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DOSSIER “ALITALIA”

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INDICE

- Alitalia: manca il carburante, voli garantiti fino a domenica (Il Sole 24 Ore 13 settembre 2008) 1

- E Berlusconi teme il peggio "Non possiamo fallire, sarà caos" Contatti tra Palazzo Chigi e Colaninno. Il manager: io non cedo. Il premier chiede fondi a Tremonti, Mediobanca alla finestra di CLAUDIO TITO e ROBERTO MANIA (La Repubblica 13-9-2008) 1

- SINDACATI E PILOTI Compagnia di veto. di Dario Di Vico  (Il Corriere della Sera 13-9-2008) 1

- I capi della rivolta dei piloti tifano An. Berti e Notaro al lavoro per cordate alternative. E l’ultimo assunto nella compagnia è il figlio del ministro Matteoli Sergio Rizzo (Il Corriere della Sera 13-9-08) 1

- Alitalia, al via le manovre per attrarre tedeschi e inglesi . di Gianni Dragoni (Il Sole 24 Ore 13 Settembre 2008) 1

 


Alitalia: manca il carburante, voli garantiti fino a domenica (Il Sole 24 Ore 13 settembre 2008)

 

 

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15.40 - Lunedì parte la cassa integrazione
Lunedì prossimo il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, attiverá le procedure di cassa integrazione per il personale di volo dei 34 aerei giá messi a terra. Ad annunciarlo ai sindacati, riferiscono fonti presenti all'incontro ai sindacati è stato lo stesso Fantozzi nel corso dell'incontro alla Magliana. Le 34 macchine erano state messe a terra con l'attuazione del piano varato dall'ex presidente della compagnia Maurizio Prato.

15.30 - Voli garantiti fino a lunedi

«Fino a domani abbiamo i voli garantiti, da lunedì no. Non ci riforniscono di carburante». Lo ha detto il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi secondo quanto hanno riferito i sindacati.

14.00 - Sabelli: l'offerta della CAI non cambia
Non si è fatta attendere la risposta della cordata italiana alle sollecitazioni del commissario straordinario di Alitalia, Fantozzi, dopo l'incontro a Palazzo Chigi. La Cai ha detto l'amministratore unico della Cai, Rocco Sabelli, ha la massima disponibilità a proseguire la trattativa sull'Alitalia, ma tenendo ferma la propria proposta sul piano industriale e sui contratti. Uscendo da Palazzo Chigi dove ha partecipato all'incontro presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.
«Niente di nuovo - ha risposto Sabelli ai giornalisti che lo hanno interpellato all'uscita della sede del governo -. Abbiamo ribadito a Letta la nostra posizione sulla proposta di contratto e di piano. C'é disponibilità assoluta a trattare, ma la nostra posizione é ferma: Non ci muoviamo da lì - ha concluso Sabelli - perché crediamo nel progetto».

13.45 - Fantozzi: la situazione sta precipitando.

Alitalia non fallisce stasera ma la situazione è «davvero grave». Non usa giri di parole Augusto Fantozzi, commissario straordinario della compagnia di bandiera, lasciando Palazzo Chigi dopo aver fatto il punto sulla vicenda con il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta e l'ad della nuova società Cai Rocco Sabelli. «Le cose stanno precipitando - spiega ai cronisti - ci sono problemi di carburanti, i creditori stringono i freni. La cassa sta finendo e ci sono problemi di carburante. Io vado doverosamente - dice Fantozzi - ad ascoltare i sindacati, ho ascoltato il governo, dirò ai sindacati quello che devo dire, farò quello che devo fare». Fantozzi ha chiesto a tutte le parti in gioco di «dimostrare buona volontá, questo è il momento della veritá. Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvare Alitalia. Ogni componente deve fare la sua parte, soprattutto i lavoratori ma anche la Cai».

13.34 - Berlusconi: il Governo non chiude la trattativa «Non è vero che il governo chiude la trattativa su Alitalia. L'Esecutivo è sempre disponibile con i suoi ministri, e oggi anche con il presidente del Consiglio, per dare tutto il supporto possibile per giungere all'unica soluzione possibile per evitare il fallimento della compagnia». Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi, conversando telefonicamente con l'Ansa, mentre rientrava da Bari a Roma per coordinare gli incontri del Governo sulla vicenda delle compagnia. La situazione dell'Alitalia «mi preoccupa moltissimo, non riesco a capire cosa succede e perchè ci sia questo atteggiamento suicida, ci sono motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori. Oggi mi incontro con il sottosegretario Letta per dare il contributo alla soluzione del problema».

