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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL 25-30 settembre 2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (141)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

E fantozzi chiede il "time out" all'enac ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Enac ROMA - L'Alitalia è in condizione di volare fino al 30 settembre. Non oltre. Sarà il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, a inviare oggi pomeriggio all'Enac, il piano di emergenza, con il quale garantirà di avere a disposizione le risorse finanziarie necessarie per proseguire l'attività fino a martedì prossimo.

Berlusconi attacca il pd veltroni: soluzione grazie a noi - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo su Alitalia Berlusconi attacca il Pd Veltroni: soluzione grazie a noi GIOVANNA CASADIO ROMA - Un gesto eloquente. Di chi è stata la colpa del fallimento della trattativa su Alitalia, di Veltroni e della Cgil? Silvio Berlusconi allarga le braccia, fa un cenno che vuol dire "sì": "è chiaro a tutti cosa è successo.

Accordo su alitalia a un passo cgil: aperture da cai, si può firmare - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia a un passo Cgil: aperture da Cai, si può firmare Oggi sindacati a palazzo Chigi. Air France verso l'alleanza LUCIO CILLIS ROMA - Air France rientra in corsa per Alitalia e tende una mano a Cgil e sigle autonome rimaste all'angolo. Il governo nelle ultime ore ha impresso un'accelerazione improvvisa alla vertenza e convocato nello studio del sottosegretario Gianni Letta

Il cavaliere sarà il garante dei piloti "voglio che tutto sia chiuso in 24 ore" - roberto mania claudio tito ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La vertenza Alitalia sembra a un passo dalla soluzione. Ma restano almeno questi due nodi. Oggi è il giorno della verità. La Cgil si ripresenterà stamattina a Palazzo Chigi, e la Cai subito dopo riformulerà ufficialmente la sua offerta. Lo scontro con Guglielmo Epifani in larga parte è stato superato.

"non ci sentiamo orfani di bresso e chiamparino" - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Alitalia in giù, quello che è emerso a Pracatinat sia stata alla fine una polemica sulla lista Bresso". A proposito di lista Bresso, lei cosa ne pensa? "Penso che a nessuno venga in mente di non coordinarsi con il partito e anche con la coalizione, considerato che dobbiamo ricordarci che non c'è soltanto il Pd.

In corteo per immigrati, rom e carovita - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nonostante il caso Alitalia, non pare stia accadendo in altre realtà del Paese. "Dissidi sulla politica, ma sarebbe ora di dire basta a queste polemiche e pensare ai problemi della gente" taglia corto Errico, ricordando il mancato appuntamento delle tre segreterie, lui, Pietro Cerrito (Cisl) e Anna Rea (Uil), convocato per fare il punto sui gravi problemi di Napoli.

Forum culture, gelo iervolino-oddati ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per ieri in aula sul Forum sarebbe slittato in quanto il sindaco riteneva opportuno incassare prima il patto con Palazzo Chigi e in particolare con Gianni Letta. "Appuntamento - ha chiarito la Iervolino - che avremo a Roma appena Letta, con il quale ho parlato nei giorni scorsi, avrà un'ora libera. Appena, in buona sostanza, sarà stata trovata una soluzione per l'Alitalia". (o.l.).

Penati: calderoli tradisce la lombardia ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: disavanzo che è il triplo del deficit accumulato da Alitalia". C'è n'è anche per Roma: "Il testo prevede solo per il Comune della Capitale la possibilità di avere trasferiti a titolo gratuito immobili di proprietà dello Stato: un regalo ad An e al sindaco Alemanno". Penati annuncia battaglia, l'obiettivo è la modifica dell'articolo 20 del testo governativo sul federalismo fiscale.

Differito lo sciopero domani treni regolari ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: caratterizza il trasporto aereo dovuta alla crisi di Alitalia". Una situazione che ha fatto registrare picchi di affluenza di passeggeri specialmente sul tratto Roma-Milano, portando alla saturazione dei treni tra le due città. "Onde evitare gravi possibili conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri - ha specificato il ministero nell'

Un duello aereo franco-tedesco per conquistare la "dote" di alitalia - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia Air France e Lufthansa a caccia di 24 milioni di passeggeri Il dossier British ha comprato Iberia ma è l'Italia il boccone più grande del risiko Le due compagnie si stanno sfidando anche per la conquista di Austrian e Sas LUCA IEZZI ROMA - "Cenerentola" Alitalia si scopre il boccone più appetito del risiko europeo dei cieli.

L'inutile linea del piave - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ora che per Alitalia si riapre un barlume di speranza, si capisce chiaramente che - ad eccezione di una frangia irriducibile e indifendibile di piloti - nessuno ha mai giocato al "tanto peggio, tanto meglio". Berlusconi farebbe bene a tenerne conto, invece di continuare a riversare i suoi strali avvelenati sulla sinistra politica e sindacale.

Cavalli: "se penso all'alitalia mi vergogno di essere italiano" ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia mi vergogno di essere italiano" "Quando leggo storie come quella dell'Alitalia mi vergogno di essere italiano". Dietro le quinte Roberto Cavalli lancia pesanti frecciate sul caso Alitalia ("non riesco a capire come una compagnia possa finire così, unico caso al mondo") ma non risparmia fendenti al sistema moda italiano.

L'opposizione prepara le piazze e parte il pressing su cgil e fiom - umberto rosso ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dura Alitalia. Per salvare il soldato Ferrero urgono molte bandiere del sindacalismo duro e puro. Ma nel duello delle piazze che attraversa la Cgil, di certo Epifani non resta a guardare. Ed è proprio a lui che Veltroni si è rivolto, ottenendo di affiancare la potente macchina del sindacato a quella del Pd per lasciare il segno quel 25 ottobre.

L'arma fa un'eccezione granbassi nell'arena santoro - leandro palestini ( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E ostentando serenità ("faccio scherma da vent'anni: cercherò di parare bene i colpi") ieri mattina mostrava una bella grinta: "Darò voce a chi ha qualcosa da dire, soprattutto ai ragazzi". Intanto Michele Santoro stasera riporta ad "AnnoZero" Corrado Formigli (ha lasciato Sky Tg24). La puntata è sull'Alitalia. Titolo: "Lacrime di Caimani".

STATO, MERCATO E IDEE CONFUSE ( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nello stesso senso in cui lo è pasticciare discrezionalmente con Alitalia. Anzi, è il suo esatto contrario: regole contro discrezionalità, distanza contro vicinanza con gli interessi privati, statualità contro politica. Di "più Stato" nel primo significato avremmo grande bisogno, soprattutto per tornare a crescere nel lungo periodo.

Alitalia, l'accordo è vicino ( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi: stranieri solo se in minoranza Alitalia, l'accordo è vicino Cgil pronta a firmare. Torna Air France: interessata ROMA - La vicenda Alitalia potrebbe essere vicina alla soluzione. Oggi i sindacati e la Cai sono stati convocati dal governo. Cgil pronta a firmare. Air France interessata.

Alitalia, Cgil pronta alla firma C'è Air France ( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Alitalia Il governo Alitalia, Cgil pronta alla firma C'è Air France Sindacati convocati oggi a Palazzo Chigi L'esecutivo ai piloti: firmate l'accordo quadro Colloqui Colaninno-Letta Fantozzi oggi all'Enac: sarà una piccola morte annunciata, ma sono ottimista su un accordo ROMA - L'accordo per Alitalia non è mai sembrato così vicino.

Il Cavaliere e il no al <Veltrusconismo> Ma nel governo Letta ricuce la tela ( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Letta non ha mai smesso di crederci e in questi giorni di trattative su Alitalia si è speso per un riavvicinamento: "Almeno rispondiamo alla sua lettera", ha chiesto invano al Cavaliere martedì, visto che Veltroni aveva infine appoggiato la "cordata italiana" voluta e creata da Berlusconi. Niente da fare. Raccontano che ieri mattina il sottosegretario alla Presidenza fosse depresso,

Svolta della cgil, sì all'alitalia ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Più garanzie nel piano Cai. Ma i piloti ancora resistono ROMA - Svolta della Cgil nella trattativa per il salvataggio di Alitalia: dopo aver ottenuto più garanzie su precari, esuberi e stipendi anche la Cgil ha firmato l'accordo. Ma i sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo ancora resistono: oggi daranno la loro risposta.

E gianni letta alzò la voce - roma ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'impassibile sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha alzato la voce di fronte all'insistenza di Guglielmo Epifani di voler siglare, oltre all'accordo, anche il verbale aggiuntivo, quello con le modifiche negoziate, soprattutto dalla Cgil, con i nuovi padroni dell'Alitalia. SEGUE A PAGINA 4.

Alitalia, la cgil firma l'accordo - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quelle parti poco chiare o ancora in embrione del contratto di lavoro di Alitalia 2. Il documento affronta infatti il tema delle garanzie per i lavoratori precari, che tra Air One e Alitalia oggi sono circa 3mila. I contratti a termine garantiranno il bacino delle assunzioni future richieste da Cai. Il verbale definisce anche il numero di riposi di tutti i dipendenti del nuovo gruppo,

"non avranno il nostro sì" a fiumicino fischi e lacrime - barbara ardu ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che viola le regole internazionali sui riposi e che prelude al fallimento di Alitalia. Non oggi. Ma tra qualche mese, perché il piano industriale così com'è non regge". Accanto a lui, che si definisce comandante, esuberante e arrabbiato, ci sono i suoi colleghi. Tutti del fronte del no. Difficile trovare un pilota disposto ad accettare il piano, non almeno quello che conoscono.

La cgil in piazza contro il caro-vita ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di sostenere una confederazione che scende in piazza e gioca duro in tutte le trattative, come è appena avvenuto per l'Alitalia. "Questa manifestazione non è contro altri sindacati ma contro il governo - sottolinea Donata Canta - Vogliamo difendere salari e pensioni sia diminuendo le tasse, che invece sono aumentare, sia facendo crescere il reale potere d'acquisto.

"parco su roma antica per milioni di turisti" - viola giannoli ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma il sindaco, commentando la firma dell'accordo per Alitalia, ha accennato "al rilancio di Fiumicino" e alla "creazione di un grande polo attorno al porto croceristico di Civitavecchia", lasciando intravedere la possibilità che il Parco sorga proprio nella zona nord ovest, appena fuori il raccordo anulare.

L'industria fa i conti con la crisi cassa integrazione per 3 mila operai ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fino a dicembre andranno in cassa integrazione invece i 78 dipendenti dell'ex Emmegi di Termini Imerese. Mentre col fiato sospeso rimangono i 1.700 dipendenti del call center dell'Alitalia, l'Alicos di Palermo, che potrebbe non rientrare nei piani della nuova compagnia aerea. a. fras.

"ho denunciato gli strozzini ma sono condannato alla fame" - dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "L'Alitalia, fine anni Novanta con la deregulation, revoca le 28 agenzie generali in Italia. Una era di mio padre. Biglietti aerei per tutta la provincia. Il fatturato crolla. Le banche ci mettono in sofferenza. Un avvocato consiglia di vendere l'immobile dell'agenzia e ci presenta tre signori.

Saltano le trattative sciopero alla piaggio ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dice Maurizio Landini segretario nazionale Fiom, "visto che il giorno prima l'azienda aveva dichiarato di voler procedere all'accordo". Landini allude all'Alitalia e al doppio ruolo di Colaninno, presidente Piaggio e Cai: "Non sarebbe accettabile la subordinazione della vertenza Piaggio alle altre in cui è impegnato Colaninno".

Tagli, a rischio il 30 % dei treni regionali - lello parise ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: senza tanti giri di parole: "Io non posso fare la fine di Alitalia, ecco perché non voglio indebitarmi". Secondo i calcoli di Loizzo, per il 2008 mancherebbero all'appello 120 milioni di euro. Sempre per il trasporto regionale, 80 milioni erano stati assegnati a Fs dal ministero Prodi e 250 da quello del Cavaliere.

L'ultima disfatta della politica americana - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che lo osteggia apertamente con un ricatto in stile Alitalia, o così o tutti giù dalla finestra, metterà un tampone sull'emorragia. Ma né i colpi di testa di McCain, né il fiacco discorso del presidente alla nazione, mercoledì sera, possono restituire prestigio morale a una politica che lo ha perduto tra le rovine di Bagdad, nel pasticcio afgano, nella devastazione di New Orleans,

"noi piloti meno tutelati ma non c'era altra scelta" - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per Alitalia, sia davvero l'ultima chiamata e che non ci sia un minuto da perdere. Secondo lei Anpac e Up hanno sbagliato strategia? "Non biasimo il comportamento dei colleghi, anche se durante questa durissima vertenza hanno fatto sì che la categoria prestasse il fianco a critiche che ci hanno danneggiato.

"io ho messo insieme epifani e colaninno" - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non sono stati i giochini della politica a sbloccare la trattativa Alitalia, e adesso basta con il bullismo al governo, con gli spot con i fuochi d'artificio. con quest'idea che non si possa fare opposizione e magari non si possano più fare giornali non graditi al governo...". Non dice che è stato merito suo, Walter Veltroni.

Quel tè a casa del leader pd e l'ultima mossa di letta - (segue dalla prima pagina) roberto mania ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo su Alitalia Quel tè a casa del leader Pd e l'ultima mossa di Letta (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ROBERTO MANIA Letta ben sapeva che la sua mediazione non poteva permettere a nessuno di vincere, se non altro nella forma. Nemmeno al segretario generale della Cgil, che pure ieri mattina a Palazzo Chigi ci aveva provato fino all'ultimo.

Denaro sui titoli delle banche bene eni e saipem debole tenaris ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il semaforo verde dei sindacati al piano di salvataggio di Alitalia messo a punto da Intesa Sanpaolo (+3,37%) ha spinto la Immsi di Colaninno a guadagnare il 9,32% e Piaggio il 7,03%. Bene anche Premafin (+10,23%) e Fondiaria-Sai (+1,37%), che fanno capo alla famiglia Ligresti, e Atlantia (+2,67%), veicolo utilizzato dai Benetton per partecipare alla cordata Cai.

Ecco la coppia santoro-granbassi: "saremo scorbutici" - antonio dipollina ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ieri sera la prima puntata della nuova edizione di Annozero dedicata alla crisi dell'Alitalia. La fiorettista debutta con piglio deciso e tranquillo Ecco la coppia Santoro-Granbassi: "Saremo scorbutici" ANTONIO DIPOLLINA Un Annozero "scorbutico e irriverente", con "tanti ringraziamenti alla Rai" che manda in onda una trasmissione così.

Il cavaliere diserta onu e alitalia "mal di schiena, è andato da mességué" - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo su Alitalia. Ma il Cavaliere dov'è? Ai giornalisti stranieri il povero Franco Frattini, mandato a New York a sostituire il premier, raccontava che "Berlusconi è dovuto restare a Roma per salvare l'Alitalia dal collasso". E invece, zitto zitto, il Cavaliere è planato in elicottero mercoledì pomeriggio sulla dolce campagna umbra,

"liberazione", giornalisti in sciopero contro "liquidazione comunista" - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un gruppo ha pensato di fare il verso a piloti e hostess Alitalia: invece del cartello "meglio falliti che con questi banditi", impugnerà la scritta "meglio banditi che con questi falliti". Una crisi speciale, quella di Liberazione, su cui pesa l'esito delle elezioni e di un congresso che ha spaccato in due il partito.

<Il patto con Air France penalizza Milano> ( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 09-26 num: - pag: 1 autore: di RITA QUERZè categoria: REDAZIONALE Gli esperti "Il patto con Air France penalizza Milano" Oliviero Baccelli, vice presidente del Certet Bocconi: "A Linate il 72% dei voli è targato Air One e Alitalia. Quando si fonderanno, i collegamenti si ridurranno. Rischi anche per Malpensa". A PAGINA 7.

<Alitalia salva? Ora tocca ai nostri aeroporti> ( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: colpire gli scali lombardi vuol dire punire il Nord "Alitalia salva? Ora tocca ai nostri aeroporti" Comune, Provincia e Regione: difenderemo Linate e Malpensa. "No ai tagli" Scampato pericolo. Alitalia non fallirà. Ma sotto la Madonnina ci si prepara già a gestire un'altra battaglia. Quella per la difesa di Linate e Malpensa.

I tagli dell'ospedale San Giacomo e la filosofia del tanto peggio ( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma opporvisi con le sue argomentazioni ricorda tanto la filosofia che ha portato l'Alitalia sul baratro. Il buco nella sanità del Lazio non l'hanno aperto i giornalisti (che l'assistenza privata se la pagano), ma generazioni di politici: per qualcuno dei quali lei avrà anche votato, chissà. gbuccini@rcs.it.

Lufthansa punta al 49 per cento - massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il retroscena Lufthansa punta al 49 per cento MASSIMO GIANNINI "Alitalia ci interessa molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...". Wolfgang Mayrhuber va dritto al cuore del problema, quando spiega a Epifani, Bonanni e Angeletti i progetti di Lufthansa sulla nostra compagnia di bandiera. SEGUE A PAGINA 3.

Alitalia, ora i piloti trattano ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: niente carburante Alitalia, ora i piloti trattano Negoziato nella notte a Palazzo Chigi. Dubbi Ue sul piano ROMA - I piloti hanno accettato di sedersi al tavolo delle trattative per Alitalia e, nel negoziato notturno svoltosi a Palazzo Chigi, hanno ottenuto dalla Cai 100 posti in più rispetto al precedente piano industriale.

Lufthansa scopre le sue carte "noi puntiamo al 49 per cento" - (segue dalla prima pagina) massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisire fin da subito il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega il manager - e Lufthansa è pronta a fare la sua parte". Non tanto e non solo per bruciare la concorrenza di Air France, quanto piuttosto perché la mitica "cordata italiana" raggruppata sotto le insegne di Cai, per quanto corroborata dal sofferto accordo con le rappresentanze dei lavoratori,

E ora airone rischia di restare a terra tamoil e total negano il cherosene - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aerei Airbus che nei prossimi dieci anni diventeranno la nuova flotta di Alitalia. Tale debito oltre ad essere garantito dal valore stesso degli aerei, sarà ripagato nel corso degli anni dando in leasing l'intera flotta di oltre 120 nuovi aeromobili ad Alitalia. Sommando tutte le voci, l'esposizione Ap Holding nel 2007 ammonta a 896 milioni, superando il fatturato (785 milioni),

Alitalia, apertura della cai ai piloti confederali spiazzati, uil infuriata - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, apertura della Cai ai piloti confederali spiazzati, Uil infuriata Comandanti-dirigenti e 100 posti part time in più, si tratta Le hostess Anpav firmano l'accordo Incontro con Lufthansa di Letta e sindacati LUCIO CILLIS ROMA - L'apertura di Compagnia italiana ai piloti coglie di sorpresa Cgil Cisl,

Berlusconi: "siate ragionevoli c'è chi taglierà 300 mila posti" - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 16 imprenditori del salvataggio di Alitalia. A Todi, il premier rilancia. Avverte che l'intesa "non è ad horas". Ma è comunque felice che la linea del suo governo abbia retto al confronto con i sindacati. Alitalia - dice - può restare la compagnia di bandiera nazionale. E se qualche vettore straniero vorrà entrare nella nuova società, dovrà accontentarsi di un ruolo di minoranza.

Albenga-roma, la linea scajola - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dai piloti ai lavoratori di terra di Alitalia contrari alla firma del "regalo" preparato da Berlusconi. Voleva convincere della bontà dell'operazione che scarica i debiti del carrozzone Alitalia su di loro. Non è bastato alla destra vincere le elezioni sventolando il tricolore, ora irridono i loro stessi elettori.

L'amaca - michele serra ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia (e speriamo molte altre) non è stato Berlusconi, ma il gran ciambellano Gianni Letta, uomo il cui potere (grande) è comprovato dalla totale assenza dagli schermi televisivi. Mentre il premier era impegnato in un breve e meritato ricovero in un centro anti-stress, tra massaggi defatiganti e decotti di licheni che ci auguriamo gli siano stati applicati con un esorbitante sovrapprezzo,

La spallata della cgil - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sembra improponibile alla luce di quanto avvenuto sul tavolo Alitalia. Rischiamo perciò di pagare un costo aggiuntivo da questa surreale vicenda. I lavoratori italiani attendono da anni una riforma della contrattazione. In quasi due su tre hanno un contratto scaduto. I vecchi assetti contrattuali bloccano la crescita della produttività e dei salari.

Airaudo: crisi fulminante e sarà più grave del 2002 ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma ora bisognerà valutare quale impatto avrà la soluzione della crisi Alitalia sul gruppo Finmeccanica". I problemi dell'industria si aggiungono a quelli legati alla perdita di potere d'acquisto dei salari. Con quali ripercussioni? "La situazione rischia di avvitarsi su se stessa. Quest'anno il salario medio dei metalmeccanici è stato tra i 1.

Industria in crisi: più 24% i licenziati - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non permette di guardare al futuro con ottimismo nemmeno l'esito ancora incerto della vicenda Alitalia. "Non sono tra quelli - aggiunge Rosati - che ritiene che Linate e Malpensa se la caveranno comunque. Dipenderà dal partner straniero che sarà scelto entro il 15 ottobre. Quello che abbiamo sottoscritto è solo il piano di salvataggio della Sea.

"siam bambini, contro la gelmini" - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: In Alitalia settemila esuberi, da noi 160 mila. E noi siamo la scuola statale italiana, almeno chiediamo uguale attenzione" commentano gli insegnanti. A difesa della scuola di bandiera, secondo gli organizzatori ieri sono scesi in piazza in diecimila (la questura dimezza): maestri, genitori, moltissimi bambini contro la riforma della scuola,

Al campidoglio 20 miliardi dal governo - (segue dalla prima cronaca) ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: governo ha creato una sorta di bad company stile Alitalia: da un lato i debiti pregressi per la cui copertura si farà ricorso ai contributi di Roma capitale, dall'altra il bilancio ordinario del Comune che, depurato dalla zavorra, può ripartire da zero. Meccanismo che consentirà ad Alemanno di varare il suo piano di sviluppo e avviare i progetti illustrati in campagna elettorale,

Fs: se aerei a terra treni straordinari ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche dopo la soluzione della crisi di Alitalia l'ad è sicuro del predominio dell'Alta velocità sull'aereo. "Sulla Milano-Roma avremo il 50%, forse il 60%, della quota di mercato dal 2009. Stiamo studiando, sempre dal prossimo anno, una linea che colleghi Roma Tiburtina a Milano Rogoredo in due ore e trenta minuti".

"i risultati solo con il dialogo" letta batte il "falco" sacconi - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il Cavaliere ha ingranato la retromarcia: "L'obiettivo è solo salvare Alitalia". I timori di Letta sono diventati anche quelli di Berlusconi: "Se l'Alitalia non si salva senza la Cgil, si può riformare la Giustizia senza i magistrati?". Per di più nei prossimi mesi il premier sarà alle prese con il giudizio di costituzionalità su Lodo Alfano.

Tegola europea per la nuova compagnia - alberto d'argenio ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ARGENIO BRUXELLES - C'è apprensione a Bruxelles per gli sviluppi della trattativa Alitalia. A far temere una bocciatura europea sono la cessione degli asset e il trasferimento degli slot dalla vecchia compagnia di bandiera alla Cai, così come il prestito ponte concesso a maggio dal governo per evitare il tracollo finanziario del vettore.

Vigilanza rai, dal pdl nuovo niet su orlando - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. "Cerchiamo di riannodare i fili", confida un pontiere come il sottosegretario Paolo Romani, "ma certo le dichiarazioni di Veltroni contro Berlusconi non ci hanno aiutato". Ieri ad accendere le polveri ci ha pensato invece l'altro sottosegretario che sta seguendo la vicenda, Paolo Bonaiuti, affossando la candidatura Orlando con durezza inusitata:

Muoiono tre agenti, rabbia tra le divise - irene de arcangelis ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ne guadagna ottomila...". Amarezza, rabbia, sfiducia. Mentre arriva il cordoglio delle istituzioni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al capo della polizia Antonio Manganelli: "Ho appreso con sentimenti di dolore e vivo rimpianto le notizie dei tragici episodi che hanno visto coinvolti gli appartenenti ai reparti anticrimine della polizia di Stato,

"noi poliziotti mandati allo sbaraglio e ora al ferito taglieranno lo stipendio?" - vladimiro polchi ( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 200 euro al mese per essere uccisi e un pilota Alitalia guadagna 8.000 euro al mese" "Vite distrutte nel tentativo di garantire una sicurezza alla quale sembriamo tenere solo noi delle forze dell'ordine e che grava solo su di noi" VLADIMIRO POLCHI ROMA - "Basta, basta, con queste morti. Noi obbediamo agli ordini, sempre, ma qui ci mandano allo sbaraglio".

Tagli a posti e voli: paura a Linate e Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: paura a Linate e Malpensa I sindacati: decisiva la scelta del partner per Alitalia. In cassintegrazione 900 dipendenti Sea Quello che si sa, per ora, è che non sarà indolore il passaggio da Alitalia a Cai. Niente di paragonabile al fallimento della compagnia di bandiera, ma un ridimensionamento dell'attività di Linate e Malpensa sembra certo.

Crisi Alitalia, la sfida di Malpensa <Resteremo l'unico hub italiano> ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Crisi Alitalia, la sfida di Malpensa "Resteremo l'unico hub italiano" Guerra per il 1,5 milione di passeggeri in fuga dagli altri scali nazionali Dopo gli aiuti all'ex compagnia di bandiera i vertici dell'aeroporto chiedono analoghe misure per i 900 cassintegrati Sea Il passaggio da Alitalia a Cai non sarà indolore.

De Michelis: il mio amico Maurizio non ha perso ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: durante la trattativa finale su Alitalia era a Viareggio. Sacconi, accusato da Veltroni di aver cercato il fallimento della trattativa per colpire "qualcuno": Cgil e Pd, probabilmente. Gianni De Michelis, più volte ministro socialista nella prima Repubblica, è un vecchio amico di Sacconi, lo chiama "Maurizio", e basta.

P enultimatum ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi P enultimatum s.m. inv. - Un ultimatum che fa pena (da "Il nuovo vocabolario Alitaliano") www.corriere.it/italians.

Il metodo Letta incanta la sinistra ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non che la faccenda Alitalia si sia risolta, anzi. I problemi maggiori devono venire. E siccome il ministro dell'Economia ne è consapevole - chiosa malizioso il Picconatore - ha deciso di non esporsi". è una tesi che nel Pd sostengono da tempo. Paolo Gentiloni non a caso sottolinea "l'assenza del Tesoro dalla trattativa" prima di omaggiare Letta:

Sei notti ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI Sei notti Il mediatore Gianni Letta (nella foto) è stato il gran mediatore delle ultime fasi della trattativa Alitalia da 5 giorni al tavolo con i sindacati e la Cai La vicenda L'affare Alitalia definito a palazzo Chigi ha riportato l'attenzione sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio dopo la vicenda del federalismo.

Il grande freddo ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI Il grande freddo La vertenza Alitalia sembra aver allargato ancora di più il solco tra i due leader sindacali Raffaele Bonanni della Cisl e Guglielmo Epifani della Cgil. Il prossimo scoglio sarà la trattativa sulla contrattazione e si comincia da posizioni distanti tra Cisl e Cgil che hanno valutazioni diverse sulla proposta Confindustria.

I piloti firmano l'accordo, sì dei sindacati ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La schiarita dopo l'ultimo round di Uil e Ugl ROMA - Accordo raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 14 ore terminata nella notte. Un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi, ha sancito la pace della Compagnia aerea italiana (Cai) con le "aquile ".

Alitalia, c'è la firma dei piloti ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Aperture dagli assistenti di volo Alitalia, c'è la firma dei piloti Nella notte ok dei sindacati alle concessioni per i comandanti ROMA - Accordo raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 12 ore terminata nella notte. Un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi,

<Ma se non firmiamo saremo i primi esuberi> ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 500 dipendenti Alitalia (di cui oltre 12 mila sindacalizzati). "Ormai il governo può andare avanti anche senza la nostra firma. Noi possiamo anche non firmare, come ci chiedono molti lavoratori, ma è una scelta pericolosa...", ha ripetuto Paolo Maras, delegato Sdl, a hostess e impiegati che continuavano a chiedere: "E adesso che cosa facciamo?

Tengono Intesa e Gemina. Giù Unicredit ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 35%) spinta dalle attese per il salvataggio di Alitalia, di cui ha beneficiato anche Immsi (+5,6%) la holding di Roberto Colaninno e Gemina (+6%), che controlla gli Aeroporti di Roma. Tra i bancari ancora sotto pressione Unicredit (-3,2%) mentre terminano piatte Montepaschi, Popolare di Milano e Ubi.

Il parmigiano chiede lo stato di crisi <Colpa dei supermarket> ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Adesso sospendere i vincoli Antitrust come per Alitalia" MILANO - I produttori di Parmigiano Reggiano lanciano l'allarme, a queste condizioni non ce la fanno più con i costi che crescono da un lato e dall'altro la domanda della grande distribuzione che li mette in ginocchio. E ieri in un vertice tra Regione Emilia-Romagna e operatori, convocato a Bologna dall'assessore regionale all'

La nostra posta ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vedi Alitalia, insegnanti, e quant'altro. Certo il rischio di migliaia di licenziamenti è niente in confronto a un piccolo negozio che chiude. Forse sono di corta memoria, considerando che le piccole attività hanno creato questo Paese, lo hanno reso ricco, competitivo col lavoro artigianale, e con quel dialogo che si istaura ogni giorno con la clientela,

Berlusconi e il <piano-sanità>: privatizzeremo molti ospedali ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lontano dalle tensioni legate al caso Alitalia, nel cuore verde dell'Umbria in un centro Messegué. I buoni propositi, però, sono saltati per "colpa" dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi. Certo, è una "colpa" relativa, visto che Silvio Berlusconi non ci pensa un attimo prima di rompere la consegna che si è imposto.

COMPAGNIA DI BANDIERA MEGLIO NON FARNE A MENO ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia italiana perché il turismo è la nostra maggiore industria. Cioè, se ho capito bene, qualora l'Alitalia andasse allo straniero questo dirotterebbe il turista verso le proprie mete turistiche invece che portarlo in Italia. Cioè, se un giapponese comprasse nella sua agenzia turistica un pacchetto per visitare le principali città italiane e malauguratamente usasse un aereo dell'

Presidio Cgil contro il governo ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, le accuse di Berlusconi e l'accordo sulla compagnia di bandiera firmato in extremis, la Cgil torna in piazza. Contro la politica economica del governo e in difesa dei diritti. La manifestazione milanese- l'appuntamento "per i lavoratori e le lavoratrici" è in piazza San Carlo - si inserisce all'interno della mobilitazione nazionale che il sindacato di Guglielmo Epifani

Ricetta di Santoro: aggiungere pepe ( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la puntata sull'Alitalia sarebbe risultata simile a tante altre che si sono succedute in questi giorni: stessi temi, stesse demagogie, stessi ragionamenti (Raidue, giovedì, ore 21,04). Sì, il ritorno di Corrado Formigli ha consentito a Santoro di togliere dal video la faccia triste di Sandro Ruotolo;

L'italianità come legittima difesa - ilvo diamanti ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italiana" alla crisi di Alitalia ha fatto affiorare, riemergere l'Italianità. Criterio dichiarato del progetto voluto da Berlusconi, non solo per far volare (A)l'Italia, ma per intercettare il consenso sociale. Perché c'è un legame evidente fra questi elementi. Berlusconi ha contrastato il passaggio di Alitalia a Air France,

È già sfida lega-an per il partner ma il cavaliere prende tempo - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il gioco è quello della scelta del partner straniero per dare solidità industriale alla Nuova Alitalia di Roberto Colaninno. D'altra parte finché non comincerà a decollare Cai, la Compagnia aerea italiana (e ci vorrà più d'un mese perché ciò accada) il governo potrà sostenere di avere risolto un altro problema difendendo e affermando, come promesso, l'"italianità" della compagnia.

Piloti, parte della base contesta "oggi non è un giorno di festa" ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non piace a molti il trattamento dei comandanti ROMA - Simone, comandante Alitalia con 16 anni di anzianità, si aggira con aria preoccupata: "Il clima fra noi non è dei migliori. Oggi non è un giorno di festa. Avremo meno giorni di ferie e di riposo, avremo sicuramente una serie di diritti in meno, ma non c'erano alternative, si doveva firmare".

Alitalia, bossi vuole lufthansa colaninno: ora via al rilancio - roberto petrini ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: originalità e discontinuità la nuova Alitalia". Quanto al presidente della Cai, Roberto Colaninno, guarda al futuro con fiducia: "Il passaggio dell'accordo con tutti coloro che lavorano in Alitalia è fondamentale perché significa dar vita ad un'opera di grande rilancio". Gli fa eco il ministro dei Trasporti Matteoli: "Con la firma anche dei piloti la nuova Alitalia può decollare.

Meno aerei, niente hub e 12.500 dipendenti così nasce la nuova compagnia di bandiera - barbara ardu ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 500 dipendenti così nasce la nuova compagnia di bandiera Il numero degli aerei si riduce dai 202 di Alitalia e Air One a 153. Sei città basi operative Meno ferie e riposi e tagli di stipendio fino al 7% a parità di stipendio per il personale di volo BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - Della vecchia Alitalia rimane il nome, ma cambiano i padroni e i contratti di chi lavora.

A metà della prossima settimana la cai si trasformerà in spa ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per quanto riguarda il certificato di operatore aereo si sta facendo sempre più concreta l'ipotesi di utilizzare la licenza di Air One. Un'opzione che consente, tra l'altro, di aggirare il problema della continuità con la vecchia Alitalia. Il capitolo del partner internazionale è invece ancora tutto da scrivere.

L' amaca ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ceduta a un manipolo di privati in sinergia con Lufthansa (che punta, a quanto si legge, al 49 per cento del capitale), mentre non sarebbe stato lecito definire compagnia di bandiera un'Alitalia italo-francese, che per giunta sarebbe nata sei mesi prima evitandoci il penosissimo tira e molla di questo settembre nevrastenico.

L'italianità come legittima difesa - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della popolazione ritiene che il controllo italiano di Alitalia garantisca maggiormente l'interesse del Paese e dei cittadini. Nonostante il debito accumulato dopo anni di gestione "italiana". Nonostante l'impopolarità della compagnia di bandiera: del personale di volo e di terra. Nonostante una quota largamente maggioritaria ?

Risponde corrado augias - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: totalmente privato oltre che quelli di Alitalia? Perché mai nessuno ha parlato delle condizioni finanziarie di Airone che entrava nel "calderone" Cai? Perché la maggior parte degli aeroplani fermati apparteneva alla flotta Alitalia e non ad Airone? Quanti sanno che il mio contratto pone come limite massimo di impiego 17 ore continuative che in casi eccezionali possono arrivare a 19?

Fi alla moratti: vogliamo il bilancio - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il coordinatore di Forza Italia assicura che la Moratti adesso non è contraria alla presenza di un rappresentante della Regione nel Cda della Soge. Però bisogna fare in fretta: "Mi sento già fuori tempo massimo", è sbottata ieri mattina Letizia. Risolta la grana Alitalia, la prossima settimana potrebbe essere decisiva per la firma del decreto che stabilisce la governance di Expo.

"chi è sarah palin? una spogliarellista" valiani non conosce la signora dell'alaska ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per nulla imbarazzato: prende posizione sull'Alitalia ("se la trattativa fallisce, la colpa è dei sindacati"), ma evita di dire chi è il più bravo fra Mancini, Mourinho e Arrigoni, nominando solo il "più simpatico": Arrigoni. Che, visto com'è andata al vicegovernatore dell'Alaska, può accontentarsi.

Contratti, cgil contro confindustria - giorgio lonardi ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia non ci sono più scusanti né attenuanti. Spero si affrontino a viso aperto le problematiche della riforma contrattuale anche se le dichiarazioni rilasciate dalla Cgil non fanno ben sperare". Poi ha aggiunto: "Noi però siamo ottimisti e cocciuti - e io sono un po' montanaro - per cui andiamo avanti fino in fondo su questo tentativo di ammodernare un sistema di cui credo abbiamo

"soldi sufficienti fino al passaggio di consegne" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mantenere pienamente operativa Alitalia e ottenere una nuova licenza di volo con la collaborazione dell'Enac e del governo, infine convincere l'Europa che tutto è stato fatto secondo le regole. L'agenda dei manager Cai e del commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è fittissima, perché anche se vinta la partita sul contratto del personale,

Berti: "i piloti perdono un po' di potere ma la gestione non era compito nostro" ( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha firmato l'accordo per la Nuova Alitalia. Ha così evitato di trasformarsi nell'Arthur Scargill italiano, perché come il capo dei minatori inglesi sconfitti dalla Thatcher, stava rischiando di rimanere senza vie di fuga. Per la sua Anpac, comunque, si chiude la lunga stagione di strapotere all'interno della compagnia.

IL RIFORMISMO BOCCIATO ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La scuola pubblica è come l'Alitalia: rovinata da decenni di management interessato a garantirsi clientele e da un sindacalismo cui si è consentito di cogestirla con gli scadenti risultati (in tema di preparazione dei ragazzi) che i confronti internazionali ci assegnano.

Baseotto: <Trasporti, Expo, sanità: la Regione risponda> ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il nuovo segretario regionale della Cgil "E su Alitalia basta liti, serve una riflessione seria" Baseotto: "Trasporti, Expo, sanità: la Regione risponda" La Cgil si è mobilitata ieri nelle piazze della Lombardia come nel resto d'Italia per protestare contro la politica economica del governo.

Veltroni: con Berlusconi democrazia svuotata Come la Russia di Putin ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si è offeso per le polemiche su Alitalia? "Guardi, qui in casa mia, su quei due divani là in fondo, si sono seduti Epifani e Colaninno, e hanno trovato l'accordo. Io ho un giudizio pessimo di come il governo ha gestito la vicenda, compresa la scelta di una cordata non si sa in base a quali principi.

Epifani: scuola, si cambi o sarà sciopero generale ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: occasione per rivendicare con orgoglio il ruolo svolto nella trattativa Alitalia. "Ci hanno detto di tutto, ma noi volevamo salvare la compagnia e l'occupazione", ha detto il segretario della Cgil, che ieri ha parlato a Roma in una delle 150 iniziative di mobilitazione organizzate in tutta Italia. "Hanno cercato di metterci all'angolo, ma non ci sono riusciti.

Nuova Alitalia, i soci accelerano sul decollo ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I vertici della Cai, la società che si è impegnata a rilevare e rilanciare Alitalia, si sentono già a buon punto: "Il passaggio dell'accordo con coloro che lavorano in Alitalia è fondamentale perché il rilancio potrà realizzarsi solo con " il concorso di tutti", ha detto il presidente della società Roberto Colaninno.

Nord e sindacalisti con Lufthansa. Roma tifa per i francesi ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vogliono la compagnia tedesca come partner internazionale di Alitalia. E anche fra le fila del partito Air France ci sono assi bipartisan: dai vertici del Pd nostalgici per l'intesa sfumata fra il governo Prodi e il colosso transalpino dei cieli, agli esponenti capitolini di An. Ancora con molti distinguo ("aspettiamo le offerte"), cominciano a prendere forma i due schieramenti.

<Convinceremo l'Europa sull'operazione, cambiano sia la compagnia sia i contratti> ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attuale Alitalia e dalla società Air One, col risultato di realizzare un nuovo operatore aereo con caratteri di forte discontinuità". Come si fa a sostenere che la nuova Alitalia non deriva dalla vecchia compagnia? "La nuova società avrà un nuovo contratto di lavoro e un modello organizzativo che abbandonerà definitivamente i vizi della gestione pubblica,

Alitalia Il salvataggio ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il salvataggio L'opposizione: la strategia unitaria paga Senso di responsabilità Maggioranza e opposizione devono continuare a lavorare insieme per Alitalia. Lo chiede Francesco Rutelli (foto) che giudica l'accordo raggiunto un "primo risultato positivo".

E Venezia premia chi la vuole come Disneyland ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dopo aver parlato del fallimento della Lehman Brothers e della vicenda Alitalia, Kay conclude: "Per Venezia ci sono paralleli e lezioni da apprendere tanto nell'avidità e negli orizzonti a breve termine nel suo settore privato quanto nell'indolenza e nel disprezzo del suo settore pubblico". Che ne dirà, a premio assegnato, il sindaco Massimo Cacciari?

Tacchi-trampolo, sfiorato il muro dei 20 ( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per le hostess di Alitalia ma la voglia di volare in passerella è pura metafora. è il tentativo di alzare la donna per farla evadere: il contrario cioè che tenerla con i piedi ben piantati per terra. Prendiamo il filone del nuovo romanticismo, diversamente sviluppato da Giorgio Armani, Dolce e Gabbana, Alberta Ferretti,

"rispondo alla gente, non ai pm" ( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia o di Napoli e dei rifiuti, e dedicarmi anima e corpo alle udienze? Ma lo sanno o no che 20 milioni di italiani mi hanno votato? E io dovrei forse rispondere ai magistrati piuttosto che alla gente?". E poi, rivolto a Ghedini e ad Alfano, il primo suo avvocato e consigliere giuridico, il secondo Guardasigilli: "Adesso basta con le esitazioni sulla riforma costituzionale della

Così è nata la quarta confederazione guidata dalla "tosta" renata polverini - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha conquistato con la vertenza Alitalia un posto al tavolo che conta insieme a Cgil, Cisl e Uil Così è nata la quarta confederazione guidata dalla "tosta" Renata Polverini ROBERTO MANIA ROMA - "Renata è una tosta", dice Guglielmo Epifani della collega Polverini, leader dell'Ugl, prima donna in Europa a guidare un sindacato.

"la dura vita del pilota-piacione" max giusti imita il leader anpac ( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lei che idea si è fatto della vicenda Alitalia? "Che con Air France i piloti guadagnavano di più e gli esuberi erano 2000 se non sbaglio; dopo tre mesi, tutti guadagneranno di meno e gli esuberi sono 3120. Questo è il sunto. Poi che Alitalia rimanga italiana mi fa più piacere... Se diventava straniera dispiaceva anche a mia madre che l'aereo non lo prende mai"

Alitalia, le hostess verso il sì berlusconi: tetto agli stranieri - barbara ardu laura serloni ( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, le hostess verso il sì Berlusconi: tetto agli stranieri "Decide la cordata ma escludo una maggioranza estera" Il 90 per cento degli iscritti a Avia e Sdl è favorevole alla sigla dell'accordo BARBARA ARDU LAURA SERLONI BARBARA ARDù ROMA - Gli stranieri non avranno mai il controllo di Alitalia.

"statali, il contratto si può chiudere entro l'anno" - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: niente sceneggiate tipo Alitalia, previsto un anticipo del 90% a gennaio LUISA GRION ROMA - Un contratto "prendere o lasciare", da chiudere in tempi brevi e senza perdere tempo "in sceneggiate tipo Alitalia". Per il ministro Burnetta la partita salariale dei tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici può e deve essere chiusa entro l'anno.

La cai pensa a una gara lufthansa-air france il partner della compagnia sarà chi offre di più - giovanni pons ( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione di Alitalia che secondo i piani dovrebbe concretizzarsi in un mese circa. Anche se i problemi sul tavolo non sono pochi e dunque l'assemblea si preannuncia "complessa" e quasi sicuramente non definitiva. Nel senso che la partita Alitalia è stata risolta attraverso un accordo politico, quello raggiunto nelle notti scorse da Roberto Colaninno,

Berlusconi: basta dialogo con Veltroni ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, e poi ha tentato perfino di prendersi il merito di aver fatto ridecollare l'intesa... ". E però, nonostante il fastidio - o forse proprio per il troppo fastidio - Berlusconi ha deciso di replicare a brutto muso all'avversario, e lo ha fatto lasciando il resort per tornare a Milano a gustarsi il derby prima di ritirarsi nella sua nuova villa sul lago Maggiore per festeggiare

Alitalia, l'operazione Cai all'esame della Ue ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: asset a prezzi di mercato Alitalia, l'operazione Cai all'esame della Ue Attesa oggi la firma delle ultime due sigle autonome. Il premier: fiducioso, manca poco ROMA - "Discontinuità, trasparenza, vendita degli asset di Alitalia a prezzi di mercato". Questi i paletti di Bruxelles sul salvataggio della compagnia aerea italiana.

Sindacati, in un anno la popolarità cala del 19% ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I l caso Alitalia sembra avviarsi a una soluzione, con l'accordo tra tutte le parti in causa. Ma esso lascia rilevanti strascichi nell'opinione pubblica. Infatti, la popolarità degli attori coinvolti (Cai, governo, opposizione, sindacati, piloti e assistenti di volo) ha subito significative ripercussioni a seguito dell'intera questione,

Scuola, il Pd e l'<operazione nostalgia> del governo ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: limitandomi a dire che, sulla scuola come per il caso Alitalia, il Pd si muove tentando di esprimere una sua visione di società. Ci interroghiamo cioè su come dovrebbe essere, secondo noi, il sistema scolastico nel nostro Paese o su quali siano gli interessi nazionali in gioco nella vicenda della compagnia di bandiera.

Il forum di oggi ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia privatizzando i profitti e socializzando le perdite sia stata ispirata dalle vicende della scuola italiana da tempo avviata verso la distinzione tra new school e bad school. Gli ottimisti contano sulla stessa vigilanza che l'Unione Europea ha annunciato sulla regolarità delle vicende della nostra compagnia di bandiera.

<Stop navette per piloti> Coop di autisti sul lastrico ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che serve per assicurare la puntualità delle partenze, costa all'Alitalia circa sette milioni di euro all'anno che il personale viaggiante rimborsa con una trattenuta in busta paga di 30 euro mensili. Il resto lo mette l'Alitalia. Cifre di cui Colaninno, che vuol portare i conti in pareggio, non vuole più sentir parlare.

<Piano serio, il governo ci aiuti> ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come ha dimostrato il caso Alitalia, si occupa di queste mosse propagandistiche". Alemanno oggi sarà in aula per presentare il piano di rientro - abbondantemente anticipato tre giorni fa dal Sole 24 ore - e ieri ha ribadito che "è un piano molto impegnativo, molto serio e richiede l'aiuto del governo per poter essere risolto".

ALITALIA ( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lettere al Corriere - data: 2008-09-29 num: - pag: 25 categoria: BREVI ALITALIA La statalizzazione Caro Romano, i suoi argomenti a favore di una compagnia di bandiera sono condivisibili. Ma se l'interesse nazionale domina sulla logica del profitto perché privatizzare il servizio? Non sarebbe meglio una compagnia di proprietà dello Stato?

Alitalia, firmano anche le hostess colaninno: gara per il partner - lucio cillis a pagina 24 ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma i sindacati annunciano un referendum tra i lavoratori Alitalia, firmano anche le hostess Colaninno: gara per il partner LUCIO CILLIS A PAGINA 24 SEGUE A PAGINA 24.

Brindisi con veronica e coccole ai nipoti per i 72 anni silvio inaugura la nuova villa - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia - lui ne è certo - risorgerà "grazie a me, e pensare che mi prendevano in giro quando parlava di cordata italiana", l'Ici abbassata "e adesso penseremo alle altre tasse", il carovita che sarà aggredito "perché sto mettendo a punto un accordo con grande distribuzione e commercianti", il federalismo fiscale che "riequilibrerà il divario tra Nord e Sud"

La tempesta nei cieli che ha diviso l'italia - francesco merlo ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nel 1947 scoprimmo il volo di linea Almeno nel nome , Alitalia siamo stati davvero imbattibili. E infatti tutti dicono che le sole ali che fanno volare l'Italia sono quelle della fantasia La tempesta nei cieli che ha diviso l'Italia Una compagnia aerea in crisi e un paese coinvolto in un dibattito infinito.

Se l'aeroporto ora è un luogo - gabriele romagnoli ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Chiunque ci lavori (non solo chi indossa divise Alitalia) ha spento il sorriso e acceso la valvola dello scontento. Non si sente più coinvolto in un'avventura della specie (volare, santo cielo, agli umani non era prescritto), piuttosto impiegato in una funzione fin troppo pubblica. Se lo sportello è una pena, il metal detector è peggio.

Expo, la promessa di berlusconi ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Milano Il premier: passata l'Alitalia, ora ci mettiamo la testa. Ma Castelli conferma i timori sui tagli per le opere milanesi Expo, la promessa di Berlusconi "A giorni il decreto". Penati: no alla Bracco presidente di Soge Il decreto che definisce la governance dell'Expo dovrebbe finalmente arrivare.

Angelo foletto ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non tanto chiarire le ragioni dell'agitazione, cosa che in tempi di questione-Alitalia è già un argomento spinoso, quanto far digerire che la serata speciale a teatro andrà probabilmente rimpiazzata con la solita poltronata televisiva o ordinaria uscita in pizzeria. SEGUE A PAGINA IV.

Il governo rassicura milano "ora l'expo è la nostra priorità" - teresa monestiroli rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: TERESA MONESTIROLI RODOLFO SALA Chiusa la partita Alitalia, ora tocca all'Expo. A garantire tempi rapidi per firma del decreto che fisserà la squadra di comando dell'Esposizione 2015 è il presidente del consiglio Silvio Berlusconi che ieri, sul lago Maggiore per festeggiare i suoi settantadue anni, ha dichiarato: "Passata la vicenda Alitalia, possiamo finalmente metterci la testa.

Sei mesi di litigi e adesso mancano i soldi per il metrò - roberto rho ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tra cui l'Expo e il caso Alitalia. Prima di quella data il sindaco sarà all'estero", ha annunciato il 23 settembre scorso il vicesindaco De Corato. Nei 23 giorni che intercorrono tra l'annuncio di De Corato e la possibile apparizione di donna Letizia a Palazzo Marino, il tempo per incontrare Forza Italia ?

BERLUSCONI: PRONTO IL DECRETO PER L'EXPO DAREMO PIÙ SPAZIO ALLA REGIONE ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Moratti ed Alitalia. Sulla soluzione prospettata per la governance della società: "è giusto che la Moratti abbia la mano migliore, se Milano ha ottenuto l'Expo è merito suo". Su Paolo Glisenti: "Sarà l'ad, nell'ambito del consiglio d'amministrazione". Sul sindaco: "Ha una storia da imprenditrice, è benestante, se sceglie di stare lì è perché vuole fare bene.

Berlusconi: Expo? Pronto il decreto Giusto dare più spazio alla Regione ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in questi giorni non abbiamo potuto staccarci dalla vicenda Alitalia, ma ora siamo pronti a ripartire". Peraltro, la soluzione prospettata per la governance della società al premier sembra quella "più equilibrata. è giusto che Letizia Moratti abbia la mano migliore, se Milano ha ottenuto l'Expo è merito suo.

Moratti: il rimpasto? Decido io ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: risolta la questione di Alitalia, "questa diventa una priorità e ce ne occuperemo già in uno dei primi Consigli dei Ministri di ottobre". La festa avrà anche momenti di spettacolo. Si esibiranno Edoardo Bennato ed Enrico Ruggeri, che dedicherà il suo spettacolo alla causa tibetana, ma è in calendario anche un ricordo di Lucio Battisti affidato alla band "

Berlusconi, Alitalia e il Pd: meno male che c'era D'Alema ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veltroni spingeva Epifani al no Berlusconi, Alitalia e il Pd: meno male che c'era D'Alema LESA (Novara) - "Ma vi rendete conto? Epifani era già convinto di firmare il piano Alitalia. Veltroni ha fatto il diavolo a quattro per fargli dir di no. Poi anche D'Alema ha chiesto a Walter se fosse impazzito e così gli è toccato tornare indietro".

LA VECCHIA NARRAZIONE ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nelle ultime fasi della vicenda Alitalia, abbia in mente la scadenza del 25 ottobre, in cui il popolo democratico manifesterà in piazza contro il governo Berlusconi. Conoscendo il suo popolo e le sue pulsioni, il leader del Pd sa quanto la "narrazione " della democrazia in pericolo, costruita in un quindicennio dominato dal vecchio schema,

Pezzotta contestato da manifestanti Sdl-Avia ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Durante una manifestazione di dipendenti delle sigle del personale viaggiante Alitalia Sdl-Avia sono volate parole grosse all'arrivo dell'ex sindacalista: la contestazione ha sfiorato l'incidente quando, oltre ai fischi e a qualche urlo come "venduto", alcuni partecipanti hanno lanciato buste di plastica e altri oggetti verso il parlamentare.

E i fondi italiani chiamano gli avvocati. Per i bond ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cosa si può fare per un parziale recupero del valore dei bond Alitalia finiti nella bad company. La situazione sembrerebbe più complessa di quanto emerso: in circolazione ci sono anche dei titoli impacchettati in Cds, credit default swap, e pare venduti Oltreoceano. Ma per ora i fondi italiani non hanno avuto buone notizie: il consiglio dei legali sarebbe stato di lasciar perdere.

Firmano le hostess, Colaninno frena sul partner ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Colaninno frena sul partner Nuova Alitalia, siglano Sdl e Avia. "Per l'alleanza internazionale non c'è fretta" "Perché dobbiamo partire dall'idea di dover vendere? Non siamo più il parente povero che va con il berretto in mano" ROMA - Per la scelta del partner straniero di Alitalia "non c'è fretta".

Adesso spunta il giallo della sigla Az e del nome per la nuova compagnia ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E se si chiamasse "AlItalia", con la "I" maiuscola? Oppure "Alitalia2", per distinguerla dalla prima? In questi giorni in cui si stanno approntando tutti gli strumenti tecnici per far partire la nuova compagnia, i problemi sembrano moltiplicarsi. Così ora, secondo l'Enac, l'ente per l'aviazione civile, presieduto da Vito Riggio,

L'ultimo no della <pasionaria>: <Conviene cambiare lavoro> ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: io sono in Alitalia da 11 anni, ancora vivo con i miei genitori perché non riesco a permettermi casa da sola. Figuriamoci se ci tagliano lo stipendio". E sul piano sentimentale va anche peggio: "Sono single, perché quando passi fuori dalla tua città 18-20 giorni al mese, è difficile mantenere una relazione stabile.

<Visto? Il buco non esiste Chissà se ci saranno i soldi> ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Marroni attacca anche sulla vicenda Alitalia: "Alemanno dice che avvierà un confronto con Lufthansa e Air France, ma sbaglia e gioca sporco, perché è noto che la soluzione migliore per Fiumicino è quella francese, mentre i tedeschi sono graditissimi a Malpensa. E Alemanno questo lo sa bene".

Putin telefona da Mosca: auguri ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia" ad Arturo Parisi (Pd) "Auguri. Basta", dal direttore di Liberazione Piero Sansonetti "Tanti auguri e forza Milan" al presidente di Gaynet Franco Grillini "Che si goda la vecchiaia e smetta di fare politica". L'interessato ringrazia tutti e svela il suo segreto: "La mia mamma diceva: c'è un solo modo per non invecchiare,

E Silvio: su Epifani Massimo fermò Walter ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: qui ho scoperto il fascino del lago E Silvio: su Epifani Massimo fermò Walter Il Cavaliere festeggia i 72 anni: Alitalia merito di Veltroni? No, lui voleva la rottura DAL NOSTRO INVIATO LESA (Novara ) - Gli ostaggi italiani sono stati liberati: "Abbiam fatto bene a non fare blitz". Il Milan, la sera prima, ha vinto il derby: "è stata una bella partita".

Orlando e le accuse al Cavaliere Il Pdl insorge: mai alla Vigilanza ( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma secondo L'Udc nè il Pd nè la Pdl vogliono chiudere ora la partita Vigilanza-vertici Rai. "Almeno fino ala manifestazione del 25 ottobre il Pd non può fare nessun patto. E Berlusconi rinvia perché sa che aprire il dossier Rai sarà più faticoso di quello Alitalia". Virginia Piccolillo.

Acquisto del "domani" spallanzani si ritira: interferenze di cgil e pd - silvia bignami ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: interferenze di Cgil e Pd SILVIA BIGNAMI Una piccola Alitalia. Ma per ora senza nessuna soluzione in vista. Ieri il gruppo Spallanzani si è ritirato dalla trattativa per l'acquisto del quotidiano Il Domani, in polemica con Cgil e Pd che nei giorni scorsi si erano opposti alla decisione di Legacoop di vendere la testata.

Aeroporto, nessuna offerta adeguata per la gestione dei servizi di terra ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nessuna offerta adeguata per la gestione dei servizi di terra La crisi di Alitalia, fa scappare tutti i possibili partner di "Marconi handling" (Mh). Il bando indetto da Sab (società di gestione del Marconi) infatti, non ha trovato nessuna delle cinque società che a giugno avevano espresso un interesse. Una situazione con cui ha dovuto fare i conti il cda dell'aeroporto Marconi,

Rilancio alitalia, via libera al piano cai - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Rilancio Alitalia, via libera al piano Cai La cordata italiana incassa l'ultimo sì con polemiche degli assistenti di volo Avia e Sdl: "Un collega su tre perde il lavoro chiederemo agli iscritti di votare" LUCIO CILLIS ROMA - E sono nove. Con gli ultimi due via libera giunti ieri da Avia e Sdl, le associazioni che rappresentano gran parte degli assistenti di volo,

Proteste contro la cisl insulti e spinte a pezzotta ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lancio di bottigliette di plastica e insulti: Savino Pezzotta ex leader della Cisl e ora deputato Udc ieri è stato pesantemente contestato davanti a Montecitorio da alcuni partecipanti alla manifestazione indetta dalle sigle del personale viaggiante Alitalia Sdl-Avia. "Pensavano a me come ex leader sindacale, ce l'avevano con Bonanni", ha commentato.

"partner estero? nessuna fretta" cai punta alla gara franco-tedesca ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è la scelta del partner estero da affiancare in questa fase di rilancio ad Alitalia, Lufthansa o Air France-Klm, due modi diversi di intendere il sistema aereo, due filosofie all'opposto sulle quali si aprirà una fase di riflessione non necessariamente breve. "Non c'è fretta", taglia corto Colaninno; che ricorda i "no" ad ogni accordo arrivati dai vettori stranieri ad agosto.

Economia La chiusura positiva del negoziato con i sindacati di Alitalia è una buona notizia ma non p... ( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia La chiusura positiva del negoziato con i sindacati di Alitalia è una buona notizia ma non può esimere i protagonisti del rilancio, da Colaninno, al sottosegretario Gianni Letta fino al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, dal dimenticare i vecchi azionisti e gli obbligazionisti della compagnia di bandiera.


