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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL   23 ottobre 2008       #TOP



Report "Alitalia 2"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (21)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Alitalia, la ue boccia il prestito-ponte ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: condizionato al Piano Fenice Alitalia, la Ue boccia il prestito-ponte BRUXELLES - è solo un sì condizionato, quello dell'Unione europea sul piano di rilancio dell'Alitalia. Il via libera di Bruxelles all'operazione arriverà solo se Cai troverà una soluzione per restituire il prestito ponte di 300 milioni, che altrimenti sarebbe considerato un aiuto di Stato vietato dalle norme comunitarie.

Malpensa, la lega vota con il pd ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alla Camera passa il decreto Alitalia "blindato" dal governo, senza la promessa liberalizzazione degli slot. Ma poi viene approvato anche un ordine del giorno presentato dal Pd e votato da parecchi deputati della Lega � sempre più irritati � che impegna il governo a liberare i diritti di volo e a riaprire il tavolo Milano.

La strada angusta verso la salvezza - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina III - Milano L'analisi La strada angusta verso la salvezza ETTORE LIVINI I destini di Alitalia e di Malpensa tornano in rotta di collisione. La scintilla è stata il nuovo taglio alle rotte da Milano (da 312 a 153 la settimana) accompagnata dal mancato impegno sulla liberalizzazione dei voli. SEGUE A PAGINA III.

Quell'ultima chance per salvare malpensa - ettore livini ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: molti dei voli intercontinentali trasferiti da Alitalia a Fiumicino o cancellati. E lo stesso Berlusconi si era impegnato con la Moratti e Bossi su questo punto. Ora però le cose sono cambiate. Il salvataggio di Alitalia è molto più complesso del previsto. La Cai di Colaninno fatica a mettere assieme l'offerta, i tempi si sono allungati.

"il governo è contro il nord ci serve una difesa bipartisan" - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: starebbe in quello che è successo ieri pomeriggio alla Camera: decreto Alitalia approvato, però senza gli emendamenti della Lega che chiedevano tra l'altro la liberalizzazione degli slot a Malpensa; subito dopo quella richiesta è stata di nuovo avanzata dai lombardi del Pd, con una mozione che è passata con i voti del Carroccio e ha fatto andare sotto il governo.

Orlando: <Nel Pd ora serve un pensiero nuovo> ( da "Secolo XIX, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È stato dilapidato il sostegno ai consumi e ai redditi bassi, utilizzati invece solo su Alitalia e Ici. Bisogna saper dare un segno per venirne fuori". Appunto, ripeto: come? "Cominciamo a defiscalizzare i redditi più bassi, aiutiamo oggi chi si trova in prima linea. L'abolizione dell'Ici ha restituito capacità d'acquisto a categorie che spendono poco".

Gelo di Maroni e imbarazzo di An sul diktat del premier Dopo il colloquio a Palazzo Grazioli il ministero dell'Interno precisa: garantire il dissenso. Meloni: niente blitz ( da "Unita, L'" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A far infuriare i deputati del Carroccio è la fiducia posta sul decreto Alitalia, che ha fatto cadere un loro emendamento pro-Malpensa approvato in commissione (la vendetta è arrivata con il loro sì a un ordine del giorno del Pd su cui il governo è andato sotto). Ma a innervosirli è anche il modo in cui Berlusconi ha trattato il loro ministro, Roberto Maroni.

Alitalia, la Ue verso il "sì" al piano ( da "Messaggero, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alla Camera passa il decreto, ma il governo è battuto su Malpensa. I sindacati: discriminatori i criteri di assunzione di Cai Alitalia, la Ue verso il "sì" al piano Ma Bruxelles boccia il prestito ponte. Crolla il traffico a settembre (-28%).

ROMA Via libera alla privatizzazione, ma bocciatura confermata per il prestito-ponte da 300 ( da "Messaggero, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una notizia buona e una cattiva per Alitalia che, sul fronte interno, ha però dovuto incassare un nuovo, negativo colpo: il crollo dei passeggeri nel mese di settembre. Secondo l'Aea (l'associazione che raggruppa le aviolinee europee) lo scorso mese la nostra aviolinea ha fatto registrare un calo del 28,3%, dopo la flessione del 21,4% di agosto.

E' il prestito erogato generalmente ad aziende in difficoltà, garantito dallo Stato e ( da "Messaggero, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Avallato dall'Unione europea in cambio della ricapitalizzazione e privatizzazione entro un termine predefinito. Nel caso di Alitalia il prestito ponte è stato di 300 milioni e dovrebbe essere rimborsato entro la fine dell'anno.

Una situazione davvero assurda ( da "Stampa, La" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ferisce ed amareggia ancora di più questa situazione soprattutto se comparata alla leggerezza e alla semplicità con cui sono state gestite situazioni quali quelle dei finanziamenti a Roma, al dissesto del Comune di Catania o alla vicenda Alitalia". \.

Malpensa, compleanno amaro: Alitalia cancella altri 159 voli ( da "Corriere della Sera" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E ieri alla Camera governo battuto sulla liberalizzazione degli slot Malpensa, compleanno amaro: Alitalia cancella altri 159 voli MILANO - I festeggiamenti sono pronti. Banda, bancarelle e telecamere domenica prossima sbarcheranno a Malpensa per celebrare i primi dieci anni dell'aeroporto. Unico rammarico: all'appuntamento, nel piazzale dello scalo, mancheranno gli aerei.

12 ( da "Corriere della Sera" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-10-23 num: - pag: 13 categoria: BREVI 12 Le destinazioni cancellate da Alitalia a Malpensa da domenica prossima, con l'entrata in vigore dell'orario invernale. Otto sono destinazioni europee e quattro nazionali.

I tagli ( da "Corriere della Sera" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 238 i voli Alitalia in partenza ogni settimana da Malpensa prima del 30 marzo; 312 i voli Alitalia in partenza ogni settimana da Malpensa con l'orario estivo; 147 i voli Alitalia in partenza ogni settimana da Malpensa da domenica prossima con l'orario invernale.

Alitalia, venerdì il voto definitivo sul decreto ( da "Opinione, L'" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: PASSEGGERI Alitalia, venerdì il voto definitivo sul decreto di Maria Laura Zuccheri Mentre il decreto legge su Alitalia si barcamena tra Camera e Senato in attesa di avere il via libera definitivo dalla politica domani, dopo il voto di fiducia di ieri a Montecitorio, un altro paio di tegole stanno per scivolare rovinosamente addosso a ciò che resta della disastrata compagnia di bandiera.

Sì CONDIZIONATO AL PIANO DI PRIVATIZZAZIONE DI ALITALIA, NO AL PRESTITO PONTE DA 300 MILIONI DI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Sì condizionato al piano di privatizzazione di Alitalia, no al prestito ponte da 300 milioni di euro versato nelle casse della Compagnia di bandiera. Sarebbero queste le decisioni che la Commissione europea si accingerrebbe a prendere e che dovrebbero essere comunicate entro la metà del mese di novembre.

Il carrozzone Trenitalia ( da "Opinione, L'" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: viaggiatori poggiano i piedi sui sedili Il carrozzone Trenitalia di Andrea Camaiora Dopo la vicenda Alitalia torniamo ad occuparci dell'altra grande azienda di trasporto nostrana, Trenitalia. Le Ferrovie dello Stato, affidate come è noto all'ex cigiellino Mauro Moretti, sarebbero vicine al pareggio di bilancio. Questo almeno si evince dai conti del gruppo per i primi sei mesi del 2008.

L'Enac: <Cancellare la continuità> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia L'Enac: "Cancellare la continuità" Trasporto aereo.. Il presidente Riggio ha scritto una lettera al ministro dei Trasporti. La Ue approva il piano Alitalia Slitta l'incontro tra i vettori: tariffe scontate a rischio --> Slitta l'incontro tra i vettori: tariffe scontate a rischio È slittato a oggi l'incontro sulla spartizione delle rotte della continuità territoriale tra

E io accuso i rettori: sono i veri colpevoli dello sfascio ( da "Giornale.it, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: più soldi ci butti dentro e peggio è, perché aumenti il clientelismo, il nepotismo, la dequalificazione del corpo insegnante. I concorsi universitari per il reclutamento dei docenti, banditi tra metà luglio e Ferragosto, in modo che pochi sapessero della loro esistenza affinché fosse protetto chi è già predestinato a vincerli,

Primo via libera al decreto: tassa d'imbarco a tre euro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su misura" per Alitalia, ma con una valenza generale per il salvataggio di tutte le grandi imprese in crisi (in particolare per quelle dei servizi pubblici essenziali), il decreto del governo che ha spianato la strada al piano di salvataggio per la compagnia ha incassato ieri la fiducia alla Camera e ora passa al Senato.

