
che il mio contratto pone come limite massimo di impiego 17 ore continuative
che in casi eccezionali possono arrivare a 19? Con tali limiti come si
può parlare ancora di aumento di produttività? Come è possibile che Air France,
pagando i suoi piloti circa il 30% in più di Alitalia,
lo scorso anno è stata la compagnia aerea che ha fatto più utili al mondo?
Pensate davvero che i piloti, selezionati professionalmente e psicologicamente,
per farsi carico della responsabilità della vita di centinaia di persone, siano
proprio così stolti capricciosi e viziati da voler affondare un patrimonio
dell'Italia e degli italiani e soprattutto rischiare di perdere il proprio lavoro
perché non vogliono rinunciare a questi "famosi" privilegi di cui
tanto si parla? Porta a Porta e il testimone del processo Meredith La redazione
di Porta a Porta Roma Gentile Direttore, Repubblica è stato l'unico giornale a
scrivere della deposizione del testimone Kokomani al processo per l'uccisione
di Meredith citando l'offerta di diecimila euro per un'eventuale partecipazione
alla trasmissione "Porta a Porta" , senza pubblicare la nostra
smentita nella quale si diffida l'avvocato Antonio Aiello a diffondere tale
notizia falsa e diffamatoria. Nella nostra nota, inviata ieri alle agenzie di
stampa, si ribadisce la volontà della trasmissione di portare in giudizio
chiunque diffonda tali notizie. Il volo Roma-Albenga non è un inciucio Claudio
Scajola Ministro dello Sviluppo Economico Caro Augias, accetto volentieri il
suo invito e le preciso che sinora ho utilizzato assai raramente il
"famoso" volo Roma-Albenga. E farò lo stesso anche in futuro. Ricordo
che l'aeroporto di Albenga rientra tra gli scali minori in aree turistiche o
economiche importanti, individuati in base a una legge che risale al 1999
(primo Governo Prodi) e che dal 2005 al 2007 la linea Roma-Albenga, gestita da
imprenditori privati senza contributi pubblici, è stata utilizzata da oltre 32
mila passeggeri, in gran parte turisti diretti a Sanremo, Alassio e in Costa
Azzurra. Capisco che in tempi di "Casta" è una tentazione
irresistibile cercare l'inciucio ovunque, ma in questo caso l'inciucio proprio
non c'è. Sapere che d'ora in poi il ministro farà la fila con altri passeggeri
per imbarcarsi su un regolare volo di linea mi fa sentire un po' meglio.
(c.a.).
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Milano
Il partito insiste sul rimpasto di giunta. Podestà: "Il sindaco non può
continuare a reggere il peso di tante deleghe" Fi alla Moratti: vogliamo
il Bilancio Armistizio tra Formigoni e Comune: la Regione nel Cda della società
Expo RODOLFO SALA Due ore di faccia a faccia, ieri mattina a casa Moratti, tra
il sindaco e il coordinatore regionale di Forza Italia, Guido Podestà. Che esce
soddisfatto e annuncia di avere convinto Letizia: sul rimpasto di giunta, che
non può esaurirsi con la semplice sostituzione della defenestrata Tiziana
Maiolo, ma anche sull'Expo, dalla cui cabina di regia non può essere escluso il
Pirellone. Il rimpasto. Forza Italia, oltre alla poltrona del Commercio e Moda,
che fu della Maiolo, vuole almeno un altro posto per uno dei suoi. Gli occhi
sono puntati sulle deleghe del Bilancio, che il sindaco ha finora tenuto nelle
sue mani. Ma c'è anche l'assessorato alla Cultura, retto ad interim dalla
signora della giunta dopo la cacciata di Sgarbi. "Per quanto il sindaco
sia una persona molto capace - spiega Podestà - non può continuare a reggere il
peso di tutte quelle deleghe, soprattutto adesso che è sempre in giro per il
mondo a promuovere l'Expo". Dunque ci vuole "il tagliando", un
giro di deleghe abbastanza ampio. Il coordinatore forzista, e questo si sa,
sponsorizza il parlamentare Maurizio Bernardo come sostituto della Maiolo al
Commercio. Una scelta avversata da una parte degli azzurri, soprattutto la
pattuglia dei consiglieri comunali pronti a scatenare la bagarre in aula sui
provvedimenti della giunta se uno di loro non venisse promosso assessore. Anche
per questo Podestà fa pressing sulla Moratti, per convincerla a rinunciare alle
deleghe del Bilancio, nominando un assessore ad hoc, e pescandolo tra il gruppo
degli eletti di Forza Italia. In pole position per questo ruolo, almeno nella
mente del coordinatore, c'è Giacomo Beretta, ciellino e attuale presidente
della commissione Bilancio del Consiglio. Non manca una secca replica a chi,
dentro Forza Italia, punta il dito contro le troppe cariche concentrate nelle
mani di Ombretta Colli, assessore a Palazzo Marino, senatrice e pure
consigliere provinciale, e chiede di sostituirla: "La giunta - taglia
corto Podestà - ha già rinunciato a due donne". Ma nel gruppo dei
consiglieri comunali, e anche nel coordinamento cittadino, si continua a
pensare che l'ex presidente della Provincia dovrà essere convinta a fare un
passo indietro. Da Berlusconi. Infine l'Expo. Venerdì sera il sindaco ha
parlato al telefono con Roberto Formigoni, e l'argomento è stato affrontato
anche nell'incontro a due di ieri mattina. Il coordinatore
di Forza Italia assicura che la Moratti adesso non è contraria alla presenza di
un rappresentante della Regione nel Cda della Soge. Però bisogna fare in
fretta: "Mi sento già fuori tempo massimo", è sbottata ieri mattina
Letizia. Risolta la grana Alitalia, la prossima settimana potrebbe essere decisiva per la firma del
decreto che stabilisce la governance di Expo.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Bologna
Il centrocampista rossoblù venerdì sera alla trasmissione sportiva de La7
"Chi è Sarah Palin? Una spogliarellista" Valiani non conosce la
signora dell'Alaska Sarah Palin fa la spogliarellista, sostiene Valiani. L'ha
detto, senza ironie, venerdì sera a "Victory", settimanale sportivo
di La7. In studio Paolo Colombo, in onda lunghi ritratti e toni epici, poi
l'angolo semiserio, in cui un calciatore, chiamato alla cattedra, indossa
cuffie degne d'un quiz di Mike e affronta un'intervista che è quasi
un'interrogazione. Sul prode Francesco, la temuta domanda di cultura generale
piove subito, a tradimento. "Valiani, chi è Sarah Palin?". Opzioni:
una spogliarellista, un'attrice o, semplicemente, la candidata alla
vicepresidenza degli Usa. Francesco sorride, pare sollevato, la sa: poi
s'incarta nel dubbio, finché, a tempo quasi scaduto, spara: "Una
spogliarellista!". Intuisce il crack, ma prosegue sorridendo, per nulla imbarazzato: prende posizione sull'Alitalia ("se la trattativa
fallisce, la colpa è dei sindacati"), ma evita di dire chi è il più bravo
fra Mancini, Mourinho e Arrigoni, nominando solo il "più simpatico":
Arrigoni. Che, visto com'è andata al vicegovernatore dell'Alaska, può
accontentarsi. (francesco saverio intorcia).
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Contratti,
Cgil contro Confindustria "Così stipendi ridotti di mezzo punto
l'anno". Bombassei: "Basta scuse, trattiamo" Bonanni, appello a
Epifani: lavori con noi. Sacconi: no alle impostazioni ideologiche GIORGIO
LONARDI MILANO - "Ora l'accordo è più difficile, per noi il documento di
Confindustria proprio non va bene". Parola di Guglielmo Epifani che dal
palco di Piazza Farnese, nella giornata di mobilitazione contro la Finanziaria,
gela le speranza di una rapida conclusione del negoziato sulla riforma del
modello contrattuale. Il motivo di fondo è semplice: "I lavoratori
perderebbero più di quello che guadagnano oggi". Poi il segretario della
Cgil precisa: "Sulla base della proposta di Confindustria sull'inflazione
programmata i lavoratori avrebbero perso lo 0,5% annuo di salario. In 15 anni
equivale all'8% in meno". Ad Epifani non ci vuole molto per tirare le
somme: "Questo vuol dire che i lavoratori industriali guadagnerebbero di
meno, invece noi vorremmo che guadagnassero di più. Siamo d'accordo su tutto
purché il segno "più" sia per tutti e non solo per qualcuno".
Proposta rispedita al mittente, dunque, con una postilla che allontana
definitivamente l'ipotesi di una firma entro il 30 settembre: "Fino ad ora
gli ultimatum si sono rivelati inefficaci". A Epifani replica seccamente il
vicepresidente per le relazioni industriali di Confindustria, Alberto
Bombassei: "Dopo Alitalia non
ci sono più scusanti né attenuanti. Spero si affrontino a viso aperto le
problematiche della riforma contrattuale anche se le dichiarazioni rilasciate
dalla Cgil non fanno ben sperare". Poi ha aggiunto: "Noi però siamo
ottimisti e cocciuti - e io sono un po' montanaro - per cui andiamo avanti fino
in fondo su questo tentativo di ammodernare un sistema di cui credo abbiamo
necessità e bisogno". Insomma, le affermazioni di Epifani e la replica di
Bombassei non sembrano ascrivibili ad una tradizionale, pur se ruvida
schermaglia contrattuale: il contrasto appare più profondo. Non a caso il
leader della Cgil ieri ha nuovamente sottolineato l'aspetto
"sovietico" del testo di riforma stilato dagli industriali: "Il
documento proposto da Confindustria è pieno di sanzioni e di divieti e per noi
non va proprio bene". Ma non basta. Perché all'interno del fronte
sindacale sembra profilarsi una frattura fra Cgil e Cisl che hanno punti di vista
diametralmente opposti sulla riforma contrattuale. Senza contare gli strascichi
della vicenda Alitalia che non hanno certo migliorato
i rapporti personali fra il leader della Uil Angeletti e quello della Cisl
Bonanni da una parte ed Epifani dall'altra. è dunque in questa cornice che va
inquadrato l'appello lanciato ieri dallo stesso segretario generale della Cisl
ai sindacati affinché trovino una sintesi. "Spero che la Cgil lavori con
noi per la riforma del modello contrattuale; noi vogliamo lavorare per l'unità,
ma non vogliamo l'immobilità. Sarebbe un errore se la Cgil andasse per i fatti
propri". Secondo Bonanni è importante che il negoziato "si
chiuda" e che non si trasformi in "un altro tormentone come Alitalia". A questo proposito il leader della Cisl
osserva che "da parte di Confindustria c'è la volontà di proteggere i
salari dall' "indice truffa" dell'inflazione programmata che vorrebbe
il governo". Bonanni, quindi, riconosce alla "cara Emma" di aver
fatto "uno sforzo di ragionevolezza che devono seguire anche gli altri
perché tra sindacati bisogna trovare una sintesi ma con Confindustria un
cointeresse ".
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia "Soldi
sufficienti fino al passaggio di consegne" Fantozzi: abbiamo liquidità e
le prenotazioni sono tornate a crescere L'emergenza Per ora saranno pagati solo
i debiti direttamente collegati all'attività di volo Resta però il nodo
aeroporti italiani che chiedono un primo rimborso di 50-60 milioni LUCA IEZZI
ROMA - Chiudere la trattativa con gli assistenti di volo, mantenere
pienamente operativa Alitalia e ottenere una nuova licenza di volo con la collaborazione
dell'Enac e del governo, infine convincere l'Europa che tutto è stato fatto
secondo le regole. L'agenda dei manager Cai e del commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è
fittissima, perché anche se vinta la partita sul contratto del personale,
la transizione verso il 15 ottobre, data in cui l'offerta su Alitalia
dovrebbe trasformarsi in una vendita vera e propria, è ricca d'incognite.
Domani si chiuderà la vicenda con gli assistenti di volo, dopo l'incontro con
Avia e Sdl. La firma non dovrebbe essere in dubbio. Dalle riunioni interne e
consultazioni con la base, emergono primi orientamenti verso un sì sofferto,
imposto dalla necessità di evitare il fallimento. Ma nessuna decisione è ancora
presa. "Domani tireremo le somme", dice il presidente dell'Avia,
Antonio Divietri. Anche in questo caso si arriverà probabilmente a nuove
"specifiche" su alcuni aspetti particolari del lavoro degli
assistenti per integrare il contratto già firmato da piloti e sindacati
confederali. Nel frattempo Fantozzi deve arrivare a metà mese garantendo la
piena continuità del servizio. Ci sarebbe tempo per nuove offerte fino a
martedì alle 12, ma la scadenza sembra superata dalla vittoria di Cai. Il
commissario nei giorni scorsi si è detto ottimista, e ieri confidava che la
liquidità della compagnia dovrebbe arrivare alla fatidica data del 15 ottobre
senza l'aiuto di prestiti esterni. Ad alimentare questa prospettiva il fatto
che il ritorno di un compratore certo e l'accordo con i sindacati ha riportato
i clienti. Le prenotazioni nelle ultime ore si avvicinano ai livelli normali.
Finora a settembre si erano registrati ricavi molto al di sotto delle medie
stagionali e riducendo di conseguenza il margine di manovra del commissario.
Ora invece la possibilità di chiedere prestiti in "prededuzione" (o
un anticipo alla Cai) non è all'ordine del giorno e verrà considerata come
ultima carta solo a ridosso della scadenza. Siamo comunque agli sgoccioli delle
risorse, tanto che se si arrivasse a ridosso della scadenza del pagamento degli
stipendi di ottobre, tradizionalmente intorno al 23, allora ci potrebbero
essere delle difficoltà. L'obbligo della "massima razionalizzazione"
delle somme a disposizione comporta che i creditori siano pagati limitatamente
alle attività strettamente necessarie per continuare a far volare gli aerei.
D'altronde lo stato d'insolvenza della compagnia obbliga per legge Fantozzi a
consultarsi con il giudice del tribunale fallimentare nel definire le priorità
di spesa, anche per evitare il pregiudizio degli altri creditori. La pratica
più scottante è quella con gli aeroporti italiani che hanno chiesto all'Enac di
mettere a terra gli aerei della compagnia se Alitalia
non pagherà immediatamente 50-60 milioni di euro, sugli oltre 230 milioni di
credito vantati complessivamente nei confronti della compagnia di bandiera
(circa 100 verso la sola Aeroporti di Roma). In questo contesto però il miglior
alleato di Fantozzi è proprio l'Enac chiamato dal governo a fare ogni sforzo
possibile, nei limiti di legge, per evitare che il salvataggio ormai in
dirittura non vada in fumo. E lo stesso presidente dell'Enac, Vito Riggio
all'inizio della settimana prossima incontrerà il presidente e l'ad di Cai,
Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, per affrontare la questione della licenza di
volo. "Il certificato di operatore aereo dell'Alitalia
- spiega Riggio - non penso che possa essere trasferito alla nuova compagnia
anche perché si porrebbe un principio di continuità che potrebbe essere valido,
per analogia, anche per i debiti della vecchia Alitalia.
L'alternativa è di certificare Cai come operatore aereo e i tempi non sono
brevissimi. Per questo bisogna studiare delle forme di semplificazione che
possano accelerare i tempi". Una licenza e contratti di lavoro diversi da
quelli di Alitalia dovrebbero essere i punti forti con
cui il governo presenterà la soluzione a Bruxelles come nettamente
"discontinua" rispetto alla vecchia Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il leader
dell'Anpac: in passato abbiamo riempito un vuoto manageriale, ora con la Cai si
volta pagina Berti: "I piloti perdono un po' di potere ma la gestione non
era compito nostro" ROMA - Alla fine pure Fabio Berti, quarantenne leader
dei piloti, ha firmato l'accordo per la Nuova Alitalia. Ha così evitato di trasformarsi
nell'Arthur Scargill italiano, perché come il capo dei minatori inglesi
sconfitti dalla Thatcher, stava rischiando di rimanere senza vie di fuga. Per
la sua Anpac, comunque, si chiude la lunga stagione di strapotere all'interno
della compagnia. Sotto questo profilo, dovrà ammettere, la sua è una
sconfitta. L'Anpac non farà più il bello e il cattivo tempo all'Alitalia. "Guardi, non credo che sia così. Lo stesso
Colaninno, con il quale abbiamo imparato a conoscerci dopo gli attriti
iniziali, vuole all'interno della compagnia un'associazione professionale. Non
vuole - e secondo noi è giusto - che l'associazione intervenga nella conduzione
dell'azienda". Esattamente quello che facevate prima. "L'Anpac ha
riempito un vuoto di potere nell'azienda. Difficilmente potrà accadere con una
proprietà privata che pagherà di tasca propria le inefficienze aziendali. Ma
l'Anpac si rafforzerà focalizzandosi sulla tutela degli aspetti
professionali". Intanto con il contratto da dirigenti i comandanti saranno
licenziabili in tronco. Non è un autogol? "Ammetto che ci può essere un
rischio in più. Ma d'altra parte è un contratto da costruire completamente.
Bisogna prendere l'accordo per i dirigenti industriali e adattarlo alle
specificità dei comandanti. Va detto, tuttavia, che con il contratto da
dirigente viene riconosciuta un'area di gestione alla nostra professionalità al
di fuori del contratto unico". La base di piloti ha contestato questa
scelta. Avete creato piloti di seria A e di serie B? "C'è stato un
chiarimento. Tutti hanno compreso che il contratto da dirigente consente ai
comandanti di uscire dall'area del contratto unico, ma questa è una garanzia
per tutta la categoria che continuerà a essere rappresentata dalle associazioni
professionali". C'è un sindacalista al quale si ispira? "Sinceramente
non ho alcun modello. Penso che in quest'epoca un sindacalista debba
richiamarsi al buon senso e fare il suo lavoro fino all'ultimo". Sta
dicendo che qualcuno non l'ha fatto? "Credo che ci siano stati sindacalisti
che hanno sbagliato dicendo subito di sì". Questo è Bonanni. E di Epifani
cosa dice? "In questa occasione ho visto da parte della Cgil una gestione
professionale del negoziato fino all'ultimo secondo disponibile". E nel
governo: meglio Letta o Sacconi? "Secondo me non c'è nessuno meglio di
Letta". (r.ma.).
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-28 num: - pag: 1 autore: di
ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE DEMOCRATICI E CASO SCUOLA IL
RIFORMISMO BOCCIATO W alter Veltroni, nell'eccellente discorso del Lingotto (27
giugno 2007) con cui ufficializzò la sua candidatura a leader del Partito
democratico, e nei discorsi dei mesi successivi, mise a punto la carta di
identità di una moderna sinistra riformista proponendola al neonato partito.
Veltroni batteva allora con vigore su un tasto: il Partito democratico avrebbe
sviluppato una reale capacità di intercettare le aspirazioni degli elettori e
dei ceti sociali più dinamici e orientati alla modernizzazione del Paese, solo
se avesse abbandonato, su un ampio arco di problemi, le posizioni conservatrici
che avevano in passato caratterizzato la sinistra. La visione articolata da
Veltroni appariva allora forte ed efficace ma restavano sospesi due
interrogativi. Sarebbe egli riuscito a imporre un così radicale cambiamento di
prospettiva a tanti militanti fino ad allora di diverso orientamento? Sarebbe
riuscito, soprattutto, a ottenere un riposizionamento e un rinnovamento,
culturale e di proposte, di quel sindacato (la Cgil in primo luogo) il cui
appoggio è necessario a un partito di sinistra riformista? Non solo quel
riposizionamento del sindacato non c'è stato ma è lo stesso Partito democratico
a reagire oggi alle difficoltà suscitate dalla sconfitta ritornando sui propri
passi, abbandonando la strada del rinnovamento, ridando spazio a quelle
posizioni conservatrici che il Veltroni del Lingotto sembrava determinato a
combattere. Il miglior test per sondare lo "spessore riformista " di
un partito italiano consiste nel valutare le posizioni che esso assume sulla
scuola. La scuola pubblica è come l'Alitalia: rovinata da decenni di
management interessato a garantirsi clientele e da un sindacalismo cui si è
consentito di cogestirla con gli scadenti risultati (in tema di preparazione
dei ragazzi) che i confronti internazionali ci assegnano. Solo che nel
caso della scuola pubblica non ci sono cordate di imprenditori o compagnie
straniere cui affidarla. Proprio nel caso della scuola il Partito democratico
sta fallendo il test sullo spessore riformista. Perché ha scelto ancora una
volta (come faceva il Pci/Pds/Ds) di accodarsi acriticamente alle posizioni
della Cgil, di un sindacato che, in concorso con altri, porta pesanti
responsabilità per lo stato disastrato in cui versa la scuola, un sindacato
interessato solo alla difesa dello status quo (come è successo, del resto, nel
caso di Alitalia fin quando ha potuto). Prendiamo la
questione del ritorno al maestro unico deciso dal ministro Gelmini. Sembra
diventato, per la sinistra, sindacale e non, il simbolo del "vento
controriformista" che soffierebbe oggi sulla scuola. Al punto che, come è
accaduto a Bologna, si arriva persino a far sfilare i bambini contro il
ministro (nel solco di una tradizione italiana, antica e spiacevole, di uso dei
bimbi per fini politici). Si fa finta di dimenticare che la riforma della
scuola elementare del 1990, quella che abolì il maestro unico, fu un classico
prodotto del consociativismo politico-sindacale che caratterizzava tanti
aspetti della vita repubblicana. Nel caso della scuola funzionava allora
un'alleanza di fatto fra Dc, Pci e sindacati. L'abolizione del maestro unico fu
dettata esclusivamente da ragioni sindacali. CONTINUA A PAGINA 6.
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il nuovo segretario regionale della
Cgil "E su Alitalia
basta liti, serve una riflessione seria" Baseotto: "Trasporti, Expo,
sanità: la Regione risponda" La Cgil si è mobilitata ieri nelle piazze
della Lombardia come nel resto d'Italia per protestare contro la politica
economica del governo. Diecimila persone in piazza San Carlo a Milano.
Cinquemila a Brescia. L'autunno del lavoro in Lombardia prevede un'agenda ricca
di questioni da affrontare. Potere d'acquisto di stipendi e salari. Ma anche
aeroporti, scuola, crisi aziendali. Dopo il trasloco a Roma di Susanna Camusso,
passata alla segreteria nazionale, dal luglio scorso alla guida della Cgil
della Lombardia c'è Nino Baseotto (nella foto). Cinquantatré anni, due figli,
Baseotto era già membro di segreteria della Cgil lombarda dal 2000. Tre
questioni da discutere al più presto in regione? "Solo tre?". Per
iniziare. "Sanità. I tagli annunciati dal governo comporteranno oneri per
i cittadini. E' necessario un ragionamento serio partendo da quello che ci ha
insegnato la vicenda Santa Rita (la clinica privata di Milano al centro di
un'indagine, ndr.). Poi è importantissimo il confronto già in atto sul
trasporto pubblico locale. Infine l'Expo". Tutti vogliono decidere
sull'Expo. "Trovo scandaloso che non si sia ancora data una governance
all'esposizione. Sarebbe ora si mettessero da parte i giochi di potere".
Per fare cosa? "L'Expo creerà tanti posti di lavoro. Dobbiamo prepararci a
gestire la situazione. Non vorrei che gran parte della manodopera fossero
extracomunitari buoni per lavorare a basso costo e un minuto dopo numeri da
espellere". Che ne dice del partenariato, il metodo di confronto tra le
parti sociali usato in Regione? "Faccio il sindacalista, il mio mestiere è
trattare e fare accordi. Al di là delle formule, mi interessa il confronto.