12.30 - Fantozzi convoca i sindacati

Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi convoca i rappresentanti sindacali in azienda alle 14 di questo pomeriggio, «accogliendo la loro richiesta e per comunicazioni urgenti».

All'aeroporto di Fiumicino, intanto, si registrano le proteste di alcuni manifestanti ma la situazione è tranquilla e i voli sono regolari.

 


E Berlusconi teme il peggio "Non possiamo fallire, sarà caos" Contatti tra Palazzo Chigi e Colaninno. Il manager: io non cedo. Il premier chiede fondi a Tremonti, Mediobanca alla finestra di CLAUDIO TITO e ROBERTO MANIA (La Repubblica 13-9-2008)


ROMA - "Dobbiamo assolutamente risolvere la questione, altrimenti si scatena il caos". Il caso Alitalia piomba di nuovo sul tavolo di Palazzo Chigi. E per la prima volta il premier Silvio Berlusconi deve fare i conti con uno scenario completamente mutato: non più a un passo dalla soluzione, bensì a un passo dal blocco del trasporto aereo in tutta la penisola. "Perché - rifletteva ieri sera Berlusconi con i suoi più stretti collaboratori - se si va al fallimento si fermano per mesi i collegamenti aerei. Una figuraccia". Con una caduta verticale del consenso per il governo "del fare". Una situazione drammatica che pareva ormai scongiurata, dopo la formazione della cordata italiana guidata da Roberto Colaninno e l'approvazione di un decreto ritagliato su misura, e con tanti strappi alla regole sui fallimenti e sulla concorrenza, proprio sulla Cai, la Compagnia area italiana.

Correre ai ripari, è diventato allora l'imperativo di Palazzo Chigi. Berlusconi ha chiesto un intervento diretto al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, troppo defilato in questa vicenda che, infatti, al Tesoro considerano "in appalto" a Gianni Letta, più capace di mediare nelle intricate relazioni sindacali. Ma ora servono soldi. Risorse per provare a compensare le perdite retributive (fino a quasi il 30 per cento) dei piloti. Perché è qui che si è incagliata la trattativa notturna. Il come dovrà trovarlo Tremonti. Ci vuole creatività, perché il premier non vuole "fallire" su uno scenario, che per ragioni oggettive, è diventato globale. Le grandi compagnie del volo (Air France, Lufthansa, British) da tempo si sono attestate lungo la riva del fiume. Tremonti si è messo al lavoro.

Ma il premier ha giocato anche sull'altro versante: quello dei rapporti con la cordata tricolore. Ci sono stati contatti anche con Banca Intesa di Corrado Passera, l'advisor che ha preparato il "piano Fenice" rendendo plausibile via via la costruzione di una soluzione alternativa al fallimento. E - pare - ci sia stata anche una lunga telefonata tra il presidente del Consiglio e lo stesso Colaninno, prima che questi riprendesse il treno per la sua Mantova. Il patron della Piaggio è stato irremovibile: "Io non posso fare niente. Mantengo la mia offerta ma chiedo un sì o un no". Modello Jean-Cyril Spinetta, l'uomo forte di Parigi, che se ne andò di fronte ai niet dei nostri sindacati e all'opposizione del centro destra guidato proprio da Berlusconi. Ma il pressing non si è fermato. A Colaninno il premier ha ricordato anche le misure varate per spianare la strada a una soluzione tutta italiana per la compagnia di bandiera. Più o meno: "Se facciamo una figuraccia noi, la farete anche voi. Come noi, d'altra parte, siete passati come i salvatori della patria". Insomma, serve un passo avanti. Non ci si può ritirare alla vista del traguardo. In gioco ci anche sono i nuovi rapporti tra Berlusconi e l'establishment industriale. E ciascuno, a cominciare dai 16 cosiddetti "capitani coraggiosi", ha più di un interesse perché il piano Fenice decolli.

