HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “ALITALIA” |
|
T ARTICOLI DEL 20-22 settembre 2008 #TOP
·
Articoli
Alitalia 2 (122)
Alitalia, il rilancio di epifani "ora vendiamola agli
stranieri" - roma ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, il rilancio di Epifani "Ora vendiamola agli
stranieri" ROMA "O il governo e il commissario trovano il modo di
riaprire la trattativa con Cai, oppure io vedo una sola strada: la vendita
immediata a una grande compagnia straniera, che ci può assicurare un know how
industriale più forte e condizioni finanziarie più solide"
Veltroni all'attacco del premier "crisi gestita in
modo dilettantesco" - mario calabresi (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per Massimo D'Alema:"Il destino di Alitalia è legato
a un partner internazionale e, se questo venisse trovato subito, si potrebbe
arrivare prima a una soluzione positiva. Prima o poi credo sia fondamentale un
partner internazionale per evitare che Alitalia sia una modesta compagnia
regionale".
Alitalia, rischio stop tra 10 giorni assistenti di volo
anpav: firmiamo - luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Alitalia, rischio stop tra 10 giorni Assistenti
di volo Anpav: firmiamo Berlusconi: guardiamo l'esempio Usa, facciamo i nostri
interessi Lo scontro Fantozzi ai sindacati: pochissimo tempo e non ci sono
nuove offerte. Tra breve l'Enac ritirerà la licenza alla compagnia LUCA IEZZI
ROMA - Dieci giorni di tempo,
E ora i passeggeri non si fidano corsa al treno, due
eurostar in più - luisa grion ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Crollano le prenotazioni di Alitalia che scrive
alle agenzie di viaggio: si vola regolarmente la prossima settimana E ora i
passeggeri non si fidano corsa al treno, due Eurostar in più Trenta voli
cancellati per "ragioni operative non legate a crisi o proteste"
LUISA GRION ROMA - Via dall'Alitalia, si cambia la compagnia e magari anche il
mezzo.
Alitalia, la grande paura (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E si attende l'incontro con il governo Alitalia, la grande
paura Con l'indotto più di 30 mila posti a rischio nel Lazio il giorno dopo
l'annuncio della ritirata della Cai, nel grande piazzale del Centro Equipaggi
si respira una calma carica di tensione. Convivono speranza e paura nello scalo
di Fiumicino.
Occupazione, il lazio trema a rischio 30 mila lavoratori -
carlo picozza ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Il fallimento sarebbe una catastrofe non solo per
l'Alitalia e i suoi addetti", commenta Andrea Spadoni, impiegato, "ma
per l'intero Paese perché la compagnia fa da perno a diverse attività
industriali, commerciali e di servizio. Molti aeroporti, senza Alitalia,
sarebbero costretti a chiudere".
Pd in piazza "si può salvare" (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Una iniziativa pubblica in difesa di Alitalia, AirOne e
Fiumicino. La organizzerà in piazza il Pd i primi giorni della prossima
settimana: la "sponsorizza" il senatore Francesco Rutelli che
ribadisce che "Alitalia si può ancora salvare a patto che i soggetti
interessati facciano ciascuno la propria parte e aprano al mercato".
Alitalia, il giorno della paura hostess in lacrime:
perdiamo il posto - laura serloni (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina IV - Roma Alitalia, il giorno della paura Hostess
in lacrime: perdiamo il posto Alemanno, Marrazzo e Zingaretti lunedì da
Fantozzi Il giorno dopo il ritiro della Cai, allo scalo di Fiumicino c'è una
calma carica di tensione LAURA SERLONI L'entusiasmo è durato un attimo.
Paura del ciclone alitalia (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non ci sono offerte credibili per le tratte sociali"
Paura del ciclone Alitalia La Regione: a rischio i collegamenti con le isole
minori Il primo effetto del ciclone Alitalia potrebbe essere lo stop ai
collegamenti con le isole minori. Secondo il vice presidente della Regione
Titti Bufardeci "non ci sono offerte credibili per le tratte
sociali".
Al check-in di punta raisi "noi, precari in
bilico" - sara scarafia ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Dal 2003 lavora come hostess di terra all'Alitalia. è una
precaria, con contratti a termine che si rinnovano ogni dieci mesi. Da quando
il destino della compagnia è appesa a un filo vive nel terrore di perdere il
lavoro. "Noi che non siamo dipendenti potremmo essere i primi a essere
mandati via", dice rigirandosi la fede al dito.
Nel call center di via cordova posto in bilico per 1.500
giovani - claudia brunetto ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il sessanta per cento di loro lavora su commesse Alitalia
sia nei mercati nazionali che esteri. "Dal momento che Alitalia è
proprietaria per il quaranta per cento del call center - dice Rosalba Vella,
segretaria provinciale della Slc-Cgil e dipendente Alicos - e che il gruppo
Almaviva ci ha informato di un buco di nove milioni di euro di fatture mai
pagate dalla compagnia aerea,
Le low cost all'assalto dei cieli siciliani - emanuele
lauria ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Le low cost all'assalto dei cieli siciliani Crisi
Alitalia: le isole minori rischiano di restare senza collegamenti aerei
Meridiana annuncia: boom di prenotazioni dal capoluogo e da Catania EMANUELE
LAURIA Il primo effetto del ciclone Alitalia è quello che non ti aspetti:
rischiano la paralisi i collegamenti aerei con le isole minori.
"noi, i dimenticati di punta raisi" la paura ai
banchi del check-in - sara scarafia (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su tutte le prime pagine si parla solo di Alitalia.
"Viaggio continuamente per Roma perché ci abita la mia fidanzata - dice un
giovane in fila - senza Alitalia sarebbe un guaio riuscire a viaggiare in orari
compatibili con i miei impegni". Chiunque si avvicini ai banchi della
compagnia ha una parola di incoraggiamento per i lavoratori.
Palermo-roma, il quasi monopolio undici voli su diciotto
possono saltare ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il quasi monopolio undici voli su diciotto possono saltare
Se Alitalia fallisse davvero, Palermo si troverebbe ad essere un po' più
isolata dal resto del Paese. Sui 18 voli che partono da Punta Raisi diretti a
Fiumicino (diciannove con quello del sabato garantito dalla Wind jet), la
compagnia di bandiera ne assicura addirittura 11.
L'alitalia in crisi si riempiono i treni - ilaria carra (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia in crisi si riempiono i treni ILARIA CARRA Code
alle biglietterie e treni ordinari strapieni. La crisi Alitalia spinge i
passeggeri a viaggiare su rotaia. E per far fronte al picco di affluenza degli
ultimi tre giorni, circa il 12 per cento in più rispetto alla settimana scorsa,
le Ferrovie dello Stato hanno programmato sulla tratta Milano-
Il buio alitalia si allunga sul "colombo" futuro
a forte rischio per l'aeroporto ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina I - Genova Il buio Alitalia si allunga sul
"Colombo" Futuro a forte rischio per l'aeroporto Il caso Alitalia
proietta le sue ansie sulla Liguria. Il presidente della Regione, Burlando
avverte: "L'aeroporto di Genova ha 2 milioni di euro di crediti da
Alitalia, se va a finir male, per noi sarà crisi seria".
Metrò, il "piano b" di zamboni - valerio varesi (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, all'osso" ha accusato Alberto Vannini dei
civici, mentre il collega Daniele Corticelli ha definito la domanda di
trasporto studiata dai tecnici per l'infrastruttura "finta". Il
presidente dell'associazione "Il metrò che vorrei" ha anche annunciato
ricorsi contro gli espropri: "ne faremo uno all'anno per i prossimi trent'
Ap alla carica "air france paghi i debiti
alitalia" ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Air France paghi i debiti Alitalia" I legali di
Aeroporti di Puglia stanno valutando la possibilità di esigere da Air France i
crediti che la società regionale vanta con Alitalia. Il principio su cui si
basa l'ipotesi allo studio in queste ore è quello dell'alleanza fra le due
compagnie, unite a partire dal 2001 dallo strumento del code sharing per
coordinare l'
"air france paghi i debiti alitalia" - ilaria
ficarella ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tempo il credito che la società vanta nei confronti di
Alitalia. Per non violare gli ostacoli disposti dalla normativa in materia, gli
avvocati di Ap stanno studiando come ottenere quei tre milioni di euro non
direttamente dalla compagnia di bandiera, ma dalla Air France. Nel 2001,
infatti, l'Alitalia ha stipulato un'alleanza con Air France che ha permesso
alla società italiana l'
"in scena vi racconto l'italia dei nuovi ricchi"
- silvia fumarola ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Se andassi in scena parlando di Alitalia o di Berlusconi,
sospirebbero tutti: "Non ne possiamo più". Invece racconto l'Italia
dei nuovi ricchi con Naomo in pareo che urla: "I centesimi? Ma che li
fanno ancora?", quando tante famiglie contano anche i centesimi; indago
sui rapporti uomo-donna, sempre più complicati, con gli uomini disorientati che
curano l'
Telecom, accordo su 5000 esuberi - aldo fontanarosa (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fabrizio Solari della Cgil osserva - con la mente ad
Alitalia - che un'intesa è sempre possibile se c'è "volontà di chiudere e
flessibilità". Alle 11 di ieri, intanto, iniziava il corteo dei ragazzi
dei call center. Si sono radunati in piazza Esedra a Roma sotto lo slogan
"Telefoni muti in tutto il Paese".
Epifani rilancia la sfida al governo "venda alitalia a
un partner estero" - (segue dalla prima pagina) massimo giannini (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma nel caso dell'Alitalia questo è davvero l'ultimo dei
problemi. La verità è che non si può trattare con la pistola alla tempia".
Continuate a sottovalutare un punto: Alitalia è nell'abisso. Tutti trattano con
la pistola alla tempia, non crede? "è vero. Ma tutto era già noto da un
pezzo.
"alle prossime elezioni saremo al 52%" berlusconi
fissa l'asticella per il pdl ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sono le sue parole che tutti hanno messo in riferimento
alla vicenda Alitalia - che dobbiamo pensare sempre come un molock il libero
mercato ma anche fare i nostri interessi. L'esempio è quanto accaduto negli
Stati Uniti" con l'intervento del governo per salvare le grandi banche
d'affari. Una crisi, però, che a suo parere "non toccherà profondamente, come
qualcuno crede,
L'allarme del colle: "ora serve fiducia" -
giorgio battistini ( da "Repubblica, La"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Del pasticcio Alitalia, della partita a tre fra governo
sindacati e imprenditori preferisce non dire. Non è materia del suo ufficio. In
realtà ne parla, privatamente, in mattinata col presidente della Regione
Veneto, Galan, che gli confida tutta la sua preoccupazione per i risvolti che
l'assenza dell'Alitalia dagli aeroporti rischia di avere sui flussi turistici
anche a Venezia.
La rivincita di keynes - (segue dalla prima pagina) (
da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è una gigantesca "operazione Alitalia" fondata
sullo stesso balordo, ma ormai inevitabile principio del "privatizzare i
profitti" e "statalizzare i debiti". Con, alle spalle, lo stesso
ricatto del fallimento epocale. Non è finito, in queste ore sconvolgenti, il
capitalismo americano.
La ( da "Corriere della Sera"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano
- data: 2008-09-20 num: - pag: 3 categoria: BREVI La "cassa" Per Sea
il "tradimento" di Alitalia ha già comportato la messa in cassa
integrazione di 900 persone su 5.500.
<Al Forlanini siamo terrorizzati Tanti posti di lavoro
in pericolo> ( da "Corriere della Sera"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il giorno dopo il fallimento della trattativa Alitalia, a
Linate è uno soltanto: più a terra di un volo annullato. "Non sono
dipendente Alitalia - dice Grazyna, che serve caffè al bar del terminal arrivi
-. Ma sono preoccupata lo stesso. Se ci sarà meno gente in aeroporto, sarà un
problema per tutti.
Effetto Alitalia su Linate: a rischio un volo su 2 (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: occupazione negli aereoporti da parte delle agenzie del
lavoro Fallimento Alitalia: dopo la rottura delle trattative Cai-sindacati la
prospettiva è più vicina. L'impatto per Milano sarebbe tutt'altro che
trascurabile. Nuovi esuberi. Altri voli tagliati. E, per la Sea come come per
gli altri creditori di Alitalia, conti più difficili da far quadrare.
I trasporti Le polemiche (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: eventuale taglio dei voli allo scalo di Malpensa
potrebbero venire inclusi anche i tre importantissimi collegamenti
intercontinentali per New York, Tokio e San Paolo La perdita del posto Per la
Sea il "tradimento" di Alitalia ha già comportato la messa in cassa
integrazione di 900 persone. Ma i posti persi sono molti di più: bisogna tenere
conto anche dell'indotto.
Effetto Alitalia, tremano Linate e Malpensa (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non mi straccio le vesti Effetto Alitalia, tremano Linate
e Malpensa Il Forlanini rischia di perdere il 50% dei voli. "Migliaia i
posti di lavoro in pericolo" La partita vera si gioca a Roma. Ma
l'eventuale fallimento dell'Alitalia arriverà, e si farà sentire, anche a
Linate e Malpensa, dove sarà a rischio un aereo su due.
Alitalia, le hostess trattano (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Veltroni attacca Alitalia, le hostess trattano Berlusconi:
la situazione è molto difficile ROMA - Crisi Alitalia: le hostess trattano.
Veltroni attacca, ma invita al negoziato. Berlusconi: situazione molto
difficile. Tremonti esclude una rinazionalizzazione. DA PAGINA
IL MERCATO E LA FINANZA (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non mi sembra: basta confrontare Alitalia, un'azienda che
vogliamo testardamente mantenere italiana, con il Nuovo Pignone che quindici
anni fa vendemmo alla General Electric. Poiché poche aziende al mondo sanno
costruire turbine e compressori come il Pignone, Ge concentrò le produzioni a
Firenze.
E se ( da "Corriere della Sera"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Sette Giorni IL CAVALIERE E IL SOCCORSO ROSSO
E se si arrivasse a un'intesa su Alitalia tra il governo e il Pd? Se la logica
delle "contrapposte convergenze" portasse Berlusconi e l'opposizione
a siglare, per interessi diversi, un tacito patto, così da risolvere
positivamente la vertenza? CONTINUA A PAGINA 5.
Berlusconi: situazione difficile. Le hostess trattano (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: piano b" potrebbe passare al modello Swiss: Alitalia
sarebbe ridimensionata e qui potrebbe tornare in gioco Air One, attraverso una
fusione che aumenterebbe l'impatto della compagnia sul mercato. Antonella
Baccaro Su Corriere.it la tua opinione sullo stallo nella trattativa Alitalia
Il commissario Alitalia, Augusto Fantozzi.
Alitalia Governo (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE
Alitalia Governo Sacconi e l'autonomia del sindacato Il ministro del Welfare,
Maurizio Sacconi, ha auspicato "una riflessione da parte delle
organizzazioni che non hanno firmato circa l'assenza di alternative all'unica
proposta sul campo che è quella di Cai".
I punti Mille Miglia diventano a rischio (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: -
pag: 9 categoria: BREVI I punti Mille Miglia diventano a rischio L'eventuale
fallimento di Alitalia sarà un boomerang per chi ha punti Mille Miglia: c'è il
rischio che diventino inutilizzabili, a meno che non si trovi un acquirente
pronto a prenderseli come Cai.
Assalto ai treni, gli aeroporti si svuotano (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quella Roma-Milano che costituisce la nervatura delle
rotte Alitalia. Le Ferrovie erano già pronte, anche perché con l'incertezza che
ha sospeso in un limbo il futuro dei biglietti Alitalia è già da tempo che chi
deve prenotare un viaggio ci pensa due o tre volte prima di chiamare il call
center della compagnia.
Veltroni: governo isterico ma ora si cerchi un'intesa (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ho volato Alitalia". Di Pietro: dal premier non
dilettantismo ma speculazione NEW YORK - "Il governo ha gestito in modo
dilettantesco e isterico la vicenda Alitalia. La soluzione della vendita alla
Cai non ci piace, ma è meglio del fallimento. Quindi speriamo che la
discussione riprenda e gli imprenditori ascoltino le richieste dei sindacati,
Italia e America, i due volti della crisi (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: esultanza A Milano come a Fiumicino, l'annuncio del ritiro
dell'offerta per Alitalia da parte di Cai è stata salutata dai dipendenti con
applausi e ovazioni, a dispetto dell'avvio della procedura di Cassa
integrazione. Un comportamento duramente criticato da diversi esponenti di
governo, e sostenuto invece da Antonio Di Pietro.
Alitalia-Lehman, il rumore e il silenzio di una sconfitta (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Italia agli Usa Le due facce del flop Alitalia-Lehman, il
rumore e il silenzio di una sconfitta SEGUE DALLA PRIMA Perché "meglio
falliti che in mano ai banditi ". A Canary Wharf e a Wall Street molti
licenziati della Lehman Brothers hanno attraversato la strada con dignità,
sfidando la gogna mediatica globale (decine di cameramen, fotografi,
<Intesa governo e piloti, Cai è pronta> (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: è chi non esclude la possibilità del ritorno in campo
dell'offerta su Alitalia. è Gianluigi Aponte, uno dei 18 azionisti della
società guidata da Colaninno, un imprenditore che già conosce bene il mondo dei
trasporti. Alla guida di Msc, una delle più grandi società di shipping del
mondo, cui fa capo Msc Crociere, Aponte da diverso tempo guarda al business dei
cieli.
E il 63% degli italiani è per la cordata (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: unica alternativa al fallimento di Alitalia. E il 58%,
secondo un sondaggio condotto dall'Ispo di Renato Mannheimer, ritiene la proposta
di Cai in grado di rilanciare la compagnia aerea. Solo per il 14% sarebbe
meglio il fallimento. L'Ispo ha chiesto anche quali dovrebbero essere gli
obiettivi del possibile compratore di Alitalia: il 79% vuole che siano
garantite l'
Qui Lina ( da "Corriere della Sera"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2008-09-20 num: - pag: 6 autore: di LINA SOTIS categoria: BREVI Qui Lina
F antozzi: "L'Alitalia volerà finché avrà benzina". Passeggeri
avvertiti, quando finisce si precipita. lsotis@corriere.it.
Le scelte di Silvio e il <soccorso rosso> (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è un'impresa titanica, e per riuscirci serve una
falange macedone politica". Da Gianni Letta a D'Alema, ognuno per la
propria parte lavora sotto traccia. E ognuno lancia dei segnali. Al forzista
Napoli, per esempio, è stato affidato il compito di invitare Epifani ad
"aver coraggio", a "sfruttare l'occasione per dimostrare che non
è solo un leader sindacale ma che ha anche
Il doppio fronte di Epifani per non restare isolato (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Mentre Luigi Angeletti e Renata Polverini hanno un'idea
migliore: "Perché non facciamo votare i lavoratori di Alitalia sul piano
Cai?" Enrico Marro Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani:
segnali di disponibilità verso la proposta Cai.
La Cgil lombarda: un disastro il fallimento (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il fallimento di Alitalia sarebbe un disastro per il
trasporto aereo del Paese. Per Fiumicino ma anche per Malpensa e Linate".
Così, ieri, il segretario generale della Filt Cgil della Lombardia, Nino
Cortorillo. Il piano Fenice della Cai prevedeva un ridimensionamento di Linate
e, nello stesso tempo, non dava a Malpensa il ruolo di hub.
Pasta e fagioli La ricetta di Brunetta (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in attesa di trovare una soluzione per il collasso di
Alitalia, magari ci si potrebbe tirar su gustando la pasta e fagioli del
ministro Renato Brunetta (foto). Intervistato da Alain Elkann per La 7 (il
servizio andrà in onda oggi), il ministro della Funzione pubblica e
dell'Innovazione spiega che il suo palato il piatto indicato lo delizia così:
"Soffritto,
Fiumicino, voli cancellati Lunedì alla Magliana vertice con
Fantozzi ( da "Corriere della Sera"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE La crisi Alitalia Fiumicino, voli cancellati
Lunedì alla Magliana vertice con Fantozzi Un "faccia a faccia" per
discutere della crisi Alitalia e delle ricadute sull'indotto nel Lazio. è
quello in programma lunedì al quartier generale della Magliana. Da una parte il
commissario della compagnia Augusto Fantozzi,
La Roma ha scoperto di avere problemi E Spalletti va in
difesa ( da "Corriere della Sera"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lì sopra puoi metterci la qualità ". è un discorso
che i nuovi e qualche giovane vecchio devono ancora capire. La Reggina,
invischiata nella crisi dell'Alitalia, ci ha messo mezza giornata per
raggiungere Roma. A ognuno i suoi problemi. Luca Valdiserri.
La tua opinione (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: it La Cai ha ritirato l'offerta per Alitalia. Deve
intervenire lo Stato? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri I numeri sono in
percentuale Sì R 9,1 No R 90,9 La domanda di oggi Il piano del Tesoro Usa fa
volare le Borse. La crisi è superata? I sondaggi on line non hanno valore
statistico e non sono basati su un campione scientifico.
La segreteria Epi-maschi (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sventurata scelta che la confederazione rossa ha adottato
nel caso Alitalia ha stemperato quelle antiche diffidenze. E sta nascendo,
almeno sulla carta, una sorta di segreteria Epi-maschi. Basta leggere la
soddisfazione con la quale lo stesso Cremaschi ha potuto raccontare al
Riformista di ieri di aver incontrato il segretario generale della Cgil e
averlo incoraggiato "a continuare così"
Ricci, lezioni di satira <Grillo? Rischia di fare
l'imbonitore> ( da "Corriere della Sera"
del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: a spalleggiarlo con qualche battuta perché Ricci è un
fiume in piena: "Ci occuperemo dell'Alitalia; andremo a controllare se la
spazzatura a Napoli è davvero sparita o se l'hanno cacciata nel Vesuvio o ,
oppure a casa di Iervolino e Bassolino. Continueremo a controllare, come è
nella nostra storia. La gente, che per il 95% ci indica gli argomenti di cui
occuparci, spera in noi".
Notizie in 2 minuti (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, spiragli di soluzione Qualche spiraglio nella
crisi Alitalia: l'Anpav, uno dei sindacati dissidenti (assistenti di volo), ha
dato segnali di disponibilità. E ci sono segnali di distensione
dall'opposizione. Ma Berlusconi sottolinea: situazione difficile.
Interventi e Repliche (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: it Alitalia: privilegi e soddisfazioni E' ora di dire la
verità: io comandante Alitalia sono un privilegiato. Infatti ho il privilegio
di volare per la compagnia di bandiera; ho il privilegio di essere ambasciatore
quando atterro in uno scalo estero e sulla coda dell'aereo mostro i colori
dell'Italia;
DUBBI LINGUISTICI (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Con tutto il rispetto per i dipendenti Alitalia, vorrei
dire solamente che a me non ha pensato nessuno! Marcello Bevilacqua
pierabevilacqua@virgilio.it DISOCCUPAZIONE Strani contrasti Il mio barbiere
cerca invano un lavorante; nei supermercati ci sono cartelli per cercare un
macellaio;
<Mediobanca, interessati ad asset Aig> (
da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come potrebbe essere il coinvolgimento in Alitalia, Nagel
non commenta: "Rispondo in modo laconico, la situazione è delicata e
problematica quindi il silenzio è d'oro". Infine su Telco-Telecom:
arrivano fondi esteri? Nagel: "Lasciamo lavorare il management". E
Pagliaro sulla quota in portafoglio: "Spero non svaluteremo mai.
Il Piemonte escluso dalle decisioni sulle rotte (
da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: in conseguenza ai fatti di Alitalia. La direzione
aeroportuale si riserva di riprendere i lavori quando la vicenda sarà
definita". Dalle comunicazioni di Enac sembra inoltre non possa essere
preso in considerazione il lavoro svolto nell'ultimo periodo. "Ci sono
affermazioni che noi vogliamo contestare, anche perché la partecipazione degli
Enti piemontesi,
Sagat, in bilico 6 milioni di Alitalia (
da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: poi non dimentichiamo che alla incognita di Alitalia si
aggiunge la non brillante situazione di Airone". E chiarisce: "Le due
compagnie insieme attualmente gestiscono quasi la metà dei voli dello scalo.
Esattamente il 21,5% Alitalia e 23% Airone. Non è poco". E se Alitalia non
ha qui che un piccolo ufficio a Caselle c'è, invece, uno dei quattro centri
operativi di Airone in Italia.
Le hostess mollano i piloti (
da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: governo dilettante Le hostess mollano i piloti Spiragli
per Alitalia. Tremonti: no alla nazionalizzazione Si riapre uno spiraglio per
Alitalia: l'Anpav, il sindacato degli assistenti di volo, si dichiara disposto
a firmare e spezza il fronte del "no" con i piloti. Berlusconi, però,
rimane cauto: "La situazione è molto difficile".
La vendano all'estero o se la prenda lo stato - eugenio
scalfari ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia è un bruscolino rispetto a quanto sta accadendo
sui mercati mondiali, ma è pur sempre un fatto che ci riguarda molto da vicino,
mette in gioco il trasporto aereo d'una nazione, il prestigio d'un governo che
è il nostro governo, la rappresentatività d'un movimento sindacale che discute
e firma contratti in nome di milioni di lavoratori.
Bersani: "non posso assolvere epifani adesso il
governo tiri fuori un piano b" - goffredo de marchis (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non credo che una grande compagnia non sia interessata
agli asset di Alitalia" "Un pezzo di esecutivo si è defilato: chi ha
visto Scajola o Tremonti?" Ci vuole un grande partner industriale. Se
serve un idraulico non si chiama l'elettricista Gli investitori italiani hanno
la mia stima, ma si sono messi in un percorso tutto politico GOFFREDO DE
MARCHIS ROMA - Onorevole Bersani,
"alitalia verso il fallimento" (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un milione e mezzo di spese per gli hotel scelti dai
piloti "Alitalia verso il fallimento" Berlusconi: "Resta solo la
Cai". Ma cresce il pressing su Lufthansa ROMA - "Per Alitalia non c'è
alternativa alla Cai, se non il fallimento", ha detto ieri il premier
Berlusconi. L'ipotesi di una trattativa con Lufthansa continua però a rafforzarsi.
Alitalia, aut-aut di berlusconi "sì al piano cai o
fallimento" - luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, aut-aut di Berlusconi "Sì al piano Cai o
fallimento" Il tribunale: un milione e mezzo per gli hotel dei piloti Il
premier: non ci sono alternative, impossibile la nazionalizzazione L'Anpac:
vogliono trattarci peggio delle colf LUCA IEZZI ROMA - "Escludo che ci
siano altre offerte per Alitalia alternative a quella di Cai e credo che si vada
verso la procedura di fallimento"
Ma cresce il pressing su lufthansa e mediobanca attende una
chiamata - giovanni pons ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il governo dovrebbe riformulare una procedura chiamando
esplicitamente al capezzale di Alitalia le compagnie straniere. Per una
soluzione di questo tipo potrebbe scendere in campo in qualità di consulente
Mediobanca che, al contrario di Intesa, in passato è sempre stata favorevole
all'inserimento di Alitalia nella pancia di un vettore dalle spalle più forti.
Se la professione è una colpa - (segue dalla prima pagina) (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "unici" colpevoli (insieme al sindacato, pardon:
la Cgil) dello sfascio di Alitalia. Il modello, peraltro, potrebbe essere
applicato, nel prossimo futuro, ad altre figure e ad altri settori.
Riconducendo, ad esempio, le difficoltà del sistema sanitario (in grande
sofferenza per motivi di spesa) alle colpe dei medici.
La vendano all'estero o se la prenda lo stato - (segue
dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, in blocco senza discontinuità oppure soltanto
per una parte degli asset. Se il commissario di Alitalia si sottraesse a questo
suo urgente e inderogabile compito verrebbe meno ai doveri del suo ufficio e
sarebbe passibile d'esser messo sotto accusa da parte della Corte dei conti per
aver causato grave danno erariale alle casse dello Stato.
"alitalia? meglio prenotare altri voli" (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia? Meglio prenotare altri voli" Il rischio è
di partire dall'aeroporto di Fiumicino con un volo Alitalia per Parigi o New
York con l'incognita del ritorno. Così molte agenzie di viaggio consigliano ai
propri clienti di evitare di prenotare vacanze e week end all'estero come in
Italia con la compagnia aerea di bandiera.
Regione, allarme conti in rosso - carlo picozza (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia: "Ancora qualche settimana e il Lazio
rischia il tracollo". A lanciare questo Sos non è il commissario della
compagnia aerea ma l'assessore al Bilancio della giunta regionale, Luigi Nieri.
"Se entro pochi giorni il governo non trasferirà i 5 miliardi di euro
dovuti al Lazio si dovrà assumere la responsabilità del collasso della Regione
nelle cui casse sono rimasti solo 305
"alitalia? meglio se prenotate un altro volo" -
valeria forgnone laura serloni ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il ritiro dalle trattative della Compagnia aerea italiana
e quindi un possibile fallimento di Alitalia ha messo in allerta tutti gli
operatori turistici. E sembra che per il calo delle richieste al terminal A
dello scalo romano da domani sarà aperto un solo varco. "Vista la
situazione, al momento consigliamo di non partire con l'Alitalia.
Massimo lorello (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno una preoccupazione in più sulla crisi dell'Alitalia.
Preoccupazione strettamente personale. Cosa faranno senatori e deputati se,
come si teme, nei prossimi giorni la compagnia di bandiera ridurrà
drasticamente i voli? Angelino Alfano, di sicuro, non sarà nemmeno sfiorato dal
problema perché, da ministro della Giustizia, per ragioni di sicurezza,
Biglietti e prenotazioni a rischio i tour operator tra
paura e fiducia - giovanni scarlata (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Anche Piscopo non ha dubbi sulla sopravvivenza di
Alitalia: "Sono convito che Alitalia sarà salvata e vedo nell'acquisto da
parte di Air France la soluzione migliore. Mi preoccupa invece - conclude - la
situazione di Air One il cui indebitamento rende la situazione assimilabile a
quella della compagnia di bandiera".
Il sos dei politici: come faremo senza la
"navetta"? - massimo lorello (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia perché porta il nome del nostro Paese".
Certo, su questo punto, con Air One non c'è partita. "E poi - confessa
Vicari - il personale Alitalia ha modi migliori rispetto a tutte le altre
compagnie". Anche Costantino Garraffa, senatore del Pd, è un
"fidelizzato" Alitalia: "Abbiamo la compagnia più attenta del
mondo nella sicurezza e nella manutenzione.
Gesap: in bilico 1,5 milioni di alitalia - antonio
fraschilla ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 5 milioni di passeggeri annuali che si muovono nello scalo
di Punta Raisi sono targati proprio Alitalia, con clienti molto fidelizzati,
come dimostrano i dati sui movimenti nei primi sei mesi dell'anno. Nonostante
la crisi della compagnia, l'Alitalia ha registrato un calo appena dell'8 per
cento dei passeggeri palermitani rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno.
Città a luci spente e politici impuniti - nino alongi (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, ma da mesi tutti viviamo gli stessi problemi: i
rincari dei generi di prima necessità, i disservizi della pubblica
amministrazione, gli affitti alle stelle e il lavoro che non si trova o che non
si trova più. Nell'Isola l'apice di questa condizione di comune sofferenza si
scopre nelle due maggiori città: Catania e Palermo.
Penati avvisa rifondazione "la prossima volta niente
veti" ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: anche una stoccata sia al governatore Roberto Formigoni
che al sindaco Moratti sulla crisi Alitalia: "Non lo ammetteranno mai ma
credo che saranno contenti del ritiro dell'offerta della Cai. Li toglie
dall'imbarazzo di dover esprimere tutte le loro perplessità a un piano che
lasciava a Linate soltanto la tratta Milano-Roma e riduceva drasticamente i
voli internazionali da Malpensa".
"il governo della moratti ha bisogno di un
tagliando" - andrea montanari (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Berlusconi è ancora impegnato nel tentativo di salvare
l'Alitalia, ma tra una settimana mi ha promesso che se ne occuperà". Le
risulta un veto sul nome di Paolo Glisenti? "No, ma in ogni caso questo mi
sembra un problema di secondo livello". Torniamo al dopo Maiolo.
Sceglierete un consigliere comunale o un esterno?
Porto, la sferza del ministro - massimo minella (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: prima di tornare a Roma per riprendere la trattativa
sull'Alitalia. Ed entra nella partita più delicata, quella che riguarda il
porto di Genova, travolto dalle inchieste e tuttora in una fase di stallo, in
attesa che lo stesso lavoro dei magistrati si concluda e che lo scalo possa
riprendere a macinare traffici.
Matteoli: "lasciate lavorare i magistrati sulle
banchine tutti rispettino le norme" - (segue dalla prima pagina) dal
nostro inviato ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, sempre che l'operazione riesca, toccherà alla
Tirrenia? "I tempi dovrebbero essere quelli. Su Alitalia si è aperto uno
spiraglio, speriamo bene. Su Tirrenia bisogna agire, a fine anno finiscono le
convenzioni. Ho già consultato il presidente Pecorini e tutti i presidenti
delle Regioni legate al servizio svolto dalle società regionali che fanno capo
al gruppo.
L'aeroporto segue la pista svizzera - luigi pastore (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia e in ogni caso aperto alla presenza più massiccia
di compagnie straniere. Ma intanto, compatibilmente con i destini di Alitalia,
i tempi potrebbero essere più serrati: già il mese prossimo il consiglio di
amministrazione potrebbe cambiare in parte, e non è da escludere l'ingresso
diretto di Odone e Merlo per gestire in prima persona la fase di transizione di
concerto con
Marconi, 32mila passeggeri in meno avanzano i piccoli scali
come forlì ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Contando anche la crisi Alitalia, le ragioni
dell'avanzamento del mercato dei voli a basso costo sono sempre più chiare. Al
Marconi la compagnia irlandese regina del low cost Ryanair arriverà per la fine
di ottobre e il via alle prime rotte dallo scalo felsineo è, a questo punto,
attesa con ansia.
Se l'alitalia vola pugliese - michele mirabella (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina I - Bari SE L'ALITALIA VOLA PUGLIESE MICHELE
MIRABELLA Il nuovo seriale televisivo "Alitalia, quando si ama" sta
facendo impallidire lo share dei concorrenti e sta demolendo i precedenti del
genere. La trovata del colosso televisivo trasversale Raimediaset 1.
L'alitalia un giorno sulle strade di puglia - (segue dalla
prima pagina) ( da "Repubblica, La"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Pagina IX - Bari L'ALITALIA UN GIORNO SULLE STRADE DI
PUGLIA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) Si spera che
la fiction sull'Alitalia possa usarlo come set. Del resto, non si parla in
continuazione della Puglia come nuova Hollywood? Ogni tanto ci vuole una balla
che ci tiri su il morale.
"Se Alitalia fallisce Caselle vola con noi" (
da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Intervista Franco Pecci BASE LOW COST Blu Express pronti a
subentrare negli slot "Se Alitalia fallisce Caselle vola con noi"
ANGELO CONTI Dopo Roma, nuovi collegamenti con Napoli, Bari, Palermo Chi
salverà Torino dalla possibile messa a terra di Alitalia? Un imprenditore
umbro, dai modi garbati e dalla straordinaria esperienza nel mondo
dell'aviazione commerciale.
Vecchie glorie - salvatore geraci (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il sottoscritto, metà Alitalia e metà giornalista, si
spogliava per strada, toglieva la divisa della compagnia di bandiera e volava
con il presidente e il vice che spesso lo aspettavano per non fargli perdere
l'aereo. Altri tempi certo. Altri rapporti, altra ironia.
Michele bocci (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tra i responsabili della situazione Alitalia, a cui
bisogna saper dire di no come ha fatto lui nella vicenda fannulloni. "In
luglio si è avuta una caduta dell'assenteismo per malattia di quasi il 40%, in
agosto, rispetto al 2007, le stime vanno dal 40 al 50%. Non oso pensare cosa
succederà a settembre.
Gelmini, proteste sul canal grande - nicola pellicani (
da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il ministro contestato: la scuola non diventi come
l'Alitalia Gelmini, proteste sul Canal Grande Picchetto dei bersaglieri,
insorgono radicali e Sd: "Alemanno rivuole il Papa re" Letta, Pd:
"Il futuro della scuola è scritto non da lei, ma dai tagli di Tremonti"
Letti i nomi dei soldati uccisi il XX settembre 1870.
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2008-09-21 num: - pag: 8 categoria: A... (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: far volare gli aerei sulle nostre rotte al posto di
Alitalia; e piloti e personale di volo non si sostituiscono così facilmente.
Logico? No, per nulla. Perché in nessun Paese serio si erogano trattamenti di
disoccupazione o integrazione salariale, neppure per pochi mesi, a chi rifiuta
l'offerta di un rapporto di lavoro regolare, confacente alla sua
professionalità,
La tattica dell'affondamento da Spinetta a Colaninno (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: vogliamo introdurre in Alitalia i principi del contratto
vigente per i dipendenti Air One anche perché quel documento è stato a suo
tempo negoziato con i sindacati di categoria aderenti alle confederazioni. La
discussione va avanti fino a circa le 2 di notte e la riunione si scioglie con
la stesura di un comunicato congiunto.
Bonanni stringe Epifani E tornano in campo i tecnici (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia fallisse (unica grande azienda pubblica a subire
quel destino) non sarebbe soltanto una brutta sconfitta politica per il
premier, che sul salvataggio della compagnia s'era giocato la vittoriosa
campagna elettorale, ma anche per l'imprenditore che spesso, in privato,
rivendica di "non aver mai chiuso un'azienda né licenziato nessuno "
I punti ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI I punti Le trattative su Alitalia La trattativa su
Alitalia è in corso a tutto campo, in mano al sottosegretario Gianni Letta e al
ministro Maurizio Sacconi Le accuse del governo Il ministro Claudio Scajola ha
puntato il dito contro "la rigidità di alcune sigle sindacali che fa
precipitare Alitalia in un baratro" Il vertice con l'Enac Adesso si guarda
all'
Alitalia, Berlusconi accusa: così sarà fallimento (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Alitalia, Berlusconi accusa: così sarà
fallimento "C'è solo la Cai, nessuna compagnia estera accetterà certe
richieste". I piloti: ci date meno delle colf Letta (Pd): il governo ha la
colpa. Però a questo punto la Cgil firmi E Rutelli: basta polemiche, Fantozzi
provi a mediare ROMA - "Non ci sono alternative a Cai.
L'hostess Maruska <Giusto esultare Ho votato Silvio ma
mi ha deluso> ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e io che spedisco un po' di curriculum: Klm, Alitalia,
Meridiana, Volare. Qualcuno mi risponde che non si assume un'hostess con una
figlia. I figli sono un problema. Invece Alitalia mi chiama. Selezione di
massa, eravamo in cinquemila. Alla fine, però, mi prendono". Come
precaria. "E qui arriviamo già al cuore del problema".
Il ritiro di Cai e le braccia al cielo (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Il ritiro di Cai e le braccia
al cielo L'immagine che ha suscitato polemiche: l'assistente di volo Maruska
Piredda esulta all'annuncio del ritiro dell'offerta per Alitalia da parte di Cai,
tre giorni fa.
Alitalia Il premier (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alitalia Il premier \\ Il senso
di responsabilità di alcuni partecipanti alla cordata, - coloro che ho potuto
sentire direttamente - non è stato toccato, non è diminuito il senso di dovere
verso il Paese.
C aro ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: uso illogico C aro Direttore l'applauso dei piloti e degli
assistenti di volo, a Fiumicino, alla notizia della rottura della trattativa
con la nuova compagnia Cai, col conseguente probabile fallimento di Alitalia,
non è un "episodio paradossale", come qualcuno ha detto: in realtà lo
si può spiegare facilmente. CONTINUA ALLE PAGINE 8 E 9.
Berlusconi: o la Cai o il fallimento (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Rutelli:
basta polemiche, soluzione possibile. Enrico Letta: la Cgil firmi Berlusconi: o
la Cai o il fallimento "Nessuna compagnia straniera ci starebbe". I
piloti: trattati peggio delle colf ROMA - Silvio Berlusconi avverte: non c'è
alternativa alla Cai se non il fallimento.
I nodi ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un capitolo che pure aveva raccolto il sì di tre
importanti associazioni dei lavoratori: la Cisl, la Uil e la Ugl Il no dei
piloti all'offerta Cai Sei le sigle sindacali che non hanno accettato le
proposte di Cai: Filt-Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl. L'Anpav ha
poi deciso di sottoscrivere l'accordo quadro su Alitalia.
L'accordo e lo strappo della Cgil (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: CISL E UIL Le tre sigle confederali danno il loro assenso
all'accordo quadro proposto da Cai ma al momento di formalizzare la firma a
sorpresa la Filt-Cgil si oppone insieme ai sindacati autonomi RENATA POLVERINI
Il leader dell'Ugl ha firmato insieme ai segretari di Cisl e Uil l'accordo
quadro con la cordata di Roberto Colaninno per il salvataggio di Alitalia.
I negoziati ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI I negoziati I tavoli Ad aprile Air France, a
settembre Cai: due trattative per rilevare Alitalia che sono entrambe fallite
di fronte al no di associazioni dei lavoratori come i piloti. Nella trattativa
tra Cai e sindacati, dopo il sì di Cisl, Uil e Ugl, Roberto Colaninno aveva
interpretato alcune dichiarazioni della Cgil come un'adesione;
Gelmini contestata a Venezia <Mi considerano
eversiva> ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Non facciamo della scuola un altro caso Alitalia " ha
sottolineato, insistendo sulla necessità "di non dividersi di fronte a
falsi problemi solo perché non si vuole vedere una realtà scomoda ". La
realtà, ha denunciato la Gelmini, è fatta di una scuola che, voluta "egualitaria
e inclusiva", ha di fatto appiattito verso il basso sia il mondo
studentesco che quello insegnante.
Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con
D'Alema ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia: "Bisogna rimboccarsi le maniche".
Fidanzati al momento non ce ne sono. "Perché plurale? Uno, semmai, sono
monogama. Quando arriva, arriva, non sta scritto che bisogna vivere in coppia,
ho avuto storie lunghe, ora va bene così". Doti richieste: "Deve
darmi serenità ma anche emozioni impreviste,
L'economia del debito (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Tornando al reale: in prima battuta, i soldi al
Tesoro americano li daranno i risparmiatori, domestici e non, che
sottoscriveranno emissioni aggiuntive del debito pubblico. Non bastasse, e già
non basta se si guarda all'ampliamento della base monetaria in atto da tempo,
sarà la Federal Reserve a comprare i nuovi titoli pubblici con carta moneta
stampata per la bisogna.
Il forum di oggi (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: BREVI Il forum di oggi Noi e gli altri di Magdi Cristiano
Allam L'Alitalia e la fine dei "sindacati paladini" Warin,
intervenendo sulla crisi dell'Alitalia, lancia una provocazione: siamo alla
fine "dell'illusione di una menzogna lunga 60 anni, di chi crede nel mito
del sindacato come paladino della classe lavoratrice".
SE SI SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: L'insegnamento non va considerato come un'attività produttiva.
Le elementari non sono l'Alitalia; lo studente non è un cliente. Sarebbe bene
ricordarlo, prima di ritrovarci con i metal detector nelle classi, come accade
negli Usa o in Gran Bretagna.
L'incontro ( da "Corriere della Sera"
del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pag: 9 categoria: BREVI L'incontro Domani il "Tavolo
interistituzionale" composto da Regione, Provincia e comuni di Roma e
Fiumicino incontrerà il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi. Alemanno:
"Vogliamo sapere quali sono le capacità di durata e resistenza della
Compagnia in attesa di nuove operazioni industriali".
Alitalia, una fiaccolata per sostenere i dipendenti (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Fiumicino Nello scalo continua la protesta di
piloti e steward Alitalia, una fiaccolata per sostenere i dipendenti
Manifestazione stasera sul lungomare di Ostia Fiaccolata stasera a Ostia,
organizzata da comitati di quartiere e associazioni cittadine, per sostenere i
dipendenti dell'Alitalia Una fiaccolata per i dipendenti Alitalia.
Bombassei: <Contratti, ultimo appello alla Cgil> (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la fine dell'Alitalia... Una situazione che dovrebbe far
riflettere, spingere a lasciar perdere politica e teoria, e pensare un po' di
più all'interesse comune. E invece niente". Per Alberto Bombassei,
vicepresidente di Confindustria e responsabile delle Relazioni sindacali,
quella della Cgil non è solo una chiusura.
Notizie in 2 minuti (
da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il caso Alitalia Il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, all'attacco sul caso Alitalia: "Non ci sono soluzioni
alternative a Cai. Chi festeggia per il fallimento della trattativa non si
rende conto della situazione. Non c'è alcuna altra offerta oltre a quella della
cordata italiana ".
LA BOLLA DELLE ILLUSIONI (
da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Barbara Spinelli LA BOLLA DELLE ILLUSIONI Il baratro di
cui ha parlato Berlusconi, giovedì quando s'è rotto il negoziato Alitalia e la
cordata Colaninno ha ritirato la propria offerta, è la condizione in cui ci si
trova ogni qual volta la realtà si vendica sull'illusione, che più o meno
lungamente aveva abbagliato e confuso le menti. Ogni disincanto genera baratri.
"In campo c'è solo la Cai" (
da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Enrico Letta: colpa del premier e del sindacato "In
campo c'è solo la Cai" Alitalia, la Cgil ribadisce il no. I piloti:
trattati come colf Berlusconi non ha dubbi: "Cai o fallimento, chi esulta
per la rottura delle trattative non capisce la situazione. Spero in un
ravvedimento". Ma i piloti replicano: ci trattano peggio delle colf.
Alitalia, si riapre l'asta (
da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: no a nuovi negoziati Alitalia, si riapre l'asta Epifani:
pronti a trattare. Lufthansa in pole position ROMA - Si riapre l'asta per la
vendita dell'Alitalia. Il commissario straordinario Augusto Fantozzi
pubblicherà una sollecitazione a presentare "manifestazioni di
interesse" da parte di soggetti diversi dalla Cai per vedere se c'è un
nuovo possibile compratore.
Fantozzi cerca nuovi acquirenti "alitalia ha nove
giorni di vita" - adriano bonafede (
da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia ha nove giorni di vita" Epifani: con lui
pronti a trattare. Sacconi: negoziato chiuso Il commissario richiederà
"manifestazioni di interesse" anche dall'estero ADRIANO BONAFEDE ROMA
- Il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, è deciso ad
esplorare qualunque strada pur di salvare la compagnia di bandiera nei pochi
giorni che rimangono da qui alla fine
Ora si viaggia con il "super sconto" e volare
all'estero diventa un affare - ferdinando giugliano (
da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La soluzione è semplice e si chiama Alitalia. I continui
ultimatum prima, ed il ritiro della Cai poi, un effetto l'hanno, infatti,
sortito: la domanda di biglietti da parte dei passeggeri è crollata e Alitalia
è diventata il discount dei cieli, con tariffe di parecchie centinaia di euro
più basse rispetto a quelle dei suoi concorrenti.
Financial times: "per berlusconi è una umiliazione
personale" ( da "Repubblica, La"
del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il Financial times si aspetta un imminente fallimento
dell'Alitalia e lo imputa in buona misura alla promessa del premier Silvio
Berlusconi di mantenere la compagnia in mani italiane. "Il nome Alitalia -
scrive il quotidiano inglese nella rubrica Lex, anticipata sul suo sito
internet - intelligentemente giustappone le parole "ali" ed
"Italia".
Pace sindacale e ok del governo le due condizioni di
lufthansa - luca iezzi ( da "Repubblica, La"
del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: formale e sostanziale che tutte le vie per vendere
Alitalia sono state tentate. Ma il bando potrebbe invece essere reso ancora più
appetibile: oltre a vendere solo "la polpa di Alitalia" come la
chiama Pierluigi Bersani (che intanto come tutto il Pd incassa la mossa di
Fantozzi), potrebbero essere ulteriormente abbassati gli obblighi per chi
subentra sul fronte compagnia di bandiera (
Bossi bacchetta borghezio "io a colonia non sarei
andato" - cinzia sasso ( da "Repubblica, La"
del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tenero perfino su Alitalia: "La cosa peggiore è farla
fallire. Non si può sbattere sulla strada i piloti e la gente che lavora,
bisogna salvarla e poi si trova la quadra". La Cai, dice, è l'unica
soluzione; e il sindacato deve fare un passo indietro. "Malpensa ha
interesse che Alitalia viva, e comunque può trovare un sacco di compagnie
perché lì tutti vogliono volare"
(segue dalla prima pagina) roberto saviano (
da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia sarà in crisi, ma a Grazzanise, in un territorio
marcio di camorra, si sta per costruire il più grande aeroporto italiano, il
più vasto del Mediterraneo. Una terra condannata a far circolare enormi
capitali senza avere uno straccio di sviluppo vero, e invece ha danaro,
profitto, cemento che ha il sapore del saccheggio,
La gruber ricomincia da la7 (
da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il tema scelto per la prima puntata è "Alitalia - Il
fronte del no", con ospiti in studio Fabio Berti, presidente dell'Anpac,
l'associazione piloti, i rappresentanti degli assistenti di volo e l'economista
Tito Boeri. E l'agonia di Alitalia è anche il tema dell'"Infedele" in
onda subito dopo, alle 21.
