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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL 24 settembre 2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (115)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

L'ultimo saluto ad Abdul Guiebre ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (231 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (

Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa ( da "Voce d'Italia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Berlusconi convoca Colaninno. Veltroni: "Ecco il nostro piano" *Alitalia: Cai formalizza la revoca della sua offerta *Alitalia: cordata dei dipendenti Guarda tutti i correlati.

Berti, l'uomo anti-cordata ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia alla Cai: "Epifani quando ha deciso di rompere, ha preso una toppa e dietro il suo errore c'era lo zampino di Veltroni". Da allora, con il passare dei giorni, la Cgil e il vertice del Pd (sondaggi alla mano) hanno capito di aver "toppato" davvero e hanno tentato di riaprire la trattativa per non finire insieme ai piloti sul banco degli imputati del possibile fallimento.

Papa Ratzinger su Pio XII: difese gli ebrei ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: news Alitalia, Berlusconi: "Al paese serve una compagnia di bandiera, ci sarà"Egitto, individuata prigione degli italiani: "Ma non faremo blitz"Il governo taglia le stime: il pil sale solo dello 0,1% Fmi: male anche il 2009Lehman, in Italia tremano oltre 40mila risparmiatoriFinlandia, studente spara a scuola: 11 vittimeLa Fia boccia la McLaren Inammissibile il ricorsoSesso on line,

Veltronial premier:<Tre mosseper Alitalia> ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tre mosseper Alitalia" il salvataggio Il leader Pd invoca un'apertura ai sindacati e contatti con gli stranieri. La linea del governo non cambia. Berlusconi: "Serve una compagnia di bandiera". Cai prende tempo 24/09/2008 Genova. Il governo costringe il porto di Genova e gli altri scali marittimi italiani a mettersi in regola con le norme sull'

Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: news Alitalia, Berlusconi: "Al paese serve una compagnia di bandiera, ci sarà"Egitto, individuata prigione degli italiani: "Ma non faremo blitz"Il governo taglia le stime: il pil sale solo dello 0,1% Fmi: male anche il 2009Lehman, in Italia tremano oltre 40mila risparmiatoriFinlandia, studente spara a scuola: 11 vittimeLa Fia boccia la McLaren Inammissibile il ricorsoSesso on line,

Gli Statuto:<I nostri25 anni con la musica> ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si parla dell'Alitalia, ma tutti i posti di lavoro vanno mantenuti, tutelati e difesi". Oskar e il batterista Naska sono gli unici superstiti del nucleo originario della band: "Sì - sorride Oskar - ma in compenso in piazza Statuto, 25 ani dopo,i Mods sono sempre di più".

Alitalia, il grande azzardonon premia Berlusconi ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prenotazioni a picco e un puzzle sindacale talmente complesso da risultare impossibile da ricomporre, il futuro di Alitalia appare sempre più incerto. Ma forse sarebbe meglio dire drammatico. L'unica certezza è che, oggi, siamo di fronte a una compagnia che naviga a vista: senza una strategia, senza un obiettivo dichiarato. Inquietanti, poi, sono i segnali che arrivano dalla politica.

Epifani deve scegliere: isolamento o retromarcia ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: offerta per Alitalia e darne la colpa a Silvio Berlusconi. In questo caso, avrebbe avuto ragione Romano Prodi che aveva sostenuto l'alternativa secca tra Air France e fallimento. Detto proprio dal responsabile della caduta del governo Prodi, suonava come un'autocritica della sua stessa candidatura, che aveva prodotto il patatrac.

Enac: stop alle licenzerisponde a norme Ue ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: licenze di volo per Alitalia inviata all'Enac dalle associazioni dei piloti, degli assistenti di volo e del Sindacato dei lavoratori? Il presidente Vito Riggio precisa che l'Enac è titolare di un compito istituzionale basato su un Regolamento Comunitario (il numero 2407 del 1992) che regola la materia delle licenze con regole comuni da applicarsi da parte di tutti i Paesi della Ue.

Torna in pista la Cai ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ricomincia da Cai. Il giorno dopo la revoca dell'offerta, il capo della cordata italiana, Roberto Colaninno, varca il portone di palazzo Chigi per un colloquio di 45 minuti con il sottosegretario Gianni Letta che gli chiede di non abbandonare il campo, dopo un vertice dei ministri con il premier Silvio Berlusconi.

"jet Republic": i pilotili assumiamo noi ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. "Se alcuni dei piloti Alitalia dovessero decidere di spostarsi nel settore dei jet privati - ha detto Breeze, ex pilota della Royal Air Force - sicuramente proveremmo a portarli da noi. Quando ero un pilota militare ho avuto il privilegio di lavorare con alcuni di loro quando ancora erano in aeronautica militare e ho potuto constatare che sono semplicemente straordinari"

Alta velocità, Ferrovie Italiane ordinano cinquanta nuovi treni ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quasi a sfidare le malelingue che vedono nel tracollo di Alitalia un'avvisaglia della crisi trasportistica tricolore, mette le mani avanti anche in Europa: "Vogliamo un treno che non solo sia così veloce da dare un'accelerata al Paese. Lo vogliamo talmente competitivo da poter entrare con prepotenza nei mercati esteri, cominciando dal Nord Europa".

Una disavventurada DUEMILA EURO ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con un volo Alitalia, dove ha poi preso una aereo per il Cairo. Nella capitale egiziana si sono fermati una notte, all'Hotel Piramid, poi il giorno dopo, insieme a cinque tedeschi, un romeno e otto accompagnatori, sono partiti in fuoristrada per l'oasi di El Fayum, Wadi Rayan, dove una ramificazione del Nilo si getta nel lago Qarun,

Confindustria caccia Pellegrino Dura la censura dopo la volgare lettera ai sindacati del padrone della Pecoplast. Lui si dimette ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ne è un esempio. Il nostro presidente del consiglio, il ministro Brunetta stanno esattamente dicendo e facendo quello che io ho scritto e ho fatto". Più tardi ha rincarato la dose. I vertici di Assindustria? "Dei quaquaraqua. Ho un solo amico, che poi si è messo a fare politica: Antonio Paravia,

Veltroni: tre proposte per salvare Alitalia In una lettera il leader del Pd invita Berlusconi a riprendere in mano l'iniziativa ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nel disastro Alitalia, ma che ora, invece di scaricare colpe su Cgil e opposizione, dovrebbe riprendere l'iniziativa, convocando le parti "e determinando un fatto nuovo, senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate". Insomma, dice il leader del Pd, il governo non aspetti passivamente che la situazione precipiti,

Oggi assemblee dei lavoratori ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le prossime ore saranno decisive per le sorti di 20 mila dipendenti Alitalia più altre migliaia dell'indotto, manifestiamo tutto il nostro dissenso nei confronti di chi vuole condurci al fallimento, riducendoci in povertà!". È uno dei passaggi del comunicato ai lavoratori Alitalia inerente le due assemblee indette per oggi a Fiumicino da Cisl, Uil e Ugl.

Signor presidente, evitiamo la tragedia ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi sulla vicenda Alitalia. "Signor Presidente, la vicenda Alitalia rischia di giungere rapidamente ad un esito tragico. Le scrivo per rinnovare l'impegno del Partito Democratico a concorrere alla ricerca di una difficilissima soluzione positiva e per chiederLe di assumere immediatamente un'iniziativa volta ad uscire dalla paralisi che si è determinata dopo il ritiro dell'

Lettera a Berlusconi: convochi le parti, la Cai torni al tavolo magari con partner esteri Colaninno apprezza, si apre uno spiraglio nella crisi. Epifani: scongiurare il fallimento ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: iniziativa su Alitalia. Il segretario Walter Veltroni scrive al premier Berlusconi, al quale rinnova le critiche per la conduzione della vicenda, e indica tre proposte. Primo: la Cai faccia un passo avanti verso le posizioni espresse dai sindacati. Secondo: ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri,

Povero Mameli ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: parlato di Alitalia. In effetti, è un incubo anche per noi telespettatori, che siamo stanchi di sentir dire da Berlusconi e dai suoi: "O Cai o niente". Prima, in campagna elettorale, dicevano solo: "O patria a morte", come vecchi garibaldini. Ma ora il revisionismo di destra ha colpito anche i garibaldini e si celebrano i soldati del papa caduti per impedire la breccia di Porta Pia,

Le Fs puntano al pareggio nel 2009 ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Le Ferrovie dello Stato hanno registrato un aumento sensibile del numero di passeggeri". L'ad ha quindi anticipato che il 14 dicembre verrà annunciato l'avvio di un nuovo schema di servizi con nuovi orari: sulla tratta Milano-Roma e nelle ore di punta partirà un treno ogni 15 minuti, ci saranno meno fermate intermedie e di conseguenza il tempo di percorrenza sarà ridotto.

ALITALIAIl sindaco si fa dare la sveglia da Storace ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: GLIELO AVEVA GIÀ DETTO a voce: "Non si assiste impassibili alla tragedia Alitalia, solo perché ci si preoccupa del governo amico". Alla fine Storace ad Alemanno glielo ha scritto anche sui manifesti con cui ha tappezzato la città: "Sindaco svegia, Roma è ostaggio della Lega".

L'economia di Ostia si ferma, la causa è l'incertezza sul futuro della compagnia aerea ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quando gli stipendi medi dei dipendenti Alitalia erano più alti dei loro omologhi impiegati altrove e facevano da volano per l'economia locale. Picchi, titolare di una concessionaria, sempre più spesso vede i dipendenti Alitalia tornare a casa a mani vuote col dubbio, magari essendo precari, di non poter pagare le rate i mesi successivi.

Lotta al terrore, all'Onu l'ultimo discorso del guerriero Bush Il presidente Usa rivendica i conflitti in Afghanistan e Iraq ma non strappa applausi al Palazzo di Vetro. Sarah Pali ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quindi da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che Berlusconi era impegnato a salvare Alitalia. Al suo posto c'è il ministro degli Esteri Franco Frattini che in conferenza stampa parla del prossimo G8 alla Maddalena, di riforma del Consiglio di sicurezza. Promette di combattere la fame nel mondo con i soldi dei privati e l'aiuto del sindaco di Milano Letizia Moratti .

Colaninno a palazzo Chigi Si apre un nuovo spiraglio ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia potrebbe riaprirsi. La Compagnia aerea italiana e i sindacati autonomi potrebbero di nuovo mettersi attorno a un tavolo per discutere il futuro del vettore. La svolta è avvenuta ieri. Roberto Colaninno, che è presidente della società che raccoglie 18 azionisti, e il suo braccio operativo Rocco Sabelli hanno avuto un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Gianni

Anche Chavez si fa avanti ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: delle attività produttive del gruppo di società Alitalia". "Con l'aiuto del governo socialista della Repubblica Bolivariana de Venezuela - si legge nella nota - siamo certi che potremo risolvere buona parte dei problemi che colpiscono in questo momento Alitalia e tutti i suoi lavoratori. Nei prossimi giorni faremo avere al commissario straordinario i dettagli del nostro progetto"

Catricalà: vigileremo sui conflitti d'interesse ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul decreto del governo che ha modificato la legge Marzano in vista del piano di salvataggio per Alitalia". La nuova Alitalia, sottolinea Catricalà, "sarà qualificabile come dominante sui mercati nei quali opererà, e sarà pienamente soggetta al divieto di abusare della propria posizione tanto a svantaggio dei concorrenti quanto a danno dei consumatori".

Se Lufthansa entra nella cordata Cai ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Chi pensa che in questi giorni, nella lunga partita Alitalia, Lufthansa sia rimasta alla finestra sbaglia. Il vettore tedesco si è mosso. E anche molto. Contatti con l'esecutivo, contatti con le sigle autonome e le confederazioni maggiori. Per non perdere l'occasione. "Il treno", come lo chiama una fonte industriale.

Contratti, Brunetta concede solo la mancia ( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma il caos Alitalia è una zavorra ed è verosimile ipotizzare che non ci sarà accordo (o rottura) prima che la crisi della compagnia aerea trovi una soluzione. Tanto più che tanto sui contratti, quanto su Alitalia, Cgil, Cisl e Uil non hanno identità di vedute e associare impasse a impasse sarebbe troppo pesante.

Alitalia, ultimo spiraglio ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rischi in volo, dietrofront dell'Anpac Alitalia, ultimo spiraglio La Cai torna in pista. Veltroni scrive al premier: convochi le parti ROMA - La Cai, Compagnia aerea italiana, apre uno spiraglio per le sorti di Alitalia. Il presidente Roberto Colaninno ha aperto a possibili nuove proposte sul contratto dei piloti.

Una vita da pilota - maurizio crosetti ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una vita da pilota MAURIZIO CROSETTI Nella sua nuova, complicatissima vita da pilota Alitalia senz'ali, il comandante Luca Anedda ora mangia, al massimo, il panino di Fantozzi (il ragioniere, non il commissario). ALLE PAGINE 37, 38 E 39.

Matteoli: ferrovieri precettati per evitare lo stop dei trasporti ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ferrovieri precettati per evitare lo stop dei trasporti ROMA - Per i ferrovieri in sciopero venerdì è in arrivo la precettazione. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Per Matteoli questo sciopero sarebbe infatti intollerabile vista la situazione in cui versa Alitalia e il possibile stop dei voli.

"dentro lufthansa, timone italiano" il cavaliere gioca l'ultima carta - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma nello stesso tempo ha accettato l'opzione di un ingresso "soft" degli stranieri nella nuova Alitalia. Una svolta discussa subito dopo il consiglio dei ministri di ieri mattina. Ha ascoltato i resoconti dei ministri Sacconi, Scajola, Matteoli e del sottosegretario Letta. Ha avuto la conferma che gli spazi di manovra sono sempre più ridotti.

E veltroni scrive al premier "un passo per uscire dallo stallo" ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proposte per riaprire la partita Alitalia Il leader del Pd fa tre proposte per riaprire la partita Alitalia E Veltroni scrive al premier "Un passo per uscire dallo stallo" E Veltroni scrive al premier "Una mossa per uscire dallo stallo" Fredda la replica del governo Bonaiuti: lo dica a Epifani e ai suoi amici piloti ROMA - Il Partito democratico entra in campo sulla vertenza Alitalia.

Alitalia, spiragli dalla cordata berlusconi: troveremo la soluzione - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: relativamente a cespiti o rami di azienda di Alitalia". Domani stesso Alitalia invierà all'Enac "una relazione documentata che evidenzi la capacità finanziaria dei vettori del gruppo Alitalia di continuare l'attività operativa fino al 30 settembre". "Aspettiamo il progetto del commissario Fantozzi - ribatte il presidente dell'Enac Vito Riggio - ma sui tempi non ci sono molti margini:

La retromarcia di berti "niente stress, voli sicuri" ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Secondo l'Anpac il decreto del 28 agosto che ha portato al commissariamento di Alitalia impedisce ogni limitazione delle attività di volo. La risposta dell'Enac è che le norme riguardo alle licenze sono direttive europee e che "la giurisprudenza della Corte Costituzionale italiana ha più volte chiarito come il diritto nazionale non possa in alcuna misura innovare la norma

Stato e mercato da bush a keynes - massimo l. salvadori ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Antonveneta, Unipol, Alitalia, e via dicendo. Dovunque, fuori e in Italia, i ciechi sono stati tanti, i profittatori si sono ingrassati, e i mazziati formano un popolo di poveri cristi. Date le cose, parrebbe tornata l'ora di un rinnovato, onesto e civile "compromesso" liberale-socialista o socialdemocratico.

Di pietro attacca berlusconi "ha tolto i rifiuti solo in centro" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nel pieno della bagarre su Alitalia, Antonio Di Pietro cerca di demitizzare il premier anche sul fronte di quello che è stato generalmente letto come un suo innegabile successo, la pulizia di Napoli. "Abbiamo la documentazione fotografica - afferma il leader di Italia dei valori -.

Il piano bonomi per malpensa "tra 4 anni sarà di nuovo un hub" ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La messa a terra dei voli Alitalia sarà uno choc fortissimo su tutto il trasporto aereo italiano. A breve termine genererà danni ulteriori rispetto a quelli che già si stanno subendo in questi mesi, in particolare sul nostro sistema aeroportuale". La speranza: "Nel medio e lungo periodo ci potrà essere una ripresa forte del mercato,

I vip riscoprono il treno e air one - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vicepresidente pdl della Camera: "Scelta obbligata, con Alitalia non ci sentiamo più sicuri". Il leghista Matteo Salvini è più colorito: "Se Alitalia scompare dalla faccia della terra, io non piango". Poi la promessa: "Dalla prossima settimana basta aereo, mi organizzo con il treno, anche se impiegherò più tempo: più pulito e più puntuale".

Linate, i giorni della paura ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i giorni della paura Senza Alitalia voli dimezzati e fuga verso le stazioni dei treni Non usa toni soft Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, paarlando del possibile stop ai voli della nostra compagnia di bandiera: "La messa a terra dei voli Alitalia sarà uno choc fortissimo su tutto il trasporto aereo italiano".

Tutti a bordo degli eurostar - teresa monestiroli ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina V - Milano Il dossier Tutti a bordo degli Eurostar TERESA MONESTIROLI L'imminente crisi di Alitalia rischia di mandare in tilt i collegamenti Milano-Roma, stravolgendo una delle tratte più battute dagli uomini d'affari italiani che, dalla prossima settimana, potrebbero trovarsi improvvisamente a piedi. SEGUE A PAGINA III.

Linate ha paura del crac alitalia "se fallisce trascina giù anche noi" - teresa monestiroli ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "Se fallisce trascina giù anche noi" La metà dei voli è della compagnia di bandiera e per Roma si sale a 2 su 3: già cominciata la fuga di passeggeri verso l'Eurostar A rischio i posti di lavoro: i dipendenti sono quasi tremila escluso l'indotto TERESA MONESTIROLI (segue dalla prima di Milano) A Linate il traffico aereo verrebbe dimezzato e la mole dei pendolari si riverserebbe

Lilli nel gioco del talk show politico ( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: l'Alitalia ? è stato sviscerato dai molti ospiti. Resta che chiunque arrivando dopo Giuliano Ferrara darebbe l'impressione di una normalizzazione: Gruber vuole giocare all'affollato gioco del talk politico e ritiene che non siano rimasti solo posti in piedi.

Chavez in campo: <La salviamo noi> E Ferrero ci crede ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ci mancava solo questo" dei dipendenti Alitalia, al "Finalmente!" nei forum girotondini. E nemmeno al segretario di Rifondazione comunista. In serata Paolo Ferrero ha commentato: "Il governo deve mettere Alitalia in condizione di valutare tutte le proposte, compresa quella di Chavez, perché quella di Cai non è soddisfacente".

Il Financial Times tifa Silvio <Devi imitare la Thatcher> ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella vicenda Alitalia segui l'esempio della Thatcher". L'invito del Financial Times al presidente del Consiglio italiano è contenuto in un commento di Paul Betts intitolato "L'Alitalia offre a Silvio Berlusconi il suo momento da Thatcher". Il FT ricorda che, al contrario della Lady di ferro nella sua battaglia contro i minatori,

L'Anpac arrossisce e oscura il sito di golf ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anpac arrossisce e oscura il sito di golf di Redazione È passato indenne attraverso le prime fasi della crisi Alitalia; niente neppure quando è partito il conto alla rovescia per il fallimento. Nemmeno lo sdegno degli italiani per l'esultanza di hostess e aquile alla notizia del ritiro di Cai ha spinto l'Anpac a rimuovere il link al torneo di golf riservato alle "aquile".

La crisi della compagnia di bandiera ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 24 pagina 4 La crisi della compagnia di bandiera di Redazione Come abbiamo detto sin dall'inizio di questa kafkiana vicenda di Alitalia, il rilancio della nostra compagnia di bandiera passa per un socio industriale internazionale (Air France o Lufthansa, British o altri) e per uno sforzo finanziario del capitalismo italiano, pubblico o privato. Meglio privato naturalmente.

Il comandante gaffeur che atterra soltanto da un salotto tv all'altro ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche gli ultimi irriducibili passeggeri Alitalia hanno fatto gli scongiuri e si sono gettati a disdire le prenotazioni. Il call center Alitalia non riceveva tante telefonate di clienti terrorizzati dall'11 settembre 2001. Ora che Bin Laden si fa sentire meno, ci pensa Berti ad affossare le compagnie aeree.

La Filt-Cgil snobba il Parlamento Il Pdl: <Atto indegno>. <Solo ritardo> ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: riunite di Industria e Lavori pubblici di Palazzo Madama avevano convocato in audizione i rappresentanti dei lavoratori di Alitalia. "Evidentemente quel sindacato non ha così a cuore gli interessi di quei lavoratori che dovrebbe rappresentare", dicono in coro i senatori di maggioranza. Rincara la dose il leghista Roberto Mura: "Hanno fatto sapere, che avevano "altre cose da fare".

Il cinico scherzo su eBay Germania: appena un euro per l'ultimo volo ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul sito tedesco di eBay, un biglietto aereo Alitalia di andata e ritorno. La base di partenza è un euro. Nell'annuncio, scritto in italiano, si legge: "Vendo la mia compagnia aerea. Solo su Alitalia. Hai letto bene. Offri per la mia compagnia aerea, cioè per volare in mia compagnia, su un vero aereo Alitalia.

Grande fuga dei passeggeri <Volano> le ferrovie e le compagnie concorrenti ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il linguaggio commerciale usato sul sito di Alitalia sembra fuori dal tempo e dalla realtà. Che cosa sarà Alitalia tra un mese o, addirittura, la primavera prossima? L'Enac ha dato il termine di una settimana alla licenza provvisoria, il commissario Fantozzi ha posto al 30 settembre la data ultima per ulteriori offerte, la cassa è allo stremo.

Berlusconi pesca l'asso tedesco ( da "Tempo, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Cavaliere rinuncia al viaggio negli Usa per salvare Alitalia: la compagnia di bandiera serve e ci sarà Berlusconi pesca l'asso tedesco Berlusconi ha rinunciato al viaggio all'Onu per risolvere la crisi Alitalia. Poche ore dopo la disponibilità di Veltroni a collaborare con il governo, il premier ha annunciato che "ci sarà una compagnia di bandiera italiana": e si concretizza l'

Piloti, i nuovi "Signor No" che difendono privilegi ( da "Tempo, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ieri ha ricordato che "si sa bene che il problema di Alitalia non sono solo i piloti, ma ad esempio i 200 milioni di euro l'anno persi dal 2000 al 2008 per il collocamento di Malpensa senza regolare Linate, tutti gli sprechi, il fatto che Alitalia pagava i gestori aeroportuali cinque volte di più delle altre compagnie;

Arriva la solidarietà dei tedeschi di Lufthansa ( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: espresso tutto il proprio appoggio ai colleghi di Alitalia, "ancora una volta chiamati a risanare un'azienda mal gestita dal management sulle spalle dei dipendenti". Persone che sono "la vera garanzia per la sopravvivenza di un'azienda come Alitalia". Per quanto riguarda le trattative, "decisive saranno le condizioni di lavoro che danno dignità ai suoi dipendenti e ai loro familiari"

Veltroni sbaglia ancora rotta ( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA · Una lettera a Berlusconi per "riaprire alla Cai", che era già a palazzo Chigi Veltroni sbaglia ancora rotta Il governo preferisce sbarrare la strada a qualunque altra soluzione Francesco Piccioni ROMA Sembrava fosse stata imboccata finalmente una strada trasparente per la vendita dell'Alitalia.

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA l PAGINA 4 Veltroni vola basso e scrive a Berlusconi IMMIGRAZIONE l PAGINA 6 Dieci nuovi Cpt e Dna per i ricongiungimenti STATALI l PAGINA 4 Contrattazione addio, decide tutto Brunetta STATI UNITI l PAGINA 11 Bush lascia all'Onu l'eredità della guerra.

Alitalia, nuovo spiraglio ( da "Messaggero, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cai torna in campo, avanza Lufthansa come alleato estero. Epifani: serve il partner industriale Alitalia, nuovo spiraglio Veltroni a Berlusconi: convochi le parti. Il premier: la compagnia italiana ci sarà.

ROMA Per Alitalia tornano in campo gli imprenditori di Cai. La società presieduta da Roberto C ( da "Messaggero, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

<Malpensa vivrà anche se Alitalia fallisce> ( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: presidente Sea "Malpensa vivrà anche se Alitalia fallisce" Quattro-cinque anni per tornare hub, un super-aeroporto. è il destino di Malpensa secondo il presidente Sea Giuseppe Bonomi (nel tondo), ieri in commissione Trasporti a Palazzo Marino: "Lo sviluppo non è velleitario, purché si liberalizzi il mercato".

Bonomi: Malpensa? Ripartirà anche senza Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ripartirà anche senza Alitalia L'appello del presidente Sea: la liberalizzazione dei cieli è ormai urgente. E serve la terza pista Anche la Cgil si schiera con Sea: non c'è dubbio che la liberalizzazione del mercato sia fondamentale per lo scalo varesino Nel giro di quattro-cinque anni Malpensa può tornare un hub.

Alitalia, la carta Lufthansa ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi: ma la compagnia di bandiera ci sarà. Il leader Pd scrive a Palazzo Chigi: piano in tre punti. Colaninno torna in pista Alitalia, la carta Lufthansa Il premier accelera per coinvolgere i tedeschi. Aperture da Veltroni ed Epifani.

Lufthansa punta sullo scalo di Malpensa ( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anno fieristico a Rho ha dichiarato: "Io da sempre ho indicato in Lufthansa il partner ideale sia per Alitalia sia per Malpensa e Linate. Mi ero speso a inizio anno quando la svendita ad Air France fosse finita e Lufthansa aveva messo in piedi un progetto. Mi auguro che con Alitalia o senza Alitalia ci sia un impegno serio di Lufthansa a Malpensa".

Test psichiatrici anche ai piloti? ( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia da pochi giorni a questa parte godono di pessima stampa, e verrebbe quasi voglia di solidarizzare con loro, tanto è pieno di risentimento il clima contro di loro. Dopo esser stati coccolati da tutti i partiti politici per tanti anni, adesso ce li fanno quasi passare come una banda di estremisti della Cgil che chissà cosa vogliono,

Brilla la "stella" di Rai Uno ( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non va bene neanche a Bruno Vespa che decide di rimanere sull'attualità e si occupa del caso Alitalia nella prima parte della trasmissione e del sistema scuola nella seconda: in studio anche Fabio Berti (Presidente Anpac) e il ministro Gelmini che dibattono davanti a una platea di 1.478.000 telespettatori, pari al 15,73% di share. Non decolla su Italia 1 la serata Doc.

Forza Ali Taglia ( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il fallimento di Alitalia sarebbe un segnale importante, ad esempio, per le varie "Alitalia" prossime venture: a partire dalle Ferrovie dello Stato. Per giunta, chiudere Alitalia senza che qualcuno si sostituisca ad essa e si appropri della "polpa" (come nel piano Fenice delineato da Intesa SanPaolo) significa liberare i permessi di volo oggi detenuti dalla compagnia pubblica e,

PIANO ALITALIA CON LA CAI E LUFTHANSA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: riparta la trattativa Piano Alitalia con la Cai e Lufthansa Giornata di contatti, proposte e mediazioni ieri per il salvataggio di Alitalia. Vertice a Palazzo Chigi con Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e i ministri Sacconi e Matteoli cui ha fatto seguito un incontro con il capo della cordata Cai, Colaninno: gli imprenditori italiani sono alla finestra,

Veltroni al premier: <Tre mosse per Alitalia> ( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mosse per Alitalia" Il salvataggio Il leader Pd invoca un'apertura ai sindacati e contatti con gli stranieri. La linea del governo non cambia. Berlusconi: "Serve una compagnia di bandiera". Cai prende tempo ROMA. Il fallimento di Alitalia si avvicina e il presidente del Pd, Walter Veltroni, scrive a Silvio Berlusconi: la Cai "faccia un passo avanti verso le posizioni dei sindacati"

È presto per promuovere il governo ( da "Avanti!" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: questione rifiuti e oggi dalla vicenda Alitalia. Non è certo ipotizzabile, né auspicabile, che questa situazione di stallo si protragga oltremodo.Delle riforme strutturali annunciate - che costituiranno il vero banco di prova per il gradimento dell'azione di governo nessuna, ovviamente anche in virtù dei tempi necessari, è ancora andata in porto o ha spiegato in pieno i suoi effetti.

Madri denunciano furti in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (

Ritrovati i bagagli dei turisti rapiti dubbi sull'identità dei sequestratori ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (

Wonder è tornato La meraviglia soul ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (

George Clooney torna a E.R ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
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Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (

Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,

Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,

Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
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Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,

La guerra (in)civile degli psico-comici della politica ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
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Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,

Girotondo attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,

Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
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Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,

"Il debito di Alitalia schiaccia Caselle" ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pronti a intervenire" Chiuderà la Sala Vip Anche Air One non paga "Il debito di Alitalia schiaccia Caselle" ANGELO CONTI Si allarga il vuoto di cassa della Sagat. Ieri il CdA ha dato mandato all'amministratore delegato di esperire azioni contro Alitalia per recuperare 6 milioni di euro, mentre il debito cresce - ogni giorno - di altri 25.

La Dc congela l'appoggio a Borea ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come l'Alitalia, con la differenza che ha tre mesi di vita anziché una settimana", è il pensiero di Pippione (si riferisce alla convenzione che scade a fine anno), che bolla come "operazione retrò" il restyling preteso dalla DcA (dentro albergatori, commercianti, casinò, società sportive, con una connotazione solo cittadina),

PRIMI PALETTI DELL'ANTITRUST: DEROGHE A TERMINE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: attuale Alitalia sarà un grande, inquietante punto interrogativo. Intanto il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà (foto), ha chiesto che venga modificato il decreto legge varato dal governo in vista del piano di salvataggio per Alitalia. Le deroghe antitrust previste, ha spiegato durante l'audizione alle commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato,

SPUNTA ANCHE IL VENEZUELA: CHAVEZ SPONSOR ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Augusto Fantozzi dopo l'avvenuta pubblicazione sul quotidiano britannico Financial Times e sui tre maggiori quotidiani italiani del bando di gara, già diffuso il giorno precedente sul sito web di Alitalia. Un avviso del tutto simile a quelli che abitualmente compaiono in queste occasioni sui giornali per la vendita di aziende di dimensioni ben più modeste o decisamente meno

IL RETROSCENA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che vuole replicare con Alitalia il successo ottenuto con la fine dell'emergenza spazzatura a Napoli. Così, solo a tarda sera ha deciso di non rispondere alla lettera inviata dal leader del Pd, dopo essere stato tentato a lungo dalla replica, proprio per non dare ulteriore spazio a Veltroni sulla scena del salvataggio della compagnia di bandiera.

"Attenzione ai ristorante cinesi" ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Trovato 14enne carbonizzato nelle ex acciaierie Falck ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: QUI per generarne un altro Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

"I turisti rapiti stanno tutti bene" forze sudanesi controllano da lontano ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Pellegrini, dal nuoto alla sit-com Lippi Jr flirta con la ex di Bettarini ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Berlusconi: "Stranieri? Sì ma non solo" I sindacati a Palazzo Chigi ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impasse di Alitalia, attacca Veltroni: "è colpa sua se la trattativa con la Cai è fallita". Il premier, che precisa anche di essere "sempre in contatto" con le parti in causa nella trattativa Alitalia, ha lasciato Roma per recarsi a Milano. Indiscrezioni filtrate in ambienti parlamentari riferivano di un incontro tra il premier e i vertici di Lufthansa nel capoluogo lombardo.

Maroni: "E' una vera guerra civile" ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Nessun accordo Alitalia. Berlusconi incolpa Veltroni ( da "Voce d'Italia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia, incontro Cai-governo: "Passi avanti" *Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa *Alitalia: Cai formalizza la revoca della sua offerta Guarda tutti i correlati.

Rispunta Lufthansa, via libera della Cgil ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ROMA Il governo tenta una mediazione fra Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati che hanno detto no al piano Fenice su Alitalia. Gianni Letta convoca a palazzo Chigi presidente e amministratore delegato di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, mentre mantiene contatti con tutti gli altri attori della partita, in particolare il leader della Cgil Guglielmo Epifani e i piloti.

<È il sindacato che perderà la faccia> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nella vicenda Alitalia non è Berlusconi che perde la faccia. A perderla sono altri, l'hanno persa i sindacati che per tanti anni hanno dato ai lavoratori contratti a tempo indeterminato, ma ora loro dicono: "Ci avete sfruttato e ora ci licenziate?". E oggi chiedono il contratto a tempo determinato".

C'è uno spiraglio per salvare Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 103 C'è uno spiraglio per salvare Alitalia Berlusconi: "Ci sarà una compagnia di bandiera". Si muove il Pd --> Berlusconi: "Ci sarà una compagnia di bandiera". Si muove il Pd Giornata convulsa per il salvataggio di Alitalia. Ieri sembra essersi aperto uno spiraglio. Berlusconi: ci sarà una compagnia di bandiera.

Alitalia, piloti imbucati o in buca? ( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aggiungere che ciò che sorprende è il tempismo con cui i protagonisti-chiave della trattativa Alitalia hanno deciso di decollare con il loro challenge sui faiways anzichè sulle piste . Magari avrebbero potuto rinviare la sfida . Visto che ne hanno già un'altra ,magari più pressante . Tutto qui. Che dite ? Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading .

Salvataggio Alitalia, Berlusconi rilancia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 I vertici della cordata a Palazzo Chigi: "Ma il piano Fenice non si tocca" Salvataggio Alitalia, Berlusconi rilancia I vertici della cordata a Palazzo Chigi: "Ma il piano Fenice non si tocca" "Avremo una compagnia di bandiera". Veltroni scrive al premier --> "Avremo una compagnia di bandiera". Veltroni scrive al premier "Serve una compagnia di bandiera.

A chi va il merito dell'Unitre Novara Ringraziando per la segnalazione apparsa domenica 1 ( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che non soltanto il nuovo aeroporto non riuscirà a salvare Alitalia ma avrà serie conseguenze anche sui risultati di Malpensa e sul territorio". Eccoci qui. Adesso troppe persone con la memoria corta, e chissà quali altri fini, si stracciano le vesti per le sorti della compagnia di bandiera e contestano le affermazioni di piloti.

"Attenzione ai ristoranti cinesi" Controlli a tappeto in tutta Italia ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Frattini: "I turisti stanno bene" Forze sudanesi controllano da lontano ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Ferilli: "Sono una donna malinconica e inconsolabile" ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Dopo le voci la Lohan conferma: "Sì, sono omosessuale" ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Google si regala il telefono dei sogni per festeggiare i primi dieci anni ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Il sogno nel cassetto di Alicia Keys "Lavorerei con la Winehouse" ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

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Ragno cammello sloggia da casa la famiglia di un paracadutista ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

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'Premio arte e cultura La Bagnaia' nel nome di Attilio Monti ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
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Da Dante alla Beat generation: al via Poesia festival '08 ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
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Air France-Klm: "Siamo interessati" Colloquio tra Cgil e Colaninno ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: orizzonte aveva fatto parlare in toni ottimistici il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che vede possibile "il raggiungimento di un'intesa su Alitalia entro il 30 settembre". In merito ai tempi stretti imposti dall'Enac, Fantozzi ha precisato che "se ritirerà la licenza, sarà un grosso dolore, ma io ricorrerò al Tar".

Fantozzi pensa al Tar contro Enac per Alitalia ( da "Voce d'Italia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Nessun accordo Alitalia. Berlusconi incolpa Veltroni *Alitalia, incontro Cai-governo: "Passi avanti" *Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa Guarda tutti i correlati.

Obama torna in testa ai sondaggi Per lui il 52% delle preferenze ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

La nuova 'Metamorfosi' di Raf E la moglie scrive per lui ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)

Alba Parietti tagliata fuori da tutto Katia Noventa star a Domenica In ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

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Domani i sindacati a Palazzo Chigi Air France-Klm: "Siamo interessati" ( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: orizzonte fa parlare in toni ottimistici il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che vede possibile "il raggiungimento di un'intesa su Alitalia entro il 30 settembre". Intanto Air France avrebbe confermato il proprio interesse a una partecipazione alla Cai, come già annunciato dagli advisor del Tesoro e della stessa cordata.


Articoli

L'ultimo saluto ad Abdul Guiebre (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La salma partirà da Malpensa con un volo diretto per il Burkina Faso, dove giovedì si terranno i funerali. I ragazzi che erano con lui sono stati iscritti d'ufficio nel registro degli indagati dopo il ritrovamento del pacco di biscotti

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Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 24-09-2008)

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Berti, l'uomo anti-cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

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IL CAPO DEI RIBELLI Augusto Minzolini Berti, l'uomo anti-cordata RITIRATA A SINISTRA Da parà ad "aquila selvaggia" Barbera, Corbi, Magri e Paolucci CONTINUA A PAGINA 6A volte per comprendere nelle fasi più confuse le logiche dello scontro politico bisogna rivolgersi ai personaggi più pragmatici, quelli che sono usi dire pane al pane e vino al vino. Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, è uno di quelli. E il personaggio venerdì scorso in uno dei corridoi della Camera sintetizzava con queste parole lo stallo nella trattativa per la vendita di Alitalia alla Cai: "Epifani quando ha deciso di rompere, ha preso una toppa e dietro il suo errore c'era lo zampino di Veltroni". Da allora, con il passare dei giorni, la Cgil e il vertice del Pd (sondaggi alla mano) hanno capito di aver "toppato" davvero e hanno tentato di riaprire la trattativa per non finire insieme ai piloti sul banco degli imputati del possibile fallimento. Hanno preso tempo, hanno parlato di inesistenti proposte straniere alternative alla Cai (l'unica che è arrivata sul tavolo del commissario Fantozzi è stata quella del presidente venezuelano Chavez), hanno chiesto l'intervento del governo. Alla fine, ieri Veltroni ha scritto una lettera a Berlusconi offrendo il suo appoggio per riaprire la trattativa ma continuando nel suo "j'accuse" contro il governo. Poi ha avuto un colloquio con il presidente della Cai Colaninno e un altro con Epifani e quest'ultimo si è sentito con Gianni Letta. Alla fine di questa girandola di incontri il segretario della Cgil ha dato il suo ok di massima: "Sono pronto a firmare ma ho bisogno almeno di avere una concessione normativa riguardante l'inquadramento dei piloti". Una richiesta che, nei fatti, sarebbe il contentino che dovrebbe dare un senso al "no" della scorsa settimana. Quel "no", però, in realtà aveva ben altre ragioni. La disponibilità di Veltroni all'accordo, infatti, se da una parte è un'assunzione di responsabilità, dall'altra è anche la dimostrazione che sul "no" della Cgil della scorsa settimana ha pesato anche l'atteggiamento del leader del Pd. La lettera, infatti, indirettamente ne svela la "ratio" politica. In sintesi: Berlusconi aveva dichiarato giorni fa che il segretario del Pd era "inesistente" (giudizio poi smentito dal premier) e il suo interlocutore ha voluto dimostrare per un'esigenza politico-umorale che, invece, esiste. Ha bloccato l'intesa con una Cgil che ha sposato una posizione paradossale (ha detto "sì" nel merito all'accordo e "no" all'intesa per solidarietà con i piloti); poi, tornato dall'America - pressato anche dai vari D'Alema e Bersani - il leader del Pd ha riaperto la trattativa. Solo che per dare la prova che "esiste", per dimostrare che il salvataggio di Alitalia non è solo merito del Cavaliere, Veltroni ha tenuto il Paese con il fiato sospeso per cinque giorni e messo a repentaglio una trattativa delicata che deve ancora chiudersi. Sono i rituali della politica italiana che purtroppo fanno a pugni con la velocità dei processi decisionali del mondo di oggi. "È in atto un tentativo - è il racconto spietato di un ministro protagonista della trattativa con Alitalia - di recuperare la Cgil e la Cai, ma quest'ultima non dà margini sui piloti. È molto chiusa. Comunque sulla Cgil l'accordo è possibile. Epifani vuole la cosiddetta foglia di fico per dare un senso a un sì che poteva pronunciare già la scorsa settimana. È un classico, un rituale: normalmente la Cgil chiude sempre per ultima. Alla fine gli basterà una nota interpretativa. Comunque Veltroni con il suo intervento ha lasciato le impronte, ha dimostrato che dietro il no di Epifani della scorsa settimana c'era lui. Un "no" che era polemico con Berlusconi ma anche con D'Alema. L'elemento D'Alema ha pesato, infatti, nell'atteggiamento di Veltroni. Come pure in quello di Colaninno. Vedete non c'è stato nessuno scontro tra Berlusconi e il presidente della Cai. Ve lo dice un testimone oculare. Semmai il premier pensava che si potesse andare avanti anche senza la Cgil. Colaninno, invece, era sicuro di riportare, attraverso le sue aderenze tra i Ds (D'Alema, ndr), la Cgil su una posizione ragionevole. Ora se il "sì" della Cgil arriverà, la situazione si metterà al meglio. Com'è sempre stato nella logica di questa trattativa. Alla Cai, infatti, per chiudere l'accordo basta il sì della Cgil o quello dei piloti, anche se la cosa migliore sarebbe averli tutti e due. Adesso con la Cgil l'accordo è quasi fatto. Con i piloti è più difficile. Ma i piloti debbono stare attenti: se non firmeranno, la Cai potrebbe chiamarli ad uno ad uno e offrirgli un contratto equipollente a quello che avevano. E questo lo è. Chi rifiutasse, come prescrive la legge, non perderebbe solo il posto di lavoro ma anche gli ammortizzatori sociali. Resta l'assurdo che questi dieci giorni sono serviti solo alla Cgil e al Pd per rientrare. E magari ora diranno anche che l'arrivo di Lufthansa con una quota di minoranza del 25% previsto da tempo è un loro successo...". Veltroni, infatti, sta spingendo affinché i tedeschi arrivino subito. Ma se il leader del Pd punta ad intestarsi questo risultato, la trattativa con i partner stranieri ne potrebbe risultare penalizzata: un accordo adesso coi tedeschi non permetterebbe infatti di aprire un'asta con le altre compagnie straniere per vendere al meglio quel 25%. Inoltre gli esclusi, a cominciare da Air France, potrebbero far pressioni sulla Commissione europea per impedire che la nuova Alitalia decolli. Appunto, alla fine ci sono stati i soliti tatticismi a fini squisitamente politici e tante perdite di tempo. Ed è quello che ha dato fastidio a Berlusconi del comportamento di Veltroni. Non per nulla ieri diversi consiglieri del Cavaliere hanno ironizzato sulla lettera del leader del Pd. "Si è comportato come il maggiordomo che torna sul luogo del delitto per cancellare le impronte - ha osservato Paolo Bonaiuti - e ne lascia ancora di più". Mentre Cicchitto ha paragonato Veltroni ad "un romanziere del secolo scorso". E il Cavaliere? Non ha voluto esagerare per amore di trattativa. "Abbiamo perso tempo - ha spiegato ai suoi - perché Veltroni voleva avere un ruolo nell'intesa. Ha scritto una lettera per elencare delle ovvietà. Avrebbe fatto meglio a spingere Epifani a firmare l'intesa la scorsa settimana. Comunque per me l'importante è che l'Italia continui ad avere una compagnia di bandiera e penso che alla fine riuscirò in questo intento". Già, un altro esempio del "decisionismo" del Cavaliere e della "tortuosità" del Pd. Ora l'ultimo ostacolo restano i piloti che, se Epifani e Veltroni staranno ai patti, saranno messi in un angolo. Sulla categoria Gianfranco Fini ha già esercitato una sorta di "moral suasion". Poi domani ci sarà la pressione dei lavoratori che vogliono il "sì" all'intesa: "Saranno - prevede un altro degli strateghi del premier, Mario Valducci - 1500-2000 a Fiumicino. E firmeranno un documento per il sì all'intesa".

