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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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T ARTICOLI DEL  20-22 settembre 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (122)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Alitalia, il rilancio di epifani "ora vendiamola agli stranieri" - roma ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, il rilancio di Epifani "Ora vendiamola agli stranieri" ROMA "O il governo e il commissario trovano il modo di riaprire la trattativa con Cai, oppure io vedo una sola strada: la vendita immediata a una grande compagnia straniera, che ci può assicurare un know how industriale più forte e condizioni finanziarie più solide"

Veltroni all'attacco del premier "crisi gestita in modo dilettantesco" - mario calabresi ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Massimo D'Alema:"Il destino di Alitalia è legato a un partner internazionale e, se questo venisse trovato subito, si potrebbe arrivare prima a una soluzione positiva. Prima o poi credo sia fondamentale un partner internazionale per evitare che Alitalia sia una modesta compagnia regionale".

Alitalia, rischio stop tra 10 giorni assistenti di volo anpav: firmiamo - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Alitalia, rischio stop tra 10 giorni Assistenti di volo Anpav: firmiamo Berlusconi: guardiamo l'esempio Usa, facciamo i nostri interessi Lo scontro Fantozzi ai sindacati: pochissimo tempo e non ci sono nuove offerte. Tra breve l'Enac ritirerà la licenza alla compagnia LUCA IEZZI ROMA - Dieci giorni di tempo,

E ora i passeggeri non si fidano corsa al treno, due eurostar in più - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Crollano le prenotazioni di Alitalia che scrive alle agenzie di viaggio: si vola regolarmente la prossima settimana E ora i passeggeri non si fidano corsa al treno, due Eurostar in più Trenta voli cancellati per "ragioni operative non legate a crisi o proteste" LUISA GRION ROMA - Via dall'Alitalia, si cambia la compagnia e magari anche il mezzo.

Alitalia, la grande paura ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E si attende l'incontro con il governo Alitalia, la grande paura Con l'indotto più di 30 mila posti a rischio nel Lazio il giorno dopo l'annuncio della ritirata della Cai, nel grande piazzale del Centro Equipaggi si respira una calma carica di tensione. Convivono speranza e paura nello scalo di Fiumicino.

Occupazione, il lazio trema a rischio 30 mila lavoratori - carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Il fallimento sarebbe una catastrofe non solo per l'Alitalia e i suoi addetti", commenta Andrea Spadoni, impiegato, "ma per l'intero Paese perché la compagnia fa da perno a diverse attività industriali, commerciali e di servizio. Molti aeroporti, senza Alitalia, sarebbero costretti a chiudere".

Pd in piazza "si può salvare" ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Una iniziativa pubblica in difesa di Alitalia, AirOne e Fiumicino. La organizzerà in piazza il Pd i primi giorni della prossima settimana: la "sponsorizza" il senatore Francesco Rutelli che ribadisce che "Alitalia si può ancora salvare a patto che i soggetti interessati facciano ciascuno la propria parte e aprano al mercato".

Alitalia, il giorno della paura hostess in lacrime: perdiamo il posto - laura serloni ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina IV - Roma Alitalia, il giorno della paura Hostess in lacrime: perdiamo il posto Alemanno, Marrazzo e Zingaretti lunedì da Fantozzi Il giorno dopo il ritiro della Cai, allo scalo di Fiumicino c'è una calma carica di tensione LAURA SERLONI L'entusiasmo è durato un attimo.

Paura del ciclone alitalia ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non ci sono offerte credibili per le tratte sociali" Paura del ciclone Alitalia La Regione: a rischio i collegamenti con le isole minori Il primo effetto del ciclone Alitalia potrebbe essere lo stop ai collegamenti con le isole minori. Secondo il vice presidente della Regione Titti Bufardeci "non ci sono offerte credibili per le tratte sociali".

Al check-in di punta raisi "noi, precari in bilico" - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dal 2003 lavora come hostess di terra all'Alitalia. è una precaria, con contratti a termine che si rinnovano ogni dieci mesi. Da quando il destino della compagnia è appesa a un filo vive nel terrore di perdere il lavoro. "Noi che non siamo dipendenti potremmo essere i primi a essere mandati via", dice rigirandosi la fede al dito.

Nel call center di via cordova posto in bilico per 1.500 giovani - claudia brunetto ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il sessanta per cento di loro lavora su commesse Alitalia sia nei mercati nazionali che esteri. "Dal momento che Alitalia è proprietaria per il quaranta per cento del call center - dice Rosalba Vella, segretaria provinciale della Slc-Cgil e dipendente Alicos - e che il gruppo Almaviva ci ha informato di un buco di nove milioni di euro di fatture mai pagate dalla compagnia aerea,

Le low cost all'assalto dei cieli siciliani - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Le low cost all'assalto dei cieli siciliani Crisi Alitalia: le isole minori rischiano di restare senza collegamenti aerei Meridiana annuncia: boom di prenotazioni dal capoluogo e da Catania EMANUELE LAURIA Il primo effetto del ciclone Alitalia è quello che non ti aspetti: rischiano la paralisi i collegamenti aerei con le isole minori.

"noi, i dimenticati di punta raisi" la paura ai banchi del check-in - sara scarafia ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su tutte le prime pagine si parla solo di Alitalia. "Viaggio continuamente per Roma perché ci abita la mia fidanzata - dice un giovane in fila - senza Alitalia sarebbe un guaio riuscire a viaggiare in orari compatibili con i miei impegni". Chiunque si avvicini ai banchi della compagnia ha una parola di incoraggiamento per i lavoratori.

Palermo-roma, il quasi monopolio undici voli su diciotto possono saltare ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il quasi monopolio undici voli su diciotto possono saltare Se Alitalia fallisse davvero, Palermo si troverebbe ad essere un po' più isolata dal resto del Paese. Sui 18 voli che partono da Punta Raisi diretti a Fiumicino (diciannove con quello del sabato garantito dalla Wind jet), la compagnia di bandiera ne assicura addirittura 11.

L'alitalia in crisi si riempiono i treni - ilaria carra ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia in crisi si riempiono i treni ILARIA CARRA Code alle biglietterie e treni ordinari strapieni. La crisi Alitalia spinge i passeggeri a viaggiare su rotaia. E per far fronte al picco di affluenza degli ultimi tre giorni, circa il 12 per cento in più rispetto alla settimana scorsa, le Ferrovie dello Stato hanno programmato sulla tratta Milano-

Il buio alitalia si allunga sul "colombo" futuro a forte rischio per l'aeroporto ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Genova Il buio Alitalia si allunga sul "Colombo" Futuro a forte rischio per l'aeroporto Il caso Alitalia proietta le sue ansie sulla Liguria. Il presidente della Regione, Burlando avverte: "L'aeroporto di Genova ha 2 milioni di euro di crediti da Alitalia, se va a finir male, per noi sarà crisi seria".

Metrò, il "piano b" di zamboni - valerio varesi ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, all'osso" ha accusato Alberto Vannini dei civici, mentre il collega Daniele Corticelli ha definito la domanda di trasporto studiata dai tecnici per l'infrastruttura "finta". Il presidente dell'associazione "Il metrò che vorrei" ha anche annunciato ricorsi contro gli espropri: "ne faremo uno all'anno per i prossimi trent'

Ap alla carica "air france paghi i debiti alitalia" ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Air France paghi i debiti Alitalia" I legali di Aeroporti di Puglia stanno valutando la possibilità di esigere da Air France i crediti che la società regionale vanta con Alitalia. Il principio su cui si basa l'ipotesi allo studio in queste ore è quello dell'alleanza fra le due compagnie, unite a partire dal 2001 dallo strumento del code sharing per coordinare l'

"air france paghi i debiti alitalia" - ilaria ficarella ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tempo il credito che la società vanta nei confronti di Alitalia. Per non violare gli ostacoli disposti dalla normativa in materia, gli avvocati di Ap stanno studiando come ottenere quei tre milioni di euro non direttamente dalla compagnia di bandiera, ma dalla Air France. Nel 2001, infatti, l'Alitalia ha stipulato un'alleanza con Air France che ha permesso alla società italiana l'

"in scena vi racconto l'italia dei nuovi ricchi" - silvia fumarola ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Se andassi in scena parlando di Alitalia o di Berlusconi, sospirebbero tutti: "Non ne possiamo più". Invece racconto l'Italia dei nuovi ricchi con Naomo in pareo che urla: "I centesimi? Ma che li fanno ancora?", quando tante famiglie contano anche i centesimi; indago sui rapporti uomo-donna, sempre più complicati, con gli uomini disorientati che curano l'

Telecom, accordo su 5000 esuberi - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fabrizio Solari della Cgil osserva - con la mente ad Alitalia - che un'intesa è sempre possibile se c'è "volontà di chiudere e flessibilità". Alle 11 di ieri, intanto, iniziava il corteo dei ragazzi dei call center. Si sono radunati in piazza Esedra a Roma sotto lo slogan "Telefoni muti in tutto il Paese".

Epifani rilancia la sfida al governo "venda alitalia a un partner estero" - (segue dalla prima pagina) massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma nel caso dell'Alitalia questo è davvero l'ultimo dei problemi. La verità è che non si può trattare con la pistola alla tempia". Continuate a sottovalutare un punto: Alitalia è nell'abisso. Tutti trattano con la pistola alla tempia, non crede? "è vero. Ma tutto era già noto da un pezzo.

"alle prossime elezioni saremo al 52%" berlusconi fissa l'asticella per il pdl ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sono le sue parole che tutti hanno messo in riferimento alla vicenda Alitalia - che dobbiamo pensare sempre come un molock il libero mercato ma anche fare i nostri interessi. L'esempio è quanto accaduto negli Stati Uniti" con l'intervento del governo per salvare le grandi banche d'affari. Una crisi, però, che a suo parere "non toccherà profondamente, come qualcuno crede,

L'allarme del colle: "ora serve fiducia" - giorgio battistini ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Del pasticcio Alitalia, della partita a tre fra governo sindacati e imprenditori preferisce non dire. Non è materia del suo ufficio. In realtà ne parla, privatamente, in mattinata col presidente della Regione Veneto, Galan, che gli confida tutta la sua preoccupazione per i risvolti che l'assenza dell'Alitalia dagli aeroporti rischia di avere sui flussi turistici anche a Venezia.

La rivincita di keynes - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è una gigantesca "operazione Alitalia" fondata sullo stesso balordo, ma ormai inevitabile principio del "privatizzare i profitti" e "statalizzare i debiti". Con, alle spalle, lo stesso ricatto del fallimento epocale. Non è finito, in queste ore sconvolgenti, il capitalismo americano.

La ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-20 num: - pag: 3 categoria: BREVI La "cassa" Per Sea il "tradimento" di Alitalia ha già comportato la messa in cassa integrazione di 900 persone su 5.500.

<Al Forlanini siamo terrorizzati Tanti posti di lavoro in pericolo> ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il giorno dopo il fallimento della trattativa Alitalia, a Linate è uno soltanto: più a terra di un volo annullato. "Non sono dipendente Alitalia - dice Grazyna, che serve caffè al bar del terminal arrivi -. Ma sono preoccupata lo stesso. Se ci sarà meno gente in aeroporto, sarà un problema per tutti.

Effetto Alitalia su Linate: a rischio un volo su 2 ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: occupazione negli aereoporti da parte delle agenzie del lavoro Fallimento Alitalia: dopo la rottura delle trattative Cai-sindacati la prospettiva è più vicina. L'impatto per Milano sarebbe tutt'altro che trascurabile. Nuovi esuberi. Altri voli tagliati. E, per la Sea come come per gli altri creditori di Alitalia, conti più difficili da far quadrare.

I trasporti Le polemiche ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: eventuale taglio dei voli allo scalo di Malpensa potrebbero venire inclusi anche i tre importantissimi collegamenti intercontinentali per New York, Tokio e San Paolo La perdita del posto Per la Sea il "tradimento" di Alitalia ha già comportato la messa in cassa integrazione di 900 persone. Ma i posti persi sono molti di più: bisogna tenere conto anche dell'indotto.

Effetto Alitalia, tremano Linate e Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non mi straccio le vesti Effetto Alitalia, tremano Linate e Malpensa Il Forlanini rischia di perdere il 50% dei voli. "Migliaia i posti di lavoro in pericolo" La partita vera si gioca a Roma. Ma l'eventuale fallimento dell'Alitalia arriverà, e si farà sentire, anche a Linate e Malpensa, dove sarà a rischio un aereo su due.

Alitalia, le hostess trattano ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Veltroni attacca Alitalia, le hostess trattano Berlusconi: la situazione è molto difficile ROMA - Crisi Alitalia: le hostess trattano. Veltroni attacca, ma invita al negoziato. Berlusconi: situazione molto difficile. Tremonti esclude una rinazionalizzazione. DA PAGINA 5 A PAGINA 9 Baccaro, Cometto, M.

IL MERCATO E LA FINANZA ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non mi sembra: basta confrontare Alitalia, un'azienda che vogliamo testardamente mantenere italiana, con il Nuovo Pignone che quindici anni fa vendemmo alla General Electric. Poiché poche aziende al mondo sanno costruire turbine e compressori come il Pignone, Ge concentrò le produzioni a Firenze.

E se ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Sette Giorni IL CAVALIERE E IL SOCCORSO ROSSO E se si arrivasse a un'intesa su Alitalia tra il governo e il Pd? Se la logica delle "contrapposte convergenze" portasse Berlusconi e l'opposizione a siglare, per interessi diversi, un tacito patto, così da risolvere positivamente la vertenza? CONTINUA A PAGINA 5.

Berlusconi: situazione difficile. Le hostess trattano ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piano b" potrebbe passare al modello Swiss: Alitalia sarebbe ridimensionata e qui potrebbe tornare in gioco Air One, attraverso una fusione che aumenterebbe l'impatto della compagnia sul mercato. Antonella Baccaro Su Corriere.it la tua opinione sullo stallo nella trattativa Alitalia Il commissario Alitalia, Augusto Fantozzi.

Alitalia Governo ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Governo Sacconi e l'autonomia del sindacato Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha auspicato "una riflessione da parte delle organizzazioni che non hanno firmato circa l'assenza di alternative all'unica proposta sul campo che è quella di Cai".

I punti Mille Miglia diventano a rischio ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 9 categoria: BREVI I punti Mille Miglia diventano a rischio L'eventuale fallimento di Alitalia sarà un boomerang per chi ha punti Mille Miglia: c'è il rischio che diventino inutilizzabili, a meno che non si trovi un acquirente pronto a prenderseli come Cai.

Assalto ai treni, gli aeroporti si svuotano ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quella Roma-Milano che costituisce la nervatura delle rotte Alitalia. Le Ferrovie erano già pronte, anche perché con l'incertezza che ha sospeso in un limbo il futuro dei biglietti Alitalia è già da tempo che chi deve prenotare un viaggio ci pensa due o tre volte prima di chiamare il call center della compagnia.

Veltroni: governo isterico ma ora si cerchi un'intesa ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ho volato Alitalia". Di Pietro: dal premier non dilettantismo ma speculazione NEW YORK - "Il governo ha gestito in modo dilettantesco e isterico la vicenda Alitalia. La soluzione della vendita alla Cai non ci piace, ma è meglio del fallimento. Quindi speriamo che la discussione riprenda e gli imprenditori ascoltino le richieste dei sindacati,

Italia e America, i due volti della crisi ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esultanza A Milano come a Fiumicino, l'annuncio del ritiro dell'offerta per Alitalia da parte di Cai è stata salutata dai dipendenti con applausi e ovazioni, a dispetto dell'avvio della procedura di Cassa integrazione. Un comportamento duramente criticato da diversi esponenti di governo, e sostenuto invece da Antonio Di Pietro.

Alitalia-Lehman, il rumore e il silenzio di una sconfitta ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Italia agli Usa Le due facce del flop Alitalia-Lehman, il rumore e il silenzio di una sconfitta SEGUE DALLA PRIMA Perché "meglio falliti che in mano ai banditi ". A Canary Wharf e a Wall Street molti licenziati della Lehman Brothers hanno attraversato la strada con dignità, sfidando la gogna mediatica globale (decine di cameramen, fotografi,

<Intesa governo e piloti, Cai è pronta> ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è chi non esclude la possibilità del ritorno in campo dell'offerta su Alitalia. è Gianluigi Aponte, uno dei 18 azionisti della società guidata da Colaninno, un imprenditore che già conosce bene il mondo dei trasporti. Alla guida di Msc, una delle più grandi società di shipping del mondo, cui fa capo Msc Crociere, Aponte da diverso tempo guarda al business dei cieli.

E il 63% degli italiani è per la cordata ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: unica alternativa al fallimento di Alitalia. E il 58%, secondo un sondaggio condotto dall'Ispo di Renato Mannheimer, ritiene la proposta di Cai in grado di rilanciare la compagnia aerea. Solo per il 14% sarebbe meglio il fallimento. L'Ispo ha chiesto anche quali dovrebbero essere gli obiettivi del possibile compratore di Alitalia: il 79% vuole che siano garantite l'

Qui Lina ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 autore: di LINA SOTIS categoria: BREVI Qui Lina F antozzi: "L'Alitalia volerà finché avrà benzina". Passeggeri avvertiti, quando finisce si precipita. lsotis@corriere.it.

Le scelte di Silvio e il <soccorso rosso> ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è un'impresa titanica, e per riuscirci serve una falange macedone politica". Da Gianni Letta a D'Alema, ognuno per la propria parte lavora sotto traccia. E ognuno lancia dei segnali. Al forzista Napoli, per esempio, è stato affidato il compito di invitare Epifani ad "aver coraggio", a "sfruttare l'occasione per dimostrare che non è solo un leader sindacale ma che ha anche

Il doppio fronte di Epifani per non restare isolato ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Mentre Luigi Angeletti e Renata Polverini hanno un'idea migliore: "Perché non facciamo votare i lavoratori di Alitalia sul piano Cai?" Enrico Marro Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: segnali di disponibilità verso la proposta Cai.

La Cgil lombarda: un disastro il fallimento ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il fallimento di Alitalia sarebbe un disastro per il trasporto aereo del Paese. Per Fiumicino ma anche per Malpensa e Linate". Così, ieri, il segretario generale della Filt Cgil della Lombardia, Nino Cortorillo. Il piano Fenice della Cai prevedeva un ridimensionamento di Linate e, nello stesso tempo, non dava a Malpensa il ruolo di hub.

Pasta e fagioli La ricetta di Brunetta ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in attesa di trovare una soluzione per il collasso di Alitalia, magari ci si potrebbe tirar su gustando la pasta e fagioli del ministro Renato Brunetta (foto). Intervistato da Alain Elkann per La 7 (il servizio andrà in onda oggi), il ministro della Funzione pubblica e dell'Innovazione spiega che il suo palato il piatto indicato lo delizia così: "Soffritto,

Fiumicino, voli cancellati Lunedì alla Magliana vertice con Fantozzi ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE La crisi Alitalia Fiumicino, voli cancellati Lunedì alla Magliana vertice con Fantozzi Un "faccia a faccia" per discutere della crisi Alitalia e delle ricadute sull'indotto nel Lazio. è quello in programma lunedì al quartier generale della Magliana. Da una parte il commissario della compagnia Augusto Fantozzi,

La Roma ha scoperto di avere problemi E Spalletti va in difesa ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lì sopra puoi metterci la qualità ". è un discorso che i nuovi e qualche giovane vecchio devono ancora capire. La Reggina, invischiata nella crisi dell'Alitalia, ci ha messo mezza giornata per raggiungere Roma. A ognuno i suoi problemi. Luca Valdiserri.

La tua opinione ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it La Cai ha ritirato l'offerta per Alitalia. Deve intervenire lo Stato? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 9,1 No R 90,9 La domanda di oggi Il piano del Tesoro Usa fa volare le Borse. La crisi è superata? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

La segreteria Epi-maschi ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sventurata scelta che la confederazione rossa ha adottato nel caso Alitalia ha stemperato quelle antiche diffidenze. E sta nascendo, almeno sulla carta, una sorta di segreteria Epi-maschi. Basta leggere la soddisfazione con la quale lo stesso Cremaschi ha potuto raccontare al Riformista di ieri di aver incontrato il segretario generale della Cgil e averlo incoraggiato "a continuare così"

Ricci, lezioni di satira <Grillo? Rischia di fare l'imbonitore> ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: a spalleggiarlo con qualche battuta perché Ricci è un fiume in piena: "Ci occuperemo dell'Alitalia; andremo a controllare se la spazzatura a Napoli è davvero sparita o se l'hanno cacciata nel Vesuvio o , oppure a casa di Iervolino e Bassolino. Continueremo a controllare, come è nella nostra storia. La gente, che per il 95% ci indica gli argomenti di cui occuparci, spera in noi".

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, spiragli di soluzione Qualche spiraglio nella crisi Alitalia: l'Anpav, uno dei sindacati dissidenti (assistenti di volo), ha dato segnali di disponibilità. E ci sono segnali di distensione dall'opposizione. Ma Berlusconi sottolinea: situazione difficile.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: it Alitalia: privilegi e soddisfazioni E' ora di dire la verità: io comandante Alitalia sono un privilegiato. Infatti ho il privilegio di volare per la compagnia di bandiera; ho il privilegio di essere ambasciatore quando atterro in uno scalo estero e sulla coda dell'aereo mostro i colori dell'Italia;

DUBBI LINGUISTICI ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Con tutto il rispetto per i dipendenti Alitalia, vorrei dire solamente che a me non ha pensato nessuno! Marcello Bevilacqua pierabevilacqua@virgilio.it DISOCCUPAZIONE Strani contrasti Il mio barbiere cerca invano un lavorante; nei supermercati ci sono cartelli per cercare un macellaio;

<Mediobanca, interessati ad asset Aig> ( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come potrebbe essere il coinvolgimento in Alitalia, Nagel non commenta: "Rispondo in modo laconico, la situazione è delicata e problematica quindi il silenzio è d'oro". Infine su Telco-Telecom: arrivano fondi esteri? Nagel: "Lasciamo lavorare il management". E Pagliaro sulla quota in portafoglio: "Spero non svaluteremo mai.

Il Piemonte escluso dalle decisioni sulle rotte ( da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in conseguenza ai fatti di Alitalia. La direzione aeroportuale si riserva di riprendere i lavori quando la vicenda sarà definita". Dalle comunicazioni di Enac sembra inoltre non possa essere preso in considerazione il lavoro svolto nell'ultimo periodo. "Ci sono affermazioni che noi vogliamo contestare, anche perché la partecipazione degli Enti piemontesi,

Sagat, in bilico 6 milioni di Alitalia ( da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: poi non dimentichiamo che alla incognita di Alitalia si aggiunge la non brillante situazione di Airone". E chiarisce: "Le due compagnie insieme attualmente gestiscono quasi la metà dei voli dello scalo. Esattamente il 21,5% Alitalia e 23% Airone. Non è poco". E se Alitalia non ha qui che un piccolo ufficio a Caselle c'è, invece, uno dei quattro centri operativi di Airone in Italia.

Le hostess mollano i piloti ( da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: governo dilettante Le hostess mollano i piloti Spiragli per Alitalia. Tremonti: no alla nazionalizzazione Si riapre uno spiraglio per Alitalia: l'Anpav, il sindacato degli assistenti di volo, si dichiara disposto a firmare e spezza il fronte del "no" con i piloti. Berlusconi, però, rimane cauto: "La situazione è molto difficile".

La vendano all'estero o se la prenda lo stato - eugenio scalfari ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è un bruscolino rispetto a quanto sta accadendo sui mercati mondiali, ma è pur sempre un fatto che ci riguarda molto da vicino, mette in gioco il trasporto aereo d'una nazione, il prestigio d'un governo che è il nostro governo, la rappresentatività d'un movimento sindacale che discute e firma contratti in nome di milioni di lavoratori.

Bersani: "non posso assolvere epifani adesso il governo tiri fuori un piano b" - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non credo che una grande compagnia non sia interessata agli asset di Alitalia" "Un pezzo di esecutivo si è defilato: chi ha visto Scajola o Tremonti?" Ci vuole un grande partner industriale. Se serve un idraulico non si chiama l'elettricista Gli investitori italiani hanno la mia stima, ma si sono messi in un percorso tutto politico GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Onorevole Bersani,

"alitalia verso il fallimento" ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un milione e mezzo di spese per gli hotel scelti dai piloti "Alitalia verso il fallimento" Berlusconi: "Resta solo la Cai". Ma cresce il pressing su Lufthansa ROMA - "Per Alitalia non c'è alternativa alla Cai, se non il fallimento", ha detto ieri il premier Berlusconi. L'ipotesi di una trattativa con Lufthansa continua però a rafforzarsi.

Alitalia, aut-aut di berlusconi "sì al piano cai o fallimento" - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
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Abstract: Alitalia, aut-aut di Berlusconi "Sì al piano Cai o fallimento" Il tribunale: un milione e mezzo per gli hotel dei piloti Il premier: non ci sono alternative, impossibile la nazionalizzazione L'Anpac: vogliono trattarci peggio delle colf LUCA IEZZI ROMA - "Escludo che ci siano altre offerte per Alitalia alternative a quella di Cai e credo che si vada verso la procedura di fallimento"

Ma cresce il pressing su lufthansa e mediobanca attende una chiamata - giovanni pons ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
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Abstract: il governo dovrebbe riformulare una procedura chiamando esplicitamente al capezzale di Alitalia le compagnie straniere. Per una soluzione di questo tipo potrebbe scendere in campo in qualità di consulente Mediobanca che, al contrario di Intesa, in passato è sempre stata favorevole all'inserimento di Alitalia nella pancia di un vettore dalle spalle più forti.

Se la professione è una colpa - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
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Abstract: "unici" colpevoli (insieme al sindacato, pardon: la Cgil) dello sfascio di Alitalia. Il modello, peraltro, potrebbe essere applicato, nel prossimo futuro, ad altre figure e ad altri settori. Riconducendo, ad esempio, le difficoltà del sistema sanitario (in grande sofferenza per motivi di spesa) alle colpe dei medici.

La vendano all'estero o se la prenda lo stato - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, in blocco senza discontinuità oppure soltanto per una parte degli asset. Se il commissario di Alitalia si sottraesse a questo suo urgente e inderogabile compito verrebbe meno ai doveri del suo ufficio e sarebbe passibile d'esser messo sotto accusa da parte della Corte dei conti per aver causato grave danno erariale alle casse dello Stato.

"alitalia? meglio prenotare altri voli" ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? Meglio prenotare altri voli" Il rischio è di partire dall'aeroporto di Fiumicino con un volo Alitalia per Parigi o New York con l'incognita del ritorno. Così molte agenzie di viaggio consigliano ai propri clienti di evitare di prenotare vacanze e week end all'estero come in Italia con la compagnia aerea di bandiera.

Regione, allarme conti in rosso - carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: "Ancora qualche settimana e il Lazio rischia il tracollo". A lanciare questo Sos non è il commissario della compagnia aerea ma l'assessore al Bilancio della giunta regionale, Luigi Nieri. "Se entro pochi giorni il governo non trasferirà i 5 miliardi di euro dovuti al Lazio si dovrà assumere la responsabilità del collasso della Regione nelle cui casse sono rimasti solo 305

"alitalia? meglio se prenotate un altro volo" - valeria forgnone laura serloni ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
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Abstract: Il ritiro dalle trattative della Compagnia aerea italiana e quindi un possibile fallimento di Alitalia ha messo in allerta tutti gli operatori turistici. E sembra che per il calo delle richieste al terminal A dello scalo romano da domani sarà aperto un solo varco. "Vista la situazione, al momento consigliamo di non partire con l'Alitalia.

Massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno una preoccupazione in più sulla crisi dell'Alitalia. Preoccupazione strettamente personale. Cosa faranno senatori e deputati se, come si teme, nei prossimi giorni la compagnia di bandiera ridurrà drasticamente i voli? Angelino Alfano, di sicuro, non sarà nemmeno sfiorato dal problema perché, da ministro della Giustizia, per ragioni di sicurezza,

Biglietti e prenotazioni a rischio i tour operator tra paura e fiducia - giovanni scarlata ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche Piscopo non ha dubbi sulla sopravvivenza di Alitalia: "Sono convito che Alitalia sarà salvata e vedo nell'acquisto da parte di Air France la soluzione migliore. Mi preoccupa invece - conclude - la situazione di Air One il cui indebitamento rende la situazione assimilabile a quella della compagnia di bandiera".

Il sos dei politici: come faremo senza la "navetta"? - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia perché porta il nome del nostro Paese". Certo, su questo punto, con Air One non c'è partita. "E poi - confessa Vicari - il personale Alitalia ha modi migliori rispetto a tutte le altre compagnie". Anche Costantino Garraffa, senatore del Pd, è un "fidelizzato" Alitalia: "Abbiamo la compagnia più attenta del mondo nella sicurezza e nella manutenzione.

Gesap: in bilico 1,5 milioni di alitalia - antonio fraschilla ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 milioni di passeggeri annuali che si muovono nello scalo di Punta Raisi sono targati proprio Alitalia, con clienti molto fidelizzati, come dimostrano i dati sui movimenti nei primi sei mesi dell'anno. Nonostante la crisi della compagnia, l'Alitalia ha registrato un calo appena dell'8 per cento dei passeggeri palermitani rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Città a luci spente e politici impuniti - nino alongi ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ma da mesi tutti viviamo gli stessi problemi: i rincari dei generi di prima necessità, i disservizi della pubblica amministrazione, gli affitti alle stelle e il lavoro che non si trova o che non si trova più. Nell'Isola l'apice di questa condizione di comune sofferenza si scopre nelle due maggiori città: Catania e Palermo.

Penati avvisa rifondazione "la prossima volta niente veti" ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: anche una stoccata sia al governatore Roberto Formigoni che al sindaco Moratti sulla crisi Alitalia: "Non lo ammetteranno mai ma credo che saranno contenti del ritiro dell'offerta della Cai. Li toglie dall'imbarazzo di dover esprimere tutte le loro perplessità a un piano che lasciava a Linate soltanto la tratta Milano-Roma e riduceva drasticamente i voli internazionali da Malpensa".

"il governo della moratti ha bisogno di un tagliando" - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi è ancora impegnato nel tentativo di salvare l'Alitalia, ma tra una settimana mi ha promesso che se ne occuperà". Le risulta un veto sul nome di Paolo Glisenti? "No, ma in ogni caso questo mi sembra un problema di secondo livello". Torniamo al dopo Maiolo. Sceglierete un consigliere comunale o un esterno?

Porto, la sferza del ministro - massimo minella ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: prima di tornare a Roma per riprendere la trattativa sull'Alitalia. Ed entra nella partita più delicata, quella che riguarda il porto di Genova, travolto dalle inchieste e tuttora in una fase di stallo, in attesa che lo stesso lavoro dei magistrati si concluda e che lo scalo possa riprendere a macinare traffici.

Matteoli: "lasciate lavorare i magistrati sulle banchine tutti rispettino le norme" - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, sempre che l'operazione riesca, toccherà alla Tirrenia? "I tempi dovrebbero essere quelli. Su Alitalia si è aperto uno spiraglio, speriamo bene. Su Tirrenia bisogna agire, a fine anno finiscono le convenzioni. Ho già consultato il presidente Pecorini e tutti i presidenti delle Regioni legate al servizio svolto dalle società regionali che fanno capo al gruppo.

L'aeroporto segue la pista svizzera - luigi pastore ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e in ogni caso aperto alla presenza più massiccia di compagnie straniere. Ma intanto, compatibilmente con i destini di Alitalia, i tempi potrebbero essere più serrati: già il mese prossimo il consiglio di amministrazione potrebbe cambiare in parte, e non è da escludere l'ingresso diretto di Odone e Merlo per gestire in prima persona la fase di transizione di concerto con

Marconi, 32mila passeggeri in meno avanzano i piccoli scali come forlì ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Contando anche la crisi Alitalia, le ragioni dell'avanzamento del mercato dei voli a basso costo sono sempre più chiare. Al Marconi la compagnia irlandese regina del low cost Ryanair arriverà per la fine di ottobre e il via alle prime rotte dallo scalo felsineo è, a questo punto, attesa con ansia.

Se l'alitalia vola pugliese - michele mirabella ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina I - Bari SE L'ALITALIA VOLA PUGLIESE MICHELE MIRABELLA Il nuovo seriale televisivo "Alitalia, quando si ama" sta facendo impallidire lo share dei concorrenti e sta demolendo i precedenti del genere. La trovata del colosso televisivo trasversale Raimediaset 1.

L'alitalia un giorno sulle strade di puglia - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina IX - Bari L'ALITALIA UN GIORNO SULLE STRADE DI PUGLIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) Si spera che la fiction sull'Alitalia possa usarlo come set. Del resto, non si parla in continuazione della Puglia come nuova Hollywood? Ogni tanto ci vuole una balla che ci tiri su il morale.

"Se Alitalia fallisce Caselle vola con noi" ( da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intervista Franco Pecci BASE LOW COST Blu Express pronti a subentrare negli slot "Se Alitalia fallisce Caselle vola con noi" ANGELO CONTI Dopo Roma, nuovi collegamenti con Napoli, Bari, Palermo Chi salverà Torino dalla possibile messa a terra di Alitalia? Un imprenditore umbro, dai modi garbati e dalla straordinaria esperienza nel mondo dell'aviazione commerciale.

Vecchie glorie - salvatore geraci ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il sottoscritto, metà Alitalia e metà giornalista, si spogliava per strada, toglieva la divisa della compagnia di bandiera e volava con il presidente e il vice che spesso lo aspettavano per non fargli perdere l'aereo. Altri tempi certo. Altri rapporti, altra ironia.

Michele bocci ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tra i responsabili della situazione Alitalia, a cui bisogna saper dire di no come ha fatto lui nella vicenda fannulloni. "In luglio si è avuta una caduta dell'assenteismo per malattia di quasi il 40%, in agosto, rispetto al 2007, le stime vanno dal 40 al 50%. Non oso pensare cosa succederà a settembre.

Gelmini, proteste sul canal grande - nicola pellicani ( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il ministro contestato: la scuola non diventi come l'Alitalia Gelmini, proteste sul Canal Grande Picchetto dei bersaglieri, insorgono radicali e Sd: "Alemanno rivuole il Papa re" Letta, Pd: "Il futuro della scuola è scritto non da lei, ma dai tagli di Tremonti" Letti i nomi dei soldati uccisi il XX settembre 1870.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 8 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: far volare gli aerei sulle nostre rotte al posto di Alitalia; e piloti e personale di volo non si sostituiscono così facilmente. Logico? No, per nulla. Perché in nessun Paese serio si erogano trattamenti di disoccupazione o integrazione salariale, neppure per pochi mesi, a chi rifiuta l'offerta di un rapporto di lavoro regolare, confacente alla sua professionalità,

La tattica dell'affondamento da Spinetta a Colaninno ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vogliamo introdurre in Alitalia i principi del contratto vigente per i dipendenti Air One anche perché quel documento è stato a suo tempo negoziato con i sindacati di categoria aderenti alle confederazioni. La discussione va avanti fino a circa le 2 di notte e la riunione si scioglie con la stesura di un comunicato congiunto.

Bonanni stringe Epifani E tornano in campo i tecnici ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia fallisse (unica grande azienda pubblica a subire quel destino) non sarebbe soltanto una brutta sconfitta politica per il premier, che sul salvataggio della compagnia s'era giocato la vittoriosa campagna elettorale, ma anche per l'imprenditore che spesso, in privato, rivendica di "non aver mai chiuso un'azienda né licenziato nessuno "

I punti ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI I punti Le trattative su Alitalia La trattativa su Alitalia è in corso a tutto campo, in mano al sottosegretario Gianni Letta e al ministro Maurizio Sacconi Le accuse del governo Il ministro Claudio Scajola ha puntato il dito contro "la rigidità di alcune sigle sindacali che fa precipitare Alitalia in un baratro" Il vertice con l'Enac Adesso si guarda all'

Alitalia, Berlusconi accusa: così sarà fallimento ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Alitalia, Berlusconi accusa: così sarà fallimento "C'è solo la Cai, nessuna compagnia estera accetterà certe richieste". I piloti: ci date meno delle colf Letta (Pd): il governo ha la colpa. Però a questo punto la Cgil firmi E Rutelli: basta polemiche, Fantozzi provi a mediare ROMA - "Non ci sono alternative a Cai.

L'hostess Maruska <Giusto esultare Ho votato Silvio ma mi ha deluso> ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e io che spedisco un po' di curriculum: Klm, Alitalia, Meridiana, Volare. Qualcuno mi risponde che non si assume un'hostess con una figlia. I figli sono un problema. Invece Alitalia mi chiama. Selezione di massa, eravamo in cinquemila. Alla fine, però, mi prendono". Come precaria. "E qui arriviamo già al cuore del problema".

Il ritiro di Cai e le braccia al cielo ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Il ritiro di Cai e le braccia al cielo L'immagine che ha suscitato polemiche: l'assistente di volo Maruska Piredda esulta all'annuncio del ritiro dell'offerta per Alitalia da parte di Cai, tre giorni fa.

Alitalia Il premier ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alitalia Il premier \\ Il senso di responsabilità di alcuni partecipanti alla cordata, - coloro che ho potuto sentire direttamente - non è stato toccato, non è diminuito il senso di dovere verso il Paese.

C aro ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: uso illogico C aro Direttore l'applauso dei piloti e degli assistenti di volo, a Fiumicino, alla notizia della rottura della trattativa con la nuova compagnia Cai, col conseguente probabile fallimento di Alitalia, non è un "episodio paradossale", come qualcuno ha detto: in realtà lo si può spiegare facilmente. CONTINUA ALLE PAGINE 8 E 9.

Berlusconi: o la Cai o il fallimento ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Rutelli: basta polemiche, soluzione possibile. Enrico Letta: la Cgil firmi Berlusconi: o la Cai o il fallimento "Nessuna compagnia straniera ci starebbe". I piloti: trattati peggio delle colf ROMA - Silvio Berlusconi avverte: non c'è alternativa alla Cai se non il fallimento.

I nodi ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un capitolo che pure aveva raccolto il sì di tre importanti associazioni dei lavoratori: la Cisl, la Uil e la Ugl Il no dei piloti all'offerta Cai Sei le sigle sindacali che non hanno accettato le proposte di Cai: Filt-Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl. L'Anpav ha poi deciso di sottoscrivere l'accordo quadro su Alitalia.

L'accordo e lo strappo della Cgil ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: CISL E UIL Le tre sigle confederali danno il loro assenso all'accordo quadro proposto da Cai ma al momento di formalizzare la firma a sorpresa la Filt-Cgil si oppone insieme ai sindacati autonomi RENATA POLVERINI Il leader dell'Ugl ha firmato insieme ai segretari di Cisl e Uil l'accordo quadro con la cordata di Roberto Colaninno per il salvataggio di Alitalia.

I negoziati ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI I negoziati I tavoli Ad aprile Air France, a settembre Cai: due trattative per rilevare Alitalia che sono entrambe fallite di fronte al no di associazioni dei lavoratori come i piloti. Nella trattativa tra Cai e sindacati, dopo il sì di Cisl, Uil e Ugl, Roberto Colaninno aveva interpretato alcune dichiarazioni della Cgil come un'adesione;

Gelmini contestata a Venezia <Mi considerano eversiva> ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non facciamo della scuola un altro caso Alitalia " ha sottolineato, insistendo sulla necessità "di non dividersi di fronte a falsi problemi solo perché non si vuole vedere una realtà scomoda ". La realtà, ha denunciato la Gelmini, è fatta di una scuola che, voluta "egualitaria e inclusiva", ha di fatto appiattito verso il basso sia il mondo studentesco che quello insegnante.

Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia: "Bisogna rimboccarsi le maniche". Fidanzati al momento non ce ne sono. "Perché plurale? Uno, semmai, sono monogama. Quando arriva, arriva, non sta scritto che bisogna vivere in coppia, ho avuto storie lunghe, ora va bene così". Doti richieste: "Deve darmi serenità ma anche emozioni impreviste,

L'economia del debito ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Tornando al reale: in prima battuta, i soldi al Tesoro americano li daranno i risparmiatori, domestici e non, che sottoscriveranno emissioni aggiuntive del debito pubblico. Non bastasse, e già non basta se si guarda all'ampliamento della base monetaria in atto da tempo, sarà la Federal Reserve a comprare i nuovi titoli pubblici con carta moneta stampata per la bisogna.

Il forum di oggi ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: BREVI Il forum di oggi Noi e gli altri di Magdi Cristiano Allam L'Alitalia e la fine dei "sindacati paladini" Warin, intervenendo sulla crisi dell'Alitalia, lancia una provocazione: siamo alla fine "dell'illusione di una menzogna lunga 60 anni, di chi crede nel mito del sindacato come paladino della classe lavoratrice".

SE SI SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'insegnamento non va considerato come un'attività produttiva. Le elementari non sono l'Alitalia; lo studente non è un cliente. Sarebbe bene ricordarlo, prima di ritrovarci con i metal detector nelle classi, come accade negli Usa o in Gran Bretagna.

L'incontro ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: pag: 9 categoria: BREVI L'incontro Domani il "Tavolo interistituzionale" composto da Regione, Provincia e comuni di Roma e Fiumicino incontrerà il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi. Alemanno: "Vogliamo sapere quali sono le capacità di durata e resistenza della Compagnia in attesa di nuove operazioni industriali".

Alitalia, una fiaccolata per sostenere i dipendenti ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Fiumicino Nello scalo continua la protesta di piloti e steward Alitalia, una fiaccolata per sostenere i dipendenti Manifestazione stasera sul lungomare di Ostia Fiaccolata stasera a Ostia, organizzata da comitati di quartiere e associazioni cittadine, per sostenere i dipendenti dell'Alitalia Una fiaccolata per i dipendenti Alitalia.

Bombassei: <Contratti, ultimo appello alla Cgil> ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la fine dell'Alitalia... Una situazione che dovrebbe far riflettere, spingere a lasciar perdere politica e teoria, e pensare un po' di più all'interesse comune. E invece niente". Per Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria e responsabile delle Relazioni sindacali, quella della Cgil non è solo una chiusura.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'attacco sul caso Alitalia: "Non ci sono soluzioni alternative a Cai. Chi festeggia per il fallimento della trattativa non si rende conto della situazione. Non c'è alcuna altra offerta oltre a quella della cordata italiana ".

LA BOLLA DELLE ILLUSIONI ( da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Barbara Spinelli LA BOLLA DELLE ILLUSIONI Il baratro di cui ha parlato Berlusconi, giovedì quando s'è rotto il negoziato Alitalia e la cordata Colaninno ha ritirato la propria offerta, è la condizione in cui ci si trova ogni qual volta la realtà si vendica sull'illusione, che più o meno lungamente aveva abbagliato e confuso le menti. Ogni disincanto genera baratri.

"In campo c'è solo la Cai" ( da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Enrico Letta: colpa del premier e del sindacato "In campo c'è solo la Cai" Alitalia, la Cgil ribadisce il no. I piloti: trattati come colf Berlusconi non ha dubbi: "Cai o fallimento, chi esulta per la rottura delle trattative non capisce la situazione. Spero in un ravvedimento". Ma i piloti replicano: ci trattano peggio delle colf.

Alitalia, si riapre l'asta ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: no a nuovi negoziati Alitalia, si riapre l'asta Epifani: pronti a trattare. Lufthansa in pole position ROMA - Si riapre l'asta per la vendita dell'Alitalia. Il commissario straordinario Augusto Fantozzi pubblicherà una sollecitazione a presentare "manifestazioni di interesse" da parte di soggetti diversi dalla Cai per vedere se c'è un nuovo possibile compratore.

Fantozzi cerca nuovi acquirenti "alitalia ha nove giorni di vita" - adriano bonafede ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia ha nove giorni di vita" Epifani: con lui pronti a trattare. Sacconi: negoziato chiuso Il commissario richiederà "manifestazioni di interesse" anche dall'estero ADRIANO BONAFEDE ROMA - Il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, è deciso ad esplorare qualunque strada pur di salvare la compagnia di bandiera nei pochi giorni che rimangono da qui alla fine

Ora si viaggia con il "super sconto" e volare all'estero diventa un affare - ferdinando giugliano ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La soluzione è semplice e si chiama Alitalia. I continui ultimatum prima, ed il ritiro della Cai poi, un effetto l'hanno, infatti, sortito: la domanda di biglietti da parte dei passeggeri è crollata e Alitalia è diventata il discount dei cieli, con tariffe di parecchie centinaia di euro più basse rispetto a quelle dei suoi concorrenti.

Financial times: "per berlusconi è una umiliazione personale" ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Financial times si aspetta un imminente fallimento dell'Alitalia e lo imputa in buona misura alla promessa del premier Silvio Berlusconi di mantenere la compagnia in mani italiane. "Il nome Alitalia - scrive il quotidiano inglese nella rubrica Lex, anticipata sul suo sito internet - intelligentemente giustappone le parole "ali" ed "Italia".

Pace sindacale e ok del governo le due condizioni di lufthansa - luca iezzi ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: formale e sostanziale che tutte le vie per vendere Alitalia sono state tentate. Ma il bando potrebbe invece essere reso ancora più appetibile: oltre a vendere solo "la polpa di Alitalia" come la chiama Pierluigi Bersani (che intanto come tutto il Pd incassa la mossa di Fantozzi), potrebbero essere ulteriormente abbassati gli obblighi per chi subentra sul fronte compagnia di bandiera (

Bossi bacchetta borghezio "io a colonia non sarei andato" - cinzia sasso ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tenero perfino su Alitalia: "La cosa peggiore è farla fallire. Non si può sbattere sulla strada i piloti e la gente che lavora, bisogna salvarla e poi si trova la quadra". La Cai, dice, è l'unica soluzione; e il sindacato deve fare un passo indietro. "Malpensa ha interesse che Alitalia viva, e comunque può trovare un sacco di compagnie perché lì tutti vogliono volare"

(segue dalla prima pagina) roberto saviano ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia sarà in crisi, ma a Grazzanise, in un territorio marcio di camorra, si sta per costruire il più grande aeroporto italiano, il più vasto del Mediterraneo. Una terra condannata a far circolare enormi capitali senza avere uno straccio di sviluppo vero, e invece ha danaro, profitto, cemento che ha il sapore del saccheggio,

La gruber ricomincia da la7 ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il tema scelto per la prima puntata è "Alitalia - Il fronte del no", con ospiti in studio Fabio Berti, presidente dell'Anpac, l'associazione piloti, i rappresentanti degli assistenti di volo e l'economista Tito Boeri. E l'agonia di Alitalia è anche il tema dell'"Infedele" in onda subito dopo, alle 21.

Lo speciale sulle sfilate di milano - ultimi giorni per alitalia: cosa ne pensate? ( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: R2 Musica Seidimoda Repubblica Tv Il videoforum Il nuovo Capossela in esclusiva un brano e un video Il Cronofago un orologio da due milioni Gianni Mura e i lettori sul campionato Lo speciale sulle sfilate di Milano "Noi gay nelle forze dell'ordine" ULTIMI GIORNI PER ALITALIA: COSA NE PENSATE?.

A TORINO ( da "Stampa, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i cui aerei portavano sulle fiancate la scritta Arrivederci Alitalia. Un altro è il milionario hippie sir Richard Branson, che possiede Virgin Airlines, ed è cosi ricco da potersi permettere le astronavi. Non è colpa degli italiani, se Alitalia non può pagare i debiti. È stata una decisione europea, ed è una conseguenza del mercato internazionale, non locale.

Coppola: sul futuro Sagat la giunta faccia chiarezza ( da "Stampa, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia e Caselle Coppola: sul futuro Sagat la giunta faccia chiarezza "Martedì 23 settembre è stato convocato un CdA straordinario di Sagat. E' utile sapere quale sarà la posizione dell'amministrazione comunale, socio di riferimento, in quel incontro straordinario".

Fantozzi: Alitalia all'asta ( da "Stampa, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tra 6 giorni aerei fermi Fantozzi: Alitalia all'asta "Cerchiamo acquirenti all'estero". Cgil: pronti a trattare col commissario Non è ancora un'asta pubblica ma ci siamo quasi. Chi vuole Alitalia si faccia vivo. Il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, continua la sua azione di esploratore per individuare alternative al progetto di Cai.


Articoli

Alitalia, il rilancio di epifani "ora vendiamola agli stranieri" - roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, il rilancio di Epifani "Ora vendiamola agli stranieri" ROMA "O il governo e il commissario trovano il modo di riaprire la trattativa con Cai, oppure io vedo una sola strada: la vendita immediata a una grande compagnia straniera, che ci può assicurare un know how industriale più forte e condizioni finanziarie più solide". Il giorno dopo la disfatta politico-sindacale sull'Alitalia, Guglielmo Epifani riapre i giochi. In questa intervista a Repubblica il leader della Cgil respinge le accuse di Berlusconi, lancia segnali a Colaninno e soprattutto rilancia l'ipotesi di una cessione a un vettore internazionale. "Io personalmente vedo con favore Lufthansa, ma non sta certo a noi scegliere il partner. Tocca al governo decidere". SEGUE A PAGINA 9.