Lo speciale sulle sfilate di milano - ultimi giorni per
alitalia: cosa ne pensate? ( da "Repubblica, La"
del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: R2 Musica Seidimoda Repubblica Tv Il videoforum Il nuovo
Capossela in esclusiva un brano e un video Il Cronofago un orologio da due
milioni Gianni Mura e i lettori sul campionato Lo speciale sulle sfilate di
Milano "Noi gay nelle forze dell'ordine" ULTIMI GIORNI PER ALITALIA:
COSA NE PENSATE?.
A TORINO ( da "Stampa, La"
del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i cui aerei portavano sulle fiancate la scritta
Arrivederci Alitalia. Un altro è il milionario hippie sir Richard Branson, che
possiede Virgin Airlines, ed è cosi ricco da potersi permettere le astronavi.
Non è colpa degli italiani, se Alitalia non può pagare i debiti. È stata una
decisione europea, ed è una conseguenza del mercato internazionale, non locale.
Coppola: sul futuro Sagat la giunta faccia chiarezza (
da "Stampa, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il caso Alitalia e Caselle Coppola: sul futuro Sagat la
giunta faccia chiarezza "Martedì 23 settembre è stato convocato un CdA
straordinario di Sagat. E' utile sapere quale sarà la posizione
dell'amministrazione comunale, socio di riferimento, in quel incontro
straordinario".
Fantozzi: Alitalia all'asta (
da "Stampa, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tra 6 giorni aerei fermi Fantozzi: Alitalia all'asta
"Cerchiamo acquirenti all'estero". Cgil: pronti a trattare col
commissario Non è ancora un'asta pubblica ma ci siamo quasi. Chi vuole Alitalia
si faccia vivo. Il commissario straordinario, Augusto Fantozzi, continua la sua
azione di esploratore per individuare alternative al progetto di Cai.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, il rilancio di Epifani "Ora
vendiamola agli stranieri" ROMA "O il governo e il commissario
trovano il modo di riaprire la trattativa con Cai, oppure io vedo una sola
strada: la vendita immediata a una grande compagnia straniera, che ci può
assicurare un know how industriale più forte e condizioni finanziarie più
solide". Il giorno dopo la disfatta politico-sindacale sull'Alitalia, Guglielmo Epifani riapre i giochi. In questa intervista
a Repubblica il leader della Cgil respinge le accuse di Berlusconi, lancia
segnali a Colaninno e soprattutto rilancia l'ipotesi di una cessione a un
vettore internazionale. "Io personalmente vedo con favore Lufthansa, ma
non sta certo a noi scegliere il partner. Tocca al governo decidere".
SEGUE A PAGINA 9.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Le alleanze Il danno Il segretario del Pd: Berlusconi irresponsabile. Gasparri
replica: è lui il mandante della bocciatura Cgil Veltroni all'attacco del
premier "Crisi gestita in modo dilettantesco" Fantozzi esamini se
esistono altre compagnie interessate da British a Lufthansa Il no ad Air France
ha provocato un grave danno: Air France prendeva anche i debiti MARIO CALABRESI
dal nostro corrispondente new york - "Il governo ha gestito la vicenda Alitalia in un modo che sta tra l'isterico e il
dilettantesco". Walter Veltroni è convinto che il fallimento delle
trattative sia da addebitare completamente a Silvio Berlusconi "Non ha
gestito la trattativa tra le parti, non l'ha preparata, era convinto che
bastasse usare l'arma dell'ultimatum per chiuderla. Negli ultimi due giorni
prima ha attaccato il capo dell'opposizione poi ha messo due dita negli occhi
ai sindacati, infine come prassi ha smentito tutto. Questa vicenda ha avuto una
conduzione totalmente irresponsabile". Ma il leader dell'opposizione - che
parla da New York dove nei giorni scorsi ha presentato il suo ultimo romanzo
che è stato tradotto in inglese - non è convinto che la situazione sia
irrecuperabile, anzi auspica una ripresa del dialogo tra la Compagnia Aerea
Italiana e i sindacati o l'esplorazione in tempi rapidi di altre strade.
"Spero che la Cai cerchi ancora un punto di intesa, che ascolti le
richieste avanzate giovedì sera da una parte delle sigle sindacali, che si apra
una trattativa tra di loro. Difficile che la soluzione possa venire da un
governo che si è mosso in modo scomposto e arrogante". Ma se questo non
accadesse secondo Veltroni il commissario Fantozzi dovrà esplorare altri
scenari: "Non esiste alcun legame automatico tra il fallimento
dell'operazione Cai e la messa in liquidazione di Alitalia,
ora Fantozzi ha il dovere di verificare se esistono altre compagnie disposte a
rilevare la linea aerea alle stesse condizioni che venivano garantite alla
cordata di Colaninno". Il leader del Pd fa riferimento al parere di un
gruppo di giuristi, capitanati dal professor Schlesinger, per i quali il
decreto che dà vita ad una "bad company", che si fa carico dei debiti
e mette sul mercato la parte sana dell'azienda, non può essere applicato solo
alla Cai. "Certo - aggiunge Veltroni - se pensiamo che c'era stato
l'accordo con Air France, e i debiti in quel caso erano a carico di chi
comprava, ci rendiamo conto del danno che Berlusconi creò in campagna
elettorale. E' una cosa che fa rabbia: alla vendita si oppose una parte del
sindacato, ma fu l'attuale presidente del Consiglio, che disse che voleva una
cordata italiana e che non avrebbe riconosciuto alcuna intesa, a far deragliare
la vendita. Poi il nuovo governo ha deciso che i debiti andavano caricati sulle
spalle del contribuente italiano, che la normativa antitrust si sospendeva e ha
cominciato a trattare con una cordata che si è costituita in via
privatistica". Ora, sostiene il leader dell'opposizione, si verifichi
l'interesse di compagnie straniere senza preclusioni, da Lufthansa a British:
"Abbiamo bisogno di far parte di una grande alleanza internazionale".
Veltroni questa volta non ha critiche da muovere a Guglielmo Epifani, cui non
risparmiò attacchi quando fallì l'accordo con i francesi: "Il
comportamento della Cgil è stato corretto, aveva il dovere di difendere le
ragioni dei lavoratori e soprattutto del personale di terra, gente che guadagna
1300 euro al mese e a cui si chiedeva di accettare una riduzione del 30 per
cento. Ma non dimentichiamo che allo stesso tempo si era detta disponibile
all'accordo quadro". L'attacco a Berlusconi e la difesa di Epifani hanno
scatenato la reazione della maggioranza: secondo Maurizio Gasparri, presidente
dei senatori del Pdl, dimostrano che Veltroni "è il mandante del no della
Cgil e che c'è un disegno politico dietro". E molti esponenti di Forza
Italia hanno ironizzato sulla trasferta newyorkese del leader dell'opposizione
usando come ritornello la definizione "romanziere". Mario Valducci,
presidente della commissione Trasporti della Camera, ha scomodato Italo Calvino
e ha detto che "le "Lezioni americane" di Veltroni sono
inaccettabili". Antonio Di Pietro invece è intervenuto per rincarare la
dose delle critiche alla cordata Cai e a Berlusconi: "Non si tratta di
gestione dilettantistica ma di una vera e propria speculazione finanziaria del
governo". Per Massimo D'Alema:"Il destino di Alitalia è legato a un partner
internazionale e, se questo venisse trovato subito, si potrebbe arrivare prima
a una soluzione positiva. Prima o poi credo sia fondamentale un partner
internazionale per evitare che Alitalia sia una modesta compagnia regionale".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia,
rischio stop tra 10 giorni Assistenti di volo Anpav: firmiamo Berlusconi:
guardiamo l'esempio Usa, facciamo i nostri interessi Lo scontro Fantozzi ai
sindacati: pochissimo tempo e non ci sono nuove offerte. Tra breve l'Enac
ritirerà la licenza alla compagnia LUCA IEZZI ROMA - Dieci giorni di tempo, ma nessuna vera
trattativa in corso. Il giorno dopo il ritiro dell'offerta di Cai è trascorso
senza scossoni: c'è stato un breve incontro del commissario Augusto Fantozzi
con Sdl, Anpac, Up e Avia. E il commissario ha rassicurato i sindacalisti che
continuerà a sondare tutte le possibili alternative di vendita, almeno fino a
quando lo permetteranno le disponibilità della cassa e le richieste dei
fornitori. Le sigle presenti alla riunione erano quattro delle sei che non
hanno accettato l'accordo quadro tra la Cai e i sindacati confederali Cisl, Uil
e Ugl. Indiscrezioni danno come limite massimo prima del fallimento la fine di
settembre, data entro la quale anche l'Enac potrebbe revocare la licenza.
Inoltre Fantozzi ha ricordato che finora le manifestazioni d'interesse hanno
riguardato solo asset minori e non l'intera attività di volo. Su questo fronte
un minimo di speranza l'accende la dichiarazione dell'ad di Mediobanca Alberto
Nagel: "La situazione di Alitalia è delicata per
tanti versi. Il silenzio è d'oro". Delle altre due organizzazioni
contrarie a Cai, la Filt Cgil non ha risposto alla convocazione, mentre gli
assistenti di volo dell'Anpav hanno "rotto il fronte" firmando
l'accordo. Una scelta lodata come "responsabile" dal ministro del
lavoro Maurizio Sacconi. D'altronde il governo non vede altre alternative a
Cai. Nel Consiglio dei ministri di ieri il titolare dell'Economia, Giulio
Tremonti, ha dichiarato: "Togliamoci dalla testa l'ipotesi di nazionalizzazione.
Non sono possibili altri interventi pubblici su Alitalia".
Anche se Silvio Berlusconi ha ricordato in serata "Non credo che dobbiamo
pensare sempre come un molock il libero mercato ma anche fare i nostri
interessi. Guardiamo agli Usa". La "scommessa" principale del
premier rimane che Cgil e Anpac finiscano per seguire il percorso dell'Anpav:
"La situazione è molto difficile, molto complicata. I protagonisti non
hanno capito quale responsabilità si sono assunti". Il leader della Cisl,
Raffaele Bonanni, si dice convinto che "basterebbe una telefonata di
Epifani a Colaninno per farlo tornare sui suoi passi". Il segretario della
Uil, Luigi Angeletti e quello dell'Ugl, Renata Polverini, chiedono un
referendum tra i lavoratori sul contratto Cai. La stessa cordata italiana però
lascia intendere che il ritiro formale dell'offerta non è tattico: dall'advisor
Intesa Sanpaolo fino al presidente Roberto Colaninno la partita viene
considerata praticamente chiusa e solo la richiesta del premier di non lasciare
nulla d'intentato tiene aperto un minimo spiraglio. Anche il socio industriale
Air One ieri ha voluto ribadire la sua capacità di crescere in solitaria. In
particolare ha ribadito che l'indebitamento del gruppo, complessivamente
stimato intorno al miliardo di euro, è sostenibile. I debiti per l'acquisto di
nuovi aerei sono di 464 milioni. "Ampiamente controbilanciati - rileva
l'azienda - dal valore degli aerei e dagli anticipi di quelli in consegna che
in bilancio sono iscritti tra gli attivi per un valore di mercato di 675
milioni". La holding ha un debito di 194 milioni, mentre 237 milioni di
indebitamento sono legati alla gestione corrente.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Crollano le prenotazioni di Alitalia che
scrive alle agenzie di viaggio: si vola regolarmente la prossima settimana E
ora i passeggeri non si fidano corsa al treno, due Eurostar in più Trenta voli
cancellati per "ragioni operative non legate a crisi o proteste"
LUISA GRION ROMA - Via dall'Alitalia,
si cambia la compagnia e magari anche il mezzo. I passeggeri ci hanno
sperato e creduto fino all'ultimo, rimuovendo l'ipotesi che tutto potesse
andare a gambe all'aria, ma quando giovedì pomeriggio Cai, la cordata italiana,
ha ritirato l'offerta si sono arresi all'evidenza. E sono passati al piano
"B", prenotando voli alternativi e decidendo di viaggiare in treno.
La mappa degli spostamenti, dunque, sta subendo una brusca svolta. Lo dicono le
agenzie di viaggio, precisando che il cambio di rotta è avvenuto solo nelle
ultime ore, e lo dimostrano i dati. Meridiana ed Eurofly, per esempio, hanno
fatto sapere che ieri - rispetto ad una giornata media - c'è stato un aumento
delle vendite del 40 per cento: boom nei voli da Linate per Roma, Catania,
Palermo, Parigi e Napoli, mentre su Roma Fiumicino è esplosa la domanda per le
linee su New York, Linate, Verona e Cagliari. Tant'è che la compagnia sta
pensando d'intensificare dalla prossima settimana i collegamenti fra Roma e
Milano. Anche Air One ammette una "crescita considerevole dei
passeggeri". Ma l'idea di potenziare l'offerta è già messa in pratica da
Trenitalia: da quando la compagnia di bandiera è in bilico gli italiani hanno
riscoperto binari e carrozze. La tendenza aleggiava da qualche giorno, ma da quando
Cai se n'è andata lo slogan ritmato da hostess e piloti ("tutti in treno,
tutti in treno!") è diventato realtà. Ieri era impossibile trovare un
biglietto sulla linea Milano-Roma: le richieste negli ultimi tre giorni sono
aumentate del 12 per cento e per farvi fronte le Ferrovie hanno fatto partire
due treni speciali con fermate a Firenze e Bologna. Ma con il nuovo orario (14
dicembre) l'offerta sulla tratta sarà raddoppiata: nelle ore di punta partirà
un treno ad alta velocità ogni 15 minuti e le Ferrovie puntano a passare, in
due anni, dall' attuale quota di mercato del 12 per cento al 60. Alitalia quindi soffre: non fornisce cifre, ma ammette che
le vendite sono diminuite. Ieri la compagnia ha cancellato trenta voli
precisando che la scelta "è stata dettata da motivi operativi e non legati
alla protesta o alla crisi" (la quota, si sottolinea, rientra negli
standards), e ha inviato un messaggio rassicurante alle agenzie di viaggio
garantendo voli regolari per tutta la prossima settimana. Dopo, appunto si
vedrà: per ora, assicura la Fiavet (la Federazione delle agenzie) la situazione
è sotto controllo. "I clienti s'informano e vogliono essere rassicurati
sulle partenze, ma fino a giovedì pomeriggio hanno continuato a comperare
biglietti Alitalia - afferma il presidente Giuseppe
Cassarà - poi nelle ultime ore le cose sono cambiate: nessuno si aspettava che
la compagnia potesse veramente arrivare a fallire". Certo, ammette
"bisogna pensare anche ai 3 mila italiani in giro per il mondo con biglietti
della compagnia di bandiera e assicurare loro il rientro": per sbrigare la
matassa delle possibili richieste di rimborsi ("che saranno
garantiti") e gestire la situazione critica, Fiavet ha comunque deciso di
mettere in piedi un Comitato di crisi. "Ma almeno fino ad ora non c'è
stato alcun panico, le richieste di rimborsi e cancellazioni sono al
minimo" conferma Pasquale Chiavello, presidente di Cisalpina tour, colosso
delle agenzie di viaggio : "I clienti - dice - si fidavano di Alitalia ".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
III - Roma Hostess in lacrime a Fiumicino. Intanto Alemanno vedrà Fantozzi
lunedì. E si attende l'incontro con il governo Alitalia, la grande paura Con l'indotto
più di 30 mila posti a rischio nel Lazio il giorno dopo l'annuncio della
ritirata della Cai, nel grande piazzale del Centro Equipaggi si respira una
calma carica di tensione. Convivono speranza e paura nello scalo di Fiumicino.
Assistenti di volo in lacrime. Altre raccontano: "Ho una figlia di 9 anni
da crescere e viviamo solo con il mio stipendio. Ma cosa le racconto quando
torno a casa, che la sua mamma dopo 23 anni passati in Alitalia
è un esubero". Intanto Provincia, Regione e Comune si incontreranno lunedì
con il commissario straordinario dell'azienda, Augusto Fantozzi. Un tavolo tra
le varie istituzioni per cercare di fronteggiare questa "drammatica
emergenza", sottolinea Alemanno. E infatti sono 30mila i lavoratori che
nel Lazio rischiano di perdere il lavoro. Il senatore Francesco Rutelli invece
propone al Pd romano di organizzare una manifestazione per i primi giorni della
prossima settimana. CARLO PICOZZA E LAURA SERLONI ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IV - Roma Occupazione, il Lazio trema a rischio 30 mila lavoratori Pesanti le
conseguenze anche sull'indotto in caso di fallimento CARLO PICOZZA Torna la
paura per trentamila famiglie nel Lazio. L'assillo di finire sulla panchina
della disoccupazione investe quanti, a Roma e nel resto della regione, vivono
del lavoro in Alitalia e nella sua galassia. Tutti
attraversati da preoccupazioni e affanni. Via l'entusiasmo di un attimo, via il
sollievo che due giorni fa avevano assalito più di mille tra hostess, steward e
piloti, raccolti nello slargo del Centro equipaggi all'annuncio del ritiro
della cordata dei 16 imprenditori della Cai ("Meglio falliti che in mano a
?sti banditi"). Ora i sindacati, gli amministratori, le segreterie di
partito danno di conto sugli esiti sociali di un possibile tsunami
sull'occupazione Alitalia. Dei ventimila dipendenti
diretti - con contratto a tempo indeterminato (17 mila) o determinato (2 mila e
800) - almeno due terzi (intorno ai 14 mila) abitano a Roma e dintorni. Poi c'è
l'indotto. è stimato in un addetto e mezzo per ogni dipendente Alitalia. E fanno altri 19 mila e cinquecento. Di questi,
intorno ai quindicimila risiedono nella capitale e nelle altre quattro
province. Così, ai piloti (quasi mille e 500), agli assistenti di volo (oltre 3
mila), al personale di terra (più di 9 mila), si aggiungono i 4 mila 262
dipendenti delle imprese di pulizia in aeroporto, degli aerei, di quelli del
catering, delle mense, dei lavaggi, di free shop, bar e ristoranti, della
sicurezza. Poi ci sono i 2 mila dei trasporti (bus turistici, navette
aeroportuali, taxi), i 3 mila impegnati in "altri servizi" e altre
centinaia di lavoratori occupati nei comparti "industriali" dell'energia
e della meccanica. "Il fallimento sarebbe una
catastrofe non solo per l'Alitalia e i suoi addetti", commenta Andrea Spadoni, impiegato,
"ma per l'intero Paese perché la compagnia fa da perno a diverse attività
industriali, commerciali e di servizio. Molti aeroporti, senza Alitalia, sarebbero costretti a
chiudere". "Ma", è convinto Spadoni, "noi
resisteremo e difenderemo la compagnia per orientarla verso la trasformazione
in pubblic company". Intanto sono partite le procedure per la cassa
integrazione a rotazione con consistente taglio di retribuzione per i
dipendenti: "Continuiamo a pagare lo sfascio prodotto dalle ingerenze
della politica, dagli assalti dei manager e dal corporativismo dei
sindacati". Roberto Valenti la prende da lontano: "Sono uscito dalla
Cgil il 18 settembre 2004", racconta, "con la firma dell'accordo con
Cimoli: un miliardo di euro di ricapitalizzazione per un piano industriale che
ha spostato i voli internazionali a Malpensa. Una scelta costata 200 milioni
l'anno a tutti noi. Già allora si sapeva che sarebbe finita così". Ora
Valenti propone di "lasciare al commissario lo stipendio di ottobre":
"L'Alitalia siamo noi", ripete al megafono e
nei crocchi che presidiano l'aeroporto. "Non riusciranno a farla
fallire".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IV - Roma L'iniziativa Pd in piazza "Si può salvare" Una iniziativa pubblica in difesa di Alitalia, AirOne e Fiumicino. La organizzerà in piazza il Pd i primi
giorni della prossima settimana: la "sponsorizza" il senatore
Francesco Rutelli che ribadisce che "Alitalia si può ancora salvare a patto che i soggetti interessati
facciano ciascuno la propria parte e aprano al mercato". La
decisione di una mobilitazione è stata presa al termine dei vari contatti
telefonici avuti da Rutelli col sindaco Alemanno, con Gianni Letta, con Augusto
Fantozzi, con esponenti sindacali e con il ministro ombra del Pd Bersani. E
l'ex sindaco di Roma ha sottolineato che "il tracollo del distretto del
volo porterebbe conseguenze irreparabili, per molti anni, sul sistema
produttivo, del turismo e dei servizi del territorio romano".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Roma Alitalia,
il giorno della paura Hostess in lacrime: perdiamo il posto Alemanno, Marrazzo
e Zingaretti lunedì da Fantozzi Il giorno dopo il ritiro della Cai, allo scalo
di Fiumicino c'è una calma carica di tensione LAURA SERLONI L'entusiasmo è
durato un attimo. Gli applausi e le bandiere sventolate sono state "la
reazione di persone che da giorni vivono sotto pressione", ripetono
hostess e steward. E la "vittoria è stata solo verso un contratto che ci
umiliava", raccontano i piloti. Ma il giorno dopo l'annuncio della
ritirata della Cai, nel grande piazzale del Centro Equipaggi si respira una
calma carica di tensione. Convivono speranza e paura nello scalo di Fiumicino.
I volti sono cupi. C'è chi scoppia in un pianto a dirotto. Chi si dispera
perché "senza un lavoro cosa dico a mia figlia quando torno a casa" e
chi ha scoperto di essere incinta da un mese e la normale reazione di gioia si
è trasformata in uno sfogo di disperazione. "Stavo lavorando su un volo intercontinentale,
ma nel momento di riposo quando ero sola in cabina sono scoppiata a piangere -
si sfoga Marina L. - è un dramma per me. Ho una figlia di 9 anni da crescere e
viviamo solo con il mio stipendio. Ma cosa le racconto quando torno a casa, che
la sua mamma dopo 23 anni passati in Alitalia è un
esubero. E sta in mezzo a una strada per colpa della pessima gestione della
società". è fiera di essere un'assistente di volo Marina, ma ora
"spero solo in un miracolo". E aggiunge: "La paura mi paralizza
non mi permette di fare nulla. L'ho messa in un cassetto, se tutto dovesse
sgretolarsi andrò a stirare le camice a 8 euro meglio dell'euro e ottanta che
ci offrivano con quel contratto". Dipendenti e precari fuori dagli orari
di lavoro non vanno a casa. Restano nella piazza, uniti. "Così ci facciamo
coraggio - dice Andrea Corvescie - Anche perché è meglio stare qui, arrivano
notizie ogni minuto. Dall'angoscia di perdere quello che sono riuscito a
costruirmi con sacrificio e sudore dopo 17 anni non riesco neanche a dormire la
notte". Andrea racconta di essere appena tornato da 12 giorni di ferie, ma
"non sono andato da nessuna parte... le mie vacanze l'ho passate in
aeroporto con tutti gli altri colleghi". E subito fa eco Mauro Torti,
assistente di volo: "La mia unica speranza è che si trovi qualcuno che
acquisti Alitalia e ci garantisca dei contratti
dignitosi, ma come potevamo accettare di essere mandati dall'altra parte del
mondo con un'indennità di 20 euro". Intanto Provincia, Regione e Comune si
incontreranno lunedì con il commissario straordinario dell'azienda, Augusto
Fantozzi. Un tavolo tra le varie istituzioni perché "è giunto per tutti il
momento di mostrare responsabilità - commenta il sindaco Alemanno - le forze
sindacali e quelle politiche, le istituzioni e gli imprenditori devono riuscire
a trovare un punto di intesa che sblocchi una situazione che rischia di
diventare drammatica". E il senatore Francesco Rutelli indica quattro
mosse per risolvere la vicenda: "Alitalia può
continuare a volare per almeno 20-30 giorni, si devono proporre dei contratti
credibili, basati sugli standard delle principali compagnie europee, si deve
aprire una procedura di mercato che, una volta chiuse le intese sindacali,
potrebbe consentire a Air France, Lufthansa e British di accedere ad un'opportunità
rilevante e le forze produttive e sociali di Roma dovrebbe far fronte comune
con le istituzioni". E Mario Canapini, sindaco di Fiumicino interviene:
"Sappiamo che se non si troverà una soluzione, per Fiumicino sarà
emergenza sociale".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I
- Palermo Missione romana del vicepresidente Bufardeci al ministero dei
Trasporti: "Non ci sono offerte credibili per le
tratte sociali" Paura del ciclone Alitalia La Regione: a rischio i collegamenti con le isole minori Il
primo effetto del ciclone Alitalia potrebbe essere lo stop ai collegamenti con le isole minori.
Secondo il vice presidente della Regione Titti Bufardeci "non ci sono
offerte credibili per le tratte sociali". I vettori minori sono
pronti all'assalto degli slot vuoti e attendono di capire cosa ne sarà della
compagnia di bandiera. EMANUELE LAURIA A PAGINA II.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I
- Palermo Le storie Al check-in di Punta Raisi "Noi, precari in
bilico" SARA SCARAFIA Giovanna ha trent'anni. Dal 2003
lavora come hostess di terra all'Alitalia. è una precaria, con contratti a termine che si rinnovano ogni
dieci mesi. Da quando il destino della compagnia è appesa a un filo vive nel
terrore di perdere il lavoro. "Noi che non siamo dipendenti potremmo
essere i primi a essere mandati via", dice rigirandosi la fede al dito.
è sposata ma non ha ancora figli. "E come si fa senza un lavoro fisso?
Speravo che adesso, dopo quasi sei anni, l'assunzione fosse vicina. E invece da
un giorno all'altro rischio di ritrovarmi per strada". SEGUE A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
II - Palermo Il caso La struttura di Alicos gestisce prenotazioni e assistenza
su tutto il territorio nazionale Nel call center di via Cordova posto in bilico
per 1.500 giovani Rosalba Vella "L'azienda vanta crediti verso la
compagnia per 9 milioni di euro" CLAUDIA BRUNETTO Lo spettro del fallimento
Alitalia pende anche sui 1.500 lavoratori del contact
center Alicos, che da Palermo gestisce in outsourcing le chiamate dei clienti
della compagnia aerea: dalle prenotazioni all'assistenza. Con più di
cinquecentomila biglietti emessi ogni anno per una cifra d'affari complessiva
di oltre 22 milioni di euro. I dipendenti della Alicos tutti assunti a tempo
indeterminato - gli ultimi lavoratori a progetto sono stati stabilizzati lo
scorso anno - fanno capo al gruppo Almaviva. E il sessanta
per cento di loro lavora su commesse Alitalia sia nei mercati nazionali che esteri. "Dal momento che Alitalia è proprietaria per il quaranta
per cento del call center - dice Rosalba Vella, segretaria provinciale della Slc-Cgil
e dipendente Alicos - e che il gruppo Almaviva ci ha informato di un buco di
nove milioni di euro di fatture mai pagate dalla compagnia aerea, c'è il
serio rischio che nell'arco di un paio di mesi non vengano più pagati gli
stipendi dei lavoratori con un conseguente crollo della società. Ma il servizio
della Alicos è fondamentale. Come rappresentanti Cgil, Cisl e Uil aziendali e
di categoria abbiamo incontrato l'altro ieri l'assessore regionale al Lavoro
Carmelo Incardona. Adesso ci muoveremo organizzando assemblee di lavoratori per
sensibilizzare l'opinione pubblica". Così il clima nella sede di via
Cordova si è fatto ogni giorno più teso e i dipendenti fra speranze e
preoccupazioni attendono l'evolversi della loro sorte. C'è chi con quei seicento
euro al mese per quattro ore di lavoro al giorno ha acceso un mutuo per
comprare una casa, chi paga le rate dell'auto o della moto. E chi forte di
essere assunto a tempo indeterminato ha deciso di convolare a nozze. "Sono
molto angosciata - dice Manuela Falletta, trentatreenne da sei anni con la
formula part-time alla Alicos - Non so cosa prevedere per il mio futuro. Sono
sposata e il mio stipendio va interamente per il mutuo della casa, con quello
di mio marito invece cerchiamo di coprire le altre spese. Nel cassetto ho una
laurea a pieni voti in scienze politiche, ma in questa città non si trova
lavoro, se ci tolgono anche questo call center non so cosa possiamo fare".
è dello stesso parere Vanessa Di Giorgio che contribuisce con il suo stipendio
alle spese familiari: "è difficile trovare un altro lavoro - dice - Qui
poi abbiamo un contratto a tempo indeterminato". Anche Valentina Traina
vive soltanto con lo stipendio Alicos: "Si respira un'atmosfera di
incertezza in questi giorni - dice la ragazza - Sappiamo di essere a rischio,
ma speriamo di essere salvati dal tracollo definitivo". Per qualcuno
l'eventuale crisi di Alicos sarebbe l'occasione per lasciare definitivamente la
città. "Ho tentato di farmi strada qui - dice Luigi Carollo assunto da cinque
anni - Se questa cosa fallisce mi trasferisco a Milano e non se ne parla più.
Qui non c'è niente, il call center è una delle poche chance". E proprio in
queste settimane, cinquanta dipendenti stanno seguendo un corso di formazione
per passare dal call center Tim a quello Alitalia
all'interno della Alicos entro il mese di ottobre. "Sembra uno scherzo del
destino - commenta Vincenzo Sasso 28 anni - A questo punto si affidiamo alla
fortuna. Ho le rate della macchina da pagare e non saprei come fare senza
lavoro da un giorno all'altro".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
II - Palermo L'Enac La responsabile La hostess Per tanti entrare in azienda è
stata una svolta i ragazzi fanno turni massacranti e parecchi prendono meno di
mille euro Se davvero dovesse arrivare il fallimento ci sarebbero parecchie
compagnie interessate agli slot Da noi non è facile trovare un altro impiego ho
una laurea e parlo quattro lingue, ma se chiudiamo dove vado? Le low cost all'assalto dei cieli siciliani Crisi Alitalia: le isole minori rischiano di
restare senza collegamenti aerei Meridiana annuncia: boom di prenotazioni dal
capoluogo e da Catania EMANUELE LAURIA Il primo effetto del ciclone Alitalia è quello che non ti aspetti:
rischiano la paralisi i collegamenti aerei con le isole minori. Riflesso
indiretto ma immediato, in Sicilia, della crisi della compagnia di bandiera. A
indicarlo, al ritorno da una missione romana al ministero dei Trasporti e
all'Enac, è Giambattista Bufardeci, vicepresidente della Regione. "Non
troviamo offerte credibili per gestire le tratte sociali per le isole. E sa
perché? Perché i vettori minori, prima di investire su Lampedusa o Pantelleria,
attendono di capire se possono tuffarsi nel business che si prospetta con
l'eventuale fallimento della compagnia di bandiera. Sperano di acquisire tratte
molto più redditizie". Ma i tempi stringono e questa situazione, spiega
Bufardeci, potrebbe portare al blocco dei collegamenti per le isole. "Dal
6 ottobre Meridiana non effettuerà più i voli. Stiamo cercando, attraverso un'indagine
di mercato, una compagnia che possa effettuare il servizio fino a marzo, quando
sarà esperita una gara internazionale che risolverà definitivamente il
problema. Finora si è fatta avanti solo la Avant Air, ma la proposta che ci è
pervenuta - solo un volo al giorno con un aereo da 44 posti - non può essere
giudicata soddisfacente". Aspetto non marginale della crisi che si abbatte
su una regione che, per ragioni geografiche ma non solo, ha un ruolo centrale
nel panorama (e nel mercato) del trasporto aereo. Basti pensare che Punta Raisi
e Fontanarossa, insieme, nel 2007 hanno fatto registrare, per quanto riguarda i
voli nazionali, un traffico di oltre otto milioni di passeggeri. Secondo solo a
Fiumicino. E circa il trenta per cento ha volato con Alitalia
(1,4 milioni di clienti a Catania e 1,3 milioni a Palermo) che gestisce dai due
aeroporti solo voli nazionali (principalmente Roma e Milano). La Sicilia,
malgrado l'affermazione del low cost, è rimasta insomma nel core business della
compagnia di bandiera. Come dimostra l'affollamento dei voli Az della mattina,
dalle sette alle nove, i cosiddetti "bus dei cieli" che portano nella
Capitale o a Milano pendolari spesso di ritorno già in serata. Cosa accadrà nel
caso di eventuale fallimento di Alitalia? Vito Riggio,
presidente dell'Enac, a scanso di equivoci, dice subito che "non vede una
Sicilia isolata". Anzi, Riggio prevede "una ressa di compagnie pronte
ad aggiudicarsi slot rimasti vuoti e quote di mercato. La gestione dei voli da
e per Palermo e Catania resta conveniente, vista la scarsa concorrenza da parte
delle Ferrovie. La tragedia, se non ci saranno novità, sarà per Alitalia e per i suoi dipendenti, non inciderà sui
collegamenti aerei con la Sicilia. Se davvero si arriverà al fallimento della
compagnia, credo che i suoi voli in prima battuta saranno operati da Air
France, che già agisce in code sharing. Prevedo un paio di settimane di disagi
per i passeggeri, poi l'esperienza - conclude Riggio - insegna che il mercato
si riassesterà. Lo scenario che prevedo, rispetto a oggi, è quello di aerei
pieni e costi leggermente più bassi". Un primo sintomo della crescita di
altri vettori l'ha manifestato ieri Meridiana che ha fatto sapere di avere
potenziato, assieme a Eurofly, la propria offerta, visto l'aumento del 40 per
cento delle prenotazioni. E l'incremento maggiore riguarda i voli da Linate per
Catania e Palermo. Ma a beneficiare della crisi Alitalia
potrebbe essere anche una compagnia siciliana come Wind Jet, di proprietà di
Nino Pulvirenti (tra l'altro, presidente del Catania calcio). La società è in
espansione, possiede 13 aerei e nel 2007 è stata, dopo Alitalia,
la più attiva al "Falcone Borsellino": 700 mila passeggeri
trasportati. Come conferma Giacomo Terranova, presidente della Gesap: "Sì,
Wind Jet sta seguendo con grande attenzione l'evolversi della crisi Alitalia, al pari di altre compagnie come Meridiana o
Ryanair. Indubbiamente per questi vettori si apre la prospettiva di nuovi spazi
di mercato. Anche se io non riesco a credere che si arriverà al fallimento
della compagnia di bandiera". Riggio auspica "operazioni di
partnership e accorpamenti fra le compagnie minori per reggere al meglio la
nuova sfida. E chissà che non si sperimentino nuove forme di sostegno a Wind
Jet da parte della Regione, che in passato ha accarezzato il progetto di una
propria linea aerea". Ma in ansia, più dei frequent flyer, sono in questo
momento i dipendenti di Alitalia in Sicilia:
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
III - Palermo Le storie Molti dei dipendenti sono precari e provengono dai
paesi vicini allo scalo. La solidarietà dei passeggeri "Noi, i dimenticati
di Punta Raisi" La paura ai banchi del check-in In 180 temono di perdere
il lavoro: "Qui non è Fiumicino" SARA SCARAFIA (segue dalla prima di
cronaca) Giovanna ha una laurea in tasca e parla quattro lingue. Inglese, francese,
tedesco e spagnolo. Da quando ha compiuto i 18 anni si dà da fare per
mantenersi da sola. Ha lavorato nei villaggi turistici e sulle navi da
crociera. Ma la divisa da hostess di terra le ha cambiato la vita. "è il
lavoro dei miei sogni - dice - Il rapporto con colleghi e passeggeri ogni
giorni mi arricchisce. Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno scelto di
continuare a volare con noi in queste settimane. Al check-in abbiamo ricevuto
parole di conforto e solidarietà". Giovanna ha paura. "In Sicilia è
impossibile trovare un lavoro. Se Alitalia fallisce o
mi manda via, che cosa farò?". Punta Raisi, aeroporto Falcone e
Borsellino, cinque del pomeriggio. Già da quasi un giorno si sa che la Cai si è
ritirata e che la compagnia rischia il fallimento. Ma non c'è euforia, come due
giorni fa a Fiumicino. I lavoratori di turno, solo una parte di un gruppo che
conta 180 persone molte delle quali assunte con contratti a termine, fanno il
loro lavoro. Il volo delle 18 per Roma è pieno e in coda c'è tantissima gente.
Ma dietro ai sorrisi, ci sono facce scure. "Qui non siamo a Roma - taglia
corto una delle responsabili dei servizi di terra - lì c'è euforia, qui, in uno
scalo più periferico, solo scoramento e depressione". Molti dei lavoratori
sono dell'hinterland, Cinisi, Carini, Isola delle Femmine. "Per tanti
questo lavoro è stato la svolta - continua la donna - i ragazzi fanno turni
massacranti. Arrivano qui alle quattro del mattino e la sera, quando c'è un
volo in ritardo, stanno in aeroporto fino a notte inoltrata. Non conoscono
domeniche e festivi. Lavorano pure a Natale e Capodanno. A Punta Raisi non ci
sono equipaggi, solo personale di terra che timbra un cartellino e capita, a
seconda dei contratti, che porti a casa nemmeno mille euro al mese". Il
tamtam mediatico ha già sovraesposto molti lavoratori. Così le disposizioni
piovute ieri mattina sono state rigide: niente interviste né foto in divisa. Ma
il personale, pur se nell'anonimato, lascia trapelare tutto lo sconforto.
"Abbiamo le divise di Carlo Pignatelli e poi scopriamo che ci sono debiti
di milioni", sussurra un dipendente. Qualcuno preferisce non parlarne
affatto. "Cosa ne pensiamo della crisi? Nulla. Siamo tranquilli e pensiamo
a lavorare", dice piccato un lavoratore seduto dietro al banco
informazioni della compagnia di bandiera. Una hostess a fine turno guadagna a
passi svelti l'uscita tenendo la figlia piccola per mano. "Come mi sento?
Benissimo", dice allontanandosi. Teresa è dipendente Alitalia
da quattro anni. "Le immagini di Roma con il personale che festeggiava la
rottura delle trattative mi hanno dato fastidio - dice - io sono moglie e madre
e penso solo a come tenermi stretto il posti di lavoro. Spero che trovino una
soluzione al più presto". Michele ha invece l'aria tranquilla. Quando non
ci sono passeggeri, gira tra le postazioni, scherza con le hostess, le
rincuora. Lavora all'Alitalia dal
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
II - Palermo La scheda Palermo-Roma, il quasi monopolio
undici voli su diciotto possono saltare Se Alitalia fallisse davvero, Palermo si troverebbe ad essere un po' più
isolata dal resto del Paese. Sui 18 voli che partono da Punta Raisi diretti a
Fiumicino (diciannove con quello del sabato garantito dalla Wind jet), la
compagnia di bandiera ne assicura addirittura 11. Se i suoi aerei
dovessero restare a terra, non resterebbe che affidarsi ai cinque di Airone e
ai due di Wind jet. Per quanto riguarda Milano Malpensa, i collegamenti sono
cinque, tre di Easyjet e due di Alitalia. Il danno,
però, potrebbe essere più consistente perché la compagnia low-cost copre la
tratta con un solo volo dal lunedì al sabato. Ne impiega tre soltanto il sabato
e nessuno di domenica. Per Linate, invece, Eurofly, Brussels Airlines e Airone
garantiscono un volo tutti i giorni.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V
- Milano Boom di richieste, convogli straordinari sulla Milano-Roma L'Alitalia in crisi si riempiono i treni
ILARIA CARRA Code alle biglietterie e treni ordinari strapieni. La crisi Alitalia spinge i passeggeri a viaggiare
su rotaia. E per far fronte al picco di affluenza degli ultimi tre giorni,
circa il 12 per cento in più rispetto alla settimana scorsa, le Ferrovie dello
Stato hanno programmato sulla tratta Milano-Roma due Eurostar straordinari,
oltre ai 30 che già viaggiano di norma ogni giorno. Il primo in partenza dalla
stazione Centrale alle 15.10, e il secondo alle 16, da Roma Termini. Stesso
prezzo (59 euro in seconda classe) e solite fermate a Bologna e Firenze per i
due convogli speciali, che si sono resi necessari dopo che già da giovedì
pomeriggio la richiesta di biglietti era salita a tal punto da far registrare
il tutto esaurito dei posti ordinari per viaggiare tra le due città. La
maggioranza dei viaggiatori degli Eurostar last minute ha preferito migrare
dall'aeroporto alla stazione, per paura di un blocco del trasporto aereo e
della cancellazione di voli. "Di solito prendo l'aereo - spiega Raffaele
Numeroso, medico milanese - ma non mi sono fidato affatto". Stessa scelta
anche per Silvain Saporta. "Non vado a Roma per lavoro ma per piacere -
chiarisce -, pur avendo orari flessibili temevo di restare a piedi". C'è
chi, persino, già aveva il biglietto dell'aereo ma non s'è fidato.
"L'avevo pagato circa cento euro - precisa Antonio, studente napoletano -
ma ho chiamato il call center Alitalia e non mi hanno
assicurato la partenza. Pur di tornare a casa preferisco smenarci dei
soldi". Una scelta che ha fatto anche chi non deve fermarsi a Roma ma è
diretto in Sicilia, per esempio. "Preferisco metterci il triplo del tempo
- spiega Daniela Catanese, svizzera di Basilea diretta a Palermo - ma almeno so
che prima o poi arrivo". Per facilitare i viaggiatori il personale di Fs
ha venduto i biglietti, non acquistabili tramite Internet, anche direttamente
sottobordo sul marciapiede di partenza, oltre che alla biglietteria agli
ingressi della Centrale e agli sportelli del Club Eurostar. Fs non ha ancora
fatto sapere se intende confermare il servizio extra anche per i prossimi
giorni.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Genova Il buio Alitalia si
allunga sul "Colombo" Futuro a forte rischio per l'aeroporto Il caso Alitalia
proietta le sue ansie sulla Liguria. Il presidente della Regione, Burlando
avverte: "L'aeroporto di Genova ha 2 milioni di euro di crediti da Alitalia,
se va a finir male, per noi sarà crisi seria". A partire dai voli per
Roma che verrebbero annullati isolando così, via cielo, la città dalla
capitale. Alla "Aeroporto spa", la società di gestione dello scalo,
sono più cauti, forse consolati dal fatto che il Genova- Catania, gestito da
Air Vallè riprenderà. Dicono: se Alitalia fallisce si
perdono i suoi voli per Roma, rimane quello di AirOne, a meno che anche qui non
sia crisi nera a brevissimo tempo. Comunque, il mercato dei cieli italiano è
uno dei migliori, per cui molti altre compagnie a partire dalle low cost
arriveranno. Anche a Genova. Gli slot, i corridoi del cielo affidati a Alitalia, interessano solo grandi aerei, quelli che partono
da Malpensa e Fiumicino non dal "Colombo". Sui crediti, alla
Aeroporto spa confermano la cifra, ma, aggiungono: Genova sta molto meglio di
Fiumicino, per esempio, che vanta crediti per circa 30 milioni di euro. Senza
contare che già dal 2007 hanno incominciato a accantonare un fondo.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IV - Bologna Metrò, il "piano B" di Zamboni "Se salta, People
mover fino al Caab". Corticelli: i lavori slittano al
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I
- Bari Il caso Ap alla carica "Air France paghi i
debiti Alitalia" I
legali di Aeroporti di Puglia stanno valutando la possibilità di esigere da Air
France i crediti che la società regionale vanta con Alitalia. Il principio su cui si basa l'ipotesi allo studio in queste ore
è quello dell'alleanza fra le due compagnie, unite a partire dal 2001 dallo
strumento del code sharing per coordinare l'offerta di voli fra i due
Paesi. La cifra è di 3 milioni di euro, e deriva da tasse, diritti di approdo,
sosta e partenza. Ottimista Domenico Di Paola, amministratore di Ap: "Sono
soldi che considero come messi in fresco e sui quali facciamo grande
affidamento". I 3 milioni di euro sarebbero investiti in azioni di
marketing per sostituire con nuovi vettori gli eventuali buchi lasciati nel
programma dei voli da Alitalia. Alla cifra si
potrebbero aggiungere i crediti vantati nei confronti di Air One, che restano
comunque da quantificare. ILARIA FICARELLA A PAGINA IX.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IX - Bari "Air France paghi i debiti Alitalia"
I legali di Aeroporti Puglia invocano il principio d'alleanza La cifra in ballo
è 3 milioni di euro per tasse, diritti di sosta approdo e partenza Di Paola
ottimista ILARIA FICARELLA Tre milioni di euro. A tanto ammonta il credito che
la società Aeroporti di Puglia (Ap) vanta nei confronti di Alitalia.
