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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  23 settembre 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (72)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Consigliere contro presidente: noagli ultimatum ( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il consigliere ha annunciato che chiederà al presidente le ragioni per cui ha posto al commissario di Alitalia il termine di dopodomani per presentare un piano di emergenza come condizione per non revocare la licenza provvisoria di volo. "Sono contro qualsiasi tipo di ultimatum - ha spiegato Pronzato - e ritengo che quest'ultimo vada contro lo stesso commissario Fantozzi.

Alitalia, parte il conto alla rovescia ( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia è davvero iniziato il conto alla rovescia, e questa volta le lancette non potranno essere fermate. Mentre i soci Cai comunicano formalmente la revoca della loro offerta, l'Enac, l'ente per l'aviazione civile, è pronta a ritirare la licenza di volo alla compagnia, se il commissario straordinario,

"alitalia, la partita è ancora aperta" a fiumicino dipendenti divisi - brera e serloni a pagina v ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Roma Al tavolo Comune, Provincia e Regione "Alitalia, la partita è ancora aperta" A Fiumicino dipendenti divisi brera e serloni a pagina v SEGUE A PAGINA V.

"alitalia, la partita non è ancora chiusa" - paolo g. brera ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, la partita non è ancora chiusa" Vertice da Fantozzi. Ma da Marrazzo, Alemanno e Zingaretti proposte diverse Il presidente della Provincia: "Io un volo con la compagnia lo prenoterei" PAOLO G. BRERA Preoccupati senza distinzioni per le gravissime ricadute sulla Capitale, assai distanti sulla strada da percorrere per evitarle:

"piloti firmate", "buffoni" due sit-in si scontrano all'aeroporto - laura serloni ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: continuate a volare Alitalia" è questo l'appello contenuto nella lettera aperta a tutti i passeggeri Alitalia, a firma dei lavoratori del gruppo. "è un modo per sensibilizzare quanti ogni giorno transitano nello scalo romano - commenta Alessio S., pilota da 15 anni - è stato aperto un bando e forse sarà l'occasione per salvare davvero la compagnia di bandiera,

Expo, è polemica sui ritardi sangalli: si perde troppo tempo - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia possa avere impatti l'Expo. "Nel modo più assoluto - taglia corto la Moratti - qua c'è un mercato per chiunque deciderà di operare". Raccoglie, invece, l'allarme di Sangalli l'opposizione di centrosinistra. "Ha ragione - denuncia Pierfrancesco Majorino del Pd - questa situazione oggettivamente imbarazzante è causata dai conflitti interni al centrodestra per la spartizione

La tabella di marcia per rho-pero e le promesse tradite del dossier - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima devo risolvere la partita di Alitalia", ripete a tutti il premier in questi giorni. E "con la vicenda Alitalia non siamo ancora riusciti a mettere tutti intorno al tavolo", fa eco con ciascuno anche Roberto Calderoli. Nel frattempo il 2015 sembra lontano, ma quando c'è da rivoltare una città come un guanto sei anni e mezzo sono un niente.

Alitalia, trattativa ko rischiano di naufragare tutti gli affari genovesi - alle pagina vii e viii ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Genova Genova economia Alitalia, trattativa ko rischiano di naufragare tutti gli affari genovesi alle pagina vii e viii SEGUE A PAGINA VII.

Naufragio alitalia: aponte, riva e gavio rischiano di perdere gli affari del cielo - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione pensava soprattutto alle operazioni future Naufragio Alitalia: Aponte, Riva e Gavio rischiano di perdere gli affari del cielo MASSIMO MINELLA Ma Quanta Genova c'era dentro al disperato tentativo di salvare quel che resta dell'Alitalia? Tanta, forse troppa. Comunque sia, tutta molto interessata a partecipare al salvataggio per poi passare all'incasso con il governo.

Aeroporto, la situazione resta delicata "ma ora si va a caccia di altre compagnie" ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Sì, ma arriva soprattutto la crisi di Alitalia, che ci preoccupa parecchio. Credo che dove ci sia mercato, alla fine arrivino anche le soluzioni. Ma se Alitalia fallisse ci vorrebbe comunque qualche mese per tornare a regime su quelle tratte". Anche il "Colombo" andrebbe in crisi?

Alitalia, ultima chiamata i genovesi bussano a roma - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Genova Alitalia, ultima chiamata i genovesi bussano a Roma Uomini e affari: Riva d'acciaio, Gavio in strada, Aponte in mare Ad affiancare la cordata Cai di Colaninno lo studio Bonelli Erede Pappalardo MASSIMO MINELLA (segue dalla prima di economia) Restare in volo, a questo punto della trattativa, sarà una vera impresa.

Scatola nera con video per l'auto - gli italiani e la crisi dell'alitalia ( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: R2 Tecno Motori Repubblica Tv L'inchiesta Tutto il cd in un francobollo: che musica Identikit del giocatore online Il processo agli ultrà di Napoli Scatola nera con video per l'auto Ma i fondi pensione sono sicuri? GLI ITALIANI E LA CRISI DELL'ALITALIA.

Il fantasma dell'italianità ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Marco Simoni Promesse impossibili Quante cose non sappiamo della vicenda Alitalia? Decisamente troppe tenuto conto che al momento la compagnia sta volando grazie a un prestito di fondi pubblici già praticamente esauriti: dalla giornata di ieri si deduce che a meno di conigli dal cappello, tra una settimana circa non vi saranno più i soldi per far volare gli aerei.

Poi toccherà ai contratti ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quelle complesse e di lunga data come la crisi Alitalia. Invece ci troviamo di fronte a gente che non sa nemmeno come si inizia un tavolo di discussione. Ci vorrebbe una trattativa vera, a carte scoperte, con margine di concessione. Insomma, nulla di quel che si è visto finora. Spero che nessuno ci caschi: il governo sta conducendo una evidente operazione politica contro il sindacato,

Preferisco l'Europa all'italianità ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: si fida di più di Airfrance o Lufthansa che di un gruppo d'italiani che non hanno alcuna esperienza nel settore. È una vergogna che la trattativa con la compagnia francese sia fallita per basse ragioni politiche. A quest'ora Alitalia farebbe parte di una grande gruppo europeo e non si parlerebbe di 20mila licenziamenti.

Se la comprano con tre cocomeri ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi aveva deciso di regalare l'Alitalia agli amici suoi, di farla gestire ai soliti imprenditori nazionali, bravi a fare i capitalisti solo con i soldi dello Stato. Ora qualcuno se la comprerà per tre cocomeri e un peperone e pazienza se 20mila persone rischiano di perdere il posto di lavoro.

Alitalia, paura di non volare Ultimatum dell'Enac: un piano o giovedì stop. Fantozzi dà tempo fino al 30 La Cai conferma la revoca dell'offerta. Veltroni a Colaninno: ascolta i sin ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il commissario straordinario Augusto Fantozzi lascerà Alitalia a terra. Sempre che prima non ci pensi l'Enac. Ieri l'Ente per l'aviazione civile ha fatto sapere che fra due giorni in assenza di "un piano di ristrutturazione credibile", che certifichi lo stato delle finanze del gruppo, sarà revocata la licenza di volo della compagnia di bandiera.

Berlusconi ci porta alla catastrofe ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dopo aver mandato in fumo la proposta di Airfrance per ragioni di propaganda e bassa politica, adesso non vuole fare la figura del peracottaio, non può accettare che Alitalia finisca in mani straniere. Eppure l'acquisto da parte di un grande vettore europeo è l'unica soluzione possibile, come dimostra la scelta del commissario Fantozzi di riaprire un'asta internazionale.

Lilli Gruber a La7, battesimo sul filo con Alitalia ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Una tragedia italiana e insieme, sotto il profilo televisivo, una palla bestiale perché intricata e tecnica fino all'ernia; politicissima e impolitica, globale e impopolare, difficile maneggiarla. Lilli fa la sua parte, sul filo dei minuti, bisogna spezzare gli interventi, anticiparne il senso se le parole tirano a campare.

Veltroni a Colaninno: ascolta il sindacato Su Alitalia il governo deve uscire di scena. Bene l'apertura agli stranieri, ma è tardi ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veltroni a Colaninno: ascolta il sindacato "Su Alitalia il governo deve uscire di scena. Bene l'apertura agli stranieri, ma è tardi" di Bruno Miserendino/ Roma "COLANINNO faccia uno sforzo, ascolti il sindacato". Walter Veltroni lancia un appello estremo sulla vicenda Alitalia, perché si riprenda il filo del dialogo.

In attesa dell'offerta miracolosa Berlusconi insulta la Cgil e forse non va all'Onu per seguire il caso. Il governo insiste su Cai ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: seguire da vicino la vicenda Alitalia. La mossa potrebbe preludere a un nuovo scenario: la settimana scorsa non si era esclusa la discesa in campo di Me- diobanca, con soci italiani e stranieri. Troppo presto per dire se si tratta di un'ipotesi concreta. Sul fronte dell'opposizione Walter Veltroni chiede "un passo" a Roberto Colaninno per andare incontro alle richieste sindacali.

Pessimista sull'Italia e sull'Alitalia ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Il destino della compagnia aerea è stato segnato l'anno scorso, quando l'unica possibilità di salvataggio si è purtroppo concretizzata durante la campagna elettorale. Così la vendita a Air France è saltata in nome dell'italianità, in nome di una presunzione senza fondamento: escludo che degli imprenditori nazionali siano in grado di fornire un miglior servizio ai cittadini

Le manifestazioni entro il 30 settembre ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Alitalia Airport spa in a.s., di Alitalia Express spa in a.s., di Alitalia Servizi spa in a.s. e di Volare spa in a.s., prof. avv. Augusto Fantozzi premesso - che Alitalia Linee Aeree Italiane spa, Alitalia Airport, Alitalia Express spa, Alitalia Servizi spa e Volare spa sono ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi e per gli effetti del D.

La trattativa deve riprendere ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in cui l'ostilità nei confronti della Cgil è massima e, come insegna la vicenda Alitalia, ogni giorno è buono per un nuovo attacco". Però il documento degli industriali è da bocciare. La Cgil ha preso le distanze in modo inequivocabile. "Perchè riaccentua e ingessa un sistema di relazioni sindacali che invece va snellito.

Mi manda il San Giacomo ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Furio Colombo L a notizia riguarda Roma, perché, a differenza dell'Alitalia, gli ospedali non viaggiano. Però muoiono. La sentenza è stata fissata per il 31 ottobre. Fissata da chi? La domanda è stata posta lunedì in un'assemblea affollata e appassionata di medici, infermieri, pazienti, (una signora trapiantata) cittadini.

Confindustria non dice nulla? ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se l'organizzazione sindacale pensasse di comportarsi come con Alitalia, gli rammento che io mi chiamo PELLEGRINO E non COLANNINO, VI MANDO NON SOLO A FAN... (per le maiuscole, i congiuntivi e "colannino", come sopra, ci atteniamo al testo originale), vi caccio fuori a calci nel sedere e vi sputo pure in faccia".

Alitalia, divisi all'incontro con Fantozzi Crisi Alitalia: Marrazzo, Zingaretti e Alemanno hanno incontrato il commissario ma per il sindaco di Roma Cai è l'unica chance. Marrazzo: ( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È quella in cui si dovranno fronteggiare gli effetti della vicenda Alitalia sul territorio di Roma e del Lazio. Adesso davanti c'è un nuovo tempo supplementare, fino al 30 settembre, per sperare nel salvataggio di Alitalia. E intanto "fidatevi, volate Alitalia", cerca di iniettare fiducia il presidente della Provincia Zingaretti.

Intendiamoci. Azionisti, sindacati, schegge di sindacato: ogni iniziativa di questi soggetti ( da "Messaggero, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è soprattutto degli utenti, ucciderla portandola al fallimento costringe i medesimi a pagare un salatissimo prezzo. Attenzione: non una, ma addirittura due volte. La prima, con i soldi delle tasse che a ciascuno vengono sottratti in busta paga, visto che le perdite comunque sarebbero addossate alla collettività.

Non bisogna arrendersi , perché le conseguenze del crac di Alitalia saerebbero « ( da "Messaggero, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Non bisogna arrendersi", perché le conseguenze del crac di Alitalia saerebbero "devastanti". È la posizione comune del sindaco Alemanno, del governatore Marrazzo e del presidende della Provincia Zingaretti, che ieri hanno incontrato il commissario straordinario Fantozzi. All'interno.

I piloti: <Stressati, rischio incidenti> ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE La crisi Alitalia Allarme dell'Anpac, che poi precisa. Tensioni tra i dipendenti I piloti: "Stressati, rischio incidenti" Ultimatum dell'Enac: piano entro giovedì o stop ai voli ROMA - "Con questa pressione psicologica, c'è rischio di incidenti in volo", ha detto Fabio Berti, il leader dei piloti Anpac, il sindacato che si oppone al piano Alitalia messo a punto dal governo.

Le divisioni ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: accordo quadro per il salvataggio di Alitalia proposto da Cai 2 La Cgil sembrava pronta a firmare ma all'ultimo la Filt-Cgil, affiancata dai sindacati autonomi, ha detto no Il muro dell'Anpac e il ritiro di Cai 3 L'associazione dei piloti, Anpac, ha fatto muro alla proposta di Cai, provocando di fatto il ritiro dell'offerta.

Lufthansa, i contatti e la <voglia> di fallimento ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma la compagnia tedesca non sembra intenzionata a muoversi su Alitalia. Almeno fino a quando non riparte il piano di Cai o si portano i libri in tribunale. Per Lufthansa è importante la discontinuità: per l'annullamento dei contratti e delle alleanze precedenti, per le garanzie sui debiti e con i sindacati.

<Troppe pressioni su noi piloti, rischio incidenti> ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: scende in piazza nella vertenza Alitalia. E lo scontro fra i lavoratori favorevoli e i contrari all'offerta Cai sembra assumere i contorni di una specie di lotta di classe: operai e personale di terra contro assistenti di volo e piloti. Dipendenti a basso reddito contro colleghi che guadagnano dai 3 mila euro al mese in su.

E gli svizzeri chiedono trenta Md e Atr ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: acquisizione e/o il noleggio di almeno 30 aeromobili Md 82 e Atr 72 di proprietà di Alitalia. Lo comunica, in una nota, la società. Asset Management Advisor si propone di utilizzare gli aeromobili per il trasporto pubblico di passeggeri su non meno di 11 rotte, operate da Alitalia dagli scali di Milano Malpensa e Roma Fiumicino.

A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia ( da "Tempo, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia ... A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia favorevoli all'accordo con la Cai. Centinaia di manifestanti aderenti alle sigle confederali hanno chiesto agli autonomi di recedere dalle posizioni oltranziste. Dall'Anpac si lasciano sfuggire frasi inquietanti: "Sui piloti troppe pressioni,

Nardi: 44 progetti per salvare le casse ( da "Tempo, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Posso garantire che non siamo Alitalia". Ricorre ad un esempio ad effetto il sindaco Stefano Nardi, per difendere l'amministrazione comunale mai come adesso al centro di una forte turbolenza, che ne sta rendendo problematica la rotta. Giunto con il suo esecutivo a metà mandato, il primo cittadino si appresta a fare il punto sul programma di navigazione.

L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.

Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.

Tra Obama e McCain vince . la Coca-Cola ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.

<Costiamo meno di un giorno Alitalia> ( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Comunità montane "Costiamo meno di un giorno Alitalia" IDRO - Le comunità Montane chiedono di continuare a esistere e rivendicano l'importanza del loro ruolo. Ieri durante un convegno a Idro il sottosegretario all'Economia Daniele Molgora ha spiegato che "le comunità montane sono un organismo finito ormai fuori controllo.

Irlanda e Francia insegnano: il governo tuteli l'allevamento ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Unire fanno pensare ad una situazione altrettanto drammatica come quella di Alitalia. Per l'Unire, si è molto parlato di riforma della legge (l.449/99), assolutamente necessaria, ma nessuno ha ancora spiegato quale riforma ed in quale direzione. Si sentono interventi plaudenti ad una fantasiosa privatizzazione, ma quale tipo di privatizzazione?

<Expo, il decreto non c'è ma io lavoro lo stesso> ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ricco anche il capitolo Alitalia. Con la Moratti che esclude "nel modo più assoluto" che gli esiti della trattativa, qualsiasi essi siano, possano influire sulla buona riuscita dell'Expo. "Il piano per Malpensa e Linate che prevede 1,4 miliardi di investimenti, è stato riconfermato anche dopo che Alitalia ha lasciato per buona parte i due scali"

<Ecco perché da anni non volo con Alitalia> ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 228 del 2008-09-23 pagina 4 "Ecco perché da anni non volo con Alitalia" di Redazione (...) provvedeva a distribuire uno striminzito pasto in fretta e furia e altrettanto in fretta e furia si è prodigato nel ritiro dei vassoi. A tempo di record (diciamo intorno all'1 di notte) i passeggeri erano stati rifocillati.

Piloti, gioco sporco: rischio incidenti ( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pronti a comprare Alitalia con le nostre liquidazioni" LA CASSAZIONE Piloti, gioco sporco: rischio incidenti Il gas non si taglia neanche ai morosi Milano, diffidato l'Eni "E' un bene essenziale" Sabatini Nuovo ultimatum per Alitalia. A lanciarlo ieri è stato l'Enac: se entro giovedì il commissario straordinario non presenterà un piano di emergenza,

I piloti: troppo stress rischiamo incidenti ( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ufficiale il ritiro di CAI Alcuni piloti favorevoli all'intesa con Cai manifestano a Fiumicino. Ma la cordata ha revocato l'offerta LOMBARDI >> 5 23/09/2008.

Confederazioni al bivio ( da "Avanti!" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia si ripercuoterà sui sindacati Lunedì 22 Settembre 08 La vicenda Alitalia avrà notevoli ripercussioni sul sindacato italiano. Segna, infatti, un passaggio netto come avvenne negli anni Ottanta per la Fiat. Un paragone storico, questo, fatto da alcuni protagonisti dell'attuale vertenza, mentre gli attori di allora non esitano a giudicare il fatto avvenuto ancora più grave

I valzer Cgil fanno perdere la testa al Pd ( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: consenso e ne avrebbe di più se Alitalia diventasse proprietà della Cai. Sarebbe una privatizzazione, ma una privatizzazione voluta fortemente dalla politica che ne porta la responsabilità. La Cgil ha scelto di fare corpo con i sindacati autonomi dei piloti, cioè con una corporazione segnata dal privilegio in conseguenza del carattere statale della compagnia e protetta anche da destra,

L'ultimo saluto ad Abdul Guiebre La bara se ne va tra gli applausi ( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (220 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (

"Ringrazio il mio ginecologo perché mi ha salvato la vita" ( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

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Giusy torna con un nuovo album Tiziano Ferro è il produttore ( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

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COMUNE SPACCATO SULLA FONDAZIONE, NUOVO STOP IN COMMISSIONE. IL SINDACO: BASTA GIOCHINI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: del governo che ci deve ricevere e che ha chiesto qualche giorno di tempo perché impegnato sulla vertenza Alitalia". Il primo cittadino ha poi aggiunto: "La commissione Cultura non trova un'intesa? Ho cose più importanti a cui pensare e non sono affatto preoccupata. In aula l'accordo si trova sempre, mi rassicurano le esperienze parlamentari. Ma, sia chiaro, basta con i giochini".

Berlsuconi convoca Colaninno. Veltroni: "Ecco il nostro piano" ( da "Voce d'Italia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia: Cai formalizza la revoca della sua offerta *Alitalia: cordata dei dipendenti *Alitalia, la nuova offerta scade il 30 settembre Guarda tutti i correlati.

Localizzato il gruppo dei rapitori Il Cairo: "Ostaggi illesi, stanno bene" ( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[.

Muccino: "Vorrei una famiglia con la mia Angelica" ( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[.

Sienna Miller e Jude Law ancora insieme Ma solo sul set di 'Sherlock Holmes' ( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[.

Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" ( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nero su bianco le proprie proposte per uscire dalla crisi Alitalia e le invia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo quanto si apprende da fonti del Pd, Walter Veltroni ha inviato al premier Silvio Berlusconi una lettera che riassume la posizione su Alitalia, dopo che il partito questa mattina ha fatto il punto della situazione durante la riunione del coordinamento.

Il Governo insiste: <C'è solo la Cai> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ultima corsa contro il tempo per il salvataggio di Alitalia e la politica si divide sulle prospettive per impedire che, come minaccia l'Enac, sia sospesa la licenza di volo. Per il governo, presidente del Consiglio in testa, non c'è alternativa alla Cai ed è forte il pressing della maggioranza per indurre i sindacati a tornare al tavolo.

Rabbia a Fiumicino Ecco il fronte del sì ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le due anime dei dipendenti Alitalia, pro e contro la firma dell'accordo con la Cai, si sono contrapposte ieri all'aeroporto di Fiumicino. Per oltre tre ore è stato questo lo scenario vissuto nello scalo aereo della capitale, dove peraltro i voli hanno continuato ad essere regolari: una palese spaccatura sul campo tra piloti (ma non solo piloti),

Anpac: mettiamo i nostri tfr ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è già pronta in rampa di lancio una nuova offerta per Alitalia, al momento però solo virtuale. A metterla sul piatto i piloti, assistenti di volo, personale di terra aderenti a Anpac, Up, Avia e Sdl, il cosidetto fronte del no, composto dai sindacati che non hanno firmato l'accordo-quadro con la Cai di Roberto Colaninno.

Alitalia, una lenta agonia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, una lenta agonia I piloti del no: "Noi pressati, sicurezza a rischio" --> I piloti del no: "Noi pressati, sicurezza a rischio" ROMA Nuovo ultimatum per Alitalia. È arrivato ieri dall'Enac ed è perentorio: se entro giovedì 25 - tuona il presidente Vito Riggio - il commissario straordinario non presenterà un piano di emergenza o una proposta di acquisto che permetta di confermare

Poca solidarietà per i lavoratori di Alitalia sull'orlo del baratro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
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Abstract: LETTERA FIRMATA Spero che Alitalia fallisca. Tanti anni or sono, ho subito sulla mia pelle il fallimento di un'azienda e il licenziamento di 800 persone: vedevo solo operai affranti dal dolore. Gli addetti dell'Alitalia esultano. Mi vengono i brividi, volavo Alitalia pensando che avesse il personale più preparato, sempre all'altezza della situazione.

Le carte coperte del poker Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
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Abstract: Commenti Pagina 343 In attesa di strategie condivise Le carte coperte del poker Alitalia In attesa di strategie condivise --> Alitalia: il ginepraio di una vicenda molto italiana. È difficile raccapezzarcisi. Qualcuno, sottovoce, sussurra: "È accanimento terapeutico, sarebbe meglio staccare la spina, per una morte dignitosa".

I nodi inestricabili della matassa Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
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Abstract: privilegi I nodi inestricabili della matassa Alitalia Posizioni e privilegi di Gaetano Di Chiara --> di Gaetano Di Chiara La questione Alitalia può paragonarsi a una matassa di cui non è possibile venire a capo a causa di una serie di nodi di difficile soluzione. Il primo e più importante di questi nodi è sindacale e coinvolge con diverse motivazioni il personale di volo e la Cgil,

Alitalia, venerdì fine dei voli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)
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Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Sempre più drammatica la situazione della compagnia mentre dipendenti e sindacati si spaccano Alitalia, venerdì fine dei voli Sempre più drammatica la situazione della compagnia mentre dipendenti e sindacati si spaccano L'Enac: subito il piano o ritiriamo la licenza. I piloti: sicurezza a rischio --> L'Enac: subito il piano o ritiriamo la licenza.

Berlusconi convoca Colaninno. Veltroni: "Ecco il nostro piano" ( da "Voce d'Italia, La" del 23-09-2008)
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Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia: Cai formalizza la revoca della sua offerta *Alitalia: cordata dei dipendenti *Alitalia, la nuova offerta scade il 30 settembre Guarda tutti i correlati.


Articoli

Consigliere contro presidente: noagli ultimatum (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)

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Scontro in enac ROMA. Inizialmente pareva che l'Enac tutto volesse meno che rimanere col cerino del fallimento della compagnia di bandiera in mano. Come a dire: siano altri a dire la parola fine. Ieri però sono arrivate le dichiarazioni del presidente Vito Riggio che, di fatto, suonano come una bomba a orologeria per le offerte alternative a quella Cai: o si fa entro giovedì o nulla. E qualche malumore ora serpeggia anche all'interno dell'ente stesso: "Domani (oggi, ndr.) chiederò al presidente Riggio i motivi di questa improvvisa accelerazione - ha esternato il consigliere Franco Pronzato -, che impedisce una verifica sul piano nazionale e internazionale di potenziali acquirenti e di qualsiasi iniziativa". Il consigliere ha annunciato che chiederà al presidente le ragioni per cui ha posto al commissario di Alitalia il termine di dopodomani per presentare un piano di emergenza come condizione per non revocare la licenza provvisoria di volo. "Sono contro qualsiasi tipo di ultimatum - ha spiegato Pronzato - e ritengo che quest'ultimo vada contro lo stesso commissario Fantozzi. I tempi sono strettissimi - ha osservato il consigliere dell'Enac - ma per la ricerca di un'offerta dovrebbero essere concessi giorni in più, in maniera più elastica" rispetto a giovedì prossimo "per consentire di espletare tutto il necessario. In gioco ci sono migliaia di posti di lavoro. Sono contro il fallimento e per tutelare la gente, non solo di Alitalia ma anche dell'indotto". Sa. C. 23/09/2008.

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Alitalia, parte il conto alla rovescia (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)

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Per fantozzi è una corsa contro il tempo L'Enac: "Il tempo scade giovedì". Cai revoca l'offerta. I piloti: "Più stress, rischio incidenti" Roma. Ancora una manciata di giorni e poi gli aerei resteranno terra. Per Alitalia è davvero iniziato il conto alla rovescia, e questa volta le lancette non potranno essere fermate. Mentre i soci Cai comunicano formalmente la revoca della loro offerta, l'Enac, l'ente per l'aviazione civile, è pronta a ritirare la licenza di volo alla compagnia, se il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, non presenterà un piano finanziario che sia "razionale e convincente". Il tempo scade giovedì. La situazione è drammatica perché il presidente dell'Enac, Vito Riggio, non è disposto a concedere proroghe a una licenza già provvisoria da settembre. Per Fantozzi inizia così una corsa contro il tempo: da ieri è su Internet, e da oggi sarà sui giornali, il bando di gara del commissario per verificare se c'è qualcuno disposto a comprare le varie attività dell'azienda, in alternativa o in compagnia degli imprenditori italiani di Cai, che nel frattempo si defilano. A breve si saprà se Lufthansa è davvero interessate come si dice, o se rispunterà un'offerta Air France-Klm o se magari si farà avanti la British. Ma in attesa di chiarire definitivamente se ci sono altre offerte, la situazione intanto precipita. Roberto Colaninno e soci mettono una seria ipoteca su un loro ritorno in campo anche in caso di una marcia indietro dei sindacati ribelli. L'Enac minaccia di riprendersi la licenza, impedendo a Fantozzi di arrivare la 30 settembre, termine ultimo che il commissario si è dato per chiudere la partita. "Senza offerta, mi auto sospendo la licenza il 30 settembre", spiega Fantozzi. Ma l'Enac potrebbe non aspettare fino alla prossima settimana, mettendo in anticipo la parola fine al tentativo estremo di trovare un compratore con i soldi, un piano industriale credibile e anche un accordo sindacale in tasca. A questo punto non può bastare che ci sia solo un interesse. Nel frattempo, il clima aziendale peggiora. I dipendenti del "sì" (rappresentati da Cisl, Uil e Ugl) hanno marciato a Fiumicino per chiedere ai piloti di firmare. Un corteo di circa ottanta persone ma forse è soltanto il primo episodio di un film che si potrebbe vedere nelle prossime ore. Ma le quattro sigle ribelli (più la Cgil) tengono duro, anzi rilanciano facendo una loro proposta al commissario, e cioè: una quota degli stipendi e l'intero Tfr accantonato (circa 340 milioni in tutto) sono a disposizione a sostegno di "qualunque progetto credibile e serio per rilanciare Alitalia". Anche agli altri dipendenti verrà chiesto di aderire all'iniziativa. Si tratta di un gesto clamoroso ma è anche l'ultima spiaggia. Non servirà a impedire il peggio se non ci saranno offerte valide da parte di vettori internazionali. Il fatto è che non c'è la fila davanti alla porta di Fantozzi: sulla scrivanie del commissario giace soltanto l'offerta di una società svizzera di consulenza, l'Ama, che si candida a comprare trenta aerei per coprire 11 rotte minori. Mentre cresce il numero dei voli cancellati e delle prenotazioni annullate, i piloti stessi lanciano un allarme, che rischia di accelerare la fuga in atto dei clienti: "Su di noi pressioni psicologiche fortissime, che portano anche agli incidenti aerei", avverte il presidente dell'Anpac, Fabio Berti. Non si sa a cosa o a chi esattamente si riferisca Berti ma è facile immaginarlo: il clima si fa sempre più pesante, fra i dipendenti i nervi cominciano a saltare e lo scontro politico non conosce tregua, nonostante la compagnia abbia ormai i giorni contati. Ce n'è abbastanza per creare una situazione di emergenza. E questo spiega anche il pressing dell'Enac su Fantozzi. Ma il governo non intende riaprire una partita che considera chiusa: o i sindacati ribelli fanno marcia indietro e firmano senza discutere l'accordo già siglato da Cisl, Uil, e Uge e Ampav, convincendo così i soci Cai a confermare l'offerta, oppure non ci saranno tempi supplementari. Silvio Berlusconi torna ad attaccare la Cgil e il fronte del no: "I sindacati? Irresponsabili. Stanno facendo di tutto per far saltare l'accordo con Cai. Non guardano al bene del Paese e ai guai sociali che ne potranno derivare". Linea dura con l'obiettivo di sfiancare i sindacati, e vincere, o di andare al fallimento, avendo già i responsabili da esibire in pubblico. Le opposizioni attaccano, Antonio Di Pietro accusa il governo di "turbativa d'asta" e anche il Pd chiede di non ostacolare l'asta di Fantozzi. L'ex presidente Francesco Cossiga segue gli eventi ed emette il suo verdetto: "La crisi Alitalia da farsa sta diventando tragedia". Manca poco per sapere se finirà così. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 23/09/2008 la nuova cordataPiloti e assistenti di volo disposti a mettere sul piatto tfr e stipendi per 340 milioni 23/09/2008.