È che la strategia di Colaninno e Passera non aveva previsto il peso dei piloti. Anzi, pensavano di aggirare il potere dei piloti proprio attraverso l'introduzione di un contratto unico e, dunque, con la costituzione di una rappresentanza sindacale non più frantumata in tante categorie. I piloti hanno detto tanti no dopo avere scoperto di essere quasi la metà in esubero (circa mille su duemila). Hanno fermato lì la trattativa - e fatto infuriare il ministro Altero Matteoli, rappresentante di An con cui i comandanti hanno sempre flirtato -nonostante la proposta di inserirli tra i dirigenti e la possibilità di ricorrere al part time per ridurre il numero degli eccedenti. Uno stop che ha impedito anche agli altri, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, di tentare l'affondo. Quello che il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - stando a alcune ricostruzioni -, avrebbe pure rischiato se non fosse stato fermato dagli altri nella notte: "Se firmi senza i piloti domani ti ritrovi con tutti gli aerei a terra". Sarebbe stata una sconfessione. Oppure un suicidio sindacale.

Forse non restano più di 48 ore per uscire dal pantano. Ma lo scenario non può nemmeno escludere la discesa in campo di Mediobanca di Cesare Geronzi. E allora l'ultimo feroce scontro sulla governance di piazzetta Cuccia potrebbe cominciare a leggersi sotto una chiave diversa.
Politica.
(13 settembre 2008)


 

SINDACATI E PILOTI Compagnia di veto. di Dario Di Vico  (Il Corriere della Sera 13-9-2008)

Una cosa va messa subito in chiaro: quello che sta andando in scena in queste ore a Roma non è un tradizionale conflitto sindacale. Nella storia, anche recente, della rappresentanza dei lavoratori italiani abbiamo assistito a battaglie e vertenze molto aspre durate giorni e giorni. In gioco quasi sempre c'era la forza del sindacalismo italiano, la difesa delle sue postazioni e la capacità di condizionare le decisioni della controparte ma in un contesto in cui le ragioni di un interesse comune allo sviluppo dell’azienda assai raramente sono venute meno. In Alitalia è diverso. Nella compagnia di bandiera vige, purtroppo ormai da tempo immemorabile, una forma particolare di governance che è non esagerato chiamare «consociativismo aereo». Partiti, governi di turno, management e sindacati hanno dato vita a una gestione irresponsabile delle risorse che ha portato alle degenerazioni descritte ieri su questo giornale da Sergio Rizzo. A pagare alla fine era Pantalone e in questo marasma si sono perse o diluite le differenze di comportamento tra sindacalismo autonomo e tradizione confederale. E non è certo un caso che in queste ore i leader del tavolo appaiano i rappresentanti delle organizzazioni dei piloti e che la busta paga sia composta da 550 voci.

Il consociativismo non vuole la privatizzazione dell'Alitalia. Il primo test della pervicace volontà di boicottare il risanamento lo abbiamo avuto sei mesi fa, quando il sindacato decise più o meno a tavolino di far scappare Air France, di rendere impossibile la vendita ai francesi pur di preservare lo status quo. Il governo di allora, guidato da Romano Prodi, a causa delle contraddizioni interne e dell'influenza esercitata dalla Cgil, non riuscì a rompere l'incantesimo e ne ha pagato le conseguenze. Con il centro-destra a palazzo Chigi il copione si sta ripetendo. La propensione al veto di piloti e sindacalisti dell’Alitalia è no partisan, non guarda in faccia a nessuno.

La richiesta di discutere congiuntamente esuberi e piano industriale si sta rivelando un machiavello per evitare non solo la normalizzazione dell'Alitalia, ma persino di discutere gli indispensabili sacrifici richiesti dalla situazione pre-fallimentare. L'obiettivo dei consociativi è quello di limitare preventivamente l'autonomia della nuova dirigenza ed evitare di mettere in discussione i propri privilegi. Come interpretare altrimenti la pretesa che le organizzazioni dei piloti possano mettere bocca sulle promozioni, l'assegnazione degli incarichi e persino le assunzioni? Non è bastato finora che in sede di mediazione si individuassero aree contrattuali specifiche e forme contrattate di flessibilità per chi guida un aeromobile. Anpac e soci vogliono di più, vogliono tenere in mano la cloche delle scelte aziendali come è riuscito loro in tutti questi anni nonostante il Paese sia stato guidato da coalizioni di colore opposto.

