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T ARTICOLI DEL 14-17 febbraio 2009
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Articoli
Alitalia 2 (33)
Expo, Albertini punzecchia la...
( da "Giornale.it,
Il" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la protezione di Alitalia e l'assistenza a imprese sull'orlo del fallimento sottrarranno energie e risorse a progetti come Expo. Mi auguro che a questo scenario non si aggiunga l'incapacità di risolvere i conflitti all'interno della Expo spa». Uscire dall'impasse per dare avvio ai lavori e rendere operativi gli accordi a tutela dei nuovi occupati è anche l'
Il
vecchio collocamento ridisegnato per la crisi
( da "Unita,
L'" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È proprio qui che in questi giorni si affronta la crisi occupazionale più grave del territorio romano: il caso Alitalia. «Nella scorsa settimana, sono venuti ai nostri sportelli 451 cassaintegrati CAI. La mole di lavoro è ingente. Per questo abbiamo attivato il numero verde dei Cpi 800 818 282, per avere informazioni sul più vicino sportello di zona», aggiunge.
presidio
in tenda di lavoratori atitech ( da "Repubblica, La"
del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, a partire dalla zona antistante l´aeroporto di Capodichino, per «richiamare la massima attenzione di tutte le parti per una soluzione positiva della drammatica situazione che mette a repentaglio il futuro di centinaia di famiglie». I lavoratori chiedono - secondo quanto sottolinea una nota firmata da Filt Cgil,
Se
passa il protezionismova a rotoli l'Unione europea
( da "Secolo
XIX, Il" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un esempio lampante è la vicenda di Alitalia: come se il presunto beneficio dell'esistenza di una compagnia tricolore fosse sufficiente a controbilanciare tutte le inefficienze e i costi sottesi al mantenimento di un carrozzone simile. Un altro caso recente è quello dell'acquisto delle forme di parmigiano reggiano per prevenire il consolidamento delle imprese del settore.
aeroporto,
quaranta precari a rischio - ilaria ciuti
( da "Repubblica,
La" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sono in crisi Alitalia e Meridiana che proprio ieri aveva l´ultimo incontro al ministero per decidere la sorte dei 140 dipendenti già messi in mobilità. A Firenze sarebbero 38 licenziamenti e un Airbus in meno. «Eppure nonostante le difficoltà - conclude Legnaioli - non c´è nessuna crisi aziendale, neanche un licenziamento né un´ora di cassa integrazione»
Nove
mesi in perdita: pesa su Air France l'altalena del greggio Piano di risparmi
e... ( da "Giornale.it, Il"
del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia) a Lufthansa di Paolo Stefanato Vacilla, ma tiene, il primato di Air France, che dopo il 1994 non ha mai deciso piani di licenziamenti: nemmeno dopo la gravissima crisi provocata dall'attentato alle Torri gemelle. Neppure oggi - al consuntivo dei nove mesi dell'esercizio 2008-2009 - si faranno tagli: ma un drastico piano di risparmi prevede,
Malpensa:
sotto osservazione infrastrutture e servizi a clienti
( da "Stampa,
La" del 15-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: agosto del 2007 dalla vecchia Alitalia e proseguita in questi mesi, il traffico su Malpensa non è crollato, è solo sceso. «Grazie al riposizionamento di altre compagnie aeree - riprende Comazzi - l'aeroporto continua a dimostrare la sua vitalità. Del resto stiamo parlando dell'area d'Italia che crea la quota maggior del Prodotto Interno Lordo.
L'hostess
pasionaria licenziata dalla Cai ( da "Stampa, La"
del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Era uscita al Grande Fratello È già partita la lettera dell'azienda per la protagonista delle lotte Alitalia Adesso vuole tornare in tv nei reality L'hostess pasionaria licenziata dalla Cai Masci e Schianchi A PAGINA 19
Effetto
Alitalia: hotel vuoti ( da "Stampa, La"
del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: IL TAGLIO DEI VOLI A MALPENSA SI RIPERCUOTE SUL PIEMONTE Effetto Alitalia: hotel vuoti Mancano piloti e hostess, crollano le prenotazioni sul Lago Maggiore [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Ecco uno dei primi effetti Malpensa che si abbatte sull'indotto. A pagare il taglio dei voli Alitalia e il calo dei traffici nell'aeroporto milanese è il settore alberghiero del Piemonte,
Licenziata
. E la hostess... ( da "Giornale.it, Il"
del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ce l'ha fatta dopo il tira e molla con Alitalia e l'uscita dal Grande fratello per il timore di essere licenziata. Alla fine Alitalia l'ha cacciata per davvero, ma era quello che voleva. Ora coronerà il suo sogno televisivo sbarcando nella «Fattoria» di Canale 5. E adesso chi la ferma più?
manuela,
quando il precario è donna "dal posto fisso all'angoscia del futuro"
- alessandra longo ( da "Repubblica, La"
del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma le cose vanno bene, l´Alitalia continua a chiamarmi, di contratto in contratto. Sto a casa sempre meno, sono una stagionale per modo di dire. Nel 2001 ci sposiamo, 140 invitati, una settimana a Sharm�». Il 2001 è anche la data della prima crepa seria in Alitalia.
Dietro
il milionepagato a Bonolisuna Rai che inseguela tv commerciale
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: già direttore di questo giornale, parlamentare di sinistra e poi membro del consiglio di amministrazione Rai) alla stregua dell'Alitalia. Il progressivo successo della tv satellitare e lo stallo del digitale terrestre hanno scompaginato il quadro, fino a renedere sempre più giurassico lo status quo. 16/02/2009
ROMA
Daniela Martani, l'hostess reduce dal "Grande Fratello", è stata
licenziat... ( da "Messaggero, Il"
del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lunedì 16 Febbraio 2009 Chiudi ROMA Daniela Martani, l'hostess reduce dal "Grande Fratello", è stata licenziata dalla nuova Alitalia per «immotivata indisponibilità all'impiego». La pasionaria delle battaglie sindacali di Fiumicino aveva lasciato il reality per evitare provvedimenti punitivi.
Qui
accanto e sotto, la ex pasionaria delle hostess Alitalia: in divisa da lavoro e
nei panni... ( da "Messaggero, Il"
del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lunedì 16 Febbraio 2009 Chiudi Qui accanto e sotto, la ex pasionaria delle hostess Alitalia: in divisa da lavoro e nei panni di "femme fatale"
Uscita
dal "Grande Fratello", Daniela via anche da Alitalia
( da "Messaggero,
Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Lunedì 16 Febbraio 2009 Chiudi Uscita dal "Grande Fratello", Daniela via anche da Alitalia La bella hostess licenziata per «immotivata indisponibilità all'impiego»
MILANO
- Daniela Martani viene "nominata" da Alitalia. La hostess ex
pasionaria, f... ( da "Messaggero, Il"
del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nominata" da Alitalia. La hostess ex pasionaria, fotografata col cappio al collo e divenuta l'icona della lotta sindacale di metà settembre durante il braccio di ferro col governo e Cai, dovrà uscire dalla compagnia aerea. Dopo essere uscita lei, spontaneamente - o quasi - ai primi di febbraio, dalla casa del Grande Fratello,
Colaninno
licenzia l'hostess del Gf ( da "Tempo, Il"
del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ormai ex hostess Alitalia Daniela Martani non resterà disoccupata a lungo. Sono già state avviate da tempo trattative per partecipare al nuovo reality di Canale 5 La Fattoria, condotto da Paola Perego e in programma da domenica 8 marzo. Il nome della Martani è nella lista dei probabili, ed era condizionato evidentemente alla ripresa del suo lavoro come assistente di volo.
Troppo
facile fare <bad bank> coi soldi pubblici
( da "Manifesto,
Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E' quello della «bad bank» di cui si fa un gran parlare in Europa: «liberare» i bilanci delle banche a un passo dal collasso da debiti e carta straccia e appiopparli allo Stato, cioè trasformarli in debito pubblico. In fondo niente di nuovo. Alitalia docet.
Il
Comune stanzia 2 milioni per la Soge
( da "Opinione,
L'" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il salvataggio delle banche, la protezione di Alitalia e l?assistenza a imprese sull?orlo del fallimento sottrarranno energie e risorse a progetti come Expo. Mi auguro che a questo scenario contratto non si aggiunga l?incapacità di risolvere i conflitti all?interno della Soge?.
Gf9,
nuovi arrivi: la signorina Lea e Marco?
( da "Voce
d'Italia, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Spettacolo Articoli correlati: *Gf9, Federica: "Il ritorno dei danni viventi" *Gf9, Laura e Cristina:"Siamo donne, oltre alle ..." *GF9: hostess Alitalia licenziata. Dalle stelle alle stalle della 'Fattoria' Guarda tutti i correlati
unicredit
e regione lazio per i prestiti agli ex-alitalia
( da "Repubblica,
La" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia I cassintegrati Alitalia potranno ottenere l´anticipo delle somme cui hanno diritto rivolgendosi agli sportelli Unicredit. Grazie ad un accordo siglato con Regione Lazio e Unionfidi, sarà possibile avere un finanziamento fino a 3.000 euro come anticipo della "cassa" esibendo il documento di riconoscimento e la lettera di collocazione in mobilità.
Lavoratori
in esubero di Alitalia1.500 domande irregolari
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 500 le domande di cassa integrazione straordinaria di lavoratori di Alitalia che presentano dei problemi procedurali. Tanti sono i moduli, infatti, che mancano all'appello e che contengono i dati tecnici, quali le coordinate bancarie di questi dipendenti, necessari per poter erogare l'assegno di cassa integrazione.
expo,
scontro a casa berlusconi ( da "Repubblica, La"
del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia riveda il piano Expo, scontro a casa Berlusconi Tremonti e la Lega all´attacco su finanziamenti e ruolo di Glisenti Showdown a casa Berlusconi. Le tensioni sull´Expo 2015 si trasferiscono, per una sera, ad Arcore, dove siedono allo stesso tavolo, con il premier, tutti i protagonisti della battaglia: Letizia Moratti,
moratti:
"alitalia riveda il piano" e dal consiglio un sì bipartisan - teresa
monestiroli ( da "Repubblica, La"
del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia riveda il piano" e dal Consiglio un sì bipartisan Lettera al governo: non fate morire Linate e Malpensa La Regione: potremmo accettare di tagliare a 6-7 milioni i passeggeri del Forlanini Majorino (Pd): Milano ha bocciato la Cai, finalmente l´ha capito anche la destra TERESA MONESTIROLI Chiede ad Alitalia di «rivedere il piano industriale»
Fisco,
la via dimenticatadella lotta all'evasione
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: stipendi d'oro" riconosciuti a "figliocci" della politica che hanno sfasciato l'Alitalia piuttosto che le Ferrovie, non i pur munifici assegni incassati da chi ha portato la propria azienda a livelli di eccellenza. C'è, insomma, una gradualità di cui va tenuto conto, sebbene senza superare i limiti di un etico buon gusto.
