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DEL 14 settembre 2008 #TOP
IN EVIDENZA
- Il pifferaio, gli allocchi e l'asso di Colaninno. di
EUGENIO SCALFARI (La Repubblica 14-9-2008)
IL tema caldissimo di oggi è l'Alitalia, il tema appena
meno scottante ma altrettanto infuocato è il federalismo fiscale. L'accoppiata sarebbe
già di per sé esplosiva ma come non bastasse si colloca in un panorama politico
estremamente teso e inquietante: una serie di annunci, di disegni di legge, di
atti politici e amministrativi che hanno tutti il solo univoco effetto di
accrescere le tensioni, inasprire i conflitti, mostrare la faccia feroce e la
voglia di menar le mani all'insegna di uno slogan diventato ormai un
"passepartout".
Lo slogan è stato inventato dal ministro dell'Interno che lo ripete a dritto e
rovescio come una sorta di tic, di intercalare, ed è "tolleranza
zero". È diventato il succo programmatico del governo e della sua
maggioranza.
Evidentemente funziona e i sondaggi in favore del "premier" hanno
toccato il culmine.
La gente vuole che si proclami tolleranza zero nei confronti di chiunque
utilizzi i propri diritti di libertà in senso non conforme al senso comune ora
in auge. Che poi la tolleranza zero realizzi risultati desiderati oppure no,
questo non arresta l'onda d'urto d'una strategia "schiacciasassi"
tipica nella storia europea degli ultimi cent'anni tutte le volte che pulsioni
autoritarie abbiano, in nome di superiori ragioni di ordine e di sicurezza,
ristretto i diritti di cittadinanza.
Speriamo che il "trend" attuale non ci conduca oltre il limite del
populismo e delle favole narrate al popolo per distrarlo, ma questa sorta di
ipnosi collettiva induce comunque a riflessioni preoccupate in un'epoca in cui
si ridisegna la mappa politica ed economica del mondo.
Tolleranza zero, abolizione di fatto della legge Merlin sulla prostituzione,
smantellamento della scuola pubblica dell'obbligo senza un progetto che abbia
un senso, crescente pressione sui poteri e sull'indipendenza della magistratura
inquirente, leggi elettorali che rafforzano il potere degli apparati confiscando
ogni diritto di scelta dei cittadini, disprezzo dei valori costituzionali più
sensibili, clericalismo di ritorno e impoverimento dei valori cristiani in una
ritrovata alleanza tra la gerarchia ecclesiastica e il potere politico,
inquinamento reciproco tra politica e affari, rivalutazione del fascismo da
parte di ministri e di sindaci in carica: questo è lo sfondo allarmante di
questa stagione.
La crisi dell'Alitalia e l'incognita del federalismo fiscale ne rappresentano i
punti di massima tensione e di totale mancanza di progettualità. Non la
fantasia ma il dilettantismo è oggi al potere. Non è la prima volta che accade
nel nostro paese dove purtroppo la memoria è labile e non riesce a diventare
matura esperienza.
* * *
Il ministro Tremonti, nella sua lunga ricostruzione del disastro Alitalia
esposta davanti alla commissione competente della Camera e successivamente
riprodotta nel suo testo integrale su 24 ore di venerdì e di ieri, ha esordito
dicendo: "Lasciamo da parte il confronto con le condizioni di Air France
dello scorso aprile, era un altro contesto e un'operazione di altra
natura".
Seguiamolo in questa sua raccomandazione iniziale, non senza tuttavia aver
ricordato che l'offerta di Air France fu respinta dal combinato-disposto del rifiuto
dei sindacati, dalla campagna scatenata da Berlusconi contro quel progetto e
dall'insistente pressione a favore d'una cosiddetta cordata tricolore
sponsorizzata da Banca Intesa.
Se oggi ci troviamo tutti di fronte ad un "malpasso" la responsabilità
sta in quel rifiuto dovuto a due soggetti (sindacati e Berlusconi) e alla
presenza d'un convitato di pietra in attesa di entrare in scena (Banca Intesa).
Per Tremonti invece le responsabilità incombono interamente su Prodi e
Padoa-Schioppa, incapaci secondo lui di afferrare il bandolo della matassa e
concludere.
Credo che ci sia stata un'inerzia di Prodi come ci fu, ancor più grave, nella
questione dell'immondizia napoletana. Ma Tremonti dimentica almeno due passaggi
essenziali avvenuti nel corso del governo Berlusconi e della sua presenza al
ministero dell'Economia. Il primo passaggio sta nella valutazione patrimoniale
di Alitalia: l'azione in Borsa valeva circa 10 euro nel 2001 e 1,57 nel 2006.
Tremonti ha contestato queste cifre, ma il 24 ore dell'11 settembre le ha
ricontrollate insieme alla banca dati della Thomson Financial e ne ha
certificato l'esattezza. In cinque anni di legislatura il patrimonio della
compagnia di volo ha perso dunque i 9 decimi del suo valore patrimoniale. Le
cifre non sono opinioni e non hanno bisogno di commenti.
Il secondo passaggio riguarda la proposta dell'amministratore di Alitalia,
Mengozzi, nominato a quella carica dal governo Berlusconi e quindi dallo stesso
Tremonti. Mengozzi aveva in animo una fusione con Air France. Aveva negoziato a
lungo e aveva ottenuto che la fusione fosse fatta attribuendo ad Alitalia il
30-35 per cento del capitale del network francese. Il governo però respinse la
proposta. Anche qui c'è poco da commentare, i fatti parlano da soli.
* * *
E veniamo all'oggi. Il governo ha emanato pochi giorni fa un decreto che spacca
in due Alitalia: la società controllata dal Tesoro con in capo tutti i debiti,
il personale, la flotta, i diritti di volo e i pochi soldi rimasti in cassa;
una società sostanzialmente fallita, affidata dal Tesoro ad un commissario
secondo le regole della legge Marzano appositamente riveduta per meglio
adattarla al caso Alitalia.
A fianco del rottame Alitalia una nuova società di nuovissima istituzione, con
18 azionisti, un presidente (Roberto Colaninno) e un amministratore delegato
(Sabelli), depurata da tutti i gravami e pronta a fondersi con Air One.
Sulla base della legge Marzano questa società figlia giovane e bella d'una
madre vecchia e moribonda, potrà rilevare tutta la polpa di Alitalia e cioè gli
aerei per l'attuazione del piano industriale, le rotte, il personale di volo e
di terra necessari. Gli esuberi resteranno in capo alla società madre, così
pure i debiti e il personale esuberante. Il prezzo ritenuto giusto da ambo le
parti sarebbe attorno ai 450 milioni di euro.
Il capitale messo insieme dai 18 azionisti (tutti italiani) supera il miliardo.
Il nome, nuovo di zecca, è Compagnia Aerea Italiana (Cai). Air One si fonderà
con essa e i suoi proprietari otterranno 300 milioni portando nella Cai la
flotta, le rotte, le opzioni per l'acquisto di nuovi aerei, il personale di
volo. L'amministratore di Air One, Toto, entrerà nel capitale della Cai con 120
milioni e siederà nel consiglio d'amministrazione.
Il governo e soprattutto Berlusconi è entusiasta: in centoventi giorni la
cordata italiana si è materializzata, il caso Alitalia è stato risolto, tutto è
stato previsto: la sospensione per sei mesi delle regole antitrust, una
benevola disponibilità della Commissione di Bruxelles a dare il disco verde
all'operazione, l'entusiasmo degli azionisti della Cai. Molti di loro - in
palese conflitto d'interessi - sono felici di esser adeguatamente compensati da
alcuni affari sottobanco. L'amministratore di Banca Intesa, diventato da
"advisor" dell'operazione azionista Cai, di fronte all'obiezione
sugli affari non chiari di molti colleghi di cordata ha risposto che "i
conflitti d'interesse saranno gestiti". Il capo dell'antitrust chiamato in
causa dal senatore Zanda non ha risposto. Bonanni della Cisl manifesta
disponibilità a collaborare.
Tutto insomma sembra andare a gonfie vele. Certo il Tesoro si dovrà accollare
parecchi pesi: i debiti della vecchia Alitalia, gli esuberi di circa 7 mila
unità di cui mille piloti; ma l'onore è salvo, perdite future non sono
previste, gli esuberi saranno trattati con gli ammortizzatori sociali
esistenti. Ma l'attivo sta nella resurrezione della compagnia di bandiera
interamente rinnovata e tricolore, un taglio consistente ai vecchi azionisti,
l'ingresso d'un vettore straniero con una quota di capitale non superiore ai
120 milioni. Che cosa si vuole di più? Berlusconi dove tocca fa il miracolo. I
consensi degli italiani distratti e assuefatti (che sono al momento la larga
maggioranza) sono alle stelle. Tremonti sentenzia: "La luna di miele del
governo con gli italiani durerà molto a lungo, ci stiamo preparando a
festeggiare le nozze d'argento".
Invece no. Poche ore dopo queste celebrazioni scoppia la tempesta. Ci siamo
dentro tuttora e non si sa ancora come finirà.
* * *
Il governo e insieme con esso il commissario di Alitalia, Fantozzi, il
presidente di Cai, Colaninno, il leader della Cisl, Bonanni, si erano scordati
della questione "contratti". O meglio: non se ne erano scordati ma
l'avevano considerata di facile soluzione. I dipendenti - pensavano - non hanno
alternative: se non accettano le condizioni offerte dalla Cai, la nuova società
si ritirerà, l'Alitalia fallirebbe, 20 mila persone forse più, considerando
anche il lavoro indotto, andrebbero in mobilità, anticamera del licenziamento
entro qualche anno. Quindi accetteranno.
Ma i contratti, per consentire alla Cai di volare con profitto, debbono
realizzare una diminuzione di costi del 30 per cento e un pari aumento di
produttività. O così o niente, prendere o lasciare. Gli esuberi avranno
ammortizzatori lunghi e corsie preferenziali per essere ricollocati, ma sui
contratti e sulla produttività non c'è margine. D'altra parte furono proprio i
piloti ad affondare l'offerta di Air France. Dunque se la sono voluta. Chi
semina vento raccoglie tempesta. E poi il mercato è il mercato.
Invece i piloti, gli assistenti di volo, il nucleo duro dei dipendenti, non ci
stanno. All'inizio sembra una manfrina ma col passare dei giorni si vede che
no, non è la solita sceneggiata sindacalese. I piloti alla fine si alzano dal
tavolo e se ne vanno. Berlusconi chiama Colaninno, Sacconi chiama i sindacati,
Matteoli chiama i piloti, Passera chiama tutti, ma la questione sembra ormai
chiusa: Cai conferma che non può fare modifiche alla sua piattaforma, i piloti
confermano che a quelle condizioni è inutile continuare. Berlusconi ha un
momento di sconforto ma poi torna in battaglia: ha ancora qualche carta da
giocare e la gioca.
* * *
Alle ore 14 di ieri, sabato, Fantozzi incontra i sindacati e comunica che siamo
alla fine: non c'è più un euro in cassa, i fornitori di carburante hanno
comunicato che non faranno più forniture a credito, d'ora in poi la flotta
Alitalia potrà contare soltanto sulle poche riserve esistenti nei depositi.
Per conseguenza a partire da domani lunedì alcuni voli saranno cancellati e il
personale addetto verrà messo in cassa integrazione. I voli da annullare
saranno 34. Gli altri e in breve l'intera flotta cesseranno di volare entro una
settimana o poco più.
Tra i piloti e gli assistenti di volo la tensione sale alle stelle. Intanto si
viene a sapere che il fornitore che ha chiuso i rubinetti del credito è l'Eni.
Ennesimo paradosso: la compagnia di bandiera petrolifera non fa più credito alla
compagnia di bandiera del trasporto aereo. Il governo è stato informato? Oppure
governo ed Eni d'accordo stringono la tenaglia intorno al collo dei sindacati?
Roberto Colaninno ha passato a Mantova la notte di venerdì e la mattina di
sabato ma nel pomeriggio è all'aeroporto di Verona: rientrerà a Roma in serata.
Questa mattina, domenica, inviterà i sindacati ad un colloquio finale.
Ha qualcosa da mettere sul tavolo? Sì, qualcosa ce l'ha. Si era tenuto una
riserva da usare all'ultimo minuto e l'ultimo minuto è arrivato. Potrà
migliorare il "monte salari" del personale da riassumere in Cai in
misura del 20 per cento. Che cosa significa? Se aveva chiesto ai piloti una
decurtazione stipendiale del 25 per cento rispetto gli stipendi vigenti, il 20
per cento di miglioramento significa che la decurtazione scenderebbe al 20.
Basterà? Questa sarà l'ultima parola.
Ma c'è un però. Colannino non vuole trattare soltanto con i piloti. Se seguisse
questa tattica le altre categorie dei dipendenti potrebbero esigere che quel 20
per cento di miglioria sia ripartito tra tutti. Da buon imprenditore Colaninno
non ha nessuna voglia di imbottigliarsi in una questione di riparto, perciò la
sua offerta sarà fatta al complesso delle sigle sindacali: vedano tra di loro
come spartire l'offerta. Comunque entro oggi la questione dev'essere chiusa
altrimenti lunedì mattina comincerà non più l'ultima fase ma l'agonia vera e
propria di un malato terminale.
* * *
Forse l'accordo oggi si farà: le probabilità si misurano al 51 per cento in
favore dell'accordo in extremis contro il 49 che non riesca. Berlusconi, che
era ormai con le spalle al muro perché il fallimento dell'Alitalia sarebbe
stato per lui una catastrofe d'immagine senza precedenti, deve aver strizzato
per bene Colaninno e i membri principali della cordata tricolore. Questi a loro
volta avranno rincarato a propria compensazione i vantaggi extra che si
aspettano dalla loro partecipazione.
Passera saggiamente aveva detto che i conflitti d'interesse debbono essere
gestiti e il "premier" è un asso in quel tipo di gestione.
Un'occhiata di riguardo non si può negare a nessuno dei 18 "capitani
coraggiosi". Di occhiate di riguardo ne sono già state date parecchie, una
di più non la si nega a nessuno pur d'assicurare il lieto fine.
Lieto fine per tutti? Forse per i piloti che rappresentano la nobiltà di spada
tra i dipendenti Alitalia, forse per gli assistenti di volo che rappresentano
la nobiltà di toga. Il popolaccio dei servizi a terra sarà il più strattonato,
ma peggio per loro, qualcuno che trasporti i bagagli lo si trova sempre a buon
prezzo magari tra i marocchini e i romeni per bene che fanno la coda per un
posto precario.
E poi? Il finale della storia l'abbiamo già scritto domenica scorsa: tra cinque
anni Cai avrà registrato una cospicua plusvalenza patrimoniale, gli azionisti
venderanno e incasseranno. Cai entrerà a far parte di un bel
"network" internazionale, tedesco o franco-olandese, perché
nell'economia globale non c'è posto per una compagnia di volo come Alitalia,
troppo grande per esser piccola e troppo piccola per esser grande. Così saremo
tornati alla casella di partenza avendo perso un sacco di soldi e di tempo.
Intanto il pifferaio suona il suo piffero e gli allocchi lo seguono incantati.
È in arrivo il federalismo fiscale, del quale riparleremo. Per ora si sono
sentite molte parole ma non s'è visto nessun numero. Prima o poi però i numeri
dovranno sbucare da qualche parte e bisognerà leggerli con molta attenzione.
(14
settembre 2008)
Più
della trattativa che nella notte si è sbloccata, a preoccupare ieri Berlusconi
era la prospettiva di quanto potrebbe accadere dopo l'intesa su Alitalia con i
sindacati: il timore di scioperi selvaggi, blocchi stradali, disordini di
piazza. E le preoccupazioni per le tensioni sociali s'intrecciavano con la
volontà del premier di evitare a tutti i costi il fallimento della compagnia
aerea, accompagnata da una forte irritazione per come fosse stato gestito fin
lì il negoziato. Per stringere il patto Berlusconi ha premuto sui sindacati,
propensi a trovare un'intesa ma a loro volta preoccupati, «perché senza l'ok
dei piloti non potremo governare la protesta». «L'accordo consentirebbe intanto
di far partire l'operazione», era la tesi del Cavaliere, che teneva in serbo
una soluzione innovativa per il contratto delle «aquile» e si era già impegnato
a dirottarne altri
Berlusconi doveva e deve salvare Alitalia. E non solo per salvar la faccia.
Ieri quell'affondo contro la sinistra è stato un modo per mandare un
avvertimento, inserito in un passaggio della sua dichiarazione: dietro il
rischio di «suicidio» per il fallimento di Az, il premier scorgeva «motivazioni
politiche che non hanno nulla a che vedere con le richieste dei lavoratori ».
Si riferiva alle voci su un'ipotesi alternativa al «piano Fenice», che Veltroni
nel pomeriggio avrebbe di fatto accreditato, invitando il governo a «chiudere
subito» o a «riaprire la procedura». La risposta del Cavaliere non si è fatta
attendere. E alla sortita pubblica ha fatto seguire una serie di messaggi
riservati. Da una parte ha fatto sapere che — in caso di fallimento di Alitalia
— avrebbe modificato nuovamente la legge Marzano, rivedendo così le condizioni
di favore per l'acquisto della compagnia. Dall'altra ha fatto capire ai
sindacati che la rottura su Az avrebbe provocato anche la rottura delle
relazioni e soprattutto la rottura della trattativa sugli incentivi. Un gioco
pesante, non c'è dubbio, come pesante era il clima a Palazzo Chigi. L'altra
notte Gianni Letta aveva urlato al telefono tutta la sua rabbia: «È una
situazione pazzesca. Sono qui a implorare i fornitori per convincerli a
garantire il carburante agli aerei, e invece di procedere si blocca tutto? ». E
ai sindacati che chiedevano conto delle nuove voci su altri possibili
acquirenti, il sottosegretario replicava: «Voi dovete dare un segnale». Macché,
le organizzazioni cambiavano
Il grande mediatore
Sulla vicenda Alitalia anche il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta,
ha perso il suo aplomb: «È una situazione pazzesca. Sono qui a implorare i
fornitori per convincerli a garantire il carburante agli aerei»
interlocutore nel governo, rivolgendo però la stessa domanda. «Ma non è vero»,
rispondeva esausto il ministro del Welfare Sacconi: «Chi e come metterebbe
questi soldi?». L'atmosfera era surreale come le notizie che si spargevano nel
Palazzo: all'aeroporto di Londra pare avessero chiesto soldi contanti per far
partire un vettore di Alitalia.
Non era pensabile che Berlusconi restasse defilato. Tanto più che le parti si
erano rovesciate: «Veltroni — commentava ieri il forzista Grillo — non cavalchi
l'irragionevole protesta ». Più o meno quanto dicevano in campagna elettorale i
dirigenti del Pd. Irritato dal fatto che Epifani avesse sempre disertato il
tavolo della trattativa, oltre a prendersela contro «questi comunisti», il capo
del governo doveva trovare una soluzione. «Si chiude, si chiude», sorrideva in
serata il ministro Rotondi: «Cos'è una trattativa senza suspense?». Non
appariva perciò strano se Casini, che conosce Berlusconi, ieri aveva evitato di
attaccarlo: «La soluzione è pessima, ma sono al fianco del premier e mi auguro
che la sua mediazione abbia successo». Un modo per non restare sotto le macerie
ora che il premier sembra sul punto di farcela anche stavolta.
14
settembre 2008
·
Articoli
Alitalia 2 (93)
Silvio
Berlusconi è di nuovo sceso in campo. È entrato in prima persona nella
trattativa, ( da "Stampa, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Si è messo in
gioco in una vicenda su cui ha già rischiato molto: la crisi di Alitalia. Lo ha
fatto perché non poteva fare altrimenti e puntando sull'unica carta che ha
sempre avuto a disposizione in tutta questa storia, la drammatizzazione. La
convinzione che il crac non sarebbe uno smacco solo per il governo ma anche per
il sindacato, per i lavoratori, per gli imprenditori e,
L'aeroporto
di Caselle non decolla e cresce meno dei concorrenti
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nata dalla
fusione di Alitalia ed AirOne. O essere dismessa. Certo è che molto è legato a
quel che la nuova compagnia di bandiera porterà in dote al Sandro Pertini. Fino
a ieri Alitalia-AirOne era concorrenza spietata: stesse rotte, orari pressoché
identici. Da domani potrebbe cominciare una nuova epoca.
Fantozzi:
"Da lunedì voli a rischio" Berlusconi incontra i sindacati
( da "Quotidiano.net"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
siamo al
fallimento di Alitalia, con tutte le ripercussioni occupazionali e di quanto
altro vuol dire questa terribile parola". IL COMMISSARIO Voli a rischio da
lunedì. Il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, nel corso
dell'incontro con i sindacati ha infatti spiegato che "esistono difficoltà
derivanti dagli approvvigionamenti di carburante,
Alitalia,
ultimo round<Manca il carburante>
( da "Secolo
XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
ultimo round"Manca il carburante" frenetica trattativa per il
salvataggio Sindacati e cordata a palazzo Chigi. Stasera nuovo incontro Roma.
Domani salteranno i primi voli: di fronte alla possibile insolvenza di
Alitalia, il mercato petrolifero comincia a negare le forniture di carburante.
Voli
dirottatie altri rimandati ( da "Secolo XIX, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Compreso che
era una questione di sicurezza e non di protesta per le spinosissime vicende
Alitalia di questi giorni, 67 passeggeri se ne sono tornati mogi (e non proprio
contenti del contrattempo) verso le sale d'attesa, con la speranza di partire
alle 23,30. Una trentina di loro, però, ha invece preferito tornarsene a casa,
annullando il volo.
Brunetta:nello
statonon c'è posto ( da "Secolo XIX, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma solo per
poche ore: l'Alitalia è a un passo dal fallimento e i sindacati non cedono di
fronte ai tagli di personale e stipendi annunciati dai soci italiani di Cai,
gli imprenditori italiani che lui ha mobilitato per rilanciare l'azienda, anche
a costo di modificare 3 leggi per rendere possibile l'operazione Fenice.
Alitalia
rimane a secco ( da "Secolo XIX, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
notte delle
trattative lascia Alitalia appesa un filo: oggi ci si rivede. Secondo fonti
sindacali per chiudere. Ieri il premier Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi
e, al termine di una nuova giornata di ultimatum e nubi nere sopra la compagnia
di bandiera, ha chiamato a Palazzo Chigi i sindacati nel tentativo estremo di
raddrizzare una situazione già per molti versi compromessa.
E
il call center promette nuovi voli per gli Usa
( da "Secolo
XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la chiamata
al call center di Alitalia è su un numero urbano), assume in certi contesti una
dimensione amara e paradossale. Chiami Alitalia (06-2222) e questo è il
messaggio di presentazione. Provi ad aprire il sito internet e l'avvertenza
appare chiara: "Alitalia informa che continuerà ad operare i propri voli
come da orario in vigore,
Dopo
il collasso finanziario di xlora sono 30 le compagnie a rischio
( da "Secolo
XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
potrebbe non
esserci la sola Alitalia. Tra le cause principali la diminuzione delle
prenotazioni - conseguenza della crisi economica - e l'aumento del costo del
carburante, duplicato nell'ultimo anno. "È la peggior situazione
commerciale mai attraversata dall'industria (turistica)", ha detto Walsh,
che ha anche annunciato fino a 1.
Abolizione
dell'opposizione ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Lungo
servizio per Berlusconi e un aggiornamento sull'Alitalia durante il quale è
stata data la parola al ministro Sacconi, senza alcun contraddittorio.
Giustamente lungo e documentato il filmato sul presidente della Camera Fini e
le sue importanti dichiarazioni, accompagnate, per amore di simmetria, da una
inutile citazione del presidente del Senato Schifani.
Operazione
bidone ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nicola Cacace
Il piano Fenice Che Berlusconi non abbia avuto avuto remore ad usare Alitalia
in campagna elettorale è triste ma in linea con la cattive abitudini italiche.
Che egli oggi persista nella sua spregiudicata campagna per sottrarsi alle
responsabilità di una amara "frittata" è grave. segue a pagina 27.
Il
solito Berlusconi accusa la sinistra e i lavoratori
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
trattativa
Alitalia, perché non capisco questo atteggiamento suicida. Ci sono motivazioni
politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori".
Colpa della sinistra, naturalmente. Silvio Berlusconi ha mozzato in dissolvenza
il suo discorso all'inaugurazione della Fiera del Levante di Bari, anche
prevenendo un malore che sembrava stesse per colpirlo di nuovo,
Alitalia
ultimo atto: voli a rischio Berlusconi a mani vuote chiama i sindacati e accusa
la sinistra ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per Alitalia
sembra l'inizio della fine. E mentre a Fiumicino vanno in scena le proteste dei
dipendenti, Berlusconi convoca i sindacati. "Ci penso io" spiega e
poi dà la colpa "alla sinistra". Duro Bersani: "Non sa più che
dire perché ha inflitto Alitalia in questo disastro per pure ragioni
elettorali".
Biglietti?
È meglio aspettare ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nella
giornata più nera della vicenda Alitalia, migliaia di viaggiatori hanno
telefonato ieri al call center della compagnia per avere informazioni sulla
situazione dei voli e la validità dei biglietti. Le ultime notizie hanno,
infatti, creato un allarme generalizzato non solo tra i dipendenti ma anche tra
i cittadini.
Ma
sono i piloti tifosi di An a far saltare il tavolo La Cgil: Quale sinistra...
il presidente del Consiglio guardi alla sua destra
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Milano
SVARIONE Prima di allarmarsi per possibili sgambetti politici al salvataggio di
Alitalia, "il presidente del Consiglio farebbe bene a guardare alla sua
destra" ha rilevato il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari,
ricordando il cuore nero che batte nei rappresentanti sindacali più agguerriti
contro il piano Fenice, quelli dei piloti Alitalia.
Governare
col trucco ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Chi non
vorrebbe salvare Alitalia, camminare in strade pulite, pagare meno tasse, avere
figli che imparano in classe le regole della convivenza e quando tornano a casa
che è buio non debbano imbattersi in prostitute abbrutite? La gente di
sinistra, forse? E allora che problema c'è: ecco qua il governo del fare,
lasciatelo lavorare.
Cronaca
di un bidone annunciato ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Nicola Cacace
Segue dalla Prima Che poi accusi "la sinistra di influenzare alcune
categorie di dipendenti di Alitalia" è semplicemente scandaloso. Tutto
questo significa due cose: o il presidente del Consiglio non sa come uscire da
questa terribile empasse o il presidente del Consiglio prende per stupidi i
lavoratori di Alitalia e 60 milioni di cittadini.
Noi
precari, stanchi e umiliati Catia anche domani mattina si sveglierà alle 4 di
mattina per partire per Los Angeles Chissà se ci sarà il volo di ritorno. Tutto
questo per 1.100 ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nome di
fantasia, da 7 anni è una hostess precaria di Alitalia. Ha 31 anni e con scarpa
decolleté di ordinanza e il trolley al seguito ha fatto diverse volte il giro
del mondo. Nel frattempo, studiando la notte e tra un contratto e l'altro si è
presa due lauree: una in lingue e una per interprete e traduttrice.
Cautissimo
ottimismo di Draghi per il 2009 Il governatore all'Ecofin: ma è prematuro
parlare di svolta. Tremonti: opere pubbliche contro la crisi
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia si
chiude senza che nessuno riesca a estorcere a Tremonti una sola parola su
Alitalia: "In Europa si parla solo di Europa", glissa. Il ministro
però finisce per parlare di Italia per sottolineare come in Europa, sul fronte
della crescita, "non c'è una criticità particolare dell'Italia".
"Mi sembra - spiega - che si sia ridotto il pregiudizio nei confronti del
nostro Paese.
Dalla
Summer School di Cortona ritorna su Alitalia: La vicenda della cordata è
sbagliata questo pasticcio sarà pagato dai lavoratori
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dalla Summer
School di Cortona ritorna su Alitalia: "La vicenda della cordata è
sbagliata questo pasticcio sarà pagato dai lavoratori".
Veltroni
apprezza il leader An Alemanno e La Russa che fanno?
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di Bruno
Miserendino inviato a Cortona Un governo che sta facendo un gigantesco
pasticcio su Alitalia, dove tutte le regole sono saltate, un premier che esalta
Italo Balbo mentre è in corso una polemica su Destra e antifascismo. Tanto dura
da spingere anche il presidente della Camera Fini a dire parole importanti sul
tema, smentendo due personaggi come La Russa e Alemanno.
Dipendenti
Atitech verso Finmeccanica Il gruppo della difesa di Guarguaglini non vuole
però entrare in cordate ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Torino
Qualche centinaio di dipendenti di Atitech (Alitalia) potrebbero finire in
Finmeccanica che, tuttavia, non interverrà nel salvataggio della compagnia di
bandiera. Pier Francesco Guarguaglini, presidente e amministratore delegato
della società pubblica che nei giorni scorsi ha incontrato il sottosegretario
alla presidenza del consiglio Gianni Letta,
Bersani:
Ci metteranno una pezza e sarà un disastro
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che ha
infilato Alitalia in questo disastro per pure ragioni elettorali. È totalmente
irresponsabile. Gli sfuggono le proporzioni del disastro". Pierluigi
Bersani, ministro ombra dell'Economia per il Pd, è esasperato. Alitalia è a un
passo dal fallimento, tra incontri concitati, nuovi allarmi e, in serata, la
convocazione dei sindacati da parte del governo.
Dall'amico
Putin al consigliere Ermolli il cinismo del premier sulla povera Alitalia
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
cordata di
sedici membri che si presentò il 26 agosto e che diede vita alla Compagnia
Aerea Italiana, prendendosi il buono di Alitalia, un po' di aerei e un po' di
rotte compresa quella Milano-Roma, lasciando il brutto alla "bad
company", affidata al commissario Fantozzi. L'opera pareva compiuta: i
contribuenti italiani assumevano per sè le perdite di Alitalia, un miliardo e
mezzo.
Alitalia,
da domani voli a rischio In pericolo anche la licenza di volo. Pressing di
Berlusconi sulla Cai. Vertice notturno coordinato da Letta
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E che la
soluzione di affidare Alitalia nelle mani di Cai, la compagnia aerea italiana,
fosse ormai cosa fatta. Ma dopo il "no" dei sindacati, con i piloti
in testa, a un piano penalizzante e con l'incubo di vedersi crollare tutto il
castello costruito, Silvio Berlusconi alla fine ha ceduto e nella tarda serata
di ieri sera ha convocato i sindacati.
A
rischio i punti Mille Miglia ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
le lettere
eventualmente scambiate con Alitalia o con Agenzie di viaggio o Tour Operator,
eventuali prove di danno conseguente e connesso. "Come Adoc - continua
Carlo Pileri - si cercherà di incontrare i responsabili della vecchia e della
nuova compagnia, per trovare una soluzione che possa trasferire i diritti
vantati su Alitalia sulla nuova compagnia,
Noi
resisteremo, questo è il nostro lavoro Ancora proteste a Fiumicino: non
crediamo agli ultimatum, ci vogliono ricattare
( da "Unita,
L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ci credo poco
che rimarranno delle loro opinioni se Alitalia fallisce". "Idem per
gli elettori italiani all'estero - dice una hostess, 20 anni di servizio - Ero
sull'ultimo volo Alitalia Roma-Sidney, prima che la tratta venisse abolita, e
ho visto gli italo-australiani piangere. Tutti voti che Berlusconi, se non
salva la compagnia, a parer mio, rischia di perdere".
Troppi
ostacoli, la cordata ci ripensa? Voci di tensioni tra i soci e ipotesi di nuove
offerte, ma il tempo stringe ( da "Unita, L'"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
chiamati da
Intesa Sanpaolo al salvatag- gio di Alitalia, non si aspettavano certo una tale
quantità di problemi. Talmente tanti che qualcuno sta già pensando di sfilarsi,
di tornare indietro, di tornare a occuparsi della propria attività. E magari
anche di rinunciare alle possibilità di affari che la partecipazione alla
cordata italina offriva.
Il
pifferaio gli allocchi e l'asso di colaninno - eugenio scalfari
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, il
tema appena meno scottante ma altrettanto infuocato è il federalismo fiscale.
L'accoppiata sarebbe già di per sé esplosiva ma come non bastasse si colloca in
un panorama politico estremamente teso e inquietante: una serie di annunci, di
disegni di legge, di atti politici e amministrativi che hanno tutti il solo
univoco effetto di accrescere le tensioni,
L'eni
chiude i rubinetti alla compagnia ma dopo il pressing di palazzo chigi fa
retromarcia ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Eni contro
Alitalia, il colosso energetico fiore all'occhiello del Tesoro contro l'altra
meno fortunata azienda che fa capo a Via XX Settembre. Eni, da qualche giorno,
ha iniziato a battere cassa nei confronti della Magliana e ha chiesto il
pagamento dei crediti accumulati per il rifornimento degli aerei (13 milioni).
Le
ultime ore di alitalia ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
"Soldi finiti, lunedì voli a rischio". Vertice nella notte da
Berlusconi ROMA - Resta alta la tensione per la crisi di Alitalia. Il premier
Silvio Berlusconi nella serata di ieri ha convocato per un incontro a Palazzo
Chigi i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, e Ugl, nel tentativo di cercare una
mediazione sullo stallo che sta vivendo da due giorni la trattativa tra
Compagnia
Alitalia,
primi equipaggi a terra ma il governo riapre la trattativa
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
o prima dello
scontro finale tra le parti che potrebbe portare al fallimento di Alitalia e a
20mila licenziamenti. Cresce intanto l'allarme per un improvviso peggioramento
dell'operatività della compagnia di bandiera: alcuni creditori, soprattutto
all'estero, non si fidano di Alitalia e chiedono il pagamento delle prestazioni
e forniture in anticipo.
La
nuova offerta di colaninno 100 milioni in più per i contratti - roberto mania
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia I
tagli agli stipendi dei dipendenti Alitalia verrebbero ridotti dal 25 al 20 per
cento La nuova offerta di Colaninno 100 milioni in più per i contratti Malumori
tra i soci, Benetton contesta il capocordata Ponzano Veneto critica la mancanza
di consultazioni tra gli azionisti L'esecutivo ha chiesto alla Cai una via
d'uscita senza stravolgere il piano ROBERTO MANIA ROMA -
Il
premier: lo stop è colpa della sinistra - luisa grion
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi è
sceso direttamente in campo nella trattativa Alitalia. Dopo le dichiarazioni
del commissario Fantozzi sulla impossibilità di garantire i voli già da domani,
da Bari - dove era andato a inaugurare la Fiera del Levante - è arrivata subito
la perentoria dichiarazione: "intervengo io". Dunque il ritorno a
Roma, il giro di telefonate e incontri per fare il punto della situazione,
Veltroni
all'attacco su tutto ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
da Alitalia
ai sondaggi, fino alla riforma della legge elettorale europea. Parlando alla
scuola estiva del Pd, Veltroni ha accusato Berlusconi di aver gestito la vicenda
Alitalia in maniera "dilettantesca" mentre Berlusconi, che è tornato
a Roma dalla Fiera del Levante proprio per "prendere in mano" la
vicenda,
L'amputazione
e il cloroformio - marco vacchetti
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
amputazione e
il cloroformio MARCO VACCHETTI Cura necessaria per i giganti moribondi,
dall'Alitalia al debito pubblico, che affollano il Paese. Attenzione allora ad
ammalarsi. Attenzione soprattutto ai mal di pancia, perché, stando alle
premesse di questo nuovo anno scolastico, travasi di bile e coliche potrebbero
degenerare in epidemia.
Alitalia,
assedio a fiumicino. ryanair: "no a viterbo"
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Roma
Alitalia, assedio a Fiumicino. Ryanair: "No a Viterbo" Un'altra
giornata di assedio ieri al Leonardo da Vinci. In 500, tra assistenti di volo e
piloti Alitalia, accompagnati dalle famiglie, hanno sfilato per i terminal
dell'aeroporto di Fiumicino in segno di protesta contro la trattativa
sindacati-governo in corso da giorni.
Alitalia,
nuovo assedio a fiumicino - federica angeli flaminia savelli
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina XI -
Roma Alitalia, nuovo assedio a Fiumicino Al corteo degli assistenti di volo
anche mamme e bambini FEDERICA ANGELI FLAMINIA SAVELLI Cinquecento dipendenti
Alitalia in corteo per l'aeroporto Leonardo da Vinci. Una camminata pacifica
dal terminal A degli arrivi nazionali fino alle partenze internazionali del
terminal C,
Pollio:
"il piano alitalia danneggia capodichino"
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Due
manifestazioni d'interesse per l'Atitech, ma nulla di definitivo Pollio:
"Il piano Alitalia danneggia Capodichino" "BASTA con le
protezioni all'Alitalia, meglio il fallimento". Mauro Pollio, presidente
della Gesac, la società di gestione dei servizi a Capodichino, si ribella al
piano di salvataggio della compagnia di bandiera.
Gesac,
pollio contro il salvataggio "basta con le protezioni ad alitalia" -
roberto fuccillo ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Anche se poi
sempre di fallimento si tratta, anzi Alitalia è già fallita da tempo. Dunque
non meraviglia che si parli di una considerevole restrizione del traffico. Il
guaio è che abbiamo a che fare con due morti". Alitalia, e poi? "Si
sommano i resti di Alitalia e di AirOne. E si chiude al mercato.
Atitech,
cordata campana o via estera ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
intero
affaire Alitalia. Nel frattempo non resta che misurarsi sulle novità delle
ultime ore. Ieri anche il commissario Augusto Fantozzi ha precisato che sul
settore della manutenzione sono arrivate due manifestazioni di interesse. Sono
le stesse di cui aveva accennato il presidente della Regione Antonio Bassolino
al ministro Claudio Scajola venerdì sera.
Lasciate
in pace bocca di rosa - antonio dipollina
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia:
tanto che si teme prima o poi un intrecciarsi di metodi, tipo una cordata
(purché italiana) che rilevi l'intero business del sesso a pagamento. Oppure
vendere le prostitute ai francesi. Protagonista è la ministro Carfagna che,
diciamolo, non sta ottenendo un grande ritorno di immagine: prima ha detto in
pubblico che le fa orrore il fatto che qualcuno possa usare il proprio
La
cgil attacca il presidente del consiglio "nemmeno una risposta sul
mezzogiorno" ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
soprattutto,
su come garantire realmente uguali diritti per i cittadini del nord e del sud
del Paese. La vicenda Alitalia poi e le tante crisi occupazionali sembrano
scomparsi dall'agenda del Presidente del Consiglio. Sui tagli alla scuola e le
politiche del Ministro Gelmini ha preferito sorvolare".
Emiliano:
io ho la schiena dritta - raffaele lorusso
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dal
salvataggio Alitalia". Quindi, se la nuova Alitalia-Air One dovesse
ridurre i voli da Bari per Roma e Milano bisognerà far sì che le rotte che si
renderanno disponibili siano cedute ad altre compagnie. Il presidente della
Provincia sottolinea che "qualcuno ha scambiato la Puglia per un deposito
di ferrivecchi" (il riferimento è alla sostituzione degli Eurostar con gli
Eurocity)
Niente
più soldi, niente più carburante, niente più voli garantiti. Il commissario Fa
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia";
dei giornali accusati di dipingere i dipendenti come una massa di raccomandati
che lavorano poco o niente, circondati da innumerevoli privilegi e benefit.
"Ditelo ai vostri colleghi - attacca un altro steward, Roberto Valenti -
che sono vent'anni che a Venezia non ci portano più in motoscafo all'Hotel des
Bains"
British
airways: 30 compagnie a rischio crac xl, ponte aereo per 90mila rimpatri
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
indicata da voci dell'industria aeronautica come una delle vittime più
probabili. La previsione di nuovi fallimenti nel settore viene da Willie Walsh,
presidente e amministratore delegato della British Airways, e arriva in un
momento di caos senza precedenti per i trasporti aerei del Regno Unito: le
autorità stanno organizzando un ponte aereo con l'
Passeggeri
e agenzie in fuga da alitalia - luca pagni
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Di Alitalia
in crisi si parla da anni, ma gli aerei hanno sempre viaggiato, una soluzione
l'hanno sempre trovata. Ma ora anche noi siamo sconcertati". Ma c'è chi si
era già accorto della fuga dei passeggeri da Alitalia senza aspettare il
precipitare della crisi.