Stando così le cose è ovvio che il negoziato sia appeso a un filo e il futuro della compagnia di bandiera appaia nero. In queste settimane si è aperto sul piano Fenice un ampio dibattito di politica industriale e aziendale che ha visto confrontarsi — con pareri opposti — sia economisti sia uomini d'impresa. Se però ad avere la meglio sarà il partito del veto ci sarà poco da gioire anche per chi ha legittimamente criticato il piano. E' difficile che un terzo compratore si azzardi a bussare.

13 settembre 2008


 

I capi della rivolta dei piloti tifano An. Berti e Notaro al lavoro per cordate alternative. E l’ultimo assunto nella compagnia è il figlio del ministro Matteoli Sergio Rizzo (Il Corriere della Sera 13-9-08)

ROMA — Perché in Italia esistano ben due sindacati autonomi dei piloti d'aereo, per i più rimane un mistero. Tutto ha origine quando c'era ancora l'Ati. Quelli che guidavano gli aerei della compagnia domestica dell' Alitalia erano guardati come piloti di serie B e allora orgogliosamente presero le distanze dall'Anpac, fondando il sindacato che poi sarebbe diventato l'Unione Piloti. Da allora, i rapporti sono stati di forzata fratellanza. Differenze nelle piattaforme sindacali, praticamente nessuna: a parte qualche passato distinguo sui tempi della privatizzazione dell'Alitalia. E anche sulla tragedia della compagnia di bandiera, siamo più che altro alle sfumature. A Fabio Berti (42 anni), presidente dell'Anpac, non dispiaceva la soluzione Air France? Massimo Notaro (53 anni), capo dell'Unione Piloti, avrebbe preferito un matrimonio con l'Iberia o Lufthansa. O magari con russi o cinesi. Notaro voleva partecipare con i suoi iscritti e il sostegno finanziario delle banche di credito cooperativo alla gara per comprare l'Alitalia? Berti adesso rilancia pure lui allo stesso modo, lasciando intendere che dietro ha nientemeno che l'Unicredit di Alessandro Profumo (che ha però smentito). Ma sulla sostanza, e cioè che le buste paga dei piloti non si devono nemmeno sfiorare con il pensiero, la sintonia è assoluta.

Inutile pure cercare differenze nei rispettivi punti di riferimento politici, che all'Alitalia, com'è noto, sono imprescindibili. Tanto l'Anpac quanto l'Unione Piloti hanno sempre guardato verso la stessa direzione: il centrodestra. Anzi, più destra che centro. Soprattutto adesso, che al governo è tornato Silvio Berlusconi e che al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dicastero con compiti di vigilanza sulla compagnia di bandiera, si è insediato il sindaco di Orbetello Altero Matteoli, esponente di spicco di Alleanza nazionale e padre di Federico Matteoli: nome noto in azienda, se non altro perché è stato l'ultimo pilota assunto a tempo indeterminato dall'Alitalia dopo l'11 settembre 2001.

Chi conosce bene Notaro riferisce dei suoi ottimi rapporti personali con il ministro Andrea Ronchi, uno degli uomini più vicini al Leader di Alleanza nazionale e presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ma anche delle amichevoli relazioni che il capo dell'Unione piloti intratteneva con Luigi Muratori, parlamentare di Forza Italia e pilastro della commissione Trasporti della Camera al tempo del precedente governo Berlusconi.

Di Berti si ricordano le circostanze che, nel 2004, proiettarono quel giovane pilota figlio d'arte, consapevole delle proprie qualità, ai vertici di quella che un tempo era conosciuta come "Aquila selvaggia".

I maligni dicono che il suo predecessore, Andrea Tarroni, rimase vittima di una manovra di corridoio dopo aver messo in crisi l'operazione dell'acquisto da parte dell'Alitalia della compagnia Volare. Scombinando magari qualche progetto dei piani alti, se è vero, come dicono, che quell' operazione non dispiaceva al potente sottosegretario del governo Berlusconi, Aldo Brancher. Ma come sia andata davvero nessuno è in grado di dirlo. È però certo che Tarroni non avrebbe mai lasciato di propria iniziativa, e in quel modo, il vertice dell' Anpac. Ed è altrettanto certo che ora, affiancato dal vicepresidente Stefano Di Carlo, che nella scalata al vertice del sindacato avrebbe avuto un ruolo decisivo, al suo posto ci sia Berti. Nominato con l'84% dei consensi nel 2004 e riconfermato lo scorso anno con una maggioranza ancora più bulgara: 93%. Cose che capitano.

