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T ARTICOLI DEL 20-26 gennaio
2009 #TOP
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Articoli
Alitalia 2 (58)
social card, la lega insorge "è uno schiaffo al
nord" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vicenda Alitalia, il patto di stabilità per Roma capitale. E ora le Social card. «Il Nord s´incazza e fa bene. Se nelle nostre regioni è arrivata solo una manciata di carte vuol dire che Roma ce ne ha rifilata un´altra delle sue». Vista dal lato b, la morale di questa storia � secondo Salvini � è che «è l´ennesima riprova di quanto il federalismo sia un bene necessario e urgente»
"l'auto
non sparirà mai ma l'italia può perderla" - (segue dalla prima pagina)
stefano parola ( da "Repubblica, La"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: abbia fatto di tutto e di più per salvare Alitalia e spero che faccia lo stesso per preservare la Fiat e tutto l´indotto. Sarkozy in Francia lo ha già fatto e io mi auguro che in Italia si avverta presto l´urgenza estrema di questi interventi, perché se messi in atto dopo un certo tempo non serviranno più a niente».
la
seconda vita di fiumicino ecco cosa cambia con la "cai" - adriano
bonafede ( da "Repubblica, La"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: della nascita della nuova Alitalia con un taglio secco dei voli nazionali in partenza intorno al 20%. Ciò deriva in massima parte dalla fusione tra Alitalia e Air One, con la razionalizzazione dei voli e un aumento del loro coefficiente di riempimento. Ora che Alitalia e Air One non si fanno più concorrenza è logico che taglino alcuni voli-fotocopia per le destinazioni italiane (
"alla
fine ha prevalso il mercato non ci sentiamo in gara con milano" - daniele
autieri ( da "Repubblica, La"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sarà Roma il cuore della nuova Alitalia. «Con le loro parole è finito per noi un periodo molto doloroso perché legato all´incertezza. Oggi siamo certi che la strategia dei partner della nuova Alitalia punterà su Fiumicino. Del resto già da molto tempo prima dell´accordo con Cai, AirFrance ci aveva ribadito il valore strategico dello scalo romano per la sua politica di crescita»
regione
e industriali contro cai "non sacrificheremo linate" - andrea
montanari ( da "Repubblica, La"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia incontrano Formigoni e Camera di commercio ma le posizioni restano distanti Penati: "No ai diktat" ANDREA MONTANARI Il primo incontro ieri tra i vertici della nuova Alitalia, il mondo imprenditoriale milanese e la Regione si è concluso con la reciproca disponibilità ad approfondire le rispettive richieste per tentare di avvicinare due posizioni sul futuro di Malpensa che
lasciatemi
sfogare, a milano sto male ( da "Repubblica, La"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia con i noti successi, lasciandola con la famosa liquidazione scandalosa. E non voglio addentrarmi sulle capacità gestionali perché lo sanno anche i bambini che finché Linate offrirà capacità di trasporto verso gli hub europei solo i cretini rinunciano alla comodità di un imbarco in città per avventurarsi verso Malpensa.
-
donatella alfonso ( da "Repubblica, La"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: speriamo che gestisca gli aerei di Alitalia meglio di quanto non ha fatto con l´Ilva». Dal canto suo Cristina Pozzi, la presidente dell´associazione "per Cornigliano", sottolinea: «Non siamo mai stati tutelati dalla politica e non lo siamo stati dalla magistratura. Resta la soddisfazione di esserci impegnati come cittadini contro un colosso come il gruppo Riva e di positivo c´
la
protesta decolla, gli aerei no - ilaria ciuti
( da "Repubblica,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tagliare posti di lavoro senza essere in crisi come è stato per Alitalia, usa il ricatto dei 145 licenziamenti per ottenere tagli drastici ai diritti e alle retribuzioni e così mette a rischio anche 200 precari che non hanno neanche gli ammortizzatori, diminuisce i voli a Firenze». L´assessore al lavoro in Palazzo Vecchio, Riccardo Nencini, ha già promesso che il Comune contatterà l´
cai,
primo sciopero con pochi disagi - luca iezzi ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: primo sciopero con pochi disagi Al via le azioni speciali per l´ingresso di Air France nel capitale Alitalia LUCA IEZZI ETTORE LIVINI MILANO - Alitalia fa qualche passo verso la normalità: supera quasi indenne il primo sciopero della sua "seconda vita", accoglie Air France-Klm tra i soci e affronta gli imprenditori milanesi sul nodo di Malpensa.
l'università
spirituale di google - il mio desktop: centinaia di fotografie
( da "Repubblica,
La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: R2 Internet Il concorso Ambiente Repubblica Tv Inchiesta Pd, le strategie per uscire dalla crisi Chiesa sul web: condannati al contagio Nuova Alitalia: tariffe a confronto Pd, le strategie per uscire dalla crisi L´università spirituale di Google La scimmia che inventò lo schiaccianoci IL MIO DESKTOP: CENTINAIA DI FOTOGRAFIE
Aeroporti,
Milano boccia il piano Cai Colaninno: non ci sono alternative
( da "Corriere
della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è compagnia al mondo in grado di sviluppare Malpensa come può fare Alitalia. Lo dice il mercato. A patto però di sacrificare Linate». Parola di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Ieri il presidente e l'amministratore delegato della nuova compagnia hanno incontrato il consiglio della Camera di commercio. Presenti i vertici della comunità milanese degli affari.
<Tagli
dei voli a Linate o addio al rilancio di Malpensa>
( da "Corriere
della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia si è detta disponibile a comprare una partecipazione nell'attività «Non c'è nessuno al mondo in grado di sviluppare Malpensa come Alitalia. Lo dice il mercato ». Parola di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. I vertici della nuova compagnia hanno incontrato ieri in Camera di commercio la comunità milanese degli affari.
Aeroporti,
Forza Italia frena la Moratti ( da "Corriere della Sera"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il piano industriale di Sea regge senza Alitalia o no. Provocazione che ha indispettito il sindaco: «Voi liberalizzate le rotte e alla Sea pensiamo noi». Come conclude il leghista Matteo Salvini, «è abbastanza preoccupante che su una vicenda che ci riguarda da vicino non ci sia sintonia fra il sindaco e il partito di maggioranza che la sostiene».
Aeroporti
in crisi La difesa di Milano ( da "Corriere della Sera"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Doppio appuntamento Per Colaninno e Sabelli prima riunione allargata con imprenditori e negozianti in Camera di Commercio, poi vertice ristretto con Formigoni e Cattaneo in Regione Artigiani e moda Accornero, Unione artigiani: «La soluzione migliore per Alitalia non coincide con la nostra». Boselli, Camera della Moda: «Si abbia rispetto di quello che la moda rappresenta per l'Italia»
Piano
traslochi Il no della Ue ( da "Corriere della Sera"
del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E fanno ricorso all'Unione Europea. Bruxelles ha dato ragione alle compagnie che bollavano quella di Alitalia come «concorrenza sleale». A capitanare le compagnie ribelli fu British Airways, che più volte si è opposta alla riduzione dei voli di Linate
Alitalia,
torna Spinetta. Il governo si riunirà a Malpensa
( da "Corriere
della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 20 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE Italia-Francia Alitalia, torna Spinetta. Il governo si riunirà a Malpensa ROMA — Il primo sciopero della nuova Alitalia, proclamato da Sdl, ieri ha provocato poche cancellazioni: 30 solo a Fiumicino, secondo il sindacato, solo quattro secondo l'Enac (ente aviazione civile).
DA
PETRELLA A BATTISTI PERCHÉ LA FRANCIA LI AMA
( da "Corriere
della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Klm in Alitalia, sottolineando l'ottimo affare concluso, e titolando ( Les Echos): «Merci Silvio». Che ne dice? Bruno Lovera blovera@free.fr Cari lettori, T ralascio la questione Alitalia. Può darsi che l'ironia del quotidiano francese sia giustificata e che l'affare concluso dalla cordata di Cai con Air France-Klm sia peggiore per gli italiani di quello negoziato all'
taxi,
hotel e ristoranti così l'indotto paga il crollo dei visitatori - oriana liso
( da "Repubblica,
La" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma i problemi di Malpensa e Alitalia hanno ulteriormente scoraggiato i frequentatori abituali di questi appuntamenti», ragiona Remo Eder, presidente di Federalberghi Lombardia. «è vero che l´offerta di alberghi anche nei dintorni della Fiera è molto alta - forse siamo uno dei pochi settori già pronti per l´Expo - ma è la domanda che si assottiglia.
profit
warning di air france, azioni in picchiata
( da "Repubblica,
La" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: allarme utili costringe Air France ad archiviare in pochi giorni i festeggiamenti per l´ingresso in Alitalia. La compagnia francese ha annunciato ieri che il terzo trimestre dell´esercizio si chiuderà in rosso a causa del netto calo dei passeggeri che viaggiano in business e in prima classe e a un crollo dei volumi del traffico merci (-20% circa).
alitalia
lunedì abbandona la borsa piccoli azionisti senza garanzie - luca iezzi
( da "Repubblica,
La" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Profit warning per Air France Alitalia lunedì abbandona la Borsa piccoli azionisti senza garanzie Alitalia via dalla Borsa piccoli azionisti nel caos Azioni della compagnia francese in picchiata: -9.5% LUCA IEZZI ROMA - Le azioni Alitalia spariranno ufficialmente dal mercato il 26 gennaio lasciando i risparmiatori senza risposte.
Un
patto della spigola per la pace su Expo e Linate
( da "Corriere
della Sera" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Si è parlato di Expo (Tremonti non lo ama, ma non metterà i bastoni fra le ruote), di Alitalia (Formigoni non intende «svendere» Linate) e soprattutto di politica. La nuova alleanza sembra destinata a durare. Almeno fino a quando non si aprirà la successione a Berlusconi. Claudio Schirinzi
<Alitalia,
una follia i costi dei biglietti>
( da "Corriere
della Sera" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 01-21 num: - pag: 27 categoria: REDAZIONALE Castelli (Lega) «Alitalia, una follia i costi dei biglietti» ROMA — «Rilevo con stupore che un biglietto aereo di sola andata da Roma a Milano da prenotare per venerdì prossimo alle ore 13, quindi in un orario non di punta, costa 325,80 euro. è una cifra fuori dal mondo».
Alitalia,
due mesi di tempo per il piano su Fiumicino
( da "Corriere
della Sera" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Zingaretti e Marrazzo Alitalia, due mesi di tempo per il piano su Fiumicino Vertice in Campidoglio con Sabelli e Colaninno Le istituzioni romane chiedono tempi certi per la scelta tra Malpensa e Fiumicino. Per Viterbo 250 milioni dalla Regione Due mesi. è questo il tempo massimo che Campidoglio, Regione e Provincia hanno chiesto ai vertici Cai per «
LA
NUOVA ALITALIA ( da "Corriere della Sera"
del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 21 num: - pag: 39 categoria: BREVI LA NUOVA ALITALIA Cambio d'immagine Tutto regolare: meno di una settimana dalla «partenza» della nuova Alitalia e c'è già un primo sciopero! La brutta notizia è che, fra i voli soppressi, c'era anche il volo per Mosca; non per colpa dell'agitazione, ma per mancanza di passeggeri: solo sei.
caso
atitech, riparte la protesta sit-in davanti al consiglio regionale
( da "Repubblica,
La" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Si parla di una compartecipazione Fintecna, Finmeccanica e Cai, ma non c´è ancora un preciso assetto societario. Sicchè Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl hanno indetto per oggi un sit-in al Centro direzionale, davanti al Consiglio regionale, dove l´assessore Ennio Cascetta relazionerà sulla situazione dei trasporti in Campania.
la
nuova alitalia denunciata per truffa - lello parise
( da "Repubblica,
La" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina XI - Bari La nuova Alitalia denunciata per truffa Odissea sul Bari-Roma, querela di un gruppo di vip: "è come l´Uganda" "Dovrebbe parlare col responsabile ma non posso darle il numero di telefono" LELLO PARISE La prima denuncia contro Cai (Compagnia aerea italiana) è made in Puglia.
Bonomi:
aspettiamo Lufthansa Tra cinque anni torneremo hub
( da "Corriere
della Sera" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: «Per noi Alitalia resta importante» Bonomi: aspettiamo Lufthansa Tra cinque anni torneremo hub Il presidente Sea: con i tagli a Linate perdiamo 30 milioni Il ridimensionamento di Linate costerebbe a Sea almeno 30 milioni di euro all'anno di mancate entrate «Il piano industriale Cai merita la massima attenzione.
Air
France-Klm, trimestre in rosso ( da "Corriere della Sera"
del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per quanto riguarda il risultato dell'intero anno fiscale, che chiude a fine marzo, il gruppo francese partner di Alitalia ha detto di non essere in grado di «pronunciarsi sulle previsioni circolate sui mercati», ribadendo tuttavia che l'obiettivo «è quello di generare un risultato di gestione positivo».
Hotel
di lusso in crisi A rischio 221 dipendenti
( da "Corriere
della Sera" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i voli cancellati e gli scioperi Alitalia, nonché lo straripamento del Tevere hanno allontanato i turisti americani che a dicembre sono stati inferiori del 15%». A rincarare la dose ci pensa Federalberghi: «Roma - dichiara il presidente Giuseppe Roscioli - ha registrato una diminuzione delle presenze negli hotel rispetto allo scorso anno del 5%».
mao,
boosta, bellarosa tutti i sabaudi dell'etere - fabrizio vespa
( da "Repubblica,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fornire i nostri video musicali al portale di Alice dove si può vedere tra gli altri la nostra ultima fatica, il clip di Alitalia, parodia che riprende In Italia di Fabri Fibra e Gianna Nannini. In più collaboro personalmente con Albertino e Radio Deejay per la realizzazione di jingle e basi musicali». In realtà Max Bellarosa tiene da parte la vera "ciccia" delle sue prossime attività.
da
toti&totino a ponte la rivincita del cabaret - claudia brunetto
( da "Repubblica,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dal caso Alitalia alla raccolta differenziata fino all´intramontabile situazione dei precari. E si ride di gusto. Era dagli anni Novanta che non vedevo la gente correre per vedere uno spettacolo. Evidentemente la voglia di ridere è grande. Il titolo contenitore che abbiamo scelto indica che le previsioni in questo Paese sono spesso sbagliate»
fiat,
la disperazione in piazza ( da "Repubblica, La"
del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: «Si parla di crisi di lungo periodo, ma noi così moriamo». Scudieri (Unione industriali) è ottimista: «Pomigliano uscirà dal tunnel». Tensione anche per Atitech e nuova Alitalia, la Regione contro il governo. PATRIZIA CAPUA E ROBERTO FUCCILLO ALLE PAGINE II E III
atitech
e nuova alitalia regione contro governo - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Napoli trascurata" Atitech e nuova Alitalia Regione contro governo Lonardo: Cai disponibile a un incontro. Oggi protesta dei lavoratori Eds-Hp ROBERTO FUCCILLO è RIVOLTA in Campania contro il governo per le politiche dei trasporti. Sulle ali della defunta Alitalia, e cogliendo l´occasione di un dibattito in Consiglio regionale sul tema,
sea-cai,
prove di dialogo "si può fare un buon lavoro" - alessia gallione
( da "Repubblica,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: accordo tra la società che gestisce Malpensa e Linate e la nuova Alitalia. «Continueremo a valutare se esiste la possibilità concreta e convincente per instaurare una partnership industriale», conferma lo stesso Bonomi. Che adesso dice: «Confido si possa fare un buon lavoro con Cai». Aggiungendo però: «Che poi questo lavoro produca gli effetti sperati da loro è tutto da vedere».
Vertice
Alitalia-Moratti su Linate e Malpensa
( da "Corriere
della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-23 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Aeroporti Vertice Alitalia-Moratti su Linate e Malpensa Una soluzione che soddisfi sia le esigenze di Alitalia sia quelle di Linate e Malpensa. Vertice di un'ora e mezzo ieri a Palazzo Marino tra il sindaco Moratti e i vertici di Alitalia. A PAGINA 3 Querzé
Malpensa,
ora si tratta. <Ma Cai deve scoprire le carte>
( da "Corriere
della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: si sta lavorando per acquisire una maggiore conoscenza del progetto industriale Alitalia: «Abbiamo il diritto e il dovere di valutarne bene l'impatto ». Ma cosa ha messo sul piatto Alitalia per convincere il fronte del Nord a tornare sui suoi passi? «Per ora abbiamo parlato solo di metodo — ha risposto Bonomi —
La
Lega, i brindisi e le promesse mancate
( da "Corriere
della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è successo esattamente lo stesso nella vicenda Alitalia- Malpensa. Ai tempi del governo Prodi, l'attuale ministro Maroni aveva minacciato fuoco e fiamme per difendere Malpensa: «è il più grave attacco al Nord degli ultimi 30 anni», tuonava (settembre 2007). E prometteva (febbraio 2008) «Se vinceremo le elezioni imporremo la moratoria sui tagli a Malpensa per tre anni»
Berlusconi:
crisi dell'auto, subito un tavolo
( da "Corriere
della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: commento infine anche sugli esiti della vicenda Alitalia: «è assolutamente disonesta l'affermazione di chi dice che si è addossato agli italiani un carico di quattro miliardi che invece Air France avrebbe fatto proprio: è veramente una bestemmia, un'assurdità ». Bruxelles In sede Ue si è concordato su incentivi alla rottamazione, misure fiscali e appalti pubblici Aiuti Da sinistra,
Alitalia,
l'addio di Marcegaglia ( da "Corriere della Sera"
del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE La compagnia Minischiarita su Malpensa: Colaninno e Sabelli dal sindaco Moratti Alitalia, l'addio di Marcegaglia Il premier: l'italianità era un fattore imprescindibile ROMA — Sarà Emma Marcegaglia, il presidente di Confindustria, il primo socio di Alitalia a mettere alla prova il lock up sulle azioni previsto dallo statuto della compagnia.
stessa
compagnia, stesso biglietto ma sul sito alitalia costa di più - lello parise
( da "Repubblica,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: stesso biglietto ma sul sito Alitalia costa di più LELLO PARISE Il trucco c´è e si vede. L´imbarco da Bari a bordo di un volo della Cai per Roma, non ha lo stesso prezzo. E´ più caro sul sito dell´Alitalia, costa un po´ di meno su quello di Airone. Prodigi dell´informatica o inganno della Compagnia aerea italiana?
la
compagnia è la stessa, il prezzo no sul sito alitalia il biglietto è più caro -
lello parise ( da "Repubblica, La"
del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: andata per le 8 del mattino - volo Alitalia Az 1614 - ed il ritorno per le 20,50 - il volo è sempre targato Alitalia, ma ha il numero Az 1615. Non avete tempo da perdere e quindi ventiquattr´ore prima della partenza evitate di scapicollarvi alla volta di un´agenzia di viaggio, ma ricorrete ad internet per comprare il biglietto.
dalla
campari all'edf ecco quelli che rilanciano - ettore livini
( da "Repubblica,
La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ingresso di Air France nel capitale della nuova Alitalia è solo un tassello del risiko dei cieli mondiali. I cacciatori, in questo caso, sono sempre gli stessi: oltre ai francesi ci sono Lufthansa, che ha messo le mani su Austrian e sta studiando il dossier Sas, e la British Airways divisa tra un matrimonio a 360 gradi con Iberia e un fidanzamento (per il momento rotto)
"ora
creiamo la città metropolitana" - cecilia gentile
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: agenda politica degli ultimi otto mesi: Alitalia, aeroporto di Ciampino, rifiuti, inceneritore di Albano, turismo, porto di Civitavecchia. Roma non può risolvere i suoi problemi da sola. E il testo su Roma Capitale approvato dal Senato dimostra di aver recepito questa impostazione, diversa da quella iniziale del vicesindaco Cutrufo.
"preoccupati
per pomigliano già allertato palazzo chigi" - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per Eds Italia Software di Pozzuoli si annunciano tagli, ci sono i rischi per Atitech e Nuova Alitalia a Capodichino. «La crisi è grave, in Campania nei prossimi mesi si arriverà a una fase acuta, dobbiamo prepararci per tempo». Che strade ci sono? «Vanno liberate risorse comunitarie per gli ammortizzatori sociali e per gli investimenti.
berlusconi:
"il governo a milano per malpensa"
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Regione e Provincia hanno incontrato i manager di Lufthansa Technik. E hanno promesso un altro tassello per risolvere la grave crisi occupazionale nello scalo: i tedeschi faranno manutenzione a Malpensa, qui potrebbero essere riassorbiti un centinaio dei cassintegrati rimasti dopo l´addio di Alitalia.
un
magnifico pensiero oltre lo spettro della crisi
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e con un´amica in cassa integrazione Alitalia vorremmo utilizzare il nostro attuale tempo libero (che speriamo sia di breve durata) per visitare mostre ed assistere a spettacoli teatrali con maggior frequenza rispetto alle nostre abitudini. Purtroppo i costi dei biglietti mal si combinano con le nostre attuali ridotte entrate.
doppia
tariffa sui voli, pioggia di ricorsi - francesca savino
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e quello di AirOne infiamma gli animi dei passeggeri e le associazioni di consumatori. «L´ennesimo segno di precarietà di una compagnia ancora lontana dagli standard minimi di qualità» tuona l´assessore regionale ai Trasporti Mario Loizzo, che preme da tempo per un incontro con l´amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli perché siano definiti gli assetti dei voli pugliesi.
rcs,
fa gola l'11% di rotelli si riaprono i giochi tra i soci - giovanni pons
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Benetton e Intesa Sanpaolo hanno risposto alla chiamata del premier per il salvataggio di Alitalia. Ponzano Veneto ha in ballo anche la questione tariffe autostradali e aeroportuali mentre la Fiat, terzo azionista di Rcs con il 10%, in queste ore sta valutando con favore l´apertura di un tavolo governativo per gli aiuti all´auto, settore scosso dalla crisi internazionale.
l'alitalia
contro la "pasionaria" assente perché al grande fratello
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
contro la "pasionaria" assente perché al Grande Fratello ROMA -
«Alitalia ha iniziato un procedimento disciplinare nei confronti di Daniela.