Certo, se il partenariato diventasse la foglia di fico per comunicare decisioni
già assunte non ci saremmo per nulla". Aeroporti. La Cgil della Lombardia
è pronta a mobilitarsi per Malpensa a scapito di Fiumicino? "Il nostro
Paese deve fare una riflessione seria per quanto riguarda la politica del
trasporto aereo. Non partecipo alla tifoseria pro Malpensa o Fiumicino. Se
l'Italia vuole competere nel mondo non si può litigare tra lombardi e
laziali". Ma Malpensa c'è già. "Un Paese serio deve fare in modo che
questo aeroporto si dimostri all'altezza degli investimenti richiesti per
creare l'infrastruttura". Cosa si aspetta dalla trattativa romana sui
livelli contrattuali? "Molto. Ma siamo in una fase difficile. Il documento
presentato da Confindustria di fatto depotenzia la contrattazione a tutti i
livelli. Faremo tutto il possibile perché il confronto non si areni". Rita
Querzé.
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Veltroni: con Berlusconi democrazia svuotata Come la Russia di
Putin "Dove porterà la continua conversione del governo in potere?"
ROMA - Walter Veltroni, perché lei parla di "bullismo al governo "?
"Perché vedo un cambio di passo in questa legislatura, uno scarto rispetto
ai governi della storia repubblicana. La società italiana e occidentale vive in
uno stato di angoscia che non ho mai visto da quando sto al mondo. Mi viene in
mente Dickens: "Era il migliore e il peggiore dei tempi, era il periodo
della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della
disperazione". Anche nel nostro tempo accadono meraviglie: la scienza, la
comunicazione. Eppure in Italia vedo prevalere i segni del tempo peggiore.
Sulla fiducia vincono paura, chiusura, arroccamento. E la paura è un
moltiplicatore della crisi. Quando una società ha paura, è tentata dal
barattare democrazia per decisione. è una sorta di maleficio: ogni volta che la
crisi democratica si è saldata con la crisi sociale e con il prevalere di
suggestioni populistiche e autoritarie, sono accadute le tragedie peggiori
nella storia dell'umanità". Siamo messi così male? "Viviamo un tempo
che ha in sé gravi rischi. Se non ci sarà una sufficiente controreazione,
rischiamo di veder realizzarsi anche in Italia il modello Putin. è il rischio
di tutto l'Occidente. Una democrazia sostanzialmente svuotata. Una struttura di
organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria. Il dissenso
visto come un fastidio di cui liberarsi, la divisione e l'autonomia dei poteri
come un ostacolo da rimuovere ". L'incapacità di decidere è stata fatale
al centrosinistra. "è vero. Sono il primo a dire che la democrazia è anche
decisione. Ma la democrazia prevede che si governa pro tempore, non che si è al
potere. Che si governa nell'interesse di tutti i cittadini, non di una fazione
o di una persona. Loro invece si comportano come gente che ha preso il potere.
Il capo del governo oscilla dal discorso alla Adenauer del primo giorno a una
quotidianità in cui il capo dell'opposizione è definito ora "un
fallito", ora "un funambolo", ora "inesistente".
L'hanno fatto con Rutelli, con Prodi, adesso con me. Una cosa che non avviene
in nessun Paese del mondo". Dove vede i segni del "modello
Putin"? "Il governo tratta il Parlamento come fosse una perdita di
tempo, una rottura di scatole, un impedimento. Ora, mi è evidente la lentezza
dei lavori parlamentari; ma il rimedio è ridurre le Camere a una e i
parlamentari alla metà, non impedire di discutere e migliorare leggi che sono
discutibili e migliorabili. Il governo ha l'obiettivo di far male ai sindacati.
Ora, io sono tra coloro che stimolano il sindacato ad assumere un atteggiamento
riformista. Ma indebolire i sindacati è una scelta suicida, il cui risultato è
la proliferazione delle rappresentanze autonome e corporative. Il governo
addita negli immigrati un nemico; ma se espelli un uomo dalla società, si
comporterà come un espulso, e avremo un Paese non più sicuro ma meno sicuro, in
cui già ora accadono episodi gravissimi di intolleranza, di caccia allo
straniero. L'assassinio di Abdul per un pacco di biscotti è un segno del tempo
peggiore. C'è tutto: la povertà, l'esasperazione, il razzismo. E i genitori che
dicono: "Pensavamo di essere italiani, abbiamo scoperto di essere
neri"". Il movente razzista è stato escluso dalla Procura. "Ma è
stato ammesso da La Russa. Del resto, non ho mai sentito di un ragazzo
sprangato al grido di "sporco bianco". Ancora: il governo ha nel
mirino le autorità indipendenti; ora toccherà a quella per l'energia e il gas;
l'indipendenza dà fastidio. Il governo muove all'attacco della magistratura.
Anche noi vogliamo la riforma, convocheremo gli Stati generali della giustizia
per discuterla; ma ci preoccupano i diritti di sessanta milioni di cittadini,
non i problemi di uno solo. E, per la scuola, l'idea di bocciare alle elementari
e alle medie i ragazzi che hanno anche solo un'insufficienza significa favorire
l'abbandono e l'elusione scolastica, specie tra i più poveri; qualcosa che
farebbe accapponare la pelle a un uomo come don Milani". Di
"putinizzazione" parlò in piazza Navona Flores d'Arcais. Non teme di
essere accostato all'opposizione più radicale? "Questa preoccupazione
l'hanno espressa in molti, anche molti moderati. E poi non c'è nulla di più
radicale di quello che stanno facendo loro. Radicalità non nel cambiamento, ma
nella sistematica conversione del governo in potere. La mia non è solo una
denuncia, è anche un appello. Ripristiniamo le condizioni minime, fisiologiche
del confronto. Guardiamo agli Stati Uniti, dove Bush chiama e i democratici
rispondono. Bush non ha insultato Obama, l'ha consultato. Così funzionano le
grandi democrazie. Ci vuole un po' più di moderazione; ma la moderazione è
estranea a un governo che ha un'idea sostanzialmente autoritaria delle
relazioni con chi è diverso. Mi chiedo dove diavolo arriveremo". Si è offeso per le polemiche su Alitalia? "Guardi, qui in casa mia, su quei due divani là in fondo,
si sono seduti Epifani e Colaninno, e hanno trovato l'accordo. Io ho un
giudizio pessimo di come il governo ha gestito la vicenda, compresa la scelta
di una cordata non si sa in base a quali principi. Avrei potuto lasciare
che il governo andasse a sbattere e ne pagasse le conseguenze. Ho fatto una
scelta diversa, recuperando una trattativa che era morta, con la cordata che
dopo aver scaricato i debiti sui contribuenti intendeva scaricare sui
lavoratori ulteriori margini di profitto. In un Paese civile, il capo del
governo in questi casi dà atto al capo dell'opposizione. Costa tanto fare
questo sforzo? Ma lui, che vive nel terrore della comunicazione, improvvisa uno
spot a freddo contro di me, si inventa che avrei fatto saltare la trattativa
che invece stavo riannodando". Sull'Alitalia il
Pd è stato a lungo in difficoltà. Del resto, il vostro ministro ombra è il
figlio del capo della cordata. "Lei non pensa che in Italia cominci a
esserci un pensiero unico? Sono stanco dell'assenza di una coscienza critica
che ignora la trave e si concentra sulla pagliuzza. Il premier è padrone di
mezzo Paese, sua figlia entra nel consiglio di Mediobanca, e il conflitto di
interessi è quello di Matteo Colaninno? Se in passato l'egemonia della sinistra
ha asfissiato la destra, ora l'egemonia della destra asfissia il Paese. C'è un
clima plumbeo, conformista, come se a chi governa fosse consentita qualsiasi
cosa. La Gelmini arriva a Cernobbio in elicottero, come neppure Dick Cheney. Il
premier non va all'Onu, non partecipa alla trattativa Alitalia,
per andare al centro Messegué; senza che nessun tg lo dica. Leggo sull'Espresso
che a San Giuliano c'è stata una selezione tra gli operai, per fargli
incontrare solo quelli più bassi di lui. Non so come li abbiano trovati; so che
queste cose accadono nei sistemi autoritari. Ma i riflettori vengono puntati su
di noi. Se un dirigente locale del Pd fa una critica, finisce in prima pagina.
Se il sindaco di Roma smentisce Berlusconi sulla legge elettorale per le
Europee, finisce in un colonnino". Lei teme anche per l'indipendenza dei
giornali? "Sì. è giusto che il governo cambi con un provvedimento
amministrativo le regole di erogazione dei fondi pubblici ai quotidiani,
riportandolo sotto il suo controllo? è giusto che, in questo clima asfissiante,
chiudano il manifesto, il Secolo, Liberazione, Europa? Un clima in cui il
sedicente portavoce del governo definisce Leoluca Orlando "esponente di un
partito contrario ai valori della libertà e della democrazia". Come se
spettasse al dottor Bonaiuti dare patenti di libertà e democrazia". A
proposito di Rai, qual è il vostro candidato alla presidenza? "Il
presidente è un tassello di un percorso. Che deve cominciare con l'elezione di
Orlando alla Vigilanza. Noi accettammo Storace; perché loro non possono
accettare un esponente del partito di Di Pietro, cui Berlusconi offrì il
Viminale? Poi occorre riformare la governance della Rai. Se le regole non
cambiano, e se c'è il consenso sul nome di Petruccioli, per noi va bene. Ma è
la destra a essere divisa: tra chi vuole alla direzione generale Parisi e chi
vuole Gorla, tra chi vuole dare al direttore generale più poteri e chi no. Io
non mi opporrei a rafforzarlo, se questo significa ridimensionare il peso dei
partiti in Rai. Purtroppo il pensiero unico prevale anche in televisione. Al
riguardo, non può non essere visto con grande preoccupazione l'annuncio de La7
di voler licenziare 25 giornalisti; di tutto c'è bisogno in Italia tranne che
di limitare ulteriormente la libertà d'informazione". è sicuro di aver
fatto bene a lasciare il comitato per il museo della Shoah? "Sì. Al clima
plumbeo concorre pure la rivalutazione del fascismo. Il museo della Shoah era
un'idea della comunità ebraica e mia. Il nuovo sindaco ha fatto l'apologia di
un regime che, ben prima delle leggi razziali, ha provocato la morte di tutti i
capi dell'opposizione: il liberale Gobetti, il comunista Gramsci, il socialista
Matteotti, il cattolico don Minzoni, gli azionisti Carlo e Nello Rosselli. Il
giorno dopo, anziché correggersi ha aggravato le cose, condannando l'esito ma
non la natura del fascismo. Con un sindaco che non si mette a urlare di fronte
ai saluti romani, gli stessi saluti che hanno accompagnato gli uomini che
andavano a morire a via Tasso o alle Ardeatine, per me è difficile discutere
della Shoah". Non la preoccupa anche lo stato del Pd? I prodiani la
attaccano e Prodi tace. Il partito è diviso in ogni regione, in Sardegna la
bega finisce in tribunale. Dopo D'Alema, pure Rutelli annuncia la sua corrente.
"No, non sono preoccupato. Lo ero sino ad agosto. Ma da settembre, dalle
feste e dalla summer school, dal contatto con il nostro popolo, credo siamo
usciti tutti convinti che va benissimo il pluralismo culturale, non il
correntismo esasperato. Abbiamo una base molto forte e molto sana. Nei sondaggi
stiamo risalendo. Il clima sta cambiando. Lo vedremo quando tra quattro
settimane manifesteremo contro la politica economica di un governo che occulta
la povertà, non si occupa di prezzi e salari, fa sparire pure i soldi della
social card. La destra pagherà la sua confusione culturale, il passaggio brusco
e zuzzurellone da Reagan a Zhivkov, dalla deregulation allo statalismo. Il tempo
migliore può ancora prevalere sul tempo peggiore". Aldo Cazzullo La
citazione Il leader del Pd Veltroni ha citato il "Racconto di due
città" di Dickens (1812-1870).
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE
Epifani: scuola, si cambi o sarà sciopero generale Ma Bonanni accusa:
abbandonato il percorso unitario Clima tesissimo tra le confederazioni che
dovrebbero riprendere martedì le discussioni sulla riforma contrattuale ROMA -
Doveva essere la giornata di mobilitazione della Cgil contro la politica
economica del governo, ma per Guglielmo Epifani e il suo sindacato è stata
anche l'occasione per rivendicare con orgoglio il ruolo
svolto nella trattativa Alitalia. "Ci hanno detto di tutto, ma noi volevamo salvare la
compagnia e l'occupazione", ha detto il segretario della Cgil, che ieri ha
parlato a Roma in una delle 150 iniziative di mobilitazione organizzate in
tutta Italia. "Hanno cercato di metterci all'angolo, ma non ci sono
riusciti. Ora mi aspetto le scuse di chi voleva fare senza la
Cgil", ha aggiunto tra gli applausi. Epifani ha quindi attaccato il
sindaco della capitale, Gianni Alemanno, accusandolo di essere stato assente
dalla trattativa. "Non prendo lezioni da chi ha rischiato di far cadere Alitalia nel baratro", ha replicato Alemanno. Secondo
la Cgil quasi un milione di persone ha partecipato alla mobilitazione. Una
giornata di lotta che il sindacato "rosso " ha deciso di svolgere da
solo, senza Cisl e Uil. E che "è solo l'inizio", come ha detto ieri
il leader dei metalmeccanici Cgil, Gianni Rinaldini. Non a caso Epifani ha
evocato lo "sciopero generale della scuola". Aggiungendo,
significativamente: "Spero unitario", cioè con Cisl e Uil, ma
lasciando chiaramente intendere che la Cgil può benissimo andare avanti da
sola. E così la divisione già emersa nella vertenza Alitalia
si fa più forte. Mentre Epifani parlava ieri mattina a piazza Farnese, Raffaele
Bonanni, nella sede della Cisl, ha svolto una conferenza stampa per annunciare
che anche il sindacato "bianco" svolgerà una sua manifestazione,
sabato prossimo, al palazzetto dello sport del Flaminio a Roma, ma per
sollecitare gli accordi con Confindustria, sulla riforma del modello
contrattuale, e col governo, sugli sgravi fiscali. "Un'iniziativa per
unire - sintetizza Bonanni - non come quelle di Epifani, che dividono il mondo
del lavoro". In questo clima martedì dovrebbe riprendere la trattativa fra
Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sulla riforma del modello contrattuale.
L'associazione imprenditoriale (che ha presentato una proposta scritta) e Cisl
e Uil puntano a un sistema che sposti il baricentro della contrattazione verso
il livello aziendale e ritengono che sulla base del documento della
Confindustria si possa arrivare rapidamente a un'intesa. Epifani ha invece
chieso alla presidente degli imprenditori, Emma Marcegaglia, di ritirare il suo
testo e di ripartire dalla piattaforma unitaria Cgil, Cisl e Uil. Si rischia un
accordo separato. Enr. Ma.
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Nuova Alitalia, i soci accelerano sul
decollo Berlusconi: il Pd ha lavorato contro. Domani la firma delle hostess.
Proteste tra i piloti A metà settimana l'assemblea di Cai per permettere l'uso
della licenza e iniziare la trattativa con l'Europa. Subito dopo dovrà essere
risolto l'altro nodo, quello relativo alla scelta del partner industriale
straniero ROMA - Ed ora all'appello mancano solo una parte degli assistenti di
volo e del personale di terra. O meglio due delle sigle, Avia e Sdl, che li
rappresentano. L'appuntamento per loro è per domani mattina, quando si aprirà
una nuova tornata, forse l'ultima, di trattative per siglare l'accordo sulla
nuova Alitalia. La firma dei piloti di Anpac e Up,
dopo 15 ore di riunione finita in notturna a Palazzo Chigi, dovrebbe aver
spianato la strada del completamento dell'intesa: "Il mandato degli
associati è quello di andare avanti, con una propensione per il sì
all'accordo", ha affermato ieri il presidente di Avia Antonio Divietri. Le
tensioni, però fra i dipendenti della compagnia, non si sono attenuate. In
particolare fra i piloti, soprattutto i più giovani, che ieri hanno espresso il
loro malcontento in un'affollata assemblea a Fiumicino. I
vertici della Cai, la società che si è impegnata a rilevare e rilanciare Alitalia, si sentono già a buon punto:
"Il passaggio dell'accordo con coloro che lavorano in Alitalia è fondamentale perché il
rilancio potrà realizzarsi solo con " il concorso di tutti", ha detto
il presidente della società Roberto Colaninno. E il premier, Silvio
Berlusconi ha fatto sapere che sarebbe entrato nella squadra della Cai se non
fosse stato Presidente del consiglio. Berlusconi è tornato anche ad attaccare
il ruolo tenuto dalla Cgil e dal Pd di Veltroni nella ricostruzione della vicenda
fatta in un colloquio con Bruno Vespa per il nuovo libro del giornalista. I
tempi per la nascita della nuova Alitalia sono però
stretti. A sollecitare un'accelerazione delle procedure per ottenere la
certificazione a volare è il presidente dell'Enac, Vito Reggio, secondo il
quale "bisogna lavorare subito molto e di fino". Se il certificato di
operatore aereo di Alitalia fosse trasferito alla
nuova compagnia, ha spiegato, passerebbe il principio di continuità che
potrebbe essere valido anche per i debiti. Debiti che quindi non potrebbero
essere lasciati ad una bad company come previsto, pena lo stop di Bruxelles che
li considererebbe aiuti di Stato. Un'alternativa per Cai sarebbe quella di
assumere la licenza, e i debiti, di Air One. In ogni caso la questione sarà
esaminata, forse già a metà della settimana, dall'assemblea della società.
L'altro nodo da risolvere è quello del partner industriale straniero. In lizza
ci sono Air France e Lufthansa, il cui presidente nei giorni scorsi, in tre
distinte occasioni, ha incontrato governo, Colaninno e i leader di Cgil, Cisl e
Uil. A tifare apertamente per i tedeschi "perché lasciano Malpensa come
hub" è il leader della Lega e ministro Umberto Bossi, che non è il solo
nel governo a pensarla così. Lufthansa avrebbe però chiarito di puntare ad una
partecipazione significativa, attorno al 40%, a differenza di Air France che
invece si fermerebbe al 15%. E questo contrasterebbe con i desiderata di Cai e
gli impegni del governo. S. Ta. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi:
"Nel progetto Cai c'è forte discontinuità Il presidente della Cai, Roberto
Colaninno. Nei prossimi giorni, insieme all'ad Rocco Sabelli, incontrerà sia i
vertici di Air France sia quelli di Lufthansa.
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE I due partiti Per gli schieramenti decisive le scelte sugli
aeroporti Malpensa e Fiumicino delle due società possibili partner di Cai Nord
e sindacalisti con Lufthansa. Roma tifa per i francesi ROMA - I sindacati
confederali per una volta insieme e schierati, insolita alleanza, con la Lega
Nord: ecco l'asse portante del partito Lufthansa, ovvero di coloro che vogliono la compagnia tedesca come partner internazionale di Alitalia. E anche fra le fila del
partito Air France ci sono assi bipartisan: dai vertici del Pd nostalgici per
l'intesa sfumata fra il governo Prodi e il colosso transalpino dei cieli, agli
esponenti capitolini di An. Ancora con molti distinguo ("aspettiamo le
offerte"), cominciano a prendere forma i due schieramenti. Fra gli
azionisti della Cai sembra prevalere il tifo per Lufthansa, anche se va
controcorrente Gilberto Benetton: socio di Aeroporti di Roma, l'imprenditore
veneto - racconta chi lo conosce bene - teme che i tedeschi possano puntare su
Malpensa, svuotando di rotte, passeggeri e dunque di business lo scalo della
Capitale. E - esattamente ribaltate - sono le stesse motivazioni per cui
Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli, Roberto Castelli e gli altri
leghisti sperano in Lufthansa: "Air France abbandonerebbe Malpensa, i
tedeschi sono interessati a rilanciare lo scalo lombardo ", dicono in
coro. E trovano sostegno negli amministratori locali del Pdl, cioè Roberto
Formigoni (Regione) e Letizia Moratti (Milano), ma anche in Filippo Penati, presidente
della Provincia ed esponente del Pd. Pure l'establishment di Forza Italia
sembra preferire la compagnia tedesca, se non altro per seguire quelle che
sembrano le preferenze di Silvio Berlusconi. Le ragioni dei sindacati sono
invece altre. Le riassume per tutti Renata Polverini, Ugl: "Premesso che
Lufthansa offre garanzie finanziarie e prospettive industriali di altissimo
livello, noi ne apprezziamo anche il sistema di governance: nel consiglio di
sorveglianza sono presenti i rappresentanti dei lavoratori, è un modello che ci
piace ". Walter Veltroni per adesso sceglie di non schierarsi. Ma secondo
i politici a lui più vicini preferirebbe Air France. Cioè la strada tracciata
da Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa. E propendono per questa posizione
anche Francesco Rutelli ed Enrico Letta. Poi ci sono gli amministratori locali.
Piero Marrazzo, Regione, non si nasconde dietro la diplomazia: "Meglio Air
France, perché punterebbe su Fiumicino e il territorio non può fare a meno di Alitalia", dice. Il veltroniano Nicola Zingaretti,
presidente della Provincia, non esce allo scoperto, ma anche il suo cuore batte
per Parigi. Gianni Alemanno, sindaco di Roma ed esponente di An, non entra
ancora nel dibattito: forse vuole evitare frizioni con gli alleati della Lega. Ma,
come suggerisce Andrea Augello, senatore di An vicino al sindaco, "per il
bene di Roma sarebbe meglio Air France". E l'ipotesi Malpensa spaventa
anche le sigle dei lavoratori di Alitalia: dall'Anpac
di Fabio Berti all'Up di Massimo Notaro, dal Sdl di Fabrizio Tomasselli
all'Avia di Antonio Divietri: "Per Roma sarebbe un dramma". E per i
lavoratori scatterebbero i trasferimenti in massa a Milano. Paolo Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Regole Il ministro Sacconi e le preoccupazioni del governo
"Convinceremo l'Europa sull'operazione, cambiano sia la compagnia sia i
contratti" ROMA - Ministro Sacconi, domani si chiude anche con Avia e Sdl,
gli ultimi due sindacati che ancora non hanno sottoscritto l'accordo per il
salvataggio di Alitalia? "Il governo fa un
appello al loro senso di responsabilità. Per gli assistenti di volo c'è già
stata la firma dell'Anpav. Mi auguro che arrivi anche la firma di Avia e
Sdl". Otterranno anche loro concessioni, come gli altri che via via hanno
firmato? "La trattativa è conclusa". Se non dovessero firmare?
"La Cai ha già formalizzato la riproposizione dell'offerta, per cui
procederà con gli atti di organizzazione della nuova compagnia". Che
significa? "Che Cai deve combinare in modi originali una serie di asset
industriali che provengono dall'attuale Alitalia e dalla società Air One, col
risultato di realizzare un nuovo operatore aereo con caratteri di forte
discontinuità". Come si fa a sostenere che la nuova Alitalia non deriva dalla vecchia
compagnia? "La nuova società avrà un nuovo contratto di lavoro e un
modello organizzativo che abbandonerà definitivamente i vizi della gestione
pubblica, procedendo successivamente alle nuove assunzioni. Voglio
inoltre ricordare l'impegno del presidente Colaninno per distribuire il 7%
degli utili ai lavoratori in proporzione alle loro professionalità".