Cig,
aerei a terra e addio licenza così potrebbe morire la compagnia - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia: i
creditori bussano e esigono pagamenti anticipati Cig, aerei a terra e addio
licenza così potrebbe morire la compagnia Il carburante e il conto degli
alberghi per gli equipaggi si pagano cash La Magliana in allarme: "Non
riusciamo più a tamponare tutte le falle" LUCIO CILLIS ROMA - La crisi
Alitalia rischia di accelerare fino a giungere nel giro di due settimane ad un
Alitalia,
trattativa finale ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
convoca i sindacati. Vertice nella notte, spiragli su produttività e salari
Alitalia, trattativa finale Fantozzi: manca il carburante, da domani voli a
rischio.
ROMA
Voli a rischio da domani: il commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha
avvertito che potre ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
OLTRE
mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano anche quelli
finan ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia è al
bivio, stretta tra un indebitamento record e i fornitori che, temendo il
fallimento, minacciano di non riempire più i serbatoi degli aerei. In cassa
solo pochi spiccioli per arrivare alla fine del mese. Con lo Stato che in 10
anni l'ha artificiosamente tenuta in vita versando qualcosa come 5 miliardi e
187 milioni di euro,
"il
federalismo aiuterà il sud" e berlusconi critica gli evasori - gianluca
luzi ( da "Repubblica, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
sul volto
insolitamente pallido i segni della tensione per la vicenda Alitalia che lo
richiama subito a Roma dopo una telefonata con Gianni Letta, e forse anche la
stanchezza per i festeggiamenti durati fino a tarda notte per il matrimonio di
"Miss Montecitorio", durante i quali ha ripercorso tutto il
repertorio canoro assieme al menestrello di corte Apicella.
"legge
elettorale, non truccate le regole" - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quasi una
requisitoria su Alitalia, sicurezza, scuola, prostituzione e federalismo. Però
al premier che tira un sospiro di sollievo perché nella maggioranza non c'è più
una forza politica che si oppone sistematicamente risponde così: "Parole
che feriscono, ma non possiamo permetterci falli di reazione.
Paolini
insulta e blocca il tg1, riotta lo querela - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
aeroporto di
Fiumicino teatro della drammatica protesta dei dipendenti di Alitalia. Sullo
sfondo, Gabriele Paolini prende la rincorsa e le si fionda contro. Ha i capelli
corti e degli occhialini bianchi. Un signore prova a fermarlo. è un passeggero
di Alitalia che assiste alla diretta. Paolini riesce a divincolarsi, prima fa
le corna, poi urla al microfono: "Berlusconi è uno stronzo".
Alitalia,
apertura dei sindacati Si tratta ancora con i piloti
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
REDAZIONALE
Iniziativa di Berlusconi, nella notte nuove proposte su esuberi e salari
Alitalia, apertura dei sindacati Si tratta ancora con i piloti ROMA - Crisi
Alitalia, Berlusconi in campo. La trattativa è ripartita nella notte con un
vertice a Palazzo Chigi con Cgil, Cisl, Uil e Ugl e una nuova proposta su
esuberi e salari.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 9
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dalla
cattedra ha parlato del giusto mix da cercare tra Stato e mercato, senza citare
il caso Alitalia e senza creare problemi agli organizzatori. Sceso dal palco
però ha detto cosa pensa veramente, rilasciando un paio d'interviste in cui ha
lodato Tremonti, Berlusconi e la Robin tax. Richiesto di un giudizio sul Pd ha
chiuso il cerchio: "E' moscio".
Il
giorno nero dei <prenotati> L'assalto ai call center
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
nei prossimi
giorni Alitalia dovesse davvero sprofondare, i più indifesi sarebbero i
viaggiatori. Ieri chi ha prenotato i voli ha preso d'assalto i call center
della compagnia, che sconsigliavano l'acquisto dei biglietti in attesa di
novità. Il rischio per Alitalia è quello del grounding, che in inglese avrà
pure un suono simpatico ma vuol dire aerei a terra e libri in tribunale.
Inter,
accordo per volare in Champions ( da "Corriere della Sera"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia:
l'Inter, che all'inizio della nuova stagione ha trovato un accordo di
collaborazione con la compagnia di bandiera. Domani sarà proprio un volo
charter dell'Alitalia, effettuato da un Boeing
Letta,
i fornitori e lo strano allarme da Londra
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Berlusconi
doveva e deve salvare Alitalia. E non solo per salvar la faccia. Ieri
quell'affondo contro la sinistra è stato un modo per mandare un avvertimento,
inserito in un passaggio della sua dichiarazione: dietro il rischio di
"suicidio" per il fallimento di Az, il premier scorgeva
"motivazioni politiche che non hanno nulla a che vedere con le richieste
dei lavoratori "
Nodo
carburante ( da "Corriere della Sera"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Queste le
parole riferite da fonti sindacali Alle 16.25 il Commissario precisa. "Non
ho affatto detto che i voli Alitalia sarebbero stati operativi fino a lunedì,
esistono però difficoltà sui rifornimenti, che potrebbero mettere a rischio
alcuni voli".
<Noi,
pendolari del Milano-Roma alla fine prenderemo il treno>
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Siamo gli
affezionatissimi pendolari Alitalia della tratta Milano-Roma, partenza il martedì
mattina e ritorno il giovedì sera. Se tutto va bene... ". Così dice
Antonio Marano, da sei anni direttore di Rai2, ma il suo sense of humour è
messo a dura prova dalla crisi acutissima in corso.
Il
premier: Pd e Cgil volevano lo sfascio
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Non accenna
ad Alitalia dal palco, lo fa una volta fuori dal padiglione, sulla via
dell'aeroporto: "Sto tornando a Roma per vedere cosa possiamo fare,
purtroppo stiamo trovando delle resistenze incomprensibili ".
L'inaugurazione annuale della fiera pugliese lascia deluso chi si aspettava un
discorso lungo del presidente del Consiglio.
Alitalia,
accordo vicino Resta il nodo dei piloti
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia La
trattativa Alitalia, accordo vicino Resta il nodo dei piloti Sindacati a
Palazzo Chigi. Fantozzi: voli non garantiti Nuove proposte dell'esecutivo.
L'incontro con gli amministratori delegati di Intesa e Cai, Passera e Sabelli
Nuovi impegni su salari e contratti Il governo avrebbe messo sul piatto
l'impegno a riduzioni meno drastiche del salario dei lavoratori della "
La
paura di Cgil, Cisl e Uil <Se firmiamo ci contesteranno>
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma il caso
Alitalia è davvero particolare. Non solo per i numeri (quasi 20 mila
dipendenti) e per i sacrifici in gioco (sul salario e sulla flessibilità). Ma
soprattutto perché, comunque vada, i sindacati dovranno pagare un prezzo. Che
neppure loro sanno stimare quanto alto.
In
200 bloccati all'aeroporto di Fiumicino fino a tardi. In questo caso non
c'entrano le p ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Roteste dei
dipendenti Alitalia o problemi tecnici agli aeroplani. A bloccare i passeggeri
di tre voli della compagnia AirOne diretti a Torino è stato il maltempo, che ha
limitato l'operativià dello scalo piemontese. "Ma dalla compagnia aerea
non abbiamo ricevuto aiuto - racconta un passeggero arrivato da Bangkok e
bloccato proprio nell'ultima tratta verso la sua casa di Torino -
ROMA
- I vecchi contratti di Alitalia non hanno futuro nella nuova compagnia. Perchè
per il via ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La situazIone
di Alitalia - ha detto il commissario Ue leggendo una nota e sottolineando che
per la "delicatezza" dell'argomento non voleva creare equivoci - mi
porta a ritenere che siamo veramente ad un bivio: da una parte vi è il
fallimento di Alitalia, con la sostanziale perdita della gran parte del valore
economico dell'azienda e la risoluzione di tutti i contratti di lavoro;
<Estate
nera per le città d'arte, boom dei campeggi>
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il punto
determinante è stata la vicenda Alitalia, con il taglio di rotte
intercontinentali in un momento in cui, con le vacanze sempre più brevi, la
raggiungibilità di un luogo diventa fondamentale". Quindi, primo punto della
"ricetta ": "Implementare il sistema aeroportuale". A
seguire, un vero e proprio "piano strategico " per il settore.
ROMA
Il nodo vero è quello dei piloti . Non c'è nessuno che no
( da "Messaggero,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
poteva essere
vera fino a qualche anno fa quando Alitalia era un monopolio di Stato. La
seconda affermazione è gratuita perchè è chiaro che chi per professione guida
un aereo non può lavorare dietro una scrivania. Detto questo è vero che i
"comandanti" in Alitalia hanno sempre avuto un peso rilevantissimo:
hanno bloccato gli aerei (ricordate la quasi mitica fase di "Aquila
selvaggia"
ROMA
Non è finita. Silvio Berlusconi ieri sera ha incontrato i sindacati
confederali: ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Perchè il
commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ieri mattina ha spiegato alle
organizzazioni sindacali che da domani scatterà la cassa integrazione speciale
e la richiesta di commissariamento di tutte le altre società del gruppo.
"La situazione finanziaria si è aggravata - ha precisato - a causa di
ostacoli, difficoltà e richieste dei fornitori nell'
ROMA
- "Patente" di volo a rischio per Alitalia. E' molto preoccupato il
presidente d ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Revocando
cioè la licenza provvissoria che consente ad Alitalia e alla sua flotta di
continuare ad operare nonostante il macigno dei debito e l'arrivo del
commissario Fantozzi. Il piano messo a punto dalla cordata italiana prevede
appunto una continuità aziendale e adeguati flussi d'investimento.
ROMA
- Crescono rabbia e tensione fra gli oltre 20 mila dipendenti di Alitalia e
AirOne che attendon ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha fatto
affiggere un manifesto dedicato al salvataggio di Alitalia e di Fiumicino.
"Ormai - ha detto ieri Marrazzo - accanto alla soluzione della crisi
Alitalia ha fatto irruzione il problema del sistema aeroportuale di Roma e del
Lazio. Siamo di fronte ad una ferita e il mio messaggio è: stiamo vicini ai
lavoratori.
ROMA
- Oltre mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano
anche q ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
"brucia" quotidianamente circa 3 milioni di euro. Perde quote di
mercato, boccheggia. E ha in cassa solo pochi spiccioli per arrivare a fine del
mese. Tecnicamente, visti i numeri, sarebbe già fallita, decotta, morta. E da
tempo. In 10 anni lo Stato l'ha artificiosamente tenuta in vita versando
qualcosa come 5 miliardi e 187 milioni di euro,
Se
Bancoposta diventasse banca ( da "Corriere della Sera"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
idea di
trasferire a Poste Italiane parte dei dipendenti in eccesso di Alitalia ci
riporta ai tempi nei quali le imprese pubbliche sane si dovevano accollare i
guai delle imprese malandate, private e pubbliche. C'è il rischio che si fermi
il cammino virtuoso iniziato 10 anni fa con la trasformazione del servizio
postale in società di capitali.
LONDRA
Uno dei più importanti tour operator britannici, l'"XL Leisure", il
terz ( da "Messaggero, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Parola
dell'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, secondo cui
saranno una trentina le compagnie aeree che falliranno entro quest'anno e
l'Alitalia potrebbe essere tra queste. Lo stesso Walsh ha annunciato per
British Airways circa 1.400 esuberi.
<Servono
idee e proposte nuove per affrontare la crisi economica>
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Al panorama
descritto si aggiunge la crisi di Alitalia con l'incertezza sul futuro di
Fiumicino (gravemente penalizzato dal piano industriale della Cai), gli esuberi
di Unicredit-Capitalia e quelli di Telecom, la riduzione degli stanziamenti per
la ricerca e per gli Atenei. L'economia romana, caratterizzata da un complesso
intreccio tra terziario,
Villaggio
e il <Potemkin>: <Piace a Tremonti? Un guaio>
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
"Il
motivo per cui stanno uccidendo l'Alitalia, e stanno mettendo in mutande i
40mila dipendenti ". C'è un nesso tra il film e la crisi dell'Alitalia?
"Non c'è sicuramente, ma se a Tremonti piace quel film significa che non
sta bene. Con la testa intendo. I veri film della storia del cinema sono
altri".
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
tra cui il
Gruppo FS, ponendo quest'ultimo sullo stesso piano di Alitalia. Vorremmo
ricordare al lettore che l'attuale gestione delle Ferrovie dello Stato ha
avviato dal 2006 un processo di risanamento che lo scorso anno ha portato alla
riduzione dell'80 per cento delle perdite finanziarie del Gruppo (dai 2.
MA
CHE FINE HANNO FATTO GLI ANNUNCIATI NUOVI <LEA>?
( da "Corriere
della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, si
trovino i soldi.. Ma intanto è passato quasi una anno, poco per i vischiosi
uffici governativi, tantissimo per chi soffre e ha bisogno. E già da anni
aspettava. A costoro dobbiamo anche delle scuse, perchè ai "Nuovi
Lea", pensando di far bene il nostro lavoro, abbiamo dedicato diversi
servizi in cui anche noi annunciavamo i dettagli dei nuovi provvedimenti.
Spiraglio
sui salari. L'allarme di Fantozzi: manca il carburante
( da "Giornale.it,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
se non si
chiude aerei a terra da Roma Ultima chiamata per Alitalia. Il governo convince
i sindacati a più miti pretese avvicinandoli alla firma, mentre il commissario
straordinario Augusto Fantozzi comunica alle organizzazioni che da domani i
voli della compagnia sono a rischio, perché alcuni aerei corrono il pericolo di
restare a terra per problemi di carburante.
Ecco
chi fa il corvo sull'Alitalia ( da "Giornale.it, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
220 del
2008-09-14 pagina 1 Ecco chi fa il corvo sull'Alitalia di Redazione Sempre più
appesa ad un filo la sorte di Alitalia. Nella trattativa interviene
direttamente il premier, ma da domani alcuni voli rischiano lo stop. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Bonanni:
"Stiamo rischiando una sciagura. Saremo terra di conquista per gli
stranieri" ( da "Giornale.it, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ci sono
speranze per la trattativa oppure stiamo veramente per assistere al fallimento
di Alitalia? "Al momento, più che esprimere ottimismo o pessimismo, penso
sia giusto fare appello alla responsabilità di tutti, visto che mi sembra che
fino ad ora sia mancata". Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che
come lei era ottimista, dà le possibilità di riuscita al 50 per cento.
Berlusconi
scende in pista: "Adesso basta, ci penso io"
( da "Giornale.it,
Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
con
l'intenzione di aprire una nuova ferita sul fianco di Alitalia, già piuttosto
cagionevole di salute. Il rischio è chiaro: andando avanti di questo passo,
teme, libri in Tribunale. E di conseguenza, fallimento totale. Ovvero, "il
disastro". Allora, che fare? Il Cavaliere decide di cambiare passo.
Radio
France e il segno della pace ( da "Giornale.it, Il"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
5 Emails
Ultime news Alitalia, parti più vicine: si tratta Sabelli: prima i fatti, poi
le parolePrecipita aereo negli Urali: 88 morti, anche un italianoBenedetto XVI
a Parigi: "Rifuggite dagli idoli del potere e del denaro"Georgia: via
al ritiro delle truppe di MoscaFini manda l'ultimo avviso ai colonnelli:
"Chi è democratico è antifascista"
Uomini
(e ministri) giusti al posto giusto
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
permettendo - è stato il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese. Il
Campionato è appena ripartito, e già siamo un'altra volta alle prese con le
violenze degli ultras? Non c'è problema, ha detto lui, "possiamo
predisporre celle negli stadi per mettere subito al sicuro chi delinque".
Ore
cruciali, riparte la trattativa Cai: "Altri soldi per i contratti"
( da "Quotidiano.net"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ALITALIA Ore
cruciali, riparte la trattativa Cai: "Altri soldi per i contratti" Si
lotta contro il tempo per evitare il fallimento dopo l'annuncio di ieri del
commissario straordinario Augusto Fantozzi: "Manca il carburante, voli a
rischio" Roma, 14 settembre 2008 - Dopo la pausa notturna sono ripresi i
colloqui informali tra governo e sindacati sul piano di rilancio di Alitalia
DEBOLE
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Compriamo
l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni
giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e
Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della
tinca di Ceresole d'Alba.
Alitalia
è rimasta a secco ( da "Stampa, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La Cai:
posizione ferma. Via alla cassa integrazione, i call center: aspettate ad
acquistare i biglietti. L'Enac: a rischio la licenza Alitalia è rimasta a secco
Fantozzi: senza carburante, voli non garantiti. Berlusconi convoca i sindacati.
Trattativa
Alitalia: Sacconi ottimista ( da "Voce d'Italia, La"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Economia
Articoli correlati: *Il premier su Alitalia: "Incontrero' i
sindacati". Fantozzi: "Da lunedi' voli non garantiti" *Incontro
Alitalia: "Domani voli garantiti, da lunedi' no" *Incontro Alitalia
tra Fantozzi e i sindacati Guarda tutti i correlati.
Alitalia,
i sindacati da Berlusconi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Ma il clima è
teso e Alitalia appare davvero sull'orlo del crac. ROMA Ricognizione nella
notte da parte del governo sulla possibilità di riannodare i fili del negoziato
fra sindacati e Cai sul futuro di Alitalia: a poco più di 24 ore da "un
punto oltre il quale diventa inutile e siamo molto vicini a questo punto",
ha avvertito il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.
Fantozzi:
da domani primi voli cancellati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
al piano
Alitalia è indispensabile una "assoluta discontinuità giuridica" tra
la vecchia e la nuova compagnia e ciò vuol dire che in cui tutti i contratti in
cui è parte Alitalia non potranno essere trasferiti automaticamente alla nuova
compagnia. E un'ulteriore tegola potrebbe arrivare anche dall'Enac: il
presidente Vito Riggio ha avvertito che se non si riesce ad individuare "
Alitalia,
vertice Berlusconi-sindacati ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
vertice Berlusconi-sindacati La compagnia a un passo dal crac. Duro attacco del
premier alla sinistra Fantozzi lancia l'allarme carburante. Da domani aerei a
terra? --> Fantozzi lancia l'allarme carburante. Da domani aerei a terra?
Scende in campo Silvio Berlusconi per tentare di sbloccare la trattativa
sindacale su Alitalia ma la situazione è drammatica e la compagnia
Crisi
Alitalia Voli a rischio annullamento
( da "Stampa,
La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
DA DOMANI
Crisi Alitalia Voli a rischio annullamento L'allarme è arrivato ieri, dal
commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. "Fino a domenica
abbiamo i voli garantiti, da lunedì no. Non ci riforniscono di
carburante". Domani, quindi, in tutta Italia - Caselle compresa - i
velivoli Alitalia potrebbero restarei.
( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Si
è messo in gioco in una vicenda su cui ha già rischiato molto: la crisi di Alitalia. Lo ha fatto
perché non poteva fare altrimenti e puntando sull'unica carta che ha sempre
avuto a disposizione in tutta questa storia, la drammatizzazione. La
convinzione che il crac non sarebbe uno smacco solo per il governo ma anche per
il sindacato, per i lavoratori, per gli imprenditori e, di fatto, per l'intero Paese.
Nessuno - sono le parole con cui ha rilanciato una trattativa già chiusa - può
permettersi un insuccesso". È stato questo il leit-motiv che ha
accompagnato il Premier in tutta la giornata di ieri. All'ora di pranzo al
telefono, mentre correva all'aeroporto, per volare in tutta fretta da Bari a
Roma. Silvio Berlusconi ha dato l'impressione di essere davvero preoccupato.
"Voglio tornare subito a Palazzo Chigi - spiegava mentre lasciava la Fiera
del Levante - perchè la vicenda di Alitalia sta
diventando drammatica. C'è il sospetto - Gianni Letta che ha condotto finora le
trattative lo pensa - che la sinistra punti alla rottura pur di dare un colpo
alla maggioranza. Pur di fare qualcosa contro di me se ne infischia degli
interessi del paese. Gioca sullo sfascio nell'intento di dare una spallata al
governo". Ieri il Cavaliere ha messo in piazza le sue congetture senza
mezzi termini. In maniera esplicita. Il motivo è semplice: il premier vuole che
di fronte ad una possibile rottura delle trattative con il sindacato il paese
sappia su chi ricadono le responsabilità del fallimento di Alitalia.
Nel viaggio di andata verso Bari ieri mattina era stato ancora più esplicito
con i suoi, aveva chiamato direttamente in causa la Cgil e il Pd. "Stiamo
camminando sulle uova - aveva detto - e questi giocano allo sfascio sulla pelle
di tutti i 20 mila dipendenti di Alitalia che
rischiano di andare per strada". Al telefono e in pubblico, invece,
Berlusconi ieri ha sparato le sue cartucce e ha sfogato la sua indignazione
contro una generica sinistra. "Io ho questo sospetto perchè é l'unica ratio,
assolutamente suicida, che può spiegare quanto sta avvenendo. C'è qualcuno che
sta soffiando sul fuoco, non ci sono dubbi. Ad esempio, io sono intervenuto
sugli amministratori della nuova società per chiedergli uno sforzo, per
convincerli ad andare incontro al sindacato sul piano economico. E loro questo
sforzo lo hanno fatto. Davvero. Finora abbiamo dato tutto a questi signori.
Sono state fatte tantissime concessioni. Vedremo se riusciremo ancora a dare
qualcosa in più. Ma i margini sono strettissimi. Solo che all'improvviso i
sindacati e i rappresentanti di alcune categorie hanno cambiato atteggiamento e
francamente non riesco a capire il perché. Ecco perché sono convinto che
qualcuno dall'esterno stia spingendo per la rottura". Per essere più chiaro
il premier è entrato anche nelle pieghe della trattativa. "Guardate i
piloti. Loro, ad esempio, vogliono decidere turni, promozioni, chi deve fare
questo o quello. Insomma, pongono questioni che vanno ben oltre le richieste
economiche. Vogliono introdurre nella nuova Alitalia i
vizi e i mali della vecchia. E questo non è possibile. Per cui se non si
ravvedono siamo ad un passo dal baratro. C'è il rischio di perdere tutto il
lavoro che abbiamo fatto. Per non pensare alla figura che faremmo di fronte al
mondo. Sarebbe una follia, una vera follia per il paese". Già, tornano a
galla vizi, mali, costumi della vecchia Alitalia. E
questo rende tutto più difficile. Sarebbe un ricominciare da capo che non
vogliono i nuovi amministratori e neppure il governo. Ecco perché il Cavaliere
drammatizza: da una parte entra nella trattativa per ricordare a tutte le parti
la posta in gioco e, magari, per prendersi il merito di un possibile
"miracolo"; dall'altra, nel caso del fallimento di Alitalia,
prepara per tempo il suo j'accuse, indicando i nomi di chi ha lavorato contro
l'operazione di salvataggio e di l'ha sabotata. In fondo l'uscita di Berlusconi
è stata anche una legittima difesa visto che Walter Veltroni e mezzo Pd, a
trattativa ancora aperta, hanno messo sul banco degli imputati il governo dando
per scontato il disastro. Un atteggiamento di cui il premier può dolersi fino
ad un certo punto, visto che anche lui entrò a gamba tesa nella trattativa
promossa dal governo Prodi tra Alitalia e Air France.
Questa è l'Italia. Lo scambio di ruoli è all'ordine del giorno. Solo che questa
volta per la nostra compagnia aerea non ci sarà un'altra occasione. Ed è
proprio la consapevolezza generale che siamo all'ultima spiaggia la vera chance
del governo e del suo premier. "La sinistra - fa presente Fabrizio
Cicchitto, presidente dei deputati Pdl - ha sposato ormai la logica del tanto
peggio, tanto meglio. Sono pronti a bloccare il sistema aeroportuale italiano
pur di interrompere la luna di miele". "Solo che si sbagliano - gli
va dietro Mario Valducci, uno dei consiglieri del premier -: l'opinione
pubblica di questo paese sa benissimo che quelli che difende oggi la sinistra
sono i vizi di Alitalia, i mali che l'hanno portata la
fallimento. Inoltre lo ha spiegato benissimo oggi il commissario per i
trasporti della Ue, Tajani: se i sindacati faranno saltare il tavolo si
assumeranno la responsabilità di far perdere il posto di lavoro a 22 mila
persone e la nuova società che sostituirà Alitalia
potrà assumere sul mercato chi vuole. Ecco perchè alla fine sono convinto che
una soluzione si troverà". Appunto, nessuno può permettersi un fallimento.
È con questo spirito che ieri sera il Cavaliere ha parlato con Colaninno,
Tremonti e i vertici di Cisl e Uil. Sapendo in fondo che anche per la Cgil, la sinistra
e il Pd di oggi, in piena crisi, sarebbe difficile sfruttare di fronte
all'opinione pubblica il possibile insuccesso con un premier che, forte di un
indice di gradimento del 67%, li accusa di sabotaggio. Il paese di oggi non gli
andrebbe dietro. "Vogliono che mi atteggi a capo dell'opposizione - diceva
ieri nei padiglioni della Fiera del Levante il neo-comunista, Niki Vendola - ma
io sono il presidente della Regione, ho un ruolo istituzionale. E Silvio
Berlusconi è anche il mio premier".
( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
LODOVICO POLETTO
ANDREA ROSSI Il nubifragio ha spazzato la pista per tutto il pomeriggio.
Scariche di pioggia, vento a raffica. Bufera, ed è un po' la metafora dello
stato d'animo di un aeroporto che oggi naviga nell'incertezza, mentre la
trattativa per la nuova Alitalia si è arenata. E
pensare che fino qualche giorno fa era in rampa di lancio per diventare una
delle sei minibasi della nuova compagnia di bandiera. Un'opportunità di
rilancio - avrebbe significato personale di stanza a Torino - per uno scalo che
da due anni si fregia del premio "Aci Europe Best Airport Award",
miglior aeroporto nella categoria tra 1 e 5 milioni di passeggeri per i servizi
offerti ai passeggeri. Ora sul futuro di Caselle grava un'altra incognita.
Nuovi dubbi su antichi nervi scoperti, perché non è tutto oro quel che luccica
al "Sandro Pertini". La Sagat investirà trenta milioni di euro entro
il 2011 per colmare una frattura che sta allontanando Torino dai suoi diretti
concorrenti. Statistiche alla mano infatti, nonostante il restyling pre
olimpico, l'aeroporto non decolla. E i 4 milioni e mezzo di passeggeri l'anno -
obiettivo da coronare nel 2005 secondo il vecchio piano industriale - per ora
restano un miraggio. Nel 2007 il numero di passeggeri arrivati e partiti da
Caselle si è avvicinato ai tre milioni e mezzo, più 25,1 per cento rispetto al
2000. Tanto? Sì, a leggere solo il risultato torinese. No, se si guarda a quel
che succede nel resto d'Italia. L'aeroporto di Verona ad esempio (omologabile
per categoria al Sandro Pertini) nello stesso periodo ha compiuto un balzo in
avanti di ben altra entità: +45,6%. E così tutti gli altri scali, a cominciare
dal +52 per cento di Catania fino al +43 di Napoli. E se, anziché la crescita,
si calcola il numero dei passeggeri che si trasportano Torino continua a
inseguire: è dodicesima in Italia, superata da Bergamo, Bologna, Palermo,
Napoli, Catania e altri ancora. E non è finita. Gli aeroporti
"decollati" in questi anni sono riusciti a calamitare su di sé un
numero impressionante di compagnie aeree, in grado di offrire alla clientela un
ventaglio di destinazioni davvero appetibile. Ancora un dato: Verona offre 76
destinazioni contro le 36 di Torino, Napoli 60, Catania 44. Insomma: il
torinese che ha bisogno di viaggiare è costretto ad andare fuori regione e
scegliere altri scali. Certo, hanno ragione i portavoce Sagat quando dicono che
Caselle "conta ben 234 collegamenti settimanali verso i principali hub
europei", superata soltanto da Bologna che ne ha 300. Vale a dire: noi non
abbiamo molte mete, ma siamo in grado di portare i nostri clienti verso gli hub
(scali internazionali) da dove poi si può raggiungere ogni angolo del pianeta.
E chi vuol venire in Piemonte? Stesso discorso: "triangola" su altri
scali. A meno che non sia inglese e ami lo sci. D'inverno l'aeroporto è
superaffollato di charter e lo sarà anche di low-cost. Grazie agli sciatori.
Inglesi, ma anche russi e tedeschi, attirati dalle piste della Via Lattea o da
quelle francesi a una manciata di chilometri. Un boom stagionale che non
garantisce crescita duratura. Per recuperare passeggeri bisognerebbe allora
puntare dritti sul low-cost come ha fatto la concorrenza. Ma le compagnie, da
Torino, vanno e vengono. Raramente mettono radici. Vedi Ryanair, che annuncia e
dismette voli in continuazione. E ha eletto come sua base privilegiata
l'aeroporto di Bergamo. Negli ultimi mesi altre società, tra le poche presenti,
hanno battuto in ritirata: da EasyJet a Skyeurope e Blue Air. E anche AirOne,
che low-cost non è, ha rinunciato a due tratte prima della vendita alla nuova Alitalia: Barcellona e Parigi. Pochi passeggeri, non
rendevano abbastanza. E pensare che Caselle è una delle basi di armamento della
compagnia di Carlo Toto: personale di stanza a Torino, officine per la
manutenzione. Il futuro è incerto. Che ne sarà della base AirOne? Fino a
qualche giorno fa si ipotizzava che potesse passare alla nuova compagnia
italiana, nata dalla fusione di Alitalia ed
AirOne. O essere dismessa. Certo è che molto è legato a quel che la nuova
compagnia di bandiera porterà in dote al Sandro Pertini. Fino a ieri Alitalia-AirOne era concorrenza spietata: stesse rotte, orari pressoché
identici. Da domani potrebbe cominciare una nuova epoca. O finire tutto.
( da "Quotidiano.net" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ore cruciali per la
compagnia. Il commissario straordinario aprirà la procedura di Cassa
integrazione straordinaria per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a
terra. Enac: licenza a rischio
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa ALITALIA Fantozzi: "Da lunedì voli a
rischio" Vertice fra Berlusconi e i sindacati Ore cruciali per la
compagnia. Il commissario straordinario aprirà la procedura di Cassa
integrazione straordinaria per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a
terra. Enac: licenza a rischio Roma, 13 settembre 2008 - I sindacati dei
lavoratori di Alitalia, Corrado Passera e la dirigenza
della Cai sono di fronte, a Palazzo Chigi, per l'ultima "testarda"
mediazione tentata dal governo. Così l'ha chiamata il ministro del Welfare,
Maurizio Sacconi, che è ancora convinto che le possibilità di trovare un
accordo sono al 50%. "Stiamo cercando di svolgere un lavoro paziente,
testardo, a partire dal presidente del Consiglio, di cucitura perche' se
fallisce, nessuno si illuda, interverranno altre ipotesi. Non c'e' piu'
tempo", ha detto Sacconi. Il ministro Altero Matteoli invita il sindacato
a capire che la situazione è drammatica. "Non ci sono piu' margini,
dobbiamo chiudere altrimenti - afferma in un'intervista - siamo
al fallimento di Alitalia, con tutte le ripercussioni occupazionali e di quanto altro vuol
dire questa terribile parola". IL COMMISSARIO Voli a rischio da lunedì. Il
commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, nel
corso dell'incontro con i sindacati ha infatti spiegato che "esistono
difficoltà derivanti dagli approvvigionamenti di carburante, che
potrebbero mettere a rischio alcuni voli". Fantozzi ha anche dichiarato
che lunedì aprirà la procedura di Cassa integrazione straordinaria (Cigs) per
il personale di volo dei 34 aerei che sono già a terra. "La mobilità per
tutti - ha aggiunto - scatterà quando non ci sarà più niente da fare".
"Le cose stanno precipitando per problemi con i carburanti e i creditori
stringono i freni. La cassa sta finendo e ci sono problemi di volo. Non sto
dichiarando stasera il fallimento ma la sitauzione è davvero grave", aveva
anticipato Fantozzi dopo aver incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario
Gianni Letta e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. "Vado
doverosamente ad ascoltare i sindacati dirò loro cosa voglio fare - ha
proseguito -. Tutti devono dimostrare buona volontà, questo è il momento della verità.
Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvare Alitalia.
Ogni componente deve fare la sua parte, soprattutto i lavoratori ma anche la
Cai". ENAC Il presidente dell'Enac, Vito Riggio esprime "forte
preoccupazione" sull'andamento delle trattative per rilevare la proprietà
di Alitalia in relazione ai risvolti che ciò comporta
sull'operatività della compagnia stessa. In particolare, il presidente
evidenzia che, "qualora in tempi brevi non si riesca ad individuare la
soluzione che garantisca la continuità operativa del vettore, verrebbero meno i
presupposti sulla base dei quali era stata lasciata dall'Enac, il 2 settembre,
la licenza provvisoria ad Alitalia per un periodo di
sei mesi". Riggio, nel seguire attentamente l'evolversi della situazione,
si augura che la vicenda "trovi a breve una soluzione positiva". IL
PREMIER "Il destino di Alitalia è messo in forse
dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e vediamo
forte l'influenza della sinistra". Lo ha detto il Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con la scuola
formazione di Forza Italia a Gubbio. Berlusconi intravede anche l'opera di
alcune forze politiche: "In questo comportamento - ha aggiunto il premier
- vediamo forte l'influenza della sinistra, che pur di dare uno smacco al
governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a
tutto il paese se Alitalia dovesse portare i libri in
tribunale. Spero che questo non accada". Se Alitalia
fosse costretta a ''portare i libri in tribunale'' sarebbe un ''disastro
arrecato a tutto il Paese'' che ''spero non accada'', ha concluso il Cavaliere.
IL CAI ''Sulla piattaforme contrattuale sul piano la nostra posizione è ferma.
C'è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma'', ha dichiarato
l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, uscendo da Palazzo Chigi. E ha
aggiunto: ''Non ci muoviamo da lì". ''Crediamo nel progetto'' ha aggiunto
l'amministratore delegato di Cai, al termine della riunione a palazzo Chigi.
''Abbiamo ribadito al dottor Letta - ha spiegato Sabelli - la nostra posizione
sulla piattaforma contrattuale e sul piano'' che è ''ferma''. ECCO COSA PREVEDE
IL CONTRATTO CAI: TUTTE LE CIFRE - LA LETTERA "Essere umiliati così è
grottesco"Quale futuro per Alitalia?La protesta dei
lavoratori Commenti Invia commento Segnala ad un amico 13/09/2008 14:07 Angelo
Lani Alitalia DEVE fallire! E' ora di smontare il
meccanismo di privilegi aiuti e aiutini che l'ha portata sempre più fuori
mercato e che ha trasformato i suoi dipendenti in una "casta".
Qualcuno si è mai chiesto perchè qualunque pilota, ma anche tecnico ad
apparente parità di condizioni preferiva lavorate per Alitalia?
Ve lo dico io, perchè rispetto ad altre compagnie era un privilegiato!
13/09/2008 15:24 ivan fra l'eventuale fallimento di oggi e la sicura vendita ad
airfrance ostacolata da berlusconi in primavera era molto meglio la seconda..
se si arriva al fallimento berlusconi è responsabile in prima persona di
migliaia di licenziamenti che non ci sarebbero stati (oltre che del prestito
ponte di 400 milioni di euro che lui ha preteso che prodi concedesse). chi paga
le tasse si dovrebbe incazzare con berlusconi, chi non le paga fa bene a
continuare a votarlo. 13/09/2008 15:29 Vittorio dice il buon sabelli: "c'è
disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma". una assoluta
cotraddizione. a meno che intenda esprimere che 'quella' posizione è ferma dai
tempi della rivoluzione russa. nasdrovje. 13/09/2008 15:34 paolo Pur di fare lo
sgambetto a Berlusconi vedrete che l'accordo non verrà trovato- 13/09/2008
15:53 decio Che dire? Sergio Rizzo ha scritto oggi sul Corriere della Sera che
alla casta dei sindacati si aggiunge la casta di chi lavora in Alitalia, alimentata da moltissimi privilegi.....d'altra
parte siamo in Italia...... Bisognava pensarci prima.....Ora, a mio parere,
occorre accettare il piano, sei sindacati lo accettano bene....sennò
dimostraranno di essere i soliti egoisti, opporutnisti,
ideologizzati!!!!!!!!!!!!!!Della serie: pur di non far felice mia moglie, mi eviro....
13/09/2008 16:15 sara Io sono per i diritti dei lavoratori, è giusto garantire
un posto di lavoro ecc... ma sinceramente per quanto riguarda l'Alitalia i sindacati dovrebbero solo chiudere la bocca. è da
quando sono nata che prendo aerei, ho volato su quasi tutte le compagnie, e
posso dire che come l'Alitalia non esiste. L'unico
motivo per cui continuo a prenderla è perchè essendo sempre vuota, nei voli
Usa-Italia mi posso sdraiare su 4 seggiolini! Il servizio fa schifo, non
provare a chiamare una hostess perchè tanto non vengono, passano il volo sul
fondo a dormire! Sulle altre compagnie come le chiami dopo 1 secondo sono
subito lì a portarti quello che vuoi. Mi dispiacerebbe se fallisse perchè
comunque è comoda per gli italiani, soprattutto per i voli internazionali,
anche perché ovunque tu debba andare in Italia con un treno o una macchina
riesci a raggiungere la destinazione finale. Mi dispiace ma in questa compagnia
ci sono più cose negative che positive 13/09/2008 17:17 gabriele mandateli a
casa quei lavativi..... l'alitalia deve fallire cosi' tutti a casa poi i nuovo
imprenditori assumeranno il giusto numero di dipendenti.... come succede in
tutte le aziende private.... se no' manadateli tutti a lvaorare alla cgil da
epifani..... pagliacci 13/09/2008 17:22 decio Ivan, lo vuoi capire che
Berlusconi non ha impedito nessuna vendita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! te l'ho già
scritto, i giocatori erano tre, 1)Air France, 2)Prodi 3) i sindacati.
Berlusconi era all'opposizione e quindi non poteva far
nulla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ivan, apri gli occhi! i
sindacati hanno respinto l'offerta di Air France e viceversa, non si sono
traovati accordi! 13/09/2008 17:39 Alex Se fallisce la cordata di avvoltoi non
avrà modo di lucrare sull'alitalia lasciando le beghe allo stato e di questo
godo assai. Mi dispiace solo per i lavoratori che rimarrano a piedi. 13/09/2008
17:51 vito se l'accordo non si farà sarò contento.un po' perchè è una compagnia
del cavolo, un carrozzone costoso e inutile e poi perchè sarà chiaro a tutti
finalmente come il pd e i sindacati di sx ,in particolare la cgil, hanno fatto
l'impossibile perchè non si arrivasse all'accordo e farla fallire per incolpare
ll governo e berlusconi.povera e misera sx, se l'alitalia verrà dichiarata
fallita ,la colpa e il licenziamento dei suoi 20000 lavoratori sarà solo
vostra, dovreste vergognarvi di questo boicottagio. 13/09/2008 17:57
Giampyviola Fallimento? e sia! tra sei mesi di Alitalia
non importerà più niente a nessuno, tranne quei 25 mila lavoratori che saranno
costretti a barcamenarsi tra un call-center, un'assunzione part-time a Volare o
ad AirOne: d'altronde è stata una libera scelta. Gli altri 58 milioni di
italiani risparmieranno oltre 600 milioni di euro l'anno (tanto è costata la
compagnia di bandiera negli ultimi 6 anni) e non avranno certo problemi a
trovare una compagnia aerea alternativa (l'offerta non manca certo). 13/09/2008
18:33 angelo aquilani per Nuova Destra Sociale il piano industriale della nuova
ALITALIA e' gia' morto ,quindi l'unica certezza al momento e' il fallimento .
scusate ma non doveva essere un grande piano che avrebbe salvato la compagnia?
non mi pare proprio. grazie berlusca.... 13/09/2008 18:33 Dany Le vere motivazioni
politiche di quest' oscenità in atto, con la cordata "speculativa"
italiana e Air France (chapeau) che se la ride e prenderà fra due anni la
compagnia(?)a molto meno dei 20 cent x azione del Marzo 2008 (altro che
svendita) e troverà una compagnia "ripulita", è il caro B. che non si
è fatto scrupolo di usare la trattativa per motivi politici contro il governo P
a discapito dei 4000 esuberi in più e di quasi 1 miliardo di euro in meno se si
considera l' offerta del Marzo 2008, e la cosa più triste è che i dipendenti Alitalia lo hanno pure votato alle elezioni, che fessi ...
