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T ARTICOLI DEL 24 settembre 2008
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Articoli
Alitalia 2 (115)
L'ultimo saluto ad Abdul Guiebre
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (231 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (
Cai
e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa
( da "Voce
d'Italia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Articoli correlati: *Berlusconi convoca Colaninno. Veltroni: "Ecco il nostro piano" *Alitalia: Cai formalizza la revoca della sua offerta *Alitalia: cordata dei dipendenti Guarda tutti i correlati.
Berti,
l'uomo anti-cordata ( da "Stampa, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia alla Cai: "Epifani quando ha deciso di rompere, ha preso una toppa e dietro il suo errore c'era lo zampino di Veltroni". Da allora, con il passare dei giorni, la Cgil e il vertice del Pd (sondaggi alla mano) hanno capito di aver "toppato" davvero e hanno tentato di riaprire la trattativa per non finire insieme ai piloti sul banco degli imputati del possibile fallimento.
Papa
Ratzinger su Pio XII: difese gli ebrei
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: news Alitalia, Berlusconi: "Al paese serve una compagnia di bandiera, ci sarà"Egitto, individuata prigione degli italiani: "Ma non faremo blitz"Il governo taglia le stime: il pil sale solo dello 0,1% Fmi: male anche il 2009Lehman, in Italia tremano oltre 40mila risparmiatoriFinlandia, studente spara a scuola: 11 vittimeLa Fia boccia la McLaren Inammissibile il ricorsoSesso on line,
Veltronial
premier:<Tre mosseper Alitalia>
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tre mosseper Alitalia" il salvataggio Il leader Pd invoca un'apertura ai sindacati e contatti con gli stranieri. La linea del governo non cambia. Berlusconi: "Serve una compagnia di bandiera". Cai prende tempo 24/09/2008 Genova. Il governo costringe il porto di Genova e gli altri scali marittimi italiani a mettersi in regola con le norme sull'
Il
Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: news Alitalia, Berlusconi: "Al paese serve una compagnia di bandiera, ci sarà"Egitto, individuata prigione degli italiani: "Ma non faremo blitz"Il governo taglia le stime: il pil sale solo dello 0,1% Fmi: male anche il 2009Lehman, in Italia tremano oltre 40mila risparmiatoriFinlandia, studente spara a scuola: 11 vittimeLa Fia boccia la McLaren Inammissibile il ricorsoSesso on line,
Gli
Statuto:<I nostri25 anni con la musica>
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Si parla dell'Alitalia, ma tutti i posti di lavoro vanno mantenuti, tutelati e difesi". Oskar e il batterista Naska sono gli unici superstiti del nucleo originario della band: "Sì - sorride Oskar - ma in compenso in piazza Statuto, 25 ani dopo,i Mods sono sempre di più".
Alitalia,
il grande azzardonon premia Berlusconi
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: prenotazioni a picco e un puzzle sindacale talmente complesso da risultare impossibile da ricomporre, il futuro di Alitalia appare sempre più incerto. Ma forse sarebbe meglio dire drammatico. L'unica certezza è che, oggi, siamo di fronte a una compagnia che naviga a vista: senza una strategia, senza un obiettivo dichiarato. Inquietanti, poi, sono i segnali che arrivano dalla politica.
Epifani
deve scegliere: isolamento o retromarcia
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: offerta per Alitalia e darne la colpa a Silvio Berlusconi. In questo caso, avrebbe avuto ragione Romano Prodi che aveva sostenuto l'alternativa secca tra Air France e fallimento. Detto proprio dal responsabile della caduta del governo Prodi, suonava come un'autocritica della sua stessa candidatura, che aveva prodotto il patatrac.
Enac:
stop alle licenzerisponde a norme Ue
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: licenze di volo per Alitalia inviata all'Enac dalle associazioni dei piloti, degli assistenti di volo e del Sindacato dei lavoratori? Il presidente Vito Riggio precisa che l'Enac è titolare di un compito istituzionale basato su un Regolamento Comunitario (il numero 2407 del 1992) che regola la materia delle licenze con regole comuni da applicarsi da parte di tutti i Paesi della Ue.
Torna
in pista la Cai ( da "Secolo XIX, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ricomincia da Cai. Il giorno dopo la revoca dell'offerta, il capo della cordata italiana, Roberto Colaninno, varca il portone di palazzo Chigi per un colloquio di 45 minuti con il sottosegretario Gianni Letta che gli chiede di non abbandonare il campo, dopo un vertice dei ministri con il premier Silvio Berlusconi.
"jet
Republic": i pilotili assumiamo noi
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. "Se alcuni dei piloti Alitalia dovessero decidere di spostarsi nel settore dei jet privati - ha detto Breeze, ex pilota della Royal Air Force - sicuramente proveremmo a portarli da noi. Quando ero un pilota militare ho avuto il privilegio di lavorare con alcuni di loro quando ancora erano in aeronautica militare e ho potuto constatare che sono semplicemente straordinari"
Alta
velocità, Ferrovie Italiane ordinano cinquanta nuovi treni
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quasi a sfidare le malelingue che vedono nel tracollo di Alitalia un'avvisaglia della crisi trasportistica tricolore, mette le mani avanti anche in Europa: "Vogliamo un treno che non solo sia così veloce da dare un'accelerata al Paese. Lo vogliamo talmente competitivo da poter entrare con prepotenza nei mercati esteri, cominciando dal Nord Europa".
Una
disavventurada DUEMILA EURO ( da "Secolo XIX, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: con un volo Alitalia, dove ha poi preso una aereo per il Cairo. Nella capitale egiziana si sono fermati una notte, all'Hotel Piramid, poi il giorno dopo, insieme a cinque tedeschi, un romeno e otto accompagnatori, sono partiti in fuoristrada per l'oasi di El Fayum, Wadi Rayan, dove una ramificazione del Nilo si getta nel lago Qarun,
Confindustria
caccia Pellegrino Dura la censura dopo la volgare lettera ai sindacati del
padrone della Pecoplast. Lui si dimette
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ne è un esempio. Il nostro presidente del consiglio, il ministro Brunetta stanno esattamente dicendo e facendo quello che io ho scritto e ho fatto". Più tardi ha rincarato la dose. I vertici di Assindustria? "Dei quaquaraqua. Ho un solo amico, che poi si è messo a fare politica: Antonio Paravia,
Veltroni:
tre proposte per salvare Alitalia In una lettera il leader del Pd invita
Berlusconi a riprendere in mano l'iniziativa
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nel disastro Alitalia, ma che ora, invece di scaricare colpe su Cgil e opposizione, dovrebbe riprendere l'iniziativa, convocando le parti "e determinando un fatto nuovo, senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate". Insomma, dice il leader del Pd, il governo non aspetti passivamente che la situazione precipiti,
Oggi
assemblee dei lavoratori ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le prossime ore saranno decisive per le sorti di 20 mila dipendenti Alitalia più altre migliaia dell'indotto, manifestiamo tutto il nostro dissenso nei confronti di chi vuole condurci al fallimento, riducendoci in povertà!". È uno dei passaggi del comunicato ai lavoratori Alitalia inerente le due assemblee indette per oggi a Fiumicino da Cisl, Uil e Ugl.
Signor
presidente, evitiamo la tragedia ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi sulla vicenda Alitalia. "Signor Presidente, la vicenda Alitalia rischia di giungere rapidamente ad un esito tragico. Le scrivo per rinnovare l'impegno del Partito Democratico a concorrere alla ricerca di una difficilissima soluzione positiva e per chiederLe di assumere immediatamente un'iniziativa volta ad uscire dalla paralisi che si è determinata dopo il ritiro dell'
Lettera
a Berlusconi: convochi le parti, la Cai torni al tavolo magari con partner esteri
Colaninno apprezza, si apre uno spiraglio nella crisi. Epifani: scongiurare il
fallimento ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: iniziativa su Alitalia. Il segretario Walter Veltroni scrive al premier Berlusconi, al quale rinnova le critiche per la conduzione della vicenda, e indica tre proposte. Primo: la Cai faccia un passo avanti verso le posizioni espresse dai sindacati. Secondo: ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri,
Povero
Mameli ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: parlato di Alitalia. In effetti, è un incubo anche per noi telespettatori, che siamo stanchi di sentir dire da Berlusconi e dai suoi: "O Cai o niente". Prima, in campagna elettorale, dicevano solo: "O patria a morte", come vecchi garibaldini. Ma ora il revisionismo di destra ha colpito anche i garibaldini e si celebrano i soldati del papa caduti per impedire la breccia di Porta Pia,
Le
Fs puntano al pareggio nel 2009 ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Le Ferrovie dello Stato hanno registrato un aumento sensibile del numero di passeggeri". L'ad ha quindi anticipato che il 14 dicembre verrà annunciato l'avvio di un nuovo schema di servizi con nuovi orari: sulla tratta Milano-Roma e nelle ore di punta partirà un treno ogni 15 minuti, ci saranno meno fermate intermedie e di conseguenza il tempo di percorrenza sarà ridotto.
ALITALIAIl
sindaco si fa dare la sveglia da Storace
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: GLIELO AVEVA GIÀ DETTO a voce: "Non si assiste impassibili alla tragedia Alitalia, solo perché ci si preoccupa del governo amico". Alla fine Storace ad Alemanno glielo ha scritto anche sui manifesti con cui ha tappezzato la città: "Sindaco svegia, Roma è ostaggio della Lega".
L'economia
di Ostia si ferma, la causa è l'incertezza sul futuro della compagnia aerea
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quando gli stipendi medi dei dipendenti Alitalia erano più alti dei loro omologhi impiegati altrove e facevano da volano per l'economia locale. Picchi, titolare di una concessionaria, sempre più spesso vede i dipendenti Alitalia tornare a casa a mani vuote col dubbio, magari essendo precari, di non poter pagare le rate i mesi successivi.
Lotta
al terrore, all'Onu l'ultimo discorso del guerriero Bush Il presidente Usa
rivendica i conflitti in Afghanistan e Iraq ma non strappa applausi al Palazzo
di Vetro. Sarah Pali ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Quindi da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che Berlusconi era impegnato a salvare Alitalia. Al suo posto c'è il ministro degli Esteri Franco Frattini che in conferenza stampa parla del prossimo G8 alla Maddalena, di riforma del Consiglio di sicurezza. Promette di combattere la fame nel mondo con i soldi dei privati e l'aiuto del sindaco di Milano Letizia Moratti .
Colaninno
a palazzo Chigi Si apre un nuovo spiraglio
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia potrebbe riaprirsi. La Compagnia aerea italiana e i sindacati autonomi potrebbero di nuovo mettersi attorno a un tavolo per discutere il futuro del vettore. La svolta è avvenuta ieri. Roberto Colaninno, che è presidente della società che raccoglie 18 azionisti, e il suo braccio operativo Rocco Sabelli hanno avuto un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Gianni
Anche
Chavez si fa avanti ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: delle attività produttive del gruppo di società Alitalia". "Con l'aiuto del governo socialista della Repubblica Bolivariana de Venezuela - si legge nella nota - siamo certi che potremo risolvere buona parte dei problemi che colpiscono in questo momento Alitalia e tutti i suoi lavoratori. Nei prossimi giorni faremo avere al commissario straordinario i dettagli del nostro progetto"
Catricalà:
vigileremo sui conflitti d'interesse
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sul decreto del governo che ha modificato la legge Marzano in vista del piano di salvataggio per Alitalia". La nuova Alitalia, sottolinea Catricalà, "sarà qualificabile come dominante sui mercati nei quali opererà, e sarà pienamente soggetta al divieto di abusare della propria posizione tanto a svantaggio dei concorrenti quanto a danno dei consumatori".
Se
Lufthansa entra nella cordata Cai
( da "Unita,
L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Chi pensa che in questi giorni, nella lunga partita Alitalia, Lufthansa sia rimasta alla finestra sbaglia. Il vettore tedesco si è mosso. E anche molto. Contatti con l'esecutivo, contatti con le sigle autonome e le confederazioni maggiori. Per non perdere l'occasione. "Il treno", come lo chiama una fonte industriale.
Contratti,
Brunetta concede solo la mancia ( da "Unita, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma il caos Alitalia è una zavorra ed è verosimile ipotizzare che non ci sarà accordo (o rottura) prima che la crisi della compagnia aerea trovi una soluzione. Tanto più che tanto sui contratti, quanto su Alitalia, Cgil, Cisl e Uil non hanno identità di vedute e associare impasse a impasse sarebbe troppo pesante.
Alitalia,
ultimo spiraglio ( da "Repubblica, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Rischi in volo, dietrofront dell'Anpac Alitalia, ultimo spiraglio La Cai torna in pista. Veltroni scrive al premier: convochi le parti ROMA - La Cai, Compagnia aerea italiana, apre uno spiraglio per le sorti di Alitalia. Il presidente Roberto Colaninno ha aperto a possibili nuove proposte sul contratto dei piloti.
Una
vita da pilota - maurizio crosetti
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Una vita da pilota MAURIZIO CROSETTI Nella sua nuova, complicatissima vita da pilota Alitalia senz'ali, il comandante Luca Anedda ora mangia, al massimo, il panino di Fantozzi (il ragioniere, non il commissario). ALLE PAGINE 37, 38 E 39.
Matteoli:
ferrovieri precettati per evitare lo stop dei trasporti
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ferrovieri precettati per evitare lo stop dei trasporti ROMA - Per i ferrovieri in sciopero venerdì è in arrivo la precettazione. Lo ha annunciato ieri il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Per Matteoli questo sciopero sarebbe infatti intollerabile vista la situazione in cui versa Alitalia e il possibile stop dei voli.
"dentro
lufthansa, timone italiano" il cavaliere gioca l'ultima carta - claudio
tito ( da "Repubblica, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma nello stesso tempo ha accettato l'opzione di un ingresso "soft" degli stranieri nella nuova Alitalia. Una svolta discussa subito dopo il consiglio dei ministri di ieri mattina. Ha ascoltato i resoconti dei ministri Sacconi, Scajola, Matteoli e del sottosegretario Letta. Ha avuto la conferma che gli spazi di manovra sono sempre più ridotti.
E
veltroni scrive al premier "un passo per uscire dallo stallo"
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: proposte per riaprire la partita Alitalia Il leader del Pd fa tre proposte per riaprire la partita Alitalia E Veltroni scrive al premier "Un passo per uscire dallo stallo" E Veltroni scrive al premier "Una mossa per uscire dallo stallo" Fredda la replica del governo Bonaiuti: lo dica a Epifani e ai suoi amici piloti ROMA - Il Partito democratico entra in campo sulla vertenza Alitalia.
Alitalia,
spiragli dalla cordata berlusconi: troveremo la soluzione - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: relativamente a cespiti o rami di azienda di Alitalia". Domani stesso Alitalia invierà all'Enac "una relazione documentata che evidenzi la capacità finanziaria dei vettori del gruppo Alitalia di continuare l'attività operativa fino al 30 settembre". "Aspettiamo il progetto del commissario Fantozzi - ribatte il presidente dell'Enac Vito Riggio - ma sui tempi non ci sono molti margini:
La
retromarcia di berti "niente stress, voli sicuri"
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Secondo l'Anpac il decreto del 28 agosto che ha portato al commissariamento di Alitalia impedisce ogni limitazione delle attività di volo. La risposta dell'Enac è che le norme riguardo alle licenze sono direttive europee e che "la giurisprudenza della Corte Costituzionale italiana ha più volte chiarito come il diritto nazionale non possa in alcuna misura innovare la norma
Stato
e mercato da bush a keynes - massimo l. salvadori
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Antonveneta, Unipol, Alitalia, e via dicendo. Dovunque, fuori e in Italia, i ciechi sono stati tanti, i profittatori si sono ingrassati, e i mazziati formano un popolo di poveri cristi. Date le cose, parrebbe tornata l'ora di un rinnovato, onesto e civile "compromesso" liberale-socialista o socialdemocratico.
Di
pietro attacca berlusconi "ha tolto i rifiuti solo in centro" -
roberto fuccillo ( da "Repubblica, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Nel pieno della bagarre su Alitalia, Antonio Di Pietro cerca di demitizzare il premier anche sul fronte di quello che è stato generalmente letto come un suo innegabile successo, la pulizia di Napoli. "Abbiamo la documentazione fotografica - afferma il leader di Italia dei valori -.
Il
piano bonomi per malpensa "tra 4 anni sarà di nuovo un hub"
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La messa a terra dei voli Alitalia sarà uno choc fortissimo su tutto il trasporto aereo italiano. A breve termine genererà danni ulteriori rispetto a quelli che già si stanno subendo in questi mesi, in particolare sul nostro sistema aeroportuale". La speranza: "Nel medio e lungo periodo ci potrà essere una ripresa forte del mercato,
I
vip riscoprono il treno e air one - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vicepresidente pdl della Camera: "Scelta obbligata, con Alitalia non ci sentiamo più sicuri". Il leghista Matteo Salvini è più colorito: "Se Alitalia scompare dalla faccia della terra, io non piango". Poi la promessa: "Dalla prossima settimana basta aereo, mi organizzo con il treno, anche se impiegherò più tempo: più pulito e più puntuale".
Linate,
i giorni della paura ( da "Repubblica, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i giorni della paura Senza Alitalia voli dimezzati e fuga verso le stazioni dei treni Non usa toni soft Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, paarlando del possibile stop ai voli della nostra compagnia di bandiera: "La messa a terra dei voli Alitalia sarà uno choc fortissimo su tutto il trasporto aereo italiano".
Tutti
a bordo degli eurostar - teresa monestiroli
( da "Repubblica,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina V - Milano Il dossier Tutti a bordo degli Eurostar TERESA MONESTIROLI L'imminente crisi di Alitalia rischia di mandare in tilt i collegamenti Milano-Roma, stravolgendo una delle tratte più battute dagli uomini d'affari italiani che, dalla prossima settimana, potrebbero trovarsi improvvisamente a piedi. SEGUE A PAGINA III.
Linate
ha paura del crac alitalia "se fallisce trascina giù anche noi" -
teresa monestiroli ( da "Repubblica, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia "Se fallisce trascina giù anche noi" La metà dei voli è della compagnia di bandiera e per Roma si sale a 2 su 3: già cominciata la fuga di passeggeri verso l'Eurostar A rischio i posti di lavoro: i dipendenti sono quasi tremila escluso l'indotto TERESA MONESTIROLI (segue dalla prima di Milano) A Linate il traffico aereo verrebbe dimezzato e la mole dei pendolari si riverserebbe
Lilli
nel gioco del talk show politico ( da "Repubblica, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: l'Alitalia ? è stato sviscerato dai molti ospiti. Resta che chiunque arrivando dopo Giuliano Ferrara darebbe l'impressione di una normalizzazione: Gruber vuole giocare all'affollato gioco del talk politico e ritiene che non siano rimasti solo posti in piedi.
Chavez
in campo: <La salviamo noi> E Ferrero ci crede
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ci mancava solo questo" dei dipendenti Alitalia, al "Finalmente!" nei forum girotondini. E nemmeno al segretario di Rifondazione comunista. In serata Paolo Ferrero ha commentato: "Il governo deve mettere Alitalia in condizione di valutare tutte le proposte, compresa quella di Chavez, perché quella di Cai non è soddisfacente".
Il
Financial Times tifa Silvio <Devi imitare la Thatcher>
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nella vicenda Alitalia segui l'esempio della Thatcher". L'invito del Financial Times al presidente del Consiglio italiano è contenuto in un commento di Paul Betts intitolato "L'Alitalia offre a Silvio Berlusconi il suo momento da Thatcher". Il FT ricorda che, al contrario della Lady di ferro nella sua battaglia contro i minatori,
L'Anpac
arrossisce e oscura il sito di golf
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anpac arrossisce e oscura il sito di golf di Redazione È passato indenne attraverso le prime fasi della crisi Alitalia; niente neppure quando è partito il conto alla rovescia per il fallimento. Nemmeno lo sdegno degli italiani per l'esultanza di hostess e aquile alla notizia del ritiro di Cai ha spinto l'Anpac a rimuovere il link al torneo di golf riservato alle "aquile".
La
crisi della compagnia di bandiera
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 24 pagina 4 La crisi della compagnia di bandiera di Redazione Come abbiamo detto sin dall'inizio di questa kafkiana vicenda di Alitalia, il rilancio della nostra compagnia di bandiera passa per un socio industriale internazionale (Air France o Lufthansa, British o altri) e per uno sforzo finanziario del capitalismo italiano, pubblico o privato. Meglio privato naturalmente.
Il
comandante gaffeur che atterra soltanto da un salotto tv all'altro
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: anche gli ultimi irriducibili passeggeri Alitalia hanno fatto gli scongiuri e si sono gettati a disdire le prenotazioni. Il call center Alitalia non riceveva tante telefonate di clienti terrorizzati dall'11 settembre 2001. Ora che Bin Laden si fa sentire meno, ci pensa Berti ad affossare le compagnie aeree.
La
Filt-Cgil snobba il Parlamento Il Pdl: <Atto indegno>. <Solo
ritardo> ( da "Giornale.it, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: riunite di Industria e Lavori pubblici di Palazzo Madama avevano convocato in audizione i rappresentanti dei lavoratori di Alitalia. "Evidentemente quel sindacato non ha così a cuore gli interessi di quei lavoratori che dovrebbe rappresentare", dicono in coro i senatori di maggioranza. Rincara la dose il leghista Roberto Mura: "Hanno fatto sapere, che avevano "altre cose da fare".
Il
cinico scherzo su eBay Germania: appena un euro per l'ultimo volo
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sul sito tedesco di eBay, un biglietto aereo Alitalia di andata e ritorno. La base di partenza è un euro. Nell'annuncio, scritto in italiano, si legge: "Vendo la mia compagnia aerea. Solo su Alitalia. Hai letto bene. Offri per la mia compagnia aerea, cioè per volare in mia compagnia, su un vero aereo Alitalia.
Grande
fuga dei passeggeri <Volano> le ferrovie e le compagnie concorrenti
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il linguaggio commerciale usato sul sito di Alitalia sembra fuori dal tempo e dalla realtà. Che cosa sarà Alitalia tra un mese o, addirittura, la primavera prossima? L'Enac ha dato il termine di una settimana alla licenza provvisoria, il commissario Fantozzi ha posto al 30 settembre la data ultima per ulteriori offerte, la cassa è allo stremo.
Berlusconi
pesca l'asso tedesco ( da "Tempo, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il Cavaliere rinuncia al viaggio negli Usa per salvare Alitalia: la compagnia di bandiera serve e ci sarà Berlusconi pesca l'asso tedesco Berlusconi ha rinunciato al viaggio all'Onu per risolvere la crisi Alitalia. Poche ore dopo la disponibilità di Veltroni a collaborare con il governo, il premier ha annunciato che "ci sarà una compagnia di bandiera italiana": e si concretizza l'
Piloti,
i nuovi "Signor No" che difendono privilegi
( da "Tempo,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ieri ha ricordato che "si sa bene che il problema di Alitalia non sono solo i piloti, ma ad esempio i 200 milioni di euro l'anno persi dal 2000 al 2008 per il collocamento di Malpensa senza regolare Linate, tutti gli sprechi, il fatto che Alitalia pagava i gestori aeroportuali cinque volte di più delle altre compagnie;
Arriva
la solidarietà dei tedeschi di Lufthansa
( da "Manifesto,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: espresso tutto il proprio appoggio ai colleghi di Alitalia, "ancora una volta chiamati a risanare un'azienda mal gestita dal management sulle spalle dei dipendenti". Persone che sono "la vera garanzia per la sopravvivenza di un'azienda come Alitalia". Per quanto riguarda le trattative, "decisive saranno le condizioni di lavoro che danno dignità ai suoi dipendenti e ai loro familiari"
Veltroni
sbaglia ancora rotta ( da "Manifesto, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA · Una lettera a Berlusconi per "riaprire alla Cai", che era già a palazzo Chigi Veltroni sbaglia ancora rotta Il governo preferisce sbarrare la strada a qualunque altra soluzione Francesco Piccioni ROMA Sembrava fosse stata imboccata finalmente una strada trasparente per la vendita dell'Alitalia.
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ALITALIA l PAGINA 4 Veltroni vola basso e scrive a Berlusconi IMMIGRAZIONE l PAGINA 6 Dieci nuovi Cpt e Dna per i ricongiungimenti STATALI l PAGINA 4 Contrattazione addio, decide tutto Brunetta STATI UNITI l PAGINA 11 Bush lascia all'Onu l'eredità della guerra.
Alitalia,
nuovo spiraglio ( da "Messaggero, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cai torna in campo, avanza Lufthansa come alleato estero. Epifani: serve il partner industriale Alitalia, nuovo spiraglio Veltroni a Berlusconi: convochi le parti. Il premier: la compagnia italiana ci sarà.
ROMA
Per Alitalia tornano in campo gli imprenditori di Cai. La società presieduta da
Roberto C ( da "Messaggero, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
<Malpensa
vivrà anche se Alitalia fallisce>
( da "Corriere
della Sera" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: presidente Sea "Malpensa vivrà anche se Alitalia fallisce" Quattro-cinque anni per tornare hub, un super-aeroporto. è il destino di Malpensa secondo il presidente Sea Giuseppe Bonomi (nel tondo), ieri in commissione Trasporti a Palazzo Marino: "Lo sviluppo non è velleitario, purché si liberalizzi il mercato".
Bonomi:
Malpensa? Ripartirà anche senza Alitalia
( da "Corriere
della Sera" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ripartirà anche senza Alitalia L'appello del presidente Sea: la liberalizzazione dei cieli è ormai urgente. E serve la terza pista Anche la Cgil si schiera con Sea: non c'è dubbio che la liberalizzazione del mercato sia fondamentale per lo scalo varesino Nel giro di quattro-cinque anni Malpensa può tornare un hub.
Alitalia,
la carta Lufthansa ( da "Stampa, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi: ma la compagnia di bandiera ci sarà. Il leader Pd scrive a Palazzo Chigi: piano in tre punti. Colaninno torna in pista Alitalia, la carta Lufthansa Il premier accelera per coinvolgere i tedeschi. Aperture da Veltroni ed Epifani.
Lufthansa
punta sullo scalo di Malpensa ( da "Opinione, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: anno fieristico a Rho ha dichiarato: "Io da sempre ho indicato in Lufthansa il partner ideale sia per Alitalia sia per Malpensa e Linate. Mi ero speso a inizio anno quando la svendita ad Air France fosse finita e Lufthansa aveva messo in piedi un progetto. Mi auguro che con Alitalia o senza Alitalia ci sia un impegno serio di Lufthansa a Malpensa".
Test
psichiatrici anche ai piloti? ( da "Opinione, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia da pochi giorni a questa parte godono di pessima stampa, e verrebbe quasi voglia di solidarizzare con loro, tanto è pieno di risentimento il clima contro di loro. Dopo esser stati coccolati da tutti i partiti politici per tanti anni, adesso ce li fanno quasi passare come una banda di estremisti della Cgil che chissà cosa vogliono,
Brilla
la "stella" di Rai Uno ( da "Opinione, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non va bene neanche a Bruno Vespa che decide di rimanere sull'attualità e si occupa del caso Alitalia nella prima parte della trasmissione e del sistema scuola nella seconda: in studio anche Fabio Berti (Presidente Anpac) e il ministro Gelmini che dibattono davanti a una platea di 1.478.000 telespettatori, pari al 15,73% di share. Non decolla su Italia 1 la serata Doc.
Forza
Ali Taglia ( da "Opinione, L'"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il fallimento di Alitalia sarebbe un segnale importante, ad esempio, per le varie "Alitalia" prossime venture: a partire dalle Ferrovie dello Stato. Per giunta, chiudere Alitalia senza che qualcuno si sostituisca ad essa e si appropri della "polpa" (come nel piano Fenice delineato da Intesa SanPaolo) significa liberare i permessi di volo oggi detenuti dalla compagnia pubblica e,
PIANO
ALITALIA CON LA CAI E LUFTHANSA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: riparta la trattativa Piano Alitalia con la Cai e Lufthansa Giornata di contatti, proposte e mediazioni ieri per il salvataggio di Alitalia. Vertice a Palazzo Chigi con Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta e i ministri Sacconi e Matteoli cui ha fatto seguito un incontro con il capo della cordata Cai, Colaninno: gli imprenditori italiani sono alla finestra,
Veltroni
al premier: <Tre mosse per Alitalia>
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: mosse per Alitalia" Il salvataggio Il leader Pd invoca un'apertura ai sindacati e contatti con gli stranieri. La linea del governo non cambia. Berlusconi: "Serve una compagnia di bandiera". Cai prende tempo ROMA. Il fallimento di Alitalia si avvicina e il presidente del Pd, Walter Veltroni, scrive a Silvio Berlusconi: la Cai "faccia un passo avanti verso le posizioni dei sindacati"
È
presto per promuovere il governo ( da "Avanti!"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: questione rifiuti e oggi dalla vicenda Alitalia. Non è certo ipotizzabile, né auspicabile, che questa situazione di stallo si protragga oltremodo.Delle riforme strutturali annunciate - che costituiranno il vero banco di prova per il gradimento dell'azione di governo nessuna, ovviamente anche in virtù dei tempi necessari, è ancora andata in porto o ha spiegato in pieno i suoi effetti.
Madri
denunciano furti in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (
Ritrovati
i bagagli dei turisti rapiti dubbi sull'identità dei sequestratori
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (
Wonder
è tornato La meraviglia soul ( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (
George
Clooney torna a E.R ( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (
Alitalia,
abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,
Veltroni
"grande elettore" degli immigrati e Fini apre
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,
Walter
fa qualcosa di riformista ma nel Pd è diarchia
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,
La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,
Girotondo
attorno a Walter ( da "Giornale.it, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,
Per
Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio?
( da "Giornale.it,
Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,
L'autunno
caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo,
"Il
debito di Alitalia schiaccia Caselle"
( da "Stampa,
La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pronti a intervenire" Chiuderà la Sala Vip Anche Air One non paga "Il debito di Alitalia schiaccia Caselle" ANGELO CONTI Si allarga il vuoto di cassa della Sagat. Ieri il CdA ha dato mandato all'amministratore delegato di esperire azioni contro Alitalia per recuperare 6 milioni di euro, mentre il debito cresce - ogni giorno - di altri 25.
La
Dc congela l'appoggio a Borea ( da "Stampa, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come l'Alitalia, con la differenza che ha tre mesi di vita anziché una settimana", è il pensiero di Pippione (si riferisce alla convenzione che scade a fine anno), che bolla come "operazione retrò" il restyling preteso dalla DcA (dentro albergatori, commercianti, casinò, società sportive, con una connotazione solo cittadina),
PRIMI
PALETTI DELL'ANTITRUST: DEROGHE A TERMINE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: attuale Alitalia sarà un grande, inquietante punto interrogativo. Intanto il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà (foto), ha chiesto che venga modificato il decreto legge varato dal governo in vista del piano di salvataggio per Alitalia. Le deroghe antitrust previste, ha spiegato durante l'audizione alle commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato,
SPUNTA
ANCHE IL VENEZUELA: CHAVEZ SPONSOR
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Augusto Fantozzi dopo l'avvenuta pubblicazione sul quotidiano britannico Financial Times e sui tre maggiori quotidiani italiani del bando di gara, già diffuso il giorno precedente sul sito web di Alitalia. Un avviso del tutto simile a quelli che abitualmente compaiono in queste occasioni sui giornali per la vendita di aziende di dimensioni ben più modeste o decisamente meno
IL
RETROSCENA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che vuole replicare con Alitalia il successo ottenuto con la fine dell'emergenza spazzatura a Napoli. Così, solo a tarda sera ha deciso di non rispondere alla lettera inviata dal leader del Pd, dopo essere stato tentato a lungo dalla replica, proprio per non dare ulteriore spazio a Veltroni sulla scena del salvataggio della compagnia di bandiera.
"Attenzione
ai ristorante cinesi" ( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Trovato
14enne carbonizzato nelle ex acciaierie Falck
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: QUI per generarne un altro Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
"I
turisti rapiti stanno tutti bene" forze sudanesi controllano da lontano
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Pellegrini,
dal nuoto alla sit-com Lippi Jr flirta con la ex di Bettarini
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Berlusconi:
"Stranieri? Sì ma non solo" I sindacati a Palazzo Chigi
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: impasse di Alitalia, attacca Veltroni: "è colpa sua se la trattativa con la Cai è fallita". Il premier, che precisa anche di essere "sempre in contatto" con le parti in causa nella trattativa Alitalia, ha lasciato Roma per recarsi a Milano. Indiscrezioni filtrate in ambienti parlamentari riferivano di un incontro tra il premier e i vertici di Lufthansa nel capoluogo lombardo.
Maroni:
"E' una vera guerra civile"
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Nessun
accordo Alitalia. Berlusconi incolpa Veltroni
( da "Voce
d'Italia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia, incontro Cai-governo: "Passi avanti" *Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa *Alitalia: Cai formalizza la revoca della sua offerta Guarda tutti i correlati.
Rispunta
Lufthansa, via libera della Cgil ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ROMA Il governo tenta una mediazione fra Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati che hanno detto no al piano Fenice su Alitalia. Gianni Letta convoca a palazzo Chigi presidente e amministratore delegato di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, mentre mantiene contatti con tutti gli altri attori della partita, in particolare il leader della Cgil Guglielmo Epifani e i piloti.
<È
il sindacato che perderà la faccia>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nella vicenda Alitalia non è Berlusconi che perde la faccia. A perderla sono altri, l'hanno persa i sindacati che per tanti anni hanno dato ai lavoratori contratti a tempo indeterminato, ma ora loro dicono: "Ci avete sfruttato e ora ci licenziate?". E oggi chiedono il contratto a tempo determinato".
C'è
uno spiraglio per salvare Alitalia
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Primo Piano
Pagina
Alitalia,
piloti imbucati o in buca? ( da "Giornale.it, Il"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: aggiungere che ciò che sorprende è il tempismo con cui i protagonisti-chiave della trattativa Alitalia hanno deciso di decollare con il loro challenge sui faiways anzichè sulle piste . Magari avrebbero potuto rinviare la sfida . Visto che ne hanno già un'altra ,magari più pressante . Tutto qui. Che dite ? Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading .
Salvataggio
Alitalia, Berlusconi rilancia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima Pagina Pagina 2 I vertici della cordata a Palazzo Chigi: "Ma il piano Fenice non si tocca" Salvataggio Alitalia, Berlusconi rilancia I vertici della cordata a Palazzo Chigi: "Ma il piano Fenice non si tocca" "Avremo una compagnia di bandiera". Veltroni scrive al premier --> "Avremo una compagnia di bandiera". Veltroni scrive al premier "Serve una compagnia di bandiera.
A
chi va il merito dell'Unitre Novara Ringraziando per la segnalazione apparsa
domenica 1 ( da "Stampa, La"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: che non soltanto il nuovo aeroporto non riuscirà a salvare Alitalia ma avrà serie conseguenze anche sui risultati di Malpensa e sul territorio". Eccoci qui. Adesso troppe persone con la memoria corta, e chissà quali altri fini, si stracciano le vesti per le sorti della compagnia di bandiera e contestano le affermazioni di piloti.
"Attenzione
ai ristoranti cinesi" Controlli a tappeto in tutta Italia
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Frattini:
"I turisti stanno bene" Forze sudanesi controllano da lontano
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Ferilli:
"Sono una donna malinconica e inconsolabile"
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Dopo
le voci la Lohan conferma: "Sì, sono omosessuale"
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Google
si regala il telefono dei sogni per festeggiare i primi dieci anni
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Il
sogno nel cassetto di Alicia Keys "Lavorerei con la Winehouse"
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Ragno
cammello sloggia da casa la famiglia di un paracadutista
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
'Premio
arte e cultura La Bagnaia' nel nome di Attilio Monti
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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Da
Dante alla Beat generation: al via Poesia festival '08
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Air
France-Klm: "Siamo interessati" Colloquio tra Cgil e Colaninno
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: orizzonte aveva fatto parlare in toni ottimistici il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che vede possibile "il raggiungimento di un'intesa su Alitalia entro il 30 settembre". In merito ai tempi stretti imposti dall'Enac, Fantozzi ha precisato che "se ritirerà la licenza, sarà un grosso dolore, ma io ricorrerò al Tar".
Fantozzi
pensa al Tar contro Enac per Alitalia
( da "Voce
d'Italia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Articoli correlati: *Nessun accordo Alitalia. Berlusconi incolpa Veltroni *Alitalia, incontro Cai-governo: "Passi avanti" *Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa Guarda tutti i correlati.
Obama
torna in testa ai sondaggi Per lui il 52% delle preferenze
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
La
nuova 'Metamorfosi' di Raf E la moglie scrive per lui
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Alba
Parietti tagliata fuori da tutto Katia Noventa star a Domenica In
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Domani
i sindacati a Palazzo Chigi Air France-Klm: "Siamo interessati"
( da "Quotidiano.net"
del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: orizzonte fa parlare in toni ottimistici il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che vede possibile "il raggiungimento di un'intesa su Alitalia entro il 30 settembre". Intanto Air France avrebbe confermato il proprio interesse a una partecipazione alla Cai, come già annunciato dagli advisor del Tesoro e della stessa cordata.
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
salma partirà da Malpensa con un volo diretto per il Burkina
Faso, dove giovedì si terranno i funerali. I ragazzi che erano con lui sono stati
iscritti d'ufficio nel registro degli indagati dopo il ritrovamento del pacco
di biscotti
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Abdul Guiebre I suoi amici indagati per furto La salma partirà da Malpensa con
un volo diretto per il Burkina Faso, dove giovedì si terranno i funerali. I
ragazzi che erano con lui sono stati iscritti d'ufficio nel registro degli
indagati dopo il ritrovamento del pacco di biscotti Segnala ad un amico Tuo
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"Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del
premier" (231 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I
sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti)
Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la
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questi giorni sulla vicenda Bolelli. Ora fra le parti si esibi[...] Furibondi
coach e i due Bolelli22:26:05 - Voglio avere fiducia che questo grande
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aperta di Bolelli ad Ubaldo21:20:29 - Sarebbe bene che si trovasse qualche
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di Bolelli ad Ubaldo21:05:55 - E' vero sul sito della Davis c'era scritta la
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marzo in casa Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama,
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dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa
farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze
a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese
in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la
Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole
di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
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Economia
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( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
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IL CAPO DEI RIBELLI
Augusto Minzolini Berti, l'uomo anti-cordata RITIRATA A SINISTRA Da parà ad
"aquila selvaggia" Barbera, Corbi, Magri e Paolucci CONTINUA A PAGINA
6A volte per comprendere nelle fasi più confuse le logiche dello scontro
politico bisogna rivolgersi ai personaggi più pragmatici, quelli che sono usi
dire pane al pane e vino al vino. Ugo Sposetti, tesoriere dei Ds, è uno di
quelli. E il personaggio venerdì scorso in uno dei corridoi della Camera
sintetizzava con queste parole lo stallo nella trattativa per la vendita di Alitalia alla Cai: "Epifani quando
ha deciso di rompere, ha preso una toppa e dietro il suo errore c'era lo
zampino di Veltroni". Da allora, con il passare dei giorni, la Cgil e il
vertice del Pd (sondaggi alla mano) hanno capito di aver "toppato"
davvero e hanno tentato di riaprire la trattativa per non finire insieme ai piloti
sul banco degli imputati del possibile fallimento. Hanno preso tempo,
hanno parlato di inesistenti proposte straniere alternative alla Cai (l'unica
che è arrivata sul tavolo del commissario Fantozzi è stata quella del
presidente venezuelano Chavez), hanno chiesto l'intervento del governo. Alla
fine, ieri Veltroni ha scritto una lettera a Berlusconi offrendo il suo
appoggio per riaprire la trattativa ma continuando nel suo "j'accuse"
contro il governo. Poi ha avuto un colloquio con il presidente della Cai Colaninno
e un altro con Epifani e quest'ultimo si è sentito con Gianni Letta. Alla fine
di questa girandola di incontri il segretario della Cgil ha dato il suo ok di
massima: "Sono pronto a firmare ma ho bisogno almeno di avere una
concessione normativa riguardante l'inquadramento dei piloti". Una
richiesta che, nei fatti, sarebbe il contentino che dovrebbe dare un senso al
"no" della scorsa settimana. Quel "no", però, in realtà
aveva ben altre ragioni. La disponibilità di Veltroni all'accordo, infatti, se
da una parte è un'assunzione di responsabilità, dall'altra è anche la
dimostrazione che sul "no" della Cgil della scorsa settimana ha
pesato anche l'atteggiamento del leader del Pd. La lettera, infatti,
indirettamente ne svela la "ratio" politica. In sintesi: Berlusconi
aveva dichiarato giorni fa che il segretario del Pd era "inesistente"
(giudizio poi smentito dal premier) e il suo interlocutore ha voluto dimostrare
per un'esigenza politico-umorale che, invece, esiste. Ha bloccato l'intesa con
una Cgil che ha sposato una posizione paradossale (ha detto "sì" nel
merito all'accordo e "no" all'intesa per solidarietà con i piloti);
poi, tornato dall'America - pressato anche dai vari D'Alema e Bersani - il
leader del Pd ha riaperto la trattativa. Solo che per dare la prova che
"esiste", per dimostrare che il salvataggio di Alitalia
non è solo merito del Cavaliere, Veltroni ha tenuto il Paese con il fiato
sospeso per cinque giorni e messo a repentaglio una trattativa delicata che
deve ancora chiudersi. Sono i rituali della politica italiana che purtroppo
fanno a pugni con la velocità dei processi decisionali del mondo di oggi.