LA
RAI non È l'alitalia ( da "Unita, L'"
del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: LA RAI non È l'alitalia Caro direttore, ogni tanto qualcuno se ne esce dicendo che la Rai è come l'Alitalia. Falso. Quello che non funziona non sono i conti ma è la cattiva politica che si insinua dappertutto. La Rai non ha un euro di debiti. Finora tutti gli investimenti sono stati finanziati senza ricorrere al credito bancario.
Crolla
il commercio: meno 5.000 negozi in soli due anni
( da "Unita,
L'" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Compreso il 2008 sono 5000 saracinesche abbassate in soli due anni» denuncia il Segretario di Confesercenti. Vuol dire 15mila posti persi diretti, più tutto l'indotto. «Insomma, un'altra Alitalia sulla città di Roma». SEGUE ALLE PAGINE 58- 59
5000
negozi in meno in due anni È la scure sul commercio capitolino
( da "Unita,
L'" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia" sta arrivando» spiega il Segretario Generale della Confesercenti, Walter Giammaria. E non parla di una concorrente a Cai, ma «della chiusura entro l'anno di 3mila esercizi nella sola Capitale». Un tonfo da sommare alle altre 2mila «saracinesche abbassate nel 2008: vuole dire 5mila negozi in meno nell'arco di due anni con un almeno 15mila persone coinvolte direttamente
Il
Comune: se passa il piano Cai, Linate dovrà chiudere
( da "Corriere
della Sera" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: pag: 1 categoria: REDAZIONALE Scali a rischio Il Comune: se passa il piano Cai, Linate dovrà chiudere «Se non cambia il piano Cai, Linate chiude». Letizia Moratti scuote il Consiglio comunale e attacca il management della nuova Alitalia. Tutte le istituzioni milanesi fanno quadrato intorno al Forlanini. A PAGINA 2 Senesi
Il
Comune: se passa il piano Cai Linate sarà costretto a chiudere
( da "Corriere
della Sera" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La condizione posta da Alitalia di limitare Linate alla sola tratta Milano — Roma è economicamente e industrialmente insostenibile », scandisce la Moratti. Per Sea poi si aprirebbe un vero baratro: «Una perdita del margine operativo lordo per 40 milioni di euro e il trasferimento da Linate a Malpensa di 700 lavoratori ».
Alitalia,
Fantozzi conferma: problemi per 1.500 domande di cigs
( da "Messaggero,
Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Martedì 17 Febbraio 2009 Chiudi Alitalia, Fantozzi conferma: problemi per 1.500 domande di cigs
ROMA
Sono circa 1500 le domande di cigs di lavoratori di Alitalia che presentano dei
problemi proce... ( da "Messaggero, Il"
del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Martedì 17 Febbraio 2009 Chiudi ROMA Sono circa 1500 le domande di cigs di lavoratori di Alitalia che presentano dei problemi procedurali. Tanti sono i moduli, infatti, che mancano all'appello e che contengono i dati tecnici, quali le coordinate bancarie di questi dipendenti, necessari per poter erogare l'assegno di cassa integrazione.
Colaninno,
Riva e la cena al Boeucc ( da "Corriere della Sera"
del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract: data: 2009-02-17 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE Alitalia Colaninno, Riva e la cena al Boeucc A cena con la Nuova Alitalia. Nella sala più raccolta del Boeucc, «antico» ristorante del centro storico di Milano, il presidente della compagnia Roberto Colaninno (foto in alto) si sarebbe ritrovato con alcuni azionisti.
( da "Giornale.it, Il" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 39 del 2009-02-14
pagina 2 Expo, Albertini punzecchia la Moratti: «Glisenti? Nessuno è indispensabile»
di Redazione LA FRECCIATA L'ex sindaco: «Con il 20 per cento del capitale, non
si può pretendere di avere il 100 per cento del potere» Abituato a raccontare
barzellette, questa volta l'ex sindaco Gabriele Albertini sceglie una massima.
«Tutti sono utili, nessuno indispensabile». Obiettivo della sua pungente
considerazione è il braccio destro di Letizia Moratti, Paolo Glisenti, a cui la
Lega senza mezze parole ha chiesto nei giorni scorsi di rinunciare al ruolo di
amministratore delegato di Expo spa. Un passo indietro che consentirebbe,
forse, di sbloccare finalmente i lavori della società di gestione. Se il
problema, ha fatto notare Albertini «è che il rapporto fiduciario tra la
persona nominata dal Comune e il sindaco non è altrettanto fiduciario con gli
altri membri della spa, allora deve essere risolto collegialmente con
un'indicazione diversa: dopo tutto ci sono altre persone, altre figure». L'ex
primo cittadino casomai ha giudicato sopra le righe da parte del sindaco l'aver
«preteso inizialmente che il Comune con il 20% di capitale ottenesse il 100%
del potere di gestione in capo a una sola persona. É stato un tentativo
legittimo, ma con scarsa possibilità di successo. Non si può ignorare che l'80%
del capitale probabilmente ha in mente persone e ruoli diversi da quelli che
immagina il sindaco di Milano». Albertini non nasconde nemmeno che a suo parere
il ridimensionamento del progetto ormai «è inevitabile, a prescindere dal
ritardo già accumulato. Il salvataggio delle banche, la
protezione di Alitalia e
l'assistenza a imprese sull'orlo del fallimento sottrarranno energie e risorse
a progetti come Expo. Mi auguro che a questo scenario non si aggiunga
l'incapacità di risolvere i conflitti all'interno della Expo spa». Uscire
dall'impasse per dare avvio ai lavori e rendere operativi gli accordi a tutela
dei nuovi occupati è anche l'appello rivolto ieri dai rappresentanti di
Cgil, Cisl e Uil, Onorio Rosati, Fulvio Giacomassi e Walter Galbusera, che ieri
hanno incontrato il sindaco e le hanno espresso le proprie preoccupazioni per i
ritardi. Polemiche a parte, dopo Regione e Provincia, ieri anche il Comune -
con una delibera di giunta - ha stanziato i due milioni di euro di propria
competenza per la ricapitalizzazione della società di gestione, come aveva
chiesto di fare velocemente il presidente della spa Diana Bracco con una
lettera ai soci. All'appello mancano ancora 4 milioni del Tesoro (che possiede
il 40% del «pacchetto»), ma ha inserito la quota nel decreto Milleproroghe
attraverso un emendamento che ha già avuto il via libera in Senato e ora
dovrebbe passare senza problemi da Montecitorio. Ieri in giunta il sindaco
Moratti ha fatto presente agli assessori che i lavori per Expo, con o senza la
società pienamente costituita, proseguono. A partire dagli accordi con gli
altri Comuni italiani. L'ultimo della serie verrà firmato martedì a Napoli, un
protocollo di collaborazione col sindaco Rosa Russo Iervolino. Ha fatto
storcere il naso a parte della maggioranza invece la partecipazione della Moratti,
questa mattina a Palazzo Marino, all'Expo Day organizzato dal Pd . Da tempo i
partiti chiedono al sindaco di partecipare a una seduta straordinaria del
consiglio comunale sull'esposizione per il 2015. Ma la data non è stata ancora
fissata. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Unita, L'" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Il vecchio
collocamento ridisegnato per la crisi Distribuzione capillare sul territorio,
inaugurazione di nuove strutture, sportelli ad hoc per gli studenti e per i
lavoratori dello spettacolo. Ecco le novità dei nuovi Centri per l'impego della
Provincia di Roma. SEGUE DALLA PAGINA 49 Che significa? Per tutto il 2009,
secondo le stime della Provincia, dodicimila disoccupati del territorio
potranno accedere gratis ai corsi di formazione avviati dai Cpi. Di questi,
circa cinquemila beneficeranno di un vantaggio in più: 400-500 euro al mese a
copertura del percorso intrapreso, per un massimo di 6 mesi continuativi. È un
progetto sperimentale - che anticipa l'attesa legge regionale sul reddito di
cittadinanza - e prevede una corsia preferenziale per l'accesso ai fondi,
riservata ai soggetti più fragili. Quelli su cui la crisi economica degli
ultimi mesi ha avuto un maggiore impatto. Donne, in prima battuta. Ma anche
over 45, disabili e precari. Il progetto, finanziato con oltre 11 milioni di
euro, fa parte di un bando sulla formazione dei lavoratori inoccupati e
disoccupati. Uno dei quattro promossi dalla Provincia all'inizio dell'anno e
finanziati dal Fondo sociale europeo, con oltre 30 milioni di euro complessivi.
Il mondo dell'accesso al lavoro in Italia era già stato ridisegnato nel '97
dalla riforma Bassanini. Via gli uffici di collocamento, ritenuti poco efficaci
nel favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. In arrivo proprio i
Centri per l'impiego, mediatori diretti tra cittadini in cerca di lavoro e
imprese, con un occhio costante alla formazione. A Roma e in Provincia oggi
sono 23, con oltre 91 mila iscritti secondo l'ultimo rapporto dell'Osservatorio
per le politiche attive del lavoro. Nella sola Capitale, ce ne sono 5, ma
attraggono la maggior parte degli utenti di tutta la provincia: quasi il 60%.
Il più grande è a Cinecittà. Poi Primavalle, Dragoncello e Torre Angela. Fino a
qualche mese fa era attivo anche il centro di Tiburtino. Un incendio lo ha reso
inagibile, ma è già in corso la ricerca di una nuova sede in zona.
Nell'hinterland, la strutture principali sono a Civitavecchia e Pomezia.
Seguono Frascati, Albano e Tivoli. COSA CAMBIA NEI Cpi La mappa dei centri,
però, è destinata a cambiare. Primo obiettivo della riforma è, infatti, una distribuzione
più razionale dei centri sul territorio. A Fiano Romano, ad esempio, il Cpi è
lontano dai mezzi pubblici, mentre in altre strutture i problemi riguardano le
barriere architettoniche. Poi c'è Roma. Lì il progetto è di raddoppiarli, con
l'apertura di sportelli in ogni università, legati agli uffici stage. Per gli
addetti ai lavori è un passo in avanti. «Va monitorato, ma potrebbe rilanciare
le nostre strutture», commenta Claudia Foschi, responsabile dei Cpi di
Dragoncello e Fiumicino. È proprio qui che in questi giorni
si affronta la crisi occupazionale più grave del territorio romano: il caso Alitalia. «Nella scorsa settimana, sono
venuti ai nostri sportelli 451 cassaintegrati CAI. La mole di lavoro è ingente.
Per questo abbiamo attivato il numero verde dei Cpi 800 818 282, per avere
informazioni sul più vicino sportello di zona», aggiunge. «SERVE UNA
FORMAZIONE SPECIFICA Tra gli utenti che si rivolgono ai Cpi sempre più donne
(il 55% del totale) e immigrati. «Le donne vengono da noi spesso dopo una gravidanza
che le ha allontanate dal lavoro. Chiedono, più che altro, supporto e
indicazioni per un nuovo accesso. Anche domande semplici, come la giusta
compilazione di un curriculum vitae», spiega. E sulla riforma della Provincia,
Foschi avverte: «Bene il sostegno al reddito, ma la formazione deve essere
legata alle esigenze del del territorio. Dobbiamo saper spiegare al lavoratore
che non sempre è utile seguire un corso di informatica, se il settore è saturo.