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"alitalia, la partita è ancora aperta" a fiumicino dipendenti divisi - brera e serloni a pagina v (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

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Pagina I - Roma Al tavolo Comune, Provincia e Regione "Alitalia, la partita è ancora aperta" A Fiumicino dipendenti divisi brera e serloni a pagina v SEGUE A PAGINA V.

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"alitalia, la partita non è ancora chiusa" - paolo g. brera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

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Pagina V - Roma "Alitalia, la partita non è ancora chiusa" Vertice da Fantozzi. Ma da Marrazzo, Alemanno e Zingaretti proposte diverse Il presidente della Provincia: "Io un volo con la compagnia lo prenoterei" PAOLO G. BRERA Preoccupati senza distinzioni per le gravissime ricadute sulla Capitale, assai distanti sulla strada da percorrere per evitarle: i presidente di Provincia e Regione e i sindaci di Roma e Fiumicino hanno incontrato ieri il commissario governativo dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, nel "tavolo inter-istituzionale" che avrebbe dovuto sancire il forte segnale di unità bipartisan delle istituzioni locali di fronte alla crisi drammatica della compagnia. L'esito è stato sorprendente: arrivato con 45 minuti di ritardo, il sindaco Gianni Alemanno ha fatto appena in tempo a incrociare Nicola Zingaretti e Piero Marrazzo al tavolo che lui stesso, in consiglio comunale, aveva chiesto di aprire. Prima di andarsene, poi, ha chiesto e ottenuto un incontro separato con Fantozzi, dai contenuti "strettamente riservati". Ai convitati Fantozzi ha potuto solo ribadire i termini raggelanti della questione: c'è benzina solo fino al 30 settembre, Cai ha ritirato ufficialmente l'offerta e non ce ne sono altre, lui non ha alcun potere di mediazione ma solo quello di consentire la gestione ordinaria e di prendere atto di eventuali offerte. "Io un volo Alitalia a ottobre inoltrato lo comprerei sicuramente", dice però Zingaretti puntando forte sull'ottimismo: "La partita non è affatto chiusa, e una via d'uscita potrebbe anche coinvolgere compagnie straniere. Quello del 30 settembre non è un ultimatum, ma la consapevolezza che oltre quella data le cose si complicherebbero. è molto importante che in queste ore si continui ad avere fiducia acquistando biglietti e volando con la compagnia, che sta mantenendo le sue rotte". Per Marrazzo, invece, se tramontasse l'ipotesi Cai toccherebbe direttamente al governo scendere in campo: "Il presidente degli Stati Uniti ha preso iniziative per salvare il credito, e per quanto mi riguarda il trasporto aereo è fondamentale quanto il credito per lo sviluppo di un Paese. è un momento delicato: il 30 è l'ultimo giorno possibile per salvare l'azienda, e la "fase due" può avere ripercussioni pesanti". Quindi occorre rilanciare forte: "Regione, Comune, Provincia e Camera di Commercio - continua - devono dimostrare di credere nel settore aeroportuale. Dobbiamo aumentare in maniera straordinaria gli investimenti sulle strutture che collegano Fiumicino alla città, e Adr deve dirci se continuerà a investire i 2,7 miliardi preventivati. Poi c'è il porto di Fiumicino, su cui dobbiamo puntare". Cordate straniere? Intervento dello Stato? Nulla di tutto questo, per Alemanno: "Bisogna convincersi che non c'è nessuna alternativa all'offerta Cai, ed è inutile giocare al rilancio perché non c'è un altro tavolo su cui rilanciare". Torneranno a incontrarsi tutti a fine mese, quando scadrà l'ennesimo conto alla rovescia sul destino professionale di decine di migliaia di lavoratori romani.

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"piloti firmate", "buffoni" due sit-in si scontrano all'aeroporto - laura serloni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

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Pagina V - Roma I dipendenti favorevoli alla Cai e quelli contrari "Piloti firmate", "Buffoni" due sit-in si scontrano all'aeroporto LAURA SERLONI A dieci metri di distanza l'uno dall'altro. A suon di slogan come "I piloti vogliono lavorare, Berti e Notaro andate a firmare" e di epiteti nei confronti dei lavoratori. Il rumoroso corteo fronte del "sì" si è contrapposto a quello del "no". "Abbiamo paura di perdere il posto di lavoro - ripetono i dipendenti del fronte del sì della Cisl, Uil e Ugl - voi dovete firmare". E dall'altra parte del piazzale del Centro Equipaggi, i piloti dell'Anpac e dell'Up gridano "andate via". "Sono un'assistente di terra - racconta Isla Cavallaro da 21 anni in Alitalia - io non posso dire firmate quel contratto perché lede la mia dignità. Mi stanno prendendo alla svendita e poi dopo anni di lavoro si riservano di fare una selezione, magari mandandomi via". Il presidio fisso, ieri è andato all'attacco. I lavoratori con migliaia di volantini in mano hanno attraversato tutto l'aeroporto per distribuirli ai passeggeri. "Continuate a volare con noi, continuate a volare Alitalia" è questo l'appello contenuto nella lettera aperta a tutti i passeggeri Alitalia, a firma dei lavoratori del gruppo. "è un modo per sensibilizzare quanti ogni giorno transitano nello scalo romano - commenta Alessio S., pilota da 15 anni - è stato aperto un bando e forse sarà l'occasione per salvare davvero la compagnia di bandiera, la soluzione non era certo azzerare l'anzianità di lavoro". La tensione con il passare dei giorni cresce. "Ci stiamo avvicinando al 27 del mese, il giorno dello stipendio - dice il comandante Stefano Tosti, 41 anni - e la preoccupazione aumenta perché non si sa cosa accadrà. Se come dicono alcune voci la Lufhtansa è interessata all'acquisto sarebbe un miracolo".

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Expo, è polemica sui ritardi sangalli: si perde troppo tempo - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

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Pagina VI - Milano Expo, è polemica sui ritardi Sangalli: si perde troppo tempo Anche Formigoni preoccupato. La Moratti vola all'Onu Il sindaco: "Il governo ha già stanziato 1,4 miliardi, in realtà non c'è alcun rallentamento" Allarme anche dal Pd: "è colpa della lotta per le poltrone". Perini (Fiera): "Per recuperare si spenderà di più" ANDREA MONTANARI Il tempo per gli imprenditori, si sa, è denaro. E il mondo produttivo milanese e lombardo lancia l'allarme sui ritardi Expo 2015. A tirare il sasso questa volta è il leader dei commercianti Carlo Sangalli, che all'apertura dell'anno fieristico a Rho-Pero, non ha usato giri di parole: "è vero che abbiamo poco tempo e ne perdiamo molto". Precisa poi che non intendeva riferirsi al problema della governance, che il premier Silvio Berlusconi non è ancora riuscito a sciogliere a quasi sei mesi dall'assegnazione della rassegna mondiale a Milano, ma la sostanza non cambia. A rincarare la dose è il presidente di Fiera spa Michele Perini: "Credo che ci siano tutte le condizioni per chiudere entro questa settimana. La cosa buona è che, nonostante tutto, il gruppo di Paolo Glisenti non ha mai smesso di lavorare. Con lui ho lavorato bene. Chi pone dei veti dovrebbe motivarli". Ma poi avverte: "Al limite si recupererà il tempo perso accelerando dopo. Il problema però è che accelerare significa sempre spendere di più". Spinge sull'acceleratore, e questa è una novità, anche il governatore Roberto Formigoni, che fino a poche settimane fa aveva esortato tutti a non farsi prendere dalla fretta: "Siamo sul filo del ritardo, certo non si può più perdere tempo. Bisogna accelerare e definire la governance, ma anche in queste settimane abbiamo continuato a lavorare". Il destinatario del messaggio è Silvio Berlusconi, che domani sarà all'Onu a New York con il sindaco Letizia Moratti, che, al contrario, non vuole sentire parlare di ritardi: "Non si può dire che siamo in ritardo su buona parte degli impegni e delle attività che dobbiamo mettere in cantiere. Il governo ha stanziato un miliardo e quattrocento milioni per le opere essenziali e mi aspetto il resto nella prossima Finanziaria". Scopo della missione oltreoceano è illustrare il progetto Expo all'assemblea generale dell'Onu. Per il sindaco sarà anche l'occasione di un ultimo pressing sul premier per definire il decreto in cui si definirà chi gestirà l'avvenimento. Con la Moratti si schiera il presidente della fondazione Fiera, Luigi Roth: "Le cose possono essere fatte bene e in tempo. Sono abituato ad occuparmi più che a preoccuparmi", precisava ieri, raggiante, dopo aver incassato i ripetuti ringraziamenti pubblici del sindaco per il lavoro fatto. Un gesto che sembra accreditare l'ipotesi che Roth, il cui mandato nella Fondazione scade nell'autunno del 2009, sia in lizza almeno per un posto nel consiglio di amministrazione della Soge, la società che gestirà l'Expo. Lui si schermisce: "Il mio è stato un lavoro doveroso che continuerà se ci saranno spazi. Ho sempre avuto la fortuna di ricevere proposte. Il sindaco Moratti e il governatore Formigoni decideranno che ruolo assegnare alla Fiera". Tutti sembrano d'accordo comunque nell'escludere che il destino di Alitalia possa avere impatti l'Expo. "Nel modo più assoluto - taglia corto la Moratti - qua c'è un mercato per chiunque deciderà di operare". Raccoglie, invece, l'allarme di Sangalli l'opposizione di centrosinistra. "Ha ragione - denuncia Pierfrancesco Majorino del Pd - questa situazione oggettivamente imbarazzante è causata dai conflitti interni al centrodestra per la spartizione delle poltrone".

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La tabella di marcia per rho-pero e le promesse tradite del dossier - giuseppina piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

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Pagina VII - Milano L'impegno con il Bie prevedeva a giugno l'insediamento dell'ente che dovrà gestire le opere. Non è ancora nato La tabella di marcia per Rho-Pero e le promesse tradite del dossier Gli effetti della paralisi sulla sede: già sforate le previsioni sulle gare tra architetti internazionali per progettarla Bloccato l'iter urbanistico per cambiare la destinazione dell'area che dovrà ospitare i padiglioni GIUSEPPINA PIANO (segue dalla prima di Milano) Colpa di cinque mesi abbondanti di liti furibonde nel centrodestra su come dividere poltrone e potere su finanziamenti, appalti e una macchina straordinaria per crearsi consenso. Ora un accordo, finalmente, per il sindaco Moratti sembra di nuovo essere vicino: la Regione avrebbe ripreso un posto del consiglio d'amministrazione della Soge, sui cinque previsti, e darebbe il suo via libera. Ma tutto può ancora saltare fino a quando non ci sarà il timbro di Berlusconi e Tremonti, e quello ancora non c'è: "Prima devo risolvere la partita di Alitalia", ripete a tutti il premier in questi giorni. E "con la vicenda Alitalia non siamo ancora riusciti a mettere tutti intorno al tavolo", fa eco con ciascuno anche Roberto Calderoli. Nel frattempo il 2015 sembra lontano, ma quando c'è da rivoltare una città come un guanto sei anni e mezzo sono un niente. E quei tre mesi di ritardo già si ripercuotono sulla preparazione della sede dell'Esposizione universale a Rho-Pero. Su due fronti. Il primo: avrebbe già dovuto essere pronto il cosiddetto "Accordo di programma" tra enti, con la conseguente variante urbanistica, per cambiare la destinazione dell'area a Rho-Pero che ospiterà i padiglioni. Si sarebbe potuta fare anche senza la società Soge, ma la Regione che deve promuoverlo non si è mossa. Effetto anche questo delle liti sulla governance. Secondo fronte dei ritardi: la tabella di marcia annunciata (e già sforata) nel dossier di candidatura di Milano assicurava che l'ente organizzatore si sarebbe insediato entro giugno, e che entro settembre 2008 avrebbe iniziato la complicata procedura per trovare con gare internazionali gli architetti che disegneranno i padiglioni a Rho-Pero. Ma quell'ente ancora non c'è. Non c'è nessuno che possa studiare i progetti su cui chiamare a sfidarsi le archistar. Mentre tra gli addetti ai lavori già si segnala che si avvicina il time out. Anche perché, sempre il dossier impegnava Milano a tappe forzate dai ritmi cinesi: entro giugno l'insediamento della società Soge, entro settembre lo start-up per la costruzione delle infrastrutture a Rho-Pero, entro gennaio 2009 i bandi internazionali per la selezione degli architetti. Da lì, il dossier a pagina 176 stima che ci vorranno 500 giorni, un anno e mezzo, per individuare i realizzatori dei progetti. I primi cantieri, comunque, non inizierebbero prima della fine del 2010 e dovranno comunque finire nell'autunno 2014, computa il dossier. Per poi essere ispezionati dal personale del Bie (il Bureau des expositions che assegna le Esposizioni universali), allestiti e affittati ai Paesi espositori. Prima dell'apertura ufficiale dell'Expo il primo maggio 2015. Quella tabella di marcia andrà spostata di almeno quattro/cinque mesi avanti a questo punto. Nel frattempo gli ispettori del Bie, attesi già nel luglio scorso per la prima visita dopo la vittoria, non possono venire a Milano perché non ci sarebbe nessuno ad accoglierli. Mentre i collaboratori del commissario straordinario per l'Expo Letizia Moratti, che dal primo aprile lavorano in una specie di limbo, come sopravvissuti del vecchio comitato di candidatura sempre in attesa della società che ancora non c'è, fanno i salti mortali per mandare avanti almeno gli appuntamenti che non si possono mancare: la visita dieci giorni fa a Saragozza per il passaggio del testimone tra l'Expo chiuso nella città spagnola e le prossime sedi. Ma anche la preparazione del Festival internazionale dell'alimentazione, che deve tenersi a Milano dal 16 al 22 ottobre. Gli inviti sono partiti. Chi riceverà gli ospiti, però, ancora non si sa.

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Alitalia, trattativa ko rischiano di naufragare tutti gli affari genovesi - alle pagina vii e viii (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

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Pagina I - Genova Genova economia Alitalia, trattativa ko rischiano di naufragare tutti gli affari genovesi alle pagina vii e viii SEGUE A PAGINA VII.

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Naufragio alitalia: aponte, riva e gavio rischiano di perdere gli affari del cielo - massimo minella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

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Pagina VII - Genova La cordata di Colaninno si chiama fuori. Ma chi è entrato nell'operazione pensava soprattutto alle operazioni future Naufragio Alitalia: Aponte, Riva e Gavio rischiano di perdere gli affari del cielo MASSIMO MINELLA Ma Quanta Genova c'era dentro al disperato tentativo di salvare quel che resta dell'Alitalia? Tanta, forse troppa. Comunque sia, tutta molto interessata a partecipare al salvataggio per poi passare all'incasso con il governo. Perché sorprendersi, d'altra parte? Chi ha partecipato all'operazione di mestiere fa l'imprenditore, investe, rischia e punta al profitto. Per poi passare all'operazione successiva. Tutto sembra essersi chiuso ieri sera, con la rinuncia del ritiro dell'offerta da parte di Cai. Ma il governo cerca ancora di riaprire il confronto. In stallo, per ora, restano attori che recitano sulla scena nazionale ma che molto hanno a che fare con la Lanterna, come Emilio Riva, il patron dell'acciaio, l'uomo che negli anni Novanta ha comprato l'ultima disastrata fetta pubblica di siderurgia, l'Ilva, e che ora macina utili sempre più robusti. Riva ha progetti ambiziosi su Genova, nonostante gli abbiano impedito di realizzare un forno elettrico, dopo la chiusura dell'altoforno. Qui vuole realizzare il primo polo del freddo a livello europeo. Che dire poi di Gianlugi Aponte, l'armatore sorrentino che ha scelto Genova per lanciare la sua sfida al mercato mondiale delle crociere, con una nuova prestigiosa sede per la sua compagnia e la sua flotta schierata alla Stazione Marittima? Aponte vorrebbe andare anche oltre, comprando le azioni dell'aeroporto Cristoforo Colombo che l'autorità portuale metterà presto in vendita. E come non sottolineare le mosse genovesi di Marcellino Gavio, l'imprenditore tortonese che gestisce oggi più di mille chilometri di rete autostradale italiana e che ha rilevato la maggioranza di un terminal nel porto di Genova? Ancora un elemento, però, merita di essere sottolineato. La regia, la definizione del piano sottoposto al governo e finito nel tritacarne della battaglia sindacale, porta guarda caso una firma genovese, quello dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo. SEGUE A PAGINA X.

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Aeroporto, la situazione resta delicata "ma ora si va a caccia di altre compagnie" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Genova Il presidente Arato indica la strategia: dal futuro della trattativa dipende anche una parte dei traffici del Colombo Aeroporto, la situazione resta delicata "Ma ora si va a caccia di altre compagnie" "Siamo per la concorrenza, nuovi vettori possono favorire la crescita" "In caso di accordo ci sarebbe una situazione di monopolio sulla tratta per Roma" Situazione di allerta, al Colombo. Se la trattativa Alitalia dovesse concludersi favorevolmente per Cai, l'aeroporto genovese dovrebbe fare i conti con la riduzione dei voli per Roma visto che il sì alla cordata Colaninno porterebbe di fatto a una situazione di monopolio sulla principale tratta, quella per la capitale. Oggi, infatti, sia Alitalia che Air One si sfidano su questo collegamento. Ma essendo Air One socia di "Cai", di fatto le offerte si riunirebbero, con la inevitabile riduzione di voli. Il presidente dell'aeroporto, Marco Arato, non nasconde una certa preoccupazione, anche se indica le strategie alternative, giocando soprattutto sul rinnovato clima di fiducia fra gli azionisti. La società sta infatti per nominare il nuovo direttore generale (si opterà per una soluzione interna e al posto di Trapani arriverà l'attuale direttore commerciale Sirigu) e fra authority e camera di commercio sembra tornato il sereno. Preoccupato, presidente? "Un po' di apprensione c'è, è inutile negarlo. Peccato perché viene a cadere in un momento invece molto positivo per il nostro aeroporto. Il clima di fiducia e collaborazione fra gli azionisti è evidente e questo non può che far bene al gestore". Quanto bene? "Ad agosto siamo cresciuti dell'undici per cento, il doppio della media nazionale. E ci sono segnali confortanti anche per il futuro, visto anche lo stop al prezzo del carburante, che rischiava di creare problemi gravissimi alle compagnie". E' in questo contesto che l'arriva l'offerta di Cai. "Sì, ma arriva soprattutto la crisi di Alitalia, che ci preoccupa parecchio. Credo che dove ci sia mercato, alla fine arrivino anche le soluzioni. Ma se Alitalia fallisse ci vorrebbe comunque qualche mese per tornare a regime su quelle tratte". Anche il "Colombo" andrebbe in crisi? "Questo no, Alitalia è uno dei nove vettori dell'aeroporto di Genova. Opera soltanto su Roma, dove abbiamo anche Air One". Se l'operazione andasse in porto perdereste dei voli. "Due per l'orario invernale e uno per l'estivo. Ma non è questo il punto. Perché un'ipotesi di quel tipo prefigurerebbe una situazione di monopolio". Da evitare? "Sì, dove è possibile a mio avviso le situazioni di monopolio sono sempre da evitare. Bisogna invece lavorare per rafforzare la concorrenza". Come dire, andare alla ricerca di altre compagnie interessate a servire la vostra principale tratta, la Genova-Roma. E' così? "Noi ci stiamo già muovendo per creare le condizioni che consentano di avere concorrenza e ritengo che presto si possa concludere qualcosa di importante". La situazione della società aeroportuale desta preoccupazioni alla luce di quanto sta avvenendo sulla scena nazionale? "No, assolutamente. La società è solida e i nostri duecento dipendenti possono stare tranquilli". (mas. m.).

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Alitalia, ultima chiamata i genovesi bussano a roma - massimo minella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Genova Alitalia, ultima chiamata i genovesi bussano a Roma Uomini e affari: Riva d'acciaio, Gavio in strada, Aponte in mare Ad affiancare la cordata Cai di Colaninno lo studio Bonelli Erede Pappalardo MASSIMO MINELLA (segue dalla prima di economia) Restare in volo, a questo punto della trattativa, sarà una vera impresa. Ma mentre il commissario Fantozzi ricerca nuove offerte, la cordata Cai si concede ancora qualche ora di attesa, prima del rompete le righe. Già i fondi paiono essersi chiamati fuori. E gli altri? Ufficialmente fanno ancora parte della cordata e quindi insistono sull'offerta messa a punto dallo studio legale genovese Bonelli Erede Pappalardo. E attendono, a cominciare dall'armatore Gianluigi Aponte. Uno che, per dirla tutta, ha fatto fortuna con l'acqua, ma ora sembra stregato dal cielo, sia per l'ingresso nella cordata che si è candidata a rilevare l'Alitalia, sia per l'interesse alla privatizzazione dell'aeroporto di Genova. Fino a oggi Aponte è stato poco propenso alla diversificazione, assorbito com'era (e com'è) dalla guida di un gruppo secondo al mondo soltanto ai danesi della Maersk nel trasporto di container. Un colosso nato dal nulla negli anni Settanta, quando il sorrentino Aponte affittò la sua prima nave (usata) caricandola di cassoni colorati. Erano gli esordi della "Msc-Mediterranean Shipping Company", operativa dal quartier generale di Ginevra. Una sola "mission", il mare o, meglio, il trasporto di qualsiasi cosa possa finirci sopra, sia merci che passeggeri. Ai container, infatti, Aponte ha cominciato ad affiancare le persone: prima sui traghetti, poi sulle navi da crociera. E proprio le crociere hanno rappresentato per Aponte la nuova frontiera, seguita insieme al genero Pierfrancesco Vago attraverso la controllata "Msc-Mediterranean Shipping Cruise". Anche in questo caso, dalle prime piccole unità, acquistate sul mercato dell'usato, si è arrivati in una quindicina d'anni a una flotta che ormai insidia la leadership europea della Costa Crociere. E che, per servire al meglio i suoi clienti, non disdegnerebbe la possibilità di disporre addirittura di un aeroporto tutto per sé. Quando nel 2004 la Festival Crociere fallì e la Costa si trasferì a Savona, a riempire le banchine della Stazione Marittima del porto di Genova restò sostanzialmente la sola Msc. A quattro anni di distanza, la compagnia armatoriale di Aponte fa convergere su Genova centinaia di migliaia di passeggeri, con ulteriori prospettive di crescita. E' in questo contesto che, nei mesi scorsi, Luigi Merlo, il nuovo presidente dell'autorità portuale di Genova, azionista di maggioranza dell'aeroporto "Cristoforo Colombo", ha annunciato la sua intenzione di cedere la sua quota (60%) dopo un'asta pubblica internazionale. A chi? L'equazione privatizzazione-crociere è subito scattata negli azionisti e nel sindaco di Genova, Marta Vincenzi, che pur non avendo azioni del "Colombo" è però partita alla carica, invitando Gianluigi Aponte per un incontro riservato nel suo ufficio. Argomento, la vendita dell'aeroporto. Più di un argomento per mettere un "chip" (da cento milioni di euro) nella partita Alitalia ce l'ha anche Emilio Riva, patron dell'acciaio. L'uomo che dallo Stato ha già avuto molto, leggi privatizzazione dell'Ilva, in futuro potrebbe chiedere altro. Non soldi, ma attenzione. In particolare per il robusto piano di restyling che interessa l'impianto di Taranto. Qui, a differenza di Genova, la colata continua non si è mai fermata. Ma per proseguire ha necessità di nuovi, costosissimi interventi. Non che la stessa Genova sia esclusa da questo ragionamento. Il piano di investimenti a Cornigliano per un grande polo del freddo continua, ma anche in questo caso non si procede senza l'ausilio della politica. Chiuso il capitolo della banda stagnata, si procede rapidamente su quello della zincatura. Le scatolette sembrano già appartenere al passato. Molto più utile scommettere sull'acciaio di qualità. Come non pensare, infine, al ruolo che andrà a giocare Marcellino Gavio nelle nuove sfide infrastrutturali del Paese? L'imprenditore tortonese, che un passo dopo l'altro ha costruito un impero del business autostradale, oggi è titolare di oltre mille chilometri di rete in concessione. Perché non garantirsi la giusta attenzione prendendo parte anche all'operazione Alitalia? Interrogativi che rischiano di cadere nell'arco di una manciata di ore, se effettivamente verrà meno tutta quanta l'operazione Cai.

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Scatola nera con video per l'auto - gli italiani e la crisi dell'alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

R2 Tecno Motori Repubblica Tv L'inchiesta Tutto il cd in un francobollo: che musica Identikit del giocatore online Il processo agli ultrà di Napoli Scatola nera con video per l'auto Ma i fondi pensione sono sicuri? GLI ITALIANI E LA CRISI DELL'ALITALIA.

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Il fantasma dell'italianità (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Marco Simoni Promesse impossibili Quante cose non sappiamo della vicenda Alitalia? Decisamente troppe tenuto conto che al momento la compagnia sta volando grazie a un prestito di fondi pubblici già praticamente esauriti: dalla giornata di ieri si deduce che a meno di conigli dal cappello, tra una settimana circa non vi saranno più i soldi per far volare gli aerei. Sarebbe confortante sapere che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha una idea di cosa succederà. segue a pagina 27.

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Poi toccherà ai contratti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Le crisi industriali non si risolvono con un colpo di bacchetta magica, soprattutto quelle complesse e di lunga data come la crisi Alitalia. Invece ci troviamo di fronte a gente che non sa nemmeno come si inizia un tavolo di discussione. Ci vorrebbe una trattativa vera, a carte scoperte, con margine di concessione. Insomma, nulla di quel che si è visto finora. Spero che nessuno ci caschi: il governo sta conducendo una evidente operazione politica contro il sindacato, che va oltre le sorti della compagnia aerea di bandiera e coinvolge anche la partita della riforma dei contratti di lavoro.

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Preferisco l'Europa all'italianità (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Perchè tutto questo accanimento a trattare solo con Cai? E chi si fida della Cai, una cordata d'imprenditori tirati dentro per i capelli solo per salvare la faccia a Berlusconi? La gente che vola in aereo vuole efficienza e sicurezza, preferisce l'europeità all'italianità, si fida di più di Airfrance o Lufthansa che di un gruppo d'italiani che non hanno alcuna esperienza nel settore. È una vergogna che la trattativa con la compagnia francese sia fallita per basse ragioni politiche. A quest'ora Alitalia farebbe parte di una grande gruppo europeo e non si parlerebbe di 20mila licenziamenti.

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Se la comprano con tre cocomeri (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

C'era un'azienda che valeva qualcosa, adesso c'è un'azienda che non vale più nulla. Che questa cordata italiana fosse una cialtronata s'era capito fin da subito: con l'operazione Cai, in pratica, Berlusconi aveva deciso di regalare l'Alitalia agli amici suoi, di farla gestire ai soliti imprenditori nazionali, bravi a fare i capitalisti solo con i soldi dello Stato. Ora qualcuno se la comprerà per tre cocomeri e un peperone e pazienza se 20mila persone rischiano di perdere il posto di lavoro. È quello che succede quando un comico si mette in testa di guidare un paese dall'alto dei suoi tacchi.

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Alitalia, paura di non volare Ultimatum dell'Enac: un piano o giovedì stop. Fantozzi dà tempo fino al 30 La Cai conferma la revoca dell'offerta. Veltroni a Colaninno: ascolta i sin (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dacati Il 30 settembre, in assenza di novità, il commissario straordinario Augusto Fantozzi lascerà Alitalia a terra. Sempre che prima non ci pensi l'Enac. Ieri l'Ente per l'aviazione civile ha fatto sapere che fra due giorni in assenza di "un piano di ristrutturazione credibile", che certifichi lo stato delle finanze del gruppo, sarà revocata la licenza di volo della compagnia di bandiera. Sul cui cui futuro è ancora buio pesto. Il governo ha fatto sapere che al momento l'offerta di Cai, da ieri ufficialmente revocata, è l'unica disponibile. Veltroni (Pd): "Colaninno faccia un gesto, ascolti le ragioni dei sindacati". I piloti, intanto, lanciano una loro proposta di acquisto e un allarme: quello sulla sicurezza dei voli. Di Giovanni, Rossi, Venturelli, Matteucci Miserendino alle pagine 2, 3 e 4.

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Berlusconi ci porta alla catastrofe (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Presto si arriverà alla catastrofe. È inevitabile, quando il boicottaggio viene dalla stessa persona a cui dovrebbe competere il salvataggio della compagnia, ovvero il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: dopo aver mandato in fumo la proposta di Airfrance per ragioni di propaganda e bassa politica, adesso non vuole fare la figura del peracottaio, non può accettare che Alitalia finisca in mani straniere. Eppure l'acquisto da parte di un grande vettore europeo è l'unica soluzione possibile, come dimostra la scelta del commissario Fantozzi di riaprire un'asta internazionale.