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E fantozzi chiede il "time out" all'enac (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

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Economia Oggi il commissario presenta il piano per evitare la sospensione della licenza: "Ma ci sono soldi solo fino al 30 settembre" E Fantozzi chiede il "time out" all'Enac ROMA - L'Alitalia è in condizione di volare fino al 30 settembre. Non oltre. Sarà il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, a inviare oggi pomeriggio all'Enac, il piano di emergenza, con il quale garantirà di avere a disposizione le risorse finanziarie necessarie per proseguire l'attività fino a martedì prossimo. Un passaggio che consentirà all'Alitalia di mantenere le licenze provvisorie per il volo. "Una piccola morte annunciata", come ha detto lo stesso Fantozzi. Era stato il presidente dell'ente di controllo, Vito Riggio, a chiedere la presentazione di un piano realistico in grado di garantire l'operatività della compagnia. Ieri Fantozzi è stato ascoltato dalla commissione Attività produttive del Senato, e ha ribadito di non aver ricevuto alcuna offerta per l'acquisto del comparto volo della compagnia della Magliana. "Sto ricevendo decine di offerte frazionate o frazionarie per singoli comparti di Alitalia - ha detto - ma non ho una singola offerta per Az Fly". Una risposta indiretta ai tanti che hanno criticato le modalità con le quali Fantozzi ha interpretato il suo ruolo di commissario straordinario. All'ex ministro, per esempio, è stato rimproverato di non aver cercato attivamente, o di averlo fatto troppo in ritardo, altri potenziali acquirenti a parte la Cai (Compagnia aerea italiana) di Roberto Colaninno. Insomma di avere trattato solo con la cordata tricolore su indicazione del governo e non aver allargato la ricerca ai grandi vettori stranieri (Lufthansa, British e Air France) sicuramente interessanti al ricco mercato italiano. "A me come commissario - ha precisato - sono attribuiti poteri di negoziare a trattativa privata con eventuali acquirenti. E sebbene molti grilli parlanti hanno avuto a che dire, il decreto legge prevede che il commissario possa disporre dei beni a trattativa privata". In deroga alla precedente normativa. Fantozzi ha dunque voluto sottolineare che la pubblicazione sui quotidiani dell'invito a manifestare l'interesse serviva a sollecitare le offerte. Che però non sono arrivate. Il piano di emergenza, i tagli ai collegamenti con la messa in cassa integrazione di circa 4 mila dipendenti, consente all'Alitalia di avere una liquidità minima ma sufficiente. Anche per il pagamento delle retribuzioni di settembre ai 20 mila dipendenti, come ha detto in commissione Fantozzi. Certo la situazione è arrivata al limite: questo mese la compagnia ha incassato 100 milioni in meno rispetto alla media mensile a causa degli aerei mezzi vuoti. Il commissario non è entrato nel merito della trattativa sindacale. Ha, tuttavia, parlato di "spiragli". Poi ha aggiunto che le grandi compagnie (Air France o Lufthansa) non hanno presentato le offerte "perché non vogliono entrare in un negoziato con i sindacati italiani". (r.ma.).

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Berlusconi attacca il pd veltroni: soluzione grazie a noi - giovanna casadio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il premier accusa l'opposizione di aver remato contro l'accordo su Alitalia Berlusconi attacca il Pd Veltroni: soluzione grazie a noi GIOVANNA CASADIO ROMA - Un gesto eloquente. Di chi è stata la colpa del fallimento della trattativa su Alitalia, di Veltroni e della Cgil? Silvio Berlusconi allarga le braccia, fa un cenno che vuol dire "sì": "è chiaro a tutti cosa è successo. C'era già un accordo e l'accordo non si è risolto perché qualcuno ha scelto la politica di dare un colpo al governo senza preoccuparsi degli interessi e del bene del paese". Il premier affida ai cronisti che lo aspettano a fine mattinata davanti a Palazzo Grazioli, prima di partire per Milano, l'apertura all'ingresso di un partner internazionale e le ultime valutazioni su Cai ("Non ci può essere un'altra soluzione, prima si chiude con Cai e poi le alleanze con i soci stranieri, che restano di assoluta minoranza e non sono solo Lufthansa, ci sono anche Air France e British"), ma soprattutto fa partire la bordata contro l'opposizione. Un attacco a freddo, perché arriva il giorno dopo la lettera del segretario del Pd che ha offerto collaborazione e indicato tre possibili soluzioni. Comincia così la giornata cruciale, quella che dovrebbe condurre all'atterraggio della trattativa. Inizia con la sfida tra il premier e il capo dell'opposizione. Veltroni replica solo in serata, in un'intervista al Tg1, e premette che vuole mantenere la misura, però contrattacca: "Berlusconi fa queste dichiarazioni perché sa benissimo chi ha tirato fuori non il governo ma il paese da questo impaccio. Non è stato lui a risolvere; la conduzione della trattativa era finita e Cai aveva ritirato l'offerta, e ora non dico nulla lo dirò nelle prossime ore". Oggi a Porta a porta. E l'accusa mossagli dal Cavaliere di avere boicottato l'accordo tra Cai e sindacato? "Conosco Berlusconi so che quando fa queste dichiarazioni, lo fa per una ragione: lui con il governo ha gestito come peggio non si poteva la trattativa". Comunque, il segretario del Pd dichiara di essere "ottimista" per una "soluzione positiva" della vicenda Alitalia. Già oggi, prevede, potrebbe esserci la chiusura e questo grazie a "due fatti nuovi, un passo avanti da parte di Cai e la verifica reale di un'alleanza internazionale". Oggi c'è infatti la convocazione dei sindacati a Palazzo Chigi (alle 11), dove ieri è rimasto Gianni Letta, facendone un crocevia per risolvere la crisi. C'è stato a tarda sera, l'incontro del sottosegretario di Berlusconi con i piloti, prima con il vertice Cai, preceduto dal segretario della Cgil, Epifani. Berlusconi aveva bacchettato duramente anche i piloti ("Non siate irragionevoli"), dopo avere accusato "la sinistra". Nella sede dei Democratici, durante la riunione del governo-ombra l'irritazione era cresciuta con il tam-tam delle agenzie di stampa. "Noi cerchiamo soluzioni, Berlusconi provoca", era sbottato Pierluigi Bersani, mentre Veltroni illustrava le iniziative del Pd, i contatti con Gianni Letta, Roberto Colaninno, Epifani. E intanto ieri, in commissione Politiche Ue del Senato la maggioranza è stata battuta sulla modifica della legge Marzano che ha permesso lo scorporo di Alitalia: molti senatori Pdl erano assenti.

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Accordo su alitalia a un passo cgil: aperture da cai, si può firmare - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Accordo su Alitalia a un passo Cgil: aperture da Cai, si può firmare Oggi sindacati a palazzo Chigi. Air France verso l'alleanza LUCIO CILLIS ROMA - Air France rientra in corsa per Alitalia e tende una mano a Cgil e sigle autonome rimaste all'angolo. Il governo nelle ultime ore ha impresso un'accelerazione improvvisa alla vertenza e convocato nello studio del sottosegretario Gianni Letta i vertici di Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Frenetici anche i contatti tra Letta e il fronte del no all'accordo: da Cgil, piloti e hostess arrivano segnali di distensione ma solo oggi, al termine dell'ennesimo incontro a Palazzo Chigi, le posizioni saranno più definite. Nel pomeriggio di ieri è arrivato il colpo di scena che riapre la trattativa e che forse metterà al sicuro la compagnia e 20mila posti di lavoro. Jean-Cyril Spinetta, che a gennaio lascerà la poltrona di numero uno di Air France-Klm, chiama il suo consulente italiano, Francesco Mengozzi (ex ad di Alitalia), e lo "invia" a Palazzo Chigi per chiarire la posizione. Il pressing di Lufthansa è infatti asfissiante: dopo la conquista di Brussels Airlines (la ex Sabena) e l'ipoteca messa su Austrian, l'altro vettore europeo in vendita con Alitalia, i tedeschi puntano ad entrare in forze anche nel ghiotto mercato del Sud-Europa. Air France rischia l'accerchiamento e questa è l'ultima opportunità per non lasciare a Lufthansa anche Fiumicino, Linate e Malpensa. Quella che si sta giocando nei cieli europei è dunque una partita a scacchi che Spinetta non può permettersi di perdere e nemmeno di pareggiare, visto che i tedeschi, anche ieri, hanno ribadito il loro "interesse" per gli sviluppi della crisi Alitalia. Ecco perché la compagnia franco-olandese ieri ha rotto gli indugi e ha portato sul tavolo di Letta la disponibilità ad entrare al fianco della cordata con una quota di minoranza attorno al 15%; una percentuale che se confermata porterebbe Air France quasi in cima ad Alitalia 2, al pari del primo azionista italiano. L'affondo francese alla conquista finale della Magliana potrebbe arrivare tra 3-5 anni e quindi entro il 2013. Oggi stesso il cda franco-olandese ascolterà da Spinetta i dettagli della proposta ed appare molto probabile il via libera all'operazione, al netto di un possibile rilancio a sorpresa per mettere le mani sull'intero pacchetto. La presenza di Air France riporta così a Palazzo Chigi i sindacati al completo, compreso il fronte del "no" all'accordo con Cai: la Cgil di Guglielmo Epifani oltre alle sigle di piloti e hostess. Ma Cai e governo vogliono chiudere in fretta: oltre alla presenza del partner estero di rango, ad Epifani e ai comandanti Fabio Berti e Massimo Notaro, verranno fatte delle importanti aperture. In queste ore si starebbe lavorando su alcuni nodi del contratto, tanto che la Cgil sarebbe "pronta a firmare" viste le "aperture soddisfacenti" di Cai. La conferma del passo avanti viene dal leader della Uil Luigi Angeletti che annuncia "l'adesione" di Epifani al piano. Cai si è infatti impegnata a riaprire la partita dei 3mila precari, che potrebbero entrare progressivamente nella compagnia rinnovata. Tra le altre novità ci sono l'invarianza di salario per il personale di terra e la concessione di un maggior numero di riposi. Ai piloti verranno presentate diverse migliorie alla proposta di Cai: i comandanti avranno un contratto di lavoro separato dalle altre categorie e verrà definito nei dettagli il loro nuovo status di dirigenti. Un modo per salvare la faccia di chi non ha firmato e di chi come Cisl, Uil e Ugl ha già apposto un sì deciso all'accordo.

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Il cavaliere sarà il garante dei piloti "voglio che tutto sia chiuso in 24 ore" - roberto mania claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il presidente del Consiglio, Berlusconi, ha telefonato al leader sindacale dei comandanti Il Cavaliere sarà il garante dei piloti "Voglio che tutto sia chiuso in 24 ore" Ci sarà una moral suasion sulle altre compagnie aeree italiane perché assumano una parte dei comandanti in esubero L'esecutivo predilige l'ipotesi Lufthansa per non indebolire Malpensa. E nel giorno più lungo il premier si ritira in un centro relax in Umbria ROBERTO MANIA CLAUDIO TITO ROMA - Stringere l'alleanza internazionale non in tempi stretti e offrire tutte le possibili "garanzie" ai piloti. La vertenza Alitalia sembra a un passo dalla soluzione. Ma restano almeno questi due nodi. Oggi è il giorno della verità. La Cgil si ripresenterà stamattina a Palazzo Chigi, e la Cai subito dopo riformulerà ufficialmente la sua offerta. Lo scontro con Guglielmo Epifani in larga parte è stato superato. "Adesso ci sono le condizioni per chiudere", si è lasciato andare ieri sera il capo della Cgil, dopo una giornata di negoziato serrato lontano dai riflettori. Il presidente del Consiglio ha fatto un discorso analogo: "Voglio che tutto sia finito entro 24 ore", è stato il mandato assegnato a Gianni Letta. Nello stesso tempo si è sfogato con i suoi contro il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni. "Ha voluto politicizzare a tutti i costi il negoziato. Ha strumentalizzato la Cgil e ora si vorrebbe pure prendere il merito di aver salvato la compagnia di bandiera. Una cosa assurda! Stava facendo saltare tutto e se non ci fossi stato io...". Del resto anche i toni usati dall'ex sindaco di Roma non cambiano di molto. "Berlusconi - ha osservato con il suo staff - è infastidito dal fatto che esiste un'opposizione democratica, riformista e progressista. Che non dice solo no, ma avanza delle proposte. Vorrebbe essere l'unico salvatore della patria". Sta di fatto che il premier, prima di lasciare Roma per recarsi in un centro relax in Umbria, ha cercato di fornire le ultime assicurazioni pur di chiudere una vicenda che rischia di trasformarsi in una tragedia. E i due principali nodi rimasti irrisoli riguardano appunto la scelta del partner straniero e la trattativa con i piloti. Ha così contattato direttamente Fabio Berti, il presidente dell'Anpac, la potente associazione professionale dei piloti. Oltre a descrivergli le conseguenze di un fallimento, gli ha prospettato il suo "impegno personale". La "garanzia" che il premier si spenderà per ridurre il numero degli esuberi tra i piloti, attestati intorno a mille nel piano di Colaninno. Soprattutto - il premier - si è dichiarato disponibile a usare la sua moral suasion nei confronti delle compagnie minori italiane perché si facciano carico di quei "comandanti", circa 200, non più giovani ma non sufficientemente anziani per andare in pensione. "è una mia promessa", ha ripetuto a Berti il Cavaliere chiarendo di sapere bene che la licenza dei piloti scade dopo sei mesi di inattività. In più c'è una disponibilità della Cai a rivedere alcuni aspetti del contratto relativo ai piloti. La stessa di disponibilità che consentirà oggi a Epifani di dire: "Il piano è cambiato, si può firmare". è cambiato - secondo Corso d'Italia - su più d'un punto: per il personale di terra è garantita l'invarianza della retribuzione a fronte di un incremento di produttività; per gli assistenti di volo non scatterà più una decurtazione dello stipendio al terzo giorno di malattia; per i lavoratori precari sarà costituito una sorta di "bacino" dal quale attingere per le eventuali nuove assunzioni. E poi l'alleanza con uno dei grandi vettori internazionali. Una questione, quella che concerne il partner, ancora cruciale. Il Cavaliere ha ceduto negli ultimi giorni all'idea di "nascondere" più il fatto che la cordata per quanto tricolore dovrà essere "macchiata" con un forte alleato straniero senza il quale è difficile immaginare un'azienda competitiva. Aspetto che le mosse congiunte dell'asse Epifani-Veltroni ha posto, però, in primo piano. Tuttavia l'ingresso di Lufthansa o Air France non avverrà subito. Tutto procederà dopo la firma della Cai. Palazzo Chigi continua a preferire Lufthansa: i tedeschi recupererebbero Malpensa, conserverebbero il valore commerciale di Air One che è già loro alleato, e eviterebbero le fibrillazioni della Lega all'interno del centrodestra. Eppure nella partita è rientrata Air France. Resta il fatto - e di questo ragionavano nel governo - che la soluzione tedesca presenta alcune difficoltà tecniche: i supporti operativi e logistici non sono al momento compatibili - mentre lo sono quelli di Air France - e soprattutto la rottura dell'alleanza Sky Team (di cui Alitalia fa parte insieme ai francesi) comporterebbe il pagamento di una forte penale. Più tempo, allora, per stringere l'accordo internazionale, anche perché, altrimenti, Bruxelles potrebbe rimproverarci di non avere fatto una vera gara. Un tempo che - nelle intenzioni di Palazzo Chigi - servirà a celebrare la rinascita della compagnia di bandiera tutta italiana.

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"non ci sentiamo orfani di bresso e chiamparino" - sara strippoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Torino Le adesioni Fornaro: restano interlocutori di Piemonte democratico "Non ci sentiamo orfani di Bresso e Chiamparino" Aderire come ha fatto Mercedes a Red non è una contraddizione: siamo di fronte a due piani diversi SARA STRIPPOLI Federico Fornaro, lei è il presidente di Piemonte Democratico, l'area del Pd che lunedì sera si è data appuntamento alla Gam orfana di Sergio Chiamparino. Siete in difficoltà? "Sergio Chiamparino fa un'analisi dell'attuale situazione molto critica sulla deriva correntizia che sta prendendo il partito. Rispetto a questo tema ci sono molti punti di contatto e comunque il sindaco rimane un interlocutore fondamentale di Piemonte Democratico". Mercedes Bresso ha annunciato di voler aderire a Red, l'associazione fondata da D'alema. Un'altra perdita? "Niente affatto. Red è un'associazione nazionale e lo stesso si può dire dell'associazione dei rutelliani che sta nascendo a Roma. Piemonte Democratico è un'area politico-culturale nata sul territorio piemontese. Anche in questo caso i piani sono diversi e davvero non vedo contraddizioni". Cosa vuol essere Piemonte Democratico? "Rispondo dicendo quello che non vuole essere. Non vuol essere una corrente alla disperata ricerca quotidiana di visibilità. Per noi lo spirito unitario rimane un valore in sé". Sta polemizzando con quelli di Sinistra Per? "Non polemizzo, ma sottolineo un aspetto che ci sta a cuore. Non condivido la ricerca identitaria rispetto al passato e non ho timore di dire che siamo pronti a sciogliere subito Piemonte Democratico se ci sono le condizioni per farlo. Mi stupisce invece che con tutti i grandi temi di cui potremmo discutere, da Alitalia in giù, quello che è emerso a Pracatinat sia stata alla fine una polemica sulla lista Bresso". A proposito di lista Bresso, lei cosa ne pensa? "Penso che a nessuno venga in mente di non coordinarsi con il partito e anche con la coalizione, considerato che dobbiamo ricordarci che non c'è soltanto il Pd. Insieme per Bresso d'altronde esiste già e ha dimostrato di aver saputo catalizzare molti voti". Anche Gianluca Susta, che a Piemonte Democratico è iscritto ma che lunedì sera alla Gam non era presente, su questo tema è critico. Un segnale di frattura? "Questa è la lettura che vuole dare qualcuno per convenienza. Susta lunedì sera ci ha mandato una lettera in cui dichiara il suo sostegno. La sua critica riguarda il rischio nei piccoli comuni, dove una lista Bresso potrebbe far perdere voti, ma è evidente che le situazioni devono essere affrontate e verificate singolarmente". In Comune intanto c'è battaglia per le cariche di capogruppo del Pd e di presidente del Consiglio. Giorgis, Cuntrò e Gentile sono di Piemonte Democratico. Ancora la logica delle correnti? "Proprio quello che non deve essere. La questione va valutata all'interno del gruppo consiliare e in rapporto con il sindaco. E per il momento non è ancora stato deciso se Castronovo sarà sostituito".

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In corteo per immigrati, rom e carovita - patrizia capua (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Napoli In corteo per immigrati, rom e carovita Sabato iniziativa della Cgil: manifestazione in difesa dei diritti Cisl e Uil non hanno aderito Errico: "Mi aspettavo un segnale dal Pd" PATRIZIA CAPUA Gli extracomunitari di Castel Volturno dopo la strage degli innocenti decretata dalla camorra, i tanti del ghetto di San Nicola Varco ad Eboli, i rom di Scampia e degli altri campi. Sarà loro il posto dietro lo striscione al corteo della manifestazione nazionale "per i diritti", che la Cgil mette in campo venerdì prossimo a Napoli. Ci saranno queste persone, assieme ai lavoratori dell'Atitech, agli operai metalmeccanici, impiegati del pubblico impiego, precari e pensionati, studenti, "un rappresentante per ogni problema" spiegano gli organizzatori. Verranno da tutta la Campania, a bordo di 200 pullman, per dare vita e forma al serpentone che partirà alle 9,30 da piazza Mancini, si muoverà lungo il corso Umberto I per poi confluire a piazza del Gesù dove si terrà il comizio finale della manifestazione affidato a Fabrizio Solari. I segretari della Camera del Lavoro di Napoli, Giuseppe Errico e della Cgil della Campania, Michele Gravano hanno assegnato alla giornata di lotta un obiettivo ambizioso: "Puntiamo a portare in piazza fino a 20 mila persone". E per riuscirci c'è al lavoro una macchina organizzativa che sta battendo palmo a palmo le città e i luoghi di lavoro, volantinaggio massiccio dappertutto, dai banchi dei mercatini ai reparti industriali, "perché - dice Errico - questa è una battaglia che interessa tutti i cittadini". Un corteo per indurre il governo Berlusconi a modificare le scelte del governo in materia di diritto al lavoro, allo studio, alla salute, i provvedimenti in materia economica, per l'occupazione, contro il carovita, per le infrastrutture, la previdenza sociale, l'immigrazione. Cgil e basta. Cisl e Uil non hanno aderito a livello nazionale. In Campania poi, sullo sfondo della mobilitazione c'è aria di gelo che corre da settimane tra le tre confederazioni. Cosa che, nonostante il caso Alitalia, non pare stia accadendo in altre realtà del Paese. "Dissidi sulla politica, ma sarebbe ora di dire basta a queste polemiche e pensare ai problemi della gente" taglia corto Errico, ricordando il mancato appuntamento delle tre segreterie, lui, Pietro Cerrito (Cisl) e Anna Rea (Uil), convocato per fare il punto sui gravi problemi di Napoli. Non solo. Ad ammorbare il clima ci sono i precari rapporti con il Comune, "che non convoca più i sindacati da tempo al tavolo di Palazzo San Giacomo per discutere e affrontare i problemi, ma ci chiama soltanto quando c'è un'emergenza". E ancora. "Mi sarei aspettato" aggiunge Errico, "che dal Pd arrivasse almeno un segnale di adesione alla giornata di lotta. Che Luigi Nicolais chiamasse per dire: siamo con voi, solidali, perché la vostra è anche la nostra battaglia". Cgil, Cisl e Uil, invece, saranno insieme a Caserta dopodomani, alla vigilia della manifestazione della Cgil. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, e i leader di Cgil, Cisl e Uil, Epifani, Bonanni e Angeletti sono tra gli ospiti della giornata per la legalità organizzata da imprenditori e sindacati. La manifestazione, che, precisano gli organizzatori, era stata organizzata prima dell'eccidio degli extracomunitari di Castel Volturno, comincerà alle 10 nel Teatro Comunale del capoluogo di terra di Lavoro. Apre i lavori la vicepresidente di Confindustria con delega per il Mezzogiorno, Cristiana Coppola, imprenditrice casertana. Dopo le testimonianze di un imprenditore taglieggiato dalla camorra e di un lavoratore edile minacciato dagli emissari del racket, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil leggeranno un documento che sarà consegnato alla presidente dell'Unione degli industriali e ai leader sindacali, prima di essere inviato al ministero degli Interni e alla Presidenza del Consiglio.

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Forum culture, gelo iervolino-oddati (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Napoli Forum culture, gelo Iervolino-Oddati Via libera al sindaco Rosa Russo Iervolino a trattare con il governo per chiedere un sostegno al "Forum internazionale delle culture" che si terrà nel 2013 nell'area occidentale della città. Via libera all'unanimità da parte del Consiglio comunale anche per recuperare l'etichetta di "Grande evento" che l'ex ministro Francesco Rutelli aveva negato al Forum. L'assemblea cittadina approva il mandato in un'aula in cui è presente, ma polemicamente defilato, l'assessore Nicola Oddati che è stato il promotore e per molti mesi l'unico testardo sostenitore della candidatura di Napoli. Polemicamente seduto lontano dal sindaco per "aver appreso solo dai giornali" che il dibattito previsto per ieri in aula sul Forum sarebbe slittato in quanto il sindaco riteneva opportuno incassare prima il patto con Palazzo Chigi e in particolare con Gianni Letta. "Appuntamento - ha chiarito la Iervolino - che avremo a Roma appena Letta, con il quale ho parlato nei giorni scorsi, avrà un'ora libera. Appena, in buona sostanza, sarà stata trovata una soluzione per l'Alitalia". (o.l.).

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Penati: calderoli tradisce la lombardia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Milano La polemica Il presidente della Provincia: "Quella bozza sul federalismo regala dieci miliardi alla Sicilia, Regione degli sprechi" Penati: Calderoli tradisce la Lombardia è un federalismo fiscale "all'incontrario" e "ad personam", quello e licenziato dal governo su proposta del ministro Roberto Calderoli. Lo dice il presidente della Provincia Filippo Penati che, carte alla mano, arriva a una conclusione secca: "Questo federalismo-beffa regala dieci miliardi di euro l'anno al sistema di potere che in Sicilia, prima con Cuffaro e ora con Lombardo, si regge su incredibili sprechi di risorse pubbliche; questa è l'unica certezza della bozza Calderoli, mentre i milanesi e i lombardi non potranno neppure contare sulla compartecipazione dell'80 per cento dell'Iva contemplata nel documento approvato dal consiglio regionale". Penati, che in questo modo si propone come l'alfiere degli interessi del Nord, punta gli occhi sull'articolo 20 del testo Calderoli. C'è scritto che gli introiti delle tasse su benzina e gasolio dovranno essere ripartiti fra le Regioni a Statuto speciale "in proporzione ai volumi raffinati sul territorio". E siccome ben cinque dei sei impianti di raffinazione presenti in queste Regioni sono in Sicilia, "si intuisce che la maggior parte degli incassi, anche quelli che arrivano da consumatori di altre Regioni, andranno al governatore Lombardo", accusa il presidente della Provincia. In soldoni: "Parliamo di circa dieci miliardi di euro l'anno che la Sicilia riceverà a fronte di un versamento pari a due miliardi; questa finanza differenziata si basa sulla norma per cui la tassa sugli oli minerali non viene pagata in proporzione alla vendita, ma alla produzione". Conclusione: "Una beffa per la Lombardia, che con la sua spesa per il carburante (quattro miliardi di imposte) andrà a finanziare una Regione spendacciona come la Sicilia, che ha 21mila dipendenti contro i 3.700 della Lombardia, e un disavanzo che è il triplo del deficit accumulato da Alitalia". C'è n'è anche per Roma: "Il testo prevede solo per il Comune della Capitale la possibilità di avere trasferiti a titolo gratuito immobili di proprietà dello Stato: un regalo ad An e al sindaco Alemanno". Penati annuncia battaglia, l'obiettivo è la modifica dell'articolo 20 del testo governativo sul federalismo fiscale. Per questo ha già scritto al presidente dell'Unione delle Province lombarde, il leghista Leonardo Carioni, invitandolo a convocare con urgenza tutti i presidenti per decidere una strategia comune. "Le Regioni a statuto speciale - conclude - devono essere abolite e non, come fa la bozza Calderoli, rafforzate nei loro privilegi". Vanno invece costituite le Città metropolitane, "che sostituirebbero le Province e i Comuni e porterebbero a una maggiore efficienza a costi minori". (r. s.).

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Differito lo sciopero domani treni regolari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Firenze I trasporti L'agitazione era stata indetta dai sindacati autonomi, interviene Matteoli Differito lo sciopero domani treni regolari Fine settimana salvo per chi ha in programma di viaggiare in treno. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli ha infatti deciso di differire lo sciopero indetto per domani (otto ore di stop, dalle 9 alle 17) da alcune organizzazioni sindacali autonome del personale dipendente del gruppo Ferrovie dello Stato a causa della "concomitante e pesante congiuntura che caratterizza il trasporto aereo dovuta alla crisi di Alitalia". Una situazione che ha fatto registrare picchi di affluenza di passeggeri specialmente sul tratto Roma-Milano, portando alla saturazione dei treni tra le due città. "Onde evitare gravi possibili conseguenze anche in termini di ordine pubblico da parte di un numero considerevole di passeggeri - ha specificato il ministero nell'ordinanza - si è reso necessario differire le predette astensioni lavorative". Ogni informazione sui treni nazionali e internazionali è disponibile al call center di Trenitalia (892021) o sul sito www.ferroviedellostato.it.

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Un duello aereo franco-tedesco per conquistare la "dote" di alitalia - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Un duello aereo franco-tedesco per conquistare la "dote" di Alitalia Air France e Lufthansa a caccia di 24 milioni di passeggeri Il dossier British ha comprato Iberia ma è l'Italia il boccone più grande del risiko Le due compagnie si stanno sfidando anche per la conquista di Austrian e Sas LUCA IEZZI ROMA - "Cenerentola" Alitalia si scopre il boccone più appetito del risiko europeo dei cieli. Per conquistare i suoi 24 milioni di passeggeri l'anno (33 milioni se si considera anche Air One) scendono in campo Air France e Luhthansa, che già si stanno sfidando anche in Austria e nella penisola scandinava per la conquista di Austrian Airlines e Sas. Dopo mesi di tentativi andati a vuoto da parte di Air France e ostentato disinteresse da parte di Lufthansa entrambe ieri hanno gettato la maschera. Il passo più impegnativo lo ha fatto Air France rivolgendosi tramite il suo consulente italiano Francesco Mengozzi (da ad di Alitalia negoziò un primo tentativo di fusione con i francesi nel 2003) direttamente al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Nello stesso giorno i tedeschi hanno ammesso, per bocca del proprio portavoce Claudia Lange di "Osservare la situazione in Italia molto da vicino. Lufthansa sta monitorando con attenzione ciò che è accaduto nell'ultimo mese, nell'ultima settimana, nell'ultimo giorno e anche durante le ultime ore. Il mercato italiano è per noi interessante e anche molto importante". L'ultimo capitolo della vicenda Alitalia si sta svolgendo nel periodo più agitato per il settore aeronautico dal 2001. Circa 30 compagnie nel mondo sono già fallite dall'inizio dell'anno, le perdite cumulate nel settore arriveranno nel 2008 5,2 miliardi di dollari e la recessione europea ridurrà la crescita dei passeggeri. In questo contesto anche la prospettiva di entrare in Italia non era abbastanza di fronte ad una società con oltre un miliardo di debiti e che perde tre milioni al giorno. Lo ha dimostrato il tentativo di Jean Cyril Spinetta di marzo scorso. Ma ora, Alitalia è poco più di un bel pacchetto di slot (specie i Roma-Milano) e 24 milioni di passeggeri, delusi, ma fedeli. I cartelli vendesi in Europa non mancano, quindi la priorità è scegliere bene: spendere troppo significa trovarsi in difficoltà nel giro di qualche mese. Il prezzo del petrolio sopra i cento dollari nella stagione invernale, dove i flussi di cassa sono negativi, può fare più male dei 147 dollari al barile di luglio. Tutte le compagnie hanno però deciso di dare il via al valzer delle acquisizioni: British Airways ha trasformato la partecipazione che detiene sin dal 2001 in Iberia in una proposta di fusione per accedere al mercato sudamericano. Per Austrian Airlines che pure perde 90 milioni l'anno, si scatenerà una vera asta. Lufthansa ha fatto un'offerta per il 45% di Sn Brussels che ancora non controllava e appena i governi di Danimarca, Norvegia e Svezia hanno messo vendita Sas, Francoforte è stata subito indicata come il candidato ideale visto la presenza nella stessa alleanza (Star Alliance) e le partecipazioni congiunte in alcune piccole compagnie come l'inglese Bmi. Secondo lo stesso criterio Alitalia era "riserva di caccia" di Air France: un accordo commerciale di code sharing di lunga data e la presenza in Sky Team le davano la precedenza. Ma tra i cieli non è tempo di fair play: lo ha detto chiaramente Le Monde che ieri definiva l'interferenza di Lufthansa "una strategia discutibile", anche se poi ammetteva: "Spesso le due compagnie si interessano ai dossier per non far concludere l'affare all'altra o almeno alzare il prezzo che l'avversario sarà chiamato a sborsare". Nel caso italiano però la posta è molto più alta come dimostra il piano B già messo in atto dai tedeschi: drenare il mercato del nord Italia crescendo a Malpensa.

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L'inutile linea del piave - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia L'INUTILE LINEA DEL PIAVE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) La ripresa del confronto tra i "capitani scoraggiati" riuniti da Colaninno e i sindacati riottosi guidati da Epifani è sicuramente una buona notizia. Vi hanno contribuito il forte attivismo e il senso di responsabilità di tutte le parti in causa. A partire proprio da quella Cgil che - pur avendo commesso in questi mesi palesi sbagli tattici e strategici, per altro largamente condivisi con Cisl e Uil - in questi ultimi giorni ha subito un attacco pregiudiziale ingeneroso e immotivato. Per arrivare poi al Pd che - pur avendo tardato ad uscire da una posizione troppo timida, per altro perfettamente speculare alla caotica sequela di "penultimatum" governativi - in queste ultime ore ha subito un'accusa pretestuosa e ingiustificata. Ora che per Alitalia si riapre un barlume di speranza, si capisce chiaramente che - ad eccezione di una frangia irriducibile e indifendibile di piloti - nessuno ha mai giocato al "tanto peggio, tanto meglio". Berlusconi farebbe bene a tenerne conto, invece di continuare a riversare i suoi strali avvelenati sulla sinistra politica e sindacale. Ma soprattutto, ora farebbe bene a non ripetere tutti gli errori che ha sciorinato fino ad oggi. Il Cavaliere ha giocato l'intera partita Alitalia secondo le sue convenienze elettorali, abilmente mascherate dall'apparente difesa degli interessi nazionali. Tutte le dolorose stazioni del calvario della compagnia di bandiera nascono da quel peccato originale, che ha prodotto una sequenza impressionante di anomalie. La casareccia "coalition of the willing" messa in piedi da Ermolli, il ridimensionato piano industriale messo insieme da Banca Intesa, la stupefacente sospensione delle regole antitrust per salvare la tratta Roma-Milano, la sorprendente nomina di un commissario straordinario che risponde all'esecutivo prima che al tribunale. E poi il "preambolo" autarchico sul socio estero, la rottura del tavolo, l'avvio di una finta "gara" di cui nessuno ha capito i numeri, i termini, i contenuti, e in cui abbiamo assistito a un siparietto surreale: di là Fantozzi che sollecita la "manifestazione di interesse" da parte dei potenziali partner internazionali, di qua Berlusconi e Sacconi che ripetono l'aut-aut ossessivo e preclusivo: o Cai, o fallimento. Così siamo arrivati a un drammatico foto-finish, con un governo che per non svendere la compagnia fa di tutto per farla fallire. Ma ora, per poter considerare davvero salva l'Alitalia, serve il ripristino di alcune condizioni irrinunciabili. La prima: il governo deve ritrovare una "bussola", che non può più essere il profitto mediatico del Cavaliere, ma il rispetto delle regole di mercato. Non è in gioco un interesse personale, ma un diritto collettivo. Quello dei consumatori, che devono poter contare su una compagnia aerea sicura ed efficiente, e quello dei contribuenti, che non devono saldare il "conto" troppo salato del suo salvataggio. La seconda: il governo, in presenza di un nuovo protocollo condiviso da Cai e sindacati, deve dare immediatamente corso alla scelta del partner che proietti l'Alitalia in un network globalizzato, senza il quale non sarà mai né solida né efficiente, e senza il quale i consumatori-contribuenti continueranno a pagare troppo caro un servizio palesemente inadeguato. Ma questa scelta deve avvenire nel rispetto di una procedura finalmente trasparente, senza la quale la stessa Commissione Ue potrebbe sollevare fondate obiezioni. La terza: il governo deve smetterla di mentire. Come hanno dimostrato i segnali di disponibilità arrivati in queste ultime ore da Lufthansa e Air France, non è vero che "non ci sono mai stati interessi da parte di compagnie estere", come ha detto per giorni il premier. Quegli interessi c'erano e ci sono, eccome. Avevano ed hanno solo bisogno di essere sollecitati, e soprattutto verificati alla luce del sole e all'insegna di una posizione aperta da parte del governo. A questo punto, se su Alitalia si apre una competizione tra i grandi vettori internazionali, Berlusconi deve contemplare tutti gli schemi di gioco possibili, e non continuare ad usare l'unico schema ideologico e "cadornista" che ha usato finora: non passi lo straniero. A Lufthansa o Air France devono essere garantite le stesse condizioni, normative, procedurali e finanziarie, concesse a Cai. I tedeschi e i francesi possono affiancare la cordata italiana con una quota di minoranza, ma dobbiamo sapere che questo schema difficilmente reggerà alla prova del mercato europeo, in cui nel giro di pochi anni sono destinati a rimanere solo 3 o 4 grandi player globali. Quindi, se Lufthansa o Air France fanno un'offerta che non affianca, ma sostituisce quella di Cai, Berlusconi ha il dovere di prenderla in serissima considerazione, allargando lo schema e mettendo finalmente da parte i paletti politici, giuridici o campanilistici. L'Alitalia non è il Piave. E' solo una compagnia aerea. Agli italiani interessa che si rilanci, qualunque sia il colore della sua bandiera.

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Cavalli: "se penso all'alitalia mi vergogno di essere italiano" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

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Cronaca La polemica Cavalli: "Se penso all'Alitalia mi vergogno di essere italiano" "Quando leggo storie come quella dell'Alitalia mi vergogno di essere italiano". Dietro le quinte Roberto Cavalli lancia pesanti frecciate sul caso Alitalia ("non riesco a capire come una compagnia possa finire così, unico caso al mondo") ma non risparmia fendenti al sistema moda italiano. "Ci vorrebbe più collaborazione tra gli stilisti. In Cina e in Giappone avremmo dovuto entrare con la forza di una Camera della moda al seguito. E invece la Camera è inesistente, è solo un nome". Roberto Cavalli dà una sferzata al sistema moda e per far capire che qui "non si fa squadra", porta come esempio quello degli stilisti americani. "Oltreoceano - spiega - la moda non dice molto, non muove un business come il nostro, eppure là si alleano, e quando c'è da fare gruppo lo fanno". E da noi? "Ognuno per sé, in ordine sparso. Questa è la verità".

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L'opposizione prepara le piazze e parte il pressing su cgil e fiom - umberto rosso (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'opposizione prepara le piazze e parte il pressing su Cgil e Fiom L'11 sfida Sinistra-Di Pietro. Veltroni: non torno all'Unione Il Pd il 25 a San Giovanni punta a un milione. E Bertinotti studia l'apertura al Pse UMBERTO ROSSO ROMA - In corteo contro il Cavaliere. Tutti divisi. E tutti a contendersi perciò, per avverare il miracolo della piazza piena, l'aiuto decisivo del sindacato: la sinistra extraparlamentare invoca san Gianni (Rinaldini), il Pd san Gugliemo (Epifani). L'11 ottobre si rivede il caro estinto, la fu Sinistra arcobaleno, che da piazza della Repubblica alla Bocca della Verità, a Roma, gioca il "o la va o la spacca". Trentamila in corteo? E' la previsione ottimistica, mentre in questa lunga vigilia serpeggiano pubblici dubbi sui rischi dell'iniziativa solitaria - come quelli espressi su Liberazione da Zipponi, responsabile lavoro di Rifondazione - e private paure di un nuovo flop a sinistra. Perché, in quello stesso sabato di passione anti-berlusconiana, ecco che in sovrapposizione alla manifestazione di Ferrero, Fava, Francescato e Diliberto, scende in campo per i fatti suoi un altro pezzo di opposizione. Il pifferaio Tonino Di Pietro "tenta" anche i militanti extraparlamentari con la raccolta delle firme contro il Lodo Alfano convocata a piazza Navona. E il suo sit-in rischia di provocare qualche emorragia nel fisico già provato della sinistra. Il leader dell'Idv lo ha teorizzato apertamente con i suoi, "io voglio pescare voti dappertutto", facendo infuriare Nichi Vendola, "la nostra piazza e la sua devono restare distinte, non ci mischiamo al dipietrismo", e un po' meno Ferrero che predica la contaminazione: "Per battere Berlusconi e stringere il Pd faccio alleanze anche con il diavolo, pure se io sono valdese...". Si può anche ricordare, in questa frantumazione dell'opposizione in piazza, che gli stessi Cobas andranno da soli (il 17 ottobre), ma il momento della verità arriverà il 25 ottobre. La "grande, grandissima" manifestazione del Pd contro il governo, come prevedono al Nazareno. Un milione a San Giovanni, è il desiderio. Un grande successo per Veltroni a quel punto, con la piazza messa insieme dalla sinistra che, al confronto, si fa piccola piccola e politicamente sparisce. "Non dobbiamo finire schiacciati, giochiamo fino in fondo la carta della sinistra sindacale", incita perciò il segretario di Rifondazione. Pressing pesante. La Fiom di Rinaldini e Cremaschi anzitutto, ma anche pezzi della Funzione pubblica, dei trasporti, dei pensionati che soffrirebbero sempre più la gestione Epifani, pure se in versione linea-dura Alitalia. Per salvare il soldato Ferrero urgono molte bandiere del sindacalismo duro e puro. Ma nel duello delle piazze che attraversa la Cgil, di certo Epifani non resta a guardare. Ed è proprio a lui che Veltroni si è rivolto, ottenendo di affiancare la potente macchina del sindacato a quella del Pd per lasciare il segno quel 25 ottobre. Mussi, Fumagalli e Fava ci hanno provato, in un incontro con Walter prima del suo viaggio negli Usa, a riunificare il puzzle. "Facciamo una sola manifestazione, anche se con piattaforme differenziate". Risposta: non se ne parla proprio, finiremmo per ripiombare nella vecchia, confusa e perdente Unione. Agli ambasciatori della Sinistra non è rimasto altro da fare che raccontare del fallimento della missione ai bertinottiani del Prc, che il canale con il Pd e con Epifani puntano a tenerlo aperto. Lo ha spiegato appunto Maurizio Zipponi, che pure viene dalle file della Fiom, provocando le ire di un altro esponente dei metalmeccanici ma che flirta con Ferrero. Giorgio Cremaschi così non ci sta, "questa è una resa di Vendola e di tutti i suoi". Bertinotti compreso. Che si accingerebbe intanto ad una nuova svolta di pensiero: compagni è tempo di aprire un confronto con il Pse, perché il sogno della Sinistra europea è andato a pezzi.

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L'arma fa un'eccezione granbassi nell'arena santoro - leandro palestini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 25-09-2008)

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La fiorettista è carabiniere e le regole vieterebbero altri impegni L'Arma fa un'eccezione Granbassi nell'arena Santoro LEANDRO PALESTINI ROMA - L'Arma fa uno strappo alla regola per Margherita Granbassi. La schermitrice-carabiniere, due volte medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino, ieri sera ha avuto l'autorizzazione ad affiancare, da stasera, Michele Santoro nello spazio di "AnnoZero" dedicato ai giovani. Ma può, una donna che milita nei ranghi dei Carabinieri, fare la conduttrice in un programma abitualmente teatro di polemiche politiche? L'arena di "AnnoZero" non esporrà la militare ai rischi della parzialità? Questi alcuni degli interrogativi che si sono posti per due giorni i vertici dell'Arma: la Granbassi ha chiesto solo lunedì il via libera. Il comandante generale Gianfranco Siazzu ha tenuto per 48 ore la bandiera della prudenza ("stiamo valutando se concedere l'autorizzazione. Il problema è il rapporto di lavoro continuativo e retribuito"). Poi c'è stato il pressing del ministro della Difesa Ignazio La Russa, che si è professato "ottimista" sul debutto in tv dell'atleta triestina. Solo in serata la Granbassi ha ottenuto il via libera alla doppia attività. Ma l'Arma ha preteso da lei un solenne impegno "ad assegnare assoluta priorità ai propri doveri di ufficio nell'interesse dell'Arma dei carabinieri e dello sport", come spiega il colonnello Angelo Agovino, portavoce del Comando generale. In pratica, l'istruttoria-lampo si è conclusa con la promessa dell'atleta ad onorare la divisa, definendo i limiti della sua collaborazione tv, che non dovrà comunque distoglierla dai suoi doveri sportivi ("AnnoZero" dura 33 puntate). Altri carabinieri potranno adesso aspirare alla notorietà televisiva. Dopo la partecipazione a "La Fattoria" di Aldo Montano (ancora campione nella sciabola, ma ex carabiniere) altri potranno sognare di fare tv. "Sono felicissima e ringrazio l'Arma per avermi dato l'opportunità professionale. Adesso per me "AnnoZero" può cominciare" dichiara la Granbassi. Lei covava da tempo la passione per il giornalismo. Perché è stata scelta proprio lei a succedere a Beatrice Borromeo alla conduzione di "Generazione Zero"? La 29 enne carabiniere non ha dubbi: "Sono la più adatta a far capire con semplicità gli argomenti di cui si parlerà". E ostentando serenità ("faccio scherma da vent'anni: cercherò di parare bene i colpi") ieri mattina mostrava una bella grinta: "Darò voce a chi ha qualcosa da dire, soprattutto ai ragazzi". Intanto Michele Santoro stasera riporta ad "AnnoZero" Corrado Formigli (ha lasciato Sky Tg24). La puntata è sull'Alitalia. Titolo: "Lacrime di Caimani".

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STATO, MERCATO E IDEE CONFUSE (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-25 num: - pag: 1 autore: di MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE LE REGOLE CHE MANCANO STATO, MERCATO E IDEE CONFUSE N on vorrei che la crisi finanziaria in corso negli Stati Uniti e l'affannoso intervento pubblico che sta provocando in quel Paese alimentassero nel nostro un clima di "più Stato" altrettanto superficiale - ma gravido di conseguenze politiche - del clima di "più mercato" che dominava fino a un anno fa: condivido la preoccupazione espressa da Mario Monti nel suo editoriale di domenica scorsa. è vero, il Tesoro americano sta impiegando risorse immense per attenuare le conseguenze della crisi. Ma si tratta di una risposta d'emergenza: il problema all'origine delle difficoltà attuali non è di quelli che si risolvono buttandogli quattrini (pubblici) addosso. è un problema di insufficiente e cattiva regolazione dei mercati, dal quale consegue un rischio di instabilità finanziaria, una elevata probabilità di crollo dell'immane piramide di debiti e crediti che si è lasciata costruire negli ultimi anni su basi insicure. Un rischio di cui le autorità statunitensi erano consapevoli - una parte dei tanto vituperati economisti non si è mai stancata di richiamarlo - ma sul quale non sono intervenute in tempo. Un po' perché, quando le cose andavano bene, ci guadagnavano tutti e occorreva grande forza politica per spegnere l'"esuberanza ", anche se "irrazionale". Ma soprattutto perché quelli che ci guadagnavano di più (molto di più) disponevano di grande influenza presso le autorità preposte alla regolazione. Se gli interventi di emergenza risulteranno efficaci e poi, e soprattutto, in che tempi le autorità riusciranno a costruire un assetto regolatorio e di vigilanza capace di restituire ai mercati finanziari la fiducia di cui hanno bisogno, non è possibile prevedere. Ci riusciranno, certamente, ma dopo aver fatto pagare costi altissimi in termini di benessere agli Stati Uniti e al mondo intero. Vorrei solo sottolineare che parlare in modo generico di "più Stato" per quanto sta avvenendo in America confonde solo le idee. Essenzialmente si tratta di un fallimento della politica, una politica inquinata da legami troppo stretti con i grandi interessi privati, che non ha saputo imporre regole adeguate al sistema dei mercati finanziari. Regole che avrebbero consentito di avere insieme una finanza competitiva e innovatrice - nella misura necessaria allo sviluppo dell'economia reale - con condizioni di stabilità e fiducia. Che avrebbero evitato le inefficienze e le ingiustizie connesse all'impegno di risorse pubbliche cui il Tesoro degli Stati Uniti è stato ora costretto. Confondere le idee può essere pericoloso in un Paese come il nostro, che con le regole non ha mai avuto un rapporto facile, in cui i rapporti tra politica e affari sono sempre stati assai stretti, in cui lo stesso capitalismo privato, nei suoi piani alti, è largamente un capitalismo di relazione, non di mercato. Un Paese in cui il conflitto di interessi è ancor più endemico, direbbe Guido Rossi, che negli Stati Uniti. Un disegno di regolazione efficace è sicuramente un intervento pubblico, ma non è "più Stato" nello stesso senso in cui lo è pasticciare discrezionalmente con Alitalia. Anzi, è il suo esatto contrario: regole contro discrezionalità, distanza contro vicinanza con gli interessi privati, statualità contro politica. Di "più Stato" nel primo significato avremmo grande bisogno, soprattutto per tornare a crescere nel lungo periodo. In un Paese fermo, nel quale la politica deve dare l'impressione di fare qualcosa, e con effetti immediati, temo che sarà il secondo significato a prevalere.

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Alitalia, l'accordo è vicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-25 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Sindacati e Cai oggi a Palazzo Chigi. Berlusconi: stranieri solo se in minoranza Alitalia, l'accordo è vicino Cgil pronta a firmare. Torna Air France: interessata ROMA - La vicenda Alitalia potrebbe essere vicina alla soluzione. Oggi i sindacati e la Cai sono stati convocati dal governo. Cgil pronta a firmare. Air France interessata. DA PAGINA 2 A PAGINA 5.

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Alitalia, Cgil pronta alla firma C'è Air France (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il governo Alitalia, Cgil pronta alla firma C'è Air France Sindacati convocati oggi a Palazzo Chigi L'esecutivo ai piloti: firmate l'accordo quadro Colloqui Colaninno-Letta Fantozzi oggi all'Enac: sarà una piccola morte annunciata, ma sono ottimista su un accordo ROMA - L'accordo per Alitalia non è mai sembrato così vicino. Oggi, alle 11, Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono convocate a palazzo Chigi per siglare quell'intesa con la Compagnia aerea italiana (Cai) che il maggior sindacato aveva respinto. Nella trattativa notturna Gianni Letta avrebbe chiesto ai piloti di firmare l'accordo quadro, sospendendo la questione del contratto. E a tarda notte si è diffuso un cauto ottimismo. A convincere invece il leader Guglielmo Epifani, sarebbero state alcune migliorie ai contratti e la prospettiva certa di un partner straniero. Ieri infatti, dopo che per giorni si era parlato di un'ipotesi Lufthansa, mai emersa ufficialmente, Air France-Klm è rientrata in scena confermando il proprio interesse. Oggi, a Parigi, nel consiglio di amministrazione si parlerà di Alitalia. è stato un lungo lavorio a produrre il rientro della Cgil. Protagonisti: Letta, il presidente di Cai, Roberto Colaninno, insieme con l'amministratore Rocco Sabelli, ed Epifani. Un compito difficile, perché tutt'intorno la polemica politica infuriava. Riferendosi al leader del Pd Walter Veltroni, ancora in mattinata il premier diceva: "C'era già quasi un accordo e non si è raggiunto perché qualcuno ha scelto la politica di dare un colpo al governo". Veltroni ha replicato al Tg1 delle 20: "Il governo ha gestito la situazione come peggio non si poteva. Berlusconi sa benissimo chi ha tirato fuori non il governo, ma il Paese, da questo impaccio, e non è certo Berlusconi...". La Cgil oggi dovrebbe firmare. Sul tavolo ci sarebbero tre novità: l'impegno di Cai, che ieri ha presentato al governo una lettera ufficiale, ad attingere al bacino degli attuali precari (ma si parla anche di un'estensione della cassa integrazione per un anno ai vecchi precari); l'invarianza salariale per il personale di terra (saltata nel testo precedente) e più giorni di riposo; l'eliminazione della norma per la quale, dopo 3 giorni di malattia, gli assistenti di volo perdevano il salario. è probabile che la Cgil proponga un referendum fra i lavoratori sull'accordo. In serata i piloti di Anpac e Up, rassicurati dalla prospettiva certa di un'alleanza, sono andati a palazzo Chigi per trattare, chiedendo recuperi su retribuzione integrativa, carriere ed esuberi. Quanto al partner straniero, ieri circolava l'ipotesi di un ingresso in Cai di British, Lufthansa ed Air France, insieme, per una quota complessiva del 40%. Un'idea senza precedenti in Europa, dove il meccanismo delle alleanze ne rende improbabile l'applicazione. Oggi scade l'ultimatum dell'Enac all'Alitalia, ma il presidente Vito Riggio ha garantito i voli fino a lunedì grazie al meccanismo delle riprotezioni con altre compagnie. Il resto dipenderà dalla relazione che il commissario Fantozzi presenterà oggi all'Enac. Nel pomeriggio, ascoltato in Senato, Fantozzi, che ieri ha firmato gli stipendi di settembre, aveva anticipato che la relazione preparata avrebbe dato la situazione finanziaria come "gestibile nel breve " con l'adozione di misure di riduzione dei voli, dunque dei costi: "Una piccola morte annunciata ". "Se Enac ritirerà la licenza, faremo ricorso al Tar" aveva detto. Ma se l'accordo ci sarà, Fantozzi potrà prospettare uno scenario di salvezza. Antonella Baccaro.

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Il Cavaliere e il no al <Veltrusconismo> Ma nel governo Letta ricuce la tela (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 25-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-25 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il retroscena Il Cavaliere e il no al "Veltrusconismo" Ma nel governo Letta ricuce la tela SEGUE DALLA PRIMA "Con l'irreale intervista al Tg1 - ha commentato ieri sera il portavoce del premier, Bonaiuti - Veltroni conferma che con questa sinistra non si può discutere". Ma nelle istituzioni, nel governo e persino dentro Forza Italia, c'è chi continua a perseguire l'obiettivo del confronto tra Berlusconi e il capo dei Democratici. Gianni Letta non ha mai smesso di crederci e in questi giorni di trattative su Alitalia si è speso per un riavvicinamento: "Almeno rispondiamo alla sua lettera", ha chiesto invano al Cavaliere martedì, visto che Veltroni aveva infine appoggiato la "cordata italiana" voluta e creata da Berlusconi. Niente da fare. Raccontano che ieri mattina il sottosegretario alla Presidenza fosse depresso, o forse solo stanco. Sta di fatto che in una delle tante riunioni convocate per salvare la compagnia di bandiera, si è lasciato andare: "Sono una persona che affronta i problemi con l'intento di risolverli, pensando all'interesse generale, senza farmi mai strattonaIl ruolo di Schifani Anche il presidente del Senato ( foto a sinistra) lavora perché Berlusconi e Veltroni ( a destra) aprano la stagione del "confronto".

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Svolta della cgil, sì all'alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Novità su precari, esuberi e stipendi. Veltroni: ho messo intorno al tavolo Colaninno e Epifani. Polemiche sul premier Svolta della Cgil, sì all'Alitalia Più garanzie nel piano Cai. Ma i piloti ancora resistono ROMA - Svolta della Cgil nella trattativa per il salvataggio di Alitalia: dopo aver ottenuto più garanzie su precari, esuberi e stipendi anche la Cgil ha firmato l'accordo. Ma i sindacati autonomi dei piloti e degli assistenti di volo ancora resistono: oggi daranno la loro risposta. Il leader del Pd Walter Veltroni rivendica il ruolo avuto: "Ho messo intorno al tavolo Colaninno ed Epifani". Polemiche sul premier. SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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E gianni letta alzò la voce - roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il retroscena E Gianni Letta alzò la voce ROMA "Chiedo un atto di fiducia verso il governo e verso l'azienda". Per una volta Gianni Letta, l'impassibile sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ha alzato la voce di fronte all'insistenza di Guglielmo Epifani di voler siglare, oltre all'accordo, anche il verbale aggiuntivo, quello con le modifiche negoziate, soprattutto dalla Cgil, con i nuovi padroni dell'Alitalia. SEGUE A PAGINA 4.

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Alitalia, la cgil firma l'accordo - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

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Economia Alitalia, la Cgil firma l'accordo La trattativa Licenza salva. Piloti e assistenti di volo indecisi: oggi la risposta Epifani: "In caso di bocciatura, bisognerebbe ricorrere al referendum" LUCIO CILLIS ROMA - Anche la Cgil firma l'accordo con Cai. è una svolta decisiva nel salvataggio di Alitalia, nonostante manchi ancora il via libera degli autonomi. Piloti e hostess infatti, tengono duro: dopo un primo round interrotto ieri sera a Palazzo Chigi, oggi daranno la loro risposta in un vertice decisivo con il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. Il sì della Cgil di Guglielmo Epifani è arrivato dopo 48 ore frenetiche e una lunga serie di incontri e di telefonate tra il presidente di Compagnia aerea italiana Roberto Colaninno, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il leader del Pd Walter Veltroni ed Epifani. Grazie ad alcuni ritocchi alla parte contrattuale, a mezzogiorno è arrivato il semaforo verde della Cgil, una decisione che ricompone il fronte confederale ma lascia delle visibili cicatrici nei rapporti sindacali. La trattativa si è sbloccata grazie ad un "verbale" di accordo che precisa tutte quelle parti poco chiare o ancora in embrione del contratto di lavoro di Alitalia 2. Il documento affronta infatti il tema delle garanzie per i lavoratori precari, che tra Air One e Alitalia oggi sono circa 3mila. I contratti a termine garantiranno il bacino delle assunzioni future richieste da Cai. Il verbale definisce anche il numero di riposi di tutti i dipendenti del nuovo gruppo, la sostanziale invarianza degli attuali livelli retributivi del personale di terra e il taglio delle retribuzioni "al massimo del 7%" a parità di ore lavorate per piloti e hostess. Incerto invece l'esito dell'incontro che potrebbe chiudere in un modo o nell'altro la vertenza degli autonomi. L'ennesimo faccia a faccia che si è tenuto ieri a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Gianni Letta e le sigle di comandanti e hostess si è interrotto bruscamente poco prima delle 20. Le posizioni restano distanti. Cai non vuole rimettere in discussione la struttura portante del piano industriale, anche alla luce delle adesioni al progetto che arrivano da diversi possibili partner internazionali: Air France, forse pressata da vicino da Lufthansa, ha confermato due giorni fa il proprio interesse per una quota di minoranza (circa il 15%) in Alitalia 2. I tedeschi però non mollano e nelle prossime ore potrebbero tentare il sorpasso, mettendo anche loro sul tavolo del governo la richiesta di una partnership di minoranza. In ogni caso oggi si ricomincia. L'appuntamento è alle 11 a Palazzo Chigi, per un ultimo giro di tavolo. Dai piloti giungono segnali di un certo nervosismo, dovuto al pressing del governo e all'isolamento in cui rischiano di trovarsi i naviganti di Alitalia. Nel caso di una nuova rottura del dialogo, Cai potrebbe andare avanti con le sole sigle confederali e con l'Ugl pescando, in un primo tempo, piloti e hostess nel bacino di dipendenti non sindacalizzati con gli autonomi: circa 600 piloti e poco più di mille assistenti di volo. Il rientro in corsa di Cai ha poi allontanato il rischio del possibile ritiro del certificato di operatore aereo, la licenza rilasciata dall'Enac alle compagnie. Il presidente dell'Ente per l'aviazione civile, Vito Riggio, ha riconfermato la continuità della licenza provvisoria rilasciata ad Alitalia fino al marzo 2009. "A patto che ogni mese la Cai - precisa Riggio - presenti all'Enac una relazione dettagliata sulla situazione finanziaria".

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"non avranno il nostro sì" a fiumicino fischi e lacrime - barbara ardu (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La reazione dell'assemblea dei lavoratori autonomi "Non avranno il nostro sì" a Fiumicino fischi e lacrime BARBARA ARDU BARBARA ARDù FIUMICINO - è appena sbarcato da Catania. Volo breve, una passeggiata per un pilota che ha quasi i requisiti per andare in pensione. Tre fasce dorate sulla manica e l'aria stanca. Ma a casa non ci va. "Sono qui per loro - spiega, indicando i colleghi più giovani - perché non bisogna cedere a un piano che stravolge un lavoro dove la sicurezza è essenziale, che viola le regole internazionali sui riposi e che prelude al fallimento di Alitalia. Non oggi. Ma tra qualche mese, perché il piano industriale così com'è non regge". Accanto a lui, che si definisce comandante, esuberante e arrabbiato, ci sono i suoi colleghi. Tutti del fronte del no. Difficile trovare un pilota disposto ad accettare il piano, non almeno quello che conoscono. "E un altro - spiegano - al momento non c'è". Fiumicino, ore 15.00. Area tecnica, accanto alla mensa Alitalia, lontano dai terminal dove partono, regolarmente, i voli. è qui che ieri si sono dati appuntamento assistenti di volo e piloti legati alle quattro sigle sindacali che ancora non hanno deciso se mettere la firma al piano per il salvataggio della compagnia (Anpav, Up, Avia e Sdl). L'aria è tesa. C'è un ultimatum per le otto di sera (poi spostato alle 13 di oggi). Dal palco i sindacalisti spiegano l'accordo. E quasi a ogni punto si alza un coro di "no". E il "no" diventa un boato appena si parla del contratto AirOne. Una determinazione forte, che si tramuta anche in fragilità. Qualche hostess piange. Un'altra, del personale di terra, sfida il mondo: "Meglio cercarsi un lavoro da commessa", sussurra. L'unico applauso arriva per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali per due anni per gli stagionali non impiegati. Si attendono notizie da Palazzo Chigi, ma non arrivano. Ci sono tra le 800 e le 500 persone, molti in divisa, qualcuno in borghese. E l'aria è quella del no. Dal palco il rappresentante dell'Up dà indicazione per un sì all'accordo solo se verrà accettato un documento integrativo. I rappresentanti di Sdl hanno proposto un referendum tra i lavoratori per arrivare a una decisione. Irriducibili i piloti. Sono le 18 quando vengono invitati a sciogliere l'assemblea. Ed è notte quando Massimo Berti, segretario dell'Anpac esce da Palazzo Chigi, teso e scuro in volto. Sicurezza (e dunque riposi), piano industriale, esuberi, contratto, questi alcuni dei punti sotto accusa. Patrick Kelton, 9 anni di anzianità, 4.600 euro netti al mese (di cui 500 di diaria, che gli servono però per mangiare in giro per il mondo), sulla sicurezza fa un unico esempio, l'incidente aereo di quest'estate in Spagna. "Il secondo pilota - racconta - aveva in tasca una lettera che non ricordo se fosse di licenziamento o di fine contratto. Io lavoro sullo stesso aereo e le posso assicurare che devi essere "cotto" per commettere l'errore tecnico che ha portato allo schianto. Non a caso i due avevano fatto il riposo minimo". I riposi appunto, che mandano in bestia un altro pilota, quando ne parla. "Oggi si va a New York. E ci sono 24 ore di riposo. Si torna a Roma o a Milano, è uguale, e si ha diritto a 36 ore prima di rimettersi alla cloche. è il minimo. è quanto previsto dagli accordi internazionali". Per i comandanti ci sono poi altre cose che non tornano. "Perché prevedere 1.000 esuberi, ma riservarsi l'assunzione di un 25 per cento di comandanti dall'esterno? è una contraddizione. Nessuna compagnia prende piloti da fuori. Diciamo la verità, questo è un piano per salvare AirOne". E poi c'è il piano industriale. "Il no è un senso di responsabilità - afferma Paolo, pilota, da 11 anni in servizio - non mi fido di questa cordata, senza competenza".