Basterà tutto ciò a convincere la commissione europea, che in caso contrario
potrebbe censurare come aiuti di Stato le agevolazioni per Cai legate
all'operazione? "Assolutamente sì. La commissione non potrà non
considerare l'oggettività dei fatti, che segnalano una forte discontinuità con
la precedente Alitalia, sottolineata anche dalle
assunzioni secondo un nuovo contratto di lavoro e nuovi inquadramenti, come nel
caso dei comandanti che diventano dirigenti". Se Bruxelles non dovesse
essere di questo avviso, che scenari si aprirebbero? "Potrebbe essere
messa in discussione l'intera operazione e ciò sarebbe assurdo". Se tutto
andrà bene, alla fine Cai si alleerà con Air France o con Lufthansa. "Al
momento tutti i pretendenti sono sullo stesso piano, ed è presto per definire
un partner. Cai lo farà solo dopo aver dato vita alla nuova compagnia
aerea" Ministro, la sua conduzione della trattativa è stata messa sotto
accusa dal Pd, che ha invece elogiato il ruolo del sottosegretario alla
presidenza Gianni Letta. "Noi siamo stati una squadra negoziale fortemente
coesa. Io e il ministro Matteoli, sotto la guida di Letta, abbiamo lavorato in
fortissima sintonia e insieme, di fronte a un atteggiamento tutto politico
della Cgil, abbiamo ritenuto necessario raccogliere la generosa e coraggiosa
adesione di Cisl, Uil e Ugl, senza la quale non avremmo potuto recuperare la
Cgil successivamente. Se poi la tecnica poliziotto buono-poliziotto cattivo ha
dato qualche risultato, tutto è bene quel che finisce bene". Sindacati
divisi anche al tavolo della riforma del modello contrattuale, con Cisl e Uil
pronte all'accordo con Confindustria e Cgil no. Il governo che ruolo svolgerà?
"Abbiamo già detassato il salario di produttività e questa misura verrà
riproposta soprattutto nell'ipotesi di un accordo sul modello contrattuale. Il
dialogo è tra le parti e noi auspichiamo che l'intesa coinvolga tutti. Cosa
possibile se nella Cgil prevale la convinzione di non isolarsi, seguendo una
logica più sindacale alla quale mi sembra la incoraggino molti esponenti del
Pd, a partire da Enrico Letta. E noi stessi dobbiamo fare di più per spezzare i
muri dell'incomprensione". Col leader Cgil, Guglielmo Epifani, la polemica
è stata aspra. C'è qualcosa di personale? "Quello che c'è di personale
favorisce il dialogo, per una vecchia confidenza e potrei dire amicizia. Forse
è stata la politica a dividerci. Quella degli altri intendo, cioè le pesanti
interferenze che ci sono state sul negoziato" Enrico Marro \\ Problemi con
Letta? Siamo una squadra coesa. Ha dato risultati la tattica del poliziotto
buono e quello cattivo. Con Epifani siamo amici, la politica ci divide.
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num:
- pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il salvataggio L'opposizione: la strategia unitaria paga Senso
di responsabilità Maggioranza e opposizione devono continuare a lavorare
insieme per Alitalia. Lo
chiede Francesco Rutelli (foto) che giudica l'accordo raggiunto un "primo
risultato positivo".
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-28 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE La sfida Il riconoscimento a un giornalista inglese. La
motivazione: "L'immagine della città trasformata in parco tematico è uno
stimolo" E Venezia premia chi la vuole come Disneyland "Ingresso a 50
euro e manager al posto del sindaco". L'Istituto veneto approva John Kay
sul "Times": "Venezia è il primo parco tematico urbano. Dovrebbe
amministrarla un manager Disney" ROMA - "Venezia è il primo parco tematico
urbano. Ha 70.000 residenti e ogni anno ospita 19 milioni di visitatori....
Dovrebbe essere amministrata come una città turistica e non come un comune.
Ormai è artificiale come Disneyland... I successori dei Dogi di Venezia sono
politici dell'Italia moderna e oggi a Venezia manca un competente management
che invece la Walt Disney Company potrebbe offrire. Se i turisti pagassero 50
euro a testa per entrare a Venezia, come si fa a Disneyland, i proventi
potrebbero finanziare sia le barriere per difendere la città dal mare che i
necessari restauri o strutture turistiche che possano soddisfare i desideri dei
visitatori rispettando il carattere della città". Ecco una parte
dell'articolo apparso a marzo sul Times di Londra e firmato dal prestigioso
giornalista economico John Kay. Il titolo, se mai ci fossero dubbi:
"Benvenuti a Venezia, parco tematico". Per questa provocazione, John
Kay riceverà oggi a Venezia, a palazzo Cavalli Franchetti, l'ambito premio
dell'Istituto veneto di scienze, lettere e arti: nobile accademia fondata nel
1810 (economicamente e politicamente indipendente grazie ai lasciti di molti
soci). Il presidente è il giurista Leopoldo Mazzarolli e del Consiglio di
presidenza fanno parte Antonio Paolucci, ex ministro dei Beni culturali e attuale
direttore dei Musei Vaticani, Pierre Rosenberg, accademico di Francia ed ex
direttore del Louvre, Wolfgang Wolters, studioso del Rinascimento veneziano.
Tra i soci dell'Istituto che fanno parte della commissione del premio, Lady
Frances Clark (premiata come "veneziana dell'anno" nel 2006 alla
Fenice alla presenza del sindaco Massimo Cacciari) e lo scrittore e saggista
Alvise Zorzi. L'Istituto Veneto sa bene che il premio farà discutere. Infatti
nella motivazione si legge che "l'immagine di una città trasformata in
parco tematico e priva della sua antica anima, proprio per l'aderenza
all'evoluzione in corso diventa leggibile come un forte grido d'allarme. Al di
là delle parole è lo stimolo brutale a un ripensamento complessivo del presente
e del futuro cittadino. Il paradigma della disneyficazione... è di fatto un
invito ad analizzare con i molti strumenti oggi disponibili un processo
evolutivo dalle molte criticità". Ma è ovvio che il riconoscimento a Kay
provocherà polemiche. Anche dopo il discorso che il giornalista pronuncerà
oggi, già a disposizione dell'Accademia, e che inevitabilmente diventerà un
atto d'accusa all'amministrazione: "Quando dico che la Disney gestirebbe
Venezia meglio di quanto non sia gestita oggi, la mia è una provocazione e non
una proposta seria. Eppure la sensazione che la ragione di vita di tutte le
persone che incontri sia quella di alleggerirti le tasche appartiene di più al
turista che visita Venezia che al visitatore di Disneyland. La Disney cerca di
offrire un rapporto ottimale tra qualità e prezzo. L'obiettivo dell'azienda è
che i propri clienti si divertano affinché ritornino". Invece per Kay
"a Venezia i venditori di cartoline e caffè non si aspettano che i turisti
ritornino e, per gran parte dei veneziani, questa è una speranza..."
Insomma, per farla breve, "Venezia ha bisogno di essere gestita e ha il
dovere di generare utili. Non dovremmo, pertanto, arricciare il naso dinanzi a
gestione e profitti ma piuttosto far sì che questi siano a vantaggio
dell'ordine e della conservazione della città ". Quindi, argomenta Kay,
occorre un centro visitatori, imporre visite guidate nelle stagioni di maggior
flusso, controllare la qualità dei souvenir. "Già odo il grido "non
vogliamo trasformare Venezia in un parco tematico!" Ma io rispondo che
Venezia è già un parco, come città è morta secoli fa ed è stato solo il flusso
di visitatori a riportarla in vita". Dopo aver parlato
del fallimento della Lehman Brothers e della vicenda Alitalia, Kay conclude: "Per Venezia ci sono paralleli e lezioni da
apprendere tanto nell'avidità e negli orizzonti a breve termine nel suo settore
privato quanto nell'indolenza e nel disprezzo del suo settore pubblico".
Che ne dirà, a premio assegnato, il sindaco Massimo Cacciari? Paolo
Conti La copia Sembra un angolo di Venezia, con tanto di gondole e gondolieri.
Invece è il Venetian Grand Canal Shoppes di Las Vegas, in Nevada. Qui sì
Venezia è solo un gioco, un parco di divertimento in cui lanciarsi negli
acquisti.
( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-28 num: - pag: 25 categoria:
REDAZIONALE Pieghe di Gian Luigi Paracchini Tacchi-trampolo, sfiorato il muro
dei 20 MILANO - Che immagine esce da questa sessione di moda milanese? Una
donna che vola. Detta così potrebbe sembrare un infantile "promo" per le hostess di Alitalia ma la voglia di volare in passerella è pura metafora. è il
tentativo di alzare la donna per farla evadere: il contrario cioè che tenerla
con i piedi ben piantati per terra. Prendiamo il filone del nuovo romanticismo,
diversamente sviluppato da Giorgio Armani, Dolce e Gabbana, Alberta Ferretti,
Blumarine: veli, floreale, tulle. Donne che sembrano piume. O bambole
spettinate in quota, come quelle di Fendi. Viva la leggerezza anche con il
tessuto-carta e con quello stropicciato (tema di Prada) che ricorda i
paracadute. Ma il massimo impegno per non tenere questi nuovi, flebili modelli
femminili troppo ancorati a terra, gli stilisti lo hanno profuso nelle scarpe.
Aggiunta dopo aggiunta, con il tacco siamo ormai arrivati al livello di
17-18-19 centimetri sopra il livello del mare. Che non è ancora vero trampolo
però ci stiamo arrivando. Il risultato è che pur tempestate di pietre e mille
altri orpelli tra cui nastrini che in realtà sono cinture di sicurezza, queste
ormai non sono più soltanto scarpe. Ma complesse architetture, strane
impalcature da cui i piedi si affacciano terrorizzati come chiunque al primo
lancio con il parapendio. Il contrappasso però esiste anche per gli stilisti. A
furia di spingerle al volo, le modelle sono planate rovinosamente sulle
passerelle. Si parla di undici atterraggi fuori dalla pista. Ora la moda si
sposta a Parigi. E sulle passerelle francesi si batterà il record? Trasparenti
Stivaletti di Pucci In bilico Da John Richmond (sotto).
( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alfano: Csm diviso
in due, quello dei giudici presieduto dal Colle, quello dei pm dal
guardasigilli "Rispondo alla gente, non ai pm" L'ira del premier. E
Ghedini rivela: riforma entro ottobre Borghezio: ma la successione non avverrà
domani Il silenzio del figlio del Capo, Renzo LIANA MILELLA ROMA - Gli brucia
Milano. Quei due processi, Mills e Mediaset, che ancora lo perseguitano. In
questi giorni Berlusconi coi suoi ha continuato a ripetere: "Perché i
giudici non vogliono rispettare la legge e applicare il lodo Alfano? Cosa
pensano? Che dovrei forse lasciare i miei impegni di Stato, non occuparmi di Alitalia o di Napoli e dei rifiuti, e dedicarmi
anima e corpo alle udienze? Ma lo sanno o no che 20 milioni di italiani mi
hanno votato? E io dovrei forse rispondere ai magistrati piuttosto che alla
gente?". E poi, rivolto a Ghedini e ad Alfano, il primo suo avvocato e
consigliere giuridico, il secondo Guardasigilli: "Adesso basta con le
esitazioni sulla riforma costituzionale della giustizia. La voglio sul
mio tavolo ad horas". E, assicura Ghedini, "tutto sarà pronto entro
la fine di ottobre". Intercettazioni e disegno di legge costituzionale "per
cambiare dalle fondamenta" il pianeta giustizia, le carriere delle toghe,
il Csm, i rapporti tra i pm e la polizia giudiziaria, il sistema disciplinare
per punire i giudici, l'obbligatorietà dell'azione penale. E perché no? Magari
pure la Consulta che, nella testa del premier, è sempre stata formata "da
una banda di comunisti". Niccolò Ghedini smentisce progetti per cambiarne
la struttura e il sistema di composizione: "Macché, non ne abbiamo mai
parlato. E poi, suvvia, anche se ci avessimo pensato, e sarebbe anche
complicato farlo, adesso, con la prossima decisione sul lodo, non si potrebbe
proprio fare". Già, sarebbe inelegante, vendicativo, minaccioso, perfino
ricattatorio annunciare un progetto per mutare l'istituzione che ha per le mani
una questione che interessa il premier. Ma per Berlusconi, il presidente del
Consiglio che ha creato il marchio delle "leggi ad personam", di
certo non sarebbe un problema. Tutt'altro. E Ghedini, se da un lato esclude di
toccare la Consulta, dall'altro ragiona: "Certo che se ci trovassimo di
fronte a una declaratoria di incostituzionalità per una legge come il lodo
Alfano che ha seguito in modo pedissequo proprio le indicazioni della Corte, ci
troveremmo di fronte a una saldatura tra la Consulta e i magistrati". Del
resto, e la battuta di ieri a Melezzole, nella sua nuova e inaudita
schiettezza, lo conferma, la riforma della giustizia è destinata a non essere
più neutra, né tantomeno "astratta", come dovrebbe essere per
principio una legge. Non riguardare alcuno, ma la comunità. Non
Berlusconi-imputato, ma il cittadino-imputato. Invece, nei prossimi sei-otto
mesi, la storia giudiziaria personale del Cavaliere, quella del lodo, quella
della riforma marceranno assieme, in pieno conflitto d'interessi. E tutto
potrebbe aggravarsi e precipitare se a Milano la sorte processuale del
Cavaliere dovesse essere separata da quella dell'avvocato David Mills e
quest'ultimo venisse condannato per falsa testimonianza e corruzione. Poiché i
due sono accusati in concorso la condanna dell'uno varrebbe moralmente anche
per l'altro. Sarà per questo che, nell'attacco ai giudici, anche il
Guardasigilli Angelino Alfano ha perso i freni inibitori. S'era presentato alle
toghe come l'uomo del dialogo, al loro congresso disse "il vostro programma
è il mio programma" e altrettanto fece al Csm dove chiese che gli dessero
pareri sulle sue leggi. E vedremo che succederà dopodomani quando il Consiglio
metterà le mani sulla sua riforma del processo civile già bacchettata dalla
commissione Giustizia della Camera. Ora Alfano anticipa pezzi della riforma che
fanno tremare le toghe. "Il Csm sarà diviso in due, quello dei giudici
presieduto dal capo dello Stato e quello dei pm dal ministro della
Giustizia". Cioè da lui. Quanto all'obbligatorietà dell'azione penale la
soluzione è brillante: il ministro sceglierà su cosa indagare. Al Parlamento
resta una ratifica. C'è da scommettere che Berlusconi non sarà mai più messo
sotto inchiesta.
( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La
"quadruplice" L'Ugl, il sindacato vicino alla destra, ha conquistato con la vertenza Alitalia un posto al tavolo che conta insieme a Cgil, Cisl e Uil Così è
nata la quarta confederazione guidata dalla "tosta" Renata Polverini
ROBERTO MANIA ROMA - "Renata è una tosta", dice Guglielmo Epifani
della collega Polverini, leader dell'Ugl, prima donna in Europa a guidare un
sindacato. E in quell'aggettivo c'è forse anche la chiave per leggere la
sorprendente ascesa dell'Ugl, già Cisnal e già sindacato della destra pure un
po' nostalgica, a diventare, nei fatti e nell'epoca della frantumazione del
lavoro, la quarta confederazione, accanto a Cgil, Cisl e Uil. La promozione -
la "tosta" Renata - se l'è conquistata sul campo della vertenza Alitalia. Per la prima volta è stata ammessa al tavolo delle
trattative che contano - quello delle riunione "ristrette", come si
chiamano in gergo - e lei non l'ha più mollato, notte e giorno. Si è alleata
prima con la Cisl di Raffaele Bonanni per indebolire le resistenze della Cgil,
ma ha chiuso il negoziato stringendo un patto di ferro con la Uil di Luigi
Angeletti per non vedersi scavalcata dalle corporazioni dei piloti di Anpac e
Up. Lei gioca a geometrie variabili. Ora tifa Lufthansa, in vista dell'alleanza
internazionale della Cai tricolore, ma è stata l'unica tra i sindacalisti a
incontrare Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, quando i francesi
cercavano l'accordo con i sindacati italiani per comprare la compagnia. Renata
Polverini, romana, 46 anni, sindacalista da sempre, è di destra ma non ha mai
avuto una tessera di partito. Anche per questo piace di qua e di là. Walter
Veltroni l'avrebbe imbarcata nel Partito democratico, il centrodestra, prima o
poi, le chiederà di scendere in politica. "Vedremo", dice lei. Da
anni l'Ugl marcia a fianco a quella che un tempo era l'odiata "triplice".
Sei scioperi generali unitari contro il precedente governo Berlusconi; nessuno
contro Prodi ma una manifestazione (da sola) contro la Finanziaria di
Padoa-Schioppa. I retaggi del passato, però, restano in alcune vicende
fondamentali delle relazioni industriali. Infatti l'Ugl non tratta allo stesso
tavolo di Cgil, Cisl e Uil la riforma della contrattazione con la Confindustria
di Emma Marcegaglia. Qui vale ancora la conventio ad escludendum che vedeva la
Cisnal attendere nella sala d'attesa dei ministeri per poi essere ricevuta dal
capo di gabinetto o, peggio, dimenticata e chiusa all'interno del dicastero. E
così mentre i partiti politici si sfaldano e poi si fondono alla ricerca di un
bipartitismo che resta "imperfetto", nei sindacati, perse le storiche
occasioni dell'unità, si esaltano le identità e le differenze: la Cgil è scesa
in piazza sabato scorso contro la politica economica del governo, la Cisl
manifesterà sabato prossimo chiedendo meno tasse sul lavoro e la riforma dei
contratti. E l'Ugl rosicchia posizioni, soprattutto nel terziario, tra i
giovani precari de-ideologizzati. Contano gli iscritti, certo, anche se nessuno
può certificarne la veridicità. La Polverini dichiara di avere superato i due
milioni di tessere, più della Uil che, contesta quei dati, e che si ferma sotto
quella soglia. Ma contano anche altri fattori. Per esempio, nella primavera
scorsa, la conquista della Pirelli Bicocca, già roccaforte della Cgil proprio
dove Sergio Cofferati cominciò a costruire la sua carriera sindacale. Lì un
gruppo di delegati ex Cgil si presentò, e fu eletto, con l'Ugl. E le loro
ragioni, quei delegati, le spiegarono chiare in una lettera al Manifesto:
"L'Ugl è una struttura in forte mutamento dove ci è sembrato di cogliere
che "fare sindacato" venga prima della politica". Ma la prima a
"usare" l'Ugl è stata la Cgil in funzione anti-Cisl, scommettendo
sulla loro potenziale concorrenza (come in parte è accaduto) per via di alcune
similitudini. A cominciare dal tema della democrazia economica, che la Cisl,
però, chiama "partecipazione" e che l'attuale ministro del Lavoro,
Maurizio Sacconi, declina in una ardita "complicità" tra imprese e
lavoratori. L'Ugl, però, è anche simile alla Cgil: per la struttura
organizzativa e poi perché difende la centralità del contratto nazionale.
Insomma sono tutte queste geometrie sindacali molto variabili che ormai fanno
dell'Unione generale del lavoro la quarta delle confederazioni.
( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La
curiosità "La dura vita del pilota-piacione" Max Giusti imita il
leader Anpac ROMA - "La vita del pilota è una vita dura, non si sta mai a
casa. Ieri sono tornato prima dal lavoro e ho trovato mia moglie a letto col
pilota automatico". Era inevitabile che succedesse: a "Quelli che il
calcio", su RaiDue, Max Giusti si è presentato nei panni di Fabio Berti,
presidente dell'Anpac, l'uomo del momento. Giusti, com'è nata l'imitazione?
"Mi piace stare sulla cronaca. Dopo il primo multato per il ddl Carfagna,
ho scelto Berti. è un po' piacione, l'ho immaginato a Roma, tra Casal Palocco e
Vigna Stelluti, che sfodera il suo charme". Battute al cianuro. "Gli
ho fatto spiegare il problema delle poche ore di volo: "Vado a Pechino,
parto alle 7 ci metto 10 ore ma non arrivo alle 17, arrivo alle 24, ci sono 7
ore di fuso. Quelle 7 ore di tv persa chi me le ripaga?"". Come la prenderà?
"Bene, spero. Hanno chiuso l'accordo". Lei che
idea si è fatto della vicenda Alitalia? "Che con Air France i piloti guadagnavano di più e gli
esuberi erano 2000 se non sbaglio; dopo tre mesi, tutti guadagneranno di meno e
gli esuberi sono 3120. Questo è il sunto. Poi che Alitalia rimanga italiana mi fa più piacere... Se diventava straniera
dispiaceva anche a mia madre che l'aereo non lo prende mai".
(silvia fumarola).
( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, le hostess
verso il sì Berlusconi: tetto agli stranieri "Decide la cordata ma escludo
una maggioranza estera" Il 90 per cento degli iscritti a Avia e Sdl è
favorevole alla sigla dell'accordo BARBARA ARDU LAURA SERLONI BARBARA ARDù ROMA
- Gli stranieri non avranno mai il controllo di Alitalia. Silvio Berlusconi, rilassato per
il week-end in Umbria e per aver chiuso la trattativa (manca solo il sì di
hostess e steward di Avia e Sdl atteso per oggi), spiega perché i soci esteri
rimarranno comunque in minoranza. "C'è una clausola che impone ai partecipanti
di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno cinque anni - ha spiegato
il premier - ma successivamente la decisione di cederla dovrebbe essere
approvata dai due terzi". Controllo blindato dunque, in nome di
quell'italianità che, ha ribadito il premier, ha "guidato l'azione di
governo su Alitalia". Ora altri sono i problemi
che attendono la nuova compagnia, a cominciare dalla scelta del partner
straniero, che indirettamente potrebbe influire sui destini di Fiumicino e
Malpensa. Non è un caso che il sindaco della Capitale Gianni Alemanno abbia
chiesto di incontrare nei prossimi giorni i vertici di Lufthansa e Air France e
vuole parlare con Colaninno, presidente della Cai. "Ora che è chiusa la
trattativa - ha dichiarato Alemanno - entreremo in campo, per fare in modo di
determinare le migliori soluzioni per Roma". La firma dei sindacati degli
assistenti di volo dovrebbe arrivare questa mattina, dopo il referendum indetto
tra i lavoratori. E non dovrebbero esserci sorprese: oltre il 90 per cento
degli iscritti s'è schierato a favore dell'accordo, anche se a malincuore.