A Dragoncello, ad esempio, la realtà alberghiera presenta maggiori occasioni. E
poi ci sono professioni dimenticate. Una richiesta per un falegname è rimasta
inevasa per mesi». M. DI DIO. E P. NATALICCHIO ROMA roma@unita.it
( da "Repubblica, La" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina IX - Napoli
La vertenza Presidio in tenda di lavoratori Atitech Terzo giorno di presidio in
tenda organizzato dai lavoratori di Atitech/Alitalia, a partire dalla zona antistante l´aeroporto di Capodichino, per
«richiamare la massima attenzione di tutte le parti per una soluzione positiva
della drammatica situazione che mette a repentaglio il futuro di centinaia di
famiglie». I lavoratori chiedono - secondo quanto sottolinea una nota firmata
da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Sdl - «il rispetto degli
impegni assunti dal governo durante la vertenza Alitalia/Cai
che prevedevano, oltre alla partecipazione con quota significativa di minoranza
di Cai e Fintecna, l´ingresso nell´assetto societario di Finmeccanica». Si
tratta, sottolineano i sindacati, di «un soggetto industriale del settore che
può garantire le necessarie sinergie per lo sviluppo della società napoletana».
( da "Secolo XIX, Il" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Se passa il
protezionismova a rotoli l'Unione europea carlo stagnaro Il pessimismo con cui
il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha accolto i dati sul prodotto
interno lordo nell'ultimo trimestre 2008 - meno 0,9 per cento nel nostro Paese,
meno 1,5 per cento nell'eurozona - è il segnale più evidente della gravità
della situazione. «Questa crisi ha dimensioni che non sono ancora del tutto
definite - ha detto il premier - e la guardiamo con preoccupazione». Motivi di
ottimismo, in effetti, non sembrano essercene molti. Per paradosso, peggio
ancora della recessione sono le incursioni protezioniste che stanno guadagnando
credibilità politica un po' ovunque. Negli Stati Uniti, sotto lo slogan
"Buy America". In Francia, con la folle richiesta del presidente,
Nicolas Sarkozy, di rilocalizzare gli stabilimenti delle industrie
automobilistiche, oggi piazzati nella Repubblica Ceca e in Slovacchia (che,
come noi e come Parigi, fanno parte dell'Unione europea). In Gran Bretagna, i
lavoratori inglesi hanno marciato al grido (rubato al primo ministro, Gordon
Brown) "British jobs for British workers". Altrove, si procede in
ordine sparo, ma gli elementi del cocktail restano quelli: intervento pubblico
a favore dei campioni nazionali, e arzigogolii normativi per ridurre le importazioni
o aumentarne i costi, allo scopo di tutelare le produzioni domestiche. Eppure,
i tentativi di resistenza non mancano. «Il protezionismo non può essere una via
d'uscita dalla crisi», ha dichiarato il presidente dell'eurogruppo, Jean-Claude
Juncker. Pochi giorni fa, sul Wall Street Journal, l'ex direttore generale del
Gatt e della Wto e oggi presidente di Bp, Peter Sutherland, ha scritto: «Non
sono sicuro che le lezioni degli anni Trenta siano state comprese dai nostri
leader politici. Non c'è segno che essi abbiano capito che tutte le nazioni che
partecipano all'economia globale affondano o restano a galla assieme». Parole
quasi identiche le ha impiegate Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria,
in un editoriale pubblicato sul Financial Times. Perché il protezionismo fa
tanta paura, e perchéè una tentazione così grande? Ci sono ragioni politiche e
ragioni economiche. Dal punto di vista politico, è semplice: le imprese
nazionali votano, quelle straniere no; le imprese nazionali hanno facilità a
comunicare con l'opinione pubblica, quelle straniere appaiono sempre
eterodirette. In periodi di difficoltà, questo peso elettorale e lobbistico si
fa sentire. Inoltre, solleticare l'orgoglio nazionale, chiedere alla gente di
commuoversi per l'inno e la bandiera, è il modo più semplice per indurre scelte
che, se valutate razionalmente, non stanno in piedi. Un
esempio lampante è la vicenda di Alitalia: come se il presunto beneficio dell'esistenza di una compagnia
tricolore fosse sufficiente a controbilanciare tutte le inefficienze e i costi
sottesi al mantenimento di un carrozzone simile. Un altro caso recente è quello
dell'acquisto delle forme di parmigiano reggiano per prevenire il
consolidamento delle imprese del settore. Dal punto di vista economico,
però, se c'è un tema su cui gli economisti sono concordi è proprio questo: la
chiusura degli scambi costa più di quanto renda. Joan Robinson, economista
keynesiana, soleva usare questa provocazione: «Se i nostri partner commerciali
gettano scogli nei loro porti, dovremmo fare lo stesso»? Il problema è che i
vantaggi del protezionismo sono visibili, i suoi costi sono invece nascosti.
Salvare un'azienda, impedire il licenziamento di molte persone, sostenere i
prodotti nazionali, significa creare una dimensione che tutti possono cogliere,
in particolare coloro che ne sono beneficiati. Ma ciò implica che i consumatori
dovranno sborsare la differenza, o acquistando beni più cari, oppure con le
loro tasse. L'effetto aggregato di questi due fattori è negativo e non può
essere altrimenti: in assenza di misure protezionistiche, il mercato sceglie
sempre la via più efficiente per soddisfare i bisogni della società. Se viene
costretto a imboccare una strada diversa, per definizione questo richiede la
creazione di una rendita ingiusta. La tentazione protezionistica nasconde anche
una minaccia se possibile ancora più grave. L'Unione europea nasce, in un certo
senso, proprio per contrastare questo tipo di chiusura. Nella testa dei suoi
fondatori, essa aveva un fine politico, la pace, e si proponeva di conseguirlo
con un mezzo economico, il commercio. Nel momento in cui si tenta di erigere
nuove barriere dentro l'Europa, l'Europa stessa finisce. In fin dei conti, le
quattro libertà comunitarie - la libera circolazione delle persone, delle merci,
dei servizi e dei capitali - vengono definite proprio dalla rimozione dei
limiti allo scambio. Dire che non esistono più le dogane significa affermare
che un qualunque cittadino dell'Ue può muoversi in qualunque Paese dell'Ue,
prestare lì il suo lavoro, offrirvi i suoi servizi, spostarvi i suoi capitali o
vendere i suoi prodotti. Se anche un solo di questi elementi entra in crisi,
facilmente vengono indeboliti anche gli altri. Ed è inquietante il pensiero che
la libera circolazione dei servizi non sia mai stata veramente operativa (la
direttiva Bolkestein, che si proponeva proprio questo obiettivo, è ormai
naufragata), quella degli individui viene costantemente messa in discussione
(agitando problemi di sicurezza più o meno pretestuosi), mentre quelle dei
capitali e delle merci rischiano oggi di finire sotto la scure del
protezionismo. In gioco non ci sono solo misure temporanee per uscire dalla
crisi o il rischio di una perdita del nostro benessere. La partita è più ampia,
e riguarda il futuro stesso dell'Unione europea. I nostri leader, con le loro
azioni, decideranno se l'ideale europeo potrà restare concreto, o dovrà tornare
a essere un sogno.carlo.stagnaro@brunoleoni.it 14/02/2009 Se si ergono nuove
barriere contro la libera circolazione di merci, persone, servizi e capitali in
Europa, l'Europa stessa finisce 14/02/2009
( da "Repubblica, La" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Firenze
Aeroporto, quaranta precari a rischio A gennaio passeggeri in calo del 10%, la
biglietteria affidata all´esterno La crisi era già iniziata a fine 2008: - 12%
a novembre e - 13% a dicembre ILARIA CIUTI LA biglietteria se ne va da
Peretola, i passeggeri calano del 10% nel gennaio 2009, i lavoratori a tempo
determinato non vengono riassunti alla scadenza del contratto. Così protestano
i sindacati. La biglietteria è in perdita, la società dell´aeroporto, Adf, non
vuole più averla sulle spalle. Farà una gara e cercherà un tour operator a cui
affidarla. La sua attività si limita ormai a cambiare il biglietto caso mai
salti il volo o a pagare il sovrappiù dipeso della valigia. Troppo poco per
tenerla in piedi, considera Adf. I biglietti si comprano sempre più on line, le
agenzie di viaggio si salvano con i pacchetti tutto compreso. «Perché non
provarci anche al Vespucci? - dice il presidente di Adf, Michele Legnaioli - Ma
certo non potremmo essere noi a fare un attività turistica-culturale». Adf
cerca un tour operator che guadagni organizzando la vita di chi sta per
partire, gli metta in fila gli appuntamenti culturali, fissi il museo, l´auto a
nolo, il tour. «Abbiamo molti clienti affezionati - conclude il presidente -
che mentre attendono l´aereo per affari potrebbero approfittarne per
organizzare una gita fuori dagli impegni o per organizzare la prossima
vacanza». Ma i sindacati si preoccupano, anche se i lavoratori a tempo
indeterminato della biglietteria resteranno in aeroporto svolgendo altri
compiti. «Adf ci ha comunicato il calo del 10% dei passeggeri per giustificare
la dismissione della biglietteria e il non rinnovo dei contratti a tempo
determinato. Noi pensiamo che non si superi la crisi dismettendo attività.
Tantomeno non rinnovando i contratti a precari senza ammortizzatori», protesta
la rsa di Cgil, Cisl e Uil. Dice che su circa 220 dipendenti di Adf, dai 50 ai
70 sono a tempo determinato e che di questi ne salterà una quarantina entro il
2009. Insistono: «Pagano sempre i più deboli. Non è colpa dei lavoratori se la
società ha sbagliato politica aziendale puntando soprattutto sul lavoro a tempo
determinato». Dice Legnaioli: «Da sempre in inverno c´è meno lavoro, ora ce n´è
ancora meno. Il contratto a tempo determinato corrisponde a un lavoro
stagionale è ovvio che sia limitato nel tempo e che corrisponda ai flussi di
traffico». Ora il traffico è in calo. Ci sono meno soldi nel mondo e si sente
anche a Peretola. La prima parte del 2008 era andata bene. Poi a agosto é meno
0,1 rispetto all´agosto dell´anno prima, a settembre meno
( da "Giornale.it, Il" del 14-02-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 39 del 2009-02-14
pagina 24 Nove mesi in perdita: pesa su Air France l'altalena del greggio Piano
di risparmi e blocco delle assunzioni: la Borsa applaude. Addio di Air One (Alitalia) a Lufthansa di Paolo Stefanato
Vacilla, ma tiene, il primato di Air France, che dopo il 1994 non ha mai deciso
piani di licenziamenti: nemmeno dopo la gravissima crisi provocata
dall'attentato alle Torri gemelle. Neppure oggi - al consuntivo dei nove mesi
dell'esercizio 2008-2009 - si faranno tagli: ma un drastico piano di risparmi
prevede, tra l'altro, il blocco delle nuove assunzioni, con un
«sacrificio» equivalente a 1.000-1.200 posti (i dipendenti del gruppo sono
105mila). I conti di Air France sono contrastati: più 3% i ricavi dei nove
mesi, a 18,96 miliardi, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma
crollo degli utili, che da 1,29 miliardi passano a una perdita di 309 milioni.
