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DOSSIER “ALITALIA”

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- Il pifferaio, gli allocchi e l'asso di Colaninno. di EUGENIO SCALFARI (La Repubblica 14-9-2008) 1

 

- IL RETROSCENA ALITALIA. Letta, i fornitori e l'allarme da Londra. Il Cavaliere cerca di «recuperare» 500 piloti in esubero, dirottandoli in parte verso la compagnia Air Italy. Francesco Verderami. (Il Corriere della sera 14-9-08) 1

 


 

Il pifferaio, gli allocchi e l'asso di Colaninno. di EUGENIO SCALFARI (La Repubblica 14-9-2008)


IL tema caldissimo di oggi è l'Alitalia, il tema appena meno scottante ma altrettanto infuocato è il federalismo fiscale. L'accoppiata sarebbe già di per sé esplosiva ma come non bastasse si colloca in un panorama politico estremamente teso e inquietante: una serie di annunci, di disegni di legge, di atti politici e amministrativi che hanno tutti il solo univoco effetto di accrescere le tensioni, inasprire i conflitti, mostrare la faccia feroce e la voglia di menar le mani all'insegna di uno slogan diventato ormai un "passepartout".

Lo slogan è stato inventato dal ministro dell'Interno che lo ripete a dritto e rovescio come una sorta di tic, di intercalare, ed è "tolleranza zero". È diventato il succo programmatico del governo e della sua maggioranza.

Evidentemente funziona e i sondaggi in favore del "premier" hanno toccato il culmine.

La gente vuole che si proclami tolleranza zero nei confronti di chiunque utilizzi i propri diritti di libertà in senso non conforme al senso comune ora in auge. Che poi la tolleranza zero realizzi risultati desiderati oppure no, questo non arresta l'onda d'urto d'una strategia "schiacciasassi" tipica nella storia europea degli ultimi cent'anni tutte le volte che pulsioni autoritarie abbiano, in nome di superiori ragioni di ordine e di sicurezza, ristretto i diritti di cittadinanza.

Speriamo che il "trend" attuale non ci conduca oltre il limite del populismo e delle favole narrate al popolo per distrarlo, ma questa sorta di ipnosi collettiva induce comunque a riflessioni preoccupate in un'epoca in cui si ridisegna la mappa politica ed economica del mondo.
Tolleranza zero, abolizione di fatto della legge Merlin sulla prostituzione, smantellamento della scuola pubblica dell'obbligo senza un progetto che abbia un senso, crescente pressione sui poteri e sull'indipendenza della magistratura inquirente, leggi elettorali che rafforzano il potere degli apparati confiscando ogni diritto di scelta dei cittadini, disprezzo dei valori costituzionali più sensibili, clericalismo di ritorno e impoverimento dei valori cristiani in una ritrovata alleanza tra la gerarchia ecclesiastica e il potere politico, inquinamento reciproco tra politica e affari, rivalutazione del fascismo da parte di ministri e di sindaci in carica: questo è lo sfondo allarmante di questa stagione.

La crisi dell'Alitalia e l'incognita del federalismo fiscale ne rappresentano i punti di massima tensione e di totale mancanza di progettualità. Non la fantasia ma il dilettantismo è oggi al potere. Non è la prima volta che accade nel nostro paese dove purtroppo la memoria è labile e non riesce a diventare matura esperienza.

* * *

Il ministro Tremonti, nella sua lunga ricostruzione del disastro Alitalia esposta davanti alla commissione competente della Camera e successivamente riprodotta nel suo testo integrale su 24 ore di venerdì e di ieri, ha esordito dicendo: "Lasciamo da parte il confronto con le condizioni di Air France dello scorso aprile, era un altro contesto e un'operazione di altra natura".

Seguiamolo in questa sua raccomandazione iniziale, non senza tuttavia aver ricordato che l'offerta di Air France fu respinta dal combinato-disposto del rifiuto dei sindacati, dalla campagna scatenata da Berlusconi contro quel progetto e dall'insistente pressione a favore d'una cosiddetta cordata tricolore sponsorizzata da Banca Intesa.

Se oggi ci troviamo tutti di fronte ad un "malpasso" la responsabilità sta in quel rifiuto dovuto a due soggetti (sindacati e Berlusconi) e alla presenza d'un convitato di pietra in attesa di entrare in scena (Banca Intesa).
Per Tremonti invece le responsabilità incombono interamente su Prodi e Padoa-Schioppa, incapaci secondo lui di afferrare il bandolo della matassa e concludere.

Credo che ci sia stata un'inerzia di Prodi come ci fu, ancor più grave, nella questione dell'immondizia napoletana. Ma Tremonti dimentica almeno due passaggi essenziali avvenuti nel corso del governo Berlusconi e della sua presenza al ministero dell'Economia. Il primo passaggio sta nella valutazione patrimoniale di Alitalia: l'azione in Borsa valeva circa 10 euro nel 2001 e 1,57 nel 2006. Tremonti ha contestato queste cifre, ma il 24 ore dell'11 settembre le ha ricontrollate insieme alla banca dati della Thomson Financial e ne ha certificato l'esattezza. In cinque anni di legislatura il patrimonio della compagnia di volo ha perso dunque i 9 decimi del suo valore patrimoniale. Le cifre non sono opinioni e non hanno bisogno di commenti.

Il secondo passaggio riguarda la proposta dell'amministratore di Alitalia, Mengozzi, nominato a quella carica dal governo Berlusconi e quindi dallo stesso Tremonti. Mengozzi aveva in animo una fusione con Air France. Aveva negoziato a lungo e aveva ottenuto che la fusione fosse fatta attribuendo ad Alitalia il 30-35 per cento del capitale del network francese. Il governo però respinse la proposta. Anche qui c'è poco da commentare, i fatti parlano da soli.

* * *

E veniamo all'oggi. Il governo ha emanato pochi giorni fa un decreto che spacca in due Alitalia: la società controllata dal Tesoro con in capo tutti i debiti, il personale, la flotta, i diritti di volo e i pochi soldi rimasti in cassa; una società sostanzialmente fallita, affidata dal Tesoro ad un commissario secondo le regole della legge Marzano appositamente riveduta per meglio adattarla al caso Alitalia.

A fianco del rottame Alitalia una nuova società di nuovissima istituzione, con 18 azionisti, un presidente (Roberto Colaninno) e un amministratore delegato (Sabelli), depurata da tutti i gravami e pronta a fondersi con Air One.

Sulla base della legge Marzano questa società figlia giovane e bella d'una madre vecchia e moribonda, potrà rilevare tutta la polpa di Alitalia e cioè gli aerei per l'attuazione del piano industriale, le rotte, il personale di volo e di terra necessari. Gli esuberi resteranno in capo alla società madre, così pure i debiti e il personale esuberante. Il prezzo ritenuto giusto da ambo le parti sarebbe attorno ai 450 milioni di euro.

Il capitale messo insieme dai 18 azionisti (tutti italiani) supera il miliardo. Il nome, nuovo di zecca, è Compagnia Aerea Italiana (Cai). Air One si fonderà con essa e i suoi proprietari otterranno 300 milioni portando nella Cai la flotta, le rotte, le opzioni per l'acquisto di nuovi aerei, il personale di volo. L'amministratore di Air One, Toto, entrerà nel capitale della Cai con 120 milioni e siederà nel consiglio d'amministrazione.

Il governo e soprattutto Berlusconi è entusiasta: in centoventi giorni la cordata italiana si è materializzata, il caso Alitalia è stato risolto, tutto è stato previsto: la sospensione per sei mesi delle regole antitrust, una benevola disponibilità della Commissione di Bruxelles a dare il disco verde all'operazione, l'entusiasmo degli azionisti della Cai. Molti di loro - in palese conflitto d'interessi - sono felici di esser adeguatamente compensati da alcuni affari sottobanco. L'amministratore di Banca Intesa, diventato da "advisor" dell'operazione azionista Cai, di fronte all'obiezione sugli affari non chiari di molti colleghi di cordata ha risposto che "i conflitti d'interesse saranno gestiti". Il capo dell'antitrust chiamato in causa dal senatore Zanda non ha risposto. Bonanni della Cisl manifesta disponibilità a collaborare.

Tutto insomma sembra andare a gonfie vele. Certo il Tesoro si dovrà accollare parecchi pesi: i debiti della vecchia Alitalia, gli esuberi di circa 7 mila unità di cui mille piloti; ma l'onore è salvo, perdite future non sono previste, gli esuberi saranno trattati con gli ammortizzatori sociali esistenti. Ma l'attivo sta nella resurrezione della compagnia di bandiera interamente rinnovata e tricolore, un taglio consistente ai vecchi azionisti, l'ingresso d'un vettore straniero con una quota di capitale non superiore ai 120 milioni. Che cosa si vuole di più? Berlusconi dove tocca fa il miracolo. I consensi degli italiani distratti e assuefatti (che sono al momento la larga maggioranza) sono alle stelle. Tremonti sentenzia: "La luna di miele del governo con gli italiani durerà molto a lungo, ci stiamo preparando a festeggiare le nozze d'argento".

Invece no. Poche ore dopo queste celebrazioni scoppia la tempesta. Ci siamo dentro tuttora e non si sa ancora come finirà.

* * *

Il governo e insieme con esso il commissario di Alitalia, Fantozzi, il presidente di Cai, Colaninno, il leader della Cisl, Bonanni, si erano scordati della questione "contratti". O meglio: non se ne erano scordati ma l'avevano considerata di facile soluzione. I dipendenti - pensavano - non hanno alternative: se non accettano le condizioni offerte dalla Cai, la nuova società si ritirerà, l'Alitalia fallirebbe, 20 mila persone forse più, considerando anche il lavoro indotto, andrebbero in mobilità, anticamera del licenziamento entro qualche anno. Quindi accetteranno.

Ma i contratti, per consentire alla Cai di volare con profitto, debbono realizzare una diminuzione di costi del 30 per cento e un pari aumento di produttività. O così o niente, prendere o lasciare. Gli esuberi avranno ammortizzatori lunghi e corsie preferenziali per essere ricollocati, ma sui contratti e sulla produttività non c'è margine. D'altra parte furono proprio i piloti ad affondare l'offerta di Air France. Dunque se la sono voluta. Chi semina vento raccoglie tempesta. E poi il mercato è il mercato.

Invece i piloti, gli assistenti di volo, il nucleo duro dei dipendenti, non ci stanno. All'inizio sembra una manfrina ma col passare dei giorni si vede che no, non è la solita sceneggiata sindacalese. I piloti alla fine si alzano dal tavolo e se ne vanno. Berlusconi chiama Colaninno, Sacconi chiama i sindacati, Matteoli chiama i piloti, Passera chiama tutti, ma la questione sembra ormai chiusa: Cai conferma che non può fare modifiche alla sua piattaforma, i piloti confermano che a quelle condizioni è inutile continuare. Berlusconi ha un momento di sconforto ma poi torna in battaglia: ha ancora qualche carta da giocare e la gioca.

* * *

Alle ore 14 di ieri, sabato, Fantozzi incontra i sindacati e comunica che siamo alla fine: non c'è più un euro in cassa, i fornitori di carburante hanno comunicato che non faranno più forniture a credito, d'ora in poi la flotta Alitalia potrà contare soltanto sulle poche riserve esistenti nei depositi.

Per conseguenza a partire da domani lunedì alcuni voli saranno cancellati e il personale addetto verrà messo in cassa integrazione. I voli da annullare saranno 34. Gli altri e in breve l'intera flotta cesseranno di volare entro una settimana o poco più.

Tra i piloti e gli assistenti di volo la tensione sale alle stelle. Intanto si viene a sapere che il fornitore che ha chiuso i rubinetti del credito è l'Eni. Ennesimo paradosso: la compagnia di bandiera petrolifera non fa più credito alla compagnia di bandiera del trasporto aereo. Il governo è stato informato? Oppure governo ed Eni d'accordo stringono la tenaglia intorno al collo dei sindacati? Roberto Colaninno ha passato a Mantova la notte di venerdì e la mattina di sabato ma nel pomeriggio è all'aeroporto di Verona: rientrerà a Roma in serata. Questa mattina, domenica, inviterà i sindacati ad un colloquio finale.

Ha qualcosa da mettere sul tavolo? Sì, qualcosa ce l'ha. Si era tenuto una riserva da usare all'ultimo minuto e l'ultimo minuto è arrivato. Potrà migliorare il "monte salari" del personale da riassumere in Cai in misura del 20 per cento. Che cosa significa? Se aveva chiesto ai piloti una decurtazione stipendiale del 25 per cento rispetto gli stipendi vigenti, il 20 per cento di miglioramento significa che la decurtazione scenderebbe al 20. Basterà? Questa sarà l'ultima parola.

Ma c'è un però. Colannino non vuole trattare soltanto con i piloti. Se seguisse questa tattica le altre categorie dei dipendenti potrebbero esigere che quel 20 per cento di miglioria sia ripartito tra tutti. Da buon imprenditore Colaninno non ha nessuna voglia di imbottigliarsi in una questione di riparto, perciò la sua offerta sarà fatta al complesso delle sigle sindacali: vedano tra di loro come spartire l'offerta. Comunque entro oggi la questione dev'essere chiusa altrimenti lunedì mattina comincerà non più l'ultima fase ma l'agonia vera e propria di un malato terminale.

* * *

Forse l'accordo oggi si farà: le probabilità si misurano al 51 per cento in favore dell'accordo in extremis contro il 49 che non riesca. Berlusconi, che era ormai con le spalle al muro perché il fallimento dell'Alitalia sarebbe stato per lui una catastrofe d'immagine senza precedenti, deve aver strizzato per bene Colaninno e i membri principali della cordata tricolore. Questi a loro volta avranno rincarato a propria compensazione i vantaggi extra che si aspettano dalla loro partecipazione.

Passera saggiamente aveva detto che i conflitti d'interesse debbono essere gestiti e il "premier" è un asso in quel tipo di gestione. Un'occhiata di riguardo non si può negare a nessuno dei 18 "capitani coraggiosi". Di occhiate di riguardo ne sono già state date parecchie, una di più non la si nega a nessuno pur d'assicurare il lieto fine.

Lieto fine per tutti? Forse per i piloti che rappresentano la nobiltà di spada tra i dipendenti Alitalia, forse per gli assistenti di volo che rappresentano la nobiltà di toga. Il popolaccio dei servizi a terra sarà il più strattonato, ma peggio per loro, qualcuno che trasporti i bagagli lo si trova sempre a buon prezzo magari tra i marocchini e i romeni per bene che fanno la coda per un posto precario.

E poi? Il finale della storia l'abbiamo già scritto domenica scorsa: tra cinque anni Cai avrà registrato una cospicua plusvalenza patrimoniale, gli azionisti venderanno e incasseranno. Cai entrerà a far parte di un bel "network" internazionale, tedesco o franco-olandese, perché nell'economia globale non c'è posto per una compagnia di volo come Alitalia, troppo grande per esser piccola e troppo piccola per esser grande. Così saremo tornati alla casella di partenza avendo perso un sacco di soldi e di tempo. Intanto il pifferaio suona il suo piffero e gli allocchi lo seguono incantati.

È in arrivo il federalismo fiscale, del quale riparleremo. Per ora si sono sentite molte parole ma non s'è visto nessun numero. Prima o poi però i numeri dovranno sbucare da qualche parte e bisognerà leggerli con molta attenzione.
(14 settembre 2008)


IL RETROSCENA ALITALIA. Letta, i fornitori e l'allarme da Londra. Il Cavaliere cerca di «recuperare» 500 piloti in esubero, dirottandoli in parte verso la compagnia Air Italy. Francesco Verderami. (Il Corriere della sera 14-9-08)

 

Più della trattativa che nella notte si è sbloccata, a preoccupare ieri Berlusconi era la prospettiva di quanto potrebbe accadere dopo l'intesa su Alitalia con i sindacati: il timore di scioperi selvaggi, blocchi stradali, disordini di piazza. E le preoccupazioni per le tensioni sociali s'intrecciavano con la volontà del premier di evitare a tutti i costi il fallimento della compagnia aerea, accompagnata da una forte irritazione per come fosse stato gestito fin lì il negoziato. Per stringere il patto Berlusconi ha premuto sui sindacati, propensi a trovare un'intesa ma a loro volta preoccupati, «perché senza l'ok dei piloti non potremo governare la protesta». «L'accordo consentirebbe intanto di far partire l'operazione», era la tesi del Cavaliere, che teneva in serbo una soluzione innovativa per il contratto delle «aquile» e si era già impegnato a dirottarne altri 500 in esubero, in gran parte verso una piccola società: la Air Italy. Nel frattempo aveva ricevuto ulteriori garanzie di sostegno da Air France e Finmeccanica. Le cattive notizie nel pomeriggio erano giunte da Cai, se è vero che Colaninno l'aveva informato di «problemi con gli azionisti». Perciò Berlusconi aveva chiesto ai ministri di fare «qualche altra concessione», in modo da «convincere» poi gli acquirenti di Az. E mentre chiedeva, continuava a imprecare, dicendo che «bisognava lasciarsi dei margini, invece di presentare tutto subito». Avrà forse il tempo di ragionarci sopra. Certamente ieri non aveva il tempo né la voglia di ricostruire gli ultimi giorni della trattativa, di andare appresso a chi riteneva che il negoziato andasse gestito fin dall'inizio da Palazzo Chigi, di chi criticava la guerra di visibilità tra ministri, di chi puntava l'indice sulla scelta di Colaninno e Fantozzi come attori della vicenda, di chi addirittura osservava il distacco di Tremonti, che giorni fa — alla Festa di Azione giovani — dinnanzi alle preoccupazioni di un dirigente di An aveva risposto: «Nooo... Va tutto bene».

Berlusconi doveva e deve salvare Alitalia. E non solo per salvar la faccia. Ieri quell'affondo contro la sinistra è stato un modo per mandare un avvertimento, inserito in un passaggio della sua dichiarazione: dietro il rischio di «suicidio» per il fallimento di Az, il premier scorgeva «motivazioni politiche che non hanno nulla a che vedere con le richieste dei lavoratori ». Si riferiva alle voci su un'ipotesi alternativa al «piano Fenice», che Veltroni nel pomeriggio avrebbe di fatto accreditato, invitando il governo a «chiudere subito» o a «riaprire la procedura». La risposta del Cavaliere non si è fatta attendere. E alla sortita pubblica ha fatto seguire una serie di messaggi riservati. Da una parte ha fatto sapere che — in caso di fallimento di Alitalia — avrebbe modificato nuovamente la legge Marzano, rivedendo così le condizioni di favore per l'acquisto della compagnia. Dall'altra ha fatto capire ai sindacati che la rottura su Az avrebbe provocato anche la rottura delle relazioni e soprattutto la rottura della trattativa sugli incentivi. Un gioco pesante, non c'è dubbio, come pesante era il clima a Palazzo Chigi. L'altra notte Gianni Letta aveva urlato al telefono tutta la sua rabbia: «È una situazione pazzesca. Sono qui a implorare i fornitori per convincerli a garantire il carburante agli aerei, e invece di procedere si blocca tutto? ». E ai sindacati che chiedevano conto delle nuove voci su altri possibili acquirenti, il sottosegretario replicava: «Voi dovete dare un segnale». Macché, le organizzazioni cambiavano

Il grande mediatore
Sulla vicenda Alitalia anche il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, ha perso il suo aplomb: «È una situazione pazzesca. Sono qui a implorare i fornitori per convincerli a garantire il carburante agli aerei»
interlocutore nel governo, rivolgendo però la stessa domanda. «Ma non è vero», rispondeva esausto il ministro del Welfare Sacconi: «Chi e come metterebbe questi soldi?». L'atmosfera era surreale come le notizie che si spargevano nel Palazzo: all'aeroporto di Londra pare avessero chiesto soldi contanti per far partire un vettore di Alitalia.
Non era pensabile che Berlusconi restasse defilato. Tanto più che le parti si erano rovesciate: «Veltroni — commentava ieri il forzista Grillo — non cavalchi l'irragionevole protesta ». Più o meno quanto dicevano in campagna elettorale i dirigenti del Pd. Irritato dal fatto che Epifani avesse sempre disertato il tavolo della trattativa, oltre a prendersela contro «questi comunisti», il capo del governo doveva trovare una soluzione. «Si chiude, si chiude», sorrideva in serata il ministro Rotondi: «Cos'è una trattativa senza suspense?». Non appariva perciò strano se Casini, che conosce Berlusconi, ieri aveva evitato di attaccarlo: «La soluzione è pessima, ma sono al fianco del premier e mi auguro che la sua mediazione abbia successo». Un modo per non restare sotto le macerie ora che il premier sembra sul punto di farcela anche stavolta.

14 settembre 2008

 



Report "Alitalia 2"

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Alitalia 2 (93)


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Sezione principale: Alitalia 2

Silvio Berlusconi è di nuovo sceso in campo. È entrato in prima persona nella trattativa, ( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Si è messo in gioco in una vicenda su cui ha già rischiato molto: la crisi di Alitalia. Lo ha fatto perché non poteva fare altrimenti e puntando sull'unica carta che ha sempre avuto a disposizione in tutta questa storia, la drammatizzazione. La convinzione che il crac non sarebbe uno smacco solo per il governo ma anche per il sindacato, per i lavoratori, per gli imprenditori e,

L'aeroporto di Caselle non decolla e cresce meno dei concorrenti ( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nata dalla fusione di Alitalia ed AirOne. O essere dismessa. Certo è che molto è legato a quel che la nuova compagnia di bandiera porterà in dote al Sandro Pertini. Fino a ieri Alitalia-AirOne era concorrenza spietata: stesse rotte, orari pressoché identici. Da domani potrebbe cominciare una nuova epoca.

Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Berlusconi incontra i sindacati ( da "Quotidiano.net" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: siamo al fallimento di Alitalia, con tutte le ripercussioni occupazionali e di quanto altro vuol dire questa terribile parola". IL COMMISSARIO Voli a rischio da lunedì. Il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, nel corso dell'incontro con i sindacati ha infatti spiegato che "esistono difficoltà derivanti dagli approvvigionamenti di carburante,

Alitalia, ultimo round<Manca il carburante> ( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, ultimo round"Manca il carburante" frenetica trattativa per il salvataggio Sindacati e cordata a palazzo Chigi. Stasera nuovo incontro Roma. Domani salteranno i primi voli: di fronte alla possibile insolvenza di Alitalia, il mercato petrolifero comincia a negare le forniture di carburante.

Voli dirottatie altri rimandati ( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Compreso che era una questione di sicurezza e non di protesta per le spinosissime vicende Alitalia di questi giorni, 67 passeggeri se ne sono tornati mogi (e non proprio contenti del contrattempo) verso le sale d'attesa, con la speranza di partire alle 23,30. Una trentina di loro, però, ha invece preferito tornarsene a casa, annullando il volo.

Brunetta:nello statonon c'è posto ( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma solo per poche ore: l'Alitalia è a un passo dal fallimento e i sindacati non cedono di fronte ai tagli di personale e stipendi annunciati dai soci italiani di Cai, gli imprenditori italiani che lui ha mobilitato per rilanciare l'azienda, anche a costo di modificare 3 leggi per rendere possibile l'operazione Fenice.

Alitalia rimane a secco ( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: notte delle trattative lascia Alitalia appesa un filo: oggi ci si rivede. Secondo fonti sindacali per chiudere. Ieri il premier Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi e, al termine di una nuova giornata di ultimatum e nubi nere sopra la compagnia di bandiera, ha chiamato a Palazzo Chigi i sindacati nel tentativo estremo di raddrizzare una situazione già per molti versi compromessa.

E il call center promette nuovi voli per gli Usa ( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la chiamata al call center di Alitalia è su un numero urbano), assume in certi contesti una dimensione amara e paradossale. Chiami Alitalia (06-2222) e questo è il messaggio di presentazione. Provi ad aprire il sito internet e l'avvertenza appare chiara: "Alitalia informa che continuerà ad operare i propri voli come da orario in vigore,

Dopo il collasso finanziario di xlora sono 30 le compagnie a rischio ( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: potrebbe non esserci la sola Alitalia. Tra le cause principali la diminuzione delle prenotazioni - conseguenza della crisi economica - e l'aumento del costo del carburante, duplicato nell'ultimo anno. "È la peggior situazione commerciale mai attraversata dall'industria (turistica)", ha detto Walsh, che ha anche annunciato fino a 1.

Abolizione dell'opposizione ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Lungo servizio per Berlusconi e un aggiornamento sull'Alitalia durante il quale è stata data la parola al ministro Sacconi, senza alcun contraddittorio. Giustamente lungo e documentato il filmato sul presidente della Camera Fini e le sue importanti dichiarazioni, accompagnate, per amore di simmetria, da una inutile citazione del presidente del Senato Schifani.

Operazione bidone ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nicola Cacace Il piano Fenice Che Berlusconi non abbia avuto avuto remore ad usare Alitalia in campagna elettorale è triste ma in linea con la cattive abitudini italiche. Che egli oggi persista nella sua spregiudicata campagna per sottrarsi alle responsabilità di una amara "frittata" è grave. segue a pagina 27.

Il solito Berlusconi accusa la sinistra e i lavoratori ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: trattativa Alitalia, perché non capisco questo atteggiamento suicida. Ci sono motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori". Colpa della sinistra, naturalmente. Silvio Berlusconi ha mozzato in dissolvenza il suo discorso all'inaugurazione della Fiera del Levante di Bari, anche prevenendo un malore che sembrava stesse per colpirlo di nuovo,

Alitalia ultimo atto: voli a rischio Berlusconi a mani vuote chiama i sindacati e accusa la sinistra ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per Alitalia sembra l'inizio della fine. E mentre a Fiumicino vanno in scena le proteste dei dipendenti, Berlusconi convoca i sindacati. "Ci penso io" spiega e poi dà la colpa "alla sinistra". Duro Bersani: "Non sa più che dire perché ha inflitto Alitalia in questo disastro per pure ragioni elettorali".

Biglietti? È meglio aspettare ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nella giornata più nera della vicenda Alitalia, migliaia di viaggiatori hanno telefonato ieri al call center della compagnia per avere informazioni sulla situazione dei voli e la validità dei biglietti. Le ultime notizie hanno, infatti, creato un allarme generalizzato non solo tra i dipendenti ma anche tra i cittadini.

Ma sono i piloti tifosi di An a far saltare il tavolo La Cgil: Quale sinistra... il presidente del Consiglio guardi alla sua destra ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Milano SVARIONE Prima di allarmarsi per possibili sgambetti politici al salvataggio di Alitalia, "il presidente del Consiglio farebbe bene a guardare alla sua destra" ha rilevato il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, ricordando il cuore nero che batte nei rappresentanti sindacali più agguerriti contro il piano Fenice, quelli dei piloti Alitalia.

Governare col trucco ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Chi non vorrebbe salvare Alitalia, camminare in strade pulite, pagare meno tasse, avere figli che imparano in classe le regole della convivenza e quando tornano a casa che è buio non debbano imbattersi in prostitute abbrutite? La gente di sinistra, forse? E allora che problema c'è: ecco qua il governo del fare, lasciatelo lavorare.

Cronaca di un bidone annunciato ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nicola Cacace Segue dalla Prima Che poi accusi "la sinistra di influenzare alcune categorie di dipendenti di Alitalia" è semplicemente scandaloso. Tutto questo significa due cose: o il presidente del Consiglio non sa come uscire da questa terribile empasse o il presidente del Consiglio prende per stupidi i lavoratori di Alitalia e 60 milioni di cittadini.

Noi precari, stanchi e umiliati Catia anche domani mattina si sveglierà alle 4 di mattina per partire per Los Angeles Chissà se ci sarà il volo di ritorno. Tutto questo per 1.100 ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nome di fantasia, da 7 anni è una hostess precaria di Alitalia. Ha 31 anni e con scarpa decolleté di ordinanza e il trolley al seguito ha fatto diverse volte il giro del mondo. Nel frattempo, studiando la notte e tra un contratto e l'altro si è presa due lauree: una in lingue e una per interprete e traduttrice.

Cautissimo ottimismo di Draghi per il 2009 Il governatore all'Ecofin: ma è prematuro parlare di svolta. Tremonti: opere pubbliche contro la crisi ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia si chiude senza che nessuno riesca a estorcere a Tremonti una sola parola su Alitalia: "In Europa si parla solo di Europa", glissa. Il ministro però finisce per parlare di Italia per sottolineare come in Europa, sul fronte della crescita, "non c'è una criticità particolare dell'Italia". "Mi sembra - spiega - che si sia ridotto il pregiudizio nei confronti del nostro Paese.

Dalla Summer School di Cortona ritorna su Alitalia: La vicenda della cordata è sbagliata questo pasticcio sarà pagato dai lavoratori ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dalla Summer School di Cortona ritorna su Alitalia: "La vicenda della cordata è sbagliata questo pasticcio sarà pagato dai lavoratori".

Veltroni apprezza il leader An Alemanno e La Russa che fanno? ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di Bruno Miserendino inviato a Cortona Un governo che sta facendo un gigantesco pasticcio su Alitalia, dove tutte le regole sono saltate, un premier che esalta Italo Balbo mentre è in corso una polemica su Destra e antifascismo. Tanto dura da spingere anche il presidente della Camera Fini a dire parole importanti sul tema, smentendo due personaggi come La Russa e Alemanno.

Dipendenti Atitech verso Finmeccanica Il gruppo della difesa di Guarguaglini non vuole però entrare in cordate ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Torino Qualche centinaio di dipendenti di Atitech (Alitalia) potrebbero finire in Finmeccanica che, tuttavia, non interverrà nel salvataggio della compagnia di bandiera. Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato della società pubblica che nei giorni scorsi ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta,

Bersani: Ci metteranno una pezza e sarà un disastro ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che ha infilato Alitalia in questo disastro per pure ragioni elettorali. È totalmente irresponsabile. Gli sfuggono le proporzioni del disastro". Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia per il Pd, è esasperato. Alitalia è a un passo dal fallimento, tra incontri concitati, nuovi allarmi e, in serata, la convocazione dei sindacati da parte del governo.

Dall'amico Putin al consigliere Ermolli il cinismo del premier sulla povera Alitalia ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: cordata di sedici membri che si presentò il 26 agosto e che diede vita alla Compagnia Aerea Italiana, prendendosi il buono di Alitalia, un po' di aerei e un po' di rotte compresa quella Milano-Roma, lasciando il brutto alla "bad company", affidata al commissario Fantozzi. L'opera pareva compiuta: i contribuenti italiani assumevano per sè le perdite di Alitalia, un miliardo e mezzo.

Alitalia, da domani voli a rischio In pericolo anche la licenza di volo. Pressing di Berlusconi sulla Cai. Vertice notturno coordinato da Letta ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E che la soluzione di affidare Alitalia nelle mani di Cai, la compagnia aerea italiana, fosse ormai cosa fatta. Ma dopo il "no" dei sindacati, con i piloti in testa, a un piano penalizzante e con l'incubo di vedersi crollare tutto il castello costruito, Silvio Berlusconi alla fine ha ceduto e nella tarda serata di ieri sera ha convocato i sindacati.

A rischio i punti Mille Miglia ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: le lettere eventualmente scambiate con Alitalia o con Agenzie di viaggio o Tour Operator, eventuali prove di danno conseguente e connesso. "Come Adoc - continua Carlo Pileri - si cercherà di incontrare i responsabili della vecchia e della nuova compagnia, per trovare una soluzione che possa trasferire i diritti vantati su Alitalia sulla nuova compagnia,

Noi resisteremo, questo è il nostro lavoro Ancora proteste a Fiumicino: non crediamo agli ultimatum, ci vogliono ricattare ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ci credo poco che rimarranno delle loro opinioni se Alitalia fallisce". "Idem per gli elettori italiani all'estero - dice una hostess, 20 anni di servizio - Ero sull'ultimo volo Alitalia Roma-Sidney, prima che la tratta venisse abolita, e ho visto gli italo-australiani piangere. Tutti voti che Berlusconi, se non salva la compagnia, a parer mio, rischia di perdere".

Troppi ostacoli, la cordata ci ripensa? Voci di tensioni tra i soci e ipotesi di nuove offerte, ma il tempo stringe ( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: chiamati da Intesa Sanpaolo al salvatag- gio di Alitalia, non si aspettavano certo una tale quantità di problemi. Talmente tanti che qualcuno sta già pensando di sfilarsi, di tornare indietro, di tornare a occuparsi della propria attività. E magari anche di rinunciare alle possibilità di affari che la partecipazione alla cordata italina offriva.

Il pifferaio gli allocchi e l'asso di colaninno - eugenio scalfari ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, il tema appena meno scottante ma altrettanto infuocato è il federalismo fiscale. L'accoppiata sarebbe già di per sé esplosiva ma come non bastasse si colloca in un panorama politico estremamente teso e inquietante: una serie di annunci, di disegni di legge, di atti politici e amministrativi che hanno tutti il solo univoco effetto di accrescere le tensioni,

L'eni chiude i rubinetti alla compagnia ma dopo il pressing di palazzo chigi fa retromarcia ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Eni contro Alitalia, il colosso energetico fiore all'occhiello del Tesoro contro l'altra meno fortunata azienda che fa capo a Via XX Settembre. Eni, da qualche giorno, ha iniziato a battere cassa nei confronti della Magliana e ha chiesto il pagamento dei crediti accumulati per il rifornimento degli aerei (13 milioni).

Le ultime ore di alitalia ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "Soldi finiti, lunedì voli a rischio". Vertice nella notte da Berlusconi ROMA - Resta alta la tensione per la crisi di Alitalia. Il premier Silvio Berlusconi nella serata di ieri ha convocato per un incontro a Palazzo Chigi i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, e Ugl, nel tentativo di cercare una mediazione sullo stallo che sta vivendo da due giorni la trattativa tra Compagnia

Alitalia, primi equipaggi a terra ma il governo riapre la trattativa ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: o prima dello scontro finale tra le parti che potrebbe portare al fallimento di Alitalia e a 20mila licenziamenti. Cresce intanto l'allarme per un improvviso peggioramento dell'operatività della compagnia di bandiera: alcuni creditori, soprattutto all'estero, non si fidano di Alitalia e chiedono il pagamento delle prestazioni e forniture in anticipo.

La nuova offerta di colaninno 100 milioni in più per i contratti - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia I tagli agli stipendi dei dipendenti Alitalia verrebbero ridotti dal 25 al 20 per cento La nuova offerta di Colaninno 100 milioni in più per i contratti Malumori tra i soci, Benetton contesta il capocordata Ponzano Veneto critica la mancanza di consultazioni tra gli azionisti L'esecutivo ha chiesto alla Cai una via d'uscita senza stravolgere il piano ROBERTO MANIA ROMA -

Il premier: lo stop è colpa della sinistra - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi è sceso direttamente in campo nella trattativa Alitalia. Dopo le dichiarazioni del commissario Fantozzi sulla impossibilità di garantire i voli già da domani, da Bari - dove era andato a inaugurare la Fiera del Levante - è arrivata subito la perentoria dichiarazione: "intervengo io". Dunque il ritorno a Roma, il giro di telefonate e incontri per fare il punto della situazione,

Veltroni all'attacco su tutto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: da Alitalia ai sondaggi, fino alla riforma della legge elettorale europea. Parlando alla scuola estiva del Pd, Veltroni ha accusato Berlusconi di aver gestito la vicenda Alitalia in maniera "dilettantesca" mentre Berlusconi, che è tornato a Roma dalla Fiera del Levante proprio per "prendere in mano" la vicenda,

L'amputazione e il cloroformio - marco vacchetti ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: amputazione e il cloroformio MARCO VACCHETTI Cura necessaria per i giganti moribondi, dall'Alitalia al debito pubblico, che affollano il Paese. Attenzione allora ad ammalarsi. Attenzione soprattutto ai mal di pancia, perché, stando alle premesse di questo nuovo anno scolastico, travasi di bile e coliche potrebbero degenerare in epidemia.

Alitalia, assedio a fiumicino. ryanair: "no a viterbo" ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roma Alitalia, assedio a Fiumicino. Ryanair: "No a Viterbo" Un'altra giornata di assedio ieri al Leonardo da Vinci. In 500, tra assistenti di volo e piloti Alitalia, accompagnati dalle famiglie, hanno sfilato per i terminal dell'aeroporto di Fiumicino in segno di protesta contro la trattativa sindacati-governo in corso da giorni.

Alitalia, nuovo assedio a fiumicino - federica angeli flaminia savelli ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Pagina XI - Roma Alitalia, nuovo assedio a Fiumicino Al corteo degli assistenti di volo anche mamme e bambini FEDERICA ANGELI FLAMINIA SAVELLI Cinquecento dipendenti Alitalia in corteo per l'aeroporto Leonardo da Vinci. Una camminata pacifica dal terminal A degli arrivi nazionali fino alle partenze internazionali del terminal C,

Pollio: "il piano alitalia danneggia capodichino" ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Due manifestazioni d'interesse per l'Atitech, ma nulla di definitivo Pollio: "Il piano Alitalia danneggia Capodichino" "BASTA con le protezioni all'Alitalia, meglio il fallimento". Mauro Pollio, presidente della Gesac, la società di gestione dei servizi a Capodichino, si ribella al piano di salvataggio della compagnia di bandiera.

Gesac, pollio contro il salvataggio "basta con le protezioni ad alitalia" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Anche se poi sempre di fallimento si tratta, anzi Alitalia è già fallita da tempo. Dunque non meraviglia che si parli di una considerevole restrizione del traffico. Il guaio è che abbiamo a che fare con due morti". Alitalia, e poi? "Si sommano i resti di Alitalia e di AirOne. E si chiude al mercato.

Atitech, cordata campana o via estera ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intero affaire Alitalia. Nel frattempo non resta che misurarsi sulle novità delle ultime ore. Ieri anche il commissario Augusto Fantozzi ha precisato che sul settore della manutenzione sono arrivate due manifestazioni di interesse. Sono le stesse di cui aveva accennato il presidente della Regione Antonio Bassolino al ministro Claudio Scajola venerdì sera.

Lasciate in pace bocca di rosa - antonio dipollina ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: tanto che si teme prima o poi un intrecciarsi di metodi, tipo una cordata (purché italiana) che rilevi l'intero business del sesso a pagamento. Oppure vendere le prostitute ai francesi. Protagonista è la ministro Carfagna che, diciamolo, non sta ottenendo un grande ritorno di immagine: prima ha detto in pubblico che le fa orrore il fatto che qualcuno possa usare il proprio

La cgil attacca il presidente del consiglio "nemmeno una risposta sul mezzogiorno" ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: soprattutto, su come garantire realmente uguali diritti per i cittadini del nord e del sud del Paese. La vicenda Alitalia poi e le tante crisi occupazionali sembrano scomparsi dall'agenda del Presidente del Consiglio. Sui tagli alla scuola e le politiche del Ministro Gelmini ha preferito sorvolare".

Emiliano: io ho la schiena dritta - raffaele lorusso ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dal salvataggio Alitalia". Quindi, se la nuova Alitalia-Air One dovesse ridurre i voli da Bari per Roma e Milano bisognerà far sì che le rotte che si renderanno disponibili siano cedute ad altre compagnie. Il presidente della Provincia sottolinea che "qualcuno ha scambiato la Puglia per un deposito di ferrivecchi" (il riferimento è alla sostituzione degli Eurostar con gli Eurocity)

Niente più soldi, niente più carburante, niente più voli garantiti. Il commissario Fa ( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia"; dei giornali accusati di dipingere i dipendenti come una massa di raccomandati che lavorano poco o niente, circondati da innumerevoli privilegi e benefit. "Ditelo ai vostri colleghi - attacca un altro steward, Roberto Valenti - che sono vent'anni che a Venezia non ci portano più in motoscafo all'Hotel des Bains"

British airways: 30 compagnie a rischio crac xl, ponte aereo per 90mila rimpatri ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia indicata da voci dell'industria aeronautica come una delle vittime più probabili. La previsione di nuovi fallimenti nel settore viene da Willie Walsh, presidente e amministratore delegato della British Airways, e arriva in un momento di caos senza precedenti per i trasporti aerei del Regno Unito: le autorità stanno organizzando un ponte aereo con l'

Passeggeri e agenzie in fuga da alitalia - luca pagni ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di Alitalia in crisi si parla da anni, ma gli aerei hanno sempre viaggiato, una soluzione l'hanno sempre trovata. Ma ora anche noi siamo sconcertati". Ma c'è chi si era già accorto della fuga dei passeggeri da Alitalia senza aspettare il precipitare della crisi.