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Lilli Gruber a La7, battesimo sul filo con Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Abbiamo visto un ministro, Sacconi, con un cadavere in mano, e dispiaceva, non era una bella scena, men che meno per aprire questa nuova serie di "Otto e mezzo" condotta da Lilli Gruber. Battesimo hard e anche un po' bizzarro. Conviene distinguere: un conto è la trasmissione sorretta dal nuovo telaio, un conto ciò che da quel telaio è venuto a galla, per colpa del tema. Alitalia. Una tragedia italiana e insieme, sotto il profilo televisivo, una palla bestiale perché intricata e tecnica fino all'ernia; politicissima e impolitica, globale e impopolare, difficile maneggiarla. Lilli fa la sua parte, sul filo dei minuti, bisogna spezzare gli interventi, anticiparne il senso se le parole tirano a campare. Ma lei sa e fa, aiutata da Federico Guiglia, tirando i fili degli interventi, piloti, sindacati dei piloti, servizi - bella mano quella di Paolo Pagliaro - ministro. Eccoci alla croce oppure delizia, nel caso il pubblico ami le storie tristanzuole alla Lassie. Perché, con tutto il rispetto, Sacconi stringeva il cuore. È ministro di un governo che quando si è insediato ha guardato il governo precedente come fosse un cretino e ha detto: valà, ti faccio vedere io come si chiude la questione Alitalia, anzi, considerala già chiusa. Va bene, fateci vedere. Sacconi ci è sempre sembrato persona ragionevole, tuttavia è opportuno che si faccia anche lui carico di quello sfottò. Gli va riconosciuto l'onore delle armi perché si è fatto impallinare da chiunque abbia sparato in aria, senza scansare i colpi. Stava lì, mogio mogio, dopo mesi di balbuzie di governo, dopo mesi di tormenti, con quel cadaverino in mano mentre ribadiva fiducia nel fatto che si possa riaprire la sala di rianimazione per la nostra patriottica compagnia di bandiera. Dopo Lilli veniva Lerner, ancora su Alitalia. La7, dai che non si può, ammettiamolo. Toni Jop.

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Veltroni a Colaninno: ascolta il sindacato Su Alitalia il governo deve uscire di scena. Bene l'apertura agli stranieri, ma è tardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni a Colaninno: ascolta il sindacato "Su Alitalia il governo deve uscire di scena. Bene l'apertura agli stranieri, ma è tardi" di Bruno Miserendino/ Roma "COLANINNO faccia uno sforzo, ascolti il sindacato". Walter Veltroni lancia un appello estremo sulla vicenda Alitalia, perché si riprenda il filo del dialogo. "Sto lavorando per ricucire", ribadisce il segretario, ma deve essere chiaro che è Berlusconi la causa del disastro, "è lui che ha agito in maniera dilettantesca" e d'ora in poi "il governo meno si occupa di Alitalia e meglio è". Veltroni e il Pd non ci stanno a finire, insieme alla Cgil, sul banco degli imputati e tentano di respingere la grancassa berlusconiana di queste ore. Non ci sono divisioni nel Pd su questa materia, lascia intendere il segretario, perchè nessuno ha mai cavalcato la logica del tanto peggio tanto meglio: "Io lavoro in queste ore per cercare una soluzione e da me è sempre venuta una posizione di saggezza e mentre altri hanno preso a schiaffi e insultato il sindacato, noi abbiamo sempre cercato di ricucire". Chiaro il riferimento al premier che in queste ore sembra soprattutto preoccupato di allontanare eventuali acquirenti esteri, perché questa soluzione sarebbe la più clamorosa sconfessione di tutta la sua strategia. Davanti agli schermi di Sky, intervistato da Maria Latella, il leader del Pd parla a tutto campo, dalla Rai, ("se il Pdl vota Petruccioli come presidente noi siamo d'accordo") alla salute del Pd, che dice, è al 30% nei sondaggi ed è in risalita. Tutto sommato bene, vista l'aria da funerale che gira. Ma è su Alitalia che Veltroni batte a lungo. In un altro paese un premier che si comporta come Berlusconi sarebbe stato crocefisso, adesso si cerca un comodo capro espiatorio. "Ciò che fa impazzire nella situazione di Alitalia - dice Veltroni - è che la vicenda era risolta con Air France che si sarebbe fatta carico dei debiti. Ma poi è arrivato Berlusconi che ha detto di non volere Air France ed ora siamo in questa condizione" con i controbuenti che dovrebbero accollarsi tutti i debiti e con l'aggravante di un governo che "ha gestito male e in maniera dilettantesca" il tutto, compresa la fase finale della trattativa. Messaggio chiaro: d'ora in poi di Alitalia si occupi il venditore, che è Fantozzi e non i vari ministri. Le strade, per il segretario, sono solo due: "O da parte della Cai si riprende la trattativa oppure l'alternativa "è che ci siano altri acquirenti". Qui l'ostacolo è proprio Berlusconi che rifiuta questa ipotesi: "Certo che se il bando fosse stato pubblicato tempo fa ora non saremmo in questa situazione sconsiderata". "Se nonostante tutto si manifesteranno degli acquirenti - ha aggiunto Veltroni - questo farà ancora più rabbia perchè significa che qualcuno avrebbe potuto prendersi anche parte dei debiti". Invece pare di capire che dalle parti del Pd, dove alcune componenti vorrebbero che Epifani firmasse e basta, si ragiona sul caso probabile che si vada al fallimento. Il problema è che sono convinti che anche il premier ormai punti al peggio, perchè la Cai si è dissolta e lui potrà far leva su una campagna di demonizzazione della Cgil e del Pd. Un comportamento speculare a quest'altro: "Il governo sembra una compagnia che va in gita e dice che tutto va bene", invece, ricorda il segretario del Pd, il paese sta male, le famiglie arrancano, per la scuola si sta andando a soluzioni bizzarre e punitive, che non tengono conto della realtà. "Berlusconi vorrebbe la scuola italiana come le televisioni perchè spera che i ragazzi vengano educati con il sistema dei valori televisivi". Il berlusconismo sta rovinando l'Italia, dice Veltroni, basta vedere cosa "non" ha detto il premier sull'antifascismo. E a proposito di premier e tv Veltroni critica l'ingresso di Marina Berlusconi nel Cda di Mediobanca: "Dimostra che c'è un intreccio tra potere politico, economico e famiglie". Ma chi si occupa, oggi, di conflitto dìinteresse? Anche sul tema Rai Veltroni fa un passo avanti. Si dice favorevole alla rielezione di Claudio Petruccioli, smentendo l'esistenza di un patto tra Pd e maggioranza per l'elezione di Leoluca Orlando alla guida della vigilanza Rai a fronte dell'elezione di un nuovo Cda dell'azienda: "Che si debba fare un patto - afferma Veltroni - è scritto nella legge che prevede che per eleggere il presidente della Rai serve il concorso di maggioranza e opposizione". Quanto, appunto, a Petruccioli, Veltroni ricorda che anche in quel caso "è stato fatto un patto per la sua elezione, ha lavorato molto bene e se vi è la disponibilità del centrodestra per rieleggerlo a noi va bene". La salute del Pd, tema su cui l'intervistatrice batte con insistenza. Siamo in risalita, dice Veltroni, e non è poco. Parisi non è il problema, anche se i media gli attribuiscono un peso superiore alla realtà.

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In attesa dell'offerta miracolosa Berlusconi insulta la Cgil e forse non va all'Onu per seguire il caso. Il governo insiste su Cai (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Bianca Di Giovanni / Roma ATTESA Silvio Berlusconi rinuncia all'assemblea generale dell'Onu - dove era atteso per oggi - per seguire da vicino la vicenda Alitalia. La mossa potrebbe preludere a un nuovo scenario: la settimana scorsa non si era esclusa la discesa in campo di Me- diobanca, con soci italiani e stranieri. Troppo presto per dire se si tratta di un'ipotesi concreta. Sul fronte dell'opposizione Walter Veltroni chiede "un passo" a Roberto Colaninno per andare incontro alle richieste sindacali. Nel governo ieri sembrava montare prepotente il partito del fallimento, piuttosto che quello della soluzione. È stato Roberto Maroni, nel suo stile schietto di leghista, a dirlo chiaro e tondo: alternativa a Cai non c'è, si può fare come gli svizzeri. Cioè fallire. L'esternazione arriva proprio nel giorno in cui il commissario Augusto Fantozzi pubblica sui quotidiani l'invito a manifestare interesse rivolto a tutti i potenziali acquirenti della compagnia italiana, "alleggerita" comunque dei debiti. Insomma, quella "polpa" di cui più volte ha parlato Pier Luigi Bersani. Non esattamente la stessa a cui puntava Cai, visto che senza quel piano AirOne si esclude dalla trattativa. Ma comunque una bella fetta di mercato italiano: la più importante. Sarebbe un "piatto" prelibato per un acquirente, se non fosse che il governo sembra finora schierato ancora dalla parte di Cai (o per lo meno di una soluzione italiana). Su questo Berlusconi rischia di perdere la faccia. Nel pomeriggio, proprio mentre Fantozzi apriva un tavolo con gli enti locali di Roma e Lazio e incontrava l'Enac, il premier tornava ad appellarsi ai sindacati con toni ultimativi. "Sono degli irresponsabili, non guardano al bene del paese e ai guai sociali che potrebbero derivarne. Stanno facendo di tutto per far saltare l'accordo". L'obiettivo è chiaro: criminalizzare in particolare la Cgil: se avesse firmato - è l'argomento - Cai non si sarebbe defilata. Dietro al Capo del governo si allineano tutti i ministri. Altero Matteoli e Maurizio Sacconi sperano che "nei prossimi giorni si ricostruisca il filo del dialogo con tutte le organizzazioni sindacali" in modo che, firmando l'accordo, si riesca a far tornare Cai al tavolo. Nel frattempo però sul fronte imprenditoriale si contano solo defezioni. Cai formalizza il ritiro del piano, anche se la cordata non è ancora arrivata a sciogliersi. Emma Marcegaglia (azionista "simbolo" della cordata) invita altri imprenditori a farsi avanti: segno di una ritirata senza troppi ripensamenti. Non una esternazione da parte di Intesa, tantomeno da Colaninno. Insomma, il binomio Cai-governo sembra ancora ad una empasse. L'intenzione di scaricare tutta la responsabilità sulla Cgil con il fallimento sembra la più probabile. Ma questa operazione è comunque ad alto rischio: un fallimento significa il Paese bloccato. Per il governo non sarebbe proprio facilissimo gestire la situazione. Aiuta a avvicinare le parti - sempre distantissime - l'iniziativa del commissario Fantozzi. Ma le speranze in un "cavaliere" straniero si fanno sempre più tenui. Tutti sanno da tempo che Alitalia è in cerca di nuovi investitori: per primi lo sanno i vertici Lufthansa, Air France e British Airways. Sono stati già contattati: francesi e tedeschi si sono detti interessati. Ma soltanto accanto a Cai. Come dire: soltanto con un pacchetto già "confezionato". Piano e ok del sindacato. Ora che tutto è "saltato" la loro scelta si fa più difficile. Anche perché manca completamente quella "diplomazia industriale" necessaria in questi frangenti. Non si muovono i politici di maggioranza, ma non si muove neanche Intesa a cercare nuove adesioni. Eppure con una cordata mista, si potrebbero limare i dettagli e aprire la strada al consenso di tutte le sigle. Ecco perché non può escludersi la discesa in campo di un altro soggetto finanziario. Insomma, le soluzioni ci sarebbero, se solo si volessero trovare. "È ora di dire che l'emergenza non riguarda la bella o la brutta figura di Berlusconi nè la credibilità dei faziosi ultimatum di Sacconi. L'emergenza riguarda il trasporto aereo del nostro paese", denuncia il ministro ombra del Pd, Pierluigi Bersani. Francesco Rutelli fa notare che le "novità importanti" di queste ore devono spingere "Governo e commissario ad utilizzare tutte le possibilità per raggiungere un'intesa con tutte le parti sociali. Ce ne sono le condizioni e le distanze per definire la posizione contrattuale di piloti e assistenti di volo non sono così ampie come qualcuno dice".

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Pessimista sull'Italia e sull'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Sono pessimista sul futuro dell'Italia in generale, figuriamoci sul futuro dell'Alitalia. Il destino della compagnia aerea è stato segnato l'anno scorso, quando l'unica possibilità di salvataggio si è purtroppo concretizzata durante la campagna elettorale. Così la vendita a Air France è saltata in nome dell'italianità, in nome di una presunzione senza fondamento: escludo che degli imprenditori nazionali siano in grado di fornire un miglior servizio ai cittadini e agli utenti. Non ne sono stati capaci in passato, figuriamoci oggi, con un gruppo d'industriali che fanno tutt'altro di mestiere.

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Le manifestazioni entro il 30 settembre (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Le "manifestazioni" entro il 30 settembre Sul sito internet di Alitalia è stato pubblicato l'invito a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto di rami d'azienda della compagnia entro il 30 settembre. Ecco il testo. "Il Commissario Straordinario di Alitalia Linee Aeree Italiane spa in a.s., di Alitalia Airport spa in a.s., di Alitalia Express spa in a.s., di Alitalia Servizi spa in a.s. e di Volare spa in a.s., prof. avv. Augusto Fantozzi premesso - che Alitalia Linee Aeree Italiane spa, Alitalia Airport, Alitalia Express spa, Alitalia Servizi spa e Volare spa sono ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi e per gli effetti del D.L. n 134 del 28 agosto 2008; - che detta procedura contempla possibilità di cedere a trattativa privata tutti o parte dei complessi aziendali o delle attività produttive, definendo i contenuti di uno o più rami d'azienda, anche non preesistenti, con individuazione dei lavoratori che passino alle dipendenze del cessionario, e ciò anche previa collocazione in cassa integrazione guadagni straordinaria o cessazione del rapporto di lavoro in essere e assunzione da parte del cessionario; - che la cessione di cui sopra potrà escludere, in tutto o in parte, la responsabilità dell'acquirente per i debiti relativi all'esercizio delle aziende cedute sorti prima del trasferimento ed, in ogni caso, non potrà prevedere un prezzo inferiore a quello stabilito dall'esperto indipendente nominato dal Ministro dello Sviluppo Economico; - che l'unica significativa offerta pervenuta, e sulla base della quale era stata avviata la trattativa, è stata revocata - che, dunque, il Commissario Straordinario intende verificare la sussistenza di altri soggetti interessati che possano garantire la continuità nel medio periodo del servizio di trasporto, la rapidità dell'intervento e il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione legislazione nazionale, ivi compresi i Trattati di cuii è parte l'Italia; tutto ciò premesso. il Commissario Straordinario - considerate le ragioni di necessità e urgenza, invita chiunque sia in grado di garantire la continuità nel medio periodo del servizio di trasporto, la rapidità dell'intervento nonchè il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione nazionale, ivi compresi i Trattati di cui è parte l'Italia, a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto di uno o più rami di azienda di Alitalia Linee Aeree Italiane, di Alitalia Airport, di Alitalia Express, di Alitalia Servizi e di Volare, anche non preesistenti. Tali manifestazioni dovranno pervenire presso gli uffici del Commissario Straordinario, entro il 30 settembre 2008, ore 12.00".

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La trattativa deve riprendere (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"La trattativa deve riprendere" di Laura Matteucci / Milano "Il mio è un appello a riprendere la trattativa, a partire dalla piattaforma unitaria Cgil, Cisl e Uil. Il documento di Confindustria va tolto dal tavolo, ma poi il dialogo deve ricominciare. Perchè arrivare all'accordo serve sia alle imprese sia ai lavoratori". L'appello di Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro di Milano, la più grande d'Italia, è a 360 gradi: è rivolto a Confindustria, ma in ugual misura a Cisl e Uil perchè tengano sul confronto unitario, e anche alla Cgil, perchè "non arrivare a un accordo non potremmo certo considerarlo una vittoria". C'è una possibile terza strada: l'obiettivo di firmare un accordo separato. "Infatti, le domande a Confindustria sono due: se vuole davvero l'intesa, e se pensa di poterci arrivare lasciando fuori la Cgil. L'altro giorno Bombassei (vicepresidente di Confindustria, ndr) ha rivendicato in un'intervista il suo accordo separato con i metalmeccanici, senza la Fiom-Cgil. Che intendeva? È chiaro che il documento degli industriali vive anche di questa fase, in cui si tende a spaccare l'unità sindacale, in cui l'ostilità nei confronti della Cgil è massima e, come insegna la vicenda Alitalia, ogni giorno è buono per un nuovo attacco". Però il documento degli industriali è da bocciare. La Cgil ha preso le distanze in modo inequivocabile. "Perchè riaccentua e ingessa un sistema di relazioni sindacali che invece va snellito. C'è una contraddizione tra le enunciazioni di principio, tutte tese ad una maggiore produttività legata al secondo livello, e le regole proposte che invece, di fatto, non vanno affatto in questa direzione. Di sicuro, il documento rappresenta un passo indietro sulla strada dell'intesa". Però la riforma è indispensabile, lei dice. "Il modello del luglio '93 ha avuto una funzione fondamentale, ha garantito per 15 anni regole condivise per il rinnovo dei contratti. Ma è un modello che fotografa la realtà del '93, appunto, e che oggi non regge più. Le condizioni sono mutate: il costo della vita è elevatissimo, e nonostante questo all'elevata produttività che registriamo in molte aziende, parlo soprattutto del nord, non corrisponde un adeguato livello salariale". Lei sostiene, quindi, che la produttività inneggiata da Confindustria c'è già, almeno in molti casi, mentre quello che non c'è è l'adeguamento salariale. "La produttività che già c'è non viene redistribuita sui salari. Io penso si debba innanzitutto garantire la contrattazione di primo livello, poi anche attraverso la leva fiscale lo sviluppo del secondo livello. E che una fetta consistente della ricchezza prodotta debba andare a vantaggio dei redditi dei lavoratori". Qual è lo scenario che si prospetta? "Primo, nessun accordo, e in questo caso si andrebbero a rinnovare i contratti senza un sistema di regole condivise. Secondo, un accordo separato, il che significherebbe trattative distinte e differenti da settore a settore, da categoria a categoria. Risultati che non credo possano giovare a nessuno, tantomeno in questa delicata e preoccupante fase economico-finanziaria. L'unica soluzione è riprendere una vera trattativa per arrivare a regole omogenee e condivise".

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Mi manda il San Giacomo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Furio Colombo L a notizia riguarda Roma, perché, a differenza dell'Alitalia, gli ospedali non viaggiano. Però muoiono. La sentenza è stata fissata per il 31 ottobre. Fissata da chi? La domanda è stata posta lunedì in un'assemblea affollata e appassionata di medici, infermieri, pazienti, (una signora trapiantata) cittadini. La risposta non è così facile, visto che il governo Berlusconi, unico in Europa, non ha un ministro per la Salute, ma solo il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, molto laborioso ma completamente immerso nella questione "salvare la compagnia aerea italiana". Salvare è una naturale missione politica. Chiudere un grande ospedale pubblico no. Ma, come ho detto, non c'è ministro. Ed è vero che la responsabilità della salute è dei governatori delle Regioni. Però, come aveva spiegato bene Hillary Clinton al tempo del suo straordinario progetto per dare a tutti gli americani un'assicurazione sanitaria, solo il governo centrale (loro dicono "federale", noi, per ora, nell'era P.B. - prima di Bossi - diciamo "nazionale") può garantire la salute dei cittadini. La controprova americana è nella sorte dei grandi ospedali di New York, tutti privati fin dall'origine, tutti sostenuti da fondi pubblici data la funzione ormai storica di responsabilità verso i cittadini e i quartieri. Ma con l'arrivo del liberismo totale di Ronald Reagan, i più illustri ospedali newyorkesi sono risultati insolventi o in bancarotta o vicino al collasso. Nel Paese più liberista del mondo, nessun ospedale è stato chiuso e nessuno è stato spostato altrove. Sono tutti vivi e funzionanti, tutti nei loro luoghi storici, con combinazioni di fondi privati, di coinvolgimento delle grandi università. E (in piena era repubblicana e conservatrice) con fondi pubblici. Questo accade dove c'è un governo. Ecco perché la questione "chiudere da un giorno all'altro un grande ospedale" nel cuore di una città come Roma, è una questione politica che diventa per forza un simbolo nazionale, come sarebbe stato lasciar morire un grande ospedale di New York. Per ciò torno alla domanda: chi lo ha deciso? Lo ha deciso Piero Marrazzo. Ma Piero Marrazzo ha due ruoli che non coincidono. È il presidente della Regione Lazio, eletto dal centrosinistra con un forte mandato di sviluppo della sanità, delle risorse sanitarie, dello sviluppo degli ospedali pubblici. Ma è anche il commissario straordinario a cui il governo demanda il compito asettico di "risanare" il bilancio. Sarebbe come se, nel caso Alitalia, il liquidatore Fantozzi e il capo-cordata Colaninno, fossero stati la stessa persona. Ma può il presidente di una Regione, che rappresenta un elettorato legato a valori di solidarietà e protezione dei più deboli, essere un burocratico liquidatore che dichiara finito uno dei suoi ospedali (dotato di alcuni reparti di grande importanza nella vita medica della capitale)? Può essere titolare e liquidatore del secolare Ospedale San Giacomo ridotto a "Bad Company"? La risposta è no. Questo continueranno a dire, anche a costo di occupazione, personale sanitario e pazienti di un luogo e di una vicenda-simbolo. Tutti ricordano il buon passato giornalistico di Piero Marrazzo, quando il suo lavoro era capire e far sapere che cosa c'è dietro le vicende non chiare. A chi chiederà a medici e pazienti perché si oppongono, diranno (non senza orgoglio) "mi manda il San Giacomo". furiocolombo@unita.it.

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Confindustria non dice nulla? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Vincenzo Vasile Segue dalla Prima Su carta intestata della sua "Pecoplast", scrivendo da "Salerno, lì 19 Sett 08", il signor Rosario Pellegrino, dopo aver premesso di credere "di avere dimostrato in questo ultimo periodo tutta la mia (sua) disponibilità ed eleganza nell'affrontare qualsiasi problematica da Voi evidenziatami, non ultima anche quella di incentivarvi sulla produttività e sulle presenze al lavoro", passa a osservare: "ma ora mi sto ROMPENDO IL C...!!!!" (gli esclamativi e i maiuscoli sono del mittente, i puntini di sospensione nostri). Il signor Pellegrino, dopo avere lamentato al punto "a" che "non vi è alcun problema di quanto esposto nel vs fax odierno", illustra in maniera più chiara il suo pensiero nei seguenti punti "b", "c", e "d". "b) L'azienda è mia e COMANDO IO e BASTA, chi non è d'accordo se ne andasse a FAN..., verrà anche ringraziato" (per le maiuscole e i puntini, vedi sopra). "c) Per quanto riguarda l'organizzazione sindacale pensasse a difendere i posti di lavoro in un periodo di crisi e congiuntura come quello attuale e ad educare i lavoratori a rispettare il posto di lavoro che occupano; se l'organizzazione sindacale pensasse di comportarsi come con Alitalia, gli rammento che io mi chiamo PELLEGRINO E non COLANNINO, VI MANDO NON SOLO A FAN... (per le maiuscole, i congiuntivi e "colannino", come sopra, ci atteniamo al testo originale), vi caccio fuori a calci nel sedere e vi sputo pure in faccia". Il signor Pellegrino conclude con una presa di posizione che tradisce un certo nervosismo. Al punto "d": "Spero di essere stato molto chiaro e coinciso" (coinciso, nell'orig.), premette. E quindi annuncia: "Non ho niente da dirvi né da ascoltare su queste STRONZATE che scrivete, se mi volete denunciare, fare sciopero, siete liberi di fare quello che volete non ci sono problemi, poi io mi regolerò di conseguenza; il periodo del terrore o delle minacce, cari SIGNORI, è finito da diverso tempo, dovete pensare a lavorare e BASTA!!!", (con tre punti esclamativi nell'orig.). Ci sembra una conclusione alquanto brusca, dopo un preambolo che ci era parso improntato alla volontà dialogante di civile confronto. Chiediamo alla S.V. se la presidenza di Confindustria si riconosca nei comportamenti dell'associato salernitano. O intenda suggerirgli un diverso atteggiamento, scegliendo a suo piacere tra la levità degli argomenti svolti nella premessa, la delicatezza del punto "b", l'eleganza del punto "c". Ci permettiamo di osservare che quei tre segni esclamativi finali esprimono, infatti, un'enfasi che potrebbe acutizzare inutilmente un rapporto sindacale finora andato avanti in modo piano e civile, secondo quel che gli standard delle più evolute relazione industriali nel mondo avanzato ci inducono a fare, una volta che è cessato "il periodo del terrore o delle minacce". Che, assieme al signor Pellegrino e sicuramente d'accordo con Lei, dottoressa, riteniamo fortunatamente dietro le nostre spalle.

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Alitalia, divisi all'incontro con Fantozzi Crisi Alitalia: Marrazzo, Zingaretti e Alemanno hanno incontrato il commissario ma per il sindaco di Roma Cai è l'unica chance. Marrazzo: (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Nulla va lasciato intentato" di Mariagrazia Gerina La chiamano "fase due". È quella in cui si dovranno fronteggiare gli effetti della vicenda Alitalia sul territorio di Roma e del Lazio. Adesso davanti c'è un nuovo tempo supplementare, fino al 30 settembre, per sperare nel salvataggio di Alitalia. E intanto "fidatevi, volate Alitalia", cerca di iniettare fiducia il presidente della Provincia Zingaretti. Ma poi "è chiaro che gli esuberi saranno soprattutto qui", ripete il presidente della Regione Piero Marrazzo. E il "rischio" di effetti devastanti si propaga fin da ora anche sull'indotto. Perciò i rappresentantanti delle istituzioni locali (Alemanno compreso) hanno voluto attivare un canale immediato con il commissario Augusto Fantozzi, che li ha ricevuti ieri presso il Centro direzionale Alitalia, in attesa di capire cosa succederà da qui al 30 settembre: per dare loro informazioni dirette e anche per preparare il terreno, quando sarà, alla cosiddetta "fase due". "Noi una strategia abbiamo iniziato a metterla in campo da luglio solo che il governo non ci ha mai voluto incontrare", polemizza Zingaretti. Dall'incontro con Fantozzi però Alemanno e gli altri interlocutori sono usciti con convinzioni diverse. "Non c'è nessuna alternativa all'offerta Cai, nessun altro tavolo su cui rilanciare", ripete all'unisono con Berlusconi il sindaco Alemanno, ultimo ad arrivare (con quaranta minuti di ritardo) e ultimo ad andarsene dal Centro Alitalia (dopo un breve colloquio di riserva con Fantozzi). Anche se non è quello che ha detto il commissario che con i suoi interlocutori ha ripercorso i passaggi della vicenda fino alla pubblicazione dell'avviso per raccogliere "manifestazioni di interesse", ovviamente anche da parte di compagnie straniere. E infatti in tutt'altra direzione va il ragionamento del governatore del Lazio che dice: "Non bisogna arrendersi". Dunque? "Aspetto ancora che sindacati e imprenditori Cai si siedano di nuovo al tavolo della trattativa, ma se non va penso che dobbiamo esplorare altre strade, magari andando a Bruxelles", ribadisce Marrazzo, lasciando capire, al termine dell'incontro con Fantozzi, che ci sono "altre possibilità". La strada che aveva suggerito lui era quella della pubblic company, con la compartecipazione degli enti locali: "Do Certo se gli Stati Uniti non si sono arresi davanti alla crisi del sistema creditizio, non posso credere che l'Italia lascerà morire la compagnia aerea nazionale". E dello stesso avviso è il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: "La situazione è drammatica, ma la partita non è ancora chiusa", dice rinnovando l'appello a "imprenditori e i sindacati" perché si "giunga a una soluzione, eventualmente coinvolgendo compagnie straniere". Ma anche ai viaggiatori perché "abbiano ancora fiducia nella compagnia di bandiera e continuino a volare" ("Io un biglietto Alitalia per ottobre lo comprei"). Poi spiega: "Allo stato attuale la compagnia attende un segnale dalla cordata italiana, ma se dovessero arrivare nuove offerte straniere si valuterebbero anche quelle". La prima preoccupazione ovviamente ora è salvare la compagnia di bandiera. Ma parallelamente in questione c'è il futuro stesso dell'aeroporto di Roma. "I soci di maggioranza di Aeroporti di Roma devono dirci se confermano i 2,7 miliardi di investimenti già preventivati", incalza il presidente della Regione, che d'altra parte ricorda: "Ci sono accordi perché questo aeroporto, che oggi conta 36 milioni di passeggeri, arrivi a contarne 50 milioni, mi auguro che si possa fare con una compagnia nazionale, ma comunque quei 14 milioni qui li dobbiamo portare e di certo noi dobbiamo lavorare perché gli accordi bilaterali siano a favore di Fiumicino". E poi spinge l'acceleratore sugli investimenti per le infrastrutture che collegano Roma e Fiumicino: "Dobbiamo renderci credibili con i nostri interlocutori". FASE DUE Il presidente della Regione: vanno in ogni caso mantenuti gli impegni per lo sviluppo dell'hub di Fiumicino. Zingaretti: partita aperta, volate Alitalia.

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Intendiamoci. Azionisti, sindacati, schegge di sindacato: ogni iniziativa di questi soggetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-09-2008)

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Di CARLO FUSI Intendiamoci. Azionisti, sindacati, schegge di sindacato: ogni iniziativa di questi soggetti è legittima e deve essere tutelata. Ma nel Dna di qualunque meccanismo di relazione sindacale c'è un confine insuperabile, ed è rappresentato dall'interesse generale che mai può essere piegato alle esigenze di parte, soprattutto se trasudano privilegi più o meno grandi. Altrimenti saltano le regole; altrimenti salta tutto. Nè si può considerare accettabile la soluzione individuata dai piloti: comprare l'azienda con il Tfr, cioè con somme disponibili solo a rapporto lavorativo concluso e in determinate condizioni. Un corto circuito micidiale, una partita di giro impercorribile visto che si rischia di non avere i soldi per pagare gli stipendi. E c'è, collegata alla prima, anche un'altra considerazione fondamentale. Se l'Alitalia è soprattutto degli utenti, ucciderla portandola al fallimento costringe i medesimi a pagare un salatissimo prezzo. Attenzione: non una, ma addirittura due volte. La prima, con i soldi delle tasse che a ciascuno vengono sottratti in busta paga, visto che le perdite comunque sarebbero addossate alla collettività. La seconda, con un servizio nazionale amputato: poco importa se in piccola o grande parte. Non c'è logica in tutto questo. Salvo quella famigerata del tanto peggio, tanto meglio. Che di norma porta un Paese al collasso.