L'obiettivo è comunque quello di chiudere il bilancio con un risultato
operativo (non netto) positivo, anche se in una misura che dipenderà -
avvertono i manager della compagnia - dall'evoluzione della crisi economica. Il
grande imputato resta il petrolio, con le sue oscillazioni. Il caso Air France
non è diverso da quello di altre compagnie europee: al momento dell'ascesa dei
prezzi ha «bloccato» il prezzo con polizze di copertura che hanno dato
beneficio immediato ma che, all'imprevedibile crollo del barile, si è tramutato
in una perdita secca e prolungata nel tempo. Si assiste a questo paradosso: in
Europa, dove le compagnie si sono assicurate, il 2008 è stato un anno positivo
per il trasporto aereo, ma il 2009 - per questo effetto boomerang - sarà
negativo. Negli Stati Uniti, dove i vettori, già stremati, non avevano potuto
stipulare i (costosi) contratti di «hedging», hanno chiuso un 2008 negativo ma
nel 2009 guadagneranno ampiamente, cavalcando in pieno i ribassi. Air France,
da parte sua, cercherà di rinegoziare le polizze per contenere le perdite: nel
bilancio dei nove mesi il carburante è costato 4,57 miliardi, il 35% più dell'anno
prima, dando una determinante spallata agli utili. Parigi, che è il socio di
maggioranza dell'Alitalia, ha varato misure speciali:
dal taglio del 2% dei posti offerto, a una riduzione di 1,2 miliardi per gli
investimenti. La Borsa ha apprezzato, infiammando il titolo fino a un più 7%
(3,7% in chiusura). Nel solo terzo trimestre ricavi in linea (meno 0,1%),
perdita netta di 505 milioni (da più 139), traffico passeggeri più 3,4% (ma più
numeroso in economy che in business) e cargo a picco (meno 12,5%). Da Alitalia è giunta ieri la conferma di una notizia ampiamente
prevista con l'arrivo a Roma di Air France: dal 28 marzo (inizio dell'orario
estivo), AirOne, confluita nella nuova compagnia, terminerà la sua
collaborazione con Lufthansa. Niente più Star Alliance e Miles&More, ma
alleanza SkyTeam e programma di fidelizzazione Mille Miglia. © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Stampa, La" del 15-02-2009)
Argomenti: Alitalia
COMITATO. PER
L'AVANZAMENTO SI STRADE E FERROVIE «E' necessario affrontare il nodo cargo per ridurre
traffico su gomma» Malpensa: sotto osservazione infrastrutture e servizi a
clienti [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Occorre far presto per i collegamenti
con Malpensa e per la realizzazione dei progetti indispensabili per la
competitività dello scalo. A fare pressing è Gianfredo Comazzi, presidente
della Camera di Commercio di Novara e del Comitato Malpensa, che ha creato un
Osservatorio per il monitoraggio delle opere dello scalo lombardo. Da Malpensa,
dice Comazzi, passa una buona fetta dello sviluppo economico anche del
Novarese, perciò occorre realizzare al più presto le infrastrutture stradali e
ferroviarie previste. «Ecco perché dando vita a un Osservatorio sullo scalo,
tra le nostre prime preoccupazioni - osserva il presidente - c'è anche quella
di verificare, passo dopo passo, le fasi di avanzamento di tutti quei progetti
ormai delineati e riconosciuti come essenziali per mantenere lo scalo
competitivo». Il Comitato Malpensa, attraverso il presidente Comazzi precisa
poi che l'Osservatorio, oltre ad occuparsi dell'avanzamento dei progetti
infrastrutturali, controllerà in tempo reale anche i servizi forniti alla
clientela: «Con particolare attenzione guarderemo alla clientela business, la
più attenta ai tempi e alla funzionalità del trasporto». Infine,
un'osservazione: nonostante la politica di de-hubbing attuata a partire dall'agosto del 2007 dalla vecchia Alitalia e proseguita in questi mesi, il traffico su Malpensa non è
crollato, è solo sceso. «Grazie al riposizionamento di altre compagnie aeree -
riprende Comazzi - l'aeroporto continua a dimostrare la sua vitalità. Del resto
stiamo parlando dell'area d'Italia che crea la quota maggior del Prodotto
Interno Lordo. In tale contesto, s'inserisce anche la questione cargo:
l'alternativa a Malpensa per il traffico merci non è un altro aeroporto
nazionale, ma i grandi hub transalpini come Francoforte e Parigi. Lo
spostamento oltralpe implica un aumento di traffico su gomma sulla nostra rete
autostradale, già duramente congestionata. E' questo quello che vogliono coloro
che possono decidere su questioni così importanti per il nostro territorio?».
Senza Malpensa-cargo, il territorio piemontese, lombardo e ligure, ma in
particolare quello novarese, vedrebbe un aumento sostanziale di mezzi pesante
per il trasporto merci.
( da "Stampa, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Era
uscita al Grande Fratello È già partita la lettera dell'azienda per la
protagonista delle lotte Alitalia Adesso vuole
tornare in tv nei reality L'hostess pasionaria licenziata dalla Cai Masci e
Schianchi A PAGINA 19
( da "Stampa, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
ARONA.IL TAGLIO DEI VOLI A MALPENSA SI RIPERCUOTE SUL PIEMONTE Effetto Alitalia: hotel vuoti Mancano piloti e hostess,
crollano le prenotazioni sul Lago Maggiore [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA
Ecco uno dei primi effetti Malpensa che si abbatte sull'indotto. A pagare il
taglio dei voli Alitalia e
il calo dei traffici nell'aeroporto milanese è il settore alberghiero del
Piemonte, che sino a qualche mese fa ha accolto passeggeri ma soprattuto
equipaggi. Una clientela assicurata dalle compagnie aeree (in prima fila Alitalia, poi Air One, e il settore cargo). Tutto
cancellato. Tra gennaio e febbraio, con la ristrutturazione del comparto che ha
puntato al de-hubbing e la nascita di Cai, sono venuti meno i contratti con gli
albergatori del Lago Maggiore, già in difficoltà per la crisi generale che ha
spinto le aziende a decurtare congressi e convegni. Una mazzata. Ne sa qualcosa
Franco Bertalli, noto albergatore di Arona, la porta del Lago Maggiore, a 35
minuti d'auto da Malpensa. E' titolare di tre alberghi che lavoravano
direttamente con Alitalia: «Dal primo gennaio a ieri -
dice - ho perso 1800 pernottamenti. Erano piloti, steward, hostess, con un
turnover continuo che assicurava una certezza. Di colpo questo flusso si è
interrotto: camere vuote e non sappiamo come riempirle. Aggiungiamoci, poi, la
disdetta delle aziende che fino a ieri sceglievano il Lago Maggiore come sede
per l'attività congressuale. Insomma, un crollo senza precedenti, che ha
cambiato improvvisamente i nostri progetti. Il fatto è che non sappiamo quando
ci sarà una ripresa della clientela. Stiamo cercando di inventarci nuove
promozioni per coprire i buchi, ma fino a questo momento non si intravvedono
vie d'uscita. Per ora siamo stati costretti a ridimensionare anche gli
organici. Senza ricorrere a decisioni traumatiche abbiamo optato per alcuni
pensionamenti, senza riconfermare i contratti a termine». Da Arona a Novara e
alla Valle del Ticino. Anche negli alberghi del capoluogo e delle zone
circostanti si soffre per l'effetto-Malpensa. Mai come in questa fase il
Piemonte avverte che lo scalo internazionale può avere ricadute positive o
negative sul suo territorio. Il calo del 20 per cento di traffici negli ultimi
due mesi ha influito pesantamente su tutta l'area. La cartina di tornasole è
rappresentata dai transiti di auto e camion sulla bretella Boffalora-Malpensa,
quei
( da "Giornale.it, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 7 del 2009-02-16 pagina
1 «Licenziata». E la hostess del Gf torna in tv di Redazione Ce l'ha fatta alla
fine Daniela Martani, l'hostess catodica che da quando è bambina non sogna di
volare, ma di fare tv. Ce l'ha fatta dopo il tira e molla
con Alitalia e l'uscita dal
Grande fratello per il timore di essere licenziata. Alla fine Alitalia l'ha cacciata per davvero, ma
era quello che voleva. Ora coronerà il suo sogno televisivo sbarcando nella
«Fattoria» di Canale 5. E adesso chi la ferma più? Terminata la
telenovela, comincia il reality. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano
( da "Repubblica, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 25 - Economia
Manuela, quando il precario è donna "Dal posto fisso all´angoscia del
futuro" "Mio marito è muratore: a Natale ha portato a casa 910
euro" Assunta da Alitalia con la crisi ha perso
il contratto: "Mi sembra di vivere un incubo" ALESSANDRA LONGO «Io
non credo di avere una vita e una storia particolari. Né credo di aver chiesto,
alla vita, cose esagerate. Ho voluto dei figli, una famiglia, questo sì. Diciamo
che quando sei precario forse non è previsto, dovresti rinunciare, dovresti
mettere da parte te stesso e aspettare tempi migliori. Ma se poi non arrivano,
i tempi migliori, che cosa fai? Non vivi? Continui a correre senza raggiungere
mai almeno un sogno?». Da ragazza, Manuela Gentili, che ora ha 36 anni, amava
molti i cavalli. Nella casetta di Lanuvio, un´ora da Roma, dove vive con il
marito Claudio, 34 anni, muratore, e i due figli, Patrizio, sette anni, e
Clara, due, c´è un quadro a olio dipinto dalla madre. Manuela ha un vestito
rosso, i capelli ricci, un´aria forte, le redini in mano. Monta, senza sella,
un puledro bianco. Dietro c´è il mare. Lei è proprio così, come l´ha ritratta
la mamma: una che cavalca senza sella nella vita, una che si butta, cade, o la
fanno cadere, e si rialza, sempre più pesta, ma si rialza. Quando essere
precari diventa una condanna a vita. Manuela lavora al call center dell´ex Alitalia: «Ho fatto otto anni di contratti stagionali. Nel
luglio del 2007, la svolta: sono riuscita ad avere il posto fisso, camminavo un
metro e mezzo da terra per la felicità ma poi, dopo solo un anno e mezzo, l´ho
perso. Con il passaggio a Cai, sono tornata alla casella di partenza. Adesso
fra sei mesi non so che cosa mi aspetta e intanto io e la mia famiglia facciamo
fatica a tirare avanti, a pagare le bollette, persino a riscaldare la casa
perché il gasolio costa troppo». In una cucina piena di giocattoli, Manuela
apre il libro dei suoi ricordi, partendo dall´inizio: «Non ho finito
l´università, biologia. Una cosa di cui mi pento. Nel 1995 sono volata a
Londra. Ragazza alla pari, ma non solo. Anche commessa in un negozio di
alimentari, all´ora di pranzo, e badante in un residence per anziani, due notti
alla settimana. Sono tornata che parlavo inglese meglio di quelli che vanno al
college, mi sentivo un leone, pronta a fare mille cose. Il primo impiego? In
uno studio di ingegneria, per tre anni, segretaria factotum, usavo il computer,
leggevo e preparavo le gare d´appalto. Nel frattempo entra nella mia vita Claudio.