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Papa Ratzinger su Pio XII: difese gli ebrei (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

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Mi scuso per il gioco di parole del titolo: sta per essere scelto dal Papa (su una rosa di nomi indicata dal consiglio permanente della Cei) il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze. Nelle ultime ore sembrano salite le quotazioni del vescovo di Noto, Mariano Crociata, vescovo da un anno (nella foto), che affianca un altro candidato, Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia. Altri candidati sono Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e già sottosegretario della Cei, Marcello Semeraro, vescovo di Albano (ma candidato anche all'arcidiocesi di Lecce o a diventare vicegerente di Roma) e Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Bagnasco, che avrà un ruolo decisivo nella scelta (la scorsa settimana, quando è andato in udienza da Benedetto XVI, ha parlato dei temi della prolusione, ma anche della successione a Betori), ha preso in considerazione la nomina di un segretario proveniente dal Sud Italia. La decisione finale è imminente. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (1 votes, average: 1 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Bagnasco, la libertà religiosa e il relativismo Cari amici, nella prolusione pronunciata ieri il cardinale Angelo Bagnasco ha parlato a lungo dei massacri anticristiani in Orissa. E ha aggiunto: Ci piacerebbe che dalla classe politica come da parte degli intellettuali e dell'opinione pubblica, venisse rivolta una nuova, vigorosa attenzione al tema della libertà religiosa quale caposaldo della civiltà dei diritti dell'uomo e come garanzia di autentico pluralismo e vera democrazia La libertà religiosa infatti non è un optional più o meno gentile che gli Stati concedono ai cittadini più insistenti, né una concessione paternalisticamente riconducibile al principio della tolleranza. È piuttosto il caposaldo delle libertà ed il criterio ultimo di salvaguardia delle stesse, in quanto iscritto nello statuto trascendente della persona e nella indisponibilità di questa rispetto a qualsiasi regime e a qualsiasi dottrina Vorremmo unirci all'accorato appello recentemente lanciato dall'Arcivescovo Mamberti quando, evidenziando il fenomeno della "cosiddetta cristianofobia", ha inteso in "spirito costruttivo" rilevare come vi siano rischi che prendono piede vicino a noi, ossia nella nostra stessa Europa, citando "il distacco della religione dalla ragione, che relega la prima esclusivamente nel mondo dei sentimenti, e la separazione della religione dalla vita pubblica". Vi è infatti una derivazione concettuale tra la disinvolta pratica del relativismo, gli eccessi antireligiosi e anticristiani e la regressione culturale ed etica delle società. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (1 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Sep 08 Papa Ratzinger su Pio XII: difese gli ebrei Cari amici sono uscito da poco dall'udienza che Benedetto XVI ha concesso ai partecipanti al convegno organizzato dalla fondazione "Pave the Way" presieduta da Gary Krupp, ebreo americano, in occasione del simposio che da lunedì a ieri ha analizzato la figura di Papa Pacelli ponendo all'attenzione dell'opinione pubblica documenti e testimonianze che contribuiscono a sfatare la leggenda nera del "Papa antisemita", "amico di Hitler" che non avrebbe fatto nulla per gli ebrei durante la tragedia della Shoah. Anch'io ho portato il mio contributo al convegno con una relazione sulle più recenti scoperte archivistiche. Il Papa ci ha accolti e ha pronunciato un discorso molto, molto importante, già pubblicato sul sito della Santa Sede. E' la prima volta dopo molti anni che un Papa interviene in modo così preciso sulla controversia dei "silenzi" di Pio XII. Ho potuto anch'io salutare Benedetto XVI al termine dell'udienza e vi ho ricordati tutti, qualunque sia la vostra opinione su Pio XII e sul suo atteggiamento durante la guerra. Scritto in Varie Commenti ( 242 ) " (11 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Il Papa parla del motu proprio ai vescovi francesi Il Papa questo pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni frutti di queste nuove disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha detto che l'indispensabile pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio, in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti, così che la tunica senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente. Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire a casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie Commenti ( 857 ) " (16 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Radio France e il segno della pace Cari amici, sul Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina, durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa: "Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente, i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza, attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI, mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"". La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (10 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08 Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede: "È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra, la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre. non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo". Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko, con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 103 ) " (10 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 238 ) " (8 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (6 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (247) Ultime discussioni Margherita: Scusa ancora: puoi meglio spiegarmi e sviluppare quanto hai scritto? E' davvero molto interessante... Margherita: grazie ancora caro Cherubino: il fatto è che il sito dove ho pescato le informazioni sulle... Cherubino: @ Ubi, certo che ti rispondo. Ma in che senso dici di presentarsi ? Ci provo. La mia attività lavorativa... Fabrizio Ruffo di Bagnara: Proverbio del giorno: chi semina vento in Kossovo, raccoglie tempesta in Ossezia. Fabrizio Ruffo di Bagnara: Physikelly Scrive: September 23rd, 2008 at 8:09 pm Ma guarda, un fan delle... 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Un episcopato Mansueto o di. 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Veltronial premier:<Tre mosseper Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltronial premier:"Tre mosseper Alitalia" il salvataggio Il leader Pd invoca un'apertura ai sindacati e contatti con gli stranieri. La linea del governo non cambia. Berlusconi: "Serve una compagnia di bandiera". Cai prende tempo 24/09/2008 Genova. Il governo costringe il porto di Genova e gli altri scali marittimi italiani a mettersi in regola con le norme sull'organizzazione del lavoro in banchina. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, in una direttiva destinata a tutte le Autorità portuali italiane, invita gli enti che ancora non l'hanno fatto (tra cui Genova) ad avviare entro fine anno la procedura di gara per l'individuazione della società autorizzata a fornire lavoro portuale temporaneo all'interno dello scalo. Dopo il 30 giugno del prossimo anno, comunque, questo ruolo non potrà essere svolto da nessuna società che non sia stata autorizzata. La Culmv di Genova,a Compagnia unica guidata da Paride Batini, è, al momento, tra queste. Ora parte il conto alla rovescia per la regolarizzazione. Oggi la Culmv è inquadrata come impresa portuale, secondo quanto prevede la legge 84 del 1994. Fornisce però, in regime di monopolio, manodopera temporanea a tutti gli altri operatori per i picchi di traffico secondo un patto siglato tra gli operatori dello scalo che non corrisponde al dettame della legge, che prevede una gara pubblica per scegliere la società fornitrice di manodopera all'interno del porto. A Genova questa gara non è mai stata fatta: quel ruolo appartiene di diritto alla Culmv, e per questo non è mai stato discusso. Ora si cambia e si sceglie l'applicazione letterale della legge. A Genova la trattativa sarà difficile: la compagnia guidata da Batini perderebbe molto della sua storica autonomia. cafasso >> 3 24/09/2008.

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Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Mi scuso per il gioco di parole del titolo: sta per essere scelto dal Papa (su una rosa di nomi indicata dal consiglio permanente della Cei) il nuovo segretario dei vescovi italiani, che sostituisce monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi arcivescovo di Firenze. Nelle ultime ore sembrano salite le quotazioni del vescovo di Noto, Mariano Crociata, vescovo da un anno (nella foto), che affianca un altro candidato, Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia. Altri candidati sono Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e già sottosegretario della Cei, Marcello Semeraro, vescovo di Albano (ma candidato anche all'arcidiocesi di Lecce o a diventare vicegerente di Roma) e Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Bagnasco, che avrà un ruolo decisivo nella scelta (la scorsa settimana, quando è andato in udienza da Benedetto XVI, ha parlato dei temi della prolusione, ma anche della successione a Betori), ha preso in considerazione la nomina di un segretario proveniente dal Sud Italia. La decisione finale è imminente. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (1 votes, average: 1 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Bagnasco, la libertà religiosa e il relativismo Cari amici, nella prolusione pronunciata ieri il cardinale Angelo Bagnasco ha parlato a lungo dei massacri anticristiani in Orissa. E ha aggiunto: Ci piacerebbe che dalla classe politica come da parte degli intellettuali e dell'opinione pubblica, venisse rivolta una nuova, vigorosa attenzione al tema della libertà religiosa quale caposaldo della civiltà dei diritti dell'uomo e come garanzia di autentico pluralismo e vera democrazia La libertà religiosa infatti non è un optional più o meno gentile che gli Stati concedono ai cittadini più insistenti, né una concessione paternalisticamente riconducibile al principio della tolleranza. È piuttosto il caposaldo delle libertà ed il criterio ultimo di salvaguardia delle stesse, in quanto iscritto nello statuto trascendente della persona e nella indisponibilità di questa rispetto a qualsiasi regime e a qualsiasi dottrina Vorremmo unirci all'accorato appello recentemente lanciato dall'Arcivescovo Mamberti quando, evidenziando il fenomeno della "cosiddetta cristianofobia", ha inteso in "spirito costruttivo" rilevare come vi siano rischi che prendono piede vicino a noi, ossia nella nostra stessa Europa, citando "il distacco della religione dalla ragione, che relega la prima esclusivamente nel mondo dei sentimenti, e la separazione della religione dalla vita pubblica". Vi è infatti una derivazione concettuale tra la disinvolta pratica del relativismo, gli eccessi antireligiosi e anticristiani e la regressione culturale ed etica delle società. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (1 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Sep 08 Papa Ratzinger su Pio XII: difese gli ebrei Cari amici sono uscito da poco dall'udienza che Benedetto XVI ha concesso ai partecipanti al convegno organizzato dalla fondazione "Pave the Way" presieduta da Gary Krupp, ebreo americano, in occasione del simposio che da lunedì a ieri ha analizzato la figura di Papa Pacelli ponendo all'attenzione dell'opinione pubblica documenti e testimonianze che contribuiscono a sfatare la leggenda nera del "Papa antisemita", "amico di Hitler" che non avrebbe fatto nulla per gli ebrei durante la tragedia della Shoah. Anch'io ho portato il mio contributo al convegno con una relazione sulle più recenti scoperte archivistiche. Il Papa ci ha accolti e ha pronunciato un discorso molto, molto importante, già pubblicato sul sito della Santa Sede. E' la prima volta dopo molti anni che un Papa interviene in modo così preciso sulla controversia dei "silenzi" di Pio XII. Ho potuto anch'io salutare Benedetto XVI al termine dell'udienza e vi ho ricordati tutti, qualunque sia la vostra opinione su Pio XII e sul suo atteggiamento durante la guerra. Scritto in Varie Commenti ( 242 ) " (11 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Il Papa parla del motu proprio ai vescovi francesi Il Papa questo pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni frutti di queste nuove disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha detto che l'indispensabile pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio, in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti, così che la tunica senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente. Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire a casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie Commenti ( 857 ) " (16 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Radio France e il segno della pace Cari amici, sul Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina, durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa: "Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente, i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza, attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI, mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"". La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (10 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08 Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede: "È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra, la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre. non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo". Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko, con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 103 ) " (10 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 238 ) " (8 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (6 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (247) Ultime discussioni Margherita: Scusa ancora: puoi meglio spiegarmi e sviluppare quanto hai scritto? E' davvero molto interessante... Margherita: grazie ancora caro Cherubino: il fatto è che il sito dove ho pescato le informazioni sulle... Cherubino: @ Ubi, certo che ti rispondo. Ma in che senso dici di presentarsi ? Ci provo. La mia attività lavorativa... Fabrizio Ruffo di Bagnara: Proverbio del giorno: chi semina vento in Kossovo, raccoglie tempesta in Ossezia. Fabrizio Ruffo di Bagnara: Physikelly Scrive: September 23rd, 2008 at 8:09 pm Ma guarda, un fan delle... 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Un episcopato Mansueto o di. 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Gli Statuto:<I nostri25 anni con la musica> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Gli Statuto:"I nostri25 anni con la musica" concerto a sestri levante Il gruppo torinese, portabandiera dello stile "Mod", proporrà i brani più significativi della propria storia 24/09/2008 VENERDÌ al Circolo Matteotti di Santa Vittoria a Sestri Levante (349/6959250), arriveranno gli Statuto, il gruppo torinese portabandiera in Italia dello stile "Mod", movimento nato a Londra a fine anni'50, e diffusosi poi in tutto il mondo negli anni'60. La filosofia dei Mods - quelli di Torino si riuniscono in piazza Statuto - unisce la curiosità per tutto ciò che è"nuovo e insolito", la cura dell'immagine e degli abiti, alla "mania" per vespe e lambrette, alla passione per la musica, soprattutto nera, ska giamaicana, soul, bluebeat, R&B. "Essere davvero un Mod - spiega ice il cantante e leader della band, Oskar - significa essere sè stessi fino in fondo, affrontare la vita in modo positivo senza farsi condizionare da mode, consumismo e massificazione, ma senza autoghettizzarsi". Nati nell'83, primi a cantare ska in italiano, gli Statuto hanno celebrato i 25 anni di attività con la raccolta "Elegantemente rudi", uscita nel maggio scorso. "E' un doppio cd al prezzo di uno, un'antologia con le nostre 40 canzoni più importanti e l'inedito "ska-balneare""Qualcuna da mare" - spiega ancora Oskar -. La SonyBmg ne ha pubblicato anche una versione in vinile con 15 pezzi. Anche il concerto di venerdì ripercorrerà la nostra storia, in scaletta ci sono brani di tutti gli album, da "E' tornato Garibaldi" a "Sempre", compresi i singoli degli esordi. Suoniamo i classici, "Abbiamo vinto il festival di Sanremo", "Piera" , "Qui non c'è il mare", "Ragazzo ultrà", e altri, esguiti raramente dal vivo. Parola d'ordine, sempre la stessa: rabbia e stile". "Ragazzo ultrà"è diventato un inno: "E' il testo con cui prendiamo chiara posizione a sostegno della mentalità ultrà. E ne siamo orgogliosi. Lo collego a un'altra nostra canzone, "Pazzo", che dice "Non c'è più nessuno che può dirmi cosa è bene o male, l'anima è ribelle e il tempo non mi può cambiare"". Non a caso gli Statuto sono la band ufficiale della tifoseria del Torino: "Dopo il fallimento del Torino Calcio, il Torino F.C. nel 2005 chiese a noi del tifo organizzato della curva Maratona, di fare l'inno del Toro. Sulla "base" della nostra "Balla" scrivemmo "Cuore Toro", tuttora inno del Torino F.C.". Ma gli Statuto si sono esibiti anche in occasione dei 110 anni del Genoa: "E' stato uno dei nostri concerti più belli, un vero onore per noi. Il gemellaggio fra noi Granata e i Genoani è qualcosa di storico, intenso, quasi "fisico", una cosa che va "oltre". Due tifoserie uniche, abituate a lottare, e a guardare avanti con la forza della volontà, non con quella del mercato". Hanno partecipato al Festival di Sanremo, a Festivalbar e Cantagiro, sono stati prodotti da colossi del disco come Emi e Sony, ma gli Statuto sono rimasti quelli delle origini. "Se 8 ore vi sembrano poche, provate voi a lavorare, e proverete la differenza fra lavorare e comandare" cantano nel pezzo "In fabbrica", scritto per loro dai rocker-militanti di The Gang. "Noi viviamo in strada e in prima persona le necessità e le tensioni proletarie urbane. I partiti che "dovevano" difendere le classi deboli hanno tradito, la gente si sente sconfitta. Si parla dell'Alitalia, ma tutti i posti di lavoro vanno mantenuti, tutelati e difesi". Oskar e il batterista Naska sono gli unici superstiti del nucleo originario della band: "Sì - sorride Oskar - ma in compenso in piazza Statuto, 25 ani dopo,i Mods sono sempre di più". Louis Lunari louislunari@virgilio.it 24/09/2008.

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Alitalia, il grande azzardonon premia Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Francesco ferrari Con la licenza di volare vicina alla sospensione, pochi euro in cassaforte, le prenotazioni a picco e un puzzle sindacale talmente complesso da risultare impossibile da ricomporre, il futuro di Alitalia appare sempre più incerto. Ma forse sarebbe meglio dire drammatico. L'unica certezza è che, oggi, siamo di fronte a una compagnia che naviga a vista: senza una strategia, senza un obiettivo dichiarato. Inquietanti, poi, sono i segnali che arrivano dalla politica. Negli ultimi giorni, con una manovra che in altri tempi avrebbe suscitato nella migliore delle ipotesi clamore, nella peggiore scandalo, maggioranza e opposizione hanno bussato alla porta di Lufthansa sperando in un gesto di apertura da parte della compagnia tedesca. "Ribadisco che non esistono alternative alla Cai" ha tenuto a precisare ieri Silvio Berlusconi, memore della promessa elettorale di "non vendere Alitalia agli stranieri". Ma siamo così sicuri che la cordata di Colaninno e soci sia l'unico salvagente al quale il governo sia intenzionato ad affidarsi? La sensazione è che, se il temuto straniero dovesse portare in dote denaro e un piano industriale serio, neppure il Cavaliere in versione "Alitalia agli italiani" se la sentirebbe di chiudergli nuovamente la porta in faccia, come era successo la scorsa primavera con Air France-Klm. Rispetto ad allora, peraltro, lo scenario è cambiato, e non poco. Il nuovo governo, per accelerare la cessione della compagnia di bandiera e dimostrare agli italiani che la questione Alitalia poteva risolversi in poche settimane come la questione "monnezza di Napoli", si è avventurato su un terreno a dir poco scivoloso, spianando la strada alla cordata Colaninno con un decreto che mezza Europa ha subito guardato con orrore. Ma, incredibilmente, neppure quell'azzardo giuridico (una "legalizzazione della bancarotta fraudolenta", lo ha definito la stampa tedesca) è riuscito a sbloccare la situazione. Al primo contrasto con una parte del sindacato, infatti, la Cai si è tirata indietro, scatenando un'imbarazzante gazzarra che ha coinvolto tutti: governo, opposizione e lavoratori. Un epilogo tutt'altro che glorioso. Il problema è che, arrivati a questo punto, il tempo a disposizione per salvare Alitalia è davvero pochissimo. Non è più questione di settimane, ma di ore. Ecco perché, pur senza ammetterlo apertamente ("solo Cai può salvarci"), lo stesso Berlusconi sta prendendo nuovamente in considerazione l'ipotesi di chiedere aiuto a Lufthansa. Non che l'idea gli piaccia, anzi: dipendesse da lui, gli stranieri non sarebbero neppure autorizzati ad avvicinarsi all'Alitalia. La sua priorità, oggi, è evitare il fallimento. Non della compagnia: della strategia del governo. Dopo avere assicurato, in campagna elettorale, che nel giro di un mese, o poco più, alcuni "volenterosi" imprenditori italiani si sarebbero fatti carico di sostituirsi alla proposta Air France-Klm ("ho già i nomi, ma non posso renderli noti: lo farò dopo aver vinto le elezioni"), Berlusconi si è ritrovato fra le mani una situazione esplosiva, che probabilmente lui stesso aveva sottovalutato. Ben vengano, allora, i soldi degli stranieri. Di Lufthansa, ma anche di Air France-Klm, se proprio vogliamo esagerare. L'importante è non arrivare a portare i libri in tribunale. Soluzione che invece molti analisti indicano come la meno traumatica. Per almeno tre motivi: i 18.000 lavoratori, dopo il fallimento, potrebbero trovare (non tutti, ma quasi) un nuovo impiego in altre compagnie, il mercato domestico aprirebbe le porte a vettori concorrenti e i costi dell'operazione potrebbero rivelarsi addirittura inferiori a quelli del "piano Fenice". Perché, dunque, non parlarne? francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 24/09/2008.

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Epifani deve scegliere: isolamento o retromarcia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Gianni Baget Bozzo Era fascinoso per Walter Veltroni mettere in conto il ritiro della Cai dall'offerta per Alitalia e darne la colpa a Silvio Berlusconi. In questo caso, avrebbe avuto ragione Romano Prodi che aveva sostenuto l'alternativa secca tra Air France e fallimento. Detto proprio dal responsabile della caduta del governo Prodi, suonava come un'autocritica della sua stessa candidatura, che aveva prodotto il patatrac. Altro che linea riformista, voleva dire che Berlusconi aveva prodotto la catastrofe e il Paese la sopportava. Ma poi il Partito democratico è giunto a diverso atteggiamento e ha deciso che la solidarietà con i piloti era una linea impraticabile, avrebbe fatto del Pd il partito dello sfascio e gli avrebbe messo contro la sua stessa base politica, troppo interessata al sistema Italia per praticare il detto: tanto va peggio a Berlusconi, tanto va meglio al Paese e al Pd. Veltroni si è silenziato, ma aveva prima sperato di cavalcare lo sfascio nella manifestazione anti Berlusconi che egli promuove assieme a Antonio Di Pietro. Il prezzo era troppo alto perché negava la stessa ragion d'essere del Pd. E così la Cai non è apparsa soltanto come il coniglio tirato fuori dal cappello dal mago Berlusconi, ma è diventata l'unica soluzione possibile. I dirigenti del Pd, cominciando da Enrico Letta, cioè da un prodiano moderato, hanno cominciato la parabola del disincanto e hanno fatto appello a Roberto Colaninno, anzi a Berlusconi perché convinca Colaninno. Così il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, è stato lasciato solo. Se aveva puntato a fare il pieno del consenso della sua confederazione ottenendo anche l'avallo del segretario della Fiom nella linea di intesa con i piloti, ha dovuto capire che su quella via rimaneva appunto solo con i piloti. Quello dei piloti non è propriamente un sindacato, non difende il lavoro ma la condizione privilegiata dei piloti come coodecisori con la direzione dell'Alitalia. Epifani ha dovuto notare che contro i piloti protestavano i lavoratori iscritti al sindacato e non appartenenti al gruppo corporativo. Essi vedevano svanire l'unica via per salvare il loro posto di lavoro o ottenere la protezione sociale in caso di licenziamento. Il sindacato dei lavoratori comuni protestava contro la corporazione dei signori dell'aria. Se i piloti condurranno al blocco dell'Alitalia per decisione dell'Enac, la loro disponibilità di offrire come finanziamento all'eventuale acquirente i propri stipendi e la propria liquidazione sembrerà una cosa non nobile ma ridicola. Non è verso l'isolamento di Berlusconi che si va, ma verso quello di Epifani e dei piloti. È tutto nelle mani di Epifani che dovrà pur tenere conto che il Partito democratico non è sulla linea dello sfascio e per l'alleanza della Cgil con i piloti. Se Epifani si dichiarasse disponibile a firmare l'offerta della Cai forse Colaninno e i suoi soci tornerebbero al banco delle trattative. La Cgil farebbe un'autocritica ancora maggiore di quella fatta da Veltroni. Più il tempo corre più le decisioni urgono. Gianni Baget Bozzo (bagetbozzo@ragionpolitica.it) è sacerdote, politologo e consigliere di Forza Italia-Pdl. 24/09/2008.

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Enac: stop alle licenzerisponde a norme Ue (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La precisazione ROMA. La diffida a revocare o sospendere le licenze di volo per Alitalia inviata all'Enac dalle associazioni dei piloti, degli assistenti di volo e del Sindacato dei lavoratori? Il presidente Vito Riggio precisa che l'Enac è titolare di un compito istituzionale basato su un Regolamento Comunitario (il numero 2407 del 1992) che regola la materia delle licenze con regole comuni da applicarsi da parte di tutti i Paesi della Ue. La giurisprudenza della Corte Costituzionale italiana - si legge in una nota Enac - ha più volte chiarito come il diritto nazionale non possa in alcuna misura innovare la norma comunitaria di carattere generale che disciplina una determinata materia. Pertanto l'Enac ha valutato con rigore l'applicabilità esclusivamente nel contesto delle previsioni normative comunitarie. Precisando di "non voler gettare in ambasce" alcun lavoratore, Riggio ricorda che l'Enac intende fare di tutto, nell'ambito delle proprie possibilità, per favorire una soluzione positiva della vicenda e si augura che ognuno faccia altrettanto. Ieri si è svolto anche il cda dell'Enac, che ha esaminato lo schema di contratto di programma per la regolazione tariffaria tra l'Enac e la società di gestione di Napoli Capodichino, la Gesac. 24/09/2008.

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Torna in pista la Cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

C'è anche l'interesse di Lufthansa. Veltroni scrive a Berlusconi: sblocchi lo stallo Roma. L'Alitalia ricomincia da Cai. Il giorno dopo la revoca dell'offerta, il capo della cordata italiana, Roberto Colaninno, varca il portone di palazzo Chigi per un colloquio di 45 minuti con il sottosegretario Gianni Letta che gli chiede di non abbandonare il campo, dopo un vertice dei ministri con il premier Silvio Berlusconi. Tutti riuniti al capezzale della compagnia ormai agonizzante, che da domani rischia di perdere anche la licenza di volo se il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, non presenterà un "credibile piano d'emergenza" all'Enac, l'Ente nazionale dell'aviazione civile. Dopo una girandola di incontri e contatti, in serata il Cavaliere fa intravedere uno spiraglio, per quanto limitato e incerto: "L'Italia deve continuare ad avere una sua compagnia di bandiera. E questo risultato si raggiungerà", spiega. Il meccanismo si è rimesso in moto. Si parla anche di un possibile gioco di squadra tra Cai e Lufthansa, sotto l'egida del governo. Ma, in ogni caso, il tempo disponibile è agli sgoccioli perché il commissario non andrà oltre la data limite del 30 settembre, martedì prossimo, per verificare se c'è un compratore in base al bando pubblicato su Internet e giornali. Intanto, la situazione rischia di precipitare. E rispunta così l'ipotesi Cai, sollecitata anche dal Walter Veltroni, con una lettera inviata a Berlusconi in cui il leader del Pd sollecita il governo a non restare alla finestra e a riprendere i fili del negoziato con "un intervento urgente", diretto a sbloccare lo stallo in atto che rischia di essere fatale per l'azienda della Magliana. Nella sua lettera, Veltroni individua "tre strade possibili": la Cai faccia un passo avanti verso le posizioni dei sindacati che non hanno firmato l'accordo; palazzo Chigi si attivi per cercare compratori internazionali; Fantozzi nel frattempo raggiunga un accordo con le tutte le sigle sindacali (nove in tutto) che rappresentano i lavoratori di Alitalia. Il leader del Pd assicura che farà quanto è possibile per "aiutare tutte le parti modificare le proprie posizioni". Un riferimento implicito alla Cgil, che ha fatto fronte comune con le quattro sigle ribelli di piloti e assistenti di volo. La maggioranza stronca l'iniziativa di Veltroni: "Dice cose ovvie", attacca il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Sono proposte surreali", rincara il vice capogruppo alla Camera del Pdl, Osvaldo Napoli. Ma Berlusconi è preoccupato per il fallimento dietro l'angolo e per gli effetti devastanti del blocco dei voli, causato dal minacciato ritiro della licenza. Un evento che andrebbe a sovrapporsi allo sciopero dei treni, proclamato per venerdì. Il Paese rischia il caos dei trasporti. Il premier teme il peggio e rinvia il suo viaggio a New York dove era atteso per l'assemblea dell'Onu. Nonostante le critiche rivolte a Veltroni, il governo decide quindi di giocare di nuovo la carta Cai, che continua a considerare l'unica soluzione praticabile. "Ho appena parlato con il commissario Fantozzi e mi ha confermato che non ci sono altre offerte. Siamo alla disperazione", dice il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, prima del vertice a palazzo Chigi. Si riparte quindi con la cordata italiana, che apprezza l'intervento di Veltroni e accetta di sedersi di nuovo al tavolo del governo ma detta anche le sue condizioni: "Il piano Fenice non cambia", dicono a Letta, Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli. I soci di Cai non si tirano fuori dalla partita definitivamente ma torneranno in gioco soltanto se tutti i sindacati accetteranno di firmare i documenti già sottoscritti da Cisl, Uil, Ugl e Anpav: accordo quadro, piano di rilancio e contratto unico. In più, circolano voci sulla disponibilità della tedesca Lufthansa ad affiancare i soci italiani ma Sacconi smentisce questo tipo di scenario. Almeno per ora. Bisogna prima verificare se si arriverà a firmare la pace tra Cai e sindacati ribelli. E su questo fronte la disponibilità di Veltroni può rivelarsi utile per rompere il fronte del "no", convincendo la Cgil ad ammorbidire la sua posizione sull'accordo quadro firmato dagli altri sindacati. Inoltre, il bandolo dell'intricata matassa è tornato nelle mani di Letta, che ha l'incarico di muoversi a 360 gradi per favorire la riapertura del dialogo interrotto ed è in contatto diretto anche con il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. In apparenza, nessuno si è mosso dalle posizioni su cui è maturata la rottura. Ma anche le parole di Berlusconi sulla compagnia di bandiera, più ottimiste rispetto al clima cupo della giornata, fanno pensare che la situazione potrebbe forse sbloccarsi, sia pure sul filo del rasoio. Per ora, i piloti si mostrano decisi a non mollare: "Se Cai non modifica il suo piano, noi non firmiamo", fa sapere l'Up. Ma a un salvataggio in extremis sembra credere anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che da Berlino dice: "Ci sono stati egoismi e chiusure che definire corporative è dire poco ma ci sono, almeno per qualche giorno ancora, piccoli spiragli e tutti coloro che hanno cuore le sorti di Alitalia devono lavorare affinché rimangano aperti e si allarghino ancora di più". Questo in mattinata. La lettera di Veltroni e il ritorno di Colaninno vanno nella direzione indicata da Fini. Ma il destino della compagnia resta appesa a un filo: se si spezza sarà il fallimento. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 24/09/2008 ' 24/09/2008 si muovel'opposizioneLa Cai faccia un passo verso i sindacati e si attivi per trovare un compratore internazionale walter veltronisegretario partito democratico 24/09/2008 ' 24/09/2008 la maggioranza spera ancoraCi sono state chiusure corporative, ma ci sono ancora piccoli spiragli da tenere aperti gianfranco finipresidente della Camera 24/09/2008.

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"jet Republic": i pilotili assumiamo noi (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"sono i migliori" LONDRA. "Se i migliori del mondo saranno sul mercato noi assumeremo i migliori del mondo". Parola di Jonathan Breeze, amministratore delegato di "Jet Republic", ovvero la nuovissima compagnia di trasporto aereo dedicata al traffico aziendale operativa dal prossimo lunedì con base in Gran Bretagna. Nell'ambito della presentazione del progetto "Jet Republic", avvenuta ieri a Londra, Jonathan Breeze è intervenuto, al margine dell'evento, sulla vicenda Alitalia. "Se alcuni dei piloti Alitalia dovessero decidere di spostarsi nel settore dei jet privati - ha detto Breeze, ex pilota della Royal Air Force - sicuramente proveremmo a portarli da noi. Quando ero un pilota militare ho avuto il privilegio di lavorare con alcuni di loro quando ancora erano in aeronautica militare e ho potuto constatare che sono semplicemente straordinari". "Se i migliori del mondo saranno sul mercato - ha ripetuto Breeze, la cui compagnia aerea ha appena acquistato 110 LearJet 60 XR per un valore di 1,5 miliardi di dollari - noi assumeremo i migliori del mondo". Pe ri i piloti Alitalia, dunque, un attestato di stima da parte di un addetto ai lavori 24/09/2008.

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Alta velocità, Ferrovie Italiane ordinano cinquanta nuovi treni (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Annuncio alla fiera innotrans di berlino L'amministratore Moretti conferma che il 30 ottobre sarà presentato il piano commerciale. Scommessa sui lunghi tragitti 24/09/2008 Dal nostro inviato Roberto Scarcella Berlino. Sempre più vicina a vedere l'effetto che fa avere tutti gli aerei della compagnia di bandiera impossibilitati a decollare, l'Italia scopre di poter "volare" - o almeno correre - con le proprie ferrovie. L'annuncio tanto atteso è arrivato alla fiera Innotrans di Berlino, dove ieri mattina si è recato l'amministratore di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti: "Punteremo sull'Alta velocità e sui collegamenti diretti tra le grandi città italiane". In che misura è presto detto: "Il 30 ottobre presenteremo il programma commerciale di Fs per il 2009-2010, con le previsioni di sviluppo per il traffico passeggeri a lunga percorrenza. Per quella data - continua Moretti - saremo in grado di dare tutte le coordinate del bando di gara riguardo la fornitura dei nuovi treni per l'Alta velocità". I giochi si apriranno poco dopo, "sicuramente entro la fine dell'anno", dice il manager, forte dell'interesse dei grandi nomi mondiale del settore, Bombardier (che correrà con Ansaldo Breda), Siemens e Alstom. La commessa è di quelle "pesanti: 50 treni per 1,2 miliardi di euro, forse qualcosa in più (sia come treni che come euro). E Moretti, quasi a sfidare le malelingue che vedono nel tracollo di Alitalia un'avvisaglia della crisi trasportistica tricolore, mette le mani avanti anche in Europa: "Vogliamo un treno che non solo sia così veloce da dare un'accelerata al Paese. Lo vogliamo talmente competitivo da poter entrare con prepotenza nei mercati esteri, cominciando dal Nord Europa". Nel mirino Belgio, Germania, Olanda: "D'altronde se loro vengono a fare concorrenza da noi, noi possiamo andare da loro". Moretti crede davvero nei treni superveloci a lunga percorrenza: "Deve essere la strada che ci conduce a un bilancio in pareggio a partire dal 2009. E in questo senso possono darci una mano il settore merci e la logistica". Non che il trasporto locale venga snobbato, ma non essendo remunerativo si aspettano per i finanziamenti quei soldi pubblici che stentano ad arrivare, e su cui, "in tempi di Finanziaria, il ministero del Tesoro mantiene il più stretto riserbo", come dice il sottosegretario ai Trasporti Roberto Castelli, anche lui in visita alla fiera berlinese dei trasporti su rotaia. È una faccenda complicata quella dei treni regionali, come dice lo stesso Moretti: "Se avessi come introiti le tariffe o i contributi che hanno Paesi come Francia e Germania farei 800 milioni di utile, e li potrei reinvestire in quel senso. Ma visto che quei soldi non ci sono, bisogna concentrare le risorse su ciò che è più urgente, e in una certa misura anche più utile". Limitando magari i viaggi sulle tratte secondarie (spesso semivuote) buttandosi con convinzione sugli orari e sui luoghi più trafficati. Quindi via a una serie di collegamenti-treno più simili a navette senza fermate intermedie, quasi a far diventare le rotaie, i binari di una metropolitana che collega le grandi città: più collegamenti tra Milano e Roma (l'annuncio ufficiale del nuovo schema ferroviario arriverà il 14 dicembre prossimo), con partenze ogni 15 minuti negli orari di punta e meno fermate, con conseguenti tempi di percorrenza ridotti. Ma non solo: veri e propri collegamenti no-stop dovrebbero interessare altre città, come Bari, Reggio Calabria, Venezia e Genova, che avrà - pare - il suo filo diretto con Milano. La vera rivoluzione sta, però, nella gara per l'Alta velocità, pronta a partire dopo le polemiche di questi ultimi anni culminate nelle dimostrazioni No-Tav in Val di Susa e nell'infinita querelle Terzo valico: "Sappiamo come agire e come sfidare i competitor, abbiamo le idee chiare in proposito. Insomma, sappiamo quel che vogliamo". Che è poi quel che vorrebbero sapere le due aziende maggiormente interessate alla maxicommessa. Alstom, per bocca del suo numero uno italiano Emilio Gallocchio, è forse la più critica verso un'eventuale "specializzazione" nella progettazione del convoglio: "I treni ad Alta velocità costano tempo, fatica e un sacco di soldi. Se Moretti ne volesse uno troppo diverso da quelli già sul mercato, difficilmente quel treno potrà essere competitivo in Europa". Sia Alstom che Bombardier hanno già dichiarato che - in caso di vittoria della gara - costruiranno i modelli in Italia: i primi a Savigliano, in Piemonte, i secondi a Vado Ligure e negli stabilimenti di Ansaldo Breda". scarcella@ilsecoloxix.it 24/09/2008.

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Una disavventurada DUEMILA EURO (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il viaggio TORINo. Un'avventura da poco più di duemila euro trasformatasi in un incubo: è il costo del viaggio (per la precisione 1.950 euro più tasse varie) che i cinque piemontesi rapiti in Egitto hanno pagato per ammirare paesaggi lunari del deserto, dune color ocra, montagne aspre, vulcani estinti, pitture rupestri, oltre alle famose oasi del Nord. Una spedizione in fuoristrada nell'estremo Sud dell'Egitto nel deserto dell'El Kebir, attraversando il Gran Mare di Sabbia fino a Siwa. Il viaggio, che complessivamente prevedeva cinque notti in hotel e dieci in tenda, è stato ideato dai cinque torinesi all'inizio di luglio, ma è stato prenotato all'agenzia all'inizio di agosto. Per realizzarlo hanno dovuto avere anche speciali permessi dalla polizia egiziana. "Il gruppo è partito lo scorso 13 settembre da Torino - spiegano i titolari della Aleramo Viaggi di Asti che lo ha organizzato, Gino Lizzi e Valter Balsamo - alla volta di Roma, con un volo Alitalia, dove ha poi preso una aereo per il Cairo. Nella capitale egiziana si sono fermati una notte, all'Hotel Piramid, poi il giorno dopo, insieme a cinque tedeschi, un romeno e otto accompagnatori, sono partiti in fuoristrada per l'oasi di El Fayum, Wadi Rayan, dove una ramificazione del Nilo si getta nel lago Qarun, e infine al Parco Nazionale di Wadi Heitan. Dopo diverse altre tappe, il percorso successivo, Jebel Uweinat - Karkur Talh è quello dove è avvenuto il rapimento. 24/09/2008.

