HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “ALITALIA” |
|
T ARTICOLI DEL 23 settembre
2008 #TOP
·
Articoli
Alitalia 2 (72)
Consigliere contro presidente: noagli ultimatum
( da "Secolo
XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il consigliere ha annunciato che chiederà al presidente le ragioni per cui ha posto al commissario di Alitalia il termine di dopodomani per presentare un piano di emergenza come condizione per non revocare la licenza provvisoria di volo. "Sono contro qualsiasi tipo di ultimatum - ha spiegato Pronzato - e ritengo che quest'ultimo vada contro lo stesso commissario Fantozzi.
Alitalia,
parte il conto alla rovescia ( da "Secolo XIX, Il"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per Alitalia è davvero iniziato il conto alla rovescia, e questa volta le lancette non potranno essere fermate. Mentre i soci Cai comunicano formalmente la revoca della loro offerta, l'Enac, l'ente per l'aviazione civile, è pronta a ritirare la licenza di volo alla compagnia, se il commissario straordinario,
"alitalia,
la partita è ancora aperta" a fiumicino dipendenti divisi - brera e
serloni a pagina v ( da "Repubblica, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina I - Roma Al tavolo Comune, Provincia e Regione "Alitalia, la partita è ancora aperta" A Fiumicino dipendenti divisi brera e serloni a pagina v SEGUE A PAGINA V.
"alitalia,
la partita non è ancora chiusa" - paolo g. brera
( da "Repubblica,
La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, la partita non è ancora chiusa" Vertice da Fantozzi. Ma da Marrazzo, Alemanno e Zingaretti proposte diverse Il presidente della Provincia: "Io un volo con la compagnia lo prenoterei" PAOLO G. BRERA Preoccupati senza distinzioni per le gravissime ricadute sulla Capitale, assai distanti sulla strada da percorrere per evitarle:
"piloti
firmate", "buffoni" due sit-in si scontrano all'aeroporto -
laura serloni ( da "Repubblica, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: continuate a volare Alitalia" è questo l'appello contenuto nella lettera aperta a tutti i passeggeri Alitalia, a firma dei lavoratori del gruppo. "è un modo per sensibilizzare quanti ogni giorno transitano nello scalo romano - commenta Alessio S., pilota da 15 anni - è stato aperto un bando e forse sarà l'occasione per salvare davvero la compagnia di bandiera,
Expo,
è polemica sui ritardi sangalli: si perde troppo tempo - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia possa avere impatti l'Expo. "Nel modo più assoluto - taglia corto la Moratti - qua c'è un mercato per chiunque deciderà di operare". Raccoglie, invece, l'allarme di Sangalli l'opposizione di centrosinistra. "Ha ragione - denuncia Pierfrancesco Majorino del Pd - questa situazione oggettivamente imbarazzante è causata dai conflitti interni al centrodestra per la spartizione
La
tabella di marcia per rho-pero e le promesse tradite del dossier - giuseppina
piano ( da "Repubblica, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima devo risolvere la partita di Alitalia", ripete a tutti il premier in questi giorni. E "con la vicenda Alitalia non siamo ancora riusciti a mettere tutti intorno al tavolo", fa eco con ciascuno anche Roberto Calderoli. Nel frattempo il 2015 sembra lontano, ma quando c'è da rivoltare una città come un guanto sei anni e mezzo sono un niente.
Alitalia,
trattativa ko rischiano di naufragare tutti gli affari genovesi - alle pagina
vii e viii ( da "Repubblica, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina I - Genova Genova economia Alitalia, trattativa ko rischiano di naufragare tutti gli affari genovesi alle pagina vii e viii SEGUE A PAGINA VII.
Naufragio
alitalia: aponte, riva e gavio rischiano di perdere gli affari del cielo -
massimo minella ( da "Repubblica, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazione pensava soprattutto alle operazioni future Naufragio Alitalia: Aponte, Riva e Gavio rischiano di perdere gli affari del cielo MASSIMO MINELLA Ma Quanta Genova c'era dentro al disperato tentativo di salvare quel che resta dell'Alitalia? Tanta, forse troppa. Comunque sia, tutta molto interessata a partecipare al salvataggio per poi passare all'incasso con il governo.
Aeroporto,
la situazione resta delicata "ma ora si va a caccia di altre
compagnie" ( da "Repubblica, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Sì, ma arriva soprattutto la crisi di Alitalia, che ci preoccupa parecchio. Credo che dove ci sia mercato, alla fine arrivino anche le soluzioni. Ma se Alitalia fallisse ci vorrebbe comunque qualche mese per tornare a regime su quelle tratte". Anche il "Colombo" andrebbe in crisi?
Alitalia,
ultima chiamata i genovesi bussano a roma - massimo minella
( da "Repubblica,
La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Genova Alitalia, ultima chiamata i genovesi bussano a Roma Uomini e affari: Riva d'acciaio, Gavio in strada, Aponte in mare Ad affiancare la cordata Cai di Colaninno lo studio Bonelli Erede Pappalardo MASSIMO MINELLA (segue dalla prima di economia) Restare in volo, a questo punto della trattativa, sarà una vera impresa.
Scatola
nera con video per l'auto - gli italiani e la crisi dell'alitalia
( da "Repubblica,
La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: R2 Tecno Motori Repubblica Tv L'inchiesta Tutto il cd in un francobollo: che musica Identikit del giocatore online Il processo agli ultrà di Napoli Scatola nera con video per l'auto Ma i fondi pensione sono sicuri? GLI ITALIANI E LA CRISI DELL'ALITALIA.
Il
fantasma dell'italianità ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Marco Simoni Promesse impossibili Quante cose non sappiamo della vicenda Alitalia? Decisamente troppe tenuto conto che al momento la compagnia sta volando grazie a un prestito di fondi pubblici già praticamente esauriti: dalla giornata di ieri si deduce che a meno di conigli dal cappello, tra una settimana circa non vi saranno più i soldi per far volare gli aerei.
Poi
toccherà ai contratti ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quelle complesse e di lunga data come la crisi Alitalia. Invece ci troviamo di fronte a gente che non sa nemmeno come si inizia un tavolo di discussione. Ci vorrebbe una trattativa vera, a carte scoperte, con margine di concessione. Insomma, nulla di quel che si è visto finora. Spero che nessuno ci caschi: il governo sta conducendo una evidente operazione politica contro il sindacato,
Preferisco
l'Europa all'italianità ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si fida di più di Airfrance o Lufthansa che di un gruppo d'italiani che non hanno alcuna esperienza nel settore. È una vergogna che la trattativa con la compagnia francese sia fallita per basse ragioni politiche. A quest'ora Alitalia farebbe parte di una grande gruppo europeo e non si parlerebbe di 20mila licenziamenti.
Se
la comprano con tre cocomeri ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi aveva deciso di regalare l'Alitalia agli amici suoi, di farla gestire ai soliti imprenditori nazionali, bravi a fare i capitalisti solo con i soldi dello Stato. Ora qualcuno se la comprerà per tre cocomeri e un peperone e pazienza se 20mila persone rischiano di perdere il posto di lavoro.
Alitalia,
paura di non volare Ultimatum dell'Enac: un piano o giovedì stop. Fantozzi dà
tempo fino al 30 La Cai conferma la revoca dell'offerta. Veltroni a Colaninno:
ascolta i sin ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il commissario straordinario Augusto Fantozzi lascerà Alitalia a terra. Sempre che prima non ci pensi l'Enac. Ieri l'Ente per l'aviazione civile ha fatto sapere che fra due giorni in assenza di "un piano di ristrutturazione credibile", che certifichi lo stato delle finanze del gruppo, sarà revocata la licenza di volo della compagnia di bandiera.
Berlusconi
ci porta alla catastrofe ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dopo aver mandato in fumo la proposta di Airfrance per ragioni di propaganda e bassa politica, adesso non vuole fare la figura del peracottaio, non può accettare che Alitalia finisca in mani straniere. Eppure l'acquisto da parte di un grande vettore europeo è l'unica soluzione possibile, come dimostra la scelta del commissario Fantozzi di riaprire un'asta internazionale.
Lilli
Gruber a La7, battesimo sul filo con Alitalia
( da "Unita,
L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Una tragedia italiana e insieme, sotto il profilo televisivo, una palla bestiale perché intricata e tecnica fino all'ernia; politicissima e impolitica, globale e impopolare, difficile maneggiarla. Lilli fa la sua parte, sul filo dei minuti, bisogna spezzare gli interventi, anticiparne il senso se le parole tirano a campare.
Veltroni
a Colaninno: ascolta il sindacato Su Alitalia il governo deve uscire di scena.
Bene l'apertura agli stranieri, ma è tardi
( da "Unita,
L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veltroni a Colaninno: ascolta il sindacato "Su Alitalia il governo deve uscire di scena. Bene l'apertura agli stranieri, ma è tardi" di Bruno Miserendino/ Roma "COLANINNO faccia uno sforzo, ascolti il sindacato". Walter Veltroni lancia un appello estremo sulla vicenda Alitalia, perché si riprenda il filo del dialogo.
In
attesa dell'offerta miracolosa Berlusconi insulta la Cgil e forse non va
all'Onu per seguire il caso. Il governo insiste su Cai
( da "Unita,
L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: seguire da vicino la vicenda Alitalia. La mossa potrebbe preludere a un nuovo scenario: la settimana scorsa non si era esclusa la discesa in campo di Me- diobanca, con soci italiani e stranieri. Troppo presto per dire se si tratta di un'ipotesi concreta. Sul fronte dell'opposizione Walter Veltroni chiede "un passo" a Roberto Colaninno per andare incontro alle richieste sindacali.
Pessimista
sull'Italia e sull'Alitalia ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Il destino della compagnia aerea è stato segnato l'anno scorso, quando l'unica possibilità di salvataggio si è purtroppo concretizzata durante la campagna elettorale. Così la vendita a Air France è saltata in nome dell'italianità, in nome di una presunzione senza fondamento: escludo che degli imprenditori nazionali siano in grado di fornire un miglior servizio ai cittadini
Le
manifestazioni entro il 30 settembre
( da "Unita,
L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di Alitalia Airport spa in a.s., di Alitalia Express spa in a.s., di Alitalia Servizi spa in a.s. e di Volare spa in a.s., prof. avv. Augusto Fantozzi premesso - che Alitalia Linee Aeree Italiane spa, Alitalia Airport, Alitalia Express spa, Alitalia Servizi spa e Volare spa sono ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria ai sensi e per gli effetti del D.
La
trattativa deve riprendere ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in cui l'ostilità nei confronti della Cgil è massima e, come insegna la vicenda Alitalia, ogni giorno è buono per un nuovo attacco". Però il documento degli industriali è da bocciare. La Cgil ha preso le distanze in modo inequivocabile. "Perchè riaccentua e ingessa un sistema di relazioni sindacali che invece va snellito.
Mi
manda il San Giacomo ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Furio Colombo L a notizia riguarda Roma, perché, a differenza dell'Alitalia, gli ospedali non viaggiano. Però muoiono. La sentenza è stata fissata per il 31 ottobre. Fissata da chi? La domanda è stata posta lunedì in un'assemblea affollata e appassionata di medici, infermieri, pazienti, (una signora trapiantata) cittadini.
Confindustria
non dice nulla? ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: se l'organizzazione sindacale pensasse di comportarsi come con Alitalia, gli rammento che io mi chiamo PELLEGRINO E non COLANNINO, VI MANDO NON SOLO A FAN... (per le maiuscole, i congiuntivi e "colannino", come sopra, ci atteniamo al testo originale), vi caccio fuori a calci nel sedere e vi sputo pure in faccia".
Alitalia,
divisi all'incontro con Fantozzi Crisi Alitalia: Marrazzo, Zingaretti e
Alemanno hanno incontrato il commissario ma per il sindaco di Roma Cai è
l'unica chance. Marrazzo: ( da "Unita, L'"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È quella in cui si dovranno fronteggiare gli effetti della vicenda Alitalia sul territorio di Roma e del Lazio. Adesso davanti c'è un nuovo tempo supplementare, fino al 30 settembre, per sperare nel salvataggio di Alitalia. E intanto "fidatevi, volate Alitalia", cerca di iniettare fiducia il presidente della Provincia Zingaretti.
Intendiamoci.
Azionisti, sindacati, schegge di sindacato: ogni iniziativa di questi soggetti
( da "Messaggero,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è soprattutto degli utenti, ucciderla portandola al fallimento costringe i medesimi a pagare un salatissimo prezzo. Attenzione: non una, ma addirittura due volte. La prima, con i soldi delle tasse che a ciascuno vengono sottratti in busta paga, visto che le perdite comunque sarebbero addossate alla collettività.
Non
bisogna arrendersi , perché le conseguenze del crac di Alitalia saerebbero «
( da "Messaggero,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Non bisogna arrendersi", perché le conseguenze del crac di Alitalia saerebbero "devastanti". È la posizione comune del sindaco Alemanno, del governatore Marrazzo e del presidende della Provincia Zingaretti, che ieri hanno incontrato il commissario straordinario Fantozzi. All'interno.
I
piloti: <Stressati, rischio incidenti>
( da "Corriere
della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE La crisi Alitalia Allarme dell'Anpac, che poi precisa. Tensioni tra i dipendenti I piloti: "Stressati, rischio incidenti" Ultimatum dell'Enac: piano entro giovedì o stop ai voli ROMA - "Con questa pressione psicologica, c'è rischio di incidenti in volo", ha detto Fabio Berti, il leader dei piloti Anpac, il sindacato che si oppone al piano Alitalia messo a punto dal governo.
Le
divisioni ( da "Corriere della Sera"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
accordo
quadro per il salvataggio di Alitalia proposto da Cai 2 La Cgil sembrava pronta
a firmare ma all'ultimo la Filt-Cgil, affiancata dai sindacati autonomi, ha
detto no Il muro dell'Anpac e il ritiro di Cai
Lufthansa,
i contatti e la <voglia> di fallimento
( da "Corriere
della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma la compagnia tedesca non sembra intenzionata a muoversi su Alitalia. Almeno fino a quando non riparte il piano di Cai o si portano i libri in tribunale. Per Lufthansa è importante la discontinuità: per l'annullamento dei contratti e delle alleanze precedenti, per le garanzie sui debiti e con i sindacati.
<Troppe
pressioni su noi piloti, rischio incidenti>
( da "Corriere
della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: scende in piazza nella vertenza Alitalia. E lo scontro fra i lavoratori favorevoli e i contrari all'offerta Cai sembra assumere i contorni di una specie di lotta di classe: operai e personale di terra contro assistenti di volo e piloti. Dipendenti a basso reddito contro colleghi che guadagnano dai 3 mila euro al mese in su.
E
gli svizzeri chiedono trenta Md e Atr
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: acquisizione e/o il noleggio di almeno 30 aeromobili Md 82 e Atr 72 di proprietà di Alitalia. Lo comunica, in una nota, la società. Asset Management Advisor si propone di utilizzare gli aeromobili per il trasporto pubblico di passeggeri su non meno di 11 rotte, operate da Alitalia dagli scali di Milano Malpensa e Roma Fiumicino.
A
Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia
( da "Tempo,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia ... A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia favorevoli all'accordo con la Cai. Centinaia di manifestanti aderenti alle sigle confederali hanno chiesto agli autonomi di recedere dalle posizioni oltranziste. Dall'Anpac si lasciano sfuggire frasi inquietanti: "Sui piloti troppe pressioni,
Nardi:
44 progetti per salvare le casse ( da "Tempo, Il"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Posso garantire che non siamo Alitalia". Ricorre ad un esempio ad effetto il sindaco Stefano Nardi, per difendere l'amministrazione comunale mai come adesso al centro di una forte turbolenza, che ne sta rendendo problematica la rotta. Giunto con il suo esecutivo a metà mandato, il primo cittadino si appresta a fare il punto sul programma di navigazione.
L'uragano
Gustav e gli errori dei media Usa
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.
Ecco
cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.
Tra
Obama e McCain vince . la Coca-Cola
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.
<Costiamo
meno di un giorno Alitalia> ( da "Corriere della Sera"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Comunità montane "Costiamo meno di un giorno Alitalia" IDRO - Le comunità Montane chiedono di continuare a esistere e rivendicano l'importanza del loro ruolo. Ieri durante un convegno a Idro il sottosegretario all'Economia Daniele Molgora ha spiegato che "le comunità montane sono un organismo finito ormai fuori controllo.
Irlanda
e Francia insegnano: il governo tuteli l'allevamento
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Unire fanno pensare ad una situazione altrettanto drammatica come quella di Alitalia. Per l'Unire, si è molto parlato di riforma della legge (l.449/99), assolutamente necessaria, ma nessuno ha ancora spiegato quale riforma ed in quale direzione. Si sentono interventi plaudenti ad una fantasiosa privatizzazione, ma quale tipo di privatizzazione?
<Expo,
il decreto non c'è ma io lavoro lo stesso>
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ricco anche il capitolo Alitalia. Con la Moratti che esclude "nel modo più assoluto" che gli esiti della trattativa, qualsiasi essi siano, possano influire sulla buona riuscita dell'Expo. "Il piano per Malpensa e Linate che prevede 1,4 miliardi di investimenti, è stato riconfermato anche dopo che Alitalia ha lasciato per buona parte i due scali"
<Ecco
perché da anni non volo con Alitalia>
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 228 del 2008-09-23 pagina 4 "Ecco perché da anni non volo con Alitalia" di Redazione (...) provvedeva a distribuire uno striminzito pasto in fretta e furia e altrettanto in fretta e furia si è prodigato nel ritiro dei vassoi. A tempo di record (diciamo intorno all'1 di notte) i passeggeri erano stati rifocillati.
Piloti,
gioco sporco: rischio incidenti ( da "Stampa, La"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pronti a comprare Alitalia con le nostre liquidazioni" LA CASSAZIONE Piloti, gioco sporco: rischio incidenti Il gas non si taglia neanche ai morosi Milano, diffidato l'Eni "E' un bene essenziale" Sabatini Nuovo ultimatum per Alitalia. A lanciarlo ieri è stato l'Enac: se entro giovedì il commissario straordinario non presenterà un piano di emergenza,
I
piloti: troppo stress rischiamo incidenti
( da "Secolo
XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ufficiale il ritiro di CAI Alcuni piloti favorevoli all'intesa con Cai manifestano a Fiumicino. Ma la cordata ha revocato l'offerta LOMBARDI >> 5 23/09/2008.
Confederazioni
al bivio ( da "Avanti!"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia si ripercuoterà sui sindacati Lunedì 22 Settembre 08 La vicenda Alitalia avrà notevoli ripercussioni sul sindacato italiano. Segna, infatti, un passaggio netto come avvenne negli anni Ottanta per la Fiat. Un paragone storico, questo, fatto da alcuni protagonisti dell'attuale vertenza, mentre gli attori di allora non esitano a giudicare il fatto avvenuto ancora più grave
I
valzer Cgil fanno perdere la testa al Pd
( da "Giornale.it,
Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: consenso e ne avrebbe di più se Alitalia diventasse proprietà della Cai. Sarebbe una privatizzazione, ma una privatizzazione voluta fortemente dalla politica che ne porta la responsabilità. La Cgil ha scelto di fare corpo con i sindacati autonomi dei piloti, cioè con una corporazione segnata dal privilegio in conseguenza del carattere statale della compagnia e protetta anche da destra,
L'ultimo
saluto ad Abdul Guiebre La bara se ne va tra gli applausi
( da "Quotidiano.net"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (220 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (
"Ringrazio
il mio ginecologo perché mi ha salvato la vita"
( da "Quotidiano.net"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (220 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (
Giusy
torna con un nuovo album Tiziano Ferro è il produttore
( da "Quotidiano.net"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (220 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (
COMUNE
SPACCATO SULLA FONDAZIONE, NUOVO STOP IN COMMISSIONE. IL SINDACO: BASTA
GIOCHINI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: del governo che ci deve ricevere e che ha chiesto qualche giorno di tempo perché impegnato sulla vertenza Alitalia". Il primo cittadino ha poi aggiunto: "La commissione Cultura non trova un'intesa? Ho cose più importanti a cui pensare e non sono affatto preoccupata. In aula l'accordo si trova sempre, mi rassicurano le esperienze parlamentari. Ma, sia chiaro, basta con i giochini".
Berlsuconi
convoca Colaninno. Veltroni: "Ecco il nostro piano"
( da "Voce
d'Italia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia: Cai formalizza la revoca della sua offerta *Alitalia: cordata dei dipendenti *Alitalia, la nuova offerta scade il 30 settembre Guarda tutti i correlati.
Localizzato
il gruppo dei rapitori Il Cairo: "Ostaggi illesi, stanno bene"
( da "Quotidiano.net"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[.
Muccino:
"Vorrei una famiglia con la mia Angelica"
( da "Quotidiano.net"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[.
Sienna
Miller e Jude Law ancora insieme Ma solo sul set di 'Sherlock Holmes'
( da "Quotidiano.net"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[.
Veltroni
scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"
( da "Quotidiano.net"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nero su bianco le proprie proposte per uscire dalla crisi Alitalia e le invia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Secondo quanto si apprende da fonti del Pd, Walter Veltroni ha inviato al premier Silvio Berlusconi una lettera che riassume la posizione su Alitalia, dopo che il partito questa mattina ha fatto il punto della situazione durante la riunione del coordinamento.
Il
Governo insiste: <C'è solo la Cai>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ultima corsa contro il tempo per il salvataggio di Alitalia e la politica si divide sulle prospettive per impedire che, come minaccia l'Enac, sia sospesa la licenza di volo. Per il governo, presidente del Consiglio in testa, non c'è alternativa alla Cai ed è forte il pressing della maggioranza per indurre i sindacati a tornare al tavolo.
Rabbia
a Fiumicino Ecco il fronte del sì
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: le due anime dei dipendenti Alitalia, pro e contro la firma dell'accordo con la Cai, si sono contrapposte ieri all'aeroporto di Fiumicino. Per oltre tre ore è stato questo lo scenario vissuto nello scalo aereo della capitale, dove peraltro i voli hanno continuato ad essere regolari: una palese spaccatura sul campo tra piloti (ma non solo piloti),
Anpac:
mettiamo i nostri tfr ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è già pronta in rampa di lancio una nuova offerta per Alitalia, al momento però solo virtuale. A metterla sul piatto i piloti, assistenti di volo, personale di terra aderenti a Anpac, Up, Avia e Sdl, il cosidetto fronte del no, composto dai sindacati che non hanno firmato l'accordo-quadro con la Cai di Roberto Colaninno.
Alitalia,
una lenta agonia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, una lenta agonia I piloti del no: "Noi pressati, sicurezza a rischio" --> I piloti del no: "Noi pressati, sicurezza a rischio" ROMA Nuovo ultimatum per Alitalia. È arrivato ieri dall'Enac ed è perentorio: se entro giovedì 25 - tuona il presidente Vito Riggio - il commissario straordinario non presenterà un piano di emergenza o una proposta di acquisto che permetta di confermare
Poca
solidarietà per i lavoratori di Alitalia sull'orlo del baratro
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: LETTERA FIRMATA Spero che Alitalia fallisca. Tanti anni or sono, ho subito sulla mia pelle il fallimento di un'azienda e il licenziamento di 800 persone: vedevo solo operai affranti dal dolore. Gli addetti dell'Alitalia esultano. Mi vengono i brividi, volavo Alitalia pensando che avesse il personale più preparato, sempre all'altezza della situazione.
Le
carte coperte del poker Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Commenti
Pagina
I
nodi inestricabili della matassa Alitalia
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: privilegi I nodi inestricabili della matassa Alitalia Posizioni e privilegi di Gaetano Di Chiara --> di Gaetano Di Chiara La questione Alitalia può paragonarsi a una matassa di cui non è possibile venire a capo a causa di una serie di nodi di difficile soluzione. Il primo e più importante di questi nodi è sindacale e coinvolge con diverse motivazioni il personale di volo e la Cgil,
Alitalia,
venerdì fine dei voli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Sempre più drammatica la situazione della compagnia mentre dipendenti e sindacati si spaccano Alitalia, venerdì fine dei voli Sempre più drammatica la situazione della compagnia mentre dipendenti e sindacati si spaccano L'Enac: subito il piano o ritiriamo la licenza. I piloti: sicurezza a rischio --> L'Enac: subito il piano o ritiriamo la licenza.
Berlusconi
convoca Colaninno. Veltroni: "Ecco il nostro piano"
( da "Voce
d'Italia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia: Cai formalizza la revoca della sua offerta *Alitalia: cordata dei dipendenti *Alitalia, la nuova offerta scade il 30 settembre Guarda tutti i correlati.
( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Scontro in enac
ROMA. Inizialmente pareva che l'Enac tutto volesse meno che rimanere col cerino
del fallimento della compagnia di bandiera in mano. Come a dire: siano altri a
dire la parola fine. Ieri però sono arrivate le dichiarazioni del presidente
Vito Riggio che, di fatto, suonano come una bomba a orologeria per le offerte
alternative a quella Cai: o si fa entro giovedì o nulla. E qualche malumore ora
serpeggia anche all'interno dell'ente stesso: "Domani (oggi, ndr.)
chiederò al presidente Riggio i motivi di questa improvvisa accelerazione - ha
esternato il consigliere Franco Pronzato -, che impedisce una verifica sul
piano nazionale e internazionale di potenziali acquirenti e di qualsiasi
iniziativa". Il consigliere ha annunciato che chiederà
al presidente le ragioni per cui ha posto al commissario di Alitalia il termine di dopodomani per presentare
un piano di emergenza come condizione per non revocare la licenza provvisoria
di volo. "Sono contro qualsiasi tipo di ultimatum - ha spiegato Pronzato -
e ritengo che quest'ultimo vada contro lo stesso commissario Fantozzi. I
tempi sono strettissimi - ha osservato il consigliere dell'Enac - ma per la
ricerca di un'offerta dovrebbero essere concessi giorni in più, in maniera più
elastica" rispetto a giovedì prossimo "per consentire di espletare
tutto il necessario. In gioco ci sono migliaia di posti di lavoro. Sono contro
il fallimento e per tutelare la gente, non solo di Alitalia
ma anche dell'indotto". Sa. C. 23/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Per fantozzi è una
corsa contro il tempo L'Enac: "Il tempo scade giovedì". Cai revoca
l'offerta. I piloti: "Più stress, rischio incidenti" Roma. Ancora una
manciata di giorni e poi gli aerei resteranno terra. Per Alitalia è davvero iniziato il conto
alla rovescia, e questa volta le lancette non potranno essere fermate. Mentre i
soci Cai comunicano formalmente la revoca della loro offerta, l'Enac, l'ente
per l'aviazione civile, è pronta a ritirare la licenza di volo alla compagnia,
se il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, non presenterà un
piano finanziario che sia "razionale e convincente". Il tempo scade
giovedì. La situazione è drammatica perché il presidente dell'Enac, Vito
Riggio, non è disposto a concedere proroghe a una licenza già provvisoria da
settembre. Per Fantozzi inizia così una corsa contro il tempo: da ieri è su
Internet, e da oggi sarà sui giornali, il bando di gara del commissario per
verificare se c'è qualcuno disposto a comprare le varie attività dell'azienda,
in alternativa o in compagnia degli imprenditori italiani di Cai, che nel
frattempo si defilano. A breve si saprà se Lufthansa è davvero interessate come
si dice, o se rispunterà un'offerta Air France-Klm o se magari si farà avanti
la British. Ma in attesa di chiarire definitivamente se ci sono altre offerte,
la situazione intanto precipita. Roberto Colaninno e soci mettono una seria
ipoteca su un loro ritorno in campo anche in caso di una marcia indietro dei sindacati
ribelli. L'Enac minaccia di riprendersi la licenza, impedendo a Fantozzi di
arrivare la 30 settembre, termine ultimo che il commissario si è dato per
chiudere la partita. "Senza offerta, mi auto sospendo la licenza il 30
settembre", spiega Fantozzi. Ma l'Enac potrebbe non aspettare fino alla
prossima settimana, mettendo in anticipo la parola fine al tentativo estremo di
trovare un compratore con i soldi, un piano industriale credibile e anche un
accordo sindacale in tasca. A questo punto non può bastare che ci sia solo un
interesse. Nel frattempo, il clima aziendale peggiora. I dipendenti del
"sì" (rappresentati da Cisl, Uil e Ugl) hanno marciato a Fiumicino
per chiedere ai piloti di firmare. Un corteo di circa ottanta persone ma forse
è soltanto il primo episodio di un film che si potrebbe vedere nelle prossime
ore. Ma le quattro sigle ribelli (più la Cgil) tengono duro, anzi rilanciano
facendo una loro proposta al commissario, e cioè: una quota degli stipendi e
l'intero Tfr accantonato (circa 340 milioni in tutto) sono a disposizione a
sostegno di "qualunque progetto credibile e serio per rilanciare Alitalia". Anche agli altri dipendenti verrà chiesto di
aderire all'iniziativa. Si tratta di un gesto clamoroso ma è anche l'ultima
spiaggia. Non servirà a impedire il peggio se non ci saranno offerte valide da
parte di vettori internazionali. Il fatto è che non c'è la fila davanti alla
porta di Fantozzi: sulla scrivanie del commissario giace soltanto l'offerta di
una società svizzera di consulenza, l'Ama, che si candida a comprare trenta
aerei per coprire 11 rotte minori. Mentre cresce il numero dei voli cancellati
e delle prenotazioni annullate, i piloti stessi lanciano un allarme, che
rischia di accelerare la fuga in atto dei clienti: "Su di noi pressioni
psicologiche fortissime, che portano anche agli incidenti aerei", avverte
il presidente dell'Anpac, Fabio Berti. Non si sa a cosa o a chi esattamente si
riferisca Berti ma è facile immaginarlo: il clima si fa sempre più pesante, fra
i dipendenti i nervi cominciano a saltare e lo scontro politico non conosce
tregua, nonostante la compagnia abbia ormai i giorni contati. Ce n'è abbastanza
per creare una situazione di emergenza. E questo spiega anche il pressing
dell'Enac su Fantozzi. Ma il governo non intende riaprire una partita che
considera chiusa: o i sindacati ribelli fanno marcia indietro e firmano senza
discutere l'accordo già siglato da Cisl, Uil, e Uge e Ampav, convincendo così i
soci Cai a confermare l'offerta, oppure non ci saranno tempi supplementari.
Silvio Berlusconi torna ad attaccare la Cgil e il fronte del no: "I
sindacati? Irresponsabili. Stanno facendo di tutto per far saltare l'accordo
con Cai. Non guardano al bene del Paese e ai guai sociali che ne potranno
derivare". Linea dura con l'obiettivo di sfiancare i sindacati, e vincere,
o di andare al fallimento, avendo già i responsabili da esibire in pubblico. Le
opposizioni attaccano, Antonio Di Pietro accusa il governo di "turbativa
d'asta" e anche il Pd chiede di non ostacolare l'asta di Fantozzi. L'ex
presidente Francesco Cossiga segue gli eventi ed emette il suo verdetto:
"La crisi Alitalia da farsa sta diventando
tragedia". Manca poco per sapere se finirà così. Michele Lombardi
lombardi@ilsecoloxix.it 23/09/2008 la nuova cordataPiloti e assistenti di volo
disposti a mettere sul piatto tfr e stipendi per 340 milioni 23/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
I - Roma Al tavolo Comune, Provincia e Regione "Alitalia, la partita è
ancora aperta" A Fiumicino dipendenti divisi brera e serloni a pagina v
SEGUE A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Roma
"Alitalia, la partita non è
ancora chiusa" Vertice da Fantozzi. Ma da Marrazzo, Alemanno e Zingaretti
proposte diverse Il presidente della Provincia: "Io un volo con la
compagnia lo prenoterei" PAOLO G. BRERA Preoccupati senza distinzioni per
le gravissime ricadute sulla Capitale, assai distanti sulla strada da
percorrere per evitarle: i presidente di Provincia e Regione e i sindaci
di Roma e Fiumicino hanno incontrato ieri il commissario governativo dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, nel "tavolo
inter-istituzionale" che avrebbe dovuto sancire il forte segnale di unità
bipartisan delle istituzioni locali di fronte alla crisi drammatica della
compagnia. L'esito è stato sorprendente: arrivato con 45 minuti di ritardo, il
sindaco Gianni Alemanno ha fatto appena in tempo a incrociare Nicola Zingaretti
e Piero Marrazzo al tavolo che lui stesso, in consiglio comunale, aveva chiesto
di aprire. Prima di andarsene, poi, ha chiesto e ottenuto un incontro separato
con Fantozzi, dai contenuti "strettamente riservati". Ai convitati
Fantozzi ha potuto solo ribadire i termini raggelanti della questione: c'è
benzina solo fino al 30 settembre, Cai ha ritirato ufficialmente l'offerta e
non ce ne sono altre, lui non ha alcun potere di mediazione ma solo quello di
consentire la gestione ordinaria e di prendere atto di eventuali offerte.
"Io un volo Alitalia a ottobre inoltrato lo
comprerei sicuramente", dice però Zingaretti puntando forte
sull'ottimismo: "La partita non è affatto chiusa, e una via d'uscita
potrebbe anche coinvolgere compagnie straniere. Quello del 30 settembre non è
un ultimatum, ma la consapevolezza che oltre quella data le cose si
complicherebbero. è molto importante che in queste ore si continui ad avere
fiducia acquistando biglietti e volando con la compagnia, che sta mantenendo le
sue rotte". Per Marrazzo, invece, se tramontasse l'ipotesi Cai toccherebbe
direttamente al governo scendere in campo: "Il presidente degli Stati
Uniti ha preso iniziative per salvare il credito, e per quanto mi riguarda il
trasporto aereo è fondamentale quanto il credito per lo sviluppo di un Paese. è
un momento delicato: il 30 è l'ultimo giorno possibile per salvare l'azienda, e
la "fase due" può avere ripercussioni pesanti". Quindi occorre
rilanciare forte: "Regione, Comune, Provincia e Camera di Commercio - continua
- devono dimostrare di credere nel settore aeroportuale. Dobbiamo aumentare in
maniera straordinaria gli investimenti sulle strutture che collegano Fiumicino
alla città, e Adr deve dirci se continuerà a investire i 2,7 miliardi
preventivati. Poi c'è il porto di Fiumicino, su cui dobbiamo puntare".
Cordate straniere? Intervento dello Stato? Nulla di tutto questo, per Alemanno:
"Bisogna convincersi che non c'è nessuna alternativa all'offerta Cai, ed è
inutile giocare al rilancio perché non c'è un altro tavolo su cui
rilanciare". Torneranno a incontrarsi tutti a fine mese, quando scadrà
l'ennesimo conto alla rovescia sul destino professionale di decine di migliaia
di lavoratori romani.
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Roma I
dipendenti favorevoli alla Cai e quelli contrari "Piloti firmate",
"Buffoni" due sit-in si scontrano all'aeroporto LAURA SERLONI A dieci
metri di distanza l'uno dall'altro. A suon di slogan come "I piloti
vogliono lavorare, Berti e Notaro andate a firmare" e di epiteti nei
confronti dei lavoratori. Il rumoroso corteo fronte del "sì" si è
contrapposto a quello del "no". "Abbiamo paura di perdere il
posto di lavoro - ripetono i dipendenti del fronte del sì della Cisl, Uil e Ugl
- voi dovete firmare". E dall'altra parte del piazzale del Centro Equipaggi,
i piloti dell'Anpac e dell'Up gridano "andate via". "Sono
un'assistente di terra - racconta Isla Cavallaro da 21 anni in Alitalia - io non posso dire firmate quel contratto perché
lede la mia dignità. Mi stanno prendendo alla svendita e poi dopo anni di
lavoro si riservano di fare una selezione, magari mandandomi via". Il
presidio fisso, ieri è andato all'attacco. I lavoratori con migliaia di
volantini in mano hanno attraversato tutto l'aeroporto per distribuirli ai
passeggeri. "Continuate a volare con noi, continuate a
volare Alitalia" è
questo l'appello contenuto nella lettera aperta a tutti i passeggeri Alitalia, a firma dei lavoratori del
gruppo. "è un modo per sensibilizzare quanti ogni giorno transitano nello
scalo romano - commenta Alessio S., pilota da 15 anni - è stato aperto un bando
e forse sarà l'occasione per salvare davvero la compagnia di bandiera,
la soluzione non era certo azzerare l'anzianità di lavoro". La tensione
con il passare dei giorni cresce. "Ci stiamo avvicinando al 27 del mese,
il giorno dello stipendio - dice il comandante Stefano Tosti, 41 anni - e la
preoccupazione aumenta perché non si sa cosa accadrà. Se come dicono alcune
voci la Lufhtansa è interessata all'acquisto sarebbe un miracolo".
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Milano
Expo, è polemica sui ritardi Sangalli: si perde troppo tempo Anche Formigoni
preoccupato. La Moratti vola all'Onu Il sindaco: "Il governo ha già
stanziato 1,4 miliardi, in realtà non c'è alcun rallentamento" Allarme
anche dal Pd: "è colpa della lotta per le poltrone". Perini (Fiera):
"Per recuperare si spenderà di più" ANDREA MONTANARI Il tempo per gli
imprenditori, si sa, è denaro. E il mondo produttivo milanese e lombardo lancia
l'allarme sui ritardi Expo
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Milano L'impegno
con il Bie prevedeva a giugno l'insediamento dell'ente che dovrà gestire le
opere. Non è ancora nato La tabella di marcia per Rho-Pero e le promesse
tradite del dossier Gli effetti della paralisi sulla sede: già sforate le
previsioni sulle gare tra architetti internazionali per progettarla Bloccato
l'iter urbanistico per cambiare la destinazione dell'area che dovrà ospitare i
padiglioni GIUSEPPINA PIANO (segue dalla prima di Milano) Colpa di cinque mesi
abbondanti di liti furibonde nel centrodestra su come dividere poltrone e
potere su finanziamenti, appalti e una macchina straordinaria per crearsi
consenso. Ora un accordo, finalmente, per il sindaco Moratti sembra di nuovo
essere vicino: la Regione avrebbe ripreso un posto del consiglio d'amministrazione
della Soge, sui cinque previsti, e darebbe il suo via libera. Ma tutto può
ancora saltare fino a quando non ci sarà il timbro di Berlusconi e Tremonti, e
quello ancora non c'è: "Prima devo risolvere la
partita di Alitalia",
ripete a tutti il premier in questi giorni. E "con la vicenda Alitalia non siamo ancora riusciti a
mettere tutti intorno al tavolo", fa eco con ciascuno anche Roberto
Calderoli. Nel frattempo il 2015 sembra lontano, ma quando c'è da rivoltare una
città come un guanto sei anni e mezzo sono un niente. E quei tre mesi di
ritardo già si ripercuotono sulla preparazione della sede dell'Esposizione
universale a Rho-Pero. Su due fronti. Il primo: avrebbe già dovuto essere
pronto il cosiddetto "Accordo di programma" tra enti, con la conseguente
variante urbanistica, per cambiare la destinazione dell'area a Rho-Pero che
ospiterà i padiglioni. Si sarebbe potuta fare anche senza la società Soge, ma
la Regione che deve promuoverlo non si è mossa. Effetto anche questo delle liti
sulla governance. Secondo fronte dei ritardi: la tabella di marcia annunciata
(e già sforata) nel dossier di candidatura di Milano assicurava che l'ente
organizzatore si sarebbe insediato entro giugno, e che entro settembre 2008
avrebbe iniziato la complicata procedura per trovare con gare internazionali
gli architetti che disegneranno i padiglioni a Rho-Pero. Ma quell'ente ancora
non c'è. Non c'è nessuno che possa studiare i progetti su cui chiamare a
sfidarsi le archistar. Mentre tra gli addetti ai lavori già si segnala che si
avvicina il time out. Anche perché, sempre il dossier impegnava Milano a tappe
forzate dai ritmi cinesi: entro giugno l'insediamento della società Soge, entro
settembre lo start-up per la costruzione delle infrastrutture a Rho-Pero, entro
gennaio 2009 i bandi internazionali per la selezione degli architetti. Da lì,
il dossier a pagina 176 stima che ci vorranno 500 giorni, un anno e mezzo, per
individuare i realizzatori dei progetti. I primi cantieri, comunque, non
inizierebbero prima della fine del 2010 e dovranno comunque finire nell'autunno
2014, computa il dossier. Per poi essere ispezionati dal personale del Bie (il
Bureau des expositions che assegna le Esposizioni universali), allestiti e
affittati ai Paesi espositori. Prima dell'apertura ufficiale dell'Expo il primo
maggio 2015. Quella tabella di marcia andrà spostata di almeno quattro/cinque
mesi avanti a questo punto. Nel frattempo gli ispettori del Bie, attesi già nel
luglio scorso per la prima visita dopo la vittoria, non possono venire a Milano
perché non ci sarebbe nessuno ad accoglierli. Mentre i collaboratori del
commissario straordinario per l'Expo Letizia Moratti, che dal primo aprile
lavorano in una specie di limbo, come sopravvissuti del vecchio comitato di
candidatura sempre in attesa della società che ancora non c'è, fanno i salti
mortali per mandare avanti almeno gli appuntamenti che non si possono mancare:
la visita dieci giorni fa a Saragozza per il passaggio del testimone tra l'Expo
chiuso nella città spagnola e le prossime sedi. Ma anche la preparazione del
Festival internazionale dell'alimentazione, che deve tenersi a Milano dal 16 al
22 ottobre. Gli inviti sono partiti. Chi riceverà gli ospiti, però, ancora non
si sa.
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
I - Genova Genova economia Alitalia, trattativa ko
rischiano di naufragare tutti gli affari genovesi alle pagina vii e viii SEGUE
A PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Genova
La cordata di Colaninno si chiama fuori. Ma chi è entrato nell'operazione pensava soprattutto alle operazioni future Naufragio Alitalia: Aponte, Riva e Gavio rischiano
di perdere gli affari del cielo MASSIMO MINELLA Ma Quanta Genova c'era dentro
al disperato tentativo di salvare quel che resta dell'Alitalia? Tanta, forse troppa. Comunque sia, tutta molto interessata a
partecipare al salvataggio per poi passare all'incasso con il governo.
Perché sorprendersi, d'altra parte? Chi ha partecipato all'operazione di
mestiere fa l'imprenditore, investe, rischia e punta al profitto. Per poi
passare all'operazione successiva. Tutto sembra essersi chiuso ieri sera, con
la rinuncia del ritiro dell'offerta da parte di Cai. Ma il governo cerca ancora
di riaprire il confronto. In stallo, per ora, restano attori che recitano sulla
scena nazionale ma che molto hanno a che fare con la Lanterna, come Emilio Riva,
il patron dell'acciaio, l'uomo che negli anni Novanta ha comprato l'ultima
disastrata fetta pubblica di siderurgia, l'Ilva, e che ora macina utili sempre
più robusti. Riva ha progetti ambiziosi su Genova, nonostante gli abbiano
impedito di realizzare un forno elettrico, dopo la chiusura dell'altoforno. Qui
vuole realizzare il primo polo del freddo a livello europeo. Che dire poi di
Gianlugi Aponte, l'armatore sorrentino che ha scelto Genova per lanciare la sua
sfida al mercato mondiale delle crociere, con una nuova prestigiosa sede per la
sua compagnia e la sua flotta schierata alla Stazione Marittima? Aponte
vorrebbe andare anche oltre, comprando le azioni dell'aeroporto Cristoforo
Colombo che l'autorità portuale metterà presto in vendita. E come non sottolineare
le mosse genovesi di Marcellino Gavio, l'imprenditore tortonese che gestisce
oggi più di mille chilometri di rete autostradale italiana e che ha rilevato la
maggioranza di un terminal nel porto di Genova? Ancora un elemento, però,
merita di essere sottolineato. La regia, la definizione del piano sottoposto al
governo e finito nel tritacarne della battaglia sindacale, porta guarda caso
una firma genovese, quello dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo. SEGUE
A PAGINA X.
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Genova
Il presidente Arato indica la strategia: dal futuro della trattativa dipende
anche una parte dei traffici del Colombo Aeroporto, la situazione resta
delicata "Ma ora si va a caccia di altre compagnie" "Siamo per
la concorrenza, nuovi vettori possono favorire la crescita" "In caso
di accordo ci sarebbe una situazione di monopolio sulla tratta per Roma"
Situazione di allerta, al Colombo. Se la trattativa Alitalia
dovesse concludersi favorevolmente per Cai, l'aeroporto genovese dovrebbe fare
i conti con la riduzione dei voli per Roma visto che il sì alla cordata
Colaninno porterebbe di fatto a una situazione di monopolio sulla principale
tratta, quella per la capitale. Oggi, infatti, sia Alitalia
che Air One si sfidano su questo collegamento. Ma essendo Air One socia di
"Cai", di fatto le offerte si riunirebbero, con la inevitabile
riduzione di voli. Il presidente dell'aeroporto, Marco Arato, non nasconde una
certa preoccupazione, anche se indica le strategie alternative, giocando
soprattutto sul rinnovato clima di fiducia fra gli azionisti. La società sta
infatti per nominare il nuovo direttore generale (si opterà per una soluzione
interna e al posto di Trapani arriverà l'attuale direttore commerciale Sirigu)
e fra authority e camera di commercio sembra tornato il sereno. Preoccupato,
presidente? "Un po' di apprensione c'è, è inutile negarlo. Peccato perché
viene a cadere in un momento invece molto positivo per il nostro aeroporto. Il
clima di fiducia e collaborazione fra gli azionisti è evidente e questo non può
che far bene al gestore". Quanto bene? "Ad agosto siamo cresciuti
dell'undici per cento, il doppio della media nazionale. E ci sono segnali
confortanti anche per il futuro, visto anche lo stop al prezzo del carburante,
che rischiava di creare problemi gravissimi alle compagnie". E' in questo
contesto che l'arriva l'offerta di Cai. "Sì, ma arriva
soprattutto la crisi di Alitalia, che ci preoccupa parecchio. Credo che dove ci sia mercato, alla
fine arrivino anche le soluzioni. Ma se Alitalia fallisse ci vorrebbe comunque qualche mese per tornare a regime
su quelle tratte". Anche il "Colombo" andrebbe in crisi?
"Questo no, Alitalia è uno dei nove vettori
dell'aeroporto di Genova. Opera soltanto su Roma, dove abbiamo anche Air
One". Se l'operazione andasse in porto perdereste dei voli. "Due per
l'orario invernale e uno per l'estivo. Ma non è questo il punto. Perché
un'ipotesi di quel tipo prefigurerebbe una situazione di monopolio". Da
evitare? "Sì, dove è possibile a mio avviso le situazioni di monopolio
sono sempre da evitare. Bisogna invece lavorare per rafforzare la
concorrenza". Come dire, andare alla ricerca di altre compagnie
interessate a servire la vostra principale tratta, la Genova-Roma. E' così?
"Noi ci stiamo già muovendo per creare le condizioni che consentano di
avere concorrenza e ritengo che presto si possa concludere qualcosa di
importante". La situazione della società aeroportuale desta preoccupazioni
alla luce di quanto sta avvenendo sulla scena nazionale? "No,
assolutamente. La società è solida e i nostri duecento dipendenti possono stare
tranquilli". (mas. m.).
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Genova Alitalia, ultima chiamata i genovesi bussano a Roma Uomini e affari: Riva
d'acciaio, Gavio in strada, Aponte in mare Ad affiancare la cordata Cai di
Colaninno lo studio Bonelli Erede Pappalardo MASSIMO MINELLA (segue dalla prima
di economia) Restare in volo, a questo punto della trattativa, sarà una vera
impresa. Ma mentre il commissario Fantozzi ricerca nuove offerte, la
cordata Cai si concede ancora qualche ora di attesa, prima del rompete le
righe. Già i fondi paiono essersi chiamati fuori. E gli altri? Ufficialmente
fanno ancora parte della cordata e quindi insistono sull'offerta messa a punto
dallo studio legale genovese Bonelli Erede Pappalardo. E attendono, a
cominciare dall'armatore Gianluigi Aponte. Uno che, per dirla tutta, ha fatto
fortuna con l'acqua, ma ora sembra stregato dal cielo, sia per l'ingresso nella
cordata che si è candidata a rilevare l'Alitalia, sia
per l'interesse alla privatizzazione dell'aeroporto di Genova. Fino a oggi
Aponte è stato poco propenso alla diversificazione, assorbito com'era (e com'è)
dalla guida di un gruppo secondo al mondo soltanto ai danesi della Maersk nel
trasporto di container. Un colosso nato dal nulla negli anni Settanta, quando
il sorrentino Aponte affittò la sua prima nave (usata) caricandola di cassoni
colorati. Erano gli esordi della "Msc-Mediterranean Shipping
Company", operativa dal quartier generale di Ginevra. Una sola
"mission", il mare o, meglio, il trasporto di qualsiasi cosa possa
finirci sopra, sia merci che passeggeri. Ai container, infatti, Aponte ha
cominciato ad affiancare le persone: prima sui traghetti, poi sulle navi da
crociera. E proprio le crociere hanno rappresentato per Aponte la nuova
frontiera, seguita insieme al genero Pierfrancesco Vago attraverso la
controllata "Msc-Mediterranean Shipping Cruise". Anche in questo
caso, dalle prime piccole unità, acquistate sul mercato dell'usato, si è
arrivati in una quindicina d'anni a una flotta che ormai insidia la leadership
europea della Costa Crociere. E che, per servire al meglio i suoi clienti, non
disdegnerebbe la possibilità di disporre addirittura di un aeroporto tutto per
sé. Quando nel 2004 la Festival Crociere fallì e la Costa si trasferì a Savona,
a riempire le banchine della Stazione Marittima del porto di Genova restò
sostanzialmente la sola Msc. A quattro anni di distanza, la compagnia
armatoriale di Aponte fa convergere su Genova centinaia di migliaia di
passeggeri, con ulteriori prospettive di crescita. E' in questo contesto che,
nei mesi scorsi, Luigi Merlo, il nuovo presidente dell'autorità portuale di
Genova, azionista di maggioranza dell'aeroporto "Cristoforo Colombo",
ha annunciato la sua intenzione di cedere la sua quota (60%) dopo un'asta
pubblica internazionale. A chi? L'equazione privatizzazione-crociere è subito
scattata negli azionisti e nel sindaco di Genova, Marta Vincenzi, che pur non
avendo azioni del "Colombo" è però partita alla carica, invitando
Gianluigi Aponte per un incontro riservato nel suo ufficio. Argomento, la
vendita dell'aeroporto. Più di un argomento per mettere un "chip" (da
cento milioni di euro) nella partita Alitalia ce l'ha
anche Emilio Riva, patron dell'acciaio. L'uomo che dallo Stato ha già avuto
molto, leggi privatizzazione dell'Ilva, in futuro potrebbe chiedere altro. Non
soldi, ma attenzione. In particolare per il robusto piano di restyling che
interessa l'impianto di Taranto. Qui, a differenza di Genova, la colata
continua non si è mai fermata. Ma per proseguire ha necessità di nuovi,
costosissimi interventi. Non che la stessa Genova sia esclusa da questo
ragionamento. Il piano di investimenti a Cornigliano per un grande polo del
freddo continua, ma anche in questo caso non si procede senza l'ausilio della
politica. Chiuso il capitolo della banda stagnata, si procede rapidamente su
quello della zincatura. Le scatolette sembrano già appartenere al passato.