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La cgil in piazza contro il caro-vita (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

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Pagina II - Torino La Cgil in piazza contro il caro-vita Domani il corteo, assenti le altre sigle Donata Canta: "Manifestiamo contro il governo non contro gli altri sindacati per difendere salari e pensioni" La Cgil torinese torna in piazza domani. Lo fa, come nel resto d'Italia, per protestare in modo vistoso e visibile contro la politica economica del governo Berlusconi, ma forse non è un caso se a Torino l'iniziativa coincide con la prima, grande manifestazione pubblica dopo la sconfitta elettorale del centrosinistra di aprile. E lo fa da sola, senza le altre confederazioni, una scelta sofferta ma necessaria per il più grande sindacato italiano, che da un lato rallenta e raffredda il dibattito sulle nuove possibili forme di unità e dall'altro congela e quasi cancella le divisioni interne alla stessa Cgil. Il corteo di domani (partenza alle 15 in piazza Vittorio Veneto, un breve percorso lungo via Po e l'arrivo in piazza Castello, dove parlerà la segretaria della Camera del Lavoro Donata Canta seguita dalle improvvisazioni teatrali dei Quinta Tinta e dalle note dei percussionisti del Siam, il sindacato dei musicisti) ha grandi ambizioni comunicative. Un enorme drago mangia-stipendi rappresenterà la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti, grandi maccheroni e pagnotte di gommapiuma cercheranno di far vedere le reali preoccupazioni di chi fa fatica a fare la spesa. La Fiom, fino a ieri ?ala dura' e dissenziente della Cgil torinese, produrrà invece un adesivo contro il governo Marcesconi, sintesi tra il cognome del presidente del Consiglio e quello della leader di Confindustria Emma Marcegaglia. Un'evoluzione del precedente slogan su ?Veltrusconi' che rivela tra l'altro l'attuale atteggiamento unitario dei metalmeccanici della Cgil verso il resto del loro sindacato: non è il momento di distinguersi, ma, al contrario, di sostenere una confederazione che scende in piazza e gioca duro in tutte le trattative, come è appena avvenuto per l'Alitalia. "Questa manifestazione non è contro altri sindacati ma contro il governo - sottolinea Donata Canta - Vogliamo difendere salari e pensioni sia diminuendo le tasse, che invece sono aumentare, sia facendo crescere il reale potere d'acquisto. Se il governo non accetterà di modificare le sue politiche economiche e se Confindustria si ostinerà a cercare di ridurre ulteriormente i salari, la nostra risposta sarà un deciso ?no'". (v. sch.).

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"parco su roma antica per milioni di turisti" - viola giannoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Roma "Parco su Roma Antica per milioni di turisti" VIOLA GIANNOLI Il Parco a tema sull'Antica Roma si farà. E sarà un progetto al "top", assicura il sindaco Gianni Alemanno, in stile Eurodisney con attrazioni per tutta la famiglia "ai massimi livelli di divertimento e modernità". E proprio per sottolineare che l'amministrazione capitolina fa sul serio, perché non si tratta di "un'idea estemporanea da campagna elettorale ma di una scelta strategica per cui si procederà rapidamente", il primo cittadino ha deciso di inserire il progetto nel Piano di sviluppo che presenterà lunedì in Consiglio comunale. "Un'idea kitsch e inutile", secondo Patrizia Prestipino, assessore provinciale al turismo. Mentre per il radicale Mario Staderini ""Romaland" è un disegno ingenuo: per la realtà virtuale c'è Hollywood e per il circo bastano le famiglie Togni e Orfei". Di tutt'altro avviso il Campidoglio, secondo cui il Parco è la panacea contro la crisi del turismo capitolino, in calo del 5% nelle presenze e del 22% nei trasporti: "il dato peggiore dal 2001 a oggi", denuncia la Cna. Ma la nuova struttura dei divertimenti, cavallo di battaglia del vicesindaco Mauro Cutrufo, dovrebbe attrarre ogni anno 8 milioni di visitatori: 5 milioni stranieri e 3 milioni italiani. Non solo. Il Parco creerebbe novemila posti di lavoro, attirando 600 milioni di investimenti privati. Numeri emersi dall'indagine commissionata dal Comune a nove società di ricerca (Ispo, Ipsos, SWG Tomorrow, Doxa, Eurisko, Demoskopea, Istituto Piepoli, Tns Infratest, Ebtl) in otto paesi: dalla Francia alla Russia, dagli Stati Uniti al Giappone. Su 4649 intervistati, il 34% ha giudicato "molto interessante" il Parco, il 38% "abbastanza interessante". Una reazione positiva, ma non entusiastica. Ancor meno se si considera che solo il 35% di stranieri andrebbe in gita al Parco durante un viaggio in Italia e appena il 32% organizzerebbe una visita nella Capitale appositamente per vedere la struttura. In prima linea, tra i potenziali turisti, russi, cinesi e spagnoli. In coda tedeschi, giapponesi e americani, già in fuga dalla Capitale per la debolezza del dollaro e dello yen rispetto all'euro. Ma è proprio "contro la crisi di un turismo tradizionale ormai saturo", dice Cutrufo, che il Comune è intenzionato a andare avanti sulle giostre ispirate alla Repubblica e all'Impero romano. "Un progetto ludico - promette Alemanno - ma costruito con rigore storico", di cui per ora si conosce parte dei divertimenti virtuali: "Il visitatore potrà ritrovarsi fra il pubblico del Colosseo, vincere una corsa di bighe al Circo Massimo, visitare i Fori imperiali o inoltrarsi nei quartieri popolari della Suburra o del Porto di Ostia". E ancora: "Potrà scendere nelle catacombe o fare un bagno alle Terme o rivivere i momenti celebri della storia di Roma, dalla sua fondazione alle battaglie fra Giulio Cesare e i Galli". A completare l'offerta, 5 alberghi e un'accoglienza affidata a gladiatori con tanto di armatura, al posto di Minnie e Topolino. Di certo, si sa anche che il Parco verrà realizzato su 300 ettari di "terreno comunale". Ma il sindaco, commentando la firma dell'accordo per Alitalia, ha accennato "al rilancio di Fiumicino" e alla "creazione di un grande polo attorno al porto croceristico di Civitavecchia", lasciando intravedere la possibilità che il Parco sorga proprio nella zona nord ovest, appena fuori il raccordo anulare.

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L'industria fa i conti con la crisi cassa integrazione per 3 mila operai (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Palermo Altre due settimane di Cig allo stabilimento Fiat di Termini Imerese. L'allarme della Fiom L'industria fa i conti con la crisi cassa integrazione per 3 mila operai La Keller ha perso le commesse iraniane e annuncia 72 esuberi Di nuovo ferma la Emmegi: posto di lavoro a rischio per i 78 dipendenti L'economia siciliana è in crisi e lo spettro della cassa integrazione è già entrato nelle case di tremila famiglie di operai, che avranno nei prossimi mesi lo stipendio ridotto. La cassa integrazione in queste ore ha travolto le 1.700 tute blu della Fiat di Termini Imerese e le 270 della Keller di Carini e, ancora, le 180 della Italtel e le 78 dell'ex Emmegì, oggi Ciprogest. Per non parlare di quelle della Metalmeccanica meridionale o della Sielte, tutte aziende fino a qualche anno fa fiore all'occhiello della classe operaia palermitana e che adesso sono costrette a fermare la produzione. Il motivo è sempre lo stesso: "Crisi di mercato, mancanza di domanda industriale", dice Roberto Mastrosimone, leader della Fiom di Termini Imerese. "Una crisi che sta travolgendo gli operai siciliani, senza alcun intervento dei governi regionale e nazionale", aggiunge Francesco Piastra, segretario provinciale della Fiom Cgil. Ieri la Fiat ha comunicato altre due settimane di cassa integrazione nello stabilimento di Termini Imerese, in aggiunta alle due già programmate nelle scorse settimane. La prima tranche di cassa scatterà lunedì 29 settembre fino al 12 ottobre. Poi due settimane di lavoro, con gli operai che torneranno nuovamente in cassa integrazione per altri quindici giorni, dall'ultima settimana di ottobre al 10 novembre. "Sarà un fine anno molto duro per migliaia di famiglie - dice Mastrosimone - Con questa cassa integrazione gli stipendi saranno ridotti almeno di 400 euro al mese". Il blocco della Fiat di Termini fermerà anche gli oltre 400 operai dell'indotto: la Ergom (154 operai), la BienneSud (74) e la Lear (100) metteranno i loro dipendenti in cassa integrazione nello stesso periodo della Fiat. "Ci auguriamo che il governo e la Regione riescano a governare la crisi del mercato e soprattutto che il Lingotto rispetti l'accordo di aprile che prevede a luglio 2009 l'avvio della produzione della nuova Lancia Ypsilon, un rinvio aggraverebbe la situazione, già drammatica", dice Mastrosimone. La cassa integrazione è entrata anche in decine di stabilimenti, da Carini a Brancaccio. Una delle aziende più in difficoltà è la Keller, che ha annunciato 75 esuberi sui 248 operai e avviato subito quattro settimane di cassa integrazione straordinaria (avendo già completato quella ordinaria). L'azienda, per lo stop di alcune banche che non hanno voluto erogare crediti, ha perso la commessa iraniana da 220 carrozze del valore di 200 milioni di euro. "Inoltre non ha avuto assegnata una seconda commessa dalle Ferrovie per 20 vagoni letto - dice il segretario Piastra - Il 30 settembre incontreremo i vertici dell'azienda, per capire quale futuro prospettano per lo stabilimento palermitano". Sempre a Carini la Italtel, azienda nel campo delle telecomunicazioni, ha avviato 3 settimane di cassa integrazione per 180 operai (su 245), a causa di una diminuzione di ordini da parte della Telecom, il principale committente. A Brancaccio è sull'orlo del fallimento la Metalmeccanica meridionale, che ha già messo in cassa integrazione i suoi 38 operai: "Incontreremo a giorni i manager dell'azienda - continua Piastra - che attraversa una crisi davvero difficile". Fino a dicembre andranno in cassa integrazione invece i 78 dipendenti dell'ex Emmegi di Termini Imerese. Mentre col fiato sospeso rimangono i 1.700 dipendenti del call center dell'Alitalia, l'Alicos di Palermo, che potrebbe non rientrare nei piani della nuova compagnia aerea. a. fras.

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"ho denunciato gli strozzini ma sono condannato alla fame" - dal nostro inviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Napoli "Ho denunciato gli strozzini ma sono condannato alla fame" Beni all'asta, imprenditore ricusa il giudice civile Racconterà oggi la sua odissea. Fece prendere il il cugino di "Sandokan" "I carabinieri mi salvano dai boss poi un magistrato mi manda sul lastrico" DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) antonio corbo Una storia che Battaglia racconta in un lungo incontro nella fattoria di Caiazzo, tra bufale, tori, mucche, cavalli e un incubo. Quelle porte chiuse. "Mi sono affidato allo Stato finalmente, ma scopro che lo Stato può avere due volti. Con i carabinieri mi libera da strozzini e camorra, con un giudice civile mi manda sul lastrico". Il giudice è di Santa Maria Capua Vetere. Ha già deciso di ricusare. Si comincia dall'Agenzia Battaglia. "L'Alitalia, fine anni Novanta con la deregulation, revoca le 28 agenzie generali in Italia. Una era di mio padre. Biglietti aerei per tutta la provincia. Il fatturato crolla. Le banche ci mettono in sofferenza. Un avvocato consiglia di vendere l'immobile dell'agenzia e ci presenta tre signori. Vogliono investire, dice lui. Ci danno un acconto di cento milioni. Ma le banche impediscono la vendita, hanno una ipoteca. I tre pretendono il fitto di un locale che non possono più comprare e i cento milioni. Ne incassano in poco tempo 300". Non finisce qui, perché Battaglia non si libererà più di loro, né di altri usurai che prestavano i soldi da versare ai primi tre. "Solite minacce, interessi del 10 per cento mensile, in un anno è il 120. Prendevo i soldi dall'allevamento, avevo allora 300 mucche". I nuovi usurai sono ancora più infidi. "Mio padre muore il 19 gennaio 2000, io provo a dire basta. Macché. Gli usurai impongono la cessione delle nostre auto del noleggio a metà prezzo. Uno era un commerciante di auto. Firmavo un assegno da 10 milioni di lire, me ne davano 8. Portavo gli assegni dei caseifici che pagano il mio latte a 60 giorni, e loro trattenevano il 10 per cento. Esempio: su 10 milioni, per due mesi, ne perdevo due. L'azienda produceva bene, lavoravo tanto, ma mi ritrovai con un'esposizione di 250 milioni. Come un naufrago che nuota controcorrente. I debiti si gonfiavano giorno per giorno. Mi fermo a 250 e chiedo una dilazione. L'ultima. Riesco ancora a pagare". Perché sempre nella morsa degli usurai? "Perché le banche non mi aprivano le porte. Avevano ormai aggredito il mio patrimonio, valeva 4 milioni. Non c'era interesse a riaprirle". Ma neanche gli strozzini, recuperati i soldi, lo mollavano. Dall'usura al racket. Roberto Battaglia tra 2003 e 2006 rende più moderna l'azienda: inserisce 500 bufale in un ciclo meccanizzato, perfetti i controlli sanitari e la sala mungitura. Un gioiello. Ma l'azienda attrae. Anche la zona. I casalesi vogliono espandersi verso campi di quieta bellezza, da Caiazzo a Squille a Monteverna. Che Battaglia abbia superato la crisi, sembra certo. Lo scoprono i tre, che avevano tentato di acquistare l'agenzia. "Me li ritrovo in azienda, ogni tre-quattro mesi, dicevano che il conto era aperto, e conoscevano loro la strada giusta per farmi pagare. Capisco qual era la strada ad aprile 2008, e corro in Procura. Viene un certo Giuseppe D'Anna, a nome di Luigi Schiavone, cugino di secondo grado di Sandokan. Sono costretto a incontrarlo a Caserta Nord il primo luglio, ma il procuratore Pierluigi Gay mi aveva subito affidato al colonnello Burgio. A Caserta Nord c'è con me un carabiniere in borghese. Luigi Schiavone mi parla chiaro: sono di Casale, mi dice, e ho in mano i titoli che devi onorare, da questo momento te la vedi solo con me. Insisto: non devo più niente a nessuno, poi prendo tempo, 15 giorni". Attenti al 17 luglio, è la data da ricordare. La mattina un giudice civile dà esecuzione alla vendita dei beni all'asta per soddisfare le banche. La sera alle 17.30 sono arrestati Luigi Schiavone e Giuseppe D'Anna, di professione mago. I carabinieri li fermano all'uscita dell'azienda con 140 mila euro in assegni e tremila in contanti, la somma pattuita dopo quasi un'ora di discussione, tutta registrata. Luigi Schiavone ha addosso anche altri assegni, che forse porteranno ad altre vittime che tacciono. "Devo tutto al colonnello Carmelo Burgo, ai carabinieri di Caserta, fantastici, al maresciallo Francesco Corrado e la sua squadra. Magari mi fossi rivolto prima". Ma le banche hanno memoria lunga. Sono andate avanti. C'è una fideiussione contestata ("Indaga la Procura, la firma non è mia") e c'è un giudice civile irremovibile. "Non tiene conto della sospensiva di 300 giorni concessa dal prefetto per legge a chi ha subìto racket e usura. Il giudice dice che non sono stato corretto, che non è arrivata in tempo la notizia degli arresti, e che va all'asta tutto quello che ho. Azienda, casa, tutto". Rischia la vendetta del clan e il patrimonio. Ha cercato Tano Grasso, "ma sono stato ricevuto solo dalla signora Fucito. Il mio caso non è l'unico, lo stesso giudice ha privato di tutto il costruttore Angelantonio Iodice, con la mia stessa storia". La racconterà oggi.

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Saltano le trattative sciopero alla piaggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XVII - Firenze Si è arenata la vertenza sul contratto integrativo Saltano le trattative sciopero alla Piaggio OTTO ore di sciopero proclamate da Fim, Fiom e Uilm alla Piaggio dopo la rottura delle trattative per il contratto aziendale avvenuta la notte scorsa. Una rottura che i sindacati bollano come "incredibile" e tale da "mettere in discussione il diritto alla contrattazione aziendale per i dipendenti della Piaggio". Un fatto tanto più assurdo, dice Maurizio Landini segretario nazionale Fiom, "visto che il giorno prima l'azienda aveva dichiarato di voler procedere all'accordo". Landini allude all'Alitalia e al doppio ruolo di Colaninno, presidente Piaggio e Cai: "Non sarebbe accettabile la subordinazione della vertenza Piaggio alle altre in cui è impegnato Colaninno".

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Tagli, a rischio il 30 % dei treni regionali - lello parise (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bari Tagli, a rischio il 30 % dei treni regionali Allarme della Regione: "Mancano 120 milioni di euro e le Fs battono cassa" Eurostar estinti e fermate saltate, Loizzo protesta "Siamo stati declassati" LELLO PARISE Non solo gli Eurostar, macchine che ormai in Puglia sono in via di estinzione. Trenitalia potrebbe dare una spallata perfino ai trasporti regionali. Spiega l'assessore Mario Loizzo: "Il rischio è che si decidano tagli ai servizi locali tra il 25 e il 32 per cento, con effetti catastrofici sul traffico dei pendolari". L'incubo potrebbe materializzarsi l'1 ottobre, quando a Roma il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli incontrerà i rappresentanti delle regioni. Qualora dovesse confermare l'intenzione dello Stato di non volere coprire il "maggiore fabbisogno" delle Fs, le stesse Fs getterebbero alle ortiche una serie di tratte, quelle cosiddette a medio raggio. Pure le tariffe potrebbero essere ritoccate: anzi, incrementate. Fa sapere Loizzo: "Sono stati già proposti da Trenitalia interventi che oscillerebbero dal 10 al 20 per cento". Trenitalia che si limita a precisare: noi abbiamo esclusivamente il compito di fare viaggiare i convogli; ogni regione stabilisce quali e quanti di questi convogli devono marciare sulla base del denaro che è in grado di spendere e che potrebbe essere rimpinguato se il governo Berlusconi aprisse i cordoni della borsa. Pare che ai suoi più stretti collaboratori così come a qualcuno degli assessori ai Trasporti, l'amministratore delegato della società Mauro Moretti abbia confessato, senza tanti giri di parole: "Io non posso fare la fine di Alitalia, ecco perché non voglio indebitarmi". Secondo i calcoli di Loizzo, per il 2008 mancherebbero all'appello 120 milioni di euro. Sempre per il trasporto regionale, 80 milioni erano stati assegnati a Fs dal ministero Prodi e 250 da quello del Cavaliere. Ma non sono sufficienti. Né ci sarebbero certezze per quanto riguarda le "risorse aggiuntive" da impiegare nei prossimi due anni. E' dai "governatorati" che dovrebbero mettere mano al portafoglio per evitare il peggio. Però, puntualizza Loizzo, "siamo nell'impossibilità reale di sottoscrivere i contratti di servizio" con Trenitalia giacché "non disponiamo della necessaria copertura finanziaria". L'assessore ai Trasporti è preoccupato, e non lo nasconde: "Siamo alla mobilitazione civile". In mattinata accetta l'invito dell'Anci: nel quartier generale di corso Vittorio Emanuele si ritrova faccia a faccia con i sindaci di nove comuni. Protestano poiché l'unico Pendolino sopravvissuto - quello da Lecce e Bari per Roma - salta alcune stazioni ferroviarie tra cui quella della sesta provincia, Barletta. "Siamo declassati, questa è la verità. Si fa fatica a capire quanto è fondamentale il trasporto pubblico, che registra una forte crescita della domanda in conseguenza degli aumenti dei costi energetici e della generale situazione di crisi economica" sottolinea Loizzo. Tutti condividono il suggerimento del vicepresidente dell'Anci Fabiano Amati, tenace promotore del raduno: con una lettera a Trenitalia sottoscritta anche dai parlamentari Latorre, Tomaselli, Procacci, Rossi, Boccia si chiederà di "ripristinare le fermate soppresse" a meno che Moretti & C. non sventolino sotto il naso degli amministratori le "ragioni oggettive" di queste esclusioni. Ieri intanto Trenitalia, ancorché sollecitata a partecipare, diserta l'appuntamento. La Puglia può attendere.

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L'ultima disfatta della politica americana - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ULTIMA DISFATTA DELLA POLITICA AMERICANA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Un candidato che si chiama fuori dalla partita per due giorni e non vuole più dibattere l'avversario. Come se la democrazia fosse un incontro di basket, John McCain ha chiesto un timeout, per salvare la propria squadra da una sconfitta che il tabellone dei sondaggi cominciava a lampeggiare. Il dibattito probabilmente si farà, e questa sera assisteremo finalmente al confronto, perché Barack Obama ha risposto che lui si presenterà sul palco in quanto "mai come adesso la nazione deve vedere e conoscere chi vuole guidarla in questi tempi difficili". Ma il fatto stesso che un candidato annunci di avere "sospeso la campagna elettorale", come fosse un puzzle da riporre per qualche ora, a 40 giorni dal voto, è uno di quei colpi di testa (e di nervi) che i colleghi senatori conoscono bene e che molti elettori temono. John McCain, famosa testa calda dal pessimo carattere che gli ha meritato in Parlamento il soprannome di "McNasty", Mac la peste, ha semplicemente cercato di buttare all'aria il tavolo di gioco, come fanno i bambini molto immaturi o i vecchi molto stizzosi quando perdono. Nel mezzo di quella che il finanziere più autorevole degli Stati Uniti, quel Warren Buffett che viene guardato come l'ultimo oracolo, ha definito una "nuova Pearl Harbor", la flotta di coloro che dovrebbero proteggerci naviga alla deriva, sballottata dal vento dei sondaggi e delle manovre elettorali, senza ordini né piani chiari. Se il padre di John McCain, il magnifico ammiraglio che consumò tutto sé stesso nella risposta all'aggressione giapponese nel Pacifico e pagò la fatica disumana morendo d'infarto il giorno dopo la vittoria, potesse vedere il figlio annaspare in queste ore, lo spedirebbe in cambusa, lontano dal ponte di comando. La mossa di McCain, quello che dovrebbe essere l'anziano sicuro, il buon nonno prudente e responsabile di fronte al troppo giovane e irresponsabile avversario Obama, serve a sottolineare la radice profonda della crisi, che non è finanziaria né economica, ma politica. Da quasi otto anni, dal gennaio del 2001, l'America è senza un governo competente e attendibile, che ha creduto di poter surrogare con la superbia la propria cadente autorità morale. Ha perduto ogni credibilità e ogni autorità, presa nella tela di menzogne, propaganda, ideologia, messianesimo, politicizzazione elettoralistica e incompetenza che, una volta tessuta, non può più essere dipanata. Oggi la nazione è governata dal presidente della Fed Bernanke e dall'ex Goldman Sachs, il ministro del Tesoro Paulson. Bush è soltanto un passeggero, al quale gli adulti alla guida chiedono di non toccare niente. Il piano di salvataggio con danaro pubblico che dovrebbe essere varato oggi, e che è stato imposto ai due candidati, al Congresso e a una nazione che lo osteggia apertamente con un ricatto in stile Alitalia, o così o tutti giù dalla finestra, metterà un tampone sull'emorragia. Ma né i colpi di testa di McCain, né il fiacco discorso del presidente alla nazione, mercoledì sera, possono restituire prestigio morale a una politica che lo ha perduto tra le rovine di Bagdad, nel pasticcio afgano, nella devastazione di New Orleans, nello scandalo costituzionale di Guantanamo, nelle torture in appalto e nella totale indifferenza a quella cultura del profitto facile e sregolato che soltanto ora finge di scoprire con orrore e con ripensamenti statalisti e assistenzialisti. La catastrofe in atto è la sentenza finale di un processo a Bush che dura da sette anni e otto mesi, e che vede come complice un Parlamento che il suo partito, il repubblicano, aveva controllato per sei anni e i democratici non hanno saputo raddrizzare. è stata un'esperienza surreale ascoltare il presidente accusare tutti di avere prodotto questa "Pearl Harbor", gli speculatori, i brokers, i banchieri, gli immobiliaristi, i consumatori, gli acquirenti di case che hanno assunto mutui eccessivi, tutti colpevoli meno che lui e la sua amministrazione, quella che fino a due settimane or sono ci garantiva che "l'economia americana resta robusta e solida". Il futuro presidente erediterà due guerre in corso e lontane da una conclusione decisiva, in Iraq e in Afghanistan, un conto mostruoso di debito pubblico da saldare, un bilancio federale devastato, un mercato immobiliare alla canna del gas, una Pearl Harbor finanziaria, un Iran avviato sulla strada del nucleare, una Russia burbanzosa e neo imperiale, ora addirittura una Corea de Nord che torna a scricchiolare. Si capisce perché la parola chiave di questa stagione elettorale adottata persino dai repubblicani e da McCain, che temono Bush come un appestato e lo hanno tenuto lontano dal loro congresso, sia "cambiare". Persino una fanciulla del West scesa a valle col disgelo del bushismo, o un settuagenario, sembrano un progresso.

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"noi piloti meno tutelati ma non c'era altra scelta" - luisa grion (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

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Economia L'intervista Parla uno dei rappresentati del fronte del sì, Filippo Savini (Uil) "Noi piloti meno tutelati ma non c'era altra scelta" "A differenza di Anpac e Up, noi confederali abbiamo subito compreso che la politica non ci avrebbe salvato" LUISA GRION ROMA - E' vero che il nuovo contratto peggiorerà la vita dei piloti. E' vero che "spazzerà via quelle poche tutele che permettevano di far conciliare il lavoro con un minimo di vita privata". Ma ora non c'è possibilità di scelta. "O così, o falliti: senza lavoro e senza gli ammortizzatori sociali comunque garantiti dall'accordo Cai". Filippo Maria Savini pilota gli Airbus 320, è iscritto alla Uil. E' convinto che questa, per Alitalia, sia davvero l'ultima chiamata e che non ci sia un minuto da perdere. Secondo lei Anpac e Up hanno sbagliato strategia? "Non biasimo il comportamento dei colleghi, anche se durante questa durissima vertenza hanno fatto sì che la categoria prestasse il fianco a critiche che ci hanno danneggiato. E' vero che il nuovo contratto ci penalizza, che straccia le poche tutele rimaste. Ma qui non ci sono altri piani di salvataggio: noi lo abbiamo capito subito, loro no". Perché? "Perché come Cgil, Cisl e Uil abbiamo più contatti con la politica e abbiamo avuto la percezione immediata che questa volta le cose erano cambiate: la politica, a differenza di quello che è successo negli ultimi cinquanta anni, non ci avrebbe salvato. Non c'è più possibilità di trattare". Ma il contratto è accettabile o no? "Il contratto ci rovinerà la vita privata, visto che hanno tolto quella poca flessibilità che ci permetteva di poter stare, ogni tanto, per qualche festività, in famiglia. Onestamente non credo valga più la pena di fare questo mestiere: ci hanno accusato di essere dei privilegiati, ma non è vero, ormai da anni non è così. Forse non siamo stati capaci di farlo capire e ora c'è più tempo: c'è solo l'urgenza di arrivare in qualche modo ad una soluzione tampone che argini il fallimento". Anche se la soluzione trovata manderà in esubero mille colleghi? "Sì, perché almeno così potremo contare su ammortizzatori sociali che altrimenti non avremmo ottenuto". Lei crede che la nuova compagnia abbia delle possibilità di successo? "Lo spero: saremo privati, il vecchio apparato burocratico sarà smantellato e dovremo camminare da soli sul mercato. La presenza di un partner straniero mi rassicura, ma credo che anche l'uscita della politica e dalla interferenza praticata sui bilanci sia un buona cosa". Ne è valsa la pena fare di tutto questo o era meglio accettare, qualche mese fa, la proposta di Air France? "Personalmente, e sottolineo il personalmente, sono per la seconda ipotesi".

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"io ho messo insieme epifani e colaninno" - giovanna casadio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Silvio e i Sopranos "Io ho messo insieme Epifani e Colaninno" Veltroni: Berlusconi assente e Sacconi remava contro. Il premier: è un funambolo Lo scontro Berlusconi zitto sull'antifascismo, sarà colpa delle camicie che indossa, a metà tra i "Sopranos" e il passato GIOVANNA CASADIO ROMA - Qualche elemento di chiarezza. "Non sono stati i giochini della politica a sbloccare la trattativa Alitalia, e adesso basta con il bullismo al governo, con gli spot con i fuochi d'artificio. con quest'idea che non si possa fare opposizione e magari non si possano più fare giornali non graditi al governo...". Non dice che è stato merito suo, Walter Veltroni. Però rivendica il ruolo di mediatore svolto da lui e dal Pd per Alitalia. In modo concreto e "trasparente". Martedì quando era tutto fermo ad esempio, "io ho messo insieme Roberto Colaninno e Guglielmo Epifani, era così difficile farlo?". I due che avevano maggiore responsabilità nel braccio di ferro, si sono incontrati a casa Veltroni. Tutti gli altri attori in causa informati, comunque. A Berlusconi - "ma dov'è in queste ore decisive?" - il segretario democratico replica ora con durezza. Il premier ha condotto un attacco a freddo al Pd l'altro giorno, pur sapendo cosa stava facendo l'opposizione: "Avevamo la tentazione di non intervenire, viste le dichiarazioni guerresche sgradevoli e anche maleducate". Ma la posta era l'interesse di tanti lavoratori e del paese e perciò "ci siamo comportati responsabilmente, io come un leader dell'opposizione anglosassone, e il presidente del Consiglio invece di rispettare, insulta". L'offensiva di Veltroni parte nello studio Rai di Porta a porta, dove campeggia un titolo che Berlusconi apprezzerà molto: "Alitalia torna italiana". E allora il leader Pd, rilassato in abito grigio-blu, con la stessa cravatta che aveva indossato nel Porta a porta pre-elezioni, ripercorre la cronistoria del salvataggio. Loda Gianni Letta, il sottosegretario che si è prodigato per la soluzione, uno che ha "la mia stessa cultura delle istituzioni" e infatti in questo governo è quasi "un libero professionista", ha meno peso che nel 2001. Ma soprattutto, scandisce Veltroni, c'è il rischio di scambiare "decisione con democrazia", di instaurare "un modello putiniano, di portarci verso la Russia di Putin, la democrazia non si tocca". Affondo anche contro il ministro del Welfare, Sacconi: "Ha cercato di far fallire la trattativa, aveva lo sguardo livido, voleva danneggiare qualcuno". Subito la risposta di Sacconi: "Solo menzogne, sono sconcertato". E infine una bordata sul silenzio del premier sull'antifascismo mentre Fini "ha avuto coraggio". Però, replica l'intervistatore Bruno Vespa, il premier non è mai stato fascista. E Veltroni: "Sarà l'effetto delle camicie che indossa, a metà tra i "Sopranos" e il passato". Riferimento alla fiction tv sulla mafia. Berlusconi si è ricoverato ieri al centro Mességué umbro per una rimessa in forma, e da lì fa sapere di non volere polemizzare e che il suo è "il governo dei fatti non delle parole, gli italiani giudicheranno" però Veltroni è "un funambolo", tornato sui suoi passi.

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Quel tè a casa del leader pd e l'ultima mossa di letta - (segue dalla prima pagina) roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

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Economia Uil Tutti i passaggi decisivi che hanno portato all'accordo su Alitalia Quel tè a casa del leader Pd e l'ultima mossa di Letta (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ROBERTO MANIA Letta ben sapeva che la sua mediazione non poteva permettere a nessuno di vincere, se non altro nella forma. Nemmeno al segretario generale della Cgil, che pure ieri mattina a Palazzo Chigi ci aveva provato fino all'ultimo. D'altra parte era chiaro a tutti che per uscire dalla palude Alitalia serviva un pareggio tra chi (Cisl, Uil e Ugl) aveva già firmato una settimana fa, e la rientrante Cgil. Più o meno è andata così. Ciascuno potrà dire di non aver perso. E la partita l'hanno giocata in tanti, su piani diversi e luoghi distinti: Palazzo Chigi, certo, e non più il ministero del Lavoro retto da Maurizio Sacconi; ma anche casa Veltroni, a Roma, nei pressi della sede della Cgil. è lì che martedì scorso, all'ora del tè, il leader del Partito democratico ha invitato Epifani insieme al presidente della Cai (la Compagnia aerea italiana), Roberto Colaninno. Una mediazione - non "ombra" - ma parallela. Dei cui esiti Veltroni ha informato sistematicamente Letta ma anche i leader della Cisl e della Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Una tattica che ha permesso di far incontrare di nuovo, dopo lo strappo del 18 settembre, i due litiganti (Epifani e Colaninno) "costretti" però all'intesa perché l'imprenditore di Mantova era stato chiaro: "Senza la Cgil non ripresento la mia offerta". Ecco perché l'ipotesi di un accordo separato non è mai stata in piedi, nonostante qualche dichiarazione del premier Berlusconi accarezzasse proprio quella deriva. Invece da Colaninno c'era una sorta di pregiudiziale positiva sulla quale ha fatto perno l'iniziativa di Veltroni, prima chiedendo alla Cai di fare alcuni passi in avanti, poi favorendo l'incontro tra l'industriale ed Epifani. Il tutto sul canovaccio scritto da Gianni Letta. Così quando l'altro ieri c'è stato il faccia a faccia tra il sottosegretario e il capo della Cgil l'accordo politico è stato raggiunto in poco tempo, mentre gli sherpa lavoravano agli emendamenti da agganciare al testo già firmato dalle altre confederazioni. L'ultimo colpo, allora, Epifani l'ha tentato a Palazzo Chigi. Per provare a vincere in "zona Cesarini". Letta aveva appena detto che i testi con i chiarimenti sulle questioni indicate da Epifani e condivise dagli altri sarebbero stati "acquisiti". "Voglio rileggere i testi e siglarli almeno per "presa visione"", lo ha interrotto Epifani. "Garantisco io, come notaio", ha replicato infastidito e sorpreso il sottosegretario. "Tu fai il notaio, ma io voglio leggere e poi siglare". E Letta: "Ho chiesto un atto di fiducia verso il governo e verso l'azienda. La sigla rappresenterebbe un atto di sfiducia". In verità la firma sulle "note aggiuntive", relative ai precari, al trattamento di malattia degli assistenti di volo, alla garanzia sul mantenimento delle attuali retribuzioni per le fasce più basse, avrebbe sostanzialmente arricchito l'accordo precedente. Però nessuno doveva vincere. Infatti è stato a quel punto che Angeletti si è alzato e ha chiesto la firma sui testi già concordati. Con Letta a fare da notaio. Poi la conferenza stampa. Che Bonanni ha tenuto per primo e da solo: "Abbiamo sottoscritto l'accordo già condiviso. Questa è la verità, le altre sono esigenze mediatiche". Eppure Cisl, Uil e Ugl hanno lasciato Palazzo Chigi con l'amaro in bocca. Dice Giuliano Cazzola, deputato del Pdl, mai tenero con la Cgil della quale è stato a lungo dirigente: "Ora il rischio per la Cisl e la Uil è di diventare irrilevanti se le controparti non vanno avanti senza la Cgil". Però Cisl e Uil hanno un rapporto preferenziale con questo governo. "Sì - dice Cazzola - ma a cosa gli serve?".

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Denaro sui titoli delle banche bene eni e saipem debole tenaris (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Denaro sui titoli delle banche bene Eni e Saipem debole Tenaris MILANO - Chiusura positiva per Piazza Affari, più 1,95% il Mibtel, in linea con le altre Borse. Il semaforo verde dei sindacati al piano di salvataggio di Alitalia messo a punto da Intesa Sanpaolo (+3,37%) ha spinto la Immsi di Colaninno a guadagnare il 9,32% e Piaggio il 7,03%. Bene anche Premafin (+10,23%) e Fondiaria-Sai (+1,37%), che fanno capo alla famiglia Ligresti, e Atlantia (+2,67%), veicolo utilizzato dai Benetton per partecipare alla cordata Cai. Denaro sui bancari Unicredit (+3,2%), Banco Popolare (+2,54%) e Italease (+5%). In luce gli assicurativi, da Generali (+2,74%) a Unipol (+1,67%). In crescita Fiat (+2,37%) dopo lo scivolone della vigilia. Bene Eni (+1,53%) ed Erg (+3,31%) nonostante il calo serale del greggio sotto quota 104 dollari a barile. Denaro anche su Saipem (+1,49%), Enel (+2,87%) ed Edison (+1,29%). Debole Tenaris (-1,71%).

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Ecco la coppia santoro-granbassi: "saremo scorbutici" - antonio dipollina (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri sera la prima puntata della nuova edizione di Annozero dedicata alla crisi dell'Alitalia. La fiorettista debutta con piglio deciso e tranquillo Ecco la coppia Santoro-Granbassi: "Saremo scorbutici" ANTONIO DIPOLLINA Un Annozero "scorbutico e irriverente", con "tanti ringraziamenti alla Rai" che manda in onda una trasmissione così. Michele Santoro ha lanciato ieri sera la nuova stagione del suo programma, ha tenuto duro sul tema previsto, l'Alitalia, anche in ore in cui appare visibile l'uscita dal tunnel della questione che ha inchiodato nelle ultime settimane tutti i talk politici della tv. Nulla di particolarmente decisivo, quindi, tanto che le ore precedenti il via sono state riempite più che altro dalle ? timide ? palpitazioni del paese sull'eventualità che l'Arma dei carabinieri impedisse alla fiorettista Margherita Granbassi di debuttare come parte viva del programma. Invece (con tanto di polemichette gossippare sul ruolo decisivo che avrebbe avuto il ministro La Russa nel concedere il benestare, con gli alti comandi dell'Arma a inghiottire un boccone amaro ? si dice) la Granbassi ha proceduto a un gran debutto a cui tiene invero particolarmente: a lei è affidata la parte giovane del programma, o almeno ? nella prima puntata ? l'introduzione nel dibattito di qualcuno al di sotto dei 45 anni: in questo caso la giovane figlia di uno steward. Con un piglio piuttosto deciso e tranquillo, quasi irriconoscibile rispetto alla levità grintosa esibita sulle padane olimpiche e nelle foto glamour dei giornali che ne hanno sempre beatificato la notevolissima avvenenza, la Granbassi ha fatto la sua ? piccola ? parte così come, con ogni probabilità, l'avrebbero fatta altre centinaia di aspiranti. Santoro ha comunque ringraziato in trasmissione l'Arma dei carabinieri per la gentile concessione. Nello stesso spazio si è vista anche la hostess che è diventata famosa per la foto con il cappio al collo durante una fase durissima della protesta dei lavoratori Alitalia. Suo un forte battibecco con il leghista Castelli, sottosegretario alle infrastrutture (lui: "Bella l'immagine dell'Italia con il cappio al collo". Lei: "Saranno belli i gesti di Bossi"). Più complicato tutto il resto, con i vari Castelli e Di Pietro in studio, a rimestare un tema ormai sforacchiato in ogni dove con lo spettatore quasi allo sfinimento. Polemiche effettive già in diretta, e piuttosto forti, le ha subito provocate Marco Travaglio: parlando degli investitori della cordata Cai ha citato il caso del re dell'acciaio Riva, numero uno delle acciaiere Ilva di Taranto: Travaglio ha citato la ministro Prestigiacomo come autrice di un provvedimento che ha salvato in qualche modo dalla chiusura le acciaierie accusate di alta emissione di diossina. A quel punto, secondo Travaglio, Riva entra "per grazia ricevuta" nella cordata Cai. A stretto giro di lancio d'agenzia la Prestigiacomo ha risposto duramente: "Una vergognosa operazione di propaganda, Travaglio come al solito non conosce il limite della decenza: all'Ilva stiamo riducendo la diossina attuando un piano lanciato dal mio predecessore e dal governatore della Puglia Nicky Vendola". Un notevole match, ma avvenuto per metà fuori dalla prima puntata del ritrovato Annozero.

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Il cavaliere diserta onu e alitalia "mal di schiena, è andato da mességué" - francesco bei (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cavaliere diserta Onu e Alitalia "Mal di schiena, è andato da Mességué" Da mercoledì Berlusconi ha fatto riaprire per sé la beauty farm chiusa per lavori FRANCESCO BEI dal nostro inviato melezzole (terni) - Alle Nazioni Unite lo aspettavano ieri, avrebbe dovuto parlare davanti all'Assemblea generale. Così a palazzo Chigi, dove Gianni Letta chiudeva l'accordo su Alitalia. Ma il Cavaliere dov'è? Ai giornalisti stranieri il povero Franco Frattini, mandato a New York a sostituire il premier, raccontava che "Berlusconi è dovuto restare a Roma per salvare l'Alitalia dal collasso". E invece, zitto zitto, il Cavaliere è planato in elicottero mercoledì pomeriggio sulla dolce campagna umbra, nella beauty farm di Marc Mességué, per una tre giorni di remise en forme. Concetto ampio, declinato da Mességué in vari programmi terapeutici dai nomi evocativi: "Non dimenticatevi di voi stessi", "Movimentate la vostra vita". Precetti che Berlusconi già di suo tiene in gran conto. E davvero poco importa, a questo punto, andare dietro alla voce maliziosa che vorrebbe il Cavaliere impegnato in una nuova "tiratina" alle palpebre, oppure dar retta ai suoi collaboratori che raccontano di una fastidiosissima sciatica e, quindi, di improcastinabili massaggi alla schiena. Tutto, ovviamente, "in costante contatto con Palazzo Chigi". Troppo vistosa l'assenza, troppo famoso il luogo prescelto, regno di quel Mességué che un paio d'anni fa si propose per aprire un health center persino dentro Montecitorio. Walter Veltroni ha gioco facile a schiacciare la palla: "In queste ore cruciali Berlusconi non si sa dove si trovi - punzecchia da Vespa il leader del Pd - , è partito per una destinazione che non conosciamo". Intanto, sulla collinetta di Melezzole, tra Todi e Amelia, il Cavaliere si affidava alle cure dei terapisti. E chissà che non abbia approfittato anche di un bagno idratante "con pappa reale e melata di metcalfa", specialità della casa. Oppure si sia lasciato andare a un "hot stone massage", per farsi passare la sciatica grazie al "calore delle pietre vulcaniche". Niente di serio comunque, nonostante la presenza del cardiologo-ombra Alberto Zangrillo. Lo stesso Zangrillo infatti, evidentemente inoccupato, ieri mattina si dilettava con una corsetta tra i boschi di castagno. Per il resto la beauty farm era inavvicinabile a chiunque, protetta come una fortezza da un doppio cordone di Digos e body guard. Il Cavaliere l'ha prenotata tutta per sé, anzi se l'è fatta riaprire apposta visto che era chiusa per lavori. E mal ci è rimasta una signora che, arrivata fino al cancello, si è messa inutilmente a urlare "presidenteee, presidenteee", prima di essere allontanata dalla sicurezza. Tra i vip che qui sono di casa (anche molti politici, come Casini e la Finocchiaro), c'è Marina Ripa di Meana, che difende la decisione di Berlusconi di staccare la spina: "Ogni volta che ci vado il cervello mi si svuota, è come un elettrochoc. Dopo qualche giorno lì Berlusconi tornerà con le idee più chiare". è la parte femminile del premier ad aver preso il sopravvento, come pronosticava tempo fa Sandro Bondi? Ripa di Meana concorda: "Berlusconi ama molto la vita, il lusso, il bello. In questo è come noi, è femminile". Di sicuro si presenterà a Veronica "rimesso in forma", pronto a festeggiare lunedì i 72 anni nella nuova villa Campari che si è comprato sul lago Maggiore.

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"liberazione", giornalisti in sciopero contro "liquidazione comunista" - luciano nigro (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 26-09-2008)

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Il giornale del Prc a rischio chiusura. Ferrero: situazione difficilissima ma non è colpa del partito "Liberazione", giornalisti in sciopero contro "Liquidazione Comunista" Il direttore Sansonetti è inviso ai vincitori del congresso che ha spaccato il Prc LUCIANO NIGRO ROMA - Giornalisti comunisti in sciopero contro il partito-padrone comunista. Mentre gli altri quotidiani politici, come Il Manifesto, si preparano alla battaglia contro i tagli dei fondi alla stampa cooperativa e di partito che mettono a rischio il pluralismo dell'informazione, a Liberazione è guerra di tutti contro tutti: i cronisti chiedono ai vertici del Prc di intervenire; il segretario, Paolo Ferrero, attribuisce le colpe alla gestione precedente e denuncia una "situazione difficilissima"; la redazione, che teme di diventare vittima di un regolamento di conti interno, incrocia le braccia e manifesta sotto la sede del partito. Dietro a un grande striscione "Liquidazione comunista" i 60 giornalisti oggi protestano in via del Policlinico 131. I redattori del piano terra e del primo piano contro i dirigenti del secondo e del terzo dello stesso palazzo al grido di "Chi ha paura di Liberazione", "Prima senza voti e ora senza parole" e via protestando. Un gruppo ha pensato di fare il verso a piloti e hostess Alitalia: invece del cartello "meglio falliti che con questi banditi", impugnerà la scritta "meglio banditi che con questi falliti". Una crisi speciale, quella di Liberazione, su cui pesa l'esito delle elezioni e di un congresso che ha spaccato in due il partito. Un direttore, Piero Sansonetti, che non piace ai vincitori della conta interna, aria di epurazione che spira da mesi e conti da profondo rosso. I due milioni, due e mezzo di deficit strutturale che il quotidiano accumula ogni anno, nel 2008 potrebbero diventare quattro e mezzo per effetto del taglio dei contributi pubblici. E certo i lettori in calo da 9.500 a 8.600 non aiutano. Un rosso del genere in pochi anni è in grado di far fallire non solo il giornale, ma anche il partito, ha commentato Ferrero dopo aver preso visione dei conti presentati da Sergio Bellucci, presidente del cda della Mrc, la società editrice del quotidiano. E quando ha parlato di "situazione difficilissima" è scattata la protesta. Assemblea, sciopero immediato per "comportamento antisindacale della proprietà che non fornisce le cifre", appello al partito-proprietà perché intervenga. "Non possiamo diventare ostaggio o merce di scambio di una guerra interna al partito", si sono detti i redattori. Insomma se avete conti da regolare non fatelo sulla nostra pelle, perciò fuori i conti. Questo, in sostanza, ha detto un rappresentante del cdr a Bertinotti che ieri interveniva alla festa della minoranza alla Garbatella. Questo ha ripetuto un altro del cdr a Ferrero a Centocelle, alla festa della maggioranza. E il segretario, dopo aver ripetuto che la responsabilità della crisi non è del partito, che l'ha solo ereditata, ha promesso che oggi, dopo la segreteria del Prc con l'editrice Mcr Spa, ai giornalisti verranno forniti i dati finanziari e il piano anti-crisi.

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<Il patto con Air France penalizza Milano> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-26 num: - pag: 1 autore: di RITA QUERZè categoria: REDAZIONALE Gli esperti "Il patto con Air France penalizza Milano" Oliviero Baccelli, vice presidente del Certet Bocconi: "A Linate il 72% dei voli è targato Air One e Alitalia. Quando si fonderanno, i collegamenti si ridurranno. Rischi anche per Malpensa". A PAGINA 7.

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<Alitalia salva? Ora tocca ai nostri aeroporti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE De Corato: il Forlanini non va ridotto alla "navetta" per Roma. Formigoni: colpire gli scali lombardi vuol dire punire il Nord "Alitalia salva? Ora tocca ai nostri aeroporti" Comune, Provincia e Regione: difenderemo Linate e Malpensa. "No ai tagli" Scampato pericolo. Alitalia non fallirà. Ma sotto la Madonnina ci si prepara già a gestire un'altra battaglia. Quella per la difesa di Linate e Malpensa. Tutti si ritrovano sullo stesso fronte: Provincia e Regione, Comune e Camera di Commercio. Ma l'esito non è scontato. A PAGINA 7.

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I tagli dell'ospedale San Giacomo e la filosofia del tanto peggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 26-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-09-26 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Caro amico ti scrivo di Goffredo Buccini I tagli dell'ospedale San Giacomo e la filosofia del tanto peggio Gentile Goffredo, presumo che lei sia iscritto all'albo dei giornalisti, un privilegiato che ha a disposizione sia le strutture pubbliche, che quelle private grazie alla Casagit. Ugualmente, se non usufruisce della Casagit, la sua collaborazione con il "Corriere" e la sua attività professionale, il suo ruolo di scrittore, non la rendono propriamente uguale ad un disoccupato o a un lavoratore atipico o a un pensionato sociale che deve fare mesi di fila per un banale esame diagnostico. Auspicando che i tagli di cui lei parla inizino da chi ha i privilegi, dato che la salute non dovrebbe essere un lusso per pochi, ma un diritto per tutti, la invito a promuovere tagli e sacrifici a partire dalla sua categoria che comunque può permettersi una sanità privata o un'assicurazione. Confidando in una risposta consona alla gravità del problema e sperando che il tracollo della sanità non venga da lei liquidato con due battute che sanno dei sospiri rassegnati e qualunquisti di chi non è toccato minimente dal problema, attendo una sua rettifica. Marco Sciamanna Caro Sciamanna, se c'è qualcuno che fa del qualunquismo, qui, mi pare sia lei. Certo, sono più fortunato di un lavoratore atipico, di un disoccupato, di un pensionato sociale. Ma ho lavorato e lavoro duramente e senza trucchi da quando sono ragazzo. Pago la metà di ciò che guadagno in tasse (il mio 730 è stato pubblicato su Italia Oggi): e non me ne lamento perché trovo giusto che, con le tasse, chi è più fortunato sostenga chi lo è meno; credo inoltre che la sanità pubblica sia un caposaldo di una democrazia degna di questo nome. Detto questo, il San Giacomo ha 748 dipendenti per 170 letti e ci sono altri tre grandi ospedali nel raggio di quattro chilometri (il Santo Spirito è a due). I tagli sono dolorosissimi, ma opporvisi con le sue argomentazioni ricorda tanto la filosofia che ha portato l'Alitalia sul baratro. Il buco nella sanità del Lazio non l'hanno aperto i giornalisti (che l'assistenza privata se la pagano), ma generazioni di politici: per qualcuno dei quali lei avrà anche votato, chissà. gbuccini@rcs.it.

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Lufthansa punta al 49 per cento - massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il retroscena Lufthansa punta al 49 per cento MASSIMO GIANNINI "Alitalia ci interessa molto. Ma noi puntiamo alla maggioranza...". Wolfgang Mayrhuber va dritto al cuore del problema, quando spiega a Epifani, Bonanni e Angeletti i progetti di Lufthansa sulla nostra compagnia di bandiera. SEGUE A PAGINA 3.

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Alitalia, ora i piloti trattano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cai offre 100 posti in più, l'ira della Uil. Berlusconi: "Serve ragionevolezza". AirOne rischia lo stop: niente carburante Alitalia, ora i piloti trattano Negoziato nella notte a Palazzo Chigi. Dubbi Ue sul piano ROMA - I piloti hanno accettato di sedersi al tavolo delle trattative per Alitalia e, nel negoziato notturno svoltosi a Palazzo Chigi, hanno ottenuto dalla Cai 100 posti in più rispetto al precedente piano industriale. Proteste di Uil, Cisl e Ugl. L'incontro era stato preceduto da un appello del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Ci vuole ragionevolezza per poter avere ancora una compagnia di bandiera". Ma l'Unione europea avanza dubbi sul piano del governo. Intanto, peggiora la crisi di AirOne: i suoi aerei potrebbero restare a terra per mancanza di carburante. CILLIS, D'ARGENIO FONTANAROSA, IEZZI E TITO ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Lufthansa scopre le sue carte "noi puntiamo al 49 per cento" - (segue dalla prima pagina) massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Lufthansa scopre le sue carte "Noi puntiamo al 49 per cento" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) MASSIMO GIANNINI Alle nove del mattino, davanti a una tazza di caffè sorseggiata nella quiete di Villa Almone, residenza romana dell'ambasciatore tedesco Michael Steiner, il chairman del colosso tedesco conferma ai leader di Cgil, Cisl e Uil che, se il governo italiano fosse disponibile, potrebbe acquisire fin da subito il controllo di Alitalia. "Ci vuole un accordo in tempi rapidi - spiega il manager - e Lufthansa è pronta a fare la sua parte". Non tanto e non solo per bruciare la concorrenza di Air France, quanto piuttosto perché la mitica "cordata italiana" raggruppata sotto le insegne di Cai, per quanto corroborata dal sofferto accordo con le rappresentanze dei lavoratori, non avrebbe la "massa critica", in termini di capacità finanziaria e di potenzialità operativa, per reggere l'urto della concorrenza globale. Dunque, nel breve giro di tre giorni, un altro bluff del governo è finalmente caduto. Non era affatto vero che "non esistono manifestazioni di interesse da parte delle compagnie straniere", come Berlusconi ha ripetuto per giorni e giorni, costringendo il commissario Fantozzi a ripetere lo stesso bugiardo refrain. Con l'unico obiettivo (del tutto strumentale) di mettere le confederazioni con le spalle al muro, e con l'unica pretesa (del tutto inattuale) di difendere la linea del Piave dell'"italianità", inopinatamente e irresponsabilmente fissata dal Cavaliere fin dalla campagna elettorale della scorsa primavera. Sono bastate poche ore di colloqui nell'ufficio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (prima con Francesco Mengozzi in rappresentanza dei francesi, poi con lo stesso Mayrhuber in rappresentanza dei tedeschi) a far venire in campo le due proposte alternative di Air France e di Lufthansa. Molto diverse l'una dall'altra, ma entrambe molto concrete. Negli incontri di Palazzo Chigi e di Villa Almone, i tedeschi hanno riproposto il loro schema di gioco, che contempla due ipotesi. Da un lato, una partecipazione con la quale Lufthansa si affianca a Cai: "Ma per noi - è il senso della posizione tedesca - questa è l'ipotesi meno preferibile". Dall'altro lato, un ingresso nel capitale della nuova compagnia in posizione di maggioranza relativa, o comunque con una quota che può arrivare o si può avvicinare al 49%: "E per noi - è la postilla tedesca - questa è una soluzione di gran lunga migliore". Mayrhuber spiega ai sindacati perché questa seconda opzione è più "funzionale". "è inutile che voi, oggi, stiate a discutere dell'italianità e della non italianità della vostra compagnia di bandiera. Così come sarebbe inutile che lo facessimo noi tedeschi in casa nostra, o i francesi in casa loro. Rischiamo di fare una guerra nel pollaio di casa, mentre qui in Europa presto arriveranno i grandi vettori dell'Estremo Oriente che ci spazzeranno via". Per questo l'unica strategia è quella dell'integrazione. E per i tedeschi la "polpa" buona di Alitalia è oggi una formidabile occasione di integrazione, dentro un modello di network aereo multi-hub e multi-brand. "Noi siamo pronti, il piano industriale è pronto". Epifani, Bonanni e Angeletti (e insieme a loro anche la leader dell'Ugl Renata Polverini) condividono e appoggiano la proposta Lufthansa, anche nella sua forma più "radicale", cioè il pieno controllo di Alitalia. Ma a questo punto, se ci sarà il via libera all'accordo sindacale con Cai allargato anche a tutte le sigle autonome dei piloti e del personale di volo, il problema è solo politico. "Ma il governo di cosa ha paura?", è la domanda congiunta di Mayrhuber e Steiner. "Io sono chairman di Lufthansa - spiega il primo ai leader sindacali per smitizzare il mantra dell'italianità - e non sono nemmeno tedesco, sono austriaco. E tutto sommato nemmeno Lufthansa è poi così tedesca...". Oltre il 51% del suo capitale è collocato sul mercato, e i primi due azionisti sono la francese Axa (col 10,56%) e l'inglese Barclays (con il 5,07%). Solo il premier può sciogliere il nodo. Ma per farlo deve uscire dalla logica "resistenziale" alla quale ha costretto tutti, a partire da Colaninno e dai suoi sedicenti "capitani coraggiosi". L'offerta Lufthansa è preferibile per ragioni economiche. Intanto parte con il consenso di tutte le sigle, confederali e autonome. E poi, ruotando su una strategia industriale "a rete integrata" che non contempla l'individuazione di un unico hub italiano, incontra il consenso politico della Lega e del Nord, che non devono subire lo smacco del downgrading di Malpensa. Ma l'opzione tedesca pone un problema politico: obbliga il Cavaliere a una marcia indietro di fronte agli elettori (ai quali ha giurato che l'Alitalia sarebbe rimasta italiana) e di fronte ai soci di Cai (ai quali ha promesso prebende pubbliche in cambio della fiche privata sulla compagnia di bandiera). L'offerta Air France è preferibile per ragioni politiche. Intanto la Francia è presidente di turno della Ue, e al Cavaliere può convenire l'idea di fare un favore a Sarkozy. E poi Jean Cyril Spinetta si accontenta di una quota del 10-15%, e in una prima fase si acconcia ad affiancare Cai in posizione minoritaria, perché questo gli consente di blindare comunque Alitalia nel patto Sky Team (la cui eventuale rescissione costerebbe circa 200 milioni di euro alla nostra compagnia) per poi fagocitarla con tutta calma nel giro di qualche anno. Ma l'opzione francese sconta un'incognita economica: quanto può reggere lo schema "Cai più Air France"? La competizione internazionale nel trasporto aereo sarà feroce, e richiederà investimenti massicci. I soci Cai, nonostante la buona volontà dimostrata con l'accettazione del lock up che li obbliga a non cedere le proprie quote di qui a cinque anni, dovranno rimettere mano pesantemente al portafoglio, per fare cospicue ricapitalizzazioni molto prima del 2013. E poiché è chiaro che i vari Aponte, Fratini e Bellavista non avranno né denaro né voglia, a quel punto Air France avrà buon gioco a conquistare, senza inutili spargimenti di carta bollata, la maggioranza. Alla fine, per l'Italia e per l'Alitalia, l'alternativa è semplice. Per il governo si tratta di scegliere tra una vendita immediata, o una svendita differita. Per il Cavaliere si tratta di scegliere tra un insano, autarchico provincialismo e un sano, realistico europeismo. m.gianninirepubblica.it.