Un credito che deriva da diritti di approdo, sosta, partenza, dalle diverse
tasse che le compagnie pagano agli aeroporti di scalo, come anche l'utilizzo
delle strutture di terra, quali per esempio i finger. La situazione della
compagnia di bandiera al momento resta sospesa. Le ultime notizie sul ritiro
dell'offerta della Cai non danno certezze sul futuro immediato. E per quel che
riguarda il trasporto, la Aeroporti di Puglia, che ha finora affidato buona parte
del proprio traffico all'Alitalia, sta lavorando con i
propri uffici marketing per cercare di sostituire con nuovi vettori i buchi che
dovessero essere lasciati nel planning dei voli. "Cerchiamo se è possibile
- dice Domenico Di Paola, amministratore di Ap - di ampliare la nostra
offerta". Ma siccome negli affari la prudenza non è mai troppa, mentre
l'incertezza sembra essere l'unico fattore con cui fare i conti da qui alle
prossime settimane, la Aeroporti di Puglia ha deciso di dare mandato ai propri
uffici legali di recuperare per tempo il credito che la
società vanta nei confronti di Alitalia. Per non violare gli ostacoli disposti dalla normativa in
materia, gli avvocati di Ap stanno studiando come ottenere quei tre milioni di
euro non direttamente dalla compagnia di bandiera, ma dalla Air France. Nel
2001, infatti, l'Alitalia
ha stipulato un'alleanza con Air France che ha permesso alla società italiana
l'ingresso in Sky Team, una delle principali alleanze aeree del mondo di
cui, oltre ad Air France Klm, fanno parte anche la Delta Air Lines, la
Continental Airlines, la Korean Air, la Northwest Airlines, la Csa Czech
Airlines, la Aeroflot e la Aeroméxico. L'alleanza prevedeva fondamentalmente di
coordinare l'offerta di voli fra l'Italia e la Francia, e di utilizzare quanto
più possibile lo strumento del code-sharing. "Per legge - spiega
l'amministratore unico degli Aeroporti di Puglia - non ci troviamo ora nella
condizione di poter aggredire direttamente Alitalia. è
per questo che abbiamo chiesto ai nostri legali di verificare la possibilità di
rivalersi su Air France in quanto società coordinatrice dell'alleanza". A
quei tre milioni di euro che la Ap dovrebbe poter recuperare da Alitalia, si aggiungerebbero anche altri crediti che la
società pugliese vanterebbe anche nei confronti di AirOne. Ma sulla
quantificazione e l'eventuale liquidazione di questi crediti pende al momento
la questione Cai: non prima della soluzione della vicenda che vede la Compagnia
aerea italiana al tavolo della trattativa per l'acquisto di Alitalia
sarà possibile verificare se e come recuperare anche quel denaro. "Sono
soldi - dice Domenico Di Paola - che considero come messi in fresco e sui quali
facciamo grande affidamento proprio in questa situazione". I 3 milioni
potrebbero essere utili proprio per sostenere le azioni di marketing
necessarie, nella peggiore delle ipotesi, a sostituire Alitalia
laddove, come annunciato, questa non dovesse essere più in grado di coprire i
collegamenti (38 sono attualmente quelli da e per la Puglia in totale). Mentre
il direttore generale Marco Franchini avverte che Ap si trova "impegnata a
tutelare le proprie risorse umane e ad attivare ogni iniziativa volta alla
salvaguardia dei livelli occupazionali e dei livelli retributivi".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
XX - Roma "In scena vi racconto l'Italia dei nuovi ricchi"
Palalottomatica "Del mio meglio live" è la penultima tappa della
tournée: "Voglio fare festa con il pubblico romano". I progetti, i
film e in arrivo anche un romanzo SILVIA FUMAROLA La rivincita se l'è presa sul
palco: un tour da 80 mila spettatori, teatri esauriti in tutta Italia, ovazioni
al suo Naomo, ricco cafonissimo; a quel Renato Zero ormai più vero
dell'originale. Giorgio Panariello porta "Del mio meglio live" al
Palalottomatica "per fare festa col pubblico romano, sarà la penultima
tappa della tournée che chiude il
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Telecom, accordo su 5000 esuberi Mobilità con il 90% dello stipendio. E a Roma
manifestano i call center italiani ALDO FONTANAROSA ROMA - Da mesi, i documenti
di Telecom li bollano come "eccedenti", inutili. Ora l'accordo tra
l'azienda e i sindacati, firmato nell'ultimo giorno utile, rende meno amara
l'uscita di scena di questi lavoratori. Sono 5000, tanti. La notizia
dell'intesa arriva in mattinata proprio mentre il "popolo delle
cuffiette" sfila a Roma accompagnato dalla solidarietà di due attori:
Sabrina Ferilli e Massimo Ghini. Sono le ragazze e i ragazzi che rispondono nei
call center, ieri in sciopero. L'accordo Telecom - firmato ieri da Cgil, Cisl e
Uil e dai sindacati interni Rsu - fa leva sulla legge che regola la mobilità
(la numero 223 del 1991). Prevede, questo patto, che 5000 lavoratori
"eccedenti" vadano in mobilità entro il Capodanno del 2010. Verranno
scelti tra quanti matureranno i "requisiti pensionistici" intanto che
si trovano nello stato di mobilità. Il meccanismo, in parole povere, equivale a
un prepensionamento. Lo stipendio, una volta in mobilità, sarebbe misero,
insoddisfacente. Ma adesso Telecom si impegna a integrare questa somma in modo
che i lavoratori possano conservare il 90% della loro abituale retribuzione. Se
poi 5000 persone escono, eccone novecento entrare in azienda. Telecom
trasformerà 300 contratti in somministrazione - è il brutto termine che
identifica il lavoro interinale - in assunzioni a tempo indeterminato. Si
tratta di persone che erano alla terza o quarta proroga del loro contratto da
precario. Altre 600 persone saranno reclutate per lavorare alla Rete (i
comunicati non specificano con che tipo di contratto). Inoltre, 1600 lavoratori
del call center - tutti part time - lavoreranno 6 ore invece delle attuali 4,
calcola Di Cola della Uil. Questo miglioramento si realizzerà tra il 2009 e il
2010. Per Telecom, l'operazione avrà un costo di 287 milioni (l'azienda aveva
già preventivato questa spesa nella semestrale di giugno 2008, all'inizio della
procedura). Ma l'azienda stima che l'accordo le assicurerà, una volta a regime,
una riduzione dei costi di 300 milioni l'anno. Fabrizio
Solari della Cgil osserva - con la mente ad Alitalia - che un'intesa è sempre possibile se c'è "volontà di
chiudere e flessibilità". Alle 11 di ieri, intanto, iniziava il corteo dei
ragazzi dei call center. Si sono radunati in piazza Esedra a Roma sotto lo
slogan "Telefoni muti in tutto il Paese". Hanno sfilato in
centro, scortati dalla Polizia, fino alla zona di Piazza Venezia, dove la
manifestazione si è sciolta alle 13. Erano circa 5.000. L'adesione - secondo
Cgil, Cisl e Uil - ha toccato punte del 60% nelle aziende maggiori. Dal Pd,
Damiano ricorda la circolare del governo Prodi che stabilizzò 24 mila
lavoratori del settore. Era il 2006. Ora denuncia che quel "processo
virtuoso" si è arenato a danno di altre 30 mila persone. E solidarietà ai
manifestanti arriva anche da Sabrina Ferilli e Massimo Ghini, interpreti
dell'amara commedia "Tutta la vita davanti" di Paolo Virzì,
ambientata nel mondo dei call center. "Lo stress di una prestazione
ripetitiva e l'incertezza sul futuro - scrivono i due attori - possono spegnere
l'entusiasmo".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Epifani
rilancia la sfida al governo "Venda Alitalia a un
partner estero" Il leader Cgil: che danno quegli applausi. Ma i piloti
vanno coinvolti L'intervista (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) MASSIMO GIANNINI
Epifani, lei giustamente ha fretta. Ma vedere quei dipendenti in divisa che
esultavano davanti a Fiumicino, all'annuncio del ritiro dell'offerta Cai, è
anche una vostra sconfitta, non trova? "Certo, quegli applausi hanno
nuociuto all'immagine dell'Alitalia. In qualsiasi
altra situazione di grave crisi aziendale, e ne abbiamo vissute e ne viviamo
tante, una notizia del genere viene accolta con profonda preoccupazione da
tutti. Stavolta non è stato così, e di questo i lavoratori devono essere
coscienti. Noi, di sicuro, non abbiamo gioito. Anche se è altrettanto certa
un'altra verità: le caratteristiche della cordata italiana, l'assenza di know
how specifico, la mancanza di procedure trasparenti, sono alla base della
criticità oggettiva dell'intera operazione Cai". Il problema è che dietro
quella gente ci siete voi, c'è il vostro no. Avete giocato al tanto peggio
tanto meglio? "No, non è mai stata questa la nostra posizione. Noi abbiamo
lavorato fin dall'inizio per cercare una soluzione positiva. Mentre fin
dall'inizio è stato il governo ad accreditare l'immagine di una Cgil che
giocava allo sfascio, sulla pelle dei lavoratori e del Paese. La nostra storia
dimostra che questa non è e non è mai stata la nostra cultura. Berlusconi
ripete da giorni che siamo manovrati dalla politica, quando è evidente a tutti
che la Cgil ormai da decenni non è più cinghia di trasmissione di nessuno. Il
giorno in cui Cai doveva decidere Berlusconi ha detto "si firmi anche
senza la Cgil". Dopo che la Cai si è ritirata ha detto "è stata tutta
colpa della Cgil". Le pare un modo serio di trattare? A colpi di ultimatum
quotidiani, di drammatizzazioni continue, di ricatti veri e propri?".
Quanto ad accuse e a "penultimatum", anche i sindacati non sono stati
da meno. "Attenzione: un conto è la polemica, anche dura, che in una
trattativa così delicata ci può stare. Tutt'altro conto è il livore degli
attacchi, personali e politici, ai quali naturalmente abbiamo il dovere di
rispondere. L'alzata di toni del governo contro di noi è indegna di un Paese
civile. Questo modo di intendere i rapporti con le forze sociali è un
imbarbarimento della vita del Paese". Un clima di aggressione ideologica
contro di voi, soprattutto da parte di un pezzo di governo che ha vissuto ai
tempi di Craxi lo scontro sulla scala mobile, può anche esserci stata... "Certo
che c'è stata. L'abbiamo respinto e la respingiamo con altrettanta forza...
". Ma qui c'è un fatto sul quale anche voi dovete riflettere. Un accordo è
saltato per l'ennesimo no della Cgil. Non siete forse un elemento di freno
sistematico alla modernizzazione del Paese? "La modernizzazione del Paese
la vuole anche la Cgil. Noi non viviamo con la testa rivolta al passato. Un
sindacato che fa questo muore. Ma allo stesso tempo respingiamo una
modernizzazione che scommette sulla sudditanza o peggio sull'irrilevanza delle
rappresentanze sociali. Questa scommessa per noi è inaccettabile, anche perché
prefigura una deriva autoritaria che dovrebbe preoccupare non solo noi, ma
tutte le forze sociali che hanno a cuore la democrazia". Perfetto. Ma nel
caso Alitalia la Cgil ha compiuto uno strappo del
tutto inedito. Si è schierata con sei sigle autonome, dividendosi da Cisl e
Uil. Per difendere voi stessi, avete difeso una corporazione, i piloti. Non è
così? "Né oggi né mai ho difeso logiche di casta, privilegi o posizioni di
potere consolidato. Ma una trattativa complessa non si gestisce usando
l'esclusione e la forza. Il personale di volo non è rappresentato da noi, ma è
sbagliato tagliarlo fuori dal confronto. E se io cerco di allargare il
perimetro del confronto, lo faccio in nome della democrazia sindacale, non
certo del corporativismo". Ma c'è un paradosso: per cercare di allargare
il consenso, come lei ha detto in questi ultimi giorni a proposito del piano
Cai, avete finito per cavalcare il dissenso. "Capisco che questa può
essere l'impressione. Ma il problema di chi deve amministrare una compagnia
aerea non è solo firmare un accordo. Perché se il giorno dopo la firma
Fiumicino e Malpensa si bloccano e gli aerei non volano perché il personale di
volo entra in sciopero, quell'accordo diventa carta straccia. E questo problema
non si risolve minacciando soluzioni autoritative. Si risolve trattando con
tutti, e cercando di trovare un'intesa che soddisfi tutte le rappresentanze dei
lavoratori". C'è anche un'altra chiave di lettura: la Cgil ha detto no
perché, se avesse firmato, dal giorno dopo sarebbe implosa al suo interno. Che
ne dice? "Dico che è falso. Fratture con la base ne hanno e ne hanno avute
tutti i sindacati. Fa parte della nostra storia. Ma nel
caso dell'Alitalia questo è
davvero l'ultimo dei problemi. La verità è che non si può trattare con la
pistola alla tempia". Continuate a sottovalutare un punto: Alitalia è nell'abisso. Tutti trattano
con la pistola alla tempia, non crede? "è vero. Ma tutto era già noto da un
pezzo. La trattativa andava preparata per tempo, non improvvisata in un
mese". Per tempo, lei dice. E allora perché non avete accettato l'offerta
Air France, che avrebbe risolto tutto e non sarebbe costata un euro ai
contribuenti? "Berlusconi scarica anche quella su di noi. Ma voglio
ricordare che Spinetta, allora, pose due condizioni per acquistare Alitalia: la prima era in effetti il consenso del sindacato,
e lì noi non trovammo l'intesa sui livelli occupazionali, ma la seconda era il
via libera del governo in carica e di quello che, di lì a poco, avrebbe vinto
le elezioni. Berlusconi aveva la vittoria in tasca, e fu lui a costruire la
compagna elettorale sullo slogan "non passa lo straniero"".
Epifani, mettiamo da parte il passato, e veniamo al presente. Cai si è
ritirata, il governo dice no a ogni forma di nazionalizzazione. Come si esce da
questo buco nero, che rischia di ingoiare 20 mila famiglie? "Innanzitutto
bisogna che chi ha alzato irresponsabilmente i toni li abbassi immediatamente.
E poi occorre che il capo del governo e il commissario straordinario riprendano
in mano il bandolo di questa matassa". Il suo collega Bonanni dice: basta
che Epifani fa una telefonata a Colaninno, e tutto è risolto. "Non sono io
che devo attivarmi. Lo ripeto, la partita adesso è in mano a Berlusconi e a
Fantozzi. Tocca a loro studiare una soluzione". Ma lei cosa propone? Avrà
un'idea, no? "Io vedo solo due possibilità. La prima è che il governo
ritrovi uno spiraglio per riprendere il negoziato con Cai, sapendo bene che il
problema del consenso del personale di volo non è un'invenzione o una scusa, ma
un'esigenza essenziale per chi fa trasporto aereo. So che è molto difficile,
per le condizioni finanziarie della cordata e per i dissensi di merito che
ancora restano in campo. Ma il governo ha il dovere di provarci". E se non
ci riesce? "Vedo solo una seconda possibilità, che non considero nemmeno
una "ipotesi B" perché è meno convincente, ma semmai è dal mio punto
di vista addirittura più forte: il governo avvii subito, in modo limpido e
trasparente, le procedure per vendere a una grande compagnia aerea
internazionale. Io credo che le disponibilità ci siano, anche se ovviamente
nessun partner potenziale si muove in assenza di una scelta netta e decisa da
parte del governo". Allude a Lufthansa? "Non sta a me scegliere il
partner. Ma lo ripeto, so che, a precise condizioni, esistono disponibilità. E
dunque, se è così e se la pista Cai è chiusa per sempre, la Cgil chiede al
governo di non esitare un solo minuto: faccia un passo indietro sul principio
dell'italianità, e scelga subito un grande vettore straniero cui affidare le
sorti di Alitalia. Sarebbe una scelta che avrebbe il
vantaggio di un know how industriale più forte, condizioni finanziarie più
solide e una tempistica più rapida. Se il governo fa questo, dichiarando a viso
aperto il suo gioco nei confronti del Paese e del sindacato, la Cgil è pronta a
fare fino in fondo la sua parte. Come ha sempre fatto, nella sua lunghissima
storia".
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Alle
prossime elezioni saremo al 52%" Berlusconi fissa l'asticella per il Pdl E
agli ospiti del Ppe rivela: canto in francese meglio di Chirac ROMA - Alle
prossime elezioni il Pdl "prenderà almeno il 52%" dei voti. Davanti
allo stato maggiore del Partito popolare europeo Silvio Berlusconi si lancia in
previsioni trionfalistiche per il suo nuovo soggetto politico. Il Cavaliere
sembra riferirsi alla prossima tornata elettorale europea che si terrà a maggio
prossimo. Tant'è che alla delegazione del Ppe in visita in Italia fa notare che
l'eventuale successo del Popolo delle libertà sarà "qualcosa di utile per
il Partito dei popoli europei e può aiutare una grande famiglia democratica e
di libertà dell'Europa". Riuniti gli europarlamentari in un hotel di Roma,
dunque, il premier italiano ribadisce quanto già affermato nei giorni scorsi:
ossia che il Pdl, a suo giudizio, contribuirà a rendere il Ppe primo gruppo
parlamentare a Strasburgo. Nessun accenno, invece, alla questione relativa
all'ingresso di An nei popolari europei. Un argomento che potrebbe essere
sollevato nei prossimi mesi visto che le liste del nuovo partito conterranno
pure i candidati di Alleanza nazionale. Intanto il capo del governo sottolinea
la sua affermazione alle ultime elezioni politiche. "Abbiamo la
maggioranza - spiega - per cambiare l'architettura dello Stato che è vecchia e
per dare più rapidità alle decisioni del governo; e in Parlamento abbiamo i
voti per fare le riforme, a partire da quella della giustizia". Un tema,
quest'ultimo, molto caro al presidente del consiglio: "nel diritto civile
ci sono tempi impossibili. In Italia ci vogliono cinque anni per il pagamento
di un debito e sono tempi inaccettabili per le imprese italiane e anche
straniere". La sua attenzione, però, cade pure sulla riforma elettorale
per il Parlamento di Strasburgo. Conferma il no alla preferenze e anche
"la soglia del cinque per cento con la quale noi pensiamo di poter dare al
parlamento europeo più parlamentari del Pdl che daranno una forza maggiore al
Ppe". Berlusconi, poi, è intenzionato a utilizzare la sua maggioranza
anche per le riforme economiche e non nasconde di considerare gli Usa anche in
questa fase un punto di riferimento. "Non credo - sono
le sue parole che tutti hanno messo in riferimento alla vicenda Alitalia - che dobbiamo pensare sempre
come un molock il libero mercato ma anche fare i nostri interessi. L'esempio è
quanto accaduto negli Stati Uniti" con l'intervento del governo per
salvare le grandi banche d'affari. Una crisi, però, che a suo parere "non
toccherà profondamente, come qualcuno crede, le nostre economie. La
nostra economia ha un sistema bancario solido e non si basa su grattacieli
finanziari". Uno sguardo poi alla tensione delle ultime settimane tra Usa
e Russia. "Fra poco avremo il nuovo presidente degli Stati Uniti e per
prima cosa dovremo farlo sedere ad un tavolo con i responsabili dell'Ue e della
Federazione Russa per scegliere insieme la strategia che il mondo civile deve
seguire nei prossimi anni". L'obiettivo e risolvere la crisi del Caucaso
che poteva essere "la miccia per una nuova guerra fredda": "ci
sono già tanti problemi, a partire dall'Iran, dal Pakistan e dal Medio Oriente,
e allora l'Occidente deve essere uno solo. Gli Stati Uniti hanno bisogno
dell'Unione Europea e l'Ue ha bisogno degli Usa. Insieme saremo più forti e più
sicuri se avremo con noi anche la Federazione Russa". Tenendo ben presente
"l'orgoglio russo, orgoglio di un popolo che per tanti anni è stato una
potenza atomica abituata ad essere seconda solo agli Usa. E poi con realismo
dobbiamo ricordare che abbiamo bisogno del gas russo". Infine un saluto
agli ospiti in francese. Berlusconi ricorda di aver studiato alla Sorbona: "posso
cantare anche in francese. Ho fatto una competizione con Chirac per vedere chi
sapeva più e meglio le canzoni francesi. E ho vinto io...". (c.t.).
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
L'allarme
del Colle: "Ora serve fiducia" Napolitano preoccupato per il
"momento difficile che attraversa il Paese" GIORGIO BATTISTINI DAL
NOSTRO INVIATO VENEZIA - S'è imposto un riserbo quasi assoluto. Evita i
giornalisti e le loro domande, si occupa esclusivamente della ragione di questo
suo viaggio a Vicenza, le celebrazioni palladiane. Del
pasticcio Alitalia, della
partita a tre fra governo sindacati e imprenditori preferisce non dire. Non è
materia del suo ufficio. In realtà ne parla, privatamente, in mattinata col
presidente della Regione Veneto, Galan, che gli confida tutta la sua
preoccupazione per i risvolti che l'assenza dell'Alitalia dagli aeroporti rischia di avere sui flussi turistici anche a
Venezia. E lo stesso Galan l'ha poi confidato ai giornalisti, rivelando
che fra il capo dello Stato e lui c'è un "comune sentire forte, una
identica preoccupazione. Direi quasi un'angoscia" per il destino che si
profila per Alitalia. Perfetta intesa, su questo
almeno, tra Roma e Venezia. Le preoccupazioni del Presidente sono riemerse poi
in serata, al Teatro Olimpico del Palladio, a conclusioni delle celebrazioni
per i cinquecento anni del grande architetto. "Mi chiedo se siamo tutti
consapevoli" dice Napolitano concludendo il ringraziamento per la
manifestazione, "di cosa sia il nostro patrimonio artistico che la nostra
Costituzione ci impone di custodire e conservare". "Se lo fossimo
davvero sentiremmo tutto l'orgoglio di essere italiani. E avremmo maggior
fiducia nell'Italia". Questo dice il presidente con evidente, tacito
riferimento alle notizie di questi giorni, "anche nei momenti più
difficili che si possono attraversare". Per questo ha concluso con voce
incrinata dall'emozione, "sento tutto l'onore e la responsabilità di
rappresentare questo Paese". Il riserbo assoluto scelto dal Presidente
lascia tuttavia supporre che la partita dell'Alitalia
sia ancora aperta, o comunque non definitivamente chiusa.
( da "Repubblica, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti
LA RIVINCITA DI KEYNES (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Per salvare, se ancora si
può, il salvabile. Sarà proprio la esecrata "mano pubblica", con
soldi pubblici, a intervenire per stabilizzare i mercati isterici, facendo
piovere senza limiti prefissati dollari stampati dalla zecca sui buoni e sui
cattivi, su chi lo merita e su chi non lo merita. George W. Bush è diventato
Franklyn Delano Roosevelt, pronto a inondare Wall Street con almeno un trilione
di dollari, mille miliardi di dollari, secondo i calcoli degli economisti, per
evitare che la grande siccità del credito uccida i giusti e gli ingiusti nel
deserto del credito. è una gigantesca "operazione Alitalia" fondata sullo stesso
balordo, ma ormai inevitabile principio del "privatizzare i profitti"
e "statalizzare i debiti". Con, alle spalle, lo stesso ricatto del
fallimento epocale. Non è finito, in queste ore sconvolgenti, il capitalismo
americano. è finito un modo di concepire il capitalismo che aveva
dominato il discorso nazionale americano dagli anni '80 di Reagan. Bush, che
per mesi aveva ripetuto il mantra sempre più grottesco della "economia
fondamentalmente sana", come aveva fatto McCain, ha fatto l'inversione a
"U" che sarebbe stata necessaria nel 2007 e che la sua zavorra
ideologica, e la fissazione sciagurata con la sempre sfuggente e costosissima
"vittoria in Iraq", (700 miliardi finora) gli avevano impedito di
fare. Questa vacanza del potere politico centrale, che nessun tecnico per
quanto competente, come sono i vecchi ragazzi della Goldman Sachs che oggi
governano a fianco del Presidente, può surrogare in una democrazia, era il
cuore infartato di questa crisi. Aggravata dalla confusione di una campagna
elettorale che da 14 mesi rimbomba nella testa di una popolazione con messaggi
contraddittori, confusi, propagandistici. Dunque accentua quello stato di
incertezza e di irrazionalità che è, sempre, la benzina sul fuoco di ogni
incendio finanziario. Quello che Bush ha annunciato ieri, affiancato dalla
trimurti della governance economica americana per dargli autorevolezza, è
keynesismo puro. è "deficit spending" classico, senza preoccuparsi di
bilanci federali che sprofonderanno nell'inchiostro rosso e sono destinati a
raggiungere il 7% del Pil. Ma lo schiaffo della realtà, che arriva sempre a svegliare
i presidenti americani dall'ipnosi delle loro ideologie, nel mondo come in
casa, ha svegliato anche un Bush che se avesse, quattro anni or sono,
annunciato in campagna elettorale l'intenzione di gettare mille miliardi di
dollari per salvare i mercati mobiliari e immobiliari sarebbe stato, più che
sconfitto, arso vivo. Ma qui siamo di fronte "a sfide senza
precedenti", ha ammesso tardivamente e rischi senza precedenti richiedono
"azioni senza precedenti", un eufemismo per dire: si cambia rotta.
Lasciare che la nave di Wall Street s'inabissasse trascinando con sé le borse
del mondo che rimangono tutte "wallstreet dipendenti", da Shanghai a
Mosca, avrebbe devastato l'economia americana dove fa male e garantito la
vittoria di Barack Obama, i cui sondaggi avevano ripreso a salire in relazione
inversa ai listini di Borsa. Avrebbe colto non soltanto nei "bonus"
delle migliaia di brokers lasciati con lo scatolone dei loro ricordi in
braccio, in fondo poche persone in un oceano di 150 milioni di famiglie, ma anche
nell'esistenza quotidiana della gente di "Main Street", della via
principale dei paesi, dove polizze vita, fondi comuni, gruzzoli di obbligazioni
a reddito fisso, crediti al consumo e mutui sono il presente e il futuro
dell'esistenza reale. Sulla latitanza della guida politica del Paese e sulla
confusione generata da candidati che dicono alla mattina il contrario di quello
che dicono alla sera (McCain era fino a ieri il campione della
"deregulation" e oggi invoca un controllore sotto ogni letto a Wall
Street, mentre l'inesperienza di Barack Obama non rassicura) la famigerata
speculazione aveva puntato. Era sicura che questa amministrazione non avrebbe
mai potuto rinnegare il proprio fondamentalismo liberista e la cultura delle
cose che si aggiustano da sole. I ribassisti, coloro che puntano sulla caduta
dei titoli e che sparecchiano quei miliardi che impropriamente i media
definiscono "bruciati" ma invece arricchiscono tanto quanto i rialzi,
avevano avuto il controllo del campo, alimentando una difficoltà di credito
reale, ingigantita dalle loro azioni piratesche. L'ideologo del Texas è stato
persuaso a fare ciò che è necessario, non ciò che è ideologicamente corretto.
Il Bush che sembrava il tragico Herbert Hoover ottimista del 1929 ("La
prosperità è dietro l'angolo") è diventato il Roosevelt del 1932, che
inventò quegli strumenti di protezione che da allora, come ha detto
giustamente, "non hanno mai fatto perdere un centesimo a chi ha conti
correnti", ma non certo per merito della destra. Estenderà la protezione
federale esistente sui CC, sui risparmi e sui certificati di deposito, anche ai
fondi di "money market", quelli che fino a ieri non erano assicurati
da Washington e flottavano pericolosamente sul mercato seguendo l'andamento
degli interessi, costituendo una grossa parte, almeno il 30%, dei fondi
pensione. Prosciugherà, sempre con danaro pubblico, la palude dei mutui
immobiliari inesigibili, i "subprime" definiti "tossici"
perché avvelenano i bilanci delle banche. Dunque lo stato federale, cioè noi
contribuenti, diventerà proprietario involontario di milioni di abitazioni in
protesto e di passività che saranno smaltite in anni. Il gioco al ribasso
contro le 799 finanziarie ancora in piedi sarà bloccato per dieci giorni e
rinnovabile ancora, violando il loro sacro diritto alla speculazione, per
salvare il salvabile. E il Tesoro potrà stampare tutti i miliardi di dollari
che desidera senza temere di accendere il falò dell'inflazione, come accadrebbe
in tempi normali perché il nemico del giorno è la "deflazione", la
paralisi del credito. Naturalmente pagheremo in futuro questo tsunami di
dollari, in termini di inflazione, quando la bufera sarà passata, ma questo è
un commento per la crisi di domani. Bush, il cowboy neocon divenuto neokeyn, ha
creato un'euforia irrazionale nei mercati eguale e contraria al panico di ieri
nella solita altalena di ingordigia e paura. In attesa di un nuovo governo
stabile, si può sperare che questa non sia la fine del mondo, ma soltanto la
fine di un mondo, dal quale un altro nascerà. La ciclicità di "boom"
e "bust", di fortune e di rovesci, di regole e di sregolatezza, è la
sola certezza del capitalismo americano che sa, contrariamente a quello che
sognava Karl Marx, sopravvivere anche al proprio peggior nemico, cioè se stesso.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data:
2008-09-20 num: - pag: 3 categoria: BREVI La "cassa" Per Sea il
"tradimento" di Alitalia ha
già comportato la messa in cassa integrazione di 900 persone su 5.500.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-20 num: - pag:
3 categoria: REDAZIONALE Le reazioni In ansia baristi, edicolanti e
noleggiatori d'auto "Al Forlanini siamo terrorizzati Tanti posti di lavoro
in pericolo" Quelli che provano a non credere al peggio: "Tanto gli
slot di Alitalia se li prenderà qualcun altro".
Quelli che al peggio pensano di esserci già arrivati: "Perché nel famoso
indotto a rischio ci siamo pure noi". E poi quelli che puntano il dito
contro i piloti, quelli che se la prendono con Berlusconi e quelli che "la
colpa è tutta di Epifani". Tante teste, tanti pareri. Ma l'umore, il giorno dopo il fallimento della trattativa Alitalia, a Linate è uno soltanto: più a
terra di un volo annullato. "Non sono dipendente Alitalia - dice Grazyna, che serve caffè al bar del terminal arrivi -. Ma
sono preoccupata lo stesso. Se ci sarà meno gente in aeroporto, sarà un
problema per tutti. E, ultimamente, in Italia c'è parecchi che non va.
Sono venuta qui a lavorare dalla Polonia, ma adesso mia figlia il lavoro l'ha
trovato in Irlanda". Lo sviluppo, insomma, fa scalo altrove. Davide Bovino
traina un carrello di bottiglie più grosso di lui. Prova a confortare chi
lavora per la compagnia aerea: "Forse molti riusciranno ad avere un
contratto a tempo determinato. Il problema è che i giovani come me ci sono
abituati, ma loro? Li ho visti molto "attapirati"". Lo stesso
aggettivo (ovvero depresso nel gergo di Striscia la notizia), lo usa Daniela
Bassi, riferito però ai passeggeri. Ha l'ingrato compito di promuovere miglia
aeree gratis per chi paga con una nota carta di credito. "L'altro giorno
un passeggero mi ha quasi insultata - dice -. Mi ha urlato come mi permettevo
di proporgli una cosa del genere, visto che le miglia che aveva accumulato con Alitalia rischiava di perderle tutte. Il che, peraltro, non
è vero, perché stiamo cercando accordi per farle utilizzare con altre compagnie".
Le altre compagnie. Ci spera anche Stefano Ramirez, dell'autonoleggio Avis:
"In fondo questo è un city airport, mentre Malpensa non potrà mai esserlo,
perché è a
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-20 num: - pag:
3 categoria: REDAZIONALE Effetto Alitalia su Linate: a
rischio un volo su 2 La Cgil lombarda: la trattativa con Cai deve ripartire. Penati:
Colaninno ha lasciato? Non mi straccio le vesti I sindacati: già senza impiego
500 persone inviate a un'occupazione negli aereoporti da
parte delle agenzie del lavoro Fallimento Alitalia: dopo la rottura delle trattative Cai-sindacati la prospettiva è
più vicina. L'impatto per Milano sarebbe tutt'altro che trascurabile. Nuovi
esuberi. Altri voli tagliati. E, per la Sea come come per gli altri creditori
di Alitalia, conti più
difficili da far quadrare. Considerando insieme Malpensa e Linate, in
caso di fallimento di Alitalia sparirebbero di punto
in bianco 115 voli Az su un totale di 450 oggi operativi sui due aereoporti. Lo
scalo di Linate sarebbe il più penalizzato: verrebbero a mancare 70 voli su
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-20 num: - pag:
3 categoria: REDAZIONALE I trasporti Le polemiche La compagnia e le ricadute su
Milano Intercontinentali Nell'eventuale taglio dei voli
allo scalo di Malpensa potrebbero venire inclusi anche i tre importantissimi
collegamenti intercontinentali per New York, Tokio e San Paolo La perdita del
posto Per la Sea il "tradimento" di Alitalia ha già comportato la messa in cassa integrazione di 900 persone.
Ma i posti persi sono molti di più: bisogna tenere conto anche dell'indotto.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-20 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE La Cgil lombarda: deve ripartire la trattativa con Cai.
Penati: Colaninno ha lasciato? Non mi straccio le vesti
Effetto Alitalia, tremano
Linate e Malpensa Il Forlanini rischia di perdere il 50% dei voli.
"Migliaia i posti di lavoro in pericolo" La partita vera si gioca a
Roma. Ma l'eventuale fallimento dell'Alitalia arriverà, e si farà sentire, anche a Linate e Malpensa, dove
sarà a rischio un aereo su due. Con nuovi esuberi. E dunque con conti
difficilissimi da far quadrare per la Sea. Dei due, il Forlanini sarebbe il più
penalizzato: verrebbero a mancare 70 voli su 143. Quasi cinquanta le partenze
cancellate nello scalo varesino, compresi gli importantissimi collegamenti
internazionali con New York, Tokio e San Paolo. E negli scali, intanto, è già
fermento tra i lavoratori. Anche tra quelli non dipendenti da Alitalia ma che vivono dell'indotto: "Abbiamo paura di
perdere il posto". A PAGINA 3 Angelini e Querzé.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-20 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Compagnia Tremonti: no alla nazionalizzazione. Veltroni attacca Alitalia, le hostess trattano Berlusconi: la situazione è molto difficile
ROMA - Crisi Alitalia: le
hostess trattano. Veltroni attacca, ma invita al negoziato. Berlusconi:
situazione molto difficile. Tremonti esclude una rinazionalizzazione. DA PAGINA
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-20 num: - pag: 1
autore: di FRANCESCO GIAVAZZI categoria: REDAZIONALE COME SI ESCE DALLA CRISI
IL MERCATO E LA FINANZA N ei momenti di crisi lo smarrimento, la difficoltà di
capire ciò che succede, favoriscono la popolarità di un certo numero di
sciocchezze. A diffonderle spesso sono i politici: essi avvertono il
disorientamento dei cittadini, vogliono dare l'impressione di avere le idee
chiare, ma hanno poco tempo per riflettere e spesso elaborano sciocchezze. Il
guaio è quando queste si trasformano in azioni di governo. Accadde durante la
peste, a Milano nel Seicento, e negli anni Venti del secolo scorso negli Stati
Uniti, quando gli errori del presidente Hoover trasformarono una grave crisi
finanziaria in una depressione in cui un americano su tre perse il lavoro.
Prima sciocchezza: la crisi dimostra che gli strumenti finanziari che
consentono di diversificare il rischio sono il cancro del capitalismo. Non è
vero: diversificare il rischio protegge i deboli perché sono i poveri i più
esposti alle fluttuazioni dell'economia. Chi soffrirebbe meno se venissero
aboliti i mercati finanziari sono i ricchi: un grande proprietario agricolo può
usare la sua ricchezza per far fronte ad una cattiva stagione, ma un piccolo
coltivatore quando il raccolto va male, può solo tirare la cinghia. Altro che
uno strumento per arricchire ancor più i ricchi: i mercati finanziari sono
innanzitutto un'opportunità per i poveri. Basta chiedere ad un agricoltore indiano
che cosa significa per lui poter vendere il suo prodotto su un mercato a
termine e così assicurarsi contro fluttuazioni nel prezzo. Certo, questi
strumenti debbono essere regolati e comunque non sostituiranno mai le
assicurazioni pubbliche (ad esempio contro la disoccupazione). Ma appunto:
regolati, non vietati. La crisi dimostrerebbe la superiorità dell'industria sui
servizi, dei sistemi finanziari fondati sulle vecchie banche commerciali
anziché sulle banche di investimento. Non e' vero. Ci sono paesi come la
Germania che hanno successo con molta "vecchia" industria, altri come
il Regno Unito che hanno scelto la strada dei servizi finanziari e per un
decennio sono cresciuti più della media europea. Lo sviluppo di un' economia
dipende dalla capacità delle sue aziende di innovare, quindi dalla qualità
delle sue scuole, dalla capacità di trasformare idee e brevetti in imprese, da
una finanza pronta a sostenere imprenditori nuovi, anziché far credito solo a
chi possiede un immobile da dare in garanzia. Non esistono ricette buone per
tutti, sebbene l'evidenza suggerisca che nei paesi in cui ci sono più banche di
investimento nasce un maggior numero di imprese nuove. "Vincono i Paesi
che difendono le proprie aziende e bloccano gli investitori stranieri". Non mi sembra: basta confrontare Alitalia, un'azienda che vogliamo testardamente mantenere italiana, con
il Nuovo Pignone che quindici anni fa vendemmo alla General Electric. Poiché
poche aziende al mondo sanno costruire turbine e compressori come il Pignone, Ge
concentrò le produzioni a Firenze. Oggi quello stabilimento è un centro
di eccellenza per la fabbricazione di macchine che un tempo si costruivano in
vari stabilimenti della Ge in giro per il mondo ed oggi solo a Firenze.
CONTINUA A PAGINA 46.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-20 num: - pag: 1
autore: di FRANCESCO VERDERAMI categoria: REDAZIONALE Sette
Giorni IL CAVALIERE E IL SOCCORSO ROSSO E se si arrivasse a un'intesa su Alitalia tra il governo e il Pd? Se la
logica delle "contrapposte convergenze" portasse Berlusconi e
l'opposizione a siglare, per interessi diversi, un tacito patto, così da
risolvere positivamente la vertenza? CONTINUA A PAGINA 5.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Berlusconi: situazione difficile. Le hostess trattano
Tremonti: "No alla nazionalizzazione". Il pressing del governo sulla
cordata Cai L'Anpav: trattiamo Lufthansa: non siamo coinvolti. I sindacati
"dissidenti" da Fantozzi, senza Cgil ROMA - Servirà forse tutta la
prossima settimana per capire se gli spiragli intravisti ieri su Alitalia sono destinati a dare risultati. C'è un passo
avanti di uno dei sindacati dissidenti, l'Anpav. Ci sono segnali di distensione
dell'opposizione: il leader del Pd, Walter Veltroni, pur sostenendo che la
trattativa è stata "gestita in modo dilettantistico", invita il
commissario Augusto Fantozzi a riaprire il negoziato o a cercare sul mercato
altre offerte. "Il silenzio è d'oro" ha risposto l'amministratore di
Mediobanca, Alberto Nagel, a chi gli chiedeva se l'istituto fosse coinvolta. Ma
il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è preoccupato: "La
situazione è molto difficile. I protagonisti non hanno capito quale
responsabilità si sono assunti. Vediamo...". Ieri il Consiglio dei
ministri ha fatto il punto: "è mia personale opinione - avrebbe detto il
sottosegretario Gianni Letta - che non ci siano alternative al piano Cai
". L'ipotesi di una rinazionalizzazione della compagnia sarebbe stata
esclusa dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti: "Togliamocelo dalla
testa. Non sono possibili altri interventi pubblici". Quanto alle
compagnie straniere, British, Lufthansa e Aeroflot si sono escluse: "Non
siamo coinvolti", hanno detto i tedeschi. L'impressione è che attendano di
capire come finirà con Cai prima di muoversi. Lufthansa potrebbe emergere se il
"piano Fenice" risorgesse. Ma se ciò non avvenisse, attenderebbe il
fallimento per appropriarsi gratis degli slot lasciati da Alitalia.
Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha auspicato il rientro dei
dissidenti: "Faccio appello all'autonomia della Cgil" ha detto. La
risposta non è stata negativa: "Quando si recupererà un minimo di ragione
- ha affermato per Cgil, Fabrizio Solari -, si tornerà a parlare di
merito". Ma che disponibilità c'è tra le parti? "La Cai non si è
sciolta, ma la proposta è stata ritirata" ha detto il presidente di
Atlantia, uno dei soci, Gian Maria Gros-Pietro. La società sarebbe in attesa di
un'apertura seria da parte del sindacato, favorita da Berlusconi. In quel caso
anche Intesa- Sanpaolo sarebbe ancora disponibile a ricucire il discorso.
Dall'altra parte i sindacati dissidenti ieri sono stati molto attivi. I leader
hanno pranzato insieme e poi si sono fatti ricevere dal commissario Augusto
Fantozzi: Filt-Cgil ha negato di aver sollecitato l'incontro e non vi ha
partecipato, l'Anpac vi ha preso parte ma ha detto di non averlo fatto.
Tatticismi. L'obiettivo era sondare la disponibilità di Cai. All'incontro non
ha partecipato l'Anpav di Massimo Muccioli (545 iscritti) che ha poi dichiarato
di aderire all'accordo-quadro, a patto che sui salari sia garantita
l'invarianza. Una mossa definita "significativa" da Sacconi. E in
effetti si tratta di un piccolo varco attraverso cui potrebbero passare anche
altre adesioni come, ad esempio, quella dei piloti dell'Up. Ma se il dialogo
fallisse? Il "piano b" potrebbe passare al
modello Swiss: Alitalia
sarebbe ridimensionata e qui potrebbe tornare in gioco Air One, attraverso una
fusione che aumenterebbe l'impatto della compagnia sul mercato. Antonella
Baccaro Su Corriere.it la tua opinione sullo stallo nella trattativa Alitalia Il commissario Alitalia, Augusto Fantozzi. A
destra il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-09-20 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Governo Sacconi e l'autonomia del sindacato Il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, ha auspicato "una riflessione da parte delle
organizzazioni che non hanno firmato circa l'assenza di alternative all'unica
proposta sul campo che è quella di Cai". "Confido
nell'autonomia della Cgil", ha aggiunto.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-09-20 num: - pag: 9 categoria: BREVI I punti Mille Miglia diventano a
rischio L'eventuale fallimento di Alitalia sarà un boomerang per chi ha punti Mille Miglia: c'è il rischio
che diventino inutilizzabili, a meno che non si trovi un acquirente pronto a
prenderseli come Cai.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Utenti e disagi Crescono del 40% in un giorno le
prenotazioni per le altre compagnie. Il rebus dei biglietti già acquistati
Assalto ai treni, gli aeroporti si svuotano Nell'ultima settimana +12% di
biglietti Fs venduti, due Roma-Milano straordinari MILANO - Scene di panico non
ce ne sono state. Ma ieri non è sembrato certo un normale venerdì di metà
settembre: scali nazionali vuoti e stazioni superaffollate da ponte. Fortuna
che almeno il periodo dei viaggi estivi è finito, altrimenti ieri sarebbe stata
una giornata difficile da dimenticare: l'assalto c'è stato, ma ai treni della
tratta- chiave, quella Roma-Milano che costituisce la nervatura
delle rotte Alitalia. Le
Ferrovie erano già pronte, anche perché con l'incertezza che ha sospeso in un
limbo il futuro dei biglietti Alitalia è già da tempo che chi deve prenotare un viaggio ci pensa due o
tre volte prima di chiamare il call center della compagnia. Così ieri
sui binari c'erano due Eurostar aggiuntivi. Le biglietterie hanno staccato il
12% in più di ticket rispetto alla settimana scorsa. E chi ha potuto, come
l'Eurofly-Meridiana, si è subito organizzata: la compagnia dell'Aga Khan sta
aggiungendo voli dopo che la domanda di biglietti è salita del 40% e non solo
sulla direttrice Linate-Fiumicino ma anche sulla Roma-New York. Per assurdo
anche Air One, che nel piano della Cai doveva fondersi con l'Alitalia,
sta beneficiando della situazione. Chi aveva volato lo scorso weekend già si
era trovato di fronte a scenari surreali anche tra Linate e Fiumicino:
aeroporti vuoti, bagagli consegnati ai nastri in dieci minuti, Airbus che
volano con 40 persone, personale calmo e disponibile. Ma dopo il ritiro della
Cai è possibile che oggi e domani volare Alitalia, la
cui operatività è garantita, sarà come avere dei Boeing privati a disposizione.
La domanda che si fanno tutti coloro che hanno già un biglietto è: cosa
succederà da lunedì? Gli aerei già a terra e l'orario invernale con meno voli
ormai alle porte potrebbero aiutare la quadra dei conti. Ma l'istruttoria
dell'Enac che partirà dopodomani richiederà tra i 7 e i 10 giorni. Poi, se non
dovessero esserci più le risorse per la sicurezza e un'offerta alternativa,
l'ente dovrebbe ritirare la licenza di volo. Un passaggio che vorrebbe dire
l'addio a tutti gli slot. Ma il commissario Fantozzi potrebbe anche giocare di
contropiede e chiedere lui stesso una sospensione della licenza, mossa che gli
darebbe ancora qualche giorno per convincere un possibile acquirente a fare
un'offerta. Ma che sarebbe comunque grave e desolante: tutti gli aeromobili
resterebbero a terra. Fino ad ora era successo al massimo per l'AlpiEagles. Ma
chi è abituato a ragionare in termini di slot parla di "un parziale
isolamento del Paese senza contare l'immagine internazionale". E per chi
avesse dei voli in code sharing con aeromobili di altre compagnie? è un bel
rebus. Perché anche con gli accordi la titolarità della banda oraria è sempre
di una sola compagnia. Dunque se quella tratta è dell'Alitalia,
anche le altre sarebbero costrette a bloccarsi. Un bel caos. Massimo Sideri.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE Veltroni: governo isterico ma ora si cerchi un'intesa
Anche D'Alema apre al dialogo: la partita non è chiusa Il leader dei
democratici a New York: "Ho volato Alitalia". Di Pietro: dal premier
non dilettantismo ma speculazione NEW YORK - "Il governo ha gestito in
modo dilettantesco e isterico la vicenda Alitalia. La soluzione della vendita alla Cai non ci piace, ma è meglio
del fallimento. Quindi speriamo che la discussione riprenda e gli imprenditori
ascoltino le richieste dei sindacati, cercando un punto d'intesa".
L'ha detto ieri il segretario del Partito democratico Walter Veltroni a New
York, dove è venuto - "volando con Alitalia",
precisa - per presentare l'edizione inglese del suo libro La scoperta
dell'alba. Sulla sua posizione sembra unito tutto il Pd. Anche Massimo D'Alema,
da Napoli, ha detto che "la partita non è chiusa" e ha auspicato che
la trattativa riparta. Veltroni ha precisato di non aver parlato negli ultimi
giorni con il presidente della Compagnia aerea italiana, Roberto Colaninno:
"Lo stimo, come stimo altri membri della cordata Cai, fra cui Corrado
Passera (Intesa SanPaolo). Fanno il loro mestiere di imprenditori, che è
massimizzare i profitti. Ma credo che, avendo anche una sensibilità sociale,
dovrebbero rivedere i loro piani e accettare un po' meno profitti per risolvere
questa situazione drammatica". Secondo Veltroni la rottura delle
trattative non è colpa della Cgil, ma del governo Berlusconi: "Sono stato
critico con i sindacati per la loro opposizione all'offerta di Air France la
scorsa primavera, quando una soluzione era vicina e senza esborso da parte dei
cittadini italiani. Sono d'accordo con lo sfidare il sindacato su una linea
riformista, ma è invece un errore grave volerlo annientare". Secondo
Veltroni questa volta la Cgil ha fatto la sua parte, difendendo fra l'altro gli
operai di terra dell'Alitalia, a cui la Cai vuol
tagliare il 30% dello stipendio da 1.300 euro al mese; ed è paradossale che
Berlusconi si sia prima alleato con i sindacati contro l'ipotesi Air France e
ora li abbia continuamente provocati. "Ma se cade l'ipotesi Cai, non
significa dover liquidare Alitalia - ha precisato
Veltroni -. L'alternativa è quella proposta da Piero Schlesinger e altri
economisti in una lettera al Corriere della Sera: il commissario ha il dovere
di verificare sul mercato l'interesse di altre compagnie a rilevare Alitalia alle nuove, vantaggiose condizioni, cioè sgravata
da tutti i debiti". Il segretario pd ha detto di non avere preferenze per
chi sarà il nuovo partner di Alitalia, ma ha ribadito
che non vede il suo futuro fuori da una grande alleanza internazionale e che
l'aggregazione migliore sarebbe stata con Air France e Klm. In dissenso con le
dichiarazioni di Veltroni su Alitalia si è distinto il
presidente dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro: "Non si tratta di
gestione dilettantistica ma di una vera e propria speculazione finanziaria del
governo". Maria Teresa Cometto Manhattan Il leader del Pd Walter Veltroni
a New York per presentare il suo libro "The discovery of dawn".
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 8
categoria: BREVI Italia e America, i due volti della crisi L'esultanza A Milano come a Fiumicino, l'annuncio del ritiro
dell'offerta per Alitalia
da parte di Cai è stata salutata dai dipendenti con applausi e ovazioni, a
dispetto dell'avvio della procedura di Cassa integrazione. Un comportamento
duramente criticato da diversi esponenti di governo, e sostenuto invece da
Antonio Di Pietro.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 8
autore: di MARIA LAURA RODOTà categoria: REDAZIONALE Dall'Italia
agli Usa Le due facce del flop Alitalia-Lehman, il rumore e il silenzio di una sconfitta SEGUE DALLA
PRIMA Perché "meglio falliti che in mano ai banditi ". A Canary Wharf
e a Wall Street molti licenziati della Lehman Brothers hanno attraversato la
strada con dignità, sfidando la gogna mediatica globale (decine di cameramen,
fotografi, giornalisti); e si sono chiusi al pub. Davanti a palazzo
Clerici uno steward mostrava il suo cartello: "La solitudine dei
lavoratori di Alitalia è la solitudine di tutti
noi". Probabilmente ha ragione. Cambiano i Paesi, le culture, i codici di
comportamento, le leggi che regolano i contratti di lavoro. I lavoratori
occidentali sono quelli che stanno meglio al mondo. Ma quando la loro azienda
cola a picco, di colpo o con una lunga agonia, si sentono soli. E ognuno
reagisce come è stato abituato. Nella finanza anglosassone si riempiono
velocemente un paio di scatoloni, come usa, come si vede al cinema. In Italia,
in Alitalia, si organizzano proteste, si preparano
cartelli pittoreschi, ci si arrabbia rumorosamente. Ma le storie non sono tanto
diverse. E a guardare gli ex broker della City e le quasi ex assistenti di volo
di Fiumicino una cosa in comune c'era. In comune come la solitudine, oggi: la
sensazione di perdere, con il lavoro, con l'esibizione forzata della perdita
del lavoro, la propria dignità. E il rispetto di se stessi, nonostante i.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE L'apertura Aponte è il leader mondiale del trasporto
container via mare "Intesa governo e piloti, Cai è pronta" MILANO -
Era l'unica offerta sul tavolo, quella della Compagnia aerea italiana guidata
da Roberto Colaninno, ma è stata ritirata dopo il muro contro muro con
sindacati come la Cgil e i piloti. Capitolo chiuso, a leggere le dichiarazioni
ufficiali della compagnia. Capitolo ancora aperto, a interpretare gli ultimi
commenti più possibilisti dal mondo della politica, e le aperture degli assistenti
di volo. E adesso anche all'interno di Cai c'è chi non
esclude la possibilità del ritorno in campo dell'offerta su Alitalia. è Gianluigi Aponte, uno dei 18
azionisti della società guidata da Colaninno, un imprenditore che già conosce
bene il mondo dei trasporti. Alla guida di Msc, una delle più grandi società di
shipping del mondo, cui fa capo Msc Crociere, Aponte da diverso tempo guarda al
business dei cieli. Più precisamente, a quello degli aeroporti, puntando
a entrare nel capitale dello scalo di Genova, città da cui parte una quota
rilevante delle crociere del gruppo. "Non posso dire quello che farà Cai,
io sono solo uno dei diciotto soci della cordata, né tantomeno sono il
presidente ". Gianluigi Aponte non si sbilancia come azionista. Ma parla
come cittadino italiano. Dalla Svizzera, dagli uffici ginevrini del suo gruppo,
lancia quello che considera un auspicio: che "si arrivi a un'intesa tra
governo e piloti, per poter poi permettere a Cai di rientrare in gioco".