Questo mi sembra ingiusto e scorretto». Vincenzo Cerulli Irelli, l´avvocato di
Daniela Martani, ora concorrente del Grande Fratello
saviano
a parigi: questa città mi protegge vi spiego perché gomorra è fuori dagli oscar
( da "Repubblica,
La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia contro la "pasionaria" assente perché al Grande Fratello ROMA - Lo scrittore Roberto Saviano, intervistato dal Tg1 a Parigi ha spiegato l´esclusione di Gomorra agli Oscar. «Non c´è identificazione coi personaggi come nel Padrino, non c´è un ritmo da film criminale classico, Gomorra ha pagato una ricostruzione della criminalità che non è piaciuta.
<Malpensa
ed Expo, Consiglio dei ministri a Milano>
( da "Corriere
della Sera" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 80 per cento dei voli Alitalia. E il Consiglio dei ministri? Non s'è fatto. Nonostante annunci e pressioni della Lega siano andate avanti senza sosta. Nell'aeroporto varesino è arrivato in compenso il set televisivo di Malpensa, Italia, trasmissione di RaiDue inaugurata ieri sera, durante la quale il premier è tornato ad assicurare: «Faremo un Cdm a Milano per spingere l'
Ultimatum
all'hostess del Grande fratello: rischia il licenziamento
( da "Corriere
della Sera" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 46 categoria: REDAZIONALE Il caso Alitalia: procedura disciplinare, decida entro 10 giorni Ultimatum all'hostess del Grande fratello: rischia il licenziamento Gli avvocati: pronti alla battaglia legale La concorrente avrebbe dovuto presentarsi ieri a Fiumicino per l'imbarco sul volo AZ784, il Roma-Tokio delle 14,50 ROMA —
Cappio
( da "Corriere
della Sera" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2009-01-24 num: - pag: 46 categoria: BREVI Cappio Daniela Martani, assistente di volo Alitalia, lo scorso settembre alla manifestazione davanti al ministero del Lavoro
La
mossa di EasyJet: pronti a volare su Linate-Roma
( da "Corriere
della Sera" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E non risparmia affondi ad Alitalia. «Su Fiumicino Alitalia ha oltre 150 slot che non sta utilizzando — fa notare il corporate affair manager del vettore inglese, Oliver Aust —. In questo modo si ingessa il mercato». Ma la maggior contesa è al Nord, sugli aeroporti lombardi.
2009,
odissea per l'occupazione in sicilia a rischio 30 mila posti - antonio
fraschilla ( da "Repubblica, La"
del 25-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mentre nei trasporti si annunciano licenziamenti nel comparto navale e nelle aziende di trasporto privato: «La ditta Labisi, che ha perso una commessa con Alitalia, ha annunciato 15 mobilità e in tutto il settore in bilico sono 200 posti, colpa del lavoro nero dilagante in questo settore», conclude Gaetano Bonavia della Filt trasporti.
il
mezzogiorno vulnerabile ( da "Repubblica, La"
del 25-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Atitech e nuova Alitalia scesi in piazza per protestare, costituiscono la punta dell´iceberg di un più estesa sofferenza del nostro tessuto produttivo. Era prevedibile. Appena pochi giorni fa la Banca d´Italia aveva identificato nel Mezzogiorno il destinatario più vulnerabile della crisi: per l´inaridimento delle fonti creditizie,
stesso
volo a prezzi diversi per i siti di alitalia e airone - aldo fontanarosa lello
parise ( da "Repubblica, La"
del 25-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I consumatori chiedono risarcimenti Stesso volo a prezzi diversi per i siti di Alitalia e AirOne Stesso volo a prezzi diversi per i siti di Alitalia e AirOne ALDO FONTANAROSA LELLO PARISE ROMA - Sono ormai una cosa sola. Dal 13 gennaio, la vecchia Alitalia e AirOne sono confluite nella nuova Alitalia, che è dunque una compagnia unica.
L'ESPONENTE
DI AN ( da "Corriere della Sera"
del 25-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: cassa integrazione BOLOGNA Maurizio Gasparri interviene sulla vicenda di Daniela Martani, assistente di volo Alitalia ora nella Casa del Grande Fratello. «Non si conceda la cassa integrazione alla hostess del Grande Fratello: è uno strumento di tutela per chi rischia di perdere il posto. Ma ora leggo che qualcuno va al Grande Fratello e la chiede: mi auguro che la Cai non la conceda.
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 6 - Economia Si
accende lo scontro sui "privilegi" al Sud Social card, la Lega
insorge "è uno schiaffo al Nord" Solo il 16,8% delle tessere al
settentrione nonostante vi abiti il 37% delle famiglie disagiate PAOLO BERIZZI
MILANO - Parlano di «schiaffo morale», di presa in giro, di assistenzialismo
«duro a morire». Ce l´hanno con «Roma centralista». E, però, fanno anche
autocritica. «Avremmo dovuto soppesare meglio l´impatto federalista del
provvedimento, prima di votarlo», dice Mario Borghezio, che carica i cannoni: «è
come quando un noto falsario ti propone una banconota. La devi controllare
cento volte, e invece noi l´abbiamo controllata una sola volta, e abbiamo
sbagliato». Sono furiosi, i leghisti, per le Social card "dirottate"
al Sud. E nella protesta trovano la sponda del Pd. «è un ingiustizia profonda
che colpisce la gente del Nord � continua l´europarlamentare del Carroccio
� In effetti dai dati sulla distribuzione delle tessere vengono fuori due
Italie. Una, il Sud, che chiede regali in cambio di voti, e l´altra che si
rimbocca le maniche e però, alla fine, rimane a secco di aiuti». Il quadro
della ripartizione geografica emerge dai dati dell´Inps: solo il 16,8% delle
tessere per fare la spesa sono andate alle Regioni settentrionali. Nonostante
in "Padania", fonte Istat, abitino il 37% delle famiglie considerate
disagiate. Uno squilibrio giudicato «inaccettabile» dai leghisti, che ora
devono fare i conti con le crescenti proteste della base. «Quando abbiamo
votato il provvedimento � ragiona il parlamentare Giacomo Stucchi �
pensavamo a una spalmatura più omogenea. E invece adesso ci troviamo di fronte
a una beffa». La distribuzione delle tesserine azzurre si è rivelata, dice, «un
metodo nuovo per tenere in piedi la vecchia politica centralista e assistenzialista».
Ormai è tardi, indietro non si torna. In casa Lega, però, l´insoddisfazione
monta. Matteo Salvini, parlamentare milanese, ricorda le "bastonate"
assestate «dal governo centralista»: la vicenda Alitalia, il patto di stabilità per Roma
capitale. E ora le Social card. «Il Nord s´incazza e fa bene. Se nelle nostre
regioni è arrivata solo una manciata di carte vuol dire che Roma ce ne ha
rifilata un´altra delle sue». Vista dal lato b, la morale di questa storia �
secondo Salvini � è che «è l´ennesima riprova di quanto il federalismo sia un
bene necessario e urgente». Sulla stessa lunghezza d´onda il sindaco di
Treviso, Gianpaolo Gobbo: «L´assistenzialismo è sempre andato e continua a
andare al Sud. Da questa situazione si può uscire solo col federalismo.
Altrimenti ci saranno momenti di grande tensione». Nelle città del Nord il
popolo della «terza o della seconda settimana» ha rovesciato sui rappresentanti
locali tutto il proprio disappunto per il provvedimento «sbilanciato» del
governo. Nel Carroccio e anche nel Pd: «Qui non è una questione Nord contro Sud
� dice il parlamentare Pd Antonio Misiani � Qui è una questione di gente
presa per i fondelli in un momento di grande difficoltà». «La dignità delle
persone non ha prezzo � tuona Daniele Marantelli, Pd � la tessera si usava
una volta in Russia e adesso a Cuba». Parla di «iniquità della politica
"compassionevole" e non mirata a interventi strutturali» il ministro
ombra delle Infrastrutture Andrea Martella. E Silvana Mura, dell´Idv: «è
inaccettabile che il governo faccia distinzioni nell´aiutare chi è in
difficoltà». Una frecciata alla Lega, infine, da Savino Pezzotta (Udc): «Si
accorgono sempre il giorno dopo dei pasticci che combina l´esecutivo».
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Torino
Il futuro I "big" Le vetture di domani saranno costruite dove è più
conveniente Tutto dipenderà da quanto il sistema Paese saprà sostenere questo
tipo di industria Pininfarina e Bertone si sono trasformate in fabbriche vere
ma la loro essenza è progettare. Adesso questo business rischia in tutta Europa
"L´auto non sparirà mai ma l´Italia può perderla" Fioravanti, leader
dei carrozzieri: il governo si muova "Io, milanese sono grato a Torino per
avermi insegnato il mestiere di disegnare bolidi" (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) STEFANO PAROLA (segue dalla prima di cronaca) Presidente Fioravanti, il
settore dell´automotive è in crisi profonda, il mercato in caduta libera. Qual
è il futuro dell´auto? «L´auto di domani la vedo prepotentemente come quella di
oggi, cioè il mezzo di trasporto per eccellenza, insostituibile, la più grande
espressione della libertà individuale. Si modificherà, ma ci sarà ancora per
parecchi anni. Nella sua storia ha saputo reinventarsi e ora è alla vigilia di
una nuova era». In che senso? «L´automobile del futuro sarà mossa da energie
alternative, non solo per motivi ecologici, ma anche perché c´è una parte del
mondo che è stanca di essere dipendente da quell´altra parte che produce
petrolio. Ora l´oro nero costa relativamente poco, ma solo un pazzo potrebbe
ricominciare a fabbricare Suv». E quest´auto di domani continuerà a essere
prodotta in Italia? «L´auto verrà costruita dove sarà più conveniente. Il dove
viene prodotta non è più un fatto attinente al prodotto in sé, ma dipende dal
cosiddetto "sistema-paese". Ben venga l´Italia se riuscirà a creare
le condizioni per fare in modo che le imprese siano floride, ma se non sarà
così allora le case automobilistiche andranno a produrre da un´altra parte. Mi
auguro solo che il nostro paese permetta alla Fiat, l´unico costruttore di peso
che abbiamo, di restare in Italia. Perché il fenomeno automobile resta ancora
quello più trainante in tutti i paesi del mondo». Sta lanciando un messaggio
all´esecutivo Berlusconi? «Trovo che il governo, che è ben conscio del valore
delle attività italiane, abbia fatto di tutto e di più per
salvare Alitalia e spero
che faccia lo stesso per preservare la Fiat e tutto l´indotto. Sarkozy in
Francia lo ha già fatto e io mi auguro che in Italia si avverta presto
l´urgenza estrema di questi interventi, perché se messi in atto dopo un certo
tempo non serviranno più a niente». Come si esce dalla crisi del
settore? «Un modo potrebbe essere consentire al cittadino di avere la
possibilità economica di acquistare. Però, nel momento in cui ciò avverrà,
penso che le persone, almeno all´inizio, compreranno veicoli economici, più
razionali. Vetture "customer-oriented", cioè orientate al cliente, e
non più "marketing-oriented", orientate agli spot e alla promozione.
A quel punto l´innovazione sarà una carta importantissima». Che idea si è fatto
delle vicende legate alla Pininfarina e alla Bertone? «Sono nati come
carrozzieri e si sono poi trasformati in industrie vere. Un tempo per i grandi
costruttori produrre modelli di nicchia, da 50-60 mila esemplari, aveva un
costo insostenibile. Ma in questi ultimi anni si è diffusa la lean production,
la produzione flessibile tipica delle case giapponesi. Così tutti hanno
imparato a farsi da soli anche i modelli da realizzare in piccole quantità. Ora
il business di Pininfarina e Bertone, ma anche di altre carrozzerie europee, è
in pericolo. Adesso per entrambe c´è la prospettiva di avere degli imprenditori
"altri" che speriamo riescano a far andare avanti questi grandi
nomi». Dovrebbero cambiare la propria essenza? «In realtà la loro vera essenza
è progettare. Invece negli ultimi anni il volume grosso del loro giro d´affari
veniva dalla produzione, cioè da un percorso che in questo momento storico è
difficilmente sostenibile. Forse le piccole o piccolissime produzioni, da uno a
qualche centinaio di modelli, possono ancora funzionare. Però non è semplice:
fare automobili è sempre stato un mestiere difficile, con margini ridotti e con
risvolti socio-economici importanti». Risvolti come la sorte di migliaia di
operai in cassa. Hanno un futuro? «Ho una convinzione un po´ anomala: penso che
nel mondo in costante trasformazione in cui viviamo ci siano talmente tante
possibilità di lavori nuovi e di interpretazioni nuove di lavori vecchi che è
necessaria un po´ di fantasia. Bisogna togliersi dalla mente che uno per tutta
la vita faccia lo stesso mestiere. L´Italia esce da una storia di posti di
lavoro statali e parastatali, che spesso si tramandavano di padre in figlio. La
società moderna non permette più queste cose. Paradossalmente si sta diffondendo
il modo di vivere dell´imprenditore». Cioè? «Si parla molto di precarietà,
giustamente perché la situazione è preoccupante. Senza voler fare stretti
paragoni, anche l´imprenditore dell´auto è per definizione un po´ precario. Non
sa se l´investimento che ha fatto è giusto, se l´azienda starà in piedi, se il
futuro è a due o a dieci anni. è una persona abituata ad avere una vita
incerta. E il mondo attuale spinge a vivere nell´incertezza: tocca a noi
imparare a gestirla».
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XII - Roma La
seconda vita di Fiumicino ecco cosa cambia con la "Cai" Addetti,
voli, nuovi servizi: si parte con l´avvio del Molo C Dopo la conferma nel ruolo
di hub a spese di Malpensa, si devono fare i conti con la crisi La vicenda Alitalia ha portato comunque ad un taglio dei voli nazionali
del 20% ADRIANO BONAFEDE Se Malpensa piange, allora Fiumicino ride? L´avvio
dell´operatività della nuova Alitalia sembra aver
affossato l´hub di Milano, come dimostrano le forti prese di posizione, prima
della Lega Nord e poi del sindaco Moratti favorevoli alla soluzione Lufthansa,
nel presupposto che l´alleanza con quest´ultima avrebbe permesso di trasformare
Malpensa nel centro di smistamento dei voli. Si sa come è andata a finire, con
l´accordo in extremis con Air France, che da sempre preferiva l´aeroporto
romano come hub. Per il momento, dunque, Fiumicino conserva quel ruolo centrale
che già la vecchia Alitalia era stata costretta a
riconoscergli dallo scorso aprile, riportando nell´aeroporto di Roma l´hub che
per dieci anni era stato a Malpensa. Pericolo scampato per lo scalo romano,
dunque? Non è detto. Il Piano Cai che è alla base della nascita della nuova Alitalia prevede che Malpensa possa tornare hub se Linate si
ridimensiona. Finora questo non è accaduto. Ma in verità il Piano non contempla
date ultimative. La condizione potrebbe avverarsi più avanti. Un´opinione
diffusa è però che o ciò accadrà nei prossimi due-tre mesi o non succederà mai
più. Perché nel frattempo si sta consolidando il network con Air France e
presto non sarà più possibile cambiare le carte in tavola. L´impressione
generale è che i giochi siano fatti: difficilmente i milanesi rinunceranno a
uno scalo così comodo come quello di Linate, dove la stessa nuova compagnia di
bandiera produce una bella fetta di business. Casomai il problema sarà per
Malpensa sfruttare gli slot che Alitalia renderà
disponibili. Va detto che la compagnia non intende rinunciare alla clientela
business da e per Milano, tant´è vero che vi sono ben tre voli
intercontinentali per Tokio, New York e Sanpaolo, mentre sono servite anche
rotte per il Medio oriente. Ma questi sono problemi di Milano. Per Fiumicino,
la vita ricomincia adesso. Il problema è che adesso non è per niente un buon
momento. Per tanti motivi. Lo scalo romano si risveglia all´indomani della nascita della nuova Alitalia con un taglio secco dei voli nazionali in partenza intorno al
20%. Ciò deriva in massima parte dalla fusione tra Alitalia e Air One, con la razionalizzazione dei voli e un aumento del
loro coefficiente di riempimento. Ora che Alitalia e Air One non si fanno più concorrenza è logico che taglino
alcuni voli-fotocopia per le destinazioni italiane (per l´estero non ci
sono grosse modifiche). Per Fiumicino questo significa una bella fetta di
guadagni in fumo. E quando gli affari vanno peggio bisogna tagliare il
personale e le forniture. Oggi il gruppo Alitalia vale
ancora tanto per Fiumicino, anche se molto meno di quello che valeva 20 anni fa
in regime di monopolio. Allora la compagnia di bandiera rappresentava il 70-80%
dell´operatività, ora siamo intorno al 35-38. Sempre tanto, ma Fiumicino non
vive più di sola Alitalia. A parte il caso Alitalia, che ora salvo sorprese si è chiuso per lo scalo
romano con la soddisfazione di riappropriarsi dell´hub, il 2009 non si presenta
a tinte rosee. La crisi economica internazionale lascia intravedere un calo del
traffico. Dopo tanti anni di crescita (è stata del 4/5% medio annuo quella tra
il 2001 e il 2008, con una punta del 7% lo scorso anno), previsioni precise non
ci sono ma la sensazione è che il 2009 sarà l´annus horribilis, seguito forse
anche da parte del 2010. Le opinioni più accreditate danno il 2011 come l´anno
della ripresa. Per quanto riguarda il personale, Aeroporti di Roma non prevede
riduzioni drastiche ma solo razionalizzazioni. Ci saranno certo meno stagionali
la prossima estate, mentre meno personale sarà richiesto alle informazioni e ai
check in. In particolare per l´handling è prevedibile in futuro una fusione tra
le strutture di Alitalia e Air One. Continua per
fortuna il piano industriale che ha visto investimenti per 100 milioni nel
2008, e che vedrà altri 100 milioni spesi nel 2009. Certo, non si può
dimenticare che per il territorio di Roma la vicenda Alitalia
significa circa 10 mila persone in meno, anche se solo in parte legati
all´aeroporto. Fiumicino comunque cercherà di reagire, con nuove offerte di
spazi e di slot, ancora disponibili. Non è un segreto che Adr guardi al Medio
Oriente. In particolare, la Emirates avrebbero in progetto di arrivare con il
gigante dei cieli Airbus A 380. Per il quale serve una pista particolare. Che
per fortuna Adr ha già approntato.
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIII - Roma
Franco Giudice, direttore generale degli Aeroporti di Roma: "Finalmente è
finita l´incertezza" "Alla fine ha prevalso il mercato non ci
sentiamo in gara con Milano" Per ora non aumenta il numero dei dipendenti,
che resta intorno ai
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VIII - Milano
Regione e industriali contro Cai "Non sacrificheremo Linate"
Colaninno: "Meno voli al Forlanini, più a Malpensa" I vertici della
nuova Alitalia incontrano
Formigoni e Camera di commercio ma le posizioni restano distanti Penati:
"No ai diktat" ANDREA MONTANARI Il primo incontro ieri tra i vertici
della nuova Alitalia, il
mondo imprenditoriale milanese e la Regione si è concluso con la reciproca
disponibilità ad approfondire le rispettive richieste per tentare di avvicinare
due posizioni sul futuro di Malpensa che al momento sembrano ancora
molto distanti. Quella del mondo produttivo che ribadisce «il suo no al
ridimensionamento di Linate». E quella del presidente di Alitalia
Roberto Colaninno e dell´amministratore delegato Rocco Sabelli che insistono:
«Il doppio hub non ha funzionato in passato e non funzionerà in futuro. E la
nostra scelta tra Milano e Roma, dettata dai numeri, è elementare: Malpensa. A
patto naturalmente che si riveda l´assetto di Linate, utilizzandolo solo per la
navetta Milano-Roma». In mezzo, prova a inserirsi la mediazione del governatore
Roberto Formigoni che in serata trae questa sintesi della giornata: «Non siamo
d´accordo con il progetto che ci ha prospettato Cai di ridurre il traffico su
Linate alla navetta Milano-Roma e in cambio di trasferire a Malpensa 14 voli
intercontinentali. Questa ipotesi, oltretutto, è già stata bocciata nel 1998
dall´Unione europea. Siamo disponibili a parlare di razionalizzazione, ma non a
queste condizioni. Tecnici di Alitalia e nostri
approfondiranno e verificheranno tutti gli aspetti concreti per trovare, se
possibile, il miglior accordo. Se questo non sarà possibile, lavoreremo al
nostro piano alternativo, che prevede la liberalizzazione dei voli
internazionali e nazionali». Su questo fronte ieri il sindaco Letizia Moratti,
che non era presente all´incontro, chiede che sia «Sea a trattare direttamente
per la liberazione delle rotte». Categorico il giudizio del presidente della
Provincia Filippo Penati: «Non accettiamo nessun diktat da Cai su Linate. Il
rilancio di Malpensa si realizza solo con la liberalizzazione dei diritti di
volo. Chiudere Linate farebbe sicuramente gli interessi di Cai, ma sicuramente
sarebbe un altro durissimo colpo all´economia milanese». I margini per un
accordo, che potrebbe essere recepito dal prossimo Tavolo Lombardia, al
momento, sembrano assai ristretti. Sia Colaninno che Sabelli, infatti, sono
sembrati irremovibili nel ribadire le condizioni «imprescindibili» della
cordata italiana. Per «portare la massa critica in Lombardia», mercato dove il
rendimento per passeggero su un volo intercontinentale è di 543 euro contro 486
di Fiumicino. «Noi preferiamo Milano e a decidere dove sarà il nostro hub
saremo noi e non Air France - hanno precisato ieri - Ma siamo un´azienda
privata. è finita l´era in cui lo stato saldava a piè di lista l´equivoco della
concorrenza Malpensa-Linate. Non vogliamo perdere soldi. Serve un sacrificio. E
le amministrazioni locali e lombarde devono prendersi le loro responsabilità».