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Non bisogna arrendersi , perché le conseguenze del crac di Alitalia saerebbero « (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-09-2008)

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"Non bisogna arrendersi", perché le conseguenze del crac di Alitalia saerebbero "devastanti". È la posizione comune del sindaco Alemanno, del governatore Marrazzo e del presidende della Provincia Zingaretti, che ieri hanno incontrato il commissario straordinario Fantozzi. All'interno.

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I piloti: <Stressati, rischio incidenti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-23 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La crisi Alitalia Allarme dell'Anpac, che poi precisa. Tensioni tra i dipendenti I piloti: "Stressati, rischio incidenti" Ultimatum dell'Enac: piano entro giovedì o stop ai voli ROMA - "Con questa pressione psicologica, c'è rischio di incidenti in volo", ha detto Fabio Berti, il leader dei piloti Anpac, il sindacato che si oppone al piano Alitalia messo a punto dal governo. Poi la precisazione. Ieri la tensione è stata notevole, con un confronto in piazza a Fiumicino tra il fronte del "no", essenzialmente piloti e assistenti di volo, e quello, meno nutrito, favorevole all'accordo, composto soprattutto da operai e personale di terra. Ultimatum dell'Enac, l'Ente aviazione civile, alla compagnia: entro giovedì deve essere presentato dal commissario Fantozzi un piano finanziario oppure la licenza di volo verrà sospesa. ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro e Foschi.

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Le divisioni (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-23 num: - pag: 6 categoria: BREVI Le divisioni Il sì di Cisl, Uil e Ugl al piano della Cai 1 Il rifiuto della Cgil e degli autonomi Cisl, Uil e Ugl hanno firmato l'accordo quadro per il salvataggio di Alitalia proposto da Cai 2 La Cgil sembrava pronta a firmare ma all'ultimo la Filt-Cgil, affiancata dai sindacati autonomi, ha detto no Il muro dell'Anpac e il ritiro di Cai 3 L'associazione dei piloti, Anpac, ha fatto muro alla proposta di Cai, provocando di fatto il ritiro dell'offerta.

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Lufthansa, i contatti e la <voglia> di fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-23 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Indiscreto Lufthansa, i contatti e la "voglia" di fallimento ( MdF) Lufthansa? I contatti ci sono, quasi quotidiani. Ma la compagnia tedesca non sembra intenzionata a muoversi su Alitalia. Almeno fino a quando non riparte il piano di Cai o si portano i libri in tribunale. Per Lufthansa è importante la discontinuità: per l'annullamento dei contratti e delle alleanze precedenti, per le garanzie sui debiti e con i sindacati. Ma in presenza di altre trattative, rimane alla finestra. D'altra parte, Lufthansa ha appena acquisito Sabena, e sta trattando l'acquisizione di Sas e Austrian Airlines. E ci tiene a far sapere che è un investitore industriale, non finanziario: per considerare un'entrata in Alitalia deve intravedere un ritorno. Perché il mercato italiano è molto interessante; ma Francoforte ha già Air Dolomiti, e un'ottima rete di collegamenti, potenziata dall'accordo con Malpensa. Wolfgang Mayrhuber, il chief executive officer alla guida della compagnia Lufthansa.

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<Troppe pressioni su noi piloti, rischio incidenti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-23 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE "Troppe pressioni su noi piloti, rischio incidenti" Il leader Anpac, Berti. Corteo a Fiumicino Il comandante Alessandro Cenci del "fronte del sì": "Una lettera ai piloti dove si parla di pallottole che fischiano..." ROMA - Il fronte del "sì" scende in piazza nella vertenza Alitalia. E lo scontro fra i lavoratori favorevoli e i contrari all'offerta Cai sembra assumere i contorni di una specie di lotta di classe: operai e personale di terra contro assistenti di volo e piloti. Dipendenti a basso reddito contro colleghi che guadagnano dai 3 mila euro al mese in su. Ieri mattina alle dieci, sotto le insegne di Cisl, Uil e Ugl, si erano dati appuntamento alcuni dipendenti della compagnia davanti all'ingresso equipaggi del Leonardo da Vinci. Obiettivo: convincere il personale di volo della necessità dell'accordo con la cordata di Roberto Colaninno. In piccolo, qualcosa che ricorda la famosa marcia dei quarantamila della Fiat. La mobilitazione è partita in sordina, poi è stata sfiorata la rissa. I sostenitori del "sì", inizialmente una ventina di persone guidate dai comandanti Alessandro Cenci e Antonella Celletti, entrambi della Cisl, hanno trovato un'amara sorpresa. Beffati sul tempo. Il piazzale dove pensavano di manifestare era già stato occupato dal fronte del "no", cioè da Avia, Sdl, Anpac e Up (quest'ultime due sigle dei piloti hanno annunciato la fusione). Ma è stata notata l'assenza della Cgil. "Sono arrivati prima loro, voi dovete fermarvi fuori", ha intimato la polizia ai sostenitori del "sì". I piloti favorevoli all'accordo, quattro o cinque, hanno allora issato striscioni fuori dall'area equipaggi: "Vogliamo lavorare", "niente firma, niente stipendio". Con loro c'erano qualche meccanico, un paio di assistenti di volo e alcuni sindacalisti. Tre quarti d'ora di tranquillità. Poi, all'improvviso, a rinforzare il fronte del "sì" sono arrivati 150-200 operai in tuta da lavoro di Alitalia Servizi e di alcune imprese collegate. Tutti a inveire contro i piloti. Giovani, come Gilberto Brini, 28 anni: "Sono un lavoratore interinale, i piloti sono privilegiati. Devono firmare per evitare il fallimento. Io prendo 6-700 euro al mese, non voglio perderli". O come Erminio Ubaldini, 30 anni, una figlia e un contratto da 840 euro al mese: "Se questi matti non firmano, salta tutto". E lavoratori più anziani, come Mario Albano, 59 anni, dipendente di un'impresa di catering e due figli precari nell'indotto aeroportuale: "Sono stato trent'anni in Alitalia, poi il mio ramo d'azienda è stato venduto, adesso guadagno il 30% in meno, prendo 1.300 euro al mese. Ora tocca ai piloti fare qualche sacrificio". Il clima si è surriscaldato. Al passaggio di ogni pilota o assistente di volo diretti agli imbarchi, gli operai hanno fischiato, inveito, urlato parolacce e minacce. I celerini in tenuta anti-sommossa hanno evitato il contatto. Sull'altro fronte il leader dei piloti Anpac, Fabio Berti, ha lanciato l'allarme: "Con questa pressione psicologica, c'è rischio di incidenti in volo". Per poi precisare più tardi che "i piloti stanno garantendo i massimi livelli di sicurezza ", "la formulazione di un contratto dei piloti deve valutare attentamente i fattori di rischio" e "in passato diversi incidenti sono avvenuti per una forte pressione sugli equipaggi". All'ora di pranzo il rompete le righe. Ma le tensioni non si sono esaurite. "Sono stato circondato da una cinquantina di persone che mi hanno offeso e minacciato - ha denunciato Alessandro Cenci -. Il clima è quello che è. Del resto è stata inviata a molti piloti una lettera dai toni intimidatori nella quale si parla di pallottole che fischiano nell'aria...". Oggi nuove mobilitazioni. E il fronte del "sì" cerca di reclutare altri piloti. Paolo Foschi.

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E gli svizzeri chiedono trenta Md e Atr (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

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Primo Piano Pagina 103 spezzatino E gli svizzeri chiedono trenta Md e Atr Spezzatino --> MILANO La Asset Management Advisor (Ama), società svizzera attiva nella consulenza nei settori aeronautico e navale, ha formalizzato una manifestazione d'interesse per l'acquisizione e/o il noleggio di almeno 30 aeromobili Md 82 e Atr 72 di proprietà di Alitalia. Lo comunica, in una nota, la società. Asset Management Advisor si propone di utilizzare gli aeromobili per il trasporto pubblico di passeggeri su non meno di 11 rotte, operate da Alitalia dagli scali di Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Le destinazioni includono alcune delle principali capitali dell'Europa dell'Est, tra cui Tirana, Sofia, Bucarest, Budapest, Varsavia, Praga, Kiev e San Pietroburgo. Ama mira all'acquisizione di non meno del 50% degli aeromobili di interesse e all'utilizzo dello strumento del "wet lease" (leasing con equipaggio) per la rimanente parte dei velivoli. La Asset Management Advisor, nata nel 2006 e presieduta da Francesco Guarnieri, ha sedi a Lugano, Zurigo, Londra, Tirana, Los Angeles e Milano. In Italia la Ama è presente con due società: la CapitalServices nel settore dei servizi di noleggio sia aeronautico che navale e la Capitalease che ha richiesto a Bankitalia le autorizzazioni all'esercizio delle attività di locazione finanziaria di beni mobili registrati.

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A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia ... A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia favorevoli all'accordo con la Cai. Centinaia di manifestanti aderenti alle sigle confederali hanno chiesto agli autonomi di recedere dalle posizioni oltranziste. Dall'Anpac si lasciano sfuggire frasi inquietanti: "Sui piloti troppe pressioni, a rischio la sicurezza dei voli". L'Enac avverte che entro giovedì dovrà essere presentato un piano di emergenza, pena il ritiro della licenza. Berlusconi alla Cgil: "Siete irresponsabili". Costantini, Imberti, Moro, Zappitelli alle pag. 2, 3, 4 e 5.

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Nardi: 44 progetti per salvare le casse (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Nardi: 44 progetti per salvare le casse Ercole Bersani TERRACINA "Posso garantire che non siamo Alitalia". Ricorre ad un esempio ad effetto il sindaco Stefano Nardi, per difendere l'amministrazione comunale mai come adesso al centro di una forte turbolenza, che ne sta rendendo problematica la rotta. Giunto con il suo esecutivo a metà mandato, il primo cittadino si appresta a fare il punto sul programma di navigazione. E preannuncia, sicuro: "Torneremo a volare". Intanto, l'equipaggio non si tocca, dopo l'atterraggio forzato a cui sono stati costretti ad inizio luglio tre assessori. "Continueremo con la formula del 2001, che è risultata vincente. Se ne parlerà a dicembre di riaffidare la sola delega all'Ambiente, che spetta ad AN. Non è una grossa tragedia fare a meno di due assessori. Troppe le deleghe rimaste in mano mia? A parte il fatto che ci sono anche i dirigenti, non sempre è una buona cosa avere una formazione lunga. Si litiga meno, ci sono meno orticelli personali da curare e si viaggia più spediti". A rullare brutto la compagnia di bandiera locale aveva cominciato quest'estate. L'ennesima emergenza rifiuti. "E' stato vergognoso quello che è successo in questi mesi. La colpa è dei sindacati. Il loro boicottaggio è stato un affronto a Terracina. Avevano ricevuto la loro paga. Non c'era alcuna necessità che mandassero in tilt la città. Non è perdonabile. Sarò durissimo con chi ha fomentato tutto". Sia come sia, Terracina Ambiente non vola. "Tra non molto saremo in grado di recuperare le somme necessarie per il definitivo decollo". Il Comune è in panne anche per la mancanza del carburante-Ici. Nardi pensa ad un'energia alternativa: i Suap. Ne sono 44 pronti all'imbarco. "Si tratta di progetti all'avanguardia, tutti riferiti al settore turistico-alberghiero. Ne abbiamo bisogno per favorire gli investimenti privati, assicurare sviluppo e garantire entrate alle casse comunali. Gli enti locali tutti hanno le loro difficoltà. Quanto a noi, lo si sa, il mese di settembre è a zero gettito. Eppure stiamo riuscendo a pagare la discarica e gli stipendi ai dipendenti di Terracina Ambiente, mentre i dipendenti delle cooperative sociali non stanno scioperando più". Da Alleanza Sociale a Città Partecipata, da La Destra a Autonomia di centro non manca chi vorrebbe mandare in caduta libera Nardi e compagni. "Il malumore c'è sempre. Spesso e volentieri, però, parla chi non ha voce in capitolo". Le vicende giudiziarie sono sempre sulla rotta, in primis quella che vede da una parte il Comune e dall'altra il giudice di pace. "Calunnie ed accuse non ci sfiorano. Il Comune è uno specchio trasparente". Sulla scia è rimasta la brutta storia delle sedicenti 6 mila residenze fasulle. Ancora Nardi: "E' stato un autentico autogol. C'è il tentativo di gettare fango. Alla base di tutto c'è il diritto costituzionale di assumere la residenza dove si vuole nel territorio nazionale".

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L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