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E ora airone rischia di restare a terra tamoil e total negano il cherosene - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Lo stop interessa il 30% dei rifornimenti complessivi. Ma l'Eni non interromperà il servizio E ora AirOne rischia di restare a terra Tamoil e Total negano il cherosene LUCA IEZZI ROMA - Aerei a secco per i debiti con le compagnie petrolifere. Doveva succedere ad Alitalia ed invece sta accadendo ad Air One. La compagnia che dovrebbe presto confluire in Cai è in difficoltà con i propri fornitori di carburante: la libica Tamoil, che copre il 10% del fabbisogno della società guidata da Carlo Toto, ieri ha bloccato il servizio, lamentando il mancato pagamento di circa un milione di euro. Lo stesso problema si dovrebbe presentare con Total da lunedì. I manager Air One avevano chiesto ai francesi di subentrare ai libici, invece si sarebbero sentiti rispondere che senza una copertura almeno parziale dello scoperto (intorno al 1,2 milioni di euro) sulle fatture precedenti anche il loro servizio sarà sospeso. Insieme le due società arrivano al 30% dei consumi di Air One. I rischi di disservizi ci sono, non il blocco perché gran parte del jet fuel di Air One arriva dalla controllata dell'Eni, Agip aviation service, che al momento non sembra voler seguire l'esempio dei concorrenti. Fonti del settore fanno notare che "i debiti verso le società di rifornimento sono di assoluta normalità per le compagnie aeree, che di solito li ripagano ogni qual volta c'è il rischio d'interruzione del rifornimento". Anche se le cifre complessive, 3-4 milioni di euro, non sono così rilevanti da far temere per l'operatività, l'episodio rilancia i dubbi sullo stato debitorio della società che, in vista del progetto di fusione con Alitalia è stata conferita a Ap Holding. Soltanto ieri, con una lunga lettera al Sole 24 Ore l'amministratore unico di Ap, Alfonso Toto, ribadiva l'assoluta sostenibilità dell'esposizione finanziaria: "Risultano circa 237 milioni di euro legati all'attività corrente che sono proporzionati al fatturato aziendale - scrive Toto - e a fronte dei quali ci sono circa 300 milioni di euro di attivi relativi a crediti, cassa e altre immobilizzazioni". Secondo le indiscrezioni sulla fusione, i debiti operativi finiranno nella Cai, mentre rimarrebbe fuori la parte più rilevante: 464 milioni dovuti a diverse banche per l'acquisto degli aerei Airbus che nei prossimi dieci anni diventeranno la nuova flotta di Alitalia. Tale debito oltre ad essere garantito dal valore stesso degli aerei, sarà ripagato nel corso degli anni dando in leasing l'intera flotta di oltre 120 nuovi aeromobili ad Alitalia. Sommando tutte le voci, l'esposizione Ap Holding nel 2007 ammonta a 896 milioni, superando il fatturato (785 milioni), è ulteriormente peggiorata nel corso dell'anno per l'arrivo dei nuovi aerei ordinati, al ritmo di uno al mese.

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Alitalia, apertura della cai ai piloti confederali spiazzati, uil infuriata - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, apertura della Cai ai piloti confederali spiazzati, Uil infuriata Comandanti-dirigenti e 100 posti part time in più, si tratta Le hostess Anpav firmano l'accordo Incontro con Lufthansa di Letta e sindacati LUCIO CILLIS ROMA - L'apertura di Compagnia italiana ai piloti coglie di sorpresa Cgil Cisl, Uil e Ugl e rischia di far impantanare di nuovo la trattativa per Alitalia. Quella che doveva essere la giornata decisiva si è infatti trasformata nell'ennesima, tiratissima trattativa notturna. Sono due le novità sul contratto dei piloti che Cai potrebbe accettare per incassare il via libera definitivo di Anpac e Up: la prima riguarda l'assunzione di cento piloti in più con contratto part-time. La seconda tocca invece i soli comandanti che diventerebbero a differenza dei colleghi di cabina, dei veri e propri dirigenti d'azienda. I quattro leader sindacali chiamati a Palazzo Chigi in serata in tutta fretta, sono stati messi di fronte alla possibilità di migliorare l'accordo in questo senso. Ne è nata subito una questione di principio, visto che Cai fino a ieri, aveva negato ai confederali qualsiasi apertura sul piano industriale e quindi sulle assunzioni. Su tutte le furie il leader della Uil Luigi Angeletti (alcuni piloti sono iscritti alla Uil) e la Polverini (Ugl), imbarazzati Epifani e Bonanni. Nella frenetica giornata di ieri vanno registrati però alcuni passi avanti. Il primo arriva dagli assistenti di volo dell'Anpav, che hanno dato il via libera all'accordo. Mancano dunque all'appello le firme pesanti delle sigle più rappresentative di comandanti e hostess: Avia e Sdl (assistenti di volo) torneranno a Palazzo Chigi lunedì mentre il confronto tra Cai, sindacati e piloti è proseguito in notturna. I rappresentanti di Anpac e Unione Piloti, i vertici di Compagnia aerea italiana e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta sono rimasti per un tempo interminabile chiusi a discutere anche animatamente sui punti più controversi del contratto di lavoro. Una trattativa estenuante che secondo l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha però un vincitore: "Ho conosciuto sindacalisti come Lama, Storti, Carniti, Benvenuto e Trentin - ha detto Cossiga - ma mi sembra che su di loro si stacchi di una spanna il presidente dell'Anpac Fabio Berti...". La giornata non è trascorsa solo nell'attesa di una firma dei naviganti. Di buon mattino i quattro leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl avevano varcato la porta della residenza dell'ambasciatore tedesco a Roma per incontrare il numero uno di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber. Una visita lampo che rimette in pista la compagnia più attiva in questo momento sul fronte delle acquisizioni. Mayrhuber, infatti, sta facendo shopping nei cieli e dopo aver conquistato Brussels Airlines (la ex Sabena) punta ad acquisire Sas, Austrian Airlines e Alitalia. Un colpo basso nei confronti del grande concorrente francese e quindi del presidente operativo di Air France-Klm Jean-Cyril Spinetta.

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Berlusconi: "siate ragionevoli c'è chi taglierà 300 mila posti" - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

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Economia Il premier: me lo ha detto il presidente di un colosso dell'elettronica Berlusconi: "Siate ragionevoli c'è chi taglierà 300 mila posti" ALDO FONTANAROSA ROMA - "Passare subito dalla irragionevolezza alla ragionevolezza". Guarito dai problemi alla schiena grazie a un centro salutista, Silvio Berlusconi si materializza a una riunione dei Popolari Liberali (è il partito di Giovanardi) per chiedere l'ultimo sì all'accordo per Alitalia. Il premier, che parla a Todi, gioca una carta particolare. Ai piloti e alle hostess che resistono all'intesa, racconta di una crisi internazionale dalle proporzioni molto grandi: "Ho incontrato il presidente di un gruppo elettronico che vuole ridurre il suoi collaboratori da 496 mila a 160 mila nella sola Europa". Il messaggio è chiaro: di questi tempi, di fronte a enormi ristrutturazioni, il caso Alitalia è stato gestito come meglio non si poteva. Da Palermo, Walter Veltroni accusa il premier di diffondere facili allarmismi. Per il leader democratico, il Cavaliere prova a rubare la scena al Partito Democratico, decisivo nel mettere d'accordo i sindacati e i 16 imprenditori del salvataggio di Alitalia. A Todi, il premier rilancia. Avverte che l'intesa "non è ad horas". Ma è comunque felice che la linea del suo governo abbia retto al confronto con i sindacati. Alitalia - dice - può restare la compagnia di bandiera nazionale. E se qualche vettore straniero vorrà entrare nella nuova società, dovrà accontentarsi di un ruolo di minoranza. Il Cavaliere tocca molti altri temi. Spiega che alcune Regioni italiane rischiano un'emergenza rifiuti come quella campana. Lamenta che il governo non ha i soldi per realizzare 165 grandi opere strategiche. Annuncia che molti ospedali pubblici potrebbero essere privatizzati. "Rispetto al Veneto e alla Lombardia, Regioni come Sicilia e Sardegna spendono il 40 per cento in più per la salute. Una situazione che si risolve solo con il federalismo fiscale". Il governatore sardo, Renato Soru, non ci sta: "Anche il ministro Giulio Tremonti ha riconosciuto che la Sardegna spende nei limiti prefissati".

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Albenga-roma, la linea scajola - corrado augias (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

E gregio Augias, nella trasmissione " Annozero " hanno mostrato che il ministro Scajola abita a 50 km. da Genova. Hanno fatto vedere che c'è un volo per 2 giorni alla settimana Albenga Roma e ritorno. Nei restanti giorni l'aereo è parcheggiato a bordo pista. I giorni di operatività del volo, corrispondono a quelli in cui il ministro deve andare a Roma e tornare. Quale compagnia aerea si permetterebbe un tale spreco per evitare ad un ministro 50 chilometri di strada? Plinio Garbujo pligar@alice.it C aro Augias, ad "Annozero" è stato presentata la linea aerea che collega Roma ad Albenga il venerdì di ogni settimana e Albenga con Roma il martedì, altrimenti nota come linea Scajola. Giorni fa a Ballarò il ministro Scajola rampognava compunto un po' tutti dai sindacalisti agli assistenti di volo, dai piloti ai lavoratori di terra di Alitalia contrari alla firma del "regalo" preparato da Berlusconi. Voleva convincere della bontà dell'operazione che scarica i debiti del carrozzone Alitalia su di loro. Non è bastato alla destra vincere le elezioni sventolando il tricolore, ora irridono i loro stessi elettori. Gianmaria Zito Triggiano (BA) gianmariazito@tin.it L a notizia ha colpito molto se posso giudicarlo dal numero di lettere ricevute. Eppure avrebbe dovuto essere nota. I quotidiani meglio: alcuni quotidiani l'avevano già data in agosto accompagnandola con opportuni commenti. Viene dunque confermata la nota regola che le immagini colpiscono più delle parole, oltre ad avere maggiore diffusione. Donde l'altrettanto noto corollario che chi controlla le immagini detiene un potere molto più forte di chi fa un giornale scritto. Tralascio ogni successiva considerazione sulla rigida divisione che dovrebbe esistere, e in effetti esiste in ogni paese civilizzato, tra possesso o controllo della Tv ed esercizio del potere politico. Sono cose sulle quali si discute da quindici anni fino alla noia e senza costrutto. Deduzione conclusiva: almeno sotto questo aspetto è discutibile il livello di civilizzazione di un paese come il nostro. Poi c'è ovviamente il caso Scajola. Quando la notizia uscì sui giornali, la sua segreteria precisò che: " è previsto e stanziato il finanziamento degli scali sottoposti all'imposizione di oneri di servizio pubblico, per favorire gli aeroporti che servono regioni periferiche o in via di sviluppo o una rotta a bassa densità di traffico verso un qualsiasi aeroporto regionale, qualora tale rotta sia considerata essenziale per lo sviluppo economico della regione". A parte il massacro della lingua, se ne ricavava che quell'aereo serviva non ai viaggi del ministro bensì allo sviluppo della Liguria. Ammettiamo che sia tutto vero. Quale gesto sarebbe se invece di insistere sulle smentite Scajola dicesse: nemmeno l'ombra del sospetto deve gravare su un ministro. Da martedì prossimo smetterò di prendere quell'aereo per accrescere il livello di civiltà di questo paese.

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L'amaca - michele serra (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti L'amaca MICHELE SERRA è stato un inatteso conforto accorgerci, in questi giorni, che a sbrigare le faccende di Alitalia (e speriamo molte altre) non è stato Berlusconi, ma il gran ciambellano Gianni Letta, uomo il cui potere (grande) è comprovato dalla totale assenza dagli schermi televisivi. Mentre il premier era impegnato in un breve e meritato ricovero in un centro anti-stress, tra massaggi defatiganti e decotti di licheni che ci auguriamo gli siano stati applicati con un esorbitante sovrapprezzo, è stato Letta, per unanime ammissione, a stringere i bulloni cigolanti dell'affaire. La breve assenza del capo dell'esecutivo ha dunque coinciso con un sostanziale passo in avanti. Possiamo considerarla una coincidenza? Certamente sì. Ma anche no, per il semplice fatto che qualche residua illusione dovremo pure averla. L'opzione Letta rientra tra queste illusioni: ci piace immaginarlo al lavoro, silenzioso e concreto, mentre il suo capo partecipa a inutili summit raccontando barzellette a capi di Stato che educatamente sorridono, oppure passeggia in uno dei suoi parchi fioriti assieme a fanciulle devotissime, o suda sulla cyclette di qualche resort per miliardari anziani. Eventuali meriti, comunque, poi se li prenderà Berlusconi, vantandosi nei telegiornali. E noi capiremo che Letta, come tutti i veri potenti, manda in televisione il suo portavoce.

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La spallata della cgil - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

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Commenti LA SPALLATA DELLA CGIL (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Al punto da rischiare di far saltare il negoziato più importante, quella riforma della contrattazione salariale che dovrebbe evitare a milioni di italiani il regime di vacatio contrattuale, la situazione di chi lavora con un contratto scaduto da tempo. Mentre molti commentatori ieri celebravano, forse un po' troppo frettolosamente, la vittoria della Cai e i politici si contendevano il merito di un esito negoziale peraltro ancora in discussione, avveniva un fatto importante nel silenzio dei media. Per la prima volta nella storia dei sindacati, una delle tre confederazioni ha modificato in modo sostanziale un accordo già firmato dalle altre due, dimostrando agli occhi dei lavoratori che era possibile strappare concessioni maggiori di quelle su cui gli altri sindacati si erano già impegnati. Giovedì la Cgil ha, infatti, scavalcato Cisl e Uil (oltre che Ugl) portando a casa concessioni sia sul piano dell'occupazione che dei salari: l'assunzione di mille precari in più, il contenimento delle decurtazioni dei salari del personale di terra (che non potranno andare oltre il 7%) e l'allungamento dell'orario notturno (che partirà dalle 20 anziché dalle 24, come accettato da Cisl, Uil e Ugl). Che si tratti di concessioni importanti, destinate ad aggravare considerevolmente i costi dell'azienda, lo si desume dal forzato abbandono del requisito dell'italianità della nuova compagnia. Ci vorrà fin da subito una tecnostruttura adeguata, come quella fornita da Air France e Lufthansa, per sopportare questi costi aggiuntivi; l'ipotesi low-cost di Cai, se mai possibile, appare definitivamente tramontata. Angeletti e Bonanni hanno così dovuto subire l'umiliazione di firmare un contratto migliore (per i lavoratori) di quello che avevano già sottoscritto, proprio in virtù dell'intervento della Cgil, dimostratasi in grado di fare meglio il suo mestiere. Per la verità, nella serata di ieri c'è stato un nuovo salto della cavallina, quello operato dai sindacati dei piloti, Anpac e Up, che hanno modificato ulteriormente il testo dell'accordo, questa volta a favore dei piloti, forzando i confederali e l'Ugl a tornare a Palazzo Chigi per apporre la loro firma al nuovo testo. Ma in questo caso si tratta di un evento molto meno traumatico perché le concessioni riguardavano i soli piloti, su cui Anpac e Up hanno il monopolio della rappresentanza. Dato il precedente è alquanto improbabile che si arrivi ora ad un accordo sulla riforma della contrattazione salariale. Oggi è la Cgil ad avere maggiori obiezioni (non tutte ingiustificate, come spiegato sul sito www.lavoce.info) sulla bozza elaborata da Confindustria. E un esito come quello del Patto per l'Italia del 2002, in cui Cisl e Uil firmano un accordo mentre la Cgil si tiene fuori, sembra improponibile alla luce di quanto avvenuto sul tavolo Alitalia. Rischiamo perciò di pagare un costo aggiuntivo da questa surreale vicenda. I lavoratori italiani attendono da anni una riforma della contrattazione. In quasi due su tre hanno un contratto scaduto. I vecchi assetti contrattuali bloccano la crescita della produttività e dei salari. Non permettono di incentivare miglioramenti di efficienza e retribuzioni a livello di singola azienda, di attrarre lavoratori nelle imprese che hanno maggiori potenzialità di crescita e tengono alta la disoccupazione nel Mezzogiorno. Una possibile strategia per uscire dallo stallo e migliorare al contempo le relazioni industriali consiste nell'affiancare alla riforma della contrattazione salariale anche una riforma delle rappresentanze sindacali. I lavoratori devono avere il diritto di scegliere non solo i loro rappresentanti, ma anche un unico soggetto negoziale, che conduca le trattative per loro, azienda per azienda. Questo significherebbe impedire il salto della cavallina, migliorando la democrazia sindacale e riducendo i tempi del negoziato, dunque i costi per le imprese e i lavoratori di una lunga stagione di incertezza e di conflittualità. L'esempio di Alitalia con le nove sigle al tavolo da mettere d'accordo è illuminante. Anche quando si impedisce a qualcuna di queste sigle di porre il veto su un accordo, si finisce inevitabilmente, prima o poi, per dover rinegoziare tutto da capo. Bene invece che chi siede al tavolo risponda del proprio operato davanti ai lavoratori. Se questo verrà giudicato insoddisfacente, la prossima volta toccherà a un altro sindacato rappresentare i lavoratori di quell'azienda. E invece di avere rappresentanze separate di ogni mestiere (dai piloti, agli assistenti di volo, al personale di terra e così via) i sindacati saranno costretti a formare coalizioni per venire eletti dai lavoratori, ricomponendo al loro interno quelle spaccature e rivendicazioni specifiche che ormai sono diventate l'incubo degli italiani.

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Airaudo: crisi fulminante e sarà più grave del 2002 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

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Pagina III - Torino Il segretario della Fiom: "Confermati i nostri timori" Airaudo: crisi fulminante e sarà più grave del 2002 Ci troveremmo di fronte a problemi strutturali e ad alcune imprese non basterà la cassa integrazione "L'indagine dell'Unione industriale non fa altro che confermare i timori che avevamo già da prima dell'inizio delle ferie". Giorgio Airaudo, segretario provinciale della Fiom-Cgil, non si stupisce di fronte ai dati presentati ieri dal Centro studi di via Fanti. Airaudo, gli imprenditori prevedono un quarto trimestre "nero". Cosa ne pensa? "Era difficile immaginare il contrario. Tutto il Paese è in recessione, ma ho l'impressione che nel terzo trimestre ci sia stata anche una sovrapproduzione che aggraverà la situazione del quarto". L'indagine parla anche di un probabile aumento nel ricorso alla cassa integrazione. Sarà così? "è una percezione che abbiamo fortissima. Si è già manifestata con il calo dello straordinario e delle chiamate al sabato, che sono segnali tipici del fatto che sta per arrivare la cassa integrazione. Purtroppo l'arrivo di questa crisi va a incidere ancor di più su quelle società che già avevano problemi prima". Quali sono le prospettive per il futuro? "La crisi è stata fulminante. Ora dobbiamo vedere cosa succede dopo dicembre. Se questo quadro dovesse confermarsi, soprattutto per quanto riguarda il mercato dell'auto, temo che rischiamo di affrontare nel 2009 una crisi anche più vasta di quella del 2002. Ci troveremmo di fronte a problemi strutturali e ad alcune imprese non sarà più sufficiente la cassa integrazione". In che condizioni si trova l'economia piemontese? "è tutto il sistema ad essere sotto stress. Anche le carrozzerie di Torino, che di solito sono in controtendenza rispetto al mercato dell'auto, oggi sono in gravissima difficoltà. Lo stesso si può dire dell'elettrodomestico, soprattutto nel Casalese. L'unico settore che appare in controtendenza è l'aeronautico: ha avuto una crescita importante, ma ora bisognerà valutare quale impatto avrà la soluzione della crisi Alitalia sul gruppo Finmeccanica". I problemi dell'industria si aggiungono a quelli legati alla perdita di potere d'acquisto dei salari. Con quali ripercussioni? "La situazione rischia di avvitarsi su se stessa. Quest'anno il salario medio dei metalmeccanici è stato tra i 1.200 e i 1.300 euro, mentre un ricorso massiccio alla cassa integrazione potrebbe portarli sotto i mille euro. Eppure gli interventi fatti dal governo Berlusconi sono stati assolutamente demagogici. Per esempio, la detassazione degli straordinari è avvenuta in un momento in cui le ore di lavoro extra stanno sparendo, quindi riguarderà una minoranza ristretta di lavoratori e famiglie". (ste.pa.).

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Industria in crisi: più 24% i licenziati - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Milano Industria in crisi: più 24% i licenziati Tasse, tagli e precariato: la Cgil in piazza da sola, rottura con Cisl e Uil "Tra bollette, mutui e caro-spesa sui milanesi una tassa occulta di 600 euro" ANDREA MONTANARI Anche a Milano la Cgil torna in piazza senza Cisl e Uil "per cambiare la manovra economica del governo", accusato di trascurare i più deboli e i pensionati e di non fare nulla per il recupero del potere d'acquisto dei salari. Secondo il sindacato di Guglielmo Epifani, infatti, su ogni milanese dall'inizio dell'anno si è abbattuta una sorta di nuova tassa aggiuntiva di 600 euro. Tra aumenti di luce, gas, costo della spesa e aumento dei mutui. Il segretario generale della Camera del Lavoro Onorio Rosati non risparmia critiche nemmeno a Regione e Comune. "Davanti a una crisi economica sempre più grave - denuncia il segretario della Cgil - Roberto Formigoni e Letizia Moratti sono immobili. Non è decollato nemmeno l'Osservatorio sul Mercato del Lavoro, che era stato promesso con tanta enfasi". L'appuntamento è dalle 15 alle 18 con un presidio in piazza San Carlo. Dove, tra un comizio e l'altro, si esibiranno gli "Sconcertati", il gruppo formato dagli orchestrali licenziati dell'orchestra Verdi, il gruppo jazz Jambalaya six e la Banda del villaggio solidale. La Cgil Lombardia ha organizzato manifestazioni anche in tutte le provincie della regione. Per sensibilizzare i cittadini - spiega ancora il sindacato - su una "grave crisi economica", che è descritta dai numeri. Settemila tagli previsti a Milano e provincia nella scuola tra personale docente e non docente. Tagli alla sanità e ai livelli di prestazioni essenziali, un aumento del 24 per cento rispetto al 2007 dei licenziamenti nelle imprese con meno di quindici dipendenti e del 12 per cento in quelli più grandi. Per non parlare del ricorso alla cassa integrazione straordinaria che è aumentato del 48 per cento, quella ordinaria del 24 per cento. Non permette di guardare al futuro con ottimismo nemmeno l'esito ancora incerto della vicenda Alitalia. "Non sono tra quelli - aggiunge Rosati - che ritiene che Linate e Malpensa se la caveranno comunque. Dipenderà dal partner straniero che sarà scelto entro il 15 ottobre. Quello che abbiamo sottoscritto è solo il piano di salvataggio della Sea. L'Expo non potrà risolvere tutto e soprattutto sarà nel 2015, mentre i lavoratori rischiano la mobilità adesso". Poi una stoccata a Cisl e Uil che oggi non saranno in piazza: "Non potevamo più aspettarle". Dura la replica del leader della Uil Walter Galbusera: "Esiste la libertà sindacale, ma è chiaro che con questa decisione la Cgil apre un grave vulnus nei confronti dell'unità sindacale". Più sfumato il segretario della Cisl milanese, Fulvio Giacomassi: "Iniziative come queste rischiano di far perdere efficacia la stessa azione dei sindacati a favore di lavoratori e pensionati". Mentre il neo segretario regionale della Cisl, Gigi Petteni, non si rassegna: "Nonostante la gravità della decisione, deve prevalere un grande senso di responsabilità. Se vorremo portare a casa dei risultati dovremo tornare a muoverci insieme".

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"siam bambini, contro la gelmini" - ilaria venturi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Bologna Gli slogan "Siam bambini, contro la Gelmini" Diecimila in corteo per le vie del centro: la scuola al primo posto I sindaci della provincia sfilano con le mamme "Cofferati? è stato invitato" ILARIA VENTURI "L'AEREO non vola ed è a terra anche la scuola": i genitori delle elementari Fortuzzi portano lo striscione con i loro bambini. "In Alitalia settemila esuberi, da noi 160 mila. E noi siamo la scuola statale italiana, almeno chiediamo uguale attenzione" commentano gli insegnanti. A difesa della scuola di bandiera, secondo gli organizzatori ieri sono scesi in piazza in diecimila (la questura dimezza): maestri, genitori, moltissimi bambini contro la riforma della scuola, i tagli e il maestro unico. Sono anche più dei cortei contro la Moratti e si stupiscono. Dopo Fioroni, ora c'è la Gelmini che fa rima con bambini. E infatti loro cantano: "Siam bambini, siam piccini, ma bocciamo la Gelmini". A preoccuparli, come i piloti e le hostess, è il futuro. Mariangela non potrà avere per Filippo, tre anni, la scuola che ha avuto per il fratello maggiore, "sarà peggio, anche alle materne". Le due Sare, alunne di quinta alle elementari Giordani, sono dirette: "Noi vogliamo tenere le nostre maestre, sono quattro, stiamo bene, sono brave". Nadia, due figli alle elementari, dipendente pubblica: "In agosto hanno pure abolito il part time, non sarà più un diritto, ma nessuno se ne è accorto. Ora la scuola. E' un attacco che vivo come donna". La maestra alla materna di Marzabotto, vicina alla pensione, sfila forse per la prima volta: "E' un ritorno al badantato". Gea, 30 anni, laureata in psicologia: "Vengo dalla provincia di Napoli per insegnare, sono maestra a Bazzano, ma so già che perderò il posto, i precari come me saranno i primi. E il mio progetto di vita? In fumo". Lo striscione del collettivo di Grizzana, voce dei giovani insegnanti precari delle scuole di montagna e che protesta anche con un blog, è ciò che provano: "La scuola è finita". Poi scatta la rabbia: "Ma siamo qui, la scuola al primo posto, non l'Alitalia", gridano. Generazioni di madri e figlie, volti di qua e di là dalla cattedra. Insieme. I politici del centro sinistra sfilano ai lati e i sindacalisti in fondo. Non c'è Cofferati, "non sono stato invitato", ha fatto sapere alla vigilia, l'unico sindaco in fascia tricolore è quello di Zola, gli altri, dai Comuni della provincia, in giacca. I promotori polemizzano, ma senza strilli, "era naturale la sua presenza". Poi puntualizzano: "La lettera di invito l'abbiamo spedita, abbiamo anche telefonato alla sua segreteria, l'abbiamo fatto sapere attraverso i giornali. Anche al di là di eventuali disguidi postali la presenza del sindaco di Bologna era per noi scontata", dicono i maestri Giovanni Cocchi e Stefania Ghedini. Ci sono i partiti della sinistra, i parlamentari Vitali e Zampa, il Pd con Caronna, De Maria, Mazzanti, i Verdi, Bifo e Rifondazione, ci sono i sindacalisti. "Un taglio unico: il ministro", "Se pensi che l'educazione sia costosa, prova l'ignoranza", "Meno maestri più squola", "I have a dream: che il ministro Gelmini torni dalla parte dei bambini": gli striscioni. E i cartelli al collo di mamme e bambini: "Gelmini somara". Il tempo minaccia pioggia, "meglio bagnati che tagliati", due gocce appena e scatta l'antico adagio, "piove governo ladro". E poi i clown, la banda Roncati, i palloncini "no ai tagli", i trampolieri, le canzoni. Quando la testa del corteo è in piazza Nettuno, verso le sette di sera, la coda è ancora in fondo a via dell'Indipendenza. Mirco Pieralisi, maestro di lungo corso, guarda: "Siamo uno tsunami. E non è finita qui". SEGUE A PAGINA V.

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Al campidoglio 20 miliardi dal governo - (segue dalla prima cronaca) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIX - Roma Al campidoglio 20 miliardi dal governo (SEGUE DALLA PRIMA CRONACA) Grazie alla norma ad hoc inserita nel decreto legge 112, infatti, il bilancio del Comune è stato diviso in due: una parte - gestita da Alemanno in quanto commissario e dai tre sub-commissari da lui nominati - contiene tutte le entrate di competenza e tutte le obbligazioni assunte anteriormente al 28 aprile 2008 (compresi i mutui, i debiti fuori bilancio, gli oneri sul debito e così via); l'altra riguarda invece la gestione ordinaria, con il relativo calcolo delle entrate e delle uscite, dal 29 aprile fino al 31 dicembre 2008. In sostanza, per evitare al sindaco di restare schiacciato sotto il peso delle passività accumulate (640 milioni l'anno solo per le rate di mutuo), il governo ha creato una sorta di bad company stile Alitalia: da un lato i debiti pregressi per la cui copertura si farà ricorso ai contributi di Roma capitale, dall'altra il bilancio ordinario del Comune che, depurato dalla zavorra, può ripartire da zero. Meccanismo che consentirà ad Alemanno di varare il suo piano di sviluppo e avviare i progetti illustrati in campagna elettorale, a partire dalle case popolari. Certo, la trattativa con il governo per ottenere, ogni anno, 500 milioni, non sarà semplice, ma la strada è già stata individuata: fin quando non verrà approvato il federalismo fiscale, il contributo sarà imputato alla legge su Roma capitale; dopo, grazie al trasferimento di funzioni e di poteri, verrà erogato per "pagare" queste nuove funzioni della capitale. Riguardo ai numeri, il debito certificato dai commissari è in linea con quanto accertato dalla due diligence effettuata dagli ispettori del Tesoro prima dell'estate: 8,1 miliardi (6,9 iscritti in ammortamento, 1,2 da linee di credito aperte ma non ancora attivate), con uno squilibrio di parte corrente pari a 1,8 miliardi. Ovviamente il piano di rientro indica anche un rigido percorso di tagli ed economie di spesa: per abbassare il costo del personale (1,2 miliardi l'anno) si bloccheranno il turn-over e tutte le consulenze non funzionali; per ridurre il costo di beni e servizi (1,9 miliardi) verrà creata una centrale unica degli acquisti e un servizio informativo unico. Infine una corsia preferenziale imboccherà la riorganizzazione della holding comunale con accorpamenti e vendita di partecipazioni e di aziende non strategiche come Ascoroma e Assicurazioni di Roma.

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Fs: se aerei a terra treni straordinari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso Fs: se aerei a terra treni straordinari ROMA - "Se i voli ci sono, non ci saranno treni straordinari. Ma siamo pronti in modo flessibile a predisporre più treni in relazione alla domanda". Lo assicura l'ad delle Ferrovie Mauro Moretti in caso di disservizi sui voli. Anche dopo la soluzione della crisi di Alitalia l'ad è sicuro del predominio dell'Alta velocità sull'aereo. "Sulla Milano-Roma avremo il 50%, forse il 60%, della quota di mercato dal 2009. Stiamo studiando, sempre dal prossimo anno, una linea che colleghi Roma Tiburtina a Milano Rogoredo in due ore e trenta minuti".

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"i risultati solo con il dialogo" letta batte il "falco" sacconi - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La rivincita della diplomazia di Palazzo Chigi. "Un esempio per il futuro", dalla giustizia al federalismo "I risultati solo con il dialogo" Letta batte il "falco" Sacconi E i dubbi affiorano anche in Berlusconi: "Forse non possiamo fare tutto da soli" CLAUDIO TITO ROMA - "Questo è il metodo da seguire". Da una settimana Gianni Letta lo ripete quasi tutti i giorni. Sta martellando Silvio Berlusconi sulla necessità di aprire un canale di dialogo con l'opposizione. Perché la firma della Cgil sotto il capitolato Alitalia da ieri si è trasformata in una lancia che può squarciare il velo che divide Silvio Berlusconi dal Pd. Soprattutto in un "esempio" per evitare incidenti in futuro. E già, perché la prossima agenda del governo e della maggioranza è piuttosto delicata: la riforma della giustizia, il federalismo, la legge elettorale europea. Tutti provvedimenti vitali per l'esecutivo. Tanto da far dire al premier: "Adesso dobbiamo riflettere". Una vera e propria sponda alle "colombe" contro i "falchi": "Possiamo davvero fare tutto da soli?". Una "riflessione", niente di più per ora. Il Cavaliere, infatti, continua a coltivare un certo scetticismo sulla possibilità di instaurare un rapporto con i "comunisti". Eppure negli ultimi giorni ha lodato i passi bipartisan del sottosegretario alla presidenza del consiglio. Anzi, dal "buen retiro" umbro di Melezzole il premier non ha nascosto ai suoi interlocutori che bisognerà "verificare" se l'operazione di questi giorni possa diventare un "sistema". "Dobbiamo capire - è il suo ragionamento - se in Italia questo sia un metodo inevitabile. Almeno per ora". Se, insomma, sia impossibile o meno realizzare grandi operazioni economiche o politiche senza la Cgil, senza il Pd e senza quel pezzo d'Italia - anche imprenditoriale - che ruota intorno all'opposizione. "Possiamo fare da soli tutte le riforme se il Paese è così?". Niente a che vedere con il "Veltrusconi" di inizio legislatura, ma, appunto, un dubbio sul "possiamo fare da soli" che può stravolgere le mosse degli ultimi mesi. Sta di fatto che quando la trattativa Alitalia si è inceppata, il presidente del consiglio ha emarginato i "falchi" per privilegiare le "colombe". Ha intimato al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, di lasciare il negoziato. Le punture di spillo continue con Epifani avevano indispettito sia Letta sia i ministri di An. Eppure, la prima puntata del film "AZ" si era dipanata secondo quel canovaccio: "Isolare e colpire la Cgil a costo di far fallire Alitalia", era il leit motiv di larga parte dei "duri" provenienti dalle file dell'ex Psi. Una linea accettata in un primo momento da Berlusconi che intendeva replicare lo schema del "patto per l'Italia" firmato nel 2002 solo da Cisl e Uil. "E Sacconi più di una volta - racconta un esponente di An - stava per far saltare tutto pur di litigare con il segretario della Cgil". Di fronte al "baratro", però, il Cavaliere ha ingranato la retromarcia: "L'obiettivo è solo salvare Alitalia". I timori di Letta sono diventati anche quelli di Berlusconi: "Se l'Alitalia non si salva senza la Cgil, si può riformare la Giustizia senza i magistrati?". Per di più nei prossimi mesi il premier sarà alle prese con il giudizio di costituzionalità su Lodo Alfano. E anche su questo il suo "braccio destro" ha iniziato a far capire che senza quel "pezzo" di opposizione politica e sindacale, le probabilità che il giudizio della Consulta sia negativo potrebbero impennarsi. Ma il pressing delle "colombe" non riguarda solo Forza Italia. La Lega da tempo insegue il dialogo con il Pd per assicurare il futuro della riforma federalista. "Sono andato di persona alle feste della sinistra - spiegava una settimana fa Umberto Bossi - per illustrare il nostro federalismo". Alla ricerca del confronto con il Pd pure Gianfranco Fini che addirittura auspica che "le posizioni si avvicinino" sulla riforma della giustizia. E il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha rivelato di essere "favorevole" - come il Pd e l'Udc - alle preferenze per la legge elettorale europea. Ma la sfida tra le "colombe" e i "falchi" è solo all'inizio. Durerà fino alla fine della legislatura: quando si riaprirà il capitolo Quirinale.

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Tegola europea per la nuova compagnia - alberto d'argenio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Tegola europea per la nuova compagnia Bruxelles: non c'è discontinuità, così il rimborso del prestito e i debiti pesano su Cai La Commissione Ue contesta il bando di gara: non dà un taglio netto al passato ALBERTO D'ARGENIO BRUXELLES - C'è apprensione a Bruxelles per gli sviluppi della trattativa Alitalia. A far temere una bocciatura europea sono la cessione degli asset e il trasferimento degli slot dalla vecchia compagnia di bandiera alla Cai, così come il prestito ponte concesso a maggio dal governo per evitare il tracollo finanziario del vettore. Ma la vera mina vagante che da qualche giorno minaccia il dossier è la possibilità contenuta nel bando di gara del commissario straordinario Augusto Fantozzi di non dare un taglio netto tra i contratti dell'aviolinea in liquidazione e quella nascente. Una strada che porterebbe ad un blocco europeo dell'operazione e un mare di debiti per la nuova Alitalia targata Cai. Tutti dubbi che in settimana molto probabilmente la Commissione Ue comunicherà al governo. A vegliare sull'operazione è il responsabile europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, insediatosi a Bruxelles su indicazione del premier Silvio Berlusconi e oggi impegnato a difendere le regole comunitarie. Un ruolo difficile per un esponente di Forza Italia della prima ora le cui decisioni dovranno essere approvate dal collegio dei commissari Ue e tener testa ad eventuali ricorsi delle compagnie straniere. Proprio in queste ore ad essere sotto esame dei suoi uffici è il bando di gara pubblicato lunedì scorso da Fantozzi. Nel testo è prevista la possibilità di trasferire automaticamente i contratti dei lavoratori dalla vecchia alla nuova Alitalia, così come una serie di altri impegni. Iter che metterebbe in difficoltà la Cai: in questo caso, infatti, non ci sarebbe discontinuità giuridica tra la vecchia e la nuova compagnia e quest'ultima risponderebbe di tutti gli oneri della prima. Insomma, dovrebbe ripianare gli ingenti debiti accumulatisi negli ultimi anni, rispondere di tutti gli impegni presi dalle precedenti gestioni e, oltretutto, rimborsare gli aiuti pubblici ricevuti in passato. Si tratta di quei 300 milioni provenienti dall'erario entrati a maggio nel patrimonio di Alitalia e che Tajani ha messo sotto procedura a giugno per sospetta violazione delle regole Ue sugli aiuti di Stato. E ben difficilmente quel procedimento potrà chiudersi senza una condanna. Nel qual caso la cifra da restituire non sarebbe irrisoria, visto che ai 300 milioni si aggiungerebbero interessi molto alti, in linea con quelli che un imprenditore privato avrebbe preteso per prestare soldi ad una azienda morente come Alitalia. Dunque, la Commissione europea consiglierà che nella transazione è meglio "non attenersi strettamente al bando" e procedere alla cessazione dei rapporti di lavoro in essere con conseguenti nuove assunzioni. Percorso che peraltro lo stesso bando prevede in alternativa al trasferimento in blocco. Gli altri avvertimenti che Bruxelles invierà al governo sono gli stessi su cui Tajani batte da settimane, a partire dalla vendita degli asset di Alitalia alla Cai a prezzo di mercato. In caso contrario, infatti, la nuova compagnia sarebbe avvantaggiata rispetto ad un qualsiasi altro investitore privato usufruendo così di un aiuto di Stato illegale. E un altro scoglio da superare sarà quello della cessione degli slot: le regole europee, infatti, vietano un trasferimento automatico delle rotte in caso di fusione, in questo caso tra Alitalia ed Air One. Ostacolo che secondo l'analisi degli uffici Ue potrebbe essere aggirato vendendo gli slot nell'ambito di una cessione di un ramo d'azienda e, ovviamente, a prezzo di mercato.

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Vigilanza rai, dal pdl nuovo niet su orlando - francesco bei (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ieri due votazioni senza esito. E per la poltrona di Direttore generale il "berlusconiano" Gorla sorpassa Parisi Vigilanza Rai, dal Pdl nuovo niet su Orlando FRANCESCO BEI ROMA - "Siamo ancora in alto mare", ammette con franchezza l'aennino Alessio Butti. "La situazione è oggettivamente intricata", confessa Paolo Bonaiuti. è la fotografia dell'impasse che la maggioranza sta vivendo sulla Rai. Una condizione che si riflette nelle inutili convocazioni della commissione di Vigilanza (ieri la quindicesima fumata nera, questa mattina ci sarà la sedicesima: il centrodestra farà mancare ancora il numero legale), che avrebbe dovuto da tempo procedere all'elezione di Leoluca Orlando alla presidenza. Uno stallo che fa dire a Roberto Rao dell'Udc, ma anche al radicale Marco Beltrandi, che sarebbe ora che i presidenti delle Camere "convocassero la commissione a oltranza, sospendendo contemporaneamente ogni altra attività parlamentare". A complicare le cose, quando un accordo sembrava alle porte, ci si è messa l'Alitalia. "Cerchiamo di riannodare i fili", confida un pontiere come il sottosegretario Paolo Romani, "ma certo le dichiarazioni di Veltroni contro Berlusconi non ci hanno aiutato". Ieri ad accendere le polveri ci ha pensato invece l'altro sottosegretario che sta seguendo la vicenda, Paolo Bonaiuti, affossando la candidatura Orlando con durezza inusitata: "Appartiene ad una fazione che certo non si può dire favorevole alla democrazia e alla libertà". Dichiarazione che hanno provocato la prevedibile sollevazione dell'Italia dei valori, con Di Pietro che è arrivato a chiedere l'intervento di Napolitano perché "la democrazia è a rischio". La verità è che la candidatura di Stefano Parisi a direttore generale sembra ormai tramontata e nella maggioranza non si riesce a trovare l'accordo su chi debba sostituirlo e su quali poteri dovrà avere rispetto al Cda. "O si ha la certezza di un Consiglio di amministrazione allineato - spiega con brutale franchezza uno degli uomini impegnati nella trattativa - e allora non ha importanza chi faccia il Dg e quali poteri abbia. Oppure il Direttore generale deve prevalere su un Cda riottoso". La questione è tutta qui e trascina a cascata il toto-nomi, che ieri è arrivato a lambire anche il segretario generale di palazzo Chigi, Mauro Masi. Parisi è saltato perché rifiutava di farsi affiancare da un vice leghista (Marano) e non dava sufficienti garanzie. "Inoltre - spiega un uomo di An - si è messo a fare subito il giro delle sette chiese: è andato a parlare persino con Gentiloni. Faceva già il fenomeno". Per sostituirlo il nome più gettonato è quello del berlusconiano Alessio Gorla, sponsorizzato da Paolo Romani, ma anche su di lui si registra la freddezza di An e di quella parte di Forza Italia che vive con fastidio "l'attivismo" del sottosegretario alle comunicazioni. La speranza di un'intesa nella Cdl è rinviata a un vertice che ci sarà martedì a Roma.

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Muoiono tre agenti, rabbia tra le divise - irene de arcangelis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Muoiono tre agenti, rabbia tra le divise Caserta, volante fuori strada in un inseguimento: due vittime. La terza a Genova I sindacati: "Tragedia evitabile". Preso d'assalto forum sul web IRENE DE ARCANGELIS NAPOLI - Un poliziotto muore a Genova, accoltellato mentre cerca di sedare una lite. Due agenti restano uccisi in un incidente stradale, in provincia di Caserta, mentre inseguono due uomini che non si sono fermati al loro alt. Tre divise che perdono la vita in poche ore. è abbastanza perché si scateni la rivolta dei numerosi sindacati di categoria, mentre è sul web che piovono le proteste, gli sfoghi amari degli uomini delle forze dell'ordine: "Non si può morire così, lo Stato ci paga 1.200 euro per essere uccisi, e un pilota dell'Alitalia ne guadagna ottomila...". Amarezza, rabbia, sfiducia. Mentre arriva il cordoglio delle istituzioni. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al capo della polizia Antonio Manganelli: "Ho appreso con sentimenti di dolore e vivo rimpianto le notizie dei tragici episodi che hanno visto coinvolti gli appartenenti ai reparti anticrimine della polizia di Stato, impegnati in attività di servizio". A Genova, giovedì sera. Daniele Macciantelli, 36 anni, interviene in un appartamento per sedare una lite tra genitori e figlio. Il giovane, Danilo Pace, squilibrato, reagisce alla vista delle divise, sferra una coltellata al cuore dell'agente che morirà in ospedale. Qualche ora dopo a Caserta sono in servizio i due poliziotti Francesco Alighieri, 41 anni, e Gabriele Rossi, di 32, arrivati lunedì da Torino con i rinforzi di quattrocento uomini per combattere la feroce camorra del clan dei Casalesi. Hanno intimato l'alt a una Panda che, anziché fermarsi, è sfrecciata lontano con due uomini a bordo dopo una brusca inversione di marcia. E i poliziotti appena arrivati dal Piemonte saltano a bordo della loro auto per inseguirla. Pochi istanti dopo muoiono precipitando da un cavalcavia dissestato lungo la statale senza segnaletica tra Villa Literno e Casapesenna. Morti in missione. Il loro compagno Davide Venerando Fischetti viene ricoverato in ospedale. Si salverà. Si cercano ora i responsabili: avevano preso in prestito l'auto da una donna incensurata che ha però il figlio in carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso. è lutto per la polizia di Stato e per tutto il paese, nelle ore in cui il prefetto di Napoli Alessandro Pansa annuncia l'arrivo di cinquecento uomini dell'esercito per l'emergenza criminalità a Caserta. Nelle stesse ore in cui, durante un blitz della polizia, riesce a fuggire Oreste Spagnuolo, indicato dagli inquirenti come uno dei killer dei sei extracomunitari uccisi a Castelvolturno qualche giorno fa. "Un incidente che si poteva evitare", dicono ora i sindacati di polizia a proposito della morte dei due poliziotti. Sottolineano come mille euro per acquistare un roll bar anti ribaltamento avrebbe salvato la vita degli agenti. Ma gli sfoghi più genuini sono sul web. "Perché, invece dei colleghi - si chiedono i poliziotti protetti dai loro nickname - non è morto qualche terrorista che ora guadagna soldi a palate scrivendo articoli?". In poche ore, nel forum del Sindacato autonomo di Polizia (Sap), arrivano centinaia di messaggi. "Avrei voglia di spaccare tutto - scrive "Natascia la Pratese" - Gabriele era un amico. Con tanti pezzi di m... che ci sono in giro, perché non è successo qualcosa a loro? Mi verrebbe voglia di buttarla questa divisa e invece la amo, perché c'è sopra anche il sangue di tanti colleghi morti". Gabriele 77 pensa invece alle famiglie dei tre agenti morti: "Mi fa rabbia tutto questo - scrive - morire per il lavoro. Che tristezza, tornare in una bara per uno stipendio".

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"noi poliziotti mandati allo sbaraglio e ora al ferito taglieranno lo stipendio?" - vladimiro polchi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Serenella Renato Max 64 Marco.m Parla uno dei colleghi di Rossi e Alighieri: "Sono arrivato con loro in Campania domenica scorsa" "Noi poliziotti mandati allo sbaraglio e ora al ferito taglieranno lo stipendio?" "Vorrei chiedere al ministro Brunetta se il superstite perderà 23 euro al giorno" "Voglio esprimere il mio dolore. Uomini che come me, ogni giorno, indossano con orgoglio la divisa. Non vi dimenticherò" "Sì, se qualcuno se lo fosse dimenticato, in questo lavoro è facile morire. Non è la morte che mi fa paura, ma è perché devi morire così" "Non si può morire così, lo Stato ci paga 1.200 euro al mese per essere uccisi e un pilota Alitalia guadagna 8.000 euro al mese" "Vite distrutte nel tentativo di garantire una sicurezza alla quale sembriamo tenere solo noi delle forze dell'ordine e che grava solo su di noi" VLADIMIRO POLCHI ROMA - "Basta, basta, con queste morti. Noi obbediamo agli ordini, sempre, ma qui ci mandano allo sbaraglio". A parlare è un soprintendente di polizia, iscritto al Sap, lo stesso sindacato di Francesco Alighieri e Gabriele Rossi, morti ieri durante un inseguimento a Caserta. Con loro, domenica scorsa, il soprintendente era partito da Torino per aggregarsi agli altri 400 agenti inviati in Campania nella lotta alla camorra. Di che reparto fate parte? "Siamo del reparto prevenzione crimine di Torino. Ci hanno chiamato sabato sera e domenica siamo partiti in nove. Tutti volontari. Con me, c'erano Francesco e Gabriele, due ragazzi che conosco bene, con cui ho lavorato per tanti anni. Sempre pronti a mettersi a disposizione". Dove siete stati alloggiati? "Siamo tutti nella scuola di polizia di Caserta. Sono arrivati agenti da tutta Italia. Siamo specializzati e con un forte spirito di adattamento. Sappiamo accontentarci del vitto e alloggio della caserma. Non ci lamentiamo. Siamo abituati a girare mezza Italia". Quali sono stati i vostri interventi finora? "Posti di blocco e di controllo stradale contro la malavita. Siamo nuovi da queste parti e sappiamo fare il nostro lavoro. Per questo la camorra è preoccupata: non sa come prenderci". Siete addestrati e attrezzati adeguatamente? "Sì, questa è la nostra professione e siamo attrezzati per questo servizio. Ma nelle zone della malavita organizzata, il pericolo c'è sempre. Si sa. Quello che chiediamo è di non mandarci allo sbaraglio. Noi siamo e saremo sempre pronti a partire sia volontari, che ordinati. Ma chiediamo più garanzie, maggiore tutela". Cosa intende dire? "Si parla tanto del comparto sicurezza, ma non ci si preoccupa di mantenerlo in buona salute. L'attenzione nei nostri confronti, nonostante tante belle parole, è a dir poco scarsa". Il problema, come al solito, sono gli stipendi? "Non solo. I tagli ai nostri fondi prospettati in finanziaria vanno a incidere anche sui mezzi e sulla nostra capacità di stare sul territorio. E poi avrei una domanda per il ministro Renato Brunetta". Prego. "Che ne sarà dell'unico agente rimasto vivo nell'incidente di ieri? Gli verrà decurtato lo stipendio di 23 euro al giorno, finché resterà malato?" Intanto domani tornate in servizio. "Domani (oggi, ndr) sarà un giorno particolare". Perché? "Domani, probabilmente, scorteremo fino a casa le salme dei nostri due amici: ancora due agenti morti in servizio".

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Tagli a posti e voli: paura a Linate e Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Dopo l'accordo "Ma con la liberalizzazione dei cieli nei nostri aeroporti un milione e mezzo di viaggiatori in più" Tagli a posti e voli: paura a Linate e Malpensa I sindacati: decisiva la scelta del partner per Alitalia. In cassintegrazione 900 dipendenti Sea Quello che si sa, per ora, è che non sarà indolore il passaggio da Alitalia a Cai. Niente di paragonabile al fallimento della compagnia di bandiera, ma un ridimensionamento dell'attività di Linate e Malpensa sembra certo. E se alla fine Cai sceglierà Air France, la penalizzazione per Linate e Malpensa sarà maggiore. Da mesi si parla di una Linate ridotta a navetta Milano-Roma. I dipendenti dell'aeroporto guardano verso la capitale con la consapevolezza che là si sta decidendo in queste ore anche il loro futuro. Per ora negli scali milanesi nessun segno di tensione o protesta. "Siamo pronti a gestire la situazione insieme con Sea", rassicura Roberto Rossi, presidente della Fit Cisl regionale. Al momento sono 900 i dipendenti di Sea coinvolti nella cassa integrazione. A PAGINA 2 Querzé.

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Crisi Alitalia, la sfida di Malpensa <Resteremo l'unico hub italiano> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-27 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia, la sfida di Malpensa "Resteremo l'unico hub italiano" Guerra per il 1,5 milione di passeggeri in fuga dagli altri scali nazionali Dopo gli aiuti all'ex compagnia di bandiera i vertici dell'aeroporto chiedono analoghe misure per i 900 cassintegrati Sea Il passaggio da Alitalia a Cai non sarà indolore. Certo, niente di paragonabile al fallimento della compagnia di bandiera. Comunque un ridimensionamento dell'attività di Linate e Malpensa è dato per scontato. Quanto forte sarà il colpo? Nessuno lo sa. Per definire lo scenario è necessario sapere quale sarà il partner straniero di Cai. Air France o Lufthansa? Lo scenario cambia radicalmente. Se alla fine Cai porterà all'altare la compagnia francese, la penalizzazione per Malpensa e, soprattutto, Linate, sarà maggiore. Da mesi si parla di una Linate ridotta a navetta Milano-Roma. Presto si conoscerà il finale di partita: secondo il piano di Cai, la compagnia dovrebbe partire già dal primo novembre con un nuovo operativo dei voli. Anche se i tempi scritti sulla carta sembrano poco compatibili con quelli dell'industria del trasporto aereo. Per ora negli aeroporti milanesi nessun segno di tensione o protesta. "Siamo pronti a gestire la situazione insieme con Sea, nel migliore dei modi", rassicura Roberto Rossi, presidente della Fit Cisl regionale. Al momento sono 900 i dipendenti di Sea coinvolti nella cassa integrazione. "Siamo in attesa di conoscere l'operativo dei voli della nuova compagnia. Di conseguenza capiremo i nuovi contraccolpi sull'occupazione. Per ora continuiamo ad affermare la necessità di liberalizzare le rotte", fa il punto Nino Cortorillo della Filt Cgil. Che aggiunge: "Siamo fiduciosi nello sviluppo che Lufthansa può portare già in base all'accordo fatto con Sea". Il tifo per la compagnia tedesca surclassa quello per i francesi. D'altra parte la liberalizzazione dei cieli sopra Milano sarà più facile con l'arrivo dei tedeschi. "La revisione degli accordi bilaterali più volte richiesta da Sea può far convergere su Malpensa addirittura un milione e mezzo di passeggeri in più ogni anno. Persone che per volare in altri continenti oggi si spostano a Francoforte, Monaco, Londra. E Parigi", chiarisce Oliviero Baccelli del Certet Bocconi. Una ricca posta in gioco per Sea. E per l'economia del Nord. Rita Querzé.

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De Michelis: il mio amico Maurizio non ha perso (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il ritratto di Sacconi nel racconto del suo "maestro" e mentore politico De Michelis: il mio amico Maurizio non ha perso ROMA - Il duro Sacconi, ministro del Welfare, durante la trattativa finale su Alitalia era a Viareggio. Sacconi, accusato da Veltroni di aver cercato il fallimento della trattativa per colpire "qualcuno": Cgil e Pd, probabilmente. Gianni De Michelis, più volte ministro socialista nella prima Repubblica, è un vecchio amico di Sacconi, lo chiama "Maurizio", e basta. Adesso, tutti lì ad elogiare Gianni Letta, Maurizio non ce l'ha fatta... "Ma no! Questa e la "narrativa" della vicenda. Maurizio non è sconfitto. Lo sarebbe se l'accordo fosse saltato ". Ecco, la narrativa comprende questo: Sacconi ce l'ha con Cgil e voleva tenerla fuori, ovvero additarla come responsabile del disastro dell'Alitalia. De Michelis è immerso nella sua casa ai Paroli, colma di libri. Ribatte: "Figuriamoci! Maurizio cominciò proprio con la Cgil. Fiom Treviso, 1968". E poi? "Si diresse verso il Psi. La frattura tra Maurizio e la Cgil avviene con la vicenda Biagi ". Cofferati definì il Libro bianco di Marco Biagi "limaccioso" e, dopo l'omicidio del professore, Sacconi disse che certe accuse avevano preparato il terreno. Cofferati querelò. "Maurizio era sottosegretario, aveva un rapporto intenso con Biagi, ha sofferto molto per la sua morte ". In quell'anno, 2002, ci fu il Patto per l'Italia, firmarono Cisl e Uil, non la Cgil. "Tutto questo non significa che Maurizio ora non volesse la firma della Cgil. Era interessato come Berlusconi, Letta Scajola a tenere dentro la Cgil, per il governo del Paese". Tra il socialista Sacconi e il socialista Epifani che sangue corre? "Maurizio e Guglielmo sono stati amici, davvero. Guglielmo era considerato (di destra) nel partito: noi lombardiani, lui demartiniano. Col tempo si è spostato, ha contraddetto il suo passato". Al tavolo della trattativa avrà creato problemi il saldo legame fra Sacconi e il segretario Cisl, Bonanni: il passo indietro di Sacconi può aver liberato la strada? "Si, può essersi stata qualche gelosia...". Veltroni con la sua dichiarazione di giovedì si è rivelato sottilmente ostile a Sacconi... "Veltroni! Ha criticato Maurizio e lodato Gianni Letta. Vorrei dirgli: ha chiaro, Veltroni, che Letta è totalmente, completamente Berlusconi?". Le parole del leader Pd sono un regolamento di conti con vecchi compagni-nemici socialisti? "Ma Veltroni non è in grado. è "out of touch", ha perso il contatto con la realtà". Il giovane Sacconi e il più Il giovane Sacconi e il più esperto De Michelis hanno percorso molti tratti di strada in comune. Il Veneto. Gianni strappa Maurizio ad una carriera di maestro di tennis, per la politica. "Tanto lavoro davanti alle fabbriche, poi Porto Marghera soprattutto". La gavetta di Maurizio. "Quando ero ministro delle Partecipazioni statali mi aiutò a chiudere una fabbrica di alluminio, settecento operai". Un caratteraccio, sprezzante, thatcheriano.... "Fermo nel perseguire l'obiettivo, pronto al compromesso risolutivo". Vuole limitare lo sciopero, rivedere la sicurezza sul lavoro, parla di responsabilità e centralità della persona. "Il suo progetto è quello dei socialisti europei. E dei popolari europei. Dovrebbe sottoscriverlo Veltroni ". Andrea Garibaldi Ex socialisti Nella foto l'ex ministro Gianni De Michelis, considerato il padre politico dell'attuale ministro del Welfare, Maurizio Sacconi che ha seguito la vertenza Alitalia.

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P enultimatum (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi P enultimatum s.m. inv. - Un ultimatum che fa pena (da "Il nuovo vocabolario Alitaliano") www.corriere.it/italians.