Cig, aerei a terra e addio licenza così potrebbe morire la compagnia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: i creditori bussano e esigono pagamenti anticipati Cig, aerei a terra e addio licenza così potrebbe morire la compagnia Il carburante e il conto degli alberghi per gli equipaggi si pagano cash La Magliana in allarme: "Non riusciamo più a tamponare tutte le falle" LUCIO CILLIS ROMA - La crisi Alitalia rischia di accelerare fino a giungere nel giro di due settimane ad un

Alitalia, trattativa finale ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi convoca i sindacati. Vertice nella notte, spiragli su produttività e salari Alitalia, trattativa finale Fantozzi: manca il carburante, da domani voli a rischio.

ROMA Voli a rischio da domani: il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha avvertito che potre ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

OLTRE mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano anche quelli finan ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è al bivio, stretta tra un indebitamento record e i fornitori che, temendo il fallimento, minacciano di non riempire più i serbatoi degli aerei. In cassa solo pochi spiccioli per arrivare alla fine del mese. Con lo Stato che in 10 anni l'ha artificiosamente tenuta in vita versando qualcosa come 5 miliardi e 187 milioni di euro,

"il federalismo aiuterà il sud" e berlusconi critica gli evasori - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: sul volto insolitamente pallido i segni della tensione per la vicenda Alitalia che lo richiama subito a Roma dopo una telefonata con Gianni Letta, e forse anche la stanchezza per i festeggiamenti durati fino a tarda notte per il matrimonio di "Miss Montecitorio", durante i quali ha ripercorso tutto il repertorio canoro assieme al menestrello di corte Apicella.

"legge elettorale, non truccate le regole" - luciano nigro ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quasi una requisitoria su Alitalia, sicurezza, scuola, prostituzione e federalismo. Però al premier che tira un sospiro di sollievo perché nella maggioranza non c'è più una forza politica che si oppone sistematicamente risponde così: "Parole che feriscono, ma non possiamo permetterci falli di reazione.

Paolini insulta e blocca il tg1, riotta lo querela - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: aeroporto di Fiumicino teatro della drammatica protesta dei dipendenti di Alitalia. Sullo sfondo, Gabriele Paolini prende la rincorsa e le si fionda contro. Ha i capelli corti e degli occhialini bianchi. Un signore prova a fermarlo. è un passeggero di Alitalia che assiste alla diretta. Paolini riesce a divincolarsi, prima fa le corna, poi urla al microfono: "Berlusconi è uno stronzo".

Alitalia, apertura dei sindacati Si tratta ancora con i piloti ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Iniziativa di Berlusconi, nella notte nuove proposte su esuberi e salari Alitalia, apertura dei sindacati Si tratta ancora con i piloti ROMA - Crisi Alitalia, Berlusconi in campo. La trattativa è ripartita nella notte con un vertice a Palazzo Chigi con Cgil, Cisl, Uil e Ugl e una nuova proposta su esuberi e salari.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 9 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dalla cattedra ha parlato del giusto mix da cercare tra Stato e mercato, senza citare il caso Alitalia e senza creare problemi agli organizzatori. Sceso dal palco però ha detto cosa pensa veramente, rilasciando un paio d'interviste in cui ha lodato Tremonti, Berlusconi e la Robin tax. Richiesto di un giudizio sul Pd ha chiuso il cerchio: "E' moscio".

Il giorno nero dei <prenotati> L'assalto ai call center ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nei prossimi giorni Alitalia dovesse davvero sprofondare, i più indifesi sarebbero i viaggiatori. Ieri chi ha prenotato i voli ha preso d'assalto i call center della compagnia, che sconsigliavano l'acquisto dei biglietti in attesa di novità. Il rischio per Alitalia è quello del grounding, che in inglese avrà pure un suono simpatico ma vuol dire aerei a terra e libri in tribunale.

Inter, accordo per volare in Champions ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia: l'Inter, che all'inizio della nuova stagione ha trovato un accordo di collaborazione con la compagnia di bandiera. Domani sarà proprio un volo charter dell'Alitalia, effettuato da un Boeing 767, a portare squadra e dirigenti ad Atene, dove martedì è in programma la prima partita di Champions League contro il Panathinaikos.

Letta, i fornitori e lo strano allarme da Londra ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Berlusconi doveva e deve salvare Alitalia. E non solo per salvar la faccia. Ieri quell'affondo contro la sinistra è stato un modo per mandare un avvertimento, inserito in un passaggio della sua dichiarazione: dietro il rischio di "suicidio" per il fallimento di Az, il premier scorgeva "motivazioni politiche che non hanno nulla a che vedere con le richieste dei lavoratori "

Nodo carburante ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Queste le parole riferite da fonti sindacali Alle 16.25 il Commissario precisa. "Non ho affatto detto che i voli Alitalia sarebbero stati operativi fino a lunedì, esistono però difficoltà sui rifornimenti, che potrebbero mettere a rischio alcuni voli".

<Noi, pendolari del Milano-Roma alla fine prenderemo il treno> ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Siamo gli affezionatissimi pendolari Alitalia della tratta Milano-Roma, partenza il martedì mattina e ritorno il giovedì sera. Se tutto va bene... ". Così dice Antonio Marano, da sei anni direttore di Rai2, ma il suo sense of humour è messo a dura prova dalla crisi acutissima in corso.

Il premier: Pd e Cgil volevano lo sfascio ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non accenna ad Alitalia dal palco, lo fa una volta fuori dal padiglione, sulla via dell'aeroporto: "Sto tornando a Roma per vedere cosa possiamo fare, purtroppo stiamo trovando delle resistenze incomprensibili ". L'inaugurazione annuale della fiera pugliese lascia deluso chi si aspettava un discorso lungo del presidente del Consiglio.

Alitalia, accordo vicino Resta il nodo dei piloti ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia La trattativa Alitalia, accordo vicino Resta il nodo dei piloti Sindacati a Palazzo Chigi. Fantozzi: voli non garantiti Nuove proposte dell'esecutivo. L'incontro con gli amministratori delegati di Intesa e Cai, Passera e Sabelli Nuovi impegni su salari e contratti Il governo avrebbe messo sul piatto l'impegno a riduzioni meno drastiche del salario dei lavoratori della "

La paura di Cgil, Cisl e Uil <Se firmiamo ci contesteranno> ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma il caso Alitalia è davvero particolare. Non solo per i numeri (quasi 20 mila dipendenti) e per i sacrifici in gioco (sul salario e sulla flessibilità). Ma soprattutto perché, comunque vada, i sindacati dovranno pagare un prezzo. Che neppure loro sanno stimare quanto alto.

In 200 bloccati all'aeroporto di Fiumicino fino a tardi. In questo caso non c'entrano le p ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Roteste dei dipendenti Alitalia o problemi tecnici agli aeroplani. A bloccare i passeggeri di tre voli della compagnia AirOne diretti a Torino è stato il maltempo, che ha limitato l'operativià dello scalo piemontese. "Ma dalla compagnia aerea non abbiamo ricevuto aiuto - racconta un passeggero arrivato da Bangkok e bloccato proprio nell'ultima tratta verso la sua casa di Torino -

ROMA - I vecchi contratti di Alitalia non hanno futuro nella nuova compagnia. Perchè per il via ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La situazIone di Alitalia - ha detto il commissario Ue leggendo una nota e sottolineando che per la "delicatezza" dell'argomento non voleva creare equivoci - mi porta a ritenere che siamo veramente ad un bivio: da una parte vi è il fallimento di Alitalia, con la sostanziale perdita della gran parte del valore economico dell'azienda e la risoluzione di tutti i contratti di lavoro;

<Estate nera per le città d'arte, boom dei campeggi> ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il punto determinante è stata la vicenda Alitalia, con il taglio di rotte intercontinentali in un momento in cui, con le vacanze sempre più brevi, la raggiungibilità di un luogo diventa fondamentale". Quindi, primo punto della "ricetta ": "Implementare il sistema aeroportuale". A seguire, un vero e proprio "piano strategico " per il settore.

ROMA Il nodo vero è quello dei piloti . Non c'è nessuno che no ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: poteva essere vera fino a qualche anno fa quando Alitalia era un monopolio di Stato. La seconda affermazione è gratuita perchè è chiaro che chi per professione guida un aereo non può lavorare dietro una scrivania. Detto questo è vero che i "comandanti" in Alitalia hanno sempre avuto un peso rilevantissimo: hanno bloccato gli aerei (ricordate la quasi mitica fase di "Aquila selvaggia"

ROMA Non è finita. Silvio Berlusconi ieri sera ha incontrato i sindacati confederali: ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Perchè il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ieri mattina ha spiegato alle organizzazioni sindacali che da domani scatterà la cassa integrazione speciale e la richiesta di commissariamento di tutte le altre società del gruppo. "La situazione finanziaria si è aggravata - ha precisato - a causa di ostacoli, difficoltà e richieste dei fornitori nell'

ROMA - "Patente" di volo a rischio per Alitalia. E' molto preoccupato il presidente d ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Revocando cioè la licenza provvissoria che consente ad Alitalia e alla sua flotta di continuare ad operare nonostante il macigno dei debito e l'arrivo del commissario Fantozzi. Il piano messo a punto dalla cordata italiana prevede appunto una continuità aziendale e adeguati flussi d'investimento.

ROMA - Crescono rabbia e tensione fra gli oltre 20 mila dipendenti di Alitalia e AirOne che attendon ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha fatto affiggere un manifesto dedicato al salvataggio di Alitalia e di Fiumicino. "Ormai - ha detto ieri Marrazzo - accanto alla soluzione della crisi Alitalia ha fatto irruzione il problema del sistema aeroportuale di Roma e del Lazio. Siamo di fronte ad una ferita e il mio messaggio è: stiamo vicini ai lavoratori.

ROMA - Oltre mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano anche q ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia "brucia" quotidianamente circa 3 milioni di euro. Perde quote di mercato, boccheggia. E ha in cassa solo pochi spiccioli per arrivare a fine del mese. Tecnicamente, visti i numeri, sarebbe già fallita, decotta, morta. E da tempo. In 10 anni lo Stato l'ha artificiosamente tenuta in vita versando qualcosa come 5 miliardi e 187 milioni di euro,

Se Bancoposta diventasse banca ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: idea di trasferire a Poste Italiane parte dei dipendenti in eccesso di Alitalia ci riporta ai tempi nei quali le imprese pubbliche sane si dovevano accollare i guai delle imprese malandate, private e pubbliche. C'è il rischio che si fermi il cammino virtuoso iniziato 10 anni fa con la trasformazione del servizio postale in società di capitali.

LONDRA Uno dei più importanti tour operator britannici, l'"XL Leisure", il terz ( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Parola dell'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, secondo cui saranno una trentina le compagnie aeree che falliranno entro quest'anno e l'Alitalia potrebbe essere tra queste. Lo stesso Walsh ha annunciato per British Airways circa 1.400 esuberi.

<Servono idee e proposte nuove per affrontare la crisi economica> ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Al panorama descritto si aggiunge la crisi di Alitalia con l'incertezza sul futuro di Fiumicino (gravemente penalizzato dal piano industriale della Cai), gli esuberi di Unicredit-Capitalia e quelli di Telecom, la riduzione degli stanziamenti per la ricerca e per gli Atenei. L'economia romana, caratterizzata da un complesso intreccio tra terziario,

Villaggio e il <Potemkin>: <Piace a Tremonti? Un guaio> ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Il motivo per cui stanno uccidendo l'Alitalia, e stanno mettendo in mutande i 40mila dipendenti ". C'è un nesso tra il film e la crisi dell'Alitalia? "Non c'è sicuramente, ma se a Tremonti piace quel film significa che non sta bene. Con la testa intendo. I veri film della storia del cinema sono altri".

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tra cui il Gruppo FS, ponendo quest'ultimo sullo stesso piano di Alitalia. Vorremmo ricordare al lettore che l'attuale gestione delle Ferrovie dello Stato ha avviato dal 2006 un processo di risanamento che lo scorso anno ha portato alla riduzione dell'80 per cento delle perdite finanziarie del Gruppo (dai 2.

MA CHE FINE HANNO FATTO GLI ANNUNCIATI NUOVI <LEA>? ( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, si trovino i soldi.. Ma intanto è passato quasi una anno, poco per i vischiosi uffici governativi, tantissimo per chi soffre e ha bisogno. E già da anni aspettava. A costoro dobbiamo anche delle scuse, perchè ai "Nuovi Lea", pensando di far bene il nostro lavoro, abbiamo dedicato diversi servizi in cui anche noi annunciavamo i dettagli dei nuovi provvedimenti.

Spiraglio sui salari. L'allarme di Fantozzi: manca il carburante ( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se non si chiude aerei a terra da Roma Ultima chiamata per Alitalia. Il governo convince i sindacati a più miti pretese avvicinandoli alla firma, mentre il commissario straordinario Augusto Fantozzi comunica alle organizzazioni che da domani i voli della compagnia sono a rischio, perché alcuni aerei corrono il pericolo di restare a terra per problemi di carburante.

Ecco chi fa il corvo sull'Alitalia ( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 220 del 2008-09-14 pagina 1 Ecco chi fa il corvo sull'Alitalia di Redazione Sempre più appesa ad un filo la sorte di Alitalia. Nella trattativa interviene direttamente il premier, ma da domani alcuni voli rischiano lo stop. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Bonanni: "Stiamo rischiando una sciagura. Saremo terra di conquista per gli stranieri" ( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ci sono speranze per la trattativa oppure stiamo veramente per assistere al fallimento di Alitalia? "Al momento, più che esprimere ottimismo o pessimismo, penso sia giusto fare appello alla responsabilità di tutti, visto che mi sembra che fino ad ora sia mancata". Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che come lei era ottimista, dà le possibilità di riuscita al 50 per cento.

Berlusconi scende in pista: "Adesso basta, ci penso io" ( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con l'intenzione di aprire una nuova ferita sul fianco di Alitalia, già piuttosto cagionevole di salute. Il rischio è chiaro: andando avanti di questo passo, teme, libri in Tribunale. E di conseguenza, fallimento totale. Ovvero, "il disastro". Allora, che fare? Il Cavaliere decide di cambiare passo.

Radio France e il segno della pace ( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 5 Emails Ultime news Alitalia, parti più vicine: si tratta Sabelli: prima i fatti, poi le parolePrecipita aereo negli Urali: 88 morti, anche un italianoBenedetto XVI a Parigi: "Rifuggite dagli idoli del potere e del denaro"Georgia: via al ritiro delle truppe di MoscaFini manda l'ultimo avviso ai colonnelli: "Chi è democratico è antifascista"

Uomini (e ministri) giusti al posto giusto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia permettendo - è stato il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese. Il Campionato è appena ripartito, e già siamo un'altra volta alle prese con le violenze degli ultras? Non c'è problema, ha detto lui, "possiamo predisporre celle negli stadi per mettere subito al sicuro chi delinque".

Ore cruciali, riparte la trattativa Cai: "Altri soldi per i contratti" ( da "Quotidiano.net" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ALITALIA Ore cruciali, riparte la trattativa Cai: "Altri soldi per i contratti" Si lotta contro il tempo per evitare il fallimento dopo l'annuncio di ieri del commissario straordinario Augusto Fantozzi: "Manca il carburante, voli a rischio" Roma, 14 settembre 2008 - Dopo la pausa notturna sono ripresi i colloqui informali tra governo e sindacati sul piano di rilancio di Alitalia

DEBOLE ( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba.

Alitalia è rimasta a secco ( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La Cai: posizione ferma. Via alla cassa integrazione, i call center: aspettate ad acquistare i biglietti. L'Enac: a rischio la licenza Alitalia è rimasta a secco Fantozzi: senza carburante, voli non garantiti. Berlusconi convoca i sindacati.

Trattativa Alitalia: Sacconi ottimista ( da "Voce d'Italia, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Il premier su Alitalia: "Incontrero' i sindacati". Fantozzi: "Da lunedi' voli non garantiti" *Incontro Alitalia: "Domani voli garantiti, da lunedi' no" *Incontro Alitalia tra Fantozzi e i sindacati Guarda tutti i correlati.

Alitalia, i sindacati da Berlusconi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma il clima è teso e Alitalia appare davvero sull'orlo del crac. ROMA Ricognizione nella notte da parte del governo sulla possibilità di riannodare i fili del negoziato fra sindacati e Cai sul futuro di Alitalia: a poco più di 24 ore da "un punto oltre il quale diventa inutile e siamo molto vicini a questo punto", ha avvertito il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

Fantozzi: da domani primi voli cancellati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: al piano Alitalia è indispensabile una "assoluta discontinuità giuridica" tra la vecchia e la nuova compagnia e ciò vuol dire che in cui tutti i contratti in cui è parte Alitalia non potranno essere trasferiti automaticamente alla nuova compagnia. E un'ulteriore tegola potrebbe arrivare anche dall'Enac: il presidente Vito Riggio ha avvertito che se non si riesce ad individuare "

Alitalia, vertice Berlusconi-sindacati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, vertice Berlusconi-sindacati La compagnia a un passo dal crac. Duro attacco del premier alla sinistra Fantozzi lancia l'allarme carburante. Da domani aerei a terra? --> Fantozzi lancia l'allarme carburante. Da domani aerei a terra? Scende in campo Silvio Berlusconi per tentare di sbloccare la trattativa sindacale su Alitalia ma la situazione è drammatica e la compagnia

Crisi Alitalia Voli a rischio annullamento ( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: DA DOMANI Crisi Alitalia Voli a rischio annullamento L'allarme è arrivato ieri, dal commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. "Fino a domenica abbiamo i voli garantiti, da lunedì no. Non ci riforniscono di carburante". Domani, quindi, in tutta Italia - Caselle compresa - i velivoli Alitalia potrebbero restarei.


Articoli

Silvio Berlusconi è di nuovo sceso in campo. È entrato in prima persona nella trattativa, (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Si è messo in gioco in una vicenda su cui ha già rischiato molto: la crisi di Alitalia. Lo ha fatto perché non poteva fare altrimenti e puntando sull'unica carta che ha sempre avuto a disposizione in tutta questa storia, la drammatizzazione. La convinzione che il crac non sarebbe uno smacco solo per il governo ma anche per il sindacato, per i lavoratori, per gli imprenditori e, di fatto, per l'intero Paese. Nessuno - sono le parole con cui ha rilanciato una trattativa già chiusa - può permettersi un insuccesso". È stato questo il leit-motiv che ha accompagnato il Premier in tutta la giornata di ieri. All'ora di pranzo al telefono, mentre correva all'aeroporto, per volare in tutta fretta da Bari a Roma. Silvio Berlusconi ha dato l'impressione di essere davvero preoccupato. "Voglio tornare subito a Palazzo Chigi - spiegava mentre lasciava la Fiera del Levante - perchè la vicenda di Alitalia sta diventando drammatica. C'è il sospetto - Gianni Letta che ha condotto finora le trattative lo pensa - che la sinistra punti alla rottura pur di dare un colpo alla maggioranza. Pur di fare qualcosa contro di me se ne infischia degli interessi del paese. Gioca sullo sfascio nell'intento di dare una spallata al governo". Ieri il Cavaliere ha messo in piazza le sue congetture senza mezzi termini. In maniera esplicita. Il motivo è semplice: il premier vuole che di fronte ad una possibile rottura delle trattative con il sindacato il paese sappia su chi ricadono le responsabilità del fallimento di Alitalia. Nel viaggio di andata verso Bari ieri mattina era stato ancora più esplicito con i suoi, aveva chiamato direttamente in causa la Cgil e il Pd. "Stiamo camminando sulle uova - aveva detto - e questi giocano allo sfascio sulla pelle di tutti i 20 mila dipendenti di Alitalia che rischiano di andare per strada". Al telefono e in pubblico, invece, Berlusconi ieri ha sparato le sue cartucce e ha sfogato la sua indignazione contro una generica sinistra. "Io ho questo sospetto perchè é l'unica ratio, assolutamente suicida, che può spiegare quanto sta avvenendo. C'è qualcuno che sta soffiando sul fuoco, non ci sono dubbi. Ad esempio, io sono intervenuto sugli amministratori della nuova società per chiedergli uno sforzo, per convincerli ad andare incontro al sindacato sul piano economico. E loro questo sforzo lo hanno fatto. Davvero. Finora abbiamo dato tutto a questi signori. Sono state fatte tantissime concessioni. Vedremo se riusciremo ancora a dare qualcosa in più. Ma i margini sono strettissimi. Solo che all'improvviso i sindacati e i rappresentanti di alcune categorie hanno cambiato atteggiamento e francamente non riesco a capire il perché. Ecco perché sono convinto che qualcuno dall'esterno stia spingendo per la rottura". Per essere più chiaro il premier è entrato anche nelle pieghe della trattativa. "Guardate i piloti. Loro, ad esempio, vogliono decidere turni, promozioni, chi deve fare questo o quello. Insomma, pongono questioni che vanno ben oltre le richieste economiche. Vogliono introdurre nella nuova Alitalia i vizi e i mali della vecchia. E questo non è possibile. Per cui se non si ravvedono siamo ad un passo dal baratro. C'è il rischio di perdere tutto il lavoro che abbiamo fatto. Per non pensare alla figura che faremmo di fronte al mondo. Sarebbe una follia, una vera follia per il paese". Già, tornano a galla vizi, mali, costumi della vecchia Alitalia. E questo rende tutto più difficile. Sarebbe un ricominciare da capo che non vogliono i nuovi amministratori e neppure il governo. Ecco perché il Cavaliere drammatizza: da una parte entra nella trattativa per ricordare a tutte le parti la posta in gioco e, magari, per prendersi il merito di un possibile "miracolo"; dall'altra, nel caso del fallimento di Alitalia, prepara per tempo il suo j'accuse, indicando i nomi di chi ha lavorato contro l'operazione di salvataggio e di l'ha sabotata. In fondo l'uscita di Berlusconi è stata anche una legittima difesa visto che Walter Veltroni e mezzo Pd, a trattativa ancora aperta, hanno messo sul banco degli imputati il governo dando per scontato il disastro. Un atteggiamento di cui il premier può dolersi fino ad un certo punto, visto che anche lui entrò a gamba tesa nella trattativa promossa dal governo Prodi tra Alitalia e Air France. Questa è l'Italia. Lo scambio di ruoli è all'ordine del giorno. Solo che questa volta per la nostra compagnia aerea non ci sarà un'altra occasione. Ed è proprio la consapevolezza generale che siamo all'ultima spiaggia la vera chance del governo e del suo premier. "La sinistra - fa presente Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl - ha sposato ormai la logica del tanto peggio, tanto meglio. Sono pronti a bloccare il sistema aeroportuale italiano pur di interrompere la luna di miele". "Solo che si sbagliano - gli va dietro Mario Valducci, uno dei consiglieri del premier -: l'opinione pubblica di questo paese sa benissimo che quelli che difende oggi la sinistra sono i vizi di Alitalia, i mali che l'hanno portata la fallimento. Inoltre lo ha spiegato benissimo oggi il commissario per i trasporti della Ue, Tajani: se i sindacati faranno saltare il tavolo si assumeranno la responsabilità di far perdere il posto di lavoro a 22 mila persone e la nuova società che sostituirà Alitalia potrà assumere sul mercato chi vuole. Ecco perchè alla fine sono convinto che una soluzione si troverà". Appunto, nessuno può permettersi un fallimento. È con questo spirito che ieri sera il Cavaliere ha parlato con Colaninno, Tremonti e i vertici di Cisl e Uil. Sapendo in fondo che anche per la Cgil, la sinistra e il Pd di oggi, in piena crisi, sarebbe difficile sfruttare di fronte all'opinione pubblica il possibile insuccesso con un premier che, forte di un indice di gradimento del 67%, li accusa di sabotaggio. Il paese di oggi non gli andrebbe dietro. "Vogliono che mi atteggi a capo dell'opposizione - diceva ieri nei padiglioni della Fiera del Levante il neo-comunista, Niki Vendola - ma io sono il presidente della Regione, ho un ruolo istituzionale. E Silvio Berlusconi è anche il mio premier".

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L'aeroporto di Caselle non decolla e cresce meno dei concorrenti (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

LODOVICO POLETTO ANDREA ROSSI Il nubifragio ha spazzato la pista per tutto il pomeriggio. Scariche di pioggia, vento a raffica. Bufera, ed è un po' la metafora dello stato d'animo di un aeroporto che oggi naviga nell'incertezza, mentre la trattativa per la nuova Alitalia si è arenata. E pensare che fino qualche giorno fa era in rampa di lancio per diventare una delle sei minibasi della nuova compagnia di bandiera. Un'opportunità di rilancio - avrebbe significato personale di stanza a Torino - per uno scalo che da due anni si fregia del premio "Aci Europe Best Airport Award", miglior aeroporto nella categoria tra 1 e 5 milioni di passeggeri per i servizi offerti ai passeggeri. Ora sul futuro di Caselle grava un'altra incognita. Nuovi dubbi su antichi nervi scoperti, perché non è tutto oro quel che luccica al "Sandro Pertini". La Sagat investirà trenta milioni di euro entro il 2011 per colmare una frattura che sta allontanando Torino dai suoi diretti concorrenti. Statistiche alla mano infatti, nonostante il restyling pre olimpico, l'aeroporto non decolla. E i 4 milioni e mezzo di passeggeri l'anno - obiettivo da coronare nel 2005 secondo il vecchio piano industriale - per ora restano un miraggio. Nel 2007 il numero di passeggeri arrivati e partiti da Caselle si è avvicinato ai tre milioni e mezzo, più 25,1 per cento rispetto al 2000. Tanto? Sì, a leggere solo il risultato torinese. No, se si guarda a quel che succede nel resto d'Italia. L'aeroporto di Verona ad esempio (omologabile per categoria al Sandro Pertini) nello stesso periodo ha compiuto un balzo in avanti di ben altra entità: +45,6%. E così tutti gli altri scali, a cominciare dal +52 per cento di Catania fino al +43 di Napoli. E se, anziché la crescita, si calcola il numero dei passeggeri che si trasportano Torino continua a inseguire: è dodicesima in Italia, superata da Bergamo, Bologna, Palermo, Napoli, Catania e altri ancora. E non è finita. Gli aeroporti "decollati" in questi anni sono riusciti a calamitare su di sé un numero impressionante di compagnie aeree, in grado di offrire alla clientela un ventaglio di destinazioni davvero appetibile. Ancora un dato: Verona offre 76 destinazioni contro le 36 di Torino, Napoli 60, Catania 44. Insomma: il torinese che ha bisogno di viaggiare è costretto ad andare fuori regione e scegliere altri scali. Certo, hanno ragione i portavoce Sagat quando dicono che Caselle "conta ben 234 collegamenti settimanali verso i principali hub europei", superata soltanto da Bologna che ne ha 300. Vale a dire: noi non abbiamo molte mete, ma siamo in grado di portare i nostri clienti verso gli hub (scali internazionali) da dove poi si può raggiungere ogni angolo del pianeta. E chi vuol venire in Piemonte? Stesso discorso: "triangola" su altri scali. A meno che non sia inglese e ami lo sci. D'inverno l'aeroporto è superaffollato di charter e lo sarà anche di low-cost. Grazie agli sciatori. Inglesi, ma anche russi e tedeschi, attirati dalle piste della Via Lattea o da quelle francesi a una manciata di chilometri. Un boom stagionale che non garantisce crescita duratura. Per recuperare passeggeri bisognerebbe allora puntare dritti sul low-cost come ha fatto la concorrenza. Ma le compagnie, da Torino, vanno e vengono. Raramente mettono radici. Vedi Ryanair, che annuncia e dismette voli in continuazione. E ha eletto come sua base privilegiata l'aeroporto di Bergamo. Negli ultimi mesi altre società, tra le poche presenti, hanno battuto in ritirata: da EasyJet a Skyeurope e Blue Air. E anche AirOne, che low-cost non è, ha rinunciato a due tratte prima della vendita alla nuova Alitalia: Barcellona e Parigi. Pochi passeggeri, non rendevano abbastanza. E pensare che Caselle è una delle basi di armamento della compagnia di Carlo Toto: personale di stanza a Torino, officine per la manutenzione. Il futuro è incerto. Che ne sarà della base AirOne? Fino a qualche giorno fa si ipotizzava che potesse passare alla nuova compagnia italiana, nata dalla fusione di Alitalia ed AirOne. O essere dismessa. Certo è che molto è legato a quel che la nuova compagnia di bandiera porterà in dote al Sandro Pertini. Fino a ieri Alitalia-AirOne era concorrenza spietata: stesse rotte, orari pressoché identici. Da domani potrebbe cominciare una nuova epoca. O finire tutto.

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Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Berlusconi incontra i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 14-09-2008)

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Ore cruciali per la compagnia. Il commissario straordinario aprirà la procedura di Cassa integrazione straordinaria per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a terra. Enac: licenza a rischio

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"Stiamo cercando di svolgere un lavoro paziente, testardo, a partire dal presidente del Consiglio, di cucitura perche' se fallisce, nessuno si illuda, interverranno altre ipotesi. Non c'e' piu' tempo", ha detto Sacconi. Il ministro Altero Matteoli invita il sindacato a capire che la situazione è drammatica. "Non ci sono piu' margini, dobbiamo chiudere altrimenti - afferma in un'intervista - siamo al fallimento di Alitalia, con tutte le ripercussioni occupazionali e di quanto altro vuol dire questa terribile parola". IL COMMISSARIO Voli a rischio da lunedì. Il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, nel corso dell'incontro con i sindacati ha infatti spiegato che "esistono difficoltà derivanti dagli approvvigionamenti di carburante, che potrebbero mettere a rischio alcuni voli". Fantozzi ha anche dichiarato che lunedì aprirà la procedura di Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a terra. "La mobilità per tutti - ha aggiunto - scatterà quando non ci sarà più niente da fare". "Le cose stanno precipitando per problemi con i carburanti e i creditori stringono i freni. La cassa sta finendo e ci sono problemi di volo. Non sto dichiarando stasera il fallimento ma la sitauzione è davvero grave", aveva anticipato Fantozzi dopo aver incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. "Vado doverosamente ad ascoltare i sindacati dirò loro cosa voglio fare - ha proseguito -. Tutti devono dimostrare buona volontà, questo è il momento della verità. Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvare Alitalia. Ogni componente deve fare la sua parte, soprattutto i lavoratori ma anche la Cai". ENAC Il presidente dell'Enac, Vito Riggio esprime "forte preoccupazione" sull'andamento delle trattative per rilevare la proprietà di Alitalia in relazione ai risvolti che ciò comporta sull'operatività della compagnia stessa. In particolare, il presidente evidenzia che, "qualora in tempi brevi non si riesca ad individuare la soluzione che garantisca la continuità operativa del vettore, verrebbero meno i presupposti sulla base dei quali era stata lasciata dall'Enac, il 2 settembre, la licenza provvisoria ad Alitalia per un periodo di sei mesi". Riggio, nel seguire attentamente l'evolversi della situazione, si augura che la vicenda "trovi a breve una soluzione positiva". IL PREMIER "Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e vediamo forte l'influenza della sinistra". Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con la scuola formazione di Forza Italia a Gubbio. Berlusconi intravede anche l'opera di alcune forze politiche: "In questo comportamento - ha aggiunto il premier - vediamo forte l'influenza della sinistra, che pur di dare uno smacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il paese se Alitalia dovesse portare i libri in tribunale. Spero che questo non accada". Se Alitalia fosse costretta a ''portare i libri in tribunale'' sarebbe un ''disastro arrecato a tutto il Paese'' che ''spero non accada'', ha concluso il Cavaliere. IL CAI ''Sulla piattaforme contrattuale sul piano la nostra posizione è ferma. C'è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma'', ha dichiarato l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, uscendo da Palazzo Chigi. E ha aggiunto: ''Non ci muoviamo da lì". ''Crediamo nel progetto'' ha aggiunto l'amministratore delegato di Cai, al termine della riunione a palazzo Chigi. ''Abbiamo ribadito al dottor Letta - ha spiegato Sabelli - la nostra posizione sulla piattaforma contrattuale e sul piano'' che è ''ferma''. ECCO COSA PREVEDE IL CONTRATTO CAI: TUTTE LE CIFRE - LA LETTERA "Essere umiliati così è grottesco"Quale futuro per Alitalia?La protesta dei lavoratori Commenti Invia commento Segnala ad un amico 13/09/2008 14:07 Angelo Lani Alitalia DEVE fallire! E' ora di smontare il meccanismo di privilegi aiuti e aiutini che l'ha portata sempre più fuori mercato e che ha trasformato i suoi dipendenti in una "casta". Qualcuno si è mai chiesto perchè qualunque pilota, ma anche tecnico ad apparente parità di condizioni preferiva lavorate per Alitalia? Ve lo dico io, perchè rispetto ad altre compagnie era un privilegiato! 13/09/2008 15:24 ivan fra l'eventuale fallimento di oggi e la sicura vendita ad airfrance ostacolata da berlusconi in primavera era molto meglio la seconda.. se si arriva al fallimento berlusconi è responsabile in prima persona di migliaia di licenziamenti che non ci sarebbero stati (oltre che del prestito ponte di 400 milioni di euro che lui ha preteso che prodi concedesse). chi paga le tasse si dovrebbe incazzare con berlusconi, chi non le paga fa bene a continuare a votarlo. 13/09/2008 15:29 Vittorio dice il buon sabelli: "c'è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma". una assoluta cotraddizione. a meno che intenda esprimere che 'quella' posizione è ferma dai tempi della rivoluzione russa. nasdrovje. 13/09/2008 15:34 paolo Pur di fare lo sgambetto a Berlusconi vedrete che l'accordo non verrà trovato- 13/09/2008 15:53 decio Che dire? Sergio Rizzo ha scritto oggi sul Corriere della Sera che alla casta dei sindacati si aggiunge la casta di chi lavora in Alitalia, alimentata da moltissimi privilegi.....d'altra parte siamo in Italia...... Bisognava pensarci prima.....Ora, a mio parere, occorre accettare il piano, sei sindacati lo accettano bene....sennò dimostraranno di essere i soliti egoisti, opporutnisti, ideologizzati!!!!!!!!!!!!!!Della serie: pur di non far felice mia moglie, mi eviro.... 13/09/2008 16:15 sara Io sono per i diritti dei lavoratori, è giusto garantire un posto di lavoro ecc... ma sinceramente per quanto riguarda l'Alitalia i sindacati dovrebbero solo chiudere la bocca. è da quando sono nata che prendo aerei, ho volato su quasi tutte le compagnie, e posso dire che come l'Alitalia non esiste. L'unico motivo per cui continuo a prenderla è perchè essendo sempre vuota, nei voli Usa-Italia mi posso sdraiare su 4 seggiolini! Il servizio fa schifo, non provare a chiamare una hostess perchè tanto non vengono, passano il volo sul fondo a dormire! Sulle altre compagnie come le chiami dopo 1 secondo sono subito lì a portarti quello che vuoi. Mi dispiacerebbe se fallisse perchè comunque è comoda per gli italiani, soprattutto per i voli internazionali, anche perché ovunque tu debba andare in Italia con un treno o una macchina riesci a raggiungere la destinazione finale. Mi dispiace ma in questa compagnia ci sono più cose negative che positive 13/09/2008 17:17 gabriele mandateli a casa quei lavativi..... l'alitalia deve fallire cosi' tutti a casa poi i nuovo imprenditori assumeranno il giusto numero di dipendenti.... come succede in tutte le aziende private.... se no' manadateli tutti a lvaorare alla cgil da epifani..... pagliacci 13/09/2008 17:22 decio Ivan, lo vuoi capire che Berlusconi non ha impedito nessuna vendita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! te l'ho già scritto, i giocatori erano tre, 1)Air France, 2)Prodi 3) i sindacati. Berlusconi era all'opposizione e quindi non poteva far nulla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ivan, apri gli occhi! i sindacati hanno respinto l'offerta di Air France e viceversa, non si sono traovati accordi! 13/09/2008 17:39 Alex Se fallisce la cordata di avvoltoi non avrà modo di lucrare sull'alitalia lasciando le beghe allo stato e di questo godo assai. Mi dispiace solo per i lavoratori che rimarrano a piedi. 13/09/2008 17:51 vito se l'accordo non si farà sarò contento.un po' perchè è una compagnia del cavolo, un carrozzone costoso e inutile e poi perchè sarà chiaro a tutti finalmente come il pd e i sindacati di sx ,in particolare la cgil, hanno fatto l'impossibile perchè non si arrivasse all'accordo e farla fallire per incolpare ll governo e berlusconi.povera e misera sx, se l'alitalia verrà dichiarata fallita ,la colpa e il licenziamento dei suoi 20000 lavoratori sarà solo vostra, dovreste vergognarvi di questo boicottagio. 13/09/2008 17:57 Giampyviola Fallimento? e sia! tra sei mesi di Alitalia non importerà più niente a nessuno, tranne quei 25 mila lavoratori che saranno costretti a barcamenarsi tra un call-center, un'assunzione part-time a Volare o ad AirOne: d'altronde è stata una libera scelta. Gli altri 58 milioni di italiani risparmieranno oltre 600 milioni di euro l'anno (tanto è costata la compagnia di bandiera negli ultimi 6 anni) e non avranno certo problemi a trovare una compagnia aerea alternativa (l'offerta non manca certo). 13/09/2008 18:33 angelo aquilani per Nuova Destra Sociale il piano industriale della nuova ALITALIA e' gia' morto ,quindi l'unica certezza al momento e' il fallimento . scusate ma non doveva essere un grande piano che avrebbe salvato la compagnia? non mi pare proprio. grazie berlusca.... 13/09/2008 18:33 Dany Le vere motivazioni politiche di quest' oscenità in atto, con la cordata "speculativa" italiana e Air France (chapeau) che se la ride e prenderà fra due anni la compagnia(?)a molto meno dei 20 cent x azione del Marzo 2008 (altro che svendita) e troverà una compagnia "ripulita", è il caro B. che non si è fatto scrupolo di usare la trattativa per motivi politici contro il governo P a discapito dei 4000 esuberi in più e di quasi 1 miliardo di euro in meno se si considera l' offerta del Marzo 2008, e la cosa più triste è che i dipendenti Alitalia lo hanno pure votato alle elezioni, che fessi ... 13/09/2008 18:43 homer Mi vien da ridere, al solo fatto che alcuni piloti si possano lamentare del fatto di doversi pagare il viaggio da casa al lavoro, da quel che sò tutti i lavoratori ITALIANI si pagano di propria tasca il viaggio. In risposta ad una lettera scritta da un pilota ALITALIA, gli operai italiani lavorano, con meno privilegi,come minimo 40 ore settimanali e non 36, e sono anche istruiti e specializzati, senza nulla togliere alla categoria piloti di aerei che IO stimo e ammiro 13/09/2008 19:04 jetset x decio: caro decio, mi sa che quell'aquila di ivan si diverta a scrivere balle. Il bello è che dice a noi "svegliatevi italioti"! Non prendertela, lui accuserebbe il governo anche dell'ascesa di Stalin, i sinistri sono talmente ideologizzati che pur di sputare contro gli avversari inventano una realtà tutta loro. Infatti la sinistra, se noti, non è mai "per qualcosa" ma sempre "contro qualcosa" a meno che non si tratti di creare danni all'italia: in questo caso appoggiano anche le scelte più folli. E' la loro ragion d'essere, senza nemico sono in braghe di tela. Quando hanno governato, infatti, non avevano più nemici su cui sparare perché toccava a loro ed allora si sono sparati vicendevolmente (ed abbiamo visto che rovina per il nostro paese). 13/09/2008 19:15 Antonio Anche stavolta la politica ci ha messo lo zampino.Si deve privatizzare non solo ALITALIA ma tutte le industrie di stato,enti,consorzi ecc,punti di riferimento di chi attraverso la politica sfrutta non solo lo Stato ma tutti contribuenti e di conseguenza tuti i citadini sopratutto i più bisognosi.Devono finire tutti questi privilegi,ecco perchè oggi come oggi diventa difficilissimo riportare i lavoratori Alitalia alla stregua di quelli di altre compagnie private.I sindacati nel tempo, pure di avere più tessere, anche in questa occasione hano chiuso tutti due gli occhi per creare ulteriori disparità di trattamento tra lavoratori. 13/09/2008 19:53 giorho Gli Italiani sono stufi di mantenere questi carrozzoni che fanno comodo a politici e sindacati e che sono perennemente in perdita. 13/09/2008 20:01 GIOIR HA RAGIONE , COME SEMPRE, BERLUSCONI !!! C'E' LO ZAMPINO DELLE SOLITE SINISTRE E QUINDI LA TRATTATIVA NON SI POTRA' RISOLVERE POSITIVAMENTE PER QUEI 20000 , IL CUI DESTINO E' SEGNATO , SE NON RIESCONO A SGANCIARSI DALLA CGIL CHE LI MANOVRA...!!! 13/09/2008 20:26 ed Mi sta venendo un forte dubbio.... Che questi cogl..... di dipendenti Alitalia non hanno capito che i sindacati e i loro accoliti sinistri stanno giocando sulla loro pelle. Ma cosa ti aspetti da gente che ha sempre creduto alle idiozie dei demagoghi della politica fannullista. La resa dei conti e' veramente vicina come in tutto il settore pubblico ,chi piu' chi meno. La pacchia e' finita! O l' Italia ritorna allo spirito del fare , del merito e dell'intraprendere del dopoguerra e del boom economico ... o siamo fritti. I rami secchi vanno tagliati. Sono tanti. Sono troppi. Alitalia e' uno di questi. .......ma ancora molti altri ne mancano! Avanti col lavoro di tosatura!!!!! 13/09/2008 20:34 savio E'triste di questi tempi vedere giovani laureati con master al seguito che si barcamenano tra mille lavori pur di sbarcare il lunario!!! Questo è umiliante, studiare e faticare per ritrovarsi con un niente. Basta con questi discorsi sconfusionati, un paese che non garantisce niente alle sue generazioni emergenti non può permettersi di salvaguardare una massa di lavativi, raccomandati e pieni di se, dite pure loro che è tempo di vacche magre per tutti...i servilismi e i privilegi ci hanno portato al punto in cui siamo oggi....un punto molto basso!! 13/09/2008 20:52 paolo ma vete mai volato alitalia?!comparate i servizi nostrani con quelli esteri,bahhh!!!lavativi(non a caso, i dipendenti alitalia sono quasi tutti romani de roma) e presuntuosi!!andate a lavorare ma,in fabbrica!!!a 1.000 euro al mese. 13/09/2008 20:57 LEO BASTA CON QUESTA BUFFONATA DI ALITALIA!!! SE UNA IMPRESA PERDE MILIONI DI EURO ALL'ANNO, SE LA FLOTTA INVECCHIA ANNO DOPO ANNO, SE IL SERVIZIO A BORDO FA SCHIFO, SE L'OSSATURA NAZIONALE É COMPOSTA DA MD82 E MD11(!)DI MD DONNEL/DOUGLAS (AZIENDA RILEVATA DA BOEING CIRCA 10 ANNI FA), SE NON CI SONO I SOLDI PER PAGARE TRE LEASING, SE UN PILOTA ALITALIA LAVORA LA METÁ DI UNO LUFTHANSA (É TUTTO DIRE!!) DEVONO ANDARE TUTTI A CASA E LASCIARE LE ROTTE AD ALTRE COMPAGNIE. E POI BASTA CON BERLUSCONI, MI AVETE ROTTO LE PALLE. LA BUCA ALITALIA É STORICA........................... 13/09/2008 22:07 cricos Purtroppo mi dispiace per la gente che perde il lavoro,ma comunque se si e' arrivati a questa conclusione e' perchè negli anni passati alitalia (come altri enti pubblici) serviva per sistemare amici e parenti in cambio di voti sicuri e così ,una volta avuto il posto fisso ,si potevano godere assenze e lunghi giorni di malattia anche per un semplice raffreddore .Ora che il vento è cambiato ed è ora di iniziare a lavorare ,ci siamo accorti che ci sono più di 2000 esuberi...ma prima ,cosa facevano queste persone?(oltre che a rubare nelle valigie di noi poveri viaggiatori?) 13/09/2008 22:25 ivan decio ti sbagli.. si era in campagna elettorale e se prodi avesse venduto ad airfrance come voleva fare berlusconi avrebbe detto agli italiani che prodi aveva svenduto allo straniero... tanto, senza prova contraria nessuno poteva smentirlo sulla cordata italiana. vendere allora significava perdere quel poco che c'era per sperare di competere alle elezioni.. che poi sono state perse comunque. 13/09/2008 23:27 Dany SVEGLIATEVIIII!!!!! la luna di miele è finita, il contaballe ha i mesi contati :-)))) Sono presenti 25 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Ma se il ministro è nuda sui calendari!" (39 commenti) 00:21:58 - non so se ridere o piangere...dopo famiglia cristiana, pure fini è considerato comunista dalla gente[...] La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi 00:18:51 - sarò malpensante ma la penso così, e se invece di dare la maggior parte dei soldi per le ricerche a [...] L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana00:18:35 - non sto dicendo che non ci siano ricerche utili, ma purtroppo quelle che servono veramente vengono m[...] L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana00:04:20 - @lucaGE:vorrei proprio vedere un federer-sampras con i due al massimo della condizione!!!certo sapra[...] 5 volte Federer!23:54:46 - mah per me una persona che si sposta da sola su un'automobile grande quanto un camion di 20 anni fa,[...] "Giovedì senz'auto per tutti"23:27:53 - SVEGLIATEVIIII!!!!! la luna di miele è finita, il contaballe ha i mesi contati :-))))[...] Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati23:11:18 - infatti sig. Napolitano, chi l'ha fatta è il primo a sentirla si dice. Se la legga bene la costituzi[...] "La Costituzione non è astratta Richiede coerenza nelle azioni" Fini: "La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec ilsole24ore.com"; urchinTracker();.