Molto più utile scommettere sull'acciaio di qualità. Come non pensare, infine,
al ruolo che andrà a giocare Marcellino Gavio nelle nuove sfide infrastrutturali
del Paese? L'imprenditore tortonese, che un passo dopo l'altro ha costruito un
impero del business autostradale, oggi è titolare di oltre mille chilometri di
rete in concessione. Perché non garantirsi la giusta attenzione prendendo parte
anche all'operazione Alitalia? Interrogativi che
rischiano di cadere nell'arco di una manciata di ore, se effettivamente verrà
meno tutta quanta l'operazione Cai.
( da "Repubblica, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
R2
Tecno Motori Repubblica Tv L'inchiesta Tutto il cd in un francobollo: che
musica Identikit del giocatore online Il processo agli ultrà di Napoli Scatola
nera con video per l'auto Ma i fondi pensione sono sicuri? GLI ITALIANI E LA
CRISI DELL'ALITALIA.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Marco
Simoni Promesse impossibili Quante cose non sappiamo della vicenda Alitalia? Decisamente
troppe tenuto conto che al momento la compagnia sta volando grazie a un
prestito di fondi pubblici già praticamente esauriti: dalla giornata di ieri si
deduce che a meno di conigli dal cappello, tra una settimana circa non vi
saranno più i soldi per far volare gli aerei. Sarebbe confortante sapere che il
ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha una idea di cosa succederà.
segue a pagina 27.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Le crisi industriali
non si risolvono con un colpo di bacchetta magica, soprattutto quelle complesse e di lunga data come la crisi Alitalia. Invece ci troviamo di fronte a
gente che non sa nemmeno come si inizia un tavolo di discussione. Ci vorrebbe
una trattativa vera, a carte scoperte, con margine di concessione. Insomma,
nulla di quel che si è visto finora. Spero che nessuno ci caschi: il governo
sta conducendo una evidente operazione politica contro il sindacato, che
va oltre le sorti della compagnia aerea di bandiera e coinvolge anche la
partita della riforma dei contratti di lavoro.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Perchè tutto questo accanimento
a trattare solo con Cai? E chi si fida della Cai, una cordata d'imprenditori
tirati dentro per i capelli solo per salvare la faccia a Berlusconi? La gente
che vola in aereo vuole efficienza e sicurezza, preferisce l'europeità
all'italianità, si fida di più di Airfrance o Lufthansa che
di un gruppo d'italiani che non hanno alcuna esperienza nel settore. È una
vergogna che la trattativa con la compagnia francese sia fallita per basse
ragioni politiche. A quest'ora Alitalia farebbe parte di una grande gruppo europeo e non si parlerebbe
di 20mila licenziamenti.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
C'era un'azienda che
valeva qualcosa, adesso c'è un'azienda che non vale più nulla. Che questa
cordata italiana fosse una cialtronata s'era capito fin da subito: con
l'operazione Cai, in pratica, Berlusconi aveva deciso di
regalare l'Alitalia agli
amici suoi, di farla gestire ai soliti imprenditori nazionali, bravi a fare i
capitalisti solo con i soldi dello Stato. Ora qualcuno se la comprerà per tre
cocomeri e un peperone e pazienza se 20mila persone rischiano di perdere il
posto di lavoro. È quello che succede quando un comico si mette in testa
di guidare un paese dall'alto dei suoi tacchi.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Dacati Il 30
settembre, in assenza di novità, il commissario
straordinario Augusto Fantozzi lascerà Alitalia a terra. Sempre che prima non ci pensi l'Enac. Ieri l'Ente per
l'aviazione civile ha fatto sapere che fra due giorni in assenza di "un
piano di ristrutturazione credibile", che certifichi lo stato delle
finanze del gruppo, sarà revocata la licenza di volo della compagnia di
bandiera. Sul cui cui futuro è ancora buio pesto. Il governo ha fatto
sapere che al momento l'offerta di Cai, da ieri ufficialmente revocata, è
l'unica disponibile. Veltroni (Pd): "Colaninno faccia un gesto, ascolti le
ragioni dei sindacati". I piloti, intanto, lanciano una loro proposta di
acquisto e un allarme: quello sulla sicurezza dei voli. Di Giovanni, Rossi,
Venturelli, Matteucci Miserendino alle pagine 2, 3 e 4.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Presto si arriverà
alla catastrofe. È inevitabile, quando il boicottaggio viene dalla stessa
persona a cui dovrebbe competere il salvataggio della compagnia, ovvero il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: dopo aver
mandato in fumo la proposta di Airfrance per ragioni di propaganda e bassa
politica, adesso non vuole fare la figura del peracottaio, non può accettare
che Alitalia finisca in
mani straniere. Eppure l'acquisto da parte di un grande vettore europeo è
l'unica soluzione possibile, come dimostra la scelta del commissario Fantozzi
di riaprire un'asta internazionale.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abbiamo visto un
ministro, Sacconi, con un cadavere in mano, e dispiaceva, non era una bella scena,
men che meno per aprire questa nuova serie di "Otto e mezzo" condotta
da Lilli Gruber. Battesimo hard e anche un po' bizzarro. Conviene distinguere:
un conto è la trasmissione sorretta dal nuovo telaio, un conto ciò che da quel
telaio è venuto a galla, per colpa del tema. Alitalia. Una tragedia italiana e insieme, sotto il profilo televisivo,
una palla bestiale perché intricata e tecnica fino all'ernia; politicissima e
impolitica, globale e impopolare, difficile maneggiarla. Lilli fa la sua parte,
sul filo dei minuti, bisogna spezzare gli interventi, anticiparne il senso se
le parole tirano a campare. Ma lei sa e fa, aiutata da Federico Guiglia,
tirando i fili degli interventi, piloti, sindacati dei piloti, servizi - bella
mano quella di Paolo Pagliaro - ministro. Eccoci alla croce oppure delizia, nel
caso il pubblico ami le storie tristanzuole alla Lassie. Perché, con tutto il
rispetto, Sacconi stringeva il cuore. È ministro di un governo che quando si è
insediato ha guardato il governo precedente come fosse un cretino e ha detto:
valà, ti faccio vedere io come si chiude la questione Alitalia,
anzi, considerala già chiusa. Va bene, fateci vedere. Sacconi ci è sempre
sembrato persona ragionevole, tuttavia è opportuno che si faccia anche lui
carico di quello sfottò. Gli va riconosciuto l'onore delle armi perché si è
fatto impallinare da chiunque abbia sparato in aria, senza scansare i colpi.
Stava lì, mogio mogio, dopo mesi di balbuzie di governo, dopo mesi di tormenti,
con quel cadaverino in mano mentre ribadiva fiducia nel fatto che si possa
riaprire la sala di rianimazione per la nostra patriottica compagnia di
bandiera. Dopo Lilli veniva Lerner, ancora su Alitalia.
La7, dai che non si può, ammettiamolo. Toni Jop.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltroni
a Colaninno: ascolta il sindacato "Su Alitalia il governo
deve uscire di scena. Bene l'apertura agli stranieri, ma è tardi" di Bruno
Miserendino/ Roma "COLANINNO faccia uno sforzo, ascolti il
sindacato". Walter Veltroni lancia un appello estremo sulla vicenda Alitalia, perché si
riprenda il filo del dialogo. "Sto lavorando per ricucire", ribadisce il
segretario, ma deve essere chiaro che è Berlusconi la causa del disastro,
"è lui che ha agito in maniera dilettantesca" e d'ora in poi "il
governo meno si occupa di Alitalia e meglio è".
Veltroni e il Pd non ci stanno a finire, insieme alla Cgil, sul banco degli
imputati e tentano di respingere la grancassa berlusconiana di queste ore. Non
ci sono divisioni nel Pd su questa materia, lascia intendere il segretario,
perchè nessuno ha mai cavalcato la logica del tanto peggio tanto meglio:
"Io lavoro in queste ore per cercare una soluzione e da me è sempre venuta
una posizione di saggezza e mentre altri hanno preso a schiaffi e insultato il
sindacato, noi abbiamo sempre cercato di ricucire". Chiaro il riferimento
al premier che in queste ore sembra soprattutto preoccupato di allontanare
eventuali acquirenti esteri, perché questa soluzione sarebbe la più clamorosa
sconfessione di tutta la sua strategia. Davanti agli schermi di Sky,
intervistato da Maria Latella, il leader del Pd parla a tutto campo, dalla Rai,
("se il Pdl vota Petruccioli come presidente noi siamo d'accordo")
alla salute del Pd, che dice, è al 30% nei sondaggi ed è in risalita. Tutto
sommato bene, vista l'aria da funerale che gira. Ma è su Alitalia
che Veltroni batte a lungo. In un altro paese un premier che si comporta come
Berlusconi sarebbe stato crocefisso, adesso si cerca un comodo capro
espiatorio. "Ciò che fa impazzire nella situazione di Alitalia
- dice Veltroni - è che la vicenda era risolta con Air France che si sarebbe
fatta carico dei debiti. Ma poi è arrivato Berlusconi che ha detto di non
volere Air France ed ora siamo in questa condizione" con i controbuenti
che dovrebbero accollarsi tutti i debiti e con l'aggravante di un governo che
"ha gestito male e in maniera dilettantesca" il tutto, compresa la
fase finale della trattativa. Messaggio chiaro: d'ora in poi di Alitalia si occupi il venditore, che è Fantozzi e non i vari
ministri. Le strade, per il segretario, sono solo due: "O da parte della
Cai si riprende la trattativa oppure l'alternativa "è che ci siano altri
acquirenti". Qui l'ostacolo è proprio Berlusconi che rifiuta questa
ipotesi: "Certo che se il bando fosse stato pubblicato tempo fa ora non
saremmo in questa situazione sconsiderata". "Se nonostante tutto si
manifesteranno degli acquirenti - ha aggiunto Veltroni - questo farà ancora più
rabbia perchè significa che qualcuno avrebbe potuto prendersi anche parte dei
debiti". Invece pare di capire che dalle parti del Pd, dove alcune
componenti vorrebbero che Epifani firmasse e basta, si ragiona sul caso
probabile che si vada al fallimento. Il problema è che sono convinti che anche
il premier ormai punti al peggio, perchè la Cai si è dissolta e lui potrà far
leva su una campagna di demonizzazione della Cgil e del Pd. Un comportamento
speculare a quest'altro: "Il governo sembra una compagnia che va in gita e
dice che tutto va bene", invece, ricorda il segretario del Pd, il paese
sta male, le famiglie arrancano, per la scuola si sta andando a soluzioni
bizzarre e punitive, che non tengono conto della realtà. "Berlusconi
vorrebbe la scuola italiana come le televisioni perchè spera che i ragazzi
vengano educati con il sistema dei valori televisivi". Il berlusconismo
sta rovinando l'Italia, dice Veltroni, basta vedere cosa "non" ha
detto il premier sull'antifascismo. E a proposito di premier e tv Veltroni
critica l'ingresso di Marina Berlusconi nel Cda di Mediobanca: "Dimostra
che c'è un intreccio tra potere politico, economico e famiglie". Ma chi si
occupa, oggi, di conflitto dìinteresse? Anche sul tema Rai Veltroni fa un passo
avanti. Si dice favorevole alla rielezione di Claudio Petruccioli, smentendo
l'esistenza di un patto tra Pd e maggioranza per l'elezione di Leoluca Orlando
alla guida della vigilanza Rai a fronte dell'elezione di un nuovo Cda
dell'azienda: "Che si debba fare un patto - afferma Veltroni - è scritto
nella legge che prevede che per eleggere il presidente della Rai serve il concorso
di maggioranza e opposizione". Quanto, appunto, a Petruccioli, Veltroni
ricorda che anche in quel caso "è stato fatto un patto per la sua
elezione, ha lavorato molto bene e se vi è la disponibilità del centrodestra
per rieleggerlo a noi va bene". La salute del Pd, tema su cui
l'intervistatrice batte con insistenza. Siamo in risalita, dice Veltroni, e non
è poco. Parisi non è il problema, anche se i media gli attribuiscono un peso
superiore alla realtà.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Bianca Di Giovanni
/ Roma ATTESA Silvio Berlusconi rinuncia all'assemblea generale dell'Onu - dove
era atteso per oggi - per seguire da vicino la vicenda Alitalia. La mossa potrebbe preludere a
un nuovo scenario: la settimana scorsa non si era esclusa la discesa in campo
di Me- diobanca, con soci italiani e stranieri. Troppo presto per dire se si
tratta di un'ipotesi concreta. Sul fronte dell'opposizione Walter Veltroni
chiede "un passo" a Roberto Colaninno per andare incontro alle
richieste sindacali. Nel governo ieri sembrava montare prepotente il
partito del fallimento, piuttosto che quello della soluzione. È stato Roberto
Maroni, nel suo stile schietto di leghista, a dirlo chiaro e tondo: alternativa
a Cai non c'è, si può fare come gli svizzeri. Cioè fallire. L'esternazione
arriva proprio nel giorno in cui il commissario Augusto Fantozzi pubblica sui
quotidiani l'invito a manifestare interesse rivolto a tutti i potenziali
acquirenti della compagnia italiana, "alleggerita" comunque dei
debiti. Insomma, quella "polpa" di cui più volte ha parlato Pier
Luigi Bersani. Non esattamente la stessa a cui puntava Cai, visto che senza
quel piano AirOne si esclude dalla trattativa. Ma comunque una bella fetta di
mercato italiano: la più importante. Sarebbe un "piatto" prelibato per
un acquirente, se non fosse che il governo sembra finora schierato ancora dalla
parte di Cai (o per lo meno di una soluzione italiana). Su questo Berlusconi
rischia di perdere la faccia. Nel pomeriggio, proprio mentre Fantozzi apriva un
tavolo con gli enti locali di Roma e Lazio e incontrava l'Enac, il premier
tornava ad appellarsi ai sindacati con toni ultimativi. "Sono degli
irresponsabili, non guardano al bene del paese e ai guai sociali che potrebbero
derivarne. Stanno facendo di tutto per far saltare l'accordo". L'obiettivo
è chiaro: criminalizzare in particolare la Cgil: se avesse firmato - è
l'argomento - Cai non si sarebbe defilata. Dietro al Capo del governo si
allineano tutti i ministri. Altero Matteoli e Maurizio Sacconi sperano che "nei
prossimi giorni si ricostruisca il filo del dialogo con tutte le organizzazioni
sindacali" in modo che, firmando l'accordo, si riesca a far tornare Cai al
tavolo. Nel frattempo però sul fronte imprenditoriale si contano solo
defezioni. Cai formalizza il ritiro del piano, anche se la cordata non è ancora
arrivata a sciogliersi. Emma Marcegaglia (azionista "simbolo" della
cordata) invita altri imprenditori a farsi avanti: segno di una ritirata senza
troppi ripensamenti. Non una esternazione da parte di Intesa, tantomeno da
Colaninno. Insomma, il binomio Cai-governo sembra ancora ad una empasse.
L'intenzione di scaricare tutta la responsabilità sulla Cgil con il fallimento
sembra la più probabile. Ma questa operazione è comunque ad alto rischio: un
fallimento significa il Paese bloccato. Per il governo non sarebbe proprio
facilissimo gestire la situazione. Aiuta a avvicinare le parti - sempre
distantissime - l'iniziativa del commissario Fantozzi. Ma le speranze in un
"cavaliere" straniero si fanno sempre più tenui. Tutti sanno da tempo
che Alitalia è in cerca di nuovi investitori: per
primi lo sanno i vertici Lufthansa, Air France e British Airways. Sono stati
già contattati: francesi e tedeschi si sono detti interessati. Ma soltanto
accanto a Cai. Come dire: soltanto con un pacchetto già
"confezionato". Piano e ok del sindacato. Ora che tutto è
"saltato" la loro scelta si fa più difficile. Anche perché manca
completamente quella "diplomazia industriale" necessaria in questi
frangenti. Non si muovono i politici di maggioranza, ma non si muove neanche
Intesa a cercare nuove adesioni. Eppure con una cordata mista, si potrebbero
limare i dettagli e aprire la strada al consenso di tutte le sigle. Ecco perché
non può escludersi la discesa in campo di un altro soggetto finanziario.
Insomma, le soluzioni ci sarebbero, se solo si volessero trovare. "È ora
di dire che l'emergenza non riguarda la bella o la brutta figura di Berlusconi
nè la credibilità dei faziosi ultimatum di Sacconi. L'emergenza riguarda il
trasporto aereo del nostro paese", denuncia il ministro ombra del Pd,
Pierluigi Bersani. Francesco Rutelli fa notare che le "novità
importanti" di queste ore devono spingere "Governo e commissario ad
utilizzare tutte le possibilità per raggiungere un'intesa con tutte le parti sociali.
Ce ne sono le condizioni e le distanze per definire la posizione contrattuale
di piloti e assistenti di volo non sono così ampie come qualcuno dice".
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Sono pessimista sul
futuro dell'Italia in generale, figuriamoci sul futuro dell'Alitalia. Il destino della compagnia aerea è stato segnato l'anno scorso,
quando l'unica possibilità di salvataggio si è purtroppo concretizzata durante
la campagna elettorale. Così la vendita a Air France è saltata in nome
dell'italianità, in nome di una presunzione senza fondamento: escludo che degli
imprenditori nazionali siano in grado di fornire un miglior servizio ai
cittadini e agli utenti. Non ne sono stati capaci in passato,
figuriamoci oggi, con un gruppo d'industriali che fanno tutt'altro di mestiere.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Le
"manifestazioni" entro il 30 settembre Sul sito internet di Alitalia è stato pubblicato l'invito a presentare
manifestazioni di interesse per l'acquisto di rami d'azienda della compagnia
entro il 30 settembre. Ecco il testo. "Il Commissario Straordinario di Alitalia Linee Aeree Italiane spa in a.s., di Alitalia
Airport spa in a.s., di Alitalia Express spa in a.s., di Alitalia Servizi spa in a.s. e di Volare spa in a.s., prof. avv. Augusto
Fantozzi premesso - che Alitalia Linee Aeree Italiane spa, Alitalia Airport, Alitalia Express spa, Alitalia Servizi spa e Volare spa sono ammesse alla procedura di
amministrazione straordinaria ai sensi e per gli effetti del D.L. n 134
del 28 agosto 2008; - che detta procedura contempla possibilità di cedere a
trattativa privata tutti o parte dei complessi aziendali o delle attività
produttive, definendo i contenuti di uno o più rami d'azienda, anche non
preesistenti, con individuazione dei lavoratori che passino alle dipendenze del
cessionario, e ciò anche previa collocazione in cassa integrazione guadagni
straordinaria o cessazione del rapporto di lavoro in essere e assunzione da
parte del cessionario; - che la cessione di cui sopra potrà escludere, in tutto
o in parte, la responsabilità dell'acquirente per i debiti relativi
all'esercizio delle aziende cedute sorti prima del trasferimento ed, in ogni
caso, non potrà prevedere un prezzo inferiore a quello stabilito dall'esperto
indipendente nominato dal Ministro dello Sviluppo Economico; - che l'unica
significativa offerta pervenuta, e sulla base della quale era stata avviata la
trattativa, è stata revocata - che, dunque, il Commissario Straordinario
intende verificare la sussistenza di altri soggetti interessati che possano
garantire la continuità nel medio periodo del servizio di trasporto, la
rapidità dell'intervento e il rispetto dei requisiti previsti dalla
legislazione legislazione nazionale, ivi compresi i Trattati di cuii è parte
l'Italia; tutto ciò premesso. il Commissario Straordinario - considerate le
ragioni di necessità e urgenza, invita chiunque sia in grado di garantire la
continuità nel medio periodo del servizio di trasporto, la rapidità
dell'intervento nonchè il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione
nazionale, ivi compresi i Trattati di cui è parte l'Italia, a presentare
manifestazioni di interesse per l'acquisto di uno o più rami di azienda di Alitalia Linee Aeree Italiane, di Alitalia
Airport, di Alitalia Express, di Alitalia
Servizi e di Volare, anche non preesistenti. Tali manifestazioni dovranno
pervenire presso gli uffici del Commissario Straordinario, entro il 30
settembre 2008, ore 12.00".
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"La trattativa
deve riprendere" di Laura Matteucci / Milano "Il mio è un appello a riprendere
la trattativa, a partire dalla piattaforma unitaria Cgil, Cisl e Uil. Il
documento di Confindustria va tolto dal tavolo, ma poi il dialogo deve
ricominciare. Perchè arrivare all'accordo serve sia alle imprese sia ai
lavoratori". L'appello di Onorio Rosati, segretario della Camera del
lavoro di Milano, la più grande d'Italia, è a 360 gradi: è rivolto a
Confindustria, ma in ugual misura a Cisl e Uil perchè tengano sul confronto
unitario, e anche alla Cgil, perchè "non arrivare a un accordo non potremmo
certo considerarlo una vittoria". C'è una possibile terza strada:
l'obiettivo di firmare un accordo separato. "Infatti, le domande a
Confindustria sono due: se vuole davvero l'intesa, e se pensa di poterci
arrivare lasciando fuori la Cgil. L'altro giorno Bombassei (vicepresidente di
Confindustria, ndr) ha rivendicato in un'intervista il suo accordo separato con
i metalmeccanici, senza la Fiom-Cgil. Che intendeva? È chiaro che il documento
degli industriali vive anche di questa fase, in cui si tende a spaccare l'unità
sindacale, in cui l'ostilità nei confronti della Cgil è
massima e, come insegna la vicenda Alitalia, ogni giorno è buono per un nuovo attacco". Però il
documento degli industriali è da bocciare. La Cgil ha preso le distanze in modo
inequivocabile. "Perchè riaccentua e ingessa un sistema di relazioni
sindacali che invece va snellito. C'è una contraddizione tra le
enunciazioni di principio, tutte tese ad una maggiore produttività legata al
secondo livello, e le regole proposte che invece, di fatto, non vanno affatto
in questa direzione. Di sicuro, il documento rappresenta un passo indietro
sulla strada dell'intesa". Però la riforma è indispensabile, lei dice.
"Il modello del luglio '
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Furio
Colombo L a notizia riguarda Roma, perché, a differenza dell'Alitalia, gli ospedali
non viaggiano. Però muoiono. La sentenza è stata fissata per il 31 ottobre.
Fissata da chi? La domanda è stata posta lunedì in un'assemblea affollata e
appassionata di medici, infermieri, pazienti, (una signora trapiantata)
cittadini. La
risposta non è così facile, visto che il governo Berlusconi, unico in Europa,
non ha un ministro per la Salute, ma solo il ministro del Welfare Maurizio
Sacconi, molto laborioso ma completamente immerso nella questione "salvare
la compagnia aerea italiana". Salvare è una naturale missione politica.
Chiudere un grande ospedale pubblico no. Ma, come ho detto, non c'è ministro.
Ed è vero che la responsabilità della salute è dei governatori delle Regioni.
Però, come aveva spiegato bene Hillary Clinton al tempo del suo straordinario
progetto per dare a tutti gli americani un'assicurazione sanitaria, solo il
governo centrale (loro dicono "federale", noi, per ora, nell'era P.B.
- prima di Bossi - diciamo "nazionale") può garantire la salute dei
cittadini. La controprova americana è nella sorte dei grandi ospedali di New
York, tutti privati fin dall'origine, tutti sostenuti da fondi pubblici data la
funzione ormai storica di responsabilità verso i cittadini e i quartieri. Ma con
l'arrivo del liberismo totale di Ronald Reagan, i più illustri ospedali
newyorkesi sono risultati insolventi o in bancarotta o vicino al collasso. Nel
Paese più liberista del mondo, nessun ospedale è stato chiuso e nessuno è stato
spostato altrove. Sono tutti vivi e funzionanti, tutti nei loro luoghi storici,
con combinazioni di fondi privati, di coinvolgimento delle grandi università. E
(in piena era repubblicana e conservatrice) con fondi pubblici. Questo accade
dove c'è un governo. Ecco perché la questione "chiudere da un giorno
all'altro un grande ospedale" nel cuore di una città come Roma, è una
questione politica che diventa per forza un simbolo nazionale, come sarebbe
stato lasciar morire un grande ospedale di New York. Per ciò torno alla
domanda: chi lo ha deciso? Lo ha deciso Piero Marrazzo. Ma Piero Marrazzo ha
due ruoli che non coincidono. È il presidente della Regione Lazio, eletto dal
centrosinistra con un forte mandato di sviluppo della sanità, delle risorse
sanitarie, dello sviluppo degli ospedali pubblici. Ma è anche il commissario
straordinario a cui il governo demanda il compito asettico di
"risanare" il bilancio. Sarebbe come se, nel caso Alitalia,
il liquidatore Fantozzi e il capo-cordata Colaninno, fossero stati la stessa
persona. Ma può il presidente di una Regione, che rappresenta un elettorato
legato a valori di solidarietà e protezione dei più deboli, essere un
burocratico liquidatore che dichiara finito uno dei suoi ospedali (dotato di
alcuni reparti di grande importanza nella vita medica della capitale)? Può
essere titolare e liquidatore del secolare Ospedale San Giacomo ridotto a
"Bad Company"? La risposta è no. Questo continueranno a dire, anche a
costo di occupazione, personale sanitario e pazienti di un luogo e di una vicenda-simbolo.