Sedersi al tavolo gli garantirà infatti di poter discutere di cassa
integrazione e trasferimenti, cosa che altrimenti gli sarebbe preclusa. La
decisione è maturata ieri nell'ennesima assemblea che si è svolta a Fiumicino,
dove gli iscritti ad Avia e Sdl, gli irriducibili del "fronte del
no", hanno chiesto comunque ai rappresentanti sindacali di fare un ultimo
sforzo per portare a casa qualcosa in più. Come è accaduto con i piloti. E oggi
Avia e Sdl andranno uniti a Palazzo Chigi, anche se Antonio Divietri,
presidente Avia, dichiara con amarezza che "non ci sarà nulla da
festeggiare perché è un momento difficile per i lavoratori. Comunque andranno a
casa 1.500 persone". Più combattivo Fabrizio Tomaselli, coordinatore
dell'Sdl. "Faremo pressione affinché vengano accolte alcune nostre
richieste - ha dichiarato - ma sarà difficile andare avanti nella
trattativa". Oggi dunque la partita sindacale sarà chiusa. Si aprirà un
altro capitolo: la costruzione della nuova compagnia, che dovrebbe essere
pronta a decollare il primo novembre. C'è da affrontare il problema della
licenza di volo per evitare che gli aerei non si fermino neanche per un giorno,
c'è la scelta del partner straniero, che sarà determinante sotto il profilo
industriale. E c'è poi l'Unione Europea, che non ha ancora acceso i riflettori
sull'operazione, ma che è pronta a farlo. Quando sarà conclusa tutta la
vicenda, ha dichiarato ieri da Lisbona Antonio Tajani, vicepresidente dell'esecutivo
Ue e responsabile dei Trasporti, il governo comunitario si concentrerà su tre
punti: "Discontinuità, trasparenza, e esigenza che gli assets di Alitalia siano venduti a prezzi di mercato".
( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
"Statali, il contratto si può chiudere entro l'anno" Brunetta: pronti
3 miliardi, prendere o lasciare. I sindacati: no a ultimatum Il ministro: niente sceneggiate tipo Alitalia, previsto un anticipo del 90% a gennaio LUISA GRION ROMA - Un
contratto "prendere o lasciare", da chiudere in tempi brevi e senza
perdere tempo "in sceneggiate tipo Alitalia". Per il ministro Burnetta la partita salariale dei tre
milioni e mezzo di dipendenti pubblici può e deve essere chiusa entro l'anno.
Anche perché, precisa, i soldi sono quelli già stanziati e non c'è spazio per
altro. Un atteggiamento - quello del titolare della Funzione Pubblica - che ai
sindacati non piace affatto perché suona come un ultimatum che taglia la testa
alla contrattazione. Brunetta, di fatto, ha annunciato che già domani, con
l'arrivo della Finanziaria in parlamento, darà "indirizzi all'Aran per
aprire, tra ottobre, novembre e dicembre le trattative per il rinnovo dei
contratti del pubblico impiego. "Ci sono 3 miliardi di euro - ha detto dai
microfoni di radio Rtl - non sono molti, sono meno che in passato, ma perché tenerli
in tasca?". Altri soldi, precisa, "non ce ne sono: non ci sarà il
consueto balletto di cifre e cambiamenti, la situazione è stagnante per
quest'anno e anche per l'anno prossimo". La Finanziaria, avverte il
ministro, prevede comunque che se il rinnovo non sarà siglato entro l'anno
"il 90 per cento delle risorse destinate sarà erogato a gennaio, in attesa
del conguaglio". E che entro dicembre arriverà in busta paga - a parziale
copertura della vacanza contrattuale una una tantum pari a 120 euro - "i
500 milioni ci sono - dice Brunetta - diamoli e non teniamoli in cassa".
Un percorso, quello individuato dal ministro, che non piace affatto al
sindacato, convinto che la cifra stanziata sia insufficiente e già orientato ad
uno sciopero generale minacciato da Cgil, Cisl e Uil. "Gli consiglierei
maggiore prudenza" commenta Carlo Podda, segretario generale della
Funzione Pubblica Cgil. "Se c'è una cosa che può essere facilmente
compresa della vicenda Alitalia è che la politica
delle minacce e degli ultimatum non porta da nessuna parte, visto che alla fine
è stato necessario arrivare ad una trattativa". Quanto al contratto degli
statali, "spero che il governo ci pensi su due volte prima di innescare
pericolose micce" dice Podda. "La trattativa comincia davvero in
salita se pensiamo che da gennaio verrà tolta dalle tasche dei dipendenti
pubblici una quota da 80 a 200 euro per il congelamento della contrattazione.
Un prelievo forzoso che non può essere compensato da una proposta di 65 euro
lordi medi pro capite a regime". Il 17 ottobre c'è un'assemblea di 5 mila
delegati "prima di quella data sarà meglio che l'esecutivo modifichi una
posizione apparentemente granitica".
( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Giovedì
l'assemblea della cordata. Per gli azionisti la scelta dipenderà dalle proposte
commerciali sul code-sharing La Cai pensa a una gara Lufthansa-Air France il
partner della compagnia sarà chi offre di più Il piano Colaninno all'esame dei
soci, ma l'utile arriverà con un anno di ritardo GIOVANNI PONS MILANO - "E
la parcella di Fantozzi chi la paga, la vecchia o la nuova Alitalia?".
La battuta scherzosa di uno dei sedici componenti della cordata Cai che si
dovrà assumere l'onere di rilanciare la compagnia di bandiera può far sorridere
ma è anche il segnale che non tutto è così scontato. Anche perché il
professionista attualmente commissario liquidatore della compagnia di bandiera
nell'ambiente è ben conosciuto per far pagare a peso d'oro i propri servigi.
Battute a parte giovedì con ogni probabilità i soci di Cai torneranno a riunirsi
in assemblea per procedere nell'acquisizione di Alitalia che secondo i piani dovrebbe
concretizzarsi in un mese circa. Anche se i problemi sul tavolo non sono pochi
e dunque l'assemblea si preannuncia "complessa" e quasi sicuramente
non definitiva. Nel senso che la partita Alitalia è stata risolta attraverso un accordo politico, quello raggiunto
nelle notti scorse da Roberto Colaninno, Gianni Letta e i rappresentanti
delle diverse sigle sindacali. Ma, appunto, per il momento si tratta di un
accordo politico e non è detto che esso possa trasformarsi nei prossimi mesi e
anni in un'azione imprenditoriale di successo. D'altronde, una prova che nei
giorni scorsi ha giocato più la diplomazia che i numeri, lo si percepisce da un
fatto non secondario. Il principale azionista di Alitalia,
cioè il Tesoro e il suo massimo rappresentante Giulio Tremonti, non era seduto
al tavolo delle trattative. E tutto ciò qualcosa vorrà pur dire. In primo luogo
che finora non si è parlato di numeri, cioè di redditività dell'investimento.
Colaninno giovedì dovrà proprio affrontare questo punto, entrare nello
specifico delle prospettive di ritorno dell'investimento. "Dovrà
dimostrare, numeri alla mano, che il piano industriale sul quale si è ragionato
sinora è valido anche alla luce delle maggiori concessioni fatte ai
sindacati", commenta un altro socio di Cai. E in pochi nutrono dubbi che
qualcosa sia cambiato. Un primo segnale in questa direzione è arrivato da
Corrado Passera, advisor e azionista attraverso Intesa Sanpaolo. Parlando con
Il Sole 24 Ore ha fatto intuire che il raggiungimento del primo utile aziendale
per Cai si è spostato in avanti di un anno, al 2011 invece che al 2010, come si
era fissato precedentemente. Non sarà una tragedia ma neanche un fatto di
secondo piano. Soprattutto per quegli investitori più tipicamente finanziari,
come i fondi di private equity come Equinox e Clessidra, che non dovrebbero
avere altre contropartite da quest'operazione se non il ritorno
sull'investimento. In ogni caso gli azionisti chiederanno qualche giorno per
meditare sulle prospettive che Colaninno fornirà giovedì per poi tornare a
incontrarsi anche quando sarà pronto il nuovo statuto della società. L'altra
grossa questione sul tavolo degli azionisti Cai, è normale, sarà la scelta del
partner straniero da far entrare nella cordata. Bisognerà vedere se nella
questione prevarrà la corrente "milanese" che vorrebbe Lufthansa o
quella "romana" che preferirebbe Air France-Klm. Ma secondo alcuni
soci la diatriba dovrebbe risolversi tenendo presente un fattore importante:
l'accordo commerciale di code-sharing. Un buon accordo di questo tipo è
determinante per rendere più profittevoli le rotte internazionali e in ultima
istanza far diventare tutta l'intrapresa più attraente. Dunque non è escluso
che nelle prossime settimane Colaninno e l'amministratore delegato Rocco
Sabelli possano intavolare negoziati anche piuttosto duri con i principali
carrier europei per cercare di strappare un buon accordo commerciale in grado
di restituire all'operazione quella parte di redditività persa nel confronto
sindacale. La quota di partecipazione al capitale, poi, verrà di conseguenza.
Tra l'altro, secondo quel che si vocifera all'interno della cordata italiana,
il partner internazionale non potrà prendere più del 15% se non si vorrà
incorrere nel rischio di incappare nelle maglie dell'antitrust europeo che
diventerebbe automaticamente competente sulla materia. Insomma tra pochi giorni
si toccherà con mano la compattezza del gruppo di imprenditori che ha risposto
alla chiamata del presidente del Consiglio sulla necessità italiana di avere
una compagnia di bandiera. Quello che al momento sembra più defilato è Carlo
Toto, il patron di Air One, che se le cose andranno come previsto incasserà
circa 300 milioni di euro ma non è chiaro se ne verserà una parte in Cai. La
sua "incompatibilità" con Colaninno potrebbe lasciarlo fuori ma
l'advisor cercherà di convincerlo a rimettere una parte dell'introito
supportando gli altri azionisti. Nessun dubbio dovrebbe esserci, invece, per coloro
che hanno anche un interesse più industriale e che possono ottenere future
contropartite dall'attuale governo, come Aponte, Ligresti, Benetton, Riva e
Gavio. In mezzo ci stanno quegli imprenditori che per il loro status non
potevano restare sordi alla chiamata di Berlusconi ma hanno optato per il solo
gettone di presenza, come Marcegaglia e Tronchetti Provera. Gli unici dubbi
riguardano gli investitori finanziari come Mancuso, Sposito e Micheli ma tutti
sono legati in qualche modo ai promotori dell'iniziativa.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-29 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi: basta dialogo con Veltroni Dura replica al leader pd. E
sul lodo: se la Corte lo boccia, riflessione sulla giustizia Il premier: il
segretario democratico si illustra da sé, basta vedere "Porta a
Porta" e leggere il "Corriere della Sera" ROMA - Di primo
acchito, l'intenzione era quella di non replicare nemmeno: che Veltroni avesse
scelto la linea dura, durissima "l'avevo capito già dall'intervista al Tg1
della settimana scorsa, da Porta a Porta ", era il commento con i suoi di
un Silvio Berlusconi messo di malumore dalla lettura mattutina - nella pur
riposante cornice della verde Umbria che circonda il centro Messegué -
dell'intervista del leader del Pd sul Corriere della Sera. Perché per il
premier, raccontano, la vera coltellata da Veltroni ritiene di averla subita
non tanto oggi, ma soprattutto quando "ha ostacolato per motivi politici
la chiusura dell'accordo con Alitalia, e poi ha tentato perfino di prendersi il merito di aver fatto
ridecollare l'intesa... ". E però, nonostante il fastidio - o forse
proprio per il troppo fastidio - Berlusconi ha deciso di replicare a brutto
muso all'avversario, e lo ha fatto lasciando il resort per tornare a Milano a
gustarsi il derby prima di ritirarsi nella sua nuova villa sul lago Maggiore
per festeggiare il suo compleanno: "Noi abbiamo una maggioranza a
cui gli italiani hanno dato il mandato di governare il Paese. Quindi, non
parliamo più di dialogo, per favore, perché con quello che dicono, hanno detto,
e per come si sono comportati, è una cosa addirittura ridicola pensare che con
gente del genere si possa collaborare". Insomma "il signor Veltroni
si illustra da sé, basta leggerlo. Le persone che hanno buonsenso leggono
Veltroni e non c'è da aggiungere alcun commento a quello che lui ha detto a
Porta a porta l'altro giorno e a quello che ha detto sul Corriere ".
Parole tranchant, che non lasciano spazio al dubbio: il premier ha tutte le
intenzioni di andare avanti da solo, con la sua maggioranza "forte e
coesa". D'altra parte, spiega il suo portavoce Paolo Bonaiuti, chi per
primo ha chiuso al dialogo non è stato il governo: "Dopo le aperture di
Violante abbiamo sperato che si potesse dialogare sulla giustizia, come ci aspettavamo
disponibilità all'ascolto sul federalismo fiscale, e dopo l'assurda
manifestazione di Di Pietro a piazza Navona credevamo che Veltroni ne avrebbe
approfittato per rompere con l'Idv: nulla di tutto questo è successo, e dico
purtroppo...". Si capisce allora come su un tema che gli sta a cuore quale
la giustizia Berlusconi vada giù durissimo, e commentando la decisione dei
giudici di Milano di sollevare eccezione di incostituzionalità sul lodo Alfano
avverta con tono minaccioso: "Sono assolutamente convinto che passerà al
vaglio della Corte", ma in caso contrario "servirebbe una profonda
riflessione sulla giustizia... ". Parole che fanno insorgere
l'opposizione: "Siamo di fronte a un tentativo gravissimo di Berlusconi di
intimidire la Corte Costituzionale", dice Dario Franceschini, vice
segretario di quel Pd che nei suoi massimi esponenti si schiera con Veltroni.
Come Massimo D'Alema, secondo il quale "al di là del titolo di quella
intervista, le cose che dice Veltroni sono molto interessanti, sono vere",
e comunque "una delle poche cose su cui sono d'accordo con Berlusconi è
che è molto difficile dialogare con lui". Ma al leader del Pd, oltre a
quello della capogruppo Finocchiaro (alla quale replica il capogruppo Pdl
Cicchitto accusando il Pd di aver inventato la "dittatura della
maggioranza" solo per giustificare la manifestazione del 25 ottobre),
arriva anche il plauso, venato però di rimprovero, del dipietrista Massimo
Donadi: "Siamo contenti che Veltroni dica oggi le stesse cose che l'Italia
dei Valori dice fin dal primo giorno". E, con più di una riserva, si
complimenta anche il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero:
"E' bene che Veltroni abbia scoperto l'antiberlusconismo ", ma non
basta questa novità "perché bisogna opporsi e con forza, anche alle
politiche di Confindustria". Paola Di Caro GUARDA il video con la replica
del premier a Veltroni su www.corriere.it 8 marzo 2008 Berlusconi strappa il
programma del Pd.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-29 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Tra Roma e Bruxelles Il commissario Tajani ricorda i paletti
europei: discontinuità, trasparenza, asset a prezzi di
mercato Alitalia,
l'operazione Cai all'esame della Ue Attesa oggi la firma delle ultime due sigle
autonome. Il premier: fiducioso, manca poco ROMA - "Discontinuità,
trasparenza, vendita degli asset di Alitalia a prezzi di mercato". Questi i paletti di Bruxelles sul
salvataggio della compagnia aerea italiana. Li ha ricordati ieri il
vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, responsabile Trasporti.
Ma non sarà solo l'italiano Tajani a doversi esprimere sulla vendita di Alitalia a Cai, la cordata guidata da Roberto Colaninno. Un
ruolo chiave lo svolgerà il commissario alla Concorrenza, l'olandese Neelie
Kroes, sulla quale si concentreranno le pressioni delle grandi compagnie aeree
europee affinché si accerti se non vi siano aiuti di Stato. Il governo sta
tenendo costantemente informata la Commissione. Ovviamente, si sottolinea in
ambienti ministeriali, la conclusione dell'accordo coi sindacati è un punto
fondamentale a favore del via libera di Bruxelles. Per questo oggi si spera nel
sì anche da parte degli ultimi due sindacati che ancora non hanno sottoscritto
l'intesa: Avia (assistenti di volo), e Sdl (personale di terra). "Manca
poco, ma sono fiducioso " dice il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi. Ieri le due sigle hanno continuato la consultazione degli iscritti
e promettono di tenere una linea comune a Palazzo Chigi. L'Avia dovrebbe
firmare, Sdl è indecisa. In ogni caso Cai andrà avanti, con l'obiettivo di far
decollare la nuova Alitalia il primo novembre. Per
avere l'ok della Commissione europea, dunque, andrà dimostrata la
discontinuità, cioè che la vecchia Alitalia e la nuova
compagnia sono due società diverse e non la cessione di un ramo d'azienda (la
good company da Alitalia a Cai). In questo caso
infatti, secondo le normative, Cai dovrebbe ereditare tutto il personale del
ramo d'azienda acquistato, con i vecchi contratti. La cordata Colaninno
perderebbe inoltre i consistenti benefici previsti sul costo del lavoro.
Secondo il suo piano, Cai dovrebbe assumere i 12.500 dipendenti di cui avrà
bisogno prendendoli dai lavoratori che Alitalia
metterà in cassa integrazione e mobilità. Cai godrà così delle norme che
prevedono un abbattimento dei contributi per chi assume lavoratori in cig e un
bonus pari al 50% dell'indennità di mobilità per chi prende da quest'ultimo
bacino i lavoratori. Agevolazioni che in tutto, secondo stime ministeriali, valgono
150-200 milioni. Non solo. Se Bruxelles non dovesse riconoscere la
discontinuità tra Alitalia e Cai, quest'ultima
dovrebbe farsi carico anche dei debiti e rispondere del prestito ponte di 300
milioni concesso dal governo. Insomma, l'operazione rischierebbe di saltare. Ma
il governo è fiducioso. Con l'accordo sindacale si è partiti col piede giusto,
spiegano. C'è un nuovo contratto unico, che nulla ha a che fare con i
precedenti. La nuova Alitalia sarà un'azienda più
piccola della vecchia e anche questo depone a favore della discontinuità.
Quanto alla trasparenza, il governo è convinto che ci sia stata. Ma sia su
questo sia sulla vendita degli asset a prezzi di mercato l'istruttoria di
Bruxelles promette di essere severa. Enrico Marro GUARDA le vignette su Alitalia di Siviglia e Pecorari su www.corriere.it Assemblea
Ieri a Fiumicino.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-29 num: - pag: 13 autore: di
RENATO MANNHEIMER categoria: REDAZIONALE L'Osservatorio Dal maggio 2007
l'indice crolla dal 43 al 24%. La compagnia aerea tra le cause Sindacati, in un
anno la popolarità cala del 19% I l caso Alitalia sembra avviarsi a una
soluzione, con l'accordo tra tutte le parti in causa. Ma esso lascia rilevanti
strascichi nell'opinione pubblica. Infatti, la popolarità degli attori coinvolti
(Cai, governo, opposizione, sindacati, piloti e assistenti di volo) ha subito
significative ripercussioni a seguito dell'intera questione, sia pure in
maniera difforme (rilevazione precedente alla firma dell'intesa con Cai). Da un
verso, sia il governo sia l'opposizione hanno visto incrementare il favore da
parte dei loro rispettivi sostenitori: l'elettorato di centrodestra tende a
sottolineare i meriti dell'esecutivo, mentre all'interno di quello di
centrosinistra è diffusa l'opinione che il buon esisto sia dipeso soprattutto
dall'intervento - considerato decisivo - di Veltroni. Dall'altro verso, tutti -
o quasi - i restanti protagonisti affrontano invece un pesante danno di
immagine. In particolare, l'opinione pubblica ha valutato molto negativamente il
comportamento di piloti e assistenti di volo: quasi due italiani su tre
giudicano "pessima" la condotta tenuta da queste categorie. Ma anche
i sindacati confederali hanno finito col patire una erosione di popolarità.
Proprio le confederazioni maggiori - dato il loro ruolo e la loro centralità
nel sistema politico- economico italiano - sembrano sopportare i danni più
elevati in termini di reputazione. In realtà, non solo a seguito della vicenda Alitalia: il trend di diminuzione della stima dei cittadini
per il sindacato è infatti in corso ormai da diversi mesi. Grossomodo un anno
fa, il 43% dei cittadini esprimeva "molta" o "moltissima"
fiducia nel sindacato. Nell'aprile scorso, questa percentuale si era contratta
al 31%. Ancora, a luglio, la fiducia era espressa dal 27%. Oggi il valore ha
subito una ulteriore flessione, sino ad attestarsi al 24%, ciò significa che
più di tre italiani su quattro dichiarano di non fidarsi del sindacato. La
logica delle cifre suggerisce come questo atteggiamento critico sia presente
anche in misura notevole tra chi si colloca a sinistra o nel centrosinistra: il
64% degli elettori di quest'area manifesta disapprovazione verso il sindacato.
Naturalmente, il progressivo indebolimento del consenso per le confederazioni
va ricondotto a svariati fenomeni di lungo periodo, di carattere sia sociale
(ad esempio l'erosione quantitativa delle grandi fabbriche) sia politico (ad
esempio la diminuita valenza dell'identità operaia e la difficoltà del
sindacato ad assumere funzioni di rappresentanza delle nuove identità sociali e
lavorative, specie tra i giovani). Insomma. la vicenda Alitalia
non ha che contribuito ad accrescere la perdurante crisi di fiducia che il
sindacato sta traversando.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-29 num: - pag: 24 autore: di MARIAPIA
GARAVAGLIA categoria: REDAZIONALE DOPO PANEBIANCO Scuola, il Pd e
l'"operazione nostalgia" del governo C aro Direttore, l'editoriale di
Angelo Panebianco sul Corriere di ieri dedicato alla scuola e al Pd colpisce
per la risoluta certezza delle tesi esposte. L'editorialista non ha dubbio
alcuno: negli ultimi mesi, il centrodestra, grazie all'azione del ministro
Gelmini, ha messo a punto un'efficace riforma della scuola, di cui tutti si
sono accorti, tranne quegli esponenti del Pd eternamente votati all'antimodernità
e schiavi dei sindacati. Fa invidia avere idee così chiare su un argomento
tanto complesso. Personalmente, mi occupo di scuola da decenni, avendo iniziato
la mia carriera come insegnante, e mai, sottolineo mai, pur conoscendo
l'istituzione scolastica dal di dentro, sono riuscita a trarre conclusioni così
perentorie, come quelle esposte nell'articolo. Ma questa è una questione di
sensibilità individuale. Nell'editoriale c'è molto di più. Proverò dunque a
muovere alcuni rilievi "tecnici". Tralascio la questione della
"sudditanza " al sindacato, limitandomi a dire
che, sulla scuola come per il caso Alitalia, il Pd si muove tentando di esprimere una sua visione di
società. Ci interroghiamo cioè su come dovrebbe essere, secondo noi, il sistema
scolastico nel nostro Paese o su quali siano gli interessi nazionali in gioco
nella vicenda della compagnia di bandiera. I sindacati esprimono invece
gli interessi dei lavoratori. Mi sembra che la differenza di posizione e di
ruolo sia chiara ed evidente. Venendo al punto centrale dell'articolo, la
questione del maestro unico, assurta a cartina di tornasole della tesi
sostenuta, vorrei per prima cosa far notare che tale riforma è stata decisa e
discussa in tante sedi, tranne in quella appropriata, cioè in Parlamento. Il
ministro dell'Istruzione, fra grembiuli e voti in condotta, nelle sue tante
interviste rilasciate nel corso del-l'estate, ha parlato anche di questo,
innestando un'operazione "nostalgia" che ha dello stupefacente.