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Alitalia, ultimo round<Manca il carburante> (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, ultimo round"Manca il carburante" frenetica trattativa per il salvataggio Sindacati e cordata a palazzo Chigi. Stasera nuovo incontro Roma. Domani salteranno i primi voli: di fronte alla possibile insolvenza di Alitalia, il mercato petrolifero comincia a negare le forniture di carburante. Scatterà la cassa integrazione per 700 addetti di volo. È il drammatico annuncio del commissario Augusto Fantozzi, mentre Vito Riggio, presidente dell'Enac (Aviazione civile) spiega che se non ci sarà una svolta immediata la compagnia potrebbe perdere la licenza di volo. Per cercare di impedire il tracollo si è mosso il premier Silvio Berlusconi. Dopo aver lanciato alcune accuse ("La colpa del fallimento della trattativa è della sinistra") ha convocato per le 21 di ieri sera i sindacati a palazzo Chigi. In tarda serata sono stati convocati i rappresentanti della cordata italiana della Cai che dovrebbe comprare il pezzo "buono" di Alitalia ma che si è ritirata dal confronto venerdì pomeriggio. Ne è scaturita una proposta per l'inquadramento dei piloti. A mezzanotte è cominciato un nuovo confronto con i sindacati, che riprenderà stasera. Il destino dell'Alitalia non è più questione di giorni, ma di ore. lombardi e altri servizi >> 3 14/09/2008 Iride, la fusione va verso il flop 14/09/2008 clienti nel caos 14/09/2008 il call center: "PrenotI pure" 14/09/2008 Roma. "Non c'è nessun motivo per non prenotare. Tutti i nostri voli sono operativi e non ci risultano cancellazioni". È il messaggio tranquillizzante che un'operatrice del call center Alitalia ci fornisce dopo oltre un'ora di attesa. Ma la realtàè ben diversa e rischia di precipitare. servizio >> 3 14/09/2008 LA DOMENICA 14/09/2008.

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Voli dirottatie altri rimandati (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Superlavoro POMERIGGIO a dir poco movimentato, ieri, per lo scalo genovese di Sestri Ponente. Poco prima dell'allarme per il Piper britannico (che aveva la spia del carrello fulminata) il Cristoforo Colombo s'era dovuto attrezzare per un altro fuoriprogramma, un dirottamento passeggeri. Nulla di grave, per carità. Semplicemente, il volo Napoli-Torino non poteva atterrare a Caselle causa maltempo. Dunque, è stato dirottato su Genova, dove i passeggeri sono scesi dall'aereo e immediatamente saliti su un autobus diretto nella città della Mole. E per la serie non c'è due senza tre, concluso l'allarme per il Piper autarchico proveniente da Poitiers, al Colombo hanno avuto il terzo fuori programma della giornata. Anzi, del pomeriggio. Per una batteria andata fuori uso, il volo Genova-Roma delle 19 è saltato. O meglio, slittato alle 23,30. Con buona pace del centinaio di passeggeri che - una volta saliti a bordo - pensava già alla cenetta romana e agli appuntamenti presi nella Capitale. Invece, niente da fare. Una volta verificato che la batteria non funzionava, il comandante ha dato disposizioni al personale di bordo per far scendere tutti i passeggeri, ai quali sono stati ovviamente poi riconsegnati i bagagli. Compreso che era una questione di sicurezza e non di protesta per le spinosissime vicende Alitalia di questi giorni, 67 passeggeri se ne sono tornati mogi (e non proprio contenti del contrattempo) verso le sale d'attesa, con la speranza di partire alle 23,30. Una trentina di loro, però, ha invece preferito tornarsene a casa, annullando il volo. Meglio dormire nel proprio letto, per poi ripartire questa mattina presto e brigare tutti gli impegni presi a Roma. 14/09/2008.

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Brunetta:nello statonon c'è posto (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Esuberi nÈ UNA GIORNATA particolare, e si vede. Niente bagno di folla, niente processione con notabili e politici, niente visita agli stand della Fiera del Levante: Silvio Berlusconi fa il suo intervento a Bari con la mente rivolta altrove. Il premier pensa alla grana che si è lasciato alle spalle, ma solo per poche ore: l'Alitalia è a un passo dal fallimento e i sindacati non cedono di fronte ai tagli di personale e stipendi annunciati dai soci italiani di Cai, gli imprenditori italiani che lui ha mobilitato per rilanciare l'azienda, anche a costo di modificare 3 leggi per rendere possibile l'operazione Fenice. È una scommessa politica, che il Cavaliere non può permettersi di perdere e che richiede un suo intervento diretto. Berlusconi decide quindi di tornare nella Capitale, dove si piazza in trincea per impedire il peggio e nell'attesa che si vada al rush finale, sapendo che le nove sigle dei lavoratori Alitalia richiederanno la sua mediazione personale. Il che accade puntualmente in serata, dopo una giornata costellata di annunci drammatici. Non c'è più il carburante. I fornitori si tirano indietro. Da lunedì parte la Cig per i primi 700 dipendenti. C'è molta verità negli annunci di Fantozzi, dei ministri e perfino dell'Enac. Ma la parola d'ordine è lavorare ai fianchi i sindacati per convincerli a chiudere una partita che può chiudersi con un accordo o con il fallimento di tutta l'azienda. Berlusconi se la prende con la Cgil e l'opposizione: "Ci sono motivazioni politiche che impediscono l'intesa", si sfoga. La mente corre al leader del Pd, Walter Veltroni, che spara bordate. Il Cavaliere è irritato per la linea dura del Pd. Ma non si arrende. Con Gianni Letta che lavora dietro le quinte, punta ad ammorbidire i soci di Cai e a riportare i sindacati al tavolo del negoziato. Con tutti mezzi: se il carburante manca, i sindacati fanno sapere che in Italia il fornitore numero uno è l'Eni. Forse basterebbe fare una telefonata al patron, Paolo Scaroni, nominato dal Tesoro, ma evidentemente nessuno la fa. Rinviare la resa dei conti non aiuta. È meglio dire le cose come stanno, quando in cassa restano 50 milioni e gli "avvoltoi" (per dirla con Sacconi) volano bassi. Così fa anche il ministro Renato Brunetta, che taglia definitivamente i ponti con l'ipotesi degli esuberi nella pubblica amministrazione: "Se entra un solo dipendente Alitalia, esco io". Niente scorciatoie: o i sindacati firmano o i creditori si faranno avanti per spartirsi le spoglie. M. Lo. 14/09/2008.

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Alitalia rimane a secco (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Vertice coi sindacati e la cordata. Nuova proposta per i piloti: oggi ci si rivede Roma. La notte delle trattative lascia Alitalia appesa un filo: oggi ci si rivede. Secondo fonti sindacali per chiudere. Ieri il premier Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi e, al termine di una nuova giornata di ultimatum e nubi nere sopra la compagnia di bandiera, ha chiamato a Palazzo Chigi i sindacati nel tentativo estremo di raddrizzare una situazione già per molti versi compromessa. A presiedere nella notte le riunioni non stop il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, alla presenza dei ministri del Lavoro Maurizio Sacconi, dei Trasporti Altero Matteoli e il commissario straordinario Augusto Fantozzi. Dopo una prima consultazione con vertici dei sindacati, c'è stata una sospensione. Al tavolo il posto è stato ceduto alla controparte, l'amministratore di Compagnia aerea italiana Rocco Sabelli e al responsabile Corporate di Intesa SanPaolo Gaetano Miccichè. Più tardi, verso mezzanotte, è arrivato anche il consigliere delegato Corrado Passera. Poi, all'una, Sabelli e Passera se ne sono andati, la palla è rimasta in mano ai sindacati, che hanno lasciato la sede del governo all'una e mezza. Il segretario nazionale dell'Ugl Trasporti, Roberto Panella ha detto alll'uscita: "Da parte del governo c'è la volontà di arrivare a una soluzione". Una possibile strada per l'intesa, secondo fonti sindacali, sarebbe che il contratto unico per i dipendenti della nuova Alitalia non includesse la categoria dei piloti che sarebbero invece inquadrati con un contratto specifico analogo a quello dei dirigenti. Questa mattina il governo dovrebbe convocare le associazioni degli assistenti di volo e i sindacati che rappresentano il personale di terra per provare a far ripartire il confronto. Ma intanto da domani potrebbero saltare tutti i voli. I fornitori non sono più disposti a dare il carburante a una azienda sull'orlo del fallimento. Il dramma dell'Alitalia è nell'allarme lanciato dal commissario straordinario Augusto Fantozzi all'incontro con i sindacati, convocati d'urgenza al quartiere generale della Magliana ieri pomeriggio per un aggiornamento che ha i toni cupi di un de profundis perché dietro l'angolo c'è lo spettro di un fallimento. "Non ci riforniscono di carburante. Da lunedì scatta la cassa integrazione per il personale di 34 aerei che sono già fermi", dice Fantozzi. Si tratta in tutto di 700 persone. È una corsa contro il tempo per evitare il baratro. Alla giornata campale partecipa in prima persona Berlusconi, con il quale i sindacati chiedono di trattare direttamente: "Siamo con il fiato sospeso" dice il premier di dare il via al tavolo notturno. Berlusconi non si trattiene alla Fiera del Levante di Bari e torna di corsa a Roma, dove nel frattempo a palazzo Chigi prende corpo il tavolo coordinato da Gianni Letta. A metà giornata l'obiettivo del governo è di riportare i sindacati al tavolo della trattativa. Ma c'è anche il problema di ammorbidire la posizione di Roberto Colaninno e soci. Senza contare poi i tempi stretti imposti da Fantozzi all'accordo perché le risorse della società sono agli sgoccioli e i creditori bussano alla porta. L'imperativo è quello di guadagnare qualche scampolo di tempo sulle procedure di liquidazione ma anche di strappare qualche concessione in più alla Cai. "Non è vero che il governo chiude la trattativa. L'esecutivo è sempre disponibile, e anche il presidente del Consiglio, per giungere all'unica soluzione possibile ed evitare il fallimento", sostiene il premier prima di scendere in trincea. L'unica soluzione possibile sarebbe l'accordo tra i sindacati e i futuri padroni della compagnia, ma la giornata è attraversata anche da voci su sbocchi alternativi. Si parla di un piano B con Lufthansa e British Airways, che non trova conferma. Si parla di un ritorno di Air France. Si parla anche delle prime crepe che si starebbero aprendo nella cordata di fronte alle incognite e alle grane di un'operazione su misura, che sembrava tutta in discesa e invece è un campo minato. Il ministro Sacconi si fa carico di rispondere fra le righe alle indiscrezioni incontrollate, che rischiano di complicare il lavoro di chi tenta di piegare le resistenze dei sindacati, spiegando che l'accordo con la Cai è l'ultima spiaggia. "E' una lotta contro il tempo. Si sono manifestati già scricchiolii operativi della società: sarebbe paradossale se, raggiunto l'accordo sindacale, non ci fosse più il tempo per garantire l'uso degli slot. Si sono alzati in volo gli avvoltoi, indifferenti all'interesse nazionale come a quello dei lavoratori per un loro misero calcolo politico". È guerra di nervi. Il pressing sui sindacati fortissimo. Premono il governo e Berlusconi, che cerca di caricare sulla Cgil il peso di un eventuale fallimento. Preme Fantozzi, che agita lo spettro di un fallimento alle porte, che è sospeso ancora per poche ore solo perché lo ha chiesto il governo: "Non dichiaro stasera il fallimento ma la situazione è davvero grave", spiega il commissario. Anche l'Enac, l'Ente di controllo dell'aviazione civile, lancia il suo bravo allarme: "La licenza provvisoria rilasciata da Alitalia il 2 settembre è a rischio", dice il presidente Vito Riggio. Tutti tendono ad accreditare una situazione senza ritorno per far pressione sui sindacati. La cordata ribadisce le sue condizioni: le uniche in grado di giustificare la discesa in campo degli imprenditori, spiega Sabelli a Letta e ai ministri, impegnati a chiedere uno sconto. "Sul contratto e sul piano la nostra posizione è ferma", dice l'amministratore di Cai. Poi maratona notturna. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 14/09/2008 i rumorsNella giornata si è parlato anche di un piano B con British Airways e Lufthansa 14/09/2008.

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E il call center promette nuovi voli per gli Usa (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La crisi al telefono L'ottimismo imperanei messaggi preregistrati. L'operatrice: "Linee tutte operative, nessun motivo per non prenotare" 14/09/2008 ROMA. "Buongiorno. Gli Stati Uniti ti aspettano. Dal primo giugno cinque voli settimanali diretti da Roma per Los Angeles. Chiedi informazioni all'operatore". La trappola dei messaggi pre-registrati, quelli che intanto fanno correre il contatore degli scatti (la chiamata al call center di Alitalia è su un numero urbano), assume in certi contesti una dimensione amara e paradossale. Chiami Alitalia (06-2222) e questo è il messaggio di presentazione. Provi ad aprire il sito internet e l'avvertenza appare chiara: "Alitalia informa che continuerà ad operare i propri voli come da orario in vigore, e che onorerà prenotazioni e biglietti, mantenendo il proprio programma MilleMiglia e tutti i servizi verso la clientela". Peccato che la data sia quella del 5 settembre e che sia passata già una settimana in cui sono avvenuti più avvenimenti che in un lustro. Peccato che mentre Alitalia informa che onorerà tutto l'onorabile e faccia sognare traversate transoceaniche con i cinque voli cinque per gli Usa, il carburante sia agli sgoccioli e la situazione della compagnia di volo sembri, tanto per usare una facile metafora, precipitare. Anche l'assalto al call center dei viaggiatori in ambasce ha provocato, ieri, più di una difficoltà agli operatori. Al Secolo XIX non è bastata un'ora per riuscire finalmente a prendere la comunicazione, tra infinite richieste di scuse (sempre pre-registrate) "per il protrarsi dell'attesa". È inutile tentare la scorciatoia di premere altri numeri tra quelli indicati dalla voce guida: ci si perde nel consueto dedalo di numeri che rimandano ad altri numeri finché alla fine non cade la linea. Ma alla fine la pazienza è premiata e la risposta suona inaspettatamente incoraggiante: "Non c'è nessun motivo per non prenotare - spiega la voce (stavolta autentica e non sintetizzata) dall'altro capo della cornetta - perché per noi tutti i voli sono operativi e non ci è stata comunicata nessuna variazione, né risultano cancellazioni". Per un istante corre la tentazione di volare fino a Los Angeles, imbarcandosi su uno dei cinque voli settimanali dalla capitale. Peccato che sia solo un test. M. Men. 14/09/2008.

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Dopo il collasso finanziario di xlora sono 30 le compagnie a rischio (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Possibile bancarotta londra. Sono circa 30 le compagnie aeree che rischiano la bancarotta prima di Natale, ha affermato ieri l'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh. Potrebbero quindi diventare sempre più frequenti, spiega Walsh citato oggi dai principali quotidiani inglesi, scene come quelle di venerdì, quando 85 mila passeggeri sono rimasti bloccati in varie località del mondo dopo il collasso finanziario della XL Leisure Group, terzo tour operator britannico che controlla la linea aerea di charter XL Airways (nome sparito, per merito di una toppa, anche dalle maglie del West Ham, squadra di calcio inglese che aveva XL come sponsor). Tra le prossime vittime, insomma, potrebbe non esserci la sola Alitalia. Tra le cause principali la diminuzione delle prenotazioni - conseguenza della crisi economica - e l'aumento del costo del carburante, duplicato nell'ultimo anno. "È la peggior situazione commerciale mai attraversata dall'industria (turistica)", ha detto Walsh, che ha anche annunciato fino a 1.400 tagli per British Airways. Per ora il programma di riduzione personale è affidato a un piano di esodi volontari, ultimo step di un piano di ristrutturazione iniziato nel 2005 ma che ultimamente ha subito un'accelerazione: non si esclude che entro la fine dell'anno non si passi a veri e propri licenziamenti. I più a rischio sarebbero le compagnie aeree e i tour operator più piccoli. Ma anche i più importanti tour operator britannici, TuiTravel e Thomas Cook, hanno già annunciato il taglio dell'8% del numero di pacchetti turistici in offerta per l'estate 2009, nel timore che la domanda di vacanze possa calare ancora. Riduzione dei voli, soprattutto in inverno, per British Airways e Ryanair. 14/09/2008.

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Abolizione dell'opposizione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Maria Novella Oppo TG2 ORE 13: ABOLIZIONE DELL'OPPOSIZIONE. Non un minuto, non una notizia, non una citazione per forze politiche esterne alla maggioranza. Lungo servizio per Berlusconi e un aggiornamento sull'Alitalia durante il quale è stata data la parola al ministro Sacconi, senza alcun contraddittorio. Giustamente lungo e documentato il filmato sul presidente della Camera Fini e le sue importanti dichiarazioni, accompagnate, per amore di simmetria, da una inutile citazione del presidente del Senato Schifani. Poi, ovviamente, il Papa a Parigi e qualche notizia di cronaca disastrosa. Ed è tutto. Ma, per tornare a Fini, il suo intervento davanti ai giovani di An (partito peraltro estinto) ha smentito le gravi retromarce parafasciste di Alemanno e La Russa, sostenendo che "ogni democratico deve essere antifascista", cioè credere a libertà, uguaglianza e giustizia sociale. Bravo. Avrebbe potuto aggiungere che la libertà contempla l'esistenza dell'opposizione, tanto per farlo sapere al direttore del Tg2 Mazza, che è del suo stesso fu partito. FRONTE DEL VIDEO.

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Operazione bidone (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Nicola Cacace Il piano Fenice Che Berlusconi non abbia avuto avuto remore ad usare Alitalia in campagna elettorale è triste ma in linea con la cattive abitudini italiche. Che egli oggi persista nella sua spregiudicata campagna per sottrarsi alle responsabilità di una amara "frittata" è grave. segue a pagina 27.

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Il solito Berlusconi accusa la sinistra e i lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Natalia Lombardoinviata a Bari Ghe pensi mi: "Adesso intervengo io nella trattativa Alitalia, perché non capisco questo atteggiamento suicida. Ci sono motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori". Colpa della sinistra, naturalmente. Silvio Berlusconi ha mozzato in dissolvenza il suo discorso all'inaugurazione della Fiera del Levante di Bari, anche prevenendo un malore che sembrava stesse per colpirlo di nuovo, ed è volato a Roma. Di corsa, per incontrare Gianni Letta a casa sua a Palazzo Grazioli, e farsi aggiornare dal sottosegretario suo consigliere dei concitati incontri: con Fantozzi e Sabelli, del vertice Cai. E poi, in serata, l'incontro con i sindacati: "Stiamo col fiato sospeso... " sospira. Una catastrofe che lo "preoccupa moltissimo", ha detto il premier tornato a Roma, ma non fa altro che prendersela con la sinistra: accusa il "comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti" e diffonde il sospetto che "ci sia una forte influenza della sinistra che, pur di dare smacco al governo, non esita a considerare poco importante il disastro che ne deriverebbe se Alitalia portasse i libri in tribunale". Si augura che "non accada", il premier, ma l'accusa lanciata alla sinistra è pesantissima. In realtà deve pensarci per forza Berlusconi a trovare una soluzione che possa intervenir anche sulla famosa "cordata" che potrebbe sfaldarsi. In questi giorni ha fatto balenare la possibilità di un rientro di una compagnia straniera, ma mascherando il tutto sotto la veste dell'italianità. Ma la questione Alitalia rischia di scoppiargli fra le mani lasciando un buco di credibilità enorme dopo aver fatto saltare la trattativa del governo Prodi con Air France e aver puntato tutto sulla cordata italiana che pone condizioni durissime e offre poco. Addio ottimismo, il cavaliere affaticato anche a Bari ammette: "abbiamo qualche difficoltà" ma le scarica sul deficit "ereditato". Ma la questione Alitalia a questo punto è la prova del nove per quel consenso che vanta al punto di esserne "imbarazzato". Dopo aver impostato tutta la campagna elettorale vagheggiando la "cordata italiana" che, dopo quattro mesi è riuscito a mettere in piedi ma a costo di prezzi terribili per i lavoratori, e la stessa mortificazione della compagnia a tratte minime. Arrivato a Bari attorno alle undici di mattina, in aereo il premier non avrebbe parlato che del caso Alitalia con chi lo accompagnava, Paolo Bonaiuti, il ministro dei rapporti Regionali, Fitto e il deputato Pdl Giacomoni. Preoccupato, Berlusconi ha deciso di prendere il mano la situazione. Il filo con Gianni Letta non si è interrotto, se non quando il premier, dal palco della Fiera del Levante, ha ascoltato i discorsi delle istituzioni locali: il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che il premier ha ascoltato con ammirazione, lo ha ringraziato per aver accolto i rifiuti campani ma, a parte la rassicurazione sul "federalismo che aiuterà il Sud" non ha dato risposte sulle richieste della regione in quanto a infrastrutture. Discorsi troppo lunghi rispetto alle previsioni di Berlusconi, dicono, quando ha cominciato a parlare è apparso stanco, gonfio e ripetitivo, poi dopo venti minuti ha chiuso. La pressione in calo (sarà stato anche il festeggiamento notturno a suon di Apicella del matrimonio di, Elvira Savino), l'ansia per Alitalia. Il sindaco Emiliano era stato travolto da una valanga di fischi dalla platea di centrodestra quando ha alzato il tono sulla "resistenza di tutti i meridionali" contro il fare di "tutta l'erba un fascio" sulla questione rifiuti. Salvo poi invitare Berlusconi, che ha accettato, all'inaugurazione del Teatro Petruzzelli il 6 dicembre e il 19 per la consegna della chiesa ortodossa di San Nicola al patriarcato di Mosca. Il Silvio di Bari, invece, ha portato un temporale che non si vedeva da quattro mesi, motivo di più per evitare il giro fra gli stand e volare a Roma dopo essersi velocemente ripreso. Al suo rientro nella capitale Berlusconi si è subito incontrato con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta che per tutta la giornata ha tenuto i contatti con il commissario Fantozzi e con la cordata Cai. Il quadro è nero, le possibilità di riannodare i fili della trattativa sono esili. Una soluzione positiva della più grave crisi aziendale degli ultimi anni appare lontana. "Sono qui, cerchiamo di risolvere... probabilmente incontrerò i sindacati" ha comunicato il premier appena fuori da Palazzo Grazioli. Poco dopo è arrivata la convocazione ufficiale dei sindacati confederali e dell'Ugl a Palazzo Chigi. Ma nella notte i sindacalisti hanno incontrato non il premier bensì Letta, i ministri Sacconi e Matteoli e l'amministratore straordinario di Alitalia, Fantozzi.

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Alitalia ultimo atto: voli a rischio Berlusconi a mani vuote chiama i sindacati e accusa la sinistra (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Parte la cassintegrazione per alcuni piloti e il commissario Fantozzi avverte che sta finendo la benzina e che domani alcuni voli saranno a rischio. Per Alitalia sembra l'inizio della fine. E mentre a Fiumicino vanno in scena le proteste dei dipendenti, Berlusconi convoca i sindacati. "Ci penso io" spiega e poi dà la colpa "alla sinistra". Duro Bersani: "Non sa più che dire perché ha inflitto Alitalia in questo disastro per pure ragioni elettorali". Lombardo, Pivetta, Rossi, Matteucci, Venturelli e Salvatori alle pagine 2, 3, 4 e 5.

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Biglietti? È meglio aspettare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Biglietti? È meglio aspettare..." Nella giornata più nera della vicenda Alitalia, migliaia di viaggiatori hanno telefonato ieri al call center della compagnia per avere informazioni sulla situazione dei voli e la validità dei biglietti. Le ultime notizie hanno, infatti, creato un allarme generalizzato non solo tra i dipendenti ma anche tra i cittadini. Il call center dell'Alitalia è stato sommerso dalle chiamate: tutti vogliono sapere se potranno partire lunedì con in voli della compagnia di bandiera. I centralinisti hanno sconsigliano l'acquisto immediato: "Aspetti a comprare il biglietto: ancora non sappiamo niente di sicuro". Oggi, forse, emergerà qualche elemento di maggior chiarezza sulla possibilità per i passeggeri di poter volare regolarmente nei prossimi giorni.

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Ma sono i piloti tifosi di An a far saltare il tavolo La Cgil: Quale sinistra... il presidente del Consiglio guardi alla sua destra (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ma sono i piloti tifosi di An a far saltare il tavolo La Cgil: "Quale sinistra... il presidente del Consiglio guardi alla sua destra" di Luigina Venturelli/ Milano SVARIONE Prima di allarmarsi per possibili sgambetti politici al salvataggio di Alitalia, "il presidente del Consiglio farebbe bene a guardare alla sua destra" ha rilevato il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, ricordando il cuore nero che batte nei rappresentanti sindacali più agguerriti contro il piano Fenice, quelli dei piloti Alitalia. La storia di questi anni e la cronaca di questi giorni, infatti, non lasciano dubbi: è Alleanza nazionale il partito che riscuote maggior successo nell'Anpac e nell'Unione Piloti. Chi ha fatto il grande salto dalla cabina di comando alla poltrona di Montecitorio (l'ex calciatore della Lazio Luigi Martini) ha scelto di affidarsi alla guida di Gianfranco Fini. Chi può vantare un figlio pilota, ultimo assunto in Alitalia da sette anni a questa parte (Federico), è il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Chi gode di ottimi rapporti personali con l'aennino Andrea Ronchi è Massimo Notaro, capo dell'Unione Piloti. Così come il collega Fabio Berti ha raggiunto la presidenza dell'Anpac proprio quando il suo predecessore rischiava di mandare all'aria un piano molto caro al dirigente di Forza Italia Aldo Brancher (l'acquisto di Volare). Ancora. Chi può dirsi orgoglioso della disciplina dei propri esponenti locali, anche quando gli interessi del territorio (milanese) confliggono con quelli decisi dai vertici a Roma, è il presidente Ignazio Benito Maria La Russa: nessuno maggiorente lombardo ha tuonato minacce in difesa di Malpensa, sia per non disturbare il governo e il sindaco Alemanno, sia per non rischiare il bacino elettorale dei piloti, che in stragrande maggioranza vivono e votano a Roma. E che dire del volo tra Fiumicino e Villanova D'Albenga, collegio elettorale del ministro Claudio Scajola, inaugurato e cancellato per tre volte, ogni volta che la coalizione del suddetto andava al governo? Dunque, non stupiscono le parole del dirigente Cgil: "Se ci fosse una influenza politica a determinare i comportamenti dei sindacati nella vicenda Alitalia, il presidente del Consiglio farebbe bene a guardare all'area di centrodestra, perchè tutto si può credere meno che le associazioni professionali di rappresentanza dei piloti siano riconducibili all'area della sinistra". È sbagliato il bersaglio politico preso di mira dal premier. Ma la strategia da lui adottata per affrontare la faccenda (dare preventivamente la colpa a qualcun altro casomai finisse male) è addirittura indecente. "Di fronte a situazioni drammatiche - ha fatto notare Solari - sarebbe meglio mettere da parte la propaganda politica". Eppure non si tratta di una novità. I nostalgici del Berlusconi d'annata ne sentivano quasi la mancanza: "È tutta colpa della sinistra". La parola d'ordine, buona per qualsiasi sciagura e/o contrattempo in cui il Cavaliere inciampi, da settimane non veniva aggiornata alla vicenda Alitalia. Ieri si è capito perchè: è stata riservata per il momento cruciale, per esorcizzare un fallimento ormai alle porte dopo l'interruzione della trattativa con la Cai.

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Governare col trucco (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Concita De Gregorio Più che altro stiamo cadendo nella trappola magistralmente ordita in anni di politica televisiva da Berlusconi e dai suoi ministri: discutere dei dettagli, attaccarci agli slogan, accapigliarci su una scemenza di facciata senza arrivare mai alla sostanza delle cose. Il grembiule, il voto, la bella cordata di imprenditori che "vuole salvare la compagnia di bandiera", la tassa abolita, l'immondizia sparita, l'esercito per strada che così sei più tranquillo quando esci la sera. Chi non vorrebbe salvare Alitalia, camminare in strade pulite, pagare meno tasse, avere figli che imparano in classe le regole della convivenza e quando tornano a casa che è buio non debbano imbattersi in prostitute abbrutite? La gente di sinistra, forse? E allora che problema c'è: ecco qua il governo del fare, lasciatelo lavorare. La questione, purtroppo, è che è un trucco. È il gioco delle scatole: una bella scatola col fiocco da esibire, l'altra marcia da nascondere. Le tre carte. I limoni legati col nylon alle piante del G8, la calza sull'obiettivo che maschera le rughe. È sempre quel trucco lì, una toppa, e poi via per settimane a parlare del fiocco. È evidente che lo scopo della proposta Carfagna non è quello di combattere la prostituzione: è un progetto di decoro urbano, il suo. Una questione di ordine, di eleganza dell'inquadratura. L'obiettivo è mostrare strade sgombre di viados. Guardate che pulizia. Se volesse combattere la prostituzione dovrebbe occuparsi della tratta di essere umani, di mafia del commercio sessuale, di chi fa entrare in Italia milioni di ragazzine senza documenti e poi le riduce in schiavitù, di come faccia e di chi glielo consenta. Dovrebbe poi anche occuparsi dell'altra prostituzione, quella tutta italiana e non di strada: la prostituzione "pulita" delle studentesse che ricevono in studi che sembrano quello del dentista e poi la sera vengono a fare la baby sitter a casa tua, ragazze ben pagate e ben consapevoli della loro scelta, del resto motivata dalla richiesta di un esercito di uomini "per bene" che saldato il conto tornano in ufficio. Non lo fa, naturalmente. Allo stesso modo Gelmini esibisce la sua riforma come quella del grembiule e dei voti in pagella, un bel ritorno all'ordine antico: peccato che tagli 90mila posti da maestro e azzoppi la scuola. La scatola vuota e ben ripulita dai debiti della cordata Alitalia, le tasse comunali che cambiano nome, l'esercito che fa la guardia alle discariche ma si dimentica dei treni dei tifosi. È sparita la camorra, a Napoli? Gomorra era uno scherzo? Certo che no, ma conta la foto. Un bell'annuncio, un bel grembiule blu, quattro soldati con la mitraglietta cosa vuoi che sia se poi alle volanti hanno tagliato la benzina. Devono solo stare fermi, tanto. E poi tutti giù a parlare di estetica, pazienza per l'etica. La lettera.

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Cronaca di un bidone annunciato (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Nicola Cacace Segue dalla Prima Che poi accusi "la sinistra di influenzare alcune categorie di dipendenti di Alitalia" è semplicemente scandaloso. Tutto questo significa due cose: o il presidente del Consiglio non sa come uscire da questa terribile empasse o il presidente del Consiglio prende per stupidi i lavoratori di Alitalia e 60 milioni di cittadini. Ancora una volta Berlusconi ha dato una fregatura a tutti: alla società Alitalia che poteva essere salvata in modi economicamente e giuridicamente più dignitosi, ai 20mila lavoratori di Alitalia che avrebbero pagato prezzi sociali meno pesanti, ai 60 milioni di italiani che dovranno pagare miliardi di euro di debiti della società che invece Air France era disposta ad accollarsi, infine al Paese che al posto di una compagnia di bandiera si ritrova "cornuto e mazziato" con una società in fallimento che non può usare il potere contrattuale dell'ottavo mercato del mondo. Quello stesso potere che Air France era disposta a pagare ben più caro dei 16 capitani coraggiosi. A proposito dei quali non posso non esprimere amara perplessità per almeno per due di essi: l'Ad di Intesa Corrado Passera e il presidente di Cai Roberto Colaninno. Perché una grande banca come Intesa ha accettato di immolarsi in una vicenda così poco chiara come questa? Perché uno dei pochissimi industriali italiani che ha avuto il merito di investire i guadagni finanziari nell'industria manifatturiera, a differenza dei Benetton e Co., ha accettato di esporsi in prima persona in questa impresa? La verità che sta venendo fuori è che questa sporca partita è stata giocata nel nome di un potente spauracchio, la "italianità" da difendere, occultando i veri obiettivi che erano il salvataggio di AirOne e delle banche che l'hanno finanziata legando ancora più strettamente a Berlusconi una ventina di industriali e banchieri in cambio di contropartite. Come è stato scritto da autorevoli esperti rimasti senza risposta (Dragoni sul Sole 24 ore del 6 settembre): "Il progetto Fenice suona come il salvataggio di AirOne e delle banche che l'hanno finanziata, tra cui Unicredit e Morgan Stanley. Ci sarebbe più trasparenza se fosse fatta piena luce sulla reale esposizione di banca Intesa verso Toto". Perché né l'Ad né il presidente di Intesa, entrambe persone di grande spessore morale e professionale non hanno risposto alle obiezioni pubblicate sul giornale della Confindustria? Noi speriamo ancora che l'opposizione, invece di limitarsi al solo commento politico e alle battute estemporanee sappia fare una analisi attenta di quanto sta accadendo in merito ad alcuni aspetti: a) i costi reali che pagheremo per una italianità che è e resterà solamente teorica, sia perché il famoso "lock up", cioé l'impossibilità di vendere azioni prima di cinque anni, può essere facilmente aggirato, sia perché nessuna crisi di società europea, da Iberia a Sabena a Swiss Air, si è conclusa senza l'intervento di una compagnia aerea internazionale, come Air France, British Airways o Lufthansa; b)l'assurda equiparazione dei valori a 300 milioni di euro tra due realtà diversissime come Alitalia ed AirOne, quest'ultima fortemente indebitata; c) le banche creditrici di AirOne, di cui conosciamo solo alcuni nomi; d) se era giusto prevedere, come successo in precedenti casi di salvataggio - Iberia, Sabena e Swiss Air tra le altre - una riduzione dei costi del personale, era assurdo arrivare ad abolire diritti fondamentali come quello di anzianità; e) dopo la sospensione del titolo in Borsa, ora azioni ed obbligazioni sono carta straccia; f) gli esuberi, tra l'ipotesi Air France e quella Cai, sono quasi raddoppiati. Infine, ma non per ultimo, perché non indignarsi nei confronti dell'accusa di Berlusconi "Prodi voleva svendere Alitalia" di fronte al disastro di oggi? E non dire invece che Berlusconi, per suoi scopi - salvare AirOne, far fare qualche buon affare a suoi amici, allargare l'area del consenso nell'ambiente industrial-bancario - sta rischiando di fregare Alitalia, 20mila lavoratori e gli italiani tutti.