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Questa è una splendida vignetta pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa americana e riassume, meglio di qualunque articolo, un aspetto cruciale del tracollo del sistema finanziario americano. Il banchiere in nero ha scritto sul cartello: "Per cortesia liberatemi dai debiti o sarò costretto a rovinarvi tutti". La signora commenta: "Oh poveretto, permettici di aiutarti ora che sei in difficoltà, ma fai in modo di trattenere per te stesso un centinaio di milioni di dollari o giù di lì quale bonus per le tue capacità manageriali". E' quel che, purtroppo, sta accadendo: gli ultimi due megadirettori della Aig, il colosso delle assicurazioni salvato dal fallimento, hanno ricevuto buonuscite di 47 e di 22 milioni di dollari; ma la notizia più sconcertante riguarda la Lehman Brothers, di cui è appena stato decretato il fallimento: i megadirettori se ne vanno con la liquidazione mostruosa da 2,5 miliardi di dollari. Questo non è più capitalismo, ma un mandarinato che da decenni plasma a proprio piacimento ampie porzioni dell'economia e della finanza mondiale e che non paga mai per i propri sbagli. E' l'antitesi di un sano spirito imprenditoriale che, a fronte di grandi guadagni potenziali, esige l'assunzione di responsabilità personale, in tutti i settori: dal bancario all'industriale. Questi manager hanno invece un solo orizzonte: l'arricchimento personale con filosofie d'investimento fondamentalmente speculative e con un unico beneficario certo: loro stessi. Fino agli anni Ottanta le grandi fortune venivano create nell'arco di decenni talvolta attraverso il lavoro di più generazioni, negli ultimi tempi bastavano quattro-cinque anni al vertice di una banca d'affari o di una multinazionale per ottenere ricchezze stratosferiche, senza mai rischiare nemmeno un centesimo del proprio capitale, bensì sempre quelli degli altri. Ricchezze ingiustificate, ricchezze malsane. Questa è la vera casta, che ha portato il mondo al collasso. Ed è inutile parlare di risanamento se alla fine il suo potere non viene sradicato, se non si cambiano davvero le regole, ripristinando l'antico buon senso e un'autentica meritocrazia imprenditoriale. Chissà se McCain o Obama ne saranno capaci, il potere di questa lobby è molto forte. Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 15 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Sep 08 E ora via dall'Italia per un futuro migliore? Hanno vinto loro, i sindacati. E a modo loro: mandando all'aria Alitalia. Complimenti vivissimi. Prima che si conoscesse l'esito della vicenda della nostra compagnia aerea, un lettore italiano che abita in Brasile, César Roberto, aveva commentato il mio post su Tremonti con queste parole. Perché un industriale dovrebbe rischiare investendo in una nazione dove essere industriale significa avere mille difficoltá ( sindacati, burocrazia, regolette e balzelli infiniti, impossibilitá di prendere iniziative in tempi brevi, ecc.) e utili insignificanti? Non ci illudiamo, con la crisi l'industria si sposterá ancora piú di quanto fatto finora e non ci sará nessun "risorgimento manufatturiero" a salvare il Paese Tra parentesi io stesso ( e un certo numero di colleghi ingegneri a breve mi raggiungeranno ) sono una dimostrazione di quanto sopra: qui lavoro e mi permetto di vivere con agio, in Italia ero sempre con l'acqua alla gola: a che pro? Se anche si riuscisse a rendere appetibile l'investire in Italia ( con robetta da poco , tipo zittire i sindacati, annullare la burocrazia, snellire le regole, abbassare le tasse - e non di percentuali da prefisso !!!)sarebbe come chiudere le porte dopo che i buoi sono giá scappati consiglio: fate come me , cercate opportunitá all'estero e ritornate a vivere una vita felice D'istinto verrebbe da dire: ha ragione César Roberto e alcuni lettori di questo blog che già vivono all'estero avranno, immagino, molto da dire al proposito. Ma riflettendoci bene, lo sconcertante esito della vicenda Alitalia, che infligge al Paese un enorme danno strategico, potrebbe essere salutare. Quante volte abbiamo invocato una classe dirigente che fosse in grado di opporsi ai ricatti corporativi e sindacali? Oggi forse l' abbiamo trovata. I sindacati erano convinti che la fermezza palesata della cordata Colaninno e del governo fosse un bluff. Ovvero che alla fine avrebbero trattato, all'italiana.. E invece no: imprenditori ed esecutivo hanno tenuto duro, dimostrandosi di parola (al riguardo segnalo il post di Wolly). E allora subentra un'altra sensazione: da questa vicenda può nascere un'altra Italia, più seria, concreta, pragmatica che finalmente si assume e mette ognuno di fronte alle proprie responsabilità. Quest'Italia esiste già perlomeno nel mondo industriale, come ricorda spesso l'economista Alberto Quadrio Curzio, ed è rappresentata da quegli imprenditori piccoli e medi che continuano a brillare sui mercati internazionali, mantenendo solide radici produttive nel nostro Paese. Ora quell'Italia trova la voce e una consistenza politica. Il no di Colaninno e la coerenza dimostrata dal governo Berlusconi, possono segnare l'inizio di un'epoca. Bisogna davvero fuggire dall'Italia per sperare in un futuro migliore? Io mi auguro di no. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 60 ) " (5 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Aveva ragione Tremonti, ma adesso chi crea ricchezza? Ammettiamolo: aveva ragione Giulio Tremonti. E, per molti versi, continua ad averla. In un'intervista al Tg1 ha dichiarato, riferendosi al crack di Lehman Brothers, che "non è fallita una banca, è fallito un sistema. E non è il principio della fine ma la fine del principio. E' stata la scelta pazzesca di finanziare la globalizzazione con il debito. Poi è venuto giù tutto il castello di carta. Stanno fallendo le banche, stanno fallendo gli operatori, è fallito il sistema di sorveglianza e vigilanza". Guardando al futuro Tremonti sostiene che "sulla finanza e sulla speculazione tornerà la manifattura" e si dice ottimista sul futuro del Paese, perché l"'Italia ha la seconda manifattura d'Europa dopo la Germania" e perché "il nostro sistema bancario è più solido rispetto a quello americano, mentre abbiamo un sistema assicurativo abbastanza solido e un sistema pensionistico abbastanza solido molto più che altrove. Le famiglie non sono indebitate. Non sono state prese dalla vertigine del consumo a debito e con i mutui un po' sono sistemate". Dunque l'Italia "dopo la crisi - e tutte le crisi finiscono - sarà più forte di prima e più forte degli altri". Giusto, ma siamo proprio sicuri che sia così facile ricreare ricchezza nel nostro Paese? Temo di no e per questi motivi: 1) Il nostro sistema finanziario è meno indebitato, ma l'Italia è gravata da un debito pubblico stratosferico e deve rispettare regole comunitarie che impongono una severissima disciplina fiscale. Il governo, insomma, ha le mani legate e comunque il livello pro capite di indebitamento (inclusi i conti pubblici) è alto. 2) Gli italiani sono molto più poveri di prima, sia in rapporto al reddito che al patrimonio. a) Il reddito familiare è stato dimezzato dall'avvento dell'euro e ora è eroso dall'inflazione. Inoltre, sebbene il credito al consumo sia meno diffuso rispetto ad America e Gran Bretagna è tendenzialmente in fortissima crescita anche da noi. Se aggiungiamo l'incidenza dei mutui e delle crescenti, stratosferiche spese per la casa (problema di cui nessuno parla) il quadro è chiaro: il potere di acquisto è drammaticamente crollato. b) I patrimoni familiari tendono a diminuire. Chi era investito in Borsa ha perso parecchio, il valore delle case tende a scendere anche da noi (sebbene in misura meno drammatica rispetto a Spagna e Gran Bretagna) e ci vorrano anni prima che il mercato riprenda a tirare, i bot mettono al riparo dalle turbolenze finanziarie ma non coprono nemmeno l'inflazione, chi aveva investito in oro e materie prime soffre perché le quotazioni sono crollate. Tra il 2007 e il 2008 quasi nessuno si è arricchito. Inoltre il livello di risparmio continua a ridursi. Tremonti dice: tornerà l'industria, ma non certo dall'oggi al domani, sono necessari tempi lunghi e bisogna vincere la concorrenza di Asia ed Est europa. Nel frattempo gli italiani sono posti di fronte a un'alternativa: stringere la cinghia, il che significa far crollare i consumi, rallentando ulteriormente l'economia interna, o.. indebitarsi! Domande: Tremonti è, paradossalmente, troppo ottimista? Cosa fare concretamente per rigenerare il potere d'acquisto in tempi ragionevoli? Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 78 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.13 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 58 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Sep 08 L'altra verità su Sarah e la democrazia di sola immagine Pian pianino sta emergendo un'altra verità su Sarah Barracuda, meno idilliaca di quella proiettata finora dai media: ha cercato di far fuori il cognato per vendetta, avrebbe incassato la diaria di trasferta mentre stava a casa e secondo il National Enquirer (un giornalaccio che però recentemente ha realizzato scoop veri tra cui quello sul senatore Edwards), Sarah avrebbe avuto un amante qualche anno fa, l'allora socio d'affari di suo marito, mentre emergono dettagli sulla sua famiglia: il primogenito, il 19enne Trax pare sia un tossicodipendente con problemi giudiziari alle spalle e un curriculum scolastico scadente. La figlia Bristol sarebbe "una scatenata dedita a droghe varie e assai promiscua" e quando cinque mesi fa è rimasta incinta sarebbe stata cacciata di casa da Sarah Barracuda. Da europeo dico: pazienza, sono problemi suoi, non mi scandalizzo. Ma, come sappiamo, in America i criteri sono diversi e queste rivelazioni rischiano di incidere non poco sulla campagna elettorale, tanto più se, come la Palin, hai usato la famiglia per sedurre il pubblico esibendola sul palco della Convention. Da qui alcune considerazioni: 1) Diffidare sempre dei moralisti, come Sarah Palin un'oltranzista evangelica che abbandonò la Chiesa cattolica ritenendola troppo tollerante. 2) Lo spin è uno strumento potentissimo, ma va maneggiato con cura; se si sbaglia il dosaggio, rischia di ritorcersi contro chi lo usa. E in questo caso pare sia stata commessa una leggerezza: i consulenti repubblicani non hanno setacciato il passato della Palin prima dell'annuncio della sua candidatura. McCain l'ha scelta all'ultimo minuto, sulla fiducia (e su consiglio di Rove). 3) Fino ad oggi la campagna elettorale è stata determinata dall'immagine dei candidati (il fascino di Obama prima, l'esplosiva carica della Palin poi) e dalla pubblicità negativa, tutto il resto non conta: vince chi è più bravo a infangare l'avversario, non chi ha le idee migliori per il Paese. Provo un crescente disagio e mi chiedo: la democrazia ridotta a una guerra di disinformazione e di manipolazione dell'opinione pubblica, è ancora una vera democrazia? La comunicazione politica nelle sue attuali, diffamanti e fuorvianti forme è vero progresso? Io dico di no. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 81 ) " (10 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Sep 08 Un mese di Georgia: Mosca ha vinto, l'Occidente ha perso Ieri Sarkozy è volato ancora una volta a Mosca e, come era accaduto un mese fa, Medvedev si è preso gioco di lui. Non ha esposto la bandiera della Ue e ha ironizzato sui negoziati di Ginevra anticipando che li considera inutili. Che cosa ha ottenuto il presidente francese? L'invio di 200 osservatori e la promessa generica di un ritiro dalle zone della Georgia entro il 15 ottobre ovvero praticamente nulla. L'America continua a dar fiato alla retorica pro-Georgia, anche in campagna elettorale. Ma con quali risultati? Ben pochi e dopo tante polemiche, Washington ha annunciato una misura concreta: la sospesione del programma di cooperazione sul nucleare civile. Sai che roba. E' trascorso un mese dalla guerra in Ossezia del Sud ed è tempo di bilanci. Diciamolo francamente: la Russia ha vinto perché é riuscita a ottenere la secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia, l'Occidente ha perso perché non può far nulla per impedirla, visto che ha fatto altrettanto (e per primo) nel Kosovo. Ancora: la Russia ha vinto perché ha dimostrato di poter esercitare la propria influenza in ampie zone dell'Urss e tra poco tenterà di applicare il modello Ossezia all'Ucraina (dove il governo sembra già in crisi) e alla Moldavia. La formula è la stessa: anziché riconquistare il Paese, Mosca punta a dividerlo alimentando la rivolta delle minoranze russofone. L'Occidente ha perso perché vede fallire la strategia di accerchiamento della Russia e dimostra tutta la sua impotenza: noi europei siamo dipendenti dal gas russo, l'America in questo momento non ha le risorse morali, né finanziarie, nè strategiche per contrastare efficacemente i piani del Cremlino. Domanda: per l'Occidente è solo una crisi transitoria o, passate le elezioni presidenziali americane, troverà il modo per reagire? Lo scudo spaziale, che di fatto è rivolto contro Mosca, è davvero necessario o non è meglio cambiare strategia considerando la Russia un alleato di lungo periodo anziché un potenziale nemico? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 51 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 L'America sotto ricatto economico è ancora una superpotenza? Titoli sui giornali americani di questa mattina: il governo americano prende il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac. Bene, anzi male. I liberisti sono furiosi, perché secondo le logiche del mercato i due colossi dovevano fallire, come perlatro la Bera Starns. Gli americani e gli operatori economici tirano un sospiro di sollievo, perché il crollo totale di queste due compagnie, che controllano o garantiscono quasi meta' dei 12.000 miliardi di dollari di mutui Usa, avrebbe definitivamente affossato il mercato immobiliare, che ha perso oltre il 20% del valore e in cui i pignoramenti sono saliti ai livelli massimi degli ultimi trent'anni. Ma l'aspetto più interessante riguarda le modalità dell'intervento. Gli azionisti perderanno quasi tutto, mentre i titoli obbligazionari verranno garantiti dal governo. E sapete chi ha in portafoglio questi bond? Fondi sovrani e grandi investitori arabi, giapponesi e soprattutto cinesi per cifre colossali. Un mese fa hanno bussato alla porta delle Federal reserve e del Tesoro americano e hanno fatto questo discorso: non accetteremo perdite così ingenti e dunque o il governo Usa si fa carico di quelle obbligazioni o da ora in avanti non daremo più credito agli Usa e disinvestiremo tutti i nostri asset dal mercato statunitensi: dunque, di fatto, niente più Buoni del tesoro, obbligazioni private, Wall Street; una fuga dall'America che avrebbe provocato uno tsunami sui mercati. E Washington ha piegato la testa. E' un retroscena di importanza colossale, che fa riflettere. L'America afflitta dai debiti e sotto ricatto straniero è ancora una superpotenza? Scritto in notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 37 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Sep 08 Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin Qualcuno l'ha paragonata a Margaret Thatcher, altri a Ronald Reaga. Esagerazioni. Sarah Palin è un azzardo mediatico, ora vincente. Sulla carta voluto da McCain, in realtà dietro le quinte imposto dal regista occulto di questa campagna, il cinico ex spin doctor di Karl Rove. L'operazione è stata decisa all'ultimo minuto, senza che ci fosse il tempo di scandagliare il passato della governatrice dell'Alaska. E questo spiega le tante rivelazioni dei giorni scorsi, dalla gravidanza della figlia alle sbandate legali del marito. Ma a quanto pare non ci sono altri scheletri nell'armadio. Dunque il piano va avanti. secondo questo schema: 1) Sarah Palin è un'ultraconservatrice, graditissima alla destra evangelica e tradizionalista, che con McCain non riusciva ad entusiasmarsi e che ora invece è motivatissima. 2) Come ha ammesso lo stesso Rove, la Palin è una scelta elettorale e non di governo. Ovvero: chi esprime dubbi sulle sue credenziali come vicepresidente non ha tutti i torti. Ma questo è influente secondo le logiche dello spin. Sarah Palin è un personaggio che deve vivere fino al 4 novembre, dopo si vedrà. 3) E' riuscita a rubare la ribalta mediatica a Barack Obama, che non è più la novità di queste elezioni. 4) Il discorso che ha pronunciato l'altra notte è stato magistrale, ma non lo ha scritto lei, lo ha solo interpretato, benissimo. E non era rivolto alla base repubblicana, bensì al pubblico a casa, all'americano medio che non ha ancora deciso per chi votare e che in realtà non si identifica nè in Obama, nè in McCain in Beiden. Ma nella Palin ora sì, come scrivo in una corrspondenza sul Giornale. Che cosa ha visto in lei il pubblico? Una madre di famiglia che "superando gli alti e i bassi della vita", riesce a conciliare figli e carriera. Poi una donna di temperamento, forse un po' mascolina, ma che grazie alla sua grinta e al suo incrollabile ottimismo arriva dappertutto. Infine, una ragazza di provincia dai gusti semplici e dai valori sani, che dopo aver messo in riga i politici corrotti dell'Alaska, promette di fare altrettanto a Washington. Un po' eroina da film di Hollywood (tipo la Erin Brckovich interpretata da Julia Roberts), un po' donna della porta accanto. In ogni caso una vera americana. E questo è un elemento decisivo nella corsa alla Casa Bianca. Lo fu per Bush quattro anni fa, lo sarà anche quest'anno. Mentre scrivo, le agenzie battono i primi sondaggi. Grazie alla Palin, McCain ha recuperato lo svantaggio su Obama e ora è di nuovo alla pari. In più Sarah, soprannominata Barracuda, sa mordere, come ha dimostrato attaccando più volte efficacemente Obama. Insomma, la corsa per la Casa Bianca è più aperta che mai. E non è difficile prevedere che cosa accadrà adesso: una campagna sempre più emotiva, sempre più sporca. Cattiva, cattivissima, da una parte e dall'altra. Vincerà non chi ha le idee migliori, ma chi riesce a distruggere l'immagine e la credibilità del proprio avversario. Una volta di più: la democrazia, perlomeno in America e nei Paesi anglosassoni, funziona così. Ci divertiremo. Purtroppo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 33 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Tra Obama e McCain vince.. la Coca-Cola Ancora qualche spigolatura sulla campagna elettorale. A Denver la settimana ho ricevuto dagli organizzatori, con il pass, una borsa nera con lo stemma della Convention democratica e quello della Coca-Cola. A Minneapolis-St. Paul ho ricevuto la stessa borsa nera con il simbolo della Convention repubblicana e. quello della Coca-Cola. Capito? Entrambi i candidati promettono il rinnovamento e,via Internet, ricevono milioni di dollari dai sostenitori. Ultimi dati: in luglio McCain 47 milioni, Obama 50 milioni. Ma dietro le quinte l'influenza di K Steet, la via dei lobbisti a Washington, continua ad essere pressante e molte grandi aziende ancora una volta si cautelano sponsorizzando sia il partito dell'elefante sia quello dell'asinello. A Denver, ad esempio, due grandi industrie dell'industria della difesa hanno organizzato dei seminari per formare le nuove leve democratiche, mentre un giornalista dell'Abc è stato arrestato mentre tentava di filmare (stile le Iene) una riunione tra pezzi grossi del partito e un potente gruppo di finanziatori. Niente male per un leader moralizzatore e progressista. A St. Paul is business as usual: anche qui le lobbies imperano e nei corridoi della Convention incontri le solite facce.. del clan Bush. Ma McCain non era un anticonformista quasi indipendente? E' il sistema che li intrappola, come d'altronde anche nelle altri grandi democrazie occidentali. La politica costa troppo e rende prigionieri. Sono troppo pessimista se dico che anche questa volta chi si aspetta un vero rinnovamento rimarrà deluso? Il metodo americano non funziona e finisce per generare corruzione, quello italiano incentrato sul finanziamento pubblico nemmeno. Tra i grandi Paesi non ne vedo alcuno esemplare. Un problema senza soluzione? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 26 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Sep 08 L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Sono negli Stati Uniti, eppure mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul (Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l'eco degli ultimi sviluppi in Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l'Occidente. Il che mi suggerisce alcune considerazioni: 1) In queste condizioni lo spin (ovvero l'informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi, mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché l'opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad accorgersi delle bugie sull'Irak. 2) L'informazione è troppo americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non si parla che dell'uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore. Non mi meraviglio che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E' un meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell'americano medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media cambiano rotta. L'antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa danno il loro contributo e tutt'altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio? Scritto in gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 25 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Che cosa significa la chiusura di un po' di "Investment Banks" tra amici? Niente, si... Livio: Cara Marina, C'era una volta lo scambio in natura; poi lo scambio attraverso un bene non deperibile di un... Livio: La vignetta racconta tutto. Sembra uscita da un giornale ottocentesco, dell'epoca del primo... Marcello Foa: Grazie a tutti per i vostri commenti: certo il fenomeno dei "paracaduti d'oro" non è... voce nel deserto: Chi sbaglia deve pagare,manager e magistrati compresi.Allora le cose andranno meglio.Ricordate il... 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Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin Tra Obama e McCain vince.. la Coca-Cola L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Questa è una splendida vignetta pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa americana e riassume, meglio di qualunque articolo, un aspetto cruciale del tracollo del sistema finanziario americano. Il banchiere in nero ha scritto sul cartello: "Per cortesia liberatemi dai debiti o sarò costretto a rovinarvi tutti". La signora commenta: "Oh poveretto, permettici di aiutarti ora che sei in difficoltà, ma fai in modo di trattenere per te stesso un centinaio di milioni di dollari o giù di lì quale bonus per le tue capacità manageriali". E' quel che, purtroppo, sta accadendo: gli ultimi due megadirettori della Aig, il colosso delle assicurazioni salvato dal fallimento, hanno ricevuto buonuscite di 47 e di 22 milioni di dollari; ma la notizia più sconcertante riguarda la Lehman Brothers, di cui è appena stato decretato il fallimento: i megadirettori se ne vanno con la liquidazione mostruosa da 2,5 miliardi di dollari. Questo non è più capitalismo, ma un mandarinato che da decenni plasma a proprio piacimento ampie porzioni dell'economia e della finanza mondiale e che non paga mai per i propri sbagli. E' l'antitesi di un sano spirito imprenditoriale che, a fronte di grandi guadagni potenziali, esige l'assunzione di responsabilità personale, in tutti i settori: dal bancario all'industriale. Questi manager hanno invece un solo orizzonte: l'arricchimento personale con filosofie d'investimento fondamentalmente speculative e con un unico beneficario certo: loro stessi. Fino agli anni Ottanta le grandi fortune venivano create nell'arco di decenni talvolta attraverso il lavoro di più generazioni, negli ultimi tempi bastavano quattro-cinque anni al vertice di una banca d'affari o di una multinazionale per ottenere ricchezze stratosferiche, senza mai rischiare nemmeno un centesimo del proprio capitale, bensì sempre quelli degli altri. Ricchezze ingiustificate, ricchezze malsane. Questa è la vera casta, che ha portato il mondo al collasso. Ed è inutile parlare di risanamento se alla fine il suo potere non viene sradicato, se non si cambiano davvero le regole, ripristinando l'antico buon senso e un'autentica meritocrazia imprenditoriale. Chissà se McCain o Obama ne saranno capaci, il potere di questa lobby è molto forte. Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 15 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Sep 08 E ora via dall'Italia per un futuro migliore? Hanno vinto loro, i sindacati. E a modo loro: mandando all'aria Alitalia. Complimenti vivissimi. Prima che si conoscesse l'esito della vicenda della nostra compagnia aerea, un lettore italiano che abita in Brasile, César Roberto, aveva commentato il mio post su Tremonti con queste parole. Perché un industriale dovrebbe rischiare investendo in una nazione dove essere industriale significa avere mille difficoltá ( sindacati, burocrazia, regolette e balzelli infiniti, impossibilitá di prendere iniziative in tempi brevi, ecc.) e utili insignificanti? Non ci illudiamo, con la crisi l'industria si sposterá ancora piú di quanto fatto finora e non ci sará nessun "risorgimento manufatturiero" a salvare il Paese Tra parentesi io stesso ( e un certo numero di colleghi ingegneri a breve mi raggiungeranno ) sono una dimostrazione di quanto sopra: qui lavoro e mi permetto di vivere con agio, in Italia ero sempre con l'acqua alla gola: a che pro? Se anche si riuscisse a rendere appetibile l'investire in Italia ( con robetta da poco , tipo zittire i sindacati, annullare la burocrazia, snellire le regole, abbassare le tasse - e non di percentuali da prefisso !!!)sarebbe come chiudere le porte dopo che i buoi sono giá scappati consiglio: fate come me , cercate opportunitá all'estero e ritornate a vivere una vita felice D'istinto verrebbe da dire: ha ragione César Roberto e alcuni lettori di questo blog che già vivono all'estero avranno, immagino, molto da dire al proposito. Ma riflettendoci bene, lo sconcertante esito della vicenda Alitalia, che infligge al Paese un enorme danno strategico, potrebbe essere salutare. Quante volte abbiamo invocato una classe dirigente che fosse in grado di opporsi ai ricatti corporativi e sindacali? Oggi forse l' abbiamo trovata. I sindacati erano convinti che la fermezza palesata della cordata Colaninno e del governo fosse un bluff. Ovvero che alla fine avrebbero trattato, all'italiana.. E invece no: imprenditori ed esecutivo hanno tenuto duro, dimostrandosi di parola (al riguardo segnalo il post di Wolly). E allora subentra un'altra sensazione: da questa vicenda può nascere un'altra Italia, più seria, concreta, pragmatica che finalmente si assume e mette ognuno di fronte alle proprie responsabilità. Quest'Italia esiste già perlomeno nel mondo industriale, come ricorda spesso l'economista Alberto Quadrio Curzio, ed è rappresentata da quegli imprenditori piccoli e medi che continuano a brillare sui mercati internazionali, mantenendo solide radici produttive nel nostro Paese. Ora quell'Italia trova la voce e una consistenza politica. Il no di Colaninno e la coerenza dimostrata dal governo Berlusconi, possono segnare l'inizio di un'epoca. Bisogna davvero fuggire dall'Italia per sperare in un futuro migliore? Io mi auguro di no. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 60 ) " (5 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Aveva ragione Tremonti, ma adesso chi crea ricchezza? Ammettiamolo: aveva ragione Giulio Tremonti. E, per molti versi, continua ad averla. In un'intervista al Tg1 ha dichiarato, riferendosi al crack di Lehman Brothers, che "non è fallita una banca, è fallito un sistema. E non è il principio della fine ma la fine del principio. E' stata la scelta pazzesca di finanziare la globalizzazione con il debito. Poi è venuto giù tutto il castello di carta. Stanno fallendo le banche, stanno fallendo gli operatori, è fallito il sistema di sorveglianza e vigilanza". Guardando al futuro Tremonti sostiene che "sulla finanza e sulla speculazione tornerà la manifattura" e si dice ottimista sul futuro del Paese, perché l"'Italia ha la seconda manifattura d'Europa dopo la Germania" e perché "il nostro sistema bancario è più solido rispetto a quello americano, mentre abbiamo un sistema assicurativo abbastanza solido e un sistema pensionistico abbastanza solido molto più che altrove. Le famiglie non sono indebitate. Non sono state prese dalla vertigine del consumo a debito e con i mutui un po' sono sistemate". Dunque l'Italia "dopo la crisi - e tutte le crisi finiscono - sarà più forte di prima e più forte degli altri". Giusto, ma siamo proprio sicuri che sia così facile ricreare ricchezza nel nostro Paese? Temo di no e per questi motivi: 1) Il nostro sistema finanziario è meno indebitato, ma l'Italia è gravata da un debito pubblico stratosferico e deve rispettare regole comunitarie che impongono una severissima disciplina fiscale. Il governo, insomma, ha le mani legate e comunque il livello pro capite di indebitamento (inclusi i conti pubblici) è alto. 2) Gli italiani sono molto più poveri di prima, sia in rapporto al reddito che al patrimonio. a) Il reddito familiare è stato dimezzato dall'avvento dell'euro e ora è eroso dall'inflazione. Inoltre, sebbene il credito al consumo sia meno diffuso rispetto ad America e Gran Bretagna è tendenzialmente in fortissima crescita anche da noi. Se aggiungiamo l'incidenza dei mutui e delle crescenti, stratosferiche spese per la casa (problema di cui nessuno parla) il quadro è chiaro: il potere di acquisto è drammaticamente crollato. b) I patrimoni familiari tendono a diminuire. Chi era investito in Borsa ha perso parecchio, il valore delle case tende a scendere anche da noi (sebbene in misura meno drammatica rispetto a Spagna e Gran Bretagna) e ci vorrano anni prima che il mercato riprenda a tirare, i bot mettono al riparo dalle turbolenze finanziarie ma non coprono nemmeno l'inflazione, chi aveva investito in oro e materie prime soffre perché le quotazioni sono crollate. Tra il 2007 e il 2008 quasi nessuno si è arricchito. Inoltre il livello di risparmio continua a ridursi. Tremonti dice: tornerà l'industria, ma non certo dall'oggi al domani, sono necessari tempi lunghi e bisogna vincere la concorrenza di Asia ed Est europa. Nel frattempo gli italiani sono posti di fronte a un'alternativa: stringere la cinghia, il che significa far crollare i consumi, rallentando ulteriormente l'economia interna, o.. indebitarsi! Domande: Tremonti è, paradossalmente, troppo ottimista? Cosa fare concretamente per rigenerare il potere d'acquisto in tempi ragionevoli? Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 78 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.13 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 58 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Sep 08 L'altra verità su Sarah e la democrazia di sola immagine Pian pianino sta emergendo un'altra verità su Sarah Barracuda, meno idilliaca di quella proiettata finora dai media: ha cercato di far fuori il cognato per vendetta, avrebbe incassato la diaria di trasferta mentre stava a casa e secondo il National Enquirer (un giornalaccio che però recentemente ha realizzato scoop veri tra cui quello sul senatore Edwards), Sarah avrebbe avuto un amante qualche anno fa, l'allora socio d'affari di suo marito, mentre emergono dettagli sulla sua famiglia: il primogenito, il 19enne Trax pare sia un tossicodipendente con problemi giudiziari alle spalle e un curriculum scolastico scadente. La figlia Bristol sarebbe "una scatenata dedita a droghe varie e assai promiscua" e quando cinque mesi fa è rimasta incinta sarebbe stata cacciata di casa da Sarah Barracuda. Da europeo dico: pazienza, sono problemi suoi, non mi scandalizzo. Ma, come sappiamo, in America i criteri sono diversi e queste rivelazioni rischiano di incidere non poco sulla campagna elettorale, tanto più se, come la Palin, hai usato la famiglia per sedurre il pubblico esibendola sul palco della Convention. Da qui alcune considerazioni: 1) Diffidare sempre dei moralisti, come Sarah Palin un'oltranzista evangelica che abbandonò la Chiesa cattolica ritenendola troppo tollerante. 2) Lo spin è uno strumento potentissimo, ma va maneggiato con cura; se si sbaglia il dosaggio, rischia di ritorcersi contro chi lo usa. E in questo caso pare sia stata commessa una leggerezza: i consulenti repubblicani non hanno setacciato il passato della Palin prima dell'annuncio della sua candidatura. McCain l'ha scelta all'ultimo minuto, sulla fiducia (e su consiglio di Rove). 3) Fino ad oggi la campagna elettorale è stata determinata dall'immagine dei candidati (il fascino di Obama prima, l'esplosiva carica della Palin poi) e dalla pubblicità negativa, tutto il resto non conta: vince chi è più bravo a infangare l'avversario, non chi ha le idee migliori per il Paese. Provo un crescente disagio e mi chiedo: la democrazia ridotta a una guerra di disinformazione e di manipolazione dell'opinione pubblica, è ancora una vera democrazia? La comunicazione politica nelle sue attuali, diffamanti e fuorvianti forme è vero progresso? Io dico di no. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 81 ) " (10 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Sep 08 Un mese di Georgia: Mosca ha vinto, l'Occidente ha perso Ieri Sarkozy è volato ancora una volta a Mosca e, come era accaduto un mese fa, Medvedev si è preso gioco di lui. Non ha esposto la bandiera della Ue e ha ironizzato sui negoziati di Ginevra anticipando che li considera inutili. Che cosa ha ottenuto il presidente francese? L'invio di 200 osservatori e la promessa generica di un ritiro dalle zone della Georgia entro il 15 ottobre ovvero praticamente nulla. L'America continua a dar fiato alla retorica pro-Georgia, anche in campagna elettorale. Ma con quali risultati? Ben pochi e dopo tante polemiche, Washington ha annunciato una misura concreta: la sospesione del programma di cooperazione sul nucleare civile. Sai che roba. E' trascorso un mese dalla guerra in Ossezia del Sud ed è tempo di bilanci. Diciamolo francamente: la Russia ha vinto perché é riuscita a ottenere la secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia, l'Occidente ha perso perché non può far nulla per impedirla, visto che ha fatto altrettanto (e per primo) nel Kosovo. Ancora: la Russia ha vinto perché ha dimostrato di poter esercitare la propria influenza in ampie zone dell'Urss e tra poco tenterà di applicare il modello Ossezia all'Ucraina (dove il governo sembra già in crisi) e alla Moldavia. La formula è la stessa: anziché riconquistare il Paese, Mosca punta a dividerlo alimentando la rivolta delle minoranze russofone. L'Occidente ha perso perché vede fallire la strategia di accerchiamento della Russia e dimostra tutta la sua impotenza: noi europei siamo dipendenti dal gas russo, l'America in questo momento non ha le risorse morali, né finanziarie, nè strategiche per contrastare efficacemente i piani del Cremlino. Domanda: per l'Occidente è solo una crisi transitoria o, passate le elezioni presidenziali americane, troverà il modo per reagire? Lo scudo spaziale, che di fatto è rivolto contro Mosca, è davvero necessario o non è meglio cambiare strategia considerando la Russia un alleato di lungo periodo anziché un potenziale nemico? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 51 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 L'America sotto ricatto economico è ancora una superpotenza? Titoli sui giornali americani di questa mattina: il governo americano prende il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac. Bene, anzi male. I liberisti sono furiosi, perché secondo le logiche del mercato i due colossi dovevano fallire, come perlatro la Bera Starns. Gli americani e gli operatori economici tirano un sospiro di sollievo, perché il crollo totale di queste due compagnie, che controllano o garantiscono quasi meta' dei 12.000 miliardi di dollari di mutui Usa, avrebbe definitivamente affossato il mercato immobiliare, che ha perso oltre il 20% del valore e in cui i pignoramenti sono saliti ai livelli massimi degli ultimi trent'anni. Ma l'aspetto più interessante riguarda le modalità dell'intervento. Gli azionisti perderanno quasi tutto, mentre i titoli obbligazionari verranno garantiti dal governo. E sapete chi ha in portafoglio questi bond? Fondi sovrani e grandi investitori arabi, giapponesi e soprattutto cinesi per cifre colossali. Un mese fa hanno bussato alla porta delle Federal reserve e del Tesoro americano e hanno fatto questo discorso: non accetteremo perdite così ingenti e dunque o il governo Usa si fa carico di quelle obbligazioni o da ora in avanti non daremo più credito agli Usa e disinvestiremo tutti i nostri asset dal mercato statunitensi: dunque, di fatto, niente più Buoni del tesoro, obbligazioni private, Wall Street; una fuga dall'America che avrebbe provocato uno tsunami sui mercati. E Washington ha piegato la testa. E' un retroscena di importanza colossale, che fa riflettere. L'America afflitta dai debiti e sotto ricatto straniero è ancora una superpotenza? Scritto in notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 37 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Sep 08 Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin Qualcuno l'ha paragonata a Margaret Thatcher, altri a Ronald Reaga. Esagerazioni. Sarah Palin è un azzardo mediatico, ora vincente. Sulla carta voluto da McCain, in realtà dietro le quinte imposto dal regista occulto di questa campagna, il cinico ex spin doctor di Karl Rove. L'operazione è stata decisa all'ultimo minuto, senza che ci fosse il tempo di scandagliare il passato della governatrice dell'Alaska. E questo spiega le tante rivelazioni dei giorni scorsi, dalla gravidanza della figlia alle sbandate legali del marito. Ma a quanto pare non ci sono altri scheletri nell'armadio. Dunque il piano va avanti. secondo questo schema: 1) Sarah Palin è un'ultraconservatrice, graditissima alla destra evangelica e tradizionalista, che con McCain non riusciva ad entusiasmarsi e che ora invece è motivatissima. 2) Come ha ammesso lo stesso Rove, la Palin è una scelta elettorale e non di governo. Ovvero: chi esprime dubbi sulle sue credenziali come vicepresidente non ha tutti i torti. Ma questo è influente secondo le logiche dello spin. Sarah Palin è un personaggio che deve vivere fino al 4 novembre, dopo si vedrà. 3) E' riuscita a rubare la ribalta mediatica a Barack Obama, che non è più la novità di queste elezioni. 4) Il discorso che ha pronunciato l'altra notte è stato magistrale, ma non lo ha scritto lei, lo ha solo interpretato, benissimo. E non era rivolto alla base repubblicana, bensì al pubblico a casa, all'americano medio che non ha ancora deciso per chi votare e che in realtà non si identifica nè in Obama, nè in McCain in Beiden. Ma nella Palin ora sì, come scrivo in una corrspondenza sul Giornale. Che cosa ha visto in lei il pubblico? Una madre di famiglia che "superando gli alti e i bassi della vita", riesce a conciliare figli e carriera. Poi una donna di temperamento, forse un po' mascolina, ma che grazie alla sua grinta e al suo incrollabile ottimismo arriva dappertutto. Infine, una ragazza di provincia dai gusti semplici e dai valori sani, che dopo aver messo in riga i politici corrotti dell'Alaska, promette di fare altrettanto a Washington. Un po' eroina da film di Hollywood (tipo la Erin Brckovich interpretata da Julia Roberts), un po' donna della porta accanto. In ogni caso una vera americana. E questo è un elemento decisivo nella corsa alla Casa Bianca. Lo fu per Bush quattro anni fa, lo sarà anche quest'anno. Mentre scrivo, le agenzie battono i primi sondaggi. Grazie alla Palin, McCain ha recuperato lo svantaggio su Obama e ora è di nuovo alla pari. In più Sarah, soprannominata Barracuda, sa mordere, come ha dimostrato attaccando più volte efficacemente Obama. Insomma, la corsa per la Casa Bianca è più aperta che mai. E non è difficile prevedere che cosa accadrà adesso: una campagna sempre più emotiva, sempre più sporca. Cattiva, cattivissima, da una parte e dall'altra. Vincerà non chi ha le idee migliori, ma chi riesce a distruggere l'immagine e la credibilità del proprio avversario. Una volta di più: la democrazia, perlomeno in America e nei Paesi anglosassoni, funziona così. Ci divertiremo. Purtroppo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 33 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Tra Obama e McCain vince.. la Coca-Cola Ancora qualche spigolatura sulla campagna elettorale. A Denver la settimana ho ricevuto dagli organizzatori, con il pass, una borsa nera con lo stemma della Convention democratica e quello della Coca-Cola. A Minneapolis-St. Paul ho ricevuto la stessa borsa nera con il simbolo della Convention repubblicana e. quello della Coca-Cola. Capito? Entrambi i candidati promettono il rinnovamento e,via Internet, ricevono milioni di dollari dai sostenitori. Ultimi dati: in luglio McCain 47 milioni, Obama 50 milioni. Ma dietro le quinte l'influenza di K Steet, la via dei lobbisti a Washington, continua ad essere pressante e molte grandi aziende ancora una volta si cautelano sponsorizzando sia il partito dell'elefante sia quello dell'asinello. A Denver, ad esempio, due grandi industrie dell'industria della difesa hanno organizzato dei seminari per formare le nuove leve democratiche, mentre un giornalista dell'Abc è stato arrestato mentre tentava di filmare (stile le Iene) una riunione tra pezzi grossi del partito e un potente gruppo di finanziatori. Niente male per un leader moralizzatore e progressista. A St. Paul is business as usual: anche qui le lobbies imperano e nei corridoi della Convention incontri le solite facce.. del clan Bush. Ma McCain non era un anticonformista quasi indipendente? E' il sistema che li intrappola, come d'altronde anche nelle altri grandi democrazie occidentali. La politica costa troppo e rende prigionieri. Sono troppo pessimista se dico che anche questa volta chi si aspetta un vero rinnovamento rimarrà deluso? Il metodo americano non funziona e finisce per generare corruzione, quello italiano incentrato sul finanziamento pubblico nemmeno. Tra i grandi Paesi non ne vedo alcuno esemplare. Un problema senza soluzione? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 26 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Sep 08 L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Sono negli Stati Uniti, eppure mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul (Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l'eco degli ultimi sviluppi in Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l'Occidente. Il che mi suggerisce alcune considerazioni: 1) In queste condizioni lo spin (ovvero l'informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi, mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché l'opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad accorgersi delle bugie sull'Irak. 2) L'informazione è troppo americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non si parla che dell'uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore. Non mi meraviglio che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E' un meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell'americano medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media cambiano rotta. L'antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa danno il loro contributo e tutt'altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio? Scritto in gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 25 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Che cosa significa la chiusura di un po' di "Investment Banks" tra amici? Niente, si... Livio: Cara Marina, C'era una volta lo scambio in natura; poi lo scambio attraverso un bene non deperibile di un... Livio: La vignetta racconta tutto. Sembra uscita da un giornale ottocentesco, dell'epoca del primo... Marcello Foa: Grazie a tutti per i vostri commenti: certo il fenomeno dei "paracaduti d'oro" non è... voce nel deserto: Chi sbaglia deve pagare,manager e magistrati compresi.Allora le cose andranno meglio.Ricordate il... 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Tra Obama e McCain vince . la Coca-Cola (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Questa è una splendida vignetta pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa americana e riassume, meglio di qualunque articolo, un aspetto cruciale del tracollo del sistema finanziario americano. Il banchiere in nero ha scritto sul cartello: "Per cortesia liberatemi dai debiti o sarò costretto a rovinarvi tutti". La signora commenta: "Oh poveretto, permettici di aiutarti ora che sei in difficoltà, ma fai in modo di trattenere per te stesso un centinaio di milioni di dollari o giù di lì quale bonus per le tue capacità manageriali". E' quel che, purtroppo, sta accadendo: gli ultimi due megadirettori della Aig, il colosso delle assicurazioni salvato dal fallimento, hanno ricevuto buonuscite di 47 e di 22 milioni di dollari; ma la notizia più sconcertante riguarda la Lehman Brothers, di cui è appena stato decretato il fallimento: i megadirettori se ne vanno con la liquidazione mostruosa da 2,5 miliardi di dollari. Questo non è più capitalismo, ma un mandarinato che da decenni plasma a proprio piacimento ampie porzioni dell'economia e della finanza mondiale e che non paga mai per i propri sbagli. E' l'antitesi di un sano spirito imprenditoriale che, a fronte di grandi guadagni potenziali, esige l'assunzione di responsabilità personale, in tutti i settori: dal bancario all'industriale. Questi manager hanno invece un solo orizzonte: l'arricchimento personale con filosofie d'investimento fondamentalmente speculative e con un unico beneficario certo: loro stessi. Fino agli anni Ottanta le grandi fortune venivano create nell'arco di decenni talvolta attraverso il lavoro di più generazioni, negli ultimi tempi bastavano quattro-cinque anni al vertice di una banca d'affari o di una multinazionale per ottenere ricchezze stratosferiche, senza mai rischiare nemmeno un centesimo del proprio capitale, bensì sempre quelli degli altri. Ricchezze ingiustificate, ricchezze malsane. Questa è la vera casta, che ha portato il mondo al collasso. Ed è inutile parlare di risanamento se alla fine il suo potere non viene sradicato, se non si cambiano davvero le regole, ripristinando l'antico buon senso e un'autentica meritocrazia imprenditoriale. Chissà se McCain o Obama ne saranno capaci, il potere di questa lobby è molto forte. Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 15 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Sep 08 E ora via dall'Italia per un futuro migliore? Hanno vinto loro, i sindacati. E a modo loro: mandando all'aria Alitalia. Complimenti vivissimi. Prima che si conoscesse l'esito della vicenda della nostra compagnia aerea, un lettore italiano che abita in Brasile, César Roberto, aveva commentato il mio post su Tremonti con queste parole. Perché un industriale dovrebbe rischiare investendo in una nazione dove essere industriale significa avere mille difficoltá ( sindacati, burocrazia, regolette e balzelli infiniti, impossibilitá di prendere iniziative in tempi brevi, ecc.) e utili insignificanti? Non ci illudiamo, con la crisi l'industria si sposterá ancora piú di quanto fatto finora e non ci sará nessun "risorgimento manufatturiero" a salvare il Paese Tra parentesi io stesso ( e un certo numero di colleghi ingegneri a breve mi raggiungeranno ) sono una dimostrazione di quanto sopra: qui lavoro e mi permetto di vivere con agio, in Italia ero sempre con l'acqua alla gola: a che pro? Se anche si riuscisse a rendere appetibile l'investire in Italia ( con robetta da poco , tipo zittire i sindacati, annullare la burocrazia, snellire le regole, abbassare le tasse - e non di percentuali da prefisso !!!)sarebbe come chiudere le porte dopo che i buoi sono giá scappati consiglio: fate come me , cercate opportunitá all'estero e ritornate a vivere una vita felice D'istinto verrebbe da dire: ha ragione César Roberto e alcuni lettori di questo blog che già vivono all'estero avranno, immagino, molto da dire al proposito. Ma riflettendoci bene, lo sconcertante esito della vicenda Alitalia, che infligge al Paese un enorme danno strategico, potrebbe essere salutare. Quante volte abbiamo invocato una classe dirigente che fosse in grado di opporsi ai ricatti corporativi e sindacali? Oggi forse l' abbiamo trovata. I sindacati erano convinti che la fermezza palesata della cordata Colaninno e del governo fosse un bluff. Ovvero che alla fine avrebbero trattato, all'italiana.. E invece no: imprenditori ed esecutivo hanno tenuto duro, dimostrandosi di parola (al riguardo segnalo il post di Wolly). E allora subentra un'altra sensazione: da questa vicenda può nascere un'altra Italia, più seria, concreta, pragmatica che finalmente si assume e mette ognuno di fronte alle proprie responsabilità. Quest'Italia esiste già perlomeno nel mondo industriale, come ricorda spesso l'economista Alberto Quadrio Curzio, ed è rappresentata da quegli imprenditori piccoli e medi che continuano a brillare sui mercati internazionali, mantenendo solide radici produttive nel nostro Paese. Ora quell'Italia trova la voce e una consistenza politica. Il no di Colaninno e la coerenza dimostrata dal governo Berlusconi, possono segnare l'inizio di un'epoca. Bisogna davvero fuggire dall'Italia per sperare in un futuro migliore? Io mi auguro di no. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 60 ) " (5 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Aveva ragione Tremonti, ma adesso chi crea ricchezza? Ammettiamolo: aveva ragione Giulio Tremonti. E, per molti versi, continua ad averla. In un'intervista al Tg1 ha dichiarato, riferendosi al crack di Lehman Brothers, che "non è fallita una banca, è fallito un sistema. E non è il principio della fine ma la fine del principio. E' stata la scelta pazzesca di finanziare la globalizzazione con il debito. Poi è venuto giù tutto il castello di carta. Stanno fallendo le banche, stanno fallendo gli operatori, è fallito il sistema di sorveglianza e vigilanza". Guardando al futuro Tremonti sostiene che "sulla finanza e sulla speculazione tornerà la manifattura" e si dice ottimista sul futuro del Paese, perché l"'Italia ha la seconda manifattura d'Europa dopo la Germania" e perché "il nostro sistema bancario è più solido rispetto a quello americano, mentre abbiamo un sistema assicurativo abbastanza solido e un sistema pensionistico abbastanza solido molto più che altrove. Le famiglie non sono indebitate. Non sono state prese dalla vertigine del consumo a debito e con i mutui un po' sono sistemate". Dunque l'Italia "dopo la crisi - e tutte le crisi finiscono - sarà più forte di prima e più forte degli altri". Giusto, ma siamo proprio sicuri che sia così facile ricreare ricchezza nel nostro Paese? Temo di no e per questi motivi: 1) Il nostro sistema finanziario è meno indebitato, ma l'Italia è gravata da un debito pubblico stratosferico e deve rispettare regole comunitarie che impongono una severissima disciplina fiscale. Il governo, insomma, ha le mani legate e comunque il livello pro capite di indebitamento (inclusi i conti pubblici) è alto. 2) Gli italiani sono molto più poveri di prima, sia in rapporto al reddito che al patrimonio. a) Il reddito familiare è stato dimezzato dall'avvento dell'euro e ora è eroso dall'inflazione. Inoltre, sebbene il credito al consumo sia meno diffuso rispetto ad America e Gran Bretagna è tendenzialmente in fortissima crescita anche da noi. Se aggiungiamo l'incidenza dei mutui e delle crescenti, stratosferiche spese per la casa (problema di cui nessuno parla) il quadro è chiaro: il potere di acquisto è drammaticamente crollato. b) I patrimoni familiari tendono a diminuire. Chi era investito in Borsa ha perso parecchio, il valore delle case tende a scendere anche da noi (sebbene in misura meno drammatica rispetto a Spagna e Gran Bretagna) e ci vorrano anni prima che il mercato riprenda a tirare, i bot mettono al riparo dalle turbolenze finanziarie ma non coprono nemmeno l'inflazione, chi aveva investito in oro e materie prime soffre perché le quotazioni sono crollate. Tra il 2007 e il 2008 quasi nessuno si è arricchito. Inoltre il livello di risparmio continua a ridursi. Tremonti dice: tornerà l'industria, ma non certo dall'oggi al domani, sono necessari tempi lunghi e bisogna vincere la concorrenza di Asia ed Est europa. Nel frattempo gli italiani sono posti di fronte a un'alternativa: stringere la cinghia, il che significa far crollare i consumi, rallentando ulteriormente l'economia interna, o.. indebitarsi! Domande: Tremonti è, paradossalmente, troppo ottimista? Cosa fare concretamente per rigenerare il potere d'acquisto in tempi ragionevoli? Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 78 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.13 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 58 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Sep 08 L'altra verità su Sarah e la democrazia di sola immagine Pian pianino sta emergendo un'altra verità su Sarah Barracuda, meno idilliaca di quella proiettata finora dai media: ha cercato di far fuori il cognato per vendetta, avrebbe incassato la diaria di trasferta mentre stava a casa e secondo il National Enquirer (un giornalaccio che però recentemente ha realizzato scoop veri tra cui quello sul senatore Edwards), Sarah avrebbe avuto un amante qualche anno fa, l'allora socio d'affari di suo marito, mentre emergono dettagli sulla sua famiglia: il primogenito, il 19enne Trax pare sia un tossicodipendente con problemi giudiziari alle spalle e un curriculum scolastico scadente. La figlia Bristol sarebbe "una scatenata dedita a droghe varie e assai promiscua" e quando cinque mesi fa è rimasta incinta sarebbe stata cacciata di casa da Sarah Barracuda. Da europeo dico: pazienza, sono problemi suoi, non mi scandalizzo. Ma, come sappiamo, in America i criteri sono diversi e queste rivelazioni rischiano di incidere non poco sulla campagna elettorale, tanto più se, come la Palin, hai usato la famiglia per sedurre il pubblico esibendola sul palco della Convention. Da qui alcune considerazioni: 1) Diffidare sempre dei moralisti, come Sarah Palin un'oltranzista evangelica che abbandonò la Chiesa cattolica ritenendola troppo tollerante. 2) Lo spin è uno strumento potentissimo, ma va maneggiato con cura; se si sbaglia il dosaggio, rischia di ritorcersi contro chi lo usa. E in questo caso pare sia stata commessa una leggerezza: i consulenti repubblicani non hanno setacciato il passato della Palin prima dell'annuncio della sua candidatura. McCain l'ha scelta all'ultimo minuto, sulla fiducia (e su consiglio di Rove). 3) Fino ad oggi la campagna elettorale è stata determinata dall'immagine dei candidati (il fascino di Obama prima, l'esplosiva carica della Palin poi) e dalla pubblicità negativa, tutto il resto non conta: vince chi è più bravo a infangare l'avversario, non chi ha le idee migliori per il Paese. Provo un crescente disagio e mi chiedo: la democrazia ridotta a una guerra di disinformazione e di manipolazione dell'opinione pubblica, è ancora una vera democrazia? La comunicazione politica nelle sue attuali, diffamanti e fuorvianti forme è vero progresso? Io dico di no. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 81 ) " (10 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Sep 08 Un mese di Georgia: Mosca ha vinto, l'Occidente ha perso Ieri Sarkozy è volato ancora una volta a Mosca e, come era accaduto un mese fa, Medvedev si è preso gioco di lui. Non ha esposto la bandiera della Ue e ha ironizzato sui negoziati di Ginevra anticipando che li considera inutili. Che cosa ha ottenuto il presidente francese? L'invio di 200 osservatori e la promessa generica di un ritiro dalle zone della Georgia entro il 15 ottobre ovvero praticamente nulla. L'America continua a dar fiato alla retorica pro-Georgia, anche in campagna elettorale. Ma con quali risultati? Ben pochi e dopo tante polemiche, Washington ha annunciato una misura concreta: la sospesione del programma di cooperazione sul nucleare civile. Sai che roba. E' trascorso un mese dalla guerra in Ossezia del Sud ed è tempo di bilanci. Diciamolo francamente: la Russia ha vinto perché é riuscita a ottenere la secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia, l'Occidente ha perso perché non può far nulla per impedirla, visto che ha fatto altrettanto (e per primo) nel Kosovo. Ancora: la Russia ha vinto perché ha dimostrato di poter esercitare la propria influenza in ampie zone dell'Urss e tra poco tenterà di applicare il modello Ossezia all'Ucraina (dove il governo sembra già in crisi) e alla Moldavia. La formula è la stessa: anziché riconquistare il Paese, Mosca punta a dividerlo alimentando la rivolta delle minoranze russofone. L'Occidente ha perso perché vede fallire la strategia di accerchiamento della Russia e dimostra tutta la sua impotenza: noi europei siamo dipendenti dal gas russo, l'America in questo momento non ha le risorse morali, né finanziarie, nè strategiche per contrastare efficacemente i piani del Cremlino. Domanda: per l'Occidente è solo una crisi transitoria o, passate le elezioni presidenziali americane, troverà il modo per reagire? Lo scudo spaziale, che di fatto è rivolto contro Mosca, è davvero necessario o non è meglio cambiare strategia considerando la Russia un alleato di lungo periodo anziché un potenziale nemico? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 51 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 L'America sotto ricatto economico è ancora una superpotenza? Titoli sui giornali americani di questa mattina: il governo americano prende il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac. Bene, anzi male. I liberisti sono furiosi, perché secondo le logiche del mercato i due colossi dovevano fallire, come perlatro la Bera Starns. Gli americani e gli operatori economici tirano un sospiro di sollievo, perché il crollo totale di queste due compagnie, che controllano o garantiscono quasi meta' dei 12.000 miliardi di dollari di mutui Usa, avrebbe definitivamente affossato il mercato immobiliare, che ha perso oltre il 20% del valore e in cui i pignoramenti sono saliti ai livelli massimi degli ultimi trent'anni. Ma l'aspetto più interessante riguarda le modalità dell'intervento. Gli azionisti perderanno quasi tutto, mentre i titoli obbligazionari verranno garantiti dal governo. E sapete chi ha in portafoglio questi bond? Fondi sovrani e grandi investitori arabi, giapponesi e soprattutto cinesi per cifre colossali. Un mese fa hanno bussato alla porta delle Federal reserve e del Tesoro americano e hanno fatto questo discorso: non accetteremo perdite così ingenti e dunque o il governo Usa si fa carico di quelle obbligazioni o da ora in avanti non daremo più credito agli Usa e disinvestiremo tutti i nostri asset dal mercato statunitensi: dunque, di fatto, niente più Buoni del tesoro, obbligazioni private, Wall Street; una fuga dall'America che avrebbe provocato uno tsunami sui mercati. E Washington ha piegato la testa. E' un retroscena di importanza colossale, che fa riflettere. L'America afflitta dai debiti e sotto ricatto straniero è ancora una superpotenza? Scritto in notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 37 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Sep 08 Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin Qualcuno l'ha paragonata a Margaret Thatcher, altri a Ronald Reaga. Esagerazioni. Sarah Palin è un azzardo mediatico, ora vincente. Sulla carta voluto da McCain, in realtà dietro le quinte imposto dal regista occulto di questa campagna, il cinico ex spin doctor di Karl Rove. L'operazione è stata decisa all'ultimo minuto, senza che ci fosse il tempo di scandagliare il passato della governatrice dell'Alaska. E questo spiega le tante rivelazioni dei giorni scorsi, dalla gravidanza della figlia alle sbandate legali del marito. Ma a quanto pare non ci sono altri scheletri nell'armadio. Dunque il piano va avanti. secondo questo schema: 1) Sarah Palin è un'ultraconservatrice, graditissima alla destra evangelica e tradizionalista, che con McCain non riusciva ad entusiasmarsi e che ora invece è motivatissima. 2) Come ha ammesso lo stesso Rove, la Palin è una scelta elettorale e non di governo. Ovvero: chi esprime dubbi sulle sue credenziali come vicepresidente non ha tutti i torti. Ma questo è influente secondo le logiche dello spin. Sarah Palin è un personaggio che deve vivere fino al 4 novembre, dopo si vedrà. 3) E' riuscita a rubare la ribalta mediatica a Barack Obama, che non è più la novità di queste elezioni. 4) Il discorso che ha pronunciato l'altra notte è stato magistrale, ma non lo ha scritto lei, lo ha solo interpretato, benissimo. E non era rivolto alla base repubblicana, bensì al pubblico a casa, all'americano medio che non ha ancora deciso per chi votare e che in realtà non si identifica nè in Obama, nè in McCain in Beiden. Ma nella Palin ora sì, come scrivo in una corrspondenza sul Giornale. Che cosa ha visto in lei il pubblico? Una madre di famiglia che "superando gli alti e i bassi della vita", riesce a conciliare figli e carriera. Poi una donna di temperamento, forse un po' mascolina, ma che grazie alla sua grinta e al suo incrollabile ottimismo arriva dappertutto. Infine, una ragazza di provincia dai gusti semplici e dai valori sani, che dopo aver messo in riga i politici corrotti dell'Alaska, promette di fare altrettanto a Washington. Un po' eroina da film di Hollywood (tipo la Erin Brckovich interpretata da Julia Roberts), un po' donna della porta accanto. In ogni caso una vera americana. E questo è un elemento decisivo nella corsa alla Casa Bianca. Lo fu per Bush quattro anni fa, lo sarà anche quest'anno. Mentre scrivo, le agenzie battono i primi sondaggi. Grazie alla Palin, McCain ha recuperato lo svantaggio su Obama e ora è di nuovo alla pari. In più Sarah, soprannominata Barracuda, sa mordere, come ha dimostrato attaccando più volte efficacemente Obama. Insomma, la corsa per la Casa Bianca è più aperta che mai. E non è difficile prevedere che cosa accadrà adesso: una campagna sempre più emotiva, sempre più sporca. Cattiva, cattivissima, da una parte e dall'altra. Vincerà non chi ha le idee migliori, ma chi riesce a distruggere l'immagine e la credibilità del proprio avversario. Una volta di più: la democrazia, perlomeno in America e nei Paesi anglosassoni, funziona così. Ci divertiremo. Purtroppo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 33 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Tra Obama e McCain vince.. la Coca-Cola Ancora qualche spigolatura sulla campagna elettorale. A Denver la settimana ho ricevuto dagli organizzatori, con il pass, una borsa nera con lo stemma della Convention democratica e quello della Coca-Cola. A Minneapolis-St. Paul ho ricevuto la stessa borsa nera con il simbolo della Convention repubblicana e. quello della Coca-Cola. Capito? Entrambi i candidati promettono il rinnovamento e,via Internet, ricevono milioni di dollari dai sostenitori. Ultimi dati: in luglio McCain 47 milioni, Obama 50 milioni. Ma dietro le quinte l'influenza di K Steet, la via dei lobbisti a Washington, continua ad essere pressante e molte grandi aziende ancora una volta si cautelano sponsorizzando sia il partito dell'elefante sia quello dell'asinello. A Denver, ad esempio, due grandi industrie dell'industria della difesa hanno organizzato dei seminari per formare le nuove leve democratiche, mentre un giornalista dell'Abc è stato arrestato mentre tentava di filmare (stile le Iene) una riunione tra pezzi grossi del partito e un potente gruppo di finanziatori. Niente male per un leader moralizzatore e progressista. A St. Paul is business as usual: anche qui le lobbies imperano e nei corridoi della Convention incontri le solite facce.. del clan Bush. Ma McCain non era un anticonformista quasi indipendente? E' il sistema che li intrappola, come d'altronde anche nelle altri grandi democrazie occidentali. La politica costa troppo e rende prigionieri. Sono troppo pessimista se dico che anche questa volta chi si aspetta un vero rinnovamento rimarrà deluso? Il metodo americano non funziona e finisce per generare corruzione, quello italiano incentrato sul finanziamento pubblico nemmeno. Tra i grandi Paesi non ne vedo alcuno esemplare. Un problema senza soluzione? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 26 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Sep 08 L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Sono negli Stati Uniti, eppure mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul (Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l'eco degli ultimi sviluppi in Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l'Occidente. Il che mi suggerisce alcune considerazioni: 1) In queste condizioni lo spin (ovvero l'informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi, mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché l'opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad accorgersi delle bugie sull'Irak. 2) L'informazione è troppo americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non si parla che dell'uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore. Non mi meraviglio che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E' un meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell'americano medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media cambiano rotta. L'antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa danno il loro contributo e tutt'altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio? Scritto in gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 25 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Che cosa significa la chiusura di un po' di "Investment Banks" tra amici? Niente, si... Livio: Cara Marina, C'era una volta lo scambio in natura; poi lo scambio attraverso un bene non deperibile di un... Livio: La vignetta racconta tutto. Sembra uscita da un giornale ottocentesco, dell'epoca del primo... Marcello Foa: Grazie a tutti per i vostri commenti: certo il fenomeno dei "paracaduti d'oro" non è... voce nel deserto: Chi sbaglia deve pagare,manager e magistrati compresi.Allora le cose andranno meglio.Ricordate il... 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<Costiamo meno di un giorno Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-23 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Comunità montane "Costiamo meno di un giorno Alitalia" IDRO - Le comunità Montane chiedono di continuare a esistere e rivendicano l'importanza del loro ruolo. Ieri durante un convegno a Idro il sottosegretario all'Economia Daniele Molgora ha spiegato che "le comunità montane sono un organismo finito ormai fuori controllo. è necessario fare piazza pulita e ripartire". Enrico Borghi, il presidente dell'Uncem, l'Unione delle Comunità montane, ha però difeso il loro ruolo: "La montagna che noi rappresentiamo - ha sottolineato - produce il 17% del Pil italiano. Alle comunità montane lo Stato versa ogni anno 140 milioni di euro, meno di quella che è la perdita di Alitalia ogni giorno".