"È in atto un tentativo - è il racconto spietato di un ministro
protagonista della trattativa con Alitalia - di
recuperare la Cgil e la Cai, ma quest'ultima non dà margini sui piloti. È molto
chiusa. Comunque sulla Cgil l'accordo è possibile. Epifani vuole la cosiddetta
foglia di fico per dare un senso a un sì che poteva pronunciare già la scorsa
settimana. È un classico, un rituale: normalmente la Cgil chiude sempre per
ultima. Alla fine gli basterà una nota interpretativa. Comunque Veltroni con il
suo intervento ha lasciato le impronte, ha dimostrato che dietro il no di
Epifani della scorsa settimana c'era lui. Un "no" che era polemico
con Berlusconi ma anche con D'Alema. L'elemento D'Alema ha pesato, infatti,
nell'atteggiamento di Veltroni. Come pure in quello di Colaninno. Vedete non
c'è stato nessuno scontro tra Berlusconi e il presidente della Cai. Ve lo dice
un testimone oculare. Semmai il premier pensava che si potesse andare avanti
anche senza la Cgil. Colaninno, invece, era sicuro di riportare, attraverso le
sue aderenze tra i Ds (D'Alema, ndr), la Cgil su una posizione ragionevole. Ora
se il "sì" della Cgil arriverà, la situazione si metterà al meglio.
Com'è sempre stato nella logica di questa trattativa. Alla Cai, infatti, per
chiudere l'accordo basta il sì della Cgil o quello dei piloti, anche se la cosa
migliore sarebbe averli tutti e due. Adesso con la Cgil l'accordo è quasi
fatto. Con i piloti è più difficile. Ma i piloti debbono stare attenti: se non
firmeranno, la Cai potrebbe chiamarli ad uno ad uno e offrirgli un contratto
equipollente a quello che avevano. E questo lo è. Chi rifiutasse, come
prescrive la legge, non perderebbe solo il posto di lavoro ma anche gli
ammortizzatori sociali. Resta l'assurdo che questi dieci giorni sono serviti
solo alla Cgil e al Pd per rientrare. E magari ora diranno anche che l'arrivo
di Lufthansa con una quota di minoranza del 25% previsto da tempo è un loro successo...".
Veltroni, infatti, sta spingendo affinché i tedeschi arrivino subito. Ma se il
leader del Pd punta ad intestarsi questo risultato, la trattativa con i partner
stranieri ne potrebbe risultare penalizzata: un accordo adesso coi tedeschi non
permetterebbe infatti di aprire un'asta con le altre compagnie straniere per
vendere al meglio quel 25%. Inoltre gli esclusi, a cominciare da Air France,
potrebbero far pressioni sulla Commissione europea per impedire che la nuova Alitalia decolli. Appunto, alla fine ci sono stati i soliti
tatticismi a fini squisitamente politici e tante perdite di tempo. Ed è quello
che ha dato fastidio a Berlusconi del comportamento di Veltroni. Non per nulla
ieri diversi consiglieri del Cavaliere hanno ironizzato sulla lettera del
leader del Pd. "Si è comportato come il maggiordomo che torna sul luogo
del delitto per cancellare le impronte - ha osservato Paolo Bonaiuti - e ne
lascia ancora di più". Mentre Cicchitto ha paragonato Veltroni ad "un
romanziere del secolo scorso". E il Cavaliere? Non ha voluto esagerare per
amore di trattativa. "Abbiamo perso tempo - ha spiegato ai suoi - perché
Veltroni voleva avere un ruolo nell'intesa. Ha scritto una lettera per elencare
delle ovvietà. Avrebbe fatto meglio a spingere Epifani a firmare l'intesa la
scorsa settimana. Comunque per me l'importante è che l'Italia continui ad avere
una compagnia di bandiera e penso che alla fine riuscirò in questo
intento". Già, un altro esempio del "decisionismo" del Cavaliere
e della "tortuosità" del Pd. Ora l'ultimo ostacolo restano i piloti
che, se Epifani e Veltroni staranno ai patti, saranno messi in un angolo. Sulla
categoria Gianfranco Fini ha già esercitato una sorta di "moral
suasion". Poi domani ci sarà la pressione dei lavoratori che vogliono il
"sì" all'intesa: "Saranno - prevede un altro degli strateghi del
premier, Mario Valducci - 1500-
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Mi scuso per il
gioco di parole del titolo: sta per essere scelto dal Papa (su una rosa di nomi
indicata dal consiglio permanente della Cei) il nuovo segretario dei vescovi
italiani, che sostituisce monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi
arcivescovo di Firenze. Nelle ultime ore sembrano salite le quotazioni del
vescovo di Noto, Mariano Crociata, vescovo da un anno (nella foto), che affianca
un altro candidato, Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia. Altri candidati sono
Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e già sottosegretario della Cei,
Marcello Semeraro, vescovo di Albano (ma candidato anche all'arcidiocesi di
Lecce o a diventare vicegerente di Roma) e Claudio Giuliodori, vescovo di
Macerata, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Bagnasco,
che avrà un ruolo decisivo nella scelta (la scorsa settimana, quando è andato
in udienza da Benedetto XVI, ha parlato dei temi della prolusione, ma anche
della successione a Betori), ha preso in considerazione la nomina di un
segretario proveniente dal Sud Italia. La decisione finale è imminente. Scritto
in Varie Commenti ( 29 ) " (1 votes, average: 1 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 23Sep 08 Bagnasco, la libertà religiosa e il
relativismo Cari amici, nella prolusione pronunciata ieri il cardinale Angelo
Bagnasco ha parlato a lungo dei massacri anticristiani in Orissa. E ha
aggiunto: Ci piacerebbe che dalla classe politica come da parte degli
intellettuali e dell'opinione pubblica, venisse rivolta una nuova, vigorosa
attenzione al tema della libertà religiosa quale caposaldo della civiltà dei
diritti dell'uomo e come garanzia di autentico pluralismo e vera democrazia La
libertà religiosa infatti non è un optional più o meno gentile che gli Stati
concedono ai cittadini più insistenti, né una concessione paternalisticamente
riconducibile al principio della tolleranza. È piuttosto il caposaldo delle
libertà ed il criterio ultimo di salvaguardia delle stesse, in quanto iscritto
nello statuto trascendente della persona e nella indisponibilità di questa
rispetto a qualsiasi regime e a qualsiasi dottrina Vorremmo unirci all'accorato
appello recentemente lanciato dall'Arcivescovo Mamberti quando, evidenziando il
fenomeno della "cosiddetta cristianofobia", ha inteso in
"spirito costruttivo" rilevare come vi siano rischi che prendono
piede vicino a noi, ossia nella nostra stessa Europa, citando "il distacco
della religione dalla ragione, che relega la prima esclusivamente nel mondo dei
sentimenti, e la separazione della religione dalla vita pubblica". Vi è
infatti una derivazione concettuale tra la disinvolta pratica del relativismo,
gli eccessi antireligiosi e anticristiani e la regressione culturale ed etica
delle società. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (1 votes, average: 3
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Sep 08 Papa Ratzinger su Pio
XII: difese gli ebrei Cari amici sono uscito da poco dall'udienza che Benedetto
XVI ha concesso ai partecipanti al convegno organizzato dalla fondazione
"Pave the Way" presieduta da Gary Krupp, ebreo americano, in
occasione del simposio che da lunedì a ieri ha analizzato la figura di Papa
Pacelli ponendo all'attenzione dell'opinione pubblica documenti e testimonianze
che contribuiscono a sfatare la leggenda nera del "Papa antisemita",
"amico di Hitler" che non avrebbe fatto nulla per gli ebrei durante
la tragedia della Shoah. Anch'io ho portato il mio contributo al convegno con
una relazione sulle più recenti scoperte archivistiche. Il Papa ci ha accolti e
ha pronunciato un discorso molto, molto importante, già pubblicato sul sito
della Santa Sede. E' la prima volta dopo molti anni che un Papa interviene in
modo così preciso sulla controversia dei "silenzi" di Pio XII. Ho
potuto anch'io salutare Benedetto XVI al termine dell'udienza e vi ho ricordati
tutti, qualunque sia la vostra opinione su Pio XII e sul suo atteggiamento
durante la guerra. Scritto in Varie Commenti ( 242 ) " (11 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Il Papa parla del
motu proprio ai vescovi francesi Il Papa questo pomeriggio ha invitato i
vescovi francesi a fare tutto il possibile per evitare divisioni, accogliendo i
tradizionalisti, e ha citato il motu proprio con il quale l'anno scorso ha
liberalizzato l'antico rito preconciliare: "Alcuni frutti di queste nuove
disposizioni si sono già manifestati, e io spero ha detto che l'indispensabile
pacificazione degli spiriti sia, per grazia di Dio, in via di realizzarsi.
Misuro le difficoltà che voi incontrate, ma non dubito che potrete giungere in
tempi ragionevoli, a soluzioni soddisfacenti per tutti, così che la tunica
senza cuciture di Cristo non si strappi ulteriormente. Nessuno ha aggiunto è di
troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire a
casa sua, e mai rifiutato". Scritto in Varie Commenti ( 857 ) " (16
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08
Radio France e il segno della pace Cari amici, sul Giornale trovate la cronaca
della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia e un ampio articolo
sull'importante convegno organizzato da "Pave the Way", fondazione
presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla figura di Pio XII. Volevo
raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e radio hanno offerto una
grande copertura mediatica della visita di Papa Ratzinger. E per fare ore e ore
di diretta sono stati coinvolti giornalisti che solitamente non si occupano di
questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina, durante la messa celebrata
da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il cronista che in quel momento
stava commentando la cerimonia su Radio France, la più importante emittente
radiofonica francese, ad un certo punto, in preda all'emozione, abbia
cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si danno la mano e si
abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era lo scambio della
pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per cento della
popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo ignorava.
Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato con il
sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia
intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere
grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità
al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni
dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da
rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle
che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (8 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa:
"Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio
Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti
delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto
significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si
sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e
di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente,
i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli
dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza,
attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI,
mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"".
La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è
alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in
un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere
antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il
dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a
coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti
nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la
citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle
virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante
giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei
articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (10
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08
Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a
Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di
Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo
trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo,
rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger
parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare
la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il
provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le
parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede:
"È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto
di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella
liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un
gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in
una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di
permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede
e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione
tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni
giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa
secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per
la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si
sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque
sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude
una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia
precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da
ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono
conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra,
la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre.
non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della
Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un
atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento,
ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro
tempo". Scritto in Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes, average: 4.33
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della
Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo
completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto
con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che,
nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in
occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di
Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il
presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da
una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko
che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a
Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia
riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in
particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non
tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad
essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko,
con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto.
Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura
francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove
mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre
Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà
una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti.
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Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a
Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi
Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del
piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti (
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amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il
Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze,
al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al
Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre,
festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra
della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il
successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà
attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie
Commenti ( 65 ) " (6 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca.
Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di
Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (247) Ultime
discussioni Margherita: Scusa ancora: puoi meglio spiegarmi e sviluppare quanto
hai scritto? E' davvero molto interessante... Margherita: grazie ancora caro
Cherubino: il fatto è che il sito dove ho pescato le informazioni sulle...
Cherubino: @ Ubi, certo che ti rispondo. Ma in che senso dici di presentarsi ?
Ci provo. La mia attività lavorativa... Fabrizio Ruffo di Bagnara: Proverbio
del giorno: chi semina vento in Kossovo, raccoglie tempesta in Ossezia.
Fabrizio Ruffo di Bagnara: Physikelly Scrive: September 23rd, 2008 at 8:09 pm
Ma guarda, un fan delle... Gli articoli più inviati Il voto
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( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltronial
premier:"Tre mosseper Alitalia" il salvataggio Il leader Pd invoca un'apertura ai
sindacati e contatti con gli stranieri. La linea del governo non cambia.
Berlusconi: "Serve una compagnia di bandiera". Cai prende tempo
24/09/2008 Genova. Il governo costringe il porto di Genova e gli altri scali
marittimi italiani a mettersi in regola con le norme sull'organizzazione
del lavoro in banchina. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, in una
direttiva destinata a tutte le Autorità portuali italiane, invita gli enti che
ancora non l'hanno fatto (tra cui Genova) ad avviare entro fine anno la
procedura di gara per l'individuazione della società autorizzata a fornire
lavoro portuale temporaneo all'interno dello scalo. Dopo il 30 giugno del
prossimo anno, comunque, questo ruolo non potrà essere svolto da nessuna
società che non sia stata autorizzata. La Culmv di Genova,a Compagnia unica
guidata da Paride Batini, è, al momento, tra queste. Ora parte il conto alla
rovescia per la regolarizzazione. Oggi la Culmv è inquadrata come impresa
portuale, secondo quanto prevede la legge 84 del 1994. Fornisce però, in regime
di monopolio, manodopera temporanea a tutti gli altri operatori per i picchi di
traffico secondo un patto siglato tra gli operatori dello scalo che non
corrisponde al dettame della legge, che prevede una gara pubblica per scegliere
la società fornitrice di manodopera all'interno del porto. A Genova questa gara
non è mai stata fatta: quel ruolo appartiene di diritto alla Culmv, e per
questo non è mai stato discusso. Ora si cambia e si sceglie l'applicazione
letterale della legge. A Genova la trattativa sarà difficile: la compagnia
guidata da Batini perderebbe molto della sua storica autonomia. cafasso
>> 3 24/09/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Mi scuso per il gioco
di parole del titolo: sta per essere scelto dal Papa (su una rosa di nomi
indicata dal consiglio permanente della Cei) il nuovo segretario dei vescovi
italiani, che sostituisce monsignor Giuseppe Betori, promosso nei giorni scorsi
arcivescovo di Firenze. Nelle ultime ore sembrano salite le quotazioni del
vescovo di Noto, Mariano Crociata, vescovo da un anno (nella foto), che
affianca un altro candidato, Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia. Altri
candidati sono Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e già
sottosegretario della Cei, Marcello Semeraro, vescovo di Albano (ma candidato
anche all'arcidiocesi di Lecce o a diventare vicegerente di Roma) e Claudio
Giuliodori, vescovo di Macerata, già direttore dell'ufficio comunicazioni
sociali della Cei. Bagnasco, che avrà un ruolo decisivo nella scelta (la scorsa
settimana, quando è andato in udienza da Benedetto XVI, ha parlato dei temi
della prolusione, ma anche della successione a Betori), ha preso in
considerazione la nomina di un segretario proveniente dal Sud Italia. La
decisione finale è imminente. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (1 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Sep 08 Bagnasco,
la libertà religiosa e il relativismo Cari amici, nella prolusione pronunciata
ieri il cardinale Angelo Bagnasco ha parlato a lungo dei massacri anticristiani
in Orissa. E ha aggiunto: Ci piacerebbe che dalla classe politica come da parte
degli intellettuali e dell'opinione pubblica, venisse rivolta una nuova,
vigorosa attenzione al tema della libertà religiosa quale caposaldo della
civiltà dei diritti dell'uomo e come garanzia di autentico pluralismo e vera
democrazia La libertà religiosa infatti non è un optional più o meno gentile
che gli Stati concedono ai cittadini più insistenti, né una concessione
paternalisticamente riconducibile al principio della tolleranza. È piuttosto il
caposaldo delle libertà ed il criterio ultimo di salvaguardia delle stesse, in
quanto iscritto nello statuto trascendente della persona e nella
indisponibilità di questa rispetto a qualsiasi regime e a qualsiasi dottrina
Vorremmo unirci all'accorato appello recentemente lanciato dall'Arcivescovo
Mamberti quando, evidenziando il fenomeno della "cosiddetta
cristianofobia", ha inteso in "spirito costruttivo" rilevare
come vi siano rischi che prendono piede vicino a noi, ossia nella nostra stessa
Europa, citando "il distacco della religione dalla ragione, che relega la
prima esclusivamente nel mondo dei sentimenti, e la separazione della religione
dalla vita pubblica". Vi è infatti una derivazione concettuale tra la
disinvolta pratica del relativismo, gli eccessi antireligiosi e anticristiani e
la regressione culturale ed etica delle società. Scritto in Varie Commenti (
100 ) " (1 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea
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amico 18Sep 08 Papa Ratzinger su Pio XII: difese gli ebrei Cari amici sono
uscito da poco dall'udienza che Benedetto XVI ha concesso ai partecipanti al
convegno organizzato dalla fondazione "Pave the Way" presieduta da
Gary Krupp, ebreo americano, in occasione del simposio che da lunedì a ieri ha
analizzato la figura di Papa Pacelli ponendo all'attenzione dell'opinione
pubblica documenti e testimonianze che contribuiscono a sfatare la leggenda
nera del "Papa antisemita", "amico di Hitler" che non
avrebbe fatto nulla per gli ebrei durante la tragedia della Shoah. Anch'io ho
portato il mio contributo al convegno con una relazione sulle più recenti
scoperte archivistiche. Il Papa ci ha accolti e ha pronunciato un discorso
molto, molto importante, già pubblicato sul sito della Santa Sede. E' la prima
volta dopo molti anni che un Papa interviene in modo così preciso sulla
controversia dei "silenzi" di Pio XII. Ho potuto anch'io salutare
Benedetto XVI al termine dell'udienza e vi ho ricordati tutti, qualunque sia la
vostra opinione su Pio XII e sul suo atteggiamento durante la guerra. Scritto
in Varie Commenti ( 242 ) " (11 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 14Sep 08 Il Papa parla del motu proprio ai vescovi
francesi Il Papa questo pomeriggio ha invitato i vescovi francesi a fare tutto
il possibile per evitare divisioni, accogliendo i tradizionalisti, e ha citato
il motu proprio con il quale l'anno scorso ha liberalizzato l'antico rito
preconciliare: "Alcuni frutti di queste nuove disposizioni si sono già
manifestati, e io spero ha detto che l'indispensabile pacificazione degli
spiriti sia, per grazia di Dio, in via di realizzarsi. Misuro le difficoltà che
voi incontrate, ma non dubito che potrete giungere in tempi ragionevoli, a soluzioni
soddisfacenti per tutti, così che la tunica senza cuciture di Cristo non si
strappi ulteriormente. Nessuno ha aggiunto è di troppo nella Chiesa. Ciascuno,
senza eccezioni, in essa deve potersi sentire a casa sua, e mai
rifiutato". Scritto in Varie Commenti ( 857 ) " (16 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Sep 08 Radio France e il
segno della pace Cari amici, sul Giornale trovate la cronaca della giornata di
ieri di Benedetto XVI in Francia e un ampio articolo sull'importante convegno
organizzato da "Pave the Way", fondazione presieduta dall'ebreo
americano Gary L. Krupp, sulla figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo
episodio accaduto ieri. Tv e radio hanno offerto una grande copertura mediatica
della visita di Papa Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati
coinvolti giornalisti che solitamente non si occupano di questi argomenti. Così
è accaduto che ieri mattina, durante la messa celebrata da Benedetto XVI
all'Espalanade des Invalides, il cronista che in quel momento stava commentando
la cerimonia su Radio France, la più importante emittente radiofonica francese,
ad un certo punto, in preda all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta
accadendo qualcosa. tutti si danno la mano e si abbracciano, è un momento di
grande solidarietà.". Era lo scambio della pace. Nella Francia laica e
secolarizzata, dove solo l'8 per cento della popolazione va a messa almeno una
volta al mese, il commentatore lo ignorava. Sia ben chiaro: citando questo
episodio - che mi è stato raccontato con il sorriso tra le labbra da un inviato
della stessa Radio France, non è mia intenzione criticare in alcun modo il
lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere grati per lo sforzo che i media
francesi hanno fatto per assicurare visibilità al messaggio del Papa. E' solo
un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni dove il cristianesimo si è
diffuso nei tempi più antichi siano terre da rievangelizzare e la "Figlia
prediletta della Chiesa" sia tra quelle che ne hanno più bisogno. Scritto
in Varie Commenti ( 45 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa: "Essere antisemiti significa
essere anticristiani" Ieri pomeriggio Benedetto XVI ha incontrato nella
nunziatura apostolica alcuni rappresentanti delle comunità ebraiche di Francia.
Ha fatto un discorso breve ma molto significativo. Ha detto: "Per sua
stessa natura la Chiesa cattolica si sente impegnata a rispettare l'Alleanza
conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Essa pure infatti si situa
nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente, i cui disegni sono senza pentimento, e
rispetta i figli della Promessa, i figli dell'Alleanza, come suoi amati
fratelli nella fede. Essa ripete con forza, attraverso la mia voce continua
Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI, mio venerato predecessore:
"Spiritualmente, noi siamo semiti"". La Chiesa "perciò si
oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna giustificazione
teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora "di
tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti significava
anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il dovere di rendere un
commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono
adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo. Dio non
dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la citazione di Pio XII.
Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle virtù eroiche, in
occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante giornata parigina di
Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei articoli, questo è il
principale. Scritto in Varie Commenti ( 69 ) " (10 votes, average: 3.5 out
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Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08 Il Papa sul motu proprio: un
atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato
l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne
riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto
sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è
la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato
quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava
il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto
al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa
dalla Santa Sede: "È una paura infondata perché questo Motu proprio è
semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono
state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con
quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in
latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere
l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra
un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra
Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio
Vaticano II e questa liturgia. Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari
hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito
uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo, poiché la
liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella
sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma comunque
un'identità fondamentale che esclude una contraddizione, un'opposizione tra la
liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in ognicaso che vi sia una
possibilità di arricchimento da ambedue le parti. Da un lato gli amici
dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le nuove
prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra, la liturgia nuova sottolinea
maggiormente la partecipazione comune ma sempre. non è semplicemente
un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale,
in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In
tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la
liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo". Scritto in
Varie Commenti ( 151 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il
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questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di
quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli
accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il
viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa
Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150
anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma,
trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy
ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella
capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa
evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per
prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda
il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la
fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le
ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino
in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko, con uno strappo al
protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il
discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des
Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per
le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del
pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi
mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie
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articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire
la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena
visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario
della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 238 ) " (8 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a
Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei,
monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale
Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la
famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di
Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale
fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di
Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20
settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
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classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli.
Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (247) Ultime discussioni Margherita: Scusa ancora:
puoi meglio spiegarmi e sviluppare quanto hai scritto? E' davvero molto
interessante... Margherita: grazie ancora caro Cherubino: il fatto è che il
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rispondo. Ma in che senso dici di presentarsi ? Ci provo. La mia attività
lavorativa... Fabrizio Ruffo di Bagnara: Proverbio del giorno: chi semina vento
in Kossovo, raccoglie tempesta in Ossezia. Fabrizio Ruffo di Bagnara:
Physikelly Scrive: September 23rd, 2008 at 8:09 pm Ma guarda, un fan delle...
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oggi è il gran giorno Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il
blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di
Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog
di Raffaella il blog di Riccardo Bonacina Il blog di Rodari il blog di Stefano
Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La
Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net September
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Gli Statuto:"I
nostri25 anni con la musica" concerto a sestri levante Il gruppo torinese,
portabandiera dello stile "Mod", proporrà i brani più significativi
della propria storia 24/09/2008 VENERDÌ al Circolo Matteotti di Santa Vittoria
a Sestri Levante (349/6959250), arriveranno gli Statuto, il gruppo torinese
portabandiera in Italia dello stile "Mod", movimento nato a Londra a
fine anni'50, e diffusosi poi in tutto il mondo negli anni'60. La filosofia dei
Mods - quelli di Torino si riuniscono in piazza Statuto - unisce la curiosità
per tutto ciò che è"nuovo e insolito", la cura dell'immagine e degli
abiti, alla "mania" per vespe e lambrette, alla passione per la
musica, soprattutto nera, ska giamaicana, soul, bluebeat, R&B. "Essere
davvero un Mod - spiega ice il cantante e leader della band, Oskar - significa
essere sè stessi fino in fondo, affrontare la vita in modo positivo senza farsi
condizionare da mode, consumismo e massificazione, ma senza
autoghettizzarsi". Nati nell'83, primi a cantare ska in italiano, gli
Statuto hanno celebrato i 25 anni di attività con la raccolta "Elegantemente
rudi", uscita nel maggio scorso. "E' un doppio cd al prezzo di uno,
un'antologia con le nostre 40 canzoni più importanti e l'inedito
"ska-balneare""Qualcuna da mare" - spiega ancora Oskar -.
La SonyBmg ne ha pubblicato anche una versione in vinile con 15 pezzi. Anche il
concerto di venerdì ripercorrerà la nostra storia, in scaletta ci sono brani di
tutti gli album, da "E' tornato Garibaldi" a "Sempre",
compresi i singoli degli esordi. Suoniamo i classici, "Abbiamo vinto il
festival di Sanremo", "Piera" , "Qui non c'è il mare",
"Ragazzo ultrà", e altri, esguiti raramente dal vivo. Parola
d'ordine, sempre la stessa: rabbia e stile". "Ragazzo ultrà"è
diventato un inno: "E' il testo con cui prendiamo chiara posizione a
sostegno della mentalità ultrà. E ne siamo orgogliosi. Lo collego a un'altra
nostra canzone, "Pazzo", che dice "Non c'è più nessuno che può
dirmi cosa è bene o male, l'anima è ribelle e il tempo non mi può
cambiare"". Non a caso gli Statuto sono la band ufficiale della tifoseria
del Torino: "Dopo il fallimento del Torino Calcio, il Torino F.C. nel 2005
chiese a noi del tifo organizzato della curva Maratona, di fare l'inno del
Toro. Sulla "base" della nostra "Balla" scrivemmo
"Cuore Toro", tuttora inno del Torino F.C.". Ma gli Statuto si
sono esibiti anche in occasione dei 110 anni del Genoa: "E' stato uno dei
nostri concerti più belli, un vero onore per noi. Il gemellaggio fra noi
Granata e i Genoani è qualcosa di storico, intenso, quasi "fisico",
una cosa che va "oltre". Due tifoserie uniche, abituate a lottare, e
a guardare avanti con la forza della volontà, non con quella del mercato".
Hanno partecipato al Festival di Sanremo, a Festivalbar e Cantagiro, sono stati
prodotti da colossi del disco come Emi e Sony, ma gli Statuto sono rimasti
quelli delle origini. "Se 8 ore vi sembrano poche, provate voi a lavorare,
e proverete la differenza fra lavorare e comandare" cantano nel pezzo
"In fabbrica", scritto per loro dai rocker-militanti di The Gang.
"Noi viviamo in strada e in prima persona le necessità e le tensioni
proletarie urbane. I partiti che "dovevano" difendere le classi
deboli hanno tradito, la gente si sente sconfitta. Si parla
dell'Alitalia, ma tutti i
posti di lavoro vanno mantenuti, tutelati e difesi". Oskar e il batterista
Naska sono gli unici superstiti del nucleo originario della band: "Sì -
sorride Oskar - ma in compenso in piazza Statuto, 25 ani dopo,i Mods sono
sempre di più". Louis Lunari louislunari@virgilio.it 24/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Francesco ferrari
Con la licenza di volare vicina alla sospensione, pochi euro in cassaforte, le prenotazioni a picco e un puzzle sindacale talmente complesso da
risultare impossibile da ricomporre, il futuro di Alitalia appare sempre più incerto. Ma forse sarebbe meglio dire
drammatico. L'unica certezza è che, oggi, siamo di fronte a una compagnia che
naviga a vista: senza una strategia, senza un obiettivo dichiarato.
Inquietanti, poi, sono i segnali che arrivano dalla politica. Negli
ultimi giorni, con una manovra che in altri tempi avrebbe suscitato nella
migliore delle ipotesi clamore, nella peggiore scandalo, maggioranza e
opposizione hanno bussato alla porta di Lufthansa sperando in un gesto di
apertura da parte della compagnia tedesca. "Ribadisco che non esistono
alternative alla Cai" ha tenuto a precisare ieri Silvio Berlusconi, memore
della promessa elettorale di "non vendere Alitalia
agli stranieri". Ma siamo così sicuri che la cordata di Colaninno e soci
sia l'unico salvagente al quale il governo sia intenzionato ad affidarsi? La
sensazione è che, se il temuto straniero dovesse portare in dote denaro e un
piano industriale serio, neppure il Cavaliere in versione "Alitalia agli italiani" se la sentirebbe di chiudergli
nuovamente la porta in faccia, come era successo la scorsa primavera con Air
France-Klm. Rispetto ad allora, peraltro, lo scenario è cambiato, e non poco.
Il nuovo governo, per accelerare la cessione della compagnia di bandiera e
dimostrare agli italiani che la questione Alitalia
poteva risolversi in poche settimane come la questione "monnezza di
Napoli", si è avventurato su un terreno a dir poco scivoloso, spianando la
strada alla cordata Colaninno con un decreto che mezza Europa ha subito
guardato con orrore. Ma, incredibilmente, neppure quell'azzardo giuridico (una
"legalizzazione della bancarotta fraudolenta", lo ha definito la
stampa tedesca) è riuscito a sbloccare la situazione. Al primo contrasto con
una parte del sindacato, infatti, la Cai si è tirata indietro, scatenando
un'imbarazzante gazzarra che ha coinvolto tutti: governo, opposizione e
lavoratori. Un epilogo tutt'altro che glorioso. Il problema è che, arrivati a
questo punto, il tempo a disposizione per salvare Alitalia
è davvero pochissimo. Non è più questione di settimane, ma di ore. Ecco perché,
pur senza ammetterlo apertamente ("solo Cai può salvarci"), lo stesso
Berlusconi sta prendendo nuovamente in considerazione l'ipotesi di chiedere
aiuto a Lufthansa. Non che l'idea gli piaccia, anzi: dipendesse da lui, gli
stranieri non sarebbero neppure autorizzati ad avvicinarsi all'Alitalia. La sua priorità, oggi, è evitare il fallimento.
Non della compagnia: della strategia del governo. Dopo avere assicurato, in
campagna elettorale, che nel giro di un mese, o poco più, alcuni
"volenterosi" imprenditori italiani si sarebbero fatti carico di
sostituirsi alla proposta Air France-Klm ("ho già i nomi, ma non posso
renderli noti: lo farò dopo aver vinto le elezioni"), Berlusconi si è
ritrovato fra le mani una situazione esplosiva, che probabilmente lui stesso
aveva sottovalutato. Ben vengano, allora, i soldi degli stranieri. Di
Lufthansa, ma anche di Air France-Klm, se proprio vogliamo esagerare.
L'importante è non arrivare a portare i libri in tribunale. Soluzione che
invece molti analisti indicano come la meno traumatica. Per almeno tre motivi:
i 18.000 lavoratori, dopo il fallimento, potrebbero trovare (non tutti, ma
quasi) un nuovo impiego in altre compagnie, il mercato domestico aprirebbe le
porte a vettori concorrenti e i costi dell'operazione potrebbero rivelarsi
addirittura inferiori a quelli del "piano Fenice". Perché, dunque,
non parlarne? francesco.ferrari@ilsecoloxix.it 24/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Gianni Baget Bozzo
Era fascinoso per Walter Veltroni mettere in conto il ritiro della Cai dall'offerta per Alitalia e darne la colpa a Silvio Berlusconi. In questo caso, avrebbe
avuto ragione Romano Prodi che aveva sostenuto l'alternativa secca tra Air France
e fallimento. Detto proprio dal responsabile della caduta del governo Prodi,
suonava come un'autocritica della sua stessa candidatura, che aveva prodotto il
patatrac. Altro che linea riformista, voleva dire che Berlusconi aveva
prodotto la catastrofe e il Paese la sopportava. Ma poi il Partito democratico
è giunto a diverso atteggiamento e ha deciso che la solidarietà con i piloti
era una linea impraticabile, avrebbe fatto del Pd il partito dello sfascio e
gli avrebbe messo contro la sua stessa base politica, troppo interessata al
sistema Italia per praticare il detto: tanto va peggio a Berlusconi, tanto va
meglio al Paese e al Pd. Veltroni si è silenziato, ma aveva prima sperato di
cavalcare lo sfascio nella manifestazione anti Berlusconi che egli promuove
assieme a Antonio Di Pietro. Il prezzo era troppo alto perché negava la stessa
ragion d'essere del Pd. E così la Cai non è apparsa soltanto come il coniglio
tirato fuori dal cappello dal mago Berlusconi, ma è diventata l'unica soluzione
possibile. I dirigenti del Pd, cominciando da Enrico Letta, cioè da un prodiano
moderato, hanno cominciato la parabola del disincanto e hanno fatto appello a
Roberto Colaninno, anzi a Berlusconi perché convinca Colaninno. Così il
segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, è stato lasciato solo. Se aveva
puntato a fare il pieno del consenso della sua confederazione ottenendo anche
l'avallo del segretario della Fiom nella linea di intesa con i piloti, ha
dovuto capire che su quella via rimaneva appunto solo con i piloti. Quello dei
piloti non è propriamente un sindacato, non difende il lavoro ma la condizione
privilegiata dei piloti come coodecisori con la direzione dell'Alitalia. Epifani ha dovuto notare che contro i piloti
protestavano i lavoratori iscritti al sindacato e non appartenenti al gruppo
corporativo. Essi vedevano svanire l'unica via per salvare il loro posto di
lavoro o ottenere la protezione sociale in caso di licenziamento. Il sindacato
dei lavoratori comuni protestava contro la corporazione dei signori dell'aria.
Se i piloti condurranno al blocco dell'Alitalia per
decisione dell'Enac, la loro disponibilità di offrire come finanziamento
all'eventuale acquirente i propri stipendi e la propria liquidazione sembrerà
una cosa non nobile ma ridicola. Non è verso l'isolamento di Berlusconi che si
va, ma verso quello di Epifani e dei piloti. È tutto nelle mani di Epifani che
dovrà pur tenere conto che il Partito democratico non è sulla linea dello
sfascio e per l'alleanza della Cgil con i piloti. Se Epifani si dichiarasse
disponibile a firmare l'offerta della Cai forse Colaninno e i suoi soci
tornerebbero al banco delle trattative. La Cgil farebbe un'autocritica ancora
maggiore di quella fatta da Veltroni. Più il tempo corre più le decisioni
urgono. Gianni Baget Bozzo (bagetbozzo@ragionpolitica.it) è sacerdote,
politologo e consigliere di Forza Italia-Pdl. 24/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La precisazione
ROMA. La diffida a revocare o sospendere le licenze di volo
per Alitalia inviata
all'Enac dalle associazioni dei piloti, degli assistenti di volo e del
Sindacato dei lavoratori? Il presidente Vito Riggio precisa che l'Enac è
titolare di un compito istituzionale basato su un Regolamento Comunitario (il
numero 2407 del 1992) che regola la materia delle licenze con regole comuni da
applicarsi da parte di tutti i Paesi della Ue. La giurisprudenza della
Corte Costituzionale italiana - si legge in una nota Enac - ha più volte
chiarito come il diritto nazionale non possa in alcuna misura innovare la norma
comunitaria di carattere generale che disciplina una determinata materia.
Pertanto l'Enac ha valutato con rigore l'applicabilità esclusivamente nel
contesto delle previsioni normative comunitarie. Precisando di "non voler
gettare in ambasce" alcun lavoratore, Riggio ricorda che l'Enac intende
fare di tutto, nell'ambito delle proprie possibilità, per favorire una
soluzione positiva della vicenda e si augura che ognuno faccia altrettanto.
Ieri si è svolto anche il cda dell'Enac, che ha esaminato lo schema di
contratto di programma per la regolazione tariffaria tra l'Enac e la società di
gestione di Napoli Capodichino, la Gesac. 24/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
C'è anche l'interesse
di Lufthansa. Veltroni scrive a Berlusconi: sblocchi lo stallo Roma. L'Alitalia ricomincia da Cai. Il giorno
dopo la revoca dell'offerta, il capo della cordata italiana, Roberto Colaninno,
varca il portone di palazzo Chigi per un colloquio di 45 minuti con il
sottosegretario Gianni Letta che gli chiede di non abbandonare il campo, dopo
un vertice dei ministri con il premier Silvio Berlusconi. Tutti riuniti
al capezzale della compagnia ormai agonizzante, che da domani rischia di
perdere anche la licenza di volo se il commissario straordinario, Augusto
Fantozzi, non presenterà un "credibile piano d'emergenza" all'Enac,
l'Ente nazionale dell'aviazione civile. Dopo una girandola di incontri e
contatti, in serata il Cavaliere fa intravedere uno spiraglio, per quanto
limitato e incerto: "L'Italia deve continuare ad avere una sua compagnia
di bandiera. E questo risultato si raggiungerà", spiega. Il meccanismo si
è rimesso in moto. Si parla anche di un possibile gioco di squadra tra Cai e
Lufthansa, sotto l'egida del governo. Ma, in ogni caso, il tempo disponibile è
agli sgoccioli perché il commissario non andrà oltre la data limite del 30
settembre, martedì prossimo, per verificare se c'è un compratore in base al
bando pubblicato su Internet e giornali. Intanto, la situazione rischia di
precipitare. E rispunta così l'ipotesi Cai, sollecitata anche dal Walter
Veltroni, con una lettera inviata a Berlusconi in cui il leader del Pd
sollecita il governo a non restare alla finestra e a riprendere i fili del negoziato
con "un intervento urgente", diretto a sbloccare lo stallo in atto
che rischia di essere fatale per l'azienda della Magliana. Nella sua lettera,
Veltroni individua "tre strade possibili": la Cai faccia un passo
avanti verso le posizioni dei sindacati che non hanno firmato l'accordo;
palazzo Chigi si attivi per cercare compratori internazionali; Fantozzi nel
frattempo raggiunga un accordo con le tutte le sigle sindacali (nove in tutto)
che rappresentano i lavoratori di Alitalia. Il leader
del Pd assicura che farà quanto è possibile per "aiutare tutte le parti
modificare le proprie posizioni". Un riferimento implicito alla Cgil, che
ha fatto fronte comune con le quattro sigle ribelli di piloti e assistenti di
volo. La maggioranza stronca l'iniziativa di Veltroni: "Dice cose
ovvie", attacca il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. "Sono
proposte surreali", rincara il vice capogruppo alla Camera del Pdl,
Osvaldo Napoli. Ma Berlusconi è preoccupato per il fallimento dietro l'angolo e
per gli effetti devastanti del blocco dei voli, causato dal minacciato ritiro
della licenza. Un evento che andrebbe a sovrapporsi allo sciopero dei treni,
proclamato per venerdì. Il Paese rischia il caos dei trasporti. Il premier teme
il peggio e rinvia il suo viaggio a New York dove era atteso per l'assemblea
dell'Onu. Nonostante le critiche rivolte a Veltroni, il governo decide quindi
di giocare di nuovo la carta Cai, che continua a considerare l'unica soluzione
praticabile. "Ho appena parlato con il commissario Fantozzi e mi ha
confermato che non ci sono altre offerte. Siamo alla disperazione", dice
il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, prima del vertice a palazzo Chigi.
Si riparte quindi con la cordata italiana, che apprezza l'intervento di
Veltroni e accetta di sedersi di nuovo al tavolo del governo ma detta anche le
sue condizioni: "Il piano Fenice non cambia", dicono a Letta,
Colaninno e l'amministratore delegato Rocco Sabelli. I soci di Cai non si
tirano fuori dalla partita definitivamente ma torneranno in gioco soltanto se
tutti i sindacati accetteranno di firmare i documenti già sottoscritti da Cisl,
Uil, Ugl e Anpav: accordo quadro, piano di rilancio e contratto unico. In più,
circolano voci sulla disponibilità della tedesca Lufthansa ad affiancare i soci
italiani ma Sacconi smentisce questo tipo di scenario. Almeno per ora. Bisogna
prima verificare se si arriverà a firmare la pace tra Cai e sindacati ribelli.