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Noi precari, stanchi e umiliati Catia anche domani mattina si sveglierà alle 4 di mattina per partire per Los Angeles Chissà se ci sarà il volo di ritorno. Tutto questo per 1.100 (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

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"Noi precari, stanchi e umiliati" Catia anche domani mattina si sveglierà alle 4 di mattina per partire per Los Angeles "Chissà se ci sarà il volo di ritorno. Tutto questo per 1.100 euro al mese e nessuna garanzia" di Gioia Salvatori "Lunedì mattina mi imbarcherò come al solito, all'alba. Per Los Angeles. A questo punto nella speranza che l'aereo torni indietro a Roma, altrimenti mi toccherà andare al consolato". Catia, nome di fantasia, da 7 anni è una hostess precaria di Alitalia. Ha 31 anni e con scarpa decolleté di ordinanza e il trolley al seguito ha fatto diverse volte il giro del mondo. Nel frattempo, studiando la notte e tra un contratto e l'altro si è presa due lauree: una in lingue e una per interprete e traduttrice. Sa tre lingue e fa l'hostess per passione. "Anziché migliorare, la nostra condizione è peggiorata: all'inizio avevo contratti anche di 10 mesi, negli ultimi tempi, con la crisi della compagnia, si accorciavano sempre di più: un mese, tre mesi, quattro. Ci hanno sfruttato finché gli è servito e adesso siamo un semplice esubero a cui non spetta neppure la cassa integrazione. Questo non è giusto: noi siamo lavoratori come gli altri. Il governo deve cambiare le leggi, come tante volte ha fatto per altri motivi, e ci deve dare gli ammortizzatori sociali, non possono far finta che non esistiamo". Stanca e umiliata, Catia è solo per passione che continua a cambiare città per lavorare tre mesi, a viaggiare 95 ore ogni 30 giorni per 1100 euro e a rimetterci di tasca propria per mangiare a Tokyo o a Londra: "Dove con un buono pasto giornaliero di 42 euro non ci fai niente". Ha fatto base a Milano, Venezia e Roma, a rotazione, è stata chiamata all'ultimo minuto per i soliti contrattini: "Per lavorare sono anche tornata di corsa dalle vacanze - racconta". La formazione per l'abilitazione al lungo raggio l'ha fatta senza rimborsi, all'ultimo minuto e in tutta fretta, prima di imbarcarsi sul suo primo volo per l'altro capo del mondo. Le chiamate imprevedibili e la lontananza da casa hanno complicato la sua vita sentimentale. Vive ancora con i suoi: "Perché altro non potrei permettermi. Quel poco che metto da parte mi serve tutto per andare avanti nei mesi di stop e in banca non mi hanno dato nemmeno un mutuo per una ristrutturazione". Se Alitalia fallirà Catia, che è parte di un esercito di 3000 percari di cui 750 assistenti di volo, se ne andrà a Londra a cercare lavoro: "Dell'Italia non ne posso più. A che mi è servita tanta fatica e tanta passione? Solo a essere considerata una lavoratrice di serie b". Fatica e passione in condizioni di lavoro spesso sconvenienti: "Mi è capitato di svegliarmi la mattina all'alba per arrivare a Milano Linate, di prendere un bus fino a Malpensa e poi di aspettare sei ore senza far niente prima di imbarcarmi: una giornata di lavoro persa, con spese di viaggio a carico mio, per iniziare un nuovo contratto in Lombardia. Ci hanno mandato su Roma, Venezia, Milano senza tenere conto della nostra residenza e, siccome certe volte è difficile trovare all'ultimo minuto una casa per tre mesi, succede che ti devi pagare l'albergo di tasca tua: io, spesso ho lavorato per rimetterci. E poi sentiamo dire che gli assistenti di volo sono dei privilegiati: la gente ha ancora in mente lo steward di trenta anni fa, noi precari abbiamo solo dato. Inoltre con un nuovo contratto verranno pure azzerate le liste di anzianità e magari ci passeranno avanti gli amici degli amici. Io non ci sto, verrò al presidio ogni volta possibile finché il governo non dirà che c'è la cassa integrazione anche per noi". "CI HANNO sfruttato finché gli è servito e adesso siamo un semplice esubero a cui non spetta neppure la cassa integrazione. Non resta che andarsene dall'Italia. Io andrò a Londra".

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Cautissimo ottimismo di Draghi per il 2009 Il governatore all'Ecofin: ma è prematuro parlare di svolta. Tremonti: opere pubbliche contro la crisi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Cautissimo ottimismo" di Draghi per il 2009 Il governatore all'Ecofin: ma è prematuro parlare di svolta. Tremonti: opere pubbliche contro la crisi di Marco Tedeschi RISCHI Parola d'ordine, "cautissimo ottimismo". Sulla crescita 2009 il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, vede aprirsi uno spiraglio. "Ma con molti ri- schi". Archiviato un 2008 in cui le previsioni sul pil indicano chiaramente una sostanziale stagnazione dell'economia italiana, il governatore si scopre ottimista. A Nizza, alla riunione dell'Ecofin, Draghi torna a dare fiducia sulle possibili conseguenze della crisi finanziaria ("le banche italiane non sono al momento particolarmente esposte"), ma frena l'entusiasmo di chi, dopo il recente calo del prezzo del petrolio, pensa che sul fronte dell'inflazione il peggio sia passato: "È prematuro - avverte - parlare di svolta". Alla fine della riunione informale dei ministri economici della Ue che ha dato il via libera a un gruppo di lavoro che approfondisca la proposta italiana sulla Bei - la conferenza stampa congiunta del governatore e del ministro dell'Economia si chiude senza che nessuno riesca a estorcere a Tremonti una sola parola su Alitalia: "In Europa si parla solo di Europa", glissa. Il ministro però finisce per parlare di Italia per sottolineare come in Europa, sul fronte della crescita, "non c'è una criticità particolare dell'Italia". "Mi sembra - spiega - che si sia ridotto il pregiudizio nei confronti del nostro Paese. E non solo per merito nostro, ma anche per la situazione di crisi generale, che riguarda tutti". Una tesi non dissimile da quella di Draghi, che sottolinea come la situazione che sta vivendo il nostro Paese "non è particolarmente diversa da quella degli altri della zona euro. Come gli altri - ha spiegato - soffriamo della flessione dell'export, del calo degli investimenti in alcuni settori come quello delle costruzioni, e di una staticità, di una stagnazione dei consumi". Infatti, se è vero che secondo i dati della Commissione europea il pil italiano è calato dello 0,3% nel secondo trimestre dell'anno, e anche vero - ricorda - che la Germania ha fatto registrare un -0,5%. Ma per il governatore di Bankitalia "l'andamento del 2008 è ormai segnato". "Ci sono però le condizioni - ha spiegato - per un'entrata nell'anno successivo in condizioni migliori di quelle di adesso". Dipenderà molto da come si evolverà la situazione globale: dalla crisi dei mercati, al prezzo del petrolio, al cambio euro-dollaro. Tremonti si dice convinto che la strada per uscire dalla crisi è far ripartire gli investimenti pubblici. E incassa la decisione unanime dell'Ecofin di costituire un gruppo di lavoro che approfondisca la sua proposta di finanziare attraverso la Bei infrastrutture pubbliche europee, soprattutto nel settore dell'energia: "E questo per noi - spiega - vuol dire il nucleare". Dettagli del piano non ce ne sono e nessuno parla dell'ipotesi di trasformare la Bei in fondo sovrano. Ma, spiega Tremonti, c'è "la nascita di una politica di investimenti pubblici europei più forte di prima, per reagire alla crisi economica". E, sottolinea, "sicuramente se ripartono gli investimenti pubblici la crisi finisce". Draghi invece insiste sulla necessità di rafforzare il sistema finanziario. secondo il governatore la strada naturale per far fronte alla crisi è il consolidamento. E per questo serve reperire almeno 350 miliardi di dollari e rafforzare i deboli bilanci degli istituti di credito più colpiti.

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Dalla Summer School di Cortona ritorna su Alitalia: La vicenda della cordata è sbagliata questo pasticcio sarà pagato dai lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dalla Summer School di Cortona ritorna su Alitalia: "La vicenda della cordata è sbagliata questo pasticcio sarà pagato dai lavoratori".

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Veltroni apprezza il leader An Alemanno e La Russa che fanno? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Veltroni apprezza il leader An "Alemanno e La Russa che fanno?" di Bruno Miserendino inviato a Cortona Un governo che sta facendo un gigantesco pasticcio su Alitalia, dove tutte le regole sono saltate, un premier che esalta Italo Balbo mentre è in corso una polemica su Destra e antifascismo. Tanto dura da spingere anche il presidente della Camera Fini a dire parole importanti sul tema, smentendo due personaggi come La Russa e Alemanno. Due facce della stessa medaglia per Walter Veltroni, che mostrano "l'inadeguatezza", anche culturale della politica spettacolo del premier. Il leader del Pd, tra una festa democratica e l'altra, va a Cortona alla Summer School, e in una conferenza stampa attacca su tutti i fronti. Inizia, a sorpresa, bacchettando l'informazione: ma come, così tanto spazio sui giornali alle cronache rosa di Berlusconi, così poco alla Summer School del Pd. Veltroni non lo dice, ma forse ci vede un riflesso di quel "pensiero unico dominante", che finora ha avvolto il paese e che ha impedito di raccontare la verità sul Pd e su quello che davvero è e fa questo governo. È la prima volta che tocca il tema con asprezza, e forse non sarà l'ultima. Certo, per far capire che non ce l'ha coi giornalisti, alla fine li porta in una sala dello splendido complesso Sant'Agostino, mostrando con un po' di autoironia un affresco che ritrae un suo avo, il vescovo Costantino Veltroni: "La mia famiglia è originaria di qui, parliamo del 1570...". Battute inevitabili, anche perché accanto al vescovo Veltroni ne è dipinto un altro che assomiglia a D'Alema senza barba. Ma è un intermezzo. Il leader del Pd è duro e mette indirettamente a confronto la sensibilità del presidente della Camera Fini e del premier Berlusconi, da cui dice di aspettarsi parole "in sintonia con la Costituzione", anziché l'elogio di Italo Balbo. Sì, afferma Veltroni, "Fini ha detto cose inequivoche e corrette sul valore dell'antifascismo, voglio sottolinearlo, perché è positivo che queste vengano da un uomo che ha un ruolo importante nella storia della destra italiana". "Però - aggiunge Veltroni - bisogna vedere se il suo mondo lo segue...". Nel mirino ci sono il ministro La Russa e il sindaco di Roma Alemanno: "Sono loro che dovrebbero sentirsi a disagio". Veltroni non chiede dimissioni, "non voglio strumentalizzare, ognuno guardi dentro di sé per vedere se ciò che dice e pensa è coerente con il loro giuramento davanti alla Costituzione". Certo, aggiunge Veltroni, La Russa e Alemanno sono persone intelligenti, non è che si sono espresse male. E del resto le loro dichiarazioni di ieri di apprezzamento per le parole di Fini, per Veltroni, non chiudono affatto la ferita. Anzi. Sono il segno di un problema istituzionale, che non a caso hanno indotto Napolitano e Fini alla indispensabile messa a punto. Come si chiude la vicenda? "Si chiude, quando nessuno la riapre...". Quanto a lui, Veltroni, non ritirerà le dimissioni dal comitato promotore del Museo sulla Shoah: "Fini ha preso una posizione opposta a quella del sindaco di Roma; il problema non è mio ma di chi è stato corretto da Fini, per me resta impossibile sedere al fianco del sindaco di Roma se questi dice che il fascismo, sino al momento delle leggi razziali, è stata una cosa plausibile". Silenzio su Giuliano Amato che sulla sua presidenza alla commissione su Roma non ha ancora deciso l'addio ufficiale. "Nessuna pressione - dice Giorgio Tonini - dipende da lui...". Sul capitolo Alitalia Veltroni conferma il giudizio espresso nelle feste democratiche, ma con un aggiunta legata alle ultime brutte novità: "Siamo arrivati fin qui per una gestione irresponsabile e dilettantesca, questo gigantesco pasticcio in cui ogni regola è saltata, sarà pagato da lavoratori e contribuenti comunque vadano le cose, spero che il governo riesca a chiudere la vicenda in maniera rispettosa per i diritti dei lavoratori, oppure sarà meglio riaprire le procedure". Veltroni spiega che la logica del "tanto peggio" non può essere la linea del Pd e quindi si augura che una soluzione si trovi, ma devono essere chiare due cose. La prima è che questa volta il sindacato ha ragione e anche se ha sbagliato a dire no ad Air France allora, adesso fa bene a difendere i lavoratori. E anche il Pd non può fare altrimenti: "Difenderli è democratico". La seconda è che deve uscire fuori il danno che si è fatto all'Italia. "La vicenda della cordata è tutta sbagliata - dice Veltroni - e poco trasparente. A Colaninno ho spiegato le mie perplessità, del resto non ci sono imprenditori vicini a noi, gli imprenditori sono vicini a loro stessi...". Altro che colpa della sinistra, come già dice Berlusconi, "il governo doveva preparare prima le condizioni per un accordo, invece è andato alla cieca...". Qualcuno chiede: servono altri soldi pubblici per mandare avanti la trattativa? Risposta: "Lo Stato ha già fatto molti regali a questa cordata". Insomma si cerchino altre vie. C'è il tempo per negare "accordi segreti" tra lui e il premier per una legge elettorale con lo sbarramento al 5% e l'assenza di preferenze. "Ci manca solo l'accordo segreto, che poi conoscendo la riservatezza di Berlusconi.". Il Pd farà battaglia limpida in parlamento contro l'ipotesi che piace al premier. Basterà a Casini e alla sinistra radicale? Chiude Franceschini: "È un progetto mirato contro le forze intermedie, le preferenze metterebbero in difficoltà Berlusconi che si troverebbe a traghettare nel Ppe un sacco di gente di An...". Del resto, è il problema che ha intuito Fini. Finchè An andrà con Berlusconi coi residui del passato non conterà nulla. Per questo il premier non dice niente sull'antifascismo.

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Dipendenti Atitech verso Finmeccanica Il gruppo della difesa di Guarguaglini non vuole però entrare in cordate (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

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Di Eugenio Giudice/ Torino Qualche centinaio di dipendenti di Atitech (Alitalia) potrebbero finire in Finmeccanica che, tuttavia, non interverrà nel salvataggio della compagnia di bandiera. Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato della società pubblica che nei giorni scorsi ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, ieri a Torino non ha risposto alle sollecitazione sul caso, ma appare certo la volontà di non impegnarsi direttamente nella delicata partita Alitalia mentre potrebbe esserci la disponibilità ad assumere una parte degli 800 dipendenti della società di manutenzione di Napoli. Intanto la Libia si affida ai gendarmi elettronici di Finmeccanica. Saranno le aziende del gruppo italiano a cercare di contrastare il fenomeno migratorio, diretto in Europa attraverso il paese nordafricano, con un sistema di sorveglianza elettronico. Il recente accordo tra Italia e Libia che chiude il contenzioso sui clandestini in cambio di investimenti darà probabilmente impulso alle attività di Finmeccanica e al memorandum per la sicurezza siglato lo scorso anno. Guarguaglini ha confermato l'intenzione di sviluppare le attività del gruppo in Libia: "Abbiamo fatto già varie offerte per il controllo del territorio". Nell'ambito di un programma Ue per la collaborazione con i paesi del Sud del Mediterraneo spetterà a Finmeccanica dispiegare le tecnologie della Selex Sistemi Integrati, e di altre aziende controllate, basati su sensori, radar, sistemi infrarossi, collegati ai centri di controllo locali, sul modello di quanto è già operativo sullo stretto di Messina. E non è da escludere in un prossimo futuro l'impiego di aerei senza pilota, eventualmente una evoluzione del prototipo Molynx realizzato a Torino da Alenia Aeronautica. Qualcosa è già in atto: la finanziaria guidata da Guarguaglini ha già venduto a Gheddafi un Atr42-Mp per monitorare il litorale. La controllata Agusta-Westland ha avviato la joint venture Liatec a Tripoli per fornire gli elicotteri destinati alla polizia e guardia di frontiera. "Inoltre - ha concluso - possiamo offrire competenze anche nel settore ferroviario".

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Bersani: Ci metteranno una pezza e sarà un disastro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

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Bersani: "Ci metteranno una pezza e sarà un disastro" di Laura Matteucci/ Milano "Berlusconi e la destra per ragioni puramente elettorali e politiche hanno messo Alitalia su un percorso accidentale, lungo e pericoloso. Siamo in un imbuto drammatico. Un'eventuale soluzione delle prossime ore sarebbe solo una tappa, una pezza che lascerebbe aperte tonnellate di problemi. Per i mesi a venire continuo a vedere solo ostacoli e intoppi". Berlusconi dà la colpa ai sindacati e alla sinistra, che "vuole dare uno smacco al governo". Si sente perseguitato. "Berlusconi è il campione mondiale della faccia tosta. Non è nemmeno il caso di commentare". Invece è il caso, parla da presidente del Consiglio. "Lui non dovrebbe dormire di notte. Proprio lui, che ha infilato Alitalia in questo disastro per pure ragioni elettorali. È totalmente irresponsabile. Gli sfuggono le proporzioni del disastro". Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia per il Pd, è esasperato. Alitalia è a un passo dal fallimento, tra incontri concitati, nuovi allarmi e, in serata, la convocazione dei sindacati da parte del governo. Ma Berlusconi, che aveva dichiarato di avere la soluzione in tasca, per cercare di salvare la faccia scarica le responsabilità sulla sinistra e sul sindacato perchè si pieghi a firmare contratti che non raggiungono neanche quelli delle compagnie low-cost". Tra l'altro, tra le prime a rifiutare le condizioni per l'accordo ci sono le organizzazioni sindacali dei piloti, politicamente connotate a destra. "Infatti. Comunque, lasciamo perdere destra e sinistra. Siamo di fronte a un dramma, e Berlusconi tende solo a cercare di fare bella figura a carico dei contribuenti. Vorrei capire bene quali carte il governo intenda giocare: perchè se sono carte di spesa pubblica, deve dirlo". Che cosa teme? "Se oltre a mettere a carico pubblico 1 miliardo, 1 miliardo e mezzo, si fanno provvedimenti speciali di decontribuzione dei costi del lavoro a favore delle aziende, allora attenzione: perchè in Italia ci sono crisi dappertutto, non si possono accettare condizioni differenti a seconda delle situazioni. Si andrebbe a creare un precedente, e a quel punto tutti potrebbero vantare gli stessi diritti. Giustamente". Perché dice che un'eventuale soluzione non sarebbe comunque definitiva? "La scelta di Berlusconi ha portato ad un progetto che non è affatto la nuova Alitalia, ma la nuova AirOne domestica e monopolistica, con capacità di azione e di investimento limitate. Si è creato un notevole scarto tra i problemi aperti e le soluzioni proposte. Per questo la situazione resta precaria, anche in prospettiva. In questo momento ci stiamo occupando del problema sociale, del passaggio drammatico che riguarda 20mila dipendenti, che non sono affatto dei privilegiati, i precari, e non dimentichiamo le migliaia di lavoratori dell'indotto. Ma poi di problemi se ne affacceranno altri in primo piano. Le procedure, innanzitutto, che fanno acqua da tutte le parti, e che coinvolgono creditori, fornitori, azionisti, obbligazionisti. Ci sono molte zone oscure in questa vicenda, e molti conflitti di interesse. Tremonti dovrà chiarire parecchie questioni: due mesi fa si è fatto garante della continuità aziendale di Alitalia, e su quella base è stato approvato il bilancio, fornitori e creditori sono rimasti immobili. Adesso invece non c'è alcuna garanzia. Morale: chi paga? Bisognerà chiarire anche il prezzo dell'operazione, e capire quanto vale davvero AirOne. Poi, la nuova società non riuscirebbe mai a dare risposte territoriali adeguate: ma come, prima una polemica infinita per i due hub di Fiumicino e Malpensa, e adesso che non ce ne sarebbe nemmeno uno tutti zitti? Del resto, chi ha smontato la soluzione Air France?". È stato Berlusconi. Diceva di avere un'altra soluzione, che avrebbe salvaguardato l'italianità della compagnia. "Per le prospettive industriali e strategiche, per il prezzo dell'operazione (a Air France sarebbe costata quasi 3 miliardi, senza oneri per i contribuenti), per pulizia delle procedure, quella di Air France era una soluzione indiscutibilmente migliore. La bandiera? Si sarebbe potuto investire perchè imprenditori italiani entrassero nell'azionariato. Meglio partecipare ad una cosa grande che essere padroncini di una cosa piccola". L'atteggiamento della cordata nella trattativa è insolitamente rigido. Non è che mira al fallimento, ovvero al massimo ribasso? "Non credo, perchè a quel punto potrebbe arrivare chiunque a bussare. Il fatto è che questa cordata ha la dimensione e la vocazione solo per un'altra AirOne, non si sta discutendo con un grande gestore di traffico aereo". Pensa potrebbero esserci altre offerte, magari della stessa Air France? "Penso che in queste ore convulse dovrebbe essere esperito un percorso alternativo. Perchè un conto è parlare, come prima, dell'intera Alitalia, un altro è parlare solo della "polpa". Cambiano i termini dell'operazione, i costi, le prospettive".

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Dall'amico Putin al consigliere Ermolli il cinismo del premier sulla povera Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Oreste Pivetta Sulla fine di Alitalia (e di fine, non c'è dubbio, comunque si tratta) si potrebbero ipotizzare le responsabilità dell'universo mondo, responsabilità della politica e delle sue clientele, dei sindacati e dei sindacatini corporativi, dei manager e degli steward, di orgogliosi governatori regionali, persino di Michael O'Leary, il capo di Ryanair, che inventò il low-cost togliendo clienti alle compagnie di bandiera e muovendo la guerra dei prezzi, naturalmente della globalizzazione eccetera eccetera, anche quando la globalizzazione, in un libero mercato, rappresentava tanta manna dal cielo per chi sapeva fare e volare. L'elenco completo e le graduatorie sono impossibili. Si dovrebbe riscrivere la storia, interessante comunque perchè sarebbe metafora della storia italiana e dei suoi intrighi e intrecci politici, economici, finanziari, metafora anche nei momenti belli. Perchè Alitalia rappresentò anche il bello dell'Italia: il primo aereo della non più nostra compagnia di bandiera s'alzò il 5 maggio 1947 ed eravamo davvero all'alba di un nuovo mondo, che sarebbe tramontato nel giro di un ventennio... Siamo, purtroppo, agli ultimi mesi e agli ultimi giorni della "fine" ed anche per questi si cercano una spiegazione e una responsabilità. E se responsabilità si devono indicare, ecco pronto il bersaglio: il sindacato. Il sindacato che dice no ad Air France, il sindacato che fa le obiezioni al miracoloso piano Fenice. Versione corrente e propagandistica di una cronaca, fino all'ultimo, ben più complicata. Persino l'esperto ministro Giulio Tremonti, in una dettagliatissima ricostruzione che compare sul Sole24ore, si piega alle semplificazioni, trincerandosi persino dietro i virgolettati delle notizie Ansa: "Dopo numerosi incontri con i sindacati Air France abbandona il tavolo delle trattative, e, in un comunicato stampa, annuncia che non esistono più le basi per continuare la negoziazione con le organizzazioni sindacali...". La data è importante: 2 aprile 2008. Una decina di giorni e si andrà al voto. Come Tremonti non ricorda (aspettiamo le puntate successive del suo lunghissimo intervento), l'allora leader dell'opposizione, Silvio Berlusconi, molto prima della rinuncia di Air France e il giorno dopo l'annuncio di Jean-Cyril Spinetta che gli "esuberi" sarebbero stati poco più di duemila, cominciò a sventolare la bandiera patriottica dell'italianità e naturalmente i soliti gli andarono dietro: italianità, italianità... Italianità ovviamente poi disseminata nelle varie depandance leghiste-regionali: sembra ieri quando si fronteggiavano il gran mercato degli imprenditori del Nord e quello dei turisti del Centro (ma sembra ieri, ed è solo passata una decina di anni, anche quando all'inaugurazione della nuova Malpensa gli stessi sulla scena oggi si litigavano su chi dovesse tenersi l'hub, Milano o il Lazio, Formigoni o Fiumicino, e s'ascoltavano le lambiccate teorie sulla "duplicazione" o moltiplicazione degli hub). Berlusconi, sventolando il tricolore, disse anche che la cordata nazionale era già pronta, AirOne a braccetto con Banca Intesa. Che subito smentì. Citiamo anche noi l'Ansa: "Intanto la vicenda Alitalia entra nella campagna elettorale". Il sindacato aveva fatto il suo mestiere: tentare di difendere qualche linea industriale e qualche posto di lavoro, si potrebbe dire con autentico spirito "patriottico". Berlusconi di mestiere fece il suo: propagandista di se stesso, con la violenza delle sue tv, furbetto e populista, incurante sfasciacarrozze pur di salvare se stesso. Spinetta, il manager di Air France, fece la somma della difficoltà: la trattativa con i sindacati e l'opposizione preventiva di un leader politico, che sarebbe stato probabilmente il capo di un futuro governo di centrodestra, che avrebbe dovuto chiudere la partita aperta da un governo di centrosinistra che ormai non esisteva più. Spinetta fece sapere il 21 aprile, una settimana dopo la vittoria di Berlusconi, che non riteneva validi gli accordi contrattuali annunciati il 14 marzo per lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia. Tre giorni prima il nostro presidente del consiglio aveva ospitato in Sardegna l'ex presidente russo Putin e aveva annunciato che Aeroflot avrebbe sostenuto la cordata italiana. Fantasie. Mentre il governo di centrosinistra, ancora in carica per la normale amministrazione, concedeva un prestito di trecento milioni ad Alitalia perchè continuasse a sopravvivere (affrontando i dubbiosi e critici commissari dell'Unione europea, timorosi che un aiuto di stato infrangesse le auree norme della libera concorrenza), il presidente del consiglio in pectore, incurante, proclamava: "Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, anzi dalla Ferrovie dello Stato". Poi affidava al suo socio d'affari, amico e consulente, Bruno Ermolli, il compito di mettere insieme la cordata, e, due mesi dopo, a tavola con gli amici senatori, confidava tra una portata e l'altra che gli esuberi sarebbero stati quattromila, forse cinquemila, dando il via così al carosello dei numeri. Peccato che quei numeri corrispondessero a lavoratori, famiglie, eccetera eccetera. Incurante continuava: la cordata si doveva fare, promessa elettorale. In attesa, si rimetteva in pista come advisor Banca Intesa, protagonista della prima "gara" promossa da Tommaso Padoa-Schioppa. Un advisor un po' particolare, con le mani in pasta, in evidente conflitto di interessi, arbitro e insieme protagonista, con un problema grosso: salvare i propri crediti e i propri creditori, a cominciare dal titolare di AirOne, tra i primi soci della cordata di sedici membri che si presentò il 26 agosto e che diede vita alla Compagnia Aerea Italiana, prendendosi il buono di Alitalia, un po' di aerei e un po' di rotte compresa quella Milano-Roma, lasciando il brutto alla "bad company", affidata al commissario Fantozzi. L'opera pareva compiuta: i contribuenti italiani assumevano per sè le perdite di Alitalia, un miliardo e mezzo. "Ma far pagare ai contribuenti almeno un miliardo di euro (se non di più) per salvare Alitalia e favorire una cordata di imprenditori italiani non ha senso", commentava il professor Alberto Alesina sul Sole24ore. E sullo stesso quotidiano si leggeva (a firma di Gianni Dragoni): "In nessun aspetto la proposta attribuita alla cordata di 16 investitori della Cai, guidati da Roberto Colaninno... migliora il progetto francese. Anzi, numerosi appaiono i peggioramenti, per la compagnia, per i lavoratori, per i consumatori, per i contribuenti, per creditori e azionisti...". Il peggio però non era ancora arrivato. Chissà quando arriverà, nella babele di una trattativa, delle cui ambiguità e oscurità, cominciando dalla tragica commedia degli "esuberi", come spiegava ieri su queste pagine il leader della Cgil Guglielmo Epifani, il principale responsabile è il governo di Berlusconi, che per un calcolo elettorale aveva fatto il suo per mandare a catafascio la trattativa con Air France, aveva promesso la cordata italiana e siccome la cordata italiana non si materializzava si era messo ad inventare norme su misura (eludendo ad esempio quelle sull'antitrust) e a organizzare bad company e new company, con il risultato di mettere in pista non la nuova Alitalia, ma una piccola compagnia regionale, pagata dagli italiani. E forse neppure quella.

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Alitalia, da domani voli a rischio In pericolo anche la licenza di volo. Pressing di Berlusconi sulla Cai. Vertice notturno coordinato da Letta (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Rossi/ Roma CAOS Pensava che fosse tutto a posto. E che la soluzione di affidare Alitalia nelle mani di Cai, la compagnia aerea italiana, fosse ormai cosa fatta. Ma dopo il "no" dei sindacati, con i piloti in testa, a un piano penalizzante e con l'incubo di vedersi crollare tutto il castello costruito, Silvio Berlusconi alla fine ha ceduto e nella tarda serata di ieri sera ha convocato i sindacati. Al vertice di Palazzo Chigi però il presidente del Consiglio (almeno fino a ben oltre la mezzanotte) non si è visto. A presiedere le riunioni no stop è il sottosegretario Gianni Letta, alla presenza dei ministri del Lavoro Maurizio Sacconi, dei Trasporti Altero Matteoli e dello stesso Fantozzi. Dopo una prima consultazione con i segretari generali della Cisl, Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, dell'Ugl Renata Polverini, e - in assenza del numero uno della Cgil Gugliemo Epifani - con il segretario confederale Fabrizio Solari, c'è stata una sospensione. Al tavolo il posto è stato ceduto alla controparte, l'amministratore di Compagnia aerea italiana Rocco Sabelli e al responsabile Corporate di Intesa SanPaolo Gaetano Miccichè poi raggiunto dal consigliere delegato Corrado Passera. Mentre sotto Palazzo Chigi un gruppo di una cinquantina dipendenti Alitalia continuava fino a tarda notte il proprio pressing sui sindacati ("Non firmare, non firmare" e "Il contratto non si tocca" due degli slogan più gridati) ra uno degli slogan). Il fallimento della trattativa con Cai potrebbe aprire la strada ad altre soluzioni. Air France, soprattutto. Che secondo fonti industriali starebbe aspettando il momento giusto per intervenire. "Per noi non cambierebbe molto" spiega un sindacalista di una confederazione di volo. "Il fallimento sarebbe più una questione per la politica". Ed è quello che Berlusconi vorrebbe evitare. E non è un caso se l'attivismo del premier non è stato solo con i maggiori sindacati. Il presidente del Consiglio avrebbe anche fatto pressioni sulla Compagnia aerea italiana affinché ammorbidisse le posizioni sui contratti. Cosa che per ora sembra lontana. Il tutto, comunque, in una giornata al cardiopalma. Che ha vissuto anche momenti drammatici nel pomeriggio. Alle 14 infatti il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha chiamato sindacati alla Magliana. Neanche qualche minuto di colloquio e le agenzie hanno battuto notizie ferali: secondo quanto avrebbe detto il commissario sarebbe mancato il carburante per far volare gli aerei già da domani. Se fosse stato confermato sarebbe stato l'inizio della fine. Carburante finito, tutti in cassa integrazione, aerei a terra. Neanche dieci minuti e i call center di Alitalia sono stati intasati da telefonate di utenti che hanno chiesto notizie sui voli. Dopo mezzora la parziale smentita da parte dell'ufficio stampa del gruppo. Ci sono problemi per il rifornimento di carburante "ma - sottolineano i sindacati - è limitato al territorio italiano da parte della società Eni", che tra l'altro è statale. Domani, quindi, "sarà tutto regolare. Al momento non risulta alcuna cancellazione di voli Alitalia" ha chiarito il presidente dell'associazione sindacale Avia (Assistenti di volo italiani associati), Antonio Divietri. E in effetti non si capisce come l'eventuale firma dell'accordo fra Compagnia area italiana e i sindacati possa generare la liquidità per il carburante. Vero è, invece, che da domani l'intera azienda sarà commissariata. Il che vuol dire che partiranno le procedure per le prime casse integrazioni straordinarie. Che riguarderanno, però, non tutti i dipendenti ma solo quelli che lavoravano sui 34 aerei già a terra della flotta Alitalia. Se attuata la cigs coinvolgerebbe in totale tra le 600 e le 700 persone. "Basti considerare - spiega il sindacalista Cesare Albanese, della Sdl Trasporto Aereo - che ogni MD 80 ha bisogno di 5 equipaggi per un totale di 20 addetti a macchina". È anche vero, però, coma ha sottolineato il commissario che per Alitalia il tempo scarseggia. "Le cose stanno precipitando" avrebbe detto Fantozzi senza mezzi termini. Oltre ai problemi di carburante ci sono "i creditori che spingono i freni, la cassa sta finendo, ci sono problemi di voli. Le cose precipitano". Di "lotta contro il tempo" perché "siamo quasi al fallimento" ha parlato anche il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Il ministro Durante un'intervista al Tg1, oltre a farsi inquadrare con la foto di Marco Biagi (il giuslavorista ucciso dalle Br) sulla sinistra, ha anche parlato di "avvoltoi indifferenti all'interesse nazionale". A mettere ancora un po' di pepe alla giornata ci ha pensato anche il Presidente dell'Enac Vito Riggio che ieri ha espresso "forte preoccupazione sull'andamento delle trattative per rilevare la proprietà di Alitalia" e ha messo in evidenza che "qualora in tempi brevi non si riesca ad individuare la soluzione che garantisca la continuità operativa del vettore, verrebbero meno i presupposti sulla base dei quali era stata lasciata dall'Enac, il 2 settembre, la licenza provvisoria ad Alitalia per sei mesi". E a quel punto non si vola più.

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A rischio i punti Mille Miglia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I punti MilleMiglia sono a rischio. Lo sostiene l'Adoc, a cui migliaia di consumatori nelle ultime ore si stanno rivolgendo preoccupati di perdere un diritto acquisito. "In caso di fallimento, tutta la gestione dei biglietti passa nelle mani del curatore fallimentare - dichiara Carlo Pileri Presidente dell'Adoc -. I passeggeri e i titolari dei punti MilleMiglia diventano creditori non privilegiati. In questo caso è facile che altri creditori prevalgano e quindi che ogni diritto venga perduto. In ogni caso è necessario insinuarsi nel fallimento, Adoc sta predisponendo la modulistica necessaria sia per far valere il diritto acquisito coi punti Millemiglia accumulati, sia con il possesso del biglietto." Il consiglio dell'Adoc è di conservare tutta la documentazione, le ricevute o fatture di pagamento, le lettere eventualmente scambiate con Alitalia o con Agenzie di viaggio o Tour Operator, eventuali prove di danno conseguente e connesso. "Come Adoc - continua Carlo Pileri - si cercherà di incontrare i responsabili della vecchia e della nuova compagnia, per trovare una soluzione che possa trasferire i diritti vantati su Alitalia sulla nuova compagnia, qualora vada in porto l'operazione di acquisizione come auspichiamo".

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Noi resisteremo, questo è il nostro lavoro Ancora proteste a Fiumicino: non crediamo agli ultimatum, ci vogliono ricattare (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Noi resisteremo, questo è il nostro lavoro" Ancora proteste a Fiumicino: non crediamo agli ultimatum, ci vogliono ricattare... di Gioia Salvatori/ Roma INCREDULI, SBIGOTTITI e amareggiati. Ieri negli aeroporti di Roma e Milano Linate, un'altra giornata di angoscia per hostess, steward e assistenti di terra della compagnia di bandiera. Ancora proteste in entrambi gli scali, cartelli "Salvate Alitalia", presi- di cortei e assemblee spontanee in difesa del proprio posto di lavoro. La notizia che fa più discutere è l'annuncio del commissario Augusto Fantozzi che da lunedì i voli sono a rischio. I dipendenti sanno che alcuni scali, per paura che la compagnia italiana non paghi, stentano a rifornire gli aerei Alitalia, ma ormai non si fidano più di nessuno, sempre di più guardano ad Air France come ad un'occasione persa e al governo come un governo suicida. "Pensiamo che gli ultimatum, il continuo dire che ormai è corsa contro il tempo e le parole di Fantozzi, servano a fare pressioni sul sindacato perché si pieghi all'accordo - dicono hostess e piloti - Ma noi non cederemo: passeremo qui, in presidio, tutte le nostre ferie e i giorni di riposo e continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto. Perché non siamo noi, quelli che hanno fatto fallire la compagnia". Il presidio, permanente dall'altro ieri, è davanti alla sala equipaggi di Alitalia all'aeroporto di Fiumicino. Parola d'ordine è moderazione: farsi vedere e allo stesso dimostrare massima responsabilità. E anche su un improvvisato punto ristoro c'è affisso un cartello "Beviamo senza sporcare, grazie". Sarà "Lotta dura", e qualcuno ventila il blocco delle piste, solo a fallimento dichiarato. "Perché io, la mia compagnia, non la regalo a nessuno - dice uno steward - Il nostro è un mestiere che si fa per passione, perché ci piace sentirci zinagari, cittadini del mondo. Lavorare per Alitalia era il mio sogno di bambino, non possono portarmelo via". "Vogliono impressionarci dicendo che da lunedì inizieremo a rimanere a terra, ma noi, invece, continueremo a lavorare finché non ci dichiareranno esuberi". Cesare, assistente di volo capo cabina, è sicuro che sarà un esubero: "Il nuovo piano non prevede il mio grado, che si dà agli steward anziani: io ho 56 anni di servizio e prendo 3600 euro al mese. Posso anche capire l'esigenza di risparmiare tagliando chi ha stipendi alti ed è pure vicino alla pensione. Ma le pare logico che io, in mobilità, prenderò di più di chi avrà il nuovo contratto? All'aeroporto An ha preso quasi la metà dei voti dei dipendenti - dice Cesare - E Ostia e Fiumicino, infatti, dove questi risiedono, sono amministrate dalla destra. Ci credo poco che rimarranno delle loro opinioni se Alitalia fallisce". "Idem per gli elettori italiani all'estero - dice una hostess, 20 anni di servizio - Ero sull'ultimo volo Alitalia Roma-Sidney, prima che la tratta venisse abolita, e ho visto gli italo-australiani piangere. Tutti voti che Berlusconi, se non salva la compagnia, a parer mio, rischia di perdere". Ma che si fa se si perde il lavoro a 40 anni? "Io manderò il curriculum ad Air France - continua l' hostess, è stata un'occasione persa non vendere Alitalia ai francesi - Loro hanno stipendi più alti e più benefit. Hanno anche la lavanderia! A noi, per la pulitura delle giacche, danno 3,50 euro ogni 15 giorni". Sarà per questo che anche l'abbigliamento degli assistenti di terra della compagnia francese sembra più lindo del proprio a Fabio, impiegato Alitalia. "Guarda lui - fa indicando un collega di Air France ex Alitalia, il cui stipendio è passato da 800 a 1500 euro al mese per le stesse 40 ore di lavoro - si vede subito che se la passano meglio, anche le loro camice sono più bianche".

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Troppi ostacoli, la cordata ci ripensa? Voci di tensioni tra i soci e ipotesi di nuove offerte, ma il tempo stringe (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 14-09-2008)

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/ Roma RIPENSAMENTI Avevano messo in conto delle resistenze ma i sedici imprenditori della cordata italiana, chiamati da Intesa Sanpaolo al salvatag- gio di Alitalia, non si aspettavano certo una tale quantità di problemi. Talmente tanti che qualcuno sta già pensando di sfilarsi, di tornare indietro, di tornare a occuparsi della propria attività. E magari anche di rinunciare alle possibilità di affari che la partecipazione alla cordata italina offriva. Anche il presidente della Compagnia italiana, Roberto Colaninno, era molto perplesso sul futuro. Tanto da staccare il telefono e partire per la sua Mantova. Silenzio anche da Intesa. Che per tutto il giorno ha aspettato un segnale. Cosa che non è avvenuta. Le parti sono rimaste dove erano venerdì. Fermi i sindacati nelle loro posizioni, fermo anche l'amministratore delegato di Cai Rocco Sabelli. "Sulla piattaforme contrattuale sul piano la nostra posizione è ferma. C'è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma" ha detto Sabelli uscendo da Palazzo Chigi. E ha aggiunto: "Non ci muoviamo da lì". "Crediamo nel progetto. Abbiamo ribadito a Gianni - ha spiegato Sabelli - la nostra posizione sulla piattaforma contrattuale e sul piano" che è, "ferma". "Tutti i piani industriali hanno una flessibilità, perchè questo piano è intoccabile?" ha chiesto il presidente dell'associazione dei Piloti Anpac, Fabio Berti, aggiungendo di non avere una controproposta ma di lavorare per migliorare questo piano. "Vogliamo che si riapra il dialogo con la controparte che tenga più in considerazione le nostre valutazioni, in particolare sul piano. Tutte le sigle si sono espresse sul piano" giudicandola irricevibile "ma come mai - si chiede ancora Berti - si circoscrive ai piloti la responsabilità di dire "no"? Nessuno ha detto sì a questa trattativa con posizioni differenti. Si cerca di incolpare i piloti per trovare un colpevole. Non ci facciamo fare pressione dal sistema mediatico. Chi fa pressione, anche sui giornali, crea disturbo alla trattativa. Io non sento pressione al tavolo". La pressione invece l'ha avvertita il presidente del Consiglio che proprio a Sabelli avrebbe chiesto di ammorbidire le posizioni di Cai sul contratto. Ma senza una contratto da low cost per i dipendenti della nuova il ritorno all'utile in tre anni rimane un sogno. Al quale alcuni imprenditori non vorrebbero rinunciare.