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Il metodo Letta incanta la sinistra (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Settegiorni Il ruolo del sottosegretario Il metodo Letta incanta la sinistra SEGUE DALLA PRIMA Non è solo un segno di gratitudine per l'atteggiamento che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sta tenendo nella fase più delicata del negoziato su Az. è piuttosto la dimostrazione che "il compagno L" - definizione di Francesco Cossiga - è ormai diventato il "check point Charlie" del bipolarismo italiano, il punto di contatto tra due leader divisi da un Muro che non cade. Sbaglierebbe Veltroni se davvero pensasse di separare Gianni Letta dal Cavaliere, perché il "compagno L" è l'essenza del berlusconismo, il suo alter ego. Pare fosse un altro il messaggio che il capo dei Democratici abbia voluto lanciare, sostenendo che "in questo esecutivo Letta è poco più di un libero professionista ": l'obiettivo - secondo autorevoli dirigenti del Pd - era quello di alludere alle due linee che dividono il governo. Dal confronto estivo sul federalismo fiscale, Letta era parso uscire un po' ammaccato, dopo che Berlusconi in Consiglio dei ministri aveva preso le parti di Giulio Tremonti. Ma il caso Az l'ha riconsegnato al ruolo di protagonista. Cossiga dice che "Gianni è determinante nelle trattative. Sa accontentare tutti, sa benedire come un monsignore e contemporaneamente salutare da compagno con il pugno chiuso. Non che la faccenda Alitalia si sia risolta, anzi. I problemi maggiori devono venire. E siccome il ministro dell'Economia ne è consapevole - chiosa malizioso il Picconatore - ha deciso di non esporsi". è una tesi che nel Pd sostengono da tempo. Paolo Gentiloni non a caso sottolinea "l'assenza del Tesoro dalla trattativa" prima di omaggiare Letta: "è onnipresente, è dialogante, è cultore delle istituzioni e delle mediazioni. Peccato stia di là". "Di qua", cioè dal loft veltroniano, sanno di avere nel "compagno L" più che un interlocutore affidabile. Una sponda. Goffredo Bettini lo chiama "il decisivo": "Chiamatemi il decisivo per favore". è successo ancora giovedì. Non è chiaro se dovesse parlargli di Alitalia o di Rai, è certo che il sottosegretario ha risposto, e sebbene in sottofondo si avvertissero voci concitate, Letta ha discusso al telefono con il dirigente del Pd, confidandogli infine di sentirsi "un po' stanco": "Sono cinque notti che non dormo". Con oggi fanno sei. Roberto Colaninno, che da una settimana condivide la stessa sorte, dopo averlo visto all'opera da vicino ne ha tessuto le lodi sull'Unità. è vero, il patron di Cai ha elogiato tutti, Veltroni ma anche Berlusconi, "che non mi ha mai fatto mancare il suo incoraggiamento e ha sempre creduto al successo della cordata italiana ". Tuttavia, se la trattativa è arrivata al passaggio decisivo, "è per merito di Gianni Letta": "Non ha mai mollato". Quanto ad Epifani, Cossiga arriva tardi. è da tempo che il segretario della Cgil ha fatto outing. Due anni fa andò in televisione e dichiarò: "Se potessi, strapperei Letta al centrodestra ". A dirla tutta, una settimana fa, e sempre in tv, Epifani ha ringraziato anche Altero Matteoli "per l'atteggiamento che ha tenuto durante la trattativa ". "In altri tempi - ha sorriso il ministro di An guardando la trasmissione - l'avrebbero cacciat o dalla Cgil". Sarebbe però un errore ritenere che Letta sia un mediatore accomodante. In Consiglio dei ministri, nei giorni dello strappo di Epifani, il sottosegretario alla presidenza espresse giudizi severi verso il sindacalista e i dirigenti democratici: "Sono false e inaccettabili le accuse che vengono dalla Cgil e dal Pd. Ho letto le dichiarazioni dell'onorevole Piero Fassino, le trovo infondate". E nel ricostruire le fasi della trattativa, rivelò un dettaglio: "Non è vero che si sia lavorato per spaccare le organizzazioni del lavoro. Perché, quando è stato necessario, non ho esitato - cosa per me insolita - ad alzare la voce con il ministro Sacconi in presenza dei rappresentanti sindacali, per dimostrare che c'era e resta la volontà di dialogare ". Ecco perché Letta era e resta il braccio destro di Berlusconi. E al premier non dispiace che sia diventato il "compagno L". Se è vero che è il suo alter ego, ne trarrà beneficio. Francesco Verderami.

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Sei notti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 5 categoria: BREVI Sei notti Il mediatore Gianni Letta (nella foto) è stato il gran mediatore delle ultime fasi della trattativa Alitalia da 5 giorni al tavolo con i sindacati e la Cai La vicenda L'affare Alitalia definito a palazzo Chigi ha riportato l'attenzione sul sottosegretario alla presidenza del Consiglio dopo la vicenda del federalismo.

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Il grande freddo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 categoria: BREVI Il grande freddo La vertenza Alitalia sembra aver allargato ancora di più il solco tra i due leader sindacali Raffaele Bonanni della Cisl e Guglielmo Epifani della Cgil. Il prossimo scoglio sarà la trattativa sulla contrattazione e si comincia da posizioni distanti tra Cisl e Cgil che hanno valutazioni diverse sulla proposta Confindustria.

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I piloti firmano l'accordo, sì dei sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I piloti firmano l'accordo, sì dei sindacati L'intesa nella notte. La rincorsa delle hostess di Avia e Sdl. Più forte l'ipotesi Lufthansa Quattordici ore di trattative, forti tensioni, Cai minaccia il ritiro. La schiarita dopo l'ultimo round di Uil e Ugl ROMA - Accordo raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 14 ore terminata nella notte. Un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi, ha sancito la pace della Compagnia aerea italiana (Cai) con le "aquile ". Subito dopo, intorno alle 2, anche Avia e Sdl hanno chiesto di essere ricevuti a palazzo Chigi. L'Anpav (545 assistenti di volo) aveva già aderito nel pomeriggio. La trattativa ha toccato punte drammatiche per il rifiuto di Uil e Ugl di sottoscrivere le novità concordate tra i piloti di Anpac e Up e i vertici di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. In sostanza Fabio Berti e Massimo Notaro avrebbero ottenuto per i piloti con i gradi di comandante (900 su 2.100) la qualifica di "dirigente ", che equivale alla possibilità di negoziare un contratto proprio, ma anche di essere licenziati con il pagamento di un'indennità. Per 140 piloti in esubero ci sarebbe il part-time con rotazione. Tali sostanziali modifiche ai documenti già firmati dagli altri sindacati, non potevano passare senza il consenso di questi ultimi. Confederali e Ugl sono stati convocati, ai massimi livelli, dal sottosegretario Gianni Letta a Palazzo Chigi alle 19.30. Qui i segretari di Uil, Luigi Angeletti, e Ugl, Renata Polverini, che contano molti piloti tra gli iscritti, hanno frenato, temendone la sollevazione delle categorie. Insomma si è ricreata la stessa situazione d'imbarazzo che aveva procurato l'allegato ottenuto dalla Cgil. Il sindacato di Guglielmo Epifani invece, contando pochi piloti, avrebbe dato disponibilità, mentre la Cisl di Raffaele Bonanni ha cercato la mediazione. Di fronte alle resistenze di Uil e Ugl, Colaninno, dopo una telefonata con l'amministratore di Intesa-Sanpaolo ( advisor), Corrado Passera, avrebbe minacciato di ritirarsi. Il governo ha quindi prodotto un documento finale cui hanno aderito Cgil e Cisl, oltre a Cai, Anpac e Up. Uil e Ugl hanno firmato dopo un ultimo round sugli esuberi. A questo punto i piloti hanno finalmente sottoscritto l'accordo quadro e il contratto già siglato giovedì dagli altri quattro sindacati. Un rinvio a lunedì era previsto per Avia (751 a.v.) e Sdl (1.700 lavoratori tra volo e terra). Uno slittamento tattico, dettato forse dalla necessità di spiegare alla base la necessità di capitolare. "Se non firmate subito, dopo potrete farlo solo "per adesione" " avrebbe minacciato da Viareggio il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, cioè senza acquisizione dei relativi diritti sindacali, tra cui quello di sedersi ai tavoli che preciseranno il contenuto dei contratti tratteggiati dai 4 maggiori sindacati. Di qui forse la rincorsa finale che ha costretto governo e cai a un ulteriore tornata. L'acquisizione del consenso del personale navigante è importante anche per stringere sull'alleanza internazionale. Ieri il presidente di Lufthansa, Wolfgang Mayrhuber, come anticipato dal Corriere, ha incontrato il sottosegretario Gianni Letta e, nell'ambasciata tedesca, i quattro leader firmatari dell'accordo. A questi avrebbe chiesto notizie circa l'effettiva tenuta dell'intesa rispetto ai naviganti. Tutti i sindacati avrebbero espresso la propria disponibilità a Lufthansa. Dall'Umbria Berlusconi ha detto: "Dove pensavate che Air France avrebbe portato i milioni di turisti che verranno in Italia? A Todi o nei castelli della Loira? La risposta è scontata". Espressioni che non lasciano dubbi sulla propensione per Lufthansa. Antonella Baccaro Ieri l'incontro dei vertici Lufthansa con i leader sindacali a Roma.

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Alitalia, c'è la firma dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-27 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La compagnia Svolta dopo ore di trattative. Aperture dagli assistenti di volo Alitalia, c'è la firma dei piloti Nella notte ok dei sindacati alle concessioni per i comandanti ROMA - Accordo raggiunto per i piloti di Alitalia dopo una trattativa di 12 ore terminata nella notte. Un nuovo allegato (una pagina) che concede un contratto da dirigenti ai comandanti e una riduzione degli esuberi, ha sancito la pace Cai con le "aquile". La trattativa con i confederali ha toccato punte drammatiche per il rifiuto di Uil e Ugl di sottoscrivere le novità concordate tra i piloti di Anpac e Up e i vertici di Cai. Poi il via libera. Rinvio a lunedì per gli assistenti di volo di Avia e Sdl. ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro, Foschi Garibaldi, Marro.

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<Ma se non firmiamo saremo i primi esuberi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-27 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La paura "Ma se non firmiamo saremo i primi esuberi" ROMA - Il fronte dei ribelli trema. Sdl (personale di terra e di volo) e Avia (solo hostess e steward) sono rimasti isolati in trincea, sono riusciti a prendere tempo fino a lunedì. Ma a quel punto dovranno dire "sì" o "no". Le due sigle contano 2.400 iscritti su 18.500 dipendenti Alitalia (di cui oltre 12 mila sindacalizzati). "Ormai il governo può andare avanti anche senza la nostra firma. Noi possiamo anche non firmare, come ci chiedono molti lavoratori, ma è una scelta pericolosa...", ha ripetuto Paolo Maras, delegato Sdl, a hostess e impiegati che continuavano a chiedere: "E adesso che cosa facciamo?". Il timore principale è che gli iscritti ai sindacati che non dovessero firmare l'intesa, possano essere i primi a finire fra gli esuberi. "Le condizioni per la firma ancora non ci sono - ha però ribadito ieri Fabrizio Tomasselli, Sdl, uscendo da Palazzo Chigi -, abbiamo fatto passi avanti ancora solo millimetrici, così ci metteremo due anni a trovare l'accordo". "La situazione è molto delicata", ha aggiunto Antonio Di Vietri, dell'Avia. E anche se in aeroporto serpeggia la voglia di protesta, c'è aria di resa: ieri, per la prima volta nell'ultima settimana, il presidio anti-Cai al varco equipaggi di Fiumicino è rimasto quasi deserto. Paolo Foschi.

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Tengono Intesa e Gemina. Giù Unicredit (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-09-27 num: - pag: 38 categoria: REDAZIONALE La Giornata in Borsa di Federico De Rosa Tengono Intesa e Gemina. Giù Unicredit New York deprime i listini continentali che chiudono la settimana in negativo, con Piazza Affari che, pur pesante, contiene il calo attorno all'1,5% dopo essere arrivata a perdere oltre il 3%. A pesare sulle Borse è stata soprattutto l'incertezza sull'approvazione da parte del Congresso Usa del piano da 700 miliardi elaborato dal Tesoro per evitare il tracollo dei mercati finanziari. Incertezza che ha riportato la prudenza tra gli operatori. A Milano ha svettato Telecom Italia, all'indomani del consiglio che ha esaminato le proposte di ingresso nel capitale presentate da fondi sovrani arabi e da una società russa. La prospettiva di una iniezione di liquidità ha portato il titolo a chiudere in rialzo del 2%. Sale anche Intesa Sanpaolo (+0,35%) spinta dalle attese per il salvataggio di Alitalia, di cui ha beneficiato anche Immsi (+5,6%) la holding di Roberto Colaninno e Gemina (+6%), che controlla gli Aeroporti di Roma. Tra i bancari ancora sotto pressione Unicredit (-3,2%) mentre terminano piatte Montepaschi, Popolare di Milano e Ubi. Arretra la Fiat (-3,5%) dopo che Merrill Lynch ha ridotto le prospettive sul settore e il target price delle azioni dei principali gruppi mondiali. La crisi pesa anche sui cementieri: Italcementi perde il 4,3% e Buzzi Unicem il 4,9%. In ribasso per gli energetici, con Eni (-1,48%), Enel (-1,07%), Saipem (-3,02%), Tenaris (-3,23%), mentre sale Edison (+2,37%). Da segnalare, infine, Fastweb, sospesa nel corso della seduta per l'eccessivo scostamento al rialzo del prezzo tra due ordini. Il titolo è poi rientrato in contrattazione dopo pochi minuti chiudendo a -1,5%. Petrolio Il calo del greggio frena il comparto dei petroliferi: l'Eni arretra dell'1,48%.

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Il parmigiano chiede lo stato di crisi <Colpa dei supermarket> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-27 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Il caso Il ministro Zaia: porterò la questione in Europa Il parmigiano chiede lo stato di crisi "Colpa dei supermarket" "A rischio 20 mila lavoratori e 429 aziende" Alai, presidente del consorzio: "Adesso sospendere i vincoli Antitrust come per Alitalia" MILANO - I produttori di Parmigiano Reggiano lanciano l'allarme, a queste condizioni non ce la fanno più con i costi che crescono da un lato e dall'altro la domanda della grande distribuzione che li mette in ginocchio. E ieri in un vertice tra Regione Emilia-Romagna e operatori, convocato a Bologna dall'assessore regionale all'Agricoltura Tiberio Rabboni, hanno chiesto lo stato di crisi. Secondo i dati del Consorzio, il costo alla produzione del Parmigiano oscilla tra 7,97 e 8,23 euro al chilogrammo, a fronte di un prezzo all'ingrosso di 7,20-7,80 euro. Il prezzo medio allo scaffale va da 13,90 a 15,90 euro, ma la maggior parte del prodotto (attorno al 70%) viene venduta nei supermercati con promozioni da 7,90-9,50 euro. "Il problema è che il potere dell'offerta è minimo - spiega Giuseppe Alai, presidente del Consorzio -. Ci sono 429 caseifici che vendono a 28 commercianti, gli stagionatori, che a loro volta offrono l'80% del prodotto a cinque centrali d'acquisto della grande distribuzione. Dal 2004 nessuna attività riesce più a dare un utile ". Da qui le richieste da mettere sul tavolo del ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, in un incontro richiesto per la prossima settimana: stato di crisi per il comparto, ritiro di una quota di produzione dal mercato per favorire una ripresa dei prezzi all'origine, interventi sul credito per alleviare le situazioni di maggiore esposizione debitoria di caseifici e allevatori. "Non chiediamo di fare un cartello di intesa, vietato dal-l'Antitrust, e da parte nostra cercheremo di migliorare l'organizzazione dell'offerta, ancora troppo polverizzata - dice Alai -, ma è necessaria un'aggregazione dei produttori per diventare interlocutori più forti nei confronti della grande distribuzione. Per la crisi Alitalia il governo ha sospeso l'attività dell'Antitrust per due anni. E il settore ha ancora più dipendenti della compagnia di bandiera, 20 mila operatori". Il parmigiano? "Un biglietto da visita così importante a livello mondiale, ascolterò le loro richieste - dice il ministro Zaia -. Anche se la crisi è quella di tutto il settore agroalimentare. E lunedì discuterò del problema lattiero caseario con il commissario europeo". Antonia Jacchia A Parma Sopra un magazzino di stagionatura del Parmigiano Reggiano. A sinistra il ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia.

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La nostra posta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-09-27 num: - pag: 12 categoria: BREVI La nostra posta STRISCE BLU Una multa ingiustificata Vorrei segnalare quella che ritengo una situazione di cattiva informazione se non una vera ingiustizia. Sui giornali e altri media è stato dato grande risalto che al riavvio delle strisce blu erano esonerate alcune aree antistanti gli ospedali romani per i rispettivi pazienti. Beh, ora si scopre che gli ospedali sono soltanto sei "per ora" come scritto sul sito del Comune di Roma. Interpellando il call center mi hanno confermato che diversi cittadini si stanno lamentando per multe ricevute in aree antistanti gli ospedali "ancora non convenzionati". Io ho ricevuto la multa per mancato pagamento del ticket in lungotevere degli Anguillara 11 di fronte al Fatebenefratelli sabato 20 settembre proprio mentre accompagnavo mia moglie incinta all'8 mese. Stefano Baia VIA DELLA CONCILIAZIONE Marciapiedi liberi, evviva Da tempo ci eravamo rassegnati a vedere via della Conciliazione e le strade adiacenti a San Pietro invase da bancarelle e venditori abusivi di ogni tipo: non si riusciva neanche a camminare sui marciapiedi. Ma adessso sembra finalmente che le cose stiano cambiando. Da due mesi, grazie al controllo della Guardia di finanza e dei vigili, le strade sono state restituite ai cittadini e ai turisti. è un segnale davvero incoraggiante e speriamo che ne seguano altri. Francesco Russo ARDEATINO Il giardino abbandonato Al ritorno dalle vacanze estive i frequentatori del giardinetto tra via Malfante e via Pancaldo, al quartiere Ardeatino, hanno trovato la sgradita sorpresa di un paio di panchine distrutte dai soliti vandali oltre che una carente opera manutentiva delle aree verdi. Il giardinetto è frequentato prevalentemente da persone anziane e da bambini; qualche persona di buona volontà può dar loro una mano per ripristinare il tutto alle originali condizioni di decoro? Paolo Barbato MISTER PREZZI Ma chi l'ha visto? Mister Prezzi non si è più sentito, eppure i prezzi di pane, pasta, latte ed altri generi di prima necessità aumentano ad una velocità impressionante. I primi aumenti vennero giustificati con la crescita sfrenata del costo del petrolio fino 147 dollari al barile, che si rifletteva poi su quello dei trasporti. Ma adesso che le quotazioni del petrolio sono scese, e di molto, (ad oggi 109 dollari al barile), il prezzo di questi alimenti non è diminuito d'un solo centesimo. Maria Susana Campostrini COMMERCIO Trascurati dai politici Mi sono chiesto perché, i nostri politici non si interessino ai problemi dei piccoli commercianti e degli artigiani. Perché si sprecano di parole in favore di quelle attività ben publicizzate in questi giorni, vedi Alitalia, insegnanti, e quant'altro. Certo il rischio di migliaia di licenziamenti è niente in confronto a un piccolo negozio che chiude. Forse sono di corta memoria, considerando che le piccole attività hanno creato questo Paese, lo hanno reso ricco, competitivo col lavoro artigianale, e con quel dialogo che si istaura ogni giorno con la clientela, cosa che nei "freddi" centri commerciali mi pare proprio non avvenga. Il perché di questa lettera è nel fatto che purtroppo siamo destinati a scomparire visti gli affitti altissimi che vengono chiesti, senza tenere in considerazione il tipo di attività svolta. Cari politici, perché qualcuno di voi non si interessa a questo caso? Come? Semplice, applicando un equo canone ai piccoli negozi in virtù dell'attività svolta e dei metri quadrati occupati. è giusto che un negozio di 20 metri quadrati possa pagare oltre 1.500 euro mensili? Pensateci. Gianni Isidori.

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Berlusconi e il <piano-sanità>: privatizzeremo molti ospedali (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-27 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Relax e politica Dopo la pausa al centro Messegué il premier improvvisa un comizio a Todi Berlusconi e il "piano-sanità": privatizzeremo molti ospedali "A marzo via al Pdl: sarà un vero movimento, la casa dei moderati" DAL NOSTRO INVIATO MONTECCHIO (Terni) - Doveva essere un soggiorno all'insegna del riposo e del silenzio più assoluto, lontano dalle tensioni legate al caso Alitalia, nel cuore verde dell'Umbria in un centro Messegué. I buoni propositi, però, sono saltati per "colpa" dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi. Certo, è una "colpa" relativa, visto che Silvio Berlusconi non ci pensa un attimo prima di rompere la consegna che si è imposto. E infatti, nel primo pomeriggio dopo avere visitato le tre più importanti chiese di Todi - la cattedrale intitolata alla Santissima Annunziata, San Fortunato e la Nunziatina - accoglie di buon grado l'invito a prendere la parola a un incontro dei seguaci del sottosegretario alla presidenza del Consiglio che si tiene nel palazzo del Capitano a piazza del Popolo. Completo blu, maglione girocollo blu, il look del tempo libero, accompagnato dal sindaco di Todi, Antonino Ruggiano (An), e dal suo medico personale Alberto Zangrillo, il Cavaliere fa un vero e proprio comizio. Parla per un'ora. Un discorso a tutto campo, il suo. Un discorso con il quale tocca tutti i temi caldi: economia internazionale, promesse elettorali mantenute, l'Ici sulla prima casa che non ritornerà, la difesa della famiglia tradizionale composta da uomo e donna. Evita di soffermarsi sulla giustizia, anche se ribadisce che la riforma sarà approvata entro l'anno. Evita anche di affrontare il caso Alitalia dato che, dice, "la soluzione non è ad horas". Davanti a un centinaio di persone che lo applaudono ripetutamente, Berlusconi lancia poi un'idea del tutto nuova: quella di privatizzare gli ospedali. Una proposta alla quale giunge dopo avere illustrato i benefici che otterranno i cittadini con il federalismo fiscale. "Alcune Regioni come Sardegna e Sicilia - osserva il Cavaliere - spendono per la sanità il 40 per cento in più di quanto fanno, per esempio, Lombardia e Veneto". Come ovviare a questo fenomeno, si domanda il capo del governo. "La soluzione - è la sua risposta - è il federalismo fiscale". E in concreto ciò significa la responsabilizzazione degli amministratori. Il che tuttavia non esclude si possano, aggiunge Berlusconi, ed è questa una novità assoluta, "privatizzare molti ospedali pubblici". In questo quadro caratterizzato da una "grande coesione tra alleati", il Cavaliere colloca la creazione del partito dei moderati che "farà parte della grande famiglia del Ppe". "Questo - dice - è un compito esaltante perché consente di arrivare all'appuntamento delle amministrative di primavera prossima con un vero movimento politico e non più una alleanza politico-elettorale ". Entro marzo, garantisce, "tutti coloro che sono alternativi alla sinistra avranno una casa comune". Lorenzo Fuccaro Relax Per Silvio Berlusconi due giorni di riposo in Umbria.

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COMPAGNIA DI BANDIERA MEGLIO NON FARNE A MENO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-27 num: - pag: 43 categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano COMPAGNIA DI BANDIERA MEGLIO NON FARNE A MENO Ho tentato invano di capire come mai è così importante avere una compagnia aerea di bandiera. A parte il fatto che molti altri Paesi ne hanno fatto a meno e nessuno ne ha sentito la mancanza, io stesso e tutti i miei conoscenti da molti anni non utilizziamo più l'Alitalia nelle tratte non esclusive: sistematicamente i prezzi e i servizi dei concorrenti esteri sono nettamente migliori. Aggiungo che sarei strafelice di poter rinunciare anche a Trenitalia e alle Poste se potessi scegliere fra altri fornitori più efficienti. Non sarà mica che questi "carrozzoni" sono utili solo ai politici che li usano come discariche per i loro abituali traffici di voti di scambio e altre simili amenità? Giorgio Carosi, Lucca Ho continuato a sentire, da Berlusconi alla Santanchè, che dobbiamo tenere l'Alitalia italiana perché il turismo è la nostra maggiore industria. Cioè, se ho capito bene, qualora l'Alitalia andasse allo straniero questo dirotterebbe il turista verso le proprie mete turistiche invece che portarlo in Italia. Cioè, se un giapponese comprasse nella sua agenzia turistica un pacchetto per visitare le principali città italiane e malauguratamente usasse un aereo dell'Air France o della Lufthansa, non raggiungerebbe l'Italia ma la Francia o la Germania? Sinceramente, quando sento che questa è la maggiore giustificazione per avallare una cordata italiana mi cascano le braccia. Solo che non ho mai letto nessun commento che evidenziasse l'assurdità di tale giustificazione, per cui mi sorge il dubbio di avere torto. Pierluigi Ziliotto, Verona Cari lettori, H o scelto le vostre lettere fra molte ispirate dalle stesse considerazioni e dalla convinzione che l'Italia non abbia bisogno di una compagnia di bandiera. Gli argomenti in linea di principio sono perfettamente condivisibili. In una economia "globale", dove le linee aeree non possono più contare, come in passato, sulla riserva di caccia del mercato nazionale e sugli accordi bilaterali con cui i governi si scambiavano reciproche concessioni, la concorrenza favorisce le società più dinamiche, più efficienti, meglio organizzate; e dovrebbe garantire ai viaggiatori il vantaggio di buoni viaggi a minor prezzo. è questa la ragione per cui abbiamo assistito in questi anni a un inevitabile processo di fusioni e acquisizioni. Alcune compagnie crescono, altre falliscono o diventano partner minori di grandi società. è stata questa la sorte di dignitose compagnie nazionali come Sabena e Swissair. Perché non dovrebbe accadere anche ad Alitalia? E perché il viaggiatore italiano dovrebbe considerare la bandiera dipinta sulla carlinga dell'aereo più importante di altri fattori come il prezzo del biglietto, la varietà dell'offerta, la puntua-lità, la qualità del servizio? Perché questo accada, tuttavia, esiste una indispensabile premessa. Occorre che le grandi compagnie sopravvissute a questa riorganizzazione del mercato si comportino economicamente e internazionalmente senza particolari occhi di riguardo per il mercato nazionale in cui sono nate. è su questo punto che è permesso avere qualche dubbio. Le società europee che hanno maggiormente approfittato delle fusioni e acquisizioni degli scorsi anni - Air France e Lufthansa - sono nazionali e destinate a restare tali perché i loro statuti o i loro governi non permettono che il controllo esca dall'ambito delle responsabilità nazionali. Può darsi che questa politica nazionale di Parigi e di Berlino abbia motivazioni miopi, grette o, più semplicemente, politico- clientelari. Ed è certamente vero che rappresenta un ostacolo alla creazione di un grande mercato euro-atlantico dell'aria. Ma non è possibile negare, piaccia o non piaccia (a me, per esempio, non piace), che gli Stati nazionali continuano ad esistere e debbono rendere conto ai loro cittadini del modo con cui gestiscono il capitale nazionale. In questo capitale, caro Ziliotto, esiste anche il richiamo turistico e culturale del Paese. In condizioni ideali Air France, se controllasse Alitalia, avrebbe interesse a valorizzare il patrimonio turistico e culturale italiano. Ma supponga che la situazione economica sia difficile e che alcune città francesi chiedano alla loro società aerea di tenere conto, per i collegamenti interni e internazionali, dei loro interessi. Supponga che in alcune particolari circostanze Air France debba scegliere se sviluppare i collegamenti di Genova o quelli di Nizza e Marsiglia. Sono queste le ragioni per cui le parole "compagnia di bandiera" continuano ad avere, nonostante tutto, una certa importanza. Come ho già risposto in un'altra circostanza, Cai, se riuscirà a decollare, avrà bisogno di un grande partner. Le condizioni del partenariato dipendono dallo stato di salute della compagnia minore al momento dell'accordo. Un'Alitalia fallita non avrebbe alcun potere negoziale.

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Presidio Cgil contro il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-27 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Piazza San Carlo Presidio Cgil contro il governo Dopo la bufera su Alitalia, le accuse di Berlusconi e l'accordo sulla compagnia di bandiera firmato in extremis, la Cgil torna in piazza. Contro la politica economica del governo e in difesa dei diritti. La manifestazione milanese- l'appuntamento "per i lavoratori e le lavoratrici" è in piazza San Carlo - si inserisce all'interno della mobilitazione nazionale che il sindacato di Guglielmo Epifani lancia in tutta Italia. "Diritti in piazza", il nome scelto per l'iniziativa che da 150 piazze italiane vuole "contestare le scelte di politica economica, sociale e fiscale messe in atto dal governo e chiederne un cambiamento". Dal primo pomeriggio fino alla prima serata in piazza San Carlo si alterneranno spettacoli musicali (tra cui quello degli "Sconcertati", un gruppo di musicisti "licenziati" dall'orchestra Verdi), esibizioni di artisti di strada e brevi interventi di delegati di aziende in crisi. A concludere la giornata "di lotta", gli interventi del segretario della Camera del lavoro di Milano Onorio Rosati e di Flavio Fammoni, segretario nazionale confederale.

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Ricetta di Santoro: aggiungere pepe (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 27-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-09-27 num: - pag: 61 categoria: REDAZIONALE A fil di rete di Aldo Grasso Ricetta di Santoro: aggiungere pepe "M ettere pepe", ecco la nuova teoria santoriana. Con la piazza non si può più giocare, il tempo passa per tutti e Michele ha perso il fisico per sostenere il ruolo. Il tribuno, per essere, non dico credibile (nessun tribuno è credibile), ma creduto, dev'essere ascetico, povero, emarginato. Tutte condizioni che non abitano più il corpaccione manageriale del Nostro. Allora bisogna dirsi (dirsi, non farsi dire) che "Anno zero" è un programma "scorbutico e irriverente ", bisogna far aprire la puntata da Marco Travaglio con solenne lettura della sentenza (e possibilmente non farlo più intervenire dopo), bisogna farsi prestare dall'Arma un sottufficiale (l'ideale sarebbe un arresto in diretta, magari su indicazione di Antonio Di Pietro) e soffiare sul fuoco. Pratica che a Santoro riesce benissimo. Teoria del pepe. Senza pepe, la puntata sull'Alitalia sarebbe risultata simile a tante altre che si sono succedute in questi giorni: stessi temi, stesse demagogie, stessi ragionamenti (Raidue, giovedì, ore 21,04). Sì, il ritorno di Corrado Formigli ha consentito a Santoro di togliere dal video la faccia triste di Sandro Ruotolo; sì, il "risvolto umano" (entrare nella casa di un pilota) sta tornando di moda; sì, la doverosa solidarietà con i colleghi de La7 non ti fa sentire una Lilli Gruber qualsiasi. Però è il pepe che fa ascolto. Il pepe non necessita di troppe sottigliezze: basta mettere contro gli onorevoli Castelli e Di Pietro, un giornalista di destra e uno di sinistra, una hostess per la firma del nuovo contratto e una contro. Il più è fatto. Per il dessert, c'è Vauro con le sue vignette che il menu già presenta come irriverenti Michele Santoro è bravissimo a far sentire i suoi spettatori dei martiri. Martire come lui, il protomartire della tv italiana: la trasmissione diventa allora una sorta di cerimonia di autosuggestione con caccia alle streghe e, possibilmente, rogo finale.

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L'italianità come legittima difesa - ilvo diamanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'italianità come legittima difesa ILVO DIAMANTI Quasi per miracolo, la soluzione "italiana" alla crisi di Alitalia ha fatto affiorare, riemergere l'Italianità. Criterio dichiarato del progetto voluto da Berlusconi, non solo per far volare (A)l'Italia, ma per intercettare il consenso sociale. Perché c'è un legame evidente fra questi elementi. Berlusconi ha contrastato il passaggio di Alitalia a Air France, prima delle elezioni, in nome dell'italianità della compagnia di bandiera. Ne ha fatto un tema di campagna elettorale, peraltro efficace. SEGUE A PAGINA 28.

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È già sfida lega-an per il partner ma il cavaliere prende tempo - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il governo ripete che sarà Cai a decidere ma c'è da risolvere il nodo dell'italianità è già sfida Lega-An per il partner ma il Cavaliere prende tempo Con la gara franco-tedesca riparte il duello Malpensa-Fiumicino Nel "partito Lufthansa" anche il governatore Formigoni e la Moratti Il sindaco di Roma ha accolto con favore l'interesse di Air France ROBERTO MANIA ROMA - "Ormai - dicono tra i fedelissimi del Cavaliere - questo è diventato un gioco win win, nel quale si vince in entrambi i casi". E il gioco è quello della scelta del partner straniero per dare solidità industriale alla Nuova Alitalia di Roberto Colaninno. D'altra parte finché non comincerà a decollare Cai, la Compagnia aerea italiana (e ci vorrà più d'un mese perché ciò accada) il governo potrà sostenere di avere risolto un altro problema difendendo e affermando, come promesso, l'"italianità" della compagnia. Poi - ripetono dalle stanze dei ministeri interessati al dossier - a decidere l'alleanza sarà in autonomia l'azienda che ha acquistato l'Alitalia alleggerita dalla "bad company", cioè senza più debiti e con l'organico ridotto di parecchio. Eppure dietro le quinte il gioco è già iniziato. Ed è un gioco anche politico. Sempre che Bruxelles, cioè la Commissione europea, non decida di vederci più chiaro nella procedura messa in piedi dal governo Berlusconi per condurre in mani italiane la parte sana della compagnia scorporandola dall'altra. E allora le cose si complicheranno di molto, ma questo è uno scenario che a Palazzo Chigi non vogliono nemmeno prendere in considerazione, fidando anche sul commissario ai Trasporti, Antonio Tajani. In campo, si sa, a contendersi i 33 milioni di passeggeri l'anno di Alitalia e Air One, sono i due colossi Air France-Klm e Lufthansa. Chi vincerà avrà l'egemonia nel mercato europeo. Business, per loro, ma anche politica, nel senso di consenso per chi, da noi, ha iperpoliticizzato anche l'ultimo capitolo dell'Alitalia statale. Così Umberto Bossi, al quale il fiuto politico non manca di certo, è già andato all'attacco. Lui sta con i tedeschi di Lufthansa, a cui guarda anche il piano Fenice, che dà più chance allo sviluppo di Malpensa, per via della strategia multi-hub. Diversamente dal vecchio progetto dei francesi di Jean Cyril Spinetta che faceva perno sullo scalo della Capitale. La disfida, dunque, è anche tra Roma (Fiumicino) e Milano (Malpensa). Che - trasferita sul terreno della maggioranza di centrodestra - si traduce, per ora, in un duello tra la Lega, appunto, e Alleanza nazionale, il partito del sindaco romano, Gianni Alemanno. Ieri il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli (An), ha detto la scelta del partner non è di competenza del governo e che lui ne starà fuori. Ma solo due giorni fa, subito dopo consegna a Palazzo Chigi della manifestazione di interesse da parte dei francesi, Alemanno non era riuscito a contenere la sua reazione positiva: "Il partner francese appare la soluzione migliore per Roma". Poi, dopo aver compreso che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, era prossimo a incontrare i vertici di Lufthansa, si è trincerato in una più cauta dichiarazione sostenendo, in ogni caso, la centralità del piano industriale. è evidente che la presa di posizione politicamente rilevante era però la prima e anche la più spontanea. Ma siamo solo alle schermaglie. D'altra parte il "partito Lufthansa" ha tanti adepti in Forza Italia. C'è, per esempio il potente governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, spalleggiato nella sua azione di lobby dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, ma anche - trasversalmente - dal presidente democratico della Provincia, Filippo Penati: "Malpensa deve tornare ad essere un hub internazionale e Linate un grande city airport con collegamenti point to point". Una prospettiva per nulla compatibile con il piano Air France. Il Cavaliere prenderà tempo. Valuterà con attenzione, insieme a Colaninno, le due opzioni. Giocherà per forza sulla scacchiera della diplomazia europea, come ha già fatto a seconda che parlasse a Parigi o a Berlino. Certo terrà conto anche del fatto che l'alleanza (la "svendita", come disse) con Air France continua ad essere targata Prodi e Padoa-Schioppa. E soprattutto Walter Veltroni che ripetutamente ha ricordato come il fallimento del negoziato con Spinetta è stato un errore che pagheranno innanzitutto i contribuenti dovendosi sobbarcare i debiti della "bad company" e il costo di una montagna di ammortizzatori sociali che serviranno a sostenere il reddito degli esuberi fino a sette anni consecutivi. I sindacati, tutti, tifano Lufthansa e hanno fatto inserire nell'accordo firmato anche dal governo il vincolo tra i soci della Cai di non scendere per i prossimi cinque anni sotto il 51 per cento della partecipazione. Questa sarebbe la garanzia per l'"italianità" nel gioco win win di Berlusconi. Ma gli interessi dei soci dei sedici soci di Cai come sarebbero meglio tutelati? "Ma quelli - taglia corto una fonte finanziaria - hanno fatto un piacere a Berlusconi...".

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Piloti, parte della base contesta "oggi non è un giorno di festa" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Piloti, parte della base contesta "Oggi non è un giorno di festa" Assemblea con 600 dipendenti a Fiumicino. Non piace a molti il trattamento dei comandanti ROMA - Simone, comandante Alitalia con 16 anni di anzianità, si aggira con aria preoccupata: "Il clima fra noi non è dei migliori. Oggi non è un giorno di festa. Avremo meno giorni di ferie e di riposo, avremo sicuramente una serie di diritti in meno, ma non c'erano alternative, si doveva firmare". Fiumicino, sala Verri: 600 piloti aderenti ad Anpac e Up sono riuniti per discutere l'intesa raggiunta nella notte di venerdì. La tensione è alta anche se le contestazioni non trascendono mai. Uno dei motivi del malumore è la differenza di trattamento contrattuale tra i 900 comandanti (con contratto separato da dirigente) e gli altri piloti (contratto unico insieme agli altri dipendenti ma con previdenza, assistenza e normativa di impiego assimilata ai comandanti). I piloti più giovani incalzano Berti e Notaro, che pazientemente spiegano punto per punto l'accordo raggiunto e si soffermano soprattutto sulle ultime conquiste strappate durante la estenuante maratona notturna, a cominciare dal contenimento degli esuberi, scesi da 1000 a 860. Due ore di botta e risposta sul filo dell'emotività e della tensione accumulata in tutti questi giorni.

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Alitalia, bossi vuole lufthansa colaninno: ora via al rilancio - roberto petrini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, Bossi vuole Lufthansa Colaninno: ora via al rilancio Berlusconi: "Se non ero premier la compravo io. Pd sfascista" L'accordo Polemica Epifani-Alemanno Domani probabile "sì sofferto" anche di Avia e Sdl ROBERTO PETRINI ROMA - Il day-after della firma dell'intesa su Alitalia riapre le polemiche solo attutite dalla stanchezza per la lunga maratona notturna mentre il leader della Cai, Roberto Colaninno, guarda al futuro e annuncia: "Ora il rilancio della compagnia". Il primo ad alzare il tiro è il premier: come si legge nelle anticipazioni del nuovo libro di Bruno Vespa, il giudizio di Silvio Berlusconi sul ruolo del Pd è durissimo: "Ha giocato contro il governo e contro il paese per far cadere su di noi la colpa del fallimento delle trattative, gli scioperi, l'interruzione dei voli e il fallimento dell'Alitalia". Rispondendo ad una domanda il Cavaliere inoltre ha confessato che se non fosse stato a Palazzo Chigi avrebbe partecipato alla cordata per salvare il vettore nazionale "senza esitazione e anche con una quota importante". Lo scontro tra i poli si consuma su un doppio binario: da una parte le riserve del Pd sulle scelte operate dal governo, dall'altra le critiche da parte di maggioranza e governo al Partito democratico per essersi attestato il merito di aver dato un contributo fondamentale per uno sbocco positivo della trattativa Alitalia. Nell'esecutivo si ragiona anche sul nodo cruciale del futuro della compagnia: c'è il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ad esempio che esprime una netta preferenza per Lufthansa, come partner straniero. "I tedeschi lasciano Malpensa come hub ? ha spiegato il Senatur - mentre Air France ci fa chiudere gli aeroporti. Terrebbe aperto solo Roma e porterebbe tutti i voli intercontinentali a Parigi". Cauto invece il ministro del Welfare Sacconi per il quale la scelta del partner europeo "dovrà essere l'ultima che la società Cai dovrà compiere dopo essersi organizzata, dopo avere realizzato con caratteri di originalità e discontinuità la nuova Alitalia". Quanto al presidente della Cai, Roberto Colaninno, guarda al futuro con fiducia: "Il passaggio dell'accordo con tutti coloro che lavorano in Alitalia è fondamentale perché significa dar vita ad un'opera di grande rilancio". Gli fa eco il ministro dei Trasporti Matteoli: "Con la firma anche dei piloti la nuova Alitalia può decollare. Abbiamo così realizzato il traguardo essenziale della discontinuità gestionale della compagnia di bandiera". Domani, del resto, dovrebbero firmare anche Avia e Sdl, i sindacati degli assistenti di volo che hanno rinviato la decisione. Probabile un sì sofferto con alcune integrazioni per rispettare la specificità del lavoro di steward e hostess. C'è stato anche spazio per una polemica a distanza tra il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, che ieri ha rivendicato il ruolo del sindacato nel salvataggio della compagnia, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Avrei voluto un ruolo più deciso da parte del sindaco di Roma. Avrei voluto che si fosse battuto con più forza", ha detto Epifani. Una considerazione che non è affatto piaciuta ad Alemanno: "Non credo di poter prendere lezioni su una questione delicata come Alitalia - ha ribattuto il primo cittadino della Capitale - da un leader sindacale che si è, alla fine, ritrovato completamente isolato nel suo tentativo di interpretarla in maniera confusa e contraddittoria".

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Meno aerei, niente hub e 12.500 dipendenti così nasce la nuova compagnia di bandiera - barbara ardu (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Dalla flotta alle rotte, dai contratti ai 3.110 esuberi, ecco cosa prevede il progetto Cai con le ultime modifiche Meno aerei, niente hub e 12.500 dipendenti così nasce la nuova compagnia di bandiera Il numero degli aerei si riduce dai 202 di Alitalia e Air One a 153. Sei città basi operative Meno ferie e riposi e tagli di stipendio fino al 7% a parità di stipendio per il personale di volo BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - Della vecchia Alitalia rimane il nome, ma cambiano i padroni e i contratti di chi lavora. Piloti, assistenti di volo e personale di terra saranno riassunti dalla Cai, Compagnia aerea italiana. In totale 12.500 persone, contro le 11.500 inizialmente previste, molto meno dei quasi 20 mila dipendenti di Alitalia e Air One. Qualcuno se ne andrà in pensione, altri non faranno più parte della compagnia, ma verranno esternalizzati, molti dovranno attendere un po' di più per l'assunzione. Durerà tre anni il contratto Cai e per tutto quanto non previsto dall'accordo il punto di riferimento sarà quello di AirOne. La sfida passa per il rilancio della compagnia sulla quale 16 investitori italiani sono pronti a investire un miliardo di euro. Alitalia ridurrà la flotta, ma introdurrà nuove rotte, limiterà a sei le basi operative ed è pronta ad aprire a quel socio estero che attende da anni. Un rilancio che "costa" 3.110 esuberi, che taglia ferie e riposi, elimina "privilegi", crea quella "bad company" dove finiranno e debiti ed esuberi. La svolta è arrivata con il sì della Cgil e quello dei piloti; manca solo la firma di Avia e Sdl, che hanno una forte rappresentanza tra gli assistenti di volo. I piloti sono riusciti a strappare meno esuberi: 860 invece dei mille 1.000 e in organico la nuova Alitalia avrà alla choche 1.689 "aquile", di cui 140 part-time a rotazione. Viene introdotta la figura dei primi ufficiali, mentre i comandanti vengono equiparati ai dirigenti. Regole comuni invece per previdenza integrativa, assistenza sanitaria schemi di volo e addestramento. Ci sarà un taglio e una rimodulazione di ferie e riposi. Sullo stipendio è prevista una riduzione del 7 per cento, che sparisce se si lavorerà di più. Nessun ritocco invece ai salari più bassi del personale di terra, che manterrà le attuali indennità. Sarà tra l'altro riconosciuto lavoro notturno quello svolto tra le 20 e le 8. In busta paga le voci confluiranno in un'unica categoria erogata per 12 mesi e senza effetto trascinamento. Gli esuberi sono 950 (7.511 le assunzioni), ma i precari avranno la precedenza nei contratti a termine. La conservazione del posto per malattia è prevista per 12 mesi. In caso di malattia-inidoneità per causa di servizio, a partire dal primo giorno di assenza e per i primi 8 mesi il dipendente percepisce la normale retribuzione, per i successivi il 50 per cento. Se non c'è la causa di servizio, è corrisposto il 100 per cento per i primi 6 mesi e 50 per i successivi. Gli assistenti di volo sono gli unici a non aver ancora firmato. è qui che si concentra il maggior numero di esuberi: 1.300. Le nuove assunzioni saranno infatti 3.300. Sul salario si agirà come per i piloti: meno 7 per cento al massimo, ma nessun taglio se si lavora di più. Le qualifiche degli assistenti di volo sono tre: assistente di volo responsabile, assistente di volo responsabile di seconda, assistente di volo. Fermi restando i limiti quantitativi minimi di composizione equipaggi e la possibilità di operare con equipaggio ridotto, sul lungo raggio è previsto l'impiego di un assistente di seconda. Sul corto-medio raggio, possono essere indistintamente e alternativamente impiegati assistenti di prima di seconda. Fuori da Alitalia-Cai rimarranno comunque cargo e manutenzione pesante con 2.050 i lavoratori esternalizzati. Se si aggiungono i precari (che chissà quando rientreranno) e gli esuberi veri e propri, la nuova Alitalia lascia "a terra" migliaia di persone.

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A metà della prossima settimana la cai si trasformerà in spa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

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Economia L'assemblea A metà della prossima settimana la Cai si trasformerà in spa ROMA - Si terrà la prossima settimana, mercoledì o giovedì la prima assemblea operativa dei soci Cai, per dotare la società di tutti gli strumenti necessari per poter operare. Sul tavolo la trasformazione in Spa, il conferimento della capitalizzazione, il nodo della licenza e l'individuazione del partner internazionale. Per quanto riguarda il certificato di operatore aereo si sta facendo sempre più concreta l'ipotesi di utilizzare la licenza di Air One. Un'opzione che consente, tra l'altro, di aggirare il problema della continuità con la vecchia Alitalia. Il capitolo del partner internazionale è invece ancora tutto da scrivere.

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L' amaca (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti L' Amaca Il premier annuncia lieto la perdurante esistenza di una "compagnia di bandiera". Ma non si capisce perché sia definibile compagnia di bandiera un'Alitalia ceduta a un manipolo di privati in sinergia con Lufthansa (che punta, a quanto si legge, al 49 per cento del capitale), mentre non sarebbe stato lecito definire compagnia di bandiera un'Alitalia italo-francese, che per giunta sarebbe nata sei mesi prima evitandoci il penosissimo tira e molla di questo settembre nevrastenico. Il fondato sospetto è che tutta la manfrina sull'"italianità" di Alitalia fosse un puro "do di petto" elettorale al quale Berlusconi si è sentito obbligato a dare seguito ad ogni costo, anche se la sostanza dell'intera operazione prevedeva comunque la cessione a privati della compagnia aerea nazionale (esclusi i debiti, a carico di noi tutti: il patriottismo deve pure prevedere qualche sacrificio) nonché il massiccio ingresso di capitali (e probabilmente di management) stranieri. Ci si chiede quanta parte dell'opinione pubblica sarà in grado di approfondire la questione, scoprendo la sostanza dietro le apparenze. E quanta parte, invece, si accontenterà degli slogan sull'italianità preservata. Sventolare una bandierina e gridare "viva l'Italia" è un metodo facile facile, ma evidentemente funzionale a un Paese sempre più stanco, sempre più distratto.

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L'italianità come legittima difesa - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti L'ITALIANITà COME LEGITTIMA DIFESA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) "O si salva (A)l'Italia o si muore", è andato ripetendo per settimane. Riscuotendo un largo successo di pubblico (un po' meno di critica). Anche fra il personale della compagnia di bandiera. Il che gli è servito a marcare ulteriormente la distanza fra sé e gli altri. Fra il centrodestra e in particolare il Pdl: dalla parte dell'italianità; e il centrosinistra, segnatamente il Pd, dalla parte dello straniero, perché favorevole all'ingresso, in posizione dominante, di Air France. Un messaggio chiaro e largamente compreso dagli elettori, che hanno mostrato di gradire la soluzione "italiana" e l'argomento dell'"italianità". Come suggerisce, ad esempio, un sondaggio dell'Ispo, condotto nelle settimane scorse, secondo il quale il 75% della popolazione ritiene che il controllo italiano di Alitalia garantisca maggiormente l'interesse del Paese e dei cittadini. Nonostante il debito accumulato dopo anni di gestione "italiana". Nonostante l'impopolarità della compagnia di bandiera: del personale di volo e di terra. Nonostante una quota largamente maggioritaria ? e in costante crescita ? di italiani, per volare, si serva di altre compagnie, perlopiù straniere, perlopiù low cost. Il richiamo all'italianità ha funzionato. Il che potrebbe apparire non solo positivo, ma sorprendente, in un paese dove solo la sfida secessionista lanciata dalla Lega agli inizi degli anni Novanta aveva indotto a rompere l'indifferenza sul merito. A interrogarsi su cosa avrebbe potuto succedere "se cessiamo di essere una nazione" (titolo di un noto saggio di Gian Enrico Rusconi, pubblicato nel 1992). Tuttavia, l'italianità che echeggia nel discorso politico in questa fase non sembra un segno di identità nazionale. Semmai l'etichetta di un prodotto politico, usato seguendo una logica di marketing. Una bandiera, agitata da Berlusconi in campagna elettorale. Mai ammainata, anche dopo il voto. Neppure quando la trattativa pareva compromessa e la cordata italiana degli imprenditori riuniti nella Cai si era ritirata dalle trattative. Quando alcune sigle sindacali sembravano aver chiuso ogni spazio di negoziato. Quando era stata rilanciata l'ipotesi di un intervento "straniero": Lufthansa o, di nuovo, Air France. Quando il fallimento di Alitalia più che una minaccia sembrava un destino imminente e inesorabile. Berlusconi non si è mai arreso. Mai. Per non vedere smagliata la sua immagine di Santo Salvatore. Per non ricadere nella spirale perversa delle promesse non mantenute, alla base della delusione che aveva eroso il consenso al suo governo, dopo il 2002. Ma non solo per questo: anche per ribadire quel principio di "italianità", a cui ha attinto fin dall'inizio della sua esperienza politica. Quando, nel 1993, inventò Forza Italia. Dove l'Italia non evoca la "nazione": appartenenza fondata sulla cittadinanza e sui diritti; oppure comunità di valori, storia, cultura. Ma la nazionale di calcio. L'Italia "azzurra", appunto. Una cornice flessibile, mobile. Anzi, un network. Più che l'Italia: Italia 1. Una rete in grado di comunicare e di far comunicare linguaggi e valori diversi. Anzi: opposti. D'altronde, nel 1994, Berlusconi, attraverso Forza Italia riuscì ad aggregare due soggetti politici opposti, dal punto vista del riferimento territoriale: la Lega Nord e il Msi-Alleanza Nazionale (per tipo di radicamento, allora, una Lega Sud). Oggi, il richiamo all'Italia ritorna e sembra funzionare ancora. Ma solleva anche molti dubbi. In particolare oggi, che i miti fondativi della nazione appaiono quantomeno controversi e contraddetti. In particolare nel centrodestra. La "resistenza": riletta e revisionata. Si tende a ridimensionarne il significato. Una guerra civile tra fazioni e ragioni egualmente legittime. Un episodio, una parentesi, più che una rottura da cui sorge la Repubblica. Perfino il Risorgimento e i suoi simboli vengono rivisitati, in modo profondo. A Roma viene ricordata la breccia di Porta Pia, aperta nel 1870 dall'esercito italiano. Ma per commemorare le vittime fra gli zuavi, la milizia pontificia. D'altronde, Garibaldi viene presentato, talora, come un "soldato di ventura". Mentre la crescente attenzione dedicata a Carlo Cattaneo riflette non solo passione per la sua lezione "federalista". Ma qualche nostalgia antiunitaria. Il richiamo all'italianità solleva, a maggior ragione, perplessità oggi: quando le distanze fra Treviso e Catania, fra Milano e Napoli, fra il Nord e Roma, negli orientamenti sociali, sembrano divenute ampie. Più di sempre. D'altra parte, nella stessa vicenda dell'Alitalia, la maggioranza ha esibito interessi ? e richiami ? territoriali molto diversi. Berlusconi ha sostenuto il principio dell'italianità, espresso dalla cordata di imprenditori-italiani-al-100%. Mentre Alemanno si è preoccupato di Fiumicino e di Roma, dove risiede gran parte del personale della compagnia aerea. E la Lega, più volte, ha manifestato il suo disinteresse per le sorti di Alitalia (perché mai morire per A-l'Italia?), concentrando l'attenzione ? e la pressione ? sull'aeroporto di Malpensa. L'hub padano, che rischia di diventare sempre più scalo periferico. Da ciò la sensazione ? mesta ? suscitata (in noi, almeno) dall'irruzione dell'italianità nei discorsi pubblici. Che risuona perlopiù difensiva. Riflesso della disillusione prodotta dagli altri ambiti territoriali di riferimento. La globalizzazione: fonte di insicurezza finanziaria, politica, personale. Ci minaccia e ci invade, attraverso l'immigrazione. L'Europa: una costruzione sempre più incerta e indefinita. Messa in discussione dall'interno. Dai nuovi e dai vecchi membri. Una moneta senza stato. Euro piuttosto che Europa. Per questo percepita, sempre più, come causa di inflazione e di impoverimento. L'italianità dichiarata, per questo, ci sembra nascondere la crisi dell'identità nazionale. Ridotta a una sorta di legittima difesa contro insidie che vengono da altrove. Dopo che per decenni ci siamo dichiarati europeisti per sfiducia nello stato italiano, ecco che avviene il contrario. Ci si riscopre italiani per sfiducia nell'Europa e per paura del mondo. L'italianità che rimbalza nei discorsi pubblici: è un'identità leggera. Più che un valore in sé, un valore d'uso. Usato ad arte per galleggiare. Per continuare a volare. Non italiani, ma alitaliani.

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Risponde corrado augias - corrado augias (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cosa succede se torna il maestro unico Antonella Meninchelli Cristina Russo Roma Trasmissioni come quella di Bruno Vespa andata in onda il 22 settembre contribuiscono a diffondere tra l'opinione pubblica l'idea di una scuola dello spreco e delle insegnanti fannullone. Il ministro Gelmini ha difeso la scelta di tornare al maestro unico, affermando che, "il modulo, cioè tre insegnanti per due classi è un'anomalia tutta italiana nata quando, diminuito il numero degli alunni, bisognava trovare un posto agli insegnanti?.". Dimenticando che invece grazie "all'anomalia" delle tre insegnanti sul modulo e alle due sul tempo pieno, è stato possibile in questi anni usufruire di un "tempo scuola" fondato sulla qualità, sulla socializzazione, sui progetti e sul recupero degli alunni in difficoltà. Il ministro forse non sa che le 4 ore di compresenza settimanali vengono impiegate per mettere in atto laboratori di approfondimento, interventi individualizzati di recupero e consolidamento, effettuare le uscite didattiche e le sostituzioni nelle classi dove non è più possibile chiamare le supplenti per mancanza di fondi. La Gelmini ricorda cosa afferma la nostra Costituzione? Il diritto al "rispetto della persona" di ogni essere umano, chiunque esso sia (art.32); riconoscendo a tutti i cittadini e le cittadine "pari dignità sociale, civile e giuridica, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" (art.3). Con il ritorno ad un tempo orario di 24 ore, previsto dalla Gelmini, la scuola non potrà garantire questi diritti e a farne le spese saranno le famiglie e gli alunni. La scuola pubblica va difesa per garantire l'accesso all'istruzione e all'educazione a tutti, e non solo a chi potrà permetterselo pagando costosi enti privati. Seguono le firme delle insegnanti di una scuola elementare statale di Roma Domande di un pilota in attesa di risposte Roberto Giovannetti robyjoe@fastwebnet. it Sono Primo Ufficiale (pilota) con 11 anni di anzianità in azienda e 20 di volo in generale. Pongo solo alcune domande: cosa c'entra Airone con la Privatizzazione dell'Alitalia il cui azionista di maggioranza è il ministero del Tesoro? Perché i cittadini (azionisti di maggioranza perché il ministero del Tesoro mi risulta essere ancora dei cittadini) devono accollarsi anche i debiti di Airone azienda a capitale totalmente privato oltre che quelli di Alitalia? Perché mai nessuno ha parlato delle condizioni finanziarie di Airone che entrava nel "calderone" Cai? Perché la maggior parte degli aeroplani fermati apparteneva alla flotta Alitalia e non ad Airone? Quanti sanno che il mio contratto pone come limite massimo di impiego 17 ore continuative che in casi eccezionali possono arrivare a 19? Con tali limiti come si può parlare ancora di aumento di produttività? Come è possibile che Air France, pagando i suoi piloti circa il 30% in più di Alitalia, lo scorso anno è stata la compagnia aerea che ha fatto più utili al mondo? Pensate davvero che i piloti, selezionati professionalmente e psicologicamente, per farsi carico della responsabilità della vita di centinaia di persone, siano proprio così stolti capricciosi e viziati da voler affondare un patrimonio dell'Italia e degli italiani e soprattutto rischiare di perdere il proprio lavoro perché non vogliono rinunciare a questi "famosi" privilegi di cui tanto si parla? Porta a Porta e il testimone del processo Meredith La redazione di Porta a Porta Roma Gentile Direttore, Repubblica è stato l'unico giornale a scrivere della deposizione del testimone Kokomani al processo per l'uccisione di Meredith citando l'offerta di diecimila euro per un'eventuale partecipazione alla trasmissione "Porta a Porta" , senza pubblicare la nostra smentita nella quale si diffida l'avvocato Antonio Aiello a diffondere tale notizia falsa e diffamatoria. Nella nostra nota, inviata ieri alle agenzie di stampa, si ribadisce la volontà della trasmissione di portare in giudizio chiunque diffonda tali notizie. Il volo Roma-Albenga non è un inciucio Claudio Scajola Ministro dello Sviluppo Economico Caro Augias, accetto volentieri il suo invito e le preciso che sinora ho utilizzato assai raramente il "famoso" volo Roma-Albenga. E farò lo stesso anche in futuro. Ricordo che l'aeroporto di Albenga rientra tra gli scali minori in aree turistiche o economiche importanti, individuati in base a una legge che risale al 1999 (primo Governo Prodi) e che dal 2005 al 2007 la linea Roma-Albenga, gestita da imprenditori privati senza contributi pubblici, è stata utilizzata da oltre 32 mila passeggeri, in gran parte turisti diretti a Sanremo, Alassio e in Costa Azzurra. Capisco che in tempi di "Casta" è una tentazione irresistibile cercare l'inciucio ovunque, ma in questo caso l'inciucio proprio non c'è. Sapere che d'ora in poi il ministro farà la fila con altri passeggeri per imbarcarsi su un regolare volo di linea mi fa sentire un po' meglio. (c.a.).

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Fi alla moratti: vogliamo il bilancio - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Milano Il partito insiste sul rimpasto di giunta. Podestà: "Il sindaco non può continuare a reggere il peso di tante deleghe" Fi alla Moratti: vogliamo il Bilancio Armistizio tra Formigoni e Comune: la Regione nel Cda della società Expo RODOLFO SALA Due ore di faccia a faccia, ieri mattina a casa Moratti, tra il sindaco e il coordinatore regionale di Forza Italia, Guido Podestà. Che esce soddisfatto e annuncia di avere convinto Letizia: sul rimpasto di giunta, che non può esaurirsi con la semplice sostituzione della defenestrata Tiziana Maiolo, ma anche sull'Expo, dalla cui cabina di regia non può essere escluso il Pirellone. Il rimpasto. Forza Italia, oltre alla poltrona del Commercio e Moda, che fu della Maiolo, vuole almeno un altro posto per uno dei suoi. Gli occhi sono puntati sulle deleghe del Bilancio, che il sindaco ha finora tenuto nelle sue mani. Ma c'è anche l'assessorato alla Cultura, retto ad interim dalla signora della giunta dopo la cacciata di Sgarbi. "Per quanto il sindaco sia una persona molto capace - spiega Podestà - non può continuare a reggere il peso di tutte quelle deleghe, soprattutto adesso che è sempre in giro per il mondo a promuovere l'Expo". Dunque ci vuole "il tagliando", un giro di deleghe abbastanza ampio. Il coordinatore forzista, e questo si sa, sponsorizza il parlamentare Maurizio Bernardo come sostituto della Maiolo al Commercio. Una scelta avversata da una parte degli azzurri, soprattutto la pattuglia dei consiglieri comunali pronti a scatenare la bagarre in aula sui provvedimenti della giunta se uno di loro non venisse promosso assessore. Anche per questo Podestà fa pressing sulla Moratti, per convincerla a rinunciare alle deleghe del Bilancio, nominando un assessore ad hoc, e pescandolo tra il gruppo degli eletti di Forza Italia. In pole position per questo ruolo, almeno nella mente del coordinatore, c'è Giacomo Beretta, ciellino e attuale presidente della commissione Bilancio del Consiglio. Non manca una secca replica a chi, dentro Forza Italia, punta il dito contro le troppe cariche concentrate nelle mani di Ombretta Colli, assessore a Palazzo Marino, senatrice e pure consigliere provinciale, e chiede di sostituirla: "La giunta - taglia corto Podestà - ha già rinunciato a due donne". Ma nel gruppo dei consiglieri comunali, e anche nel coordinamento cittadino, si continua a pensare che l'ex presidente della Provincia dovrà essere convinta a fare un passo indietro. Da Berlusconi. Infine l'Expo. Venerdì sera il sindaco ha parlato al telefono con Roberto Formigoni, e l'argomento è stato affrontato anche nell'incontro a due di ieri mattina. Il coordinatore di Forza Italia assicura che la Moratti adesso non è contraria alla presenza di un rappresentante della Regione nel Cda della Soge. Però bisogna fare in fretta: "Mi sento già fuori tempo massimo", è sbottata ieri mattina Letizia. Risolta la grana Alitalia, la prossima settimana potrebbe essere decisiva per la firma del decreto che stabilisce la governance di Expo.