E su questo fronte la disponibilità di Veltroni può rivelarsi utile per rompere
il fronte del "no", convincendo la Cgil ad ammorbidire la sua
posizione sull'accordo quadro firmato dagli altri sindacati. Inoltre, il
bandolo dell'intricata matassa è tornato nelle mani di Letta, che ha l'incarico
di muoversi a 360 gradi per favorire la riapertura del dialogo interrotto ed è
in contatto diretto anche con il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. In
apparenza, nessuno si è mosso dalle posizioni su cui è maturata la rottura. Ma
anche le parole di Berlusconi sulla compagnia di bandiera, più ottimiste
rispetto al clima cupo della giornata, fanno pensare che la situazione potrebbe
forse sbloccarsi, sia pure sul filo del rasoio. Per ora, i piloti si mostrano
decisi a non mollare: "Se Cai non modifica il suo piano, noi non
firmiamo", fa sapere l'Up. Ma a un salvataggio in extremis sembra credere
anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che da Berlino dice:
"Ci sono stati egoismi e chiusure che definire corporative è dire poco ma
ci sono, almeno per qualche giorno ancora, piccoli spiragli e tutti coloro che
hanno cuore le sorti di Alitalia devono lavorare
affinché rimangano aperti e si allarghino ancora di più". Questo in
mattinata. La lettera di Veltroni e il ritorno di Colaninno vanno nella
direzione indicata da Fini. Ma il destino della compagnia resta appesa a un filo:
se si spezza sarà il fallimento. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it
24/09/2008 ' 24/09/2008 si muovel'opposizioneLa Cai faccia un passo verso i
sindacati e si attivi per trovare un compratore internazionale walter
veltronisegretario partito democratico 24/09/2008 ' 24/09/2008 la maggioranza
spera ancoraCi sono state chiusure corporative, ma ci sono ancora piccoli
spiragli da tenere aperti gianfranco finipresidente della Camera 24/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"sono i
migliori" LONDRA. "Se i migliori del mondo saranno sul mercato noi
assumeremo i migliori del mondo". Parola di Jonathan Breeze,
amministratore delegato di "Jet Republic", ovvero la nuovissima
compagnia di trasporto aereo dedicata al traffico aziendale operativa dal
prossimo lunedì con base in Gran Bretagna. Nell'ambito della presentazione del
progetto "Jet Republic", avvenuta ieri a Londra, Jonathan Breeze è
intervenuto, al margine dell'evento, sulla vicenda Alitalia. "Se alcuni dei piloti Alitalia dovessero decidere di spostarsi nel settore dei jet privati - ha
detto Breeze, ex pilota della Royal Air Force - sicuramente proveremmo a
portarli da noi. Quando ero un pilota militare ho avuto il privilegio di
lavorare con alcuni di loro quando ancora erano in aeronautica militare e ho
potuto constatare che sono semplicemente straordinari". "Se i
migliori del mondo saranno sul mercato - ha ripetuto Breeze, la cui compagnia
aerea ha appena acquistato 110 LearJet 60 XR per un valore di 1,5 miliardi di
dollari - noi assumeremo i migliori del mondo". Pe ri i piloti Alitalia, dunque, un attestato di stima da parte di un
addetto ai lavori 24/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
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Annuncio alla fiera
innotrans di berlino L'amministratore Moretti conferma che il 30 ottobre sarà
presentato il piano commerciale. Scommessa sui lunghi tragitti 24/09/2008 Dal
nostro inviato Roberto Scarcella Berlino. Sempre più vicina a vedere l'effetto
che fa avere tutti gli aerei della compagnia di bandiera impossibilitati a
decollare, l'Italia scopre di poter "volare" - o almeno correre - con
le proprie ferrovie. L'annuncio tanto atteso è arrivato alla fiera Innotrans di
Berlino, dove ieri mattina si è recato l'amministratore di Ferrovie dello
Stato, Mauro Moretti: "Punteremo sull'Alta velocità e sui collegamenti
diretti tra le grandi città italiane". In che misura è presto detto:
"Il 30 ottobre presenteremo il programma commerciale di Fs per il
2009-2010, con le previsioni di sviluppo per il traffico passeggeri a lunga
percorrenza. Per quella data - continua Moretti - saremo in grado di dare tutte
le coordinate del bando di gara riguardo la fornitura dei nuovi treni per
l'Alta velocità". I giochi si apriranno poco dopo, "sicuramente entro
la fine dell'anno", dice il manager, forte dell'interesse dei grandi nomi
mondiale del settore, Bombardier (che correrà con Ansaldo Breda), Siemens e
Alstom. La commessa è di quelle "pesanti: 50 treni per 1,2 miliardi di
euro, forse qualcosa in più (sia come treni che come euro). E Moretti, quasi a sfidare le malelingue che vedono nel tracollo di Alitalia un'avvisaglia della crisi
trasportistica tricolore, mette le mani avanti anche in Europa: "Vogliamo
un treno che non solo sia così veloce da dare un'accelerata al Paese. Lo
vogliamo talmente competitivo da poter entrare con prepotenza nei mercati
esteri, cominciando dal Nord Europa". Nel mirino Belgio, Germania,
Olanda: "D'altronde se loro vengono a fare concorrenza da noi, noi
possiamo andare da loro". Moretti crede davvero nei treni superveloci a
lunga percorrenza: "Deve essere la strada che ci conduce a un bilancio in
pareggio a partire dal 2009. E in questo senso possono darci una mano il
settore merci e la logistica". Non che il trasporto locale venga snobbato,
ma non essendo remunerativo si aspettano per i finanziamenti quei soldi
pubblici che stentano ad arrivare, e su cui, "in tempi di Finanziaria, il
ministero del Tesoro mantiene il più stretto riserbo", come dice il
sottosegretario ai Trasporti Roberto Castelli, anche lui in visita alla fiera
berlinese dei trasporti su rotaia. È una faccenda complicata quella dei treni
regionali, come dice lo stesso Moretti: "Se avessi come introiti le
tariffe o i contributi che hanno Paesi come Francia e Germania farei 800
milioni di utile, e li potrei reinvestire in quel senso. Ma visto che quei
soldi non ci sono, bisogna concentrare le risorse su ciò che è più urgente, e
in una certa misura anche più utile". Limitando magari i viaggi sulle
tratte secondarie (spesso semivuote) buttandosi con convinzione sugli orari e
sui luoghi più trafficati. Quindi via a una serie di collegamenti-treno più
simili a navette senza fermate intermedie, quasi a far diventare le rotaie, i
binari di una metropolitana che collega le grandi città: più collegamenti tra
Milano e Roma (l'annuncio ufficiale del nuovo schema ferroviario arriverà il 14
dicembre prossimo), con partenze ogni 15 minuti negli orari di punta e meno
fermate, con conseguenti tempi di percorrenza ridotti. Ma non solo: veri e
propri collegamenti no-stop dovrebbero interessare altre città, come Bari,
Reggio Calabria, Venezia e Genova, che avrà - pare - il suo filo diretto con
Milano. La vera rivoluzione sta, però, nella gara per l'Alta velocità, pronta a
partire dopo le polemiche di questi ultimi anni culminate nelle dimostrazioni
No-Tav in Val di Susa e nell'infinita querelle Terzo valico: "Sappiamo
come agire e come sfidare i competitor, abbiamo le idee chiare in proposito.
Insomma, sappiamo quel che vogliamo". Che è poi quel che vorrebbero sapere
le due aziende maggiormente interessate alla maxicommessa. Alstom, per bocca
del suo numero uno italiano Emilio Gallocchio, è forse la più critica verso
un'eventuale "specializzazione" nella progettazione del convoglio:
"I treni ad Alta velocità costano tempo, fatica e un sacco di soldi. Se
Moretti ne volesse uno troppo diverso da quelli già sul mercato, difficilmente
quel treno potrà essere competitivo in Europa". Sia Alstom che Bombardier
hanno già dichiarato che - in caso di vittoria della gara - costruiranno i
modelli in Italia: i primi a Savigliano, in Piemonte, i secondi a Vado Ligure e
negli stabilimenti di Ansaldo Breda". scarcella@ilsecoloxix.it 24/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il viaggio TORINo. Un'avventura
da poco più di duemila euro trasformatasi in un incubo: è il costo del viaggio
(per la precisione 1.950 euro più tasse varie) che i cinque piemontesi rapiti
in Egitto hanno pagato per ammirare paesaggi lunari del deserto, dune color
ocra, montagne aspre, vulcani estinti, pitture rupestri, oltre alle famose oasi
del Nord. Una spedizione in fuoristrada nell'estremo Sud dell'Egitto nel
deserto dell'El Kebir, attraversando il Gran Mare di Sabbia fino a Siwa. Il
viaggio, che complessivamente prevedeva cinque notti in hotel e dieci in tenda,
è stato ideato dai cinque torinesi all'inizio di luglio, ma è stato prenotato
all'agenzia all'inizio di agosto. Per realizzarlo hanno dovuto avere anche
speciali permessi dalla polizia egiziana. "Il gruppo è partito lo scorso
13 settembre da Torino - spiegano i titolari della Aleramo Viaggi di Asti che
lo ha organizzato, Gino Lizzi e Valter Balsamo - alla volta di Roma, con un volo Alitalia, dove ha poi preso una aereo per il Cairo. Nella capitale egiziana
si sono fermati una notte, all'Hotel Piramid, poi il giorno dopo, insieme a
cinque tedeschi, un romeno e otto accompagnatori, sono partiti in fuoristrada
per l'oasi di El Fayum, Wadi Rayan, dove una ramificazione del Nilo si getta
nel lago Qarun, e infine al Parco Nazionale di Wadi Heitan. Dopo diverse
altre tappe, il percorso successivo, Jebel Uweinat - Karkur Talh è quello dove
è avvenuto il rapimento. 24/09/2008.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Massimiliano
Amato / Salerno SE N'È ANDATO LUI, ma solo perché non hanno fatto in tempo a
cacciarlo. Rosario Pellegrino, titolare della Pecoplast di Salerno (indotto
Fiat, Indesit e Saeco), ha giocato d'anticipo. La sua intemerata contro il
sindacato ("vi prendo a calci nel sedere", "vi sputo in faccia",
"andate a fanculo" e altre delicatezze del genere, tutto nero su
bianco in un fax inviato alla Cgil il 19 settembre) aveva convinto il
presidente di Assindustria Salerno, l'armatore Agostino Gallozzi, a scrivergli
una dura reprimenda, inviata anche al direttore del l'Unità, che ha reso nota
la vicenda: "Esprimo vivo disappunto e profondo rammarico nel leggere le
espressioni da lei indirizzate al segretario generale di Filcem, Giovanni
Berritto, violando il Codice etico e la Carta dei valori dell'Associazione nonché
lo stile confindustriale che ci ha sempre contraddistinti. Una simile azione ha
leso l'immagine imprenditoriale dei nostri soci e, quindi, di Confindustria
Salerno". Nella lettera, Gallozzi anticipava a Pellegrino che ne avrebbe
chiesto la censura e l'espulsione: "Solo in questo modo è possibile
tradurre in concreto la ferma condanna di un atteggiamento che non mi
appartiene. Che non ci appartiene". Ieri pomeriggio la censura è stata
deliberata, all'unanimità, non l'espulsione: Pellegrino, che era presidente del
gruppo Chimica-Gomma-Plastica, in mattinata aveva ritirato le sue aziende dal
giro confindustriale, dimettendosi da ogni incarico con una missiva delle sue,
in cui inanellava un'altra serie di preziose gemme: "Questa è una terra
che se non ti metti le mutande di ferro ti distruggono". Più avanti:
"Voglio salvare questa terra dal cancro del falso assistenzialismo e della
stupidità mentale dello yes man". Per concludere: "Mentre pensate a
fare le belle statuine, il malato muore, tanto che ce ne frega, esiste la
mobilità, la cassa integrazione e lo stato fallisce. Alitalia ne è un esempio. Il nostro presidente del consiglio, il ministro
Brunetta stanno esattamente dicendo e facendo quello che io ho scritto e ho
fatto". Più tardi ha rincarato la dose. I vertici di Assindustria?
"Dei quaquaraqua. Ho un solo amico, che poi si è messo a fare politica:
Antonio Paravia, senatore del Pdl. È stato il mio presidente di
Confindustria, l'unico vero presidente". Per la cronaca: quando era il
numero 1 degli industriali salernitani, Paravia (titolare di una ditta di
ascensori) si presentò a un incontro pubblico con l'allora segretario generale
della Cgil, Sergio Cofferati, munito di mascherina antibatterica. Si giustificò
accusando di scarso senso dell'umorismo chi lo criticava: in fondo, spiegò,
volevo solo difendermi dall'influenza Cinese, alludendo al soprannome con cui
era conosciuto negli ambienti confederali l'attuale sindaco di Bologna.
Gallozzi non replica al contrattacco di Pellegrino. Si affida a una nota ufficiale
in cui dà atto alla Cgil "di aver ben distinto le posizioni in campo: da
tempo stiamo lavorando alla realizzazione di un modello di relazioni sindacali
improntate al rispetto e all'ascolto reciproco". Relazioni che, per quel
che riguarda la Pecoplast e la Cgil sembrano destinate a riprendere. Con una
giravolta stupefacente, Pellegrino ieri ha risposto all'ennesima sollecitazione
di un incontro rivoltagli dal segretario dei Chimici, Berritto, arrivando a
fissare due date: il 26 e il 30 settembre, alle 15. "Ovviamente - fa
sapere a mezzo fax l'imprenditore - vista la mancanza di informazione dei
vertici sindacali alla riunione dev'essere conditio sine qua non (sic) anche il
segretario Tavella".
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Bruno
Miserendino/ Roma L'ALTRA SERA in televisione l'appello a Colaninno per una
ripresa in extremis della trattativa. Ieri, contatti a tutto campo con
sindacati, Cai e palazzo Chigi, poi, nero su bianco, tre proposte al premier
per uscire dallo stallo. Walter Veltroni le ha scritte in una let- tera
indirizzata proprio a Berlusconi, l'uomo che ha più responsabilità a giudizio
del Pd, nel disastro Alitalia, ma che ora, invece di scaricare colpe su Cgil e opposizione,
dovrebbe riprendere l'iniziativa, convocando le parti "e determinando un
fatto nuovo, senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate".
Insomma, dice il leader del Pd, il governo non aspetti passivamente che la
situazione precipiti, come sembra fare al momento. Qualcosa per la
verità si sta muovendo e comunque l'iniziativa la riprende Veltroni, che indica
a Berlusconi tre strade: la prima, favorire un passo della Cai verso le
proposte dei sindacati, passo possibile viste le ampie condizioni di favore che
il governo ha assicurato alla cordata. La seconda, una ripresa vera di contatti
con soggetti esteri, che il governo tende a escludere, ma che invece ci sono,
come conferma l'interesse di Lufthansa. La terza, un impegno del commissario
Fantozzi a concludere un'intesa tra tutti i sindacati consentendo così poi a
Cai o compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia,
garantendone la sopravvivenza. È chiaro che le strade sono intrecciate e che
Veltroni vuole accreditarsi come attore e non spettatore di un estremo
tentativo di salvataggio. Ai parlamentari, in serata, lo spiega così: "Siamo
impegnati a portare il paese fuori da una vicenda in cui Berlusconi l'ha
cacciato, perchè a loro non interessa la soluzione ma poter mettere le dita
negli occhi alla Cgil. Ma ora credo che si stia imboccando la strada da noi
sollecitata". Non è ancora il tempo dell'ottimismo ma il leader del Pd ha
sentito più volte nelle ultime ore sia Colaninno, che infatti ha espresso
apprezzamento per la mediazione, sia Epifani, sia palazzo Chigi. Se si vuole la
possibilità di riprendere il filo c'è. La svolta era nell'aria da giorni.
Veltroni non vuole trovarsi sul banco degli accusati e non vuole permettere a
Berlusconi di scaricare sull'opposizione e la Cgil un fallimento che è tutto
suo. Il comportamento del premier è favorito, dice Veltroni, dalla "congiura
mediatica del silenzio" che avvolge il Pd, ma attenzione, aggiunge, il
gradimento per Berlusconi sta scendendo. Per questo ieri al coordinamento
Veltroni si è difeso dalle critiche di Enrico Letta. "Non possiamo coprire
la Cgil - avrebbe detto il ministro ombra - Epifani ha fatto l'errore del
secolo e un altro lo sta facendo sulla contrattazione". Veltroni ha
presentato i titoli dei giornali con le dichiarazioni di Berlusconi quando fece
fallire la soluzione Air France e ha concordato con tutti i leader del partito
l'iniziativa della lettera aperta al presidente del consiglio. Non a caso
Veltroni nella missiva è puntiglioso sul passato. Era meglio la soluzione Air
France, e se allora i sindacati tirarono la corda, fu anche per le aspettative
create dalle sortite di Berlusconi che straparlava di piano umiliante. Ma ora
per Veltroni il punto è un altro: "Il governo non dica di avere già fatto
tutto quello che poteva, perché non è vero". Indicativa la reazione del
portavoce del premier Bonaiuti: "Veltroni si è inventato l'acqua calda,
peccato che i suoi compagni della Cgil e i suoi amici piloti stiano portando l'Alitalia nel baratro". Si vede, dicono al Pd, la
difficoltà del premier a uscire dallo schema prefissato, ossia incolpare Cgil e
Pd. "C'è anche il particolare satirico", aggiungono: "Bonaiuti
dice che i piloti sono amici del Pd, ma si sa che sono in buona parte di
An". A proposito di sindacato: per Veltroni "va rilanciata l'unità,
non ha più senso che le organizzazioni siano separate". "Noi dobbiamo
spingere in questa direzione, ci vorrà tempo ma un sindacato unico è più
forte".
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Le prossime ore saranno decisive per le sorti di 20 mila
dipendenti Alitalia più
altre migliaia dell'indotto, manifestiamo tutto il nostro dissenso nei
confronti di chi vuole condurci al fallimento, riducendoci in povertà!". È
uno dei passaggi del comunicato ai lavoratori Alitalia inerente le due assemblee indette per oggi a Fiumicino da Cisl,
Uil e Ugl. "La non sottoscrizione dell'accordo è devastante - si
legge -, non solo perchè ci porterà al fallimento e quindi alla perdita del
posto di lavoro".
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ecco il testo della lettera
inviata ieri dal segretario del Partito Democratico Walter Veltroni al
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla vicenda Alitalia. "Signor Presidente, la
vicenda Alitalia rischia di
giungere rapidamente ad un esito tragico. Le scrivo per rinnovare l'impegno del
Partito Democratico a concorrere alla ricerca di una difficilissima soluzione
positiva e per chiederLe di assumere immediatamente un'iniziativa volta ad
uscire dalla paralisi che si è determinata dopo il ritiro dell'offerta
di Cai. Noi del Partito Democratico abbiamo formulato un giudizio di durissima
critica alle scelte da Lei operate - sulle questione di Alitalia
- prima nella stagione di governo 2001-2006, poi nel corso dell'ultima campagna
elettorale. Oggi tutti lo possono vedere meglio: la soluzione Air France era
certamente più solida sul piano industriale e più efficace sul piano delle
garanzie sociali. E aveva il merito di inserire, in maniera non subalterna, la
compagnia di bandiera all'interno di una grande e consolidata realtà
internazionale del trasporto aereo. Non ho dubbi circa il fatto che siano state
proprio in quelle settimane le Sue scelte ad alimentare sproporzionate
aspettative da parte di alcune delle organizzazioni sindacali. Ma non Le scrivo
per ribadire questi giudizi, purtroppo confermati dall'evoluzione degli eventi
di queste ore. Le scrivo per avanzare tre proposte. Parto dal fatto che oggi
tutti i protagonisti fondamentali avvertono l'urgenza di un fatto nuovo, ma
nessuno sembra in grado o intende muoversi dalla posizione in ultimo assunta.
Il Governo - anche agendo tramite l'azionista - può e deve superare questo
stallo. Convochi dunque le parti, immediatamente, e determini un fatto nuovo:
senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate. Di fronte all'incombere
del fallimento, il Governo non può dire di avere già fatto tutto quello che
poteva, perché non è vero. Signor Presidente, il tempo è pochissimo. Troppo ne
è stato sprecato da marzo ad oggi, fino ad arrivare al limite temporale delle
possibilità di sopravvivenza dell'azienda. Tuttavia noi, senza sconti sulle
responsabilità politiche di questi anni, faremo quanto è possibile per aiutare
tutte le parti a modificare, almeno in parte, le proprie posizioni. Ma il
Governo deve favorire con una sua iniziativa urgente il riposizionamento di
tutti gli attori. Ci sono tre strade possibili: 1 - che la Cai faccia un passo
in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie
condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e
richiedono. 2 - che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con
soggetti esteri, che, da soli o con Cai, potrebbero acquisire, rispondendo al
bando tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella
salvezza e nello sviluppo di Alitalia. 3 - che il
commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su
preciso mandato del Governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa
con tutti i sindacati consentendo così poi a Cai e/o a compagnie aeree
straniere di acquisire Alitalia, garantendone la
sopravvivenza. Il nostro giudizio sulla vicenda della nostra compagnia
nazionale è molto severo ma questo non ci impedisce di operare positivamente,
come sempre, nell'interesse esclusivo del paese. Walter Veltroni.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Finanziaria
blindata. Il governo vede nero: Tremonti ammette la crescita zero Il Pd prende
l'iniziativa su Alitalia. Il segretario Walter Veltroni scrive al premier Berlusconi, al
quale rinnova le critiche per la conduzione della vicenda, e indica tre
proposte. Primo: la Cai faccia un passo avanti verso le posizioni espresse dai
sindacati. Secondo: ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con
soggetti esteri, che, da soli o con Cai, potrebbero acquisire ruolo
rilevante nella salvezza". Terzo, il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del governo, concluda
immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati. Fonti della
Compagnia Aerea Italiana fanno filtrare l'apprezzamento di Colaninno. A Palazzo
Chigi sono ripresi i contatti con i responsabili della cordata. Intanto sulla
Finanziaria il governo già annuncia la fiducia. E Tremonti ammette che la
crescita nel 2008 sarà quasi a zero. alle pagine 2, 3 e 4.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Maria Novella Oppo ENRICO
VAIME, introducendo ieri il suo nuovo spazio mattutino su La7, ha promesso al
pubblico che almeno lui non avrebbe parlato di Alitalia. In effetti, è un incubo anche
per noi telespettatori, che siamo stanchi di sentir dire da Berlusconi e dai
suoi: "O Cai o niente". Prima, in campagna elettorale, dicevano solo:
"O patria a morte", come vecchi garibaldini. Ma ora il revisionismo
di destra ha colpito anche i garibaldini e si celebrano i soldati del papa
caduti per impedire la breccia di Porta Pia, con la motivazione che
"erano in buona fede". Come se il povero Mameli, morto a vent'anni
per far uscire Roma e l'Italia dal Medioevo, fosse in malafede. Ma pazienza.
Tornando ad Alitalia (che forse è meglio), abbiamo
guardato le tv estere, per scoprire che non ne parlano affatto. In compenso,
tutte (anche Al Jazeera) ieri aprivano i tg con la tremenda notizia della
strage in una scuola della Finlandia. Un Paese tranquillo, dove non succede mai
niente di scandaloso, se non quando arriva Berlusconi a fare le sue.
berlusconate. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Le Ferrovie dello
Stato raggiungeranno il pareggio "presumibilmente" nel 2009. Lo ha
detto l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti. "Stiamo andando
al pareggio, che raggiungeremo presumibilmente il prossimo anno", ha
affermato l'ad a Berlino. Moretti ha aggiunto che "c'è stato un effetto Alitalia. Le Ferrovie dello Stato hanno
registrato un aumento sensibile del numero di passeggeri". L'ad ha quindi
anticipato che il 14 dicembre verrà annunciato l'avvio di un nuovo schema di
servizi con nuovi orari: sulla tratta Milano-Roma e nelle ore di punta partirà
un treno ogni 15 minuti, ci saranno meno fermate intermedie e di conseguenza il
tempo di percorrenza sarà ridotto. "Stiamo aumentando l'offerta del
trasporto locale", ha sottolineato, ma "è necessario mettere in atto
un piano di razionalizzazione e questo significa che è necessario puntare sul
servizio nelle grandi città e nelle ore di punta". Per fare questo Moretti
conta di spostare su queste tratte i treni che viaggiano per la maggior parte
vuoti (cioè quelli delle tratte secondarie).
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
GLIELO
AVEVA GIÀ DETTO a voce: "Non si assiste impassibili alla tragedia Alitalia, solo perché
ci si preoccupa del governo amico". Alla fine Storace ad Alemanno glielo
ha scritto anche sui manifesti con cui ha tappezzato la città: "Sindaco
svegia, Roma è ostaggio della Lega".
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
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Di Gioia Salvatori
"Altro che frenata, quest'anno c'è stato il gelo, uno stop come non si era
mai visto prima". Ruggero Picchi, presidente dell'Asscom Ostia, conta i
mancati introiti nei mesi della crisi Alitalia. Meno
40 per cento, di media, da aprile in poi: "E non voglio sentir dire -
aggiunge - che è per la crisi del turismo", essendo solo di giornalieri,
ormai da anni, la balneazione ad Ostia. È la crisi della compagnia di bandiera,
l'incertezza del futuro per i numerosi dipendenti Alitalia
che abitano ad Ostia, ad aver gelato i consumi nel quadrante di Roma sud,
schiacciato tra il mare e l'aeroporto. Crisi che si aggiunge al calo del potere
d'acquisto degli stipendi, al flop dei saldi estivi e al caro-vita. "Ormai
si va avanti solo con fidi", dicono i commercianti, e più d'un negozio di
abbigliamento e calzature, i settori più colpiti dalla gelata, è in chiusura.
Per loro il calo è del 50 per cento negli ultimi 3 o 4 mesi. E allora si cambia
vita: "Ho sentito parecchi colleghi che sono pronti a riconvertire il loro
negozio di scarpe in un esercizio commerciale di informatica o telefonia,
perché al pc o al telefonino di ultima generazione, magari si fanno i debiti,
ma non si rinuncia - dice Picchi - Secondo una nostra stima saranno decine di
negozi che chiuderanno entro la fine dell'anno, messi in crisi anche dai centri
commerciali, Leonardo e Euroma 2". Altro settore mai in crisi è quello del
gioco: "La tassa sui sogni - come la chiama Roberto Troiani, tabaccaio di
Ostia centro che pensa di espatriare in Australia". Si spendono anche 30
euro in un sol colpo nella speranza che ambi, terni o una vincita al
superenalotto, moltiplichino la puntata. Ma per tutti i commercianti di Ostia,
un quartierone di 250 mila abitanti, sviluppatosi dagli anni
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N fischiata a New York
di Roberto Rezzo / New York BYE-BYE GEORGE L'ultimo discorso di George W. Bush
di fronte all'Assemblea generale dell'Onu è stata la solita musica: lotta
globale al terrorismo interna- zionale. "All'inizio del XXI secolo
qualcuno potrebbe essere tentato dall'idea che i pericoli diminuiscano. Questa
suona come una consolazione - sono state le parole del presidente americano -
ma è un'idea completamente sbagliata. I terroristi sono convinti che il tempo
sia dalla loro parte e hanno costruito una strategia nel far aspettare le
nazioni civilizzate. Non possiamo permettere che riescano nel loro
intento". Ha insistito che le Nazioni Unite, anziché approvare risoluzioni
di condanna dopo ogni attacco terroristico, hanno il dovere di lavorare per
prevenire la violenza. Un silenzio di gelo piomba in sala quando scandisce:
"Afghanistan e Iraq, da regimi che appoggiavano il terrorismo, sono stati
trasformati in democrazie che combattono il terrore". Il presidente che ha
sfidato il Consiglio di Sicurezza scatenando una guerra illegale nel Golfo, ha
citato lo statuto dell'Onu: "La carta delle Nazioni Unite tutela
l'identità di tutti i Paesi, piccoli e grandi. L'invasione della Russia in
Georgia ha violato questi principi. Gli Stati Uniti continueranno a sostenere la
democrazia in Georgia". L'ambasciatore russo Sergey Lavrov tira fuori
l'agenda dalla borsa e ne approfitta per controllare gli appuntamenti della
giornata. Non alzerà più lo sguardo verso il podio sino all'uscita di Bush
dalla sala. Persino i media americani hanno trascurato il presidente per
concentrarsi sul dibattito in corso alla commissione bancaria del Senato a
Washington dove si è discusso del piano da 700 miliardi di dollari per salvare
le banche in crisi. Alla fine dell'intervento, solo la segretaria di Stato
americano Condoleezza Rice si spella le mani con gli applausi. La cerimonia
degli addii era cominciata lunedì sera con un ricevimento al Waldorf Astoria
Hotel per i dignitari stranieri. Tra gli ospiti di riguardo l'ex primo ministro
britannico Tony Blair, venuto ad accompagnare il successore Gordon Brown, il
presidente francese Nicholas Sarkozy, il primo ministro canadese Stephen
Harper, il presidente messicano Felipe Calderon e quello israleliano Shimon
Peres. Esclusi dalla lista degli invitati il presidente iraniano Mahmoud
Ahmadinejad e quello dello Zimbabwe Robert Mugabe. L'Assemblea generale non è
mai stata una platea facile per Bush. La solidale e calorosa accoglienza
ricevuta nel 2001, poco dopo gli attacchi dell'11 settembre, l'anno successivo
era già svanita mentre il presidente americano lanciava minacce contro Saddam
Hussein. Negli ambienti diplomatici l'amministrazione Bush è già stata
archiviata come uno dei periodi peggiori in tutta la storia delle Nazioni
Unite. "Questo presidente ha creato problemi enormi a tutta
l'organizzazione", è il commento di Fred Eckhard, portavoce dell'ex
segretario generale Kofi Annan. La rottura si è consumata con la guerra in
Iraq, ma questo è solo l'aspetto più clamoroso. La presidenza Bush ha coinciso
con l'unilateralismo in politica estera e con quella che gli addetti ai lavori
chiamano la "diplomazia da cowboy". Il presidente del Consiglio
italiano Silvio Berlusconi ha cancellato all'ultimo momento la visita all'Onu.
La prima giustificazione è stata la crisi degli ostaggi in Egitto. Quindi da Palazzo Chigi hanno fatto sapere che Berlusconi era
impegnato a salvare Alitalia. Al suo posto c'è il ministro degli Esteri Franco Frattini che
in conferenza stampa parla del prossimo G8 alla Maddalena, di riforma del Consiglio
di sicurezza. Promette di combattere la fame nel mondo con i soldi dei privati
e l'aiuto del sindaco di Milano Letizia Moratti . Il suo intervento in
aula è stato spostato a sabato. Quando di solito l'assemblea è deserta. A New
York è arrivata anche Sarah Palin, governatrice dell'Alaska e numero due di
John McCain nel ticket repubblicano. Ufficialmente per incontrare i leader
mondiali e accreditare la sua expertise in politica estera. Davanti all'albergo
di Times Square è stata fischiata dai passanti inferociti per le transenne con
cui la polizia per proteggerla ha bloccato l'accesso alla piazza. I newyorchesi
hanno trovato più simpatica la sosia pagata dal tabloid Daily News che si
aggira attorno al Rockefeller Center mangiando hot dog con gli occhi sgranati.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Roberto Rossi /
Roma "Spiragli" li chiama il presidente della Camera Gianfranco Fini.
In realtà qualcosa di più. La trattativa su Alitalia potrebbe riaprirsi. La Compagnia aerea italiana e i sindacati
autonomi potrebbero di nuovo mettersi attorno a un tavolo per discutere il
futuro del vettore. La svolta è avvenuta ieri. Roberto Colaninno, che è
presidente della società che raccoglie 18 azionisti, e il suo braccio operativo
Rocco Sabelli hanno avuto un incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario
Gianni Letta e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il quale
sulla risoluzione dell'affaire si sta giocando una buona fetta della sua
reputazione politica. Nel faccia a faccia, durato 45 minuti circa, il premier
avrebbe sondato la disponibilità dei soci industriali a riaprire il confronto. Disponibilità
venuta meno la scorsa settimana dopo il no degli autonomi. Colaninno avrebbe
espresso le sue perplessità a una modifica del piano. Se si intaccano i livelli
di esuberi e si modificano i contratti, è stato il ragionamento del presidente
della Piaggio, si compromette la redditività. Secondo i calcoli dei Intesa
Sanpaolo, che quel piano lo ha ideato, il ritorno all'utile è fissato nel giro
di due - tre anni. Un niente per una società che riparte da zero e che voglia
scommettere sul futuro di una azienda. Molto se quell'investimento è fatto solo
in un'ottica speculativa. Inoltre, avrebbe aggiunto Colaninno, c'è da tenere a
mente la crisi internazionale che non incentiva investimenti. Cai sarebbe stata
disposta, in sintesi, ad andare incontro alle richieste sindacali degli
autonomi, come chiesto anche da Walter Veltroni, a patto però di precise
condizioni. E tra queste quella di avere accanto un partner internazionale con
una grossa conoscenza nel settore del trasporto aereo e una solidità finanziaria
alle spalle. Chi? La soluzione che Letta avrebbe trovato e prospettato si
chiama Lufthansa. La società tedesca in questi giorni è stata sempre molto
attiva ed è stata sempre molto legata al sottosegretario con il quale ha avuto
contatti per tutta l'estate. Lufthansa piace ai sindacati autonomi che
potrebbero anche accettare, in via transitoria, i contratti scadenti offerti da
Cai allorché leggermente rivisti. I tedeschi entrerebbero con una quota
minoritaria ma diretta, fin da subito. Non sarebbe la stessa cosa del piano
precedente ma Berlusconi potrebbe salvare la faccia. "Resto ancora
convinto - ha detto ieri il premier - che si debba trovare una soluzione perché
l'Italia continui ad avere una sua compagnia di bandiera. E questo risultato si
raggiungerà". Ora si tratta di fare il passo formale. Ma non mancherà
modo. Basterebbe ad esempio che Cai rifaccia i conti e si accorga, come ci fa
notare un sindacalista autonomo, "di essersi sbagliata sul numero di
aeroplani da impiegare". Più aerei, magari una decina, più personale (450
hostess, un centinaio di piloti) da impiegare e quindi meno esuberi. "Se
fosse così - spiega ancora la fonte - nessuno si sognerebbe mai di rovinare
tutto". E non è un caso che, proprio dopo la chiusura dell'incontro a Palazzo
Chigi, Colaninno e Sabelli si siano recati nella sede romana di Intesa, a poche
centinaia di metri dalla sede dell'esecutivo e lì siano rimasti. Intanto oggi
si svolgerà l'udienza al tribunale per la decisione dello stato di insolvenza
di Alitalia e le sue società commissariate. Un
passaggio che spiana la strada, nel caso di una decisione favorevole dei
giudici, alla gestione commissariale. E proprio il commissario straordinario
Augusto Fantozzi presenterà domani il piano sulla capacità capacità finanziaria
e operativa del gruppo all'Enac. Fantozzi ha anche aggiunto che prosegue in
questi giorni l'arrivo di manifestazioni di interesse per diverse attività del
gruppo. Ma forse non ce ne sarà bisogno. "Bisogna evitare il
fallimento" ha detto in serata il segretario della Cgil Guglielmo Epifani.
L'accordo sembra più vicino.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La compagnia aerea venezuelana
Aserca Airlines si fa avanti per Alitalia. Con un nota
del direttore generale Hugo Santoro, la società rende noto di avere
"intenzione di concorrere alla trattativa privata per la cessione di tutti
o parte dei complessi aziendali o delle attività produttive
del gruppo di società Alitalia". "Con l'aiuto del governo socialista della Repubblica
Bolivariana de Venezuela - si legge nella nota - siamo certi che potremo
risolvere buona parte dei problemi che colpiscono in questo momento Alitalia e tutti i suoi lavoratori. Nei
prossimi giorni faremo avere al commissario straordinario i dettagli del nostro
progetto".
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Nonostante le
deroghe antitrust previste per Alitalia l'Autorità per
la concorrenza mantiene un potere di vigilanza ed intervento su eventuali
conflitti di interesse, abusi di posizione dominante ed intese, e danni ai
consumatori. Il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, lo ha detto
garantendo "guardia altissima e controlli severi". Sul fronte del
rischio di conflitti di interesse, legati eventualmente ad interessi e
partecipazioni nell'azionariato, Catricalà ritiene possibili anche interventi
sulla governance per "una sterilizzazione di eventuali conflitti di
ruolo". Lo ha detto a margine dell'audizione in Senato, presso le
commissioni Industria e Lavori pubblici, sul decreto del
governo che ha modificato la legge Marzano in vista del piano di salvataggio
per Alitalia". La
nuova Alitalia, sottolinea
Catricalà, "sarà qualificabile come dominante sui mercati nei quali
opererà, e sarà pienamente soggetta al divieto di abusare della propria posizione
tanto a svantaggio dei concorrenti quanto a danno dei consumatori".
L'Antitrust vigilerà "con estrema attenzione su eventuali abusi di
posizione dominante e su eventuali intese". Quanto alla tutela dei
consumatori Catricalà garantisce che l'autorità "valuterà con grande
attenzione e rigore l'impatto delle operazioni sui consumatori finali sia in
termini di prezzi sia in termini di condizioni contrattuali". Ci sarà in
particolare attenzione, ha aggiunto il presidente dell'Antitrust rispondendo ad
una domanda sulla concentrazione che potrebbe verificarsi sulla rotta
Roma-Milano, "sulle condizioni per i viaggiatori perchè la costituzione di
un monopolio è di per se un danno sociale".
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
/ Roma L'ultimo
incontro con i sindacati è avvenuto nella mattina di ieri. Chi
pensa che in questi giorni, nella lunga partita Alitalia, Lufthansa sia rimasta alla finestra sbaglia. Il vettore tedesco
si è mosso. E anche molto. Contatti con l'esecutivo, contatti con le sigle
autonome e le confederazioni maggiori. Per non perdere l'occasione. "Il
treno", come lo chiama una fonte industriale. Quella di entrare nel
mercato italiano spendendo il meno possibile e con una posizione di forza. A
questa ipotesi sta lavorando da giorni il sottosegretario Gianni Letta che di
Lufthansa è stato sempre il grande sponsor all'interno del governo. Per tutta l'estate
il braccio destro di Berlusconi ha tenuto i contatti con il vettore. Già a
luglio ci sono stati una serie di faccia a faccia. I tedeschi - capeggiati da
Michael Kraus, presidente della compagnia regionale italiana Air Dolomiti, una
delle tante controllate del gruppo Lufthansa - hanno sondato spesso il campo. E
lo hanno fatto proprio con Letta, che ai loro occhi garantiva e garantisce
maggiore affidabilità tra i tanti politici di governo. "Loro - ci dice la
fonte - erano più preoccupati dall'affidabilità della politica che dal tipo di
investimento". Lufthansa non ha mai avuto timori di natura economica, tra
l'anno scorso la compagnia ha chiuso il proprio bilancio con 4 miliardi di
utile circa. "Il loro timore, invece, era quello di perdere la faccia. I
loro azionisti hanno già il mal di pancia quando sentono parlare di
Italia". Eppure l'amministratore delegato Wolfgang Mayrhuber ha sempre
creduto nel mercato italiano. Non a caso la società ha puntato molto su
Malpensa proprio attraverso il rafforzamento della controllata Air Dolomiti con
mezzi e voli sullo scalo lombardo. Il mercato italiano al vettore tedesco, ma
non solo, fa quindi gola. Arrivarci, poi, spendendo poco è meglio. Se poi
invitati dal governo, e quindi da una posizione di forza, meglio ancora.
L'ingresso dei tedeschi però non è stato ancora del tutto delineato.
"Lufthansa - spiega la fonte - avrebbe dato la sua disponibilità ad
entrare con una quota minoritaria ma diretta in Cai a patto che la società dia
garanzie di stabilità". Cosa che nei giorni scorsi non si è verificata. In
molti all'interno della società, dopo il ritiro dell'offerta, hanno avuto il
desiderio di defilarsi. In primis perché in qualche modo costretti da
Berlusconi. Secondo perché la situazione economica internazionale non promette
niente di buono. Il paese è in recessione o quasi, la gente viaggia e spende
meno. Investire soldi in una compagnia di volo non è proprio indicato. La terza
ragione è che una parte dei soci avrebbe manifestato qualche riserva sulla
gestione di Roberto Colaninno, il presidente della società. In questi giorni,
quindi, gli sforzi del governo sarebbero stati orientati anche a tenere a galla
la congrega industriale. A svolgere il ruolo di cerniera ci avrebbe pensato
l'armatore Gianluigi Aponte. Che dall'operazione avrebbe molto da guadagnarci
visto che da settimane si parla della privatizzazione della compagnia Tirrenia.
La soluzione, perciò, potrebbe essere quella di un ritorno di Cai con tutti i
diciotto (o quasi) azionisti con Lufthansa al fianco come tutore. "Tutti
nella stessa casa". Se questo sarà confermato sarà interessante vedere la
ripartizione delle azioni all'interno della società stessa. Gli assetti
originari potrebbero modificarsi. Con delle sorprese. ro.ro.
( da "Unita, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Felicia Masocco/
Roma Il metodo Marchionne diventa legge. Così come accadde per i metalmeccanici
della Fiat che in pieno rinnovo contrattuale si videro anticipare gli aumenti
unilateralmente dall'azienda (una mancia, secondo i sindacati), la Finanziaria
approvata prevede che il ministro della Pubblica amministrazione possa erogare
somme a mo' di anticipo ai lavoratori del pubblico impiego. Una novità che
tradotta significa la fine di ogni negoziato con i sindacati, la norma prevede
infatti anticipi fino al 90% dell'inflazione programmata e se, come e quando
darli lo deciderà il ministro. Alla contrattazione con i rappresentanti dei
lavoratori di fatto resterebbero le briciole. Il Consiglio dei ministri ha poi
confermato che le risorse per i rinnovi contrattuali sono pari a meno di tre
miliardi. Insufficienti secondo i sindacati che all'unisono, per l'una e
l'altra cosa, minacciano forme di lotta più aspre, cioè lo sciopero. Il
riferimento all'inflazione programmata dice anche che il ministro Renato
Brunetta non ha intenzione di attendere l'esito del tavolo tra sindacati e
imprese per la riforma del modello contrattuale che proprio oggi vedrà un nuovo
round. Anzi. Mentre Confindustria ha abbandonato il parametro dell'inflazione
programmata, Brunetta lo resuscita. Con il risultato che settore pubblico e
settore privato avranno parametri diversi. "Nemmeno la proposta di
Confindustria si spinge fino a tanto - dichiara il leader di Fp Cgil Carlo
Podda -. Se la norma viene confermata demolirà il sistema di relazioni
sindacali con un salto indietro di 25 anni, cioè a prima della legge quadro del
1983". In tutto questo le risorse sono quelle che sono: 2,835 miliardi ai
quali si aggiungono incentivi e premi per i più meritevoli, non quantificati.
Ci sono poi i 595 milioni che il precedente governo aveva previsto per la
vacanza contrattuale. Secondo i calcoli dei sindacati per il 2008 i lavoratori
pubblici avrebbero 8 euro di vacanza contrattuale, cioè 104 euro in media
all'anno "e non 150-170 come detto dal ministro", spiega Podda,
mentre per il
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Vertice con
Colaninno a Palazzo Chigi. Berlusconi: la compagnia resterà italiana. Rischi in volo, dietrofront dell'Anpac Alitalia, ultimo spiraglio La Cai torna in pista. Veltroni scrive al
premier: convochi le parti ROMA - La Cai, Compagnia aerea italiana, apre uno
spiraglio per le sorti di Alitalia. Il presidente Roberto Colaninno ha aperto a possibili nuove
proposte sul contratto dei piloti. Ieri incontri ci sono stati a Palazzo
Chigi mentre Gianni Letta ha visto il leader della Cgil Guglielmo Epifani.
Silvio Berlusconi: "La compagnia resterà italiana". E Walter Veltroni
scrive al premier: convochi le parti. Retromarcia del leader dei piloti:
"I voli sono sicuri". CILLIS, MANIA, IEZZI E TITO ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Una
vita da pilota MAURIZIO CROSETTI Nella sua nuova, complicatissima vita da
pilota Alitalia senz'ali, il comandante Luca Anedda ora mangia, al
massimo, il panino di Fantozzi (il ragioniere, non il commissario). ALLE PAGINE
37, 38 E 39.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La protesta
Matteoli: ferrovieri precettati per evitare lo stop dei
trasporti ROMA - Per i ferrovieri in sciopero venerdì è in arrivo la precettazione.