Fa il muratore, è calabrese, in casa sono otto fratelli. Precario anche lui,
gira con la Vespa, si arrangia tantissimo. Dopo il lavoro, fa la raccolta delle
pigne, vende formaggi, cura i giardinetti dei vicini. Da quando lo conosco ha
cambiato otto padroni. Questo Natale ha portato a casa 910 euro, perché sotto
le feste è dura, per i muratori. Ma torniamo indietro. Ci fidanziamo e arriva
una notizia meravigliosa: mi chiama l´Alitalia,
conquisto un contratto al call center: quattro mesi, part time, cinque ore al
giorno. E noi facciamo subito i matti, cerchiamo casa. Mio padre all´epoca
lavorava in banca, riesce a farci avere il mutuo. 600 mila lire al mese, tasso
fisso per 20 anni. Claudio parte per le Marche. Lì c´è da ricostruire, dopo il
terremoto. Anni duri, senza quasi mai vederci. Ma le cose
vanno bene, l´Alitalia
continua a chiamarmi, di contratto in contratto. Sto a casa sempre meno, sono
una stagionale per modo di dire. Nel 2001 ci sposiamo, 140 invitati, una
settimana a Sharm�». Il 2001 è anche la data della prima crepa seria in Alitalia. Manuela ha un contratto
che le scade in ottobre. A settembre cadono le Torri, il mondo si ferma
terrorizzato, la gente non viaggia più: «Mi hanno restituito il libretto di
lavoro. Niente rinnovo. Che cosa ho fatto? La cassiera in un centro
commerciale. Part time, un mese e mezzo sotto Natale. Ho fatto anche un´altra
cosa: un figlio� Sì, sono rimasta incinta. I miei genitori si son messi le
mani nei capelli. Siete precari, come farete. Io, però, ero felice. Quando l´Alitalia mi ha richiamato, ho detto una bugia, o meglio non
ho detto che ero incinta. Temevo che non mi avrebbero ripresa. Ho lavorato fino
al settimo mese. E´ nato Patrizio. A tre mesi e un giorno, era già dalla nonna
e io di nuovo al call center. Sono aumentati anche i costi di casa. Claudio,
mio marito, non conosce la parola riposo. Lavora sette giorni su sette, anche
il sabato e la domenica. E´ l´unico modo per sbarcare il lunario, per avere il
frigo pieno e comprare i dvd con i cartoni animati ai nostri figli. Perché, nel
frattempo, due anni fa, è nata anche Clara, durante il mio ultimo contratto da
precaria. Ho esagerato? Non dovevo averli questi figli? Non dovevo costruirmi
niente? Io penso di no, penso di non aver fatto nulla di strano. Penso di
essermi presa solo un po´ di vita. Non facciamo ferie, stiamo attenti a
vestirci, cucino in casa, mai una cena fuori. Eppure, tutta questa fatica non
basta a farci arrivare alla fine del mese. Perché in ultimo è successa questa
cosa che non avrei mai pensato: sono tornata precaria. Nel luglio 2007 avevo
toccato il cielo con un dito, era arrivato il posto fisso. 850, 900 euro al
mese, un part time di cinque ore. La possibilità di stare il pomeriggio con i
miei figli, andarli a prendere a scuola e in asilo, aiutarli a fare i compiti,
portarli a mangiare il gelato o a fare una passeggiata. Ma lo scorso dicembre
mi chiama Cai. Io penso: o mi mandano in cassintegrazione o mi restituiscono il
mio posto fisso. E invece doccia gelata: mi aspetta un contratto da precaria,
otto ore al giorno per sei mesi, rinnovabili, o anche no. Tutto daccapo, come
dieci 10 anni fa. "Se non fosse perché ci tengo alla mia dignità, mi
butterei per terra. Questo è un incubo", dico alla signora che mi ha
convocata. Lei è gentile, quasi imbarazzata: "Auguriamoci tutti che la
prossima volta lei venga qui a firmare un contratto a tempo
indeterminato". Auguriamoci, dice. Intanto, però, la vita va avanti. Il
lavoro al call center ti impone delle regole, devi essere gentile, non ti devi
distrarre. Per i clienti sei una voce, non hai una storia, una vita, dei
pensieri. Siamo rimaste in poche, alle prese con la nuova gestione, chi chiama
vuole risposte e se non ne riceve di adeguate s´innervosisce, se la piglia
giustamente con noi. Cavalcare senza sella diventa sempre più difficile. Adesso
a casa arrivo tardi e non posso più andare a prendere Clara all´asilo nido.
Tenerla lì di più, a parte il dispiacere, mi costa 380 euro. Se ci metti il
mutuo, un pediatra, i libri per la scuola, capisci che tirare avanti è
un´impresa. Le bollette del gasolio le pago a rate e ho dovuto chiedere un
prestito perché ho tamponato con la macchina. Altri 112 euro al mese per cinque
anni, ecco qui, è appena arrivata la documentazione. Ho 36 anni, non mi va di
chiedere sempre aiuto ai miei. E trovo sbagliato che gente come noi, che lavora
dalla mattina alla sera, non sia più in grado di fare niente. L´economia di
questo Paese come si riprende se non possiamo spendere un solo euro? Sono
ancora la ragazza che si sentiva un leone ma sono stanca di vivere eternamente
nell´angoscia di una chiamata. E se quella chiamata poi, a luglio, non
arrivasse più?».
( da "Secolo XIX, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Dietro il
milionepagato a Bonolisuna Rai che inseguela tv commerciale Non ho parole per
esprimere lo sdegno che provo nell'apprendere certe notizie che lasciano
sbigottiti oltre che amareggiati. Si legge sulle prime pagine che sì, qualcosa
si cerca di fare e si fa per rimettere in sesto un'economia piuttosto
asfittica. S'ode a destra che il momento è difficilino, da sinistra si risponde
con la piazza che è catastrofico e che le cose non vanno come dovrebbero. Le
famiglie hanno vita dura, tutto rincara, c'è recessione, insomma non sono rose
e fiori. Questo quanto riferiscono i vari telegiornali di diverse tendenze e
ovviamente riportano le prime pagine dei quotidiani. Poi si sfoglia il giornale
e......ohhh! Ma guarda guarda, si apprende che un certo signore, non si sa di
quali doti soprannaturali dotato, si becca la modica cifra di un milione di
euro non per aver scoperto qualcosa di vitale nel campo della ricerca scientifica,
no, ma per presentare una manifestazione canora. A raccontarla sembrerebbe una
battutaccia, ma no, care famiglie italiane, cari pensionati, cari
cassintegrati, eccetera, non è una battutaccia, è la verità. Ma saranno soldi
veri o sono invece quelli che si usano per il gioco del Monopoli? Perché, se
sono veri, a questo punto è proprio il caso di dire che non ci resta che
piangere. Eugenio Bosi e-mail 16/02/2009 Lo sdegno per il compenso di Paolo
Bonolis è comprensibile, ma ha bisogno di qualche chiosa in più. Il meccanismo
che governa la possibilità di guadagnare nello show business (una categoria
molto ampia, che riguarda non soltanto lo spettacolo ma anche lo sport di alto
livello) è molto semplicemente quello della capacità di moltiplicare l'attenzione.
Bonolis ha questa virtù e su questo gioca ben sapendo che la Rai ha l'assoluta
necessità di non fallire l'appuntamento di Sanremo. Può piacere o no, ma queste
sono le regole del gioco. Ciò che differenzia Bonolis da David Beckham (un nome
a caso fra le centinaia possibili nel calcio italiano) è il fatto che la Rai
spende soldi pubblici, dunque di tutti noi. Ciò accade perché l'ente televisivo
di Stato si è piegato alla logica della tv commerciale, fin dall'inizio
dell'affermazione di quest'ultima in Italia. È da almeno vent'anni che si
dibatte che cosa deve essere la tv pubblica in rapporto a quella privata e non
se ne viene fuori, nel senso che non si hanno apprezzabili differenze di
programmazione. È possibile che adesso, con la crescente crisi della tv
generalista, si avvicini una qualche soluzione. Ma, a mio parere, non ci può
essere senza che i partiti abbandonino la loro presa sulla Rai, una situazione
che l'ha ridotta (come sostiene Carlo Rognoni, già
direttore di questo giornale, parlamentare di sinistra e poi membro del
consiglio di amministrazione Rai) alla stregua dell'Alitalia. Il progressivo successo della tv satellitare e lo stallo del
digitale terrestre hanno scompaginato il quadro, fino a renedere sempre più
giurassico lo status quo. 16/02/2009
( da "Messaggero, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Lunedì
16 Febbraio 2009 Chiudi ROMA Daniela Martani, l'hostess reduce dal "Grande
Fratello", è stata licenziata dalla nuova Alitalia per
«immotivata indisponibilità all'impiego». La pasionaria delle battaglie
sindacali di Fiumicino aveva lasciato il reality per evitare provvedimenti
punitivi.
( da "Messaggero, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Lunedì
16 Febbraio 2009 Chiudi Qui accanto e sotto, la ex pasionaria delle hostess Alitalia: in divisa da
lavoro e nei panni di "femme fatale"
( da "Messaggero, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Lunedì
16 Febbraio 2009 Chiudi Uscita dal "Grande Fratello", Daniela via
anche da Alitalia La bella hostess licenziata per
«immotivata indisponibilità all'impiego»
( da "Messaggero, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Lunedì 16 Febbraio
2009 Chiudi di ROSARIO DIMITO MILANO - Daniela Martani viene "nominata" da Alitalia. La hostess ex pasionaria, fotografata col cappio al collo e
divenuta l'icona della lotta sindacale di metà settembre durante il braccio di
ferro col governo e Cai, dovrà uscire dalla compagnia aerea. Dopo essere uscita
lei, spontaneamente - o quasi - ai primi di febbraio, dalla casa del Grande
Fratello, dove era entrata il 12 gennaio, ma solo nell'estremo tentativo
di mantenere il posto di assistente di volo. Due giorni fa, secondo quanto
risulta a Il Messaggero, tramite raccomandata che verosimilmente le verrà
consegnata oggi, il direttore del personale della compagnia Giovanni Di
Stefano, le avrebbe fatto partire la lettera di licenziamento. «Per risoluzione
del rapporto di lavoro, con effetto immediato, per giusta causa non essendosi
presentata due volte in servizio ed essendo venuto meno il rapporto fiduciario
a seguito del comportamento da Ella posto in essere». Questa la motivazione del
provvedimento compilato con l'assistenza dell'avvocato Marco Marazza di Roma,
il giuslavorista che ha assistito Cai dai tempi del confronto-scontro
sindacato-azienda sui nuovi contratti di lavoro culminati col ritiro il 18
settembre dell'offerta presentata al commissario Augusto Fantozzi e con il
rientro in pista una settimana dopo, grazie alla mediazione del governo.