Cauta la reazione degli imprenditori. «Il piano è incoraggiante, ma permangono
perplessità e forti preoccupazioni sulla proposta di depotenziare Linate»,
commenta il leader dei commercianti Carlo Sangalli. «Sul futuro di Malpensa -
chiarisce la presidente di Assolombarda Diana Bracco - non c´è in gioco la
competitività di un sistema regionale, ma quella dell´intero Paese. Ecco perché
chiediamo un impegno a Cai».
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XV - Milano
Lasciatemi sfogare, a Milano sto male "Stipendi milionari a manager
inconcludenti e intanto tagliano i fondi all´assistenza scolastica e al welfare
della povera gente" Caro Colaprico, mi conceda uno sfogo. In questa Milano
dove ci sono bambini che vivono sotto i ponti, in cui vengono fatti tagli
terrificanti all´assistenza scolastica e al welfare della povera gente, perché
non ci sono fondi, leggiamo sui giornali degli sforzi del nostro sindaco perché
il suo segretario particolare, eletto amministratore delegato dell´Expo, possa
percepire 750mila euro di stipendio annuale, che vanno ovviamente ad
aggiungersi ai proventi delle decine di incarichi che il soggetto già incassa,
e per questo si fa una lotta. Nello stesso giorno leggiamo che si fanno carte
false perché l´a.d. della Sea che gestisce Linate e Malpensa possa mantenere il
suo stipendio di 650mila euro ritenuto fuori legge e, per poterglielo
assicurare, si ricorre al trucchetto di eleggerlo anche presidente. Questo
signore è stato presidente dell´Alitalia con i noti successi, lasciandola con la famosa liquidazione
scandalosa. E non voglio addentrarmi sulle capacità gestionali perché lo sanno
anche i bambini che finché Linate offrirà capacità di trasporto verso gli hub
europei solo i cretini rinunciano alla comodità di un imbarco in città per
avventurarsi verso Malpensa. E non c´è più nessuno che si mette a
gridare, viene tutto accettato ormai come normale, come le consulenze
miliardarie a inizio mandato. E basterebbe un mese di stipendio di quei signori
(ma cosa se ne fanno di tutti quei soldi?) per sistemare tanta povera gente. E
non c´è vergogna che si sappia in giro! Nessuno fa cortei, se non per Kakà.
Paolo Ceccarelli Certo, iniziare la settimana con questa botta d´ottimismo
magari non è il massimo, però c´è un però: lei ha ragione. Su tutto. Malpensa
non si chiama così a caso: le «malpensate», nella Padania, luogo metaforico, sono
quelle cascine dove la costruzione poteva essere migliore, o l´esposizione al
sole meno sbagliata. Quell´aeroporto è stato concepito negli anni Ottanta, anni
festaioli, che qualcuno rimpiange, ma pieni di «malpensate» e anche di
«malefatte» politiche. L´idea di un aeroporto del Nord è giusta sotto tutti i
punti di vista. Malpensa, dove si arriva svenandosi con il taxista, restando in
coda in una delle autostrade più intasate d´Europa, o prendendo trenini di
dubbia certezza, era davvero l´aeroporto più adatto di questo ricco Nord? Ma,
caro lettore, a chi facciamo questa domanda che pure in democrazia a qualcuno
andrebbe rivolta? Chi ci dà una risposta? Quando lei parla degli stipendi dei
manager, io una soluzione praticabile ce l´avrei: 500mila euro all´anno come
tetto massimo, ma puoi diventare più ricco se raggiungi alcuni obiettivi.
Quello che si risparmia con te, va impiegato per rendere meno precaria la vita
di qualcuno che ha i numeri giusti non per prendere il tuo posto, ma per fare
bene all´azienda. Ma chi dà retta a un povero cronista? E chi dà retta a intere
generazioni che, piano piano, assorbono il veleno del «voi non ce la farete
mai»? Perciò, scusate lettori il nostro sfogo, ma oggi va così, ci siamo alzati
con il piede sbagliato. O forse è il piede giusto per cominciare a fare qualche
sgambetto a chi ha il potere, lo usa male e non lo molla mai.
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Genova
"Si vuole pensare che sia una storia chiusa. Quei reati, al massimo,
comporteranno una sanzione amministrativa" DONATELLA ALFONSO (segue dalla
prima di cronaca) «ANCHE i magistrati si trovano nell´impossibilità di andare
avanti. E se le associazioni non sono state riconosciute come parti civili, io
credo che Riva e le istituzioni un risarcimento ai cittadini e agli operai
dovrebbero darlo». Patrizia Avagnina, insieme con Leila Maiocco storica leader
del Comitato Salute Ambiente, le donne di Cornigliano che con tenacia hanno
continuato per vent´anni a lottare contro l´acciaieria e a tutela della salute
e del quartiere, torna all´attacco. I reati prescritti, gli atti rinviati alla
Procura. Cosa ne pensa? «Si vuole ormai pensare che è una storia chiusa.
Paradossalmente, i reati comportano al massimo una sanzione amministrativa:
alla mala parata Riva lo pagherà con quello che ha guadagnato con la Cai». Il
rinvio alla Procura dell´incartamento sull´altoforno è stato motivato con un
vizio formale. Un escamotage? «Non conosco gli atti, ma il diritto deve trovare
formule procedurali per cui diventa chiaro che si discute sulla firma, non
sulla sostanza. Mi ricorda il processo al Cogea per l´inquinamento: anche
allora non aveva pagato nessuno». Un finale annunciato? «Ma certo! Non pagherà
nessuno perché tutta questa vicenda è stata gestita sul piano politico e non su
quello del diritto. Non si è mai chiuso l´altoforno perché altrimenti si
buttavano gli operai per strada e nessuno se lo poteva permettere. Si sono
sempre trovate delle intese; l´altoforno aumentava il volume di produzione e
intanto si diceva che garantiva sviluppo. Politicamente, una storia sbagliata.
E per lo scempio di Cornigliano e gli operai ammalati non pagherà nessuno». Il
vostro comitato non si era costituto parte civile, Legambiente e Per
Cornigliano sì. Ma non sono state riconosciute tali.... «Ne avevamo discusso,
avevamo scelto di non farlo, considerato quanto era accaduto nel processo
contro il Cogea. E anche se non sono state considerate parte civili, le
associazioni e la gente meritano comunque un risarcimento. Che lo paghi Riva,
che lo paghino le istituzioni: il piano di Burlando è davvero di risanamento?
Perchè non vediamo quanto si è speso, e a favore di chi?. Io so soltanto che
Riva a Cornigliano me lo trovo adesso anche sulla testa; speriamo
che gestisca gli aerei di Alitalia meglio di quanto non ha fatto con l´Ilva». Dal canto suo
Cristina Pozzi, la presidente dell´associazione "per Cornigliano",
sottolinea: «Non siamo mai stati tutelati dalla politica e non lo siamo stati
dalla magistratura. Resta la soddisfazione di esserci impegnati come cittadini
contro un colosso come il gruppo Riva e di positivo c´è che i Riva sono
stati condannati in primo grado e non escono assolti in secondo grado». Che
alcuni reati sarebbero stati prescritti, aggiunge la Pozzi, «lo sapevamo ma
combattevamo per la condanna per la ritardata chiusura dell´altoforno e di
fatto col rinvio alla Procura parte tutto da zero col rischio di prescrizione».
nel futuro, ha aggiunto «faremo qualsiasi azione legale sarà possibile».
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Firenze
La protesta decolla, gli aerei no Meridiana, altri tagli in vista. Rabbia
sindacati: "Niente ricatti" Cancellato il Palermo e dimezzato il
Catania. "Colpa dei low cost" ILARIA CIUTI QUATTRO ore di protesta,
due voli saltati: l´andata e ritorno per Madrid. Gli altri voli Meridiana salvi
solo perché considerati servizi minimi garantiti che lo sciopero non può
fermare. I dipendenti della compagnia hanno presidiato ieri l´aeroporto di Peretola
dalle 10 alle 14 spiegando di protestare perché 38 di loro, su poco più di 60
dipendenti e tutti addetti al volo, rischiano di venire licenziati, anzi sono
già iscritti alla lista di mobilità per 145 persone a livello nazionale che la
compagnia aerea ha aperto a novembre e per la quale si è già ai tempi
supplementari. Scaduti senza nessun esito i 45 giorni concessi alla trattativa
sindacale per trovare un accordo sugli eventuali licenziamenti, sono già
iniziati i 30 giorni supplementari concessi dal ministero. Una situazione di
emergenza che non solo priverebbe 38 persone del lavoro ma che ridurrebbe i
voli Meridiana a Firenze. La compagnia non fa mistero del fatto che 38 posti di
lavoro in meno significano un aereo che se ne va, dei famosi 4 airbus «modello
Firenze», fatti fare su misura della pista di Peretola in tempi migliori.
Intanto nell´orario di febbraio sono già stati annullati del tutto i voli per
Palermo e dimezzati da due a uno quelli per Catania. La Filt-Cgil ha scritto
alla giunta e agli assessori ai trasporti e all´economia della Regione,
all´assessore allo sviluppo della Provincia, al sindaco Domenici, al presidente
del consiglio comunale e all´assessore al lavoro in Palazzo Vecchio per
chiedere un loro intervento urgente. Meridiana, scrive il sindacato, «è la
principale compagnia di Peretola, vuole tagliare posti di
lavoro senza essere in crisi come è stato per Alitalia, usa il ricatto dei 145 licenziamenti per ottenere tagli
drastici ai diritti e alle retribuzioni e così mette a rischio anche 200
precari che non hanno neanche gli ammortizzatori, diminuisce i voli a Firenze».
L´assessore al lavoro in Palazzo Vecchio, Riccardo Nencini, ha già promesso che
il Comune contatterà l´azienda. La quale resta ancorata alle proprie
tesi. Dichiara che il bilancio 2008 sarà in perdita e che le difficoltà
finanziarie ci sono. Insiste a dire che potrebbe ridiscutere i licenziamenti
solo se i sindacati fossero più flessibili su un contratto che la compagnia
sostiene assolutamente ormai fuori target. Ribatte al sindacato di non volere
applicare il contratto Cai, ma quello, «più vantaggioso per i lavoratori», di
Euroflay. Ma la Filt è convinta che Meridiana voglia in ogni caso licenziare.
«Quanto alla crisi - contesta - la compagnia fa i conti con il prezzo del
petrolio che ora però è crollato». Di sicuro, in qualsiasi modo finisca la
trattativa, i voli di Meridiana saranno rivisti. La compagnia non lo nega anche
se dice che con un contratto di lavoro meno oneroso si potrebbero cambiare le
destinazioni ma non diminuirle. Troppo forte, chiarisce l´azienda, la
concorrenza dei low cost e dell´aeroporto di Pisa agguerritissimo con detti low
cost sulle stesse rotte di Meridiana, per esempio Palermo. E´ lontano da venire
il famoso sistema aeroportuale toscano, altro che belle chiacchiere. Se il
quarto airbus se ne andrà saranno probabilmente eliminati i voli per Budapert,
Praga, Berlino, le città che già d´inverno vedono cancellati i collegamenti. Né
un aereo in meno corrisponderà, avverte la compagnia, all´annullamento dei soli
voli che lo riguardano. Ma sarà un´assenza che funzionerà da moltiplicatore
perché gli stop tecnici sono inevitabili e tre soli airbus a disposizione
significa che a volte ce ne saranno solo due.
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 19 - Economia
Colaninno e soci insistono: Malpensa hub, Linate ridotta Cai, primo sciopero con pochi disagi Al via le azioni speciali per
l´ingresso di Air France nel capitale Alitalia LUCA IEZZI ETTORE LIVINI MILANO - Alitalia fa qualche passo verso la normalità: supera quasi indenne il
primo sciopero della sua "seconda vita", accoglie Air France-Klm tra
i soci e affronta gli imprenditori milanesi sul nodo di Malpensa. Disagi
minimi per i passeggeri ieri a causa delle 4 ore di sciopero indette dal
sindacato indipendente Sdl, secondo l´azienda i voli cancellati sono stati solo
quattro e l´Enac lo conferma. Secondo il sindacato sono stati 30. I lavoratori
protestano contro i criteri di assunzione da parte della nuova Alitalia, sui quali «manca trasparenza e si assiste a
meccanismi clientelari pesanti». Nelle stesse ore Milano i soci italiani di Cai
hanno tenuto un´assemblea straordinaria per deliberare l´emissione di azioni
speciali (chiamate di classe B) che saranno sottoscritte da Air France. Nel
dettaglio il capitale sociale crescerà di 167 milioni di euro nominali, ma ogni
titolo sarà pagato dal socio francese 1,93 euro per una spesa totale di circa
322 milioni di euro. Al momento della sottoscrizione Air France-Klm avrà il 25%
della società e tre uomini nel cda da 19 elementi, saranno Jean-Cyril Spinetta,
Bruno Matheu e Peter Hartman, due di loro entreranno nel comitato esecutivo. Il
presidente Roberto Colaninno e l´ad Rocco Sabelli hanno anche presentato agli
imprenditori milanesi i progetti della nuova proprietà. Tema caldo il destino
degli scali di Linate e Malpensa: «Il doppio hub non ha funzionato ieri e non
funzionerà domani. E la nostra scelta tra Milano e Roma, dettata dai numeri, è
elementare: Malpensa. A patto che si riveda l´assetto di Linate, utilizzandolo
solo per la Milano-Roma» ha ribadito Sabelli. L´assetto attuale con Fiumicino
al centro del network «non è quello di Cai ma solo il servizio ereditato dalla
vecchia gestione» spiega l´ad. «Noi preferiamo Milano e a decidere dove sarà il
nostro hub saremo noi e non Air France - ha detto Colaninno - . Ma siamo
un´azienda privata. è finita l´era in cui lo stato saldava a piè di lista
l´equivoco della concorrenza Malpensa-Linate. Serve un sacrificio. E le
istituzioni lombarde devono prendersi le loro responsabilità». Il vertice Alitalia ha posto quattro condizioni per riposizionarsi: il
ridimensionamento del Forlanini («pesa 140-170 milioni l´anno sui conti»),
l´aumento dei movimenti a Malpensa («sono 70 contro i 90 di Fiumicino»), il
completamento delle infrastrutture di collegamento e un taglio ai low cost
(«saliti dal 9 al 33% del traffico»). Se si concretizzeranno questi risultati, Alitalia in versione Cai avrà questo nuovo assetto: 14
intercontinentali da Malpensa e 4 da Fiumicino con rispettivamente 14,9 e 13,8 milioni
di passeggeri e 1.267 e 1.118 frequenze. Gli imprenditori convocati dalla
Camera di commercio meneghina hanno preso tempo. «Dobbiamo riflettere - ha
detto Diana Bracco, numero uno Assolombarda - . Linate ridotta a priori è un
disastro...». «Non possiamo barattare un danno certo, con progetti incerti», ha
aggiunto Mario Boselli, presidente della Camera della moda. Freddo anche
Giuseppe Bonomi, direttore generale Sea, che da tempo tratta con Lufthansa per
fare di Malpensa il quarto hub dei tedeschi: «Ridurre Linate alla Milano-Roma
ci fa perdere soldi - ha detto Bonomi - . Anche noi guardiamo al profitto. Una
proposta del genere senza concreti piani di sviluppo per Malpensa è
inaccettabile».
( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 27 - R2 Internet Il concorso Ambiente Repubblica Tv Inchiesta Pd, le
strategie per uscire dalla crisi Chiesa sul web: condannati al contagio Nuova Alitalia: tariffe a confronto Pd, le
strategie per uscire dalla crisi L´università spirituale di Google La scimmia
che inventò lo schiaccianoci IL MIO DESKTOP: CENTINAIA DI FOTOGRAFIE
( da "Corriere della Sera" del 20-01-2009)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-20 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Vertice in Camera di commercio e incontro con Formigoni. «Per
potenziare Malpensa bisogna tagliare Linate» Aeroporti, Milano boccia il piano
Cai Colaninno: non ci sono alternative «Non c'è compagnia
al mondo in grado di sviluppare Malpensa come può fare Alitalia. Lo dice il mercato. A patto
però di sacrificare Linate». Parola di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Ieri
il presidente e l'amministratore delegato della nuova compagnia hanno
incontrato il consiglio della Camera di commercio. Presenti i vertici della
comunità milanese degli affari. Alitalia ha
ribadito la sua proposta: 11 rotte intercontinentali in più a Malpensa (per un totale
di 14, tre in meno rispetto a un anno fa) e il Forlanini ridotto alla sola
navetta Milano-Roma. Ma alle istituzioni milanesi l'idea continua a non
piacere. A PAGINA 3
( da "Corriere della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-20 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE «Tagli dei voli a Linate o addio al rilancio di
Malpensa» I vertici Cai a Milano. Colaninno: noi unica alternativa. Protesta
dei commercianti via fax: Berlusconi ci ascolti Per quel che riguarda il cargo,
Alitalia si è detta disponibile a
comprare una partecipazione nell'attività «Non c'è nessuno al mondo in grado di
sviluppare Malpensa come Alitalia. Lo dice il mercato ». Parola di Roberto Colaninno e Rocco
Sabelli. I vertici della nuova compagnia hanno incontrato ieri in Camera di
commercio la comunità milanese degli affari. Alitalia
ha ribadito la sua proposta: 11 rotte intercontinentali in più a Malpensa (per
un totale di 14, tre in meno rispetto a un anno fa) e il Forlanini
ridimensionato a navetta Milano- Roma. Alle istituzioni milanesi l'idea
continua a non piacere. Ma si verificherà la possibilità di una mediazione. Sia
in Regione, dove con Alitalia è aperto un tavolo
tecnico («Linate può diventare un city airport — ha detto ieri Roberto
Formigoni —. Ma un conto è raziona-lizzare, un altro ridurre drasticamente »).
Sia in Camera di commercio, dove sono in calendario nuovi incontri con Alitalia. La compagnia ha detto ieri di voler puntare sul
Nord per una serie di ragioni economiche. Prima fra tutte: un passeggero
lombardo vale in media 540 euro contro i 480 del viaggiatore romano. Nello
stesso tempo Alitalia non ha nascosto gli ostacoli
sulla strada di un matrimonio con Sea. «I limiti derivano spesso dalle
infrastrutture — ha più volte ripetuto Colaninno —. Malpensa è messa come il
nome dice e Linate ha una pista sola. Serve un'analisi trasparente delle
infrastrutture perché queste non devono causarci perdite ». Sabelli ha smorzato
gli entusiasmi di chi ha fatto notare che gli aeroporti del Nord potrebbero
puntare sulla liberalizzazione delle rotte: «Quando si cambiano gli accordi
bilaterali tra Stati non è detto che ad avvantaggiarsene sia un solo scalo.
Insomma, potrebbe esserci un danno sia per voi che per noi». Per quanto
riguarda il Cargo, Alitalia si è detta disponibile ad
acquisire una partecipazione nell'attività di un operatore puro del settore.
Dal canto suo il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi, ha annunciato una perdita
operativa nel 2009. «Per Sea un milione e mezzo di passeggeri a Linate è una
condizione inaccettabile», ha spiegato Bonomi. Tradotto: l'impatto per i conti
Sea sarebbe fortissimo. Pur non sbattendo la porta in faccia ad Alitalia, il fronte del Nord continua a ribadire le sue
ragioni. Carlo Sangalli, presidente della Camera: «Siamo convinti che esista
spazio sia per Malpensa che per Linate, tutte le grandi aree metropolitane
hanno due scali». Diana Bracco, vicepresidente della Camera: «Un
ridimensionamento a priori di Linate per noi sarebbe un disastro». Massimo
Ferlini, Compagnia delle opere: «La strada da seguire è quella della liberalizzazione
degli slot e delle rotte più remunerative come il Milano- Roma». Marco
Accornero, Unione degli artigiani: «La soluzione migliore per Alitalia non è l'ideale per il Nord. Meglio la
liberalizzazione delle rotte di questo out out». Mario Boselli, Camera della
Moda: «Si abbia rispetto di quello che la moda rappresenta per l'Italia».
Intanto il più convinto che ogni mediazione sia inutile resta il presidente
della Provincia, Filippo Penati: «Il Nord non accetta nessun diktat su Linate».
Mentre le associazioni di via dell'Unione del Commercio stanno valutando la
possibilità di mobilitarsi. Annuncia il coordinatore, Giorgio Montingelli:
«L'incontro di oggi è stato deludente. Cai mortifica il Nord. Proporrò l'invio
di migliaia di fax ad Alitalia e al governo». Rita
Querzé
( da "Corriere della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-20 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE La liberalizzazione delle rotte e il destino di Linate Aeroporti,
Forza Italia frena la Moratti Ancora frizioni fra Letizia Moratti e i vertici
di Forza Italia, a proposito del futuro del sistema aeroportuale lombardo.
Durante un incontro che si è svolto ieri, fra il sindaco e i vertici di Pdl e
Lega (presenti l'europarlamentare Guido Podestà, gli onorevoli Luigi Casero,
Maurizio Lupi, Ignazio La Russa, Massimo Corsaro, Giancarlo Giorgetti, Matteo
Salvini, il segretario cittadino dell'Udc Luca Ruffino e il coordinatore
regionale, Luigi Baruffi), invece di parlare di rimpasto e simili, come gli
invitati si attendevano, si è tornati a discutere della fusione fra Atm e Gtt,
la società dei trasporti pubblici di Torino, e della scelta del Governo a
favore di Cai. La Moratti ha ribadito le sue preoccupazioni soprattutto per il
futuro di Linate, condivise da tutti i presenti, e ha annunciato che domani
incontrerà, insieme al presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, l'amministratore
delegato di Cai, Rocco Sabelli. Ma sono stati soprattutto Lupi e Casero a
ricordare al sindaco che le sue richieste rispetto al Governo sono state
rispettate: nel senso che sono state effettivamente liberalizzate le rotte e
che questo dovrebbe garantire gli scali. Piuttosto, i leader di Fi hanno
chiesto provocatoriamente al sindaco se, come è sempre stato detto, il piano industriale di Sea regge senza Alitalia o no. Provocazione che ha indispettito il sindaco: «Voi
liberalizzate le rotte e alla Sea pensiamo noi». Come conclude il leghista
Matteo Salvini, «è abbastanza preoccupante che su una vicenda che ci riguarda
da vicino non ci sia sintonia fra il sindaco e il partito di maggioranza che la
sostiene». Il tema del rimpasto è invece rinviato: prima, si dovrà
chiudere la partita che prevede il passaggio dell'assessore Ombretta Colli alla
presidenza della Fondazione Arcimboldi. E. So.