Allora l'uscita di scena della cordata non è necessariamente definitiva?
"Adesso tocca ad altri rilanciare il negoziato. La nostra posizione sarà
mantenuta". A chi passa la palla? "Ad altre organizzazioni, agli
uomini di Stato" Per esempio? "Se i piloti faranno un passo indietro,
alla fine saranno vincenti. Quello che oggi vedono come un sacrificio, è anche
un investimento: i tagli permetterebbero il rilancio della compagnia, la sua
crescita e quindi nuovi posti di lavoro". Non poteva invece essere Cai a
fare qualche sacrificio in più? "Cai ha già fatto moltissimo. L'operazione
non si può fare se non alle condizioni proposte dalla società. Lo spazio di
trattativa sull'offerta era pochissimo ". Non era possibile ridurre i
tagli? "Costi del personale più alti, rispetto a quelli indicati da Cai,
sarebbero stati come dei sussidi. Solo che, in questo caso, a concederli
sarebbe stata una società privata. Che, invece, deve ragionare in termini di
competitività". Mentre le aziende pubbliche... "Tutte le compagnie di
Stato finiscono per avere troppo personale nei propri ranghi". Come è
l'umore all'interno della cordata, dopo il ritiro all'unanimità dell'offerta?
"Il fronte Cai è compatto. Come gli obiettivi per cui è stata presentata
l'offerta: tornare a fare di Alitalia una compagnia in
crescita". Nelle ultime settimane i critici della cordata hanno parlato di
possibili conflitti d'interesse. "Sono delle assurdità, delle critiche
gratuite, che scoraggiano un'attività imprenditoriale che vuole salvare la
compagnia di bandiera". Lei si è espresso contro l'ipotesi dell'ingresso
di una compagnia aerea straniera, come socio di minoranza, nella nuova Alitalia. Nessun ripensamento adesso? "No. Avere tra
gli azionisti un concorrente della società stessa è un errore". Giovanni
Stringa Gianluigi Aponte, uno dei 18 azionisti della società guidata da
Colaninno Se il governo riuscirà a convincere i piloti e tutti i sindacati,
spiega Aponte, "permetterebbe a Cai di rientrare in gioco".
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Sondaggio Ispo E il 63% degli italiani è per la cordata
Per il 63% degli italiani il piano Fenice è l'unica
alternativa al fallimento di Alitalia. E il 58%, secondo un sondaggio condotto dall'Ispo di Renato
Mannheimer, ritiene la proposta di Cai in grado di rilanciare la compagnia
aerea. Solo per il 14% sarebbe meglio il fallimento. L'Ispo ha chiesto anche
quali dovrebbero essere gli obiettivi del possibile compratore di Alitalia: il 79% vuole che siano
garantite l'efficienza e un miglior servizio. Solo una minoranza (14%),
invece, sta dalla parte di chi non ha accettato la proposta. Il 77% degli
intervistati ritiene infatti che i contratti di piloti e assistenti di volo
andrebbero uniformati a quelli in vigore nelle altre compagnie europee.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-09-20 num: - pag: 6 autore: di LINA SOTIS categoria: BREVI Qui Lina F
antozzi: "L'Alitalia volerà finché avrà benzina".
Passeggeri avvertiti, quando finisce si precipita. lsotis@corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Settegiorni Le scelte di Silvio e il "soccorso
rosso" SEGUE DALLA PRIMA Perché il premier è terrorizzato non tanto dall'idea
del crac di Az ma dal conseguente blocco aereo che paralizzerebbe per molto
tempo il Paese: "Mi getterebbero la croce addosso". A loro volta i
democratici, senza un'intesa, temono di restar fuori da un nuovo assetto di
potere, che li escluderebbe dai giochi per chissà quanti anni. Così ieri si è
intravista la trama del comune disegno: riportare la Cgil alla ragione e
convincere Cai a rientrare nella sfida. Non esiste una terza via, su questo il
Cavaliere è stato chiaro: "O c'è Cai o c'è il fallimento". Ed è una
sorta di "compromesso storico" quello a cui si sta lavorando.
D'altronde - come dice il democratico Follini - "salvare Alitalia è un'impresa titanica, e per
riuscirci serve una falange macedone politica". Da Gianni Letta a D'Alema,
ognuno per la propria parte lavora sotto traccia. E ognuno lancia dei segnali.
Al forzista Napoli, per esempio, è stato affidato il compito di invitare
Epifani ad "aver coraggio", a "sfruttare l'occasione per
dimostrare che non è solo un leader sindacale ma che ha anche un profilo
politico". Dal fronte avverso è arrivato il soccorso rosso: bastava
incastrare le parole di D'Alema - secondo cui "c'è ancora tempo" - al
ragionamento svolto dal suo braccio destro Latorre, per capire che i messaggi
erano rivolti al capo della Cgil ("noi auspichiamo la ricomposizione del
sindacato") e al Cavaliere ("confidiamo nell'accordo"). Ed è
stato ancor più esplicito Fioroni quando - in appoggio al cislino Bonanni - ha
chiesto ad Epifani di "fare un passo in più in avanti per togliere ogni
alibi a chi cerca capri espiatori". Il gioco delle "contrapposte
convergenze " è però assai complicato e ad alto rischio. Perché il premier
è disposto - come spiega il suo portavoce Bonaiuti - "a lasciare uno
spazietto alla sinistra". Insomma, senza esagerare. Ma le mire di Veltroni
sono più ambiziose, punta a de-berlusconizzare la trattativa su Az,
strappandola dalle mani del governo e affidandola al commissario della
compagnia aerea, Fantozzi. E c'è un motivo se il leader del Pd vuol giocare la
sfida di Az in campo neutro, lo spiegava giorni fa il democratico Ventura:
"Dietro la partita su Alitalia si cela una
partita economico- finanziaria enorme", che passa da Expo 2015 e arriva
agli investimenti in Libia. E non c'è dubbio che se Berlusconi riuscisse nell'impresa,
ridisegnerebbe la mappa del potere in Italia, divenendone l'unico regista.
"In quel caso - commenta il democratico Carra - ci rivedremmo forse tra
venti anni ". Veltroni intende evitare la nascita di "un sistema
putiniano", sebbene ieri si sia scoperto troppo appoggiando le scelte di
Epifani, e prestando così il fianco all'accusa di esser stato "il regista
del niet della Cgil". Ma non è un caso se il premier non ha replicato
direttamente: tace in attesa di capire come si chiuderà il caso Alitalia, vuol vedere l'esito della partita "tutta
interna alla sinistra" tra i democratici e Colaninno. La politica è al
bivio, tra un tacito patto sancito dalle "contrapposte convergenze "
e la radicalizzazione dello scontro che porterebbe a un conflitto sociale senza
precedenti. Ma stavolta la soluzione non è affidata solo ai protagonisti del
Palazzo, un ruolo determinante lo giocano gli imprenditori. Raccontano che al
termine della riunione di giovedì, gran parte dei soci di Cai sia rimasta
stordita dagli epiteti "banditi! banditi!" dei dimostranti, e non
voglia più sentir parlare di piloti, "al massimo - ha detto uno di loro -
di piloti automatici". Dopo il colloquio burrascoso dell'altro ieri, pare
si sia rasserenato il clima tra il premier e Colaninno, al quale - durante il
Consiglio dei ministri - Letta ha riconosciuto un "comportamento lineare e
corretto". Il presidente di Cai era stato chiaro con Berlusconi che lo
invitava ad andare avanti anche senza la Cgil: "Io non sto acquistando un
gioiello ma voglio renderlo produttivo. E per farlo, non posso avere contro i
lavoratori". Si vedrà se Cai rientrerà in gioco, se non si è sciolta è
perché Colaninno ha invitato i soci a pensarci: "Non è facile mettere
insieme così tanti imprenditori. Perciò riflettiamo, possono venirci nuove idee
su cui investire". Tanto basta per far ammettere a Fioroni che "la
politica non conta. Ed è incartata". Francesco Verderami Contatti Gianni
Letta.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il doppio fronte di Epifani per non restare isolato Il
nodo Filt-Cgil e la pressione della base Muccioli (Anpav): il leader Cgil
voleva chiudere, poi le categorie... Bonanni: basterebbe una telefonata ROMA -
Sembra proprio che Guglielmo Epifani voglia rientrare nella partita. Sostengono
infatti i suoi collaboratori più stretti che il segretario della Cgil non
voleva rompere con la Cai di Roberto Colaninno. E che la lettera che il leader
sindacale aveva mandato giovedì all'imprenditore mantovano era un segnale
inequivocabile di disponibilità, a partire dal quale si poteva chiudere. Nella
missiva Epifani ribadiva il sì della Cgil al piano industriale e anche al
contratto del personale di terra, mentre su quello del personale di volo ("in
maggioranza non rappresentato dal sindacato confederale") confermava
l'impegno della sua organizzazione a favorire un accordo con i sindacati di
mestiere (piloti e assistenti di volo). Poi, però, è partito quel maledetto fax
firmato da questi stessi sindacati autonomi e anche dalla Filt-Cgil, sempre
indirizzato a Colaninno. Una missiva questa che invece avanzava una serie di
richieste di contenuto, a partire dai tre contratti separati (piloti,
assistenti di volo e personale di terra) invece del contratto unico proposto da
Cai. Un testo del quale ovviamente Epifani era informato, ma che, sostengono
ancora dai piani alti della Cgil, avrebbe voluto più morbido. Ma questo -
bisognava saperlo - sarebbe stato impossibile dal momento che era frutto del
lavoro della Filt con le 5 sigle più intransigenti (Anpac, Up, Sdl, Avia e
Anpav). Tanto più che per la Filt, al tavolo, non c'era neppure il neo
segretario generale, Franco Nasso (che fino a qualche mese fa si è occupato di
ferrovie e trasporto pubblico locale), ma il responsabile del settore aereo,
Mauro Rossi, un giovane sindacalista che viene dagli assistenti di volo, molto
vicino agli umori della base e che non ama le mezze misure (qualche giorno fa
aveva definito "distruttiva" la proposta Cai). Due lettere quindi,
quella di Epifani e quella Filt, diverse, prova dell'"ambiguità"
della Cgil, ha detto ieri Gianni Letta in consiglio dei ministri. Massimo
Muccioli, presidente dell'Anpav, che nel giro di due giorni è passato dal
fronte del no a quello del sì alla proposta Cai e quindi, come dire, ha visto
le cose prima da una parte e poi dall'altra, riassume: "Con la sua lettera
Epifani diceva a Colaninno: la Cgil è d'accordo, poi ci sono "i
ragazzi" - cioè noi, le categorie - che stanno giocando tra di loro...".
Peccato che sia andata diversamente da come il leader sindacale si aspettava e
che la Cai, continua Muccioli, messa da parte la missiva di Epifani, abbia
invece preso "la nostra lettera come un pretesto per ritirare
l'offerta". Ieri è quindi cominciata la correzione di rotta. Racconta
ancora il presidente dell'Anpav: "La Cgil ha preso le distanze dalla
categoria. Lo si è capito benissimo quando, dopo che con la Filt abbiamo
chiesto un incontro al commissario Fantozzi, la stessa Filt si è sfilata e ha
deciso di non andare. A quel punto anche noi abbiamo deciso di rinunciare
all'incontro e poi di dare l'adesione al piano Cai". L'operazione rientro
era così partita. Ma ha tanto il sapore di una mossa disperata. Anche se
Fabrizio Solari, il segretario confederale della Cgil che sta facendo da
pontiere tra Epifani e la Filt (dalla quale viene) e tra la Cgil e i piloti e
gli assistenti di volo, ieri sera diceva: "Credo che un margine ci
sia". E sul momentaneo ritiro della Filt dal fronte del no, aggiungeva: "Adesso
bisogna cercare una soluzione, non fornire ulteriori occasioni di
frattura". E gli altri leader sindacali protagonisti di questa drammatica
vicenda? Raffaele Bonanni (Cisl) lancia un debole appello: "Basterebbe una
telefonata di Epifani a Colaninno...". Mentre Luigi
Angeletti e Renata Polverini hanno un'idea migliore: "Perché non facciamo
votare i lavoratori di Alitalia sul piano Cai?" Enrico Marro Il segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani: segnali di disponibilità verso la proposta Cai.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-20 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Sul territorio La Cgil lombarda: un disastro il
fallimento MILANO - "Il fallimento di Alitalia sarebbe un disastro per il
trasporto aereo del Paese. Per Fiumicino ma anche per Malpensa e Linate".
Così, ieri, il segretario generale della Filt Cgil della Lombardia, Nino
Cortorillo. Il piano Fenice della Cai prevedeva un ridimensionamento di Linate
e, nello stesso tempo, non dava a Malpensa il ruolo di hub. Ma, secondo
la Filt Cgil della Lombardia, "pensare che il rilancio degli aereoporti
lombardi sarebbe più facile dopo la débcle di Alitalia
è a dir poco suicida". Cortorillo non ritiene la Cgil responsabile dello
stop alla trattativa: "Nella lettera inviata alla Cai si legge nero su
bianco la nostra volontà di continuare a confrontarci". E ora cosa
succede? "Questo non è il tempo della caccia ai capri espiatori ma quello
della ricerca dei punti su cui rilanciare il confronto". Ri. Que.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-20 num: - pag: 25
categoria: REDAZIONALE In tv Pasta e fagioli La ricetta di Brunetta ROMA -
Eppur bisogna mangiare. E così, in attesa di trovare una
soluzione per il collasso di Alitalia, magari ci si potrebbe tirar su gustando la pasta e fagioli del
ministro Renato Brunetta (foto). Intervistato da Alain Elkann per La 7 (il
servizio andrà in onda oggi), il ministro della Funzione pubblica e
dell'Innovazione spiega che il suo palato il piatto indicato lo delizia così:
"Soffritto, sedano, cipolla, carota, prezzemolo, aglio per chi lo
vuole, borlotti a mollo la sera prima, se no con un po' di bicarbonato. Al
soffritto si aggiungono i borlotti ammollati, acqua, rosmarino, una patata.
Quando il fagiolo è cotto, si tolgono e se ne passano due terzi, e questa
passata la si rimette subito dentro. Poi si sceglie la pasta, io preferisco i
maltagliati fatti in casa. Mentre la pasta cuoce si mette del pomodoro, pepe,
sale, olio, si aggiusta e alla fine, se uno vuole essere un po' ricco... non mi
viene la parola... Si mette un culetto di prosciutto cotto".
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-20 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE La crisi Alitalia Fiumicino, voli cancellati Lunedì alla Magliana vertice con
Fantozzi Un "faccia a faccia" per discutere della crisi Alitalia e delle ricadute sull'indotto
nel Lazio. è quello in programma lunedì al quartier generale della Magliana. Da
una parte il commissario della compagnia Augusto Fantozzi, dall'altra il
"Tavolo interistituzionale" con i presidenti di Regione e Provincia
Marrazzo e Zingaretti e i sindaci di Roma e Fiumicino Alemanno e Canapini.
Obiettivo: esplorare tutte le possibilità per evitare il fallimento,
"garantendo la salvaguardia dell'occupazione con il commissario Fantozzi,
figura di garanzia per i lavoratori" dice il deputato Pd Enrico Gasbarra.
Per ristabilire un clima di serenità bipartisan, Alemanno ha anche telefonato
al capogruppo Pd Francesco Rutelli dopo le scintille di giovedì in consiglio
comunale. Il primo cittadino, infatti, aveva bollato come "unica nota
stonata" l'intervento "di bassissimo profilo" dell'ex
vicepremier, che dal canto suo aveva replicato attaccando il
"nervosismo" del sindaco. Ieri intanto al Leonardo da Vinci sono
stati cancellati trenta voli, molti sulla rotta Roma- Milano. Una riprogrammazione
dovuta al fatto che diversi aerei stanno decollando mezzi vuoti e per questo la
decisione è stata quella di "accorpare" alcune partenze. Un caposcalo
spiega: "Sono le conseguenze dell'incertezza. I passeggeri si rivolgono
altrove". L'Alitalia, in un comunicato, assicura
che le "cancellazioni non hanno rapporto con le le proteste". Niente
"aquila selvaggia ", insomma, e nemmeno i "dispetti" del
personale in pista che giorni fa aveva ritardato la consegna dei bagagli. Al
Leonardo da Vinci la preoccupazione è comunque altissima. Dopo gli applausi per
il ritiro dell'offerta Cai adesso c'è l'ansia per il possibile fallimento,
sempre più concreto. Il 16 novembre scade il termine per i creditori che
dovranno presentare alla cancelleria del Tribunale fallimentare di Roma le
domande di pagamento. Inoltre sono partite le lettere che annunciano la cassa
integrazione per 4.286 dipendenti che resteranno a casa per un periodo massimo
di 12 giorni. Intanto il capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni si dice
"soddisfatto per l'approvazione della mozione bipartisan " in aula
Giulio Cesare. Prioritario il rilancio di Fiumicino: "Lo scalo è in grado
di garantire un'effettiva competitività ". Alessandro Fulloni.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Sport - data: 2008-09-20 num: - pag: 63
categoria: REDAZIONALE I giallorossi Con un punto in 2 partite, la Roma
affronta la Reggina con tante assenze e molte paure La Roma ha scoperto di
avere problemi E Spalletti va in difesa "Io non mi dimetto, qui sto
benissimo" Totti partirà dalla panchina: "Non sta bene, bisogna
vedere se la sua disponibilità può essere di aiuto alla squadra o no" ROMA
- Non è ancora l'ultima spiaggia, ma le risposte di Luciano Spalletti alla
vigilia di Roma-Reggina arrivano ancora più in là. Sono la prima confessione pubblica
che la squadra giallorossa ha seri problemi e sono un inno all'imprevedibilità
del calcio, dove il passato non conta e il futuro è incerto. Gli domandano se a
inizio stagione gli sono stati chiesti dalla proprietà obiettivi minimi. La
risposta è secca: "A me no. E, se fosse successo, la mia risposta sarebbe
stata quella di sempre: non posso assicurare alcun obiettivo. Nemmeno se a
chiedermelo fosse Rosella Sensi". A Villa Pacelli non hanno gradito. Gli
chiedono del suo futuro. E la risposta è un punto di domanda: "Quello
dell'allenatore è un ruolo delicato. Se sarò qui anche il prossimo anno
dipenderà da diverse situazioni, non solo dalla mia volontà. Io non mi dimetto
e qui sto benissimo. Ho deciso di comprare casa...". Comunque vada, se non
un successo, sarà un investimento. La lista dei 20 convocati è il segno
dell'emergenza. Non ci sono Juan, Pizarro, Tonetto e il nuovo arrivo Baptista
(problemi muscolari). Ci sono tre portieri (Doni, Artur, Julio Sergio), due
giocatori che al 90% non potranno giocare (Perrotta e Mexès), un ex grande
giocatore che si è perduto (Montella), un ragazzino della Primavera (Filipe),
uno con 2 presenze da titolare in serie A (Okaka), tre che escono da infortuni
(Vucinic, Panucci e Taddei). Il discorso che merita più attenzione, però, è
quello sulla situazione di Francesco Totti, che partirà dalla panchina.
"Non sta ancora bene - ha In crisi Luciano Spalletti e, nel tondo,
Francesco Totti: due facce dei problemi della Roma (Liverani, Afp) detto
Spalletti -, altrimenti contro il Cluj lo avrei fatto giocare dall'inizio,
perché lui ha qualcosa in più degli altri. Non si è potuto allenare con
frequenza, bisogna lavorare in un certo modo perché altrimenti rispunta il
dolore al ginocchio. Bisogna vedere se la disponibilità può essere di aiuto
alla squadra oppure no". In un concetto solo: "La macchina non è a
regime ". E c'è un solo modo per uscirne: "Professionalità e impegno.
La fatica è uno dei traguardi dello sportivo. Lì sopra puoi
metterci la qualità ". è un discorso che i nuovi e qualche giovane vecchio
devono ancora capire. La Reggina, invischiata nella crisi dell'Alitalia, ci ha messo mezza giornata per
raggiungere Roma. A ognuno i suoi problemi. Luca Valdiserri.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-20 num: - pag: 46
categoria: BREVI La tua opinione su corriere.it La Cai ha
ritirato l'offerta per Alitalia. Deve intervenire lo Stato? SUL WEB Risposte alle 19.00 di ieri
I numeri sono in percentuale Sì R 9,1 No R 90,9 La domanda di oggi Il piano del
Tesoro Usa fa volare le Borse. La crisi è superata? I sondaggi on line non
hanno valore statistico e non sono basati su un campione scientifico.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-20 num: - pag: 46
autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE POLEMICHE La segreteria
Epi-maschi SEGUE DALLA PRIMA Per averne un'idea delle diversità sarà
sufficiente ricordare che, solo un anno fa, il primo minacciò di adottare
sanzioni disciplinari contro il dirigente della Fiom, colpevole di aver fatto
campagna contro l'accordo sul welfare firmato con il governo Prodi e di aver
aderito a una manifestazione dei Cobas. Ma la sventurata
scelta che la confederazione rossa ha adottato nel caso Alitalia ha stemperato quelle antiche
diffidenze. E sta nascendo, almeno sulla carta, una sorta di segreteria
Epi-maschi. Basta leggere la soddisfazione con la quale lo stesso Cremaschi ha
potuto raccontare al Riformista di ieri di aver incontrato il segretario
generale della Cgil e averlo incoraggiato "a continuare così"
sulla strada di "una nuova fase della lotta di classe ". Il suo
ottimismo ("la Cgil sta cambiando dopo una lunga bonaccia moderata ")
ha trovato conforto anche nell' orientamento che il vertice della
confederazione ha maturato negli ultimissimi giorni in materia di riforma della
contrattazione: sempre Epifani con un uno-due degno di un pugile professionista
ha nello stesso pomeriggio di giovedì inviato alla Confindustria una lettera
che compromette, almeno a breve, la possibilità di qualsiasi intesa. E non a
caso per bollare il documento degli industriali entrambi, Epifani e Cremaschi,
sono ricorsi alla stessa incredibile metafora: "Ricorda l'Unione
Sovietica". La Cgil, dunque, non solo usa male la chance che la fortuna le
ha concesso per ricucire il rapporto con l'opinione pubblica e salvaguardare
l'unità sindacale, ma sta contribuendo a determinare con scelte
controproducenti nuovi assetti della rappresentanza sindacale in Italia. E'
abbastanza chiaro, infatti, come si stia delineando un'alleanza che vede
marciare uniti la Cisl di Raffaele Bonanni e la Uil di Luigi Angeletti che di
volta in volta aprono alla Ugl di Renata Polverini in base alle reciproche
convenienze. Tra i tre sindacati i punti di accordo sono di gran lunga maggiori
delle divergenze e dal loro dialogo può nascere un nuovo baricentro delle
relazioni industriali made in Italy che avrebbe un programma fatto di pochi
scioperi, molti enti bilaterali, tanta sussidiarietà, una rinnovata presenza
del sindacato nel collocamento e nella formazione e, soprattutto, un'
interlocuzione serrata con il governo. La Cgil targata Epi-maschi sembra invece
destinata ad operare in una terra di nessuno in cui possono di volta in volta
incrociare le istanze più settoriali, i timori del sindacalismo autonomo e
l'ideologismo di quella sinistra radicale che ha perso ogni fiducia in
Rifondazione. E' probabile però che le conseguenze di questa scelta
isolazionista non le paghi direttamente il sindacato (che grazie ai patronati
può contare comunque su un flusso costante di iscritti) ma la sinistra italiana
che per ridurre il peso del Pdl è costretta a cercare voti al centro. In
proposito i bene informati raccontano che Epifani dovrebbe lasciare nel 2009 e
che potrebbe candidarsi alle elezioni europee sotto il simbolo del Pd. C'è da
sperare per lui che venga collocato nella parte alta della lista, perché
andando avanti di questo passo il partito di Walter Veltroni rischia di subire
nelle urne il severo giudizio degli elettori e vedere così pesantemente
decimata la sua rappresentanza a Strasburgo. E che il rapporto
sindacati-sinistre sia decisivo per la ripresa delle forze di ispirazione
democratico-socialista in Europa, lo testimonia l'interesse che sta suscitando
un paper del laburista inglese Denis MacShane pubblicato sul sito di Progress.
Analizzando la crisi della democratic left nel Vecchio Continente, MacShane
sostiene - tra le altre cose - che se le sinistre vogliono recuperare i legami
con l'elettorato e uscire dalla attuale condizione minoritaria devono trovare
il coraggio di "dire la verità ai sindacati" che avrebbero urgente
bisogno di essere riformati e reinventati per poter rappresentare "i nuovi
esclusi". Invece di inseguire i piloti. ddivico@rcs.it.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-09-20 num: - pag: 60
categoria: REDAZIONALE Striscia Sigla sulla scuola. "Noi supplenti
dell'informazione" Ricci, lezioni di satira "Grillo? Rischia di fare
l'imbonitore" E preannuncia uno scoop sul Parlamento "Dato che sono
comunista, per me è importante garantire una parte importante di servizio
pubblico" MILANO - Settembre, hanno appena riaperto le scuole. E lunedì,
dopo il Tg5 delle 20 la campanella suonerà anche per "Striscia la
notizia". Pronto a tornare in cattedra, con l'implacabile bacchetta già
sfoderata, Antonio Ricci che quest'anno, ha scelto come sottotitolo del
programma: "La voce della supplenza ". Il perché lo ha raccontato
ieri, trasformando in una specie di one-man-show la tradizionale conferenza
stampa di inizio stagione in cui ha impartito lezioni e lezioncine a politici,
amministratori e concorrenti, senza risparmiare il suo amico Beppe Grillo.
"Nel sottotitolo - spiega - c'è un riferimento alla scuola, ripreso anche
nella nuova sigla dal titolo "Grembiulino e vai" (chiaro l'aggancio
alle recenti disposizioni del ministro Gelmini), ma c'è poi la seconda lettura
che allude alla comicità e alla satira che fanno da supplenti all'informazione
". E qui Ricci parte con una compiaciuta carrellata degli scoop e delle
inchieste lanciate nel corso di queste 21 edizioni da "Striscia":
ricorda l'"intervista" a Cuccia e quella a Fazio, ma anche i molti servizi
che hanno smascherato truffe ai danni di persone anziane. Nel suo elenco sembra
particolarmente soddisfatto di poter menzionare la bufera innescata da Diva e
donna ma fatta poi definitivamente esplodere da "Striscia" in
novembre quando venne annunciata la relazione tra Gianfranco Fini ed Elisabetta
Tulliani. "Nel programma - racconta divertito - venne mandato in onda il
video della Tulliani con Gaucci e scatenammo il putiferio. Infondo è colpa
nostra se è nato il Pdl: per quel servizio Fini litigò con Berlusconi, da cui
prese di colpo le distanze anche Casini... e la sera dopo il premier annunciò
in piazza San Babila la nascita del nuovo partito". Poi Ricci parla di un
nuovo "scooppone " sempre "dalle parti del Parlamento"...
ma non spiega niente di più. E un'altra novità sarà l'imitazione di Ballantini
del ministro Maroni. Al suo fianco siedono Ezio Greggio e Enzo Iacchetti, che
condurranno il programma fino a gennaio, quando Iacchetti sarà sostituito da
Michelle Hunziker ; a Pasqua invece torneranno Ficarra e Picone. I due si
limitano a spalleggiarlo con qualche battuta perché Ricci è
un fiume in piena: "Ci occuperemo dell'Alitalia; andremo a controllare se la spazzatura a Napoli è davvero
sparita o se l'hanno cacciata nel Vesuvio o , oppure a casa di Iervolino e
Bassolino. Continueremo a controllare, come è nella nostra storia. La gente,
che per il 95% ci indica gli argomenti di cui occuparci, spera in noi".
Più che da supplenza il tono sembra da missione: "Sono convinto che anche
le tv private dovrebbero dare spazio al servizio pubblico. La tv si fa
occupando Novità Sopra Beppe Grillo, di cui Ricci ha detto: "è importante
la provocazione che lancia ma non va preso come uno scienziato". Nella
foto a destra Antonio Ricci con le due veline: la mora Federica Nargi e la
bionda Costanza Caracciolo.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-09-20 num: - pag: 72
categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Caserta, immigrati in rivolta
Esplosioni di rabbia a Castelvolturno, nel Casertano, dopo la strage di
extracomunitari africani di giovedì sera (sei morti): alcuni immigrati, bastoni
in mano, hanno frantumato le vetrine di alcuni negozi e rivoltato auto in mezzo
alla strada, scontrandosi poi con la polizia. "Vogliamo giustizia -
urlavano - non è vero che i nostri amici ammazzati spacciavano droga o erano
camorristi. Sono state dette tutte cose false". Alitalia, spiragli di soluzione Qualche spiraglio nella crisi Alitalia: l'Anpav, uno dei sindacati
dissidenti (assistenti di volo), ha dato segnali di disponibilità. E ci sono
segnali di distensione dall'opposizione. Ma Berlusconi sottolinea: situazione
difficile. Si sta facendo di tutto per convincere Cai a rinnovare
l'offerta, anche perché, ha detto il ministro dell'Economia Tremonti, una
rinazionalizzazione della compagnia è esclusa. Focus Il vaccino c'è ma non si
usa Torna l'influenza, quest'anno particolarmente maligna, con tre ceppi di
virus. Ma il vaccino dovrebbe proteggere tutti: solo che in Italia lo usa uno
su quattro. Esteri Medvedev duro contro la Nato La Nato e gli Stati Uniti,
colpevoli per la decisione della Georgia di attaccare l'Ossezia del Sud l'8
agosto scorso, stanno spingendo la Russia verso una strada che porta alla
cortina di ferro. Questi i toni, molto duri, del nuovo attacco del presidente
russo Medvedev all'Occidente. Cronache Addio allo Yankee Stadium Vi ha giocato
Joe Di Maggio, ora è il regno del supercampione Alex Rodriguez. Ma lo Yankee
Stadium di New York, tempio del baseball Usa, sta per chiudere: e i tifosi
fanno a gara per portarsene a casa qualche pezzo. Scienze La comunicazione
animale Nuovi studi sui sistemi con cui gli animali comunicano tra loro, dai
quali emerge che i sistemi sono molto più articolati e complessi di quanto si
era creduto finora: lo scricciolo, per esempio, "ingrossa " il
proprio canto per spaventare i rivali in amore, mentre i delfini abbassano i
propri fischi pesche odiano il rumore. Economia Il Tesoro Usa spinge le Borse
Il piano messo a punto dal Tesoro Usa e annunciato dalla Casa Bianca per
soccorrere le banche in crisi, mille miliardi di dollari, ha fatto rimbalzare
le Borse mondiali, che hanno recuperato le perdite registrate in settimana dopo
il crac di Lehman Brothers. Londra è salita del 9%, Milano del 7,7%, uno dei
rialzi più imponenti dell'ultimo decennio. Cultura Contro l'impegno letterario
L'impegno politico e sociale? Fa diventare cattivi scrittori. E' l'opinione di
Michael Ondaatje, l'autore del Paziente inglese e di Divisadero. E comunque
"nè l'arte nè la politica potranno salvare il mondo ". Spettacoli
Film solo per giovani sciocchi " Mi sembra che oggi la gran parte dei film
siano fatti solo per un pubblico di giovani. E neanche i più
intelligenti", dice al Corriere Roman Polanski. "Al di là degli
effetti speciali, ci sono solo la stupidità e il vuoto". Sport Trezeguet
fuori per 3 mesi Una brutta tegola per la Juventus. David Trezeguet dovrà
essere sottoposto a intervento chirurgico per risolvere il problema al
ginocchio destro. L'assenza potrebbe essere di tre mesi. Problemi anche in casa
rossonera: Pirlo assente per 2 mesi dopo un infortunio.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-20 num: -
pag: 47 categoria: BREVI Interventi e Repliche L'incidenza dei tumori a Mantova
Nell'articolo pubblicato sul Corriere del 12 settembre, a firma di Francesco
Battistini, dal titolo "La battaglia per salvare lo skyline del
Mantegna" si afferma che Mantova è afflitta "da un rischio tumore
trenta volte superiore alla media nazionale". La situazione non è affatto
questa! Come presidente della Provincia e come ex primario chirurgo
dell'ospedale cittadino "Carlo Poma", dati alla mano, posso ribadire
che la città ha la stessa incidenza di morti per tumore di tutte le altre zone
del nord Italia. Inviterei quindi il giornalista a documentarsi con maggiore
attenzione prima di fare affermazioni che, oltre ad essere errate, possono
generare allarme nella popolazione. Data l'autorevolezza del Corriere e
l'altissima diffusione, un messaggio lanciato dalle sue pagine acquista una
rilevanza decisamente significativa. Prof. Maurizio Fontanili Presidente
Provincia di Mantova I dati sui tumori a Mantova sono arcinoti da almeno dieci
anni. Si possono leggere in approfondite inchieste dell'Istituto superiore di
sanità, delle Asl, dello Iarc di Lione, del Cspo di Firenze e anche della
Procura della Repubblica. Francesco Battistini Himalaya: la fattura agli
alpinisti salvati Leggo sul Corriere del 19 settembre che ci sono proteste per
il conto da pagare che il Pakistan ha presentato agli alpinisti italiani
salvati sull'Himalaya. Secondo me il Pakistan ha totale ragione, avendo
utilizzato uomini e mezzi costosi come gli elicotteri, per salvare delle
persone che volontariamente erano andate a scalare una montagna difficilissima,
ben consapevoli dei rischi che questo comportava. Mi auguro che in questa
occasione il nostro Stato mostri fermezza e non scarichi sui cittadini il
sacrosanto conto presentatoci dal Pakistan, ma lo faccia pagare solo ai diretti
interessati. Alessandro Garanzini alessandro.garanzini@libero.it Alitalia:
privilegi e soddisfazioni E' ora di dire la verità: io comandante Alitalia sono un privilegiato. Infatti
ho il privilegio di volare per la compagnia di bandiera; ho il privilegio di
essere ambasciatore quando atterro in uno scalo estero e sulla coda dell'aereo
mostro i colori dell'Italia; ho il privilegio di volare con una macchina
che costa svariati milioni di euro che la compagnia mi affida assieme alla vita
di tutti coloro che sono a bordo; infine quando vedo i passeggeri che
s'imbarcano so che lo fanno con fiducia perché si stanno imbarcando su un aereo
dell'Alitalia scrupolosamente controllato e manutenuto
dai nostri tecnici e che ha a bordo un equipaggio tra i migliori al mondo... Ma
questo non è un privilegio, è solo una soddisfazione! Stefano Colonna
Comandante Alitalia, sc1956@libero.it L'otto per mille
alla Chiesa cattolica C'è che si rallegra del leggero calo di preferenze degli
italiani verso l'otto per mille alla Chiesa cattolica ( Corriere, 18
settembre), dimenticando che anche se il contribuente opta di donare questa
imposta allo Stato, questo ne utilizza gran parte per la manutenzione dei
monumenti religiosi, che sono un patrimonio dell'intera nazione. Comunque, la
Chiesa cattolica fornisce un preciso rendiconto di come spende il denaro dei
contribuenti che non è certo utilizzato per spese futili o notti bianche. Ci si
dimentica, forse, che certe opere meritorie come la gestione delle comunità di
recupero dei tossicodipendenti sono in sostanza a carico quasi esclusivamente
degli enti religiosi. Mauro Lupoli, Milano.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-20 num: -
pag: 47 categoria: BREVI DUBBI LINGUISTICI Il termine consorte Caro Romano, a
proposito dei dubbi linguistici espressi riguardo alle famiglie allargate,
ricordo che un lettore suggerì il termine di "consorte" per indicare
chi condivide, a qualunque titolo e in qualunque forma, la nostra
"sorte" nel viaggio della vita. Luca A. Leoni, Milano Consorte è un
termine particolarmente impegnativo, soprattutto in un'epoca in cui le unioni
sono spesso provvisorie. Forse sarebbe utile far seguire la parola dalle due
iniziali con cui vengono designate le funzioni di coloro che ricoprono una
carica solo temporaneamente: a.i. (ad interim). BLAIR E PRODI Risultati
elettorali Caro Romano, lei ha scritto che Blair non ha perso le elezioni
mentre Prodi sì. In realtà, neanche Prodi le ha perse, in quanto alle ultime
politiche non era neanche candidato. Al più, si può dire che i governi Prodi
durano poco. Tuttavia va ricordato che due volte Prodi si è candidato a premier
e due volte è stato eletto. Lorenzo Pegoraro, Udine Giusta osservazione. Ma il
fallimento del suo progetto politico fu per molti aspetti più grave di una
semplice sconfitta elettorale. Comunque, ripeto, il fatto che Prodi sia stato
politicamente sconfitto nel suo Paese non gli impedisce di essere utile
all'Onu. PARTITA DI GIRO Modifica all'italiana Caro Romano, l'indennizzo
accordato alla Libia, una partita di giro? Si ha una partita di giro quando un
soggetto con una mano paga una cifra a un altro soggetto e con l'altra incassa,
dallo stesso soggetto, la medesima cifra rendendo di fatto "neutra"
l'operazione. Nel nostro caso lo Stato, con le imposte pagate da tutti
contribuenti italiani, paga l'indennizzo alla Libia che commissiona e quindi
paga alcune imprese private per l'esecuzione di opere. Mi sembra una partita di
giro all'italiana. Vengono spesi i soldi di tutta collettività ma i benefici
riguardano solo poche persone. Questa è la triste realtà. Non per questo la
definirei per quello che non è. Riccardo Ugo, Milano Le industrie
contribuiscono in modo determinante alla ricchezza del Paese. Se riusciranno a
inserirsi nei piani di sviluppo della Libia, nessuno (neppure lei) rimpiangerà
questo investimento. COOPERATIVA AGRICOLA Impiegato licenziato Dopo 22 anni di
lavoro dipendente come impiegato in una cooperativa agricola sono stato
licenziato. Adesso ho 44 anni ed è veramente dura, soprattutto al sud trovare
nuovamente un impiego. Con tutto il rispetto per i
dipendenti Alitalia, vorrei
dire solamente che a me non ha pensato nessuno! Marcello Bevilacqua
pierabevilacqua@virgilio.it DISOCCUPAZIONE Strani contrasti Il mio barbiere
cerca invano un lavorante; nei supermercati ci sono cartelli per cercare un
macellaio; se chiami un idraulico o un elettricista lo devi pregare.
Però abbiamo alti tassi di disoccupazione: cari giovani, vedete di trovare un
lavoro dove c'è! Lionello Leoni Cusano Milanino CASE OCCUPATE La legge e gli
abusivi Alla tv ho visto la storia di una donna che vive in macchina col figlio
piccolissimo in quanto alcuni abusivi hanno occupato la sua casa mentre lei era
assente. A Bari poco tempo fa un anziano con l'ossessione che qualche estraneo
gli occupasse la casa è stato trovato immerso nella spazzatura, perché
rifiutava di uscire. Ricoverato in una struttura, ha subito effettivamente
l'arrivo degli abusivi, andati poi via perché il suo appartamento era in stato
di degrado a causa della sporcizia. Possibile che le leggi non possano niente
contro chi con la violenza si insedia in case altrui? Romolo Ricapito, Bari
LAVORATORI L'aumento dei salari Sostenere che i salari dei lavoratori italiani
sarebbero aumentati più del tasso d'inflazione ufficiale è falso. Basta vedere
le buste paga della stragrande maggioranza dei lavoratori. Come al solito si
fanno le medie tipo pollo di Trilussa. Che dire poi dei pensionati che, ad
esempio, nell'anno in corso hanno avuto un aumento delle pensioni dell'1,7%
lordo, in presenza di un'inflazione ufficiale del 4,1% e reale del doppio?
Giorgio Luchini, Milano CONTRO I GRAFFITI Urgono provvedimenti Vedendo il
degrado delle nostre città a causa dei graffiti, mi sono spesso chiesto se non
fosse possibile limitare la vendita delle bombolette spray. Non mi viene in
mente nessuna professione che non possa sopravvivere senza bombolette spray, ma
se ci fosse, basterebbe dotare gli interessati di un permesso per acquistare e
detenere quei prodotti. I graffitari che venissero trovati con gli zainetti
pieni di bombolette senza licenza dovrebbero essere multati, così come i
negozianti che le hanno vendute. Può sembrare un provvedimento poliziesco, ma
se si pensa a quanto costa il danno provocato dai graffitari, forse varrebbe la
pena di fare qualcosa sul serio. Qualche giorno fa è stato scoperto un
bellissimo palazzo nel centro della mia città dove vivo, dopo essere stato
ripulito e il mattino successivo era di nuovo imbrattato. Che tristezza! Fausto
Vincenti fvincenti@alice.it PROFESSIONISTI Curriculum on line Il ministro
Brunetta ha dichiarato di voler mettere on line i curricula dei chirurghi
italiani e di altri professionisti. Bene! E i curricula dei politici e deputati
tutti? Non abbiamo diritto di sapere se sono condannati, onesti e puliti? Anche
loro decidono della nostra vita e dei nostri diritti. John De Luca
jdeluca@libero.it SLOVENIA E CROAZIA Prezzo della benzina In Slovenia e Croazia
i prezzi alla pompa dei carburanti si sono immediatamente adeguati ai ribassi
del greggio! Perché la dinamica dei prezzi internazionali vale solo all'estero?
Giuseppe Daquanno gdaquanno@alice.it.
( da "Corriere della Sera" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-20 num: - pag: 39
categoria: REDAZIONALE Dopo la governance "Un ottimo accordo, è innovativo
e garantisce l'equilibrio" "Mediobanca, interessati ad asset
Aig" Nagel: ora possono crescere gli istituti patrimonializzati, come noi
"Ai soci distribuiremo 800 milioni con dividendi e buy back. Fusioni e
acquisizioni, siamo saliti dal terzo al primo posto" MILANO - Chiuso il
capitolo governance con un "accordo ottimo, equilibrato e
innovativo", i manager di Mediobanca parlano di conti e strategie. Così
ieri nella conferenza sul bilancio Alberto Nagel e Renato Pagliaro hanno sottolineato
che la banca, forte del miliardo di utile e della "solidità
patrimoniale", può crescere, non ha "nulla da temere" dal
fallimento Lehman, guarda "ad attivi europei di Aig", vuole
rafforzare le posizioni all'estero e punta alla Svizzera, prevede una
diminuzione dei ricavi ma "non catastrofale, pur in un contesto di
catastrofe ". "Abbiamo difeso e migliorato la nostra posizione",
ha detto l'amministratore delegato, "siamo passati in Italia da terzi a
primi nel m&a e distribuiremo ai soci 800 milioni con dividendi e buy
back". Il "giorno dopo" la maratona dei vertici che ha riportato
in Piazzetta Cuccia il consiglio (unico) di ammini-strazione, era inevitabile
un focus sul governo societario. Un accordo "ottimo " secondo Nagel,
che aggiunge: "Il tema dei conflitti di interessi è stato alla base della
nostra proposta, condivisa e assecondata da presidente e soci ". La
soluzione "non è un ritorno al tradizionale puro né assimilabile alla
tradizione precedente": "Non era riproponibile un comitato esecutivo
con una maggioranza di esponenti in conflitto d'interessi". I manager si
sono preoccupati che la governance "fosse credibile e presentabile
anzitutto all'interno della banca, che vive della professionalità del suo
team", quindi "per clienti e soci". "Ci siamo mossi mantenendo
integra la squadra, ricordandoci bene gli insegnamenti di chi ci ha
preceduto". E sulla squadra è intervenuto Pagliaro: "I cinque manager
nel consiglio di gestione assommano insieme più di un secolo di lavoro in
Mediobanca in aree diverse. Fate una domanda su qualsiasi materia della banca a
uno di questi e anche ai primi 25 dirigenti dell'istituto e avrete la stessa
risposta. è importante". E ora si riparte. Nagel sottolinea che "ci
sarà sempre posto per investment bank indipendenti che hanno attivi sotto
controllo, rischi selezionati e un mix di raccolta equilibrato". Come
Mediobanca, le cui obbligazioni sono richieste e collocate da diversi network.
E che avrà a disposizione il crescente contributo di Chebanca!. Così come è
teoricamente possibile oggi, per una banca "con struttura patrimoniale e
di leverage" come Piazzetta Cuccia, approfittare di alcune situazioni
"epocali" per crescere. Mediobanca guarda agli asset europei di Aig
nel private banking, ma "bisogna stare attenti, perché si rischia di comprare
attività a prezzi bassi che riflettono però la reale redditività". Su un
altro tipo di operazioni, come potrebbe essere il
coinvolgimento in Alitalia,
Nagel non commenta: "Rispondo in modo laconico, la situazione è delicata e
problematica quindi il silenzio è d'oro". Infine su Telco-Telecom:
arrivano fondi esteri? Nagel: "Lasciamo lavorare il management". E
Pagliaro sulla quota in portafoglio: "Spero non svaluteremo mai.
Abbiamo le azioni a 2,55 euro, il 10% in meno di quanto ha pagato Telefonica. I
soci italiani hanno la maggioranza e il titolo in gennaio valeva ancora 2,2
euro. Quotazioni e analisti sono ciò che sono, non diamo per scontato che
dobbiamo svalutare tutto. E poi un conto è svalutare, un altro è svendere.
Mediobanca non lo ha mai fatto". Sergio Bocconi.
( da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
MALPENSA
Il Piemonte escluso dalle decisioni sulle rotte [FIRMA]CHIARA MERLI NOVARA
L'osservatorio ambientale su Malpensa è stato improvvisamente escluso dalle
decisioni della commissione aeroportuale. La comunicazione, appresa tramite una
circolare dell'Enac, ha lasciato increduli e sconcertati sindaci del Novarese,
Provincia e Covest che ieri erano a Palazzo Natta per annunciare la grave
estromissione. "Una circolare dell'Enac, Ente Nazionale Aviazione Civile,
evidenzia che i Comuni piemontesi non avrebbero diritto alle decisioni, cioè al
voto, su argomenti di competenza della commissione aeroportuale e quindi
riguardanti le rotte - ha spiegato l'assessore all'Ambiente della Provincia
Franco Paracchini -. Allo stesso tempo è stata comunicata l'interruzione dei
lavori del gruppo tecnico, in conseguenza ai fatti di Alitalia. La direzione aeroportuale si
riserva di riprendere i lavori quando la vicenda sarà definita". Dalle
comunicazioni di Enac sembra inoltre non possa essere preso in considerazione
il lavoro svolto nell'ultimo periodo. "Ci sono affermazioni che noi
vogliamo contestare, anche perché la partecipazione degli Enti piemontesi,
come Comuni e Provincia, era stata certificata dal Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti nel 2005 - ha aggiunto Paracchini -. Questo in
confronto alla questione Alitalia può essere una
piccola cosa, ma per noi è estremamente importante nell'interesse della
popolazione". Renzo Tognetti: "Il presidente di Sea Bonomi ha
presentato un piano industriale in cui è presente la terza pista, e la maggior
parte dei voli va sul Piemonte: non esserci in commissione è una scelta non
condivisibile". Il sindaco di Varallo Pombia, Luigi Mario Parachini:
"Ci estromettono dalle decisioni riguardo a quello che letteralmente ci passa
sopra la testa e questo non ci trova assolutamente consenzienti". Elena
Strohmenger, presidente del Covest: "La situazione preoccupa molto i
cittadini e siamo pronti a mobilitarci di nuovo su Malpensa".