Lo ha annunciato ieri il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Per
Matteoli questo sciopero sarebbe infatti intollerabile vista la situazione in
cui versa Alitalia e il
possibile stop dei voli.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
presidente del Consiglio rinuncia al viaggio all'Onu e si concentra sulla crisi
della compagnia "Dentro Lufthansa, timone italiano" il Cavaliere
gioca l'ultima carta Epifani ha avuto lunghi colloqui telefonici con Gianni
Letta e il capo cordata CLAUDIO TITO ROMA - Un partner industriale straniero
forte ma non maggioritario. Che entri nella governance della nuova società, ma
che non la guidi. Che rassicuri i soci più recalcitranti di Cai e offra un
mercato globale. Il filo che lega Silvio Berlusconi alla Lufthansa alla fine
ieri si è saldato. Il Cavaliere le ha provate tutte per rimettere in gioco la
Compagnia presieduta da Colaninno. E così ha strappato una disponibilità di
massima a riavviare la trattativa. Ma nello stesso tempo ha
accettato l'opzione di un ingresso "soft" degli stranieri nella nuova
Alitalia. Una svolta
discussa subito dopo il consiglio dei ministri di ieri mattina. Ha ascoltato i
resoconti dei ministri Sacconi, Scajola, Matteoli e del sottosegretario Letta.
Ha avuto la conferma che gli spazi di manovra sono sempre più ridotti. I
giorni che separano l'azienda tricolore dal fallimento ormai si contano sulle
dita delle mani. "Non posso accettare - ha avvertito allora il Cavaliere -
che la situazione precipiti senza fare niente". Il fallimento di AZ si
trasformerebbe in una bomba ad orologeria posta sotto il governo. "Una
soluzione, una qualunque soluzione - dice - va trovata. Anche rivolgendosi
oltre confine". Una frase che ha rotto un diaframma. Dal tavolo, del
resto, i dossier Lufthansa e Air France non erano mai scomparsi, ma il presidente
del consiglio aveva fatto di tutto per non inquinare l'"italianità"
dell'azienda (anche prospettando l'impiego di aziende detenute dal Tesoro) . La
presa d'atto del Cavaliere si è trasformata in una sorta di via libera. Quei
dossier, così, sono improvvisamente riemersi. Immediatamente colti al volo
dalla Cai. "Io preferirei che la cordata resti così com'è - ha ripetuto il
premier -, ma se non basta. Se proprio è necessario...". Per il capo del
governo, però, tutto deve essere sottoposto ad una condizione: salvaguardare
l'"italianità". Il modello più volte citato è stato quello di
Telecom. Con la spagnola Telefonica che è presente nel management ma non
controlla il colosso telefonico. E proprio su questo quadro si è riacceso il
canale di comunicazione con la "Cordata Tricolore" e anche con il
sindacato. Letta ha così sentito ieri il segretario della Cgil, Guglielmo
Epifani. Certo, la schiarita con l'esecutivo non è totale. Basti pensare che la
lettera inviata da Veltroni al presidente del Consiglio e concordata punto per
punto con il leader di Corso Italia, è stata definita da Berlusconi
"inconsistente: solo propaganda". Eppure anche con la Cgil il clima è
cambiato. Lo testimonia una lunghissima telefonata tra il capo del sindacato e
Colaninno. Un colloquio in cui i due hanno superato i dissapori della scorsa
settimana facendo così scoccare "la scintilla" invocata qualche
giorno fa dal presidente della Cai. Una schiarita che ha dunque posto le
condizioni per il ritorno in pista della trattativa. Colannino e Sabelli hanno
confermato a Palazzo Chigi di essere pronti a rimettere sul piatto la loro
offerta. Senza alcuna variazione sul piano industriale. Ma con un appunto,
assolutamente informale: la cordata si rafforzerebbe con un partner straniero.
E già, perché tra i soci Cai non tutti sono convinti di ritornare sui propri
passi. I risultati entusiasmanti conseguiti in Borsa dai soci quotati dopo il
ritiro dell'offerta sono stati un segnale chiarissimo da parte del mercato.
Perplessità che potrebbero essere smussate con l'approdo di un socio
"forte" come Lufthansa. Anzi, l'alleato tedesco potrebbe addirittura
prende il posto di chi comunque vuole uscire dalla partita. Non solo. Un socio
di questo tipo potrebbe semplificare il nodo più intricato: quello dei piloti.
Non a caso i vertici Cai, nell'incontro con Letta, ha dichiarato la
disponibilità a ritoccare la parte normativa che riguarda il contratto dei
comandanti. Una volta superate le incomprensioni con la Cgil, infatti, il vero
banco di prova è rappresentato dall'Anpac. Colannino non intende cedere sul
"contratto unico", ma solo su alcuni riconoscimenti ai piloti. Un
argomento trattato anche nel colloquio con Epifani. Il quale, per riportare
tutti alla casella di partenza, tiene pronta una carta di riserva: adottare il
contratto AirOne. Ai piloti, però, potrebbe essere sottoposta anche un'altra
opportunità: la riduzione degli esuberi. Sulla scrivania di Letta ieri è
comparso un dossier riservato interamente a AirOne. Se l'aviolinea di Carlo
Toto uscisse - per ora - dall'operazione, la quota di "licenziandi"
diminuirebbe sensibilmente. Un'ipotesi che molti a Palazzo Chigi considerano
interessante ma delicata. Air One, infatti, non gode di buona salute e fin
dall'inizio Banca Intesa aveva insistito perché facesse parte del disegno. Ma
l'eventuale presenza di Lufthansa - partner commerciale di Toto - sarebbe una
garanzia per una confluenza futura. Ma resta ancora un interrogativo: Lufthansa
accetterà di entrare nell'intricata matassa Alitalia
come socio di minoranza?.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il leader
del Pd fa tre proposte per riaprire la partita Alitalia Il leader del Pd fa tre
proposte per riaprire la partita Alitalia E Veltroni scrive al premier "Un passo per uscire dallo
stallo" E Veltroni scrive al premier "Una mossa per uscire dallo
stallo" Fredda la replica del governo Bonaiuti: lo dica a Epifani e ai
suoi amici piloti ROMA - Il Partito democratico entra in campo sulla vertenza Alitalia. Lo fa con una lettera
inviata dal segretario Walter Veltroni al premier Silvio Berlusconi invitandolo
a fare qualcosa per "uscire dalla paralisi" ed evitare che non vi sia
alternativa al fallimento della compagnia. Un'iniziativa inusuale per provare
ad aprire il dialogo tra opposizione e governo su una vicenda che rischia di
avere conseguenze esplosive sul piano sociale, suggerendo in tre punti una
possibile via d'uscita: un passo della Cai (Compagnia aerea italiana) di
Roberto Colaninno verso le richieste della Cgil e dei piloti; la ripresa dei
colloqui con i grandi vettori esteri che possono essere interessati a Alitalia; un accordo tra il commissario, Augusto Fantozzi, e
tutti i sindacati che sia propedeutico alla vendita della compagnia. La
decisione di inviare una lettera a Berlusconi è stata presa ieri mattina dal
coordinamento del Pd con l'obiettivo principale di non bruciare in sterili
contrapposizioni il tempo ancora a disposizione prima dell'eventuale ritiro
delle licenze da parte dell'Enac. Chiaro anche il tentativo di far uscire
dall'angolo la Cgil di Guglielmo Epifani, unica tra le confederazioni a non
aver firmato la proposta di Colaninno. D'altra parte la lettera del segretario
dei democratici ricalca sostanzialmente la linea di Corso d'Italia, a parte il
richiamo all'errore per aver contribuito a far naufragare il progetto
presentato da Air France. Ma, al di là delle buone intenzioni, la mossa di
Veltroni- che comunque ha criticato nettamente la condotta del governo su
questa partita - non ha aperto alcuna breccia nella maggioranza di
centrodestra. Anzi c'è stata una raffica di dichiarazioni al limite dello
sberleffo all'indirizzo del capo dell'opposizione. Dal ministro del Lavoro,
Maurizio Sacconi: "Mi sembra che il "filosofo Catalano", al
secolo il segretario del Pd, Walter Veltroni, ci ha detto delle cose
ovvie"; al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti:
"Veltroni si è inventato l'acqua calda. Peccato che i suoi compagni della
Cgil e i suoi amici piloti stiano portando l'Alitalia
nel baratro". Insomma nessuna voglia di rompere lo schema dello scontro.
Nello stesso tempo non si può non registrare qualche distinguo all'interno dei
democratici. Nell'area dei popolari, in particolare, attenta a valorizzare
anche le ragioni della Cisl che invece ha firmato l'accordo. Così l'ex ministro
Giuseppe Fioroni ha chiesto alla Cgil di fare "un passo in avanti e
firmare l'accordo" per "smascherare" il governo la cui
intenzione sarebbe solo quella di andare verso il fallimento dell'Alitalia. La mossa di Veltroni è piaciuta all' "Italia
dei Valori" di Antonio Di Pietro che ha invitato il governo a smetterla
"di ricattare i lavoratori con lo spettro del fallimento imminente".
(r.ma.).
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, spiragli dalla cordata Berlusconi: troveremo la
soluzione Colaninno apre sul contratto dei piloti. Contatto Epifani-Letta
Fantozzi: piano per sopravvivere fino a fine mese. Presto il nome del partner
estero? LUCIO CILLIS ROMA - C'è uno spiraglio nel disperato tentativo di
salvataggio di Alitalia. I contatti tra Compagnia
aerea italiana, Cgil e autonomi potrebbero riprendere vigore già nelle prossime
ore: ci sarebbero, infatti, dei passi in avanti sul tema del contratto di
lavoro dei piloti e sul partner estero. Per i comandanti è previsto un
inquadramento simile a quello attuale, con un capitolo dedicato esclusivamente
ai piloti. L'ufficializzazione del nome dell'alleato di minoranza, Air France o
Lufthansa, potrebbe invece convincere anche la Cgil e gli autonomi a firmare un
accordo oggi lacrime e sangue, ma che nei prossimi due-tre anni garantirebbe
ampie prospettive di rilancio. Il segnale di un possibile cambio di marcia è
giunto a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum dell'Enac: l'ente per
l'aviazione civile potrebbe decidere il ritiro della licenza di operatore aereo
ad Alitalia in assenza di sviluppi positivi della
vertenza entro martedì prossimo. I vertici di Cai, il presidente Roberto
Colaninno e l'ad Rocco Sabelli sono stati ricevuti ieri a Palazzo Chigi dove,
per quasi un'ora, hanno fatto il punto di una trattativa apparentemente senza
sbocchi con il sottosegretario Gianni Letta. Bocche cucite, al termine
dell'incontro e qualche indiscrezione, subito smentita da Cai: "Non c'è
nessun ripensamento in vista, il piano Fenice non si tocca". Semmai, la
prima mossa "spetta ai sindacati" che hanno rifiutato di firmare
l'accordo. Ma i contatti di Letta sono andati avanti freneticamente fino a sera
inoltrata, culminando in un colloquio telefonico con il leader della Cgil
Guglielmo Epifani. Quel dialogo bruscamente interrotto la settimana scorsa,
sembra così destinato a ripartire sotto lo sguardo attento, e un po' nervoso,
del premier Silvio Berlusconi, che ha rinunciato alla sua presenza
all'assemblea generale dell'Onu per rimanere al capezzale di Alitalia.
"Resto ancora convinto che si debba trovare una soluzione - ha detto ieri
il premier all'Ansa - perché l'Italia continui ad avere una sua compagnia di
bandiera. E questo risultato si raggiungerà". I tempi restano comunque
molto stretti. I creditori cominciano a farsi sentire alla porta del
commissario di Alitalia Augusto Fantozzi, che ogni
giorno deve provvedere al pagamento anticipato del kerosene usato dagli aerei.
In cassa restano pochi milioni di euro e incombe il rischio che i creditori
esteri della compagnia possano richiedere il sequestro degli aeromobili.
Fantozzi potrebbe quindi portare sul tavolo dell'Enac domani, un piano di emergenza
per non compromettere la licenza di operatore aereo rilasciata dall'ente: tra
le ipotesi ci sono il richiamo entro i confini italiani di tutte le macchine Alitalia in giro per il mondo (per evitare sequestri
preventivi) e la messa a terra di nuovi aerei con cassa integrazione per il
personale di volo e di terra. Fantozzi ha però annunciato che "stanno
continuando a pervenire manifestazioni di interesse relativamente
a cespiti o rami di azienda di Alitalia". Domani stesso Alitalia invierà all'Enac "una relazione documentata che evidenzi la
capacità finanziaria dei vettori del gruppo Alitalia di continuare l'attività operativa fino al 30 settembre".
"Aspettiamo il progetto del commissario Fantozzi - ribatte il presidente
dell'Enac Vito Riggio - ma sui tempi non ci sono molti margini: entro
lunedì prossimo diremo la nostra".
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il
presidente dell'Anpac aveva lanciato l'allarme su possibili incidenti aerei La
retromarcia di Berti "Niente stress, voli sicuri" ROMA - Fabio Berti e
il sindacato dei piloti Anpac fanno marcia indietro dopo l'allarme generato sul
rischio d'incidenti aerei connessi al livello di stress dei piloti. "Il
riferimento ai pericoli per la sicurezza - precisa il leader dell'Anpac - era
legato esclusivamente a ipotetici futuri contratti che non tengano
sufficientemente in considerazione i livelli di fatica e stress degli
equipaggi, e non al contratto attualmente in vigore". Già in mattinata il
presidente dell'Enac, Vito Riggio, aveva rassicurato i passeggeri: "Le
operazioni di volo si stanno svolgendo in condizioni di assoluta sicurezza. Per
essere ancora più certo già da questa mattina due ispettori dell'Enac
controlleranno la situazione dei piloti, ma si tratta di professionisti già
certificati dall'Ente. Penso che Berti abbia fatto riferimento ad un'eventuale
accettazione di un contratto sotto stress, ma escludo che questa dichiarazione
riguardi la situazione in atto". Il sindacato dei piloti e l'Ente che
garantisce la regolarità dei voli hanno avuto modo di polemizza su un altro
punto, la revoca della licenza ad Alitalia. Secondo l'Anpac il decreto del 28 agosto che ha portato al
commissariamento di Alitalia impedisce ogni limitazione delle attività di volo. La risposta
dell'Enac è che le norme riguardo alle licenze sono direttive europee e che
"la giurisprudenza della Corte Costituzionale italiana ha più volte
chiarito come il diritto nazionale non possa in alcuna misura innovare la norma
comunitaria di carattere generale che disciplina una determinata materia".
Ma nel caso la sospensione arrivi, o peggio, si arrivi al vero e proprio
fallimento, la compagnia low cost Easyjet si è detta pronta, "con breve
preavviso" a subentrare sulle rotte più importanti del network italiano:
"Se ci mettessero a disposizione gli slot - ha detto un portavoce -
potremmo trasferire nella regione circa 10 aerei". (l.i.).
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti STATO E
MERCATO DA BUSH A KEYNES MASSIMO L. SALVADORI L'articolo di Mario Monti sul
Corriere della Sera del 21 settembre su Stato, mercato e crisi ? nel quale da
un lato egli si rammarica che oggi gli Stati Uniti appaiano "molto
indeboliti nella loro opera storica di promozione dell'economia di
mercato", dall'altro indica nell'espansione monetaria eccessiva, nella
disattenzione agli squilibri della finanza pubblica, nell'inadeguatezza delle
autorità di vigilanza, nelle connivenze tra politica e finanza con avventurose
garanzie pubbliche offerte agli istituti finanziari le ragioni che stanno a
monte delle misure di salvataggio promosse in uno stato di assoluta emergenza
dall'amministrazione Bush - fanno riemergere alla mia memoria di incompetente
di cose economiche un articolo di John Maynard Keynes, il cui fantasma ?
sepolto negli anni ruggenti del trionfante neoliberismo ? è tornato ad essere
evocato a sostegno di una linea economica diretta a socializzare le perdite
mantenendo la privatizzazione dei profitti. L'articolo dell'economista inglese
è del 1926, precedente dunque la crisi catastrofica del 1929; ma già vi si
dicevano cose davvero illuminanti circa le gravi disfunzioni di un mercato in
cui si consente alle attività speculative di operare in piena libertà.
Indagando le cause dei "maggiori mali economici del nostro tempo",
Keynes le individuava nelle "grandi sperequazioni di ricchezza" che
si determinano quando "particolari individui, godendo di posizioni o
abilità particolari, riescono a trarre vantaggio dall'incertezza e
dall'ignoranza", quando "per gli stessi motivi, le grandi imprese
sono spesso una lotteria" che semina disoccupazione, fa venir meno le
"ragionevoli aspettative imprenditoriali", indebolisce il giusto
rendimento e la sana produzione. Quanto ai rimedi, sosteneva, non vi era da far
affidamento sull'azione dei singoli, poiché può accadere che "ai singoli
convenga persino aggravare la situazione", ma occorreva puntare sul "controllo
deliberato della moneta e del credito", sulla "diffusione su vasta
scala di dati relativi alla situazione imprenditoriale", sulla
"pubblicizzazione completa (per legge se necessario) di tutti i dati
dell'impresa che sia utile conoscere", su politiche del risparmio da
convogliarsi verso i "canali più produttivi da un punto di vista
nazionale". Keynes torna di moda come fautore di salvataggi statalistici,
ma assai meno come critico intransigente del mercato selvaggio. Si evoca anche
il fantasma di Roosevelt, si osserva persino che Bush, dopo essere stato un
nuovo Hoover, sacerdote dello "Stato minimo", veste ora i panni del
grande presidente democratico il quale, dopo i fasti di un capitalismo rampante
generatore di un immane disastro, rilanciò con forza il ruolo direttivo dello
Stato nell'economia. Ma anche in questo caso si guarda a una faccia della
medaglia ma non all'altra. Bush è travolto dagli effetti della sua politica
economica neoliberistica subalterna agli interessi affaristici, lascia che gli
speculatori si godano i profitti generati dai "titoli tossici" i
quali hanno inquinato il capitalismo americano e internazionale, li raccoglie
dalla spazzatura, li affida allo Stato e getta il costo sulle spalle dei
contribuenti; ma si guarda bene dal fare il Roosevelt anche in politica ovvero
dal gettare luce sulle responsabilità del processo di inquinamento. E a
proposito vengono in mente dopo le parole di Keynes quelle pronunciate da
Roosevelt nel 1932, secondo cui bisognava porre fine ad un sistema che faceva "delle
vite di metà della popolazione degli Stati Uniti carne da macello
industriale" a vantaggio degli "interessi di pochi potenti" e la
proprietà privata non doveva "essere soggetta alla manipolazione senza
scrupoli da parte di giocatori professionisti nel mercato azionario e nel
sistema delle corporations" i quali speculano contro "il benessere e
la proprietà degli altri". Il serafico Bertinotti ci assicura che siamo
ora di fronte alla "crisi del capitalismo", ma gli amici del capitalismo
possono dormire tranquilli, poiché in assenza di un soggetto anticapitalistico
organizzato e dotato di un progetto anche solo minimamente credibile non sorge
alcuna forma di società alternativa. Ciò nondimeno è un dato di fatto che una
crisi assai grave è in atto. I "maggiori mali economici (e, aggiungiamo,
politici) del nostro tempo", per riprendere l'espressione di Keynes, sono
sufficientemente evidenti: una potente élite di speculatori internazionali che
ha agito ? ormai tutti lo riconoscono - "irresponsabilmente"; un
accaparramento delle risorse che ha reso sempre più ricchi i ceti alti,
impoverito i ceti medi e colpito duramente le masse dei lavoratori dipendenti;
la non volontà o l'incapacità degli organi preposti al controllo della
pirateria finanziaria di svolgere i propri compiti. Monti ci dice che l'Europa
è meno esposta che non l'America ai rischi relativi, ma la Cancelliera tedesca
ci informa che in testa con gli Stati Uniti a non voler saperne di più
efficienti "accordi internazionali contro la speculazione finanziaria
irresponsabile" è stata la Gran Bretagna. Quanto all'Italia nel privato e
nel pubblico si è assistito nel giro di pochi anni ad un rosario di casi:
Cirio, Parmalat, Antonveneta, Unipol, Alitalia, e via dicendo. Dovunque, fuori
e in Italia, i ciechi sono stati tanti, i profittatori si sono ingrassati, e i
mazziati formano un popolo di poveri cristi. Date le cose, parrebbe tornata
l'ora di un rinnovato, onesto e civile "compromesso"
liberale-socialista o socialdemocratico. Se non ora, quando? Sennonché,
la socialdemocrazia europea (non è il caso di parlare di quella italiana)
sembra vivere ingloriosamente. Si sa che da qualche parte esiste, ma è muta. E
quindi, sorge da ultimo il problema dei problemi. La crisi economica e sociale
è stringente, e richiede soluzioni. Quella di accollare allo Stato il costo del
devastante inquinamento finanziario non indica una via di uscita. Come ha detto
il Tesoro americano è un fare il male per evitare il peggio. Più che una
manifestazione di potenza è una dichiarazione di impotenza. Si afferma che
occorre una nuova "governance" dell'economia malata. Ma, poiché
dietro a quest'ultima vi è stata e sta una politica o subalterna agli artefici
dei "mali economici del nostro tempo" o corriva o addirittura complice,
si richiedono ardite riforme. Per ora però non resta che constatare che le
forze candidate a farle non si vedono. Chissà che il sale amaro sulla coda non
aiuti. Al contribuente, osservatore incompetente di economia ma che dei guai
prodotti dal suo malgoverno porta le conseguenze, non resta che rimanere in
ansiosa attesa.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Napoli Di
Pietro attacca Berlusconi "Ha tolto i rifiuti solo in centro" L'ex
pm: ho le foto, in provincia montagne di spazzatura Il Consiglio dei ministri
approva le bonifiche per Chiaiano e Terzigno ROBERTO FUCCILLO Basta con le
finzioni di Berlusconi, il problema della spazzatura a Napoli non è affatto
risolto. Nel pieno della bagarre su Alitalia, Antonio Di Pietro cerca di
demitizzare il premier anche sul fronte di quello che è stato generalmente letto
come un suo innegabile successo, la pulizia di Napoli. "Abbiamo la
documentazione fotografica - afferma il leader di Italia dei valori -.
Fuori dal centro di Napoli ci sono montagne di rifiuti, ma nessuno lo dice.
Purtroppo il consenso di Berlusconi si basa sulle informazioni che vengono
date. è vero che non ci sono i rifiuti nel centro di Napoli, ma questo si deve
agli strumenti messi in atto da noi col governo Prodi. Inoltre il centrodestra
ha potuto contare sull'appoggio di sindaci compiacenti, come quelli di Milano e
di Brescia, che quando era al governo Prodi si sono opposti a qualsiasi ipotesi
di farsi carico di parte dei rifiuti". Tutto questo non emerge perché
"Berlusconi ha le sue tv e il servizio pubblico è in mano ai partiti. Il conflitto
d'interessi pesa ancora come un macigno. Ai giornalisti vengono forniti dati
falsi. Ci vorrebbe l'impeachment per chi mente". Una vera e propria
sfuriata, resa al mensile free press "Pocket", che però non ha smosso
più di tanto la controparte. Mentre Di Pietro affondava il colpo, il governo
era infatti riunito, e produceva anche una misura sul fronte rifiuti, dando via
libera al sottosegretario Guido Bertolaso per accelerare le "compensazioni
ambientali", ovvero le bonifiche, a Chiaiano e Terzigno, due dei siti
scelti per le discariche. Il documento approvato autorizza Bertolaso "a
porre in essere con la massima celerità e con particolari modalità le
iniziative di compensazione ambientale" previste in quei siti. Questo non
vuol dire che la situazione sia tranquilla, anzi. Pur trattandosi di partita
diversa da quella denunciata da Di Pietro, nel casertano e nell'agro aversano
il nuovo Consorzio unico diretto da Alberto Stancanelli continua ad avere
difficoltà operative, dagli scioperi del personale ai danneggiamenti dei mezzi.
Sono le aree servite precedentemente dal consorzio Caserta
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Milano
Le condizioni Il contraccolpo Il piano Bonomi per Malpensa "Tra 4 anni
sarà di nuovo un hub" Il presidente Sea: ma serve subito l'ok per la terza
pista Il manager resta ottimista sul futuro degli aeroporti di Milano, da
Lufthansa l'aiuto per il rilancio economico Per ripartire occorre la
liberalizzazione dei cieli e la possibilità di investire nelle infrastrutture
La messa a terra della compagnia di bandiera sarà uno choc per il trasporto
aereo italiano La preoccupazione: "La messa a terra
dei voli Alitalia sarà uno
choc fortissimo su tutto il trasporto aereo italiano. A breve termine genererà
danni ulteriori rispetto a quelli che già si stanno subendo in questi mesi, in
particolare sul nostro sistema aeroportuale". La speranza: "Nel medio
e lungo periodo ci potrà essere una ripresa forte del mercato, se
dovesse scattare la liberalizzazione da noi tanto invocata negli ultimi
mesi". La proposta: "Lufthansa è il partner migliore per far tornare
Malpensa a essere un hub". Giuseppe Bonomi, presidente della Sea, non
nasconde la sua inquietudine di fronte alla crisi della compagnia di bandiera
dopo l'ultimatum dell'Enac che rischia di fermare i voli già domani. Ma resta
ottimista sul futuro degli aeroporti di Milano, che potranno uscire
dall'impasse con un piano strategico industriale di rilancio puntando sulla
compagnia tedesca "che potrebbe far tornare Malpensa a essere un hub nel
giro di 4-5 anni". Intervenuto alla commissione Bilancio e trasporti di
Palazzo Marino, Bonomi ha tratteggiato i futuri possibili degli scali milanesi,
anche senza l'attuale vettore di riferimento, Alitalia.
Un piano a lungo termine (2009-2016) in vista dell'Expo, che punta su
Lufthansa. Già da febbraio la compagnia tedesca avrà sei nuovi Airbus
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Milano
I parlamentari pendolari: "Aspettiamo l'alta velocità". Ma qualcuno
resiste I vip riscoprono il treno e Air One RODOLFO SALA Pronti a tradire
l'aereo per il treno. Non subito, però: da dicembre, quando per andare in treno
da Milano e Roma ci vorranno solo tre ore e mezzo. Per ora le truppe dei
parlamentari eletti sotto la Madonnina continua a servirsi della navetta da
Linate. Ma il pasticciaccio brutto di Alitalia ha già
cominciato a produrre qualche crepa vistosa. Venerdì scorso, "era il
giorno del pieno", l'onorevole Emilia de Biasi (Pd) si è presentata alla
stazione Centrale per saltare sul treno che doveva partire alle 7,30.
"Purtroppo arrivava da Napoli - racconta - e aveva un'ora di
ritardo". Così ieri è tornata a Linate e si è accomodata sul volo Alitalia, arrivando a destinazione in perfetto orario.
"Certo che quando ho aperto il giornale - aggiunge - non mi sono sentita
tranquilla leggendo l'incredibile notizia dei piloti stressati da questa
vertenza al punto da non poter garantire la sicurezza dei passeggeri".
Nell'attesa, però, continua a scegliere la (ex) compagnia di bandiera. E con
lei, la sua collega di partito Marilena Adamo ("fino all'ultimo
volo") e la forzista Ombretta Colli ("non voglio contribuire far
crescere i due milioni al giorno di perdita"). Ma parecchi colleghi, soprattutto
centrodestri, da qualche settimana hanno scelto Air One. Lo conferma Maurizio
Lupi, vicepresidente pdl della Camera: "Scelta
obbligata, con Alitalia non
ci sentiamo più sicuri". Il leghista Matteo Salvini è più colorito:
"Se Alitalia scompare
dalla faccia della terra, io non piango". Poi la promessa: "Dalla
prossima settimana basta aereo, mi organizzo con il treno, anche se impiegherò
più tempo: più pulito e più puntuale". Lo farà sicuramente, ma
dall'anno prossimo, il pd Emanuele Fiano, un altro che "nei giorni più pericolosi"
ha preferito Air One. Ieri mattina è tornato su un aereo Alitalia,
godendosi "il check in libero e la tranquillità di un volo
semivuoto", ma pensando già al tradimento: "Tra tre mesi ci saranno
alcuni treni che porteranno da Rogoredo a Tiburtina in tre ore e 45". Tra
chi ha già tradito c'è la forzista Laura Ravetto: ma lei è una che il treno lo
prende appena può perché lo preferisce, a prescindere da quel che sta
succedendo in queste settimane. Non come Erminio Quartiani, del Pd, che si chiede
perché mai dovrebbe cambiare abitudine: ieri alle 6,30 saliva su un Az per Roma
"e meno di due ore dopo era in ufficio". Insomma: "Niente
allarmismi, Alitalia è ancora troppo comoda, ne
riparliamo quando arriva l'alta velocità, che sarà sicuramente competitiva".
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Milano Se
la compagnia di bandiera si ferma il city airport perde 500 aerei e 98mila
passeggeri. Bonomi: c'è il rischio choc Linate, i giorni
della paura Senza Alitalia
voli dimezzati e fuga verso le stazioni dei treni Non usa toni soft Giuseppe
Bonomi, presidente della Sea, paarlando del possibile stop ai voli della nostra
compagnia di bandiera: "La messa a terra dei voli Alitalia sarà uno choc fortissimo su
tutto il trasporto aereo italiano". Ma alla preoccupazione fa
seguire un'iniezione di ottimismo: "Nel medio e lungo periodo ci potrà
essere una ripresa forte del mercato, se dovesse scattare la
liberalizzazione". E per questo Bonomi, intervenuto ieri in commissione
Bilancio e trasporti in Comune, ha pronta anche una ricetta, che parte dalla
proposta di Lufthansa, "il partner migliore per far tornare Malpensa a
essere un grande hub" sul modello di Barcellona e Berlino. SERVIZIO A
PAGINA II.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
V - Milano Il dossier Tutti a bordo degli Eurostar TERESA MONESTIROLI
L'imminente crisi di Alitalia rischia di mandare in tilt i
collegamenti Milano-Roma, stravolgendo una delle tratte più battute dagli
uomini d'affari italiani che, dalla prossima settimana, potrebbero trovarsi
improvvisamente a piedi. SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Milano
Linate ha paura del crac Alitalia
"Se fallisce trascina giù anche noi" La metà dei voli è della compagnia
di bandiera e per Roma si sale a 2 su 3: già cominciata la fuga di passeggeri
verso l'Eurostar A rischio i posti di lavoro: i dipendenti sono quasi tremila
escluso l'indotto TERESA MONESTIROLI (segue dalla prima di Milano) A Linate il
traffico aereo verrebbe dimezzato e la mole dei pendolari si riverserebbe
inevitabilmente sugli Eurostar, costringendo Trenitalia a potenziare il
servizio. Ma la messa a terra degli aerei peserebbe anche sulla vita dei
migliaia di lavoratori che oggi operano negli scali. [IL RISCHIO] La pista di
viale Forlanini rischia la crisi. E la chiusura. Senza i voli della compagnia
di bandiera, che Enac potrebbe fermare già domani, l'aeroporto si troverebbe da
un giorno all'altro con la metà dei movimenti di oggi. Soprattutto sul
Milano-Roma, gestito per due terzi da Alitalia con 48
voli sui 74 che ogni giorno collegano le due città (gli altri 26 sono di AirOne
e Meridiana). Una tratta molto ambita su cui, già da settimane, hanno messo gli
occhi altri vettori europei. "Una decina di compagnie italiane e straniere
- spiega Carlo Griselli, presidente di Assoclearance, l'associazione che
assegna le bande orarie - hanno già manifestato interesse per acquisire slot
durante la stagione invernale sul percorso Milano-Roma, ma la crisi potrebbe
spingerle ad anticipare la richiesta già alle prossime settimane. è una
situazione davvero delicata, che non si è mai verificata prima in Europa. Ci
muoveremo con grande attenzione cercando di tenere conto delle esigenze di
tutti". Nel frattempo, però, il traffico aereo su Linate sarebbe di fatto
dimezzato con quasi 500 aerei fermi sui 1000 che atterrano e decollano ogni
settimana e 98mila passeggeri sui 200mila che volano normalmente con la
compagnia di bandiera. [L'ALTERNATIVA ] In attesa del potenziamento dei treni
Milano - Roma che, con l'alta velocità, partiranno ogni quindici minuti per un
viaggio di appena tre ore (da dicembre 2009), i pendolari dovranno
accontentarsi dei 32 Eurostar che ogni giorno collegano in entrambi i sensi la
Centrale alla stazione Termini. Un numero che già lo scorso fine settimana si è
dimostrato del tutto insufficiente, costringendo Trenitalia ad aggiungere
all'ultimo momento due convogli speciali per soddisfare la domanda. Secondo i
dati della società, infatti, in una settimana si è registrato un aumento del 12
per cento di passeggeri sull'intero percorso. Una percentuale che sale se si
prende in considerazione esclusivamente la tratta Milano-Roma (e viceversa).
Solo un esempio: venerdì scorso ha viaggiato il 23 per cento in più rispetto al
venerdì precedente (il 12 settembre) in prima classe, il 13% in più in seconda.
Ma di fronte a questi dati Trenitalia ancora non prende posizione. "Stiamo
seguendo con attenzione gli sviluppi della vicenda Alitalia
- fa sapere la società - e al più presto decideremo se e come potenziare il
servizio". [L'OCCUPAZIONE ] Al di là dei disagi per i viaggiatori, già
annunciati, il fallimento della compagnia di bandiera metterebbe a rischio
anche il futuro dei lavoratori degli scali, soprattutto quelli di Linate, in
caso di chiusura o anche solo di ridimensionamento. L'allarme arriva dalla
Cgil, che snocciola i dati degli attuali dipendenti: 1100 per Sea, 900 per Sea
handling, 300 per gli altri handling italiani e stranieri, 150 tra controllori
di volo, pompieri e imprese di supporto e 400 tra mense, negozi e pulizie. A
questi bisogna aggiungere anche i dipendenti delle aziende che operano
all'interno dell'aeroporto, difficilmente quantificabili, il cui futuro, però,
resta altrettanto incerto.
( da "Repubblica, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Spettacoli LILLI NEL
GIOCO DEL TALK SHOW POLITICO Si può buttarla sul pratico come ha fatto
l'arcigno quotidiano "Dolomiten" ("Per i monologhi e la
propaganda ci sono già Santoro e Gad Lerner, non serviva anche Lilli Gruber a
Otto e mezzo"). Ma lì sono in ballo questioni locali ? anche l'altro nuovo
conduttore, Federico Guiglia, è altoatesino ? e al fondo ci dev'essere qualche
disputa secolare di cui ignoriamo l'essenza: semplicemente Lilli Gruber è
tornata in tv. Alla prima puntata di Otto e mezzo ha esordito spiegando quanto si
andava a discutere: chi era distratto davanti al video ha avuto per un attimo
l'impressione che fosse ricominciato il Tg1. Il tema ? l'Alitalia ? è stato sviscerato dai molti
ospiti. Resta che chiunque arrivando dopo Giuliano Ferrara darebbe l'impressione
di una normalizzazione: Gruber vuole giocare all'affollato gioco del talk
politico e ritiene che non siano rimasti solo posti in piedi. Vedremo
nel tempo. L'Alitalia è stato anche il tema del
successivo Infedele di Gad Lerner, con una lunga serata monotematica su La7,
rete che vive forti problemi e che abbisognerebbe di un gioco di squadra più
lineare da parte dei suoi big.
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 229 del
2008-09-24 pagina 3 Chavez in campo: "La salviamo noi" E Ferrero ci
crede di Antonio Signorini da Roma Macché francesi o tedeschi. La salvezza per Alitalia non arriverà da loro né, tantomeno, dagli avidi
imprenditori nostrani. L'alternativa all'offerta dei cavalieri bianchi italiani
c'è già ed è la rivoluzione socialista bolivariana. Il destino di 20mila
lavoratori non dipende da Roberto Colaninno. È piuttosto nelle mani dell'erede
del generale e condottiero Simón José Antonio de la Santísima Trinidad Bolívar
Palacios Ponte y Blanco. E cioè del presidente venezuelano Ugo Chavez. Un pezzo
di sinistra sindacale e politica ieri ci ha sperato veramente. Una soluzione
perfetta, per quanto poco credibile. Bella quanto una fuga dalla realtà, ma
spiattellata nero su bianco in un comunicato stampa rilanciato da un autorevole
sito internet e poi dall'agenzia Ansa. La compagnia aerea di Caracas, la Aserca
airlines, si legge nel documento, "ha intenzione di concorrere alla
trattativa privata" per prendersi Alitalia.
Intera o a pezzi. Ad eccitare gli animi del fronte del no deve essere stato il
seguito: "Con l'aiuto del governo socialista della Repubblica Bolivariana
de Venezuela siamo certi che potremo risolvere buona parte dei problemi che
colpiscono in questo momento Alitalia e tutti i suoi
lavoratori". La prospettiva di zero esuberi e la sensibilità di Hugo
Santoro - questa la firma riportata nella comunicazione - per i problemi di lavoratori
con un reddito che in Venezuela è da Nababbi sono risultate sospette a molti.