Tutti ricordano il buon passato giornalistico di Piero Marrazzo, quando il suo
lavoro era capire e far sapere che cosa c'è dietro le vicende non chiare. A chi
chiederà a medici e pazienti perché si oppongono, diranno (non senza orgoglio)
"mi manda il San Giacomo". furiocolombo@unita.it.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Vincenzo Vasile Segue
dalla Prima Su carta intestata della sua "Pecoplast", scrivendo da
"Salerno, lì 19 Sett 08", il signor Rosario Pellegrino, dopo aver
premesso di credere "di avere dimostrato in questo ultimo periodo tutta la
mia (sua) disponibilità ed eleganza nell'affrontare qualsiasi problematica da
Voi evidenziatami, non ultima anche quella di incentivarvi sulla produttività e
sulle presenze al lavoro", passa a osservare: "ma ora mi sto ROMPENDO
IL C...!!!!" (gli esclamativi e i maiuscoli sono del mittente, i puntini
di sospensione nostri). Il signor Pellegrino, dopo avere lamentato al punto
"a" che "non vi è alcun problema di quanto esposto nel vs fax
odierno", illustra in maniera più chiara il suo pensiero nei seguenti
punti "b", "c", e "d". "b) L'azienda è mia e
COMANDO IO e BASTA, chi non è d'accordo se ne andasse a FAN..., verrà anche
ringraziato" (per le maiuscole e i puntini, vedi sopra). "c) Per
quanto riguarda l'organizzazione sindacale pensasse a difendere i posti di
lavoro in un periodo di crisi e congiuntura come quello attuale e ad educare i
lavoratori a rispettare il posto di lavoro che occupano; se
l'organizzazione sindacale pensasse di comportarsi come con Alitalia, gli rammento che io mi chiamo
PELLEGRINO E non COLANNINO, VI MANDO NON SOLO A FAN... (per le maiuscole, i
congiuntivi e "colannino", come sopra, ci atteniamo al testo
originale), vi caccio fuori a calci nel sedere e vi sputo pure in faccia".
Il signor Pellegrino conclude con una presa di posizione che tradisce un certo
nervosismo. Al punto "d": "Spero di essere stato molto chiaro e
coinciso" (coinciso, nell'orig.), premette. E quindi annuncia: "Non
ho niente da dirvi né da ascoltare su queste STRONZATE che scrivete, se mi
volete denunciare, fare sciopero, siete liberi di fare quello che volete non ci
sono problemi, poi io mi regolerò di conseguenza; il periodo del terrore o
delle minacce, cari SIGNORI, è finito da diverso tempo, dovete pensare a
lavorare e BASTA!!!", (con tre punti esclamativi nell'orig.). Ci sembra
una conclusione alquanto brusca, dopo un preambolo che ci era parso improntato
alla volontà dialogante di civile confronto. Chiediamo alla S.V. se la
presidenza di Confindustria si riconosca nei comportamenti dell'associato
salernitano. O intenda suggerirgli un diverso atteggiamento, scegliendo a suo
piacere tra la levità degli argomenti svolti nella premessa, la delicatezza del
punto "b", l'eleganza del punto "c". Ci permettiamo di
osservare che quei tre segni esclamativi finali esprimono, infatti, un'enfasi
che potrebbe acutizzare inutilmente un rapporto sindacale finora andato avanti
in modo piano e civile, secondo quel che gli standard delle più evolute
relazione industriali nel mondo avanzato ci inducono a fare, una volta che è
cessato "il periodo del terrore o delle minacce". Che, assieme al
signor Pellegrino e sicuramente d'accordo con Lei, dottoressa, riteniamo
fortunatamente dietro le nostre spalle.
( da "Unita, L'" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Nulla va
lasciato intentato" di Mariagrazia Gerina La chiamano "fase
due". È quella in cui si dovranno fronteggiare gli
effetti della vicenda Alitalia sul territorio di Roma e del Lazio. Adesso davanti c'è un nuovo
tempo supplementare, fino al 30 settembre, per sperare nel salvataggio di Alitalia. E intanto "fidatevi,
volate Alitalia",
cerca di iniettare fiducia il presidente della Provincia Zingaretti. Ma
poi "è chiaro che gli esuberi saranno soprattutto qui", ripete il
presidente della Regione Piero Marrazzo. E il "rischio" di effetti
devastanti si propaga fin da ora anche sull'indotto. Perciò i rappresentantanti
delle istituzioni locali (Alemanno compreso) hanno voluto attivare un canale
immediato con il commissario Augusto Fantozzi, che li ha ricevuti ieri presso
il Centro direzionale Alitalia, in attesa di capire
cosa succederà da qui al 30 settembre: per dare loro informazioni dirette e
anche per preparare il terreno, quando sarà, alla cosiddetta "fase
due". "Noi una strategia abbiamo iniziato a metterla in campo da
luglio solo che il governo non ci ha mai voluto incontrare", polemizza
Zingaretti. Dall'incontro con Fantozzi però Alemanno e gli altri interlocutori
sono usciti con convinzioni diverse. "Non c'è nessuna alternativa
all'offerta Cai, nessun altro tavolo su cui rilanciare", ripete all'unisono
con Berlusconi il sindaco Alemanno, ultimo ad arrivare (con quaranta minuti di
ritardo) e ultimo ad andarsene dal Centro Alitalia
(dopo un breve colloquio di riserva con Fantozzi). Anche se non è quello che ha
detto il commissario che con i suoi interlocutori ha ripercorso i passaggi
della vicenda fino alla pubblicazione dell'avviso per raccogliere
"manifestazioni di interesse", ovviamente anche da parte di compagnie
straniere. E infatti in tutt'altra direzione va il ragionamento del governatore
del Lazio che dice: "Non bisogna arrendersi". Dunque? "Aspetto
ancora che sindacati e imprenditori Cai si siedano di nuovo al tavolo della
trattativa, ma se non va penso che dobbiamo esplorare altre strade, magari
andando a Bruxelles", ribadisce Marrazzo, lasciando capire, al termine
dell'incontro con Fantozzi, che ci sono "altre possibilità". La
strada che aveva suggerito lui era quella della pubblic company, con la
compartecipazione degli enti locali: "Do Certo se gli Stati Uniti non si
sono arresi davanti alla crisi del sistema creditizio, non posso credere che
l'Italia lascerà morire la compagnia aerea nazionale". E dello stesso
avviso è il presidente della Provincia Nicola Zingaretti: "La situazione è
drammatica, ma la partita non è ancora chiusa", dice rinnovando l'appello
a "imprenditori e i sindacati" perché si "giunga a una
soluzione, eventualmente coinvolgendo compagnie straniere". Ma anche ai
viaggiatori perché "abbiano ancora fiducia nella compagnia di bandiera e
continuino a volare" ("Io un biglietto Alitalia
per ottobre lo comprei"). Poi spiega: "Allo stato attuale la
compagnia attende un segnale dalla cordata italiana, ma se dovessero arrivare
nuove offerte straniere si valuterebbero anche quelle". La prima
preoccupazione ovviamente ora è salvare la compagnia di bandiera. Ma
parallelamente in questione c'è il futuro stesso dell'aeroporto di Roma.
"I soci di maggioranza di Aeroporti di Roma devono dirci se confermano i
2,7 miliardi di investimenti già preventivati", incalza il presidente
della Regione, che d'altra parte ricorda: "Ci sono accordi perché questo
aeroporto, che oggi conta 36 milioni di passeggeri, arrivi a contarne 50
milioni, mi auguro che si possa fare con una compagnia nazionale, ma comunque
quei 14 milioni qui li dobbiamo portare e di certo noi dobbiamo lavorare perché
gli accordi bilaterali siano a favore di Fiumicino". E poi spinge
l'acceleratore sugli investimenti per le infrastrutture che collegano Roma e
Fiumicino: "Dobbiamo renderci credibili con i nostri interlocutori".
FASE DUE Il presidente della Regione: vanno in ogni caso mantenuti gli impegni
per lo sviluppo dell'hub di Fiumicino. Zingaretti: partita aperta, volate Alitalia.
( da "Messaggero, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di CARLO FUSI
Intendiamoci. Azionisti, sindacati, schegge di sindacato: ogni iniziativa di
questi soggetti è legittima e deve essere tutelata. Ma nel Dna di qualunque
meccanismo di relazione sindacale c'è un confine insuperabile, ed è
rappresentato dall'interesse generale che mai può essere piegato alle esigenze
di parte, soprattutto se trasudano privilegi più o meno grandi. Altrimenti
saltano le regole; altrimenti salta tutto. Nè si può considerare accettabile la
soluzione individuata dai piloti: comprare l'azienda con il Tfr, cioè con somme
disponibili solo a rapporto lavorativo concluso e in determinate condizioni. Un
corto circuito micidiale, una partita di giro impercorribile visto che si
rischia di non avere i soldi per pagare gli stipendi. E c'è, collegata alla
prima, anche un'altra considerazione fondamentale. Se l'Alitalia è soprattutto degli utenti, ucciderla portandola al fallimento
costringe i medesimi a pagare un salatissimo prezzo. Attenzione: non una, ma
addirittura due volte. La prima, con i soldi delle tasse che a ciascuno vengono
sottratti in busta paga, visto che le perdite comunque sarebbero addossate alla
collettività. La seconda, con un servizio nazionale amputato: poco
importa se in piccola o grande parte. Non c'è logica in tutto questo. Salvo
quella famigerata del tanto peggio, tanto meglio. Che di norma porta un Paese
al collasso.
( da "Messaggero, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Non
bisogna arrendersi", perché le conseguenze del crac di Alitalia saerebbero
"devastanti". È la posizione comune del sindaco Alemanno, del
governatore Marrazzo e del presidende della Provincia Zingaretti, che ieri
hanno incontrato il commissario straordinario Fantozzi. All'interno.
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-23 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La crisi Alitalia Allarme dell'Anpac, che poi precisa. Tensioni tra i dipendenti I
piloti: "Stressati, rischio incidenti" Ultimatum dell'Enac: piano
entro giovedì o stop ai voli ROMA - "Con questa pressione psicologica, c'è
rischio di incidenti in volo", ha detto Fabio Berti, il leader dei piloti
Anpac, il sindacato che si oppone al piano Alitalia messo a punto dal governo. Poi la precisazione. Ieri la
tensione è stata notevole, con un confronto in piazza a Fiumicino tra il fronte
del "no", essenzialmente piloti e assistenti di volo, e quello, meno
nutrito, favorevole all'accordo, composto soprattutto da operai e personale di
terra. Ultimatum dell'Enac, l'Ente aviazione civile, alla compagnia: entro
giovedì deve essere presentato dal commissario Fantozzi un piano finanziario
oppure la licenza di volo verrà sospesa. ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro e Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-23 num: - pag: 6 categoria:
BREVI Le divisioni Il sì di Cisl, Uil e Ugl al piano della Cai 1 Il rifiuto
della Cgil e degli autonomi Cisl, Uil e Ugl hanno firmato l'accordo quadro per il salvataggio di Alitalia proposto da Cai 2 La Cgil sembrava pronta a firmare ma
all'ultimo la Filt-Cgil, affiancata dai sindacati autonomi, ha detto no Il muro
dell'Anpac e il ritiro di Cai
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-23 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Indiscreto Lufthansa, i contatti e la "voglia" di
fallimento ( MdF) Lufthansa? I contatti ci sono, quasi quotidiani. Ma la compagnia tedesca non sembra intenzionata a muoversi su Alitalia. Almeno fino a quando non
riparte il piano di Cai o si portano i libri in tribunale. Per Lufthansa è
importante la discontinuità: per l'annullamento dei contratti e delle alleanze
precedenti, per le garanzie sui debiti e con i sindacati. Ma in presenza
di altre trattative, rimane alla finestra. D'altra parte, Lufthansa ha appena
acquisito Sabena, e sta trattando l'acquisizione di Sas e Austrian Airlines. E
ci tiene a far sapere che è un investitore industriale, non finanziario: per
considerare un'entrata in Alitalia deve intravedere un
ritorno. Perché il mercato italiano è molto interessante; ma Francoforte ha già
Air Dolomiti, e un'ottima rete di collegamenti, potenziata dall'accordo con
Malpensa. Wolfgang Mayrhuber, il chief executive officer alla guida della
compagnia Lufthansa.
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-23 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE "Troppe pressioni su noi piloti, rischio incidenti" Il
leader Anpac, Berti. Corteo a Fiumicino Il comandante Alessandro Cenci del
"fronte del sì": "Una lettera ai piloti dove si parla di
pallottole che fischiano..." ROMA - Il fronte del "sì" scende in piazza nella vertenza Alitalia. E lo scontro fra i lavoratori favorevoli e i contrari
all'offerta Cai sembra assumere i contorni di una specie di lotta di classe:
operai e personale di terra contro assistenti di volo e piloti. Dipendenti a
basso reddito contro colleghi che guadagnano dai 3 mila euro al mese in su.
Ieri mattina alle dieci, sotto le insegne di Cisl, Uil e Ugl, si erano dati
appuntamento alcuni dipendenti della compagnia davanti all'ingresso equipaggi
del Leonardo da Vinci. Obiettivo: convincere il personale di volo della
necessità dell'accordo con la cordata di Roberto Colaninno. In piccolo,
qualcosa che ricorda la famosa marcia dei quarantamila della Fiat. La
mobilitazione è partita in sordina, poi è stata sfiorata la rissa. I
sostenitori del "sì", inizialmente una ventina di persone guidate dai
comandanti Alessandro Cenci e Antonella Celletti, entrambi della Cisl, hanno
trovato un'amara sorpresa. Beffati sul tempo. Il piazzale dove pensavano di
manifestare era già stato occupato dal fronte del "no", cioè da Avia,
Sdl, Anpac e Up (quest'ultime due sigle dei piloti hanno annunciato la
fusione). Ma è stata notata l'assenza della Cgil. "Sono arrivati prima
loro, voi dovete fermarvi fuori", ha intimato la polizia ai sostenitori
del "sì". I piloti favorevoli all'accordo, quattro o cinque, hanno
allora issato striscioni fuori dall'area equipaggi: "Vogliamo
lavorare", "niente firma, niente stipendio". Con loro c'erano
qualche meccanico, un paio di assistenti di volo e alcuni sindacalisti. Tre
quarti d'ora di tranquillità. Poi, all'improvviso, a rinforzare il fronte del
"sì" sono arrivati 150-200 operai in tuta da lavoro di Alitalia Servizi e di alcune imprese collegate. Tutti a
inveire contro i piloti. Giovani, come Gilberto Brini, 28 anni: "Sono un lavoratore
interinale, i piloti sono privilegiati. Devono firmare per evitare il
fallimento. Io prendo 6-700 euro al mese, non voglio perderli". O come
Erminio Ubaldini, 30 anni, una figlia e un contratto da 840 euro al mese:
"Se questi matti non firmano, salta tutto". E lavoratori più anziani,
come Mario Albano, 59 anni, dipendente di un'impresa di catering e due figli
precari nell'indotto aeroportuale: "Sono stato trent'anni in Alitalia, poi il mio ramo d'azienda è stato venduto, adesso
guadagno il 30% in meno, prendo 1.300 euro al mese. Ora tocca ai piloti fare
qualche sacrificio". Il clima si è surriscaldato. Al passaggio di ogni
pilota o assistente di volo diretti agli imbarchi, gli operai hanno fischiato,
inveito, urlato parolacce e minacce. I celerini in tenuta anti-sommossa hanno
evitato il contatto. Sull'altro fronte il leader dei piloti Anpac, Fabio Berti,
ha lanciato l'allarme: "Con questa pressione psicologica, c'è rischio di
incidenti in volo". Per poi precisare più tardi che "i piloti stanno
garantendo i massimi livelli di sicurezza ", "la formulazione di un
contratto dei piloti deve valutare attentamente i fattori di rischio" e
"in passato diversi incidenti sono avvenuti per una forte pressione sugli
equipaggi". All'ora di pranzo il rompete le righe. Ma le tensioni non si
sono esaurite. "Sono stato circondato da una cinquantina di persone che mi
hanno offeso e minacciato - ha denunciato Alessandro Cenci -. Il clima è quello
che è. Del resto è stata inviata a molti piloti una lettera dai toni intimidatori
nella quale si parla di pallottole che fischiano nell'aria...". Oggi nuove
mobilitazioni. E il fronte del "sì" cerca di reclutare altri piloti.
Paolo Foschi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 spezzatino E gli svizzeri chiedono trenta Md e Atr Spezzatino --> MILANO
La Asset Management Advisor (Ama), società svizzera attiva nella consulenza nei
settori aeronautico e navale, ha formalizzato una manifestazione d'interesse
per l'acquisizione e/o il noleggio di almeno 30 aeromobili
Md 82 e Atr 72 di proprietà di Alitalia. Lo comunica, in una nota, la società. Asset Management Advisor
si propone di utilizzare gli aeromobili per il trasporto pubblico di passeggeri
su non meno di 11 rotte, operate da Alitalia dagli scali di Milano Malpensa e Roma Fiumicino. Le
destinazioni includono alcune delle principali capitali dell'Europa dell'Est,
tra cui Tirana, Sofia, Bucarest, Budapest, Varsavia, Praga, Kiev e San
Pietroburgo. Ama mira all'acquisizione di non meno del 50% degli aeromobili di
interesse e all'utilizzo dello strumento del "wet lease" (leasing con
equipaggio) per la rimanente parte dei velivoli. La Asset Management Advisor,
nata nel 2006 e presieduta da Francesco Guarnieri, ha sedi a Lugano, Zurigo,
Londra, Tirana, Los Angeles e Milano. In Italia la Ama è presente con due
società: la CapitalServices nel settore dei servizi di noleggio sia aeronautico
che navale e la Capitalease che ha richiesto a Bankitalia le autorizzazioni
all'esercizio delle attività di locazione finanziaria di beni mobili
registrati.
( da "Tempo, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
A Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia ... A
Fiumicino ora parlano i dipendenti dell'Alitalia favorevoli
all'accordo con la Cai. Centinaia di manifestanti aderenti alle sigle
confederali hanno chiesto agli autonomi di recedere dalle posizioni
oltranziste. Dall'Anpac si lasciano sfuggire frasi inquietanti: "Sui
piloti troppe pressioni, a rischio la sicurezza dei voli". L'Enac avverte che entro
giovedì dovrà essere presentato un piano di emergenza, pena il ritiro della
licenza. Berlusconi alla Cgil: "Siete irresponsabili". Costantini,
Imberti, Moro, Zappitelli alle pag. 2, 3, 4 e 5.
( da "Tempo, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Nardi: 44
progetti per salvare le casse Ercole Bersani TERRACINA "Posso garantire che non siamo Alitalia". Ricorre ad un esempio ad effetto il sindaco Stefano
Nardi, per difendere l'amministrazione comunale mai come adesso al centro di
una forte turbolenza, che ne sta rendendo problematica la rotta. Giunto con il
suo esecutivo a metà mandato, il primo cittadino si appresta a fare il punto
sul programma di navigazione. E preannuncia, sicuro: "Torneremo a
volare". Intanto, l'equipaggio non si tocca, dopo l'atterraggio forzato a
cui sono stati costretti ad inizio luglio tre assessori. "Continueremo con
la formula del 2001, che è risultata vincente. Se ne parlerà a dicembre di
riaffidare la sola delega all'Ambiente, che spetta ad AN. Non è una grossa
tragedia fare a meno di due assessori. Troppe le deleghe rimaste in mano mia? A
parte il fatto che ci sono anche i dirigenti, non sempre è una buona cosa avere
una formazione lunga. Si litiga meno, ci sono meno orticelli personali da
curare e si viaggia più spediti". A rullare brutto la compagnia di
bandiera locale aveva cominciato quest'estate. L'ennesima emergenza rifiuti.
"E' stato vergognoso quello che è successo in questi mesi. La colpa è dei
sindacati. Il loro boicottaggio è stato un affronto a Terracina. Avevano
ricevuto la loro paga. Non c'era alcuna necessità che mandassero in tilt la città.
Non è perdonabile. Sarò durissimo con chi ha fomentato tutto". Sia come
sia, Terracina Ambiente non vola. "Tra non molto saremo in grado di
recuperare le somme necessarie per il definitivo decollo". Il Comune è in
panne anche per la mancanza del carburante-Ici. Nardi pensa ad un'energia
alternativa: i Suap. Ne sono 44 pronti all'imbarco. "Si tratta di progetti
all'avanguardia, tutti riferiti al settore turistico-alberghiero. Ne abbiamo
bisogno per favorire gli investimenti privati, assicurare sviluppo e garantire
entrate alle casse comunali. Gli enti locali tutti hanno le loro difficoltà.
Quanto a noi, lo si sa, il mese di settembre è a zero gettito. Eppure stiamo
riuscendo a pagare la discarica e gli stipendi ai dipendenti di Terracina
Ambiente, mentre i dipendenti delle cooperative sociali non stanno scioperando
più". Da Alleanza Sociale a Città Partecipata, da La Destra a Autonomia di
centro non manca chi vorrebbe mandare in caduta libera Nardi e compagni.
"Il malumore c'è sempre. Spesso e volentieri, però, parla chi non ha voce
in capitolo". Le vicende giudiziarie sono sempre sulla rotta, in primis
quella che vede da una parte il Comune e dall'altra il giudice di pace.
"Calunnie ed accuse non ci sfiorano. Il Comune è uno specchio trasparente".
Sulla scia è rimasta la brutta storia delle sedicenti 6 mila residenze fasulle.
Ancora Nardi: "E' stato un autentico autogol. C'è il tentativo di gettare
fango. Alla base di tutto c'è il diritto costituzionale di assumere la
residenza dove si vuole nel territorio nazionale".
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Questa è una
splendida vignetta pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa americana e
riassume, meglio di qualunque articolo, un aspetto cruciale del tracollo del
sistema finanziario americano. Il banchiere in nero ha scritto sul cartello:
"Per cortesia liberatemi dai debiti o sarò costretto a rovinarvi
tutti". La signora commenta: "Oh poveretto, permettici di aiutarti
ora che sei in difficoltà, ma fai in modo di trattenere per te stesso un
centinaio di milioni di dollari o giù di lì quale bonus per le tue capacità
manageriali". E' quel che, purtroppo, sta accadendo: gli ultimi due
megadirettori della Aig, il colosso delle assicurazioni salvato dal fallimento,
hanno ricevuto buonuscite di 47 e di 22 milioni di dollari; ma la notizia più
sconcertante riguarda la Lehman Brothers, di cui è appena stato decretato il
fallimento: i megadirettori se ne vanno con la liquidazione mostruosa da 2,5
miliardi di dollari. Questo non è più capitalismo, ma un mandarinato che da
decenni plasma a proprio piacimento ampie porzioni dell'economia e della
finanza mondiale e che non paga mai per i propri sbagli. E' l'antitesi di un
sano spirito imprenditoriale che, a fronte di grandi guadagni potenziali, esige
l'assunzione di responsabilità personale, in tutti i settori: dal bancario
all'industriale. Questi manager hanno invece un solo orizzonte: l'arricchimento
personale con filosofie d'investimento fondamentalmente speculative e con un
unico beneficario certo: loro stessi. Fino agli anni Ottanta le grandi fortune
venivano create nell'arco di decenni talvolta attraverso il lavoro di più
generazioni, negli ultimi tempi bastavano quattro-cinque anni al vertice di una
banca d'affari o di una multinazionale per ottenere ricchezze stratosferiche,
senza mai rischiare nemmeno un centesimo del proprio capitale, bensì sempre
quelli degli altri. Ricchezze ingiustificate, ricchezze malsane. Questa è la
vera casta, che ha portato il mondo al collasso. Ed è inutile parlare di
risanamento se alla fine il suo potere non viene sradicato, se non si cambiano
davvero le regole, ripristinando l'antico buon senso e un'autentica
meritocrazia imprenditoriale. Chissà se McCain o Obama ne saranno capaci, il
potere di questa lobby è molto forte. Scritto in globalizzazione, gli usa e il
mondo Commenti ( 15 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5)
Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti
Invia questo articolo a un amico 19Sep 08 E ora via dall'Italia per un futuro
migliore? Hanno vinto loro, i sindacati. E a modo loro: mandando all'aria Alitalia. Complimenti vivissimi. Prima che si conoscesse
l'esito della vicenda della nostra compagnia aerea, un lettore italiano che
abita in Brasile, César Roberto, aveva commentato il mio post su Tremonti con
queste parole. Perché un industriale dovrebbe rischiare investendo in una
nazione dove essere industriale significa avere mille difficoltá ( sindacati,
burocrazia, regolette e balzelli infiniti, impossibilitá di prendere iniziative
in tempi brevi, ecc.) e utili insignificanti? Non ci illudiamo, con la crisi l'industria
si sposterá ancora piú di quanto fatto finora e non ci sará nessun
"risorgimento manufatturiero" a salvare il Paese Tra parentesi io
stesso ( e un certo numero di colleghi ingegneri a breve mi raggiungeranno )
sono una dimostrazione di quanto sopra: qui lavoro e mi permetto di vivere con
agio, in Italia ero sempre con l'acqua alla gola: a che pro? Se anche si
riuscisse a rendere appetibile l'investire in Italia ( con robetta da poco ,
tipo zittire i sindacati, annullare la burocrazia, snellire le regole,
abbassare le tasse - e non di percentuali da prefisso !!!)sarebbe come chiudere
le porte dopo che i buoi sono giá scappati consiglio: fate come me , cercate
opportunitá all'estero e ritornate a vivere una vita felice D'istinto verrebbe
da dire: ha ragione César Roberto e alcuni lettori di questo blog che già
vivono all'estero avranno, immagino, molto da dire al proposito. Ma
riflettendoci bene, lo sconcertante esito della vicenda Alitalia,
che infligge al Paese un enorme danno strategico, potrebbe essere salutare.