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"chi è sarah palin? una spogliarellista" valiani non conosce la signora dell'alaska (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Bologna Il centrocampista rossoblù venerdì sera alla trasmissione sportiva de La7 "Chi è Sarah Palin? Una spogliarellista" Valiani non conosce la signora dell'Alaska Sarah Palin fa la spogliarellista, sostiene Valiani. L'ha detto, senza ironie, venerdì sera a "Victory", settimanale sportivo di La7. In studio Paolo Colombo, in onda lunghi ritratti e toni epici, poi l'angolo semiserio, in cui un calciatore, chiamato alla cattedra, indossa cuffie degne d'un quiz di Mike e affronta un'intervista che è quasi un'interrogazione. Sul prode Francesco, la temuta domanda di cultura generale piove subito, a tradimento. "Valiani, chi è Sarah Palin?". Opzioni: una spogliarellista, un'attrice o, semplicemente, la candidata alla vicepresidenza degli Usa. Francesco sorride, pare sollevato, la sa: poi s'incarta nel dubbio, finché, a tempo quasi scaduto, spara: "Una spogliarellista!". Intuisce il crack, ma prosegue sorridendo, per nulla imbarazzato: prende posizione sull'Alitalia ("se la trattativa fallisce, la colpa è dei sindacati"), ma evita di dire chi è il più bravo fra Mancini, Mourinho e Arrigoni, nominando solo il "più simpatico": Arrigoni. Che, visto com'è andata al vicegovernatore dell'Alaska, può accontentarsi. (francesco saverio intorcia).

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Contratti, cgil contro confindustria - giorgio lonardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Contratti, Cgil contro Confindustria "Così stipendi ridotti di mezzo punto l'anno". Bombassei: "Basta scuse, trattiamo" Bonanni, appello a Epifani: lavori con noi. Sacconi: no alle impostazioni ideologiche GIORGIO LONARDI MILANO - "Ora l'accordo è più difficile, per noi il documento di Confindustria proprio non va bene". Parola di Guglielmo Epifani che dal palco di Piazza Farnese, nella giornata di mobilitazione contro la Finanziaria, gela le speranza di una rapida conclusione del negoziato sulla riforma del modello contrattuale. Il motivo di fondo è semplice: "I lavoratori perderebbero più di quello che guadagnano oggi". Poi il segretario della Cgil precisa: "Sulla base della proposta di Confindustria sull'inflazione programmata i lavoratori avrebbero perso lo 0,5% annuo di salario. In 15 anni equivale all'8% in meno". Ad Epifani non ci vuole molto per tirare le somme: "Questo vuol dire che i lavoratori industriali guadagnerebbero di meno, invece noi vorremmo che guadagnassero di più. Siamo d'accordo su tutto purché il segno "più" sia per tutti e non solo per qualcuno". Proposta rispedita al mittente, dunque, con una postilla che allontana definitivamente l'ipotesi di una firma entro il 30 settembre: "Fino ad ora gli ultimatum si sono rivelati inefficaci". A Epifani replica seccamente il vicepresidente per le relazioni industriali di Confindustria, Alberto Bombassei: "Dopo Alitalia non ci sono più scusanti né attenuanti. Spero si affrontino a viso aperto le problematiche della riforma contrattuale anche se le dichiarazioni rilasciate dalla Cgil non fanno ben sperare". Poi ha aggiunto: "Noi però siamo ottimisti e cocciuti - e io sono un po' montanaro - per cui andiamo avanti fino in fondo su questo tentativo di ammodernare un sistema di cui credo abbiamo necessità e bisogno". Insomma, le affermazioni di Epifani e la replica di Bombassei non sembrano ascrivibili ad una tradizionale, pur se ruvida schermaglia contrattuale: il contrasto appare più profondo. Non a caso il leader della Cgil ieri ha nuovamente sottolineato l'aspetto "sovietico" del testo di riforma stilato dagli industriali: "Il documento proposto da Confindustria è pieno di sanzioni e di divieti e per noi non va proprio bene". Ma non basta. Perché all'interno del fronte sindacale sembra profilarsi una frattura fra Cgil e Cisl che hanno punti di vista diametralmente opposti sulla riforma contrattuale. Senza contare gli strascichi della vicenda Alitalia che non hanno certo migliorato i rapporti personali fra il leader della Uil Angeletti e quello della Cisl Bonanni da una parte ed Epifani dall'altra. è dunque in questa cornice che va inquadrato l'appello lanciato ieri dallo stesso segretario generale della Cisl ai sindacati affinché trovino una sintesi. "Spero che la Cgil lavori con noi per la riforma del modello contrattuale; noi vogliamo lavorare per l'unità, ma non vogliamo l'immobilità. Sarebbe un errore se la Cgil andasse per i fatti propri". Secondo Bonanni è importante che il negoziato "si chiuda" e che non si trasformi in "un altro tormentone come Alitalia". A questo proposito il leader della Cisl osserva che "da parte di Confindustria c'è la volontà di proteggere i salari dall' "indice truffa" dell'inflazione programmata che vorrebbe il governo". Bonanni, quindi, riconosce alla "cara Emma" di aver fatto "uno sforzo di ragionevolezza che devono seguire anche gli altri perché tra sindacati bisogna trovare una sintesi ma con Confindustria un cointeresse ".

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"soldi sufficienti fino al passaggio di consegne" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Soldi sufficienti fino al passaggio di consegne" Fantozzi: abbiamo liquidità e le prenotazioni sono tornate a crescere L'emergenza Per ora saranno pagati solo i debiti direttamente collegati all'attività di volo Resta però il nodo aeroporti italiani che chiedono un primo rimborso di 50-60 milioni LUCA IEZZI ROMA - Chiudere la trattativa con gli assistenti di volo, mantenere pienamente operativa Alitalia e ottenere una nuova licenza di volo con la collaborazione dell'Enac e del governo, infine convincere l'Europa che tutto è stato fatto secondo le regole. L'agenda dei manager Cai e del commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è fittissima, perché anche se vinta la partita sul contratto del personale, la transizione verso il 15 ottobre, data in cui l'offerta su Alitalia dovrebbe trasformarsi in una vendita vera e propria, è ricca d'incognite. Domani si chiuderà la vicenda con gli assistenti di volo, dopo l'incontro con Avia e Sdl. La firma non dovrebbe essere in dubbio. Dalle riunioni interne e consultazioni con la base, emergono primi orientamenti verso un sì sofferto, imposto dalla necessità di evitare il fallimento. Ma nessuna decisione è ancora presa. "Domani tireremo le somme", dice il presidente dell'Avia, Antonio Divietri. Anche in questo caso si arriverà probabilmente a nuove "specifiche" su alcuni aspetti particolari del lavoro degli assistenti per integrare il contratto già firmato da piloti e sindacati confederali. Nel frattempo Fantozzi deve arrivare a metà mese garantendo la piena continuità del servizio. Ci sarebbe tempo per nuove offerte fino a martedì alle 12, ma la scadenza sembra superata dalla vittoria di Cai. Il commissario nei giorni scorsi si è detto ottimista, e ieri confidava che la liquidità della compagnia dovrebbe arrivare alla fatidica data del 15 ottobre senza l'aiuto di prestiti esterni. Ad alimentare questa prospettiva il fatto che il ritorno di un compratore certo e l'accordo con i sindacati ha riportato i clienti. Le prenotazioni nelle ultime ore si avvicinano ai livelli normali. Finora a settembre si erano registrati ricavi molto al di sotto delle medie stagionali e riducendo di conseguenza il margine di manovra del commissario. Ora invece la possibilità di chiedere prestiti in "prededuzione" (o un anticipo alla Cai) non è all'ordine del giorno e verrà considerata come ultima carta solo a ridosso della scadenza. Siamo comunque agli sgoccioli delle risorse, tanto che se si arrivasse a ridosso della scadenza del pagamento degli stipendi di ottobre, tradizionalmente intorno al 23, allora ci potrebbero essere delle difficoltà. L'obbligo della "massima razionalizzazione" delle somme a disposizione comporta che i creditori siano pagati limitatamente alle attività strettamente necessarie per continuare a far volare gli aerei. D'altronde lo stato d'insolvenza della compagnia obbliga per legge Fantozzi a consultarsi con il giudice del tribunale fallimentare nel definire le priorità di spesa, anche per evitare il pregiudizio degli altri creditori. La pratica più scottante è quella con gli aeroporti italiani che hanno chiesto all'Enac di mettere a terra gli aerei della compagnia se Alitalia non pagherà immediatamente 50-60 milioni di euro, sugli oltre 230 milioni di credito vantati complessivamente nei confronti della compagnia di bandiera (circa 100 verso la sola Aeroporti di Roma). In questo contesto però il miglior alleato di Fantozzi è proprio l'Enac chiamato dal governo a fare ogni sforzo possibile, nei limiti di legge, per evitare che il salvataggio ormai in dirittura non vada in fumo. E lo stesso presidente dell'Enac, Vito Riggio all'inizio della settimana prossima incontrerà il presidente e l'ad di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, per affrontare la questione della licenza di volo. "Il certificato di operatore aereo dell'Alitalia - spiega Riggio - non penso che possa essere trasferito alla nuova compagnia anche perché si porrebbe un principio di continuità che potrebbe essere valido, per analogia, anche per i debiti della vecchia Alitalia. L'alternativa è di certificare Cai come operatore aereo e i tempi non sono brevissimi. Per questo bisogna studiare delle forme di semplificazione che possano accelerare i tempi". Una licenza e contratti di lavoro diversi da quelli di Alitalia dovrebbero essere i punti forti con cui il governo presenterà la soluzione a Bruxelles come nettamente "discontinua" rispetto alla vecchia Alitalia.

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Berti: "i piloti perdono un po' di potere ma la gestione non era compito nostro" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 28-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il leader dell'Anpac: in passato abbiamo riempito un vuoto manageriale, ora con la Cai si volta pagina Berti: "I piloti perdono un po' di potere ma la gestione non era compito nostro" ROMA - Alla fine pure Fabio Berti, quarantenne leader dei piloti, ha firmato l'accordo per la Nuova Alitalia. Ha così evitato di trasformarsi nell'Arthur Scargill italiano, perché come il capo dei minatori inglesi sconfitti dalla Thatcher, stava rischiando di rimanere senza vie di fuga. Per la sua Anpac, comunque, si chiude la lunga stagione di strapotere all'interno della compagnia. Sotto questo profilo, dovrà ammettere, la sua è una sconfitta. L'Anpac non farà più il bello e il cattivo tempo all'Alitalia. "Guardi, non credo che sia così. Lo stesso Colaninno, con il quale abbiamo imparato a conoscerci dopo gli attriti iniziali, vuole all'interno della compagnia un'associazione professionale. Non vuole - e secondo noi è giusto - che l'associazione intervenga nella conduzione dell'azienda". Esattamente quello che facevate prima. "L'Anpac ha riempito un vuoto di potere nell'azienda. Difficilmente potrà accadere con una proprietà privata che pagherà di tasca propria le inefficienze aziendali. Ma l'Anpac si rafforzerà focalizzandosi sulla tutela degli aspetti professionali". Intanto con il contratto da dirigenti i comandanti saranno licenziabili in tronco. Non è un autogol? "Ammetto che ci può essere un rischio in più. Ma d'altra parte è un contratto da costruire completamente. Bisogna prendere l'accordo per i dirigenti industriali e adattarlo alle specificità dei comandanti. Va detto, tuttavia, che con il contratto da dirigente viene riconosciuta un'area di gestione alla nostra professionalità al di fuori del contratto unico". La base di piloti ha contestato questa scelta. Avete creato piloti di seria A e di serie B? "C'è stato un chiarimento. Tutti hanno compreso che il contratto da dirigente consente ai comandanti di uscire dall'area del contratto unico, ma questa è una garanzia per tutta la categoria che continuerà a essere rappresentata dalle associazioni professionali". C'è un sindacalista al quale si ispira? "Sinceramente non ho alcun modello. Penso che in quest'epoca un sindacalista debba richiamarsi al buon senso e fare il suo lavoro fino all'ultimo". Sta dicendo che qualcuno non l'ha fatto? "Credo che ci siano stati sindacalisti che hanno sbagliato dicendo subito di sì". Questo è Bonanni. E di Epifani cosa dice? "In questa occasione ho visto da parte della Cgil una gestione professionale del negoziato fino all'ultimo secondo disponibile". E nel governo: meglio Letta o Sacconi? "Secondo me non c'è nessuno meglio di Letta". (r.ma.).

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IL RIFORMISMO BOCCIATO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-28 num: - pag: 1 autore: di ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE DEMOCRATICI E CASO SCUOLA IL RIFORMISMO BOCCIATO W alter Veltroni, nell'eccellente discorso del Lingotto (27 giugno 2007) con cui ufficializzò la sua candidatura a leader del Partito democratico, e nei discorsi dei mesi successivi, mise a punto la carta di identità di una moderna sinistra riformista proponendola al neonato partito. Veltroni batteva allora con vigore su un tasto: il Partito democratico avrebbe sviluppato una reale capacità di intercettare le aspirazioni degli elettori e dei ceti sociali più dinamici e orientati alla modernizzazione del Paese, solo se avesse abbandonato, su un ampio arco di problemi, le posizioni conservatrici che avevano in passato caratterizzato la sinistra. La visione articolata da Veltroni appariva allora forte ed efficace ma restavano sospesi due interrogativi. Sarebbe egli riuscito a imporre un così radicale cambiamento di prospettiva a tanti militanti fino ad allora di diverso orientamento? Sarebbe riuscito, soprattutto, a ottenere un riposizionamento e un rinnovamento, culturale e di proposte, di quel sindacato (la Cgil in primo luogo) il cui appoggio è necessario a un partito di sinistra riformista? Non solo quel riposizionamento del sindacato non c'è stato ma è lo stesso Partito democratico a reagire oggi alle difficoltà suscitate dalla sconfitta ritornando sui propri passi, abbandonando la strada del rinnovamento, ridando spazio a quelle posizioni conservatrici che il Veltroni del Lingotto sembrava determinato a combattere. Il miglior test per sondare lo "spessore riformista " di un partito italiano consiste nel valutare le posizioni che esso assume sulla scuola. La scuola pubblica è come l'Alitalia: rovinata da decenni di management interessato a garantirsi clientele e da un sindacalismo cui si è consentito di cogestirla con gli scadenti risultati (in tema di preparazione dei ragazzi) che i confronti internazionali ci assegnano. Solo che nel caso della scuola pubblica non ci sono cordate di imprenditori o compagnie straniere cui affidarla. Proprio nel caso della scuola il Partito democratico sta fallendo il test sullo spessore riformista. Perché ha scelto ancora una volta (come faceva il Pci/Pds/Ds) di accodarsi acriticamente alle posizioni della Cgil, di un sindacato che, in concorso con altri, porta pesanti responsabilità per lo stato disastrato in cui versa la scuola, un sindacato interessato solo alla difesa dello status quo (come è successo, del resto, nel caso di Alitalia fin quando ha potuto). Prendiamo la questione del ritorno al maestro unico deciso dal ministro Gelmini. Sembra diventato, per la sinistra, sindacale e non, il simbolo del "vento controriformista" che soffierebbe oggi sulla scuola. Al punto che, come è accaduto a Bologna, si arriva persino a far sfilare i bambini contro il ministro (nel solco di una tradizione italiana, antica e spiacevole, di uso dei bimbi per fini politici). Si fa finta di dimenticare che la riforma della scuola elementare del 1990, quella che abolì il maestro unico, fu un classico prodotto del consociativismo politico-sindacale che caratterizzava tanti aspetti della vita repubblicana. Nel caso della scuola funzionava allora un'alleanza di fatto fra Dc, Pci e sindacati. L'abolizione del maestro unico fu dettata esclusivamente da ragioni sindacali. CONTINUA A PAGINA 6.

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Baseotto: <Trasporti, Expo, sanità: la Regione risponda> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il nuovo segretario regionale della Cgil "E su Alitalia basta liti, serve una riflessione seria" Baseotto: "Trasporti, Expo, sanità: la Regione risponda" La Cgil si è mobilitata ieri nelle piazze della Lombardia come nel resto d'Italia per protestare contro la politica economica del governo. Diecimila persone in piazza San Carlo a Milano. Cinquemila a Brescia. L'autunno del lavoro in Lombardia prevede un'agenda ricca di questioni da affrontare. Potere d'acquisto di stipendi e salari. Ma anche aeroporti, scuola, crisi aziendali. Dopo il trasloco a Roma di Susanna Camusso, passata alla segreteria nazionale, dal luglio scorso alla guida della Cgil della Lombardia c'è Nino Baseotto (nella foto). Cinquantatré anni, due figli, Baseotto era già membro di segreteria della Cgil lombarda dal 2000. Tre questioni da discutere al più presto in regione? "Solo tre?". Per iniziare. "Sanità. I tagli annunciati dal governo comporteranno oneri per i cittadini. E' necessario un ragionamento serio partendo da quello che ci ha insegnato la vicenda Santa Rita (la clinica privata di Milano al centro di un'indagine, ndr.). Poi è importantissimo il confronto già in atto sul trasporto pubblico locale. Infine l'Expo". Tutti vogliono decidere sull'Expo. "Trovo scandaloso che non si sia ancora data una governance all'esposizione. Sarebbe ora si mettessero da parte i giochi di potere". Per fare cosa? "L'Expo creerà tanti posti di lavoro. Dobbiamo prepararci a gestire la situazione. Non vorrei che gran parte della manodopera fossero extracomunitari buoni per lavorare a basso costo e un minuto dopo numeri da espellere". Che ne dice del partenariato, il metodo di confronto tra le parti sociali usato in Regione? "Faccio il sindacalista, il mio mestiere è trattare e fare accordi. Al di là delle formule, mi interessa il confronto. Certo, se il partenariato diventasse la foglia di fico per comunicare decisioni già assunte non ci saremmo per nulla". Aeroporti. La Cgil della Lombardia è pronta a mobilitarsi per Malpensa a scapito di Fiumicino? "Il nostro Paese deve fare una riflessione seria per quanto riguarda la politica del trasporto aereo. Non partecipo alla tifoseria pro Malpensa o Fiumicino. Se l'Italia vuole competere nel mondo non si può litigare tra lombardi e laziali". Ma Malpensa c'è già. "Un Paese serio deve fare in modo che questo aeroporto si dimostri all'altezza degli investimenti richiesti per creare l'infrastruttura". Cosa si aspetta dalla trattativa romana sui livelli contrattuali? "Molto. Ma siamo in una fase difficile. Il documento presentato da Confindustria di fatto depotenzia la contrattazione a tutti i livelli. Faremo tutto il possibile perché il confronto non si areni". Rita Querzé.

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Veltroni: con Berlusconi democrazia svuotata Come la Russia di Putin (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Veltroni: con Berlusconi democrazia svuotata Come la Russia di Putin "Dove porterà la continua conversione del governo in potere?" ROMA - Walter Veltroni, perché lei parla di "bullismo al governo "? "Perché vedo un cambio di passo in questa legislatura, uno scarto rispetto ai governi della storia repubblicana. La società italiana e occidentale vive in uno stato di angoscia che non ho mai visto da quando sto al mondo. Mi viene in mente Dickens: "Era il migliore e il peggiore dei tempi, era il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l'inverno della disperazione". Anche nel nostro tempo accadono meraviglie: la scienza, la comunicazione. Eppure in Italia vedo prevalere i segni del tempo peggiore. Sulla fiducia vincono paura, chiusura, arroccamento. E la paura è un moltiplicatore della crisi. Quando una società ha paura, è tentata dal barattare democrazia per decisione. è una sorta di maleficio: ogni volta che la crisi democratica si è saldata con la crisi sociale e con il prevalere di suggestioni populistiche e autoritarie, sono accadute le tragedie peggiori nella storia dell'umanità". Siamo messi così male? "Viviamo un tempo che ha in sé gravi rischi. Se non ci sarà una sufficiente controreazione, rischiamo di veder realizzarsi anche in Italia il modello Putin. è il rischio di tutto l'Occidente. Una democrazia sostanzialmente svuotata. Una struttura di organizzazione del potere che rischia di apparire autoritaria. Il dissenso visto come un fastidio di cui liberarsi, la divisione e l'autonomia dei poteri come un ostacolo da rimuovere ". L'incapacità di decidere è stata fatale al centrosinistra. "è vero. Sono il primo a dire che la democrazia è anche decisione. Ma la democrazia prevede che si governa pro tempore, non che si è al potere. Che si governa nell'interesse di tutti i cittadini, non di una fazione o di una persona. Loro invece si comportano come gente che ha preso il potere. Il capo del governo oscilla dal discorso alla Adenauer del primo giorno a una quotidianità in cui il capo dell'opposizione è definito ora "un fallito", ora "un funambolo", ora "inesistente". L'hanno fatto con Rutelli, con Prodi, adesso con me. Una cosa che non avviene in nessun Paese del mondo". Dove vede i segni del "modello Putin"? "Il governo tratta il Parlamento come fosse una perdita di tempo, una rottura di scatole, un impedimento. Ora, mi è evidente la lentezza dei lavori parlamentari; ma il rimedio è ridurre le Camere a una e i parlamentari alla metà, non impedire di discutere e migliorare leggi che sono discutibili e migliorabili. Il governo ha l'obiettivo di far male ai sindacati. Ora, io sono tra coloro che stimolano il sindacato ad assumere un atteggiamento riformista. Ma indebolire i sindacati è una scelta suicida, il cui risultato è la proliferazione delle rappresentanze autonome e corporative. Il governo addita negli immigrati un nemico; ma se espelli un uomo dalla società, si comporterà come un espulso, e avremo un Paese non più sicuro ma meno sicuro, in cui già ora accadono episodi gravissimi di intolleranza, di caccia allo straniero. L'assassinio di Abdul per un pacco di biscotti è un segno del tempo peggiore. C'è tutto: la povertà, l'esasperazione, il razzismo. E i genitori che dicono: "Pensavamo di essere italiani, abbiamo scoperto di essere neri"". Il movente razzista è stato escluso dalla Procura. "Ma è stato ammesso da La Russa. Del resto, non ho mai sentito di un ragazzo sprangato al grido di "sporco bianco". Ancora: il governo ha nel mirino le autorità indipendenti; ora toccherà a quella per l'energia e il gas; l'indipendenza dà fastidio. Il governo muove all'attacco della magistratura. Anche noi vogliamo la riforma, convocheremo gli Stati generali della giustizia per discuterla; ma ci preoccupano i diritti di sessanta milioni di cittadini, non i problemi di uno solo. E, per la scuola, l'idea di bocciare alle elementari e alle medie i ragazzi che hanno anche solo un'insufficienza significa favorire l'abbandono e l'elusione scolastica, specie tra i più poveri; qualcosa che farebbe accapponare la pelle a un uomo come don Milani". Di "putinizzazione" parlò in piazza Navona Flores d'Arcais. Non teme di essere accostato all'opposizione più radicale? "Questa preoccupazione l'hanno espressa in molti, anche molti moderati. E poi non c'è nulla di più radicale di quello che stanno facendo loro. Radicalità non nel cambiamento, ma nella sistematica conversione del governo in potere. La mia non è solo una denuncia, è anche un appello. Ripristiniamo le condizioni minime, fisiologiche del confronto. Guardiamo agli Stati Uniti, dove Bush chiama e i democratici rispondono. Bush non ha insultato Obama, l'ha consultato. Così funzionano le grandi democrazie. Ci vuole un po' più di moderazione; ma la moderazione è estranea a un governo che ha un'idea sostanzialmente autoritaria delle relazioni con chi è diverso. Mi chiedo dove diavolo arriveremo". Si è offeso per le polemiche su Alitalia? "Guardi, qui in casa mia, su quei due divani là in fondo, si sono seduti Epifani e Colaninno, e hanno trovato l'accordo. Io ho un giudizio pessimo di come il governo ha gestito la vicenda, compresa la scelta di una cordata non si sa in base a quali principi. Avrei potuto lasciare che il governo andasse a sbattere e ne pagasse le conseguenze. Ho fatto una scelta diversa, recuperando una trattativa che era morta, con la cordata che dopo aver scaricato i debiti sui contribuenti intendeva scaricare sui lavoratori ulteriori margini di profitto. In un Paese civile, il capo del governo in questi casi dà atto al capo dell'opposizione. Costa tanto fare questo sforzo? Ma lui, che vive nel terrore della comunicazione, improvvisa uno spot a freddo contro di me, si inventa che avrei fatto saltare la trattativa che invece stavo riannodando". Sull'Alitalia il Pd è stato a lungo in difficoltà. Del resto, il vostro ministro ombra è il figlio del capo della cordata. "Lei non pensa che in Italia cominci a esserci un pensiero unico? Sono stanco dell'assenza di una coscienza critica che ignora la trave e si concentra sulla pagliuzza. Il premier è padrone di mezzo Paese, sua figlia entra nel consiglio di Mediobanca, e il conflitto di interessi è quello di Matteo Colaninno? Se in passato l'egemonia della sinistra ha asfissiato la destra, ora l'egemonia della destra asfissia il Paese. C'è un clima plumbeo, conformista, come se a chi governa fosse consentita qualsiasi cosa. La Gelmini arriva a Cernobbio in elicottero, come neppure Dick Cheney. Il premier non va all'Onu, non partecipa alla trattativa Alitalia, per andare al centro Messegué; senza che nessun tg lo dica. Leggo sull'Espresso che a San Giuliano c'è stata una selezione tra gli operai, per fargli incontrare solo quelli più bassi di lui. Non so come li abbiano trovati; so che queste cose accadono nei sistemi autoritari. Ma i riflettori vengono puntati su di noi. Se un dirigente locale del Pd fa una critica, finisce in prima pagina. Se il sindaco di Roma smentisce Berlusconi sulla legge elettorale per le Europee, finisce in un colonnino". Lei teme anche per l'indipendenza dei giornali? "Sì. è giusto che il governo cambi con un provvedimento amministrativo le regole di erogazione dei fondi pubblici ai quotidiani, riportandolo sotto il suo controllo? è giusto che, in questo clima asfissiante, chiudano il manifesto, il Secolo, Liberazione, Europa? Un clima in cui il sedicente portavoce del governo definisce Leoluca Orlando "esponente di un partito contrario ai valori della libertà e della democrazia". Come se spettasse al dottor Bonaiuti dare patenti di libertà e democrazia". A proposito di Rai, qual è il vostro candidato alla presidenza? "Il presidente è un tassello di un percorso. Che deve cominciare con l'elezione di Orlando alla Vigilanza. Noi accettammo Storace; perché loro non possono accettare un esponente del partito di Di Pietro, cui Berlusconi offrì il Viminale? Poi occorre riformare la governance della Rai. Se le regole non cambiano, e se c'è il consenso sul nome di Petruccioli, per noi va bene. Ma è la destra a essere divisa: tra chi vuole alla direzione generale Parisi e chi vuole Gorla, tra chi vuole dare al direttore generale più poteri e chi no. Io non mi opporrei a rafforzarlo, se questo significa ridimensionare il peso dei partiti in Rai. Purtroppo il pensiero unico prevale anche in televisione. Al riguardo, non può non essere visto con grande preoccupazione l'annuncio de La7 di voler licenziare 25 giornalisti; di tutto c'è bisogno in Italia tranne che di limitare ulteriormente la libertà d'informazione". è sicuro di aver fatto bene a lasciare il comitato per il museo della Shoah? "Sì. Al clima plumbeo concorre pure la rivalutazione del fascismo. Il museo della Shoah era un'idea della comunità ebraica e mia. Il nuovo sindaco ha fatto l'apologia di un regime che, ben prima delle leggi razziali, ha provocato la morte di tutti i capi dell'opposizione: il liberale Gobetti, il comunista Gramsci, il socialista Matteotti, il cattolico don Minzoni, gli azionisti Carlo e Nello Rosselli. Il giorno dopo, anziché correggersi ha aggravato le cose, condannando l'esito ma non la natura del fascismo. Con un sindaco che non si mette a urlare di fronte ai saluti romani, gli stessi saluti che hanno accompagnato gli uomini che andavano a morire a via Tasso o alle Ardeatine, per me è difficile discutere della Shoah". Non la preoccupa anche lo stato del Pd? I prodiani la attaccano e Prodi tace. Il partito è diviso in ogni regione, in Sardegna la bega finisce in tribunale. Dopo D'Alema, pure Rutelli annuncia la sua corrente. "No, non sono preoccupato. Lo ero sino ad agosto. Ma da settembre, dalle feste e dalla summer school, dal contatto con il nostro popolo, credo siamo usciti tutti convinti che va benissimo il pluralismo culturale, non il correntismo esasperato. Abbiamo una base molto forte e molto sana. Nei sondaggi stiamo risalendo. Il clima sta cambiando. Lo vedremo quando tra quattro settimane manifesteremo contro la politica economica di un governo che occulta la povertà, non si occupa di prezzi e salari, fa sparire pure i soldi della social card. La destra pagherà la sua confusione culturale, il passaggio brusco e zuzzurellone da Reagan a Zhivkov, dalla deregulation allo statalismo. Il tempo migliore può ancora prevalere sul tempo peggiore". Aldo Cazzullo La citazione Il leader del Pd Veltroni ha citato il "Racconto di due città" di Dickens (1812-1870).

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Epifani: scuola, si cambi o sarà sciopero generale (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Epifani: scuola, si cambi o sarà sciopero generale Ma Bonanni accusa: abbandonato il percorso unitario Clima tesissimo tra le confederazioni che dovrebbero riprendere martedì le discussioni sulla riforma contrattuale ROMA - Doveva essere la giornata di mobilitazione della Cgil contro la politica economica del governo, ma per Guglielmo Epifani e il suo sindacato è stata anche l'occasione per rivendicare con orgoglio il ruolo svolto nella trattativa Alitalia. "Ci hanno detto di tutto, ma noi volevamo salvare la compagnia e l'occupazione", ha detto il segretario della Cgil, che ieri ha parlato a Roma in una delle 150 iniziative di mobilitazione organizzate in tutta Italia. "Hanno cercato di metterci all'angolo, ma non ci sono riusciti. Ora mi aspetto le scuse di chi voleva fare senza la Cgil", ha aggiunto tra gli applausi. Epifani ha quindi attaccato il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, accusandolo di essere stato assente dalla trattativa. "Non prendo lezioni da chi ha rischiato di far cadere Alitalia nel baratro", ha replicato Alemanno. Secondo la Cgil quasi un milione di persone ha partecipato alla mobilitazione. Una giornata di lotta che il sindacato "rosso " ha deciso di svolgere da solo, senza Cisl e Uil. E che "è solo l'inizio", come ha detto ieri il leader dei metalmeccanici Cgil, Gianni Rinaldini. Non a caso Epifani ha evocato lo "sciopero generale della scuola". Aggiungendo, significativamente: "Spero unitario", cioè con Cisl e Uil, ma lasciando chiaramente intendere che la Cgil può benissimo andare avanti da sola. E così la divisione già emersa nella vertenza Alitalia si fa più forte. Mentre Epifani parlava ieri mattina a piazza Farnese, Raffaele Bonanni, nella sede della Cisl, ha svolto una conferenza stampa per annunciare che anche il sindacato "bianco" svolgerà una sua manifestazione, sabato prossimo, al palazzetto dello sport del Flaminio a Roma, ma per sollecitare gli accordi con Confindustria, sulla riforma del modello contrattuale, e col governo, sugli sgravi fiscali. "Un'iniziativa per unire - sintetizza Bonanni - non come quelle di Epifani, che dividono il mondo del lavoro". In questo clima martedì dovrebbe riprendere la trattativa fra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sulla riforma del modello contrattuale. L'associazione imprenditoriale (che ha presentato una proposta scritta) e Cisl e Uil puntano a un sistema che sposti il baricentro della contrattazione verso il livello aziendale e ritengono che sulla base del documento della Confindustria si possa arrivare rapidamente a un'intesa. Epifani ha invece chieso alla presidente degli imprenditori, Emma Marcegaglia, di ritirare il suo testo e di ripartire dalla piattaforma unitaria Cgil, Cisl e Uil. Si rischia un accordo separato. Enr. Ma.

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Nuova Alitalia, i soci accelerano sul decollo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Nuova Alitalia, i soci accelerano sul decollo Berlusconi: il Pd ha lavorato contro. Domani la firma delle hostess. Proteste tra i piloti A metà settimana l'assemblea di Cai per permettere l'uso della licenza e iniziare la trattativa con l'Europa. Subito dopo dovrà essere risolto l'altro nodo, quello relativo alla scelta del partner industriale straniero ROMA - Ed ora all'appello mancano solo una parte degli assistenti di volo e del personale di terra. O meglio due delle sigle, Avia e Sdl, che li rappresentano. L'appuntamento per loro è per domani mattina, quando si aprirà una nuova tornata, forse l'ultima, di trattative per siglare l'accordo sulla nuova Alitalia. La firma dei piloti di Anpac e Up, dopo 15 ore di riunione finita in notturna a Palazzo Chigi, dovrebbe aver spianato la strada del completamento dell'intesa: "Il mandato degli associati è quello di andare avanti, con una propensione per il sì all'accordo", ha affermato ieri il presidente di Avia Antonio Divietri. Le tensioni, però fra i dipendenti della compagnia, non si sono attenuate. In particolare fra i piloti, soprattutto i più giovani, che ieri hanno espresso il loro malcontento in un'affollata assemblea a Fiumicino. I vertici della Cai, la società che si è impegnata a rilevare e rilanciare Alitalia, si sentono già a buon punto: "Il passaggio dell'accordo con coloro che lavorano in Alitalia è fondamentale perché il rilancio potrà realizzarsi solo con " il concorso di tutti", ha detto il presidente della società Roberto Colaninno. E il premier, Silvio Berlusconi ha fatto sapere che sarebbe entrato nella squadra della Cai se non fosse stato Presidente del consiglio. Berlusconi è tornato anche ad attaccare il ruolo tenuto dalla Cgil e dal Pd di Veltroni nella ricostruzione della vicenda fatta in un colloquio con Bruno Vespa per il nuovo libro del giornalista. I tempi per la nascita della nuova Alitalia sono però stretti. A sollecitare un'accelerazione delle procedure per ottenere la certificazione a volare è il presidente dell'Enac, Vito Reggio, secondo il quale "bisogna lavorare subito molto e di fino". Se il certificato di operatore aereo di Alitalia fosse trasferito alla nuova compagnia, ha spiegato, passerebbe il principio di continuità che potrebbe essere valido anche per i debiti. Debiti che quindi non potrebbero essere lasciati ad una bad company come previsto, pena lo stop di Bruxelles che li considererebbe aiuti di Stato. Un'alternativa per Cai sarebbe quella di assumere la licenza, e i debiti, di Air One. In ogni caso la questione sarà esaminata, forse già a metà della settimana, dall'assemblea della società. L'altro nodo da risolvere è quello del partner industriale straniero. In lizza ci sono Air France e Lufthansa, il cui presidente nei giorni scorsi, in tre distinte occasioni, ha incontrato governo, Colaninno e i leader di Cgil, Cisl e Uil. A tifare apertamente per i tedeschi "perché lasciano Malpensa come hub" è il leader della Lega e ministro Umberto Bossi, che non è il solo nel governo a pensarla così. Lufthansa avrebbe però chiarito di puntare ad una partecipazione significativa, attorno al 40%, a differenza di Air France che invece si fermerebbe al 15%. E questo contrasterebbe con i desiderata di Cai e gli impegni del governo. S. Ta. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "Nel progetto Cai c'è forte discontinuità Il presidente della Cai, Roberto Colaninno. Nei prossimi giorni, insieme all'ad Rocco Sabelli, incontrerà sia i vertici di Air France sia quelli di Lufthansa.

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Nord e sindacalisti con Lufthansa. Roma tifa per i francesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I due partiti Per gli schieramenti decisive le scelte sugli aeroporti Malpensa e Fiumicino delle due società possibili partner di Cai Nord e sindacalisti con Lufthansa. Roma tifa per i francesi ROMA - I sindacati confederali per una volta insieme e schierati, insolita alleanza, con la Lega Nord: ecco l'asse portante del partito Lufthansa, ovvero di coloro che vogliono la compagnia tedesca come partner internazionale di Alitalia. E anche fra le fila del partito Air France ci sono assi bipartisan: dai vertici del Pd nostalgici per l'intesa sfumata fra il governo Prodi e il colosso transalpino dei cieli, agli esponenti capitolini di An. Ancora con molti distinguo ("aspettiamo le offerte"), cominciano a prendere forma i due schieramenti. Fra gli azionisti della Cai sembra prevalere il tifo per Lufthansa, anche se va controcorrente Gilberto Benetton: socio di Aeroporti di Roma, l'imprenditore veneto - racconta chi lo conosce bene - teme che i tedeschi possano puntare su Malpensa, svuotando di rotte, passeggeri e dunque di business lo scalo della Capitale. E - esattamente ribaltate - sono le stesse motivazioni per cui Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli, Roberto Castelli e gli altri leghisti sperano in Lufthansa: "Air France abbandonerebbe Malpensa, i tedeschi sono interessati a rilanciare lo scalo lombardo ", dicono in coro. E trovano sostegno negli amministratori locali del Pdl, cioè Roberto Formigoni (Regione) e Letizia Moratti (Milano), ma anche in Filippo Penati, presidente della Provincia ed esponente del Pd. Pure l'establishment di Forza Italia sembra preferire la compagnia tedesca, se non altro per seguire quelle che sembrano le preferenze di Silvio Berlusconi. Le ragioni dei sindacati sono invece altre. Le riassume per tutti Renata Polverini, Ugl: "Premesso che Lufthansa offre garanzie finanziarie e prospettive industriali di altissimo livello, noi ne apprezziamo anche il sistema di governance: nel consiglio di sorveglianza sono presenti i rappresentanti dei lavoratori, è un modello che ci piace ". Walter Veltroni per adesso sceglie di non schierarsi. Ma secondo i politici a lui più vicini preferirebbe Air France. Cioè la strada tracciata da Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa. E propendono per questa posizione anche Francesco Rutelli ed Enrico Letta. Poi ci sono gli amministratori locali. Piero Marrazzo, Regione, non si nasconde dietro la diplomazia: "Meglio Air France, perché punterebbe su Fiumicino e il territorio non può fare a meno di Alitalia", dice. Il veltroniano Nicola Zingaretti, presidente della Provincia, non esce allo scoperto, ma anche il suo cuore batte per Parigi. Gianni Alemanno, sindaco di Roma ed esponente di An, non entra ancora nel dibattito: forse vuole evitare frizioni con gli alleati della Lega. Ma, come suggerisce Andrea Augello, senatore di An vicino al sindaco, "per il bene di Roma sarebbe meglio Air France". E l'ipotesi Malpensa spaventa anche le sigle dei lavoratori di Alitalia: dall'Anpac di Fabio Berti all'Up di Massimo Notaro, dal Sdl di Fabrizio Tomasselli all'Avia di Antonio Divietri: "Per Roma sarebbe un dramma". E per i lavoratori scatterebbero i trasferimenti in massa a Milano. Paolo Foschi.

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<Convinceremo l'Europa sull'operazione, cambiano sia la compagnia sia i contratti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Regole Il ministro Sacconi e le preoccupazioni del governo "Convinceremo l'Europa sull'operazione, cambiano sia la compagnia sia i contratti" ROMA - Ministro Sacconi, domani si chiude anche con Avia e Sdl, gli ultimi due sindacati che ancora non hanno sottoscritto l'accordo per il salvataggio di Alitalia? "Il governo fa un appello al loro senso di responsabilità. Per gli assistenti di volo c'è già stata la firma dell'Anpav. Mi auguro che arrivi anche la firma di Avia e Sdl". Otterranno anche loro concessioni, come gli altri che via via hanno firmato? "La trattativa è conclusa". Se non dovessero firmare? "La Cai ha già formalizzato la riproposizione dell'offerta, per cui procederà con gli atti di organizzazione della nuova compagnia". Che significa? "Che Cai deve combinare in modi originali una serie di asset industriali che provengono dall'attuale Alitalia e dalla società Air One, col risultato di realizzare un nuovo operatore aereo con caratteri di forte discontinuità". Come si fa a sostenere che la nuova Alitalia non deriva dalla vecchia compagnia? "La nuova società avrà un nuovo contratto di lavoro e un modello organizzativo che abbandonerà definitivamente i vizi della gestione pubblica, procedendo successivamente alle nuove assunzioni. Voglio inoltre ricordare l'impegno del presidente Colaninno per distribuire il 7% degli utili ai lavoratori in proporzione alle loro professionalità". Basterà tutto ciò a convincere la commissione europea, che in caso contrario potrebbe censurare come aiuti di Stato le agevolazioni per Cai legate all'operazione? "Assolutamente sì. La commissione non potrà non considerare l'oggettività dei fatti, che segnalano una forte discontinuità con la precedente Alitalia, sottolineata anche dalle assunzioni secondo un nuovo contratto di lavoro e nuovi inquadramenti, come nel caso dei comandanti che diventano dirigenti". Se Bruxelles non dovesse essere di questo avviso, che scenari si aprirebbero? "Potrebbe essere messa in discussione l'intera operazione e ciò sarebbe assurdo". Se tutto andrà bene, alla fine Cai si alleerà con Air France o con Lufthansa. "Al momento tutti i pretendenti sono sullo stesso piano, ed è presto per definire un partner. Cai lo farà solo dopo aver dato vita alla nuova compagnia aerea" Ministro, la sua conduzione della trattativa è stata messa sotto accusa dal Pd, che ha invece elogiato il ruolo del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. "Noi siamo stati una squadra negoziale fortemente coesa. Io e il ministro Matteoli, sotto la guida di Letta, abbiamo lavorato in fortissima sintonia e insieme, di fronte a un atteggiamento tutto politico della Cgil, abbiamo ritenuto necessario raccogliere la generosa e coraggiosa adesione di Cisl, Uil e Ugl, senza la quale non avremmo potuto recuperare la Cgil successivamente. Se poi la tecnica poliziotto buono-poliziotto cattivo ha dato qualche risultato, tutto è bene quel che finisce bene". Sindacati divisi anche al tavolo della riforma del modello contrattuale, con Cisl e Uil pronte all'accordo con Confindustria e Cgil no. Il governo che ruolo svolgerà? "Abbiamo già detassato il salario di produttività e questa misura verrà riproposta soprattutto nell'ipotesi di un accordo sul modello contrattuale. Il dialogo è tra le parti e noi auspichiamo che l'intesa coinvolga tutti. Cosa possibile se nella Cgil prevale la convinzione di non isolarsi, seguendo una logica più sindacale alla quale mi sembra la incoraggino molti esponenti del Pd, a partire da Enrico Letta. E noi stessi dobbiamo fare di più per spezzare i muri dell'incomprensione". Col leader Cgil, Guglielmo Epifani, la polemica è stata aspra. C'è qualcosa di personale? "Quello che c'è di personale favorisce il dialogo, per una vecchia confidenza e potrei dire amicizia. Forse è stata la politica a dividerci. Quella degli altri intendo, cioè le pesanti interferenze che ci sono state sul negoziato" Enrico Marro \\ Problemi con Letta? Siamo una squadra coesa. Ha dato risultati la tattica del poliziotto buono e quello cattivo. Con Epifani siamo amici, la politica ci divide.

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Alitalia Il salvataggio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il salvataggio L'opposizione: la strategia unitaria paga Senso di responsabilità Maggioranza e opposizione devono continuare a lavorare insieme per Alitalia. Lo chiede Francesco Rutelli (foto) che giudica l'accordo raggiunto un "primo risultato positivo".

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E Venezia premia chi la vuole come Disneyland (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-28 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE La sfida Il riconoscimento a un giornalista inglese. La motivazione: "L'immagine della città trasformata in parco tematico è uno stimolo" E Venezia premia chi la vuole come Disneyland "Ingresso a 50 euro e manager al posto del sindaco". L'Istituto veneto approva John Kay sul "Times": "Venezia è il primo parco tematico urbano. Dovrebbe amministrarla un manager Disney" ROMA - "Venezia è il primo parco tematico urbano. Ha 70.000 residenti e ogni anno ospita 19 milioni di visitatori.... Dovrebbe essere amministrata come una città turistica e non come un comune. Ormai è artificiale come Disneyland... I successori dei Dogi di Venezia sono politici dell'Italia moderna e oggi a Venezia manca un competente management che invece la Walt Disney Company potrebbe offrire. Se i turisti pagassero 50 euro a testa per entrare a Venezia, come si fa a Disneyland, i proventi potrebbero finanziare sia le barriere per difendere la città dal mare che i necessari restauri o strutture turistiche che possano soddisfare i desideri dei visitatori rispettando il carattere della città". Ecco una parte dell'articolo apparso a marzo sul Times di Londra e firmato dal prestigioso giornalista economico John Kay. Il titolo, se mai ci fossero dubbi: "Benvenuti a Venezia, parco tematico". Per questa provocazione, John Kay riceverà oggi a Venezia, a palazzo Cavalli Franchetti, l'ambito premio dell'Istituto veneto di scienze, lettere e arti: nobile accademia fondata nel 1810 (economicamente e politicamente indipendente grazie ai lasciti di molti soci). Il presidente è il giurista Leopoldo Mazzarolli e del Consiglio di presidenza fanno parte Antonio Paolucci, ex ministro dei Beni culturali e attuale direttore dei Musei Vaticani, Pierre Rosenberg, accademico di Francia ed ex direttore del Louvre, Wolfgang Wolters, studioso del Rinascimento veneziano. Tra i soci dell'Istituto che fanno parte della commissione del premio, Lady Frances Clark (premiata come "veneziana dell'anno" nel 2006 alla Fenice alla presenza del sindaco Massimo Cacciari) e lo scrittore e saggista Alvise Zorzi. L'Istituto Veneto sa bene che il premio farà discutere. Infatti nella motivazione si legge che "l'immagine di una città trasformata in parco tematico e priva della sua antica anima, proprio per l'aderenza all'evoluzione in corso diventa leggibile come un forte grido d'allarme. Al di là delle parole è lo stimolo brutale a un ripensamento complessivo del presente e del futuro cittadino. Il paradigma della disneyficazione... è di fatto un invito ad analizzare con i molti strumenti oggi disponibili un processo evolutivo dalle molte criticità". Ma è ovvio che il riconoscimento a Kay provocherà polemiche. Anche dopo il discorso che il giornalista pronuncerà oggi, già a disposizione dell'Accademia, e che inevitabilmente diventerà un atto d'accusa all'amministrazione: "Quando dico che la Disney gestirebbe Venezia meglio di quanto non sia gestita oggi, la mia è una provocazione e non una proposta seria. Eppure la sensazione che la ragione di vita di tutte le persone che incontri sia quella di alleggerirti le tasche appartiene di più al turista che visita Venezia che al visitatore di Disneyland. La Disney cerca di offrire un rapporto ottimale tra qualità e prezzo. L'obiettivo dell'azienda è che i propri clienti si divertano affinché ritornino". Invece per Kay "a Venezia i venditori di cartoline e caffè non si aspettano che i turisti ritornino e, per gran parte dei veneziani, questa è una speranza..." Insomma, per farla breve, "Venezia ha bisogno di essere gestita e ha il dovere di generare utili. Non dovremmo, pertanto, arricciare il naso dinanzi a gestione e profitti ma piuttosto far sì che questi siano a vantaggio dell'ordine e della conservazione della città ". Quindi, argomenta Kay, occorre un centro visitatori, imporre visite guidate nelle stagioni di maggior flusso, controllare la qualità dei souvenir. "Già odo il grido "non vogliamo trasformare Venezia in un parco tematico!" Ma io rispondo che Venezia è già un parco, come città è morta secoli fa ed è stato solo il flusso di visitatori a riportarla in vita". Dopo aver parlato del fallimento della Lehman Brothers e della vicenda Alitalia, Kay conclude: "Per Venezia ci sono paralleli e lezioni da apprendere tanto nell'avidità e negli orizzonti a breve termine nel suo settore privato quanto nell'indolenza e nel disprezzo del suo settore pubblico". Che ne dirà, a premio assegnato, il sindaco Massimo Cacciari? Paolo Conti La copia Sembra un angolo di Venezia, con tanto di gondole e gondolieri. Invece è il Venetian Grand Canal Shoppes di Las Vegas, in Nevada. Qui sì Venezia è solo un gioco, un parco di divertimento in cui lanciarsi negli acquisti.

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Tacchi-trampolo, sfiorato il muro dei 20 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 28-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-28 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Pieghe di Gian Luigi Paracchini Tacchi-trampolo, sfiorato il muro dei 20 MILANO - Che immagine esce da questa sessione di moda milanese? Una donna che vola. Detta così potrebbe sembrare un infantile "promo" per le hostess di Alitalia ma la voglia di volare in passerella è pura metafora. è il tentativo di alzare la donna per farla evadere: il contrario cioè che tenerla con i piedi ben piantati per terra. Prendiamo il filone del nuovo romanticismo, diversamente sviluppato da Giorgio Armani, Dolce e Gabbana, Alberta Ferretti, Blumarine: veli, floreale, tulle. Donne che sembrano piume. O bambole spettinate in quota, come quelle di Fendi. Viva la leggerezza anche con il tessuto-carta e con quello stropicciato (tema di Prada) che ricorda i paracadute. Ma il massimo impegno per non tenere questi nuovi, flebili modelli femminili troppo ancorati a terra, gli stilisti lo hanno profuso nelle scarpe. Aggiunta dopo aggiunta, con il tacco siamo ormai arrivati al livello di 17-18-19 centimetri sopra il livello del mare. Che non è ancora vero trampolo però ci stiamo arrivando. Il risultato è che pur tempestate di pietre e mille altri orpelli tra cui nastrini che in realtà sono cinture di sicurezza, queste ormai non sono più soltanto scarpe. Ma complesse architetture, strane impalcature da cui i piedi si affacciano terrorizzati come chiunque al primo lancio con il parapendio. Il contrappasso però esiste anche per gli stilisti. A furia di spingerle al volo, le modelle sono planate rovinosamente sulle passerelle. Si parla di undici atterraggi fuori dalla pista. Ora la moda si sposta a Parigi. E sulle passerelle francesi si batterà il record? Trasparenti Stivaletti di Pucci In bilico Da John Richmond (sotto).

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"rispondo alla gente, non ai pm" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)

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Alfano: Csm diviso in due, quello dei giudici presieduto dal Colle, quello dei pm dal guardasigilli "Rispondo alla gente, non ai pm" L'ira del premier. E Ghedini rivela: riforma entro ottobre Borghezio: ma la successione non avverrà domani Il silenzio del figlio del Capo, Renzo LIANA MILELLA ROMA - Gli brucia Milano. Quei due processi, Mills e Mediaset, che ancora lo perseguitano. In questi giorni Berlusconi coi suoi ha continuato a ripetere: "Perché i giudici non vogliono rispettare la legge e applicare il lodo Alfano? Cosa pensano? Che dovrei forse lasciare i miei impegni di Stato, non occuparmi di Alitalia o di Napoli e dei rifiuti, e dedicarmi anima e corpo alle udienze? Ma lo sanno o no che 20 milioni di italiani mi hanno votato? E io dovrei forse rispondere ai magistrati piuttosto che alla gente?". E poi, rivolto a Ghedini e ad Alfano, il primo suo avvocato e consigliere giuridico, il secondo Guardasigilli: "Adesso basta con le esitazioni sulla riforma costituzionale della giustizia. La voglio sul mio tavolo ad horas". E, assicura Ghedini, "tutto sarà pronto entro la fine di ottobre". Intercettazioni e disegno di legge costituzionale "per cambiare dalle fondamenta" il pianeta giustizia, le carriere delle toghe, il Csm, i rapporti tra i pm e la polizia giudiziaria, il sistema disciplinare per punire i giudici, l'obbligatorietà dell'azione penale. E perché no? Magari pure la Consulta che, nella testa del premier, è sempre stata formata "da una banda di comunisti". Niccolò Ghedini smentisce progetti per cambiarne la struttura e il sistema di composizione: "Macché, non ne abbiamo mai parlato. E poi, suvvia, anche se ci avessimo pensato, e sarebbe anche complicato farlo, adesso, con la prossima decisione sul lodo, non si potrebbe proprio fare". Già, sarebbe inelegante, vendicativo, minaccioso, perfino ricattatorio annunciare un progetto per mutare l'istituzione che ha per le mani una questione che interessa il premier. Ma per Berlusconi, il presidente del Consiglio che ha creato il marchio delle "leggi ad personam", di certo non sarebbe un problema. Tutt'altro. E Ghedini, se da un lato esclude di toccare la Consulta, dall'altro ragiona: "Certo che se ci trovassimo di fronte a una declaratoria di incostituzionalità per una legge come il lodo Alfano che ha seguito in modo pedissequo proprio le indicazioni della Corte, ci troveremmo di fronte a una saldatura tra la Consulta e i magistrati". Del resto, e la battuta di ieri a Melezzole, nella sua nuova e inaudita schiettezza, lo conferma, la riforma della giustizia è destinata a non essere più neutra, né tantomeno "astratta", come dovrebbe essere per principio una legge. Non riguardare alcuno, ma la comunità. Non Berlusconi-imputato, ma il cittadino-imputato. Invece, nei prossimi sei-otto mesi, la storia giudiziaria personale del Cavaliere, quella del lodo, quella della riforma marceranno assieme, in pieno conflitto d'interessi. E tutto potrebbe aggravarsi e precipitare se a Milano la sorte processuale del Cavaliere dovesse essere separata da quella dell'avvocato David Mills e quest'ultimo venisse condannato per falsa testimonianza e corruzione. Poiché i due sono accusati in concorso la condanna dell'uno varrebbe moralmente anche per l'altro. Sarà per questo che, nell'attacco ai giudici, anche il Guardasigilli Angelino Alfano ha perso i freni inibitori. S'era presentato alle toghe come l'uomo del dialogo, al loro congresso disse "il vostro programma è il mio programma" e altrettanto fece al Csm dove chiese che gli dessero pareri sulle sue leggi. E vedremo che succederà dopodomani quando il Consiglio metterà le mani sulla sua riforma del processo civile già bacchettata dalla commissione Giustizia della Camera. Ora Alfano anticipa pezzi della riforma che fanno tremare le toghe. "Il Csm sarà diviso in due, quello dei giudici presieduto dal capo dello Stato e quello dei pm dal ministro della Giustizia". Cioè da lui. Quanto all'obbligatorietà dell'azione penale la soluzione è brillante: il ministro sceglierà su cosa indagare. Al Parlamento resta una ratifica. C'è da scommettere che Berlusconi non sarà mai più messo sotto inchiesta.

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Così è nata la quarta confederazione guidata dalla "tosta" renata polverini - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La "quadruplice" L'Ugl, il sindacato vicino alla destra, ha conquistato con la vertenza Alitalia un posto al tavolo che conta insieme a Cgil, Cisl e Uil Così è nata la quarta confederazione guidata dalla "tosta" Renata Polverini ROBERTO MANIA ROMA - "Renata è una tosta", dice Guglielmo Epifani della collega Polverini, leader dell'Ugl, prima donna in Europa a guidare un sindacato. E in quell'aggettivo c'è forse anche la chiave per leggere la sorprendente ascesa dell'Ugl, già Cisnal e già sindacato della destra pure un po' nostalgica, a diventare, nei fatti e nell'epoca della frantumazione del lavoro, la quarta confederazione, accanto a Cgil, Cisl e Uil. La promozione - la "tosta" Renata - se l'è conquistata sul campo della vertenza Alitalia. Per la prima volta è stata ammessa al tavolo delle trattative che contano - quello delle riunione "ristrette", come si chiamano in gergo - e lei non l'ha più mollato, notte e giorno. Si è alleata prima con la Cisl di Raffaele Bonanni per indebolire le resistenze della Cgil, ma ha chiuso il negoziato stringendo un patto di ferro con la Uil di Luigi Angeletti per non vedersi scavalcata dalle corporazioni dei piloti di Anpac e Up. Lei gioca a geometrie variabili. Ora tifa Lufthansa, in vista dell'alleanza internazionale della Cai tricolore, ma è stata l'unica tra i sindacalisti a incontrare Jean-Cyril Spinetta, numero uno di Air France, quando i francesi cercavano l'accordo con i sindacati italiani per comprare la compagnia. Renata Polverini, romana, 46 anni, sindacalista da sempre, è di destra ma non ha mai avuto una tessera di partito. Anche per questo piace di qua e di là. Walter Veltroni l'avrebbe imbarcata nel Partito democratico, il centrodestra, prima o poi, le chiederà di scendere in politica. "Vedremo", dice lei. Da anni l'Ugl marcia a fianco a quella che un tempo era l'odiata "triplice". Sei scioperi generali unitari contro il precedente governo Berlusconi; nessuno contro Prodi ma una manifestazione (da sola) contro la Finanziaria di Padoa-Schioppa. I retaggi del passato, però, restano in alcune vicende fondamentali delle relazioni industriali. Infatti l'Ugl non tratta allo stesso tavolo di Cgil, Cisl e Uil la riforma della contrattazione con la Confindustria di Emma Marcegaglia. Qui vale ancora la conventio ad escludendum che vedeva la Cisnal attendere nella sala d'attesa dei ministeri per poi essere ricevuta dal capo di gabinetto o, peggio, dimenticata e chiusa all'interno del dicastero. E così mentre i partiti politici si sfaldano e poi si fondono alla ricerca di un bipartitismo che resta "imperfetto", nei sindacati, perse le storiche occasioni dell'unità, si esaltano le identità e le differenze: la Cgil è scesa in piazza sabato scorso contro la politica economica del governo, la Cisl manifesterà sabato prossimo chiedendo meno tasse sul lavoro e la riforma dei contratti. E l'Ugl rosicchia posizioni, soprattutto nel terziario, tra i giovani precari de-ideologizzati. Contano gli iscritti, certo, anche se nessuno può certificarne la veridicità. La Polverini dichiara di avere superato i due milioni di tessere, più della Uil che, contesta quei dati, e che si ferma sotto quella soglia. Ma contano anche altri fattori. Per esempio, nella primavera scorsa, la conquista della Pirelli Bicocca, già roccaforte della Cgil proprio dove Sergio Cofferati cominciò a costruire la sua carriera sindacale. Lì un gruppo di delegati ex Cgil si presentò, e fu eletto, con l'Ugl. E le loro ragioni, quei delegati, le spiegarono chiare in una lettera al Manifesto: "L'Ugl è una struttura in forte mutamento dove ci è sembrato di cogliere che "fare sindacato" venga prima della politica". Ma la prima a "usare" l'Ugl è stata la Cgil in funzione anti-Cisl, scommettendo sulla loro potenziale concorrenza (come in parte è accaduto) per via di alcune similitudini. A cominciare dal tema della democrazia economica, che la Cisl, però, chiama "partecipazione" e che l'attuale ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, declina in una ardita "complicità" tra imprese e lavoratori. L'Ugl, però, è anche simile alla Cgil: per la struttura organizzativa e poi perché difende la centralità del contratto nazionale. Insomma sono tutte queste geometrie sindacali molto variabili che ormai fanno dell'Unione generale del lavoro la quarta delle confederazioni.