( da "Corriere della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-20 num: - pag: 3
categoria: BREVI Aeroporti in crisi La difesa di Milano Doppio
appuntamento Per Colaninno e Sabelli prima riunione allargata con imprenditori
e negozianti in Camera di Commercio, poi vertice ristretto con Formigoni e
Cattaneo in Regione Artigiani e moda Accornero, Unione artigiani: «La soluzione
migliore per Alitalia non
coincide con la nostra». Boselli, Camera della Moda: «Si abbia rispetto di
quello che la moda rappresenta per l'Italia»
( da "Corriere della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-20 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Il precedente Piano traslochi Il no della Ue Il 25 ottobre
del 1998, con l'apertura di Malpensa 2000, i voli da Linate vengono
drasticamente ridotti. E non solo. Il primo decreto Burlando, che accoglie
molte delle richieste dei Comuni, limita i voli a Linate quasi alla sola
navetta Milano-Roma. Ma 13 compagnie comunitarie non sono d'accordo. E fanno ricorso all'Unione Europea. Bruxelles ha dato ragione
alle compagnie che bollavano quella di Alitalia come «concorrenza sleale». A capitanare le compagnie ribelli fu
British Airways, che più volte si è opposta alla riduzione dei voli di Linate
( da "Corriere della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-20 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE Italia-Francia Alitalia, torna Spinetta.
Il governo si riunirà a Malpensa ROMA — Il primo sciopero della nuova Alitalia, proclamato da Sdl, ieri ha provocato poche
cancellazioni: 30 solo a Fiumicino, secondo il sindacato, solo quattro secondo
l'Enac (ente aviazione civile). Continuano a lavorare fianco a fianco, alla
Magliana, i dirigenti di Alitalia e il commissario
straordinario, Augusto Fantozzi, che ha assunto 5 dirigenti dell'ex compagnia,
che non avevano trovato posto nella nuova. Obiettivo: portare avanti le
attività rimaste escluse dal perimetro di Alitalia
fino alla loro vendita. L'amministratore Rocco Sabelli starebbe pensando a un
trasferimento degli uffici dalla Magliana a Fiumicino, ma in questo caso
bisognerebbe recuperare spazi nello scalo. Sempre ieri a Milano l'assemblea
della compagnia ha deliberato l'aumento del capitale sociale di circa 167
milioni di euro nominali, mediante l'emissione di una categoria speciale di
azioni, con un sovrapprezzo di 0,93 euro per azione, e per un totale quindi di
circa 322 milioni di euro. Le nuove azioni verranno offerte in sottoscrizione
al partner industriale Air France-Klm. L'assemblea ha inoltre modificato lo
statuto decidendo, tra l'altro, il passaggio dei componenti del board a 19. Di
questi 3 sono di nomina del partner che li ha individuati nel presidente di Air
France-Klm, Jean-Cyril Spinetta, nel presidente e amministratore delegato di
Klm, Peter Hartman e nel vicepresidente esecutivo di Air France, Bruno Matheu.
Nomi di grande peso che danno l'idea dell'importanza che i francesi annettono
all'acquisizione di un quarto dell'Alitalia. Il
closing dell'operazione potrebbe avvenire la prossima settimana, quando i
vertici di Air France-Klm verranno in Italia. Proseguono intanto i contatti tra
il presidente di Alitalia, Roberto Colaninno, Sabelli
e la comunità lombardo-milanese sul destino degli scali locali. Il primo
incontro con il mondo imprenditoriale lombardo è avvenuto presso la Camera di
Commercio guidata da Carlo Sangalli. Gli imprenditori hanno detto di trovare
incoraggianti i piani per Malpensa ma hanno espresso preoccupazione per
l'eventuale riduzione di Linate alla navetta Milano-Roma. Per il presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ha incontrato i vertici della
compagnia nel pomeriggio, sarà l'Unione Europea a fermare il ridimensionamento
di Linate. E a Malpensa si svolgerà uno dei prossimi Consigli dei ministri,
così come richiesto soprattutto dalla Lega. Antonella Baccaro
( da "Corriere della Sera" del 20-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-01-20 num: - pag: 39
categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano DA PETRELLA A BATTISTI PERCHé LA
FRANCIA LI AMA In questi giorni di festa mi sono letto alcuni libri che riguardano
il terrorismo che ha insanguinato l'Italia negli anni Settanta e Ottanta. Le
vorrei chiedere un suo giudizio sulla famosa «disciplina Mitterrand», quella
legge che ha fatto sì che in Francia trovassero rifugio centinaia di
brigatisti, alcuni, anche, con efferati omicidi sulle spalle. Che cosa ne
pensa? E poi, a parti invertite (l'Italia che dà rifugio ad assassini francesi)
vi sarebbe stata nell'opinione pubblica francese l'acquiescenza che abbiamo
avuto noi? Ugo Fidanzi ugofidanzi@alice.it Sono un italiano residente in
Francia. Qualche tempo fa il governo francese ha in pratica rifiutato
l'estradizione in Italia della br Petrella «per ragioni umanitarie». In questi
giorni il governo brasiliano ha concesso lo stato di «rifugiato politico» a
Cesare Battisti, rifiutando la sua estradizione in Italia. E i giornali
economici francesi hanno dato grande rilievo all'ingresso di Air France-Klm in Alitalia, sottolineando l'ottimo affare concluso, e titolando ( Les
Echos): «Merci Silvio». Che ne dice? Bruno Lovera blovera@free.fr Cari lettori,
T ralascio la questione Alitalia. Può darsi che l'ironia del quotidiano francese sia giustificata
e che l'affare concluso dalla cordata di Cai con Air France-Klm sia peggiore
per gli italiani di quello negoziato all'epoca del governo Prodi
(respinto peraltro, conviene ricordarlo, anche e soprattutto dai sindacati). Ma
riservo il mio giudizio e mi limito a constatare che lo Stato italiano è uscito
dalla compagnia e che il Paese ha ancora, nonostante la forte presenza
francese, una società nazionale. Oggi i padroni della nuova Alitalia
hanno in mano un nuovo mazzo di carte. Prima di giudicare questa faccenda con
ironia e sarcasmo preferisco vedere come le giocheranno. Sui casi Battisti e
Petrella mi è più facile rispondere. Al quesito di Fidanzi sulla clausola
Mitterrand rispondo che il presidente francese era per molti aspetti un uomo di
destra desideroso di essere percepito e ricordato come uomo di sinistra.
Accettò di accogliere i terroristi italiani sfuggiti alla giustizia del loro
Paese perché la richiesta gli fu indirizzata dalla lobby, piccola ma molto
influente, della gauche giacobina e salottiera: una confraternita di
intellettuali che riescono spesso a governare, con le loro posizioni pseudo
rivoluzionarie, l'opinione di Parigi. Mitterrand sapeva che la grande
maggioranza dei francesi avrebbe approvato senza esitare l'estradizione dei
terroristi italiani. Ma teneva al giudizio degli intellettuali, conosceva il
potere di cui dispongono nella «fabbrica del consenso » e riteneva che un atto
di clemenza a favore dei loro pupilli italiani avrebbe aggiunto una pennellata
progressista al suo autoritratto di patriarca illuminato. Conviene ricordare
inoltre che Mitterrand aveva un bagaglio di esperienze politiche non sempre
trasparenti e confessabili. Aveva lavorato per un'agenzia del governo di Vichy,
aveva ricevuto una decorazione del regime e aveva avuto rapporti di familiarità
con almeno due personaggi che erano stati direttamente o indirettamente
coinvolti con le persecuzioni degli ebrei: René Bousquet e Paul Touvier. Il
trattamento «umanitario» dei terroristi italiani gli avrebbe, per così dire,
coperto le spalle. Il caso Petrella è in parte diverso. Sarkozy non sembra
avere civetterie progressiste ed era parso considerare il suo rapporto con il
governo italiano più importante della sorte di Marina Petrella. Ma anche il
nuovo presidente francese, come Mitterrand, ha un tallone d'Achille. Ignora la
distinzione fra il pubblico e il privato, desidera avere qualche intellettuale
progressista alla sua corte e sembra avere una certa tendenza a considerare la
camera da letto come un luogo di deliberazioni politiche. Resta da capire
perché i presidenti francesi, da Mitterrand a Sarkozy passando per Chirac,
abbiano attribuito più importanza agli intellettuali parigini che ai rapporti
con l'Italia. Questo è accaduto, probabilmente, perché sapevano di potere
contare sulla convinzione alquanto diffusa, non soltanto in Francia, che
l'Italia sia un Paese in cui mafia e camorra non garantiscono obiettività e
giustizia. è un atteggiamento molto simile a quello di certi musei americani
che compravano oggetti di dubbia provenienza italiana e si giustificavano
dicendo che era meglio custodirli a New York o a Los Angeles piuttosto che nel
Paese dei tombaroli. Dobbiamo naturalmente rintuzzare questi sospetti. Ma il
miglior modo per farlo con successo è quello di combattere con efficacia la
criminalità organizzata e i suoi intrecci con la politica.
( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Milano
Taxi, hotel e ristoranti così l´indotto paga il crollo dei visitatori Dalle
passerelle al Macef domina l´austerity I tassisti: anche quest´anno turni
liberi per la fiera ma abbiamo solo affollato i posteggi Federalberghi
"Chi non può fare a meno di venire risparmia su giorni e camere"
Diecimila in meno sul metrò per la Fiera "Scontiamo anche le scelte su
Malpensa" ORIANA LISO Prenotano per due notti, tagliando quelle non
indispensabili. Scelgono alberghi in provincia, che costano meno e tanto ci
vuole lo stesso tempo per andare in fiera. Tralasciano il tour classico del
divertimento post-fiera - cena e dopocena in centro - e si accontentano dei
buffet e della musica offerti negli stand. è la crisi, bellezza. E Milano, alla
prova dei primi due grandi eventi espositivi dell´anno, Macef e Moda uomo,
scopre che la crisi è vera, tangibile. Se ne accorgono albergatori,
ristoratori, tassisti. Persino le corse della metropolitana verso Rho-Pero
diventano un segnale d´allarme, con più di diecimila passeggeri in meno nei
giorni del Macef, il salone internazionale della casa che ha chiuso i battenti
lunedì. Ieri sono finite anche le sfilate maschili e tutti guardano con più
speranza che fiducia ai prossimi appuntamenti, Bit e Moda donna soprattutto.
[L´ACCOGLIENZA] «La crisi è globale, non c´è dubbio: ma i
problemi di Malpensa e Alitalia hanno ulteriormente scoraggiato i frequentatori abituali di
questi appuntamenti», ragiona Remo Eder, presidente di Federalberghi Lombardia.
«è vero che l´offerta di alberghi anche nei dintorni della Fiera è molto alta -
forse siamo uno dei pochi settori già pronti per l´Expo - ma è la domanda che
si assottiglia. E chi non può fare a meno di venire, taglia sui giorni e
sul numero di camere». Discorso a parte per gli alberghi di lusso, «dove la
richiesta arriva da una fascia alta di clienti meno toccati dalla crisi
economica». Ma la paura del futuro c´è: «Con questa storia dell´aeroporto
ridotto stiamo dando un´immagine di forte insicurezza all´estero: temo che
molti operatori del settore, potendo scegliere tra fiere in città ben collegate
e Milano, sceglieranno le prime», conclude Eder. Parole sovrapponibili a quelle
di Alfredo Zini, vicepresidente dell´Epam, l´associazione dell´Unione del
commercio che raccoglie bar e ristoranti. «Il Macef e la moda hanno deluso le
aspettative, il calo rispetto a gennaio scorso c´è, e tanti clienti abituali
con cui ho parlato raccontano di essere stati in dubbio fino alla fine, per via
dei rischi legati alle prenotazioni su Malpensa». La crisi aguzza l´ingegno,
racconta Zini: «Ormai non c´è sfilata o grande azienda che non offra cene e
feste collaterali, quindi gli operatori risparmiano su quello che fino a
qualche anno fa era un giro irrinunciabile tra i ristoranti e i bar del
centro». [I TRASPORTI] Di solito, nel fine settimana di gennaio in cui si
concentrano Macef e moda uomo, i turni dei tassisti vengono liberalizzati, per
offrire più copertura ai tanti turisti, buyer e operatori del settore.
«Quest´anno non solo non abbiamo fatto i turni liberi perché tanto non
servivano, ma addirittura in alcune ore ci sono stati momenti di tensione tra
polizia locale e tassisti al posteggio di piazza Duomo: ce n´erano così tanti,
posteggiati nella speranza che arrivassero clienti, che intralciavano la
circolazione», racconta Gianni Maggiolo, tassista e rappresentante di Unica taxi
della Cgil. Dal suo punto di osservazione privilegiato dice di aver notato
molto la mancanza di clienti italiani (e, in effetti, anche i dati del Macef
evidenziano una presenza costante di stranieri e un calo di italiani). Riflette
Maggiolo: «Milano si è creata una meritata fama per la sua efficienza, ma ormai
negli ultimi anni gli amministratori stanno facendo di tutto per distruggerla:
quando ai miei clienti dico che non esiste un treno che dalla Centrale va
direttamente a Malpensa non ci credono». [IL COMMERCIO] L´assessore regionale
al Commercio Franco Nicoli Cristiani legge la crisi che ha investito il settore
con una chiave infrastrutturale: «Tra i motivi del calo di presenze in Fiera ci
metto anche alcune insufficienze delle strutture: da un padiglione all´altro
non ci sono nemmeno le coperture, e nei giorni di pioggia tutto diventa più
scomodo». Chi non salva niente delle prime due manifestazioni dell´anno è
Rossana Galli, presidente del Salotto di Milano, l´associazione che raduna gli
esercenti della Galleria: «I risultati sono stati molto deludenti, abbiamo
visto un calo pauroso delle tradizionali presenze. Non è pensabile che in un
momento di forte crisi economica Milano sia ulteriormente penalizzata dalla
vicenda Malpensa e Alitalia: di questo passo verremo
tagliati fuori da tutte le rotte fieristiche e commerciali che contano sul
serio».
( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 25 - Economia
I conti Profit warning di Air France, azioni in picchiata MILANO - L´allarme utili costringe Air France ad archiviare in pochi giorni
i festeggiamenti per l´ingresso in Alitalia. La compagnia francese ha annunciato ieri che il terzo trimestre
dell´esercizio si chiuderà in rosso a causa del netto calo dei passeggeri che
viaggiano in business e in prima classe e a un crollo dei volumi del traffico
merci (-20% circa). I titoli della società hanno reagito lasciando sul
terreno il 9,5%, la peggior performance degli ultimi 6 anni, portando a -54% il
bilancio degli ultimi 12 mesi.
( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 25 - Economia
Titoli out da lunedì prossimo. Il governo aveva garantito soluzioni Il governo
aveva promesso soluzioni che evitassero perdite per i risparmiatori. Profit warning per Air France Alitalia lunedì abbandona la Borsa piccoli azionisti senza garanzie Alitalia via dalla Borsa piccoli
azionisti nel caos Azioni della compagnia francese in picchiata: -9.5% LUCA IEZZI
ROMA - Le azioni Alitalia
spariranno ufficialmente dal mercato il 26 gennaio lasciando i risparmiatori
senza risposte. La decisione ufficializzata ieri da parte di Borsa
italiana di revocare da lunedì la quotazione dei titoli e delle obbligazioni
convertibili completa un iter avviato in settembre con il commissariamento
della società. Nessuna novità su eventuali risarcimenti. Il ministro
dell´Economia Giulio Tremonti in agosto aveva promesso di tutelare azionisti e
obbligazionisti che con l´amministrazione straordinaria di Alitalia
vedevano trasformate le azioni e le obbligazioni in carta straccia. I fondi per
eventuali risarcimenti dovevano arrivare dal trasferimento dei "conti
dormienti" dalle banche allo Stato. Ma da una parte i fondi rimasti non rivendicati
per oltre dieci anni si sono rivelati risicati (solo 800 milioni di euro contro
oltre 2 miliardi stimati dal governo), dall´altra sono stati già in parte
dirottati verso altri utilizzi, come la social card. Rimane forte l´incertezza
su cosa verrà concesso ai possessori di titoli che si stanno organizzando
facendo pressione sulle banche o tramite le associazioni dei consumatori.
Insorge l´opposizione: «Cosa ha da dire il governo? Come intende tutelare i
piccoli risparmiatori?» chiede il ministro ombra della Pubblica Amministrazione
Linda Lanzillotta. «Gli azionisti - sottolinea il vicepresidente alla
commissione Lavoro Tiziano Treu - si vedono ora completamente negato ogni
valore al proprio investimento, diversamente da quanto prevedeva sotto questo
punto di vista l´accordo con Air France». «Il fondo riservato alle vittime di
crac e frodi finanziarie è alimentato dai cosiddetti conti dormienti - ricorda
il deputato Pd Enrico Gasbarra - è assolutamente insufficiente per soddisfare
azionisti che dal 5 giugno 2008, giorno della sospensione in Borsa, vivono
amareggiati». A scoprire l´amara eredità del fallimento di Alitalia
non è solo l´opposizione: ieri il sottosegretario alle Infrastrutture Roberto
Castelli ha denunciato di essersi sentito chiedere 325,80 euro per un
Roma-Milano sola andata: «Mi sembra francamente una cifra fuori dal mondo»,
protesta l´esponente leghista. Castelli, come gli altri leghisti, ha avversato
la cordata d´imprenditori italiani dal momento in cui hanno scelto di allearsi
con Air France e penalizzare così Malpensa. Intanto l´allarme utili costringe
Air France a archiviare i festeggiamenti per l´ingresso in Alitalia.
La compagnia francese ha annunciato ieri che il terzo trimestre dell´esercizio
si chiuderà in rosso a causa del netto calo dei passeggeri che viaggiano in
business e in prima classe e a un crollo dei volumi del traffico merci (-20%
circa). I titoli della società hanno reagito lasciando sul terreno il 9,5%, la
peggior performance degli ultimi 6 anni, portando a - 54% il bilancio degli
ultimi 12 mesi.
( da "Corriere della Sera" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-21 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Tremonti a pranzo da Formigoni Un patto della spigola
per la pace su Expo e Linate SEGUE DA PAGINA 1 Tremonti e Formigoni non si sono
mai amati. Questione di carattere. L'uno e l'altro insofferenti alle critiche e
pronti ad accendersi come un cerino. L'ultimo scontro è del luglio scorso, in
occasione di un vertice fra Governo e Regioni. Formigoni aveva contestato i
tagli dei fondi per la sanità: «Nel giro di tre anni rischiamo la paralisi».
Risposta di Tremonti: «Lei è un irresponsabile»; per poi dargli le spalle e
rivolgersi al presidente dell'Emilia, il democratico Errani, dicendo: «Parlo
con te perché riesco a ragionare». Lo scontro era proseguito nei giorni
successivi, con il ministro che si riferiva al presidente lombardo chiamandolo
«Il dottor Formigoni » e quest'ultimo che diceva di Tremonti «Se rompe con le
Regioni fa del male a se stesso e al Governo». Come si fa a passare da un
contrasto così duro a una possibile alleanza? Forse Tremonti ha capito che non
può mettersi contro tutto e tutti. Già il suo ruolo di «ministro dei tagli» non
alimenta una generale simpatia nei suoi confronti, se poi si aggiungono le
incompatibilità di carattere, il numero dei «nemici» rischia di diventare
preoccupante. Parallelamente, Formigoni si sta ritagliando un ruolo di
mediatore o addirittura di paciere all'interno della coalizione. Una funzione,
la sua, che può rivelarsi preziosa per spegnere le scintille che fatalmente accompagneranno
la fusione fra Forza Italia e An e l'inevitabile competizione con la Lega nella
campagna elettorale per le Europee di giugno. E poi Formigoni in questa fase
può mettere a frutto la sua autorevolezza per farsi interprete presso il
Governo delle esigenze del Nord e nello stesso tempo per evitare che il
malcontento del Settentrione finisca per penalizzare il centrodestra nelle
imminenti scadenza elettorali (non soltanto le Europee, ma anche le
Provinciali). Insomma, Ministro e Presidente possono aiutarsi a vicenda. Di qui
la colazione riservatissima avvenuta lunedì al Pirellone. Si
è parlato di Expo (Tremonti non lo ama, ma non metterà i bastoni fra le ruote),
di Alitalia (Formigoni non
intende «svendere» Linate) e soprattutto di politica. La nuova alleanza sembra
destinata a durare. Almeno fino a quando non si aprirà la successione a
Berlusconi. Claudio Schirinzi
( da "Corriere della Sera" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-21 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Castelli (Lega) «Alitalia, una follia i costi
dei biglietti» ROMA — «Rilevo con stupore che un biglietto aereo di sola andata
da Roma a Milano da prenotare per venerdì prossimo alle ore 13, quindi in un
orario non di punta, costa 325,80 euro. è una cifra fuori dal mondo». Si
indigna Roberto Castelli (Lega Nord), sottosegretario al ministero
Infrastrutture e Trasporti. E aggiunge: «Auspico che Cai voglia rivedere quanto
prima la sua politica tariffaria, che con Alitalia era
giustificata dalla concorrenza di altre compagnie».