Quante volte abbiamo invocato una classe dirigente che fosse in grado di
opporsi ai ricatti corporativi e sindacali? Oggi forse l' abbiamo trovata. I
sindacati erano convinti che la fermezza palesata della cordata Colaninno e del
governo fosse un bluff. Ovvero che alla fine avrebbero trattato, all'italiana..
E invece no: imprenditori ed esecutivo hanno tenuto duro, dimostrandosi di
parola (al riguardo segnalo il post di Wolly). E allora subentra un'altra
sensazione: da questa vicenda può nascere un'altra Italia, più seria, concreta,
pragmatica che finalmente si assume e mette ognuno di fronte alle proprie
responsabilità. Quest'Italia esiste già perlomeno nel mondo industriale, come
ricorda spesso l'economista Alberto Quadrio Curzio, ed è rappresentata da
quegli imprenditori piccoli e medi che continuano a brillare sui mercati
internazionali, mantenendo solide radici produttive nel nostro Paese. Ora
quell'Italia trova la voce e una consistenza politica. Il no di Colaninno e la
coerenza dimostrata dal governo Berlusconi, possono segnare l'inizio di
un'epoca. Bisogna davvero fuggire dall'Italia per sperare in un futuro
migliore? Io mi auguro di no. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 60
) " (5 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 17Sep 08 Aveva ragione Tremonti, ma adesso chi crea
ricchezza? Ammettiamolo: aveva ragione Giulio Tremonti. E, per molti versi,
continua ad averla. In un'intervista al Tg1 ha dichiarato, riferendosi al crack
di Lehman Brothers, che "non è fallita una banca, è fallito un sistema. E
non è il principio della fine ma la fine del principio. E' stata la scelta
pazzesca di finanziare la globalizzazione con il debito. Poi è venuto giù tutto
il castello di carta. Stanno fallendo le banche, stanno fallendo gli operatori,
è fallito il sistema di sorveglianza e vigilanza". Guardando al futuro
Tremonti sostiene che "sulla finanza e sulla speculazione tornerà la
manifattura" e si dice ottimista sul futuro del Paese, perché
l"'Italia ha la seconda manifattura d'Europa dopo la Germania" e
perché "il nostro sistema bancario è più solido rispetto a quello
americano, mentre abbiamo un sistema assicurativo abbastanza solido e un
sistema pensionistico abbastanza solido molto più che altrove. Le famiglie non
sono indebitate. Non sono state prese dalla vertigine del consumo a debito e
con i mutui un po' sono sistemate". Dunque l'Italia "dopo la crisi -
e tutte le crisi finiscono - sarà più forte di prima e più forte degli
altri". Giusto, ma siamo proprio sicuri che sia così facile ricreare
ricchezza nel nostro Paese? Temo di no e per questi motivi: 1) Il nostro
sistema finanziario è meno indebitato, ma l'Italia è gravata da un debito
pubblico stratosferico e deve rispettare regole comunitarie che impongono una
severissima disciplina fiscale. Il governo, insomma, ha le mani legate e
comunque il livello pro capite di indebitamento (inclusi i conti pubblici) è
alto. 2) Gli italiani sono molto più poveri di prima, sia in rapporto al
reddito che al patrimonio. a) Il reddito familiare è stato dimezzato
dall'avvento dell'euro e ora è eroso dall'inflazione. Inoltre, sebbene il
credito al consumo sia meno diffuso rispetto ad America e Gran Bretagna è
tendenzialmente in fortissima crescita anche da noi. Se aggiungiamo l'incidenza
dei mutui e delle crescenti, stratosferiche spese per la casa (problema di cui
nessuno parla) il quadro è chiaro: il potere di acquisto è drammaticamente crollato.
b) I patrimoni familiari tendono a diminuire. Chi era investito in Borsa ha
perso parecchio, il valore delle case tende a scendere anche da noi (sebbene in
misura meno drammatica rispetto a Spagna e Gran Bretagna) e ci vorrano anni
prima che il mercato riprenda a tirare, i bot mettono al riparo dalle
turbolenze finanziarie ma non coprono nemmeno l'inflazione, chi aveva investito
in oro e materie prime soffre perché le quotazioni sono crollate. Tra il 2007 e
il 2008 quasi nessuno si è arricchito. Inoltre il livello di risparmio continua
a ridursi. Tremonti dice: tornerà l'industria, ma non certo dall'oggi al
domani, sono necessari tempi lunghi e bisogna vincere la concorrenza di Asia ed
Est europa. Nel frattempo gli italiani sono posti di fronte a un'alternativa:
stringere la cinghia, il che significa far crollare i consumi, rallentando
ulteriormente l'economia interna, o.. indebitarsi! Domande: Tremonti è,
paradossalmente, troppo ottimista? Cosa fare concretamente per rigenerare il
potere d'acquisto in tempi ragionevoli? Scritto in globalizzazione, Italia
Commenti ( 78 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.13 su un massimo di 5)
Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon
senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile?
Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e
dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.
Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in
discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza
alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche
in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha
incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità
predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa
globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello
di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente
anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole
dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di
portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i
mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto
deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello
che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai
contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare
Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e
iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una
mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un
mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una
soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che
il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e
l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro
canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto
importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica
soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non
esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si
esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di
regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo
quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente
prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida
di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e
senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie
e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in
globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 58 ) "
(8 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 11Sep
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Questa è una splendida
vignetta pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa americana e riassume, meglio
di qualunque articolo, un aspetto cruciale del tracollo del sistema finanziario
americano. Il banchiere in nero ha scritto sul cartello: "Per cortesia
liberatemi dai debiti o sarò costretto a rovinarvi tutti". La signora
commenta: "Oh poveretto, permettici di aiutarti ora che sei in difficoltà,
ma fai in modo di trattenere per te stesso un centinaio di milioni di dollari o
giù di lì quale bonus per le tue capacità manageriali". E' quel che,
purtroppo, sta accadendo: gli ultimi due megadirettori della Aig, il colosso
delle assicurazioni salvato dal fallimento, hanno ricevuto buonuscite di 47 e
di 22 milioni di dollari; ma la notizia più sconcertante riguarda la Lehman Brothers,
di cui è appena stato decretato il fallimento: i megadirettori se ne vanno con
la liquidazione mostruosa da 2,5 miliardi di dollari. Questo non è più
capitalismo, ma un mandarinato che da decenni plasma a proprio piacimento ampie
porzioni dell'economia e della finanza mondiale e che non paga mai per i propri
sbagli. E' l'antitesi di un sano spirito imprenditoriale che, a fronte di
grandi guadagni potenziali, esige l'assunzione di responsabilità personale, in
tutti i settori: dal bancario all'industriale. Questi manager hanno invece un
solo orizzonte: l'arricchimento personale con filosofie d'investimento
fondamentalmente speculative e con un unico beneficario certo: loro stessi.
Fino agli anni Ottanta le grandi fortune venivano create nell'arco di decenni
talvolta attraverso il lavoro di più generazioni, negli ultimi tempi bastavano
quattro-cinque anni al vertice di una banca d'affari o di una multinazionale
per ottenere ricchezze stratosferiche, senza mai rischiare nemmeno un centesimo
del proprio capitale, bensì sempre quelli degli altri. Ricchezze
ingiustificate, ricchezze malsane. Questa è la vera casta, che ha portato il
mondo al collasso. Ed è inutile parlare di risanamento se alla fine il suo
potere non viene sradicato, se non si cambiano davvero le regole, ripristinando
l'antico buon senso e un'autentica meritocrazia imprenditoriale. Chissà se
McCain o Obama ne saranno capaci, il potere di questa lobby è molto forte.
Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 15 ) " (3 voti,
il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Sep
08 E ora via dall'Italia per un futuro migliore? Hanno vinto loro, i sindacati.
E a modo loro: mandando all'aria Alitalia. Complimenti
vivissimi. Prima che si conoscesse l'esito della vicenda della nostra compagnia
aerea, un lettore italiano che abita in Brasile, César Roberto, aveva
commentato il mio post su Tremonti con queste parole. Perché un industriale
dovrebbe rischiare investendo in una nazione dove essere industriale significa
avere mille difficoltá ( sindacati, burocrazia, regolette e balzelli infiniti,
impossibilitá di prendere iniziative in tempi brevi, ecc.) e utili
insignificanti? Non ci illudiamo, con la crisi l'industria si sposterá ancora
piú di quanto fatto finora e non ci sará nessun "risorgimento
manufatturiero" a salvare il Paese Tra parentesi io stesso ( e un certo
numero di colleghi ingegneri a breve mi raggiungeranno ) sono una dimostrazione
di quanto sopra: qui lavoro e mi permetto di vivere con agio, in Italia ero
sempre con l'acqua alla gola: a che pro? Se anche si riuscisse a rendere
appetibile l'investire in Italia ( con robetta da poco , tipo zittire i
sindacati, annullare la burocrazia, snellire le regole, abbassare le tasse - e
non di percentuali da prefisso !!!)sarebbe come chiudere le porte dopo che i
buoi sono giá scappati consiglio: fate come me , cercate opportunitá all'estero
e ritornate a vivere una vita felice D'istinto verrebbe da dire: ha ragione
César Roberto e alcuni lettori di questo blog che già vivono all'estero
avranno, immagino, molto da dire al proposito. Ma riflettendoci bene, lo
sconcertante esito della vicenda Alitalia, che
infligge al Paese un enorme danno strategico, potrebbe essere salutare. Quante
volte abbiamo invocato una classe dirigente che fosse in grado di opporsi ai
ricatti corporativi e sindacali? Oggi forse l' abbiamo trovata. I sindacati
erano convinti che la fermezza palesata della cordata Colaninno e del governo
fosse un bluff. Ovvero che alla fine avrebbero trattato, all'italiana.. E
invece no: imprenditori ed esecutivo hanno tenuto duro, dimostrandosi di parola
(al riguardo segnalo il post di Wolly). E allora subentra un'altra sensazione:
da questa vicenda può nascere un'altra Italia, più seria, concreta, pragmatica
che finalmente si assume e mette ognuno di fronte alle proprie responsabilità.
Quest'Italia esiste già perlomeno nel mondo industriale, come ricorda spesso
l'economista Alberto Quadrio Curzio, ed è rappresentata da quegli imprenditori
piccoli e medi che continuano a brillare sui mercati internazionali, mantenendo
solide radici produttive nel nostro Paese. Ora quell'Italia trova la voce e una
consistenza politica. Il no di Colaninno e la coerenza dimostrata dal governo
Berlusconi, possono segnare l'inizio di un'epoca. Bisogna davvero fuggire
dall'Italia per sperare in un futuro migliore? Io mi auguro di no. Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 60 ) " (5 voti, il voto medio è: 2.6 su
un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Aveva ragione
Tremonti, ma adesso chi crea ricchezza? Ammettiamolo: aveva ragione Giulio
Tremonti. E, per molti versi, continua ad averla. In un'intervista al Tg1 ha
dichiarato, riferendosi al crack di Lehman Brothers, che "non è fallita
una banca, è fallito un sistema. E non è il principio della fine ma la fine del
principio. E' stata la scelta pazzesca di finanziare la globalizzazione con il
debito. Poi è venuto giù tutto il castello di carta. Stanno fallendo le banche,
stanno fallendo gli operatori, è fallito il sistema di sorveglianza e
vigilanza". Guardando al futuro Tremonti sostiene che "sulla finanza
e sulla speculazione tornerà la manifattura" e si dice ottimista sul
futuro del Paese, perché l"'Italia ha la seconda manifattura d'Europa dopo
la Germania" e perché "il nostro sistema bancario è più solido
rispetto a quello americano, mentre abbiamo un sistema assicurativo abbastanza
solido e un sistema pensionistico abbastanza solido molto più che altrove. Le
famiglie non sono indebitate. Non sono state prese dalla vertigine del consumo
a debito e con i mutui un po' sono sistemate". Dunque l'Italia "dopo
la crisi - e tutte le crisi finiscono - sarà più forte di prima e più forte
degli altri". Giusto, ma siamo proprio sicuri che sia così facile ricreare
ricchezza nel nostro Paese? Temo di no e per questi motivi: 1) Il nostro
sistema finanziario è meno indebitato, ma l'Italia è gravata da un debito
pubblico stratosferico e deve rispettare regole comunitarie che impongono una
severissima disciplina fiscale. Il governo, insomma, ha le mani legate e
comunque il livello pro capite di indebitamento (inclusi i conti pubblici) è
alto. 2) Gli italiani sono molto più poveri di prima, sia in rapporto al
reddito che al patrimonio. a) Il reddito familiare è stato dimezzato
dall'avvento dell'euro e ora è eroso dall'inflazione. Inoltre, sebbene il
credito al consumo sia meno diffuso rispetto ad America e Gran Bretagna è
tendenzialmente in fortissima crescita anche da noi. Se aggiungiamo l'incidenza
dei mutui e delle crescenti, stratosferiche spese per la casa (problema di cui
nessuno parla) il quadro è chiaro: il potere di acquisto è drammaticamente
crollato. b) I patrimoni familiari tendono a diminuire. Chi era investito in
Borsa ha perso parecchio, il valore delle case tende a scendere anche da noi
(sebbene in misura meno drammatica rispetto a Spagna e Gran Bretagna) e ci
vorrano anni prima che il mercato riprenda a tirare, i bot mettono al riparo
dalle turbolenze finanziarie ma non coprono nemmeno l'inflazione, chi aveva
investito in oro e materie prime soffre perché le quotazioni sono crollate. Tra
il 2007 e il 2008 quasi nessuno si è arricchito. Inoltre il livello di
risparmio continua a ridursi. Tremonti dice: tornerà l'industria, ma non certo
dall'oggi al domani, sono necessari tempi lunghi e bisogna vincere la
concorrenza di Asia ed Est europa. Nel frattempo gli italiani sono posti di
fronte a un'alternativa: stringere la cinghia, il che significa far crollare i
consumi, rallentando ulteriormente l'economia interna, o.. indebitarsi!
Domande: Tremonti è, paradossalmente, troppo ottimista? Cosa fare concretamente
per rigenerare il potere d'acquisto in tempi ragionevoli? Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 78 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.13
su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon
senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile?
Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e
dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.
Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in
discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza
alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche
in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha
incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità
predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa
globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello
di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente
anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole
dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di
portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i
mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto
deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello
che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai
contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare
Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e
iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una
mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un
mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una
soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che
il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e
l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro
canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto
importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica
soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non
esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si
esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di
regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo
quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente
prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida
di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e
senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie
e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in
globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 58 ) "
(8 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 11Sep
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Questa è una
splendida vignetta pubblicata nei giorni scorsi dalla stampa americana e
riassume, meglio di qualunque articolo, un aspetto cruciale del tracollo del
sistema finanziario americano. Il banchiere in nero ha scritto sul cartello:
"Per cortesia liberatemi dai debiti o sarò costretto a rovinarvi
tutti". La signora commenta: "Oh poveretto, permettici di aiutarti
ora che sei in difficoltà, ma fai in modo di trattenere per te stesso un
centinaio di milioni di dollari o giù di lì quale bonus per le tue capacità
manageriali". E' quel che, purtroppo, sta accadendo: gli ultimi due
megadirettori della Aig, il colosso delle assicurazioni salvato dal fallimento,
hanno ricevuto buonuscite di 47 e di 22 milioni di dollari; ma la notizia più
sconcertante riguarda la Lehman Brothers, di cui è appena stato decretato il
fallimento: i megadirettori se ne vanno con la liquidazione mostruosa da 2,5
miliardi di dollari. Questo non è più capitalismo, ma un mandarinato che da
decenni plasma a proprio piacimento ampie porzioni dell'economia e della
finanza mondiale e che non paga mai per i propri sbagli. E' l'antitesi di un
sano spirito imprenditoriale che, a fronte di grandi guadagni potenziali, esige
l'assunzione di responsabilità personale, in tutti i settori: dal bancario all'industriale.
Questi manager hanno invece un solo orizzonte: l'arricchimento personale con
filosofie d'investimento fondamentalmente speculative e con un unico
beneficario certo: loro stessi. Fino agli anni Ottanta le grandi fortune
venivano create nell'arco di decenni talvolta attraverso il lavoro di più
generazioni, negli ultimi tempi bastavano quattro-cinque anni al vertice di una
banca d'affari o di una multinazionale per ottenere ricchezze stratosferiche,
senza mai rischiare nemmeno un centesimo del proprio capitale, bensì sempre
quelli degli altri. Ricchezze ingiustificate, ricchezze malsane. Questa è la
vera casta, che ha portato il mondo al collasso. Ed è inutile parlare di
risanamento se alla fine il suo potere non viene sradicato, se non si cambiano
davvero le regole, ripristinando l'antico buon senso e un'autentica
meritocrazia imprenditoriale. Chissà se McCain o Obama ne saranno capaci, il
potere di questa lobby è molto forte. Scritto in globalizzazione, gli usa e il
mondo Commenti ( 15 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5)
Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti
Invia questo articolo a un amico 19Sep 08 E ora via dall'Italia per un futuro
migliore? Hanno vinto loro, i sindacati. E a modo loro: mandando all'aria Alitalia. Complimenti vivissimi. Prima che si conoscesse
l'esito della vicenda della nostra compagnia aerea, un lettore italiano che
abita in Brasile, César Roberto, aveva commentato il mio post su Tremonti con
queste parole. Perché un industriale dovrebbe rischiare investendo in una
nazione dove essere industriale significa avere mille difficoltá ( sindacati,
burocrazia, regolette e balzelli infiniti, impossibilitá di prendere iniziative
in tempi brevi, ecc.) e utili insignificanti? Non ci illudiamo, con la crisi
l'industria si sposterá ancora piú di quanto fatto finora e non ci sará nessun
"risorgimento manufatturiero" a salvare il Paese Tra parentesi io
stesso ( e un certo numero di colleghi ingegneri a breve mi raggiungeranno )
sono una dimostrazione di quanto sopra: qui lavoro e mi permetto di vivere con
agio, in Italia ero sempre con l'acqua alla gola: a che pro? Se anche si
riuscisse a rendere appetibile l'investire in Italia ( con robetta da poco ,
tipo zittire i sindacati, annullare la burocrazia, snellire le regole,
abbassare le tasse - e non di percentuali da prefisso !!!)sarebbe come chiudere
le porte dopo che i buoi sono giá scappati consiglio: fate come me , cercate
opportunitá all'estero e ritornate a vivere una vita felice D'istinto verrebbe
da dire: ha ragione César Roberto e alcuni lettori di questo blog che già
vivono all'estero avranno, immagino, molto da dire al proposito. Ma
riflettendoci bene, lo sconcertante esito della vicenda Alitalia,
che infligge al Paese un enorme danno strategico, potrebbe essere salutare.
Quante volte abbiamo invocato una classe dirigente che fosse in grado di
opporsi ai ricatti corporativi e sindacali? Oggi forse l' abbiamo trovata. I
sindacati erano convinti che la fermezza palesata della cordata Colaninno e del
governo fosse un bluff. Ovvero che alla fine avrebbero trattato, all'italiana..
E invece no: imprenditori ed esecutivo hanno tenuto duro, dimostrandosi di
parola (al riguardo segnalo il post di Wolly). E allora subentra un'altra sensazione:
da questa vicenda può nascere un'altra Italia, più seria, concreta, pragmatica
che finalmente si assume e mette ognuno di fronte alle proprie responsabilità.
Quest'Italia esiste già perlomeno nel mondo industriale, come ricorda spesso
l'economista Alberto Quadrio Curzio, ed è rappresentata da quegli imprenditori
piccoli e medi che continuano a brillare sui mercati internazionali, mantenendo
solide radici produttive nel nostro Paese. Ora quell'Italia trova la voce e una
consistenza politica. Il no di Colaninno e la coerenza dimostrata dal governo
Berlusconi, possono segnare l'inizio di un'epoca. Bisogna davvero fuggire
dall'Italia per sperare in un futuro migliore? Io mi auguro di no. Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 60 ) " (5 voti, il voto medio è: 2.6 su
un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Sep 08 Aveva ragione
Tremonti, ma adesso chi crea ricchezza? Ammettiamolo: aveva ragione Giulio
Tremonti. E, per molti versi, continua ad averla. In un'intervista al Tg1 ha
dichiarato, riferendosi al crack di Lehman Brothers, che "non è fallita
una banca, è fallito un sistema. E non è il principio della fine ma la fine del
principio. E' stata la scelta pazzesca di finanziare la globalizzazione con il
debito. Poi è venuto giù tutto il castello di carta. Stanno fallendo le banche,
stanno fallendo gli operatori, è fallito il sistema di sorveglianza e
vigilanza". Guardando al futuro Tremonti sostiene che "sulla finanza
e sulla speculazione tornerà la manifattura" e si dice ottimista sul
futuro del Paese, perché l"'Italia ha la seconda manifattura d'Europa dopo
la Germania" e perché "il nostro sistema bancario è più solido
rispetto a quello americano, mentre abbiamo un sistema assicurativo abbastanza
solido e un sistema pensionistico abbastanza solido molto più che altrove. Le
famiglie non sono indebitate. Non sono state prese dalla vertigine del consumo
a debito e con i mutui un po' sono sistemate". Dunque l'Italia "dopo
la crisi - e tutte le crisi finiscono - sarà più forte di prima e più forte
degli altri". Giusto, ma siamo proprio sicuri che sia così facile ricreare
ricchezza nel nostro Paese? Temo di no e per questi motivi: 1) Il nostro
sistema finanziario è meno indebitato, ma l'Italia è gravata da un debito
pubblico stratosferico e deve rispettare regole comunitarie che impongono una
severissima disciplina fiscale. Il governo, insomma, ha le mani legate e
comunque il livello pro capite di indebitamento (inclusi i conti pubblici) è
alto. 2) Gli italiani sono molto più poveri di prima, sia in rapporto al
reddito che al patrimonio. a) Il reddito familiare è stato dimezzato
dall'avvento dell'euro e ora è eroso dall'inflazione. Inoltre, sebbene il
credito al consumo sia meno diffuso rispetto ad America e Gran Bretagna è
tendenzialmente in fortissima crescita anche da noi. Se aggiungiamo l'incidenza
dei mutui e delle crescenti, stratosferiche spese per la casa (problema di cui
nessuno parla) il quadro è chiaro: il potere di acquisto è drammaticamente
crollato. b) I patrimoni familiari tendono a diminuire. Chi era investito in
Borsa ha perso parecchio, il valore delle case tende a scendere anche da noi
(sebbene in misura meno drammatica rispetto a Spagna e Gran Bretagna) e ci
vorrano anni prima che il mercato riprenda a tirare, i bot mettono al riparo
dalle turbolenze finanziarie ma non coprono nemmeno l'inflazione, chi aveva
investito in oro e materie prime soffre perché le quotazioni sono crollate. Tra
il 2007 e il 2008 quasi nessuno si è arricchito. Inoltre il livello di
risparmio continua a ridursi. Tremonti dice: tornerà l'industria, ma non certo
dall'oggi al domani, sono necessari tempi lunghi e bisogna vincere la
concorrenza di Asia ed Est europa. Nel frattempo gli italiani sono posti di
fronte a un'alternativa: stringere la cinghia, il che significa far crollare i
consumi, rallentando ulteriormente l'economia interna, o.. indebitarsi!
Domande: Tremonti è, paradossalmente, troppo ottimista? Cosa fare concretamente
per rigenerare il potere d'acquisto in tempi ragionevoli? Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 78 ) " (8 voti, il voto medio è: 4.13
su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Sep 08 Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon
senso Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile?
Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e
dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi.
Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in
discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza
alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche
in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha
incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità
predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa globale
delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello di
indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente
anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole
dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di
portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i
mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto
deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello
che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai
contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare
Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e
iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una
mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un
mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una
soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che
il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e
l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro
canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto
importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica
soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non
esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si
esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di
regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo
quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente
prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida
di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e
senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie
e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in
globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 58 ) "
(8 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 11Sep
( da "Corriere della Sera" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-23 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Comunità montane "Costiamo meno di un giorno Alitalia" IDRO - Le comunità
Montane chiedono di continuare a esistere e rivendicano l'importanza del loro
ruolo. Ieri durante un convegno a Idro il sottosegretario all'Economia Daniele
Molgora ha spiegato che "le comunità montane sono un organismo finito
ormai fuori controllo. è necessario fare piazza pulita e
ripartire". Enrico Borghi, il presidente dell'Uncem, l'Unione delle
Comunità montane, ha però difeso il loro ruolo: "La montagna che noi
rappresentiamo - ha sottolineato - produce il 17% del Pil italiano. Alle
comunità montane lo Stato versa ogni anno 140 milioni di euro, meno di quella
che è la perdita di Alitalia ogni giorno".
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 228 del
2008-09-23 pagina 45 Irlanda e Francia insegnano: il governo tuteli
l'allevamento di Redazione Siamo quasi alla fine di settembre e nulla di
concreto all'orizzonte fa presagire quale sarà la strada che l'Unire dovrà
imboccare per uscire da questa situazione di dissesto. Molti aspetti dell'Unire fanno pensare ad una situazione altrettanto drammatica come
quella di Alitalia. Per
l'Unire, si è molto parlato di riforma della legge (l.449/99), assolutamente
necessaria, ma nessuno ha ancora spiegato quale riforma ed in quale direzione.
Si sentono interventi plaudenti ad una fantasiosa privatizzazione, ma quale
tipo di privatizzazione? Con quali mezzi, e prospettive? Il governo, una
volta per tutte, deve dire e dimostrare se intende tutelare, come è stato ante
riforma del
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 228 del
2008-09-23 pagina 3 "Expo, il decreto non c'è ma io lavoro lo stesso"
di Giannino della Frattina (...) La governance. Cioè a chi toccherà comandare.
"Non si può dire che siamo in ritardo su buona parte degli impegni e delle
attività da mettere in cantiere - ha spiegato ieri il sindaco Letizia Moratti
all'inaugurazione dell'anno fieristico -. Lavoriamo su diversi fronti e
proseguiamo sui progetti internazionali". Poi annuncia che domani sarà a
New York all'assemblea generale dell'Onu con il governatore Formigoni, il
premier Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini per
presentare il progetto Expo di fronte a molti capi di Stato "pronti a
collaborare con Milano per far partire i progetti sui quali ci eravamo
impegnati". Ovvero come città, enti locali e territori possano contribuire
alla lotta contro la fame, la povertà, la mortalità infantile, l'Aids, la
malaria e le pandemie. Intanto? "Il governo - replica la Moratti - ha già
stanziato un miliardo e 400 milioni, i fondi di sua competenza per le opere
essenziali da qui al 2015. Un passo estremamente importante che è già stato
fatto". Un po' meno convinto, da uomo del fare quale è, Carlo Sangalli. Il
presidente della Camera di commercio che per l'occasione ripesca un classico.
"Seneca - le sue parole - era solito ricordare come non è vero che abbiamo
poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto". E per l'Expo è "un
fattore che sta diventando importante, soprattutto per le infrastrutture. La
dialettica istituzionale per la definizione della governance è un passaggio
normale in democrazia e non rappresenta certo una perdita di tempo. Il rischio
è semmai che si possa smarrire lo spirito di squadra che sinora è stato
determinante per la vittoria dell'Expo e si possa scivolare su tempistiche che
ci potrebbero penalizzare". Analisi condivisa da Pierfrancesco Majorino.
Per il capogruppo del Pd in Comune "il ritardo c'è e si vede. Tanto che il
sindaco in tutti gli incontri non fa altro che ripresentare il dossier di
candidatura. Una situazione imbarazzante per Milano, dovuta ai conflitti di
potere interni al centrodestra per la spartizione delle poltrone". Ricco anche il capitolo Alitalia. Con la Moratti che esclude "nel modo più assoluto"
che gli esiti della trattativa, qualsiasi essi siano, possano influire sulla
buona riuscita dell'Expo. "Il piano per Malpensa e Linate che prevede 1,4
miliardi di investimenti, è stato riconfermato anche dopo che Alitalia ha lasciato per buona parte i
due scali". Il futuro? "Ci stiamo lavorando, anche con
potenziali partner internazionali. Qua c'è il mercato e alla fine sarà il
mercato a decidere il luogo dove le linee aere convoglieranno". In ogni
caso "siamo in stretto contatto con il commissario per verificare quelli
che potranno essere gli impatti su Malpensa e Linate". Ma per Formigoni,
"è difficile essere ottimisti in assenza di fatti concreti". E poi
sottolinea che quanto successo venerdì "è stato gravissimo. Oggi, forse,
qualcuno comincia ad accorgersi che realmente sul tavolo non c'è altra proposta
che quella della Cai". E dunque? Formigoni sarebbe lietissimo "se
questo accorgersi portasse a un passo indietro e al fatto che chi aveva detto
no la settimana scorsa, dica sì questa settimana". Dal decollo della
compagnia di bandiera a quello della giunta di Palazzo Marino, azzoppata dal
"licenziamento" di Tiziana Maiolo dopo quelli di Vittorio Sgarbi e
Carla De Albertis, l'unico assessore finora rimpiazzato. E le critiche si fanno
sentire. "Non ho mai inteso governare da sola", replica a chi le
chiede di cambiare rotta. "Questo non è un invito che raccolgo, ma una
cosa che è sempre presente da inizio mandato". Gli screzi? "A volte
sono costretta ad intervenire quando ci sono problemi, ma di governare da soli
non se ne parla". Il rimpasto? "Ascolterò le forze politiche la
settimana prossima". Riguardo alle attività produttive "naturalmente
ne discuterò con Forza Italia". Quanto alla Cultura, "avevo detto che
non intendo tenere le deleghe ancora per molto. Quello è un assessorato
tecnico". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 228 del 2008-09-23 pagina 4 "Ecco perché da anni non volo
con Alitalia" di
Redazione (...) provvedeva a distribuire uno striminzito pasto in fretta e
furia e altrettanto in fretta e furia si è prodigato nel ritiro dei vassoi. A
tempo di record (diciamo intorno all'1 di notte) i passeggeri erano stati
rifocillati. Dopodiché (e vi garantisco che non mi era e non mi è mai
capitato di vedere una cosa analoga in un altro volo) tutto il personale (meno
i piloti, o almeno voglio augurarmelo) è letteralmente sparito fino alla
mattina successiva lasciando tutte le luci accese. Dove diavolo erano spariti?
Semplice: le ultime file dell'aeromobile erano state separate da una tenda che solitamente
viene utilizzata per dividere la classe business da quella economy, e Hostess e
Stewart si sono rifugiati dietro tale paravento a dormire! L'indomani, visto
che tutti gli occupanti dell'aereo erano inferociti, il personale ha risposto
candidamente che l'accordo sindacale prevedeva un certo numero di ore di riposo
ogni tot ore di lavoro e che quindi avevano diritto di dormire. Lasciando tutti
i passeggeri al loro destino. Mi domando: non potevano fare dei turni? La luce
invece era rimasta accesa per un guasto tecnico (???). Non potevano ripararlo
prima di partire? Questo è stato l'episodio più eclatante, ma durante le tante
trasferte Genova Roma e viceversa ho vissuto altre decine di aneddoti tutti
caratterizzati dalla maleducazione e dall'arroganza. Ho quindi salutato con
entusiasmo la liberalizzazione del mercato e la nascita di molteplici compagnie
aeree. In particolare l'avvento delle compagnie low cost che hanno cambiato
radicalmente il modo di volare (ricordo ancora la prima volta che ho volato con
Ryanair da Genova a Londra, con un apparecchio nuovo fiammante tutto lucido
dove ho speso circa 50mila lire andata e ritorno contro le 700mila che ci
volevano con British Airwais sui suoi vecchi apparecchi). Ho anche assistito al
fallimento della Swiss Air (con mio grande disappunto perché dava un servizio a
Genova fenomenale con i suoi comodissimi Saab 2000 dalle comode poltrone in
pelle che collegavano la nostra città con l'hub di Zurigo e da lì il resto del
mondo che è stato poi soppresso) e alla nascita della Swiss.com. Gli svizzeri,
con teutonico rigore, hanno preferito far fallire la loro compagnia di bandiera
e costituirne una nuova pur di non dover rischiare (come è successo in Italia)
uno stillicidio continuo di denaro pubblico per cercare di salvare
l'insalvabile. Se fosse stata intrapresa la stessa strada nel nostro Paese
probabilmente oggi avremmo una Compagnia competitiva e dinamica (la
professionalità sicuramente non ci manca) che potrebbe competere con le altre
compagnie del mondo. In conclusione, sono di quelli che sono contenti della
definitiva (spero) fine dell'emorragia di capitali pubblici per alimentare una
compagnia gestita in modo scellerato e per l'avvento del libero mercato
aeronautico (e non solo di quello). Ovviamente non sono assolutamente contento
per i lavoratori, che pagano un prezzo troppo grosso per colpe non sempre loro
(certo, decine di scioperi che hanno costellato gli ultimi trent'anni della
loro storia non è che li abbiano resi tanto simpatici ai loro concittadini...).
Ma c'è un ma. E grosso. Ho cominciato a rendermene conto l'anno scorso. Ryanair
(cito loro, perché utilizzo spesso tale compagnia per andare a Londra in quanto
mia moglie è inglese) ha cominciato piano piano ad inserire nuove regole che
hanno comportato la lenta ma inesorabile crescita dei prezzi. Hanno inserito il
limite di 15 chili dei bagagli (oltre si paga, e salato, un tanto al chilo)
contro i classici 20, hanno inserito la Priority Card (un costo aggiuntivo sul
biglietto che permette di non fare la coda alla partenza - ma visto che costa
"appena" 10 euro un sacco di gente l'acquista e quindi si sta nella
coda formata da quelli che l'hanno acquistata) e hanno fatto lievitare i prezzi
dei biglietti specie in prossimità della partenza. Prenotando con largo
anticipo è possibile pagare anche pochi euro, il giorno prima della partenza mi
è capitato di pagare un Genova Londra e ritorno più di 400 euro! E questo
perché è successo? Quasi certamente perché British Airways, viste le tariffe di
Ryanair, aveva abbandonato lo scalo genovese. E Ryanair si era ritrovata ad
essere l'unica compagnia di collegamento su Londra da Genova. Un altro esempio:
in questi giorni un mio collega, che doveva andare a Roma, ha prenotato con Air
One un biglietto Milano Roma. Costo: 447,44 euro! (il costo fino a qualche
giorno fa era di circa 120 euro). Quindi va benissimo il libero mercato, ben
venga la fine della gestione scellerata di Alitalia,
ma occorre vigilare affinché non ci sia chi ne approfitta per lucrare ancora una
volta sulla pelle dei cittadini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Siamo troppo
stressati". E rilanciano: "Pronti a comprare Alitalia con le nostre
liquidazioni" LA CASSAZIONE Piloti, gioco sporco: rischio incidenti Il gas
non si taglia neanche ai morosi Milano, diffidato l'Eni "E' un bene
essenziale" Sabatini Nuovo ultimatum per Alitalia. A lanciarlo ieri è stato l'Enac: se entro giovedì il
commissario straordinario non presenterà un piano di emergenza, sarà
revocata la licenza. C'è, dunque, il rischio dello stop dei voli. Intanto i piloti
lanciano un inquietante allarme: "Siamo troppo stressati - afferma il
leader dell'Anpac, Berti - e gli aerei sono a rischio incidente".
Un'offerta per la compagnia di bandiera arriva proprio da "aquila
selvaggia" e dagli assistenti di volo che hanno detto no alla Cai. Sono
pronti a mettere a disposizione parte delle loro retribuzioni e l'intero Tfr,
pari a 340 milioni, "a supporto di un progetto serio e credibile",
più del doppio dei 150 garantiti da Colaninno. Barbera, Giovannini e Rampino
ALLE PAG. 6 E 7.
( da "Secolo XIX, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia ufficiale il ritiro di CAI Alcuni
piloti favorevoli all'intesa con Cai manifestano a Fiumicino. Ma la cordata ha
revocato l'offerta LOMBARDI >> 5 23/09/2008.
( da "Avanti!" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
“Confederazioni al
bivio” Il caso Alitalia si
ripercuoterà sui sindacati Lunedì 22 Settembre 08 La vicenda Alitalia avrà notevoli ripercussioni sul
sindacato italiano. Segna, infatti, un passaggio netto come avvenne negli anni
Ottanta per la Fiat. Un paragone storico, questo, fatto da alcuni protagonisti
dell'attuale vertenza, mentre gli attori di allora non esitano a giudicare il
fatto avvenuto ancora più grave e pericoloso.All'epoca, infatti, ci fu
la vittoria di Cesare Romiti, con la marcia dei quarantamila, che non portò
però ad una spaccatura nel sindacato, ma ad una sua sconfitta. Uno scenario,
dunque, inquietante - secondo analisi raccolte negli stessi ambienti sindacali
- per il caso Alitalia in sé. Ma - ovviamente - non
solo. C'è il negoziato per la riforma del modello contrattuale dove, con la
proposta di Confindustria, si sono ulteriormente evidenziate le differenze di
vedute tra le tre organizzazioni sindacali. Ma le confederazioni - si rileva -
saranno messe a dura prova anche dalle conseguenze in Europa e quindi pure in
Italia della crisi finanziaria negli Usa. E se sarà diviso, il quadro che si
determinerà sarà allarmante.Il dispiegarsi di questi ultimi giorni della
vertenza è stato un susseguirsi di nuove alleanze, scomposizione di vecchi riti
e nuovi soggetti di riferimento con la promozione al tavolo a pieni voti del
segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini. Quindi, nuove e strane alleanze:
quella tra la Cgil di Guglielmo Epifani (convinto della necessità del
coinvolgimento e del consenso di tutti) e i piloti dell'Anpac, l'associazione
vicina alla destra un tempo chiamata "Aquila selvaggia" per le
modalità di lotta intraprese. Ma anche con l'ala dura del Sdl (personale di
terra e di volo). Ad usare toni apocalittici, non appena giunta la notizia del
ritiro dell'offerta da parte della Cai, è stato il leader nazionale della Uil,
Luigi Angeletti, che ha parlato di catastrofe "sociale", ma anche
"sindacale". "Mi ricorda - ha osservato - la vicenda Fiat di 30
anni fa". Ma è andato oltre: "L'azienda era morta e qualche mio
collega - ha dichiarato - si accinge a fare il becchino".Parole meno
incisive, ma non meno taglienti le ha spese anche il segretario della Cisl,
Raffaele Bonanni, che da sempre ha salutato più che favorevolmente la discesa
in campo della cordata capeggiata da Colaninno. "È stata la follia di
pochi e di alcune sigle sindacali che hanno portato alla chiusura delle trattative".
Ma la Cgil, additata dal governo come colpevole del "baratro" insieme
ai piloti, non ci sta a fare il capro espiatorio. "L'Esecutivo e il
presidente del Consiglio - ha replicato Epifani - si assumano le proprie
responsabilità per come hanno gestito tutta la faccenda e la trattativa con le
parti sociali. La Cgil si è assunta per intero le proprie responsabilità per
evitare il fallimento della compagnia". Ed è di fatto persuaso che la Cgil
abbia fatto solamente il suo dovere il segretario nazionale della Fiom, Giorgio
Cremaschi ("Rete 28 aprile"), già sostenitore della rottura del
negoziato con Confindustria. "Sulla crisi Alitalia
la Cgil ha soltanto fatto il suo dovere verso i lavoratori e verso il Paese,
mentre il governo e gli industriali hanno solo operato per rompere". A
sperare che Cgil, Cisl e Uil riprendano a marciare unite è proprio uno degli
sconfitti' alla Fiat nel 1980, insieme a Lama e Carniti. "Il sindacato -
dice Giorgio Benvenuto - avrà delle prove terribili nei prossimi mesi da affrontare.
Aprire un contrasto nell'attuale situazione può risultare estremamente
rischioso. Per questo conclude - il sindacato ha bisogno di ritrovare l'unità
su valori che sono confederali". Carlo Pareto.
( da "Giornale.it, Il" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 228 del
2008-09-23 pagina 0 I valzer Cgil fanno perdere la testa al Pd di Gianni Baget
Bozzo Che nascesse una cordata di imprenditori italiani in quanto italiani
sembrava già una cosa sorprendente. Dopo che il "sistema Paese" è
uscito fuori dall'attenzione sia della politica sia dell'economia e la
delocalizzazione è stata preferita come la via del profitto, una definizione
nazionale di un gruppo di impresa sembrava l'ultima cosa a venire. Ma il
"sistema Paese" conta: e il centrodestra aveva fatto di essa la sua
coordinata politica fin dall'appello del '94 di Berlusconi. Potremmo annoverare
il "sistema Paese" tra i vari fattori emersi prepotentemente in
questi giorni che puntano sul primato dell'economia reale, sull'economia
finanziaria e sulla tenuta del Paese come soggetto politico ed economico come
base per il suo successo industriale. Berlusconi ha fatto propria la tesi della
cordata, l'ha posta come sua iniziativa, ma evidentemente sapeva che vi era un
consenso sul piano degli operatori economici e finanziari e su quello politico
dell'opposizione per una chiamata in campo dei grandi capitali italiani. Un
"forza Italia" rivolto agli imprenditori sembrava improbabile, ma
esso è avvenuto. E il fatto che Roberto Colaninno sia il presidente della Cai e
Passera il suo promotore, indica che si tratta di un'operazione chiaramente
trasversale e viene accettato anche da chi non è di centrodestra che il governo
attuale ne sia il promotore politico. Chi si è posto di traverso è la Cgil.
Essa ha certamente espresso il sentimento del Partito democratico che non vuole
lasciare troppo spazio alle iniziative del governo: esso ha già fin troppo consenso e ne avrebbe di più se Alitalia diventasse proprietà della Cai. Sarebbe una privatizzazione, ma
una privatizzazione voluta fortemente dalla politica che ne porta la
responsabilità. La Cgil ha scelto di fare corpo con i sindacati autonomi dei
piloti, cioè con una corporazione segnata dal privilegio in conseguenza del
carattere statale della compagnia e protetta anche da destra, visto che
i sindacati dei piloti hanno nei loro componenti l'orientamento di Alleanza nazionale.
Perché Epifani ha scelto di collegare la sua organizzazione al fallimento della
Cai? Forse egli ha assunto il ruolo di patrono politico della sinistra, quello
che Lucia Annunziata gli annuncia come futura guida del Partito democratico al
posto di Veltroni: un Partito democratico inteso a costituire una forza
politica senza nemici a sinistra. Tanto è vero che ora Epifani gode
dell'appoggio della Fiom e Cremaschi è uno dei suoi ferventi sostenitori. Lo
scopo è chiaro: nuocere a Berlusconi, mettendogli sulle spalle una Alitalia invendibile, né nazionalizzabile, né cedibile a
compagnie straniere che non sono candidati virtuali, meno che mai la Lufthansa
a cui Epifani si riferisce. Occorre domandarsi cosa farà il Partito democratico
di fronte a questo sovvertimento della sua linea politica. Solo D'Alema si è
esposto invitando Colaninno ad andare avanti nelle trattative, ma Veltroni è
ancora collegato alla linea dell'opposizione a tutti i costi per poter accusare
il presidente del Consiglio di avere impedito la vendita ad Air France. Si ha
come una radicalizzazione della lotta politica in questa vertenza industriale:
il centrodestra punta sul "sistema nazione" come fattore di crescita
economica e la sinistra sindacale punta al fallimento dell'iniziativa con un
linguaggio anarchico rivoluzionario espresso nei cartelli della base di Alitalia che chiamavano i compratori della Cai
"banditi". Un singolare contrasto tra una linea nazionale e un
linguaggio rivoluzionario che è ancora presente nella sinistra sindacale ed è
divenuto il centro della politica marginalizzando il Partito democratico. è
come se si fossero rivelate le essenze delle cose, il contrasto tra nazione e
rivoluzione che è sempre una componente ultima della singolare politica
italiana. bagetbozzo@ragionpolitica.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
salma partirà da Malpensa con un volo diretto per il Burkina
Faso, dove giovedì si terranno i funerali. Al termine della crimonia il papà di
Abba ringrazia tutti gli italiani e: "In particolare i cernuschesi, per
l'affetto che ci hanno dato"
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Cronaca SPORT
FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo
Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute
Tecnologia Meteo Scommesse Casa RAGAZZO UCCISO A SPRANGATE L'ultimo saluto ad
Abdul Guiebre La bara se ne va tra gli applausi La salma partirà da Malpensa
con un volo diretto per il Burkina Faso, dove giovedì si terranno i funerali.
Al termine della crimonia il papà di Abba ringrazia tutti gli italiani e:
"In particolare i cernuschesi, per l'affetto che ci hanno dato"
Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo
dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice
che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per
generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più
commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e
piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (220 commenti)
Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario
Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni
è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (87 commenti)
Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi"
(45 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le
esporremo" (36 commenti) I giovani di An contro Fini "Non saremo mai
antifascisti" (35 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la
'caccia al furbetto' (32 commenti) 13:28:20 - Simone non ti preoccupare e vai
avanti per la tua strada senza pensare a questa federazione incompet[...] Lettera
aperta di Bolelli ad Ubaldo13:17:53 - Come si dice "excusatio non petita,
accusatio manifesta". Bolelli ha fatto una scelta e se ne assume[...]
Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo12:50:12 - Il ragionamento di Simone è
condivisibile, però secondo me, dopo avere appurato che la FIT non era d[...]
Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo12:43:50 - Doveva capitare anche al grande
Rino di dire una "minchiata". E' capitato.[...] Sono d'accordo con
Binaghi11:37:59 - @chloe de lissier ma dai adesso esageri! Ti riferisci a del Potro
che avrebbe detto che "adesso a Na[...] Argentina in finale11:30:54 - Ma
perchè non scendiamo in piazza noi, si noi utenti semplici cittadini comuni che
hanno avuto solo [...] Enac: "Nessun rischio: voli sicuri"11:23:42 -
Se l'Egitto è insicuro, allora in quest'ottica identico consiglio ad evitare la
vancaza dovrebbe ess[...] Cari turisti avventurosi... qualità delle
acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella
stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube
vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo
campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella
stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di
assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare
cassa?Vota la tua coppia di veline preferitaAllarme sicurezza, sei d'accordo
con la chiusura notturna di piazza San Francesco alle auto dei non
residenti?Aderirai allo 'sciopero della pagnotta'? RICERCA ANNUNCI Archivio
Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:
pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua
Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright
© 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva
( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La 'Venere nera'
ammette pubblicamente la tempestività con la quale è stata operata dal suo
medico curante per due cisti maligne alle ovaie. Inoltre, secondo i
'rumors', la modella è in trattative per diventare la nuova musa di
D&G con un contratto da un milione di sterline
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT FOTO
E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica
Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo
Scommesse Casa NAOMI CAMPBELL "Ringrazio il mio ginecologo perché mi ha
salvato la vita" La 'Venere nera' ammette pubblicamente la tempestività
con la quale è stata operata dal suo medico curante per due cisti maligne alle
ovaie. Inoltre, secondo i 'rumors', la modella è in trattative per diventare la
nuova musa di D&G con un contratto da un milione di sterline Londra, 22
settembre 2008 - Naomi Campbell è sopravvissuta al tumore alle ovaie grazie al
tempestivo intervento effettuato da un ginecologo brasiliano. La supermodella
per la prima volta ringrazia pubblicamente il chirurgo che l'ha sottoposta a
un'operazione per l'asportazione di due cisti maligne alle ovaie. Dopo aver
sopportato per tutto lo scorso anno forti dolori, la Campbell ha ammesso di
essersi allarmata solo dopo essere svenuta improvvisamente e di aver quindi
deciso di rivolgersi a un dottore brasiliano lo scorso febbraio. Vista la
gravità della sua situazione clinica, il medico ha deciso di intervenire
immediatamente, sottoponendola a un'importante operazione. "Una volta
ottenuti i risultati dei test - ha spiegato la top model al sito 'Digitalspy' e
all'edizione inglese di 'Metro' - il dottore mi ha detto che mi avrebbe dovuto
operare il prima possibile perchè avevo due grandi tumori alle ovaie. Mi ha
sgridato per aver sottovalutato il dolore, consentendo alle cisti di diventare
troppo grandi. Hai rischiato grosso, mi ha detto e io ho tremato". In ogni
caso la vita professionale della 'Venere Nera' non si ferma mai. Sembra che la
top model sia in trattative per firmare un contratto da un milione di sterline
per diventare la musa di Dolce & Gabbana. La regina delle passerelle sarà
presto a Milano per la settimana della moda e parteciperà al defilé dei due
stilisti italiani. D & G hanno realizzato una collezione speciale di abiti
per la sfilata di beneficenza organizzata a Londra dalla modella. MULTIMEDIA La
modella capricciosa Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta
Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile
CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net
nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e
piloti" Epifani: "Responsabilità del premier" (220 commenti)
Berlusconi: "Situazione difficile" I sindacati dal commissario
Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni
è inesistente Nessuna collaborazione con la sinistra" (87 commenti)
Taroccavano semafori e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti)
Cai ritira ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi"
(45 commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le
esporremo" (36 commenti) I giovani di An contro Fini "Non saremo mai
antifascisti" (35 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la
'caccia al furbetto' (32 commenti) 13:28:20 - Simone non ti preoccupare e vai
avanti per la tua strada senza pensare a questa federazione incompet[...]
Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo13:17:53 - Come si dice "excusatio non
petita, accusatio manifesta". Bolelli ha fatto una scelta e se ne
assume[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo12:50:12 - Il ragionamento di
Simone è condivisibile, però secondo me, dopo avere appurato che la FIT non era
d[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo12:43:50 - Doveva capitare anche al
grande Rino di dire una "minchiata". E' capitato.[...] Sono d'accordo
con Binaghi11:37:59 - @chloe de lissier ma dai adesso esageri! Ti riferisci a
del Potro che avrebbe detto che "adesso a Na[...] Argentina in
finale11:30:54 - Ma perchè non scendiamo in piazza noi, si noi utenti semplici
cittadini comuni che hanno avuto solo [...] Enac: "Nessun rischio: voli
sicuri"11:23:42 - Se l'Egitto è insicuro, allora in quest'ottica identico
consiglio ad evitare la vancaza dovrebbe ess[...] Cari turisti avventurosi...
qualità delle acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la
Premiata nella stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a
Macerata?La Lube vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in
questo campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb
nella stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di
assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare
cassa?Vota la tua coppia di veline preferitaAllarme sicurezza, sei d'accordo
con la chiusura notturna di piazza San Francesco alle auto dei non
residenti?Aderirai allo 'sciopero della pagnotta'? RICERCA ANNUNCI Archivio
Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:
pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua
Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright
© 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva
( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Come rivela il
settimanale 'Tv Sorrisi e Canzoni', il nuovo lavoro discografico della cantante
sarà scritto a quattro mani e conterrà degli inediti. Il nuovo cd uscirà a
novembre
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Musica SPORT FOTO
E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica
Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo
Scommesse Casa DOPO IL BOOM ESTIVO Giusy torna con un nuovo album Tiziano Ferro
è il produttore Come rivela il settimanale 'Tv Sorrisi e Canzoni', il nuovo
lavoro discografico della cantante sarà scritto a quattro mani e conterrà degli
inediti. Il nuovo cd uscirà a novembre Roma, 22 settembre 2008 - Dopo aver
scritto 'Non ti scordar mai di me', singolo d'esordio di Giusy Ferreri e fra i
tormentoni dell'estate, Tiziano Ferro sarà il produttore del nuovo album della
cantante, in uscita il prossimo novembre. Lo rivela il settimanale 'Tv Sorrisi
e Canzoni'. "Si tratterà -anticipa oggi la rivista- di un album di
inediti, e non di cover come il primo, con testi scritti in parte dalla Ferreri
e in parte da Ferro, che dovrebbe anche cantare in duetto con lei". Giusy
Ferreri - 'Non ti scordar mai di me' Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email:
Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo
indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice
risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la Cai si arrende
Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani: "Responsabilità del
premier" (220 commenti) Berlusconi: "Situazione difficile" I
sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav aderisce all'accordo (123 commenti)
Il premier: "Veltroni è inesistente Nessuna collaborazione con la
sinistra" (87 commenti) Taroccavano semafori e appalti: multe a
valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira ufficialmente l'offerta I
dipendenti: "La compriamo noi" (45 commenti) Alcol, tabelle nei
locali: è lite I gestori: "Non le esporremo" (36 commenti) I giovani
di An contro Fini "Non saremo mai antifascisti" (35 commenti) Star
attivi in dodici incroci Scatta la 'caccia al furbetto' (32 commenti) 13:28:20
- Simone non ti preoccupare e vai avanti per la tua strada senza pensare a
questa federazione incompet[...] Lettera aperta di Bolelli ad Ubaldo13:17:53 -
Come si dice "excusatio non petita, accusatio manifesta". Bolelli ha
fatto una scelta e se ne assume[...] Lettera aperta di Bolelli ad
Ubaldo12:50:12 - Il ragionamento di Simone è condivisibile, però secondo me,
dopo avere appurato che la FIT non era d[...] Lettera aperta di Bolelli ad
Ubaldo12:43:50 - Doveva capitare anche al grande Rino di dire una
"minchiata". E' capitato.[...] Sono d'accordo con Binaghi11:37:59 -
@chloe de lissier ma dai adesso esageri! Ti riferisci a del Potro che avrebbe
detto che "adesso a Na[...] Argentina in finale11:30:54 - Ma perchè non
scendiamo in piazza noi, si noi utenti semplici cittadini comuni che hanno
avuto solo [...] Enac: "Nessun rischio: voli sicuri"11:23:42 - Se
l'Egitto è insicuro, allora in quest'ottica identico consiglio ad evitare la
vancaza dovrebbe ess[...] Cari turisti avventurosi... qualità delle
acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella
stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà
il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto
usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione
2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di
assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare
cassa?Vota la tua coppia di veline preferitaAllarme sicurezza, sei d'accordo
con la chiusura notturna di piazza San Francesco alle auto dei non residenti?Aderirai
allo 'sciopero della pagnotta'? RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità
contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage
aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008
MONRIF NET S.r.l. P.Iva
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Comune spaccato
sulla Fondazione, nuovo stop in Commissione. Il sindaco: "Basta
giochini" GERARDO AUSIELLO Forum delle Culture sempre più a rischio
commissariamento. La commissione comunale non raggiunge un accordo sulla
Fondazione mentre per il dibattito in Consiglio si va verso un rinvio in attesa
dell'incontro tra governo ed enti locali. Stallo totale, insomma. Intanto i
giorni passano e a Barcellona gli organizzatori della kermesse (che aspettano
Bassolino, Iervolino e Oddati per la firma del contratto) mostrano segnali di
preoccupazione e nervosismo. La situazione, già tesa, è precipitata nelle
ultime ore. Ieri mattina Pasquale Sannino ha riunito la commissione Cultura per
analizzare gli emendamenti alla delibera istitutiva della Fondazione. La
seduta, durata un'ora e mezza, si è sciolta per mancanza del numero legale. Nel
corso del dibattito, però, sono emerse posizioni totalmente differenti,
soprattutto all'interno della maggioranza. Raffaele Carotenuto (Prc), d'intesa
con Gaetano Sannino (Pdci), Salvatore Parisi (Sd) e Ciro Borriello (Verdi), ha
ribadito la "netta contrarietà alla nomina di Nicola Oddati quale
presidente della costituenda Fondazione". Non la pensa così un altro
esponente dei Verdi, Mario D'Esposito, secondo cui "è opportuno e
necessario che l'incarico sia affidato all'assessore comunale al ramo".
Per Diego Venanzoni (Dpl) "la maggioranza è in evidente affanno, a questo
punto meglio un commissario governativo". D'accordo il forzista Ciro
Signoriello nonché Luciano Schifone e Claudio Renzullo di An. Quest'ultimo è
stato durissimo: "Il centrosinistra, incapace e irresponsabile, deve
andare a casa perché potrebbe far perdere una grande occasione alla
città". Sulla stessa lunghezza d'onda il parlamentare del Pdl Paolo Russo:
"Non servono fondazioni, consulenze, consigli di amministrazione e poltrone
da spartirsi, ma solo un atto di umiltà, di sensibilità, di amore per Napoli da
parte del sindaco e di quegli assessori che affidino senza indugi questa
opportunità di riscatto alla presidenza del Consiglio". Aperti alla
discussione sono, invece, Pietro Mastranzo (Pd) e Stanislao Lanzotti (Udc), i
quali aspettano di "conoscere prima le decisioni dell'esecutivo". I
punti fondamentali dello scontro restano tre: il possibile allargamento della
Fondazione (frutto di un accordo tra Regione, Provincia e Comune) a nuovi soci,
eventualmente privati; la costituzione del Consiglio d'amministrazione e la
nascita di una commissione di vigilanza, caldeggiata dall'opposizione.
Argomenti spinosi di cui si dovrebbe discutere durante la riunione
dell'assemblea cittadina di domani. Il condizionale, tuttavia, è d'obbligo
poiché ieri pomeriggio il sindaco ha inviato una lettera al presidente del
Consiglio Leonardo Impegno chiedendo il rinvio del dibattito sul Forum (mentre
si terrebbe ugualmente la seduta per affrontare altri temi): "È una
questione di cortesia - ha spiegato Rosa Russo Iervolino - nei confronti del governo che ci deve ricevere e che ha chiesto qualche giorno
di tempo perché impegnato sulla vertenza Alitalia". Il primo cittadino ha poi aggiunto: "La commissione
Cultura non trova un'intesa? Ho cose più importanti a cui pensare e non sono
affatto preoccupata. In aula l'accordo si trova sempre, mi rassicurano le
esperienze parlamentari. Ma, sia chiaro, basta con i giochini".
All'appello del sindaco, accolto dalla maggioranza, rispondono i capigruppo di
Fi e An, Raffaele Ambrosino e Carlo Lamura: "Siamo d'accordo ma domani si
vada comunque in aula. In questo modo tutte le forze politiche potranno
affidare alla Iervolino, attraverso l'eventuale condivisione di un documento di
indirizzo, un mandato pieno dell'assemblea in vista del vertice nella
Capitale".
( da "Voce d'Italia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Alitalia: Cai formalizza la revoca della
sua offerta *Alitalia: cordata dei dipendenti *Alitalia, la nuova
offerta scade il 30 settembre Guarda tutti i correlati.
( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I nostri connazionali
sono stati sequestrati durante un'escursione nel deserto a
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Esteri SPORT FOTO
E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica
Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo
Scommesse Casa ANGOSCIA PER GLI ITALIANI SEQUESTRATI IN EGITTO Localizzato il
gruppo dei rapitori Il Cairo: "Ostaggi illesi, stanno bene" I nostri
connazionali sono stati sequestrati durante un'escursione nel deserto a
( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il regista racconta
per la prima volta del legame sentimentale con la sua partner e ammette: "Siamo
complici in tutto, abbiamo una grande intesa. Lei ha aiutato il mio benessere
spirituale"
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT FOTO
E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica
Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo
Scommesse Casa L'AMORE PROFONDO DI GABRIELE Muccino: "Vorrei una famiglia
con la mia Angelica" Il regista racconta per la prima volta del legame
sentimentale con la sua partner e ammette: "Siamo complici in tutto,
abbiamo una grande intesa. Lei ha aiutato il mio benessere spirituale"
Roma, 23 settembre 2008 - "Sono pronto come prima ad avere una famiglia
solida e fortunata, anzi più solida e più fortunata, sono innamorato dei figli
e dell'idea di averne, come lo sono sempre stato". Lo ha detto Gabriele
Muccino in un'intervista esclusiva a 'Chi'. Il regista, di ritorno da Los
Angeles dove ha diretto 'Seven pounds' con Will Smith, parla per la prima volta
della sua storia d'amore con Angelica Russo: "Se ami una donna non puoi
non pensare a un futuro insieme". "Io e Angelica - ha continuato
Muccino - siamo complici in tutto, abbiamo una grande intesa. Averla con me a
Los Angeles è un lusso di cui ancora la ringrazio, ero concentrato in modo
ossessivo verso il film, ma essendo lei portatrice di cose belle, ha aiutato il
mio benessere spirituale". Il regista, che ha già due figli, Silvio
Leonardo dalla scenografa Eugenia Di Napoli e Ilan da Elena Majoni, dalla quale
si è separato nel
( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Dopo un legame
sentimentale molto burrascoso tra le due star, sembra che i due
condivideranno il set per la nuova pellicola di Guy Ritchie che narra
le vicende del detective nato dalla penna di Arthur Conan Doyle
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Spettacoli SPORT
FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo
Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute
Tecnologia Meteo Scommesse Casa C'ERAVAMO TANTO AMATI Sienna Miller e Jude Law
ancora insieme Ma solo sul set di 'Sherlock Holmes' Dopo un legame sentimentale
molto burrascoso tra le due star, sembra che i due condivideranno il set per la
nuova pellicola di Guy Ritchie che narra le vicende del detective nato dalla
penna di Arthur Conan Doyle Los Angeles, 22 settembre 2008 - Jude Law e Sienna
Miller torneranno a lavorare insieme sul grande schermo per l'adattamento di
'Sherlock Holmes' firmato da Guy Ritchie, in uscita nel 2010. Le due star
avevano già collaborato in passato nel film 'Alfie', quattro anni fa, e sul set
era nato l'amore: hanno avviato una relazione bruscamente interrotta dopo
alcuni mesi in seguito alla scoperta della Miller che Jude Law l'aveva tradita
con la babysitter di suo figlio. Sepolta l'ascia di guerra, i due
condivideranno di nuovo la scena: Law vestirà i panni di Watson, leggendario
assistente di Holmes, che sarà invece interpretato da Robert Downey jr. Cameron
Diaz e Jude Law alla presentazione di 'The Holiday' - MULTIMEDIA Sienna, una
star di successo Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta
Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile
CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più
commentati Commenti Sondaggi Alitalia, è rottura: la
Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani:
"Responsabilità del premier" (228 commenti) Berlusconi:
"Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav
aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente
Nessuna collaborazione con la sinistra" (88 commenti) Taroccavano semafori
e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira
ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (52
commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le
esporremo" (45 commenti) I giovani di An contro Fini "Non saremo mai
antifascisti" (44 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la
'caccia al furbetto' (36 commenti) 16:10:06 - prima c'erano gli esuberi e giù
legna a inveire contro chi voleva i tagli..poi c'è stata la pseudo c[...]
Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"16:02:04 -
Quindi se bevo una birra e guido tu mi mettersti in carcere per 10 anni? Guarda
che se lo facessimo [...] Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori:
"Non le esporremo"16:01:09 - Forza Maroni!!! Avanti così e non ti preoccupare
di questi discorsi da finti buoni che fanno i comun[...] Camorra, il governo
invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%15:59:51 - berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro,
va al governo e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e
piloti" Epifani: "Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho
capito bene la logica di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli
immigrati clandestini[...] Camorra, il governo invia i militari Maroni:
clandestini aumentati del 60%15:52:53 - Eh no Gianfra, chi abita in centro non
può sopportare certi rumori per 20 giorni....detto questo, no[...] Don
Cernuschi attacca il sindaco, 15:49:54 - Non c'è sicrezza che tenga in italia,
se prima non si creano garanzie per una reale giustizia social[...] Camorra, il
governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60% latte
cineseCastel di Lama, Palio della Balestra: vota la dama più bellaqualità delle
acqueAndresti in vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella
stagione 2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube
vincerà il campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo
campionato?Giusto usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella
stagione 2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di
assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare
cassa?Vota la tua coppia di veline preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie
Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:
pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua
Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright
© 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva
( da "Quotidiano.net" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Dopo le affermazioni
di Berti relative ai piloti sotto stress, arriva la rassicurazione di Riggio:
"Per essere più certi, due ispettori di volo dell'Enac controlleranno lo
stato dei piloti"
"
/> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT
FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo
Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute
Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Veltroni scrive a Berlusconi
"Ecco le nostre proposte" Dopo le affermazioni di Berti relative ai
piloti sotto stress, arriva la rassicurazione di Riggio: "Per essere più
certi, due ispettori di volo dell'Enac controlleranno lo stato dei piloti"
Roma, 23 settembre 2008 - Il Pd mette nero su bianco le
proprie proposte per uscire dalla crisi Alitalia e le invia al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Secondo quanto si apprende da fonti del Pd, Walter Veltroni ha inviato al
premier Silvio Berlusconi una lettera che riassume la posizione su Alitalia, dopo che il partito questa
mattina ha fatto il punto della situazione durante la riunione del
coordinamento. Scrive Veltroni nella lettera al premier: "Signor
presidente, la vicenda Alitalia rischia di giungere
rapidamente ad un esito tragico. Le scrivo per rinnovare l'impegno del Partito
Democratico a concorrere alla ricerca di una difficilissima soluzione positiva
e per chiederLe di assumere immediatamente un'iniziativa volta ad uscire dalla
paralisi che si è determinata dopo il ritiro dell'offerta di Cai".
Veltroni ricorda che "noi del Partito Democratico abbiamo formulato un
giudizio di durissima critica alle scelte da Lei operate - sulle questione di Alitalia - prima nella stagione di governo 2001-2006, poi
nel corso dell'ultima campagna elettorale. Oggi tutti lo possono vedere meglio:
la soluzione Air France era certamente più solida sul piano industriale e più
efficace sul piano delle garanzie sociali. E aveva il merito di inserire, in
maniera non subalterna, la compagnia di bandiera all'interno di una grande e
consolidata realtà internazionale del trasporto aereo. Non ho dubbi circa il
fatto che siano state proprio in quelle settimane le Sue scelte ad alimentare
sproporzionate aspettative da parte di alcune delle organizzazioni
sindacali". Ma, ribadito il giudizio sul passato, il Pd mette sul tavolo
delle proposte per superare l'attuale crisi: "Ma non Le scrivo per
ribadire questi giudizi, purtroppo confermati dall'evoluzione degli eventi di
queste ore. Le scrivo per avanzare tre proposte. Parto dal fatto che oggi tutti
i protagonisti fondamentali avvertono l'urgenza di un fatto nuovo, ma nessuno
sembra in grado o intende muoversi dalla posizione in ultimo assunta". Per
Veltroni, "il Governo - anche agendo tramite l'azionista - può e deve
superare questo stallo. Convochi dunque le parti, immediatamente, e determini
un fatto nuovo: senza accettare né veti né soluzioni preconfezionate. Di fronte
all'incombere del fallimento, il Governo non può dire di avere già fatto tutto
quello che poteva, perché non è vero. Signor Presidente, il tempo è pochissimo.
Troppo ne è stato sprecato da Marzo ad oggi, fino ad arrivare al limite
temporale delle possibilità di sopravvivenza dell'azienda". "Tuttavia
noi, - aggiunge - senza sconti sulle responsabilità politiche di questi anni,
faremo quanto è possibile per aiutare tutte le parti a modificare, almeno in
parte, le proprie posizioni. Ma il Governo deve favorire con una sua iniziativa
urgente il riposizionamento di tutti gli attori". Secondo il segretario
del Pd ci sono "tre strade possibili: 1) che la CAI faccia un passo in
avanti verso le posizioni espresse dai sindacati, come le indubbie condizioni
di vantaggio ad essa offerte dal decreto del governo consentono e richiedono;
2) che ci si attivi per riprendere i fili di quei negoziati con soggetti
esteri, che, da soli o con CAI, potrebbero acquisire, rispondendo al bando
tardivamente pubblicato dal commissario, un ruolo rilevante nella salvezza e
nello sviluppo di Alitalia; 3) che il commissario, in
rappresentanza di Alitalia, e su preciso mandato del
Governo, concluda immediatamente e positivamente una intesa con tutti i
sindacati consentendo così poi a CAI e/o a compagnie aeree straniere di
acquisire Alitalia, garantendone la
sopravvivenza". Conclude Veltroni: "Il nostro giudizio sulla vicenda
della nostra compagnia nazionale è molto severo ma questo non ci impedisce di
operare positivamente, come sempre, nell'interesse esclusivo del Paese".
FINI Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, vede ancora degli spiragli
sulla vicenda Alitalia e invita le parti a proseguire
nel confronto. "Ci sono stati degli egoismi - afferma Fini - delle
chiusure che definire corporative è dire poco, ma ci sono, almeno per qualche
giorno ancora, dei piccoli spiragli e tutti coloro che hanno a cuore le sorti
dell'Alitalia devono lavorare affinchè rimangano
aperti e si allarghino ancora di più". Giorni contati per Alitalia, nella speranza che si riapra la partita con Cai o
arrivi qualche altra offerta. Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ha ribadito
che o il commissario straordinario di Alitalia,
Augusto Fantozzi, presenta entro giovedì un piano di emergenza oppure la
licenza per l'aviolinea sarà sospesa. "Nel momento in cui l'unico piano
esistente cade - ha spiegato Riggio - si viene meno al presupposto. A meno che
il commissario, nell'ambito dei suoi poteri, non presenti un 'emergency plane',
un piano di emergenza per ridurre le spese e dimostrarci che è in grado di
andare avanti". "Francamente - ha aggiunto il presidente dell'Enac -
ho suggerito al commissario di non fare cose azzardate, perchè le compagnie
aeree devono avere affidabilità". "Lui stesso - ha detto Riggio riferendosi
a Fantozzi - ha convenuto che in assenza di offerte realistiche e concrete
chiederebbe la sospensione dei voli". Quanto agli slot, in caso di
sospensione della licenza, Riggio spiega che "nel momento in cui Alitalia si ferma i suoi slot restano congelati per un tempo
breve" e, considerando che "la stagione invernale comincia il 25
ottobre", "già hanno o stanno facendo domanda tutte le compagnie
europee". Non ottimista il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli:
"Siamo alla disperazione. L'unica speranza oggi è che i sindacati firmino
in modo da consentire al governo di provare a convincere Cai a fare un passo
indietro. Anche l'idea dei piloti di mettere a disposizione il loro Tfr non
potrebbe aiutarci a raggiungere cifre sufficienti per rilanciare la compagnia"."Allo
stato - ha concluso Matteoli - non c'è nessuna offerta". Intanto, il
presidente dell'Anpac, Fabio Berti, smentisce di aver riferito che per i piloti
era rischioso volare in queste condizioni di particolare stress legato alla
vicenda Alitalia: "Mai detto che i piloti di Alitalia sono stressati e che i passeggeri devono per questo
temere". "Il riferimento ai pericoli legati alla sicurezza - precisa
Berti - era legato esclusivamente a ipotetici futuri contratti che non tengano
sufficientemente in considerazione i livelli di fatica e stress degli
equipaggi". Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni,
riconferma che la proposta di salvataggio di Alitalia
avanzata da Cai è l'unica alternativa al fallimento e boccia senza mezzi
termini la soluzione proposta ieri dal 'fronte del nò. La proposta Cai, ha
detto il leader sindacale, "è l'unica soluzione ed è bene che nessuno si
inventi altre cose che non stanno in piedi e che potrebbero dare l'illusione
ottica di una prospettiva". "Sono quindici giorni che vengono emessi
ultimatum. Se avessimo utilizzato tutto questo tempo per trattare,
probabilmente oggi avremmo fatto non uno, ma dieci contratti", ha
osservato infine Claudio Petrocchi, coordinatore dell'Sdl. SICUREZZA DEI VOLI
"Nessun rischio" sulla sicurezza dei voli a causa dello stress dei
piloti degli aerei della compagnia Alitalia. Lo
afferma Vito Riggio, presidente dell'Enac che, dopo le affermazioni di ieri del
presidente dell'Anpac, Fabio Berti, spiega: "Penso che Berti abbia fatto
riferimento a una eventuale accettazione di un contratto sotto stress, ma è
escluso che questa dichiarazione riguardi la situazione in atto. Peraltro -
dice Riggio - sarebbe in contraddizione con ciò che risulta a noi in questo
momento: cioè che tutte le operazioni di Alitalia si
svolgono con regolarità e in sicurezza". "In ogni caso, per esserne
ancora più certi - afferma Riggio intervenendo alla trasmissione televisiva
Panorama del giorno su Canale 5 - già da stamattina due ispettori di volo
dell'Enac controlleranno lo stato dei piloti per quello che è possibile.
Ricordo che si tratta di professionisti, certificati dall'Enac. Noi in questo
momento siamo tranquilli". Riggio ha detto anche di aver ricevuto intorno
alla mezzanotte un messaggio dallo stesso Berti che ha spiegato di non aver mai
parlato di voli a rischio. CONTO ALLA ROVESCIA Cai ritira ufficialmente
l'offerta - L'AVVISO SUL SITO Manifestazioni di interesse entro il 30/9Quale
futuro per Alitalia?Piloti e assistenti di volo in
corteoGuarda la videonews Commenti Invia commento Segnala ad un amico
23/09/2008 10:55 cicciobaldo Ammettiamo che sti' vagabondi privilegiati si
salvino il di dietro: ma voi avreste il coraggio di volare con loro? 23/09/2008
11:08 roberto Non vedo il problema....vorrei sapere chi in questa situazione
compra un biglietto alitalia,vorrei conoscere quel tipo che programma un volo,
non so, per gli U.S.A, da fare tra quindici giorni con alitalia.Quindi gli
stressati devono avere paura solo per se stessi,noi abbiamo già fatto il biglietto
con altra compagnia. 23/09/2008 11:30 roberto Ma perchè non scendiamo in piazza
noi, si noi utenti semplici cittadini comuni che hanno avuto solo disavventure
volando con alitalia; valigie perse, ritardi di ogni tipo e una super
maleducazione delle assistenti di volo. Cacciamoli via, a pedate, e non
permettiamo che questi ci minacciano, dichiarando di essere sotto stress e che
quindi puo' succedere un incidente..(roba da matti). Sono una vera casta peggio
dei politici. 23/09/2008 12:04 giorho Perchè mai dovremmo continuare a
mantenere chi produce debiti? Se non sono in grado di produrre utili perchè
dovremmo continuare a mantenerli? 23/09/2008 14:41 alchimista i signori
dipendenti alitalia sono abituati a volare troppo alto. Forse dovrebbero
tornare nel mondo dei comuni mortali (quello dei tanti utenti che hanno
lasciato a piedi e dei tanti contribuenti che fino ad oggi li hanno mantenuti
). 23/09/2008 16:10 francesca prima c'erano gli esuberi e giù legna a inveire
contro chi voleva i tagli..poi c'è stata la pseudo cassa
integrazione..ora,nessuno sta a casa ma ci mettiamo anche 2 controllori x
pilota..vado a lavorare in alitalia anch'io...e poverini,sono cosi
stressati..si smetterà bene di raschiare il fondo del barile prima o poi..????