Dalle parti di Silvio molti liberali in crisi ( da "Riformista, Il" del 23-10-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: era molta gente per via del voto di fiducia al decreto Alitalia. Parecchi deputati del Pdl, avvicinati, ammettono che "nel governo c'è una corrente che vorrebbe intervenire pesantemente nel mercato e non solo per necessità o per regolare le cose che non funzionano. Il problema - dice un deputato in quota An - è che quanto ci sei dentro diventa difficile uscirne.


Articoli

Alitalia, la ue boccia il prestito-ponte (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Nuove difficoltà per la cordata Cai a causa del tracollo nel traffico passeggeri. Da Bruxelles solo un sì condizionato al Piano Fenice Alitalia, la Ue boccia il prestito-ponte BRUXELLES - è solo un sì condizionato, quello dell'Unione europea sul piano di rilancio dell'Alitalia. Il via libera di Bruxelles all'operazione arriverà solo se Cai troverà una soluzione per restituire il prestito ponte di 300 milioni, che altrimenti sarebbe considerato un aiuto di Stato vietato dalle norme comunitarie. Ma per la compagnia di bandiera arrivano brutte notizie anche sul fronte operativo: nel mese di settembre infatti i passeggeri sono crollati del 28 per cento. LUCIO CILLIS A PAGINA 30.

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Malpensa, la lega vota con il pd (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Milano Alla Camera passa un odg della sinistra (con il sì del Carroccio) che impegna il governo a liberare i diritti di volo Malpensa, la Lega vota con il Pd Ultimatum del Bureau sull'Expo: il tempo sta per scadere Il caso Malpensa spacca la maggioranza di centrodestra. Alla Camera passa il decreto Alitalia "blindato" dal governo, senza la promessa liberalizzazione degli slot. Ma poi viene approvato anche un ordine del giorno presentato dal Pd e votato da parecchi deputati della Lega � sempre più irritati � che impegna il governo a liberare i diritti di volo e a riaprire il tavolo Milano. Nelle stesse ore, a Milano, il presidente del Bie lancia l'ultimatum sull'Expo: il tempo è scaduto, restano solo 40 giorni per partire. Ma del decreto sulla società di gestione ancora non si vede traccia: Berlusconi, in partenza per la Cina, non lo ha ancora firmato. SERVIZI ALLE PAGINE II E III.

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La strada angusta verso la salvezza - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Milano L'analisi La strada angusta verso la salvezza ETTORE LIVINI I destini di Alitalia e di Malpensa tornano in rotta di collisione. La scintilla è stata il nuovo taglio alle rotte da Milano (da 312 a 153 la settimana) accompagnata dal mancato impegno sulla liberalizzazione dei voli. SEGUE A PAGINA III.

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Quell'ultima chance per salvare malpensa - ettore livini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Milano 2 104 53 159 Quell'ultima chance per salvare Malpensa Caccia ai voli, l'obiettivo è la liberalizzazione Per gli aeroporti milanesi la partita degli accordi con gli altri paesi per aumentare i collegamenti aerei è di vitale importanza Sui trattati bilaterali i Democratici, il Carroccio e parte del Pdl mandano sotto la maggioranza ETTORE LIVINI (segue dalla prima di Milano) Ma ieri sono stati gli stessi equilibri del governo Berlusconi a traballare. All'ulteriore riduzione dei voli Alitalia da Malpensa e al mancato inserimento nel decreto salva-Magliana dell'impegno a rinegoziare i trattati di volo bilaterali - un passaggio di vitale importanza per l'aeroporto lombardo - si è aggiunta l'approvazione, da parte della Camera, di un ordine del giorno pro-Malpensa presentato dal Partito democratico grazie ai voti decisivi della Lega e di diversi altri esponenti del centrodestra. Il testo - presentato dai deputati Pd Emanuele Fiano e Daniele Marantelli, l'uomo del centrosinistra che fa da pontiere con il Carroccio - impegna l'esecutivo a "garantire una puntuale verifica della disciplina in materia di utilizzazione degli slot inutilizzati a Malpensa, a favorire il rafforzamento della crescita del traffico merci e a riattivare un confronto sistematico con le amministrazioni locali lombarde e la Sea". Il nervosismo nella maggioranza è particolarmente palpabile nelle file del partito di Bossi. E a far esplodere le tensioni nel governo, più che il colpo di forbice ai voli ("inaccettabile" ha detto il governatore Roberto Formigoni), è appunto il nodo degli accordi bilaterali. La rinegoziazione di questi trattati è necessaria per poter riaprire a Milano (Lufthansa sarebbe già pronta a farlo) molti dei voli intercontinentali trasferiti da Alitalia a Fiumicino o cancellati. E lo stesso Berlusconi si era impegnato con la Moratti e Bossi su questo punto. Ora però le cose sono cambiate. Il salvataggio di Alitalia è molto più complesso del previsto. La Cai di Colaninno fatica a mettere assieme l'offerta, i tempi si sono allungati. Ma soprattutto in pole position per l'alleanza con la Magliana � con Lufthansa a un passo da Austrian Airlines � sarebbe tornata proprio quell'Air France che aveva posto come condizione l'addio a Milano. La Lega aveva già rizzato le orecchie nei giorni scorsi, temendo imboscate. E martedì, quando la fiducia chiesta dal governo ha impedito di inserire nel salva-Alitalia l'impegno sui trattati bilaterali, si è consumata la rottura. Il primo segnale concreto della spaccatura nell'esecutivo è arrivata proprio sull'ordine del giorno del Pd, passato con 271 sì e 212 no grazie al voto favorevole di 35 deputati leghisti e altri 15 del centrodestra, tra cui quelli "pesanti" del presidente della commissione trasporti Mario Valducci e di Gaetano Pecorella. Un emendamento simile proposto dalla Lega nel corso del dibattito, tra l'altro, era stato affossato dallo stesso Pdl. "è la prima volta che su una questione di vitale importanza per il Nord l'alleanza di governo si spacca", ha detto Fiano. Cosa succederà ora? Dal punto di vista pratico cambia poco. Il taglio dei voli nell'orario invernale 2008 andrà avanti come previsto. Le tratte nazionali si ridurranno da 99 a 46 alla settimana, quelle europee scenderanno da 172 a 68 e quelle intercontinentali da 41 a 39. Catania, Napoli, Palermo e Trieste vedranno azzerati i propri collegamenti con Malpensa, così come Amsterdam, Bilbao, Belgrado, Monaco, Praga, Strasburgo e Stoccarda. Un'ecatombe. Alla Sea sperano di tratti di una misura provvisoria, legata alle difficoltà del commissario Augusto Fantozzi a far volare una compagnia senza soldi. E destinata a essere cancellata quando la Cai prenderà in mano la cloche della società. Sul fronte politico invece, Moratti e Formigoni � in evidente imbarazzo davanti a un governo che dà l'impressione di essere disposto a sacrificare Malpensa per salvare l'Alitalia � hanno chiesto assieme al presidente della provincia Filippo Penati un incontro urgente a Berlusconi. La Lega si è impegnata a presentare un nuovo emendamento sugli slot, reso a questo punto più vincolante dall'ordine del giorno bipartisan approvato ieri. La strada, però, è stretta. I tempi per evitare il crac della Magliana sono stretti e Air France � se sarà l'alleato prescelto � è di nuovo in grado di dettare le condizioni. Anche per la gracilità della cordata italiana che ha un disperato bisogno dei soldi di Parigi. Un déjà vu per la Malpensa che ha già pagato a caro prezzo il ridimensionamento del piano Prato. Un incubo per il centro-destra lombardo che oggi � dopo aver guidato la scorsa primavera la chiassosa crociata salva Malpensa contro il governo Prodi e i francesi � rischia, adesso, di cadere vittima del fuoco amico del suo stesso governo.