( da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Retroscena
Le ricadute della crisi sull'aeroporto I SINDACATI Maxidebito della compagnia
con Caselle Sagat, in bilico 6 milioni di Alitalia
MARINA CASSI "Il fallimento avrebbe conseguenze pesanti anche qui"
Sei milioni di euro. Tanti sarebbero, secondo il sindacato, i crediti che la
Sagat, che gestisce l'aeroporto di Caselle, vanta nei confronti di Alitalia. Secondo Assaeroporti, invece, questa cifra si
riferirebbe al complesso dei debiti Alitalia-Air One
verso lo scalo torinese. Sono soldi dovuti per i diritti di atterraggio e
decollo e per una serie di servizi a terra che vanno dal bus alla consegna dei
bagagli. Per carità, una goccia rispetto 150-200 milioni che la agonizzante
compagnia di bandiera deve al complesso degli scali italiani con punte intorno
a 70-80 milioni per Aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino) e 30-35 per la Sea
(Malpensa e Linate). In ogni caso una cifra che preoccupa il sindacato. Davide
Masera della Filt Cgil racconta che nell'aeroporto c'è un'aria di sospesa
attesa. Dice: "Tutto funziona per ora, ma sappiamo benissimo che il
fallimento avrebbe conseguenze pesanti anche qui. E poi non
dimentichiamo che alla incognita di Alitalia si aggiunge la non brillante situazione di Airone". E
chiarisce: "Le due compagnie insieme attualmente gestiscono quasi la metà
dei voli dello scalo. Esattamente il 21,5% Alitalia e 23% Airone. Non è poco". E se Alitalia non ha qui che un piccolo ufficio a Caselle c'è, invece, uno dei
quattro centri operativi di Airone in Italia. Spiega Masera: "Si
tratta di 150 persone tra piloti e assistenti. E' chiaro che c'è il timore che
una crisi generalizzata possa coinvolgerli". Ma ci sono preoccupazioni
anche nel caso, per ipotesi remota, la Cai dovesse veramente riaprire la
trattativa e rilevare Alitalia: "Adesso le due
compagnie si fanno una sorta di concorrenza sui voli nazionali, ma se
confluissero in una unica rimarrebbero tutti i voli o verrebbero ridotti? Noi
temiamo che non sarebbero tutti confermati e questo potrebbe avrebbe un impatto
duro anche sui lavoratori a terra?". Per cercare di dare una risposta a
questi interrogativi la Filt chiederà un incontro alla Sagat: "Vogliamo
capire se la società si sta muovendo per acquisire nuovi voli, se c'è qualche
iniziativa per incrementare il traffico". La Sagat, dal canto suo
esaminerà la situazione Alitalia (e le sue
implicazioni economiche) nel corso di un Consiglio di Amministrazione
straordinario già fissato per martedì prossimo. E intanto si aspetta che le
notizie arrivino da Roma e si tiene il fiato sospeso. E lo stesso accade ai
vertici dell'aeroporto - detenuto al 25% dal gruppo Benetton, al 12 da
Intesa-Sanpaolo e al 38 dalla Città - che sono in ansia per i crediti - anche
se per ora non confermano la cifra di 6 milioni stimata dal sindacato e,
globalmente, da Assaeroporti.
( da "Stampa, La" del 20-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Pronte
a firmare". Berlusconi: situazione difficile. Veltroni: governo dilettante Le hostess mollano i piloti Spiragli per Alitalia. Tremonti: no alla
nazionalizzazione Si riapre uno spiraglio per Alitalia: l'Anpav, il sindacato degli assistenti di volo, si dichiara
disposto a firmare e spezza il fronte del "no" con i piloti.
Berlusconi, però, rimane cauto: "La situazione è molto difficile".
E Tremonti avverte: l'operazione Alitalia non si
risolverà con una nazionalizzazione. Intanto dall'opposizione arrivano critiche
all'esecutivo. Per Veltroni "il governo ha agito in modo
dilettantesco". Ancora più duro Di Pietro: "Il governo non è
dilettante, ma specula". Dal fronte della cordata arriva la voce
dell'industriale dell'acciaio Emilio Riva: "Gli operai sono meglio di
molti piloti Alitalia". Intanto l'Enav avverte:
"Entro dieci giorni gli aerei saranno fermi". Barbera, Chiarelli,
Magri e Sapegno DA PAG.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
vendano all'estero o se la prenda lo stato EUGENIO SCALFARI è vero che la crisi
dell'Alitalia è un bruscolino
rispetto a quanto sta accadendo sui mercati mondiali, ma è pur sempre un fatto
che ci riguarda molto da vicino, mette in gioco il trasporto aereo d'una
nazione, il prestigio d'un governo che è il nostro governo, la
rappresentatività d'un movimento sindacale che discute e firma contratti in
nome di milioni di lavoratori. Quindi ci occuperemo anzitutto di quella
crisi al punto in cui ora è giunta e di quanto potrà accadere nei prossimi
giorni, fin quando la flotta di bandiera potrà ancora volare. La cordata
tricolore e il piano industriale redatto da Banca Intesa si fondavano sul
concetto della discontinuità. Al di fuori di esso il tentativo di Colaninno e
di Passera non sarebbe mai nato e nessun altro tentativo analogo avrebbe mai
potuto nascere. Discontinuità a 360 gradi: nell'organizzazione delle rotte
aeree, degli aeroporti, dei velivoli, dei debiti, del personale di terra e di
volo e dei rispettivi contratti. Discontinuità sommamente sgradita ai creditori
di Alitalia, ai suoi azionisti privati, ai suoi
dipendenti, cioè a tutti coloro che avrebbero dovuto pagare il conto di un
dissesto annunciato da molti anni. Non starò qui a ripetere quali siano state
le responsabilità di quel dissesto, ma debbo ancora una volta ricordare che gli
anni terribili sono stati soprattutto gli ultimi cinque dal 2003 al 2008, dalla
gestione Mengozzi all'affondamento del piano Air France. Un disastro che porta
ben chiari i nomi dei responsabili: in testa l'associazione dei piloti e Silvio
Berlusconi. Anche Prodi ebbe le sue colpe: incertezza, indecisione; ma senza
l'opposizione aggressiva dei piloti e di Berlusconi la via della soluzione era
stata finalmente trovata e si sarebbe realizzata. SEGUE A PAGINA 31.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Il partner La cordata Bersani: "Non posso assolvere Epifani adesso il
governo tiri fuori un piano B" "Non credo che una
grande compagnia non sia interessata agli asset di Alitalia" "Un pezzo di esecutivo si è defilato: chi ha visto
Scajola o Tremonti?" Ci vuole un grande partner industriale. Se serve un
idraulico non si chiama l'elettricista Gli investitori italiani hanno la mia
stima, ma si sono messi in un percorso tutto politico GOFFREDO DE MARCHIS ROMA
- Onorevole Bersani, Alitalia è davvero
destinata al fallimento? "Secondo me si può evitare. Perché penso che il
governo abbia dei margini per verificare una possibilità di intesa tra Cai e
sindacati. Perché qualsiasi esecutivo, in ogni situazione, deve avere un piano
B. E sono convinto che ci sia un po' di tempo. Si può fare affidamento sulla
continuità garantita dai lavoratori e sul valore di alcuni assett non necessari
all'attività. L'Enac vuole rassicurazioni? Il commissario, se è nelle
condizioni, gliele dia subito". Il Partito democratico poteva fare di più
per il salvataggio o sotto sotto ha giocato per lo sfascio? "Fin qui e in
modo univoco, al di la delle solite speculazioni, il Pd ha avuto un
atteggiamento serio. Certo, abbiamo sottolineato che Berlusconi in tutta questa
vicenda è sempre stato più preoccupato della sua immagine di guaritore che del
destino dell'azienda. Ma poi abbiamo lavorato per favorire i punti di incontro.
Al contrario del Cavaliere che incoraggiò i no sindacali sei mesi fa".
Pensavate e pensate ancora a soluzioni diverse dalla Cai? "Berlusconi ha
mostrato la bacchetta magica ma nel settore aereo restano privilegi,
corporativismi e resistenze tutti particolari. è un punto da superare e ho
sempre pensato che fosse più facile farlo avendo al fianco un grande attore del
mestiere capace di offrire strategie e investimenti. Con profili contrattuali
collaudati. La strada della Cai è irta di ostacoli anche per questo". Ma
quella soluzione risponde al criterio dell'italianità. "La vecchia soluzione
aveva un obiettivo: piantare il tricolore in un luogo più ampio. Pensi a come
avremmo potuto spendere i soldi che ora il governo ci chiede per pagare i
debiti. Se li avessimo impegnati per comprare azioni dell'alleanza Air
France-Klm-Alitalia saremmo saliti a bordo della più
grande compagnia aerea del mondo accanto ai francesi, e non molto distanti da
loro. Imprese di questo tipo si costruiscono solo con un grande partner
industriale. Se hai bisogno di un idraulico chiami l'idraulico non l'elettricista.
Altrimenti è un problema". Sta dicendo che gli imprenditori della Cai sono
dilettanti? "Dico che è giusto chiamare a raccolta investitori italiani.
Alcuni di loro hanno la mia stima. Ma si sono messi in un percorso tutto
politico. Non li rimprovero per questo, hanno agito nelle condizioni date. La
sostanza però è che stiamo assistendo a un delitto di politica
industriale". La Cgil ha bloccato l'accordo con Air France a marzo. Adesso
Epifani su Repubblica invoca un partner straniero. Ripensamento, schizofrenia o
irresponsabilità? "Allora avemmo tante opposizioni. A voler essere pignoli
la più marcata fu quella della Cisl. Ma dopo le dimissioni di Prato,
l'atteggiamento di tutte le sigle cambiò. Vuole sapere se in quella fase
Epifani e gli altri sindacati furono lungimiranti? No, proprio no. Non do un
giudizio di assoluzione per la Cgil. Faccio notare però che né il responsabile
ultimo della procedura, Scajola, né l'azionista di Alitalia
che è Tremonti abbiano mai partecipato al tavolo. La sensazione è che a
defilarsi più che l'opposizione o il sindacato sia stato un pezzo di
governo". Letta invita la Cgil a firmare con la Cai, punto e basta. E lei?
"Mi auguro ci sia lo spazio per la firma. Il governo spinga perché si
trovino dei margini. Se io fossi Berlusconi, non ci dormirei la notte".
Qual è il suo piano B? "Siamo di fronte a un oggetto nuovo che si chiama
"polpa di Alitalia". In caso di completa
emergenza, non posso credere che non ci siano grandi compagnie interessate a un
oggetto tanto appetitoso". è stata dannosa la festa dei lavoratori alla
notizia del ritiro di Cai? "Non posso difenderli, ma conosco abbastanza il
mondo del lavoro per sapere in certi momenti tra il pianto e il sorriso non c'è
molta distanza. Ho visto anche qualcuno con le lacrime agli occhi. Dentro Alitalia ci sono dei privilegi. Ma qui stiamo parlando del
futuro di 20 mila lavoratori, di 20 mila famiglie".
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Letta
(Pd): cordata italiana unica strada. Bersani: capisco Epifani ma non lo
assolvo. Un milione e mezzo di spese per gli hotel scelti
dai piloti "Alitalia
verso il fallimento" Berlusconi: "Resta solo la Cai". Ma cresce
il pressing su Lufthansa ROMA - "Per Alitalia non c'è alternativa alla Cai, se non il fallimento", ha
detto ieri il premier Berlusconi. L'ipotesi di una trattativa con Lufthansa
continua però a rafforzarsi. Enrico Letta: la cordata italiana è l'unica
strada. Bersani: "Non posso assolvere Epifani". ALLE PAGINE 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Alitalia, aut-aut di Berlusconi
"Sì al piano Cai o fallimento" Il tribunale: un milione e mezzo per
gli hotel dei piloti Il premier: non ci sono alternative, impossibile la
nazionalizzazione L'Anpac: vogliono trattarci peggio delle colf LUCA IEZZI ROMA
- "Escludo che ci siano altre offerte per Alitalia alternative a quella di Cai e credo che si vada verso la
procedura di fallimento". Il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi accusa i sindacati dei piloti e la Cgil di tenere "posizioni
irrazionali" e al tempo stesso ne auspica il ravvedimento. "Si è
riproposto il copione di Air France - ha aggiunto Berlusconi - piloti e Cgil
chiedono cose inaccettabili. Si renderanno presto conto che non c'è una
soluzione alternativa. La promessa l'abbiamo mantenuta - conclude - abbiamo
trovato gli imprenditori, perciò se ai lavoratori la soluzione non piace questo
è un problema loro". I toni perentori del premier sono confermati dai
ministri che continuano il pressing affinché il sindacato guidato da Guglielmo
Epifani accetti l'accordo quadro di Cai sostenuto dagli altri confederali.
"Qualunque cosa succeda Alitalia non sarà mai più
pubblica - avverte il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi - è necessario
tornare al tavolo non per trattare ma per firmare". In risposta, il
segretario confederale Cgil, Fabrizio Solari, chiede a Berlusconi di non
"deformare la realtà" sulla posizione del suo sindacato e alla Cai di
riaprire la trattativa: "Dovrebbe considerare che ancora esistono i
margini per evitare il grave errore di buttare a mare il lavoro fin qui svolto
per salvare la compagnia". Richiesta di un nuovo tavolo ribadita dai
piloti dell'Anpac. Anche del Pd arrivano appelli ad un ultimo tentativo: "Bando
alle polemiche e salviamola - dichiara Francesco Rutelli - Fantozzi dialoghi
con i sindacati". Per Enrico Letta: "Con tempi così stretti, credo
che la Cai rimanga l'unica soluzione concreta. La speranza è che ognuno faccia
un passetto". Ma la momento i sindacati dissidenti (i piloti di Anpac e
Up, gli assistenti di volo dell'Avia e i lavoratori di terra di Sdl e Filt
Cgil) non mostrano cedimenti, nonostante il ripensamento dell'Anpav (steward e
hostess) che venerdì si sono allineati a Cisl, Uil e Ugl. I piloti apprezzano
l'ipotesi lanciata da Epifani su Repubblica di cercare nuovi compratori
stranieri, ma fanno notare che nessuna compagnia si avvicinerà "finché il
governo non chiarirà che c'è la volontà politica di accettarla". Invece il
segretario Cisl, Raffaele Bonanni, reagisce e se la prende con Epifani:
"Dire trattiamo con altri vuole sfuggire ad altre responsabilità. Deve
dire chiaramente se prende o lascia" Le distanze tra i due raggruppamenti
sindacali rimangono dunque ampie: "Il contratto propostoci da Cai è peggio
di quello delle colf", dice l'Anpac. E scoppia la polemica su chi
rappresenta di più i lavoratori. Anpac e Up parlano di oltre 300 piloti che
negli ultimi giorni hanno abbandonato Uil, Cisl e Ugl. Sul fronte aziendale
invece continua a lavorare il commissario Augusto Fantozzi che ha ricevuto dal
tribunale l'autorizzazione a pagare alcuni creditori vista "l'essenzialità
dei loro servizi e l'impossibilità di rivolgersi in tempi brevi ad altri
fornitori". Tra questi anche 1,5 milioni di euro di conti d'albergo.
Peraltro la scelta degli hotel avveniva "secondo parametri qualitativi
soggetti ai preventivi gradimenti obbligatori" dei piloti, e senza limiti
di spesa. Vestigia di un'Alitalia che non esisterà mai
più.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Ma cresce il pressing su Lufthansa e Mediobanca attende una chiamata Una parte
della cordata italiana pronta a entrare in AirOne Con la crisi delle Borse
molti pensano che il piano Colaninno sia da rivedere GIOVANNI PONS MILANO -
"Purtroppo torneranno e firmeranno". La frase è stata pronunciata da
uno degli azionisti della Cai, cioè da coloro che solo due giorni fa hanno
deciso all'unanimità di ritirare l'offerta per rilevare alcune attività di Alitalia. Quel "purtroppo" spiega lo stato d'animo
che serpeggia tra i 18 imprenditori che a fine agosto si sono buttati
nell'impresa di salvare la compagnia di bandiera. Qualcuno di loro è infatti
già pentito di aver aderito all'iniziativa. Non sono piaciute le contestazioni
davanti a Palazzo Clerici a Milano, dove si sono sentiti gridare
"banditi". Non sono piaciute "le strumentalizzazioni di quel Di
Pietro" che ha cavalcato la protesta definendoli "furbetti del
quartierone". Ma soprattutto la crisi finanziaria internazionale fa
presagire un calo dei consumi e dunque c'è già chi dice che il piano
industriale approntato da Roberto Colaninno e Intesa-Sanpaolo sia da rivedere
drasticamente. Dunque pensare che in queste condizioni la Cai possa fare delle
nuove proposte in direzione delle sigle sindacali che non hanno aderito a
quella messa sul tavolo nelle ultime settimane pare veramente difficile. Ieri
mattina, comunque, tra i soci Cai si parlava di una riunione che potrebbe
essere convocata a breve. Ma anche se la Cgil e altri dovessero fare marcia
indietro e firmare quell'accordo non è detto che la strada sia sgombra da
ostacoli. Anzi, qualcuno dei 18 imprenditori potrebbe tirarsi indietro. Lo
stesso Colaninno, per esempio, farà sicuramente più fatica a trovare i 150
milioni che ha promesso di versare nella nuova società. Doveva vendere i
cantieri messinesi della Rodriquez alla Fintecna attraverso un
"portage" di Intesa Sanpaolo, ma a questo punto chi dice che le
promesse verranno mantenute? Un'altra parte del finanziamento doveva poi
arrivare dalla Lehman, che proprio lunedì scorso ha chiesto l'accesso alla
procedura del Chapter 11. Inoltre, gli imprenditori della Cai si stanno
domandando se avrebbe senso gestire una società praticamente in
compartecipazione con i sindacati. Ieri qualcuno diceva che i consulenti erano
al lavoro per individuare una sorta di piano B, ma lo stesso Berlusconi ha
negato alternative alla Cai. Solo se questa decadesse definitivamente qualcuno
potrebbe pensare di entrare in AirOne, fare un aumento di capitale ed
effettuare un'offerta al commissario Fantozzi attraverso il veicolo di Carlo
Toto. Il quale da una parte rischia di non incassare da Cai quei 300 milioni di
euro che lo rimetterebbero in pista ma dall'altra potrebbe sfruttare i nuovi
spazi di mercato che si verrebbero a creare se Alitalia
fallisse. Ma se entro domani la situazione non si sbloccherà le strade per
uscire dal vicolo cieco rimangono pochissime. Una potrebbe essere quella
indicata da Guglielmo Epifani nell'intervista a Repubblica di ieri: il governo dovrebbe riformulare una procedura chiamando
esplicitamente al capezzale di Alitalia le compagnie straniere. Per una soluzione di questo tipo
potrebbe scendere in campo in qualità di consulente Mediobanca che, al
contrario di Intesa, in passato è sempre stata favorevole all'inserimento di Alitalia nella pancia di un vettore
dalle spalle più forti. In questo caso i due candidati più autorevoli
sono come sempre Air France e Lufthansa. Il lavoro diplomatico in questa
direzione sarebbe già cominciato se è vero che sulla compagnia tedesca sono
cresciute le pressioni per una sua discesa in campo nella partita Alitalia. Anche se al momento Lufthansa è già impegnata
nell'acquisizione di Austrian e Sas. Ma di fronte a un invito del governo Air
France o Lufthansa potrebbero fare un'offerta per rilevare da Fantozzi gli
asset più allettanti riuscendo, senza il fardello dei debiti, a salvaguardare
un numero maggiore di posti di lavoro e ad accontentare i piloti.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti
Se la professione è una colpa (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Intere zone del
Veneto, dove risiedo, sono affollate da famiglie che di cognome fanno Tessaro e
Lanaro, eredità della tradizione tessile. Vocazioni produttive tradotte nella
(carta di) identità. Dirsi operai e, di più, metalmeccanici, negli anni
Settanta; oppure, nei decenni seguenti, imprenditori e artigiani, e non più
"padroni": era un segno di appartenenza collettiva e personale. Per
altro verso, alcune importanti figure pubbliche vengono riconosciute, nel
linguaggio comune, attraverso un riferimento professionale. Senza bisogno di
"nominarle". L'Avvocato, il Professore, l'Ingegnere, il Contadino.
Più di recente, l'orizzonte del mercato del lavoro è stato punteggiato dalle
nuove professioni espresse dalla new economy. Consulenti finanziari, broker,
esperti di comunicazione, maghi della rete e dell'informatica. Nuovi miti di
successo - e dell'ascesa sociale. Quest'epoca sembra finita, in modo rapido
quanto irreversibile. Il lavoro e le professioni, oggi, stentano a definire
l'identità privata e sociale delle persone. Semmai servono, al contrario, come
bersagli della pubblica indignazione. Lavori antichi e nuovi, sepolti dal
cambiamento. Gli operai: dimenticati. Rimossi. Ci sono ancora, ve lo possiamo
garantire. Anche se non stanno più nelle grandi fabbriche, che non ci sono
quasi più. Sono, invece, sparsi nella rete delle piccole imprese. Per cui non
fanno "massa critica". E ci si ricorda di loro solo quando muoiono,
tragicamente, vittima di incidenti sul lavoro. Quotidianamente. D'altronde,
l'idea di fare l'operaio non attira i più giovani, per i quali il lavoro
"dipendente" coincide con "temporaneo". Intermittente,
part-time, a progetto, a chiamata. Nel linguaggio comune: "precario".
Difficile ricavarne motivo di orgoglio e di rispetto. Sembra finita in fretta
anche la fortuna delle nuove professioni. Sepolta dalla recessione
internazionale e dal declino interno. Difficile oggi guardare con ammirazione e
invidia i consulenti finanziari e di borsa. Abbiamo negli occhi ? impresse -le
immagini dei broker della Lehman Brothers. Tutta la vita professionale futura
(come hanno osservato Massimo Gramellini e Vittorio Zucconi) in una scatola di
cartone, che contiene i loro effetti personali, raccolti in fretta dalla
scrivania. Il loro lavoro scomparso in un attimo, insieme al loro prestigio.
Guardati con pena mista a risentimento dalla "gente comune" che ha
scoperto di aver perduto risparmi senza capir bene come e perché. Fra gli altri
protagonisti dell'economia e della finanza negli ultimi dieci anni, gli
immobiliaristi non hanno mai goduto di grande popolarità. Oggi che gli affari,
per loro, vanno particolarmente male, non sono in molti a soffrirne. Peccato
che il peso dei loro insuccessi ricada anche sui consumatori e sui risparmiatori.
Attraverso il circuito bancario e assicurativo. D'altra parte, anche i
direttori di banca delle filiali, un tempo veri notabili, hanno perduto
prestigio e ruolo. Altre ragioni di crisi delle professioni come fonte di
identità personale e di riconoscimento sociale sfuggono all'andamento dei
mercati economici e finanziari. Almeno in parte. Assistiamo, infatti, a una
sorta di stigmatizzazione professionale come metodo di comunicazione politica a
fini di consenso. E' avvenuto negli ultimi mesi, soprattutto per alcune
importanti categorie del sistema pubblico. Pensiamo agli "statali",
bersagli della campagna del ministro Brunetta contro i "fannulloni".
Magari, il ministro non intendeva etichettare l'intera categoria, ma
denunciarne un vizio diffuso e di senso comune. Tuttavia, oggi egli è divenuto
popolarissimo come l'inflessibile giustiziere degli "statali
fannulloni". Lo stesso "format" comunicativo (per citare
Berselli) adottato dalla ministra Gelmini nei confronti degli insegnanti. I
"professori" delle medie: da aggiornare e motivare. Le maestre
elementari: da ridurre a una sola. (Come le madri di famiglia, di cui
dovrebbero costituire l'estensione). I professori universitari: da tempo al
centro di polemiche, a causa di concorsi ed esami combinati oppure sospettati
di scarsa presenza e preparazione. Iniziative non prive di fondamento. (Ma la
scuola elementare è l'unica a essersi rinnovata in modo efficiente, come ha
messo in luce l'indagine dell'OCSE). Solo che, in modo più o meno consapevole
(ma noi preferiamo non accusare di ingenuità i ministri), hanno imposto un
marchio degradante a intere categorie professionali. Facendone il capro
espiatorio, su cui scaricare le colpe e indirizzare l'indignazione sociale in
rapporto a questioni e crisi ben più ampie. I professori incapaci: responsabili
delle disfunzioni del sistema scolastico e formativo. Gli statali fannulloni:
origine e soluzione dell'inefficienza del sistema pubblico. Allo stesso modo: i
piloti e gli assistenti di volo, "unici"
colpevoli (insieme al sindacato, pardon: la Cgil) dello sfascio di Alitalia. Il modello, peraltro, potrebbe
essere applicato, nel prossimo futuro, ad altre figure e ad altri settori.
Riconducendo, ad esempio, le difficoltà del sistema sanitario (in grande
sofferenza per motivi di spesa) alle colpe dei medici. (Un primo passo,
in tal senso, l'ha mosso ieri Brunetta, affermando che negli ospedali "i
macellai non sono pochi"). D'altronde, questo schema sembra funzionare
bene, visto il largo consenso che ne hanno ricavato i provvedimenti del governo
e i ministri interessati. Visto, in parallelo, il declino di immagine che ha
caratterizzato le professioni coinvolte. Una recente indagine dell'Osservatorio
sul Nordest di Demos (per "il Gazzettino"), ad esempio, rivela una sensibile
crescita di quanti ritengono gli insegnanti i maggiori responsabili dei
problemi della scuola: dal 16% nel 2007 al 25% oggi. Dieci punti percentuali in
più rispetto a un anno fa. Quando i principali problemi risultavano, invece, la
carenza di risorse e di fondi e lo scarso rapporto con il mercato del lavoro.
Oggi invece i colpevoli sono soprattutto loro: maestri e professori. D'altra
parte, due anni fa, il decreto Bersani sulle liberalizzazioni produsse (come
effetto laterale e in parte imprevisto) un ampio risentimento sociale contro
alcune categorie professionali "autonome". Come i tassisti. Che
reagirono con proteste talora estreme. Così oggi le professioni servono
perlopiù a catalogare le persone in modo spregiativo. A dividere la società,
erigendo barriere di risentimento e indignazione. Professori, piloti, statali,
tassisti, medici, immobiliaristi, notai, ministeriali, bancari, banchieri,
assicuratori, farmacisti, bottegai. E ancora: giornalisti, giudici, magistrati
e politici. Gli uni contro gli altri. E tutti insieme contro ogni singola
professione. Mentre gli operai sono semplicemente scomparsi dall'orizzonte.
Invisibili e indicibili. Se vostro figlio, interrogato su cosa farà da grande,
rispondesse: "l'intermittente", non guardatelo male. Non è solo realista,
ma lungimirante. Se la professione diventa motivo di risentimento sociale,
meglio flessibili e mimetici che discriminati a tempo pieno.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Commenti
LA VENDANO ALL'ESTERO O SE LA PRENDA LO STATO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Un
progetto basato sulla discontinuità dipende in gran parte dalle modalità del
negoziato e dalle capacità del negoziatore. Colaninno questa capacità l'ha
dimostrata in precedenti occasioni ma in questo caso la sua presenza al tavolo
è stata minima. è entrato in scena il penultimo giorno e ne è uscito subito. Anche
il ruolo di Gianni Letta è stato molto modesto. Berlusconi praticamente non s'è
mai visto salvo per pochi minuti. Tremonti, diretto azionista dell'Alitalia, assente anche lui. L'unico negoziatore al tavolo è
stato il ministro Sacconi. Una frana. Sacconi ha impostato l'intera trattativa
sugli ultimatum e su una scelta discriminatoria degli interlocutori. Sapeva fin
dall'inizio che il nocciolo duro da convincere sarebbe stato il personale di
volo e le associazioni autonome che lo rappresentano. Sapeva anche che il tempo
utile a disposizione era breve a causa della pessima situazione patrimoniale e
finanziaria della società. Sacconi trattava cioè sull'orlo del baratro ma era
evidentemente convinto che spingere il dramma verso il suo punto culminante
avrebbe facilitato l'accordo. Perciò perse volutamente tempo. Si contentò di
ottenere il beneplacito di Bonanni, Angeletti, Polverini che non contavano
niente in questa vertenza; tenne fuori dalla porta i piloti dell'Anpac e le
altre associazioni autonome; scelse come bersaglio la Cgil che accusò fin
dall'inizio di ideologismo politico e di una strategia del "tanto
peggio". I piloti dell'Anpac hanno molte responsabilità come abbiamo già
ricordato, ma ci sono anche alcuni punti fermi che vanno tenuti ben presenti e cioè:
1. Guadagnano meno dei loro colleghi di Air France, British, Lufthansa.
Guadagnano invece di più dei piloti di Air One. 2. Hanno una produttività più
bassa dei colleghi di quelle tre società a causa della cattiva organizzazione
dei voli e degli equipaggi; tuttavia su questo punto avevano dato subito la
loro positiva disponibilità. 3. Sia Sacconi sia il commissario Fantozzi hanno
posto il negoziato sotto scadenze ultimative di
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
VII - Roma "Alitalia? Meglio
prenotare altri voli" Il rischio è di partire dall'aeroporto di Fiumicino
con un volo Alitalia per
Parigi o New York con l'incognita del ritorno. Così molte agenzie di viaggio
consigliano ai propri clienti di evitare di prenotare vacanze e week end
all'estero come in Italia con la compagnia aerea di bandiera. Anche se
spesso sono gli stessi viaggiatori a chiedere altri vettori. E proprio per il
calo delle richieste sembra che al terminal A dello scalo romano da domani sarà
aperto un solo varco. VALERIA FORGNONE E LAURA SERLONI A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
VIII - Roma Regione, allarme conti in rosso Nieri: "Se il governo non
trasferisce i 5 miliardi dovuti, sanità bloccata" CARLO PICOZZA La Regione
come l'Alitalia: "Ancora
qualche settimana e il Lazio rischia il tracollo". A lanciare questo Sos
non è il commissario della compagnia aerea ma l'assessore al Bilancio della
giunta regionale, Luigi Nieri. "Se entro pochi giorni il governo non
trasferirà i 5 miliardi di euro dovuti al Lazio si dovrà assumere la
responsabilità del collasso della Regione nelle cui casse sono rimasti solo 305
milioni di euro". L'assessore mostra estratti conto e tabelle con il
conteggio degli interessi passivi (che sfiorano i 10 milioni di euro al mese)
alle banche tesoriere che hanno anticipato la liquidità necessaria per
"continuare a sopravvivere", per assicurare ai cittadini del Lazio i
livelli minimi di assistenza. "Finora", dice Nieri, "il nostro
impegno ha evitato il peggio. Lo abbiamo potuto fare a costo di sacrifici
chiesti alla comunità regionale. Ma siamo stati lasciati soli. Ora siamo agli
sgoccioli. Per questo chiediamo il trasferimento delle risorse che il governo
ci deve". "Ma", si accalora, "neanche i soldi delle tasse
pagate dai cittadini, quelli prodotti dal gettito dell'aumento dell'addizionale
Irpef e dell'Irap sui contribuenti del Lazio - intorno ai 2 miliardi di euro -
sono stati rimessi dal governo nelle casse della Regione. Se entro questo mese
il governo non sbloccherà i trasferimenti finanziari" denuncia, "la
Regione sarà sull'orlo del baratro". "Per far fronte ai mancati
trasferimenti", continua Nieri, "siamo stati costretti a chiedere un'anticipazione
di cassa di quasi 2 miliardi (mille e 961 milioni; ndr)". Ma anche il
denaro ha un costo. Il prezzo per quello anticipato dalla banche tesoriere alla
Regione e alle dodici Asl del Lazio supera abbondantemente i 100 milioni di
euro l'anno. "Al momento", scandisce Nieri che sembra leggere un
bollettino nautico su una burrasca annunciata, "sono rimaste disponibilità
di cassa intorno ai 305 milioni: una volta esaurite, il "bancomat"
della Regione sarà disattivato". "Sono a rischio i livelli essenziali
di assistenza", continua l'assessore al Bilancio. Ma questo accade da
tempo per le prestazioni del servizio sanitario regionale. Nieri, però, dipinge
un quadro ancora più cupo: "Quando i fornitori e le banche non faranno più
credito alle Asl e alla Regione si interromperanno i servizi sanitari". Lo
sfogo cede il passo al racconto: "La giunta Marrazzo ha ereditato un
debito di 10 miliardi. Di questi, tra il 2005 e il 2008, ne sono stati onorati
3. Al primo gennaio di quest'anno restavano da coprire 7 miliardi: per 5 abbiamo
provveduto con il mutuo dello Stato che costerà alla Regione 310 milioni l'anno
per un trentennio. Ai due restanti dovrebbe provvedere un trasferimento
centrale deciso per legge. Ma non un centesimo è arrivato finora".
"Da 2006", ancora Nieri, "non accumuliamo più debito, i
disavanzi, non nascosti come avveniva con la giunta Storace sono tutti coperti
compreso quello del 2008". Ma resta il deficit che naviga su quota 1
miliardo 611 milioni, in gran parte (intorno a 1 miliardo) coperto con la
pressione fiscale sui cittadini del Lazio. "Il mancato trasferimento dei 5
miliardi e il diniego del Tesoro all'accensione del mutuo con la Cassa depositi
e prestiti nel
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
XI - Roma "Alitalia? Meglio se prenotate un altro
volo" Le agenzie di viaggio: "Ai clienti consigliamo di cambiare
compagnia" "Si scelgono altri vettori anche se in questo periodo le
tariffe sono molto basse" VALERIA FORGNONE LAURA SERLONI Il rischio c'è.
Partire dall'aeroporto di Fiumicino con un volo Alitalia
per Parigi o New York con l'incognita del ritorno. Per questo motivo, molte
agenzie di viaggio della Capitale consigliano ai propri clienti di evitare di
prenotare vacanze e week end all'estero come in Italia con la compagnia aerea
di bandiera. Il ritiro dalle trattative della Compagnia
aerea italiana e quindi un possibile fallimento di Alitalia ha messo in allerta tutti gli operatori turistici. E sembra che
per il calo delle richieste al terminal A dello scalo romano da domani sarà
aperto un solo varco. "Vista la situazione, al momento consigliamo di non
partire con l'Alitalia.
Magari non ci sono problemi per il viaggio di andata, ma per il ritorno si
rischia di rimanere nella città dove si è trascorso il soggiorno", spiega
Annamaria Guerra della Gauguin Viaggi. Gli agenti avvisano i clienti, ma non
appena entrano in agenzia sono gli stessi romani a chiedere di cercare
l'offerta migliore con tutte le compagnie, tranne che con Alitalia.
E Guerra aggiunge: "I nostri clienti preferiscono non rischiare. Noi
abbiamo il dovere di informarli, poi la scelta spetta a loro". E vista la
difficile situazione, molti tour operator si stanno organizzando per assicurare
ai propri viaggiatori eventuali soluzioni da adottare nei casi in cui alcuni
voli dell'Alitalia dovessero rimanere bloccati. Il
gruppo Alpitour, per esempio, garantisce ai suoi clienti diverse opzioni
qualora improvvisamente alcune tratte venissero cancellate, dirottando i
passeggeri su altre compagnie, come Air France. "La vendita dei biglietti
ferroviari è aumentata del 10 per cento" dice Annamaria Forlenza della
Extratravel. E il ritornello dell'incertezza si ripete in molte agenzie.
"Abbiamo diversi pacchetti per fine settimana a Parigi coperti da Alitalia e Air France - spiega Federico Del Moro della
Bluvacanze a Conca d'Oro - Ma il momento è troppo rischioso così i tour
operator si rifanno quasi tutti ad Air France". E questo cambio repentino
di compagnia aerea crea un po' di allarmismo tra i viaggiatori. "Molte
persone con i biglietti emessi Alitalia vengono
personalmente in agenzia oppure ci chiamano per avere spiegazioni. Noi non
possiamo garantire nulla finché non ci arriva una comunicazione ufficiale che
dichiara sospesi tutti i voli" precisa Marzia Benvenuti, da dietro la
scrivania dell'agenzia OnOffViaggi a viale Nemorense. "Al momento della
prenotazione ai clienti diamo diverse opzioni, tra cui l'Alitalia
che tra l'altro, in questo periodo, sta offrendo tariffe molto basse - continua
Benvenuti - ma generalmente la gente preferisce rinunciare e cambiare
compagnia, magari anche una low cost per soggiorni brevi". Un disagio
dunque non indifferente anche per i futuri viaggiatori che hanno prenotato la
propria vacanza nei mesi scorsi e si ritrovano a pochi giorni dalla partenza a
scegliere un'alternativa evitando il rischio di non rientro su un volo Alitalia. "Martedì parto per il viaggio di nozze,
destinazione America. L'agenzia mi ha chiamato e mi ha consigliato di cambiare
compagnia e così, invece che partire con l'Alitalia,
ci è stata proposta American Airlines, che costa qualcosa in più. Sarà un
soggiorno molto lungo che abbiamo prenotato da tempo, per questo non me la
sento di rischiare e ho accettato il cambio", racconta rassegnato Maurizio
Puntorieri. "Ho mandato una e-mail a un cliente che aveva acquistato un
biglietto aereo per Caracas per chiedere se voleva cambiare compagnia e la sua
risposta è stata affermativa"conferma Marina Selli della Bird Travel
Agency.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I
- Palermo MASSIMO LORELLO Considerano l'Airone una seconda scelta. Quanto al
treno, è paragonabile a un incubo. Gli 80 pendolari eletti dal popolo siciliano
che ogni settimana fanno la spola tra l'Isola e la Capitale, hanno una preoccupazione in più sulla crisi dell'Alitalia. Preoccupazione strettamente
personale. Cosa faranno senatori e deputati se, come si teme, nei prossimi
giorni la compagnia di bandiera ridurrà drasticamente i voli? Angelino Alfano,
di sicuro, non sarà nemmeno sfiorato dal problema perché, da ministro della
Giustizia, per ragioni di sicurezza, si sposta già con l'aereo di Stato.
E grazie a un decreto del premier Berlusconi potrà fare la stessa cosa anche il
presidente del Senato, Renato Schifani. SEGUE A PAGINA VI.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
VI - Palermo Il caso Alcune agenzie da settimane non emettono più ticket. Ma
c'è chi spera nel salvataggio Biglietti e prenotazioni a rischio i tour
operator tra paura e fiducia "Abbiamo venduto voli per il prossimo
Capodanno, che dovremo fare?" GIOVANNI SCARLATA Ci sono tour operator che
non vendono un biglietto Alitalia da mesi ed altri
che, fiduciosi in una soluzione della crisi, si trovano con biglietti dal
destino incerto. La crisi della compagnia di bandiera soprattutto dopo il
ritiro dell'offerta da parte della Compagnia aerea italiana sta scompaginando i
piani delle grandi firme dei tour operator siciliani che si trovano a fare i
conti con una situazione che non permette di fare programmi a lunga scadenza.
Carmelo Panzavecchia, della Viaggi Wasteels, appartiene alla corrente più
pessimista: "Da circa un paio di mesi - spiega - cerchiamo di non vendere
biglietti Alitalia. La situazione è troppo
ingarbugliata per correre il rischio di emettere biglietti che potrebbero non
avere valore. Noi tour operator, a differenza delle agenzie di viaggio,
dobbiamo coprire i disservizi e quindi la nostra è anche una valutazione
economica". Sulla soluzione del caso Alitalia,
Panzavecchia porta l'esempio britannico: "Per scongiurare il fallimento
della compagnia XL è intervenuto il governo inglese, chissà che non succeda
anche qui da noi". Opposto l'atteggiamento della Promozione Viaggi. Il
direttore tecnico Alessandra Bertolino, spiega come l'azienda abbia dato
fiducia fino all'ultimo ad Alitalia: "Promozione
viaggi è stato uno dei pochi tour operator a confidare nella soluzione della crisi.
Ho personalmente emesso biglietti per un gruppo di persone per il prossimo
capodanno ma, a questo punto, mi chiedo che fine faranno. Fino a pochi giorni
fa abbiamo continuato ad emettere biglietti Alitalia,
anche perché è una delle poche compagnie aeree che consente di effettuare
prenotazioni a lunga scadenza ma ci siamo rifiutati di prendere impegni
economici ulteriori in vista delle festività". La Bertolino prosegue
ponendosi una domanda: "Ogni tour operator, per ottenere la concessione della
biglietteria, deve fornire mensilmente delle fideiussioni bancarie alla Iata
(l'associazione internazionale delle compagnie aeree ndr) al fine di tutelare i
consumatori. Dove sono le garanzie fornite da Alitalia?".
Idee chiare comunque sul futuro della compagnia aerea nazionale: "Dopo il
fallimento di un colosso come la spagnola Futura, noi del settore turistico
siamo pronti a tutto anche se personalmente - conclude - ritengo che in qualche
modo il crac di Alitalia si eviterà ma bisognerà
vedere quali fette di mercato rimarranno disponibili. Wind jet, ad esempio, per
alcune destinazioni, una su tutte Barcellona, sta vivendo una situazione di
monopolio che le ha permesso di alzare i prezzi senza problemi". Toti
Piscopo, vice presidente sezione turismo di Confindustria Palermo, vede nella
crisi di Alitalia una possibilità per le piccole
compagnie aeree di emergere: "La crisi di un vettore così importante a
livello nazionale, pur avendo creato degli scompensi, non ha inciso dal punto
di vista turistico in maniera rilevante. Il vuoto è stato riempito dalle
piccole compagnie aeree che hanno tratto concreti vantaggi da questa situazione
di instabilità e che possono permettersi di stare alla finestra e di osservare
con sguardo interessato l'evoluzione della situazione". Anche Piscopo non ha dubbi sulla sopravvivenza di Alitalia: "Sono convito che Alitalia sarà salvata e vedo
nell'acquisto da parte di Air France la soluzione migliore. Mi preoccupa invece
- conclude - la situazione di Air One il cui indebitamento rende la situazione
assimilabile a quella della compagnia di bandiera".
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
VI - Palermo La curiosità Il volo per Roma del martedì mattina è sempre pieno
di deputati e senatori: "Di certo non possiamo raggiungere la Capitale in
treno" Il sos dei politici: come faremo senza la "navetta"?
MASSIMO LORELLO (segue dalla prima di cronaca) Il capo di Palazzo Madama, in
precedenza, poteva usare l'aereo di Stato solo per viaggi istituzionali. Ma da
un mese a questa parte, per ragioni di sicurezza, può utilizzarlo anche per
altri spostamenti. La stessa opportunità è concessa al presidente della Camera,
naturalmente. Schifani non ne ha ancora usufruito. Resta da capire, qualora
decidesse di farlo, se potrà dare passaggio ai parlamentari che finora, come
lui, si sono mossi dal "Falcone-Borsellino" utilizzando i voli di
linea. Certo, tra maggioranza e opposizione, la lista è lunga: 78 fra deputati
e senatori - al netto di Schifani e Alfano - ogni lunedì o martedì mattina, si
presentano al check-in per imbarcarsi con destinazione Roma e rientrano tre-quattro
giorni dopo. "Ho già prenotato un volo Air One per le 6,10 di martedì
mattina - racconta Alessandra Siragusa, deputata del Partito democratico - Alle
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
VI - Palermo Gesap: in bilico 1,5 milioni di Alitalia
Maxi debito della compagnia con la società che gestisce il "Falcone e
Borsellino" Anche l'Air One deve 1,2 milioni di euro alla azienda per i
servizi di handling Un eventuale crac vanificherebbe la recente
ricapitalizzazione da 3 milioni ANTONIO FRASCHILLA Il fallimento dell'Alitalia costerebbe 1,5 milioni alla Gesap, la società che
gestisce l'aeroporto Falcone e Borsellino. Sono i debiti che la compagnia di
bandiera, sull'orlo ormai del crac, ha nei confronti dello scalo palermitano
per oneri su biglietti e servizi aeroportuali non pagati fino ad oggi. Debiti
che si aggiungono a quelli che ha già Air One, altri 1,2 milioni di euro: la
compagnia per i servizi a terra utilizza la società Hg, controllata dalla Gesap
stessa. Il fallimento Alitalia potrebbe quindi
prosciugare almeno metà dei 3 milioni di euro investiti appena il mese scorso
da Provincia di Palermo e Comune per ricapitalizzare la società che gestisce
l'aeroporto di Punta Raisi. L'amministratore delegato della Gesap lancia
l'allarme: "Nel conteggio dei danni che provocherebbe un'eventuale chiusura
dell'Alitalia occorre considerare i costi sociali per
la perdita occupazionale, ma anche quelli che graveranno sui bilanci di tutte
le società di gestione degli aeroporti italiani", dice Giacomo Terranova,
amministratore delegato della Gesap. Secondo Assoaeroporti, la compagnia di
bandiera ha debiti per 200 milioni di euro con gli scali del Paese: il grosso
concentrato a Fiumicino e Ciampino (75 milioni di euro), e con la Sea di Linate
e Malpensa (35 milioni). Ma gli 1,5 milioni di euro di esposizione che ha nei
confronti dello scalo palermitano rischiano comunque di mettere in difficoltà
la Gesap: "Se l'Alitalia fallisce perderemo quasi
certamente queste somme - dice l'amministratore delegato Terranova - Quindi
dovremo reperire all'interno del bilancio economie per coprire il buco: si
tratta pur sempre di 1,5 milioni di euro, una somma non da poco". A
rischio sono anche gli 1,2 milioni di euro che deve l'Air One alla Gesap e alla
sua controllata (Gesap handling): "Occorre capire come la crisi Alitalia inciderà poi su Air One e quindi su di noi",
ammette Terranova. Oltre al buco nel bilancio 2008 che si troverebbe a dover
colmare la Gesap, in bilico c'è anche la stessa tenuta dello scalo: perché se è
vero che le piccole compagnie sono pronte a rimpiazzare l'Alitalia
nelle tratte su Palermo, difficilmente in pochi mesi potrebbero essere coperti
tutti i voli che le due compagnie gestiscono dal Falcone e Borsellino. Ad oggi
quasi il 30 per cento dei 4,5 milioni di passeggeri annuali
che si muovono nello scalo di Punta Raisi sono targati proprio Alitalia, con clienti molto fidelizzati,
come dimostrano i dati sui movimenti nei primi sei mesi dell'anno. Nonostante
la crisi della compagnia, l'Alitalia ha registrato un calo appena dell'8 per cento dei passeggeri
palermitani rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un calo non
compensato per numero di passeggeri dalla crescita delle piccole compagnie,
anche se alcune di queste hanno raddoppiato i propri clienti: come Air Italy
(22 mila passeggeri nei primi sei mesi dell'anno, contro gli 11 mila del 2007)
o la stessa Wind Jet (più 33 per cento rispetto allo scorso anno). Il crac
dell'Alitalia potrebbe infine danneggiare l'aeroporto
di Palermo sul piano occupazionale: ad oggi sono 180 i dipendenti della compagnia
distaccati al Falcone e Borsellino. Lavoratori che rischiano di perdere il
posto, sia in caso di fallimento della compagnia, ma anche se dovesse andare in
porto l'operazione con la Cai: nel piano industriale elaborato dalla cordata
d'imprenditori che vuole rilevare l'Alitalia, Palermo
non è stata inserita tra gli scali base, perché non è previsto alcun
investimento da parte della cordata sul Falcone e Borsellino, anzi si
annunciano trasferimenti di personale a Catania (scelta invece come scalo base
dalla nuova Alitalia) e nella peggiore delle ipotesi
l'inserimento dei lavoratori palermitani tra i 7 mila esuberi della compagnia.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
XV - Palermo CITTà A LUCI SPENTE E POLITICI IMPUNITI Servizi sociali chiusi,
strade colme di immondizia, casse comunali vuote, lotte tra poveri per gli
alloggi. Ma la protesta si è tramutata in una sorta di generale rassegnazione
NINO ALONGI E, infatti, dalle Alpi a Lampedusa in queste ore non solo tutti
trepidiamo per le sorti dell'Alitalia, ma da mesi tutti viviamo gli stessi problemi: i rincari dei
generi di prima necessità, i disservizi della pubblica amministrazione, gli
affitti alle stelle e il lavoro che non si trova o che non si trova più.