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Veltroni all'attacco del premier "crisi gestita in modo dilettantesco" - mario calabresi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Le alleanze Il danno Il segretario del Pd: Berlusconi irresponsabile. Gasparri replica: è lui il mandante della bocciatura Cgil Veltroni all'attacco del premier "Crisi gestita in modo dilettantesco" Fantozzi esamini se esistono altre compagnie interessate da British a Lufthansa Il no ad Air France ha provocato un grave danno: Air France prendeva anche i debiti MARIO CALABRESI dal nostro corrispondente new york - "Il governo ha gestito la vicenda Alitalia in un modo che sta tra l'isterico e il dilettantesco". Walter Veltroni è convinto che il fallimento delle trattative sia da addebitare completamente a Silvio Berlusconi "Non ha gestito la trattativa tra le parti, non l'ha preparata, era convinto che bastasse usare l'arma dell'ultimatum per chiuderla. Negli ultimi due giorni prima ha attaccato il capo dell'opposizione poi ha messo due dita negli occhi ai sindacati, infine come prassi ha smentito tutto. Questa vicenda ha avuto una conduzione totalmente irresponsabile". Ma il leader dell'opposizione - che parla da New York dove nei giorni scorsi ha presentato il suo ultimo romanzo che è stato tradotto in inglese - non è convinto che la situazione sia irrecuperabile, anzi auspica una ripresa del dialogo tra la Compagnia Aerea Italiana e i sindacati o l'esplorazione in tempi rapidi di altre strade. "Spero che la Cai cerchi ancora un punto di intesa, che ascolti le richieste avanzate giovedì sera da una parte delle sigle sindacali, che si apra una trattativa tra di loro. Difficile che la soluzione possa venire da un governo che si è mosso in modo scomposto e arrogante". Ma se questo non accadesse secondo Veltroni il commissario Fantozzi dovrà esplorare altri scenari: "Non esiste alcun legame automatico tra il fallimento dell'operazione Cai e la messa in liquidazione di Alitalia, ora Fantozzi ha il dovere di verificare se esistono altre compagnie disposte a rilevare la linea aerea alle stesse condizioni che venivano garantite alla cordata di Colaninno". Il leader del Pd fa riferimento al parere di un gruppo di giuristi, capitanati dal professor Schlesinger, per i quali il decreto che dà vita ad una "bad company", che si fa carico dei debiti e mette sul mercato la parte sana dell'azienda, non può essere applicato solo alla Cai. "Certo - aggiunge Veltroni - se pensiamo che c'era stato l'accordo con Air France, e i debiti in quel caso erano a carico di chi comprava, ci rendiamo conto del danno che Berlusconi creò in campagna elettorale. E' una cosa che fa rabbia: alla vendita si oppose una parte del sindacato, ma fu l'attuale presidente del Consiglio, che disse che voleva una cordata italiana e che non avrebbe riconosciuto alcuna intesa, a far deragliare la vendita. Poi il nuovo governo ha deciso che i debiti andavano caricati sulle spalle del contribuente italiano, che la normativa antitrust si sospendeva e ha cominciato a trattare con una cordata che si è costituita in via privatistica". Ora, sostiene il leader dell'opposizione, si verifichi l'interesse di compagnie straniere senza preclusioni, da Lufthansa a British: "Abbiamo bisogno di far parte di una grande alleanza internazionale". Veltroni questa volta non ha critiche da muovere a Guglielmo Epifani, cui non risparmiò attacchi quando fallì l'accordo con i francesi: "Il comportamento della Cgil è stato corretto, aveva il dovere di difendere le ragioni dei lavoratori e soprattutto del personale di terra, gente che guadagna 1300 euro al mese e a cui si chiedeva di accettare una riduzione del 30 per cento. Ma non dimentichiamo che allo stesso tempo si era detta disponibile all'accordo quadro". L'attacco a Berlusconi e la difesa di Epifani hanno scatenato la reazione della maggioranza: secondo Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, dimostrano che Veltroni "è il mandante del no della Cgil e che c'è un disegno politico dietro". E molti esponenti di Forza Italia hanno ironizzato sulla trasferta newyorkese del leader dell'opposizione usando come ritornello la definizione "romanziere". Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera, ha scomodato Italo Calvino e ha detto che "le "Lezioni americane" di Veltroni sono inaccettabili". Antonio Di Pietro invece è intervenuto per rincarare la dose delle critiche alla cordata Cai e a Berlusconi: "Non si tratta di gestione dilettantistica ma di una vera e propria speculazione finanziaria del governo". Per Massimo D'Alema:"Il destino di Alitalia è legato a un partner internazionale e, se questo venisse trovato subito, si potrebbe arrivare prima a una soluzione positiva. Prima o poi credo sia fondamentale un partner internazionale per evitare che Alitalia sia una modesta compagnia regionale".

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Alitalia, rischio stop tra 10 giorni assistenti di volo anpav: firmiamo - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, rischio stop tra 10 giorni Assistenti di volo Anpav: firmiamo Berlusconi: guardiamo l'esempio Usa, facciamo i nostri interessi Lo scontro Fantozzi ai sindacati: pochissimo tempo e non ci sono nuove offerte. Tra breve l'Enac ritirerà la licenza alla compagnia LUCA IEZZI ROMA - Dieci giorni di tempo, ma nessuna vera trattativa in corso. Il giorno dopo il ritiro dell'offerta di Cai è trascorso senza scossoni: c'è stato un breve incontro del commissario Augusto Fantozzi con Sdl, Anpac, Up e Avia. E il commissario ha rassicurato i sindacalisti che continuerà a sondare tutte le possibili alternative di vendita, almeno fino a quando lo permetteranno le disponibilità della cassa e le richieste dei fornitori. Le sigle presenti alla riunione erano quattro delle sei che non hanno accettato l'accordo quadro tra la Cai e i sindacati confederali Cisl, Uil e Ugl. Indiscrezioni danno come limite massimo prima del fallimento la fine di settembre, data entro la quale anche l'Enac potrebbe revocare la licenza. Inoltre Fantozzi ha ricordato che finora le manifestazioni d'interesse hanno riguardato solo asset minori e non l'intera attività di volo. Su questo fronte un minimo di speranza l'accende la dichiarazione dell'ad di Mediobanca Alberto Nagel: "La situazione di Alitalia è delicata per tanti versi. Il silenzio è d'oro". Delle altre due organizzazioni contrarie a Cai, la Filt Cgil non ha risposto alla convocazione, mentre gli assistenti di volo dell'Anpav hanno "rotto il fronte" firmando l'accordo. Una scelta lodata come "responsabile" dal ministro del lavoro Maurizio Sacconi. D'altronde il governo non vede altre alternative a Cai. Nel Consiglio dei ministri di ieri il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, ha dichiarato: "Togliamoci dalla testa l'ipotesi di nazionalizzazione. Non sono possibili altri interventi pubblici su Alitalia". Anche se Silvio Berlusconi ha ricordato in serata "Non credo che dobbiamo pensare sempre come un molock il libero mercato ma anche fare i nostri interessi. Guardiamo agli Usa". La "scommessa" principale del premier rimane che Cgil e Anpac finiscano per seguire il percorso dell'Anpav: "La situazione è molto difficile, molto complicata. I protagonisti non hanno capito quale responsabilità si sono assunti". Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, si dice convinto che "basterebbe una telefonata di Epifani a Colaninno per farlo tornare sui suoi passi". Il segretario della Uil, Luigi Angeletti e quello dell'Ugl, Renata Polverini, chiedono un referendum tra i lavoratori sul contratto Cai. La stessa cordata italiana però lascia intendere che il ritiro formale dell'offerta non è tattico: dall'advisor Intesa Sanpaolo fino al presidente Roberto Colaninno la partita viene considerata praticamente chiusa e solo la richiesta del premier di non lasciare nulla d'intentato tiene aperto un minimo spiraglio. Anche il socio industriale Air One ieri ha voluto ribadire la sua capacità di crescere in solitaria. In particolare ha ribadito che l'indebitamento del gruppo, complessivamente stimato intorno al miliardo di euro, è sostenibile. I debiti per l'acquisto di nuovi aerei sono di 464 milioni. "Ampiamente controbilanciati - rileva l'azienda - dal valore degli aerei e dagli anticipi di quelli in consegna che in bilancio sono iscritti tra gli attivi per un valore di mercato di 675 milioni". La holding ha un debito di 194 milioni, mentre 237 milioni di indebitamento sono legati alla gestione corrente.

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E ora i passeggeri non si fidano corsa al treno, due eurostar in più - luisa grion (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Crollano le prenotazioni di Alitalia che scrive alle agenzie di viaggio: si vola regolarmente la prossima settimana E ora i passeggeri non si fidano corsa al treno, due Eurostar in più Trenta voli cancellati per "ragioni operative non legate a crisi o proteste" LUISA GRION ROMA - Via dall'Alitalia, si cambia la compagnia e magari anche il mezzo. I passeggeri ci hanno sperato e creduto fino all'ultimo, rimuovendo l'ipotesi che tutto potesse andare a gambe all'aria, ma quando giovedì pomeriggio Cai, la cordata italiana, ha ritirato l'offerta si sono arresi all'evidenza. E sono passati al piano "B", prenotando voli alternativi e decidendo di viaggiare in treno. La mappa degli spostamenti, dunque, sta subendo una brusca svolta. Lo dicono le agenzie di viaggio, precisando che il cambio di rotta è avvenuto solo nelle ultime ore, e lo dimostrano i dati. Meridiana ed Eurofly, per esempio, hanno fatto sapere che ieri - rispetto ad una giornata media - c'è stato un aumento delle vendite del 40 per cento: boom nei voli da Linate per Roma, Catania, Palermo, Parigi e Napoli, mentre su Roma Fiumicino è esplosa la domanda per le linee su New York, Linate, Verona e Cagliari. Tant'è che la compagnia sta pensando d'intensificare dalla prossima settimana i collegamenti fra Roma e Milano. Anche Air One ammette una "crescita considerevole dei passeggeri". Ma l'idea di potenziare l'offerta è già messa in pratica da Trenitalia: da quando la compagnia di bandiera è in bilico gli italiani hanno riscoperto binari e carrozze. La tendenza aleggiava da qualche giorno, ma da quando Cai se n'è andata lo slogan ritmato da hostess e piloti ("tutti in treno, tutti in treno!") è diventato realtà. Ieri era impossibile trovare un biglietto sulla linea Milano-Roma: le richieste negli ultimi tre giorni sono aumentate del 12 per cento e per farvi fronte le Ferrovie hanno fatto partire due treni speciali con fermate a Firenze e Bologna. Ma con il nuovo orario (14 dicembre) l'offerta sulla tratta sarà raddoppiata: nelle ore di punta partirà un treno ad alta velocità ogni 15 minuti e le Ferrovie puntano a passare, in due anni, dall' attuale quota di mercato del 12 per cento al 60. Alitalia quindi soffre: non fornisce cifre, ma ammette che le vendite sono diminuite. Ieri la compagnia ha cancellato trenta voli precisando che la scelta "è stata dettata da motivi operativi e non legati alla protesta o alla crisi" (la quota, si sottolinea, rientra negli standards), e ha inviato un messaggio rassicurante alle agenzie di viaggio garantendo voli regolari per tutta la prossima settimana. Dopo, appunto si vedrà: per ora, assicura la Fiavet (la Federazione delle agenzie) la situazione è sotto controllo. "I clienti s'informano e vogliono essere rassicurati sulle partenze, ma fino a giovedì pomeriggio hanno continuato a comperare biglietti Alitalia - afferma il presidente Giuseppe Cassarà - poi nelle ultime ore le cose sono cambiate: nessuno si aspettava che la compagnia potesse veramente arrivare a fallire". Certo, ammette "bisogna pensare anche ai 3 mila italiani in giro per il mondo con biglietti della compagnia di bandiera e assicurare loro il rientro": per sbrigare la matassa delle possibili richieste di rimborsi ("che saranno garantiti") e gestire la situazione critica, Fiavet ha comunque deciso di mettere in piedi un Comitato di crisi. "Ma almeno fino ad ora non c'è stato alcun panico, le richieste di rimborsi e cancellazioni sono al minimo" conferma Pasquale Chiavello, presidente di Cisalpina tour, colosso delle agenzie di viaggio : "I clienti - dice - si fidavano di Alitalia ".

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Alitalia, la grande paura (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma Hostess in lacrime a Fiumicino. Intanto Alemanno vedrà Fantozzi lunedì. E si attende l'incontro con il governo Alitalia, la grande paura Con l'indotto più di 30 mila posti a rischio nel Lazio il giorno dopo l'annuncio della ritirata della Cai, nel grande piazzale del Centro Equipaggi si respira una calma carica di tensione. Convivono speranza e paura nello scalo di Fiumicino. Assistenti di volo in lacrime. Altre raccontano: "Ho una figlia di 9 anni da crescere e viviamo solo con il mio stipendio. Ma cosa le racconto quando torno a casa, che la sua mamma dopo 23 anni passati in Alitalia è un esubero". Intanto Provincia, Regione e Comune si incontreranno lunedì con il commissario straordinario dell'azienda, Augusto Fantozzi. Un tavolo tra le varie istituzioni per cercare di fronteggiare questa "drammatica emergenza", sottolinea Alemanno. E infatti sono 30mila i lavoratori che nel Lazio rischiano di perdere il lavoro. Il senatore Francesco Rutelli invece propone al Pd romano di organizzare una manifestazione per i primi giorni della prossima settimana. CARLO PICOZZA E LAURA SERLONI ALLE PAGINE II E III.

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Occupazione, il lazio trema a rischio 30 mila lavoratori - carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Roma Occupazione, il Lazio trema a rischio 30 mila lavoratori Pesanti le conseguenze anche sull'indotto in caso di fallimento CARLO PICOZZA Torna la paura per trentamila famiglie nel Lazio. L'assillo di finire sulla panchina della disoccupazione investe quanti, a Roma e nel resto della regione, vivono del lavoro in Alitalia e nella sua galassia. Tutti attraversati da preoccupazioni e affanni. Via l'entusiasmo di un attimo, via il sollievo che due giorni fa avevano assalito più di mille tra hostess, steward e piloti, raccolti nello slargo del Centro equipaggi all'annuncio del ritiro della cordata dei 16 imprenditori della Cai ("Meglio falliti che in mano a ?sti banditi"). Ora i sindacati, gli amministratori, le segreterie di partito danno di conto sugli esiti sociali di un possibile tsunami sull'occupazione Alitalia. Dei ventimila dipendenti diretti - con contratto a tempo indeterminato (17 mila) o determinato (2 mila e 800) - almeno due terzi (intorno ai 14 mila) abitano a Roma e dintorni. Poi c'è l'indotto. è stimato in un addetto e mezzo per ogni dipendente Alitalia. E fanno altri 19 mila e cinquecento. Di questi, intorno ai quindicimila risiedono nella capitale e nelle altre quattro province. Così, ai piloti (quasi mille e 500), agli assistenti di volo (oltre 3 mila), al personale di terra (più di 9 mila), si aggiungono i 4 mila 262 dipendenti delle imprese di pulizia in aeroporto, degli aerei, di quelli del catering, delle mense, dei lavaggi, di free shop, bar e ristoranti, della sicurezza. Poi ci sono i 2 mila dei trasporti (bus turistici, navette aeroportuali, taxi), i 3 mila impegnati in "altri servizi" e altre centinaia di lavoratori occupati nei comparti "industriali" dell'energia e della meccanica. "Il fallimento sarebbe una catastrofe non solo per l'Alitalia e i suoi addetti", commenta Andrea Spadoni, impiegato, "ma per l'intero Paese perché la compagnia fa da perno a diverse attività industriali, commerciali e di servizio. Molti aeroporti, senza Alitalia, sarebbero costretti a chiudere". "Ma", è convinto Spadoni, "noi resisteremo e difenderemo la compagnia per orientarla verso la trasformazione in pubblic company". Intanto sono partite le procedure per la cassa integrazione a rotazione con consistente taglio di retribuzione per i dipendenti: "Continuiamo a pagare lo sfascio prodotto dalle ingerenze della politica, dagli assalti dei manager e dal corporativismo dei sindacati". Roberto Valenti la prende da lontano: "Sono uscito dalla Cgil il 18 settembre 2004", racconta, "con la firma dell'accordo con Cimoli: un miliardo di euro di ricapitalizzazione per un piano industriale che ha spostato i voli internazionali a Malpensa. Una scelta costata 200 milioni l'anno a tutti noi. Già allora si sapeva che sarebbe finita così". Ora Valenti propone di "lasciare al commissario lo stipendio di ottobre": "L'Alitalia siamo noi", ripete al megafono e nei crocchi che presidiano l'aeroporto. "Non riusciranno a farla fallire".

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Pd in piazza "si può salvare" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Roma L'iniziativa Pd in piazza "Si può salvare" Una iniziativa pubblica in difesa di Alitalia, AirOne e Fiumicino. La organizzerà in piazza il Pd i primi giorni della prossima settimana: la "sponsorizza" il senatore Francesco Rutelli che ribadisce che "Alitalia si può ancora salvare a patto che i soggetti interessati facciano ciascuno la propria parte e aprano al mercato". La decisione di una mobilitazione è stata presa al termine dei vari contatti telefonici avuti da Rutelli col sindaco Alemanno, con Gianni Letta, con Augusto Fantozzi, con esponenti sindacali e con il ministro ombra del Pd Bersani. E l'ex sindaco di Roma ha sottolineato che "il tracollo del distretto del volo porterebbe conseguenze irreparabili, per molti anni, sul sistema produttivo, del turismo e dei servizi del territorio romano".

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Alitalia, il giorno della paura hostess in lacrime: perdiamo il posto - laura serloni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IV - Roma Alitalia, il giorno della paura Hostess in lacrime: perdiamo il posto Alemanno, Marrazzo e Zingaretti lunedì da Fantozzi Il giorno dopo il ritiro della Cai, allo scalo di Fiumicino c'è una calma carica di tensione LAURA SERLONI L'entusiasmo è durato un attimo. Gli applausi e le bandiere sventolate sono state "la reazione di persone che da giorni vivono sotto pressione", ripetono hostess e steward. E la "vittoria è stata solo verso un contratto che ci umiliava", raccontano i piloti. Ma il giorno dopo l'annuncio della ritirata della Cai, nel grande piazzale del Centro Equipaggi si respira una calma carica di tensione. Convivono speranza e paura nello scalo di Fiumicino. I volti sono cupi. C'è chi scoppia in un pianto a dirotto. Chi si dispera perché "senza un lavoro cosa dico a mia figlia quando torno a casa" e chi ha scoperto di essere incinta da un mese e la normale reazione di gioia si è trasformata in uno sfogo di disperazione. "Stavo lavorando su un volo intercontinentale, ma nel momento di riposo quando ero sola in cabina sono scoppiata a piangere - si sfoga Marina L. - è un dramma per me. Ho una figlia di 9 anni da crescere e viviamo solo con il mio stipendio. Ma cosa le racconto quando torno a casa, che la sua mamma dopo 23 anni passati in Alitalia è un esubero. E sta in mezzo a una strada per colpa della pessima gestione della società". è fiera di essere un'assistente di volo Marina, ma ora "spero solo in un miracolo". E aggiunge: "La paura mi paralizza non mi permette di fare nulla. L'ho messa in un cassetto, se tutto dovesse sgretolarsi andrò a stirare le camice a 8 euro meglio dell'euro e ottanta che ci offrivano con quel contratto". Dipendenti e precari fuori dagli orari di lavoro non vanno a casa. Restano nella piazza, uniti. "Così ci facciamo coraggio - dice Andrea Corvescie - Anche perché è meglio stare qui, arrivano notizie ogni minuto. Dall'angoscia di perdere quello che sono riuscito a costruirmi con sacrificio e sudore dopo 17 anni non riesco neanche a dormire la notte". Andrea racconta di essere appena tornato da 12 giorni di ferie, ma "non sono andato da nessuna parte... le mie vacanze l'ho passate in aeroporto con tutti gli altri colleghi". E subito fa eco Mauro Torti, assistente di volo: "La mia unica speranza è che si trovi qualcuno che acquisti Alitalia e ci garantisca dei contratti dignitosi, ma come potevamo accettare di essere mandati dall'altra parte del mondo con un'indennità di 20 euro". Intanto Provincia, Regione e Comune si incontreranno lunedì con il commissario straordinario dell'azienda, Augusto Fantozzi. Un tavolo tra le varie istituzioni perché "è giunto per tutti il momento di mostrare responsabilità - commenta il sindaco Alemanno - le forze sindacali e quelle politiche, le istituzioni e gli imprenditori devono riuscire a trovare un punto di intesa che sblocchi una situazione che rischia di diventare drammatica". E il senatore Francesco Rutelli indica quattro mosse per risolvere la vicenda: "Alitalia può continuare a volare per almeno 20-30 giorni, si devono proporre dei contratti credibili, basati sugli standard delle principali compagnie europee, si deve aprire una procedura di mercato che, una volta chiuse le intese sindacali, potrebbe consentire a Air France, Lufthansa e British di accedere ad un'opportunità rilevante e le forze produttive e sociali di Roma dovrebbe far fronte comune con le istituzioni". E Mario Canapini, sindaco di Fiumicino interviene: "Sappiamo che se non si troverà una soluzione, per Fiumicino sarà emergenza sociale".

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Paura del ciclone alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Palermo Missione romana del vicepresidente Bufardeci al ministero dei Trasporti: "Non ci sono offerte credibili per le tratte sociali" Paura del ciclone Alitalia La Regione: a rischio i collegamenti con le isole minori Il primo effetto del ciclone Alitalia potrebbe essere lo stop ai collegamenti con le isole minori. Secondo il vice presidente della Regione Titti Bufardeci "non ci sono offerte credibili per le tratte sociali". I vettori minori sono pronti all'assalto degli slot vuoti e attendono di capire cosa ne sarà della compagnia di bandiera. EMANUELE LAURIA A PAGINA II.

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Al check-in di punta raisi "noi, precari in bilico" - sara scarafia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Palermo Le storie Al check-in di Punta Raisi "Noi, precari in bilico" SARA SCARAFIA Giovanna ha trent'anni. Dal 2003 lavora come hostess di terra all'Alitalia. è una precaria, con contratti a termine che si rinnovano ogni dieci mesi. Da quando il destino della compagnia è appesa a un filo vive nel terrore di perdere il lavoro. "Noi che non siamo dipendenti potremmo essere i primi a essere mandati via", dice rigirandosi la fede al dito. è sposata ma non ha ancora figli. "E come si fa senza un lavoro fisso? Speravo che adesso, dopo quasi sei anni, l'assunzione fosse vicina. E invece da un giorno all'altro rischio di ritrovarmi per strada". SEGUE A PAGINA III.

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Nel call center di via cordova posto in bilico per 1.500 giovani - claudia brunetto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Palermo Il caso La struttura di Alicos gestisce prenotazioni e assistenza su tutto il territorio nazionale Nel call center di via Cordova posto in bilico per 1.500 giovani Rosalba Vella "L'azienda vanta crediti verso la compagnia per 9 milioni di euro" CLAUDIA BRUNETTO Lo spettro del fallimento Alitalia pende anche sui 1.500 lavoratori del contact center Alicos, che da Palermo gestisce in outsourcing le chiamate dei clienti della compagnia aerea: dalle prenotazioni all'assistenza. Con più di cinquecentomila biglietti emessi ogni anno per una cifra d'affari complessiva di oltre 22 milioni di euro. I dipendenti della Alicos tutti assunti a tempo indeterminato - gli ultimi lavoratori a progetto sono stati stabilizzati lo scorso anno - fanno capo al gruppo Almaviva. E il sessanta per cento di loro lavora su commesse Alitalia sia nei mercati nazionali che esteri. "Dal momento che Alitalia è proprietaria per il quaranta per cento del call center - dice Rosalba Vella, segretaria provinciale della Slc-Cgil e dipendente Alicos - e che il gruppo Almaviva ci ha informato di un buco di nove milioni di euro di fatture mai pagate dalla compagnia aerea, c'è il serio rischio che nell'arco di un paio di mesi non vengano più pagati gli stipendi dei lavoratori con un conseguente crollo della società. Ma il servizio della Alicos è fondamentale. Come rappresentanti Cgil, Cisl e Uil aziendali e di categoria abbiamo incontrato l'altro ieri l'assessore regionale al Lavoro Carmelo Incardona. Adesso ci muoveremo organizzando assemblee di lavoratori per sensibilizzare l'opinione pubblica". Così il clima nella sede di via Cordova si è fatto ogni giorno più teso e i dipendenti fra speranze e preoccupazioni attendono l'evolversi della loro sorte. C'è chi con quei seicento euro al mese per quattro ore di lavoro al giorno ha acceso un mutuo per comprare una casa, chi paga le rate dell'auto o della moto. E chi forte di essere assunto a tempo indeterminato ha deciso di convolare a nozze. "Sono molto angosciata - dice Manuela Falletta, trentatreenne da sei anni con la formula part-time alla Alicos - Non so cosa prevedere per il mio futuro. Sono sposata e il mio stipendio va interamente per il mutuo della casa, con quello di mio marito invece cerchiamo di coprire le altre spese. Nel cassetto ho una laurea a pieni voti in scienze politiche, ma in questa città non si trova lavoro, se ci tolgono anche questo call center non so cosa possiamo fare". è dello stesso parere Vanessa Di Giorgio che contribuisce con il suo stipendio alle spese familiari: "è difficile trovare un altro lavoro - dice - Qui poi abbiamo un contratto a tempo indeterminato". Anche Valentina Traina vive soltanto con lo stipendio Alicos: "Si respira un'atmosfera di incertezza in questi giorni - dice la ragazza - Sappiamo di essere a rischio, ma speriamo di essere salvati dal tracollo definitivo". Per qualcuno l'eventuale crisi di Alicos sarebbe l'occasione per lasciare definitivamente la città. "Ho tentato di farmi strada qui - dice Luigi Carollo assunto da cinque anni - Se questa cosa fallisce mi trasferisco a Milano e non se ne parla più. Qui non c'è niente, il call center è una delle poche chance". E proprio in queste settimane, cinquanta dipendenti stanno seguendo un corso di formazione per passare dal call center Tim a quello Alitalia all'interno della Alicos entro il mese di ottobre. "Sembra uno scherzo del destino - commenta Vincenzo Sasso 28 anni - A questo punto si affidiamo alla fortuna. Ho le rate della macchina da pagare e non saprei come fare senza lavoro da un giorno all'altro".

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Le low cost all'assalto dei cieli siciliani - emanuele lauria (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Palermo L'Enac La responsabile La hostess Per tanti entrare in azienda è stata una svolta i ragazzi fanno turni massacranti e parecchi prendono meno di mille euro Se davvero dovesse arrivare il fallimento ci sarebbero parecchie compagnie interessate agli slot Da noi non è facile trovare un altro impiego ho una laurea e parlo quattro lingue, ma se chiudiamo dove vado? Le low cost all'assalto dei cieli siciliani Crisi Alitalia: le isole minori rischiano di restare senza collegamenti aerei Meridiana annuncia: boom di prenotazioni dal capoluogo e da Catania EMANUELE LAURIA Il primo effetto del ciclone Alitalia è quello che non ti aspetti: rischiano la paralisi i collegamenti aerei con le isole minori. Riflesso indiretto ma immediato, in Sicilia, della crisi della compagnia di bandiera. A indicarlo, al ritorno da una missione romana al ministero dei Trasporti e all'Enac, è Giambattista Bufardeci, vicepresidente della Regione. "Non troviamo offerte credibili per gestire le tratte sociali per le isole. E sa perché? Perché i vettori minori, prima di investire su Lampedusa o Pantelleria, attendono di capire se possono tuffarsi nel business che si prospetta con l'eventuale fallimento della compagnia di bandiera. Sperano di acquisire tratte molto più redditizie". Ma i tempi stringono e questa situazione, spiega Bufardeci, potrebbe portare al blocco dei collegamenti per le isole. "Dal 6 ottobre Meridiana non effettuerà più i voli. Stiamo cercando, attraverso un'indagine di mercato, una compagnia che possa effettuare il servizio fino a marzo, quando sarà esperita una gara internazionale che risolverà definitivamente il problema. Finora si è fatta avanti solo la Avant Air, ma la proposta che ci è pervenuta - solo un volo al giorno con un aereo da 44 posti - non può essere giudicata soddisfacente". Aspetto non marginale della crisi che si abbatte su una regione che, per ragioni geografiche ma non solo, ha un ruolo centrale nel panorama (e nel mercato) del trasporto aereo. Basti pensare che Punta Raisi e Fontanarossa, insieme, nel 2007 hanno fatto registrare, per quanto riguarda i voli nazionali, un traffico di oltre otto milioni di passeggeri. Secondo solo a Fiumicino. E circa il trenta per cento ha volato con Alitalia (1,4 milioni di clienti a Catania e 1,3 milioni a Palermo) che gestisce dai due aeroporti solo voli nazionali (principalmente Roma e Milano). La Sicilia, malgrado l'affermazione del low cost, è rimasta insomma nel core business della compagnia di bandiera. Come dimostra l'affollamento dei voli Az della mattina, dalle sette alle nove, i cosiddetti "bus dei cieli" che portano nella Capitale o a Milano pendolari spesso di ritorno già in serata. Cosa accadrà nel caso di eventuale fallimento di Alitalia? Vito Riggio, presidente dell'Enac, a scanso di equivoci, dice subito che "non vede una Sicilia isolata". Anzi, Riggio prevede "una ressa di compagnie pronte ad aggiudicarsi slot rimasti vuoti e quote di mercato. La gestione dei voli da e per Palermo e Catania resta conveniente, vista la scarsa concorrenza da parte delle Ferrovie. La tragedia, se non ci saranno novità, sarà per Alitalia e per i suoi dipendenti, non inciderà sui collegamenti aerei con la Sicilia. Se davvero si arriverà al fallimento della compagnia, credo che i suoi voli in prima battuta saranno operati da Air France, che già agisce in code sharing. Prevedo un paio di settimane di disagi per i passeggeri, poi l'esperienza - conclude Riggio - insegna che il mercato si riassesterà. Lo scenario che prevedo, rispetto a oggi, è quello di aerei pieni e costi leggermente più bassi". Un primo sintomo della crescita di altri vettori l'ha manifestato ieri Meridiana che ha fatto sapere di avere potenziato, assieme a Eurofly, la propria offerta, visto l'aumento del 40 per cento delle prenotazioni. E l'incremento maggiore riguarda i voli da Linate per Catania e Palermo. Ma a beneficiare della crisi Alitalia potrebbe essere anche una compagnia siciliana come Wind Jet, di proprietà di Nino Pulvirenti (tra l'altro, presidente del Catania calcio). La società è in espansione, possiede 13 aerei e nel 2007 è stata, dopo Alitalia, la più attiva al "Falcone Borsellino": 700 mila passeggeri trasportati. Come conferma Giacomo Terranova, presidente della Gesap: "Sì, Wind Jet sta seguendo con grande attenzione l'evolversi della crisi Alitalia, al pari di altre compagnie come Meridiana o Ryanair. Indubbiamente per questi vettori si apre la prospettiva di nuovi spazi di mercato. Anche se io non riesco a credere che si arriverà al fallimento della compagnia di bandiera". Riggio auspica "operazioni di partnership e accorpamenti fra le compagnie minori per reggere al meglio la nuova sfida. E chissà che non si sperimentino nuove forme di sostegno a Wind Jet da parte della Regione, che in passato ha accarezzato il progetto di una propria linea aerea". Ma in ansia, più dei frequent flyer, sono in questo momento i dipendenti di Alitalia in Sicilia: 180 a Punta Raisi, 163 a Fontanarossa. A questi si aggiungono gli oltre 1.600 operatori di Alicos, che gestisce a Palermo il call center della compagnia. Secondo il segretario della Cgil siciliana, Italo Tripi, "duemila lavoratori che vedono a rischio il posto, in un mercato debole come quello siciliano, impongono un intervento risoluto del governatore Lombardo al tavolo della trattativa nazionale".

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"noi, i dimenticati di punta raisi" la paura ai banchi del check-in - sara scarafia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Palermo Le storie Molti dei dipendenti sono precari e provengono dai paesi vicini allo scalo. La solidarietà dei passeggeri "Noi, i dimenticati di Punta Raisi" La paura ai banchi del check-in In 180 temono di perdere il lavoro: "Qui non è Fiumicino" SARA SCARAFIA (segue dalla prima di cronaca) Giovanna ha una laurea in tasca e parla quattro lingue. Inglese, francese, tedesco e spagnolo. Da quando ha compiuto i 18 anni si dà da fare per mantenersi da sola. Ha lavorato nei villaggi turistici e sulle navi da crociera. Ma la divisa da hostess di terra le ha cambiato la vita. "è il lavoro dei miei sogni - dice - Il rapporto con colleghi e passeggeri ogni giorni mi arricchisce. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno scelto di continuare a volare con noi in queste settimane. Al check-in abbiamo ricevuto parole di conforto e solidarietà". Giovanna ha paura. "In Sicilia è impossibile trovare un lavoro. Se Alitalia fallisce o mi manda via, che cosa farò?". Punta Raisi, aeroporto Falcone e Borsellino, cinque del pomeriggio. Già da quasi un giorno si sa che la Cai si è ritirata e che la compagnia rischia il fallimento. Ma non c'è euforia, come due giorni fa a Fiumicino. I lavoratori di turno, solo una parte di un gruppo che conta 180 persone molte delle quali assunte con contratti a termine, fanno il loro lavoro. Il volo delle 18 per Roma è pieno e in coda c'è tantissima gente. Ma dietro ai sorrisi, ci sono facce scure. "Qui non siamo a Roma - taglia corto una delle responsabili dei servizi di terra - lì c'è euforia, qui, in uno scalo più periferico, solo scoramento e depressione". Molti dei lavoratori sono dell'hinterland, Cinisi, Carini, Isola delle Femmine. "Per tanti questo lavoro è stato la svolta - continua la donna - i ragazzi fanno turni massacranti. Arrivano qui alle quattro del mattino e la sera, quando c'è un volo in ritardo, stanno in aeroporto fino a notte inoltrata. Non conoscono domeniche e festivi. Lavorano pure a Natale e Capodanno. A Punta Raisi non ci sono equipaggi, solo personale di terra che timbra un cartellino e capita, a seconda dei contratti, che porti a casa nemmeno mille euro al mese". Il tamtam mediatico ha già sovraesposto molti lavoratori. Così le disposizioni piovute ieri mattina sono state rigide: niente interviste né foto in divisa. Ma il personale, pur se nell'anonimato, lascia trapelare tutto lo sconforto. "Abbiamo le divise di Carlo Pignatelli e poi scopriamo che ci sono debiti di milioni", sussurra un dipendente. Qualcuno preferisce non parlarne affatto. "Cosa ne pensiamo della crisi? Nulla. Siamo tranquilli e pensiamo a lavorare", dice piccato un lavoratore seduto dietro al banco informazioni della compagnia di bandiera. Una hostess a fine turno guadagna a passi svelti l'uscita tenendo la figlia piccola per mano. "Come mi sento? Benissimo", dice allontanandosi. Teresa è dipendente Alitalia da quattro anni. "Le immagini di Roma con il personale che festeggiava la rottura delle trattative mi hanno dato fastidio - dice - io sono moglie e madre e penso solo a come tenermi stretto il posti di lavoro. Spero che trovino una soluzione al più presto". Michele ha invece l'aria tranquilla. Quando non ci sono passeggeri, gira tra le postazioni, scherza con le hostess, le rincuora. Lavora all'Alitalia dal 1974. Ha sulle spalle ben 34 anni di servizio ed è prossimo alla pensione. "In quest'aeroporto ho fatto di tutto vestendo la divisa della compagnia - racconta - Ho cominciato con il servizio rampa, quello di carico e scarico dei bagagli per intendersi. Professionalmente la crisi potrebbe non interessarmi: sono in uscita. Ma mi piange il cuore". Michele vorrebbe lasciare Alitalia in buona salute e in buone mani. "Penso ai miei colleghi, soprattutto ai giovani - continua - penso al loro futuro e spero che si possa trovare una soluzione. Se potessi esprimere un desidero, preferirei che la compagnia restasse in mani italiane. Ma alla fine, la cosa più importante, è che si tutelino i lavoratori e si mantengano gli stipendi". La gente in fila al check-in sfoglia i giornali. Su tutte le prime pagine si parla solo di Alitalia. "Viaggio continuamente per Roma perché ci abita la mia fidanzata - dice un giovane in fila - senza Alitalia sarebbe un guaio riuscire a viaggiare in orari compatibili con i miei impegni". Chiunque si avvicini ai banchi della compagnia ha una parola di incoraggiamento per i lavoratori. Roberta, hostess precaria da cinque anni, ha appena finito il turno. Lei la divisa Alitalia non ha intenzione di riporla. "Sono ottimista e voglio credere che tutto si risolverà", dice. è single "perché con questo lavoro non è facile trovare un compagno", ma è serena. "è l'unico lavoro che voglio fare - dice - sono anni che mi impegno e sono certa che tutto andrà bene". Nel sorriso di Roberta c'è la forza del gruppo. "Siamo tutti molto uniti, ci diamo una mano, ci sosteniamo - continua - anche con gesti concreti. Un esempio? i turni notturni cerchiamo di farli fare di più alle mamme, così hanno poi un giorno libero da dedicare ai figli. Siamo tutti solidali. Non può andar male. Io ci credo".

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Palermo-roma, il quasi monopolio undici voli su diciotto possono saltare (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina II - Palermo La scheda Palermo-Roma, il quasi monopolio undici voli su diciotto possono saltare Se Alitalia fallisse davvero, Palermo si troverebbe ad essere un po' più isolata dal resto del Paese. Sui 18 voli che partono da Punta Raisi diretti a Fiumicino (diciannove con quello del sabato garantito dalla Wind jet), la compagnia di bandiera ne assicura addirittura 11. Se i suoi aerei dovessero restare a terra, non resterebbe che affidarsi ai cinque di Airone e ai due di Wind jet. Per quanto riguarda Milano Malpensa, i collegamenti sono cinque, tre di Easyjet e due di Alitalia. Il danno, però, potrebbe essere più consistente perché la compagnia low-cost copre la tratta con un solo volo dal lunedì al sabato. Ne impiega tre soltanto il sabato e nessuno di domenica. Per Linate, invece, Eurofly, Brussels Airlines e Airone garantiscono un volo tutti i giorni.

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L'alitalia in crisi si riempiono i treni - ilaria carra (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Milano Boom di richieste, convogli straordinari sulla Milano-Roma L'Alitalia in crisi si riempiono i treni ILARIA CARRA Code alle biglietterie e treni ordinari strapieni. La crisi Alitalia spinge i passeggeri a viaggiare su rotaia. E per far fronte al picco di affluenza degli ultimi tre giorni, circa il 12 per cento in più rispetto alla settimana scorsa, le Ferrovie dello Stato hanno programmato sulla tratta Milano-Roma due Eurostar straordinari, oltre ai 30 che già viaggiano di norma ogni giorno. Il primo in partenza dalla stazione Centrale alle 15.10, e il secondo alle 16, da Roma Termini. Stesso prezzo (59 euro in seconda classe) e solite fermate a Bologna e Firenze per i due convogli speciali, che si sono resi necessari dopo che già da giovedì pomeriggio la richiesta di biglietti era salita a tal punto da far registrare il tutto esaurito dei posti ordinari per viaggiare tra le due città. La maggioranza dei viaggiatori degli Eurostar last minute ha preferito migrare dall'aeroporto alla stazione, per paura di un blocco del trasporto aereo e della cancellazione di voli. "Di solito prendo l'aereo - spiega Raffaele Numeroso, medico milanese - ma non mi sono fidato affatto". Stessa scelta anche per Silvain Saporta. "Non vado a Roma per lavoro ma per piacere - chiarisce -, pur avendo orari flessibili temevo di restare a piedi". C'è chi, persino, già aveva il biglietto dell'aereo ma non s'è fidato. "L'avevo pagato circa cento euro - precisa Antonio, studente napoletano - ma ho chiamato il call center Alitalia e non mi hanno assicurato la partenza. Pur di tornare a casa preferisco smenarci dei soldi". Una scelta che ha fatto anche chi non deve fermarsi a Roma ma è diretto in Sicilia, per esempio. "Preferisco metterci il triplo del tempo - spiega Daniela Catanese, svizzera di Basilea diretta a Palermo - ma almeno so che prima o poi arrivo". Per facilitare i viaggiatori il personale di Fs ha venduto i biglietti, non acquistabili tramite Internet, anche direttamente sottobordo sul marciapiede di partenza, oltre che alla biglietteria agli ingressi della Centrale e agli sportelli del Club Eurostar. Fs non ha ancora fatto sapere se intende confermare il servizio extra anche per i prossimi giorni.

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Il buio alitalia si allunga sul "colombo" futuro a forte rischio per l'aeroporto (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina I - Genova Il buio Alitalia si allunga sul "Colombo" Futuro a forte rischio per l'aeroporto Il caso Alitalia proietta le sue ansie sulla Liguria. Il presidente della Regione, Burlando avverte: "L'aeroporto di Genova ha 2 milioni di euro di crediti da Alitalia, se va a finir male, per noi sarà crisi seria". A partire dai voli per Roma che verrebbero annullati isolando così, via cielo, la città dalla capitale. Alla "Aeroporto spa", la società di gestione dello scalo, sono più cauti, forse consolati dal fatto che il Genova- Catania, gestito da Air Vallè riprenderà. Dicono: se Alitalia fallisce si perdono i suoi voli per Roma, rimane quello di AirOne, a meno che anche qui non sia crisi nera a brevissimo tempo. Comunque, il mercato dei cieli italiano è uno dei migliori, per cui molti altre compagnie a partire dalle low cost arriveranno. Anche a Genova. Gli slot, i corridoi del cielo affidati a Alitalia, interessano solo grandi aerei, quelli che partono da Malpensa e Fiumicino non dal "Colombo". Sui crediti, alla Aeroporto spa confermano la cifra, ma, aggiungono: Genova sta molto meglio di Fiumicino, per esempio, che vanta crediti per circa 30 milioni di euro. Senza contare che già dal 2007 hanno incominciato a accantonare un fondo.

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Metrò, il "piano b" di zamboni - valerio varesi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina IV - Bologna Metrò, il "piano B" di Zamboni "Se salta, People mover fino al Caab". Corticelli: i lavori slittano al 2011 L'assessore chiude ai Comitati no-Civis: "Il tracciato non si cambia" VALERIO VARESI L'idea iniziale, quella di una sopraelevata che colleghi l'aeroporto, la stazione e la Fiera, vale a dire tre fra i più grandi generatori di traffico della città, venne nientemeno che a Romano Prodi. E se lunedì a Roma dalla conferenza dei servizi sulla metrotramvia bolognese dovesse scaturire un esito negativo, invece che sottoterra il treno potrebbe viaggiare sopra le nostre teste allungando il suo tragitto fino in via Stalingrado. L'idea di un piano di riserva se dovesse fallire il progetto del metrò è pronto e teoricamente già sui blocchi di partenza. Sinistra democratica, da sempre, è favorevole a questa soluzione al punto che nel luglio scorso fece richiesta di prolungare il "people mover", originariamente pensato per collegare stazione e aeroporto, in direzione Fiera. L'assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni per ora nicchia. "Non abbiamo ancora dato una risposta formale a quella richiesta - spiega - perché non siamo a bocce ferme. Prima di prendere in considerazione proposte differenti - ha continuato - vediamo quale sarà l'esito, spero positivo, della conferenza dei servizi sulla metrotramvia". Nel frattempo, Zamboni chiude definitivamente la porta ai comitati anti Civis che mercoledì avevano aperto uno spiraglio di mediazione al ministero chiamando in causa il sottosegretario ai Trasporti Roberto Castelli con una sortita nei suoi uffici. "Il Comune ha un progetto approvato in corso di realizzazione e non ha motivo di chiedere modifiche al progetto" taglia corto. Precisando inoltre che "non ci sono piccole modifiche possibili" come avevano lasciato presagire i colloqui tra gli stessi comitati e i tecnici ministeriali. A suo giudizio, la questione è una sola: "Se si vuole o no realizzare il Civis". A Castelli Zamboni manda a dire che ognuno deve fare il proprio mestiere: "Lui faccia il sottosegretario, io l'assessore e il ministro il ministro". Ma la questione relativa al "people mover", di cui è pronto il bando, ha tenuto banco ieri anche in commissione consigliare. "è scaduto il termine per presentare progetti credibili, siamo come l'Alitalia, all'osso" ha accusato Alberto Vannini dei civici, mentre il collega Daniele Corticelli ha definito la domanda di trasporto studiata dai tecnici per l'infrastruttura "finta". Il presidente dell'associazione "Il metrò che vorrei" ha anche annunciato ricorsi contro gli espropri: "ne faremo uno all'anno per i prossimi trent'anni". Ma Zamboni non si scompone e ricorda che i ricorsi del consigliere "Ltb" sono stati rigettati: "Se tutto va bene i tempi sono quelli che ci consentiranno di arrivare coi cantieri in stazione nel 2011" conclude. L'assessore risponde anche sulla questione della quota minima di passeggeri al di sotto della quale il Comune è tenuto a corrispondere una somma a compensazione dei mancati introiti alla ditta che avrà in gestione l'infrastruttura. Tale somma è stata fissata in un massimo di 1,5 milioni. Secondo l'opposizione, nel nuovo bando non è fissata la soglia minima lasciando alle aziende l'agio di giocare sulle cifre. Zamboni replica che la quota minima di passeggeri trasportata in un anno sarà materia di valutazione in sede di offerte. ciascun concorrente fisserà una soglia e più sarà alta più sarà alto il punteggio assegnato. Così come potrà fissare la somma massima da rimborsare da parte del Comune. Se questa sarà bassa l'offerta otterrà un punteggio più alto. Ma critiche al "people mover" arrivano anche da sinistra. Paolo Serra del Pd ha qualche dubbio sul bando, mentre Serafino D'Onofrio ritiene che "le modalità del nuovo bando diano campo libero alle aziende che faranno cartello". La sopraelevata nel tratto Stazione-aeroporto non fornirebbe solo un collegamento diretto in 9 minuti, ma servirebbe anche la zona del Lazzaretto dove saranno ubicate molte facoltà scientifiche dell'ateneo. Dal grande centro motore dei trasporti che sarà la stazione, in cui coabiteranno Alta velocità, traffico regionale e sistema ferroviario metropolitano, il "people mover" potrà smistare passeggeri sia sul polo universitario che verso le piste del "Marconi". Ma, se fallirà la metrotramvia, il suo ruolo potrebbe essere anche quello di servire il grande polo fieristico.

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Ap alla carica "air france paghi i debiti alitalia" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina I - Bari Il caso Ap alla carica "Air France paghi i debiti Alitalia" I legali di Aeroporti di Puglia stanno valutando la possibilità di esigere da Air France i crediti che la società regionale vanta con Alitalia. Il principio su cui si basa l'ipotesi allo studio in queste ore è quello dell'alleanza fra le due compagnie, unite a partire dal 2001 dallo strumento del code sharing per coordinare l'offerta di voli fra i due Paesi. La cifra è di 3 milioni di euro, e deriva da tasse, diritti di approdo, sosta e partenza. Ottimista Domenico Di Paola, amministratore di Ap: "Sono soldi che considero come messi in fresco e sui quali facciamo grande affidamento". I 3 milioni di euro sarebbero investiti in azioni di marketing per sostituire con nuovi vettori gli eventuali buchi lasciati nel programma dei voli da Alitalia. Alla cifra si potrebbero aggiungere i crediti vantati nei confronti di Air One, che restano comunque da quantificare. ILARIA FICARELLA A PAGINA IX.

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"air france paghi i debiti alitalia" - ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina IX - Bari "Air France paghi i debiti Alitalia" I legali di Aeroporti Puglia invocano il principio d'alleanza La cifra in ballo è 3 milioni di euro per tasse, diritti di sosta approdo e partenza Di Paola ottimista ILARIA FICARELLA Tre milioni di euro. A tanto ammonta il credito che la società Aeroporti di Puglia (Ap) vanta nei confronti di Alitalia. Un credito che deriva da diritti di approdo, sosta, partenza, dalle diverse tasse che le compagnie pagano agli aeroporti di scalo, come anche l'utilizzo delle strutture di terra, quali per esempio i finger. La situazione della compagnia di bandiera al momento resta sospesa. Le ultime notizie sul ritiro dell'offerta della Cai non danno certezze sul futuro immediato. E per quel che riguarda il trasporto, la Aeroporti di Puglia, che ha finora affidato buona parte del proprio traffico all'Alitalia, sta lavorando con i propri uffici marketing per cercare di sostituire con nuovi vettori i buchi che dovessero essere lasciati nel planning dei voli. "Cerchiamo se è possibile - dice Domenico Di Paola, amministratore di Ap - di ampliare la nostra offerta". Ma siccome negli affari la prudenza non è mai troppa, mentre l'incertezza sembra essere l'unico fattore con cui fare i conti da qui alle prossime settimane, la Aeroporti di Puglia ha deciso di dare mandato ai propri uffici legali di recuperare per tempo il credito che la società vanta nei confronti di Alitalia. Per non violare gli ostacoli disposti dalla normativa in materia, gli avvocati di Ap stanno studiando come ottenere quei tre milioni di euro non direttamente dalla compagnia di bandiera, ma dalla Air France. Nel 2001, infatti, l'Alitalia ha stipulato un'alleanza con Air France che ha permesso alla società italiana l'ingresso in Sky Team, una delle principali alleanze aeree del mondo di cui, oltre ad Air France Klm, fanno parte anche la Delta Air Lines, la Continental Airlines, la Korean Air, la Northwest Airlines, la Csa Czech Airlines, la Aeroflot e la Aeroméxico. L'alleanza prevedeva fondamentalmente di coordinare l'offerta di voli fra l'Italia e la Francia, e di utilizzare quanto più possibile lo strumento del code-sharing. "Per legge - spiega l'amministratore unico degli Aeroporti di Puglia - non ci troviamo ora nella condizione di poter aggredire direttamente Alitalia. è per questo che abbiamo chiesto ai nostri legali di verificare la possibilità di rivalersi su Air France in quanto società coordinatrice dell'alleanza". A quei tre milioni di euro che la Ap dovrebbe poter recuperare da Alitalia, si aggiungerebbero anche altri crediti che la società pugliese vanterebbe anche nei confronti di AirOne. Ma sulla quantificazione e l'eventuale liquidazione di questi crediti pende al momento la questione Cai: non prima della soluzione della vicenda che vede la Compagnia aerea italiana al tavolo della trattativa per l'acquisto di Alitalia sarà possibile verificare se e come recuperare anche quel denaro. "Sono soldi - dice Domenico Di Paola - che considero come messi in fresco e sui quali facciamo grande affidamento proprio in questa situazione". I 3 milioni potrebbero essere utili proprio per sostenere le azioni di marketing necessarie, nella peggiore delle ipotesi, a sostituire Alitalia laddove, come annunciato, questa non dovesse essere più in grado di coprire i collegamenti (38 sono attualmente quelli da e per la Puglia in totale). Mentre il direttore generale Marco Franchini avverte che Ap si trova "impegnata a tutelare le proprie risorse umane e ad attivare ogni iniziativa volta alla salvaguardia dei livelli occupazionali e dei livelli retributivi".