Non al popolo di Internet che ha rilanciato generosamente la notizia, con
commenti che vanno dal "ci mancava solo questo"
dei dipendenti Alitalia, al
"Finalmente!" nei forum girotondini. E nemmeno al segretario di
Rifondazione comunista. In serata Paolo Ferrero ha commentato: "Il governo
deve mettere Alitalia in
condizione di valutare tutte le proposte, compresa quella di Chavez, perché
quella di Cai non è soddisfacente". Tanta l'attesa per una
soluzione diversa da quella "berlusconiana" che l'alternativa
venezuelana ha subito preso quota. Talmente perfetta l'idea di una compagnia
aerea no gobal, magari con piloti e hostess in camicia rossa come Chavez, che
nessuno ha sentito il bisogno di chiamare l'ambasciata dello Stato
sudamericano. Il personale, preso alla sprovvista quanto i giornalisti
italiani, ieri non sapeva niente dell'offerta. Certo, osservavano dei
connazionali di Chavez, la Aserca non ha praticamente più rotte internazionali
e quelle di Alitalia le farebbero comodo. Ma la
compagnia non sembra avere nessuna voglia di prendersi Alitalia
con il suo carico di sindacati ribelli. Assicurano manager della compagnia
raggiunti al telefono: "Non c'è nessun interesse ma ci sono già degli
accordi commerciali con Alitalia per quanto riguarda
la vendita dei biglietti Roma-Caracas e per i coupon". Troppo poco, dal
punto di vista di chi spera di importare la rivoluzione in Italia per via
aerea. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 229 del
2008-09-24 pagina 5 Il Financial Times tifa Silvio "Devi imitare la
Thatcher" di Redazione "Silvio, nella vicenda Alitalia segui l'esempio della
Thatcher". L'invito del Financial Times al presidente del Consiglio
italiano è contenuto in un commento di Paul Betts intitolato "L'Alitalia offre a Silvio Berlusconi il
suo momento da Thatcher". Il FT ricorda che, al contrario della Lady di
ferro nella sua battaglia contro i minatori, la popolarità di piloti in
Italia è molto bassa: insomma, Fabio Berti non è Arthur Scargill, il leader
sindacale dei minatori. Perciò, è il momento per il premier italiano di
affrontare con decisione le frange più intransigenti del sindacato. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 229 del
2008-09-24 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 229 del 2008-09-24 pagina 4 La crisi della compagnia di bandiera di Redazione
Come abbiamo detto sin dall'inizio di questa kafkiana vicenda di Alitalia, il rilancio della nostra
compagnia di bandiera passa per un socio industriale internazionale (Air France
o Lufthansa, British o altri) e per uno sforzo finanziario del capitalismo
italiano, pubblico o privato. Meglio privato naturalmente. Il governo
Prodi scelse un socio internazionale di tutto rispetto, ma non volle metter
mano alla tasca nonostante avesse il 49% di Alitalia
né sollecitò privati a farlo. Il governo Berlusconi ha trovato la cordata
italiana, che però non ha neanche cercato un vettore internazionale senza il
quale il trattamento economico dell'aerea più professionalizzata, quella dei
piloti, non può che essere decisamente inferiore a quello delle altre compagnie
aeree. E ciò nonostante il fatto che la cordata italiana (la Cai) prenderebbe
comunque un'azienda senza debiti e con un personale ridotto. Il che dimostra
che con il solo mercato domestico e senza una compagnia internazionale il
trasporto aereo italiano, è il caso di dire, non decollerebbe. La notizia
dell'altroieri è che il commissario Fantozzi ha fatto un avviso pubblico per
sollecitare manifestazioni di interesse di altri soggetti, in particolare di
compagnie estere. Un'iniziativa giusta e opportuna, ma perché Fantozzi non lo
ha fatto prima mettendo così tutti con le spalle al muro? In questa direzione,
peraltro, meraviglia il silenzio di Eni e di Finmeccanica, due grandi società
private con un azionista pubblico al 30% che sono autorevoli operatori
conosciuti in tutto il mondo. Si dice che sono società quotate. E allora? Molti
soci dell'attuale Cai sono società quotate eppure il mercato non li ha
specificatamente penalizzatati quando hanno sottoscritto l'offerta per Alitalia. Si dice che Eni e Finmeccanica hanno business
profondamente diversi. Ma forse Ligresti o Pirelli Atlantia o Colaninno non
hanno business profondamente diversi dal trasporto aereo? Anzi, almeno
Finmeccanica è vicina industrialmente parlando a tutta l'area della
manutenzione aerea. E infine si è fatto appello al sentimento patriottico degli
imprenditori italiani della cordata Cai, ma Scaroni e Guarguaglini non hanno
anch'essi un sentimento italiano posto che hanno tra l'altro grandi utili e
grandi rapporti internazionali, entrambe condizioni essenziali per rilevare e internazionalizzare
Alitalia? Si dice ancora che forse l'Europa non lo
consentirebbe. Chi lo afferma sbaglia, perché si tratterebbe di un'operazione
di mercato partecipata oltre che da Cai anche da due grandi operatori
internazionali a maggioranza privata che sono certamente i più interessati a
che il logo Italia non venga svillaneggiato con il fallimento della compagnia
di bandiera. Quell'Europa che ha assistito senza fiatare alla nazionalizzazione
della banca inglese Northern Rock non avrebbe cosa obiettare se una Newco
partecipata da Eni e Finmeccanica e possibilmente anche da Cai rilevasse subito
la parte buona di Alitalia o comprandola o attraverso
il fitto di un ramo di azienda per approfondire ulteriormente il piano
industriale, ricercare una grande compagnia straniera come socio industriale e
attivare immediatamente una cassa integrazione a rotazione come fanno tutte le
aziende con molti occupati. La forza politica e finanziaria di questa cordata
sarebbe enorme e l'Alitalia potrebbe continuare a
essere una protagonista di prima grandezza nel trasporto aereo. Diversamente,
anche in presenza di una chiusura positiva della vertenza tra la Cai e le
organizzazioni sindacali, il destino della nostra compagnia di bandiera sarebbe
gramo e permanentemente a rischio. Infine, l'alternativa del fallimento di Alitalia sarebbe un disastro. La responsabilità potrebbe
essere giustamente caricata sulle spalle della Cgil e dell'Anpac ma, alla fine
della giostra e passata l'onda emozionale, essa ricadrebbe esclusivamente su quelle
del governo come sempre accade in ogni Paese che si rispetti e questo non
sarebbe giusto visti gli sforzi fin qui fatti. ilgeronimo@tiscali.it © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 229 del
2008-09-24 pagina 5 Il comandante gaffeur che atterra soltanto da un salotto tv
all'altro di Paolo Bracalini Fabio Berti, numero uno Anpac, è il maggior
responsabile del mancato accordo. Tra svarioni e minacce: ecco la tecnica
kamikaze di un dipendente in "distacco" da Milano La manovra in cui è
maestro indiscusso è "l'atterraggio su poltroncina di studio
televisivo". Gli unici sedili che ormai frequenta, malgrado sia a tutti
gli effetti un comandante Alitalia, sono quelli dei
programmi tv, in cui compare un giorno si e l'altro pure. In compenso di vuoti
d'aria ne ha anche a terra, e parecchi. Fabio Berti, il pilota-sindacalista che
vola da un programma all'altro, numero uno del più potente sindacato
anti-accordo, passerà alla storia come il curatore fallimentare della compagnia
di bandiera italiana. Ma oltre agli svarioni, il presidente dell'Anpac sarà
ricordato anche per importanti conquiste sindacali. Come le eccezionali
convenzioni stipulate per gli iscritti: prezzi di favore per i pacchetti
vacanza Valtur, forti sconti sui telefonini Telecom, grandi offerte da
Manifattura Romana Confezioni, per non parlare del prestigioso torneo di golf
riservato ai colleghi. Il "Comandante No" Come leader del sindacato
ha detto più no lui di Totò Riina al maxiprocesso di Palermo. Air One? Non se
ne parla nemmeno. Air France? Vade retro? Cai? Manco per sogno. Qualche
buontempone ha messo Alitalia su eBay, ma pare che
Berti non abbia capito l'ironia e si sia opposto anche a quello: i piloti non
si fidano delle vendite su internet. Il perché poi di tutti questi no, gira e
rigira, è sempre lo stesso: il grano. Quando qualcuno si avvicina al
portafoglio dei colleghi piloti Berti si trasforma in un pitbull a digiuno da
una settimana. Va bene la ristrutturazione, il piano di rilancio, ma alla fine,
quanto avete intenzione di pagarci? Come? E quante ore dovremmo volare per
quella cifra? No, non ci sono margini di trattativa. Che fuori dal sindacalese
significa, ce dovete dare de più. Non che se la passino male. Berti ha portato
in diretta a Porta a Porta il suo Cud, per mettere a tacere le malelingue sui
presunti ingaggi d'oro dei piloti Alitalia. Lo
stipendio è di soli 115mila euro all'anno. Una miseria. Ma siccome si spezza la
schiena facendo il "distaccato", cioè il sindacalista a tempo pieno
che per contratto non può volare più di 6 giorni al mese (ma meno sì), gode di
un trattamento fiscale di favore. Le tasse si calcolano non sul reddito totale,
ma sul 50%. Il resto è mancia. Tecnica kamikaze Di fatica però ne fa. Per dire,
nel giro di una settimana è planato in dieci studi televisivi diversi. È
comparso la prima volta il 16 settembre, accomodato da Bruno Vespa. Due giorni
dopo tripletta, su SkyTg24, a Panorama del giorno su Canale 5 e su
RepubblicaTv. Il 21 si materializza per cena al Tg5 della sera, mentre il
giorno dopo è ancora uno e trino: RaiNews24, SkyTgPomeriggio e Otto e mezzo.
Ieri era a Ballarò. Ma è negli studi di Sky che Berti indossa la cintura da
kamikaze islamico e lancia il missile terra-aria: "Attenti, un simile
stato di pressione sui piloti può mettere a repentaglio la sicurezza dei
viaggiatori". La conduttrice Paola Saluzzi capisce male, e prova a
commentare i casi di depressione dei piloti. Ma no, lui non parlava di
depressione. Oddio potrebbe venire anche quella ai piloti Alitalia
ingiustamente maltrattati dall'opinione pubblica, ma per ora si limitano allo
stress. Ed ecco l'arma segreta di Berti. Quando le trattative si fanno
difficili lui ha pronto l'asso nella manica. Minacciano di ritoccare le tabelle
retributive dei piloti? Lui semina il panico: attenti che potrebbe venirci un
colpo di sonno a 10mila metri... Se invece ci alzate lo stipendio o ci date più
ore di permesso tra un turno e l'altro, sai come pilotiamo meglio, prendiamo in
mano la cloche che è un piacere, facciamo atterrare gli aerei sul velluto. A
quel punto, davanti alle minacce di morte di Berti, anche
gli ultimi irriducibili passeggeri Alitalia hanno fatto gli scongiuri e si sono gettati a disdire le
prenotazioni. Il call center Alitalia non riceveva tante telefonate di clienti terrorizzati dall'11
settembre 2001. Ora che Bin Laden si fa sentire meno, ci pensa Berti ad
affossare le compagnie aeree. Ma la smentita è stata ancora più
fantozziana. Il presidente Anpac ha spiegato di essere vittima di un equivoco.
Non voleva dire che i piloti Alitalia sono stressati e
che quindi potrebbero facilmente precipitare. Quello che voleva dire è "un
discorso molto tecnico, molto difficile da affrontare durante le trasmissioni.
Ma vorrei assicurare che volare con Alitalia è del
tutto sicuro". E per tranquillizzare definitivamente i passeggeri ha
fornito una prova inequivocabile: vedete, sto per prendere un volo per Milano,
e se volo Alitalia io... Un genio. È grazie a perle
come questa che si è guadagnato tra i blogger il soprannome di "Trapattoni
dei cieli". Figlio d'arte La tecnica comunque è collaudata. Berti l'aveva
già sperimentata quattro anni fa quando presidente di Alitalia
era Cimoli. L'azienda voleva modificare l'orario dei piloti, da 8 ore di volo
su 13 di servizio, a 13 ore di volo su 17 di servizio. Ma anche allora, appena
sentita la scandalosa proposta, Berti si è travestito da iettatore e ha gufato
sui passeggeri: così mettete a rischio la sicurezza... Panico a bordo,
trattativa in collasso. Eppure è tutt'altro che un novizio del sindacato. Figlio
di Aurelio Berti, pilota Alitalia, Fabio segue le orme
paterne nel
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 229 del
2008-09-24 pagina 3 La Filt-Cgil snobba il Parlamento Il Pdl: "Atto
indegno". "Solo ritardo" di Redazione La Filt Cgil snobba il
Senato e i senatori del Pdl si infuriano. Alle 18 di ieri le commissioni riunite di Industria e Lavori pubblici di Palazzo Madama avevano
convocato in audizione i rappresentanti dei lavoratori di Alitalia. "Evidentemente quel
sindacato non ha così a cuore gli interessi di quei lavoratori che dovrebbe
rappresentare", dicono in coro i senatori di maggioranza. Rincara la dose
il leghista Roberto Mura: "Hanno fatto sapere, che avevano "altre
cose da fare". È un atto oltraggioso per l'istituzione - ha
sottolineato l'esponente del Carroccio - che ha lasciato basite maggioranza e
opposizione". La Filt Cgil si difende: "Non abbiamo disertato
l'incontro al Senato, siamo solo arrivati in ritardo all'audizione. In questa
fase delicata - dice la sigla sindacale - sarebbe opportuno evitare strumentalizzazioni
e non sollevare questioni inesistenti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
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N. 229 del
2008-09-24 pagina 3 Il cinico scherzo su eBay Germania: appena un euro per
l'ultimo volo di Redazione Una cinica boutade? Sta di fatto che un anonimo
utente chiamato "terkana" ha messo all'asta, sul
sito tedesco di eBay, un biglietto aereo Alitalia di andata e ritorno. La base di partenza è un euro.
Nell'annuncio, scritto in italiano, si legge: "Vendo la mia compagnia
aerea. Solo su Alitalia.
Hai letto bene. Offri per la mia compagnia aerea, cioè per volare in mia
compagnia, su un vero aereo Alitalia. Un'occasione così non ti capiterà più nella vita. Anche
perché, se continua così, l'Alitalia sarà tra poco
solo uno sbiadito ricordo. Astenersi perditempo, presidenti del Consiglio e
ministri in carica e/o fantomatici rappresentanti della minoranza".
Telefono Antiplagio e Telefono Antiebay, che hanno segnalato la notizia,
sperano non si tratti del dileggio di qualche compagnia aerea straniera. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
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N. 229 del
2008-09-24 pagina 4 Grande fuga dei passeggeri "Volano" le ferrovie e
le compagnie concorrenti di Paolo Stefanato Nonostante tariffe vantaggiose Alitalia ha già perso il 15 per cento dei clienti mentre
Meridiana li incrementa del 40 e Air One del 20. E le Fs allestiscono treni
speciali da Milano "Acquista il tuo biglietto per il Nord America entro il
10 ottobre e vola fino al 19 ottobre 2008. Da oggi al 28 settembre, approfitta
dell'offerta per Tokyo: puoi volare dal 20 ottobre al 26 marzo 2009". Il linguaggio commerciale usato sul sito di Alitalia sembra fuori dal tempo e dalla
realtà. Che cosa sarà Alitalia tra un mese o, addirittura, la primavera prossima? L'Enac ha
dato il termine di una settimana alla licenza provvisoria, il commissario
Fantozzi ha posto al 30 settembre la data ultima per ulteriori offerte, la
cassa è allo stremo. Ma per il sistema di offerte Alitalia
sembra che nulla sia accaduto, e che nulla possa accadere. I prezzi sono
attraenti (499 euro Milano-Boston, 540 Milano-Los Angeles, 550 Roma-Chicago,
976 Roma-Tokyo), ma chi se la sente, con la compagnia sull'orlo del precipizio,
di rischiare che il denaro del biglietto si trasformi in un contributo a fondo
perduto? Simmetricamente, aumenta la pressione sulle compagnie concorrenti.
Prendiamo la tratta Milano-Roma, una delle più redditizie del mondo, ove ad
oggi si confrontano soltanto due operatori, Alitalia e
Air One. Sugli aerei di quest'ultima, martedì alle 15 risultavano già esauriti
gli ultimi quattro voli di ritorno a Milano per domani, giovedì. Chi può, evita
Alitalia anche se i suoi aerei volano leggeri, senza
timori di overbooking. E chi può - come ai tempi del monopolio caduto negli
anni Novanta - si fa raccomandare per trovare un passaggio: questa volta su Air
One. Questa non comunica quale sia stato l'incremento di traffico nelle ultime
settimane. Ma secondo stime facilmente deducibili dalle prenotazioni effettuate
attraverso le agenzie di viaggio, l'incremento di passeggeri per la compagnia
di Carlo Toto sarebbe stato tra il 10 e il 20%. Meridiana ha dichiarato aumenti
di traffico del 40%, le Ferrovie hanno istituito treni speciali. Il biglietto
di Air One quota tra i 490 e i 525 euro per un Linate-Fiumicino con andata e
ritorno nella giornata di domani. Ma la compagnia fa sapere di non aver toccato
le tariffe negli ultimi mesi (ovvero di non aver approfittato della
situazione): spiega che le classi tariffarie sono molte, e che, ad aerei pieni,
quella disponibile (se c'è), è sempre la più cara. Così, se per Alitalia le offerte per la prossima settimana partono (per
la stessa tratta andata e ritorno) da 205 euro, è perché, proprio in virtù del
crollo delle prenotazioni, sono ancora in vendita i posti alle tariffe
intermedie. Il pubblico che vola è lo stesso che legge i giornali e guarda la
tv: è perfettamente al corrente di uno stato di crisi ormai all'epilogo, che ha
generato uno smottamento sempre più vistoso dell'attività della compagnia. Che
i piloti, con una dichiarazione inqualificabile, l'altro ieri abbiano addirittura
fatto terrorismo sulla possibile non-sicurezza dei voli, ha sicuramente indotto
molti passeggeri a puntare sugli aerei di altre compagnie. Alitalia,
ufficialmente, non fornisce le cifre del riempimento dei velivoli negli ultimi
giorni, ma ammette che il calo è sensibile. Secondo stime attendibili, dovrebbe
attestarsi sul 10-15%, ed è destinato ad aumentare giorno dopo giorno. Se il
rischio sul medio-lungo periodo è quello di trasformare il proprio biglietto in
carta straccia (nel caso di fallimento il cliente è un semplice creditore e la
Iata non prevede riprotezioni), sul breve, dall'oggi al domani, è semplicemente
quello di restare a terra. Un volo eccessivamente vuoto non parte. Uno degli
esempi è un Venezia-Napoli di martedì, che ha appiedato proprio chi aveva dato
fiducia alla compagnia pubblica. Anche il sistema degli aeroporti, per questi
stessi motivi, soffre una fase di incognite, e in generale tutti gli altri
vettori sono sottoposti ai contraccolpi generati da un momento di particolare incertezza.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tempo, Il" del 24-09-2008)
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Stampa Il Cavaliere rinuncia al viaggio negli Usa per salvare Alitalia: la compagnia di bandiera serve
e ci sarà Berlusconi pesca l'asso tedesco Berlusconi ha rinunciato al viaggio
all'Onu per risolvere la crisi Alitalia. Poche ore dopo la disponibilità di Veltroni a collaborare con
il governo, il premier ha annunciato che "ci sarà una compagnia di
bandiera italiana": e si concretizza l'ipotesi di un ingresso con
una quota di minoranza della Lufthansa al fianco della cordata Cai. Dal canto
loro, gli imprenditori italiani coinvolti lasciano trapelare ancora diffidenza
sulla possibilità della trattativa. Ed è scontro tra i piloti e l'Enac.
Rondinelli e Usai alle pag. 4 e 5.
( da "Tempo, Il" del 24-09-2008)
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Stampa stipendi
sopra i 100 mila euro e fisco leggero Piloti, i nuovi "Signor No" che
difendono privilegi Hanno detto sempre no nel corso della trattativa per
salvare Alitalia con la Cai, la cordata composta dai
16 imprenditori, che ha risposto alla chiamata di Silvio Berlusconi. Hanno
detto no per non perdere i privilegi acquisiti in anni e anni di spartizione
tra politica e sindacato di un'azienda che è stata sempre un bacino clientelare
e di potere per tutti i partiti dell'arco costituzionale. Oggi sul banco degli
imputati ci sono loro: i piloti. Una casta, una corporazione che ha sempre
ostacolato il cambiamento. Ed è normale. Guadagnano come poche categorie nel
mondo del lavoro dipendente. I dati ufficiali non esistono. Ma secondo Libero
il giornale di Vittorio Feltri il comandante Fabio Berti, leader dell'Anpac, si
è portato a casa 115.814 euro nel 2007. Un bel bottino. Che aumenta se si tiene
conto che in virtù di una tassazione particolare che applica il prelievo
fiscale come i normali contribuenti solo a una fetta del salario. Molte voci
come l'indennità di volo sono interessate solo per il 50% della cifra dalle
forbici dell'erario. Un bel vantaggio. Sconosciuto e impossibile alla quasi
totalità dei lavoratori dipendenti. Ma, soldi a parte, in realtà i piloti sono
assolutamente contrari a una qualunque forma di concessione ai 16
"capitani coraggiosi" della Cai perché, per anni, hanno rappresentato
il vero motore decisionale delle scelte strategiche della compagnia di
bandiera. Nessuna mossa o azione aziendale è stata possibile senza consultare
le associazioni dei piloti. Un autentico potere di veto con il quale i
dirigenti che si sono succeduti negli anni, e che non hanno brillato per
saggezza gestionale certo, si sono dovuti confrontare e scendere a patti. Ed è
su questo punto che si è interrotta la trattativa con la Cai. Secondo fonti
vicine alla cordata il no sostanziale all'ingresso dei salvatori di Alitalia sarebbe arrivato su un solo e unico punto: nessuna
concessione ai piloti di sedere all'interno del consiglio di amministrazione e
dettare linee di sviluppo per la nuova società. Un problema insormontabile a
cui gli imprenditori hanno cercato di rispondere con la proposta di una
compartecipazione agli utili, un'aliquota pari al 6% dei profitti. L'offerta è
stata rinviata al mittente. Segno che il vero problema era e resta la volontà
di continuare a dettare le scelte di rilievo. Il pericolo di fallire insomma è
passato in secondo piano per il sindacato autonomo che per anni ha
rappresentato un contrappeso alla plancia di comando della compagnia di via
della Magliana. Sarà anche per questo che in tempi di vacche grasse abbiano
ottenuto privilegi e vantaggi. Così ad esempio i sindacalisti per svolgere il
loro lavoro hanno la possibilità di volare meno dei loro colleghi. I piloti
distaccati dell'Anpac hanno per norma espressa il divieto di volare più un
certo numero di ore. Massimo sei giorni al mese sull'intercontinentale. Mentre
gli stessi colleghi che non hanno incarichi sono costretti a stare alla cloche
tra i 15 e i 18 giorni al mese. è il caso di Berti dell'Anpac. Mentre un
maggior privilegio è concesso ai dirigenti sindacali che effettuano le rotte
del medio raggio. Il numero due dell'Anpac devono volare solo 4 giorni al mese
rispetto ai 19-20 giorni dei loro colleghi. Privilegi sedimentati nel dna di
una compagnia che è stata affossata da tutti. E nel rimpallo delle
responsabilità i piloti non si sono tirati indietro nella ricerca dei colpevoli
del disastro. Il presidente dell'Anpac, Berti, ieri ha
ricordato che "si sa bene che il problema di Alitalia non sono solo i piloti, ma ad esempio i 200 milioni di euro
l'anno persi dal 2000 al 2008 per il collocamento di Malpensa senza regolare
Linate, tutti gli sprechi, il fatto che Alitalia pagava i gestori aeroportuali cinque volte di più delle altre
compagnie; si è scoperto che pagava un hangar che era utilizzato dalla
Sea. Invece qui si stanno cercando delle responsabilità su problemi di
governance che non ci sono mai stati".
( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)
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ASSISTENTI DI VOLO
Arriva la solidarietà dei tedeschi di Lufthansa E parte anche la solidarietà
internazionale. Ieri l'Ufo - sindacato degli assistenti di volo di Lufthansa,
14.000 iscritti - ha espresso tutto il proprio appoggio ai
colleghi di Alitalia,
"ancora una volta chiamati a risanare un'azienda mal gestita dal
management sulle spalle dei dipendenti". Persone che sono "la vera
garanzia per la sopravvivenza di un'azienda come Alitalia". Per quanto riguarda le trattative, "decisive saranno
le condizioni di lavoro che danno dignità ai suoi dipendenti e ai loro
familiari".
( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ALITALIA
· Una lettera a Berlusconi per "riaprire alla Cai", che era già a
palazzo Chigi Veltroni sbaglia ancora rotta Il governo preferisce sbarrare la
strada a qualunque altra soluzione Francesco Piccioni ROMA Sembrava fosse stata
imboccata finalmente una strada trasparente per la vendita dell'Alitalia. Archiviata la pratica Cai
(Compagnia aerea italiana, la "cordata" guidata da Roberto
Colaninno), che aveva già ufficializzato il ritiro della propria offerta, c'era
ancora spazio per vedere di stringere con partner più solidi; o quantomeno meno
improvvisati. Con parecchi giorni di ritardo, infatti, il commissario
straordinario Augusto Fantozzi si era deciso a pubblicare - ieri - l'invito
alla "manifestazione di interesse" all'acquisto della compagnia. Ma
bisogna ricredersi. Il governo non accetta l'esito fin qui maturato e prova a
far rivivere il cadavere appena seppellito. Per altri due giorni Berlusconi,
Maurizio Sacconi (ministro del welfare), Raffaele Bonanni (segretario generale
della Cisl) e Renata Polverini (sua omologa nell'Ugl) hanno ripetuto l'unica
frase di cui ormai sembrano capaci: "l'unica soluzione è l'accordo con
Cai, altrimenti c'è solo il fallimento". Lo sforzo si è infine
materializzato nel ritorno a palazzo Chigi di Colaninno e Rocco Sabelli
(amministratore delegato della Cai), su convocazione di Gianni Letta. Per chi
ha frequentato questo tipo di incontri, c'è una certezza: ha parlato solo
Letta. Dopo 45 minuti i due imprenditori sono usciti senza rilasciare alcune
dichiarazione. La domanda che attraversa gli addetti ai lavori è un'altra: cosa
avrà promesso, Letta, per convincere Colaninno e soci a tornare al tavolo? La
situazione si è ulteriormente ingarbugliata con l'intervento di Walter
Veltroni, segretario del Pd, che ha inviato una lettera a Berlusconi per
invitarlo a fare qualcosa, proponendo tre possibili soluzioni: una "venire
incontro" della Cai alle richieste dei sindacati, una ripresa di contatti
con vettori stranieri oppure un'"intesa" tra commissario e sindacati
preliminare alla vendita con chiunque effettuata. Suggerimenti non proprio
frizzanti (specie l'ultimo: su quali basi si fa un'intesa, in assenza di un
compratore che avanzi una proposta?), ma che producono l'unico effetto politico
di premere sulla Cgil perché si mostri più dialogante con Cai. Una tenaglia
bipartisan per portare a termine l'affare. Tanta disponibilità non gli ha fatto
guadagnare il rispetto del centrodestra. Sacconi lo ha apostrofato piuttosto
rudemente: "l'on. Catalano, al secolo Walter Veltroni, ci ha detto delle
cose ovvie: meglio fare bene che fare male; aggiungo 'meglio fare presto e bene
che tardi e male'". L'unico a dargli ragione è Antonio Di Pietro, e può
darsi che non gli abbia neppure fatto piacere. Non ha infine prodotto neppure
un timido ripensamento della Cai, che ha infatti confermato il suo
atteggiamento di chiusura totale "sono i sindacati che devono
muoversi", perché sul proprio "piano industriale" non intendono
inserire "alcuna novità". Tutto il fronte governativo, insomma, ha
continuato a mostrare il viso dell'arme. Sacconi e Altero Matteoli hanno
ripetuto che nessuno si è fatto fin qui vivo per rilevare Alitalia
(ma le agenzie battevano in quelle ore un messaggio da parte della compagnia di
bandiera venezuelana). Vito Riggio, presidente dell'Enac, ha passato la
giornata a minacciare ancora il ritiro della licenza di volo se, entro domani,
non gli sarà presentato un piano finanziario dettagliato. L'insistenza gli ha
procurato una diffida formale da parte di Anpac, Up, Avia e Sdl a procedere
"a qualunque atto che possa comportare la limitazione o la sospensione
delle attività di volo di Alitalia in ragione della
sua situazione economico/finanziaria, in difformità da quanto espressamente
disposto" nel decreto chiamato Marzano-bis. La risposta di Riggio fa
riferimento a norme Ue, non italiane. Ma questo semmai scopre un problema negli
strumenti che il governo ha approntato per pilotare la discesa di Alitalia nelle mani della Cai. Interrogato
sull'interessamento di Lufthansa - che ha dato chiari segnali di volerci vedere
più chiaro - Sacconi ha minimizzato, escludendo la possibilità di un
"acquisto diretto". Il messaggio è insomma chiaro: "siamo alla
disperazione; l'unica speranza oggi è che i sindacati firmino in modo da
consentire al governo di provare a convincere Cai a fare un passo
indietro". Non è proprio il tono che ci si attenderebbe da un ministro
importante - lo sviluppo economico! - di un paese del G8; ma tant'è, questo
passa il convento. Va invece avanti il progetto di costruzione di una
"cordata alternativa" avanzato da piloti e assistenti di volo,
disposti a impegnare il proprio tfr per mantenere in vita la compagnia, insieme
ovviamente a un partner straniero importante e a finanziatori di livello. Nel
corso della giornata sono stati numerosi i contatti che confermavano che
"si può fare". Mal che vada, un possibile acquirente che decida di
tentare questa strada avrebbe il consenso preventivo del cosiddetto
"fronte del no". Ma è chiaro che, finché il governo - il
"proprietario" attuale - non darà chiaro segno di voler aprire a un
soggetto diverso da Cai, nessun compratore troverà sensato fare il fatidico
passo avanti. E intanto la crisi peggiora. Foto: UN PILOTA ALITALIA LEGGE
L'ANNUNCIO DI MESSA ALL'ASTA COMPARSO IERI SUI GIORNALI /FOTO AP.
( da "Manifesto, Il" del 24-09-2008)
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ALITALIA
l PAGINA 4 Veltroni vola basso e scrive a Berlusconi IMMIGRAZIONE l PAGINA 6
Dieci nuovi Cpt e Dna per i ricongiungimenti STATALI l PAGINA 4 Contrattazione
addio, decide tutto Brunetta STATI UNITI l PAGINA 11 Bush lascia all'Onu
l'eredità della guerra.
( da "Messaggero, Il" del 24-09-2008)
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Cai
torna in campo, avanza Lufthansa come alleato estero. Epifani: serve il partner
industriale Alitalia, nuovo spiraglio Veltroni a
Berlusconi: convochi le parti. Il premier: la compagnia italiana ci sarà.
( da "Messaggero, Il" del 24-09-2008)
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Olaninno avverte
però che il piano non cambia e che occorre la firma di tutti i sindacati. Per chiudere
il cerchio si lavora ad un accordo immediato con un partner estero e a un
eventuale contratto separato con i piloti. Intanto il leader del Pd Veltroni ha
scritto al premier Berlusconi avanzando tre proposte per uscire dallo stallo:
un appello a Cai e sindacati per riprendere il dialogo; non chiudere le porte a
soci esteri; Fantozzi firmi con i sindacati e poi arriva Cai. Berlusconi
insiste: "La compagnia di bandiera ci sarà".
( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-24 num: - pag: 1 autore: di RITA
QUERZE' categoria: REDAZIONALE Giuseppe Bonomi, presidente
Sea "Malpensa vivrà anche se Alitalia fallisce" Quattro-cinque anni per tornare hub, un
super-aeroporto. è il destino di Malpensa secondo il presidente Sea Giuseppe
Bonomi (nel tondo), ieri in commissione Trasporti a Palazzo Marino: "Lo
sviluppo non è velleitario, purché si liberalizzi il mercato". A
PAGINA 3.
( da "Corriere della Sera" del 24-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-24 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Aeroporti L'audizione a Palazzo Marino: per il momento ridimensionare
Linate non serve. Penati: è quello che ho sempre sostenuto Bonomi: Malpensa? Ripartirà anche senza Alitalia L'appello del presidente Sea: la liberalizzazione dei cieli è
ormai urgente. E serve la terza pista Anche la Cgil si schiera con Sea: non c'è
dubbio che la liberalizzazione del mercato sia fondamentale per lo scalo
varesino Nel giro di quattro-cinque anni Malpensa può tornare un hub. Un
superaeroporto, cioè, in grado di collegare Milano con il mondo. Parola di
Giuseppe Bonomi. Il presidente di Sea ha relazionato ieri alla commissione
Trasporti di palazzo Marino. E ha spiegato che lo sviluppo di Malpensa come hub
è tutt'altro che velleitario. Purché vengano soddisfatte alcune condizioni.
Prima fra tutte: la liberalizzazione del mercato. Che Alitalia
fallisca o meno, secondo il presidente di Sea, non peserà granché sul futuro di
Malpensa. Il divorzio dalla compagnia di bandiera è stato doloroso ma
l'aeroporto varesino ha trovato subito un nuovo partner - la compagnia aerea
Lufthansa - tedesco e con le spalle larghe. La liason è partita con il piede
giusto. E così i sei Airbus 319 che faranno base a Malpensa da febbraio saranno
solo l'inizio. "L'obiettivo è far entrare la compagnia tedesca come hub
carrier su Malpensa ", chiarisce il presidente di Sea. Tradotto per non
addetti ai lavori: Lufthansa potrebbe far convergere su Malpensa passeggeri che
hanno scelto l'areoporto varesino per decollare verso altri continenti. E
Linate? "Potrà esserci motivo per un suo ridimensionamento solo in caso Malpensa
diventasse un hub. Oggi non ce n'è ragione", dice in sostanza Bonomi.
"Esattamente quello che sostengo da tempo", diceva ieri in serata il
presidente della provincia di Milano, Filippo Penati. I primi di ottobre Sea e
Lufthansa annunceranno la partenza dei nuovi voli su Malpensa. Per quanto
riguarda la liberalizzazione, la palla è nelle mani del governo. "In
passato il nostro Paese ha legittimamente messo in atto politiche
protezionistiche. Ora bisogna constatare che non esiste più una compagnia di bandiera,
né una compagnia forte italiana. Perciò vanno rinegoziati gli accordi
bilaterali tra stati che regolano il mercato dei cieli". Un esempio
concreto. Korean airlines vuole attivare un collegamento giornaliero
Milano-Seul ma gli accordi bilaterali Italia-Corea non lo permettono. Perciò
Sea sta ottenendo un'autorizzazione provvisoria. La seconda condizione per
andare a nozze con Lufthansa è investire nella terza pista. "In due anni,
in teoria, sarebbe possibile arrivare all'approvazione del nuovo piano
regolatore, ma l'iter è complesso", ammette Bonomi. E l'incubo del
fallimento Alitalia? Certo, gli slot saranno subito
riassegnati alle altre compagnie. E c'è chi parla di Lufthansa in pole position
sugli aereoporti milanesi. "Di certo gli slot non saranno assegnati a una
sola compagnia. Al di là della priorità delle richieste, bisogna tenere conto
della capacità delle compagnie di attivare nuovi voli", dicono in
Assoclearance, l'ente che assegna gli slot. Nell'appello al governo per la
liberalizzazione dei cieli Bonomi a sorpresa ha al fianco anche la Cgil.
"Non c'è dubbio, l'apertura del mercato è fondamentale per Malpensa",
dice Nino Cortorillo, segretario generale della Filt Cgil regionale. E se per
qualche motivo il matrimonio con Lufthansa saltasse? Sea ha un "piano
B". In sostanza, se venisse a mancare l'hub carrier, Malpensa potrebbe
diventare un aereoporto internazionale. Il che richiederebbe investimenti
minori (860 milioni di euro contro 1.370). Ma la liberalizzazione dei cieli
sarebbe comunque necessaria. Per permettere alle compagnie straniere che ne
fanno richiesta di atterrare a Malpensa. Le nuove rotte Sei nuovi Airbus 319
della compagnia tedesca Lufthansa faranno base a Malpensa a partire da febbraio
Rita Querzé.
( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi:
ma la compagnia di bandiera ci sarà. Il leader Pd scrive a Palazzo Chigi: piano
in tre punti. Colaninno torna in pista Alitalia, la carta
Lufthansa Il premier accelera per coinvolgere i tedeschi. Aperture da Veltroni
ed Epifani.
( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 24 Set
2008 Edizione 201 del 24-09-
( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 24 Set
2008 Edizione 201 del 24-09-2008 Note spurie Test psichiatrici anche ai piloti?
di Valerio Fioravanti I piloti dell'Alitalia da pochi giorni a questa parte godono di pessima stampa, e verrebbe
quasi voglia di solidarizzare con loro, tanto è pieno di risentimento il clima
contro di loro. Dopo esser stati coccolati da tutti i partiti politici per
tanti anni, adesso ce li fanno quasi passare come una banda di estremisti della
Cgil che chissà cosa vogliono, non certo il bene del paese. Del
fallimento Alitalia nessuno è innocente, ma certo i
politici che hanno gestito i grandi numeri e le grandi cifre hanno maggiori
responsabilità dei singoli lavoratori, dai quali non era lecito attendersi che
rifiutassero volontariamente le continue concessioni che venivano loro fatte.
Adesso tutti dicono che siamo a una svolta. Ma probabilmente si tratterà di una
"svoltina", nel senso che alla fine il governo interverrà, e ci sarà
il solito compromesso dove cambieranno solo le questioni minori, e rimarranno
inalterati i problemi strutturali. Il governo interverrà, e rinuncerà a
sfruttare il suicidio politico del sindacato, che oggi ha gran parte del paese
contro. Pazienza. Intanto, in attesa dell'intervento salvifico del primo
ministro in persona, che a queste scene da demiurgo proprio non sa rinunciare,
e chissà cosa sta preparando, leggiamo che i piloti si sentono stressati da
tanta attenzione nei loro confronti, e adombrano il timore che si possano
verificare incidenti in volo. E qui ci sarebbe da discutere. Dopo averli visti
esultare per il mancato accordo con la Cai, molti hanno avuto l'impressione che
quei signori saranno pure bravi a manovrare cloche e cose varie, ma tutte le
rotelle a posto comunque non ce l'hanno. Visto che l'esecutivo propone test
psichiatrici per i magistrati, di fronte a scene d'esultanza per la distruzione
della propria compagnia, non sarebbe il caso di estendere questi test anche ad
altre categorie lavorative, che hanno anche loro nelle mani il destino di molte
persone? LE RAGIONI DEL GENERALE Tutti parlano male di questo povero Generale
Antonino Torre che avrebbe commemorato gli Zuavi invece dei Bersaglieri. Lui si
lascia intervistare da tutti, e spiega che i Bersaglieri erano stati
commemorati cinque minuti prima da chi di dovere, e che lui ha solo voluto
aggiungere, come usano fare i militari, un "riconoscimento" ai nemici
sconfitti. Spiega poi, e su questo ha certamente ragione, che i militari queste
cose le fanno spesso, che i militari di solito non portano rancore, e per
cultura e tradizione, finita una guerra, si torna a rispettare l'ex nemico che
ormai nemico non è più. Beh, se le cose stanno così, il generale ha ragione da
vendere. Forse è la nostra cultura che ormai prende in giro un militare
qualsiasi cosa faccia.
( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 24 Set 2008
Edizione 201 del 24-09-2008 "L'isola dei Famosi" rischia di
affondare: cala al 18,66% di share. Canale 5 col filmissimo "Il codice Da
Vinci" si ferma al 21,72% Brilla la "stella" di Rai Uno di
Alessandra Palma Ancora una serata vincente per Rai Uno che si affida alla
fiction per portare a casa il risultato in prima serata: la seconda puntata
della miniserie "La stella della porta accanto" sbaraglia la
concorrenza e si impone con un ascolto medio di 6.408.000 telespettatori, pari
al 24,21% di share. La fiction, prodotta dalla Titanus, rilancia come
protagonista Bianca Guaccero, nei panni di un addestratrice di cani che si
innamora di un giovane console (Giorgio Lupano) rimasto vedovo: la storia è di
quelle tagliate su misura sul pubblico di Rai Uno, e difatti a seguire la
fiction sono soprattutto le donne (27,98% di share) e i telespettatori di età
superiore ai 55 anni, con gli over 65 che viaggiano su una media del 36,20%;
buoni risultati, però, anche nel pubblico dei più piccoli con i ragazzi tra gli
8 e i 14 anni che toccano il 24,37% di share. Secondo appuntamento con
"L'isola dei famosi" su Rai Due, che conferma le difficoltà già
emerse al debutto: il reality della Ventura scende ancora e arriva a una media
ascolti di 3.863.000 telespettatori, pari a un impietoso 18,66% di share, che
rimane costantemente sotto i 5 milioni, ad eccezione dei minuti in cui verso le
ore 23 e 05 Giuseppe Lago (l'ex tronista di "Uomini e donne")
annuncia di volersi ritirare e, zaino in spalla, si allontana dalla "selva
oscura". Tiepidi gli ascolti di Ventura & Co. anche sul target
commerciale dei 25-54enni che arrivano al 20,63% di share, mentre i 45-54enni
si portano al 21,83%. Serata di supercinema per Canale 5 che lascia passare un
po' troppo tempo dall'uscita nelle sale per trasmettere "Il codice Da
Vinci", ma riesce comunque a incassare un ascolto medio di 4.686.000
telespettatori, pari al 21,72% di share, raccolto principalmente tra i
telespettatori giovani interessati al mistero del Santo Graal: a seguire il
film tratto dal best seller omonimo e interpretato da Tom Hanks è soprattutto
il pubblico dei 15-24enni che raggiunge il 33,04% di share, seguito a ruota
dagli adulti 25-34enni che si attestano sul 27,98%. In seconda serata, Chicco
Mentana tenta di sfruttare la coda di interesse suscitata dal film e confeziona
una puntata di "Matrix", tutta incentrata sull'Opus Dei e i presunti
misteri legati a "L'ultima cena" di Leonardo: il colpo però non
riesce e Mentana deve accontentarsi di un ascolto medio di 1.012.000 telespettatori,
pari al 18,41% di share. Non va bene neanche a Bruno Vespa
che decide di rimanere sull'attualità e si occupa del caso Alitalia nella prima parte della
trasmissione e del sistema scuola nella seconda: in studio anche Fabio Berti
(Presidente Anpac) e il ministro Gelmini che dibattono davanti a una platea di
1.478.000 telespettatori, pari al 15,73% di share. Non decolla su Italia 1 la
serata Doc. In prime time appuntamento con la quarta season di
"Grey's anatomy" che al primo episodio segna una media di 2.589.000
telespettatori, pari al 9,23% di share, mentre al secondo sale al 10,29%.
( da "Opinione, L'" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Mer, 24 Set
2008 Edizione 201 del 24-09-2008 PERCHE' DA LIBERALI AUSPICHIAMO IL FALLIMENTO
Forza Ali Taglia di Carlo Lottieri E' difficile che l'ipotesi di un'ingloriosa
conclusione della parabola di Alitalia possa
materializzarsi davvero. Nonostante il rigetto dell'offerta di Air France e,
nei giorni scorsi, la rottura delle trattative tra la Cai di Roberto Colaninno
e i sindacati dei piloti, molti continuano a ritenere che alla fine (magari in
extremis) ad un'intesa si arriverà comunque. Silvio Berlusconi si è troppo
esposto per poter accettare una completa chiusura di quella che fu la compagnia
di bandiera: specie dopo aver profuso tanta inutile retorica sulla necessità di
avere un vettore "tutto italiano". In realtà, chi ha a cuore l'interesse
di consumatori e contribuenti deve in cuor suo tifare per la fine di ogni
trattativa. Seppellire una volta per tutte la compagnia di bandiera porterebbe
molto più benefici che svantaggi e aprirebbe ad una situazione di straordinario
interesse. In primo luogo, è bene che in Italia si affermi l'idea che
un'azienda malgestita come Alitalia alla fine chiuda,
e che almeno alcuni tra quanti hanno contribuito al disastro siano chiamati a
pagare un prezzo. L'azienda avrebbe dovuto portare i libri in tribunale molti
anni fa, ma insomma ? come si suol dire ? è sempre meglio tardi che mai. Non
esiste mercato se vi sono soggetti che non falliscono qualunque cosa facciano e
in qualunque modo lavorino. Il fallimento di Alitalia sarebbe un segnale importante,
ad esempio, per le varie "Alitalia" prossime venture: a partire dalle Ferrovie dello Stato.
Per giunta, chiudere Alitalia senza che qualcuno si sostituisca ad essa e si appropri della
"polpa" (come nel piano Fenice delineato da Intesa SanPaolo) significa
liberare i permessi di volo oggi detenuti dalla compagnia pubblica e,
più in generale, mettere ogni società sullo stesso livello. Anche se certamente
più liberalizzato di quello francese o tedesco, il sistema del trasporto aereo
italiano in questi anni ha pagato il prezzo di un incumbent "più uguale
degli altri", in grado di ottenere favori dal legislatore, dalle agenzie
nazionali, dagli enti locali. Dopo la liberalizzazione europea avviata nel 1997
e in vista dell'entrata in vigore dell'accordo Open Sky (che partirà il
prossimo aprile), affrancare l'Italia dall'ex monopolista farebbe del nostro un
mercato molto appetibile e anche assai aperto. Con l'uscita di scena Alitalia, si assisterebbe all'arrivo di tutti i maggiori
soggetti del trasporto aereo, alla nascita di nuove realtà e allo sviluppo di
quelle già presenti. La concorrenza si farebbe davvero intensa, a vantaggio di
chi deve viaggiare. Qualcuno sostiene che il fallimento delle trattative su Alitalia potrebbe costare molto caro alla collettività in
termini di ammortizzatori sociali, ma non è necessariamente vero. Nei giorni
scorsi il Ministro Maurizio Sacconi ha detto più volte che se non arriva in
porto la proposta di Cai a quel punto saltano anche i sostegni che erano stati
predisposti. Per giunta, è evidente che il comportamento dei sindacati ha
manifestato la persuasione (non infondata) che i lavoratori attuali siano in
qualche modo indispensabili. Anche dopo la fine di Alitalia,
chi vorrà far volare gli aerei nel nostro Paese dovrà comunque rivolgersi ai
piloti e agli altri tecnici, dato che si tratta di professionalità che non si
possono inventare da un momento all'altro. Predisporre quindi ammortizzatori di
limitata entità e di breve durata, che pesino poco sui contribuenti, sembra una
scelta del tutto ragionevole. Il fallimento delle trattative su Alitalia sarebbe infine la sconfessione di ogni ipotesi ?
tanto celebrata in queste settimane ? di un ritorno a politiche keynesiane,
basate su stretti intrecci tra interessi privati (la cordata dei sedici
imprenditori) e soldi pubblici. Sarebbe la dimostrazione che uno Stato che
negli ultimi nove anni ha prodotto, con Alitalia,
perdite per 3,3 miliardi di euro non solo non è in condizione di
"rinazionalizzarla", ma neppure ha la possibilità di rimettere in
piedi un soggetto industriale totalmente inaffidabile: cannibalizzato dalle
categorie e vittima di un management politicizzato rivelatosi disastroso.