Ricordo anche io con piacere la mia maestra "unica" e le sarò sempre
grata. Detto questo, l'Italia in cui sono cresciuta è un po' diversa da quella
attuale. Dal bianco e nero, la società è ora a colori, tanti e variegati, da
internet all'i- phone. Con tutta la buona volontà, non invidio coloro che
quotidianamente devono spiegare una realtà molto più complessa ai bambini di
oggi, rispetto a quella in cui mi sono formata. Mi sembra discutibile
confondere il buon tempo che fu con la validità di una scelta pedagogico-
didattica. Nell'articolo si afferma anche che la riforma del 1990 che
introdusse più docenti nelle classi elementari fu una mera operazione
"consociativa". Ma lo sa chi ha scritto l'editoriale che la riforma
del '71 aveva già introdotto due maestri per il tempo pieno? Che il tempo
pieno, quella cosa che, al di là di ogni considerazione pedagogica, consente a
molte famiglie con mamme che lavorano di tenere i figli fino alle 16.30 a
scuola, ha avuto impulso e sviluppo proprio grazie alla legge del '90? E infine
vorrei ricordare che la pluralità degli insegnanti significa tre su due classi.
Certo, a chi si presenta al Paese facendo annunci e slogan, riempiendo le frasi
di parole come "merito" e "valutazione", si è tentati di
dare ragione. Peccato che per noi del Pd, la parola merito abbia anche un altro
significato, oltre a quello sacrosanto riferito alla meritocrazia. Noi vorremmo
poter entrare "nel merito", per discutere in Parlamento di politica
scolastica e di progetto educativo. Il governo ha risposto con un decreto
taglia spesa che toglie alla scuola quasi 8 miliardi di euro. Dopodiché, si
possono fare tanti discorsi e sostenere che con questi tagli si migliora la
scuola, non si compromette il tempo pieno, si aumentano gli stipendi dei
docenti (?). Tuttavia bisogna essere cauti per non confondere una manovra
economica con la riforma della scuola. Tra l'altro, mi rimane incomprensibile
perché si parta dalla "riforma" della scuola elementare che, nelle
classifiche internazionali, figura ai primi posti. Attendo i commentatori alla prova
della "riforma" degli altri ordini e gradi della scuola. ministro
ombra dell'Istruzione Come all'epoca sapevamo tutti (con la sola eccezione
della Senatrice Garavaglia), la riforma delle elementari del 1990 venne fatta
per fini occupazionali sotto la pressione dei sindacati. Oggi il problema è
semplice. Il Pd intende elaborare una propria autonoma posizione sulla scuola
oppure vuole continuare ad essere il braccio politico della Cgil, il difensore
dei poteri di veto e di cogestione di un sindacato che è a pieno titolo
corresponsabile del declino della scuola pubblica? Angelo Panebianco.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-29 num: - pag: 24 categoria:
REDAZIONALE Il forum di oggi Genitori e figli di Fulvio Scaparro Privatizzare i
profitti e socializzare le perdite C'è chi sostiene che la proposta di creare
una new company e una bad company per risolvere i problemi dell'Alitalia privatizzando i profitti e
socializzando le perdite sia stata ispirata dalle vicende della scuola italiana
da tempo avviata verso la distinzione tra new school e bad school. Gli
ottimisti contano sulla stessa vigilanza che l'Unione Europea ha annunciato
sulla regolarità delle vicende della nostra compagnia di bandiera.
forum.corriere.it/genitori-e-figli/.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-29 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Crisi Alitalia L'intesa sulla Cai esclude
il servizio a domicilio "Stop navette per piloti" Coop di autisti sul
lastrico Senza paga da due mesi 200 conducenti L'azienda ha bloccato le fatture
per CoopSar e Urbe2000. Il prelievo a casa di piloti e assistenti di volo costa
7 milioni l'anno L'Alitalia sopravvive, ma sparisce il
prelievo sotto casa per piloti e hostess. Durante le trattative a Palazzo Chigi
la Cai del presidente Colaninno si è dimostrata irremovibile: "Il
personale di volo andrà a Fiumicino con l'auto propria. E non più con il
pullmino ". Una risolutezza che ha però catapultato la preoccupazione per
il futuro sugli autisti dei comandanti, quelli che ogni giorno vanno a
prenderli a domicilio per condurli allo scalo in tempo per il decollo. Da due
mesi sono tutti senza busta paga. In totale duecento conducenti travolti per
primi dalla crisi dell'indotto. Le due cooperative per cui stanno al volante,
CoopSar e Urbe2000, hanno visto bloccate le fatture dall'Alitalia.
Che ha fermato i pagamenti anche per altri fornitori, con molte ditte che da
fine agosto hanno fatto ricorso a licenziamenti e cassa integrazione. Per gli
autisti si profila un rischio paradossale: restare disoccupati dopo la firma
che ha salvato la compagnia e i loro datori di lavoro. Il trasporto
"h24" da casa al Leonardo da Vinci è uno dei privilegi di piloti e
steward che più ha lasciato perplessa l'opinione pubblica in questi giorni di
febbrili consultazioni. Dall'Appio a Fregene, un pullmino passa a prelevare
comandanti e hostess per mollarli al varco equipaggi dell'aeroporto. Qui,
proprio all'imbocco del piazzale che van e berline dai vetri oscurati
percorrono passando sotto la torre di controllo, c'è il dazebao di protesta
affisso dai lavoratori. Tra gli sfoghi, appare pure quello di un dipendente
della CoopSar: "Noi, autisti dei piloti, da due mesi senza stipendio e non
importa niente a nessuno ". Il prelievo, che serve per
assicurare la puntualità delle partenze, costa all'Alitalia circa sette milioni di euro all'anno che il personale viaggiante
rimborsa con una trattenuta in busta paga di 30 euro mensili. Il resto lo mette
l'Alitalia. Cifre di cui
Colaninno, che vuol portare i conti in pareggio, non vuole più sentir parlare.
Ma piloti e steward considerano essenziale il servizio. "A Fiumicino non
c'è parcheggio. E' impossibile garantire il rispetto degli orari se si corre
l'assurdo rischio di non trovare posto per l'auto" allarga le braccia il
portavoce Anpac Nelson Parreira sicuro che ci sia "lo spazio per trattare
ancora, in vista della firma del contratto di lavoro ". La fattura
bloccata alla CoopSar è di 900 mila euro: "In pratica due mensilità"
conteggia piuttosto angosciato Giulio Menghini, il presidente della cooperativa
che, oltre a comandanti e hostess, ha come clienti, grazie a un accordo con la
Camera dei Deputati, anche i parlamentari. L'autista non nasconde la
preoccupazione per il futuro: "La nostra è una cooperativa nata e
cresciuta in funzione di Alitalia. Assurdo smettere
adesso che la compagnia è nuovamente pronta per decollare ". Alessandro
Fulloni Privilegio Un pulmino per il trasporto-piloti.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-29 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Bilancio In consiglio comunale arriva il documento del sindaco:
"Parte la fase dello sviluppo" "Piano serio, il governo ci aiuti"
Alemanno oggi illustra le misure antideficit. Il Pd va all'attacco I
consiglieri veltroniani accusano: perché non chiede all'esecutivo anche i 5
miliardi che toccano alla Regione di Marrazzo? I conti non tornano, Alemanno
chiede aiuto al governo e Pd e Pdl si scontrano in una polemica che dura da
mesi e proprio non accenna a placarsi: "Pronti ad abbandonare l'aula -
dice il consigliere del Pd Paolo Masini - perché siamo stanchi di Alemanno che
invece di aiutare la città, come ha dimostrato il caso Alitalia, si occupa di queste mosse
propagandistiche". Alemanno oggi sarà in aula per presentare il piano di
rientro - abbondantemente anticipato tre giorni fa dal Sole 24 ore - e ieri ha
ribadito che "è un piano molto impegnativo, molto serio e richiede l'aiuto
del governo per poter essere risolto". E però in molti, a sinistra,
gli rimproverano di non aver chiesto "l'aiuto del governo" per i 5
miliardi attesi dalla Regione come trasferimenti ordinari: anche perché
"una parte di quei soldi sono destinati a Roma", dice Masini. In ogni
caso, Alemanno ha aggiunto che si tratta di "recuperare il debito
accumulato dalle precedenti gestioni". Ecco, è questo che il Pd non
tollera: per oggi alle dieci l'ex sindaco Walter Veltroni ha convocato l'ex
assessore Marco Causi e i consiglieri comunali che si occupano di bilancio.
Soprattutto, faranno notare "che Alemanno parla di 8,6 miliardo di buco: e
però 6,8 è l'ammortamento del debito del Campidoglio che dura ancora per una
quarantina d'anni. Dopo le prossime elezioni - sorride Masini - il nuovo
sindaco si lamenterà di quei 6,8 di debito? Li attribuirà alla cattiva gestione
di Alemanno?". Rimangono 1,8 miliardi: "Rimane 1,8 perché Alemanno a
quanto pare ha finalmente capito che non poteva aggiungere anche le linee della
metropolitana... e 1,8 è una cifra fisiologica per un comune come il nostro. E
poi ci sono 3,2 miliardi di attivo: di quelli Alemanno non parla mai... Come
ripeto, siamo di fronte all'ennesima iniziativa propagandistica: per questo,
prima che comincerà, sarò pronto a lasciare l'aula". Il sindaco, però, non
si scompone: "Cominceremo a tracciare - ha annunciato ieri Alemanno - le
linee dello sviluppo, quindi un momento di svolta che rappresenta la fine della
gestione commissariale del comune di Roma. Partirà così una fase centrata sul
risanamento e sullo sviluppo ". Tra i consiglieri, la polemica s'infiamma:
i consiglieri comunali Marroni e Ferrari (Pd) si lamentano perché "il
piano anticipato al Sole 24 ore dimostra l'assoluta mancanza di rispetto di
Alemanno per il Consiglio comunale". Risponde loro il presidente della
commissione Bilancio, Federico Guidi: "Spiace constatare che così esperti
consiglieri comunali, come Ferrari e Marroni, non conoscano le differenze
derivanti dalle attività di un Commissario di governo da quelle di un sindaco e
con esse le differenze di un piano di rientro da un'attività ordinaria di
Consiglio. Il grande rispetto che il sindaco Alemanno nutre per il consiglio
comunale è alla base della sua decisione di illustrare all'aula, prima di
portarlo a Palazzo Chigi, non solo il piano di rientro dal deficit ma anche le
linee di sviluppo. Consigliamo dunque all'opposizione di evitare simili
polemiche strumentali dal momento che, ora come mai, è necessario archiviare il
passato non ripetendo gli errori che hanno causato questo grave squilibrio
finanziario e soprattutto impostare per la prima volta una vera politca di
programmazione capace di far decollare Roma". Ricapitolando: il piano
serve a ripianare gli 8,6 miliardi di euro accumulati in Campidoglio fino al 28
aprile scorso, tra passività pregresse per un disavanzo di 1,8 miliardi e un
debito con ammortamento pari a 6,9 miliardi. In contemporanea partirà un piano
di sviluppo per Roma che prevede risparmi: controllate di primo e secondo grado
ridotte del 50 per cento (tranne Acea), accorpamento di Atac e Met.ro, tagli
delle spese, lotta all'evasione fiscale. "Non sono previsti licenziamenti
tra i dipendenti comunali spiega Alemanno - ma sarà rallentato il turn over per
ridurre il personale e sarà avviato un negoziato con i sindacati per rivedere
il piano delle assunzioni". Alessandro Capponi.
( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data:
2008-09-29 num: - pag: 25 categoria: BREVI ALITALIA La statalizzazione Caro
Romano, i suoi argomenti a favore di una compagnia di bandiera sono
condivisibili. Ma se l'interesse nazionale domina sulla logica del profitto
perché privatizzare il servizio? Non sarebbe meglio una compagnia di proprietà
dello Stato? Natalino Brivio natalino.brivio@fastwebnet.it Perché negli
ultimi due decenni i governi si sono dimostrati incapaci di assicurare agli
amministratori di Alitalia i poteri necessari per una
gestione aziendale della compagnia. SENATO La riforma Caro Romano, tra le
riforme costituzionali del nostro Paese quella del superamento del
bicameralismo perfetto ha senz'altro una posizione preminente. Due camere con
le stesse funzioni e uguali poteri finiscono per appesantire e rendere
difficoltoso il processo legislativo. Su questo mi sembra che ormai vi sia
larga concordanza tra tutte le forze politiche. Sulla soluzione del problema il
dibattito è invece ancora aperto, almeno per quanto attiene alle funzioni del
nuovo Senato, posto che il potere legislativo dovrebbe restare in esclusiva
alla Camera dei deputati. Mi chiedo se, intervenendo in materia, sia proprio
necessario mantenere il bicameralismo, in considerazione anche della realtà
nuova, rispetto al periodo costituente, dell'integrazione dell'Italia
nell'Unione Europea. Peraltro si parla tanto di contenimento della spesa
pubblica. L'abolizione della seconda camera, senza dover necessariamente
pensare ad attribuirle nuove funzioni, non sarebbe anche una significativa
opportunità di risparmio per le finanze statali? Brunello Passaponti, Pisa In
uno Stato federale il Senato può diventare una Camera delle Regioni e svolgere
una funzione importante. Ma questo mutamento richiede pur sempre una
considerevole diminuzione del numero dei membri. è questa probabilmente una
delle ragioni per cui la riforma, pur essendo condivisa da esponenti della
destra e della sinistra, è così difficile da fare. DIPLOMI SCOLASTICI Maggiore
serietà Ritengo sia urgente restituire valore e serietà ai diplomi di maturità,
che potrebbero così sostituire molte delle attuali lauree brevi, spesso
inconsistenti. Ritardare l'ingresso nel lavoro e creare false aspettative
attraverso una liceizzazione dell'Università rappresenta un danno sociale.
L'indipendenza economica viene raggiunta in età troppo avanzata e le
conseguenze demografiche sono, come tutti sanno, disastrose. Prima delle
scellerate riforme sessantottine, quando la scuola era più seria e selettiva,
bastavano quattro anni di scuola magistrale per formare un buon maestro, che
sapeva pure di latino. Ora non bastano una laurea e una specialità per
insegnare la grammatica o saper scrivere in italiano. Omar Valentini, Salò (Bs)
ENTI CREDITIZI La vigilanza I politici Usa stanno litigando per approvare un
urgentissimo e indispensabile piano finanziario da 700 miliardi di dollari, per
tamponare la crisi in atto e scongiurare ripercussioni a catena su altri
comparti produttivi americani. Il Fondo monetario internazionale, intanto, ha
richiesto la predisposizione di piani di emergenza per la zona euro esortando
l'Europa a modernizzare la propria vigilanza bancaria. Il tutto con costi
esorbitanti per le nostre banche centrali. è paradossale che oggi si ricerchi
una modernizzazione della vigilanza e che nessuno chiami in causa gli organi
preposti, predisposti e pagati per svolgere esclusivamente azioni di verifica
preventiva su enti creditizi e finanziari. Nessuno dei sorveglianti ha pagato
per l'"omessa vigilanza", rimanendo ancora oggi ben incollati alle
comode poltrone dirigenziali, aspettando, che una nuova crisi etica generi la
prossima crisi economica. Andrea Sillioni Bolsena (Vt) ALCOL E DROGHE Calcolo
dei danni Si parla molto e assai giustamente di morti sul lavoro, di morti per
violenze domestiche e altre tristissime vicende ma esiste un calcolo delle
morti causate da persone in stato di alterazione da alcol o stupefacenti? E dei
costi anche economici che ciò comporta? Claudio Sacchi claudiosacchi@
mobileemail.vodafone.it NEL NOSTRO PAESE La mania del gioco Mi sono accorto che
ogni giorno, a tutte le ore, ci sono tantissime persone di ogni età, estrazione
sociale e reddito che giocano fior di quattrini al Lotto, gratta e vinci e
superenalotto. Basta entrare in una qualsiasi tabaccheria, edicola di giornali
e ipermercato per rabbrividire nel vedere tanti italiani che regalano allo
Stato tanti milioni di euro e poi si lamentano che non arrivano alla quarta
settimana del mese. Nessuno ne parla, tutto tace. Ma il numero dei depressi e
di coloro con problemi economici seri nel nostro Paese aumenta a dismisura.
Eupremio Guadalupi eupremioguada@inwind.it ANZIANI Vittime di furti Rubare è
sempre indegno, ma truffare gli anziani è proprio orribile. Solo nella città di
Bologna il numero delle frodi ha fatto registrare 100 casi. Le più colpite sono
le donne. I truffatori scelgono le vittime nei supermercati, nei mercati
rionali o nelle zone residenziali. Si appostano. Spiano. Poi scatta il raggiro.
Quasi sempre nelle prime ore del mattino o nel primo pomeriggio. I sistemi sono
noti, ma funzionano ancora: gli impostori si trasformano in tecnici del gas e
dell'Inps o si fanno passare per carabinieri in borghese. Non è mai sufficiente
ripetere di fare molta attenzione. Fabio Sìcari, Bergamo.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ma
i sindacati annunciano un referendum tra i lavoratori Alitalia, firmano anche
le hostess Colaninno: gara per il partner LUCIO CILLIS A PAGINA 24 SEGUE A
PAGINA 24.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Nella residenza sul lago
Maggiore un'altra collezione di piante e arbusti. Telefonate di auguri anche
dagli ex alleati Casini e Follini Brindisi con Veronica e coccole ai nipoti per
i 72 anni Silvio inaugura la nuova villa "Io dittatore? Ma allora farei un
decreto per tenere Alessandro sempre così piccolino..." La battuta a una
coetanea madre di una sua fans: "Noi del '36 siamo una classe
superiore" RODOLFO SALA DAL NOSTRO INVIATO LESA - Via da tutto. Nel giorno
del suo settantaduesimo compleanno, Silvio Berlusconi sceglie la calma
familiare nell'ultima dimora scovata in riva al lago Maggiore. A Villa Campari
(già Villa Correnti) ci sono quasi tutti: Veronica, i figli Marina, Piersilvio,
Luigi e Barbara, la pletora di nipotini, con l'ultimo nato, Alessando di dieci
mesi, che fa impazzire Silvio. Il nonno se lo mangia con gli occhi:
"Veltroni dice che sono un dittatore, se lo fossi davvero farei subito un
decreto per tenerlo sempre così, piccolino e adorabile". Il Cavaliere,
girocollo e pantaloni blu, arriva in elicottero poco dopo mezzogiorno, qualcuno
ha scritto "Auguri Silvio" sul muro della casa a fianco, altri su una
barca che passa lì sotto. Il primo a farglieli, per telefono, è stato Fini, ma
pure dall'opposizione hanno chiamato: Casini e Follini. Viene a porgerli di
persona il sindaco di Lesa, Roberto Grignoli (lista civica di centrodestra).
Sala apparecchiata per 14, e fiori dappertutto. "Guardi che splendore,
questa casa l'hanno venduta solo perché a comprarla ero io". Poi la visita
guidata in giardino, con "52 tipi di piante e arbusti", statue
incastonate nelle siepi, piscina, tennis, reparto benessere ed eliporto.
Veronica, completo marron e aria pallida, prende un aperitivo sul terrazzo,
tiene a bada i due figli di Marina e tesse le lodi della location: "Questo
posto dà un grande senso di pace, se qualcuno trova triste il lago in questa
stagione è solo perché ha l'umore un po' basso". L'umore del premier oggi
sembra alle stelle. E non solo per il derby vinto dal Milan. Alitalia - lui ne è certo - risorgerà "grazie a me, e pensare che mi
prendevano in giro quando parlava di cordata italiana", l'Ici abbassata
"e adesso penseremo alle altre tasse", il carovita che sarà aggredito
"perché sto mettendo a punto un accordo con grande distribuzione e
commercianti", il federalismo fiscale che "riequilibrerà il divario
tra Nord e Sud". Insomma, bisogna stare tranquilli e sereni, come
lo è lui oggi. E dare l'esempio agli italiani sempre in giro per il mondo a cui
possono capitare guai: "La liberazione dei nostri ostaggi è un grande sollievo,
ma le vacanze meglio farle in Italia, anche per questo ho preso casa qui sul
lago Maggiore: si sta bene e si risparmia". In giardino servono champagne
e stuzzichini, Alessandro chiama il nonno, "una parola che ha imparato
prima di dire mamma e papà", Piersilvio scruta il lago e il cameriere
porta un telefono. E' Gianni Letta, Berlusconi tenta di mettere in viva voce,
ma non ci riesce: " E dove l'avete comprato ?sto coso, da una coop
rossa?". "Anche le assistenti di volo - dice il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio - ti fanno gli auguri: hanno appena firmato l'accordo
con Cai". E' a quel punto che Berlusconi attacca Veltroni: "Epifani
voleva firmare, lui glielo ha impedito, e D'Alema gli ha dato del matto. Poi ha
visto che l'85% degli italiani era per l'accordo, e allora ha ordinato il
contrordine al leader Cgil". Non c'è niente da fare: "Io Walter lo
conosco da tanto, neppure in campagna elettorale ho creduto che volesse davvero
inaugurare una nuova stagione di dialogo". Dopo la festa, l'incontro con
alcuni sostenitori in attesa da ore davanti alla villa. Il premier ha anche
accettato di parlare al telefono con la mamma di una signora del gruppo dei
fans, pure lei nata il 29 settembre . "Va anche lei a ballare
stasera?" ha scherzato. "Noi del ?36 siamo una classe superiore,
altro che i giovani d'oggi".
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cultura Democrazia
Armonia Noi italiani, figli di padri lenti che non viaggiavano ma emigravano
sul transatlantico, nel 1947 scoprimmo il volo di linea
Almeno nel nome , Alitalia
siamo stati davvero imbattibili. E infatti tutti dicono che le sole ali che
fanno volare l'Italia sono quelle della fantasia La tempesta nei cieli che ha
diviso l'Italia Una compagnia aerea in crisi e un paese coinvolto in un
dibattito infinito. è la potenza di un marchio ma anche del mito del
volo, come ci insegna la sua lunga storia FRANCESCO MERLO Per noi italiani che
non siamo nati in mezzo alle autostrade e agli spazi aperti, e che la libertà e
il progresso li abbiamo scoperti a poco a poco, Alitalia
non era solo il nome di una compagnia aerea ma il sinonimo del verbo volare.