13/09/2008 18:43 homer Mi vien da ridere, al solo fatto che alcuni piloti si
possano lamentare del fatto di doversi pagare il viaggio da casa al lavoro, da
quel che sò tutti i lavoratori ITALIANI si pagano di propria tasca il viaggio.
In risposta ad una lettera scritta da un pilota ALITALIA, gli operai italiani
lavorano, con meno privilegi,come minimo 40 ore settimanali e non 36, e sono
anche istruiti e specializzati, senza nulla togliere alla categoria piloti di
aerei che IO stimo e ammiro 13/09/2008 19:04 jetset x decio: caro decio, mi sa
che quell'aquila di ivan si diverta a scrivere balle. Il bello è che dice a noi
"svegliatevi italioti"! Non prendertela, lui accuserebbe il governo
anche dell'ascesa di Stalin, i sinistri sono talmente ideologizzati che pur di
sputare contro gli avversari inventano una realtà tutta loro. Infatti la
sinistra, se noti, non è mai "per qualcosa" ma sempre "contro
qualcosa" a meno che non si tratti di creare danni all'italia: in questo
caso appoggiano anche le scelte più folli. E' la loro ragion d'essere, senza
nemico sono in braghe di tela. Quando hanno governato, infatti, non avevano più
nemici su cui sparare perché toccava a loro ed allora si sono sparati vicendevolmente
(ed abbiamo visto che rovina per il nostro paese). 13/09/2008 19:15 Antonio
Anche stavolta la politica ci ha messo lo zampino.Si deve privatizzare non solo
ALITALIA ma tutte le industrie di stato,enti,consorzi ecc,punti di riferimento
di chi attraverso la politica sfrutta non solo lo Stato ma tutti contribuenti e
di conseguenza tuti i citadini sopratutto i più bisognosi.Devono finire tutti
questi privilegi,ecco perchè oggi come oggi diventa difficilissimo riportare i
lavoratori Alitalia alla stregua di quelli di altre
compagnie private.I sindacati nel tempo, pure di avere più tessere, anche in
questa occasione hano chiuso tutti due gli occhi per creare ulteriori disparità
di trattamento tra lavoratori. 13/09/2008 19:53 giorho Gli Italiani sono stufi
di mantenere questi carrozzoni che fanno comodo a politici e sindacati e che
sono perennemente in perdita. 13/09/2008 20:01 GIOIR HA RAGIONE , COME SEMPRE,
BERLUSCONI !!! C'E' LO ZAMPINO DELLE SOLITE SINISTRE E QUINDI LA TRATTATIVA NON
SI POTRA' RISOLVERE POSITIVAMENTE PER QUEI 20000 , IL CUI DESTINO E' SEGNATO ,
SE NON RIESCONO A SGANCIARSI DALLA CGIL CHE LI MANOVRA...!!! 13/09/2008 20:26
ed Mi sta venendo un forte dubbio.... Che questi cogl..... di dipendenti Alitalia non hanno capito che i sindacati e i loro accoliti
sinistri stanno giocando sulla loro pelle. Ma cosa ti aspetti da gente che ha
sempre creduto alle idiozie dei demagoghi della politica fannullista. La resa
dei conti e' veramente vicina come in tutto il settore pubblico ,chi piu' chi meno.
La pacchia e' finita! O l' Italia ritorna allo spirito del fare , del merito e
dell'intraprendere del dopoguerra e del boom economico ... o siamo fritti. I
rami secchi vanno tagliati. Sono tanti. Sono troppi. Alitalia
e' uno di questi. .......ma ancora molti altri ne mancano! Avanti col lavoro di
tosatura!!!!! 13/09/2008 20:34 savio E'triste di questi tempi vedere giovani
laureati con master al seguito che si barcamenano tra mille lavori pur di
sbarcare il lunario!!! Questo è umiliante, studiare e faticare per ritrovarsi
con un niente. Basta con questi discorsi sconfusionati, un paese che non
garantisce niente alle sue generazioni emergenti non può permettersi di
salvaguardare una massa di lavativi, raccomandati e pieni di se, dite pure loro
che è tempo di vacche magre per tutti...i servilismi e i privilegi ci hanno
portato al punto in cui siamo oggi....un punto molto basso!! 13/09/2008 20:52
paolo ma vete mai volato alitalia?!comparate i servizi nostrani con quelli
esteri,bahhh!!!lavativi(non a caso, i dipendenti alitalia sono quasi tutti
romani de roma) e presuntuosi!!andate a lavorare ma,in fabbrica!!!a 1.000 euro
al mese. 13/09/2008 20:57 LEO BASTA CON QUESTA BUFFONATA DI ALITALIA!!! SE UNA
IMPRESA PERDE MILIONI DI EURO ALL'ANNO, SE LA FLOTTA INVECCHIA ANNO DOPO ANNO,
SE IL SERVIZIO A BORDO FA SCHIFO, SE L'OSSATURA NAZIONALE É COMPOSTA DA MD82 E
MD11(!)DI MD DONNEL/DOUGLAS (AZIENDA RILEVATA DA BOEING CIRCA 10 ANNI FA), SE
NON CI SONO I SOLDI PER PAGARE TRE LEASING, SE UN PILOTA ALITALIA LAVORA LA METÁ
DI UNO LUFTHANSA (É TUTTO DIRE!!) DEVONO ANDARE TUTTI A CASA E LASCIARE LE
ROTTE AD ALTRE COMPAGNIE. E POI BASTA CON BERLUSCONI, MI AVETE ROTTO LE PALLE.
LA BUCA ALITALIA É STORICA........................... 13/09/2008 22:07 cricos
Purtroppo mi dispiace per la gente che perde il lavoro,ma comunque se si e'
arrivati a questa conclusione e' perchè negli anni passati alitalia (come altri
enti pubblici) serviva per sistemare amici e parenti in cambio di voti sicuri e
così ,una volta avuto il posto fisso ,si potevano godere assenze e lunghi
giorni di malattia anche per un semplice raffreddore .Ora che il vento è
cambiato ed è ora di iniziare a lavorare ,ci siamo accorti che ci sono più di
2000 esuberi...ma prima ,cosa facevano queste persone?(oltre che a rubare nelle
valigie di noi poveri viaggiatori?) 13/09/2008 22:25 ivan decio ti sbagli.. si
era in campagna elettorale e se prodi avesse venduto ad airfrance come voleva
fare berlusconi avrebbe detto agli italiani che prodi aveva svenduto allo
straniero... tanto, senza prova contraria nessuno poteva smentirlo sulla
cordata italiana. vendere allora significava perdere quel poco che c'era per
sperare di competere alle elezioni.. che poi sono state perse comunque.
13/09/2008 23:27 Dany SVEGLIATEVIIII!!!!! la luna di miele è finita, il
contaballe ha i mesi contati :-)))) Sono presenti 25 commenti, invia il tuo
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pure fini è considerato comunista dalla gente[...] La Russa: Omaggio ai soldati
della Rsi 00:18:51 - sarò malpensante ma la penso così, e se invece di dare la
maggior parte dei soldi per le ricerche a [...] L'acceleratore LHC funziona al
meglio un successo anche per la fisica italiana00:18:35 - non sto dicendo che
non ci siano ricerche utili, ma purtroppo quelle che servono veramente vengono
m[...] L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica
italiana00:04:20 - @lucaGE:vorrei proprio vedere un federer-sampras con i due
al massimo della condizione!!!certo sapra[...] 5 volte Federer!23:54:46 - mah
per me una persona che si sposta da sola su un'automobile grande quanto un
camion di 20 anni fa,[...] "Giovedì senz'auto per tutti"23:27:53 -
SVEGLIATEVIIII!!!!! la luna di miele è finita, il contaballe ha i mesi contati
:-))))[...] Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" Vertice fra
Berlusconi e i sindacati23:11:18 - infatti sig. Napolitano, chi l'ha fatta è il
primo a sentirla si dice. Se la legga bene la costituzi[...] "La
Costituzione non è astratta Richiede coerenza nelle azioni" Fini: "La
destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei
d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss
Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi
per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza
dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per
combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle
prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i
clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la
guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite
guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua
preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore
d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro
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interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che
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( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alitalia, ultimo round"Manca il
carburante" frenetica trattativa per il salvataggio Sindacati e cordata a
palazzo Chigi. Stasera nuovo incontro Roma. Domani salteranno i primi voli: di
fronte alla possibile insolvenza di Alitalia, il mercato
petrolifero comincia a negare le forniture di carburante. Scatterà la cassa integrazione per
700 addetti di volo. È il drammatico annuncio del commissario Augusto Fantozzi,
mentre Vito Riggio, presidente dell'Enac (Aviazione civile) spiega che se non
ci sarà una svolta immediata la compagnia potrebbe perdere la licenza di volo.
Per cercare di impedire il tracollo si è mosso il premier Silvio Berlusconi.
Dopo aver lanciato alcune accuse ("La colpa del fallimento della
trattativa è della sinistra") ha convocato per le 21 di ieri sera i
sindacati a palazzo Chigi. In tarda serata sono stati convocati i
rappresentanti della cordata italiana della Cai che dovrebbe comprare il pezzo
"buono" di Alitalia ma che si è ritirata dal
confronto venerdì pomeriggio. Ne è scaturita una proposta per l'inquadramento
dei piloti. A mezzanotte è cominciato un nuovo confronto con i sindacati, che
riprenderà stasera. Il destino dell'Alitalia non è più
questione di giorni, ma di ore. lombardi e altri servizi >> 3 14/09/2008
Iride, la fusione va verso il flop 14/09/2008 clienti nel caos 14/09/2008 il
call center: "PrenotI pure" 14/09/2008 Roma. "Non c'è nessun
motivo per non prenotare. Tutti i nostri voli sono operativi e non ci risultano
cancellazioni". È il messaggio tranquillizzante che un'operatrice del call
center Alitalia ci fornisce dopo oltre un'ora di
attesa. Ma la realtàè ben diversa e rischia di precipitare. servizio >> 3
14/09/2008 LA DOMENICA 14/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Superlavoro
POMERIGGIO a dir poco movimentato, ieri, per lo scalo genovese di Sestri
Ponente. Poco prima dell'allarme per il Piper britannico (che aveva la spia del
carrello fulminata) il Cristoforo Colombo s'era dovuto attrezzare per un altro
fuoriprogramma, un dirottamento passeggeri. Nulla di grave, per carità.
Semplicemente, il volo Napoli-Torino non poteva atterrare a Caselle causa
maltempo. Dunque, è stato dirottato su Genova, dove i passeggeri sono scesi
dall'aereo e immediatamente saliti su un autobus diretto nella città della
Mole. E per la serie non c'è due senza tre, concluso l'allarme per il Piper
autarchico proveniente da Poitiers, al Colombo hanno avuto il terzo fuori
programma della giornata. Anzi, del pomeriggio. Per una batteria andata fuori
uso, il volo Genova-Roma delle 19 è saltato. O meglio, slittato alle 23,30. Con
buona pace del centinaio di passeggeri che - una volta saliti a bordo - pensava
già alla cenetta romana e agli appuntamenti presi nella Capitale. Invece,
niente da fare. Una volta verificato che la batteria non funzionava, il
comandante ha dato disposizioni al personale di bordo per far scendere tutti i
passeggeri, ai quali sono stati ovviamente poi riconsegnati i bagagli. Compreso che era una questione di sicurezza e non di protesta per
le spinosissime vicende Alitalia di questi giorni, 67 passeggeri se ne sono tornati mogi (e non
proprio contenti del contrattempo) verso le sale d'attesa, con la speranza di
partire alle 23,30. Una trentina di loro, però, ha invece preferito tornarsene
a casa, annullando il volo. Meglio dormire nel proprio letto, per poi
ripartire questa mattina presto e brigare tutti gli impegni presi a Roma.
14/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Esuberi nÈ UNA
GIORNATA particolare, e si vede. Niente bagno di folla, niente processione con
notabili e politici, niente visita agli stand della Fiera del Levante: Silvio
Berlusconi fa il suo intervento a Bari con la mente rivolta altrove. Il premier
pensa alla grana che si è lasciato alle spalle, ma solo per
poche ore: l'Alitalia è a un passo dal fallimento e i sindacati non cedono di fronte
ai tagli di personale e stipendi annunciati dai soci italiani di Cai, gli
imprenditori italiani che lui ha mobilitato per rilanciare l'azienda, anche a
costo di modificare 3 leggi per rendere possibile l'operazione Fenice. È
una scommessa politica, che il Cavaliere non può permettersi di perdere e che
richiede un suo intervento diretto. Berlusconi decide quindi di tornare nella
Capitale, dove si piazza in trincea per impedire il peggio e nell'attesa che si
vada al rush finale, sapendo che le nove sigle dei lavoratori Alitalia richiederanno la sua mediazione personale. Il che
accade puntualmente in serata, dopo una giornata costellata di annunci
drammatici. Non c'è più il carburante. I fornitori si tirano indietro. Da
lunedì parte la Cig per i primi 700 dipendenti. C'è molta verità negli annunci
di Fantozzi, dei ministri e perfino dell'Enac. Ma la parola d'ordine è lavorare
ai fianchi i sindacati per convincerli a chiudere una partita che può chiudersi
con un accordo o con il fallimento di tutta l'azienda. Berlusconi se la prende
con la Cgil e l'opposizione: "Ci sono motivazioni politiche che
impediscono l'intesa", si sfoga. La mente corre al leader del Pd, Walter
Veltroni, che spara bordate. Il Cavaliere è irritato per la linea dura del Pd.
Ma non si arrende. Con Gianni Letta che lavora dietro le quinte, punta ad ammorbidire
i soci di Cai e a riportare i sindacati al tavolo del negoziato. Con tutti
mezzi: se il carburante manca, i sindacati fanno sapere che in Italia il
fornitore numero uno è l'Eni. Forse basterebbe fare una telefonata al patron,
Paolo Scaroni, nominato dal Tesoro, ma evidentemente nessuno la fa. Rinviare la
resa dei conti non aiuta. È meglio dire le cose come stanno, quando in cassa
restano 50 milioni e gli "avvoltoi" (per dirla con Sacconi) volano
bassi. Così fa anche il ministro Renato Brunetta, che taglia definitivamente i
ponti con l'ipotesi degli esuberi nella pubblica amministrazione: "Se
entra un solo dipendente Alitalia, esco io".
Niente scorciatoie: o i sindacati firmano o i creditori si faranno avanti per
spartirsi le spoglie. M. Lo. 14/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Vertice coi
sindacati e la cordata. Nuova proposta per i piloti: oggi ci si rivede Roma. La
notte delle trattative lascia Alitalia appesa un
filo: oggi ci si rivede. Secondo fonti sindacali per chiudere. Ieri il premier
Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi e, al termine di una nuova giornata di
ultimatum e nubi nere sopra la compagnia di bandiera, ha chiamato a Palazzo
Chigi i sindacati nel tentativo estremo di raddrizzare una situazione già per
molti versi compromessa. A presiedere nella notte le riunioni non stop
il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, alla presenza dei ministri del
Lavoro Maurizio Sacconi, dei Trasporti Altero Matteoli e il commissario
straordinario Augusto Fantozzi. Dopo una prima consultazione con vertici dei
sindacati, c'è stata una sospensione. Al tavolo il posto è stato ceduto alla
controparte, l'amministratore di Compagnia aerea italiana Rocco Sabelli e al
responsabile Corporate di Intesa SanPaolo Gaetano Miccichè. Più tardi, verso
mezzanotte, è arrivato anche il consigliere delegato Corrado Passera. Poi,
all'una, Sabelli e Passera se ne sono andati, la palla è rimasta in mano ai
sindacati, che hanno lasciato la sede del governo all'una e mezza. Il
segretario nazionale dell'Ugl Trasporti, Roberto Panella ha detto alll'uscita:
"Da parte del governo c'è la volontà di arrivare a una soluzione".
Una possibile strada per l'intesa, secondo fonti sindacali, sarebbe che il
contratto unico per i dipendenti della nuova Alitalia
non includesse la categoria dei piloti che sarebbero invece inquadrati con un
contratto specifico analogo a quello dei dirigenti. Questa mattina il governo
dovrebbe convocare le associazioni degli assistenti di volo e i sindacati che
rappresentano il personale di terra per provare a far ripartire il confronto. Ma
intanto da domani potrebbero saltare tutti i voli. I fornitori non sono più
disposti a dare il carburante a una azienda sull'orlo del fallimento. Il dramma
dell'Alitalia è nell'allarme lanciato dal commissario
straordinario Augusto Fantozzi all'incontro con i sindacati, convocati
d'urgenza al quartiere generale della Magliana ieri pomeriggio per un
aggiornamento che ha i toni cupi di un de profundis perché dietro l'angolo c'è
lo spettro di un fallimento. "Non ci riforniscono di carburante. Da lunedì
scatta la cassa integrazione per il personale di 34 aerei che sono già
fermi", dice Fantozzi. Si tratta in tutto di 700 persone. È una corsa
contro il tempo per evitare il baratro. Alla giornata campale partecipa in
prima persona Berlusconi, con il quale i sindacati chiedono di trattare
direttamente: "Siamo con il fiato sospeso" dice il premier di dare il
via al tavolo notturno. Berlusconi non si trattiene alla Fiera del Levante di
Bari e torna di corsa a Roma, dove nel frattempo a palazzo Chigi prende corpo
il tavolo coordinato da Gianni Letta. A metà giornata l'obiettivo del governo è
di riportare i sindacati al tavolo della trattativa. Ma c'è anche il problema
di ammorbidire la posizione di Roberto Colaninno e soci. Senza contare poi i
tempi stretti imposti da Fantozzi all'accordo perché le risorse della società
sono agli sgoccioli e i creditori bussano alla porta. L'imperativo è quello di
guadagnare qualche scampolo di tempo sulle procedure di liquidazione ma anche
di strappare qualche concessione in più alla Cai. "Non è vero che il
governo chiude la trattativa. L'esecutivo è sempre disponibile, e anche il
presidente del Consiglio, per giungere all'unica soluzione possibile ed evitare
il fallimento", sostiene il premier prima di scendere in trincea. L'unica
soluzione possibile sarebbe l'accordo tra i sindacati e i futuri padroni della
compagnia, ma la giornata è attraversata anche da voci su sbocchi alternativi.
Si parla di un piano B con Lufthansa e British Airways, che non trova conferma.
Si parla di un ritorno di Air France. Si parla anche delle prime crepe che si
starebbero aprendo nella cordata di fronte alle incognite e alle grane di
un'operazione su misura, che sembrava tutta in discesa e invece è un campo
minato. Il ministro Sacconi si fa carico di rispondere fra le righe alle
indiscrezioni incontrollate, che rischiano di complicare il lavoro di chi tenta
di piegare le resistenze dei sindacati, spiegando che l'accordo con la Cai è
l'ultima spiaggia. "E' una lotta contro il tempo. Si sono manifestati già
scricchiolii operativi della società: sarebbe paradossale se, raggiunto
l'accordo sindacale, non ci fosse più il tempo per garantire l'uso degli slot.
Si sono alzati in volo gli avvoltoi, indifferenti all'interesse nazionale come
a quello dei lavoratori per un loro misero calcolo politico". È guerra di
nervi. Il pressing sui sindacati fortissimo. Premono il governo e Berlusconi,
che cerca di caricare sulla Cgil il peso di un eventuale fallimento. Preme
Fantozzi, che agita lo spettro di un fallimento alle porte, che è sospeso
ancora per poche ore solo perché lo ha chiesto il governo: "Non dichiaro
stasera il fallimento ma la situazione è davvero grave", spiega il
commissario. Anche l'Enac, l'Ente di controllo dell'aviazione civile, lancia il
suo bravo allarme: "La licenza provvisoria rilasciata da Alitalia il 2 settembre è a rischio", dice il
presidente Vito Riggio. Tutti tendono ad accreditare una situazione senza
ritorno per far pressione sui sindacati. La cordata ribadisce le sue
condizioni: le uniche in grado di giustificare la discesa in campo degli
imprenditori, spiega Sabelli a Letta e ai ministri, impegnati a chiedere uno
sconto. "Sul contratto e sul piano la nostra posizione è ferma", dice
l'amministratore di Cai. Poi maratona notturna. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it
14/09/2008 i rumorsNella giornata si è parlato anche di un piano B con British
Airways e Lufthansa 14/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La crisi al telefono
L'ottimismo imperanei messaggi preregistrati. L'operatrice: "Linee tutte
operative, nessun motivo per non prenotare" 14/09/2008 ROMA. "Buongiorno.
Gli Stati Uniti ti aspettano. Dal primo giugno cinque voli settimanali diretti
da Roma per Los Angeles. Chiedi informazioni all'operatore". La trappola
dei messaggi pre-registrati, quelli che intanto fanno correre il contatore
degli scatti (la chiamata al call center di Alitalia è su un numero urbano), assume in certi contesti una dimensione
amara e paradossale. Chiami Alitalia (06-2222) e questo è il
messaggio di presentazione. Provi ad aprire il sito internet e l'avvertenza
appare chiara: "Alitalia informa che continuerà ad operare i propri voli come da orario
in vigore, e che onorerà prenotazioni e biglietti, mantenendo il proprio
programma MilleMiglia e tutti i servizi verso la clientela". Peccato che
la data sia quella del 5 settembre e che sia passata già una settimana in cui
sono avvenuti più avvenimenti che in un lustro. Peccato che mentre Alitalia informa che onorerà tutto l'onorabile e faccia
sognare traversate transoceaniche con i cinque voli cinque per gli Usa, il
carburante sia agli sgoccioli e la situazione della compagnia di volo sembri,
tanto per usare una facile metafora, precipitare. Anche l'assalto al call
center dei viaggiatori in ambasce ha provocato, ieri, più di una difficoltà
agli operatori. Al Secolo XIX non è bastata un'ora per riuscire finalmente a
prendere la comunicazione, tra infinite richieste di scuse (sempre
pre-registrate) "per il protrarsi dell'attesa". È inutile tentare la
scorciatoia di premere altri numeri tra quelli indicati dalla voce guida: ci si
perde nel consueto dedalo di numeri che rimandano ad altri numeri finché alla
fine non cade la linea. Ma alla fine la pazienza è premiata e la risposta suona
inaspettatamente incoraggiante: "Non c'è nessun motivo per non prenotare -
spiega la voce (stavolta autentica e non sintetizzata) dall'altro capo della
cornetta - perché per noi tutti i voli sono operativi e non ci è stata
comunicata nessuna variazione, né risultano cancellazioni". Per un istante
corre la tentazione di volare fino a Los Angeles, imbarcandosi su uno dei
cinque voli settimanali dalla capitale. Peccato che sia solo un test. M. Men.
14/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Possibile bancarotta
londra. Sono circa 30 le compagnie aeree che rischiano la bancarotta prima di
Natale, ha affermato ieri l'amministratore delegato di British Airways, Willie
Walsh. Potrebbero quindi diventare sempre più frequenti, spiega Walsh citato
oggi dai principali quotidiani inglesi, scene come quelle di venerdì, quando 85
mila passeggeri sono rimasti bloccati in varie località del mondo dopo il
collasso finanziario della XL Leisure Group, terzo tour operator britannico che
controlla la linea aerea di charter XL Airways (nome sparito, per merito di una
toppa, anche dalle maglie del West Ham, squadra di calcio inglese che aveva XL
come sponsor). Tra le prossime vittime, insomma, potrebbe
non esserci la sola Alitalia. Tra le cause principali la diminuzione delle prenotazioni -
conseguenza della crisi economica - e l'aumento del costo del carburante,
duplicato nell'ultimo anno. "È la peggior situazione commerciale mai
attraversata dall'industria (turistica)", ha detto Walsh, che ha anche
annunciato fino a 1.400 tagli per British Airways. Per ora il programma
di riduzione personale è affidato a un piano di esodi volontari, ultimo step di
un piano di ristrutturazione iniziato nel 2005 ma che ultimamente ha subito
un'accelerazione: non si esclude che entro la fine dell'anno non si passi a
veri e propri licenziamenti. I più a rischio sarebbero le compagnie aeree e i
tour operator più piccoli. Ma anche i più importanti tour operator britannici, TuiTravel
e Thomas Cook, hanno già annunciato il taglio dell'8% del numero di pacchetti
turistici in offerta per l'estate 2009, nel timore che la domanda di vacanze
possa calare ancora. Riduzione dei voli, soprattutto in inverno, per British
Airways e Ryanair. 14/09/2008.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Maria Novella Oppo
TG2 ORE 13: ABOLIZIONE DELL'OPPOSIZIONE. Non un minuto, non una notizia, non
una citazione per forze politiche esterne alla maggioranza. Lungo servizio per Berlusconi e un aggiornamento sull'Alitalia durante il quale è stata data la parola al ministro Sacconi,
senza alcun contraddittorio. Giustamente lungo e documentato il filmato sul
presidente della Camera Fini e le sue importanti dichiarazioni, accompagnate,
per amore di simmetria, da una inutile citazione del presidente del Senato
Schifani. Poi, ovviamente, il Papa a Parigi e qualche notizia di cronaca
disastrosa. Ed è tutto. Ma, per tornare a Fini, il suo intervento davanti ai
giovani di An (partito peraltro estinto) ha smentito le gravi retromarce
parafasciste di Alemanno e La Russa, sostenendo che "ogni democratico deve
essere antifascista", cioè credere a libertà, uguaglianza e giustizia
sociale. Bravo. Avrebbe potuto aggiungere che la libertà contempla l'esistenza
dell'opposizione, tanto per farlo sapere al direttore del Tg2 Mazza, che è del
suo stesso fu partito. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Nicola
Cacace Il piano Fenice Che Berlusconi non abbia avuto avuto remore ad usare Alitalia in campagna
elettorale è triste ma in linea con la cattive abitudini italiche. Che egli
oggi persista nella sua spregiudicata campagna per sottrarsi alle
responsabilità di una amara "frittata" è grave. segue a pagina 27.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Natalia
Lombardoinviata a Bari Ghe pensi mi: "Adesso intervengo io nella trattativa Alitalia, perché non capisco questo atteggiamento suicida. Ci sono
motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei
lavoratori". Colpa della sinistra, naturalmente. Silvio Berlusconi ha
mozzato in dissolvenza il suo discorso all'inaugurazione della Fiera del
Levante di Bari, anche prevenendo un malore che sembrava stesse per colpirlo di
nuovo, ed è volato a Roma. Di corsa, per incontrare Gianni Letta a casa
sua a Palazzo Grazioli, e farsi aggiornare dal sottosegretario suo consigliere
dei concitati incontri: con Fantozzi e Sabelli, del vertice Cai. E poi, in
serata, l'incontro con i sindacati: "Stiamo col fiato sospeso... "
sospira. Una catastrofe che lo "preoccupa moltissimo", ha detto il
premier tornato a Roma, ma non fa altro che prendersela con la sinistra: accusa
il "comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti" e
diffonde il sospetto che "ci sia una forte influenza della sinistra che,
pur di dare smacco al governo, non esita a considerare poco importante il
disastro che ne deriverebbe se Alitalia portasse i
libri in tribunale". Si augura che "non accada", il premier, ma
l'accusa lanciata alla sinistra è pesantissima. In realtà deve pensarci per
forza Berlusconi a trovare una soluzione che possa intervenir anche sulla
famosa "cordata" che potrebbe sfaldarsi. In questi giorni ha fatto
balenare la possibilità di un rientro di una compagnia straniera, ma
mascherando il tutto sotto la veste dell'italianità. Ma la questione Alitalia rischia di scoppiargli fra le mani lasciando un
buco di credibilità enorme dopo aver fatto saltare la trattativa del governo
Prodi con Air France e aver puntato tutto sulla cordata italiana che pone
condizioni durissime e offre poco. Addio ottimismo, il cavaliere affaticato
anche a Bari ammette: "abbiamo qualche difficoltà" ma le scarica sul
deficit "ereditato". Ma la questione Alitalia
a questo punto è la prova del nove per quel consenso che vanta al punto di
esserne "imbarazzato". Dopo aver impostato tutta la campagna
elettorale vagheggiando la "cordata italiana" che, dopo quattro mesi
è riuscito a mettere in piedi ma a costo di prezzi terribili per i lavoratori,
e la stessa mortificazione della compagnia a tratte minime. Arrivato a Bari
attorno alle undici di mattina, in aereo il premier non avrebbe parlato che del
caso Alitalia con chi lo accompagnava, Paolo Bonaiuti,
il ministro dei rapporti Regionali, Fitto e il deputato Pdl Giacomoni.
Preoccupato, Berlusconi ha deciso di prendere il mano la situazione. Il filo
con Gianni Letta non si è interrotto, se non quando il premier, dal palco della
Fiera del Levante, ha ascoltato i discorsi delle istituzioni locali: il
presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che il premier ha ascoltato con
ammirazione, lo ha ringraziato per aver accolto i rifiuti campani ma, a parte
la rassicurazione sul "federalismo che aiuterà il Sud" non ha dato
risposte sulle richieste della regione in quanto a infrastrutture. Discorsi troppo
lunghi rispetto alle previsioni di Berlusconi, dicono, quando ha cominciato a
parlare è apparso stanco, gonfio e ripetitivo, poi dopo venti minuti ha chiuso.
La pressione in calo (sarà stato anche il festeggiamento notturno a suon di
Apicella del matrimonio di, Elvira Savino), l'ansia per Alitalia.
Il sindaco Emiliano era stato travolto da una valanga di fischi dalla platea di
centrodestra quando ha alzato il tono sulla "resistenza di tutti i
meridionali" contro il fare di "tutta l'erba un fascio" sulla
questione rifiuti. Salvo poi invitare Berlusconi, che ha accettato,
all'inaugurazione del Teatro Petruzzelli il 6 dicembre e il 19 per la consegna
della chiesa ortodossa di San Nicola al patriarcato di Mosca. Il Silvio di
Bari, invece, ha portato un temporale che non si vedeva da quattro mesi, motivo
di più per evitare il giro fra gli stand e volare a Roma dopo essersi
velocemente ripreso. Al suo rientro nella capitale Berlusconi si è subito
incontrato con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta
che per tutta la giornata ha tenuto i contatti con il commissario Fantozzi e
con la cordata Cai. Il quadro è nero, le possibilità di riannodare i fili della
trattativa sono esili. Una soluzione positiva della più grave crisi aziendale
degli ultimi anni appare lontana. "Sono qui, cerchiamo di risolvere...
probabilmente incontrerò i sindacati" ha comunicato il premier appena
fuori da Palazzo Grazioli. Poco dopo è arrivata la convocazione ufficiale dei
sindacati confederali e dell'Ugl a Palazzo Chigi. Ma nella notte i sindacalisti
hanno incontrato non il premier bensì Letta, i ministri Sacconi e Matteoli e
l'amministratore straordinario di Alitalia, Fantozzi.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Parte la
cassintegrazione per alcuni piloti e il commissario Fantozzi avverte che sta
finendo la benzina e che domani alcuni voli saranno a rischio. Per Alitalia sembra l'inizio della fine. E mentre a Fiumicino vanno in scena
le proteste dei dipendenti, Berlusconi convoca i sindacati. "Ci penso
io" spiega e poi dà la colpa "alla sinistra". Duro Bersani:
"Non sa più che dire perché ha inflitto Alitalia in questo
disastro per pure ragioni elettorali". Lombardo, Pivetta, Rossi,
Matteucci, Venturelli e Salvatori alle pagine 2, 3, 4 e 5.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Biglietti? È
meglio aspettare..." Nella giornata più nera della
vicenda Alitalia, migliaia di viaggiatori hanno telefonato ieri al call center
della compagnia per avere informazioni sulla situazione dei voli e la validità
dei biglietti. Le ultime notizie hanno, infatti, creato un allarme
generalizzato non solo tra i dipendenti ma anche tra i cittadini. Il
call center dell'Alitalia è stato sommerso dalle
chiamate: tutti vogliono sapere se potranno partire lunedì con in voli della
compagnia di bandiera. I centralinisti hanno sconsigliano l'acquisto immediato:
"Aspetti a comprare il biglietto: ancora non sappiamo niente di
sicuro". Oggi, forse, emergerà qualche elemento di maggior chiarezza sulla
possibilità per i passeggeri di poter volare regolarmente nei prossimi giorni.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ma sono i piloti
tifosi di An a far saltare il tavolo La Cgil: "Quale sinistra... il
presidente del Consiglio guardi alla sua destra" di Luigina Venturelli/ Milano SVARIONE Prima di allarmarsi per possibili sgambetti
politici al salvataggio di Alitalia, "il presidente del
Consiglio farebbe bene a guardare alla sua destra" ha rilevato il
segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, ricordando il cuore nero
che batte nei rappresentanti sindacali più agguerriti contro il piano Fenice,
quelli dei piloti Alitalia. La storia di questi anni e la cronaca di questi giorni,
infatti, non lasciano dubbi: è Alleanza nazionale il partito che riscuote
maggior successo nell'Anpac e nell'Unione Piloti. Chi ha fatto il grande salto
dalla cabina di comando alla poltrona di Montecitorio (l'ex calciatore della
Lazio Luigi Martini) ha scelto di affidarsi alla guida di Gianfranco Fini. Chi
può vantare un figlio pilota, ultimo assunto in Alitalia
da sette anni a questa parte (Federico), è il ministro delle Infrastrutture
Altero Matteoli. Chi gode di ottimi rapporti personali con l'aennino Andrea
Ronchi è Massimo Notaro, capo dell'Unione Piloti. Così come il collega Fabio
Berti ha raggiunto la presidenza dell'Anpac proprio quando il suo predecessore
rischiava di mandare all'aria un piano molto caro al dirigente di Forza Italia
Aldo Brancher (l'acquisto di Volare). Ancora. Chi può dirsi orgoglioso della
disciplina dei propri esponenti locali, anche quando gli interessi del
territorio (milanese) confliggono con quelli decisi dai vertici a Roma, è il
presidente Ignazio Benito Maria La Russa: nessuno maggiorente lombardo ha
tuonato minacce in difesa di Malpensa, sia per non disturbare il governo e il
sindaco Alemanno, sia per non rischiare il bacino elettorale dei piloti, che in
stragrande maggioranza vivono e votano a Roma. E che dire del volo tra
Fiumicino e Villanova D'Albenga, collegio elettorale del ministro Claudio
Scajola, inaugurato e cancellato per tre volte, ogni volta che la coalizione
del suddetto andava al governo? Dunque, non stupiscono le parole del dirigente
Cgil: "Se ci fosse una influenza politica a determinare i comportamenti
dei sindacati nella vicenda Alitalia, il presidente
del Consiglio farebbe bene a guardare all'area di centrodestra, perchè tutto si
può credere meno che le associazioni professionali di rappresentanza dei piloti
siano riconducibili all'area della sinistra". È sbagliato il bersaglio
politico preso di mira dal premier. Ma la strategia da lui adottata per
affrontare la faccenda (dare preventivamente la colpa a qualcun altro casomai
finisse male) è addirittura indecente. "Di fronte a situazioni drammatiche
- ha fatto notare Solari - sarebbe meglio mettere da parte la propaganda
politica". Eppure non si tratta di una novità. I nostalgici del Berlusconi
d'annata ne sentivano quasi la mancanza: "È tutta colpa della
sinistra". La parola d'ordine, buona per qualsiasi sciagura e/o
contrattempo in cui il Cavaliere inciampi, da settimane non veniva aggiornata
alla vicenda Alitalia. Ieri si è capito perchè: è
stata riservata per il momento cruciale, per esorcizzare un fallimento ormai
alle porte dopo l'interruzione della trattativa con la Cai.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Concita De Gregorio
Più che altro stiamo cadendo nella trappola magistralmente ordita in anni di
politica televisiva da Berlusconi e dai suoi ministri: discutere dei dettagli,
attaccarci agli slogan, accapigliarci su una scemenza di facciata senza
arrivare mai alla sostanza delle cose. Il grembiule, il voto, la bella cordata
di imprenditori che "vuole salvare la compagnia di bandiera", la
tassa abolita, l'immondizia sparita, l'esercito per strada che così sei più
tranquillo quando esci la sera. Chi non vorrebbe salvare Alitalia, camminare in strade pulite, pagare meno tasse, avere figli che
imparano in classe le regole della convivenza e quando tornano a casa che è
buio non debbano imbattersi in prostitute abbrutite? La gente di sinistra,
forse? E allora che problema c'è: ecco qua il governo del fare, lasciatelo
lavorare. La questione, purtroppo, è che è un trucco. È il gioco delle
scatole: una bella scatola col fiocco da esibire, l'altra marcia da nascondere.
Le tre carte. I limoni legati col nylon alle piante del G8, la calza
sull'obiettivo che maschera le rughe. È sempre quel trucco lì, una toppa, e poi
via per settimane a parlare del fiocco. È evidente che lo scopo della proposta
Carfagna non è quello di combattere la prostituzione: è un progetto di decoro
urbano, il suo. Una questione di ordine, di eleganza dell'inquadratura.
L'obiettivo è mostrare strade sgombre di viados. Guardate che pulizia. Se
volesse combattere la prostituzione dovrebbe occuparsi della tratta di essere
umani, di mafia del commercio sessuale, di chi fa entrare in Italia milioni di
ragazzine senza documenti e poi le riduce in schiavitù, di come faccia e di chi
glielo consenta. Dovrebbe poi anche occuparsi dell'altra prostituzione, quella
tutta italiana e non di strada: la prostituzione "pulita" delle
studentesse che ricevono in studi che sembrano quello del dentista e poi la
sera vengono a fare la baby sitter a casa tua, ragazze ben pagate e ben
consapevoli della loro scelta, del resto motivata dalla richiesta di un
esercito di uomini "per bene" che saldato il conto tornano in
ufficio. Non lo fa, naturalmente. Allo stesso modo Gelmini esibisce la sua
riforma come quella del grembiule e dei voti in pagella, un bel ritorno
all'ordine antico: peccato che tagli 90mila posti da maestro e azzoppi la
scuola. La scatola vuota e ben ripulita dai debiti della cordata Alitalia, le tasse comunali che cambiano nome, l'esercito
che fa la guardia alle discariche ma si dimentica dei treni dei tifosi. È
sparita la camorra, a Napoli? Gomorra era uno scherzo? Certo che no, ma conta
la foto. Un bell'annuncio, un bel grembiule blu, quattro soldati con la
mitraglietta cosa vuoi che sia se poi alle volanti hanno tagliato la benzina.
Devono solo stare fermi, tanto. E poi tutti giù a parlare di estetica, pazienza
per l'etica. La lettera.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Nicola
Cacace Segue dalla Prima Che poi accusi "la sinistra di influenzare alcune
categorie di dipendenti di Alitalia" è
semplicemente scandaloso. Tutto questo significa due cose: o il presidente del
Consiglio non sa come uscire da questa terribile empasse o il presidente del
Consiglio prende per stupidi i lavoratori di Alitalia e 60 milioni
di cittadini.