Nell'Isola l'apice di questa condizione di comune sofferenza si scopre nelle
due maggiori città: Catania e Palermo. Nel capoluogo etneo nelle stanze
comunali si parla con sempre maggiore insistenza di dissesto amministrativo. Le
casse sono vuote. Gli impiegati senza stipendio. Le luci della città spente. I
servizi sociali chiusi. E le strade colme di immondizia. Come Napoli più di
Napoli. Ci sono state le elezioni amministrative: sindaco e giunta sono stati
sostituiti, ma, come avviene regolarmente da noi, è stata confermata la stessa
maggioranza di centrodestra. Il nuovo sindaco si è trovato a gestire, come era
prevedibile, una situazione ingovernabile e, dopo i primi tentativi, non ha
trovato di meglio che andare a Roma a perorare al governo amico un intervento
straordinario. Ci vuole un miracolo ha spiegato. Il Cavaliere ha promesso. Ma
per il momento ai catanesi non rimane che soffrire. La situazione a Palermo non
è molto diversa da quella che vive Catania. Non si sa nel capoluogo siciliano
di che cosa i palermitani debbano spaventarsi prima: delle polveri sottili o
delle piogge autunnali, del traffico invernale o dei sacchetti dell'immondizia.
L'amministrazione tace. Con le recenti elezioni amministrative non solo non è
cambiata la maggioranza, ma non è cambiato neppure il sindaco, che ha deciso,
per troppo amore per la città, di restare. E i palermitani lo hanno subito
riconfermato. Il primo cittadino si vede poco per le strade e poco in Consiglio
comunale, e questo non dispiace, pare che ami le lunghe vacanze, ma anche, come
i vecchi attori, le improvvise riapparizioni. Intanto in città è tornato il
problema dell'occupazione abusiva degli alloggi popolari. Un vecchia storia che
periodicamente si ripresenta. Lotta tra poveri. E dove spesso il diritto resta
alla porta e l'abuso vince. Gli alloggi popolari costruiti sono sempre
insufficienti rispetto alle richieste ma non si è mai capito perché le
procedure per assegnarli non iniziano quando il fabbricato è in costruzione, ma
mesi e mesi dopo l'ultimazione dei lavori. Tutto il tempo per occuparli e
appropriarsene. Quanto è spontanea questa anomala procedura? Non vanno meglio
le cose alla Regione. Da mesi il governatore Raffaele Lombardo e la sua giunta
lavorano, almeno così dicono, per riorganizzare i servizi, ridurre le spese,
rilanciare l'economia. Un lavoro amministrativo progettato - sostengono i
fedelissimi - in vista della temuta scadenza del federalismo leghista. Un
lavoro organizzato - dicono i maligni - per consolidare il potere del nuovo
gruppo politico che si è formato attorno a leader catanese. Ma fuori del
Palazzo, comunque, non si vedono ancora gli effetti di questo interno lavoro,
solo disagi. Nel deserto dei Tartari di Dino Buzzati tutto nella fortezza
Bastiani è pronto da tempo per fronteggiare l'arrivo dei nemici che verranno
dal Nord. Ufficiali e soldati vivono come pietrificati nella perenne attesa. Ma
passano gli anni e non accade assolutamente niente. Che accada adesso qualcosa
alla Regione dopo sessant'anni di inutili polemiche e altrettanto inutili
promesse è anch'essa una improbabile possibilità. Quello che colpisce è la
rassegnazione della gente e non solo nell'Isola di fronte a queste situazioni.
Non è che manchino le reazioni, solo che volutamente non si risale alle cause
prime. La protesta si è tramutata in una sorta di generale rassegnazione. Tutto
quello che di negativo avviene - il carovita, la perdita del posto di lavoro,
le disfunzioni dei servizi sociali - non ha una ragione né un responsabile. è
un fatto del tutto naturale, come il temporale che provoca gli smottamenti o lo
scirocco che scatena il fuoco nei boschi. A quanti governano a Palermo come a
Roma non si chiede più conto di quello che succede, ci si rivolge ad essi non
per delegittimarli per ottenere, viceversa, come si fa col santo protettore,
una benevola intercessione. Colpisce l'assenza di una seria analisi della
realtà, ma anche la mancanza del senso di responsabilità. Per le tante carenze
e per le tante inadempienze che quotidianamente riscontriamo ai vari livelli
infatti non ci sono mai responsabili. Politici e amministratori raramente sono
chiamati a rendere conto degli errori o degli abusi che commettono.
L'atteggiamento in ogni caso è sempre assolutorio. Questa mancanza di senso di
responsabilità dentro ma anche fuori il Palazzo apre le porte ovviamente a
quello stato di impunità che si sta generando nel Paese al Nord come al Sud con
le conseguenze devastanti che conosciamo. Magra consolazione: l'Italia tocca il
fondo, ma si riscopre unita.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
VIII - Milano Penati avvisa Rifondazione "La prossima volta niente
veti" Il presidente: alle elezioni presenterò una mia lista Filippo Penati
all'attacco. Il presidente della Provincia non risparmia critiche al
centrodestra dopo il siluramento dell'ex assessore comunale Tiziana Maiolo,
detta le sue condizioni a Rifondazione comunista per le Provinciali del
prossimo anno a due giorni dalla verifica di maggioranza e anticipa alcuni
punti del suo programma. Dalla quotazione in Borsa dell'autostrada Serravalle
per finanziare con il ricavato un nuovo piano case per l'hinterland, alla
proposta, chiunque vinca, di rivedere sia l'Ecopass che l'estensione delle zone
a traffico limitato. Ma soprattutto il via libera al nuovo piano rifiuti.
"Un punto non negoziabile - precisa Penati - Non ci deve essere un'altra
emergenza anche a Milano. L'importanza è la chiarezza sui programmi". Un
altro messaggio diretto a Rifondazione al quale aggiunge una postilla:
"Preferisco perdere con un programma chiaro che delegare ancora a qualcuno
un potere di interdizione". Un Penati a tutto campo tra gli stand della
Festa democratica a Lampugnano. Conferma anche che alle elezioni si presenterà
con il sostegno di una sua lista. Si dice convinto che alla fine "l'Udc
andrà da sola" e ironizza sulla scelta del centrodestra di affidare
proprio all'ex assessore Maiolo il coordinamento della campagna elettorale del
Pdl: "Se hanno scelto una persona che si è dimessa dalla giunta per
divergenze con Letizia Moratti, significa che il centrodestra ha deciso di
smarcarsi dall'immagine che il sindaco ha costruito". Poi un altro
affondo: "E' nei poteri del sindaco ritirare le deleghe a un proprio
assessore ma la contraddizione nasce quando si sceglie di far entrare in giunta
qualcuno che ha raccolto preferenze come candidato al Consiglio, come nel caso
della Maiolo, o in base a un accordo politico pre-elettorale, come nel caso di
Sgarbi. A quel punto non vale più soltanto il rapporto di fiducia con il
sindaco ma intervengono altre valutazioni politiche di cui un primo cittadino
dovrebbe tenere conto". Quindi quasi una provocazione: "Su Ecopass e
Ztl la Maiolo la pensa come me. Se sarà coerente, propongo che chiunque vinca
si impegni a rivedere questi progetti che non stanno dando frutti nella lotta
all'inquinamento". Non manca anche una stoccata sia al
governatore Roberto Formigoni che al sindaco Moratti sulla crisi Alitalia: "Non lo ammetteranno mai
ma credo che saranno contenti del ritiro dell'offerta della Cai. Li toglie
dall'imbarazzo di dover esprimere tutte le loro perplessità a un piano che
lasciava a Linate soltanto la tratta Milano-Roma e riduceva drasticamente i
voli internazionali da Malpensa". Alle uscite del presidente della
Provincia replica malizioso il segretario di Rifondazione Nello Patta:
"Prendo atto al fatto che le posizioni di Penati si stiano riavvicinando
alle nostre. Finora ci era parso esistesse una pregiudiziale politica. Che sia
una novità che dipende dal fatto che ha capito che l'Udc ha ormai scelto che
correrà con il centrodestra"? Quanto al piano rifiuti, "faccio presente
che noi l'abbiamo già votato. è stato Penati a presentarne un altro nel quale
ha accettato le modifiche chieste dal centrodestra che governa la Regione. La
verifica sulla realizzazione dell'attuale programma sarà la premessa per vedere
se sarà possibile condividerne uno futuro". (a. m.).
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IX - Milano Il programma I litigi "Rivolterò la Provincia come un calzino.
E Penati non ha una maggioranza" "Tra persone di carattere il
rischio-conflitto è alto Ora prevalga la coralità" Il coordinatore di
Forza Italia Podestà: più dialogo con il Consiglio comunale "Il governo
della Moratti ha bisogno di un tagliando" ANDREA MONTANARI "Alla
giunta Moratti dopo due anni serve un tagliando". Il coordinatore
regionale di Forza Italia Guido Podestà conferma la fiducia al sindaco, ma,
dopo il caso Maiolo, le chiede "più dialogo con il Consiglio comunale e di
coinvolgere tutte le istituzioni nella gestione dell'Expo". Onorevole
Podestà, quando finirà questa moria di assessori a Palazzo Marino? "Quando
ci si trova a governare con personalità dal carattere molto forte il rischio
che entrino in conflitto è più alto. è successo, ma auguriamoci che ora
prevalga la coralità". Come? "è necessario riprendere un rapporto più
corale. Proprio per questo ho chiesto al sindaco di incontrare tutti i consiglieri
della maggioranza, non solo quelli di Forza Italia". Vale anche per la
partita dell'Expo? "Finora non si è riusciti a trovare una sintesi tra la
necessità di avere una catena decisionale molto corta e il coinvolgimento di
tutte le istituzioni nella sua gestione". Per colpa del sindaco? "La
signora Moratti è giusto che continui ad avere un ruolo fondamentale
sull'organizzazione dell'Expo. Sappiamo di vivere in un paese nel quale tutti i
processi decisionali sono lunghi. Detto questo è importante non marginalizzare
le altre istituzioni. Dalla Regione, alla Provincia, alla Camera di
Commercio". Ci vuole una governance collegiale? "Credo che passare
dal modello dell'amministratore unico a quello del consiglio di amministrazione
non sia stato un gioco di poco conto. Nel cda ci saranno solo sei posti, ma
sarà importante coinvolgere tutte le istituzioni. Berlusconi
è ancora impegnato nel tentativo di salvare l'Alitalia, ma tra una settimana mi ha promesso che se ne occuperà".
Le risulta un veto sul nome di Paolo Glisenti? "No, ma in ogni caso questo
mi sembra un problema di secondo livello". Torniamo al dopo Maiolo.
Sceglierete un consigliere comunale o un esterno? "Che il nostro
gruppo sia in ebollizione non è una novità. Hanno delle ragioni, ma come sempre
occorrerà una mediazione. Sarebbe positivo che chi entrerà in giunta trovi un
ambiente che lo accolga positivamente, ma non possiamo certo nominare ventun
assessori". è d'accordo con l'ex sindaco Albertini che non si governa da
soli? "è una considerazione perfino ovvia. Ma ricordo all'amico Gabriele
che anche lui quando era sindaco passava per decisionista". Filippo Penati
sostiene che la scelta di Tiziana Maiolo per coordinare la vostra campagna
elettorale alle Provinciali è una sconfessione della politica della Moratti.
"Non c'è nessuna distonia. Penati, invece di elargire consigli al mondo
pensi a come spiegare anche al suo elettorato l'inconsistenza di cinque anni di
non-governo alla Provincia, ormai priva da molto tempo di alcuna maggioranza,
né politica né numerica". Condivide la sua proposta di escludere dalla
giunta i consiglieri comunali? "No. è giusto che chi ha ottenuto molti
voti faccia contare il suo peso. Per me rappresenta un valore". Il nuovo
programma di Penati punterà sulla quotazione in Borsa della Serravalle e sulla
revisione dell'Ecpoass. Il suo? "Rivoltare la Provincia di Penati come un
calzino. Se lui si è limitato a fare operazioni finanziarie come sulla
Serravalle o la proposta di vendere la quota della Sea per entrare in Alitalia, noi riporteremo la Provincia alle sue funzioni
originarie. Di costruire strade e scuole. In attesa della nascita della città
metropolitana. Senza, però, togliere ai sindaci dell'hinterland i poteri sul
piano del governo del territorio".
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V
- Genova Intervista al titolare dei Trasporti e delle Infrastrutture:
"Vicino alla Culmv per trovare una soluzione, ma niente trattamenti di
favore" Porto, la sferza del ministro Matteoli: "Lasciamo lavorare i
magistrati, sui moli tutti rispettino le leggi" MASSIMO MINELLA
"Genova? C'è un'inchiesta in corso, lasciamo lavorare la magistratura.
Certo è che nessuno può pensare di muoversi senza rispettare le normative
vigenti". Altero Matteoli si ritaglia una mattina nella sua Toscana, ai
Nuovi Cantieri Apuania di Marina di Carrara, prima di
tornare a Roma per riprendere la trattativa sull'Alitalia. Ed entra nella partita più delicata, quella che riguarda il
porto di Genova, travolto dalle inchieste e tuttora in una fase di stallo, in
attesa che lo stesso lavoro dei magistrati si concluda e che lo scalo possa
riprendere a macinare traffici. Un segnale preciso, quello del titolare
dei Trasporti e delle Infrastrutture, che da una parte sottolinea la
delicatezza del momento e dall'altra invita al rispetto delle norme in vigore.
Nessuno escluso. SEGUE A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IX - Genova Intervista al ministro dei Trasporti: vicini alla Culmv per trovare
una soluzione, ma nessun trattamento di favore Matteoli: "Lasciate
lavorare i magistrati sulle banchine tutti rispettino le norme" (SEGUE
DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO INVIATO (segue dalla prima di cronaca) massimo
minella MARINA DI CARRARA - Il ministro è a Carrara per la consegna di
"Forza", quarta "nave blu" firmata da Grimaldi Holding, la
compagnia che fa interamente capo al decano degli armatori italiani, Aldo
Grimaldi. La moglie di Matteoli, Ginevra Giannetti, madrina della nave, ha
appena tagliato il cavetto, liberando la bottiglia di champagne che è andata a
frantumarsi sulla ciglia della nave. E alla fine della cerimonia, il ministro
riflette sulle sfide più delicate che coinvolgono il mondo del mare. Ministro,
il porto di Genova sta vivendo una situazione delicata, con l'inchiesta tuttora
in corso. "Sì, il problema c'è e noi dobbiamo lasciar lavorare la
magistratura. Ma dobbiamo nel contempo anche aver la forza di guardare avanti,
dotando tutti i porti di nuovi strumenti di legge dentro ai quali muoversi. La
bozza della nuova legge è già pronta, ci saranno ulteriori riflessioni, ma
sostanzialmente ci siamo". Come si muoverà il governo? Si andrà su modelli
di organizzazione del lavoro che ridurranno il peso delle compagnie portuali?
"Questo no, lo dico per tutti e nello specifico anche per Genova. Sono
vicino alla Culmv, lavoreremo per trovare le soluzioni più opportune. Ma anche
a Genova vale la considerazione generale che le normative vigenti si devono
rispettare. Nessuno può chiedere trattamenti di favore". Quali saranno i
capisaldi della nuova legge? "La vecchia legge 84-94, varata nell'ultimo
giorno della legislatura e che poi ha subito modifiche, non ha centrato il suo
obiettivo di fondo, quello dell'autonomia finanziaria dei porti. E' da lì che
bisogna ripartire". E poi? "E poi non è accettabile che per approvare
un piano regolatore portuale ci si mettano cinque-sei anni, passando attraverso
un incrocio infinito di responsabilità. Bisogna snellire le procedure
nell'interesse dei porti". Ministro, dopo la privatizzazione dell'Alitalia, sempre che l'operazione
riesca, toccherà alla Tirrenia? "I tempi dovrebbero essere quelli. Su Alitalia si è aperto uno spiraglio,
speriamo bene. Su Tirrenia bisogna agire, a fine anno finiscono le convenzioni.
Ho già consultato il presidente Pecorini e tutti i presidenti delle Regioni
legate al servizio svolto dalle società regionali che fanno capo al gruppo.
Mi pare che dopo gli iniziali no, ora lo scenario sia mutato. Il presidente
della Sardegna Soru mi ha detto di essere disponibile ad acquisire la società
regionale e con opportune garanzie può avvenire la stessa cosa per la Toscana.
Vedremo anche per le altre regioni. Ci vogliono le giuste garanzie, me per i
lavoratori non ci saranno rischi".
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
VIII - Genova L'aeroporto segue la pista svizzera Zurigo si fa avanti,
accelerano i tempi per la privatizzazione Per la successione del direttore
generale Trapani si profila una soluzione interna LUIGI PASTORE L'infinita
crisi Alitalia si allunga inquietante anche
sull'aeroporto di Genova, ma intanto i due maggiori azionisti, l'Autorità
portuale e la Camera di commercio non fermano le manovre per portare lo scalo
alla privatizzazione. E tra i possibili acquirenti spunta l'aeroporto di
Zurigo, mentre nelle prossime settimane sarà nominato un nuovo direttore
generale e nel Cda potrebbero entrare direttamente Paolo Odone e Luigi Merlo.
Il presidente della Regione Claudio Burlando venerdì ha lanciato l'allarme
sulle prospettive del "Colombo", che vanta due milioni e mezzo di
euro di crediti nei confronti della compagnia di bandiera, squassata da una
crisi drammatica, qualla quale non riesce a venir fuori. Quattrini che vanno in
fumo e voli tagliati con un'operatività quasi azzerata è la prospettiva ultima
e peggiore possibile, ma mentre a Roma si tenta ancora il salvataggio di Alitalia, a Genova si continua a lavorare per dare
all'aeroporto un socio di mestiere, che lo rilanci, evitandone la morte per
progressiva consunzione. In questo senso, nelle ultime settimane si è fatta
sempre più forte l'intesa tra l'Autorità portuale, che detiene il 60 per cento
delle azioni, e la Camera di commercio, che controlla il 25% del pacchetto
azionario, mentre il restante 15% resta nelle mani di Adr (Aeroporti di Roma).
Luigi Merlo e Paolo Odone preparano la gara internazionale, per far entrare un
privato, che porti con sé quattrini e competenza specifica in grado di
rilanciare la competitività dello scalo. Molte strade portano a Marcellino
Gavio, i cui interessi nel nord ovest si sovrappongono tra porto, interporti e
autostrade, ma nella partita potrebbero spuntare soggetti stranieri, come ad
esempio gli austriaci della Meinl che hanno rilevato la maggioranza assoluta
dell'aeroporto "Verdi" di Parma o i francesi di Transdev, che a
Genova già comandano in Amt. Ma la vera novità degli ultimi giorni è
l'interesse manifestato dagli svizzeri, con l'aeroporto di Zurigo intenzionato
a rilevare il 25 del pacchetto azionario. Sullo sfondo resta sempre l'interesse
manifestato dall'armatore Gianluigi Aponte, che nei mesi scorsi si era
incontrato con il sindaco Marta Vincenzi, manifestando la volontà di entrare in
corsa per il "Colombo". Un soggetto di peso, il leader di Msc
Crociere, ma il progetto della Vincenzi e del consulente Maurizio Maresca, è
frenato da Autorità portuale e Camera di commercio. Entro l'inizio del prossimo
anno la questione dovrà definirsi e di conseguenza delinearsi il futuro dello
scalo con o senza Alitalia e in
ogni caso aperto alla presenza più massiccia di compagnie straniere. Ma
intanto, compatibilmente con i destini di Alitalia, i tempi potrebbero essere più serrati: già il mese prossimo il
consiglio di amministrazione potrebbe cambiare in parte, e non è da escludere
l'ingresso diretto di Odone e Merlo per gestire in prima persona la fase di
transizione di concerto con il presidente Arato. Nel frattempo si
giocano altre due partite che riguardano lo scalo: una riguarda il rinnovo
della concessione con Enac, che dovrebbe essere prolungata di altri vent'anni,
l'altro la successione nella carica di direttore generale a Paolo Trapani, per
la quale si ipotizza una soluzione interna (si parla dell'attuale direttore
commerciale Paolo Sirigu, che potrebbe essere cooptato nel prossimo Cda, in
programma ai primi di ottobre).
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
II - Bologna Il caso Calo dell'1,1% nei primi otto mesi 2008. Bene il cargo
Marconi, 32mila passeggeri in meno avanzano i piccoli scali come Forlì Il
Marconi perde passeggeri, almeno 32 mila rispetto all'anno scorso. Nei primi
otto mesi di quest'anno, infatti, si è registrato un calo dell'1,1 %, mentre a
crescere sono stati i piccoli scali come Forlì, che grazie alle compagnie low
cost ne ha guadagnati almeno 90 mila. A Bologna resiste solo il settore cargo,
che da gennaio a luglio è cresciuto del 30%. Il 2008, comunque, non è stato un
anno felice per il trasporto aereo, vista la crisi economica internazionale e i
rincari dei prezzi del greggio, che si sono tradotti in un'impennata delle
tariffe. Contando anche la crisi Alitalia, le ragioni dell'avanzamento del mercato dei voli a basso costo
sono sempre più chiare. Al Marconi la compagnia irlandese regina del low cost
Ryanair arriverà per la fine di ottobre e il via alle prime rotte dallo scalo
felsineo è, a questo punto, attesa con ansia. In termini di transito di
passeggeri, luglio è stato il mese più critico, mentre le partenze per le
vacanze ad agosto hanno fatto risalire il numero di presenze. L'aeroporto di
Forlì, che da alcuni anni è diventato uno scalo chiave soprattutto per le
compagnie low cost, ha invece incassato una crescita del 22,4%: più di 480
mila, infatti, i passeggeri che in questi primi otto mesi sono passati dal
Ridolfi. Sulla stessa linea, gli incrementi sono stati registrati anche in
altri piccoli aeroporti, diretti concorrenti di Bologna, come Bergamo-Orio al
Serio (+14,7%) o Pisa (10,6%). (s.sc.).
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Bari SE L'ALITALIA VOLA PUGLIESE MICHELE MIRABELLA Il
nuovo seriale televisivo "Alitalia,
quando si ama" sta facendo impallidire lo share dei concorrenti e sta
demolendo i precedenti del genere. La trovata del colosso televisivo
trasversale Raimediaset 1.2.3.4.5.6. di trasmettere le puntate su tutte
le reti mandandole in onda alla rinfusa ha ottenuto di sbaragliare ogni
concorrenza. Si sono visti episodi recentissimi con Epifani in lacrime e
Brunetta con il gattino a nove code (i gatto era risultato dal regista
eccessivo di dimensioni) mescolati a racconti vetusti in cui si intravedevano
decolli e atterraggi di Savoia Marchetti, i celebri "Gobbi volanti"
della Regia Aeronautica" e servizio a bordo di champagne allo Scia di
Persia che decolla da Ciampino su un quadrimotore a elica tappezzato di caviale
Beluga e servito a tavola direttamente da enormi ostriche. Ha colpito i critici
una sequenza in cui molti hanno riconosciuto l'aeroporto di Palese nel
dopoguerra e uno tale e quale a Raffaele Fitto. Ma era, in realtà, una
comparsa. "Appunto", avrebbe commentato Berlusconi. L'aeroporto barese
che, per decenni, è stato inadeguato, una vera e propria baracca, da qualche
anno è il vanto della città: una aerostazione in armonia con le esigenze del
trasporto moderno. Peccato che non se la fili nessuno, né il governo, né la
compagnia di bandiera. SEGUE A PAGINA IX.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Bari L'ALITALIA UN GIORNO SULLE STRADE DI PUGLIA
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) Si spera che la
fiction sull'Alitalia possa usarlo come set.
Del resto, non si parla in continuazione della Puglia come nuova Hollywood? Ogni
tanto ci vuole una balla che ci tiri su il morale. Il Sindaco di Bari ha
già pronto lo smoking per le feste di inaugurazione e lo pretenderà da tutti i
funzionari comunali. L'invasione della telenovela volante ha smantellato ogni
contro-programmazione, costretta a vedersela con col romanzo popolare allestito
dalla Cai. Il produttore Colaninno ha imposto agli sceneggiatori di far credere
che quello in onda sia l'ultimo episodio. Ma, a pochi istanti dal finale,
arriva la scritta "continua". Lancinante la puntata in cui Vespa
convoca un sindacalista, un parlamentare, un comandante molto fico a fianco
della scrivania di Berlusconi, quella del giuramento agli Italiani, conservata
nel sacrario della Rai con i quaderni di scuola di Marconi, un microfono personale
del duce, una chewing-gum di Mike Bongiorno usata, per costringerli a giurare
di firmare un accordo, uno qualsiasi. La commozione arrivò al culmine. Se ne
cadde il teatro, come dicono gli attori. Magnifica anche la sequenza dei piloti
e degli assistenti di volo che si danno a sfrenate scene di gioia con
bottigliate sulle parti basse e cori entusiasti dopo aver appreso del
licenziamento imminente. Colaninno ha pensato di proporli per l'oscar per
attori non protagonisti, ma, poi Fantozzi gli ha detto che non erano attori, ma
comandanti, steward e hostess autentici e non ha potuto trattenere le lacrime.
I bene informati sostengono che la Cai non abbia mai avuto sul serio intenzione
di comprare l'Alitalia, neanche la parte non ancora
ammuffita, ma avesse, in realtà, intenzione di entrare a piedi uniti nel
business televisivo con il genere fiction. L'esordio è stato un successo. Per
la seconda serie si sta già pensando ad una ambientazione decentrata delle
storie per respirare le atmosfere della provincia italiana, così caratteristica
e ricca di tradizioni. All'aeroporto di Bari stanno tirando un sospiro di
sollievo. Prima la Cai l'aveva decisamente cancellato. Prima, quando sembrava
doversi e volersi occupare di mangiarsi l'Alitalia,
quella buona, saporita, senza debiti, si diceva che a Bari si dovevano
arrangiare e che i voli sarebbero diminuiti enormemente. A chi obiettava che
l'aeroporto era bellissimo e funzionale e che il Sindaco aveva lo smoking
pronto rispondevano che non gliene fregava niente che veniva prima Malpensa.
Ora, con l'avvio della fiction l'avvenire diventa radioso. Bari, oltre tutto si
giova di un clima mite e solatio: la lavorazione diventa un piacere. Ma quali
saranno le prossime puntate? Siamo in grado di anticipare la prima. Una cordata
di produttori di mozzarelle compra una aereo dell'Alitalia,
lo dipinge bianco, gli mette un muso a forma di trullo e gira l'Europa come una
gigantesca burrata per fare pubblicità alla gastronomia pugliese. I viaggiatori
potranno gustare fave e cicorie, orecchiette e rape e riso patate e cozze. Gli
altri centosettantasette aerei li lascia sulle piste degli aeroporti di Puglia
per trasformarli in civettuole case-vacanze. Dopo due giorni spariscono,
smontati tra Andria, Bitonto e Cerignola e riciclati come utilitarie. Ma il
comandante Berti, un fico pazzesco, innamoratosi di una ragazza di Castellana
Grotte che voleva fare la hostess, la redime , la sposa, salva un aereo dallo
sfascio e lo porta a Palese. Ma la comparsa che somiglia a Fitto, tale e quale,
tesse una agguato. Continua.
( da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Intervista Franco Pecci BASE LOW COST Blu Express pronti a
subentrare negli slot "Se Alitalia
fallisce Caselle vola con noi" ANGELO CONTI Dopo Roma, nuovi collegamenti
con Napoli, Bari, Palermo Chi salverà Torino dalla possibile messa a terra di Alitalia? Un
imprenditore umbro, dai modi garbati e dalla straordinaria esperienza nel mondo
dell'aviazione commerciale. Franco Pecci è il patron di Blu Express, la
compagnia low cost che collega Caselle a Roma con tre voli giornalieri e che,
nel giro di sei mesi, è diventata amatissima dai torinesi che volano. Pecci,
lei è pronto a garantire ai torinesi la possibilità di muoversi verso Roma e
Napoli, comunque vadano le cose con Alitalia?
"Sono pronto. Ho gli aeromobili adatti e altri sono in arrivo. Abbiamo
chiesto gli slot, cioè le frequenze orarie, e siamo pronti a posizionare sullo
scalo di Caselle uno o due aeromobili, anche in sosta notturna per essere così
pronti a effettuare i primi collegamenti del mattino. Il primo verso Roma
decollerà alle 7. Noi siamo pronti a diventare la vera alternativa, in più a
tariffe low cost". Ma l'interesse di Blu Express per Torino va ben al di
là del ruolo di tappabuchi del dopo-Alitalia.
"Stiamo trattando l'apertura di una base low cost in grado di offrire
cinque destinazioni nazionali e due straniere. Tre giorni fa abbiamo
formalizzato le nostre richieste, ora siamo in attesa di una risposta. Non
potremo attendere di più perché la stagione invernale del trasporto aereo
comincia a fine ottobre. Sono molto ottimista: i colloqui con Sagat sono stati
costruttivi". L'apertura di una base low cost rappresenta un impegno
particolarmente elevato... "Siamo un'azienda privata. Siamo pronti a
rischiare dalla nostra parte, ma abbiamo la necessità di essere garantiti da
un'altra. Occorre almeno coprire subito i costi variabili. Sul mercato dei voli
nazionali gli obiettivi economici possono essere raggiunti, sull'internazionale
è più difficile. Ovvio che aprendo una base bisogna programmare rotte nazionali
di sicuro successo capaci di compensare lo sforzo per la gestione di quelle
internazionali". L'esperienza del Torino-Roma è stata sinora
soddisfacente? "Senz'altro. Torino ha risposto molto bene, i numeri ci
soddisfano. Non siamo ancora al break-event ma ci rendiamo conto che, con gradualità
e anche grazie alla pubblicità veicolata sui media, i torinesi ci stanno dando
sempre più fiducia. Noi abbiamo risposto a questa simpatia con una grande
puntualità nei collegamenti, mantenendo comunque sempre al primo posto la
sicurezza". Comincia domani la settimana che può cambiare il futuro di
Caselle. Fra otto giorni potremmo avere una base capace di garantire cinque
collegamenti nazionali (Roma, Napoli, Bari, Lamezia Terme e Palermo) e almeno
due internazionali (Parigi e Madrid, ma ci starebbe bene anche Berlino) a
prezzi low cost, con prospettive finalmente concrete anche per il turismo verso
Torino, a due anni dalle Olimpiadi. Martedì il cda di Sagat, in riunione
straordinaria, parlerà di questa opportunità.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
XIX - Palermo VECCHIE GLORIE Lacrimogeni? No il fumo delle castagne SALVATORE
GERACI Le date hanno poca importanza quando seduti al tavolo dei ricordi si va
indietro dai trenta ai quarant'anni. A quel calcio che non esiste più con i
giornalisti che partivano con la squadra e con i dirigenti, che viaggiavano
nello stesso pullman e che la sera si ritrovavano a cena o in un night con i
protagonisti del giorno dopo. Il sottoscritto, metà Alitalia e metà giornalista, si
spogliava per strada, toglieva la divisa della compagnia di bandiera e volava
con il presidente e il vice che spesso lo aspettavano per non fargli perdere
l'aereo. Altri tempi certo. Altri rapporti, altra ironia. Nostalgia?
Forse. Di alcune battute sicuramente. Un giorno, era proprio un Palermo-Genoa,
la partita finì con i lacrimogeni. Tempi che furono. Tempi duri. Sempre con il
sorriso e la battutina dell'avvocato Salvatore Matta. L'arbitro non sapeva che
fare: "Avvocato ma che succede? Una battaglia?". "Ma quale
battaglia e battaglia, unnu viri ca è u fumu ri castagni?". E restando al
Genoa, come dimenticare il gol di Tanino Troja nel '71? Uno dei tre più belli
della sua carriera, l'unico in rovesciata.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Il costo è di 5-6 mila euro contro i 16 mila di un impianto tradizionale
Brevettata la finestra che si trasforma in un pannello fotovoltalico MICHELE
BOCCI Renato Brunetta a tutto campo: ancora mazzate ai chirurghi, tra cui ci
sarebbero "non pochi macellai", poi l'annuncio di un piano contro i
graffitari che sporcano i muri delle città italiane e ancora colpi decisi
contro il sindacato, tra i responsabili della situazione Alitalia, a cui bisogna saper dire di no
come ha fatto lui nella vicenda fannulloni. "In luglio si è avuta una
caduta dell'assenteismo per malattia di quasi il 40%, in agosto, rispetto al
2007, le stime vanno dal 40 al 50%. Non oso pensare cosa succederà a settembre.
Sono felice che la gente si ammali di meno". Il ministro per la pubblica
amministrazione e l'innovazione ha parlato a lungo e di molti temi ieri al
convegno di Forza Italia di Cortina D'Ampezzo. Le sue violente parole sui
medici, in particolare sui chirurghi, hanno pure spinto il ministro alla sanità
e al welfare Maurizio Sacconi a diramare un comunicato per tentare di
alleggerire il clima divenuto pesantissimo. "Sappiamo che negli ospedali i
macellai non sono pochi", ha detto ieri Brunetta riferendosi all'esigenza
della diffusione dei curriculum e dei risultati in sala operatoria dei medici:
"Stiamo attentissimi a yogurt e succhi di frutta, ma ci facciamo operare
dal primo venuto. I macellai possono ancora operare perché i concorsi per i
primari negli ospedali, nella stragrande maggioranza, non sono trasparenti e
non premiano i migliori. Sfido chiunque a dire che non è vero". Rispondono
con vigore al nuovo attacco Rodolfo Vincenti e Gianluigi Melotti, presidente e
ex presidente della Associazione chirurghi ospedalieri italiani, Acoi. "Il
ministro sta portando avanti un'operazione provocatoria che vuole delegittimare
una categoria considerata tra le migliori al mondo dall'Oms. Vorremmo che un
ministro della repubblica, ancorché Brunetta, porti avanti queste denunce
facendo nomi e cognomi dei "macellai" piuttosto che sparare nel
mucchio. Le scuole di specializzazione in chirurgia quest'anno non hanno
coperto i posti disponibili, suono vuote. E con questo clima la situazione
peggiorerà, l'Italia si ritroverà senza chirurghi. Così si smonta il servizio
sanitario nazionale". Dalla Acoi annunciano anche una denuncia per
diffamazione contro il ministro. Arrivano meno critiche dal Tribunale dei
diritti del malato. "I toni di Brunetta non ci appartengono, noi prima di
parlare di macellai ci informiamo sui singoli chirurghi - dice la presidente
Teresa Petrangolini - Ma siamo d'accordo con l'idea del curriculum, anche se
può non bastare. Invitiamo i professionisti a non offendersi ma ad approfittare
di questa occasione per studiare con noi un sistema comune di valutare la
qualità dei medici e dei reparti.
( da "Repubblica, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il ministro contestato: la scuola non diventi come l'Alitalia
Gelmini, proteste sul Canal Grande Picchetto dei bersaglieri, insorgono
radicali e Sd: "Alemanno rivuole il Papa re" Letta, Pd: "Il
futuro della scuola è scritto non da lei, ma dai tagli di Tremonti" Letti
i nomi dei soldati uccisi il XX settembre 1870. Corona della Militia
Christi NICOLA PELLICANI VENEZIA - "Il futuro dei bambini non fa rima con
Gelmini". Lo striscione colorato esposto sul ponte dell'Accademia, a metà
del Canal Grande, è il benvenuto riservato al ministro della Pubblica
Istruzione, giunto ieri a Venezia per partecipare a un convegno organizzato dai
giovani di Confcommercio. Una contestazione che ha preso forma in campo San
Maurizio, dove oltre quattrocento tra studenti, insegnanti e genitori hanno
dato vita a una manifestazione contro il ritorno del maestro unico e il
precariato. "La scuola italiana è in pericolo ? è stato detto in
un'assemblea improvvisata ? se la riforma Gelmini verrà applicata, solo in
provincia di Venezia è prevista una riduzione di 1.600 persone. Dobbiamo
bloccare il progetto del ministro". La manifestazione si è tenuta a due
passi dal palazzo della Provincia dove si svolgeva il forum di Confcommercio,
ma tra i manifestanti e la Gelmini non c'è mai stato contatto. Un fitto cordone
di forze dell'ordine ha isolato la zona. "Non pensavo che facendo il
ministro dell'Istruzione mi sarei dovuta avvalere della collaborazione delle
forze dell'ordine. Ma evidentemente, temi di cui discutiamo in maniera pacata
sono ancora considerati eversivi", ha detto la giovane componente del
governo Berlusconi. Il ministro ha iniziato a parlare in tono polemico, ma ha
concluso l'intervento con un appello per "evitare che il caso scuola
degeneri a tal punto da farne un altro caso Alitalia".
Un appello giunto dopo che l'altra sera il sindacato aveva bocciato il progetto
di riforma della scuola messo a punto dal ministero. "Mi auguro che
l'opposizione ci ripensi ? ha detto il ministro Gelmini ? torni ad usare toni
pacati e si possa mettere al centro l'interesse della scuola e delle università
italiane. Voltare pagina ? ha insistito ? significa cercare la collaborazione
per un più ampio progetto di riforma del sistema scolastico cui dovrà mettere mano
il Parlamento". L'opposizione era presente in sala con Enrico Letta,
ministro ombra del Lavoro: "Brava la Gelmini ? ha replicato l'esponente
del Pd ? a raccontare una storia scritta da Tremonti. Vorremmo però che il
futuro della scuola lo scrivesse lei, non lui. Il ministro dell'Economia ?
ragiona Letta ? ha fatto tagli molto pesanti e attorno a questi ha cucito un
vestito su misura per la scuola".
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 8
categoria: ALTRI OGGETTI L'intervento "Illogico usare la cassa
integrazione con chi rifiuta un vero negoziato" SEGUE DALLA PRIMA Quelli
che hanno applaudito fanno conto sull'intervento di una Cassa integrazione
guadagni o su di un trattamento di disoccupazione speciale erogato proprio per
consentire loro di attendere con calma il nuovo lavoro. Qualcuno dovrà pure,
prima o poi, far volare gli aerei sulle nostre rotte al
posto di Alitalia; e piloti
e personale di volo non si sostituiscono così facilmente. Logico? No, per
nulla. Perché in nessun Paese serio si erogano trattamenti di disoccupazione o
integrazione salariale, neppure per pochi mesi, a chi rifiuta l'offerta di un
rapporto di lavoro regolare, confacente alla sua professionalità, come
certamente era l'offerta di Cai. Se anche in Italia sapessimo gestire in modo
serio questi "ammortizzatori sociali", a Fiumicino giovedì scorso non
ci sarebbe stato alcun applauso; e probabilmente la trattativa non sarebbe
stata rotta, perché il rifiuto dell'offerta Cai avrebbe precluso il godimento
delle misure di sostegno. Chiediamoci: quanto ci costa e ci è costata, anche in
passato, questa incapacità di gestione appropriata del sostegno del reddito dei
disoccupati? Questo è solo uno dei nodi cruciali del funzionamento del nostro
ordinamento del lavoro e del nostro sistema di relazioni industriali che la
crisi Alitalia ha fatto venire al pettine, addirittura
portandolo sul teleschermo in prima serata. E fornendoci così un' occasione
unica di riflessione pubblica di massa su questi temi. Nei giorni precedenti,
si era vista la Cgil subordinare la propria firma dell'accordo alla firma dei
sindacati autonomi. Se non sono d'accordo tutti e nove i sindacati operanti in
azienda, non se ne fa nulla. è il principio non scritto che regola le relazioni
industriali nella maggior parte dei settori dei nostri servizi pubblici, dove
anche il sindacato più piccolo può esercitare un diritto di veto, proclamando
uno sciopero ben congegnato, capace di bloccare l'intera azienda e talvolta
intere parti del Paese. L'applicazione di fatto di questo principio, nei
decenni passati, ha svenato le confederazioni maggiori nel settore dei servizi
pubblici, consentendo ai sindacati autonomi di ridicolizzare, paralizzandoli,
gli accordi più importanti e impegnativi che esse avevano stipulato per ridare
efficienza ed economicità alle aziende. Occorrono invece regole chiare sulla
misurazione della rappresentanza nei luoghi di lavoro, che favoriscano il pluralismo
sindacale, cioè il confronto aperto fra visioni diverse, ma non la
frammentazione. E che, come in quasi tutti i maggiori Paesi europei, consentano
ai lavoratori di scegliere a maggioranza la coalizione sindacale legittimata a
proclamare uno sciopero e quella legittimata a negoziare con efficacia estesa a
tutti i dipendenti dell'azienda. Che fine ha fatto questo tema della riforma
della rappresentanza nella grande trattativa in corso tra Confindustria e
sindacati? Un altro nodo che è venuto al pettine nella crisi Alitalia
è l'incapacità totale del sindacato di operare come intelligenza collettiva che
consente ai lavoratori di valutare i piani industriali disponibili,
l'affidabilità di chi li propone, e scegliere il migliore tra quelli
realisticamente praticabili. Questa incapacità ha portato la Cisl, nel marzo
scorso, a guidare il fronte del "no" pregiudiziale alla proposta Air
France-KLM ("no" cui si è improvvidamente associato Berlusconi),
salvo poi passare a guidare il fronte del "sì" alla proposta di una
compagnia incomparabilmente più debole sotto tutti i punti di vista, e che
offre condizioni di lavoro per diversi aspetti meno vantaggiose. Il collettivo
dei lavoratori Alitalia avrebbe dovuto porsi in grado
di scegliere il meglio dell'imprenditoria mondiale in questo settore; ma questo
non è possibile quando il leader sindacale che guida le danze, Raffaele
Bonanni, dichiara come criterio di \\.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Le scelte del sindacato Due trattative, lo stesso film
La tattica dell'affondamento da Spinetta a Colaninno SEGUE DALLA PRIMA Per
cercare di rispondere a queste domande varrà la pena ripercorrere il film degli
ultimi giorni della trattativa con Cai e raffrontarlo con quanto accadde
nell'aprile scorso quando il potenziale acquirente si chiamava Jean-Cyril
Spinetta e aveva i galloni di numero uno del potentissimo network Air
France-Klm. Partiamo da sabato sera 13 settembre quando al ministero del Lavoro
a Roma i tre segretari generali di Cisl, Uil e Ugl (Raffaele Bonanni, Luigi
Angeletti e Renata Polverini) e il segretario della Filt-Cgil Fabrizio Solari
incontrano i rappresentanti della cordata capeggiata da Roberto Colaninno. In
una riunione di quelle che in gergo si chiamano "ristrette" si giunge
a concordare due documenti distinti, uno che contiene i principi del Piano
industriale e l'altro che invece riassume i punti chiave del nuovo contratto di
lavoro. I quattro rappresentanti dei grandi sindacati siglano entrambi i
documenti e, ormai a notte inoltrata, si danno appuntamento al pomeriggio della
domenica per firmarli definitivamente. La riunione inizialmente prevista per le
18 slitta di un'ora e poi ancora di altre tre. La novità è rappresentata dalla
presenza al tavolo del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, presenza che gli
altri sindacalisti mostrando un certo fiuto giudicano da subito un'incognita.
Nel suo intervento Epifani pone alcuni problemi di definizione del contratto e
la replica di Colaninno sostanzialmente verte su un unico concetto: vogliamo introdurre in Alitalia i principi del contratto vigente per i dipendenti Air One anche
perché quel documento è stato a suo tempo negoziato con i sindacati di
categoria aderenti alle confederazioni. La discussione va avanti fino a circa
le 2 di notte e la riunione si scioglie con la stesura di un comunicato
congiunto. Le quattro confederazioni ribadiscono di essere d'accordo sul
Piano industriale e si danno appuntamento a tempi brevissimi per ultimare il
lavoro sul contratto. Dopo una nuova riunione condotta per lo più dai tecnici
di entrambe le parti, mercoledì 17 il negoziato si sposta a Palazzo Chigi. E'
presente il sottosegretario Gianni Letta e per la Cgil torna Solari. Colaninno
apre la riunione con un ampio intervento nel quale spiega la filosofia della
sua avventura imprenditoriale. Afferma di credere nell'impresa in cui si è
gettato e sostiene anche di non voler entrare in Alitalia
"contro i lavoratori". Chiede dunque un clima di cooperazione senza
però nessuna alterazione dei ruoli. "Gli imprenditori fanno gli
imprenditori e i dipendenti fanno i dipendenti. E questo riguarda anche i
piloti che non possono parlare come fossero un'associazione
professionale". I guai di Alitalia, chiude
Colaninno, derivano anche da una confusione che si è protratta per troppo
tempo. Prende la parola il comandante Fabio Berti e ripropone la sua visione
della compagnia e del ruolo dei piloti e ciò presta il fianco a una replica di
Colaninno. "Il vostro discorso dimostra una filosofia opposta alla mia,
non potete pensare di determinare le carriere e se vi ho offerto un contratto
da dirigenti è perché comunque considero i dirigenti come dei dipendenti che
non si sostituiscono all'imprenditore". Entra in scena a questo punto
Letta che giudica l'intervento di Colaninno come un chiaro appello alla
collaborazione tra le parti e rivolto ai rappresentanti delle nove sigle sindacali
presenti dice che "ciascuno di voi deve dire se si riconosce o no in
questa filosofia e se ha intenzione di firmare entrambi i documenti ".
Piano industriale e nuovo contratto. Letta fissa anche un termine per questo
pronunciamento: entro le 16 dell'indomani giovedì 18, orario e data fissati per
l'assemblea di Cai. Dopo Letta chiedono di parlare Bonanni, Polverini e
Angeletti che, con accenti diversi, dichiarano di condividere il discorso di
Colaninno e confermano il loro sì. Parla anche Solari: "Debbo dire con
rammarico che condivido gran parte delle cose dette da Colaninno. Anch'io sono
per il rispetto dei ruoli e dei conti aziendali, questa filosofia è anche la
nostra". Aggiunge però che in un'azienda di volo è decisivo il
coinvolgimento e il consenso dei piloti e conclude così: "Chiedo un ultimo
tentativo di riagganciare il negoziato e di coinvolgere chi non ha ancora
espresso il suo consenso. Se questo ultimo tentativo non dovesse andare in
porto ne prenderò atto ma almeno sarò in pace con la coscienza". Le parole
di Solari vengono apprezzate dai presenti che le giudicano anche come una
sostanziale adesione pur mitigata da alcuni distinguo. Prima che la riunione si
sciolga Letta prende di nuovo la parola e riepiloga il lavoro fatto. Alcune
risposte sono state chiare, altre vanno interpretate, altre sono state
negative, "ora invito tutti a formulare una risposta scritta entro le 16
di domani". Lasciato Palazzo Chigi dai partecipanti alla riunione comincia
il balletto delle dichiarazioni stampa che in buona sostanza fanno emergere
chiaramente i mal di pancia in casa Cgil che si concretizzano con una notizia:
giovedì alle 12 Epifani scriverà una lettera a Colaninno nella quale esporrà il
punto di vista definitivo della sua confederazione. La lettera arriva alle
13.30 e contiene espressioni giudicate positive: "Le confermo la nostra
adesione e la nostra firma all'accordo quadro", "insieme le confermo
l'adesione e la firma del contratto per il personale di terra, dove tuttavia le
chiedo che venga ripristinata una effettiva invarianza della condizione
retributiva dei lavoratori a reddito medio/basso". Epifani prende atto
delle disposizioni sul personale di volo e invita Colaninno a riflettere che si
tratta di lavoratori non rappresentati dal sindacato confederale e conclude:
"A partire dal giorno dopo la conclusione di questa fase continueremo a
lavorare perché sia possibile quel consenso sociale più ampio di cui un'azienda
di trasporto ha bisogno". La lettera viene interpretata dagli uomini di Colaninno
come un'adesione e lo stesso Letta si sbilancia a dire che "la quarta
firma c'è". Ma è in arrivo un colpo di scena: mentre sta iniziando
l'assemblea arriva a Colaninno e al governo una seconda lettera firmata da sei
sigle (Filt-Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl) che di fatto chiede
la riapertura del negoziato. Il presidente di Cai interpreta la missiva come
una controproposta che azzera tutto il lavoro di mediazione svolto. E manda
all'aria il negoziato con la Cai e dà il via ai festeggiamenti di piloti ed
hostess che salutano il fallimento del piano Fenice come se avessero vinto la
Coppa del Mondo. Ma non era successo qualcosa del genere già cinque mesi prima?
Il 2 aprile i protagonisti della trattativa per salvare l'Alitalia
erano gli stessi rappresentanti sindacali ma dall'altra parte del tavolo c'era
un signore arrivato da Parigi per comprare la compagnia italiana e inserirla
mel maggior network aereo mondiale. Ma Spinetta come Colaninno rappresentava
una minaccia per il consociativismo aereo e in qualche maniera anche lui andava
abbattuto. Basta prendere in mano la "nota unitaria" emanata da Filt
Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, Sdl in quell'occasione assieme ai
sindacati di categoria della Cisl e della Ugl, per constatare molte analogie.