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"il governo è contro il nord ci serve una difesa bipartisan" - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Milano L'aiuto Il buco Martina, segretario regionale Pd: non basta scrivere una lettera di lamentele a Berlusconi "Il governo è contro il Nord ci serve una difesa bipartisan" Formigoni e Moratti devono chiedere un impegno ai loro parlamentari Per le opere del 2015 mancano 3 miliardi e altri 8 per treni e metropolitane RODOLFO SALA "Avevano fatto la campagna elettorale al grido di "più Lombardia a Roma", adesso abbiamo la prova provata che il governo lavora contro gli interessi del nostro territorio". La "prova provata", per il segretario regionale del Pd Maurizio Martina, starebbe in quello che è successo ieri pomeriggio alla Camera: decreto Alitalia approvato, però senza gli emendamenti della Lega che chiedevano tra l'altro la liberalizzazione degli slot a Malpensa; subito dopo quella richiesta è stata di nuovo avanzata dai lombardi del Pd, con una mozione che è passata con i voti del Carroccio e ha fatto andare sotto il governo. Conclusione di Martina: "Hanno ragione i nostri parlamentari, per difendere gli interessi del Nord la Lega deve votare con il Pd e contro il Pdl". Siete soddisfatti? "Si tratta di un fatto politico importante, anche perché la mozione impegna il governo a riattivare il tavolo Milano per l'Expo". Il decreto del presidente del Consiglio non c'è ancora... "In compenso il ministro Tremonti, che ha la responsabilità di chiudere la partita della governance, dice che l'Expo non rientra tra le sue priorità: inconcepibile, ma perfettamente in linea con il disinteresse totale che il governo dimostra per questa parte del Paese". C'è anche il capitolo tagli... "Non solo quelli agli enti locali, attraverso la mancata copertura dell'Ici, che penalizzano in modo insopportabile Milano. Prendiamo gli investimenti per le infrastrutture. Per le opere connesse all'Expo mancano tre miliardi, ma siamo sotto di otto per ciò che riguarda le opere non contemplate nel dossier: metropolitane milanesi, alta velocità sull'asse Treviglio-Brescia, treni per i pendolari lombardi i cui finanziamenti, chiesti dalla Regione, tardano ad arrivare". Contro i tagli si sta creando un fronte trasversale che comprende i vertici delle istituzioni locali: lei che ne pensa? "Formigoni, Moratti e Penati fanno benissimo a lamentarsi con il governo e a chiedere un incontro urgente. Ma ho la sensazione che non basterà scrivere una lettera a Berlusconi". E cioè? "Il presidente della Regione e il sindaco devono coinvolgere in questa battaglia i parlamentari lombardi del centrodestra, chiedendo loro in modo esplicito di votare contro i provvedimenti che non prevedono finanziamenti adeguati ai bisogni della regione locomotiva del Paese". Volete un'alleanza bipartisan ma intanto scendete in piazza. "Noi lombardi del Pd saremo alla manifestazione nazionale di sabato a Roma con le nostre ragioni specifiche. Andremo in tantissimi: l'obiettivo di mobilitare da qui 25mila persone, che fino a qualche settimana fa sembrava proibitivo, credo sarà superato. Con tutto quello che sta succedendo, comprese le sconcertanti parole di Berlusconi contro studenti e ricercatori ai quali va la nostra solidarietà, stanno aumentando di ora in ora le richieste di partecipazione al corteo". Ma a voi questa regione è sempre stata ostile. "Abbiamo la presunzione di avvisare i nostri avversari che il loro consenso in Lombardia non è più così scontato. Non si può predicare bene e razzolare malissimo, la gente se ne sta accorgendo".

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Orlando: <Nel Pd ora serve un pensiero nuovo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Orlando: "Nel Pd ora serve un pensiero nuovo" L'INTERVISTA "La sinistra e Di Pietro alzano di più la voce, ma non incidono. E i sindaci del Nord sbagliano a non venire sabato a Roma" 23/10/2008 roberto onofrio L'AGGETTIVO che usa di piùè"nuovo". Nuovo è il pensiero che deve sostenere questa fase di costruzione del Pd. Nuovo deve essere l'atteggiamento di chi, finora, passa più tempo a lamentarsi e a criticare che a dare una mano. Nuovo deve essere anche il segno da lanciare in vista delle prossime regionali. Perché la grande crisi economica sta squadernando le priorità delle agende politiche. Andrea Orlando, spezzino, diploma scientifico, 40 anni a febbraio, enfant prodige della politica ligure, è deputato del Pd e siede oggi in uno dei posti chiave del partito inventato da Walter Veltroni: è il responsabile organizzativo. Lavoro non facile se si tiene conto di come finora il Pd ha dovuto assorbire malesseri e tensioni di chi si è tuffato nella nuova avventura continuando a guardare con nostalgia la strada vecchia. Missione ai limiti del possibile se si considera che una struttura vera e un numero stabile di iscritti ancora non c'è. Mentre aumentano in compenso gli strappi (vedi Di Pietro) e i conflitti tra l'apparato romano e le periferie (vedi, per restare in Liguria, l'ultima polemica sortita dei super assessori Mario Margini e Claudio Montaldo). Onorevole Orlando, considerato il quadro generale, era proprio il caso di confermare la manifestazione in programma sabato ma pensata più di cinque mesi fa? "Assolutamente. Quello che è successo rende ancora più necessaria la manifestazione. Occorre mantenere una coscienza critica in questo Paese: penso in primo luogo alla scuola". È proprio tutta da buttare la riforma Gelmini? "Non siamo di fronte a una riforma, è solo un'operazione di carattere finanziario". I tagli dei maestri, però, li aveva previsti anche Prodi. "Non in questi termini e con queste dimensioni. Comunque, dietro il 7 in condotta, i grembiulini e il maestro unico, cose che le famiglie possono anche condividere perché segno di rigore, si prepara in realtà una riduzione complessiva dei servizi". In che senso? "La chiusura dei piccoli plessi scolastici, abbinata all'abolizione del tempo pieno, si tradurrà così: il tempo prima passato con il maestro si trasformerà in tempo passato sul pulmino e a casa da soli". Ma la scuola deve insegnare o fare babysitteraggio? "Deve sicuramente insegnare. Ma la societàè complicata, i saperi sono articolati e i bambini sono più esposti. Occorre quindi che stiano tra loro più tempo possibile, come occasione di crescita. E non soli a casa davanti a una tivù. Non dimentichiamo, poi, che oggi c'è una crisi enorme da affrontare". Il Pd come l'affronterebbe? "Occorre una politica economica che oggi non c è. È stato dilapidato il sostegno ai consumi e ai redditi bassi, utilizzati invece solo su Alitalia e Ici. Bisogna saper dare un segno per venirne fuori". Appunto, ripeto: come? "Cominciamo a defiscalizzare i redditi più bassi, aiutiamo oggi chi si trova in prima linea. L'abolizione dell'Ici ha restituito capacità d'acquisto a categorie che spendono poco". Il 25 ottobre in piazza per salvare l'Italia. O per salvare il Pd? "Il Pd ha attraversato una fase di difficoltà. In un mese però abbiamo fatto 200 mila iscritti. Le aspettative sono molto alte. Il ruolo del Pd è un ruolo conquistato. Ed è l'unico strumento di chi vuole occuparsi e contrastare la politica del governo". Beh, non c'è solo il Pd. "Altre formazioni politiche, la sinistra e Di Pietro, alzano magari di più la voce, ma non riescono ad incidere. Oggi serve un pensiero nuovo. Non possiamo rispondere solo rispolverando le ricette del passato. È questo il tema". È un bel tema, ma al vostro interno le critiche sono pesanti: il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, per esempio lamenta tra l'altro che per il Nord si è fatto poco. "Ritardi di elaborazione ci sono stati, è vero, anche se il federalismo sarà la prima contraddizione che esploderà nel centrodestra. Il Pdl è sempre più meridionalizzato". La "questione settentrionale", emergenza numero uno dopo la sconfitta elettorale, non sembra però più all'ordine del giorno. "Occorre un salto di qualità. Proprio per questo i sindaci del Nord sono importanti". Ma i sindaci del Nord come Cacciari, Marta Vincenzi e Sergio Chiamparino non parteciperanno alla manifestazione. "Questo è un errore sia perché i riflessi della crisi si ripercuoteranno inevitabilmente sugli enti locali, sia perché il loro apporto è fondamentale". Comunque del partito federale non si parla più. "Ma l'impianto federale esiste già. Il problema è che non basta. Occorre un progetto articolato territorio per territorio. Abbiamo bisogno, anche a livello ligure, di un pensiero nuovo. C'è però un problema di elaborazione collettiva. Abbiamo fatto lo scheletro, ma c'è bisogno di un pensiero che lo riempia". In Liguria come va riempito? "La Liguria deve rompere gli elementi di chiusura e di autoreferenzialità. Serve un livello più alto di internazionalizzazione, più contatti con le altre Regioni e un'ossigenazione della classe dirigente". Anche la vostra? "Noi abbiamo fatto la nostra parte. Questo sforzo deve proseguire, nell'economia, nella cultura". E poi? "Dobbiamo dare un segno nuovo in vista delle elezioni regionali. Perché la crisi economica in atto cambierà le priorità. Serve una conferenza programmatica a breve, non rituale". Quali sono le nuove priorità? "Sostegno al reddito. C'è il rischio di un'emergenza sanità. E deve aumentare il peso e il ruolo dell'utilizzo dei fondi strutturali". Intanto, però, in Liguria serpeggiano forti malesseri. Ci si lamenta che nel partito c'è poca democrazia. "Credo che davvero questa discussione rischia di essere sfasata. Quando invochiamo delle sedi in cui discutere dei problemi su come si sta e come si dirige il partito siamo fuori sintonia con l'opinione pubblica. Il tema da affrontare è che cosa dice il partito alla società. La discussione quindi va fatta, ma sapendo che siamo all'anno zero, siamo nudi di fronte a questa fase nuova. Tutti gli stimoli sono comunque utili". Le critiche non le sono piaciute. "La sfida si vince tutti insieme o si perde. Rivendicare un ruolo senza esercitarlo con la proposta, rischia di metterci in totale distonia. Deve cambiare il nostro costume. Invece, quando si convocano le riunioni, le sale sono quasi deserte, ognuno se ne sta attaccato al suo cellulare, si ascolta solo il proprio intervento". Francesco Rutelli invoca una rifondazione del Pd. "Una parte del malessere sta nel ritardo nel definire il modello organizzativo del partito. È stato ritardato il processo di tesseramento. Ma i circoli nascono e si moltiplicano: possono diventare il luogo in cui si torna a discutere. La collegialità rivendicata è il ripristino di alcune forme di direzione politica comunque di gruppi dirigenti ristretti. Dobbiamo decidere: o si ripristinano i caminetti o costruiamo una vera democrazia che dia la parola agli iscritti. Io sono per la seconda". Silvio Sircana ha scritto: rischiamo di trovarci la Dc con le sue correnti o il Pci con le sue oligarchie. Condivide? "Se si riaffermassero quei modelli ne sarebbero la parodia. Il Pci aveva oligarchie formate dal partito di classe. La Dc era una federazione di interessi presenti nella società. Non mi spaventa il pluralismo, ma la mancata rappresentazione dei problemi reali. Riproporre i modelli vecchi, che pure avevano una loro nobiltà, non fa capire nulla alla gente". Di Pietro: è stato un errore imbarcarlo prima delle elezioni o scaricarlo adesso? "Di Pietro sarà alla manifestazione". Lui raccoglierà le firme contro il lodo Alfano e voi no. "Il nostro ruolo è più complicato del suo. Noi vogliamo provare a battere Berlusconi. Lui cerca di erodere voti a noi". Quanti sarete sabato a Roma? "Saremo davvero tanti". onofrio@ilsecoloxix.it 23/10/2008 ' 23/10/2008 le polemichedei liguriQuesta discussione rischia di essere sfasata. Il tema è che cosa si dice alla società andrea orlandodeputato spezzino del Pd 23/10/2008.