Proprio per festeggiare il ritiro di Cai, la Martani è stata immortalata col
cappio al collo ("Questa la vera cordata") e la sua collega Maruska
Piredda mentre esultava. La Martani ha disertato due impegni di lavoro, ai
primi di gennaio, quando Alitalia non era ancora
effettivamente passata alla gestione della cordata di Cai, e il 23 gennaio:
tutte e due volte sarebbe stata sostituita sul volo Roma-Tokyo. Il 12 gennaio,
cioè il giorno in cui, alle ore 23, si è verificato il passaggio della
compagnia aerea dalla gestione commissariale di Fantozzi a quella di Cai, la
hostess avrebbe presentato una domanda di aspettativa. E la richiesta sarebbe
stata rinnovata a fine mese. Alitalia ora fa sbarcare
definitivamente l'assistente di volo, che aveva firmato l'assunzione qualche
giorno prima di Capodanno, «anche per giustificato motivo soggettivo avendo
comunque posto in essere un notevole inadempimento ai suoi obblighi di
lavoratore così come richiamato nelle lettere di contestazione». La missiva
contiene accuse precise. «Per quanto riguarda la sua immotivata indisponibilità
all'impiego» si legge nel provvedimento, «la gravità del comportamento è confermata
dal fatto che l'indisponibilità si è protratta nel tempo ed è sempre stata
esclusivamente riconducibile alla sua libera e consapevole scelta di
partecipare a uno spettacolo televisivo anzicchè onorare gli impegni assunti
con la stipulazione del contratto di lavoro». Prima di passare alle vie di
fatto, la compagnia aerea guidata da Rocco Sabelli, avrebbe mosso alla Martani
due contestazioni disciplinari formali, la prima il 23 gennaio, la seconda il
30 gennaio. Alla prima la Martani avrebbe risposto il 30 gennaio, all'altra il
9 febbraio. «A ulteriore conferma della incongruenza e pretestuosità delle
motivazioni», prosegue il provvedimento di licenziamento, «dobbiamo rilevare
che durante l'intervista pubblicata sul settimanale "Chi" dell'11
febbraio scorso, ha dichiarato quanto segue: "Non potrei fare la hostess,
adesso devo onorare il contratto di un anno con Endemol. Non avrei i soldi per
pagare le penali». Un provvedimento che quasi certamente la 35enne assurta agli
onori della cronaca impugnerà, come ha già annunciato da tempo, tramite i suoi
legali Vincenzo Cerulli Irelli, Alessia Montani, Rosario Siciliano. Ma che Alitalia non volesse perdonarla era nell'aria. Qualche
giorno prima che abbandonasse il reality, il presidente Roberto Colaninno,
intervistato da Lucia Annunciata, era stato eloquente: «Deve essere trattata
con severità».
( da "Tempo, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
stampa in trattative
per "La Fattoria" Colaninno licenzia l'hostess del Grande fratello
Licenziata dalla Cai, l'ormai ex hostess Alitalia Daniela Martani non resterà
disoccupata a lungo. Sono già state avviate da tempo trattative per partecipare
al nuovo reality di Canale 5 La Fattoria, condotto da Paola Perego e in
programma da domenica 8 marzo. Il nome della Martani è nella lista dei
probabili, ed era condizionato evidentemente alla ripresa del suo lavoro come
assistente di volo. Eliminato il problema, la Martani con ogni
probabilità dovrebbe partire per Paraty, a sud di Rio de Janeiro in Brasile,
per tentare la vita faticosa dei contadini insieme a Fabrizio Corona, Lele
Mora, Marina Ripa di Meana, la vedova Funari e altri personaggi dello
spettacolo. La produzione della Fattoria del resto è Endemol Italia, la stessa
del Grande Fratello e la Martani, come gli altri concorrenti dentro la casa, ha
firmato un contratto che prevede un anno di impegni vari. L'hostess pasionaria,
romana, 35 anni, simbolo mediatico con il fotogenico cappio al collo durante i
giorni caldi della vertenza sindacale dell'Alitalia,
non aveva mai nascosto la sua vocazione allo spettacolo. «Sono stata hostess
per più di 10 anni, ma la mia passione è il canto e la recitazione. Con il
cuore resto nella casa ma con la testa devo uscire», aveva detto tra le lacrime
subito dopo aver accusato la Cai di «ritorsione» nei suoi confronti, quasi un
«capro espiatorio». Uscendo, intendeva «difendere il posto di lavoro», ma c'è
chi già in quelle ore aveva malignato su un'uscita teatrale con la
consapevolezza che la lettera di licenziamento era già partita nei suoi
confronti. I guai erano cominciati quando non si era presentata il 23 gennaio a
Fiumicino per imbarcarsi e lavorare sul volo per Tokyo. Pur di entrare nella
casa televisiva, la Martani aveva chiesto la cassa integrazione volontaria non
potendo chiedere l'aspettativa, «nè ad Alitalia che
stava chiudendo nè a Cai che stava aprendo», aveva detto. Il presidente Cai
Roberto Colaninno del resto aveva fatto capire l'aria: «Sono state date
indicazioni al personale di trattare la faccenda in maniera molto severa e
intransigente».
( da "Manifesto, Il" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Troppo facile fare
«bad bank» coi soldi pubblici Massimo Bongiorno «Zombie, morti che camminano»
le chiama Nouriel Roubini, l'economista della NY University diventato famoso
per aver previsto i dettagli di questa crisi tre anni fa. Sono le banche «di
stampo anglosassone», quelle additate come modello fino all'ottobre 2007 e da
lì in poi fallite a decine o tenute in piedi con iniezioni gigantesche di
denaro pubblico. All'epoca Roubini veniva snobbato, o più semplicemente
ignorato, dai maitre a penser del liberismo selvaggio. Oggi, invece, è
considerato una specie di Cassandra del XXI secolo. Bene. Secondo Roubini «non
c'è dove nascondersi», perché le perdite complessive del sistema bancario Usa
sono almeno 2,5 volte superiori al loro capitale: circa 1400 miliardi di
«asset» contro una voragine di 3600 miliardi di dollari. Si può essere più o
meno d'accordo su questi numeri, quel che è certo è che comunque i governi «di
stampo anglosassone» stanno applicando alla lettera le ricette di Roubini. E
nazionalizzano a più non posso. Così gli Usa, da baluardo del liberismo si sono
trasformati in laboratorio dello statalismo. Domani il presidente Barack Obama
firmerà il piano straordinario da 783 miliardi appena approvato dalla Camera,
mentre Wall Street, chiusa per festività, si lecca ancora le ferite (in nove
mesi il Dow Jones ha perso 5 mila punti). Ma facciamo un passo indietro. Quando
nel settembre 2008 il mondo della finanza trasecola per l'annuncio del
fallimento della blasonata Lehman Brothers, erano già 15 le banche che
oltreoceano avevano portato i libri in tribunale. Ufficialmente, la Casa Bianca
decise di abbandonare Lehman al suo destino per dare un «segno di rigore» ai
mercati. Ma intanto aveva già salvato (e si apprestava a salvare) altri giganti
a un passo dal collasso. Il battesimo del fuoco avvenne con l'affaire Bear
Stearns, il cui titolo a inizio 2007 valeva 170 dollari. A maggio 2008 se la
compra JP Morgan pagando 10 dollari ad azione con 28 miliardi «giratigli» dalla
Fed. Soldi pubblici. Un giochetto che l'amministrazione Bush ripeterà con
Washington Mutual. Ma era solo l'aperitivo. Il piatto forte arriva col
salvataggio di Fannie Mae e Freddie Mac. I due colossi dei mutui «sani», non i
subprime quindi, avevano messo a garanzia degli oltre 5 mila miliardi di
prestiti titoli che erano diventati nel tempo carta straccia. Nessun problema:
a garantirli, da settembre 2008, ci pensa il Tesoro Usa. Che parte mettendo
nell'affare 200 miliardi, ma sta ripianando trimestralmente debiti che nessuno
sa quantificare con precisione. Pochi giorni ancora e c'è il bis: il «gigante»
assicurativo Aig azzera quasi la sua capitalizzazione di borsa in 48 ore. Per
evitare il crac lo Stato questa volta sborsa 85 miliardi e si mette il tasca
l'80% della società. E arriviamo al 2009. Con l'operazione Bank of America,
rifinanziata dallo Stato a metà gennaio con 138 miliardi di dollari, dopo i 25
elargiti a ottobre. In questo caso, il governo si è servito di Merrill Lynch,
advisor protagonista di altre nazionalizzazioni anche in Europa. Da ultimo, il
«salvataggio continuo» su Citigroup, l'ex prima banca al mondo. Venticinque miliardi
a ottobre 2008, altri
( da "Opinione, L'" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Lun, 16 Feb
2009 Edizione 28 del 14-02-2009 MILANO - E Albertini interviene su Glisenti Il
Comune stanzia 2 milioni per la Soge di Marco Giusti Il Comune di Milano, in
qualità di socio di Expo 2015 spa, ha stanziato 2 milioni di euro per la
capitalizzazione della società che gestirà l?esposizione universale. L?impegno
economico, deliberato oggi dalla Giunta, è immediatamente disponibile, visto
che non deve essere ratificato dal consiglio comunale, come invece è avvenuto
l?altro ieri a Palazzo Isimbardi. La società di gestione può dunque ora contare
su 6 milioni per la propria capitalizzazione, visto che nei giorni scorsi anche
Camera di Commercio, Regione Lombardia e Provincia di Milano hanno stanziato
ciascuno la propria parte. All?appello mancano ancora i 4 milioni del ministero
dell?Economia. Per quest?ultimo contributo occorrà attendere la conversione in
legge del decreto milleproroghe: già approvato in Senato, il provvedimento
dovrà ora passare all?esame della Camera. Compiuto quest?ultimo passaggio
parlamentare sarà convocata l?assemblea dei soci di Expo 2015 spa per
deliberare l?aumento di capitale. ?Tutti sono utili, nessuno indispensabile?.
Con questo vecchio adagio l?ex sindaco di Milano Gabriele Albertini è
intervenuto ieri sul dibattito legato all?impasse della società di gestione di
Expo e sull?opportunità, sollevata nei giorni scorsi dalla Lega, che il braccio
destro di Letizia Moratti, Paolo Glisenti, rinunci al ruolo di amministratore
delegato. ?Se il problema, come si sta delineando - ha aggiunto Albertini, al termine
di un convegno all?Ispi sull?integrazione europea - è che il rapporto
fiduciario tra la persona nominata dal Comune e il sindaco non è attrettando
fiduciario con gli altri membri della Soge, allora deve essere risolto
collegialmente con un?indicazione diversa: dopo tutto ci sono altre persone,
altre figure?. Del resto l?ex primo cittadino milanese ha giudicato pretenziosa
la volontà iniziale di Palazzo Marino di voler concetrare gran parte dei poteri
di gestione sul proprio rappresentante. ?Aver preteso inizialmente - ha
aggiunto - che con il 20% di capitale si ottenesse il 100% del potere di
gestione in capo a una sola persona è stato un tentativo legittimo, ma con
scarsa possibilità di successo. E poi non si può ignorare che l?80% del
capitale probabilmente ha in mente persone e ruoli diversi da quelli che
immagina il sindaco di Milano?. Conversando con i cronisti, l?ex sindaco si è
infine detto certo che, in questo momento di crisi, il progetto per l?Expo di
Milano sarà ridimensionato rispetto a quanto contenuto nel dossier di
candidatura. ?Il ridimensionamento del progetto - ha concluso - è inevitabile,
a prescindere dal ritardo già accumulato. Il salvataggio delle banche, la
protezione di Alitalia e l?assistenza a imprese
sull?orlo del fallimento sottrarranno energie e risorse a progetti come Expo.