Ancora una volta Berlusconi ha dato una fregatura a tutti: alla società Alitalia che poteva essere salvata in modi economicamente e
giuridicamente più dignitosi, ai 20mila lavoratori di Alitalia
che avrebbero pagato prezzi sociali meno pesanti, ai 60 milioni di italiani che
dovranno pagare miliardi di euro di debiti della società che invece Air France
era disposta ad accollarsi, infine al Paese che al posto di una compagnia di
bandiera si ritrova "cornuto e mazziato" con una società in
fallimento che non può usare il potere contrattuale dell'ottavo mercato del
mondo. Quello stesso potere che Air France era disposta a pagare ben più caro
dei 16 capitani coraggiosi. A proposito dei quali non posso non esprimere amara
perplessità per almeno per due di essi: l'Ad di Intesa Corrado Passera e il
presidente di Cai Roberto Colaninno. Perché una grande banca come Intesa ha
accettato di immolarsi in una vicenda così poco chiara come questa? Perché uno
dei pochissimi industriali italiani che ha avuto il merito di investire i
guadagni finanziari nell'industria manifatturiera, a differenza dei Benetton e
Co., ha accettato di esporsi in prima persona in questa impresa? La verità che
sta venendo fuori è che questa sporca partita è stata giocata nel nome di un
potente spauracchio, la "italianità" da difendere, occultando i veri
obiettivi che erano il salvataggio di AirOne e delle banche che l'hanno
finanziata legando ancora più strettamente a Berlusconi una ventina di
industriali e banchieri in cambio di contropartite. Come è stato scritto da
autorevoli esperti rimasti senza risposta (Dragoni sul Sole 24 ore del 6
settembre): "Il progetto Fenice suona come il salvataggio di AirOne e
delle banche che l'hanno finanziata, tra cui Unicredit e Morgan Stanley. Ci
sarebbe più trasparenza se fosse fatta piena luce sulla reale esposizione di banca
Intesa verso Toto". Perché né l'Ad né il presidente di Intesa, entrambe
persone di grande spessore morale e professionale non hanno risposto alle
obiezioni pubblicate sul giornale della Confindustria? Noi speriamo ancora che
l'opposizione, invece di limitarsi al solo commento politico e alle battute
estemporanee sappia fare una analisi attenta di quanto sta accadendo in merito
ad alcuni aspetti: a) i costi reali che pagheremo per una italianità che è e
resterà solamente teorica, sia perché il famoso "lock up", cioé
l'impossibilità di vendere azioni prima di cinque anni, può essere facilmente
aggirato, sia perché nessuna crisi di società europea, da Iberia a Sabena a
Swiss Air, si è conclusa senza l'intervento di una compagnia aerea
internazionale, come Air France, British Airways o Lufthansa; b)l'assurda
equiparazione dei valori a 300 milioni di euro tra due realtà diversissime come
Alitalia ed AirOne, quest'ultima fortemente
indebitata; c) le banche creditrici di AirOne, di cui conosciamo solo alcuni
nomi; d) se era giusto prevedere, come successo in precedenti casi di
salvataggio - Iberia, Sabena e Swiss Air tra le altre - una riduzione dei costi
del personale, era assurdo arrivare ad abolire diritti fondamentali come quello
di anzianità; e) dopo la sospensione del titolo in Borsa, ora azioni ed
obbligazioni sono carta straccia; f) gli esuberi, tra l'ipotesi Air France e
quella Cai, sono quasi raddoppiati. Infine, ma non per ultimo, perché non
indignarsi nei confronti dell'accusa di Berlusconi "Prodi voleva svendere Alitalia" di fronte al disastro di oggi? E non dire
invece che Berlusconi, per suoi scopi - salvare AirOne, far fare qualche buon
affare a suoi amici, allargare l'area del consenso nell'ambiente
industrial-bancario - sta rischiando di fregare Alitalia,
20mila lavoratori e gli italiani tutti.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Noi precari,
stanchi e umiliati" Catia anche domani mattina si sveglierà alle 4 di
mattina per partire per Los Angeles "Chissà se ci sarà il volo di ritorno.
Tutto questo per 1.100 euro al mese e nessuna garanzia" di Gioia Salvatori
"Lunedì mattina mi imbarcherò come al solito, all'alba. Per Los Angeles. A
questo punto nella speranza che l'aereo torni indietro a Roma, altrimenti mi
toccherà andare al consolato". Catia, nome di
fantasia, da 7 anni è una hostess precaria di Alitalia. Ha 31
anni e con scarpa decolleté di ordinanza e il trolley al seguito ha fatto
diverse volte il giro del mondo. Nel frattempo, studiando la notte e tra un
contratto e l'altro si è presa due lauree: una in lingue e una per interprete e
traduttrice. Sa tre lingue e fa l'hostess per passione. "Anziché
migliorare, la nostra condizione è peggiorata: all'inizio avevo contratti anche
di 10 mesi, negli ultimi tempi, con la crisi della compagnia, si accorciavano
sempre di più: un mese, tre mesi, quattro. Ci hanno sfruttato finché gli è
servito e adesso siamo un semplice esubero a cui non spetta neppure la cassa
integrazione. Questo non è giusto: noi siamo lavoratori come gli altri. Il
governo deve cambiare le leggi, come tante volte ha fatto per altri motivi, e
ci deve dare gli ammortizzatori sociali, non possono far finta che non
esistiamo". Stanca e umiliata, Catia è solo per passione che continua a
cambiare città per lavorare tre mesi, a viaggiare 95 ore ogni 30 giorni per
1100 euro e a rimetterci di tasca propria per mangiare a Tokyo o a Londra:
"Dove con un buono pasto giornaliero di 42 euro non ci fai niente".
Ha fatto base a Milano, Venezia e Roma, a rotazione, è stata chiamata
all'ultimo minuto per i soliti contrattini: "Per lavorare sono anche
tornata di corsa dalle vacanze - racconta". La formazione per
l'abilitazione al lungo raggio l'ha fatta senza rimborsi, all'ultimo minuto e
in tutta fretta, prima di imbarcarsi sul suo primo volo per l'altro capo del
mondo. Le chiamate imprevedibili e la lontananza da casa hanno complicato la
sua vita sentimentale. Vive ancora con i suoi: "Perché altro non potrei
permettermi. Quel poco che metto da parte mi serve tutto per andare avanti nei
mesi di stop e in banca non mi hanno dato nemmeno un mutuo per una
ristrutturazione". Se Alitalia fallirà Catia, che
è parte di un esercito di 3000 percari di cui 750 assistenti di volo, se ne
andrà a Londra a cercare lavoro: "Dell'Italia non ne posso più. A che mi è
servita tanta fatica e tanta passione? Solo a essere considerata una
lavoratrice di serie b". Fatica e passione in condizioni di lavoro spesso
sconvenienti: "Mi è capitato di svegliarmi la mattina all'alba per
arrivare a Milano Linate, di prendere un bus fino a Malpensa e poi di aspettare
sei ore senza far niente prima di imbarcarmi: una giornata di lavoro persa, con
spese di viaggio a carico mio, per iniziare un nuovo contratto in Lombardia. Ci
hanno mandato su Roma, Venezia, Milano senza tenere conto della nostra
residenza e, siccome certe volte è difficile trovare all'ultimo minuto una casa
per tre mesi, succede che ti devi pagare l'albergo di tasca tua: io, spesso ho
lavorato per rimetterci. E poi sentiamo dire che gli assistenti di volo sono
dei privilegiati: la gente ha ancora in mente lo steward di trenta anni fa, noi
precari abbiamo solo dato. Inoltre con un nuovo contratto verranno pure
azzerate le liste di anzianità e magari ci passeranno avanti gli amici degli
amici. Io non ci sto, verrò al presidio ogni volta possibile finché il governo
non dirà che c'è la cassa integrazione anche per noi". "CI HANNO
sfruttato finché gli è servito e adesso siamo un semplice esubero a cui non
spetta neppure la cassa integrazione. Non resta che andarsene dall'Italia. Io
andrò a Londra".
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Cautissimo
ottimismo" di Draghi per il 2009 Il governatore all'Ecofin: ma è prematuro
parlare di svolta. Tremonti: opere pubbliche contro la crisi di Marco Tedeschi
RISCHI Parola d'ordine, "cautissimo ottimismo". Sulla crescita 2009
il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, vede aprirsi uno spiraglio.
"Ma con molti ri- schi". Archiviato un
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Dalla
Summer School di Cortona ritorna su Alitalia: "La
vicenda della cordata è sbagliata questo pasticcio sarà pagato dai
lavoratori".
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Veltroni apprezza il
leader An "Alemanno e La Russa che fanno?" di
Bruno Miserendino inviato a Cortona Un governo che sta facendo un gigantesco
pasticcio su Alitalia, dove tutte le regole sono saltate, un premier che esalta Italo
Balbo mentre è in corso una polemica su Destra e antifascismo. Tanto dura da
spingere anche il presidente della Camera Fini a dire parole importanti sul
tema, smentendo due personaggi come La Russa e Alemanno. Due facce della
stessa medaglia per Walter Veltroni, che mostrano "l'inadeguatezza",
anche culturale della politica spettacolo del premier. Il leader del Pd, tra
una festa democratica e l'altra, va a Cortona alla Summer School, e in una
conferenza stampa attacca su tutti i fronti. Inizia, a sorpresa, bacchettando
l'informazione: ma come, così tanto spazio sui giornali alle cronache rosa di
Berlusconi, così poco alla Summer School del Pd. Veltroni non lo dice, ma forse
ci vede un riflesso di quel "pensiero unico dominante", che finora ha
avvolto il paese e che ha impedito di raccontare la verità sul Pd e su quello
che davvero è e fa questo governo. È la prima volta che tocca il tema con
asprezza, e forse non sarà l'ultima. Certo, per far capire che non ce l'ha coi
giornalisti, alla fine li porta in una sala dello splendido complesso
Sant'Agostino, mostrando con un po' di autoironia un affresco che ritrae un suo
avo, il vescovo Costantino Veltroni: "La mia famiglia è originaria di qui,
parliamo del 1570...". Battute inevitabili, anche perché accanto al
vescovo Veltroni ne è dipinto un altro che assomiglia a D'Alema senza barba. Ma
è un intermezzo. Il leader del Pd è duro e mette indirettamente a confronto la
sensibilità del presidente della Camera Fini e del premier Berlusconi, da cui
dice di aspettarsi parole "in sintonia con la Costituzione", anziché
l'elogio di Italo Balbo. Sì, afferma Veltroni, "Fini ha detto cose
inequivoche e corrette sul valore dell'antifascismo, voglio sottolinearlo,
perché è positivo che queste vengano da un uomo che ha un ruolo importante
nella storia della destra italiana". "Però - aggiunge Veltroni -
bisogna vedere se il suo mondo lo segue...". Nel mirino ci sono il
ministro La Russa e il sindaco di Roma Alemanno: "Sono loro che dovrebbero
sentirsi a disagio". Veltroni non chiede dimissioni, "non voglio strumentalizzare,
ognuno guardi dentro di sé per vedere se ciò che dice e pensa è coerente con il
loro giuramento davanti alla Costituzione". Certo, aggiunge Veltroni, La
Russa e Alemanno sono persone intelligenti, non è che si sono espresse male. E
del resto le loro dichiarazioni di ieri di apprezzamento per le parole di Fini,
per Veltroni, non chiudono affatto la ferita. Anzi. Sono il segno di un
problema istituzionale, che non a caso hanno indotto Napolitano e Fini alla
indispensabile messa a punto. Come si chiude la vicenda? "Si chiude,
quando nessuno la riapre...". Quanto a lui, Veltroni, non ritirerà le
dimissioni dal comitato promotore del Museo sulla Shoah: "Fini ha preso
una posizione opposta a quella del sindaco di Roma; il problema non è mio ma di
chi è stato corretto da Fini, per me resta impossibile sedere al fianco del
sindaco di Roma se questi dice che il fascismo, sino al momento delle leggi
razziali, è stata una cosa plausibile". Silenzio su Giuliano Amato che
sulla sua presidenza alla commissione su Roma non ha ancora deciso l'addio
ufficiale. "Nessuna pressione - dice Giorgio Tonini - dipende da
lui...". Sul capitolo Alitalia Veltroni conferma
il giudizio espresso nelle feste democratiche, ma con un aggiunta legata alle
ultime brutte novità: "Siamo arrivati fin qui per una gestione
irresponsabile e dilettantesca, questo gigantesco pasticcio in cui ogni regola
è saltata, sarà pagato da lavoratori e contribuenti comunque vadano le cose,
spero che il governo riesca a chiudere la vicenda in maniera rispettosa per i
diritti dei lavoratori, oppure sarà meglio riaprire le procedure".
Veltroni spiega che la logica del "tanto peggio" non può essere la
linea del Pd e quindi si augura che una soluzione si trovi, ma devono essere
chiare due cose. La prima è che questa volta il sindacato ha ragione e anche se
ha sbagliato a dire no ad Air France allora, adesso fa bene a difendere i
lavoratori. E anche il Pd non può fare altrimenti: "Difenderli è
democratico". La seconda è che deve uscire fuori il danno che si è fatto
all'Italia. "La vicenda della cordata è tutta sbagliata - dice Veltroni -
e poco trasparente. A Colaninno ho spiegato le mie perplessità, del resto non
ci sono imprenditori vicini a noi, gli imprenditori sono vicini a loro
stessi...". Altro che colpa della sinistra, come già dice Berlusconi,
"il governo doveva preparare prima le condizioni per un accordo, invece è
andato alla cieca...". Qualcuno chiede: servono altri soldi pubblici per
mandare avanti la trattativa? Risposta: "Lo Stato ha già fatto molti
regali a questa cordata". Insomma si cerchino altre vie. C'è il tempo per
negare "accordi segreti" tra lui e il premier per una legge
elettorale con lo sbarramento al 5% e l'assenza di preferenze. "Ci manca
solo l'accordo segreto, che poi conoscendo la riservatezza di
Berlusconi.". Il Pd farà battaglia limpida in parlamento contro l'ipotesi
che piace al premier. Basterà a Casini e alla sinistra radicale? Chiude
Franceschini: "È un progetto mirato contro le forze intermedie, le
preferenze metterebbero in difficoltà Berlusconi che si troverebbe a
traghettare nel Ppe un sacco di gente di An...". Del resto, è il problema
che ha intuito Fini. Finchè An andrà con Berlusconi coi residui del passato non
conterà nulla. Per questo il premier non dice niente sull'antifascismo.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Eugenio Giudice/ Torino Qualche centinaio di dipendenti di Atitech (Alitalia) potrebbero finire in Finmeccanica che, tuttavia, non interverrà
nel salvataggio della compagnia di bandiera. Pier Francesco Guarguaglini,
presidente e amministratore delegato della società pubblica che nei giorni
scorsi ha incontrato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni
Letta, ieri a Torino non ha risposto alle sollecitazione sul caso, ma
appare certo la volontà di non impegnarsi direttamente nella delicata partita Alitalia mentre potrebbe esserci la disponibilità ad
assumere una parte degli 800 dipendenti della società di manutenzione di
Napoli. Intanto la Libia si affida ai gendarmi elettronici di Finmeccanica.
Saranno le aziende del gruppo italiano a cercare di contrastare il fenomeno
migratorio, diretto in Europa attraverso il paese nordafricano, con un sistema
di sorveglianza elettronico. Il recente accordo tra Italia e Libia che chiude
il contenzioso sui clandestini in cambio di investimenti darà probabilmente
impulso alle attività di Finmeccanica e al memorandum per la sicurezza siglato
lo scorso anno. Guarguaglini ha confermato l'intenzione di sviluppare le
attività del gruppo in Libia: "Abbiamo fatto già varie offerte per il controllo
del territorio". Nell'ambito di un programma Ue per la collaborazione con
i paesi del Sud del Mediterraneo spetterà a Finmeccanica dispiegare le
tecnologie della Selex Sistemi Integrati, e di altre aziende controllate,
basati su sensori, radar, sistemi infrarossi, collegati ai centri di controllo
locali, sul modello di quanto è già operativo sullo stretto di Messina. E non è
da escludere in un prossimo futuro l'impiego di aerei senza pilota,
eventualmente una evoluzione del prototipo Molynx realizzato a Torino da Alenia
Aeronautica. Qualcosa è già in atto: la finanziaria guidata da Guarguaglini ha
già venduto a Gheddafi un Atr42-Mp per monitorare il litorale. La controllata
Agusta-Westland ha avviato la joint venture Liatec a Tripoli per fornire gli
elicotteri destinati alla polizia e guardia di frontiera. "Inoltre - ha
concluso - possiamo offrire competenze anche nel settore ferroviario".
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Bersani: "Ci
metteranno una pezza e sarà un disastro" di Laura Matteucci/ Milano
"Berlusconi e la destra per ragioni puramente elettorali e politiche hanno
messo Alitalia su un percorso accidentale, lungo e
pericoloso. Siamo in un imbuto drammatico. Un'eventuale soluzione delle
prossime ore sarebbe solo una tappa, una pezza che lascerebbe aperte tonnellate
di problemi. Per i mesi a venire continuo a vedere solo ostacoli e intoppi".
Berlusconi dà la colpa ai sindacati e alla sinistra, che "vuole dare uno
smacco al governo". Si sente perseguitato. "Berlusconi è il campione
mondiale della faccia tosta. Non è nemmeno il caso di commentare". Invece
è il caso, parla da presidente del Consiglio. "Lui non dovrebbe dormire di
notte. Proprio lui, che ha infilato Alitalia in questo disastro per pure ragioni elettorali. È totalmente
irresponsabile. Gli sfuggono le proporzioni del disastro". Pierluigi
Bersani, ministro ombra dell'Economia per il Pd, è esasperato. Alitalia è a un passo dal fallimento, tra incontri concitati, nuovi
allarmi e, in serata, la convocazione dei sindacati da parte del governo.
Ma Berlusconi, che aveva dichiarato di avere la soluzione in tasca, per cercare
di salvare la faccia scarica le responsabilità sulla sinistra e sul sindacato
perchè si pieghi a firmare contratti che non raggiungono neanche quelli delle
compagnie low-cost". Tra l'altro, tra le prime a rifiutare le condizioni
per l'accordo ci sono le organizzazioni sindacali dei piloti, politicamente
connotate a destra. "Infatti. Comunque, lasciamo perdere destra e
sinistra. Siamo di fronte a un dramma, e Berlusconi tende solo a cercare di
fare bella figura a carico dei contribuenti. Vorrei capire bene quali carte il
governo intenda giocare: perchè se sono carte di spesa pubblica, deve
dirlo". Che cosa teme? "Se oltre a mettere a carico pubblico 1
miliardo, 1 miliardo e mezzo, si fanno provvedimenti speciali di
decontribuzione dei costi del lavoro a favore delle aziende, allora attenzione:
perchè in Italia ci sono crisi dappertutto, non si possono accettare condizioni
differenti a seconda delle situazioni. Si andrebbe a creare un precedente, e a
quel punto tutti potrebbero vantare gli stessi diritti. Giustamente".
Perché dice che un'eventuale soluzione non sarebbe comunque definitiva?
"La scelta di Berlusconi ha portato ad un progetto che non è affatto la
nuova Alitalia, ma la nuova AirOne domestica e
monopolistica, con capacità di azione e di investimento limitate. Si è creato
un notevole scarto tra i problemi aperti e le soluzioni proposte. Per questo la
situazione resta precaria, anche in prospettiva. In questo momento ci stiamo
occupando del problema sociale, del passaggio drammatico che riguarda 20mila
dipendenti, che non sono affatto dei privilegiati, i precari, e non
dimentichiamo le migliaia di lavoratori dell'indotto. Ma poi di problemi se ne
affacceranno altri in primo piano. Le procedure, innanzitutto, che fanno acqua
da tutte le parti, e che coinvolgono creditori, fornitori, azionisti,
obbligazionisti. Ci sono molte zone oscure in questa vicenda, e molti conflitti
di interesse. Tremonti dovrà chiarire parecchie questioni: due mesi fa si è
fatto garante della continuità aziendale di Alitalia,
e su quella base è stato approvato il bilancio, fornitori e creditori sono
rimasti immobili. Adesso invece non c'è alcuna garanzia. Morale: chi paga?
Bisognerà chiarire anche il prezzo dell'operazione, e capire quanto vale
davvero AirOne. Poi, la nuova società non riuscirebbe mai a dare risposte
territoriali adeguate: ma come, prima una polemica infinita per i due hub di
Fiumicino e Malpensa, e adesso che non ce ne sarebbe nemmeno uno tutti zitti?
Del resto, chi ha smontato la soluzione Air France?". È stato Berlusconi. Diceva
di avere un'altra soluzione, che avrebbe salvaguardato l'italianità della
compagnia. "Per le prospettive industriali e strategiche, per il prezzo
dell'operazione (a Air France sarebbe costata quasi 3 miliardi, senza oneri per
i contribuenti), per pulizia delle procedure, quella di Air France era una
soluzione indiscutibilmente migliore. La bandiera? Si sarebbe potuto investire
perchè imprenditori italiani entrassero nell'azionariato. Meglio partecipare ad
una cosa grande che essere padroncini di una cosa piccola".
L'atteggiamento della cordata nella trattativa è insolitamente rigido. Non è
che mira al fallimento, ovvero al massimo ribasso? "Non credo, perchè a
quel punto potrebbe arrivare chiunque a bussare. Il fatto è che questa cordata
ha la dimensione e la vocazione solo per un'altra AirOne, non si sta discutendo
con un grande gestore di traffico aereo". Pensa potrebbero esserci altre
offerte, magari della stessa Air France? "Penso che in queste ore convulse
dovrebbe essere esperito un percorso alternativo. Perchè un conto è parlare,
come prima, dell'intera Alitalia, un altro è parlare
solo della "polpa". Cambiano i termini dell'operazione, i costi, le
prospettive".
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Oreste Pivetta
Sulla fine di Alitalia (e di fine, non c'è dubbio,
comunque si tratta) si potrebbero ipotizzare le responsabilità dell'universo
mondo, responsabilità della politica e delle sue clientele, dei sindacati e dei
sindacatini corporativi, dei manager e degli steward, di orgogliosi governatori
regionali, persino di Michael O'Leary, il capo di Ryanair, che inventò il
low-cost togliendo clienti alle compagnie di bandiera e muovendo la guerra dei
prezzi, naturalmente della globalizzazione eccetera eccetera, anche quando la
globalizzazione, in un libero mercato, rappresentava tanta manna dal cielo per
chi sapeva fare e volare. L'elenco completo e le graduatorie sono impossibili.
Si dovrebbe riscrivere la storia, interessante comunque perchè sarebbe metafora
della storia italiana e dei suoi intrighi e intrecci politici, economici,
finanziari, metafora anche nei momenti belli. Perchè Alitalia
rappresentò anche il bello dell'Italia: il primo aereo della non più nostra
compagnia di bandiera s'alzò il 5 maggio 1947 ed eravamo davvero all'alba di un
nuovo mondo, che sarebbe tramontato nel giro di un ventennio... Siamo,
purtroppo, agli ultimi mesi e agli ultimi giorni della "fine" ed
anche per questi si cercano una spiegazione e una responsabilità. E se
responsabilità si devono indicare, ecco pronto il bersaglio: il sindacato. Il
sindacato che dice no ad Air France, il sindacato che fa le obiezioni al
miracoloso piano Fenice. Versione corrente e propagandistica di una cronaca,
fino all'ultimo, ben più complicata. Persino l'esperto ministro Giulio
Tremonti, in una dettagliatissima ricostruzione che compare sul Sole24ore, si
piega alle semplificazioni, trincerandosi persino dietro i virgolettati delle
notizie Ansa: "Dopo numerosi incontri con i sindacati Air France abbandona
il tavolo delle trattative, e, in un comunicato stampa, annuncia che non
esistono più le basi per continuare la negoziazione con le organizzazioni
sindacali...". La data è importante: 2 aprile 2008. Una decina di giorni e
si andrà al voto. Come Tremonti non ricorda (aspettiamo le puntate successive
del suo lunghissimo intervento), l'allora leader dell'opposizione, Silvio
Berlusconi, molto prima della rinuncia di Air France e il giorno dopo
l'annuncio di Jean-Cyril Spinetta che gli "esuberi" sarebbero stati
poco più di duemila, cominciò a sventolare la bandiera patriottica
dell'italianità e naturalmente i soliti gli andarono dietro: italianità,
italianità... Italianità ovviamente poi disseminata nelle varie depandance
leghiste-regionali: sembra ieri quando si fronteggiavano il gran mercato degli
imprenditori del Nord e quello dei turisti del Centro (ma sembra ieri, ed è
solo passata una decina di anni, anche quando all'inaugurazione della nuova
Malpensa gli stessi sulla scena oggi si litigavano su chi dovesse tenersi
l'hub, Milano o il Lazio, Formigoni o Fiumicino, e s'ascoltavano le lambiccate
teorie sulla "duplicazione" o moltiplicazione degli hub). Berlusconi,
sventolando il tricolore, disse anche che la cordata nazionale era già pronta,
AirOne a braccetto con Banca Intesa. Che subito smentì. Citiamo anche noi
l'Ansa: "Intanto la vicenda Alitalia entra nella
campagna elettorale". Il sindacato aveva fatto il suo mestiere: tentare di
difendere qualche linea industriale e qualche posto di lavoro, si potrebbe dire
con autentico spirito "patriottico". Berlusconi di mestiere fece il
suo: propagandista di se stesso, con la violenza delle sue tv, furbetto e
populista, incurante sfasciacarrozze pur di salvare se stesso. Spinetta, il
manager di Air France, fece la somma della difficoltà: la trattativa con i
sindacati e l'opposizione preventiva di un leader politico, che sarebbe stato
probabilmente il capo di un futuro governo di centrodestra, che avrebbe dovuto
chiudere la partita aperta da un governo di centrosinistra che ormai non
esisteva più. Spinetta fece sapere il 21 aprile, una settimana dopo la vittoria
di Berlusconi, che non riteneva validi gli accordi contrattuali annunciati il
14 marzo per lanciare un'offerta pubblica di scambio su Alitalia.
Tre giorni prima il nostro presidente del consiglio aveva ospitato in Sardegna
l'ex presidente russo Putin e aveva annunciato che Aeroflot avrebbe sostenuto
la cordata italiana. Fantasie. Mentre il governo di centrosinistra, ancora in
carica per la normale amministrazione, concedeva un prestito di trecento
milioni ad Alitalia perchè continuasse a sopravvivere
(affrontando i dubbiosi e critici commissari dell'Unione europea, timorosi che
un aiuto di stato infrangesse le auree norme della libera concorrenza), il
presidente del consiglio in pectore, incurante, proclamava: "Alitalia potrebbe essere acquistata dallo Stato, anzi dalla
Ferrovie dello Stato". Poi affidava al suo socio d'affari, amico e
consulente, Bruno Ermolli, il compito di mettere insieme la cordata, e, due
mesi dopo, a tavola con gli amici senatori, confidava tra una portata e l'altra
che gli esuberi sarebbero stati quattromila, forse cinquemila, dando il via
così al carosello dei numeri. Peccato che quei numeri corrispondessero a
lavoratori, famiglie, eccetera eccetera. Incurante continuava: la cordata si
doveva fare, promessa elettorale. In attesa, si rimetteva in pista come advisor
Banca Intesa, protagonista della prima "gara" promossa da Tommaso
Padoa-Schioppa. Un advisor un po' particolare, con le mani in pasta, in
evidente conflitto di interessi, arbitro e insieme protagonista, con un
problema grosso: salvare i propri crediti e i propri creditori, a cominciare
dal titolare di AirOne, tra i primi soci della cordata di
sedici membri che si presentò il 26 agosto e che diede vita alla Compagnia
Aerea Italiana, prendendosi il buono di Alitalia, un po'
di aerei e un po' di rotte compresa quella Milano-Roma, lasciando il brutto
alla "bad company", affidata al commissario Fantozzi. L'opera pareva
compiuta: i contribuenti italiani assumevano per sè le perdite di Alitalia, un miliardo e mezzo. "Ma far pagare ai contribuenti
almeno un miliardo di euro (se non di più) per salvare Alitalia
e favorire una cordata di imprenditori italiani non ha senso", commentava
il professor Alberto Alesina sul Sole24ore. E sullo stesso quotidiano si
leggeva (a firma di Gianni Dragoni): "In nessun aspetto la proposta
attribuita alla cordata di 16 investitori della Cai, guidati da Roberto
Colaninno... migliora il progetto francese. Anzi, numerosi appaiono i
peggioramenti, per la compagnia, per i lavoratori, per i consumatori, per i
contribuenti, per creditori e azionisti...". Il peggio però non era ancora
arrivato. Chissà quando arriverà, nella babele di una trattativa, delle cui
ambiguità e oscurità, cominciando dalla tragica commedia degli "esuberi",
come spiegava ieri su queste pagine il leader della Cgil Guglielmo Epifani, il
principale responsabile è il governo di Berlusconi, che per un calcolo
elettorale aveva fatto il suo per mandare a catafascio la trattativa con Air
France, aveva promesso la cordata italiana e siccome la cordata italiana non si
materializzava si era messo ad inventare norme su misura (eludendo ad esempio
quelle sull'antitrust) e a organizzare bad company e new company, con il
risultato di mettere in pista non la nuova Alitalia,
ma una piccola compagnia regionale, pagata dagli italiani. E forse neppure
quella.
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Roberto Rossi/
Roma CAOS Pensava che fosse tutto a posto. E che la
soluzione di affidare Alitalia nelle mani di Cai, la compagnia aerea italiana, fosse ormai cosa
fatta. Ma dopo il "no" dei sindacati, con i piloti in testa, a un
piano penalizzante e con l'incubo di vedersi crollare tutto il castello
costruito, Silvio Berlusconi alla fine ha ceduto e nella tarda serata di ieri
sera ha convocato i sindacati. Al vertice di Palazzo Chigi però il
presidente del Consiglio (almeno fino a ben oltre la mezzanotte) non si è
visto. A presiedere le riunioni no stop è il sottosegretario Gianni Letta, alla
presenza dei ministri del Lavoro Maurizio Sacconi, dei Trasporti Altero
Matteoli e dello stesso Fantozzi. Dopo una prima consultazione con i segretari
generali della Cisl, Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, dell'Ugl
Renata Polverini, e - in assenza del numero uno della Cgil Gugliemo Epifani -
con il segretario confederale Fabrizio Solari, c'è stata una sospensione. Al
tavolo il posto è stato ceduto alla controparte, l'amministratore di Compagnia
aerea italiana Rocco Sabelli e al responsabile Corporate di Intesa SanPaolo
Gaetano Miccichè poi raggiunto dal consigliere delegato Corrado Passera. Mentre
sotto Palazzo Chigi un gruppo di una cinquantina dipendenti Alitalia
continuava fino a tarda notte il proprio pressing sui sindacati ("Non
firmare, non firmare" e "Il contratto non si tocca" due degli
slogan più gridati) ra uno degli slogan). Il fallimento della trattativa con
Cai potrebbe aprire la strada ad altre soluzioni. Air France, soprattutto. Che
secondo fonti industriali starebbe aspettando il momento giusto per
intervenire. "Per noi non cambierebbe molto" spiega un sindacalista
di una confederazione di volo. "Il fallimento sarebbe più una questione
per la politica". Ed è quello che Berlusconi vorrebbe evitare. E non è un
caso se l'attivismo del premier non è stato solo con i maggiori sindacati. Il
presidente del Consiglio avrebbe anche fatto pressioni sulla Compagnia aerea
italiana affinché ammorbidisse le posizioni sui contratti. Cosa che per ora
sembra lontana. Il tutto, comunque, in una giornata al cardiopalma. Che ha
vissuto anche momenti drammatici nel pomeriggio. Alle 14 infatti il commissario
straordinario Augusto Fantozzi ha chiamato sindacati alla Magliana. Neanche
qualche minuto di colloquio e le agenzie hanno battuto notizie ferali: secondo
quanto avrebbe detto il commissario sarebbe mancato il carburante per far
volare gli aerei già da domani. Se fosse stato confermato sarebbe stato
l'inizio della fine. Carburante finito, tutti in cassa integrazione, aerei a
terra. Neanche dieci minuti e i call center di Alitalia
sono stati intasati da telefonate di utenti che hanno chiesto notizie sui voli.
Dopo mezzora la parziale smentita da parte dell'ufficio stampa del gruppo. Ci
sono problemi per il rifornimento di carburante "ma - sottolineano i
sindacati - è limitato al territorio italiano da parte della società Eni",
che tra l'altro è statale. Domani, quindi, "sarà tutto regolare. Al
momento non risulta alcuna cancellazione di voli Alitalia"
ha chiarito il presidente dell'associazione sindacale Avia (Assistenti di volo
italiani associati), Antonio Divietri. E in effetti non si capisce come
l'eventuale firma dell'accordo fra Compagnia area italiana e i sindacati possa
generare la liquidità per il carburante. Vero è, invece, che da domani l'intera
azienda sarà commissariata. Il che vuol dire che partiranno le procedure per le
prime casse integrazioni straordinarie. Che riguarderanno, però, non tutti i
dipendenti ma solo quelli che lavoravano sui 34 aerei già a terra della flotta Alitalia. Se attuata la cigs coinvolgerebbe in totale tra le
600 e le 700 persone. "Basti considerare - spiega il sindacalista Cesare
Albanese, della Sdl Trasporto Aereo - che ogni MD
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I punti MilleMiglia
sono a rischio. Lo sostiene l'Adoc, a cui migliaia di consumatori nelle ultime
ore si stanno rivolgendo preoccupati di perdere un diritto acquisito. "In
caso di fallimento, tutta la gestione dei biglietti passa nelle mani del
curatore fallimentare - dichiara Carlo Pileri Presidente dell'Adoc -. I
passeggeri e i titolari dei punti MilleMiglia diventano creditori non
privilegiati. In questo caso è facile che altri creditori prevalgano e quindi
che ogni diritto venga perduto. In ogni caso è necessario insinuarsi nel
fallimento, Adoc sta predisponendo la modulistica necessaria sia per far valere
il diritto acquisito coi punti Millemiglia accumulati, sia con il possesso del
biglietto." Il consiglio dell'Adoc è di conservare tutta la
documentazione, le ricevute o fatture di pagamento, le
lettere eventualmente scambiate con Alitalia o con
Agenzie di viaggio o Tour Operator, eventuali prove di danno conseguente e
connesso. "Come Adoc - continua Carlo Pileri - si cercherà di incontrare i
responsabili della vecchia e della nuova compagnia, per trovare una soluzione
che possa trasferire i diritti vantati su Alitalia sulla
nuova compagnia, qualora vada in porto l'operazione di acquisizione come
auspichiamo".
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Noi
resisteremo, questo è il nostro lavoro" Ancora proteste a Fiumicino: non
crediamo agli ultimatum, ci vogliono ricattare... di Gioia Salvatori/ Roma
INCREDULI, SBIGOTTITI e amareggiati. Ieri negli aeroporti di Roma e Milano
Linate, un'altra giornata di angoscia per hostess, steward e assistenti di
terra della compagnia di bandiera. Ancora proteste in entrambi gli scali,
cartelli "Salvate Alitalia", presi- di
cortei e assemblee spontanee in difesa del proprio posto di lavoro. La notizia
che fa più discutere è l'annuncio del commissario Augusto Fantozzi che da
lunedì i voli sono a rischio. I dipendenti sanno che alcuni scali, per paura
che la compagnia italiana non paghi, stentano a rifornire gli aerei Alitalia, ma ormai non si fidano più di nessuno, sempre di
più guardano ad Air France come ad un'occasione persa e al governo come un
governo suicida. "Pensiamo che gli ultimatum, il continuo dire che ormai è
corsa contro il tempo e le parole di Fantozzi, servano a fare pressioni sul
sindacato perché si pieghi all'accordo - dicono hostess e piloti - Ma noi non
cederemo: passeremo qui, in presidio, tutte le nostre ferie e i giorni di
riposo e continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto. Perché non siamo
noi, quelli che hanno fatto fallire la compagnia". Il presidio, permanente
dall'altro ieri, è davanti alla sala equipaggi di Alitalia
all'aeroporto di Fiumicino. Parola d'ordine è moderazione: farsi vedere e allo
stesso dimostrare massima responsabilità. E anche su un improvvisato punto
ristoro c'è affisso un cartello "Beviamo senza sporcare, grazie".
Sarà "Lotta dura", e qualcuno ventila il blocco delle piste, solo a
fallimento dichiarato. "Perché io, la mia compagnia, non la regalo a
nessuno - dice uno steward - Il nostro è un mestiere che si fa per passione, perché
ci piace sentirci zinagari, cittadini del mondo. Lavorare per Alitalia era il mio sogno di bambino, non possono portarmelo
via". "Vogliono impressionarci dicendo che da lunedì inizieremo a
rimanere a terra, ma noi, invece, continueremo a lavorare finché non ci
dichiareranno esuberi". Cesare, assistente di volo capo cabina, è sicuro
che sarà un esubero: "Il nuovo piano non prevede il mio grado, che si dà
agli steward anziani: io ho 56 anni di servizio e prendo 3600 euro al mese.
Posso anche capire l'esigenza di risparmiare tagliando chi ha stipendi alti ed
è pure vicino alla pensione. Ma le pare logico che io, in mobilità, prenderò di
più di chi avrà il nuovo contratto? All'aeroporto An ha preso quasi la metà dei
voti dei dipendenti - dice Cesare - E Ostia e Fiumicino, infatti, dove questi
risiedono, sono amministrate dalla destra. Ci credo poco
che rimarranno delle loro opinioni se Alitalia
fallisce". "Idem per gli elettori italiani all'estero - dice una
hostess, 20 anni di servizio - Ero sull'ultimo volo Alitalia
Roma-Sidney, prima che la tratta venisse abolita, e ho visto gli
italo-australiani piangere. Tutti voti che Berlusconi, se non salva la
compagnia, a parer mio, rischia di perdere". Ma che si fa se si
perde il lavoro a 40 anni? "Io manderò il curriculum ad Air France -
continua l' hostess, è stata un'occasione persa non vendere Alitalia
ai francesi - Loro hanno stipendi più alti e più benefit. Hanno anche la
lavanderia! A noi, per la pulitura delle giacche, danno 3,50 euro ogni 15
giorni". Sarà per questo che anche l'abbigliamento degli assistenti di
terra della compagnia francese sembra più lindo del proprio a Fabio, impiegato Alitalia. "Guarda lui - fa indicando un collega di Air
France ex Alitalia, il cui stipendio è passato da
( da "Unita, L'" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
/ Roma RIPENSAMENTI
Avevano messo in conto delle resistenze ma i sedici imprenditori della cordata
italiana, chiamati da Intesa Sanpaolo al salvatag- gio di Alitalia, non si aspettavano certo una tale quantità di problemi.
Talmente tanti che qualcuno sta già pensando di sfilarsi, di tornare indietro,
di tornare a occuparsi della propria attività. E magari anche di rinunciare
alle possibilità di affari che la partecipazione alla cordata italina offriva.
Anche il presidente della Compagnia italiana, Roberto Colaninno, era molto
perplesso sul futuro. Tanto da staccare il telefono e partire per la sua
Mantova. Silenzio anche da Intesa. Che per tutto il giorno ha aspettato un
segnale. Cosa che non è avvenuta. Le parti sono rimaste dove erano venerdì.
Fermi i sindacati nelle loro posizioni, fermo anche l'amministratore delegato
di Cai Rocco Sabelli. "Sulla piattaforme contrattuale sul piano la nostra
posizione è ferma. C'è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è
ferma" ha detto Sabelli uscendo da Palazzo Chigi. E ha aggiunto: "Non
ci muoviamo da lì". "Crediamo nel progetto. Abbiamo ribadito a Gianni
- ha spiegato Sabelli - la nostra posizione sulla piattaforma contrattuale e
sul piano" che è, "ferma". "Tutti i piani industriali hanno
una flessibilità, perchè questo piano è intoccabile?" ha chiesto il
presidente dell'associazione dei Piloti Anpac, Fabio Berti, aggiungendo di non
avere una controproposta ma di lavorare per migliorare questo piano.