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"in scena vi racconto l'italia dei nuovi ricchi" - silvia fumarola (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Pagina XX - Roma "In scena vi racconto l'Italia dei nuovi ricchi" Palalottomatica "Del mio meglio live" è la penultima tappa della tournée: "Voglio fare festa con il pubblico romano". I progetti, i film e in arrivo anche un romanzo SILVIA FUMAROLA La rivincita se l'è presa sul palco: un tour da 80 mila spettatori, teatri esauriti in tutta Italia, ovazioni al suo Naomo, ricco cafonissimo; a quel Renato Zero ormai più vero dell'originale. Giorgio Panariello porta "Del mio meglio live" al Palalottomatica "per fare festa col pubblico romano, sarà la penultima tappa della tournée che chiude il 29 a Milano. Sto tirando le somme, e sono soddisfatto: la cosa più bella per un comico è il successo di pubblico e di critica, stavolta anche i criticoni hanno apprezzato il mio lavoro". One man show con ospite a sorpresa (solo cantanti, da Baglioni a Zarrillo, quello di Roma è top secret), "Del mio meglio live" è un saggio del talento del comico toscano, che punta sul costume "in un momento difficile per il paese, in cui la gente, ne sono convinto, ha voglia di distrarsi. Se andassi in scena parlando di Alitalia o di Berlusconi, sospirebbero tutti: "Non ne possiamo più". Invece racconto l'Italia dei nuovi ricchi con Naomo in pareo che urla: "I centesimi? Ma che li fanno ancora?", quando tante famiglie contano anche i centesimi; indago sui rapporti uomo-donna, sempre più complicati, con gli uomini disorientati che curano l'immagine, si vestono come manichini, diventano tutti "uomo Vogue". Porca miseria, mi faccio la lampada e mi metto la cremina in faccia pure io? Lo spettacolo è un mini varietà, dico le cose che tanta gente pensa". La tv non gli manca, è stato ospite da Raffaella Carrà, ma il teatro gli ha restituito la libertà d'azione, senza pensare ai numeri. "Faccio un esempio calcistico: Gilardino al Milan si era trovato in una famiglia allargata, con altri campioni, marcato stretto, col pensiero fisso "ti pago e devi segnare". Ma non c'era gioco di squadra e non segnava mai. Ecco, quando fai televisione con l'incubo degli ascolti è lo stesso. Adesso Gilardino è alla Fiorentina e segna". Lui, per segnare, ha scelto il rapporto diretto col pubblico, quello che lo seguiva a "Torno sabato" "programma bellissimo, che mi ha dato tanto. Ecco, quel modo di fare tv mi manca, ma non mi manca l'ansia degli ascolti la mattina dopo e la paura degli ospiti che possono darti buca poche ore prima della diretta". Non c'è solo il teatro: il 10 ottobre uscirà "No problem", una nuova commedia con Vincenzo Salemme; girerà il remake del film di Dino Risi, "I mostri"diretto da Enrico Oldoini. Nel cast Diego Abatantuono, Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso. Entro l'anno dovrebbe andare in porto il progetto di Neri Parenti, un "Amici miei" ambientato nel ?400. Ma Panariello non si ferma: il 30 settembre arriva nelle librerie il suo primo romanzo, "Non ti lascerò mai solo" (Mondadori), storia d'amore fra un uomo e un cane: "Sono a fianco della Lega per la difesa del cane, raccolgo fondi per creare un 118 per soccorrere gli animali in difficoltà". Un sogno ce l'ha? "Un grande musical col mio amico Renato Zero, ne abbiamo già parlato, spero che diventi realtà".

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Telecom, accordo su 5000 esuberi - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Economia Telecom, accordo su 5000 esuberi Mobilità con il 90% dello stipendio. E a Roma manifestano i call center italiani ALDO FONTANAROSA ROMA - Da mesi, i documenti di Telecom li bollano come "eccedenti", inutili. Ora l'accordo tra l'azienda e i sindacati, firmato nell'ultimo giorno utile, rende meno amara l'uscita di scena di questi lavoratori. Sono 5000, tanti. La notizia dell'intesa arriva in mattinata proprio mentre il "popolo delle cuffiette" sfila a Roma accompagnato dalla solidarietà di due attori: Sabrina Ferilli e Massimo Ghini. Sono le ragazze e i ragazzi che rispondono nei call center, ieri in sciopero. L'accordo Telecom - firmato ieri da Cgil, Cisl e Uil e dai sindacati interni Rsu - fa leva sulla legge che regola la mobilità (la numero 223 del 1991). Prevede, questo patto, che 5000 lavoratori "eccedenti" vadano in mobilità entro il Capodanno del 2010. Verranno scelti tra quanti matureranno i "requisiti pensionistici" intanto che si trovano nello stato di mobilità. Il meccanismo, in parole povere, equivale a un prepensionamento. Lo stipendio, una volta in mobilità, sarebbe misero, insoddisfacente. Ma adesso Telecom si impegna a integrare questa somma in modo che i lavoratori possano conservare il 90% della loro abituale retribuzione. Se poi 5000 persone escono, eccone novecento entrare in azienda. Telecom trasformerà 300 contratti in somministrazione - è il brutto termine che identifica il lavoro interinale - in assunzioni a tempo indeterminato. Si tratta di persone che erano alla terza o quarta proroga del loro contratto da precario. Altre 600 persone saranno reclutate per lavorare alla Rete (i comunicati non specificano con che tipo di contratto). Inoltre, 1600 lavoratori del call center - tutti part time - lavoreranno 6 ore invece delle attuali 4, calcola Di Cola della Uil. Questo miglioramento si realizzerà tra il 2009 e il 2010. Per Telecom, l'operazione avrà un costo di 287 milioni (l'azienda aveva già preventivato questa spesa nella semestrale di giugno 2008, all'inizio della procedura). Ma l'azienda stima che l'accordo le assicurerà, una volta a regime, una riduzione dei costi di 300 milioni l'anno. Fabrizio Solari della Cgil osserva - con la mente ad Alitalia - che un'intesa è sempre possibile se c'è "volontà di chiudere e flessibilità". Alle 11 di ieri, intanto, iniziava il corteo dei ragazzi dei call center. Si sono radunati in piazza Esedra a Roma sotto lo slogan "Telefoni muti in tutto il Paese". Hanno sfilato in centro, scortati dalla Polizia, fino alla zona di Piazza Venezia, dove la manifestazione si è sciolta alle 13. Erano circa 5.000. L'adesione - secondo Cgil, Cisl e Uil - ha toccato punte del 60% nelle aziende maggiori. Dal Pd, Damiano ricorda la circolare del governo Prodi che stabilizzò 24 mila lavoratori del settore. Era il 2006. Ora denuncia che quel "processo virtuoso" si è arenato a danno di altre 30 mila persone. E solidarietà ai manifestanti arriva anche da Sabrina Ferilli e Massimo Ghini, interpreti dell'amara commedia "Tutta la vita davanti" di Paolo Virzì, ambientata nel mondo dei call center. "Lo stress di una prestazione ripetitiva e l'incertezza sul futuro - scrivono i due attori - possono spegnere l'entusiasmo".

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Epifani rilancia la sfida al governo "venda alitalia a un partner estero" - (segue dalla prima pagina) massimo giannini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Epifani rilancia la sfida al governo "Venda Alitalia a un partner estero" Il leader Cgil: che danno quegli applausi. Ma i piloti vanno coinvolti L'intervista (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) MASSIMO GIANNINI Epifani, lei giustamente ha fretta. Ma vedere quei dipendenti in divisa che esultavano davanti a Fiumicino, all'annuncio del ritiro dell'offerta Cai, è anche una vostra sconfitta, non trova? "Certo, quegli applausi hanno nuociuto all'immagine dell'Alitalia. In qualsiasi altra situazione di grave crisi aziendale, e ne abbiamo vissute e ne viviamo tante, una notizia del genere viene accolta con profonda preoccupazione da tutti. Stavolta non è stato così, e di questo i lavoratori devono essere coscienti. Noi, di sicuro, non abbiamo gioito. Anche se è altrettanto certa un'altra verità: le caratteristiche della cordata italiana, l'assenza di know how specifico, la mancanza di procedure trasparenti, sono alla base della criticità oggettiva dell'intera operazione Cai". Il problema è che dietro quella gente ci siete voi, c'è il vostro no. Avete giocato al tanto peggio tanto meglio? "No, non è mai stata questa la nostra posizione. Noi abbiamo lavorato fin dall'inizio per cercare una soluzione positiva. Mentre fin dall'inizio è stato il governo ad accreditare l'immagine di una Cgil che giocava allo sfascio, sulla pelle dei lavoratori e del Paese. La nostra storia dimostra che questa non è e non è mai stata la nostra cultura. Berlusconi ripete da giorni che siamo manovrati dalla politica, quando è evidente a tutti che la Cgil ormai da decenni non è più cinghia di trasmissione di nessuno. Il giorno in cui Cai doveva decidere Berlusconi ha detto "si firmi anche senza la Cgil". Dopo che la Cai si è ritirata ha detto "è stata tutta colpa della Cgil". Le pare un modo serio di trattare? A colpi di ultimatum quotidiani, di drammatizzazioni continue, di ricatti veri e propri?". Quanto ad accuse e a "penultimatum", anche i sindacati non sono stati da meno. "Attenzione: un conto è la polemica, anche dura, che in una trattativa così delicata ci può stare. Tutt'altro conto è il livore degli attacchi, personali e politici, ai quali naturalmente abbiamo il dovere di rispondere. L'alzata di toni del governo contro di noi è indegna di un Paese civile. Questo modo di intendere i rapporti con le forze sociali è un imbarbarimento della vita del Paese". Un clima di aggressione ideologica contro di voi, soprattutto da parte di un pezzo di governo che ha vissuto ai tempi di Craxi lo scontro sulla scala mobile, può anche esserci stata... "Certo che c'è stata. L'abbiamo respinto e la respingiamo con altrettanta forza... ". Ma qui c'è un fatto sul quale anche voi dovete riflettere. Un accordo è saltato per l'ennesimo no della Cgil. Non siete forse un elemento di freno sistematico alla modernizzazione del Paese? "La modernizzazione del Paese la vuole anche la Cgil. Noi non viviamo con la testa rivolta al passato. Un sindacato che fa questo muore. Ma allo stesso tempo respingiamo una modernizzazione che scommette sulla sudditanza o peggio sull'irrilevanza delle rappresentanze sociali. Questa scommessa per noi è inaccettabile, anche perché prefigura una deriva autoritaria che dovrebbe preoccupare non solo noi, ma tutte le forze sociali che hanno a cuore la democrazia". Perfetto. Ma nel caso Alitalia la Cgil ha compiuto uno strappo del tutto inedito. Si è schierata con sei sigle autonome, dividendosi da Cisl e Uil. Per difendere voi stessi, avete difeso una corporazione, i piloti. Non è così? "Né oggi né mai ho difeso logiche di casta, privilegi o posizioni di potere consolidato. Ma una trattativa complessa non si gestisce usando l'esclusione e la forza. Il personale di volo non è rappresentato da noi, ma è sbagliato tagliarlo fuori dal confronto. E se io cerco di allargare il perimetro del confronto, lo faccio in nome della democrazia sindacale, non certo del corporativismo". Ma c'è un paradosso: per cercare di allargare il consenso, come lei ha detto in questi ultimi giorni a proposito del piano Cai, avete finito per cavalcare il dissenso. "Capisco che questa può essere l'impressione. Ma il problema di chi deve amministrare una compagnia aerea non è solo firmare un accordo. Perché se il giorno dopo la firma Fiumicino e Malpensa si bloccano e gli aerei non volano perché il personale di volo entra in sciopero, quell'accordo diventa carta straccia. E questo problema non si risolve minacciando soluzioni autoritative. Si risolve trattando con tutti, e cercando di trovare un'intesa che soddisfi tutte le rappresentanze dei lavoratori". C'è anche un'altra chiave di lettura: la Cgil ha detto no perché, se avesse firmato, dal giorno dopo sarebbe implosa al suo interno. Che ne dice? "Dico che è falso. Fratture con la base ne hanno e ne hanno avute tutti i sindacati. Fa parte della nostra storia. Ma nel caso dell'Alitalia questo è davvero l'ultimo dei problemi. La verità è che non si può trattare con la pistola alla tempia". Continuate a sottovalutare un punto: Alitalia è nell'abisso. Tutti trattano con la pistola alla tempia, non crede? "è vero. Ma tutto era già noto da un pezzo. La trattativa andava preparata per tempo, non improvvisata in un mese". Per tempo, lei dice. E allora perché non avete accettato l'offerta Air France, che avrebbe risolto tutto e non sarebbe costata un euro ai contribuenti? "Berlusconi scarica anche quella su di noi. Ma voglio ricordare che Spinetta, allora, pose due condizioni per acquistare Alitalia: la prima era in effetti il consenso del sindacato, e lì noi non trovammo l'intesa sui livelli occupazionali, ma la seconda era il via libera del governo in carica e di quello che, di lì a poco, avrebbe vinto le elezioni. Berlusconi aveva la vittoria in tasca, e fu lui a costruire la compagna elettorale sullo slogan "non passa lo straniero"". Epifani, mettiamo da parte il passato, e veniamo al presente. Cai si è ritirata, il governo dice no a ogni forma di nazionalizzazione. Come si esce da questo buco nero, che rischia di ingoiare 20 mila famiglie? "Innanzitutto bisogna che chi ha alzato irresponsabilmente i toni li abbassi immediatamente. E poi occorre che il capo del governo e il commissario straordinario riprendano in mano il bandolo di questa matassa". Il suo collega Bonanni dice: basta che Epifani fa una telefonata a Colaninno, e tutto è risolto. "Non sono io che devo attivarmi. Lo ripeto, la partita adesso è in mano a Berlusconi e a Fantozzi. Tocca a loro studiare una soluzione". Ma lei cosa propone? Avrà un'idea, no? "Io vedo solo due possibilità. La prima è che il governo ritrovi uno spiraglio per riprendere il negoziato con Cai, sapendo bene che il problema del consenso del personale di volo non è un'invenzione o una scusa, ma un'esigenza essenziale per chi fa trasporto aereo. So che è molto difficile, per le condizioni finanziarie della cordata e per i dissensi di merito che ancora restano in campo. Ma il governo ha il dovere di provarci". E se non ci riesce? "Vedo solo una seconda possibilità, che non considero nemmeno una "ipotesi B" perché è meno convincente, ma semmai è dal mio punto di vista addirittura più forte: il governo avvii subito, in modo limpido e trasparente, le procedure per vendere a una grande compagnia aerea internazionale. Io credo che le disponibilità ci siano, anche se ovviamente nessun partner potenziale si muove in assenza di una scelta netta e decisa da parte del governo". Allude a Lufthansa? "Non sta a me scegliere il partner. Ma lo ripeto, so che, a precise condizioni, esistono disponibilità. E dunque, se è così e se la pista Cai è chiusa per sempre, la Cgil chiede al governo di non esitare un solo minuto: faccia un passo indietro sul principio dell'italianità, e scelga subito un grande vettore straniero cui affidare le sorti di Alitalia. Sarebbe una scelta che avrebbe il vantaggio di un know how industriale più forte, condizioni finanziarie più solide e una tempistica più rapida. Se il governo fa questo, dichiarando a viso aperto il suo gioco nei confronti del Paese e del sindacato, la Cgil è pronta a fare fino in fondo la sua parte. Come ha sempre fatto, nella sua lunghissima storia".

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"alle prossime elezioni saremo al 52%" berlusconi fissa l'asticella per il pdl (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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"Alle prossime elezioni saremo al 52%" Berlusconi fissa l'asticella per il Pdl E agli ospiti del Ppe rivela: canto in francese meglio di Chirac ROMA - Alle prossime elezioni il Pdl "prenderà almeno il 52%" dei voti. Davanti allo stato maggiore del Partito popolare europeo Silvio Berlusconi si lancia in previsioni trionfalistiche per il suo nuovo soggetto politico. Il Cavaliere sembra riferirsi alla prossima tornata elettorale europea che si terrà a maggio prossimo. Tant'è che alla delegazione del Ppe in visita in Italia fa notare che l'eventuale successo del Popolo delle libertà sarà "qualcosa di utile per il Partito dei popoli europei e può aiutare una grande famiglia democratica e di libertà dell'Europa". Riuniti gli europarlamentari in un hotel di Roma, dunque, il premier italiano ribadisce quanto già affermato nei giorni scorsi: ossia che il Pdl, a suo giudizio, contribuirà a rendere il Ppe primo gruppo parlamentare a Strasburgo. Nessun accenno, invece, alla questione relativa all'ingresso di An nei popolari europei. Un argomento che potrebbe essere sollevato nei prossimi mesi visto che le liste del nuovo partito conterranno pure i candidati di Alleanza nazionale. Intanto il capo del governo sottolinea la sua affermazione alle ultime elezioni politiche. "Abbiamo la maggioranza - spiega - per cambiare l'architettura dello Stato che è vecchia e per dare più rapidità alle decisioni del governo; e in Parlamento abbiamo i voti per fare le riforme, a partire da quella della giustizia". Un tema, quest'ultimo, molto caro al presidente del consiglio: "nel diritto civile ci sono tempi impossibili. In Italia ci vogliono cinque anni per il pagamento di un debito e sono tempi inaccettabili per le imprese italiane e anche straniere". La sua attenzione, però, cade pure sulla riforma elettorale per il Parlamento di Strasburgo. Conferma il no alla preferenze e anche "la soglia del cinque per cento con la quale noi pensiamo di poter dare al parlamento europeo più parlamentari del Pdl che daranno una forza maggiore al Ppe". Berlusconi, poi, è intenzionato a utilizzare la sua maggioranza anche per le riforme economiche e non nasconde di considerare gli Usa anche in questa fase un punto di riferimento. "Non credo - sono le sue parole che tutti hanno messo in riferimento alla vicenda Alitalia - che dobbiamo pensare sempre come un molock il libero mercato ma anche fare i nostri interessi. L'esempio è quanto accaduto negli Stati Uniti" con l'intervento del governo per salvare le grandi banche d'affari. Una crisi, però, che a suo parere "non toccherà profondamente, come qualcuno crede, le nostre economie. La nostra economia ha un sistema bancario solido e non si basa su grattacieli finanziari". Uno sguardo poi alla tensione delle ultime settimane tra Usa e Russia. "Fra poco avremo il nuovo presidente degli Stati Uniti e per prima cosa dovremo farlo sedere ad un tavolo con i responsabili dell'Ue e della Federazione Russa per scegliere insieme la strategia che il mondo civile deve seguire nei prossimi anni". L'obiettivo e risolvere la crisi del Caucaso che poteva essere "la miccia per una nuova guerra fredda": "ci sono già tanti problemi, a partire dall'Iran, dal Pakistan e dal Medio Oriente, e allora l'Occidente deve essere uno solo. Gli Stati Uniti hanno bisogno dell'Unione Europea e l'Ue ha bisogno degli Usa. Insieme saremo più forti e più sicuri se avremo con noi anche la Federazione Russa". Tenendo ben presente "l'orgoglio russo, orgoglio di un popolo che per tanti anni è stato una potenza atomica abituata ad essere seconda solo agli Usa. E poi con realismo dobbiamo ricordare che abbiamo bisogno del gas russo". Infine un saluto agli ospiti in francese. Berlusconi ricorda di aver studiato alla Sorbona: "posso cantare anche in francese. Ho fatto una competizione con Chirac per vedere chi sapeva più e meglio le canzoni francesi. E ho vinto io...". (c.t.).

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L'allarme del colle: "ora serve fiducia" - giorgio battistini (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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L'allarme del Colle: "Ora serve fiducia" Napolitano preoccupato per il "momento difficile che attraversa il Paese" GIORGIO BATTISTINI DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - S'è imposto un riserbo quasi assoluto. Evita i giornalisti e le loro domande, si occupa esclusivamente della ragione di questo suo viaggio a Vicenza, le celebrazioni palladiane. Del pasticcio Alitalia, della partita a tre fra governo sindacati e imprenditori preferisce non dire. Non è materia del suo ufficio. In realtà ne parla, privatamente, in mattinata col presidente della Regione Veneto, Galan, che gli confida tutta la sua preoccupazione per i risvolti che l'assenza dell'Alitalia dagli aeroporti rischia di avere sui flussi turistici anche a Venezia. E lo stesso Galan l'ha poi confidato ai giornalisti, rivelando che fra il capo dello Stato e lui c'è un "comune sentire forte, una identica preoccupazione. Direi quasi un'angoscia" per il destino che si profila per Alitalia. Perfetta intesa, su questo almeno, tra Roma e Venezia. Le preoccupazioni del Presidente sono riemerse poi in serata, al Teatro Olimpico del Palladio, a conclusioni delle celebrazioni per i cinquecento anni del grande architetto. "Mi chiedo se siamo tutti consapevoli" dice Napolitano concludendo il ringraziamento per la manifestazione, "di cosa sia il nostro patrimonio artistico che la nostra Costituzione ci impone di custodire e conservare". "Se lo fossimo davvero sentiremmo tutto l'orgoglio di essere italiani. E avremmo maggior fiducia nell'Italia". Questo dice il presidente con evidente, tacito riferimento alle notizie di questi giorni, "anche nei momenti più difficili che si possono attraversare". Per questo ha concluso con voce incrinata dall'emozione, "sento tutto l'onore e la responsabilità di rappresentare questo Paese". Il riserbo assoluto scelto dal Presidente lascia tuttavia supporre che la partita dell'Alitalia sia ancora aperta, o comunque non definitivamente chiusa.

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La rivincita di keynes - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)

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Commenti LA RIVINCITA DI KEYNES (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Per salvare, se ancora si può, il salvabile. Sarà proprio la esecrata "mano pubblica", con soldi pubblici, a intervenire per stabilizzare i mercati isterici, facendo piovere senza limiti prefissati dollari stampati dalla zecca sui buoni e sui cattivi, su chi lo merita e su chi non lo merita. George W. Bush è diventato Franklyn Delano Roosevelt, pronto a inondare Wall Street con almeno un trilione di dollari, mille miliardi di dollari, secondo i calcoli degli economisti, per evitare che la grande siccità del credito uccida i giusti e gli ingiusti nel deserto del credito. è una gigantesca "operazione Alitalia" fondata sullo stesso balordo, ma ormai inevitabile principio del "privatizzare i profitti" e "statalizzare i debiti". Con, alle spalle, lo stesso ricatto del fallimento epocale. Non è finito, in queste ore sconvolgenti, il capitalismo americano. è finito un modo di concepire il capitalismo che aveva dominato il discorso nazionale americano dagli anni '80 di Reagan. Bush, che per mesi aveva ripetuto il mantra sempre più grottesco della "economia fondamentalmente sana", come aveva fatto McCain, ha fatto l'inversione a "U" che sarebbe stata necessaria nel 2007 e che la sua zavorra ideologica, e la fissazione sciagurata con la sempre sfuggente e costosissima "vittoria in Iraq", (700 miliardi finora) gli avevano impedito di fare. Questa vacanza del potere politico centrale, che nessun tecnico per quanto competente, come sono i vecchi ragazzi della Goldman Sachs che oggi governano a fianco del Presidente, può surrogare in una democrazia, era il cuore infartato di questa crisi. Aggravata dalla confusione di una campagna elettorale che da 14 mesi rimbomba nella testa di una popolazione con messaggi contraddittori, confusi, propagandistici. Dunque accentua quello stato di incertezza e di irrazionalità che è, sempre, la benzina sul fuoco di ogni incendio finanziario. Quello che Bush ha annunciato ieri, affiancato dalla trimurti della governance economica americana per dargli autorevolezza, è keynesismo puro. è "deficit spending" classico, senza preoccuparsi di bilanci federali che sprofonderanno nell'inchiostro rosso e sono destinati a raggiungere il 7% del Pil. Ma lo schiaffo della realtà, che arriva sempre a svegliare i presidenti americani dall'ipnosi delle loro ideologie, nel mondo come in casa, ha svegliato anche un Bush che se avesse, quattro anni or sono, annunciato in campagna elettorale l'intenzione di gettare mille miliardi di dollari per salvare i mercati mobiliari e immobiliari sarebbe stato, più che sconfitto, arso vivo. Ma qui siamo di fronte "a sfide senza precedenti", ha ammesso tardivamente e rischi senza precedenti richiedono "azioni senza precedenti", un eufemismo per dire: si cambia rotta. Lasciare che la nave di Wall Street s'inabissasse trascinando con sé le borse del mondo che rimangono tutte "wallstreet dipendenti", da Shanghai a Mosca, avrebbe devastato l'economia americana dove fa male e garantito la vittoria di Barack Obama, i cui sondaggi avevano ripreso a salire in relazione inversa ai listini di Borsa. Avrebbe colto non soltanto nei "bonus" delle migliaia di brokers lasciati con lo scatolone dei loro ricordi in braccio, in fondo poche persone in un oceano di 150 milioni di famiglie, ma anche nell'esistenza quotidiana della gente di "Main Street", della via principale dei paesi, dove polizze vita, fondi comuni, gruzzoli di obbligazioni a reddito fisso, crediti al consumo e mutui sono il presente e il futuro dell'esistenza reale. Sulla latitanza della guida politica del Paese e sulla confusione generata da candidati che dicono alla mattina il contrario di quello che dicono alla sera (McCain era fino a ieri il campione della "deregulation" e oggi invoca un controllore sotto ogni letto a Wall Street, mentre l'inesperienza di Barack Obama non rassicura) la famigerata speculazione aveva puntato. Era sicura che questa amministrazione non avrebbe mai potuto rinnegare il proprio fondamentalismo liberista e la cultura delle cose che si aggiustano da sole. I ribassisti, coloro che puntano sulla caduta dei titoli e che sparecchiano quei miliardi che impropriamente i media definiscono "bruciati" ma invece arricchiscono tanto quanto i rialzi, avevano avuto il controllo del campo, alimentando una difficoltà di credito reale, ingigantita dalle loro azioni piratesche. L'ideologo del Texas è stato persuaso a fare ciò che è necessario, non ciò che è ideologicamente corretto. Il Bush che sembrava il tragico Herbert Hoover ottimista del 1929 ("La prosperità è dietro l'angolo") è diventato il Roosevelt del 1932, che inventò quegli strumenti di protezione che da allora, come ha detto giustamente, "non hanno mai fatto perdere un centesimo a chi ha conti correnti", ma non certo per merito della destra. Estenderà la protezione federale esistente sui CC, sui risparmi e sui certificati di deposito, anche ai fondi di "money market", quelli che fino a ieri non erano assicurati da Washington e flottavano pericolosamente sul mercato seguendo l'andamento degli interessi, costituendo una grossa parte, almeno il 30%, dei fondi pensione. Prosciugherà, sempre con danaro pubblico, la palude dei mutui immobiliari inesigibili, i "subprime" definiti "tossici" perché avvelenano i bilanci delle banche. Dunque lo stato federale, cioè noi contribuenti, diventerà proprietario involontario di milioni di abitazioni in protesto e di passività che saranno smaltite in anni. Il gioco al ribasso contro le 799 finanziarie ancora in piedi sarà bloccato per dieci giorni e rinnovabile ancora, violando il loro sacro diritto alla speculazione, per salvare il salvabile. E il Tesoro potrà stampare tutti i miliardi di dollari che desidera senza temere di accendere il falò dell'inflazione, come accadrebbe in tempi normali perché il nemico del giorno è la "deflazione", la paralisi del credito. Naturalmente pagheremo in futuro questo tsunami di dollari, in termini di inflazione, quando la bufera sarà passata, ma questo è un commento per la crisi di domani. Bush, il cowboy neocon divenuto neokeyn, ha creato un'euforia irrazionale nei mercati eguale e contraria al panico di ieri nella solita altalena di ingordigia e paura. In attesa di un nuovo governo stabile, si può sperare che questa non sia la fine del mondo, ma soltanto la fine di un mondo, dal quale un altro nascerà. La ciclicità di "boom" e "bust", di fortune e di rovesci, di regole e di sregolatezza, è la sola certezza del capitalismo americano che sa, contrariamente a quello che sognava Karl Marx, sopravvivere anche al proprio peggior nemico, cioè se stesso.

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La (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-20 num: - pag: 3 categoria: BREVI La "cassa" Per Sea il "tradimento" di Alitalia ha già comportato la messa in cassa integrazione di 900 persone su 5.500.

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<Al Forlanini siamo terrorizzati Tanti posti di lavoro in pericolo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-20 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Le reazioni In ansia baristi, edicolanti e noleggiatori d'auto "Al Forlanini siamo terrorizzati Tanti posti di lavoro in pericolo" Quelli che provano a non credere al peggio: "Tanto gli slot di Alitalia se li prenderà qualcun altro". Quelli che al peggio pensano di esserci già arrivati: "Perché nel famoso indotto a rischio ci siamo pure noi". E poi quelli che puntano il dito contro i piloti, quelli che se la prendono con Berlusconi e quelli che "la colpa è tutta di Epifani". Tante teste, tanti pareri. Ma l'umore, il giorno dopo il fallimento della trattativa Alitalia, a Linate è uno soltanto: più a terra di un volo annullato. "Non sono dipendente Alitalia - dice Grazyna, che serve caffè al bar del terminal arrivi -. Ma sono preoccupata lo stesso. Se ci sarà meno gente in aeroporto, sarà un problema per tutti. E, ultimamente, in Italia c'è parecchi che non va. Sono venuta qui a lavorare dalla Polonia, ma adesso mia figlia il lavoro l'ha trovato in Irlanda". Lo sviluppo, insomma, fa scalo altrove. Davide Bovino traina un carrello di bottiglie più grosso di lui. Prova a confortare chi lavora per la compagnia aerea: "Forse molti riusciranno ad avere un contratto a tempo determinato. Il problema è che i giovani come me ci sono abituati, ma loro? Li ho visti molto "attapirati"". Lo stesso aggettivo (ovvero depresso nel gergo di Striscia la notizia), lo usa Daniela Bassi, riferito però ai passeggeri. Ha l'ingrato compito di promuovere miglia aeree gratis per chi paga con una nota carta di credito. "L'altro giorno un passeggero mi ha quasi insultata - dice -. Mi ha urlato come mi permettevo di proporgli una cosa del genere, visto che le miglia che aveva accumulato con Alitalia rischiava di perderle tutte. Il che, peraltro, non è vero, perché stiamo cercando accordi per farle utilizzare con altre compagnie". Le altre compagnie. Ci spera anche Stefano Ramirez, dell'autonoleggio Avis: "In fondo questo è un city airport, mentre Malpensa non potrà mai esserlo, perché è a 80 chilometri. Però c'è molta amarezza e incertezza. La colpa? è di chi ha impedito di vendere Alitalia al miglior offerente ". Giuseppe Petronelli, che avvolge cellophane antifurto attorno alle valige, condivide la preoccupazione, non le responsabilità: "Lo scriva, lo scriva, che è tutta colpa di Epifani ". Dina Basile, invece, in aeroporto vende giornali e spererebbe tanto di leggere notizie migliori. Assicura che i volti più neri, in questi giorni, sono quelli dei piloti. Lei si sforza invece di sorridere, ma è dura: "Sa, sono precaria". Luca Angelini Ma sulle responsabilità del fallimento, pareri divisi: chi dà la colpa ai piloti, chi se la prende con Berlusconi e chi punta il dito contro la Cgil ed Epifani Davide Bovino dipendente Autogrill Dina Basile edicolante Stefano Ramirez noleggiatore d'auto Daniela Bassi promoter Giuseppe Petronelli sicurezza bagagli.

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Effetto Alitalia su Linate: a rischio un volo su 2 (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-20 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Effetto Alitalia su Linate: a rischio un volo su 2 La Cgil lombarda: la trattativa con Cai deve ripartire. Penati: Colaninno ha lasciato? Non mi straccio le vesti I sindacati: già senza impiego 500 persone inviate a un'occupazione negli aereoporti da parte delle agenzie del lavoro Fallimento Alitalia: dopo la rottura delle trattative Cai-sindacati la prospettiva è più vicina. L'impatto per Milano sarebbe tutt'altro che trascurabile. Nuovi esuberi. Altri voli tagliati. E, per la Sea come come per gli altri creditori di Alitalia, conti più difficili da far quadrare. Considerando insieme Malpensa e Linate, in caso di fallimento di Alitalia sparirebbero di punto in bianco 115 voli Az su un totale di 450 oggi operativi sui due aereoporti. Lo scalo di Linate sarebbe il più penalizzato: verrebbero a mancare 70 voli su 143. A Malpensa bisogna mettere in conto la cancellazione di 45 partenze su 307. Tra queste, anche i tre collegamenti intercontinentali Az per New York, Tokio e San Paolo. Un colpo durissimo, anche se nulla di paragonabile a quello che potrebbe avvenire a Fiumicino. Va tenuto conto, però, che per gli aereoporti milanesi questa sarebbe la seconda batosta in pochi mesi. Nell'aprile scorso Alitalia ha già tagliato l'82 per cento dei voli su Malpensa. Per Sea il "tradimento" di Alitalia ha già comportato la messa in cassa integrazione di 900 persone su 5.500. Ma i posti persi sono molti di più: bisogna tenere conto anche dell'indotto. Secondo la Cgil regionale avrebbero perso il lavoro anche circa 500 persone che erano inviate al lavoro negli aereoporti da parte delle agenzie del lavoro. Domani, con il fallimento di Alitalia, il conto della crisi potrebbe diventare ancora più salato. Nessuno per il momento osa stimare di quanto. Non i sindacati: "E' presto per qualunque scenario, le diplomazie sono al lavoro" dice per esempio Roberto Rossi della Fit Cisl. E tantomeno la Sea. Al quartier generale della società che gestisce gli aereoporti milanesi si sta valutando l'impatto del fallimento Alitalia anche sul bilancio. Sea sta predisponendo un'azione legale per recuperare 46 milioni di euro dovuti dalla compagnia di bandiera. Ma quale potrebbe essere il futuro di Malpensa e Linate con un'Alitalia in liquidazione? Alla Iata, l'autorità internazionale che si occupa di trasporto aereo, è prevista una riunione il prossimo 30 settembre con all'ordine del giorno la redistribuzione degli slot. Se per quella data Alitalia fosse fallita, i suoi slot potrebbero essere redistribuiti tra le compagnie che ne hanno fatto richiesta. E Lufthansa è tra queste. Non solo. Nel febbraio scorso Sea ha chiesto la modifica e il potenziamento degli accordi bilaterali tra Stati per accelerare l'ingresso su Malpensa di compagnie straniere. Con Alitalia che abbassa la saracinesca questa diventerebbe una strada ancora più facile da percorrere. "Fermi tutti: pensare che il fallimento di Alitalia possa accelerare lo sviluppo di Malpensa come hub sarebbe suicida. Bisogna lavorare per far ripartire la trattativa con Cai" getta il cuore oltre l'ostacolo Nino Cortorillo della Filt Cgil regionale. Ma non è stata proprio la Cgil a mettere i bastoni tra le ruote dell'accordo? "Questo non è il momento della caccia ai colpevoli ma quello della ricerca dei punti su cui riaprire un confronto - risponde Cortorillo -. E' curioso che il governo dichiari di non avere bisogno del consenso del sindacato e nel caso di Alitalia sostenga che senza la Cgil l'accordo non si può fare". "La Cgil non avrebbe potuto firmare un accordo sapendo che mancava il consenso dei piloti - insiste sulla linea della confederazione il segretario generale della Camera del lavoro, Onorio Rosati -. E poi il piano Fenice di fatto penalizzava sia Malpensa che Linate". Intanto l'affaire Alitalia mobilita anche i palazzi del governo locale. "Alla luce di come era stato formulato il piano Fenice e dell'atteggiamento del governo, anche nei confronti del sistema aeroportuale milanese, non mi straccio le vesti per il ritiro della proposta della Cai" dice il presidente della Provincia, Filippo Penati. Niente panico anche in Regione. Il presidente, Roberto Formigoni: "Se Alitalia fallirà le compagnie straniere aumenteranno il numero degli aerei presenti nei nostri aeroporti". Rita Querzé I tagli Lo scalo di Linate: il fallimento della compagnia di bandiera rischia di cancellare subito 70 voli.

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I trasporti Le polemiche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-20 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE I trasporti Le polemiche La compagnia e le ricadute su Milano Intercontinentali Nell'eventuale taglio dei voli allo scalo di Malpensa potrebbero venire inclusi anche i tre importantissimi collegamenti intercontinentali per New York, Tokio e San Paolo La perdita del posto Per la Sea il "tradimento" di Alitalia ha già comportato la messa in cassa integrazione di 900 persone. Ma i posti persi sono molti di più: bisogna tenere conto anche dell'indotto.

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Effetto Alitalia, tremano Linate e Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-20 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La Cgil lombarda: deve ripartire la trattativa con Cai. Penati: Colaninno ha lasciato? Non mi straccio le vesti Effetto Alitalia, tremano Linate e Malpensa Il Forlanini rischia di perdere il 50% dei voli. "Migliaia i posti di lavoro in pericolo" La partita vera si gioca a Roma. Ma l'eventuale fallimento dell'Alitalia arriverà, e si farà sentire, anche a Linate e Malpensa, dove sarà a rischio un aereo su due. Con nuovi esuberi. E dunque con conti difficilissimi da far quadrare per la Sea. Dei due, il Forlanini sarebbe il più penalizzato: verrebbero a mancare 70 voli su 143. Quasi cinquanta le partenze cancellate nello scalo varesino, compresi gli importantissimi collegamenti internazionali con New York, Tokio e San Paolo. E negli scali, intanto, è già fermento tra i lavoratori. Anche tra quelli non dipendenti da Alitalia ma che vivono dell'indotto: "Abbiamo paura di perdere il posto". A PAGINA 3 Angelini e Querzé.

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Alitalia, le hostess trattano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-20 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Compagnia Tremonti: no alla nazionalizzazione. Veltroni attacca Alitalia, le hostess trattano Berlusconi: la situazione è molto difficile ROMA - Crisi Alitalia: le hostess trattano. Veltroni attacca, ma invita al negoziato. Berlusconi: situazione molto difficile. Tremonti esclude una rinazionalizzazione. DA PAGINA 5 A PAGINA 9 Baccaro, Cometto, M. Franco Marro, Sideri, Stringa.

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IL MERCATO E LA FINANZA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-20 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE COME SI ESCE DALLA CRISI IL MERCATO E LA FINANZA N ei momenti di crisi lo smarrimento, la difficoltà di capire ciò che succede, favoriscono la popolarità di un certo numero di sciocchezze. A diffonderle spesso sono i politici: essi avvertono il disorientamento dei cittadini, vogliono dare l'impressione di avere le idee chiare, ma hanno poco tempo per riflettere e spesso elaborano sciocchezze. Il guaio è quando queste si trasformano in azioni di governo. Accadde durante la peste, a Milano nel Seicento, e negli anni Venti del secolo scorso negli Stati Uniti, quando gli errori del presidente Hoover trasformarono una grave crisi finanziaria in una depressione in cui un americano su tre perse il lavoro. Prima sciocchezza: la crisi dimostra che gli strumenti finanziari che consentono di diversificare il rischio sono il cancro del capitalismo. Non è vero: diversificare il rischio protegge i deboli perché sono i poveri i più esposti alle fluttuazioni dell'economia. Chi soffrirebbe meno se venissero aboliti i mercati finanziari sono i ricchi: un grande proprietario agricolo può usare la sua ricchezza per far fronte ad una cattiva stagione, ma un piccolo coltivatore quando il raccolto va male, può solo tirare la cinghia. Altro che uno strumento per arricchire ancor più i ricchi: i mercati finanziari sono innanzitutto un'opportunità per i poveri. Basta chiedere ad un agricoltore indiano che cosa significa per lui poter vendere il suo prodotto su un mercato a termine e così assicurarsi contro fluttuazioni nel prezzo. Certo, questi strumenti debbono essere regolati e comunque non sostituiranno mai le assicurazioni pubbliche (ad esempio contro la disoccupazione). Ma appunto: regolati, non vietati. La crisi dimostrerebbe la superiorità dell'industria sui servizi, dei sistemi finanziari fondati sulle vecchie banche commerciali anziché sulle banche di investimento. Non e' vero. Ci sono paesi come la Germania che hanno successo con molta "vecchia" industria, altri come il Regno Unito che hanno scelto la strada dei servizi finanziari e per un decennio sono cresciuti più della media europea. Lo sviluppo di un' economia dipende dalla capacità delle sue aziende di innovare, quindi dalla qualità delle sue scuole, dalla capacità di trasformare idee e brevetti in imprese, da una finanza pronta a sostenere imprenditori nuovi, anziché far credito solo a chi possiede un immobile da dare in garanzia. Non esistono ricette buone per tutti, sebbene l'evidenza suggerisca che nei paesi in cui ci sono più banche di investimento nasce un maggior numero di imprese nuove. "Vincono i Paesi che difendono le proprie aziende e bloccano gli investitori stranieri". Non mi sembra: basta confrontare Alitalia, un'azienda che vogliamo testardamente mantenere italiana, con il Nuovo Pignone che quindici anni fa vendemmo alla General Electric. Poiché poche aziende al mondo sanno costruire turbine e compressori come il Pignone, Ge concentrò le produzioni a Firenze. Oggi quello stabilimento è un centro di eccellenza per la fabbricazione di macchine che un tempo si costruivano in vari stabilimenti della Ge in giro per il mondo ed oggi solo a Firenze. CONTINUA A PAGINA 46.

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E se (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-20 num: - pag: 1 autore: di FRANCESCO VERDERAMI categoria: REDAZIONALE Sette Giorni IL CAVALIERE E IL SOCCORSO ROSSO E se si arrivasse a un'intesa su Alitalia tra il governo e il Pd? Se la logica delle "contrapposte convergenze" portasse Berlusconi e l'opposizione a siglare, per interessi diversi, un tacito patto, così da risolvere positivamente la vertenza? CONTINUA A PAGINA 5.

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Berlusconi: situazione difficile. Le hostess trattano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: situazione difficile. Le hostess trattano Tremonti: "No alla nazionalizzazione". Il pressing del governo sulla cordata Cai L'Anpav: trattiamo Lufthansa: non siamo coinvolti. I sindacati "dissidenti" da Fantozzi, senza Cgil ROMA - Servirà forse tutta la prossima settimana per capire se gli spiragli intravisti ieri su Alitalia sono destinati a dare risultati. C'è un passo avanti di uno dei sindacati dissidenti, l'Anpav. Ci sono segnali di distensione dell'opposizione: il leader del Pd, Walter Veltroni, pur sostenendo che la trattativa è stata "gestita in modo dilettantistico", invita il commissario Augusto Fantozzi a riaprire il negoziato o a cercare sul mercato altre offerte. "Il silenzio è d'oro" ha risposto l'amministratore di Mediobanca, Alberto Nagel, a chi gli chiedeva se l'istituto fosse coinvolta. Ma il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è preoccupato: "La situazione è molto difficile. I protagonisti non hanno capito quale responsabilità si sono assunti. Vediamo...". Ieri il Consiglio dei ministri ha fatto il punto: "è mia personale opinione - avrebbe detto il sottosegretario Gianni Letta - che non ci siano alternative al piano Cai ". L'ipotesi di una rinazionalizzazione della compagnia sarebbe stata esclusa dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: "Togliamocelo dalla testa. Non sono possibili altri interventi pubblici". Quanto alle compagnie straniere, British, Lufthansa e Aeroflot si sono escluse: "Non siamo coinvolti", hanno detto i tedeschi. L'impressione è che attendano di capire come finirà con Cai prima di muoversi. Lufthansa potrebbe emergere se il "piano Fenice" risorgesse. Ma se ciò non avvenisse, attenderebbe il fallimento per appropriarsi gratis degli slot lasciati da Alitalia. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha auspicato il rientro dei dissidenti: "Faccio appello all'autonomia della Cgil" ha detto. La risposta non è stata negativa: "Quando si recupererà un minimo di ragione - ha affermato per Cgil, Fabrizio Solari -, si tornerà a parlare di merito". Ma che disponibilità c'è tra le parti? "La Cai non si è sciolta, ma la proposta è stata ritirata" ha detto il presidente di Atlantia, uno dei soci, Gian Maria Gros-Pietro. La società sarebbe in attesa di un'apertura seria da parte del sindacato, favorita da Berlusconi. In quel caso anche Intesa- Sanpaolo sarebbe ancora disponibile a ricucire il discorso. Dall'altra parte i sindacati dissidenti ieri sono stati molto attivi. I leader hanno pranzato insieme e poi si sono fatti ricevere dal commissario Augusto Fantozzi: Filt-Cgil ha negato di aver sollecitato l'incontro e non vi ha partecipato, l'Anpac vi ha preso parte ma ha detto di non averlo fatto. Tatticismi. L'obiettivo era sondare la disponibilità di Cai. All'incontro non ha partecipato l'Anpav di Massimo Muccioli (545 iscritti) che ha poi dichiarato di aderire all'accordo-quadro, a patto che sui salari sia garantita l'invarianza. Una mossa definita "significativa" da Sacconi. E in effetti si tratta di un piccolo varco attraverso cui potrebbero passare anche altre adesioni come, ad esempio, quella dei piloti dell'Up. Ma se il dialogo fallisse? Il "piano b" potrebbe passare al modello Swiss: Alitalia sarebbe ridimensionata e qui potrebbe tornare in gioco Air One, attraverso una fusione che aumenterebbe l'impatto della compagnia sul mercato. Antonella Baccaro Su Corriere.it la tua opinione sullo stallo nella trattativa Alitalia Il commissario Alitalia, Augusto Fantozzi. A destra il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti.

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Alitalia Governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Governo Sacconi e l'autonomia del sindacato Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha auspicato "una riflessione da parte delle organizzazioni che non hanno firmato circa l'assenza di alternative all'unica proposta sul campo che è quella di Cai". "Confido nell'autonomia della Cgil", ha aggiunto.

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I punti Mille Miglia diventano a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 9 categoria: BREVI I punti Mille Miglia diventano a rischio L'eventuale fallimento di Alitalia sarà un boomerang per chi ha punti Mille Miglia: c'è il rischio che diventino inutilizzabili, a meno che non si trovi un acquirente pronto a prenderseli come Cai.

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Assalto ai treni, gli aeroporti si svuotano (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Utenti e disagi Crescono del 40% in un giorno le prenotazioni per le altre compagnie. Il rebus dei biglietti già acquistati Assalto ai treni, gli aeroporti si svuotano Nell'ultima settimana +12% di biglietti Fs venduti, due Roma-Milano straordinari MILANO - Scene di panico non ce ne sono state. Ma ieri non è sembrato certo un normale venerdì di metà settembre: scali nazionali vuoti e stazioni superaffollate da ponte. Fortuna che almeno il periodo dei viaggi estivi è finito, altrimenti ieri sarebbe stata una giornata difficile da dimenticare: l'assalto c'è stato, ma ai treni della tratta- chiave, quella Roma-Milano che costituisce la nervatura delle rotte Alitalia. Le Ferrovie erano già pronte, anche perché con l'incertezza che ha sospeso in un limbo il futuro dei biglietti Alitalia è già da tempo che chi deve prenotare un viaggio ci pensa due o tre volte prima di chiamare il call center della compagnia. Così ieri sui binari c'erano due Eurostar aggiuntivi. Le biglietterie hanno staccato il 12% in più di ticket rispetto alla settimana scorsa. E chi ha potuto, come l'Eurofly-Meridiana, si è subito organizzata: la compagnia dell'Aga Khan sta aggiungendo voli dopo che la domanda di biglietti è salita del 40% e non solo sulla direttrice Linate-Fiumicino ma anche sulla Roma-New York. Per assurdo anche Air One, che nel piano della Cai doveva fondersi con l'Alitalia, sta beneficiando della situazione. Chi aveva volato lo scorso weekend già si era trovato di fronte a scenari surreali anche tra Linate e Fiumicino: aeroporti vuoti, bagagli consegnati ai nastri in dieci minuti, Airbus che volano con 40 persone, personale calmo e disponibile. Ma dopo il ritiro della Cai è possibile che oggi e domani volare Alitalia, la cui operatività è garantita, sarà come avere dei Boeing privati a disposizione. La domanda che si fanno tutti coloro che hanno già un biglietto è: cosa succederà da lunedì? Gli aerei già a terra e l'orario invernale con meno voli ormai alle porte potrebbero aiutare la quadra dei conti. Ma l'istruttoria dell'Enac che partirà dopodomani richiederà tra i 7 e i 10 giorni. Poi, se non dovessero esserci più le risorse per la sicurezza e un'offerta alternativa, l'ente dovrebbe ritirare la licenza di volo. Un passaggio che vorrebbe dire l'addio a tutti gli slot. Ma il commissario Fantozzi potrebbe anche giocare di contropiede e chiedere lui stesso una sospensione della licenza, mossa che gli darebbe ancora qualche giorno per convincere un possibile acquirente a fare un'offerta. Ma che sarebbe comunque grave e desolante: tutti gli aeromobili resterebbero a terra. Fino ad ora era successo al massimo per l'AlpiEagles. Ma chi è abituato a ragionare in termini di slot parla di "un parziale isolamento del Paese senza contare l'immagine internazionale". E per chi avesse dei voli in code sharing con aeromobili di altre compagnie? è un bel rebus. Perché anche con gli accordi la titolarità della banda oraria è sempre di una sola compagnia. Dunque se quella tratta è dell'Alitalia, anche le altre sarebbero costrette a bloccarsi. Un bel caos. Massimo Sideri.