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Gelo di Maroni e imbarazzo di An sul diktat del premier Dopo il colloquio a Palazzo Grazioli il ministero dell'Interno precisa: garantire il dissenso. Meloni: niente blitz (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Simone Collini / Roma FACCE NERE tra le camicie verdi. E anche dalle parti di An l'imbarazzo è palpabile. I leghisti si aggirano per il Transatlantico parlando nervosamente tra loro. A far infuriare i deputati del Carroccio è la fiducia posta sul decreto Alitalia, che ha fatto cadere un loro emendamento pro-Malpensa approvato in commissione (la vendetta è arrivata con il loro sì a un ordine del giorno del Pd su cui il governo è andato sotto). Ma a innervosirli è anche il modo in cui Berlusconi ha trattato il loro ministro, Roberto Maroni. Il titolare degli Interni mai come ieri si è tenuto alla larga dai giornalisti ed è stato parco di parole quando li ha incrociati. Quel "convocherò Maroni e gli darò istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine" detto da Berlusconi è stato infatti uno sgarbo istituzionale - visto che la legge e la Costituzione dicono che responsabile della pubblica sicurezza è il Viminale e non il premier - ma anche personale nei suoi confronti. Maroni arriva a Montecitorio pochi minuti dopo le esternazioni di Berlusconi e per un'ora e mezza rimane nell'ufficio di Fini insieme a Bossi. I tre pranzano e discutono anche di scuola. Bossi lascia Montecitorio dicendo "non so cosa Berlusconi abbia in mente". Il ministro dell'Interno non va oltre uno stringato "alle 17 incontrerò il premier e ne discuteremo". L'espressione del viso parla per lui. Poi, visto che dopo il colloquio a Palazzo Grazioli con Berlusconi schizza via senza rilasciare dichiarazioni, a parlare per lui c'è una nota diffusa dal Viminale: viene annunciata per oggi una riunione dei vertici delle forze di polizia per studiare come "garantire, nel rispetto della libertà di manifestazione del pensiero, e quindi anche del dissenso, la tutela dei diritti di tutti, in un quadro di assoluta legalità". E non è un caso che in serata, mentre dal Viminale facevano sapere che ogni eventuale intervento a tutela del diritto allo studio sarà concordato con rettori e presidi, fonti vicine al premier si siano premurate di far sapere che Berlusconi, nei cinquanta minuti di colloquio con Maroni, si è espresso in modo piuttosto diverso, rispetto alla mattina: "Bisogna tutelare chi vuole continuare a seguire le lezioni e dare esami, trova tu il modo". La correzione del tiro di fronte al ministro dell'Interno non ha però dissipato tutti i malumori interni alla maggioranza. Quel "non permetteremo l'occupazione di università e di scuole" ha creato forte imbarazzo anche dentro An, che pochi giorni fa attraverso il quotidiano "Il Secolo d'Italia" aveva chiesto di "non regalare" alla sinistra il disagio studentesco. Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni esclude un intervento delle forze dell'ordine contro gli studenti che occupano scuole e università perché si dice convinta che la protesta "non diventerà così violenta" (per Berlusconi "l'occupazione è pura violenza") e che chi manifesta non vorrà "usare violenza contro chi sceglie di non farlo". Stesso concetto espresso da Azione universitaria, il movimento studentesco vicino ad An, per il quale "non si può accettare che venga negato il diritto di manifestare" e che al dispiegamento delle forze di polizia per impedire le occupazioni "è meglio che non si arrivi".

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Alitalia, la Ue verso il "sì" al piano (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Alla Camera passa il decreto, ma il governo è battuto su Malpensa. I sindacati: discriminatori i criteri di assunzione di Cai Alitalia, la Ue verso il "sì" al piano Ma Bruxelles boccia il prestito ponte. Crolla il traffico a settembre (-28%).

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ROMA Via libera alla privatizzazione, ma bocciatura confermata per il prestito-ponte da 300 (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Via libera alla privatizzazione, ma bocciatura confermata per il prestito-ponte da 300 milioni. La Commissione europea si pronuncerà definitivamente il 12 novembre, ma l'orientamento - stando alle anticipazioni delle agenzie di stampa - sarebbe ormai chiaro. Una notizia buona e una cattiva per Alitalia che, sul fronte interno, ha però dovuto incassare un nuovo, negativo colpo: il crollo dei passeggeri nel mese di settembre. Secondo l'Aea (l'associazione che raggruppa le aviolinee europee) lo scorso mese la nostra aviolinea ha fatto registrare un calo del 28,3%, dopo la flessione del 21,4% di agosto. Nei primi otto mesi di quest'anno, rispetto allo stesso periodo del 2007, l'arretramento è stato del 17,9%. A Bruxelles la Commissione Trasporti sarebbe arrivata ad una doppia conclusione: il prestito di 300 milioni sarebbe considerato un aiuto di Stato e, dunque, incompatibile con le norme fissate dalla Ue. In compenso verrebbe dato semaforo verde alla privatizzazione della compagnia, ma a due precise condizioni: dovranno essere effettivamente rispettati gli impegni assunti, in particolare per quanto riguarda la valutazione degli asset in vendita, il prezzo di cessione che dovrà rispettare le condizioni di mercato, l'effettiva "discontinuità" tra la vecchia Alitalia e la nuova compagnia. Bruxelles, per verificare che tagli condizioni si realizzino, nominerà un fiduciario indipendente che sarà nominato di comune accordo con le autorità italiane. Ieri pomeriggio, intanto il governo ha incassato alla Camera la fiducia al decreto legge Alitalia: 309 i voti favorevoli, 250 i contrari e due astenuti. "Con il voto di oggi - ha commentato il presidente della IX Commissione, Mario Valducci - si scrive la parola fine a una vicenda che è costata moltissimo agli italiani. La vecchia Alitalia resta a terra per far decollare una nuova compagnia aerea che non peserà più sulle spalle dei contribuenti, ma anzi può rappresentare, grazie all'italianità, un formidabile volano per turismo e affari". Ora il decreto passerà al Senato. Ma l'esecutivo non ha neppure avuto il tempo di prendere atto del successo che ha dovuto subire una sconfitta, sempre alla Camera, su un ordine del giorno presentato dal Pd al decreto legge sul quale aveva espresso parere contrario. Il testo ha raccolto anche i voti dell'Udc e della Lega (35), l'astensione parziale dell'Idv e una quindicina di consensi nel Pdl. Ordine del giorno che è passato con 271 sì, 212 no e 21 astenuti. In sostanza, il testo impegna il governo a consentire ad altri vettori di poter utilizzare gli slot non coperti a Malpensa "al fine di garantire una reale pluralità di offerta all'utenza" e ad adottare "le opportune misure per favorire il rafforzamento della crescita del traffico merci". In stallo, infine, la partita sui contratti. I sindacati bocciano come "inaccettabili e discriminatori" i criteri presentati da Cai per l'assunzione dei dipendenti della nuova Alitalia. Nello schema presentato ai rappresentanti delle nove sigle presenti in azienda dal nuovo organico sarebbero esclusi i "soggetti più deboli", come le donne in maternità. Poi verrebbero "tagliati" anche quei lavoratori che raggiungano la maturazione dei requisiti pensionistici nel periodo di cassa integrazione straordinaria e di mobilità. Il documento di Cai spiega, inoltre, che per le assunzioni terrà conto di "criteri organizzativo-gestionali in coerenza con il piano industriale, come il profilo professionale, il possesso di certificazione e abilitazioni, valutazioni gestionali, anzianità aziendale e carico familiare".