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Il pifferaio gli allocchi e l'asso di colaninno - eugenio scalfari (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il pifferaio gli allocchi e l'asso di colaninno EUGENIO SCALFARI Il tema caldissimo di oggi è l'Alitalia, il tema appena meno scottante ma altrettanto infuocato è il federalismo fiscale. L'accoppiata sarebbe già di per sé esplosiva ma come non bastasse si colloca in un panorama politico estremamente teso e inquietante: una serie di annunci, di disegni di legge, di atti politici e amministrativi che hanno tutti il solo univoco effetto di accrescere le tensioni, inasprire i conflitti, mostrare la faccia feroce e la voglia di menar le mani all'insegna di uno slogan diventato ormai un "passepartout". Lo slogan è stato inventato dal ministro dell'Interno che lo ripete a dritto e rovescio come una sorta di tic, di intercalare, ed è "tolleranza zero". è diventato il succo programmatico del governo e della sua maggioranza. Evidentemente funziona e i sondaggi in favore del "premier" hanno toccato il culmine. La gente vuole che si proclami tolleranza zero nei confronti di chiunque utilizzi i propri diritti di libertà in senso non conforme al senso comune ora in auge. Che poi la tolleranza zero realizzi risultati desiderati oppure no, questo non arresta l'onda d'urto d'una strategia "schiacciasassi" tipica nella storia europea degli ultimi cent'anni tutte le volte che pulsioni autoritarie abbiano, in nome di superiori ragioni di ordine e di sicurezza, ristretto i diritti di cittadinanza. Speriamo che il "trend" attuale non ci conduca oltre il limite del populismo e delle favole narrate al popolo per distrarlo, ma questa sorta di ipnosi collettiva induce comunque a riflessioni preoccupate in un'epoca in cui si ridisegna la mappa politica ed economica del mondo. SEGUE A PAGINA 33.

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L'eni chiude i rubinetti alla compagnia ma dopo il pressing di palazzo chigi fa retromarcia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso L'Eni chiude i rubinetti alla compagnia ma dopo il pressing di Palazzo Chigi fa retromarcia ROMA - I primi ad esserne stupiti sono gli stessi sindacalisti che danno la notizia. Eni contro Alitalia, il colosso energetico fiore all'occhiello del Tesoro contro l'altra meno fortunata azienda che fa capo a Via XX Settembre. Eni, da qualche giorno, ha iniziato a battere cassa nei confronti della Magliana e ha chiesto il pagamento dei crediti accumulati per il rifornimento degli aerei (13 milioni). Venerdì scorso il salto di qualità nello scontro: a Linate gli addetti del cane a sei zampe hanno preteso il pagamento anticipato. Richiesta rifiutata da Alitalia che per un giorno ha cambiato fornitore di kerosene. Nelle ultime ore, però, è suonato il gong e la guerra in famiglia è stata sospesa: i vertici di Eni, dopo un rapido pressing del governo avrebbero momentaneamente congelato le richieste di contanti, per non mettere all'angolo Alitalia. (lu.ci.).

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Le ultime ore di alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ultimatum di Fantozzi: domani parte la cassa integrazione. I sindacati e la Cai convocati a Palazzo Chigi Le ultime ore di Alitalia "Soldi finiti, lunedì voli a rischio". Vertice nella notte da Berlusconi ROMA - Resta alta la tensione per la crisi di Alitalia. Il premier Silvio Berlusconi nella serata di ieri ha convocato per un incontro a Palazzo Chigi i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, e Ugl, nel tentativo di cercare una mediazione sullo stallo che sta vivendo da due giorni la trattativa tra Compagnia aerea italiana e i lavoratori. Nella mattina di ieri il commissario della compagnia Augusto Fantozzi, nel corso di un altro improvviso vertice coi sindacati, aveva parlato di rischi all'operatività dei voli per la mancanza di carburante. CILLIS, GRION, MANIA E PAGNI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Alitalia, primi equipaggi a terra ma il governo riapre la trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

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Economia Alitalia, primi equipaggi a terra ma il governo riapre la trattativa Fantozzi: da lunedì parte la cassa integrazione La trattativa Ultimo tentativo di conciliazione separato con i sindacati e la Cai, oggi probabile incontro con piloti e hostess ROMA - Voli a rischio rifornimento e ultima chiamata a Palazzo Chigi per sindacati e associazioni professionali. La sorte di Alitalia e dei dipendenti è appesa ad un estremo tentativo di conciliazione messo in piedi dal presidente del Consiglio che ieri in serata ha prima ricevuto Cgil, Cisl, Uil e Ugl e oggi potrebbe incontrare anche le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo. Probabilmente è l'ultima chance per arrivare ad un accordo sofferto, con sacrifici per tutti, acquirenti e dipendenti, o prima dello scontro finale tra le parti che potrebbe portare al fallimento di Alitalia e a 20mila licenziamenti. Cresce intanto l'allarme per un improvviso peggioramento dell'operatività della compagnia di bandiera: alcuni creditori, soprattutto all'estero, non si fidano di Alitalia e chiedono il pagamento delle prestazioni e forniture in anticipo. è il caso del carburante, che secondo il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi, potrebbe venire a mancare per alcuni collegamenti già nelle prossime ore. Il tempo stringe, è il messaggio consegnato da Fantozzi ai sindacati chiamati ieri a raccolta alla Magliana. Il commissario ha comunicato "l'aggravarsi della situazione finanziaria, a causa di ostacoli, difficoltà e delle richieste dei fornitori, nell'assicurare gli ordinari servizi occorrenti per l'attività di volo. Fino ad ora - ha spiegato - si è cercato con mille difficoltà di assicurare la normalità del servizio". Ma già da domani, avverte, "sarà richiesta l'estensione del commissariamento alle altre società del gruppo" mentre a fine novembre decadranno "i contratti collettivi". Da domani, annuncia ancora Fantozzi, verrà avviata "la procedura per l'applicazione della cassa integrazione straordinaria per il personale direttamente o indirettamente interessato alla riduzione dell'attività di volo pari, oggi, a 34 aeromobili di lungo e medio raggio". Sono circa un migliaio i piloti, hostess e steward interessati da questa decisione. I 34 velivoli sono stati messi a terra all'indomani del fallimento della trattativa con Air France-Klm (aprile). Anche il personale che ruotava su questi velivoli - con il taglio del network di un quinto - doveva essere ridotto, almeno nei piani dei francesi e dell'ex numero uno di Alitalia Maurizio Prato. Ma l'accelerazione alla vertenza Alitalia impressa nella serata di ieri dal premier Silvio Berlusconi, punta a ricucire gli strappi alla trattativa e potrebbe rappresentare il prologo di una soluzione a portata di mano. Il premier e il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, hanno incontrato Cgil, Cisl, Uil, e Ugl per cercare una mediazione sullo stallo che sta vivendo da due giorni la trattativa. Subito dopo, trascorsa un'ora, nella sede del governo sono entrati i rappresentanti di Compagnia aerea italiana. Si è parlato dello stallo nel dialogo e le possibili vie d'uscita ad una crisi che rischia a questo punto di mettere nell'angolo lo stesso governo. Un centinaio di dipendenti Alitalia hanno protestato davanti a Palazzo Chigi, per tutta la serata al grido "Non si firma, non si firma", alcuni con delle simboliche corde al collo con la scritta "Questa è la vera cordata italiana". Oggi è prevista una lunga serie di incontri e forse un nuovo avvio di trattativa tra Cai e sindacati. Ma restano le critiche dei comandanti al piano stilato da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. (lu.ci.).

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La nuova offerta di colaninno 100 milioni in più per i contratti - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I tagli agli stipendi dei dipendenti Alitalia verrebbero ridotti dal 25 al 20 per cento La nuova offerta di Colaninno 100 milioni in più per i contratti Malumori tra i soci, Benetton contesta il capocordata Ponzano Veneto critica la mancanza di consultazioni tra gli azionisti L'esecutivo ha chiesto alla Cai una via d'uscita senza stravolgere il piano ROBERTO MANIA ROMA - Cento milioni di euro per fare l'accordo. L'ultimo cip per non perdere l'affare. Cento milioni di euro per attenuare i tagli al costo del lavoro e quindi ai contratti dei piloti, delle hostess, degli steward, del personale di terra e dei manutentori. Non più una decurtazione alle buste paga del 25 per cento, bensì intorno al 20. è la carta che Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, presidente e amministratore delegato della Cai, la Compagnia aerea italiana, sembrano intenzionati a giocare per chiudere l'accordo con i sindacati e far decollare il piano Fenice per la Nuova Alitalia. Il pressing del premier Silvio Berlusconi sui vertici della neonata cordata tricolore è stato asfissiante nelle ultime 24 ore dopo la rottura delle trattative con il sindacato dei piloti. Perché dopo aver ipotizzato altre strade (un intervento pubblico per quanto mascherato non avrebbe superato le barriere di Bruxelles) ci si è resi conto che solo sciogliendo il nodo-salari si sarebbe potuto evitare il fallimento. Non solo della compagnia, ma anche della mediazione governativa sulla quale Berlusconi sa bene di giocarsi la faccia. Palazzo Chigi, allora, ha chiesto a Sabelli di contribuire a trovare una via d'uscita senza stravolgere la filosofia e la logica del piano. Per esempio dilatare in un tempo più ampio, comunque nell'arco del quinquennio, l'obiettivo di risparmiare i 350 milioni annui sul costo del lavoro. Oppure spostare il "break even" oltre la fine del 2010. E ancora ridurre il target di un fatturato in crescita del 5 per cento nei primi due anni. Diverse opzioni "finanziate" con i cento milioni. D'altra parte letta in filigrana, la dichiarazione di Sabelli rilasciata ieri mattina subito dopo aver incontrato il sottosegretario Gianni Letta non era più di chiusura netta: sì, certo, la conferma del piano ("la nostra posizione è ferma") ma anche "disponibilità assoluta a trattare". Che, diversamente, non c'era solo qualche ora prima, visto che erano stati proprio i rappresentanti della Cai ad abbandonare il tavolo del negoziato al ministero del Lavoro. Una linea inaspettatamente dura che, negli ultimi giorni, ha finito per acuire i dissapori all'interno della cordata dei sedici (poi diciotto) imprenditori pronti a scommettere sulla privatizzazione della compagnia di bandiera. Più d'uno lamenta la mancanza di momenti di consultazione per mettere in campo le strategie più consone ad affrontare le diverse trattative, così come l'assenza di coordinamento. "Colaninno - diceva ieri a denti stretti uno dei componenti della cordata - non ha alcun mandato dagli altri azionisti". Così che dopo la rottura al ministero del Lavoro qualcuno ha cominciato a pensare di defilarsi. Il più vicino a compiere questo passo - secondo fonti vicine ai protagonisti - sarebbe il gruppo Benetton che attraverso Atlantia dovrebbe versare 100-150 milioni nella Cai. Forse il gruppo più esposto al potenziale conflitto di interessi, essendo da una parte gestore aeroportuale con Aeroporti di Roma (Adr) controllata da Gemina, e dall'altra vettore con Alitalia. Così che le polemiche scaturite su questo versante non hanno affatto costruito un clima favorevole alla scelta di Ponzano Veneto. Il pressing a tutto campo di Palazzo Chigi è servito anche a sbloccare la fornitura di carburanti a credito da parte dell'Eni, società controllata dal Tesoro. Pare sia stato lo stesso Berlusconi a parlare con l'amministratore delegato della compagnia petrolifera, Paolo Scaroni. Probabile che della partita sia stato anche il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, impegnato, tuttavia, all'Ecofin di Nizza. Infine i sindacati. Per la prima volta, ieri sera, l'incontro è stato convocato a Palazzo Chigi e non più al ministero retto da Maurizio Sacconi. A conferma che ormai si è all'ultima spiaggia e che il premier ha avocato a sé (o meglio al suo braccio destro Gianni Letta) l'intera partita. Ieri c'è stato l'incontro con i confederali insieme all'Ugl, oggi sarà la volta dei piloti. Ma intanto è svanita la possibilità, chiesta da Sacconi, di una posizione comune da parte di tutte le nove sigle sindacali. E anche ieri, infatti, i ribelli dell'Anpac (il sindacato più potente tra i comandanti) hanno ribadito che loro non hanno alcuna intenzione di accettare il contratto unico di lavoro. In un quadro ancora pieno di ombre, anche per le drammatizzazioni volute dal commissario Augusto Fantozzi, soltanto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è tornato a professare ottimismo prima di varcare in serata il portone di Palazzo Chigi: "Si può uscire benissimo da questa situazione". Come? "Con il salario che deve essere identico lavorando di più e meglio. è un risultato a portata di mano". Forse sapeva già dell'ultimo cip di Colaninno.

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Il premier: lo stop è colpa della sinistra - luisa grion (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Situazione grave Il premier: lo stop è colpa della sinistra "Mossa suicida, intervengo io": Veltroni: "Riaprite la procedura" Berlusconi rientra in fretta da Bari: "La situazione è grave". Il ministro Sacconi: una lotta contro il tempo LUISA GRION ROMA - Se la tentata salvezza è ad un passo dal fallimento è colpa della sinistra: ed ecco allora che, per evitare il peggio, ieri Berlusconi è sceso direttamente in campo nella trattativa Alitalia. Dopo le dichiarazioni del commissario Fantozzi sulla impossibilità di garantire i voli già da domani, da Bari - dove era andato a inaugurare la Fiera del Levante - è arrivata subito la perentoria dichiarazione: "intervengo io". Dunque il ritorno a Roma, il giro di telefonate e incontri per fare il punto della situazione, e la convocazione ai sindacati. Il governo, ha detto Berlusconi prima di sedere al tavolo con le parti, deve assolutamente chiudere questa partita: "Se la compagnia dovesse portare i libri in tribunale sarebbe un fallimento per tutto il paese". L'attacco all'opposizione è diretto: "Questa situazione - confessa il premier - mi preoccupa moltissimo e non riesco a capire cosa succeda, perché ci sia questo atteggiamento suicida. Ci sono motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori". E ancor più chiaramente: "In questo comportamento vediamo forte l'influenza della sinistra, che pur di dare uno smacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il paese". Una lettura la sua, sulla quale concorda in pieno Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro: "Quella di Alitalia è una lotta contro il tempo perché si sono già manifestati scricchiolii operativi nella società e sarebbe un tragico paradosso se, raggiunto l'accordo sindacale, non ci fosse più il tempo minimo necessario per fare tutto ciò che serve per garantire l'obbligata continuità nell'uso degli slot. E' per questo che si sono alzati in volo gli avvoltoi, indifferenti all'interesse nazionale come a quello dei lavoratori perché pensano solo al loro misero calcolo politico. E qui si misurerà l'autonomia degli attori sindacali". Chiamata in causa la sinistra risponde: "Berlusconi non cerchi di scaricare su altri le sue colpe e i suoi errori di valutazione" replica Cesare Damiano l'ex ministro del Pd. E il leader dell'opposizione Veltroni avverte: "Il governo chiuda subito o riapra le procedure di collocazione perché ci sono condizioni nuove. Prima non si sapeva che i debiti sarebbero stati accollati sui contribuenti, e a queste condizioni altri soggetti internazionali potrebbero essere interessati e farsi avanti".

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Veltroni all'attacco su tutto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Dalle europee ai sondaggi: il leader Pd polemizza con Berlusconi Veltroni all'attacco su tutto Dalle europee ai sondaggi: il leader Pd polemizza con Berlusconi --> CORTONA Sembra definitivamente archiviato il rapporto preferenziale tra Berlusconi e Veltroni, che aveva portato i critici del segretario del Pd a coniare il termine Veltrusconi: ieri da Bari il premier e da Cortona il leader dell'opposizione, si sono scambiati bordate su tutto il fronte, da Alitalia ai sondaggi, fino alla riforma della legge elettorale europea. Parlando alla scuola estiva del Pd, Veltroni ha accusato Berlusconi di aver gestito la vicenda Alitalia in maniera "dilettantesca" mentre Berlusconi, che è tornato a Roma dalla Fiera del Levante proprio per "prendere in mano" la vicenda, ha accusato genericamente "la sinistra" di soffiare sul fuoco, e cioè di indurre i sindacati a far fallire la trattativa. Altro capitolo riguarda i sondaggi, con il premier che ha parlato di "consensi per il governo a livelli davvero imbarazzanti" e cioè intorno al 67%. Cifre messe in dubbio da Veltroni che, alla luce delle difficoltà del governo, si dice convinto che "la luna di miele tra Berlusconi e l'opinione pubblica, stia per finire". E lo dimostrerebbe proprio la continua citazione di sondaggi da parte del Presidente del Consiglio. Il clima di dialogo sembra non esserci nemmeno sulle riforme. Berlusconi ha rilanciato la necessità di approvare sia il federalismo che la riforma della giustizia: "Sono indispensabili - ha detto a Bari - per la gente, non sono un pallino mio e della Lega". Ma il premier sul terreno delle riforme ha mostrato i muscoli, proprio sulla prima delle leggi da rivedere, vale a dire la legge elettorale per le Europee: "Abbiamo i numeri - ha detto - per fare una nuova legge elettorale, che dovrebbe avere una soglia del 5%" e che dovrebbe eliminare le preferenze. Su questi due punti Veltroni ha annunciato "una bella opposizione in Parlamento su una legge che vuole penalizzare qualche partito, con la soglia del 5%, e i cittadini, togliendogli il diritto di scegliersi il proprio parlamentare europeo". Quella che vuole Berlusconi - ha rincarato la dose Dario Franceschini - è una legge "mirata ad eliminare alcuni partiti che hanno un nome e un cognome e cioè l'Udc, l'Idv e la Sinistra Democratica". Franceschini lancia poi un'altra frecciata: "Berlusconi ha paura delle preferenze, perchè teme di ritrovarsi la maggior parte degli eurodeputati del Pd che vengono da An".

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L'amputazione e il cloroformio - marco vacchetti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

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Pagina XI - Torino L'amputazione e il cloroformio MARCO VACCHETTI Cura necessaria per i giganti moribondi, dall'Alitalia al debito pubblico, che affollano il Paese. Attenzione allora ad ammalarsi. Attenzione soprattutto ai mal di pancia, perché, stando alle premesse di questo nuovo anno scolastico, travasi di bile e coliche potrebbero degenerare in epidemia. Il protocollo terapeutico somministrato alle scuole sembra infatti presentare numerosi effetti collaterali, mentre per la diagnosticata ipertrofia del personale si è deciso di ricorrere alla chirurgia. Ma l'amputazione senza anestesia è roba da tempo di guerra. E noi in guerra non lo siamo, per il momento... resta da vedere quale tipo di cloroformio possa esserci rifilato. Noi insegnanti in media siamo tipi pacifici e tolleranti. Anni e anni di disistima generalizzata ci hanno portato a sottovalutare il nostro ruolo e a dimenticare che centinaia di migliaia di docenti sono un esercito. Senza contare la possibilità di un'alleanza strategica con milioni di studenti che condividono i destini della stessa barca. C'è di che far tremare più di un ministero. Difficile dire oggi se gli insegnanti sapranno conservare il sorriso, ma certo devono mantenersi in salute. Soprattutto risparmiare in classe la voce, perché potrebbe essere indispensabile farla sentire, forte e chiara, in altra sede. Per l'abbronzatura non resta che la lampada. Lunedì si comincia. Buon anno scolastico a tutti. SEGUE A PAGINA V.

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Alitalia, assedio a fiumicino. ryanair: "no a viterbo" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Roma Alitalia, assedio a Fiumicino. Ryanair: "No a Viterbo" Un'altra giornata di assedio ieri al Leonardo da Vinci. In 500, tra assistenti di volo e piloti Alitalia, accompagnati dalle famiglie, hanno sfilato per i terminal dell'aeroporto di Fiumicino in segno di protesta contro la trattativa sindacati-governo in corso da giorni. Preoccupato per la situazione il presidente Marrazzo: "I numeri degli esuberi crescono di ora in ora". E intanto la compagnia Ryanair dice no al trasferimento dei voli low coast da Ciampino allo scalo di Viterbo. ANGELI, SAVELLI E VINCENZI A PAGINA V.

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Alitalia, nuovo assedio a fiumicino - federica angeli flaminia savelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Roma Alitalia, nuovo assedio a Fiumicino Al corteo degli assistenti di volo anche mamme e bambini FEDERICA ANGELI FLAMINIA SAVELLI Cinquecento dipendenti Alitalia in corteo per l'aeroporto Leonardo da Vinci. Una camminata pacifica dal terminal A degli arrivi nazionali fino alle partenze internazionali del terminal C, per dire "noi ci siamo, non lasciamo fallire la nostra compagnia". Sperano, non mollano, incrociano le dita, hanno paura. Tanta. Steward e hostess, molte accompagnate dai propri figli piccoli, cominciano a sfilare a suon di fischi, urli, slogan. Poi arriva la notizia che da domani l'Eni non fornirà più il carburante agli aerei Alitalia; poco dopo quella che 34 velivoli e 700, tra assistenti di volo e piloti saranno in cassa integrazione, infine la disdetta dei contratti, e dunque l'avvio della mobilità, dal 30 novembre. Ad annunciarlo attraverso un megafono sono i rappresentanti sindacali della Cub Trasporti e della Sdl. Dagli schiamazzi si passa al silenzio. I cinquecento si siedono tutti al centro del terminal C, quasi a dover metabolizzare la valanga di cattive notizie. Un bimbo biondo dagli occhioni verdi, sulle spalle di uno steward, suona, senza sosta, una trombetta da stadio. Ma è l'unico rumore che interrompe minuti angosciosi carichi di pessimismo. "A quanto ho capito la fine è arrivata davvero - dice sgomento Alberto B. - da domani saremo tutti a spasso". La manifestazione riprende e finisce quaranta minuti dopo - alle 16.15 - al briefing equipaggi, che da ieri è diventato presidio permanente. "Se lunedì qualche volo Alitalia dovesse rimanere a terra, la categoria degli assistenti di volo deciderà quale azione intraprendere. La categoria è molto unita e molto arrabbiata", dichiara Cesare Albanese, rappresentante sindacale Sdl e assistente di volo da quasi 20 anni. Sul fronte politico in serata arrivano commenti preoccupati. "I numeri degli esuberi Alitalia, ora dopo ora, tendono a crescere", dichiara il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. "Anche risolvendo Alitalia io temo che poi ci si troverà di fronte qualcosa di molto più grande". "Il governo colpisce con una violenza inaudita gli interessi di Roma", interviene Michele Meta, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. Come lui il segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti: "è necessario un piano industriale alternativo a quello proposto da Cai che, così come è provocherebbe nella nostra regione una catastrofe sociale di proporzioni inimmaginabili".

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Pollio: "il piano alitalia danneggia capodichino" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Napoli Il presidente Gesac all'attacco. Due manifestazioni d'interesse per l'Atitech, ma nulla di definitivo Pollio: "Il piano Alitalia danneggia Capodichino" "BASTA con le protezioni all'Alitalia, meglio il fallimento". Mauro Pollio, presidente della Gesac, la società di gestione dei servizi a Capodichino, si ribella al piano di salvataggio della compagnia di bandiera. "Napoli rischia di perdere le sue frequenze su Linate, oltre un milione di passeggeri l'anno. E poi è diabolico proseguire nella logica del protezionismo, bisogna liberalizzare, aprire al mercato. Poi ci saranno anche più posti di prima". Intanto all'Atitech si attende di sapere chi è davvero intenzionato a rilevare l'azienda di manutenzioni. Il commissario Augusto Fantozzi: "Ci sono due manifestazioni di interesse". ROBERTO FUCCILLO A PAGINA VII.

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Gesac, pollio contro il salvataggio "basta con le protezioni ad alitalia" - roberto fuccillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Napoli Gesac, Pollio contro il salvataggio "Basta con le protezioni ad Alitalia" "Il traffico aereo è già basso, meglio aprire le rotte alle richieste dei viaggiatori" "Napoli non volerà più su Linate. Ci va un milione di persone l'anno" ROBERTO FUCCILLO "IO sono molto preoccupato. E soprattutto, mi pare che si continui ad affrontare il problema dal lato sbagliato". La vicenda Alitalia sferza Napoli, e non solo sul fronte Atitech, ma anche su quello dell'aeroporto. Mauro Pollio, presidente della Gesac, scende nell'arena per dire di come Capodichino non vuole rimanere a sua volta vittima degli errori di governo e sindacati, e della nascita della nuova società, la Cai, guidata da Roberto Colaninno . Pollio, ci sono ormai due scenari: il rilancio con Cai o il fallimento. "Partiamo dal primo scenario. Anche se poi sempre di fallimento si tratta, anzi Alitalia è già fallita da tempo. Dunque non meraviglia che si parli di una considerevole restrizione del traffico. Il guaio è che abbiamo a che fare con due morti". Alitalia, e poi? "Si sommano i resti di Alitalia e di AirOne. E si chiude al mercato. In due avrebbero 239 aeromobili. Ora, fermo restando che il piano non l'ha visto nessuno, e anche questo è motivo di apprensione, quello che emerge è che la Cai dovrebbe tenerne 136. Per mantenere i flussi si dovrebbero allora liberalizzare le rotte. Invece si continua a proteggere Alitalia, come i tanti governi precedenti, che hanno portato la compagnia al disastro. E le modifiche al decreto Marzano (quelle che hanno consentito la scissione in due compagnie al fine di sollevare i nuovi acquirenti dal ripiano dei debiti, ndr) hanno il sapore dell'epoca di Richelieu". Cosa succede a Capodichino? "Succede che si sente dire che a Linate dovrebbe essere riservata la rotta Roma-Milano. Oltre che contrario alle norme Ue, questo ammazza il nostro traffico. Noi attualmente abbiamo su Linate 66 frequenze fra Alitalia e AirOne. Se queste vengono meno, quelle mancanti dovrebbero essere aperte ad altri operatori, come da direttiva europea. Occorre tenere presente che su quella rotta facciamo oltre un milione di passeggeri l'anno". Con quale ricaduta economica? "In genere si calcolano circa 2000 addetti per ogni milione di passeggeri. Quello che preoccupa di più è che non si vedono documenti, e si sentono invece cose strane. Vedo che la Sea a Milano parla di concessioni fra Linate e Malpensa. Come se fossimo al mercato del pesce. Non hanno capito che bisogna uscire da queste logiche, liberalizzare". Non lo hanno capito neanche i sindacati? "Quello che hanno fatto è sconvolgente. Neanche il collasso ha provocato una maturazione. Da quelle parti sembra si continui a tutelare privilegi e posizioni in modo diverso da altri settori del paese. Il risultato è una filosofia che tratta il controllo del traffico indipendentemente da dove i passeggeri vogliono andare. Noi abbiamo moltissimi napoletani che vanno a Milano, per affari o per piacere. Se Linate opera solo su Roma, tutti questi che fanno, si adeguano a un giro infernale da Malpensa o vanno a Fiumicino?" Intanto sembra sempre più vicino il fallimento di Alitalia. "Come ho già detto, quello di fatto c'è già stato. Se all'epoca se ne fosse preso atto, come hanno fatto in Svizzera o in Belgio, oggi forse i problemi sarebbero già risolti?" Meglio il fallimento, davvero? "Industrialmente parlando, quella è la soluzione migliore, è difficile confutarlo. Succede ora? Pazienza: avremo cinque-sei mesi di forte sofferenza, poi andrà meglio di prima. Il governo può garantire cassa integrazione, curare gli esuberi, poi il lavoro tornerà, anzi ce ne sarà di più. Il vero assurdo è che la protezione di Alitalia ha sempre tenuto basso il nostro volume di volato. Aprire al mercato significa rilanciare i posti di lavoro, dare sfogo al paese. Ma vedo che si discute di altro: "perseverare diabolicum est"".

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Atitech, cordata campana o via estera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina IX - Napoli Atitech, cordata campana o via estera Il commissario Fantozzi conferma l'interesse di americani e imprenditori locali ORE d'ansia a Capodichino per il caso Atitech. I 750 addetti dell'azienda che opera la manutenzione dei velivoli hanno evitato ieri ulteriori azioni di protesta dopo la manifestazione che invece avevano portato a Roma, fin sotto il ministero del lavoro, giovedì scorso. Si attende l'evoluzione di quel po' di trattativa che resta in piedi a Roma per l'intero affaire Alitalia. Nel frattempo non resta che misurarsi sulle novità delle ultime ore. Ieri anche il commissario Augusto Fantozzi ha precisato che sul settore della manutenzione sono arrivate due manifestazioni di interesse. Sono le stesse di cui aveva accennato il presidente della Regione Antonio Bassolino al ministro Claudio Scajola venerdì sera. Si parla di un interessamento che viene dagli States, ma anche di una cordata di imprenditori campani, di cui si è cominciato a discutere qualche giorno fa in Regione col presidente Gianni Lettieri. E non è tramontata neanche l'ipotesi dello sbocco in Finmeccanica. Ma per ora sono ipotesi formulate, non un piano preciso. "In realtà - dice Federico Libertino, segretario generale regionale della Filt Cgil, l'unica cosa ufficiale è che Atitech è fuori dal perimetro industriale della nuova compagnia". è esattamente quello che invece sindacati, lavoratori e mondo politico avevano chiesto a tutta forza al governo. Questo non vuol dire che non esistano altre prospettive. "Ma bisogna valutarne la solidità - aggiunge Libertino - essere certi della durata nel tempo delle commesse. Di concreto per ora non c'è niente. L'unica cosa concreta è invece il valore di Atitech, che non è la solita cosa napoletana ma una azienda di eccellenza, per tutto il paese". Sotto sotto lo scetticismo di Libertino è riassumibile in una domanda: se Atitech è giudicata appetibile sul mercato, perchè la Cai non vuole mantenerla sotto le sua ali? "L'importante è salvare il lavoro - dice Giovanni Aruta della Cisl - per Cai, per Finmeccanica, per qualunque altro interlocutore. Il valore dell'azienda non si discute. è vero che gli MD80, che sono difficili e costosi da trattare, prima o poi resteranno a terra, ma Atitech lavora da tempo anche sugli A320 che hanno il futuro assicurato sulle linee a medio e lungo raggio". Non c'è ragione di ritenere che non ci sia più lavoro, insomma. E, stabilito questo principio, "allora forse - dice Libertino - si può anche affrontare il problema dei costi, se ce ne sono". La sensazione è che il salvataggio dell'azienda potrebbe far aprire anche la trattativa su eventuali esuberi, magari da coprire con scivoli e prepensionamenti. Ma il futuro è nebuloso, l'avvicinarsi anzi del fallimento Alitalia lo rende anche più buio. "Non diciamo certo di no a operazioni di mercato - dice Anna Rea, segretario regionale della Uil - ma si può ragionare solo se si sa questi ipotetici acquirenti chi sono, da dove vengono, dove vogliono andare". Viceversa il rischio è questo: "Che si vada alla svendita di una azienda. In Campania abbiamo già vissuto storie del genere in passato, vedi la distruzione della filiera dell'elettronica e dell'informatica". (r. f.).

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Lasciate in pace bocca di rosa - antonio dipollina (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XIII - Genova LASCIATE IN PACE BOCCA DI ROSA ANTONIO DIPOLLINA (segue dalla prima di cronaca) Purtroppo, temiamo, il motore principale dell'educazione sessuale ormai sarà per sempre internet. Resta più in generale il tema innescato dal nuovo governo che sembra concentrare sulla questione delle "pubbliche mogli" gran parte della propria azione, insieme al caso Alitalia: tanto che si teme prima o poi un intrecciarsi di metodi, tipo una cordata (purché italiana) che rilevi l'intero business del sesso a pagamento. Oppure vendere le prostitute ai francesi. Protagonista è la ministro Carfagna che, diciamolo, non sta ottenendo un grande ritorno di immagine: prima ha detto in pubblico che le fa orrore il fatto che qualcuno possa usare il proprio corpo per ricavarne denaro. Con una prontezza d'altissima scuola, la prostituta storica Carla Corso dieci minuti dopo aveva già dichiarato alle agenzie di stampa che la ministro in passato ha fatto un calendario. Rispostina grossolana ma di una certa efficacia. E ieri ancora don Gallo su Repubblica ha richiamato tutti, e soprattutto la ministro, alla necessità di pensare sì al corpo ma di procedere anche a un uso più consapevole del cervello. E' chiaro che la questione genovese dei "bassi" diventa quasi una parte nobile e facilmente risolvibile rispetto alla scalata al cielo che il governo sta tentando contro la prostituzione in genere. Chi se ne intende ? nel senso di chi è incaricato dell'ordine pubblico ? fa timidamente sapere che risolvere così il problema è da pazzi, che il Ddl prevede l'intervento di vigili e forze dell'ordine che, per sperare di cogliere davvero qualche cliente sul fatto (è vero, la frase giusta è un'altra, ma non esageriamo) devono essere presenti nel momento esatto del pagamento in denaro più altri mille cavilli. Se il momento esatto non è quello, il cliente avrà sempre buon gioco a dire che con la signora o signorina in questione stava discorrendo amabilmente dell'esperimento del Cern o discutendo il dosaggio esatto degli ingredienti del Campari Orange. Come sempre, solo chi lavora sul campo può avere un minimo di idee chiare, siano i "bassi" che la prostituzione in genere. L'altra notte in un celebre viale all'estremo levante ligure sono stati multati una decina di clienti di prostitute e trans, in puntuale osservanza di un'ordinanza del sindaco. Le cronache un po' morbosette evidenziano il vero punto del problema: i verbali arriveranno a casa entro sessanta giorni. I multati impiegheranno le prossime settimane a pentirsi, migliorare la propria educazione sessuale oppure a organizzarsi in qualsiasi modo pur di intercettare il dannatissimo foglietto, prova suprema del misfatto?.

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La cgil attacca il presidente del consiglio "nemmeno una risposta sul mezzogiorno" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bari La polemica La Cgil attacca il presidente del Consiglio "Nemmeno una risposta sul Mezzogiorno" "Nel suo discorso alla Fiera del Levante il Presidente del Consiglio non solo non ha dato alcuna risposta sui problemi reali del Paese e del Mezzogiorno, ma li ha completamente rimossi": lo sostiene il segretario generale della Cgil Puglia, Mimmo Pantaleo, secondo il quale dal premier "nulla è stato detto su come sostenere la crescita dell'Italia, dei redditi di lavoratori e dei pensionati, mentre le strategie per rilanciare un Sud che arretra pesantemente rimangono oggetti misteriosi". "Sul federalismo - dice Pantaleo - non ho sentito alcun chiarimento sul tema centrale delle risorse, nè, soprattutto, su come garantire realmente uguali diritti per i cittadini del nord e del sud del Paese. La vicenda Alitalia poi e le tante crisi occupazionali sembrano scomparsi dall'agenda del Presidente del Consiglio. Sui tagli alla scuola e le politiche del Ministro Gelmini ha preferito sorvolare".

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Emiliano: io ho la schiena dritta - raffaele lorusso (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari Emiliano: io ho la schiena dritta Il sindaco contestato: "Berlusconi è diverso dai lacchè di provincia" L'inaugurazione della Fiera RAFFAELE LORUSSO I fischi, forse, li aveva messi nel conto. Così, quando dal cuore della platea, quella occupata per lo più da esponenti del centrodestra, si levano impetuosi urla e schiamazzi di disapprovazione, Michele Emiliano rimane impassibile. Il sindaco aspetta pazientemente che la tempesta passi. Il suo passaggio sui rifiuti campani, pronunciato con toni perentori proprio all'inizio del messaggio di saluto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, diventa però il tema principale del dibattito politico. "Benvenuti in una città che mantiene la schiena dritta e può guardare negli occhi chi pensa di adoperare l'immondizia di Napoli per piegare la resistenza di tutti i meridionali", è l'affondo di Emiliano che finisce sotto accusa. Il sindaco, però, incassa e procede spedito per la propria strada. Il suo intervento è il manifesto delle cose fatte dalla sua amministrazione. Il bilancio di quasi cinque anni di governo, alla vigilia della contesa elettorale della prossima primavera. Se la campagna elettorale per le comunali è di fatto aperta - il Pdl ha già messo in campo la candidatura di Simeone Di Cagno Abbrescia - Emiliano sceglie la vetrina della 72esima Fiera del Levante per cominciare a calare i propri assi e rispolverare la strategia del 2004: scontro frontale con il centrodestra locale, mano tesa ai leader nazionali della parte avversa. Il sindaco lo dà ad intendere chiaramente nei passaggi successivi del proprio intervento, quando plaude a Berlusconi per il ruolo svolto durante la crisi in Ossezia e gli chiede di essere presente alla riapertura del Teatro Petruzzelli, il 6 dicembre, e alla riconsegna della Chiesa Russa al Patriarcato di Mosca, il 19 dicembre. Berlusconi accoglie l'invito ed Emiliano gongola. "Quello che è successo - dirà alla fine della cerimonia - dimostra ancora una volta la distanza siderale che divide Silvio Berlusconi dai suoi lacchè di provincia. Con il presidente del consiglio abbiamo in pochi minuti trovato intese concrete e decisive per Bari. Le reazioni sono andate molto al di là del pensiero dello stesso Berlusconi, tenuto conto che mi ha detto: "Tranquillo sindaco, ho capito il senso del suo discorso". Comunque, non parlerò più di schiena dritta in certi contesti". Il pensiero di Emiliano va prima di tutto ai lavoratori e agli studenti che, davanti ai cancelli della Campionaria, manifestano a difesa della scuola pubblica. "La città è vicina a tutti gli insegnanti e agli studenti d'Italia che non credono che la liquidazione dell'istruzione pubblica corrisponda agli interessi del Paese", dice. Per il resto, Emiliano incassa applausi. Il bilancio di fine mandato, a suo giudizio, ha all'attivo l'incremento della raccolta differenziata, le campagne per la legalità, l'abbattimento di Punta Perotti ("in ossequio alla legge Berlusconi"), la ristrutturazione delle case popolari, le politiche per la mobilità. Il sindaco rimprovera il capo del governo per i nove milioni sottratti a Bari dal recente Piano casa e gli chiede con forza, incassandone l'impegno, di dare un ruolo alla Fiera del Levante di Bari nell'organizzazione dell'Expo 2015. Alla fine Emiliano lancia la propria sfida: "Quando l'anno prossimo l'accoglierò... ". Anche il presidente della Provincia, Vincenzo Divella, pone a Berlusconi una serie di questioni. La più importante è quella dei trasporti. La Puglia, dice, "non deve essere penalizzata dal salvataggio Alitalia". Quindi, se la nuova Alitalia-Air One dovesse ridurre i voli da Bari per Roma e Milano bisognerà far sì che le rotte che si renderanno disponibili siano cedute ad altre compagnie. Il presidente della Provincia sottolinea che "qualcuno ha scambiato la Puglia per un deposito di ferrivecchi" (il riferimento è alla sostituzione degli Eurostar con gli Eurocity). Infine, il federalismo. Nessun pregiudizio, assicura Divella, "ma alla trattativa con il Mezzogiorno - avverte Divella - ci aspettiamo che il nord arrivi con la mente sgombra da furbizie".