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Irlanda e Francia insegnano: il governo tuteli l'allevamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 228 del 2008-09-23 pagina 45 Irlanda e Francia insegnano: il governo tuteli l'allevamento di Redazione Siamo quasi alla fine di settembre e nulla di concreto all'orizzonte fa presagire quale sarà la strada che l'Unire dovrà imboccare per uscire da questa situazione di dissesto. Molti aspetti dell'Unire fanno pensare ad una situazione altrettanto drammatica come quella di Alitalia. Per l'Unire, si è molto parlato di riforma della legge (l.449/99), assolutamente necessaria, ma nessuno ha ancora spiegato quale riforma ed in quale direzione. Si sentono interventi plaudenti ad una fantasiosa privatizzazione, ma quale tipo di privatizzazione? Con quali mezzi, e prospettive? Il governo, una volta per tutte, deve dire e dimostrare se intende tutelare, come è stato ante riforma del 1999, l'allevamento. Se così non fosse, i responsabili portino i libri in tribunale e si chiuda bottega! Per salvare ciò che resta dell'Alitalia, gli imprenditori che si stanno cimentando in questa impresa non avranno potuto fare a meno di analizzare i percorsi virtuosi di altre compagnie che hanno superato grosse crisi. In Europa vi sono alcune realtà ippiche che hanno fatto premio sulle altre, per il trotto la Francia e per il galoppo l'Irlanda, quest'ultimo un Paese agricolo di grande povertà e di tradizioni ippiche secolari. I governanti della cosiddetta "isola di smeraldo", molti dei quali a conoscenza o impegnati direttamente nel settore ippico, sono riusciti ad ottenere dalle autorità della Ue un trattamento di grande favore per tutti gli investimenti ippici fatti nel Paese (l'ex ministro delle Finanze irlandese, Charlie McCreewy, è un importante allevatore di cavalli). Praticamente esentati da qualunque imposta per stalloni sindacati, purché funzionanti in loco. Questi vantaggi fiscali hanno determinato la creazione di una serie di consorzi stallonieri tra i più importanti d'Europa, di allevamenti altrettanto significativi e conseguentemente di un benessere diffuso a tutti i livelli. Questi vantaggi fiscali adesso stanno scadendo e quindi anche l'Irlanda probabilmente dovrà adattarsi a un ridimensionamento. In Francia, al contrario, non hanno beneficiato di aiuti indiretti dalla Ue, ma attraverso una opera intelligente sul territorio, hanno sviluppato al massimo le potenzialità agricole del Paese e dell'allevamento, in particolare del cavallo trottatore. Fra i cugini d'Oltralpe il timone ippico è saldamente in mano agli allevatori, principalmente del trotto, i quali praticamente occupano tutte le posizioni più significative nell'ambito della filiera ippica, ippodromi compresi. Tradizionalmente i presidenti della Secf (la società parigina che gestisce Vincennes, di proprietà comunale e che ha in proprietà Enghien), tutti i presidenti dalla fondazione, sono sempre stati i rappresentanti di grandi dinastie di allevatori, ed i risultati si vedono. Quest'anno la Francia supererà il traguardo dei nove miliardi di euro di movimento di scommesse ippiche! Non soltanto, con buona pace di chi pensa il contrario, anche il presidente di Parimutuel, Bertrand Belanguier, è stato proposto dagli allevatori. E i risultati si vedono. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Expo, il decreto non c'è ma io lavoro lo stesso> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 228 del 2008-09-23 pagina 3 "Expo, il decreto non c'è ma io lavoro lo stesso" di Giannino della Frattina (...) La governance. Cioè a chi toccherà comandare. "Non si può dire che siamo in ritardo su buona parte degli impegni e delle attività da mettere in cantiere - ha spiegato ieri il sindaco Letizia Moratti all'inaugurazione dell'anno fieristico -. Lavoriamo su diversi fronti e proseguiamo sui progetti internazionali". Poi annuncia che domani sarà a New York all'assemblea generale dell'Onu con il governatore Formigoni, il premier Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini per presentare il progetto Expo di fronte a molti capi di Stato "pronti a collaborare con Milano per far partire i progetti sui quali ci eravamo impegnati". Ovvero come città, enti locali e territori possano contribuire alla lotta contro la fame, la povertà, la mortalità infantile, l'Aids, la malaria e le pandemie. Intanto? "Il governo - replica la Moratti - ha già stanziato un miliardo e 400 milioni, i fondi di sua competenza per le opere essenziali da qui al 2015. Un passo estremamente importante che è già stato fatto". Un po' meno convinto, da uomo del fare quale è, Carlo Sangalli. Il presidente della Camera di commercio che per l'occasione ripesca un classico. "Seneca - le sue parole - era solito ricordare come non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto". E per l'Expo è "un fattore che sta diventando importante, soprattutto per le infrastrutture. La dialettica istituzionale per la definizione della governance è un passaggio normale in democrazia e non rappresenta certo una perdita di tempo. Il rischio è semmai che si possa smarrire lo spirito di squadra che sinora è stato determinante per la vittoria dell'Expo e si possa scivolare su tempistiche che ci potrebbero penalizzare". Analisi condivisa da Pierfrancesco Majorino. Per il capogruppo del Pd in Comune "il ritardo c'è e si vede. Tanto che il sindaco in tutti gli incontri non fa altro che ripresentare il dossier di candidatura. Una situazione imbarazzante per Milano, dovuta ai conflitti di potere interni al centrodestra per la spartizione delle poltrone". Ricco anche il capitolo Alitalia. Con la Moratti che esclude "nel modo più assoluto" che gli esiti della trattativa, qualsiasi essi siano, possano influire sulla buona riuscita dell'Expo. "Il piano per Malpensa e Linate che prevede 1,4 miliardi di investimenti, è stato riconfermato anche dopo che Alitalia ha lasciato per buona parte i due scali". Il futuro? "Ci stiamo lavorando, anche con potenziali partner internazionali. Qua c'è il mercato e alla fine sarà il mercato a decidere il luogo dove le linee aere convoglieranno". In ogni caso "siamo in stretto contatto con il commissario per verificare quelli che potranno essere gli impatti su Malpensa e Linate". Ma per Formigoni, "è difficile essere ottimisti in assenza di fatti concreti". E poi sottolinea che quanto successo venerdì "è stato gravissimo. Oggi, forse, qualcuno comincia ad accorgersi che realmente sul tavolo non c'è altra proposta che quella della Cai". E dunque? Formigoni sarebbe lietissimo "se questo accorgersi portasse a un passo indietro e al fatto che chi aveva detto no la settimana scorsa, dica sì questa settimana". Dal decollo della compagnia di bandiera a quello della giunta di Palazzo Marino, azzoppata dal "licenziamento" di Tiziana Maiolo dopo quelli di Vittorio Sgarbi e Carla De Albertis, l'unico assessore finora rimpiazzato. E le critiche si fanno sentire. "Non ho mai inteso governare da sola", replica a chi le chiede di cambiare rotta. "Questo non è un invito che raccolgo, ma una cosa che è sempre presente da inizio mandato". Gli screzi? "A volte sono costretta ad intervenire quando ci sono problemi, ma di governare da soli non se ne parla". Il rimpasto? "Ascolterò le forze politiche la settimana prossima". Riguardo alle attività produttive "naturalmente ne discuterò con Forza Italia". Quanto alla Cultura, "avevo detto che non intendo tenere le deleghe ancora per molto. Quello è un assessorato tecnico". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Ecco perché da anni non volo con Alitalia> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 228 del 2008-09-23 pagina 4 "Ecco perché da anni non volo con Alitalia" di Redazione (...) provvedeva a distribuire uno striminzito pasto in fretta e furia e altrettanto in fretta e furia si è prodigato nel ritiro dei vassoi. A tempo di record (diciamo intorno all'1 di notte) i passeggeri erano stati rifocillati. Dopodiché (e vi garantisco che non mi era e non mi è mai capitato di vedere una cosa analoga in un altro volo) tutto il personale (meno i piloti, o almeno voglio augurarmelo) è letteralmente sparito fino alla mattina successiva lasciando tutte le luci accese. Dove diavolo erano spariti? Semplice: le ultime file dell'aeromobile erano state separate da una tenda che solitamente viene utilizzata per dividere la classe business da quella economy, e Hostess e Stewart si sono rifugiati dietro tale paravento a dormire! L'indomani, visto che tutti gli occupanti dell'aereo erano inferociti, il personale ha risposto candidamente che l'accordo sindacale prevedeva un certo numero di ore di riposo ogni tot ore di lavoro e che quindi avevano diritto di dormire. Lasciando tutti i passeggeri al loro destino. Mi domando: non potevano fare dei turni? La luce invece era rimasta accesa per un guasto tecnico (???). Non potevano ripararlo prima di partire? Questo è stato l'episodio più eclatante, ma durante le tante trasferte Genova Roma e viceversa ho vissuto altre decine di aneddoti tutti caratterizzati dalla maleducazione e dall'arroganza. Ho quindi salutato con entusiasmo la liberalizzazione del mercato e la nascita di molteplici compagnie aeree. In particolare l'avvento delle compagnie low cost che hanno cambiato radicalmente il modo di volare (ricordo ancora la prima volta che ho volato con Ryanair da Genova a Londra, con un apparecchio nuovo fiammante tutto lucido dove ho speso circa 50mila lire andata e ritorno contro le 700mila che ci volevano con British Airwais sui suoi vecchi apparecchi). Ho anche assistito al fallimento della Swiss Air (con mio grande disappunto perché dava un servizio a Genova fenomenale con i suoi comodissimi Saab 2000 dalle comode poltrone in pelle che collegavano la nostra città con l'hub di Zurigo e da lì il resto del mondo che è stato poi soppresso) e alla nascita della Swiss.com. Gli svizzeri, con teutonico rigore, hanno preferito far fallire la loro compagnia di bandiera e costituirne una nuova pur di non dover rischiare (come è successo in Italia) uno stillicidio continuo di denaro pubblico per cercare di salvare l'insalvabile. Se fosse stata intrapresa la stessa strada nel nostro Paese probabilmente oggi avremmo una Compagnia competitiva e dinamica (la professionalità sicuramente non ci manca) che potrebbe competere con le altre compagnie del mondo. In conclusione, sono di quelli che sono contenti della definitiva (spero) fine dell'emorragia di capitali pubblici per alimentare una compagnia gestita in modo scellerato e per l'avvento del libero mercato aeronautico (e non solo di quello). Ovviamente non sono assolutamente contento per i lavoratori, che pagano un prezzo troppo grosso per colpe non sempre loro (certo, decine di scioperi che hanno costellato gli ultimi trent'anni della loro storia non è che li abbiano resi tanto simpatici ai loro concittadini...). Ma c'è un ma. E grosso. Ho cominciato a rendermene conto l'anno scorso. Ryanair (cito loro, perché utilizzo spesso tale compagnia per andare a Londra in quanto mia moglie è inglese) ha cominciato piano piano ad inserire nuove regole che hanno comportato la lenta ma inesorabile crescita dei prezzi. Hanno inserito il limite di 15 chili dei bagagli (oltre si paga, e salato, un tanto al chilo) contro i classici 20, hanno inserito la Priority Card (un costo aggiuntivo sul biglietto che permette di non fare la coda alla partenza - ma visto che costa "appena" 10 euro un sacco di gente l'acquista e quindi si sta nella coda formata da quelli che l'hanno acquistata) e hanno fatto lievitare i prezzi dei biglietti specie in prossimità della partenza. Prenotando con largo anticipo è possibile pagare anche pochi euro, il giorno prima della partenza mi è capitato di pagare un Genova Londra e ritorno più di 400 euro! E questo perché è successo? Quasi certamente perché British Airways, viste le tariffe di Ryanair, aveva abbandonato lo scalo genovese. E Ryanair si era ritrovata ad essere l'unica compagnia di collegamento su Londra da Genova. Un altro esempio: in questi giorni un mio collega, che doveva andare a Roma, ha prenotato con Air One un biglietto Milano Roma. Costo: 447,44 euro! (il costo fino a qualche giorno fa era di circa 120 euro). Quindi va benissimo il libero mercato, ben venga la fine della gestione scellerata di Alitalia, ma occorre vigilare affinché non ci sia chi ne approfitta per lucrare ancora una volta sulla pelle dei cittadini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Piloti, gioco sporco: rischio incidenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Siamo troppo stressati". E rilanciano: "Pronti a comprare Alitalia con le nostre liquidazioni" LA CASSAZIONE Piloti, gioco sporco: rischio incidenti Il gas non si taglia neanche ai morosi Milano, diffidato l'Eni "E' un bene essenziale" Sabatini Nuovo ultimatum per Alitalia. A lanciarlo ieri è stato l'Enac: se entro giovedì il commissario straordinario non presenterà un piano di emergenza, sarà revocata la licenza. C'è, dunque, il rischio dello stop dei voli. Intanto i piloti lanciano un inquietante allarme: "Siamo troppo stressati - afferma il leader dell'Anpac, Berti - e gli aerei sono a rischio incidente". Un'offerta per la compagnia di bandiera arriva proprio da "aquila selvaggia" e dagli assistenti di volo che hanno detto no alla Cai. Sono pronti a mettere a disposizione parte delle loro retribuzioni e l'intero Tfr, pari a 340 milioni, "a supporto di un progetto serio e credibile", più del doppio dei 150 garantiti da Colaninno. Barbera, Giovannini e Rampino ALLE PAG. 6 E 7.

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I piloti: troppo stress rischiamo incidenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia ufficiale il ritiro di CAI Alcuni piloti favorevoli all'intesa con Cai manifestano a Fiumicino. Ma la cordata ha revocato l'offerta LOMBARDI >> 5 23/09/2008.