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Veltroni: governo isterico ma ora si cerchi un'intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Veltroni: governo isterico ma ora si cerchi un'intesa Anche D'Alema apre al dialogo: la partita non è chiusa Il leader dei democratici a New York: "Ho volato Alitalia". Di Pietro: dal premier non dilettantismo ma speculazione NEW YORK - "Il governo ha gestito in modo dilettantesco e isterico la vicenda Alitalia. La soluzione della vendita alla Cai non ci piace, ma è meglio del fallimento. Quindi speriamo che la discussione riprenda e gli imprenditori ascoltino le richieste dei sindacati, cercando un punto d'intesa". L'ha detto ieri il segretario del Partito democratico Walter Veltroni a New York, dove è venuto - "volando con Alitalia", precisa - per presentare l'edizione inglese del suo libro La scoperta dell'alba. Sulla sua posizione sembra unito tutto il Pd. Anche Massimo D'Alema, da Napoli, ha detto che "la partita non è chiusa" e ha auspicato che la trattativa riparta. Veltroni ha precisato di non aver parlato negli ultimi giorni con il presidente della Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno: "Lo stimo, come stimo altri membri della cordata Cai, fra cui Corrado Passera (Intesa SanPaolo). Fanno il loro mestiere di imprenditori, che è massimizzare i profitti. Ma credo che, avendo anche una sensibilità sociale, dovrebbero rivedere i loro piani e accettare un po' meno profitti per risolvere questa situazione drammatica". Secondo Veltroni la rottura delle trattative non è colpa della Cgil, ma del governo Berlusconi: "Sono stato critico con i sindacati per la loro opposizione all'offerta di Air France la scorsa primavera, quando una soluzione era vicina e senza esborso da parte dei cittadini italiani. Sono d'accordo con lo sfidare il sindacato su una linea riformista, ma è invece un errore grave volerlo annientare". Secondo Veltroni questa volta la Cgil ha fatto la sua parte, difendendo fra l'altro gli operai di terra dell'Alitalia, a cui la Cai vuol tagliare il 30% dello stipendio da 1.300 euro al mese; ed è paradossale che Berlusconi si sia prima alleato con i sindacati contro l'ipotesi Air France e ora li abbia continuamente provocati. "Ma se cade l'ipotesi Cai, non significa dover liquidare Alitalia - ha precisato Veltroni -. L'alternativa è quella proposta da Piero Schlesinger e altri economisti in una lettera al Corriere della Sera: il commissario ha il dovere di verificare sul mercato l'interesse di altre compagnie a rilevare Alitalia alle nuove, vantaggiose condizioni, cioè sgravata da tutti i debiti". Il segretario pd ha detto di non avere preferenze per chi sarà il nuovo partner di Alitalia, ma ha ribadito che non vede il suo futuro fuori da una grande alleanza internazionale e che l'aggregazione migliore sarebbe stata con Air France e Klm. In dissenso con le dichiarazioni di Veltroni su Alitalia si è distinto il presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro: "Non si tratta di gestione dilettantistica ma di una vera e propria speculazione finanziaria del governo". Maria Teresa Cometto Manhattan Il leader del Pd Walter Veltroni a New York per presentare il suo libro "The discovery of dawn".

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Italia e America, i due volti della crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 8 categoria: BREVI Italia e America, i due volti della crisi L'esultanza A Milano come a Fiumicino, l'annuncio del ritiro dell'offerta per Alitalia da parte di Cai è stata salutata dai dipendenti con applausi e ovazioni, a dispetto dell'avvio della procedura di Cassa integrazione. Un comportamento duramente criticato da diversi esponenti di governo, e sostenuto invece da Antonio Di Pietro.

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Alitalia-Lehman, il rumore e il silenzio di una sconfitta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 8 autore: di MARIA LAURA RODOTà categoria: REDAZIONALE Dall'Italia agli Usa Le due facce del flop Alitalia-Lehman, il rumore e il silenzio di una sconfitta SEGUE DALLA PRIMA Perché "meglio falliti che in mano ai banditi ". A Canary Wharf e a Wall Street molti licenziati della Lehman Brothers hanno attraversato la strada con dignità, sfidando la gogna mediatica globale (decine di cameramen, fotografi, giornalisti); e si sono chiusi al pub. Davanti a palazzo Clerici uno steward mostrava il suo cartello: "La solitudine dei lavoratori di Alitalia è la solitudine di tutti noi". Probabilmente ha ragione. Cambiano i Paesi, le culture, i codici di comportamento, le leggi che regolano i contratti di lavoro. I lavoratori occidentali sono quelli che stanno meglio al mondo. Ma quando la loro azienda cola a picco, di colpo o con una lunga agonia, si sentono soli. E ognuno reagisce come è stato abituato. Nella finanza anglosassone si riempiono velocemente un paio di scatoloni, come usa, come si vede al cinema. In Italia, in Alitalia, si organizzano proteste, si preparano cartelli pittoreschi, ci si arrabbia rumorosamente. Ma le storie non sono tanto diverse. E a guardare gli ex broker della City e le quasi ex assistenti di volo di Fiumicino una cosa in comune c'era. In comune come la solitudine, oggi: la sensazione di perdere, con il lavoro, con l'esibizione forzata della perdita del lavoro, la propria dignità. E il rispetto di se stessi, nonostante i.

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<Intesa governo e piloti, Cai è pronta> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'apertura Aponte è il leader mondiale del trasporto container via mare "Intesa governo e piloti, Cai è pronta" MILANO - Era l'unica offerta sul tavolo, quella della Compagnia aerea italiana guidata da Roberto Colaninno, ma è stata ritirata dopo il muro contro muro con sindacati come la Cgil e i piloti. Capitolo chiuso, a leggere le dichiarazioni ufficiali della compagnia. Capitolo ancora aperto, a interpretare gli ultimi commenti più possibilisti dal mondo della politica, e le aperture degli assistenti di volo. E adesso anche all'interno di Cai c'è chi non esclude la possibilità del ritorno in campo dell'offerta su Alitalia. è Gianluigi Aponte, uno dei 18 azionisti della società guidata da Colaninno, un imprenditore che già conosce bene il mondo dei trasporti. Alla guida di Msc, una delle più grandi società di shipping del mondo, cui fa capo Msc Crociere, Aponte da diverso tempo guarda al business dei cieli. Più precisamente, a quello degli aeroporti, puntando a entrare nel capitale dello scalo di Genova, città da cui parte una quota rilevante delle crociere del gruppo. "Non posso dire quello che farà Cai, io sono solo uno dei diciotto soci della cordata, né tantomeno sono il presidente ". Gianluigi Aponte non si sbilancia come azionista. Ma parla come cittadino italiano. Dalla Svizzera, dagli uffici ginevrini del suo gruppo, lancia quello che considera un auspicio: che "si arrivi a un'intesa tra governo e piloti, per poter poi permettere a Cai di rientrare in gioco". Allora l'uscita di scena della cordata non è necessariamente definitiva? "Adesso tocca ad altri rilanciare il negoziato. La nostra posizione sarà mantenuta". A chi passa la palla? "Ad altre organizzazioni, agli uomini di Stato" Per esempio? "Se i piloti faranno un passo indietro, alla fine saranno vincenti. Quello che oggi vedono come un sacrificio, è anche un investimento: i tagli permetterebbero il rilancio della compagnia, la sua crescita e quindi nuovi posti di lavoro". Non poteva invece essere Cai a fare qualche sacrificio in più? "Cai ha già fatto moltissimo. L'operazione non si può fare se non alle condizioni proposte dalla società. Lo spazio di trattativa sull'offerta era pochissimo ". Non era possibile ridurre i tagli? "Costi del personale più alti, rispetto a quelli indicati da Cai, sarebbero stati come dei sussidi. Solo che, in questo caso, a concederli sarebbe stata una società privata. Che, invece, deve ragionare in termini di competitività". Mentre le aziende pubbliche... "Tutte le compagnie di Stato finiscono per avere troppo personale nei propri ranghi". Come è l'umore all'interno della cordata, dopo il ritiro all'unanimità dell'offerta? "Il fronte Cai è compatto. Come gli obiettivi per cui è stata presentata l'offerta: tornare a fare di Alitalia una compagnia in crescita". Nelle ultime settimane i critici della cordata hanno parlato di possibili conflitti d'interesse. "Sono delle assurdità, delle critiche gratuite, che scoraggiano un'attività imprenditoriale che vuole salvare la compagnia di bandiera". Lei si è espresso contro l'ipotesi dell'ingresso di una compagnia aerea straniera, come socio di minoranza, nella nuova Alitalia. Nessun ripensamento adesso? "No. Avere tra gli azionisti un concorrente della società stessa è un errore". Giovanni Stringa Gianluigi Aponte, uno dei 18 azionisti della società guidata da Colaninno Se il governo riuscirà a convincere i piloti e tutti i sindacati, spiega Aponte, "permetterebbe a Cai di rientrare in gioco".

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E il 63% degli italiani è per la cordata (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Sondaggio Ispo E il 63% degli italiani è per la cordata Per il 63% degli italiani il piano Fenice è l'unica alternativa al fallimento di Alitalia. E il 58%, secondo un sondaggio condotto dall'Ispo di Renato Mannheimer, ritiene la proposta di Cai in grado di rilanciare la compagnia aerea. Solo per il 14% sarebbe meglio il fallimento. L'Ispo ha chiesto anche quali dovrebbero essere gli obiettivi del possibile compratore di Alitalia: il 79% vuole che siano garantite l'efficienza e un miglior servizio. Solo una minoranza (14%), invece, sta dalla parte di chi non ha accettato la proposta. Il 77% degli intervistati ritiene infatti che i contratti di piloti e assistenti di volo andrebbero uniformati a quelli in vigore nelle altre compagnie europee.

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Qui Lina (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 autore: di LINA SOTIS categoria: BREVI Qui Lina F antozzi: "L'Alitalia volerà finché avrà benzina". Passeggeri avvertiti, quando finisce si precipita. lsotis@corriere.it.

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Le scelte di Silvio e il <soccorso rosso> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Settegiorni Le scelte di Silvio e il "soccorso rosso" SEGUE DALLA PRIMA Perché il premier è terrorizzato non tanto dall'idea del crac di Az ma dal conseguente blocco aereo che paralizzerebbe per molto tempo il Paese: "Mi getterebbero la croce addosso". A loro volta i democratici, senza un'intesa, temono di restar fuori da un nuovo assetto di potere, che li escluderebbe dai giochi per chissà quanti anni. Così ieri si è intravista la trama del comune disegno: riportare la Cgil alla ragione e convincere Cai a rientrare nella sfida. Non esiste una terza via, su questo il Cavaliere è stato chiaro: "O c'è Cai o c'è il fallimento". Ed è una sorta di "compromesso storico" quello a cui si sta lavorando. D'altronde - come dice il democratico Follini - "salvare Alitalia è un'impresa titanica, e per riuscirci serve una falange macedone politica". Da Gianni Letta a D'Alema, ognuno per la propria parte lavora sotto traccia. E ognuno lancia dei segnali. Al forzista Napoli, per esempio, è stato affidato il compito di invitare Epifani ad "aver coraggio", a "sfruttare l'occasione per dimostrare che non è solo un leader sindacale ma che ha anche un profilo politico". Dal fronte avverso è arrivato il soccorso rosso: bastava incastrare le parole di D'Alema - secondo cui "c'è ancora tempo" - al ragionamento svolto dal suo braccio destro Latorre, per capire che i messaggi erano rivolti al capo della Cgil ("noi auspichiamo la ricomposizione del sindacato") e al Cavaliere ("confidiamo nell'accordo"). Ed è stato ancor più esplicito Fioroni quando - in appoggio al cislino Bonanni - ha chiesto ad Epifani di "fare un passo in più in avanti per togliere ogni alibi a chi cerca capri espiatori". Il gioco delle "contrapposte convergenze " è però assai complicato e ad alto rischio. Perché il premier è disposto - come spiega il suo portavoce Bonaiuti - "a lasciare uno spazietto alla sinistra". Insomma, senza esagerare. Ma le mire di Veltroni sono più ambiziose, punta a de-berlusconizzare la trattativa su Az, strappandola dalle mani del governo e affidandola al commissario della compagnia aerea, Fantozzi. E c'è un motivo se il leader del Pd vuol giocare la sfida di Az in campo neutro, lo spiegava giorni fa il democratico Ventura: "Dietro la partita su Alitalia si cela una partita economico- finanziaria enorme", che passa da Expo 2015 e arriva agli investimenti in Libia. E non c'è dubbio che se Berlusconi riuscisse nell'impresa, ridisegnerebbe la mappa del potere in Italia, divenendone l'unico regista. "In quel caso - commenta il democratico Carra - ci rivedremmo forse tra venti anni ". Veltroni intende evitare la nascita di "un sistema putiniano", sebbene ieri si sia scoperto troppo appoggiando le scelte di Epifani, e prestando così il fianco all'accusa di esser stato "il regista del niet della Cgil". Ma non è un caso se il premier non ha replicato direttamente: tace in attesa di capire come si chiuderà il caso Alitalia, vuol vedere l'esito della partita "tutta interna alla sinistra" tra i democratici e Colaninno. La politica è al bivio, tra un tacito patto sancito dalle "contrapposte convergenze " e la radicalizzazione dello scontro che porterebbe a un conflitto sociale senza precedenti. Ma stavolta la soluzione non è affidata solo ai protagonisti del Palazzo, un ruolo determinante lo giocano gli imprenditori. Raccontano che al termine della riunione di giovedì, gran parte dei soci di Cai sia rimasta stordita dagli epiteti "banditi! banditi!" dei dimostranti, e non voglia più sentir parlare di piloti, "al massimo - ha detto uno di loro - di piloti automatici". Dopo il colloquio burrascoso dell'altro ieri, pare si sia rasserenato il clima tra il premier e Colaninno, al quale - durante il Consiglio dei ministri - Letta ha riconosciuto un "comportamento lineare e corretto". Il presidente di Cai era stato chiaro con Berlusconi che lo invitava ad andare avanti anche senza la Cgil: "Io non sto acquistando un gioiello ma voglio renderlo produttivo. E per farlo, non posso avere contro i lavoratori". Si vedrà se Cai rientrerà in gioco, se non si è sciolta è perché Colaninno ha invitato i soci a pensarci: "Non è facile mettere insieme così tanti imprenditori. Perciò riflettiamo, possono venirci nuove idee su cui investire". Tanto basta per far ammettere a Fioroni che "la politica non conta. Ed è incartata". Francesco Verderami Contatti Gianni Letta.

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Il doppio fronte di Epifani per non restare isolato (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il doppio fronte di Epifani per non restare isolato Il nodo Filt-Cgil e la pressione della base Muccioli (Anpav): il leader Cgil voleva chiudere, poi le categorie... Bonanni: basterebbe una telefonata ROMA - Sembra proprio che Guglielmo Epifani voglia rientrare nella partita. Sostengono infatti i suoi collaboratori più stretti che il segretario della Cgil non voleva rompere con la Cai di Roberto Colaninno. E che la lettera che il leader sindacale aveva mandato giovedì all'imprenditore mantovano era un segnale inequivocabile di disponibilità, a partire dal quale si poteva chiudere. Nella missiva Epifani ribadiva il sì della Cgil al piano industriale e anche al contratto del personale di terra, mentre su quello del personale di volo ("in maggioranza non rappresentato dal sindacato confederale") confermava l'impegno della sua organizzazione a favorire un accordo con i sindacati di mestiere (piloti e assistenti di volo). Poi, però, è partito quel maledetto fax firmato da questi stessi sindacati autonomi e anche dalla Filt-Cgil, sempre indirizzato a Colaninno. Una missiva questa che invece avanzava una serie di richieste di contenuto, a partire dai tre contratti separati (piloti, assistenti di volo e personale di terra) invece del contratto unico proposto da Cai. Un testo del quale ovviamente Epifani era informato, ma che, sostengono ancora dai piani alti della Cgil, avrebbe voluto più morbido. Ma questo - bisognava saperlo - sarebbe stato impossibile dal momento che era frutto del lavoro della Filt con le 5 sigle più intransigenti (Anpac, Up, Sdl, Avia e Anpav). Tanto più che per la Filt, al tavolo, non c'era neppure il neo segretario generale, Franco Nasso (che fino a qualche mese fa si è occupato di ferrovie e trasporto pubblico locale), ma il responsabile del settore aereo, Mauro Rossi, un giovane sindacalista che viene dagli assistenti di volo, molto vicino agli umori della base e che non ama le mezze misure (qualche giorno fa aveva definito "distruttiva" la proposta Cai). Due lettere quindi, quella di Epifani e quella Filt, diverse, prova dell'"ambiguità" della Cgil, ha detto ieri Gianni Letta in consiglio dei ministri. Massimo Muccioli, presidente dell'Anpav, che nel giro di due giorni è passato dal fronte del no a quello del sì alla proposta Cai e quindi, come dire, ha visto le cose prima da una parte e poi dall'altra, riassume: "Con la sua lettera Epifani diceva a Colaninno: la Cgil è d'accordo, poi ci sono "i ragazzi" - cioè noi, le categorie - che stanno giocando tra di loro...". Peccato che sia andata diversamente da come il leader sindacale si aspettava e che la Cai, continua Muccioli, messa da parte la missiva di Epifani, abbia invece preso "la nostra lettera come un pretesto per ritirare l'offerta". Ieri è quindi cominciata la correzione di rotta. Racconta ancora il presidente dell'Anpav: "La Cgil ha preso le distanze dalla categoria. Lo si è capito benissimo quando, dopo che con la Filt abbiamo chiesto un incontro al commissario Fantozzi, la stessa Filt si è sfilata e ha deciso di non andare. A quel punto anche noi abbiamo deciso di rinunciare all'incontro e poi di dare l'adesione al piano Cai". L'operazione rientro era così partita. Ma ha tanto il sapore di una mossa disperata. Anche se Fabrizio Solari, il segretario confederale della Cgil che sta facendo da pontiere tra Epifani e la Filt (dalla quale viene) e tra la Cgil e i piloti e gli assistenti di volo, ieri sera diceva: "Credo che un margine ci sia". E sul momentaneo ritiro della Filt dal fronte del no, aggiungeva: "Adesso bisogna cercare una soluzione, non fornire ulteriori occasioni di frattura". E gli altri leader sindacali protagonisti di questa drammatica vicenda? Raffaele Bonanni (Cisl) lancia un debole appello: "Basterebbe una telefonata di Epifani a Colaninno...". Mentre Luigi Angeletti e Renata Polverini hanno un'idea migliore: "Perché non facciamo votare i lavoratori di Alitalia sul piano Cai?" Enrico Marro Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: segnali di disponibilità verso la proposta Cai.

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La Cgil lombarda: un disastro il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Sul territorio La Cgil lombarda: un disastro il fallimento MILANO - "Il fallimento di Alitalia sarebbe un disastro per il trasporto aereo del Paese. Per Fiumicino ma anche per Malpensa e Linate". Così, ieri, il segretario generale della Filt Cgil della Lombardia, Nino Cortorillo. Il piano Fenice della Cai prevedeva un ridimensionamento di Linate e, nello stesso tempo, non dava a Malpensa il ruolo di hub. Ma, secondo la Filt Cgil della Lombardia, "pensare che il rilancio degli aereoporti lombardi sarebbe più facile dopo la débcle di Alitalia è a dir poco suicida". Cortorillo non ritiene la Cgil responsabile dello stop alla trattativa: "Nella lettera inviata alla Cai si legge nero su bianco la nostra volontà di continuare a confrontarci". E ora cosa succede? "Questo non è il tempo della caccia ai capri espiatori ma quello della ricerca dei punti su cui rilanciare il confronto". Ri. Que.

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Pasta e fagioli La ricetta di Brunetta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-20 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE In tv Pasta e fagioli La ricetta di Brunetta ROMA - Eppur bisogna mangiare. E così, in attesa di trovare una soluzione per il collasso di Alitalia, magari ci si potrebbe tirar su gustando la pasta e fagioli del ministro Renato Brunetta (foto). Intervistato da Alain Elkann per La 7 (il servizio andrà in onda oggi), il ministro della Funzione pubblica e dell'Innovazione spiega che il suo palato il piatto indicato lo delizia così: "Soffritto, sedano, cipolla, carota, prezzemolo, aglio per chi lo vuole, borlotti a mollo la sera prima, se no con un po' di bicarbonato. Al soffritto si aggiungono i borlotti ammollati, acqua, rosmarino, una patata. Quando il fagiolo è cotto, si tolgono e se ne passano due terzi, e questa passata la si rimette subito dentro. Poi si sceglie la pasta, io preferisco i maltagliati fatti in casa. Mentre la pasta cuoce si mette del pomodoro, pepe, sale, olio, si aggiusta e alla fine, se uno vuole essere un po' ricco... non mi viene la parola... Si mette un culetto di prosciutto cotto".

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Fiumicino, voli cancellati Lunedì alla Magliana vertice con Fantozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE La crisi Alitalia Fiumicino, voli cancellati Lunedì alla Magliana vertice con Fantozzi Un "faccia a faccia" per discutere della crisi Alitalia e delle ricadute sull'indotto nel Lazio. è quello in programma lunedì al quartier generale della Magliana. Da una parte il commissario della compagnia Augusto Fantozzi, dall'altra il "Tavolo interistituzionale" con i presidenti di Regione e Provincia Marrazzo e Zingaretti e i sindaci di Roma e Fiumicino Alemanno e Canapini. Obiettivo: esplorare tutte le possibilità per evitare il fallimento, "garantendo la salvaguardia dell'occupazione con il commissario Fantozzi, figura di garanzia per i lavoratori" dice il deputato Pd Enrico Gasbarra. Per ristabilire un clima di serenità bipartisan, Alemanno ha anche telefonato al capogruppo Pd Francesco Rutelli dopo le scintille di giovedì in consiglio comunale. Il primo cittadino, infatti, aveva bollato come "unica nota stonata" l'intervento "di bassissimo profilo" dell'ex vicepremier, che dal canto suo aveva replicato attaccando il "nervosismo" del sindaco. Ieri intanto al Leonardo da Vinci sono stati cancellati trenta voli, molti sulla rotta Roma- Milano. Una riprogrammazione dovuta al fatto che diversi aerei stanno decollando mezzi vuoti e per questo la decisione è stata quella di "accorpare" alcune partenze. Un caposcalo spiega: "Sono le conseguenze dell'incertezza. I passeggeri si rivolgono altrove". L'Alitalia, in un comunicato, assicura che le "cancellazioni non hanno rapporto con le le proteste". Niente "aquila selvaggia ", insomma, e nemmeno i "dispetti" del personale in pista che giorni fa aveva ritardato la consegna dei bagagli. Al Leonardo da Vinci la preoccupazione è comunque altissima. Dopo gli applausi per il ritiro dell'offerta Cai adesso c'è l'ansia per il possibile fallimento, sempre più concreto. Il 16 novembre scade il termine per i creditori che dovranno presentare alla cancelleria del Tribunale fallimentare di Roma le domande di pagamento. Inoltre sono partite le lettere che annunciano la cassa integrazione per 4.286 dipendenti che resteranno a casa per un periodo massimo di 12 giorni. Intanto il capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni si dice "soddisfatto per l'approvazione della mozione bipartisan " in aula Giulio Cesare. Prioritario il rilancio di Fiumicino: "Lo scalo è in grado di garantire un'effettiva competitività ". Alessandro Fulloni.

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La Roma ha scoperto di avere problemi E Spalletti va in difesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-09-20 num: - pag: 63 categoria: REDAZIONALE I giallorossi Con un punto in 2 partite, la Roma affronta la Reggina con tante assenze e molte paure La Roma ha scoperto di avere problemi E Spalletti va in difesa "Io non mi dimetto, qui sto benissimo" Totti partirà dalla panchina: "Non sta bene, bisogna vedere se la sua disponibilità può essere di aiuto alla squadra o no" ROMA - Non è ancora l'ultima spiaggia, ma le risposte di Luciano Spalletti alla vigilia di Roma-Reggina arrivano ancora più in là. Sono la prima confessione pubblica che la squadra giallorossa ha seri problemi e sono un inno all'imprevedibilità del calcio, dove il passato non conta e il futuro è incerto. Gli domandano se a inizio stagione gli sono stati chiesti dalla proprietà obiettivi minimi. La risposta è secca: "A me no. E, se fosse successo, la mia risposta sarebbe stata quella di sempre: non posso assicurare alcun obiettivo. Nemmeno se a chiedermelo fosse Rosella Sensi". A Villa Pacelli non hanno gradito. Gli chiedono del suo futuro. E la risposta è un punto di domanda: "Quello dell'allenatore è un ruolo delicato. Se sarò qui anche il prossimo anno dipenderà da diverse situazioni, non solo dalla mia volontà. Io non mi dimetto e qui sto benissimo. Ho deciso di comprare casa...". Comunque vada, se non un successo, sarà un investimento. La lista dei 20 convocati è il segno dell'emergenza. Non ci sono Juan, Pizarro, Tonetto e il nuovo arrivo Baptista (problemi muscolari). Ci sono tre portieri (Doni, Artur, Julio Sergio), due giocatori che al 90% non potranno giocare (Perrotta e Mexès), un ex grande giocatore che si è perduto (Montella), un ragazzino della Primavera (Filipe), uno con 2 presenze da titolare in serie A (Okaka), tre che escono da infortuni (Vucinic, Panucci e Taddei). Il discorso che merita più attenzione, però, è quello sulla situazione di Francesco Totti, che partirà dalla panchina. "Non sta ancora bene - ha In crisi Luciano Spalletti e, nel tondo, Francesco Totti: due facce dei problemi della Roma (Liverani, Afp) detto Spalletti -, altrimenti contro il Cluj lo avrei fatto giocare dall'inizio, perché lui ha qualcosa in più degli altri. Non si è potuto allenare con frequenza, bisogna lavorare in un certo modo perché altrimenti rispunta il dolore al ginocchio. Bisogna vedere se la disponibilità può essere di aiuto alla squadra oppure no". In un concetto solo: "La macchina non è a regime ". E c'è un solo modo per uscirne: "Professionalità e impegno. La fatica è uno dei traguardi dello sportivo. Lì sopra puoi metterci la qualità ". è un discorso che i nuovi e qualche giovane vecchio devono ancora capire. La Reggina, invischiata nella crisi dell'Alitalia, ci ha messo mezza giornata per raggiungere Roma. A ognuno i suoi problemi. Luca Valdiserri.

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La tua opinione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-20 num: - pag: 46 categoria: BREVI La tua opinione su corriere.it La Cai ha ritirato l'offerta per Alitalia. Deve intervenire lo Stato? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in percentuale Sì R 9,1 No R 90,9 La domanda di oggi Il piano del Tesoro Usa fa volare le Borse. La crisi è superata? I sondaggi on line non hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.

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La segreteria Epi-maschi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-20 num: - pag: 46 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE POLEMICHE La segreteria Epi-maschi SEGUE DALLA PRIMA Per averne un'idea delle diversità sarà sufficiente ricordare che, solo un anno fa, il primo minacciò di adottare sanzioni disciplinari contro il dirigente della Fiom, colpevole di aver fatto campagna contro l'accordo sul welfare firmato con il governo Prodi e di aver aderito a una manifestazione dei Cobas. Ma la sventurata scelta che la confederazione rossa ha adottato nel caso Alitalia ha stemperato quelle antiche diffidenze. E sta nascendo, almeno sulla carta, una sorta di segreteria Epi-maschi. Basta leggere la soddisfazione con la quale lo stesso Cremaschi ha potuto raccontare al Riformista di ieri di aver incontrato il segretario generale della Cgil e averlo incoraggiato "a continuare così" sulla strada di "una nuova fase della lotta di classe ". Il suo ottimismo ("la Cgil sta cambiando dopo una lunga bonaccia moderata ") ha trovato conforto anche nell' orientamento che il vertice della confederazione ha maturato negli ultimissimi giorni in materia di riforma della contrattazione: sempre Epifani con un uno-due degno di un pugile professionista ha nello stesso pomeriggio di giovedì inviato alla Confindustria una lettera che compromette, almeno a breve, la possibilità di qualsiasi intesa. E non a caso per bollare il documento degli industriali entrambi, Epifani e Cremaschi, sono ricorsi alla stessa incredibile metafora: "Ricorda l'Unione Sovietica". La Cgil, dunque, non solo usa male la chance che la fortuna le ha concesso per ricucire il rapporto con l'opinione pubblica e salvaguardare l'unità sindacale, ma sta contribuendo a determinare con scelte controproducenti nuovi assetti della rappresentanza sindacale in Italia. E' abbastanza chiaro, infatti, come si stia delineando un'alleanza che vede marciare uniti la Cisl di Raffaele Bonanni e la Uil di Luigi Angeletti che di volta in volta aprono alla Ugl di Renata Polverini in base alle reciproche convenienze. Tra i tre sindacati i punti di accordo sono di gran lunga maggiori delle divergenze e dal loro dialogo può nascere un nuovo baricentro delle relazioni industriali made in Italy che avrebbe un programma fatto di pochi scioperi, molti enti bilaterali, tanta sussidiarietà, una rinnovata presenza del sindacato nel collocamento e nella formazione e, soprattutto, un' interlocuzione serrata con il governo. La Cgil targata Epi-maschi sembra invece destinata ad operare in una terra di nessuno in cui possono di volta in volta incrociare le istanze più settoriali, i timori del sindacalismo autonomo e l'ideologismo di quella sinistra radicale che ha perso ogni fiducia in Rifondazione. E' probabile però che le conseguenze di questa scelta isolazionista non le paghi direttamente il sindacato (che grazie ai patronati può contare comunque su un flusso costante di iscritti) ma la sinistra italiana che per ridurre il peso del Pdl è costretta a cercare voti al centro. In proposito i bene informati raccontano che Epifani dovrebbe lasciare nel 2009 e che potrebbe candidarsi alle elezioni europee sotto il simbolo del Pd. C'è da sperare per lui che venga collocato nella parte alta della lista, perché andando avanti di questo passo il partito di Walter Veltroni rischia di subire nelle urne il severo giudizio degli elettori e vedere così pesantemente decimata la sua rappresentanza a Strasburgo. E che il rapporto sindacati-sinistre sia decisivo per la ripresa delle forze di ispirazione democratico-socialista in Europa, lo testimonia l'interesse che sta suscitando un paper del laburista inglese Denis MacShane pubblicato sul sito di Progress. Analizzando la crisi della democratic left nel Vecchio Continente, MacShane sostiene - tra le altre cose - che se le sinistre vogliono recuperare i legami con l'elettorato e uscire dalla attuale condizione minoritaria devono trovare il coraggio di "dire la verità ai sindacati" che avrebbero urgente bisogno di essere riformati e reinventati per poter rappresentare "i nuovi esclusi". Invece di inseguire i piloti. ddivico@rcs.it.

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Ricci, lezioni di satira <Grillo? Rischia di fare l'imbonitore> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-09-20 num: - pag: 60 categoria: REDAZIONALE Striscia Sigla sulla scuola. "Noi supplenti dell'informazione" Ricci, lezioni di satira "Grillo? Rischia di fare l'imbonitore" E preannuncia uno scoop sul Parlamento "Dato che sono comunista, per me è importante garantire una parte importante di servizio pubblico" MILANO - Settembre, hanno appena riaperto le scuole. E lunedì, dopo il Tg5 delle 20 la campanella suonerà anche per "Striscia la notizia". Pronto a tornare in cattedra, con l'implacabile bacchetta già sfoderata, Antonio Ricci che quest'anno, ha scelto come sottotitolo del programma: "La voce della supplenza ". Il perché lo ha raccontato ieri, trasformando in una specie di one-man-show la tradizionale conferenza stampa di inizio stagione in cui ha impartito lezioni e lezioncine a politici, amministratori e concorrenti, senza risparmiare il suo amico Beppe Grillo. "Nel sottotitolo - spiega - c'è un riferimento alla scuola, ripreso anche nella nuova sigla dal titolo "Grembiulino e vai" (chiaro l'aggancio alle recenti disposizioni del ministro Gelmini), ma c'è poi la seconda lettura che allude alla comicità e alla satira che fanno da supplenti all'informazione ". E qui Ricci parte con una compiaciuta carrellata degli scoop e delle inchieste lanciate nel corso di queste 21 edizioni da "Striscia": ricorda l'"intervista" a Cuccia e quella a Fazio, ma anche i molti servizi che hanno smascherato truffe ai danni di persone anziane. Nel suo elenco sembra particolarmente soddisfatto di poter menzionare la bufera innescata da Diva e donna ma fatta poi definitivamente esplodere da "Striscia" in novembre quando venne annunciata la relazione tra Gianfranco Fini ed Elisabetta Tulliani. "Nel programma - racconta divertito - venne mandato in onda il video della Tulliani con Gaucci e scatenammo il putiferio. Infondo è colpa nostra se è nato il Pdl: per quel servizio Fini litigò con Berlusconi, da cui prese di colpo le distanze anche Casini... e la sera dopo il premier annunciò in piazza San Babila la nascita del nuovo partito". Poi Ricci parla di un nuovo "scooppone " sempre "dalle parti del Parlamento"... ma non spiega niente di più. E un'altra novità sarà l'imitazione di Ballantini del ministro Maroni. Al suo fianco siedono Ezio Greggio e Enzo Iacchetti, che condurranno il programma fino a gennaio, quando Iacchetti sarà sostituito da Michelle Hunziker ; a Pasqua invece torneranno Ficarra e Picone. I due si limitano a spalleggiarlo con qualche battuta perché Ricci è un fiume in piena: "Ci occuperemo dell'Alitalia; andremo a controllare se la spazzatura a Napoli è davvero sparita o se l'hanno cacciata nel Vesuvio o , oppure a casa di Iervolino e Bassolino. Continueremo a controllare, come è nella nostra storia. La gente, che per il 95% ci indica gli argomenti di cui occuparci, spera in noi". Più che da supplenza il tono sembra da missione: "Sono convinto che anche le tv private dovrebbero dare spazio al servizio pubblico. La tv si fa occupando Novità Sopra Beppe Grillo, di cui Ricci ha detto: "è importante la provocazione che lancia ma non va preso come uno scienziato". Nella foto a destra Antonio Ricci con le due veline: la mora Federica Nargi e la bionda Costanza Caracciolo.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-09-20 num: - pag: 72 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Caserta, immigrati in rivolta Esplosioni di rabbia a Castelvolturno, nel Casertano, dopo la strage di extracomunitari africani di giovedì sera (sei morti): alcuni immigrati, bastoni in mano, hanno frantumato le vetrine di alcuni negozi e rivoltato auto in mezzo alla strada, scontrandosi poi con la polizia. "Vogliamo giustizia - urlavano - non è vero che i nostri amici ammazzati spacciavano droga o erano camorristi. Sono state dette tutte cose false". Alitalia, spiragli di soluzione Qualche spiraglio nella crisi Alitalia: l'Anpav, uno dei sindacati dissidenti (assistenti di volo), ha dato segnali di disponibilità. E ci sono segnali di distensione dall'opposizione. Ma Berlusconi sottolinea: situazione difficile. Si sta facendo di tutto per convincere Cai a rinnovare l'offerta, anche perché, ha detto il ministro dell'Economia Tremonti, una rinazionalizzazione della compagnia è esclusa. Focus Il vaccino c'è ma non si usa Torna l'influenza, quest'anno particolarmente maligna, con tre ceppi di virus. Ma il vaccino dovrebbe proteggere tutti: solo che in Italia lo usa uno su quattro. Esteri Medvedev duro contro la Nato La Nato e gli Stati Uniti, colpevoli per la decisione della Georgia di attaccare l'Ossezia del Sud l'8 agosto scorso, stanno spingendo la Russia verso una strada che porta alla cortina di ferro. Questi i toni, molto duri, del nuovo attacco del presidente russo Medvedev all'Occidente. Cronache Addio allo Yankee Stadium Vi ha giocato Joe Di Maggio, ora è il regno del supercampione Alex Rodriguez. Ma lo Yankee Stadium di New York, tempio del baseball Usa, sta per chiudere: e i tifosi fanno a gara per portarsene a casa qualche pezzo. Scienze La comunicazione animale Nuovi studi sui sistemi con cui gli animali comunicano tra loro, dai quali emerge che i sistemi sono molto più articolati e complessi di quanto si era creduto finora: lo scricciolo, per esempio, "ingrossa " il proprio canto per spaventare i rivali in amore, mentre i delfini abbassano i propri fischi pesche odiano il rumore. Economia Il Tesoro Usa spinge le Borse Il piano messo a punto dal Tesoro Usa e annunciato dalla Casa Bianca per soccorrere le banche in crisi, mille miliardi di dollari, ha fatto rimbalzare le Borse mondiali, che hanno recuperato le perdite registrate in settimana dopo il crac di Lehman Brothers. Londra è salita del 9%, Milano del 7,7%, uno dei rialzi più imponenti dell'ultimo decennio. Cultura Contro l'impegno letterario L'impegno politico e sociale? Fa diventare cattivi scrittori. E' l'opinione di Michael Ondaatje, l'autore del Paziente inglese e di Divisadero. E comunque "nè l'arte nè la politica potranno salvare il mondo ". Spettacoli Film solo per giovani sciocchi " Mi sembra che oggi la gran parte dei film siano fatti solo per un pubblico di giovani. E neanche i più intelligenti", dice al Corriere Roman Polanski. "Al di là degli effetti speciali, ci sono solo la stupidità e il vuoto". Sport Trezeguet fuori per 3 mesi Una brutta tegola per la Juventus. David Trezeguet dovrà essere sottoposto a intervento chirurgico per risolvere il problema al ginocchio destro. L'assenza potrebbe essere di tre mesi. Problemi anche in casa rossonera: Pirlo assente per 2 mesi dopo un infortunio.

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Interventi e Repliche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-20 num: - pag: 47 categoria: BREVI Interventi e Repliche L'incidenza dei tumori a Mantova Nell'articolo pubblicato sul Corriere del 12 settembre, a firma di Francesco Battistini, dal titolo "La battaglia per salvare lo skyline del Mantegna" si afferma che Mantova è afflitta "da un rischio tumore trenta volte superiore alla media nazionale". La situazione non è affatto questa! Come presidente della Provincia e come ex primario chirurgo dell'ospedale cittadino "Carlo Poma", dati alla mano, posso ribadire che la città ha la stessa incidenza di morti per tumore di tutte le altre zone del nord Italia. Inviterei quindi il giornalista a documentarsi con maggiore attenzione prima di fare affermazioni che, oltre ad essere errate, possono generare allarme nella popolazione. Data l'autorevolezza del Corriere e l'altissima diffusione, un messaggio lanciato dalle sue pagine acquista una rilevanza decisamente significativa. Prof. Maurizio Fontanili Presidente Provincia di Mantova I dati sui tumori a Mantova sono arcinoti da almeno dieci anni. Si possono leggere in approfondite inchieste dell'Istituto superiore di sanità, delle Asl, dello Iarc di Lione, del Cspo di Firenze e anche della Procura della Repubblica. Francesco Battistini Himalaya: la fattura agli alpinisti salvati Leggo sul Corriere del 19 settembre che ci sono proteste per il conto da pagare che il Pakistan ha presentato agli alpinisti italiani salvati sull'Himalaya. Secondo me il Pakistan ha totale ragione, avendo utilizzato uomini e mezzi costosi come gli elicotteri, per salvare delle persone che volontariamente erano andate a scalare una montagna difficilissima, ben consapevoli dei rischi che questo comportava. Mi auguro che in questa occasione il nostro Stato mostri fermezza e non scarichi sui cittadini il sacrosanto conto presentatoci dal Pakistan, ma lo faccia pagare solo ai diretti interessati. Alessandro Garanzini alessandro.garanzini@libero.it Alitalia: privilegi e soddisfazioni E' ora di dire la verità: io comandante Alitalia sono un privilegiato. Infatti ho il privilegio di volare per la compagnia di bandiera; ho il privilegio di essere ambasciatore quando atterro in uno scalo estero e sulla coda dell'aereo mostro i colori dell'Italia; ho il privilegio di volare con una macchina che costa svariati milioni di euro che la compagnia mi affida assieme alla vita di tutti coloro che sono a bordo; infine quando vedo i passeggeri che s'imbarcano so che lo fanno con fiducia perché si stanno imbarcando su un aereo dell'Alitalia scrupolosamente controllato e manutenuto dai nostri tecnici e che ha a bordo un equipaggio tra i migliori al mondo... Ma questo non è un privilegio, è solo una soddisfazione! Stefano Colonna Comandante Alitalia, sc1956@libero.it L'otto per mille alla Chiesa cattolica C'è che si rallegra del leggero calo di preferenze degli italiani verso l'otto per mille alla Chiesa cattolica ( Corriere, 18 settembre), dimenticando che anche se il contribuente opta di donare questa imposta allo Stato, questo ne utilizza gran parte per la manutenzione dei monumenti religiosi, che sono un patrimonio dell'intera nazione. Comunque, la Chiesa cattolica fornisce un preciso rendiconto di come spende il denaro dei contribuenti che non è certo utilizzato per spese futili o notti bianche. Ci si dimentica, forse, che certe opere meritorie come la gestione delle comunità di recupero dei tossicodipendenti sono in sostanza a carico quasi esclusivamente degli enti religiosi. Mauro Lupoli, Milano.

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DUBBI LINGUISTICI (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-20 num: - pag: 47 categoria: BREVI DUBBI LINGUISTICI Il termine consorte Caro Romano, a proposito dei dubbi linguistici espressi riguardo alle famiglie allargate, ricordo che un lettore suggerì il termine di "consorte" per indicare chi condivide, a qualunque titolo e in qualunque forma, la nostra "sorte" nel viaggio della vita. Luca A. Leoni, Milano Consorte è un termine particolarmente impegnativo, soprattutto in un'epoca in cui le unioni sono spesso provvisorie. Forse sarebbe utile far seguire la parola dalle due iniziali con cui vengono designate le funzioni di coloro che ricoprono una carica solo temporaneamente: a.i. (ad interim). BLAIR E PRODI Risultati elettorali Caro Romano, lei ha scritto che Blair non ha perso le elezioni mentre Prodi sì. In realtà, neanche Prodi le ha perse, in quanto alle ultime politiche non era neanche candidato. Al più, si può dire che i governi Prodi durano poco. Tuttavia va ricordato che due volte Prodi si è candidato a premier e due volte è stato eletto. Lorenzo Pegoraro, Udine Giusta osservazione. Ma il fallimento del suo progetto politico fu per molti aspetti più grave di una semplice sconfitta elettorale. Comunque, ripeto, il fatto che Prodi sia stato politicamente sconfitto nel suo Paese non gli impedisce di essere utile all'Onu. PARTITA DI GIRO Modifica all'italiana Caro Romano, l'indennizzo accordato alla Libia, una partita di giro? Si ha una partita di giro quando un soggetto con una mano paga una cifra a un altro soggetto e con l'altra incassa, dallo stesso soggetto, la medesima cifra rendendo di fatto "neutra" l'operazione. Nel nostro caso lo Stato, con le imposte pagate da tutti contribuenti italiani, paga l'indennizzo alla Libia che commissiona e quindi paga alcune imprese private per l'esecuzione di opere. Mi sembra una partita di giro all'italiana. Vengono spesi i soldi di tutta collettività ma i benefici riguardano solo poche persone. Questa è la triste realtà. Non per questo la definirei per quello che non è. Riccardo Ugo, Milano Le industrie contribuiscono in modo determinante alla ricchezza del Paese. Se riusciranno a inserirsi nei piani di sviluppo della Libia, nessuno (neppure lei) rimpiangerà questo investimento. COOPERATIVA AGRICOLA Impiegato licenziato Dopo 22 anni di lavoro dipendente come impiegato in una cooperativa agricola sono stato licenziato. Adesso ho 44 anni ed è veramente dura, soprattutto al sud trovare nuovamente un impiego. Con tutto il rispetto per i dipendenti Alitalia, vorrei dire solamente che a me non ha pensato nessuno! Marcello Bevilacqua pierabevilacqua@virgilio.it DISOCCUPAZIONE Strani contrasti Il mio barbiere cerca invano un lavorante; nei supermercati ci sono cartelli per cercare un macellaio; se chiami un idraulico o un elettricista lo devi pregare. Però abbiamo alti tassi di disoccupazione: cari giovani, vedete di trovare un lavoro dove c'è! Lionello Leoni Cusano Milanino CASE OCCUPATE La legge e gli abusivi Alla tv ho visto la storia di una donna che vive in macchina col figlio piccolissimo in quanto alcuni abusivi hanno occupato la sua casa mentre lei era assente. A Bari poco tempo fa un anziano con l'ossessione che qualche estraneo gli occupasse la casa è stato trovato immerso nella spazzatura, perché rifiutava di uscire. Ricoverato in una struttura, ha subito effettivamente l'arrivo degli abusivi, andati poi via perché il suo appartamento era in stato di degrado a causa della sporcizia. Possibile che le leggi non possano niente contro chi con la violenza si insedia in case altrui? Romolo Ricapito, Bari LAVORATORI L'aumento dei salari Sostenere che i salari dei lavoratori italiani sarebbero aumentati più del tasso d'inflazione ufficiale è falso. Basta vedere le buste paga della stragrande maggioranza dei lavoratori. Come al solito si fanno le medie tipo pollo di Trilussa. Che dire poi dei pensionati che, ad esempio, nell'anno in corso hanno avuto un aumento delle pensioni dell'1,7% lordo, in presenza di un'inflazione ufficiale del 4,1% e reale del doppio? Giorgio Luchini, Milano CONTRO I GRAFFITI Urgono provvedimenti Vedendo il degrado delle nostre città a causa dei graffiti, mi sono spesso chiesto se non fosse possibile limitare la vendita delle bombolette spray. Non mi viene in mente nessuna professione che non possa sopravvivere senza bombolette spray, ma se ci fosse, basterebbe dotare gli interessati di un permesso per acquistare e detenere quei prodotti. I graffitari che venissero trovati con gli zainetti pieni di bombolette senza licenza dovrebbero essere multati, così come i negozianti che le hanno vendute. Può sembrare un provvedimento poliziesco, ma se si pensa a quanto costa il danno provocato dai graffitari, forse varrebbe la pena di fare qualcosa sul serio. Qualche giorno fa è stato scoperto un bellissimo palazzo nel centro della mia città dove vivo, dopo essere stato ripulito e il mattino successivo era di nuovo imbrattato. Che tristezza! Fausto Vincenti fvincenti@alice.it PROFESSIONISTI Curriculum on line Il ministro Brunetta ha dichiarato di voler mettere on line i curricula dei chirurghi italiani e di altri professionisti. Bene! E i curricula dei politici e deputati tutti? Non abbiamo diritto di sapere se sono condannati, onesti e puliti? Anche loro decidono della nostra vita e dei nostri diritti. John De Luca jdeluca@libero.it SLOVENIA E CROAZIA Prezzo della benzina In Slovenia e Croazia i prezzi alla pompa dei carburanti si sono immediatamente adeguati ai ribassi del greggio! Perché la dinamica dei prezzi internazionali vale solo all'estero? Giuseppe Daquanno gdaquanno@alice.it.

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<Mediobanca, interessati ad asset Aig> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-20 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE Dopo la governance "Un ottimo accordo, è innovativo e garantisce l'equilibrio" "Mediobanca, interessati ad asset Aig" Nagel: ora possono crescere gli istituti patrimonializzati, come noi "Ai soci distribuiremo 800 milioni con dividendi e buy back. Fusioni e acquisizioni, siamo saliti dal terzo al primo posto" MILANO - Chiuso il capitolo governance con un "accordo ottimo, equilibrato e innovativo", i manager di Mediobanca parlano di conti e strategie. Così ieri nella conferenza sul bilancio Alberto Nagel e Renato Pagliaro hanno sottolineato che la banca, forte del miliardo di utile e della "solidità patrimoniale", può crescere, non ha "nulla da temere" dal fallimento Lehman, guarda "ad attivi europei di Aig", vuole rafforzare le posizioni all'estero e punta alla Svizzera, prevede una diminuzione dei ricavi ma "non catastrofale, pur in un contesto di catastrofe ". "Abbiamo difeso e migliorato la nostra posizione", ha detto l'amministratore delegato, "siamo passati in Italia da terzi a primi nel m&a e distribuiremo ai soci 800 milioni con dividendi e buy back". Il "giorno dopo" la maratona dei vertici che ha riportato in Piazzetta Cuccia il consiglio (unico) di ammini-strazione, era inevitabile un focus sul governo societario. Un accordo "ottimo " secondo Nagel, che aggiunge: "Il tema dei conflitti di interessi è stato alla base della nostra proposta, condivisa e assecondata da presidente e soci ". La soluzione "non è un ritorno al tradizionale puro né assimilabile alla tradizione precedente": "Non era riproponibile un comitato esecutivo con una maggioranza di esponenti in conflitto d'interessi". I manager si sono preoccupati che la governance "fosse credibile e presentabile anzitutto all'interno della banca, che vive della professionalità del suo team", quindi "per clienti e soci". "Ci siamo mossi mantenendo integra la squadra, ricordandoci bene gli insegnamenti di chi ci ha preceduto". E sulla squadra è intervenuto Pagliaro: "I cinque manager nel consiglio di gestione assommano insieme più di un secolo di lavoro in Mediobanca in aree diverse. Fate una domanda su qualsiasi materia della banca a uno di questi e anche ai primi 25 dirigenti dell'istituto e avrete la stessa risposta. è importante". E ora si riparte. Nagel sottolinea che "ci sarà sempre posto per investment bank indipendenti che hanno attivi sotto controllo, rischi selezionati e un mix di raccolta equilibrato". Come Mediobanca, le cui obbligazioni sono richieste e collocate da diversi network. E che avrà a disposizione il crescente contributo di Chebanca!. Così come è teoricamente possibile oggi, per una banca "con struttura patrimoniale e di leverage" come Piazzetta Cuccia, approfittare di alcune situazioni "epocali" per crescere. Mediobanca guarda agli asset europei di Aig nel private banking, ma "bisogna stare attenti, perché si rischia di comprare attività a prezzi bassi che riflettono però la reale redditività". Su un altro tipo di operazioni, come potrebbe essere il coinvolgimento in Alitalia, Nagel non commenta: "Rispondo in modo laconico, la situazione è delicata e problematica quindi il silenzio è d'oro". Infine su Telco-Telecom: arrivano fondi esteri? Nagel: "Lasciamo lavorare il management". E Pagliaro sulla quota in portafoglio: "Spero non svaluteremo mai. Abbiamo le azioni a 2,55 euro, il 10% in meno di quanto ha pagato Telefonica. I soci italiani hanno la maggioranza e il titolo in gennaio valeva ancora 2,2 euro. Quotazioni e analisti sono ciò che sono, non diamo per scontato che dobbiamo svalutare tutto. E poi un conto è svalutare, un altro è svendere. Mediobanca non lo ha mai fatto". Sergio Bocconi.