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Confindustria caccia Pellegrino Dura la censura dopo la volgare lettera ai sindacati del padrone della Pecoplast. Lui si dimette (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Massimiliano Amato / Salerno SE N'È ANDATO LUI, ma solo perché non hanno fatto in tempo a cacciarlo. Rosario Pellegrino, titolare della Pecoplast di Salerno (indotto Fiat, Indesit e Saeco), ha giocato d'anticipo. La sua intemerata contro il sindacato ("vi prendo a calci nel sedere", "vi sputo in faccia", "andate a fanculo" e altre delicatezze del genere, tutto nero su bianco in un fax inviato alla Cgil il 19 settembre) aveva convinto il presidente di Assindustria Salerno, l'armatore Agostino Gallozzi, a scrivergli una dura reprimenda, inviata anche al direttore del l'Unità, che ha reso nota la vicenda: "Esprimo vivo disappunto e profondo rammarico nel leggere le espressioni da lei indirizzate al segretario generale di Filcem, Giovanni Berritto, violando il Codice etico e la Carta dei valori dell'Associazione nonché lo stile confindustriale che ci ha sempre contraddistinti. Una simile azione ha leso l'immagine imprenditoriale dei nostri soci e, quindi, di Confindustria Salerno". Nella lettera, Gallozzi anticipava a Pellegrino che ne avrebbe chiesto la censura e l'espulsione: "Solo in questo modo è possibile tradurre in concreto la ferma condanna di un atteggiamento che non mi appartiene. Che non ci appartiene". Ieri pomeriggio la censura è stata deliberata, all'unanimità, non l'espulsione: Pellegrino, che era presidente del gruppo Chimica-Gomma-Plastica, in mattinata aveva ritirato le sue aziende dal giro confindustriale, dimettendosi da ogni incarico con una missiva delle sue, in cui inanellava un'altra serie di preziose gemme: "Questa è una terra che se non ti metti le mutande di ferro ti distruggono". Più avanti: "Voglio salvare questa terra dal cancro del falso assistenzialismo e della stupidità mentale dello yes man". Per concludere: "Mentre pensate a fare le belle statuine, il malato muore, tanto che ce ne frega, esiste la mobilità, la cassa integrazione e lo stato fallisce. Alitalia ne è un esempio. Il nostro presidente del consiglio, il ministro Brunetta stanno esattamente dicendo e facendo quello che io ho scritto e ho fatto". Più tardi ha rincarato la dose. I vertici di Assindustria? "Dei quaquaraqua. Ho un solo amico, che poi si è messo a fare politica: Antonio Paravia, senatore del Pdl. È stato il mio presidente di Confindustria, l'unico vero presidente". Per la cronaca: quando era il numero 1 degli industriali salernitani, Paravia (titolare di una ditta di ascensori) si presentò a un incontro pubblico con l'allora segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, munito di mascherina antibatterica. Si giustificò accusando di scarso senso dell'umorismo chi lo criticava: in fondo, spiegò, volevo solo difendermi dall'influenza Cinese, alludendo al soprannome con cui era conosciuto negli ambienti confederali l'attuale sindaco di Bologna. Gallozzi non replica al contrattacco di Pellegrino. Si affida a una nota ufficiale in cui dà atto alla Cgil "di aver ben distinto le posizioni in campo: da tempo stiamo lavorando alla realizzazione di un modello di relazioni sindacali improntate al rispetto e all'ascolto reciproco". Relazioni che, per quel che riguarda la Pecoplast e la Cgil sembrano destinate a riprendere. Con una giravolta stupefacente, Pellegrino ieri ha risposto all'ennesima sollecitazione di un incontro rivoltagli dal segretario dei Chimici, Berritto, arrivando a fissare due date: il 26 e il 30 settembre, alle 15. "Ovviamente - fa sapere a mezzo fax l'imprenditore - vista la mancanza di informazione dei vertici sindacali alla riunione dev'essere conditio sine qua non (sic) anche il segretario Tavella".

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Veltroni: tre proposte per salvare Alitalia In una lettera il leader del Pd invita Berlusconi a riprendere in mano l'iniziativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Bruno Miserendino/ Roma L'ALTRA SERA in televisione l'appello a Colaninno per una ripresa in extremis della trattativa. Ieri, contatti a tutto campo con sindacati, Cai e palazzo Chigi, poi, nero su bianco, tre proposte al premier per uscire dallo stallo. Walter Veltroni le ha scritte in una let- tera indirizzata proprio a Berlusconi, l'uomo che ha più responsabilità a giudizio del Pd, nel disastro Alitalia, ma che ora, invece di scaricare colpe su Cgil e opposizione, dovrebbe riprendere l'iniziativa, convocando le parti "e determinando un fatto nuovo, senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate". Insomma, dice il leader del Pd, il governo non aspetti passivamente che la situazione precipiti, come sembra fare al momento. Qualcosa per la verità si sta muovendo e comunque l'iniziativa la riprende Veltroni, che indica a Berlusconi tre strade: la prima, favorire un passo della Cai verso le proposte dei sindacati, passo possibile viste le ampie condizioni di favore che il governo ha assicurato alla cordata. La seconda, una ripresa vera di contatti con soggetti esteri, che il governo tende a escludere, ma che invece ci sono, come conferma l'interesse di Lufthansa. La terza, un impegno del commissario Fantozzi a concludere un'intesa tra tutti i sindacati consentendo così poi a Cai o compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza. È chiaro che le strade sono intrecciate e che Veltroni vuole accreditarsi come attore e non spettatore di un estremo tentativo di salvataggio. Ai parlamentari, in serata, lo spiega così: "Siamo impegnati a portare il paese fuori da una vicenda in cui Berlusconi l'ha cacciato, perchè a loro non interessa la soluzione ma poter mettere le dita negli occhi alla Cgil. Ma ora credo che si stia imboccando la strada da noi sollecitata". Non è ancora il tempo dell'ottimismo ma il leader del Pd ha sentito più volte nelle ultime ore sia Colaninno, che infatti ha espresso apprezzamento per la mediazione, sia Epifani, sia palazzo Chigi. Se si vuole la possibilità di riprendere il filo c'è. La svolta era nell'aria da giorni. Veltroni non vuole trovarsi sul banco degli accusati e non vuole permettere a Berlusconi di scaricare sull'opposizione e la Cgil un fallimento che è tutto suo. Il comportamento del premier è favorito, dice Veltroni, dalla "congiura mediatica del silenzio" che avvolge il Pd, ma attenzione, aggiunge, il gradimento per Berlusconi sta scendendo. Per questo ieri al coordinamento Veltroni si è difeso dalle critiche di Enrico Letta. "Non possiamo coprire la Cgil - avrebbe detto il ministro ombra - Epifani ha fatto l'errore del secolo e un altro lo sta facendo sulla contrattazione". Veltroni ha presentato i titoli dei giornali con le dichiarazioni di Berlusconi quando fece fallire la soluzione Air France e ha concordato con tutti i leader del partito l'iniziativa della lettera aperta al presidente del consiglio. Non a caso Veltroni nella missiva è puntiglioso sul passato. Era meglio la soluzione Air France, e se allora i sindacati tirarono la corda, fu anche per le aspettative create dalle sortite di Berlusconi che straparlava di piano umiliante. Ma ora per Veltroni il punto è un altro: "Il governo non dica di avere già fatto tutto quello che poteva, perché non è vero". Indicativa la reazione del portavoce del premier Bonaiuti: "Veltroni si è inventato l'acqua calda, peccato che i suoi compagni della Cgil e i suoi amici piloti stiano portando l'Alitalia nel baratro". Si vede, dicono al Pd, la difficoltà del premier a uscire dallo schema prefissato, ossia incolpare Cgil e Pd. "C'è anche il particolare satirico", aggiungono: "Bonaiuti dice che i piloti sono amici del Pd, ma si sa che sono in buona parte di An". A proposito di sindacato: per Veltroni "va rilanciata l'unità, non ha più senso che le organizzazioni siano separate". "Noi dobbiamo spingere in questa direzione, ci vorrà tempo ma un sindacato unico è più forte".

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Oggi assemblee dei lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Le prossime ore saranno decisive per le sorti di 20 mila dipendenti Alitalia più altre migliaia dell'indotto, manifestiamo tutto il nostro dissenso nei confronti di chi vuole condurci al fallimento, riducendoci in povertà!". È uno dei passaggi del comunicato ai lavoratori Alitalia inerente le due assemblee indette per oggi a Fiumicino da Cisl, Uil e Ugl. "La non sottoscrizione dell'accordo è devastante - si legge -, non solo perchè ci porterà al fallimento e quindi alla perdita del posto di lavoro".

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Signor presidente, evitiamo la tragedia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ecco il testo della lettera inviata ieri dal segretario del Partito Democratico Walter Veltroni al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla vicenda Alitalia. "Signor Presidente, la vicenda Alitalia rischia di giungere rapidamente ad un esito tragico. Le scrivo per rinnovare l'impegno del Partito Democratico a concorrere alla ricerca di una difficilissima soluzione positiva e per chiederLe di assumere immediatamente un'iniziativa volta ad uscire dalla paralisi che si è determinata dopo il ritiro dell'offerta di Cai. Noi del Partito Democratico abbiamo formulato un giudizio di durissima critica alle scelte da Lei operate - sulle questione di Alitalia - prima nella stagione di governo 2001-2006, poi nel corso dell'ultima campagna elettorale. Oggi tutti lo possono vedere meglio: la soluzione Air France era certamente più solida sul piano industriale e più efficace sul piano delle garanzie sociali. E aveva il merito di inserire, in maniera non subalterna, la compagnia di bandiera all'interno di una grande e consolidata realtà internazionale del trasporto aereo. Non ho dubbi circa il fatto che siano state proprio in quelle settimane le Sue scelte ad alimentare sproporzionate aspettative da parte di alcune delle organizzazioni sindacali. Ma non Le scrivo per ribadire questi giudizi, purtroppo confermati dall'evoluzione degli eventi di queste ore. Le scrivo per avanzare tre proposte. Parto dal fatto che oggi tutti i protagonisti fondamentali avvertono l'urgenza di un fatto nuovo, ma nessuno sembra in grado o intende muoversi dalla posizione in ultimo assunta. Il Governo - anche agendo tramite l'azionista - può e deve superare questo stallo. Convochi dunque le parti, immediatamente, e determini un fatto nuovo: senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate. Di fronte all'incombere del fallimento, il Governo non può dire di avere già fatto tutto quello che poteva, perché non è vero. Signor Presidente, il tempo è pochissimo. Troppo ne è stato sprecato da marzo ad oggi, fino ad arrivare al limite temporale delle possibilità di sopravvivenza dell'azienda. Tuttavia noi, senza sconti sulle responsabilità politiche di questi anni, faremo quanto è possibile per aiutare tutte le parti a modificare, almeno in parte, le proprie posizioni. Ma il Governo deve favorire con una sua iniziativa urgente il riposizionamento di tutti gli attori. Ci sono tre strade possibili: 1 - che la Cai faccia un passo in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono. 2 - che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con Cai, potrebbero acquisire, rispondendo al bando tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella salvezza e nello sviluppo di Alitalia. 3 - che il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del Governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati consentendo così poi a Cai e/o a compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza. Il nostro giudizio sulla vicenda della nostra compagnia nazionale è molto severo ma questo non ci impedisce di operare positivamente, come sempre, nell'interesse esclusivo del paese. Walter Veltroni.

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Lettera a Berlusconi: convochi le parti, la Cai torni al tavolo magari con partner esteri Colaninno apprezza, si apre uno spiraglio nella crisi. Epifani: scongiurare il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Finanziaria blindata. Il governo vede nero: Tremonti ammette la crescita zero Il Pd prende l'iniziativa su Alitalia. Il segretario Walter Veltroni scrive al premier Berlusconi, al quale rinnova le critiche per la conduzione della vicenda, e indica tre proposte. Primo: la Cai faccia un passo avanti verso le posizioni espresse dai sindacati. Secondo: ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con Cai, potrebbero acquisire ruolo rilevante nella salvezza". Terzo, il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati. Fonti della Compagnia Aerea Italiana fanno filtrare l'apprezzamento di Colaninno. A Palazzo Chigi sono ripresi i contatti con i responsabili della cordata. Intanto sulla Finanziaria il governo già annuncia la fiducia. E Tremonti ammette che la crescita nel 2008 sarà quasi a zero. alle pagine 2, 3 e 4.

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Povero Mameli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Maria Novella Oppo ENRICO VAIME, introducendo ieri il suo nuovo spazio mattutino su La7, ha promesso al pubblico che almeno lui non avrebbe parlato di Alitalia. In effetti, è un incubo anche per noi telespettatori, che siamo stanchi di sentir dire da Berlusconi e dai suoi: "O Cai o niente". Prima, in campagna elettorale, dicevano solo: "O patria a morte", come vecchi garibaldini. Ma ora il revisionismo di destra ha colpito anche i garibaldini e si celebrano i soldati del papa caduti per impedire la breccia di Porta Pia, con la motivazione che "erano in buona fede". Come se il povero Mameli, morto a vent'anni per far uscire Roma e l'Italia dal Medioevo, fosse in malafede. Ma pazienza. Tornando ad Alitalia (che forse è meglio), abbiamo guardato le tv estere, per scoprire che non ne parlano affatto. In compenso, tutte (anche Al Jazeera) ieri aprivano i tg con la tremenda notizia della strage in una scuola della Finlandia. Un Paese tranquillo, dove non succede mai niente di scandaloso, se non quando arriva Berlusconi a fare le sue. berlusconate. FRONTE DEL VIDEO.

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Le Fs puntano al pareggio nel 2009 (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Le Ferrovie dello Stato raggiungeranno il pareggio "presumibilmente" nel 2009. Lo ha detto l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti. "Stiamo andando al pareggio, che raggiungeremo presumibilmente il prossimo anno", ha affermato l'ad a Berlino. Moretti ha aggiunto che "c'è stato un effetto Alitalia. Le Ferrovie dello Stato hanno registrato un aumento sensibile del numero di passeggeri". L'ad ha quindi anticipato che il 14 dicembre verrà annunciato l'avvio di un nuovo schema di servizi con nuovi orari: sulla tratta Milano-Roma e nelle ore di punta partirà un treno ogni 15 minuti, ci saranno meno fermate intermedie e di conseguenza il tempo di percorrenza sarà ridotto. "Stiamo aumentando l'offerta del trasporto locale", ha sottolineato, ma "è necessario mettere in atto un piano di razionalizzazione e questo significa che è necessario puntare sul servizio nelle grandi città e nelle ore di punta". Per fare questo Moretti conta di spostare su queste tratte i treni che viaggiano per la maggior parte vuoti (cioè quelli delle tratte secondarie).

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ALITALIAIl sindaco si fa dare la sveglia da Storace (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

GLIELO AVEVA GIÀ DETTO a voce: "Non si assiste impassibili alla tragedia Alitalia, solo perché ci si preoccupa del governo amico". Alla fine Storace ad Alemanno glielo ha scritto anche sui manifesti con cui ha tappezzato la città: "Sindaco svegia, Roma è ostaggio della Lega".

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L'economia di Ostia si ferma, la causa è l'incertezza sul futuro della compagnia aerea (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Gioia Salvatori "Altro che frenata, quest'anno c'è stato il gelo, uno stop come non si era mai visto prima". Ruggero Picchi, presidente dell'Asscom Ostia, conta i mancati introiti nei mesi della crisi Alitalia. Meno 40 per cento, di media, da aprile in poi: "E non voglio sentir dire - aggiunge - che è per la crisi del turismo", essendo solo di giornalieri, ormai da anni, la balneazione ad Ostia. È la crisi della compagnia di bandiera, l'incertezza del futuro per i numerosi dipendenti Alitalia che abitano ad Ostia, ad aver gelato i consumi nel quadrante di Roma sud, schiacciato tra il mare e l'aeroporto. Crisi che si aggiunge al calo del potere d'acquisto degli stipendi, al flop dei saldi estivi e al caro-vita. "Ormai si va avanti solo con fidi", dicono i commercianti, e più d'un negozio di abbigliamento e calzature, i settori più colpiti dalla gelata, è in chiusura. Per loro il calo è del 50 per cento negli ultimi 3 o 4 mesi. E allora si cambia vita: "Ho sentito parecchi colleghi che sono pronti a riconvertire il loro negozio di scarpe in un esercizio commerciale di informatica o telefonia, perché al pc o al telefonino di ultima generazione, magari si fanno i debiti, ma non si rinuncia - dice Picchi - Secondo una nostra stima saranno decine di negozi che chiuderanno entro la fine dell'anno, messi in crisi anche dai centri commerciali, Leonardo e Euroma 2". Altro settore mai in crisi è quello del gioco: "La tassa sui sogni - come la chiama Roberto Troiani, tabaccaio di Ostia centro che pensa di espatriare in Australia". Si spendono anche 30 euro in un sol colpo nella speranza che ambi, terni o una vincita al superenalotto, moltiplichino la puntata. Ma per tutti i commercianti di Ostia, un quartierone di 250 mila abitanti, sviluppatosi dagli anni 60 in poi insieme all'aeroporto di Fiumicino e alla compagnia di bandiera, è annata nera. Lontani gli anni 70 e 80, quando gli stipendi medi dei dipendenti Alitalia erano più alti dei loro omologhi impiegati altrove e facevano da volano per l'economia locale. Picchi, titolare di una concessionaria, sempre più spesso vede i dipendenti Alitalia tornare a casa a mani vuote col dubbio, magari essendo precari, di non poter pagare le rate i mesi successivi. A Fiumicino è attesa per l'inverno, a meno che non si risolva la crisi della compagnia di bandiera, una frenata nel settore immobiliare senza precedenti. A Ostia centro i negozianti hanno già avuto un anticipo di collasso: a Marco Micozzi, titolare dello storico ristorante "Il pontile" il calo di incassi è stato dell' 80 per cento; per Maria Giovanna che vende pizza al taglio da due generazioni, questa è stata la stagione più nera; Barbara, che vende arredamento d'autore, ormai va avanti con i fidi e Anna, che ha un negozio di abbigliamento casual per adulti e ragazzi, ha visto le vendite dimezzarsi: "Ho prezzi bassi, il mio calo è tutto imputabile alla crisi Alitalia: ho molti clienti che ci lavorano e quando vengono spendono la metà - racconta". Intanto oggi alle ore 15 seduta straordinaria del consiglio comunale sulla crisi Alitalia e domani nella piazza del municipio di Ostia si terrà una manifestazione sulla crisi Alitalia indetta dal minisindaco Giacomo Vizzani.

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Lotta al terrore, all'Onu l'ultimo discorso del guerriero Bush Il presidente Usa rivendica i conflitti in Afghanistan e Iraq ma non strappa applausi al Palazzo di Vetro. Sarah Pali (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N fischiata a New York di Roberto Rezzo / New York BYE-BYE GEORGE L'ultimo discorso di George W. Bush di fronte all'Assemblea generale dell'Onu è stata la solita musica: lotta globale al terrorismo interna- zionale. "All'inizio del XXI secolo qualcuno potrebbe essere tentato dall'idea che i pericoli diminuiscano. Questa suona come una consolazione - sono state le parole del presidente americano - ma è un'idea completamente sbagliata. I terroristi sono convinti che il tempo sia dalla loro parte e hanno costruito una strategia nel far aspettare le nazioni civilizzate. Non possiamo permettere che riescano nel loro intento". Ha insistito che le Nazioni Unite, anziché approvare risoluzioni di condanna dopo ogni attacco terroristico, hanno il dovere di lavorare per prevenire la violenza. Un silenzio di gelo piomba in sala quando scandisce: "Afghanistan e Iraq, da regimi che appoggiavano il terrorismo, sono stati trasformati in democrazie che combattono il terrore". Il presidente che ha sfidato il Consiglio di Sicurezza scatenando una guerra illegale nel Golfo, ha citato lo statuto dell'Onu: "La carta delle Nazioni Unite tutela l'identità di tutti i Paesi, piccoli e grandi. L'invasione della Russia in Georgia ha violato questi principi. Gli Stati Uniti continueranno a sostenere la democrazia in Georgia". L'ambasciatore russo Sergey Lavrov tira fuori l'agenda dalla borsa e ne approfitta per controllare gli appuntamenti della giornata. Non alzerà più lo sguardo verso il podio sino all'uscita di Bush dalla sala. Persino i media americani hanno trascurato il presidente per concentrarsi sul dibattito in corso alla commissione bancaria del Senato a Washington dove si è discusso del piano da 700 miliardi di dollari per salvare le banche in crisi. Alla fine dell'intervento, solo la segretaria di Stato americano Condoleezza Rice si spella le mani con gli applausi. La cerimonia degli addii era cominciata lunedì sera con un ricevimento al Waldorf Astoria Hotel per i dignitari stranieri. Tra gli ospiti di riguardo l'ex primo ministro britannico Tony Blair, venuto ad accompagnare il successore Gordon Brown, il presidente francese Nicholas Sarkozy, il primo ministro canadese Stephen Harper, il presidente messicano Felipe Calderon e quello israleliano Shimon Peres. Esclusi dalla lista degli invitati il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e quello dello Zimbabwe Robert Mugabe. L'Assemblea generale non è mai stata una platea facile per Bush. La solidale e calorosa accoglienza ricevuta nel 2001, poco dopo gli attacchi dell'11 settembre, l'anno successivo era già svanita mentre il presidente americano lanciava minacce contro Saddam Hussein. Negli ambienti diplomatici l'amministrazione Bush è già stata archiviata come uno dei periodi peggiori in tutta la storia delle Nazioni Unite. "Questo presidente ha creato problemi enormi a tutta l'organizzazione", è il commento di Fred Eckhard, portavoce dell'ex segretario generale Kofi Annan. La rottura si è consumata con la guerra in Iraq, ma questo è solo l'aspetto più clamoroso. La presidenza Bush ha coinciso con l'unilateralismo in politica estera e con quella che gli addetti ai lavori chiamano la "diplomazia da cowboy". Il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha cancellato all'ultimo momento la visita all'Onu. La prima giustificazione è stata la crisi degli ostaggi in Egitto. Quindi da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che Berlusconi era impegnato a salvare Alitalia. Al suo posto c'è il ministro degli Esteri Franco Frattini che in conferenza stampa parla del prossimo G8 alla Maddalena, di riforma del Consiglio di sicurezza. Promette di combattere la fame nel mondo con i soldi dei privati e l'aiuto del sindaco di Milano Letizia Moratti . Il suo intervento in aula è stato spostato a sabato. Quando di solito l'assemblea è deserta. A New York è arrivata anche Sarah Palin, governatrice dell'Alaska e numero due di John McCain nel ticket repubblicano. Ufficialmente per incontrare i leader mondiali e accreditare la sua expertise in politica estera. Davanti all'albergo di Times Square è stata fischiata dai passanti inferociti per le transenne con cui la polizia per proteggerla ha bloccato l'accesso alla piazza. I newyorchesi hanno trovato più simpatica la sosia pagata dal tabloid Daily News che si aggira attorno al Rockefeller Center mangiando hot dog con gli occhi sgranati.

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Colaninno a palazzo Chigi Si apre un nuovo spiraglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Rossi / Roma "Spiragli" li chiama il presidente della Camera Gianfranco Fini. In realtà qualcosa di più. La trattativa su Alitalia potrebbe riaprirsi. La Compagnia aerea italiana e i sindacati autonomi potrebbero di nuovo mettersi attorno a un tavolo per discutere il futuro del vettore. La svolta è avvenuta ieri. Roberto Colaninno, che è presidente della società che raccoglie 18 azionisti, e il suo braccio operativo Rocco Sabelli hanno avuto un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Gianni Letta e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il quale sulla risoluzione dell'affaire si sta giocando una buona fetta della sua reputazione politica. Nel faccia a faccia, durato 45 minuti circa, il premier avrebbe sondato la disponibilità dei soci industriali a riaprire il confronto. Disponibilità venuta meno la scorsa settimana dopo il no degli autonomi. Colaninno avrebbe espresso le sue perplessità a una modifica del piano. Se si intaccano i livelli di esuberi e si modificano i contratti, è stato il ragionamento del presidente della Piaggio, si compromette la redditività. Secondo i calcoli dei Intesa Sanpaolo, che quel piano lo ha ideato, il ritorno all'utile è fissato nel giro di due - tre anni. Un niente per una società che riparte da zero e che voglia scommettere sul futuro di una azienda. Molto se quell'investimento è fatto solo in un'ottica speculativa. Inoltre, avrebbe aggiunto Colaninno, c'è da tenere a mente la crisi internazionale che non incentiva investimenti. Cai sarebbe stata disposta, in sintesi, ad andare incontro alle richieste sindacali degli autonomi, come chiesto anche da Walter Veltroni, a patto però di precise condizioni. E tra queste quella di avere accanto un partner internazionale con una grossa conoscenza nel settore del trasporto aereo e una solidità finanziaria alle spalle. Chi? La soluzione che Letta avrebbe trovato e prospettato si chiama Lufthansa. La società tedesca in questi giorni è stata sempre molto attiva ed è stata sempre molto legata al sottosegretario con il quale ha avuto contatti per tutta l'estate. Lufthansa piace ai sindacati autonomi che potrebbero anche accettare, in via transitoria, i contratti scadenti offerti da Cai allorché leggermente rivisti. I tedeschi entrerebbero con una quota minoritaria ma diretta, fin da subito. Non sarebbe la stessa cosa del piano precedente ma Berlusconi potrebbe salvare la faccia. "Resto ancora convinto - ha detto ieri il premier - che si debba trovare una soluzione perché l'Italia continui ad avere una sua compagnia di bandiera. E questo risultato si raggiungerà". Ora si tratta di fare il passo formale. Ma non mancherà modo. Basterebbe ad esempio che Cai rifaccia i conti e si accorga, come ci fa notare un sindacalista autonomo, "di essersi sbagliata sul numero di aeroplani da impiegare". Più aerei, magari una decina, più personale (450 hostess, un centinaio di piloti) da impiegare e quindi meno esuberi. "Se fosse così - spiega ancora la fonte - nessuno si sognerebbe mai di rovinare tutto". E non è un caso che, proprio dopo la chiusura dell'incontro a Palazzo Chigi, Colaninno e Sabelli si siano recati nella sede romana di Intesa, a poche centinaia di metri dalla sede dell'esecutivo e lì siano rimasti. Intanto oggi si svolgerà l'udienza al tribunale per la decisione dello stato di insolvenza di Alitalia e le sue società commissariate. Un passaggio che spiana la strada, nel caso di una decisione favorevole dei giudici, alla gestione commissariale. E proprio il commissario straordinario Augusto Fantozzi presenterà domani il piano sulla capacità capacità finanziaria e operativa del gruppo all'Enac. Fantozzi ha anche aggiunto che prosegue in questi giorni l'arrivo di manifestazioni di interesse per diverse attività del gruppo. Ma forse non ce ne sarà bisogno. "Bisogna evitare il fallimento" ha detto in serata il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. L'accordo sembra più vicino.

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Anche Chavez si fa avanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La compagnia aerea venezuelana Aserca Airlines si fa avanti per Alitalia. Con un nota del direttore generale Hugo Santoro, la società rende noto di avere "intenzione di concorrere alla trattativa privata per la cessione di tutti o parte dei complessi aziendali o delle attività produttive del gruppo di società Alitalia". "Con l'aiuto del governo socialista della Repubblica Bolivariana de Venezuela - si legge nella nota - siamo certi che potremo risolvere buona parte dei problemi che colpiscono in questo momento Alitalia e tutti i suoi lavoratori. Nei prossimi giorni faremo avere al commissario straordinario i dettagli del nostro progetto".

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Catricalà: vigileremo sui conflitti d'interesse (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Nonostante le deroghe antitrust previste per Alitalia l'Autorità per la concorrenza mantiene un potere di vigilanza ed intervento su eventuali conflitti di interesse, abusi di posizione dominante ed intese, e danni ai consumatori. Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, lo ha detto garantendo "guardia altissima e controlli severi". Sul fronte del rischio di conflitti di interesse, legati eventualmente ad interessi e partecipazioni nell'azionariato, Catricalà ritiene possibili anche interventi sulla governance per "una sterilizzazione di eventuali conflitti di ruolo". Lo ha detto a margine dell'audizione in Senato, presso le commissioni Industria e Lavori pubblici, sul decreto del governo che ha modificato la legge Marzano in vista del piano di salvataggio per Alitalia". La nuova Alitalia, sottolinea Catricalà, "sarà qualificabile come dominante sui mercati nei quali opererà, e sarà pienamente soggetta al divieto di abusare della propria posizione tanto a svantaggio dei concorrenti quanto a danno dei consumatori". L'Antitrust vigilerà "con estrema attenzione su eventuali abusi di posizione dominante e su eventuali intese". Quanto alla tutela dei consumatori Catricalà garantisce che l'autorità "valuterà con grande attenzione e rigore l'impatto delle operazioni sui consumatori finali sia in termini di prezzi sia in termini di condizioni contrattuali". Ci sarà in particolare attenzione, ha aggiunto il presidente dell'Antitrust rispondendo ad una domanda sulla concentrazione che potrebbe verificarsi sulla rotta Roma-Milano, "sulle condizioni per i viaggiatori perchè la costituzione di un monopolio è di per se un danno sociale".

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Se Lufthansa entra nella cordata Cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

/ Roma L'ultimo incontro con i sindacati è avvenuto nella mattina di ieri. Chi pensa che in questi giorni, nella lunga partita Alitalia, Lufthansa sia rimasta alla finestra sbaglia. Il vettore tedesco si è mosso. E anche molto. Contatti con l'esecutivo, contatti con le sigle autonome e le confederazioni maggiori. Per non perdere l'occasione. "Il treno", come lo chiama una fonte industriale. Quella di entrare nel mercato italiano spendendo il meno possibile e con una posizione di forza. A questa ipotesi sta lavorando da giorni il sottosegretario Gianni Letta che di Lufthansa è stato sempre il grande sponsor all'interno del governo. Per tutta l'estate il braccio destro di Berlusconi ha tenuto i contatti con il vettore. Già a luglio ci sono stati una serie di faccia a faccia. I tedeschi - capeggiati da Michael Kraus, presidente della compagnia regionale italiana Air Dolomiti, una delle tante controllate del gruppo Lufthansa - hanno sondato spesso il campo. E lo hanno fatto proprio con Letta, che ai loro occhi garantiva e garantisce maggiore affidabilità tra i tanti politici di governo. "Loro - ci dice la fonte - erano più preoccupati dall'affidabilità della politica che dal tipo di investimento". Lufthansa non ha mai avuto timori di natura economica, tra l'anno scorso la compagnia ha chiuso il proprio bilancio con 4 miliardi di utile circa. "Il loro timore, invece, era quello di perdere la faccia. I loro azionisti hanno già il mal di pancia quando sentono parlare di Italia". Eppure l'amministratore delegato Wolfgang Mayrhuber ha sempre creduto nel mercato italiano. Non a caso la società ha puntato molto su Malpensa proprio attraverso il rafforzamento della controllata Air Dolomiti con mezzi e voli sullo scalo lombardo. Il mercato italiano al vettore tedesco, ma non solo, fa quindi gola. Arrivarci, poi, spendendo poco è meglio. Se poi invitati dal governo, e quindi da una posizione di forza, meglio ancora. L'ingresso dei tedeschi però non è stato ancora del tutto delineato. "Lufthansa - spiega la fonte - avrebbe dato la sua disponibilità ad entrare con una quota minoritaria ma diretta in Cai a patto che la società dia garanzie di stabilità". Cosa che nei giorni scorsi non si è verificata. In molti all'interno della società, dopo il ritiro dell'offerta, hanno avuto il desiderio di defilarsi. In primis perché in qualche modo costretti da Berlusconi. Secondo perché la situazione economica internazionale non promette niente di buono. Il paese è in recessione o quasi, la gente viaggia e spende meno. Investire soldi in una compagnia di volo non è proprio indicato. La terza ragione è che una parte dei soci avrebbe manifestato qualche riserva sulla gestione di Roberto Colaninno, il presidente della società. In questi giorni, quindi, gli sforzi del governo sarebbero stati orientati anche a tenere a galla la congrega industriale. A svolgere il ruolo di cerniera ci avrebbe pensato l'armatore Gianluigi Aponte. Che dall'operazione avrebbe molto da guadagnarci visto che da settimane si parla della privatizzazione della compagnia Tirrenia. La soluzione, perciò, potrebbe essere quella di un ritorno di Cai con tutti i diciotto (o quasi) azionisti con Lufthansa al fianco come tutore. "Tutti nella stessa casa". Se questo sarà confermato sarà interessante vedere la ripartizione delle azioni all'interno della società stessa. Gli assetti originari potrebbero modificarsi. Con delle sorprese. ro.ro.

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Contratti, Brunetta concede solo la mancia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Felicia Masocco/ Roma Il metodo Marchionne diventa legge. Così come accadde per i metalmeccanici della Fiat che in pieno rinnovo contrattuale si videro anticipare gli aumenti unilateralmente dall'azienda (una mancia, secondo i sindacati), la Finanziaria approvata prevede che il ministro della Pubblica amministrazione possa erogare somme a mo' di anticipo ai lavoratori del pubblico impiego. Una novità che tradotta significa la fine di ogni negoziato con i sindacati, la norma prevede infatti anticipi fino al 90% dell'inflazione programmata e se, come e quando darli lo deciderà il ministro. Alla contrattazione con i rappresentanti dei lavoratori di fatto resterebbero le briciole. Il Consiglio dei ministri ha poi confermato che le risorse per i rinnovi contrattuali sono pari a meno di tre miliardi. Insufficienti secondo i sindacati che all'unisono, per l'una e l'altra cosa, minacciano forme di lotta più aspre, cioè lo sciopero. Il riferimento all'inflazione programmata dice anche che il ministro Renato Brunetta non ha intenzione di attendere l'esito del tavolo tra sindacati e imprese per la riforma del modello contrattuale che proprio oggi vedrà un nuovo round. Anzi. Mentre Confindustria ha abbandonato il parametro dell'inflazione programmata, Brunetta lo resuscita. Con il risultato che settore pubblico e settore privato avranno parametri diversi. "Nemmeno la proposta di Confindustria si spinge fino a tanto - dichiara il leader di Fp Cgil Carlo Podda -. Se la norma viene confermata demolirà il sistema di relazioni sindacali con un salto indietro di 25 anni, cioè a prima della legge quadro del 1983". In tutto questo le risorse sono quelle che sono: 2,835 miliardi ai quali si aggiungono incentivi e premi per i più meritevoli, non quantificati. Ci sono poi i 595 milioni che il precedente governo aveva previsto per la vacanza contrattuale. Secondo i calcoli dei sindacati per il 2008 i lavoratori pubblici avrebbero 8 euro di vacanza contrattuale, cioè 104 euro in media all'anno "e non 150-170 come detto dal ministro", spiega Podda, mentre per il 2009 l'aumento sarebbe di circa 60 euro al mese. "Se la Finanziaria non cambia il passaggio dalla mobilitazione alla lotta sarà inevitabile". "La decisione del governo di confermare risorse tanto esigue rende di fatto impossibile avviare qualsiasi trattativa", aggiunge per Uilpa Salvatore Bosco. "Siamo affascinati dai conti del ministro Brunetta", ha detto ironicamente Rino Tarelli della Cisl funzione pubblica, "faremo le nostre verifiche. Io non so di che parla, ma vedremo quando sarà il momento che speriamo prima o poi arrivi". In ogni caso "se non cambia il quadro la mobilitazione si farà più severa". L'iniziativa del governo rischia di complicare ulteriormente il confronto tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria sul rinnovo del modello contrattuale. Oggi pomeriggio le parti si incontreranno ancora, ma il caos Alitalia è una zavorra ed è verosimile ipotizzare che non ci sarà accordo (o rottura) prima che la crisi della compagnia aerea trovi una soluzione. Tanto più che tanto sui contratti, quanto su Alitalia, Cgil, Cisl e Uil non hanno identità di vedute e associare impasse a impasse sarebbe troppo pesante. Quello di oggi sarà, dunque, un incontro interlocutorio, e per sapere dove si andrà parare occorre attendere. Per Cisl e Uil il termine è quello del 30 settembre, un poco più elastici sono gli industriali, quanto alla Cgil, contesta l'intero impianto della proposta presentata la settimana scorsa dagli industriali, lo ha detto e aspetta risposte. Al momento solo una buona dose di ottimismo può far sperare in un'intesa, è più probabile che l'accordo non si raggiunga, almeno con la Cgil. La prospettiva preoccupa Raffaele Bonanni, da sempre il più possibilista, alla Cisl (come alla Uil) basterebbero modifiche a un paio di punti del documento confindustriale per chiudere. "Se la Cgil è un sindacato - ha detto Bonanni - non può che fare un accordo. Bisogna appellarsi a tutti gli angeli del cielo per fare questo accordo. Chi si prende la responsabilità di ripetere, dopo 4 anni, la stessa scena in momento cruciale come questo?". Per il momento la Cgil pensa più ad Alitalia, il 30 riunirà il proprio comitato direttivo e si vedrà.

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Alitalia, ultimo spiraglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Vertice con Colaninno a Palazzo Chigi. Berlusconi: la compagnia resterà italiana. Rischi in volo, dietrofront dell'Anpac Alitalia, ultimo spiraglio La Cai torna in pista. Veltroni scrive al premier: convochi le parti ROMA - La Cai, Compagnia aerea italiana, apre uno spiraglio per le sorti di Alitalia. Il presidente Roberto Colaninno ha aperto a possibili nuove proposte sul contratto dei piloti. Ieri incontri ci sono stati a Palazzo Chigi mentre Gianni Letta ha visto il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Silvio Berlusconi: "La compagnia resterà italiana". E Walter Veltroni scrive al premier: convochi le parti. Retromarcia del leader dei piloti: "I voli sono sicuri". CILLIS, MANIA, IEZZI E TITO ALLE PAGINE 2 E 3.

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Una vita da pilota - maurizio crosetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Una vita da pilota MAURIZIO CROSETTI Nella sua nuova, complicatissima vita da pilota Alitalia senz'ali, il comandante Luca Anedda ora mangia, al massimo, il panino di Fantozzi (il ragioniere, non il commissario). ALLE PAGINE 37, 38 E 39.

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Matteoli: ferrovieri precettati per evitare lo stop dei trasporti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La protesta Matteoli: ferrovieri precettati per evitare lo stop dei trasporti ROMA - Per i ferrovieri in sciopero venerdì è in arrivo la precettazione. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Per Matteoli questo sciopero sarebbe infatti intollerabile vista la situazione in cui versa Alitalia e il possibile stop dei voli.