Il risultato è comunque che la potente Anpac è riuscita ad allargare ancora la propria sfera d'influenza nell' azienda. A spese della più piccola Unione Piloti. Perché quello che c'è davvero dietro questa singolare duplicazione è la spartizione del potere interno. L'Anpac è in condizioni di influenzare le scelte degli uomini in molte direzioni chiave, e di fatto controlla le posizioni nevralgiche nel fondo di previdenza e nella cassa sanitaria. Qualche anno fa il sindacato aveva creato anche un piccolo gruppo societario con l'ambizioso progetto di sbarcare in forze nel mercato delle consulenze. Di quel gruppo, oggi sopravvive l'Anpac services, proprietaria dell'immobile del sindacato, che garantisce utili di 50 mila euro l'anno. Senza che nessuno, ovviamente, se ne lamenti. Ma che ne sarà di tutto questo, se non ci sarà più l'Alitalia?

13 settembre 2008


Alitalia, al via le manovre per attrarre tedeschi e inglesi . di Gianni Dragoni (Il Sole 24 Ore 13 Settembre 2008)

 

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C'è un «Piano B» per la privatizzazione dell'Alitalia sul quale qualche autorevole tessitore, addentro ai santuari della finanza italiana, sta dando fondo alle sue doti diplomatiche. È un progetto riservato che, secondo fonti autorevoli, ipotizza il coinvolgimento di un grande vettore europeo come Lufthansa o British Airways (Ba).
In queste ore c'è chi sta verificando la disponibilità di una di queste compagnie a presentare un'offerta alternativa alla cordata italiana allestita da Intesa Sanpaolo.

I contatti sono tenuti da autorevoli esponenti del mondo finanziario privato, ma ufficialmente vengono smentiti. Secondo indiscrezioni, l'atterraggio di Lufthansa o Ba sarebbe visto con favore dai principali aeroporti italiani, a cominciare da Aeroporti di Roma. La società è esposta per circa 70 milioni di euro con Alitalia ed Air One e teme di perdere sia i crediti per le difficoltà finanziarie delle due compagnie (che si unirebbero nella «nuova Alitalia») sia una riduzione di ricavi per il calo di attività previsto dalla nuova compagnia. Anche la milanese Sea, in contrasto con AdR sulla questione dell'hub, sembrerebbe però simpatizzare per una soluzione alternativa e più solida rispetto alla cordata di Roberto Colaninno.

Che ci sia interesse dei vettori stranieri alla polpa buona dell'Alitalia è evidente. C'è la possibilità di acquisire a condizioni economiche favorevoli il controllo del mercato italiano. Anche Air France-Klm, respinta nei mesi scorsi dopo aver fatto un'offerta che valeva un miliardo di euro di nuovo capitale più l'accollo di 1,4 miliardi di debiti finanziari, sarebbe disposta a rilevare la stessa attività a un prezzo oggi più che dimezzato.

Dall'estero nessuno si è fatto vivo con il commissario di Alitalia Augusto Fantozzi né con il Governo. La procedura speciale di cessione ha scoraggiato chiunque dall'avvicinarsi. Il venditore non ha pubblicato un invito a presentare offerte. Sembrava tutto organizzato per un rapido passaggio di consegne dallo Stato a Roberto Colaninno & C. La trattativa però si è arenata sull'ostacolo più insidioso, il negoziato sindacale.

Intanto, in una lettera sul Corriere della sera dell'11 settembre, sette giuristi guidati da Piero Schlesinger hanno sottolineato, come carenza nell'operato del commissario di Alitalia, che «gli aerei non potrebbero essere lasciati a terra ove la procedura non abbia prima rivolto un invito pubblico ed ufficiale ad ogni impresa disponibile a presentare proposte di acquisizione dell'azienda (...). Offerte che nei termini attuali (solo l'attivo, senza i debiti) non sono mai state fatte in precedenza».

Fantozzi ha risposto ieri che in base alla legge speciale «nessuna forma di pubblicità è richiesta per la cessione, dovendosi escludere l'obbligo di ogni forma di gara o sollecitazione al mercato». Fantozzi sostiene però che «in più occasioni è stato pubblicamente rivolto l'invito a chiunque fosse in grado di formulare serie offerte – che rispettino i requisiti di legge – a farsi avanti» e che «ogni offerta avente i requisiti di legge sarà presa nella massima considerazione».