"Vogliamo che si riapra il dialogo con la controparte che tenga più in
considerazione le nostre valutazioni, in particolare sul piano. Tutte le sigle
si sono espresse sul piano" giudicandola irricevibile "ma come mai -
si chiede ancora Berti - si circoscrive ai piloti la responsabilità di dire
"no"? Nessuno ha detto sì a questa trattativa con posizioni
differenti. Si cerca di incolpare i piloti per trovare un colpevole. Non ci
facciamo fare pressione dal sistema mediatico. Chi fa pressione, anche sui
giornali, crea disturbo alla trattativa. Io non sento pressione al
tavolo". La pressione invece l'ha avvertita il presidente del Consiglio
che proprio a Sabelli avrebbe chiesto di ammorbidire le posizioni di Cai sul
contratto. Ma senza una contratto da low cost per i dipendenti della nuova il
ritorno all'utile in tre anni rimane un sogno. Al quale alcuni imprenditori non
vorrebbero rinunciare.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il pifferaio gli
allocchi e l'asso di colaninno EUGENIO SCALFARI Il tema caldissimo di oggi è l'Alitalia, il tema appena meno scottante ma altrettanto infuocato è il
federalismo fiscale. L'accoppiata sarebbe già di per sé esplosiva ma come non
bastasse si colloca in un panorama politico estremamente teso e inquietante:
una serie di annunci, di disegni di legge, di atti politici e amministrativi
che hanno tutti il solo univoco effetto di accrescere le tensioni,
inasprire i conflitti, mostrare la faccia feroce e la voglia di menar le mani
all'insegna di uno slogan diventato ormai un "passepartout". Lo
slogan è stato inventato dal ministro dell'Interno che lo ripete a dritto e
rovescio come una sorta di tic, di intercalare, ed è "tolleranza zero".
è diventato il succo programmatico del governo e della sua maggioranza.
Evidentemente funziona e i sondaggi in favore del "premier" hanno
toccato il culmine. La gente vuole che si proclami tolleranza zero nei
confronti di chiunque utilizzi i propri diritti di libertà in senso non
conforme al senso comune ora in auge. Che poi la tolleranza zero realizzi
risultati desiderati oppure no, questo non arresta l'onda d'urto d'una
strategia "schiacciasassi" tipica nella storia europea degli ultimi
cent'anni tutte le volte che pulsioni autoritarie abbiano, in nome di superiori
ragioni di ordine e di sicurezza, ristretto i diritti di cittadinanza. Speriamo
che il "trend" attuale non ci conduca oltre il limite del populismo e
delle favole narrate al popolo per distrarlo, ma questa sorta di ipnosi
collettiva induce comunque a riflessioni preoccupate in un'epoca in cui si
ridisegna la mappa politica ed economica del mondo. SEGUE A PAGINA 33.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il caso
L'Eni chiude i rubinetti alla compagnia ma dopo il pressing di Palazzo Chigi fa
retromarcia ROMA - I primi ad esserne stupiti sono gli stessi sindacalisti che
danno la notizia. Eni contro Alitalia, il
colosso energetico fiore all'occhiello del Tesoro contro l'altra meno fortunata
azienda che fa capo a Via XX Settembre. Eni, da qualche giorno, ha iniziato a
battere cassa nei confronti della Magliana e ha chiesto il pagamento dei
crediti accumulati per il rifornimento degli aerei (13 milioni). Venerdì
scorso il salto di qualità nello scontro: a Linate gli addetti del cane a sei
zampe hanno preteso il pagamento anticipato. Richiesta rifiutata da Alitalia che per un giorno ha cambiato fornitore di
kerosene. Nelle ultime ore, però, è suonato il gong e la guerra in famiglia è
stata sospesa: i vertici di Eni, dopo un rapido pressing del governo avrebbero
momentaneamente congelato le richieste di contanti, per non mettere all'angolo Alitalia. (lu.ci.).
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ultimatum di
Fantozzi: domani parte la cassa integrazione. I sindacati e la Cai convocati a
Palazzo Chigi Le ultime ore di Alitalia "Soldi finiti, lunedì voli a rischio". Vertice nella
notte da Berlusconi ROMA - Resta alta la tensione per la crisi di Alitalia. Il premier Silvio Berlusconi nella serata di ieri ha convocato
per un incontro a Palazzo Chigi i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil, e Ugl, nel
tentativo di cercare una mediazione sullo stallo che sta vivendo da due giorni
la trattativa tra Compagnia aerea italiana e i lavoratori. Nella mattina
di ieri il commissario della compagnia Augusto Fantozzi, nel corso di un altro
improvviso vertice coi sindacati, aveva parlato di rischi all'operatività dei
voli per la mancanza di carburante. CILLIS, GRION, MANIA E PAGNI ALLE PAGINE 2,
3 E 4.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, primi equipaggi a terra ma il governo riapre la
trattativa Fantozzi: da lunedì parte la cassa integrazione La trattativa Ultimo
tentativo di conciliazione separato con i sindacati e la Cai, oggi probabile
incontro con piloti e hostess ROMA - Voli a rischio rifornimento e ultima
chiamata a Palazzo Chigi per sindacati e associazioni professionali. La sorte
di Alitalia e dei dipendenti è appesa ad un estremo
tentativo di conciliazione messo in piedi dal presidente del Consiglio che ieri
in serata ha prima ricevuto Cgil, Cisl, Uil e Ugl e oggi potrebbe incontrare
anche le associazioni professionali di piloti e assistenti di volo.
Probabilmente è l'ultima chance per arrivare ad un accordo sofferto, con
sacrifici per tutti, acquirenti e dipendenti, o prima dello
scontro finale tra le parti che potrebbe portare al fallimento di Alitalia e a 20mila licenziamenti. Cresce intanto l'allarme per un
improvviso peggioramento dell'operatività della compagnia di bandiera: alcuni
creditori, soprattutto all'estero, non si fidano di Alitalia e
chiedono il pagamento delle prestazioni e forniture in anticipo. è il
caso del carburante, che secondo il commissario di Alitalia
Augusto Fantozzi, potrebbe venire a mancare per alcuni collegamenti già nelle
prossime ore. Il tempo stringe, è il messaggio consegnato da Fantozzi ai
sindacati chiamati ieri a raccolta alla Magliana. Il commissario ha comunicato
"l'aggravarsi della situazione finanziaria, a causa di ostacoli,
difficoltà e delle richieste dei fornitori, nell'assicurare gli ordinari
servizi occorrenti per l'attività di volo. Fino ad ora - ha spiegato - si è cercato
con mille difficoltà di assicurare la normalità del servizio". Ma già da
domani, avverte, "sarà richiesta l'estensione del commissariamento alle
altre società del gruppo" mentre a fine novembre decadranno "i
contratti collettivi". Da domani, annuncia ancora Fantozzi, verrà avviata
"la procedura per l'applicazione della cassa integrazione straordinaria
per il personale direttamente o indirettamente interessato alla riduzione
dell'attività di volo pari, oggi, a 34 aeromobili di lungo e medio raggio".
Sono circa un migliaio i piloti, hostess e steward interessati da questa
decisione. I 34 velivoli sono stati messi a terra all'indomani del fallimento
della trattativa con Air France-Klm (aprile). Anche il personale che ruotava su
questi velivoli - con il taglio del network di un quinto - doveva essere
ridotto, almeno nei piani dei francesi e dell'ex numero uno di Alitalia Maurizio Prato. Ma l'accelerazione alla vertenza Alitalia impressa nella serata di ieri dal premier Silvio
Berlusconi, punta a ricucire gli strappi alla trattativa e potrebbe
rappresentare il prologo di una soluzione a portata di mano. Il premier e il
sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, hanno incontrato Cgil, Cisl, Uil,
e Ugl per cercare una mediazione sullo stallo che sta vivendo da due giorni la
trattativa. Subito dopo, trascorsa un'ora, nella sede del governo sono entrati
i rappresentanti di Compagnia aerea italiana. Si è parlato dello stallo nel
dialogo e le possibili vie d'uscita ad una crisi che rischia a questo punto di
mettere nell'angolo lo stesso governo. Un centinaio di dipendenti Alitalia hanno protestato davanti a Palazzo Chigi, per tutta
la serata al grido "Non si firma, non si firma", alcuni con delle
simboliche corde al collo con la scritta "Questa è la vera cordata
italiana". Oggi è prevista una lunga serie di incontri e forse un nuovo
avvio di trattativa tra Cai e sindacati. Ma restano le critiche dei comandanti
al piano stilato da Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. (lu.ci.).
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
I tagli agli stipendi dei dipendenti Alitalia verrebbero
ridotti dal 25 al 20 per cento La nuova offerta di Colaninno 100 milioni in più
per i contratti Malumori tra i soci, Benetton contesta il capocordata Ponzano
Veneto critica la mancanza di consultazioni tra gli azionisti L'esecutivo ha
chiesto alla Cai una via d'uscita senza stravolgere il piano ROBERTO MANIA ROMA
- Cento milioni
di euro per fare l'accordo. L'ultimo cip per non perdere l'affare. Cento
milioni di euro per attenuare i tagli al costo del lavoro e quindi ai contratti
dei piloti, delle hostess, degli steward, del personale di terra e dei
manutentori. Non più una decurtazione alle buste paga del 25 per cento, bensì
intorno al 20. è la carta che Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, presidente e
amministratore delegato della Cai, la Compagnia aerea italiana, sembrano
intenzionati a giocare per chiudere l'accordo con i sindacati e far decollare
il piano Fenice per la Nuova Alitalia. Il pressing del
premier Silvio Berlusconi sui vertici della neonata cordata tricolore è stato
asfissiante nelle ultime 24 ore dopo la rottura delle trattative con il
sindacato dei piloti. Perché dopo aver ipotizzato altre strade (un intervento
pubblico per quanto mascherato non avrebbe superato le barriere di Bruxelles)
ci si è resi conto che solo sciogliendo il nodo-salari si sarebbe potuto
evitare il fallimento. Non solo della compagnia, ma anche della mediazione
governativa sulla quale Berlusconi sa bene di giocarsi la faccia. Palazzo
Chigi, allora, ha chiesto a Sabelli di contribuire a trovare una via d'uscita senza
stravolgere la filosofia e la logica del piano. Per esempio dilatare in un
tempo più ampio, comunque nell'arco del quinquennio, l'obiettivo di risparmiare
i 350 milioni annui sul costo del lavoro. Oppure spostare il "break
even" oltre la fine del 2010. E ancora ridurre il target di un fatturato
in crescita del 5 per cento nei primi due anni. Diverse opzioni
"finanziate" con i cento milioni. D'altra parte letta in filigrana,
la dichiarazione di Sabelli rilasciata ieri mattina subito dopo aver incontrato
il sottosegretario Gianni Letta non era più di chiusura netta: sì, certo, la
conferma del piano ("la nostra posizione è ferma") ma anche
"disponibilità assoluta a trattare". Che, diversamente, non c'era
solo qualche ora prima, visto che erano stati proprio i rappresentanti della
Cai ad abbandonare il tavolo del negoziato al ministero del Lavoro. Una linea
inaspettatamente dura che, negli ultimi giorni, ha finito per acuire i
dissapori all'interno della cordata dei sedici (poi diciotto) imprenditori
pronti a scommettere sulla privatizzazione della compagnia di bandiera. Più
d'uno lamenta la mancanza di momenti di consultazione per mettere in campo le
strategie più consone ad affrontare le diverse trattative, così come l'assenza
di coordinamento. "Colaninno - diceva ieri a denti stretti uno dei
componenti della cordata - non ha alcun mandato dagli altri azionisti".
Così che dopo la rottura al ministero del Lavoro qualcuno ha cominciato a
pensare di defilarsi. Il più vicino a compiere questo passo - secondo fonti
vicine ai protagonisti - sarebbe il gruppo Benetton che attraverso Atlantia
dovrebbe versare 100-150 milioni nella Cai. Forse il gruppo più esposto al
potenziale conflitto di interessi, essendo da una parte gestore aeroportuale
con Aeroporti di Roma (Adr) controllata da Gemina, e dall'altra vettore con Alitalia. Così che le polemiche scaturite su questo versante
non hanno affatto costruito un clima favorevole alla scelta di Ponzano Veneto.
Il pressing a tutto campo di Palazzo Chigi è servito anche a sbloccare la
fornitura di carburanti a credito da parte dell'Eni, società controllata dal
Tesoro. Pare sia stato lo stesso Berlusconi a parlare con l'amministratore
delegato della compagnia petrolifera, Paolo Scaroni. Probabile che della
partita sia stato anche il titolare dell'Economia, Giulio Tremonti, impegnato,
tuttavia, all'Ecofin di Nizza. Infine i sindacati. Per la prima volta, ieri
sera, l'incontro è stato convocato a Palazzo Chigi e non più al ministero retto
da Maurizio Sacconi. A conferma che ormai si è all'ultima spiaggia e che il
premier ha avocato a sé (o meglio al suo braccio destro Gianni Letta) l'intera
partita. Ieri c'è stato l'incontro con i confederali insieme all'Ugl, oggi sarà
la volta dei piloti. Ma intanto è svanita la possibilità, chiesta da Sacconi,
di una posizione comune da parte di tutte le nove sigle sindacali. E anche
ieri, infatti, i ribelli dell'Anpac (il sindacato più potente tra i comandanti)
hanno ribadito che loro non hanno alcuna intenzione di accettare il contratto
unico di lavoro. In un quadro ancora pieno di ombre, anche per le
drammatizzazioni volute dal commissario Augusto Fantozzi, soltanto il leader
della Cisl, Raffaele Bonanni, è tornato a professare ottimismo prima di varcare
in serata il portone di Palazzo Chigi: "Si può uscire benissimo da questa
situazione". Come? "Con il salario che deve essere identico lavorando
di più e meglio. è un risultato a portata di mano". Forse sapeva già
dell'ultimo cip di Colaninno.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Situazione
grave Il premier: lo stop è colpa della sinistra "Mossa suicida, intervengo
io": Veltroni: "Riaprite la procedura" Berlusconi rientra in
fretta da Bari: "La situazione è grave". Il ministro Sacconi: una
lotta contro il tempo LUISA GRION ROMA - Se la tentata salvezza è ad un passo
dal fallimento è colpa della sinistra: ed ecco allora che, per evitare il
peggio, ieri Berlusconi è sceso direttamente in campo nella
trattativa Alitalia. Dopo le dichiarazioni del commissario Fantozzi sulla
impossibilità di garantire i voli già da domani, da Bari - dove era andato a
inaugurare la Fiera del Levante - è arrivata subito la perentoria
dichiarazione: "intervengo io". Dunque il ritorno a Roma, il giro di
telefonate e incontri per fare il punto della situazione, e la
convocazione ai sindacati. Il governo, ha detto Berlusconi prima di sedere al
tavolo con le parti, deve assolutamente chiudere questa partita: "Se la
compagnia dovesse portare i libri in tribunale sarebbe un fallimento per tutto
il paese". L'attacco all'opposizione è diretto: "Questa situazione -
confessa il premier - mi preoccupa moltissimo e non riesco a capire cosa
succeda, perché ci sia questo atteggiamento suicida. Ci sono motivazioni
politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori".
E ancor più chiaramente: "In questo comportamento vediamo forte l'influenza
della sinistra, che pur di dare uno smacco al governo non esita a considerare
poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il paese". Una
lettura la sua, sulla quale concorda in pieno Maurizio Sacconi, ministro del
Lavoro: "Quella di Alitalia è una lotta contro il
tempo perché si sono già manifestati scricchiolii operativi nella società e
sarebbe un tragico paradosso se, raggiunto l'accordo sindacale, non ci fosse
più il tempo minimo necessario per fare tutto ciò che serve per garantire
l'obbligata continuità nell'uso degli slot. E' per questo che si sono alzati in
volo gli avvoltoi, indifferenti all'interesse nazionale come a quello dei
lavoratori perché pensano solo al loro misero calcolo politico. E qui si
misurerà l'autonomia degli attori sindacali". Chiamata in causa la
sinistra risponde: "Berlusconi non cerchi di scaricare su altri le sue
colpe e i suoi errori di valutazione" replica Cesare Damiano l'ex ministro
del Pd. E il leader dell'opposizione Veltroni avverte: "Il governo chiuda
subito o riapra le procedure di collocazione perché ci sono condizioni nuove.
Prima non si sapeva che i debiti sarebbero stati accollati sui contribuenti, e
a queste condizioni altri soggetti internazionali potrebbero essere interessati
e farsi avanti".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
102 Dalle europee ai sondaggi: il leader Pd polemizza con Berlusconi Veltroni
all'attacco su tutto Dalle europee ai sondaggi: il leader Pd polemizza con
Berlusconi --> CORTONA Sembra definitivamente archiviato il rapporto
preferenziale tra Berlusconi e Veltroni, che aveva portato i critici del
segretario del Pd a coniare il termine Veltrusconi: ieri da Bari il premier e
da Cortona il leader dell'opposizione, si sono scambiati bordate su tutto il
fronte, da Alitalia ai sondaggi, fino alla
riforma della legge elettorale europea. Parlando alla scuola estiva del Pd,
Veltroni ha accusato Berlusconi di aver gestito la vicenda Alitalia in maniera "dilettantesca" mentre Berlusconi, che è
tornato a Roma dalla Fiera del Levante proprio per "prendere in mano"
la vicenda, ha accusato genericamente "la sinistra" di
soffiare sul fuoco, e cioè di indurre i sindacati a far fallire la trattativa.
Altro capitolo riguarda i sondaggi, con il premier che ha parlato di
"consensi per il governo a livelli davvero imbarazzanti" e cioè
intorno al 67%. Cifre messe in dubbio da Veltroni che, alla luce delle
difficoltà del governo, si dice convinto che "la luna di miele tra
Berlusconi e l'opinione pubblica, stia per finire". E lo dimostrerebbe
proprio la continua citazione di sondaggi da parte del Presidente del Consiglio.
Il clima di dialogo sembra non esserci nemmeno sulle riforme. Berlusconi ha
rilanciato la necessità di approvare sia il federalismo che la riforma della
giustizia: "Sono indispensabili - ha detto a Bari - per la gente, non sono
un pallino mio e della Lega". Ma il premier sul terreno delle riforme ha
mostrato i muscoli, proprio sulla prima delle leggi da rivedere, vale a dire la
legge elettorale per le Europee: "Abbiamo i numeri - ha detto - per fare
una nuova legge elettorale, che dovrebbe avere una soglia del 5%" e che
dovrebbe eliminare le preferenze. Su questi due punti Veltroni ha annunciato
"una bella opposizione in Parlamento su una legge che vuole penalizzare
qualche partito, con la soglia del 5%, e i cittadini, togliendogli il diritto
di scegliersi il proprio parlamentare europeo". Quella che vuole
Berlusconi - ha rincarato la dose Dario Franceschini - è una legge "mirata
ad eliminare alcuni partiti che hanno un nome e un cognome e cioè l'Udc, l'Idv
e la Sinistra Democratica". Franceschini lancia poi un'altra frecciata:
"Berlusconi ha paura delle preferenze, perchè teme di ritrovarsi la
maggior parte degli eurodeputati del Pd che vengono da An".
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Torino
L'amputazione e il cloroformio MARCO VACCHETTI Cura
necessaria per i giganti moribondi, dall'Alitalia al debito
pubblico, che affollano il Paese. Attenzione allora ad ammalarsi. Attenzione
soprattutto ai mal di pancia, perché, stando alle premesse di questo nuovo anno
scolastico, travasi di bile e coliche potrebbero degenerare in epidemia.
Il protocollo terapeutico somministrato alle scuole sembra infatti presentare
numerosi effetti collaterali, mentre per la diagnosticata ipertrofia del
personale si è deciso di ricorrere alla chirurgia. Ma l'amputazione senza
anestesia è roba da tempo di guerra. E noi in guerra non lo siamo, per il
momento... resta da vedere quale tipo di cloroformio possa esserci rifilato.
Noi insegnanti in media siamo tipi pacifici e tolleranti. Anni e anni di
disistima generalizzata ci hanno portato a sottovalutare il nostro ruolo e a
dimenticare che centinaia di migliaia di docenti sono un esercito. Senza
contare la possibilità di un'alleanza strategica con milioni di studenti che
condividono i destini della stessa barca. C'è di che far tremare più di un
ministero. Difficile dire oggi se gli insegnanti sapranno conservare il
sorriso, ma certo devono mantenersi in salute. Soprattutto risparmiare in
classe la voce, perché potrebbe essere indispensabile farla sentire, forte e
chiara, in altra sede. Per l'abbronzatura non resta che la lampada. Lunedì si
comincia. Buon anno scolastico a tutti. SEGUE A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Roma Alitalia, assedio a Fiumicino. Ryanair: "No a Viterbo" Un'altra
giornata di assedio ieri al Leonardo da Vinci. In 500, tra assistenti di volo e
piloti Alitalia, accompagnati dalle famiglie, hanno sfilato per i terminal
dell'aeroporto di Fiumicino in segno di protesta contro la trattativa
sindacati-governo in corso da giorni. Preoccupato per la situazione il
presidente Marrazzo: "I numeri degli esuberi crescono di ora in ora".
E intanto la compagnia Ryanair dice no al trasferimento dei voli low coast da
Ciampino allo scalo di Viterbo. ANGELI, SAVELLI E VINCENZI A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina
XI - Roma Alitalia, nuovo assedio
a Fiumicino Al corteo degli assistenti di volo anche mamme e bambini FEDERICA
ANGELI FLAMINIA SAVELLI Cinquecento dipendenti Alitalia in corteo per
l'aeroporto Leonardo da Vinci. Una camminata pacifica dal terminal A degli
arrivi nazionali fino alle partenze internazionali del terminal C, per dire "noi ci siamo, non
lasciamo fallire la nostra compagnia". Sperano, non mollano, incrociano le
dita, hanno paura. Tanta. Steward e hostess, molte accompagnate dai propri
figli piccoli, cominciano a sfilare a suon di fischi, urli, slogan. Poi arriva
la notizia che da domani l'Eni non fornirà più il carburante agli aerei Alitalia; poco dopo quella che 34 velivoli e 700, tra
assistenti di volo e piloti saranno in cassa integrazione, infine la disdetta
dei contratti, e dunque l'avvio della mobilità, dal 30 novembre. Ad annunciarlo
attraverso un megafono sono i rappresentanti sindacali della Cub Trasporti e
della Sdl. Dagli schiamazzi si passa al silenzio. I cinquecento si siedono
tutti al centro del terminal C, quasi a dover metabolizzare la valanga di
cattive notizie. Un bimbo biondo dagli occhioni verdi, sulle spalle di uno
steward, suona, senza sosta, una trombetta da stadio. Ma è l'unico rumore che
interrompe minuti angosciosi carichi di pessimismo. "A quanto ho capito la
fine è arrivata davvero - dice sgomento Alberto B. - da domani saremo tutti a
spasso". La manifestazione riprende e finisce quaranta minuti dopo - alle
16.15 - al briefing equipaggi, che da ieri è diventato presidio permanente.
"Se lunedì qualche volo Alitalia dovesse rimanere
a terra, la categoria degli assistenti di volo deciderà quale azione
intraprendere. La categoria è molto unita e molto arrabbiata", dichiara
Cesare Albanese, rappresentante sindacale Sdl e assistente di volo da quasi 20
anni. Sul fronte politico in serata arrivano commenti preoccupati. "I
numeri degli esuberi Alitalia, ora dopo ora, tendono a
crescere", dichiara il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo.
"Anche risolvendo Alitalia io temo che poi ci si
troverà di fronte qualcosa di molto più grande". "Il governo colpisce
con una violenza inaudita gli interessi di Roma", interviene Michele Meta,
capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. Come lui il
segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti: "è necessario un piano
industriale alternativo a quello proposto da Cai che, così come è provocherebbe
nella nostra regione una catastrofe sociale di proporzioni
inimmaginabili".
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Napoli
Il presidente Gesac all'attacco. Due manifestazioni
d'interesse per l'Atitech, ma nulla di definitivo Pollio: "Il piano Alitalia danneggia Capodichino" "BASTA con le protezioni all'Alitalia, meglio il fallimento". Mauro Pollio, presidente della
Gesac, la società di gestione dei servizi a Capodichino, si ribella al piano di
salvataggio della compagnia di bandiera. "Napoli rischia di perdere
le sue frequenze su Linate, oltre un milione di passeggeri l'anno. E poi è diabolico
proseguire nella logica del protezionismo, bisogna liberalizzare, aprire al
mercato. Poi ci saranno anche più posti di prima". Intanto all'Atitech si
attende di sapere chi è davvero intenzionato a rilevare l'azienda di
manutenzioni. Il commissario Augusto Fantozzi: "Ci sono due manifestazioni
di interesse". ROBERTO FUCCILLO A PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Napoli
Gesac, Pollio contro il salvataggio "Basta con le protezioni ad Alitalia" "Il traffico aereo è già basso, meglio
aprire le rotte alle richieste dei viaggiatori" "Napoli non volerà
più su Linate. Ci va un milione di persone l'anno" ROBERTO FUCCILLO
"IO sono molto preoccupato. E soprattutto, mi pare che si continui ad
affrontare il problema dal lato sbagliato". La vicenda Alitalia
sferza Napoli, e non solo sul fronte Atitech, ma anche su quello
dell'aeroporto. Mauro Pollio, presidente della Gesac, scende nell'arena per
dire di come Capodichino non vuole rimanere a sua volta vittima degli errori di
governo e sindacati, e della nascita della nuova società, la Cai, guidata da
Roberto Colaninno . Pollio, ci sono ormai due scenari: il rilancio con Cai o il
fallimento. "Partiamo dal primo scenario. Anche se poi
sempre di fallimento si tratta, anzi Alitalia è già
fallita da tempo. Dunque non meraviglia che si parli di una considerevole
restrizione del traffico. Il guaio è che abbiamo a che fare con due
morti". Alitalia, e poi? "Si sommano i resti di Alitalia e di
AirOne. E si chiude al mercato. In due avrebbero 239 aeromobili. Ora,
fermo restando che il piano non l'ha visto nessuno, e anche questo è motivo di
apprensione, quello che emerge è che la Cai dovrebbe tenerne 136. Per mantenere
i flussi si dovrebbero allora liberalizzare le rotte. Invece si continua a
proteggere Alitalia, come i tanti governi precedenti,
che hanno portato la compagnia al disastro. E le modifiche al decreto Marzano
(quelle che hanno consentito la scissione in due compagnie al fine di sollevare
i nuovi acquirenti dal ripiano dei debiti, ndr) hanno il sapore dell'epoca di
Richelieu". Cosa succede a Capodichino? "Succede che si sente dire
che a Linate dovrebbe essere riservata la rotta Roma-Milano. Oltre che
contrario alle norme Ue, questo ammazza il nostro traffico. Noi attualmente
abbiamo su Linate 66 frequenze fra Alitalia e AirOne.
Se queste vengono meno, quelle mancanti dovrebbero essere aperte ad altri
operatori, come da direttiva europea. Occorre tenere presente che su quella
rotta facciamo oltre un milione di passeggeri l'anno". Con quale ricaduta
economica? "In genere si calcolano circa 2000 addetti per ogni milione di
passeggeri. Quello che preoccupa di più è che non si vedono documenti, e si
sentono invece cose strane. Vedo che la Sea a Milano parla di concessioni fra
Linate e Malpensa. Come se fossimo al mercato del pesce. Non hanno capito che
bisogna uscire da queste logiche, liberalizzare". Non lo hanno capito
neanche i sindacati? "Quello che hanno fatto è sconvolgente. Neanche il
collasso ha provocato una maturazione. Da quelle parti sembra si continui a
tutelare privilegi e posizioni in modo diverso da altri settori del paese. Il
risultato è una filosofia che tratta il controllo del traffico
indipendentemente da dove i passeggeri vogliono andare. Noi abbiamo moltissimi
napoletani che vanno a Milano, per affari o per piacere. Se Linate opera solo
su Roma, tutti questi che fanno, si adeguano a un giro infernale da Malpensa o
vanno a Fiumicino?" Intanto sembra sempre più vicino il fallimento di Alitalia. "Come ho già detto, quello di fatto c'è già
stato. Se all'epoca se ne fosse preso atto, come hanno fatto in Svizzera o in
Belgio, oggi forse i problemi sarebbero già risolti?" Meglio il
fallimento, davvero? "Industrialmente parlando, quella è la soluzione migliore,
è difficile confutarlo. Succede ora? Pazienza: avremo cinque-sei mesi di forte
sofferenza, poi andrà meglio di prima. Il governo può garantire cassa
integrazione, curare gli esuberi, poi il lavoro tornerà, anzi ce ne sarà di
più. Il vero assurdo è che la protezione di Alitalia
ha sempre tenuto basso il nostro volume di volato. Aprire al mercato significa
rilanciare i posti di lavoro, dare sfogo al paese. Ma vedo che si discute di
altro: "perseverare diabolicum est"".
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Napoli
Atitech, cordata campana o via estera Il commissario Fantozzi conferma
l'interesse di americani e imprenditori locali ORE d'ansia a Capodichino per il
caso Atitech. I 750 addetti dell'azienda che opera la manutenzione dei velivoli
hanno evitato ieri ulteriori azioni di protesta dopo la manifestazione che
invece avevano portato a Roma, fin sotto il ministero del lavoro, giovedì
scorso. Si attende l'evoluzione di quel po' di trattativa che resta in piedi a
Roma per l'intero affaire Alitalia. Nel
frattempo non resta che misurarsi sulle novità delle ultime ore. Ieri anche il
commissario Augusto Fantozzi ha precisato che sul settore della manutenzione
sono arrivate due manifestazioni di interesse. Sono le stesse di cui aveva
accennato il presidente della Regione Antonio Bassolino al ministro Claudio
Scajola venerdì sera. Si parla di un interessamento che viene dagli
States, ma anche di una cordata di imprenditori campani, di cui si è cominciato
a discutere qualche giorno fa in Regione col presidente Gianni Lettieri. E non
è tramontata neanche l'ipotesi dello sbocco in Finmeccanica. Ma per ora sono
ipotesi formulate, non un piano preciso. "In realtà - dice Federico
Libertino, segretario generale regionale della Filt Cgil, l'unica cosa
ufficiale è che Atitech è fuori dal perimetro industriale della nuova compagnia".
è esattamente quello che invece sindacati, lavoratori e mondo politico avevano
chiesto a tutta forza al governo. Questo non vuol dire che non esistano altre
prospettive. "Ma bisogna valutarne la solidità - aggiunge Libertino -
essere certi della durata nel tempo delle commesse. Di concreto per ora non c'è
niente. L'unica cosa concreta è invece il valore di Atitech, che non è la
solita cosa napoletana ma una azienda di eccellenza, per tutto il paese".
Sotto sotto lo scetticismo di Libertino è riassumibile in una domanda: se
Atitech è giudicata appetibile sul mercato, perchè la Cai non vuole mantenerla
sotto le sua ali? "L'importante è salvare il lavoro - dice Giovanni Aruta
della Cisl - per Cai, per Finmeccanica, per qualunque altro interlocutore. Il
valore dell'azienda non si discute. è vero che gli MD80, che sono difficili e
costosi da trattare, prima o poi resteranno a terra, ma Atitech lavora da tempo
anche sugli A320 che hanno il futuro assicurato sulle linee a medio e lungo
raggio". Non c'è ragione di ritenere che non ci sia più lavoro, insomma.
E, stabilito questo principio, "allora forse - dice Libertino - si può
anche affrontare il problema dei costi, se ce ne sono". La sensazione è
che il salvataggio dell'azienda potrebbe far aprire anche la trattativa su eventuali
esuberi, magari da coprire con scivoli e prepensionamenti. Ma il futuro è
nebuloso, l'avvicinarsi anzi del fallimento Alitalia
lo rende anche più buio. "Non diciamo certo di no a operazioni di mercato
- dice Anna Rea, segretario regionale della Uil - ma si può ragionare solo se
si sa questi ipotetici acquirenti chi sono, da dove vengono, dove vogliono
andare". Viceversa il rischio è questo: "Che si vada alla svendita di
una azienda. In Campania abbiamo già vissuto storie del genere in passato, vedi
la distruzione della filiera dell'elettronica e dell'informatica". (r.
f.).
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIII - Genova
LASCIATE IN PACE BOCCA DI ROSA ANTONIO DIPOLLINA (segue dalla prima di cronaca)
Purtroppo, temiamo, il motore principale dell'educazione sessuale ormai sarà
per sempre internet. Resta più in generale il tema innescato dal nuovo governo
che sembra concentrare sulla questione delle "pubbliche mogli" gran
parte della propria azione, insieme al caso Alitalia: tanto
che si teme prima o poi un intrecciarsi di metodi, tipo una cordata (purché
italiana) che rilevi l'intero business del sesso a pagamento. Oppure vendere le
prostitute ai francesi. Protagonista è la ministro Carfagna che, diciamolo, non
sta ottenendo un grande ritorno di immagine: prima ha detto in pubblico che le
fa orrore il fatto che qualcuno possa usare il proprio corpo per
ricavarne denaro. Con una prontezza d'altissima scuola, la prostituta storica
Carla Corso dieci minuti dopo aveva già dichiarato alle agenzie di stampa che
la ministro in passato ha fatto un calendario. Rispostina grossolana ma di una
certa efficacia. E ieri ancora don Gallo su Repubblica ha richiamato tutti, e
soprattutto la ministro, alla necessità di pensare sì al corpo ma di procedere
anche a un uso più consapevole del cervello. E' chiaro che la questione
genovese dei "bassi" diventa quasi una parte nobile e facilmente
risolvibile rispetto alla scalata al cielo che il governo sta tentando contro
la prostituzione in genere. Chi se ne intende ? nel senso di chi è incaricato
dell'ordine pubblico ? fa timidamente sapere che risolvere così il problema è
da pazzi, che il Ddl prevede l'intervento di vigili e forze dell'ordine che,
per sperare di cogliere davvero qualche cliente sul fatto (è vero, la frase
giusta è un'altra, ma non esageriamo) devono essere presenti nel momento esatto
del pagamento in denaro più altri mille cavilli. Se il momento esatto non è
quello, il cliente avrà sempre buon gioco a dire che con la signora o signorina
in questione stava discorrendo amabilmente dell'esperimento del Cern o
discutendo il dosaggio esatto degli ingredienti del Campari Orange. Come
sempre, solo chi lavora sul campo può avere un minimo di idee chiare, siano i
"bassi" che la prostituzione in genere. L'altra notte in un celebre
viale all'estremo levante ligure sono stati multati una decina di clienti di
prostitute e trans, in puntuale osservanza di un'ordinanza del sindaco. Le
cronache un po' morbosette evidenziano il vero punto del problema: i verbali
arriveranno a casa entro sessanta giorni. I multati impiegheranno le prossime
settimane a pentirsi, migliorare la propria educazione sessuale oppure a
organizzarsi in qualsiasi modo pur di intercettare il dannatissimo foglietto,
prova suprema del misfatto?.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bari La
polemica La Cgil attacca il presidente del Consiglio "Nemmeno una risposta
sul Mezzogiorno" "Nel suo discorso alla Fiera del Levante il
Presidente del Consiglio non solo non ha dato alcuna risposta sui problemi
reali del Paese e del Mezzogiorno, ma li ha completamente rimossi": lo
sostiene il segretario generale della Cgil Puglia, Mimmo Pantaleo, secondo il
quale dal premier "nulla è stato detto su come sostenere la crescita
dell'Italia, dei redditi di lavoratori e dei pensionati, mentre le strategie
per rilanciare un Sud che arretra pesantemente rimangono oggetti
misteriosi". "Sul federalismo - dice Pantaleo - non ho sentito alcun
chiarimento sul tema centrale delle risorse, nè, soprattutto,
su come garantire realmente uguali diritti per i cittadini del nord e del sud
del Paese. La vicenda Alitalia poi e le tante crisi occupazionali sembrano scomparsi
dall'agenda del Presidente del Consiglio. Sui tagli alla scuola e le politiche
del Ministro Gelmini ha preferito sorvolare".
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari
Emiliano: io ho la schiena dritta Il sindaco contestato: "Berlusconi è
diverso dai lacchè di provincia" L'inaugurazione della Fiera RAFFAELE
LORUSSO I fischi, forse, li aveva messi nel conto. Così, quando dal cuore della
platea, quella occupata per lo più da esponenti del centrodestra, si levano
impetuosi urla e schiamazzi di disapprovazione, Michele Emiliano rimane
impassibile. Il sindaco aspetta pazientemente che la tempesta passi. Il suo
passaggio sui rifiuti campani, pronunciato con toni perentori proprio
all'inizio del messaggio di saluto al presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, diventa però il tema principale del dibattito politico. "Benvenuti
in una città che mantiene la schiena dritta e può guardare negli occhi chi
pensa di adoperare l'immondizia di Napoli per piegare la resistenza di tutti i
meridionali", è l'affondo di Emiliano che finisce sotto accusa. Il
sindaco, però, incassa e procede spedito per la propria strada. Il suo
intervento è il manifesto delle cose fatte dalla sua amministrazione. Il
bilancio di quasi cinque anni di governo, alla vigilia della contesa elettorale
della prossima primavera. Se la campagna elettorale per le comunali è di fatto
aperta - il Pdl ha già messo in campo la candidatura di Simeone Di Cagno
Abbrescia - Emiliano sceglie la vetrina della 72esima Fiera del Levante per
cominciare a calare i propri assi e rispolverare la strategia del 2004: scontro
frontale con il centrodestra locale, mano tesa ai leader nazionali della parte
avversa. Il sindaco lo dà ad intendere chiaramente nei passaggi successivi del
proprio intervento, quando plaude a Berlusconi per il ruolo svolto durante la
crisi in Ossezia e gli chiede di essere presente alla riapertura del Teatro
Petruzzelli, il 6 dicembre, e alla riconsegna della Chiesa Russa al Patriarcato
di Mosca, il 19 dicembre. Berlusconi accoglie l'invito ed Emiliano gongola.
"Quello che è successo - dirà alla fine della cerimonia - dimostra ancora
una volta la distanza siderale che divide Silvio Berlusconi dai suoi lacchè di
provincia. Con il presidente del consiglio abbiamo in pochi minuti trovato
intese concrete e decisive per Bari. Le reazioni sono andate molto al di là del
pensiero dello stesso Berlusconi, tenuto conto che mi ha detto:
"Tranquillo sindaco, ho capito il senso del suo discorso". Comunque,
non parlerò più di schiena dritta in certi contesti". Il pensiero di
Emiliano va prima di tutto ai lavoratori e agli studenti che, davanti ai
cancelli della Campionaria, manifestano a difesa della scuola pubblica.
"La città è vicina a tutti gli insegnanti e agli studenti d'Italia che non
credono che la liquidazione dell'istruzione pubblica corrisponda agli interessi
del Paese", dice. Per il resto, Emiliano incassa applausi. Il bilancio di
fine mandato, a suo giudizio, ha all'attivo l'incremento della raccolta
differenziata, le campagne per la legalità, l'abbattimento di Punta Perotti
("in ossequio alla legge Berlusconi"), la ristrutturazione delle case
popolari, le politiche per la mobilità. Il sindaco rimprovera il capo del
governo per i nove milioni sottratti a Bari dal recente Piano casa e gli chiede
con forza, incassandone l'impegno, di dare un ruolo alla Fiera del Levante di
Bari nell'organizzazione dell'Expo 2015. Alla fine Emiliano lancia la propria
sfida: "Quando l'anno prossimo l'accoglierò... ". Anche il presidente
della Provincia, Vincenzo Divella, pone a Berlusconi una serie di questioni. La
più importante è quella dei trasporti. La Puglia, dice, "non deve essere
penalizzata dal salvataggio Alitalia".
Quindi, se la nuova Alitalia-Air One dovesse ridurre i voli da Bari per Roma e Milano
bisognerà far sì che le rotte che si renderanno disponibili siano cedute ad
altre compagnie. Il presidente della Provincia sottolinea che "qualcuno ha
scambiato la Puglia per un deposito di ferrivecchi" (il riferimento è alla
sostituzione degli Eurostar con gli Eurocity). Infine, il federalismo.
Nessun pregiudizio, assicura Divella, "ma alla trattativa con il
Mezzogiorno - avverte Divella - ci aspettiamo che il nord arrivi con la mente
sgombra da furbizie".
( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ntozzi annuncia che
da domani alcuni voli della agonizzante compagnia di bandiera sono a rischio e
che comincia la cassa integrazione straordinaria per gli equipaggi dei 34 aerei
già messi a terra. In serata, vertice a Palazzo Chigi, tra voci di sfaldamento
della cordata organizzata da Intesa, politica nella bufera, sindacati con il
fiato sospeso e passeggeri incerti. All'aeroporto romano di Fiumicino vanno
ancora una volta in scena rabbia e stanchezza. La voglia di crederci, in un
miracolo, ma anche la voglia di lasciare andare tutto in malora, "ché a
questo punto - spiega lo steward Simone Fascianelli - guadagno di più se perdo
il posto di lavoro. Meglio che fare lo schiavo per tre euro e mezzo
l'ora". Alle 15.30 parte un corteo con trecento persone che scandendo lo
slogan "meglio falliti che con questi banditi" (ovvero, gli imprenditori
della Cai) gira intorno all'aeroporto, va verso il terminal Partenze dei voli
nazionali, per poi passare ai voli internazionali ed entrare nell'area
check-in. Rabbia nei confronti degli industriali della cordata; dei politici
"che per anni hanno mangiato sull'Alitalia";
dei giornali accusati di dipingere i dipendenti come una massa di raccomandati
che lavorano poco o niente, circondati da innumerevoli privilegi e benefit.
"Ditelo ai vostri colleghi - attacca un altro steward, Roberto Valenti -
che sono vent'anni che a Venezia non ci portano più in motoscafo all'Hotel des
Bains". Il presidio del pomeriggio si tiene davanti al Cbc Alitalia (Crew Boarding Center, l'area che fa da base per
gli equipaggi della compagnia di bandiera prima e dopo i voli) di Fiumicino, tra
i terminal A e B dell'aeroporto. Problemi per i voli non ce ne sono, qualcuno
tra i passeggeri diretto alle partenze butta occhiate distratte. Più distante,
a "Cargo City" (ma nessuno li vede) ci sono quelli della manutenzione
leggera e dei servizi di terra. Qui al Cbc, ci sono circa duecento persone.
Tanti sono venuti con i figli, ragazzini con gli skateboards che giocano con le
trombe da stadio adoperate "per fare un po' di casino" durante il
corteo. Da una parte c'è un tavolino con bottiglie di acqua minerale per
dissetarsi, poi a un certo punto arriva una cesta piena di pizza rossa e pizza
bianca, tutti ne prendono, c'è un cartello: "lasciamo pulito". Sono
tutti o quasi assistenti di volo, un piccolo popolo abbronzato ma anche
sconsolato di trentacinque-quarantenni che in queste ore rappresentano il cuore
della protesta. Sì: perché a differenza dei piloti, le hostess e gli steward
costituiscono la "piccola borghesia" del popolo Alitalia.
Una piccola borghesia che si vede spinta sull'orlo del baratro della
proletarizzazione. Anche se qualcuno tenta di ostentare durezza e cattiveria,
si vede che gli assistenti di volo sono gente abituata (istituzionalmente) ad
essere cortese e gentile. Il leitmotiv è "non abbiamo niente da
perdere". Come spiega Tito C., "se accettiamo il piano Cai guadagnerò
1.100 euro al mese per lavorare in condizioni allucinanti. Se falliamo e ci
mettono in mobilità guadagnerò 1.300 euro al mese. E avrò due anni per cercarmi
un lavoro". Insomma, no future? La speranza è l'ultima a morire, anche se
in giro c'è n'è poca poca. Guido Gazzoli, delegato sindacale, non si spiega
come si faccia a valutare Alitalia "la miseria di
400 milioni. Solo gli slot valgono molto ma molto di più". E giù accuse
contro chi ha gestito l'azienda in passato, ma anche contro Corrado Passera e
la cordata. E allora, chiediamo, perché a suo tempo avete detto no ad Air
France-Klm? "Macché - insorgono gli assistenti di volo - sono stati i
piloti a far saltare tutto". Riprende Tito: "Sono una corporazione,
sono forti e non si sentono con le spalle al muro". È così? "Siamo
tecnici - spiega un primo ufficiale - ognuno reagisce allo stress come meglio
può. C'è un lavoro da svolgere, quando sarà il momento vedremo che fare".
E il rischio di fallimento? "Non so, il sindacato fa l'interesse degli
iscritti. Io dico solo che quel taglio della retribuzione è umiliante e
inaccettabile, far volare un aereo non è uno scherzo, so quanti sacrifici
costa".
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il caso
British Airways: 30 compagnie a rischio Crac XL, ponte aereo per 90mila
rimpatri LONDRA - Trenta linee aeree potrebbero andare in bancarotta entro la
fine dell'anno, e i bookmaker inglesi cominciano già ad accettare scommesse su
quale sarà la prossima, con l'Alitalia indicata da voci dell'industria aeronautica come una delle
vittime più probabili. La previsione di nuovi fallimenti nel settore viene da
Willie Walsh, presidente e amministratore delegato della British Airways, e
arriva in un momento di caos senza precedenti per i trasporti aerei del Regno
Unito: le autorità stanno organizzando un ponte aereo con l'Europa e i
Caraibi per riportare a casa dalle vacanze quasi 100 mila turisti britannici
lasciati a piedi dal fallimento della XL Leisure, terzo maggiore tour operator
nazionale, che ha cancellato tutti i voli di partenza e ritorno ed è stato
messo in amministrazione controllata. In tutto, oltre 250 mila passeggeri hanno
dovuto rinunciarea a fare le valige da un giorno all'altro, fra quelli che
erano in procinto di partire e quelli che si preparavano a rientrare in patria.
L'operazione di "salvataggio" ordinata dalla Civil Aviation
Authority, l'agenzia statale che regolamenta i voli commerciali, è senza
precedenti per le dimensioni dello sforzo: il governo dovrà noleggiare decine e
decine di aerei per riportare a casa i turisti britannici, una disfatta che a
qualche commentatore ricorda la precipitosa fuga da Dunkerque delle truppe
inglesi inseguite dalla armate del Terzo Reich, all'inizio della seconda guerra
mondiale. Stavolta il nemico che minaccia l'industria dei trasporti aerei è un
altro: la recessione globale, in combinazione con l'aumento dei prezzi del
petrolio. "Siamo nella peggiore situazione che l'industria aeronautica abbia
mai conosciuto", ha dichiarato il presidente della British Airways, Walsh.
(e.f.).
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Passeggeri
e agenzie in fuga da Alitalia I call center: "Ai
clienti non sappiamo cosa dire". Crollo di richieste dall'estero
L'emergenza I tour operator: "Siamo sconcertati, non pensavamo si
arrivasse a questo punto". I rischi per chi ha i punti
"Millemiglia" LUCA PAGNI MILANO - "I passeggeri che telefonano?
Cerchiamo di rassicurarli, ma in queste condizioni non siamo sicuri del nostro
posto di lavoro, figuriamoci di cosa accadrà ai voli della prossima settimana".
Call center Alitalia: le indiscrezioni sugli aerei che
da domani potrebbero rimanere sulle piste vuoi perché l'azienda ha finito i
soldi della benzina, vuoi perché partiranno i primi licenziamenti, hanno fatto
effetto. Ieri, non appena la notizia è rimbalzata sui media, i centralini della
compagnia sono stati presi d'assalto. Ma i passeggeri, in particolare quelli
che hanno già acquistato un biglietto, di certezze ne hanno avute poche:
"Se vogliono essere sicuri di viaggiare non possiamo che sconsigliarli, se
hanno già il biglietto di attendere gli eventi. Come noi del resto". Ma
quelli dell'ex compagnia di bandiera non sono stati gli unici telefoni caldi
nella giornata forse più drammatica della storia aziendale. Gli impiegati dei
tour operator, ma soprattutto delle agenzie di viaggio hanno fatto gli
straordinari. Le domande dei viaggiatori? Sempre le stesse degli ultimi giorni,
da quando la trattativa con i vertici della cordata italiana è entrata nel
vivo: "Fino a ieri abbiano avuto solo poche rinunce o clienti che ci hanno
chiesto di spostarsi su Air One - raccontano alla Cisalpina Tour di Torino -
perché noi per primi li rassicuravamo. Ci sembrava impossibile che la
situazione arrivasse a questo punto. Di Alitalia in crisi si parla da anni, ma gli aerei hanno sempre viaggiato,
una soluzione l'hanno sempre trovata. Ma ora anche noi siamo sconcertati".
Ma c'è chi si era già accorto della fuga dei passeggeri da Alitalia senza aspettare il precipitare della crisi. Sono i
gestori dei siti internet di turismo e di prenotazione dei voli on line. Come
racconta Francesca Benati, direttore marketing di Exepdia.it: "Non c'è
dubbio che da quando è stato annunciato il fallimento della vecchia Alitalia gli acquisti di biglietti sul nostro sito sono
calate. Anche se, bisogna ammettere che sul sito italiano non siamo scesi più
del 3%. Forse perché fino all'ultimo Alitalia si è
mantenuta molto competitiva nelle sue offerte ed è sempre fortissima nel
mercato domestico. Diverso il discorso, se guardiano alle richieste dai portali
di Francia, Germania e Inghilterra: in questo caso le prenotazioni erano già
crollate da tempo. Si vede che all'estero erano più pessimisti di
noi....". La situazione, però, non potrà che peggiorare: "Da lunedì
abbiamo la sensazione che, dal numero di biglietti venduti, qualche volo
potrebbe anche rimanere a terra", In tutto ciò, non poteva mancare
l'iniziativa di una delle tante associazioni dei consumatori. La più veloce è
stata Adoc (Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori), che
ieri con un comunicato ha ricordato i rischi, in caso di fallimento, dei
clienti Alitalia che hanno già acquistato un biglietto
o che vantano punti Millemiglia: "Sono tutti creditori non privilegiati ed
è facile che altri creditori prevalgano e quindi che ogni diritto venga
perduto". L'unica è insinuarsi nel fallimento, a patto di aver tenuto
fattura o documentazione.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Settimana
di fuoco per Alitalia: i creditori bussano e esigono pagamenti anticipati Cig, aerei a
terra e addio licenza così potrebbe morire la compagnia Il carburante e il
conto degli alberghi per gli equipaggi si pagano cash La Magliana in allarme:
"Non riusciamo più a tamponare tutte le falle" LUCIO CILLIS ROMA - La
crisi Alitalia rischia di accelerare fino a giungere nel giro di due settimane
ad un punto di non ritorno. Il timing è strettissimo. Prima i creditori
che bussano sempre più rumorosamente alla porta del commissario Augusto
Fantozzi. Poi, il rifiuto di fornire servizi con pagamento posticipato a due o
quattro mesi, come accadeva fino a poco tempo fa, e aerei a rischio carburante.
Nel contempo, in mancanza di un accordo coi sindacati, potrebbero scattare già
domani le prime procedure di emergenza nelle mani di Fantozzi, a cominciare
dalla cassa integrazione straordinaria che può poi sfociare nella mobilità. Dal
canto suo, Alitalia definisce in un documento interno
la lista dei "fornitori principali", necessari cioè alla
sopravvivenza della compagnia e le cui richieste devono essere sempre
soddisfatte. Ai primi posti, il kerosene e gli hotel per gli equipaggi. Il
primo segnale del deterioramento della situazione arriva dall'estero. Siamo
agli inizi di settembre e in alcuni scali extra-europei scattano le richieste
di pagamento anticipato per carburanti e camere d'albergo destinate al personale
navigante. I creditori più diffidenti sono proprio questi. Poi un progressivo
peggioramento delle condizioni e nelle ultime 48 ore anche l'Eni blocca per un
giorno i rifornimenti di carburante con pagamento posticipato: venerdì scorso,
solo cambiando fornitore Alitalia riesce a evitare la
messa a terra di dodici aerei. Si arriva così all'annuncio di ieri: Fantozzi si
prepara ad inviare le lettere di cassa integrazione agli equipaggi di 34 aerei:
in tutto un migliaio di dipendenti. Il commissario, che non esclude che altri
voli possano essere bloccati, chiede anche che l'amministrazione straordinaria
venga estesa a tutte le società del gruppo. Infine, arriva l'Enac, l'ente che
concede le licenze ai vettori, con la sua minaccia di ritirare, in mancanza di
novità positive, il "certificato di operatore aereo" necessario per
volare. Se queste sono le premesse, che cosa potrebbe accadere nei prossimi
giorni e settimane in assenza di accordo? Alitalia si
vedrebbe costretta a ridurre progressivamente il numero di voli, dando la
priorità a quelli intercontinentali. é presumibile quindi che i primi ad essere
cancellati siano quelli nazionali, che possono contare su diversi collegamenti
quotidiani. Inutile dire che si tratterebbe di una rapida agonia, che in
assenza di soluzioni, sfocerebbe nel fallimento e nella messa all'asta di tutti
gli asset della compagnia. A quel punto quel che resta di Alitalia
diventerebbe preda delle compagnie aeree straniere che potrebbero aggiudicarsi
flotta, rotte, aziende e immobili a costi notevolmente inferiori rispetto a
quelli attuali.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi
convoca i sindacati. Vertice nella notte, spiragli su produttività e salari Alitalia, trattativa
finale Fantozzi: manca il carburante, da domani voli a rischio.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Bbe venire a mancare
il carburante. Comunque scatterà la cassa integrazione se nelle prossime ore
non dovesse essere trovato un accordo con i sindacati. L'Enac potrebbe
sospendere la licenza di volo alla compagnia. In serata è sceso in campo
Berlusconi, che ha visto le organizzazioni di categoria e Cai nel tentativo di
sbloccare la vertenza. Spiragli su produttività e salari. Pressing del premier
su Cai. "La situazione è drammatica - ha avvertito Berlusconi - qualcuno
gioca allo sfascio per addossare la responsabilità al governo, ma non ci
riusciranno".
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
OLTRE mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano anche
quelli finanziari. Per raggiungere a fine luglio la cifra monstre di 1.159
milioni di euro. Alitalia è al bivio, stretta tra un indebitamento record e i fornitori
che, temendo il fallimento, minacciano di non riempire più i serbatoi degli
aerei. In cassa solo pochi spiccioli per arrivare alla fine del mese. Con lo
Stato che in 10 anni l'ha artificiosamente tenuta in vita versando qualcosa
come 5 miliardi e 187 milioni di euro, tra ricapitalizzazioni e
prestiti. Serve subito una svolta.
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Il federalismo
aiuterà il Sud" E Berlusconi critica gli evasori "Il 20% del lavoro è
in nero". Nuovo affondo sui pm GIANLUCA LUZI BARI - Diciotto minuti di
discorso. Mai così breve. Lasciato da parte il testo scritto (da lui definito
"un mattone"), a Berlusconi resta giusto il tempo per dire che farà
la riforma della giustizia e che il federalismo fiscale non è contro il Sud.
Per ricordare ancora una volta che il consenso al governo è a livelli
"imbarazzanti", il 67 per cento. Ma con il rischio di nuove tempeste
finanziarie dall'America che penalizzerebbero la nostra economia che non solo è
ferma, ma su cui pesa anche l'evasione fiscale record: "Stimiamo che l'economia
nera sia tra il 18 e il 23% del Pil. Questo comporta che molte decine di
miliardi di euro non entrano". Berlusconi conclude il discorso quasi
all'improvviso, sul volto insolitamente pallido i segni
della tensione per la vicenda Alitalia che lo richiama subito a
Roma dopo una telefonata con Gianni Letta, e forse anche la stanchezza per i
festeggiamenti durati fino a tarda notte per il matrimonio di "Miss
Montecitorio", durante i quali ha ripercorso tutto il repertorio canoro
assieme al menestrello di corte Apicella. Così sul palco della Fiera del
Levante il presidente del consiglio si è limitato a illustrare i due temi della
ripresa autunnale che sono già al centro dello scontro politico, anche
all'interno della maggioranza. Con una premessa: "La cattiva politica vuol
far credere che il federalismo fiscale sia un obiettivo solo della Lega e che
la riforma della giustizia sia un pallino del presidente del Consiglio e del
Pdl". Invece "sono due riforme indispensabili per il Paese" e
"i magistrati che fanno il loro lavoro e il loro dovere non hanno nulla da
temere". Per Berlusconi "federalismo vuol dire coniugare l'onere
delle tasse con l'onore di una spesa responsabile, in modo tale che si possa
chiaramente definire chi fa cosa e chi è responsabile". E non è "una
minaccia per il Sud. Anzi è tutto il contrario". Quanto alla tassa sulla
casa, Berlusconi ha garantito che "con il federalismo fiscale non ci sarà
nessuna riedizione di tasse già abolite. Prendo l'impegno che l'Ici sulla prima
casa non sia reintrodotta con altro nome o in altra forma. Abbiamo abolito
l'Ici - ha sottolineato il premier - perchè gravava su un bene primario per le
famiglie e sul loro risparmio. Il federalismo fiscale non deve essere una via
per sostituire alla pressione fiscale centralista una pressione fiscale
locale". L'altra riforma in calendario, quella della giustizia,
"serve per rimediare all'assenza di diritto" nel nostro Paese. Come
per il federalismo fiscale "nessuno deve temere la riforma perchè sarà un
servizio dello Stato a favore dei cittadini, delle imprese, delle famiglie. E'
uno strumento che rende effettivi i diritti e i doveri sanciti dalle
leggi". Secondo il capo del governo "uno dei segni di debolezza anche
internazionale del nostro Paese è l'assenza della certezza del diritto".
Al contrario "la nostra riforma darà, a ogni cittadino italiano accusato
di qualche reato, la possibilità di avere di fronte un giudice terzo. E questo
- ha aggiunto Berlusconi sintetizzando il suo progetto di separazione delle
carriere - succederà solo se si distingueranno i magistrati giudicanti dai pm,
quelli che noi definiamo avvocati dell'accusa e che dovranno avere carriere,
esami e luoghi di lavoro distinti dai magistrati giudicanti". Tornato a
Roma Berlusconi si è collegato telefonicamente con il seminario di Forza Italia
a Gubbio. E ha confermato il suo progetto di legge elettorale per le europee:
"Abbiamo i numeri per varare una legge elettorale europea con lo
sbarramento al 5% e liste predisposte dalle forze politiche".
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Legge
elettorale, non truccate le regole" Casini alla maggioranza: faremo
barricate. "Transfughi Udc a caccia di auto blu" LUCIANO NIGRO DAL
NOSTRO INVIATO CHIANCIANO - "Non si truccano le regole del gioco".
Pier Ferdinando Casini avverte Silvio Berlusconi. E lo sfida: "Metti lo
sbarramento che vuoi, anche oltre il 5%, ma le preferenze non toccarle".
Per il leader dell'Udc è vitale, "una questione di come si concepisce la
democrazia. Perché in questo paese ci sono sintomi di involuzione
democratica". Prepara "le barricate in Parlamento", Casini, e
intanto alza la polemica contro "il governo degli spot". Quasi una requisitoria su Alitalia,
sicurezza, scuola, prostituzione e federalismo. Però al premier che tira un
sospiro di sollievo perché nella maggioranza non c'è più una forza politica che
si oppone sistematicamente risponde così: "Parole che feriscono, ma non
possiamo permetterci falli di reazione. Sarebbe autolesionistico andare
a sinistra e fare una nuova Margherita. Siamo al centro e non ci spostiamo. Non
faremo un regalo a chi si vuole liberare di noi". è Berlusconi, oggi, il
nemico. Quattro mesi fa lo era anche Veltroni "che fece come la monaca di
Monza", accettando lo schema bipartitico di un Egidio interpretato dal
Cavaliere. Oggi il Pd "ha capito l'errore" e il dialogo è possibile.
E' la sua ex maggioranza, invece, il concorrente più pericoloso, quella che
"cercò di annetterci al Pdl, e in che modo, con una telefonata".
Perciò, alla festa di Chianciano Terme, che ha applaudito D'Alema e fischiato
Cicchitto e la Gelmini e tributato ovazioni a Buttiglione in versione antifascista
e a Tabacci fustigatore di "banchieri truculenti", il leader dei
centristi indica la rotta ai suoi. Competere con il Pdl per dimostrare che
"abbiamo un'altra idea della politica", ma senza sguarnire il fronte
moderato. "Oggi il governo è in luna di miele - riconosce - ma domani non
sarà così, e forse a sgretolarsi saranno i due partiti maggiori". Ci sarà
da combattere in autunno. In Trentino l'alleato è il Pd. In Abruzzo chissà se
il Pd ricambierà appoggiando l'udc De Laurentis. "Noi non abbiamo fretta",
ha spiegato ai suoi e lo ha ripetuto a D'Alema, riservatamente. Poi, in
primavera, la guerra: se il centro vince sceglierà con chi allearsi da
posizione di forza. Ma in sei mesi la gente capirà che molti sono "solo
spot". Compreso il federalismo. "Sarò controcorrente - dice
rispondendo a Enrico Mentana - però questo federalismo porterà a una
moltiplicazione dei costi che rischia di distruggere il nostro paese. E
l'abolizione delle Province che fine ha fatto?". Si ancorerà alla
tradizione cattolica il centro di Casini, alzerà la bandiera dei moderati e non
inseguirà "la deriva" delle veline e delle miss Italia, delle tv. Né
asseconderà gli umori dell'opinione pubblica: "Se facciamo politica sui
sondaggi tra un po' chiediamo la pena di morte e l'impiccagione". Casini
sa, però, che un pezzo del suo partito vorrebbe tornare nella comoda casa del
centrodestra. Glielo ha detto una donna baciandolo al suo arrivo alla festa:
"Non portarci a sinistra". Gliel'hanno ripetuto assessori che temono
di perdere il posto. Perciò a loro grida: "Se è per questo che state
nell'Udc, andatevene. Noi abbiamo rinunciato a 40 parlamentari e a posti di
governo per difendere una storia e un'identità". Il veleno finale è per
Giovanardi e Baccini passati al Pdl. Non li cita. Li chiama "gente che non
ha mai fatto un giorno senza auto blu e oggi sputa sul nostro partito".
( da "Repubblica, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il caso Paolini
insulta e blocca il Tg1, Riotta lo querela Interrotto il lavoro della
giornalista a Fiumicino con un attacco al premier ALDO FONTANAROSA ROMA -
Finora si era limitato a sbracciarsi e a mostrare profilattici alle spalle dei
giornalisti di tutte le reti, pubbliche e private. Stavolta Gabriele Paolini -
che si attribuisce ormai 20 mila blitz televisivi - fa qualcosa in più se il
direttore del Tg1 Gianni Riotta vuole querelarlo. Lo stesso Berlusconi avrebbe
motivo di risentirsi, visto l'insulto che si becca in diretta tv. Il Tg1 delle
20 è in onda da sei o sette minuti quando Margherita Busi dà la linea a Laura
Chimenti, che parla dall'aeroporto di Fiumicino teatro
della drammatica protesta dei dipendenti di Alitalia. Sullo
sfondo, Gabriele Paolini prende la rincorsa e le si fionda contro. Ha i capelli
corti e degli occhialini bianchi. Un signore prova a fermarlo. è un passeggero
di Alitalia che assiste alla diretta. Paolini riesce a divincolarsi, prima
fa le corna, poi urla al microfono: "Berlusconi è uno stronzo".
La Busi tenta di mantenere la calma, in diretta bolla Paolini come il solito
incivile ("ma avrei voluto dirgli molto di più", confesserà più
tardi). Infine restituisce la linea a Laura Chimenti perché la situazione
sembra tornata tranquilla. Paolini, però, torna all'attacco: "Mi hanno
messo le mani addosso", grida. La regia del Tg1 è costretta a oscurare il
segnale, mandando in sovrimpressione un cartello nero con la scritta "Edit
3 Tg1", fatto che ha pochi precedenti nella storia della Rai. A
telegiornale concluso, la Busi è fuori di sé: "Ci sono gli estremi per
contestare l'interruzione di pubblico servizio", dice, "Questo non
era un collegamento qualunque: c'erano migliaia di dipendenti Alitalia e migliaia di loro familiari davanti alla
televisione per sapere che cosa stesse succedendo sulla crisi della
compagnia". Arrabbiato è anche il direttore Riotta: "Ci hanno chiesto
di aprire il Tg1 all'esterno e noi lo abbiamo fatto. Nella edizione di ieri
sera, abbiamo fatto quattro dirette. Ora però vorrei che le nostre croniste e i
nostri cronisti potessero lavorare in totale sicurezza. Confermo che
quereleremo Paolini".
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-14 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Iniziativa di Berlusconi, nella notte nuove
proposte su esuberi e salari Alitalia, apertura dei sindacati Si
tratta ancora con i piloti ROMA - Crisi Alitalia,
Berlusconi in campo. La trattativa è ripartita nella notte con un vertice a
Palazzo Chigi con Cgil, Cisl, Uil e Ugl e una nuova proposta su esuberi e
salari. Prime aperture dei sindacati, si tratta ancora con i piloti. DA
PAGINA
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 9 categoria:
ALTRI OGGETTI I democratici e il doppio Fitoussi L'economista Jean Paul
Fitoussi è uomo di mondo. Docente alla Summer School organizzata a Cortona dal
Pd, dalla cattedra ha parlato del giusto mix da cercare tra
Stato e mercato, senza citare il caso Alitalia e senza
creare problemi agli organizzatori. Sceso dal palco però ha detto cosa pensa
veramente, rilasciando un paio d'interviste in cui ha lodato Tremonti,
Berlusconi e la Robin tax. Richiesto di un giudizio sul Pd ha chiuso il
cerchio: "E' moscio".
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il giorno nero dei "prenotati" L'assalto ai call center
In caso di fallimento andrebbero persi rimborsi e viaggi premio "Chi è all'estero
potrebbe rientrare con le compagnie alleate" ROMA - Un disastro per i
dipendenti della compagnia. Uno smacco per l'immagine del Paese. Ma se nei prossimi giorni Alitalia dovesse
davvero sprofondare, i più indifesi sarebbero i viaggiatori. Ieri chi ha prenotato
i voli ha preso d'assalto i call center della compagnia, che sconsigliavano
l'acquisto dei biglietti in attesa di novità. Il rischio per Alitalia è quello del grounding, che in inglese avrà pure un suono
simpatico ma vuol dire aerei a terra e libri in tribunale. Fallimento. A
finire nei guai per primo sarebbe chi con Alitalia è
partito ma deve ancora tornare. Circa 15 mila in questo momento, secondo le
stime di sindacati e consumatori. Con il fallimento, Alitalia
semplicemente non esisterebbe più: niente aerei e tutti fermi lì, nel limbo
lontano da casa. Ma la situazione sarebbe meno drammatica di quella vissuta in
queste ore dai viaggiatori della Xl. Dopo il crac, il tour operator inglese ha
lasciato a terra 90 mila turisti, spingendo il governo britannico ad
organizzare un ponte aereo per il loro rimpatrio. "Prima di essere
costretti ad un passo del genere - dice Mauro Rossi, segretario della Filt, il
sindacato trasporti della Cgil - Alitalia
assicurerebbe il rientro di tutti quei 15 mila passeggeri ". A differenza
della società inglese, Alitalia fa parte di
un'alleanza che raggruppa altre compagnie, da Air France ad Aeroflot, dalla
China Southern fino all'americana Continental. Sarebbero loro a riportare a
casa gli appiedati. A patto di aver posti disponibili, però. E anche se non
siamo più ad agosto il caos sarebbe matematico. Meno drammatica, ma in realtà
senza speranze, sarebbe la situazione di chi deve ancora partire ma ha già
comprato un biglietto. Qui le stime parlano di 100 mila persone, mentre le
prenotazioni sono almeno 10 volte tanto. Una cifra bassa rispetto ai
concorrenti. Ma negli ultimi mesi, viste le nuvole all'orizzonte, la compagnia
di bandiera ha perso una bella fetta di passeggeri: meno 17,4 per cento nei
primi sette mesi di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2007. E se le
prenotazioni reggono, tanto non si paga, chi deve tirar fuori i soldi con
settimane di anticipo ci pensa due volte. Chi lo ha fatto, in caso di
fallimento, avrebbe davvero poche speranze di recuperare i soldi.
"Tecnicamente - spiega Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo - quei
100 mila diventerebbero creditori della compagnia. Ma non avrebbero indietro
nemmeno un euro". Dopo l'eventuale fallimento, tutti i beni sarebbero
messi all'asta proprio per restituire i soldi ai creditori. Ma dice la legge
che prima ci sono i dipendenti, poi i fornitori e solo alla fine arriva il
turno dei clienti. Alitalia ha debiti per 435 milioni
di euro: quando il signor Rossi si presenterà all'incasso con il suo biglietto
in mano, della grande torta iniziale non saranno rimaste nemmeno le briciole.
Altre vittime sarebbero i 2 milioni di soci del club MilleMiglia, che ogni tot
di biglietti acquistati regala un viaggio gratis. Carlo Pileri, presidente
dell'associazione di consumatori Adoc, sta preparando la "modulistica per
far valere il diritto acquisito con i punti accumulati". Ma anche qui c'è
poco da fare. Come quella dei voli gratis per dipendenti e familiari,
MilleMiglia è una scelta aziendale. E se l'azienda non c'è più, amen. Chi
proverà a chiedere un risarcimento verrà dopo quelli che il biglietto l'hanno
comprato: il suo turno non arriverà mai. Guai per tutti, insomma. Ma una
piccola speranza c'è. Nel 2001 fallirono Sabena e Swissair, mandando in fumo
punti accumulati e biglietti comprati. Le compagnie sono poi risorte con una
proprietà e un nome diverso. Brussels Airlines e Swiss hanno deciso di
riconoscere quasi tutti i punti accumulati con le vecchie compagnie e di fare
sconti speciali a chi aveva acquistato un biglietto ormai inutilizzabile.
Qualcosa a metà strada fra il risarcimento danni e la caccia al cliente.
Lorenzo Salvia Il crac della Xl Il crac del tour operator Xl ha lasciati
appiedati novantamila passeggeri in tutta Europa. Il governo britannico
costretto a organizzare un ponte aereo.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Domani ad Atene Inter, accordo per volare in Champions MILANO - C'è
chi continua a credere nell'Alitalia: l'Inter, che all'inizio della nuova stagione ha trovato un
accordo di collaborazione con la compagnia di bandiera. Domani sarà proprio un
volo charter dell'Alitalia, effettuato da un Boeing
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena Letta, i fornitori e lo strano allarme da Londra
SEGUE DALLA PRIMA Per stringere il patto Berlusconi ha premuto sui sindacati,
propensi a trovare un'intesa ma a loro volta preoccupati, "perché senza
l'ok dei piloti non potremo governare la protesta". "L'accordo
consentirebbe intanto di far partire l'operazione", era la tesi del
Cavaliere, che teneva in serbo una soluzione innovativa per il contratto delle
"aquile" e si era già impegnato a dirottarne altri
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 3 categoria:
BREVI nodo carburante "Non sto dichiarando il fallimento stasera, ma la
situazione è davvero grave. I creditori tirano il freno, potrebbero esserci
problemi di carburante". Così il Commissario Augusto Fantozzi alle 13.30
di ieri. Alle 15.20, durante un incontro coi sindacati, Fantozzi rincara
"Abbiamo voli garantiti fino a domani. Da lunedì non più. Non ci
riforniscono più di carburante". Queste le parole
riferite da fonti sindacali Alle 16.25 il Commissario precisa. "Non ho
affatto detto che i voli Alitalia sarebbero stati operativi fino a lunedì, esistono però
difficoltà sui rifornimenti, che potrebbero mettere a rischio alcuni
voli".
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE I passeggeri Paolucci: non so che fare. Fede: io non cambio
"Noi, pendolari del Milano-Roma alla fine prenderemo il treno" ROMA -
"Noi siamo come quelle comitive dei pullman che ormai, dopo tanti anni, a
bordo si salutano senza nemmeno conoscersi. Siamo gli
affezionatissimi pendolari Alitalia della tratta Milano-Roma,
partenza il martedì mattina e ritorno il giovedì sera. Se tutto va bene...
". Così dice Antonio Marano, da sei anni direttore di Rai2, ma il suo
sense of humour è messo a dura prova dalla crisi acutissima in corso.
"Martedì devo venire a Roma, non lo so...", anche la frase di Umberto
Paolucci, vicepresidente mondiale di Microsoft, l'azienda-colosso
dell'informatica, resta appesa nel vuoto. La verità è che gli
"affezionatissimi " pendolari Alitalia non
sanno più cosa li aspetta. Vivono ormai nell'ansia più completa, con questa
spada di Damocle della compagnia a pezzi, che tra una trattativa e l'altra
accumula soltanto ritardi, debiti e polemiche. "Io di tutti questi casini
non ne posso più - sbotta Matteo Salvini, parlamentare della Lega - con i miei
colleghi Grimoldi di Monza, Molteni di Como e Vanalli, il sindaco di Pontida,
ne abbiamo parlato giorni fa a Linate, mentre prenotavamo il volo per
Fiumicino. Ci siamo detti: basta, ci dispiace tanto per i lavoratori della
compagnia di bandiera che rischiano il posto, ma appena l'Alta Velocità
consentirà collegamenti rapidissimi tra Milano e Roma, noi saliremo sul treno e
buonanotte. La cancellino pure dal tabellone, l'Alitalia,
tanto c'è già AirOne che è più puntuale e costa pure meno...".
L'imprenditore romano Giovannino Fedelissimi Il vicepresidente mondiale di
Microsoft, Umberto Paolucci, e il direttore di Rai2, Antonio Marano (a destra):
entrambi sono clienti abituali di Alitalia Malagò,
consigliere d'amministrazione di AirOne, sparge il sale sulla piaga:
"Anch'io martedì ho un volo per Milano e sono sicuro al cento per cento
che con AirOne non avrò problemi". "Da Malpensa di sicuro è meglio
AirOne - riconosce sconsolato Antonio Marano - L'Atr42 Alitalia
ci mette più del pullman per arrivare a Roma... ". Emilio Fede, il
direttore del Tg4, la domenica sera parte invece da Roma per Milano, dove resta
fino al venerdì a condurre il telegiornale. Il suo è uno scatto d'orgoglio:
"è tutta la vita - dice - che volo Alitalia,
perciò anche adesso che infuria la bufera, fino all'ultimo tenterò di prendere
un aereo della nostra compagnia di bandiera. è vero che il servizio negli anni
è peggiorato, il personale di bordo ad esempio ha smarrito quel sorriso
accogliente che aveva un tempo. Ma è comprensibile: come si fa a sorridere, con
l'incubo degli esuberi?". Fabrizio Caccia.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE In campo Lasciata Bari, Berlusconi si è precipitato a Roma Il
premier: Pd e Cgil volevano lo sfascio "Pressioni sui protagonisti della
trattativa" DAL NOSTRO INVIATO BARI - "La situazione è drammatica,
abbiamo margini strettissimi, stiamo camminando sulle uova". Berlusconi
lascia la Fiera del Levante in anticipo. Sono le 12 e 30. Il suo discorso dura
appena 18 minuti. Non accenna ad Alitalia dal
palco, lo fa una volta fuori dal padiglione, sulla via dell'aeroporto:
"Sto tornando a Roma per vedere cosa possiamo fare, purtroppo stiamo
trovando delle resistenze incomprensibili ". L'inaugurazione annuale della
fiera pugliese lascia deluso chi si aspettava un discorso lungo del presidente
del Consiglio. Il Cavaliere ha l'Alitalia in
testa, ha fretta di rientrare nella capitale, soprattutto ha l'esigenza di
replicare alle accuse che sono piovute sull'esecutivo: "Non sarà mai il
governo a chiudere, noi siamo disponibili con i nostri ministri, e con il
sottoscritto, per giungere all'unica soluzione possibile per evitare il
fallimento di Alitalia". Non cita esplicitamente
i piloti, ma fa intendere che è innanzitutto il loro atteggiamento, la loro
posizione, ad essere giudicata "incomprensibile ". La
"sinistra" invece la addita in modo manifesto, nello specifico
"il Pd e la Cgil". Il messaggio, a futura memoria, nel caso di
fallimento delle trattative, è il seguente: sono Veltroni ed Epifani i
principali imputati di una strategia che "sembra puntare allo sfascio;
esistono fortissime pressioni su alcuni protagonisti della trattativa e queste
pressioni sembrano avere come obiettivo quello di distruggere tutto quello che
finora si è costruito". Ma se questo è una sorta di avvertimento politico
l'aspetto tecnico è invece quello che ancora può fare il governo per non far
fallire la trattativa: uno sforzo maggiore, economico, richiesto agli
imprenditori, è fra le strade che riservatamente vengono battute. Il Cavaliere
è consapevole che il fallimento di Alitalia sarebbe un
colpo enorme per la maggioranza oltre che per il Paese: "E qualcuno punta
a dare una spallata al governo". Allo stesso tempo è preoccupato perché
convinto che i sindacati abbiano finora strappato non pochi risultati:
"Finora a molti di questi signori è stato dato moltissimo, sono state
fatte non poche concessioni". Prima di lasciare il capoluogo pugliese si
intrattiene a telefono con il sottosegretario Gianni Letta che da giorni sta
regolando i fili della mediazione fra governo, imprenditori, sigle sindacali.
Rientrato a Roma Berlusconi vede proprio Letta per primo, a Palazzo Grazioli.
Nonostante la preoccupazione il Cavaliere è anche più determinato che mai, non
ha nessuna voglia di veder fallire un'operazione in cui si è giocato tutto, sin
dai primi giorni di campagna elettorale: "Faremmo una figuraccia in giro
per il mondo". Alle nove di sera i sindacati arrivano a Palazzo Chigi:
sembra che debba esserci anche lui, invece non va. Forse non è ancora il
passaggio finale. Marco Galluzzo Siamo disponibili a giungere all'unica
soluzione possibile per evitare il fallimento.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Alitalia La trattativa Alitalia, accordo vicino Resta il
nodo dei piloti Sindacati a Palazzo Chigi. Fantozzi: voli non garantiti Nuove
proposte dell'esecutivo. L'incontro con gli amministratori delegati di Intesa e
Cai, Passera e Sabelli Nuovi impegni su salari e contratti Il governo avrebbe
messo sul piatto l'impegno a riduzioni meno drastiche del salario dei
lavoratori della "nuova" compagnia aerea e a escludere i
piloti dal contratto unico, equiparandoli ai dirigenti ROMA - L'ingresso in
campo di Silvio Berlusconi ieri nel caso Alitalia ha
rivitalizzato la trattativa, giunta a un punto morto. Ieri, dopo una giornata
di consultazioni informali, il negoziato è ripreso a palazzo Chigi, alle 21,
con un primo incontro tra il sottosegretario Gianni Letta, (presenti i ministri
del Lavoro, Maurizio Sacconi e dei Trasporti, Altero Matteoli, e il commissario
Augusto Fantozzi) e i sindacati confederali e Ugl. Subito dopo, dalle 23 fino
all'una di notte, è stata la volta dell'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, e
dell'amministratore di Intesa- Sanpaolo, Corrado Passera. E poi ancora i
sindacati. I due primi incontri, sostanzialmente ritenuti positivi dalle parti,
dovrebbero avere ora l'effetto di preparare l'intesa finale. Al tavolo non sono
state invitate però le associazioni professionali che saranno convocate oggi:
piloti e assistenti di volo, i più restii all'accordo, saranno messi davanti
alla responsabilità di farlo saltare. Nello studio di Letta il segretario
generale della Cisl, Raffaele Bonanni, e della Uil, Luigi Angeletti, il
segretario di Ugl, Renata Polverini, e quello confederale della Cgil, Fabrizio
Solari avrebbero ricevuto dal governo garanzie che i salari dei lavoratori
della nuova Alitalia di fascia medio- bassa non
saranno ridimensionati drammaticamente mentre si agirà sulla produttività, come
richiesto da tutte le sigle. Ma ci sarebbero state anche garanzie per la
riassunzione dei lavoratori di cargo e manutenzione in aziende partecipate da
Cai e da società pubbliche, come Fintecna e Finmeccanica. Anche per i piloti
Berlusconi avrebbe in serbo offerte: oltre a un contratto separato a livello
dirigenziale, la ricollocazione degli esuberi: 870 (senza i piloti cargo), cui
andrebbero sottratti altri 300 piloti in uscita verso la pensione. Dunque, 500.
Ma la posizione dei piloti resta irriducibile sul tema delle dimensioni future
della compagnia considerate troppo esigue. "Non ci spaventa una rottura.
Anche da soli" ha detto il vicepresidente dell'Anpac, Stefano De Carlo.