Mi auguro che a questo scenario contratto non si aggiunga l?incapacità di
risolvere i conflitti all?interno della Soge?.
( da "Voce d'Italia, La" del 16-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Spettacolo
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( da "Repubblica, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina XIV - Roma
Condizioni speciali Unicredit e Regione Lazio per i prestiti agli ex-Alitalia I cassintegrati Alitalia potranno ottenere l´anticipo
delle somme cui hanno diritto rivolgendosi agli sportelli Unicredit. Grazie ad
un accordo siglato con Regione Lazio e Unionfidi, sarà possibile avere un
finanziamento fino a 3.000 euro come anticipo della "cassa" esibendo
il documento di riconoscimento e la lettera di collocazione in mobilità.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Lavoratori in
esubero di Alitalia1.500 domande irregolari la
protesta di filt, fit, uiltrasporti e ugl roma. Sono circa 1.500 le domande di cassa integrazione straordinaria di lavoratori
di Alitalia che presentano
dei problemi procedurali. Tanti sono i moduli, infatti, che mancano all'appello
e che contengono i dati tecnici, quali le coordinate bancarie di questi
dipendenti, necessari per poter erogare l'assegno di cassa integrazione.
È questa, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, l'indicazione emersa nel
corso dell'incontro che il commissario straordinario di Alitalia,
Augusto Fantozzi, ha avuto ieri con tutte e nove le sigle di categoria. Un
incontro convocato, nei giorni scorsi, dopo che Filt-Cgil, Fit-Cisl,
Uiltrasporti e Ugl avevano inviato una lettera allo stesso Fantozzi nella quale
chiedevano conferma di voci insistenti che parlavano di irregolarità nell'iter
di presentazione della domanda per circa 2.000 lavoratori. «La nostra richiesta
di chiarimento era più che fondata», hanno sottolineato le stesse fonti al
termine della riunione. Fantozzi si sarebbe impegnato ad accelerare i controlli
per trovare una soluzione perché l'Inps possa procedere a una normale
erogazione dalla fine di marzo. E per questo, tra l'altro, sono stati
richiamati dalla cigs altri sette lavoratori amministrativi. La responsabilità
di queste procedure di cigs, avrebbe poi spiegato Fantozzi, è in capo al
commissario straordinario ma il trattamento di tutti i dati del personale è in
carico, attraverso un contratto di servizio, agli uffici amministrativi di Alitalia-Cai. 17/02/2009
( da "Repubblica, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano Al
vertice di Arcore invitati Moratti e Formigoni. In Consiglio sì bipartisan
all´appello del sindaco: Alitalia
riveda il piano Expo, scontro a casa Berlusconi Tremonti e la Lega all´attacco
su finanziamenti e ruolo di Glisenti Showdown a casa Berlusconi. Le tensioni
sull´Expo 2015 si trasferiscono, per una sera, ad Arcore, dove siedono allo
stesso tavolo, con il premier, tutti i protagonisti della battaglia: Letizia
Moratti, Roberto Formigoni, il ministro Tremonti, il capo della Lega
Umberto Bossi (con Calderoli), il reggente di An Ignazio La Russa. Sul tavolo
la questione dei finanziamenti mancanti e il ruolo dell´ad Paolo Glisenti, la
cui posizione sembra sempre più appesa a un filo. Nel pomeriggio, la Moratti ha
lanciato in Consiglio comunale il suo appello sugli aeroporti milanesi: l´Alitalia ci ripensi, riveda il piano industriale, rilanci
Malpensa e consenta lo sviluppo di Linate. Appello che ha raccolto consensi sia
a destra che a sinistra. MONESTIROLI E PIANO ALLE PAGINE II E III
( da "Repubblica, La" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Milano
Moratti: "Alitalia riveda il
piano" e dal Consiglio un sì bipartisan Lettera al governo: non fate
morire Linate e Malpensa La Regione: potremmo accettare di tagliare a 6-7
milioni i passeggeri del Forlanini Majorino (Pd): Milano ha bocciato la Cai,
finalmente l´ha capito anche la destra TERESA MONESTIROLI Chiede ad Alitalia di «rivedere il piano
industriale» e «rilanciare l´aeroporto di Malpensa». In alternativa, se
questo non fosse possibile, almeno di «liberalizzare la tratta Milano-Roma, la
più redditizia, dove oggi la compagnia italiana opera in regime di monopolio». è
un messaggio diretto quello che il sindaco Letizia Moratti lancia a governo e
Cai nel suo intervento di apertura della seduta straordinaria del consiglio
comunale dedicata agli scali milanesi. Una posizione sposata in toto dai
consiglieri che all´unanimità votano una mozione bipartisan presentata dal Pd.
«Questa sera - dice il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino - Milano ha
bocciato il piano di Cai. Siamo soddisfatti che finalmente anche dal
centrodestra, a partire dal sindaco di Milano, si inizino a sostenere cose che
noi ripetiamo da mesi: cioè che Alitalia non tutela
gli interessi dei milanesi e che Linate rischia di andare incontro a un destino
crudele». Punto su cui il sindaco insiste in maniera particolare tanto che a
fine seduta spiega: «Ho consegnato un documento al presidente Berlusconi e al
sottosegretario Letta. Adesso mi aspetto che lo esaminino e che si possa
discuterne al più presto». Un discorso di trenta minuti in cui il primo
cittadino elenca i risultati positivi ottenuti da Sea nell´ultimo anno -
nonostante il dehubbing - , e con parole accalorate difende non solo Malpensa,
ma anche Linate. Perché la condizione posta da Cai per il rilancio dell´hub
milanese - che Linate si riduca a navetta per Fiumicino - «è economicamente e
industrialmente insostenibile. La conseguenza di tale azione - dice - potrebbe
essere l´integrale chiusura di Linate che appare dannosa per il sistema paese
visto il bisogno di capacità del sistema aeroportuale italiana». «Mi auguro che
Alitalia - conclude il sindaco - , che pur essendo una
società privata ha ottenuto tanto dal governo, ricambi con la consapevolezza
dell´interesse sociale del suo ruolo e non riportandoci sempre al fatto che è
una compagnia privata. Il ruolo sociale di una compagnia che si propone come
"salva bandiera" va rivisto. In caso contrario se è una compagnia
veramente privata non può godere di tutte le facilitazioni che finora le sono
state date. è con questo spirito costruttivo ma determinato che chiediamo ad Alitalia di rivedere il proprio piano e in alternativa, al
governo di consentire fin da subito a Sea, Linate e Malpensa di potersi
sviluppare secondo le proprie capacità, senza chiedere sovvenzioni e sussidi».
Pieno sostegno al sindaco arriva da Roberto Formigoni, presidente della Regione,
che torna a ribadire la necessità di salvare Linate. «Stiamo lavorando con Alitalia - dice il governatore - per vedere se è disponibile
a disporre di uno scalo che sia un hub e di un city airport che non sia ridotto
alla tratta Milano-Roma. Una razionalizzazione accettabile potrebbe essere
quella di portare Linate a 6-7 milioni di passeggeri contro i 9 attuali». Un
appoggio è arrivato anche dalla Lega che, nel caso governo e Cai non diano
risposte immediate, è pronta a indire una giornata di chiusura totale di tutte
le attività pubbliche e private della Lombardia. Da Basilio Rizzo, consigliere
della Lista Fo, arriva invece la proposta di boicottare la compagnia italiana
scegliendo, quando è possibile, altri vettori. Infine ieri il presidente della
Provincia Filippo Penati ha inaugurato a Linate un gazebo per raccogliere firme
in difesa dello scalo cittadino.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Fisco, la via
dimenticatadella lotta all'evasione luigi leone La proposta della Cgil di
introdurre una tassazione extra, una tantum per due anni, sui redditi superiori
al 150.000 euro è la migliore dimostrazione che l'organizzazione guidata da
Guglielmo Epifani in troppi momenti fa politica e non sindacato. Alla Cgil,
come alle altre sigle, non è ovviamente vietato di avanzare delle idee, però la
materia fiscale è questione che più tipicamente appartiene alla sfera della
politica: tocca al governo di turno e alla minoranza parlamentare di turno
confrontarsi, o scontrarsi, per definire le linee di tendenza in materia di
tasse e non può essere un sindacato a dettare la loro agenda. Difatti, la cosa
peggiore è che ampi settori del Pd si siano subito "messi a zerbino",
sposando l'ipotesi di Epifani e indirettamente dando ragione a chi ritiene che,
oggi, il vero leader dell'opposizione sia appunto il capo della maggiore
organizzazione sindacale del Paese. Si tratta di una riserva
"istituzionale" che non è né marginale né formale. Allo stringere del
discorso, infatti, la Cgil non fa il suo mestiere, chiedendo di ridurre la
fiscalità ai propri "assistiti" - e una volta conseguito l'obiettivo
sia poi l'esecutivo a spaccarsi le meningi su come e dove trovare le risorse -
ma se ne esce indicando un percorso populista che non risolve il problema ed è
buono solo per agitare la piazza. Qui stanno i timori della Confindustria sul
riaccendersi della lotta di classe e qui, soprattutto, sta il pericolo di
alimentare estremismi di cui non si avverte alcun bisogno. Ma che sono
incombenti date le oggettive difficoltà economiche in cui si dibattono strati
crescenti della società italiana. Nel merito della vicenda, poi, la proposta
della Cgil ha un limite intrinseco che è quello dell'iniquità. Certo, rispetto
a ciò che diceva e pensa l'ex ministro Vincenzo Visco, Epifani raddoppia la
soglia della ricchezza, portandola da
( da "Unita, L'" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
LA
RAI non È l'alitalia Caro direttore, ogni tanto qualcuno se ne esce dicendo che
la Rai è come l'Alitalia. Falso. Quello che non funziona non
sono i conti ma è la cattiva politica che si insinua dappertutto. La Rai non ha
un euro di debiti. Finora tutti gli investimenti sono stati finanziati senza
ricorrere al credito bancario. Di questi tempi non è male! Gli abbonati sono più di 16
milioni e pagano 107,5 euro, il canone più basso d'Europa. Se anche gli altri 4
milioni di telespettatori che guardano la tv, come risulta dall' auditel, non
fossero evasori, la Rai incasserebbe 400 milioni di euro in più. Beh si
potrebbe davvero dare un bel colpo di acceleratore all'innovazione e la Rai
potrebbe dare un contributo più grande all'industria culturale. Gli anziani
soli e con la pensione al minimo potrebbero non pagare più il canone. Sono
tutte rose e fiori? Certo che no. La crisi ha cominciato a mordere anche in
Rai. Viene giù dal cielo l'ira di dio di pioggia, grandine, neve e non basta
l'ombrello. In uno degli ultimi Consigli abbiamo approvato il budget 2009. La
Rai potrebbe chiudere il bilancio con una perdita contenuta, vicino ai 30
milioni su un fatturato che supera i 3 miliardi. Per arrivare a questo
risultato il dg Cappon ha proposto di recuperare il grasso, ormai limitato, che
si nasconde nelle pieghe del pancione Rai. Tra tagli e risparmi (compreso il
blocco degli stipendi) recuperiamo più di 100 milioni. E se la crisi dovesse
continuare nel 2010? Un'azienda come la Rai ha grandi risorse, dal patrimonio
immobiliare a quello tecnologico - come le torri per distribuire il segnale tv
e che servono anche alla telefonia mobile. Ha una sovrabbondanza di testate
editoriali: dodici quando la Bbc ne ha una. Chi arriva nella bufera deve
immaginare anche interventi strutturali coraggiosi. Quello che è chiaro è che
la Rai degli anni Duemila non può continuare ad essere amministrata come prima.