Anche in quel caso il documento stilato dalle sigle sindacali aveva un
obiettivo preciso, fermare il negoziato presentando una sorta di
contro-piattaforma che qualcuno definì "proposta killer". La tattica
di marzo-aprile è stata identica a quella di settembre. Si tratta, si mostrano
delle aperture ma al momento giusto arriva il rilancio finalizzato a far
scappare a gambe levate il compratore. Ieri Spinetta oggi Colaninno, che posti
di fronte all'aut aut sindacale hanno fatto ricorso pressoché alle stesse parole
per gettare la spugna ("tutto questo contrasta con la mia cultura
d'impresa"). Nel caso Air France l'improvviso cambio di rotta arrivò dopo
15 giorni di negoziato nel corso del quale il sindacato aveva ottenuto molto
dai francesi. Per motivare il no allora i piloti arrivarono a dire che per un
problema di dignità professionale non potevano andare in Cassa integrazione
come tutti gli altri lavoratori. L'azzeramento della trattativa con i
transalpini determinò poi le dimissioni dell'amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, e fu commentato dall'allora
premier Romano Prodi con parole (profetiche) che oggi dovrebbero far
riflettere: "I sindacati hanno rotto una trattativa seria, ora se ne
devono assumere le responsabilità ". Corsi e ricorsi, viene da commentare.
Dario Di Vico Il presidente di Cai, Roberto Colaninno Jaean-Cyril Spinetta,
amministratore delegato dell'Air France.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 8
categoria: REDAZIONALE Bonanni stringe Epifani E tornano in campo i tecnici Il
leader Cisl: i piloti? 48 giorni di ferie, il doppio di mia moglie L'ultima
mediazione affidata a Gianni Letta Il ruolo del commissario straordinario
Fantozzi e le mosse di Air One ROMA - Il telefono di Roberto Colaninno tace
ancora. Guglielmo Epifani non l'ha chiamato, come gli aveva suggerito di fare
Raffaele Bonanni. Mentre il tempo passa. E più passa, più lo spettro del
fallimento si avvicina. "Fallimento ", una parola che Silvio
Berlusconi ha pronunciato ieri, forse più per scaramanzia che per altro. Perché
se l'Alitalia fallisse (unica
grande azienda pubblica a subire quel destino) non sarebbe soltanto una brutta
sconfitta politica per il premier, che sul salvataggio della compagnia s'era
giocato la vittoriosa campagna elettorale, ma anche per l'imprenditore che
spesso, in privato, rivendica di "non aver mai chiuso un'azienda né licenziato
nessuno ". Ecco perché in queste ore il sottosegretario alla
presidenza Gianni Letta sta percorrendo tutte le strade per riannodare i fili
del dialogo. E non c'è da stupirsi se, racconta chi ha seguito fin dall'inizio
la surreale trattativa, "sono scesi in campo riservatamente alcuni tecnici
già al vertice dell'Alitalia" (Francesco
Mengozzi? Maurizio Prato?) per allestire un paracadute estremo, verificando
insieme al commissario Augusto Fantozzi ogni possibilità offerta dalle pieghe
anche più piccole della normativa per spostare il baratro più in là possibile.
Guadagnare tempo, è la missione. Guadagnare tempo, evitando il caos negli
aeroporti e la paralisi dei voli, sebbene il ministro dello Sviluppo economico,
Claudio Scajola, si fosse detto sulle prime "sconcertato" di fronte
all'intenzione dei piloti, espressa immediatamente dopo il ritiro dell'offerta
della Cai, di voler garantire l'operatività della compagnia: "Ma lo sanno
questi signori che per legge il commissario ora deve bloccare i pagamenti e
liquidare il patrimonio per pagare i creditori?" Guadagnare tempo, per
ricucire la ferita con la Cgil, e magari fiaccare la resistenza dei sindacati
autonomi dei piloti, quelli che in caso di accordo necessariamente perderebbero
il potere di condizionamento delle scelte aziendali e molti privilegi
("Hanno 48 giorni di ferie l'anno, il doppio di mia moglie che lavora alle
poste! ", hanno sentito gridare al segretario della Cisl Bonanni durante
le fasi concitate delle trattative). Ma della necessità di guadagnare tempo
sono convinti tutte le diplomazie della politica che si sono messe al lavoro.
Anche a sinistra. Ne è convinto, per esempio, l'ex ministro degli Esteri
Massimo D'Alema, che dice di comprendere le cautele del sindacato di Epifani e
denuncia "le enormi responsabilità del governo Berlusconi", ma ripete
pure quanto ha già detto venerdì a Napoli: "La partita non è chiusa, ci
vuole tempo. Al Paese non serve certamente il fallimento dell'Alitalia. Credo che sia fondamentale una partnership
internazionale per evitare che sia una modesta compagnia regionale". E
anche l'altro ex vicepremier del governo di Romano Prodi, Francesco Rutelli,
così impegnato nel tentativo di salvare il salvabile da cercare una sponda
perfino in Luca Cordero di Montezemolo, convinto che l'autorevolezza dell'ex
presidente della Confindustria possa aiutare a ricucire molti strappi. Compresi
quelli che si sarebbero manifestati nella cordata, dove Corrado Passera,
artefice dell'operazione, sarebbe stato fra i più risoluti nel sostenere il ritiro
del-l'offerta? Difficile dire. Certamente Rutelli, ancora convinto che "si
può chiudere", considera Fantozzi, già suo compagno di partito alla
Margherita, "la chiave di volta". La sua tesi: "Può essere il
commissario a negoziare con i sindacati una intesa contrattuale. E una volta
sottoscritta, la cordata, o parte di essa, può rientrare. A quel punto
potrebbero entrare anche francesi o tedeschi". Tempo rimanente, secondo
Rutelli, "quindici o venti giorni". Per questo la telefonata che aspetta
Colaninno non deve necessariamente essere di Epifani. E se il telefono non
dovesse squillare? La Cai, magari non nella attuale formazione, potrebbe
restare in pista per rilevare le attività dal fallimento (dopo il ritiro
del-l'offerta l'assemblea non ha deliberato lo scioglimento della società). C'è
chi sostiene che potrebbe farsi avanti l'Air One, forse supportata da qualche
fondo estero: ma per quanto il suo patron Carlo Toto possa essere determinato a
percorrere questa strada, sembra una ipotesi poco probabile. Epifani ha
dichiarato ieri che l'Alitalia potrebbe essere venduta
a una grande compagnia straniera, pronto, a quanto pare, a giurare "che la
Lufthansa è molto interessata". Ma dopo che già i francesi sono fuggiti a
gambe levate, e quello che è accaduto ora, i tedeschi si infilerebbero in un
simile pasticcio sindacale? Inutile dire che questa vicenda potrebbe peggiorare
ancora il clima, già plumbeo, della trattativa sul nuovo modello contrattuale
con la Confindustria, con la Cgil decisa a non firmare l'accordo in mancanza di
cambiamenti radicali della proposta e gli altri sindacati invece pronti a
firmare. E se non si ricucisse sull'Alitalia, la
spaccatura sulla compagnia di bandiera potrebbe diventare un crinale nei
rapporti fra i sindacati. Forse decisivo. Sergio Rizzo CRISI Augusto Fantozzi,
Francesco Rutelli, Maurizio Prato e Francesco Mengozzi.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 8
categoria: BREVI I punti Le trattative su Alitalia La trattativa su Alitalia è in corso a tutto campo, in
mano al sottosegretario Gianni Letta e al ministro Maurizio Sacconi Le accuse
del governo Il ministro Claudio Scajola ha puntato il dito contro "la
rigidità di alcune sigle sindacali che fa precipitare Alitalia in un baratro" Il vertice con l'Enac Adesso si guarda all'incontro
di domani del commissario straordinario Augusto Fantozzi con i vertici
dell'Enac No all'ipotesi "di Stato" "Qualunque cosa succeda Alitalia non sarà mai più pubblica" ha avvertito il
ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Alitalia, Berlusconi accusa: così sarà fallimento "C'è solo la Cai,
nessuna compagnia estera accetterà certe richieste". I piloti: ci date
meno delle colf Letta (Pd): il governo ha la colpa. Però a questo punto la Cgil
firmi E Rutelli: basta polemiche, Fantozzi provi a mediare ROMA - "Non ci
sono alternative a Cai. Chi esulta non si rende conto della situazione.
Spero che si ravvedano. Altrimenti si va al fallimento": Silvio Berlusconi
ieri è tornato all'attacco su Alitalia. Ed è stata
un'altra giornata di polemiche. Prima a Studio aperto e poi parlando a margine
dell'inaugurazione del rigassificatore di Rovigo, il premier ha puntato di
nuovo il dito contro Cgil e piloti: "Nessuna compagnia straniera
accetterebbe le loro richieste", ha detto, rispondendo così a Guglielmo
Epifani che in un'intervista aveva invitato a lavorare per la cessione a un
partner internazionale. Ieri i voli Alitalia sono
stati regolari. Ma il tempo stringe. Domani il commissario Augusto Fantozzi
incontrerà i vertici dell'Enac, l'Ente per l'aviazione civile: se la compagnia
non è in grado di garantire le risorse per le attività, si rischia la revoca
della licenza e lo stop dei voli. Intanto sono andate avanti le trattative
informali per cercare di riportare al tavolo la Cai di Roberto Colaninno e i
sindacati che non hanno firmato. "Quello che è successo con Air France è
esattamente quello che sta accadendo ora - ha aggiunto Berlusconi -, alcuni
sindacati dopo che tutto era deciso hanno detto no". Il premier ha
sottolineato che "il senso di responsabilità degli imprenditori della Cai
non è diminuito ", "ma la situazione è ora molto difficile".
Ancora: "La nazionalizzazione non è possibile". E sulle critiche
della sinistra: "Meglio stare zitto, direi cose molto gravi". Secca
la replica dei piloti. "L'offerta che ci hanno fatto ha contenuti
peggiorativi rispetto al contratto delle colf", hanno dichiarato in una
nota congiunta Anpac e Unione piloti, due delle sigle che non hanno
sottoscritto l'accordo. Reazioni a raffica anche dal Pd. Secondo Enrico Letta,
ministro ombra per il Welfare, "la responsabilità è del governo, ma a
questo punto non c'è alternativa. Tutti firmino l'accordo. Anche la Cgil
firmi". E poi la stoccata a Berlusconi: "Oggi scarica la
responsabilità su chi non ha firmato l'intesa, ma pochi mesi fa aveva
applaudito chi aveva fatto fallire la trattativa con Air France".
Francesco Rutelli ha invece sollecitato il dialogo: "Basta polemiche. Una
soluzione è ancora possibile, il commissario Fantozzi cerchi la mediazione fra
gli azionisti Cai e i sindacati". Secondo Pierluigi Bersani, ministro
ombra dell'Economia, "Berlusconi non dovrebbe dormire di notte per le
scelte che ha fatto. Il governo dovrebbe avere sempre un piano B".
Polemica Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd in Senato: "L'unica cosa per
cui Berlusconi dovrebbe sentirsi in imbarazzo, anziché per il consenso
attribuitogli da famigerati sondaggi, è il rischio del fallimento di Alitalia". Fonti vicine a Colaninno hanno ricordato che
"il piano industriale non offre più margini ". E il ministro al
Welfare, Maurizio Sacconi, ha aggiunto che "al tavolo si torna solo per
firmare". Per Claudio Scajola, ministro allo Sviluppo economico, "la
rigidità di alcune sigle spinge Alitalia verso il
baratro ". Raffaele Bonanni, leader della Cisl, ha esortato Epifani
"a dire subito se prende o lascia. E se lascia, lascia senza lavoro 20
mila persone". E poi Renata Polverini, Ugl: "Il tempo è scaduto.
Qualcuno nel Pd parla di Lufthansa, che ha però già detto no". Paolo
Foschi.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il volto del "no" La Piredda, ragazza madre, è
delegata Cisl: ora a Bonanni preferisco Epifani L'hostess Maruska "Giusto
esultare Ho votato Silvio ma mi ha deluso" Lei è quella della foto. La
foto che ha fatto il giro del mondo. Lei è quella che esulta, pugni chiusi e
braccia al cielo. Arriva la notizia che la Cai si tira fuori, che la trattativa
è saltata, e lei esulta. In divisa, con il foulard. Bella faccia, bel sorriso
da hostess incosciente. O no? "Incosciente è il governo. Non io. Io l'ho
votato, a Berlusconi, ma ora sono profondamente delusa". Arrabbiata.
"Molto arrabbiata". Quindi non è stata, come ha spiegato qualche alto
dirigente sindacale, una crisi di euforia dovuta solo alla stanchezza?
"C'è un po' troppa gente che parla, e decide, per noi, senza sapere e
senza capire. Ora le spiego perché sono ancora convinta di aver fatto bene,
l'altro pomeriggio, a festeggiare il fallimento di quello schifo di
trattativa". L'assistente di volo Maruska Piredda ha 32 anni, e una figlia
di 11; è stata assunta in Alitalia a tempo
indeterminato un anno e mezzo fa, dopo averne trascorsi otto da precaria.
"Una storia, in fondo, come tante". La riassuma. "Maturità
classica a Rovigo, laurea in lingue a Bologna. Poi una figlia, il padre che
sparisce, e io che spedisco un po' di curriculum: Klm, Alitalia, Meridiana, Volare. Qualcuno mi
risponde che non si assume un'hostess con una figlia. I figli sono un problema.
Invece Alitalia mi chiama.
Selezione di massa, eravamo in cinquemila. Alla fine, però, mi prendono".
Come precaria. "E qui arriviamo già al cuore del problema".
Continui. "Per capirci: da precaria, lavorando 90, a volte 94 ore mensili,
guadagnavo 2500 euro. Secondo il nuovo contratto, invece, non solo sarei dovuta
arrivare a 100 ore, ma avrei pure dovuto guadagnare di meno ". Di meno
quanto? "Mille euro, all'incirca ". Maruska Piredda poi si ferma, nel
suo ragionamento, torna indietro: e comincia a raccontare i suoi otto anni da
precaria. "Natale, Capodanno, Pasqua, Ferragosto: ho lavorato sempre, e
sempre distante da mia figlia. La portavo dai miei genitori, a Rovigo, e lì un
bacio, ciao bambina, torno presto: poi di corsa a Milano, per salire sull'aereo,
destinazione Miami, Mosca, mezzo pianeta. E lasciamo stare di quando mi
facevano stare di base a Roma: prendevo il treno, perché ai precari nemmeno
mezzo biglietto aereo agevolato, e andavo a Rovigo, stavo lì un pomeriggio, e
poi di nuovo giù, a Roma, infilati la divisa, sali a bordo...". Una vita
faticosa. "Diciamo che ho dato tanto a questa azienda, e non sopporto di
essere trattata come un numero, un oggetto". Infatti, un anno fa, è anche
diventata delegata sindacale della Fit-Cisl comparto volo. "Ma quando,
l'altro pomeriggio, sono andata insieme agli altri colleghi sotto palazzo
Clerici, a Milano, dove s'è tenuta la prima e ultima assemblea della Cai, avevo
ben chiari gli errori commessi dal mio leader, Raffaele Bonanni". Meglio
Guglielmo Epifani, che ha tenuto. "Sì, meglio. Almeno lui ha avuto la
forza di dire che in una trattativa non esistono lavoratori di serie A e di
serie B". No, non è pentita. "Insiste?". è che la gente si
chiede: ma come, la mandano in cassa integrazione, e se ne sta lì, tutta contenta
a festeggiare? "Guardi, la cassa integrazione è una tragedia, ma ben
peggio sarebbe stato firmare quel contratto. Non sarei riuscita a prendere
sonno la notte". Lei è un po' drastica. "No, è diverso: è che ho una
dignità. Il lavoratore deve avere una dignità. E invece quelli pensavano di
poter calpestare insieme, sia la dignità che le divise. Un po' troppo, non
trova?". Intanto ora c'è la cassa integrazione. "Infatti mi sto
guardando intorno". Sta cercando un altro lavoro? "Secondo lei, se Alitalia mi lascia a casa, io e mia figlia come
mangiamo?". Prima diceva di aver votato per il Pdl. "Sì, certo. E sa
cosa pensai quando, ai tempi della cordata Air France, Berlusconi intervenne
dicendo: "Ma che diamine, non possiamo svendere così il Paese..."?
Pensai: oh, quest'uomo avrà pure qualche difetto, ma senti come parla di noi e
dell'Italia". Gli imprenditori impegnati nella Cai sono comunque stati
sollecitati, se non addirittura convinti, dal premier... "è una
cordatuccia. E poi, scusi: io me lo ricordo, io l'ho sentito Berlusconi mentre
in campagna elettorale si riempiva la bocca di tanti bei concetti sul valore
della famiglia, dei figli... e le nostre, adesso, di famiglie? E i nostri di
figli?". Quasi un'ora di intervista. Per poi finire ai saluti, a dirle in
bocca al lupo, non perda la fiducia, non si sa mai (e lei deve saperlo, e bene.
Sugli appunti è rimasta una frase. "Un'offerta della Lufthansa? Beh,
vediamo, speriamo...". Ha usato un filo di voce: come in volo, quando hai
paura dei vuoti d'aria e ti dicono di non preoccuparti, di stare calmo, perché
è tutto, davvero, sotto controllo). Fabrizio Roncone \\ Paga ridotta Mille euro
al mese in meno lavorando più ore. Io incosciente? No, il governo Ex precaria
Maruska Piredda, 32 anni, a casa sua: dopo 8 anni da precaria, è in Alitalia a tempo indeterminato dal 2007.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Il ritiro di Cai e le braccia al
cielo L'immagine che ha suscitato polemiche: l'assistente di volo Maruska
Piredda esulta all'annuncio del ritiro dell'offerta per Alitalia da
parte di Cai, tre giorni fa.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data:
2008-09-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Alitalia Il
premier \\ Il senso di responsabilità di alcuni partecipanti alla cordata, -
coloro che ho potuto sentire direttamente - non è stato toccato, non è
diminuito il senso di dovere verso il Paese.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-21 num: - pag: 1
autore: di PIETRO ICHINO categoria: REDAZIONALE La vertenza Cassa integrazione
Quell'uso illogico C aro Direttore l'applauso dei piloti e
degli assistenti di volo, a Fiumicino, alla notizia della rottura della
trattativa con la nuova compagnia Cai, col conseguente probabile fallimento di Alitalia, non è un "episodio
paradossale", come qualcuno ha detto: in realtà lo si può spiegare
facilmente. CONTINUA ALLE PAGINE 8 E 9.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-21 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Alitalia Rutelli: basta polemiche, soluzione possibile. Enrico Letta: la
Cgil firmi Berlusconi: o la Cai o il fallimento "Nessuna compagnia
straniera ci starebbe". I piloti: trattati peggio delle colf ROMA - Silvio
Berlusconi avverte: non c'è alternativa alla Cai se non il fallimento.
Dall'opposizione inviti a insistere per una soluzione. DA PAG. 6 A PAG. 9
Foschi, S. Rizzo, Roncone.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 9
categoria: BREVI I nodi Il contratto di lavoro Le trattative tra Compagnia
Aerea Italiana e sindacati sono saltate sul contratto di lavoro. Un capitolo che pure aveva raccolto il sì di tre importanti
associazioni dei lavoratori: la Cisl, la Uil e la Ugl Il no dei piloti
all'offerta Cai Sei le sigle sindacali che non hanno accettato le proposte di
Cai: Filt-Cgil, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia e Sdl. L'Anpav ha poi deciso
di sottoscrivere l'accordo quadro su Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 9
categoria: BREVI L'accordo e lo strappo della Cgil CGIL, CISL
E UIL Le tre sigle confederali danno il loro assenso all'accordo quadro
proposto da Cai ma al momento di formalizzare la firma a sorpresa la Filt-Cgil
si oppone insieme ai sindacati autonomi RENATA POLVERINI Il leader dell'Ugl ha
firmato insieme ai segretari di Cisl e Uil l'accordo quadro con la cordata di
Roberto Colaninno per il salvataggio di Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-21 num: - pag: 9
categoria: BREVI I negoziati I tavoli Ad aprile Air France,
a settembre Cai: due trattative per rilevare Alitalia che sono entrambe fallite di fronte al no di associazioni dei
lavoratori come i piloti. Nella trattativa tra Cai e sindacati, dopo il sì di
Cisl, Uil e Ugl, Roberto Colaninno aveva interpretato alcune dichiarazioni
della Cgil come un'adesione; anche il sottosegretario Gianni Letta la
pensava in modo simile. Il colpo di scena Ma il successivo colpo di scena, la
richiesta di riapertura del negoziato (un azzeramento del lavoro di mediazione
svolto, secondo Cai) da parte di sei sindacati tra cui Filt-Cgil e piloti, ha
mandato all'aria il tavolo con Cai. E oggi con Berlusconi come ieri con Prodi,
Palazzo Chigi parla di responsabilità sindacali.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19
categoria: REDAZIONALE Scuola "Non pensavo di dovermi avvalere della
polizia" Gelmini contestata a Venezia "Mi considerano eversiva"
VENEZIA - "Non pensavo che, facendo il ministro del-l'Istruzione, mi sarei
dovuta avvalere della collaborazione delle forze dell'ordine. Ma evidentemente
temi di cui discutiamo in maniera pacata sono ancora considerati
eversivi". Così Mariastella Gelmini, ha aperto il suo discorso al forum
dei giovani di Confcommercio sull'emergenza educativa organizzato a Venezia,
mentre un gruppo di studenti universitari e di liceo manifestavano accanto al
palazzo della Provincia di Venezia dove era in corso il convegno. Chiuso il
capitolo contestazioni, la Gelmini ha poi fatto il punto sul suo piano di
riforma della scuola chiedendo all'opposizione di "voltare pagina " e
collaborare con il governo. "Mi auguro che l'opposizione ci ripensi, torni
a toni pacati e si possa mettere al centro l'interesse della scuola e
dell'università. Non facciamo della scuola un altro caso Alitalia " ha sottolineato,
insistendo sulla necessità "di non dividersi di fronte a falsi problemi
solo perché non si vuole vedere una realtà scomoda ". La realtà, ha
denunciato la Gelmini, è fatta di una scuola che, voluta "egualitaria e
inclusiva", ha di fatto appiattito verso il basso sia il mondo studentesco
che quello insegnante. E l'opposizione ha accolto solo in parte l'appello
del ministro. Piena disponibilità a discutere in Parlamento, ha assicurato
Enrico Letta (Pd), purché si parli di riforme concrete, perché fino ad ora
"la Gelmini è stata brava a raccontare una storia scritta da
Tremonti" e fatta "solo di tagli attorno ai quali si è cucito un
vestitino per camuffarli da riforma". Per il presidente di Confcommercio,
Carlo Sangalli, "il sistema educativo nel suo complesso si è
inceppato", e quindi bisogna "rimboccarsi le maniche e cercare di
condividere una rivoluzione copernicana per la responsabilità, il merito, il
talento".
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-21 num: - pag: 19
categoria: REDAZIONALE L'olimpionica La schermitrice ad "AnnoZero"
con Santoro Granbassi: Casini ha più fascino ma salirei in barca con D'Alema
ROMA - Berlusconi è arrivato tardi, Margherita la juventina il suo fioretto
l'ha già regalato ad Alex Del Piero (contro maglia autografata) e "se
continuo a darne via non me ne resterà più nessuno". Ma il premier non le
è indifferente: "Ha charme e una bella vena ironica, stoffa da showman, le
battute gli vengono proprio bene, come ad Andreotti. Quando si raggiunge tanta
fama un perché c'è". Ora che è ufficialmente in squadra con Michele
Santoro ad AnnoZero ("Che sorpresa la sua telefonata") l'uno-due in
pedana col Cavaliere potrebbe scapparci, ma la Granbassi, doppio bronzo
olimpico, non gli offrirebbe il fianco per farsi "veramente toccare"
come la collega-rivale Vezzali: "Era una battuta senza malizia, l'avete
messa in mezzo. Sono una spontanea anch'io, chissà che potrei dire, spero di
non dovermene pentire". Intanto giura che non avrà paura "nemmeno di
D'Alema perché alla fine mica ti mangiano, fatta la prima domanda il resto
viene da sé, al limite mi arrendo". Da Santoro un solo consiglio:
"Stai tranquilla, hai grinta, usala". Il carabiniere Margherita (29
anni) è anche piuttosto bella. "Forse mi ha scelto anche per questo, spero
non sia l'unico motivo, mi dispiacerebbe. Quando smetterò con la scherma vorrei
fare la giornalista, ho voglia di imparare". E se l'avessero cercata
Vespa, Floris, Mentana? "Non so, ora c'è Michele ". Di tv ne ha
guardata poca: "Sempre in giro. Qualche programma di approfondimento,
film, Distretto di polizia. L'isola dei famosi? Solo quest'anno perché c'è
Filippo ed ero curiosa ". Magnini, altro bello e medagliato.
"Impacciato? Mica si diventa Fiorello in un giorno, si scioglierà".
Di politica non ne mastica molta di più. "Non sono ferratissima. Non ho
votato, ero all'estero. Scelgo le persone, non gli schieramenti". Nei
giudizi resta sul classico: "Belli? Beh, oddio. Il più affascinante è
Casini, però non è il mio tipo, Fini è elegante. Con D'Alema ci andrei in
barca, almeno fa tutto lui. Con Veltroni...". Non le viene. "Potremmo
parlare di sport". La Carfagna? "Molto bella, spero sia anche brava.
La Gelmini? Presto per giudicare". Su Alitalia: "Bisogna rimboccarsi le
maniche". Fidanzati al momento non ce ne sono. "Perché plurale? Uno,
semmai, sono monogama. Quando arriva, arriva, non sta scritto che bisogna
vivere in coppia, ho avuto storie lunghe, ora va bene così". Doti
richieste: "Deve darmi serenità ma anche emozioni impreviste, dolce
e grintoso, uno forte che non abbia paura di mostrarsi debole".
Calciatori? "Mai nessuno". Fosse libero Del Piero, magari? Ride:
"Ma che dice, è matta?". Giovanna Cavalli Fioretto Margherita
Granbassi.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-21 num: - pag: 30
categoria: REDAZIONALE A conti fatti di Massimo Mucchetti L'economia del debito
C entinaia di miliardi di dollari. Per salvare gli Usa dalla bancarotta
dell'industria finanziaria, la Casa Bianca annuncia l'intervento più oneroso
della storia. Poiché il Tesoro i soldi non li ha, tre sono le domande: a) di
quanto stiamo parlando; b) chi pagherà e quali nuovi diritti si creeranno in
capo al pagatore; c) se il crollo sia dovuto a truffe dei banchieri o errori
dei governanti e delle autorità di controllo o alla fisiologia di un modello
sbagliato. La misura globale dell'intervento non è ancora chiara. Secondo le
indiscrezioni, il disegno di legge stanzia 700 miliardi. Un banchiere della
Lehman Brothers con il quale abbiamo parlato, ne ritiene necessari almeno
mille. Fermiamoci qui. E, per ragionare, stiamo a 700 miliardi. A questi, però,
vanno aggiunti uno zoccolo di prestiti della Federal Reserve alle banche in
crisi, gli oneri del salvataggio di Bear Stearns e delle nazionalizzazioni
delle assicurazioni Aig e delle agenzie dei mutui Fannie Mae e Freddie Mac. E
così siamo a 1200-1300 miliardi. Salvare la finanza sta costando il 9-10% della
ricchezza prodotta in un anno dall'intera economia americana. Se a consuntivo
sarà il 7-8%, perché si recupera qualcosa, o il 12-13% a causa di altre
batoste, cambia poco. Per avere un'idea di che cosa si tratta, dobbiamo
immaginare un governo italiano che vari una finanziaria con impegni di spesa
fino 150 miliardi di euro per evitare l'ipotetico tracollo di Intesa,
Unicredito, Mps e compagnia. In quel caso diremmo, come certi vecchi comunisti,
che i banchieri- finanzieri sono compagni che sbagliano ma l'idea è giusta?
Credo di no. Se accadesse, altro che Alitalia. Tornando al reale: in prima battuta, i soldi al Tesoro
americano li daranno i risparmiatori, domestici e non, che sottoscriveranno
emissioni aggiuntive del debito pubblico. Non bastasse, e già non basta se si
guarda all'ampliamento della base monetaria in atto da tempo, sarà la Federal
Reserve a comprare i nuovi titoli pubblici con carta moneta stampata per la
bisogna. Alla fine, pagherà il contribuente. E il debito pubblico
americano crescerà oltre i 15 mila miliardi ai quali è già arrivato con la
nazionalizzazione di Fannie & Freddie: un'enormità visto che il Pil Usa
viaggia sui 13 mila miliardi. La finanza pubblica americana è messa come quella
italiana del 1992. Con una differenza: l'Italia era caduta per un eccesso di
Stato; gli Usa per la ragione opposta. Le vie d'uscita saranno diverse, perché
diversa è la forza dei due paesi e l'origine dei sottoscrittori del loro
debito: nazionale quella dell'Italia d'allora, internazionale quella americana.
Ma chi paga il conto di questa crisi matura il diritto a chiedere la revisione
del capitalismo finanziario. Questa volta non ci sono Enron o Parmalat. Il
danno è venuto dall' applicazione di un modello legittimo, l'economia del
debito. E allora vietare le vendite allo scoperto in Borsa appare un rimedio
modesto e già visto. Se stiamo al livello degli avvenimenti, si dovrà vietare
di assumere rischi non calcolabili in modo decente. La conseguenza?
Un'industria bancaria che prosegue, la finanza che cede lo scettro e torna ancella
della produzione e della distribuzione. (con la consulenza tecnica di
Miraquota) mmucchetti@corriere.it \\ La crisi dei mutui Usa insegna che non si
devono assumere rischi non calcolabili.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-21 num: - pag: 30
categoria: BREVI Il forum di oggi Noi e gli altri di Magdi
Cristiano Allam L'Alitalia
e la fine dei "sindacati paladini" Warin, intervenendo sulla crisi
dell'Alitalia, lancia una
provocazione: siamo alla fine "dell'illusione di una menzogna lunga 60
anni, di chi crede nel mito del sindacato come paladino della classe
lavoratrice". Anche se auspica che "alla fine la Cgil abbia
quel briciolo d'onestà intellettuale d'ammettere d'essersi sbagliata". Se
fosse veramente così dovremmo riscrivere la Storia d'Italia dal dopoguerra ad
oggi. forum.corriere.it/noi_e_gli_altri/.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-21 num: - pag: 1
autore: di VALERIO MAGRELLI categoria: REDAZIONALE ATENEI E SCUOLE SE SI
SVALUTA L'ISTITUZIONE PUBBLICA D a qualche giorno il mondo dell'istruzione è al
centro del dibattito politico. Per quanto riguarda l'Università italiana
(penalizzata dal Rapporto Ocse 2008), Michele Salvati, sul Corriere della Sera,
ha ricordato che il governo tende ad affamare le "bestie- atenei"
riducendo i finanziamenti. Come potranno vivere organismi sempre più denutriti?
Attingendo risorse nella società civile. Salvati ce lo spiega parodiando la
celebre risposta di Maria Antonietta: "Maestà, il popolo non ha pane
(pubblico). E allora si nutra di brioches (private)". Più che a condannare
l'ingresso del privato, l'articolo depreca la mancanza di un documento
ministeriale da cui partire per una riflessione ponderata. Ma se la situazione
universitaria è preoccupante, più grave ancora appare quella della Scuola, come
si può vedere da due notizie legate a Roma. La prima, ha a che fare con una
polemica scoppiata al liceo Visconti e trasformatasi in interrogazione
parlamentare. Innescata da un tema specifico (quello della didattica e del
rapporto allievi-professori), la questione ha finito per coinvolgere l'attività
complessiva di uno fra i più antichi istituti pubblici. Come ha scritto al
Corriere il preside Rosario Salamone, si è arrivati ad offrire ingiustamente
del Visconti un quadro desolante. La seconda notizia si riferisce invece a
settanta scuole della Capitale, nelle quali insegnanti e genitori si sono
vestiti a lutto per protestare contro le riforme del ministro Gelmini. Da qui
la reazione dell'assessore comunale Laura Marsilio, che ha chiesto sanzioni
contro i docenti interessati. Che cosa unisce questi segnali? Semplice: la
svalutazione dell'istruzione pubblica. Anche tenendo conto delle gravi
responsabilità sindacali, resta il mistero di uno Stato che, mentre taglia i
fondi alla propria scuola, sostiene quella privata. La verità è che gli
istituti pubblici rappresentano una conquista della nostra cultura, e il loro
smantellamento provocherebbe una spaventosa frattura sociale. L'insegnamento non va considerato come un'attività produttiva. Le
elementari non sono l'Alitalia; lo studente non è un cliente. Sarebbe bene ricordarlo, prima di
ritrovarci con i metal detector nelle classi, come accade negli Usa o in Gran
Bretagna.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-21 num: - pag: 9 categoria: BREVI L'incontro Domani il "Tavolo
interistituzionale" composto da Regione, Provincia e comuni di Roma e
Fiumicino incontrerà il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi. Alemanno: "Vogliamo sapere quali sono le
capacità di durata e resistenza della Compagnia in attesa di nuove operazioni
industriali".
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-21 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Fiumicino Nello scalo continua la
protesta di piloti e steward Alitalia, una fiaccolata per sostenere i dipendenti Manifestazione
stasera sul lungomare di Ostia Fiaccolata stasera a Ostia, organizzata da
comitati di quartiere e associazioni cittadine, per sostenere i dipendenti
dell'Alitalia Una
fiaccolata per i dipendenti Alitalia. E' stata organizzata stasera alle 19 sul lungomare di
Ostia, dove vive gran parte del personale della Compagnia, da comitati di
quartiere e associazioni cittadine. Una mobilitazione a favore di piloti e
steward, che nel frattempo restano fedeli alla "linea dura ".
"Meglio il fallimento che accettare un accordo umiliante ", dicono in
molti. Ore 14, varco equipaggi del Leonardo da Vinci, dove in questi giorni si
tiene una specie di assemblea permanente. Non c'è pentimento per quell'applauso
fragoroso, giovedì pomeriggio, al ritiro dell'offerta Cai. Un battimani
"frutto dell' angoscia", spiegano. I volti restano tesi, dopo il
dietrofront dell'Anpav, sindacato degli assistenti di volo che, sfilandosi
venerdì dal fronte composto da autonomi e Cgil, aderirà all' accordo quadro sul
futuro di Alitalia. Una decisione che ha lasciato
perplessi gli stessi iscritti. Come Alessia, 18 anni di servizio sul medio
raggio. "C'è un'apertura al dialogo, a patto che resti invariato lo
stipendio. Ma anche oggi applaudirei - sbotta la hostess -. L'esultanza è stata
solo la liberazione dalla tensione. I privilegi? Vedo solo quelli di Cai che
per 300 milioni di euro potrà acquistare una compagnia che vale almeno 2
miliardi". Parole non dissimili sono quelle di Christian, 40 anni,
iscritto Sdl, la sigla dei "duri" che esclude tassativamente il
"ravvedimento sollecitato da Berlusconi. Meglio il fallimento che
accettare un accordo umiliante". Domani intanto il "Tavolo
interistituzionale" composto da Regione, Provincia e comuni di Roma e
Fiumicino incontrerà il commissario di Alitalia
Augusto Fantozzi nella sede alla Magliana. "Vogliamo sapere quali sono le
capacità di durata e resistenza della compagnia in attesa di nuove operazioni
industriali" ha detto Alemanno, chiedendo ai sindacati "senso di
responsabilità, visto che non c'è alternativa a questa soluzione". Ma è
polemico Francesco Storace (La Destra) che, al grido di "sindaco, sveglia
", sollecita Alemanno a "non clonare Berlusconi ripetendo la litania
contro chi non firma. Piuttosto chiami i sindacati e assuma un ruolo di mediazione
a nome di Roma, la città che rischia di più dalla crisi di Alitalia".
Alessandro Fulloni.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-21 num: - pag: 29
categoria: REDAZIONALE L'intervista Il vicepresidente di Confindustria:
appuntamento mercoledì, da Cisl e Uil il via libera all'impianto della nostra
proposta Bombassei: "Contratti, ultimo appello alla Cgil" "Dal
sindacato no politici e preconcetti. Ma i fondi ci sono, chiudiamo prima della
Finanziaria" ROMA - "Giovedì eravamo al tavolo con i sindacati, e mentre
la Cgil ci diceva no sulla riforma della contrattazione, arrivavano le notizie
sulla crisi internazionale, la fine dell'Alitalia... Una situazione che dovrebbe
far riflettere, spingere a lasciar perdere politica e teoria, e pensare un po'
di più all'interesse comune. E invece niente". Per Alberto Bombassei,
vicepresidente di Confindustria e responsabile delle Relazioni sindacali,
quella della Cgil non è solo una chiusura. è un no
"preconcetto" di un sindacato che sta scivolando verso posizioni
politiche "radicali". "Quando ci vorrebbe buon senso,
responsabilità e buona volontà". Cominci lei... "La riforma che
discutiamo serve a rispondere al problema della crescita e della produttività,
ma anche a risolvere o ad attenuare il problema del potere d'acquisto dei
salari. E l'attuale governo, come il precedente, è disponibile alla
detassazione e alla decontribuzione della parte di salario legata alla
contrattazione di secondo livello. Mi viene il dubbio che la Cgil l'abbia letto
davvero il nostro documento". E' un no politico? "Politico e
preconcetto. Vogliono rimettere in discussione tutto l'impianto della proposta.
Siamo rimasti stupiti: quello era l'undicesimo o il dodicesimo incontro sulla
riforma. Di che abbiamo parlato finora?" Vi aspettate una controproposta?
"No, ci aspettiamo come in qualunque negoziato di confrontarci sul merito
e di trovare i giusti punti di equilibrio. Altrimenti si prenderanno la
responsabilità di bocciare una proposta che può portare aumenti salariali ai
lavoratori. Vedano loro. Il tempo stringe, perché se vogliamo gli incentivi del
governo dobbiamo chiudere prima della Finanziaria". Lei nel 2002 firmò il
rinnovo dei metalmeccanici senza la Cgil. Si va verso un accordo separato?
"Credo che ci si debba impegnare fino all'ultimo respiro per avere l'accordo
di tutti. Oggi mi sento quasi onorato di aver fatto l'unico contratto senza la
Cgil in quarant'anni. E' stata un'anomalia, ma siamo sopravvissuti tutti. In
questo caso, però, è diverso. Dobbiamo sperare che alla fine la responsabilità
prevalga..." Per inciso, lei crede in un accordo in zona Cesarini per l'Alitalia? "Visti gli applausi a Fiumicino, come
sentimento, mi auspicherei che fallisca. Come lezione. Però insieme a quelli
che non hanno capito la situazione e dicono no ci sono tante brave persone che
ci vanno di mezzo". E voi? Chiuderete in settimana? "Ci rivediamo
mercoledì. Cisl e Uil non sono d'accordo su tutto, ma l'impianto della proposta
è accettato, dovremo chiarire i dettagli". Con o senza Cgil? "L'
"Ipotesi di accordo" che abbiamo presentato è da negoziare, ma alla
Cgil non sta bene neanche il titolo. Hanno come riferimento la loro
"Piattaforma", linguaggio improprio, direi obsoleto. C'è senza dubbio
una radicalizzazione della Cgil, di quella parte del sindacato che ha
un'impostazione prettamente politica. E quando leggo Cremaschi che dice bravo
ad Epifani continua così, non ho l'impressione, ma la certezza che sta
prevalendo chi continua a pensare a un rapporto necessariamente conflittuale
con le imprese". Mario Sensini A. Bombassei, vicepresidente Confindustria
\\ C'è una radicalizzazione della Cgil, di quella parte del sindacato che ha
un'impostazione prettamente politica.
( da "Corriere della Sera" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-09-21 num: - pag: 64
categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Attentato in Pakistan
Catastrofico attentato a Islamabad. Un'esplosione ha devastato l'hotel Marriot
della capitale pakistana, frequentatissimo da occidentali e turisti. Decine e
decine le vittime, l'incendio è durato ore, vaste aree dell'edificio sono state
distrutte. Proclamato lo stato d'emergenza. Il caso Alitalia Il presidente del Consiglio,
Silvio Berlusconi, all'attacco sul caso Alitalia: "Non ci sono soluzioni alternative a Cai. Chi festeggia
per il fallimento della trattativa non si rende conto della situazione. Non c'è
alcuna altra offerta oltre a quella della cordata italiana ".
"Le colpe di Berlusconi sono sotto gli occhi di tutti", ma con tempi
"così stretti l'unica soluzione concreta rimane quella di Cai",
sostiene Enrico Letta, Pd, ministro ombra del welfare. Esteri Le dimissioni di
Mbeki Crisi politica in Sudafrica. Il presidente sudafricano Thabo Mbeki ha
"accettato la decisione" dell'Anc, il partito al potere al quale egli
stesso appartiene, che ha chiesto le sue dimissioni. Scocca l'ora di Jacob
Zuma. Labour a congresso A Manchester il congresso dei laburisti britannico, in
grave difficoltà. Il premier Gordon Brown sotto esame, forte la fronda
all'interno del partito. Cronache Più polizia nel Casertano Vertice dopo la
strage di immigrati e i disordini a Castelvolturno, in un'area dove la camorra
è fortissima. Da domani saranno operativi a Caserta circa 400 uomini in più -
tra polizia, carabinieri e Guardia di finanza - specializzati nel contrasto
della criminalità organizzata e nel controllo del territorio. Economia Arriva
il rigassificatore Arrivato via mare dalla Spagna, 290 mila tonnellate, è lungo
180 metri, largo 88, ed alto 47: si tratta del rigassificatore Adriatic Lng,
inaugurato a Rovigo. Costato un miliardo di euro, rigassificherÁ 8 miliardi di
metri cubi di gas, il 10% del fabbisogno nazionale. Cultura Due inediti di
Pamuk Einaudi lancia una nuova collana dedicata a saggi narrativi,
"Frontiere". Tra i primi titoli, un volume del Nobel turco Orhan
Pamuk, di cui il Corriere anticipa oggi due brani. Parla Baselitz Incontro con
il pittore tedesco Georg Kern, noto con lo pseudonimo di Baselitz: "Oggi
tutto il sistema dell'arte è chiuso ermeticamente all'esterno". Spettacoli
Addio a Florestano Vancini E' morto a 82 anni il regista Florestano Vancini.
Ferrarese, aveva esordito nel '60 con "La lunga notte del '43",
migliore opera prima a Venezia. Tra i suoi film, spesso ispirati a eventi della
storia d'Italia, "Il delitto Matteotti ". Sport Gli anticipi di serie
A Ieri i due anticipi di A: il Catania ha battuto l'Atalanta 1-0, in serata
Roma- Reggina 3-0. Oggi, tra l'altro, Torino- Inter, Cagliari-Juventus, Milan-
Lazio. Salute Pressione, le linee guida Puzzles by Pappocom Aggiornate le linee
guida per il controllo dell'ipertensione sia a casa sia in ambulatorio. Il
punto sugli "sbalzi " di pressione e i loro rischi. 5.
( da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Barbara Spinelli LA BOLLA DELLE ILLUSIONI Il baratro di cui ha
parlato Berlusconi, giovedì quando s'è rotto il negoziato Alitalia e
la cordata Colaninno ha ritirato la propria offerta, è la condizione in cui ci
si trova ogni qual volta la realtà si vendica sull'illusione, che più o meno
lungamente aveva abbagliato e confuso le menti. Ogni disincanto genera baratri. La grande illusione
esiste anche nel mondo della finanza ed è chiamata bolla: proprio in questi
giorni, anch'essa sta scoppiando nelle mani di chi per decenni l'aveva
dilatata, fino a scambiarla col reale. Il motore dell'illusione è la
distorsione della realtà, ed è il motivo per cui si può parlare di bolla della
menzogna per Alitalia e di bolla delle false credenze
per la finanza. Come quando è fatta di sapone, la bolla ti avvolge con una
membrana trasparente, che ti sconnette dal reale. Più enormi le illusioni, più
durevole la bolla e più brutale lo scoppio. Per questo è importante esplorare
il passato, anche se presente e futuro sono prioritari. L'anamnesi della bolla
aiuta a capire il momento in cui l'illusione non solo cancella il principio di
realtà, ma crea realtà affatto nuove che pesano ancora: una tentazione che non
è di ieri ma di sempre, essendo le false credenze loro ingrediente essenziale.
La bolla Alitalia s'è palesata non solo alla fine del
governo Prodi, ma anche quando ha preso corpo la cordata Colaninno.
L'alternativa berlusconiana poteva riuscire, ma essendo nata come bolla aveva
bisogno di menzogne e queste non sono state ininfluenti sul negoziato. Ogni volta
che il premier parlava (l'ultima a Porta a Porta, il 15 settembre), le
contro-verità per forza riaffioravano facendo riemergere il passato
ineluttabilmente. Le contro-verità sono almeno sei. Primo, non è vero che le
promesse elettorali sono state mantenute: Berlusconi aveva garantito soluzioni
migliori rispetto a Air France, e la Cai è certo un rimedio ma non migliore.
Secondo, i costi erano ben più alti: sia per i licenziamenti; sia per il futuro
mondiale della compagnia (l'italianità era garantita, non una compagnia
competitiva nel mondo); sia per il prezzo pagato dai contribuenti. L'economista
Carlo Scarpa ha calcolato, sul sito La Voce, che lo Stato - i contribuenti -
devono pagare nel piano CAI 2,9 miliardi di euro. Terzo, non è vero che non ci
sarebbero stati stipendi diminuiti ma solo aumenti di produttività, come detto
dal premier: altrimenti il negoziato non si sarebbe bloccato su questo. Quarto,
non è vero che Berlusconi non avrebbe impedito l'accordo Air France: il premier
disse pubblicamente che l'avrebbe revocato, se vittorioso alle urne. Quinto,
Air France non prevedeva 7000 licenziati ma 2150. Sesto, non è Berlusconi a
poter lamentare l'uso politico spinto del caso Alitalia.
Rammentare illusioni e contro-verità non è vano perché mostra la stoffa di cui
son fatte le bolle: in economia, in politica, nell'individuo. La bolla infatti
crea una realtà in cui si finisce per credere, e che diventa realtà: magari
virtuale - un'ombra, un'ideologia - ma che incide sulla vita. Chi la dilata
comincia a ignorare la membrana e influenza gli attori circostanti. Ogni
metafora naturalmente ha difetti, anch'essa deve fare i conti con il reale. Ma
l'euforia di illusioni e false credenze è il tessuto della bolla, e se è vero
quello che dice Erasmo - la menzogna ha cento volte più presa sull'uomo della
verità - la sua potenza non va sottovalutata. La crisi finanziaria è bolla
specialmente deleteria: perché ha ramificazioni più vaste e antiche, legate a
illusioni sul potere unilaterale Usa e sulla sua pretesa di poter fare da sé. È
il morbo descritto nell'ultimo libro di George Soros, il finanziere che
s'ispira alla teoria della fallibilità di Popper (The New Paradigm for
Financial Markets, 2008). La bolla è centrale nella sua analisi, ed egli la
scorge nella crisi dei mutui, dell'economia, della politica estera Usa.