( da "Corriere della Sera" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-01-21 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Leonardo Da Vinci Pressing di Alemanno, Zingaretti
e Marrazzo Alitalia, due
mesi di tempo per il piano su Fiumicino Vertice in Campidoglio con Sabelli e
Colaninno Le istituzioni romane chiedono tempi certi per la scelta tra Malpensa
e Fiumicino. Per Viterbo 250 milioni dalla Regione Due mesi. è questo il tempo
massimo che Campidoglio, Regione e Provincia hanno chiesto ai vertici Cai per «avere
risposte precise sul nuovo piano industriale che la compagnia sta elaborando» e
che coinvolge direttamente Fiumicino. Due ore intense di colloquio ieri nella
sala delle Bandiere tra l'amministratore delegato della nuova Alitalia Rocco Sabelli e il presidente Roberto Colaninno con
il sindaco Gianni Alemanno, il presidente della Regione Piero Marrazzo e quello
della Provincia Nicola Zingaretti: «compatti e uniti», così hanno precisato,
hanno chiesto di conoscere numeri e cifre della ricaduta del «piano industriale
della compagnia che non è ancora definitivo» sull'aeroporto Leonardo da Vinci.
Non si tratta di un ultimatum, ma poco ci manca. Anche perché i numeri in gioco
sono importanti, pur con cifre non definitive riguardo gli esuberi: «Quelli
attuali precisa il sindaco - sono gli 8.000 già noti. Per il resto c'è una
forchetta tra l'ipotesi peggiore e quella migliore che parlano di 7.000 o 9.000
occupati». Ma l'Alitalia precisa: «Non sono esuberi,
ma persone di cui gestire la mobilità da Roma a Milano ». E sempre in base alla
scelta fra Fiumicino o Malpensa si parla di una differenza di voli che
scenderebbero da
( da "Corriere della Sera" del 21-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2009-01-21
num: - pag: 39 categoria: BREVI LA NUOVA ALITALIA Cambio d'immagine Tutto
regolare: meno di una settimana dalla «partenza» della nuova Alitalia e c'è già un primo sciopero! La
brutta notizia è che, fra i voli soppressi, c'era anche il volo per Mosca; non
per colpa dell'agitazione, ma per mancanza di passeggeri: solo sei.
Quanto tempo sarà necessario prima che Alitalia riesca
a rifarsi un'immagine? Vieri Wiechmann, Firenze
( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Napoli
La vertenza Caso Atitech, riparte la protesta sit-in davanti al consiglio
regionale RIPARTE la vertenza Atitech, L´azienda partenopea specializzata in
manutenzione e revisione degli aerei, è uscita senza certezze dalla
costituzione di Cai-Alitalia. Si
parla di una compartecipazione Fintecna, Finmeccanica e Cai, ma non c´è ancora
un preciso assetto societario. Sicchè Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sdl hanno indetto
per oggi un sit-in al Centro direzionale, davanti al Consiglio regionale, dove
l´assessore Ennio Cascetta relazionerà sulla situazione dei trasporti in
Campania. L´iniziativa sarà gestita a turno da personale fuori orario di
lavoro, per evitare un ulteriore stop all´attività. Dice Giovanni Spina della
Fit-Cisl: «Il governo rispetti gli accordi, serve un piano industriale serio».
E Giovanni Aruta della Rsa Cisl, conferma: «Solo con un assetto societario
Finmeccanica, Fitecna e Cai ci sarà un futuro per Atitech».
( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
XI - Bari La nuova Alitalia denunciata per truffa Odissea sul
Bari-Roma, querela di un gruppo di vip: "è come l´Uganda"
"Dovrebbe parlare col responsabile ma non posso darle il numero di
telefono" LELLO PARISE La prima denuncia contro Cai (Compagnia aerea
italiana) è made in Puglia. La mette a punto in queste ore un gruppo di viaggiatori
vip, costretti a non salire a bordo di un volo Alitalia
per Roma. Fra ritardi e sedicenti guasti tecnici, alla fine la nuova compagnia
aerea decide di cancellare dai dispaly l´Az 1614: doveva partire alle 8 del
mattino per Fiumicino. La speranza di raggiungere la Capitale va a farsi
benedire. Richiesta di risarcimento danni a parte, scatta la querela per
truffa. I passeggeri sono 68. Numerosi quelli cosiddetti eccellenti: viaggiano
per lavoro, hanno le ore contate. Fanno capolino poco dopo l´alba al Karol
Wojtyla: ci sono uomini politici, avvocati, magistrati, manager. Dall´assessore
regionale Silvia Godelli al vicepresidente della Provincia Onofrio Sisto, dal
deputato del Pdl Simone Di Cagno Abbrescia al magistrato di corte d´appello
Francesca Lamalfa, dal direttore generale del ministero dell´Università Bruno
Civello ad un altro direttore generale, quello di Aeroporti pugliesi, Marco
Franchini. Alle 8, però, il "1614" non si muove. «Ci hanno spiegato»
dice Sisto «che i piloti dovevano riposare, obbligatoriamente, per otto ore
prima d´intraprendere un´altra tratta. Siccome martedì sera l´equipaggio era
giunto a Bari con un bel po´ di ritardo, sarebbe stato inevitabile rinviare la
partenza del giorno dopo». Il secondo tentativo è per le 10,30. Racconta la
Godelli: «Abbiamo saputo nel frattempo che ci sarebbe stato messo a
disposizione un altro aereo». Era una bugia la storiella delle otto ore di riposo
per comandante & C.? Godelli aggiunge: «In effetti sbuca un aereo, spedito
vuoto da Catania per salvare capra e cavoli». Tutto è bene quello che finisce
bene, sia pure con due ore e mezza di attesa? Ma all´annuncio liberatorio -
«allacciate le cinture» - ne segue subito un altro: signore e signori, dobbiamo
rientrare per un problema di carattere tecnico. Il panico si mescola alla
rabbia. I passeggeri sbarcano, e aspettano che qualcosa accada. Non accadrà
nulla: il velivolo di riserva non decollerà più. Appuntamenti saltati,
programmi stravolti. Uno via l´altro sono in venticinque ad abbandonare la
scena. Sisto: «E´ una vergogna». Godelli: «E´ allucinante». Franchini, il dg
della società aeroportuale che più di tutti quanti gli altri dovrebbe avere i
nervi a pezzi - questi "imprevisti" non fanno buona pubblicità ad Ap:
incolpevole quanto impotente -, impugna l´arma dell´ironia: «L´aereo è il mezzo
più sicuro per arrivare tardi». Impossibile saperne di più a proposito del
perché e del per come di questa figuraccia, dalla stessa Alitalia.
Una gentile signora spiega: «Dovrebbe parlare col responsabile». Il telefono?
«Non posso darle il numero. Si tratta di un cellulare: sa, è per la privacy».
D´accordo, basta un numero fisso. «Mi dispiace: non c´è un fisso». In balìa
degli avvenimenti, tutt´altro che edificanti. L´unico che prova a gettare acqua
sul fuoco dei malumori è l´onorevole Simone Di Cagno Abbrescia: non dimentica,
il candidato sindaco di Fi, che proprio Silvio Berlusconi sponsorizza senza se
e senza ma "l´affare Cai". Di cui non si può che dire un gran bene,
anche se riduce gli scali del Mezzogiorno a dependance della malinconia. Fa
sapere: «Credo che dobbiamo abituarci a questi ritardi. Sì, insomma, può
capitare. Io peraltro ho l´influenza e non partire mi ha fatto perfino
piacere». Alitalia riesce a "riproteggere"
43 dei 68 passeggeri sul volo Az 1604: doveva staccare alle 11,20, ma alzerà le
ali solo venti minuti più tardi. Tra i "superstiti" c´è il giudice
Lamalfa: «Sì, sono a Roma. Ma ancora in aeroporto, alle 12,45. Non me la sento
di giustificarmi con i miei colleghi del Csm, non mi va di fare la parte di una
che proviene dall´Uganda, con tutto il rispetto per il paese africano». Non
finirà qua.
( da "Corriere della Sera" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2009-01-22 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Rotte A giorni il via della nuova compagnia tedesca. «Per noi Alitalia resta importante» Bonomi: aspettiamo Lufthansa Tra cinque anni
torneremo hub Il presidente Sea: con i tagli a Linate perdiamo 30 milioni Il
ridimensionamento di Linate costerebbe a Sea almeno 30 milioni di euro all'anno
di mancate entrate «Il piano industriale Cai merita la massima attenzione.
Lo stiamo valutando dal punto di vista industriale. Quando capiremo meglio come
il loro progetto può correlarsi col nostro, vedremo se sarà possibile fare
qualcosa insieme». Dopo Camera di Commercio e Regione, ieri anche il presidente
di Sea, Giuseppe Bonomi, ha aperto uno spiraglio alla trattativa con l'Alitalia di Roberto Colaninno. L'offerta della compagnia è
nota da tempo: 14 rotte intercontinentali su Malpensa (erano 17 prima del
dehubbing) a condizione di un ridimensionamento di Linate a navetta Milano-Roma
(il che significa la cancellazione dal Forlanini di 11 destinazioni domestiche
e 12 europee). Sia Alitalia che Sea hanno sottolineato
che l'integrazione dei piani industriali deve garantire a entrambe la
quadratura dei conti. Sulla carta, la via dell'intesa appare stretta. Il
ridimensionamento di Linate costerebbe a Sea circa 30 milioni di euro l'anno di
mancate entrate. D'altra parte la nuova Alitalia, con
il suo 55% di quota di mercato domestico, è un cliente importante per Sea. Per
di più in queste settimane la nuova compagnia dovrà decidere se riaffidare a
Sea l'handling dei bagagli dei passeggeri. Secondo Bonomi, tenendo conto della
crisi globale in corso, ci vorranno dai tre ai cinque anni per far ripartire
l'aeroporto di Malpensa. E se il pretendente Alitalia
non va respinto prima di aver trattato fino all'ultimo sulla consistenza della
dote, lo stesso vale anche per Lufthansa. Bonomi ha sempre speso parole di
grande apprezzamento per la partnership con la compagnia tedesca. Che tra pochi
giorni vedrà i suoi frutti. «La nascita di Lufthansa Italia basata a Malpensa è
la vera novità nel trasporto aereo internazionale — ha fatto notare ieri Bonomi
—. Negli ultimi 40 anni non c'è stato nulla di analogo. Ma questa prospettiva
di sviluppo andrà a regime nel medio e lungo termine». Molto dipenderà dalla
revisione degli accordi bilaterali tra Stati promessa da Roma. Condizione indispensabile
per rimuovere gli ostacoli all'ingresso in grande stile di Lufthansa a
Malpensa. Intanto, qualcosa si muove sul fronte del rilancio dell'attività
cargo. Continua la trattativa di Alis con il commissario Augusto Fantozzi per
l'acquisizione di Alitalia Cargo. E dopo la
manifestazione di interesse di Cargolux, anche Cathay Pacific raddoppierà da
tre a sei i voli cargo settimanali verso Hong Kong. Rita Querzé Il futuro A
causa della crisi globale per far ripartire l'aeroporto di Malpensa ci vorranno,
secondo Sea, dai tre ai 5 anni Sea Il presidente Giuseppe Bonomi
( da "Corriere della Sera" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2009-01-22 num: -
pag: 35 categoria: REDAZIONALE Il caso a Parigi Air France-Klm, trimestre in
rosso (g.fer.) — Martedì il profit warning e ieri i dati ufficiali: Air France-Klm
ha annunciato ieri sera un rosso di 200 milioni di euro nel terzo trimestre
dello scorso anno e in Borsa il titolo ha ceduto un ulteriore 2,08% dopo i
quasi dieci punti percentuali lasciati sul terreno nella seduta precedente. Per quanto riguarda il risultato dell'intero anno fiscale, che
chiude a fine marzo, il gruppo francese partner di Alitalia ha detto di non essere in grado di «pronunciarsi sulle
previsioni circolate sui mercati», ribadendo tuttavia che l'obiettivo «è quello
di generare un risultato di gestione positivo».
( da "Corriere della Sera" del 22-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2009-01-22 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Turismo Oggi in sciopero i lavoratori della catena Starwood Hotel
di lusso in crisi A rischio 221 dipendenti Grand Hotel, Excelsior, Sheraton:
scatta la mobilità I tagli colpiscono anche gli alberghi a tante stelle. Contro
cassa integrazione e licenziamenti oggi l'agitazione dei lavoratori La vita a
Roma non è più così dolce come un tempo. Ora anche il lussuoso Hotel Excelsior
di via Veneto, con la suite più grande d'Europa nella cupoletta da poco
restaurata costata 7 milioni di dollari, risente della crisi e corre ai ripari,
mettendo in cassa integrazione 82 dipendenti (camerieri ai piani e addetti a
manutenzione, lavaggio e sicurezza). Ma non è solo a perdere lustro, visto che
anche il sontuoso St. Regis Grand Hotel e il 5 stelle Sheraton Hotel all'Eur
taglieranno il personale, rispettivamente di 48 e 91 dipendenti. Tutte e tre le
strutture sono di proprietà della catena alberghiera americana Starwood, che
possiede alcuni degli hotel più lussuosi d'Italia ma che, dinanzi al pesante
calo di turisti sembra intenzionata a mandare a casa (in tutta Italia) 424
persone su 2.100 e a voler arginare la crisi adottando nuove strategie. Ovvero?
«L'azienda spiega Claudio Nanni del sindacato dello Sheraton nonché addetto al
ricevimento all'interno dell'hotel - intende licenziare a Roma 221 dipendenti
per poi farli riassumere da cooperative. Dal punto di vista contrattuale non
cambia molto, è vero, ma chi garantisce che dopo 3-4 anni l'appalto verrà
rinnovato? Chi garantisce il futuro? La procedura di mobilità è stata avviata
l'8 gennaio. A questo punto se non si raggiunge un accordo a marzo partiranno i
licenziamenti. Siamo disposti ad aperture sul contratto, ma la dirigenza
continua a ripetere che si tratta dell'unica catena alberghiera che ha ancora
personale fisso e che, visti i tempi, bisogna adeguarsi come hanno fatto i
gruppi Marriott o Boscolo». Dato che per il momento Starwood sembra
irremovibile e la portavoce Sara Migliore né conferma né smentisce, i sindacati
hanno indetto uno sciopero nazionale per oggi che si terrà, oltre che a Roma,
anche a Venezia, Milano, Firenze. In teoria i clienti che arriveranno non
troveranno personale ad accoglierli. «Il rischio - spiega Luigi de Mitri Pugno
della Uil-Tucs - è che si abbassi notevolmente la qualità ». Gli alberghi, per
far fronte alla crisi e attrarre i turisti, hanno calato di molto anche i
prezzi delle stanze, «svendendole » su internet a prezzi stracciati. Una camera
singola nel prestigioso «Excelsior», celebre per aver ospitato politici, attori
e artisti di tutto il mondo, la si prenota on line spendendo poco più di 200
euro. Idem per le altri due «Luxury Hotels». Il St. Regis Grand Hotel, a due
passi da piazza della Repubblica, dopo un imponente restauro da 35 milioni di
dollari è stato inserito nella lista d'oro di Condé Nast Traveler (la rivista
più autorevole del settore) del 2007. Peccato che oggi la metà delle stanze
siano vuote. La crisi che sta investendo la capitale è finita anche sul New
York Times. «L'euro alle stelle - si legge sul quotidiano - i voli cancellati e gli scioperi Alitalia, nonché lo straripamento del Tevere hanno allontanato i turisti
americani che a dicembre sono stati inferiori del 15%». A rincarare la dose ci
pensa Federalberghi: «Roma - dichiara il presidente Giuseppe Roscioli - ha
registrato una diminuzione delle presenze negli hotel rispetto allo scorso anno
del 5%». Barbara Millucci Protesta Lavoratori davanti allo Sheraton. In
basso, Giuseppe Roscioli
( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XVII - Torino
Il "subsonico" La band Il chitarrista Il format Mao, Boosta,
Bellarosa tutti i sabaudi dell´etere Da RaiDue a Sanremo passando per Internet
la Mole alla conquista degli schermi tricolori Mauro Gurlino coi suoi
Santabarba è protagonista del sabato pomeriggio di "Scalo 76"
FABRIZIO VESPA La musica torinese viaggia in continuazione sull´asse
Torino-Milano. Lo dicono i nuovi pendolari del piccolo schermo che ultimamente
fanno la spola tra la Mole e la città della Moda. Per esempio Mao e i
Santabarba, che da sabato scorso sono la band residente di Scalo 76, il
programma musicale del pomeriggio di Rai2. Abbigliati come i Beatles di Sergent
Pepper, sono una delle novità di punta di questo format in cui gli idoli del
pop nostrano ed estero si mescolano al talk show e agli speciali su X-Factor.
«Noi ci occupiamo di sonorizzare la puntata - racconta Mao - riproponendo un
po´ il lavoro che facciamo con Duel e il Salotto, gli spettacoli dal vivo tra
chiacchiera e video che organizziamo in alcuni locali di Torino. In televisione
ci proponiamo con queste divise vistose e colorate per intonarci ad un certo
clima burlesque: non avendo uno stacco coscia da competizione, abbiamo optato
per un look da pirati-hippies». Ogni sabato dalle 15,30 alle 17 la band
torinese commenta in chiave musicale tutti i momenti salienti dello
"scalo" televisivo e spesso il suo titolare viene chiamato anche a
vestire i panni di opinionista: «Sono stato anche invitato ad intervenire su
alcuni argomenti. La prima occasione, quella legata allo speciale su Adriano Celentano,
è stata d´obbligo: il supermolleggiato è stato l´oggetto principe della mia
tesi di laurea. In generale siamo molto contenti perché gli ascolti stanno
premiando questa avventura che ci vedrà protagonisti sicuramente fino ad
aprile, mentre a marzo licenzieremo finalmente il nostro disco».
Riagganciandosi alla metafora di Surfing Torino - il documentario sulla vita
artistica sabauda - la chiave di lettura dell´attuale successo dei musicisti
cittadini che stanno approdando sui network nazionali sembra proprio quella del
"fare surf", di scivolare sopra le onde del mercato, adeguandosi a
situazioni e progetti molto diversi tra loro. Un altro artista che sta
prendendo di petto i marosi del mercato discografico è Max Bellarosa,
chitarrista e mentore dei Fratelli Sberlicchio, i re incontrastati del Bastard
Pop Italiano. Stare in equilibrio sul filo che collega il web agli altri media
ormai è un mestiere di cui Bellarosa è diventato un maestro. Lo dimostra la
catena frenetica di sms, mail e messaggi su Facebook scatenatasi in queste ore
per far votare i torinesi Windstorm, da lui prodotti e ammessi alle selezioni
di Sanremofestival.59, la competizione online all´interno del Festival. «La
rete è sempre stato un veicolo fondamentale per il nostro lavoro - racconta il
leader degli Sberlicchio - soprattutto perché ci ha permesso di anticipare
tutto il resto. I Windstorm sono un gruppo di teenagers di Santa Rita che
stanno ricevendo migliaia di contatti su My Space e sono in ottima posizione
per arrivare alla scelta finale per Sanremo giovani. Noi come Sberlicchio
abbiamo firmato un contratto di un anno con Telecom per fornire
i nostri video musicali al portale di Alice dove si può vedere tra gli altri la
nostra ultima fatica, il clip di Alitalia, parodia che riprende In Italia di Fabri Fibra e Gianna Nannini.
In più collaboro personalmente con Albertino e Radio Deejay per la
realizzazione di jingle e basi musicali». In realtà Max Bellarosa tiene da
parte la vera "ciccia" delle sue prossime attività. «Fino a
poco fa non era ancora sicuro - si schermisce il produttore di base ai Docks
Dora - ma abbiamo appena chiuso la trattativa con un grosso network televisivo
per una delle nostre creature preferite: il Festival del Tarocco. Sempre fedeli
al concetto di base che la musica è fatta di quattro accordi e da questa logica
più di tanto non si può uscire, durante le giornate di Sanremo cercheremo di
smascherare i brani in concorso, alla caccia del plagio, della citazione
forzata, del suggerimento plateale o dell´involontaria scopiazzatura. Insomma
staneremo il tarocco in diretta tv. Su All Music». Tuttavia è anche vero che
non si vive di sola televisione e, nel mondo dei suoni, la radio rimane uno dei
mezzi più gettonati. è il caso di Boosta, il tastierista dei Subsonica, che
alle maniere esplicite del tubo catodico ha preferito la malia dell´Alta
Fedeltà. Infatti, da alcuni mesi conduce sulle frequenze di "m2o" un
programma in cui fa confluire due personali inclinazioni: quella per la penna e
quella per i dischi. Si chiama L´Alfabeto degli Assassini, occupa la fascia di
Real Trust di Roberto Molinaro e mette insieme le storie del crimine o i
racconti noir narrati in prima persona alla musica contemporanea, curata e
remixata ad hoc. Ogni venerdì viene proposta una lettera dell´alfabeto cui
viene abbinato un crimine. Si parte dalla A di Alì Agca, l´attentatore di
Giovanni Paolo II, per poi toccare la B di John Belushi, la C di Roberto Calvi
e così via, fino alla lettera Z. SEGUE A PAGINA V
( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XII - Palermo
Da Toti&Totino a Ponte la rivincita del cabaret In quattro teatri Allo
Spicuzza debutta il nuovo show del duo dal titolo "Volevamo fare... i
cantanti" Al Convento le repliche di "Che tempo fa?" di Gianni
Nanfa CLAUDIA BRUNETTO Ingredienti semplici, ma sicuramente vincenti. Gag
comiche, sguardo pungente sull´attualità e tanta musica. è il mondo del cabaret
che stasera in città regna sovrano su ben quattro palcoscenici. Con una novità
molto attesa dal pubblico che ama andare a teatro soprattutto per ridere: il
debutto del nuovo spettacolo del duo Toti&Totino. "Volevamo fare... i
cantanti" replica da stasera al primo febbraio al teatro Pippo Spicuzza di
via Don Orione (venerdì e sabato alle 21,30 e domenica alle 18,30. Ingresso 15
euro, ridotto 12. Informazioni allo 091 6374626). Un omaggio alla carriera dei
due comici lunga quarant´anni che vede gli attori cimentarsi per la prima volta
anche nel canto, nel ballo e addirittura nella poesia. Lo show vede
protagonisti anche i musicisti Filippo Zampogna, Alex Magrì e Salvo Lupo. «La
nostra è una passione - racconta Toti, al secolo Toti Mancuso - cresciuta negli
anni. Abbiamo ancora qualcosa da dire alla gente e lavoriamo per farla
sorridere a fronte di una vita quotidiana che spesso ci obbliga alla tristezza.