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Il Piemonte escluso dalle decisioni sulle rotte (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

MALPENSA Il Piemonte escluso dalle decisioni sulle rotte [FIRMA]CHIARA MERLI NOVARA L'osservatorio ambientale su Malpensa è stato improvvisamente escluso dalle decisioni della commissione aeroportuale. La comunicazione, appresa tramite una circolare dell'Enac, ha lasciato increduli e sconcertati sindaci del Novarese, Provincia e Covest che ieri erano a Palazzo Natta per annunciare la grave estromissione. "Una circolare dell'Enac, Ente Nazionale Aviazione Civile, evidenzia che i Comuni piemontesi non avrebbero diritto alle decisioni, cioè al voto, su argomenti di competenza della commissione aeroportuale e quindi riguardanti le rotte - ha spiegato l'assessore all'Ambiente della Provincia Franco Paracchini -. Allo stesso tempo è stata comunicata l'interruzione dei lavori del gruppo tecnico, in conseguenza ai fatti di Alitalia. La direzione aeroportuale si riserva di riprendere i lavori quando la vicenda sarà definita". Dalle comunicazioni di Enac sembra inoltre non possa essere preso in considerazione il lavoro svolto nell'ultimo periodo. "Ci sono affermazioni che noi vogliamo contestare, anche perché la partecipazione degli Enti piemontesi, come Comuni e Provincia, era stata certificata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel 2005 - ha aggiunto Paracchini -. Questo in confronto alla questione Alitalia può essere una piccola cosa, ma per noi è estremamente importante nell'interesse della popolazione". Renzo Tognetti: "Il presidente di Sea Bonomi ha presentato un piano industriale in cui è presente la terza pista, e la maggior parte dei voli va sul Piemonte: non esserci in commissione è una scelta non condivisibile". Il sindaco di Varallo Pombia, Luigi Mario Parachini: "Ci estromettono dalle decisioni riguardo a quello che letteralmente ci passa sopra la testa e questo non ci trova assolutamente consenzienti". Elena Strohmenger, presidente del Covest: "La situazione preoccupa molto i cittadini e siamo pronti a mobilitarci di nuovo su Malpensa".

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Sagat, in bilico 6 milioni di Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Retroscena Le ricadute della crisi sull'aeroporto I SINDACATI Maxidebito della compagnia con Caselle Sagat, in bilico 6 milioni di Alitalia MARINA CASSI "Il fallimento avrebbe conseguenze pesanti anche qui" Sei milioni di euro. Tanti sarebbero, secondo il sindacato, i crediti che la Sagat, che gestisce l'aeroporto di Caselle, vanta nei confronti di Alitalia. Secondo Assaeroporti, invece, questa cifra si riferirebbe al complesso dei debiti Alitalia-Air One verso lo scalo torinese. Sono soldi dovuti per i diritti di atterraggio e decollo e per una serie di servizi a terra che vanno dal bus alla consegna dei bagagli. Per carità, una goccia rispetto 150-200 milioni che la agonizzante compagnia di bandiera deve al complesso degli scali italiani con punte intorno a 70-80 milioni per Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) e 30-35 per la Sea (Malpensa e Linate). In ogni caso una cifra che preoccupa il sindacato. Davide Masera della Filt Cgil racconta che nell'aeroporto c'è un'aria di sospesa attesa. Dice: "Tutto funziona per ora, ma sappiamo benissimo che il fallimento avrebbe conseguenze pesanti anche qui. E poi non dimentichiamo che alla incognita di Alitalia si aggiunge la non brillante situazione di Airone". E chiarisce: "Le due compagnie insieme attualmente gestiscono quasi la metà dei voli dello scalo. Esattamente il 21,5% Alitalia e 23% Airone. Non è poco". E se Alitalia non ha qui che un piccolo ufficio a Caselle c'è, invece, uno dei quattro centri operativi di Airone in Italia. Spiega Masera: "Si tratta di 150 persone tra piloti e assistenti. E' chiaro che c'è il timore che una crisi generalizzata possa coinvolgerli". Ma ci sono preoccupazioni anche nel caso, per ipotesi remota, la Cai dovesse veramente riaprire la trattativa e rilevare Alitalia: "Adesso le due compagnie si fanno una sorta di concorrenza sui voli nazionali, ma se confluissero in una unica rimarrebbero tutti i voli o verrebbero ridotti? Noi temiamo che non sarebbero tutti confermati e questo potrebbe avrebbe un impatto duro anche sui lavoratori a terra?". Per cercare di dare una risposta a questi interrogativi la Filt chiederà un incontro alla Sagat: "Vogliamo capire se la società si sta muovendo per acquisire nuovi voli, se c'è qualche iniziativa per incrementare il traffico". La Sagat, dal canto suo esaminerà la situazione Alitalia (e le sue implicazioni economiche) nel corso di un Consiglio di Amministrazione straordinario già fissato per martedì prossimo. E intanto si aspetta che le notizie arrivino da Roma e si tiene il fiato sospeso. E lo stesso accade ai vertici dell'aeroporto - detenuto al 25% dal gruppo Benetton, al 12 da Intesa-Sanpaolo e al 38 dalla Città - che sono in ansia per i crediti - anche se per ora non confermano la cifra di 6 milioni stimata dal sindacato e, globalmente, da Assaeroporti.

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Le hostess mollano i piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 20-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Pronte a firmare". Berlusconi: situazione difficile. Veltroni: governo dilettante Le hostess mollano i piloti Spiragli per Alitalia. Tremonti: no alla nazionalizzazione Si riapre uno spiraglio per Alitalia: l'Anpav, il sindacato degli assistenti di volo, si dichiara disposto a firmare e spezza il fronte del "no" con i piloti. Berlusconi, però, rimane cauto: "La situazione è molto difficile". E Tremonti avverte: l'operazione Alitalia non si risolverà con una nazionalizzazione. Intanto dall'opposizione arrivano critiche all'esecutivo. Per Veltroni "il governo ha agito in modo dilettantesco". Ancora più duro Di Pietro: "Il governo non è dilettante, ma specula". Dal fronte della cordata arriva la voce dell'industriale dell'acciaio Emilio Riva: "Gli operai sono meglio di molti piloti Alitalia". Intanto l'Enav avverte: "Entro dieci giorni gli aerei saranno fermi". Barbera, Chiarelli, Magri e Sapegno DA PAG. 8 A PAG. 11.

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La vendano all'estero o se la prenda lo stato - eugenio scalfari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La vendano all'estero o se la prenda lo stato EUGENIO SCALFARI è vero che la crisi dell'Alitalia è un bruscolino rispetto a quanto sta accadendo sui mercati mondiali, ma è pur sempre un fatto che ci riguarda molto da vicino, mette in gioco il trasporto aereo d'una nazione, il prestigio d'un governo che è il nostro governo, la rappresentatività d'un movimento sindacale che discute e firma contratti in nome di milioni di lavoratori. Quindi ci occuperemo anzitutto di quella crisi al punto in cui ora è giunta e di quanto potrà accadere nei prossimi giorni, fin quando la flotta di bandiera potrà ancora volare. La cordata tricolore e il piano industriale redatto da Banca Intesa si fondavano sul concetto della discontinuità. Al di fuori di esso il tentativo di Colaninno e di Passera non sarebbe mai nato e nessun altro tentativo analogo avrebbe mai potuto nascere. Discontinuità a 360 gradi: nell'organizzazione delle rotte aeree, degli aeroporti, dei velivoli, dei debiti, del personale di terra e di volo e dei rispettivi contratti. Discontinuità sommamente sgradita ai creditori di Alitalia, ai suoi azionisti privati, ai suoi dipendenti, cioè a tutti coloro che avrebbero dovuto pagare il conto di un dissesto annunciato da molti anni. Non starò qui a ripetere quali siano state le responsabilità di quel dissesto, ma debbo ancora una volta ricordare che gli anni terribili sono stati soprattutto gli ultimi cinque dal 2003 al 2008, dalla gestione Mengozzi all'affondamento del piano Air France. Un disastro che porta ben chiari i nomi dei responsabili: in testa l'associazione dei piloti e Silvio Berlusconi. Anche Prodi ebbe le sue colpe: incertezza, indecisione; ma senza l'opposizione aggressiva dei piloti e di Berlusconi la via della soluzione era stata finalmente trovata e si sarebbe realizzata. SEGUE A PAGINA 31.

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Bersani: "non posso assolvere epifani adesso il governo tiri fuori un piano b" - goffredo de marchis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Economia Il partner La cordata Bersani: "Non posso assolvere Epifani adesso il governo tiri fuori un piano B" "Non credo che una grande compagnia non sia interessata agli asset di Alitalia" "Un pezzo di esecutivo si è defilato: chi ha visto Scajola o Tremonti?" Ci vuole un grande partner industriale. Se serve un idraulico non si chiama l'elettricista Gli investitori italiani hanno la mia stima, ma si sono messi in un percorso tutto politico GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Onorevole Bersani, Alitalia è davvero destinata al fallimento? "Secondo me si può evitare. Perché penso che il governo abbia dei margini per verificare una possibilità di intesa tra Cai e sindacati. Perché qualsiasi esecutivo, in ogni situazione, deve avere un piano B. E sono convinto che ci sia un po' di tempo. Si può fare affidamento sulla continuità garantita dai lavoratori e sul valore di alcuni assett non necessari all'attività. L'Enac vuole rassicurazioni? Il commissario, se è nelle condizioni, gliele dia subito". Il Partito democratico poteva fare di più per il salvataggio o sotto sotto ha giocato per lo sfascio? "Fin qui e in modo univoco, al di la delle solite speculazioni, il Pd ha avuto un atteggiamento serio. Certo, abbiamo sottolineato che Berlusconi in tutta questa vicenda è sempre stato più preoccupato della sua immagine di guaritore che del destino dell'azienda. Ma poi abbiamo lavorato per favorire i punti di incontro. Al contrario del Cavaliere che incoraggiò i no sindacali sei mesi fa". Pensavate e pensate ancora a soluzioni diverse dalla Cai? "Berlusconi ha mostrato la bacchetta magica ma nel settore aereo restano privilegi, corporativismi e resistenze tutti particolari. è un punto da superare e ho sempre pensato che fosse più facile farlo avendo al fianco un grande attore del mestiere capace di offrire strategie e investimenti. Con profili contrattuali collaudati. La strada della Cai è irta di ostacoli anche per questo". Ma quella soluzione risponde al criterio dell'italianità. "La vecchia soluzione aveva un obiettivo: piantare il tricolore in un luogo più ampio. Pensi a come avremmo potuto spendere i soldi che ora il governo ci chiede per pagare i debiti. Se li avessimo impegnati per comprare azioni dell'alleanza Air France-Klm-Alitalia saremmo saliti a bordo della più grande compagnia aerea del mondo accanto ai francesi, e non molto distanti da loro. Imprese di questo tipo si costruiscono solo con un grande partner industriale. Se hai bisogno di un idraulico chiami l'idraulico non l'elettricista. Altrimenti è un problema". Sta dicendo che gli imprenditori della Cai sono dilettanti? "Dico che è giusto chiamare a raccolta investitori italiani. Alcuni di loro hanno la mia stima. Ma si sono messi in un percorso tutto politico. Non li rimprovero per questo, hanno agito nelle condizioni date. La sostanza però è che stiamo assistendo a un delitto di politica industriale". La Cgil ha bloccato l'accordo con Air France a marzo. Adesso Epifani su Repubblica invoca un partner straniero. Ripensamento, schizofrenia o irresponsabilità? "Allora avemmo tante opposizioni. A voler essere pignoli la più marcata fu quella della Cisl. Ma dopo le dimissioni di Prato, l'atteggiamento di tutte le sigle cambiò. Vuole sapere se in quella fase Epifani e gli altri sindacati furono lungimiranti? No, proprio no. Non do un giudizio di assoluzione per la Cgil. Faccio notare però che né il responsabile ultimo della procedura, Scajola, né l'azionista di Alitalia che è Tremonti abbiano mai partecipato al tavolo. La sensazione è che a defilarsi più che l'opposizione o il sindacato sia stato un pezzo di governo". Letta invita la Cgil a firmare con la Cai, punto e basta. E lei? "Mi auguro ci sia lo spazio per la firma. Il governo spinga perché si trovino dei margini. Se io fossi Berlusconi, non ci dormirei la notte". Qual è il suo piano B? "Siamo di fronte a un oggetto nuovo che si chiama "polpa di Alitalia". In caso di completa emergenza, non posso credere che non ci siano grandi compagnie interessate a un oggetto tanto appetitoso". è stata dannosa la festa dei lavoratori alla notizia del ritiro di Cai? "Non posso difenderli, ma conosco abbastanza il mondo del lavoro per sapere in certi momenti tra il pianto e il sorriso non c'è molta distanza. Ho visto anche qualcuno con le lacrime agli occhi. Dentro Alitalia ci sono dei privilegi. Ma qui stiamo parlando del futuro di 20 mila lavoratori, di 20 mila famiglie".

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"alitalia verso il fallimento" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Letta (Pd): cordata italiana unica strada. Bersani: capisco Epifani ma non lo assolvo. Un milione e mezzo di spese per gli hotel scelti dai piloti "Alitalia verso il fallimento" Berlusconi: "Resta solo la Cai". Ma cresce il pressing su Lufthansa ROMA - "Per Alitalia non c'è alternativa alla Cai, se non il fallimento", ha detto ieri il premier Berlusconi. L'ipotesi di una trattativa con Lufthansa continua però a rafforzarsi. Enrico Letta: la cordata italiana è l'unica strada. Bersani: "Non posso assolvere Epifani". ALLE PAGINE 6 E 7.

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Alitalia, aut-aut di berlusconi "sì al piano cai o fallimento" - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Economia Alitalia, aut-aut di Berlusconi "Sì al piano Cai o fallimento" Il tribunale: un milione e mezzo per gli hotel dei piloti Il premier: non ci sono alternative, impossibile la nazionalizzazione L'Anpac: vogliono trattarci peggio delle colf LUCA IEZZI ROMA - "Escludo che ci siano altre offerte per Alitalia alternative a quella di Cai e credo che si vada verso la procedura di fallimento". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi accusa i sindacati dei piloti e la Cgil di tenere "posizioni irrazionali" e al tempo stesso ne auspica il ravvedimento. "Si è riproposto il copione di Air France - ha aggiunto Berlusconi - piloti e Cgil chiedono cose inaccettabili. Si renderanno presto conto che non c'è una soluzione alternativa. La promessa l'abbiamo mantenuta - conclude - abbiamo trovato gli imprenditori, perciò se ai lavoratori la soluzione non piace questo è un problema loro". I toni perentori del premier sono confermati dai ministri che continuano il pressing affinché il sindacato guidato da Guglielmo Epifani accetti l'accordo quadro di Cai sostenuto dagli altri confederali. "Qualunque cosa succeda Alitalia non sarà mai più pubblica - avverte il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi - è necessario tornare al tavolo non per trattare ma per firmare". In risposta, il segretario confederale Cgil, Fabrizio Solari, chiede a Berlusconi di non "deformare la realtà" sulla posizione del suo sindacato e alla Cai di riaprire la trattativa: "Dovrebbe considerare che ancora esistono i margini per evitare il grave errore di buttare a mare il lavoro fin qui svolto per salvare la compagnia". Richiesta di un nuovo tavolo ribadita dai piloti dell'Anpac. Anche del Pd arrivano appelli ad un ultimo tentativo: "Bando alle polemiche e salviamola - dichiara Francesco Rutelli - Fantozzi dialoghi con i sindacati". Per Enrico Letta: "Con tempi così stretti, credo che la Cai rimanga l'unica soluzione concreta. La speranza è che ognuno faccia un passetto". Ma la momento i sindacati dissidenti (i piloti di Anpac e Up, gli assistenti di volo dell'Avia e i lavoratori di terra di Sdl e Filt Cgil) non mostrano cedimenti, nonostante il ripensamento dell'Anpav (steward e hostess) che venerdì si sono allineati a Cisl, Uil e Ugl. I piloti apprezzano l'ipotesi lanciata da Epifani su Repubblica di cercare nuovi compratori stranieri, ma fanno notare che nessuna compagnia si avvicinerà "finché il governo non chiarirà che c'è la volontà politica di accettarla". Invece il segretario Cisl, Raffaele Bonanni, reagisce e se la prende con Epifani: "Dire trattiamo con altri vuole sfuggire ad altre responsabilità. Deve dire chiaramente se prende o lascia" Le distanze tra i due raggruppamenti sindacali rimangono dunque ampie: "Il contratto propostoci da Cai è peggio di quello delle colf", dice l'Anpac. E scoppia la polemica su chi rappresenta di più i lavoratori. Anpac e Up parlano di oltre 300 piloti che negli ultimi giorni hanno abbandonato Uil, Cisl e Ugl. Sul fronte aziendale invece continua a lavorare il commissario Augusto Fantozzi che ha ricevuto dal tribunale l'autorizzazione a pagare alcuni creditori vista "l'essenzialità dei loro servizi e l'impossibilità di rivolgersi in tempi brevi ad altri fornitori". Tra questi anche 1,5 milioni di euro di conti d'albergo. Peraltro la scelta degli hotel avveniva "secondo parametri qualitativi soggetti ai preventivi gradimenti obbligatori" dei piloti, e senza limiti di spesa. Vestigia di un'Alitalia che non esisterà mai più.

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Ma cresce il pressing su lufthansa e mediobanca attende una chiamata - giovanni pons (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Economia Ma cresce il pressing su Lufthansa e Mediobanca attende una chiamata Una parte della cordata italiana pronta a entrare in AirOne Con la crisi delle Borse molti pensano che il piano Colaninno sia da rivedere GIOVANNI PONS MILANO - "Purtroppo torneranno e firmeranno". La frase è stata pronunciata da uno degli azionisti della Cai, cioè da coloro che solo due giorni fa hanno deciso all'unanimità di ritirare l'offerta per rilevare alcune attività di Alitalia. Quel "purtroppo" spiega lo stato d'animo che serpeggia tra i 18 imprenditori che a fine agosto si sono buttati nell'impresa di salvare la compagnia di bandiera. Qualcuno di loro è infatti già pentito di aver aderito all'iniziativa. Non sono piaciute le contestazioni davanti a Palazzo Clerici a Milano, dove si sono sentiti gridare "banditi". Non sono piaciute "le strumentalizzazioni di quel Di Pietro" che ha cavalcato la protesta definendoli "furbetti del quartierone". Ma soprattutto la crisi finanziaria internazionale fa presagire un calo dei consumi e dunque c'è già chi dice che il piano industriale approntato da Roberto Colaninno e Intesa-Sanpaolo sia da rivedere drasticamente. Dunque pensare che in queste condizioni la Cai possa fare delle nuove proposte in direzione delle sigle sindacali che non hanno aderito a quella messa sul tavolo nelle ultime settimane pare veramente difficile. Ieri mattina, comunque, tra i soci Cai si parlava di una riunione che potrebbe essere convocata a breve. Ma anche se la Cgil e altri dovessero fare marcia indietro e firmare quell'accordo non è detto che la strada sia sgombra da ostacoli. Anzi, qualcuno dei 18 imprenditori potrebbe tirarsi indietro. Lo stesso Colaninno, per esempio, farà sicuramente più fatica a trovare i 150 milioni che ha promesso di versare nella nuova società. Doveva vendere i cantieri messinesi della Rodriquez alla Fintecna attraverso un "portage" di Intesa Sanpaolo, ma a questo punto chi dice che le promesse verranno mantenute? Un'altra parte del finanziamento doveva poi arrivare dalla Lehman, che proprio lunedì scorso ha chiesto l'accesso alla procedura del Chapter 11. Inoltre, gli imprenditori della Cai si stanno domandando se avrebbe senso gestire una società praticamente in compartecipazione con i sindacati. Ieri qualcuno diceva che i consulenti erano al lavoro per individuare una sorta di piano B, ma lo stesso Berlusconi ha negato alternative alla Cai. Solo se questa decadesse definitivamente qualcuno potrebbe pensare di entrare in AirOne, fare un aumento di capitale ed effettuare un'offerta al commissario Fantozzi attraverso il veicolo di Carlo Toto. Il quale da una parte rischia di non incassare da Cai quei 300 milioni di euro che lo rimetterebbero in pista ma dall'altra potrebbe sfruttare i nuovi spazi di mercato che si verrebbero a creare se Alitalia fallisse. Ma se entro domani la situazione non si sbloccherà le strade per uscire dal vicolo cieco rimangono pochissime. Una potrebbe essere quella indicata da Guglielmo Epifani nell'intervista a Repubblica di ieri: il governo dovrebbe riformulare una procedura chiamando esplicitamente al capezzale di Alitalia le compagnie straniere. Per una soluzione di questo tipo potrebbe scendere in campo in qualità di consulente Mediobanca che, al contrario di Intesa, in passato è sempre stata favorevole all'inserimento di Alitalia nella pancia di un vettore dalle spalle più forti. In questo caso i due candidati più autorevoli sono come sempre Air France e Lufthansa. Il lavoro diplomatico in questa direzione sarebbe già cominciato se è vero che sulla compagnia tedesca sono cresciute le pressioni per una sua discesa in campo nella partita Alitalia. Anche se al momento Lufthansa è già impegnata nell'acquisizione di Austrian e Sas. Ma di fronte a un invito del governo Air France o Lufthansa potrebbero fare un'offerta per rilevare da Fantozzi gli asset più allettanti riuscendo, senza il fardello dei debiti, a salvaguardare un numero maggiore di posti di lavoro e ad accontentare i piloti.

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Se la professione è una colpa - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Commenti Se la professione è una colpa (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Intere zone del Veneto, dove risiedo, sono affollate da famiglie che di cognome fanno Tessaro e Lanaro, eredità della tradizione tessile. Vocazioni produttive tradotte nella (carta di) identità. Dirsi operai e, di più, metalmeccanici, negli anni Settanta; oppure, nei decenni seguenti, imprenditori e artigiani, e non più "padroni": era un segno di appartenenza collettiva e personale. Per altro verso, alcune importanti figure pubbliche vengono riconosciute, nel linguaggio comune, attraverso un riferimento professionale. Senza bisogno di "nominarle". L'Avvocato, il Professore, l'Ingegnere, il Contadino. Più di recente, l'orizzonte del mercato del lavoro è stato punteggiato dalle nuove professioni espresse dalla new economy. Consulenti finanziari, broker, esperti di comunicazione, maghi della rete e dell'informatica. Nuovi miti di successo - e dell'ascesa sociale. Quest'epoca sembra finita, in modo rapido quanto irreversibile. Il lavoro e le professioni, oggi, stentano a definire l'identità privata e sociale delle persone. Semmai servono, al contrario, come bersagli della pubblica indignazione. Lavori antichi e nuovi, sepolti dal cambiamento. Gli operai: dimenticati. Rimossi. Ci sono ancora, ve lo possiamo garantire. Anche se non stanno più nelle grandi fabbriche, che non ci sono quasi più. Sono, invece, sparsi nella rete delle piccole imprese. Per cui non fanno "massa critica". E ci si ricorda di loro solo quando muoiono, tragicamente, vittima di incidenti sul lavoro. Quotidianamente. D'altronde, l'idea di fare l'operaio non attira i più giovani, per i quali il lavoro "dipendente" coincide con "temporaneo". Intermittente, part-time, a progetto, a chiamata. Nel linguaggio comune: "precario". Difficile ricavarne motivo di orgoglio e di rispetto. Sembra finita in fretta anche la fortuna delle nuove professioni. Sepolta dalla recessione internazionale e dal declino interno. Difficile oggi guardare con ammirazione e invidia i consulenti finanziari e di borsa. Abbiamo negli occhi ? impresse -le immagini dei broker della Lehman Brothers. Tutta la vita professionale futura (come hanno osservato Massimo Gramellini e Vittorio Zucconi) in una scatola di cartone, che contiene i loro effetti personali, raccolti in fretta dalla scrivania. Il loro lavoro scomparso in un attimo, insieme al loro prestigio. Guardati con pena mista a risentimento dalla "gente comune" che ha scoperto di aver perduto risparmi senza capir bene come e perché. Fra gli altri protagonisti dell'economia e della finanza negli ultimi dieci anni, gli immobiliaristi non hanno mai goduto di grande popolarità. Oggi che gli affari, per loro, vanno particolarmente male, non sono in molti a soffrirne. Peccato che il peso dei loro insuccessi ricada anche sui consumatori e sui risparmiatori. Attraverso il circuito bancario e assicurativo. D'altra parte, anche i direttori di banca delle filiali, un tempo veri notabili, hanno perduto prestigio e ruolo. Altre ragioni di crisi delle professioni come fonte di identità personale e di riconoscimento sociale sfuggono all'andamento dei mercati economici e finanziari. Almeno in parte. Assistiamo, infatti, a una sorta di stigmatizzazione professionale come metodo di comunicazione politica a fini di consenso. E' avvenuto negli ultimi mesi, soprattutto per alcune importanti categorie del sistema pubblico. Pensiamo agli "statali", bersagli della campagna del ministro Brunetta contro i "fannulloni". Magari, il ministro non intendeva etichettare l'intera categoria, ma denunciarne un vizio diffuso e di senso comune. Tuttavia, oggi egli è divenuto popolarissimo come l'inflessibile giustiziere degli "statali fannulloni". Lo stesso "format" comunicativo (per citare Berselli) adottato dalla ministra Gelmini nei confronti degli insegnanti. I "professori" delle medie: da aggiornare e motivare. Le maestre elementari: da ridurre a una sola. (Come le madri di famiglia, di cui dovrebbero costituire l'estensione). I professori universitari: da tempo al centro di polemiche, a causa di concorsi ed esami combinati oppure sospettati di scarsa presenza e preparazione. Iniziative non prive di fondamento. (Ma la scuola elementare è l'unica a essersi rinnovata in modo efficiente, come ha messo in luce l'indagine dell'OCSE). Solo che, in modo più o meno consapevole (ma noi preferiamo non accusare di ingenuità i ministri), hanno imposto un marchio degradante a intere categorie professionali. Facendone il capro espiatorio, su cui scaricare le colpe e indirizzare l'indignazione sociale in rapporto a questioni e crisi ben più ampie. I professori incapaci: responsabili delle disfunzioni del sistema scolastico e formativo. Gli statali fannulloni: origine e soluzione dell'inefficienza del sistema pubblico. Allo stesso modo: i piloti e gli assistenti di volo, "unici" colpevoli (insieme al sindacato, pardon: la Cgil) dello sfascio di Alitalia. Il modello, peraltro, potrebbe essere applicato, nel prossimo futuro, ad altre figure e ad altri settori. Riconducendo, ad esempio, le difficoltà del sistema sanitario (in grande sofferenza per motivi di spesa) alle colpe dei medici. (Un primo passo, in tal senso, l'ha mosso ieri Brunetta, affermando che negli ospedali "i macellai non sono pochi"). D'altronde, questo schema sembra funzionare bene, visto il largo consenso che ne hanno ricavato i provvedimenti del governo e i ministri interessati. Visto, in parallelo, il declino di immagine che ha caratterizzato le professioni coinvolte. Una recente indagine dell'Osservatorio sul Nordest di Demos (per "il Gazzettino"), ad esempio, rivela una sensibile crescita di quanti ritengono gli insegnanti i maggiori responsabili dei problemi della scuola: dal 16% nel 2007 al 25% oggi. Dieci punti percentuali in più rispetto a un anno fa. Quando i principali problemi risultavano, invece, la carenza di risorse e di fondi e lo scarso rapporto con il mercato del lavoro. Oggi invece i colpevoli sono soprattutto loro: maestri e professori. D'altra parte, due anni fa, il decreto Bersani sulle liberalizzazioni produsse (come effetto laterale e in parte imprevisto) un ampio risentimento sociale contro alcune categorie professionali "autonome". Come i tassisti. Che reagirono con proteste talora estreme. Così oggi le professioni servono perlopiù a catalogare le persone in modo spregiativo. A dividere la società, erigendo barriere di risentimento e indignazione. Professori, piloti, statali, tassisti, medici, immobiliaristi, notai, ministeriali, bancari, banchieri, assicuratori, farmacisti, bottegai. E ancora: giornalisti, giudici, magistrati e politici. Gli uni contro gli altri. E tutti insieme contro ogni singola professione. Mentre gli operai sono semplicemente scomparsi dall'orizzonte. Invisibili e indicibili. Se vostro figlio, interrogato su cosa farà da grande, rispondesse: "l'intermittente", non guardatelo male. Non è solo realista, ma lungimirante. Se la professione diventa motivo di risentimento sociale, meglio flessibili e mimetici che discriminati a tempo pieno.

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La vendano all'estero o se la prenda lo stato - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Commenti LA VENDANO ALL'ESTERO O SE LA PRENDA LO STATO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Un progetto basato sulla discontinuità dipende in gran parte dalle modalità del negoziato e dalle capacità del negoziatore. Colaninno questa capacità l'ha dimostrata in precedenti occasioni ma in questo caso la sua presenza al tavolo è stata minima. è entrato in scena il penultimo giorno e ne è uscito subito. Anche il ruolo di Gianni Letta è stato molto modesto. Berlusconi praticamente non s'è mai visto salvo per pochi minuti. Tremonti, diretto azionista dell'Alitalia, assente anche lui. L'unico negoziatore al tavolo è stato il ministro Sacconi. Una frana. Sacconi ha impostato l'intera trattativa sugli ultimatum e su una scelta discriminatoria degli interlocutori. Sapeva fin dall'inizio che il nocciolo duro da convincere sarebbe stato il personale di volo e le associazioni autonome che lo rappresentano. Sapeva anche che il tempo utile a disposizione era breve a causa della pessima situazione patrimoniale e finanziaria della società. Sacconi trattava cioè sull'orlo del baratro ma era evidentemente convinto che spingere il dramma verso il suo punto culminante avrebbe facilitato l'accordo. Perciò perse volutamente tempo. Si contentò di ottenere il beneplacito di Bonanni, Angeletti, Polverini che non contavano niente in questa vertenza; tenne fuori dalla porta i piloti dell'Anpac e le altre associazioni autonome; scelse come bersaglio la Cgil che accusò fin dall'inizio di ideologismo politico e di una strategia del "tanto peggio". I piloti dell'Anpac hanno molte responsabilità come abbiamo già ricordato, ma ci sono anche alcuni punti fermi che vanno tenuti ben presenti e cioè: 1. Guadagnano meno dei loro colleghi di Air France, British, Lufthansa. Guadagnano invece di più dei piloti di Air One. 2. Hanno una produttività più bassa dei colleghi di quelle tre società a causa della cattiva organizzazione dei voli e degli equipaggi; tuttavia su questo punto avevano dato subito la loro positiva disponibilità. 3. Sia Sacconi sia il commissario Fantozzi hanno posto il negoziato sotto scadenze ultimative di 48 in 48 ore pena la messa immediata in mobilità di tutto il personale e, ovviamente, la sospensione dei voli. Ma poiché le 48 ore passavano e gli aerei continuavano regolarmente a volare l'effetto è stata la perdita di credibilità sia del ministro sia del commissario. Ma l'errore di fondo è stato un altro e porta il nome di Silvio Berlusconi. Il "premier" aveva assunto in campagna elettorale l'impegno di favorire una cordata tricolore e questo ha determinato la strategia del governo producendo però un gravissimo vizio di forma nella procedura: ha vincolato il commissario Fantozzi a privilegiare come controparte la cordata Colaninno. è vero che la legge Marzano, appositamente riscritta per l'occasione, prevede la trattativa privata, ma non prevede l'esclusiva. Fantozzi è stato tuttavia insediato con la condizione di preferire almeno in prima battuta la cordata Colaninno la quale a sua volta, forte di questo privilegio, ha fissato le condizioni pensando che su di esse sarebbe stato relativamente facile acquisire il consenso dei sindacati confederali. Il tema del contratto col personale di volo è stato completamente sottovalutato sia da Colaninno sia da Sacconi. E quando Epifani ha fatto presente la verità e cioè che la rappresentatività dei sindacati confederali era pressoché nulla per quanto riguarda il personale di volo questa onesta ammissione è stata ritenuta segno di tradimento e di irresponsabilità sia da parte del governo sia da parte della Cisl e sia dalla quasi totalità dei "media" giornalistici e televisivi. * * * Ancora ieri il presidente del Consiglio ha ribadito che le soluzioni sul tappeto sono soltanto due: accettare il piano industriale di Colaninno o il fallimento. Ma non è così. La procedura impone a Fantozzi di sollecitare altre offerte di acquisto per l'Alitalia, in blocco senza discontinuità oppure soltanto per una parte degli asset. Se il commissario di Alitalia si sottraesse a questo suo urgente e inderogabile compito verrebbe meno ai doveri del suo ufficio e sarebbe passibile d'esser messo sotto accusa da parte della Corte dei conti per aver causato grave danno erariale alle casse dello Stato. è ben comprensibile che una soluzione di questo genere, l'arrivo d'un cavaliere bianco che a questo punto non potrebbe essere altri che uno dei grandi vettori stranieri, sarebbe una penosa sconfitta d'immagine per il "premier", ma non è comunque in sua facoltà bloccare una procedura prevista dalla legge. Salvo di nazionalizzare l'Alitalia, magari temporaneamente, seguendo le procedure imposte in analoghi casi dalla Commissione di Bruxelles. Gli esempi che proprio in queste ore vengono dagli Usa ci dicono che in casi estremi la politica, in mancanza di alternative e per evitare guai peggiori, può e anzi deve ricorrere a estremi rimedi. * * * Il rimedio adottato ? tardivamente ? da George W. Bush è chiaro ed è stato già ampiamente descritto ieri dai giornali di tutto il mondo: creare un apposito veicolo federale che si assuma l'onere di acquistare tutti i titoli-spazzatura che ingombrano i portafogli del sistema bancario americano, pagabili al 65 per cento del loro prezzo nominale. Il costo dell'intera operazione è di 700 miliardi di dollari, cifra iperbolica alla quale il Tesoro farà fronte emettendo titoli propri e/o addirittura stampando carta moneta. Un provvedimento analogo fu preso nel 1932 in piena depressione americana e mondiale con la creazione della Reconstruction Finance Corporation. Come si vede le analogie con la crisi iniziata nel 1929, che raggiunse il suo culmine anche in Europa a tre anni di distanza, sono molto forti con la situazione attuale pur nelle ovvie differenze. In sostanza si tratta d'un salvataggio senza limiti di cifra dell'intero sistema bancario americano e mondiale perché non solo americano ma anche mondiale è stato l'inquinamento provocato sui mercati finanziari dai titoli-spazzatura. Sarà sufficiente quest'intervento colossale a ridare fiducia e stabilità ai mercati? Probabilmente sì, ma ci saranno altri effetti che sono fin d'ora prevedibili. Stabilizzare il sistema e salvarlo da un crac totale è un risultato non solo utile ma necessario. Pensare che sia indolore e privo di conseguenze sgradevoli sarebbe però illusorio e sbagliato. * * * Il costo di questa gigantesca operazione si scaricherà inevitabilmente sul bilancio federale Usa, già oberato da un antico e ampio disavanzo. Le previsioni più attendibili (riportate da Federico Rampini nel suo articolo di ieri) calcolano che il costo dell'intervento sarà del 7 per cento del Pil degli Stati Uniti. L'inondazione di liquidità avrà effetti cospicui sul tasso d'inflazione americana. Più difficile è prevedere quale sarà il comportamento del dollaro sul mercato dei cambi. La ripresa in grande stile dei valori delle Borse potrà provocare un afflusso di capitali esteri e quindi un rialzo del tasso di cambio della moneta Usa, ma la prospettiva di inasprimenti fiscali e le dimensioni del disavanzo di bilancio potranno a loro volta provocare uno spostamento di capitali dal dollaro ad altre monete. Non dimentichiamo che il sistema finanziario Usa ha vissuto e vive sul paradosso d'esser finanziato non già dal risparmio interno ma dal risparmio internazionale. La crisi in atto può attirare capitali speculativi a breve ma può anche indirizzare altrove il risparmio internazionale. Del resto il vero e proprio crollo delle riserve della Fed avvenuto in questi mesi è un segnale in questa direzione. Complessivamente ci sembra di poter dire che le forze di stagnazione economica siano maggiori delle forze di sviluppo per la semplice constatazione che lo sforzo di stabilizzare da parte del Tesoro serve a ripianare i debiti e non a rilanciare gli investimenti e la domanda. Se questi effetti si produrranno sarà difficile scommettere sulla locomotiva americana e sui suoi effetti tonici verso il resto del mondo. Post Scriptum. Ha fatto sensazione leggere il nome di Marina Berlusconi nel nuovo consiglio di amministrazione di Mediobanca, nella sua qualità di rappresentante di Fininvest, presente con l'uno per cento nel patto di sindacato di Piazzetta Cuccia. La presenza di Marina Berlusconi è pienamente legittimata dalla presenza della Fininvest nel capitale di Mediobanca; non toglie che rappresenti un'altra anomalia del sistema Italia. Fininvest ha amici potenti e collaudati nel cda di Piazzetta Cuccia: Mediolanum, i francesi di Tarak Ben Ammar, Ligresti, Tronchetti Provera, Geronzi. Per quel tanto che conta in Mediobanca, c'è anche Banca Intesa. La famiglia Berlusconi si muove da tempo per stabilire rapporti intrinseci con le banche e l'establishment assicurativo e finanziario italiano oltre che con quello industriale. Sono passati i tempi del Berlusconi che sparava sulla grande impresa e sulla grande finanza sostenendo gli interessi e le aspettative delle partite Iva e delle piccole imprese. è finita la caccia alle allodole ed è cominciata quella al cinghiale. La stessa operazione Alitalia mira a questo risultato. Dietro la bandiera tricolore c'è sempre un sottofondo di interessi politici ed economici, ma questo lo sappiamo da un pezzo e accade in tutto il mondo.

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"alitalia? meglio prenotare altri voli" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina VII - Roma "Alitalia? Meglio prenotare altri voli" Il rischio è di partire dall'aeroporto di Fiumicino con un volo Alitalia per Parigi o New York con l'incognita del ritorno. Così molte agenzie di viaggio consigliano ai propri clienti di evitare di prenotare vacanze e week end all'estero come in Italia con la compagnia aerea di bandiera. Anche se spesso sono gli stessi viaggiatori a chiedere altri vettori. E proprio per il calo delle richieste sembra che al terminal A dello scalo romano da domani sarà aperto un solo varco. VALERIA FORGNONE E LAURA SERLONI A PAGINA V.

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Regione, allarme conti in rosso - carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina VIII - Roma Regione, allarme conti in rosso Nieri: "Se il governo non trasferisce i 5 miliardi dovuti, sanità bloccata" CARLO PICOZZA La Regione come l'Alitalia: "Ancora qualche settimana e il Lazio rischia il tracollo". A lanciare questo Sos non è il commissario della compagnia aerea ma l'assessore al Bilancio della giunta regionale, Luigi Nieri. "Se entro pochi giorni il governo non trasferirà i 5 miliardi di euro dovuti al Lazio si dovrà assumere la responsabilità del collasso della Regione nelle cui casse sono rimasti solo 305 milioni di euro". L'assessore mostra estratti conto e tabelle con il conteggio degli interessi passivi (che sfiorano i 10 milioni di euro al mese) alle banche tesoriere che hanno anticipato la liquidità necessaria per "continuare a sopravvivere", per assicurare ai cittadini del Lazio i livelli minimi di assistenza. "Finora", dice Nieri, "il nostro impegno ha evitato il peggio. Lo abbiamo potuto fare a costo di sacrifici chiesti alla comunità regionale. Ma siamo stati lasciati soli. Ora siamo agli sgoccioli. Per questo chiediamo il trasferimento delle risorse che il governo ci deve". "Ma", si accalora, "neanche i soldi delle tasse pagate dai cittadini, quelli prodotti dal gettito dell'aumento dell'addizionale Irpef e dell'Irap sui contribuenti del Lazio - intorno ai 2 miliardi di euro - sono stati rimessi dal governo nelle casse della Regione. Se entro questo mese il governo non sbloccherà i trasferimenti finanziari" denuncia, "la Regione sarà sull'orlo del baratro". "Per far fronte ai mancati trasferimenti", continua Nieri, "siamo stati costretti a chiedere un'anticipazione di cassa di quasi 2 miliardi (mille e 961 milioni; ndr)". Ma anche il denaro ha un costo. Il prezzo per quello anticipato dalla banche tesoriere alla Regione e alle dodici Asl del Lazio supera abbondantemente i 100 milioni di euro l'anno. "Al momento", scandisce Nieri che sembra leggere un bollettino nautico su una burrasca annunciata, "sono rimaste disponibilità di cassa intorno ai 305 milioni: una volta esaurite, il "bancomat" della Regione sarà disattivato". "Sono a rischio i livelli essenziali di assistenza", continua l'assessore al Bilancio. Ma questo accade da tempo per le prestazioni del servizio sanitario regionale. Nieri, però, dipinge un quadro ancora più cupo: "Quando i fornitori e le banche non faranno più credito alle Asl e alla Regione si interromperanno i servizi sanitari". Lo sfogo cede il passo al racconto: "La giunta Marrazzo ha ereditato un debito di 10 miliardi. Di questi, tra il 2005 e il 2008, ne sono stati onorati 3. Al primo gennaio di quest'anno restavano da coprire 7 miliardi: per 5 abbiamo provveduto con il mutuo dello Stato che costerà alla Regione 310 milioni l'anno per un trentennio. Ai due restanti dovrebbe provvedere un trasferimento centrale deciso per legge. Ma non un centesimo è arrivato finora". "Da 2006", ancora Nieri, "non accumuliamo più debito, i disavanzi, non nascosti come avveniva con la giunta Storace sono tutti coperti compreso quello del 2008". Ma resta il deficit che naviga su quota 1 miliardo 611 milioni, in gran parte (intorno a 1 miliardo) coperto con la pressione fiscale sui cittadini del Lazio. "Il mancato trasferimento dei 5 miliardi e il diniego del Tesoro all'accensione del mutuo con la Cassa depositi e prestiti nel 2007, ha determinato il blocco dei pagamenti in tutti i settori e ai Comuni della Regione, compreso quello di Roma al quale dobbiamo intorno a 1 miliardo di euro". Sfogo e denuncia riprendono il sopravvento: "Non è bastato", conclude Nieri, "aver riportato la legalità amministrativa e contabile in una Regione abituata a operare senza controllo alcuno, tra scorribande e razzie. Ora già dalla prossima settimana potrebbero essere bloccati i pagamenti per i fornitori e tutti gli altri creditori".

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"alitalia? meglio se prenotate un altro volo" - valeria forgnone laura serloni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina XI - Roma "Alitalia? Meglio se prenotate un altro volo" Le agenzie di viaggio: "Ai clienti consigliamo di cambiare compagnia" "Si scelgono altri vettori anche se in questo periodo le tariffe sono molto basse" VALERIA FORGNONE LAURA SERLONI Il rischio c'è. Partire dall'aeroporto di Fiumicino con un volo Alitalia per Parigi o New York con l'incognita del ritorno. Per questo motivo, molte agenzie di viaggio della Capitale consigliano ai propri clienti di evitare di prenotare vacanze e week end all'estero come in Italia con la compagnia aerea di bandiera. Il ritiro dalle trattative della Compagnia aerea italiana e quindi un possibile fallimento di Alitalia ha messo in allerta tutti gli operatori turistici. E sembra che per il calo delle richieste al terminal A dello scalo romano da domani sarà aperto un solo varco. "Vista la situazione, al momento consigliamo di non partire con l'Alitalia. Magari non ci sono problemi per il viaggio di andata, ma per il ritorno si rischia di rimanere nella città dove si è trascorso il soggiorno", spiega Annamaria Guerra della Gauguin Viaggi. Gli agenti avvisano i clienti, ma non appena entrano in agenzia sono gli stessi romani a chiedere di cercare l'offerta migliore con tutte le compagnie, tranne che con Alitalia. E Guerra aggiunge: "I nostri clienti preferiscono non rischiare. Noi abbiamo il dovere di informarli, poi la scelta spetta a loro". E vista la difficile situazione, molti tour operator si stanno organizzando per assicurare ai propri viaggiatori eventuali soluzioni da adottare nei casi in cui alcuni voli dell'Alitalia dovessero rimanere bloccati. Il gruppo Alpitour, per esempio, garantisce ai suoi clienti diverse opzioni qualora improvvisamente alcune tratte venissero cancellate, dirottando i passeggeri su altre compagnie, come Air France. "La vendita dei biglietti ferroviari è aumentata del 10 per cento" dice Annamaria Forlenza della Extratravel. E il ritornello dell'incertezza si ripete in molte agenzie. "Abbiamo diversi pacchetti per fine settimana a Parigi coperti da Alitalia e Air France - spiega Federico Del Moro della Bluvacanze a Conca d'Oro - Ma il momento è troppo rischioso così i tour operator si rifanno quasi tutti ad Air France". E questo cambio repentino di compagnia aerea crea un po' di allarmismo tra i viaggiatori. "Molte persone con i biglietti emessi Alitalia vengono personalmente in agenzia oppure ci chiamano per avere spiegazioni. Noi non possiamo garantire nulla finché non ci arriva una comunicazione ufficiale che dichiara sospesi tutti i voli" precisa Marzia Benvenuti, da dietro la scrivania dell'agenzia OnOffViaggi a viale Nemorense. "Al momento della prenotazione ai clienti diamo diverse opzioni, tra cui l'Alitalia che tra l'altro, in questo periodo, sta offrendo tariffe molto basse - continua Benvenuti - ma generalmente la gente preferisce rinunciare e cambiare compagnia, magari anche una low cost per soggiorni brevi". Un disagio dunque non indifferente anche per i futuri viaggiatori che hanno prenotato la propria vacanza nei mesi scorsi e si ritrovano a pochi giorni dalla partenza a scegliere un'alternativa evitando il rischio di non rientro su un volo Alitalia. "Martedì parto per il viaggio di nozze, destinazione America. L'agenzia mi ha chiamato e mi ha consigliato di cambiare compagnia e così, invece che partire con l'Alitalia, ci è stata proposta American Airlines, che costa qualcosa in più. Sarà un soggiorno molto lungo che abbiamo prenotato da tempo, per questo non me la sento di rischiare e ho accettato il cambio", racconta rassegnato Maurizio Puntorieri. "Ho mandato una e-mail a un cliente che aveva acquistato un biglietto aereo per Caracas per chiedere se voleva cambiare compagnia e la sua risposta è stata affermativa"conferma Marina Selli della Bird Travel Agency.

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Massimo lorello (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina I - Palermo MASSIMO LORELLO Considerano l'Airone una seconda scelta. Quanto al treno, è paragonabile a un incubo. Gli 80 pendolari eletti dal popolo siciliano che ogni settimana fanno la spola tra l'Isola e la Capitale, hanno una preoccupazione in più sulla crisi dell'Alitalia. Preoccupazione strettamente personale. Cosa faranno senatori e deputati se, come si teme, nei prossimi giorni la compagnia di bandiera ridurrà drasticamente i voli? Angelino Alfano, di sicuro, non sarà nemmeno sfiorato dal problema perché, da ministro della Giustizia, per ragioni di sicurezza, si sposta già con l'aereo di Stato. E grazie a un decreto del premier Berlusconi potrà fare la stessa cosa anche il presidente del Senato, Renato Schifani. SEGUE A PAGINA VI.

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Biglietti e prenotazioni a rischio i tour operator tra paura e fiducia - giovanni scarlata (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina VI - Palermo Il caso Alcune agenzie da settimane non emettono più ticket. Ma c'è chi spera nel salvataggio Biglietti e prenotazioni a rischio i tour operator tra paura e fiducia "Abbiamo venduto voli per il prossimo Capodanno, che dovremo fare?" GIOVANNI SCARLATA Ci sono tour operator che non vendono un biglietto Alitalia da mesi ed altri che, fiduciosi in una soluzione della crisi, si trovano con biglietti dal destino incerto. La crisi della compagnia di bandiera soprattutto dopo il ritiro dell'offerta da parte della Compagnia aerea italiana sta scompaginando i piani delle grandi firme dei tour operator siciliani che si trovano a fare i conti con una situazione che non permette di fare programmi a lunga scadenza. Carmelo Panzavecchia, della Viaggi Wasteels, appartiene alla corrente più pessimista: "Da circa un paio di mesi - spiega - cerchiamo di non vendere biglietti Alitalia. La situazione è troppo ingarbugliata per correre il rischio di emettere biglietti che potrebbero non avere valore. Noi tour operator, a differenza delle agenzie di viaggio, dobbiamo coprire i disservizi e quindi la nostra è anche una valutazione economica". Sulla soluzione del caso Alitalia, Panzavecchia porta l'esempio britannico: "Per scongiurare il fallimento della compagnia XL è intervenuto il governo inglese, chissà che non succeda anche qui da noi". Opposto l'atteggiamento della Promozione Viaggi. Il direttore tecnico Alessandra Bertolino, spiega come l'azienda abbia dato fiducia fino all'ultimo ad Alitalia: "Promozione viaggi è stato uno dei pochi tour operator a confidare nella soluzione della crisi. Ho personalmente emesso biglietti per un gruppo di persone per il prossimo capodanno ma, a questo punto, mi chiedo che fine faranno. Fino a pochi giorni fa abbiamo continuato ad emettere biglietti Alitalia, anche perché è una delle poche compagnie aeree che consente di effettuare prenotazioni a lunga scadenza ma ci siamo rifiutati di prendere impegni economici ulteriori in vista delle festività". La Bertolino prosegue ponendosi una domanda: "Ogni tour operator, per ottenere la concessione della biglietteria, deve fornire mensilmente delle fideiussioni bancarie alla Iata (l'associazione internazionale delle compagnie aeree ndr) al fine di tutelare i consumatori. Dove sono le garanzie fornite da Alitalia?". Idee chiare comunque sul futuro della compagnia aerea nazionale: "Dopo il fallimento di un colosso come la spagnola Futura, noi del settore turistico siamo pronti a tutto anche se personalmente - conclude - ritengo che in qualche modo il crac di Alitalia si eviterà ma bisognerà vedere quali fette di mercato rimarranno disponibili. Wind jet, ad esempio, per alcune destinazioni, una su tutte Barcellona, sta vivendo una situazione di monopolio che le ha permesso di alzare i prezzi senza problemi". Toti Piscopo, vice presidente sezione turismo di Confindustria Palermo, vede nella crisi di Alitalia una possibilità per le piccole compagnie aeree di emergere: "La crisi di un vettore così importante a livello nazionale, pur avendo creato degli scompensi, non ha inciso dal punto di vista turistico in maniera rilevante. Il vuoto è stato riempito dalle piccole compagnie aeree che hanno tratto concreti vantaggi da questa situazione di instabilità e che possono permettersi di stare alla finestra e di osservare con sguardo interessato l'evoluzione della situazione". Anche Piscopo non ha dubbi sulla sopravvivenza di Alitalia: "Sono convito che Alitalia sarà salvata e vedo nell'acquisto da parte di Air France la soluzione migliore. Mi preoccupa invece - conclude - la situazione di Air One il cui indebitamento rende la situazione assimilabile a quella della compagnia di bandiera".