Mentre a Washington lo statalismo di Henry Paulson e Ben Bernanke rilanciano
l'interventismo quale farmaco per i guasti che l'interventismo stesso ha
causato, con l'eventuale fallimento di Alitalia da
Roma partirebbe un segnale di segno opposto, volto ad affermare che la realtà
del mercato non è violentabile impunemente. Alla fine c'è sempre un redde
rationem e, a quel punto,la necessità di voltare pagina.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltroni: riparta la trattativa Piano Alitalia con la Cai e Lufthansa Giornata di contatti, proposte e
mediazioni ieri per il salvataggio di Alitalia. Vertice a Palazzo Chigi con Berlusconi, il sottosegretario
Gianni Letta e i ministri Sacconi e Matteoli cui ha fatto seguito un incontro
con il capo della cordata Cai, Colaninno: gli imprenditori italiani sono alla
finestra, il Piano Fenice non si tocca, la cordata non si scioglie. Il
leader del Pd, Veltroni, ha scritto una lettera al premier con tre proposte: la
Cai deve fare un passo avanti; riprendere le trattative con i partner esteri;
siglare un'intesa con i sindacati. Avanza l'ipotesi di Lufthansa in Cai con
quota di minoranza. Berlusconi è sicuro: l'Italia deve avere e avrà una
compagnia di bandiera. FRANZESE E SANTONASTASO PAGG. 2, 3.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltroni al premier:
"Tre mosse per Alitalia" Il salvataggio Il leader Pd invoca un'apertura ai
sindacati e contatti con gli stranieri. La linea del governo non cambia.
Berlusconi: "Serve una compagnia di bandiera". Cai prende tempo ROMA.
Il fallimento di Alitalia
si avvicina e il presidente del Pd, Walter Veltroni, scrive a Silvio
Berlusconi: la Cai "faccia un passo avanti verso le posizioni dei
sindacati", si riprendano contatti con compagnie estere e il
commissario arrivi a un'intesa con i sindacati. "Ovvietà", risponde
il ministro Maurizio Sacconi. La linea del governo non cambia. E lo stesso dice
Roberto Colaninno, ieri a Palazzo Chigi, per la Cai. Ma il premier apre uno
spiraglio: "L'Italia deve avere una compagnia di bandiera e così sarà".
LOMBARDI e un commento di FRANCESCO FERRARI >> 2 e 19 24/09/2008.
( da "Avanti!" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
“È presto per promuovere
il governo” L'OPINIONE Mercoledì 24 Settembre 08 Se l'esito delle elezioni
politiche era scontato per la buona parte degli addetti ai lavori del mondo
politico, era assolutamente imprevedibile il boom di consensi ottenuti dal
governo nei primi mesi di lavoro.La domanda che riecheggiava - e riecheggia,
visti i trascorsi non certo idilliaci dei precedenti Esecutivi - è quanto
duratura potrà essere "la luna di miele" tra Berlusconi e
l'elettorato. Ma, soprattutto, che tipo di reazioni avrebbe avuto il Paese
dinanzi ai primi provvedimenti di una stagione difficile che lo stesso premier,
accortamente, annunciò essere contrassegnata da sacrifici. L'esito elettorale
univoco, conquistato dall'accoppiata Pdl-Lega (e marginalmente Mpa) è maturato
più in un clima di esasperazione e delusione collettiva generato dal governo
Prodi, con il complice incremento di fobie alimentate e gestite saggiamente
dall'allora opposizione -, ma decisamente meno sulla reale conoscenza e
consapevolezza da parte degli elettori sulla natura delle riforme che quella
maggioranza avrebbe portato avanti in caso di vittoria.Tale situazione
rappresentava e rappresenta a tutt'oggi una grande incognita per il futuro. I
dati dei sondaggi, quelli governativi e finanche quelli di opposizione, segnalano
un forte e consistente gradimento dell'azione governativa. Ma quanto questo sia
stabile e duraturo non è dato saperlo. L'incognita sopraccitata ne rappresenta
una discriminante importante. L'azione riformatrice del governo è pressoché in
stand by, bloccata ieri dalla questione rifiuti e oggi
dalla vicenda Alitalia. Non
è certo ipotizzabile, né auspicabile, che questa situazione di stallo si
protragga oltremodo.Delle riforme strutturali annunciate - che costituiranno il
vero banco di prova per il gradimento dell'azione di governo nessuna,
ovviamente anche in virtù dei tempi necessari, è ancora andata in porto o ha
spiegato in pieno i suoi effetti. La grande riforma istituzionale ancora
è in fase di concepimento, pur potendo contare su accordi di massima con le
opposizioni, riscontrati anche nella scorsa legislatura. I provvedimenti in
materia di riordino del sistema giudiziario (cosa diversa dal lodo Alfano) sono
pressoché dei pour parler. L'innovativa manovra finanziaria su base triennale,
non può essere ancora correttamente giudicata nel suo complesso e per i suoi
effetti, impercettibili dai cittadini.Il giudizio positivo sull'operato del
governo, sembra essere quindi dovuto più ad una importante e non banale
capacità comunicativa dello stesso premier, e alle numerose circolari
ministeriali ad effetto, piuttosto che ad una incisiva azione riformatrice.
Solo l'entrata a pieno regime dei primi reali provvedimenti, quali quello in
materia d'istruzione del ministro Gelmini - molto discusso e l'approvazione del
federalismo fiscale, potranno segnalarci la vera ed effettiva sintonia tra
l'azione del governo Berlusconi e il paese. In particolare, il provvedimento
fiscale, una volta approvato definitivamente, dovrà convincere in profondità e
fare i conti con un elettorato meridionale, che sebbene si sia pronunciato - e
sembra ancora orientato - in favore del centrodestra, non potrà certo
accogliere benevolmente un provvedimento fortemente penalizzante nei suoi
confronti. La mobilità elettorale presente nel Mezzogiorno non è cosa da poco,
se si pensa che è l'unica area geografica del paese che ha dimostrato, nel
corso dell'ultimo ventennio, di avere comportamenti marcatamente opposti di
volta in volta. La durata della cosiddetta "luna di miele" dipende
anche, e soprattutto, da questo. Ma se sarà realmente un matrimonio duraturo,
solo l'arduo e necessario banco di prova delle riforme potrà darci risposte
concrete. Nicola Carnovale.
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I ragazzini rubavano
soldi e suppellettili nelle loro abitazioni per poi rivenderli e
così comprarsi gli stupefacenti. Perquisite le abitazioni di tre
minorenni. La mamma di una 15enne ha fatto partire l'inchiesta
"
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giro di droga tra adolescenti I ragazzini rubavano soldi e suppellettili nelle
loro abitazioni per poi rivenderli e così comprarsi gli stupefacenti.
Perquisite le abitazioni di tre minorenni. La mamma di una 15enne ha fatto
partire l'inchiesta Treviso, 24 settembre 2008 - La Squadra Mobile della
Polizia di Treviso, dall'alba di stamani, sta esguendo una serie di
perquisizioni nell'ambito di una delicata indagine che riguarda il traffico di
droga nelle scuole. Nel blitz coinvolti anche minorenni: tre abitazioni di
questi sono state perquisite. A dare avvio alle indagini la scomparsa di denaro
denunciata da una madre che poi la Polizia ha ricondotto ai prelievi abusivi
fatti dalla figlia, di soli quindici anni, che con quei soldi si pagava droga e
feste in locali da ballo. Individuati altri furti in famiglie trevigiane dove i
figli facevano sparire monili per poi rivenerli. Lo spaccio, che avveniva
oltrechè nelle discoteche anche nelle scuole, constava in cocina e altre
sostanze: tra queste anche la chetamina, medicinale utilizzato in veterinaria.
VIBO VALENTIA Sorvegliato speciale aggredisce madre e figlia, grave la
tredicenne Commenti Invia commento Segnala ad un amico 24/09/2008 10:12
Giuseppe Io mi domando cosa aspetta il governo a fare una legge che permetta di
mettere in galera per almeno 20 anni anche il più piccolo degli spacciatori ed
obblighi tutti i senza cervello pieni di droga a ricoverarsi, a loro spese
beninteso, in qualche struttura di recupero????? 24/09/2008 12:14 psilocybe
Io,invece,caro Giuseppe,rinchiuderei te e tutti quelli che la pensano come
te,visto che la droga è una soluzione non la causa del problema. Fino a che si
credera di sconfiggere la droga ,proibendola o criminalizzandola non si
risolverà il vero problema....un vero problema è il disagio sociale,disagio
sociale provocato dal mondo dove tutti noi viviamo, 24/09/2008 12:14 PSILOCYBE
provocato da questo mondo soprattutto in Italia dove l'unica cultura accettata
è quella dei fighetti perbenisti,dove se ti fumi una canna sei un
tossicodipendente,dove se ti fanno schifo le discoteche e la truzza musica
House o disco non hai posti dove andare,dove se ti vuoi Ritrovare con degli
amici che condividono le tue stesse passioni devi chiedere l'aurorizzazione al
maresciallo altrimenti se ti beccano vai in carcere perchè sei un creminale
organizzatore di RAVE. Secondo me l'unica soluzione possibile è la
REGOLAMENTAZIONE. Ed il tuo Governo(tanto lo so che hai votato il cavaliere si
capisce da quello che scrivi)caro Giuseppe,mi sembra orientato verso una clima
di ottusa oppressione ed in questo modo le cose non potranno 24/09/2008 12:47
psilocybe che peggiorare!! Perchè i giovani questo mondo che voi(ultima
generezione amministrativa)avete creato non lo accettano,perchè è un mondo
sensa valori senza speranze,fatto da manichini di plastica che diffondono
slogan di plastica!!!Se manifesi non risolvi niente,se stai zitto ti logori lo
stomaco e allora qual'è la soluzione?Paradisi artificiali,ma anche in quel modo
vincono loro,ma io non mi arrendo e continuero a lottare sperando che qualcosa
cambiera....21-12-2012 24/09/2008 13:05 BARBARA Carissimo Psilocybe, sono una
mamma giovane e moderna, aperta al dialogo e ai giovani, ma vorrei ricordarti
che la droga non è e non sarà MAI una soluzione. E'veramente triste leggere che
qualcuno pensa di trovare soluzioni ai propri problemi con gli stupefacenti.Il
governo dovrebbe veramente adottare pene e misure severissime per gli
spacciatori, grandi o piccoli che siano. Di droga spesso si muore e chi la
assume il più delle volte vegeta, ma non vive. Sono presenti 5 commenti, invia
il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email:
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Commenti Sondaggi Alitalia,
è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti"
Epifani: "Responsabilità del premier" (233 commenti) Berlusconi:
"Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav
aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente
Nessuna collaborazione con la sinistra" (93 commenti) Taroccavano
semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira
ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (57
commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le
esporremo" (48 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia
al furbetto' (41 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre
proposte" (35 commenti) 13:16:03 - Quali sono secondo Fo le alternative da
offrire ai nostri giovani che non siano frutto di una societ[...] Fo contro
l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza"13:05:45 - Carissimo Psilocybe, sono una mamma giovane e moderna,
aperta al dialogo e ai giovani, ma vorrei ric[...] Madri denunciano furti in
casa Scoperto giro di droga tra adolescenti12:57:26 - Questo è il livello
dell'attuale intellighenzia di sinistra con la puzza sotto il naso, ricca e
vizi[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza"12:54:52 - Ha fatto più che bene il Sindaco Letizia Moratti!!!! E'
ora di fare pulizia dic erti brutti ceffi da[...] Vietato drogarsi in pubblico
Multe ai trasgressori12:50:53 - Ottima l'idea della Moratti. Non risolverà il
problema droga, lo si capisce, ma darà un pò di decoro[...] Fo contro
l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza"12:47:00 - che peggiorare!! Perchè i giovani questo mondo che
voi(ultima generezione amministrativa)avete creat[...] Madri denunciano furti
in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti12:42:29 - x quelli sotto: fumo
da 20 anni erba di produzione propia e non ho mai fatto incidenti.. fatevi un
p[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza" Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama,
Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità
dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa
farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze
a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese
in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la
Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole
di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei
d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red
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"Seguendo le
orme del gruppo turistico nella zona desertica presso il confine con il Sudan -
ha affermato fonti della sicurezza - una squadra ha trovato 5 valigie ".
La stampa araba si divide circa la nazionalità dei responsabili
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bagagli dei turisti rapiti dubbi sull'identità dei sequestratori "Seguendo
le orme del gruppo turistico nella zona desertica presso il confine con il
Sudan - ha affermato fonti della sicurezza - una squadra ha trovato 5 valigie
". La stampa araba si divide circa la nazionalità dei responsabili Il
Cairo, 24 settembre 2008 - Cinque valige contenti "indumenti e effetti
personali dei turisti occidentali" sarebbero stati travati nella zona dove
sono stati rapiti venerdi scorso 11 turisti, tra i quali 5 italiani che in
compagna di 8 egiziani stavano facendo un safari nel deserto egiziano presso il
confine con il Sudan e la Libia. A rivelarlo stamane è il quotidiano egiziano
al Masry al Youm che cita fonti della sicurezza egiziana nel governatorato di
al Wadi al Jadid dove è avvenuto il sequestro. "Seguendo le orme del
gruppo turistico nella zona desertica presso il confine con il Sudan - hanno
affermato le fonti - una squadre di sicurezza ha trovato 5 valigie disperse sul
terreno in un raggio di
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Lo spettacolo
offerto l’altra sera dal grande Stevie al popolo della Lanxess Arena è di
quelli che lasciano il segno. Avrà modo di accorgersene pure il pubblico del
DatchForum di Milano
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meraviglia soul Lo spettacolo offerto l'altra sera dal grande Stevie al popolo
della Lanxess Arena è di quelli che lasciano il segno. Avrà modo di
accorgersene pure il pubblico del DatchForum di Milano Segnala ad un amico Tuo
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Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità
del premier" (233 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I
sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti)
Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la
sinistra" (93 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a
valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I
dipendenti: "La compriamo noi" (57 commenti) Alcol, tabelle nei
locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (48 commenti) Star
attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (41 commenti) Veltroni
scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (35 commenti) 13:16:03
- Quali sono secondo Fo le alternative da offrire ai nostri giovani che non
siano frutto di una societ[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi
fumerei uno spinello in piazza"13:05:45 - Carissimo Psilocybe, sono una
mamma giovane e moderna, aperta al dialogo e ai giovani, ma vorrei ric[...]
Madri denunciano furti in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti12:57:26 -
Questo è il livello dell'attuale intellighenzia di sinistra con la puzza sotto
il naso, ricca e vizi[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi
fumerei uno spinello in piazza"12:54:52 - Ha fatto più che bene il Sindaco
Letizia Moratti!!!! E' ora di fare pulizia dic erti brutti ceffi da[...]
Vietato drogarsi in pubblico Multe ai trasgressori12:50:53 - Ottima l'idea
della Moratti. Non risolverà il problema droga, lo si capisce, ma darà un pò di
decoro[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello
in piazza"12:47:00 - che peggiorare!! Perchè i giovani questo mondo che
voi(ultima generezione amministrativa)avete creat[...] Madri denunciano furti
in casa Scoperto giro di droga tra adolescenti12:42:29 - x quelli sotto: fumo
da 20 anni erba di produzione propia e non ho mai fatto incidenti.. fatevi un
p[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza" Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama,
Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità
dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa
farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze
a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese
in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la
Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole
di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare
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( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Sembra che l'attore
sia pronto a indossare di nuovo il camice del dottor Doug Ross in un cameo per
l'ultima stagione del celebre telefilm. Dovrebbe tornare in scena insieme a
Julianna Marguilles, l'infermiera Carol Hathaway
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa FAN IN DELIRIO George Clooney torna a E.R.
Sembra che l'attore sia pronto a indossare di nuovo il camice del dottor Doug
Ross in un cameo per l'ultima stagione del celebre telefilm. Dovrebbe tornare
in scena insieme a Julianna Marguilles, l'infermiera Carol Hathaway Los
Angeles, 24 settembre 2008 - George Clooney torna ad essere il dottor Doug Ross
di E.R. Medici in prima linea. La notizia è stata divulgata dal settimanale
Americano Tv Guide. Sembra infatti che l'attore sia pronto a indossare di nuovo
il camice in un cameo per l'ultima stagione del celebre telefilm. I produttori
della serie hanno annunciato di essere in avanzate trattative con Clooney per
farlo tornare al County General Hospital di Chicago, il pronto soccorso piu'
amato del piccolo schermo. E.R., in onda sulla Nbc dal 1994 (in Italia e'
trasmesso su Rai Due), si concludera' il prossimo anno dopo quindici stagioni.
Per il gran finale Clooney, che aveva dato l'addio al telefilm nel 1998,
dovrebbe tornare in scena insieme a Julianna Marguilles, ovvero l'infermiera
Carol Hathaway della serie. Oltre all'attore e regista di 48 anni, premio Oscar
come non protagonista per Syriana, hanno fatto sapere che torneranno sul set di
E.R. anche Noah Wyle, il Dottor John Carter e Anthony Edwards, - quest'ultimo
soltanto in un flashback perche' il suo personaggio, il dottor Mark Greene, era
morto al termine dell'ottava stagione. MULTIMEDIA Il più affascinante di
Hollywood Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico:
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Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti) Il premier: "Veltroni
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(57 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le
esporremo" (48 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia
al furbetto' (41 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre
proposte" (35 commenti) 13:16:03 - Quali sono secondo Fo le alternative da
offrire ai nostri giovani che non siano frutto di una societ[...] Fo contro
l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
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aperta al dialogo e ai giovani, ma vorrei ric[...] Madri denunciano furti in
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dell'attuale intellighenzia di sinistra con la puzza sotto il naso, ricca e
vizi[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
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problema droga, lo si capisce, ma darà un pò di decoro[...] Fo contro
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( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne
arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil,
piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la
possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno
lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio
della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della
Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il
ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della
Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo,
dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama
qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e
delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non
è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43
miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi)
con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo
reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato,
come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente
e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella
maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha
capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia
attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al
ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle
divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato
e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si
aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri,
del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia,
che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace
alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno
caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi
di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è
ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 )
" (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la
sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 )
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31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è
tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per
mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di
collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio
ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità
maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra
partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie
Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio
post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma
che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha
taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la
piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante
il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2,
sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti,
sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato
arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav
Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la
Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già
annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna,
Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in
fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra
(in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per
abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza
Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro
violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte
su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a
Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti
dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome
della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella
convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol,
banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con
Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo.
io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter
è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a
riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il
Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità .
"Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da
settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare
in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere
la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica
tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di
Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del
segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne
arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil,
piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la
possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno
lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio
della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini
Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai
famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è
giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due
donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro
nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo
vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni
è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper
sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità
dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future
classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la
loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e
restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al
ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per
tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di
euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1
milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo
reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato,
come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente
e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella
maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha
capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia
attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al
ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle
divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato
e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si
aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri,
del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia,
che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace
alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno
caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi
di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è
ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli insegnanti
a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la riforma,
continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del tempo pieno
che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 )
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche
candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia,
insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto
di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana,
come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta
(Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio
piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più
ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra,
dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale
continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante
casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i
minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati
non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di
Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al
rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli
immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per
garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"?
O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai
bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze,
linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo
diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il
possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà
aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home
page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per
ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08
Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri
terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni
(definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto)
finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di
riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O
no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una
volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto
che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta
con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e
rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato
subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira
su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte
interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima
guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure
su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e
in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e
movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra
sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per
ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare
magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra
irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel
voto di protesta "a prescindere" che ama i toni
populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra.
Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a
chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi:
da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza
- e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il
silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta
stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i
Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà
più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed
è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista,
finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno
di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è
cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia
D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla
Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza.
Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con
D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di
autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente
più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di
più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La
guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il
rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel
del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito
da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da
una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è
trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa
c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il
"Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd.
Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte
da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in
fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la
sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è
andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e
trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella
riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di
Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che
invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista,
giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per
Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale").
Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della
rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire",
"faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li
ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna
guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208
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© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul
08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio
mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza
Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì,
compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a
soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato
improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso
nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per
far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da
sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e
Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro
Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso:
Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa
qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano"
e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve?
Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero
ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di
Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la
sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no
alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su
Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate
contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni
sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e
grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo
di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver
sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era
attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi
affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito.
casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si
smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e
della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo
apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui
comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho
Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti
berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione
di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto
qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo
strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani.
Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino
senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per
l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia.
Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega
Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad
attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare,
a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli
italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e
uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per
l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di
vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni,
anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per
l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come
deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che
non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non
c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria.
Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di
Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa
l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema
e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il
comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average:
3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
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sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo
le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
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( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne
arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil,
piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la
possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno
lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio
della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della
Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il
ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della
Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo,
dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama
qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e
delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non
è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43
miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi)
con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo
reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato,
come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente
e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella
maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha
capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia
attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al
ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle
divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato
e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si
aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri,
del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia,
che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace
alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno
caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi
di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è
ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 )
" (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di
Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è
l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se
il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano
e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a
prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti
anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni,
a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è
diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi
- anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in
corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a
sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello
ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i
girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in
scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati
da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno
messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee
da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa?
Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non
condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti
solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano
a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e
personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar
vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il
governo, gli
imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl).
L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori.
L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che
anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa
del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da
Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi
attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello
di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto
che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione
dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori?
Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la
"casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di
lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I
PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE
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Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso
politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi
ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il
ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole
scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione.
Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone
costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa
troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e
dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti.
Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione,
che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si
passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate.
Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il
ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che
servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le
proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il
lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro
unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce.
Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini"
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elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter
Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire
qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E
per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare
l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di
voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e
lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E
ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la
Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter.
Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al
requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella
Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol
cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da
Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo
elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di
Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per
"picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd
che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non
c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di
Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è
impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con
successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo
petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze
dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il
dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che
sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader
Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli
immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a
Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa
del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per
alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero
di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia
assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della
Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo
diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non
hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si
riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in
Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere
i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non
è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le
sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per
l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel
chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì
benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post
sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi
(leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono
loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione
dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su
"Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio
civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare"
Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo
tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a
Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i
sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare.
Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su
questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia",
qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio
per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile
finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo
attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di
Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per
manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del
teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che
gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente
dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino:
Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le
mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla
sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo)
si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci
vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che
si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e
pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo
del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua
Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no
(entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il
governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è
solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ...
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a
cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci
hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale
maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere
risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a
lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e
rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un
partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata
vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come
svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che
Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una
polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a
Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli.
Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante
Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out
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Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto.
Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le
sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito
di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra
radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto
degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che
Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio
molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al
"silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di
sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo
leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le
liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul
"Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza
all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo
e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di
sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia,
abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito
su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme
condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne
arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil,
piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la
possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno
lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio
della compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della
Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il
ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della
Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo,
dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama
qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e
delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non
è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43
miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi)
con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo
reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato,
come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente
e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella
maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha
capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia
attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al
ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle
divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato
e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si
aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri,
del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia,
che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace
alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno
caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi
di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è
ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 )
" (43 votes, average: 4.37 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia,
insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto
di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana,
come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta
(Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio
piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più
ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra,
dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale
continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante
casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce
impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista
applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera
che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione
clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con
la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno
libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi
e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più
che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come
dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto
di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune
categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere
estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il
diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori".
Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel
programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e
dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di
precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati
regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire,
come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le
ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes,
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bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze,
linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo
diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il
possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà
aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home
page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per
ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10
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qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava
così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da
Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece
di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre",
quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che
sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere
definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al
monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina
rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento
di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito
da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente
invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha
avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la
sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte.
Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così
Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd
(almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di
Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che
mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene.
Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv,
hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare
trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato.
Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e
movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire
che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita
Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la
piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni
Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo
d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto
per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi
vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore
della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo
invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e
senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav,
mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto
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questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine
compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni
si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino
da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E'
bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia,
ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente
alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e
non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non
resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano
a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e
personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar
vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il
governo, gli
imprenditori italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl).
L'ultimo "niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori.
L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che
anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa
del fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da
Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi
attribuite le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello
di Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto
che il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione
dei sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i lavoratori?
Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per molti la
"casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di
lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I
PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE
TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08
Scuola, chi ha paura della Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso
politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio,
proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi
appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati
(imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi
ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il
ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e
raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come
ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e
Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole
scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione.
Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone
costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa
troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e
dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti.
Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione,
che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si
passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate.
Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il
ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per
l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila
dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola,
piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e
la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che
la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare
la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che
servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte
precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per
combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica,
per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare
solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione
degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo
conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti.
Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati,
insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al
passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della
Gelmini. E anche se l'autunno non è ancora arrivato, sono già partite le
proteste: i sindacati invitano gli insegnanti a presentarsi in aula con il
lutto al braccio per contestare la riforma, continuano le polemiche sul maestro
unico e contro l'abolizione del tempo pieno che però il ministro smentisce.
Leggi l'editoriale di Mario Cervi: "Maestri in lutto, poveri bambini"
Scritto in Varie Commenti ( 148 ) " (43 votes, average: 4.37 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore"
degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso
dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di
sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo
scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter
parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto
alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano
nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se
si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione).
Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come
ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto
sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita
"intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il
problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro
perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e
delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano
e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a
prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti
anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni,
a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è
diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi
- anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A
proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma,
per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i
socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di
Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa.
La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter
ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo
D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà
all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in
questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato
dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un
sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio
di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea
al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al
centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre
in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in
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post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica
La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in
scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è
più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso,
anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima:
così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con
Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già
scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la
Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato
fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la
loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano
Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio
questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo)
dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza
contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza
(oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle
estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo
qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una
Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul
"Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza
(nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive
Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora,
addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole
"impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta
della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza
dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in
piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non
resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo
Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in
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a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi
all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale)
in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini
saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la
(solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da
Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo
un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da
imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che
l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista
(Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la
manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà
lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere)
non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti (
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni.
E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni
provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a
spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare
dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza:
lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine
compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista
al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se
l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma
lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante
divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08
Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi
vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter
Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul
bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere
dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento
davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il
fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo
D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un
avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore
dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un
linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc).
Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario
ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa
dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una
questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per
l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il
dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi
riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito
addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a
resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla
guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non
spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella
radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E
Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza
ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di
Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice
che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama
"Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema
avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia
esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie
Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di
Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 20Jun
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
drammatica vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento,
ha scatenato opinioni e commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne
arrivano a centinaia pro e contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil,
piloti e personale) che ha rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la
possibilità dar vita a quella Nuova Alitalia a cui hanno
lavorato duramente il governo, gli imprenditori italiani della Cai e i sindacati
confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo "niet" è stato anche salutato
dagli applausi dei lavoratori. L'Italia si rivela davvero, anche stavolta, uno
strano Paese. Se si pensa che anche ad Air France i sindacati (tutti) avevano
detto no. per poi dare la colpa del fallimento della trattativa a Berlusconi
che la pensava diversamente da Prodi. Così, visto l'umore di voi lettori
abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite le colpe del fallimento? Insomma,
abbiamo "copiato" quello di Repubblica.it. E i risultati. sono da
leggere e confrontare, tenendo conto che il voto on line è aperto a tutti e
quindi non si basa sul classico campione dei sondaggi. Per farla breve, le
cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei lettori di Repubblica.it la colpa è
del governo Berlusconi e per il 18% è dei sindacati, sul Giornale.it oltre il
62% dà la colpa ai sindacati e il circa il 20 % accusa il governo in carica
(quello Prodi, su entrambi i siti è "archiviato" e viaggia attorno al
2%). Colpe della cordata Colaninno? Poche davvero, sui due siti raggiungono
circa l'1% (e meno male, in fondo ci mettono soldi e faccia, nel salvataggio della
compagnia: ovviamento sperando di guadagnarci in futuro, visto che non si
tratta di fare beneficenza). E i lavoratori? Quei 20mila (per non parlare
dell'indotto?): colpe minori, per molti la "casta" è quella
sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei lettori di lettori di Repubblica.it e
per circa l'8% dei lettori del Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO
leggi l'editoriale di Mario Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA
ALITALIA Scritto in Varie Commenti ( 61 ) " (24 votes, average: 4 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della
Gelmini Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il
ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della
Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo,
dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama
qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e
delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non
è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43
miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi)
con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo
reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato,
come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente
e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella
maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha
capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia
attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al
ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle
divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato
e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si
aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri,
del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia,
che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace
alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno
caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi
di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è
ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 148 )
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02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre
Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si
ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il
voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della
Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della
proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai
cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto
che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può
anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta
anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la
Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della
cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl
bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale
a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato
sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel
centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna
elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la
traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro
definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione
comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si
considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte
dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la
"vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas
per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini
dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di
Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è
l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se
il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati
equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni
Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a
Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune
categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni
in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di
integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da
anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma
alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno
dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce
il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha
precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri.
Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è
criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di
Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo."
Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il
riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati?
E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per
combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni,
"l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre?
Scritto in Varie Commenti ( 110 ) " (27 votes, average: 3.19 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente
in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo
cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma
dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto
auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con
maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per
rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di
cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di
riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora
non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo:
"Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di
"dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12
milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte
perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non
amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo
un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il
Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il
leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non
rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del
Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché
dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi
l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti
diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono
leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la
"chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal
parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi
indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle
pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente
antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta
"a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo
qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a
logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che
al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai
Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei
prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza
Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci
sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano
affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra?
Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo
come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo,
parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione
normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd,
almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni,
confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo
Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che
segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte
dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto
di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro.
Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il
congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out
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Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure.
A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il
regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro.
Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e
volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio
Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era
tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e
Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli
psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della
politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i
soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la
notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo
(e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre",
quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che
sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere
definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al
monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina
rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento
di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere
"processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori
maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica",
"addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a
tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice).
ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro
che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici
hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se
questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito
da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente
invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha
avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la
sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte.
Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (57 votes, average: 4 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così
Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd
(almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di
Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che
mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene.
Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv,
hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare
trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato.
Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e
movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire
che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino
andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via
etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il
regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente
piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E
Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il
partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda
le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e
Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le
"sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri
(ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166
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30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di
Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli
corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero
detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del
"dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E'
bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema
lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone
del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di
Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni
combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi
toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai
giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei
girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere.
A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo
dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del
Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione
con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto,
passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti
di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul
bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera
all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore
Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia,
ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare".
Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal
"popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato
fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella
speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri
problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la
"manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che
l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole
mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione
all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un
clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando
Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla
vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non
c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose
c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie
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a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In
politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il
sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra,
scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito
a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in
questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a
circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da
Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a
dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi,
l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di
parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile
(Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la
debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla
sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una
ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza
di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto
quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e
sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi
dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del
Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare
una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa?
Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non
condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti
solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo
scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo
scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha
lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di
partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice
Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei
essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima
puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of
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( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
RYANAIR E EASYJET
Documento Il credito è arrivato a sei milioni Montagnese: possibile lieve calo
passeggeri "Pronti a intervenire" Chiuderà la
Sala Vip Anche Air One non paga "Il debito di Alitalia schiaccia Caselle" ANGELO CONTI Si allarga il vuoto di
cassa della Sagat. Ieri il CdA ha dato mandato all'amministratore delegato di
esperire azioni contro Alitalia per recuperare 6 milioni di euro, mentre il debito cresce - ogni
giorno - di altri 25.000 euro. L'a.d. Marinò comincerà probabilmente con
il negare i "servizi non essenziali" cioè l'uso della prestigiosa
Sala Vip "Freccia Alata" e l'utilizzo dei finger per lo sbarco (costringendo
così i passeggeri a ripiegare sui pullman), ma il Consiglio gli ha dato mandato
- se sarà il caso - di procedere sino al pignoramento degli aeromobili ed alla
richiesta all'Enac di fermare la compagnia sanguisuga. Mentre preoccupa anche
la crescita del debito di Air One che è in rosso con Sagat per 4 milioni di
euro. Il presidente Sagat Maurizio Montagnese è stato lapidario: "Il
Consiglio ha espresso fortissima preoccupazione per l'indebitamento con Alitalia che potrà avere un forte impatto sia sul breve e
sia sul medio termine. E' possibile anche una lieve diminuzione dei passeggeri
a cui ovvieremo con la base low-cost che resta fra gli obiettivi prioritari del
piano industriale" Intanto, a tre giorni dal possibile grounding, cioè
dalla messa a terra della flotta Alitalia, la
situazione dei voli comincia a farsi pesante. La compagnia di bandiera ormai
viaggia con aerei mezzi vuoti: nessuno rischia di prenotare e pagare voli che
potrebbero non partire mai, mentre le allarmistiche dichiarazioni del comandante
Berti hanno aggiunto anche un po' di paura. Air One, dal canto suo, sta
spostando alcuni aerei a grande capacità (come i 737 ed i 320) sulle rotte
verso Milano ed impiega su quelle da Napoli a Torino soprattutto i piccoli Cr9,
fra l'altro facendo overbooking, cioè vendendo più biglietti dei posti
disponibili. C'è allarme, soprattutto fra chi viaggia per lavoro.
L'Associazione Fly Torino, che rappresenta gli utilizzatori dello scalo di
Caselle, ha lanciato un appello contro i rischi di una ridotta mobilità
dell'intera città: "Nel prossimo futuro - spiega il presidente Valentino
Magazzù - diverse centinaia di torinesi ogni giorno potrebbero trovarsi a
scegliere il treno, oppure a partire da Malpensa. Un evidente freno a mano per
l'attività industriale e per il turismo della nostra città". Una soluzione
è pronta. Viene dall'apertura della base low-cost di Blu Express, il cui
patron, Franco Pecci, è pronto a garantire da subito un congruo numero di voli
nazionali ed anche alcuni internazionali. Ma pretende che la trattativa sia
chiusa subito, entro domenica, altrimenti gli aerei dal muso blu andranno ad
operare da un'altra parte. Il pacchetto di 7 destinazioni (Roma, Napoli, Bari,
Lamezia, Palermo, Parigi e Madrid) costerebbe ad enti ed aeroporto circa 10
milioni di euro all'anno. Ma su questa cifra la trattativa è accesa. Anche
perchè, in questi ultimi giorni, c'è stato un colpo di scena. Le due maggior
compagnie low-cost del mondo, Ryanair ed EasyJet, attratte dal mercato che
aprirebbe il ritiro di Alitalia, hanno improvvisamente
mostrato la loro disponibilità ad operare da Caselle. Ryanair sarebbe pronta ad
un impegno decisamente articolato, mentre EasyJet si sarebbe al momento
limitata a indicare un paio di rotte. www.lastampa.it/conti.
( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
[FIRMA]GIANNI
MICALETTO SANREMO Congelato. Al sindaco Claudio Borea non restava che il brivido
della ghiacciaia per dire di avere provato tutto (o quasi) da quando (giugno
2004) si è insediato nella stanza dei bottoni di Palazzo Bellevue. Ci ha
pensato la Dc per le Autonomie a regalargli questa nuova "emozione",
sospendendogli l'appoggio. E' la conseguenza della bufera su Sanremo Promotion
scatenata dalla stessa DcA, che ha chiesto la testa del presidente Maurizio
Caridi (Pd) per avviare un immediato processo di ristrutturazione della
società. Un diktat che, l'altra notte, ha lasciato il segno in Consiglio
comunale, fra attacchi (durissimo quello dell'ex diessino Bruno Barbaro contro
il leader dei neodemocristiani Gianni Rodà, ex croupier del casinò), retroscena
e scambi d'accuse su trascorse manovre politiche. Ora, formalmente, Borea non
ha più la maggioranza. "Abbiamo fatto un patto amministrativo con il
sindaco, e in questo contesto s'inquadrano le nostre richieste per Sanremo
Promotion. Venendo meno le condizioni, congeliamo il nostro sostegno
all'Amministrazione, in attesa che questa e altre pratiche ripartano", ha
sentenziato Massimo Saviozzi, abbandonando poi l'aula. "Se questi sono i
metodi, non siamo più disposti a far parte della maggioranza", gli ha
risposto a distanza Leandro Faraldi (Pd), difendendo Caridi. "Un conto è
criticare o dialogare, un altro è puntare una pistola contro dicendo
"prendere o lasciare"", ha aggiunto il compagno di cordata Beppe
Monticone. Così il sindaco si ritrova tra due fuochi. Come ne uscirà?
"Condivido l'esigenza di ripensare e rilanciare Sanremo Promotion - dice -
ma alcune affermazioni di Saviozzi sono inaccettabili. Se non avremo più i
numeri ne trarremo le conseguenze. Mi auguro che non sia così, perché il
Consiglio deve affrontare pratiche importanti come le convenzioni con Rai e
Ucflor e sarebbe da irresponsabili affidare la città a un commissario
prefettizio. Questi episodi mi spingono a dubitare sulla mia
ricandidatura". C'è anche un aspetto affettivo che turba Borea: il
fratello Riccardo finito in "ostaggio" alla DcA con l'accordo che
l'ha rimesso in sella quindici mesi fa. "Vale anche per lui quanto detto
da Saviozzi?", ha chiesto il presidente Bruno Marra, ex della maggioranza,
mettendo il dito nella piaga. Un imbarazzo sottolineato anche da altri, a
cominciare dal forzista Giuseppe Di Meco: "Può accadere qualsiasi cosa
quando si mettono in campo anche gli affetti". Riccardo Borea non solo è
rimasto in aula, ma ha pure votato a favore dell'emendamento presentato dall'ex
sindaco Leo Pippione per tagliare di quasi 200 mila euro i fondi richiesti da
Sanremo Promotion per il piano 2008. "E' un po' come
l'Alitalia, con la
differenza che ha tre mesi di vita anziché una settimana", è il pensiero
di Pippione (si riferisce alla convenzione che scade a fine anno), che bolla
come "operazione retrò" il restyling preteso dalla DcA (dentro
albergatori, commercianti, casinò, società sportive, con una connotazione solo
cittadina), suggerendo invece di dare alla società un respiro più ampio
stile "Riviera Promotion". E avvertendo: "Attenti a chi dice che
la politica deve fare un passo indietro: di solito è perché vuole andare avanti
lui". Infine sparge veleno: "Non è un contenitore per dare del lavoro
a qualcuno, parenti o amici". E Barbaro, uscito dalla maggioranza quando
il sindaco ha imbarcato la DcA, va giù ancora più pesante: "Si chiedono
assunzioni e interventi sul sito. Un anno fa Borea ha fatto un accordo
politico-amministrativo con un gruppo il cui leader (Gianni Rodà, ndr) è stato
condannato con sentenza passata in giudicato per furto contro il patrimonio
pubblico. Oggi non venga a dire che l'ha fatto per il bene della città: gli è
servito per restare attaccato alla poltrona. La Sanremo Promotion non è di
Saviozzi e Rodà: questo è un accordo di potere che sta giocando sulla pelle
della città". "Noto che spuntano come funghi i moralizzatori -
replica Saviozzi -. Ma noi siamo gli stessi che Barbaro cercava di convincere a
entrare in maggioranza prima di allora (cita l'incontro in un bar di via
Gaudio, ndr). E' lui ad essere cambiato. Se ha notizie di reato, e ciò vale
anche per Pippione, vada pure in procura". Barbaro smentisce e
contrattacca: "Saviozzi è votato alla menzogna. E non resterà congelato,
tornerà presto al caldo...". Il centrodestra va a nozze. "E'
un'indelebile sconfitta politica della maggioranza. Non so come faccia il
sindaco, persona onesta, a continuare così", osserva Gianni Berrino (An).