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E' il prestito erogato generalmente ad aziende in difficoltà, garantito dallo Stato e (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Avallato dall'Unione europea in cambio della ricapitalizzazione e privatizzazione entro un termine predefinito. Nel caso di Alitalia il prestito ponte è stato di 300 milioni e dovrebbe essere rimborsato entro la fine dell'anno.

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Una situazione davvero assurda (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Taricco "Una situazione davvero assurda" Un appello ai parlamentari è stato lanciato anche dall'assessore regionale all'Agricoltura, Mino Taricco. "La situazione è assurda - scrive Taricco -. I circa 700 milioni di euro di danni che l'alluvione di fine maggio ha causato, al netto dei danni ai privati, avrebbero avuto diritto a ben altra attenzione da parte dello Stato e del Governo. Ferisce ed amareggia ancora di più questa situazione soprattutto se comparata alla leggerezza e alla semplicità con cui sono state gestite situazioni quali quelle dei finanziamenti a Roma, al dissesto del Comune di Catania o alla vicenda Alitalia". \.

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Malpensa, compleanno amaro: Alitalia cancella altri 159 voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-10-23 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Il presidente della Regione: "Tagli inaccettabili". E ieri alla Camera governo battuto sulla liberalizzazione degli slot Malpensa, compleanno amaro: Alitalia cancella altri 159 voli MILANO - I festeggiamenti sono pronti. Banda, bancarelle e telecamere domenica prossima sbarcheranno a Malpensa per celebrare i primi dieci anni dell'aeroporto. Unico rammarico: all'appuntamento, nel piazzale dello scalo, mancheranno gli aerei. Il nuovo operativo voli invernale di Alitalia ha le frequenze dimezzate. Per intenderci: i voli in partenza da Malpensa da domenica saranno 153 contro i 312 della stagione estiva. E i 1.238 dell'inverno 2007-2008. Del tutto scomparse otto destinazioni internazionali: Amsterdam, Bilbao, Belgrado, Ginevra, Monaco, Praga, Strasburgo, Stoccarda. E quattro nazionali: Catania, Napoli, Palermo, Trieste. "I tagli dei voli su Malpensa sono inaccettabili - alzano la voce per l'ennesima volta il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e l'assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo. "Possiamo comprendere che il commissario di una società tecnicamente in liquidazione come Alitalia non possa fare diversamente - continuano Formigoni e Cattaneo -. Facciamo quindi appello agli azionisti della Cai affinché attuino in fretta il Piano Fenice. Se si perde altro tempo, il rischio è che il malato deceda nel letto di morte". Intanto alla Camera, ieri, il governo è stato battuto su un ordine del giorno dell'opposizione su Malpensa. L'odg - che prevede la liberalizzazione degli slot di Malpensa e Linate lasciati liberi da Alitalia - è passato con 271 voti (212 i contrari e 21 gli astenuti). Tra i favorevoli, anche 35 deputati della Lega e 15 del Pdl (tra cui Gaetano Pecorella e il presidente della commissione Trasporti di Montecitorio, Mario Valducci). "è la prima volta che su una questione di vitale importanza per il Nord l'alleanza di governo si spacca", ha fatto notare soddisfatto il deputato del Pd Emanuele Fiano, firmatario dell'odg, insieme con il collega Marantelli. "Il governo aveva bocciato un emendamento della Lega che chiedeva anch'esso lo svincolo degli aeroporti milanesi", ha sottolineato ancora Fiano. Centrosinistra paladino di Malpensa? "Per fortuna qualcuno a Roma ha a cuore i nostri scali", interviene il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. "Nel totale disinteresse del governo, assistiamo a un accanimento miope sul sistema aeroportuale milanese - continua Penati -. Se non interverranno urgentemente misure come la liberalizzazione dei diritti di volo, la morte di Malpensa sarà inevitabile. Con gravissime conseguenze sull'occupazione e sulla competitività del sistema Paese". Rita Querzé.

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12 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-10-23 num: - pag: 13 categoria: BREVI 12 Le destinazioni cancellate da Alitalia a Malpensa da domenica prossima, con l'entrata in vigore dell'orario invernale. Otto sono destinazioni europee e quattro nazionali.

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I tagli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-10-23 num: - pag: 13 categoria: BREVI I tagli Internazionali Destinazioni internazionali Alitalia cancellate a Malpensa a partire da domenica: Amsterdam, Bilbao, Belgrado, Ginevra, Monaco, Praga, Strasburgo, Stoccarda Nazionali Destinazioni nazionali Alitalia cancellate a Malpensa a partire da domenica: Catania, Napoli, Palermo, Trieste La situazione 1.238 i voli Alitalia in partenza ogni settimana da Malpensa prima del 30 marzo; 312 i voli Alitalia in partenza ogni settimana da Malpensa con l'orario estivo; 147 i voli Alitalia in partenza ogni settimana da Malpensa da domenica prossima con l'orario invernale.

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Alitalia, venerdì il voto definitivo sul decreto (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 23 Ott 2008 Edizione 226 del 23-10-2008 LA COMPAGNIA DI BANDIERA HA PERSO A SETTEMBRE IL 28,3% DEI PASSEGGERI Alitalia, venerdì il voto definitivo sul decreto di Maria Laura Zuccheri Mentre il decreto legge su Alitalia si barcamena tra Camera e Senato in attesa di avere il via libera definitivo dalla politica domani, dopo il voto di fiducia di ieri a Montecitorio, un altro paio di tegole stanno per scivolare rovinosamente addosso a ciò che resta della disastrata compagnia di bandiera. La prima sono i risultati operativi per nulla confortanti realizzati dal vettore il mese scorso. Alitalia, a settembre, ha registrato un calo del traffico passeggeri del 28,3% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. A darne notizia è stata l'Aea, l'associazione europea delle compagnie aeree. Anche ad agosto, nel bel mezzo della stagione turistica, le cose non sono andate affatto bene se Alitalia ha registrato un calo del 21,4%. Nei primi nove mesi dell'anno la compagnia aerea italiana ha portato a casa un calo del 19,1%. Il dato sul traffico, per correttezza tuttavia, va confrontato con quello dell'offerta che, a settembre, ha segnato un calo del 17,6%, analogo a quello registrato in agosto. Nei primi nove mesi è registrato un calo complessivo del 12,8%. Ma le cifre stanno comunque lì a dimostrare che bisogna fare in fretta perché gli spazi di manovra si riducono quotidianamente. E se questa non fosse, da sola, un'ottima ragione per chiudere al più presto la partita, c'è la seconda tegola: ovvero quello che accade a Bruxelles. La Commissione europea dovrebbe decidere il 12 novembre sul caso Alitalia. E sarebbero due le conclusioni: la prima, la conferma che il prestito ponte di 300 milioni è un aiuto di Stato incompatibile con le norme Ue; mentre con la seconda si da via libera alle decisioni italiane sulla privatizzazione a patto che siano rispettati tutti gli impegni dichiarati. L'intera operazione, compresa la cessione degli asset, sarà sotto la supervisione di un fiduciario indipendente. Si tratta dello stesso schema seguito dalla Commissione europea nel caso della Olympic Airlines/Olympic Airways. Se Bruxelles non fosse soddisfatta della procedura seguita in qualsiasi momento potrebbe riaprire il caso. La motivazione per cui il prestito ponte di 300 milioni concesso dallo Stato ad Alitalia nell'aprile scorso (con un secondo decreto legge venne concessa all'Alitalia la facoltà di imputare l'importo del prestito in conto capitale), sarebbe quella classica: un investitore privato non avrebbe agito nello stesso modo in cui ha agito il Governo italiano. Una volta deciso che è incompatibile con le norme Ue, in teoria il prestito dovrà essere rimborsato. Le conclusioni comunitarie dovrebbero confermare il principio più volte espresso dal commissario Antonio Tajani: se c'è discontinuità effettiva tra Alitalia e la nuova società che ne acquisisce gli asset, dovrà farsene carico il commissario straordinario, altrimenti diventerà un onere della nuova società.