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Il sos dei politici: come faremo senza la "navetta"? - massimo lorello (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina VI - Palermo La curiosità Il volo per Roma del martedì mattina è sempre pieno di deputati e senatori: "Di certo non possiamo raggiungere la Capitale in treno" Il sos dei politici: come faremo senza la "navetta"? MASSIMO LORELLO (segue dalla prima di cronaca) Il capo di Palazzo Madama, in precedenza, poteva usare l'aereo di Stato solo per viaggi istituzionali. Ma da un mese a questa parte, per ragioni di sicurezza, può utilizzarlo anche per altri spostamenti. La stessa opportunità è concessa al presidente della Camera, naturalmente. Schifani non ne ha ancora usufruito. Resta da capire, qualora decidesse di farlo, se potrà dare passaggio ai parlamentari che finora, come lui, si sono mossi dal "Falcone-Borsellino" utilizzando i voli di linea. Certo, tra maggioranza e opposizione, la lista è lunga: 78 fra deputati e senatori - al netto di Schifani e Alfano - ogni lunedì o martedì mattina, si presentano al check-in per imbarcarsi con destinazione Roma e rientrano tre-quattro giorni dopo. "Ho già prenotato un volo Air One per le 6,10 di martedì mattina - racconta Alessandra Siragusa, deputata del Partito democratico - Alle 11 in commissione Cultura si discute il decreto Gelmini e non posso rischiare di non esserci. Per noi siciliani l'aereo è l'unico mezzo grazie al quale si può raggiungere Roma in tempi ragionevoli. Con il treno è impossibile". Il treno "è uno stress" per Fabio Giambrone, senatore di Italia dei valori, che "ringrazia" il governo nazionale "per la disastrosa gestione del caso Alitalia" e poi, tra il serio e il faceto, propone: "Possiamo celebrare le sedute parlamentari in video conferenza, chissà che risparmio". Simona Vicari, senatrice del Pdl, confessa un debole per l'ormai derelitta compagnia di bandiera: "Sono affezionata all'Alitalia perché porta il nome del nostro Paese". Certo, su questo punto, con Air One non c'è partita. "E poi - confessa Vicari - il personale Alitalia ha modi migliori rispetto a tutte le altre compagnie". Anche Costantino Garraffa, senatore del Pd, è un "fidelizzato" Alitalia: "Abbiamo la compagnia più attenta del mondo nella sicurezza e nella manutenzione. Ora, per colpa della politica del premier, rischia di liquefarsi". E con lei rischiano di liquefarsi pure i trattamenti di riguardo riservati ai parlamentari: "In realtà - afferma Garraffa - da Palermo non è previsto alcun privilegio. Solo per i voli in partenza da Roma esistono due posti riservati per i senatori ma devi prenotare il giorno prima. Non mi sembra un grande privilegio". Tuttavia, per quanto piccolo possa essere, non è detto che le compagnie del futuro ne terranno conto. Resta la corsia preferenziale nelle liste d'attesa: "Ma il rischio di rimanere a terra è elevato - dice Tonino Russo, deputato del Pd - e allora è meglio prenotare per tempo, come tutti i cittadini". Anche il senatore dell'Udc Salvatore Cintola è preoccupato per il caos partenze, ma probabilmente ancora per poco: "Il 7 novembre il giudice si pronuncerà sulla causa per il mio ingresso all'Assemblea regionale - racconta - Se vinco, lascio il Senato e me ne torno a Palazzo dei Normanni. Altro che aereo, là ci vado con la macchina".

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Gesap: in bilico 1,5 milioni di alitalia - antonio fraschilla (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VI - Palermo Gesap: in bilico 1,5 milioni di Alitalia Maxi debito della compagnia con la società che gestisce il "Falcone e Borsellino" Anche l'Air One deve 1,2 milioni di euro alla azienda per i servizi di handling Un eventuale crac vanificherebbe la recente ricapitalizzazione da 3 milioni ANTONIO FRASCHILLA Il fallimento dell'Alitalia costerebbe 1,5 milioni alla Gesap, la società che gestisce l'aeroporto Falcone e Borsellino. Sono i debiti che la compagnia di bandiera, sull'orlo ormai del crac, ha nei confronti dello scalo palermitano per oneri su biglietti e servizi aeroportuali non pagati fino ad oggi. Debiti che si aggiungono a quelli che ha già Air One, altri 1,2 milioni di euro: la compagnia per i servizi a terra utilizza la società Hg, controllata dalla Gesap stessa. Il fallimento Alitalia potrebbe quindi prosciugare almeno metà dei 3 milioni di euro investiti appena il mese scorso da Provincia di Palermo e Comune per ricapitalizzare la società che gestisce l'aeroporto di Punta Raisi. L'amministratore delegato della Gesap lancia l'allarme: "Nel conteggio dei danni che provocherebbe un'eventuale chiusura dell'Alitalia occorre considerare i costi sociali per la perdita occupazionale, ma anche quelli che graveranno sui bilanci di tutte le società di gestione degli aeroporti italiani", dice Giacomo Terranova, amministratore delegato della Gesap. Secondo Assoaeroporti, la compagnia di bandiera ha debiti per 200 milioni di euro con gli scali del Paese: il grosso concentrato a Fiumicino e Ciampino (75 milioni di euro), e con la Sea di Linate e Malpensa (35 milioni). Ma gli 1,5 milioni di euro di esposizione che ha nei confronti dello scalo palermitano rischiano comunque di mettere in difficoltà la Gesap: "Se l'Alitalia fallisce perderemo quasi certamente queste somme - dice l'amministratore delegato Terranova - Quindi dovremo reperire all'interno del bilancio economie per coprire il buco: si tratta pur sempre di 1,5 milioni di euro, una somma non da poco". A rischio sono anche gli 1,2 milioni di euro che deve l'Air One alla Gesap e alla sua controllata (Gesap handling): "Occorre capire come la crisi Alitalia inciderà poi su Air One e quindi su di noi", ammette Terranova. Oltre al buco nel bilancio 2008 che si troverebbe a dover colmare la Gesap, in bilico c'è anche la stessa tenuta dello scalo: perché se è vero che le piccole compagnie sono pronte a rimpiazzare l'Alitalia nelle tratte su Palermo, difficilmente in pochi mesi potrebbero essere coperti tutti i voli che le due compagnie gestiscono dal Falcone e Borsellino. Ad oggi quasi il 30 per cento dei 4,5 milioni di passeggeri annuali che si muovono nello scalo di Punta Raisi sono targati proprio Alitalia, con clienti molto fidelizzati, come dimostrano i dati sui movimenti nei primi sei mesi dell'anno. Nonostante la crisi della compagnia, l'Alitalia ha registrato un calo appena dell'8 per cento dei passeggeri palermitani rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un calo non compensato per numero di passeggeri dalla crescita delle piccole compagnie, anche se alcune di queste hanno raddoppiato i propri clienti: come Air Italy (22 mila passeggeri nei primi sei mesi dell'anno, contro gli 11 mila del 2007) o la stessa Wind Jet (più 33 per cento rispetto allo scorso anno). Il crac dell'Alitalia potrebbe infine danneggiare l'aeroporto di Palermo sul piano occupazionale: ad oggi sono 180 i dipendenti della compagnia distaccati al Falcone e Borsellino. Lavoratori che rischiano di perdere il posto, sia in caso di fallimento della compagnia, ma anche se dovesse andare in porto l'operazione con la Cai: nel piano industriale elaborato dalla cordata d'imprenditori che vuole rilevare l'Alitalia, Palermo non è stata inserita tra gli scali base, perché non è previsto alcun investimento da parte della cordata sul Falcone e Borsellino, anzi si annunciano trasferimenti di personale a Catania (scelta invece come scalo base dalla nuova Alitalia) e nella peggiore delle ipotesi l'inserimento dei lavoratori palermitani tra i 7 mila esuberi della compagnia.

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Città a luci spente e politici impuniti - nino alongi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XV - Palermo CITTà A LUCI SPENTE E POLITICI IMPUNITI Servizi sociali chiusi, strade colme di immondizia, casse comunali vuote, lotte tra poveri per gli alloggi. Ma la protesta si è tramutata in una sorta di generale rassegnazione NINO ALONGI E, infatti, dalle Alpi a Lampedusa in queste ore non solo tutti trepidiamo per le sorti dell'Alitalia, ma da mesi tutti viviamo gli stessi problemi: i rincari dei generi di prima necessità, i disservizi della pubblica amministrazione, gli affitti alle stelle e il lavoro che non si trova o che non si trova più. Nell'Isola l'apice di questa condizione di comune sofferenza si scopre nelle due maggiori città: Catania e Palermo. Nel capoluogo etneo nelle stanze comunali si parla con sempre maggiore insistenza di dissesto amministrativo. Le casse sono vuote. Gli impiegati senza stipendio. Le luci della città spente. I servizi sociali chiusi. E le strade colme di immondizia. Come Napoli più di Napoli. Ci sono state le elezioni amministrative: sindaco e giunta sono stati sostituiti, ma, come avviene regolarmente da noi, è stata confermata la stessa maggioranza di centrodestra. Il nuovo sindaco si è trovato a gestire, come era prevedibile, una situazione ingovernabile e, dopo i primi tentativi, non ha trovato di meglio che andare a Roma a perorare al governo amico un intervento straordinario. Ci vuole un miracolo ha spiegato. Il Cavaliere ha promesso. Ma per il momento ai catanesi non rimane che soffrire. La situazione a Palermo non è molto diversa da quella che vive Catania. Non si sa nel capoluogo siciliano di che cosa i palermitani debbano spaventarsi prima: delle polveri sottili o delle piogge autunnali, del traffico invernale o dei sacchetti dell'immondizia. L'amministrazione tace. Con le recenti elezioni amministrative non solo non è cambiata la maggioranza, ma non è cambiato neppure il sindaco, che ha deciso, per troppo amore per la città, di restare. E i palermitani lo hanno subito riconfermato. Il primo cittadino si vede poco per le strade e poco in Consiglio comunale, e questo non dispiace, pare che ami le lunghe vacanze, ma anche, come i vecchi attori, le improvvise riapparizioni. Intanto in città è tornato il problema dell'occupazione abusiva degli alloggi popolari. Un vecchia storia che periodicamente si ripresenta. Lotta tra poveri. E dove spesso il diritto resta alla porta e l'abuso vince. Gli alloggi popolari costruiti sono sempre insufficienti rispetto alle richieste ma non si è mai capito perché le procedure per assegnarli non iniziano quando il fabbricato è in costruzione, ma mesi e mesi dopo l'ultimazione dei lavori. Tutto il tempo per occuparli e appropriarsene. Quanto è spontanea questa anomala procedura? Non vanno meglio le cose alla Regione. Da mesi il governatore Raffaele Lombardo e la sua giunta lavorano, almeno così dicono, per riorganizzare i servizi, ridurre le spese, rilanciare l'economia. Un lavoro amministrativo progettato - sostengono i fedelissimi - in vista della temuta scadenza del federalismo leghista. Un lavoro organizzato - dicono i maligni - per consolidare il potere del nuovo gruppo politico che si è formato attorno a leader catanese. Ma fuori del Palazzo, comunque, non si vedono ancora gli effetti di questo interno lavoro, solo disagi. Nel deserto dei Tartari di Dino Buzzati tutto nella fortezza Bastiani è pronto da tempo per fronteggiare l'arrivo dei nemici che verranno dal Nord. Ufficiali e soldati vivono come pietrificati nella perenne attesa. Ma passano gli anni e non accade assolutamente niente. Che accada adesso qualcosa alla Regione dopo sessant'anni di inutili polemiche e altrettanto inutili promesse è anch'essa una improbabile possibilità. Quello che colpisce è la rassegnazione della gente e non solo nell'Isola di fronte a queste situazioni. Non è che manchino le reazioni, solo che volutamente non si risale alle cause prime. La protesta si è tramutata in una sorta di generale rassegnazione. Tutto quello che di negativo avviene - il carovita, la perdita del posto di lavoro, le disfunzioni dei servizi sociali - non ha una ragione né un responsabile. è un fatto del tutto naturale, come il temporale che provoca gli smottamenti o lo scirocco che scatena il fuoco nei boschi. A quanti governano a Palermo come a Roma non si chiede più conto di quello che succede, ci si rivolge ad essi non per delegittimarli per ottenere, viceversa, come si fa col santo protettore, una benevola intercessione. Colpisce l'assenza di una seria analisi della realtà, ma anche la mancanza del senso di responsabilità. Per le tante carenze e per le tante inadempienze che quotidianamente riscontriamo ai vari livelli infatti non ci sono mai responsabili. Politici e amministratori raramente sono chiamati a rendere conto degli errori o degli abusi che commettono. L'atteggiamento in ogni caso è sempre assolutorio. Questa mancanza di senso di responsabilità dentro ma anche fuori il Palazzo apre le porte ovviamente a quello stato di impunità che si sta generando nel Paese al Nord come al Sud con le conseguenze devastanti che conosciamo. Magra consolazione: l'Italia tocca il fondo, ma si riscopre unita.

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Penati avvisa rifondazione "la prossima volta niente veti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Milano Penati avvisa Rifondazione "La prossima volta niente veti" Il presidente: alle elezioni presenterò una mia lista Filippo Penati all'attacco. Il presidente della Provincia non risparmia critiche al centrodestra dopo il siluramento dell'ex assessore comunale Tiziana Maiolo, detta le sue condizioni a Rifondazione comunista per le Provinciali del prossimo anno a due giorni dalla verifica di maggioranza e anticipa alcuni punti del suo programma. Dalla quotazione in Borsa dell'autostrada Serravalle per finanziare con il ricavato un nuovo piano case per l'hinterland, alla proposta, chiunque vinca, di rivedere sia l'Ecopass che l'estensione delle zone a traffico limitato. Ma soprattutto il via libera al nuovo piano rifiuti. "Un punto non negoziabile - precisa Penati - Non ci deve essere un'altra emergenza anche a Milano. L'importanza è la chiarezza sui programmi". Un altro messaggio diretto a Rifondazione al quale aggiunge una postilla: "Preferisco perdere con un programma chiaro che delegare ancora a qualcuno un potere di interdizione". Un Penati a tutto campo tra gli stand della Festa democratica a Lampugnano. Conferma anche che alle elezioni si presenterà con il sostegno di una sua lista. Si dice convinto che alla fine "l'Udc andrà da sola" e ironizza sulla scelta del centrodestra di affidare proprio all'ex assessore Maiolo il coordinamento della campagna elettorale del Pdl: "Se hanno scelto una persona che si è dimessa dalla giunta per divergenze con Letizia Moratti, significa che il centrodestra ha deciso di smarcarsi dall'immagine che il sindaco ha costruito". Poi un altro affondo: "E' nei poteri del sindaco ritirare le deleghe a un proprio assessore ma la contraddizione nasce quando si sceglie di far entrare in giunta qualcuno che ha raccolto preferenze come candidato al Consiglio, come nel caso della Maiolo, o in base a un accordo politico pre-elettorale, come nel caso di Sgarbi. A quel punto non vale più soltanto il rapporto di fiducia con il sindaco ma intervengono altre valutazioni politiche di cui un primo cittadino dovrebbe tenere conto". Quindi quasi una provocazione: "Su Ecopass e Ztl la Maiolo la pensa come me. Se sarà coerente, propongo che chiunque vinca si impegni a rivedere questi progetti che non stanno dando frutti nella lotta all'inquinamento". Non manca anche una stoccata sia al governatore Roberto Formigoni che al sindaco Moratti sulla crisi Alitalia: "Non lo ammetteranno mai ma credo che saranno contenti del ritiro dell'offerta della Cai. Li toglie dall'imbarazzo di dover esprimere tutte le loro perplessità a un piano che lasciava a Linate soltanto la tratta Milano-Roma e riduceva drasticamente i voli internazionali da Malpensa". Alle uscite del presidente della Provincia replica malizioso il segretario di Rifondazione Nello Patta: "Prendo atto al fatto che le posizioni di Penati si stiano riavvicinando alle nostre. Finora ci era parso esistesse una pregiudiziale politica. Che sia una novità che dipende dal fatto che ha capito che l'Udc ha ormai scelto che correrà con il centrodestra"? Quanto al piano rifiuti, "faccio presente che noi l'abbiamo già votato. è stato Penati a presentarne un altro nel quale ha accettato le modifiche chieste dal centrodestra che governa la Regione. La verifica sulla realizzazione dell'attuale programma sarà la premessa per vedere se sarà possibile condividerne uno futuro". (a. m.).

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"il governo della moratti ha bisogno di un tagliando" - andrea montanari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina IX - Milano Il programma I litigi "Rivolterò la Provincia come un calzino. E Penati non ha una maggioranza" "Tra persone di carattere il rischio-conflitto è alto Ora prevalga la coralità" Il coordinatore di Forza Italia Podestà: più dialogo con il Consiglio comunale "Il governo della Moratti ha bisogno di un tagliando" ANDREA MONTANARI "Alla giunta Moratti dopo due anni serve un tagliando". Il coordinatore regionale di Forza Italia Guido Podestà conferma la fiducia al sindaco, ma, dopo il caso Maiolo, le chiede "più dialogo con il Consiglio comunale e di coinvolgere tutte le istituzioni nella gestione dell'Expo". Onorevole Podestà, quando finirà questa moria di assessori a Palazzo Marino? "Quando ci si trova a governare con personalità dal carattere molto forte il rischio che entrino in conflitto è più alto. è successo, ma auguriamoci che ora prevalga la coralità". Come? "è necessario riprendere un rapporto più corale. Proprio per questo ho chiesto al sindaco di incontrare tutti i consiglieri della maggioranza, non solo quelli di Forza Italia". Vale anche per la partita dell'Expo? "Finora non si è riusciti a trovare una sintesi tra la necessità di avere una catena decisionale molto corta e il coinvolgimento di tutte le istituzioni nella sua gestione". Per colpa del sindaco? "La signora Moratti è giusto che continui ad avere un ruolo fondamentale sull'organizzazione dell'Expo. Sappiamo di vivere in un paese nel quale tutti i processi decisionali sono lunghi. Detto questo è importante non marginalizzare le altre istituzioni. Dalla Regione, alla Provincia, alla Camera di Commercio". Ci vuole una governance collegiale? "Credo che passare dal modello dell'amministratore unico a quello del consiglio di amministrazione non sia stato un gioco di poco conto. Nel cda ci saranno solo sei posti, ma sarà importante coinvolgere tutte le istituzioni. Berlusconi è ancora impegnato nel tentativo di salvare l'Alitalia, ma tra una settimana mi ha promesso che se ne occuperà". Le risulta un veto sul nome di Paolo Glisenti? "No, ma in ogni caso questo mi sembra un problema di secondo livello". Torniamo al dopo Maiolo. Sceglierete un consigliere comunale o un esterno? "Che il nostro gruppo sia in ebollizione non è una novità. Hanno delle ragioni, ma come sempre occorrerà una mediazione. Sarebbe positivo che chi entrerà in giunta trovi un ambiente che lo accolga positivamente, ma non possiamo certo nominare ventun assessori". è d'accordo con l'ex sindaco Albertini che non si governa da soli? "è una considerazione perfino ovvia. Ma ricordo all'amico Gabriele che anche lui quando era sindaco passava per decisionista". Filippo Penati sostiene che la scelta di Tiziana Maiolo per coordinare la vostra campagna elettorale alle Provinciali è una sconfessione della politica della Moratti. "Non c'è nessuna distonia. Penati, invece di elargire consigli al mondo pensi a come spiegare anche al suo elettorato l'inconsistenza di cinque anni di non-governo alla Provincia, ormai priva da molto tempo di alcuna maggioranza, né politica né numerica". Condivide la sua proposta di escludere dalla giunta i consiglieri comunali? "No. è giusto che chi ha ottenuto molti voti faccia contare il suo peso. Per me rappresenta un valore". Il nuovo programma di Penati punterà sulla quotazione in Borsa della Serravalle e sulla revisione dell'Ecpoass. Il suo? "Rivoltare la Provincia di Penati come un calzino. Se lui si è limitato a fare operazioni finanziarie come sulla Serravalle o la proposta di vendere la quota della Sea per entrare in Alitalia, noi riporteremo la Provincia alle sue funzioni originarie. Di costruire strade e scuole. In attesa della nascita della città metropolitana. Senza, però, togliere ai sindaci dell'hinterland i poteri sul piano del governo del territorio".

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Porto, la sferza del ministro - massimo minella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Genova Intervista al titolare dei Trasporti e delle Infrastrutture: "Vicino alla Culmv per trovare una soluzione, ma niente trattamenti di favore" Porto, la sferza del ministro Matteoli: "Lasciamo lavorare i magistrati, sui moli tutti rispettino le leggi" MASSIMO MINELLA "Genova? C'è un'inchiesta in corso, lasciamo lavorare la magistratura. Certo è che nessuno può pensare di muoversi senza rispettare le normative vigenti". Altero Matteoli si ritaglia una mattina nella sua Toscana, ai Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara, prima di tornare a Roma per riprendere la trattativa sull'Alitalia. Ed entra nella partita più delicata, quella che riguarda il porto di Genova, travolto dalle inchieste e tuttora in una fase di stallo, in attesa che lo stesso lavoro dei magistrati si concluda e che lo scalo possa riprendere a macinare traffici. Un segnale preciso, quello del titolare dei Trasporti e delle Infrastrutture, che da una parte sottolinea la delicatezza del momento e dall'altra invita al rispetto delle norme in vigore. Nessuno escluso. SEGUE A PAGINA V.

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Matteoli: "lasciate lavorare i magistrati sulle banchine tutti rispettino le norme" - (segue dalla prima pagina) dal nostro inviato (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

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Pagina IX - Genova Intervista al ministro dei Trasporti: vicini alla Culmv per trovare una soluzione, ma nessun trattamento di favore Matteoli: "Lasciate lavorare i magistrati sulle banchine tutti rispettino le norme" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) massimo minella MARINA DI CARRARA - Il ministro è a Carrara per la consegna di "Forza", quarta "nave blu" firmata da Grimaldi Holding, la compagnia che fa interamente capo al decano degli armatori italiani, Aldo Grimaldi. La moglie di Matteoli, Ginevra Giannetti, madrina della nave, ha appena tagliato il cavetto, liberando la bottiglia di champagne che è andata a frantumarsi sulla ciglia della nave. E alla fine della cerimonia, il ministro riflette sulle sfide più delicate che coinvolgono il mondo del mare. Ministro, il porto di Genova sta vivendo una situazione delicata, con l'inchiesta tuttora in corso. "Sì, il problema c'è e noi dobbiamo lasciar lavorare la magistratura. Ma dobbiamo nel contempo anche aver la forza di guardare avanti, dotando tutti i porti di nuovi strumenti di legge dentro ai quali muoversi. La bozza della nuova legge è già pronta, ci saranno ulteriori riflessioni, ma sostanzialmente ci siamo". Come si muoverà il governo? Si andrà su modelli di organizzazione del lavoro che ridurranno il peso delle compagnie portuali? "Questo no, lo dico per tutti e nello specifico anche per Genova. Sono vicino alla Culmv, lavoreremo per trovare le soluzioni più opportune. Ma anche a Genova vale la considerazione generale che le normative vigenti si devono rispettare. Nessuno può chiedere trattamenti di favore". Quali saranno i capisaldi della nuova legge? "La vecchia legge 84-94, varata nell'ultimo giorno della legislatura e che poi ha subito modifiche, non ha centrato il suo obiettivo di fondo, quello dell'autonomia finanziaria dei porti. E' da lì che bisogna ripartire". E poi? "E poi non è accettabile che per approvare un piano regolatore portuale ci si mettano cinque-sei anni, passando attraverso un incrocio infinito di responsabilità. Bisogna snellire le procedure nell'interesse dei porti". Ministro, dopo la privatizzazione dell'Alitalia, sempre che l'operazione riesca, toccherà alla Tirrenia? "I tempi dovrebbero essere quelli. Su Alitalia si è aperto uno spiraglio, speriamo bene. Su Tirrenia bisogna agire, a fine anno finiscono le convenzioni. Ho già consultato il presidente Pecorini e tutti i presidenti delle Regioni legate al servizio svolto dalle società regionali che fanno capo al gruppo. Mi pare che dopo gli iniziali no, ora lo scenario sia mutato. Il presidente della Sardegna Soru mi ha detto di essere disponibile ad acquisire la società regionale e con opportune garanzie può avvenire la stessa cosa per la Toscana. Vedremo anche per le altre regioni. Ci vogliono le giuste garanzie, me per i lavoratori non ci saranno rischi".

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L'aeroporto segue la pista svizzera - luigi pastore (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VIII - Genova L'aeroporto segue la pista svizzera Zurigo si fa avanti, accelerano i tempi per la privatizzazione Per la successione del direttore generale Trapani si profila una soluzione interna LUIGI PASTORE L'infinita crisi Alitalia si allunga inquietante anche sull'aeroporto di Genova, ma intanto i due maggiori azionisti, l'Autorità portuale e la Camera di commercio non fermano le manovre per portare lo scalo alla privatizzazione. E tra i possibili acquirenti spunta l'aeroporto di Zurigo, mentre nelle prossime settimane sarà nominato un nuovo direttore generale e nel Cda potrebbero entrare direttamente Paolo Odone e Luigi Merlo. Il presidente della Regione Claudio Burlando venerdì ha lanciato l'allarme sulle prospettive del "Colombo", che vanta due milioni e mezzo di euro di crediti nei confronti della compagnia di bandiera, squassata da una crisi drammatica, qualla quale non riesce a venir fuori. Quattrini che vanno in fumo e voli tagliati con un'operatività quasi azzerata è la prospettiva ultima e peggiore possibile, ma mentre a Roma si tenta ancora il salvataggio di Alitalia, a Genova si continua a lavorare per dare all'aeroporto un socio di mestiere, che lo rilanci, evitandone la morte per progressiva consunzione. In questo senso, nelle ultime settimane si è fatta sempre più forte l'intesa tra l'Autorità portuale, che detiene il 60 per cento delle azioni, e la Camera di commercio, che controlla il 25% del pacchetto azionario, mentre il restante 15% resta nelle mani di Adr (Aeroporti di Roma). Luigi Merlo e Paolo Odone preparano la gara internazionale, per far entrare un privato, che porti con sé quattrini e competenza specifica in grado di rilanciare la competitività dello scalo. Molte strade portano a Marcellino Gavio, i cui interessi nel nord ovest si sovrappongono tra porto, interporti e autostrade, ma nella partita potrebbero spuntare soggetti stranieri, come ad esempio gli austriaci della Meinl che hanno rilevato la maggioranza assoluta dell'aeroporto "Verdi" di Parma o i francesi di Transdev, che a Genova già comandano in Amt. Ma la vera novità degli ultimi giorni è l'interesse manifestato dagli svizzeri, con l'aeroporto di Zurigo intenzionato a rilevare il 25 del pacchetto azionario. Sullo sfondo resta sempre l'interesse manifestato dall'armatore Gianluigi Aponte, che nei mesi scorsi si era incontrato con il sindaco Marta Vincenzi, manifestando la volontà di entrare in corsa per il "Colombo". Un soggetto di peso, il leader di Msc Crociere, ma il progetto della Vincenzi e del consulente Maurizio Maresca, è frenato da Autorità portuale e Camera di commercio. Entro l'inizio del prossimo anno la questione dovrà definirsi e di conseguenza delinearsi il futuro dello scalo con o senza Alitalia e in ogni caso aperto alla presenza più massiccia di compagnie straniere. Ma intanto, compatibilmente con i destini di Alitalia, i tempi potrebbero essere più serrati: già il mese prossimo il consiglio di amministrazione potrebbe cambiare in parte, e non è da escludere l'ingresso diretto di Odone e Merlo per gestire in prima persona la fase di transizione di concerto con il presidente Arato. Nel frattempo si giocano altre due partite che riguardano lo scalo: una riguarda il rinnovo della concessione con Enac, che dovrebbe essere prolungata di altri vent'anni, l'altro la successione nella carica di direttore generale a Paolo Trapani, per la quale si ipotizza una soluzione interna (si parla dell'attuale direttore commerciale Paolo Sirigu, che potrebbe essere cooptato nel prossimo Cda, in programma ai primi di ottobre).

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Marconi, 32mila passeggeri in meno avanzano i piccoli scali come forlì (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bologna Il caso Calo dell'1,1% nei primi otto mesi 2008. Bene il cargo Marconi, 32mila passeggeri in meno avanzano i piccoli scali come Forlì Il Marconi perde passeggeri, almeno 32 mila rispetto all'anno scorso. Nei primi otto mesi di quest'anno, infatti, si è registrato un calo dell'1,1 %, mentre a crescere sono stati i piccoli scali come Forlì, che grazie alle compagnie low cost ne ha guadagnati almeno 90 mila. A Bologna resiste solo il settore cargo, che da gennaio a luglio è cresciuto del 30%. Il 2008, comunque, non è stato un anno felice per il trasporto aereo, vista la crisi economica internazionale e i rincari dei prezzi del greggio, che si sono tradotti in un'impennata delle tariffe. Contando anche la crisi Alitalia, le ragioni dell'avanzamento del mercato dei voli a basso costo sono sempre più chiare. Al Marconi la compagnia irlandese regina del low cost Ryanair arriverà per la fine di ottobre e il via alle prime rotte dallo scalo felsineo è, a questo punto, attesa con ansia. In termini di transito di passeggeri, luglio è stato il mese più critico, mentre le partenze per le vacanze ad agosto hanno fatto risalire il numero di presenze. L'aeroporto di Forlì, che da alcuni anni è diventato uno scalo chiave soprattutto per le compagnie low cost, ha invece incassato una crescita del 22,4%: più di 480 mila, infatti, i passeggeri che in questi primi otto mesi sono passati dal Ridolfi. Sulla stessa linea, gli incrementi sono stati registrati anche in altri piccoli aeroporti, diretti concorrenti di Bologna, come Bergamo-Orio al Serio (+14,7%) o Pisa (10,6%). (s.sc.).

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Se l'alitalia vola pugliese - michele mirabella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Bari SE L'ALITALIA VOLA PUGLIESE MICHELE MIRABELLA Il nuovo seriale televisivo "Alitalia, quando si ama" sta facendo impallidire lo share dei concorrenti e sta demolendo i precedenti del genere. La trovata del colosso televisivo trasversale Raimediaset 1.2.3.4.5.6. di trasmettere le puntate su tutte le reti mandandole in onda alla rinfusa ha ottenuto di sbaragliare ogni concorrenza. Si sono visti episodi recentissimi con Epifani in lacrime e Brunetta con il gattino a nove code (i gatto era risultato dal regista eccessivo di dimensioni) mescolati a racconti vetusti in cui si intravedevano decolli e atterraggi di Savoia Marchetti, i celebri "Gobbi volanti" della Regia Aeronautica" e servizio a bordo di champagne allo Scia di Persia che decolla da Ciampino su un quadrimotore a elica tappezzato di caviale Beluga e servito a tavola direttamente da enormi ostriche. Ha colpito i critici una sequenza in cui molti hanno riconosciuto l'aeroporto di Palese nel dopoguerra e uno tale e quale a Raffaele Fitto. Ma era, in realtà, una comparsa. "Appunto", avrebbe commentato Berlusconi. L'aeroporto barese che, per decenni, è stato inadeguato, una vera e propria baracca, da qualche anno è il vanto della città: una aerostazione in armonia con le esigenze del trasporto moderno. Peccato che non se la fili nessuno, né il governo, né la compagnia di bandiera. SEGUE A PAGINA IX.

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L'alitalia un giorno sulle strade di puglia - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Bari L'ALITALIA UN GIORNO SULLE STRADE DI PUGLIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) Si spera che la fiction sull'Alitalia possa usarlo come set. Del resto, non si parla in continuazione della Puglia come nuova Hollywood? Ogni tanto ci vuole una balla che ci tiri su il morale. Il Sindaco di Bari ha già pronto lo smoking per le feste di inaugurazione e lo pretenderà da tutti i funzionari comunali. L'invasione della telenovela volante ha smantellato ogni contro-programmazione, costretta a vedersela con col romanzo popolare allestito dalla Cai. Il produttore Colaninno ha imposto agli sceneggiatori di far credere che quello in onda sia l'ultimo episodio. Ma, a pochi istanti dal finale, arriva la scritta "continua". Lancinante la puntata in cui Vespa convoca un sindacalista, un parlamentare, un comandante molto fico a fianco della scrivania di Berlusconi, quella del giuramento agli Italiani, conservata nel sacrario della Rai con i quaderni di scuola di Marconi, un microfono personale del duce, una chewing-gum di Mike Bongiorno usata, per costringerli a giurare di firmare un accordo, uno qualsiasi. La commozione arrivò al culmine. Se ne cadde il teatro, come dicono gli attori. Magnifica anche la sequenza dei piloti e degli assistenti di volo che si danno a sfrenate scene di gioia con bottigliate sulle parti basse e cori entusiasti dopo aver appreso del licenziamento imminente. Colaninno ha pensato di proporli per l'oscar per attori non protagonisti, ma, poi Fantozzi gli ha detto che non erano attori, ma comandanti, steward e hostess autentici e non ha potuto trattenere le lacrime. I bene informati sostengono che la Cai non abbia mai avuto sul serio intenzione di comprare l'Alitalia, neanche la parte non ancora ammuffita, ma avesse, in realtà, intenzione di entrare a piedi uniti nel business televisivo con il genere fiction. L'esordio è stato un successo. Per la seconda serie si sta già pensando ad una ambientazione decentrata delle storie per respirare le atmosfere della provincia italiana, così caratteristica e ricca di tradizioni. All'aeroporto di Bari stanno tirando un sospiro di sollievo. Prima la Cai l'aveva decisamente cancellato. Prima, quando sembrava doversi e volersi occupare di mangiarsi l'Alitalia, quella buona, saporita, senza debiti, si diceva che a Bari si dovevano arrangiare e che i voli sarebbero diminuiti enormemente. A chi obiettava che l'aeroporto era bellissimo e funzionale e che il Sindaco aveva lo smoking pronto rispondevano che non gliene fregava niente che veniva prima Malpensa. Ora, con l'avvio della fiction l'avvenire diventa radioso. Bari, oltre tutto si giova di un clima mite e solatio: la lavorazione diventa un piacere. Ma quali saranno le prossime puntate? Siamo in grado di anticipare la prima. Una cordata di produttori di mozzarelle compra una aereo dell'Alitalia, lo dipinge bianco, gli mette un muso a forma di trullo e gira l'Europa come una gigantesca burrata per fare pubblicità alla gastronomia pugliese. I viaggiatori potranno gustare fave e cicorie, orecchiette e rape e riso patate e cozze. Gli altri centosettantasette aerei li lascia sulle piste degli aeroporti di Puglia per trasformarli in civettuole case-vacanze. Dopo due giorni spariscono, smontati tra Andria, Bitonto e Cerignola e riciclati come utilitarie. Ma il comandante Berti, un fico pazzesco, innamoratosi di una ragazza di Castellana Grotte che voleva fare la hostess, la redime , la sposa, salva un aereo dallo sfascio e lo porta a Palese. Ma la comparsa che somiglia a Fitto, tale e quale, tesse una agguato. Continua.

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"Se Alitalia fallisce Caselle vola con noi" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Intervista Franco Pecci BASE LOW COST Blu Express pronti a subentrare negli slot "Se Alitalia fallisce Caselle vola con noi" ANGELO CONTI Dopo Roma, nuovi collegamenti con Napoli, Bari, Palermo Chi salverà Torino dalla possibile messa a terra di Alitalia? Un imprenditore umbro, dai modi garbati e dalla straordinaria esperienza nel mondo dell'aviazione commerciale. Franco Pecci è il patron di Blu Express, la compagnia low cost che collega Caselle a Roma con tre voli giornalieri e che, nel giro di sei mesi, è diventata amatissima dai torinesi che volano. Pecci, lei è pronto a garantire ai torinesi la possibilità di muoversi verso Roma e Napoli, comunque vadano le cose con Alitalia? "Sono pronto. Ho gli aeromobili adatti e altri sono in arrivo. Abbiamo chiesto gli slot, cioè le frequenze orarie, e siamo pronti a posizionare sullo scalo di Caselle uno o due aeromobili, anche in sosta notturna per essere così pronti a effettuare i primi collegamenti del mattino. Il primo verso Roma decollerà alle 7. Noi siamo pronti a diventare la vera alternativa, in più a tariffe low cost". Ma l'interesse di Blu Express per Torino va ben al di là del ruolo di tappabuchi del dopo-Alitalia. "Stiamo trattando l'apertura di una base low cost in grado di offrire cinque destinazioni nazionali e due straniere. Tre giorni fa abbiamo formalizzato le nostre richieste, ora siamo in attesa di una risposta. Non potremo attendere di più perché la stagione invernale del trasporto aereo comincia a fine ottobre. Sono molto ottimista: i colloqui con Sagat sono stati costruttivi". L'apertura di una base low cost rappresenta un impegno particolarmente elevato... "Siamo un'azienda privata. Siamo pronti a rischiare dalla nostra parte, ma abbiamo la necessità di essere garantiti da un'altra. Occorre almeno coprire subito i costi variabili. Sul mercato dei voli nazionali gli obiettivi economici possono essere raggiunti, sull'internazionale è più difficile. Ovvio che aprendo una base bisogna programmare rotte nazionali di sicuro successo capaci di compensare lo sforzo per la gestione di quelle internazionali". L'esperienza del Torino-Roma è stata sinora soddisfacente? "Senz'altro. Torino ha risposto molto bene, i numeri ci soddisfano. Non siamo ancora al break-event ma ci rendiamo conto che, con gradualità e anche grazie alla pubblicità veicolata sui media, i torinesi ci stanno dando sempre più fiducia. Noi abbiamo risposto a questa simpatia con una grande puntualità nei collegamenti, mantenendo comunque sempre al primo posto la sicurezza". Comincia domani la settimana che può cambiare il futuro di Caselle. Fra otto giorni potremmo avere una base capace di garantire cinque collegamenti nazionali (Roma, Napoli, Bari, Lamezia Terme e Palermo) e almeno due internazionali (Parigi e Madrid, ma ci starebbe bene anche Berlino) a prezzi low cost, con prospettive finalmente concrete anche per il turismo verso Torino, a due anni dalle Olimpiadi. Martedì il cda di Sagat, in riunione straordinaria, parlerà di questa opportunità.

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Vecchie glorie - salvatore geraci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIX - Palermo VECCHIE GLORIE Lacrimogeni? No il fumo delle castagne SALVATORE GERACI Le date hanno poca importanza quando seduti al tavolo dei ricordi si va indietro dai trenta ai quarant'anni. A quel calcio che non esiste più con i giornalisti che partivano con la squadra e con i dirigenti, che viaggiavano nello stesso pullman e che la sera si ritrovavano a cena o in un night con i protagonisti del giorno dopo. Il sottoscritto, metà Alitalia e metà giornalista, si spogliava per strada, toglieva la divisa della compagnia di bandiera e volava con il presidente e il vice che spesso lo aspettavano per non fargli perdere l'aereo. Altri tempi certo. Altri rapporti, altra ironia. Nostalgia? Forse. Di alcune battute sicuramente. Un giorno, era proprio un Palermo-Genoa, la partita finì con i lacrimogeni. Tempi che furono. Tempi duri. Sempre con il sorriso e la battutina dell'avvocato Salvatore Matta. L'arbitro non sapeva che fare: "Avvocato ma che succede? Una battaglia?". "Ma quale battaglia e battaglia, unnu viri ca è u fumu ri castagni?". E restando al Genoa, come dimenticare il gol di Tanino Troja nel '71? Uno dei tre più belli della sua carriera, l'unico in rovesciata.

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Michele bocci (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il costo è di 5-6 mila euro contro i 16 mila di un impianto tradizionale Brevettata la finestra che si trasforma in un pannello fotovoltalico MICHELE BOCCI Renato Brunetta a tutto campo: ancora mazzate ai chirurghi, tra cui ci sarebbero "non pochi macellai", poi l'annuncio di un piano contro i graffitari che sporcano i muri delle città italiane e ancora colpi decisi contro il sindacato, tra i responsabili della situazione Alitalia, a cui bisogna saper dire di no come ha fatto lui nella vicenda fannulloni. "In luglio si è avuta una caduta dell'assenteismo per malattia di quasi il 40%, in agosto, rispetto al 2007, le stime vanno dal 40 al 50%. Non oso pensare cosa succederà a settembre. Sono felice che la gente si ammali di meno". Il ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione ha parlato a lungo e di molti temi ieri al convegno di Forza Italia di Cortina D'Ampezzo. Le sue violente parole sui medici, in particolare sui chirurghi, hanno pure spinto il ministro alla sanità e al welfare Maurizio Sacconi a diramare un comunicato per tentare di alleggerire il clima divenuto pesantissimo. "Sappiamo che negli ospedali i macellai non sono pochi", ha detto ieri Brunetta riferendosi all'esigenza della diffusione dei curriculum e dei risultati in sala operatoria dei medici: "Stiamo attentissimi a yogurt e succhi di frutta, ma ci facciamo operare dal primo venuto. I macellai possono ancora operare perché i concorsi per i primari negli ospedali, nella stragrande maggioranza, non sono trasparenti e non premiano i migliori. Sfido chiunque a dire che non è vero". Rispondono con vigore al nuovo attacco Rodolfo Vincenti e Gianluigi Melotti, presidente e ex presidente della Associazione chirurghi ospedalieri italiani, Acoi. "Il ministro sta portando avanti un'operazione provocatoria che vuole delegittimare una categoria considerata tra le migliori al mondo dall'Oms. Vorremmo che un ministro della repubblica, ancorché Brunetta, porti avanti queste denunce facendo nomi e cognomi dei "macellai" piuttosto che sparare nel mucchio. Le scuole di specializzazione in chirurgia quest'anno non hanno coperto i posti disponibili, suono vuote. E con questo clima la situazione peggiorerà, l'Italia si ritroverà senza chirurghi. Così si smonta il servizio sanitario nazionale". Dalla Acoi annunciano anche una denuncia per diffamazione contro il ministro. Arrivano meno critiche dal Tribunale dei diritti del malato. "I toni di Brunetta non ci appartengono, noi prima di parlare di macellai ci informiamo sui singoli chirurghi - dice la presidente Teresa Petrangolini - Ma siamo d'accordo con l'idea del curriculum, anche se può non bastare. Invitiamo i professionisti a non offendersi ma ad approfittare di questa occasione per studiare con noi un sistema comune di valutare la qualità dei medici e dei reparti.

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Gelmini, proteste sul canal grande - nicola pellicani (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il ministro contestato: la scuola non diventi come l'Alitalia Gelmini, proteste sul Canal Grande Picchetto dei bersaglieri, insorgono radicali e Sd: "Alemanno rivuole il Papa re" Letta, Pd: "Il futuro della scuola è scritto non da lei, ma dai tagli di Tremonti" Letti i nomi dei soldati uccisi il XX settembre 1870. Corona della Militia Christi NICOLA PELLICANI VENEZIA - "Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini". Lo striscione colorato esposto sul ponte dell'Accademia, a metà del Canal Grande, è il benvenuto riservato al ministro della Pubblica Istruzione, giunto ieri a Venezia per partecipare a un convegno organizzato dai giovani di Confcommercio. Una contestazione che ha preso forma in campo San Maurizio, dove oltre quattrocento tra studenti, insegnanti e genitori hanno dato vita a una manifestazione contro il ritorno del maestro unico e il precariato. "La scuola italiana è in pericolo ? è stato detto in un'assemblea improvvisata ? se la riforma Gelmini verrà applicata, solo in provincia di Venezia è prevista una riduzione di 1.600 persone. Dobbiamo bloccare il progetto del ministro". La manifestazione si è tenuta a due passi dal palazzo della Provincia dove si svolgeva il forum di Confcommercio, ma tra i manifestanti e la Gelmini non c'è mai stato contatto. Un fitto cordone di forze dell'ordine ha isolato la zona. "Non pensavo che facendo il ministro dell'Istruzione mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente, temi di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi", ha detto la giovane componente del governo Berlusconi. Il ministro ha iniziato a parlare in tono polemico, ma ha concluso l'intervento con un appello per "evitare che il caso scuola degeneri a tal punto da farne un altro caso Alitalia". Un appello giunto dopo che l'altra sera il sindacato aveva bocciato il progetto di riforma della scuola messo a punto dal ministero. "Mi auguro che l'opposizione ci ripensi ? ha detto il ministro Gelmini ? torni ad usare toni pacati e si possa mettere al centro l'interesse della scuola e delle università italiane. Voltare pagina ? ha insistito ? significa cercare la collaborazione per un più ampio progetto di riforma del sistema scolastico cui dovrà mettere mano il Parlamento". L'opposizione era presente in sala con Enrico Letta, ministro ombra del Lavoro: "Brava la Gelmini ? ha replicato l'esponente del Pd ? a raccontare una storia scritta da Tremonti. Vorremmo però che il futuro della scuola lo scrivesse lei, non lui. Il ministro dell'Economia ? ragiona Letta ? ha fatto tagli molto pesanti e attorno a questi ha cucito un vestito su misura per la scuola".

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 8 categoria: A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 8 categoria: ALTRI OGGETTI L'intervento "Illogico usare la cassa integrazione con chi rifiuta un vero negoziato" SEGUE DALLA PRIMA Quelli che hanno applaudito fanno conto sull'intervento di una Cassa integrazione guadagni o su di un trattamento di disoccupazione speciale erogato proprio per consentire loro di attendere con calma il nuovo lavoro. Qualcuno dovrà pure, prima o poi, far volare gli aerei sulle nostre rotte al posto di Alitalia; e piloti e personale di volo non si sostituiscono così facilmente. Logico? No, per nulla. Perché in nessun Paese serio si erogano trattamenti di disoccupazione o integrazione salariale, neppure per pochi mesi, a chi rifiuta l'offerta di un rapporto di lavoro regolare, confacente alla sua professionalità, come certamente era l'offerta di Cai. Se anche in Italia sapessimo gestire in modo serio questi "ammortizzatori sociali", a Fiumicino giovedì scorso non ci sarebbe stato alcun applauso; e probabilmente la trattativa non sarebbe stata rotta, perché il rifiuto dell'offerta Cai avrebbe precluso il godimento delle misure di sostegno. Chiediamoci: quanto ci costa e ci è costata, anche in passato, questa incapacità di gestione appropriata del sostegno del reddito dei disoccupati? Questo è solo uno dei nodi cruciali del funzionamento del nostro ordinamento del lavoro e del nostro sistema di relazioni industriali che la crisi Alitalia ha fatto venire al pettine, addirittura portandolo sul teleschermo in prima serata. E fornendoci così un' occasione unica di riflessione pubblica di massa su questi temi. Nei giorni precedenti, si era vista la Cgil subordinare la propria firma dell'accordo alla firma dei sindacati autonomi. Se non sono d'accordo tutti e nove i sindacati operanti in azienda, non se ne fa nulla. è il principio non scritto che regola le relazioni industriali nella maggior parte dei settori dei nostri servizi pubblici, dove anche il sindacato più piccolo può esercitare un diritto di veto, proclamando uno sciopero ben congegnato, capace di bloccare l'intera azienda e talvolta intere parti del Paese. L'applicazione di fatto di questo principio, nei decenni passati, ha svenato le confederazioni maggiori nel settore dei servizi pubblici, consentendo ai sindacati autonomi di ridicolizzare, paralizzandoli, gli accordi più importanti e impegnativi che esse avevano stipulato per ridare efficienza ed economicità alle aziende. Occorrono invece regole chiare sulla misurazione della rappresentanza nei luoghi di lavoro, che favoriscano il pluralismo sindacale, cioè il confronto aperto fra visioni diverse, ma non la frammentazione. E che, come in quasi tutti i maggiori Paesi europei, consentano ai lavoratori di scegliere a maggioranza la coalizione sindacale legittimata a proclamare uno sciopero e quella legittimata a negoziare con efficacia estesa a tutti i dipendenti dell'azienda. Che fine ha fatto questo tema della riforma della rappresentanza nella grande trattativa in corso tra Confindustria e sindacati? Un altro nodo che è venuto al pettine nella crisi Alitalia è l'incapacità totale del sindacato di operare come intelligenza collettiva che consente ai lavoratori di valutare i piani industriali disponibili, l'affidabilità di chi li propone, e scegliere il migliore tra quelli realisticamente praticabili. Questa incapacità ha portato la Cisl, nel marzo scorso, a guidare il fronte del "no" pregiudiziale alla proposta Air France-KLM ("no" cui si è improvvidamente associato Berlusconi), salvo poi passare a guidare il fronte del "sì" alla proposta di una compagnia incomparabilmente più debole sotto tutti i punti di vista, e che offre condizioni di lavoro per diversi aspetti meno vantaggiose. Il collettivo dei lavoratori Alitalia avrebbe dovuto porsi in grado di scegliere il meglio dell'imprenditoria mondiale in questo settore; ma questo non è possibile quando il leader sindacale che guida le danze, Raffaele Bonanni, dichiara come criterio di \\.