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Confederazioni al bivio (sezione: Alitalia 2)

( da "Avanti!" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

“Confederazioni al bivio” Il caso Alitalia si ripercuoterà sui sindacati Lunedì 22 Settembre 08 La vicenda Alitalia avrà notevoli ripercussioni sul sindacato italiano. Segna, infatti, un passaggio netto come avvenne negli anni Ottanta per la Fiat. Un paragone storico, questo, fatto da alcuni protagonisti dell'attuale vertenza, mentre gli attori di allora non esitano a giudicare il fatto avvenuto ancora più grave e pericoloso.All'epoca, infatti, ci fu la vittoria di Cesare Romiti, con la marcia dei quarantamila, che non portò però ad una spaccatura nel sindacato, ma ad una sua sconfitta. Uno scenario, dunque, inquietante - secondo analisi raccolte negli stessi ambienti sindacali - per il caso Alitalia in sé. Ma - ovviamente - non solo. C'è il negoziato per la riforma del modello contrattuale dove, con la proposta di Confindustria, si sono ulteriormente evidenziate le differenze di vedute tra le tre organizzazioni sindacali. Ma le confederazioni - si rileva - saranno messe a dura prova anche dalle conseguenze in Europa e quindi pure in Italia della crisi finanziaria negli Usa. E se sarà diviso, il quadro che si determinerà sarà allarmante.Il dispiegarsi di questi ultimi giorni della vertenza è stato un susseguirsi di nuove alleanze, scomposizione di vecchi riti e nuovi soggetti di riferimento con la promozione al tavolo a pieni voti del segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini. Quindi, nuove e strane alleanze: quella tra la Cgil di Guglielmo Epifani (convinto della necessità del coinvolgimento e del consenso di tutti) e i piloti dell'Anpac, l'associazione vicina alla destra un tempo chiamata "Aquila selvaggia" per le modalità di lotta intraprese. Ma anche con l'ala dura del Sdl (personale di terra e di volo). Ad usare toni apocalittici, non appena giunta la notizia del ritiro dell'offerta da parte della Cai, è stato il leader nazionale della Uil, Luigi Angeletti, che ha parlato di catastrofe "sociale", ma anche "sindacale". "Mi ricorda - ha osservato - la vicenda Fiat di 30 anni fa". Ma è andato oltre: "L'azienda era morta e qualche mio collega - ha dichiarato - si accinge a fare il becchino".Parole meno incisive, ma non meno taglienti le ha spese anche il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che da sempre ha salutato più che favorevolmente la discesa in campo della cordata capeggiata da Colaninno. "È stata la follia di pochi e di alcune sigle sindacali che hanno portato alla chiusura delle trattative". Ma la Cgil, additata dal governo come colpevole del "baratro" insieme ai piloti, non ci sta a fare il capro espiatorio. "L'Esecutivo e il presidente del Consiglio - ha replicato Epifani - si assumano le proprie responsabilità per come hanno gestito tutta la faccenda e la trattativa con le parti sociali. La Cgil si è assunta per intero le proprie responsabilità per evitare il fallimento della compagnia". Ed è di fatto persuaso che la Cgil abbia fatto solamente il suo dovere il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi ("Rete 28 aprile"), già sostenitore della rottura del negoziato con Confindustria. "Sulla crisi Alitalia la Cgil ha soltanto fatto il suo dovere verso i lavoratori e verso il Paese, mentre il governo e gli industriali hanno solo operato per rompere". A sperare che Cgil, Cisl e Uil riprendano a marciare unite è proprio uno degli sconfitti' alla Fiat nel 1980, insieme a Lama e Carniti. "Il sindacato - dice Giorgio Benvenuto - avrà delle prove terribili nei prossimi mesi da affrontare. Aprire un contrasto nell'attuale situazione può risultare estremamente rischioso. Per questo conclude - il sindacato ha bisogno di ritrovare l'unità su valori che sono confederali". Carlo Pareto.

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I valzer Cgil fanno perdere la testa al Pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 228 del 2008-09-23 pagina 0 I valzer Cgil fanno perdere la testa al Pd di Gianni Baget Bozzo Che nascesse una cordata di imprenditori italiani in quanto italiani sembrava già una cosa sorprendente. Dopo che il "sistema Paese" è uscito fuori dall'attenzione sia della politica sia dell'economia e la delocalizzazione è stata preferita come la via del profitto, una definizione nazionale di un gruppo di impresa sembrava l'ultima cosa a venire. Ma il "sistema Paese" conta: e il centrodestra aveva fatto di essa la sua coordinata politica fin dall'appello del '94 di Berlusconi. Potremmo annoverare il "sistema Paese" tra i vari fattori emersi prepotentemente in questi giorni che puntano sul primato dell'economia reale, sull'economia finanziaria e sulla tenuta del Paese come soggetto politico ed economico come base per il suo successo industriale. Berlusconi ha fatto propria la tesi della cordata, l'ha posta come sua iniziativa, ma evidentemente sapeva che vi era un consenso sul piano degli operatori economici e finanziari e su quello politico dell'opposizione per una chiamata in campo dei grandi capitali italiani. Un "forza Italia" rivolto agli imprenditori sembrava improbabile, ma esso è avvenuto. E il fatto che Roberto Colaninno sia il presidente della Cai e Passera il suo promotore, indica che si tratta di un'operazione chiaramente trasversale e viene accettato anche da chi non è di centrodestra che il governo attuale ne sia il promotore politico. Chi si è posto di traverso è la Cgil. Essa ha certamente espresso il sentimento del Partito democratico che non vuole lasciare troppo spazio alle iniziative del governo: esso ha già fin troppo consenso e ne avrebbe di più se Alitalia diventasse proprietà della Cai. Sarebbe una privatizzazione, ma una privatizzazione voluta fortemente dalla politica che ne porta la responsabilità. La Cgil ha scelto di fare corpo con i sindacati autonomi dei piloti, cioè con una corporazione segnata dal privilegio in conseguenza del carattere statale della compagnia e protetta anche da destra, visto che i sindacati dei piloti hanno nei loro componenti l'orientamento di Alleanza nazionale. Perché Epifani ha scelto di collegare la sua organizzazione al fallimento della Cai? Forse egli ha assunto il ruolo di patrono politico della sinistra, quello che Lucia Annunziata gli annuncia come futura guida del Partito democratico al posto di Veltroni: un Partito democratico inteso a costituire una forza politica senza nemici a sinistra. Tanto è vero che ora Epifani gode dell'appoggio della Fiom e Cremaschi è uno dei suoi ferventi sostenitori. Lo scopo è chiaro: nuocere a Berlusconi, mettendogli sulle spalle una Alitalia invendibile, né nazionalizzabile, né cedibile a compagnie straniere che non sono candidati virtuali, meno che mai la Lufthansa a cui Epifani si riferisce. Occorre domandarsi cosa farà il Partito democratico di fronte a questo sovvertimento della sua linea politica. Solo D'Alema si è esposto invitando Colaninno ad andare avanti nelle trattative, ma Veltroni è ancora collegato alla linea dell'opposizione a tutti i costi per poter accusare il presidente del Consiglio di avere impedito la vendita ad Air France. Si ha come una radicalizzazione della lotta politica in questa vertenza industriale: il centrodestra punta sul "sistema nazione" come fattore di crescita economica e la sinistra sindacale punta al fallimento dell'iniziativa con un linguaggio anarchico rivoluzionario espresso nei cartelli della base di Alitalia che chiamavano i compratori della Cai "banditi". Un singolare contrasto tra una linea nazionale e un linguaggio rivoluzionario che è ancora presente nella sinistra sindacale ed è divenuto il centro della politica marginalizzando il Partito democratico. è come se si fossero rivelate le essenze delle cose, il contrasto tra nazione e rivoluzione che è sempre una componente ultima della singolare politica italiana. bagetbozzo@ragionpolitica.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'ultimo saluto ad Abdul Guiebre La bara se ne va tra gli applausi (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La salma partirà da Malpensa con un volo diretto per il Burkina Faso, dove giovedì si terranno i funerali. Al termine della crimonia il papà di Abba ringrazia tutti gli italiani e: "In particolare i cernuschesi, per l'affetto che ci hanno dato"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Cronaca SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa RAGAZZO UCCISO A SPRANGATE L'ultimo saluto ad Abdul Guiebre La bara se ne va tra gli applausi La salma partirà da Malpensa con un volo diretto per il Burkina Faso, dove giovedì si terranno i funerali. Al termine della crimonia il papà di Abba ringrazia tutti gli italiani e: "In particolare i cernuschesi, per l'affetto che ci hanno dato" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (220 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (87 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (45 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (36 commenti) I giovani di An contro Fini "Non saremo mai antifascisti" (35 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (32 commenti) 13:28:20 - Simone non ti preoccupare e vai avanti per la tua strada senza pensare a questa federazione incompet[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo13:17:53 - Come si dice "excusatio non petita, accusatio manifesta". Bolelli ha fatto una scelta e se ne assume[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo12:50:12 - Il ragionamento di Simone è condivisibile, però secondo me, dopo avere appurato che la FIT non era d[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo12:43:50 - Doveva capitare anche al grande Rino di dire una "minchiata". E' capitato.[...] Sono d'accordo con Binaghi11:37:59 - @chloe de lissier ma dai adesso esageri! Ti riferisci a del Potro che avrebbe detto che "adesso a Na[...] Argentina in finale11:30:54 - Ma perchè non scendiamo in piazza noi, si noi utenti semplici cittadini comuni che hanno avuto solo [...] Enac: "Nessun rischio: voli sicuri"11:23:42 - Se l'Egitto è insicuro, allora in quest'ottica identico consiglio ad evitare la vancaza dovrebbe ess[...] Cari turisti avventurosi... qualità delle acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferitaAllarme sicurezza, sei d'accordo con la chiusura notturna di piazza San Francesco alle auto dei non residenti?Aderirai allo 'sciopero della pagnotta'? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec body>.

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"Ringrazio il mio ginecologo perché mi ha salvato la vita" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La 'Venere nera' ammette pubblicamente la tempestività con la quale è stata operata dal suo medico curante per due cisti maligne alle ovaie. Inoltre, secondo i 'rumors', la modella è in trattative per diventare la nuova musa di D&G con un contratto da un milione di sterline

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa NAOMI CAMPBELL "Ringrazio il mio ginecologo perché mi ha salvato la vita" La 'Venere nera' ammette pubblicamente la tempestività con la quale è stata operata dal suo medico curante per due cisti maligne alle ovaie. Inoltre, secondo i 'rumors', la modella è in trattative per diventare la nuova musa di D&G con un contratto da un milione di sterline Londra, 22 settembre 2008 - Naomi Campbell è sopravvissuta al tumore alle ovaie grazie al tempestivo intervento effettuato da un ginecologo brasiliano. La supermodella per la prima volta ringrazia pubblicamente il chirurgo che l'ha sottoposta a un'operazione per l'asportazione di due cisti maligne alle ovaie. Dopo aver sopportato per tutto lo scorso anno forti dolori, la Campbell ha ammesso di essersi allarmata solo dopo essere svenuta improvvisamente e di aver quindi deciso di rivolgersi a un dottore brasiliano lo scorso febbraio. Vista la gravità della sua situazione clinica, il medico ha deciso di intervenire immediatamente, sottoponendola a un'importante operazione. "Una volta ottenuti i risultati dei test - ha spiegato la top model al sito 'Digitalspy' e all'edizione inglese di 'Metro' - il dottore mi ha detto che mi avrebbe dovuto operare il prima possibile perchè avevo due grandi tumori alle ovaie. Mi ha sgridato per aver sottovalutato il dolore, consentendo alle cisti di diventare troppo grandi. Hai rischiato grosso, mi ha detto e io ho tremato". In ogni caso la vita professionale della 'Venere Nera' non si ferma mai. Sembra che la top model sia in trattative per firmare un contratto da un milione di sterline per diventare la musa di Dolce & Gabbana. La regina delle passerelle sarà presto a Milano per la settimana della moda e parteciperà al defilé dei due stilisti italiani. D & G hanno realizzato una collezione speciale di abiti per la sfilata di beneficenza organizzata a Londra dalla modella. MULTIMEDIA La modella capricciosa Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (220 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (87 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (45 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (36 commenti) I giovani di An contro Fini "Non saremo mai antifascisti" (35 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (32 commenti) 13:28:20 - Simone non ti preoccupare e vai avanti per la tua strada senza pensare a questa federazione incompet[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo13:17:53 - Come si dice "excusatio non petita, accusatio manifesta". Bolelli ha fatto una scelta e se ne assume[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo12:50:12 - Il ragionamento di Simone è condivisibile, però secondo me, dopo avere appurato che la FIT non era d[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo12:43:50 - Doveva capitare anche al grande Rino di dire una "minchiata". E' capitato.[...] Sono d'accordo con Binaghi11:37:59 - @chloe de lissier ma dai adesso esageri! Ti riferisci a del Potro che avrebbe detto che "adesso a Na[...] Argentina in finale11:30:54 - Ma perchè non scendiamo in piazza noi, si noi utenti semplici cittadini comuni che hanno avuto solo [...] Enac: "Nessun rischio: voli sicuri"11:23:42 - Se l'Egitto è insicuro, allora in quest'ottica identico consiglio ad evitare la vancaza dovrebbe ess[...] Cari turisti avventurosi... qualità delle acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferitaAllarme sicurezza, sei d'accordo con la chiusura notturna di piazza San Francesco alle auto dei non residenti?Aderirai allo 'sciopero della pagnotta'? 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Giusy torna con un nuovo album Tiziano Ferro è il produttore (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Come rivela il settimanale 'Tv Sorrisi e Canzoni', il nuovo lavoro discografico della cantante sarà scritto a quattro mani e conterrà degli inediti. Il nuovo cd uscirà a novembre

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COMUNE SPACCATO SULLA FONDAZIONE, NUOVO STOP IN COMMISSIONE. IL SINDACO: BASTA GIOCHINI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Comune spaccato sulla Fondazione, nuovo stop in Commissione. Il sindaco: "Basta giochini" GERARDO AUSIELLO Forum delle Culture sempre più a rischio commissariamento. La commissione comunale non raggiunge un accordo sulla Fondazione mentre per il dibattito in Consiglio si va verso un rinvio in attesa dell'incontro tra governo ed enti locali. Stallo totale, insomma. Intanto i giorni passano e a Barcellona gli organizzatori della kermesse (che aspettano Bassolino, Iervolino e Oddati per la firma del contratto) mostrano segnali di preoccupazione e nervosismo. La situazione, già tesa, è precipitata nelle ultime ore. Ieri mattina Pasquale Sannino ha riunito la commissione Cultura per analizzare gli emendamenti alla delibera istitutiva della Fondazione. La seduta, durata un'ora e mezza, si è sciolta per mancanza del numero legale. Nel corso del dibattito, però, sono emerse posizioni totalmente differenti, soprattutto all'interno della maggioranza. Raffaele Carotenuto (Prc), d'intesa con Gaetano Sannino (Pdci), Salvatore Parisi (Sd) e Ciro Borriello (Verdi), ha ribadito la "netta contrarietà alla nomina di Nicola Oddati quale presidente della costituenda Fondazione". Non la pensa così un altro esponente dei Verdi, Mario D'Esposito, secondo cui "è opportuno e necessario che l'incarico sia affidato all'assessore comunale al ramo". Per Diego Venanzoni (Dpl) "la maggioranza è in evidente affanno, a questo punto meglio un commissario governativo". D'accordo il forzista Ciro Signoriello nonché Luciano Schifone e Claudio Renzullo di An. Quest'ultimo è stato durissimo: "Il centrosinistra, incapace e irresponsabile, deve andare a casa perché potrebbe far perdere una grande occasione alla città". Sulla stessa lunghezza d'onda il parlamentare del Pdl Paolo Russo: "Non servono fondazioni, consulenze, consigli di amministrazione e poltrone da spartirsi, ma solo un atto di umiltà, di sensibilità, di amore per Napoli da parte del sindaco e di quegli assessori che affidino senza indugi questa opportunità di riscatto alla presidenza del Consiglio". Aperti alla discussione sono, invece, Pietro Mastranzo (Pd) e Stanislao Lanzotti (Udc), i quali aspettano di "conoscere prima le decisioni dell'esecutivo". I punti fondamentali dello scontro restano tre: il possibile allargamento della Fondazione (frutto di un accordo tra Regione, Provincia e Comune) a nuovi soci, eventualmente privati; la costituzione del Consiglio d'amministrazione e la nascita di una commissione di vigilanza, caldeggiata dall'opposizione. Argomenti spinosi di cui si dovrebbe discutere durante la riunione dell'assemblea cittadina di domani. Il condizionale, tuttavia, è d'obbligo poiché ieri pomeriggio il sindaco ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Leonardo Impegno chiedendo il rinvio del dibattito sul Forum (mentre si terrebbe ugualmente la seduta per affrontare altri temi): "È una questione di cortesia - ha spiegato Rosa Russo Iervolino - nei confronti del governo che ci deve ricevere e che ha chiesto qualche giorno di tempo perché impegnato sulla vertenza Alitalia". Il primo cittadino ha poi aggiunto: "La commissione Cultura non trova un'intesa? Ho cose più importanti a cui pensare e non sono affatto preoccupata. In aula l'accordo si trova sempre, mi rassicurano le esperienze parlamentari. Ma, sia chiaro, basta con i giochini". All'appello del sindaco, accolto dalla maggioranza, rispondono i capigruppo di Fi e An, Raffaele Ambrosino e Carlo Lamura: "Siamo d'accordo ma domani si vada comunque in aula. In questo modo tutte le forze politiche potranno affidare alla Iervolino, attraverso l'eventuale condivisione di un documento di indirizzo, un mandato pieno dell'assemblea in vista del vertice nella Capitale".

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Berlsuconi convoca Colaninno. Veltroni: "Ecco il nostro piano" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

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Localizzato il gruppo dei rapitori Il Cairo: "Ostaggi illesi, stanno bene" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I nostri connazionali sono stati sequestrati durante un'escursione nel deserto a 900 chilometri a sud-ovest del Cairo. Non risulta sia in corso la preparazione di un intervento armato per liberarli

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I turisti europei, tra cui 5 italiani, rapiti nel deserto del Sahara, al confine tra Egitto e Sudan, sono "illesi" e in condizioni di salute "molto buone". Lo ha confermato il ministro del Turismo egiziano, Zuhair Garana. "Questa mattina abbiamo avuto le ultime notizie dagli ostaggi", ha riferito Garana. "Abbiamo informazioni sicure e attendibili che tutti i rapiti stanno bene, in condizioni di salute molto buone, con cibo e acqua a sufficienza". Insomma, "non sono stati trattati male", ha puntualizzato il ministro. LA VICENDA La Farnesina lavora alacremente, ma "nel più stretto riserbo" alla liberazione dei cinque ostaggi italiani, che sono stati rapiti nel sud ovest dell'Egitto. Nelle ultime ore "non sono emerse novità nè elementi nuovi", dicono però al ministero degli Esteri, dove per ora non confermano neanche la richiesta di un pagamento di riscatto. Gli undici turisti (oltre ai cinque italiani, altrettanti tedeschi e un rumeno), insieme agli 8 egiziani che li accompagnavano (quattro autisti, due guide, il proprietario dell'agenzia di viaggio e un agente di sicurezza) sono stati rapiti da sconosciuti, probabilmente banditi senza motivazioni politiche, vicino al confine tra Egitto, Sudan e Libia. E secondo fonti ufficiali egiziane, il gruppo è stato successivamente trasportato in territorio sudanese, dove l'Egitto ha inviato un team di 007 perchè collabori con le autorità locali al rilascio degli ostaggi. Nelle ultime ore, fonti non confermate hanno rivelato che i rapitori avrebbero minacciato di uccidere gli ostaggi se saranno fatti tentativi di liberarli con un blitz militare. Secondo la fonte, uno degli ostaggi, un operatore turistico, ha contattato la moglie tedesca e le ha riferito della minaccia, che la donna ha riportato alle autorità egiziane. I turisti stavano compiendo un'avventurosa escursione nelle Gole delle Acacie al confine tra l'Egitto e il Sudan, una zona ricca di reperti archeologici, e dove non erano mai stati rapiti turisti stranieri. Secondo la fonte, le autorità egiziane sono risalite alle telefonate sudanesi fatte dall'ostaggio alla moglie. Stamane il quotidiano al-Ahram ha citato il ministro del turismo Zoheir Garrana, secondo gli ostaggi sono comunque tutti in buone condizioni. E mentre un portavoce del ministero degli esteri tedesco, ha assicurato che la Germania lavora a "una rapida soluzione" della vicenda, il titolare dell'agenzia di viaggi alla quale si erano rivolti i cinque turisti torinesi, si è detto fiducioso. "Siamo in continuo contatto con i nostri colleghi egiziani e a quanto ci risulta tutte le persone sequestrate stanno bene, anche se non sono ancora state liberate". "Le notizie - ha proseguito Lizzi - a volte sono un poco confuse e frammentarie, ma a quanto ne sappiamo noi le persone rapite dovrebbero ancora essere in Egitto, a circa due chilometri di distanza dal confine con il Sudan". "Inevitabilmente - ha concluso - siamo preoccupati, ma fiduciosi che la situazione si risolva al più presto". I NEGOZIATI Le autorità tedesche starebbero negoziando il pagamento di un riscatto per il rilascio dei cittadini tedeschi, italiani, rumeni ed egiziani presi in ostaggio ad Assuan, nell'ovest dell'Egitto. E' quanto avrebbe detto il ministro egiziano per il Turismo, Zoheir Garana, secondo quanto riferito dall'agenzia semi-ufficiale Mena. I rapitori avrebbero chiesto inizialmente 15 milioni di dollari. Ma Garana ha spiegato che l'ultima richiesta sarebbe di poco più di 6 milioni. Il ministero degli Esteri tedesco ha confermato soltanto di avere allestito una "unità di crisi" per negoziare con i rapitori e ottenere il rilascio degli ostaggi. IL COMMENTO Per noi europei il mondi si è ristretto di Lorenzo Bianchi - LA SCHEDA La suggestiva 'Gola delle acacie' - Stranieri nel mirinoGli italiani sequestrati e l'attesa dei familiariGuarda la videonewsAndresti in vacanza in un paese a rischio? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (228 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (88 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (52 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (45 commenti) I giovani di An contro Fini "Non saremo mai antifascisti" (44 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (36 commenti) 16:10:06 - prima c'erano gli esuberi e giù legna a inveire contro chi voleva i tagli..poi c'è stata la pseudo c[...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"16:02:04 - Quindi se bevo una birra e guido tu mi mettersti in carcere per 10 anni? Guarda che se lo facessimo [...] Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo"16:01:09 - Forza Maroni!!! Avanti così e non ti preoccupare di questi discorsi da finti buoni che fanno i comun[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%15:59:51 - berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%15:52:53 - Eh no Gianfra, chi abita in centro non può sopportare certi rumori per 20 giorni....detto questo, no[...] Don Cernuschi attacca il sindaco, 15:49:54 - Non c'è sicrezza che tenga in italia, se prima non si creano garanzie per una reale giustizia social[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60% latte cineseCastel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaqualità delle acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Muccino: "Vorrei una famiglia con la mia Angelica" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il regista racconta per la prima volta del legame sentimentale con la sua partner e ammette: "Siamo complici in tutto, abbiamo una grande intesa. Lei ha aiutato il mio benessere spirituale"

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Il regista, di ritorno da Los Angeles dove ha diretto 'Seven pounds' con Will Smith, parla per la prima volta della sua storia d'amore con Angelica Russo: "Se ami una donna non puoi non pensare a un futuro insieme". "Io e Angelica - ha continuato Muccino - siamo complici in tutto, abbiamo una grande intesa. Averla con me a Los Angeles è un lusso di cui ancora la ringrazio, ero concentrato in modo ossessivo verso il film, ma essendo lei portatrice di cose belle, ha aiutato il mio benessere spirituale". Il regista, che ha già due figli, Silvio Leonardo dalla scenografa Eugenia Di Napoli e Ilan da Elena Majoni, dalla quale si è separato nel 2006, ha così commentato le sue relazioni passate: "Ho avuto un rapporto difficile con le donne in passato, altrimenti non avrei due figli con i quali non vivo insieme sette giorni alla settimana. Se sto con Angelica è perchè credo che le cose possano cambiare e siano cambiate". Il film 'La ricerca della felicità' Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (228 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (88 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (52 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (45 commenti) I giovani di An contro Fini "Non saremo mai antifascisti" (44 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (36 commenti) 16:10:06 - prima c'erano gli esuberi e giù legna a inveire contro chi voleva i tagli..poi c'è stata la pseudo c[...] Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"16:02:04 - Quindi se bevo una birra e guido tu mi mettersti in carcere per 10 anni? 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Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%15:52:53 - Eh no Gianfra, chi abita in centro non può sopportare certi rumori per 20 giorni....detto questo, no[...] Don Cernuschi attacca il sindaco, 15:49:54 - Non c'è sicrezza che tenga in italia, se prima non si creano garanzie per una reale giustizia social[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60% latte cineseCastel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaqualità delle acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Sienna Miller e Jude Law ancora insieme Ma solo sul set di 'Sherlock Holmes' (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo un legame sentimentale molto burrascoso tra le due star, sembra che i due condivideranno il set per la nuova pellicola di Guy Ritchie che narra le vicende del detective nato dalla penna di Arthur Conan Doyle