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"la dura vita del pilota-piacione" max giusti imita il leader anpac (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La curiosità "La dura vita del pilota-piacione" Max Giusti imita il leader Anpac ROMA - "La vita del pilota è una vita dura, non si sta mai a casa. Ieri sono tornato prima dal lavoro e ho trovato mia moglie a letto col pilota automatico". Era inevitabile che succedesse: a "Quelli che il calcio", su RaiDue, Max Giusti si è presentato nei panni di Fabio Berti, presidente dell'Anpac, l'uomo del momento. Giusti, com'è nata l'imitazione? "Mi piace stare sulla cronaca. Dopo il primo multato per il ddl Carfagna, ho scelto Berti. è un po' piacione, l'ho immaginato a Roma, tra Casal Palocco e Vigna Stelluti, che sfodera il suo charme". Battute al cianuro. "Gli ho fatto spiegare il problema delle poche ore di volo: "Vado a Pechino, parto alle 7 ci metto 10 ore ma non arrivo alle 17, arrivo alle 24, ci sono 7 ore di fuso. Quelle 7 ore di tv persa chi me le ripaga?"". Come la prenderà? "Bene, spero. Hanno chiuso l'accordo". Lei che idea si è fatto della vicenda Alitalia? "Che con Air France i piloti guadagnavano di più e gli esuberi erano 2000 se non sbaglio; dopo tre mesi, tutti guadagneranno di meno e gli esuberi sono 3120. Questo è il sunto. Poi che Alitalia rimanga italiana mi fa più piacere... Se diventava straniera dispiaceva anche a mia madre che l'aereo non lo prende mai". (silvia fumarola).

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Alitalia, le hostess verso il sì berlusconi: tetto agli stranieri - barbara ardu laura serloni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)

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Economia Alitalia, le hostess verso il sì Berlusconi: tetto agli stranieri "Decide la cordata ma escludo una maggioranza estera" Il 90 per cento degli iscritti a Avia e Sdl è favorevole alla sigla dell'accordo BARBARA ARDU LAURA SERLONI BARBARA ARDù ROMA - Gli stranieri non avranno mai il controllo di Alitalia. Silvio Berlusconi, rilassato per il week-end in Umbria e per aver chiuso la trattativa (manca solo il sì di hostess e steward di Avia e Sdl atteso per oggi), spiega perché i soci esteri rimarranno comunque in minoranza. "C'è una clausola che impone ai partecipanti di non cedere la maggioranza per un periodo di almeno cinque anni - ha spiegato il premier - ma successivamente la decisione di cederla dovrebbe essere approvata dai due terzi". Controllo blindato dunque, in nome di quell'italianità che, ha ribadito il premier, ha "guidato l'azione di governo su Alitalia". Ora altri sono i problemi che attendono la nuova compagnia, a cominciare dalla scelta del partner straniero, che indirettamente potrebbe influire sui destini di Fiumicino e Malpensa. Non è un caso che il sindaco della Capitale Gianni Alemanno abbia chiesto di incontrare nei prossimi giorni i vertici di Lufthansa e Air France e vuole parlare con Colaninno, presidente della Cai. "Ora che è chiusa la trattativa - ha dichiarato Alemanno - entreremo in campo, per fare in modo di determinare le migliori soluzioni per Roma". La firma dei sindacati degli assistenti di volo dovrebbe arrivare questa mattina, dopo il referendum indetto tra i lavoratori. E non dovrebbero esserci sorprese: oltre il 90 per cento degli iscritti s'è schierato a favore dell'accordo, anche se a malincuore. Sedersi al tavolo gli garantirà infatti di poter discutere di cassa integrazione e trasferimenti, cosa che altrimenti gli sarebbe preclusa. La decisione è maturata ieri nell'ennesima assemblea che si è svolta a Fiumicino, dove gli iscritti ad Avia e Sdl, gli irriducibili del "fronte del no", hanno chiesto comunque ai rappresentanti sindacali di fare un ultimo sforzo per portare a casa qualcosa in più. Come è accaduto con i piloti. E oggi Avia e Sdl andranno uniti a Palazzo Chigi, anche se Antonio Divietri, presidente Avia, dichiara con amarezza che "non ci sarà nulla da festeggiare perché è un momento difficile per i lavoratori. Comunque andranno a casa 1.500 persone". Più combattivo Fabrizio Tomaselli, coordinatore dell'Sdl. "Faremo pressione affinché vengano accolte alcune nostre richieste - ha dichiarato - ma sarà difficile andare avanti nella trattativa". Oggi dunque la partita sindacale sarà chiusa. Si aprirà un altro capitolo: la costruzione della nuova compagnia, che dovrebbe essere pronta a decollare il primo novembre. C'è da affrontare il problema della licenza di volo per evitare che gli aerei non si fermino neanche per un giorno, c'è la scelta del partner straniero, che sarà determinante sotto il profilo industriale. E c'è poi l'Unione Europea, che non ha ancora acceso i riflettori sull'operazione, ma che è pronta a farlo. Quando sarà conclusa tutta la vicenda, ha dichiarato ieri da Lisbona Antonio Tajani, vicepresidente dell'esecutivo Ue e responsabile dei Trasporti, il governo comunitario si concentrerà su tre punti: "Discontinuità, trasparenza, e esigenza che gli assets di Alitalia siano venduti a prezzi di mercato".

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"statali, il contratto si può chiudere entro l'anno" - luisa grion (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Statali, il contratto si può chiudere entro l'anno" Brunetta: pronti 3 miliardi, prendere o lasciare. I sindacati: no a ultimatum Il ministro: niente sceneggiate tipo Alitalia, previsto un anticipo del 90% a gennaio LUISA GRION ROMA - Un contratto "prendere o lasciare", da chiudere in tempi brevi e senza perdere tempo "in sceneggiate tipo Alitalia". Per il ministro Burnetta la partita salariale dei tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici può e deve essere chiusa entro l'anno. Anche perché, precisa, i soldi sono quelli già stanziati e non c'è spazio per altro. Un atteggiamento - quello del titolare della Funzione Pubblica - che ai sindacati non piace affatto perché suona come un ultimatum che taglia la testa alla contrattazione. Brunetta, di fatto, ha annunciato che già domani, con l'arrivo della Finanziaria in parlamento, darà "indirizzi all'Aran per aprire, tra ottobre, novembre e dicembre le trattative per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. "Ci sono 3 miliardi di euro - ha detto dai microfoni di radio Rtl - non sono molti, sono meno che in passato, ma perché tenerli in tasca?". Altri soldi, precisa, "non ce ne sono: non ci sarà il consueto balletto di cifre e cambiamenti, la situazione è stagnante per quest'anno e anche per l'anno prossimo". La Finanziaria, avverte il ministro, prevede comunque che se il rinnovo non sarà siglato entro l'anno "il 90 per cento delle risorse destinate sarà erogato a gennaio, in attesa del conguaglio". E che entro dicembre arriverà in busta paga - a parziale copertura della vacanza contrattuale una una tantum pari a 120 euro - "i 500 milioni ci sono - dice Brunetta - diamoli e non teniamoli in cassa". Un percorso, quello individuato dal ministro, che non piace affatto al sindacato, convinto che la cifra stanziata sia insufficiente e già orientato ad uno sciopero generale minacciato da Cgil, Cisl e Uil. "Gli consiglierei maggiore prudenza" commenta Carlo Podda, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil. "Se c'è una cosa che può essere facilmente compresa della vicenda Alitalia è che la politica delle minacce e degli ultimatum non porta da nessuna parte, visto che alla fine è stato necessario arrivare ad una trattativa". Quanto al contratto degli statali, "spero che il governo ci pensi su due volte prima di innescare pericolose micce" dice Podda. "La trattativa comincia davvero in salita se pensiamo che da gennaio verrà tolta dalle tasche dei dipendenti pubblici una quota da 80 a 200 euro per il congelamento della contrattazione. Un prelievo forzoso che non può essere compensato da una proposta di 65 euro lordi medi pro capite a regime". Il 17 ottobre c'è un'assemblea di 5 mila delegati "prima di quella data sarà meglio che l'esecutivo modifichi una posizione apparentemente granitica".

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La cai pensa a una gara lufthansa-air france il partner della compagnia sarà chi offre di più - giovanni pons (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 29-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Giovedì l'assemblea della cordata. Per gli azionisti la scelta dipenderà dalle proposte commerciali sul code-sharing La Cai pensa a una gara Lufthansa-Air France il partner della compagnia sarà chi offre di più Il piano Colaninno all'esame dei soci, ma l'utile arriverà con un anno di ritardo GIOVANNI PONS MILANO - "E la parcella di Fantozzi chi la paga, la vecchia o la nuova Alitalia?". La battuta scherzosa di uno dei sedici componenti della cordata Cai che si dovrà assumere l'onere di rilanciare la compagnia di bandiera può far sorridere ma è anche il segnale che non tutto è così scontato. Anche perché il professionista attualmente commissario liquidatore della compagnia di bandiera nell'ambiente è ben conosciuto per far pagare a peso d'oro i propri servigi. Battute a parte giovedì con ogni probabilità i soci di Cai torneranno a riunirsi in assemblea per procedere nell'acquisizione di Alitalia che secondo i piani dovrebbe concretizzarsi in un mese circa. Anche se i problemi sul tavolo non sono pochi e dunque l'assemblea si preannuncia "complessa" e quasi sicuramente non definitiva. Nel senso che la partita Alitalia è stata risolta attraverso un accordo politico, quello raggiunto nelle notti scorse da Roberto Colaninno, Gianni Letta e i rappresentanti delle diverse sigle sindacali. Ma, appunto, per il momento si tratta di un accordo politico e non è detto che esso possa trasformarsi nei prossimi mesi e anni in un'azione imprenditoriale di successo. D'altronde, una prova che nei giorni scorsi ha giocato più la diplomazia che i numeri, lo si percepisce da un fatto non secondario. Il principale azionista di Alitalia, cioè il Tesoro e il suo massimo rappresentante Giulio Tremonti, non era seduto al tavolo delle trattative. E tutto ciò qualcosa vorrà pur dire. In primo luogo che finora non si è parlato di numeri, cioè di redditività dell'investimento. Colaninno giovedì dovrà proprio affrontare questo punto, entrare nello specifico delle prospettive di ritorno dell'investimento. "Dovrà dimostrare, numeri alla mano, che il piano industriale sul quale si è ragionato sinora è valido anche alla luce delle maggiori concessioni fatte ai sindacati", commenta un altro socio di Cai. E in pochi nutrono dubbi che qualcosa sia cambiato. Un primo segnale in questa direzione è arrivato da Corrado Passera, advisor e azionista attraverso Intesa Sanpaolo. Parlando con Il Sole 24 Ore ha fatto intuire che il raggiungimento del primo utile aziendale per Cai si è spostato in avanti di un anno, al 2011 invece che al 2010, come si era fissato precedentemente. Non sarà una tragedia ma neanche un fatto di secondo piano. Soprattutto per quegli investitori più tipicamente finanziari, come i fondi di private equity come Equinox e Clessidra, che non dovrebbero avere altre contropartite da quest'operazione se non il ritorno sull'investimento. In ogni caso gli azionisti chiederanno qualche giorno per meditare sulle prospettive che Colaninno fornirà giovedì per poi tornare a incontrarsi anche quando sarà pronto il nuovo statuto della società. L'altra grossa questione sul tavolo degli azionisti Cai, è normale, sarà la scelta del partner straniero da far entrare nella cordata. Bisognerà vedere se nella questione prevarrà la corrente "milanese" che vorrebbe Lufthansa o quella "romana" che preferirebbe Air France-Klm. Ma secondo alcuni soci la diatriba dovrebbe risolversi tenendo presente un fattore importante: l'accordo commerciale di code-sharing. Un buon accordo di questo tipo è determinante per rendere più profittevoli le rotte internazionali e in ultima istanza far diventare tutta l'intrapresa più attraente. Dunque non è escluso che nelle prossime settimane Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli possano intavolare negoziati anche piuttosto duri con i principali carrier europei per cercare di strappare un buon accordo commerciale in grado di restituire all'operazione quella parte di redditività persa nel confronto sindacale. La quota di partecipazione al capitale, poi, verrà di conseguenza. Tra l'altro, secondo quel che si vocifera all'interno della cordata italiana, il partner internazionale non potrà prendere più del 15% se non si vorrà incorrere nel rischio di incappare nelle maglie dell'antitrust europeo che diventerebbe automaticamente competente sulla materia. Insomma tra pochi giorni si toccherà con mano la compattezza del gruppo di imprenditori che ha risposto alla chiamata del presidente del Consiglio sulla necessità italiana di avere una compagnia di bandiera. Quello che al momento sembra più defilato è Carlo Toto, il patron di Air One, che se le cose andranno come previsto incasserà circa 300 milioni di euro ma non è chiaro se ne verserà una parte in Cai. La sua "incompatibilità" con Colaninno potrebbe lasciarlo fuori ma l'advisor cercherà di convincerlo a rimettere una parte dell'introito supportando gli altri azionisti. Nessun dubbio dovrebbe esserci, invece, per coloro che hanno anche un interesse più industriale e che possono ottenere future contropartite dall'attuale governo, come Aponte, Ligresti, Benetton, Riva e Gavio. In mezzo ci stanno quegli imprenditori che per il loro status non potevano restare sordi alla chiamata di Berlusconi ma hanno optato per il solo gettone di presenza, come Marcegaglia e Tronchetti Provera. Gli unici dubbi riguardano gli investitori finanziari come Mancuso, Sposito e Micheli ma tutti sono legati in qualche modo ai promotori dell'iniziativa.

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Berlusconi: basta dialogo con Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: basta dialogo con Veltroni Dura replica al leader pd. E sul lodo: se la Corte lo boccia, riflessione sulla giustizia Il premier: il segretario democratico si illustra da sé, basta vedere "Porta a Porta" e leggere il "Corriere della Sera" ROMA - Di primo acchito, l'intenzione era quella di non replicare nemmeno: che Veltroni avesse scelto la linea dura, durissima "l'avevo capito già dall'intervista al Tg1 della settimana scorsa, da Porta a Porta ", era il commento con i suoi di un Silvio Berlusconi messo di malumore dalla lettura mattutina - nella pur riposante cornice della verde Umbria che circonda il centro Messegué - dell'intervista del leader del Pd sul Corriere della Sera. Perché per il premier, raccontano, la vera coltellata da Veltroni ritiene di averla subita non tanto oggi, ma soprattutto quando "ha ostacolato per motivi politici la chiusura dell'accordo con Alitalia, e poi ha tentato perfino di prendersi il merito di aver fatto ridecollare l'intesa... ". E però, nonostante il fastidio - o forse proprio per il troppo fastidio - Berlusconi ha deciso di replicare a brutto muso all'avversario, e lo ha fatto lasciando il resort per tornare a Milano a gustarsi il derby prima di ritirarsi nella sua nuova villa sul lago Maggiore per festeggiare il suo compleanno: "Noi abbiamo una maggioranza a cui gli italiani hanno dato il mandato di governare il Paese. Quindi, non parliamo più di dialogo, per favore, perché con quello che dicono, hanno detto, e per come si sono comportati, è una cosa addirittura ridicola pensare che con gente del genere si possa collaborare". Insomma "il signor Veltroni si illustra da sé, basta leggerlo. Le persone che hanno buonsenso leggono Veltroni e non c'è da aggiungere alcun commento a quello che lui ha detto a Porta a porta l'altro giorno e a quello che ha detto sul Corriere ". Parole tranchant, che non lasciano spazio al dubbio: il premier ha tutte le intenzioni di andare avanti da solo, con la sua maggioranza "forte e coesa". D'altra parte, spiega il suo portavoce Paolo Bonaiuti, chi per primo ha chiuso al dialogo non è stato il governo: "Dopo le aperture di Violante abbiamo sperato che si potesse dialogare sulla giustizia, come ci aspettavamo disponibilità all'ascolto sul federalismo fiscale, e dopo l'assurda manifestazione di Di Pietro a piazza Navona credevamo che Veltroni ne avrebbe approfittato per rompere con l'Idv: nulla di tutto questo è successo, e dico purtroppo...". Si capisce allora come su un tema che gli sta a cuore quale la giustizia Berlusconi vada giù durissimo, e commentando la decisione dei giudici di Milano di sollevare eccezione di incostituzionalità sul lodo Alfano avverta con tono minaccioso: "Sono assolutamente convinto che passerà al vaglio della Corte", ma in caso contrario "servirebbe una profonda riflessione sulla giustizia... ". Parole che fanno insorgere l'opposizione: "Siamo di fronte a un tentativo gravissimo di Berlusconi di intimidire la Corte Costituzionale", dice Dario Franceschini, vice segretario di quel Pd che nei suoi massimi esponenti si schiera con Veltroni. Come Massimo D'Alema, secondo il quale "al di là del titolo di quella intervista, le cose che dice Veltroni sono molto interessanti, sono vere", e comunque "una delle poche cose su cui sono d'accordo con Berlusconi è che è molto difficile dialogare con lui". Ma al leader del Pd, oltre a quello della capogruppo Finocchiaro (alla quale replica il capogruppo Pdl Cicchitto accusando il Pd di aver inventato la "dittatura della maggioranza" solo per giustificare la manifestazione del 25 ottobre), arriva anche il plauso, venato però di rimprovero, del dipietrista Massimo Donadi: "Siamo contenti che Veltroni dica oggi le stesse cose che l'Italia dei Valori dice fin dal primo giorno". E, con più di una riserva, si complimenta anche il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero: "E' bene che Veltroni abbia scoperto l'antiberlusconismo ", ma non basta questa novità "perché bisogna opporsi e con forza, anche alle politiche di Confindustria". Paola Di Caro GUARDA il video con la replica del premier a Veltroni su www.corriere.it 8 marzo 2008 Berlusconi strappa il programma del Pd.

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Alitalia, l'operazione Cai all'esame della Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-29 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Tra Roma e Bruxelles Il commissario Tajani ricorda i paletti europei: discontinuità, trasparenza, asset a prezzi di mercato Alitalia, l'operazione Cai all'esame della Ue Attesa oggi la firma delle ultime due sigle autonome. Il premier: fiducioso, manca poco ROMA - "Discontinuità, trasparenza, vendita degli asset di Alitalia a prezzi di mercato". Questi i paletti di Bruxelles sul salvataggio della compagnia aerea italiana. Li ha ricordati ieri il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, responsabile Trasporti. Ma non sarà solo l'italiano Tajani a doversi esprimere sulla vendita di Alitalia a Cai, la cordata guidata da Roberto Colaninno. Un ruolo chiave lo svolgerà il commissario alla Concorrenza, l'olandese Neelie Kroes, sulla quale si concentreranno le pressioni delle grandi compagnie aeree europee affinché si accerti se non vi siano aiuti di Stato. Il governo sta tenendo costantemente informata la Commissione. Ovviamente, si sottolinea in ambienti ministeriali, la conclusione dell'accordo coi sindacati è un punto fondamentale a favore del via libera di Bruxelles. Per questo oggi si spera nel sì anche da parte degli ultimi due sindacati che ancora non hanno sottoscritto l'intesa: Avia (assistenti di volo), e Sdl (personale di terra). "Manca poco, ma sono fiducioso " dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Ieri le due sigle hanno continuato la consultazione degli iscritti e promettono di tenere una linea comune a Palazzo Chigi. L'Avia dovrebbe firmare, Sdl è indecisa. In ogni caso Cai andrà avanti, con l'obiettivo di far decollare la nuova Alitalia il primo novembre. Per avere l'ok della Commissione europea, dunque, andrà dimostrata la discontinuità, cioè che la vecchia Alitalia e la nuova compagnia sono due società diverse e non la cessione di un ramo d'azienda (la good company da Alitalia a Cai). In questo caso infatti, secondo le normative, Cai dovrebbe ereditare tutto il personale del ramo d'azienda acquistato, con i vecchi contratti. La cordata Colaninno perderebbe inoltre i consistenti benefici previsti sul costo del lavoro. Secondo il suo piano, Cai dovrebbe assumere i 12.500 dipendenti di cui avrà bisogno prendendoli dai lavoratori che Alitalia metterà in cassa integrazione e mobilità. Cai godrà così delle norme che prevedono un abbattimento dei contributi per chi assume lavoratori in cig e un bonus pari al 50% dell'indennità di mobilità per chi prende da quest'ultimo bacino i lavoratori. Agevolazioni che in tutto, secondo stime ministeriali, valgono 150-200 milioni. Non solo. Se Bruxelles non dovesse riconoscere la discontinuità tra Alitalia e Cai, quest'ultima dovrebbe farsi carico anche dei debiti e rispondere del prestito ponte di 300 milioni concesso dal governo. Insomma, l'operazione rischierebbe di saltare. Ma il governo è fiducioso. Con l'accordo sindacale si è partiti col piede giusto, spiegano. C'è un nuovo contratto unico, che nulla ha a che fare con i precedenti. La nuova Alitalia sarà un'azienda più piccola della vecchia e anche questo depone a favore della discontinuità. Quanto alla trasparenza, il governo è convinto che ci sia stata. Ma sia su questo sia sulla vendita degli asset a prezzi di mercato l'istruttoria di Bruxelles promette di essere severa. Enrico Marro GUARDA le vignette su Alitalia di Siviglia e Pecorari su www.corriere.it Assemblea Ieri a Fiumicino.

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Sindacati, in un anno la popolarità cala del 19% (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-29 num: - pag: 13 autore: di RENATO MANNHEIMER categoria: REDAZIONALE L'Osservatorio Dal maggio 2007 l'indice crolla dal 43 al 24%. La compagnia aerea tra le cause Sindacati, in un anno la popolarità cala del 19% I l caso Alitalia sembra avviarsi a una soluzione, con l'accordo tra tutte le parti in causa. Ma esso lascia rilevanti strascichi nell'opinione pubblica. Infatti, la popolarità degli attori coinvolti (Cai, governo, opposizione, sindacati, piloti e assistenti di volo) ha subito significative ripercussioni a seguito dell'intera questione, sia pure in maniera difforme (rilevazione precedente alla firma dell'intesa con Cai). Da un verso, sia il governo sia l'opposizione hanno visto incrementare il favore da parte dei loro rispettivi sostenitori: l'elettorato di centrodestra tende a sottolineare i meriti dell'esecutivo, mentre all'interno di quello di centrosinistra è diffusa l'opinione che il buon esisto sia dipeso soprattutto dall'intervento - considerato decisivo - di Veltroni. Dall'altro verso, tutti - o quasi - i restanti protagonisti affrontano invece un pesante danno di immagine. In particolare, l'opinione pubblica ha valutato molto negativamente il comportamento di piloti e assistenti di volo: quasi due italiani su tre giudicano "pessima" la condotta tenuta da queste categorie. Ma anche i sindacati confederali hanno finito col patire una erosione di popolarità. Proprio le confederazioni maggiori - dato il loro ruolo e la loro centralità nel sistema politico- economico italiano - sembrano sopportare i danni più elevati in termini di reputazione. In realtà, non solo a seguito della vicenda Alitalia: il trend di diminuzione della stima dei cittadini per il sindacato è infatti in corso ormai da diversi mesi. Grossomodo un anno fa, il 43% dei cittadini esprimeva "molta" o "moltissima" fiducia nel sindacato. Nell'aprile scorso, questa percentuale si era contratta al 31%. Ancora, a luglio, la fiducia era espressa dal 27%. Oggi il valore ha subito una ulteriore flessione, sino ad attestarsi al 24%, ciò significa che più di tre italiani su quattro dichiarano di non fidarsi del sindacato. La logica delle cifre suggerisce come questo atteggiamento critico sia presente anche in misura notevole tra chi si colloca a sinistra o nel centrosinistra: il 64% degli elettori di quest'area manifesta disapprovazione verso il sindacato. Naturalmente, il progressivo indebolimento del consenso per le confederazioni va ricondotto a svariati fenomeni di lungo periodo, di carattere sia sociale (ad esempio l'erosione quantitativa delle grandi fabbriche) sia politico (ad esempio la diminuita valenza dell'identità operaia e la difficoltà del sindacato ad assumere funzioni di rappresentanza delle nuove identità sociali e lavorative, specie tra i giovani). Insomma. la vicenda Alitalia non ha che contribuito ad accrescere la perdurante crisi di fiducia che il sindacato sta traversando.

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Scuola, il Pd e l'<operazione nostalgia> del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-29 num: - pag: 24 autore: di MARIAPIA GARAVAGLIA categoria: REDAZIONALE DOPO PANEBIANCO Scuola, il Pd e l'"operazione nostalgia" del governo C aro Direttore, l'editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere di ieri dedicato alla scuola e al Pd colpisce per la risoluta certezza delle tesi esposte. L'editorialista non ha dubbio alcuno: negli ultimi mesi, il centrodestra, grazie all'azione del ministro Gelmini, ha messo a punto un'efficace riforma della scuola, di cui tutti si sono accorti, tranne quegli esponenti del Pd eternamente votati all'antimodernità e schiavi dei sindacati. Fa invidia avere idee così chiare su un argomento tanto complesso. Personalmente, mi occupo di scuola da decenni, avendo iniziato la mia carriera come insegnante, e mai, sottolineo mai, pur conoscendo l'istituzione scolastica dal di dentro, sono riuscita a trarre conclusioni così perentorie, come quelle esposte nell'articolo. Ma questa è una questione di sensibilità individuale. Nell'editoriale c'è molto di più. Proverò dunque a muovere alcuni rilievi "tecnici". Tralascio la questione della "sudditanza " al sindacato, limitandomi a dire che, sulla scuola come per il caso Alitalia, il Pd si muove tentando di esprimere una sua visione di società. Ci interroghiamo cioè su come dovrebbe essere, secondo noi, il sistema scolastico nel nostro Paese o su quali siano gli interessi nazionali in gioco nella vicenda della compagnia di bandiera. I sindacati esprimono invece gli interessi dei lavoratori. Mi sembra che la differenza di posizione e di ruolo sia chiara ed evidente. Venendo al punto centrale dell'articolo, la questione del maestro unico, assurta a cartina di tornasole della tesi sostenuta, vorrei per prima cosa far notare che tale riforma è stata decisa e discussa in tante sedi, tranne in quella appropriata, cioè in Parlamento. Il ministro dell'Istruzione, fra grembiuli e voti in condotta, nelle sue tante interviste rilasciate nel corso del-l'estate, ha parlato anche di questo, innestando un'operazione "nostalgia" che ha dello stupefacente. Ricordo anche io con piacere la mia maestra "unica" e le sarò sempre grata. Detto questo, l'Italia in cui sono cresciuta è un po' diversa da quella attuale. Dal bianco e nero, la società è ora a colori, tanti e variegati, da internet all'i- phone. Con tutta la buona volontà, non invidio coloro che quotidianamente devono spiegare una realtà molto più complessa ai bambini di oggi, rispetto a quella in cui mi sono formata. Mi sembra discutibile confondere il buon tempo che fu con la validità di una scelta pedagogico- didattica. Nell'articolo si afferma anche che la riforma del 1990 che introdusse più docenti nelle classi elementari fu una mera operazione "consociativa". Ma lo sa chi ha scritto l'editoriale che la riforma del '71 aveva già introdotto due maestri per il tempo pieno? Che il tempo pieno, quella cosa che, al di là di ogni considerazione pedagogica, consente a molte famiglie con mamme che lavorano di tenere i figli fino alle 16.30 a scuola, ha avuto impulso e sviluppo proprio grazie alla legge del '90? E infine vorrei ricordare che la pluralità degli insegnanti significa tre su due classi. Certo, a chi si presenta al Paese facendo annunci e slogan, riempiendo le frasi di parole come "merito" e "valutazione", si è tentati di dare ragione. Peccato che per noi del Pd, la parola merito abbia anche un altro significato, oltre a quello sacrosanto riferito alla meritocrazia. Noi vorremmo poter entrare "nel merito", per discutere in Parlamento di politica scolastica e di progetto educativo. Il governo ha risposto con un decreto taglia spesa che toglie alla scuola quasi 8 miliardi di euro. Dopodiché, si possono fare tanti discorsi e sostenere che con questi tagli si migliora la scuola, non si compromette il tempo pieno, si aumentano gli stipendi dei docenti (?). Tuttavia bisogna essere cauti per non confondere una manovra economica con la riforma della scuola. Tra l'altro, mi rimane incomprensibile perché si parta dalla "riforma" della scuola elementare che, nelle classifiche internazionali, figura ai primi posti. Attendo i commentatori alla prova della "riforma" degli altri ordini e gradi della scuola. ministro ombra dell'Istruzione Come all'epoca sapevamo tutti (con la sola eccezione della Senatrice Garavaglia), la riforma delle elementari del 1990 venne fatta per fini occupazionali sotto la pressione dei sindacati. Oggi il problema è semplice. Il Pd intende elaborare una propria autonoma posizione sulla scuola oppure vuole continuare ad essere il braccio politico della Cgil, il difensore dei poteri di veto e di cogestione di un sindacato che è a pieno titolo corresponsabile del declino della scuola pubblica? Angelo Panebianco.

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Il forum di oggi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-29 num: - pag: 24 categoria: REDAZIONALE Il forum di oggi Genitori e figli di Fulvio Scaparro Privatizzare i profitti e socializzare le perdite C'è chi sostiene che la proposta di creare una new company e una bad company per risolvere i problemi dell'Alitalia privatizzando i profitti e socializzando le perdite sia stata ispirata dalle vicende della scuola italiana da tempo avviata verso la distinzione tra new school e bad school. Gli ottimisti contano sulla stessa vigilanza che l'Unione Europea ha annunciato sulla regolarità delle vicende della nostra compagnia di bandiera. forum.corriere.it/genitori-e-figli/.

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<Stop navette per piloti> Coop di autisti sul lastrico (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-29 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Crisi Alitalia L'intesa sulla Cai esclude il servizio a domicilio "Stop navette per piloti" Coop di autisti sul lastrico Senza paga da due mesi 200 conducenti L'azienda ha bloccato le fatture per CoopSar e Urbe2000. Il prelievo a casa di piloti e assistenti di volo costa 7 milioni l'anno L'Alitalia sopravvive, ma sparisce il prelievo sotto casa per piloti e hostess. Durante le trattative a Palazzo Chigi la Cai del presidente Colaninno si è dimostrata irremovibile: "Il personale di volo andrà a Fiumicino con l'auto propria. E non più con il pullmino ". Una risolutezza che ha però catapultato la preoccupazione per il futuro sugli autisti dei comandanti, quelli che ogni giorno vanno a prenderli a domicilio per condurli allo scalo in tempo per il decollo. Da due mesi sono tutti senza busta paga. In totale duecento conducenti travolti per primi dalla crisi dell'indotto. Le due cooperative per cui stanno al volante, CoopSar e Urbe2000, hanno visto bloccate le fatture dall'Alitalia. Che ha fermato i pagamenti anche per altri fornitori, con molte ditte che da fine agosto hanno fatto ricorso a licenziamenti e cassa integrazione. Per gli autisti si profila un rischio paradossale: restare disoccupati dopo la firma che ha salvato la compagnia e i loro datori di lavoro. Il trasporto "h24" da casa al Leonardo da Vinci è uno dei privilegi di piloti e steward che più ha lasciato perplessa l'opinione pubblica in questi giorni di febbrili consultazioni. Dall'Appio a Fregene, un pullmino passa a prelevare comandanti e hostess per mollarli al varco equipaggi dell'aeroporto. Qui, proprio all'imbocco del piazzale che van e berline dai vetri oscurati percorrono passando sotto la torre di controllo, c'è il dazebao di protesta affisso dai lavoratori. Tra gli sfoghi, appare pure quello di un dipendente della CoopSar: "Noi, autisti dei piloti, da due mesi senza stipendio e non importa niente a nessuno ". Il prelievo, che serve per assicurare la puntualità delle partenze, costa all'Alitalia circa sette milioni di euro all'anno che il personale viaggiante rimborsa con una trattenuta in busta paga di 30 euro mensili. Il resto lo mette l'Alitalia. Cifre di cui Colaninno, che vuol portare i conti in pareggio, non vuole più sentir parlare. Ma piloti e steward considerano essenziale il servizio. "A Fiumicino non c'è parcheggio. E' impossibile garantire il rispetto degli orari se si corre l'assurdo rischio di non trovare posto per l'auto" allarga le braccia il portavoce Anpac Nelson Parreira sicuro che ci sia "lo spazio per trattare ancora, in vista della firma del contratto di lavoro ". La fattura bloccata alla CoopSar è di 900 mila euro: "In pratica due mensilità" conteggia piuttosto angosciato Giulio Menghini, il presidente della cooperativa che, oltre a comandanti e hostess, ha come clienti, grazie a un accordo con la Camera dei Deputati, anche i parlamentari. L'autista non nasconde la preoccupazione per il futuro: "La nostra è una cooperativa nata e cresciuta in funzione di Alitalia. Assurdo smettere adesso che la compagnia è nuovamente pronta per decollare ". Alessandro Fulloni Privilegio Un pulmino per il trasporto-piloti.

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<Piano serio, il governo ci aiuti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-29 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Bilancio In consiglio comunale arriva il documento del sindaco: "Parte la fase dello sviluppo" "Piano serio, il governo ci aiuti" Alemanno oggi illustra le misure antideficit. Il Pd va all'attacco I consiglieri veltroniani accusano: perché non chiede all'esecutivo anche i 5 miliardi che toccano alla Regione di Marrazzo? I conti non tornano, Alemanno chiede aiuto al governo e Pd e Pdl si scontrano in una polemica che dura da mesi e proprio non accenna a placarsi: "Pronti ad abbandonare l'aula - dice il consigliere del Pd Paolo Masini - perché siamo stanchi di Alemanno che invece di aiutare la città, come ha dimostrato il caso Alitalia, si occupa di queste mosse propagandistiche". Alemanno oggi sarà in aula per presentare il piano di rientro - abbondantemente anticipato tre giorni fa dal Sole 24 ore - e ieri ha ribadito che "è un piano molto impegnativo, molto serio e richiede l'aiuto del governo per poter essere risolto". E però in molti, a sinistra, gli rimproverano di non aver chiesto "l'aiuto del governo" per i 5 miliardi attesi dalla Regione come trasferimenti ordinari: anche perché "una parte di quei soldi sono destinati a Roma", dice Masini. In ogni caso, Alemanno ha aggiunto che si tratta di "recuperare il debito accumulato dalle precedenti gestioni". Ecco, è questo che il Pd non tollera: per oggi alle dieci l'ex sindaco Walter Veltroni ha convocato l'ex assessore Marco Causi e i consiglieri comunali che si occupano di bilancio. Soprattutto, faranno notare "che Alemanno parla di 8,6 miliardo di buco: e però 6,8 è l'ammortamento del debito del Campidoglio che dura ancora per una quarantina d'anni. Dopo le prossime elezioni - sorride Masini - il nuovo sindaco si lamenterà di quei 6,8 di debito? Li attribuirà alla cattiva gestione di Alemanno?". Rimangono 1,8 miliardi: "Rimane 1,8 perché Alemanno a quanto pare ha finalmente capito che non poteva aggiungere anche le linee della metropolitana... e 1,8 è una cifra fisiologica per un comune come il nostro. E poi ci sono 3,2 miliardi di attivo: di quelli Alemanno non parla mai... Come ripeto, siamo di fronte all'ennesima iniziativa propagandistica: per questo, prima che comincerà, sarò pronto a lasciare l'aula". Il sindaco, però, non si scompone: "Cominceremo a tracciare - ha annunciato ieri Alemanno - le linee dello sviluppo, quindi un momento di svolta che rappresenta la fine della gestione commissariale del comune di Roma. Partirà così una fase centrata sul risanamento e sullo sviluppo ". Tra i consiglieri, la polemica s'infiamma: i consiglieri comunali Marroni e Ferrari (Pd) si lamentano perché "il piano anticipato al Sole 24 ore dimostra l'assoluta mancanza di rispetto di Alemanno per il Consiglio comunale". Risponde loro il presidente della commissione Bilancio, Federico Guidi: "Spiace constatare che così esperti consiglieri comunali, come Ferrari e Marroni, non conoscano le differenze derivanti dalle attività di un Commissario di governo da quelle di un sindaco e con esse le differenze di un piano di rientro da un'attività ordinaria di Consiglio. Il grande rispetto che il sindaco Alemanno nutre per il consiglio comunale è alla base della sua decisione di illustrare all'aula, prima di portarlo a Palazzo Chigi, non solo il piano di rientro dal deficit ma anche le linee di sviluppo. Consigliamo dunque all'opposizione di evitare simili polemiche strumentali dal momento che, ora come mai, è necessario archiviare il passato non ripetendo gli errori che hanno causato questo grave squilibrio finanziario e soprattutto impostare per la prima volta una vera politca di programmazione capace di far decollare Roma". Ricapitolando: il piano serve a ripianare gli 8,6 miliardi di euro accumulati in Campidoglio fino al 28 aprile scorso, tra passività pregresse per un disavanzo di 1,8 miliardi e un debito con ammortamento pari a 6,9 miliardi. In contemporanea partirà un piano di sviluppo per Roma che prevede risparmi: controllate di primo e secondo grado ridotte del 50 per cento (tranne Acea), accorpamento di Atac e Met.ro, tagli delle spese, lotta all'evasione fiscale. "Non sono previsti licenziamenti tra i dipendenti comunali spiega Alemanno - ma sarà rallentato il turn over per ridurre il personale e sarà avviato un negoziato con i sindacati per rivedere il piano delle assunzioni". Alessandro Capponi.

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ALITALIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 29-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-29 num: - pag: 25 categoria: BREVI ALITALIA La statalizzazione Caro Romano, i suoi argomenti a favore di una compagnia di bandiera sono condivisibili. Ma se l'interesse nazionale domina sulla logica del profitto perché privatizzare il servizio? Non sarebbe meglio una compagnia di proprietà dello Stato? Natalino Brivio natalino.brivio@fastwebnet.it Perché negli ultimi due decenni i governi si sono dimostrati incapaci di assicurare agli amministratori di Alitalia i poteri necessari per una gestione aziendale della compagnia. SENATO La riforma Caro Romano, tra le riforme costituzionali del nostro Paese quella del superamento del bicameralismo perfetto ha senz'altro una posizione preminente. Due camere con le stesse funzioni e uguali poteri finiscono per appesantire e rendere difficoltoso il processo legislativo. Su questo mi sembra che ormai vi sia larga concordanza tra tutte le forze politiche. Sulla soluzione del problema il dibattito è invece ancora aperto, almeno per quanto attiene alle funzioni del nuovo Senato, posto che il potere legislativo dovrebbe restare in esclusiva alla Camera dei deputati. Mi chiedo se, intervenendo in materia, sia proprio necessario mantenere il bicameralismo, in considerazione anche della realtà nuova, rispetto al periodo costituente, dell'integrazione dell'Italia nell'Unione Europea. Peraltro si parla tanto di contenimento della spesa pubblica. L'abolizione della seconda camera, senza dover necessariamente pensare ad attribuirle nuove funzioni, non sarebbe anche una significativa opportunità di risparmio per le finanze statali? Brunello Passaponti, Pisa In uno Stato federale il Senato può diventare una Camera delle Regioni e svolgere una funzione importante. Ma questo mutamento richiede pur sempre una considerevole diminuzione del numero dei membri. è questa probabilmente una delle ragioni per cui la riforma, pur essendo condivisa da esponenti della destra e della sinistra, è così difficile da fare. DIPLOMI SCOLASTICI Maggiore serietà Ritengo sia urgente restituire valore e serietà ai diplomi di maturità, che potrebbero così sostituire molte delle attuali lauree brevi, spesso inconsistenti. Ritardare l'ingresso nel lavoro e creare false aspettative attraverso una liceizzazione dell'Università rappresenta un danno sociale. L'indipendenza economica viene raggiunta in età troppo avanzata e le conseguenze demografiche sono, come tutti sanno, disastrose. Prima delle scellerate riforme sessantottine, quando la scuola era più seria e selettiva, bastavano quattro anni di scuola magistrale per formare un buon maestro, che sapeva pure di latino. Ora non bastano una laurea e una specialità per insegnare la grammatica o saper scrivere in italiano. Omar Valentini, Salò (Bs) ENTI CREDITIZI La vigilanza I politici Usa stanno litigando per approvare un urgentissimo e indispensabile piano finanziario da 700 miliardi di dollari, per tamponare la crisi in atto e scongiurare ripercussioni a catena su altri comparti produttivi americani. Il Fondo monetario internazionale, intanto, ha richiesto la predisposizione di piani di emergenza per la zona euro esortando l'Europa a modernizzare la propria vigilanza bancaria. Il tutto con costi esorbitanti per le nostre banche centrali. è paradossale che oggi si ricerchi una modernizzazione della vigilanza e che nessuno chiami in causa gli organi preposti, predisposti e pagati per svolgere esclusivamente azioni di verifica preventiva su enti creditizi e finanziari. Nessuno dei sorveglianti ha pagato per l'"omessa vigilanza", rimanendo ancora oggi ben incollati alle comode poltrone dirigenziali, aspettando, che una nuova crisi etica generi la prossima crisi economica. Andrea Sillioni Bolsena (Vt) ALCOL E DROGHE Calcolo dei danni Si parla molto e assai giustamente di morti sul lavoro, di morti per violenze domestiche e altre tristissime vicende ma esiste un calcolo delle morti causate da persone in stato di alterazione da alcol o stupefacenti? E dei costi anche economici che ciò comporta? Claudio Sacchi claudiosacchi@ mobileemail.vodafone.it NEL NOSTRO PAESE La mania del gioco Mi sono accorto che ogni giorno, a tutte le ore, ci sono tantissime persone di ogni età, estrazione sociale e reddito che giocano fior di quattrini al Lotto, gratta e vinci e superenalotto. Basta entrare in una qualsiasi tabaccheria, edicola di giornali e ipermercato per rabbrividire nel vedere tanti italiani che regalano allo Stato tanti milioni di euro e poi si lamentano che non arrivano alla quarta settimana del mese. Nessuno ne parla, tutto tace. Ma il numero dei depressi e di coloro con problemi economici seri nel nostro Paese aumenta a dismisura. Eupremio Guadalupi eupremioguada@inwind.it ANZIANI Vittime di furti Rubare è sempre indegno, ma truffare gli anziani è proprio orribile. Solo nella città di Bologna il numero delle frodi ha fatto registrare 100 casi. Le più colpite sono le donne. I truffatori scelgono le vittime nei supermercati, nei mercati rionali o nelle zone residenziali. Si appostano. Spiano. Poi scatta il raggiro. Quasi sempre nelle prime ore del mattino o nel primo pomeriggio. I sistemi sono noti, ma funzionano ancora: gli impostori si trasformano in tecnici del gas e dell'Inps o si fanno passare per carabinieri in borghese. Non è mai sufficiente ripetere di fare molta attenzione. Fabio Sìcari, Bergamo.

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Alitalia, firmano anche le hostess colaninno: gara per il partner - lucio cillis a pagina 24 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

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Ma i sindacati annunciano un referendum tra i lavoratori Alitalia, firmano anche le hostess Colaninno: gara per il partner LUCIO CILLIS A PAGINA 24 SEGUE A PAGINA 24.

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Brindisi con veronica e coccole ai nipoti per i 72 anni silvio inaugura la nuova villa - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

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Nella residenza sul lago Maggiore un'altra collezione di piante e arbusti. Telefonate di auguri anche dagli ex alleati Casini e Follini Brindisi con Veronica e coccole ai nipoti per i 72 anni Silvio inaugura la nuova villa "Io dittatore? Ma allora farei un decreto per tenere Alessandro sempre così piccolino..." La battuta a una coetanea madre di una sua fans: "Noi del '36 siamo una classe superiore" RODOLFO SALA DAL NOSTRO INVIATO LESA - Via da tutto. Nel giorno del suo settantaduesimo compleanno, Silvio Berlusconi sceglie la calma familiare nell'ultima dimora scovata in riva al lago Maggiore. A Villa Campari (già Villa Correnti) ci sono quasi tutti: Veronica, i figli Marina, Piersilvio, Luigi e Barbara, la pletora di nipotini, con l'ultimo nato, Alessando di dieci mesi, che fa impazzire Silvio. Il nonno se lo mangia con gli occhi: "Veltroni dice che sono un dittatore, se lo fossi davvero farei subito un decreto per tenerlo sempre così, piccolino e adorabile". Il Cavaliere, girocollo e pantaloni blu, arriva in elicottero poco dopo mezzogiorno, qualcuno ha scritto "Auguri Silvio" sul muro della casa a fianco, altri su una barca che passa lì sotto. Il primo a farglieli, per telefono, è stato Fini, ma pure dall'opposizione hanno chiamato: Casini e Follini. Viene a porgerli di persona il sindaco di Lesa, Roberto Grignoli (lista civica di centrodestra). Sala apparecchiata per 14, e fiori dappertutto. "Guardi che splendore, questa casa l'hanno venduta solo perché a comprarla ero io". Poi la visita guidata in giardino, con "52 tipi di piante e arbusti", statue incastonate nelle siepi, piscina, tennis, reparto benessere ed eliporto. Veronica, completo marron e aria pallida, prende un aperitivo sul terrazzo, tiene a bada i due figli di Marina e tesse le lodi della location: "Questo posto dà un grande senso di pace, se qualcuno trova triste il lago in questa stagione è solo perché ha l'umore un po' basso". L'umore del premier oggi sembra alle stelle. E non solo per il derby vinto dal Milan. Alitalia - lui ne è certo - risorgerà "grazie a me, e pensare che mi prendevano in giro quando parlava di cordata italiana", l'Ici abbassata "e adesso penseremo alle altre tasse", il carovita che sarà aggredito "perché sto mettendo a punto un accordo con grande distribuzione e commercianti", il federalismo fiscale che "riequilibrerà il divario tra Nord e Sud". Insomma, bisogna stare tranquilli e sereni, come lo è lui oggi. E dare l'esempio agli italiani sempre in giro per il mondo a cui possono capitare guai: "La liberazione dei nostri ostaggi è un grande sollievo, ma le vacanze meglio farle in Italia, anche per questo ho preso casa qui sul lago Maggiore: si sta bene e si risparmia". In giardino servono champagne e stuzzichini, Alessandro chiama il nonno, "una parola che ha imparato prima di dire mamma e papà", Piersilvio scruta il lago e il cameriere porta un telefono. E' Gianni Letta, Berlusconi tenta di mettere in viva voce, ma non ci riesce: " E dove l'avete comprato ?sto coso, da una coop rossa?". "Anche le assistenti di volo - dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio - ti fanno gli auguri: hanno appena firmato l'accordo con Cai". E' a quel punto che Berlusconi attacca Veltroni: "Epifani voleva firmare, lui glielo ha impedito, e D'Alema gli ha dato del matto. Poi ha visto che l'85% degli italiani era per l'accordo, e allora ha ordinato il contrordine al leader Cgil". Non c'è niente da fare: "Io Walter lo conosco da tanto, neppure in campagna elettorale ho creduto che volesse davvero inaugurare una nuova stagione di dialogo". Dopo la festa, l'incontro con alcuni sostenitori in attesa da ore davanti alla villa. Il premier ha anche accettato di parlare al telefono con la mamma di una signora del gruppo dei fans, pure lei nata il 29 settembre . "Va anche lei a ballare stasera?" ha scherzato. "Noi del ?36 siamo una classe superiore, altro che i giovani d'oggi".

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La tempesta nei cieli che ha diviso l'italia - francesco merlo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cultura Democrazia Armonia Noi italiani, figli di padri lenti che non viaggiavano ma emigravano sul transatlantico, nel 1947 scoprimmo il volo di linea Almeno nel nome , Alitalia siamo stati davvero imbattibili. E infatti tutti dicono che le sole ali che fanno volare l'Italia sono quelle della fantasia La tempesta nei cieli che ha diviso l'Italia Una compagnia aerea in crisi e un paese coinvolto in un dibattito infinito. è la potenza di un marchio ma anche del mito del volo, come ci insegna la sua lunga storia FRANCESCO MERLO Per noi italiani che non siamo nati in mezzo alle autostrade e agli spazi aperti, e che la libertà e il progresso li abbiamo scoperti a poco a poco, Alitalia non era solo il nome di una compagnia aerea ma il sinonimo del verbo volare. C'è dunque il fallimento di una fantasia nella bruttissima parola Cai, molto peggio di una turbolenza nella memoria di quegli italiani che, nati nella seconda metà del secolo scorso, scoprimmo con il volo di linea (1947) l'ascensione laica, quello stare sì con la testa in aria ma non più come il filosofo che finiva con l'inciampare e col cadere per terra, su quella dura terra della quale non riusciva a liberarsi. E invece noi, con settemila lire di biglietto, compravamo la trascendenza secolarizzata e il movimento verticale, quello che negli ascensori e nei grattacieli diventava lievitare a vista, noi che eravamo figli di padri lenti e dolenti che non viaggiavano ma emigravano sul transatlantico della speranza oceanica, noi che eravamo nipoti di nonni che si muovevano solo per le guerre di fanteria o a fatica si trascinavano con le masserizie dalla campagna alla città. E all'improvviso volavamo, non solo fisicamente ma anche socialmente. Cominciammo infatti a volare tutti, come prima facevano solo i capi di Stato e i grandi attori, tutti come i ricchi e come le belle donne, più in alto delle classi e delle resistenze dei nobili, degli agrari, dei vecchi padroni e dei nuovi padroncini. Il volo ci diede la mobilità fisica e mentale. Volare fu per noi un esercizio di democrazia, la possibilità di alzarci e di rialzarci; la sfida, non solo tecnica, di dare consistenza all'inconsistenza. E non pensiate che sia retorica: c'è un nesso storico tra i voli di linea e i voli pindarici, come ce n'è un altro tra l'accorciamento delle distanze e i pensieri non ideologicamente corretti e, ancora, tra le trasgressioni linguistiche o concettuali e l'universo stipato nel bagaglio a mano. Così oggi, anche per noi, volare non è più l'azzardo punito dalla cultura classica che mostrificava il portento con le ali, come la Fama nel quarto libro dell'Eneide: "è un mostro orribile, immenso, rapido d'ali e di piedi, / coperto di penne... la notte vola a metà tra cielo e terra stridendo nell'ombra". Volare è, al contrario, la prova che persino quell'irresponsabile di Icaro avrebbe potuto farcela perché tutti abbiamo diritto a mettere le ali, non solo Gabriele d'Annunzio o il Barone rosso o il trasvolatore Lindbergh... Volare è la blue hour della democrazia, l'ora del rompete le righe, è l'accesso alla luce che incanta i fotografi e i pittori, e non solo quelli della velleitaria aeropittura futurista (1929). La blue hour è la luce che forse ha ispirato Dio ma anche Robespierre, se è vero che la Rivoluzione francese deve qualcosa alla mongolfiera che, inventata e realizzata nel castello della Muette nel 1783, abituò i parigini a vedere le cose dall'alto e a rovesciare la prospettiva. Insomma l'Alitalia fu per noi la scoperta del cielo, dello slancio vitale di Bergson, del tic di Freud e dell'uguaglianza di Marx, dell'ascensione nel blu dipinto di blu passando per la mezz'aria dove, all'andata e al ritorno, l'aereo balla, beccheggia e rolla perché entra in contatto con gli gnomi e con le fate d'aria, le silfidi che Italo Calvino descriveva "piccole di statura, con corpi di natura analoga a quella di una nube condensata o d'aria coagulata", aggiungendo però che "solo chi è dotato di una seconda vista li può percepire e sempre per brevi istanti perché appaiono e scompaiono a mezz'aria". Poi finalmente si vola nel blu, che è il colore del Novecento ed è la storia di un rovesciamento, è il sottosopra storico, è il cielo che ha ormai preso il posto della terra, è appunto il volo come enfatizzazione dei valori sociali, morali, artistici e religiosi. Negli anni Settanta la Savelli, la casa editrice specializzata in opuscoleria rivoluzionaria, denunziò in un libro di qualche successo, Il potere aereo, "la natura capitalistica del cielo e del sistema multinazionale imperialistico dello spazio", con un capitolo sull'Italia sottotitolato così: "Dall'ala littoria all'ala democristiana". Anche quelle dottissime ubriacature moleste potenziarono la nefasta filosofia della strada, la famosa (sotto) cultura on the road. Al contrario l'Italia era ancora malata di arretratezza e di sottosviluppo proprio perché non aveva creduto nel cielo (e nel mare) ed era rimasta miseramente piantata con i piedi per terra. E basti pensare all'opposizione che per decenni i generali dell'esercito italiano, in parte ottusi ma in parte sinceramente smarriti, avevano fatto a quella "diavoleria" della portaerei, la cui assenza ovviamente ci mise nei guai durante la Seconda guerra mondiale, proprio come spesso nella Nazionale di calcio ancora oggi ci mette nei guai l'assenza dei bombardieri di picchiata e dei trasvolatori di testa. Tra quei generali italiani c'erano Caviglia e Valori e "l'olimpico Badoglio" il quale sentenziava che la guerra la facevano "l'om, il mul, il fusil e il canun". Dunque solo nel dopoguerra il volo trasforma l'epoca on the road nell'epoca in the sky e segna, anche che per noi italiani, il trionfo definitivo di quel blu che i greci neppure vedevano e che i romani odiavano perché era il colore dei barbari, dei guerrieri celtici e germanici e delle orge delle donne bretoni, al punto che persino gli occhi blu erano, per Plinio, un difetto fisico ben peggiore della zoppia. E invece nel blu del volo ci sono il cristianesimo e la rivoluzione americana, il soldato blu e il dolce naufragare. E c'è la malinconia degli inglesi (feeling blue), il sentirsi ubriaco dei tedeschi (blau sein), la paura dei francesi (la peur bleu), e il blues, che è il canto al cielo dei neri americani. E ancora c'è l'identità di mare e cielo: il volo come fecondità, il volo come madre. Gli anni in cui noi italiani prendemmo il volo hanno il colore blu dell'Infinito che - attenzione! - è anche il colore dei jeans. Volare infatti è libertà, internazionalità, trasparenza e anche calcolo e altissima tecnologia. è la magia regolata dalla ragione e per la ragione, un concentrato di informazioni che prevedono e correggono l'errore. Volare è l'Occidente nei suoi valori più alti: la libertà dicevamo, che è innanzitutto libertà di movimento, e poi la velocità, la bellezza, la verticalità, ma anche lo spirito che si solleva sulle ali della fede. E noi che non siamo come i ministri Gelmini e Brunetta i quali amano i libri purché siano contabili, siamo felici di ammettere che almeno nel nome - Alitalia - siamo stati davvero imbattibili. Nulla a che fare con Air France o Swissair che rimandano non al volo, ma all'aria e dunque al soffocamento e alle vie respiratorie (British Airways) e perciò potrebbero anche essere fabbriche di bombole per ossigeno. Solo le ali danno certezza al volo, e noi le abbiamo messe persino ai porci. E infatti tutti dicono che le sole ali che fanno volare l'Italia sono quelle della fantasia e forse qualche volta ci sono stata accollate come debolezza, come prova di arretratezza e persino di amoralità, ma sicuramente sempre come specificità, come segno di identità nazionale. Ma ovviamente anche per volare di fantasia ci vogliono un'ala destra e un'ala sinistra: Gigi Meroni e Gigi Riva. Il primo volava come una farfalla (rileggete il libro che i suoi colleghi sociologi invidiano a Nando Dalla Chiesa) e il secondo volava come un bombardiere, rombo di tuono. Così vola la fantasia: o con la leggerezza e l'armonia della farfalla o con la forza e il ritmo della tempesta. Ebbene, sicuramente nella parola Alitalia c'era più armonia che ritmo, più leggerezza che forza, più vocali che consonanti e dunque più polpa che struttura ossea se è vero, come diceva Junger, che alle vocali va attribuito un carattere femminile e alle consonanti un carattere maschile. Forse dunque la sola maniera di salvare l'Alitalia sarebbe quella di seppellirla su una nuvola. Forse bisognerebbe mettere le ali a un altro nome per conservare la memoria di quel nome e di quel nostro volo che fu il volo di una vocale aperta (a) che planava su una consonante liquida (l), poi risaliva più in alto della dentale (t) e infine atterrava su un'altra liquida (l).

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Se l'aeroporto ora è un luogo - gabriele romagnoli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cultura Frequent flyer Non resta che perdersi in questa specie di autogrill che è diventato il duty free, in questo mall che è il terminal, poi la linea sposterà il gate di partenza, annuncerà un ritardo... Come è cambiato lo spazio analizzato da Augé SE L'AEROPORTO ORA è UN LUOGO GABRIELE ROMAGNOLI Il punto non è partire, né arrivare, ma volare. Quando l'aereo stacca l'ombra da terra, le hostess smettono di fornire istruzioni per una salvezza quanto meno improbabile, il pilota non ha niente da aggiungere, le luci si abbassano, a quel punto, ancora e sempre, vale la pena di essere lì. Perché volare mette la vita tra parentesi, dissolve l'identità (passeggero 2A, e amen), rende tutti gloriosamente precari, sospinge verso un raggiungibile altrove celeste. Prima e dopo, viene la tentazione di stracciare il passaporto. Il prima è fatto di fastidi e lungaggini aeroportuali. Lontano appare il tempo in cui Marc Augè definiva l'aeroporto un "non luogo". Si è appesantito, incarnato, affollato. Non è più uno spazio di passaggio, ma una sede. Bisogna arrivarci prima, affrontare pratiche più complesse. Il biglietto elettronico ha la suprema utilità di evitare il trasporto di un oggetto del peso di pochi grammi (spesso annullata dal consiglio di portare con sé la ricevuta fornita dall'agenzia o del vettore). Il check in via Internet è limitato da confini così stretti da renderlo quasi impossibile. Quello alle macchinette nella sala del terminal ispira una tale diffidenza che nessuno si avvicina e le compagnie sono costrette a dislocare hostess per "aiutare nell'espletamento delle procedure". Ma se non basta inserire la carta da frequent flyer e ritirare quella d'imbarco, che semplificazione è mai? Tanto vale andare ai normali banchi del check in, anche se ne funziona la metà benché la fila occupi mezza hall, anche se lo sportello dedicato ai possessori di tessere fedeltà concede il privilegio di procedere più lentamente che in quelli "ordinari". L'aeroporto ha acquisito la "non levità" di un ufficio postale. Chiunque ci lavori (non solo chi indossa divise Alitalia) ha spento il sorriso e acceso la valvola dello scontento. Non si sente più coinvolto in un'avventura della specie (volare, santo cielo, agli umani non era prescritto), piuttosto impiegato in una funzione fin troppo pubblica. Se lo sportello è una pena, il metal detector è peggio. Vale l'incertezza del diritto: non c'è aeroporto che abbia le stesse regole in fatto di cinture e scarpe (tenerle o toglierle?), personal computer (in borsa? fuori? in vaschetta a parte?), flaconi e portafogli. Ma gli addetti sono convinti che non sia così perché per loro quello è l'aeroporto unico e se tu, passeggero, pensi di poterti comportare come in qualche altro, sbagli e vai corretto senza indugio né cortesia. Ma è fatta, ora non ti resta che perderti in questa specie di autogrill che è diventato il duty free, in questo mall che è il terminal (senza neppure il sollievo di una multisala cinematografica). Se non hai accesso a una delle lounge per "trasvolatori assidui" ti resta il bivacco tra poltrone sempre più rade per far posto ai negozi, o il pellegrinaggio dall'una all'altra delle vetrine uguali a quelle del luogo da cui provieni. Poi la linea aerea sposterà il gate di partenza, annuncerà un ritardo, se voli low cost rischierai l'underbooking e partirai otto ore più tardi con un volo che non abbia metà dei posti vuoti. Molto tempo dopo arriverai a destinazione. Raggiungerai il più sveltamente possibile l'ufficio immigrazione, ma la fila per non residenti sarà indicata male e dovrai tornare indietro e accodarti ai trenta che avevi superato. Arrivato allo sportello scoprirai che a bordo non ti hanno dato tutti i moduli necessari e dovrai di nuovo arretrare per compilare quello verde, mentre la tua valigia verrà sbarcata dal nastro riconsegne (non essendo qui Fiumicino, i tempi del suo arrivo eguagliano i tuoi) e lasciata alla mercé di chiunque. Se la ritroverai, ti resterà soltanto da uscire e combattere con la coda dei taxi di qualunque aeroporto del pianeta (tranne Singapore). Quando infine ti rilasserai sul sedile, raccogliendo energie in vista della discussione finale sul prezzo della corsa, l'entità della mancia, la maniera di maneggiare i bagagli, ti chiederai: "Valeva la pena fare tutto questo per arrivare fin qui?". La risposta sarà sì, perché nella memoria restano ore senza la congestione degli aeroporti, della città, della vita stessa. Ore senza lo squillo di un cellulare, l'invio di una e-mail, la sigla di un tg. Lontano da chiunque, accanto a uno/a sconosciuto/a al quale avrai avuto la decenza di non rivolgere neppure una parola, manco di saluto. Augè dovrebbe rivalutare questo: il non-tempo nel non-spazio, sospesi in alta quota a guardare anche tre film di seguito, a giocare con se stessi a Chi vuol essere milionario? sul monitor e gioire per aver vinto qualcosa che non c'è. A leggere con le cuffie in testa, scrivere con la penna sulla carta, dormire con una mascherina colorata sul volto. A pensare che se anche si precipita, almeno i patti sono chiari: non se ne esce vivi, sciancati, ustionati. A sognare di non arrivare mai, perché quello sì (non partire) è un po' morire. Vivere è, invece, volare.