"Borea non ha più la maggioranza. E, soprattutto, non è più
indipendente", aggiunge Gianni Rolando (Fi). "C'è un silenzio
assordante su questo mercato delle vacche da parte dei sacerdoti e della
sacerdotessa della moralità", chiosa Umberto Bellini (An), chiamando in
causa soprattutto il gruppo Ivaldi-Cassini. Il sindaco, che appare stanco e
provato, si difende dicendo che "Sanremo Promotion è un esempio al
contrario di lottizzazione: i consulenti sono gli stessi che abbiamo trovato e
la rivisitazione del sito Internet è stata affidata alla stessa persona che ha
curato la campagna elettorale di Rolando". Ieri mattina si sono riuniti i
capigruppo e su proposta del presidente Marra, quelli della minoranza si sono
impegnati a permettere l'approvazione del piano in sospeso già nella seduta di
venerdì. "Per consentire di pagare gli stipendi ai dipendenti",
spiega Marra. "Condivido la posizione dei membri d'opposizione che offrono
la loro "spalla" - fa sapere Sergio Tron, segretario cittadino
dell'Udc - E invito i moderati della coalizione Borea a riflettere sulla loro
posizione all'interno di una maggioranza che lottizza qualsiasi cosa".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primi paletti
dell'antitrust: deroghe a termine Finmeccanica ribadisce l'interesse per
Atitech "Al Sud abbiamo già assunto molti lavoratori" NANDO
SANTONASTASO La rotta è tracciata, per il commissario Augusto Fantozzi non ci
sono equivoci o incertezze. Entro domani, come ha fatto sapere ieri sera con
una nota, presenterà all'Enac la relazione sulla situazione finanziaria della
società in base alla quale l'Ente dell'aviazione civile dovrà decidere se e
quando sospendere la licenza provvisoria di volo. Nella relazione, spiega
Fantozzi, si evidenzierà sia "la capacità finanziaria dei vettori del
gruppo Alitalia di continuare l'attività operativa
sino al 30 settembre, senza ripercussioni negative sull'esatto adempimento
delle precsirizoni normative aeronautiche e sulla prestazione di un idoneo
servizio alla clientela; sia lo scenario circa il prosieguo della gestione
commissariale". Insomma, nessun problema per tenere in volo gli aeromobili
fino a fine mese: ma dall'1 ottobre il futuro dell'attuale Alitalia sarà un grande, inquietante
punto interrogativo. Intanto il presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà
(foto), ha chiesto che venga modificato il decreto legge varato dal governo in
vista del piano di salvataggio per Alitalia. Le deroghe antitrust previste, ha spiegato durante l'audizione
alle commissioni Lavori pubblici e Industria del Senato, devono
rappresentare un caso isolato e dev'essere quindi previsto un breve limite
temporale "che pensiamo - ha spiegato - possa essere fissato al giugno
2009". L'Antitrust auspica "che la disposizione introdotta con il
decreto in esame venga modificata in modo da costituire un caso isolato".
L'occasione è rappresentata dall'avvio dell'iter di conversione in legge del
decreto al Senato. In ogni caso, ha ribadito Catricalà, nonostante le deroghe
previste per Alitalia, l'Autorità per la concorrenza
mantiene comunque un potere di vigilanza ed intervento su eventuali conflitti
di interesse, abusi di posizione dominante ed intese, e danni ai consumatori.
Saranno perciò garantiti "guardia altissima e controlli severi". Sul
fronte poi del rischio di conflitti di interesse, legati eventualmente ad
interessi e partecipazioni nell'azionariato, Catricalà ritiene possibili anche
interventi sulla governance per "una sterilizzazione di eventuali
conflitti di ruolo". La nuova Alitalia,
sottolinea, "sarà qualificabile come dominante sui mercati nei quali
opererà, e sarà pienamente soggetta al divieto di abusare della propria
posizione tanto a svantaggio dei concorrenti quanto a danno dei
consumatori". In particolare per quanto riguarda la possibile
concentrazione sulla rotta Roma-Milano, l'Autorità ha assicurato particolare
attenzione "sulle condizioni per i viaggiatori perché la costituzione di
un monopolio è di per sé un danno sociale". Nel frattempo Jet Republic, la
nuovissima compagnia aerea privata dedicata al traffico aziendale che sarà
operativa da lunedì prossimo (ha appena comprato 110 LearJet per 1,5 miliardi
di dollari), offre un posto ai piloti di Alitalia.
"Se i migliori del mondo saranno sul mercato noi assumeremo i migliori del
mondo", dice l'ad Jonathan Breeze. Un'altra compagnia, Ryanair, ribadisce
tutta la sua ostilità ad Alitalia appellandosi alla
Commissione europea perché si lasci fallire "le compagnie inefficienti ed
inquinanti come Alitalia ed Olympic Airways invece di permettere
ai governi di sostenerle ininterrottamente con miliardi di euro di aiuti di
Stato illegali". Sul fronte Atitech da registrare una conferma della
disponiblità di Finmeccanica ad occuparsi dello stabilimento di Capodichino e
dei suoi 750 lavoratori. Se il gruppo dovesse avere bisogno di manodopera al
Sud, come è avvenuto in questi anni, non si tirerà indietro, spiega il numero
uno della holding dell'aerospazio e difesa, Pier Francesco Guarguaglini.
"Premetto - sottolinea Guarguaglini in un'intervista a Il Sole 24 Ore -
che quando facciamo una operazione la portiamo a termine solo se è
profittevole, in caso contrario non siamo interessati a fare nulla".
"È chiaro che Alitalia in sè non ci interessa e
non siamo mai stati in gara per entrare nel consorzio, mentre su Atitech il
discorso è diverso. Negli ultimi tre anni, abbiamo assunto circa mille
dipendenti al Sud, a dimostrazione del fatto che l'azienda ha bisogno di
manodopera e quindi se avremo bisogno non ci tireremo indietro".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
LE OFFERTE "Stanno
continuando a pervenire manifestazioni di interesse da parte di soggetti
italiani ed esteri relativamente a cespiti o rami di azienda". Lo ha
scritto ieri in una nota il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi dopo l'avvenuta pubblicazione sul quotidiano
britannico Financial Times e sui tre maggiori quotidiani italiani del bando di
gara, già diffuso il giorno precedente sul sito web di Alitalia. Un avviso del tutto simile a
quelli che abitualmente compaiono in queste occasioni sui giornali per la
vendita di aziende di dimensioni ben più modeste o decisamente meno
conosciute. E a molti anche questo è apparso un segno inequivocabile della
profonda crisi della compagnia. Alle quattro offerte già rese note nei giorni
scorsi (gli svizzeri di Ama, ItaliAirlines, Ies Mediterraneo e l'ipotetica
cordata dei piloti autonomi) se n'è aggiunta una quinta. Quella della compagnia
aerea venezuelana Aserca Airlines, sostenuta in prima persona dal presidente
Hugo Chavez: la società rende noto di avere "intenzione di concorrere alla
trattativa privata per la cessione di tutti o parte dei complessi aziendali o
delle attività produttive del gruppo di società Alitalia".
"Con l'aiuto del governo socialista della Repubblica Bolivariana de
Venezuela - si legge - siamo certi che potremo risolvere buona parte dei
problemi che colpiscono in questo momento Alitalia e
tutti i suoi lavoratori. Nei prossimi giorni faremo avere al commissario
straordinario i dettagli del nostro progetto come da lui richiesto - conclude -
certi di essere in grado di risollevare il nome di Alitalia
nel mondo anche con l'appoggio morale della numerosissima comunità italiana
presente nel nostro Paese".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA ANTONIO TROISE Obiettivo, verificare i margini di manovra per modificare
il piano già presentato e per accogliere, sia pure in parte, le richieste della
Cgil. Sull'offerta presentata e poi ritirata dalla cordata, per la verità, il
patron della Piaggio è stato esplicito: "Di più non si può concedere,
sarebbe difficile tenere insieme tutti gli imprenditori della cordata".
Poi, però, ha fatto capire che negli ultimi giorni si sarebbero accelerati i
contatti fra Roma e Berlino, con la possibilità di arrivare a un accordo fra le
due compagnie in tempi rapidi. Uno scenario che Veltroni avrebbe subito fatto
presente al leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che domenica scorsa aveva
rilanciato l'ipotesi di vendere la società della Magliana a una grande
compagnia straniera. Ricevendo, da Corso d'Italia, un primo sì a una possibile
intesa. Ma è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni
Letta, a guidare dalla cabina di regia di Palazzo Chigi, la ripresa del
confronto. Parlando direttamente sia con Veltroni che con Epifani. E aprendo un
canale di dialogo con i piloti ribelli dell'Anpac. Una complessa trattativa
che, di fatto, ha prodotto due risultati palesi e uno ancora da scoprire. I
fatti nuovi sono stati la lettera a Berlusconi del leader del Pd, Walter
Veltroni e la convocazione a Palazzo Chigi di Colaninno e Sabelli. La novità
che dovrebbe maturare, invece, nelle prossime ore, sarà invece l'ingresso di
Lufthansa nella Cai, con una quota, sempre secondo le ultime indiscrezioni,
vicina al 10%. Una partecipazione di minoranza ma significativa, che
consentirebbe ai tedeschi di avere anche un posto nel consiglio di
amministrazione della cordata tricolore. Un progetto che Colannino avrebbe
discusso ieri con l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, nella
sede romana dell'istituto, subito dopo il vertice con Letta. Naturalmente si
tratta di un accordo piuttosto complesso. E, nessuno può escludere che, in caso
di fallimento, possa tornare di nuovo in pista l'ipotesi Air France, che ieri
ha confermato l'interesse per il mercato italiano. Ma la compagnia tedesca avrebbe
obiettivamente maggiori chances. Prima di tutto perché da sempre ha molti
sostenitori in casa Cgil. E secondo perché l'ingresso di Lufthansa
ammorbidirebbe le posizioni dei piloti dell'Anpac. I motivi sono essenzialmente
due. Il primo: la compagnia di Berlino offre a Epifani maggiori garanzie nel
settore della manutenzione, dove tra l'altro già ha un accordo con Air One. E
questo potrebbe significare una riduzione del numero degli esuberi. Per quanto
riguarda i piloti, invece, l'ipotesi di un coinvolgimento immediato di un
partner straniero potrebbe alleggerire, di fatto, i tagli all'organico (con il
potenziale assorbimento di una parte degli esuberi nella società tedesca). Ma
non basta. Perché l'arrivo di Lufthansa potrebbe risolvere anche il nodo del "contratto
unico", uno dei capitoli più caldi della trattativa con la Cai, una
richiesta che Anpac e Up non hanno mai digerito, se non altro perché di fatto
avrebbe segnato la fine delle rispettive associazioni professionali.
Ufficialmente il piano già sottoscritto dalla Cisl, Uil, Ugl e Anpav non
cambierà. "Non possiamo far perdere la faccia a Bonanni o ad Angeletti o
agli altri che hanno firmato", avrebbe spiegato il ministro del Welfare,
Maurizio Sacconi. Che però, insieme con Letta, starebbe studiando una formula
intermedia. La trattativa, insomma, non sarebbe riaperta. Ma, il governo,
metterebbe sul tavolo una sorta di "interpretazione autentica"
dell'accordo, che supererebbe anche le ultime resistenze dei sindacati
"ribelli". Anche perché, per convincere tutti i soci della cordata ad
andare avanti nell'offerta, Colaninno dovrà avere non solo il sì della Cgil ma
di tutti i sindacati che rappresentano i ventimila lavoratori della compagnia.
Insomma, qualcosa si sta muovendo. Anche se l'ingresso in scena del maggior
partito dell'opposizione ha suscitato non poche diffidenze e una certa
irritazione da parte del premier, Silvio Berlusconi, che
vuole replicare con Alitalia il successo ottenuto con la fine dell'emergenza spazzatura a
Napoli. Così, solo a tarda sera ha deciso di non rispondere alla lettera
inviata dal leader del Pd, dopo essere stato tentato a lungo dalla replica,
proprio per non dare ulteriore spazio a Veltroni sulla scena del salvataggio
della compagnia di bandiera. Se tutto filerà per il verso giusto, entro
la settimana dovrebbero arrivare le firme all'intesa di Cgil e piloti. Poi,
lunedì, dovrebbe esserci l'assemblea della Cai, con la ripresentazione
dell'offerta. Appena in tempo per evitare il fallimento della compagnia.
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Si deve prestare
attenzione a questi esercizi perchè "tecnicamente usano come prodotti di
base quelli importati dalla Cina", afferma il sottosegretario alla Salute
Martini. Sacconi: "Tutto sotto controllo"
"
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ai ristorante cinesi" Si deve prestare attenzione a questi esercizi perchè
"tecnicamente usano come prodotti di base quelli importati dalla
Cina", afferma il sottosegretario alla Salute Martini. Sacconi:
"Tutto sotto controllo" Roma, 24 settembre 2008 - In Italia non ci
sono rischi di contaminazione legati alla vicenda del latte cinese con melamina,
ma si deve prestare attenzione ai ristoranti cinesi perchè
"tecnicamente" questi esercizi usano "come prodotti di base
quelli importati dalla Cina". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute,
Francesca Martini, intervistata da Repubblica Tv, sottolineando il "grande
lavoro" di controlli che i Nas stanno facendo "sulle derrate già
presenti in Italia, illegalmente o legalmente, rispetto a prodotti che
potenzialmente contengono latte", anche se "un margine di rischio
indubbiamente c'è, se si pensa alle salse" che vengono servite nei
ristoranti e nei take away cinesi. Il sottosegretario ha quindi ricordato che i
controlli dei Nas sono in corso in tutta Italia e che sono già stati effettuati
ieri i primi sequestri che "hanno riguardato prodotti che sono stati introdotti
illegalmente nel nostro Paese: quelli lattiero-caseari" il cui import, se
provenienti dalla Cina, è vietato. I controlli sono in corso, a tappeto,
soprattutto nei minimarket cinesi e nei negozi che, in genere, vendono alimenti
etnici, e riguarderanno anche "gli integratori alimentari, bevande di
cereali in polvere, proteine di soia e riso, aminoacidi, salse piccanti e di
soia, biscotti, dolci, cioccolata e caramelle". SACCONI La situazione in
Italia, a fronte di quanto sta accadendo in Cina con la vicenda del latte
contaminato da melamina, è "sotto controllo". Lo ha affermato il
ministro del Lavoro, della salute e Politiche sociali, Maurizio Sacconi,
entrando al World Social Summit, al via questo pomeriggio a Roma, a proposito
della possibile diffusione in Italia di latte cinese contaminato dalla
melamina. "Abbiamo dato vita - ha sottolineato Sacconi - a una iniziativa
su larga scala dei Nas con tempestività e credo che la situazione sia sotto
controllo. Mano a mano - ha aggiunto - daremo il rendiconto di questa
azione". Sequestri dei Nas a Milano e FirenzeLatte cinese avariato,
rischia anche l'Europa? Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun
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criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni
utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferita
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Gli inquirenti hanno
ascoltato il fratello e stanno interrogando tutti coloro che potrebbero
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"Probabilmente la vittima è passata dal sonno all'asfissia"
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Trovato un minorenne carbonizzato Disposta l'autopsia sul suo corpo Gli
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v[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza"15:51:13 - La magistratura italiana è ormai una burla. In un Paese
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di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la
qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a
rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti
delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la
Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa
farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove
regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei
d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red
solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferita LA FOTO DEL GIORNO
La bistecca gigante E' il record di Milano Un ristorante a cielo aperto, con un
menù da 'guinness dei primati'. I buongustai hanno potuto assaggiare
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I negoziati con i
sequestratori procedono, assicura un portavoce del ministero degli Esteri di
Khartoum, Ali Yussuf. "Tutto quello che posso dire è che sorvegliamo la
situazione. La sicurezza degli ostaggi è la priorità numero uno"
"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa ANGOSCIA PER GLI ITALIANI SEQUESTRATI IN EGITTO
"I turisti rapiti stanno tutti bene" forze sudanesi controllano da
lontano I negoziati con i sequestratori procedono, assicura un portavoce del
ministero degli Esteri di Khartoum, Ali Yussuf. "Tutto quello che posso
dire è che sorvegliamo la situazione. La sicurezza degli ostaggi è la priorità
numero uno" Il Cairo, 24 settembre 2008 - Le autorità sudanesi confermano
che gli undici turisti europei (fra cui cinque italiani) rapiti venerdì scorso
insieme ai loro otto accompagnatori egiziani nell'estremo sud dell'Egitto, sono
vivi e "stanno tutti bene". I negoziati con i rapitori procedono,
assicura un portavoce del ministero degli Esteri di Khartoum, Ali Yussuf.
Obiettivo del Sudan è quello di "contribuire ad assicurare la liberazione
degli ostaggi senza che gli sia fatto del male e il più rapidamente
possibile" sottolinea il portavoce. "La Germania - aggiunge - ha
avuto contatti con loro (i rapitori, ndr) ma non ci ha dato altri
dettagli". I sudanesi continuano a rifiutarsi di parlare di un possibile
blitz militare per la liberazione che metterebbe a rischio la vita degli
ostaggi. "Siamo in costante comunicazione con le autorità egiziane,
tedesche e romene" fa notare. Ieri Khartoum aveva annunciato di aver
"localizzato" il covo dove vengono tenuti i prigionieri. Un
sottosegretario, Moutrief Sadiq aveva precisato che "gli ostaggi si
trovano attualmente in una specie di 'terra di nessuno', nella zona di Jabal
Uweinat", nella parte meridionale dell'altopiano di Gilf Al Kabir,
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Al Pacino, vedendo una
puntata di 'Veline', è rimasto folgorato da Nina Senicar. Avvistati a
Parigi Malgioglio e Matt Damon fare shopping insieme
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa PILLOLE DI GOSSIP / DA 'CHI' Pellegrini, dal
nuoto alla sit-com Lippi Jr flirta con la ex di Bettarini Al Pacino, vedendo
una puntata di 'Veline', è rimasto folgorato da Nina Senicar. Avvistati a
Parigi Malgioglio e Matt Damon fare shopping insieme Segnala ad un amico Tuo
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Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità
del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I
sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (124 commenti)
Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi"
(58 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le
esporremo" (56 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre
proposte" (46 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al
furbetto' (44 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei
uno spinello in piazza" (35 commenti) 16:10:17 - Ti assicuro che si parte
dalla sigaretta e dalla birretta (legali) poi il resto.... e mi sà che
prop[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza"16:09:52 - vedrei di buon occhio la partecipazione dei dipendenti
all'acquisto perlomeno più di qualcuno (final[...] Cai ritira ufficialmente
l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi"16:04:36 - Maroni, invece
di inviare l'Esercito, dovrebbe attivarsi, una volta per tutte, a farsi' che
tutta l'[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini
aumentati del 60%16:04:24 - Ormai le ragazzine la danno gratis al primo che
capita perchè così impongono i modelli proposti dai [...] Allarme aborti tra le
giovanissime Boom della pillola del giorno dopo15:57:13 - mat lo dice anche il
codice stradale di passare con il giallo per non rischiare di fare frenate
brus[...] Don Cernuschi attacca il sindaco, 15:53:13 - Ma guarda un po' questo
ex repubblichino di Salò alla ribalta dell'estremismo rosso! E' proprio un
v[...] Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza"15:51:13 - La magistratura italiana è ormai una burla. In un Paese
serio sarebbe sepolta sotto una gigantesca r[...] Il prof minaccia la
bocciatura: rischia una condanna Latte cinese avariato, rischia anche
l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome
ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza
in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo
alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali
prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari
contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei
d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la
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Argomenti: Alitalia
Il premier
Berlusconi spiega che "sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa-Air
France e British Airways. E che al di là delle tre compagnie straniere, ci
sono anche altri imprenditori privati italiani". Una prospettiva,
quella della partnership straniera, che piace ai sindacati
"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa CRISI ALITALIA Berlusconi: "Stranieri? Sì
ma non solo" I sindacati a Palazzo Chigi Il premier Berlusconi spiega che
"sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa-Air France e British
Airways. E che al di là delle tre compagnie straniere, ci sono anche altri
imprenditori privati italiani". Una prospettiva, quella della partnership
straniera, che piace ai sindacati Roma, 24 settembre 2008 - La speranza che Alitalia si salvi arriva da Oltralpe: è lì che il Governo
italiano guarda per salvare la compagnia di bandiera dal fallimento. Il premier
Berlusconi spiega che "sono esattamente uguali le ipotesi Lufthansa-Air
France e British Airways come ipotesi di collaborazione e di alleanza" ma
precisa anche che sarebbe "una partecipazione di assoluta minoranza".
Rispondendo ai giornalisti prima di partire a Milano, il premier assicura che
"sono in tanti a bussare alle porte della Cai, anche al di là delle tre
compagnie straniere che ho ricordato, e tra l'altro ci sono anche altri
imprenditori privati italiani". Una prospettiva, quella della partnership
straniera, che piace ai sindacati: per Epifani, "è presto per parlare di
spiragli ma è una buona scelta". E di fatti è in corso un nuovo incontro
tra governo e sindacati a palazzo Chigi, dove sono giunti i ministri del
Welfare Maurizio Sacconi e dei Trasporti Altero Matteoli che stanno ricevendo i
sindacati che hanno firmato l'accordo: per la Cisl Raffaele Bonanni, per la Uil
Luigi Angeletti, per l'Ugl Renata Polverini. La presenza di un partner
internazionale viene vista con favore anche dalla Cai, che intensifica gli
incontri con l'esecutivo: stamattina i vertici della Newco hanno incontrato
Letta per il secondo giorno consecutivo. Berlusconi, quanto alle responsabilità
dell'impasse di Alitalia, attacca Veltroni: "è colpa sua se la trattativa con la Cai
è fallita". Il premier, che precisa anche di essere "sempre in
contatto" con le parti in causa nella trattativa Alitalia, ha lasciato Roma per recarsi a Milano. Indiscrezioni filtrate
in ambienti parlamentari riferivano di un incontro tra il premier e i vertici
di Lufthansa nel capoluogo lombardo. L'ipotesi Lufthansa riceve il
plauso dei piloti: in un'intervista a Klauscondicio, il numero uno dell'Anpac
Fabio Berti rivela: "Non sapevamo nulla di Lufthansa, ma fa parte di una
delle soluzioni che abbiamo sempre ritenuto fondamentale per Alitalia".
Ma il dossier Alitalia potrebbe arrivare domani anche
sul tavolo del board di Air France-Klm: è previsto che la questione
dell'aviolinea italiana sia in agenda nel cda in programma per domani mattina.
Qualunque sia il partner straniero interessato, comunque, sui possibili
sviluppo Bonanni esprime ottimismo: "Mi pare stia maturando la volontà di
chiudere, il che sarebbe un bene per il Paese e per il sindacato". Per il
segretario generale della Cisl "la Cai ha rilanciato in zona cesarini la possibilità
di chiudere la partita". Veltroni scrive a Berlusconi: "Ecco le
nostre proposte"Quale futuro per Alitalia?Piloti
e assistenti di volo in corteo Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome
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locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (56 commenti) Veltroni
scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (46 commenti) Star attivi
in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (44 commenti) Fo contro
l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (35
commenti) 16:10:17 - Ti assicuro che si parte dalla sigaretta e dalla birretta
(legali) poi il resto.... e mi sà che prop[...] Fo contro l'ordinanza della
Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"16:09:52 - vedrei di buon
occhio la partecipazione dei dipendenti all'acquisto perlomeno più di qualcuno
(final[...] Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo
noi"16:04:36 - Maroni, invece di inviare l'Esercito, dovrebbe attivarsi,
una volta per tutte, a farsi' che tutta l'[...] Camorra, il governo invia i
militari Maroni: clandestini aumentati del 60%16:04:24 - Ormai le ragazzine la
danno gratis al primo che capita perchè così impongono i modelli proposti dai
[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno
dopo15:57:13 - mat lo dice anche il codice stradale di passare con il giallo
per non rischiare di fare frenate brus[...] Don Cernuschi attacca il sindaco,
15:53:13 - Ma guarda un po' questo ex repubblichino di Salò alla ribalta
dell'estremismo rosso! E' proprio un v[...] Fo contro l'ordinanza della
Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza"15:51:13 - La magistratura
italiana è ormai una burla. In un Paese serio sarebbe sepolta sotto una
gigantesca r[...] Il prof minaccia la bocciatura: rischia una condanna Latte
cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra:
vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume
Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella
stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube
vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo
campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella
stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di
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Argomenti: Alitalia
Cosi' il ministro dell'Interno,
Roberto Maroni, nel corso di un'informativa al Senato sulla situazione
dell'ordine pubblico e sugli incidenti di Castel Volturno
"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa CAMORRA Maroni: "E' una vera guerra
civile" E manda la Folgore nel Casertano Cosi' il ministro dell'Interno,
Roberto Maroni, nel corso di un'informativa al Senato sulla situazione
dell'ordine pubblico e sugli incidenti di Castel Volturno Segnala ad un amico
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( da "Voce d'Italia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Alitalia, incontro Cai-governo: "Passi
avanti" *Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa *Alitalia: Cai
formalizza la revoca della sua offerta Guarda tutti i correlati.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 il retroscena Rispunta Lufthansa, via libera della Cgil Il retroscena
--> ROMA Il governo tenta una mediazione fra Compagnia
aerea italiana (Cai) e i sindacati che hanno detto no al piano Fenice su Alitalia. Gianni Letta convoca a palazzo
Chigi presidente e amministratore delegato di Cai, Roberto Colaninno e Rocco
Sabelli, mentre mantiene contatti con tutti gli altri attori della partita, in
particolare il leader della Cgil Guglielmo Epifani e i piloti. Occorre
una soluzione per uscire dallo stallo di una trattativa sospesa e dopo il
ritiro dell'offerta della cordata di imprenditori per salvare la compagnia
aerea. La strada deve essere quella indicata da Silvio Berlusconi, e cioè che
"l'Italia continui ad avere una sua compagnia di bandiera". La strada
che potrebbe condurre a questo obiettivo, con un riavvicinamento fra Cai e
sindacati dissidenti, fermo restando che il piano Fenice elaborato da Intesa
SanPaolo non si tocca, sarebbe, secondo indiscrezioni, l'anticipazione
dell'ingresso del partner straniero - circola con più insistenza il nome di
Lufthansa anche se non si può sottovalutare un'azione di Air France-Klm - con
una partecipazione di minoranza ma superiore rispetto alle singole quote degli
imprenditori italiani. Lufthansa, peraltro, puntando su Malpensa nella logica
del multihub sarebbe una soluzione che piace alla Lega. Una soluzione che
dovrebbe essere gradita a piloti e Cgil, quella del grande vettore internazionale
dotato del know-how necessario per rilanciare l'Alitalia.
Si potrebbe sbloccare il nodo del contratto: da giorni i piloti ripetono che
sono disponibili a partire da uno qualsiasi fra quelli delle major europee
decurtato del 30%; potrebbero essere ridotti gli esuberi previsti da Cai, altro
nodo non sciolto perchè in numero troppo elevato secondo Anpac e Up; il
personale potrebbe confluire in parte nel gruppo tedesco mentre per altri si
aprirebbe la strada di Alitalia Express. I lavoratori
sarebbero così disponibili a garantire una pace sociale di quattro anni. Mentre
si cerca di tessere questa difficile tela, Fantozzi deve occuparsi di preparare
entro giovedì sera un piano di emergenza o avere una manifestazione di
interesse concreta e con una prospettiva di continuità aziendale per evitare il
ritiro della licenza provvisoria di volo.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 Bossi "È il sindacato che perderà la faccia" Bossi --> MILANO
"No, nella vicenda Alitalia non è Berlusconi che perde la faccia. A perderla sono altri,
l'hanno persa i sindacati che per tanti anni hanno dato ai lavoratori contratti
a tempo indeterminato, ma ora loro dicono: "Ci avete sfruttato e ora ci
licenziate?". E oggi chiedono il contratto a tempo determinato".
Lo afferma Umberto Bossi, leader della Lega, in un passaggio dell'intervista a
Enrico Lucci delle Iene che andrà in onda integralmente martedì prossimo in
occasione della prima puntata, in prima serata, su Italia Uno. "Lufthansa?
Sì, ma non penso accetti di entrare nella società Cai finchè l'Alitalia è conciata così male". È meglio il fallimento
o la Cai? chiede Lucci. "La cosa migliore è la Cai, il fallimento -
risponde Bossi - è un dramma". "Alla fine - incalza Lucci - come
andrà a finire? Io - risponde il Senatur - continuo a essere ottimista e alla
fine credo che si troverà una via d'uscita ragionevole"."Dal punto di
vista legale - osserva Bossi - i piloti hanno ragione ma non c'era possibilità
di fare la trattativa, ma solo prendere o lasciare e la logica avrebbe detto di
prendere. Quando si è sul punto del fallimento bisogna applicare un'altra
logica, era quella che doveva prevalere". Bossi parla poi del contributo
che il settentrione ha dato allo sviluppo di Alitalia,
sottolineando di non temere per il futuro di Malpensa. "Il Nord - sostiene
il Senatur - ha dato una grossa mano all'azienda. Malpensa non rischia nulla,
la vogliono tutti. È da lì che partono i lombardi, i piemontesi, i veneti, i
padani, la gente del nord che vola di più e usa di più gli aerei".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
( da "Giornale.it, Il" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Giusto un
post-telegramma riguardo al titolo con cui abbiamo aperto il nostro Giornale
martedì 23 Settembre:"Intanto i piloti giocano a golf". Dunque i
piloti, gli stessi che hanno fatto saltare l'accordo con Cai hanno deciso di
ingannare l'attesa del loro destino organizzando un torneo di golf. Ne vogliamo
parlare? Certo, obietterà qualcuno, e io stesso l'ho scritto più volte, il golf
aiuta a rilassarsi e a favorire il flusso di idee nuove e di progetti futuri.E
chi gioca a golf non fa peccato tant'è che il nostro quotidiano da oltre
vent'anni ospita una pagina dedicata al golf e ai golfisti. Ma da golfista
posso anche aggiungere che ciò che sorprende è il tempismo
con cui i protagonisti-chiave della trattativa Alitalia hanno deciso di decollare con il loro challenge sui faiways
anzichè sulle piste . Magari avrebbero potuto rinviare la sfida . Visto che ne
hanno già un'altra ,magari più pressante . Tutto qui. Che dite ? Scritto in
Varie Commenti ( 2 ) " (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ...
Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo
a un amico 17Sep 08 Nella testa delle svedesi.E degli svedesi Poi non
rinfacciatemi che trovo ogni pretesto per parlare dell'altra metà del golf,
quella in rosa. Ma questa ve la devo proprio raccontare perchè magari vi è
sfuggita. Sapete che cosa ha recentemente affermato la proette finlandese Minea
Blomqvist a proposito della sorprendente eccellenza nel golf dei giocatori e
delle giocatrici svedesi? Ve la giro testualmente."Gli svedesi sono così
bravi nel golf perchè in questo sport bisogna avere la mente libera e nella
loro testa non c'è niente" . Guarda un po', e io che da anni vado
scrivendo che è invece è merito della loro professionalità, del loro impegno,
della loro serietà. E della serietà e del rigore che impongono loro gli
sponsors e la federazione. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (3 votes,
average: 5 out of 5) Loading ... Ai Ferri Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Il giochino di
Chiamparino Ricevo dall'onorevole Agostino Ghiglia presidente di An-Pdl per la
provincia di Torino la seguente nota che pari pari metto a disposizione dei
lettori perchè magari ci aiutino a trovare una risposta: " Caro Villa
vorrei porre due domande semplici, semplici agli ineffabili amministratori del
Comune di Torino: Chi si dimette? Chi paga i danni per un progetto da buttare
nello Stura ? Apprendiamo, infatti, dalle dichiarazioni del Presidente
dell'Ente Parco, Bevione, che per ottenere il via libera ad un campo da golf a
Parco Stura, ben che vada, ci vorrebbero tre anni in quanto occorrerebbe un
nuovo Piano d'Area o una legge regionale, senza contare i tempi per la bonifica
del terreno e la realizzazione! Dalle suddette dichiarazioni, si evince che per
oltre un anno Chiamparino e Borgogno han preso in giro i torinesi con un
immaginifico progetto per "bonificare" Parco Stura attraverso la
realizzazione di un fantasmagorico campo da golf.. Visto che è impossibile che
l'Assessore Borgogno e il Sindaco Chiamparino ignorassero i vincoli imposti
dalla legge è evidente che o il Presidente dell'Ente Parco è un cacciaballe è,
quindi, va immediatamente commissariato o uno a scelta tra il Sindaco "rampicante"e
l'Assessore alla Polizia, devono rassegnare le dimissioni per aver portato, al
posto di un incantevole green, solo qualche piadina romagnola peraltro
indigesta a causa degli enormi contributi pubblici serviti per farcirla..questa
è l'ennesima, truffa ai danni di Torino e dei suoi cittadini." Scritto in
Varie Commenti ( 6 ) " (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Ai Ferri
Corti © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 29Aug 08 Ma guarda che ignoranti queste proettes Con una decisione che è
destinata a suscitare mille e una polemica e che potrebbe finire nelle aule di
tribunale innescando mille e una causa di discriminazione, Libba Galloway
deputy commissioner della Lpga la massima organizzazione del golf professionistico
femminile Usa ha allegramente annunciato che," entro il 2009, potranno
venir escluse dal circuito le proettes che non sapranno esprimersi in un
inglese corretto". Il provvedimento che, a quanto mi risulta non alcun
precedente in alcuno sport è accompagnato dalla sua brava motivazione che
citata testualmente suona così: "Per un atleta avere successo significa
essere bravi in campo e fuori. Poter comunicare con i nostri sponsor e i nostri
tifosi è altrettanto importante che saper giocare. Pensiamo che sia
fondamentale, per le nostre ragazze sapersi esprimere in inglese".
Ricordo, giusto per completezza d'informazione che, nella Lpga sono
rappresentati 26 Paesi e che, solo la Corea del sud vanta 45 proettes molto
delle quali occupano i primi posti in classifica ma in compenso faticano un
po'con la lingua di Albione. Che si tratti di un provvedimento ad hoc per far
fuori scomode avversarie? Com'è che si dice? A pensar male.. A proposito voi
che cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (6 votes, average:
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Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Ciao Olimpiadi,ma i cinesi
sono simpatici o antipatici? A parte gli interventi che si sono susseguiti nel
Blog, mi sono arrivate per tutta la durata dei Giochi parecchie e-mails
riguardo la simpatia o meno dei cinesi. Posto che la simpatia che può ispirare
una persona è una sensazione assolutamente soggettiva, ho aspettato la
conclusione delle Olimpiadi per ricordarvi che i cinesi hanno scoperto il golf.
Non alle Olimpiadi, ovviamente, ma fuori. Hanno approfittato infatti del
momento per rilanciare e pubblicizzare i loro tracciati. In meno di sei anni
nella sola Pechino sono stati aperti sei courses, mentre il campo più prestigioso
della Cina si trova a Shenzen . Qui i giocatori trovano a loro a disposizione
un servizio in guanti bianchi con decine e decine di caddies e di inservienti
pronti persino a tergere loro il sudore dalla fronte . Mi corre anche l'obbligo
di ricordare però che l'iscrizione in questi club costa circa 7 mila euro
l'anno ,ovvero la cifra che un lavoratore medio guadagna in Cina in tre anni. E
adesso che hanno scoperto il golf come la mettiamo?I cinesi vi sono diventati
più simpatici? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (5 votes, average: 4.2
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Invia questo articolo a un amico 19Aug 08 Olimpiadi, la farsa degli sport
"minori" /2 Grazie a tutti i lettori e agli amici internettiani che
stanno intervendo nel dibattito sugli sport minori.Grazie per la solidarietà,
l'appoggio e l' amicizia che mi state dimostrando in questa sorta di mia
personalissima campagna a favore di gente che suda e fatica tutti i giorni
molto e più dei calciatori, ma viene ricordata e scoperta ogni quattro anni.
Detto questo vi devo delle spiegazioni visto che, nel post precedente mi
vantavo di "titoli" per introdurre il dibattito.Ebbene sì, confermo.
Ho tirato di scherma, nella preistoria della mia vita. Spada. Dai tredici ai 24
anni. Primo maestro un cavaliere (del lavoro), piuttosto burbero, più Aramis
che D'Artagnan, nella nicchia della palestra che ci aveva concesso la Società
Ginnastica Gallaratese. Poi il salto agonistico nella gloriosa Pro Patria di
Busto Arsizio. A lezione da Muzio, scuola vercellese, ottime credenziali. Due,
tre gioni alla settimana ore di lezioni, avanti e indietro per la pedana. Finta
di terza, di quarta, cavazione afondo. Fiatone, gambe dure e non elastiche,
come dovrebbero essere. Me lo ripetevano anche a Serramazzoni, al Centro Estivo
della Fis, nell'Appenino Modenese. Ritiro agonsitico durissimo di giorno, un
po'meno spirituale di sera. Se avessi centrato qualche bersaglio in più, magari
la mia vita sarebbe andata diversamente, chissà. Invece mi ritrovo qui ad
infilzare aggettivi e avverbi. Tutto ciò premesso per dire che mi girano i
cabasisi, per dirla con Montalbano quando sento straparlare(e so già che ne
straparleranno fra quattro anni) di sport minori da taluni giornalisti. Scritto
in Varie Commenti ( 6 ) " (4 votes, average: 4.75 out of 5) Loading ... Ai
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un amico 17Aug 08 Olimpiadi, la farsa degli sport "minori" Siamo alle
solite. La scoperta degli sport minori, ovvero la scoperta dell'acqua calda
.Nel senso che le Olimpiadi di Pechino ci hanno fatto puntualmente
"riscoprire" gli sport minori: judo, scherma, tiro a segno, tiro con
l'arco, canottaggio e via di seguito. Ogni quattro anni ecco che ci tocca leggere
e ascoltare le frasi fatte di molti colleghi, più o meno autorevoli. Prendiamo
la scherma, sulla quale, magari poi vi spiegherò in un prossimo post, ho
qualche titolo per poter scrivere e parlare. Una scherma, peraltro bistrattata
e penalizzata da certi decisioni arbitrali in queste Olimpiadi, ma che ha
permesso comunque a certi "autorevoli colleghi" di esibirsi in frasi
"raccapriccianti" e proprietà di linguaggio davvero ineccepibile.
Così ho sentito parlare di "fintazione", uno strano ibrido tra finta
e cavazione e persino di "cozza", che di solito rimane nel piatto e
invece quando è "coccia" come nella scherma, sta lì davanti a
proteggere l'impugnatura delle armi. Quisquilie, pinzillacchere direbbe Totò
per sdrammatizzare. E invece quisquilie non sono se è vero come è vero che
nessuno ricorda che, per avere le gambe elastiche prima di un afondo decisivo
ci vogliono ore e ore di palestra e che, per fare avanti e indietro su quella
pedana, devi aver macinato chilometri di jogging. E non mi pare nemmeno di aver
ascoltato o letto da qualche parte che quando indossi la maschera, quella
maschera di ferro, devi dosare ogni respiro se non vuoi andare in debito di
ossigeno rapidamente .Ma anche le Olimpiadi per fortuna finiranno. E la
categoria. Quella di certi colleghi giornalisti sportivi, non degli schermidori
o dei tiratori o delle nuotatrici, potrà riprendere a raccontarci tutto, ma
proprio tutto dell'alluce destro di Ronaldhino e del quattro-quattro- due e
persino del tre per due. Con un bel chissenefrega degli sport minori. Meglio
una maschia entrata che una toccata in punto di fioretto,no?. Scritto in Varie
Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Ai Ferri
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29Jul 08 Il golf in rosa? La lezione che arriva dalla Francia Con tempestività
Vince ha sintezzato nella frase :"Evian Masters .da mozzafiato" il
successo e il plus valore agonistico di una delle più grandi manifestazioni
internazionali, riservate alle proettes del golf. La starordinaria vittoria di
Helen Alfredsson, arrivata dopo la battaglia dei play-off con Na Yeon Choi, e
Angela Park ha regalato emozioni su emozioni smentendo una volta di più i
soliti detrattori. Che sostengono di non ritrovare nel golf la stessa carica
adrenalinica e agonistica che danno, o promettono di dare altri sport. Fatto
salvo questo principio, vorrei riallacciarmi al mio post precedente e spedire
anch'io mio telegramma dalle rive del lago Lemano, qui, nel dipartimento dell'Alta
Savoia: "In Francia sì che da tempo si sono accorti del golf in rosa. Ci
credono e lo sostengono. E questi sono i risultati". Forse qualcuno
dovrebbe meditare Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (3 votes, average: 4
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Invia questo articolo a un amico 20Jul 08 Il golf in rosa? Soltanto un alibi
per la coscienza Chiedo scusa ai lettori ma, come vi sarete senz'altro accorti,
gli avvenimenti di queste settimane, in particolare la vicenda di Federica
Squarise, che ho seguito a Llloret de Mar per il Giornale, mi hanno tenuto
lontano dal blog, relegando il golf, forzatamente, in fondo alla scala delle
priorità. In compenso questo rientro online, con il relativo guardarmi attorno
sui campi d'Italia e del mondo, mi costringe a pormi alcune domande
provocatorie: qualcuno si è accorto che, sul tracciato dell'Argentario, Italia,
si sta sta disputando l'Open femminile? E ancora, qualcuno sta dando quel
rilievo e quell'attenzione che un Open professionale, di pari dignità a quello
maschile, si meriteebbe? Sarò distratto o ancora fastornato dal clima da sballo
della Costa Brava, ma non mi pare proprio. Mi pare invece vero l'esatto
contrario: che ancora una volta il golf in Italia è solo e soltanto un
sostantivo maschile e delle proettes non si deve, non si può parlare nè
scrivere, perchè non frega niente a nessuno. Persino se, ancora una volta, una
ragazza, anzi una donna in gamba, come Stefania Croce stringe i denti per
dimostrare quanto vale e per tenersi saldamente aggrappata alle prime
posizioni. Riconosciamolo: da noi il golf in rosa è soltanto un alibi . Per
imbucare soltanto "qualche pallina delle pari opportunità" Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 4.42 out of 5) Loading ... Ai
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un amico 30Jun 08 Olimpiadi senza golf, tace anche Tiger Archiviati anche gli
Europei di calcio ci prepariamo a vivere le emozioni delle Olimpiadi. Già, ma
il golf? Il golf non ci sarà, nemmeno stavolta. Non si farà vedere neppure di
striscio a Pechino e dintorni . Certo c'è stata, alcuni di voi lo ricorderanno,
una votazione ufficiale che, un anno fa circa, ha decretato l'ostracismo dello
sport vedere per eccellenza E, in quella scelta discutibile è stato
determinante, diciamolo tranquillamente, il voto proprio di quei Paesi in cui
il golf pesa e conta, cioè dove è pià popolare. Se il golf non ci sarà, in
compenso, senza nulla togliere a questo sport, ci sarà per esempio il beach
volley. Davvero singolare che Paesi come l'Australia, gli Stati Uniti e la Gran
Bretagna non abbiano voluto il golf alle Olimpiadi. E davvero singolare che il
golf, in tutti questi anni di crescita, non abbia trovato un testimonial
eccellente, e l'unico che mi viene in mente è Tiger de'Paperoni, che pilotasse
il suo ingresso ai Giochi Olimpici. No, la verità vera è che Tiger se ne
infischia del golf alle Olimpiadi. E' l'ultimo dei suoi problemi e dei problemi
dei suoi sponsors. Eppure c'è gente come Kakà per esempio, rispettabile pallone
d'oro dai rispettabili guadagni, anche anche se non certo paragonabili a quelli
di Tiger de'Paperoni, che, riguardo al suo sport e alle Olimpiadi ha speso
anche in tempi recenti più di una parola. E il nostro golf a chi si affida?