Siamo due palermitani che amano fare teatro nella loro città all´insegna del
divertimento». Proseguono Al Convento di via Castellana Bandiera le repliche
dello spettacolo "Che tempo fa?" di Gianni Nanfa con Antonio
Pandolfo, Titti e Giuseppe Giambrone. «Niente più monologhi, né parodia finale
- spiega Nanfa - ma una nuova formula che guarda all´attualità. Dal caso Alitalia alla raccolta differenziata fino all´intramontabile situazione
dei precari. E si ride di gusto. Era dagli anni Novanta che non vedevo la gente
correre per vedere uno spettacolo. Evidentemente la voglia di ridere è grande.
Il titolo contenitore che abbiamo scelto indica che le previsioni in questo
Paese sono spesso sbagliate». Lo spettacolo si replica fino al 20 aprile
con la formula del fine settimana (venerdì alle 21,30, sabato alle 20,30 e alle
22,30 e domenica alle 18,30. Ingresso 15 euro, ridotto 11. Informazioni allo
091 6376336). Torna all´Agricantus di via Nicolò Garzilli da stasera alle 21,30
e per tutto il fine settimana "Con l´acqua alla gola" con Ernesto
Maria Ponte che firma anche la regia. In scena anche Paolo La Bruna e Valeria
D´Acquisto. Il testo scritto a quattro mani dal comico con Filippo D´Arpa
costruisce un clima tragicomico attorno al tema della solitudine. Sul
palcoscenico si confrontano la semplicità di due umili pescatori, poveri di
pensiero e di dialettica, e le riflessioni filosofiche di una giovane donna che
pensa oltre misura al significato delle cose (ingresso 15 euro, ridotto 13.
Informazioni allo 091 309636). Ancora repliche per "Agitare prima
dell´uso" in scena al Teatro Tre di via Notarbartolo fino all´8 febbraio
(venerdì alle 21,30, sabato alle 22,15 e domenica all 18,30. Informazioni allo
091 6374626). I comici Roberto Nanfa, Angelo Duro e Tiziana Martillotti
affrontano le nevrosi della nostra società: dalla pubblicità ai telefonini.
Passando per tutti i comportamenti paradossali in cui le persone si imbattono
ogni giorno. In questo contesto si intrecciano varie storie che vedono i
protagonisti andare sempre di fretta e non curarsi delle cose davvero
importanti.
( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Napoli
Gli operai di Pomigliano invadono piazza dei Martiri: "Gli industriali si
facciano sentire da Berlusconi" Fiat, la disperazione in piazza "Con
settecento euro al mese non c´è nemmeno l´oggi" Centinaia di cassintegrati
della Fiat auto di Pomigliano d´Arco hanno manifestato in piazza dei Martiri,
sotto la sede dell´Unione industriali. Rabbia e disperazione: «Se la Fiat
chiude, chiudete anche voi». Chiesto un intervento "politico" su
Berlusconi. Martedì prossimo assemblea aperta davanti ai cancelli della
fabbrica. «Si parla di crisi di lungo periodo, ma noi così
moriamo». Scudieri (Unione industriali) è ottimista: «Pomigliano uscirà dal
tunnel». Tensione anche per Atitech e nuova Alitalia, la Regione contro il governo. PATRIZIA CAPUA E ROBERTO FUCCILLO
ALLE PAGINE II E III
( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Napoli
Sit-in dei lavoratori di Capodichino. Cascetta: "Napoli
trascurata" Atitech e nuova Alitalia Regione contro governo Lonardo: Cai disponibile a un incontro.
Oggi protesta dei lavoratori Eds-Hp ROBERTO FUCCILLO è RIVOLTA in Campania
contro il governo per le politiche dei trasporti. Sulle ali della defunta Alitalia, e cogliendo l´occasione di un
dibattito in Consiglio regionale sul tema, politici e istituzioni
denunciano come anche su questo terreno il governo nazionale stia lasciando il
Mezzogiorno a se stesso. La giornata si chiude con una richiesta di incontro
col governo da parte della Regione, ma anche con la disponibilità a un vertice
da parte della Cai, la società che ha rilevato la ex compagnia di bandiera.
L´attacco viene subito messo in evidenza dall´assessore regionale Ennio
Cascetta: «I piani di Cai prevedono per un verso 8 aeromobili a Napoli rispetto
agli attuali 6. Ma dall´alto verso c´è la riduzione del numero di collegamenti
settimanali per circa il 9 per cento nel periodo invernale e per più del
( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Milano
Sea-Cai, prove di dialogo "Si può fare un buon lavoro" Moratti e Bonomi:
chiesti dettagli tecnici Sul tavolo il futuro di Malpensa e di Linate. Penati
critico: il governo ne parli qui ALESSIA GALLIONE Seduti allo stesso tavolo,
per la prima volta. Un incontro convocato a Palazzo Marino tra il sindaco
Letizia Moratti, il presidente di Sea Aldo Bonomi e i vertici di Cai Roberto
Colaninno e Rocco Sabelli. Per iniziare a lavorare insieme e capire se c´è la
possibilità di un accordo tra la società che gestisce
Malpensa e Linate e la nuova Alitalia. «Continueremo a valutare se esiste la possibilità concreta e
convincente per instaurare una partnership industriale», conferma lo stesso
Bonomi. Che adesso dice: «Confido si possa fare un buon lavoro con Cai».
Aggiungendo però: «Che poi questo lavoro produca gli effetti sperati da loro è
tutto da vedere». Ma il presidente della Provincia Filippo Penati rimane
critico: «La realtà è sotto gli occhi di tutti: debiti accollati ai cittadini,
Malpensa in ginocchio, la volontà di chiudere Linate e biglietti più cari. Il
governo venga a Milano e si impegni per la liberalizzazione delle rotte per
Malpensa e per la reintroduzione della concorrenza sulla tratta
Linate-Fiumicino». Niente è cambiato rispetto alle posizioni dei giorni scorsi.
Quelle che Colaninno e Sabelli hanno illustrato al mondo produttivo e al
presidente della Regione Roberto Formigoni: «Il doppio hub non ha funzionato in
passato e non funzionerà in futuro. Tra Milano e Roma la nostra scelta è
dettata dai numeri: Malpensa. A patto che si riveda Linate utilizzandolo solo
per la navetta Milano-Roma». Ma, almeno, da ieri, Sea ha accettato di iniziare
a trattare per capire come sviluppare gli scali milanesi: dai voli
all´handling. «Un confronto serrato e dettagliato con la nuova Alitalia», lo definisce Bonomi. «Perché abbiamo il diritto e
il dovere di valutare bene l´impatto che la loro proposta complessiva potrà
produrre sul nostro sistema aeroportuale», dice. Il sindaco e il presidente
della Sea hanno chiesto cosa Cai immagina per il futuro degli scali: «Abbiamo
chiesto una serie di dettagli dal punto di vista tecnico che ci è stato
promesso ci verranno consegnati». Ci si riaggiornerà. Al più presto. «Perché -
conclude Bonomi - non possiamo immaginare tempi troppo lunghi». Ma per
l´assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, almeno sul fronte della
convenienza, la nuova compagnia non decolla ancora: «Ho preso un comodissimo
volo easyJet da Malpensa per Roma alle 7: 55. Partito e atterrato in perfetto
orario, il tutto per 92,24 euro. Se fossi partito da Linate con il 7: 30 Cai/AirOne
sarei, invece, arrivato un´ora in ritardo e avrei speso 336 euro, quasi 4 volte
tanto: le istituzioni preposte mettano fine al monopolio di fatto sul
Linate-Roma».
( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-01-23 num: -
pag: 1 categoria: REDAZIONALE Aeroporti Vertice Alitalia-Moratti su Linate e Malpensa Una soluzione che soddisfi sia le
esigenze di Alitalia sia
quelle di Linate e Malpensa. Vertice di un'ora e mezzo ieri a Palazzo Marino
tra il sindaco Moratti e i vertici di Alitalia. A PAGINA 3 Querzé
( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-23 num: - pag: 3
categoria: REDAZIONALE Aeroporti L'incontro tra Colaninno, Moratti e Bonomi.
Penati in Tv a Milano+: propongo un'alleanza tra il Pd del Nord e la Lega sugli
scali Malpensa, ora si tratta. «Ma Cai deve scoprire le carte» Letizia Moratti
ha incontrato ieri pomeriggio i vertici Alitalia.
Un'ora e mezzo di faccia a faccia con Roberto Colaninno e Rocco Sabelli a
Palazzo Marino insieme con il presidente di Sea, Giuseppe Bonomi. Alla fine la
conferma che il clima tra la nuova compagnia e l'amministrazione comunale è
cambiato. Si tratta. In serata, partecipando alla trasmissione l'Equilibrista,
in onda su Milano+ e condotta da Simona Arrigoni, il presidente della
Provincia, Filippo Penati, ha proposto un'alleanza «tra il Partito Democratico
del Nord, che esiste ed è una realtà, e la Lega Nord per difendere Malpensa ».
Tornando al faccia a faccia Sabelli- Bonomi, il presidente di Sea ha spiegato
che «si sta lavorando per acquisire una maggiore conoscenza del progetto
industriale Alitalia: «Abbiamo il diritto e il dovere
di valutarne bene l'impatto ». Ma cosa ha messo sul piatto Alitalia
per convincere il fronte del Nord a tornare sui suoi passi? «Per ora abbiamo
parlato solo di metodo — ha risposto Bonomi —. Inoltre abbiamo chiesto una
serie di dettagli tecnici. Sono confidente che si possa fare un buon lavoro.
Che poi questo lavoro produca gli effetti sperati è tutto da verificare». Al
momento, quindi, la proposta Alitalia resta quella già
presentata nei mesi scorsi: il Forlanini ridimensionato a navetta Milano-Roma e
in cambio 14 rotte intercontinentali su Malpensa (erano 17 prima del
dehubbing). «Che questa soluzione resti insufficiente è un dato di fatto —
osserva l'assessore ai Trasporti della Regione, Raffaele Cattaneo —. Ma fa bene
Sea a valutare a fondo ogni opportunità in campo. Per di più Alitalia
resta un cliente importante di Linate e Malpensa». Dal canto suo la Lega
continua a preferire la strada della maggior concorrenza nei cieli (per
attirare nuove compagnie a Malpensa) alla trattativa con Alitalia:
«Ci siamo noi nel governo a garantire che le liberalizzazioni delle rotte
diventeranno realtà», assicura l'assessore regionale del Carroccio Davide Boni.
Intanto il centrosinistra vede il giro di incontri di Alitalia
a Milano come la certificazione della resa del centrodestra. «Le
liberalizzazioni delle rotte sono scritte sulla sabbia: il governo non ha mai
avviato questo percorso — contesta il capogruppo del Pd in consiglio,
Pierfrancesco Majorino —. La verità è che adesso si tratta sulla pelle di
Linate. Più volte abbiamo proposto al centrodestra di organizzare insieme una
manifestazione in difesa dei nostri aeroporti. La risposta è sempre stata
"no"». La proposta Al Forlanini solo la navetta Milano-Roma, ma 14
rotte intercontinentali su Malpensa Roberto Colaninno Letizia Moratti Giuseppe
Bonomi Rita Querzé rquerze@corriere.it
( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-23 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Retroscena Da Rai a Expo La Lega, i brindisi e le
promesse mancate SEGUE DA PAGINA 1 Quella proposta è rimasta nel cassetto. è
arrivato a compimento, invece, il progetto di togliere a Milano il programma
«Palcoscenico » trasferendo la redazione a Roma e la produzione a Napoli. Lo ha
deciso il direttore leghista di Raidue Antonio Marano, quello che diceva «Il problema
vero della Rai sono le lobby romane» e che oggi giustifica questa
mortificazione di Milano con l'esigenza di «contenere i costi e ottimizzare le
risorse». è successo esattamente lo stesso nella vicenda Alitalia- Malpensa. Ai tempi del governo
Prodi, l'attuale ministro Maroni aveva minacciato fuoco e fiamme per difendere
Malpensa: «è il più grave attacco al Nord degli ultimi 30 anni», tuonava
(settembre 2007). E prometteva (febbraio 2008) «Se vinceremo le elezioni
imporremo la moratoria sui tagli a Malpensa per tre anni». Allora si
parlava di ridurre i voli Alitalia su Malpensa dai
1.238 settimanali a 312. Oggi siamo a quota 201: la realtà è peggiore delle
minacce, con buona pace della moratoria. Vogliamo parlare dell'Expo? La Lega è
stata ed è fra i più convinti sostenitori dell'Esposizione universale del 2015
e quando il governo aveva bocciato la sua proposta di istituire nuove lotterie
proprio per finanziare l'Expo, l'onorevole Matteo Salvini, fedelissimo di
Bossi, aveva gridato al complotto della solita «Lobby romana». Ma nei giorni
scorsi è stato proprio un leghista, il presidente del collegio dei sindaci
Dario Fruscio, a far saltare la riunione del Cda dell'Expo. Formalmente per
motivi procedurali, in realtà come ritorsione per la mancata nomina di un
leghista nel Cda. Ovviamente non è solo la Lega a non mantenere gli impegni.
Basta ricordare quando i ds dovevano riunire periodicamente la loro direzione a
Milano o quando i ministri di Prodi dovevano avere ufficio anche qui. Ma
davvero qualcuno pensa che il Nord possa continuare ad accontentarsi delle
promesse? Claudio Schirinzi
( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-23 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Berlusconi: crisi dell'auto, subito un tavolo Il premier: interventi
non costosi per lo Stato, ma aiuteranno le vendite. Vertice il 28 «Serve
ottimismo: se gli italiani cambiano abitudini rischiamo una crisi come quella
del '29» ha detto il Cavaliere ROMA - Si terrà mercoledì prossimo un tavolo
sull'auto, a Palazzo Chigi, per discutere della crisi del settore, «uno dei
settori industriali che ha avuto il calo più profondo». Lo ha annunciato ieri
il presidente del Consiglio, precisando di essere in contatto con gli altri
Paesi europei, e in particolare con Parigi, per evitare interventi non
coordinati in materia. Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha
aggiunto che alla riunione parteciperanno Anfia, Unrae, Federaicpa e Acpa.
«Siamo in contatto costante con gli altri Paesi e naturalmente anche con la
Francia per vedere di produrre situazioni che non comportino diversità nella
competizione concorrenziale tra i Paesi nei vari settori», ha detto Berlusconi.
Sin qui l'Italia ha sempre detto di aspettare l'indicazione dell' Europa per
decidere gli interventi da assumere a sostegno del settore auto. Il governo
francese sta pensando a un piano nazionale di aiuti alle case automobilistiche
francesi da 5-6 miliardi. Il Cavaliere ha assicurato comunque che il pacchetto
di interventi allo studio non peserà troppo sulle casse dello Stato, ma
«faciliterà le vendite». Berlusconi ieri ha anche commentato più in generale la
crisi economica: «Il fatto di essere ottimista non significa non essere
realista. Sono su una posizione assolutamente indiscutibile. Dipende molto da
quello che faremo perché se ci fasciassimo la testa tutti quanti e dicessimo
basta siamo in crisi non si consumerebbe più e ci metteremo i soldini sotto il
materasso. C'è gente che addirittura dice "non dobbiamo fidarci più delle
banche": se tutti facessimo così ci sarebbe una crisi profondissima e
torneremo al 1929. Per questo continuo a rivolgere agli italiani un messaggio:
"Non cambiate le abitudini, se potete". Ovviamente se vai in cassa
integrazione le abitudini le devi cambiare per forza ed è per questo che stiamo
aumentando gli stanziamenti». Il capo del governo ha annunciato che farà una
proposta sugli strumenti finanziari ad alto rischio al prossimo G-20: «C'è una
preoccupazione globale per quanto riguarda i derivati: ci sto già lavorando con
i paesi del G8, ho una mia idea e la proporrò, anche se al momento la
dimensione dei derivati non è nota a nessuno. Noi paesi europei del G20 abbiamo
già deciso di recarci a Berlino: sarà una cena e un giorno di lavoro per
preparare la riunione di Londra». Uscendo dal Senato, a fine giornata, dopo
aver votato il provvedimento sul federalismo fiscale, il Cavaliere aggiunge che
con l'attuazione della legge «la pressione fiscale non dovrà aumentare, anzi
diminuirà». Un commento infine anche sugli esiti della vicenda
Alitalia: «è assolutamente
disonesta l'affermazione di chi dice che si è addossato agli italiani un carico
di quattro miliardi che invece Air France avrebbe fatto proprio: è veramente
una bestemmia, un'assurdità ». Bruxelles In sede Ue si è concordato su
incentivi alla rottamazione, misure fiscali e appalti pubblici Aiuti Da
sinistra, Luca Cordero di Montezemolo, Sergio Marchionne e Silvio
Berlusconi Marco Galluzzo
( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-23 num: - pag: 33 categoria: REDAZIONALE
La compagnia Minischiarita su Malpensa: Colaninno e Sabelli dal sindaco Moratti
Alitalia, l'addio di Marcegaglia Il premier:
l'italianità era un fattore imprescindibile ROMA — Sarà Emma Marcegaglia, il
presidente di Confindustria, il primo socio di Alitalia
a mettere alla prova il lock up sulle azioni previsto dallo statuto della
compagnia. Il leader degli industriali ha annunciato in un'intervista a Il Sole
24ore l'intenzione di ritirarsi: «L'operazione si è conclusa - ha detto - . Il
mio compito, quindi, si è esaurito». A questo punto la quota dello 0,88%, per
la quale la Marcegaglia spa aveva impegnato 10 milioni, è a disposizione
esclusivamente degli altri soci italiani. Ipoteticamente se nessuno
l'acquisisse, dovrebbe rimanere alla Marcegaglia, ma secondo indiscrezioni è
facile che la quota venga assorbita. Intanto la nuova Alitalia
continua a volare anche se il management sarebbe preoccupato per le
prenotazioni che si aggirerebbero sulle 100 mila al giorno, maggiori rispetto
alla fine dell'anno ma non pari alle aspettative. Una manifestazione svoltasi
ieri a Napoli ha evidenziato i problemi ancora aperti delle aziende
dell'indotto Alitalia che sono rimaste in
amministrazione controllata. Tra queste c'è l'Atitech di Pomigliano: i
lavoratori ieri hanno ottenuto l'intervento del Consiglio regionale presso il
governo per garantire il rispetto degli accordi che prevedono la costituzione
di una società tra Finmeccanica, Finteca e Alitalia
che ne rilevi l'attività. I vertici della compagnia ieri sono tornati a Milano
per incontrare il sindaco Letizia Moratti e il presidente di Sea (società di
gestione scali milanesi), Giuseppe Bonomi. Il presidente Roberto Colaninno e
l'amministratore Rocco Sabelli avrebbero ribadito l'intenzione di fare di
Malpensa l'hub di Alitalia al verificarsi del
ridimensionamento di Linate e dell'infrastrutturazione di Malpensa. Nessun
commento da parte del sindaco al termine dell'incontro. Soddisfatto è apparso
invece Bonomi che si è detto «più fiducioso» rispetto a ieri: «Continuiamo a
lavorare - ha spiegato il presidente di Sea - per valutare insieme se c'è una
possibilità concreta e convincente per instaurare una partnership industriale.
Tutti gli aspetti tecnici vanno valutati». Toni più pacati dunque, che
potrebbero sancire il ritorno al dialogo, forse favorito da un intervento di
palazzo Chigi sulle istituzioni milanesi. Ieri il presidente Silvio Berlusconi
è tornato su Alitalia attaccando l'opposizione e
replicando a Sandra Zampa, portavoce di Romano Prodi: «Chi dice che gli
italiani si sono addossati un carico di 4 miliardi che Air France avrebbe fatto
proprio, dice veramente una bestemmia» ha commentato. Il premier ha escluso di
aver favorito degli amici con la vendita della compagnia: «Non c'è nessuno tra
quegli imprenditori che si possa considerare amico mio» ha precisato.
«Berlusconi la smetta di far polemiche e si assuma le sue responsabilità» ha
replicato il ministro-ombra del Pd, Enrico Letta. La prossima settimana i
vertici di Alitalia avranno la loro prima audizione
parlamentare presso le commissioni Trasporti e Attività produttive di Camera e
Senato. La partecipazione La quota (0,88%) è a disposizione esclusiva degli
altri soci italiani La nuova Alitalia Dalla compagnia
esce Emma Marcegaglia Antonella Baccaro
( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Bari Il
caso Stessa compagnia, stesso biglietto ma sul sito Alitalia costa di più LELLO PARISE Il
trucco c´è e si vede. L´imbarco da Bari a bordo di un volo della Cai per Roma,
non ha lo stesso prezzo. E´ più caro sul sito dell´Alitalia, costa un po´ di meno su quello di Airone. Prodigi
dell´informatica o inganno della Compagnia aerea italiana? SEGUE A
PAGINA III
( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bari La
singolare discordanza tra il costo per l´identica tratta nel tariffario delle
due aziende non integrate La compagnia è la stessa, il prezzo no sul sito Alitalia il biglietto è più caro LELLO PARISE (segue dalla
prima di cronaca) E´ tutto vero e accade ovunque in Italia da dieci giorni a
questa parte. Da quando cioè Colaninno & C. prendono in mano il timone del
vettore più famoso del Belpaese. Il rodaggio, d´accordo. Però a tutto c´è un
limite. Se la questione non fosse seria, sarebbe ridicola. Ma è opportuno
procedere con ordine. Dunque: dovete andare e tornare dalla Capitale nello
stesso giorno. Decidete di prenotare l´andata per le 8 del
mattino - volo Alitalia Az
1614 - ed il ritorno per le 20,50 - il volo è sempre targato Alitalia, ma ha il numero Az 1615. Non
avete tempo da perdere e quindi ventiquattr´ore prima della partenza evitate di
scapicollarvi alla volta di un´agenzia di viaggio, ma ricorrete ad internet per
comprare il biglietto. E´ più economico, e meno faticoso procurarselo.