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Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dopo le affermazioni di Berti relative ai piloti sotto stress, arriva la rassicurazione di Riggio: "Per essere più certi, due ispettori di volo dell'Enac controlleranno lo stato dei piloti"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte" Dopo le affermazioni di Berti relative ai piloti sotto stress, arriva la rassicurazione di Riggio: "Per essere più certi, due ispettori di volo dell'Enac controlleranno lo stato dei piloti" Roma, 23 settembre 2008 - Il Pd mette nero su bianco le proprie proposte per uscire dalla crisi Alitalia e le invia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo quanto si apprende da fonti del Pd, Walter Veltroni ha inviato al premier Silvio Berlusconi una lettera che riassume la posizione su Alitalia, dopo che il partito questa mattina ha fatto il punto della situazione durante la riunione del coordinamento. Scrive Veltroni nella lettera al premier: "Signor presidente, la vicenda Alitalia rischia di giungere rapidamente ad un esito tragico. Le scrivo per rinnovare l'impegno del Partito Democratico a concorrere alla ricerca di una difficilissima soluzione positiva e per chiederLe di assumere immediatamente un'iniziativa volta ad uscire dalla paralisi che si è determinata dopo il ritiro dell'offerta di Cai". Veltroni ricorda che "noi del Partito Democratico abbiamo formulato un giudizio di durissima critica alle scelte da Lei operate - sulle questione di Alitalia - prima nella stagione di governo 2001-2006, poi nel corso dell'ultima campagna elettorale. Oggi tutti lo possono vedere meglio: la soluzione Air France era certamente più solida sul piano industriale e più efficace sul piano delle garanzie sociali. E aveva il merito di inserire, in maniera non subalterna, la compagnia di bandiera all'interno di una grande e consolidata realtà internazionale del trasporto aereo. Non ho dubbi circa il fatto che siano state proprio in quelle settimane le Sue scelte ad alimentare sproporzionate aspettative da parte di alcune delle organizzazioni sindacali". Ma, ribadito il giudizio sul passato, il Pd mette sul tavolo delle proposte per superare l'attuale crisi: "Ma non Le scrivo per ribadire questi giudizi, purtroppo confermati dall'evoluzione degli eventi di queste ore. Le scrivo per avanzare tre proposte. Parto dal fatto che oggi tutti i protagonisti fondamentali avvertono l'urgenza di un fatto nuovo, ma nessuno sembra in grado o intende muoversi dalla posizione in ultimo assunta". Per Veltroni, "il Governo - anche agendo tramite l'azionista - può e deve superare questo stallo. Convochi dunque le parti, immediatamente, e determini un fatto nuovo: senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate. Di fronte all'incombere del fallimento, il Governo non può dire di avere già fatto tutto quello che poteva, perché non è vero. Signor Presidente, il tempo è pochissimo. Troppo ne è stato sprecato da Marzo ad oggi, fino ad arrivare al limite temporale delle possibilità di sopravvivenza dell'azienda". "Tuttavia noi, - aggiunge - senza sconti sulle responsabilità politiche di questi anni, faremo quanto è possibile per aiutare tutte le parti a modificare, almeno in parte, le proprie posizioni. Ma il Governo deve favorire con una sua iniziativa urgente il riposizionamento di tutti gli attori". Secondo il segretario del Pd ci sono "tre strade possibili: 1) che la CAI faccia un passo in avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono; 2) che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti esteri, che, da soli o con CAI, potrebbero acquisire, rispondendo al bando tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella salvezza e nello sviluppo di Alitalia; 3) che il commissario, in rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del Governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i sindacati consentendo così poi a CAI e/o a compagnie aeree straniere di acquisire Alitalia, garantendone la sopravvivenza". Conclude Veltroni: "Il nostro giudizio sulla vicenda della nostra compagnia nazionale è molto severo ma questo non ci impedisce di operare positivamente, come sempre, nell'interesse esclusivo del Paese". FINI Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, vede ancora degli spiragli sulla vicenda Alitalia e invita le parti a proseguire nel confronto. "Ci sono stati degli egoismi - afferma Fini - delle chiusure che definire corporative è dire poco, ma ci sono, almeno per qualche giorno ancora, dei piccoli spiragli e tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell'Alitalia devono lavorare affinchè rimangano aperti e si allarghino ancora di più". Giorni contati per Alitalia, nella speranza che si riapra la partita con Cai o arrivi qualche altra offerta. Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha ribadito che o il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, presenta entro giovedì un piano di emergenza oppure la licenza per l'aviolinea sarà sospesa. "Nel momento in cui l'unico piano esistente cade - ha spiegato Riggio - si viene meno al presupposto. A meno che il commissario, nell'ambito dei suoi poteri, non presenti un 'emergency plane', un piano di emergenza per ridurre le spese e dimostrarci che è in grado di andare avanti". "Francamente - ha aggiunto il presidente dell'Enac - ho suggerito al commissario di non fare cose azzardate, perchè le compagnie aeree devono avere affidabilità". "Lui stesso - ha detto Riggio riferendosi a Fantozzi - ha convenuto che in assenza di offerte realistiche e concrete chiederebbe la sospensione dei voli". Quanto agli slot, in caso di sospensione della licenza, Riggio spiega che "nel momento in cui Alitalia si ferma i suoi slot restano congelati per un tempo breve" e, considerando che "la stagione invernale comincia il 25 ottobre", "già hanno o stanno facendo domanda tutte le compagnie europee". Non ottimista il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli: "Siamo alla disperazione. L'unica speranza oggi è che i sindacati firmino in modo da consentire al governo di provare a convincere Cai a fare un passo indietro. Anche l'idea dei piloti di mettere a disposizione il loro Tfr non potrebbe aiutarci a raggiungere cifre sufficienti per rilanciare la compagnia"."Allo stato - ha concluso Matteoli - non c'è nessuna offerta". Intanto, il presidente dell'Anpac, Fabio Berti, smentisce di aver riferito che per i piloti era rischioso volare in queste condizioni di particolare stress legato alla vicenda Alitalia: "Mai detto che i piloti di Alitalia sono stressati e che i passeggeri devono per questo temere". "Il riferimento ai pericoli legati alla sicurezza - precisa Berti - era legato esclusivamente a ipotetici futuri contratti che non tengano sufficientemente in considerazione i livelli di fatica e stress degli equipaggi". Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, riconferma che la proposta di salvataggio di Alitalia avanzata da Cai è l'unica alternativa al fallimento e boccia senza mezzi termini la soluzione proposta ieri dal 'fronte del nò. La proposta Cai, ha detto il leader sindacale, "è l'unica soluzione ed è bene che nessuno si inventi altre cose che non stanno in piedi e che potrebbero dare l'illusione ottica di una prospettiva". "Sono quindici giorni che vengono emessi ultimatum. Se avessimo utilizzato tutto questo tempo per trattare, probabilmente oggi avremmo fatto non uno, ma dieci contratti", ha osservato infine Claudio Petrocchi, coordinatore dell'Sdl. SICUREZZA DEI VOLI "Nessun rischio" sulla sicurezza dei voli a causa dello stress dei piloti degli aerei della compagnia Alitalia. Lo afferma Vito Riggio, presidente dell'Enac che, dopo le affermazioni di ieri del presidente dell'Anpac, Fabio Berti, spiega: "Penso che Berti abbia fatto riferimento a una eventuale accettazione di un contratto sotto stress, ma è escluso che questa dichiarazione riguardi la situazione in atto. Peraltro - dice Riggio - sarebbe in contraddizione con ciò che risulta a noi in questo momento: cioè che tutte le operazioni di Alitalia si svolgono con regolarità e in sicurezza". "In ogni caso, per esserne ancora più certi - afferma Riggio intervenendo alla trasmissione televisiva Panorama del giorno su Canale 5 - già da stamattina due ispettori di volo dell'Enac controlleranno lo stato dei piloti per quello che è possibile. Ricordo che si tratta di professionisti, certificati dall'Enac. Noi in questo momento siamo tranquilli". Riggio ha detto anche di aver ricevuto intorno alla mezzanotte un messaggio dallo stesso Berti che ha spiegato di non aver mai parlato di voli a rischio. CONTO ALLA ROVESCIA Cai ritira ufficialmente l'offerta - L'AVVISO SUL SITO Manifestazioni di interesse entro il 30/9Quale futuro per Alitalia?Piloti e assistenti di volo in corteoGuarda la videonews Commenti Invia commento Segnala ad un amico 23/09/2008 10:55 cicciobaldo Ammettiamo che sti' vagabondi privilegiati si salvino il di dietro: ma voi avreste il coraggio di volare con loro? 23/09/2008 11:08 roberto Non vedo il problema....vorrei sapere chi in questa situazione compra un biglietto alitalia,vorrei conoscere quel tipo che programma un volo, non so, per gli U.S.A, da fare tra quindici giorni con alitalia.Quindi gli stressati devono avere paura solo per se stessi,noi abbiamo già fatto il biglietto con altra compagnia. 23/09/2008 11:30 roberto Ma perchè non scendiamo in piazza noi, si noi utenti semplici cittadini comuni che hanno avuto solo disavventure volando con alitalia; valigie perse, ritardi di ogni tipo e una super maleducazione delle assistenti di volo. Cacciamoli via, a pedate, e non permettiamo che questi ci minacciano, dichiarando di essere sotto stress e che quindi puo' succedere un incidente..(roba da matti). Sono una vera casta peggio dei politici. 23/09/2008 12:04 giorho Perchè mai dovremmo continuare a mantenere chi produce debiti? Se non sono in grado di produrre utili perchè dovremmo continuare a mantenerli? 23/09/2008 14:41 alchimista i signori dipendenti alitalia sono abituati a volare troppo alto. Forse dovrebbero tornare nel mondo dei comuni mortali (quello dei tanti utenti che hanno lasciato a piedi e dei tanti contribuenti che fino ad oggi li hanno mantenuti ). 23/09/2008 16:10 francesca prima c'erano gli esuberi e giù legna a inveire contro chi voleva i tagli..poi c'è stata la pseudo cassa integrazione..ora,nessuno sta a casa ma ci mettiamo anche 2 controllori x pilota..vado a lavorare in alitalia anch'io...e poverini,sono cosi stressati..si smetterà bene di raschiare il fondo del barile prima o poi..???? Sono presenti 6 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Guarda che se lo facessimo [...] Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le esporremo"16:01:09 - Forza Maroni!!! Avanti così e non ti preoccupare di questi discorsi da finti buoni che fanno i comun[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%15:59:51 - berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%15:52:53 - Eh no Gianfra, chi abita in centro non può sopportare certi rumori per 20 giorni....detto questo, no[...] Don Cernuschi attacca il sindaco, 15:49:54 - Non c'è sicrezza che tenga in italia, se prima non si creano garanzie per una reale giustizia social[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60% latte cineseCastel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaqualità delle acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare cassa?Vota la tua coppia di veline preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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Il Governo insiste: <C'è solo la Cai> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Appello ai sindacati per riprendere la trattativa. Il Pd: no a pregiudiziali sugli stranieri Il Governo insiste: "C'è solo la Cai" Appello ai sindacati per riprendere la trattativa. Il Pd: no a pregiudiziali sugli stranieri --> ROMA È partita l'ultima corsa contro il tempo per il salvataggio di Alitalia e la politica si divide sulle prospettive per impedire che, come minaccia l'Enac, sia sospesa la licenza di volo. Per il governo, presidente del Consiglio in testa, non c'è alternativa alla Cai ed è forte il pressing della maggioranza per indurre i sindacati a tornare al tavolo. Un atteggiamento che fa gridare il leader dell'Idv Antonio Di Pietro "alla turbativa d'asta"; mentre il Partito Democratico, dopo aver sollecitato il nuovo bando, sprona il governo a "prendere in mano la cloche" per valutare nuove proposte senza fare barricate all'ingresso di compagnie straniere. Il premier Silvio Berlusconi spera che "prima o poi la ragionevolezza tornerà in tutti". Ma, anche se non è ancora detta la parola fine, per il presidente del Consiglio la colpa del fallimento dell'operazione Fenice è chiara: "Sono degli irresponsabili, non guardano al bene del paese e ai guai sociali che potrebbero derivarne. Stanno facendo di tutto per far saltare l'accordo", è l'attacco rivolto alla Cgil e alle altre cinque sigle sindacali, piloti e assistenti di volo in testa, che non hanno firmato l'accordo. Tra ultimatum dell'Enac e offerte annunciate dai piloti, il governo cerca di tenere alta l'attenzione sull'unica proposta in campo, cioè quella della Cai. I ministri Altero Matteoli e Maurizio Sacconi sperano che "nei prossimi giorni si ricostruisca il filo del dialogo con tutte le organizzazioni sindacali" in modo che, firmando l'accordo, si riesca a far tornare Cai al tavolo. Alternative non ce ne sono sia perchè, come spiega il sottosegretario Paolo Bonaiuti, "non mi pare che ci siano le file di compratori di Alitalia nella condizione in cui siamo". Sia perché, incalza il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, "solo l'accordo Cai-sindacati può consentire, in un secondo momento, l'ingresso in posizione minoritaria di una forte compagnia straniera". E, mentre Lufthansa resta alla finestra e i piloti lavorano per cercare nuove cordate, è una gara contro il tempo fino a martedì 30 quando l'Enac potrebbe sospendere o revocare la licenza di volo di Alitalia. E proprio perchè "siamo a un passaggio cruciale", incalza il ministro ombra del Pd Pierluigi Bersani, serve che qualcuno nel governo "prenda in mano la cloche a cominciare dai veri titolari del problema, l'azionista Tremonti e il responsabile della procedura Scajola che fin qui si sono fatti di nebbia". I democratici vedono all'orizzonte l'interesse di stranieri a patto che, avverte Francesco Rutelli, "si lavori per avvicinare le posizioni" ed i ministri evitino di pronunciarsi su un partner internazionale o su un altro. Certo, conclude l'ex vicepremier, "rimanendo bloccati sull'idea che c'è solo Cai, che si è ritirata, si rischia di far passare giorni mentre le condizioni per un accordo con le rappresentanze dei lavoratori ci sono". Posizione, quella del governo, che scatena la reazione di Di Pietro che chiede all'Antitrust "di aprire immediatamente una pratica", intravedendo "una turbativa d'asta grande come una casa".

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Rabbia a Fiumicino Ecco il fronte del sì (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

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Primo Piano Pagina 102 Sindacati spaccati, in campo i dipendenti che vogliono l'accordo Rabbia a Fiumicino Ecco il fronte del sì Sindacati spaccati, in campo i dipendenti che vogliono l'accordo Gli slogan: "Vogliamo lavorare", "Pilota metti la firma" --> Gli slogan: "Vogliamo lavorare", "Pilota metti la firma" ROMA A distanza di qualche decina di metri l'una dall'altra, le due anime dei dipendenti Alitalia, pro e contro la firma dell'accordo con la Cai, si sono contrapposte ieri all'aeroporto di Fiumicino. Per oltre tre ore è stato questo lo scenario vissuto nello scalo aereo della capitale, dove peraltro i voli hanno continuato ad essere regolari: una palese spaccatura sul campo tra piloti (ma non solo piloti), che si riconoscono nelle diverse sigle sindacali vissuta nell'area del varco equipaggi. In questo scenario si sono fronteggiati verbalmente i due presidi contrapposti del sì e del no, separati da un nutrito cordone di polizia e carabinieri. BONANNI NON C'È Il tam tam è scattato già prima delle 9 quando, con la conferma della manifestazione dei piloti del sì aderenti a Cisl, Uil e Ugl, era circolata la voce, poi smentita, dell'arrivo del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Alle 10.30 il via, con la comparsa di una decina di piloti in divisa (alcuni con cartelli sandwich del tipo "Non voglio fare i piani industriali, voglio lo stipendio", "No ai giochi di potere sulla pelle dei piloti") assieme ad una cinquantina di rappresentanti delle tre organizzazioni sindacali. Ed è stata subito polemica sugli spazi da occupare: alla fine ha prevalso il presidio di piloti e assistenti di volo contrari alla firma con la Cai: loro, lo slargo davanti al varco equipaggi lo avevano occupato da giorni, e così i nuovi manifestanti, grazie all'opera di persuasione di dirigenti della PS, hanno finito per accontentarsi di uno spazio più ristretto ma a poca distanza. La musica è cambiata, tanto da far temere anche un contatto fisico, poco dopo le 11 quando, a dar man forte al fronte del sì è arrivato un corteo di un centinaio di lavoratori di terra di Alitalia, appartenenti al settore pulizie di bordo e carico e scarico bagagli. Marciando compatti in tuta da lavoro, al grido di "Pilota metti la firma" hanno percorso il fronte esterno degli arrivi internazionali prima di fermarsi davanti al cordone delle forze dell'ordine. Lo slogan più urlato "Berti e Notaro andate a lavorare", una serie di "buh..." e pesanti epiteti nei confronti dei piloti di parte contraria. "I signorini guadagnano l'iradiddio - ha sintetizzato uno di loro - Come ha ammesso anche Berti in tv, 160 mila euro l'anno, mentre noi arriviamo al massimo a 1.500 euro al mese con lo straordinario, il notturno e tutto il resto. Devono firmare". Discosti anche fisicamente, i pochi piloti Cisl, Uil e Ugl hanno assistito pressocchè in silenzio alle scene che si sono ripetute, con i colleghi e assistenti di volo contrari all'accordo presi di mira mentre percorrevano l'ormai stretto corridoio stradale per andare a prendere servizio o per raggiungere l'altro presidio del no. ULTIMO STIPENDIO "Sicuramente più della metà dei 18.500 dipendenti Alitalia è per la sopravvivenza dell'azienda e per prendere lo stipendio a fine mese - dice Marco Veneziani, responsabile Uil Piloti - Forse questo mese gli stipendi ci saranno, ma credo che già ad ottobre non sarà più così". "Siamo qui soprattutto per gridare lo sgomento per il fatto che le maggiori sigle dei piloti non intendono firmare per motivi strumentali", ha aggiunto uno dei comandanti a 4 strisce del fronte del sì, Alessandro Cenci, coordinatore Fit-Cisl Piloti.

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Anpac: mettiamo i nostri tfr (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

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Primo Piano Pagina 102 Offerta virtuale con Up, Avia e Sdl: 340 milioni in una nuova cordata Anpac: mettiamo i nostri tfr Offerta virtuale con Up, Avia e Sdl: 340 milioni in una nuova cordata --> ROMA Appena aperto il nuovo bando del commissario Fantozzi, per le manifestazioni d' interesse, è già pronta in rampa di lancio una nuova offerta per Alitalia, al momento però solo virtuale. A metterla sul piatto i piloti, assistenti di volo, personale di terra aderenti a Anpac, Up, Avia e Sdl, il cosidetto fronte del no, composto dai sindacati che non hanno firmato l'accordo-quadro con la Cai di Roberto Colaninno. Le 4 sigle hanno annunciato che entro il 30 settembre presenteranno un' fferta per una cordata alternativa, sul tavolo del Commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi. Un'offerta sulla quale si stanno cercando rapidamente adesioni, con contatti già in corso con imprenditori italiani ed esteri, oltre naturalmente a un partner industriale in ambito europeo. Ecco i punti cardine dell'offerta. OFFERTA Punta a supportare "qualunque progetto serio e credibile per il rilancio", è rivolta "a qualunque soggetto, nazionale o estero, disposto ad acquisire e rilanciare Alitalia". Verrà presentata entro il 30 settembre prossimo; il progetto è quello di costituire "una cordata alternativa insieme ad altri imprenditori italiani o stranieri". CORDATA È in atto la ricerca di imprenditori italiani e stranieri per la formazione della cordata. L'esplorazione riguarda anche il partner industriale; contatti in corso con Lufthansa in primo luogo, ma anche Air France "potrebbe essere interessata alle nuove condizioni dell' offerta". Contatti anche con vettori extra Ue (si fa il nome di Emirates) e con colossi dell'industria aeronautica, oltre che istituti di credito e fondi d'investimento. Resisterebbe un filo rosso con una sponda della cordata Cai, nell'idea che la fusione delle due offerte potrebbe rappresentare una soluzione ottimale. PIANO INDUSTRIALE I piani industriali elaborati da Air France e da Lufthansa vengono definiti "entrambi validi". "Molto positivo", in particolare il piano dei tedeschi, "basato sul multihub, valorizzazione di Malpensa, sincronizzazione delle destinazioni internazionali". CONTRATTO Il modello contrattuale si richiama a quello attualmente in vigore per i dipendenti di Lufthansa, con un taglio del 30% in busta paga, quattro anni di pace sociale e il montante del tfr, che i sindacati hanno quantificato in circa 340 milioni. GOVERNANCE Viene proposta una governance sul modello tedesco. "Non cerchiamo il controllo della compagnia ma la difesa della nostra professionalità - dicono i piloti -il nostro contributo in denaro a questo progetto è la prova che ci crediamo fino in fondo".

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Alitalia, una lenta agonia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 Alitalia, una lenta agonia I piloti del no: "Noi pressati, sicurezza a rischio" --> I piloti del no: "Noi pressati, sicurezza a rischio" ROMA Nuovo ultimatum per Alitalia. È arrivato ieri dall'Enac ed è perentorio: se entro giovedì 25 - tuona il presidente Vito Riggio - il commissario straordinario non presenterà un piano di emergenza o una proposta di acquisto che permetta di confermare la licenza provvisoria di volo, questa verrà revocata. C'è il rischio dello stop dei voli. Che potrebbe slittare a martedì 30 settembre se Augusto Fantozzi presenterà un piano di taglio di spese e misure per garantire la continuità aziendale. Ma non ci sarà un piano Fantozzì, ha fatto sapere il commissario. È arrivata un'offerta per Alitalia dal fronte dei piloti e assistenti di volo che hanno detto no al piano di Compagnia aerea italiana (Cai). Oggi, intanto, è stato pubblicato sul sito web dell'Alitalia l'invito a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto di rami d'azienda della compagnia entro il 30 settembre (data di scadenza dell'offerta Cai, che ieri è stata ritirata formalmente) mentre oggi un annuncio sarà pubblicato su tre dei maggiori quotidiani nazionali e uno straniero. Una dimostrazione, ha detto il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, della volontà da parte dell'Italia di rispettare le regole europee e dei principi di trasparenza e non discriminazione. I piloti (Anpac e Up hanno annunciato si fonderanno in una sola associazione) e gli assistenti di volo di Avia e Sdl del fronte dissidente mettono a disposizione parte della retribuzione e l'intero Tfr, circa a 340 milioni, a supporto di un progetto serio e credibile da parte di una cordata alternativa con altri imprenditori italiani o stranieri, "più del doppio dei 150 milioni che è disposto a mettere sul piatto il presidente di Cai, Colaninno". Contatti sarebbero in corso con le major Lufthansa e Air France ma anche con Emirates. Dai piloti arriva anche un avvertimento: "Sembra che qualcuno voglia creare un'azienda che produce delle forme di pressioni psicologiche gravissime, che portano anche a incidenti aerei" è il rischio paventato da Fabio Berti, presidente dell'Anpac. L'esecutivo insiste nel prospettare quella di Cai come l'unica strada con un richiamo al buon senso da parte dei sindacati contrari al piano Colaninno. L'opposizione, dopo aver sollecitato l'apertura di un bando di gara, vede spiragli per un accordo e per l'ingresso di un partner internazionale, quindi sollecita governo e commissario a riportare le parti al tavolo. Il premier Berlusconi ritiene che prima o poi la ragionevolezza tornerà in tutti e ha ribadito le accuse alla Cgil:"Sono irresponsabili, non guardano al bene del Paese. Stanno facendo di tutto per far saltare l'accordo". Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, esclude l'ipotesi di un ulteriore prestito ponte, ricorda che il tempo è scaduto e auspica che prevalga il buon senso. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, spiega invece che gli ultimatum "sono stati lanciati unicamente per dati oggettivi e non per una pretesa volontà del governo di minacciare chi non si sbrigava a definire la propria posizione". Lufthansa nel frattempo sta alla finestra e segue con attenzione gli eventi. Dal Pd intanto arriva l'affondo di Walter Veltroni: "Berlusconi ha gestito la vicenda Alitalia in maniera dilettantesca".Il bando di gara "è stato pubblicato solo ora, vale a dire troppo tardi". Veltroni poi esclude di aver voluto ostacolare la trattativa del Governo insieme al leader della Cgil Guglielmo Epifani : "Sono interessato ad una soluzione e sto ancora lavorando per cercarla. Sono altri che hanno fatto a schiaffi con il mondo".

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Poca solidarietà per i lavoratori di Alitalia sull'orlo del baratro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Lettere & Opinioni Pagina 342 Hostess e piloti sono visti come privilegiati dalle pretese eccessive Poca solidarietà per i lavoratori di Alitalia sull'orlo del baratro Hostess e piloti sono visti come privilegiati dalle pretese eccessive --> Sono un dipendente pubblico, lavoro nel trasporto locale da 23 anni, guadagno circa 1300 euro al mese. La mia azienda perdeva mediamente circa 2 o 3 milioni di euro l'anno. Con i sacrifici dei lavoratori, il recupero di produttività e la razionalizzazione delle risorse è riuscita a chiudere dal 2003 i bilanci in attivo. Mi sono vergognato di essere italiano vedendo alla tv i dipendenti Alitalia che festeggiavano. Spero che il governo non aiuti questi sciaugurati che per decenni hanno beneficiato di tanti privilegi a carico dei contribuenti. Non si puo sostenere che una nazione debba avere per forza una compagnia aerea, sapendo che non produrrà che debiti. Il popolo in questi anni ha dovuto sopportare enormi sacrifici, anche a causa dell'euro, mentre perdeva i servizi sociali come sanità, istruzione, giustizia. Gli anziani campano con una misera pensione, tanti cittadini non possono acquistare casa. LETTERA FIRMATA Spero che Alitalia fallisca. Tanti anni or sono, ho subito sulla mia pelle il fallimento di un'azienda e il licenziamento di 800 persone: vedevo solo operai affranti dal dolore. Gli addetti dell'Alitalia esultano. Mi vengono i brividi, volavo Alitalia pensando che avesse il personale più preparato, sempre all'altezza della situazione. Piloti e hostess risultano sconsiderati e maldestri di fronte ai problemi e al popolo italiano. EGIDIO LOI - VILLAPUTZU Pensiamo forse che le compagnie straniere siano fatte di cretini che comprano l'Alitalia per farla gestire dai sindacati e dalla casta dei piloti? Che ognuno faccia il suo lavoro: i piloti guidino gli aerei, a dirigere l'azienda pensino gli imprenditori, che ci mettono i propri soldi e il proprio lavoro. Perciò hanno interesse a far guadagnare l'impresa e a far star bene i dipendenti, così lavorano bene e sereni. E la produttività aumenta. Che ognuno si metta in discussione per la propria parte, senza scaricare la colpa sugli altri. Tutti abbiamo responsabilità. SOS DI STEFANO LAI Sarà perché dentro ogni sardo c'è un passeggero bistrattato. Sarà perché a migliaia, in questi anni, hanno perso lavoro e stipendio quando lo Stato tagliava i "rami secchi" dei trasporti, della sanità o della scuola. Comunque sia, c'è ben poca solidarietà per i dipendenti dell'Alitalia nei messaggi dei lettori. Un pizzico di invidia, un senso di rivalsa. Cadono gli dèi, e nessuno li piange. (d. p.).

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Le carte coperte del poker Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti Pagina 343 In attesa di strategie condivise Le carte coperte del poker Alitalia In attesa di strategie condivise --> Alitalia: il ginepraio di una vicenda molto italiana. È difficile raccapezzarcisi. Qualcuno, sottovoce, sussurra: "È accanimento terapeutico, sarebbe meglio staccare la spina, per una morte dignitosa". Lo suggerirebbe il senso comune, ma non lo permette uno scenario economico-finanziario internazionale, se possibile, ancor più complesso. In questa situazione l'Italia non può permettersi di perdere la sua quota di mercato nel trasporto aereo internazionale: non è la questione patriottica della compagnia di bandiera (una bandiera per altro sdrucita), ma piuttosto concreto argomento d'economia, d'interesse nazionale. L'America repubblicana del liberismo senza regole (per comprenderlo è utile rifarsi agli anni Ottanta e alla politica economico-finanziaria di Ronald Reagan) invoca con George Bush un intervento del Governo e della Federal Reserve, ma non solo. Bush si appella anche al Congresso, evidentemente anche all'opposizione dei democratici per una possibile convergenza d'obiettivi, pur rimanendo in atto l'aspro confronto delle parti politiche per le prossime elezioni presidenziali. Il commento non è fatto per ricorrere banalmente "all'esempio americano", ma piuttosto per prendere atto che in una situazione d'emergenza vengono ad operare, nei diversi Paesi, uguali meccanismi generali, obbligati, per il comune interesse nazionale. Succede in America: Bush, campione del neo-liberismo, rinuncia alle sue tendenze ideologiche e invoca, con atti concreti, l'intervento del Governo federale per un piano da mille miliardi di dollari, Wall Street esulta, l'America respira. Succede in America. Per l'emergenza-Alitalia, nel nostro Paese, è invece litigio continuo fra le parti, ancora delegittimazione reciproca dei partiti. Berlusconi ricorre alle sue iperboli: "Veltroni? Inesistente", "Dovremo aspettare una generazione per riprendere il dialogo con la sinistra". Veltroni ci mette del suo. I sindacati di categoria e la Cgil esultano a Fiumicino per il fallimento della trattativa con la cordata italiana di Cai. È la farsa di un poker mal giocato dove nessuno vuol perdere. La questione è invece che ognuno, nessuno escluso, dovrà rinunciare a parte della propria quota, indistintamente, per l'interesse nazionale e di Alitalia. Il pessimismo della ragione suggerirebbe l'eutanasia, una dolce morte. Rimangono la volontà e la speranza della ripresa delle trattative fra le parti e, in Parlamento, fra i partiti, ma per una strategia condivisa e con regole certe. È forse chiedere troppo? In febbrile attesa degli eventi, per l'interesse comune. CARLA ANGIUS.

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I nodi inestricabili della matassa Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

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Prima Pagina Pagina 2 Posizioni e privilegi I nodi inestricabili della matassa Alitalia Posizioni e privilegi di Gaetano Di Chiara --> di Gaetano Di Chiara La questione Alitalia può paragonarsi a una matassa di cui non è possibile venire a capo a causa di una serie di nodi di difficile soluzione. Il primo e più importante di questi nodi è sindacale e coinvolge con diverse motivazioni il personale di volo e la Cgil, paradossalmente e ineditamente dalla stessa parte. Nel caso dei primi il problema è prevalentemente salariale, legato ai privilegi acquisiti nel corso di anni di amministrazione consociativa e fuori mercato e alla convinzione di poter sopravvivere al fallimento della compagnia grazie alla possibilità di ususfruire di una cassa integrazione abbastanza lunga da avere tutto il tempo di trovare lavoro presso un'altra compagnia. Così si spiegano gli applausi del personale di volo all'annuncio del ritiro di Cai. Nel caso della Cgil il problema è politico, connesso alla necessità di accentuare il suo peso contrattuale e la sua posizione egemonica nel sindacato. Il gioco della Cgil è palesemente ambiguo, come dimostrato dalle due lettere, contraddittorie nella sostanza, l'una di accettazione del piano industriale, l'altra di rigetto del piano contrattuale, spedite a distanza di pochi minuti l'una dall'altra a Colaninno &C. Il secondo nodo è politico ed è il principio che eventuali soci stranieri di Alitalia non potranno avere una quota di maggioranza. Di questo principio Berlusconi ha dato una giustificazione economica in termini di ricaduta dei profitti derivanti dalla vocazione turistica dell'Italia. Tuttavia, la possibilità che l'Alitalia faccia effettivamente profitti rimanendo italiana è puramente teorico. Questo aspetto potrebbe quindi apparire una semplice strumentalizzazione politica ma in realtà è strumentale soprattutto alla possibilità di intervento del governo sia nel senso del reclutamento di un acquirente che della chiusura di un accordo con i sindacati. È infatti grazie al reclutamento di imprenditori italiani che Berlusconi è riuscito a formare una cordata per il salvataggio di Alitalia. Rimane il superamento del nodo più arduo, quello dei sindacati. Il terzo nodo è di natura finanziaria, che però, paradossalmente, è il meno importante. Secondo alcuni professori universitari, se l'Alitalia, depurata dei debiti, venisse messa in vendita sul mercato internazionale ci sarebbe la fila degli aspiranti compratori. Adesso Fantozzi ha dato corso a questo invito. Tuttavia è prevedibile che il nodo sindacale scoraggerà qualsiasi acquirente straniero. Così, ha ben poco senso paragonare il piano Air France a quello Cai e concludere che era più conveniente il piano Air France. Il piano Air France poteva anche essere conveniente ma si è bloccato sul nodo sindacale, come potrebbe esserlo, secondo un identico canovaccio, il piano Cai. Se anche questa possibilità dovesse fallire non si potrà però dare la colpa a Berlusconi. A questo riguardo, è significativo che la maggioranza degli italiani (63-71%) sembra favorevole al fallimento di Alitalia. Un risultato così paradossale potrebbe essere il risultato di sentimenti diversi: voglia di dare una lezione ai privilegiati di Alitalia per alcuni, e magari di dare una lezione a Berlusconi per altri.

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Alitalia, venerdì fine dei voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 Sempre più drammatica la situazione della compagnia mentre dipendenti e sindacati si spaccano Alitalia, venerdì fine dei voli Sempre più drammatica la situazione della compagnia mentre dipendenti e sindacati si spaccano L'Enac: subito il piano o ritiriamo la licenza. I piloti: sicurezza a rischio --> L'Enac: subito il piano o ritiriamo la licenza. I piloti: sicurezza a rischio Sempre più drammatica la situazione di Alitalia: ieri l'Enac ha fatto sapere che venerdì potrebbe essere revocata la licenza di volo alla compagnia. Intanto Berti, leader dell'Anpac, ha lanciato un messaggio inquietante: "Siamo sotto pressione, è un rischio per la sicurezza". Ieri a Fiumicino è sceso in campo il fronte del sì, quei lavoratori (anche piloti e hostess) che sono favorevoli a un accordo con la Cai, che ieri ha formalmente ritirato l'offerta. Gli autonomi invocano una cordata estera e mettono sul piatto 340 milioni ricavati dai loro Tfr. Il governo ribadisce che la Cai è l'unica alternativa al fallimento, l'opposizione sostiene che l'asta pubblica andava fatta due mesi fa. PAGINE 2, 3.

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Berlusconi convoca Colaninno. Veltroni: "Ecco il nostro piano" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 23-09-2008)

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