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Sì CONDIZIONATO AL PIANO DI PRIVATIZZAZIONE DI ALITALIA, NO AL PRESTITO PONTE DA 300 MILIONI DI (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Sì condizionato al piano di privatizzazione di Alitalia, no al prestito ponte da 300 milioni di euro versato nelle casse della Compagnia di bandiera. Sarebbero queste le decisioni che la Commissione europea si accingerrebbe a prendere e che dovrebbero essere comunicate entro la metà del mese di novembre. Intanto, mentre la Camera dà il via libera al decreto, giungono dati sconfortanti sui volumi di traffico dell'Alitalia riferiti al mese di settembre: secondo i dati forniti dall'associazione europea delle compagnie aeree, ci sarebbe stata una flessione di passeggeri del 28,3%. TROISE A PAGINA 17.

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Il carrozzone Trenitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Oggi è Gio, 23 Ott 2008 Edizione 226 del 23-10-2008 LE FERROVIE DELLO STATO Viaggio nei disservizi del trasporto su rotaia Mancano le coperture delle testate I viaggiatori poggiano i piedi sui sedili Il carrozzone Trenitalia di Andrea Camaiora Dopo la vicenda Alitalia torniamo ad occuparci dell'altra grande azienda di trasporto nostrana, Trenitalia. Le Ferrovie dello Stato, affidate come è noto all'ex cigiellino Mauro Moretti, sarebbero vicine al pareggio di bilancio. Questo almeno si evince dai conti del gruppo per i primi sei mesi del 2008. Bene, bravo Moretti! L'amministratore delegato per la verità dei complimenti non sente un gran bisogno, è abituato a farseli da solo. Ha infatti trascorso tutto il 2008 a celebrarsi su quotidiani grandi e piccoli, vantando successi mirabili. Non è quindi sui conti che c'è da eccepire all'ingegner Moretti, ma su altri e altrettanto rilevanti aspetti. Punto primo, le parole d'ordine salute e sicurezza. Sono questi aspetti che interessano in modo particolare i viaggiatori dei treni. Partiamo dalla salute. Trenitalia ha tentato di emanare un'ordinanza ? ad oggi sospesa ? per limitare agli animali domestici di massimo sei chili il viaggio nelle carrozze (e rigorosamente in gabbia). Il Governo, per intervento del Sottosegretario Francesca Martini, è intervenuto tenendo conto delle proteste degli animalisti e chiedendo una soluzione che accontenti i padroni dei cani. C'è però da tenere presente che l'ordinanza di Trenitalia aveva un corretto orientamento. Infatti cani e gatti, pur amabili, possono trasmettere malattie di notevole rilevanza. Basta pensare per i gatti alla toxoplasmosi (pericolosissima per le donne in gravidanza, poiché causa malformazioni gravi nei nascituri) o ad alcuni fenomeni di rickettiosi (come la non infrequente febbre esantemica mediterranea che provoca febbri alte, sintomi neurologici, evidenti macchie sulla pelle) che sono trasmesse dalle zecche ad animali a sangue caldo, in primis i cani i quali sono anche portatori di leishmaniosi (provoca anoressia, astemia, dispepsia, insonnia, arresto della curva ponderale, febbre, ingrossamento di fegato e milza e può portare a morte), vermi. Occorre dunque ripensare una volta per tutte, per il decoro delle carrozze e la salute dei viaggiatori, di confermare l'ordinanza proposta da Fs e addirittura di predisporre carrozze separate per uomini e animali. Non si può viaggiare a ruota delle associazioni ambientaliste che hanno spesso comportamenti e accenti integralisti. Il problema della pulizia tout court, poi, collegato strettamente a quello della salute delle persone, pare non trovare ancora soluzione. Moretti aveva annunciato di aver trovato la via maestra. Aveva indetto in proposito una gara d'appalto europea. Ma a distanza di mesi dagli annunci dell'ad non si è ancora visto alcun miglioramento e per giunta il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso delle attuali ditte responsabili delle pulizie, con le conseguenze facilmente immaginabili in termini di ulteriori ritardi. Chi frequenta i treni con assiduità sa però in proposito due cose: che il vero dramma della sporcizia va in scena tutti i giorni non tanto sugli Eurostar quanto sugli Intercity ed Intercity plus che servono molte grandi città e assolvono in parte al trasporto regionale. Si guardi alla tratta tirrenica Torino ? Salerno che attraversa ben quattro tra le più grandi metropoli italiane (Torino, Genova, Roma, Napoli) con un servizio largamente scadente. Lì i livelli igienici sono largamente sotto la soglia della decenza sia negli scompartimenti (dove mancano stabilmente le coperture delle testate che, comunque, ne coprono solo il centro e non anche i lati su cui tutti appoggiano il capo), sia nei bagni, sia nelle carrozze ristorante (incredibilmente antiquate) che presentano tavolini apparecchiati con tovaglie di carta sistematicamente sporche. La ditta che gestisce tutti i servizi di ristorazione (dall'Ic all'Eurostar), Chef express gruppo Cremonini, offre qualità scadente a prezzi alti (un caffè costa 1,20 euro ? una bottiglietta d'acqua 1,50 euro ? un prosciutto di qualità mediocre 5 euro ? un toast 3,10 euro). Veniamo quindi alle sanzioni per chi sporca o danneggia il treno. Sono vecchie e insufficienti. Uno dei principi base del diritto è che le sanzioni devono essere commisurate al danno. Sui treni italiani non è così. Vi sono invece una serie di disomogeneità gravi che penalizzano i clienti onesti e in generale le stesse ferrovie dello stato. Parliamo di treni di rilievo nazionale come Ic ed Eurostar. Nel caso in cui si viaggi con un biglietto che necessita di timbratura (può avvenire che siano stampati due biglietti diversi, uno con la prenotazione del posto e l'altro relativo alla tratta) e non si sia fatto in tempo ad obliterare, per mancanza di tempo o di attenzione, anche qualora ci si autodenunci al capotreno ? magari appena saliti ? si incorre nel pagamento di una penale di ben 50 euro! Per i treni regionali la cosa è diversa e varia, appunto, da regione a regione. In alcune si paga 5 euro in più se ci si autodenuncia e 40 se si viene "scoperti" dal controllore (è il caso della Toscana), in altre la penale prevista è comunque di 25 euro (Liguria). Poco e niente invece è stato previsto per chi sporca il treno come è il caso ? frequentissimo ? di chi viene scoperto ad appoggiare i piedi con le scarpe sulle poltroncine o su chi versa una bevanda sui seggiolini, o su chi fuma tra una carrozza e l'altra. Per tutto ciò vige il Dpr 753/80 che contempla sanzioni oggi inadeguate (le vecchie 15mila lire, oggi 7 euro!). Rivedere gli importi di queste sanzioni avrebbe due effetti rilevanti: anzitutto fungerebbe da importante dissuasore per chi oggi contribuisce a insozzare le vetture e in secondo luogo rappresenterebbe un significativo nuovo introito per Trenitalia. Certo, l'azienda dovrebbe anche prevedere dei corsi di aggiornamento del personale visto che oggi la stragrande maggioranza del personale ignora il Dpr 753! Veniamo quindi all'ultimo e più delicato aspetto. Non è soltanto un problema di prevedere norme e sanzioni. E' anche assicurarsi che esse siano fatte rispettare. Già, ma da chi? E' questo uno dei problemi centrali. Si pensi ai treni che giacciono nelle stazioni durante la notte e che partono alle prime ore del mattino con sopra ospiti indesiderati ? diversi senza tetto ? che si introducono nei treni incustoditi con le conseguenze che sono facilmente immaginabili. Si pensi anche agli sbandati che salgono sui treni in condizioni decisamente precarie ? magari perché ubriachi o malati di mente ? e con cui il personale viaggiante, oggi sempre più spesso costituito da sole donne, si trova a fare i conti. Ma si pensi anche ai venditori abusivi che prima della partenza dei treni, ad esempio alla stazione Termini, disturbano i viaggiatori proponendo panini, bibite, calze, accendini. Infine non si dimentichi il caso, anch'esso più che mai frequente, di intere famiglie Rom, di nordafricani, slavi che ricorrono al treno non soltanto senza obliterare ma senza aver proprio mai pagato neppure un euro. Di fronte a costoro cosa dovrebbe fare una giovane donna di nemmeno trent'anni impiegata da Trenitalia? Nella quasi totalità dei casi non fa nulla. Nei casi più gravi ricorre alla Polfer, giunti nelle stazioni dove essa è presente, ma ciò significa inevitabilmente disagi per i viaggiatori in termini di tempo di percorrenza. Del resto è difficile immaginare che il personale di Polfer possa garantire il controllo importante delle stazioni e dei treni con il personale scarso di cui dispone a parte le scorte che garantiscono comunque un controllo minimo. Ecco allora un paio di idee: deve essere ripensato il controllo della sicurezza sui treni. Nel sistema di trasporto ferroviario è il treno e non tanto la stazione ad avere un ruolo centrale. Ci si augura che i viaggiatori trascorrano più tempo sui treni che sulle stazioni. Perché non immaginare allora ad una Polfer che viaggi sui treni per brevi tratte (ad esempio Roma ? Civitavecchia, Napoli ? Salerno, Parma ? Bologna, Bologna ? Verona, ecc?) garantendo un effettivo supporto al personale di bordo? Perché non autorizzare riduzioni per uomini delle forze dell'ordine fuori servizio che salgano sul treno con l'obbligo di presentarsi al capotreno e di indicare la propria posizione? Si tratta di interventi che possono contribuire a far sentire meno solo il personale di Trenitalia e garantire al tempo stesso l'effettivo rispetto delle regole. In questo modo il nostro sistema ferroviario si riavvicinerà ai migliori modelli europei. La legislatura che stiamo vivendo può rendere tutto ciò realtà.