Sapete pure che dal 13 di questo mese, Alitalia e
Airone è come se fossero la stessa cosa. Il caso, la provvidenza degli
imbecilli, fa sì che vi ritrovate a navigare sul sito www.flyairone.it. Siete
rassicurati, perché c´è scritto a caratteri cubitali: «Airone e Alitalia insieme. Scopri tutte le novità». Scoprite appunto
che potete riservare le tratte delle 8 e delle 20,50, ancorché viaggerete su un
aereo che ha i fregi dell´Alitalia. E pagherete, per
questo, 265 euro virgola 35 centesimi. Subito dopo la curiosità - linfa e
sangue della civiltà, come predicava lo scrittore inglese Trevelyan - vi spinge
a fare capolino anche sul sito di Alitalia. A questo
punto salta fuori la novità: gli stessi voli - quelli delle 8 e delle 20,50,
ricordate? - sono disponibili, ovviamente, ma per acquistarli ci vogliono più
soldi: 282 euro virgola 41 centesimi. Per 17 euro di differenza, vince la
proposta di Airone. Dovrebbe essere identica in tutto e per tutto a quella di Alitalia, ma il mondo Cai va così e, spesso, non potete
farne a meno. Mistero in questo caso non è che un termine altisonante per dire
pasticcio. Chiedete spiegazioni ad Alitalia: ammettono
il guaio senza battere ciglio e vi fanno sapere che tutto questo succede perché
«i sistemi di vendita usati dalle due compagnie, sono diversi». Ma non ce n´è
soltanto una, di compagnia? E, se non parlassero la stessa lingua, come mai è
possibile accaparrarsi sul sito di Airone un volo Alitalia?
Sarebbe stato inimmaginabile fino a poco più di una settimana fa, non adesso.
Non si spazientiscono, ad Alitalia. Aggiungono che
conoscono il problema e che stanno studiando eventuali «azioni correttive». Nel
frattempo l´ufficio reclami di Cai sembra un vecchio Cpt dopo lo sbarco in
massa di migliaia di immigrati clandestini: affollato e pericolante. Non
soltanto «l´aereo è il mezzo più sicuro per arrivare tardi» - copyright Marco
Franchini, dg di Aeroporti pugliesi -, ma può essere perfino inutilmente caro.
Comunque signore e signori, allacciate le cinture. Sì, insomma, non osate dire
addio ad una sana abitudine. Con quello che vi costa, poi.
( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 22 - Economia
Dalla Campari all´Edf ecco quelli che rilanciano Campagna acquisti all´estero
approfittando dei ribassi in Borsa ETTORE LIVINI MILANO - Sono spariti i
private-equity. I fondi sovrani si sono volatilizzati. Il mercato è a corto di
liquidità. Eppure nel mercato delle fusioni e acquisizioni mondiali, dimezzato
a fine 2008, c´è ancora qualcuno che si muove. La mossa Fiat su Chrysler è solo
la punta dell´iceberg: c´è una pattuglia di gruppi (a dire il vero non
numerosissima), grandi e piccoli, italiani e non che da qualche mese ha
iniziato a muoversi controcorrente, sondando il mercato per approfittare dei
prezzi da saldo per consolidare il proprio business. Il Belpaese, nel suo
piccolo, ha giocato qualche carta di peso: Eni (con l´offerta da 3 miliardi su
Distrigaz di giugno) e Finmeccanica, sbarcata negli Usa con Drs, hanno
anticipato il blitz ancor più coraggioso del Lingotto. In scia si sono mosse
anche una serie di medie imprese: Campari ha fatto shopping di etichette di
pregio in Ucraina, Argentina e Messico, la Brembo (quella dei freni Ferrari) in
Brasile, mentre Recordati (farmaceutica) non ha fermato il suo piano di
shopping con due acquisizioni in Repubblica Ceca e Turchia. Di fronte alle
opportunità offerte dalla crisi non stanno con le mani in mano nemmeno le pmi:
la Sambonet ha messo nel mirino lo storico produttore di porcellane tedesco
Rosenthal. Sul fronte internazionale, l´identikit dei "cacciatori"
nell´era dei subprime è ben caratterizzato. Sono ferme le banche, preoccupate a
leccarsi le ferite o a evitare il crac. A muoversi sono invece i big di quei
settori in cui i subprime hanno fatto da catalizzatore al consolidamento. In
fermento, ad esempio, è il mondo dei produttori di energia. La francese Edf �
favorita dal crollo delle quotazioni � ha messo in carniere in due mesi a
fine 2008 British Energy e l´americana Constellation. La Rwe ha conquistato per
9,3 miliardi di euro l´olandese Essent (il maggior deal europeo dell´anno).
Tengono le antenne alzate anche i big della farmaceutica e del largo consumo,
altri settori anti-ciclici dove il crollo dei corsi azionari ha solleticato gli
appetiti di chi ha in cassa liquidità da spendere. La Johnson & Johnson ha
comprato la Mentor, King Pharmaceuticals ha staccato un assegno da 1,6 miliardi
di dollari per la Alpharma. Una cifra enorme con questi chiari di luna.
Briciole rispetto agli anni del boom: nel 2007 un´operazione di queste
dimensioni non sarebbe entrata nemmeno nella classifica dei 100 maggior accordi
made in Usa. Un altro mondo in fibrillazione è quello delle compagnie aeree. L´ingresso di Air France nel capitale della nuova Alitalia è solo un tassello del risiko
dei cieli mondiali. I cacciatori, in questo caso, sono sempre gli stessi: oltre
ai francesi ci sono Lufthansa, che ha messo le mani su Austrian e sta studiando
il dossier Sas, e la British Airways divisa tra un matrimonio a 360 gradi con
Iberia e un fidanzamento (per il momento rotto) con Qantas. Oligarchi,
emiri e fondi sovrani stanno invece in grande maggioranza alla finestra. Si
sono arricchiti con il boom del petrolio. Ma la cuccagna, con il greggio a 40
dollari, è finita. E molti di loro � presi dall´entusiasmo � sono scesi in
campo troppo presto perdendo miliardi nelle banche Usa. Ci sono però anche in
questo caso le eccezioni. L´offerta milionaria dello sceicco Al Mansour per
Kakà � ancorchè rifiutata � è il segno che c´è ancora qualcuno con i soldi
da spendere. E la scalata del russo Aleksander Lebedev al quotidiano londinese
Evening Standard dimostra che non si arresta la metamorfosi di un capitalismo
mondiale che ha il suo baricentro sempre più lontano da Wall Street.
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Roma
"Ora creiamo la città metropolitana" Provincia, approvato il
bilancio. Zingaretti: "Siamo un ente utile" CECILIA GENTILE Con 28
voti favorevoli, 10 contrari e un astenuto ieri il consiglio provinciale ha
approvato il bilancio 2009: 148,62 milioni di euro di investimenti e 479,84
milioni per le spese correnti. «E adesso via alla fase costituente della città
metropolitana di Roma», dice il presidente della Provincia Nicola Zingaretti al
termine della seduta in aula. L´approvazione in Senato della norma su Roma
Capitale ha dato nuova linfa alla sua idea di città metropolitana, che
Zingaretti vuole realizzare attivandosi su due fronti: gli incontri con il
sindaco Alemanno, a cui già ieri mattina ha chiesto un incontro, e il confronto
con i sindaci dei 120 comuni della Provincia, che cominceranno lunedì prossimo.
«La Provincia è un ente utile - ripete - Roma e il territorio intorno sono
strettamente connessi. Basta pensare all´agenda politica
degli ultimi otto mesi: Alitalia, aeroporto di Ciampino, rifiuti, inceneritore di Albano,
turismo, porto di Civitavecchia. Roma non può risolvere i suoi problemi da
sola. E il testo su Roma Capitale approvato dal Senato dimostra di aver
recepito questa impostazione, diversa da quella iniziale del vicesindaco
Cutrufo. Poteri e risorse sono dati alla città di Roma in fase
transitoria, in vista dell´istituzione della città metropolitana». Ente utile,
dunque la Provincia. E Zingaretti cerca di dimostrarlo anche con i contenuti
del bilancio appena approvato. «In questo bilancio - spiega - diamo un segnale
forte a chi è debole con fondi destinati alle famiglie disagiate e a quei
comuni che soffrono per l´abolizione dell´Ici. Ma pensiamo anche al futuro con
i temi della mobilità e della digital divede. Vogliamo assicurare il wi fi
gratuito a tutta la provincia, una forma di democrazia digitale per cui abbiamo
investito 8 milioni di euro». Nel 2009 ci saranno investimenti su scuole (42,6
mln), viabilità (60,7 mln), mobilità (15,2 mln). Riguardo alla spesa corrente,
invece, per il 2009 sono previsti incrementi rispetto al 2008 delle risorse per
economia e lavoro (pari a 78,1 mln), welfare (96,2 mln), ambiente e protezione
civile (15,3 mln). Zingaretti ha confermato l´impegno ad aprire almeno due
corridoi della mobilità al termine del mandato e ad eliminare 10 passaggi a
livello sulle linee ferroviarie dei pendolari per velocizzare il servizio.
Entro il 2011 sarà realizzato il corridoio Roma-Fiumicino e verranno avviati i
lavori delle tratte Pantano-Zagarolo e Roma-Ardea. Il bilancio della Provincia
ha stanziato anche un milione e mezzo di euro a favore dei municipi della
capitale. «Spero che nelle prossime settimane tutta l´aula si unisca per
chiedere al ministro Gelmini e al presidente Berlusconi di togliere dal Patto
di stabilità gli investimenti per la scuola - dichiara Zingaretti - Lo si è
fatto per Roma, lo si faccia per tutte le scuole della Provincia». Infine, il
ringraziamento alla Regione, che ha sbloccato 90 milioni di euro di debito
pregresso che aveva con la Provincia.
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Napoli
Gianni Lettieri, presidente degli industriali, sulla crisi Fiat
"Preoccupati per Pomigliano già allertato Palazzo Chigi"
"Avviati i contatti con i ministeri dopo la richiesta dei sindacati"
PATRIZIA CAPUA Il giorno dopo la manifestazione in piazza dei Martiri dei
cassintegrati Fiat auto di Pomigliano d´Arco, Giovanni Lettieri, presidente
dell´Unione industriali, presiede a Palazzo Partanna la riunione di
Confindustria nazionale sulla sanità privata ormai al tracollo in Campania,
perché la Regione ha una montagna di debiti verso i suoi fornitori. Presidente
Lettieri, guai da ogni versante. Le tute blu hanno detto agli imprenditori
napoletani: «Se chiude la Fiat, chiudete anche voi». «Chiudere noi? Non è
questo il problema. La situazione è grave. Per il settore auto vanno presi
provvedimenti urgenti e sostanziali, il governo deve fare presto. L´ipotesi di
interventi concertati a livello europeo è condivisibile, ma stiamo perdendo
tempo. Inghilterra, Germania e ora anche Francia si sono già mosse. Non
possiamo aspettare che sia l´Europa a decidere gli aiuti». I sindacati dei
metalmeccanici le hanno chiesto un intervento "politico" con
Berlusconi per fare chiarezza sul futuro produttivo di Pomigliano. «Il futuro
produttivo di Pomigliano sta a cuore non solo a noi ma anche al governo per il
numero di persone che vi lavorano. è dunque necessaria una seria riflessione. I
timori non sono solo sul che fare, cioè quale prodotto, ma anche sui problemi
di riorganizzazione e di costi. Gli stabilimenti devono essere competitivi. Su
questo continueremo a dialogare con i dirigenti Fiat, l´azienda è nostra
associata, noi facciamo insieme gli interessi del sistema industriale e del
territorio». Si aprirà un tavolo su Pomigliano con Regione, Comune, Provincia e
Fiat stessa? Quando? «Due anni fa c´erano problemi che riguardavano
Finmeccanica, in particolare il contrasto tra la Campania e la Puglia per la
scelta del sito in cui insediare nuove produzioni Alenia. Facemmo incontri con
Giorgio Zappa. Ci adopereremo ora per fare la stessa cosa per il settore
dell´auto, compatibilmente con la situazione del mercato». Arrivano allarmi
anche dall´Ansaldo Breda, per Eds Italia Software di
Pozzuoli si annunciano tagli, ci sono i rischi per Atitech e Nuova Alitalia a Capodichino. «La crisi è
grave, in Campania nei prossimi mesi si arriverà a una fase acuta, dobbiamo
prepararci per tempo». Che strade ci sono? «Vanno liberate risorse comunitarie
per gli ammortizzatori sociali e per gli investimenti. La settimana
scorsa l´assessore Cozzolino ha presentato un piano per finanziare le richieste
di accordi di programma. è una buona iniziativa. Se l´assessore Gabriele
assicura risorse anche per gli ammortizzatori sociali, possiamo affrontare la
fase acuta della crisi con minori preoccupazioni». Quando presenterà la nuova
squadra dell´Unione industriali? «Se ne parla a febbraio».
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Milano
Accordo con Lufthansa sulla manutenzione Berlusconi: "Il governo a Milano
per Malpensa" Berlusconi lo ripete: il Consiglio dei ministri si riunirà a
Milano. E lo farà «presto» per parlare di Malpensa. Nel frattempo, ieri, Regione e Provincia hanno incontrato i manager di Lufthansa
Technik. E hanno promesso un altro tassello per risolvere la grave crisi
occupazionale nello scalo: i tedeschi faranno manutenzione a Malpensa, qui
potrebbero essere riassorbiti un centinaio dei cassintegrati rimasti dopo
l´addio di Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIV - Milano
Un magnifico pensiero oltre lo spettro della crisi "Perché non lanciare
sconti e promozioni per mostre e teatri destinati a persone in mobilità o cassa
integrazione, come noi, che hanno tempo per la cultura?" Mi trovo
attualmente in mobilità (licenziata) e con un´amica in
cassa integrazione Alitalia
vorremmo utilizzare il nostro attuale tempo libero (che speriamo sia di breve
durata) per visitare mostre ed assistere a spettacoli teatrali con maggior
frequenza rispetto alle nostre abitudini. Purtroppo i costi dei biglietti mal
si combinano con le nostre attuali ridotte entrate. Perché non lanciare
delle promozioni (in orari e giorni abitualmente di bassa affluenza) destinati
a persone che si trovano nelle nostre stesse condizioni? Ogni persona in
mobilità o cassa integrazione ha ricevuto un "attestato" da parte
dell´Inps, che può venire mostrato alle biglietterie a supporto della riduzione
di prezzo, evitando così speculazioni. Mi auguro che istituzioni pubbliche e
private accolgano questa richiesta che non richiede alcun sforzo organizzativo,
ma solo buona volontà e disponibilità. In attesa che si riduca il prezzo del
pane, che almeno si possano avere delle rose a buon prezzo (citazione da Rosa
Luxemburg). Nadia Confalonieri - Peschiera Borromeo Gentile lettrice, mi pare
un´idea bellissima e farò in modo di fare arrivare al ministro Bondi questa
lettera, all´insegna del "non si sa mai nella vita". Mi piacerebbe
anche sentire che cosa hanno da dire altri lettori, o gestori di teatro, o
d´altri settori dello spettacolo. Fosse per me, le farei comprare il giornale a
metà prezzo... Il mondo come lo conoscevamo si va spaccando in due: non solo
tra chi ha sempre più soldi e chi ne ha sempre di meno. Ma anche tra chi si fa
modificare il seno dalla quarta alla sesta per diventare oggetto del
teledesiderio (la stessa pratica è diffusa tra le ragazzine del
sottoproletariato in Colombia, con la speranza di diventare le amanti dei boss
del narcotraffico) e chi vuole restare come madre natura e il tempo l´hanno
scolpito. Tra chi continua ad amare i libri e chi ha sfogliato l´ultimo ai
tempi della scuola. In quest´enorme bivio che ahinoi ci sta separando, gli uni
dagli altri, spuntano piccole idee, come questa, che però sottintendono un
magnifico pensiero. Avremo un maglione di meno, non prenderemo l´aperitivo, ma
chissà, quell´attore e quell´attrice ci faranno trovare un po´ d´energia perché
il "tempo libero" imposto dalla crisi sia davvero di breve durata. Al
nostro Paese serve uno scatto di reni, per farlo però dobbiamo poggiare i piedi
sul terreno solido: tra le cose più solide che abbiamo al mondo, e anche nella
vituperata Italia, c´è la cultura, anche se viene dimenticata spesso.
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Bari
Doppia tariffa sui voli, pioggia di ricorsi L´ira dei consumatori: "Una
truffa, ora Cai restituisca il maltolto" Stessi aerei ma prezzi diversi
allo studio anche un esposto all´Antitrust FRANCESCA SAVINO Richieste di
rimborso immediato. Accuse di pratica commerciale scorretta. L´ipotesi di
avviare procedure di conciliazione e allo studio persino un esposto
all´Antitrust. Il giorno dopo la denuncia di Repubblica, la differenza di
prezzo nei biglietti per lo stesso volo fra il sito di Alitalia e quello di AirOne infiamma gli animi dei passeggeri e le
associazioni di consumatori. «L´ennesimo segno di precarietà di una compagnia
ancora lontana dagli standard minimi di qualità» tuona l´assessore regionale ai
Trasporti Mario Loizzo, che preme da tempo per un incontro con l´amministratore
delegato di Cai Rocco Sabelli perché siano definiti gli assetti dei voli
pugliesi. Dalla Regione prosegue anche la battaglia per la cessione
degli slot, le fasce orarie in cui far decollare e atterrare gli aerei: «è
indispensabile che si lasci spazio ad altre compagnie aeree per garantire
l´equità delle tariffe e tutelare i trasporti. Altrimenti siamo pronti ad
appellarci all´Unione europea: non permetteremo che sia ripristinato un
monopolio» conclude Loizzo commentando la mancanza di voli e lo squilibrio dei
prezzi. In queste ore la battaglia dei passeggeri si combatte anche sui singoli
biglietti. Quelli acquistati sul sito di Alitalia
costano fino a 70 euro in più rispetto al prezzo indicato nello stesso istante
sul portale www.flyairone.it: orario, luogo, sigla e posti sono gli stessi. Il
prezzo no. «Scorretto, a dir poco. è come se in un negozio dovessi pagare per i
miei acquisti una cifra diversa a seconda della porta da cui sono entrato»
riflette l´avvocato Antonio Pinto, presidente regionale della Confconsumatori.
Dal piano pratico, il discorso si sposta su quello legale: «è una pratica
commerciale scorretta contro la quale i passeggeri hanno tutti i diritti di
ribellarsi». Dallo scorso 13 gennaio, quando Alitalia
e AirOne si sono unite in Cai, al centralino sono arrivate decine di telefonate
per segnalare un aumento dei prezzi: «Conseguenza della fusione delle due
compagnie e della diminuzione dei voli che però non siamo disposti a
tollerare». Per questo dalla Puglia partirà una battaglia contro l´alterazione
del mercato del trasporto aereo: «Stiamo studiando un esposto all´Antitrust»
anticipa l´avvocato Pinto. «In base ai prezzi dei biglietti di Alitalia, AirOne e delle low cost negli ultimi giorni, ci
sembra che ci sia stata un´impennata generale dei prezzi di certo non legata al
costo del petrolio: siamo pronti a dare battaglia». La promessa si leva anche
da Adoc Puglia: «Cai deve restituire la differenza a chi ha pagato di più per
viaggiare sullo stesso volo» rivendica il presidente Giuseppe Salamon dopo aver
appreso la notizia. L´associazione per la difesa e l´orientamento dei
consumatori è pronta ad assistere i passeggeri che si scoprano beffati e si è
impegnata a contattare i vertici della compagnia aerea italiana per eliminare
questa discordanza. «La vicenda sarebbe ridicola se non fosse tragica. è come
se Alitalia facesse da agenzia di viaggi ad AirOne, o
viceversa». La mancanza di informazioni per i viaggiatori aggrava
l´incongruenza: «Si potrebbe anche convenire sul fatto che su un sito siano stati
inseriti posti in promozione, quindi a prezzi scontati, mentre nell´altro è
stata inserita solo la tariffa ordinaria. Ma in tal caso bisognava comunicarlo
al viaggiatore» concludono da Adoc. Sulla linea della fermezza anche
Polidream-Assoutenti: «Bisogna fare riferimento alla Carta europea dei diritti
del passeggero e rivendicare la tutela dei viaggiatori» spiegano
dall´associazione. «Il problema è la mancanza di procedure di conciliazione:
stiamo combattendo per attivare questo strumento con Cai in maniera da
risolvere controversie senza ricorrere al tribunale e arrivando a un accordo
fra consumatori e azienda in poche settimane».
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 24 - Economia
L´imprenditore della sanità potrebbe essere tentato di vendere Rcs, fa gola
l´11% di Rotelli si riaprono i giochi tra i soci Pesano le forti minusvalenze.