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"dentro lufthansa, timone italiano" il cavaliere gioca l'ultima carta - claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il presidente del Consiglio rinuncia al viaggio all'Onu e si concentra sulla crisi della compagnia "Dentro Lufthansa, timone italiano" il Cavaliere gioca l'ultima carta Epifani ha avuto lunghi colloqui telefonici con Gianni Letta e il capo cordata CLAUDIO TITO ROMA - Un partner industriale straniero forte ma non maggioritario. Che entri nella governance della nuova società, ma che non la guidi. Che rassicuri i soci più recalcitranti di Cai e offra un mercato globale. Il filo che lega Silvio Berlusconi alla Lufthansa alla fine ieri si è saldato. Il Cavaliere le ha provate tutte per rimettere in gioco la Compagnia presieduta da Colaninno. E così ha strappato una disponibilità di massima a riavviare la trattativa. Ma nello stesso tempo ha accettato l'opzione di un ingresso "soft" degli stranieri nella nuova Alitalia. Una svolta discussa subito dopo il consiglio dei ministri di ieri mattina. Ha ascoltato i resoconti dei ministri Sacconi, Scajola, Matteoli e del sottosegretario Letta. Ha avuto la conferma che gli spazi di manovra sono sempre più ridotti. I giorni che separano l'azienda tricolore dal fallimento ormai si contano sulle dita delle mani. "Non posso accettare - ha avvertito allora il Cavaliere - che la situazione precipiti senza fare niente". Il fallimento di AZ si trasformerebbe in una bomba ad orologeria posta sotto il governo. "Una soluzione, una qualunque soluzione - dice - va trovata. Anche rivolgendosi oltre confine". Una frase che ha rotto un diaframma. Dal tavolo, del resto, i dossier Lufthansa e Air France non erano mai scomparsi, ma il presidente del consiglio aveva fatto di tutto per non inquinare l'"italianità" dell'azienda (anche prospettando l'impiego di aziende detenute dal Tesoro) . La presa d'atto del Cavaliere si è trasformata in una sorta di via libera. Quei dossier, così, sono improvvisamente riemersi. Immediatamente colti al volo dalla Cai. "Io preferirei che la cordata resti così com'è - ha ripetuto il premier -, ma se non basta. Se proprio è necessario...". Per il capo del governo, però, tutto deve essere sottoposto ad una condizione: salvaguardare l'"italianità". Il modello più volte citato è stato quello di Telecom. Con la spagnola Telefonica che è presente nel management ma non controlla il colosso telefonico. E proprio su questo quadro si è riacceso il canale di comunicazione con la "Cordata Tricolore" e anche con il sindacato. Letta ha così sentito ieri il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. Certo, la schiarita con l'esecutivo non è totale. Basti pensare che la lettera inviata da Veltroni al presidente del Consiglio e concordata punto per punto con il leader di Corso Italia, è stata definita da Berlusconi "inconsistente: solo propaganda". Eppure anche con la Cgil il clima è cambiato. Lo testimonia una lunghissima telefonata tra il capo del sindacato e Colaninno. Un colloquio in cui i due hanno superato i dissapori della scorsa settimana facendo così scoccare "la scintilla" invocata qualche giorno fa dal presidente della Cai. Una schiarita che ha dunque posto le condizioni per il ritorno in pista della trattativa. Colannino e Sabelli hanno confermato a Palazzo Chigi di essere pronti a rimettere sul piatto la loro offerta. Senza alcuna variazione sul piano industriale. Ma con un appunto, assolutamente informale: la cordata si rafforzerebbe con un partner straniero. E già, perché tra i soci Cai non tutti sono convinti di ritornare sui propri passi. I risultati entusiasmanti conseguiti in Borsa dai soci quotati dopo il ritiro dell'offerta sono stati un segnale chiarissimo da parte del mercato. Perplessità che potrebbero essere smussate con l'approdo di un socio "forte" come Lufthansa. Anzi, l'alleato tedesco potrebbe addirittura prende il posto di chi comunque vuole uscire dalla partita. Non solo. Un socio di questo tipo potrebbe semplificare il nodo più intricato: quello dei piloti. Non a caso i vertici Cai, nell'incontro con Letta, ha dichiarato la disponibilità a ritoccare la parte normativa che riguarda il contratto dei comandanti. Una volta superate le incomprensioni con la Cgil, infatti, il vero banco di prova è rappresentato dall'Anpac. Colannino non intende cedere sul "contratto unico", ma solo su alcuni riconoscimenti ai piloti. Un argomento trattato anche nel colloquio con Epifani. Il quale, per riportare tutti alla casella di partenza, tiene pronta una carta di riserva: adottare il contratto AirOne. Ai piloti, però, potrebbe essere sottoposta anche un'altra opportunità: la riduzione degli esuberi. Sulla scrivania di Letta ieri è comparso un dossier riservato interamente a AirOne. Se l'aviolinea di Carlo Toto uscisse - per ora - dall'operazione, la quota di "licenziandi" diminuirebbe sensibilmente. Un'ipotesi che molti a Palazzo Chigi considerano interessante ma delicata. Air One, infatti, non gode di buona salute e fin dall'inizio Banca Intesa aveva insistito perché facesse parte del disegno. Ma l'eventuale presenza di Lufthansa - partner commerciale di Toto - sarebbe una garanzia per una confluenza futura. Ma resta ancora un interrogativo: Lufthansa accetterà di entrare nell'intricata matassa Alitalia come socio di minoranza?.

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E veltroni scrive al premier "un passo per uscire dallo stallo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il leader del Pd fa tre proposte per riaprire la partita Alitalia Il leader del Pd fa tre proposte per riaprire la partita Alitalia E Veltroni scrive al premier "Un passo per uscire dallo stallo" E Veltroni scrive al premier "Una mossa per uscire dallo stallo" Fredda la replica del governo Bonaiuti: lo dica a Epifani e ai suoi amici piloti ROMA - Il Partito democratico entra in campo sulla vertenza Alitalia. Lo fa con una lettera inviata dal segretario Walter Veltroni al premier Silvio Berlusconi invitandolo a fare qualcosa per "uscire dalla paralisi" ed evitare che non vi sia alternativa al fallimento della compagnia. Un'iniziativa inusuale per provare ad aprire il dialogo tra opposizione e governo su una vicenda che rischia di avere conseguenze esplosive sul piano sociale, suggerendo in tre punti una possibile via d'uscita: un passo della Cai (Compagnia aerea italiana) di Roberto Colaninno verso le richieste della Cgil e dei piloti; la ripresa dei colloqui con i grandi vettori esteri che possono essere interessati a Alitalia; un accordo tra il commissario, Augusto Fantozzi, e tutti i sindacati che sia propedeutico alla vendita della compagnia. La decisione di inviare una lettera a Berlusconi è stata presa ieri mattina dal coordinamento del Pd con l'obiettivo principale di non bruciare in sterili contrapposizioni il tempo ancora a disposizione prima dell'eventuale ritiro delle licenze da parte dell'Enac. Chiaro anche il tentativo di far uscire dall'angolo la Cgil di Guglielmo Epifani, unica tra le confederazioni a non aver firmato la proposta di Colaninno. D'altra parte la lettera del segretario dei democratici ricalca sostanzialmente la linea di Corso d'Italia, a parte il richiamo all'errore per aver contribuito a far naufragare il progetto presentato da Air France. Ma, al di là delle buone intenzioni, la mossa di Veltroni- che comunque ha criticato nettamente la condotta del governo su questa partita - non ha aperto alcuna breccia nella maggioranza di centrodestra. Anzi c'è stata una raffica di dichiarazioni al limite dello sberleffo all'indirizzo del capo dell'opposizione. Dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "Mi sembra che il "filosofo Catalano", al secolo il segretario del Pd, Walter Veltroni, ci ha detto delle cose ovvie"; al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: "Veltroni si è inventato l'acqua calda. Peccato che i suoi compagni della Cgil e i suoi amici piloti stiano portando l'Alitalia nel baratro". Insomma nessuna voglia di rompere lo schema dello scontro. Nello stesso tempo non si può non registrare qualche distinguo all'interno dei democratici. Nell'area dei popolari, in particolare, attenta a valorizzare anche le ragioni della Cisl che invece ha firmato l'accordo. Così l'ex ministro Giuseppe Fioroni ha chiesto alla Cgil di fare "un passo in avanti e firmare l'accordo" per "smascherare" il governo la cui intenzione sarebbe solo quella di andare verso il fallimento dell'Alitalia. La mossa di Veltroni è piaciuta all' "Italia dei Valori" di Antonio Di Pietro che ha invitato il governo a smetterla "di ricattare i lavoratori con lo spettro del fallimento imminente". (r.ma.).

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Alitalia, spiragli dalla cordata berlusconi: troveremo la soluzione - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, spiragli dalla cordata Berlusconi: troveremo la soluzione Colaninno apre sul contratto dei piloti. Contatto Epifani-Letta Fantozzi: piano per sopravvivere fino a fine mese. Presto il nome del partner estero? LUCIO CILLIS ROMA - C'è uno spiraglio nel disperato tentativo di salvataggio di Alitalia. I contatti tra Compagnia aerea italiana, Cgil e autonomi potrebbero riprendere vigore già nelle prossime ore: ci sarebbero, infatti, dei passi in avanti sul tema del contratto di lavoro dei piloti e sul partner estero. Per i comandanti è previsto un inquadramento simile a quello attuale, con un capitolo dedicato esclusivamente ai piloti. L'ufficializzazione del nome dell'alleato di minoranza, Air France o Lufthansa, potrebbe invece convincere anche la Cgil e gli autonomi a firmare un accordo oggi lacrime e sangue, ma che nei prossimi due-tre anni garantirebbe ampie prospettive di rilancio. Il segnale di un possibile cambio di marcia è giunto a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum dell'Enac: l'ente per l'aviazione civile potrebbe decidere il ritiro della licenza di operatore aereo ad Alitalia in assenza di sviluppi positivi della vertenza entro martedì prossimo. I vertici di Cai, il presidente Roberto Colaninno e l'ad Rocco Sabelli sono stati ricevuti ieri a Palazzo Chigi dove, per quasi un'ora, hanno fatto il punto di una trattativa apparentemente senza sbocchi con il sottosegretario Gianni Letta. Bocche cucite, al termine dell'incontro e qualche indiscrezione, subito smentita da Cai: "Non c'è nessun ripensamento in vista, il piano Fenice non si tocca". Semmai, la prima mossa "spetta ai sindacati" che hanno rifiutato di firmare l'accordo. Ma i contatti di Letta sono andati avanti freneticamente fino a sera inoltrata, culminando in un colloquio telefonico con il leader della Cgil Guglielmo Epifani. Quel dialogo bruscamente interrotto la settimana scorsa, sembra così destinato a ripartire sotto lo sguardo attento, e un po' nervoso, del premier Silvio Berlusconi, che ha rinunciato alla sua presenza all'assemblea generale dell'Onu per rimanere al capezzale di Alitalia. "Resto ancora convinto che si debba trovare una soluzione - ha detto ieri il premier all'Ansa - perché l'Italia continui ad avere una sua compagnia di bandiera. E questo risultato si raggiungerà". I tempi restano comunque molto stretti. I creditori cominciano a farsi sentire alla porta del commissario di Alitalia Augusto Fantozzi, che ogni giorno deve provvedere al pagamento anticipato del kerosene usato dagli aerei. In cassa restano pochi milioni di euro e incombe il rischio che i creditori esteri della compagnia possano richiedere il sequestro degli aeromobili. Fantozzi potrebbe quindi portare sul tavolo dell'Enac domani, un piano di emergenza per non compromettere la licenza di operatore aereo rilasciata dall'ente: tra le ipotesi ci sono il richiamo entro i confini italiani di tutte le macchine Alitalia in giro per il mondo (per evitare sequestri preventivi) e la messa a terra di nuovi aerei con cassa integrazione per il personale di volo e di terra. Fantozzi ha però annunciato che "stanno continuando a pervenire manifestazioni di interesse relativamente a cespiti o rami di azienda di Alitalia". Domani stesso Alitalia invierà all'Enac "una relazione documentata che evidenzi la capacità finanziaria dei vettori del gruppo Alitalia di continuare l'attività operativa fino al 30 settembre". "Aspettiamo il progetto del commissario Fantozzi - ribatte il presidente dell'Enac Vito Riggio - ma sui tempi non ci sono molti margini: entro lunedì prossimo diremo la nostra".

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La retromarcia di berti "niente stress, voli sicuri" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il presidente dell'Anpac aveva lanciato l'allarme su possibili incidenti aerei La retromarcia di Berti "Niente stress, voli sicuri" ROMA - Fabio Berti e il sindacato dei piloti Anpac fanno marcia indietro dopo l'allarme generato sul rischio d'incidenti aerei connessi al livello di stress dei piloti. "Il riferimento ai pericoli per la sicurezza - precisa il leader dell'Anpac - era legato esclusivamente a ipotetici futuri contratti che non tengano sufficientemente in considerazione i livelli di fatica e stress degli equipaggi, e non al contratto attualmente in vigore". Già in mattinata il presidente dell'Enac, Vito Riggio, aveva rassicurato i passeggeri: "Le operazioni di volo si stanno svolgendo in condizioni di assoluta sicurezza. Per essere ancora più certo già da questa mattina due ispettori dell'Enac controlleranno la situazione dei piloti, ma si tratta di professionisti già certificati dall'Ente. Penso che Berti abbia fatto riferimento ad un'eventuale accettazione di un contratto sotto stress, ma escludo che questa dichiarazione riguardi la situazione in atto". Il sindacato dei piloti e l'Ente che garantisce la regolarità dei voli hanno avuto modo di polemizza su un altro punto, la revoca della licenza ad Alitalia. Secondo l'Anpac il decreto del 28 agosto che ha portato al commissariamento di Alitalia impedisce ogni limitazione delle attività di volo. La risposta dell'Enac è che le norme riguardo alle licenze sono direttive europee e che "la giurisprudenza della Corte Costituzionale italiana ha più volte chiarito come il diritto nazionale non possa in alcuna misura innovare la norma comunitaria di carattere generale che disciplina una determinata materia". Ma nel caso la sospensione arrivi, o peggio, si arrivi al vero e proprio fallimento, la compagnia low cost Easyjet si è detta pronta, "con breve preavviso" a subentrare sulle rotte più importanti del network italiano: "Se ci mettessero a disposizione gli slot - ha detto un portavoce - potremmo trasferire nella regione circa 10 aerei". (l.i.).

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Stato e mercato da bush a keynes - massimo l. salvadori (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti STATO E MERCATO DA BUSH A KEYNES MASSIMO L. SALVADORI L'articolo di Mario Monti sul Corriere della Sera del 21 settembre su Stato, mercato e crisi ? nel quale da un lato egli si rammarica che oggi gli Stati Uniti appaiano "molto indeboliti nella loro opera storica di promozione dell'economia di mercato", dall'altro indica nell'espansione monetaria eccessiva, nella disattenzione agli squilibri della finanza pubblica, nell'inadeguatezza delle autorità di vigilanza, nelle connivenze tra politica e finanza con avventurose garanzie pubbliche offerte agli istituti finanziari le ragioni che stanno a monte delle misure di salvataggio promosse in uno stato di assoluta emergenza dall'amministrazione Bush - fanno riemergere alla mia memoria di incompetente di cose economiche un articolo di John Maynard Keynes, il cui fantasma ? sepolto negli anni ruggenti del trionfante neoliberismo ? è tornato ad essere evocato a sostegno di una linea economica diretta a socializzare le perdite mantenendo la privatizzazione dei profitti. L'articolo dell'economista inglese è del 1926, precedente dunque la crisi catastrofica del 1929; ma già vi si dicevano cose davvero illuminanti circa le gravi disfunzioni di un mercato in cui si consente alle attività speculative di operare in piena libertà. Indagando le cause dei "maggiori mali economici del nostro tempo", Keynes le individuava nelle "grandi sperequazioni di ricchezza" che si determinano quando "particolari individui, godendo di posizioni o abilità particolari, riescono a trarre vantaggio dall'incertezza e dall'ignoranza", quando "per gli stessi motivi, le grandi imprese sono spesso una lotteria" che semina disoccupazione, fa venir meno le "ragionevoli aspettative imprenditoriali", indebolisce il giusto rendimento e la sana produzione. Quanto ai rimedi, sosteneva, non vi era da far affidamento sull'azione dei singoli, poiché può accadere che "ai singoli convenga persino aggravare la situazione", ma occorreva puntare sul "controllo deliberato della moneta e del credito", sulla "diffusione su vasta scala di dati relativi alla situazione imprenditoriale", sulla "pubblicizzazione completa (per legge se necessario) di tutti i dati dell'impresa che sia utile conoscere", su politiche del risparmio da convogliarsi verso i "canali più produttivi da un punto di vista nazionale". Keynes torna di moda come fautore di salvataggi statalistici, ma assai meno come critico intransigente del mercato selvaggio. Si evoca anche il fantasma di Roosevelt, si osserva persino che Bush, dopo essere stato un nuovo Hoover, sacerdote dello "Stato minimo", veste ora i panni del grande presidente democratico il quale, dopo i fasti di un capitalismo rampante generatore di un immane disastro, rilanciò con forza il ruolo direttivo dello Stato nell'economia. Ma anche in questo caso si guarda a una faccia della medaglia ma non all'altra. Bush è travolto dagli effetti della sua politica economica neoliberistica subalterna agli interessi affaristici, lascia che gli speculatori si godano i profitti generati dai "titoli tossici" i quali hanno inquinato il capitalismo americano e internazionale, li raccoglie dalla spazzatura, li affida allo Stato e getta il costo sulle spalle dei contribuenti; ma si guarda bene dal fare il Roosevelt anche in politica ovvero dal gettare luce sulle responsabilità del processo di inquinamento. E a proposito vengono in mente dopo le parole di Keynes quelle pronunciate da Roosevelt nel 1932, secondo cui bisognava porre fine ad un sistema che faceva "delle vite di metà della popolazione degli Stati Uniti carne da macello industriale" a vantaggio degli "interessi di pochi potenti" e la proprietà privata non doveva "essere soggetta alla manipolazione senza scrupoli da parte di giocatori professionisti nel mercato azionario e nel sistema delle corporations" i quali speculano contro "il benessere e la proprietà degli altri". Il serafico Bertinotti ci assicura che siamo ora di fronte alla "crisi del capitalismo", ma gli amici del capitalismo possono dormire tranquilli, poiché in assenza di un soggetto anticapitalistico organizzato e dotato di un progetto anche solo minimamente credibile non sorge alcuna forma di società alternativa. Ciò nondimeno è un dato di fatto che una crisi assai grave è in atto. I "maggiori mali economici (e, aggiungiamo, politici) del nostro tempo", per riprendere l'espressione di Keynes, sono sufficientemente evidenti: una potente élite di speculatori internazionali che ha agito ? ormai tutti lo riconoscono - "irresponsabilmente"; un accaparramento delle risorse che ha reso sempre più ricchi i ceti alti, impoverito i ceti medi e colpito duramente le masse dei lavoratori dipendenti; la non volontà o l'incapacità degli organi preposti al controllo della pirateria finanziaria di svolgere i propri compiti. Monti ci dice che l'Europa è meno esposta che non l'America ai rischi relativi, ma la Cancelliera tedesca ci informa che in testa con gli Stati Uniti a non voler saperne di più efficienti "accordi internazionali contro la speculazione finanziaria irresponsabile" è stata la Gran Bretagna. Quanto all'Italia nel privato e nel pubblico si è assistito nel giro di pochi anni ad un rosario di casi: Cirio, Parmalat, Antonveneta, Unipol, Alitalia, e via dicendo. Dovunque, fuori e in Italia, i ciechi sono stati tanti, i profittatori si sono ingrassati, e i mazziati formano un popolo di poveri cristi. Date le cose, parrebbe tornata l'ora di un rinnovato, onesto e civile "compromesso" liberale-socialista o socialdemocratico. Se non ora, quando? Sennonché, la socialdemocrazia europea (non è il caso di parlare di quella italiana) sembra vivere ingloriosamente. Si sa che da qualche parte esiste, ma è muta. E quindi, sorge da ultimo il problema dei problemi. La crisi economica e sociale è stringente, e richiede soluzioni. Quella di accollare allo Stato il costo del devastante inquinamento finanziario non indica una via di uscita. Come ha detto il Tesoro americano è un fare il male per evitare il peggio. Più che una manifestazione di potenza è una dichiarazione di impotenza. Si afferma che occorre una nuova "governance" dell'economia malata. Ma, poiché dietro a quest'ultima vi è stata e sta una politica o subalterna agli artefici dei "mali economici del nostro tempo" o corriva o addirittura complice, si richiedono ardite riforme. Per ora però non resta che constatare che le forze candidate a farle non si vedono. Chissà che il sale amaro sulla coda non aiuti. Al contribuente, osservatore incompetente di economia ma che dei guai prodotti dal suo malgoverno porta le conseguenze, non resta che rimanere in ansiosa attesa.

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Di pietro attacca berlusconi "ha tolto i rifiuti solo in centro" - roberto fuccillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Napoli Di Pietro attacca Berlusconi "Ha tolto i rifiuti solo in centro" L'ex pm: ho le foto, in provincia montagne di spazzatura Il Consiglio dei ministri approva le bonifiche per Chiaiano e Terzigno ROBERTO FUCCILLO Basta con le finzioni di Berlusconi, il problema della spazzatura a Napoli non è affatto risolto. Nel pieno della bagarre su Alitalia, Antonio Di Pietro cerca di demitizzare il premier anche sul fronte di quello che è stato generalmente letto come un suo innegabile successo, la pulizia di Napoli. "Abbiamo la documentazione fotografica - afferma il leader di Italia dei valori -. Fuori dal centro di Napoli ci sono montagne di rifiuti, ma nessuno lo dice. Purtroppo il consenso di Berlusconi si basa sulle informazioni che vengono date. è vero che non ci sono i rifiuti nel centro di Napoli, ma questo si deve agli strumenti messi in atto da noi col governo Prodi. Inoltre il centrodestra ha potuto contare sull'appoggio di sindaci compiacenti, come quelli di Milano e di Brescia, che quando era al governo Prodi si sono opposti a qualsiasi ipotesi di farsi carico di parte dei rifiuti". Tutto questo non emerge perché "Berlusconi ha le sue tv e il servizio pubblico è in mano ai partiti. Il conflitto d'interessi pesa ancora come un macigno. Ai giornalisti vengono forniti dati falsi. Ci vorrebbe l'impeachment per chi mente". Una vera e propria sfuriata, resa al mensile free press "Pocket", che però non ha smosso più di tanto la controparte. Mentre Di Pietro affondava il colpo, il governo era infatti riunito, e produceva anche una misura sul fronte rifiuti, dando via libera al sottosegretario Guido Bertolaso per accelerare le "compensazioni ambientali", ovvero le bonifiche, a Chiaiano e Terzigno, due dei siti scelti per le discariche. Il documento approvato autorizza Bertolaso "a porre in essere con la massima celerità e con particolari modalità le iniziative di compensazione ambientale" previste in quei siti. Questo non vuol dire che la situazione sia tranquilla, anzi. Pur trattandosi di partita diversa da quella denunciata da Di Pietro, nel casertano e nell'agro aversano il nuovo Consorzio unico diretto da Alberto Stancanelli continua ad avere difficoltà operative, dagli scioperi del personale ai danneggiamenti dei mezzi. Sono le aree servite precedentemente dal consorzio Caserta 4, a suo tempo coinvolto nelle indagini sui traffici dei casalesi, e dal Caserta 2, più direttamente responsabile della mancata raccolta nell'aversano negli ultimi giorni. Ieri sera è stata varata una operazione di raccolta straordinaria con la partecipazione di esercito, Asìa e ditte private. A conferma delle difficoltà in quell'area proprio ieri gli agenti di Aversa e di Casapesenna hanno sequestrato alcuni quintali di rifiuti speciali pericolosi sversati su un fondo agricolo. All'opera c'era un camion con tre uomini a bordo, risultati dipendenti di una società situata a Melito. A Napoli invece proprio Chiaiano si prepara a ospitare sabato la manifestazione nazionale di protesta. Titolo esemplificativo, "jatevenne day", che sconta l'ennesimo tentativo di andare oltre qualsiasi accordo e riaffermare l'impraticabilità della cava come sito per la discarica. Le iniziative di avvicinamento all'happening sono già iniziate: ieri la presentazione di "Ecoballe", il libro del professor Paolo Rabitti, che ha fatto da consulente alla Procura di Napoli nell'inchiesta su Fibe-Impregilo per la vicenda rifiuti; domani una fiaccolata a Chiaiano; venerdì incontro con Paul Connet. Una buona notizia invece arriva da Capodichino. La III municipalità, Stella-San Carlo, ha approvato la nascita di una isola ecologica. Sarà realizzata nell'ex tensostruttura di via Francesco Feo, a Capodichino. Si tratta di uno spazio rimasto abbandonato per anni. Soddisfatto il presidente Alfonso Principe: "I cittadini potranno depositare ingombranti, ma anche carta, cartone, imballaggi, barattolame, vetro, rifiuti urbani pericolosi, batterie elettriche, telefonini. L'area che sarà recintata e presidiata 24 ore al giorno, e darà la possibilità ai cittadini di conferirvi tutti quei rifiuti che non vanno nei normali contenitori". è la seconda isola cittadina dopo quella dei Colli Aminei. Alla fine in città dovrebbero essercene sei.

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Il piano bonomi per malpensa "tra 4 anni sarà di nuovo un hub" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

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Pagina VI - Milano Le condizioni Il contraccolpo Il piano Bonomi per Malpensa "Tra 4 anni sarà di nuovo un hub" Il presidente Sea: ma serve subito l'ok per la terza pista Il manager resta ottimista sul futuro degli aeroporti di Milano, da Lufthansa l'aiuto per il rilancio economico Per ripartire occorre la liberalizzazione dei cieli e la possibilità di investire nelle infrastrutture La messa a terra della compagnia di bandiera sarà uno choc per il trasporto aereo italiano La preoccupazione: "La messa a terra dei voli Alitalia sarà uno choc fortissimo su tutto il trasporto aereo italiano. A breve termine genererà danni ulteriori rispetto a quelli che già si stanno subendo in questi mesi, in particolare sul nostro sistema aeroportuale". La speranza: "Nel medio e lungo periodo ci potrà essere una ripresa forte del mercato, se dovesse scattare la liberalizzazione da noi tanto invocata negli ultimi mesi". La proposta: "Lufthansa è il partner migliore per far tornare Malpensa a essere un hub". Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, non nasconde la sua inquietudine di fronte alla crisi della compagnia di bandiera dopo l'ultimatum dell'Enac che rischia di fermare i voli già domani. Ma resta ottimista sul futuro degli aeroporti di Milano, che potranno uscire dall'impasse con un piano strategico industriale di rilancio puntando sulla compagnia tedesca "che potrebbe far tornare Malpensa a essere un hub nel giro di 4-5 anni". Intervenuto alla commissione Bilancio e trasporti di Palazzo Marino, Bonomi ha tratteggiato i futuri possibili degli scali milanesi, anche senza l'attuale vettore di riferimento, Alitalia. Un piano a lungo termine (2009-2016) in vista dell'Expo, che punta su Lufthansa. Già da febbraio la compagnia tedesca avrà sei nuovi Airbus 319 a Malpensa che voleranno su tratte europee secondo un accordo ancora da definire - oggi ci sarà un altro incontro tecnico - ma che potrebbe diventare l'inizio della ripresa dello scalo varesino: a condizione, però, che vengano soddisfatte alcune condizioni "che non dipendono dalla nostra volontà - ha sottolineato Bonomi - come la liberalizzazione dei cieli, la possibilità di effettuare investimenti infrastrutturali e l'approvazione del piano regolatore per la terza pista". Un progetto che potrebbe essere pronto già nel 2014. Sea lavora anche a un'alternativa: fare di Malpensa un grande scalo internazionale "point to point" sul modello di Barcellona e Berlino. Un'opzione "maggiormente governabile" che costerebbe molto meno: 860 milioni di euro contro il miliardo e 370 milioni dell'ipotesi hub. Ma dalle parole del presidente si capisce che la società punta tutto sui tedeschi. Con grande ottimismo. "Di fronte allo scellerato piano di de-hubbing di Malpensa da parte di Alitalia, che ha aggravato la sua posizione e accelerato il percorso che si sta concludendo in questi giorni, ci siamo posti il problema di quale sarebbe stato il partner migliore per rilanciare lo scalo. La risposta è stata Lufthansa, l'unico tra i grandi vettori del mondo che abbia sperimentato con successo il modello del multi-hub. Il nostro esempio sarà Zurigo". Appoggiano il piano di Sea i consiglieri del Pd Majorino e Cormio per cui l'azienda "ha scelto con coraggio la strada del mercato, esplorando soluzioni che possono garantire agli scali milanesi un ruolo di rilievo internazionale indipendentemente da Alitalia". (t. m.).

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I vip riscoprono il treno e air one - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

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Pagina VII - Milano I parlamentari pendolari: "Aspettiamo l'alta velocità". Ma qualcuno resiste I vip riscoprono il treno e Air One RODOLFO SALA Pronti a tradire l'aereo per il treno. Non subito, però: da dicembre, quando per andare in treno da Milano e Roma ci vorranno solo tre ore e mezzo. Per ora le truppe dei parlamentari eletti sotto la Madonnina continua a servirsi della navetta da Linate. Ma il pasticciaccio brutto di Alitalia ha già cominciato a produrre qualche crepa vistosa. Venerdì scorso, "era il giorno del pieno", l'onorevole Emilia de Biasi (Pd) si è presentata alla stazione Centrale per saltare sul treno che doveva partire alle 7,30. "Purtroppo arrivava da Napoli - racconta - e aveva un'ora di ritardo". Così ieri è tornata a Linate e si è accomodata sul volo Alitalia, arrivando a destinazione in perfetto orario. "Certo che quando ho aperto il giornale - aggiunge - non mi sono sentita tranquilla leggendo l'incredibile notizia dei piloti stressati da questa vertenza al punto da non poter garantire la sicurezza dei passeggeri". Nell'attesa, però, continua a scegliere la (ex) compagnia di bandiera. E con lei, la sua collega di partito Marilena Adamo ("fino all'ultimo volo") e la forzista Ombretta Colli ("non voglio contribuire far crescere i due milioni al giorno di perdita"). Ma parecchi colleghi, soprattutto centrodestri, da qualche settimana hanno scelto Air One. Lo conferma Maurizio Lupi, vicepresidente pdl della Camera: "Scelta obbligata, con Alitalia non ci sentiamo più sicuri". Il leghista Matteo Salvini è più colorito: "Se Alitalia scompare dalla faccia della terra, io non piango". Poi la promessa: "Dalla prossima settimana basta aereo, mi organizzo con il treno, anche se impiegherò più tempo: più pulito e più puntuale". Lo farà sicuramente, ma dall'anno prossimo, il pd Emanuele Fiano, un altro che "nei giorni più pericolosi" ha preferito Air One. Ieri mattina è tornato su un aereo Alitalia, godendosi "il check in libero e la tranquillità di un volo semivuoto", ma pensando già al tradimento: "Tra tre mesi ci saranno alcuni treni che porteranno da Rogoredo a Tiburtina in tre ore e 45". Tra chi ha già tradito c'è la forzista Laura Ravetto: ma lei è una che il treno lo prende appena può perché lo preferisce, a prescindere da quel che sta succedendo in queste settimane. Non come Erminio Quartiani, del Pd, che si chiede perché mai dovrebbe cambiare abitudine: ieri alle 6,30 saliva su un Az per Roma "e meno di due ore dopo era in ufficio". Insomma: "Niente allarmismi, Alitalia è ancora troppo comoda, ne riparliamo quando arriva l'alta velocità, che sarà sicuramente competitiva".

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Linate, i giorni della paura (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

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Pagina V - Milano Se la compagnia di bandiera si ferma il city airport perde 500 aerei e 98mila passeggeri. Bonomi: c'è il rischio choc Linate, i giorni della paura Senza Alitalia voli dimezzati e fuga verso le stazioni dei treni Non usa toni soft Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, paarlando del possibile stop ai voli della nostra compagnia di bandiera: "La messa a terra dei voli Alitalia sarà uno choc fortissimo su tutto il trasporto aereo italiano". Ma alla preoccupazione fa seguire un'iniezione di ottimismo: "Nel medio e lungo periodo ci potrà essere una ripresa forte del mercato, se dovesse scattare la liberalizzazione". E per questo Bonomi, intervenuto ieri in commissione Bilancio e trasporti in Comune, ha pronta anche una ricetta, che parte dalla proposta di Lufthansa, "il partner migliore per far tornare Malpensa a essere un grande hub" sul modello di Barcellona e Berlino. SERVIZIO A PAGINA II.

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Tutti a bordo degli eurostar - teresa monestiroli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Milano Il dossier Tutti a bordo degli Eurostar TERESA MONESTIROLI L'imminente crisi di Alitalia rischia di mandare in tilt i collegamenti Milano-Roma, stravolgendo una delle tratte più battute dagli uomini d'affari italiani che, dalla prossima settimana, potrebbero trovarsi improvvisamente a piedi. SEGUE A PAGINA III.

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Linate ha paura del crac alitalia "se fallisce trascina giù anche noi" - teresa monestiroli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Milano Linate ha paura del crac Alitalia "Se fallisce trascina giù anche noi" La metà dei voli è della compagnia di bandiera e per Roma si sale a 2 su 3: già cominciata la fuga di passeggeri verso l'Eurostar A rischio i posti di lavoro: i dipendenti sono quasi tremila escluso l'indotto TERESA MONESTIROLI (segue dalla prima di Milano) A Linate il traffico aereo verrebbe dimezzato e la mole dei pendolari si riverserebbe inevitabilmente sugli Eurostar, costringendo Trenitalia a potenziare il servizio. Ma la messa a terra degli aerei peserebbe anche sulla vita dei migliaia di lavoratori che oggi operano negli scali. [IL RISCHIO] La pista di viale Forlanini rischia la crisi. E la chiusura. Senza i voli della compagnia di bandiera, che Enac potrebbe fermare già domani, l'aeroporto si troverebbe da un giorno all'altro con la metà dei movimenti di oggi. Soprattutto sul Milano-Roma, gestito per due terzi da Alitalia con 48 voli sui 74 che ogni giorno collegano le due città (gli altri 26 sono di AirOne e Meridiana). Una tratta molto ambita su cui, già da settimane, hanno messo gli occhi altri vettori europei. "Una decina di compagnie italiane e straniere - spiega Carlo Griselli, presidente di Assoclearance, l'associazione che assegna le bande orarie - hanno già manifestato interesse per acquisire slot durante la stagione invernale sul percorso Milano-Roma, ma la crisi potrebbe spingerle ad anticipare la richiesta già alle prossime settimane. è una situazione davvero delicata, che non si è mai verificata prima in Europa. Ci muoveremo con grande attenzione cercando di tenere conto delle esigenze di tutti". Nel frattempo, però, il traffico aereo su Linate sarebbe di fatto dimezzato con quasi 500 aerei fermi sui 1000 che atterrano e decollano ogni settimana e 98mila passeggeri sui 200mila che volano normalmente con la compagnia di bandiera. [L'ALTERNATIVA ] In attesa del potenziamento dei treni Milano - Roma che, con l'alta velocità, partiranno ogni quindici minuti per un viaggio di appena tre ore (da dicembre 2009), i pendolari dovranno accontentarsi dei 32 Eurostar che ogni giorno collegano in entrambi i sensi la Centrale alla stazione Termini. Un numero che già lo scorso fine settimana si è dimostrato del tutto insufficiente, costringendo Trenitalia ad aggiungere all'ultimo momento due convogli speciali per soddisfare la domanda. Secondo i dati della società, infatti, in una settimana si è registrato un aumento del 12 per cento di passeggeri sull'intero percorso. Una percentuale che sale se si prende in considerazione esclusivamente la tratta Milano-Roma (e viceversa). Solo un esempio: venerdì scorso ha viaggiato il 23 per cento in più rispetto al venerdì precedente (il 12 settembre) in prima classe, il 13% in più in seconda. Ma di fronte a questi dati Trenitalia ancora non prende posizione. "Stiamo seguendo con attenzione gli sviluppi della vicenda Alitalia - fa sapere la società - e al più presto decideremo se e come potenziare il servizio". [L'OCCUPAZIONE ] Al di là dei disagi per i viaggiatori, già annunciati, il fallimento della compagnia di bandiera metterebbe a rischio anche il futuro dei lavoratori degli scali, soprattutto quelli di Linate, in caso di chiusura o anche solo di ridimensionamento. L'allarme arriva dalla Cgil, che snocciola i dati degli attuali dipendenti: 1100 per Sea, 900 per Sea handling, 300 per gli altri handling italiani e stranieri, 150 tra controllori di volo, pompieri e imprese di supporto e 400 tra mense, negozi e pulizie. A questi bisogna aggiungere anche i dipendenti delle aziende che operano all'interno dell'aeroporto, difficilmente quantificabili, il cui futuro, però, resta altrettanto incerto.

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Lilli nel gioco del talk show politico (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Spettacoli LILLI NEL GIOCO DEL TALK SHOW POLITICO Si può buttarla sul pratico come ha fatto l'arcigno quotidiano "Dolomiten" ("Per i monologhi e la propaganda ci sono già Santoro e Gad Lerner, non serviva anche Lilli Gruber a Otto e mezzo"). Ma lì sono in ballo questioni locali ? anche l'altro nuovo conduttore, Federico Guiglia, è altoatesino ? e al fondo ci dev'essere qualche disputa secolare di cui ignoriamo l'essenza: semplicemente Lilli Gruber è tornata in tv. Alla prima puntata di Otto e mezzo ha esordito spiegando quanto si andava a discutere: chi era distratto davanti al video ha avuto per un attimo l'impressione che fosse ricominciato il Tg1. Il tema ? l'Alitalia ? è stato sviscerato dai molti ospiti. Resta che chiunque arrivando dopo Giuliano Ferrara darebbe l'impressione di una normalizzazione: Gruber vuole giocare all'affollato gioco del talk politico e ritiene che non siano rimasti solo posti in piedi. Vedremo nel tempo. L'Alitalia è stato anche il tema del successivo Infedele di Gad Lerner, con una lunga serata monotematica su La7, rete che vive forti problemi e che abbisognerebbe di un gioco di squadra più lineare da parte dei suoi big.