Ha bisogno di un vero amministratore delegato, di una strategia di medio
termine. Non può vivere alla giornata come a volte fa la cattiva politica.
( da "Unita, L'" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Crolla il commercio:
meno 5.000 negozi in soli due anni «Anche quest'anno conteremo circa tremila
negozi in meno. Compreso il 2008 sono 5000 saracinesche
abbassate in soli due anni» denuncia il Segretario di Confesercenti. Vuol dire
15mila posti persi diretti, più tutto l'indotto. «Insomma, un'altra Alitalia sulla città di Roma». SEGUE
ALLE PAGINE 58- 59
( da "Unita, L'" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
«5000 negozi in meno
in due anni» È la «scure» sul commercio capitolino Si fa la conta. Dopo il
crollo del 2008, quest'anno sarà ancora peggio secondo Confesercenti. Con la
chiusura dei negozi, almeno 15mila persone resteranno senza lavoro. Più tutti
quelli dell'indotto. «Un'altra "Alitalia" sta arrivando» spiega il Segretario Generale della Confesercenti,
Walter Giammaria. E non parla di una concorrente a Cai, ma «della chiusura
entro l'anno di 3mila esercizi nella sola Capitale». Un tonfo da sommare alle
altre 2mila «saracinesche abbassate nel 2008: vuole dire 5mila negozi in meno
nell'arco di due anni con un almeno 15mila persone coinvolte direttamente
e circa il doppio nell'indotto». E non è finita «perché la sofferenza tocca un
po' tutti, anche coloro i quali si rivolgono a un target medio-alto, l'ultimo a
crollare di fronte alla crisi». Inoltre «pensiamo sia ancora in atto
l'emorrargia delle chiusure che coinvolgerà anche il prossimo anno». NON SOLO
CONGIUNTURA Ma la colpa non è tutta da imputare alla congiuntura economica.
Secondo uno studio di fattibilità realizzato a Parigi negli anni scorsi, per
ogni centro commerciale aperto di media grandezza, chiudono circa 70 negozi al
dettaglio. Su Roma ne incidono 26 più 3 outlet sparsi in Provincia (Soratte,
Valmontone e Castel Romano), «un'esagerazione non riscontrabile in nessun'altra
parte d'Italia» continua Giammaria. Poi il caro affitti. Sia Cofesercenti che
Confcommercio denunciano gli impegni mensili eccessivi: al centro alcuni
esercizi arrivano a pagare 25-26mila euro; oppure a Viale Marconi, zona
commerciale, ma non toccata dal beneficio dei turisti, per un negozio tipo di
100-110 mq la rata è di 10mila euro. I TURISTI Ma di giapponesi e statunitensi,
ne vedono sempre meno anche in via dei Condotti e zone limitrofe. Secondo i
dati ufficiosi di gennaio delle associazioni legate al turismo, il crollo della
presenza sarebbe di circa il 30%. Resta la boccata d'ossigeno giunta dai saldi:
«Rispetto lo scorso anno, siamo andati in pareggio - fanno sapere da
Confcommercio. Meglio i primi quindici giorni con un + 6-7%; peggio i
successivi». Con un «ma»: «Riteniamo assurdo dare lo "start" ai
ribassi a ridosso delle festività natalizie: in questo modo si stroncano le
vendite nel periodo più importante dell'anno». Quindi «su questo punto, -
continuano da Confcommercio - dovremo tornare alla vecchia regolamentazione a
dare il via agli sconti nella seconda metà di gennaio». ALESSANDRO FERRUCCI
ROMA roma@unita.it
( da "Corriere della Sera" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2009-02-17 num: - pag:
1 categoria: REDAZIONALE Scali a rischio Il Comune: se passa il piano Cai,
Linate dovrà chiudere «Se non cambia il piano Cai, Linate chiude». Letizia
Moratti scuote il Consiglio comunale e attacca il management della nuova Alitalia. Tutte le istituzioni milanesi
fanno quadrato intorno al Forlanini. A PAGINA 2 Senesi
( da "Corriere della Sera" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-02-17 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Il Comune: se passa il piano Cai Linate sarà costretto a
chiudere Il sindaco: condizioni insostenibili, Sea perderà 40 milioni di euro
Passano all'unanimità le mozioni per salvare il Forlanini. Formigoni: «Interverremo
in sede politica» «Il piano Cai porterà alla chiusura di Linate». Dopo venti
minuti di ragioneria pura, con analisi economiche, cifre, proiezioni Letizia
Moratti scuote dal torpore l'aula di Palazzo Marino. A discorso protocollato
esaurito, arriva la durissima requisitoria finale che cattura gli applausi
anche di buona parte del centrosinistra. Consiglio comunale straordinario per
discutere del futuro degli scali milanesi. «La condizione posta da Alitalia di limitare Linate alla sola tratta Milano — Roma è
economicamente e industrialmente insostenibile », scandisce la Moratti. Per Sea
poi si aprirebbe un vero baratro: «Una perdita del margine operativo lordo per
40 milioni di euro e il trasferimento da Linate a Malpensa di 700 lavoratori ».
Due sole le alternative sul piatto: un nuovo piano della compagnia di bandiera
o l'intervento deciso del governo per rompere il monopolio sullo scalo del
Forlanini. In mezzo, i consueti toni duri riservati al management Alitalia. Quella frase del presidente Colaninno sulla
compagnia di bandiera che non dovrà sobbarcarsi i costi delle comodità dei
milanesi è ancora ferita aperta. «Ci spiace aver letto certe parole.... »,
attacca il sindaco, che poi porta l'affondo: «I casi sono due. O si tratta di
una compagnia pubblica e allora non può non tutelare il ruolo pubblico e
sociale di Linate. Oppure Cai è una compagnia privata, ma in questo caso non
può godere di tutte quelle facilitazioni che le sono state finora date».
Conclusione: liberalizzare, liberalizzare, liberalizzare. Un documento in tal
senso — dice lei — è già stato spedito a Berlusconi. Clima bipartisan in aula.
I capigruppo trovano l'accordo in un batter baleno. La Lega col capogruppo
Salvini propone un giorno di serrata, mentre dal fronte opposto Basilio Rizzo
(Lista Fo) chiama in causa lo spirito barricadero delle Cinque Giornate e
sponsorizza uno sciopero del biglietto. Alla fine passano (quasi) all'unanimità
entrambe le mozioni in discussione. Tutte dello stesso segno: giù le mani da
Linate. Arriva anche il gran capo di An, Ignazio La Russa, a dare sostegno alla
battaglia: «La navetta Milano — Roma è l'anticamera della chiusura. Non è
accettabile nessuna contrapposizione con Malpensa». Dal Pirellone tuona anche
il governatore Roberto Formigoni: «Dai nove milioni di passeggeri attuali, se a
Linate rimanesse solo la navetta i viaggiatori si ridurrebbero a circa 1,5
milioni. Una razionalizzazione accettabile potrebbe invece portare a 6-7
milioni di passeggeri». La conclusione è sempre la stessa: «Se l'accordo sarà
raggiunto in tempi brevi collaboreremo con Alitalia,
altrimenti saremo costretti a fare da noi. Ma a quel punto la questione del
monopolio Milano-Roma la porremmo in sede politica». A rischio Un volo pronto
al decollo dall'aeroporto di Linate Andrea Senesi
( da "Messaggero, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Martedì
17 Febbraio 2009 Chiudi Alitalia, Fantozzi conferma: problemi per
1.500 domande di cigs
( da "Messaggero, Il" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Martedì
17 Febbraio 2009 Chiudi ROMA Sono circa 1500 le domande di cigs di lavoratori
di Alitalia che presentano dei problemi procedurali. Tanti sono i
moduli, infatti, che mancano all'appello e che contengono i dati tecnici, quali
le coordinate bancarie di questi dipendenti, necessari per poter erogare
l'assegno di cassa integrazione. È questa, secondo quanto riferiscono fonti sindacali,
l'indicazione emersa nel corso dell'incontro che il commissario straordinario
di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha avuto ieri con tutte
e nove le sigle di categoria. Un incontro convocato, nei giorni scorsi, dopo
che Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl avevano inviato una lettera allo stesso
Fantozzi nella quale chiedevano conferma di voci insistenti che parlavano di
irregolarità nell'iter di presentazione della domanda per circa 2000
lavoratori. «La nostra richiesta di chiarimento era più che fondata»,
sottolineano le stesse fonti al termine della riunione di oggi. Fantozzi,
riferiscono, si è impegnato ad accelerare i controlli per trovare una soluzione
perchè l'Inps possa procedere a una normale erogazione dalla fine di marzo.
Entro il 22 febbraio saranno comunicati all'Inps i dati per il pagamento della
cigs di gennaio.
( da "Corriere della Sera" del 17-02-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-02-17 num: -
pag: 26 categoria: REDAZIONALE Alitalia Colaninno, Riva e la cena al Boeucc A cena con la Nuova Alitalia. Nella sala più raccolta del
Boeucc, «antico» ristorante del centro storico di Milano, il presidente della
compagnia Roberto Colaninno (foto in alto) si sarebbe ritrovato con alcuni
azionisti. Tra i commensali sarebbero stati presenti: Emilio Riva
(foto), il maggiore azionista dopo AirFrance-Klm (con una quota del 10,62%), il
«tessitore silenzioso» Gaetano Miccichè, responsabile della divisione corporate
di Intesa Sanpaolo, il patron di Equinox Salvatore Mancuso, l'imprenditore
napoletano Ninni Carbonelli D'Angelo, l'azionista di Intek Vincenzo Manes e il
presidente di Mpa Maurizio Traglio. Argomento della cena milanese anche il
futuro comitato esecutivo della compagnia.