Perchè non entriamo neanche dal retrobottega? Scritto in Varie Commenti ( 9 )
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Chi sono Sono Gabriele Villa, inviato speciale al Giornale dal Maggio 1977. Nel
1984 ho inventato e proposto al mio direttore di allora, tale Indro Montanelli,
una pagina settimanale sul Giornale dedicata al golf. Mi presi del “bischero”
per l'arditezza della impresa. Ma ne è valsa la pena . Tutti gli articoli di
Gabriele Villa su ilGiornale.it contatti Categorie Agonismo (22) News (5)
Personaggi (9) Varie (61) Ultime discussioni Fabio: E quindi? Quale sarebbe il
punto di questa "incredibile notizia"? marco: Per quanto riguarda il
tempo libero, ognuno e' padrone di spenderlo come vuole.C'e' una... vince:
....nella mia testa ho Minea Blomqvist,altro che golf!!!!!!!! Cmq...penso che
ha detto solo... caroline: Tutti i finlandesi e danesi e norvegesi hanno il
complesso di inferiorita contro gli svedesi..... Maria Pia Gennaro: Dicono che
a pensar male si sbaglia difficilmente, però io sono anche dell'opinione che...
I più inviati Passo felino,approcci aggressivi - 5 Emails Il reality della sexy
Sophie - 4 Emails Vergogna : ma perchè nel golf si litiga tanto? - 3 Emails
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proposito di non più giovanissimi - 1 Emails Due milioni per l'Open, si
accettano offerte - 1 Emails Quelli del Royal and Ancient - 1 Emails Figli
d'arte/2 Anche bravi,per fortuna - 1 Emails Il golf in rosa? La lezione che
arriva dalla Francia - 1 Emails Ultime news Alitalia,
vertice tra Epifani e Colaninno Fantozzi ottimista: "Intesa entro il
30"Camorra, Maroni irritato con La Russa chiama BerlusconiClandestini,
naufragio a Malta: decine di morti Gomorra rappresenterà cinema italiano agli
OscarSubprime, Fmi: "Perdite fino a 1.300 miliardi" Annozero : tira e
molla per la Granbassi in tvEnergia nucleare, la Corea del Nord rilancia la sfida
a tutto il mondoRogo nelle acciaierie Falck: muore un ragazzino romIndagine:
per cinque ragazzi su dieci la contraccezione spetta alle ragazzeObama vola,
McCain sotto di 9 punti Siti amici Il Mondo del Golf La Federazione
Lifeinthetrap World Golf Village Siti utili Alps Tour L'Open.Solo l'Open Ladies
European Tour Le proettes del Tour americano PGA European site Pgatour Sunshine
Tour The Royal and Ancient Golf Club Of St Andrews September
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 I vertici della cordata a Palazzo Chigi: "Ma il piano Fenice non si
tocca" Salvataggio Alitalia, Berlusconi rilancia
I vertici della cordata a Palazzo Chigi: "Ma il piano Fenice non si
tocca" "Avremo una compagnia di bandiera". Veltroni scrive al
premier --> "Avremo una compagnia di bandiera". Veltroni scrive al
premier "Serve una compagnia di bandiera. E ci sarà". Silvio
Berlusconi ha rinunciato a partecipare ai lavori dell'Onu per seguire da vicino
la vicenda Alitalia ed è convinto che alla fine si
troverà una soluzione. Ieri sono arrivati nuovi segnali: la Cai ha confermato
in un vertice a Palazzo Chigi che il piano Fenice non si tocca ma ha aggiunto
di aspettare ancora il sì dei sindacati; Veltroni ha scritto una lettera al
premier sollecitando un passo del governo per sbloccare la situazione; ma,
soprattutto, ci sarebbe da subito l'entrata di Lufthansa con una quota
minoritaria, fatto che convincerebbe la Cgil a firmare. A PAGINA 3.
( da "Stampa, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
4 settembre nella
pagina di Novara, lineare nella presentazione delle attività dell'Università
della Terza Età, devo far presente che il verbo "dirigere" riferito
al mio ruolo era un po' eccessivo: il mio è un semplice e convinto ruolo
didattico, propositivo e coordinativo. Il merito dell'organizzazione e
direzione dei numerosissimi corsi è l'impegno ciclopico del nostro direttore
Gian Carlo Barberi a cui si adatta perfettamente il vostro
"dirigere", a lui va un grande merito. LILIANA BESTA BATTAGLIA NOVARA
"I controlli sui treni vengono eseguiti" In questo periodo si parla
della soppressione dei convogli dei pendolari tra Domodossola e Briga in
Svizzera: la competenza è del territorio elvetico in quanto il personale a
bordo treno è svizzero. Vorrei sottolineare al signor Luigi Grossi di Arona che
sul regionale 2145 Domo-Milano, i controlli dei biglietti ci sono e due agenti
di Trenitalia scortano 10 vetture sempre aperte. MARCO VIVARELLI, VERBANIA
"Memoria corta anche su Malpensa" Dieci anni fa o giù di lì alcuni
illuminati esperti di traffico aereo mettevano in guardia i tanti
"fans" di Malpensa 2000: "Attenzione - dicevano - che non soltanto il nuovo aeroporto non riuscirà a salvare Alitalia ma avrà serie conseguenze anche
sui risultati di Malpensa e sul territorio". Eccoci qui. Adesso troppe
persone con la memoria corta, e chissà quali altri fini, si stracciano le vesti
per le sorti della compagnia di bandiera e contestano le affermazioni di
piloti. A reti unificate da giorni Fabio Berti dell'Anpac, piloti e
operatori (che più dei politici dell'ultima ora forse sanno come funziona o non
funziona davvero il sistema) ci stanno spiegando dove si è sbagliato: ma dieci,
vent'anni fa e non ieri. Anche nell'Ovest Ticino c'era chi inneggiava a
Malpensa come alla grande imperdibile occasione del secolo, dimenticando che
attorno ci sono hub e Paesi che difendono con le unghie e con i denti il loro
mercato. Che ci siano stati sprechi è fuori di dubbio ma che ora la croce debba
cadere tutta su chi lavora, e di persone oneste ce ne sono credetemi, è
profondamente ingiusto. Ed è spiazzante assistere a certi dibattiti televisivi
e allo scambio di colpe sui destini di Alitalia: come
se il bubbone fosse scoppiato l'altro ieri. In più, il Piemonte è stato anche
"buttato fuori" dalla commissione e ci torneranno le rotte sulla
testa. Ben atterrati a tutti, verrebbe da dire, dopo tanti, troppi voli
pindarici. LETTERA FIRMATA DIVIGNANO "Regali all'assessore? Doveva
rifiutare" Pur ritenendo alquanto buffa l'"ispezione" messa in
atto due membri dell'opposizione consiliare nell'ufficio dell'assessore Ronchi,
mi sembra meno risibile il concetto che vi sta alla base. I
"regalini" custoditi nella "cassaforte" - com'è stata
pomposamente definita prima di scoprire che si trattava di un vecchio forziere
- saranno pure conseguenti alle tradizioni di ospitalità di alcuni stranieri ma
perché non donarli alla Caritas o qualche altra associazione benefica? Per
carità, stiamo parlando di braccialetti e pupazzetti da poche decine di euro ma
perché tenerli in un ufficio pubblico? Non credo che siano utili, chiusi là
dentro, mentre potrebbero essere graditi ai bimbi o alle mamme in difficoltà
che risiedono nel territorio. Tutto ciò a prescindere dal fatto che accettare
"presenti" - per quanto modesti - per non offendere la cultura di chi
li porge mi pare abbastanza contradditorio: credo che fornire aiuto alle
persone in difficoltà non debba avere alcuna contropartita, neppure in buona
fede. E' anche un modo per dare fiducia ai cittadini, dimostrando che la
pubblica amministrazione è al loro servizio. Perché poi la decisione dei
capigruppo di discutere la questione in un consiglio comunale a porte chiuse?
Non è un segno molto positivo, agli occhi dei cittadini. LETTERA FIRMATA
VERBANIA.
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
In Italia non ci
sono rischi, ma questi esercizi "tecnicamente usano come prodotti di base
quelli importati dalla Cina", afferma il sottosegretario alla Salute,
Martini. Il ministro Zaia: "Non mi pongo il problema, io non ci
vado". Il ministro Sacconi: "E' tutto sotto controllo". Ma
dilaga la paura dell'intossicazione
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"Attenzione ai ristoranti cinesi" Controlli a tappeto in tutta Italia
In Italia non ci sono rischi, ma questi esercizi "tecnicamente usano come
prodotti di base quelli importati dalla Cina", afferma il sottosegretario
alla Salute, Martini. Il ministro Zaia: "Non mi pongo il problema, io non
ci vado". Il ministro Sacconi: "E' tutto sotto controllo". Ma
dilaga la paura dell'intossicazione Roma, 24 settembre 2008 - In Italia non ci
sono rischi di contaminazione legati alla vicenda del latte cinese con
melamina, ma si deve prestare attenzione ai ristoranti cinesi perchè
"tecnicamente" questi esercizi usano "come prodotti di base
quelli importati dalla Cina". Lo ha detto il sottosegretario alla Salute,
Francesca Martini, intervistata da Repubblica Tv, sottolineando il "grande
lavoro" di controlli che i Nas stanno facendo "sulle derrate già
presenti in Italia, illegalmente o legalmente, rispetto a prodotti che
potenzialmente contengono latte", anche se "un margine di rischio
indubbiamente c'è, se si pensa alle salse" che vengono servite nei
ristoranti e nei take away cinesi. Il sottosegretario ha quindi ricordato che i
controlli dei Nas sono in corso in tutta Italia e che sono già stati effettuati
ieri i primi sequestri che "hanno riguardato prodotti che sono stati
introdotti illegalmente nel nostro Paese: quelli lattiero-caseari" il cui
import, se provenienti dalla Cina, è vietato. I controlli sono in corso, a
tappeto, soprattutto nei minimarket cinesi e nei negozi che, in genere, vendono
alimenti etnici, e riguarderanno anche "gli integratori alimentari,
bevande di cereali in polvere, proteine di soia e riso, aminoacidi, salse
piccanti e di soia, biscotti, dolci, cioccolata e caramelle". Intanto, si
registra un drastico calo delle prenotazioni nei ristoranti cinesi. ZAIA Il
ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, non frequenta i ristoranti
cinesi. E in merito all'invito del presidente di Slow Food, Carlo Petrini, a
non frequentarli dopo lo scandalo del latte contaminato afferma: "Non mi
pongo nemmeno il problema, visto che non ci vado proprio nei ristoranti cinesi.
Penso - afferma il ministro in un'intervista televisiva al Tg2 - che si debba
aiutare il mondo della ristorazione nazionale che ha dato tanto non solo sotto
il profilo della promozione della nostra agricoltura ma anche turistico. E sono
convinto che in questo modo aiuteremo ancora una volta i prodotti della nostra
agricoltura". Zaia, per scongiurare eventuali rischi che prodotti
pericolosi di origine cinese possano finire nelle nostre tavole, suggerisce
l'unico metodo possibile: "Consumare prodotti della nostra agricoltura,
prodotti certificati, a denominazione. In questo modo - spiega - garantiamo la
nostra sicurezza alimentare e aiutiamo i nostri agricoltori a
sopravvivere". In ogni modo, rassicura: "I consumatori devono stare
tranquilli. I nostri controlli funzionano". SACCONI La situazione in
Italia, a fronte di quanto sta accadendo in Cina con la vicenda del latte
contaminato da melamina, è "sotto controllo". Lo ha affermato il
ministro del Lavoro, della salute e Politiche sociali, Maurizio Sacconi,
entrando al World Social Summit, al via questo pomeriggio a Roma, a proposito
della possibile diffusione in Italia di latte cinese contaminato dalla
melamina. "Abbiamo dato vita - ha sottolineato Sacconi - a una iniziativa
su larga scala dei Nas con tempestività e credo che la situazione sia sotto
controllo. Mano a mano - ha aggiunto - daremo il rendiconto di questa
azione". Sequestri dei Nas a Milano e FirenzeLatte cinese avariato,
rischia anche l'Europa?Il videocommento di G. Tassi e R. Baldini Commenti Invia
commento Segnala ad un amico 24/09/2008 17:19 Simona Ma quanta ignoranza c'è in
giro? Ma caro/a Ministro lo sa che la salsa piccante è fatta a basa di
peperoncino e Olio? E che la salsa di soia non contiene neanche un milligrammo
di latte? E che in Cina non si usa il latte nelle pietanze? Che nei ristoranti
cinesi ci sono solo alimenti secchi (funghi, spaghetti di soia, spag. di riso)
di importazione? E' un attacco a un settore che è già in crisi questa!!! Ditelo
che state cercando solo una scusa per diffondere negatività sulla comunità
cinese!!! 24/09/2008 17:59 eli Spero che il ministro ZAIA che non si pone il
problema perchè lui "nei ristoranti cinesi non ci va" non si occupi
solo di ciò che lo interessa in prima persona e in base ai suoi gusti e alle
sue abitudini ma svolga il suo compito che principalmente deve tendere
all'interesse pubblico e alla sicurezza, compito per cui un ministro viene
eletto e soprattutto per svolgere il quale è pagato profumatamente!! Oppure
dobbiamo auguragli un mare di disgrazie personali cosicchè magari si adoperi
per risolvere un po di problemi delle nostra italia?? Sono presenti 2 commenti,
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Il ministro
degli Esteri chiede un "silenzio stampa di responsabilità" sulla
vicenda. Poi svela: "Una cosa che si può dire è che la condizione dei
nostri connazionali è buona". Le forze di sicurezza
di Khartum e de Il Cairo vigilano senza intervenire
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Frattini: "I turisti stanno bene" Forze sudanesi controllano da
lontano Il ministro degli Esteri chiede un "silenzio stampa di
responsabilità" sulla vicenda. Poi svela: "Una cosa che si può dire è
che la condizione dei nostri connazionali è buona". Le forze di sicurezza
di Khartum e de Il Cairo vigilano senza intervenire Il Cairo, 24 settembre 2008
- I cinque turisti italiani, rapiti in Egitto, stanno bene. Lo ha assicurato da
New York il ministro degli Esteri, Franco Frattini, il quale ha però ribadito
la richiesta di un "silenzio stampa di responsabilità" sulla vicenda.
"Una cosa che si può dire è che la condizione dei nostri connazionali è
buona", ha riferito il titolare della Farnesina, in un incontro con i
giornalisti nella sede della rappresentanza italiana all'Onu. "Posso dirvi
che le autorità egiziane mi hanno confermato una volontà di collaborazione
stretta con le autorità italiane e tedesche", ha spiegato Frattini,
"è una triangolazione che funziona". Il ministro degli Esteri è in
contatto con il collega egiziano Ahmed Aboul Gheit, il quale lo tiene
aggiornato quotidianamente sugli sviluppi. "è un messaggio rassicurante
per le famiglie", ha concluso Frattini ribadendo che ogni sviluppo viene
seguito "costantemente sul terreno". La notizia che gli ostaggi
italiani sono in buone condizioni di salute era trapelata in mattinata da fonti
sudanesi . "Abbiamo notizie fresche che (gli ostaggi) stanno tutti
bene", aveva detto una funzionario del ministero degli Esteri di Khartum.
Il gruppo, sequestratori e ostaggi (oltre ai 5 italiani, altrettanti tedeschi,
un rumeno e 8 cittadini egiziani), si trova in una zona molto isolata, circa
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Mi piace
isolarmi. Vivo felicemente da sola e non faccio entrare nessuno, nemmeno il
compagno Flavio Cattaneo", racconta l'attrice
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa L'ALTRA FACCIA DI SABRINA Ferilli: "Sono
una donna malinconica e inconsolabile" "Mi piace isolarmi. Vivo
felicemente da sola e non faccio entrare nessuno, nemmeno il compagno Flavio
Cattaneo", racconta l'attrice Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email:
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Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità
del premier" (236 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I
sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti)
Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi"
(60 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le
esporremo" (57 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre
proposte" (51 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al
furbetto' (45 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei
uno spinello in piazza" (41 commenti) 18:19:12 - Una precisazione sulla
mia ultima frase: ho scritto "sotto il governo precedente è aumentato
parecch[...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre
proposte"18:13:00 - Speriamo che anche quest'anno Santoro ci regali
puntate ricche di indagini serie e riflessioni e spe[...] Granbassi nuovo volto
di 'Annozero' L'alt dell'Arma: "Dobbiamo valutare"18:11:06 - Nonostante
si cerchi di far apparire il contrario, in questo paese la magistratura applica
le leggi [...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una
condanna18:04:52 - x davide, sè a casa tua si fulmina una lampadina, o perdi le
chiavi di casa, o ti muore il gatto di [...] Veltroni scrive a Berlusconi
"Ecco le nostre proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo
oltre è difficile tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...]
Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo18:02:58 -
e vai con l'ennesima "perla" degli ermellini: dopo la sentenza del
diritto dei figli trenta/quarante[...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso
rischia una condanna18:02:45 - il problema non è che c'è ignoranza per quanto
riguarda la sessualità, il problema è che a 14 anni s[...] Allarme aborti tra
le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo Cassazione: è reato
minacciare la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche
l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome
ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza
in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo
alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali
prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari
contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei
d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la
criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni
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Argomenti: Alitalia
L'attrice ha dato
l'atteso annuncio in diretta radiofonica, uscendo finalmente allo scoperto dopo
le foto che l'avevano ritratta in teneri atteggiamenti con la dj Samantha
Ronson
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa OUTING Dopo le voci la Lohan conferma:
"Sì, sono omosessuale" L'attrice ha dato l'atteso annuncio in diretta
radiofonica, uscendo finalmente allo scoperto dopo le foto che l'avevano
ritratta in teneri atteggiamenti con la dj Samantha Ronson Los Angeles, 24
settembre 2008 - Dopo aver investito quattro milioni di euro per il suo nido
d'amore, ora Lindsay Lohan ha trovato il coraggio per confessare al mondo la
sua passione omosessuale per la dj Samantha Ronson. L'attrice ha dato l'atteso
annuncio in diretta radiofonica, uscendo finalmente allo scoperto. Dopo quel
famoso bacio che le due donne si erano scambiate al festival di Cannes lo scorso
maggio, la loro relazione è cresciuta notevolmente, grazie anche alla costante
attenzione da parte dei principali media che si occupano di gossip. Da allora
non si sono mai separate e, come ha spiegato la Lohan, anche in futuro sarà
così: "Noi staremo insieme per molto tempo", ha concluso l'attrice.
MULTIMEDIA: Lindsay tra cinema ed eccessiA New York il costoso nido d'amore
della coppia Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico:
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"Ecco le nostre proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo
oltre è difficile tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...]
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e vai con l'ennesima "perla" degli ermellini: dopo la sentenza del
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la sessualità, il problema è che a 14 anni s[...] Allarme aborti tra le
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Argomenti: Alitalia
Il motore di ricerca
più debutta nella telefonia mobile con 'Dream' , prodotto dalla taiwanese
Htc, e in diretta competizione con l'i-Phone di Apple e Blackberry.
Utilizza il software opensource Android
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa L'ANIVERSARIO / 27 SETTEMBRE 1998 Google si
regala il telefono dei sogni per festeggiare i primi dieci anni Il motore di
ricerca più debutta nella telefonia mobile con 'Dream' , prodotto dalla
taiwanese Htc, e in diretta competizione con l'i-Phone di Apple e Blackberry.
Utilizza il software opensource Android New York, 23 settembre 2008 - Dieci
candeline per Google che festeggia lo sbarco dell'anti-Iphone. Il motore di
ricerca più popolare del mondo celebra il suo decimo compleanno, che ricorre
sabato 27 settembre, debuttando nell'agone della telefonia mobile: la sfida
targata Google questa volta si chiama 'Dream', il telefono prodotto dalla
taiwanese Htc, pronto a entrare in competizione con l'i-Phone di Apple e
Blackberry. "Dream", prodotto dalla Htc, arrivetrà sul mercato
americano il 22 ottobre, al prezzo di 179 dollari (circa 120 euro). L'Europa
dovrà attendere: in Gran Bretagna sarà disponibile a novembre e nel resto del
Vecchio continente solo agli inizi del 2009. Secondo "Time" con il
progetto targato Google è possibile il 'copia e incolla' nelle mail, una
funzione assente nel tecnologico Iphone. Tra i programmi in dotazione al
cellulare ci saranno 'BreadCrums', un sistema di navigazione all'avanguardia
dotato anche di foto di incroci e strade per migliorare l'orientamento, e
'TuneWikì, un karaoke portatile che riproduce video e musica scaricabile da
Youtube. I contenuti e i servizi del cellulare saranno gratuite. E, stando alle
previsioni, non ci metterà molto a farsi conoscere: si stima che le vendite del
G-Phone si attesteranno sulle 600.000-700.000 unità. 'Dream' utilizza Android,
la piattaforma sviluppata da Google insieme a 33 società high tech e della
telefonia mobile, basata sul sistema operativo open source Linux e sul
linguaggio Java. Con il nuovo prodotto targato Google gli utenti avranno a
disposizione un'interfaccia personalizzabile, un servizio di messaggeria ma
soprattutto tutte le applicazioni attualmente fornite dal motore di ricerca,
come GoogleEarth e Google Maps. In questo modo Google punta ad offrire ai
possessori del nuovo prodotto la possibilità di effettuare in movimento tutte
le operazioni che solitamente si svolgono da casa o dal posto di lavoro.
L'azienda Google nasce il 27 settembre 1998: padri della creatura che avrebbe
rivoluzionato il World Wide Web sono Larry Page e Sergey Brin. I due ragazzi
sono ancora degli studenti presso l'Università di Stanford quando sviluppano la
teoria secondo cui un motore di ricerca basato sull'analisi matematica delle
relazioni tra siti web avrebbe prodotto risultati migliori rispetto alle
tecniche empiriche usate fino a quel momento. In base a principi di
"teoria delle reti", convinti che le pagine citate con un maggior
numero di link siano le più importanti e meritevoli, decidono di approfondire
la loro teoria all'interno dei loro studi, ponendo di fatto le basi per quella
che sarà la loro attività futura. Gestita con capitali privati (i maggiori
detentori sono Kleiner Perkins Caufield & Byers and Sequoia Capital),
nell'ottobre 2003 il colosso Microsoft di Bill Gates tenta di acquisire Google
che però rifiuta l'offerta. All'inizio del 2004 viene annunciata un'offerta
pubblica iniziale da parte di Morgan Stanley e Goldman Sachs Group, che
potrebbe raggiungere i 4 miliardi di dollari; questo dà a Google un capitale di
mercato che si aggira intorno ai 12 miliardi di dollari. Google oggi si è
affermato come il più grande motore di ricerca mai esistito nella storia di
internet: capace di effettuare una ricerca su milioni di pagine Web in alcuni
millisecondi, è riconosciuto come il più grande e affidabile tra i motori di
ricerca. La popolarità di Google è talmente grande che, a pochi anni di
distanza dalla sua nascita, nella lingua inglese si è affermato il verbo 'to
google', che significa "fare una ricerca sul web", mentre la lingua
tedesca ha adottato il termine 'googeln'. In realtà, la parola Google deriva da
googol, termine coniato nel 1938 da Milton Sirotta, nipote allora minorenne del
matematico americano Edward Kasner, per riferirsi al numero rappresentato da 1
seguito da 100 zeri. L'uso della parola fatto da Google riflette la volontà
della società di organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul
Web. Il termine viene inoltre associato con un gioco di parole all'inglese
'goggles', binocolo, proprio perchè il motore permette di "guardare da
vicino" la rete. Il motore di ricerca non si limita a catalogare il World
Wide Web, ma si occupa anche di immagini, foto, newsgroup, notizie, mappe,
video, oltre a mantenere una copia cache di tutte le pagine che conosce. Il
fatto che Google sia uno dei siti più visitati del Web e il numero
contemporaneo di richieste che arrivano da più utenti non rallentano
l'efficienza di queste ricerche. Google dispone di molti server sui quali
girano un elevato numero di ricerche contemporaneamente. La catalogazione è
fatta da un programma (googlebot) che richiede periodicamente nuove copie delle
pagine web che conosce. I link in queste pagine vengono esaminati per scoprire
nuove pagine e aggiungerle nel database, il cui indice, insieme alla cache,
occupa milioni di terabyte. BLOG 'Addio all'era del look?' di Franca Ferri
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piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti)
Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario
Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e
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proposte"18:13:00 - Speriamo che anche quest'anno Santoro ci regali
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Nonostante si cerchi di far apparire il contrario, in questo paese la
magistratura applica le leggi [...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso
rischia una condanna18:04:52 - x davide, sè a casa tua si fulmina una
lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti muore il gatto di [...] Veltroni
scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:04:13 - ormai siamo
andati oltre, troppo oltre è difficile tornare indietro, hanno troppe libertà
vengono cr[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del
giorno dopo18:02:58 - e vai con l'ennesima "perla" degli ermellini:
dopo la sentenza del diritto dei figli trenta/quarante[...] Se il prof minaccia
la bocciatura adesso rischia una condanna18:02:45 - il problema non è che c'è
ignoranza per quanto riguarda la sessualità, il problema è che a 14 anni s[...]
Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno dopo
Cassazione: è reato minacciare la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese
avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la
dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume
Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella
stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube
vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo
campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella
stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di
assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
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Argomenti: Alitalia
La cantante,
nonostante le offese subite dall'artista britannica, esprime parole di
elogio nei confronti di Amy per il suo grande talento artistisco, confessando
che le piacerebbe collaborare con lei
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa AMMIRAZIONE PROFESSIONALE Il sogno nel cassetto
di Alicia Keys "Lavorerei con la Winehouse" La cantante, nonostante
le offese subite dall'artista britannica, esprime parole di elogio nei
confronti di Amy per il suo grande talento artistisco, confessando che le
piacerebbe collaborare con lei Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome
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Argomenti: Alitalia
I Griffiths hanno
abbandonato la casa dell'Essex, Inghilterra, dopo che un ragno di
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casa la famiglia di un paracadutista I Griffiths hanno abbandonato la casa
dell'Essex, Inghilterra, dopo che un ragno di
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
E' tutto pronto per
la sesta edizione dell'iniziativa culturale in onore di Monti. L'incontro avrà
luogo nella tenuta 'La Bagnaia' venerdì 26 settembre. Ogni anno sono tanti i
nomi del mondo dell'informazione e della cultura che partecipano all'incontro
"
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Bagnaia' nel nome di Attilio Monti E' tutto pronto per la sesta edizione
dell'iniziativa culturale in onore di Monti. L'incontro avrà luogo nella tenuta
'La Bagnaia' venerdì 26 settembre. Ogni anno sono tanti i nomi del mondo
dell'informazione e della cultura che partecipano all'incontro Segnala ad un
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Argomenti: Alitalia
Dal 25 al 28 settembre
i Comuni dell'Unione Terre di Castelli, insieme a Maranello e Marano,
accoglieranno la kermesse dedicata alla poesia in tutte le sue forme
artistiche. Tra gli ospiti di quest'anno anche Suzanne Vega
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa L'EVENTO Da Dante alla Beat generation: al via
Poesia festival '08 Dal 25 al 28 settembre i Comuni dell'Unione Terre di
Castelli, insieme a Maranello e Marano, accoglieranno la kermesse dedicata alla
poesia in tutte le sue forme artistiche. Tra gli ospiti di quest'anno anche
Suzanne Vega Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico:
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piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti)
Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario
Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e
appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira
ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (60
commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo"
(57 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"
(51 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (45
commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in
piazza" (41 commenti) 18:19:12 - Una precisazione sulla mia ultima frase:
ho scritto "sotto il governo precedente è aumentato parecch[...] Veltroni
scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:13:00 - Speriamo che
anche quest'anno Santoro ci regali puntate ricche di indagini serie e
riflessioni e spe[...] Granbassi nuovo volto di 'Annozero' L'alt dell'Arma:
"Dobbiamo valutare"18:11:06 - Nonostante si cerchi di far apparire il
contrario, in questo paese la magistratura applica le leggi [...] Se il prof
minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:04:52 - x davide, sè a
casa tua si fulmina una lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti muore il
gatto di [...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre
proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo oltre è difficile
tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...] Allarme aborti tra le
giovanissime Boom della pillola del giorno dopo18:02:58 - e vai con l'ennesima
"perla" degli ermellini: dopo la sentenza del diritto dei figli
trenta/quarante[...] Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una
condanna18:02:45 - il problema non è che c'è ignoranza per quanto riguarda la
sessualità, il problema è che a 14 anni s[...] Allarme aborti tra le
giovanissime Boom della pillola del giorno dopo Cassazione: è reato minacciare
la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche
l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome
ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume Marecchia?Andresti in vacanza
in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo
alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali
prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari
contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei
d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la
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( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il premier
Berlusconi aveva confermato l'ipotesi di un possibile partner estero,
precisando però che sarebbe "una partecipazione di minoranza"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa CRISI ALITALIA Air France-Klm: "Siamo interessati"
Colloquio tra Cgil e Colaninno Il premier Berlusconi aveva confermato l'ipotesi
di un possibile partner estero, precisando però che sarebbe "una
partecipazione di minoranza" Roma, 24 settembre 2008 - Air France ha
manifestato al Governo italiano interesse per Alitalia.
Secondo quanto si è appreso, sarebbe stato Francesco Mengozzi a comunicare oggi
al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta il messaggio di
interesse da parte di Jean Cyril Spinetta. OTTIMISMO L'idea di una partnership
internazionale all'orizzonte aveva fatto parlare in toni
ottimistici il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che vede possibile "il raggiungimento di
un'intesa su Alitalia entro
il 30 settembre". In merito ai tempi stretti imposti dall'Enac, Fantozzi
ha precisato che "se ritirerà la licenza, sarà un grosso dolore, ma io
ricorrerò al Tar". Anche il premier Berlusconi stamattina ha
confermato l'ipotesi di un possibile partner estero, precisando però che
sarebbe stata "una partecipazione di assoluta minoranza". La
prospettiva di un partner estero ha 'ammorbito' anche i sindacati: per Epifani,
"è presto per parlare di spiragli ma è una buona scelta". Il leader
sindacale ha avuto oggi un colloquio telefonico con il Presidente della Cai
Roberto Colaninno. Cisl, Uil e Ugl invece hanno incontrato il governo a palazzo
Chigi. La Cai, insomma, ha ripreso un ruolo di primo piano nella vicenda, come
testimonia il fatto che sta intensificando gli incontri con l'esecutivo:
stamattina i vertici della newco hanno incontrato Letta per il secondo giorno
consecutivo. E la Uil fa sapere che "tranne la Cai non ci sono altre
opzioni nè altre cordate. O la Cai o l'avventura". Il segretario generale
Luigi Angeletti ha aggiunto anche che, quanto al partner straniero, "sarà
la Cai, qualora dovesse acquistare Alitalia, a
decidere il partner. è da escludere un annuncio od un accordo prima".
Berlusconi, in merito alle responsabilità dell'impasse di Alitalia,
attacca Veltroni: "è colpa sua se la trattativa con la Cai è
fallita". Il premier, che precisa anche di essere "sempre in
contatto" con le parti in causa nella trattativa Alitalia,
ha lasciato Roma per recarsi a Milano. Indiscrezioni filtrate in ambienti
parlamentari riferivano di un incontro tra il premier e i vertici di Lufthansa
nel capoluogo lombardo. Ma il dossier Alitalia
potrebbe essere riaperto domani anche a Parigi: nel cda di Air France-Klm
fissato in mattinata potrebbe esserci sul tavolo la questione dell'aviolinea
italiana. Veltroni scrive a Berlusconi: "Ecco le nostre proposte"
Quale futuro per Alitalia?Piloti e assistenti di volo
in corteo Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente
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Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura:
la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani:
"Responsabilità del premier" (236 commenti) Berlusconi:
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quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti:
"La compriamo noi" (60 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I
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Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (51 commenti) Star attivi in
dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (45 commenti) Fo contro
l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei uno spinello in piazza" (41
commenti) 18:19:12 - Una precisazione sulla mia ultima frase: ho scritto
"sotto il governo precedente è aumentato parecch[...] Veltroni scrive a
Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:13:00 - Speriamo che anche
quest'anno Santoro ci regali puntate ricche di indagini serie e riflessioni e
spe[...] Granbassi nuovo volto di 'Annozero' L'alt dell'Arma: "Dobbiamo
valutare"18:11:06 - Nonostante si cerchi di far apparire il contrario, in
questo paese la magistratura applica le leggi [...] Se il prof minaccia la
bocciatura adesso rischia una condanna18:04:52 - x davide, sè a casa tua si
fulmina una lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti muore il gatto di [...]
Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:04:13 -
ormai siamo andati oltre, troppo oltre è difficile tornare indietro, hanno
troppe libertà vengono cr[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della
pillola del giorno dopo18:02:58 - e vai con l'ennesima "perla" degli
ermellini: dopo la sentenza del diritto dei figli trenta/quarante[...] Se il prof
minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:02:45 - il problema non è
che c'è ignoranza per quanto riguarda la sessualità, il problema è che a 14
anni s[...] Allarme aborti tra le giovanissime Boom della pillola del giorno
dopo Cassazione: è reato minacciare la bocciatura, sei d'accordo?Latte cinese
avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio della Balestra: vota la
dama più bellaCome ritieni che sia la qualità dell'acqua del Fiume
Marecchia?Andresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella
stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube
vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo
campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella
stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di
assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
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( da "Voce d'Italia, La" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Nessun accordo Alitalia. Berlusconi
incolpa Veltroni *Alitalia, incontro Cai-governo: "Passi
avanti" *Cai e' fuori, ma e' ancora l'unica alternativa Guarda tutti i
correlati.
( da "Quotidiano.net" del 24-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La crisi finanziaria
statunitense e l'incertezza dei mercati hanno regalato un sorriso a Barack
Obama. Il candidato democratico alla Casa Bianca è tornato in testa ai sondaggi
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa ELEZIONI USA Obama torna in testa ai sondaggi
Per lui il 52% delle preferenze La crisi finanziaria statunitense e
l'incertezza dei mercati hanno regalato un sorriso a Barack Obama. Il candidato
democratico alla Casa Bianca è tornato in testa ai sondaggi WASHINGTON, 24
SETTEMBRE 2008 - La crisi finanziaria statunitense e l'incertezza dei mercati
hanno regalato un sorriso a Barack Obama. Il candidato democratico alla Casa
Bianca è tornato in testa ai sondaggi sul suo rivale repubblicano per la Casa
Bianca, John McCain e per la prima volta ha superato la soglia del 50% delle
preferenze.Secondo l'ultima inchiesta popolare di Washington Post ed Abc News,
il senatore dell'Illinois potrebbe contare su un vantaggio di nove punti
percentuali superiore a quello di McCain. Obama, infatti, è accreditato del 52%
dei consensi, contro il 43% del candidato repubblicano. Appena due settimane
fa, Obama era costretto a inseguire, essendo dietro al rivale di due punti
percentuali (47% contro il 49%). Già ieri le rilevazioni condotte
dall'Università di Quinnipiac sempre per il Washington Post e per il Wall
Street Journal, davano il senatore dell'Illinois avanti in Michigan, Minnesota,
Colorado e Wisconsin, anche se con un margine sottile. Chi sarà il prossimo
presidente Usa? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
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piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (236 commenti)
Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario
Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (125 commenti) Taroccavano semafori e
appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira
ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (60
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esporremo" (57 commenti) Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre
proposte" (51 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al
furbetto' (45 commenti) Fo contro l'ordinanza della Moratti: "Mi fumerei
uno spinello in piazza" (41 commenti) 19:49:20 - Simone hai la possibilità
di svincolarti da questa federazione incompetente e mangiasoldi che pensa [...]
Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo18:19:12 - Una precisazione sulla mia ultima
frase: ho scritto "sotto il governo precedente è aumentato parecch[...]
Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"18:13:00 -
Speriamo che anche quest'anno Santoro ci regali puntate ricche di indagini
serie e riflessioni e spe[...] Granbassi nuovo volto di 'Annozero' L'alt
dell'Arma: "Dobbiamo valutare"18:11:06 - Nonostante si cerchi di far
apparire il contrario, in questo paese la magistratura applica le leggi [...]
Se il prof minaccia la bocciatura adesso rischia una condanna18:09:18 - Una
telenovela disgustosa organizzata dalla FIt. Regia di Angelo Binaghi. Attori
protagonisti: 1) Ba[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo18:04:52 - x
davide, sè a casa tua si fulmina una lampadina, o perdi le chiavi di casa, o ti
muore il gatto di [...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre
proposte"18:04:13 - ormai siamo andati oltre, troppo oltre è difficile
tornare indietro, hanno troppe libertà vengono cr[...] Allarme aborti tra le
giovanissime Boom della pillola del giorno dopo Quali strumenti per risollevare
il commercio in centro storico?Cassazione: è reato minacciare la bocciatura,
sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama, Palio
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farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze
a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese
in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la
Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole
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Argomenti: Alitalia
Il
disco contiene nove canzoni inedite che colpiscono dritte al cuore,
scritte e arrangiate con eccellente gusto. La collaborazione di autori di
prestigio e una novità: la moglie, Gabriella Labate, si è scoperta 'paroliera'
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALBUM IN USCITA La nuova 'Metamorfosi' di Raf E
la moglie scrive per lui Il disco contiene nove canzoni inedite che colpiscono
dritte al cuore, scritte e arrangiate con eccellente gusto. La collaborazione
di autori di prestigio e una novità: la moglie, Gabriella Labate, si è scoperta
'paroliera' Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico:
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Per Alba nessuno spazio
fisso, ma le resta la possibilità di fare l'ospite nelle
trasmissioni. Tutte le novità dell'appuntamento domenicale
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa TV / DA DAGOSPIA Alba Parietti tagliata fuori
da tutto Katia Noventa star a Domenica In Per Alba nessuno spazio fisso, ma le
resta la possibilità di fare l'ospite nelle trasmissioni. Tutte le novità
dell'appuntamento domenicale Bologna, 24 settembre 2008 - Riprendiamo un
estratto di un articolo pubblicato su Dagospia. Sarà sempre Massimo Giletti ad
aprire le danze nella nuova edizione dello storico contenitore domenicale
'Domenica In' che riparte domenica 5 ottobre. Una sfida con il coltello tra i
denti contro Amici di Maria De Filippi. Dopo l'Arena Giletti cederà il
testimone a Monica Setta, primo volto femminile a gettarsi nella mischia. La
Setta proseguirà lo spazio dedicato all'informazione con il suo angolo della
politica, ampliato rispetto ai 20 minuti della scorsa stagione. Poi toccherà a
Luisa Corna con In Musica. Di seguito In salute con Rosanna Lambertucci. Venti
minuti più tardi ecco la novità, Katia Noventa, che ci parlerà del costume nel
suo In passerella. All'ora del tè arriverà Lorena Bianchetti con il suo game
show dal titolo Cento e lode. Preludio all'appuntamento delle ore 18 con sua
maestà Pippo Baudo che si occuperà dell'attualità con In sette giorni. A
sfidarlo su Canale 5 ci sarà sempre il Milionario di Gerry Scotti. Mentre dalle
16,30 alle 18 toccherà a Paola Perego intrattenere i telespettatori sul
Biscione tra la De Filippi e Gerry Scotti. Niente Domenica In per Alba
Parietti. Per lei non ci sarà nessuno spazio fisso. A tradire le sue
aspirazioni è stata la lunga trattativa con La talpa. Alla fine è rimasta a
bocca asciutta. Nessun problema, farà l'ospite a valanga. Il topless della
Parietti a Formentera Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico:
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sei d'accordo?Latte cinese avariato, rischia anche l'Europa?Castel di Lama,
Palio della Balestra: vota la dama più bellaCome ritieni che sia la qualità
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farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze
a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese
in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la
Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole
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Ritorna in pista la
compagnia franco-olandese. Voli garantiti fino a lunedì, Fantozzi pronto a
ricorrere al Tar se l'Enac dovesse ritirare la licenza. Veltroni: "Sono
ottimista"
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Chigi Air France-Klm: "Siamo interessati" Ritorna in pista la
compagnia franco-olandese. Voli garantiti fino a lunedì, Fantozzi pronto a
ricorrere al Tar se l'Enac dovesse ritirare la licenza. Veltroni: "Sono
ottimista" Roma, 24 settembre 2008 - "Ci è arrivata la convocazione
per domani mattina alle