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Niente più soldi, niente più carburante, niente più voli garantiti. Il commissario Fa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ntozzi annuncia che da domani alcuni voli della agonizzante compagnia di bandiera sono a rischio e che comincia la cassa integrazione straordinaria per gli equipaggi dei 34 aerei già messi a terra. In serata, vertice a Palazzo Chigi, tra voci di sfaldamento della cordata organizzata da Intesa, politica nella bufera, sindacati con il fiato sospeso e passeggeri incerti. All'aeroporto romano di Fiumicino vanno ancora una volta in scena rabbia e stanchezza. La voglia di crederci, in un miracolo, ma anche la voglia di lasciare andare tutto in malora, "ché a questo punto - spiega lo steward Simone Fascianelli - guadagno di più se perdo il posto di lavoro. Meglio che fare lo schiavo per tre euro e mezzo l'ora". Alle 15.30 parte un corteo con trecento persone che scandendo lo slogan "meglio falliti che con questi banditi" (ovvero, gli imprenditori della Cai) gira intorno all'aeroporto, va verso il terminal Partenze dei voli nazionali, per poi passare ai voli internazionali ed entrare nell'area check-in. Rabbia nei confronti degli industriali della cordata; dei politici "che per anni hanno mangiato sull'Alitalia"; dei giornali accusati di dipingere i dipendenti come una massa di raccomandati che lavorano poco o niente, circondati da innumerevoli privilegi e benefit. "Ditelo ai vostri colleghi - attacca un altro steward, Roberto Valenti - che sono vent'anni che a Venezia non ci portano più in motoscafo all'Hotel des Bains". Il presidio del pomeriggio si tiene davanti al Cbc Alitalia (Crew Boarding Center, l'area che fa da base per gli equipaggi della compagnia di bandiera prima e dopo i voli) di Fiumicino, tra i terminal A e B dell'aeroporto. Problemi per i voli non ce ne sono, qualcuno tra i passeggeri diretto alle partenze butta occhiate distratte. Più distante, a "Cargo City" (ma nessuno li vede) ci sono quelli della manutenzione leggera e dei servizi di terra. Qui al Cbc, ci sono circa duecento persone. Tanti sono venuti con i figli, ragazzini con gli skateboards che giocano con le trombe da stadio adoperate "per fare un po' di casino" durante il corteo. Da una parte c'è un tavolino con bottiglie di acqua minerale per dissetarsi, poi a un certo punto arriva una cesta piena di pizza rossa e pizza bianca, tutti ne prendono, c'è un cartello: "lasciamo pulito". Sono tutti o quasi assistenti di volo, un piccolo popolo abbronzato ma anche sconsolato di trentacinque-quarantenni che in queste ore rappresentano il cuore della protesta. Sì: perché a differenza dei piloti, le hostess e gli steward costituiscono la "piccola borghesia" del popolo Alitalia. Una piccola borghesia che si vede spinta sull'orlo del baratro della proletarizzazione. Anche se qualcuno tenta di ostentare durezza e cattiveria, si vede che gli assistenti di volo sono gente abituata (istituzionalmente) ad essere cortese e gentile. Il leitmotiv è "non abbiamo niente da perdere". Come spiega Tito C., "se accettiamo il piano Cai guadagnerò 1.100 euro al mese per lavorare in condizioni allucinanti. Se falliamo e ci mettono in mobilità guadagnerò 1.300 euro al mese. E avrò due anni per cercarmi un lavoro". Insomma, no future? La speranza è l'ultima a morire, anche se in giro c'è n'è poca poca. Guido Gazzoli, delegato sindacale, non si spiega come si faccia a valutare Alitalia "la miseria di 400 milioni. Solo gli slot valgono molto ma molto di più". E giù accuse contro chi ha gestito l'azienda in passato, ma anche contro Corrado Passera e la cordata. E allora, chiediamo, perché a suo tempo avete detto no ad Air France-Klm? "Macché - insorgono gli assistenti di volo - sono stati i piloti a far saltare tutto". Riprende Tito: "Sono una corporazione, sono forti e non si sentono con le spalle al muro". È così? "Siamo tecnici - spiega un primo ufficiale - ognuno reagisce allo stress come meglio può. C'è un lavoro da svolgere, quando sarà il momento vedremo che fare". E il rischio di fallimento? "Non so, il sindacato fa l'interesse degli iscritti. Io dico solo che quel taglio della retribuzione è umiliante e inaccettabile, far volare un aereo non è uno scherzo, so quanti sacrifici costa".

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British airways: 30 compagnie a rischio crac xl, ponte aereo per 90mila rimpatri (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso British Airways: 30 compagnie a rischio Crac XL, ponte aereo per 90mila rimpatri LONDRA - Trenta linee aeree potrebbero andare in bancarotta entro la fine dell'anno, e i bookmaker inglesi cominciano già ad accettare scommesse su quale sarà la prossima, con l'Alitalia indicata da voci dell'industria aeronautica come una delle vittime più probabili. La previsione di nuovi fallimenti nel settore viene da Willie Walsh, presidente e amministratore delegato della British Airways, e arriva in un momento di caos senza precedenti per i trasporti aerei del Regno Unito: le autorità stanno organizzando un ponte aereo con l'Europa e i Caraibi per riportare a casa dalle vacanze quasi 100 mila turisti britannici lasciati a piedi dal fallimento della XL Leisure, terzo maggiore tour operator nazionale, che ha cancellato tutti i voli di partenza e ritorno ed è stato messo in amministrazione controllata. In tutto, oltre 250 mila passeggeri hanno dovuto rinunciarea a fare le valige da un giorno all'altro, fra quelli che erano in procinto di partire e quelli che si preparavano a rientrare in patria. L'operazione di "salvataggio" ordinata dalla Civil Aviation Authority, l'agenzia statale che regolamenta i voli commerciali, è senza precedenti per le dimensioni dello sforzo: il governo dovrà noleggiare decine e decine di aerei per riportare a casa i turisti britannici, una disfatta che a qualche commentatore ricorda la precipitosa fuga da Dunkerque delle truppe inglesi inseguite dalla armate del Terzo Reich, all'inizio della seconda guerra mondiale. Stavolta il nemico che minaccia l'industria dei trasporti aerei è un altro: la recessione globale, in combinazione con l'aumento dei prezzi del petrolio. "Siamo nella peggiore situazione che l'industria aeronautica abbia mai conosciuto", ha dichiarato il presidente della British Airways, Walsh. (e.f.).

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Passeggeri e agenzie in fuga da alitalia - luca pagni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Passeggeri e agenzie in fuga da Alitalia I call center: "Ai clienti non sappiamo cosa dire". Crollo di richieste dall'estero L'emergenza I tour operator: "Siamo sconcertati, non pensavamo si arrivasse a questo punto". I rischi per chi ha i punti "Millemiglia" LUCA PAGNI MILANO - "I passeggeri che telefonano? Cerchiamo di rassicurarli, ma in queste condizioni non siamo sicuri del nostro posto di lavoro, figuriamoci di cosa accadrà ai voli della prossima settimana". Call center Alitalia: le indiscrezioni sugli aerei che da domani potrebbero rimanere sulle piste vuoi perché l'azienda ha finito i soldi della benzina, vuoi perché partiranno i primi licenziamenti, hanno fatto effetto. Ieri, non appena la notizia è rimbalzata sui media, i centralini della compagnia sono stati presi d'assalto. Ma i passeggeri, in particolare quelli che hanno già acquistato un biglietto, di certezze ne hanno avute poche: "Se vogliono essere sicuri di viaggiare non possiamo che sconsigliarli, se hanno già il biglietto di attendere gli eventi. Come noi del resto". Ma quelli dell'ex compagnia di bandiera non sono stati gli unici telefoni caldi nella giornata forse più drammatica della storia aziendale. Gli impiegati dei tour operator, ma soprattutto delle agenzie di viaggio hanno fatto gli straordinari. Le domande dei viaggiatori? Sempre le stesse degli ultimi giorni, da quando la trattativa con i vertici della cordata italiana è entrata nel vivo: "Fino a ieri abbiano avuto solo poche rinunce o clienti che ci hanno chiesto di spostarsi su Air One - raccontano alla Cisalpina Tour di Torino - perché noi per primi li rassicuravamo. Ci sembrava impossibile che la situazione arrivasse a questo punto. Di Alitalia in crisi si parla da anni, ma gli aerei hanno sempre viaggiato, una soluzione l'hanno sempre trovata. Ma ora anche noi siamo sconcertati". Ma c'è chi si era già accorto della fuga dei passeggeri da Alitalia senza aspettare il precipitare della crisi. Sono i gestori dei siti internet di turismo e di prenotazione dei voli on line. Come racconta Francesca Benati, direttore marketing di Exepdia.it: "Non c'è dubbio che da quando è stato annunciato il fallimento della vecchia Alitalia gli acquisti di biglietti sul nostro sito sono calate. Anche se, bisogna ammettere che sul sito italiano non siamo scesi più del 3%. Forse perché fino all'ultimo Alitalia si è mantenuta molto competitiva nelle sue offerte ed è sempre fortissima nel mercato domestico. Diverso il discorso, se guardiano alle richieste dai portali di Francia, Germania e Inghilterra: in questo caso le prenotazioni erano già crollate da tempo. Si vede che all'estero erano più pessimisti di noi....". La situazione, però, non potrà che peggiorare: "Da lunedì abbiamo la sensazione che, dal numero di biglietti venduti, qualche volo potrebbe anche rimanere a terra", In tutto ciò, non poteva mancare l'iniziativa di una delle tante associazioni dei consumatori. La più veloce è stata Adoc (Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori), che ieri con un comunicato ha ricordato i rischi, in caso di fallimento, dei clienti Alitalia che hanno già acquistato un biglietto o che vantano punti Millemiglia: "Sono tutti creditori non privilegiati ed è facile che altri creditori prevalgano e quindi che ogni diritto venga perduto". L'unica è insinuarsi nel fallimento, a patto di aver tenuto fattura o documentazione.

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Cig, aerei a terra e addio licenza così potrebbe morire la compagnia - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Settimana di fuoco per Alitalia: i creditori bussano e esigono pagamenti anticipati Cig, aerei a terra e addio licenza così potrebbe morire la compagnia Il carburante e il conto degli alberghi per gli equipaggi si pagano cash La Magliana in allarme: "Non riusciamo più a tamponare tutte le falle" LUCIO CILLIS ROMA - La crisi Alitalia rischia di accelerare fino a giungere nel giro di due settimane ad un punto di non ritorno. Il timing è strettissimo. Prima i creditori che bussano sempre più rumorosamente alla porta del commissario Augusto Fantozzi. Poi, il rifiuto di fornire servizi con pagamento posticipato a due o quattro mesi, come accadeva fino a poco tempo fa, e aerei a rischio carburante. Nel contempo, in mancanza di un accordo coi sindacati, potrebbero scattare già domani le prime procedure di emergenza nelle mani di Fantozzi, a cominciare dalla cassa integrazione straordinaria che può poi sfociare nella mobilità. Dal canto suo, Alitalia definisce in un documento interno la lista dei "fornitori principali", necessari cioè alla sopravvivenza della compagnia e le cui richieste devono essere sempre soddisfatte. Ai primi posti, il kerosene e gli hotel per gli equipaggi. Il primo segnale del deterioramento della situazione arriva dall'estero. Siamo agli inizi di settembre e in alcuni scali extra-europei scattano le richieste di pagamento anticipato per carburanti e camere d'albergo destinate al personale navigante. I creditori più diffidenti sono proprio questi. Poi un progressivo peggioramento delle condizioni e nelle ultime 48 ore anche l'Eni blocca per un giorno i rifornimenti di carburante con pagamento posticipato: venerdì scorso, solo cambiando fornitore Alitalia riesce a evitare la messa a terra di dodici aerei. Si arriva così all'annuncio di ieri: Fantozzi si prepara ad inviare le lettere di cassa integrazione agli equipaggi di 34 aerei: in tutto un migliaio di dipendenti. Il commissario, che non esclude che altri voli possano essere bloccati, chiede anche che l'amministrazione straordinaria venga estesa a tutte le società del gruppo. Infine, arriva l'Enac, l'ente che concede le licenze ai vettori, con la sua minaccia di ritirare, in mancanza di novità positive, il "certificato di operatore aereo" necessario per volare. Se queste sono le premesse, che cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni e settimane in assenza di accordo? Alitalia si vedrebbe costretta a ridurre progressivamente il numero di voli, dando la priorità a quelli intercontinentali. é presumibile quindi che i primi ad essere cancellati siano quelli nazionali, che possono contare su diversi collegamenti quotidiani. Inutile dire che si tratterebbe di una rapida agonia, che in assenza di soluzioni, sfocerebbe nel fallimento e nella messa all'asta di tutti gli asset della compagnia. A quel punto quel che resta di Alitalia diventerebbe preda delle compagnie aeree straniere che potrebbero aggiudicarsi flotta, rotte, aziende e immobili a costi notevolmente inferiori rispetto a quelli attuali.

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Alitalia, trattativa finale (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi convoca i sindacati. Vertice nella notte, spiragli su produttività e salari Alitalia, trattativa finale Fantozzi: manca il carburante, da domani voli a rischio.

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ROMA Voli a rischio da domani: il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha avvertito che potre (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Bbe venire a mancare il carburante. Comunque scatterà la cassa integrazione se nelle prossime ore non dovesse essere trovato un accordo con i sindacati. L'Enac potrebbe sospendere la licenza di volo alla compagnia. In serata è sceso in campo Berlusconi, che ha visto le organizzazioni di categoria e Cai nel tentativo di sbloccare la vertenza. Spiragli su produttività e salari. Pressing del premier su Cai. "La situazione è drammatica - ha avvertito Berlusconi - qualcuno gioca allo sfascio per addossare la responsabilità al governo, ma non ci riusciranno".

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OLTRE mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano anche quelli finan (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI OLTRE mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano anche quelli finanziari. Per raggiungere a fine luglio la cifra monstre di 1.159 milioni di euro. Alitalia è al bivio, stretta tra un indebitamento record e i fornitori che, temendo il fallimento, minacciano di non riempire più i serbatoi degli aerei. In cassa solo pochi spiccioli per arrivare alla fine del mese. Con lo Stato che in 10 anni l'ha artificiosamente tenuta in vita versando qualcosa come 5 miliardi e 187 milioni di euro, tra ricapitalizzazioni e prestiti. Serve subito una svolta.

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"il federalismo aiuterà il sud" e berlusconi critica gli evasori - gianluca luzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Il federalismo aiuterà il Sud" E Berlusconi critica gli evasori "Il 20% del lavoro è in nero". Nuovo affondo sui pm GIANLUCA LUZI BARI - Diciotto minuti di discorso. Mai così breve. Lasciato da parte il testo scritto (da lui definito "un mattone"), a Berlusconi resta giusto il tempo per dire che farà la riforma della giustizia e che il federalismo fiscale non è contro il Sud. Per ricordare ancora una volta che il consenso al governo è a livelli "imbarazzanti", il 67 per cento. Ma con il rischio di nuove tempeste finanziarie dall'America che penalizzerebbero la nostra economia che non solo è ferma, ma su cui pesa anche l'evasione fiscale record: "Stimiamo che l'economia nera sia tra il 18 e il 23% del Pil. Questo comporta che molte decine di miliardi di euro non entrano". Berlusconi conclude il discorso quasi all'improvviso, sul volto insolitamente pallido i segni della tensione per la vicenda Alitalia che lo richiama subito a Roma dopo una telefonata con Gianni Letta, e forse anche la stanchezza per i festeggiamenti durati fino a tarda notte per il matrimonio di "Miss Montecitorio", durante i quali ha ripercorso tutto il repertorio canoro assieme al menestrello di corte Apicella. Così sul palco della Fiera del Levante il presidente del consiglio si è limitato a illustrare i due temi della ripresa autunnale che sono già al centro dello scontro politico, anche all'interno della maggioranza. Con una premessa: "La cattiva politica vuol far credere che il federalismo fiscale sia un obiettivo solo della Lega e che la riforma della giustizia sia un pallino del presidente del Consiglio e del Pdl". Invece "sono due riforme indispensabili per il Paese" e "i magistrati che fanno il loro lavoro e il loro dovere non hanno nulla da temere". Per Berlusconi "federalismo vuol dire coniugare l'onere delle tasse con l'onore di una spesa responsabile, in modo tale che si possa chiaramente definire chi fa cosa e chi è responsabile". E non è "una minaccia per il Sud. Anzi è tutto il contrario". Quanto alla tassa sulla casa, Berlusconi ha garantito che "con il federalismo fiscale non ci sarà nessuna riedizione di tasse già abolite. Prendo l'impegno che l'Ici sulla prima casa non sia reintrodotta con altro nome o in altra forma. Abbiamo abolito l'Ici - ha sottolineato il premier - perchè gravava su un bene primario per le famiglie e sul loro risparmio. Il federalismo fiscale non deve essere una via per sostituire alla pressione fiscale centralista una pressione fiscale locale". L'altra riforma in calendario, quella della giustizia, "serve per rimediare all'assenza di diritto" nel nostro Paese. Come per il federalismo fiscale "nessuno deve temere la riforma perchè sarà un servizio dello Stato a favore dei cittadini, delle imprese, delle famiglie. E' uno strumento che rende effettivi i diritti e i doveri sanciti dalle leggi". Secondo il capo del governo "uno dei segni di debolezza anche internazionale del nostro Paese è l'assenza della certezza del diritto". Al contrario "la nostra riforma darà, a ogni cittadino italiano accusato di qualche reato, la possibilità di avere di fronte un giudice terzo. E questo - ha aggiunto Berlusconi sintetizzando il suo progetto di separazione delle carriere - succederà solo se si distingueranno i magistrati giudicanti dai pm, quelli che noi definiamo avvocati dell'accusa e che dovranno avere carriere, esami e luoghi di lavoro distinti dai magistrati giudicanti". Tornato a Roma Berlusconi si è collegato telefonicamente con il seminario di Forza Italia a Gubbio. E ha confermato il suo progetto di legge elettorale per le europee: "Abbiamo i numeri per varare una legge elettorale europea con lo sbarramento al 5% e liste predisposte dalle forze politiche".

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"legge elettorale, non truccate le regole" - luciano nigro (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Legge elettorale, non truccate le regole" Casini alla maggioranza: faremo barricate. "Transfughi Udc a caccia di auto blu" LUCIANO NIGRO DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO - "Non si truccano le regole del gioco". Pier Ferdinando Casini avverte Silvio Berlusconi. E lo sfida: "Metti lo sbarramento che vuoi, anche oltre il 5%, ma le preferenze non toccarle". Per il leader dell'Udc è vitale, "una questione di come si concepisce la democrazia. Perché in questo paese ci sono sintomi di involuzione democratica". Prepara "le barricate in Parlamento", Casini, e intanto alza la polemica contro "il governo degli spot". Quasi una requisitoria su Alitalia, sicurezza, scuola, prostituzione e federalismo. Però al premier che tira un sospiro di sollievo perché nella maggioranza non c'è più una forza politica che si oppone sistematicamente risponde così: "Parole che feriscono, ma non possiamo permetterci falli di reazione. Sarebbe autolesionistico andare a sinistra e fare una nuova Margherita. Siamo al centro e non ci spostiamo. Non faremo un regalo a chi si vuole liberare di noi". è Berlusconi, oggi, il nemico. Quattro mesi fa lo era anche Veltroni "che fece come la monaca di Monza", accettando lo schema bipartitico di un Egidio interpretato dal Cavaliere. Oggi il Pd "ha capito l'errore" e il dialogo è possibile. E' la sua ex maggioranza, invece, il concorrente più pericoloso, quella che "cercò di annetterci al Pdl, e in che modo, con una telefonata". Perciò, alla festa di Chianciano Terme, che ha applaudito D'Alema e fischiato Cicchitto e la Gelmini e tributato ovazioni a Buttiglione in versione antifascista e a Tabacci fustigatore di "banchieri truculenti", il leader dei centristi indica la rotta ai suoi. Competere con il Pdl per dimostrare che "abbiamo un'altra idea della politica", ma senza sguarnire il fronte moderato. "Oggi il governo è in luna di miele - riconosce - ma domani non sarà così, e forse a sgretolarsi saranno i due partiti maggiori". Ci sarà da combattere in autunno. In Trentino l'alleato è il Pd. In Abruzzo chissà se il Pd ricambierà appoggiando l'udc De Laurentis. "Noi non abbiamo fretta", ha spiegato ai suoi e lo ha ripetuto a D'Alema, riservatamente. Poi, in primavera, la guerra: se il centro vince sceglierà con chi allearsi da posizione di forza. Ma in sei mesi la gente capirà che molti sono "solo spot". Compreso il federalismo. "Sarò controcorrente - dice rispondendo a Enrico Mentana - però questo federalismo porterà a una moltiplicazione dei costi che rischia di distruggere il nostro paese. E l'abolizione delle Province che fine ha fatto?". Si ancorerà alla tradizione cattolica il centro di Casini, alzerà la bandiera dei moderati e non inseguirà "la deriva" delle veline e delle miss Italia, delle tv. Né asseconderà gli umori dell'opinione pubblica: "Se facciamo politica sui sondaggi tra un po' chiediamo la pena di morte e l'impiccagione". Casini sa, però, che un pezzo del suo partito vorrebbe tornare nella comoda casa del centrodestra. Glielo ha detto una donna baciandolo al suo arrivo alla festa: "Non portarci a sinistra". Gliel'hanno ripetuto assessori che temono di perdere il posto. Perciò a loro grida: "Se è per questo che state nell'Udc, andatevene. Noi abbiamo rinunciato a 40 parlamentari e a posti di governo per difendere una storia e un'identità". Il veleno finale è per Giovanardi e Baccini passati al Pdl. Non li cita. Li chiama "gente che non ha mai fatto un giorno senza auto blu e oggi sputa sul nostro partito".

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Paolini insulta e blocca il tg1, riotta lo querela - aldo fontanarosa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il caso Paolini insulta e blocca il Tg1, Riotta lo querela Interrotto il lavoro della giornalista a Fiumicino con un attacco al premier ALDO FONTANAROSA ROMA - Finora si era limitato a sbracciarsi e a mostrare profilattici alle spalle dei giornalisti di tutte le reti, pubbliche e private. Stavolta Gabriele Paolini - che si attribuisce ormai 20 mila blitz televisivi - fa qualcosa in più se il direttore del Tg1 Gianni Riotta vuole querelarlo. Lo stesso Berlusconi avrebbe motivo di risentirsi, visto l'insulto che si becca in diretta tv. Il Tg1 delle 20 è in onda da sei o sette minuti quando Margherita Busi dà la linea a Laura Chimenti, che parla dall'aeroporto di Fiumicino teatro della drammatica protesta dei dipendenti di Alitalia. Sullo sfondo, Gabriele Paolini prende la rincorsa e le si fionda contro. Ha i capelli corti e degli occhialini bianchi. Un signore prova a fermarlo. è un passeggero di Alitalia che assiste alla diretta. Paolini riesce a divincolarsi, prima fa le corna, poi urla al microfono: "Berlusconi è uno stronzo". La Busi tenta di mantenere la calma, in diretta bolla Paolini come il solito incivile ("ma avrei voluto dirgli molto di più", confesserà più tardi). Infine restituisce la linea a Laura Chimenti perché la situazione sembra tornata tranquilla. Paolini, però, torna all'attacco: "Mi hanno messo le mani addosso", grida. La regia del Tg1 è costretta a oscurare il segnale, mandando in sovrimpressione un cartello nero con la scritta "Edit 3 Tg1", fatto che ha pochi precedenti nella storia della Rai. A telegiornale concluso, la Busi è fuori di sé: "Ci sono gli estremi per contestare l'interruzione di pubblico servizio", dice, "Questo non era un collegamento qualunque: c'erano migliaia di dipendenti Alitalia e migliaia di loro familiari davanti alla televisione per sapere che cosa stesse succedendo sulla crisi della compagnia". Arrabbiato è anche il direttore Riotta: "Ci hanno chiesto di aprire il Tg1 all'esterno e noi lo abbiamo fatto. Nella edizione di ieri sera, abbiamo fatto quattro dirette. Ora però vorrei che le nostre croniste e i nostri cronisti potessero lavorare in totale sicurezza. Confermo che quereleremo Paolini".

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Alitalia, apertura dei sindacati Si tratta ancora con i piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-14 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Iniziativa di Berlusconi, nella notte nuove proposte su esuberi e salari Alitalia, apertura dei sindacati Si tratta ancora con i piloti ROMA - Crisi Alitalia, Berlusconi in campo. La trattativa è ripartita nella notte con un vertice a Palazzo Chigi con Cgil, Cisl, Uil e Ugl e una nuova proposta su esuberi e salari. Prime aperture dei sindacati, si tratta ancora con i piloti. DA PAGINA 2 A PAGINA 5 Baccaro, Caccia, Galluzzo Marro, L.Salvia.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 9 categoria: A... (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 9 categoria: ALTRI OGGETTI I democratici e il doppio Fitoussi L'economista Jean Paul Fitoussi è uomo di mondo. Docente alla Summer School organizzata a Cortona dal Pd, dalla cattedra ha parlato del giusto mix da cercare tra Stato e mercato, senza citare il caso Alitalia e senza creare problemi agli organizzatori. Sceso dal palco però ha detto cosa pensa veramente, rilasciando un paio d'interviste in cui ha lodato Tremonti, Berlusconi e la Robin tax. Richiesto di un giudizio sul Pd ha chiuso il cerchio: "E' moscio".

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Il giorno nero dei <prenotati> L'assalto ai call center (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il giorno nero dei "prenotati" L'assalto ai call center In caso di fallimento andrebbero persi rimborsi e viaggi premio "Chi è all'estero potrebbe rientrare con le compagnie alleate" ROMA - Un disastro per i dipendenti della compagnia. Uno smacco per l'immagine del Paese. Ma se nei prossimi giorni Alitalia dovesse davvero sprofondare, i più indifesi sarebbero i viaggiatori. Ieri chi ha prenotato i voli ha preso d'assalto i call center della compagnia, che sconsigliavano l'acquisto dei biglietti in attesa di novità. Il rischio per Alitalia è quello del grounding, che in inglese avrà pure un suono simpatico ma vuol dire aerei a terra e libri in tribunale. Fallimento. A finire nei guai per primo sarebbe chi con Alitalia è partito ma deve ancora tornare. Circa 15 mila in questo momento, secondo le stime di sindacati e consumatori. Con il fallimento, Alitalia semplicemente non esisterebbe più: niente aerei e tutti fermi lì, nel limbo lontano da casa. Ma la situazione sarebbe meno drammatica di quella vissuta in queste ore dai viaggiatori della Xl. Dopo il crac, il tour operator inglese ha lasciato a terra 90 mila turisti, spingendo il governo britannico ad organizzare un ponte aereo per il loro rimpatrio. "Prima di essere costretti ad un passo del genere - dice Mauro Rossi, segretario della Filt, il sindacato trasporti della Cgil - Alitalia assicurerebbe il rientro di tutti quei 15 mila passeggeri ". A differenza della società inglese, Alitalia fa parte di un'alleanza che raggruppa altre compagnie, da Air France ad Aeroflot, dalla China Southern fino all'americana Continental. Sarebbero loro a riportare a casa gli appiedati. A patto di aver posti disponibili, però. E anche se non siamo più ad agosto il caos sarebbe matematico. Meno drammatica, ma in realtà senza speranze, sarebbe la situazione di chi deve ancora partire ma ha già comprato un biglietto. Qui le stime parlano di 100 mila persone, mentre le prenotazioni sono almeno 10 volte tanto. Una cifra bassa rispetto ai concorrenti. Ma negli ultimi mesi, viste le nuvole all'orizzonte, la compagnia di bandiera ha perso una bella fetta di passeggeri: meno 17,4 per cento nei primi sette mesi di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2007. E se le prenotazioni reggono, tanto non si paga, chi deve tirar fuori i soldi con settimane di anticipo ci pensa due volte. Chi lo ha fatto, in caso di fallimento, avrebbe davvero poche speranze di recuperare i soldi. "Tecnicamente - spiega Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo - quei 100 mila diventerebbero creditori della compagnia. Ma non avrebbero indietro nemmeno un euro". Dopo l'eventuale fallimento, tutti i beni sarebbero messi all'asta proprio per restituire i soldi ai creditori. Ma dice la legge che prima ci sono i dipendenti, poi i fornitori e solo alla fine arriva il turno dei clienti. Alitalia ha debiti per 435 milioni di euro: quando il signor Rossi si presenterà all'incasso con il suo biglietto in mano, della grande torta iniziale non saranno rimaste nemmeno le briciole. Altre vittime sarebbero i 2 milioni di soci del club MilleMiglia, che ogni tot di biglietti acquistati regala un viaggio gratis. Carlo Pileri, presidente dell'associazione di consumatori Adoc, sta preparando la "modulistica per far valere il diritto acquisito con i punti accumulati". Ma anche qui c'è poco da fare. Come quella dei voli gratis per dipendenti e familiari, MilleMiglia è una scelta aziendale. E se l'azienda non c'è più, amen. Chi proverà a chiedere un risarcimento verrà dopo quelli che il biglietto l'hanno comprato: il suo turno non arriverà mai. Guai per tutti, insomma. Ma una piccola speranza c'è. Nel 2001 fallirono Sabena e Swissair, mandando in fumo punti accumulati e biglietti comprati. Le compagnie sono poi risorte con una proprietà e un nome diverso. Brussels Airlines e Swiss hanno deciso di riconoscere quasi tutti i punti accumulati con le vecchie compagnie e di fare sconti speciali a chi aveva acquistato un biglietto ormai inutilizzabile. Qualcosa a metà strada fra il risarcimento danni e la caccia al cliente. Lorenzo Salvia Il crac della Xl Il crac del tour operator Xl ha lasciati appiedati novantamila passeggeri in tutta Europa. Il governo britannico costretto a organizzare un ponte aereo.

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Inter, accordo per volare in Champions (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Domani ad Atene Inter, accordo per volare in Champions MILANO - C'è chi continua a credere nell'Alitalia: l'Inter, che all'inizio della nuova stagione ha trovato un accordo di collaborazione con la compagnia di bandiera. Domani sarà proprio un volo charter dell'Alitalia, effettuato da un Boeing 767, a portare squadra e dirigenti ad Atene, dove martedì è in programma la prima partita di Champions League contro il Panathinaikos. Come indicato dal sito della Sea, partenza alle 10 da Malpensa; rientro nella notte, subito dopo la gara, alle 2.30 di mercoledì.

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Letta, i fornitori e lo strano allarme da Londra (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il retroscena Letta, i fornitori e lo strano allarme da Londra SEGUE DALLA PRIMA Per stringere il patto Berlusconi ha premuto sui sindacati, propensi a trovare un'intesa ma a loro volta preoccupati, "perché senza l'ok dei piloti non potremo governare la protesta". "L'accordo consentirebbe intanto di far partire l'operazione", era la tesi del Cavaliere, che teneva in serbo una soluzione innovativa per il contratto delle "aquile" e si era già impegnato a dirottarne altri 500 in esubero, in gran parte verso una piccola società: la Air Italy. Nel frattempo aveva ricevuto ulteriori garanzie di sostegno da Air France e Finmeccanica. Le cattive notizie nel pomeriggio erano giunte da Cai, se è vero che Colaninno l'aveva informato di "problemi con gli azionisti". Perciò Berlusconi aveva chiesto ai ministri di fare "qualche altra concessione", in modo da "convincere" poi gli acquirenti di Az. E mentre chiedeva, continuava a imprecare, dicendo che "bisognava lasciarsi dei margini, invece di presentare tutto subito". Avrà forse il tempo di ragionarci sopra. Certamente ieri non aveva il tempo né la voglia di ricostruire gli ultimi giorni della trattativa, di andare appresso a chi riteneva che il negoziato andasse gestito fin dall'inizio da Palazzo Chigi, di chi criticava la guerra di visibilità tra ministri, di chi puntava l'indice sulla scelta di Colaninno e Fantozzi come attori della vicenda, di chi addirittura osservava il distacco di Tremonti, che giorni fa - alla Festa di Azione giovani - dinnanzi alle preoccupazioni di un dirigente di An aveva risposto: "Nooo... Va tutto bene". Berlusconi doveva e deve salvare Alitalia. E non solo per salvar la faccia. Ieri quell'affondo contro la sinistra è stato un modo per mandare un avvertimento, inserito in un passaggio della sua dichiarazione: dietro il rischio di "suicidio" per il fallimento di Az, il premier scorgeva "motivazioni politiche che non hanno nulla a che vedere con le richieste dei lavoratori ". Si riferiva alle voci su un'ipotesi alternativa al "piano Fenice", che Veltroni nel pomeriggio avrebbe di fatto accreditato, invitando il governo a "chiudere subito" o a "riaprire la procedura". La risposta del Cavaliere non si è fatta attendere. E alla sortita pubblica ha fatto seguire una serie di messaggi riservati. Da una parte ha fatto sapere che - in caso di fallimento di Alitalia - avrebbe modificato nuovamente la legge Marzano, rivedendo così le condizioni di favore per l'acquisto della compagnia. Dall'altra ha fatto capire ai sindacati che la rottura su Az avrebbe provocato anche la rottura delle relazioni e soprattutto la rottura della trattativa sugli incentivi. Un gioco pesante, non c'è dubbio, come pesante era il clima a Palazzo Chigi. L'altra notte Gianni Letta aveva urlato al telefono tutta la sua rabbia: "è una situazione pazzesca. Sono qui a implorare i fornitori per convincerli a garantire il carburante agli aerei, e invece di procedere si blocca tutto? ". E ai sindacati che chiedevano conto delle nuove voci su altri possibili acquirenti, il sottosegretario replicava: "Voi dovete dare un segnale". Macché, le organizzazioni cambiavano Il grande mediatore Sulla vicenda Alitalia anche il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, ha perso il suo aplomb: "è una situazione pazzesca. Sono qui a implorare i fornitori per convincerli a garantire il carburante agli aerei" interlocutore nel governo, rivolgendo però la stessa domanda. "Ma non è vero", rispondeva esausto il ministro del Welfare Sacconi: "Chi e come metterebbe questi soldi?". L'atmosfera era surreale come le notizie che si spargevano nel Palazzo: all'aeroporto di Londra pare avessero chiesto soldi contanti per far partire un vettore di Alitalia. Non era pensabile che Berlusconi restasse defilato. Tanto più che le parti si erano rovesciate: "Veltroni - commentava ieri il forzista Grillo - non cavalchi l'irragionevole protesta ". Più o meno quanto dicevano in campagna elettorale i dirigenti del Pd. Irritato dal fatto che Epifani avesse sempre disertato il tavolo della trattativa, oltre a prendersela contro "questi comunisti", il capo del governo doveva trovare una soluzione. "Si chiude, si chiude", sorrideva in serata il ministro Rotondi: "Cos'è una trattativa senza suspense?". Non appariva perciò strano se Casini, che conosce Berlusconi, ieri aveva evitato di attaccarlo: "La soluzione è pessima, ma sono al fianco del premier e mi auguro che la sua mediazione abbia successo". Un modo per non restare sotto le macerie ora che il premier sembra sul punto di farcela anche stavolta. Francesco Verderami L'opzione Air Italy Il Cavaliere cerca di "recuperare" 500 piloti in esubero, dirottandoli in parte verso la compagnia Air Italy.

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Nodo carburante (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 3 categoria: BREVI nodo carburante "Non sto dichiarando il fallimento stasera, ma la situazione è davvero grave. I creditori tirano il freno, potrebbero esserci problemi di carburante". Così il Commissario Augusto Fantozzi alle 13.30 di ieri. Alle 15.20, durante un incontro coi sindacati, Fantozzi rincara "Abbiamo voli garantiti fino a domani. Da lunedì non più. Non ci riforniscono più di carburante". Queste le parole riferite da fonti sindacali Alle 16.25 il Commissario precisa. "Non ho affatto detto che i voli Alitalia sarebbero stati operativi fino a lunedì, esistono però difficoltà sui rifornimenti, che potrebbero mettere a rischio alcuni voli".

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<Noi, pendolari del Milano-Roma alla fine prenderemo il treno> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I passeggeri Paolucci: non so che fare. Fede: io non cambio "Noi, pendolari del Milano-Roma alla fine prenderemo il treno" ROMA - "Noi siamo come quelle comitive dei pullman che ormai, dopo tanti anni, a bordo si salutano senza nemmeno conoscersi. Siamo gli affezionatissimi pendolari Alitalia della tratta Milano-Roma, partenza il martedì mattina e ritorno il giovedì sera. Se tutto va bene... ". Così dice Antonio Marano, da sei anni direttore di Rai2, ma il suo sense of humour è messo a dura prova dalla crisi acutissima in corso. "Martedì devo venire a Roma, non lo so...", anche la frase di Umberto Paolucci, vicepresidente mondiale di Microsoft, l'azienda-colosso dell'informatica, resta appesa nel vuoto. La verità è che gli "affezionatissimi " pendolari Alitalia non sanno più cosa li aspetta. Vivono ormai nell'ansia più completa, con questa spada di Damocle della compagnia a pezzi, che tra una trattativa e l'altra accumula soltanto ritardi, debiti e polemiche. "Io di tutti questi casini non ne posso più - sbotta Matteo Salvini, parlamentare della Lega - con i miei colleghi Grimoldi di Monza, Molteni di Como e Vanalli, il sindaco di Pontida, ne abbiamo parlato giorni fa a Linate, mentre prenotavamo il volo per Fiumicino. Ci siamo detti: basta, ci dispiace tanto per i lavoratori della compagnia di bandiera che rischiano il posto, ma appena l'Alta Velocità consentirà collegamenti rapidissimi tra Milano e Roma, noi saliremo sul treno e buonanotte. La cancellino pure dal tabellone, l'Alitalia, tanto c'è già AirOne che è più puntuale e costa pure meno...". L'imprenditore romano Giovannino Fedelissimi Il vicepresidente mondiale di Microsoft, Umberto Paolucci, e il direttore di Rai2, Antonio Marano (a destra): entrambi sono clienti abituali di Alitalia Malagò, consigliere d'amministrazione di AirOne, sparge il sale sulla piaga: "Anch'io martedì ho un volo per Milano e sono sicuro al cento per cento che con AirOne non avrò problemi". "Da Malpensa di sicuro è meglio AirOne - riconosce sconsolato Antonio Marano - L'Atr42 Alitalia ci mette più del pullman per arrivare a Roma... ". Emilio Fede, il direttore del Tg4, la domenica sera parte invece da Roma per Milano, dove resta fino al venerdì a condurre il telegiornale. Il suo è uno scatto d'orgoglio: "è tutta la vita - dice - che volo Alitalia, perciò anche adesso che infuria la bufera, fino all'ultimo tenterò di prendere un aereo della nostra compagnia di bandiera. è vero che il servizio negli anni è peggiorato, il personale di bordo ad esempio ha smarrito quel sorriso accogliente che aveva un tempo. Ma è comprensibile: come si fa a sorridere, con l'incubo degli esuberi?". Fabrizio Caccia.

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Il premier: Pd e Cgil volevano lo sfascio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE In campo Lasciata Bari, Berlusconi si è precipitato a Roma Il premier: Pd e Cgil volevano lo sfascio "Pressioni sui protagonisti della trattativa" DAL NOSTRO INVIATO BARI - "La situazione è drammatica, abbiamo margini strettissimi, stiamo camminando sulle uova". Berlusconi lascia la Fiera del Levante in anticipo. Sono le 12 e 30. Il suo discorso dura appena 18 minuti. Non accenna ad Alitalia dal palco, lo fa una volta fuori dal padiglione, sulla via dell'aeroporto: "Sto tornando a Roma per vedere cosa possiamo fare, purtroppo stiamo trovando delle resistenze incomprensibili ". L'inaugurazione annuale della fiera pugliese lascia deluso chi si aspettava un discorso lungo del presidente del Consiglio. Il Cavaliere ha l'Alitalia in testa, ha fretta di rientrare nella capitale, soprattutto ha l'esigenza di replicare alle accuse che sono piovute sull'esecutivo: "Non sarà mai il governo a chiudere, noi siamo disponibili con i nostri ministri, e con il sottoscritto, per giungere all'unica soluzione possibile per evitare il fallimento di Alitalia". Non cita esplicitamente i piloti, ma fa intendere che è innanzitutto il loro atteggiamento, la loro posizione, ad essere giudicata "incomprensibile ". La "sinistra" invece la addita in modo manifesto, nello specifico "il Pd e la Cgil". Il messaggio, a futura memoria, nel caso di fallimento delle trattative, è il seguente: sono Veltroni ed Epifani i principali imputati di una strategia che "sembra puntare allo sfascio; esistono fortissime pressioni su alcuni protagonisti della trattativa e queste pressioni sembrano avere come obiettivo quello di distruggere tutto quello che finora si è costruito". Ma se questo è una sorta di avvertimento politico l'aspetto tecnico è invece quello che ancora può fare il governo per non far fallire la trattativa: uno sforzo maggiore, economico, richiesto agli imprenditori, è fra le strade che riservatamente vengono battute. Il Cavaliere è consapevole che il fallimento di Alitalia sarebbe un colpo enorme per la maggioranza oltre che per il Paese: "E qualcuno punta a dare una spallata al governo". Allo stesso tempo è preoccupato perché convinto che i sindacati abbiano finora strappato non pochi risultati: "Finora a molti di questi signori è stato dato moltissimo, sono state fatte non poche concessioni". Prima di lasciare il capoluogo pugliese si intrattiene a telefono con il sottosegretario Gianni Letta che da giorni sta regolando i fili della mediazione fra governo, imprenditori, sigle sindacali. Rientrato a Roma Berlusconi vede proprio Letta per primo, a Palazzo Grazioli. Nonostante la preoccupazione il Cavaliere è anche più determinato che mai, non ha nessuna voglia di veder fallire un'operazione in cui si è giocato tutto, sin dai primi giorni di campagna elettorale: "Faremmo una figuraccia in giro per il mondo". Alle nove di sera i sindacati arrivano a Palazzo Chigi: sembra che debba esserci anche lui, invece non va. Forse non è ancora il passaggio finale. Marco Galluzzo Siamo disponibili a giungere all'unica soluzione possibile per evitare il fallimento.