Sono presenti 6 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a
Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui
sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro
consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono
pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email:
Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo
indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice
risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su
Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Alitalia,
è rottura: la Cai si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti"
Epifani: "Responsabilità del premier" (228 commenti) Berlusconi:
"Situazione difficile" I sindacati dal commissario Fantozzi L'Anpav
aderisce all'accordo (123 commenti) Il premier: "Veltroni è inesistente
Nessuna collaborazione con la sinistra" (88 commenti) Taroccavano semafori
e appalti: multe a valanga, quattro arresti (77 commenti) Cai ritira
ufficialmente l'offerta I dipendenti: "La compriamo noi" (52
commenti) Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori: "Non le
esporremo" (45 commenti) I giovani di An contro Fini "Non saremo mai
antifascisti" (44 commenti) Star attivi in dodici incroci Scatta la
'caccia al furbetto' (36 commenti) 16:10:06 - prima c'erano gli esuberi e giù
legna a inveire contro chi voleva i tagli..poi c'è stata la pseudo c[...]
Veltroni scrive a Berlusconi "Ecco le nostre proposte"16:02:04 -
Quindi se bevo una birra e guido tu mi mettersti in carcere per 10 anni? Guarda
che se lo facessimo [...] Alcol, tabelle nei locali: è lite I gestori:
"Non le esporremo"16:01:09 - Forza Maroni!!! Avanti così e non ti
preoccupare di questi discorsi da finti buoni che fanno i comun[...] Camorra,
il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del 60%15:59:51 -
berlusconi prende in mano il problema alitalia ed e' un disastro, va al governo
e cominciano le cris[...] Alitalia, è rottura: la Cai
si arrende Berlusconi: "Colpa di Cgil e piloti" Epifani:
"Responsabilità del premier"15:59:02 - Non ho capito bene la logica
di tutto questo. Dunque, la camorra ammazza degli immigrati clandestini[...]
Camorra, il governo invia i militari Maroni: clandestini aumentati del
60%15:52:53 - Eh no Gianfra, chi abita in centro non può sopportare certi
rumori per 20 giorni....detto questo, no[...] Don Cernuschi attacca il sindaco,
15:49:54 - Non c'è sicrezza che tenga in italia, se prima non si creano
garanzie per una reale giustizia social[...] Camorra, il governo invia i
militari Maroni: clandestini aumentati del 60% latte cineseCastel di Lama,
Palio della Balestra: vota la dama più bellaqualità delle acqueAndresti in
vacanza in un paese a rischio?Cosa farà la Premiata nella stagione
2008/2009?Troppo alti gli affitti delle stanze a Macerata?La Lube vincerà il
campionato?Quali prospettive per la Sangiustese in questo campionato?Giusto
usare i militari contro la camorra?Cosa farà la Samb nella stagione
2008/2009?Case popolari, sei d'accordo con le nuove regole di
assegnazione?Telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo?Capriole
d'autore: vota la tua preferitaI Comuni utilizzano il T-Red solo per fare
cassa?Vota la tua coppia di veline preferita RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie
Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera:
pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua
Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright
© 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 Appello ai sindacati per riprendere la trattativa. Il Pd: no a
pregiudiziali sugli stranieri Il Governo insiste: "C'è solo la Cai"
Appello ai sindacati per riprendere la trattativa. Il Pd: no a pregiudiziali
sugli stranieri --> ROMA È partita l'ultima corsa contro
il tempo per il salvataggio di Alitalia e la politica si divide sulle prospettive per impedire che, come
minaccia l'Enac, sia sospesa la licenza di volo. Per il governo, presidente del
Consiglio in testa, non c'è alternativa alla Cai ed è forte il pressing della
maggioranza per indurre i sindacati a tornare al tavolo. Un
atteggiamento che fa gridare il leader dell'Idv Antonio Di Pietro "alla
turbativa d'asta"; mentre il Partito Democratico, dopo aver sollecitato il
nuovo bando, sprona il governo a "prendere in mano la cloche" per
valutare nuove proposte senza fare barricate all'ingresso di compagnie
straniere. Il premier Silvio Berlusconi spera che "prima o poi la
ragionevolezza tornerà in tutti". Ma, anche se non è ancora detta la
parola fine, per il presidente del Consiglio la colpa del fallimento
dell'operazione Fenice è chiara: "Sono degli irresponsabili, non guardano
al bene del paese e ai guai sociali che potrebbero derivarne. Stanno facendo di
tutto per far saltare l'accordo", è l'attacco rivolto alla Cgil e alle
altre cinque sigle sindacali, piloti e assistenti di volo in testa, che non
hanno firmato l'accordo. Tra ultimatum dell'Enac e offerte annunciate dai
piloti, il governo cerca di tenere alta l'attenzione sull'unica proposta in
campo, cioè quella della Cai. I ministri Altero Matteoli e Maurizio Sacconi
sperano che "nei prossimi giorni si ricostruisca il filo del dialogo con
tutte le organizzazioni sindacali" in modo che, firmando l'accordo, si
riesca a far tornare Cai al tavolo. Alternative non ce ne sono sia perchè, come
spiega il sottosegretario Paolo Bonaiuti, "non mi pare che ci siano le
file di compratori di Alitalia nella condizione in cui
siamo". Sia perché, incalza il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto,
"solo l'accordo Cai-sindacati può consentire, in un secondo momento,
l'ingresso in posizione minoritaria di una forte compagnia straniera". E,
mentre Lufthansa resta alla finestra e i piloti lavorano per cercare nuove
cordate, è una gara contro il tempo fino a martedì 30 quando l'Enac potrebbe
sospendere o revocare la licenza di volo di Alitalia.
E proprio perchè "siamo a un passaggio cruciale", incalza il ministro
ombra del Pd Pierluigi Bersani, serve che qualcuno nel governo "prenda in
mano la cloche a cominciare dai veri titolari del problema, l'azionista
Tremonti e il responsabile della procedura Scajola che fin qui si sono fatti di
nebbia". I democratici vedono all'orizzonte l'interesse di stranieri a
patto che, avverte Francesco Rutelli, "si lavori per avvicinare le
posizioni" ed i ministri evitino di pronunciarsi su un partner
internazionale o su un altro. Certo, conclude l'ex vicepremier, "rimanendo
bloccati sull'idea che c'è solo Cai, che si è ritirata, si rischia di far
passare giorni mentre le condizioni per un accordo con le rappresentanze dei
lavoratori ci sono". Posizione, quella del governo, che scatena la
reazione di Di Pietro che chiede all'Antitrust "di aprire immediatamente
una pratica", intravedendo "una turbativa d'asta grande come una
casa".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Sindacati spaccati, in campo i dipendenti che vogliono l'accordo Rabbia a
Fiumicino Ecco il fronte del sì Sindacati spaccati, in campo i dipendenti che
vogliono l'accordo Gli slogan: "Vogliamo lavorare", "Pilota
metti la firma" --> Gli slogan: "Vogliamo lavorare",
"Pilota metti la firma" ROMA A distanza di qualche decina di metri
l'una dall'altra, le due anime dei dipendenti Alitalia, pro e contro la firma
dell'accordo con la Cai, si sono contrapposte ieri all'aeroporto di Fiumicino.
Per oltre tre ore è stato questo lo scenario vissuto nello scalo aereo della
capitale, dove peraltro i voli hanno continuato ad essere regolari: una palese
spaccatura sul campo tra piloti (ma non solo piloti), che si riconoscono
nelle diverse sigle sindacali vissuta nell'area del varco equipaggi. In questo
scenario si sono fronteggiati verbalmente i due presidi contrapposti del sì e
del no, separati da un nutrito cordone di polizia e carabinieri. BONANNI NON
C'È Il tam tam è scattato già prima delle 9 quando, con la conferma della
manifestazione dei piloti del sì aderenti a Cisl, Uil e Ugl, era circolata la
voce, poi smentita, dell'arrivo del segretario generale della Cisl, Raffaele
Bonanni. Alle 10.30 il via, con la comparsa di una decina di piloti in divisa
(alcuni con cartelli sandwich del tipo "Non voglio fare i piani
industriali, voglio lo stipendio", "No ai giochi di potere sulla
pelle dei piloti") assieme ad una cinquantina di rappresentanti delle tre
organizzazioni sindacali. Ed è stata subito polemica sugli spazi da occupare:
alla fine ha prevalso il presidio di piloti e assistenti di volo contrari alla
firma con la Cai: loro, lo slargo davanti al varco equipaggi lo avevano
occupato da giorni, e così i nuovi manifestanti, grazie all'opera di
persuasione di dirigenti della PS, hanno finito per accontentarsi di uno spazio
più ristretto ma a poca distanza. La musica è cambiata, tanto da far temere
anche un contatto fisico, poco dopo le 11 quando, a dar man forte al fronte del
sì è arrivato un corteo di un centinaio di lavoratori di terra di Alitalia, appartenenti al settore pulizie di bordo e carico
e scarico bagagli. Marciando compatti in tuta da lavoro, al grido di
"Pilota metti la firma" hanno percorso il fronte esterno degli arrivi
internazionali prima di fermarsi davanti al cordone delle forze dell'ordine. Lo
slogan più urlato "Berti e Notaro andate a lavorare", una serie di
"buh..." e pesanti epiteti nei confronti dei piloti di parte
contraria. "I signorini guadagnano l'iradiddio - ha sintetizzato uno di
loro - Come ha ammesso anche Berti in tv, 160 mila euro l'anno, mentre noi
arriviamo al massimo a 1.500 euro al mese con lo straordinario, il notturno e
tutto il resto. Devono firmare". Discosti anche fisicamente, i pochi
piloti Cisl, Uil e Ugl hanno assistito pressocchè in silenzio alle scene che si
sono ripetute, con i colleghi e assistenti di volo contrari all'accordo presi
di mira mentre percorrevano l'ormai stretto corridoio stradale per andare a
prendere servizio o per raggiungere l'altro presidio del no. ULTIMO STIPENDIO
"Sicuramente più della metà dei 18.500 dipendenti Alitalia
è per la sopravvivenza dell'azienda e per prendere lo stipendio a fine mese -
dice Marco Veneziani, responsabile Uil Piloti - Forse questo mese gli stipendi
ci saranno, ma credo che già ad ottobre non sarà più così". "Siamo
qui soprattutto per gridare lo sgomento per il fatto che le maggiori sigle dei
piloti non intendono firmare per motivi strumentali", ha aggiunto uno dei
comandanti a 4 strisce del fronte del sì, Alessandro Cenci, coordinatore
Fit-Cisl Piloti.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Offerta virtuale con Up, Avia e Sdl: 340 milioni in una nuova cordata
Anpac: mettiamo i nostri tfr Offerta virtuale con Up, Avia e Sdl: 340 milioni
in una nuova cordata --> ROMA Appena aperto il nuovo bando del commissario
Fantozzi, per le manifestazioni d' interesse, è già pronta
in rampa di lancio una nuova offerta per Alitalia, al momento però solo virtuale. A metterla sul piatto i piloti,
assistenti di volo, personale di terra aderenti a Anpac, Up, Avia e Sdl, il cosidetto
fronte del no, composto dai sindacati che non hanno firmato l'accordo-quadro
con la Cai di Roberto Colaninno. Le 4 sigle hanno annunciato che entro
il 30 settembre presenteranno un' fferta per una cordata alternativa, sul
tavolo del Commissario straordinario di Alitalia,
Augusto Fantozzi. Un'offerta sulla quale si stanno cercando rapidamente
adesioni, con contatti già in corso con imprenditori italiani ed esteri, oltre
naturalmente a un partner industriale in ambito europeo. Ecco i punti cardine dell'offerta.
OFFERTA Punta a supportare "qualunque progetto serio e credibile per il
rilancio", è rivolta "a qualunque soggetto, nazionale o estero,
disposto ad acquisire e rilanciare Alitalia".
Verrà presentata entro il 30 settembre prossimo; il progetto è quello di
costituire "una cordata alternativa insieme ad altri imprenditori italiani
o stranieri". CORDATA È in atto la ricerca di imprenditori italiani e
stranieri per la formazione della cordata. L'esplorazione riguarda anche il
partner industriale; contatti in corso con Lufthansa in primo luogo, ma anche
Air France "potrebbe essere interessata alle nuove condizioni dell'
offerta". Contatti anche con vettori extra Ue (si fa il nome di Emirates)
e con colossi dell'industria aeronautica, oltre che istituti di credito e fondi
d'investimento. Resisterebbe un filo rosso con una sponda della cordata Cai,
nell'idea che la fusione delle due offerte potrebbe rappresentare una soluzione
ottimale. PIANO INDUSTRIALE I piani industriali elaborati da Air France e da Lufthansa
vengono definiti "entrambi validi". "Molto positivo", in
particolare il piano dei tedeschi, "basato sul multihub, valorizzazione di
Malpensa, sincronizzazione delle destinazioni internazionali". CONTRATTO
Il modello contrattuale si richiama a quello attualmente in vigore per i
dipendenti di Lufthansa, con un taglio del 30% in busta paga, quattro anni di
pace sociale e il montante del tfr, che i sindacati hanno quantificato in circa
340 milioni. GOVERNANCE Viene proposta una governance sul modello tedesco.
"Non cerchiamo il controllo della compagnia ma la difesa della nostra
professionalità - dicono i piloti -il nostro contributo in denaro a questo
progetto è la prova che ci crediamo fino in fondo".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
103 Alitalia, una lenta agonia I piloti del no:
"Noi pressati, sicurezza a rischio" --> I piloti del no: "Noi
pressati, sicurezza a rischio" ROMA Nuovo ultimatum per Alitalia.
È arrivato ieri dall'Enac ed è perentorio: se entro giovedì 25 - tuona il
presidente Vito Riggio - il commissario straordinario non presenterà un piano
di emergenza o una proposta di acquisto che permetta di confermare la licenza
provvisoria di volo, questa verrà revocata. C'è il rischio dello stop dei voli.
Che potrebbe slittare a martedì 30 settembre se Augusto Fantozzi presenterà un
piano di taglio di spese e misure per garantire la continuità aziendale. Ma non
ci sarà un piano Fantozzì, ha fatto sapere il commissario. È arrivata
un'offerta per Alitalia dal fronte dei piloti e
assistenti di volo che hanno detto no al piano di Compagnia aerea italiana
(Cai). Oggi, intanto, è stato pubblicato sul sito web dell'Alitalia
l'invito a presentare manifestazioni di interesse per l'acquisto di rami
d'azienda della compagnia entro il 30 settembre (data di scadenza dell'offerta
Cai, che ieri è stata ritirata formalmente) mentre oggi un annuncio sarà
pubblicato su tre dei maggiori quotidiani nazionali e uno straniero. Una
dimostrazione, ha detto il commissario Ue ai Trasporti, Antonio Tajani, della
volontà da parte dell'Italia di rispettare le regole europee e dei principi di
trasparenza e non discriminazione. I piloti (Anpac e Up hanno annunciato si
fonderanno in una sola associazione) e gli assistenti di volo di Avia e Sdl del
fronte dissidente mettono a disposizione parte della retribuzione e l'intero
Tfr, circa a 340 milioni, a supporto di un progetto serio e credibile da parte
di una cordata alternativa con altri imprenditori italiani o stranieri,
"più del doppio dei 150 milioni che è disposto a mettere sul piatto il
presidente di Cai, Colaninno". Contatti sarebbero in corso con le major
Lufthansa e Air France ma anche con Emirates. Dai piloti arriva anche un
avvertimento: "Sembra che qualcuno voglia creare un'azienda che produce
delle forme di pressioni psicologiche gravissime, che portano anche a incidenti
aerei" è il rischio paventato da Fabio Berti, presidente dell'Anpac.
L'esecutivo insiste nel prospettare quella di Cai come l'unica strada con un
richiamo al buon senso da parte dei sindacati contrari al piano Colaninno.
L'opposizione, dopo aver sollecitato l'apertura di un bando di gara, vede
spiragli per un accordo e per l'ingresso di un partner internazionale, quindi
sollecita governo e commissario a riportare le parti al tavolo. Il premier
Berlusconi ritiene che prima o poi la ragionevolezza tornerà in tutti e ha
ribadito le accuse alla Cgil:"Sono irresponsabili, non guardano al bene
del Paese. Stanno facendo di tutto per far saltare l'accordo". Il ministro
delle Infrastrutture, Altero Matteoli, esclude l'ipotesi di un ulteriore
prestito ponte, ricorda che il tempo è scaduto e auspica che prevalga il buon
senso. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, spiega invece che gli
ultimatum "sono stati lanciati unicamente per dati oggettivi e non per una
pretesa volontà del governo di minacciare chi non si sbrigava a definire la propria
posizione". Lufthansa nel frattempo sta alla finestra e segue con
attenzione gli eventi. Dal Pd intanto arriva l'affondo di Walter Veltroni:
"Berlusconi ha gestito la vicenda Alitalia in
maniera dilettantesca".Il bando di gara "è stato pubblicato solo ora,
vale a dire troppo tardi". Veltroni poi esclude di aver voluto ostacolare
la trattativa del Governo insieme al leader della Cgil Guglielmo Epifani :
"Sono interessato ad una soluzione e sto ancora lavorando per cercarla.
Sono altri che hanno fatto a schiaffi con il mondo".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Lettere &
Opinioni Pagina 342 Hostess e piloti sono visti come privilegiati dalle pretese
eccessive Poca solidarietà per i lavoratori di Alitalia
sull'orlo del baratro Hostess e piloti sono visti come privilegiati dalle
pretese eccessive --> Sono un dipendente pubblico, lavoro nel trasporto
locale da 23 anni, guadagno circa 1300 euro al mese. La mia azienda perdeva
mediamente circa 2 o 3 milioni di euro l'anno. Con i sacrifici dei lavoratori,
il recupero di produttività e la razionalizzazione delle risorse è riuscita a
chiudere dal 2003 i bilanci in attivo. Mi sono vergognato di essere italiano
vedendo alla tv i dipendenti Alitalia che
festeggiavano. Spero che il governo non aiuti questi sciaugurati che per
decenni hanno beneficiato di tanti privilegi a carico dei contribuenti. Non si
puo sostenere che una nazione debba avere per forza una compagnia aerea,
sapendo che non produrrà che debiti. Il popolo in questi anni ha dovuto
sopportare enormi sacrifici, anche a causa dell'euro, mentre perdeva i servizi
sociali come sanità, istruzione, giustizia. Gli anziani campano con una misera
pensione, tanti cittadini non possono acquistare casa. LETTERA
FIRMATA Spero che Alitalia
fallisca. Tanti anni or sono, ho subito sulla mia pelle il fallimento di
un'azienda e il licenziamento di 800 persone: vedevo solo operai affranti dal
dolore. Gli addetti dell'Alitalia esultano. Mi vengono i brividi, volavo Alitalia pensando che avesse il personale più preparato, sempre
all'altezza della situazione. Piloti e hostess risultano sconsiderati e
maldestri di fronte ai problemi e al popolo italiano. EGIDIO LOI - VILLAPUTZU
Pensiamo forse che le compagnie straniere siano fatte di cretini che comprano
l'Alitalia per farla gestire dai sindacati e dalla
casta dei piloti? Che ognuno faccia il suo lavoro: i piloti guidino gli aerei,
a dirigere l'azienda pensino gli imprenditori, che ci mettono i propri soldi e
il proprio lavoro. Perciò hanno interesse a far guadagnare l'impresa e a far
star bene i dipendenti, così lavorano bene e sereni. E la produttività aumenta.
Che ognuno si metta in discussione per la propria parte, senza scaricare la
colpa sugli altri. Tutti abbiamo responsabilità. SOS DI STEFANO LAI Sarà perché
dentro ogni sardo c'è un passeggero bistrattato. Sarà perché a migliaia, in questi
anni, hanno perso lavoro e stipendio quando lo Stato tagliava i "rami
secchi" dei trasporti, della sanità o della scuola. Comunque sia, c'è ben
poca solidarietà per i dipendenti dell'Alitalia nei
messaggi dei lettori. Un pizzico di invidia, un senso di rivalsa. Cadono gli
dèi, e nessuno li piange. (d. p.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti Pagina
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 Posizioni e privilegi I nodi inestricabili della matassa Alitalia
Posizioni e privilegi di Gaetano Di Chiara --> di Gaetano Di Chiara La
questione Alitalia può paragonarsi a una matassa di
cui non è possibile venire a capo a causa di una serie di nodi di difficile
soluzione. Il primo e più importante di questi nodi è sindacale e coinvolge con
diverse motivazioni il personale di volo e la Cgil, paradossalmente e
ineditamente dalla stessa parte. Nel caso dei primi il problema è
prevalentemente salariale, legato ai privilegi acquisiti nel corso di anni di
amministrazione consociativa e fuori mercato e alla convinzione di poter
sopravvivere al fallimento della compagnia grazie alla possibilità di
ususfruire di una cassa integrazione abbastanza lunga da avere tutto il tempo
di trovare lavoro presso un'altra compagnia. Così si spiegano gli applausi del
personale di volo all'annuncio del ritiro di Cai. Nel caso della Cgil il
problema è politico, connesso alla necessità di accentuare il suo peso
contrattuale e la sua posizione egemonica nel sindacato. Il gioco della Cgil è
palesemente ambiguo, come dimostrato dalle due lettere, contraddittorie nella
sostanza, l'una di accettazione del piano industriale, l'altra di rigetto del
piano contrattuale, spedite a distanza di pochi minuti l'una dall'altra a
Colaninno &C. Il secondo nodo è politico ed è il principio che eventuali
soci stranieri di Alitalia non potranno avere una
quota di maggioranza. Di questo principio Berlusconi ha dato una
giustificazione economica in termini di ricaduta dei profitti derivanti dalla
vocazione turistica dell'Italia. Tuttavia, la possibilità che l'Alitalia faccia effettivamente profitti rimanendo italiana è
puramente teorico. Questo aspetto potrebbe quindi apparire una semplice
strumentalizzazione politica ma in realtà è strumentale soprattutto alla
possibilità di intervento del governo sia nel senso del reclutamento di un
acquirente che della chiusura di un accordo con i sindacati. È infatti grazie
al reclutamento di imprenditori italiani che Berlusconi è riuscito a formare
una cordata per il salvataggio di Alitalia. Rimane il
superamento del nodo più arduo, quello dei sindacati. Il terzo nodo è di natura
finanziaria, che però, paradossalmente, è il meno importante. Secondo alcuni
professori universitari, se l'Alitalia, depurata dei
debiti, venisse messa in vendita sul mercato internazionale ci sarebbe la fila
degli aspiranti compratori. Adesso Fantozzi ha dato corso a questo invito.
Tuttavia è prevedibile che il nodo sindacale scoraggerà qualsiasi acquirente
straniero. Così, ha ben poco senso paragonare il piano Air France a quello Cai
e concludere che era più conveniente il piano Air France. Il piano Air France
poteva anche essere conveniente ma si è bloccato sul nodo sindacale, come
potrebbe esserlo, secondo un identico canovaccio, il piano Cai. Se anche questa
possibilità dovesse fallire non si potrà però dare la colpa a Berlusconi. A
questo riguardo, è significativo che la maggioranza degli italiani (63-71%)
sembra favorevole al fallimento di Alitalia. Un
risultato così paradossale potrebbe essere il risultato di sentimenti diversi:
voglia di dare una lezione ai privilegiati di Alitalia
per alcuni, e magari di dare una lezione a Berlusconi per altri.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 Sempre più drammatica la situazione della compagnia mentre dipendenti e
sindacati si spaccano Alitalia, venerdì fine dei voli Sempre
più drammatica la situazione della compagnia mentre dipendenti e sindacati si
spaccano L'Enac: subito il piano o ritiriamo la licenza. I piloti: sicurezza a
rischio --> L'Enac: subito il piano o ritiriamo la licenza. I piloti:
sicurezza a rischio Sempre più drammatica la situazione di Alitalia:
ieri l'Enac ha fatto sapere che venerdì potrebbe essere revocata la licenza di
volo alla compagnia. Intanto Berti, leader dell'Anpac, ha lanciato un messaggio
inquietante: "Siamo sotto pressione, è un rischio per la sicurezza".
Ieri a Fiumicino è sceso in campo il fronte del sì, quei lavoratori (anche
piloti e hostess) che sono favorevoli a un accordo con la Cai, che ieri ha
formalmente ritirato l'offerta. Gli autonomi invocano una cordata estera e
mettono sul piatto 340 milioni ricavati dai loro Tfr. Il governo ribadisce che
la Cai è l'unica alternativa al fallimento, l'opposizione sostiene che l'asta
pubblica andava fatta due mesi fa. PAGINE 2, 3.
( da "Voce d'Italia, La" del 23-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Alitalia: Cai formalizza la revoca della
sua offerta *Alitalia: cordata dei dipendenti *Alitalia, la nuova
offerta scade il 30 settembre Guarda tutti i correlati.