All'origine un peccato originale: il doppio fondamentalismo del libero mercato
e della superpotenza unica. Nella finanza la grande illusione è stata la
seguente: i prezzi di vari prodotti (alta tecnologia, case) sarebbero cresciuti
indefinitamente, e l'aspettativa di tale crescita li avrebbe ancor più
aumentati. Niente li frenava, visto che i tassi restavano bassi e si
moltiplicavano mutui a prezzi attraenti anche se irrealistici. Tale
deformazione del mercato, Soros la chiama self-fulfilling prophecy (profezia
che si autorealizza) del pensiero manipolatore. Esso pesa sulla realtà sino a
stravolgere insidiosamente il rapporto tra domanda e offerta: il finanziere
parla di interferenza "riflessiva" tra percezioni distorcenti e fatti
reali (questi riflettono la manipolazione e ne vengono trasformati). La
profezia che si autorealizza avviene quando la narrazione del reale schiaccia
il reale: il vero è sostituito dal racconto. Il postmoderno ha molte affinità
con quest'illusione, così simile alle ideologie che affogano il reale nella sua
narrativa. Soros denuncia la complicità tra postmoderno e Bush, ma la
complicità vale anche per Berlusconi e Alitalia. Un
episodio lo comprova, raccontato anni fa dal giornalista Ron Suskind. Già nel
2002, prima della guerra irachena, un consigliere di Bush gli disse: "Il
mondo funziona ormai in modo completamente diverso da come immaginano
illuministi e empiristi. Noi siamo ormai un impero, e quando agiamo creiamo una
nostra realtà. Una realtà che voi osservatori studiate, e sulla quale poi ne
creiamo altre che voi studierete ancora" (New York Times, 17-10-2004. Il
consigliere sarebbe Karl Rove). Chi non s'adegua è accusato d'appartenere alla
reality-based community: comunità antiquata perché interessata alla realtà
anziché alla credenza. La comunità realista s'inquieta per le conseguenze della
bolla: Iraq, caos afghano, Iran in ascesa, crollo della borsa, declino del
dollaro, debolezza mondiale Usa. Chi vive nella bolla non bada a conseguenze,
fino a quando la realtà si vendica. Le bugie possono avere gambe molto più
lunghe del proverbio: ma non infinitamente lunghe. Chi vive in una bolla è come
stregato. Pensa che la profezia si autorealizzi, nel male o nel bene. In Italia
abitano il sogno Berlusconi ma anche Cgil e parte dei dipendenti Alitalia. In America il sogno non è meno forte: sia
all'inizio, quando milioni di cittadini credettero nella bugia di mutui troppo
facili, sia dopo l'infrangersi dell'illusione col piano di salvataggio che
trasforma lo Stato in infermiere. Chi vive nella bolla pensa che il mercato
prima o poi riequilibrerà domanda e offerta, non si cura degli effetti della
bolla né di quelli della bolla scoppiata. L'illusione permane, quando le
perdite (di Alitalia o delle compagnie Usa) son
convogliate verso bad companies magari salvifiche, e però finanziate dal
contribuente. Chi vive nella bolla ha infine e soprattutto l'impressione di
poter correre ogni sorta di rischio: in particolare quello che
nell'assicurazione si chiama moral hazard, azzardo morale. Si può dar fuoco
alla propria casa, tanto siamo coperti. Si può fumare a letto se siamo
assicurati dall'incendio, anche se magari nelle fiamme moriremo. Il moral
hazard diventa un pericolo nazionale, quando un governo gioca con
l'inaffondabilità di un'impresa - l'Alitalia - fidando
sul fatto che alla fine pagherà il cittadino. Diventa un pericolo mondiale,
quando a correrlo è una superpotenza convinta di dominare il mondo
incontrastata, anche se ormai domina poco. Tutto è permesso: tanto siamo i più
forti, simili a dèi; o siamo assicurati, il che consente impunità e
irresponsabilità. Dicono che il mercato vero deve riprendere il sopravvento.
Non so se sia il mercato, visto che il fondamentalismo ne ha fatto uno stendardo.
Sono la realtà e la cittadinanza e l'informazione attenta ai fatti (la
reality-based community) che devono sgonfiare le bolle, una dopo l'altra.
( da "Stampa, La" del 21-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
Cavaliere: l'alternativa è il crac. Enrico Letta: colpa del
premier e del sindacato "In campo c'è solo la Cai" Alitalia, la Cgil ribadisce il no. I
piloti: trattati come colf Berlusconi non ha dubbi: "Cai o fallimento, chi
esulta per la rottura delle trattative non capisce la situazione. Spero in un
ravvedimento". Ma i piloti replicano: ci trattano peggio delle colf.
E la Cgil ribadisce il suo no. Ieri, durante una riunione tra i soci della
cordata nella tenuta di Ligresti, serpeggiava il pessimismo. Enrico Letta a La
Stampa: "Tutti devono fare un passo avanti. Se siamo arrivati a questo
punto è colpa del Cavaliere e del sindacato".Barbera, La Mattina e Magri
DA PAG. 7 A PAG. 9.
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il
commissario Fantozzi invita le compagnie straniere. L'opposizione d'accordo.
Sacconi: no a nuovi negoziati Alitalia, si riapre l'asta Epifani: pronti a trattare. Lufthansa in pole
position ROMA - Si riapre l'asta per la vendita dell'Alitalia. Il commissario straordinario Augusto Fantozzi pubblicherà una
sollecitazione a presentare "manifestazioni di interesse" da parte di
soggetti diversi dalla Cai per vedere se c'è un nuovo possibile compratore.
E sembra che sia la tedesca Lufthansa in pole position per prendersi la compagnia
italiana. L'opposizione d'accordo con la nuova mossa del commissario
straordinario ma il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi non ci sta: "No a
nuovi negoziati". Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani: "Con
Fantozzi siamo pronti a ricominciare la trattativa". E intanto il crollo
delle prenotazioni fa scendere il costo dei biglietti. BONAFEDE, GIUGLIANO E
IEZZI ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Fantozzi cerca nuovi acquirenti "Alitalia ha nove giorni di vita" Epifani: con lui pronti a trattare.
Sacconi: negoziato chiuso Il commissario richiederà "manifestazioni di
interesse" anche dall'estero ADRIANO BONAFEDE ROMA - Il commissario
straordinario dell'Alitalia,
Augusto Fantozzi, è deciso ad esplorare qualunque strada pur di salvare la
compagnia di bandiera nei pochi giorni che rimangono da qui alla fine
del mese. Per questo cercherà possibili acquirenti al di fuori della cordata
Cai, che per il momento ha ritirato la sua offerta. Un'iniziativa giudicata
subito positivamente dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, il
quale auspica che anche Cai riapra la discussione. La prima azione messa in
piedi da Fantozzi parte proprio oggi, lunedì 22 settembre: sul sito Internet di
Alitalia apparirà un annuncio con l?invito a
presentare manifestazioni d'interesse per l'acquisizione degli asset della
compagnia. La sollecitazione all'acquisto da parte di eventuali acquirenti
proseguirà fino al 30 settembre. Domani verrà pubblicata su tre giornali
italiani e su un quotidiano finanziario internazionale l'invito a
manifestazioni d'interesse da parte di soggetti in grado di garantire la
continuità del servizio per uno o più rami d'azienda del vettore. In
particolare, i soggetti interessati, partendo dalla situazione già garantita
dal governo nel corso della trattativa con Cai, dovrebbero inviare
manifestazioni d'interesse dettagliate per i settori nei quali si articola il
gruppo Alitalia, individuando anche il numero dei
dipendenti coinvolti nel progetto. In sostanza, Fantozzi riapre formalmente la
trattativa con qualunque soggetto sia interessato (ma naturalmente a questo
punto non potrebbe che essere una compagnia estera) alle stesse condizioni in
cui si era arenata la precedente con Cai. Per Epifani, intervistato ieri
durante la trasmissione In mezz'ora, "la scelta di Fantozzi è corretta
perché intende offrire gli stessi vantaggi che si offrono alla cordata italiana
ad altri vettori internazionali. Questa è la parità che bisognava assicurare, e
fino a ieri non lo era". Epifani ha poi ribadito che la Cgil "non si
è mai alzata dal tavolo della trattativa. Se Fantozzi riprende in mano la
trattativa con margini per affrontare un passaggio importante, noi come sempre
daremo il nostro contributo di responsabilità". La mossa di Fantozzi è
stata salutata con soddisfazione dai piloti. Sia l'Anpac, l'associazione più
rappresentativa, che l'Unione piloti, intravvedono in quest'azione una
possibilità in più di riaprire uno spiraglio verso una soluzione. E Fabio
Berti, presidente dell'Anpac, in una lettera aperta in cui ricorda le ragioni
che hanno impedito ai piloti di firmare l'accordo ("siamo stati
umiliati"), si è appellato al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi,
perché "sblocchi una situazione di stallo che rende impossibile ogni forma
di dialogo". Tuttavia dal governo sono arrivati ieri soltanto dei segnali
di completa chiusura. "Non esiste la possibilità di una ripresa della
trattativa su Alitalia, l'alternativa a Cai è solo il
fallimento", ha detto a chiare lettere il ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi, a Skytg24. Anche per il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli,
"l'unica possibilità è che sindacati e piloti firmino l'accordo". Un
concetto ripreso anche da Bossi. Da parte del centro sinistra c'è stato invece
un vero pressing a favore di una riapertura delle trattative, dopo la mossa di
Fantozzi: Bersani, Rutelli e Di Pietro, hanno chiesto al governo di favorire la
ricerca di una soluzione.
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Le agenzie sconsigliano le prenotazioni e il crollo della domanda di posti fa
scendere le quotazioni dei biglietti Ora si viaggia con il "super
sconto" e volare all'estero diventa un affare Gli aerei semi vuoti
costringono alla cancellazione di molti collegamenti FERDINANDO GIUGLIANO ROMA
- Un fine settimana low-cost? La soluzione è semplice e si
chiama Alitalia. I continui
ultimatum prima, ed il ritiro della Cai poi, un effetto l'hanno, infatti,
sortito: la domanda di biglietti da parte dei passeggeri è crollata e Alitalia è diventata il discount dei
cieli, con tariffe di parecchie centinaia di euro più basse rispetto a quelle
dei suoi concorrenti. E se il numero di passeggeri crolla, la compagnia
sembra adattarsi: la spiegazione dei molti voli cancellati negli scorsi giorni
sarebbe, infatti, da ricercare nell'accorpamento di più voli semi-vuoti, con la
conseguente cancellazione di alcuni di essi. Che si voli in Italia o in Europa,
dunque, conviene volare Alitalia. Si rischia di
rimanere a terra, certo, ma si può risparmiare un bel po'. Un volo andata e
ritorno da Roma a Milano con la compagnia di bandiera costava ieri poco più di
centonovanta euro. La stessa tratta allo stesso orario, con Airone, costava,
invece, oltre sessanta euro in più, con un rincaro del 30% circa. E non si
tratta certo un caso isolato: scegliendo Alitalia
invece di Airone per volare il week-end prossimo da Milano a Napoli si potevano
risparmiare quasi cento euro. Un bello sconto, non c'è che dire, ma nulla in
confronto a quelli che ci sono se si vola oltre confine. Sono centotrenta,
infatti, gli euro che si risparmiano prendendo Alitalia
e non Lufthansa per andare e tornare da Roma a Francoforte. Un risparmio che
diventa di ben ottocento se si rinuncia a British Airways per recarsi a Londra.
Risparmi imbarazzanti, tali da far sembrare Alitalia
un vettore low-cost più che una compagnia di bandiera. Ed è inutile
interrogarsi più di tanto sulle ragioni di questi differenziali, poiché la
risposta è palese. La domanda di voli Alitalia è
scarsa per la paura di restare a terra. A Roma, le agenzie di viaggio non hanno
dubbi a suggerire ai clienti di scegliere vettori alternativi ad Alitalia. Alcune chiamano addirittura chi ha in mano
biglietti della compagnia tricolore per suggerire di cambiarli. Sono in tanti,
poi, i passeggeri che decidono, autonomamente, di optare per un'altra
compagnia, o, magari, per il treno. Con il crollo delle domande non vengono,
così, esauriti i posti offerti a prezzi migliori: chi vuole può rischiare,
volando, però, a prezzi stracciati. Se la domanda scende, la compagnia sembra
adeguarsi. Dietro alla cancellazioni di una trentina di voli avvenuta nei
giorni scorsi ci sarebbe infatti l'accorpamento di voli semi-vuoti, così da
risparmiare sul costo di far decollare più aerei. Uno stratagemma chiamato
underbooking di cui era stata accusata, nei mesi scorsi, Ryanair. Che Alitalia, oltre ai prezzi, stia adottando anche le strategie
delle low-cost?.
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
"Il premier voleva l'italianità, ma la compagnia fallirà" Financial
Times: "Per Berlusconi è una umiliazione personale" ROMA - Il Financial times si aspetta un imminente fallimento dell'Alitalia e lo imputa in buona misura
alla promessa del premier Silvio Berlusconi di mantenere la compagnia in mani
italiane. "Il nome Alitalia - scrive il quotidiano inglese nella rubrica Lex, anticipata sul
suo sito internet - intelligentemente giustappone le parole "ali" ed
"Italia". Alifrancia o Aligermania non avrebbero lo stesso
accento. Ma ora la compagnia di bandiera sta per perdere le ali, e in gran
parte perché Silvio Berlusconi, il presidente del consiglio italiano, ha
promesso di mantenerla italiana". Per lui, sostiene il quotidiano, sarebbe
"un'umiliazione personale". "Sei mesi fa - si legge ancora nel
commento - l'imprenditore diventato politico ha bloccato un'offerta di Air
France-Klm e ha condotto la sua campagna elettorale sulla promessa di trovare
un compratore patriottico. E dopo essere stato eletto lo ha puntualmente fatto,
cambiando qualche legge qui e là e porgendo su di un piatto d'argento un'Alitalia ripulita e senza debiti alla Cai. Questo gruppo di
imprenditori e banchieri italiani sono stati successivamente soprannominati
"capitani coraggiosi" per aver adempiuto al loro dovere patriottico e
avere messo sul piatto fino a un miliardo di euro. Ora anche il coraggio della
Cai ha fallito. E, rumorose fino alla fine, solo tre delle nove organizzazioni
sindacali dell'Alitalia hanno accettato l'offerta, che
implicava orari più lunghi e il taglio di circa 3.000 posti di lavoro ma che
assicurava anche una compagnia aerea redditizia. La Cai ha abbandonato la sua
offerta e ora tutti i 19 mila lavoratori di Alitalia
potrebbero perdere il posto di lavoro".
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Pace sindacale e ok del governo le due condizioni di Lufthansa Colaninno al
lavoro, ma la Cai è sempre più divisa Anche il Pd in cerca di una mediazione
Rutelli: cadano le barriere LUCA IEZZI ROMA - "Lufthansa ci
starebbe". Le conferme dell'interessamento di Francoforte non mancano, né
a livello politico né a livello sindacale. Tutti però sono concordi su un punto:
i tedeschi vogliono essere contattati direttamente dal governo. I vertici della
compagnia tedesca, evocati, pressati e ingolositi dagli inviti giunti da più
parti, hanno finora risposto alle sollecitazioni del commissario Augusto
Fantozzi sempre allo stesso modo: nessuna offerta fino a quando Palazzo Chigi e
gli altri ministri continueranno a dire, ufficialmente e ufficiosamente, che
l'unico approdo possibile è quello della cordata italiana. Posizione che non
sembra voler cambiare: "Non saranno accettate offerte contro il
governo" dice un ministro vicino alla trattativa. "L'unica trattativa
possibile per salvare l'Alitalia è quella con Cai - ha
ribadito il leader leghista Umberto Bossi - i sindacati ne prendano atto".
Sulla stessa linea i ministri Maurizio Sacconi e Altero Matteoli. Tre esponenti
che coprono un po' tutte le anime della maggioranza. A questo punto si guarda
con interesse a il contenuto del bando pubblico che sta preparando Fantozzi: al
momento non è nulla più di un "atto dovuto", una dimostrazione formale e sostanziale che tutte le vie per vendere Alitalia sono state tentate. Ma il bando
potrebbe invece essere reso ancora più appetibile: oltre a vendere solo
"la polpa di Alitalia"
come la chiama Pierluigi Bersani (che intanto come tutto il Pd incassa la mossa
di Fantozzi), potrebbero essere ulteriormente abbassati gli obblighi per chi
subentra sul fronte compagnia di bandiera (numero di collegamenti
internazionali, quantità minima di rotte interne). Sarebbe un ulteriore
segnale, importante perché il commissario non lo prenderebbe di sua iniziativa,
ma solo su indicazione di chi gli ha dato il mandato. Ok che ieri non era
arrivato. Tra i più attivi nel cercare una mediazione c'è in queste ore
Francesco Rutelli che ieri ha ribadito il suo messaggio: "Si devono ora
far cadere tutte le barriere tra maggioranza e opposizione e tra i diversi
sindacati per ricercare una posizione comune". Ma per i
"pontieri" la situazione è difficile: non manca nella maggioranza chi
sostiene che un fallimento in cui si possono addossare le responsabilità a Cgil
e alla "corporazione dei piloti" sia preferibile ad un salvataggio
sfuggito al controllo di Berlusconi. E non manca chi sostiene che Lufthansa sia
"una partita tutta interna al Pd" senza ricadute concrete. Le indiscrezioni
raccontano il contrario: emissari dei tedeschi hanno incontrato i leader dei
sindacati, la Cgil, ma anche quelli che hanno già accettato la proposta Cai:
Cisl e Uil. Con Raffaele Bonanni i tedeschi avevano stabilito ottimi rapporti
solo pochi mesi fa, mentre ora temono la reazione negativa di chi si è già
compromesso e non può perdere la faccia e prima di fare passi concreti voglio
la garanzia della pace sociale. Proprio dal fronte della cordata italiana
arrivano i segnali più confusi: ancora in prima linea Roberto Colaninno che si
è preso due giorni per rifare i conti e rivedere il piano nell'eventualità di
un ultimo tentativo. Molti dei suoi soci invece si considerano già fuori dalla
partita, specie quelli che avevano l'approccio più finanziario (i fondi di
private equity Clessidra e Equinox, la famiglia Fossati), ma il clima è quello
di un generale disinteressamento. Il "rompete le righe" più pesante è
quello arrivato dall'advisor Intesa-Sanpaolo che continua a lanciare da giorni lo
stesso messaggio: "Partita chiusa". Due gli argomenti alla base del
ragionamento: se il piano dovesse essere rivisto più che nuove concessioni al
personale bisognerebbe fare delle modifiche in senso peggiorativo vista la
recessione in Italia e le difficoltà internazionali oltre a un ulteriore
deterioramento delle condizioni di Alitalia. Non solo,
si sottolinea che a questo punto un accordo all'ultimo momento, pur alle
condizioni proposte, lascerebbe degli strascichi tali che tra qualche mese la
nuova azienda rischierebbe di nuovo un braccio di ferro con i sindacati. Anche
per questo l'offerta di Epifani di un nuovo tavolo di trattativa presieduto
dallo stesso commissario trova poche adesioni, a cominciare dallo stesso
Fantozzi che non ritiene rientri nei suoi compiti di figura super partes.
Difficilmente poi sarebbero disposti a sedersi una Cai "azzoppata", e
nemmeno i sindacati confederali che non hanno più nulla da discutere come Cisl
e Uil. La sensazione è che solo se l'offerta tedesca si concretizzerà saranno
svelati i bluff di chi dietro i richiami alla responsabilità e alla salvezza di
Alitalia ha già deciso che il fallimento è il male
minore.
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Bossi
bacchetta Borghezio "Io a Colonia non sarei andato" Poi dà i voti: 7
e mezzo al governo, 8 al premier Il leader in battello sul lago Maggiore
telefona al premier "Dopo il federalismo fiscale lo Stato restituirà ai
territori anche i beni immobili" CINZIA SASSO DAL NOSTRO INVIATO ARONA -
Manca un quarto alle sette della sera quando la motonave Helvetia si avvicina
si avvicina all'imbarcadero di Arona e la giornata di Umberto Bossi, dalla
mattina in mezzo ai militanti della Lega è solo a metà. Ci sarà ancora un
aperitivo al bar sul lago Maggiore, poi il comizio a Oleggio, poi la serata in
pizzeria e già i ragazzi del Verbano-Cusio Ossola stanno smontando i banchetti
con le magliette degli indiani nelle riserve a dieci euro per montarli più in
là, alla prossima tappa. "Che voto do al governo? Un sette e mezzo. E il
mezzo punto in più è per Berlusconi. Ha ripulito Napoli, che era un disastro
nazionale. I turisti scappavano, nessuno voleva più venire in Italia; è andato
là ogni volta che c'è stato bisogno, con determinazione e perseveranza; e ha
battuto i magistrati, che chiedevano di chiudere le cave e i
termovalorizzatori". è un Bossi buonista, quello che passa il pomeriggio
in mezzo al lago, a navigare su un battello carico di due-trecento militanti,
ospiti dietro pagamento di un biglietto da 25 euro. Buono anche con Mario
Borghezio, reduce dal raduno mancato degli anti-islamici di Colonia, del quale
non condivide affatto la scelta di andare in Germania: "Io non ci sarei
andato, non è che tutti gli inviti vanno accettati. Però sono un segretario
liberale, e cerco di fidarmi del buon senso, anche se la capacità politica a
volte viene meno". Un Bossi allegro, che appena arriva ad Arona e stringe
la mano al prefetto di Novara che lo accoglie, Giuseppe Amelio, gli infila nel
taschino un fazzoletto verde. Verde come la sciarpa che Berlusconi gli ha
regalato per il suo sessantasettesimo compleanno "era il verde sbagliato,
ma apprezzo che abbia girato tutta Roma per trovarla", verde come il
disegno della Padania sulla torta di compleanno da un metro di diametro che a Stresa
gli viene recapitata in barca. Insieme a lui ci sono la moglie, i loro tre
figli, il parlamentare di Novara Roberto Cota che qui è il padrone di casa, la
vice del Senato Rosi Mauro, e i segretari delle sezioni della Lega di queste
parti. Gente che alle ultime elezioni ha portato il partito a percentuali da
invidia: 26 per cento a Nebbiuno, 21 a Pisano, 22 a Colazza, 20 ad Armeno,
tanto per dirne qualcuna. Con i suoi ha parlato di politica - soprattutto del
federalismo che resta il primo punto all'ordine del giorno e che è il prezzo
pagato dal governo per la vittoria elettorale. Ma ha anche cantato canzoni di
Celentano, raccontato la storia del lago, rievocato ricordi di quand'era
ragazzino e correva in bicicletta su per la salita del Cavignone, che non è mai
riuscito a terminare fino in cima. E a Lesa, sfilando davanti alla nuova villa
di Berlusconi, ha voluto telefonare all'amico: "Guarda che sono qua,
davanti a casa tua... se c'era della Coca Cola mi fermavo". Tenero perfino su Alitalia: "La cosa peggiore è farla fallire. Non si può sbattere
sulla strada i piloti e la gente che lavora, bisogna salvarla e poi si trova la
quadra". La Cai, dice, è l'unica soluzione; e il sindacato deve fare un
passo indietro. "Malpensa ha interesse che Alitalia viva, e comunque può trovare un sacco di compagnie perché lì
tutti vogliono volare". Aperto, sempre con un occhio di riguardo al
nord, a un futuro nucleare: "Qui le aziende hanno bisogno di energia, c'è
chi è costretto a chiudere perché i costi sono troppo alti. Le centrali in Padania?
E dove altro, allora?". E morbido sulla questione giustizia: "è
necessaria una riforma, l'ha detto anche il presidente Napolitano. Ma
Berlusconi non mi ha ancora presentato alcuna proposta, quando sarà,
valuteremo". Netto, invece, sul federalismo: "Dopo il fisco, lo Stato
restituirà gli immobili agli enti locali. Torneranno a comuni, province e
regioni i loro beni. E' il patto raggiunto con Tremonti". "Azzurra
tv" fa una diretta dal pontile, il vento gonfia lo striscione appeso
sull'Helvetia - "Grazie Umberto, pensaci tu" - all'arrivo uno speaker
scherza dal megafono: "I clandestini devono scendere, la Lega non
perdona".
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca
Dopo la strage di Castel Volturno non posso credere che riescano a resistere
solo pochi individui eccezionali. Che la denuncia sia solo il compito di pochi
singoli, preti, maestri e politici onesti Se anche trovaste una serenità,
presto capirete che non c'è riparo da questa violenza Che cosa fanno tutti gli
altri? Stanno zitti e buoni, tramortiti dalla paura? Nulla sembra cambiare: i
due boss continuano a comandare dalla latitanza Vi chiedo: davvero pensate che
nulla di ciò che accade dipenda dal vostro impegno? (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
ROBERTO SAVIANO Umberto Bidognetti aveva 69 anni e in genere era accompagnato
pure dal figlio di Mimì, che giusto quella mattina non era riuscito a tirarsi
su dal letto per aiutare il nonno. Il 15 maggio uccidono a Baia Verde, frazione
di Castel Volturno, il sessantacinquenne Domenico Noviello, titolare di una
scuola guida. Domenico Noviello si era opposto al racket otto anni prima. Era
stato sotto scorta, ma poi il ciclo di protezione era finito. Non sapeva di
essere nel mirino, non se l'aspettava. Gli scaricano addosso 20 colpi mentre
con la sua Panda sta andando a fare una sosta al bar prima di aprire
l'autoscuola. La sua esecuzione era anche un messaggio alla Polizia che stava
per celebrare la sua festa proprio a Casal di Principe, tre giorni dopo, e
ancor più una chiara dichiarazione: può passare quasi un decennio ma i Casalesi
non dimenticano. Prima ancora, il 13 maggio, distruggono con un incendio la
fabbrica di materassi di Pietro Russo a Santa Maria Capua Vetere. è l'unico dei
loro bersagli ad avere una scorta. Perché è stato l'unico che, con Tano Grasso,
tentò di organizzare un fronte contro il racket in terra casalese. Poi, il 30
maggio, a Villaricca colpiscono alla pancia Francesca Carrino, una ragazza,
venticinque anni, nipote di Anna Carrino, la ex compagna di Francesco
Bidognetti, pentita. Era in casa con la madre e con la nonna, ma era stata lei
ad aprire la porta ai killer che si spacciavano per agenti della Dia. Non passa
nemmeno un giorno che a Casal di Principe, mentre dopo pranzo sta per andare al
"Roxy bar", uccidono Michele Orsi, imprenditore dei rifiuti vicino al
clan che, arrestato l'anno prima, aveva cominciato a collaborare con la
magistratura svelando gli intrighi rifiuti-politica-camorra. è un omicidio
eccellente che fa clamore, solleva polemiche, fa alzare la voce ai
rappresentanti dello Stato. Ma non fa fermare i killer. L'11 luglio uccidono al
Lido "La Fiorente" di Varcaturo Raffaele Granata, 70 anni, gestore
dello stabilimento balneare e padre del sindaco di Calvizzano. Anche lui paga
per non avere anni prima ceduto alle volontà del clan. Il 4 agosto massacrano a
Castel Volturno Ziber Dani e Arthur Kazani che stavano seduti ai tavoli
all'aperto del "Bar Kubana" e, probabilmente, il 21 agosto Ramis
Doda, venticinque anni, davanti al "Bar Freedom" di San Marcellino.
Le vittime sono albanesi che arrotondavano con lo spaccio, ma avevano il
permesso di soggiorno e lavoravano nei cantieri come muratori e imbianchini.
Poi il 18 agosto aprono un fuoco indiscriminato contro la villetta di Teddy
Egonwman, presidente dei nigeriani in Campania, che si batte da anni contro la
prostituzione delle sue connazionali, ferendo gravemente lui, sua moglie Alice
e altri tre amici. Tornano a San Marcellino il 12 settembre per uccidere
Antonio Ciardullo ed Ernesto Fabozzi, massacrati mentre stavano facendo
manutenzione ai camion della ditta di trasporti di cui il primo era titolare.
Anche lui non aveva obbedito, e chi gli era accanto è stato ucciso perché
testimone. Infine, il 18 settembre, trivellano prima Antonio Celiento, titolare
di una sala giochi a Baia Verde, e un quarto d'ora dopo aprono un fuoco di 130
proiettili di pistole e kalashnikov contro gli africani riuniti dentro e
davanti la sartoria "Ob Ob Exotic Fashion" di Castel Volturno.
Muoiono Samuel Kwaku, 26 anni, e Alaj Ababa, del Togo; Cristopher Adams e Alex
Geemes, 28 anni, liberiani; Kwame Yulius Francis, 31 anni, e Eric Yeboah, 25,
ghanesi, mentre viene ricoverato con ferite gravi Joseph Ayimbora, 34 anni,
anche lui del Ghana. Solo uno o due di loro avevano forse a che fare con la
droga, gli altri erano lì per caso, lavoravano duro nei cantieri o dove
capitava, e pure nella sartoria. Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi
paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi,
nonostante tutto, neanche se n'è parlato. Neanche si era a conoscenza da Roma
in su di questa scia di sangue e di questo terrorismo, che non parla arabo, che
non ha stelle a cinque punte, ma comanda e domina senza contrasto. Ammazzano
chiunque si opponga. Ammazzano chiunque capiti sotto tiro, senza riguardi per
nessuno. La lista dei morti potrebbe essere più lunga, molto più lunga. E per tutti
questi mesi nessuno ha informato l'opinione pubblica che girava questa
"paranza di fuoco". Paranza, come le barche che escono a pescare
insieme in alto mare. Nessuno ne ha rivelato i nomi sino a quando non hanno
fatto strage a Castel Volturno. Ma sono sempre gli stessi, usano sempre le
stesse armi, anche se cercano di modificarle per trarre in inganno la
scientifica, segno che ne hanno a disposizione poche. Non entrano in contatto
con le famiglie, stanno rigorosamente fra di loro. Ogni tanto qualcuno li
intravede nei bar di qualche paesone, dove si fermano per riempirsi d'alcol. E
da sei mesi nessuno riesce ad acciuffarli. Castel Volturno, territorio dove è
avvenuta la maggior parte dei delitti, non è un luogo qualsiasi. Non è un
quartiere degradato, un ghetto per reietti e sfruttati come se ne possono
trovare anche altrove, anche se ormai certe sue zone somigliano più alle
hometown dell'Africa che al luogo di turismo balneare per il quale erano state
costruite le sue villette. Castel Volturno è il luogo dove i Coppola
edificarono la più grande cittadella abusiva del mondo, il celebre Villaggio
Coppola. Ottocentosessantatremila metri quadrati occupati col cemento. Che
abusivamente presero il posto di una delle più grandi pinete marittime del
Mediterraneo. Abusivo l'ospedale, abusiva la caserma dei carabinieri, abusive
le poste. Tutto abusivo. Ci andarono ad abitare le famiglie dei soldati della
Nato. Quando se ne andarono, il territorio cadde nell'abbandono più totale e
divenne tutto feudo di Francesco Bidognetti e al tempo stesso territorio della
mafia nigeriana. I nigeriani hanno una mafia potente con la quale ai Casalesi
conveniva allearsi, il loro paese è diventato uno snodo nel traffico
internazionale di cocaina e le organizzazioni nigeriane sono potentissime,
capaci di investire soprattutto nei money transfer, i punti attraverso i quali
tutti gli immigrati del mondo inviano i soldi a casa. Attraverso questi, i
nigeriani controllano soldi e persone. Da Castel Volturno transita la coca
africana diretta soprattutto in Inghilterra. Le tasse sul traffico che quindi
il clan impone non sono soltanto il pizzo sullo spaccio al minuto, ma accordi
di una sorta di joint venture. Ora però i nigeriani sono potenti, potentissimi.
Così come lo è la mafia albanese, con la quale i Casalesi sono in affari. E il
clan si sta slabbrando, teme di non essere più riconosciuto come chi comanda
per primo e per ultimo sul territorio. Ed ecco che nei vuoti si insinuano gli
uomini della paranza. Uccidono dei pesci piccoli albanesi come azione
dimostrativa, fanno strage di africani - e fra questi nessuno viene dalla
Nigeria - colpiscono gli ultimi anelli della catena di gerarchie etniche e
criminali. Muoiono ragazzi onesti, ma come sempre, in questa terra, per morire
non dev'esserci una ragione. E basta poco per essere diffamati. I ragazzi
africani uccisi erano immediatamente tutti "trafficanti" come furono
"camorristi" Giuseppe Rovescio e Vincenzo Natale, ammazzati a Villa
Literno il 23 settembre 2003 perché erano fermi a prendere una birra vicino a
Francesco Galoppo, affiliato del clan Bidognetti. Anche loro furono subito
battezzati come criminali. Non è la prima volta che si compie da quelle parti
una mattanza di immigrati. Nel 1990 Augusto La Torre, boss di Mondragone, partì
con i suoi fedelissimi alla volta di un bar che, pur gestito da italiani, era
diventato un punto di incontro per lo spaccio degli africani. Tutto avveniva
sempre lungo la statale Domitiana, a Pescopagano, pochi chilometri a nord di
Castel Volturno, però già in territorio mondragonese. Uccisero sei persone, fra
cui il gestore, e ne ferirono molte altre. Anche quello era stato il culmine di
una serie di azioni contro gli stranieri, ma i Casalesi che pure approvavano le
intimidazioni non gradirono la strage. La Torre dovette incassare critiche
pesanti da parte di Francesco "Sandokan" Schiavone. Ma ora i tempi
sono cambiati e permettono di lasciar esercitare una violenza indiscriminata a
un gruppo di cocainomani armati. Chiedo di nuovo alla mia terra che immagine
abbia di sé. Lo chiedo anche a tutte quelle associazioni di donne e uomini che
in grande silenzio qui lavorano e si impegnano. A quei pochi politici che
riescono a rimanere credibili, che resistono alle tentazioni della collusione o
della rinuncia a combattere il potere dei clan. A tutti coloro che fanno bene
il loro lavoro, a tutti coloro che cercano di vivere onestamente, come in
qualsiasi altra parte del mondo. A tutte queste persone. Che sono sempre di
più, ma sono sempre più sole. Come vi immaginate questa terra? Se è vero, come
disse Danilo Dolci, che ciascuno cresce solo se è sognato, voi come ve li
sognate questi luoghi? Non c'è stata mai così tanta attenzione rivolta alle
vostre terre e quel che vi è avvenuto e vi avviene. Eppure non sembra cambiato
molto. I due boss che comandano continuano a comandare e ad essere liberi.
Antonio Iovine e Michele Zagaria. Dodici anni di latitanza. Anche di loro si sa
dove sono. Il primo è a San Cipriano d'Aversa, il secondo a Casapesenna. In un
territorio grande come un fazzoletto di terra, possibile che non si riesca a
scovarli? è storia antica quella dei latitanti ricercati in tutto il mondo e
poi trovati proprio a casa loro. Ma è storia nuova che ormai ne abbiano parlato
più e più volte giornali e tv, che politici di ogni colore abbiano promesso che
li faranno arrestare. Ma intanto il tempo passa e nulla accade. E sono lì.
Passeggiano, parlano, incontrano persone. Ho visto che nella mia terra sono
comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un'enorme bara
con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più
ricorrente e banale: "Quello s'è fatto i soldi". Col mio lavoro di
scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro?
Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in
paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate? Loro che per lo smaltimento
di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500
milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di
far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino
all'84% per cento? Soldi veri che generano, secondo l'Osservatorio
epidemiologico campano, una media di 7.172,5 morti per tumore all'anno in
Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie
parole, o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con
libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com'è possibile che
si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com'è possibile che anche
persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di
fronte a tutto questo io rimango incredulo e sgomento e anche ferito al punto
che fatico a trovare la mia voce. Perché il dolore porta ad ammutolire, perché
l'ostilità porta a non sapere a chi parlare. E allora a chi devo rivolgermi,
che cosa dico? Come faccio a dire alla mia terra di smettere di essere
schiacciata tra l'arroganza dei forti e la codardia dei deboli? Oggi qui in
questa stanza dove sono, ospite di chi mi protegge, è il mio compleanno. Penso
a tutti i compleanni passati così, da quando ho la scorta, un po' nervoso, un
po' triste e soprattutto solo. Penso che non potrò mai più passarne uno normale
nella mia terra, che non potrò mai più metterci piede. Rimpiango come un malato
senza speranze tutti i compleanni trascurati, snobbati perché è solo una data
qualsiasi, e un altro anno ce ne sarà uno uguale. Ormai si è aperta una
voragine nel tempo e nello spazio, una ferita che non potrà mai rimarginarsi. E
penso pure e soprattutto a chi vive la mia stessa condizione e non ha come me
il privilegio di scriverne e parlare a molti. Penso ad altri amici sotto
scorta, Raffaele, Rosaria, Lirio, Tano, penso a Carmelina, la maestra di
Mondragone che aveva denunciato il killer di un camorrista e che da allora vive
sotto protezione, lontana, sola. Lasciata dal fidanzato che doveva sposare,
giudicata dagli amici che si sentono schiacciati dal suo coraggio e dalla loro
mediocrità. Perché non c'era stata solidarietà per il suo gesto, anzi, ci sono
state critiche e abbandono. Lei ha solo seguito un richiamo della sua coscienza
e ha dovuto barcamenarsi con il magro stipendio che le dà lo stato. Cos'ha
fatto Carmelina, cos'hanno fatto altri come lei per avere la vita distrutta e
sradicata, mentre i boss latitanti continuano a poter vivere protetti e
rispettati nelle loro terre? E chiedo alla mia terra: che cosa ci rimane?
Ditemelo. Galleggiare? Far finta di niente? Calpestare scale di ospedali lavate
da cooperative di pulizie loro, ricevere nei serbatoi la benzina spillata da
pompe di benzina loro? Vivere in case costruite da loro, bere il caffè della
marca imposta da loro (ogni marca di caffè per essere venduta nei bar deve
avere l'autorizzazione dei clan), cucinare nelle loro pentole (il clan
Tavoletta gestiva produzione e vendita delle marche più prestigiose di
pentole)? Mangiare il loro pane, la loro mozzarella, i loro ortaggi? Votare i
loro politici che riescono, come dichiarano i pentiti, ad arrivare alle più
alte cariche nazionali? Lavorare nei loro centri commerciali, costruiti per
creare posti di lavoro e sudditanza dovuta al posto di lavoro, ma intanto non
c'è perdita, perché gran parte dei negozi sono loro? Siete fieri di vivere nel
territorio con i più grandi centri commerciali del mondo e insieme uno dei più
alti tassi di povertà? Passare il tempo nei locali gestiti o autorizzati da
loro? Sedervi al bar vicino ai loro figli, i figli dei loro avvocati, dei loro
colletti bianchi? E trovarli simpatici e innocenti, tutto sommato persone
gradevoli, perché loro in fondo sono solo ragazzi, che colpa hanno dei loro
padri. E infatti non si tratta di stabilire colpe, ma di smettere di accettare
e di subire sempre, smettere di pensare che almeno c'è ordine, che almeno c'è
lavoro, e che basta non grattare, non alzare il velo, continuare ad andare
avanti per la propria strada. Che basta fare questo e nella nostra terra si è
già nel migliore dei mondi possibili, o magari no, ma nell'unico mondo
possibile sicuramente. Quanto ancora dobbiamo aspettare? Quanto ancora dobbiamo
vedere i migliori emigrare e i rassegnati rimanere? Siete davvero sicuri che
vada bene così? Che le serate che passate a corteggiarvi, a ridere, a litigare,
a maledire il puzzo dei rifiuti bruciati, a scambiarvi quattro chiacchiere,
possano bastare? Voi volete una vita semplice, normale, fatta di piccole cose,
mentre intorno a voi c'è una guerra vera, mentre chi non subisce e denuncia e
parla perde ogni cosa. Come abbiamo fatto a divenire così ciechi? Così
asserviti e rassegnati, così piegati? Come è possibile che solo gli ultimi
degli ultimi, gli africani di Castel Volturno che subiscono lo sfruttamento e
la violenza dei clan italiani e di altri africani, abbiano saputo una volta
tirare fuori più rabbia che paura e rassegnazione? Non posso credere che un sud
così ricco di talenti e forze possa davvero accontentarsi solo di questo. La
Calabria ha il Pil più basso d'Italia ma "Cosa Nuova", ossia la
?ndrangheta, fattura quanto e più di una intera manovra finanziaria italiana. Alitalia sarà in crisi, ma a Grazzanise,
in un territorio marcio di camorra, si sta per costruire il più grande
aeroporto italiano, il più vasto del Mediterraneo. Una terra condannata a far
circolare enormi capitali senza avere uno straccio di sviluppo vero, e invece
ha danaro, profitto, cemento che ha il sapore del saccheggio, non della
crescita. Non posso credere che riescano a resistere soltanto pochi individui
eccezionali. Che la denuncia sia ormai solo il compito dei pochi singoli,
preti, maestri, medici, i pochi politici onesti e gruppi che interpretano il
ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti,
tramortiti dalla paura? La paura. L'alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto
perché è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita
innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla. Ma non avere
più paura non sarebbe difficile. Basterebbe agire, ma non da soli. La paura va
a braccetto con l'isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro crea
altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che
immobilizza, erode, lentamente manda in rovina. "Si può edificare la
felicità del mondo sulle spalle di un unico bambino maltrattato?", domanda
Ivan Karamazov a suo fratello Aljo?a. Ma voi non volete un mondo perfetto,
volete solo una vita tranquilla e semplice, una quotidianità accettabile, il
calore di una famiglia. Accontentarvi di questo pensate che vi metta al riparo
da ansie e dolori. E forse ci riuscite, riuscite a trovare una dimensione in
cui trovate serenità. Ma a che prezzo? Se i vostri figli dovessero nascere
malati o ammalarsi, se un'altra volta dovreste rivolgervi a un politico che in
cambio di un voto vi darà un lavoro senza il quale anche i vostri piccoli sogni
e progetti finirebbero nel vuoto, quando faticherete ad ottenere un mutuo per
la vostra casa mentre i direttori delle stesse banche saranno sempre
disponibili con chi comanda, quando vedrete tutto questo forse vi renderete
conto che non c'è riparo, che non esiste nessun ambito protetto, e che
l'atteggiamento che pensavate realistico e saggiamente disincantato vi ha
appestato l'anima di un risentimento e rancore che toglie ogni gusto alla
vostra vita. Perché se tutto ciò è triste la cosa ancora più triste è
l'abitudine. Abituarsi che non ci sia null'altro da fare che rassegnarsi,
arrangiarsi o andare via. Chiedo alla mia terra se riesce ancora ad immaginare
di poter scegliere. Le chiedo se è in grado di compiere almeno quel primo gesto
di libertà che sta nel riuscire a pensarsi diversa, pensarsi libera. Non
rassegnarsi ad accettare come un destino naturale quel che è invece opera degli
uomini. Quegli uomini possono strapparti alla tua terra e al tuo passato,
portarti via la serenità, impedirti di trovare una casa, scriverti insulti
sulle pareti del tuo paese, possono fare il deserto intorno a te. Ma non
possono estirpare quel che resta una certezza e, per questo, rimane pure una
speranza. Che non è giusto, non è per niente naturale, far sottostare un
territorio al dominio della violenza e dello sfruttamento senza limiti. E che
non deve andare avanti così perché così è sempre stato. Anche perché non è vero
che tutto è sempre uguale, ma è sempre peggio. Perché la devastazione cresce
proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una
volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si
aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non
mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l'immagine e
somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende
domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o
mai più. Copyright 2008 by Roberto Saviano Published by arrangement of Roberto
Santachiara Literary Agency.
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Spettacoli
Riparte stasera la stagione di "Otto e mezzo", e anche
"L'infedele" parla di Alitalia La Gruber
ricomincia da La7 Seduta di traverso come ce la ricordiamo, dopo quattro anni
al Parlamento europeo, Lilli Gruber debutta questa sera su La7 alle 20.30 alla
guida di "Otto e mezzo". Nella settima edizione del programma
inaugurato nel 2001 da Lerner e Ferrara a fare da padrone sarà una curiosità
giornalistica a 360 gradi: i fatti prima delle opinioni, assicura la Gruber. Il tema scelto per la prima puntata è "Alitalia - Il fronte del no", con
ospiti in studio Fabio Berti, presidente dell'Anpac, l'associazione piloti, i
rappresentanti degli assistenti di volo e l'economista Tito Boeri. E l'agonia
di Alitalia è anche il tema
dell'"Infedele" in onda subito dopo, alle 21.10, sempre su
La7: se ne parla col sottosegretario Urso e il segretario confederale Cgil
Solari, ma anche con rappresentanti del personale e dei piloti della compagnia
aerea.
( da "Repubblica, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
R2 Musica Seidimoda Repubblica Tv Il videoforum Il nuovo Capossela
in esclusiva un brano e un video Il Cronofago un orologio da due milioni Gianni
Mura e i lettori sul campionato Lo speciale sulle sfilate di Milano "Noi
gay nelle forze dell'ordine" ULTIMI GIORNI PER ALITALIA: COSA NE PENSATE?.
( da "Stampa, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Globalisti
DI A TORINO JASMINA TE?ANOVIC BRUCE STERLING Alitalia
sembra al capolinea. È finito il mondo dove le nazioni hanno le proprie
compagnie aeree. Oggi queste sono di proprietà di businessmen milionari come
Christy Ryan della Ryan Air, i cui aerei portavano sulle
fiancate la scritta Arrivederci Alitalia. Un altro è il milionario hippie sir Richard Branson, che
possiede Virgin Airlines, ed è cosi ricco da potersi permettere le astronavi.
Non è colpa degli italiani, se Alitalia non può pagare i debiti. È stata una decisione europea, ed è una
conseguenza del mercato internazionale, non locale. Ma compiere
sessant'anni non è male, per un'impresa iniziata proprio a Torino con un
piccolo bombardiere militare rifatto. Alitalia è
sopravissuta a tanti rivali: le linee aeree sono fragili come le farfalle, è
facile che si spengano. Una volta Alitalia aveva
porcellana e argento nella prima classe, adesso la chiamano Malitalia, perché
ritarda, perde i bagagli, etc. Era una farfalla meravigliosa, una volta. E poi
il verde è il colore preferito di Bruce, mentre Jasmina adorava i voli per New
York da Belgrado con una notte gratis a Roma. Anche se il cibo continuava a
peggiorare, i dolci e il vino in Alitalia sono rimasti
ottimi. Anche le pubblicità dell'Alitalia erano sempre
all'italiana: donne con sciarpe e occhiali grandi, il sole della Toscana,
vespe, pizze, pasta, busti classici. Jasmina ha perso una decina di volte i
bagagli volando Alitalia, e di conseguenza si è
rifatta un guardaroba nuovo di abiti prestati d'emergenza. Bruce, volando
oltremare con Alitalia, ha speso giorni extra a Londra
per il ritardo della compagnia, con l'esito imprevedibile di scrivere racconti
ambientati a Londra. D'altronde, perché ci lamentiamo? Nei primi voli del '47 i
passeggeri dovevano portare le maschere d'ossigeno. Per di più, le uniformi
dell'Alitalia hanno vinto il voto del pubblico come le
più belle. Armani vestiva l'equipaggio e decorava gli interni di alcuni aerei.
Ma non è detta l'ultima parola. Per fare un parallelo, la linea jugoslava Jat
esiste tutt'ora, in fin di vita, anche se il paese Jugoslavia non esiste più da
anni. Il capo dell'Air France-Klm ha detto che per Alitalia
c'é bisogno di un esorcista. Nonostante questa battuta, Alitalia,
viva o morta, per noi sarà sempre un angelo volante.
( da "Stampa, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il caso Alitalia e
Caselle Coppola: sul futuro Sagat la giunta faccia chiarezza "Martedì 23
settembre è stato convocato un CdA straordinario di Sagat. E' utile sapere
quale sarà la posizione dell'amministrazione comunale, socio di riferimento, in
quel incontro straordinario". Lo chiede Michele Coppola, al presidente del
Consiglio comunale. E aggiunge: "I problemi sul tavolo sono molti. La
differenza di vedute, inoltre, tra Regione Piemonte e Città di Torino,
considerata grave fino a qualche giorno fa, oggi è gravissima". E conclude:
"La crisi Alitalia e le difficoltà di AirOne - il
44% dei voli del Sandro Pertini - hanno necessità di risposte immediate e la
buona volontà di Blu Express mi sembra insufficiente a colmare le probabili
lacune che ci attendono".
( da "Stampa, La" del 22-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Sacconi:
l'accordo con Cai non si tocca. Bersani: incredibile, qualcuno intervenga.
Matteoli: tra 6 giorni aerei fermi Fantozzi: Alitalia all'asta "Cerchiamo
acquirenti all'estero". Cgil: pronti a trattare col commissario Non è
ancora un'asta pubblica ma ci siamo quasi. Chi vuole Alitalia si faccia vivo. Il commissario straordinario, Augusto Fantozzi,
continua la sua azione di esploratore per individuare alternative al progetto
di Cai. Domani verrà pubblicata su tre giornali italiani e su un
quotidiano finanziario internazionale una sollecitazione a presentare, entro il
prossimo 30 settembre, manifestazioni di interesse. Ma Sacconi avverte:
l'accordo con la cordata non si rinegozia. Bersani: incredibile, qualcuno
intervenga. Intanto Matteoli lancia l'allarme: tra sei giorni aerei fermi.
Corbi, Giovannini e Magri ALLE PAG. 2 E 3.