C'è dunque il fallimento di una fantasia nella bruttissima parola Cai, molto
peggio di una turbolenza nella memoria di quegli italiani che, nati nella
seconda metà del secolo scorso, scoprimmo con il volo di linea (1947)
l'ascensione laica, quello stare sì con la testa in aria ma non più come il
filosofo che finiva con l'inciampare e col cadere per terra, su quella dura
terra della quale non riusciva a liberarsi. E invece noi, con settemila lire di
biglietto, compravamo la trascendenza secolarizzata e il movimento verticale,
quello che negli ascensori e nei grattacieli diventava lievitare a vista, noi
che eravamo figli di padri lenti e dolenti che non viaggiavano ma emigravano
sul transatlantico della speranza oceanica, noi che eravamo nipoti di nonni che
si muovevano solo per le guerre di fanteria o a fatica si trascinavano con le
masserizie dalla campagna alla città. E all'improvviso volavamo, non solo
fisicamente ma anche socialmente. Cominciammo infatti a volare tutti, come
prima facevano solo i capi di Stato e i grandi attori, tutti come i ricchi e
come le belle donne, più in alto delle classi e delle resistenze dei nobili,
degli agrari, dei vecchi padroni e dei nuovi padroncini. Il volo ci diede la
mobilità fisica e mentale. Volare fu per noi un esercizio di democrazia, la
possibilità di alzarci e di rialzarci; la sfida, non solo tecnica, di dare
consistenza all'inconsistenza. E non pensiate che sia retorica: c'è un nesso
storico tra i voli di linea e i voli pindarici, come ce n'è un altro tra
l'accorciamento delle distanze e i pensieri non ideologicamente corretti e,
ancora, tra le trasgressioni linguistiche o concettuali e l'universo stipato
nel bagaglio a mano. Così oggi, anche per noi, volare non è più l'azzardo
punito dalla cultura classica che mostrificava il portento con le ali, come la
Fama nel quarto libro dell'Eneide: "è un mostro orribile, immenso, rapido
d'ali e di piedi, / coperto di penne... la notte vola a metà tra cielo e terra
stridendo nell'ombra". Volare è, al contrario, la prova che persino
quell'irresponsabile di Icaro avrebbe potuto farcela perché tutti abbiamo
diritto a mettere le ali, non solo Gabriele d'Annunzio o il Barone rosso o il
trasvolatore Lindbergh... Volare è la blue hour della democrazia, l'ora del rompete
le righe, è l'accesso alla luce che incanta i fotografi e i pittori, e non solo
quelli della velleitaria aeropittura futurista (1929). La blue hour è la luce
che forse ha ispirato Dio ma anche Robespierre, se è vero che la Rivoluzione
francese deve qualcosa alla mongolfiera che, inventata e realizzata nel
castello della Muette nel 1783, abituò i parigini a vedere le cose dall'alto e
a rovesciare la prospettiva. Insomma l'Alitalia fu per
noi la scoperta del cielo, dello slancio vitale di Bergson, del tic di Freud e
dell'uguaglianza di Marx, dell'ascensione nel blu dipinto di blu passando per
la mezz'aria dove, all'andata e al ritorno, l'aereo balla, beccheggia e rolla
perché entra in contatto con gli gnomi e con le fate d'aria, le silfidi che
Italo Calvino descriveva "piccole di statura, con corpi di natura analoga
a quella di una nube condensata o d'aria coagulata", aggiungendo però che
"solo chi è dotato di una seconda vista li può percepire e sempre per
brevi istanti perché appaiono e scompaiono a mezz'aria". Poi finalmente si
vola nel blu, che è il colore del Novecento ed è la storia di un rovesciamento,
è il sottosopra storico, è il cielo che ha ormai preso il posto della terra, è
appunto il volo come enfatizzazione dei valori sociali, morali, artistici e
religiosi. Negli anni Settanta la Savelli, la casa editrice specializzata in
opuscoleria rivoluzionaria, denunziò in un libro di qualche successo, Il potere
aereo, "la natura capitalistica del cielo e del sistema multinazionale
imperialistico dello spazio", con un capitolo sull'Italia sottotitolato
così: "Dall'ala littoria all'ala democristiana". Anche quelle
dottissime ubriacature moleste potenziarono la nefasta filosofia della strada,
la famosa (sotto) cultura on the road. Al contrario l'Italia era ancora malata
di arretratezza e di sottosviluppo proprio perché non aveva creduto nel cielo
(e nel mare) ed era rimasta miseramente piantata con i piedi per terra. E basti
pensare all'opposizione che per decenni i generali dell'esercito italiano, in
parte ottusi ma in parte sinceramente smarriti, avevano fatto a quella
"diavoleria" della portaerei, la cui assenza ovviamente ci mise nei
guai durante la Seconda guerra mondiale, proprio come spesso nella Nazionale di
calcio ancora oggi ci mette nei guai l'assenza dei bombardieri di picchiata e
dei trasvolatori di testa. Tra quei generali italiani c'erano Caviglia e Valori
e "l'olimpico Badoglio" il quale sentenziava che la guerra la
facevano "l'om, il mul, il fusil e il canun". Dunque solo nel
dopoguerra il volo trasforma l'epoca on the road nell'epoca in the sky e segna,
anche che per noi italiani, il trionfo definitivo di quel blu che i greci
neppure vedevano e che i romani odiavano perché era il colore dei barbari, dei
guerrieri celtici e germanici e delle orge delle donne bretoni, al punto che
persino gli occhi blu erano, per Plinio, un difetto fisico ben peggiore della
zoppia. E invece nel blu del volo ci sono il cristianesimo e la rivoluzione
americana, il soldato blu e il dolce naufragare. E c'è la malinconia degli
inglesi (feeling blue), il sentirsi ubriaco dei tedeschi (blau sein), la paura
dei francesi (la peur bleu), e il blues, che è il canto al cielo dei neri
americani. E ancora c'è l'identità di mare e cielo: il volo come fecondità, il
volo come madre. Gli anni in cui noi italiani prendemmo il volo hanno il colore
blu dell'Infinito che - attenzione! - è anche il colore dei jeans. Volare
infatti è libertà, internazionalità, trasparenza e anche calcolo e altissima
tecnologia. è la magia regolata dalla ragione e per la ragione, un concentrato
di informazioni che prevedono e correggono l'errore. Volare è l'Occidente nei
suoi valori più alti: la libertà dicevamo, che è innanzitutto libertà di
movimento, e poi la velocità, la bellezza, la verticalità, ma anche lo spirito
che si solleva sulle ali della fede. E noi che non siamo come i ministri
Gelmini e Brunetta i quali amano i libri purché siano contabili, siamo felici
di ammettere che almeno nel nome - Alitalia - siamo
stati davvero imbattibili. Nulla a che fare con Air France o Swissair che
rimandano non al volo, ma all'aria e dunque al soffocamento e alle vie
respiratorie (British Airways) e perciò potrebbero anche essere fabbriche di
bombole per ossigeno. Solo le ali danno certezza al volo, e noi le abbiamo
messe persino ai porci. E infatti tutti dicono che le sole ali che fanno volare
l'Italia sono quelle della fantasia e forse qualche volta ci sono stata
accollate come debolezza, come prova di arretratezza e persino di amoralità, ma
sicuramente sempre come specificità, come segno di identità nazionale. Ma
ovviamente anche per volare di fantasia ci vogliono un'ala destra e un'ala
sinistra: Gigi Meroni e Gigi Riva. Il primo volava come una farfalla (rileggete
il libro che i suoi colleghi sociologi invidiano a Nando Dalla Chiesa) e il
secondo volava come un bombardiere, rombo di tuono. Così vola la fantasia: o
con la leggerezza e l'armonia della farfalla o con la forza e il ritmo della
tempesta. Ebbene, sicuramente nella parola Alitalia
c'era più armonia che ritmo, più leggerezza che forza, più vocali che
consonanti e dunque più polpa che struttura ossea se è vero, come diceva
Junger, che alle vocali va attribuito un carattere femminile e alle consonanti
un carattere maschile. Forse dunque la sola maniera di salvare l'Alitalia sarebbe quella di seppellirla su una nuvola. Forse
bisognerebbe mettere le ali a un altro nome per conservare la memoria di quel
nome e di quel nostro volo che fu il volo di una vocale aperta (a) che planava
su una consonante liquida (l), poi risaliva più in alto della dentale (t) e
infine atterrava su un'altra liquida (l).
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cultura Frequent
flyer Non resta che perdersi in questa specie di autogrill che è diventato il
duty free, in questo mall che è il terminal, poi la linea sposterà il gate di
partenza, annuncerà un ritardo... Come è cambiato lo spazio analizzato da Augé
SE L'AEROPORTO ORA è UN LUOGO GABRIELE ROMAGNOLI Il punto non è partire, né
arrivare, ma volare. Quando l'aereo stacca l'ombra da terra, le hostess
smettono di fornire istruzioni per una salvezza quanto meno improbabile, il
pilota non ha niente da aggiungere, le luci si abbassano, a quel punto, ancora
e sempre, vale la pena di essere lì. Perché volare mette la vita tra parentesi,
dissolve l'identità (passeggero 2A, e amen), rende tutti gloriosamente precari,
sospinge verso un raggiungibile altrove celeste. Prima e dopo, viene la
tentazione di stracciare il passaporto. Il prima è fatto di fastidi e
lungaggini aeroportuali. Lontano appare il tempo in cui Marc Augè definiva
l'aeroporto un "non luogo". Si è appesantito, incarnato, affollato.
Non è più uno spazio di passaggio, ma una sede. Bisogna arrivarci prima,
affrontare pratiche più complesse. Il biglietto elettronico ha la suprema
utilità di evitare il trasporto di un oggetto del peso di pochi grammi (spesso
annullata dal consiglio di portare con sé la ricevuta fornita dall'agenzia o
del vettore). Il check in via Internet è limitato da confini così stretti da
renderlo quasi impossibile. Quello alle macchinette nella sala del terminal
ispira una tale diffidenza che nessuno si avvicina e le compagnie sono
costrette a dislocare hostess per "aiutare nell'espletamento delle
procedure". Ma se non basta inserire la carta da frequent flyer e ritirare
quella d'imbarco, che semplificazione è mai? Tanto vale andare ai normali banchi
del check in, anche se ne funziona la metà benché la fila occupi mezza hall,
anche se lo sportello dedicato ai possessori di tessere fedeltà concede il
privilegio di procedere più lentamente che in quelli "ordinari".
L'aeroporto ha acquisito la "non levità" di un ufficio postale. Chiunque ci lavori (non solo chi indossa divise Alitalia) ha spento il sorriso e acceso
la valvola dello scontento. Non si sente più coinvolto in un'avventura della
specie (volare, santo cielo, agli umani non era prescritto), piuttosto impiegato
in una funzione fin troppo pubblica. Se lo sportello è una pena, il metal
detector è peggio. Vale l'incertezza del diritto: non c'è aeroporto che
abbia le stesse regole in fatto di cinture e scarpe (tenerle o toglierle?),
personal computer (in borsa? fuori? in vaschetta a parte?), flaconi e
portafogli. Ma gli addetti sono convinti che non sia così perché per loro
quello è l'aeroporto unico e se tu, passeggero, pensi di poterti comportare
come in qualche altro, sbagli e vai corretto senza indugio né cortesia. Ma è
fatta, ora non ti resta che perderti in questa specie di autogrill che è
diventato il duty free, in questo mall che è il terminal (senza neppure il
sollievo di una multisala cinematografica). Se non hai accesso a una delle
lounge per "trasvolatori assidui" ti resta il bivacco tra poltrone
sempre più rade per far posto ai negozi, o il pellegrinaggio dall'una all'altra
delle vetrine uguali a quelle del luogo da cui provieni. Poi la linea aerea
sposterà il gate di partenza, annuncerà un ritardo, se voli low cost rischierai
l'underbooking e partirai otto ore più tardi con un volo che non abbia metà dei
posti vuoti. Molto tempo dopo arriverai a destinazione. Raggiungerai il più
sveltamente possibile l'ufficio immigrazione, ma la fila per non residenti sarà
indicata male e dovrai tornare indietro e accodarti ai trenta che avevi
superato. Arrivato allo sportello scoprirai che a bordo non ti hanno dato tutti
i moduli necessari e dovrai di nuovo arretrare per compilare quello verde,
mentre la tua valigia verrà sbarcata dal nastro riconsegne (non essendo qui
Fiumicino, i tempi del suo arrivo eguagliano i tuoi) e lasciata alla mercé di
chiunque. Se la ritroverai, ti resterà soltanto da uscire e combattere con la
coda dei taxi di qualunque aeroporto del pianeta (tranne Singapore). Quando
infine ti rilasserai sul sedile, raccogliendo energie in vista della
discussione finale sul prezzo della corsa, l'entità della mancia, la maniera di
maneggiare i bagagli, ti chiederai: "Valeva la pena fare tutto questo per
arrivare fin qui?". La risposta sarà sì, perché nella memoria restano ore
senza la congestione degli aeroporti, della città, della vita stessa. Ore senza
lo squillo di un cellulare, l'invio di una e-mail, la sigla di un tg. Lontano
da chiunque, accanto a uno/a sconosciuto/a al quale avrai avuto la decenza di
non rivolgere neppure una parola, manco di saluto. Augè dovrebbe rivalutare
questo: il non-tempo nel non-spazio, sospesi in alta quota a guardare anche tre
film di seguito, a giocare con se stessi a Chi vuol essere milionario? sul
monitor e gioire per aver vinto qualcosa che non c'è. A leggere con le cuffie
in testa, scrivere con la penna sulla carta, dormire con una mascherina
colorata sul volto. A pensare che se anche si precipita, almeno i patti sono
chiari: non se ne esce vivi, sciancati, ustionati. A sognare di non arrivare
mai, perché quello sì (non partire) è un po' morire. Vivere è, invece, volare.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
I - Milano Il premier: passata l'Alitalia, ora ci
mettiamo la testa. Ma Castelli conferma i timori sui tagli per le opere
milanesi Expo, la promessa di Berlusconi "A giorni il decreto".
Penati: no alla Bracco presidente di Soge Il decreto che definisce la
governance dell'Expo dovrebbe finalmente arrivare. Almeno stando alle parole di
Berlusconi che ieri ha detto: "Passata la vicenda Alitalia,
possiamo finalmente metterci la testa. A giorni arriverà il decreto". Con
un Ignazio La Russa, ministro della Difesa, che ha specificato:
"Potrebbero esserci novità già nel primo consiglio dei ministri di ottobre
perché da oggi l'Expo è la priorità del governo". Sui finanziamenti per le
infrastrutture invece interviene Roberto Castelli, sottosegretario alle
Infrastrutture, che conferma il rischio che aleggia sui fondi per Milano:
"Temo i tagli, ma alla fine le opere si faranno". SERVIZI ALLE PAGINE
II E III.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano
ANGELO FOLETTO Sul sito Internet della Scala, al giorno 1 ottobre, per Dame aux
camélias c'è ancora la schermata "prima", e il pulsante
"acquista biglietto". Vallo a spiegare a chi s'era dovuto sottoporre
alla full-immersion Internet per acquistare con anticipo il tagliando online
che l'appuntamento con Lucia Lacarra e Roberto Bolle a questo punto
difficilmente ci sarà? Non tanto chiarire le ragioni
dell'agitazione, cosa che in tempi di questione-Alitalia è già un argomento spinoso, quanto far digerire che la serata
speciale a teatro andrà probabilmente rimpiazzata con la solita poltronata
televisiva o ordinaria uscita in pizzeria. SEGUE A PAGINA IV.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Milano
Il governo rassicura Milano "Ora l'Expo è la nostra priorità"
Berlusconi: a giorni il decreto. A Formigoni un posto in cda Penati contro la
presidenza Soge a Diana Bracco "Rappresenta gli imprenditori, non può
gestire soldi pubblici" TERESA MONESTIROLI RODOLFO
SALA Chiusa la partita Alitalia, ora tocca all'Expo. A garantire tempi rapidi per firma del
decreto che fisserà la squadra di comando dell'Esposizione 2015 è il presidente
del consiglio Silvio Berlusconi che ieri, sul lago Maggiore per festeggiare i
suoi settantadue anni, ha dichiarato: "Passata la vicenda Alitalia, possiamo finalmente metterci
la testa. A giorni arriverà il decreto". E Ignazio La Russa,
ministro della Difesa, specifica: "Potrebbero esserci novità già nel primo
consiglio dei ministri di ottobre, perché da oggi l'Expo è la priorità del
governo". Da mesi Milano aspetta il decreto. Soprattutto il sindaco,
Letizia Moratti, che si è spesa per conquistare la vittoria su Smirne e che per
tutta l'estate ha combattuto una battaglia interna nel centrodestra per la
spartizione delle poltrone. Ora sembra che le pedine siano (quasi) a posto. Il
premier ha confermato che i nomi usciti nei giorni scorsi sono quelli giusti e che
Paolo Glisenti "sarà l'amministratore delegato dentro il consiglio di
amministrazione". Ormai, ha detto, "non è difficile trovare un
accordo". Un po' in ritardo, certo, ma il governo finora ha avuto altro da
fare. "Ci stiamo lavorando - conferma Luigi Casero, sottosegretario
all'Economia - l'Expo è certamente una priorità per Milano, ma non per il
Paese. Prima c'era di risolvere l'emergenza Alitalia".
Per arrivare alla firma conclusiva, tuttavia, c'è stato un altro accordo:
quello tra il sindaco e il presidente della Regione che, dopo settimane di
trattativa, ha ottenuto un suo rappresentante nella Soge. Una decisione
condivisa da Berlusconi: "è giusto che la Moratti, essendo stata
l'artefice della vittoria, abbia la mano migliore. Ma è altrettanto giusto che
Formigoni, che dà il 20 per cento, abbia un posto nel cda". A questo punto
dovrebbe essere solo una questione giorni, poi la macchina potrà mettersi in
moto. Anche se dal centrosinistra piovono ancora critiche. Filippo Penati,
presidente della Provincia, ha denunciato il "grave ritardo" dovuto a
scelte sbagliate "che generano pasticci istituzionali". Lo era
l'amministratore unico prima e lo è ora, secondo Penati, Diana Bracco alla
presidenza della Soge. "Nominarla sarebbe un errore - ha detto - e non per
le sue qualità personali e professionali, ma perché la Soge gestirà 4 miliardi
di soldi pubblici ed è sbagliato che a occuparsene sia il massimo
rappresentante degli interessi degli imprenditori lombardi". Il deputato
del Pd Vinicio Peluffo aggiunge: "L'Expo rischia di diventare il più
grande ingorgo della storia dell'umanità". Berlusconi ieri ha anche dato
qualche anticipazione sulle candidature per le prossime provinciali, escludendo
Laura Ravetto, "brava ma troppo giovane. Dovrà aspettare il prossimo
giro". Per Viviana Beccalossi, invece, ci sono molte chance a Brescia, ma
questo taglierebbe fuori Riccardo De Corato a Milano, anche lui di An. In
Regione, invece, Berlusconi ha speso una parola per il ministro Mariastella
Gelmini, "che sta lavorando molto bene".
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
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Pagina III - Milano Consiglio
comunale Infrastrutture Palazzo Marino Finanziaria Sei mesi di litigi e adesso
mancano i soldi per il metrò La gestione Moratti in corto circuito Il primo
cittadino in aula si vede poco, mai per questioni spinose come derivati o
aeroporti Milano aspetta i fondi per i secondi lotti delle linee 4 e 5 e per la
futura ferrovia tra Rho-Pero e Malpensa Con il siluramento di Tiziana Maiolo la
giunta ha perso il terzo membro in due anni Ai vertici di Fi chiederà se è vero
che in Finanziaria non c'è traccia dei fondi per il 2015 Il 31 marzo la
vittoria di Parigi, poi solo grane: le poltrone saltate in giunta, una macchina
comunale che fa acqua, le polemiche con il governatore e con Roma ROBERTO RHO
(segue dalla prima di Milano) E fotografa con nitidezza la congiuntura
milanese. Sei mesi fa, come oggi, il sindaco festeggiava a Parigi la vittoria
nella corsa con Smirne per l'aggiudicazione dell'Expo. Il punto più alto dei
suoi due anni di governo. Una vittoria fortemente voluta, inseguita da un
continente all'altro, alla quale la Moratti ha sacrificato l'amministrazione
della città e dei suoi guai quotidiani, affidati al vicesindaco Riccardo De
Corato e a una macchina comunale che si è dimostrata assai meno efficiente di
quanto il sindaco sperasse. Dal 31 marzo in avanti, solo grane. Ricapitoliamo.
Con il siluramento di Tiziana Maiolo, assessore alle Attività produttive, la
Moratti ha perso il terzo membro del suo governo in due anni: prima della
Maiolo, se n'era andata l'assessore alla Salute Carla de Albertis ed era stato
malamente cacciato l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. In due casi su tre
la Moratti non ha riassegnato le deleghe. E nel caso della Cultura l'interim
dura da mesi. Non è l'unica anomalia, giacché fa capo al sindaco anche la
delega al Bilancio. I problemi, però, non finiscono in giunta. Il principale
dirigente del comparto Bilancio-Finanze-Partecipate lavora sotto la spada di
Damocle del caso derivati. Se la Moratti si convincesse che nel cuore
dell'amministrazione c'è stata in passato qualche trascuratezza nel doveroso
controllo di quei contratti capestro con le banche internazionali, allora per
la dirigente del settore si aprirebbe una seria prospettiva di trasferimento. è
già stato sostanzialmente rimosso il dirigente responsabile del settore Servizi
informativi, che ha pagato i pasticci nella prima fase di attuazione del
piano-Ecopass. E soprattutto è scoperta la poltrona di numero uno della
macchina comunale, dopo le dimissioni di Giampiero Borghini. Insomma, la
squadra fa acqua da tutte le parti. Il sindaco non dà cenno di curarsene,
concentra su di sé fatiche e responsabilità forse superiori alle forze di una
singola ? per quanto ferrea ? persona e fatica a mascherare la sua genetica
indifferenza per le istituzioni. Le sue presenze in Consiglio comunale si
contano sulle dita di una mano. Tanto sollecita a raccogliere gli applausi
all'indomani della vittoria sull'Expo, la Moratti si nega regolarmente
ogniqualvolta c'è da affrontare una questione spinosa, dagli sciagurati
contratti derivati al futuro degli aeroporti o al rimpasto di giunta. "A
partire da giovedì 16 ottobre il sindaco sarà disponibile a intervenire in
Consiglio comunale su diversi temi di importanza rilevante per la nostra città,
tra cui l'Expo e il caso Alitalia. Prima di quella data il sindaco sarà all'estero", ha
annunciato il 23 settembre scorso il vicesindaco De Corato. Nei 23 giorni che
intercorrono tra l'annuncio di De Corato e la possibile apparizione di donna
Letizia a Palazzo Marino, il tempo per incontrare Forza Italia ? che
reclama per sé la scelta del nuovo assessore alle Attività produttive e forse
anche lo "spacchettamento" della delega al bilancio e la sua
attribuzione a uno dei consiglieri azzurri ? la Moratti lo ha però trovato.
Ieri sera e, di nuovo, quest'oggi. Avrà forse in questo duplice appuntamento
anche l'occasione di parlare dell'Expo. Nonostante le reiterate rassicurazioni,
perfino ? ieri ? quelle del premier, il decreto del governo non è alle viste
neppure questa settimana. E forse il sindaco avrà l'occasione per chiedere ai
vertici locali di Forza Italia, che in alcuni casi sono anche dirigenti
nazionali e membri del governo, se corrisponda al vero la notizia secondo cui
nella Finanziaria non c'è traccia, o ce n'è una assai più labile del previsto,
dei fondi promessi per le opere necessarie alla costruzione dell'Expo. Milano
aspetta, in particolare, i finanziamenti per i secondi lotti della
metropolitana 4 e 5 e per la linea ferroviaria che collegherà il padiglione
fieristico di Rho-Pero con Malpensa. Insomma, mentre la Moratti presenta
all'Onu il grande progetto Expo 2015 e rassicura il Kenya che Milano rispetterà
gli accordi di collaborazione di lungo periodo, la città rischia di restare con
gli scavi per le nuove linee del metrò aperti e senza un collegamento tra fiera
e aeroporto. Per non parlare di Pedemontana, Brebemi e tangenziali. Forse il
tempo dedicato a litigare con Formigoni, con i partiti e con il governo stesso
sulle poltrone nel cda della società di gestione dell'Expo ? senza che in sei
mesi si sia riusciti a trovare il bandolo ? avrebbe potuto più utilmente essere
impiegato per portare a casa qualche risultato concreto per la città. Per
Milano, prima che per Nairobi.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-30 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il presidente del Consiglio "Provincia? Candideremo
Podestà" BERLUSCONI: PRONTO IL DECRETO PER L'EXPO DAREMO PIù SPAZIO ALLA
REGIONE di MARCO CREMONESI "Da domani ci rimettiamo di lena al lavoro
sull'Expo. Il decreto è ormai pronto, a giorni lo pubblicheremo". Sul lago
Maggiore, un Silvio Berlusconi rilassato (foto), esterna a tutto campo. Su
Expo, Milano, Moratti ed Alitalia. Sulla soluzione prospettata per la governance della società:
"è giusto che la Moratti abbia la mano migliore, se Milano ha ottenuto
l'Expo è merito suo". Su Paolo Glisenti: "Sarà l'ad, nell'ambito del
consiglio d'amministrazione". Sul sindaco: "Ha una storia da
imprenditrice, è benestante, se sceglie di stare lì è perché vuole fare bene.