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Alitalia, accordo vicino Resta il nodo dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia La trattativa Alitalia, accordo vicino Resta il nodo dei piloti Sindacati a Palazzo Chigi. Fantozzi: voli non garantiti Nuove proposte dell'esecutivo. L'incontro con gli amministratori delegati di Intesa e Cai, Passera e Sabelli Nuovi impegni su salari e contratti Il governo avrebbe messo sul piatto l'impegno a riduzioni meno drastiche del salario dei lavoratori della "nuova" compagnia aerea e a escludere i piloti dal contratto unico, equiparandoli ai dirigenti ROMA - L'ingresso in campo di Silvio Berlusconi ieri nel caso Alitalia ha rivitalizzato la trattativa, giunta a un punto morto. Ieri, dopo una giornata di consultazioni informali, il negoziato è ripreso a palazzo Chigi, alle 21, con un primo incontro tra il sottosegretario Gianni Letta, (presenti i ministri del Lavoro, Maurizio Sacconi e dei Trasporti, Altero Matteoli, e il commissario Augusto Fantozzi) e i sindacati confederali e Ugl. Subito dopo, dalle 23 fino all'una di notte, è stata la volta dell'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, e dell'amministratore di Intesa- Sanpaolo, Corrado Passera. E poi ancora i sindacati. I due primi incontri, sostanzialmente ritenuti positivi dalle parti, dovrebbero avere ora l'effetto di preparare l'intesa finale. Al tavolo non sono state invitate però le associazioni professionali che saranno convocate oggi: piloti e assistenti di volo, i più restii all'accordo, saranno messi davanti alla responsabilità di farlo saltare. Nello studio di Letta il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, e della Uil, Luigi Angeletti, il segretario di Ugl, Renata Polverini, e quello confederale della Cgil, Fabrizio Solari avrebbero ricevuto dal governo garanzie che i salari dei lavoratori della nuova Alitalia di fascia medio- bassa non saranno ridimensionati drammaticamente mentre si agirà sulla produttività, come richiesto da tutte le sigle. Ma ci sarebbero state anche garanzie per la riassunzione dei lavoratori di cargo e manutenzione in aziende partecipate da Cai e da società pubbliche, come Fintecna e Finmeccanica. Anche per i piloti Berlusconi avrebbe in serbo offerte: oltre a un contratto separato a livello dirigenziale, la ricollocazione degli esuberi: 870 (senza i piloti cargo), cui andrebbero sottratti altri 300 piloti in uscita verso la pensione. Dunque, 500. Ma la posizione dei piloti resta irriducibile sul tema delle dimensioni future della compagnia considerate troppo esigue. "Non ci spaventa una rottura. Anche da soli" ha detto il vicepresidente dell'Anpac, Stefano De Carlo. Nei due vertici a palazzo Chigi non si sarebbe parlato di alleanze, anche se il leader della Lega, Umberto Bossi, ieri ha detto che "Alitalia ha bisogno di un alleato che non chiuda Malpensa e quindi da lì è venuto un alleato che la mantiene a livello di hub: è arrivata Lufthansa". Nel pomeriggio intanto Fantozzi aveva convocato i sindacati, su loro richiesta, ammettendo le difficoltà di rifornimenti del carburante "che potrebbero mettere a rischio alcuni voli" da domani. Mentre 12 voli ieri hanno già rischiato di non partire. Secondo i sindacati, Fantozzi avrebbe detto che la richiesta di pagamento in contante sarebbe arrivata però solo dall'Eni. Chiamato in causa, l'amministratore delegato dell'azienda pubblica ha risposto: "Io penso agli affari miei". Sul carburante è intervenuto Lorenzo Stanghellini con altri giuristi sostenendo che sarebbe una "grave responsabilità " di Fantozzi se mancasse il carburante, essendo suo dovere assicurare il funzionamento dell'azienda, anche attivando per tempo dei mutui. Il commissario ha confermato ai sindacati che i contratti decadranno il 30 novembre. Sul punto il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, ha ribadito che, secondo l'Ue, nessun contratto potrà essere trasferito alla nuova azienda. Intanto, ha annunciato Fantozzi, è prossimo l'avvio alla cassa integrazione straordinaria del personale interessato alla messa a terra di 34 aeromobili che in realtà non volano già dal primo aprile. I lavoratori potrebbero essere, secondo Sdl, tra 600 e 700. "Ulteriori provvedimenti collettivi" sono prevedibili "in conseguenza della gravissima crisi". Affermazioni che gettano una luce sul mistero del numero degli esuberi e sulla mancanza, nei conteggi di Cai, di più di un migliaio di lavoratori che evidentemente usciranno dall'azienda nell'immediato. Antonella Baccaro Il commissario straordinario della compagnia Augusto Fantozzi.

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La paura di Cgil, Cisl e Uil <Se firmiamo ci contesteranno> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Le confederazioni La paura di Cgil, Cisl e Uil "Se firmiamo ci contesteranno" ROMA - La paura di firmare non è mai stata così forte. Cgil, Cisl e Uil di pesanti ristrutturazioni aziendali ne hanno sottoscritte molte nella loro storia. Ma il caso Alitalia è davvero particolare. Non solo per i numeri (quasi 20 mila dipendenti) e per i sacrifici in gioco (sul salario e sulla flessibilità). Ma soprattutto perché, comunque vada, i sindacati dovranno pagare un prezzo. Che neppure loro sanno stimare quanto alto. Nell'eventualità di una firma hanno messo nel conto le contestazioni dure, durissime di una parte dei lavoratori (l'affronto subito giorni fa dal leader della Cisl Raffaele Bonanni suona come un assaggio di ciò che potrebbe capitare) e anche un certo numero di tessere stracciate. Ma almeno vorrebbero essere certi che ne valga la pena. Diceva ieri sera il segretario della Uil, Luigi Angeletti, un veterano delle trattative: "Bisogna sapere che dopo un eventuale accordo, anche se lo firmassimo in piena notte, anche se ottenessimo tutto quello che si può, ci sarà comunque chi protesterà, chi tenterà di bloccare i voli, di creare il caos. Bene, dobbiamo tutti essere sicuri di reggere questa situazione. Altrimenti l'operazione che vogliamo fare per salvare Alitalia non avrebbe senso". Detto altrimenti: i sindacati pronti a giocarsi la faccia, prima di farlo, vogliono avere la garanzia che l'accordo non venga rimesso in discussione dall'azione di forza di categorie o gruppi che volessero paralizzare gli aeroporti. Vogliono la certezza di non essere lasciati soli a difendere l'intesa. Vogliono essere sicuri che il governo e la Cai siano disposti a combattere fino in fondo per piegare eventuali proteste. Bonanni lo ha detto dal principio: lui vuole firmare perché pensa che l'alternativa, il fallimento dell'azienda, sia comunque peggiore per i lavoratori. Angeletti, sulla base del manuale del buon sindacalista, forse non avrebbe scoperto le carte in anticipo come il segretario della Cisl, ma è anche lui uno che lavora per l'accordo. Così come Renata Polverini dell'Ugl. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, invece, è rimasto defilato. Anche ieri sera, a Palazzo Chigi, ha mandato il segretario confederale Fabrizio Solari. Dando così argomenti a chi pensa che la Cgil stia facendo da sponda alla sinistra che vuole mandare all'aria il "miracolo" promesso da Berlusconi. Ma nel sindacato, ieri sera, prevaleva l'opinione che se Cisl, Uil e Ugl decideranno di firmare, la pressione sulla Cgil sarà così forte che anche Epifani dovrà vincere le sue paure. E nessuno ne ha di più grandi di lui. Enrico Marro Luigi Angeletti GuglielmoEpifani RaffaeleBonanni.

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In 200 bloccati all'aeroporto di Fiumicino fino a tardi. In questo caso non c'entrano le p (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Roteste dei dipendenti Alitalia o problemi tecnici agli aeroplani. A bloccare i passeggeri di tre voli della compagnia AirOne diretti a Torino è stato il maltempo, che ha limitato l'operativià dello scalo piemontese. "Ma dalla compagnia aerea non abbiamo ricevuto aiuto - racconta un passeggero arrivato da Bangkok e bloccato proprio nell'ultima tratta verso la sua casa di Torino - Non ci hanno fatto mangiare, ci hanno tenuto ammassati vicino ai loro uffici nell'area dove c'è lo sportello in cui si denuncia lo smarrimento del bagaglio. E alle 23 non ci avevano ancora dato un albergo. Fra di noi ci sono bambini, ci sono famiglie che aspettano dalle 14". Dalla AirOne replicano: "Prima di tutto ci scusiamo con i nostri passeggeri. Ma a bloccare i voli è stato il maltempo. I nostri operatori si sono dati da fare, ma nella zona dell'aeroporto di Fiumicino tutti gli hotel erano pieni". I primi coinvolti nell'odissea sono i passeggeri del volo diretto a Torino delle 14.30. Caselle è investito dal maltempo, inizialmente viene detto ai passeggeri che il decollo è rinviato di due ore e mezza. Poi, più nulla. Alle 17.30 e alle 19.50 altri due voli cancellati. Racconta un giornalista rimasto bloccato a Fiumicino: "E' stato il caos: solo ad alcuni di noi hanno restituito i bagagli. Non ci è stato offerto il pasto e fino alle 22 nessuno ci aveva detto dove avremmo dovuto dormire. Io sto andando a Termini, provo a tornare a Torino in treno. Tanti altri sono in attesa anche da otto ore all'aeroporto". Replica di AirOne: "Purtroppo ieri ci sono stati numerosi voli cancellati, anche di altre compagnie. I posti negli hotel si sono esauriti rapidamente".

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ROMA - I vecchi contratti di Alitalia non hanno futuro nella nuova compagnia. Perchè per il via (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Libera di Bruxelles al piano Alitalia è indispensabile una "assoluta discontinuità giuridica" tra la vecchia e la nuova compagnia. A mettere le cose in chiaro è il vicepresidente della commissione Ue e commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani. In altre parole, "tutti i contratti in cui è parte oggi Alitalia, inclusi i contratti di lavoro, non potranno essere trasferiti automaticamente alla nuova compagnia: sulla base del diritto europeo, non è corretto quindi parlare di esuberi, si può parlare di nuovi posti di lavoro che verranno creati dalla nuova compagnia aerea, una volta che essa inizierà la sua attività". È un passaggio dell'intervento di Tajani al seminario di Forza Italia a Gubbio a chiarire, di fatto, la posizione europea nella delicata trattativa sindacale. "La situazIone di Alitalia - ha detto il commissario Ue leggendo una nota e sottolineando che per la "delicatezza" dell'argomento non voleva creare equivoci - mi porta a ritenere che siamo veramente ad un bivio: da una parte vi è il fallimento di Alitalia, con la sostanziale perdita della gran parte del valore economico dell'azienda e la risoluzione di tutti i contratti di lavoro; vi è però una seconda opzione rappresentata dalla liquidazione di Alitalia con la cessione in modo trasparente e a prezzo di mercato di alcuni degli asset a una nuova compagnia che possa iniziare in breve tempo la propria attività e creare posti di lavoro". "Il piano - ha ricordato il commissario Ue - deve essere compatibile con le regole europee e vi sono dei principi ineludibili che devono essere rispettati". E ancora:"Ove tale discontinuità giuridica non vi fosse, la nuova compagnia verrebbe ad essere responsabile dell'obbligo di restituire gli aiuti di Stato già erogati in passato dall'Italia e che fossero dichiarati incompatibili dall'Europa, nonchè si dovrà fare carico di tutte le passività e di tutti gli impegni assunti dalle precedenti gestioni". Nel confermare la "disponibilità di Bruxelles ad esaminare "in tempi brevi" il piano, Tajani ha sottolineato che "qualunque operazione che non sia del tutto legittima dal punto vista comunitario sarà molto debole. È dunque necessario - ha concluso - che tutte le parti in causa diano prova di grande senso di responsabilità in questa fase così delicata".

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<Estate nera per le città d'arte, boom dei campeggi> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-14 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Presenze e bilanci Il presidente di Confturismo e Federalberghi: molti hotel hanno scelto di tagliare i prezzi del 30-40 per cento "Estate nera per le città d'arte, boom dei campeggi" Bernabò Bocca: dimezzati i turisti americani per il cambio sfavorevole. Ora serve un piano di rilancio MILANO - Certo, alla fine di settembre mancano ancora un paio di settimane, e c'è tempo - forse - per sperare in un colpo di coda. "Adesso, del resto, la vacanza costa di meno; e mentre quest'anno ad agosto le città non hanno mai chiuso, può darsi che questi giorni ci aiutino a recuperare. Ma purtroppo non servirà granché". Tempo di bilanci per il settore turistico italiano, e Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e Federalberghi, non nasconde la preoccupazione. "Il momento è difficile, per tutto il turismo europeo. L'euro è molto forte, e questo è l'elemento principale; fino a quando avevamo un cambio accettabile con dollaro e yen, gli altri problemi restavano nascosti. Ora, invece, sono riemersi tutti". I numeri non sono rassicuranti. "Calo del 10% a livello di presenze, con picchi del 15% per le città d'arte. E quando a Firenze o a Venezia viene a mancare il flusso del turismo nordamericano (negli ultimi mesi, diminuito anche del 40-50%), purtroppo parliamo di un calo soprattutto sugli alberghi di alto livello. Al contrario, quest'anno si è registrato un boom per i campeggi, i bed & breakfast, in generale quello che costa poco pur fornendo un servizio inferiore". Dati negativi, che potrebbero celare una realtà peggiore: "La paura è che se parlassimo di fatturato registreremmo un calo superiore. Perché molti alberghi pur di occupare le camere hanno calato i prezzi del 30, 40%". Il quadro è sconfortante, ma fortunatamente non generalizzato: "Sono le città d'arte ad avere sofferto di più, mentre sul mare il calo si attesta intorno al 5%. Il turismo europeo ed italiano, per contro, ha piuttosto tenuto (il calo tra gli italiani è stato del 4-5%, ma non c'è stata la "fuga" verso l'estero); e alcuni mercati, come quello russo, stanno andando bene. Tutto questo, sommato alla tendenza di un "ritorno alla normalità" sul mercato valutario, fa ben sperare per il 2009. Certo, l'autunno 2008 è perso; tra l'altro, storicamente gli americani, nell'anno delle elezioni, viaggiano di meno. Il dollaro debole ha dato il colpo di grazia". Per Bocca la situazione attuale è anche una cartina al tornasole dei problemi cronici che affliggono il mercato turistico italiano: "Il punto determinante è stata la vicenda Alitalia, con il taglio di rotte intercontinentali in un momento in cui, con le vacanze sempre più brevi, la raggiungibilità di un luogo diventa fondamentale". Quindi, primo punto della "ricetta ": "Implementare il sistema aeroportuale". A seguire, un vero e proprio "piano strategico " per il settore. "Ci siamo seduti sugli allori, pensando di poter vivere di rendita. E invece dobbiamo essere consci che il turismo, con i suoi 140 miliardi di fatturato e 2 milioni di addetti, è un settore trainante; ma ci vuole un impegno serio su comunicazione e promozione, serve più inventiva... ". E invece, in Italia, "è tre anni che stiamo discutendo se creare un portale per il turismo, e non ci siamo ancora riusciti ". Quel che manca, chiude Bocca, è "la volontà politica. Un primo passo sarebbe quello di abbassare la pressione fiscale sul turismo: in Italia è al 10%, contro il 5,5% della Francia o il 7% della Spagna. Il punto è che noi italiani siamo troppo individualisti, settoriali. Non ci siamo ancora resi conto di quello che potrebbe rappresentare il turismo, se supportato da una politica nazionale. Ma se decidessimo di fare sul serio, tutti insieme - governo, regioni, imprese - non ce ne sarebbe per nessuno". Gabriela Jacomella Bernabò Bocca.

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ROMA Il nodo vero è quello dei piloti . Non c'è nessuno che no (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

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ROMA "Il nodo vero è quello dei piloti". Non c'è nessuno che non lo abbia pensato o non lo abbia scritto in questi infuocatissimi - forse gli ultimi - giorni della travagliata vita di Alitalia. Oggi sono nel mirino per il ruolo sindacale cha stanno interpretando, da sempre sono considerati - talvolta a torto - dei privilegiati..."perchè guadagnano stipendi da nababbi"...e "come nababbi si divertono a girare il mondo". La prima affermazione poteva essere vera fino a qualche anno fa quando Alitalia era un monopolio di Stato. La seconda affermazione è gratuita perchè è chiaro che chi per professione guida un aereo non può lavorare dietro una scrivania. Detto questo è vero che i "comandanti" in Alitalia hanno sempre avuto un peso rilevantissimo: hanno bloccato gli aerei (ricordate la quasi mitica fase di "Aquila selvaggia"?); hanno condizionato ministri di turno e capiazienda; hanno "licenziato" persino amministratori delegati. Sicuramente non sono amati, neppure nel quartier generale della Magliana. Sentire per credere gli impiegati che ancora si possono incontrare all'interno del palazzone e neppure i rapporti con gli assistenti di voli sono tradizionalmente idilliaci. Una casta robusta ed inscalfibile? C'è chi lo ipotizza e chi ne è sicuro. Certamente i piloti in quest'ultima battaglia sono la punta di diamante della parte sindacale. Cosa vogliono? Loro, i diretti interessati, dicono che "mille esuberi sono ingestibili, non ci possiamo far sciogliere nell'acido" e soprattutto che la riduzione della flotta e del network non garantisce un futuro alla neo Alitalia. E, dunque, alla categoria. Insomma, sarebbe una preoccupazione legata alle problematiche prospettive di crescita. Smentiscono - comunque minimizzano - che la loro resistenza al piano Cai sia legata all'ipotesi del contratto unico. Cioè l'ipotesi di irregimentare tutti i dipendenti della compagnia sotto un'unica disciplina normativa, con ovvie ricadute economiche. I "comandanti" - ma anche gli assistenti di volo - continuano a rivendicare la loro specificità professionale. "Non esiste una compagnia al mondo - sostengono - dove ai piloti non venga riconosciuta questa professionalità". Vero. Ma è anche vero che molte aviolinee - anzi la maggior parte - fanno lavorare tutti i loro dipendenti con contratto unico, innervato da oggettive "specificità". Come è vero che nessun vettore al mondo allinea nove - dicasi nove - sigle sindacali con le quali va trovato sempre l'accordo. Anche sul nome con il quale battezzare un nuovo aereo. C'è chi sostiene - anzi si sussurra - che il vero obiettivo dei piloti è quello di mantenere la loro "specificità" ma in termini di peso politico. Cioè continuare a condizionare il management: con tutto ciò che ne consegue. Ecco perchè qualcuno avrebbe suggerito a Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi, di convincere Cai a dare spazio ai comandanti nella futura cabina di regia. Ma forse è una malignità. Cos.

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ROMA Non è finita. Silvio Berlusconi ieri sera ha incontrato i sindacati confederali: (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Non è finita. Silvio Berlusconi ieri sera ha incontrato i sindacati confederali: si sarebbe aperto qualche spiraglio. Qualcuno, ieri notte, parlava perfino di "aria di accordo". Partita che va ai tempi supplementari, ma non oltre l'alba di domani. Perchè il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ieri mattina ha spiegato alle organizzazioni sindacali che da domani scatterà la cassa integrazione speciale e la richiesta di commissariamento di tutte le altre società del gruppo. "La situazione finanziaria si è aggravata - ha precisato - a causa di ostacoli, difficoltà e richieste dei fornitori nell'assicurare gli ordinari servizi occorrenti per l'attività di volo". In altre parole, verrà a mancare anche il carburante. Dunque, già da domani aerei a terra: 34 per l'esattezza, di lungo e medio raggio e, insieme ad essi, potrebbero essere appiedati tra i 600 e i 700 dipendenti. "Non potremo più garantire i voli" avrebbe avvertito Fantozzi. Affermazione però smentita poco più tardi, probabilmente per limitare drammatizzazioni. La cassa integrazione sarà progressivamente estesa fino alla paralisi completa. E l'Enac (ente nazionale per l'aviazione civile", ha comunicato che potrà essere revocata la licenza provvisoria, fino al 31 marzo, che era stata rilasciata appena lo scorso 2 settembre. E' praticamente il primo passo del fallimento della compagnia anche se governo, Cai e sindacati stanno cercando (ognuno con prospettive diverse) un salvataggio in extremis. E' sceso in campo anche Silvio Berlusconi e sarà davvero l'ultimo tentativo per chiudere la partita. Il premier ieri sera ha incontrato i sindacati. Ovviamente, le pressioni sono fortissime. Spinte e controspinte. Ma la prossima notte sarà davvero la più lunga nella pur lunga storia della nostra ex compagnia di bandiera. O domani decolla la nuova Alitalia o gli aerei con la livrea tricolore cominceranno a restare inchiodati sulle piste. Ventimila dipendenti si troveranno in mobilità e molte altre imprese che gravitano attorno all'aviolinea saranno senza commesse. A voler fotografare, magari per grandi linee, la situazione si vedrebbe Cai, cioè la cordata impegnata a rilevare la vecchia Alitalia, fermamente intenzionata a portare avanti con estrema determinazione il proprio piano industriale ("La nostra posizione è ferma", parola dell'amministratore delegato, Rocco Sabelli). I sindacati confederali disposti a procedere ad oltranza nel confronto, ma con l'obiettivo di chiudere (le maggiori resistenze sono della Cgil). Poi piloti e assistenti di volo che si dicono pronti a discutere, ma senza derogare dal "no" alla riduzione forte degli esuberi e alla deregulation contrattuale. In mezzo il governo, nella fattispecie il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi a tentare di tenere in piedi un tavolo sempre più traballante. Sullo sfondo migliaia di lavoratori in ansia. Naturalmente anche quella di ieri è stata una giornata febbrile e ad altissima tensione, apertasi, in mattina, con l'ennesimo vertice a palazzo Chigi tra Fantozzi, Sabelli, Sacconi, Matteoli, Letta e proseguita con un faccia a faccia tra lo stesso Letta e Berlusconi, in prima serata, e con la successiva convocazione formale dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Non c'erano i delegati dei piloti. L'esecutivo ha voluto verificare la controproposta conclusiva delle organizzazioni di categoria (più precisamente le varie istanze delle varie sigle). Si sarebbe aperto un seppur tenue spiraglio negoziale: i sindacati si sarebbero dichiarati pronti a lavorare di più e meglio, ma a parità di stipendio. Almeno per il personale di terra mentre lo stipendio dei piloti potrebbe essere decurtato del 7% o restare identico in cambio di un maggior numero di ore di impiego. Dopo i sindacati, a palazzo Chigi si sono recati l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli e i rappresentanti di Intesa Corrado Passera e Gaetano Miccichè. Poi è stato nuovamente il turno dei vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

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ROMA - "Patente" di volo a rischio per Alitalia. E' molto preoccupato il presidente d (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ell'Enac, Vito Riggio che esprime in una nota i suoi timori "per l'andamento delle trattative". E in effetti la situazione è davvero critica. Se l'offerta della Cai di Roberto Colaninno e Rocco sabelli dovesse decadere - e al momento è appesa al sottilissimo filo del negoziato - l'Enac sarebbe costretta ad intervenire. In maniera decisa. Revocando cioè la licenza provvissoria che consente ad Alitalia e alla sua flotta di continuare ad operare nonostante il macigno dei debito e l'arrivo del commissario Fantozzi. Il piano messo a punto dalla cordata italiana prevede appunto una continuità aziendale e adeguati flussi d'investimento. E rappresenta la condizione necessaria per mantenere il certificato di operatore aereo. In altre parole, la cordata italiana garantirebbe i soldi per la manutenzione e i controlli, prerequisiti fondamentali per avere le autorizzazioni dall'Enac. Mancando queste condizioni, verrebbero meno i presupposti stessi dell'operatività. E in virtù delle leggi europee e della normativa italiana, l'Enac si vedrebbe costretto a prendere provvedimenti. Proprio in questo quadro e confidando in una soluzione positiva della vicenda, l'Enac ha concesso la settimana scorsa, come anticipato dal Messaggero, una licenza provvisoria che vale solo 6 mesi. Le nubi che si stanno addensando sul negoziato potrebbero però far cambiare idea al presidente Riggio. "Qualora in tempi brevi - ha spiegato il presidente - non si riesca ad individuare la soluzione che garantisca la continuità operativa del vettore, verrebbero meno i presupposti sulla base dei quali era stata lasciata dall'Enac, il 2 settembre, la licenza provvisoria ad Alitalia per un periodo di sei mesi". Riggio, nel seguire attentamente l'evolversi della situazione, si augura che la vicenda trovi "a breve un sbocco positivo". All'Enac sono convinti che non ci sono altre soluzioni all'orizzonte. E che dunque serve un forte senso di responsabilità da parte di tutti per individuare un percorso e una soluzione nell'interesse generale del Paese. Se il negoziato naufragasse definitivamente sarebbe lo stesso commissario Fantozzi a dover portare all'Enac la "patente di volo" dell'Alitalia. R. Ec.

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ROMA - Crescono rabbia e tensione fra gli oltre 20 mila dipendenti di Alitalia e AirOne che attendon (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

O di conoscere il loro futuro. Ieri pomeriggio è durata una quarantina di minuti la manifestazione organizzata nell'aeroporto di Fiumicino da oltre 150 assistenti di volo Alitalia fuori dall'orario di lavoro. Dal terminal dei voli nazionali, dove i lavoratori si erano direttamente recati partendo dal varco equipaggi, il corteo si è spostato nella zona partenze del terminal C, dedicata ai voli internazionali e intercontinentali. Dalle ripetute battute di mani, suoni di tromba e fischi, si è poi passati ad un silenzio totale, quando i manifestanti si sono fermati nel mezzo del terminal per mettersi poi tutti seduti. Nei circa 10 minuti di sosta, attraverso un megafono, i rappresentanti sindacali della Cub Trasporti e della Sdl si sono rivolti ai lavoratori, comunicando le ultime notizie in cui si faceva presente che il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi aveva detto ai sindacati che avrebbe aperto a partire da lunedì la procedura di cassa integrazione straordinaria per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a terra. Ma a far scattare un ironico applauso è stato poi l'annuncio, riferito sempre dai sindacalisti, che Fantozzi avrebbe detto che i voli saranno garantiti fino a oggi, "da lunedì no, perchè non ci riforniscono di carburante". A questo punto dai manifestanti si sono alzati grida di protesta nei confronti anche del governo. Poco dopo le 16 hostess e steward hanno quindi lasciato le partenze dei voli internazionali per ritornare a radunarsi davanti al varco equipaggi. "Se lunedì qualche volo Alitalia dovesse rimanere a terra, la categoria degli assistenti di volo deciderà quale azione intraprendere. Quello che è certo è che hostess e steward sono molto uniti". A dare il polso della situazione all'aeroporto di Fiumicino, dove il presidio al varco equipaggi da ieri è diventato permanente, è Cesare Albanese, rappresentante sindacale Sdl e assistente di volo da quasi 20 anni. "I sindacati - aggiunge - sono pronti a fare la loro parte, ma la base del negoziato non può essere il documento presentato da Cai, già dichiarato più volte irricevibile. Per noi, che responsabilmente ci rendiamo conto che la situazione di Alitalia è molto difficile, difendere gli interessi della categoria significa anche difendere non solo i posti di lavoro, ma la stessa azienda". Quanto al fatto che da tre giorni a manifestare a Fiumicino sono quasi esclusivamente gli assistenti di volo Albanese sottolinea che: "I lavoratori sono tesi. Però - spiega - è proprio in tempi drammatici che diventa fondamentale mantenere la freddezza: evitiamo gesti inconsulti o irresponsabili, non penalizziamo l'operativo dei voli nè i passeggeri". Intanto il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha fatto affiggere un manifesto dedicato al salvataggio di Alitalia e di Fiumicino. "Ormai - ha detto ieri Marrazzo - accanto alla soluzione della crisi Alitalia ha fatto irruzione il problema del sistema aeroportuale di Roma e del Lazio. Siamo di fronte ad una ferita e il mio messaggio è: stiamo vicini ai lavoratori. Uniamoci per difendere Fiumicino ed Alitalia". R.e.f.

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ROMA - Oltre mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano anche q (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - Oltre mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano anche quelli finanziari. Per raggiungere a fine luglio la cifra monstre di 1.159 milioni di euro. Non solo. Alitalia "brucia" quotidianamente circa 3 milioni di euro. Perde quote di mercato, boccheggia. E ha in cassa solo pochi spiccioli per arrivare a fine del mese. Tecnicamente, visti i numeri, sarebbe già fallita, decotta, morta. E da tempo. In 10 anni lo Stato l'ha artificiosamente tenuta in vita versando qualcosa come 5 miliardi e 187 milioni di euro, tra ricapitalizzazioni e prestiti. In uno slalom frenetico tra richiami della Ue e ricatti del consociativismo. Venerdì sera, quasi a voler drammattizare una situazione già esplosiva, è andata in scena la prima sequenza di un film da incubo. Sia a Linate che a Malpensa i fornitori di carburante si sono rifiutati di fare il "pieno" agli Md 80 della compagnia di bandiera: poco più di 30 mila euro. Una inezia rispetto alla voragione dei bilanci. Troppi per chi vanta già crediti milionari. E che ritiene - dopo lo stop alla trattativa Cai-sindacati - che il commissario Augusto Fantozzi avvierà già oggi le procedure tecniche per il fallimento. Con relativa disdetta dei contratti e messa in mobilità di tutto il personale. A Milano sia Eni che Esso hanno poi fatto marcia indietro e riempito i serbatoi. Ma il lieto fine forse già da lunedì potrebbe non essere scontato. E Fantozzi lo ha detto ai sindacati. Senza accordo con Colaninno e soci - è stato il ragionamento - aerei a terra. In maniera scaglionata certo: prima 35 aeromobili, con la cassa integrazione per circa 200 tra piloti e assistenti di volo. Poi, se non ci dovessero essere sbocchi, toccherebbe al resto della flotta. Il danno d'immagine sarebbbe terribile. Ben più alto quello del Paese. Basti pensare all'indotto. Oltre 10 mila persone orbitano intorno all'Alitalia. E ai contraccolpi sul turismo e sull'economia in generale. Per Roma ed il Lazio sarebbe un vero tsunami. La Cai di Colaninno però non demorde: o si cambia passo e si taglia con il passato o non ci sarà un vero risanamento. La porta è stretta. Ma lo spettro del fallimento non fa paura solo in Italia. Anche in Canada e in Usa ci stati problemi di approvviogionamento per Alitalia. Solo la Esso vanta quasi 35 milioni di crediti. E non vuole rimanere a bocca asciutta se l'operazione Fenice finisse in cenere. Così come non vogliono correre rischi i gestori aeroportuali che, almeno fino ad oggi, hanno chiuso un occhio, sperando nel salvataggio in extremis. La Marzano bis non concede però spazi di manovra. E in assenza di una decisione, in un senso o nell'altro, costringe Fantozzi a procedere senza guardare in faccia nessuno. Del resto le prossime mosse appaiono obbligate: cancellazione dei contrattti in essere, avvio di 18.500 lettere per mettere in mobilità i dipendenti, licenziamento dei dirigenti, flotta a terra. Contestualmente la vendita degli slot e dei beni immobili per far fronte alle richieste dei creditori. Insomma, la fine.

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Se Bancoposta diventasse banca (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-14 num: - pag: 28 categoria: BREVI Se Bancoposta diventasse banca L' idea di trasferire a Poste Italiane parte dei dipendenti in eccesso di Alitalia ci riporta ai tempi nei quali le imprese pubbliche sane si dovevano accollare i guai delle imprese malandate, private e pubbliche. C'è il rischio che si fermi il cammino virtuoso iniziato 10 anni fa con la trasformazione del servizio postale in società di capitali. Intendiamoci, parecchi passi di questo cammino si sono rivelati discutibili: gli investimenti in derivati hanno portato più di 100 milioni di perdite; l'eccesso di lavoro temporaneo ha poi costretto l'azienda a riassumere o compensare 18 mila posizioni per effetto dell'azione della magistratura, e altre 40 mila restano da dirimere. Ma, grazie alla riorganizzazione, alle tariffe più alte e alla gestione del risparmio, Poste Italiane è diventata un'impresa che fattura 10 miliardi di euro e guadagna 844 milioni, quinto operatore mondiale dopo Deustche Post, La Poste, Royal Mail e l'olandese Tnt Post. Ora l'azionista Stato la può usare in tre modi: a) come ammortizzatore sociale; b) come fonte di ricavi straordinari per abbattere il debito pubblico; c) come levatrice di un soggetto nuovo, segno di contraddizione nel settore bancario. Francia e Germania hanno scelto la seconda opzione. Parigi quota in Borsa La Poste, che ha una banca con regolare licenza bancaria ma fortemente integrata. Berlino ha già quotato Deutsche Post, che ha quotato Postbank, e ora cede il resto della banca postale alla Deutsche Bank. Si può dunque privatizzare Poste Italiane oppure scorporare il Bancoposta, venderne una parte o anche la totalità. L'importante è scegliere avendo un'idea di futuro e senza fare regali. Quando la Cassa depositi e prestiti (Cdp) ne rilevò il 35%, Poste Italiane venne valutata 7,5 miliardi. Oggi si dice valga il doppio. Ma potrebbe arrivare a 20 miliardi se il Bancoposta ottenesse la licenza bancaria (che attende da due anni) e impiegasse la raccolta, quasi 300 miliardi di euro, in proprio e sul mercato, mentre al momento, in cambio di una provvigione dello 0,9%, deve passarla alla Cdp che la investe in buona parte in titoli pubblici. Si sa: il governo promuove un interesse globale, non per forza quello della società guidata da Massimo Sarmi che certo sognerà il modello francese. Ma questo interesse, lungi dal ridurre Poste a un succedaneo della cassa integrazione, esigere anzitutto decisioni sul futuro di Poste nella logistica italiana e del sistema Bancoposta-Cdp nel credito. In particolare, se continuare a usare il Bancoposta come polmone finanziario dello Stato ai danni dei risparmiatori (meglio comprarseli direttamente i Bot anziché finanziarne l'acquisto da parte di Cdp attraverso libretti postali remunerati la metà); se fare del Bancoposta una banca come le altre, correggendo i decreti che oggi ne limitano l'attività, così da poterla vendere o alla francese o alla tedesca; se fare del sistema Cassa-Bancoposta una banca diversa che, come il credito cooperativo europeo o le agenzie dell'America roosveltiana, possa rinunciare a una parte del margine per sostenere l'economia, a cominciare dalle infrastrutture. (con la consulenza tecnica di Miraquota) mmucchetti@corriere.it E' un'impresa che fattura 10 miliardi. Il nodo è che cosa farne adesso A conti fatti di Massimo Mucchetti.

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LONDRA Uno dei più importanti tour operator britannici, l'"XL Leisure", il terz (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)

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O del Regno Unito, va in bancarotta e novantamila turisti rimangono bloccati in ogni parte del mondo. In realtà, sono 285 mila i clienti della compagnia fallita, ma a 195 mila è andata meglio in quanto non sono riusciti a partire per la sospensione di tutti i voli. Per gli altri il problema ora è tornare. E' vero che la Civil Aviation Authority, l'autorità pubblica che regolamenta l'aviazione civile britannica, ha lanciato ieri un gigantesco ponte aereo per consentire i rientri dalle più disparate località turistiche, ma è anche vero che le operazioni saranno piuttosto lunghe e ai vacanzieri rimasti a piedi toccherà pagare di tasca propria gli alberghi. Un esempio: la Virgin Atlantic ha avvertito i viaggiatori bloccati ai Caraibi di cercare una sistemazione perché tutti i voli tra i Caraibi e l'Inghilterra sono pieni per svariati giorni. Il gruppo " XL Leisure", che ha 1.700 dipendenti e conta fra gli altri i marchi Kosmar, Travel City Direct e Aspire Holidays, offriva pacchetti tutto incluso per più di 50 destinazioni, principalmente nelle località del Mediterraneo. E' finito in amministrazione controllata, dopo che è fallito un tentativo estremo di varare un piano di salvataggio di parecchi milioni di sterline. In un comunicato la compagnia spiega che il fallimento - il più grave nel mercato britannico dei viaggi organizzati negli ultimi vent'anni - è diventato ineluttabile a causa dei rincaro del combustibile degli aerei e della recessione economica alle porte. L'amministratore delegato del gruppo, Phil Wyatt, si è detto "totalmente distrutto" dal fallimento della compagnia. "Abbiamo profuso ogni sforzo possibile, sia io che i miei colleghi dirigenti, per trovare le risorse per salvare la compagnia. E un giorno molto triste per me", ha dichiarato. Scene di panico si sono verificate all'aeroporto londinese di Gatwick quando migliaia di persone si sono presentate agli imbarchi per la vacanza comprata da XL Leisure e hanno saputo che era stato tutto cancellato. In effetti la bancarotta ha messo ancora una volta in risalto una vistosa e controversa discrepanza: i clienti che hanno comprato il viaggio organizzato tramite una agenzia turistica sono totalmente coperti dall'assicurazione "Atol" e saranno rimborsati al cento per cento. Quelli che invece hanno acquistato il pacchetto direttamente dal tour operator su internet non hanno diritto a nulla. Non finirà purtroppo qui. Il caro carburante mieterà ancora parecchie vittime. Parola dell'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, secondo cui saranno una trentina le compagnie aeree che falliranno entro quest'anno e l'Alitalia potrebbe essere tra queste. Lo stesso Walsh ha annunciato per British Airways circa 1.400 esuberi.

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<Servono idee e proposte nuove per affrontare la crisi economica> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-09-14 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Lettere e interventi "Servono idee e proposte nuove per affrontare la crisi economica" L'allarme lanciato su queste pagine dal Presidente della Confcommercio Cesare Pambianchi è da prendere molto sul serio. Roma sta subendo i contraccolpi di una difficile congiuntura economica internazionale, che in Italia si presenta aggravata per storiche ragioni strutturali e di fronte alla quale l'azione del governo e dell'amministrazione capitolina appaiono inadeguate. Il calo dei consumi e la riduzione all'accesso di beni da parte delle famiglie romane sono la spia di una situazione segnata dall'intreccio tra la diminuzione della domanda, l'aumento del prezzo delle materie prime e la bassa produttività, che si traduce nella riduzione dell'occupazione e in un senso di affanno che pervade l'intero tessuto produttivo cittadino. Le difficoltà nei settori industriale, delle costruzioni, immobiliare, del turismo (evidenziato dal calo di presenze conseguenza dell'Euro forte) e lo squilibrio tra costo del lavoro e salari sono tutti elementi che compongono un puzzle di stagnazione economica che da anni Roma non conosceva. Al panorama descritto si aggiunge la crisi di Alitalia con l'incertezza sul futuro di Fiumicino (gravemente penalizzato dal piano industriale della Cai), gli esuberi di Unicredit-Capitalia e quelli di Telecom, la riduzione degli stanziamenti per la ricerca e per gli Atenei. L'economia romana, caratterizzata da un complesso intreccio tra terziario, ricerca, servizi, industria culturale e innovazione, su cui spesso l'ente locale esercita un'azione di volano economico, rischia, data la situazione, di non farcela. Chi oggi amministra la città deve fare i conti con questa situazione, e li deve fare anche un'opposizione seria che si candida a governare nuovamente Roma. Occorre aprire un confronto e un dialogo con tutto il tessuto vivo della città per affrontare l'emergenza e delineare una prospettiva credibile. Sapendo che prefigurare la città del futuro facendo funzionare quella presente costituisce l'imperativo inderogabile per chiunque si cimenta nell'amministrazione di una metropoli come Roma, e che la nuova competizione globale prende sempre più la forma di una sfida tra aree urbane oltre che tra nazioni. Come gruppo consiliare del Partito democratico, intendiamo cimentarci con questa sfida da ottobre, chiamando a raccolta le forze economiche, sociali e intellettuali della nostra città per raccogliere suggerimenti e proposte per un manifesto programmatico che affronti il tema del ruolo di Roma e del futuro della sua economia, rilanciando tematiche quali le infrastrutture, la qualità dei servizi l'urbanistica, la casa, il turismo, le riforme e la modernizzazione. L'obiettivo è quello di produrre idee, ma anche di favorire una ripresa della fiducia, dell'operosità e dello spirito di innovazione che in anni recenti hanno caratterizzato i settori trainanti dell'economia cittadina. Umberto Marroni capogruppo Pd al Comune Pagina a cura di Ester Palma.