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Chavez in campo: <La salviamo noi> E Ferrero ci crede (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

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N. 229 del 2008-09-24 pagina 3 Chavez in campo: "La salviamo noi" E Ferrero ci crede di Antonio Signorini da Roma Macché francesi o tedeschi. La salvezza per Alitalia non arriverà da loro né, tantomeno, dagli avidi imprenditori nostrani. L'alternativa all'offerta dei cavalieri bianchi italiani c'è già ed è la rivoluzione socialista bolivariana. Il destino di 20mila lavoratori non dipende da Roberto Colaninno. È piuttosto nelle mani dell'erede del generale e condottiero Simón José Antonio de la Santísima Trinidad Bolívar Palacios Ponte y Blanco. E cioè del presidente venezuelano Ugo Chavez. Un pezzo di sinistra sindacale e politica ieri ci ha sperato veramente. Una soluzione perfetta, per quanto poco credibile. Bella quanto una fuga dalla realtà, ma spiattellata nero su bianco in un comunicato stampa rilanciato da un autorevole sito internet e poi dall'agenzia Ansa. La compagnia aerea di Caracas, la Aserca airlines, si legge nel documento, "ha intenzione di concorrere alla trattativa privata" per prendersi Alitalia. Intera o a pezzi. Ad eccitare gli animi del fronte del no deve essere stato il seguito: "Con l'aiuto del governo socialista della Repubblica Bolivariana de Venezuela siamo certi che potremo risolvere buona parte dei problemi che colpiscono in questo momento Alitalia e tutti i suoi lavoratori". La prospettiva di zero esuberi e la sensibilità di Hugo Santoro - questa la firma riportata nella comunicazione - per i problemi di lavoratori con un reddito che in Venezuela è da Nababbi sono risultate sospette a molti. Non al popolo di Internet che ha rilanciato generosamente la notizia, con commenti che vanno dal "ci mancava solo questo" dei dipendenti Alitalia, al "Finalmente!" nei forum girotondini. E nemmeno al segretario di Rifondazione comunista. In serata Paolo Ferrero ha commentato: "Il governo deve mettere Alitalia in condizione di valutare tutte le proposte, compresa quella di Chavez, perché quella di Cai non è soddisfacente". Tanta l'attesa per una soluzione diversa da quella "berlusconiana" che l'alternativa venezuelana ha subito preso quota. Talmente perfetta l'idea di una compagnia aerea no gobal, magari con piloti e hostess in camicia rossa come Chavez, che nessuno ha sentito il bisogno di chiamare l'ambasciata dello Stato sudamericano. Il personale, preso alla sprovvista quanto i giornalisti italiani, ieri non sapeva niente dell'offerta. Certo, osservavano dei connazionali di Chavez, la Aserca non ha praticamente più rotte internazionali e quelle di Alitalia le farebbero comodo. Ma la compagnia non sembra avere nessuna voglia di prendersi Alitalia con il suo carico di sindacati ribelli. Assicurano manager della compagnia raggiunti al telefono: "Non c'è nessun interesse ma ci sono già degli accordi commerciali con Alitalia per quanto riguarda la vendita dei biglietti Roma-Caracas e per i coupon". Troppo poco, dal punto di vista di chi spera di importare la rivoluzione in Italia per via aerea. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Financial Times tifa Silvio <Devi imitare la Thatcher> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

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N. 229 del 2008-09-24 pagina 5 Il Financial Times tifa Silvio "Devi imitare la Thatcher" di Redazione "Silvio, nella vicenda Alitalia segui l'esempio della Thatcher". L'invito del Financial Times al presidente del Consiglio italiano è contenuto in un commento di Paul Betts intitolato "L'Alitalia offre a Silvio Berlusconi il suo momento da Thatcher". Il FT ricorda che, al contrario della Lady di ferro nella sua battaglia contro i minatori, la popolarità di piloti in Italia è molto bassa: insomma, Fabio Berti non è Arthur Scargill, il leader sindacale dei minatori. Perciò, è il momento per il premier italiano di affrontare con decisione le frange più intransigenti del sindacato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'Anpac arrossisce e oscura il sito di golf (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

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N. 229 del 2008-09-24 pagina 5 L'Anpac arrossisce e oscura il sito di golf di Redazione È passato indenne attraverso le prime fasi della crisi Alitalia; niente neppure quando è partito il conto alla rovescia per il fallimento. Nemmeno lo sdegno degli italiani per l'esultanza di hostess e aquile alla notizia del ritiro di Cai ha spinto l'Anpac a rimuovere il link al torneo di golf riservato alle "aquile". Solo il titolo del Giornale di ieri ("Intanto i piloti giocano a golf") ha convinto i responsabili della gara a oscurare il tutto. Al posto delle informazioni la scritta: "Il sito è stato sospeso per evitare facili quanto errate strumentalizzazioni". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La crisi della compagnia di bandiera (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

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N. 229 del 2008-09-24 pagina 4 La crisi della compagnia di bandiera di Redazione Come abbiamo detto sin dall'inizio di questa kafkiana vicenda di Alitalia, il rilancio della nostra compagnia di bandiera passa per un socio industriale internazionale (Air France o Lufthansa, British o altri) e per uno sforzo finanziario del capitalismo italiano, pubblico o privato. Meglio privato naturalmente. Il governo Prodi scelse un socio internazionale di tutto rispetto, ma non volle metter mano alla tasca nonostante avesse il 49% di Alitalia né sollecitò privati a farlo. Il governo Berlusconi ha trovato la cordata italiana, che però non ha neanche cercato un vettore internazionale senza il quale il trattamento economico dell'aerea più professionalizzata, quella dei piloti, non può che essere decisamente inferiore a quello delle altre compagnie aeree. E ciò nonostante il fatto che la cordata italiana (la Cai) prenderebbe comunque un'azienda senza debiti e con un personale ridotto. Il che dimostra che con il solo mercato domestico e senza una compagnia internazionale il trasporto aereo italiano, è il caso di dire, non decollerebbe. La notizia dell'altroieri è che il commissario Fantozzi ha fatto un avviso pubblico per sollecitare manifestazioni di interesse di altri soggetti, in particolare di compagnie estere. Un'iniziativa giusta e opportuna, ma perché Fantozzi non lo ha fatto prima mettendo così tutti con le spalle al muro? In questa direzione, peraltro, meraviglia il silenzio di Eni e di Finmeccanica, due grandi società private con un azionista pubblico al 30% che sono autorevoli operatori conosciuti in tutto il mondo. Si dice che sono società quotate. E allora? Molti soci dell'attuale Cai sono società quotate eppure il mercato non li ha specificatamente penalizzatati quando hanno sottoscritto l'offerta per Alitalia. Si dice che Eni e Finmeccanica hanno business profondamente diversi. Ma forse Ligresti o Pirelli Atlantia o Colaninno non hanno business profondamente diversi dal trasporto aereo? Anzi, almeno Finmeccanica è vicina industrialmente parlando a tutta l'area della manutenzione aerea. E infine si è fatto appello al sentimento patriottico degli imprenditori italiani della cordata Cai, ma Scaroni e Guarguaglini non hanno anch'essi un sentimento italiano posto che hanno tra l'altro grandi utili e grandi rapporti internazionali, entrambe condizioni essenziali per rilevare e internazionalizzare Alitalia? Si dice ancora che forse l'Europa non lo consentirebbe. Chi lo afferma sbaglia, perché si tratterebbe di un'operazione di mercato partecipata oltre che da Cai anche da due grandi operatori internazionali a maggioranza privata che sono certamente i più interessati a che il logo Italia non venga svillaneggiato con il fallimento della compagnia di bandiera. Quell'Europa che ha assistito senza fiatare alla nazionalizzazione della banca inglese Northern Rock non avrebbe cosa obiettare se una Newco partecipata da Eni e Finmeccanica e possibilmente anche da Cai rilevasse subito la parte buona di Alitalia o comprandola o attraverso il fitto di un ramo di azienda per approfondire ulteriormente il piano industriale, ricercare una grande compagnia straniera come socio industriale e attivare immediatamente una cassa integrazione a rotazione come fanno tutte le aziende con molti occupati. La forza politica e finanziaria di questa cordata sarebbe enorme e l'Alitalia potrebbe continuare a essere una protagonista di prima grandezza nel trasporto aereo. Diversamente, anche in presenza di una chiusura positiva della vertenza tra la Cai e le organizzazioni sindacali, il destino della nostra compagnia di bandiera sarebbe gramo e permanentemente a rischio. Infine, l'alternativa del fallimento di Alitalia sarebbe un disastro. La responsabilità potrebbe essere giustamente caricata sulle spalle della Cgil e dell'Anpac ma, alla fine della giostra e passata l'onda emozionale, essa ricadrebbe esclusivamente su quelle del governo come sempre accade in ogni Paese che si rispetti e questo non sarebbe giusto visti gli sforzi fin qui fatti. ilgeronimo@tiscali.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il comandante gaffeur che atterra soltanto da un salotto tv all'altro (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

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N. 229 del 2008-09-24 pagina 5 Il comandante gaffeur che atterra soltanto da un salotto tv all'altro di Paolo Bracalini Fabio Berti, numero uno Anpac, è il maggior responsabile del mancato accordo. Tra svarioni e minacce: ecco la tecnica kamikaze di un dipendente in "distacco" da Milano La manovra in cui è maestro indiscusso è "l'atterraggio su poltroncina di studio televisivo". Gli unici sedili che ormai frequenta, malgrado sia a tutti gli effetti un comandante Alitalia, sono quelli dei programmi tv, in cui compare un giorno si e l'altro pure. In compenso di vuoti d'aria ne ha anche a terra, e parecchi. Fabio Berti, il pilota-sindacalista che vola da un programma all'altro, numero uno del più potente sindacato anti-accordo, passerà alla storia come il curatore fallimentare della compagnia di bandiera italiana. Ma oltre agli svarioni, il presidente dell'Anpac sarà ricordato anche per importanti conquiste sindacali. Come le eccezionali convenzioni stipulate per gli iscritti: prezzi di favore per i pacchetti vacanza Valtur, forti sconti sui telefonini Telecom, grandi offerte da Manifattura Romana Confezioni, per non parlare del prestigioso torneo di golf riservato ai colleghi. Il "Comandante No" Come leader del sindacato ha detto più no lui di Totò Riina al maxiprocesso di Palermo. Air One? Non se ne parla nemmeno. Air France? Vade retro? Cai? Manco per sogno. Qualche buontempone ha messo Alitalia su eBay, ma pare che Berti non abbia capito l'ironia e si sia opposto anche a quello: i piloti non si fidano delle vendite su internet. Il perché poi di tutti questi no, gira e rigira, è sempre lo stesso: il grano. Quando qualcuno si avvicina al portafoglio dei colleghi piloti Berti si trasforma in un pitbull a digiuno da una settimana. Va bene la ristrutturazione, il piano di rilancio, ma alla fine, quanto avete intenzione di pagarci? Come? E quante ore dovremmo volare per quella cifra? No, non ci sono margini di trattativa. Che fuori dal sindacalese significa, ce dovete dare de più. Non che se la passino male. Berti ha portato in diretta a Porta a Porta il suo Cud, per mettere a tacere le malelingue sui presunti ingaggi d'oro dei piloti Alitalia. Lo stipendio è di soli 115mila euro all'anno. Una miseria. Ma siccome si spezza la schiena facendo il "distaccato", cioè il sindacalista a tempo pieno che per contratto non può volare più di 6 giorni al mese (ma meno sì), gode di un trattamento fiscale di favore. Le tasse si calcolano non sul reddito totale, ma sul 50%. Il resto è mancia. Tecnica kamikaze Di fatica però ne fa. Per dire, nel giro di una settimana è planato in dieci studi televisivi diversi. È comparso la prima volta il 16 settembre, accomodato da Bruno Vespa. Due giorni dopo tripletta, su SkyTg24, a Panorama del giorno su Canale 5 e su RepubblicaTv. Il 21 si materializza per cena al Tg5 della sera, mentre il giorno dopo è ancora uno e trino: RaiNews24, SkyTgPomeriggio e Otto e mezzo. Ieri era a Ballarò. Ma è negli studi di Sky che Berti indossa la cintura da kamikaze islamico e lancia il missile terra-aria: "Attenti, un simile stato di pressione sui piloti può mettere a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori". La conduttrice Paola Saluzzi capisce male, e prova a commentare i casi di depressione dei piloti. Ma no, lui non parlava di depressione. Oddio potrebbe venire anche quella ai piloti Alitalia ingiustamente maltrattati dall'opinione pubblica, ma per ora si limitano allo stress. Ed ecco l'arma segreta di Berti. Quando le trattative si fanno difficili lui ha pronto l'asso nella manica. Minacciano di ritoccare le tabelle retributive dei piloti? Lui semina il panico: attenti che potrebbe venirci un colpo di sonno a 10mila metri... Se invece ci alzate lo stipendio o ci date più ore di permesso tra un turno e l'altro, sai come pilotiamo meglio, prendiamo in mano la cloche che è un piacere, facciamo atterrare gli aerei sul velluto. A quel punto, davanti alle minacce di morte di Berti, anche gli ultimi irriducibili passeggeri Alitalia hanno fatto gli scongiuri e si sono gettati a disdire le prenotazioni. Il call center Alitalia non riceveva tante telefonate di clienti terrorizzati dall'11 settembre 2001. Ora che Bin Laden si fa sentire meno, ci pensa Berti ad affossare le compagnie aeree. Ma la smentita è stata ancora più fantozziana. Il presidente Anpac ha spiegato di essere vittima di un equivoco. Non voleva dire che i piloti Alitalia sono stressati e che quindi potrebbero facilmente precipitare. Quello che voleva dire è "un discorso molto tecnico, molto difficile da affrontare durante le trasmissioni. Ma vorrei assicurare che volare con Alitalia è del tutto sicuro". E per tranquillizzare definitivamente i passeggeri ha fornito una prova inequivocabile: vedete, sto per prendere un volo per Milano, e se volo Alitalia io... Un genio. È grazie a perle come questa che si è guadagnato tra i blogger il soprannome di "Trapattoni dei cieli". Figlio d'arte La tecnica comunque è collaudata. Berti l'aveva già sperimentata quattro anni fa quando presidente di Alitalia era Cimoli. L'azienda voleva modificare l'orario dei piloti, da 8 ore di volo su 13 di servizio, a 13 ore di volo su 17 di servizio. Ma anche allora, appena sentita la scandalosa proposta, Berti si è travestito da iettatore e ha gufato sui passeggeri: così mettete a rischio la sicurezza... Panico a bordo, trattativa in collasso. Eppure è tutt'altro che un novizio del sindacato. Figlio di Aurelio Berti, pilota Alitalia, Fabio segue le orme paterne nel 1987, a 21 anni. Ma subito si innamora dell'Anpac, in cui rapidamente fa carriera fino a diventarne presidente con percentuali bulgare nel 2004. Si dice simpatizzi per Alleanza nazionale. Terrore in via della Scrofa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La Filt-Cgil snobba il Parlamento Il Pdl: <Atto indegno>. <Solo ritardo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 229 del 2008-09-24 pagina 3 La Filt-Cgil snobba il Parlamento Il Pdl: "Atto indegno". "Solo ritardo" di Redazione La Filt Cgil snobba il Senato e i senatori del Pdl si infuriano. Alle 18 di ieri le commissioni riunite di Industria e Lavori pubblici di Palazzo Madama avevano convocato in audizione i rappresentanti dei lavoratori di Alitalia. "Evidentemente quel sindacato non ha così a cuore gli interessi di quei lavoratori che dovrebbe rappresentare", dicono in coro i senatori di maggioranza. Rincara la dose il leghista Roberto Mura: "Hanno fatto sapere, che avevano "altre cose da fare". È un atto oltraggioso per l'istituzione - ha sottolineato l'esponente del Carroccio - che ha lasciato basite maggioranza e opposizione". La Filt Cgil si difende: "Non abbiamo disertato l'incontro al Senato, siamo solo arrivati in ritardo all'audizione. In questa fase delicata - dice la sigla sindacale - sarebbe opportuno evitare strumentalizzazioni e non sollevare questioni inesistenti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il cinico scherzo su eBay Germania: appena un euro per l'ultimo volo (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 229 del 2008-09-24 pagina 3 Il cinico scherzo su eBay Germania: appena un euro per l'ultimo volo di Redazione Una cinica boutade? Sta di fatto che un anonimo utente chiamato "terkana" ha messo all'asta, sul sito tedesco di eBay, un biglietto aereo Alitalia di andata e ritorno. La base di partenza è un euro. Nell'annuncio, scritto in italiano, si legge: "Vendo la mia compagnia aerea. Solo su Alitalia. Hai letto bene. Offri per la mia compagnia aerea, cioè per volare in mia compagnia, su un vero aereo Alitalia. Un'occasione così non ti capiterà più nella vita. Anche perché, se continua così, l'Alitalia sarà tra poco solo uno sbiadito ricordo. Astenersi perditempo, presidenti del Consiglio e ministri in carica e/o fantomatici rappresentanti della minoranza". Telefono Antiplagio e Telefono Antiebay, che hanno segnalato la notizia, sperano non si tratti del dileggio di qualche compagnia aerea straniera. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Grande fuga dei passeggeri <Volano> le ferrovie e le compagnie concorrenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 229 del 2008-09-24 pagina 4 Grande fuga dei passeggeri "Volano" le ferrovie e le compagnie concorrenti di Paolo Stefanato Nonostante tariffe vantaggiose Alitalia ha già perso il 15 per cento dei clienti mentre Meridiana li incrementa del 40 e Air One del 20. E le Fs allestiscono treni speciali da Milano "Acquista il tuo biglietto per il Nord America entro il 10 ottobre e vola fino al 19 ottobre 2008. Da oggi al 28 settembre, approfitta dell'offerta per Tokyo: puoi volare dal 20 ottobre al 26 marzo 2009". Il linguaggio commerciale usato sul sito di Alitalia sembra fuori dal tempo e dalla realtà. Che cosa sarà Alitalia tra un mese o, addirittura, la primavera prossima? L'Enac ha dato il termine di una settimana alla licenza provvisoria, il commissario Fantozzi ha posto al 30 settembre la data ultima per ulteriori offerte, la cassa è allo stremo. Ma per il sistema di offerte Alitalia sembra che nulla sia accaduto, e che nulla possa accadere. I prezzi sono attraenti (499 euro Milano-Boston, 540 Milano-Los Angeles, 550 Roma-Chicago, 976 Roma-Tokyo), ma chi se la sente, con la compagnia sull'orlo del precipizio, di rischiare che il denaro del biglietto si trasformi in un contributo a fondo perduto? Simmetricamente, aumenta la pressione sulle compagnie concorrenti. Prendiamo la tratta Milano-Roma, una delle più redditizie del mondo, ove ad oggi si confrontano soltanto due operatori, Alitalia e Air One. Sugli aerei di quest'ultima, martedì alle 15 risultavano già esauriti gli ultimi quattro voli di ritorno a Milano per domani, giovedì. Chi può, evita Alitalia anche se i suoi aerei volano leggeri, senza timori di overbooking. E chi può - come ai tempi del monopolio caduto negli anni Novanta - si fa raccomandare per trovare un passaggio: questa volta su Air One. Questa non comunica quale sia stato l'incremento di traffico nelle ultime settimane. Ma secondo stime facilmente deducibili dalle prenotazioni effettuate attraverso le agenzie di viaggio, l'incremento di passeggeri per la compagnia di Carlo Toto sarebbe stato tra il 10 e il 20%. Meridiana ha dichiarato aumenti di traffico del 40%, le Ferrovie hanno istituito treni speciali. Il biglietto di Air One quota tra i 490 e i 525 euro per un Linate-Fiumicino con andata e ritorno nella giornata di domani. Ma la compagnia fa sapere di non aver toccato le tariffe negli ultimi mesi (ovvero di non aver approfittato della situazione): spiega che le classi tariffarie sono molte, e che, ad aerei pieni, quella disponibile (se c'è), è sempre la più cara. Così, se per Alitalia le offerte per la prossima settimana partono (per la stessa tratta andata e ritorno) da 205 euro, è perché, proprio in virtù del crollo delle prenotazioni, sono ancora in vendita i posti alle tariffe intermedie. Il pubblico che vola è lo stesso che legge i giornali e guarda la tv: è perfettamente al corrente di uno stato di crisi ormai all'epilogo, che ha generato uno smottamento sempre più vistoso dell'attività della compagnia. Che i piloti, con una dichiarazione inqualificabile, l'altro ieri abbiano addirittura fatto terrorismo sulla possibile non-sicurezza dei voli, ha sicuramente indotto molti passeggeri a puntare sugli aerei di altre compagnie. Alitalia, ufficialmente, non fornisce le cifre del riempimento dei velivoli negli ultimi giorni, ma ammette che il calo è sensibile. Secondo stime attendibili, dovrebbe attestarsi sul 10-15%, ed è destinato ad aumentare giorno dopo giorno. Se il rischio sul medio-lungo periodo è quello di trasformare il proprio biglietto in carta straccia (nel caso di fallimento il cliente è un semplice creditore e la Iata non prevede riprotezioni), sul breve, dall'oggi al domani, è semplicemente quello di restare a terra. Un volo eccessivamente vuoto non parte. Uno degli esempi è un Venezia-Napoli di martedì, che ha appiedato proprio chi aveva dato fiducia alla compagnia pubblica. Anche il sistema degli aeroporti, per questi stessi motivi, soffre una fase di incognite, e in generale tutti gli altri vettori sono sottoposti ai contraccolpi generati da un momento di particolare incertezza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi pesca l'asso tedesco (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 24-09-2008)

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Stampa Il Cavaliere rinuncia al viaggio negli Usa per salvare Alitalia: la compagnia di bandiera serve e ci sarà Berlusconi pesca l'asso tedesco Berlusconi ha rinunciato al viaggio all'Onu per risolvere la crisi Alitalia. Poche ore dopo la disponibilità di Veltroni a collaborare con il governo, il premier ha annunciato che "ci sarà una compagnia di bandiera italiana": e si concretizza l'ipotesi di un ingresso con una quota di minoranza della Lufthansa al fianco della cordata Cai. Dal canto loro, gli imprenditori italiani coinvolti lasciano trapelare ancora diffidenza sulla possibilità della trattativa. Ed è scontro tra i piloti e l'Enac. Rondinelli e Usai alle pag. 4 e 5.

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Piloti, i nuovi "Signor No" che difendono privilegi (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 24-09-2008)

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Stampa stipendi sopra i 100 mila euro e fisco leggero Piloti, i nuovi "Signor No" che difendono privilegi Hanno detto sempre no nel corso della trattativa per salvare Alitalia con la Cai, la cordata composta dai 16 imprenditori, che ha risposto alla chiamata di Silvio Berlusconi. Hanno detto no per non perdere i privilegi acquisiti in anni e anni di spartizione tra politica e sindacato di un'azienda che è stata sempre un bacino clientelare e di potere per tutti i partiti dell'arco costituzionale. Oggi sul banco degli imputati ci sono loro: i piloti. Una casta, una corporazione che ha sempre ostacolato il cambiamento. Ed è normale. Guadagnano come poche categorie nel mondo del lavoro dipendente. I dati ufficiali non esistono. Ma secondo Libero il giornale di Vittorio Feltri il comandante Fabio Berti, leader dell'Anpac, si è portato a casa 115.814 euro nel 2007. Un bel bottino. Che aumenta se si tiene conto che in virtù di una tassazione particolare che applica il prelievo fiscale come i normali contribuenti solo a una fetta del salario. Molte voci come l'indennità di volo sono interessate solo per il 50% della cifra dalle forbici dell'erario. Un bel vantaggio. Sconosciuto e impossibile alla quasi totalità dei lavoratori dipendenti. Ma, soldi a parte, in realtà i piloti sono assolutamente contrari a una qualunque forma di concessione ai 16 "capitani coraggiosi" della Cai perché, per anni, hanno rappresentato il vero motore decisionale delle scelte strategiche della compagnia di bandiera. Nessuna mossa o azione aziendale è stata possibile senza consultare le associazioni dei piloti. Un autentico potere di veto con il quale i dirigenti che si sono succeduti negli anni, e che non hanno brillato per saggezza gestionale certo, si sono dovuti confrontare e scendere a patti. Ed è su questo punto che si è interrotta la trattativa con la Cai. Secondo fonti vicine alla cordata il no sostanziale all'ingresso dei salvatori di Alitalia sarebbe arrivato su un solo e unico punto: nessuna concessione ai piloti di sedere all'interno del consiglio di amministrazione e dettare linee di sviluppo per la nuova società. Un problema insormontabile a cui gli imprenditori hanno cercato di rispondere con la proposta di una compartecipazione agli utili, un'aliquota pari al 6% dei profitti. L'offerta è stata rinviata al mittente. Segno che il vero problema era e resta la volontà di continuare a dettare le scelte di rilievo. Il pericolo di fallire insomma è passato in secondo piano per il sindacato autonomo che per anni ha rappresentato un contrappeso alla plancia di comando della compagnia di via della Magliana. Sarà anche per questo che in tempi di vacche grasse abbiano ottenuto privilegi e vantaggi. Così ad esempio i sindacalisti per svolgere il loro lavoro hanno la possibilità di volare meno dei loro colleghi. I piloti distaccati dell'Anpac hanno per norma espressa il divieto di volare più un certo numero di ore. Massimo sei giorni al mese sull'intercontinentale. Mentre gli stessi colleghi che non hanno incarichi sono costretti a stare alla cloche tra i 15 e i 18 giorni al mese. è il caso di Berti dell'Anpac. Mentre un maggior privilegio è concesso ai dirigenti sindacali che effettuano le rotte del medio raggio. Il numero due dell'Anpac devono volare solo 4 giorni al mese rispetto ai 19-20 giorni dei loro colleghi. Privilegi sedimentati nel dna di una compagnia che è stata affossata da tutti. E nel rimpallo delle responsabilità i piloti non si sono tirati indietro nella ricerca dei colpevoli del disastro. Il presidente dell'Anpac, Berti, ieri ha ricordato che "si sa bene che il problema di Alitalia non sono solo i piloti, ma ad esempio i 200 milioni di euro l'anno persi dal 2000 al 2008 per il collocamento di Malpensa senza regolare Linate, tutti gli sprechi, il fatto che Alitalia pagava i gestori aeroportuali cinque volte di più delle altre compagnie; si è scoperto che pagava un hangar che era utilizzato dalla Sea. Invece qui si stanno cercando delle responsabilità su problemi di governance che non ci sono mai stati".

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Arriva la solidarietà dei tedeschi di Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)

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ASSISTENTI DI VOLO Arriva la solidarietà dei tedeschi di Lufthansa E parte anche la solidarietà internazionale. Ieri l'Ufo - sindacato degli assistenti di volo di Lufthansa, 14.000 iscritti - ha espresso tutto il proprio appoggio ai colleghi di Alitalia, "ancora una volta chiamati a risanare un'azienda mal gestita dal management sulle spalle dei dipendenti". Persone che sono "la vera garanzia per la sopravvivenza di un'azienda come Alitalia". Per quanto riguarda le trattative, "decisive saranno le condizioni di lavoro che danno dignità ai suoi dipendenti e ai loro familiari".

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Veltroni sbaglia ancora rotta (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)

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ALITALIA · Una lettera a Berlusconi per "riaprire alla Cai", che era già a palazzo Chigi Veltroni sbaglia ancora rotta Il governo preferisce sbarrare la strada a qualunque altra soluzione Francesco Piccioni ROMA Sembrava fosse stata imboccata finalmente una strada trasparente per la vendita dell'Alitalia. Archiviata la pratica Cai (Compagnia aerea italiana, la "cordata" guidata da Roberto Colaninno), che aveva già ufficializzato il ritiro della propria offerta, c'era ancora spazio per vedere di stringere con partner più solidi; o quantomeno meno improvvisati. Con parecchi giorni di ritardo, infatti, il commissario straordinario Augusto Fantozzi si era deciso a pubblicare - ieri - l'invito alla "manifestazione di interesse" all'acquisto della compagnia. Ma bisogna ricredersi. Il governo non accetta l'esito fin qui maturato e prova a far rivivere il cadavere appena seppellito. Per altri due giorni Berlusconi, Maurizio Sacconi (ministro del welfare), Raffaele Bonanni (segretario generale della Cisl) e Renata Polverini (sua omologa nell'Ugl) hanno ripetuto l'unica frase di cui ormai sembrano capaci: "l'unica soluzione è l'accordo con Cai, altrimenti c'è solo il fallimento". Lo sforzo si è infine materializzato nel ritorno a palazzo Chigi di Colaninno e Rocco Sabelli (amministratore delegato della Cai), su convocazione di Gianni Letta. Per chi ha frequentato questo tipo di incontri, c'è una certezza: ha parlato solo Letta. Dopo 45 minuti i due imprenditori sono usciti senza rilasciare alcune dichiarazione. La domanda che attraversa gli addetti ai lavori è un'altra: cosa avrà promesso, Letta, per convincere Colaninno e soci a tornare al tavolo? La situazione si è ulteriormente ingarbugliata con l'intervento di Walter Veltroni, segretario del Pd, che ha inviato una lettera a Berlusconi per invitarlo a fare qualcosa, proponendo tre possibili soluzioni: una "venire incontro" della Cai alle richieste dei sindacati, una ripresa di contatti con vettori stranieri oppure un'"intesa" tra commissario e sindacati preliminare alla vendita con chiunque effettuata. Suggerimenti non proprio frizzanti (specie l'ultimo: su quali basi si fa un'intesa, in assenza di un compratore che avanzi una proposta?), ma che producono l'unico effetto politico di premere sulla Cgil perché si mostri più dialogante con Cai. Una tenaglia bipartisan per portare a termine l'affare. Tanta disponibilità non gli ha fatto guadagnare il rispetto del centrodestra. Sacconi lo ha apostrofato piuttosto rudemente: "l'on. Catalano, al secolo Walter Veltroni, ci ha detto delle cose ovvie: meglio fare bene che fare male; aggiungo 'meglio fare presto e bene che tardi e male'". L'unico a dargli ragione è Antonio Di Pietro, e può darsi che non gli abbia neppure fatto piacere. Non ha infine prodotto neppure un timido ripensamento della Cai, che ha infatti confermato il suo atteggiamento di chiusura totale "sono i sindacati che devono muoversi", perché sul proprio "piano industriale" non intendono inserire "alcuna novità". Tutto il fronte governativo, insomma, ha continuato a mostrare il viso dell'arme. Sacconi e Altero Matteoli hanno ripetuto che nessuno si è fatto fin qui vivo per rilevare Alitalia (ma le agenzie battevano in quelle ore un messaggio da parte della compagnia di bandiera venezuelana). Vito Riggio, presidente dell'Enac, ha passato la giornata a minacciare ancora il ritiro della licenza di volo se, entro domani, non gli sarà presentato un piano finanziario dettagliato. L'insistenza gli ha procurato una diffida formale da parte di Anpac, Up, Avia e Sdl a procedere "a qualunque atto che possa comportare la limitazione o la sospensione delle attività di volo di Alitalia in ragione della sua situazione economico/finanziaria, in difformità da quanto espressamente disposto" nel decreto chiamato Marzano-bis. La risposta di Riggio fa riferimento a norme Ue, non italiane. Ma questo semmai scopre un problema negli strumenti che il governo ha approntato per pilotare la discesa di Alitalia nelle mani della Cai. Interrogato sull'interessamento di Lufthansa - che ha dato chiari segnali di volerci vedere più chiaro - Sacconi ha minimizzato, escludendo la possibilità di un "acquisto diretto". Il messaggio è insomma chiaro: "siamo alla disperazione; l'unica speranza oggi è che i sindacati firmino in modo da consentire al governo di provare a convincere Cai a fare un passo indietro". Non è proprio il tono che ci si attenderebbe da un ministro importante - lo sviluppo economico! - di un paese del G8; ma tant'è, questo passa il convento. Va invece avanti il progetto di costruzione di una "cordata alternativa" avanzato da piloti e assistenti di volo, disposti a impegnare il proprio tfr per mantenere in vita la compagnia, insieme ovviamente a un partner straniero importante e a finanziatori di livello. Nel corso della giornata sono stati numerosi i contatti che confermavano che "si può fare". Mal che vada, un possibile acquirente che decida di tentare questa strada avrebbe il consenso preventivo del cosiddetto "fronte del no". Ma è chiaro che, finché il governo - il "proprietario" attuale - non darà chiaro segno di voler aprire a un soggetto diverso da Cai, nessun compratore troverà sensato fare il fatidico passo avanti. E intanto la crisi peggiora. Foto: UN PILOTA ALITALIA LEGGE L'ANNUNCIO DI MESSA ALL'ASTA COMPARSO IERI SUI GIORNALI /FOTO AP.

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ANTICIPAZIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ALITALIA l PAGINA 4 Veltroni vola basso e scrive a Berlusconi IMMIGRAZIONE l PAGINA 6 Dieci nuovi Cpt e Dna per i ricongiungimenti STATALI l PAGINA 4 Contrattazione addio, decide tutto Brunetta STATI UNITI l PAGINA 11 Bush lascia all'Onu l'eredità della guerra.

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Alitalia, nuovo spiraglio (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cai torna in campo, avanza Lufthansa come alleato estero. Epifani: serve il partner industriale Alitalia, nuovo spiraglio Veltroni a Berlusconi: convochi le parti. Il premier: la compagnia italiana ci sarà.

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ROMA Per Alitalia tornano in campo gli imprenditori di Cai. La società presieduta da Roberto C (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Olaninno avverte però che il piano non cambia e che occorre la firma di tutti i sindacati. Per chiudere il cerchio si lavora ad un accordo immediato con un partner estero e a un eventuale contratto separato con i piloti. Intanto il leader del Pd Veltroni ha scritto al premier Berlusconi avanzando tre proposte per uscire dallo stallo: un appello a Cai e sindacati per riprendere il dialogo; non chiudere le porte a soci esteri; Fantozzi firmi con i sindacati e poi arriva Cai. Berlusconi insiste: "La compagnia di bandiera ci sarà".

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<Malpensa vivrà anche se Alitalia fallisce> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-24 num: - pag: 1 autore: di RITA QUERZE' categoria: REDAZIONALE Giuseppe Bonomi, presidente Sea "Malpensa vivrà anche se Alitalia fallisce" Quattro-cinque anni per tornare hub, un super-aeroporto. è il destino di Malpensa secondo il presidente Sea Giuseppe Bonomi (nel tondo), ieri in commissione Trasporti a Palazzo Marino: "Lo sviluppo non è velleitario, purché si liberalizzi il mercato". A PAGINA 3.

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Bonomi: Malpensa? Ripartirà anche senza Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-24 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Aeroporti L'audizione a Palazzo Marino: per il momento ridimensionare Linate non serve. Penati: è quello che ho sempre sostenuto Bonomi: Malpensa? Ripartirà anche senza Alitalia L'appello del presidente Sea: la liberalizzazione dei cieli è ormai urgente. E serve la terza pista Anche la Cgil si schiera con Sea: non c'è dubbio che la liberalizzazione del mercato sia fondamentale per lo scalo varesino Nel giro di quattro-cinque anni Malpensa può tornare un hub. Un superaeroporto, cioè, in grado di collegare Milano con il mondo. Parola di Giuseppe Bonomi. Il presidente di Sea ha relazionato ieri alla commissione Trasporti di palazzo Marino. E ha spiegato che lo sviluppo di Malpensa come hub è tutt'altro che velleitario. Purché vengano soddisfatte alcune condizioni. Prima fra tutte: la liberalizzazione del mercato. Che Alitalia fallisca o meno, secondo il presidente di Sea, non peserà granché sul futuro di Malpensa. Il divorzio dalla compagnia di bandiera è stato doloroso ma l'aeroporto varesino ha trovato subito un nuovo partner - la compagnia aerea Lufthansa - tedesco e con le spalle larghe. La liason è partita con il piede giusto. E così i sei Airbus 319 che faranno base a Malpensa da febbraio saranno solo l'inizio. "L'obiettivo è far entrare la compagnia tedesca come hub carrier su Malpensa ", chiarisce il presidente di Sea. Tradotto per non addetti ai lavori: Lufthansa potrebbe far convergere su Malpensa passeggeri che hanno scelto l'areoporto varesino per decollare verso altri continenti. E Linate? "Potrà esserci motivo per un suo ridimensionamento solo in caso Malpensa diventasse un hub. Oggi non ce n'è ragione", dice in sostanza Bonomi. "Esattamente quello che sostengo da tempo", diceva ieri in serata il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati. I primi di ottobre Sea e Lufthansa annunceranno la partenza dei nuovi voli su Malpensa. Per quanto riguarda la liberalizzazione, la palla è nelle mani del governo. "In passato il nostro Paese ha legittimamente messo in atto politiche protezionistiche. Ora bisogna constatare che non esiste più una compagnia di bandiera, né una compagnia forte italiana. Perciò vanno rinegoziati gli accordi bilaterali tra stati che regolano il mercato dei cieli". Un esempio concreto. Korean airlines vuole attivare un collegamento giornaliero Milano-Seul ma gli accordi bilaterali Italia-Corea non lo permettono. Perciò Sea sta ottenendo un'autorizzazione provvisoria. La seconda condizione per andare a nozze con Lufthansa è investire nella terza pista. "In due anni, in teoria, sarebbe possibile arrivare all'approvazione del nuovo piano regolatore, ma l'iter è complesso", ammette Bonomi. E l'incubo del fallimento Alitalia? Certo, gli slot saranno subito riassegnati alle altre compagnie. E c'è chi parla di Lufthansa in pole position sugli aereoporti milanesi. "Di certo gli slot non saranno assegnati a una sola compagnia. Al di là della priorità delle richieste, bisogna tenere conto della capacità delle compagnie di attivare nuovi voli", dicono in Assoclearance, l'ente che assegna gli slot. Nell'appello al governo per la liberalizzazione dei cieli Bonomi a sorpresa ha al fianco anche la Cgil. "Non c'è dubbio, l'apertura del mercato è fondamentale per Malpensa", dice Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil regionale. E se per qualche motivo il matrimonio con Lufthansa saltasse? Sea ha un "piano B". In sostanza, se venisse a mancare l'hub carrier, Malpensa potrebbe diventare un aereoporto internazionale. Il che richiederebbe investimenti minori (860 milioni di euro contro 1.370). Ma la liberalizzazione dei cieli sarebbe comunque necessaria. Per permettere alle compagnie straniere che ne fanno richiesta di atterrare a Malpensa. Le nuove rotte Sei nuovi Airbus 319 della compagnia tedesca Lufthansa faranno base a Malpensa a partire da febbraio Rita Querzé.

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Alitalia, la carta Lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi: ma la compagnia di bandiera ci sarà. Il leader Pd scrive a Palazzo Chigi: piano in tre punti. Colaninno torna in pista Alitalia, la carta Lufthansa Il premier accelera per coinvolgere i tedeschi. Aperture da Veltroni ed Epifani.

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Lufthansa punta sullo scalo di Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 24 Set 2008 Edizione 201 del 24-09-2008 L'aeroporto potrebbe diventare il quarto hub del vettore tedesco Lufthansa punta sullo scalo di Malpensa di Marco Castiglioni Con la rottura della trattativa tra CAI e i sindacati, Milano teme per i suoi aeroporti. Linate innanzitutto, lo scalo che sta soffrendo e soffrirà maggiormente per un'eventuale scomparsa della compagnia di bandiera. Già nei giorni scorsi al Forlanini sono stati sospesi una trentina di voli per "motivi tecnici operativi" e per i prossimi giorni è prevista una situazione ancora più difficile. In caso di fallimento di Alitalia, dall'aeroporto di Linate svanirebbero di punto in bianco 70 voli giornalieri sui 143 oggi operativi e tra questi anche gli importanti e frequentatissimi collegamenti intercontinentali con New York, San Paolo e Tokio. Diverso invece il discorso per Malpensa che da alcuni mesi si sta attrezzando per sostituire i voli persi. Obbligata dal piano di sopravvivenza firmato a suo tempo da Maurizio Prato a cercare un nuovo partner, SEA, la società che gestisce i servizi di terra degli aeroporti milanesi, sembra averlo trovato in Lufthansa. La compagnia tedesca che in aprile aveva già attivato diversi voli, ha recentemente ottenuto ventisei nuovi slot per volare dall'aeroporto lombardo verso destinazioni europee non tedesche. Un tassello in più che va a comporre il "piano Scala" con cui la compagnia tedesca intende trasformare Malpensa nel suo quarto hub dopo Francoforte, Monaco e Zurigo. A partire da febbraio prossimo, Lufthansa espanderà la propria rete di collegamenti da Malpensa offrendo ai passeggeri italiani una scelta più ampia di voli diretti dal capoluogo lombardo verso le più attraenti destinazioni europee. Saranno sei i nuovi collegamenti diretti che verranno attivati: Barcellona, Bruxelles, Budapest, Bucarest, Madrid e Parigi. A fine marzo a questi si aggiungeranno i voli verso Londra Heathrow, Lisbona e con ogni probabilità verso altre destinazioni. In un secondo tempo verranno attivate anche le rotte intercontinentali. Di fronte a questi dati, l'ipotesi Lufthansa sembra convincere sempre più anche i politici locali, in primo luogo il governatore Formigoni che a margine dell'inaugurazione dell'anno fieristico a Rho ha dichiarato: "Io da sempre ho indicato in Lufthansa il partner ideale sia per Alitalia sia per Malpensa e Linate. Mi ero speso a inizio anno quando la svendita ad Air France fosse finita e Lufthansa aveva messo in piedi un progetto. Mi auguro che con Alitalia o senza Alitalia ci sia un impegno serio di Lufthansa a Malpensa". Che la compagnia tedesca faccia sul serio è evidenziato anche dal fatto che è già stato previsto che i suoi aerei fissi sullo scalo lombardo diventino 20 entro la fine del 2009 con un raddoppio nel 2010 fino ad arrivare ad una sessantina per il 2011. A quel punto Lufthansa sarà di gran lunga il vettore più presente a Malpensa. La scelta del Presidente di SEA Giuseppe Bonomi di abbandonare il tentativo di avere un impossibile re-hubbing dello scalo ad opera di quello che restava di Alitalia cercando invece un altro partner che sostituisse la compagnia di bandiera, sembra allo stato dei fatti vincente. Un'operazione che sta convincendo anche i più scettici e che subirà certo una notevole accelerazione se Alitalia dovesse sparire improvvisamente liberando di colpo tutti gli slot occupati.

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Test psichiatrici anche ai piloti? (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 24 Set 2008 Edizione 201 del 24-09-2008 Note spurie Test psichiatrici anche ai piloti? di Valerio Fioravanti I piloti dell'Alitalia da pochi giorni a questa parte godono di pessima stampa, e verrebbe quasi voglia di solidarizzare con loro, tanto è pieno di risentimento il clima contro di loro. Dopo esser stati coccolati da tutti i partiti politici per tanti anni, adesso ce li fanno quasi passare come una banda di estremisti della Cgil che chissà cosa vogliono, non certo il bene del paese. Del fallimento Alitalia nessuno è innocente, ma certo i politici che hanno gestito i grandi numeri e le grandi cifre hanno maggiori responsabilità dei singoli lavoratori, dai quali non era lecito attendersi che rifiutassero volontariamente le continue concessioni che venivano loro fatte. Adesso tutti dicono che siamo a una svolta. Ma probabilmente si tratterà di una "svoltina", nel senso che alla fine il governo interverrà, e ci sarà il solito compromesso dove cambieranno solo le questioni minori, e rimarranno inalterati i problemi strutturali. Il governo interverrà, e rinuncerà a sfruttare il suicidio politico del sindacato, che oggi ha gran parte del paese contro. Pazienza. Intanto, in attesa dell'intervento salvifico del primo ministro in persona, che a queste scene da demiurgo proprio non sa rinunciare, e chissà cosa sta preparando, leggiamo che i piloti si sentono stressati da tanta attenzione nei loro confronti, e adombrano il timore che si possano verificare incidenti in volo. E qui ci sarebbe da discutere. Dopo averli visti esultare per il mancato accordo con la Cai, molti hanno avuto l'impressione che quei signori saranno pure bravi a manovrare cloche e cose varie, ma tutte le rotelle a posto comunque non ce l'hanno. Visto che l'esecutivo propone test psichiatrici per i magistrati, di fronte a scene d'esultanza per la distruzione della propria compagnia, non sarebbe il caso di estendere questi test anche ad altre categorie lavorative, che hanno anche loro nelle mani il destino di molte persone? LE RAGIONI DEL GENERALE Tutti parlano male di questo povero Generale Antonino Torre che avrebbe commemorato gli Zuavi invece dei Bersaglieri. Lui si lascia intervistare da tutti, e spiega che i Bersaglieri erano stati commemorati cinque minuti prima da chi di dovere, e che lui ha solo voluto aggiungere, come usano fare i militari, un "riconoscimento" ai nemici sconfitti. Spiega poi, e su questo ha certamente ragione, che i militari queste cose le fanno spesso, che i militari di solito non portano rancore, e per cultura e tradizione, finita una guerra, si torna a rispettare l'ex nemico che ormai nemico non è più. Beh, se le cose stanno così, il generale ha ragione da vendere. Forse è la nostra cultura che ormai prende in giro un militare qualsiasi cosa faccia.