Se sorgono dei problemi...". A PAGINA 2.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-30 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi: Expo? Pronto il decreto Giusto dare più spazio alla
Regione "Candidato pdl per la Provincia? Il primo è Podestà" Il
premier: "Glisenti sarà l'amministratore delegato, nell'ambito del
consiglio d'amministrazione" DAL NOSTRO INVIATO LESA (Novara) - "Da
domani ci rimettiamo di lena al lavoro sull'Expo. Il decreto è ormai pronto, a
giorni lo pubblicheremo ". Silvio Berlusconi siede in pieno relax nel
giardino della spettacolare villa Campari, a Lesa, sul lago Maggiore. La
famiglia è già arrivata quasi tutta, e Gianni Letta gli ha appena comunicato
che anche le assistenti di volo hanno sottoscritto la proposta Cai.
"Sapete – spiega – in questi giorni non abbiamo potuto
staccarci dalla vicenda Alitalia, ma ora siamo pronti a ripartire". Peraltro, la soluzione
prospettata per la governance della società al premier sembra quella "più
equilibrata. è giusto che Letizia Moratti abbia la mano migliore, se Milano ha
ottenuto l'Expo è merito suo. Ma è anche giusto che Formigoni, visto che
partecipa alla società per il 20%, possa esprimere una persona di sua fiducia
nel consiglio d'amministrazione". Risolta anche la questione legata al
nome di Paolo Glisenti: "Sarà l'amministratore delegato, nell'ambito del
consiglio d'amministrazione". Il premier dà un giudizio positivo
sull'operato del sindaco. Anche quando "licenzia" qualche assessore:
"Sapete come è: Letizia Moratti ha una storia da imprenditrice, è
benestante, se sceglie di stare lì è perché vuole fare bene. E se sorgono dei
problemi...". Ma parlando di Milano, il premier già si proietta sulle
prossime elezioni. Per la provincia, il Pdl non ha ancora un candidato:
"Il primo è Guido Podestà, ma la decisione non è ancora stata presa, ci
son parecchie cose di cui tenere conto e da incastrare". Smentita invece
la voce che circola negli ultimi giorni: la candidata alla Provincia di Milano
non sarà la bresciana Laura Ravetto. "è molto brava - spiega Berlusconi - ma
ancora deve farsi un po'. In un partito, è importante anche riconoscere il
lavoro svolto". A proposito di candidati. Già ora si parla parecchio del
possibile successore di Roberto Formigoni alla guida della Regione: "Non è
certo il momento di parlarne" si ferma il premier. Ma la possibilità di
una staffetta tra l'attuale governatore e il ministro Mariastella Gelmini è
reale? Il premier si rilassa: "Mariastella è non brava, bravissima, e
attenzione: lei si è fatta tutta la gavetta". E dunque? "Dunque, non
se ne è neppure iniziato a parlare". C'è ancora il tempo per parlare di
elezioni europee. Ma al premier sarebbe piaciuta la formula in uso in parecchi
Paesi europei, quella di un'unica grande circoscrizione "ma alla fine -
dice - credo che le circoscrizioni rimarranno cinque. Con lo sbarramento al 5
per cento e niente preferenze. Abbiamo bisogno di mandare a Bruxelles le
persone con le giuste competenze". Via libera Il presidente Berlusconi è
pronto a firmare il decreto per l'Expo 2015 Marco Cremonesi.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-30 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Palazzo Marino Moratti: il rimpasto? Decido io
"Ascolto tutti e poi prendo le decisioni che per legge prende il
sindaco". Il sindaco Letizia Moratti non si sbilancia in vista
dell'annunciato rimpasto di giunta, dopo le uscite degli assessori Vittorio
Sgarbi e Tiziana Maiolo. Ieri sera la Moratti ha ricevuto a Palazzo Marino i
leader cittadini di Forza Italia, Maurizio Lupi e Luigi Casero, per discutere
le modalità del rimpasto: se deve essere solo la sostituzione della Maiolo per
le deleghe del Commercio o se, come sostiene Forza Italia, può essere occasione
per un rilancio della squadra durante il secondo mandato. Altra questione
aperta è quella dei candidati alla successione: oltre agli esterni (in pole
position c'è l'onorevole Maurizio Bernardo), vanno infatti considerati i
problemi posti dal gruppo. La questione, insieme alle altre amministrative,
verrà ripresa oggi nel corso del vertice che si svolgerà a Roma (per questioni
logistiche e impegni della maggioranza degli invitati) con tutti i leader
cittadini e regionali di Pdl, Lega e Udc. Della staffetta, che non si
preannuncia imminente, hanno discusso ieri anche i leader del Pdl riuniti per
presentare la Festa nazionale del partito di maggioranza, che si terrà al Lido
dal 2 al 5 ottobre. Una serie di incontri e dibattiti ai quali prenderanno
parte quasi tutti i rappresentanti del Governo, oltre al presidente della
Camera, Gianfranco Fini e al premier Silvio Berlusconi, che sarà a Milano
domenica prossima. A parte Luciano Violante, che prenderà parte ad un dibattito
sulle riforme istituzionali, nessun leader del Pd è stato invitato malgrado gli
intendimenti iniziali "perché ci hanno deluso e la loro dichiarata volontà
di dialogo è stato solo uno specchietto per le allodole", spiega il
ministro Ignazio La Russa. In programma, dunque, dibattiti su questioni
nazionali, moderati dai direttore delle principali testate giornalistiche e
televisive, "perché siamo pronti a rispondere a tutte le domande",
assicura La Russa. E si discuterà anche del futuro di Milano, in apertura della
Festa, insieme a Roberto Formigoni e Letizia Moratti. "Su Expo però -
chiarisce La Russa - non avremo novità entro fine settimana. Anche se, risolta la questione di Alitalia, "questa diventa una priorità e ce ne occuperemo già in uno
dei primi Consigli dei Ministri di ottobre". La festa avrà anche momenti
di spettacolo. Si esibiranno Edoardo Bennato ed Enrico Ruggeri, che dedicherà
il suo spettacolo alla causa tibetana, ma è in calendario anche un ricordo di
Lucio Battisti affidato alla band "Canto libero ". Elisabetta
Soglio.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-30 num: - pag: 1 autore: di
MARCO CREMONESI categoria: REDAZIONALE Politica Il premier: Veltroni spingeva Epifani al no Berlusconi, Alitalia e il Pd: meno male che c'era
D'Alema LESA (Novara) - "Ma vi rendete conto? Epifani era già convinto di
firmare il piano Alitalia.
Veltroni ha fatto il diavolo a quattro per fargli dir di no. Poi anche D'Alema
ha chiesto a Walter se fosse impazzito e così gli è toccato tornare
indietro". Da Lesa, nella villa Campari appena acquistata sul lago
Maggiore dove ha festeggiato il 72mo compleanno (e dove la moglie Veronica
"ha scoperto il fascino del lago"), Silvio Berlusconi torna ad
attaccare Veltroni (e a lodare D'Alema). E parla del governo: "Fila come
un orologio, sembra un consiglio di amministrazione". A PAGINA 13.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-30 num: - pag: 1 autore: di
PIERLUIGI BATTISTA categoria: REDAZIONALE VELTRONI E IL PUTINISMO LA VECCHIA
NARRAZIONE U n partito, oltre che dai suoi programmi e dalle sue linee di
condotta, è necessariamente tenuto insieme da una "narrazione", da
una chiave narrativa ed emotiva che legge simbolicamente il mondo e modella il
lessico del suo popolo, ravvivandone il senso di appartenenza. La denuncia di
Veltroni della deriva autoritario- putiniana in cui starebbe sprofondando la
maggioranza di governo dimostra che se sul piano dei programmi e dei valori il
Partito democratico ha portato a compimento una coraggiosa frattura con il
passato, sul piano della "narrazione" appare invece ancora
prigioniero degli schemi, degli automatismi mentali e del discorso retorico
dell'oramai defunta Prima Repubblica. Riaffiora il disegno narrativo che
prevede la descrizione dell'avversario come nemico ontologico della democrazia
e di conseguenza anima l'appello "unitario" per fronteggiare il
pericolo incombente. Contro Putin non si impone forse la mobilitazione
straordinaria e la messa tra parentesi di dissensi e diversità? Sembrava che
questo schema narrativo finalmente si fosse frantumato con le elezioni, e prima
ancora con la scelta dello stesso Veltroni di sottrarsi all'imperativo
dell'ammucchiata eterogenea cementata solo da un corale "contro ",
anziché da un progetto condiviso. Un gigantesco equivoco ha preteso che il
nuovo schema dovesse necessariamente prevedere l'autocensura moderata
dell'opposizione, la sordina sulle critiche anche veementi all'azione del
governo. Invece no, è assolutamente normale che l'opposizione demolisca,
eventualmente, la politica economica, le scelte sull'immigrazione, i
provvedimenti sulla scuola, gli orientamenti sulla giustizia del governo. è ciò
che fanno tutte le opposizioni del mondo democratico, che talvolta si
confrontano con la maggioranza, e molto più spesso ne contrastano duramente la
politica. Ma se si cede alla tentazione di alimentare il sospetto sulla stessa
lealtà democratica dell'avversario, se tra la maggioranza e l'opposizione si
costruisce un muro invalicabile che tende a dividere inappellabilmente il campo
della democrazia da quello dell'antidemocrazia, allora si finisce per svuotare
il principio stesso della reciproca legittimazione tra le parti politiche che
competono alla guida dell'Italia. Crede davvero il leader del Pd che lo stesso
avversario con cui solo pochi mesi fa si chiedeva un patto per le riforme
istituzionali più urgenti, che lo stesso Berlusconi con cui proprio in questi
giorni D'Alema (ma la coincidenza cronologica è davvero casuale: la
conversazione con Bruno Vespa è di alcuni mesi fa) ha avviato una discussione
sul modello presidenzialista, che dunque proprio l'interlocutore di ieri si sia
trasformato nell'odierno rischio democratico? L'ipotesi più verosimile è che
Veltroni, dopo aver imboccato con successo (anche se accolto con le reazioni
sgarbate del capo del governo) la via del "confronto" nelle ultime fasi della vicenda Alitalia, abbia in mente la scadenza del 25 ottobre, in cui il popolo
democratico manifesterà in piazza contro il governo Berlusconi. Conoscendo il
suo popolo e le sue pulsioni, il leader del Pd sa quanto la "narrazione
" della democrazia in pericolo, costruita in un quindicennio dominato dal
vecchio schema, abbia ancora un'influenza pervasiva nella mentalità e
nell'emotività diffusa nella sinistra. Un residuo del passato.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE A Montecitorio Pezzotta contestato da manifestanti Sdl-Avia MILANO
- Momenti di tensione ieri pomeriggio davanti a Montecitorio, che hanno visto
protagonista l'ex leader della Cisl Savino Pezzotta ( foto). Durante una manifestazione di dipendenti delle sigle del
personale viaggiante Alitalia Sdl-Avia sono volate parole grosse all'arrivo dell'ex
sindacalista: la contestazione ha sfiorato l'incidente quando, oltre ai fischi
e a qualche urlo come "venduto", alcuni partecipanti hanno lanciato
buste di plastica e altri oggetti verso il parlamentare. Le forze
dell'ordine si sono schierate per impedire che la situazione degenerasse e
Pezzotta ha così potuto fare il suo ingresso a Montecitorio. Dalla Cisl, in
serata, è stato diffuso un documento di "piena solidarietà" all'ex
segretario generale (oggi deputato).
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Il caso E i fondi italiani chiamano gli avvocati. Per i bond MILANO
- Per ora sono stati solo degli incontri informativi con gli studi legali:
sarebbe stato troppo indelicato muovere contro il commissario Fantozzi mentre
il futuro della stessa compagnia era appeso a un filo. Ma adesso, con la firma
di Cai, riprendono vigore anche le strategie legali dei fondi per capire cosa si può fare per un parziale recupero del valore dei bond Alitalia finiti nella bad company. La
situazione sembrerebbe più complessa di quanto emerso: in circolazione ci sono
anche dei titoli impacchettati in Cds, credit default swap, e pare venduti
Oltreoceano. Ma per ora i fondi italiani non hanno avuto buone notizie: il
consiglio dei legali sarebbe stato di lasciar perdere. Da troppo tempo
si sapeva che l'azienda era nel caos. E l'ipotesi di chiamare in causa gli ex
amministratori della società sarebbe sbarrata addirittura per decreto.
Rimangono da valutare le possibilità che alcuni bond permettano di accedere
alle legislazioni extra Ue. Non è un caso, infatti, che in questi giorni si
registri un particolare attivismo degli hedge fund sui titoli dell'Alitalia in default. Massimo Sideri.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Il salvataggio Il presidente della Cai: dopo l'accordo condiviso,
serve l'entusiasmo di tutti i lavoratori Firmano le hostess, Colaninno frena sul partner Nuova Alitalia, siglano Sdl e Avia. "Per l'alleanza internazionale non c'è
fretta" "Perché dobbiamo partire dall'idea di dover vendere? Non
siamo più il parente povero che va con il berretto in mano" ROMA - Per la
scelta del partner straniero di Alitalia "non c'è fretta". Il presidente della Compagnia
aerea italiana (Cai), Roberto Colaninno, incassato ieri l'ultimo "sì"
degli assistenti di volo di Avia e Sdl, frena sull'alleanza. "Perché dobbiamo
partire dall'idea di dover vendere? - ha detto a "Porta a Porta" -.
Siamo così stupidi da non poter fare quello che fanno gli altri? La Cai
deciderà nella consapevolezza che non siamo più il parente povero che va con il
berretto in mano". Che sia tattica oppure no, Colaninno ieri ha dato
l'impressione di voler prendere tempo o comunque alzare la posta, visto che ora
Air France-Klm e Lufthansa "stanno battagliando". Il capocordata ha
spiegato che per Lufthansa l'obiettivo è annettere Malpensa alla rete dei
propri scali, mentre per i francesi si tratta di trovare uno sbocco sul
Mediterraneo, cioè Fiumicino. Ma se gli interessi di queste compagnie sono
rivolti al "mercato" e "non agli aerei e alle hostess",
l'obiettivo di Cai nello scegliere il partner deve essere "mettere insieme
e condividere costi e ricavi di una componente molto più focalizzata sul
mercato italiano". Secondo Colaninno, "i passeggeri devono mantenere
un aeroporto importante al Nord ma anche quello di Roma". E riferendosi a
Malpensa ha sottolineato la necessità che un passeggero del bacino del Nord non
ci debba "mettere quattro ore per arrivare da Mantova (Colaninno è di
Mantova, ndr) a Malpensa". E sempre ieri il sottosegretario leghista
Roberto Castelli ha affermato che se fosse scelta Air France, a Malpensa
andrebbe garantita la possibilità di "firmare accordi con altre compagnie
" Il presidente di Cai, tornando sulla trattativa sindacale conclusasi in
24 giorni, "un lampo ", ha sostenuto che "non c'è stato niente
di politico". Mentre la carta vincente con la Cgil è stata "la
proposta relativa ai precari di Alitalia". Ora
però il successo dell'operazione "dipende dall'entusiasmo e dalla volontà
dei dipendenti", come nell'altra sua azienda, la Piaggio, salvata
"non perché è arrivato mago Merlino". E ieri hanno firmato l'accordo
anche gli ultimi due sindacati: Avia e Sdl per gli assistenti di volo. In una
nota a verbale, hanno spiegato, è stata garantita "un'area contrattuale
specifica per la categoria" e il principio che i criteri con cui i
lavoratori verranno riassunti saranno definiti con i sindacati. La firma di Sdl
infine è condizionata all'esito del referendum tra i lavoratori. "Tutto è
bene quel che finisce bene" ha chiosato il premier Silvio Berlusconi. Ieri
infine il Pdl ha presentato un emendamento al decreto per il salvataggio che
pone il termine del 30 giugno 2009 alle deroghe alle norme Antitrust. Dalla
compagnia Eurofly è arrivata una manifestazione d'interesse per alcuni attivi
di Alitalia. A. Bac.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena Adesso spunta il giallo della sigla Az e del nome per
la nuova compagnia ROMA - E se si chiamasse
"AlItalia", con la "I" maiuscola? Oppure "Alitalia2", per distinguerla dalla
prima? In questi giorni in cui si stanno approntando tutti gli strumenti
tecnici per far partire la nuova compagnia, i problemi sembrano moltiplicarsi.
Così ora, secondo l'Enac, l'ente per l'aviazione civile, presieduto da Vito
Riggio, non c'è solo il problema di come far avere alla Compagnia aerea
italiana (Cai) la licenza da operatore di volo, visto che tale Cai non è. E non
basta trovare una "società-veicolo" per far transitare gli slot
(fasce orarie) dalla vecchia alla nuova compagnia senza far sorgere il sospetto
nell'Unione Europea che si tratti dello stesso vettore e che quindi i debiti
debbano seguire pari pari il destino degli slot. Adesso c'è anche il problema
del nome. Già perché se è vero, come si sostiene nel decreto del salvataggio,
che quella che sorgerà è una compagnia tutta nuova, che niente ha da spartire
con la vecchia, allora non le si può mettere lo stesso nome, anche se si è
comprato il marchio. E allora come si chiamerà la nuova compagnia? E che sigla
dovrà avere visto che "AZ", quella finora adoperata da Alitalia, dovrà essere buttata via? Cai accetterà di
utilizzare non solo la licenza di Air One, ma anche la sua sigla
"AP"? Problemi ancora irrisolti. Intanto il commissario Augusto Fantozzi,
che per ora non intende ricorrere a mutui per far volare gli aerei, sta per
ricevere le perizie di Banca Leonardo e Rothschild sul valore dei beni
richiesti da Cai. Giovedì prossimo, a Milano, si riunirà invece l'assemblea di
Cai. All'ordine del giorno non dovrebbe esserci nè l'aumento di capitale nè
l'ingresso di nuovi soci, che pure sarebbero pronti. L'assemblea dovrebbe
invece limitarsi a esaminare (e ratificare) la situazione, analizzando le
ricadute degli accordi sindacali sul piano e i suoi costi. L'amministratore
delegato d'Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera, ha già ammesso che il pareggio di
bilancio slitta al 2011. Mentre l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, ha
fatto sapere che gli accordi sindacali costeranno 2,8 milioni in più. Intanto si
segnala il primo esborso di Cai: 15 mila euro di emolumenti per i tre
consiglieri di amministrazione, in carica fino a dicembre prossimo. Vito Riggio
Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE La storia L'ultimo no della "pasionaria": "Conviene
cambiare lavoro" ROMA - "Era meglio non firmare e provare a
resistere...": Daniela Martani, 35 anni, romana, è la pasionaria del
fronte del no al "Piano Fenice". è lei la hostess fotografata mentre
manifestava contro l'offerta Cai, impugnando un cappio. E non ha cambiato idea:
"Siamo stati ricattati, l'accordo è una truffa. Chi parla di privilegi,
non si rende conto del tipo di vita che facciamo", racconta al telefono da
Tokyo, dove è arrivata ieri mattina. Per lavoro. E aggiunge: "Alle nuove
condizioni forse conviene cambiare mestiere. Pensi, io sono
in Alitalia da 11 anni,
ancora vivo con i miei genitori perché non riesco a permettermi casa da sola.
Figuriamoci se ci tagliano lo stipendio". E sul piano sentimentale va
anche peggio: "Sono single, perché quando passi fuori dalla tua città
18-20 giorni al mese, è difficile mantenere una relazione stabile. è
difficile trovare un uomo disposto ad accettare un donna che fa questa
vita". Per non parlare degli amici: "Li riesci a vedere una volta
ogni tanto...". Daniela Martani è amareggiata. "Sono sempre stata di
sinistra. Ma stavolta non mi ha deluso solo il governo Berlusconi, che ha
permesso tutto questo. Mi ha deluso anche Veltroni. Mi aspettavo che facesse di
tutto contro un accordo-truffa come questo, invece alla fine si è attribuito il
merito di aver portato a termine la trattativa. In questa vicenda mi è piaciuto
solo Di Pietro, fra i politici". Giudizio duro pure sui sindacati:
"Sono iscritta all'Sdl che ha firmato senza consultarci. I peggiori sono
stati Bonanni e Angeletti, hanno accettato le condizioni di Cai senza battere
ciglio". L'affascinante hostess comunque sta già preparando la nuova vita:
"Sono al terzo anno del corso di laurea in scienze della comunicazione.