Nei due vertici a palazzo Chigi non si sarebbe parlato di alleanze, anche se il
leader della Lega, Umberto Bossi, ieri ha detto che "Alitalia
ha bisogno di un alleato che non chiuda Malpensa e quindi da lì è venuto un
alleato che la mantiene a livello di hub: è arrivata Lufthansa". Nel
pomeriggio intanto Fantozzi aveva convocato i sindacati, su loro richiesta,
ammettendo le difficoltà di rifornimenti del carburante "che potrebbero
mettere a rischio alcuni voli" da domani. Mentre 12 voli ieri hanno già
rischiato di non partire. Secondo i sindacati, Fantozzi avrebbe detto che la
richiesta di pagamento in contante sarebbe arrivata però solo dall'Eni.
Chiamato in causa, l'amministratore delegato dell'azienda pubblica ha risposto:
"Io penso agli affari miei". Sul carburante è intervenuto Lorenzo
Stanghellini con altri giuristi sostenendo che sarebbe una "grave
responsabilità " di Fantozzi se mancasse il carburante, essendo suo dovere
assicurare il funzionamento dell'azienda, anche attivando per tempo dei mutui.
Il commissario ha confermato ai sindacati che i contratti decadranno il 30
novembre. Sul punto il commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, ha
ribadito che, secondo l'Ue, nessun contratto potrà essere trasferito alla nuova
azienda. Intanto, ha annunciato Fantozzi, è prossimo l'avvio alla cassa
integrazione straordinaria del personale interessato alla messa a terra di 34
aeromobili che in realtà non volano già dal primo aprile. I lavoratori
potrebbero essere, secondo Sdl, tra 600 e 700. "Ulteriori provvedimenti
collettivi" sono prevedibili "in conseguenza della gravissima
crisi". Affermazioni che gettano una luce sul mistero del numero degli
esuberi e sulla mancanza, nei conteggi di Cai, di più di un migliaio di
lavoratori che evidentemente usciranno dall'azienda nell'immediato. Antonella
Baccaro Il commissario straordinario della compagnia Augusto Fantozzi.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-14 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Le confederazioni La paura di Cgil, Cisl e Uil "Se firmiamo ci
contesteranno" ROMA - La paura di firmare non è mai stata così forte. Cgil,
Cisl e Uil di pesanti ristrutturazioni aziendali ne hanno sottoscritte molte
nella loro storia. Ma il caso Alitalia è davvero
particolare. Non solo per i numeri (quasi 20 mila dipendenti) e per i sacrifici
in gioco (sul salario e sulla flessibilità). Ma soprattutto perché, comunque
vada, i sindacati dovranno pagare un prezzo. Che neppure loro sanno stimare
quanto alto. Nell'eventualità di una firma hanno messo nel conto le
contestazioni dure, durissime di una parte dei lavoratori (l'affronto subito
giorni fa dal leader della Cisl Raffaele Bonanni suona come un assaggio di ciò
che potrebbe capitare) e anche un certo numero di tessere stracciate. Ma almeno
vorrebbero essere certi che ne valga la pena. Diceva ieri sera il segretario
della Uil, Luigi Angeletti, un veterano delle trattative: "Bisogna sapere
che dopo un eventuale accordo, anche se lo firmassimo in piena notte, anche se
ottenessimo tutto quello che si può, ci sarà comunque chi protesterà, chi
tenterà di bloccare i voli, di creare il caos. Bene, dobbiamo tutti essere
sicuri di reggere questa situazione. Altrimenti l'operazione che vogliamo fare
per salvare Alitalia non avrebbe senso". Detto
altrimenti: i sindacati pronti a giocarsi la faccia, prima di farlo, vogliono
avere la garanzia che l'accordo non venga rimesso in discussione dall'azione di
forza di categorie o gruppi che volessero paralizzare gli aeroporti. Vogliono
la certezza di non essere lasciati soli a difendere l'intesa. Vogliono essere
sicuri che il governo e la Cai siano disposti a combattere fino in fondo per
piegare eventuali proteste. Bonanni lo ha detto dal principio: lui vuole
firmare perché pensa che l'alternativa, il fallimento dell'azienda, sia comunque
peggiore per i lavoratori. Angeletti, sulla base del manuale del buon
sindacalista, forse non avrebbe scoperto le carte in anticipo come il
segretario della Cisl, ma è anche lui uno che lavora per l'accordo. Così come
Renata Polverini dell'Ugl. Il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, invece,
è rimasto defilato. Anche ieri sera, a Palazzo Chigi, ha mandato il segretario
confederale Fabrizio Solari. Dando così argomenti a chi pensa che la Cgil stia
facendo da sponda alla sinistra che vuole mandare all'aria il
"miracolo" promesso da Berlusconi. Ma nel sindacato, ieri sera,
prevaleva l'opinione che se Cisl, Uil e Ugl decideranno di firmare, la
pressione sulla Cgil sarà così forte che anche Epifani dovrà vincere le sue
paure. E nessuno ne ha di più grandi di lui. Enrico Marro Luigi Angeletti
GuglielmoEpifani RaffaeleBonanni.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Roteste
dei dipendenti Alitalia o problemi
tecnici agli aeroplani. A bloccare i passeggeri di tre voli della compagnia
AirOne diretti a Torino è stato il maltempo, che ha limitato l'operativià dello
scalo piemontese. "Ma dalla compagnia aerea non abbiamo ricevuto aiuto -
racconta un passeggero arrivato da Bangkok e bloccato proprio nell'ultima
tratta verso la sua casa di Torino - Non ci hanno fatto mangiare, ci hanno tenuto ammassati
vicino ai loro uffici nell'area dove c'è lo sportello in cui si denuncia lo
smarrimento del bagaglio. E alle 23 non ci avevano ancora dato un albergo. Fra
di noi ci sono bambini, ci sono famiglie che aspettano dalle 14". Dalla
AirOne replicano: "Prima di tutto ci scusiamo con i nostri passeggeri. Ma
a bloccare i voli è stato il maltempo. I nostri operatori si sono dati da fare,
ma nella zona dell'aeroporto di Fiumicino tutti gli hotel erano pieni". I
primi coinvolti nell'odissea sono i passeggeri del volo diretto a Torino delle
14.30. Caselle è investito dal maltempo, inizialmente viene detto ai passeggeri
che il decollo è rinviato di due ore e mezza. Poi, più nulla. Alle 17.30 e alle
19.50 altri due voli cancellati. Racconta un giornalista rimasto bloccato a
Fiumicino: "E' stato il caos: solo ad alcuni di noi hanno restituito i
bagagli. Non ci è stato offerto il pasto e fino alle 22 nessuno ci aveva detto
dove avremmo dovuto dormire. Io sto andando a Termini, provo a tornare a Torino
in treno. Tanti altri sono in attesa anche da otto ore all'aeroporto".
Replica di AirOne: "Purtroppo ieri ci sono stati numerosi voli cancellati,
anche di altre compagnie. I posti negli hotel si sono esauriti
rapidamente".
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Libera di Bruxelles
al piano Alitalia è indispensabile una "assoluta
discontinuità giuridica" tra la vecchia e la nuova compagnia. A mettere le
cose in chiaro è il vicepresidente della commissione Ue e commissario europeo
ai Trasporti, Antonio Tajani. In altre parole, "tutti i contratti in cui è
parte oggi Alitalia, inclusi i contratti di lavoro,
non potranno essere trasferiti automaticamente alla nuova compagnia: sulla base
del diritto europeo, non è corretto quindi parlare di esuberi, si può parlare
di nuovi posti di lavoro che verranno creati dalla nuova compagnia aerea, una
volta che essa inizierà la sua attività". È un passaggio dell'intervento
di Tajani al seminario di Forza Italia a Gubbio a chiarire, di fatto, la
posizione europea nella delicata trattativa sindacale. "La situazIone di Alitalia - ha detto il commissario
Ue leggendo una nota e sottolineando che per la "delicatezza"
dell'argomento non voleva creare equivoci - mi porta a ritenere che siamo
veramente ad un bivio: da una parte vi è il fallimento di Alitalia, con la sostanziale perdita della gran parte del valore
economico dell'azienda e la risoluzione di tutti i contratti di lavoro;
vi è però una seconda opzione rappresentata dalla liquidazione di Alitalia con la cessione in modo trasparente e a prezzo di
mercato di alcuni degli asset a una nuova compagnia che possa iniziare in breve
tempo la propria attività e creare posti di lavoro". "Il piano - ha
ricordato il commissario Ue - deve essere compatibile con le regole europee e
vi sono dei principi ineludibili che devono essere rispettati". E
ancora:"Ove tale discontinuità giuridica non vi fosse, la nuova compagnia
verrebbe ad essere responsabile dell'obbligo di restituire gli aiuti di Stato
già erogati in passato dall'Italia e che fossero dichiarati incompatibili
dall'Europa, nonchè si dovrà fare carico di tutte le passività e di tutti gli
impegni assunti dalle precedenti gestioni". Nel confermare la
"disponibilità di Bruxelles ad esaminare "in tempi brevi" il
piano, Tajani ha sottolineato che "qualunque operazione che non sia del tutto
legittima dal punto vista comunitario sarà molto debole. È dunque necessario -
ha concluso - che tutte le parti in causa diano prova di grande senso di
responsabilità in questa fase così delicata".
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-14 num: - pag: 22 categoria:
REDAZIONALE Presenze e bilanci Il presidente di Confturismo e Federalberghi:
molti hotel hanno scelto di tagliare i prezzi del 30-40 per cento "Estate
nera per le città d'arte, boom dei campeggi" Bernabò Bocca: dimezzati i
turisti americani per il cambio sfavorevole. Ora serve un piano di rilancio
MILANO - Certo, alla fine di settembre mancano ancora un paio di settimane, e
c'è tempo - forse - per sperare in un colpo di coda. "Adesso, del resto,
la vacanza costa di meno; e mentre quest'anno ad agosto le città non hanno mai
chiuso, può darsi che questi giorni ci aiutino a recuperare. Ma purtroppo non
servirà granché". Tempo di bilanci per il settore turistico italiano, e
Bernabò Bocca, presidente di Confturismo e Federalberghi, non nasconde la
preoccupazione. "Il momento è difficile, per tutto il turismo europeo.
L'euro è molto forte, e questo è l'elemento principale; fino a quando avevamo
un cambio accettabile con dollaro e yen, gli altri problemi restavano nascosti.
Ora, invece, sono riemersi tutti". I numeri non sono rassicuranti.
"Calo del 10% a livello di presenze, con picchi del 15% per le città
d'arte. E quando a Firenze o a Venezia viene a mancare il flusso del turismo
nordamericano (negli ultimi mesi, diminuito anche del 40-50%), purtroppo
parliamo di un calo soprattutto sugli alberghi di alto livello. Al contrario,
quest'anno si è registrato un boom per i campeggi, i bed & breakfast, in
generale quello che costa poco pur fornendo un servizio inferiore". Dati
negativi, che potrebbero celare una realtà peggiore: "La paura è che se
parlassimo di fatturato registreremmo un calo superiore. Perché molti alberghi
pur di occupare le camere hanno calato i prezzi del 30, 40%". Il quadro è
sconfortante, ma fortunatamente non generalizzato: "Sono le città d'arte
ad avere sofferto di più, mentre sul mare il calo si attesta intorno al 5%. Il
turismo europeo ed italiano, per contro, ha piuttosto tenuto (il calo tra gli
italiani è stato del 4-5%, ma non c'è stata la "fuga" verso
l'estero); e alcuni mercati, come quello russo, stanno andando bene. Tutto
questo, sommato alla tendenza di un "ritorno alla normalità" sul
mercato valutario, fa ben sperare per il 2009. Certo, l'autunno 2008 è perso;
tra l'altro, storicamente gli americani, nell'anno delle elezioni, viaggiano di
meno. Il dollaro debole ha dato il colpo di grazia". Per Bocca la
situazione attuale è anche una cartina al tornasole dei problemi cronici che
affliggono il mercato turistico italiano: "Il punto
determinante è stata la vicenda Alitalia, con il
taglio di rotte intercontinentali in un momento in cui, con le vacanze sempre
più brevi, la raggiungibilità di un luogo diventa fondamentale". Quindi,
primo punto della "ricetta ": "Implementare il sistema
aeroportuale". A seguire, un vero e proprio "piano strategico "
per il settore. "Ci siamo seduti sugli allori, pensando di poter
vivere di rendita. E invece dobbiamo essere consci che il turismo, con i suoi
140 miliardi di fatturato e 2 milioni di addetti, è un settore trainante; ma ci
vuole un impegno serio su comunicazione e promozione, serve più inventiva...
". E invece, in Italia, "è tre anni che stiamo discutendo se creare
un portale per il turismo, e non ci siamo ancora riusciti ". Quel che
manca, chiude Bocca, è "la volontà politica. Un primo passo sarebbe quello
di abbassare la pressione fiscale sul turismo: in Italia è al 10%, contro il
5,5% della Francia o il 7% della Spagna. Il punto è che noi italiani siamo troppo
individualisti, settoriali. Non ci siamo ancora resi conto di quello che
potrebbe rappresentare il turismo, se supportato da una politica nazionale. Ma
se decidessimo di fare sul serio, tutti insieme - governo, regioni, imprese -
non ce ne sarebbe per nessuno". Gabriela Jacomella Bernabò Bocca.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA "Il nodo
vero è quello dei piloti". Non c'è nessuno che non lo abbia pensato o non
lo abbia scritto in questi infuocatissimi - forse gli ultimi - giorni della
travagliata vita di Alitalia. Oggi sono nel mirino per
il ruolo sindacale cha stanno interpretando, da sempre sono considerati -
talvolta a torto - dei privilegiati..."perchè guadagnano stipendi da
nababbi"...e "come nababbi si divertono a girare il mondo". La prima
affermazione poteva essere vera fino a qualche anno fa
quando Alitalia era un monopolio di Stato. La seconda affermazione è gratuita
perchè è chiaro che chi per professione guida un aereo non può lavorare dietro
una scrivania. Detto questo è vero che i "comandanti" in Alitalia hanno sempre avuto un peso rilevantissimo: hanno bloccato gli
aerei (ricordate la quasi mitica fase di "Aquila selvaggia"?);
hanno condizionato ministri di turno e capiazienda; hanno
"licenziato" persino amministratori delegati. Sicuramente non sono amati,
neppure nel quartier generale della Magliana. Sentire per credere gli impiegati
che ancora si possono incontrare all'interno del palazzone e neppure i rapporti
con gli assistenti di voli sono tradizionalmente idilliaci. Una casta robusta
ed inscalfibile? C'è chi lo ipotizza e chi ne è sicuro. Certamente i piloti in
quest'ultima battaglia sono la punta di diamante della parte sindacale. Cosa
vogliono? Loro, i diretti interessati, dicono che "mille esuberi sono
ingestibili, non ci possiamo far sciogliere nell'acido" e soprattutto che
la riduzione della flotta e del network non garantisce un futuro alla neo Alitalia. E, dunque, alla categoria. Insomma, sarebbe una
preoccupazione legata alle problematiche prospettive di crescita. Smentiscono -
comunque minimizzano - che la loro resistenza al piano Cai sia legata
all'ipotesi del contratto unico. Cioè l'ipotesi di irregimentare tutti i
dipendenti della compagnia sotto un'unica disciplina normativa, con ovvie
ricadute economiche. I "comandanti" - ma anche gli assistenti di volo
- continuano a rivendicare la loro specificità professionale. "Non esiste
una compagnia al mondo - sostengono - dove ai piloti non venga riconosciuta
questa professionalità". Vero. Ma è anche vero che molte aviolinee - anzi
la maggior parte - fanno lavorare tutti i loro dipendenti con contratto unico,
innervato da oggettive "specificità". Come è vero che nessun vettore
al mondo allinea nove - dicasi nove - sigle sindacali con le quali va trovato
sempre l'accordo. Anche sul nome con il quale battezzare un nuovo aereo. C'è
chi sostiene - anzi si sussurra - che il vero obiettivo dei piloti è quello di
mantenere la loro "specificità" ma in termini di peso politico. Cioè
continuare a condizionare il management: con tutto ciò che ne consegue. Ecco
perchè qualcuno avrebbe suggerito a Gianni Letta, braccio destro di Berlusconi,
di convincere Cai a dare spazio ai comandanti nella futura cabina di regia. Ma
forse è una malignità. Cos.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Non è finita. Silvio Berlusconi ieri sera ha incontrato i
sindacati confederali: si sarebbe aperto qualche spiraglio. Qualcuno, ieri
notte, parlava perfino di "aria di accordo". Partita che va ai tempi
supplementari, ma non oltre l'alba di domani. Perchè il
commissario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ieri mattina ha spiegato alle organizzazioni
sindacali che da domani scatterà la cassa integrazione speciale e la richiesta
di commissariamento di tutte le altre società del gruppo. "La situazione
finanziaria si è aggravata - ha precisato - a causa di ostacoli, difficoltà e
richieste dei fornitori nell'assicurare gli ordinari servizi occorrenti
per l'attività di volo". In altre parole, verrà a mancare anche il
carburante. Dunque, già da domani aerei a terra: 34 per l'esattezza, di lungo e
medio raggio e, insieme ad essi, potrebbero essere appiedati tra i 600 e i 700
dipendenti. "Non potremo più garantire i voli" avrebbe avvertito
Fantozzi. Affermazione però smentita poco più tardi, probabilmente per limitare
drammatizzazioni. La cassa integrazione sarà progressivamente estesa fino alla
paralisi completa. E l'Enac (ente nazionale per l'aviazione civile", ha
comunicato che potrà essere revocata la licenza provvisoria, fino al 31 marzo,
che era stata rilasciata appena lo scorso 2 settembre. E' praticamente il primo
passo del fallimento della compagnia anche se governo, Cai e sindacati stanno
cercando (ognuno con prospettive diverse) un salvataggio in extremis. E' sceso
in campo anche Silvio Berlusconi e sarà davvero l'ultimo tentativo per chiudere
la partita. Il premier ieri sera ha incontrato i sindacati. Ovviamente, le
pressioni sono fortissime. Spinte e controspinte. Ma la prossima notte sarà
davvero la più lunga nella pur lunga storia della nostra ex compagnia di
bandiera. O domani decolla la nuova Alitalia o gli
aerei con la livrea tricolore cominceranno a restare inchiodati sulle piste.
Ventimila dipendenti si troveranno in mobilità e molte altre imprese che
gravitano attorno all'aviolinea saranno senza commesse. A voler fotografare,
magari per grandi linee, la situazione si vedrebbe Cai, cioè la cordata
impegnata a rilevare la vecchia Alitalia, fermamente
intenzionata a portare avanti con estrema determinazione il proprio piano
industriale ("La nostra posizione è ferma", parola
dell'amministratore delegato, Rocco Sabelli). I sindacati confederali disposti
a procedere ad oltranza nel confronto, ma con l'obiettivo di chiudere (le
maggiori resistenze sono della Cgil). Poi piloti e assistenti di volo che si
dicono pronti a discutere, ma senza derogare dal "no" alla riduzione
forte degli esuberi e alla deregulation contrattuale. In mezzo il governo,
nella fattispecie il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni
Letta, e il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi a tentare di tenere in piedi
un tavolo sempre più traballante. Sullo sfondo migliaia di lavoratori in ansia.
Naturalmente anche quella di ieri è stata una giornata febbrile e ad altissima
tensione, apertasi, in mattina, con l'ennesimo vertice a palazzo Chigi tra
Fantozzi, Sabelli, Sacconi, Matteoli, Letta e proseguita con un faccia a faccia
tra lo stesso Letta e Berlusconi, in prima serata, e con la successiva
convocazione formale dei rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Non c'erano i
delegati dei piloti. L'esecutivo ha voluto verificare la controproposta
conclusiva delle organizzazioni di categoria (più precisamente le varie istanze
delle varie sigle). Si sarebbe aperto un seppur tenue spiraglio negoziale: i
sindacati si sarebbero dichiarati pronti a lavorare di più e meglio, ma a
parità di stipendio. Almeno per il personale di terra mentre lo stipendio dei
piloti potrebbe essere decurtato del 7% o restare identico in cambio di un
maggior numero di ore di impiego. Dopo i sindacati, a palazzo Chigi si sono
recati l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli e i rappresentanti di
Intesa Corrado Passera e Gaetano Miccichè. Poi è stato nuovamente il turno dei
vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ell'Enac, Vito
Riggio che esprime in una nota i suoi timori "per l'andamento delle
trattative". E in effetti la situazione è davvero critica. Se l'offerta
della Cai di Roberto Colaninno e Rocco sabelli dovesse decadere - e al momento
è appesa al sottilissimo filo del negoziato - l'Enac sarebbe costretta ad
intervenire. In maniera decisa. Revocando cioè la licenza
provvissoria che consente ad Alitalia e alla sua flotta di
continuare ad operare nonostante il macigno dei debito e l'arrivo del
commissario Fantozzi. Il piano messo a punto dalla cordata italiana prevede
appunto una continuità aziendale e adeguati flussi d'investimento. E
rappresenta la condizione necessaria per mantenere il certificato di operatore
aereo. In altre parole, la cordata italiana garantirebbe i soldi per la
manutenzione e i controlli, prerequisiti fondamentali per avere le
autorizzazioni dall'Enac. Mancando queste condizioni, verrebbero meno i
presupposti stessi dell'operatività. E in virtù delle leggi europee e della
normativa italiana, l'Enac si vedrebbe costretto a prendere provvedimenti.
Proprio in questo quadro e confidando in una soluzione positiva della vicenda,
l'Enac ha concesso la settimana scorsa, come anticipato dal Messaggero, una
licenza provvisoria che vale solo 6 mesi. Le nubi che si stanno addensando sul
negoziato potrebbero però far cambiare idea al presidente Riggio. "Qualora
in tempi brevi - ha spiegato il presidente - non si riesca ad individuare la
soluzione che garantisca la continuità operativa del vettore, verrebbero meno i
presupposti sulla base dei quali era stata lasciata dall'Enac, il 2 settembre,
la licenza provvisoria ad Alitalia per un periodo di
sei mesi". Riggio, nel seguire attentamente l'evolversi della situazione,
si augura che la vicenda trovi "a breve un sbocco positivo". All'Enac
sono convinti che non ci sono altre soluzioni all'orizzonte. E che dunque serve
un forte senso di responsabilità da parte di tutti per individuare un percorso
e una soluzione nell'interesse generale del Paese. Se il negoziato naufragasse
definitivamente sarebbe lo stesso commissario Fantozzi a dover portare all'Enac
la "patente di volo" dell'Alitalia. R. Ec.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
O di conoscere il
loro futuro. Ieri pomeriggio è durata una quarantina di minuti la
manifestazione organizzata nell'aeroporto di Fiumicino da oltre 150 assistenti
di volo Alitalia fuori dall'orario di lavoro. Dal
terminal dei voli nazionali, dove i lavoratori si erano direttamente recati
partendo dal varco equipaggi, il corteo si è spostato nella zona partenze del
terminal C, dedicata ai voli internazionali e intercontinentali. Dalle ripetute
battute di mani, suoni di tromba e fischi, si è poi passati ad un silenzio
totale, quando i manifestanti si sono fermati nel mezzo del terminal per
mettersi poi tutti seduti. Nei circa 10 minuti di sosta, attraverso un
megafono, i rappresentanti sindacali della Cub Trasporti e della Sdl si sono
rivolti ai lavoratori, comunicando le ultime notizie in cui si faceva presente
che il commissario straordinario di Alitalia Augusto
Fantozzi aveva detto ai sindacati che avrebbe aperto a partire da lunedì la
procedura di cassa integrazione straordinaria per il personale di volo dei 34
aerei che sono già a terra. Ma a far scattare un ironico applauso è stato poi
l'annuncio, riferito sempre dai sindacalisti, che Fantozzi avrebbe detto che i
voli saranno garantiti fino a oggi, "da lunedì no, perchè non ci
riforniscono di carburante". A questo punto dai manifestanti si sono
alzati grida di protesta nei confronti anche del governo. Poco dopo le 16
hostess e steward hanno quindi lasciato le partenze dei voli internazionali per
ritornare a radunarsi davanti al varco equipaggi. "Se lunedì qualche volo Alitalia dovesse rimanere a terra, la categoria degli
assistenti di volo deciderà quale azione intraprendere. Quello che è certo è
che hostess e steward sono molto uniti". A dare il polso della situazione
all'aeroporto di Fiumicino, dove il presidio al varco equipaggi da ieri è
diventato permanente, è Cesare Albanese, rappresentante sindacale Sdl e
assistente di volo da quasi 20 anni. "I sindacati - aggiunge - sono pronti
a fare la loro parte, ma la base del negoziato non può essere il documento
presentato da Cai, già dichiarato più volte irricevibile. Per noi, che
responsabilmente ci rendiamo conto che la situazione di Alitalia
è molto difficile, difendere gli interessi della categoria significa anche
difendere non solo i posti di lavoro, ma la stessa azienda". Quanto al
fatto che da tre giorni a manifestare a Fiumicino sono quasi esclusivamente gli
assistenti di volo Albanese sottolinea che: "I lavoratori sono tesi. Però
- spiega - è proprio in tempi drammatici che diventa fondamentale mantenere la
freddezza: evitiamo gesti inconsulti o irresponsabili, non penalizziamo
l'operativo dei voli nè i passeggeri". Intanto il presidente della Regione
Lazio, Piero Marrazzo, ha fatto affiggere un manifesto
dedicato al salvataggio di Alitalia e di Fiumicino. "Ormai
- ha detto ieri Marrazzo - accanto alla soluzione della crisi Alitalia ha fatto irruzione il problema del sistema aeroportuale di Roma
e del Lazio. Siamo di fronte ad una ferita e il mio messaggio è: stiamo vicini
ai lavoratori. Uniamoci per difendere Fiumicino ed Alitalia".
R.e.f.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di UMBERTO MANCINI
ROMA - Oltre mezzo miliardo di debiti commerciali. Più del doppio se si sommano
anche quelli finanziari. Per raggiungere a fine luglio la cifra monstre di
1.159 milioni di euro. Non solo. Alitalia "brucia"
quotidianamente circa 3 milioni di euro. Perde quote di mercato, boccheggia. E
ha in cassa solo pochi spiccioli per arrivare a fine del mese. Tecnicamente,
visti i numeri, sarebbe già fallita, decotta, morta. E da tempo. In 10 anni lo
Stato l'ha artificiosamente tenuta in vita versando qualcosa come 5 miliardi e
187 milioni di euro, tra ricapitalizzazioni e prestiti. In uno slalom
frenetico tra richiami della Ue e ricatti del consociativismo. Venerdì sera,
quasi a voler drammattizare una situazione già esplosiva, è andata in scena la
prima sequenza di un film da incubo. Sia a Linate che a Malpensa i fornitori di
carburante si sono rifiutati di fare il "pieno" agli Md 80 della
compagnia di bandiera: poco più di 30 mila euro. Una inezia rispetto alla
voragione dei bilanci. Troppi per chi vanta già crediti milionari. E che
ritiene - dopo lo stop alla trattativa Cai-sindacati - che il commissario
Augusto Fantozzi avvierà già oggi le procedure tecniche per il fallimento. Con
relativa disdetta dei contratti e messa in mobilità di tutto il personale. A
Milano sia Eni che Esso hanno poi fatto marcia indietro e riempito i serbatoi.
Ma il lieto fine forse già da lunedì potrebbe non essere scontato. E Fantozzi
lo ha detto ai sindacati. Senza accordo con Colaninno e soci - è stato il
ragionamento - aerei a terra. In maniera scaglionata certo: prima 35
aeromobili, con la cassa integrazione per circa 200 tra piloti e assistenti di
volo. Poi, se non ci dovessero essere sbocchi, toccherebbe al resto della
flotta. Il danno d'immagine sarebbbe terribile. Ben più alto quello del Paese.
Basti pensare all'indotto. Oltre 10 mila persone orbitano intorno all'Alitalia. E ai contraccolpi sul turismo e sull'economia in
generale. Per Roma ed il Lazio sarebbe un vero tsunami. La Cai di Colaninno
però non demorde: o si cambia passo e si taglia con il passato o non ci sarà un
vero risanamento. La porta è stretta. Ma lo spettro del fallimento non fa paura
solo in Italia. Anche in Canada e in Usa ci stati problemi di
approvviogionamento per Alitalia. Solo la Esso vanta
quasi 35 milioni di crediti. E non vuole rimanere a bocca asciutta se
l'operazione Fenice finisse in cenere. Così come non vogliono correre rischi i
gestori aeroportuali che, almeno fino ad oggi, hanno chiuso un occhio, sperando
nel salvataggio in extremis. La Marzano bis non concede però spazi di manovra.
E in assenza di una decisione, in un senso o nell'altro, costringe Fantozzi a
procedere senza guardare in faccia nessuno. Del resto le prossime mosse
appaiono obbligate: cancellazione dei contrattti in essere, avvio di 18.500
lettere per mettere in mobilità i dipendenti, licenziamento dei dirigenti,
flotta a terra. Contestualmente la vendita degli slot e dei beni immobili per
far fronte alle richieste dei creditori. Insomma, la fine.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-14 num: - pag: 28 categoria:
BREVI Se Bancoposta diventasse banca L' idea di trasferire
a Poste Italiane parte dei dipendenti in eccesso di Alitalia ci
riporta ai tempi nei quali le imprese pubbliche sane si dovevano accollare i
guai delle imprese malandate, private e pubbliche. C'è il rischio che si fermi
il cammino virtuoso iniziato 10 anni fa con la trasformazione del servizio
postale in società di capitali. Intendiamoci, parecchi passi di questo
cammino si sono rivelati discutibili: gli investimenti in derivati hanno
portato più di 100 milioni di perdite; l'eccesso di lavoro temporaneo ha poi
costretto l'azienda a riassumere o compensare 18 mila posizioni per effetto
dell'azione della magistratura, e altre 40 mila restano da dirimere. Ma, grazie
alla riorganizzazione, alle tariffe più alte e alla gestione del risparmio,
Poste Italiane è diventata un'impresa che fattura 10 miliardi di euro e
guadagna 844 milioni, quinto operatore mondiale dopo Deustche Post, La Poste,
Royal Mail e l'olandese Tnt Post. Ora l'azionista Stato la può usare in tre
modi: a) come ammortizzatore sociale; b) come fonte di ricavi straordinari per
abbattere il debito pubblico; c) come levatrice di un soggetto nuovo, segno di
contraddizione nel settore bancario. Francia e Germania hanno scelto la seconda
opzione. Parigi quota in Borsa La Poste, che ha una banca con regolare licenza
bancaria ma fortemente integrata. Berlino ha già quotato Deutsche Post, che ha
quotato Postbank, e ora cede il resto della banca postale alla Deutsche Bank.
Si può dunque privatizzare Poste Italiane oppure scorporare il Bancoposta,
venderne una parte o anche la totalità. L'importante è scegliere avendo un'idea
di futuro e senza fare regali. Quando la Cassa depositi e prestiti (Cdp) ne
rilevò il 35%, Poste Italiane venne valutata 7,5 miliardi. Oggi si dice valga
il doppio. Ma potrebbe arrivare a 20 miliardi se il Bancoposta ottenesse la
licenza bancaria (che attende da due anni) e impiegasse la raccolta, quasi 300
miliardi di euro, in proprio e sul mercato, mentre al momento, in cambio di una
provvigione dello 0,9%, deve passarla alla Cdp che la investe in buona parte in
titoli pubblici. Si sa: il governo promuove un interesse globale, non per forza
quello della società guidata da Massimo Sarmi che certo sognerà il modello
francese. Ma questo interesse, lungi dal ridurre Poste a un succedaneo della
cassa integrazione, esigere anzitutto decisioni sul futuro di Poste nella
logistica italiana e del sistema Bancoposta-Cdp nel credito. In particolare, se
continuare a usare il Bancoposta come polmone finanziario dello Stato ai danni
dei risparmiatori (meglio comprarseli direttamente i Bot anziché finanziarne
l'acquisto da parte di Cdp attraverso libretti postali remunerati la metà); se
fare del Bancoposta una banca come le altre, correggendo i decreti che oggi ne
limitano l'attività, così da poterla vendere o alla francese o alla tedesca; se
fare del sistema Cassa-Bancoposta una banca diversa che, come il credito
cooperativo europeo o le agenzie dell'America roosveltiana, possa rinunciare a
una parte del margine per sostenere l'economia, a cominciare dalle
infrastrutture. (con la consulenza tecnica di Miraquota) mmucchetti@corriere.it
E' un'impresa che fattura 10 miliardi. Il nodo è che cosa farne adesso A conti
fatti di Massimo Mucchetti.
( da "Messaggero, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
O del Regno Unito,
va in bancarotta e novantamila turisti rimangono bloccati in ogni parte del
mondo. In realtà, sono 285 mila i clienti della compagnia fallita, ma a 195
mila è andata meglio in quanto non sono riusciti a partire per la sospensione
di tutti i voli. Per gli altri il problema ora è tornare. E' vero che la Civil
Aviation Authority, l'autorità pubblica che regolamenta l'aviazione civile
britannica, ha lanciato ieri un gigantesco ponte aereo per consentire i rientri
dalle più disparate località turistiche, ma è anche vero che le operazioni
saranno piuttosto lunghe e ai vacanzieri rimasti a piedi toccherà pagare di
tasca propria gli alberghi. Un esempio: la Virgin Atlantic ha avvertito i
viaggiatori bloccati ai Caraibi di cercare una sistemazione perché tutti i voli
tra i Caraibi e l'Inghilterra sono pieni per svariati giorni. Il gruppo "
XL Leisure", che ha 1.700 dipendenti e conta fra gli altri i marchi
Kosmar, Travel City Direct e Aspire Holidays, offriva pacchetti tutto incluso
per più di 50 destinazioni, principalmente nelle località del Mediterraneo. E'
finito in amministrazione controllata, dopo che è fallito un tentativo estremo
di varare un piano di salvataggio di parecchi milioni di sterline. In un
comunicato la compagnia spiega che il fallimento - il più grave nel mercato
britannico dei viaggi organizzati negli ultimi vent'anni - è diventato
ineluttabile a causa dei rincaro del combustibile degli aerei e della
recessione economica alle porte. L'amministratore delegato del gruppo, Phil Wyatt,
si è detto "totalmente distrutto" dal fallimento della compagnia.
"Abbiamo profuso ogni sforzo possibile, sia io che i miei colleghi
dirigenti, per trovare le risorse per salvare la compagnia. E un giorno molto
triste per me", ha dichiarato. Scene di panico si sono verificate
all'aeroporto londinese di Gatwick quando migliaia di persone si sono
presentate agli imbarchi per la vacanza comprata da XL Leisure e hanno saputo
che era stato tutto cancellato. In effetti la bancarotta ha messo ancora una
volta in risalto una vistosa e controversa discrepanza: i clienti che hanno
comprato il viaggio organizzato tramite una agenzia turistica sono totalmente
coperti dall'assicurazione "Atol" e saranno rimborsati al cento per
cento. Quelli che invece hanno acquistato il pacchetto direttamente dal tour
operator su internet non hanno diritto a nulla. Non finirà purtroppo qui. Il
caro carburante mieterà ancora parecchie vittime. Parola
dell'amministratore delegato di British Airways, Willie Walsh, secondo cui
saranno una trentina le compagnie aeree che falliranno entro quest'anno e l'Alitalia potrebbe essere tra queste. Lo stesso Walsh ha annunciato per
British Airways circa 1.400 esuberi.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Lettere - data: 2008-09-14 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Lettere e interventi "Servono idee e proposte nuove per
affrontare la crisi economica" L'allarme lanciato su queste pagine dal
Presidente della Confcommercio Cesare Pambianchi è da prendere molto sul serio.
Roma sta subendo i contraccolpi di una difficile congiuntura economica
internazionale, che in Italia si presenta aggravata per storiche ragioni
strutturali e di fronte alla quale l'azione del governo e dell'amministrazione
capitolina appaiono inadeguate. Il calo dei consumi e la riduzione all'accesso
di beni da parte delle famiglie romane sono la spia di una situazione segnata
dall'intreccio tra la diminuzione della domanda, l'aumento del prezzo delle materie
prime e la bassa produttività, che si traduce nella riduzione dell'occupazione
e in un senso di affanno che pervade l'intero tessuto produttivo cittadino. Le
difficoltà nei settori industriale, delle costruzioni, immobiliare, del turismo
(evidenziato dal calo di presenze conseguenza dell'Euro forte) e lo squilibrio
tra costo del lavoro e salari sono tutti elementi che compongono un puzzle di
stagnazione economica che da anni Roma non conosceva. Al
panorama descritto si aggiunge la crisi di Alitalia con
l'incertezza sul futuro di Fiumicino (gravemente penalizzato dal piano
industriale della Cai), gli esuberi di Unicredit-Capitalia e quelli di Telecom,
la riduzione degli stanziamenti per la ricerca e per gli Atenei. L'economia
romana, caratterizzata da un complesso intreccio tra terziario, ricerca,
servizi, industria culturale e innovazione, su cui spesso l'ente locale
esercita un'azione di volano economico, rischia, data la situazione, di non
farcela. Chi oggi amministra la città deve fare i conti con questa situazione,
e li deve fare anche un'opposizione seria che si candida a governare nuovamente
Roma. Occorre aprire un confronto e un dialogo con tutto il tessuto vivo della
città per affrontare l'emergenza e delineare una prospettiva credibile. Sapendo
che prefigurare la città del futuro facendo funzionare quella presente
costituisce l'imperativo inderogabile per chiunque si cimenta
nell'amministrazione di una metropoli come Roma, e che la nuova competizione
globale prende sempre più la forma di una sfida tra aree urbane oltre che tra
nazioni. Come gruppo consiliare del Partito democratico, intendiamo cimentarci
con questa sfida da ottobre, chiamando a raccolta le forze economiche, sociali
e intellettuali della nostra città per raccogliere suggerimenti e proposte per
un manifesto programmatico che affronti il tema del ruolo di Roma e del futuro
della sua economia, rilanciando tematiche quali le infrastrutture, la qualità
dei servizi l'urbanistica, la casa, il turismo, le riforme e la
modernizzazione. L'obiettivo è quello di produrre idee, ma anche di favorire
una ripresa della fiducia, dell'operosità e dello spirito di innovazione che in
anni recenti hanno caratterizzato i settori trainanti dell'economia cittadina.
Umberto Marroni capogruppo Pd al Comune Pagina a cura di Ester Palma.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-14 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE Castel S. Angelo Proiezione e dibattito con l'attore Villaggio e il
"Potemkin": "Piace a Tremonti? Un guaio" Le "Notti bianche
dei Municipi ", la Corazzata Potemkin e Paolo Villaggio: insieme ieri
notte per l'evento organizzato a Castel Sant'Angelo dal XVII municipio.
"Davvero un miscuglio infernale", risponde immediatamente il comico
genovese, appena intuisce il motivo della telefonata. Ma lei cosa fa? Si rivede
il film? "Scherza, l'ho visto almeno trenta volte. Davvero non lo sopporto
più. Partecipo al dibattito, quando c'è la corazzata si dibatte sempre".
Proprio a lei non piace questa pellicola? "Sì, la penso come
Fantozzi". Può ricordare cosa diceva il ragioner Fantozzi? "La
verità, ovvero che la "corazzata Potemkin è una cagata pazzesca"
". E allora perché partecipa alla serata? "Me l'hanno chiesto
imploranti, ma è quasi un mio dovere, ormai la corazzata e Fantozzi sono legati
in maniera indissolubile. è accaduto anche in Russia". Cosa è successo in
Russia? "Circa venti o trenta anni fa, non ricordo, siamo andati a
presentare a Mosca "Fantozzi 2", al cinema Lenin. Il film non era
doppiato, solo sottotitolato, ma quando arrivò la battuta sul film, ci fu un'
esplosione incontenibile in sala. Anche i russi non sopportavano la
corazzata". Ma sa che il nostro ministro dell'Economia, Giulio Tremonti ha
espresso apprezzamento per questo film? "Non lo sapevo, ma lo trovo
preoccupante ". Perché? "Oddio, significa che non va mai al cinema,
oppure che ha pessimi gusti cinematografici. Quindi ora è tutto chiaro".