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La tattica dell'affondamento da Spinetta a Colaninno (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Le scelte del sindacato Due trattative, lo stesso film La tattica dell'affondamento da Spinetta a Colaninno SEGUE DALLA PRIMA Per cercare di rispondere a queste domande varrà la pena ripercorrere il film degli ultimi giorni della trattativa con Cai e raffrontarlo con quanto accadde nell'aprile scorso quando il potenziale acquirente si chiamava Jean-Cyril Spinetta e aveva i galloni di numero uno del potentissimo network Air France-Klm. Partiamo da sabato sera 13 settembre quando al ministero del Lavoro a Roma i tre segretari generali di Cisl, Uil e Ugl (Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti e Renata Polverini) e il segretario della Filt-Cgil Fabrizio Solari incontrano i rappresentanti della cordata capeggiata da Roberto Colaninno. In una riunione di quelle che in gergo si chiamano "ristrette" si giunge a concordare due documenti distinti, uno che contiene i principi del Piano industriale e l'altro che invece riassume i punti chiave del nuovo contratto di lavoro. I quattro rappresentanti dei grandi sindacati siglano entrambi i documenti e, ormai a notte inoltrata, si danno appuntamento al pomeriggio della domenica per firmarli definitivamente. La riunione inizialmente prevista per le 18 slitta di un'ora e poi ancora di altre tre. La novità è rappresentata dalla presenza al tavolo del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, presenza che gli altri sindacalisti mostrando un certo fiuto giudicano da subito un'incognita. Nel suo intervento Epifani pone alcuni problemi di definizione del contratto e la replica di Colaninno sostanzialmente verte su un unico concetto: vogliamo introdurre in Alitalia i principi del contratto vigente per i dipendenti Air One anche perché quel documento è stato a suo tempo negoziato con i sindacati di categoria aderenti alle confederazioni. La discussione va avanti fino a circa le 2 di notte e la riunione si scioglie con la stesura di un comunicato congiunto. Le quattro confederazioni ribadiscono di essere d'accordo sul Piano industriale e si danno appuntamento a tempi brevissimi per ultimare il lavoro sul contratto. Dopo una nuova riunione condotta per lo più dai tecnici di entrambe le parti, mercoledì 17 il negoziato si sposta a Palazzo Chigi. E' presente il sottosegretario Gianni Letta e per la Cgil torna Solari. Colaninno apre la riunione con un ampio intervento nel quale spiega la filosofia della sua avventura imprenditoriale. Afferma di credere nell'impresa in cui si è gettato e sostiene anche di non voler entrare in Alitalia "contro i lavoratori". Chiede dunque un clima di cooperazione senza però nessuna alterazione dei ruoli. "Gli imprenditori fanno gli imprenditori e i dipendenti fanno i dipendenti. E questo riguarda anche i piloti che non possono parlare come fossero un'associazione professionale". I guai di Alitalia, chiude Colaninno, derivano anche da una confusione che si è protratta per troppo tempo. Prende la parola il comandante Fabio Berti e ripropone la sua visione della compagnia e del ruolo dei piloti e ciò presta il fianco a una replica di Colaninno. "Il vostro discorso dimostra una filosofia opposta alla mia, non potete pensare di determinare le carriere e se vi ho offerto un contratto da dirigenti è perché comunque considero i dirigenti come dei dipendenti che non si sostituiscono all'imprenditore". Entra in scena a questo punto Letta che giudica l'intervento di Colaninno come un chiaro appello alla collaborazione tra le parti e rivolto ai rappresentanti delle nove sigle sindacali presenti dice che "ciascuno di voi deve dire se si riconosce o no in questa filosofia e se ha intenzione di firmare entrambi i documenti ". Piano industriale e nuovo contratto. Letta fissa anche un termine per questo pronunciamento: entro le 16 dell'indomani giovedì 18, orario e data fissati per l'assemblea di Cai. Dopo Letta chiedono di parlare Bonanni, Polverini e Angeletti che, con accenti diversi, dichiarano di condividere il discorso di Colaninno e confermano il loro sì. Parla anche Solari: "Debbo dire con rammarico che condivido gran parte delle cose dette da Colaninno. Anch'io sono per il rispetto dei ruoli e dei conti aziendali, questa filosofia è anche la nostra". Aggiunge però che in un'azienda di volo è decisivo il coinvolgimento e il consenso dei piloti e conclude così: "Chiedo un ultimo tentativo di riagganciare il negoziato e di coinvolgere chi non ha ancora espresso il suo consenso. Se questo ultimo tentativo non dovesse andare in porto ne prenderò atto ma almeno sarò in pace con la coscienza". Le parole di Solari vengono apprezzate dai presenti che le giudicano anche come una sostanziale adesione pur mitigata da alcuni distinguo. Prima che la riunione si sciolga Letta prende di nuovo la parola e riepiloga il lavoro fatto. Alcune risposte sono state chiare, altre vanno interpretate, altre sono state negative, "ora invito tutti a formulare una risposta scritta entro le 16 di domani". Lasciato Palazzo Chigi dai partecipanti alla riunione comincia il balletto delle dichiarazioni stampa che in buona sostanza fanno emergere chiaramente i mal di pancia in casa Cgil che si concretizzano con una notizia: giovedì alle 12 Epifani scriverà una lettera a Colaninno nella quale esporrà il punto di vista definitivo della sua confederazione. La lettera arriva alle 13.30 e contiene espressioni giudicate positive: "Le confermo la nostra adesione e la nostra firma all'accordo quadro", "insieme le confermo l'adesione e la firma del contratto per il personale di terra, dove tuttavia le chiedo che venga ripristinata una effettiva invarianza della condizione retributiva dei lavoratori a reddito medio/basso". Epifani prende atto delle disposizioni sul personale di volo e invita Colaninno a riflettere che si tratta di lavoratori non rappresentati dal sindacato confederale e conclude: "A partire dal giorno dopo la conclusione di questa fase continueremo a lavorare perché sia possibile quel consenso sociale più ampio di cui un'azienda di trasporto ha bisogno". La lettera viene interpretata dagli uomini di Colaninno come un'adesione e lo stesso Letta si sbilancia a dire che "la quarta firma c'è". Ma è in arrivo un colpo di scena: mentre sta iniziando l'assemblea arriva a Colaninno e al governo una seconda lettera firmata da sei sigle (Filt-Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl) che di fatto chiede la riapertura del negoziato. Il presidente di Cai interpreta la missiva come una controproposta che azzera tutto il lavoro di mediazione svolto. E manda all'aria il negoziato con la Cai e dà il via ai festeggiamenti di piloti ed hostess che salutano il fallimento del piano Fenice come se avessero vinto la Coppa del Mondo. Ma non era successo qualcosa del genere già cinque mesi prima? Il 2 aprile i protagonisti della trattativa per salvare l'Alitalia erano gli stessi rappresentanti sindacali ma dall'altra parte del tavolo c'era un signore arrivato da Parigi per comprare la compagnia italiana e inserirla mel maggior network aereo mondiale. Ma Spinetta come Colaninno rappresentava una minaccia per il consociativismo aereo e in qualche maniera anche lui andava abbattuto. Basta prendere in mano la "nota unitaria" emanata da Filt Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, Sdl in quell'occasione assieme ai sindacati di categoria della Cisl e della Ugl, per constatare molte analogie. Anche in quel caso il documento stilato dalle sigle sindacali aveva un obiettivo preciso, fermare il negoziato presentando una sorta di contro-piattaforma che qualcuno definì "proposta killer". La tattica di marzo-aprile è stata identica a quella di settembre. Si tratta, si mostrano delle aperture ma al momento giusto arriva il rilancio finalizzato a far scappare a gambe levate il compratore. Ieri Spinetta oggi Colaninno, che posti di fronte all'aut aut sindacale hanno fatto ricorso pressoché alle stesse parole per gettare la spugna ("tutto questo contrasta con la mia cultura d'impresa"). Nel caso Air France l'improvviso cambio di rotta arrivò dopo 15 giorni di negoziato nel corso del quale il sindacato aveva ottenuto molto dai francesi. Per motivare il no allora i piloti arrivarono a dire che per un problema di dignità professionale non potevano andare in Cassa integrazione come tutti gli altri lavoratori. L'azzeramento della trattativa con i transalpini determinò poi le dimissioni dell'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, e fu commentato dall'allora premier Romano Prodi con parole (profetiche) che oggi dovrebbero far riflettere: "I sindacati hanno rotto una trattativa seria, ora se ne devono assumere le responsabilità ". Corsi e ricorsi, viene da commentare. Dario Di Vico Il presidente di Cai, Roberto Colaninno Jaean-Cyril Spinetta, amministratore delegato dell'Air France.

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Bonanni stringe Epifani E tornano in campo i tecnici (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Bonanni stringe Epifani E tornano in campo i tecnici Il leader Cisl: i piloti? 48 giorni di ferie, il doppio di mia moglie L'ultima mediazione affidata a Gianni Letta Il ruolo del commissario straordinario Fantozzi e le mosse di Air One ROMA - Il telefono di Roberto Colaninno tace ancora. Guglielmo Epifani non l'ha chiamato, come gli aveva suggerito di fare Raffaele Bonanni. Mentre il tempo passa. E più passa, più lo spettro del fallimento si avvicina. "Fallimento ", una parola che Silvio Berlusconi ha pronunciato ieri, forse più per scaramanzia che per altro. Perché se l'Alitalia fallisse (unica grande azienda pubblica a subire quel destino) non sarebbe soltanto una brutta sconfitta politica per il premier, che sul salvataggio della compagnia s'era giocato la vittoriosa campagna elettorale, ma anche per l'imprenditore che spesso, in privato, rivendica di "non aver mai chiuso un'azienda né licenziato nessuno ". Ecco perché in queste ore il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta sta percorrendo tutte le strade per riannodare i fili del dialogo. E non c'è da stupirsi se, racconta chi ha seguito fin dall'inizio la surreale trattativa, "sono scesi in campo riservatamente alcuni tecnici già al vertice dell'Alitalia" (Francesco Mengozzi? Maurizio Prato?) per allestire un paracadute estremo, verificando insieme al commissario Augusto Fantozzi ogni possibilità offerta dalle pieghe anche più piccole della normativa per spostare il baratro più in là possibile. Guadagnare tempo, è la missione. Guadagnare tempo, evitando il caos negli aeroporti e la paralisi dei voli, sebbene il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, si fosse detto sulle prime "sconcertato" di fronte all'intenzione dei piloti, espressa immediatamente dopo il ritiro dell'offerta della Cai, di voler garantire l'operatività della compagnia: "Ma lo sanno questi signori che per legge il commissario ora deve bloccare i pagamenti e liquidare il patrimonio per pagare i creditori?" Guadagnare tempo, per ricucire la ferita con la Cgil, e magari fiaccare la resistenza dei sindacati autonomi dei piloti, quelli che in caso di accordo necessariamente perderebbero il potere di condizionamento delle scelte aziendali e molti privilegi ("Hanno 48 giorni di ferie l'anno, il doppio di mia moglie che lavora alle poste! ", hanno sentito gridare al segretario della Cisl Bonanni durante le fasi concitate delle trattative). Ma della necessità di guadagnare tempo sono convinti tutte le diplomazie della politica che si sono messe al lavoro. Anche a sinistra. Ne è convinto, per esempio, l'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema, che dice di comprendere le cautele del sindacato di Epifani e denuncia "le enormi responsabilità del governo Berlusconi", ma ripete pure quanto ha già detto venerdì a Napoli: "La partita non è chiusa, ci vuole tempo. Al Paese non serve certamente il fallimento dell'Alitalia. Credo che sia fondamentale una partnership internazionale per evitare che sia una modesta compagnia regionale". E anche l'altro ex vicepremier del governo di Romano Prodi, Francesco Rutelli, così impegnato nel tentativo di salvare il salvabile da cercare una sponda perfino in Luca Cordero di Montezemolo, convinto che l'autorevolezza dell'ex presidente della Confindustria possa aiutare a ricucire molti strappi. Compresi quelli che si sarebbero manifestati nella cordata, dove Corrado Passera, artefice dell'operazione, sarebbe stato fra i più risoluti nel sostenere il ritiro del-l'offerta? Difficile dire. Certamente Rutelli, ancora convinto che "si può chiudere", considera Fantozzi, già suo compagno di partito alla Margherita, "la chiave di volta". La sua tesi: "Può essere il commissario a negoziare con i sindacati una intesa contrattuale. E una volta sottoscritta, la cordata, o parte di essa, può rientrare. A quel punto potrebbero entrare anche francesi o tedeschi". Tempo rimanente, secondo Rutelli, "quindici o venti giorni". Per questo la telefonata che aspetta Colaninno non deve necessariamente essere di Epifani. E se il telefono non dovesse squillare? La Cai, magari non nella attuale formazione, potrebbe restare in pista per rilevare le attività dal fallimento (dopo il ritiro del-l'offerta l'assemblea non ha deliberato lo scioglimento della società). C'è chi sostiene che potrebbe farsi avanti l'Air One, forse supportata da qualche fondo estero: ma per quanto il suo patron Carlo Toto possa essere determinato a percorrere questa strada, sembra una ipotesi poco probabile. Epifani ha dichiarato ieri che l'Alitalia potrebbe essere venduta a una grande compagnia straniera, pronto, a quanto pare, a giurare "che la Lufthansa è molto interessata". Ma dopo che già i francesi sono fuggiti a gambe levate, e quello che è accaduto ora, i tedeschi si infilerebbero in un simile pasticcio sindacale? Inutile dire che questa vicenda potrebbe peggiorare ancora il clima, già plumbeo, della trattativa sul nuovo modello contrattuale con la Confindustria, con la Cgil decisa a non firmare l'accordo in mancanza di cambiamenti radicali della proposta e gli altri sindacati invece pronti a firmare. E se non si ricucisse sull'Alitalia, la spaccatura sulla compagnia di bandiera potrebbe diventare un crinale nei rapporti fra i sindacati. Forse decisivo. Sergio Rizzo CRISI Augusto Fantozzi, Francesco Rutelli, Maurizio Prato e Francesco Mengozzi.

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I punti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 8 categoria: BREVI I punti Le trattative su Alitalia La trattativa su Alitalia è in corso a tutto campo, in mano al sottosegretario Gianni Letta e al ministro Maurizio Sacconi Le accuse del governo Il ministro Claudio Scajola ha puntato il dito contro "la rigidità di alcune sigle sindacali che fa precipitare Alitalia in un baratro" Il vertice con l'Enac Adesso si guarda all'incontro di domani del commissario straordinario Augusto Fantozzi con i vertici dell'Enac No all'ipotesi "di Stato" "Qualunque cosa succeda Alitalia non sarà mai più pubblica" ha avvertito il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

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Alitalia, Berlusconi accusa: così sarà fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia, Berlusconi accusa: così sarà fallimento "C'è solo la Cai, nessuna compagnia estera accetterà certe richieste". I piloti: ci date meno delle colf Letta (Pd): il governo ha la colpa. Però a questo punto la Cgil firmi E Rutelli: basta polemiche, Fantozzi provi a mediare ROMA - "Non ci sono alternative a Cai. Chi esulta non si rende conto della situazione. Spero che si ravvedano. Altrimenti si va al fallimento": Silvio Berlusconi ieri è tornato all'attacco su Alitalia. Ed è stata un'altra giornata di polemiche. Prima a Studio aperto e poi parlando a margine dell'inaugurazione del rigassificatore di Rovigo, il premier ha puntato di nuovo il dito contro Cgil e piloti: "Nessuna compagnia straniera accetterebbe le loro richieste", ha detto, rispondendo così a Guglielmo Epifani che in un'intervista aveva invitato a lavorare per la cessione a un partner internazionale. Ieri i voli Alitalia sono stati regolari. Ma il tempo stringe. Domani il commissario Augusto Fantozzi incontrerà i vertici dell'Enac, l'Ente per l'aviazione civile: se la compagnia non è in grado di garantire le risorse per le attività, si rischia la revoca della licenza e lo stop dei voli. Intanto sono andate avanti le trattative informali per cercare di riportare al tavolo la Cai di Roberto Colaninno e i sindacati che non hanno firmato. "Quello che è successo con Air France è esattamente quello che sta accadendo ora - ha aggiunto Berlusconi -, alcuni sindacati dopo che tutto era deciso hanno detto no". Il premier ha sottolineato che "il senso di responsabilità degli imprenditori della Cai non è diminuito ", "ma la situazione è ora molto difficile". Ancora: "La nazionalizzazione non è possibile". E sulle critiche della sinistra: "Meglio stare zitto, direi cose molto gravi". Secca la replica dei piloti. "L'offerta che ci hanno fatto ha contenuti peggiorativi rispetto al contratto delle colf", hanno dichiarato in una nota congiunta Anpac e Unione piloti, due delle sigle che non hanno sottoscritto l'accordo. Reazioni a raffica anche dal Pd. Secondo Enrico Letta, ministro ombra per il Welfare, "la responsabilità è del governo, ma a questo punto non c'è alternativa. Tutti firmino l'accordo. Anche la Cgil firmi". E poi la stoccata a Berlusconi: "Oggi scarica la responsabilità su chi non ha firmato l'intesa, ma pochi mesi fa aveva applaudito chi aveva fatto fallire la trattativa con Air France". Francesco Rutelli ha invece sollecitato il dialogo: "Basta polemiche. Una soluzione è ancora possibile, il commissario Fantozzi cerchi la mediazione fra gli azionisti Cai e i sindacati". Secondo Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia, "Berlusconi non dovrebbe dormire di notte per le scelte che ha fatto. Il governo dovrebbe avere sempre un piano B". Polemica Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd in Senato: "L'unica cosa per cui Berlusconi dovrebbe sentirsi in imbarazzo, anziché per il consenso attribuitogli da famigerati sondaggi, è il rischio del fallimento di Alitalia". Fonti vicine a Colaninno hanno ricordato che "il piano industriale non offre più margini ". E il ministro al Welfare, Maurizio Sacconi, ha aggiunto che "al tavolo si torna solo per firmare". Per Claudio Scajola, ministro allo Sviluppo economico, "la rigidità di alcune sigle spinge Alitalia verso il baratro ". Raffaele Bonanni, leader della Cisl, ha esortato Epifani "a dire subito se prende o lascia. E se lascia, lascia senza lavoro 20 mila persone". E poi Renata Polverini, Ugl: "Il tempo è scaduto. Qualcuno nel Pd parla di Lufthansa, che ha però già detto no". Paolo Foschi.

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L'hostess Maruska <Giusto esultare Ho votato Silvio ma mi ha deluso> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il volto del "no" La Piredda, ragazza madre, è delegata Cisl: ora a Bonanni preferisco Epifani L'hostess Maruska "Giusto esultare Ho votato Silvio ma mi ha deluso" Lei è quella della foto. La foto che ha fatto il giro del mondo. Lei è quella che esulta, pugni chiusi e braccia al cielo. Arriva la notizia che la Cai si tira fuori, che la trattativa è saltata, e lei esulta. In divisa, con il foulard. Bella faccia, bel sorriso da hostess incosciente. O no? "Incosciente è il governo. Non io. Io l'ho votato, a Berlusconi, ma ora sono profondamente delusa". Arrabbiata. "Molto arrabbiata". Quindi non è stata, come ha spiegato qualche alto dirigente sindacale, una crisi di euforia dovuta solo alla stanchezza? "C'è un po' troppa gente che parla, e decide, per noi, senza sapere e senza capire. Ora le spiego perché sono ancora convinta di aver fatto bene, l'altro pomeriggio, a festeggiare il fallimento di quello schifo di trattativa". L'assistente di volo Maruska Piredda ha 32 anni, e una figlia di 11; è stata assunta in Alitalia a tempo indeterminato un anno e mezzo fa, dopo averne trascorsi otto da precaria. "Una storia, in fondo, come tante". La riassuma. "Maturità classica a Rovigo, laurea in lingue a Bologna. Poi una figlia, il padre che sparisce, e io che spedisco un po' di curriculum: Klm, Alitalia, Meridiana, Volare. Qualcuno mi risponde che non si assume un'hostess con una figlia. I figli sono un problema. Invece Alitalia mi chiama. Selezione di massa, eravamo in cinquemila. Alla fine, però, mi prendono". Come precaria. "E qui arriviamo già al cuore del problema". Continui. "Per capirci: da precaria, lavorando 90, a volte 94 ore mensili, guadagnavo 2500 euro. Secondo il nuovo contratto, invece, non solo sarei dovuta arrivare a 100 ore, ma avrei pure dovuto guadagnare di meno ". Di meno quanto? "Mille euro, all'incirca ". Maruska Piredda poi si ferma, nel suo ragionamento, torna indietro: e comincia a raccontare i suoi otto anni da precaria. "Natale, Capodanno, Pasqua, Ferragosto: ho lavorato sempre, e sempre distante da mia figlia. La portavo dai miei genitori, a Rovigo, e lì un bacio, ciao bambina, torno presto: poi di corsa a Milano, per salire sull'aereo, destinazione Miami, Mosca, mezzo pianeta. E lasciamo stare di quando mi facevano stare di base a Roma: prendevo il treno, perché ai precari nemmeno mezzo biglietto aereo agevolato, e andavo a Rovigo, stavo lì un pomeriggio, e poi di nuovo giù, a Roma, infilati la divisa, sali a bordo...". Una vita faticosa. "Diciamo che ho dato tanto a questa azienda, e non sopporto di essere trattata come un numero, un oggetto". Infatti, un anno fa, è anche diventata delegata sindacale della Fit-Cisl comparto volo. "Ma quando, l'altro pomeriggio, sono andata insieme agli altri colleghi sotto palazzo Clerici, a Milano, dove s'è tenuta la prima e ultima assemblea della Cai, avevo ben chiari gli errori commessi dal mio leader, Raffaele Bonanni". Meglio Guglielmo Epifani, che ha tenuto. "Sì, meglio. Almeno lui ha avuto la forza di dire che in una trattativa non esistono lavoratori di serie A e di serie B". No, non è pentita. "Insiste?". è che la gente si chiede: ma come, la mandano in cassa integrazione, e se ne sta lì, tutta contenta a festeggiare? "Guardi, la cassa integrazione è una tragedia, ma ben peggio sarebbe stato firmare quel contratto. Non sarei riuscita a prendere sonno la notte". Lei è un po' drastica. "No, è diverso: è che ho una dignità. Il lavoratore deve avere una dignità. E invece quelli pensavano di poter calpestare insieme, sia la dignità che le divise. Un po' troppo, non trova?". Intanto ora c'è la cassa integrazione. "Infatti mi sto guardando intorno". Sta cercando un altro lavoro? "Secondo lei, se Alitalia mi lascia a casa, io e mia figlia come mangiamo?". Prima diceva di aver votato per il Pdl. "Sì, certo. E sa cosa pensai quando, ai tempi della cordata Air France, Berlusconi intervenne dicendo: "Ma che diamine, non possiamo svendere così il Paese..."? Pensai: oh, quest'uomo avrà pure qualche difetto, ma senti come parla di noi e dell'Italia". Gli imprenditori impegnati nella Cai sono comunque stati sollecitati, se non addirittura convinti, dal premier... "è una cordatuccia. E poi, scusi: io me lo ricordo, io l'ho sentito Berlusconi mentre in campagna elettorale si riempiva la bocca di tanti bei concetti sul valore della famiglia, dei figli... e le nostre, adesso, di famiglie? E i nostri di figli?". Quasi un'ora di intervista. Per poi finire ai saluti, a dirle in bocca al lupo, non perda la fiducia, non si sa mai (e lei deve saperlo, e bene. Sugli appunti è rimasta una frase. "Un'offerta della Lufthansa? Beh, vediamo, speriamo...". Ha usato un filo di voce: come in volo, quando hai paura dei vuoti d'aria e ti dicono di non preoccuparti, di stare calmo, perché è tutto, davvero, sotto controllo). Fabrizio Roncone \\ Paga ridotta Mille euro al mese in meno lavorando più ore. Io incosciente? No, il governo Ex precaria Maruska Piredda, 32 anni, a casa sua: dopo 8 anni da precaria, è in Alitalia a tempo indeterminato dal 2007.

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Il ritiro di Cai e le braccia al cielo (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Il ritiro di Cai e le braccia al cielo L'immagine che ha suscitato polemiche: l'assistente di volo Maruska Piredda esulta all'annuncio del ritiro dell'offerta per Alitalia da parte di Cai, tre giorni fa.

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Alitalia Il premier (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alitalia Il premier \\ Il senso di responsabilità di alcuni partecipanti alla cordata, - coloro che ho potuto sentire direttamente - non è stato toccato, non è diminuito il senso di dovere verso il Paese.

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C aro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-21 num: - pag: 1 autore: di PIETRO ICHINO categoria: REDAZIONALE La vertenza Cassa integrazione Quell'uso illogico C aro Direttore l'applauso dei piloti e degli assistenti di volo, a Fiumicino, alla notizia della rottura della trattativa con la nuova compagnia Cai, col conseguente probabile fallimento di Alitalia, non è un "episodio paradossale", come qualcuno ha detto: in realtà lo si può spiegare facilmente. CONTINUA ALLE PAGINE 8 E 9.

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Berlusconi: o la Cai o il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Rutelli: basta polemiche, soluzione possibile. Enrico Letta: la Cgil firmi Berlusconi: o la Cai o il fallimento "Nessuna compagnia straniera ci starebbe". I piloti: trattati peggio delle colf ROMA - Silvio Berlusconi avverte: non c'è alternativa alla Cai se non il fallimento. Dall'opposizione inviti a insistere per una soluzione. DA PAG. 6 A PAG. 9 Foschi, S. Rizzo, Roncone.

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I nodi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 9 categoria: BREVI I nodi Il contratto di lavoro Le trattative tra Compagnia Aerea Italiana e sindacati sono saltate sul contratto di lavoro. Un capitolo che pure aveva raccolto il sì di tre importanti associazioni dei lavoratori: la Cisl, la Uil e la Ugl Il no dei piloti all'offerta Cai Sei le sigle sindacali che non hanno accettato le proposte di Cai: Filt-Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl. L'Anpav ha poi deciso di sottoscrivere l'accordo quadro su Alitalia.

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L'accordo e lo strappo della Cgil (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 9 categoria: BREVI L'accordo e lo strappo della Cgil CGIL, CISL E UIL Le tre sigle confederali danno il loro assenso all'accordo quadro proposto da Cai ma al momento di formalizzare la firma a sorpresa la Filt-Cgil si oppone insieme ai sindacati autonomi RENATA POLVERINI Il leader dell'Ugl ha firmato insieme ai segretari di Cisl e Uil l'accordo quadro con la cordata di Roberto Colaninno per il salvataggio di Alitalia.

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I negoziati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 9 categoria: BREVI I negoziati I tavoli Ad aprile Air France, a settembre Cai: due trattative per rilevare Alitalia che sono entrambe fallite di fronte al no di associazioni dei lavoratori come i piloti. Nella trattativa tra Cai e sindacati, dopo il sì di Cisl, Uil e Ugl, Roberto Colaninno aveva interpretato alcune dichiarazioni della Cgil come un'adesione; anche il sottosegretario Gianni Letta la pensava in modo simile. Il colpo di scena Ma il successivo colpo di scena, la richiesta di riapertura del negoziato (un azzeramento del lavoro di mediazione svolto, secondo Cai) da parte di sei sindacati tra cui Filt-Cgil e piloti, ha mandato all'aria il tavolo con Cai. E oggi con Berlusconi come ieri con Prodi, Palazzo Chigi parla di responsabilità sindacali.

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Gelmini contestata a Venezia <Mi considerano eversiva> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Scuola "Non pensavo di dovermi avvalere della polizia" Gelmini contestata a Venezia "Mi considerano eversiva" VENEZIA - "Non pensavo che, facendo il ministro del-l'Istruzione, mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente temi di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati eversivi". Così Mariastella Gelmini, ha aperto il suo discorso al forum dei giovani di Confcommercio sull'emergenza educativa organizzato a Venezia, mentre un gruppo di studenti universitari e di liceo manifestavano accanto al palazzo della Provincia di Venezia dove era in corso il convegno. Chiuso il capitolo contestazioni, la Gelmini ha poi fatto il punto sul suo piano di riforma della scuola chiedendo all'opposizione di "voltare pagina " e collaborare con il governo. "Mi auguro che l'opposizione ci ripensi, torni a toni pacati e si possa mettere al centro l'interesse della scuola e dell'università. Non facciamo della scuola un altro caso Alitalia " ha sottolineato, insistendo sulla necessità "di non dividersi di fronte a falsi problemi solo perché non si vuole vedere una realtà scomoda ". La realtà, ha denunciato la Gelmini, è fatta di una scuola che, voluta "egualitaria e inclusiva", ha di fatto appiattito verso il basso sia il mondo studentesco che quello insegnante. E l'opposizione ha accolto solo in parte l'appello del ministro. Piena disponibilità a discutere in Parlamento, ha assicurato Enrico Letta (Pd), purché si parli di riforme concrete, perché fino ad ora "la Gelmini è stata brava a raccontare una storia scritta da Tremonti" e fatta "solo di tagli attorno ai quali si è cucito un vestitino per camuffarli da riforma". Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, "il sistema educativo nel suo complesso si è inceppato", e quindi bisogna "rimboccarsi le maniche e cercare di condividere una rivoluzione copernicana per la responsabilità, il merito, il talento".

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Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE L'olimpionica La schermitrice ad "AnnoZero" con Santoro Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema ROMA - Berlusconi è arrivato tardi, Margherita la juventina il suo fioretto l'ha già regalato ad Alex Del Piero (contro maglia autografata) e "se continuo a darne via non me ne resterà più nessuno". Ma il premier non le è indifferente: "Ha charme e una bella vena ironica, stoffa da showman, le battute gli vengono proprio bene, come ad Andreotti. Quando si raggiunge tanta fama un perché c'è". Ora che è ufficialmente in squadra con Michele Santoro ad AnnoZero ("Che sorpresa la sua telefonata") l'uno-due in pedana col Cavaliere potrebbe scapparci, ma la Granbassi, doppio bronzo olimpico, non gli offrirebbe il fianco per farsi "veramente toccare" come la collega-rivale Vezzali: "Era una battuta senza malizia, l'avete messa in mezzo. Sono una spontanea anch'io, chissà che potrei dire, spero di non dovermene pentire". Intanto giura che non avrà paura "nemmeno di D'Alema perché alla fine mica ti mangiano, fatta la prima domanda il resto viene da sé, al limite mi arrendo". Da Santoro un solo consiglio: "Stai tranquilla, hai grinta, usala". Il carabiniere Margherita (29 anni) è anche piuttosto bella. "Forse mi ha scelto anche per questo, spero non sia l'unico motivo, mi dispiacerebbe. Quando smetterò con la scherma vorrei fare la giornalista, ho voglia di imparare". E se l'avessero cercata Vespa, Floris, Mentana? "Non so, ora c'è Michele ". Di tv ne ha guardata poca: "Sempre in giro. Qualche programma di approfondimento, film, Distretto di polizia. L'isola dei famosi? Solo quest'anno perché c'è Filippo ed ero curiosa ". Magnini, altro bello e medagliato. "Impacciato? Mica si diventa Fiorello in un giorno, si scioglierà". Di politica non ne mastica molta di più. "Non sono ferratissima. Non ho votato, ero all'estero. Scelgo le persone, non gli schieramenti". Nei giudizi resta sul classico: "Belli? Beh, oddio. Il più affascinante è Casini, però non è il mio tipo, Fini è elegante. Con D'Alema ci andrei in barca, almeno fa tutto lui. Con Veltroni...". Non le viene. "Potremmo parlare di sport". La Carfagna? "Molto bella, spero sia anche brava. La Gelmini? Presto per giudicare". Su Alitalia: "Bisogna rimboccarsi le maniche". Fidanzati al momento non ce ne sono. "Perché plurale? Uno, semmai, sono monogama. Quando arriva, arriva, non sta scritto che bisogna vivere in coppia, ho avuto storie lunghe, ora va bene così". Doti richieste: "Deve darmi serenità ma anche emozioni impreviste, dolce e grintoso, uno forte che non abbia paura di mostrarsi debole". Calciatori? "Mai nessuno". Fosse libero Del Piero, magari? Ride: "Ma che dice, è matta?". Giovanna Cavalli Fioretto Margherita Granbassi.

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L'economia del debito (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-21 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti L'economia del debito C entinaia di miliardi di dollari. Per salvare gli Usa dalla bancarotta dell'industria finanziaria, la Casa Bianca annuncia l'intervento più oneroso della storia. Poiché il Tesoro i soldi non li ha, tre sono le domande: a) di quanto stiamo parlando; b) chi pagherà e quali nuovi diritti si creeranno in capo al pagatore; c) se il crollo sia dovuto a truffe dei banchieri o errori dei governanti e delle autorità di controllo o alla fisiologia di un modello sbagliato. La misura globale dell'intervento non è ancora chiara. Secondo le indiscrezioni, il disegno di legge stanzia 700 miliardi. Un banchiere della Lehman Brothers con il quale abbiamo parlato, ne ritiene necessari almeno mille. Fermiamoci qui. E, per ragionare, stiamo a 700 miliardi. A questi, però, vanno aggiunti uno zoccolo di prestiti della Federal Reserve alle banche in crisi, gli oneri del salvataggio di Bear Stearns e delle nazionalizzazioni delle assicurazioni Aig e delle agenzie dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac. E così siamo a 1200-1300 miliardi. Salvare la finanza sta costando il 9-10% della ricchezza prodotta in un anno dall'intera economia americana. Se a consuntivo sarà il 7-8%, perché si recupera qualcosa, o il 12-13% a causa di altre batoste, cambia poco. Per avere un'idea di che cosa si tratta, dobbiamo immaginare un governo italiano che vari una finanziaria con impegni di spesa fino 150 miliardi di euro per evitare l'ipotetico tracollo di Intesa, Unicredito, Mps e compagnia. In quel caso diremmo, come certi vecchi comunisti, che i banchieri- finanzieri sono compagni che sbagliano ma l'idea è giusta? Credo di no. Se accadesse, altro che Alitalia. Tornando al reale: in prima battuta, i soldi al Tesoro americano li daranno i risparmiatori, domestici e non, che sottoscriveranno emissioni aggiuntive del debito pubblico. Non bastasse, e già non basta se si guarda all'ampliamento della base monetaria in atto da tempo, sarà la Federal Reserve a comprare i nuovi titoli pubblici con carta moneta stampata per la bisogna. Alla fine, pagherà il contribuente. E il debito pubblico americano crescerà oltre i 15 mila miliardi ai quali è già arrivato con la nazionalizzazione di Fannie & Freddie: un'enormità visto che il Pil Usa viaggia sui 13 mila miliardi. La finanza pubblica americana è messa come quella italiana del 1992. Con una differenza: l'Italia era caduta per un eccesso di Stato; gli Usa per la ragione opposta. Le vie d'uscita saranno diverse, perché diversa è la forza dei due paesi e l'origine dei sottoscrittori del loro debito: nazionale quella dell'Italia d'allora, internazionale quella americana. Ma chi paga il conto di questa crisi matura il diritto a chiedere la revisione del capitalismo finanziario. Questa volta non ci sono Enron o Parmalat. Il danno è venuto dall' applicazione di un modello legittimo, l'economia del debito. E allora vietare le vendite allo scoperto in Borsa appare un rimedio modesto e già visto. Se stiamo al livello degli avvenimenti, si dovrà vietare di assumere rischi non calcolabili in modo decente. La conseguenza? Un'industria bancaria che prosegue, la finanza che cede lo scettro e torna ancella della produzione e della distribuzione. (con la consulenza tecnica di Miraquota) mmucchetti@corriere.it \\ La crisi dei mutui Usa insegna che non si devono assumere rischi non calcolabili.

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Il forum di oggi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-21 num: - pag: 30 categoria: BREVI Il forum di oggi Noi e gli altri di Magdi Cristiano Allam L'Alitalia e la fine dei "sindacati paladini" Warin, intervenendo sulla crisi dell'Alitalia, lancia una provocazione: siamo alla fine "dell'illusione di una menzogna lunga 60 anni, di chi crede nel mito del sindacato come paladino della classe lavoratrice". Anche se auspica che "alla fine la Cgil abbia quel briciolo d'onestà intellettuale d'ammettere d'essersi sbagliata". Se fosse veramente così dovremmo riscrivere la Storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi. forum.corriere.it/noi_e_gli_altri/.

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SE SI SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-21 num: - pag: 1 autore: di VALERIO MAGRELLI categoria: REDAZIONALE ATENEI E SCUOLE SE SI SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA D a qualche giorno il mondo dell'istruzione è al centro del dibattito politico. Per quanto riguarda l'Università italiana (penalizzata dal Rapporto Ocse 2008), Michele Salvati, sul Corriere della Sera, ha ricordato che il governo tende ad affamare le "bestie- atenei" riducendo i finanziamenti. Come potranno vivere organismi sempre più denutriti? Attingendo risorse nella società civile. Salvati ce lo spiega parodiando la celebre risposta di Maria Antonietta: "Maestà, il popolo non ha pane (pubblico). E allora si nutra di brioches (private)". Più che a condannare l'ingresso del privato, l'articolo depreca la mancanza di un documento ministeriale da cui partire per una riflessione ponderata. Ma se la situazione universitaria è preoccupante, più grave ancora appare quella della Scuola, come si può vedere da due notizie legate a Roma. La prima, ha a che fare con una polemica scoppiata al liceo Visconti e trasformatasi in interrogazione parlamentare. Innescata da un tema specifico (quello della didattica e del rapporto allievi-professori), la questione ha finito per coinvolgere l'attività complessiva di uno fra i più antichi istituti pubblici. Come ha scritto al Corriere il preside Rosario Salamone, si è arrivati ad offrire ingiustamente del Visconti un quadro desolante. La seconda notizia si riferisce invece a settanta scuole della Capitale, nelle quali insegnanti e genitori si sono vestiti a lutto per protestare contro le riforme del ministro Gelmini. Da qui la reazione dell'assessore comunale Laura Marsilio, che ha chiesto sanzioni contro i docenti interessati. Che cosa unisce questi segnali? Semplice: la svalutazione dell'istruzione pubblica. Anche tenendo conto delle gravi responsabilità sindacali, resta il mistero di uno Stato che, mentre taglia i fondi alla propria scuola, sostiene quella privata. La verità è che gli istituti pubblici rappresentano una conquista della nostra cultura, e il loro smantellamento provocherebbe una spaventosa frattura sociale. L'insegnamento non va considerato come un'attività produttiva. Le elementari non sono l'Alitalia; lo studente non è un cliente. Sarebbe bene ricordarlo, prima di ritrovarci con i metal detector nelle classi, come accade negli Usa o in Gran Bretagna.

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L'incontro (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-21 num: - pag: 9 categoria: BREVI L'incontro Domani il "Tavolo interistituzionale" composto da Regione, Provincia e comuni di Roma e Fiumicino incontrerà il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi. Alemanno: "Vogliamo sapere quali sono le capacità di durata e resistenza della Compagnia in attesa di nuove operazioni industriali".

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Alitalia, una fiaccolata per sostenere i dipendenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-21 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Nello scalo continua la protesta di piloti e steward Alitalia, una fiaccolata per sostenere i dipendenti Manifestazione stasera sul lungomare di Ostia Fiaccolata stasera a Ostia, organizzata da comitati di quartiere e associazioni cittadine, per sostenere i dipendenti dell'Alitalia Una fiaccolata per i dipendenti Alitalia. E' stata organizzata stasera alle 19 sul lungomare di Ostia, dove vive gran parte del personale della Compagnia, da comitati di quartiere e associazioni cittadine. Una mobilitazione a favore di piloti e steward, che nel frattempo restano fedeli alla "linea dura ". "Meglio il fallimento che accettare un accordo umiliante ", dicono in molti. Ore 14, varco equipaggi del Leonardo da Vinci, dove in questi giorni si tiene una specie di assemblea permanente. Non c'è pentimento per quell'applauso fragoroso, giovedì pomeriggio, al ritiro dell'offerta Cai. Un battimani "frutto dell' angoscia", spiegano. I volti restano tesi, dopo il dietrofront dell'Anpav, sindacato degli assistenti di volo che, sfilandosi venerdì dal fronte composto da autonomi e Cgil, aderirà all' accordo quadro sul futuro di Alitalia. Una decisione che ha lasciato perplessi gli stessi iscritti. Come Alessia, 18 anni di servizio sul medio raggio. "C'è un'apertura al dialogo, a patto che resti invariato lo stipendio. Ma anche oggi applaudirei - sbotta la hostess -. L'esultanza è stata solo la liberazione dalla tensione. I privilegi? Vedo solo quelli di Cai che per 300 milioni di euro potrà acquistare una compagnia che vale almeno 2 miliardi". Parole non dissimili sono quelle di Christian, 40 anni, iscritto Sdl, la sigla dei "duri" che esclude tassativamente il "ravvedimento sollecitato da Berlusconi. Meglio il fallimento che accettare un accordo umiliante". Domani intanto il "Tavolo interistituzionale" composto da Regione, Provincia e comuni di Roma e Fiumicino incontrerà il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi nella sede alla Magliana. "Vogliamo sapere quali sono le capacità di durata e resistenza della compagnia in attesa di nuove operazioni industriali" ha detto Alemanno, chiedendo ai sindacati "senso di responsabilità, visto che non c'è alternativa a questa soluzione". Ma è polemico Francesco Storace (La Destra) che, al grido di "sindaco, sveglia ", sollecita Alemanno a "non clonare Berlusconi ripetendo la litania contro chi non firma. Piuttosto chiami i sindacati e assuma un ruolo di mediazione a nome di Roma, la città che rischia di più dalla crisi di Alitalia". Alessandro Fulloni.

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Bombassei: <Contratti, ultimo appello alla Cgil> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-21 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il vicepresidente di Confindustria: appuntamento mercoledì, da Cisl e Uil il via libera all'impianto della nostra proposta Bombassei: "Contratti, ultimo appello alla Cgil" "Dal sindacato no politici e preconcetti. Ma i fondi ci sono, chiudiamo prima della Finanziaria" ROMA - "Giovedì eravamo al tavolo con i sindacati, e mentre la Cgil ci diceva no sulla riforma della contrattazione, arrivavano le notizie sulla crisi internazionale, la fine dell'Alitalia... Una situazione che dovrebbe far riflettere, spingere a lasciar perdere politica e teoria, e pensare un po' di più all'interesse comune. E invece niente". Per Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria e responsabile delle Relazioni sindacali, quella della Cgil non è solo una chiusura. è un no "preconcetto" di un sindacato che sta scivolando verso posizioni politiche "radicali". "Quando ci vorrebbe buon senso, responsabilità e buona volontà". Cominci lei... "La riforma che discutiamo serve a rispondere al problema della crescita e della produttività, ma anche a risolvere o ad attenuare il problema del potere d'acquisto dei salari. E l'attuale governo, come il precedente, è disponibile alla detassazione e alla decontribuzione della parte di salario legata alla contrattazione di secondo livello. Mi viene il dubbio che la Cgil l'abbia letto davvero il nostro documento". E' un no politico? "Politico e preconcetto. Vogliono rimettere in discussione tutto l'impianto della proposta. Siamo rimasti stupiti: quello era l'undicesimo o il dodicesimo incontro sulla riforma. Di che abbiamo parlato finora?" Vi aspettate una controproposta? "No, ci aspettiamo come in qualunque negoziato di confrontarci sul merito e di trovare i giusti punti di equilibrio. Altrimenti si prenderanno la responsabilità di bocciare una proposta che può portare aumenti salariali ai lavoratori. Vedano loro. Il tempo stringe, perché se vogliamo gli incentivi del governo dobbiamo chiudere prima della Finanziaria". Lei nel 2002 firmò il rinnovo dei metalmeccanici senza la Cgil. Si va verso un accordo separato? "Credo che ci si debba impegnare fino all'ultimo respiro per avere l'accordo di tutti. Oggi mi sento quasi onorato di aver fatto l'unico contratto senza la Cgil in quarant'anni. E' stata un'anomalia, ma siamo sopravvissuti tutti. In questo caso, però, è diverso. Dobbiamo sperare che alla fine la responsabilità prevalga..." Per inciso, lei crede in un accordo in zona Cesarini per l'Alitalia? "Visti gli applausi a Fiumicino, come sentimento, mi auspicherei che fallisca. Come lezione. Però insieme a quelli che non hanno capito la situazione e dicono no ci sono tante brave persone che ci vanno di mezzo". E voi? Chiuderete in settimana? "Ci rivediamo mercoledì. Cisl e Uil non sono d'accordo su tutto, ma l'impianto della proposta è accettato, dovremo chiarire i dettagli". Con o senza Cgil? "L' "Ipotesi di accordo" che abbiamo presentato è da negoziare, ma alla Cgil non sta bene neanche il titolo. Hanno come riferimento la loro "Piattaforma", linguaggio improprio, direi obsoleto. C'è senza dubbio una radicalizzazione della Cgil, di quella parte del sindacato che ha un'impostazione prettamente politica. E quando leggo Cremaschi che dice bravo ad Epifani continua così, non ho l'impressione, ma la certezza che sta prevalendo chi continua a pensare a un rapporto necessariamente conflittuale con le imprese". Mario Sensini A. Bombassei, vicepresidente Confindustria \\ C'è una radicalizzazione della Cgil, di quella parte del sindacato che ha un'impostazione prettamente politica.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-09-21 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Attentato in Pakistan Catastrofico attentato a Islamabad. Un'esplosione ha devastato l'hotel Marriot della capitale pakistana, frequentatissimo da occidentali e turisti. Decine e decine le vittime, l'incendio è durato ore, vaste aree dell'edificio sono state distrutte. Proclamato lo stato d'emergenza. Il caso Alitalia Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, all'attacco sul caso Alitalia: "Non ci sono soluzioni alternative a Cai. Chi festeggia per il fallimento della trattativa non si rende conto della situazione. Non c'è alcuna altra offerta oltre a quella della cordata italiana ". "Le colpe di Berlusconi sono sotto gli occhi di tutti", ma con tempi "così stretti l'unica soluzione concreta rimane quella di Cai", sostiene Enrico Letta, Pd, ministro ombra del welfare. Esteri Le dimissioni di Mbeki Crisi politica in Sudafrica. Il presidente sudafricano Thabo Mbeki ha "accettato la decisione" dell'Anc, il partito al potere al quale egli stesso appartiene, che ha chiesto le sue dimissioni. Scocca l'ora di Jacob Zuma. Labour a congresso A Manchester il congresso dei laburisti britannico, in grave difficoltà. Il premier Gordon Brown sotto esame, forte la fronda all'interno del partito. Cronache Più polizia nel Casertano Vertice dopo la strage di immigrati e i disordini a Castelvolturno, in un'area dove la camorra è fortissima. Da domani saranno operativi a Caserta circa 400 uomini in più - tra polizia, carabinieri e Guardia di finanza - specializzati nel contrasto della criminalità organizzata e nel controllo del territorio. Economia Arriva il rigassificatore Arrivato via mare dalla Spagna, 290 mila tonnellate, è lungo 180 metri, largo 88, ed alto 47: si tratta del rigassificatore Adriatic Lng, inaugurato a Rovigo. Costato un miliardo di euro, rigassificherÁ 8 miliardi di metri cubi di gas, il 10% del fabbisogno nazionale. Cultura Due inediti di Pamuk Einaudi lancia una nuova collana dedicata a saggi narrativi, "Frontiere". Tra i primi titoli, un volume del Nobel turco Orhan Pamuk, di cui il Corriere anticipa oggi due brani. Parla Baselitz Incontro con il pittore tedesco Georg Kern, noto con lo pseudonimo di Baselitz: "Oggi tutto il sistema dell'arte è chiuso ermeticamente all'esterno". Spettacoli Addio a Florestano Vancini E' morto a 82 anni il regista Florestano Vancini. Ferrarese, aveva esordito nel '60 con "La lunga notte del '43", migliore opera prima a Venezia. Tra i suoi film, spesso ispirati a eventi della storia d'Italia, "Il delitto Matteotti ". Sport Gli anticipi di serie A Ieri i due anticipi di A: il Catania ha battuto l'Atalanta 1-0, in serata Roma- Reggina 3-0. Oggi, tra l'altro, Torino- Inter, Cagliari-Juventus, Milan- Lazio. Salute Pressione, le linee guida Puzzles by Pappocom Aggiornate le linee guida per il controllo dell'ipertensione sia a casa sia in ambulatorio. Il punto sugli "sbalzi " di pressione e i loro rischi. 5.