Non ho molto tempo per studiare, ma mi impegno". E poi c'è l'altro grande
sogno: quello del mondo dello spettacolo: "Canto con alcuni gruppi, ho
recitato in teatro". E chissà che quel cappio sventolato in piazza non
possa servire per salire su qualche nuovo palcoscenico. Daniela Martani Paolo
Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-30 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'opposizione Causi (Pd): finalmente parole responsabili
"Visto? Il buco non esiste Chissà se ci saranno i soldi"
"Visto?, è come dicevamo noi: il buco non esiste ". Il capogruppo del
Pd in Campidoglio, Umberto Marroni, parla dopo aver ascoltato il discorso di
Alemanno: "Ecco, finalmente ha ammesso che non esistevano quei nove
miliardi di buco, ma solo 1,8". Da Mei a Panecaldo fino a Marroni, un po'
tutti nell'opposizione ripetono che "di questi soldi, 800 milioni sono di
contenziosi che non è detto si perdano tutti e la parte rimanente sono crediti
verso le aziende che vanno comunque verificati. In ogni caso, se a questo 1,8
di buco si sottraggono l'1,7 dovuti dalla Regione...". Il parere più
atteso, in ogni caso, è quello di Marco Causi, ora parlamentare ma nella
precedente amministrazione assessore al Bilancio del Campidoglio: "La mia
prima impressione è che Alemanno abbia oggi usato parole più attente e
riflessive di quelle adoperate qualche mese fa. Forse si è reso conto che la
drammatizzazione sui conti del Comune lo ha portato su una strada stretta e
impervia: dovrà condurre una difficile trattativa con il governo, e non credo
che gli uffici ministeriali non guarderanno in modo molto attento tutte le
cifre da lui proposte, e comunque non ha ancora portato a casa risorse per il
Comune di Roma certe, strutturali e permanenti". Nel merito: "Voglio
ricordare che a fronte di una lunga lista della spesa di presunte ulteriori
spese pari a 1,8 mld, il piano di rientro proposto da Alemanno accerta
potenziali entrate per 3,2 mld, con ciò dimostrando che le condizioni di
bilancio di Roma, fotografato alla data del 28 aprile, non erano affatto vicine
al dissesto. Inoltre - aggiunge l'esponente del Pd - lo stesso piano di rientro
ci dà ragione, perché non comprende come debito in essere le linee di credito
contratte ma ancora non utilizzate per il finanziamento delle metropolitane e
delle opere per l'emergenza traffico. A questo punto - è la conclusione dell'ex
componente della giunta Veltroni - la verità è che la città di Roma attende
ancora delle risposte. Invece di chiedere al governo risorse per i servizi e
gli investimenti necessari alla città, Alemanno ha scelto la tortuosa strada di
un piano di rientro. Vedremo cosa avrà da dire il governo e vedremo soprattutto
se alla fine ci saranno soldi veri per venire incontro alle esigenze della
città Capitale. Il Pd vigilerà e incalzerà in ogni momento di questo
processo". Un altro consigliere del Pd, Mei, ha criticato la scelta del
commissariamento: "Non vorremmo che diventasse il porto delle nebbie dove
tutto è possibile". Marroni attacca anche sulla
vicenda Alitalia:
"Alemanno dice che avvierà un confronto con Lufthansa e Air France, ma
sbaglia e gioca sporco, perché è noto che la soluzione migliore per Fiumicino è
quella francese, mentre i tedeschi sono graditissimi a Malpensa. E Alemanno
questo lo sa bene". Al. Cap.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-30 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Il compleanno del capo del governo Putin telefona da Mosca: auguri
MILANO - L'amico Vladimir non poteva scordarsi. Così ieri, per dire "Buon
compleanno!" al Cavaliere il primo ministro russo Putin (foto) ha scelto
un'affettuosa telefonata da Mosca. Gli auguri sono arrivati copiosi da parte
dell'intero Popolo della libertà: dai presidenti di Senato e Camera Schifani e
Fini a Gasparri e Lupi. Non si è sottratto nemmeno Massimo D'Alema, dallo
studio di Otto e mezzo e su invito di Lilli Gruber: "Dal punto di vista
personale gli faccio i migliori auguri: felicità, serenità, e salute. Mi auguro
anche una giornata nella quale il premier non faccia dichiarazioni". Sono
stati formulati anche in maniera bipartisan, su invito del quotidiano online
Affaritaliani che ha interpellato 25 politici e no: da Mario Borghezio (Lega)
"98 altri miracoli... dopo Napoli e l'Alitalia" ad Arturo Parisi (Pd) "Auguri. Basta", dal
direttore di Liberazione Piero Sansonetti "Tanti auguri e forza
Milan" al presidente di Gaynet Franco Grillini "Che si goda la
vecchiaia e smetta di fare politica". L'interessato ringrazia tutti e
svela il suo segreto: "La mia mamma diceva: c'è un solo modo per non
invecchiare, ringiovanire. è quello che cerco di fare".
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-30 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Il colloquio "Fini il primo a chiamarmi per la
ricorrenza". E Veronica nella nuova villa: qui ho
scoperto il fascino del lago E Silvio: su Epifani Massimo fermò Walter Il
Cavaliere festeggia i 72 anni: Alitalia merito di Veltroni? No, lui voleva la rottura DAL NOSTRO INVIATO
LESA (Novara ) - Gli ostaggi italiani sono stati liberati: "Abbiam fatto
bene a non fare blitz". Il Milan, la sera prima, ha vinto il derby:
"è stata una bella partita". Gli alleati son tranquilli:
"Il primo a farmi gli auguri, questa mattina, è stato Gianfranco". E
se ci saranno manifestazioni di piazza, "otterranno l'effetto contrario:
stimolarci ad andare avanti per la nostra strada ". Persino la congiuntura
economica internazionale non atterrisce: "Qui da noi le aziende sono
solide, non sono tutta finanza". Per finire, c'è il governo: "Per la
prima volta ne ho uno che fila come un orologio: sembra un consiglio
d'amministrazione" Insomma, i regali ricevuti per il 72esimo compleanno, a
Silvio Berlusconi sono più che sufficienti: "Che cosa devo volere, ancora?
E poi, quando si ha una famiglia come la mia, il regalo è già quello".
Riposarsi? Ma quando mai? "In gennaio - racconta - io, Chirac e Schroeder
eravamo invitati a casa di Putin. Con il suo grande spirito di amicizia, lui mi
ha chiesto cosa avessi intenzione di fare, e glielo ho detto: "Non mi
ricandido, sono in pensione". Poi, però, ci ho ripensato: non c'era
nessuno che avrebbe potuto farlo". Il capo del governo passeggia nel
giardino della sontuosa villa di Lesa che fu di Cesare Correnti e poi della
famiglia Campari, ramo bitter, e accarezza con gli occhi il recente acquisto:
mostra il fitto muro vegetale formato da una stupefacente azalea che avvolge le
statue allegoriche delle stagioni, indica i campi da tennis e da bocce, la spa
e la piscina: "Tutto curato come non ho mai visto. L'ho comprata dalla
famiglia Girola, i costruttori, la signora ha detto che soltanto a me avrebbe
venduto". In cima al prato che digrada verso il lago Maggiore, la bianca
villa neoclassica. Ricorda quella del Grande Gatsby cinematografico, con il
disegno della facciata interrotto da un porticato semicircolare, ed è "a
soli 19 minuti di elicottero da Arcore". Sullo spiazzo di fronte alla
villa, su un grande divano bianco, c'è Veronica con i nipoti: "Pensate -
racconta lei - soltanto adesso ho scoperto il fascino della vita di lago, è da
poco che ho occasione di viverlo un po'. Qualcuno dice che è triste? Non so. A
me dà una grande tranquillità". La nuova passione di nonno Silvio è
Alessandro, 10 mesi, figlio di Barbara, che ha da poco cominciato a gattonare:
"Ma guardatelo lì, si muove che è una freccia". La famiglia è già
tutta lì per i festeggiamenti, manca soltanto la figlia Eleonora. Nell'attesa
di andare a tavola, il premier invita i cronisti a bere "un
prosecco". In realtà, arriva un sontuoso champagne, e il presidente del
Consiglio parte a ruota libera. Ma arriva una telefonata. Lui ascolta e
interrompe: "Aspetta, Gianni, che ti metto in viva voce...". Berlusconi
pesticcia un po' sui tasti del telefono, poi chiede aiuto: "Ma dove
l'avete comprato 'sto aggeggio, dalle coop rosse?". Gianni Letta sta al
gioco: "Devo annunciare al presidente Berlusconi che le assistenti di volo
si sono volute unire ai festeggiamenti per il suo compleanno unendo, in tempo
utile per il pranzo, le loro firme a quelle delle altre sigle
sindacali...". C'è anche il sindaco di Lesa, Roberto Grignoli, e lo
stuzzica: "Merito di Veltroni...". Il premier ingrana il turbo:
"Ma vi rendete conto? Epifani era già convinto di firmare. Lui, ha fatto
il diavolo a quattro per fargli dir di no. Poi, però, si è reso conto che l'85%
degli italiani stava con il governo". Se proprio bisogna riconoscere un
ruolo, non è al segretario del Pd che bisogna dire grazie: "Poi - prosegue
Berlusconi - anche D'Alema ha chiesto a Walter se fosse impazzito, e così gli è
toccato tornare indietro ". Berlusconi si ferma e sbuffa. "Sono così,
io l'ho sempre saputo... ci vorrà una generazione prima che cambi qualcosa là
in mezzo... ". Al federalismo fiscale, Berlusconi dice di credere:
"Ma avete idea di quanti siano i soli ispettori delle Belle arti in
provincia di Avellino? No, guardate: ci vorrà del tempo, magari. Ma bisogna
iniziare". Inoltre, il premier vede come valore aggiunto il coinvolgimento
dei sindaci nella lotta all'evasione: "Una dichiarazione dei redditi a
Roma, è una tra milioni. In un Paese, anche per motivi di status locale, uno ci
pensa due volte a mandare una dichiarazione che grida vendetta...". A
passeggio nel giardino "Regali? Che cosa devo volere, ancora? E poi,
quando si ha una famiglia come la mia, il regalo è già quello": così ieri
il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che festeggiava i 72 anni Marco
Cremonesi.
( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-30 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Rai Polemiche sull'esponente Idv. Cicchitto: chi evoca Videla non
può essere un garante Orlando e le accuse al Cavaliere Il Pdl insorge: mai alla
Vigilanza Il leader pd ribadisce: la maggioranza accetti il nostro candidato
Salta ancora il voto per la guida della commissione Gasparri: no a chi offende
le istituzioni. Gentiloni: è caccia al pretesto ROMA - Niente nomina per
Leoluca Orlando a capo della vigilanza Rai. Traballava già prima
dell'intervista al Corriere della Sera di ieri. Ma la denuncia
dell'"autoritarismo di Berlusconi" che ci sta portando verso "un
modello argentino " ha fatto tracimare l'ostilità del Pdl. Così, per la
diciottesima volta, è mancato il numero legale alla votazione sul candidato
unico del Pd. Oggi nuova convocazione doppia mentre Marco Pannella digiuna per
sollecitare questa e le nomine alla Consulta. Il Pdl fa quadrato intorno al
premier e boccia Orlando: "Equiparare Berlusconi al generale Videla con i
suoi "battaglioni della morte" significa essere un personaggio
grottesco, certamente non una personalità che dovrebbe svolgere un ruolo di
garanzia" attacca il capogruppo pdl alla Camera Cicchitto. "No"
a chi offende in maniera gravissima le istituzioni " grida Maurizio
Gasparri. E Iole Santelli assicura: "Con Orlando la partita è chiusa
". Mentre Alessio Butti sospetta che "Orlando ce la metta tutta per
rendere impossibile la propria nomina". A difesa di Orlando, contro dubbi
serpeggiati anche in casa Pd, si schiera il leader Walter Veltroni: "Come
in passato ci siamo trovati Francesco Storace alla guida della
commissione" rimarca, "così la maggioranza di ora accetti il nostro
candidato e consenta alla Vigilanza di funzionare". E il pd Paolo Gentiloni
aggiunge: "essere ossequioso con il premier non è tra i requisiti
(scritti) richiesti. Piuttosto i presidenti delle Camere si domandino come
indurre la maggioranza a votare ". Fabrizio Morri (Pd) ricorda che
"il veto su Orlando era caduto 35 giorni fa. Ora tutto ruota intorno alla
direzione generale della Rai. Bruciato il nome di Parisi se ne deve trovare un
altro". Beppe Giulietti (idv) rinfaccia: "Gli stessi che gridano
hanno appena assaltato, sul lodo Alfano, il Csm e la Corte Costituzionale. La
realtà è che la maggioranza presieduta dal proprietario di metà del-l'etere fa
ostruzionismi alla nomina di un controllore per l'altra metà". Ma secondo L'Udc nè il Pd nè la Pdl vogliono chiudere ora la
partita Vigilanza-vertici Rai. "Almeno fino ala manifestazione del 25
ottobre il Pd non può fare nessun patto. E Berlusconi rinvia perché sa che
aprire il dossier Rai sarà più faticoso di quello Alitalia". Virginia Piccolillo.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bologna
La trattativa Acquisto del "Domani" Spallanzani si ritira: interferenze di Cgil e Pd SILVIA BIGNAMI Una piccola Alitalia. Ma per ora senza nessuna
soluzione in vista. Ieri il gruppo Spallanzani si è ritirato dalla trattativa
per l'acquisto del quotidiano Il Domani, in polemica con Cgil e Pd che nei
giorni scorsi si erano opposti alla decisione di Legacoop di vendere la
testata. Troppe, secondo il gruppo editoriale vicino alla Curia,
"le ingerenze politiche" da parte della Camera del Lavoro e dei
Democratici. Così Giovanni Mazzoni, il direttore di E'tv che conduceva il
tavolo del confronto per conto del gruppo Spallanzani, ha annunciato il ritiro
in diretta tv: "Per noi la trattativa si è esaurita". E ora è tutto
da rifare. A partire da oggi, quando Legacoop, attuale proprietario del Domani,
potrebbe incontrare il comitato di redazione della testata. SEGUE A PAGINA IX.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Bologna
Aeroporto, nessuna offerta adeguata per la gestione dei
servizi di terra La crisi di Alitalia, fa scappare tutti i possibili partner di "Marconi
handling" (Mh). Il bando indetto da Sab (società di gestione del Marconi)
infatti, non ha trovato nessuna delle cinque società che a giugno avevano
espresso un interesse. Una situazione con cui ha dovuto fare i conti il cda
dell'aeroporto Marconi, riunitosi ieri per esaminare la documentazione
relativa alla procedura pubblica per la selezione di un partner industriale per
Mh. In una nota, la stessa Sab ha specificato che il bando non è
"decollato" per la "difficoltà ad investire in una fase
particolarmente drammatica del mercato che vede il settore dell'handling
fortemente esposto alle conseguenze della vicenda Alitalia".
Senza dimenticare "il non positivo andamento del settore del trasporto
aereo in generale, anche in considerazione del fatto che ?Marconi handling' è
in perdita sin dalla sua costituzione". La Sab ha fatto sapere inoltre che
nei primi otto mesi del 2008 i passeggeri del Marconi sono diminuiti. I motivi?
La congiuntura economica negativa, l'aumento del prezzo del petrolio e anche
qui, la crisi Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Rilancio Alitalia, via libera al piano Cai La
cordata italiana incassa l'ultimo sì con polemiche degli assistenti di volo
Avia e Sdl: "Un collega su tre perde il lavoro chiederemo agli iscritti di
votare" LUCIO CILLIS ROMA - E sono nove. Con gli ultimi due via libera
giunti ieri da Avia e Sdl, le associazioni che rappresentano gran parte degli
assistenti di volo,
tutte le sigle sindacali di Alitalia hanno messo la
propria firma al contratto proposto da Compagnia aerea italiana. Un sì sofferto
che dovrà essere ratificato dai lavoratori - hanno precisato Avia ed Sdl - un
sì apposto "per senso di responsabilità e senza aver nulla di cui
festeggiare, perché 1.500 assistenti, tra precari e assunti a tempo
indeterminato, dovranno tornare a casa". Anche il prezzo pagato dalle
categorie in termini di equilibri interni è molto alto: una frattura profonda
separa oggi la Cgil da Cisl, Uil e Ugl ed anche il fronte delle associazioni di
categoria esce con le ossa rotte dalla trattativa, soprattutto nell'universo
dei comandanti. Ora, chiusa la lunga e sofferta vertenza, per la cordata
guidata da Roberto Colaninno si spalancano le porte della cabina di pilotaggio
della Magliana. Giovedì i soci Cai formalizzeranno l'accordo incassato con i
sindacati dopo quasi un mese di estenuanti negoziati. L'offerta messa il primo
settembre sul tavolo del commissario di Alitalia
Augusto Fantozzi è tuttora valida nonostante gli strappi delle settimane
scorse. Per portare in quota il marchio rinnovato, con una flotta di 153 aerei,
12.500 dipendenti e sei basi operative, bisognerà superare però diversi
ostacoli. Anche se debiti e personale in esubero resteranno nella bad company,
ci sono molti nodi da sciogliere prima del decollo di Alitalia
2: il primo è proprio quello del partner estero che rimette in moto il derby
Roma-Milano. Nelle ultime ore la stella di Lufthansa sembrerebbe brillare più forte
di quella di Air France-Klm. Il numero uno della compagnia Wolfgang Mayrhuber,
avrebbe offerto una quota nel capitale della nuova società molto prossima al
49%. Da Parigi, invece, non arrivano segnali di un'accelerazione improvvisa,
che possa contrastare il rilancio di Lufthansa il cui piano industriale punta
tutto su Malpensa, raccogliendo il plauso di gran parte del centrodestra. Nelle
ultime settimane, però la compagnia franco-olandese ha rivisto i piani proprio
per rintuzzare l'attacco tedesco. Il presidente operativo della compagnia
transalpina, Jean-Cyril Spinetta, in uscita a gennaio, intende stoppare le
mosse di Mayrhuber. La quota proposta dai francesi a Cai è del 15%, e l'opzione
Fiumicino come hub di riferimento, perde quota a favore di Malpensa e Linate.
Dietro le quinte resta poi l'interesse di British Airways, l'altra grande dei
cieli che mostra grande interesse per il mercato del Sud Europa. Per questo i
vertici di Cai non hanno ancora sciolto i dubbi. Anzi, i soci della newco non
sembrano avere fretta e il nome del partner - conferma Colaninno - potrebbe
arrivare nelle prossime settimane, anche dopo la rinascita di Alitalia il 1 novembre. Al netto però dei passaggi obbligati
prima del rullaggio: l'aumento di capitale, che potrebbe arrivare nei prossimi
giorni, e il via libera dell'Antitrust alla fusione con Air One.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Proteste
contro la Cisl insulti e spinte a Pezzotta ROMA - Spinte, lancio
di bottigliette di plastica e insulti: Savino Pezzotta ex leader della Cisl e ora
deputato Udc ieri è stato pesantemente contestato davanti a Montecitorio da
alcuni partecipanti alla manifestazione indetta dalle sigle del personale
viaggiante Alitalia
Sdl-Avia. "Pensavano a me come ex leader sindacale, ce l'avevano con
Bonanni", ha commentato.
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Colaninno:
"Nessun caso politico, il sì della Cgil dopo il mio impegno sui giovani
precari" "Partner estero? Nessuna fretta" Cai punta alla gara
franco-tedesca ROMA - Nessuna fretta per la scelta del partner straniero. E la
politica non c'entra nulla nel difficile rapporto che si è consumato tra
sindacati e Compagnia aerea italiana. Roberto Colaninno, presidente della Cai,
spiega dallo schermo di Porta a Porta, alcuni retroscena della trattativa. C'è
il dialogo difficile "ma non per motivi politici", che ha dovuto
gestire con i sindacati. E c'è la scelta del partner estero
da affiancare in questa fase di rilancio ad Alitalia, Lufthansa o Air France-Klm, due modi diversi di intendere il
sistema aereo, due filosofie all'opposto sulle quali si aprirà una fase di
riflessione non necessariamente breve. "Non c'è fretta", taglia corto
Colaninno; che ricorda i "no" ad ogni accordo arrivati dai vettori
stranieri ad agosto. Le stesse compagnie che oggi, sottolinea con un
pizzico di soddisfazione, si fanno la guerra per entrare nella nuova Alitalia. La trattativa. "Non c'è stato nulla di
politico" dice Colaninno. A dimostrarlo il fatto che si è chiusa in soli
24 giorni, "che sono un lampo per chiudere una vicenda così
complessa". Il presidente di Cai, esclude categoricamente che in questa
delicata partita per il salvataggio di Alitalia vi
siano state ingerenze della politica. Colaninno ripercorre le tappe più serrate
di questo negoziato, e riferisce dei numerosi contatti e colloqui avuti nei
momenti in cui il filo del dialogo era veramente in bilico. "Il pericolo è
scattato quando abbiamo deciso di ritirare l'offerta. Si apriva la strada
all'uscita definitiva da questa vicenda. Le lettere avute, nel pomeriggio di
giovedì 18 settembre, da una parte dal leader della Cgil Guglielmo Epifani e
dall'altra dalla sigla di categoria, erano due lettere contraddittorie: una
apriva e l'altra chiudeva. La Cai - spiega Colaninno - ha deciso di non
proseguire perché la coraggiosa sottoscrizione degli accordi da parte di Cisl,
Uil e Ugl non erano sufficienti per il rilancio di Alitalia".
Infatti, ha spiegato Colaninno, "l'accordo sindacale era l'elemento
determinante per poter proseguire. I soci volevano andare avanti e noi
aspettavamo un segno della Cgil". Nelle ore concitate che sono seguite al
no della Cgil e al ritiro dell'offerta da parte di Cai, le diplomazie si sono
messe al lavoro. "Parlai una volta al telefono con Epifani, parlai due
volte con Pierluigi Bersani (Pd) e dissi che bisognava andare avanti con
fermezza, fin qui non c'è nulla di politico. Il sottosegretario alla presidenza
del Consiglio Gianni Letta ha fatto uno straordinario lavoro di ricucitura e io
ho ricevuto dal leader del Pd Veltroni un invito a casa sua perché voleva
verificare se ci fosse la disponibilità di Cai a fare un passo avanti mentre i
sindacati avrebbero fatto un passo indietro". E a questo appuntamento
Colaninno ha detto di essere andato con la volontà di giocare una carta
importante, quella dei precari: "Avevo in tasca questa cosa - ha detto -
perché mi stanno a cuore i giovani a tempo determinato che rappresentano il
punto di forza dell'Italia. E questo ha determinato l'accettazione della
Cgil".
( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
La chiusura positiva del negoziato con i sindacati di Alitalia è una buona
notizia ma non può esimere i protagonisti del rilancio, da Colaninno, al
sottosegretario Gianni Letta fino al ministro dell'Economia Giulio Tremonti,
dal dimenticare i vecchi azionisti e gli obbligazionisti della compagnia di
bandiera. Si
tratta di piccoli e grandi risparmiatori che nel corso degli anni hanno seguito
con palpitazione il titolo che andava sull'ottovolante, sospinto dalle
dichiarazioni improvvide di questo o quel ministro, di entrambe le parti
politiche. Tremonti al momento di licenziare il decreto che ha reso possibile
"spacchettare" Alitalia in una good company
e in una bad company ha annunciato l'utilizzo dei conti dormienti per il
rimborso dei "piccoli risparmiatori". Non si sa ad oggi quanto
piccoli occorre essere per accedere a questa corsia privilegiata, corsia cui
non dovrebbero accedere i creditori a cui potrebbe invece spettare un warrant
come già previsto dalla Legge Marzano. Ma ora, in seguito alla bufera in corso
sui mercati, anche coloro che avevano in portafoglio index linked della Lehman
Brothers potrebbero aver bisogno dei conti dormienti. Che secondo le ultime
stime dovrebbero ammontare a 13 miliardi di euro ma andando avanti di questo
passo rischiano di non essere sufficienti a eliminare i rifiuti tossici della
finanza italiana. Giovanni Pons [airbus punta sulla cina] Airbus diventa una
vera multinazionale e comincia delocalizzarsi per compensare la forza
dell'euro: domenica, il costruttore aeronautico ha inaugurato il suo primo
stabilimento di assemblaggio extra-europeo. Situato, manco a dirlo, in Cina, a
Tianjin, a un centinaio di chilometri dalla capitale. Come ha detto Thomas
Enders, che dirige l'azienda europea, si tratta "della base visibile della
nostra strategia di internazionalizzazione. Ci permetterà di assicurare la
nostra crescita, di ridurre i nostri costi e di attirare i talenti e le
competenze del mondo intero". En passant, si tratta anche di conquistare
il mercato cinese: grazie anche alla creazione di questa fabbrica nei pressi di
Pechino, le commesse sono cresciute, la quota di mercato di Airbus è passata
dal 4% del 1995 al 39%. L'impianto di Tianjin, costruito in quindici mesi e
costato 600 milioni di dollari, è solo il primo passo, visto che la produzione
locale coprirà meno della metà delle consegne annuali alla Cina. Un altro
stabilimento potrebbe vedere la luce molto rapidamente e Pechino potrebbe
essere invitata a finanziare il programma del futuro A-350. Dopo i numerosi
guai degli ultimi anni, Airbus spera nel "miracolo cinese" e nelle
sue commesse per risalire la china. Giampiero Martinotti.