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Brilla la "stella" di Rai Uno (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 24 Set 2008 Edizione 201 del 24-09-2008 "L'isola dei Famosi" rischia di affondare: cala al 18,66% di share. Canale 5 col filmissimo "Il codice Da Vinci" si ferma al 21,72% Brilla la "stella" di Rai Uno di Alessandra Palma Ancora una serata vincente per Rai Uno che si affida alla fiction per portare a casa il risultato in prima serata: la seconda puntata della miniserie "La stella della porta accanto" sbaraglia la concorrenza e si impone con un ascolto medio di 6.408.000 telespettatori, pari al 24,21% di share. La fiction, prodotta dalla Titanus, rilancia come protagonista Bianca Guaccero, nei panni di un addestratrice di cani che si innamora di un giovane console (Giorgio Lupano) rimasto vedovo: la storia è di quelle tagliate su misura sul pubblico di Rai Uno, e difatti a seguire la fiction sono soprattutto le donne (27,98% di share) e i telespettatori di età superiore ai 55 anni, con gli over 65 che viaggiano su una media del 36,20%; buoni risultati, però, anche nel pubblico dei più piccoli con i ragazzi tra gli 8 e i 14 anni che toccano il 24,37% di share. Secondo appuntamento con "L'isola dei famosi" su Rai Due, che conferma le difficoltà già emerse al debutto: il reality della Ventura scende ancora e arriva a una media ascolti di 3.863.000 telespettatori, pari a un impietoso 18,66% di share, che rimane costantemente sotto i 5 milioni, ad eccezione dei minuti in cui verso le ore 23 e 05 Giuseppe Lago (l'ex tronista di "Uomini e donne") annuncia di volersi ritirare e, zaino in spalla, si allontana dalla "selva oscura". Tiepidi gli ascolti di Ventura & Co. anche sul target commerciale dei 25-54enni che arrivano al 20,63% di share, mentre i 45-54enni si portano al 21,83%. Serata di supercinema per Canale 5 che lascia passare un po' troppo tempo dall'uscita nelle sale per trasmettere "Il codice Da Vinci", ma riesce comunque a incassare un ascolto medio di 4.686.000 telespettatori, pari al 21,72% di share, raccolto principalmente tra i telespettatori giovani interessati al mistero del Santo Graal: a seguire il film tratto dal best seller omonimo e interpretato da Tom Hanks è soprattutto il pubblico dei 15-24enni che raggiunge il 33,04% di share, seguito a ruota dagli adulti 25-34enni che si attestano sul 27,98%. In seconda serata, Chicco Mentana tenta di sfruttare la coda di interesse suscitata dal film e confeziona una puntata di "Matrix", tutta incentrata sull'Opus Dei e i presunti misteri legati a "L'ultima cena" di Leonardo: il colpo però non riesce e Mentana deve accontentarsi di un ascolto medio di 1.012.000 telespettatori, pari al 18,41% di share. Non va bene neanche a Bruno Vespa che decide di rimanere sull'attualità e si occupa del caso Alitalia nella prima parte della trasmissione e del sistema scuola nella seconda: in studio anche Fabio Berti (Presidente Anpac) e il ministro Gelmini che dibattono davanti a una platea di 1.478.000 telespettatori, pari al 15,73% di share. Non decolla su Italia 1 la serata Doc. In prime time appuntamento con la quarta season di "Grey's anatomy" che al primo episodio segna una media di 2.589.000 telespettatori, pari al 9,23% di share, mentre al secondo sale al 10,29%.

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Forza Ali Taglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Mer, 24 Set 2008 Edizione 201 del 24-09-2008 PERCHE' DA LIBERALI AUSPICHIAMO IL FALLIMENTO Forza Ali Taglia di Carlo Lottieri E' difficile che l'ipotesi di un'ingloriosa conclusione della parabola di Alitalia possa materializzarsi davvero. Nonostante il rigetto dell'offerta di Air France e, nei giorni scorsi, la rottura delle trattative tra la Cai di Roberto Colaninno e i sindacati dei piloti, molti continuano a ritenere che alla fine (magari in extremis) ad un'intesa si arriverà comunque. Silvio Berlusconi si è troppo esposto per poter accettare una completa chiusura di quella che fu la compagnia di bandiera: specie dopo aver profuso tanta inutile retorica sulla necessità di avere un vettore "tutto italiano". In realtà, chi ha a cuore l'interesse di consumatori e contribuenti deve in cuor suo tifare per la fine di ogni trattativa. Seppellire una volta per tutte la compagnia di bandiera porterebbe molto più benefici che svantaggi e aprirebbe ad una situazione di straordinario interesse. In primo luogo, è bene che in Italia si affermi l'idea che un'azienda malgestita come Alitalia alla fine chiuda, e che almeno alcuni tra quanti hanno contribuito al disastro siano chiamati a pagare un prezzo. L'azienda avrebbe dovuto portare i libri in tribunale molti anni fa, ma insomma ? come si suol dire ? è sempre meglio tardi che mai. Non esiste mercato se vi sono soggetti che non falliscono qualunque cosa facciano e in qualunque modo lavorino. Il fallimento di Alitalia sarebbe un segnale importante, ad esempio, per le varie "Alitalia" prossime venture: a partire dalle Ferrovie dello Stato. Per giunta, chiudere Alitalia senza che qualcuno si sostituisca ad essa e si appropri della "polpa" (come nel piano Fenice delineato da Intesa SanPaolo) significa liberare i permessi di volo oggi detenuti dalla compagnia pubblica e, più in generale, mettere ogni società sullo stesso livello. Anche se certamente più liberalizzato di quello francese o tedesco, il sistema del trasporto aereo italiano in questi anni ha pagato il prezzo di un incumbent "più uguale degli altri", in grado di ottenere favori dal legislatore, dalle agenzie nazionali, dagli enti locali. Dopo la liberalizzazione europea avviata nel 1997 e in vista dell'entrata in vigore dell'accordo Open Sky (che partirà il prossimo aprile), affrancare l'Italia dall'ex monopolista farebbe del nostro un mercato molto appetibile e anche assai aperto. Con l'uscita di scena Alitalia, si assisterebbe all'arrivo di tutti i maggiori soggetti del trasporto aereo, alla nascita di nuove realtà e allo sviluppo di quelle già presenti. La concorrenza si farebbe davvero intensa, a vantaggio di chi deve viaggiare. Qualcuno sostiene che il fallimento delle trattative su Alitalia potrebbe costare molto caro alla collettività in termini di ammortizzatori sociali, ma non è necessariamente vero. Nei giorni scorsi il Ministro Maurizio Sacconi ha detto più volte che se non arriva in porto la proposta di Cai a quel punto saltano anche i sostegni che erano stati predisposti. Per giunta, è evidente che il comportamento dei sindacati ha manifestato la persuasione (non infondata) che i lavoratori attuali siano in qualche modo indispensabili. Anche dopo la fine di Alitalia, chi vorrà far volare gli aerei nel nostro Paese dovrà comunque rivolgersi ai piloti e agli altri tecnici, dato che si tratta di professionalità che non si possono inventare da un momento all'altro. Predisporre quindi ammortizzatori di limitata entità e di breve durata, che pesino poco sui contribuenti, sembra una scelta del tutto ragionevole. Il fallimento delle trattative su Alitalia sarebbe infine la sconfessione di ogni ipotesi ? tanto celebrata in queste settimane ? di un ritorno a politiche keynesiane, basate su stretti intrecci tra interessi privati (la cordata dei sedici imprenditori) e soldi pubblici. Sarebbe la dimostrazione che uno Stato che negli ultimi nove anni ha prodotto, con Alitalia, perdite per 3,3 miliardi di euro non solo non è in condizione di "rinazionalizzarla", ma neppure ha la possibilità di rimettere in piedi un soggetto industriale totalmente inaffidabile: cannibalizzato dalle categorie e vittima di un management politicizzato rivelatosi disastroso. Mentre a Washington lo statalismo di Henry Paulson e Ben Bernanke rilanciano l'interventismo quale farmaco per i guasti che l'interventismo stesso ha causato, con l'eventuale fallimento di Alitalia da Roma partirebbe un segnale di segno opposto, volto ad affermare che la realtà del mercato non è violentabile impunemente. Alla fine c'è sempre un redde rationem e, a quel punto,la necessità di voltare pagina.

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PIANO ALITALIA CON LA CAI E LUFTHANSA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni: riparta la trattativa Piano Alitalia con la Cai e Lufthansa Giornata di contatti, proposte e mediazioni ieri per il salvataggio di Alitalia. Vertice a Palazzo Chigi con Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e i ministri Sacconi e Matteoli cui ha fatto seguito un incontro con il capo della cordata Cai, Colaninno: gli imprenditori italiani sono alla finestra, il Piano Fenice non si tocca, la cordata non si scioglie. Il leader del Pd, Veltroni, ha scritto una lettera al premier con tre proposte: la Cai deve fare un passo avanti; riprendere le trattative con i partner esteri; siglare un'intesa con i sindacati. Avanza l'ipotesi di Lufthansa in Cai con quota di minoranza. Berlusconi è sicuro: l'Italia deve avere e avrà una compagnia di bandiera. FRANZESE E SANTONASTASO PAGG. 2, 3.

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Veltroni al premier: <Tre mosse per Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni al premier: "Tre mosse per Alitalia" Il salvataggio Il leader Pd invoca un'apertura ai sindacati e contatti con gli stranieri. La linea del governo non cambia. Berlusconi: "Serve una compagnia di bandiera". Cai prende tempo ROMA. Il fallimento di Alitalia si avvicina e il presidente del Pd, Walter Veltroni, scrive a Silvio Berlusconi: la Cai "faccia un passo avanti verso le posizioni dei sindacati", si riprendano contatti con compagnie estere e il commissario arrivi a un'intesa con i sindacati. "Ovvietà", risponde il ministro Maurizio Sacconi. La linea del governo non cambia. E lo stesso dice Roberto Colaninno, ieri a Palazzo Chigi, per la Cai. Ma il premier apre uno spiraglio: "L'Italia deve avere una compagnia di bandiera e così sarà". LOMBARDI e un commento di FRANCESCO FERRARI >> 2 e 19 24/09/2008.

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È presto per promuovere il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

“È presto per promuovere il governo” L'OPINIONE Mercoledì 24 Settembre 08 Se l'esito delle elezioni politiche era scontato per la buona parte degli addetti ai lavori del mondo politico, era assolutamente imprevedibile il boom di consensi ottenuti dal governo nei primi mesi di lavoro.La domanda che riecheggiava - e riecheggia, visti i trascorsi non certo idilliaci dei precedenti Esecutivi - è quanto duratura potrà essere "la luna di miele" tra Berlusconi e l'elettorato. Ma, soprattutto, che tipo di reazioni avrebbe avuto il Paese dinanzi ai primi provvedimenti di una stagione difficile che lo stesso premier, accortamente, annunciò essere contrassegnata da sacrifici. L'esito elettorale univoco, conquistato dall'accoppiata Pdl-Lega (e marginalmente Mpa) è maturato più in un clima di esasperazione e delusione collettiva generato dal governo Prodi, con il complice incremento di fobie alimentate e gestite saggiamente dall'allora opposizione -, ma decisamente meno sulla reale conoscenza e consapevolezza da parte degli elettori sulla natura delle riforme che quella maggioranza avrebbe portato avanti in caso di vittoria.Tale situazione rappresentava e rappresenta a tutt'oggi una grande incognita per il futuro. I dati dei sondaggi, quelli governativi e finanche quelli di opposizione, segnalano un forte e consistente gradimento dell'azione governativa. Ma quanto questo sia stabile e duraturo non è dato saperlo. L'incognita sopraccitata ne rappresenta una discriminante importante. L'azione riformatrice del governo è pressoché in stand by, bloccata ieri dalla questione rifiuti e oggi dalla vicenda Alitalia. Non è certo ipotizzabile, né auspicabile, che questa situazione di stallo si protragga oltremodo.Delle riforme strutturali annunciate - che costituiranno il vero banco di prova per il gradimento dell'azione di governo nessuna, ovviamente anche in virtù dei tempi necessari, è ancora andata in porto o ha spiegato in pieno i suoi effetti. La grande riforma istituzionale ancora è in fase di concepimento, pur potendo contare su accordi di massima con le opposizioni, riscontrati anche nella scorsa legislatura. I provvedimenti in materia di riordino del sistema giudiziario (cosa diversa dal lodo Alfano) sono pressoché dei pour parler. L'innovativa manovra finanziaria su base triennale, non può essere ancora correttamente giudicata nel suo complesso e per i suoi effetti, impercettibili dai cittadini.Il giudizio positivo sull'operato del governo, sembra essere quindi dovuto più ad una importante e non banale capacità comunicativa dello stesso premier, e alle numerose circolari ministeriali ad effetto, piuttosto che ad una incisiva azione riformatrice. Solo l'entrata a pieno regime dei primi reali provvedimenti, quali quello in materia d'istruzione del ministro Gelmini - molto discusso e l'approvazione del federalismo fiscale, potranno segnalarci la vera ed effettiva sintonia tra l'azione del governo Berlusconi e il paese. In particolare, il provvedimento fiscale, una volta approvato definitivamente, dovrà convincere in profondità e fare i conti con un elettorato meridionale, che sebbene si sia pronunciato - e sembra ancora orientato - in favore del centrodestra, non potrà certo accogliere benevolmente un provvedimento fortemente penalizzante nei suoi confronti. La mobilità elettorale presente nel Mezzogiorno non è cosa da poco, se si pensa che è l'unica area geografica del paese che ha dimostrato, nel corso dell'ultimo ventennio, di avere comportamenti marcatamente opposti di volta in volta. La durata della cosiddetta "luna di miele" dipende anche, e soprattutto, da questo. Ma se sarà realmente un matrimonio duraturo, solo l'arduo e necessario banco di prova delle riforme potrà darci risposte concrete. Nicola Carnovale.

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Madri denunciano furti in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I ragazzini rubavano soldi e suppellettili nelle loro abitazioni per poi rivenderli e così comprarsi gli stupefacenti. Perquisite le abitazioni di tre minorenni. La mamma di una 15enne ha fatto partire l'inchiesta

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Cronaca SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa TREVISO Madri denunciano furti in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti I ragazzini rubavano soldi e suppellettili nelle loro abitazioni per poi rivenderli e così comprarsi gli stupefacenti. Perquisite le abitazioni di tre minorenni. La mamma di una 15enne ha fatto partire l'inchiesta Treviso, 24 settembre 2008 - La Squadra Mobile della Polizia di Treviso, dall'alba di stamani, sta esguendo una serie di perquisizioni nell'ambito di una delicata indagine che riguarda il traffico di droga nelle scuole. Nel blitz coinvolti anche minorenni: tre abitazioni di questi sono state perquisite. A dare avvio alle indagini la scomparsa di denaro denunciata da una madre che poi la Polizia ha ricondotto ai prelievi abusivi fatti dalla figlia, di soli quindici anni, che con quei soldi si pagava droga e feste in locali da ballo. Individuati altri furti in famiglie trevigiane dove i figli facevano sparire monili per poi rivenerli. Lo spaccio, che avveniva oltrechè nelle discoteche anche nelle scuole, constava in cocina e altre sostanze: tra queste anche la chetamina, medicinale utilizzato in veterinaria. VIBO VALENTIA Sorvegliato speciale aggredisce madre e figlia, grave la tredicenne Commenti Invia commento Segnala ad un amico 24/09/2008 10:12 Giuseppe Io mi domando cosa aspetta il governo a fare una legge che permetta di mettere in galera per almeno 20 anni anche il più piccolo degli spacciatori ed obblighi tutti i senza cervello pieni di droga a ricoverarsi, a loro spese beninteso, in qualche struttura di recupero????? 24/09/2008 12:14 psilocybe Io,invece,caro Giuseppe,rinchiuderei te e tutti quelli che la pensano come te,visto che la droga è una soluzione non la causa del problema. Fino a che si credera di sconfiggere la droga ,proibendola o criminalizzandola non si risolverà il vero problema....un vero problema è il disagio sociale,disagio sociale provocato dal mondo dove tutti noi viviamo, 24/09/2008 12:14 PSILOCYBE provocato da questo mondo soprattutto in Italia dove l'unica cultura accettata è quella dei fighetti perbenisti,dove se ti fumi una canna sei un tossicodipendente,dove se ti fanno schifo le discoteche e la truzza musica House o disco non hai posti dove andare,dove se ti vuoi Ritrovare con degli amici che condividono le tue stesse passioni devi chiedere l'aurorizzazione al maresciallo altrimenti se ti beccano vai in carcere perchè sei un creminale organizzatore di RAVE. Secondo me l'unica soluzione possibile è la REGOLAMENTAZIONE. Ed il tuo Governo(tanto lo so che hai votato il cavaliere si capisce da quello che scrivi)caro Giuseppe,mi sembra orientato verso una clima di ottusa oppressione ed in questo modo le cose non potranno 24/09/2008 12:47 psilocybe che peggiorare!! Perchè i giovani questo mondo che voi(ultima generezione amministrativa)avete creato non lo accettano,perchè è un mondo sensa valori senza speranze,fatto da manichini di plastica che diffondono slogan di plastica!!!Se manifesi non risolvi niente,se stai zitto ti logori lo stomaco e allora qual'è la soluzione?Paradisi artificiali,ma anche in quel modo vincono loro,ma io non mi arrendo e continuero a lottare sperando che qualcosa cambiera....21-12-2012 24/09/2008 13:05 BARBARA Carissimo Psilocybe, sono una mamma giovane e moderna, aperta al dialogo e ai giovani, ma vorrei ricordarti che la droga non è e non sarà MAI una soluzione. E'veramente triste leggere che qualcuno pensa di trovare soluzioni ai propri problemi con gli stupefacenti.Il governo dovrebbe veramente adottare pene e misure severissime per gli spacciatori, grandi o piccoli che siano. Di droga spesso si muore e chi la assume il più delle volte vegeta, ma non vive. Sono presenti 5 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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E' ora di fare pulizia dic erti brutti ceffi da[...] Vietato drogarsi in pubblico Multe ai trasgressori12:50:53 - Ottima l'idea della Moratti. Non risolverà il problema droga, lo si capisce, ma darà un pò di decoro[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"12:47:00 - che peggiorare!! Perchè i giovani questo mondo che voi(ultima generezione amministrativa)avete creat[...] Madri denunciano furti in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti12:42:29 - x quelli sotto: fumo da 20 anni erba di produzione propia e non ho mai fatto incidenti.. fatevi un p[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Ritrovati i bagagli dei turisti rapiti dubbi sull'identità dei sequestratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Seguendo le orme del gruppo turistico nella zona desertica presso il confine con il Sudan - ha affermato fonti della sicurezza - una squadra ha trovato 5 valigie ". La stampa araba si divide circa la nazionalità dei responsabili

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Esteri SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ANGOSCIA PER GLI ITALIANI SEQUESTRATI IN EGITTO Ritrovati i bagagli dei turisti rapiti dubbi sull'identità dei sequestratori "Seguendo le orme del gruppo turistico nella zona desertica presso il confine con il Sudan - ha affermato fonti della sicurezza - una squadra ha trovato 5 valigie ". La stampa araba si divide circa la nazionalità dei responsabili Il Cairo, 24 settembre 2008 - Cinque valige contenti "indumenti e effetti personali dei turisti occidentali" sarebbero stati travati nella zona dove sono stati rapiti venerdi scorso 11 turisti, tra i quali 5 italiani che in compagna di 8 egiziani stavano facendo un safari nel deserto egiziano presso il confine con il Sudan e la Libia. A rivelarlo stamane è il quotidiano egiziano al Masry al Youm che cita fonti della sicurezza egiziana nel governatorato di al Wadi al Jadid dove è avvenuto il sequestro. "Seguendo le orme del gruppo turistico nella zona desertica presso il confine con il Sudan - hanno affermato le fonti - una squadre di sicurezza ha trovato 5 valigie disperse sul terreno in un raggio di 500 metri". "Le valigie - precisa il quotidiano locale - contenevano indumenti e effetti personali dei turisti stranieri". Si rincorrono le notizie sulla stampa araba di questa mattina circa l'identità e la nazionalità dei sequestratori del gruppo di 11 turisti stranieri (tra cui cinque italiani) e otto cittadini egiziani rapiti venerdì scorso nel sud dell'Egitto. Fonti bene informate della sicurezza del Cairo hanno rivelato al giornale arabo 'al-Hayat' che i rapitori sarebbero originari di Gibuti. Il giornale conferma che il covo in cui vengono tenuti gli ostaggi sarebbe stato localizzato nel territorio sudanese, a circa 25 chilometri dal confine con l'Egitto. Diverse invece sono le notizie riportate dal quotidiano concorrente, 'al-Sharq al-Awsat', secondo il quale per le autorità sudanesi i sequestratori sarebbero egiziani, mentre per il Cairo la banda di rapitori sarebbe composta da quattro elementi: un ciadiano e tre sudanesi. I sequestratori avrebbero permesso agli ostaggi di parlare telefonicamente con i loro familiari "per tranquillizzarli". E' quanto rivela stamane il quotidiano panarabo al Sharq al Awsat che cita fonti egiziane che avrebbero parlato con una persona chiamata Rajab Safari, presentato come "un familiare di uno dei sequestratori". Secondo il foglio arabo edito a Londra, le conversazioni telefoniche sarebbero avvenute ieri. Tra le 19 persone sequestrate, 5 sono italiane. Lo stesso quotidiano rivela da altre fonti egiziane sostengono che "tre dei sequestratori sono sudanesi ed uno è un cittadino del Ciad". Localizzato il gruppo dei rapiti - LA SCHEDA La suggestiva 'Gola delle acacie' - Stranieri nel mirinoGli italiani sequestrati e l'attesa dei familiariGuarda la videonewsAndresti in vacanza in un paese a rischio? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (93 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (57 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (48 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (41 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (35 commenti) 13:16:03 - Quali sono secondo Fo le alternative da offrire ai nostri giovani che non siano frutto di una societ[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"13:05:45 - Carissimo Psilocybe, sono una mamma giovane e moderna, aperta al dialogo e ai giovani, ma vorrei ric[...] Madri denunciano furti in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti12:57:26 - Questo è il livello dell'attuale intellighenzia di sinistra con la puzza sotto il naso, ricca e vizi[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"12:54:52 - Ha fatto più che bene il Sindaco Letizia Moratti!!!! 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Wonder è tornato La meraviglia soul (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Lo spettacolo offerto l’altra sera dal grande Stevie al popolo della Lanxess Arena è di quelli che lasciano il segno. Avrà modo di accorgersene pure il pubblico del DatchForum di Milano

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George Clooney torna a E.R (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Sembra che l'attore sia pronto a indossare di nuovo il camice del dottor Doug Ross in un cameo per l'ultima stagione del celebre telefilm. Dovrebbe tornare in scena insieme a Julianna Marguilles, l'infermiera Carol Hathaway

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I produttori della serie hanno annunciato di essere in avanzate trattative con Clooney per farlo tornare al County General Hospital di Chicago, il pronto soccorso piu' amato del piccolo schermo. E.R., in onda sulla Nbc dal 1994 (in Italia e' trasmesso su Rai Due), si concludera' il prossimo anno dopo quindici stagioni. Per il gran finale Clooney, che aveva dato l'addio al telefilm nel 1998, dovrebbe tornare in scena insieme a Julianna Marguilles, ovvero l'infermiera Carol Hathaway della serie. Oltre all'attore e regista di 48 anni, premio Oscar come non protagonista per Syriana, hanno fatto sapere che torneranno sul set di E.R. anche Noah Wyle, il Dottor John Carter e Anthony Edwards, - quest'ultimo soltanto in un flashback perche' il suo personaggio, il dottor Mark Greene, era morto al termine dell'ottava stagione. MULTIMEDIA Il più affascinante di Hollywood Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (93 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (57 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (48 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (41 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (35 commenti) 13:16:03 - Quali sono secondo Fo le alternative da offrire ai nostri giovani che non siano frutto di una societ[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"13:05:45 - Carissimo Psilocybe, sono una mamma giovane e moderna, aperta al dialogo e ai giovani, ma vorrei ric[...] Madri denunciano furti in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti12:57:26 - Questo è il livello dell'attuale intellighenzia di sinistra con la puzza sotto il naso, ricca e vizi[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"12:54:52 - Ha fatto più che bene il Sindaco Letizia Moratti!!!! 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Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Veltroni "grande elettore" degli immigrati e Fini apre (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Walter fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (48) Ultime discussioni Alberto Taliani: Un pilota Alitalia scrive via mail: Ecco un estratto della normativa europea dove viene trattato... Alberto Taliani: per Mulas: lei può citare tutti gli articoli di Repubblica che vuole, se per lei è la... mulas: A mente fresca, voglio far capire al signor Mario D'Alfonso, quale è il mio pensiero... Salvatore: Voto solo dietro cittadinaza acquisita dopo 10 anni di permanenza, lavoro dimostrato e continuo,... davide: onestamente sappiamo che alitalia dovrebbe portare i libri in tribunale. Il 4 mercato aereo d'europa... 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La guerra (in)civile degli psico-comici della politica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (48) Ultime discussioni Alberto Taliani: Un pilota Alitalia scrive via mail: Ecco un estratto della normativa europea dove viene trattato... Alberto Taliani: per Mulas: lei può citare tutti gli articoli di Repubblica che vuole, se per lei è la... mulas: A mente fresca, voglio far capire al signor Mario D'Alfonso, quale è il mio pensiero... Salvatore: Voto solo dietro cittadinaza acquisita dopo 10 anni di permanenza, lavoro dimostrato e continuo,... davide: onestamente sappiamo che alitalia dovrebbe portare i libri in tribunale. Il 4 mercato aereo d'europa... 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Girotondo attorno a Walter (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (48) Ultime discussioni Alberto Taliani: Un pilota Alitalia scrive via mail: Ecco un estratto della normativa europea dove viene trattato... Alberto Taliani: per Mulas: lei può citare tutti gli articoli di Repubblica che vuole, se per lei è la... mulas: A mente fresca, voglio far capire al signor Mario D'Alfonso, quale è il mio pensiero... Salvatore: Voto solo dietro cittadinaza acquisita dopo 10 anni di permanenza, lavoro dimostrato e continuo,... davide: onestamente sappiamo che alitalia dovrebbe portare i libri in tribunale. Il 4 mercato aereo d'europa... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Alitalia, Berlusconi attacca Veltroni A Palazzo Chigi i sindacati, poi la Cai Clandestini, naufragio a Malta: è strage Almeno 35 le vittimeCastelvolturno, Maroni: "Questa è guerra civile" Gomorra rappresenterà cinema italiano agli OscarPreso l'avvocato dei Lo Piccolo: legami col calcioEgitto, trovati nel deserto i bagagli dei sequestratiEnergia nucleare, la Corea del Nord rilancia la sfida a tutto il mondoObama vola, McCain sotto di 9 puntiIndagine: per cinque ragazzi su dieci la contraccezione spetta alle ragazzeSingapore, il primo Gp che si corre by night Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille September 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (3) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. 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Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (48) Ultime discussioni Alberto Taliani: Un pilota Alitalia scrive via mail: Ecco un estratto della normativa europea dove viene trattato... Alberto Taliani: per Mulas: lei può citare tutti gli articoli di Repubblica che vuole, se per lei è la... mulas: A mente fresca, voglio far capire al signor Mario D'Alfonso, quale è il mio pensiero... Salvatore: Voto solo dietro cittadinaza acquisita dopo 10 anni di permanenza, lavoro dimostrato e continuo,... davide: onestamente sappiamo che alitalia dovrebbe portare i libri in tribunale. Il 4 mercato aereo d'europa... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? - 1 Emails Tonino rispedisce Veltroni sul bus... contrordine compagni - 1 Emails Ultime News Alitalia, Berlusconi attacca Veltroni A Palazzo Chigi i sindacati, poi la Cai Clandestini, naufragio a Malta: è strage Almeno 35 le vittimeCastelvolturno, Maroni: "Questa è guerra civile" Gomorra rappresenterà cinema italiano agli OscarPreso l'avvocato dei Lo Piccolo: legami col calcioEgitto, trovati nel deserto i bagagli dei sequestratiEnergia nucleare, la Corea del Nord rilancia la sfida a tutto il mondoObama vola, McCain sotto di 9 puntiIndagine: per cinque ragazzi su dieci la contraccezione spetta alle ragazzeSingapore, il primo Gp che si corre by night Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille September 2008 M T W T F S S " Jul 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (3) July 2008 (4) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Alitalia, abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. 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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (48) Ultime discussioni Alberto Taliani: Un pilota Alitalia scrive via mail: Ecco un estratto della normativa europea dove viene trattato... Alberto Taliani: per Mulas: lei può citare tutti gli articoli di Repubblica che vuole, se per lei è la... mulas: A mente fresca, voglio far capire al signor Mario D'Alfonso, quale è il mio pensiero... Salvatore: Voto solo dietro cittadinaza acquisita dopo 10 anni di permanenza, lavoro dimostrato e continuo,... davide: onestamente sappiamo che alitalia dovrebbe portare i libri in tribunale. Il 4 mercato aereo d'europa... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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"Il debito di Alitalia schiaccia Caselle" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

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RYANAIR E EASYJET Documento Il credito è arrivato a sei milioni Montagnese: possibile lieve calo passeggeri "Pronti a intervenire" Chiuderà la Sala Vip Anche Air One non paga "Il debito di Alitalia schiaccia Caselle" ANGELO CONTI Si allarga il vuoto di cassa della Sagat. Ieri il CdA ha dato mandato all'amministratore delegato di esperire azioni contro Alitalia per recuperare 6 milioni di euro, mentre il debito cresce - ogni giorno - di altri 25.000 euro. L'a.d. Marinò comincerà probabilmente con il negare i "servizi non essenziali" cioè l'uso della prestigiosa Sala Vip "Freccia Alata" e l'utilizzo dei finger per lo sbarco (costringendo così i passeggeri a ripiegare sui pullman), ma il Consiglio gli ha dato mandato - se sarà il caso - di procedere sino al pignoramento degli aeromobili ed alla richiesta all'Enac di fermare la compagnia sanguisuga. Mentre preoccupa anche la crescita del debito di Air One che è in rosso con Sagat per 4 milioni di euro. Il presidente Sagat Maurizio Montagnese è stato lapidario: "Il Consiglio ha espresso fortissima preoccupazione per l'indebitamento con Alitalia che potrà avere un forte impatto sia sul breve e sia sul medio termine. E' possibile anche una lieve diminuzione dei passeggeri a cui ovvieremo con la base low-cost che resta fra gli obiettivi prioritari del piano industriale" Intanto, a tre giorni dal possibile grounding, cioè dalla messa a terra della flotta Alitalia, la situazione dei voli comincia a farsi pesante. La compagnia di bandiera ormai viaggia con aerei mezzi vuoti: nessuno rischia di prenotare e pagare voli che potrebbero non partire mai, mentre le allarmistiche dichiarazioni del comandante Berti hanno aggiunto anche un po' di paura. Air One, dal canto suo, sta spostando alcuni aerei a grande capacità (come i 737 ed i 320) sulle rotte verso Milano ed impiega su quelle da Napoli a Torino soprattutto i piccoli Cr9, fra l'altro facendo overbooking, cioè vendendo più biglietti dei posti disponibili. C'è allarme, soprattutto fra chi viaggia per lavoro. L'Associazione Fly Torino, che rappresenta gli utilizzatori dello scalo di Caselle, ha lanciato un appello contro i rischi di una ridotta mobilità dell'intera città: "Nel prossimo futuro - spiega il presidente Valentino Magazzù - diverse centinaia di torinesi ogni giorno potrebbero trovarsi a scegliere il treno, oppure a partire da Malpensa. Un evidente freno a mano per l'attività industriale e per il turismo della nostra città". Una soluzione è pronta. Viene dall'apertura della base low-cost di Blu Express, il cui patron, Franco Pecci, è pronto a garantire da subito un congruo numero di voli nazionali ed anche alcuni internazionali. Ma pretende che la trattativa sia chiusa subito, entro domenica, altrimenti gli aerei dal muso blu andranno ad operare da un'altra parte. Il pacchetto di 7 destinazioni (Roma, Napoli, Bari, Lamezia, Palermo, Parigi e Madrid) costerebbe ad enti ed aeroporto circa 10 milioni di euro all'anno. Ma su questa cifra la trattativa è accesa. Anche perchè, in questi ultimi giorni, c'è stato un colpo di scena. Le due maggior compagnie low-cost del mondo, Ryanair ed EasyJet, attratte dal mercato che aprirebbe il ritiro di Alitalia, hanno improvvisamente mostrato la loro disponibilità ad operare da Caselle. Ryanair sarebbe pronta ad un impegno decisamente articolato, mentre EasyJet si sarebbe al momento limitata a indicare un paio di rotte. www.lastampa.it/conti.

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La Dc congela l'appoggio a Borea (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

[FIRMA]GIANNI MICALETTO SANREMO Congelato. Al sindaco Claudio Borea non restava che il brivido della ghiacciaia per dire di avere provato tutto (o quasi) da quando (giugno 2004) si è insediato nella stanza dei bottoni di Palazzo Bellevue. Ci ha pensato la Dc per le Autonomie a regalargli questa nuova "emozione", sospendendogli l'appoggio. E' la conseguenza della bufera su Sanremo Promotion scatenata dalla stessa DcA, che ha chiesto la testa del presidente Maurizio Caridi (Pd) per avviare un immediato processo di ristrutturazione della società. Un diktat che, l'altra notte, ha lasciato il segno in Consiglio comunale, fra attacchi (durissimo quello dell'ex diessino Bruno Barbaro contro il leader dei neodemocristiani Gianni Rodà, ex croupier del casinò), retroscena e scambi d'accuse su trascorse manovre politiche. Ora, formalmente, Borea non ha più la maggioranza. "Abbiamo fatto un patto amministrativo con il sindaco, e in questo contesto s'inquadrano le nostre richieste per Sanremo Promotion. Venendo meno le condizioni, congeliamo il nostro sostegno all'Amministrazione, in attesa che questa e altre pratiche ripartano", ha sentenziato Massimo Saviozzi, abbandonando poi l'aula. "Se questi sono i metodi, non siamo più disposti a far parte della maggioranza", gli ha risposto a distanza Leandro Faraldi (Pd), difendendo Caridi. "Un conto è criticare o dialogare, un altro è puntare una pistola contro dicendo "prendere o lasciare"", ha aggiunto il compagno di cordata Beppe Monticone. Così il sindaco si ritrova tra due fuochi. Come ne uscirà? "Condivido l'esigenza di ripensare e rilanciare Sanremo Promotion - dice - ma alcune affermazioni di Saviozzi sono inaccettabili. Se non avremo più i numeri ne trarremo le conseguenze. Mi auguro che non sia così, perché il Consiglio deve affrontare pratiche importanti come le convenzioni con Rai e Ucflor e sarebbe da irresponsabili affidare la città a un commissario prefettizio. Questi episodi mi spingono a dubitare sulla mia ricandidatura". C'è anche un aspetto affettivo che turba Borea: il fratello Riccardo finito in "ostaggio" alla DcA con l'accordo che l'ha rimesso in sella quindici mesi fa. "Vale anche per lui quanto detto da Saviozzi?", ha chiesto il presidente Bruno Marra, ex della maggioranza, mettendo il dito nella piaga. Un imbarazzo sottolineato anche da altri, a cominciare dal forzista Giuseppe Di Meco: "Può accadere qualsiasi cosa quando si mettono in campo anche gli affetti". Riccardo Borea non solo è rimasto in aula, ma ha pure votato a favore dell'emendamento presentato dall'ex sindaco Leo Pippione per tagliare di quasi 200 mila euro i fondi richiesti da Sanremo Promotion per il piano 2008. "E' un po' come l'Alitalia, con la differenza che ha tre mesi di vita anziché una settimana", è il pensiero di Pippione (si riferisce alla convenzione che scade a fine anno), che bolla come "operazione retrò" il restyling preteso dalla DcA (dentro albergatori, commercianti, casinò, società sportive, con una connotazione solo cittadina), suggerendo invece di dare alla società un respiro più ampio stile "Riviera Promotion". E avvertendo: "Attenti a chi dice che la politica deve fare un passo indietro: di solito è perché vuole andare avanti lui". Infine sparge veleno: "Non è un contenitore per dare del lavoro a qualcuno, parenti o amici". E Barbaro, uscito dalla maggioranza quando il sindaco ha imbarcato la DcA, va giù ancora più pesante: "Si chiedono assunzioni e interventi sul sito. Un anno fa Borea ha fatto un accordo politico-amministrativo con un gruppo il cui leader (Gianni Rodà, ndr) è stato condannato con sentenza passata in giudicato per furto contro il patrimonio pubblico. Oggi non venga a dire che l'ha fatto per il bene della città: gli è servito per restare attaccato alla poltrona. La Sanremo Promotion non è di Saviozzi e Rodà: questo è un accordo di potere che sta giocando sulla pelle della città". "Noto che spuntano come funghi i moralizzatori - replica Saviozzi -. Ma noi siamo gli stessi che Barbaro cercava di convincere a entrare in maggioranza prima di allora (cita l'incontro in un bar di via Gaudio, ndr). E' lui ad essere cambiato. Se ha notizie di reato, e ciò vale anche per Pippione, vada pure in procura". Barbaro smentisce e contrattacca: "Saviozzi è votato alla menzogna. E non resterà congelato, tornerà presto al caldo...". Il centrodestra va a nozze. "E' un'indelebile sconfitta politica della maggioranza. Non so come faccia il sindaco, persona onesta, a continuare così", osserva Gianni Berrino (An). "Borea non ha più la maggioranza. E, soprattutto, non è più indipendente", aggiunge Gianni Rolando (Fi). "C'è un silenzio assordante su questo mercato delle vacche da parte dei sacerdoti e della sacerdotessa della moralità", chiosa Umberto Bellini (An), chiamando in causa soprattutto il gruppo Ivaldi-Cassini. Il sindaco, che appare stanco e provato, si difende dicendo che "Sanremo Promotion è un esempio al contrario di lottizzazione: i consulenti sono gli stessi che abbiamo trovato e la rivisitazione del sito Internet è stata affidata alla stessa persona che ha curato la campagna elettorale di Rolando". Ieri mattina si sono riuniti i capigruppo e su proposta del presidente Marra, quelli della minoranza si sono impegnati a permettere l'approvazione del piano in sospeso già nella seduta di venerdì. "Per consentire di pagare gli stipendi ai dipendenti", spiega Marra. "Condivido la posizione dei membri d'opposizione che offrono la loro "spalla" - fa sapere Sergio Tron, segretario cittadino dell'Udc - E invito i moderati della coalizione Borea a riflettere sulla loro posizione all'interno di una maggioranza che lottizza qualsiasi cosa".