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LA BOLLA DELLE ILLUSIONI (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Barbara Spinelli LA BOLLA DELLE ILLUSIONI Il baratro di cui ha parlato Berlusconi, giovedì quando s'è rotto il negoziato Alitalia e la cordata Colaninno ha ritirato la propria offerta, è la condizione in cui ci si trova ogni qual volta la realtà si vendica sull'illusione, che più o meno lungamente aveva abbagliato e confuso le menti. Ogni disincanto genera baratri. La grande illusione esiste anche nel mondo della finanza ed è chiamata bolla: proprio in questi giorni, anch'essa sta scoppiando nelle mani di chi per decenni l'aveva dilatata, fino a scambiarla col reale. Il motore dell'illusione è la distorsione della realtà, ed è il motivo per cui si può parlare di bolla della menzogna per Alitalia e di bolla delle false credenze per la finanza. Come quando è fatta di sapone, la bolla ti avvolge con una membrana trasparente, che ti sconnette dal reale. Più enormi le illusioni, più durevole la bolla e più brutale lo scoppio. Per questo è importante esplorare il passato, anche se presente e futuro sono prioritari. L'anamnesi della bolla aiuta a capire il momento in cui l'illusione non solo cancella il principio di realtà, ma crea realtà affatto nuove che pesano ancora: una tentazione che non è di ieri ma di sempre, essendo le false credenze loro ingrediente essenziale. La bolla Alitalia s'è palesata non solo alla fine del governo Prodi, ma anche quando ha preso corpo la cordata Colaninno. L'alternativa berlusconiana poteva riuscire, ma essendo nata come bolla aveva bisogno di menzogne e queste non sono state ininfluenti sul negoziato. Ogni volta che il premier parlava (l'ultima a Porta a Porta, il 15 settembre), le contro-verità per forza riaffioravano facendo riemergere il passato ineluttabilmente. Le contro-verità sono almeno sei. Primo, non è vero che le promesse elettorali sono state mantenute: Berlusconi aveva garantito soluzioni migliori rispetto a Air France, e la Cai è certo un rimedio ma non migliore. Secondo, i costi erano ben più alti: sia per i licenziamenti; sia per il futuro mondiale della compagnia (l'italianità era garantita, non una compagnia competitiva nel mondo); sia per il prezzo pagato dai contribuenti. L'economista Carlo Scarpa ha calcolato, sul sito La Voce, che lo Stato - i contribuenti - devono pagare nel piano CAI 2,9 miliardi di euro. Terzo, non è vero che non ci sarebbero stati stipendi diminuiti ma solo aumenti di produttività, come detto dal premier: altrimenti il negoziato non si sarebbe bloccato su questo. Quarto, non è vero che Berlusconi non avrebbe impedito l'accordo Air France: il premier disse pubblicamente che l'avrebbe revocato, se vittorioso alle urne. Quinto, Air France non prevedeva 7000 licenziati ma 2150. Sesto, non è Berlusconi a poter lamentare l'uso politico spinto del caso Alitalia. Rammentare illusioni e contro-verità non è vano perché mostra la stoffa di cui son fatte le bolle: in economia, in politica, nell'individuo. La bolla infatti crea una realtà in cui si finisce per credere, e che diventa realtà: magari virtuale - un'ombra, un'ideologia - ma che incide sulla vita. Chi la dilata comincia a ignorare la membrana e influenza gli attori circostanti. Ogni metafora naturalmente ha difetti, anch'essa deve fare i conti con il reale. Ma l'euforia di illusioni e false credenze è il tessuto della bolla, e se è vero quello che dice Erasmo - la menzogna ha cento volte più presa sull'uomo della verità - la sua potenza non va sottovalutata. La crisi finanziaria è bolla specialmente deleteria: perché ha ramificazioni più vaste e antiche, legate a illusioni sul potere unilaterale Usa e sulla sua pretesa di poter fare da sé. È il morbo descritto nell'ultimo libro di George Soros, il finanziere che s'ispira alla teoria della fallibilità di Popper (The New Paradigm for Financial Markets, 2008). La bolla è centrale nella sua analisi, ed egli la scorge nella crisi dei mutui, dell'economia, della politica estera Usa. All'origine un peccato originale: il doppio fondamentalismo del libero mercato e della superpotenza unica. Nella finanza la grande illusione è stata la seguente: i prezzi di vari prodotti (alta tecnologia, case) sarebbero cresciuti indefinitamente, e l'aspettativa di tale crescita li avrebbe ancor più aumentati. Niente li frenava, visto che i tassi restavano bassi e si moltiplicavano mutui a prezzi attraenti anche se irrealistici. Tale deformazione del mercato, Soros la chiama self-fulfilling prophecy (profezia che si autorealizza) del pensiero manipolatore. Esso pesa sulla realtà sino a stravolgere insidiosamente il rapporto tra domanda e offerta: il finanziere parla di interferenza "riflessiva" tra percezioni distorcenti e fatti reali (questi riflettono la manipolazione e ne vengono trasformati). La profezia che si autorealizza avviene quando la narrazione del reale schiaccia il reale: il vero è sostituito dal racconto. Il postmoderno ha molte affinità con quest'illusione, così simile alle ideologie che affogano il reale nella sua narrativa. Soros denuncia la complicità tra postmoderno e Bush, ma la complicità vale anche per Berlusconi e Alitalia. Un episodio lo comprova, raccontato anni fa dal giornalista Ron Suskind. Già nel 2002, prima della guerra irachena, un consigliere di Bush gli disse: "Il mondo funziona ormai in modo completamente diverso da come immaginano illuministi e empiristi. Noi siamo ormai un impero, e quando agiamo creiamo una nostra realtà. Una realtà che voi osservatori studiate, e sulla quale poi ne creiamo altre che voi studierete ancora" (New York Times, 17-10-2004. Il consigliere sarebbe Karl Rove). Chi non s'adegua è accusato d'appartenere alla reality-based community: comunità antiquata perché interessata alla realtà anziché alla credenza. La comunità realista s'inquieta per le conseguenze della bolla: Iraq, caos afghano, Iran in ascesa, crollo della borsa, declino del dollaro, debolezza mondiale Usa. Chi vive nella bolla non bada a conseguenze, fino a quando la realtà si vendica. Le bugie possono avere gambe molto più lunghe del proverbio: ma non infinitamente lunghe. Chi vive in una bolla è come stregato. Pensa che la profezia si autorealizzi, nel male o nel bene. In Italia abitano il sogno Berlusconi ma anche Cgil e parte dei dipendenti Alitalia. In America il sogno non è meno forte: sia all'inizio, quando milioni di cittadini credettero nella bugia di mutui troppo facili, sia dopo l'infrangersi dell'illusione col piano di salvataggio che trasforma lo Stato in infermiere. Chi vive nella bolla pensa che il mercato prima o poi riequilibrerà domanda e offerta, non si cura degli effetti della bolla né di quelli della bolla scoppiata. L'illusione permane, quando le perdite (di Alitalia o delle compagnie Usa) son convogliate verso bad companies magari salvifiche, e però finanziate dal contribuente. Chi vive nella bolla ha infine e soprattutto l'impressione di poter correre ogni sorta di rischio: in particolare quello che nell'assicurazione si chiama moral hazard, azzardo morale. Si può dar fuoco alla propria casa, tanto siamo coperti. Si può fumare a letto se siamo assicurati dall'incendio, anche se magari nelle fiamme moriremo. Il moral hazard diventa un pericolo nazionale, quando un governo gioca con l'inaffondabilità di un'impresa - l'Alitalia - fidando sul fatto che alla fine pagherà il cittadino. Diventa un pericolo mondiale, quando a correrlo è una superpotenza convinta di dominare il mondo incontrastata, anche se ormai domina poco. Tutto è permesso: tanto siamo i più forti, simili a dèi; o siamo assicurati, il che consente impunità e irresponsabilità. Dicono che il mercato vero deve riprendere il sopravvento. Non so se sia il mercato, visto che il fondamentalismo ne ha fatto uno stendardo. Sono la realtà e la cittadinanza e l'informazione attenta ai fatti (la reality-based community) che devono sgonfiare le bolle, una dopo l'altra.

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"In campo c'è solo la Cai" (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 21-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Cavaliere: l'alternativa è il crac. Enrico Letta: colpa del premier e del sindacato "In campo c'è solo la Cai" Alitalia, la Cgil ribadisce il no. I piloti: trattati come colf Berlusconi non ha dubbi: "Cai o fallimento, chi esulta per la rottura delle trattative non capisce la situazione. Spero in un ravvedimento". Ma i piloti replicano: ci trattano peggio delle colf. E la Cgil ribadisce il suo no. Ieri, durante una riunione tra i soci della cordata nella tenuta di Ligresti, serpeggiava il pessimismo. Enrico Letta a La Stampa: "Tutti devono fare un passo avanti. Se siamo arrivati a questo punto è colpa del Cavaliere e del sindacato".Barbera, La Mattina e Magri DA PAG. 7 A PAG. 9.

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Alitalia, si riapre l'asta (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il commissario Fantozzi invita le compagnie straniere. L'opposizione d'accordo. Sacconi: no a nuovi negoziati Alitalia, si riapre l'asta Epifani: pronti a trattare. Lufthansa in pole position ROMA - Si riapre l'asta per la vendita dell'Alitalia. Il commissario straordinario Augusto Fantozzi pubblicherà una sollecitazione a presentare "manifestazioni di interesse" da parte di soggetti diversi dalla Cai per vedere se c'è un nuovo possibile compratore. E sembra che sia la tedesca Lufthansa in pole position per prendersi la compagnia italiana. L'opposizione d'accordo con la nuova mossa del commissario straordinario ma il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi non ci sta: "No a nuovi negoziati". Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani: "Con Fantozzi siamo pronti a ricominciare la trattativa". E intanto il crollo delle prenotazioni fa scendere il costo dei biglietti. BONAFEDE, GIUGLIANO E IEZZI ALLE PAGINE 2 E 3.

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Fantozzi cerca nuovi acquirenti "alitalia ha nove giorni di vita" - adriano bonafede (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Fantozzi cerca nuovi acquirenti "Alitalia ha nove giorni di vita" Epifani: con lui pronti a trattare. Sacconi: negoziato chiuso Il commissario richiederà "manifestazioni di interesse" anche dall'estero ADRIANO BONAFEDE ROMA - Il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, è deciso ad esplorare qualunque strada pur di salvare la compagnia di bandiera nei pochi giorni che rimangono da qui alla fine del mese. Per questo cercherà possibili acquirenti al di fuori della cordata Cai, che per il momento ha ritirato la sua offerta. Un'iniziativa giudicata subito positivamente dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, il quale auspica che anche Cai riapra la discussione. La prima azione messa in piedi da Fantozzi parte proprio oggi, lunedì 22 settembre: sul sito Internet di Alitalia apparirà un annuncio con l?invito a presentare manifestazioni d'interesse per l'acquisizione degli asset della compagnia. La sollecitazione all'acquisto da parte di eventuali acquirenti proseguirà fino al 30 settembre. Domani verrà pubblicata su tre giornali italiani e su un quotidiano finanziario internazionale l'invito a manifestazioni d'interesse da parte di soggetti in grado di garantire la continuità del servizio per uno o più rami d'azienda del vettore. In particolare, i soggetti interessati, partendo dalla situazione già garantita dal governo nel corso della trattativa con Cai, dovrebbero inviare manifestazioni d'interesse dettagliate per i settori nei quali si articola il gruppo Alitalia, individuando anche il numero dei dipendenti coinvolti nel progetto. In sostanza, Fantozzi riapre formalmente la trattativa con qualunque soggetto sia interessato (ma naturalmente a questo punto non potrebbe che essere una compagnia estera) alle stesse condizioni in cui si era arenata la precedente con Cai. Per Epifani, intervistato ieri durante la trasmissione In mezz'ora, "la scelta di Fantozzi è corretta perché intende offrire gli stessi vantaggi che si offrono alla cordata italiana ad altri vettori internazionali. Questa è la parità che bisognava assicurare, e fino a ieri non lo era". Epifani ha poi ribadito che la Cgil "non si è mai alzata dal tavolo della trattativa. Se Fantozzi riprende in mano la trattativa con margini per affrontare un passaggio importante, noi come sempre daremo il nostro contributo di responsabilità". La mossa di Fantozzi è stata salutata con soddisfazione dai piloti. Sia l'Anpac, l'associazione più rappresentativa, che l'Unione piloti, intravvedono in quest'azione una possibilità in più di riaprire uno spiraglio verso una soluzione. E Fabio Berti, presidente dell'Anpac, in una lettera aperta in cui ricorda le ragioni che hanno impedito ai piloti di firmare l'accordo ("siamo stati umiliati"), si è appellato al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perché "sblocchi una situazione di stallo che rende impossibile ogni forma di dialogo". Tuttavia dal governo sono arrivati ieri soltanto dei segnali di completa chiusura. "Non esiste la possibilità di una ripresa della trattativa su Alitalia, l'alternativa a Cai è solo il fallimento", ha detto a chiare lettere il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a Skytg24. Anche per il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, "l'unica possibilità è che sindacati e piloti firmino l'accordo". Un concetto ripreso anche da Bossi. Da parte del centro sinistra c'è stato invece un vero pressing a favore di una riapertura delle trattative, dopo la mossa di Fantozzi: Bersani, Rutelli e Di Pietro, hanno chiesto al governo di favorire la ricerca di una soluzione.

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Ora si viaggia con il "super sconto" e volare all'estero diventa un affare - ferdinando giugliano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

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Economia Le agenzie sconsigliano le prenotazioni e il crollo della domanda di posti fa scendere le quotazioni dei biglietti Ora si viaggia con il "super sconto" e volare all'estero diventa un affare Gli aerei semi vuoti costringono alla cancellazione di molti collegamenti FERDINANDO GIUGLIANO ROMA - Un fine settimana low-cost? La soluzione è semplice e si chiama Alitalia. I continui ultimatum prima, ed il ritiro della Cai poi, un effetto l'hanno, infatti, sortito: la domanda di biglietti da parte dei passeggeri è crollata e Alitalia è diventata il discount dei cieli, con tariffe di parecchie centinaia di euro più basse rispetto a quelle dei suoi concorrenti. E se il numero di passeggeri crolla, la compagnia sembra adattarsi: la spiegazione dei molti voli cancellati negli scorsi giorni sarebbe, infatti, da ricercare nell'accorpamento di più voli semi-vuoti, con la conseguente cancellazione di alcuni di essi. Che si voli in Italia o in Europa, dunque, conviene volare Alitalia. Si rischia di rimanere a terra, certo, ma si può risparmiare un bel po'. Un volo andata e ritorno da Roma a Milano con la compagnia di bandiera costava ieri poco più di centonovanta euro. La stessa tratta allo stesso orario, con Airone, costava, invece, oltre sessanta euro in più, con un rincaro del 30% circa. E non si tratta certo un caso isolato: scegliendo Alitalia invece di Airone per volare il week-end prossimo da Milano a Napoli si potevano risparmiare quasi cento euro. Un bello sconto, non c'è che dire, ma nulla in confronto a quelli che ci sono se si vola oltre confine. Sono centotrenta, infatti, gli euro che si risparmiano prendendo Alitalia e non Lufthansa per andare e tornare da Roma a Francoforte. Un risparmio che diventa di ben ottocento se si rinuncia a British Airways per recarsi a Londra. Risparmi imbarazzanti, tali da far sembrare Alitalia un vettore low-cost più che una compagnia di bandiera. Ed è inutile interrogarsi più di tanto sulle ragioni di questi differenziali, poiché la risposta è palese. La domanda di voli Alitalia è scarsa per la paura di restare a terra. A Roma, le agenzie di viaggio non hanno dubbi a suggerire ai clienti di scegliere vettori alternativi ad Alitalia. Alcune chiamano addirittura chi ha in mano biglietti della compagnia tricolore per suggerire di cambiarli. Sono in tanti, poi, i passeggeri che decidono, autonomamente, di optare per un'altra compagnia, o, magari, per il treno. Con il crollo delle domande non vengono, così, esauriti i posti offerti a prezzi migliori: chi vuole può rischiare, volando, però, a prezzi stracciati. Se la domanda scende, la compagnia sembra adeguarsi. Dietro alla cancellazioni di una trentina di voli avvenuta nei giorni scorsi ci sarebbe infatti l'accorpamento di voli semi-vuoti, così da risparmiare sul costo di far decollare più aerei. Uno stratagemma chiamato underbooking di cui era stata accusata, nei mesi scorsi, Ryanair. Che Alitalia, oltre ai prezzi, stia adottando anche le strategie delle low-cost?.

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Financial times: "per berlusconi è una umiliazione personale" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia "Il premier voleva l'italianità, ma la compagnia fallirà" Financial Times: "Per Berlusconi è una umiliazione personale" ROMA - Il Financial times si aspetta un imminente fallimento dell'Alitalia e lo imputa in buona misura alla promessa del premier Silvio Berlusconi di mantenere la compagnia in mani italiane. "Il nome Alitalia - scrive il quotidiano inglese nella rubrica Lex, anticipata sul suo sito internet - intelligentemente giustappone le parole "ali" ed "Italia". Alifrancia o Aligermania non avrebbero lo stesso accento. Ma ora la compagnia di bandiera sta per perdere le ali, e in gran parte perché Silvio Berlusconi, il presidente del consiglio italiano, ha promesso di mantenerla italiana". Per lui, sostiene il quotidiano, sarebbe "un'umiliazione personale". "Sei mesi fa - si legge ancora nel commento - l'imprenditore diventato politico ha bloccato un'offerta di Air France-Klm e ha condotto la sua campagna elettorale sulla promessa di trovare un compratore patriottico. E dopo essere stato eletto lo ha puntualmente fatto, cambiando qualche legge qui e là e porgendo su di un piatto d'argento un'Alitalia ripulita e senza debiti alla Cai. Questo gruppo di imprenditori e banchieri italiani sono stati successivamente soprannominati "capitani coraggiosi" per aver adempiuto al loro dovere patriottico e avere messo sul piatto fino a un miliardo di euro. Ora anche il coraggio della Cai ha fallito. E, rumorose fino alla fine, solo tre delle nove organizzazioni sindacali dell'Alitalia hanno accettato l'offerta, che implicava orari più lunghi e il taglio di circa 3.000 posti di lavoro ma che assicurava anche una compagnia aerea redditizia. La Cai ha abbandonato la sua offerta e ora tutti i 19 mila lavoratori di Alitalia potrebbero perdere il posto di lavoro".

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Pace sindacale e ok del governo le due condizioni di lufthansa - luca iezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Pace sindacale e ok del governo le due condizioni di Lufthansa Colaninno al lavoro, ma la Cai è sempre più divisa Anche il Pd in cerca di una mediazione Rutelli: cadano le barriere LUCA IEZZI ROMA - "Lufthansa ci starebbe". Le conferme dell'interessamento di Francoforte non mancano, né a livello politico né a livello sindacale. Tutti però sono concordi su un punto: i tedeschi vogliono essere contattati direttamente dal governo. I vertici della compagnia tedesca, evocati, pressati e ingolositi dagli inviti giunti da più parti, hanno finora risposto alle sollecitazioni del commissario Augusto Fantozzi sempre allo stesso modo: nessuna offerta fino a quando Palazzo Chigi e gli altri ministri continueranno a dire, ufficialmente e ufficiosamente, che l'unico approdo possibile è quello della cordata italiana. Posizione che non sembra voler cambiare: "Non saranno accettate offerte contro il governo" dice un ministro vicino alla trattativa. "L'unica trattativa possibile per salvare l'Alitalia è quella con Cai - ha ribadito il leader leghista Umberto Bossi - i sindacati ne prendano atto". Sulla stessa linea i ministri Maurizio Sacconi e Altero Matteoli. Tre esponenti che coprono un po' tutte le anime della maggioranza. A questo punto si guarda con interesse a il contenuto del bando pubblico che sta preparando Fantozzi: al momento non è nulla più di un "atto dovuto", una dimostrazione formale e sostanziale che tutte le vie per vendere Alitalia sono state tentate. Ma il bando potrebbe invece essere reso ancora più appetibile: oltre a vendere solo "la polpa di Alitalia" come la chiama Pierluigi Bersani (che intanto come tutto il Pd incassa la mossa di Fantozzi), potrebbero essere ulteriormente abbassati gli obblighi per chi subentra sul fronte compagnia di bandiera (numero di collegamenti internazionali, quantità minima di rotte interne). Sarebbe un ulteriore segnale, importante perché il commissario non lo prenderebbe di sua iniziativa, ma solo su indicazione di chi gli ha dato il mandato. Ok che ieri non era arrivato. Tra i più attivi nel cercare una mediazione c'è in queste ore Francesco Rutelli che ieri ha ribadito il suo messaggio: "Si devono ora far cadere tutte le barriere tra maggioranza e opposizione e tra i diversi sindacati per ricercare una posizione comune". Ma per i "pontieri" la situazione è difficile: non manca nella maggioranza chi sostiene che un fallimento in cui si possono addossare le responsabilità a Cgil e alla "corporazione dei piloti" sia preferibile ad un salvataggio sfuggito al controllo di Berlusconi. E non manca chi sostiene che Lufthansa sia "una partita tutta interna al Pd" senza ricadute concrete. Le indiscrezioni raccontano il contrario: emissari dei tedeschi hanno incontrato i leader dei sindacati, la Cgil, ma anche quelli che hanno già accettato la proposta Cai: Cisl e Uil. Con Raffaele Bonanni i tedeschi avevano stabilito ottimi rapporti solo pochi mesi fa, mentre ora temono la reazione negativa di chi si è già compromesso e non può perdere la faccia e prima di fare passi concreti voglio la garanzia della pace sociale. Proprio dal fronte della cordata italiana arrivano i segnali più confusi: ancora in prima linea Roberto Colaninno che si è preso due giorni per rifare i conti e rivedere il piano nell'eventualità di un ultimo tentativo. Molti dei suoi soci invece si considerano già fuori dalla partita, specie quelli che avevano l'approccio più finanziario (i fondi di private equity Clessidra e Equinox, la famiglia Fossati), ma il clima è quello di un generale disinteressamento. Il "rompete le righe" più pesante è quello arrivato dall'advisor Intesa-Sanpaolo che continua a lanciare da giorni lo stesso messaggio: "Partita chiusa". Due gli argomenti alla base del ragionamento: se il piano dovesse essere rivisto più che nuove concessioni al personale bisognerebbe fare delle modifiche in senso peggiorativo vista la recessione in Italia e le difficoltà internazionali oltre a un ulteriore deterioramento delle condizioni di Alitalia. Non solo, si sottolinea che a questo punto un accordo all'ultimo momento, pur alle condizioni proposte, lascerebbe degli strascichi tali che tra qualche mese la nuova azienda rischierebbe di nuovo un braccio di ferro con i sindacati. Anche per questo l'offerta di Epifani di un nuovo tavolo di trattativa presieduto dallo stesso commissario trova poche adesioni, a cominciare dallo stesso Fantozzi che non ritiene rientri nei suoi compiti di figura super partes. Difficilmente poi sarebbero disposti a sedersi una Cai "azzoppata", e nemmeno i sindacati confederali che non hanno più nulla da discutere come Cisl e Uil. La sensazione è che solo se l'offerta tedesca si concretizzerà saranno svelati i bluff di chi dietro i richiami alla responsabilità e alla salvezza di Alitalia ha già deciso che il fallimento è il male minore.

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Bossi bacchetta borghezio "io a colonia non sarei andato" - cinzia sasso (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Bossi bacchetta Borghezio "Io a Colonia non sarei andato" Poi dà i voti: 7 e mezzo al governo, 8 al premier Il leader in battello sul lago Maggiore telefona al premier "Dopo il federalismo fiscale lo Stato restituirà ai territori anche i beni immobili" CINZIA SASSO DAL NOSTRO INVIATO ARONA - Manca un quarto alle sette della sera quando la motonave Helvetia si avvicina si avvicina all'imbarcadero di Arona e la giornata di Umberto Bossi, dalla mattina in mezzo ai militanti della Lega è solo a metà. Ci sarà ancora un aperitivo al bar sul lago Maggiore, poi il comizio a Oleggio, poi la serata in pizzeria e già i ragazzi del Verbano-Cusio Ossola stanno smontando i banchetti con le magliette degli indiani nelle riserve a dieci euro per montarli più in là, alla prossima tappa. "Che voto do al governo? Un sette e mezzo. E il mezzo punto in più è per Berlusconi. Ha ripulito Napoli, che era un disastro nazionale. I turisti scappavano, nessuno voleva più venire in Italia; è andato là ogni volta che c'è stato bisogno, con determinazione e perseveranza; e ha battuto i magistrati, che chiedevano di chiudere le cave e i termovalorizzatori". è un Bossi buonista, quello che passa il pomeriggio in mezzo al lago, a navigare su un battello carico di due-trecento militanti, ospiti dietro pagamento di un biglietto da 25 euro. Buono anche con Mario Borghezio, reduce dal raduno mancato degli anti-islamici di Colonia, del quale non condivide affatto la scelta di andare in Germania: "Io non ci sarei andato, non è che tutti gli inviti vanno accettati. Però sono un segretario liberale, e cerco di fidarmi del buon senso, anche se la capacità politica a volte viene meno". Un Bossi allegro, che appena arriva ad Arona e stringe la mano al prefetto di Novara che lo accoglie, Giuseppe Amelio, gli infila nel taschino un fazzoletto verde. Verde come la sciarpa che Berlusconi gli ha regalato per il suo sessantasettesimo compleanno "era il verde sbagliato, ma apprezzo che abbia girato tutta Roma per trovarla", verde come il disegno della Padania sulla torta di compleanno da un metro di diametro che a Stresa gli viene recapitata in barca. Insieme a lui ci sono la moglie, i loro tre figli, il parlamentare di Novara Roberto Cota che qui è il padrone di casa, la vice del Senato Rosi Mauro, e i segretari delle sezioni della Lega di queste parti. Gente che alle ultime elezioni ha portato il partito a percentuali da invidia: 26 per cento a Nebbiuno, 21 a Pisano, 22 a Colazza, 20 ad Armeno, tanto per dirne qualcuna. Con i suoi ha parlato di politica - soprattutto del federalismo che resta il primo punto all'ordine del giorno e che è il prezzo pagato dal governo per la vittoria elettorale. Ma ha anche cantato canzoni di Celentano, raccontato la storia del lago, rievocato ricordi di quand'era ragazzino e correva in bicicletta su per la salita del Cavignone, che non è mai riuscito a terminare fino in cima. E a Lesa, sfilando davanti alla nuova villa di Berlusconi, ha voluto telefonare all'amico: "Guarda che sono qua, davanti a casa tua... se c'era della Coca Cola mi fermavo". Tenero perfino su Alitalia: "La cosa peggiore è farla fallire. Non si può sbattere sulla strada i piloti e la gente che lavora, bisogna salvarla e poi si trova la quadra". La Cai, dice, è l'unica soluzione; e il sindacato deve fare un passo indietro. "Malpensa ha interesse che Alitalia viva, e comunque può trovare un sacco di compagnie perché lì tutti vogliono volare". Aperto, sempre con un occhio di riguardo al nord, a un futuro nucleare: "Qui le aziende hanno bisogno di energia, c'è chi è costretto a chiudere perché i costi sono troppo alti. Le centrali in Padania? E dove altro, allora?". E morbido sulla questione giustizia: "è necessaria una riforma, l'ha detto anche il presidente Napolitano. Ma Berlusconi non mi ha ancora presentato alcuna proposta, quando sarà, valuteremo". Netto, invece, sul federalismo: "Dopo il fisco, lo Stato restituirà gli immobili agli enti locali. Torneranno a comuni, province e regioni i loro beni. E' il patto raggiunto con Tremonti". "Azzurra tv" fa una diretta dal pontile, il vento gonfia lo striscione appeso sull'Helvetia - "Grazie Umberto, pensaci tu" - all'arrivo uno speaker scherza dal megafono: "I clandestini devono scendere, la Lega non perdona".

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(segue dalla prima pagina) roberto saviano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Dopo la strage di Castel Volturno non posso credere che riescano a resistere solo pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia solo il compito di pochi singoli, preti, maestri e politici onesti Se anche trovaste una serenità, presto capirete che non c'è riparo da questa violenza Che cosa fanno tutti gli altri? Stanno zitti e buoni, tramortiti dalla paura? Nulla sembra cambiare: i due boss continuano a comandare dalla latitanza Vi chiedo: davvero pensate che nulla di ciò che accade dipenda dal vostro impegno? (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ROBERTO SAVIANO Umberto Bidognetti aveva 69 anni e in genere era accompagnato pure dal figlio di Mimì, che giusto quella mattina non era riuscito a tirarsi su dal letto per aiutare il nonno. Il 15 maggio uccidono a Baia Verde, frazione di Castel Volturno, il sessantacinquenne Domenico Noviello, titolare di una scuola guida. Domenico Noviello si era opposto al racket otto anni prima. Era stato sotto scorta, ma poi il ciclo di protezione era finito. Non sapeva di essere nel mirino, non se l'aspettava. Gli scaricano addosso 20 colpi mentre con la sua Panda sta andando a fare una sosta al bar prima di aprire l'autoscuola. La sua esecuzione era anche un messaggio alla Polizia che stava per celebrare la sua festa proprio a Casal di Principe, tre giorni dopo, e ancor più una chiara dichiarazione: può passare quasi un decennio ma i Casalesi non dimenticano. Prima ancora, il 13 maggio, distruggono con un incendio la fabbrica di materassi di Pietro Russo a Santa Maria Capua Vetere. è l'unico dei loro bersagli ad avere una scorta. Perché è stato l'unico che, con Tano Grasso, tentò di organizzare un fronte contro il racket in terra casalese. Poi, il 30 maggio, a Villaricca colpiscono alla pancia Francesca Carrino, una ragazza, venticinque anni, nipote di Anna Carrino, la ex compagna di Francesco Bidognetti, pentita. Era in casa con la madre e con la nonna, ma era stata lei ad aprire la porta ai killer che si spacciavano per agenti della Dia. Non passa nemmeno un giorno che a Casal di Principe, mentre dopo pranzo sta per andare al "Roxy bar", uccidono Michele Orsi, imprenditore dei rifiuti vicino al clan che, arrestato l'anno prima, aveva cominciato a collaborare con la magistratura svelando gli intrighi rifiuti-politica-camorra. è un omicidio eccellente che fa clamore, solleva polemiche, fa alzare la voce ai rappresentanti dello Stato. Ma non fa fermare i killer. L'11 luglio uccidono al Lido "La Fiorente" di Varcaturo Raffaele Granata, 70 anni, gestore dello stabilimento balneare e padre del sindaco di Calvizzano. Anche lui paga per non avere anni prima ceduto alle volontà del clan. Il 4 agosto massacrano a Castel Volturno Ziber Dani e Arthur Kazani che stavano seduti ai tavoli all'aperto del "Bar Kubana" e, probabilmente, il 21 agosto Ramis Doda, venticinque anni, davanti al "Bar Freedom" di San Marcellino. Le vittime sono albanesi che arrotondavano con lo spaccio, ma avevano il permesso di soggiorno e lavoravano nei cantieri come muratori e imbianchini. Poi il 18 agosto aprono un fuoco indiscriminato contro la villetta di Teddy Egonwman, presidente dei nigeriani in Campania, che si batte da anni contro la prostituzione delle sue connazionali, ferendo gravemente lui, sua moglie Alice e altri tre amici. Tornano a San Marcellino il 12 settembre per uccidere Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, massacrati mentre stavano facendo manutenzione ai camion della ditta di trasporti di cui il primo era titolare. Anche lui non aveva obbedito, e chi gli era accanto è stato ucciso perché testimone. Infine, il 18 settembre, trivellano prima Antonio Celiento, titolare di una sala giochi a Baia Verde, e un quarto d'ora dopo aprono un fuoco di 130 proiettili di pistole e kalashnikov contro gli africani riuniti dentro e davanti la sartoria "Ob Ob Exotic Fashion" di Castel Volturno. Muoiono Samuel Kwaku, 26 anni, e Alaj Ababa, del Togo; Cristopher Adams e Alex Geemes, 28 anni, liberiani; Kwame Yulius Francis, 31 anni, e Eric Yeboah, 25, ghanesi, mentre viene ricoverato con ferite gravi Joseph Ayimbora, 34 anni, anche lui del Ghana. Solo uno o due di loro avevano forse a che fare con la droga, gli altri erano lì per caso, lavoravano duro nei cantieri o dove capitava, e pure nella sartoria. Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi, nonostante tutto, neanche se n'è parlato. Neanche si era a conoscenza da Roma in su di questa scia di sangue e di questo terrorismo, che non parla arabo, che non ha stelle a cinque punte, ma comanda e domina senza contrasto. Ammazzano chiunque si opponga. Ammazzano chiunque capiti sotto tiro, senza riguardi per nessuno. La lista dei morti potrebbe essere più lunga, molto più lunga. E per tutti questi mesi nessuno ha informato l'opinione pubblica che girava questa "paranza di fuoco". Paranza, come le barche che escono a pescare insieme in alto mare. Nessuno ne ha rivelato i nomi sino a quando non hanno fatto strage a Castel Volturno. Ma sono sempre gli stessi, usano sempre le stesse armi, anche se cercano di modificarle per trarre in inganno la scientifica, segno che ne hanno a disposizione poche. Non entrano in contatto con le famiglie, stanno rigorosamente fra di loro. Ogni tanto qualcuno li intravede nei bar di qualche paesone, dove si fermano per riempirsi d'alcol. E da sei mesi nessuno riesce ad acciuffarli. Castel Volturno, territorio dove è avvenuta la maggior parte dei delitti, non è un luogo qualsiasi. Non è un quartiere degradato, un ghetto per reietti e sfruttati come se ne possono trovare anche altrove, anche se ormai certe sue zone somigliano più alle hometown dell'Africa che al luogo di turismo balneare per il quale erano state costruite le sue villette. Castel Volturno è il luogo dove i Coppola edificarono la più grande cittadella abusiva del mondo, il celebre Villaggio Coppola. Ottocentosessantatremila metri quadrati occupati col cemento. Che abusivamente presero il posto di una delle più grandi pinete marittime del Mediterraneo. Abusivo l'ospedale, abusiva la caserma dei carabinieri, abusive le poste. Tutto abusivo. Ci andarono ad abitare le famiglie dei soldati della Nato. Quando se ne andarono, il territorio cadde nell'abbandono più totale e divenne tutto feudo di Francesco Bidognetti e al tempo stesso territorio della mafia nigeriana. I nigeriani hanno una mafia potente con la quale ai Casalesi conveniva allearsi, il loro paese è diventato uno snodo nel traffico internazionale di cocaina e le organizzazioni nigeriane sono potentissime, capaci di investire soprattutto nei money transfer, i punti attraverso i quali tutti gli immigrati del mondo inviano i soldi a casa. Attraverso questi, i nigeriani controllano soldi e persone. Da Castel Volturno transita la coca africana diretta soprattutto in Inghilterra. Le tasse sul traffico che quindi il clan impone non sono soltanto il pizzo sullo spaccio al minuto, ma accordi di una sorta di joint venture. Ora però i nigeriani sono potenti, potentissimi. Così come lo è la mafia albanese, con la quale i Casalesi sono in affari. E il clan si sta slabbrando, teme di non essere più riconosciuto come chi comanda per primo e per ultimo sul territorio. Ed ecco che nei vuoti si insinuano gli uomini della paranza. Uccidono dei pesci piccoli albanesi come azione dimostrativa, fanno strage di africani - e fra questi nessuno viene dalla Nigeria - colpiscono gli ultimi anelli della catena di gerarchie etniche e criminali. Muoiono ragazzi onesti, ma come sempre, in questa terra, per morire non dev'esserci una ragione. E basta poco per essere diffamati. I ragazzi africani uccisi erano immediatamente tutti "trafficanti" come furono "camorristi" Giuseppe Rovescio e Vincenzo Natale, ammazzati a Villa Literno il 23 settembre 2003 perché erano fermi a prendere una birra vicino a Francesco Galoppo, affiliato del clan Bidognetti. Anche loro furono subito battezzati come criminali. Non è la prima volta che si compie da quelle parti una mattanza di immigrati. Nel 1990 Augusto La Torre, boss di Mondragone, partì con i suoi fedelissimi alla volta di un bar che, pur gestito da italiani, era diventato un punto di incontro per lo spaccio degli africani. Tutto avveniva sempre lungo la statale Domitiana, a Pescopagano, pochi chilometri a nord di Castel Volturno, però già in territorio mondragonese. Uccisero sei persone, fra cui il gestore, e ne ferirono molte altre. Anche quello era stato il culmine di una serie di azioni contro gli stranieri, ma i Casalesi che pure approvavano le intimidazioni non gradirono la strage. La Torre dovette incassare critiche pesanti da parte di Francesco "Sandokan" Schiavone. Ma ora i tempi sono cambiati e permettono di lasciar esercitare una violenza indiscriminata a un gruppo di cocainomani armati. Chiedo di nuovo alla mia terra che immagine abbia di sé. Lo chiedo anche a tutte quelle associazioni di donne e uomini che in grande silenzio qui lavorano e si impegnano. A quei pochi politici che riescono a rimanere credibili, che resistono alle tentazioni della collusione o della rinuncia a combattere il potere dei clan. A tutti coloro che fanno bene il loro lavoro, a tutti coloro che cercano di vivere onestamente, come in qualsiasi altra parte del mondo. A tutte queste persone. Che sono sempre di più, ma sono sempre più sole. Come vi immaginate questa terra? Se è vero, come disse Danilo Dolci, che ciascuno cresce solo se è sognato, voi come ve li sognate questi luoghi? Non c'è stata mai così tanta attenzione rivolta alle vostre terre e quel che vi è avvenuto e vi avviene. Eppure non sembra cambiato molto. I due boss che comandano continuano a comandare e ad essere liberi. Antonio Iovine e Michele Zagaria. Dodici anni di latitanza. Anche di loro si sa dove sono. Il primo è a San Cipriano d'Aversa, il secondo a Casapesenna. In un territorio grande come un fazzoletto di terra, possibile che non si riesca a scovarli? è storia antica quella dei latitanti ricercati in tutto il mondo e poi trovati proprio a casa loro. Ma è storia nuova che ormai ne abbiano parlato più e più volte giornali e tv, che politici di ogni colore abbiano promesso che li faranno arrestare. Ma intanto il tempo passa e nulla accade. E sono lì. Passeggiano, parlano, incontrano persone. Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un'enorme bara con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più ricorrente e banale: "Quello s'è fatto i soldi". Col mio lavoro di scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro? Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate? Loro che per lo smaltimento di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500 milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino all'84% per cento? Soldi veri che generano, secondo l'Osservatorio epidemiologico campano, una media di 7.172,5 morti per tumore all'anno in Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie parole, o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com'è possibile che si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com'è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di fronte a tutto questo io rimango incredulo e sgomento e anche ferito al punto che fatico a trovare la mia voce. Perché il dolore porta ad ammutolire, perché l'ostilità porta a non sapere a chi parlare. E allora a chi devo rivolgermi, che cosa dico? Come faccio a dire alla mia terra di smettere di essere schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli? Oggi qui in questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno. Penso a tutti i compleanni passati così, da quando ho la scorta, un po' nervoso, un po' triste e soprattutto solo. Penso che non potrò mai più passarne uno normale nella mia terra, che non potrò mai più metterci piede. Rimpiango come un malato senza speranze tutti i compleanni trascurati, snobbati perché è solo una data qualsiasi, e un altro anno ce ne sarà uno uguale. Ormai si è aperta una voragine nel tempo e nello spazio, una ferita che non potrà mai rimarginarsi. E penso pure e soprattutto a chi vive la mia stessa condizione e non ha come me il privilegio di scriverne e parlare a molti. Penso ad altri amici sotto scorta, Raffaele, Rosaria, Lirio, Tano, penso a Carmelina, la maestra di Mondragone che aveva denunciato il killer di un camorrista e che da allora vive sotto protezione, lontana, sola. Lasciata dal fidanzato che doveva sposare, giudicata dagli amici che si sentono schiacciati dal suo coraggio e dalla loro mediocrità. Perché non c'era stata solidarietà per il suo gesto, anzi, ci sono state critiche e abbandono. Lei ha solo seguito un richiamo della sua coscienza e ha dovuto barcamenarsi con il magro stipendio che le dà lo stato. Cos'ha fatto Carmelina, cos'hanno fatto altri come lei per avere la vita distrutta e sradicata, mentre i boss latitanti continuano a poter vivere protetti e rispettati nelle loro terre? E chiedo alla mia terra: che cosa ci rimane? Ditemelo. Galleggiare? Far finta di niente? Calpestare scale di ospedali lavate da cooperative di pulizie loro, ricevere nei serbatoi la benzina spillata da pompe di benzina loro? Vivere in case costruite da loro, bere il caffè della marca imposta da loro (ogni marca di caffè per essere venduta nei bar deve avere l'autorizzazione dei clan), cucinare nelle loro pentole (il clan Tavoletta gestiva produzione e vendita delle marche più prestigiose di pentole)? Mangiare il loro pane, la loro mozzarella, i loro ortaggi? Votare i loro politici che riescono, come dichiarano i pentiti, ad arrivare alle più alte cariche nazionali? Lavorare nei loro centri commerciali, costruiti per creare posti di lavoro e sudditanza dovuta al posto di lavoro, ma intanto non c'è perdita, perché gran parte dei negozi sono loro? Siete fieri di vivere nel territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più alti tassi di povertà? Passare il tempo nei locali gestiti o autorizzati da loro? Sedervi al bar vicino ai loro figli, i figli dei loro avvocati, dei loro colletti bianchi? E trovarli simpatici e innocenti, tutto sommato persone gradevoli, perché loro in fondo sono solo ragazzi, che colpa hanno dei loro padri. E infatti non si tratta di stabilire colpe, ma di smettere di accettare e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c'è ordine, che almeno c'è lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare avanti per la propria strada. Che basta fare questo e nella nostra terra si è già nel migliore dei mondi possibili, o magari no, ma nell'unico mondo possibile sicuramente. Quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora dobbiamo vedere i migliori emigrare e i rassegnati rimanere? Siete davvero sicuri che vada bene così? Che le serate che passate a corteggiarvi, a ridere, a litigare, a maledire il puzzo dei rifiuti bruciati, a scambiarvi quattro chiacchiere, possano bastare? Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose, mentre intorno a voi c'è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e parla perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così asserviti e rassegnati, così piegati? Come è possibile che solo gli ultimi degli ultimi, gli africani di Castel Volturno che subiscono lo sfruttamento e la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo una volta tirare fuori più rabbia che paura e rassegnazione? Non posso credere che un sud così ricco di talenti e forze possa davvero accontentarsi solo di questo. La Calabria ha il Pil più basso d'Italia ma "Cosa Nuova", ossia la ?ndrangheta, fattura quanto e più di una intera manovra finanziaria italiana. Alitalia sarà in crisi, ma a Grazzanise, in un territorio marcio di camorra, si sta per costruire il più grande aeroporto italiano, il più vasto del Mediterraneo. Una terra condannata a far circolare enormi capitali senza avere uno straccio di sviluppo vero, e invece ha danaro, profitto, cemento che ha il sapore del saccheggio, non della crescita. Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli, preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L'alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perché è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla. Ma non avere più paura non sarebbe difficile. Basterebbe agire, ma non da soli. La paura va a braccetto con l'isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro crea altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che immobilizza, erode, lentamente manda in rovina. "Si può edificare la felicità del mondo sulle spalle di un unico bambino maltrattato?", domanda Ivan Karamazov a suo fratello Aljo?a. Ma voi non volete un mondo perfetto, volete solo una vita tranquilla e semplice, una quotidianità accettabile, il calore di una famiglia. Accontentarvi di questo pensate che vi metta al riparo da ansie e dolori. E forse ci riuscite, riuscite a trovare una dimensione in cui trovate serenità. Ma a che prezzo? Se i vostri figli dovessero nascere malati o ammalarsi, se un'altra volta dovreste rivolgervi a un politico che in cambio di un voto vi darà un lavoro senza il quale anche i vostri piccoli sogni e progetti finirebbero nel vuoto, quando faticherete ad ottenere un mutuo per la vostra casa mentre i direttori delle stesse banche saranno sempre disponibili con chi comanda, quando vedrete tutto questo forse vi renderete conto che non c'è riparo, che non esiste nessun ambito protetto, e che l'atteggiamento che pensavate realistico e saggiamente disincantato vi ha appestato l'anima di un risentimento e rancore che toglie ogni gusto alla vostra vita. Perché se tutto ciò è triste la cosa ancora più triste è l'abitudine. Abituarsi che non ci sia null'altro da fare che rassegnarsi, arrangiarsi o andare via. Chiedo alla mia terra se riesce ancora ad immaginare di poter scegliere. Le chiedo se è in grado di compiere almeno quel primo gesto di libertà che sta nel riuscire a pensarsi diversa, pensarsi libera. Non rassegnarsi ad accettare come un destino naturale quel che è invece opera degli uomini. Quegli uomini possono strapparti alla tua terra e al tuo passato, portarti via la serenità, impedirti di trovare una casa, scriverti insulti sulle pareti del tuo paese, possono fare il deserto intorno a te. Ma non possono estirpare quel che resta una certezza e, per questo, rimane pure una speranza. Che non è giusto, non è per niente naturale, far sottostare un territorio al dominio della violenza e dello sfruttamento senza limiti. E che non deve andare avanti così perché così è sempre stato. Anche perché non è vero che tutto è sempre uguale, ma è sempre peggio. Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l'immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più. Copyright 2008 by Roberto Saviano Published by arrangement of Roberto Santachiara Literary Agency.

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La gruber ricomincia da la7 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Spettacoli Riparte stasera la stagione di "Otto e mezzo", e anche "L'infedele" parla di Alitalia La Gruber ricomincia da La7 Seduta di traverso come ce la ricordiamo, dopo quattro anni al Parlamento europeo, Lilli Gruber debutta questa sera su La7 alle 20.30 alla guida di "Otto e mezzo". Nella settima edizione del programma inaugurato nel 2001 da Lerner e Ferrara a fare da padrone sarà una curiosità giornalistica a 360 gradi: i fatti prima delle opinioni, assicura la Gruber. Il tema scelto per la prima puntata è "Alitalia - Il fronte del no", con ospiti in studio Fabio Berti, presidente dell'Anpac, l'associazione piloti, i rappresentanti degli assistenti di volo e l'economista Tito Boeri. E l'agonia di Alitalia è anche il tema dell'"Infedele" in onda subito dopo, alle 21.10, sempre su La7: se ne parla col sottosegretario Urso e il segretario confederale Cgil Solari, ma anche con rappresentanti del personale e dei piloti della compagnia aerea.

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Lo speciale sulle sfilate di milano - ultimi giorni per alitalia: cosa ne pensate? (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

R2 Musica Seidimoda Repubblica Tv Il videoforum Il nuovo Capossela in esclusiva un brano e un video Il Cronofago un orologio da due milioni Gianni Mura e i lettori sul campionato Lo speciale sulle sfilate di Milano "Noi gay nelle forze dell'ordine" ULTIMI GIORNI PER ALITALIA: COSA NE PENSATE?.

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A TORINO (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Globalisti DI A TORINO JASMINA TE?ANOVIC BRUCE STERLING Alitalia sembra al capolinea. È finito il mondo dove le nazioni hanno le proprie compagnie aeree. Oggi queste sono di proprietà di businessmen milionari come Christy Ryan della Ryan Air, i cui aerei portavano sulle fiancate la scritta Arrivederci Alitalia. Un altro è il milionario hippie sir Richard Branson, che possiede Virgin Airlines, ed è cosi ricco da potersi permettere le astronavi. Non è colpa degli italiani, se Alitalia non può pagare i debiti. È stata una decisione europea, ed è una conseguenza del mercato internazionale, non locale. Ma compiere sessant'anni non è male, per un'impresa iniziata proprio a Torino con un piccolo bombardiere militare rifatto. Alitalia è sopravissuta a tanti rivali: le linee aeree sono fragili come le farfalle, è facile che si spengano. Una volta Alitalia aveva porcellana e argento nella prima classe, adesso la chiamano Malitalia, perché ritarda, perde i bagagli, etc. Era una farfalla meravigliosa, una volta. E poi il verde è il colore preferito di Bruce, mentre Jasmina adorava i voli per New York da Belgrado con una notte gratis a Roma. Anche se il cibo continuava a peggiorare, i dolci e il vino in Alitalia sono rimasti ottimi. Anche le pubblicità dell'Alitalia erano sempre all'italiana: donne con sciarpe e occhiali grandi, il sole della Toscana, vespe, pizze, pasta, busti classici. Jasmina ha perso una decina di volte i bagagli volando Alitalia, e di conseguenza si è rifatta un guardaroba nuovo di abiti prestati d'emergenza. Bruce, volando oltremare con Alitalia, ha speso giorni extra a Londra per il ritardo della compagnia, con l'esito imprevedibile di scrivere racconti ambientati a Londra. D'altronde, perché ci lamentiamo? Nei primi voli del '47 i passeggeri dovevano portare le maschere d'ossigeno. Per di più, le uniformi dell'Alitalia hanno vinto il voto del pubblico come le più belle. Armani vestiva l'equipaggio e decorava gli interni di alcuni aerei. Ma non è detta l'ultima parola. Per fare un parallelo, la linea jugoslava Jat esiste tutt'ora, in fin di vita, anche se il paese Jugoslavia non esiste più da anni. Il capo dell'Air France-Klm ha detto che per Alitalia c'é bisogno di un esorcista. Nonostante questa battuta, Alitalia, viva o morta, per noi sarà sempre un angelo volante.

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Coppola: sul futuro Sagat la giunta faccia chiarezza (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il caso Alitalia e Caselle Coppola: sul futuro Sagat la giunta faccia chiarezza "Martedì 23 settembre è stato convocato un CdA straordinario di Sagat. E' utile sapere quale sarà la posizione dell'amministrazione comunale, socio di riferimento, in quel incontro straordinario". Lo chiede Michele Coppola, al presidente del Consiglio comunale. E aggiunge: "I problemi sul tavolo sono molti. La differenza di vedute, inoltre, tra Regione Piemonte e Città di Torino, considerata grave fino a qualche giorno fa, oggi è gravissima". E conclude: "La crisi Alitalia e le difficoltà di AirOne - il 44% dei voli del Sandro Pertini - hanno necessità di risposte immediate e la buona volontà di Blu Express mi sembra insufficiente a colmare le probabili lacune che ci attendono".

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Fantozzi: Alitalia all'asta (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 22-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Sacconi: l'accordo con Cai non si tocca. Bersani: incredibile, qualcuno intervenga. Matteoli: tra 6 giorni aerei fermi Fantozzi: Alitalia all'asta "Cerchiamo acquirenti all'estero". Cgil: pronti a trattare col commissario Non è ancora un'asta pubblica ma ci siamo quasi. Chi vuole Alitalia si faccia vivo. Il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, continua la sua azione di esploratore per individuare alternative al progetto di Cai. Domani verrà pubblicata su tre giornali italiani e su un quotidiano finanziario internazionale una sollecitazione a presentare, entro il prossimo 30 settembre, manifestazioni di interesse. Ma Sacconi avverte: l'accordo con la cordata non si rinegozia. Bersani: incredibile, qualcuno intervenga. Intanto Matteoli lancia l'allarme: tra sei giorni aerei fermi. Corbi, Giovannini e Magri ALLE PAG. 2 E 3.

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