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Expo, la promessa di berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Milano Il premier: passata l'Alitalia, ora ci mettiamo la testa. Ma Castelli conferma i timori sui tagli per le opere milanesi Expo, la promessa di Berlusconi "A giorni il decreto". Penati: no alla Bracco presidente di Soge Il decreto che definisce la governance dell'Expo dovrebbe finalmente arrivare. Almeno stando alle parole di Berlusconi che ieri ha detto: "Passata la vicenda Alitalia, possiamo finalmente metterci la testa. A giorni arriverà il decreto". Con un Ignazio La Russa, ministro della Difesa, che ha specificato: "Potrebbero esserci novità già nel primo consiglio dei ministri di ottobre perché da oggi l'Expo è la priorità del governo". Sui finanziamenti per le infrastrutture invece interviene Roberto Castelli, sottosegretario alle Infrastrutture, che conferma il rischio che aleggia sui fondi per Milano: "Temo i tagli, ma alla fine le opere si faranno". SERVIZI ALLE PAGINE II E III.

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Angelo foletto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Milano ANGELO FOLETTO Sul sito Internet della Scala, al giorno 1 ottobre, per Dame aux camélias c'è ancora la schermata "prima", e il pulsante "acquista biglietto". Vallo a spiegare a chi s'era dovuto sottoporre alla full-immersion Internet per acquistare con anticipo il tagliando online che l'appuntamento con Lucia Lacarra e Roberto Bolle a questo punto difficilmente ci sarà? Non tanto chiarire le ragioni dell'agitazione, cosa che in tempi di questione-Alitalia è già un argomento spinoso, quanto far digerire che la serata speciale a teatro andrà probabilmente rimpiazzata con la solita poltronata televisiva o ordinaria uscita in pizzeria. SEGUE A PAGINA IV.

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Il governo rassicura milano "ora l'expo è la nostra priorità" - teresa monestiroli rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Milano Il governo rassicura Milano "Ora l'Expo è la nostra priorità" Berlusconi: a giorni il decreto. A Formigoni un posto in cda Penati contro la presidenza Soge a Diana Bracco "Rappresenta gli imprenditori, non può gestire soldi pubblici" TERESA MONESTIROLI RODOLFO SALA Chiusa la partita Alitalia, ora tocca all'Expo. A garantire tempi rapidi per firma del decreto che fisserà la squadra di comando dell'Esposizione 2015 è il presidente del consiglio Silvio Berlusconi che ieri, sul lago Maggiore per festeggiare i suoi settantadue anni, ha dichiarato: "Passata la vicenda Alitalia, possiamo finalmente metterci la testa. A giorni arriverà il decreto". E Ignazio La Russa, ministro della Difesa, specifica: "Potrebbero esserci novità già nel primo consiglio dei ministri di ottobre, perché da oggi l'Expo è la priorità del governo". Da mesi Milano aspetta il decreto. Soprattutto il sindaco, Letizia Moratti, che si è spesa per conquistare la vittoria su Smirne e che per tutta l'estate ha combattuto una battaglia interna nel centrodestra per la spartizione delle poltrone. Ora sembra che le pedine siano (quasi) a posto. Il premier ha confermato che i nomi usciti nei giorni scorsi sono quelli giusti e che Paolo Glisenti "sarà l'amministratore delegato dentro il consiglio di amministrazione". Ormai, ha detto, "non è difficile trovare un accordo". Un po' in ritardo, certo, ma il governo finora ha avuto altro da fare. "Ci stiamo lavorando - conferma Luigi Casero, sottosegretario all'Economia - l'Expo è certamente una priorità per Milano, ma non per il Paese. Prima c'era di risolvere l'emergenza Alitalia". Per arrivare alla firma conclusiva, tuttavia, c'è stato un altro accordo: quello tra il sindaco e il presidente della Regione che, dopo settimane di trattativa, ha ottenuto un suo rappresentante nella Soge. Una decisione condivisa da Berlusconi: "è giusto che la Moratti, essendo stata l'artefice della vittoria, abbia la mano migliore. Ma è altrettanto giusto che Formigoni, che dà il 20 per cento, abbia un posto nel cda". A questo punto dovrebbe essere solo una questione giorni, poi la macchina potrà mettersi in moto. Anche se dal centrosinistra piovono ancora critiche. Filippo Penati, presidente della Provincia, ha denunciato il "grave ritardo" dovuto a scelte sbagliate "che generano pasticci istituzionali". Lo era l'amministratore unico prima e lo è ora, secondo Penati, Diana Bracco alla presidenza della Soge. "Nominarla sarebbe un errore - ha detto - e non per le sue qualità personali e professionali, ma perché la Soge gestirà 4 miliardi di soldi pubblici ed è sbagliato che a occuparsene sia il massimo rappresentante degli interessi degli imprenditori lombardi". Il deputato del Pd Vinicio Peluffo aggiunge: "L'Expo rischia di diventare il più grande ingorgo della storia dell'umanità". Berlusconi ieri ha anche dato qualche anticipazione sulle candidature per le prossime provinciali, escludendo Laura Ravetto, "brava ma troppo giovane. Dovrà aspettare il prossimo giro". Per Viviana Beccalossi, invece, ci sono molte chance a Brescia, ma questo taglierebbe fuori Riccardo De Corato a Milano, anche lui di An. In Regione, invece, Berlusconi ha speso una parola per il ministro Mariastella Gelmini, "che sta lavorando molto bene".

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Sei mesi di litigi e adesso mancano i soldi per il metrò - roberto rho (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Milano Consiglio comunale Infrastrutture Palazzo Marino Finanziaria Sei mesi di litigi e adesso mancano i soldi per il metrò La gestione Moratti in corto circuito Il primo cittadino in aula si vede poco, mai per questioni spinose come derivati o aeroporti Milano aspetta i fondi per i secondi lotti delle linee 4 e 5 e per la futura ferrovia tra Rho-Pero e Malpensa Con il siluramento di Tiziana Maiolo la giunta ha perso il terzo membro in due anni Ai vertici di Fi chiederà se è vero che in Finanziaria non c'è traccia dei fondi per il 2015 Il 31 marzo la vittoria di Parigi, poi solo grane: le poltrone saltate in giunta, una macchina comunale che fa acqua, le polemiche con il governatore e con Roma ROBERTO RHO (segue dalla prima di Milano) E fotografa con nitidezza la congiuntura milanese. Sei mesi fa, come oggi, il sindaco festeggiava a Parigi la vittoria nella corsa con Smirne per l'aggiudicazione dell'Expo. Il punto più alto dei suoi due anni di governo. Una vittoria fortemente voluta, inseguita da un continente all'altro, alla quale la Moratti ha sacrificato l'amministrazione della città e dei suoi guai quotidiani, affidati al vicesindaco Riccardo De Corato e a una macchina comunale che si è dimostrata assai meno efficiente di quanto il sindaco sperasse. Dal 31 marzo in avanti, solo grane. Ricapitoliamo. Con il siluramento di Tiziana Maiolo, assessore alle Attività produttive, la Moratti ha perso il terzo membro del suo governo in due anni: prima della Maiolo, se n'era andata l'assessore alla Salute Carla de Albertis ed era stato malamente cacciato l'assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi. In due casi su tre la Moratti non ha riassegnato le deleghe. E nel caso della Cultura l'interim dura da mesi. Non è l'unica anomalia, giacché fa capo al sindaco anche la delega al Bilancio. I problemi, però, non finiscono in giunta. Il principale dirigente del comparto Bilancio-Finanze-Partecipate lavora sotto la spada di Damocle del caso derivati. Se la Moratti si convincesse che nel cuore dell'amministrazione c'è stata in passato qualche trascuratezza nel doveroso controllo di quei contratti capestro con le banche internazionali, allora per la dirigente del settore si aprirebbe una seria prospettiva di trasferimento. è già stato sostanzialmente rimosso il dirigente responsabile del settore Servizi informativi, che ha pagato i pasticci nella prima fase di attuazione del piano-Ecopass. E soprattutto è scoperta la poltrona di numero uno della macchina comunale, dopo le dimissioni di Giampiero Borghini. Insomma, la squadra fa acqua da tutte le parti. Il sindaco non dà cenno di curarsene, concentra su di sé fatiche e responsabilità forse superiori alle forze di una singola ? per quanto ferrea ? persona e fatica a mascherare la sua genetica indifferenza per le istituzioni. Le sue presenze in Consiglio comunale si contano sulle dita di una mano. Tanto sollecita a raccogliere gli applausi all'indomani della vittoria sull'Expo, la Moratti si nega regolarmente ogniqualvolta c'è da affrontare una questione spinosa, dagli sciagurati contratti derivati al futuro degli aeroporti o al rimpasto di giunta. "A partire da giovedì 16 ottobre il sindaco sarà disponibile a intervenire in Consiglio comunale su diversi temi di importanza rilevante per la nostra città, tra cui l'Expo e il caso Alitalia. Prima di quella data il sindaco sarà all'estero", ha annunciato il 23 settembre scorso il vicesindaco De Corato. Nei 23 giorni che intercorrono tra l'annuncio di De Corato e la possibile apparizione di donna Letizia a Palazzo Marino, il tempo per incontrare Forza Italia ? che reclama per sé la scelta del nuovo assessore alle Attività produttive e forse anche lo "spacchettamento" della delega al bilancio e la sua attribuzione a uno dei consiglieri azzurri ? la Moratti lo ha però trovato. Ieri sera e, di nuovo, quest'oggi. Avrà forse in questo duplice appuntamento anche l'occasione di parlare dell'Expo. Nonostante le reiterate rassicurazioni, perfino ? ieri ? quelle del premier, il decreto del governo non è alle viste neppure questa settimana. E forse il sindaco avrà l'occasione per chiedere ai vertici locali di Forza Italia, che in alcuni casi sono anche dirigenti nazionali e membri del governo, se corrisponda al vero la notizia secondo cui nella Finanziaria non c'è traccia, o ce n'è una assai più labile del previsto, dei fondi promessi per le opere necessarie alla costruzione dell'Expo. Milano aspetta, in particolare, i finanziamenti per i secondi lotti della metropolitana 4 e 5 e per la linea ferroviaria che collegherà il padiglione fieristico di Rho-Pero con Malpensa. Insomma, mentre la Moratti presenta all'Onu il grande progetto Expo 2015 e rassicura il Kenya che Milano rispetterà gli accordi di collaborazione di lungo periodo, la città rischia di restare con gli scavi per le nuove linee del metrò aperti e senza un collegamento tra fiera e aeroporto. Per non parlare di Pedemontana, Brebemi e tangenziali. Forse il tempo dedicato a litigare con Formigoni, con i partiti e con il governo stesso sulle poltrone nel cda della società di gestione dell'Expo ? senza che in sei mesi si sia riusciti a trovare il bandolo ? avrebbe potuto più utilmente essere impiegato per portare a casa qualche risultato concreto per la città. Per Milano, prima che per Nairobi.

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BERLUSCONI: PRONTO IL DECRETO PER L'EXPO DAREMO PIÙ SPAZIO ALLA REGIONE (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-30 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il presidente del Consiglio "Provincia? Candideremo Podestà" BERLUSCONI: PRONTO IL DECRETO PER L'EXPO DAREMO PIù SPAZIO ALLA REGIONE di MARCO CREMONESI "Da domani ci rimettiamo di lena al lavoro sull'Expo. Il decreto è ormai pronto, a giorni lo pubblicheremo". Sul lago Maggiore, un Silvio Berlusconi rilassato (foto), esterna a tutto campo. Su Expo, Milano, Moratti ed Alitalia. Sulla soluzione prospettata per la governance della società: "è giusto che la Moratti abbia la mano migliore, se Milano ha ottenuto l'Expo è merito suo". Su Paolo Glisenti: "Sarà l'ad, nell'ambito del consiglio d'amministrazione". Sul sindaco: "Ha una storia da imprenditrice, è benestante, se sceglie di stare lì è perché vuole fare bene. Se sorgono dei problemi...". A PAGINA 2.

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Berlusconi: Expo? Pronto il decreto Giusto dare più spazio alla Regione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: Expo? Pronto il decreto Giusto dare più spazio alla Regione "Candidato pdl per la Provincia? Il primo è Podestà" Il premier: "Glisenti sarà l'amministratore delegato, nell'ambito del consiglio d'amministrazione" DAL NOSTRO INVIATO LESA (Novara) - "Da domani ci rimettiamo di lena al lavoro sull'Expo. Il decreto è ormai pronto, a giorni lo pubblicheremo ". Silvio Berlusconi siede in pieno relax nel giardino della spettacolare villa Campari, a Lesa, sul lago Maggiore. La famiglia è già arrivata quasi tutta, e Gianni Letta gli ha appena comunicato che anche le assistenti di volo hanno sottoscritto la proposta Cai. "Sapete – spiega – in questi giorni non abbiamo potuto staccarci dalla vicenda Alitalia, ma ora siamo pronti a ripartire". Peraltro, la soluzione prospettata per la governance della società al premier sembra quella "più equilibrata. è giusto che Letizia Moratti abbia la mano migliore, se Milano ha ottenuto l'Expo è merito suo. Ma è anche giusto che Formigoni, visto che partecipa alla società per il 20%, possa esprimere una persona di sua fiducia nel consiglio d'amministrazione". Risolta anche la questione legata al nome di Paolo Glisenti: "Sarà l'amministratore delegato, nell'ambito del consiglio d'amministrazione". Il premier dà un giudizio positivo sull'operato del sindaco. Anche quando "licenzia" qualche assessore: "Sapete come è: Letizia Moratti ha una storia da imprenditrice, è benestante, se sceglie di stare lì è perché vuole fare bene. E se sorgono dei problemi...". Ma parlando di Milano, il premier già si proietta sulle prossime elezioni. Per la provincia, il Pdl non ha ancora un candidato: "Il primo è Guido Podestà, ma la decisione non è ancora stata presa, ci son parecchie cose di cui tenere conto e da incastrare". Smentita invece la voce che circola negli ultimi giorni: la candidata alla Provincia di Milano non sarà la bresciana Laura Ravetto. "è molto brava - spiega Berlusconi - ma ancora deve farsi un po'. In un partito, è importante anche riconoscere il lavoro svolto". A proposito di candidati. Già ora si parla parecchio del possibile successore di Roberto Formigoni alla guida della Regione: "Non è certo il momento di parlarne" si ferma il premier. Ma la possibilità di una staffetta tra l'attuale governatore e il ministro Mariastella Gelmini è reale? Il premier si rilassa: "Mariastella è non brava, bravissima, e attenzione: lei si è fatta tutta la gavetta". E dunque? "Dunque, non se ne è neppure iniziato a parlare". C'è ancora il tempo per parlare di elezioni europee. Ma al premier sarebbe piaciuta la formula in uso in parecchi Paesi europei, quella di un'unica grande circoscrizione "ma alla fine - dice - credo che le circoscrizioni rimarranno cinque. Con lo sbarramento al 5 per cento e niente preferenze. Abbiamo bisogno di mandare a Bruxelles le persone con le giuste competenze". Via libera Il presidente Berlusconi è pronto a firmare il decreto per l'Expo 2015 Marco Cremonesi.

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Moratti: il rimpasto? Decido io (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Palazzo Marino Moratti: il rimpasto? Decido io "Ascolto tutti e poi prendo le decisioni che per legge prende il sindaco". Il sindaco Letizia Moratti non si sbilancia in vista dell'annunciato rimpasto di giunta, dopo le uscite degli assessori Vittorio Sgarbi e Tiziana Maiolo. Ieri sera la Moratti ha ricevuto a Palazzo Marino i leader cittadini di Forza Italia, Maurizio Lupi e Luigi Casero, per discutere le modalità del rimpasto: se deve essere solo la sostituzione della Maiolo per le deleghe del Commercio o se, come sostiene Forza Italia, può essere occasione per un rilancio della squadra durante il secondo mandato. Altra questione aperta è quella dei candidati alla successione: oltre agli esterni (in pole position c'è l'onorevole Maurizio Bernardo), vanno infatti considerati i problemi posti dal gruppo. La questione, insieme alle altre amministrative, verrà ripresa oggi nel corso del vertice che si svolgerà a Roma (per questioni logistiche e impegni della maggioranza degli invitati) con tutti i leader cittadini e regionali di Pdl, Lega e Udc. Della staffetta, che non si preannuncia imminente, hanno discusso ieri anche i leader del Pdl riuniti per presentare la Festa nazionale del partito di maggioranza, che si terrà al Lido dal 2 al 5 ottobre. Una serie di incontri e dibattiti ai quali prenderanno parte quasi tutti i rappresentanti del Governo, oltre al presidente della Camera, Gianfranco Fini e al premier Silvio Berlusconi, che sarà a Milano domenica prossima. A parte Luciano Violante, che prenderà parte ad un dibattito sulle riforme istituzionali, nessun leader del Pd è stato invitato malgrado gli intendimenti iniziali "perché ci hanno deluso e la loro dichiarata volontà di dialogo è stato solo uno specchietto per le allodole", spiega il ministro Ignazio La Russa. In programma, dunque, dibattiti su questioni nazionali, moderati dai direttore delle principali testate giornalistiche e televisive, "perché siamo pronti a rispondere a tutte le domande", assicura La Russa. E si discuterà anche del futuro di Milano, in apertura della Festa, insieme a Roberto Formigoni e Letizia Moratti. "Su Expo però - chiarisce La Russa - non avremo novità entro fine settimana. Anche se, risolta la questione di Alitalia, "questa diventa una priorità e ce ne occuperemo già in uno dei primi Consigli dei Ministri di ottobre". La festa avrà anche momenti di spettacolo. Si esibiranno Edoardo Bennato ed Enrico Ruggeri, che dedicherà il suo spettacolo alla causa tibetana, ma è in calendario anche un ricordo di Lucio Battisti affidato alla band "Canto libero ". Elisabetta Soglio.

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Berlusconi, Alitalia e il Pd: meno male che c'era D'Alema (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-30 num: - pag: 1 autore: di MARCO CREMONESI categoria: REDAZIONALE Politica Il premier: Veltroni spingeva Epifani al no Berlusconi, Alitalia e il Pd: meno male che c'era D'Alema LESA (Novara) - "Ma vi rendete conto? Epifani era già convinto di firmare il piano Alitalia. Veltroni ha fatto il diavolo a quattro per fargli dir di no. Poi anche D'Alema ha chiesto a Walter se fosse impazzito e così gli è toccato tornare indietro". Da Lesa, nella villa Campari appena acquistata sul lago Maggiore dove ha festeggiato il 72mo compleanno (e dove la moglie Veronica "ha scoperto il fascino del lago"), Silvio Berlusconi torna ad attaccare Veltroni (e a lodare D'Alema). E parla del governo: "Fila come un orologio, sembra un consiglio di amministrazione". A PAGINA 13.

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LA VECCHIA NARRAZIONE (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-30 num: - pag: 1 autore: di PIERLUIGI BATTISTA categoria: REDAZIONALE VELTRONI E IL PUTINISMO LA VECCHIA NARRAZIONE U n partito, oltre che dai suoi programmi e dalle sue linee di condotta, è necessariamente tenuto insieme da una "narrazione", da una chiave narrativa ed emotiva che legge simbolicamente il mondo e modella il lessico del suo popolo, ravvivandone il senso di appartenenza. La denuncia di Veltroni della deriva autoritario- putiniana in cui starebbe sprofondando la maggioranza di governo dimostra che se sul piano dei programmi e dei valori il Partito democratico ha portato a compimento una coraggiosa frattura con il passato, sul piano della "narrazione" appare invece ancora prigioniero degli schemi, degli automatismi mentali e del discorso retorico dell'oramai defunta Prima Repubblica. Riaffiora il disegno narrativo che prevede la descrizione dell'avversario come nemico ontologico della democrazia e di conseguenza anima l'appello "unitario" per fronteggiare il pericolo incombente. Contro Putin non si impone forse la mobilitazione straordinaria e la messa tra parentesi di dissensi e diversità? Sembrava che questo schema narrativo finalmente si fosse frantumato con le elezioni, e prima ancora con la scelta dello stesso Veltroni di sottrarsi all'imperativo dell'ammucchiata eterogenea cementata solo da un corale "contro ", anziché da un progetto condiviso. Un gigantesco equivoco ha preteso che il nuovo schema dovesse necessariamente prevedere l'autocensura moderata dell'opposizione, la sordina sulle critiche anche veementi all'azione del governo. Invece no, è assolutamente normale che l'opposizione demolisca, eventualmente, la politica economica, le scelte sull'immigrazione, i provvedimenti sulla scuola, gli orientamenti sulla giustizia del governo. è ciò che fanno tutte le opposizioni del mondo democratico, che talvolta si confrontano con la maggioranza, e molto più spesso ne contrastano duramente la politica. Ma se si cede alla tentazione di alimentare il sospetto sulla stessa lealtà democratica dell'avversario, se tra la maggioranza e l'opposizione si costruisce un muro invalicabile che tende a dividere inappellabilmente il campo della democrazia da quello dell'antidemocrazia, allora si finisce per svuotare il principio stesso della reciproca legittimazione tra le parti politiche che competono alla guida dell'Italia. Crede davvero il leader del Pd che lo stesso avversario con cui solo pochi mesi fa si chiedeva un patto per le riforme istituzionali più urgenti, che lo stesso Berlusconi con cui proprio in questi giorni D'Alema (ma la coincidenza cronologica è davvero casuale: la conversazione con Bruno Vespa è di alcuni mesi fa) ha avviato una discussione sul modello presidenzialista, che dunque proprio l'interlocutore di ieri si sia trasformato nell'odierno rischio democratico? L'ipotesi più verosimile è che Veltroni, dopo aver imboccato con successo (anche se accolto con le reazioni sgarbate del capo del governo) la via del "confronto" nelle ultime fasi della vicenda Alitalia, abbia in mente la scadenza del 25 ottobre, in cui il popolo democratico manifesterà in piazza contro il governo Berlusconi. Conoscendo il suo popolo e le sue pulsioni, il leader del Pd sa quanto la "narrazione " della democrazia in pericolo, costruita in un quindicennio dominato dal vecchio schema, abbia ancora un'influenza pervasiva nella mentalità e nell'emotività diffusa nella sinistra. Un residuo del passato.

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Pezzotta contestato da manifestanti Sdl-Avia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE A Montecitorio Pezzotta contestato da manifestanti Sdl-Avia MILANO - Momenti di tensione ieri pomeriggio davanti a Montecitorio, che hanno visto protagonista l'ex leader della Cisl Savino Pezzotta ( foto). Durante una manifestazione di dipendenti delle sigle del personale viaggiante Alitalia Sdl-Avia sono volate parole grosse all'arrivo dell'ex sindacalista: la contestazione ha sfiorato l'incidente quando, oltre ai fischi e a qualche urlo come "venduto", alcuni partecipanti hanno lanciato buste di plastica e altri oggetti verso il parlamentare. Le forze dell'ordine si sono schierate per impedire che la situazione degenerasse e Pezzotta ha così potuto fare il suo ingresso a Montecitorio. Dalla Cisl, in serata, è stato diffuso un documento di "piena solidarietà" all'ex segretario generale (oggi deputato).

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E i fondi italiani chiamano gli avvocati. Per i bond (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Il caso E i fondi italiani chiamano gli avvocati. Per i bond MILANO - Per ora sono stati solo degli incontri informativi con gli studi legali: sarebbe stato troppo indelicato muovere contro il commissario Fantozzi mentre il futuro della stessa compagnia era appeso a un filo. Ma adesso, con la firma di Cai, riprendono vigore anche le strategie legali dei fondi per capire cosa si può fare per un parziale recupero del valore dei bond Alitalia finiti nella bad company. La situazione sembrerebbe più complessa di quanto emerso: in circolazione ci sono anche dei titoli impacchettati in Cds, credit default swap, e pare venduti Oltreoceano. Ma per ora i fondi italiani non hanno avuto buone notizie: il consiglio dei legali sarebbe stato di lasciar perdere. Da troppo tempo si sapeva che l'azienda era nel caos. E l'ipotesi di chiamare in causa gli ex amministratori della società sarebbe sbarrata addirittura per decreto. Rimangono da valutare le possibilità che alcuni bond permettano di accedere alle legislazioni extra Ue. Non è un caso, infatti, che in questi giorni si registri un particolare attivismo degli hedge fund sui titoli dell'Alitalia in default. Massimo Sideri.

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Firmano le hostess, Colaninno frena sul partner (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Il salvataggio Il presidente della Cai: dopo l'accordo condiviso, serve l'entusiasmo di tutti i lavoratori Firmano le hostess, Colaninno frena sul partner Nuova Alitalia, siglano Sdl e Avia. "Per l'alleanza internazionale non c'è fretta" "Perché dobbiamo partire dall'idea di dover vendere? Non siamo più il parente povero che va con il berretto in mano" ROMA - Per la scelta del partner straniero di Alitalia "non c'è fretta". Il presidente della Compagnia aerea italiana (Cai), Roberto Colaninno, incassato ieri l'ultimo "sì" degli assistenti di volo di Avia e Sdl, frena sull'alleanza. "Perché dobbiamo partire dall'idea di dover vendere? - ha detto a "Porta a Porta" -. Siamo così stupidi da non poter fare quello che fanno gli altri? La Cai deciderà nella consapevolezza che non siamo più il parente povero che va con il berretto in mano". Che sia tattica oppure no, Colaninno ieri ha dato l'impressione di voler prendere tempo o comunque alzare la posta, visto che ora Air France-Klm e Lufthansa "stanno battagliando". Il capocordata ha spiegato che per Lufthansa l'obiettivo è annettere Malpensa alla rete dei propri scali, mentre per i francesi si tratta di trovare uno sbocco sul Mediterraneo, cioè Fiumicino. Ma se gli interessi di queste compagnie sono rivolti al "mercato" e "non agli aerei e alle hostess", l'obiettivo di Cai nello scegliere il partner deve essere "mettere insieme e condividere costi e ricavi di una componente molto più focalizzata sul mercato italiano". Secondo Colaninno, "i passeggeri devono mantenere un aeroporto importante al Nord ma anche quello di Roma". E riferendosi a Malpensa ha sottolineato la necessità che un passeggero del bacino del Nord non ci debba "mettere quattro ore per arrivare da Mantova (Colaninno è di Mantova, ndr) a Malpensa". E sempre ieri il sottosegretario leghista Roberto Castelli ha affermato che se fosse scelta Air France, a Malpensa andrebbe garantita la possibilità di "firmare accordi con altre compagnie " Il presidente di Cai, tornando sulla trattativa sindacale conclusasi in 24 giorni, "un lampo ", ha sostenuto che "non c'è stato niente di politico". Mentre la carta vincente con la Cgil è stata "la proposta relativa ai precari di Alitalia". Ora però il successo dell'operazione "dipende dall'entusiasmo e dalla volontà dei dipendenti", come nell'altra sua azienda, la Piaggio, salvata "non perché è arrivato mago Merlino". E ieri hanno firmato l'accordo anche gli ultimi due sindacati: Avia e Sdl per gli assistenti di volo. In una nota a verbale, hanno spiegato, è stata garantita "un'area contrattuale specifica per la categoria" e il principio che i criteri con cui i lavoratori verranno riassunti saranno definiti con i sindacati. La firma di Sdl infine è condizionata all'esito del referendum tra i lavoratori. "Tutto è bene quel che finisce bene" ha chiosato il premier Silvio Berlusconi. Ieri infine il Pdl ha presentato un emendamento al decreto per il salvataggio che pone il termine del 30 giugno 2009 alle deroghe alle norme Antitrust. Dalla compagnia Eurofly è arrivata una manifestazione d'interesse per alcuni attivi di Alitalia. A. Bac.

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Adesso spunta il giallo della sigla Az e del nome per la nuova compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Il retroscena Adesso spunta il giallo della sigla Az e del nome per la nuova compagnia ROMA - E se si chiamasse "AlItalia", con la "I" maiuscola? Oppure "Alitalia2", per distinguerla dalla prima? In questi giorni in cui si stanno approntando tutti gli strumenti tecnici per far partire la nuova compagnia, i problemi sembrano moltiplicarsi. Così ora, secondo l'Enac, l'ente per l'aviazione civile, presieduto da Vito Riggio, non c'è solo il problema di come far avere alla Compagnia aerea italiana (Cai) la licenza da operatore di volo, visto che tale Cai non è. E non basta trovare una "società-veicolo" per far transitare gli slot (fasce orarie) dalla vecchia alla nuova compagnia senza far sorgere il sospetto nell'Unione Europea che si tratti dello stesso vettore e che quindi i debiti debbano seguire pari pari il destino degli slot. Adesso c'è anche il problema del nome. Già perché se è vero, come si sostiene nel decreto del salvataggio, che quella che sorgerà è una compagnia tutta nuova, che niente ha da spartire con la vecchia, allora non le si può mettere lo stesso nome, anche se si è comprato il marchio. E allora come si chiamerà la nuova compagnia? E che sigla dovrà avere visto che "AZ", quella finora adoperata da Alitalia, dovrà essere buttata via? Cai accetterà di utilizzare non solo la licenza di Air One, ma anche la sua sigla "AP"? Problemi ancora irrisolti. Intanto il commissario Augusto Fantozzi, che per ora non intende ricorrere a mutui per far volare gli aerei, sta per ricevere le perizie di Banca Leonardo e Rothschild sul valore dei beni richiesti da Cai. Giovedì prossimo, a Milano, si riunirà invece l'assemblea di Cai. All'ordine del giorno non dovrebbe esserci nè l'aumento di capitale nè l'ingresso di nuovi soci, che pure sarebbero pronti. L'assemblea dovrebbe invece limitarsi a esaminare (e ratificare) la situazione, analizzando le ricadute degli accordi sindacali sul piano e i suoi costi. L'amministratore delegato d'Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera, ha già ammesso che il pareggio di bilancio slitta al 2011. Mentre l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, ha fatto sapere che gli accordi sindacali costeranno 2,8 milioni in più. Intanto si segnala il primo esborso di Cai: 15 mila euro di emolumenti per i tre consiglieri di amministrazione, in carica fino a dicembre prossimo. Vito Riggio Antonella Baccaro.

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L'ultimo no della <pasionaria>: <Conviene cambiare lavoro> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-30 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE La storia L'ultimo no della "pasionaria": "Conviene cambiare lavoro" ROMA - "Era meglio non firmare e provare a resistere...": Daniela Martani, 35 anni, romana, è la pasionaria del fronte del no al "Piano Fenice". è lei la hostess fotografata mentre manifestava contro l'offerta Cai, impugnando un cappio. E non ha cambiato idea: "Siamo stati ricattati, l'accordo è una truffa. Chi parla di privilegi, non si rende conto del tipo di vita che facciamo", racconta al telefono da Tokyo, dove è arrivata ieri mattina. Per lavoro. E aggiunge: "Alle nuove condizioni forse conviene cambiare mestiere. Pensi, io sono in Alitalia da 11 anni, ancora vivo con i miei genitori perché non riesco a permettermi casa da sola. Figuriamoci se ci tagliano lo stipendio". E sul piano sentimentale va anche peggio: "Sono single, perché quando passi fuori dalla tua città 18-20 giorni al mese, è difficile mantenere una relazione stabile. è difficile trovare un uomo disposto ad accettare un donna che fa questa vita". Per non parlare degli amici: "Li riesci a vedere una volta ogni tanto...". Daniela Martani è amareggiata. "Sono sempre stata di sinistra. Ma stavolta non mi ha deluso solo il governo Berlusconi, che ha permesso tutto questo. Mi ha deluso anche Veltroni. Mi aspettavo che facesse di tutto contro un accordo-truffa come questo, invece alla fine si è attribuito il merito di aver portato a termine la trattativa. In questa vicenda mi è piaciuto solo Di Pietro, fra i politici". Giudizio duro pure sui sindacati: "Sono iscritta all'Sdl che ha firmato senza consultarci. I peggiori sono stati Bonanni e Angeletti, hanno accettato le condizioni di Cai senza battere ciglio". L'affascinante hostess comunque sta già preparando la nuova vita: "Sono al terzo anno del corso di laurea in scienze della comunicazione. Non ho molto tempo per studiare, ma mi impegno". E poi c'è l'altro grande sogno: quello del mondo dello spettacolo: "Canto con alcuni gruppi, ho recitato in teatro". E chissà che quel cappio sventolato in piazza non possa servire per salire su qualche nuovo palcoscenico. Daniela Martani Paolo Foschi.

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<Visto? Il buco non esiste Chissà se ci saranno i soldi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-30 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'opposizione Causi (Pd): finalmente parole responsabili "Visto? Il buco non esiste Chissà se ci saranno i soldi" "Visto?, è come dicevamo noi: il buco non esiste ". Il capogruppo del Pd in Campidoglio, Umberto Marroni, parla dopo aver ascoltato il discorso di Alemanno: "Ecco, finalmente ha ammesso che non esistevano quei nove miliardi di buco, ma solo 1,8". Da Mei a Panecaldo fino a Marroni, un po' tutti nell'opposizione ripetono che "di questi soldi, 800 milioni sono di contenziosi che non è detto si perdano tutti e la parte rimanente sono crediti verso le aziende che vanno comunque verificati. In ogni caso, se a questo 1,8 di buco si sottraggono l'1,7 dovuti dalla Regione...". Il parere più atteso, in ogni caso, è quello di Marco Causi, ora parlamentare ma nella precedente amministrazione assessore al Bilancio del Campidoglio: "La mia prima impressione è che Alemanno abbia oggi usato parole più attente e riflessive di quelle adoperate qualche mese fa. Forse si è reso conto che la drammatizzazione sui conti del Comune lo ha portato su una strada stretta e impervia: dovrà condurre una difficile trattativa con il governo, e non credo che gli uffici ministeriali non guarderanno in modo molto attento tutte le cifre da lui proposte, e comunque non ha ancora portato a casa risorse per il Comune di Roma certe, strutturali e permanenti". Nel merito: "Voglio ricordare che a fronte di una lunga lista della spesa di presunte ulteriori spese pari a 1,8 mld, il piano di rientro proposto da Alemanno accerta potenziali entrate per 3,2 mld, con ciò dimostrando che le condizioni di bilancio di Roma, fotografato alla data del 28 aprile, non erano affatto vicine al dissesto. Inoltre - aggiunge l'esponente del Pd - lo stesso piano di rientro ci dà ragione, perché non comprende come debito in essere le linee di credito contratte ma ancora non utilizzate per il finanziamento delle metropolitane e delle opere per l'emergenza traffico. A questo punto - è la conclusione dell'ex componente della giunta Veltroni - la verità è che la città di Roma attende ancora delle risposte. Invece di chiedere al governo risorse per i servizi e gli investimenti necessari alla città, Alemanno ha scelto la tortuosa strada di un piano di rientro. Vedremo cosa avrà da dire il governo e vedremo soprattutto se alla fine ci saranno soldi veri per venire incontro alle esigenze della città Capitale. Il Pd vigilerà e incalzerà in ogni momento di questo processo". Un altro consigliere del Pd, Mei, ha criticato la scelta del commissariamento: "Non vorremmo che diventasse il porto delle nebbie dove tutto è possibile". Marroni attacca anche sulla vicenda Alitalia: "Alemanno dice che avvierà un confronto con Lufthansa e Air France, ma sbaglia e gioca sporco, perché è noto che la soluzione migliore per Fiumicino è quella francese, mentre i tedeschi sono graditissimi a Malpensa. E Alemanno questo lo sa bene". Al. Cap.

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Putin telefona da Mosca: auguri (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-30 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il compleanno del capo del governo Putin telefona da Mosca: auguri MILANO - L'amico Vladimir non poteva scordarsi. Così ieri, per dire "Buon compleanno!" al Cavaliere il primo ministro russo Putin (foto) ha scelto un'affettuosa telefonata da Mosca. Gli auguri sono arrivati copiosi da parte dell'intero Popolo della libertà: dai presidenti di Senato e Camera Schifani e Fini a Gasparri e Lupi. Non si è sottratto nemmeno Massimo D'Alema, dallo studio di Otto e mezzo e su invito di Lilli Gruber: "Dal punto di vista personale gli faccio i migliori auguri: felicità, serenità, e salute. Mi auguro anche una giornata nella quale il premier non faccia dichiarazioni". Sono stati formulati anche in maniera bipartisan, su invito del quotidiano online Affaritaliani che ha interpellato 25 politici e no: da Mario Borghezio (Lega) "98 altri miracoli... dopo Napoli e l'Alitalia" ad Arturo Parisi (Pd) "Auguri. Basta", dal direttore di Liberazione Piero Sansonetti "Tanti auguri e forza Milan" al presidente di Gaynet Franco Grillini "Che si goda la vecchiaia e smetta di fare politica". L'interessato ringrazia tutti e svela il suo segreto: "La mia mamma diceva: c'è un solo modo per non invecchiare, ringiovanire. è quello che cerco di fare".

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E Silvio: su Epifani Massimo fermò Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-30 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il colloquio "Fini il primo a chiamarmi per la ricorrenza". E Veronica nella nuova villa: qui ho scoperto il fascino del lago E Silvio: su Epifani Massimo fermò Walter Il Cavaliere festeggia i 72 anni: Alitalia merito di Veltroni? No, lui voleva la rottura DAL NOSTRO INVIATO LESA (Novara ) - Gli ostaggi italiani sono stati liberati: "Abbiam fatto bene a non fare blitz". Il Milan, la sera prima, ha vinto il derby: "è stata una bella partita". Gli alleati son tranquilli: "Il primo a farmi gli auguri, questa mattina, è stato Gianfranco". E se ci saranno manifestazioni di piazza, "otterranno l'effetto contrario: stimolarci ad andare avanti per la nostra strada ". Persino la congiuntura economica internazionale non atterrisce: "Qui da noi le aziende sono solide, non sono tutta finanza". Per finire, c'è il governo: "Per la prima volta ne ho uno che fila come un orologio: sembra un consiglio d'amministrazione" Insomma, i regali ricevuti per il 72esimo compleanno, a Silvio Berlusconi sono più che sufficienti: "Che cosa devo volere, ancora? E poi, quando si ha una famiglia come la mia, il regalo è già quello". Riposarsi? Ma quando mai? "In gennaio - racconta - io, Chirac e Schroeder eravamo invitati a casa di Putin. Con il suo grande spirito di amicizia, lui mi ha chiesto cosa avessi intenzione di fare, e glielo ho detto: "Non mi ricandido, sono in pensione". Poi, però, ci ho ripensato: non c'era nessuno che avrebbe potuto farlo". Il capo del governo passeggia nel giardino della sontuosa villa di Lesa che fu di Cesare Correnti e poi della famiglia Campari, ramo bitter, e accarezza con gli occhi il recente acquisto: mostra il fitto muro vegetale formato da una stupefacente azalea che avvolge le statue allegoriche delle stagioni, indica i campi da tennis e da bocce, la spa e la piscina: "Tutto curato come non ho mai visto. L'ho comprata dalla famiglia Girola, i costruttori, la signora ha detto che soltanto a me avrebbe venduto". In cima al prato che digrada verso il lago Maggiore, la bianca villa neoclassica. Ricorda quella del Grande Gatsby cinematografico, con il disegno della facciata interrotto da un porticato semicircolare, ed è "a soli 19 minuti di elicottero da Arcore". Sullo spiazzo di fronte alla villa, su un grande divano bianco, c'è Veronica con i nipoti: "Pensate - racconta lei - soltanto adesso ho scoperto il fascino della vita di lago, è da poco che ho occasione di viverlo un po'. Qualcuno dice che è triste? Non so. A me dà una grande tranquillità". La nuova passione di nonno Silvio è Alessandro, 10 mesi, figlio di Barbara, che ha da poco cominciato a gattonare: "Ma guardatelo lì, si muove che è una freccia". La famiglia è già tutta lì per i festeggiamenti, manca soltanto la figlia Eleonora. Nell'attesa di andare a tavola, il premier invita i cronisti a bere "un prosecco". In realtà, arriva un sontuoso champagne, e il presidente del Consiglio parte a ruota libera. Ma arriva una telefonata. Lui ascolta e interrompe: "Aspetta, Gianni, che ti metto in viva voce...". Berlusconi pesticcia un po' sui tasti del telefono, poi chiede aiuto: "Ma dove l'avete comprato 'sto aggeggio, dalle coop rosse?". Gianni Letta sta al gioco: "Devo annunciare al presidente Berlusconi che le assistenti di volo si sono volute unire ai festeggiamenti per il suo compleanno unendo, in tempo utile per il pranzo, le loro firme a quelle delle altre sigle sindacali...". C'è anche il sindaco di Lesa, Roberto Grignoli, e lo stuzzica: "Merito di Veltroni...". Il premier ingrana il turbo: "Ma vi rendete conto? Epifani era già convinto di firmare. Lui, ha fatto il diavolo a quattro per fargli dir di no. Poi, però, si è reso conto che l'85% degli italiani stava con il governo". Se proprio bisogna riconoscere un ruolo, non è al segretario del Pd che bisogna dire grazie: "Poi - prosegue Berlusconi - anche D'Alema ha chiesto a Walter se fosse impazzito, e così gli è toccato tornare indietro ". Berlusconi si ferma e sbuffa. "Sono così, io l'ho sempre saputo... ci vorrà una generazione prima che cambi qualcosa là in mezzo... ". Al federalismo fiscale, Berlusconi dice di credere: "Ma avete idea di quanti siano i soli ispettori delle Belle arti in provincia di Avellino? No, guardate: ci vorrà del tempo, magari. Ma bisogna iniziare". Inoltre, il premier vede come valore aggiunto il coinvolgimento dei sindaci nella lotta all'evasione: "Una dichiarazione dei redditi a Roma, è una tra milioni. In un Paese, anche per motivi di status locale, uno ci pensa due volte a mandare una dichiarazione che grida vendetta...". A passeggio nel giardino "Regali? Che cosa devo volere, ancora? E poi, quando si ha una famiglia come la mia, il regalo è già quello": così ieri il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che festeggiava i 72 anni Marco Cremonesi.

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Orlando e le accuse al Cavaliere Il Pdl insorge: mai alla Vigilanza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 30-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-30 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Rai Polemiche sull'esponente Idv. Cicchitto: chi evoca Videla non può essere un garante Orlando e le accuse al Cavaliere Il Pdl insorge: mai alla Vigilanza Il leader pd ribadisce: la maggioranza accetti il nostro candidato Salta ancora il voto per la guida della commissione Gasparri: no a chi offende le istituzioni. Gentiloni: è caccia al pretesto ROMA - Niente nomina per Leoluca Orlando a capo della vigilanza Rai. Traballava già prima dell'intervista al Corriere della Sera di ieri. Ma la denuncia dell'"autoritarismo di Berlusconi" che ci sta portando verso "un modello argentino " ha fatto tracimare l'ostilità del Pdl. Così, per la diciottesima volta, è mancato il numero legale alla votazione sul candidato unico del Pd. Oggi nuova convocazione doppia mentre Marco Pannella digiuna per sollecitare questa e le nomine alla Consulta. Il Pdl fa quadrato intorno al premier e boccia Orlando: "Equiparare Berlusconi al generale Videla con i suoi "battaglioni della morte" significa essere un personaggio grottesco, certamente non una personalità che dovrebbe svolgere un ruolo di garanzia" attacca il capogruppo pdl alla Camera Cicchitto. "No" a chi offende in maniera gravissima le istituzioni " grida Maurizio Gasparri. E Iole Santelli assicura: "Con Orlando la partita è chiusa ". Mentre Alessio Butti sospetta che "Orlando ce la metta tutta per rendere impossibile la propria nomina". A difesa di Orlando, contro dubbi serpeggiati anche in casa Pd, si schiera il leader Walter Veltroni: "Come in passato ci siamo trovati Francesco Storace alla guida della commissione" rimarca, "così la maggioranza di ora accetti il nostro candidato e consenta alla Vigilanza di funzionare". E il pd Paolo Gentiloni aggiunge: "essere ossequioso con il premier non è tra i requisiti (scritti) richiesti. Piuttosto i presidenti delle Camere si domandino come indurre la maggioranza a votare ". Fabrizio Morri (Pd) ricorda che "il veto su Orlando era caduto 35 giorni fa. Ora tutto ruota intorno alla direzione generale della Rai. Bruciato il nome di Parisi se ne deve trovare un altro". Beppe Giulietti (idv) rinfaccia: "Gli stessi che gridano hanno appena assaltato, sul lodo Alfano, il Csm e la Corte Costituzionale. La realtà è che la maggioranza presieduta dal proprietario di metà del-l'etere fa ostruzionismi alla nomina di un controllore per l'altra metà". Ma secondo L'Udc nè il Pd nè la Pdl vogliono chiudere ora la partita Vigilanza-vertici Rai. "Almeno fino ala manifestazione del 25 ottobre il Pd non può fare nessun patto. E Berlusconi rinvia perché sa che aprire il dossier Rai sarà più faticoso di quello Alitalia". Virginia Piccolillo.

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Acquisto del "domani" spallanzani si ritira: interferenze di cgil e pd - silvia bignami (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

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Pagina III - Bologna La trattativa Acquisto del "Domani" Spallanzani si ritira: interferenze di Cgil e Pd SILVIA BIGNAMI Una piccola Alitalia. Ma per ora senza nessuna soluzione in vista. Ieri il gruppo Spallanzani si è ritirato dalla trattativa per l'acquisto del quotidiano Il Domani, in polemica con Cgil e Pd che nei giorni scorsi si erano opposti alla decisione di Legacoop di vendere la testata. Troppe, secondo il gruppo editoriale vicino alla Curia, "le ingerenze politiche" da parte della Camera del Lavoro e dei Democratici. Così Giovanni Mazzoni, il direttore di E'tv che conduceva il tavolo del confronto per conto del gruppo Spallanzani, ha annunciato il ritiro in diretta tv: "Per noi la trattativa si è esaurita". E ora è tutto da rifare. A partire da oggi, quando Legacoop, attuale proprietario del Domani, potrebbe incontrare il comitato di redazione della testata. SEGUE A PAGINA IX.

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Aeroporto, nessuna offerta adeguata per la gestione dei servizi di terra (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

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Pagina IV - Bologna Aeroporto, nessuna offerta adeguata per la gestione dei servizi di terra La crisi di Alitalia, fa scappare tutti i possibili partner di "Marconi handling" (Mh). Il bando indetto da Sab (società di gestione del Marconi) infatti, non ha trovato nessuna delle cinque società che a giugno avevano espresso un interesse. Una situazione con cui ha dovuto fare i conti il cda dell'aeroporto Marconi, riunitosi ieri per esaminare la documentazione relativa alla procedura pubblica per la selezione di un partner industriale per Mh. In una nota, la stessa Sab ha specificato che il bando non è "decollato" per la "difficoltà ad investire in una fase particolarmente drammatica del mercato che vede il settore dell'handling fortemente esposto alle conseguenze della vicenda Alitalia". Senza dimenticare "il non positivo andamento del settore del trasporto aereo in generale, anche in considerazione del fatto che ?Marconi handling' è in perdita sin dalla sua costituzione". La Sab ha fatto sapere inoltre che nei primi otto mesi del 2008 i passeggeri del Marconi sono diminuiti. I motivi? La congiuntura economica negativa, l'aumento del prezzo del petrolio e anche qui, la crisi Alitalia.

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Rilancio alitalia, via libera al piano cai - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Rilancio Alitalia, via libera al piano Cai La cordata italiana incassa l'ultimo sì con polemiche degli assistenti di volo Avia e Sdl: "Un collega su tre perde il lavoro chiederemo agli iscritti di votare" LUCIO CILLIS ROMA - E sono nove. Con gli ultimi due via libera giunti ieri da Avia e Sdl, le associazioni che rappresentano gran parte degli assistenti di volo, tutte le sigle sindacali di Alitalia hanno messo la propria firma al contratto proposto da Compagnia aerea italiana. Un sì sofferto che dovrà essere ratificato dai lavoratori - hanno precisato Avia ed Sdl - un sì apposto "per senso di responsabilità e senza aver nulla di cui festeggiare, perché 1.500 assistenti, tra precari e assunti a tempo indeterminato, dovranno tornare a casa". Anche il prezzo pagato dalle categorie in termini di equilibri interni è molto alto: una frattura profonda separa oggi la Cgil da Cisl, Uil e Ugl ed anche il fronte delle associazioni di categoria esce con le ossa rotte dalla trattativa, soprattutto nell'universo dei comandanti. Ora, chiusa la lunga e sofferta vertenza, per la cordata guidata da Roberto Colaninno si spalancano le porte della cabina di pilotaggio della Magliana. Giovedì i soci Cai formalizzeranno l'accordo incassato con i sindacati dopo quasi un mese di estenuanti negoziati. L'offerta messa il primo settembre sul tavolo del commissario di Alitalia Augusto Fantozzi è tuttora valida nonostante gli strappi delle settimane scorse. Per portare in quota il marchio rinnovato, con una flotta di 153 aerei, 12.500 dipendenti e sei basi operative, bisognerà superare però diversi ostacoli. Anche se debiti e personale in esubero resteranno nella bad company, ci sono molti nodi da sciogliere prima del decollo di Alitalia 2: il primo è proprio quello del partner estero che rimette in moto il derby Roma-Milano. Nelle ultime ore la stella di Lufthansa sembrerebbe brillare più forte di quella di Air France-Klm. Il numero uno della compagnia Wolfgang Mayrhuber, avrebbe offerto una quota nel capitale della nuova società molto prossima al 49%. Da Parigi, invece, non arrivano segnali di un'accelerazione improvvisa, che possa contrastare il rilancio di Lufthansa il cui piano industriale punta tutto su Malpensa, raccogliendo il plauso di gran parte del centrodestra. Nelle ultime settimane, però la compagnia franco-olandese ha rivisto i piani proprio per rintuzzare l'attacco tedesco. Il presidente operativo della compagnia transalpina, Jean-Cyril Spinetta, in uscita a gennaio, intende stoppare le mosse di Mayrhuber. La quota proposta dai francesi a Cai è del 15%, e l'opzione Fiumicino come hub di riferimento, perde quota a favore di Malpensa e Linate. Dietro le quinte resta poi l'interesse di British Airways, l'altra grande dei cieli che mostra grande interesse per il mercato del Sud Europa. Per questo i vertici di Cai non hanno ancora sciolto i dubbi. Anzi, i soci della newco non sembrano avere fretta e il nome del partner - conferma Colaninno - potrebbe arrivare nelle prossime settimane, anche dopo la rinascita di Alitalia il 1 novembre. Al netto però dei passaggi obbligati prima del rullaggio: l'aumento di capitale, che potrebbe arrivare nei prossimi giorni, e il via libera dell'Antitrust alla fusione con Air One.

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Proteste contro la cisl insulti e spinte a pezzotta (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Proteste contro la Cisl insulti e spinte a Pezzotta ROMA - Spinte, lancio di bottigliette di plastica e insulti: Savino Pezzotta ex leader della Cisl e ora deputato Udc ieri è stato pesantemente contestato davanti a Montecitorio da alcuni partecipanti alla manifestazione indetta dalle sigle del personale viaggiante Alitalia Sdl-Avia. "Pensavano a me come ex leader sindacale, ce l'avevano con Bonanni", ha commentato.

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"partner estero? nessuna fretta" cai punta alla gara franco-tedesca (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Colaninno: "Nessun caso politico, il sì della Cgil dopo il mio impegno sui giovani precari" "Partner estero? Nessuna fretta" Cai punta alla gara franco-tedesca ROMA - Nessuna fretta per la scelta del partner straniero. E la politica non c'entra nulla nel difficile rapporto che si è consumato tra sindacati e Compagnia aerea italiana. Roberto Colaninno, presidente della Cai, spiega dallo schermo di Porta a Porta, alcuni retroscena della trattativa. C'è il dialogo difficile "ma non per motivi politici", che ha dovuto gestire con i sindacati. E c'è la scelta del partner estero da affiancare in questa fase di rilancio ad Alitalia, Lufthansa o Air France-Klm, due modi diversi di intendere il sistema aereo, due filosofie all'opposto sulle quali si aprirà una fase di riflessione non necessariamente breve. "Non c'è fretta", taglia corto Colaninno; che ricorda i "no" ad ogni accordo arrivati dai vettori stranieri ad agosto. Le stesse compagnie che oggi, sottolinea con un pizzico di soddisfazione, si fanno la guerra per entrare nella nuova Alitalia. La trattativa. "Non c'è stato nulla di politico" dice Colaninno. A dimostrarlo il fatto che si è chiusa in soli 24 giorni, "che sono un lampo per chiudere una vicenda così complessa". Il presidente di Cai, esclude categoricamente che in questa delicata partita per il salvataggio di Alitalia vi siano state ingerenze della politica. Colaninno ripercorre le tappe più serrate di questo negoziato, e riferisce dei numerosi contatti e colloqui avuti nei momenti in cui il filo del dialogo era veramente in bilico. "Il pericolo è scattato quando abbiamo deciso di ritirare l'offerta. Si apriva la strada all'uscita definitiva da questa vicenda. Le lettere avute, nel pomeriggio di giovedì 18 settembre, da una parte dal leader della Cgil Guglielmo Epifani e dall'altra dalla sigla di categoria, erano due lettere contraddittorie: una apriva e l'altra chiudeva. La Cai - spiega Colaninno - ha deciso di non proseguire perché la coraggiosa sottoscrizione degli accordi da parte di Cisl, Uil e Ugl non erano sufficienti per il rilancio di Alitalia". Infatti, ha spiegato Colaninno, "l'accordo sindacale era l'elemento determinante per poter proseguire. I soci volevano andare avanti e noi aspettavamo un segno della Cgil". Nelle ore concitate che sono seguite al no della Cgil e al ritiro dell'offerta da parte di Cai, le diplomazie si sono messe al lavoro. "Parlai una volta al telefono con Epifani, parlai due volte con Pierluigi Bersani (Pd) e dissi che bisognava andare avanti con fermezza, fin qui non c'è nulla di politico. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha fatto uno straordinario lavoro di ricucitura e io ho ricevuto dal leader del Pd Veltroni un invito a casa sua perché voleva verificare se ci fosse la disponibilità di Cai a fare un passo avanti mentre i sindacati avrebbero fatto un passo indietro". E a questo appuntamento Colaninno ha detto di essere andato con la volontà di giocare una carta importante, quella dei precari: "Avevo in tasca questa cosa - ha detto - perché mi stanno a cuore i giovani a tempo determinato che rappresentano il punto di forza dell'Italia. E questo ha determinato l'accettazione della Cgil".

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Economia La chiusura positiva del negoziato con i sindacati di Alitalia è una buona notizia ma non p... (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 30-09-2008)

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Economia La chiusura positiva del negoziato con i sindacati di Alitalia è una buona notizia ma non può esimere i protagonisti del rilancio, da Colaninno, al sottosegretario Gianni Letta fino al ministro dell'Economia Giulio Tremonti, dal dimenticare i vecchi azionisti e gli obbligazionisti della compagnia di bandiera. Si tratta di piccoli e grandi risparmiatori che nel corso degli anni hanno seguito con palpitazione il titolo che andava sull'ottovolante, sospinto dalle dichiarazioni improvvide di questo o quel ministro, di entrambe le parti politiche. Tremonti al momento di licenziare il decreto che ha reso possibile "spacchettare" Alitalia in una good company e in una bad company ha annunciato l'utilizzo dei conti dormienti per il rimborso dei "piccoli risparmiatori". Non si sa ad oggi quanto piccoli occorre essere per accedere a questa corsia privilegiata, corsia cui non dovrebbero accedere i creditori a cui potrebbe invece spettare un warrant come già previsto dalla Legge Marzano. Ma ora, in seguito alla bufera in corso sui mercati, anche coloro che avevano in portafoglio index linked della Lehman Brothers potrebbero aver bisogno dei conti dormienti. Che secondo le ultime stime dovrebbero ammontare a 13 miliardi di euro ma andando avanti di questo passo rischiano di non essere sufficienti a eliminare i rifiuti tossici della finanza italiana. Giovanni Pons [airbus punta sulla cina] Airbus diventa una vera multinazionale e comincia delocalizzarsi per compensare la forza dell'euro: domenica, il costruttore aeronautico ha inaugurato il suo primo stabilimento di assemblaggio extra-europeo. Situato, manco a dirlo, in Cina, a Tianjin, a un centinaio di chilometri dalla capitale. Come ha detto Thomas Enders, che dirige l'azienda europea, si tratta "della base visibile della nostra strategia di internazionalizzazione. Ci permetterà di assicurare la nostra crescita, di ridurre i nostri costi e di attirare i talenti e le competenze del mondo intero". En passant, si tratta anche di conquistare il mercato cinese: grazie anche alla creazione di questa fabbrica nei pressi di Pechino, le commesse sono cresciute, la quota di mercato di Airbus è passata dal 4% del 1995 al 39%. L'impianto di Tianjin, costruito in quindici mesi e costato 600 milioni di dollari, è solo il primo passo, visto che la produzione locale coprirà meno della metà delle consegne annuali alla Cina. Un altro stabilimento potrebbe vedere la luce molto rapidamente e Pechino potrebbe essere invitata a finanziare il programma del futuro A-350. Dopo i numerosi guai degli ultimi anni, Airbus spera nel "miracolo cinese" e nelle sue commesse per risalire la china. Giampiero Martinotti.

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