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PRIMI PALETTI DELL'ANTITRUST: DEROGHE A TERMINE (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primi paletti dell'antitrust: deroghe a termine Finmeccanica ribadisce l'interesse per Atitech "Al Sud abbiamo già assunto molti lavoratori" NANDO SANTONASTASO La rotta è tracciata, per il commissario Augusto Fantozzi non ci sono equivoci o incertezze. Entro domani, come ha fatto sapere ieri sera con una nota, presenterà all'Enac la relazione sulla situazione finanziaria della società in base alla quale l'Ente dell'aviazione civile dovrà decidere se e quando sospendere la licenza provvisoria di volo. Nella relazione, spiega Fantozzi, si evidenzierà sia "la capacità finanziaria dei vettori del gruppo Alitalia di continuare l'attività operativa sino al 30 settembre, senza ripercussioni negative sull'esatto adempimento delle precsirizoni normative aeronautiche e sulla prestazione di un idoneo servizio alla clientela; sia lo scenario circa il prosieguo della gestione commissariale". Insomma, nessun problema per tenere in volo gli aeromobili fino a fine mese: ma dall'1 ottobre il futuro dell'attuale Alitalia sarà un grande, inquietante punto interrogativo. Intanto il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà (foto), ha chiesto che venga modificato il decreto legge varato dal governo in vista del piano di salvataggio per Alitalia. Le deroghe antitrust previste, ha spiegato durante l'audizione alle commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato, devono rappresentare un caso isolato e dev'essere quindi previsto un breve limite temporale "che pensiamo - ha spiegato - possa essere fissato al giugno 2009". L'Antitrust auspica "che la disposizione introdotta con il decreto in esame venga modificata in modo da costituire un caso isolato". L'occasione è rappresentata dall'avvio dell'iter di conversione in legge del decreto al Senato. In ogni caso, ha ribadito Catricalà, nonostante le deroghe previste per Alitalia, l'Autorità per la concorrenza mantiene comunque un potere di vigilanza ed intervento su eventuali conflitti di interesse, abusi di posizione dominante ed intese, e danni ai consumatori. Saranno perciò garantiti "guardia altissima e controlli severi". Sul fronte poi del rischio di conflitti di interesse, legati eventualmente ad interessi e partecipazioni nell'azionariato, Catricalà ritiene possibili anche interventi sulla governance per "una sterilizzazione di eventuali conflitti di ruolo". La nuova Alitalia, sottolinea, "sarà qualificabile come dominante sui mercati nei quali opererà, e sarà pienamente soggetta al divieto di abusare della propria posizione tanto a svantaggio dei concorrenti quanto a danno dei consumatori". In particolare per quanto riguarda la possibile concentrazione sulla rotta Roma-Milano, l'Autorità ha assicurato particolare attenzione "sulle condizioni per i viaggiatori perché la costituzione di un monopolio è di per sé un danno sociale". Nel frattempo Jet Republic, la nuovissima compagnia aerea privata dedicata al traffico aziendale che sarà operativa da lunedì prossimo (ha appena comprato 110 LearJet per 1,5 miliardi di dollari), offre un posto ai piloti di Alitalia. "Se i migliori del mondo saranno sul mercato noi assumeremo i migliori del mondo", dice l'ad Jonathan Breeze. Un'altra compagnia, Ryanair, ribadisce tutta la sua ostilità ad Alitalia appellandosi alla Commissione europea perché si lasci fallire "le compagnie inefficienti ed inquinanti come Alitalia ed Olympic Airways invece di permettere ai governi di sostenerle ininterrottamente con miliardi di euro di aiuti di Stato illegali". Sul fronte Atitech da registrare una conferma della disponiblità di Finmeccanica ad occuparsi dello stabilimento di Capodichino e dei suoi 750 lavoratori. Se il gruppo dovesse avere bisogno di manodopera al Sud, come è avvenuto in questi anni, non si tirerà indietro, spiega il numero uno della holding dell'aerospazio e difesa, Pier Francesco Guarguaglini. "Premetto - sottolinea Guarguaglini in un'intervista a Il Sole 24 Ore - che quando facciamo una operazione la portiamo a termine solo se è profittevole, in caso contrario non siamo interessati a fare nulla". "È chiaro che Alitalia in sè non ci interessa e non siamo mai stati in gara per entrare nel consorzio, mentre su Atitech il discorso è diverso. Negli ultimi tre anni, abbiamo assunto circa mille dipendenti al Sud, a dimostrazione del fatto che l'azienda ha bisogno di manodopera e quindi se avremo bisogno non ci tireremo indietro".

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SPUNTA ANCHE IL VENEZUELA: CHAVEZ SPONSOR (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

LE OFFERTE "Stanno continuando a pervenire manifestazioni di interesse da parte di soggetti italiani ed esteri relativamente a cespiti o rami di azienda". Lo ha scritto ieri in una nota il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi dopo l'avvenuta pubblicazione sul quotidiano britannico Financial Times e sui tre maggiori quotidiani italiani del bando di gara, già diffuso il giorno precedente sul sito web di Alitalia. Un avviso del tutto simile a quelli che abitualmente compaiono in queste occasioni sui giornali per la vendita di aziende di dimensioni ben più modeste o decisamente meno conosciute. E a molti anche questo è apparso un segno inequivocabile della profonda crisi della compagnia. Alle quattro offerte già rese note nei giorni scorsi (gli svizzeri di Ama, ItaliAirlines, Ies Mediterraneo e l'ipotetica cordata dei piloti autonomi) se n'è aggiunta una quinta. Quella della compagnia aerea venezuelana Aserca Airlines, sostenuta in prima persona dal presidente Hugo Chavez: la società rende noto di avere "intenzione di concorrere alla trattativa privata per la cessione di tutti o parte dei complessi aziendali o delle attività produttive del gruppo di società Alitalia". "Con l'aiuto del governo socialista della Repubblica Bolivariana de Venezuela - si legge - siamo certi che potremo risolvere buona parte dei problemi che colpiscono in questo momento Alitalia e tutti i suoi lavoratori. Nei prossimi giorni faremo avere al commissario straordinario i dettagli del nostro progetto come da lui richiesto - conclude - certi di essere in grado di risollevare il nome di Alitalia nel mondo anche con l'appoggio morale della numerosissima comunità italiana presente nel nostro Paese".

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IL RETROSCENA (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ANTONIO TROISE Obiettivo, verificare i margini di manovra per modificare il piano già presentato e per accogliere, sia pure in parte, le richieste della Cgil. Sull'offerta presentata e poi ritirata dalla cordata, per la verità, il patron della Piaggio è stato esplicito: "Di più non si può concedere, sarebbe difficile tenere insieme tutti gli imprenditori della cordata". Poi, però, ha fatto capire che negli ultimi giorni si sarebbero accelerati i contatti fra Roma e Berlino, con la possibilità di arrivare a un accordo fra le due compagnie in tempi rapidi. Uno scenario che Veltroni avrebbe subito fatto presente al leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che domenica scorsa aveva rilanciato l'ipotesi di vendere la società della Magliana a una grande compagnia straniera. Ricevendo, da Corso d'Italia, un primo sì a una possibile intesa. Ma è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, a guidare dalla cabina di regia di Palazzo Chigi, la ripresa del confronto. Parlando direttamente sia con Veltroni che con Epifani. E aprendo un canale di dialogo con i piloti ribelli dell'Anpac. Una complessa trattativa che, di fatto, ha prodotto due risultati palesi e uno ancora da scoprire. I fatti nuovi sono stati la lettera a Berlusconi del leader del Pd, Walter Veltroni e la convocazione a Palazzo Chigi di Colaninno e Sabelli. La novità che dovrebbe maturare, invece, nelle prossime ore, sarà invece l'ingresso di Lufthansa nella Cai, con una quota, sempre secondo le ultime indiscrezioni, vicina al 10%. Una partecipazione di minoranza ma significativa, che consentirebbe ai tedeschi di avere anche un posto nel consiglio di amministrazione della cordata tricolore. Un progetto che Colannino avrebbe discusso ieri con l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, nella sede romana dell'istituto, subito dopo il vertice con Letta. Naturalmente si tratta di un accordo piuttosto complesso. E, nessuno può escludere che, in caso di fallimento, possa tornare di nuovo in pista l'ipotesi Air France, che ieri ha confermato l'interesse per il mercato italiano. Ma la compagnia tedesca avrebbe obiettivamente maggiori chances. Prima di tutto perché da sempre ha molti sostenitori in casa Cgil. E secondo perché l'ingresso di Lufthansa ammorbidirebbe le posizioni dei piloti dell'Anpac. I motivi sono essenzialmente due. Il primo: la compagnia di Berlino offre a Epifani maggiori garanzie nel settore della manutenzione, dove tra l'altro già ha un accordo con Air One. E questo potrebbe significare una riduzione del numero degli esuberi. Per quanto riguarda i piloti, invece, l'ipotesi di un coinvolgimento immediato di un partner straniero potrebbe alleggerire, di fatto, i tagli all'organico (con il potenziale assorbimento di una parte degli esuberi nella società tedesca). Ma non basta. Perché l'arrivo di Lufthansa potrebbe risolvere anche il nodo del "contratto unico", uno dei capitoli più caldi della trattativa con la Cai, una richiesta che Anpac e Up non hanno mai digerito, se non altro perché di fatto avrebbe segnato la fine delle rispettive associazioni professionali. Ufficialmente il piano già sottoscritto dalla Cisl, Uil, Ugl e Anpav non cambierà. "Non possiamo far perdere la faccia a Bonanni o ad Angeletti o agli altri che hanno firmato", avrebbe spiegato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Che però, insieme con Letta, starebbe studiando una formula intermedia. La trattativa, insomma, non sarebbe riaperta. Ma, il governo, metterebbe sul tavolo una sorta di "interpretazione autentica" dell'accordo, che supererebbe anche le ultime resistenze dei sindacati "ribelli". Anche perché, per convincere tutti i soci della cordata ad andare avanti nell'offerta, Colaninno dovrà avere non solo il sì della Cgil ma di tutti i sindacati che rappresentano i ventimila lavoratori della compagnia. Insomma, qualcosa si sta muovendo. Anche se l'ingresso in scena del maggior partito dell'opposizione ha suscitato non poche diffidenze e una certa irritazione da parte del premier, Silvio Berlusconi, che vuole replicare con Alitalia il successo ottenuto con la fine dell'emergenza spazzatura a Napoli. Così, solo a tarda sera ha deciso di non rispondere alla lettera inviata dal leader del Pd, dopo essere stato tentato a lungo dalla replica, proprio per non dare ulteriore spazio a Veltroni sulla scena del salvataggio della compagnia di bandiera. Se tutto filerà per il verso giusto, entro la settimana dovrebbero arrivare le firme all'intesa di Cgil e piloti. Poi, lunedì, dovrebbe esserci l'assemblea della Cai, con la ripresentazione dell'offerta. Appena in tempo per evitare il fallimento della compagnia.

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"Attenzione ai ristorante cinesi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Si deve prestare attenzione a questi esercizi perchè "tecnicamente usano come prodotti di base quelli importati dalla Cina", afferma il sottosegretario alla Salute Martini. Sacconi: "Tutto sotto controllo"

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Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, intervistata da Repubblica Tv, sottolineando il "grande lavoro" di controlli che i Nas stanno facendo "sulle derrate già presenti in Italia, illegalmente o legalmente, rispetto a prodotti che potenzialmente contengono latte", anche se "un margine di rischio indubbiamente c'è, se si pensa alle salse" che vengono servite nei ristoranti e nei take away cinesi. Il sottosegretario ha quindi ricordato che i controlli dei Nas sono in corso in tutta Italia e che sono già stati effettuati ieri i primi sequestri che "hanno riguardato prodotti che sono stati introdotti illegalmente nel nostro Paese: quelli lattiero-caseari" il cui import, se provenienti dalla Cina, è vietato. I controlli sono in corso, a tappeto, soprattutto nei minimarket cinesi e nei negozi che, in genere, vendono alimenti etnici, e riguarderanno anche "gli integratori alimentari, bevande di cereali in polvere, proteine di soia e riso, aminoacidi, salse piccanti e di soia, biscotti, dolci, cioccolata e caramelle". SACCONI La situazione in Italia, a fronte di quanto sta accadendo in Cina con la vicenda del latte contaminato da melamina, è "sotto controllo". Lo ha affermato il ministro del Lavoro, della salute e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, entrando al World Social Summit, al via questo pomeriggio a Roma, a proposito della possibile diffusione in Italia di latte cinese contaminato dalla melamina. "Abbiamo dato vita - ha sottolineato Sacconi - a una iniziativa su larga scala dei Nas con tempestività e credo che la situazione sia sotto controllo. Mano a mano - ha aggiunto - daremo il rendiconto di questa azione". Sequestri dei Nas a Milano e FirenzeLatte cinese avariato, rischia anche l'Europa? Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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E' proprio un v[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"15:51:13 - La magistratura italiana è ormai una burla. In un Paese serio sarebbe sepolta sotto una gigantesca r[...] Il prof minaccia la bocciatura: rischia una condanna Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Trovato 14enne carbonizzato nelle ex acciaierie Falck (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Gli inquirenti hanno ascoltato il fratello e stanno interrogando tutti coloro che potrebbero fornire dettagli utili per ricostruire la vicenda. Il procuratore Pizzi: "Probabilmente la vittima è passata dal sonno all'asfissia"

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"I turisti rapiti stanno tutti bene" forze sudanesi controllano da lontano (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I negoziati con i sequestratori procedono, assicura un portavoce del ministero degli Esteri di Khartoum, Ali Yussuf. "Tutto quello che posso dire è che sorvegliamo la situazione. La sicurezza degli ostaggi è la priorità numero uno"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Esteri SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ANGOSCIA PER GLI ITALIANI SEQUESTRATI IN EGITTO "I turisti rapiti stanno tutti bene" forze sudanesi controllano da lontano I negoziati con i sequestratori procedono, assicura un portavoce del ministero degli Esteri di Khartoum, Ali Yussuf. "Tutto quello che posso dire è che sorvegliamo la situazione. La sicurezza degli ostaggi è la priorità numero uno" Il Cairo, 24 settembre 2008 - Le autorità sudanesi confermano che gli undici turisti europei (fra cui cinque italiani) rapiti venerdì scorso insieme ai loro otto accompagnatori egiziani nell'estremo sud dell'Egitto, sono vivi e "stanno tutti bene". I negoziati con i rapitori procedono, assicura un portavoce del ministero degli Esteri di Khartoum, Ali Yussuf. Obiettivo del Sudan è quello di "contribuire ad assicurare la liberazione degli ostaggi senza che gli sia fatto del male e il più rapidamente possibile" sottolinea il portavoce. "La Germania - aggiunge - ha avuto contatti con loro (i rapitori, ndr) ma non ci ha dato altri dettagli". I sudanesi continuano a rifiutarsi di parlare di un possibile blitz militare per la liberazione che metterebbe a rischio la vita degli ostaggi. "Siamo in costante comunicazione con le autorità egiziane, tedesche e romene" fa notare. Ieri Khartoum aveva annunciato di aver "localizzato" il covo dove vengono tenuti i prigionieri. Un sottosegretario, Moutrief Sadiq aveva precisato che "gli ostaggi si trovano attualmente in una specie di 'terra di nessuno', nella zona di Jabal Uweinat", nella parte meridionale dell'altopiano di Gilf Al Kabir, 25 chilometri circa all'interno del territorio sudanese. L'agenzia di stampa ufficiale Suna aveva poi battuto la notizia di un accerchiamento da parte delle forze sudanesi della regione desertica dove si troverebbero i cinque italiani e gli altri 14 ostaggi rapiti. "Tutto quello che posso dire è che sorvegliamo la situazione molto da vicino - sottolinea Yussuf - La sicurezza degli ostaggi - garantisce la fonte - è la priorità numero uno". TROVATE ALCUNE VALIGE DEI TURISTI RAPITI Cinque valige contenti "indumenti e effetti personali dei turisti occidentali" sarebbero stati travati nella zona dove sono stati rapiti venerdi scorso 11 turisti, tra i quali 5 italiani che in compagna di 8 egiziani stavano facendo un safari nel deserto egiziano presso il confine con il Sudan e la Libia. A rivelarlo stamane è il quotidiano egiziano al Masry al Youm che cita fonti della sicurezza egiziana nel governatorato di al Wadi al Jadid dove è avvenuto il sequestro. "Seguendo le orme del gruppo turistico nella zona desertica presso il confine con il Sudan - hanno affermato le fonti - una squadre di sicurezza ha trovato 5 valigie disperse sul terreno in un raggio di 500 metri". "Le valigie - precisa il quotidiano locale - contenevano indumenti e effetti personali dei turisti stranieri". Si rincorrono le notizie sulla stampa araba di questa mattina circa l'identità e la nazionalità dei sequestratori del gruppo di 11 turisti stranieri (tra cui cinque italiani) e otto cittadini egiziani rapiti venerdì scorso nel sud dell'Egitto. Fonti bene informate della sicurezza del Cairo hanno rivelato al giornale arabo 'al-Hayat' che i rapitori sarebbero originari di Gibuti. Il giornale conferma che il covo in cui vengono tenuti gli ostaggi sarebbe stato localizzato nel territorio sudanese, a circa 25 chilometri dal confine con l'Egitto. Diverse invece sono le notizie riportate dal quotidiano concorrente, 'al-Sharq al-Awsat', secondo il quale per le autorità sudanesi i sequestratori sarebbero egiziani, mentre per il Cairo la banda di rapitori sarebbe composta da quattro elementi: un ciadiano e tre sudanesi. I sequestratori avrebbero permesso agli ostaggi di parlare telefonicamente con i loro familiari "per tranquillizzarli". E' quanto rivela stamane il quotidiano panarabo al Sharq al Awsat che cita fonti egiziane che avrebbero parlato con una persona chiamata Rajab Safari, presentato come "un familiare di uno dei sequestratori". Secondo il foglio arabo edito a Londra, le conversazioni telefoniche sarebbero avvenute ieri. Tra le 19 persone sequestrate, 5 sono italiane. Lo stesso quotidiano rivela da altre fonti egiziane sostengono che "tre dei sequestratori sono sudanesi ed uno è un cittadino del Ciad". Localizzato il gruppo dei rapiti - LA SCHEDA La suggestiva 'Gola delle acacie' - Stranieri nel mirinoGli italiani sequestrati e l'attesa dei familiariGuarda la videonewsAndresti in vacanza in un paese a rischio? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (58 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (56 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (46 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (44 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (35 commenti) 16:10:17 - Ti assicuro che si parte dalla sigaretta e dalla birretta (legali) poi il resto.... e mi sà che prop[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"16:09:52 - vedrei di buon occhio la partecipazione dei dipendenti all'acquisto perlomeno più di qualcuno (final[...] Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi"16:04:36 - Maroni, invece di inviare l'Esercito, dovrebbe attivarsi, una volta per tutte, a farsi' che tutta l'[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%16:04:24 - Ormai le ragazzine la danno gratis al primo che capita perchè così impongono i modelli proposti dai [...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo15:57:13 - mat lo dice anche il codice stradale di passare con il giallo per non rischiare di fare frenate brus[...] Don Cernuschi attacca il sindaco, 15:53:13 - Ma guarda un po' questo ex repubblichino di Salò alla ribalta dell'estremismo rosso! E' proprio un v[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"15:51:13 - La magistratura italiana è ormai una burla. In un Paese serio sarebbe sepolta sotto una gigantesca r[...] Il prof minaccia la bocciatura: rischia una condanna Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Pellegrini, dal nuoto alla sit-com Lippi Jr flirta con la ex di Bettarini (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Al Pacino, vedendo una puntata di 'Veline', è rimasto folgorato da Nina Senicar. Avvistati a Parigi Malgioglio e Matt Damon fare shopping insieme

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Berlusconi: "Stranieri? Sì ma non solo" I sindacati a Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il premier Berlusconi spiega che "sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa-Air France e British Airways. E che al di là delle tre compagnie straniere, ci sono anche altri imprenditori privati italiani". Una prospettiva, quella della partnership straniera, che piace ai sindacati

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Il premier Berlusconi spiega che "sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa-Air France e British Airways come ipotesi di collaborazione e di alleanza" ma precisa anche che sarebbe "una partecipazione di assoluta minoranza". Rispondendo ai giornalisti prima di partire a Milano, il premier assicura che "sono in tanti a bussare alle porte della Cai, anche al di là delle tre compagnie straniere che ho ricordato, e tra l'altro ci sono anche altri imprenditori privati italiani". Una prospettiva, quella della partnership straniera, che piace ai sindacati: per Epifani, "è presto per parlare di spiragli ma è una buona scelta". E di fatti è in corso un nuovo incontro tra governo e sindacati a palazzo Chigi, dove sono giunti i ministri del Welfare Maurizio Sacconi e dei Trasporti Altero Matteoli che stanno ricevendo i sindacati che hanno firmato l'accordo: per la Cisl Raffaele Bonanni, per la Uil Luigi Angeletti, per l'Ugl Renata Polverini. La presenza di un partner internazionale viene vista con favore anche dalla Cai, che intensifica gli incontri con l'esecutivo: stamattina i vertici della Newco hanno incontrato Letta per il secondo giorno consecutivo. Berlusconi, quanto alle responsabilità dell'impasse di Alitalia, attacca Veltroni: "è colpa sua se la trattativa con la Cai è fallita". Il premier, che precisa anche di essere "sempre in contatto" con le parti in causa nella trattativa Alitalia, ha lasciato Roma per recarsi a Milano. Indiscrezioni filtrate in ambienti parlamentari riferivano di un incontro tra il premier e i vertici di Lufthansa nel capoluogo lombardo. L'ipotesi Lufthansa riceve il plauso dei piloti: in un'intervista a Klauscondicio, il numero uno dell'Anpac Fabio Berti rivela: "Non sapevamo nulla di Lufthansa, ma fa parte di una delle soluzioni che abbiamo sempre ritenuto fondamentale per Alitalia". Ma il dossier Alitalia potrebbe arrivare domani anche sul tavolo del board di Air France-Klm: è previsto che la questione dell'aviolinea italiana sia in agenda nel cda in programma per domani mattina. Qualunque sia il partner straniero interessato, comunque, sui possibili sviluppo Bonanni esprime ottimismo: "Mi pare stia maturando la volontà di chiudere, il che sarebbe un bene per il Paese e per il sindacato". Per il segretario generale della Cisl "la Cai ha rilanciato in zona cesarini la possibilità di chiudere la partita". Veltroni scrive a Berlusconi: "Ecco le nostre proposte"Quale futuro per Alitalia?Piloti e assistenti di volo in corteo Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (58 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (56 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (46 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (44 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (35 commenti) 16:10:17 - Ti assicuro che si parte dalla sigaretta e dalla birretta (legali) poi il resto.... e mi sà che prop[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"16:09:52 - vedrei di buon occhio la partecipazione dei dipendenti all'acquisto perlomeno più di qualcuno (final[...] Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi"16:04:36 - Maroni, invece di inviare l'Esercito, dovrebbe attivarsi, una volta per tutte, a farsi' che tutta l'[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%16:04:24 - Ormai le ragazzine la danno gratis al primo che capita perchè così impongono i modelli proposti dai [...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo15:57:13 - mat lo dice anche il codice stradale di passare con il giallo per non rischiare di fare frenate brus[...] Don Cernuschi attacca il sindaco, 15:53:13 - Ma guarda un po' questo ex repubblichino di Salò alla ribalta dell'estremismo rosso! 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Maroni: "E' una vera guerra civile" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cosi' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso di un'informativa al Senato sulla situazione dell'ordine pubblico e sugli incidenti di Castel Volturno

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Nessun accordo Alitalia. Berlusconi incolpa Veltroni (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

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Rispunta Lufthansa, via libera della Cgil (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 il retroscena Rispunta Lufthansa, via libera della Cgil Il retroscena --> ROMA Il governo tenta una mediazione fra Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati che hanno detto no al piano Fenice su Alitalia. Gianni Letta convoca a palazzo Chigi presidente e amministratore delegato di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, mentre mantiene contatti con tutti gli altri attori della partita, in particolare il leader della Cgil Guglielmo Epifani e i piloti. Occorre una soluzione per uscire dallo stallo di una trattativa sospesa e dopo il ritiro dell'offerta della cordata di imprenditori per salvare la compagnia aerea. La strada deve essere quella indicata da Silvio Berlusconi, e cioè che "l'Italia continui ad avere una sua compagnia di bandiera". La strada che potrebbe condurre a questo obiettivo, con un riavvicinamento fra Cai e sindacati dissidenti, fermo restando che il piano Fenice elaborato da Intesa SanPaolo non si tocca, sarebbe, secondo indiscrezioni, l'anticipazione dell'ingresso del partner straniero - circola con più insistenza il nome di Lufthansa anche se non si può sottovalutare un'azione di Air France-Klm - con una partecipazione di minoranza ma superiore rispetto alle singole quote degli imprenditori italiani. Lufthansa, peraltro, puntando su Malpensa nella logica del multihub sarebbe una soluzione che piace alla Lega. Una soluzione che dovrebbe essere gradita a piloti e Cgil, quella del grande vettore internazionale dotato del know-how necessario per rilanciare l'Alitalia. Si potrebbe sbloccare il nodo del contratto: da giorni i piloti ripetono che sono disponibili a partire da uno qualsiasi fra quelli delle major europee decurtato del 30%; potrebbero essere ridotti gli esuberi previsti da Cai, altro nodo non sciolto perchè in numero troppo elevato secondo Anpac e Up; il personale potrebbe confluire in parte nel gruppo tedesco mentre per altri si aprirebbe la strada di Alitalia Express. I lavoratori sarebbero così disponibili a garantire una pace sociale di quattro anni. Mentre si cerca di tessere questa difficile tela, Fantozzi deve occuparsi di preparare entro giovedì sera un piano di emergenza o avere una manifestazione di interesse concreta e con una prospettiva di continuità aziendale per evitare il ritiro della licenza provvisoria di volo.

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<È il sindacato che perderà la faccia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Bossi "È il sindacato che perderà la faccia" Bossi --> MILANO "No, nella vicenda Alitalia non è Berlusconi che perde la faccia. A perderla sono altri, l'hanno persa i sindacati che per tanti anni hanno dato ai lavoratori contratti a tempo indeterminato, ma ora loro dicono: "Ci avete sfruttato e ora ci licenziate?". E oggi chiedono il contratto a tempo determinato". Lo afferma Umberto Bossi, leader della Lega, in un passaggio dell'intervista a Enrico Lucci delle Iene che andrà in onda integralmente martedì prossimo in occasione della prima puntata, in prima serata, su Italia Uno. "Lufthansa? Sì, ma non penso accetti di entrare nella società Cai finchè l'Alitalia è conciata così male". È meglio il fallimento o la Cai? chiede Lucci. "La cosa migliore è la Cai, il fallimento - risponde Bossi - è un dramma". "Alla fine - incalza Lucci - come andrà a finire? Io - risponde il Senatur - continuo a essere ottimista e alla fine credo che si troverà una via d'uscita ragionevole"."Dal punto di vista legale - osserva Bossi - i piloti hanno ragione ma non c'era possibilità di fare la trattativa, ma solo prendere o lasciare e la logica avrebbe detto di prendere. Quando si è sul punto del fallimento bisogna applicare un'altra logica, era quella che doveva prevalere". Bossi parla poi del contributo che il settentrione ha dato allo sviluppo di Alitalia, sottolineando di non temere per il futuro di Malpensa. "Il Nord - sostiene il Senatur - ha dato una grossa mano all'azienda. Malpensa non rischia nulla, la vogliono tutti. È da lì che partono i lombardi, i piemontesi, i veneti, i padani, la gente del nord che vola di più e usa di più gli aerei".

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C'è uno spiraglio per salvare Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 C'è uno spiraglio per salvare Alitalia Berlusconi: "Ci sarà una compagnia di bandiera". Si muove il Pd --> Berlusconi: "Ci sarà una compagnia di bandiera". Si muove il Pd Giornata convulsa per il salvataggio di Alitalia. Ieri sembra essersi aperto uno spiraglio. Berlusconi: ci sarà una compagnia di bandiera. ROMA L'Italia deve avere e avrà una compagnia di bandiera. Silvio Berlusconi esce per una passeggiata, al termine di un altra lunga giornata, e mostra ottimismo. È sereno e spiega di non aver cambiato idea: "Resto convinto - dice - che si debba trovare una soluzione". E la soluzione è salvare Alitalia e la sua italianità. L'IPOTESI Parole che confermano la linea di sempre ma che possono anche essere lette come una risposta agli interrogativi che si sono fatti di nuovo insistenti sul ruolo del partner internazionale. Soprattutto dopo che è trapelata una nuova ipotesi: quella dell'ingresso di un attore straniero direttamente in Cai, pur sempre con una quota di minoranza. In campo, nonostante le prese di distanza ufficiali, le due ipotesi di sempre: Air France e Lufthansa. Anche se da ieri i tedeschi sembrano essere in pole position. L'alternativa di un ingresso immediato di un vettore straniero nella cordata made in Italy avrebbe il vantaggio di tenere insieme tutte le esigenze: l'orgoglio nazionale sarebbe salvo, i piloti rassicurati dalla presenza di un'azienda leader sul mercato internazionale, il Pd vedrebbe soddisfatta una delle richieste chiave fatte negli ultimi giorni. LA MISSIVA Le parole del premier ma soprattutto il tono usato, sembrano essere però anche una risposta indiretta al segretario del Pd Walter Veltroni. Il numero uno dei Democratici ha infatti preso carta e penna e ha scritto una lettera indirizzata al Cavaliere: nessuno sconto agli "errori nella conduzione dell'operazione Alitalia da parte del governo", però disponibilità a costruire una exit strategy ed evitare il fallimento. Tre le mosse secondo il leader del Pd: la Cai deve fare un passo avanti; riprendere le trattative con i partner esteri; siglare un'intesa con i sindacati. La reazione in casa Pdl non è però certamente all'insegna dell'accoglienza: i consigli di Veltroni sono niente di più di "acqua calda", dice Paolo Bonaiuti. E lo stesso premier, che ha rinunciato alla partecipazione all'assemblea generale dell'Onu a New York per seguire da vicino la vicenda Alitalia, ieri pomeriggio avrebbe mostrato irrisione di fronte alla linea indicata dal Pd: dal momento che - sarebbe il ragionamento - il partito di Veltroni, dalla Rai a Alitalia, è in stato confusionale. Vero è che però le parole di Veltroni possono essere lette anche - è un ulteriore tassello dell'analisi fatta in ambienti di governo - come la dimostrazione che il Pd voglia smarcarsi dai puristi del no. Il cerchio comunque si stringe intorno ad Alitalia: quarantotto ore ancora e l'Enac, in assenza di un piano industriale, potrebbe ritirare le licenze. La pressione si fa dunque sempre più pesante, nonostante il governo insista nel cercare una nuova mediazione. Gli imprenditori italiani sono alla finestra: il Piano Fenice non si tocca, ma la cordata non si scioglie. Pronta quindi a tornare a un tavolo se le condizioni dovessero cambiare. E uno dei cambiamenti, che sarebbe stato messo sul tavolo proprio dai piloti, potrebbe essere il coinvolgimento da subito di un vettore straniero. ITALIANITÀ La soluzione non è però ancora stata trovata: la prospettiva di far entrare in gioco immediatamente una compagnia straniera non sarebbe infatti, è la consapevolezza, a costo zero. Seppure con una quota di minoranza, infatti, chiunque entrasse direttamente in Cai potrebbe rivendicare un peso maggiore nella governance. E questo potrebbe creare difficoltà alla difesa dell'italianità.

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Alitalia, piloti imbucati o in buca? (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)

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Giusto un post-telegramma riguardo al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale martedì 23 Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i piloti, gli stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di ingannare l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf. Ne vogliamo parlare? Certo, obietterà qualcuno, e io stesso l'ho scritto più volte, il golf aiuta a rilassarsi e a favorire il flusso di idee nuove e di progetti futuri.E chi gioca a golf non fa peccato tant'è che il nostro quotidiano da oltre vent'anni ospita una pagina dedicata al golf e ai golfisti. Ma da golfista posso anche aggiungere che ciò che sorprende è il tempismo con cui i protagonisti-chiave della trattativa Alitalia hanno deciso di decollare con il loro challenge sui faiways anzichè sulle piste . Magari avrebbero potuto rinviare la sfida . Visto che ne hanno già un'altra ,magari più pressante . Tutto qui. Che dite ? Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Nella testa delle svedesi.E degli svedesi Poi non rinfacciatemi che trovo ogni pretesto per parlare dell'altra metà del golf, quella in rosa. Ma questa ve la devo proprio raccontare perchè magari vi è sfuggita. Sapete che cosa ha recentemente affermato la proette finlandese Minea Blomqvist a proposito della sorprendente eccellenza nel golf dei giocatori e delle giocatrici svedesi? Ve la giro testualmente."Gli svedesi sono così bravi nel golf perchè in questo sport bisogna avere la mente libera e nella loro testa non c'è niente" . Guarda un po', e io che da anni vado scrivendo che è invece è merito della loro professionalità, del loro impegno, della loro serietà. E della serietà e del rigore che impongono loro gli sponsors e la federazione. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Il giochino di Chiamparino Ricevo dall'onorevole Agostino Ghiglia presidente di An-Pdl per la provincia di Torino la seguente nota che pari pari metto a disposizione dei lettori perchè magari ci aiutino a trovare una risposta: " Caro Villa vorrei porre due domande semplici, semplici agli ineffabili amministratori del Comune di Torino: Chi si dimette? Chi paga i danni per un progetto da buttare nello Stura ? Apprendiamo, infatti, dalle dichiarazioni del Presidente dell'Ente Parco, Bevione, che per ottenere il via libera ad un campo da golf a Parco Stura, ben che vada, ci vorrebbero tre anni in quanto occorrerebbe un nuovo Piano d'Area o una legge regionale, senza contare i tempi per la bonifica del terreno e la realizzazione! Dalle suddette dichiarazioni, si evince che per oltre un anno Chiamparino e Borgogno han preso in giro i torinesi con un immaginifico progetto per "bonificare" Parco Stura attraverso la realizzazione di un fantasmagorico campo da golf.. Visto che è impossibile che l'Assessore Borgogno e il Sindaco Chiamparino ignorassero i vincoli imposti dalla legge è evidente che o il Presidente dell'Ente Parco è un cacciaballe è, quindi, va immediatamente commissariato o uno a scelta tra il Sindaco "rampicante"e l'Assessore alla Polizia, devono rassegnare le dimissioni per aver portato, al posto di un incantevole green, solo qualche piadina romagnola peraltro indigesta a causa degli enormi contributi pubblici serviti per farcirla..questa è l'ennesima, truffa ai danni di Torino e dei suoi cittadini." Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Aug 08 Ma guarda che ignoranti queste proettes Con una decisione che è destinata a suscitare mille e una polemica e che potrebbe finire nelle aule di tribunale innescando mille e una causa di discriminazione, Libba Galloway deputy commissioner della Lpga la massima organizzazione del golf professionistico femminile Usa ha allegramente annunciato che," entro il 2009, potranno venir escluse dal circuito le proettes che non sapranno esprimersi in un inglese corretto". Il provvedimento che, a quanto mi risulta non alcun precedente in alcuno sport è accompagnato dalla sua brava motivazione che citata testualmente suona così: "Per un atleta avere successo significa essere bravi in campo e fuori. Poter comunicare con i nostri sponsor e i nostri tifosi è altrettanto importante che saper giocare. Pensiamo che sia fondamentale, per le nostre ragazze sapersi esprimere in inglese". Ricordo, giusto per completezza d'informazione che, nella Lpga sono rappresentati 26 Paesi e che, solo la Corea del sud vanta 45 proettes molto delle quali occupano i primi posti in classifica ma in compenso faticano un po'con la lingua di Albione. Che si tratti di un provvedimento ad hoc per far fuori scomode avversarie? Com'è che si dice? A pensar male.. A proposito voi che cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (6 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Ciao Olimpiadi,ma i cinesi sono simpatici o antipatici? A parte gli interventi che si sono susseguiti nel Blog, mi sono arrivate per tutta la durata dei Giochi parecchie e-mails riguardo la simpatia o meno dei cinesi. Posto che la simpatia che può ispirare una persona è una sensazione assolutamente soggettiva, ho aspettato la conclusione delle Olimpiadi per ricordarvi che i cinesi hanno scoperto il golf. Non alle Olimpiadi, ovviamente, ma fuori. Hanno approfittato infatti del momento per rilanciare e pubblicizzare i loro tracciati. In meno di sei anni nella sola Pechino sono stati aperti sei courses, mentre il campo più prestigioso della Cina si trova a Shenzen . Qui i giocatori trovano a loro a disposizione un servizio in guanti bianchi con decine e decine di caddies e di inservienti pronti persino a tergere loro il sudore dalla fronte . Mi corre anche l'obbligo di ricordare però che l'iscrizione in questi club costa circa 7 mila euro l'anno ,ovvero la cifra che un lavoratore medio guadagna in Cina in tre anni. E adesso che hanno scoperto il golf come la mettiamo?I cinesi vi sono diventati più simpatici? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Aug 08 Olimpiadi, la farsa degli sport "minori" /2 Grazie a tutti i lettori e agli amici internettiani che stanno intervendo nel dibattito sugli sport minori.Grazie per la solidarietà, l'appoggio e l' amicizia che mi state dimostrando in questa sorta di mia personalissima campagna a favore di gente che suda e fatica tutti i giorni molto e più dei calciatori, ma viene ricordata e scoperta ogni quattro anni. Detto questo vi devo delle spiegazioni visto che, nel post precedente mi vantavo di "titoli" per introdurre il dibattito.Ebbene sì, confermo. Ho tirato di scherma, nella preistoria della mia vita. Spada. Dai tredici ai 24 anni. Primo maestro un cavaliere (del lavoro), piuttosto burbero, più Aramis che D'Artagnan, nella nicchia della palestra che ci aveva concesso la Società Ginnastica Gallaratese. Poi il salto agonistico nella gloriosa Pro Patria di Busto Arsizio. A lezione da Muzio, scuola vercellese, ottime credenziali. Due, tre gioni alla settimana ore di lezioni, avanti e indietro per la pedana. Finta di terza, di quarta, cavazione afondo. Fiatone, gambe dure e non elastiche, come dovrebbero essere. Me lo ripetevano anche a Serramazzoni, al Centro Estivo della Fis, nell'Appenino Modenese. Ritiro agonsitico durissimo di giorno, un po'meno spirituale di sera. Se avessi centrato qualche bersaglio in più, magari la mia vita sarebbe andata diversamente, chissà. Invece mi ritrovo qui ad infilzare aggettivi e avverbi. Tutto ciò premesso per dire che mi girano i cabasisi, per dirla con Montalbano quando sento straparlare(e so già che ne straparleranno fra quattro anni) di sport minori da taluni giornalisti. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Aug 08 Olimpiadi, la farsa degli sport "minori" Siamo alle solite. La scoperta degli sport minori, ovvero la scoperta dell'acqua calda .Nel senso che le Olimpiadi di Pechino ci hanno fatto puntualmente "riscoprire" gli sport minori: judo, scherma, tiro a segno, tiro con l'arco, canottaggio e via di seguito. Ogni quattro anni ecco che ci tocca leggere e ascoltare le frasi fatte di molti colleghi, più o meno autorevoli. Prendiamo la scherma, sulla quale, magari poi vi spiegherò in un prossimo post, ho qualche titolo per poter scrivere e parlare. Una scherma, peraltro bistrattata e penalizzata da certi decisioni arbitrali in queste Olimpiadi, ma che ha permesso comunque a certi "autorevoli colleghi" di esibirsi in frasi "raccapriccianti" e proprietà di linguaggio davvero ineccepibile. Così ho sentito parlare di "fintazione", uno strano ibrido tra finta e cavazione e persino di "cozza", che di solito rimane nel piatto e invece quando è "coccia" come nella scherma, sta lì davanti a proteggere l'impugnatura delle armi. Quisquilie, pinzillacchere direbbe Totò per sdrammatizzare. E invece quisquilie non sono se è vero come è vero che nessuno ricorda che, per avere le gambe elastiche prima di un afondo decisivo ci vogliono ore e ore di palestra e che, per fare avanti e indietro su quella pedana, devi aver macinato chilometri di jogging. E non mi pare nemmeno di aver ascoltato o letto da qualche parte che quando indossi la maschera, quella maschera di ferro, devi dosare ogni respiro se non vuoi andare in debito di ossigeno rapidamente .Ma anche le Olimpiadi per fortuna finiranno. E la categoria. Quella di certi colleghi giornalisti sportivi, non degli schermidori o dei tiratori o delle nuotatrici, potrà riprendere a raccontarci tutto, ma proprio tutto dell'alluce destro di Ronaldhino e del quattro-quattro- due e persino del tre per due. Con un bel chissenefrega degli sport minori. Meglio una maschia entrata che una toccata in punto di fioretto,no?. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Jul 08 Il golf in rosa? La lezione che arriva dalla Francia Con tempestività Vince ha sintezzato nella frase :"Evian Masters .da mozzafiato" il successo e il plus valore agonistico di una delle più grandi manifestazioni internazionali, riservate alle proettes del golf. La starordinaria vittoria di Helen Alfredsson, arrivata dopo la battaglia dei play-off con Na Yeon Choi, e Angela Park ha regalato emozioni su emozioni smentendo una volta di più i soliti detrattori. Che sostengono di non ritrovare nel golf la stessa carica adrenalinica e agonistica che danno, o promettono di dare altri sport. Fatto salvo questo principio, vorrei riallacciarmi al mio post precedente e spedire anch'io mio telegramma dalle rive del lago Lemano, qui, nel dipartimento dell'Alta Savoia: "In Francia sì che da tempo si sono accorti del golf in rosa. Ci credono e lo sostengono. E questi sono i risultati". Forse qualcuno dovrebbe meditare Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (3 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jul 08 Il golf in rosa? Soltanto un alibi per la coscienza Chiedo scusa ai lettori ma, come vi sarete senz'altro accorti, gli avvenimenti di queste settimane, in particolare la vicenda di Federica Squarise, che ho seguito a Llloret de Mar per il Giornale, mi hanno tenuto lontano dal blog, relegando il golf, forzatamente, in fondo alla scala delle priorità. In compenso questo rientro online, con il relativo guardarmi attorno sui campi d'Italia e del mondo, mi costringe a pormi alcune domande provocatorie: qualcuno si è accorto che, sul tracciato dell'Argentario, Italia, si sta sta disputando l'Open femminile? E ancora, qualcuno sta dando quel rilievo e quell'attenzione che un Open professionale, di pari dignità a quello maschile, si meriteebbe? Sarò distratto o ancora fastornato dal clima da sballo della Costa Brava, ma non mi pare proprio. Mi pare invece vero l'esatto contrario: che ancora una volta il golf in Italia è solo e soltanto un sostantivo maschile e delle proettes non si deve, non si può parlare nè scrivere, perchè non frega niente a nessuno. Persino se, ancora una volta, una ragazza, anzi una donna in gamba, come Stefania Croce stringe i denti per dimostrare quanto vale e per tenersi saldamente aggrappata alle prime posizioni. Riconosciamolo: da noi il golf in rosa è soltanto un alibi . Per imbucare soltanto "qualche pallina delle pari opportunità" Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 4.42 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Jun 08 Olimpiadi senza golf, tace anche Tiger Archiviati anche gli Europei di calcio ci prepariamo a vivere le emozioni delle Olimpiadi. Già, ma il golf? Il golf non ci sarà, nemmeno stavolta. Non si farà vedere neppure di striscio a Pechino e dintorni . Certo c'è stata, alcuni di voi lo ricorderanno, una votazione ufficiale che, un anno fa circa, ha decretato l'ostracismo dello sport vedere per eccellenza E, in quella scelta discutibile è stato determinante, diciamolo tranquillamente, il voto proprio di quei Paesi in cui il golf pesa e conta, cioè dove è pià popolare. Se il golf non ci sarà, in compenso, senza nulla togliere a questo sport, ci sarà per esempio il beach volley. Davvero singolare che Paesi come l'Australia, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna non abbiano voluto il golf alle Olimpiadi. E davvero singolare che il golf, in tutti questi anni di crescita, non abbia trovato un testimonial eccellente, e l'unico che mi viene in mente è Tiger de'Paperoni, che pilotasse il suo ingresso ai Giochi Olimpici. No, la verità vera è che Tiger se ne infischia del golf alle Olimpiadi. E' l'ultimo dei suoi problemi e dei problemi dei suoi sponsors. Eppure c'è gente come Kakà per esempio, rispettabile pallone d'oro dai rispettabili guadagni, anche anche se non certo paragonabili a quelli di Tiger de'Paperoni, che, riguardo al suo sport e alle Olimpiadi ha speso anche in tempi recenti più di una parola. E il nostro golf a chi si affida? Perchè non entriamo neanche dal retrobottega? Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Gabriele Villa, inviato speciale al Giornale dal Maggio 1977. Nel 1984 ho inventato e proposto al mio direttore di allora, tale Indro Montanelli, una pagina settimanale sul Giornale dedicata al golf. Mi presi del “bischero” per l'arditezza della impresa. Ma ne è valsa la pena . Tutti gli articoli di Gabriele Villa su ilGiornale.it contatti Categorie Agonismo (22) News (5) Personaggi (9) Varie (61) Ultime discussioni Fabio: E quindi? Quale sarebbe il punto di questa "incredibile notizia"? marco: Per quanto riguarda il tempo libero, ognuno e' padrone di spenderlo come vuole.C'e' una... vince: ....nella mia testa ho Minea Blomqvist,altro che golf!!!!!!!! Cmq...penso che ha detto solo... caroline: Tutti i finlandesi e danesi e norvegesi hanno il complesso di inferiorita contro gli svedesi..... Maria Pia Gennaro: Dicono che a pensar male si sbaglia difficilmente, però io sono anche dell'opinione che... I più inviati Passo felino,approcci aggressivi - 5 Emails Il reality della sexy Sophie - 4 Emails Vergogna : ma perchè nel golf si litiga tanto? - 3 Emails Cercasi onestà sul green - 2 Emails Golf senza età, fidatevi! - 1 Emails A proposito di non più giovanissimi - 1 Emails Due milioni per l'Open, si accettano offerte - 1 Emails Quelli del Royal and Ancient - 1 Emails Figli d'arte/2 Anche bravi,per fortuna - 1 Emails Il golf in rosa? La lezione che arriva dalla Francia - 1 Emails Ultime news Alitalia, vertice tra Epifani e Colaninno Fantozzi ottimista: "Intesa entro il 30"Camorra, Maroni irritato con La Russa chiama BerlusconiClandestini, naufragio a Malta: decine di morti Gomorra rappresenterà cinema italiano agli OscarSubprime, Fmi: "Perdite fino a 1.300 miliardi" Annozero : tira e molla per la Granbassi in tvEnergia nucleare, la Corea del Nord rilancia la sfida a tutto il mondoRogo nelle acciaierie Falck: muore un ragazzino romIndagine: per cinque ragazzi su dieci la contraccezione spetta alle ragazzeObama vola, McCain sotto di 9 punti Siti amici Il Mondo del Golf La Federazione Lifeinthetrap World Golf Village Siti utili Alps Tour L'Open.Solo l'Open Ladies European Tour Le proettes del Tour americano PGA European site Pgatour Sunshine Tour The Royal and Ancient Golf Club Of St Andrews September 2008 M T W T F S S " Aug 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio degli articoli September 2008 (3) August 2008 (4) July 2008 (2) June 2008 (4) May 2008 (6) April 2008 (4) March 2008 (5) February 2008 (8) January 2008 (8) December 2007 (7) November 2007 (10) October 2007 (9) September 2007 (7) August 2007 (12) July 2007 (3) Trackback recenti Recent Posts Alitalia, piloti imbucati o in buca? 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Salvataggio Alitalia, Berlusconi rilancia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)