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L'Enac: <Cancellare la continuità> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 216 Trasporto aereo. Il presidente Riggio ha scritto una lettera al ministro dei Trasporti. La Ue approva il piano Alitalia L'Enac: "Cancellare la continuità" Trasporto aereo.. Il presidente Riggio ha scritto una lettera al ministro dei Trasporti. La Ue approva il piano Alitalia Slitta l'incontro tra i vettori: tariffe scontate a rischio --> Slitta l'incontro tra i vettori: tariffe scontate a rischio È slittato a oggi l'incontro sulla spartizione delle rotte della continuità territoriale tra i vettori. Nel frattempo, l'Enac ha scritto al ministro proponendo di liberalizzare le rotte dall'isola per Roma e Milano. Ora è ufficiale: l'Enac, in una lettera inviata ieri al ministro dei Trasporti Altero Matteoli, ha proposto la cancellazione della continuità territoriale. Poche righe, alla fine della lettera nella quale il presidente Vito Riggio ha tracciato un quadro della situazione attuale, per dire che il sistema della continuità territoriale è ormai superato, visto che ci sono cinque vettori, Air One, Air One CityLiner, Alitalia, Meridiana ed Eurofly, che hanno deciso di accettare gli oneri di servizio sulle rotte che collegano la Sardegna con gli scali di Roma-Fiumicino e Milano-Linate. Il che garantirebbe un'adeguata concorrenza, anche se, nel caso in cui dovesse essere cancellato il decreto sulla continuità territoriale e si passasse al libero mercato, non ci sarebbero più garanzie per i residenti su tariffe, orari e cambio dei biglietti, solo per citare alcuni degli obblighi imposti dalla normativa in vigore. LA RIUNIONE Nel frattempo, ieri pomeriggio è saltato l'incontro convocato informalmente dalla Regione, che ha voluto riunire intorno a un tavolo tutte le compagnie per trovare un accordo sui voli. L'incontro è stato rinviato a questa mattina a causa dei problemi provocati nello scalo di Elmas dal nubifragio di ieri mattina. A questo punto, i tempi sono strettissimi: entro questa mattina i vettori dovranno trovare un accordo, per poi eventualmente firmare le convenzioni con l'Enac nel pomeriggio. Nel frattempo, ieri Meridiana ha depositato il ricorso al Tar contro la decisione di Enac di accettare le proposte di Alitalia e Air One CityLiner che non avrebbero, secondo la società di Olbia, i requisiti richiesti (la prima per quanto riguarda la licenza e la seconda per gli aerei da utilizzare). IL NODO La questione che i vettori discuteranno oggi ruota tutta attorno al fatto che ognuna delle cinque compagnie in corsa ha mostrato l'intenzione di volare su tutte le rotte e coprire per intero le frequenze previste dal decreto sulla continuità territoriale. In altri termini, questo significa che sul Cagliari-Roma potrebbero esserci oltre cinquanta voli quotidiani, così come sul Cagliari-Milano sarebbero almeno una ventina, a partire da domenica prossima. Non solo. Air One ha già iniziato a vendere i biglietti per un volo Olbia-Roma, da dove opera tradizionalmente Meridiana, così come la compagnia di Olbia ha previsto alcuni collegamenti tra Alghero e Roma, fino a ora operati dalla società di Carlo Toto. Considerato il fatto che presto Air One e Alitalia diventeranno una sola compagnia, così come Meridiana ed Eurofly fanno parte dello stesso gruppo, tutti i vettori si stanno muovendo per occupare spazi. Una battaglia senza esclusione di colpi, che potrebbe portare al massacro. L'ENAC E LA REGIONE La decisione dell'Enac, dunque, che propone di liberalizzare le rotte in continuità territoriale per la Sardegna, mette i vettori con le spalle al muro: o si trova un accordo oppure salta tutto. E in quel caso non ci sarebbe bisogno di firmare alcuna convenzione, visto che i tempi sono strettissimi: domenica partono i nuovi voli e scade il vecchio regime di continuità territoriale. Non solo. Air One e Alitalia potrebbero operare tranquillamente sulle rotte sarde senza presentare alcuna fideiussione a garanzia della copertura dei collegamenti. E in questo momento particolare, con la fusione in corso, avere in mano una fideiussione non è facile sia per Air One che per Alitalia. A questo punto, resta da capire quale sarà oggi l'atteggiamento della Regione: accetterà di rinunciare alla continuità territoriale o farà la voce grossa con il ministero? ALITALIA Intanto, ieri si è appreso che dalla Ue potrebbe arrivare un sì condizionato al piano di privatizzazione di Alitalia, mentre l'Unione europea dovrebbe dire no al prestito-ponte da 300 milioni di euro. Sarebbe questo infatti l'orientamento di Bruxelles che dovrebbe decidere ufficialmente entro metà novembre. E nel confronto fra Cai e sindacati sulla nuova Alitalia si va verso una nuova tempesta mentre è tutto a posto, ha assicurato ieri l'amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, in vista dell'assemblea degli azionisti convocata per il 28 ottobre. Sempre ieri si è appreso che Alitalia ha segnato un forte calo dei passeggeri a settembre (-28,3% secondo i dati dell'associazione europea delle compagnie aeree, Aea) e si appresta a tagliare dal primo novembre parte del network, tornando invece a volare sui cieli sardi. GIUSEPPE DEIANA.