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Villaggio e il <Potemkin>: <Piace a Tremonti? Un guaio> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-14 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Castel S. Angelo Proiezione e dibattito con l'attore Villaggio e il "Potemkin": "Piace a Tremonti? Un guaio" Le "Notti bianche dei Municipi ", la Corazzata Potemkin e Paolo Villaggio: insieme ieri notte per l'evento organizzato a Castel Sant'Angelo dal XVII municipio. "Davvero un miscuglio infernale", risponde immediatamente il comico genovese, appena intuisce il motivo della telefonata. Ma lei cosa fa? Si rivede il film? "Scherza, l'ho visto almeno trenta volte. Davvero non lo sopporto più. Partecipo al dibattito, quando c'è la corazzata si dibatte sempre". Proprio a lei non piace questa pellicola? "Sì, la penso come Fantozzi". Può ricordare cosa diceva il ragioner Fantozzi? "La verità, ovvero che la "corazzata Potemkin è una cagata pazzesca" ". E allora perché partecipa alla serata? "Me l'hanno chiesto imploranti, ma è quasi un mio dovere, ormai la corazzata e Fantozzi sono legati in maniera indissolubile. è accaduto anche in Russia". Cosa è successo in Russia? "Circa venti o trenta anni fa, non ricordo, siamo andati a presentare a Mosca "Fantozzi 2", al cinema Lenin. Il film non era doppiato, solo sottotitolato, ma quando arrivò la battuta sul film, ci fu un' esplosione incontenibile in sala. Anche i russi non sopportavano la corazzata". Ma sa che il nostro ministro dell'Economia, Giulio Tremonti ha espresso apprezzamento per questo film? "Non lo sapevo, ma lo trovo preoccupante ". Perché? "Oddio, significa che non va mai al cinema, oppure che ha pessimi gusti cinematografici. Quindi ora è tutto chiaro". Cosa è chiaro? "Il motivo per cui stanno uccidendo l'Alitalia, e stanno mettendo in mutande i 40mila dipendenti ". C'è un nesso tra il film e la crisi dell'Alitalia? "Non c'è sicuramente, ma se a Tremonti piace quel film significa che non sta bene. Con la testa intendo. I veri film della storia del cinema sono altri". Quali? ""Il settimo sigillo", "Il posto delle fragole" e "Amarcord". Alla "corazzata" viene attribuito un valore esagerato, che non si merita ". Maria Rosaria Spadaccino A Mosca Ho presentato "Fantozzi" al cinema Lenin, con i sottotitoli, alla battuta sulla corazzata hanno riso tutti.

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Interventi e Repliche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-14 num: - pag: 29 categoria: BREVI Interventi e Repliche Ferrovie dello Stato: gestione finanziaria Vorremmo rispondere al lettore che, sul Corriere del 6 settembre, si interroga sulla gestione finanziaria delle maggiori imprese pubbliche italiane, tra cui il Gruppo FS, ponendo quest'ultimo sullo stesso piano di Alitalia. Vorremmo ricordare al lettore che l'attuale gestione delle Ferrovie dello Stato ha avviato dal 2006 un processo di risanamento che lo scorso anno ha portato alla riduzione dell'80 per cento delle perdite finanziarie del Gruppo (dai 2.115 milioni del 2006 ai 409 milioni di euro nel 2007). Grazie ad una politica di razionalizzazione dei costi, all'aumento della produttività e a un confronto più chiaro e diretto con lo Stato e le Regioni, cui spetta l'onere di programmare e finanziare i servizi non di mercato, il trend di recupero è proseguito e ci porterà a chiudere il 2008 ad un passo dal pareggio. Federico Fabretti Direttore Centrale Relazioni con i Media Ferrovie dello Stato I Tir e le regole violate La metà dei Tir viole le regole ( Corriere, 13 settembre). Non ci sarà un nesso tra questo fatto e la scarsità (per non dire mancanza) di controlli sulle strade? Chi si ricorda più di aver visto una pattuglia della polizia sulle strade statali? Perché gli stranieri non perdono i punti? Perché non si multa un'auto con targa straniera? All'estero lo fanno. Perché da noi no? Carlo Corsi, carlocorsi2@virgilio.it L'insegnante di sostegno Un lettore ( Corriere del 10 settembre) afferma che i docenti di sostegno sono fruttuosi solo a se stessi perché lavorano poco. Vorrei ricordare che questi insegnanti hanno lo stesso monte orario degli altri colleghi, ma soprattutto che si occupano di bambini e ragazzi con gravi disabilità motorie, psichiche, intellettive e fisiche. Da insegnante posso dire che li ammiro molto e ringrazio che siano con me a dividere la responsabilità e l'educazione della mia classe. Simona Borgatti, simgatti@tiscali.it Incultura, vita sociale e scelte politiche Il Focus del Corriere della Sera (6 settembre) su istruzione e società ha rilevato, con chiarezza, una drammatica situazione, che peraltro esiste da tempo nel nostro Paese: quella sull'analfabetismo e, più in generale, sull'incultura di una buona parte della popolazione (circa 20 milioni di persone, il 36,5 per cento). Viene da chiedersi se tale situazione, di vera e propria ignoranza, non si rifletta sulle vicende del Paese, in primis nella materia politica e in quella istituzionale. Come fanno i circa 20 milioni di cittadini incolti a capire, a recepire, a valutare razionalmente i problemi della politica e quelli che comunque attengono alla vita sociale del Paese? E la citata ignoranza o incultura che dir si voglia non va anche a riflettersi, per caso, sui comportamenti elettorali? Non è forse l'incultura a favorire il clientelismo politico e il "populismo demagogico" di certi rappresentanti istituzionali? Raffaele Bernardini, rafbernardini@inwind.it Festival "pordenonelegge.it" Sul Corriere della Sera di sabato 13 settembre, a pagina 50, in riferimento all'evento di apertura del festival "pordenonelegge.it" (il prossimo 19 settembre), è stata indicata erroneamente la presenza dello storico Giuseppe Galasso anziché quella dello scrittore Roberto Calasso. Ce ne scusiamo con i diretti interessati, con gli organizzatori e con i lettori.

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MA CHE FINE HANNO FATTO GLI ANNUNCIATI NUOVI <LEA>? (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-09-14 num: - pag: 58 categoria: BREVI MA CHE FINE HANNO FATTO GLI ANNUNCIATI NUOVI "LEA"? Ho letto nelle vostre pagine che erano stati approvati i "nuovi Lea". La cosa mi interessava perché mio figlio è celiaco e nella nuova legge erano previste alcune misure per chi ha questo problema. Ma poi non ho saputo più niente e non mi pare che sia cambiato qualcosa. Ho provato a chiedere in giro ma nessuno ne sa niente. Ma allora ci sono o non ci sono questi "nuovi Lea"? A.F. (Pescara) La politica italiana sembra essere negli ultimi anni più basata sugli annunci che sulla realizzazione di cose concrete. E così è stato anche in questo caso. Il ministro della salute del precedente governo, Livia Turco, aveva annunciato i nuovi Lea all'inizio di quest'anno e varato un decreto che conteneva diverse importanti novità. Ricordiamo che Lea vuol dire Livelli essenziali di assistenza e contengono tutto ciò che il Servizio sanitario nazionale deve, attraverso le Regioni, fornire obbligatoriamente ai cittadini. Comprendeva misure a favore di molte categorie di malati, misure a lungo attese: facilitazioni, abolizioni di ticket, assistenza gratuita. Facilitava la vita a malati reumatici, ai malati di broncopneumopatia ostruttiva, ai portatori di malattie rare, ai celiaci, garantiva maggior assistenza ai malati di Alzheimer e ai disabili gravi. Tra l'altro prevedeva incentivi alla diffusione dell'anestesia epidurale nel parto a la vaccinazione anti-papilloma virus. Poi sono sorti due intoppi: prima la Corte dei Conti ha fermato il decreto, che evidentemente non era a posto per quel che riguarda la copertura finanziaria, poi è caduto il governo. E addio nuovi Lea, finiti nuovamente nel limbo ministeriale. A fine luglio in verità il nuovo governo ha fatto sapere che avrebbe ripreso in mano la questione con un nuovo confronto con le Regioni, annunciando (nuovamente) l'intenzione di "confermare le innovazioni" che riguardano le malattie rare, i dispositivi protesici per disabili gravissimi e la vaccinazione Hpv. Speriamo che, come per l'Alitalia, si trovino i soldi.. Ma intanto è passato quasi una anno, poco per i vischiosi uffici governativi, tantissimo per chi soffre e ha bisogno. E già da anni aspettava. A costoro dobbiamo anche delle scuse, perchè ai "Nuovi Lea", pensando di far bene il nostro lavoro, abbiamo dedicato diversi servizi in cui anche noi annunciavamo i dettagli dei nuovi provvedimenti. Senza esercitare evidentemente un sufficiente scetticismo sulle possibilità di realizzazione. La Posta di Riccardo Renzi.

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Spiraglio sui salari. L'allarme di Fantozzi: manca il carburante (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 220 del 2008-09-14 pagina 0 Spiraglio sui salari. L'allarme di Fantozzi: manca il carburante di Gian Battista Bozzo Mediazione molto vicina: non tagliare gli stipendi in cambio di flessibilità. Il commissario: se non si chiude aerei a terra da Roma Ultima chiamata per Alitalia. Il governo convince i sindacati a più miti pretese avvicinandoli alla firma, mentre il commissario straordinario Augusto Fantozzi comunica alle organizzazioni che da domani i voli della compagnia sono a rischio, perché alcuni aerei corrono il pericolo di restare a terra per problemi di carburante. Silvio Berlusconi convoca i vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl a palazzo Chigi per l'estrema mediazione. E il sottosegretario Letta insieme ai ministri Sacconi e Matteoli riescono a riannodare i fili del negoziato coi confederali. Ora la parola passa ai piloti. Nel lunghissimo negoziato notturno governo e sindacati hanno trovato un punto di convergenza sulla stabilità dei salari in cambio di un aumento della produttività. Oltre alla maggiore flessibilità nei contratti rimarrebbero da limare dettagli relativi a specificità dei piloti (da inquadrare come dirigenti) e al perimetro aziendale. La riunione è stata sospesa per sottoporre la piattaforma a Cai e a Intesa Sanpaolo: Rocco Sabelli, Corrado Passera e Gaetano Micciché sono giunti a palazzo Chigi verso mezzanotte rimanendovi circa un'ora. Al termine, il barometro segnava bel tempo. Se però i piloti rifiutassero, sarebbero responsabili del fallimento. "Se ci incontriamo tutti - dice Sacconi - è per firmare. Il fallimento è vicino ma anche un risultato è a portata di mano, siamo al 50 per cento". Si è trattato in tutte le direzioni per evitare il disastro. Umberto Bossi auspica l'ingresso della Lufthansa per sostenere l'"hub" di Malpensa. "Può darsi - aggiunge il leader della Lega - che i tedeschi entrino in Alitalia". Una seconda, lunga notte di negoziato decide dunque il futuro della compagnia. Futuro che resta per ora in bilico, a un passo dal baratro. Alcuni aerei - comunica ai sindacati il commissario straordinario Fantozzi - corrono il pericolo di restare a terra per mancanza di carburante. I fornitori, Eni in prima fila, fanno problemi con i rifornimenti. "Oggi (ieri, ndr) - rivela il commissario incontrando alla Magliana tutte le sigle sindacali - abbiamo rischiato di lasciare a terra dodici aerei senza carburante". Fantozzi assicura tutto l'impegno a mantenere l'operatività della compagnia, ma la situazione è molto confusa, tanto che ai call center della compagnia qualche operatore consiglia di attendere prima di acquistare i biglietti. Inoltre, l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) comunica che la licenza provvisoria che consente all'Alitalia di operare per sei mesi è "a rischio" senza accordo. Il quadro disegnato da Fantozzi è fosco. Da domani verranno avviate le procedure per la cassa integrazione degli equipaggi dei 34 aerei - per lo più vecchi Md 80 e Atr - già messi a terra con il piano Prato: secondo calcoli dei sindacati, la cassa dovrebbe riguardare 600-700 dipendenti. Sempre domani, Fantozzi chiederà l'estensione del commissariamento a tutte le società del gruppo. La disdetta dei contratti collettivi sarà operativa dal 30 novembre. Fantozzi ha sottolineato "l'aggravarsi della situazione finanziaria a causa di difficoltà e richieste dei fornitori", ma ha anche assicurato la "massima attenzione per garantire, finché possibile, la normalità. Non sto dichiarando fallimento stasera, ma la situazione - ha aggiunto - sta precipitando". I sindacati smentiscono che da domani i voli Alitalia siano in pericolo, e criticano il commissario. "Al momento - dicono gli assistenti di volo dell'Avia - non risultano cancellazioni. Dire che i voli sono a rischio destabilizza la compagnia: noi faremo volare gli aerei fino all'ultimo giorno". Gli assistenti di volo aggiungono che sulla questione del carburante "qualcosa non quadra, visto che solo l'Eni frappone difficoltà ai rifornimenti". Secondo i piloti, Fantozzi ha drammatizzato il problema. A Fiumicino e a Linate ci sono state anche ieri manifestazioni. Dal fronte Ue, infine, il commissario ai Trasporti Antonio Tajani ricorda che per il via libera di Bruxelles al piano Alitalia "è indispensabile la assoluta discontinuità giuridica fra nuova e vecchia compagnia". Questo significa, tra l'altro, che tutti i contratti di lavoro non possono essere trasferiti automaticamente alla nuova compagnia. In caso contrario, la nuova aerolinea dovrebbe restituire gli aiuti di Stato ricevuti nel tempo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ecco chi fa il corvo sull'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)

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N. 220 del 2008-09-14 pagina 1 Ecco chi fa il corvo sull'Alitalia di Redazione Sempre più appesa ad un filo la sorte di Alitalia. Nella trattativa interviene direttamente il premier, ma da domani alcuni voli rischiano lo stop. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bonanni: "Stiamo rischiando una sciagura. Saremo terra di conquista per gli stranieri" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)

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N. 220 del 2008-09-14 pagina 0 Bonanni: "Stiamo rischiando una sciagura. Saremo terra di conquista per gli stranieri" di Antonio Signorini Il segretario Cisl: "Se naufraga la trattativa Air France e Lufthansa avrebbero mano libera" da Roma Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ci sono speranze per la trattativa oppure stiamo veramente per assistere al fallimento di Alitalia? "Al momento, più che esprimere ottimismo o pessimismo, penso sia giusto fare appello alla responsabilità di tutti, visto che mi sembra che fino ad ora sia mancata". Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che come lei era ottimista, dà le possibilità di riuscita al 50 per cento. Se non doveste trovare un'intesa cosa succederebbe? "Ci sarebbero effetti devastanti. L'azienda sarebbe venduta pezzo a pezzo a un offerente qualsiasi. E francamente questa situazione non mi sembra serva a nessuno. Nemmeno a chi per ragioni politiche sostiene le soluzioni che porterebbero al disastro. Tutto il patrimonio sarebbe dilapidato e diventerebbe gioco facile per Air France, Lufthansa o chi altro scorrazzare nel nostro mercato che, è bene ricordarlo, è il quarto al mondo per volume di affari". Ha accennato a interessi politici. Di chi? "A fasi alterne le forze politiche si dimenticano degli interessi nazionali". Anche Berlusconi ha detto che dietro i tentativi di fermare la trattativa ci sono pressioni politiche. Può essere più preciso, di chi sarebbe la colpa? "Di chi non si fa scrupoli a soffiare sul fuoco della contrapposizione, di chi pensa di potere utilizzare per i propri scopi ogni posizione, anche la più corporativa, irrazionale e antieconomica. All'estero non succede così, sono uniti quando si tratta di questioni di interesse nazionale". Parla anche di sindacati? "Di tutti". Però alcuni lavoratori e alcune sigle sembrano non voler accettare le condizioni poste dalla Cai perché le ritengono più penalizzanti anche rispetto al fallimento... "Sono convinto che i lavoratori di Alitalia non vogliano il fallimento e la messa in liquidazione della società. Sarebbe una sciagura che avrebbe ripercussioni su tutti i settori produttivi del Paese. Non c'è nulla di più penalizzante rispetto a perdere la compagnia di bandiera e fare scomparire 20mila posti. Se fallisse il progetto e smantellassero Alitalia, diventeremmo terra di conquista e qui in Italia, nella migliore delle ipotesi, rimarrebbero solo posti di lavoro residuali". Eppure anche chi manifestava il primo giorno della trattativa gridava lo slogan: fallimento, fallimento... "Ho sentito dire cose fuori luogo in questi giorni e voglio credere con tutte le mie forze che si tratti solo di delusione. Sennò dovrei pensare che si tratti del solito sfascismo. La rivincita della vecchia logica del tanto peggio, tanto meglio. Noi non possiamo che opporci a questa logica". Al momento, però, quel fallimento sembrerebbe imporsi con i fatti. Come pensa che ne uscirete? "Dobbiamo tutti quanti avere più elasticità e cercare un punto di equilibrio, ognuno rinunciando a qualcosa. Il governo deve fare un passo verso l'azienda, l'azienda verso i lavoratori e i sindacati verso l'impresa. Serve un atto di responsabilità da parte di tutti. E anche la Cai non si deve sottrarre a questa responsabilità". Cosa potrebbe fare il governo, visto che aiuti pubblici sono esclusi? "Mediare, chiarire. Insomma, stringere con gli acquirenti". E voi cosa siete disposti a concedere alla Compagnia aerea italiana, che chiede discontinuità rispetto ad Alitalia? "Per quanto ci riguarda noi siamo pronti a concedere la giusta flessibilità contrattuale alla nuova compagnia, ma gli stipendi dei dipendenti non devono essere ridotti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi scende in pista: "Adesso basta, ci penso io" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)

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N. 220 del 2008-09-14 pagina 0 Berlusconi scende in pista: "Adesso basta, ci penso io" di Vincenzo La Manna Il premier: "Suicida l'atteggiamento di alcuni, influenzati dalla sinistra". Ma l'accordo è vicino nostro inviato a Bari "Ghe pensi mi". Silvio Berlusconi è tirato in volto, forse pure un po' affaticato. Non ne può più del tira e molla con i sindacati. Ma non solo, visto che, dietro alcune lecite rivendicazioni, pensa ci sia dell'altro. Cioè, "motivazioni politiche", portate avanti dalla sinistra, indefinita, ma con un inevitabile riferimento al Partito democratico. Che "soffia sul fuoco", spiega ai suoi, con l'intenzione di aprire una nuova ferita sul fianco di Alitalia, già piuttosto cagionevole di salute. Il rischio è chiaro: andando avanti di questo passo, teme, libri in Tribunale. E di conseguenza, fallimento totale. Ovvero, "il disastro". Allora, che fare? Il Cavaliere decide di cambiare passo. Prende in mano la situazione e convoca i sindacati in serata a palazzo Chigi. Anche se al tavolo preferisce non andare, delegando la partita a Gianni Letta e ai ministri di riferimento, rimanendo però in contatto costante dalla sua residenza romana. Ma che voglia giocare in prima persona lo si capisce già dal mattino, quando arriva a Bari per l'inaugurazione della Fiera del Levante. Quando parla dal palco - assicura chi gli sta vicino - con un chiodo fisso che lo distrae: il futuro della compagnia di bandiera. Quella per cui ha rischiato, in campagna elettorale, e che adesso si trova a un passo da un nuovo corso. Quella che rappresenta la sua seconda grande sfida politica, da vincere. La seconda, infatti, dopo la fine dell'emergenza rifiuti in Campania. Il premier dunque non ci sta a rimanere sulla graticola. E decide per un repentino rientro a Roma, lasciando anzitempo la terra di Puglia. Complice forse anche il pesante acquazzone che si abbatte sul capoluogo, che stoppa ogni ipotesi di tour tra gli stand. Ma a farlo desistere, però, è di certo la telefonata di Letta, che lo informa sugli ultimi sviluppi e gli prospetta la riapertura, di lì a poco, delle trattative. A Roma. Quindi, rientro frettoloso nella Capitale (vi rimarrà anche oggi). Dove a palazzo Grazioli lo attende proprio il sottosegretario, con il quale si terrà aggiornato per tutta la giornata. Prima, però, spiega il suo punto di vista. "Questa situazione mi preoccupa moltissimo, non riesco a capire cosa succede e perché ci sia questo atteggiamento suicida", attacca il Cavaliere. Convinto che, dietro tutta questa incertezza, ci siano "motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori". Non la nomina, ma il riferimento, spiegano, è innanzitutto alla Cgil. Alla confederazione di Guglielmo Epifani che, secondo il suo ragionamento, starebbe tirando la corda fino a farla spezzare. Un disegno condiviso anche da parti dell'opposizione. Contrarietà che, non a caso, il leader del Pd, Walter Veltroni, esprime anche al presidente della Cai, Roberto Colaninno. Ma "adesso intervengo io", avverte Berlusconi, anche per dimostrare come non corrisponda al vero la chiusura al confronto da parte del governo. Anzi, "l'esecutivo è sempre disponibile con i suoi ministri, anche con il presidente del Consiglio, per dare tutto il supporto possibile per giungere all'unica soluzione possibile per evitare il fallimento della compagnia". Intanto, il premier decide di far sentire la sua voce pure a Gubbio, intervenendo telefonicamente al tradizionale seminario di Forza Italia. E anche lì non si sottrae a un nuovo commento. L'esigenza, ora, è comunicare la sua discesa in campo in prima persona. E se nei giorni precedenti, nonostante mille sollecitazioni, è rimasto in silenzio, adesso lo scenario è cambiato. Nelle ultime ore, infatti, il rischio che la partita possa saltare, non lo fa stare sereno. E allora, vale la pena anche ripetere il concetto, se necessario. Il destino di Alitalia - dichiara dalla cornetta di via del Plebiscito - "è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti". E in questo scenario, avverte, "vediamo la forte influenza della sinistra che, pur di dare smacco al governo, non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia dovesse portare i libri in tribunale". Un'ipotesi neppure da contemplare, per Berlusconi, che rimarca: "Spero che questo non accada". E per scongiurarla, nel tardo pomeriggio preannuncia una mossa a sorpresa: la convocazione dei sindacati a palazzo Chigi. Così, nella notte, come il premier, si rimane con il "fiato sospeso". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Radio France e il segno della pace (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)

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Cari amici, sul Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri mattina, durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides, il cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France, la più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa: "Essere antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio Benedetto XVI ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti delle comunità ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto significativo. Ha detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si sente impegnata a rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Essa pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente, i cui disegni sono senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli dell'Alleanza, come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza, attraverso la mia voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI, mio venerato predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"". La Chiesa "perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora "di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il dovere di rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la citazione di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle virtù eroiche, in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante giornata parigina di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei articoli, questo è il principale. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (4 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08 Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI nella versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede: "È una paura infondata perché questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali, per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono, e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i padri conciliari hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo, hanno concepito uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo, poiché la liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma comunque un'identità fondamentale che esclude una contraddizione, un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti. Da un lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra, la liturgia nuova sottolinea maggiormente la partecipazione comune ma sempre. non è semplicemente un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale, in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo". Scritto in Varie Commenti ( 88 ) " (6 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko, con uno strappo al protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 103 ) " (8 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 238 ) " (8 votes, average: 4.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (6 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie Commenti ( 35 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 266 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 209 ) " (8 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 142 ) " (9 votes, average: 4.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (243) Ultime discussioni Massimo vicentino: Cara Marina, il problema italiano non è la separazione tra Cesare e Dio. Il problema italiano è... Luisa: Sì Andrea, la Francia laicizzata sta scoprendo, finalmente, Benedetto XVI e sta consacrandogli spazio, nei... Francesco.F.: Francamente, caro Tornielli, a un popolo (quello italiano) che si fregia di essere cattolico praticante... marina: Sempre tratto dallo stesso discorso:"In una cornice molto più larga, Signor Presidente, mi dà... marina: Uno stralcio del discorso del papa in Francia:"In verità, sul problema delle relazioni tra sfera... 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Uomini (e ministri) giusti al posto giusto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti Pagina 316 Da Matarrese alla Carfagna Uomini (e ministri) giusti al posto giusto Da Matarrese alla Carfagna di Maurizio Crippa --> di Maurizio Crippa L'ultimo in ordine di tempo - a meno che ci sfugga qualche notizia dell'ultimissima ora: ormai l'Italia è un Paese che va a razzo, Alitalia permettendo - è stato il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese. Il Campionato è appena ripartito, e già siamo un'altra volta alle prese con le violenze degli ultras? Non c'è problema, ha detto lui, "possiamo predisporre celle negli stadi per mettere subito al sicuro chi delinque". Oplà. Si potrebbe obiettare che, se fosse la soluzione giusta, qualcuno l'avrebbe già adottata da un pezzo. Ma non è questo il punto. La vera novità è che pure un vetero-democristiano di lungo corso come Matarrese, non proprio quel che si dice un decisionista, sembra essere stato contagiato dal nuovo clima efficientista che va per la maggiore in questo inizio di settembre. Uno stile rivoluzionario, che potremmo definire: "Tranquilli, abbiamo già risolto tutto". Non è nemmeno il caso di dubitare che l'emanatore ufficiale e brevettato dell'aria nuova sia il Cavaliere, che da quando è tornato al governo non si è più tolto la sua tuta da lavoro da Uomo Risolutore. Giovedì scorso, comparendo con l'ormai immancabile camicia scura alla festa dei giovani di An, ha detto: "Abbiamo un consenso imbarazzante". E in effetti, dalla monnezza napoletana al lodo Alfano, al risarcimento per la Libia, Berlusconi procede come un carrarmato. È il nuovo stile: più i dossier sono complicati, disastrati, urgenti e impossibili, più la soluzione arriva rapida e decisa, come un colpo di lama a spaccare la mela in due. Non è più come ai vecchi tempi, quando a chi aveva responsabilità decisionali era richiesta soltanto la capacità di spaccare il capello in quattro. Il più recente debutto nell'arte del "tranquilli, ci penso io" è quello del ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna. Parliamo di prostituzione, of course . È dal tempo della legge Merlin che tutti i viali della notte conducono alla perdizione. Ma, ultimamente, anche di giorno le strade sono diventate un bordello a cielo aperto. Un degrado impossibile da cambiare. E la bella Mara che ti fa? Un disegno di legge di quattro articoli quattro su "Misure contro la prostituzione", approvato in un batter d'occhio dal Consiglio dei ministri, senza manco convocare la solita trentina di tavoli tecnici ed esperti universitari. D'ora in poi, multe e arresto per prostitute e clienti, vietato "lavorare" e "comprare" per strada. Oplà. Non per fomentare rivalità tra ministre belle e brave, ma la superstar della categoria è Mariastella Gelmini, titolare della Pubblica Istruzione. Riformare la scuola italiana, come dire la più grande azienda statale del mondo, un milione di dipendenti, più dell'esercito americano, è, come tutti sanno, un'impresa disperata. In più le scuole sono infestate dai bulli, ci sono troppi insegnanti troppo poco pagati, troppo poco efficienti e strutture che vanno a pezzi. Uno normale taglierebbe la corda, e tanti saluti. La Gemini, invece, il primo di settembre, spara a raffica un decreto legge di pochi articoli, dal titolo perentorio: "Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università". E rivolta, o almeno ci prova, la scuola italiana come fosse un guanto. I tre maestri elementari, una riforma che era costata un decennio di lacrime e sangue? Aboliti. Il voto in condotta, la più illustre vittima di quarant'anni di '68 mai finito? Rieccolo più cattivo che mai. E tutti con il grembiulino, per favore, che la ricreazione è finita. Un altro ministro che non si fa prendere dall'ansia è Roberto Calderoli - non a caso è il ministro della Semplificazione - Vent'anni fa il federalismo non si sapeva neanche cosa fosse; anni di lavoro per la riforma costituzionale diventarono carta straccia con un referendum. Niente paura. Lui ci si è messo al lavoro quest'estate, e il decreto legge sul federalismo fiscale è pronto per essere sventolato oggi (domenica) sulla Laguna di Venezia, quando la Lega di Umberto Bossi celebrerà i suoi riti dei "popoli padani". E se anche la partita più complicata di tutte - quella di Alitalia - non riuscirà a decollare, nessuno potrà dare la colpa al commissario straordinario Augusto Fantozzi, uno che prende in mano la patata più bollente del mondo il lunedì, e dice: "Entro giovedì bisogna chiudere". Comunque vada, è un altro eroe della nuova stagione italiana. Difficile credere che sia tutto vero, e che d'ora in poi alle parole seguiranno i fatti. Ma per adesso, godiamoci almeno questo inebriante effetto da "miracolo italiano".

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Ore cruciali, riparte la trattativa Cai: "Altri soldi per i contratti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Si lotta contro il tempo per evitare il fallimento dopo l'annuncio di ieri del commissario straordinario Augusto Fantozzi: "Manca il carburante, voli a rischio

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Claudio Claudiani, segretario generale della FIT-Cisl, ha spiegato che oltre al sistema dei contratti si terrà conto anche del tema delle relazioni industriali. I rappresentanti degli assistenti di volo (Anpav, Avia e Sdl) sono stati convocati alle 11.30 a Palazzo Chigi dal sottosegreterario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. IL NODO CONTRATTI La Compagnia aerea italiana (Cai) sarebbe disposta a mettere "risorse aggiuntive" nell'offerta per la nuova Alitalia in modo da favorire il rilancio della trattativa con i sindacati e il raggiungimento di un accordo finale. Lo ha spiegato il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, a margine dell'incontro informale al ministero del Lavoro tra il Governo, la Cai e i sindacati confederali. "Ieri sera il Governo ci ha riferito che ci sono risorse aggiuntive" per i contratti della nuova Alitalia, ha spiegato Solari rispondendo a una domanda sulle indiscrezioni che parlano di 100 milioni in più messi sul piatto dalla cordata italiana. I SINDACATI La possibilità di arrivare a un accordo "dipende molto da oggi, dal lavoro che sapremo fare e dalla capacità di realismo e elasticità che tutti avranno: governo, imprese e sindacati". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni ha commentato l'ipotesi di arrivare oggi alla stretta finale sul rilancio di Alitalia, entrando al ministero del Lavoro dove sono in corso incontri informali tra governo e sindacati. E sulla ipotesi di una maggiore vicinanza a un accordo, Bonanni ha detto: "Dovrebbe essere così". Per il segretario della Cisl, inoltre, il braccio di ferro coi piloti e le tensioni "non avrebbero motivo. Rischiano di tagliare l'albero su cui sono seduti". Sull'ipotesi che per i piloti ci sia un contratto equiparato a quello dei dirigenti Bonanni ha poi affermato: "Mi pare che sia una proposta che hanno già fatto l'altra sera". ECCO COSA PREVEDE IL CONTRATTO CAI: TUTTE LE CIFRE - LA LETTERA "Essere umiliati così è grottesco"Quale futuro per Alitalia?La protesta dei lavoratori Commenti Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi (153 commenti) L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana (116 commenti) Via libera al ddl Carfagna "Arresto per i clienti delle lucciole" (107 commenti) La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (83 commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (57 commenti) Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (52 commenti) Scuola, Bossi attacca la Gelmini (48 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? 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Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec div>.

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DEBOLE (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

DI Il pensiero LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. "Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava di Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma per forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la dose: "Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due fili come alle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: "Guardi la devo interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la prima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma che gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenti come quelli dei ghiri e tace.

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Alitalia è rimasta a secco (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-09-2008)

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La Cai: posizione ferma. Via alla cassa integrazione, i call center: aspettate ad acquistare i biglietti. L'Enac: a rischio la licenza Alitalia è rimasta a secco Fantozzi: senza carburante, voli non garantiti. Berlusconi convoca i sindacati.

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Trattativa Alitalia: Sacconi ottimista (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 14-09-2008)

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Economia Articoli correlati: *Il premier su Alitalia: "Incontrero' i sindacati". Fantozzi: "Da lunedi' voli non garantiti" *Incontro Alitalia: "Domani voli garantiti, da lunedi' no" *Incontro Alitalia tra Fantozzi e i sindacati Guarda tutti i correlati.

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Alitalia, i sindacati da Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)

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Primo Piano Pagina 103 Alitalia, i sindacati da Berlusconi Vertice notturno per evitare il crac, trattativa dura e complicata --> Vertice notturno per evitare il crac, trattativa dura e complicata Scende in campo Berlusconi per tentare di trovare un accordo con i sindacati. Ma il clima è teso e Alitalia appare davvero sull'orlo del crac. ROMA Ricognizione nella notte da parte del governo sulla possibilità di riannodare i fili del negoziato fra sindacati e Cai sul futuro di Alitalia: a poco più di 24 ore da "un punto oltre il quale diventa inutile e siamo molto vicini a questo punto", ha avvertito il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. E cioè dall'avvio, domani mattina, della disdetta dei contratti e delle procedure di mobilità da parte dell'amministratore straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi. A PALAZZO CHIGI Berlusconi ha convocato a palazzo Chigi, ieri sera, i leader dei sindacati confederali e dell'Ugl. Presiede le riunioni no stop il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, alla presenza dei ministri del Lavoro Maurizio Sacconi, dei Trasporti Altero Matteoli e dello stesso Fantozzi. Dopo una prima consultazione con i segretari generali della Cisl, Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, dell'Ugl Renata Polverini, e - in assenza del numero uno della Cgil Gugliemo Epifani - con il segretario confederale Fabrizio Solari, c'è stata una sospensione. Al tavolo il posto è stato ceduto alla controparte, l'amministratore di Compagnia aerea italiana Rocco Sabelli e al responsabile Corporate di Intesa SanPaolo Gaetano Miccichè. Fra i nodi da sciogliere, innanzitutto quello contrattuale, considerato dai sindacati troppo penalizzante. Ma anche alcuni aspetti del piano industriale vanno rivisti, secondo le nove sigle che rappresentano i lavoratori. E ieri mattina, proprio uscendo da un incontro a palazzo Chigi, Sabelli aveva ribadito che sulla piattaforma contrattuale "c'è disponibilità assoluta" anche se la posizione della compagnia è ferma. LE POLEMICHE La privatizzazione di Alitalia in salsa nazionale sembra dunque ad un passo dal fallimento. E la colpa? Della sinistra, che si annida dietro i "comportamenti irragionevoli" di quei dipendenti che stanno mandando in frantumi il Piano Fenice. Silvio Berlusconi ha rotto il silenzio delle ultime ore, lanciando accuse precise e pesanti contro gli avversari di sempre. Pur di assistere allo smacco del governo sono disposti a tutto, dice dunque il premier. Berlusconi, a chi ha avuto modo di parlargli, non ha nascosto i timori per l'evolversi della situazione e per le possibili ricadute politiche: se il governo non dovesse riuscire a chiudere questa partita, è il ragionamento, sarebbe facilmente messo in croce. "Questa situazione mi preoccupa moltissimo - ha riconosciuto lo stesso premier - e non riesco a capire cosa succede, perchè ci sia questo atteggiamento suicida. Ci sono motivazioni politiche - è però la convinzione - che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori". Le difficoltà sono evidenti e per cercare di uscirne non resta che muoversi contemporaneamente su due livelli: gli imprenditori e i sindacati. Al presidente del Consiglio sarebbe toccato cercare il dialogo con i primi, nel tentativo di convincere la Cai di Colannino a non tirarsi fuori e a mollare di qualche centimetro nella trattativa sui contratti; a Letta invece il compito di interloquire con i sindacati. VELTRONI La trattativa quindi riprende. E al contempo, però, lo scontro politico si infiamma. La strategia di attacco scelta dal Cavaliere viene contestata ovviamente dal Pd. I Democratici cercano di porre paletti: il governo "chiuda subito", dice Walter Veltroni, "oppure riapra la procedura". La convinzione è sempre la stessa: quella che vi siano altri soggetti interessati a Alitalia e che quindi il Piano Fenice non sia affatto l'unica alternativa. Più diretto l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano che invita il premier "a non scaricare sugli altri le proprie colpe".

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Fantozzi: da domani primi voli cancellati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 103 ore drammatiche Fantozzi: da domani primi voli cancellati Ore drammatiche --> ROMA Sempre più appesa a un filo la sorte di Alitalia. Già da domani partirà per alcuni equipaggi la procedura di cassa integrazione e sono anche a rischio alcuni voli per mancanza di carburante. La situazione è "drammatica" - è stato il commento più ricorrente ieri, nell'ennesima giornata difficile per la compagnia di bandiera - e il premier Silvio Berlusconi ha deciso di intervenire in prima persona. La trattativa tra Cai, la cordata di imprenditori che dovrebbe rilevare Alitalia, e sindacati non è mai ripresa ma il governo ha tentato una mediazione in extremis e i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati convocati ieri sera alle 21 a Palazzo Chigi. Il governo ha deciso dunque di verificare fino all'ultimo se c'è una possibilità perché se Alitalia fosse costretta a "portare i libri in tribunale", ha detto lo stesso premier, sarebbe un "disastro arrecato a tutto il Paese" che "spero non accada". I TEMPI La situazione è grave, gravissima. Il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha comunicato ai sindacati che da domani si avvierà la procedura per la Cigs per gli equipaggi di 34 aerei già a terra ma poi, se non ci sarà un'evoluzione positiva della vicenda, la mobilità sarà estesa man mano a tutti gli addetti. Ci sono anche rischi di disagi per i passeggeri legati ai rifornimenti di carburante, perché qualche volo potrebbe essere cancellato. Sempre domani ci sarà anche il commissariamento per tutte le società del gruppo. Una vicenda dunque quasi al capolinea: "Le cose stanno precipitando", ha detto Fantozzi senza mezzi termini, "ci sono problemi di rifornimento carburante, i creditori spingono i freni, la cassa sta finendo, ci sono problemi di voli. Le cose precipitano". I sindacati accusano che a fare problemi per il carburante è proprio l'Eni. Sempre da fonti sindacali si fanno i calcoli sui primi annunci di Fantozzi: la cassa integrazione che partirà domani coinvolge 600-700 persone. IL GOVERNO Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ieri ha dato ancora una possibilità ad Alitalia al 50% ma comunque ha parlato di "lotta contro il tempo" perché "siamo quasi al fallimento". Sacconi ha anche parlato di "avvoltoi indifferenti all'interesse nazionale". I margini di un accordo, ieri notte, erano veramente strettissimi. L'amministratore delegato della Cai, la cordata di imprenditori italiani, Rocco Sabelli - che in nel corso della giornata di ieri è stato a Palazzo Chigi a un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, i ministri Sacconi e Matteoli e il commissario Fantozzi - ha dichiarato la sua disponibilità a negoziare, ma sul contratto ha detto che la posizione "è ferma, non ci muoviamo da lì". UE ED ENAC Nella vicenda è intervenuto anche l'eurocommissario Antonio Tajani: per il via libera di Bruxelles al piano Alitalia è indispensabile una "assoluta discontinuità giuridica" tra la vecchia e la nuova compagnia e ciò vuol dire che in cui tutti i contratti in cui è parte Alitalia non potranno essere trasferiti automaticamente alla nuova compagnia. E un'ulteriore tegola potrebbe arrivare anche dall'Enac: il presidente Vito Riggio ha avvertito che se non si riesce ad individuare "in tempi brevi" ad una soluzione "verrebbero meno i presupposti sulla base dei quali era stata rilasciata il 2 settembre la licenza provvisoria". Intanto all'aeroporto romano di Fiumicino è proseguito il "presidio" degli assistenti di volo, con cortei e manifestazioni di protesta. Tutto fuori comunque dagli orari di lavoro e le azioni di lotta finora non hanno avuto ripercussioni sul servizio e i voli sono stati regolari.

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Alitalia, vertice Berlusconi-sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 La compagnia a un passo dal crac. Duro attacco del premier alla sinistra Alitalia, vertice Berlusconi-sindacati La compagnia a un passo dal crac. Duro attacco del premier alla sinistra Fantozzi lancia l'allarme carburante. Da domani aerei a terra? --> Fantozzi lancia l'allarme carburante. Da domani aerei a terra? Scende in campo Silvio Berlusconi per tentare di sbloccare la trattativa sindacale su Alitalia ma la situazione è drammatica e la compagnia sembra davvero sull'orlo del crac definitivo. Il premier non nasconde la sua preoccupazione e accusa: "La sinistra è disposta a tutto pur di assistere allo smacco del governo". Nella notte le sigle confederali e l'Ugl erano state convocate a Palazzo Chigi per una ricognizione generale sulla possibilità di riannodare i fili, la mediazione è condotta da Gianni Letta. Intanto il commissario liquidatore Fantozzi ha avvisato che da domani salteranno i primi voli. A PAGINA 3.

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Crisi Alitalia Voli a rischio annullamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 14-09-2008)

Argomenti: Alitalia

DA DOMANI Crisi Alitalia Voli a rischio annullamento L'allarme è arrivato ieri, dal commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. "Fino a domenica abbiamo i voli garantiti, da lunedì no. Non ci riforniscono di carburante". Domani, quindi, in tutta Italia - Caselle compresa - i velivoli Alitalia potrebbero restarei. Un problema che riguarda ben 30 voli solo per lo scalo torinese. Ogni giorno, infatti, al Sandro Pertini decollano 15 aerei e ne atterrano altrettanti dell'Alitalia. Roma e Napoli, le uniche due destinazioni servite.

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