A rischio la "terza via" tra Berlusconi e Bazoli GIOVANNI PONS MILANO
- Fino a qualche tempo fa Giuseppe Rotelli, florido imprenditore nel campo
della sanità, amava considerarsi un intellettuale costretto dalle contingenze a
gettarsi nel mondo degli affari. E la sua incursione nella Rcs Mediagroup, con
una quota iniziale del 4,95%, fu a suo dire una mossa dettata più dal cuore che
dal portafoglio, nella speranza di far tornare il Corriere della Sera alla sua
impronta veramente liberale. Ma ora gli eventi finanziari stanno mettendo a
dura prova i bilanci dell´impero di Rotelli: il crollo del titolo Rcs, al pari
degli altri nel settore editoriale, lo hanno costretto a un aumento di capitale
da 150 milioni di euro volto a ripianare la svalutazione della Pandette
finanziaria. E l´opzione che aveva acquistato nel 2006 su un altro 5,95% di Rcs
- rilevando il pacchetto che una volta fu nelle mani di Stefano Ricucci -
rischia di creare un´altra voragine nei conti del gruppo. Una rinegoziazione
dell´ultim´ora con il Banco Popolare ha permesso a Rotelli di acquistare subito
un altro 2,6% dilazionando il resto più in là nel tempo. Ma il suo peso nel
capitale della società editrice, in termini di diritti di voto, è già ora
salito al 10,9%, a cui è attaccata una minusvalenza potenziale di oltre 200
milioni. Di fronte a un tal bagno di sangue la comunità finanziaria ha
cominciato a interrogarsi sul destino di questo pacchetto di azioni, pur fuori
dal patto di sindacato ma in termini assoluti secondo solo a quello posseduto
da Mediobanca. Interrogativi che nascono in una fase in cui le grandi manovre
intorno a via Solferino sembrano avviate quantomeno verso un rimescolamento di
carte e posizioni. Sullo sfondo fanno da corollario le partite che quasi tutti
gli industriali-azionisti del Corriere hanno in corso con il governo
Berlusconi. Ligresti, Tronchetti Provera, Benetton e Intesa
Sanpaolo hanno risposto alla chiamata del premier per il salvataggio di Alitalia. Ponzano Veneto ha in ballo
anche la questione tariffe autostradali e aeroportuali mentre la Fiat, terzo
azionista di Rcs con il 10%, in queste ore sta valutando con favore l´apertura
di un tavolo governativo per gli aiuti all´auto, settore scosso dalla crisi
internazionale. Un tavolo che comunque dovrà scontrarsi con la mano
ferma di Tremonti, disposto ad allentare i cordoni della borsa solo in presenza
di un piano di sostegno europeo. Questo quadro di partite e contropartite andrà
probabilmente a incidere della sostituzione di alcuni uomini chiave ai vertici
Rcs. La poltrona più traballante è quella dell´amministratore delegato
Antonello Perricone, alla fine del mandato triennale. Ma c´è da considerare che
gli attuali vertici erano espressione di una convergenza di interessi tra
Montezemolo, Tronchetti, Della Valle e Geronzi che oggi potrebbe non essere più
tale. In teoria, su questo tavolo, la quota del 10,9% di Rotelli non dovrebbe
avere un peso specifico in quanto esterna al patto. L´imprenditore pavese pare
si stia preparando a presentare una lista di minoranza per il consiglio di
amministrazione e per il collegio sindacale dopo aver sollevato perplessità
sull´indebitamento del gruppo all´ultima assemblea. Ma con 200 milioni di
perdita in saccoccia, oggi Rotelli potrebbe essere tentato di vendere quel
10,9% di Rcs al miglior offerente. Certo non è facile trovare qualcuno disposto
a sborsare centinaia di milioni per diventare il secondo azionista del
Corriere. Ma se solo sei mesi fa Rotelli poteva ancora considerarsi una sorta
di "terza via" tra Bazoli e Berlusconi nei fragili equilibri di
poteri che governano la Rcs, ora potrebbe essere tentato di sbilanciarsi o da
una parte o dall´altra.
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 48 -
Spettacoli L´Alitalia contro la
"pasionaria" assente perché al Grande Fratello ROMA - «Alitalia ha iniziato un procedimento
disciplinare nei confronti di Daniela. Questo mi sembra ingiusto e scorretto».
Vincenzo Cerulli Irelli, l´avvocato di Daniela Martani, ora concorrente del
Grande Fratello
( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 48 -
Spettacoli Saviano a Parigi: questa città mi protegge vi spiego perché Gomorra
è fuori dagli Oscar L´Alitalia
contro la "pasionaria" assente perché al Grande Fratello ROMA - Lo
scrittore Roberto Saviano, intervistato dal Tg1 a Parigi ha spiegato
l´esclusione di Gomorra agli Oscar. «Non c´è identificazione coi personaggi
come nel Padrino, non c´è un ritmo da film criminale classico, Gomorra ha
pagato una ricostruzione della criminalità che non è piaciuta. Mi è
dispiaciuto che il capitano Cannavaro abbia detto che la vicenda danneggi
Napoli. Non credo che chi racconta il Sud in un certo modo danneggi il Paese».
Il film di Garrone tratto dal best seller è candidato come miglior film
straniero ai Cesar, gli Oscar francesi che saranno attribuiti il 27 febbraio.
Il sindaco Bertrand Delanoe gli ha consegnato la medaglia della Città di Parigi
garantendogli «la protezione della capitale francese». «Parigi» ha detto
Saviano «è città della libertà e città letteraria, dove le mie parole hanno
un´eco diversa. Parigi salva le mie parole e mi protegge».
( da "Corriere della Sera" del 24-01-2009)
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Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-01-24 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'annuncio Berlusconi interviene su Raidue: trasloco del governo
per rilanciare l'hub e l'evento del 2015 «Malpensa ed Expo, Consiglio dei
ministri a Milano» «Lo faremo, e anche presto ». La rassicurazione del premier
Silvio Berlusconi si riferisce al fantasma che aleggia tra Milano e Malpensa
ormai da oltre nove mesi. L'annuncio era arrivato infatti in campagna
elettorale, quando il Popolo delle Libertà aveva promesso: «Un Consiglio dei
ministri si farà a Napoli e uno a Malpensa». La riunione del governo in
Campania s'è fatta, così come è stato risolto lo scandalo dei rifiuti nelle
strade di Napoli. Malpensa invece non è più un hub, ha perso il 30 per cento
dei passeggeri e l'80 per cento dei voli Alitalia. E il Consiglio dei ministri?
Non s'è fatto. Nonostante annunci e pressioni della Lega siano andate avanti
senza sosta. Nell'aeroporto varesino è arrivato in compenso il set televisivo
di Malpensa, Italia, trasmissione di RaiDue inaugurata ieri sera, durante la
quale il premier è tornato ad assicurare: «Faremo un Cdm a Milano per spingere
l'Expo e anche l'aeroporto». «Era in programma — ha spiegato Berlusconi
— ma è stato rinviato per i miei impegni di politica estera». Le imprese, le
istituzioni e gli elettori lombardi del Pdl quel consiglio lo aspettavano
qualche mese fa, quando speravano ancora di poter salvare Malpensa. Si farà
ora, in un futuro non si sa quanto lontano e in una data ancora non precisata,
quando però le sorti dell'aeroporto varesino sono già segnate. Come ha
riassunto il segretario regionale della Filt-Cgil Nino Cortorillo: «Meno
cinquanta per cento del traffico merci. E soprattutto una crisi occupazionale
che coinvolge 2 mila persone tra i due aeroporti milanesi. Quello che ci
preoccupa ancor più di questi dati sono però le prospettive per il futuro».
Malpensa, la Sea e le istituzioni lombarde lottano da mesi, in solitaria, per
recuperare voli, merci e passeggeri. Un punto sul quale Berlusconi e il
ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, hanno rassicurato ieri facendo ampio
ricorso alle metafore: «Se ci saranno degli slot non utilizzati dall'Alitalia, saranno le compagnie straniere a usarli», e in questo
modo l'aeroporto potrà ripartire, «se verranno liberalizzati i voli — ha
concluso Tremonti — anche Malpensa potrà a sua volta prendere il volo». Gianni
Santucci
( da "Corriere della Sera" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2009-01-24 num: - pag: 46 categoria:
REDAZIONALE Il caso Alitalia: procedura disciplinare,
decida entro 10 giorni Ultimatum all'hostess del Grande fratello: rischia il
licenziamento Gli avvocati: pronti alla battaglia legale La concorrente avrebbe
dovuto presentarsi ieri a Fiumicino per l'imbarco sul volo AZ784, il Roma-Tokio
delle 14,50 ROMA — La nomination (e pure bella pesante), prima dei compagni
della Casa, gliel'ha spedita l'Alitalia. La compagnia
di bandiera ha infatti avviato una procedura disciplinare contro la sua hostess
Daniela Martani, dal 12 gennaio reclusa nella casa del Grande Fratello 9. E che
ieri, secondo fresco contratto, avrebbe dovuto presentarsi a Fiumicino per
l'imbarco sul volo AZ784, il Roma- Tokio delle 14,50. L'equipaggio invece è
partito senza di lei, con una sostituta rimediata in fretta. Perché al momento
la pasionaria, che per protesta contro i tagli si mise il cappio al collo, era
in piena diretta 24 ore su 24, tra letto e colazione. Un'assenza
ingiustificata, che per l'azienda mette in discussione «il rapporto fiduciario
tra dipendente e datore di lavoro». Alitalia le
rimprovera inoltre di non essersi presentata l'altroieri alla visita medica e
di aver più volte parlato male pubblicamente della compagnia. Un probabile
preludio al licenziamento in tronco. Se le va bene (ma molto) una multa o una
sospensione dal servizio. L'interessata ha 10 giorni per far conoscere le sue
ragioni. Daniela, che è stata riassunta da Cai-Alitalia
nemmeno un mese fa e con contratto a tempo indeterminato, in realtà non ne sa
niente. Gli autori del Gf non l'hanno ancora informata, ma è questione di ore.
Prima di rinchiudersi a Cinecittà però la previdente hostess ha affidato i suoi
affari all'avvocato Vincenzo Cerulli Irelli, professore di Diritto
amministrativo alla Sapienza. E che ieri, in diretta telefonica con Barbara
D'Urso a Pomeriggio Cinque ha difeso strenuamente la sua assistita: «Il
comportamento di Alitalia è ingiusto e scorretto. Per
poter partecipare al Grande Fratello la Martani aveva correttamente chiesto di
essere messa in cassa integrazione volontaria, rinunciando quindi al suo posto
di lavoro per cogliere questa nuova opportunità ». La domanda di Cig (per 2
anni e a 800 euro mensili) tuttavia è stata presentata in ritardo (e a un
azienda non in crisi), quindi difficilmente accettabile. Alessandro Cecchi
Paone, indignato ospite in studio, l'ha contestato così: «Guardi che la cassa
integrazione gliela paghiamo noi italiani, ma quale scelta coraggiosa, così si
offende chi ha perso il posto». Replica di Cerulli Irelli: «L'hanno avuta
migliaia di dipendenti, al posto di Daniela sarebbe subentrata un'altra
persona, quindi a costo zero, lei non interloquisca ». Spiega l'altro avvocato,
Alessia Montani: «La Martani certo lo sapeva che prima o poi l'avrebbero
richiamata in servizio, però una convocazione ufficiale non ci è mai arrivata,
tant'è che ne abbiamo richiesto ad Alitalia una
seconda e aspettiamo risposta. Noi siamo pronti a difenderla fino all'ultimo,
però vorremmo che quelli del Gf glielo facessero sapere. Deciderà lei se uscire
o restare ». Giovanna Cavalli Romana Daniela Martani, 35 anni, romana, è
entrata nella casa del Grande Fratello lo scorso 12 gennaio
( da "Corriere della Sera" del 24-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2009-01-24 num: - pag: 46
categoria: BREVI Cappio Daniela Martani, assistente di volo Alitalia, lo scorso settembre
alla manifestazione davanti al ministero del Lavoro
( da "Corriere della Sera" del 24-01-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-01-24 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE «Puntiamo a 40 slot su Fiumicino e 30 sul city airport milanese» La
mossa di EasyJet: pronti a volare su Linate-Roma MILANO — «Abbiamo chiesto ad
Assoclearance 40 slot a Fiumicino e
( da "Repubblica, La" del 25-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Palermo 2009,
odissea per l´occupazione in Sicilia a rischio 30 mila posti Dall´ industria ai
call center: ecco le ipotesi licenziamenti I sindacati accusano: "Ci sono
settori fermi per il disinteresse della Regione" ANTONIO FRASCHILLA Il
2009 rischia di essere un anno di non ritorno per l´occupazione in Sicilia. I
sindacati non hanno dubbi: in bilico ci sono 30 mila posti di lavoro nel
settore edile, dell´industria, dell´agroalimentare, del commercio, dei
trasporti e dei call center. «Il tutto nel disinteresse del governo regionale»,
dice Giovanna Marano, segretaria della Fiom Cgil Sicilia. Non c´è polo
industriale e manifatturiero che non veda aperte vertenze con casse
integrazioni che sembrano destinate a diventare licenziamenti. I piani
industriali dei più grandi gruppi presenti nell´Isola, dalla St Microeletronics
alla Fiat, non danno alcuna certezza per il futuro e a piangerne le conseguenze
immediate sono tutte le aziende che vi ruotano attorno. I cantieri navali a
Messina, le raffinerie a Siracusa, lo stabilimento del Lingotto a Termini
Imerese o l´Etna Valley a Catania, il vento della crisi rischia di falcidiare
interi poli sui quali si poggia il fragile sistema imprenditoriale dell´Isola,
che ha già il tasso d´occupazione più basso d´Italia, appena il 44 per cento.
Uno dei settori più a rischio è quello dell´edilizia. Secondo la Fillea Cgil
nel 2008 si sono persi in Sicilia 14 mila posti di lavoro, e altrettanti si
rischia di perderne nell´anno in corso: «I segnali che stiamo registrando sono
allarmanti, perché si è fermato il mercato delle costruzioni private - dice
Salvo Giglio, segretario regionale della Fillea - Purtroppo anche i cantieri
pubblici sono bloccati, a volte per colpa della burocrazia e non per mancanza
di fondi. Un esempio? Un´opera da 1,9 miliardi di euro come il raddoppio
ferroviario della Messina-Catania è ferma perché la Regione non ha convocato la
conferenza dei servizi». Solo a Palermo nel comparto edile sono a rischio mille
posti di lavoro: «Due aziende come la Laterifauci e la Cpc hanno fatto
richieste per 50 casse integrazioni», aggiunge Franco Tarantino. Una situazione
davvero difficile è quella dei poli industriali. A partire da quello della St
Microelettronics, che ha 4.500 dipendenti diretti e altri 4.500 nell´indotto:
l´azienda ha chiesto ai sindacati di fermare l´attività dal 31 gennaio al 9
febbraio e per tutti i fine settimana dell´anno. Inoltre ha ridotto gli appalti
esterni. Risultato? Due ditte di manutenzione, la Meridionali impianti e la
Nuova Catania, hanno messo in cassa integrazione 100 operai, mentre la Sat sta
avviando lo stato di crisi per tutti i 200 dipendenti. A Siracusa, invece, la
Erg ha tagliato gli appalti esterni, e 200 lavoratori delle imprese
dell´indotto potrebbero andare in mobilità, mentre la Siateco, azienda che
realizza pale eoliche, rischia di entrare in crisi con i suoi 240 dipendenti
(più 360 dell´indotto) perché la Regione ha bloccato le autorizzazioni a nuovi
impianti. A Messina arranca la cantieristica navale, fino a oggi volano
dell´economia industriale: Roberto Colaninno non è riuscito a vendere i
cantieri Rodriguez, con i suoi 200 dipendenti diretti e i 500 dell´indotto. A
rischio cassa integrazione sono anche i cantieri dell´Aicom, l´unica azienda
siciliana quotata in borsa, dove lavorano 400 operai compreso l´indotto. A
Milazzo le acciaierie Duferdofin hanno avviato la cassa integrazione per 350
lavoratori. Non va meglio a Palermo, dove sono a rischio 470 lavoratori nel
polo industriale di Carini, e inizia a scricchiolare anche l´indotto dello stabilimento
Fiat di Termini Imerese: «Il problema è che i grandi gruppi, a partire dalla
Fiat, non hanno piani industriali che puntino realmente sugli stabilimenti
siciliani - dice la Marano - Il tutto nel disinteresse della Regione e in
particolare dell´assessore all´Industria Pippo Gianni, che al di là dei
proclami non punta a salvaguardare l´occupazione». Anche i Cantieri navali di
Palermo potrebbero entrare in crisi, se entro l´anno non sarà assegnata una
nuova commessa: «Occorre dare certezze ai dipendenti diretti della Fincantieri
ma anche ai mille operai dell´indotto che adesso stanno lavorando dentro al
cantiere», dice Francesco Piastra della Fiom di Palermo. Nel comparto del
commercio i posti a rischio sono oltre 2.300: «Abbiamo vertenze in atto nella
grande distribuzione, come Coop e Sisa, ma anche nel settore della vigilanza e
del commercio in senso stretto, ultime le crisi della Marketing food e della
Fiorentino», dice Marianna Flauto della Uiltucs. In bilico anche i tanti
lavoratori del comparto agroalimentare e ortofrutticolo, che vede solo a
Palermo 500 posti in bilico, a partire dalle crisi della Ciprogest (ex Emmegì)
e della Mantero Polli. Mentre nei trasporti si annunciano
licenziamenti nel comparto navale e nelle aziende di trasporto privato: «La
ditta Labisi, che ha perso una commessa con Alitalia, ha annunciato 15 mobilità e in tutto il settore in bilico sono
200 posti, colpa del lavoro nero dilagante in questo settore», conclude Gaetano
Bonavia della Filt trasporti.
( da "Repubblica, La" del 25-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Napoli
L´analisi/1 Il Mezzogiorno vulnerabile Sono tornate le tute blu. Anche a Napoli
l´immagine del disagio vissuto dai cassintegrati si è conquistata la prima
pagina. Gli operai della Fiat auto di Pomigliano e dell´Atitech
e nuova Alitalia scesi in
piazza per protestare, costituiscono la punta dell´iceberg di un più estesa
sofferenza del nostro tessuto produttivo. Era prevedibile. Appena pochi giorni
fa la Banca d´Italia aveva identificato nel Mezzogiorno il destinatario più
vulnerabile della crisi: per l´inaridimento delle fonti creditizie, la
contrazione degli investimenti, il ristagno di settori portanti come l´edilizia
e il turismo. SEGUE A PAGINA XV
( da "Repubblica, La" del 25-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 21 - Economia
La compagnia ammette l´errore: "Sarà risolto entro una settimana". I consumatori chiedono risarcimenti Stesso volo a prezzi diversi
per i siti di Alitalia e
AirOne Stesso volo a prezzi diversi per i siti di Alitalia e AirOne ALDO FONTANAROSA LELLO PARISE ROMA - Sono ormai una
cosa sola. Dal 13 gennaio, la vecchia Alitalia e AirOne sono confluite nella nuova Alitalia, che è dunque una compagnia unica. Unica - attenzione -
fino a quando si tratta di pagare. Momento che può riservare qualche amara
sorpresa. Ancora oggi, i viaggiatori trovano in Internet due siti distinti (Alitalia.com e Flyairone.it) e i prezzi possono non
coincidere. Stesso volo, stesso giorno, stessa ora, stessi aeromobili ed anche
stesso orario di acquisto attraverso il Web: eppure il costo varia a seconda
che sia prenotato su un sito o viceversa su un altro. Non c´è una regola, in
questa piccola roulette russa la tariffa può essere più salata in uno come
nell´altro sito. Il fenomeno non è molto diffuso, ma esiste e può portare a
pagare anche 50 euro in più del dovuto. Un esborso extra, ad esempio, può
essere ricaduto sui passeggeri che hanno volato venerdì 23 gennaio da Napoli a
Catania, e ritorno. Partenza da Capodichino alle 7. Ritorno comodo da Catania
nel pomeriggio, alle 18. La tratta è stata percorsa dagli stessi aerei di
Airone (l´Ap 6018 e l´Ap 6019). Ma il prezzo era diverso nei due siti:
Flyairone.it chiedeva 283,95 euro, mentre Alitalia.com
333,09. Un controllo a campione ha permesso di registrare lo stesso doppio
trattamento su altri voli come il Firenze-Roma del 27 gennaio (con partenza
alle 7.15). La tratta - si obietterà - non è poi così strategica. Ma lo sono
molto di più la Bari-Roma o la Napoli-Catania (stessa musica). Un portavoce di Alitalia riconosce che l´anomalia esiste: «I due siti non
sono del tutto allineati. Si tratta di un problema informatico che contiamo di
risolvere entro la prossima settimana. Preciso che alcune discrepanze di prezzo
si registrano solo attraverso Internet. Chi compra il biglietto in un´agenzia
oppure in aeroporto, chi parla con i call center trova lo stesso prezzo per lo
stesso volo». Paolo Martinello, presidente dell´associazione Altroconsumo, è
deluso ed arrabbiato per questo errore. «Oltre ad allineare i due siti - spiega
- la nuova Alitalia deve mettere in piedi un
meccanismo che assicuri il rimborso a chi ha pagato di più». Dalla Puglia, dove
il virus del doppio prezzo sarebbe più diffuso, si fa vivo l´assessore
regionale ai Trasporti Mario Loizzo: «E´ l´ennesimo segno di precarietà di una
compagnia ancora lontana dagli standard minimi di qualità», mentre sono sul
piede di guerra le associazioni Adoc e Polidream-Assoutenti.
( da "Corriere della Sera" del 25-01-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2009-01-25 num: - pag: 37 categoria:
BREVI L'ESPONENTE DI AN Gasparri: alla hostess del Gf niente cassa integrazione BOLOGNA Maurizio Gasparri interviene sulla
vicenda di Daniela Martani, assistente di volo Alitalia ora nella Casa del Grande Fratello. «Non si conceda la cassa
integrazione alla hostess del Grande Fratello: è uno strumento di tutela per
chi rischia di perdere il posto. Ma ora leggo che qualcuno va al Grande
Fratello e la chiede: mi auguro che la Cai non la conceda. Non diamo
soldi pubblici a chi si sollazza nella casa del Gf».