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E io accuso i rettori: sono i veri colpevoli dello sfascio (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 254 del 2008-10-23 pagina 0 E io accuso i rettori: sono i veri colpevoli dello sfascio di Stefano Zecchi La cosa più indecente delle proteste universitarie è l'atteggiamento dei rettori. Se, per ipotesi, fossero stati aumentati i finanziamenti per l'università, i rettori, in coscienza, potrebbero sostenere che i loro atenei funzionerebbero meglio? E cioè, riterrebbero, in coscienza, che aumenterebbe la qualità della formazione e della ricerca accademica? L'università italiana di oggi è come l'Alitalia: più soldi ci butti dentro e peggio è, perché aumenti il clientelismo, il nepotismo, la dequalificazione del corpo insegnante. I concorsi universitari per il reclutamento dei docenti, banditi tra metà luglio e Ferragosto, in modo che pochi sapessero della loro esistenza affinché fosse protetto chi è già predestinato a vincerli, sono un esempio di malcostume e di arroganza. Perché i rettori non denunciano quest'indecenza? Risposta: perché altrimenti 24 figli di rettori probabilmente non sarebbero andati in cattedra. Perché gli studenti non vanno a vedere chi sono i loro docenti in una facoltà, per esempio, come quella di medicina e chirurgia della Sapienza di Roma? Qui è stato eletto rettore il 3 ottobre il professor Luigi Frati, preside per 18 anni nella facoltà di medicina e chirurgia. In questa facoltà, come ordinario, insegna storia della medicina la moglie Luciana Angeletti, la quale era prima una semplice insegnante di lettere: un bel salto acrobatico chissà da chi facilitato. E i figli del rettore dove li mettiamo? Naturalmente nella stessa facoltà di medicina dove insegnano mamma e papà. Ecco infatti un buon posto di associato per il figlio Giacomo nella sede distaccata di Latina. La figlia Paola era un po' più difficile da sistemare perché è laureata in giurisprudenza. Ma l'amore di padre non ha ostacoli: e, infatti, anche per la figliola Paola si trova un bel posto di ordinario in medicina. Questo accade a Roma, università Sapienza: l'unità della famiglia è garantita, non so quanto sia garantita la scientificità della ricerca. Il rettore della Normale della Pisa, Salvatore Settis, cita come esempio da seguire il presidente francese Sarkozy, che in una situazione di crisi economica come quella che stiamo passando, ha aumentato i fondi all'università invece di tagliarli. Non spiega però, il rettore, che i soldi sono destinati a un numero ristretto di università, una decina in tutto, e non all'intero mondo accademico, peraltro scassato anche se non come il nostro. In Francia, il Centro nazionale della ricerca, il polmone economico-amministrativo, che opera in contiguità con le università, funziona ancora; il nostro Cnr è stato smantellato dall'ex ministro Berlinguer, e il tentativo di riforma che fece Adriano De Maio, consulente dell'ex ministro Moratti, pur essendo né più né meno in linea con quelli europei, fu drasticamente bloccato dai sindacati, che ora sono quelli che decidono a chi vanno i quattrini. Sarkozy va seguito proprio dove indica la necessità di differenziare e sostenere le università di qualità. Ma l'introduzione di questa meritocrazia gestionale fa inorridire i nostri rettori perché finirebbero per dover fare i conti con la qualità della ricerca dei propri atenei, cosa a cui non sono abituati o chiamati a fare. E infatti qualcuno si limita a fare il burocrate per cercare di pagare gli stipendi e le bollette della luce, qualcun altro più scaltro pensa alla famiglia o alla carriera politica. La sinistra manda in piazza gli studenti e occupa le università con il vecchio cinismo del tanto peggio tanto meglio. Ci sono famiglie umili che si svenano perché i propri figli abbiano con la laurea una promozione sociale. Credono nell'università, credono che la formazione accademica del figlio gli consenta un buon lavoro, un dignitoso stipendio. Adesso Veltroni e compagni fanno credere a questi genitori che il governo vuole distruggere i loro sogni, e non hanno il coraggio di dire che il colpo di grazia all'università l'hanno dato proprio i governi di sinistra con i ministri Zecchino e Berlinguer. La sinistra non ha l'onestà di dire che questa università non è in grado di offrire ai giovani una vera formazione competitiva. La sinistra non ha il pudore di denunciare i disastri di una sindacalizzazione dell'università, che non ha mai voluto lavorare per la qualità e il merito, ma ha preteso concorsi farsa per il reclutamento dei docenti, posti fissi e avanzamento di carriera come nell'esercito piemontese. Stefano Zecchi © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Primo via libera al decreto: tassa d'imbarco a tre euro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 216 la compagnia pubblica Primo via libera al decreto: tassa d'imbarco a tre euro La compagnia pubblica --> Tagliato "su misura" per Alitalia, ma con una valenza generale per il salvataggio di tutte le grandi imprese in crisi (in particolare per quelle dei servizi pubblici essenziali), il decreto del governo che ha spianato la strada al piano di salvataggio per la compagnia ha incassato ieri la fiducia alla Camera e ora passa al Senato. Sempre ieri si è appreso che a settembre Alitalia ha registrato un calo di passeggeri del 28%. Secondo il decreto, il commissario straordinario può decidere immediatamente la "cessione di complessi aziendali" e "individua l'acquirente a trattativa privata" tra candidati che garantiscano, tra l'altro, la continuità del servizio e la rapidità dell'intervento. Il prezzo di cessione non deve essere inferiore ai valori di mercato indicati da un advisor. Con una novità introdotta alla Camera il commissario potrà curare anche la vendita di contratti, ad esempio con le agenzie di viaggi, o di beni, come gli aerei considerati in eccedenza rispetto alle esigenze della new company. Inoltre, restano le deroghe all'autorizzazione dell'Antitrust e sono previsti anche indennizzi per i piccoli azionisti e gli obbligazionisti. La tassa d'imbarco, invece, passa da uno a tre euro, mentre è stata cancellata la norma "salva-manager".

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Dalle parti di Silvio molti liberali in crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 23-10-2008)

Argomenti: Alitalia

Giulio Tremonti dice che siamo al ritorno dello Stato nell'economia. I liberali del centrodestra solo a sentirlo parlare di 'economia sociale di mercato' storcono il naso. E cercano di frenarlo. Fuori del Pdl il dibattito è vivace e in corso su Internet, in blog come Tocqueville o sui siti delle associazioni neo-lib, e su quotidiani come Il Giornale o L'Occidentale. Ma dentro il partito le voci fuori dal coro dell'ala tremontiana si contano sulle dita di una mano. Tutti d'accordo con il titolare di via XX settembre? Un parlamentare di Forza Italia che vuole restare anonimo propone una chiave di lettura: "Nel partito non ci sono le competenze per frenare o contraddire Tremonti. E non c'è la voglia di rischiare di mettersi in collisione con il mainstream dell'esecutivo". Nella home page di Tocqueville, nella sezione economia, c'è un articolo durissimo sul tema. "Il risultato dell'interventismo sarebbe e sarà un clamoroso autogol - si legge - che probabilmente metterebbe al tappeto l'intero nostro sistema economico a causa del debito pubblico e dell'aumento dell'inflazione". Purtroppo, dicono sul sito, "il tremontismo tenderà a divenire sistema futuro e permanente di spesa statale". Il vicedirettore del Giornale, Nicola Porro, non nega il problema: "Il governo deve stare attento. Per me valgono le parole di Berlusconi che qualche giorno fa ha assicurato a Bush che non torneremo statalisti, ma è vero che nel partito c'è un'anima liberista un po' preoccupata". Il garante però è sempre il Cavaliere, sostiene Porro: "Combattuto tra il pragmatismo del risolvere subito i problemi e il liberismo, alla fine resta un liberista di pancia". Ieri alla Camera c'era molta gente per via del voto di fiducia al decreto Alitalia. Parecchi deputati del Pdl, avvicinati, ammettono che "nel governo c'è una corrente che vorrebbe intervenire pesantemente nel mercato e non solo per necessità o per regolare le cose che non funzionano. Il problema - dice un deputato in quota An - è che quanto ci sei dentro diventa difficile uscirne. Oggi la crisi, domani l'inflazione, dopodomani la disoccupazione. E poi chi aiutiamo e chi no?". C'è chi non si nasconde e dà battaglia dall'interno. Benedetto Della Vedova qualche giorno fa ha scritto un pezzo su l'Occidentale ricordando che il ministro Zaia ha acquistato 200.000 forme di parmigiano reggiano e grana padano al prezzo di circa 50 milioni di euro per contrastare il calo dei prezzi di questi prodotti di eccellenza. "Al di là che i cinquanta milioni potevano essere impiegati per potenziare la social card - scrive Della Vedova - l'effetto della misura sarà doppiamente negativo. In primo luogo, perché ritarderà la necessaria ristrutturazione del settore e in secondo luogo perché ingenererà legittime aspettative in tutto il comparto lattiero caseario". Dice al Riformista che "Tremonti è un uomo accorto e per ora non sta esagerando", perché ha impostato la gestione della crisi sull'equilibrio dei conti e assicurando che un eventuale intervento del governo nelle banche sarà transitorio. Ma "l'aria che tira è preoccupante", continua. "Un paese come il nostro che ha avuto a che fare con l'Alitalia e con la Cassa del Mezzogiorno dovrebbe sapere che l'intervento statale produce solo danni e clientele". In Italia, insiste Della Vedova, il mercato funziona "nel nord-est perchè lo Stato ha allentato la presa". Ma queste cose, conclude sconfortato, nel Pdl "le diciamo solo io e Antonio Martino". 23/10/2008.

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