Cosa è chiaro? "Il motivo per cui stanno uccidendo l'Alitalia, e stanno mettendo in mutande i 40mila dipendenti ". C'è un
nesso tra il film e la crisi dell'Alitalia?
"Non c'è sicuramente, ma se a Tremonti piace quel film significa che non
sta bene. Con la testa intendo. I veri film della storia del cinema sono
altri". Quali? ""Il settimo sigillo", "Il posto
delle fragole" e "Amarcord". Alla "corazzata" viene
attribuito un valore esagerato, che non si merita ". Maria Rosaria
Spadaccino A Mosca Ho presentato "Fantozzi" al cinema Lenin, con i
sottotitoli, alla battuta sulla corazzata hanno riso tutti.
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-14 num: - pag: 29
categoria: BREVI Interventi e Repliche Ferrovie dello Stato: gestione
finanziaria Vorremmo rispondere al lettore che, sul Corriere del 6 settembre,
si interroga sulla gestione finanziaria delle maggiori imprese pubbliche
italiane, tra cui il Gruppo FS, ponendo quest'ultimo sullo
stesso piano di Alitalia. Vorremmo ricordare al lettore che l'attuale gestione delle
Ferrovie dello Stato ha avviato dal 2006 un processo di risanamento che lo
scorso anno ha portato alla riduzione dell'80 per cento delle perdite
finanziarie del Gruppo (dai 2.115 milioni del 2006 ai 409 milioni di
euro nel 2007). Grazie ad una politica di razionalizzazione dei costi,
all'aumento della produttività e a un confronto più chiaro e diretto con lo
Stato e le Regioni, cui spetta l'onere di programmare e finanziare i servizi
non di mercato, il trend di recupero è proseguito e ci porterà a chiudere il
2008 ad un passo dal pareggio. Federico Fabretti Direttore Centrale Relazioni
con i Media Ferrovie dello Stato I Tir e le regole violate La metà dei Tir
viole le regole ( Corriere, 13 settembre). Non ci sarà un nesso tra questo
fatto e la scarsità (per non dire mancanza) di controlli sulle strade? Chi si
ricorda più di aver visto una pattuglia della polizia sulle strade statali?
Perché gli stranieri non perdono i punti? Perché non si multa un'auto con targa
straniera? All'estero lo fanno. Perché da noi no? Carlo Corsi,
carlocorsi2@virgilio.it L'insegnante di sostegno Un lettore ( Corriere del 10
settembre) afferma che i docenti di sostegno sono fruttuosi solo a se stessi
perché lavorano poco. Vorrei ricordare che questi insegnanti hanno lo stesso
monte orario degli altri colleghi, ma soprattutto che si occupano di bambini e
ragazzi con gravi disabilità motorie, psichiche, intellettive e fisiche. Da
insegnante posso dire che li ammiro molto e ringrazio che siano con me a
dividere la responsabilità e l'educazione della mia classe. Simona Borgatti,
simgatti@tiscali.it Incultura, vita sociale e scelte politiche Il Focus del
Corriere della Sera (6 settembre) su istruzione e società ha rilevato, con
chiarezza, una drammatica situazione, che peraltro esiste da tempo nel nostro
Paese: quella sull'analfabetismo e, più in generale, sull'incultura di una
buona parte della popolazione (circa 20 milioni di persone, il 36,5 per cento).
Viene da chiedersi se tale situazione, di vera e propria ignoranza, non si
rifletta sulle vicende del Paese, in primis nella materia politica e in quella
istituzionale. Come fanno i circa 20 milioni di cittadini incolti a capire, a
recepire, a valutare razionalmente i problemi della politica e quelli che
comunque attengono alla vita sociale del Paese? E la citata ignoranza o
incultura che dir si voglia non va anche a riflettersi, per caso, sui
comportamenti elettorali? Non è forse l'incultura a favorire il clientelismo
politico e il "populismo demagogico" di certi rappresentanti
istituzionali? Raffaele Bernardini, rafbernardini@inwind.it Festival
"pordenonelegge.it" Sul Corriere della Sera di sabato 13 settembre, a
pagina
( da "Corriere della Sera" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Salute - data: 2008-09-14 num: - pag: 58 categoria:
BREVI MA CHE FINE HANNO FATTO GLI ANNUNCIATI NUOVI "LEA"? Ho letto
nelle vostre pagine che erano stati approvati i "nuovi Lea". La cosa
mi interessava perché mio figlio è celiaco e nella nuova legge erano previste
alcune misure per chi ha questo problema. Ma poi non ho saputo più niente e non
mi pare che sia cambiato qualcosa. Ho provato a chiedere in giro ma nessuno ne
sa niente. Ma allora ci sono o non ci sono questi "nuovi Lea"? A.F.
(Pescara) La politica italiana sembra essere negli ultimi anni più basata sugli
annunci che sulla realizzazione di cose concrete. E così è stato anche in
questo caso. Il ministro della salute del precedente governo, Livia Turco,
aveva annunciato i nuovi Lea all'inizio di quest'anno e varato un decreto che
conteneva diverse importanti novità. Ricordiamo che Lea vuol dire Livelli
essenziali di assistenza e contengono tutto ciò che il Servizio sanitario
nazionale deve, attraverso le Regioni, fornire obbligatoriamente ai cittadini.
Comprendeva misure a favore di molte categorie di malati, misure a lungo
attese: facilitazioni, abolizioni di ticket, assistenza gratuita. Facilitava la
vita a malati reumatici, ai malati di broncopneumopatia ostruttiva, ai
portatori di malattie rare, ai celiaci, garantiva maggior assistenza ai malati
di Alzheimer e ai disabili gravi. Tra l'altro prevedeva incentivi alla diffusione
dell'anestesia epidurale nel parto a la vaccinazione anti-papilloma virus. Poi
sono sorti due intoppi: prima la Corte dei Conti ha fermato il decreto, che
evidentemente non era a posto per quel che riguarda la copertura finanziaria,
poi è caduto il governo. E addio nuovi Lea, finiti nuovamente nel limbo
ministeriale. A fine luglio in verità il nuovo governo ha fatto sapere che
avrebbe ripreso in mano la questione con un nuovo confronto con le Regioni,
annunciando (nuovamente) l'intenzione di "confermare le innovazioni"
che riguardano le malattie rare, i dispositivi protesici per disabili
gravissimi e la vaccinazione Hpv. Speriamo che, come per l'Alitalia, si
trovino i soldi.. Ma intanto è passato quasi una anno, poco per i vischiosi
uffici governativi, tantissimo per chi soffre e ha bisogno. E già da anni
aspettava. A costoro dobbiamo anche delle scuse, perchè ai "Nuovi
Lea", pensando di far bene il nostro lavoro, abbiamo dedicato diversi
servizi in cui anche noi annunciavamo i dettagli dei nuovi provvedimenti.
Senza esercitare evidentemente un sufficiente scetticismo sulle possibilità di
realizzazione. La Posta di Riccardo Renzi.
( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 220 del
2008-09-14 pagina 0 Spiraglio sui salari. L'allarme di Fantozzi: manca il
carburante di Gian Battista Bozzo Mediazione molto vicina: non tagliare gli
stipendi in cambio di flessibilità. Il commissario: se non
si chiude aerei a terra da Roma Ultima chiamata per Alitalia. Il
governo convince i sindacati a più miti pretese avvicinandoli alla firma,
mentre il commissario straordinario Augusto Fantozzi comunica alle
organizzazioni che da domani i voli della compagnia sono a rischio, perché
alcuni aerei corrono il pericolo di restare a terra per problemi di carburante.
Silvio Berlusconi convoca i vertici di Cgil, Cisl, Uil e Ugl a palazzo Chigi
per l'estrema mediazione. E il sottosegretario Letta insieme ai ministri
Sacconi e Matteoli riescono a riannodare i fili del negoziato coi confederali.
Ora la parola passa ai piloti. Nel lunghissimo negoziato notturno governo e
sindacati hanno trovato un punto di convergenza sulla stabilità dei salari in
cambio di un aumento della produttività. Oltre alla maggiore flessibilità nei
contratti rimarrebbero da limare dettagli relativi a specificità dei piloti (da
inquadrare come dirigenti) e al perimetro aziendale. La riunione è stata
sospesa per sottoporre la piattaforma a Cai e a Intesa Sanpaolo: Rocco Sabelli,
Corrado Passera e Gaetano Micciché sono giunti a palazzo Chigi verso mezzanotte
rimanendovi circa un'ora. Al termine, il barometro segnava bel tempo. Se però i
piloti rifiutassero, sarebbero responsabili del fallimento. "Se ci
incontriamo tutti - dice Sacconi - è per firmare. Il fallimento è vicino ma
anche un risultato è a portata di mano, siamo al 50 per cento". Si è
trattato in tutte le direzioni per evitare il disastro. Umberto Bossi auspica
l'ingresso della Lufthansa per sostenere l'"hub" di Malpensa.
"Può darsi - aggiunge il leader della Lega - che i tedeschi entrino in Alitalia". Una seconda, lunga notte di negoziato decide
dunque il futuro della compagnia. Futuro che resta per ora in bilico, a un
passo dal baratro. Alcuni aerei - comunica ai sindacati il commissario
straordinario Fantozzi - corrono il pericolo di restare a terra per mancanza di
carburante. I fornitori, Eni in prima fila, fanno problemi con i rifornimenti.
"Oggi (ieri, ndr) - rivela il commissario incontrando alla Magliana tutte
le sigle sindacali - abbiamo rischiato di lasciare a terra dodici aerei senza
carburante". Fantozzi assicura tutto l'impegno a mantenere l'operatività
della compagnia, ma la situazione è molto confusa, tanto che ai call center
della compagnia qualche operatore consiglia di attendere prima di acquistare i
biglietti. Inoltre, l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) comunica che
la licenza provvisoria che consente all'Alitalia di
operare per sei mesi è "a rischio" senza accordo. Il quadro disegnato
da Fantozzi è fosco. Da domani verranno avviate le procedure per la cassa
integrazione degli equipaggi dei 34 aerei - per lo più vecchi Md 80 e Atr - già
messi a terra con il piano Prato: secondo calcoli dei sindacati, la cassa
dovrebbe riguardare 600-700 dipendenti. Sempre domani, Fantozzi chiederà
l'estensione del commissariamento a tutte le società del gruppo. La disdetta
dei contratti collettivi sarà operativa dal 30 novembre. Fantozzi ha
sottolineato "l'aggravarsi della situazione finanziaria a causa di difficoltà
e richieste dei fornitori", ma ha anche assicurato la "massima
attenzione per garantire, finché possibile, la normalità. Non sto dichiarando
fallimento stasera, ma la situazione - ha aggiunto - sta precipitando". I
sindacati smentiscono che da domani i voli Alitalia
siano in pericolo, e criticano il commissario. "Al momento - dicono gli
assistenti di volo dell'Avia - non risultano cancellazioni. Dire che i voli
sono a rischio destabilizza la compagnia: noi faremo volare gli aerei fino
all'ultimo giorno". Gli assistenti di volo aggiungono che sulla questione
del carburante "qualcosa non quadra, visto che solo l'Eni frappone
difficoltà ai rifornimenti". Secondo i piloti, Fantozzi ha drammatizzato
il problema. A Fiumicino e a Linate ci sono state anche ieri manifestazioni.
Dal fronte Ue, infine, il commissario ai Trasporti Antonio Tajani ricorda che
per il via libera di Bruxelles al piano Alitalia
"è indispensabile la assoluta discontinuità giuridica fra nuova e vecchia
compagnia". Questo significa, tra l'altro, che tutti i contratti di lavoro
non possono essere trasferiti automaticamente alla nuova compagnia. In caso
contrario, la nuova aerolinea dovrebbe restituire gli aiuti di Stato ricevuti
nel tempo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
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N. 220 del 2008-09-14 pagina 1 Ecco chi fa il corvo sull'Alitalia di Redazione Sempre più appesa ad un filo la sorte di Alitalia. Nella trattativa interviene direttamente il premier, ma da
domani alcuni voli rischiano lo stop. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
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N. 220 del
2008-09-14 pagina 0 Bonanni: "Stiamo rischiando una sciagura. Saremo terra
di conquista per gli stranieri" di Antonio Signorini Il segretario Cisl:
"Se naufraga la trattativa Air France e Lufthansa avrebbero mano
libera" da Roma Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ci sono speranze per la trattativa oppure stiamo veramente per
assistere al fallimento di Alitalia? "Al momento, più che
esprimere ottimismo o pessimismo, penso sia giusto fare appello alla
responsabilità di tutti, visto che mi sembra che fino ad ora sia mancata".
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, che come lei era ottimista, dà le
possibilità di riuscita al 50 per cento. Se non doveste trovare
un'intesa cosa succederebbe? "Ci sarebbero effetti devastanti. L'azienda
sarebbe venduta pezzo a pezzo a un offerente qualsiasi. E francamente questa
situazione non mi sembra serva a nessuno. Nemmeno a chi per ragioni politiche
sostiene le soluzioni che porterebbero al disastro. Tutto il patrimonio sarebbe
dilapidato e diventerebbe gioco facile per Air France, Lufthansa o chi altro
scorrazzare nel nostro mercato che, è bene ricordarlo, è il quarto al mondo per
volume di affari". Ha accennato a interessi politici. Di chi? "A fasi
alterne le forze politiche si dimenticano degli interessi nazionali".
Anche Berlusconi ha detto che dietro i tentativi di fermare la trattativa ci
sono pressioni politiche. Può essere più preciso, di chi sarebbe la colpa?
"Di chi non si fa scrupoli a soffiare sul fuoco della contrapposizione, di
chi pensa di potere utilizzare per i propri scopi ogni posizione, anche la più
corporativa, irrazionale e antieconomica. All'estero non succede così, sono
uniti quando si tratta di questioni di interesse nazionale". Parla anche
di sindacati? "Di tutti". Però alcuni lavoratori e alcune sigle
sembrano non voler accettare le condizioni poste dalla Cai perché le ritengono
più penalizzanti anche rispetto al fallimento... "Sono convinto che i
lavoratori di Alitalia non vogliano il fallimento e la
messa in liquidazione della società. Sarebbe una sciagura che avrebbe
ripercussioni su tutti i settori produttivi del Paese. Non c'è nulla di più
penalizzante rispetto a perdere la compagnia di bandiera e fare scomparire
20mila posti. Se fallisse il progetto e smantellassero Alitalia,
diventeremmo terra di conquista e qui in Italia, nella migliore delle ipotesi,
rimarrebbero solo posti di lavoro residuali". Eppure anche chi manifestava
il primo giorno della trattativa gridava lo slogan: fallimento, fallimento...
"Ho sentito dire cose fuori luogo in questi giorni e voglio credere con
tutte le mie forze che si tratti solo di delusione. Sennò dovrei pensare che si
tratti del solito sfascismo. La rivincita della vecchia logica del tanto
peggio, tanto meglio. Noi non possiamo che opporci a questa logica". Al
momento, però, quel fallimento sembrerebbe imporsi con i fatti. Come pensa che
ne uscirete? "Dobbiamo tutti quanti avere più elasticità e cercare un
punto di equilibrio, ognuno rinunciando a qualcosa. Il governo deve fare un
passo verso l'azienda, l'azienda verso i lavoratori e i sindacati verso
l'impresa. Serve un atto di responsabilità da parte di tutti. E anche la Cai
non si deve sottrarre a questa responsabilità". Cosa potrebbe fare il
governo, visto che aiuti pubblici sono esclusi? "Mediare, chiarire.
Insomma, stringere con gli acquirenti". E voi cosa siete disposti a
concedere alla Compagnia aerea italiana, che chiede discontinuità rispetto ad Alitalia? "Per quanto ci riguarda noi siamo pronti a
concedere la giusta flessibilità contrattuale alla nuova compagnia, ma gli
stipendi dei dipendenti non devono essere ridotti". © SOCIETà EUROPEA DI
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( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
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2008-09-14 pagina 0 Berlusconi scende in pista: "Adesso basta, ci penso
io" di Vincenzo La Manna Il premier: "Suicida l'atteggiamento di
alcuni, influenzati dalla sinistra". Ma l'accordo è vicino nostro inviato
a Bari "Ghe pensi mi". Silvio Berlusconi è tirato in volto, forse
pure un po' affaticato. Non ne può più del tira e molla con i sindacati. Ma non
solo, visto che, dietro alcune lecite rivendicazioni, pensa ci sia dell'altro.
Cioè, "motivazioni politiche", portate avanti dalla sinistra,
indefinita, ma con un inevitabile riferimento al Partito democratico. Che
"soffia sul fuoco", spiega ai suoi, con
l'intenzione di aprire una nuova ferita sul fianco di Alitalia, già
piuttosto cagionevole di salute. Il rischio è chiaro: andando avanti di questo
passo, teme, libri in Tribunale. E di conseguenza, fallimento totale. Ovvero,
"il disastro". Allora, che fare? Il Cavaliere decide di cambiare
passo. Prende in mano la situazione e convoca i sindacati in serata a
palazzo Chigi. Anche se al tavolo preferisce non andare, delegando la partita a
Gianni Letta e ai ministri di riferimento, rimanendo però in contatto costante
dalla sua residenza romana. Ma che voglia giocare in prima persona lo si
capisce già dal mattino, quando arriva a Bari per l'inaugurazione della Fiera
del Levante. Quando parla dal palco - assicura chi gli sta vicino - con un
chiodo fisso che lo distrae: il futuro della compagnia di bandiera. Quella per
cui ha rischiato, in campagna elettorale, e che adesso si trova a un passo da
un nuovo corso. Quella che rappresenta la sua seconda grande sfida politica, da
vincere. La seconda, infatti, dopo la fine dell'emergenza rifiuti in Campania.
Il premier dunque non ci sta a rimanere sulla graticola. E decide per un
repentino rientro a Roma, lasciando anzitempo la terra di Puglia. Complice
forse anche il pesante acquazzone che si abbatte sul capoluogo, che stoppa ogni
ipotesi di tour tra gli stand. Ma a farlo desistere, però, è di certo la
telefonata di Letta, che lo informa sugli ultimi sviluppi e gli prospetta la
riapertura, di lì a poco, delle trattative. A Roma. Quindi, rientro frettoloso
nella Capitale (vi rimarrà anche oggi). Dove a palazzo Grazioli lo attende
proprio il sottosegretario, con il quale si terrà aggiornato per tutta la
giornata. Prima, però, spiega il suo punto di vista. "Questa situazione mi
preoccupa moltissimo, non riesco a capire cosa succede e perché ci sia questo
atteggiamento suicida", attacca il Cavaliere. Convinto che, dietro tutta
questa incertezza, ci siano "motivazioni politiche che non hanno nulla a
che fare con le richieste dei lavoratori". Non la nomina, ma il riferimento,
spiegano, è innanzitutto alla Cgil. Alla confederazione di Guglielmo Epifani
che, secondo il suo ragionamento, starebbe tirando la corda fino a farla
spezzare. Un disegno condiviso anche da parti dell'opposizione. Contrarietà
che, non a caso, il leader del Pd, Walter Veltroni, esprime anche al presidente
della Cai, Roberto Colaninno. Ma "adesso intervengo io", avverte
Berlusconi, anche per dimostrare come non corrisponda al vero la chiusura al
confronto da parte del governo. Anzi, "l'esecutivo è sempre disponibile
con i suoi ministri, anche con il presidente del Consiglio, per dare tutto il
supporto possibile per giungere all'unica soluzione possibile per evitare il
fallimento della compagnia". Intanto, il premier decide di far sentire la
sua voce pure a Gubbio, intervenendo telefonicamente al tradizionale seminario
di Forza Italia. E anche lì non si sottrae a un nuovo commento. L'esigenza,
ora, è comunicare la sua discesa in campo in prima persona. E se nei giorni
precedenti, nonostante mille sollecitazioni, è rimasto in silenzio, adesso lo
scenario è cambiato. Nelle ultime ore, infatti, il rischio che la partita possa
saltare, non lo fa stare sereno. E allora, vale la pena anche ripetere il
concetto, se necessario. Il destino di Alitalia -
dichiara dalla cornetta di via del Plebiscito - "è messo in forse dal
comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti". E in
questo scenario, avverte, "vediamo la forte influenza della sinistra che,
pur di dare smacco al governo, non esita a considerare poco importante il
disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia
dovesse portare i libri in tribunale". Un'ipotesi neppure da contemplare,
per Berlusconi, che rimarca: "Spero che questo non accada". E per
scongiurarla, nel tardo pomeriggio preannuncia una mossa a sorpresa: la
convocazione dei sindacati a palazzo Chigi. Così, nella notte, come il premier,
si rimane con il "fiato sospeso". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 14-09-2008)
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Cari amici, sul
Giornale trovate la cronaca della giornata di ieri di Benedetto XVI in Francia
e un ampio articolo sull'importante convegno organizzato da "Pave the
Way", fondazione presieduta dall'ebreo americano Gary L. Krupp, sulla
figura di Pio XII. Volevo raccontarvi un piccolo episodio accaduto ieri. Tv e
radio hanno offerto una grande copertura mediatica della visita di Papa
Ratzinger. E per fare ore e ore di diretta sono stati coinvolti giornalisti che
solitamente non si occupano di questi argomenti. Così è accaduto che ieri
mattina, durante la messa celebrata da Benedetto XVI all'Espalanade des Invalides,
il cronista che in quel momento stava commentando la cerimonia su Radio France,
la più importante emittente radiofonica francese, ad un certo punto, in preda
all'emozione, abbia cominciato a dire: "Sta accadendo qualcosa. tutti si
danno la mano e si abbracciano, è un momento di grande solidarietà.". Era
lo scambio della pace. Nella Francia laica e secolarizzata, dove solo l'8 per
cento della popolazione va a messa almeno una volta al mese, il commentatore lo
ignorava. Sia ben chiaro: citando questo episodio - che mi è stato raccontato
con il sorriso tra le labbra da un inviato della stessa Radio France, non è mia
intenzione criticare in alcun modo il lavoro dei colleghi e c'è anzi da essere
grati per lo sforzo che i media francesi hanno fatto per assicurare visibilità
al messaggio del Papa. E' solo un'ulteriore conferma di come proprio le nazioni
dove il cristianesimo si è diffuso nei tempi più antichi siano terre da
rievangelizzare e la "Figlia prediletta della Chiesa" sia tra quelle
che ne hanno più bisogno. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (No Ratings
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Commenti Invia questo articolo a un amico 13Sep 08 Il Papa: "Essere
antisemiti significa essere anticristiani" Ieri pomeriggio Benedetto XVI
ha incontrato nella nunziatura apostolica alcuni rappresentanti delle comunità
ebraiche di Francia. Ha fatto un discorso breve ma molto significativo. Ha
detto: "Per sua stessa natura la Chiesa cattolica si sente impegnata a
rispettare l'Alleanza conclusa dal Dio di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe. Essa
pure infatti si situa nell'Alleanza eterna dell'Onnipotente, i cui disegni sono
senza pentimento, e rispetta i figli della Promessa, i figli dell'Alleanza,
come suoi amati fratelli nella fede. Essa ripete con forza, attraverso la mia
voce continua Benedetto XVI le parole del grande Papa Pio XI, mio venerato
predecessore: "Spiritualmente, noi siamo semiti"". La Chiesa
"perciò si oppone ad ogni forma di antisemitismo, di cui non v'è alcuna
giustificazione teologica accettabile. Il teologo Henri de Lubac, in un'ora
"di tenebre", come diceva Pio XII, comprese che essere antisemiti
significava anche essere anticristiani. Ancora una volta sento il dovere di
rendere un commosso omaggio a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro
che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel
ricordo. Dio non dimentica". Parole inequivocabili. Da notare la citazione
di Pio XII. Potrebbe preludere alla promulgazione del decreto sulle virtù eroiche,
in occasione dei cinquant'anni dalla morte. Sull'importante giornata parigina
di Ratzinger, nel Giornale di oggi sono pubblicati tre miei articoli, questo è
il principale. Scritto in Varie Commenti ( 46 ) " (4 votes, average: 3.25
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Sep 08 Il Papa sul motu
proprio: un atto di tolleranza e amore Cari amici, sono a Parigi e da poco ho
lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati
importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il
Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda
sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento
che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La
domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un
passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI nella
versione ufficiale diffusa dalla Santa Sede: "È una paura infondata perché
questo Motu proprio è semplicemente un atto di tolleranza, ai fini pastorali,
per persone che sono state formate in quella liturgia, la amano, la conoscono,
e vogliono vivere con quella liturgia. È un gruppo ridotto poiché presuppone
una formazione in latino, una formazione in una cultura certa. Ma per queste
persone avere l'amore e la tolleranza di permettere di vivere con questa
liturgia, sembra un'esigenza normale della fede e della pastorale di un vescovo
della nostra Chiesa. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del
Concilio Vaticano II e questa liturgia. Ogni giorno (del Concilio, n.d.r.) i
padri conciliari hanno celebrato la messa secondo l'antico rito e, al contempo,
hanno concepito uno sviluppo naturale per la liturgia in tutto questo secolo,
poiché la liturgia è una realtà viva che si sviluppa e conserva nel suo
sviluppo, nella sua identità. Ci sono dunque sicuramente accenti diversi, ma
comunque un'identità fondamentale che esclude una contraddizione,
un'opposizione tra la liturgia rinnovata e la liturgia precedente. Credo in
ognicaso che vi sia una possibilità di arricchimento da ambedue le parti. Da un
lato gli amici dell'antica liturgia possono e devono conoscere i nuovi santi, le
nuove prefazioni della liturgia, ecc.. dall'altra, la liturgia nuova sottolinea
maggiormente la partecipazione comune ma sempre. non è semplicemente
un'assemblea di una certa comunità, ma sempre un atto della Chiesa universale,
in comunione con tutti i credenti di tutti i tempi, e un atto di adorazione. In
tal senso mi sembra che vi sia un mutuo arricchimento, ed è chiaro che la
liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria del notro tempo". Scritto in
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questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di
quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli
accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il
viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa
Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150
anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma,
trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy
ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella
capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa
evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per
prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda
il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la
fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le
ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino
in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Sarko, con uno strappo al
protocollo, andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il
discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des
Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per
le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del
pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi
mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie
Commenti ( 103 ) " (8 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire
la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena
visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario
della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 238 ) " (8 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a
Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei,
monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale
Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la
famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di
Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale
fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di
Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20
settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
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© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep
08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato
annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-09-2008)
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Commenti Pagina 316
Da Matarrese alla Carfagna Uomini (e ministri) giusti al posto giusto Da
Matarrese alla Carfagna di Maurizio Crippa --> di Maurizio Crippa L'ultimo
in ordine di tempo - a meno che ci sfugga qualche notizia dell'ultimissima ora:
ormai l'Italia è un Paese che va a razzo, Alitalia
permettendo - è stato il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese. Il
Campionato è appena ripartito, e già siamo un'altra volta alle prese con le
violenze degli ultras? Non c'è problema, ha detto lui, "possiamo
predisporre celle negli stadi per mettere subito al sicuro chi delinque".
Oplà. Si potrebbe obiettare che, se fosse la soluzione giusta, qualcuno
l'avrebbe già adottata da un pezzo. Ma non è questo il punto. La vera novità è
che pure un vetero-democristiano di lungo corso come Matarrese, non proprio
quel che si dice un decisionista, sembra essere stato contagiato dal nuovo
clima efficientista che va per la maggiore in questo inizio di settembre. Uno
stile rivoluzionario, che potremmo definire: "Tranquilli, abbiamo già
risolto tutto". Non è nemmeno il caso di dubitare che l'emanatore ufficiale
e brevettato dell'aria nuova sia il Cavaliere, che da quando è tornato al
governo non si è più tolto la sua tuta da lavoro da Uomo Risolutore. Giovedì
scorso, comparendo con l'ormai immancabile camicia scura alla festa dei giovani
di An, ha detto: "Abbiamo un consenso imbarazzante". E in effetti,
dalla monnezza napoletana al lodo Alfano, al risarcimento per la Libia,
Berlusconi procede come un carrarmato. È il nuovo stile: più i dossier sono
complicati, disastrati, urgenti e impossibili, più la soluzione arriva rapida e
decisa, come un colpo di lama a spaccare la mela in due. Non è più come ai
vecchi tempi, quando a chi aveva responsabilità decisionali era richiesta
soltanto la capacità di spaccare il capello in quattro. Il più recente debutto
nell'arte del "tranquilli, ci penso io" è quello del ministro per le
Pari opportunità, Mara Carfagna. Parliamo di prostituzione, of course . È dal
tempo della legge Merlin che tutti i viali della notte conducono alla
perdizione. Ma, ultimamente, anche di giorno le strade sono diventate un
bordello a cielo aperto. Un degrado impossibile da cambiare. E la bella Mara
che ti fa? Un disegno di legge di quattro articoli quattro su "Misure
contro la prostituzione", approvato in un batter d'occhio dal Consiglio dei
ministri, senza manco convocare la solita trentina di tavoli tecnici ed esperti
universitari. D'ora in poi, multe e arresto per prostitute e clienti, vietato
"lavorare" e "comprare" per strada. Oplà. Non per fomentare
rivalità tra ministre belle e brave, ma la superstar della categoria è
Mariastella Gelmini, titolare della Pubblica Istruzione. Riformare la scuola
italiana, come dire la più grande azienda statale del mondo, un milione di
dipendenti, più dell'esercito americano, è, come tutti sanno, un'impresa disperata.
In più le scuole sono infestate dai bulli, ci sono troppi insegnanti troppo
poco pagati, troppo poco efficienti e strutture che vanno a pezzi. Uno normale
taglierebbe la corda, e tanti saluti. La Gemini, invece, il primo di settembre,
spara a raffica un decreto legge di pochi articoli, dal titolo perentorio:
"Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università". E
rivolta, o almeno ci prova, la scuola italiana come fosse un guanto. I tre
maestri elementari, una riforma che era costata un decennio di lacrime e
sangue? Aboliti. Il voto in condotta, la più illustre vittima di quarant'anni
di '68 mai finito? Rieccolo più cattivo che mai. E tutti con il grembiulino,
per favore, che la ricreazione è finita. Un altro ministro che non si fa
prendere dall'ansia è Roberto Calderoli - non a caso è il ministro della
Semplificazione - Vent'anni fa il federalismo non si sapeva neanche cosa fosse;
anni di lavoro per la riforma costituzionale diventarono carta straccia con un
referendum. Niente paura. Lui ci si è messo al lavoro quest'estate, e il
decreto legge sul federalismo fiscale è pronto per essere sventolato oggi
(domenica) sulla Laguna di Venezia, quando la Lega di Umberto Bossi celebrerà i
suoi riti dei "popoli padani". E se anche la partita più complicata
di tutte - quella di Alitalia - non riuscirà a
decollare, nessuno potrà dare la colpa al commissario straordinario Augusto
Fantozzi, uno che prende in mano la patata più bollente del mondo il lunedì, e
dice: "Entro giovedì bisogna chiudere". Comunque vada, è un altro
eroe della nuova stagione italiana. Difficile credere che sia tutto vero, e che
d'ora in poi alle parole seguiranno i fatti. Ma per adesso, godiamoci almeno
questo inebriante effetto da "miracolo italiano".
( da "Quotidiano.net" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Si lotta contro il
tempo per evitare il fallimento dopo l'annuncio di ieri del commissario
straordinario Augusto Fantozzi: "Manca il carburante, voli a
rischio"
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riparte la trattativa Cai: "Altri soldi per i contratti" Si lotta
contro il tempo per evitare il fallimento dopo l'annuncio di ieri del
commissario straordinario Augusto Fantozzi: "Manca il carburante, voli a
rischio" Roma, 14 settembre 2008 - Dopo la pausa notturna sono ripresi i
colloqui informali tra governo e sindacati sul piano di rilancio di Alitalia al
ministero del Lavoro. Al confronto è presente anche la Cai, secondo quanto
riferiscono fonti sindacali, insieme al ministro del Welfare Maurizio Sacconi.
Al tavolo al momento sono seduti i segretari confederali di categoria per fare
"un affondo sui contratti", ha spiegato Marco Veneziani della Uilt.
Claudio Claudiani, segretario generale della FIT-Cisl, ha spiegato che oltre al
sistema dei contratti si terrà conto anche del tema delle relazioni
industriali. I rappresentanti degli assistenti di volo (Anpav, Avia e Sdl) sono
stati convocati alle
( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
DI Il pensiero
LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche
noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la
comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav
Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba.
Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro
Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti.
D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si
può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma
ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda
la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella
invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle
ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto
di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il
dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che
quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché
spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a
bocca aperta. "Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore,
bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava di
Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma per forza! Perché tutti aspettano di
vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla,
Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca,
perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la
dose: "Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea,
Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di
merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando
parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due fili
come alle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi. Sarà
che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida e si
interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la parola
all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno anche una
certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura. Come
comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: "Guardi la devo
interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo
rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la prima boiata
che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica
molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi faccia finire, mi
faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il disco, il conduttore si
aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e
ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa
accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro
prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma che gli fa l'esame
prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse capitare lo noti
subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenti come
quelli dei ghiri e tace.
( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La
Cai: posizione ferma. Via alla cassa integrazione, i call center: aspettate ad
acquistare i biglietti. L'Enac: a rischio la licenza Alitalia è rimasta a
secco Fantozzi: senza carburante, voli non garantiti. Berlusconi convoca i
sindacati.
( da "Voce d'Italia, La" del 14-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
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"Incontrero' i sindacati". Fantozzi: "Da lunedi' voli non
garantiti" *Incontro Alitalia: "Domani
voli garantiti, da lunedi' no" *Incontro Alitalia tra Fantozzi e
i sindacati Guarda tutti i correlati.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-09-2008)
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103 Alitalia, i sindacati da Berlusconi Vertice
notturno per evitare il crac, trattativa dura e complicata --> Vertice
notturno per evitare il crac, trattativa dura e complicata Scende in campo
Berlusconi per tentare di trovare un accordo con i sindacati. Ma il clima è teso e Alitalia appare
davvero sull'orlo del crac. ROMA Ricognizione nella notte da parte del governo
sulla possibilità di riannodare i fili del negoziato fra sindacati e Cai sul
futuro di Alitalia: a poco più di 24 ore da "un punto oltre il quale diventa
inutile e siamo molto vicini a questo punto", ha avvertito il ministro del
Lavoro Maurizio Sacconi. E cioè dall'avvio, domani mattina, della
disdetta dei contratti e delle procedure di mobilità da parte
dell'amministratore straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi. A PALAZZO
CHIGI Berlusconi ha convocato a palazzo Chigi, ieri sera, i leader dei
sindacati confederali e dell'Ugl. Presiede le riunioni no stop il
sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, alla presenza dei ministri del
Lavoro Maurizio Sacconi, dei Trasporti Altero Matteoli e dello stesso Fantozzi.
Dopo una prima consultazione con i segretari generali della Cisl, Raffaele
Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, dell'Ugl Renata Polverini, e - in assenza
del numero uno della Cgil Gugliemo Epifani - con il segretario confederale
Fabrizio Solari, c'è stata una sospensione. Al tavolo il posto è stato ceduto
alla controparte, l'amministratore di Compagnia aerea italiana Rocco Sabelli e
al responsabile Corporate di Intesa SanPaolo Gaetano Miccichè. Fra i nodi da
sciogliere, innanzitutto quello contrattuale, considerato dai sindacati troppo penalizzante.
Ma anche alcuni aspetti del piano industriale vanno rivisti, secondo le nove
sigle che rappresentano i lavoratori. E ieri mattina, proprio uscendo da un
incontro a palazzo Chigi, Sabelli aveva ribadito che sulla piattaforma
contrattuale "c'è disponibilità assoluta" anche se la posizione della
compagnia è ferma. LE POLEMICHE La privatizzazione di Alitalia
in salsa nazionale sembra dunque ad un passo dal fallimento. E la colpa? Della
sinistra, che si annida dietro i "comportamenti irragionevoli" di
quei dipendenti che stanno mandando in frantumi il Piano Fenice. Silvio
Berlusconi ha rotto il silenzio delle ultime ore, lanciando accuse precise e
pesanti contro gli avversari di sempre. Pur di assistere allo smacco del
governo sono disposti a tutto, dice dunque il premier. Berlusconi, a chi ha
avuto modo di parlargli, non ha nascosto i timori per l'evolversi della
situazione e per le possibili ricadute politiche: se il governo non dovesse
riuscire a chiudere questa partita, è il ragionamento, sarebbe facilmente messo
in croce. "Questa situazione mi preoccupa moltissimo - ha riconosciuto lo
stesso premier - e non riesco a capire cosa succede, perchè ci sia questo
atteggiamento suicida. Ci sono motivazioni politiche - è però la convinzione -
che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori". Le
difficoltà sono evidenti e per cercare di uscirne non resta che muoversi
contemporaneamente su due livelli: gli imprenditori e i sindacati. Al
presidente del Consiglio sarebbe toccato cercare il dialogo con i primi, nel
tentativo di convincere la Cai di Colannino a non tirarsi fuori e a mollare di
qualche centimetro nella trattativa sui contratti; a Letta invece il compito di
interloquire con i sindacati. VELTRONI La trattativa quindi riprende. E al contempo,
però, lo scontro politico si infiamma. La strategia di attacco scelta dal
Cavaliere viene contestata ovviamente dal Pd. I Democratici cercano di porre
paletti: il governo "chiuda subito", dice Walter Veltroni,
"oppure riapra la procedura". La convinzione è sempre la stessa:
quella che vi siano altri soggetti interessati a Alitalia
e che quindi il Piano Fenice non sia affatto l'unica alternativa. Più diretto
l'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano che invita il premier "a non
scaricare sugli altri le proprie colpe".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-09-2008)
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103 ore drammatiche Fantozzi: da domani primi voli cancellati Ore drammatiche
--> ROMA Sempre più appesa a un filo la sorte di Alitalia.
Già da domani partirà per alcuni equipaggi la procedura di cassa integrazione e
sono anche a rischio alcuni voli per mancanza di carburante. La situazione è
"drammatica" - è stato il commento più ricorrente ieri, nell'ennesima
giornata difficile per la compagnia di bandiera - e il premier Silvio
Berlusconi ha deciso di intervenire in prima persona. La trattativa tra Cai, la
cordata di imprenditori che dovrebbe rilevare Alitalia,
e sindacati non è mai ripresa ma il governo ha tentato una mediazione in
extremis e i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati convocati
ieri sera alle
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
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2 La compagnia a un passo dal crac. Duro attacco del premier alla sinistra Alitalia, vertice Berlusconi-sindacati La compagnia a un
passo dal crac. Duro attacco del premier alla sinistra Fantozzi lancia
l'allarme carburante. Da domani aerei a terra? --> Fantozzi lancia l'allarme
carburante. Da domani aerei a terra? Scende in campo Silvio Berlusconi per tentare
di sbloccare la trattativa sindacale su Alitalia ma la
situazione è drammatica e la compagnia sembra davvero sull'orlo del crac
definitivo. Il premier non nasconde la sua preoccupazione e accusa: "La
sinistra è disposta a tutto pur di assistere allo smacco del governo".
Nella notte le sigle confederali e l'Ugl erano state convocate a Palazzo Chigi
per una ricognizione generale sulla possibilità di riannodare i fili, la
mediazione è condotta da Gianni Letta. Intanto il commissario liquidatore
Fantozzi ha avvisato che da domani salteranno i primi voli. A PAGINA 3.
( da "Stampa, La" del 14-09-2008)
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DA
DOMANI Crisi Alitalia Voli a rischio
annullamento L'allarme è arrivato ieri, dal commissario straordinario di Alitalia Augusto
Fantozzi. "Fino a domenica abbiamo i voli garantiti, da lunedì no. Non ci
riforniscono di carburante". Domani, quindi, in tutta Italia - Caselle
compresa - i velivoli Alitalia potrebbero
restarei. Un
problema che riguarda ben 30 voli solo per lo scalo torinese. Ogni giorno,
infatti, al Sandro Pertini decollano 15 aerei e ne atterrano altrettanti dell'Alitalia. Roma e Napoli, le uniche due destinazioni servite.