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Prima Pagina Pagina 2 I vertici della cordata a Palazzo Chigi: "Ma il piano Fenice non si tocca" Salvataggio Alitalia, Berlusconi rilancia I vertici della cordata a Palazzo Chigi: "Ma il piano Fenice non si tocca" "Avremo una compagnia di bandiera". Veltroni scrive al premier --> "Avremo una compagnia di bandiera". Veltroni scrive al premier "Serve una compagnia di bandiera. E ci sarà". Silvio Berlusconi ha rinunciato a partecipare ai lavori dell'Onu per seguire da vicino la vicenda Alitalia ed è convinto che alla fine si troverà una soluzione. Ieri sono arrivati nuovi segnali: la Cai ha confermato in un vertice a Palazzo Chigi che il piano Fenice non si tocca ma ha aggiunto di aspettare ancora il sì dei sindacati; Veltroni ha scritto una lettera al premier sollecitando un passo del governo per sbloccare la situazione; ma, soprattutto, ci sarebbe da subito l'entrata di Lufthansa con una quota minoritaria, fatto che convincerebbe la Cgil a firmare. A PAGINA 3.

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A chi va il merito dell'Unitre Novara Ringraziando per la segnalazione apparsa domenica 1 (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 24-09-2008)

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4 settembre nella pagina di Novara, lineare nella presentazione delle attività dell'Università della Terza Età, devo far presente che il verbo "dirigere" riferito al mio ruolo era un po' eccessivo: il mio è un semplice e convinto ruolo didattico, propositivo e coordinativo. Il merito dell'organizzazione e direzione dei numerosissimi corsi è l'impegno ciclopico del nostro direttore Gian Carlo Barberi a cui si adatta perfettamente il vostro "dirigere", a lui va un grande merito. LILIANA BESTA BATTAGLIA NOVARA "I controlli sui treni vengono eseguiti" In questo periodo si parla della soppressione dei convogli dei pendolari tra Domodossola e Briga in Svizzera: la competenza è del territorio elvetico in quanto il personale a bordo treno è svizzero. Vorrei sottolineare al signor Luigi Grossi di Arona che sul regionale 2145 Domo-Milano, i controlli dei biglietti ci sono e due agenti di Trenitalia scortano 10 vetture sempre aperte. MARCO VIVARELLI, VERBANIA "Memoria corta anche su Malpensa" Dieci anni fa o giù di lì alcuni illuminati esperti di traffico aereo mettevano in guardia i tanti "fans" di Malpensa 2000: "Attenzione - dicevano - che non soltanto il nuovo aeroporto non riuscirà a salvare Alitalia ma avrà serie conseguenze anche sui risultati di Malpensa e sul territorio". Eccoci qui. Adesso troppe persone con la memoria corta, e chissà quali altri fini, si stracciano le vesti per le sorti della compagnia di bandiera e contestano le affermazioni di piloti. A reti unificate da giorni Fabio Berti dell'Anpac, piloti e operatori (che più dei politici dell'ultima ora forse sanno come funziona o non funziona davvero il sistema) ci stanno spiegando dove si è sbagliato: ma dieci, vent'anni fa e non ieri. Anche nell'Ovest Ticino c'era chi inneggiava a Malpensa come alla grande imperdibile occasione del secolo, dimenticando che attorno ci sono hub e Paesi che difendono con le unghie e con i denti il loro mercato. Che ci siano stati sprechi è fuori di dubbio ma che ora la croce debba cadere tutta su chi lavora, e di persone oneste ce ne sono credetemi, è profondamente ingiusto. Ed è spiazzante assistere a certi dibattiti televisivi e allo scambio di colpe sui destini di Alitalia: come se il bubbone fosse scoppiato l'altro ieri. In più, il Piemonte è stato anche "buttato fuori" dalla commissione e ci torneranno le rotte sulla testa. Ben atterrati a tutti, verrebbe da dire, dopo tanti, troppi voli pindarici. LETTERA FIRMATA DIVIGNANO "Regali all'assessore? Doveva rifiutare" Pur ritenendo alquanto buffa l'"ispezione" messa in atto due membri dell'opposizione consiliare nell'ufficio dell'assessore Ronchi, mi sembra meno risibile il concetto che vi sta alla base. I "regalini" custoditi nella "cassaforte" - com'è stata pomposamente definita prima di scoprire che si trattava di un vecchio forziere - saranno pure conseguenti alle tradizioni di ospitalità di alcuni stranieri ma perché non donarli alla Caritas o qualche altra associazione benefica? Per carità, stiamo parlando di braccialetti e pupazzetti da poche decine di euro ma perché tenerli in un ufficio pubblico? Non credo che siano utili, chiusi là dentro, mentre potrebbero essere graditi ai bimbi o alle mamme in difficoltà che risiedono nel territorio. Tutto ciò a prescindere dal fatto che accettare "presenti" - per quanto modesti - per non offendere la cultura di chi li porge mi pare abbastanza contradditorio: credo che fornire aiuto alle persone in difficoltà non debba avere alcuna contropartita, neppure in buona fede. E' anche un modo per dare fiducia ai cittadini, dimostrando che la pubblica amministrazione è al loro servizio. Perché poi la decisione dei capigruppo di discutere la questione in un consiglio comunale a porte chiuse? Non è un segno molto positivo, agli occhi dei cittadini. LETTERA FIRMATA VERBANIA.

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"Attenzione ai ristoranti cinesi" Controlli a tappeto in tutta Italia (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

In Italia non ci sono rischi, ma questi esercizi "tecnicamente usano come prodotti di base quelli importati dalla Cina", afferma il sottosegretario alla Salute, Martini. Il ministro Zaia: "Non mi pongo il problema, io non ci vado". Il ministro Sacconi: "E' tutto sotto controllo". Ma dilaga la paura dell'intossicazione

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Cronaca SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa LO SCANDALO DEL LATTE AVVELENATO "Attenzione ai ristoranti cinesi" Controlli a tappeto in tutta Italia In Italia non ci sono rischi, ma questi esercizi "tecnicamente usano come prodotti di base quelli importati dalla Cina", afferma il sottosegretario alla Salute, Martini. Il ministro Zaia: "Non mi pongo il problema, io non ci vado". Il ministro Sacconi: "E' tutto sotto controllo". Ma dilaga la paura dell'intossicazione Roma, 24 settembre 2008 - In Italia non ci sono rischi di contaminazione legati alla vicenda del latte cinese con melamina, ma si deve prestare attenzione ai ristoranti cinesi perchè "tecnicamente" questi esercizi usano "come prodotti di base quelli importati dalla Cina". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, intervistata da Repubblica Tv, sottolineando il "grande lavoro" di controlli che i Nas stanno facendo "sulle derrate già presenti in Italia, illegalmente o legalmente, rispetto a prodotti che potenzialmente contengono latte", anche se "un margine di rischio indubbiamente c'è, se si pensa alle salse" che vengono servite nei ristoranti e nei take away cinesi. Il sottosegretario ha quindi ricordato che i controlli dei Nas sono in corso in tutta Italia e che sono già stati effettuati ieri i primi sequestri che "hanno riguardato prodotti che sono stati introdotti illegalmente nel nostro Paese: quelli lattiero-caseari" il cui import, se provenienti dalla Cina, è vietato. I controlli sono in corso, a tappeto, soprattutto nei minimarket cinesi e nei negozi che, in genere, vendono alimenti etnici, e riguarderanno anche "gli integratori alimentari, bevande di cereali in polvere, proteine di soia e riso, aminoacidi, salse piccanti e di soia, biscotti, dolci, cioccolata e caramelle". Intanto, si registra un drastico calo delle prenotazioni nei ristoranti cinesi. ZAIA Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, non frequenta i ristoranti cinesi. E in merito all'invito del presidente di Slow Food, Carlo Petrini, a non frequentarli dopo lo scandalo del latte contaminato afferma: "Non mi pongo nemmeno il problema, visto che non ci vado proprio nei ristoranti cinesi. Penso - afferma il ministro in un'intervista televisiva al Tg2 - che si debba aiutare il mondo della ristorazione nazionale che ha dato tanto non solo sotto il profilo della promozione della nostra agricoltura ma anche turistico. E sono convinto che in questo modo aiuteremo ancora una volta i prodotti della nostra agricoltura". Zaia, per scongiurare eventuali rischi che prodotti pericolosi di origine cinese possano finire nelle nostre tavole, suggerisce l'unico metodo possibile: "Consumare prodotti della nostra agricoltura, prodotti certificati, a denominazione. In questo modo - spiega - garantiamo la nostra sicurezza alimentare e aiutiamo i nostri agricoltori a sopravvivere". In ogni modo, rassicura: "I consumatori devono stare tranquilli. I nostri controlli funzionano". SACCONI La situazione in Italia, a fronte di quanto sta accadendo in Cina con la vicenda del latte contaminato da melamina, è "sotto controllo". Lo ha affermato il ministro del Lavoro, della salute e Politiche sociali, Maurizio Sacconi, entrando al World Social Summit, al via questo pomeriggio a Roma, a proposito della possibile diffusione in Italia di latte cinese contaminato dalla melamina. "Abbiamo dato vita - ha sottolineato Sacconi - a una iniziativa su larga scala dei Nas con tempestività e credo che la situazione sia sotto controllo. Mano a mano - ha aggiunto - daremo il rendiconto di questa azione". Sequestri dei Nas a Milano e FirenzeLatte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Il videocommento di G. Tassi e R. Baldini Commenti Invia commento Segnala ad un amico 24/09/2008 17:19 Simona Ma quanta ignoranza c'è in giro? Ma caro/a Ministro lo sa che la salsa piccante è fatta a basa di peperoncino e Olio? E che la salsa di soia non contiene neanche un milligrammo di latte? E che in Cina non si usa il latte nelle pietanze? Che nei ristoranti cinesi ci sono solo alimenti secchi (funghi, spaghetti di soia, spag. di riso) di importazione? E' un attacco a un settore che è già in crisi questa!!! Ditelo che state cercando solo una scusa per diffondere negatività sulla comunità cinese!!! 24/09/2008 17:59 eli Spero che il ministro ZAIA che non si pone il problema perchè lui "nei ristoranti cinesi non ci va" non si occupi solo di ciò che lo interessa in prima persona e in base ai suoi gusti e alle sue abitudini ma svolga il suo compito che principalmente deve tendere all'interesse pubblico e alla sicurezza, compito per cui un ministro viene eletto e soprattutto per svolgere il quale è pagato profumatamente!! Oppure dobbiamo auguragli un mare di disgrazie personali cosicchè magari si adoperi per risolvere un po di problemi delle nostra italia?? Sono presenti 2 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Frattini: "I turisti stanno bene" Forze sudanesi controllano da lontano (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il ministro degli Esteri chiede un "silenzio stampa di responsabilità" sulla vicenda. Poi svela: "Una cosa che si può dire è che la condizione dei nostri connazionali è buona".  Le forze di sicurezza di Khartum e de Il Cairo vigilano senza intervenire

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"Una cosa che si può dire è che la condizione dei nostri connazionali è buona", ha riferito il titolare della Farnesina, in un incontro con i giornalisti nella sede della rappresentanza italiana all'Onu. "Posso dirvi che le autorità egiziane mi hanno confermato una volontà di collaborazione stretta con le autorità italiane e tedesche", ha spiegato Frattini, "è una triangolazione che funziona". Il ministro degli Esteri è in contatto con il collega egiziano Ahmed Aboul Gheit, il quale lo tiene aggiornato quotidianamente sugli sviluppi. "è un messaggio rassicurante per le famiglie", ha concluso Frattini ribadendo che ogni sviluppo viene seguito "costantemente sul terreno". La notizia che gli ostaggi italiani sono in buone condizioni di salute era trapelata in mattinata da fonti sudanesi . "Abbiamo notizie fresche che (gli ostaggi) stanno tutti bene", aveva detto una funzionario del ministero degli Esteri di Khartum. Il gruppo, sequestratori e ostaggi (oltre ai 5 italiani, altrettanti tedeschi, un rumeno e 8 cittadini egiziani), si trova in una zona molto isolata, circa 25 chilometri all'interno del territorio sudanese, vicino al massiccio montuoso di Jewel Oweinat. "Teniamo sotto controllo i sequestratori: conosciamo i loro movimenti", ha aggiunto Ahmed, capo del protocollo al ministero, confermando che il negoziato continua. "Ci sono contatti tra il governo tedesco e i rapitori. E c'è pieno accordo tra coloro che sono coinvolti nella trattativa sul fatto che non ci sarà alcun blitz militare, proprio a tutela della sicurezza degli ostaggi". "Le forze di sicurezza sudanesi e egiziani li controllano da vicino: ed è molto importante fare in modo che queste terroristi non reagiscano nel timore di essere attaccati". Secondo il funzionario sudanese, l'identità dei rapitori non è ancora chiara (non si sa cioè se siano egiziani, sudanesi o ciadiani). Ahmed, secondo cui Il Cairo e Khartum lavorano in stretto coordinamento, non ha tuttavia spiegato se il Sudan abbia dato agli egiziani il permesso di attraversare il confine. TROVATE ALCUNE VALIGE DEI TURISTI RAPITI Cinque valige contenti "indumenti e effetti personali dei turisti occidentali" sarebbero stati travati nella zona dove sono stati rapiti venerdi scorso 11 turisti, tra i quali 5 italiani che in compagna di 8 egiziani stavano facendo un safari nel deserto egiziano presso il confine con il Sudan e la Libia. A rivelarlo stamane è il quotidiano egiziano al Masry al Youm che cita fonti della sicurezza egiziana nel governatorato di al Wadi al Jadid dove è avvenuto il sequestro. "Seguendo le orme del gruppo turistico nella zona desertica presso il confine con il Sudan - hanno affermato le fonti - una squadre di sicurezza ha trovato 5 valigie disperse sul terreno in un raggio di 500 metri". "Le valigie - precisa il quotidiano locale - contenevano indumenti e effetti personali dei turisti stranieri". Si rincorrono le notizie sulla stampa araba di questa mattina circa l'identità e la nazionalità dei sequestratori del gruppo di 11 turisti stranieri (tra cui cinque italiani) e otto cittadini egiziani rapiti venerdì scorso nel sud dell'Egitto. Fonti bene informate della sicurezza del Cairo hanno rivelato al giornale arabo 'al-Hayat' che i rapitori sarebbero originari di Gibuti. Il giornale conferma che il covo in cui vengono tenuti gli ostaggi sarebbe stato localizzato nel territorio sudanese, a circa 25 chilometri dal confine con l'Egitto. Diverse invece sono le notizie riportate dal quotidiano concorrente, 'al-Sharq al-Awsat', secondo il quale per le autorità sudanesi i sequestratori sarebbero egiziani, mentre per il Cairo la banda di rapitori sarebbe composta da quattro elementi: un ciadiano e tre sudanesi. I sequestratori avrebbero permesso agli ostaggi di parlare telefonicamente con i loro familiari "per tranquillizzarli". E' quanto rivela stamane il quotidiano panarabo al Sharq al Awsat che cita fonti egiziane che avrebbero parlato con una persona chiamata Rajab Safari, presentato come "un familiare di uno dei sequestratori". Secondo il foglio arabo edito a Londra, le conversazioni telefoniche sarebbero avvenute ieri. Tra le 19 persone sequestrate, 5 sono italiane. Lo stesso quotidiano rivela da altre fonti egiziane sostengono che "tre dei sequestratori sono sudanesi ed uno è un cittadino del Ciad". Localizzato il gruppo dei rapiti - LA SCHEDA La suggestiva 'Gola delle acacie' - Stranieri nel mirinoGli italiani sequestrati e l'attesa dei familiariGuarda la videonewsAndresti in vacanza in un paese a rischio? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (60 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (57 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (51 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (45 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (41 commenti) 18:19:12 - Una precisazione sulla mia ultima frase: ho scritto "sotto il governo precedente è aumentato parecch[...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:13:00 - Speriamo che anche quest'anno Santoro ci regali puntate ricche di indagini serie e riflessioni e spe[...] Granbassi nuovo volto di 'Annozero' L'alt dell'Arma: "Dobbiamo valutare"18:11:06 - Nonostante si cerchi di far apparire il contrario, in questo paese la magistratura applica le leggi [...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:04:52 - x davide, sè a casa tua si fulmina una lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti muore il gatto di [...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo oltre è difficile tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo18:02:58 - e vai con l'ennesima "perla" degli ermellini: dopo la sentenza del diritto dei figli trenta/quarante[...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:02:45 - il problema non è che c'è ignoranza per quanto riguarda la sessualità, il problema è che a 14 anni s[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo Cassazione: è reato minacciare la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa? 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Ferilli: "Sono una donna malinconica e inconsolabile" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Mi piace isolarmi. Vivo felicemente da sola e non faccio entrare nessuno, nemmeno il compagno Flavio Cattaneo", racconta l'attrice

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa L'ALTRA FACCIA DI SABRINA Ferilli: "Sono una donna malinconica e inconsolabile" "Mi piace isolarmi. Vivo felicemente da sola e non faccio entrare nessuno, nemmeno il compagno Flavio Cattaneo", racconta l'attrice Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (60 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (57 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (51 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (45 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (41 commenti) 18:19:12 - Una precisazione sulla mia ultima frase: ho scritto "sotto il governo precedente è aumentato parecch[...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:13:00 - Speriamo che anche quest'anno Santoro ci regali puntate ricche di indagini serie e riflessioni e spe[...] Granbassi nuovo volto di 'Annozero' L'alt dell'Arma: "Dobbiamo valutare"18:11:06 - Nonostante si cerchi di far apparire il contrario, in questo paese la magistratura applica le leggi [...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:04:52 - x davide, sè a casa tua si fulmina una lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti muore il gatto di [...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo oltre è difficile tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo18:02:58 - e vai con l'ennesima "perla" degli ermellini: dopo la sentenza del diritto dei figli trenta/quarante[...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:02:45 - il problema non è che c'è ignoranza per quanto riguarda la sessualità, il problema è che a 14 anni s[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo Cassazione: è reato minacciare la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Dopo le voci la Lohan conferma: "Sì, sono omosessuale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'attrice ha dato l'atteso annuncio in diretta radiofonica, uscendo finalmente allo scoperto dopo le foto che l'avevano ritratta in teneri atteggiamenti con la dj Samantha Ronson

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Google si regala il telefono dei sogni per festeggiare i primi dieci anni (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il motore di ricerca più debutta nella telefonia mobile con 'Dream' , prodotto dalla taiwanese Htc, e in diretta competizione con l'i-Phone di Apple e Blackberry. Utilizza il software opensource Android

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"Dream", prodotto dalla Htc, arrivetrà sul mercato americano il 22 ottobre, al prezzo di 179 dollari (circa 120 euro). L'Europa dovrà attendere: in Gran Bretagna sarà disponibile a novembre e nel resto del Vecchio continente solo agli inizi del 2009. Secondo "Time" con il progetto targato Google è possibile il 'copia e incolla' nelle mail, una funzione assente nel tecnologico Iphone. Tra i programmi in dotazione al cellulare ci saranno 'BreadCrums', un sistema di navigazione all'avanguardia dotato anche di foto di incroci e strade per migliorare l'orientamento, e 'TuneWikì, un karaoke portatile che riproduce video e musica scaricabile da Youtube. I contenuti e i servizi del cellulare saranno gratuite. E, stando alle previsioni, non ci metterà molto a farsi conoscere: si stima che le vendite del G-Phone si attesteranno sulle 600.000-700.000 unità. 'Dream' utilizza Android, la piattaforma sviluppata da Google insieme a 33 società high tech e della telefonia mobile, basata sul sistema operativo open source Linux e sul linguaggio Java. Con il nuovo prodotto targato Google gli utenti avranno a disposizione un'interfaccia personalizzabile, un servizio di messaggeria ma soprattutto tutte le applicazioni attualmente fornite dal motore di ricerca, come GoogleEarth e Google Maps. In questo modo Google punta ad offrire ai possessori del nuovo prodotto la possibilità di effettuare in movimento tutte le operazioni che solitamente si svolgono da casa o dal posto di lavoro. L'azienda Google nasce il 27 settembre 1998: padri della creatura che avrebbe rivoluzionato il World Wide Web sono Larry Page e Sergey Brin. I due ragazzi sono ancora degli studenti presso l'Università di Stanford quando sviluppano la teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle tecniche empiriche usate fino a quel momento. In base a principi di "teoria delle reti", convinti che le pagine citate con un maggior numero di link siano le più importanti e meritevoli, decidono di approfondire la loro teoria all'interno dei loro studi, ponendo di fatto le basi per quella che sarà la loro attività futura. Gestita con capitali privati (i maggiori detentori sono Kleiner Perkins Caufield & Byers and Sequoia Capital), nell'ottobre 2003 il colosso Microsoft di Bill Gates tenta di acquisire Google che però rifiuta l'offerta. All'inizio del 2004 viene annunciata un'offerta pubblica iniziale da parte di Morgan Stanley e Goldman Sachs Group, che potrebbe raggiungere i 4 miliardi di dollari; questo dà a Google un capitale di mercato che si aggira intorno ai 12 miliardi di dollari. Google oggi si è affermato come il più grande motore di ricerca mai esistito nella storia di internet: capace di effettuare una ricerca su milioni di pagine Web in alcuni millisecondi, è riconosciuto come il più grande e affidabile tra i motori di ricerca. La popolarità di Google è talmente grande che, a pochi anni di distanza dalla sua nascita, nella lingua inglese si è affermato il verbo 'to google', che significa "fare una ricerca sul web", mentre la lingua tedesca ha adottato il termine 'googeln'. In realtà, la parola Google deriva da googol, termine coniato nel 1938 da Milton Sirotta, nipote allora minorenne del matematico americano Edward Kasner, per riferirsi al numero rappresentato da 1 seguito da 100 zeri. L'uso della parola fatto da Google riflette la volontà della società di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web. Il termine viene inoltre associato con un gioco di parole all'inglese 'goggles', binocolo, proprio perchè il motore permette di "guardare da vicino" la rete. Il motore di ricerca non si limita a catalogare il World Wide Web, ma si occupa anche di immagini, foto, newsgroup, notizie, mappe, video, oltre a mantenere una copia cache di tutte le pagine che conosce. Il fatto che Google sia uno dei siti più visitati del Web e il numero contemporaneo di richieste che arrivano da più utenti non rallentano l'efficienza di queste ricerche. Google dispone di molti server sui quali girano un elevato numero di ricerche contemporaneamente. La catalogazione è fatta da un programma (googlebot) che richiede periodicamente nuove copie delle pagine web che conosce. I link in queste pagine vengono esaminati per scoprire nuove pagine e aggiungerle nel database, il cui indice, insieme alla cache, occupa milioni di terabyte. BLOG 'Addio all'era del look?' di Franca Ferri Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (60 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (57 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (51 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (45 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (41 commenti) 18:19:12 - Una precisazione sulla mia ultima frase: ho scritto "sotto il governo precedente è aumentato parecch[...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:13:00 - Speriamo che anche quest'anno Santoro ci regali puntate ricche di indagini serie e riflessioni e spe[...] Granbassi nuovo volto di 'Annozero' L'alt dell'Arma: "Dobbiamo valutare"18:11:06 - Nonostante si cerchi di far apparire il contrario, in questo paese la magistratura applica le leggi [...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:04:52 - x davide, sè a casa tua si fulmina una lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti muore il gatto di [...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo oltre è difficile tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo18:02:58 - e vai con l'ennesima "perla" degli ermellini: dopo la sentenza del diritto dei figli trenta/quarante[...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:02:45 - il problema non è che c'è ignoranza per quanto riguarda la sessualità, il problema è che a 14 anni s[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo Cassazione: è reato minacciare la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Il sogno nel cassetto di Alicia Keys "Lavorerei con la Winehouse" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La cantante, nonostante le offese subite dall'artista britannica, esprime parole di elogio nei confronti di Amy per il suo grande talento artistisco, confessando che le piacerebbe collaborare con lei

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Ragno cammello sloggia da casa la famiglia di un paracadutista (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I Griffiths hanno abbandonato la casa dell'Essex, Inghilterra, dopo che un ragno di 15 centimetri, forse arrivato in una borsa dall'Afghanistan col capo famiglia, e' spuntato all'improvviso nell'appartamento. E ha ucciso con un morso il cane di casa

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'Premio arte e cultura La Bagnaia' nel nome di Attilio Monti (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

E' tutto pronto per la sesta edizione dell'iniziativa culturale in onore di Monti. L'incontro avrà luogo nella tenuta 'La Bagnaia' venerdì 26 settembre. Ogni anno sono tanti i nomi del mondo dell'informazione e della cultura che partecipano all'incontro

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Da Dante alla Beat generation: al via Poesia festival '08 (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dal 25 al 28 settembre i Comuni dell'Unione Terre di Castelli, insieme a Maranello e Marano, accoglieranno la kermesse dedicata alla poesia in tutte le sue forme artistiche. Tra gli ospiti di quest'anno anche Suzanne Vega

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Air France-Klm: "Siamo interessati" Colloquio tra Cgil e Colaninno (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il premier Berlusconi aveva confermato l'ipotesi di un possibile partner estero, precisando però che sarebbe "una partecipazione di minoranza"

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OTTIMISMO L'idea di una partnership internazionale all'orizzonte aveva fatto parlare in toni ottimistici il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che vede possibile "il raggiungimento di un'intesa su Alitalia entro il 30 settembre". In merito ai tempi stretti imposti dall'Enac, Fantozzi ha precisato che "se ritirerà la licenza, sarà un grosso dolore, ma io ricorrerò al Tar". Anche il premier Berlusconi stamattina ha confermato l'ipotesi di un possibile partner estero, precisando però che sarebbe stata "una partecipazione di assoluta minoranza". La prospettiva di un partner estero ha 'ammorbito' anche i sindacati: per Epifani, "è presto per parlare di spiragli ma è una buona scelta". Il leader sindacale ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Presidente della Cai Roberto Colaninno. Cisl, Uil e Ugl invece hanno incontrato il governo a palazzo Chigi. La Cai, insomma, ha ripreso un ruolo di primo piano nella vicenda, come testimonia il fatto che sta intensificando gli incontri con l'esecutivo: stamattina i vertici della newco hanno incontrato Letta per il secondo giorno consecutivo. E la Uil fa sapere che "tranne la Cai non ci sono altre opzioni nè altre cordate. O la Cai o l'avventura". Il segretario generale Luigi Angeletti ha aggiunto anche che, quanto al partner straniero, "sarà la Cai, qualora dovesse acquistare Alitalia, a decidere il partner. è da escludere un annuncio od un accordo prima". Berlusconi, in merito alle responsabilità dell'impasse di Alitalia, attacca Veltroni: "è colpa sua se la trattativa con la Cai è fallita". Il premier, che precisa anche di essere "sempre in contatto" con le parti in causa nella trattativa Alitalia, ha lasciato Roma per recarsi a Milano. Indiscrezioni filtrate in ambienti parlamentari riferivano di un incontro tra il premier e i vertici di Lufthansa nel capoluogo lombardo. Ma il dossier Alitalia potrebbe essere riaperto domani anche a Parigi: nel cda di Air France-Klm fissato in mattinata potrebbe esserci sul tavolo la questione dell'aviolinea italiana. Veltroni scrive a Berlusconi: "Ecco le nostre proposte" Quale futuro per Alitalia?Piloti e assistenti di volo in corteo Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Fantozzi pensa al Tar contro Enac per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Articoli correlati: *Nessun accordo Alitalia. Berlusconi incolpa Veltroni *Alitalia, incontro Cai-governo: "Passi avanti" *Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa Guarda tutti i correlati.

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Obama torna in testa ai sondaggi Per lui il 52% delle preferenze (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La crisi finanziaria statunitense e l'incertezza dei mercati hanno regalato un sorriso a Barack Obama. Il candidato democratico alla Casa Bianca è tornato in testa ai sondaggi

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La nuova 'Metamorfosi' di Raf E la moglie scrive per lui (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il disco contiene nove canzoni inedite che colpiscono dritte al cuore, scritte e arrangiate con eccellente gusto. La collaborazione di autori di prestigio e una novità: la moglie, Gabriella Labate, si è scoperta 'paroliera'

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Musica SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALBUM IN USCITA La nuova 'Metamorfosi' di Raf E la moglie scrive per lui Il disco contiene nove canzoni inedite che colpiscono dritte al cuore, scritte e arrangiate con eccellente gusto. La collaborazione di autori di prestigio e una novità: la moglie, Gabriella Labate, si è scoperta 'paroliera' Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (60 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (57 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (51 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (45 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (41 commenti) 19:49:20 - Simone hai la possibilità di svincolarti da questa federazione incompetente e mangiasoldi che pensa [...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo18:19:12 - Una precisazione sulla mia ultima frase: ho scritto "sotto il governo precedente è aumentato parecch[...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:13:00 - Speriamo che anche quest'anno Santoro ci regali puntate ricche di indagini serie e riflessioni e spe[...] Granbassi nuovo volto di 'Annozero' L'alt dell'Arma: "Dobbiamo valutare"18:11:06 - Nonostante si cerchi di far apparire il contrario, in questo paese la magistratura applica le leggi [...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:09:18 - Una telenovela disgustosa organizzata dalla FIt. Regia di Angelo Binaghi. Attori protagonisti: 1) Ba[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo18:04:52 - x davide, sè a casa tua si fulmina una lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti muore il gatto di [...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo oltre è difficile tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo Quali strumenti per risollevare il commercio in centro storico?Cassazione: è reato minacciare la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Alba Parietti tagliata fuori da tutto Katia Noventa star a Domenica In (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Per Alba nessuno spazio fisso, ma le resta la possibilità di fare l'ospite nelle trasmissioni. Tutte le novità dell'appuntamento domenicale 

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La Setta proseguirà lo spazio dedicato all'informazione con il suo angolo della politica, ampliato rispetto ai 20 minuti della scorsa stagione. Poi toccherà a Luisa Corna con In Musica. Di seguito In salute con Rosanna Lambertucci. Venti minuti più tardi ecco la novità, Katia Noventa, che ci parlerà del costume nel suo In passerella. All'ora del tè arriverà Lorena Bianchetti con il suo game show dal titolo Cento e lode. Preludio all'appuntamento delle ore 18 con sua maestà Pippo Baudo che si occuperà dell'attualità con In sette giorni. A sfidarlo su Canale 5 ci sarà sempre il Milionario di Gerry Scotti. Mentre dalle 16,30 alle 18 toccherà a Paola Perego intrattenere i telespettatori sul Biscione tra la De Filippi e Gerry Scotti. Niente Domenica In per Alba Parietti. Per lei non ci sarà nessuno spazio fisso. A tradire le sue aspirazioni è stata la lunga trattativa con La talpa. Alla fine è rimasta a bocca asciutta. Nessun problema, farà l'ospite a valanga. Il topless della Parietti a Formentera Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (60 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (57 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (51 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (45 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (41 commenti) 19:49:20 - Simone hai la possibilità di svincolarti da questa federazione incompetente e mangiasoldi che pensa [...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo18:19:12 - Una precisazione sulla mia ultima frase: ho scritto "sotto il governo precedente è aumentato parecch[...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:13:00 - Speriamo che anche quest'anno Santoro ci regali puntate ricche di indagini serie e riflessioni e spe[...] Granbassi nuovo volto di 'Annozero' L'alt dell'Arma: "Dobbiamo valutare"18:11:06 - Nonostante si cerchi di far apparire il contrario, in questo paese la magistratura applica le leggi [...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:09:18 - Una telenovela disgustosa organizzata dalla FIt. Regia di Angelo Binaghi. Attori protagonisti: 1) Ba[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo18:04:52 - x davide, sè a casa tua si fulmina una lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti muore il gatto di [...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo oltre è difficile tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo Quali strumenti per risollevare il commercio in centro storico?Cassazione: è reato minacciare la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Domani i sindacati a Palazzo Chigi Air France-Klm: "Siamo interessati" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ritorna in pista la compagnia franco-olandese. Voli garantiti fino a lunedì, Fantozzi pronto a ricorrere al Tar se l'Enac dovesse ritirare la licenza. Veltroni: "Sono ottimista"

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L'INTERESSE DI AIR FRANCE-KLM L'idea di una partnership internazionale all'orizzonte fa parlare in toni ottimistici il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che vede possibile "il raggiungimento di un'intesa su Alitalia entro il 30 settembre". Intanto Air France avrebbe confermato il proprio interesse a una partecipazione alla Cai, come già annunciato dagli advisor del Tesoro e della stessa cordata. Secondo quanto si è appreso, sarebbe stato Francesco Mengozzi a comunicare oggi al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta il messaggio di interesse da parte di Jean Cyril Spinetta. Quanto ai tempi stretti imposti dall'Enac, Fantozzi ha precisato che "se ritirerà la licenza, sarà un grosso dolore, ma io ricorrerò al Tar". Comunque anche se domani l'Enac dovesse decidere di sospendere la licenza, i voli fino a lunedì, ha assicurato il presidente dell'ente, Vito Riggio, "sono garantiti". Riggio si è mostrato anche disponibile ad accogliere l'eventuale richiesta da parte del commissario Fantozzi di prorogare al 30 la presentazione del piano, qualora tale richiesta "avesse un senso non di prolungare l'agonia ma di portare un elemento di novità". L'ipotesi di un possibile partner estero è stata confermata anche dal premier Berlusconi stamattina che ha spiegato che "sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa-Air France e British Airways come ipotesi di collaborazione e di alleanza" e ha precisato però che sarebbe "una partecipazione di assoluta minoranza". La prospettiva di un partner estero 'ammorbidiscè anche i sindacati: per Epifani, "è presto per parlare di spiragli ma è una buona scelta". Il leader sindacale ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Presidente della Cai Roberto Colaninno. Cisl, Uil e Ugl invece hanno incontrato il governo a palazzo Chigi. La Cai, insomma, ha ripreso un ruolo di primo piano nella vicenda, come testimonia il fatto che sta intensificando gli incontri con l'esecutivo: stamattina i vertici della newco hanno incontrato Letta per il secondo giorno consecutivo. E la Uil fa sapere che "tranne la Cai non ci sono altre opzioni nè altre cordate. O la Cai o l'avventura". Il segretario generale Luigi Angeletti ha aggiunto anche che, quanto al partner straniero, "sarà la Cai, qualora dovesse acquistare Alitalia, a decidere il partner. è da escludere un annuncio od un accordo prima". Berlusconi, in merito alle responsabilità dell'impasse di Alitalia, attacca Veltroni: "è colpa sua se la trattativa con la Cai è fallita". Il premier, che precisa anche di essere "sempre in contatto" con le parti in causa nella trattativa Alitalia, ha lasciato Roma per recarsi a Milano. Indiscrezioni filtrate in ambienti parlamentari riferivano di un incontro tra il premier e i vertici di Lufthansa nel capoluogo lombardo. Veltroni scrive a Berlusconi: "Ecco le nostre proposte" Quale futuro per Alitalia?Piloti e assistenti di volo in corteo Commenti Invia commento Segnala ad un amico 24/09/2008 18:59 mauro toselli tanto berlusconi fara' di tutto per far fallire l'accordo e poi dara' di nuovo la colpa ai sindacati Sono presenti 1 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Regia di Angelo Binaghi. 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