Insomma, nelle more di un'intesa tra Cai e sindacati (e di un accordo pieno tra i 16-18 soci della Cai) sembra si sia aperto uno spiraglio per soluzioni alternative. Ieri Unicredit ha smentito l'indicazione, trapelata dall'Anpac (sindacato piloti), di contatti per organizzare una controfferta cui parteciperebbero anche i lavoratori con 3-400 milioni del Tfr.

Secondo indiscrezioni, non confermate da fonti ufficiali, le prove di dialogo con Lufthansa o Ba passerebbero attraverso Fabrizio Palenzona, il presidente di AdR che è anche consigliere di sorveglianza di Mediobanca e vicepresidente di Unicredit. Qualora il «Piano B» riuscisse a decollare, anche i Benetton, soci di controllo di AdR, potrebbero aderire, smarcandosi dalla Cai, nella quale sono, di malavoglia, attraverso Atlantia (Autostrade).

Tra i soci di AdR, controllata da Gemina, oltre ai Benetton ci sono altri azionisti della Cai, il gruppo Ligresti e il fondo Clessidra. Nell'azionariato di AdR anche Mediobanca, Generali, Unicredit, Regione Lazio e Comune di Roma.

 



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Un saluto da Cagliari ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
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Abstract: 5 Emails Ultime news Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleEsame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Il Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Francia: divorziano i primi due gay italiani "

Betori a Firenze, annuncio lunedì ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
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Abstract: 5 Emails Ultime news Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleEsame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Il Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Francia: divorziano i primi due gay italiani "

Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
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Persecuzioni dei cristiani in Orissa ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
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Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
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Alitalia va in stalloCgil contro il governo ( da "Secolo XIX, Il" del 13-09-2008)
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Il vizio del ricatto - massimo riva ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
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Abstract: O questa notte o mai più": con un aut-aut il ministro Sacconi aveva avviato quella che per lui doveva essere la trattativa finale coi sindacati su Alitalia. Purtroppo, il linguaggio delle decisioni irrevocabili non ha portato fortuna al suo autore in orbace, figuriamoci se poteva andare meglio al suo epigono in grisaglia. SEGUE A PAGINA 37.

Salta l'accordo, alitalia nel caos ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
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Abstract: Alitalia nel caos Rotte le trattative. I lavoratori assediano Fiumicino: non ci piegherete ROMA - Alitalia sempre più nel caos. Ieri è saltato l'accordo e la cordata che dovrebbe rilevare la compagnia ad un certo punto si è tirata indietro: "Non ci sono le condizioni", rompendo di fatto le trattative.

Epifani: "si rischia un esito tragico tocca al governo smuovere la cai" ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
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Abstract: questo epilogo ci si arriva dopo che il governo ha messo in campo un decreto ad hoc sulle procedure fallimentari, pensato su misura per l'Alitalia, e che accolla al paese, cioè a tutti noi, gli oneri e le passività della vecchia società. Un provvedimento che è stato fatto per facilitare la formazione di una cordata di imprenditori italiani disposti a investire sulla nuova Alitalia.

Alitalia, salta la trattativa compagnia sospesa sul baratro - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
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E berlusconi teme il peggio "non possiamo fallire, sarà caos" - roberto mania claudio tito ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il caso Alitalia piomba di nuovo sul tavolo di Palazzo Chigi. E per la prima volta il premier Silvio Berlusconi deve fare i conti con uno scenario completamente mutato: non più a un passo dalla soluzione, bensì a un passo dal blocco del trasporto aereo in tutta la penisola.

Il vizio del ricatto - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
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Abstract: ma che in termini di trasparenza contabile potrebbe portare alla luce sorprese interessanti sul valore degli attivi del bilancio Alitalia. Mentre, col passare del tempo, potrebbero anche emergere verità oggi dissimulate relative all'effettivo stato dei conti di AirOne, che da salvatrice di Alitalia rischierebbe forse di dover indossare i panni di prima candidata a un salvataggio.

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Sugli scudi i titoli bancari e petroliferi male gemina ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Seduta stonata per Gemina, che perde il 6% per l'acuirsi della crisi su Alitalia. Tra gli industriali Fiat e Parmalat ben comprate, Piaggio perde il 2,1% il giorno della fusione con Guzzi. Tra i minori vola Ergo Previdenza, +10% a un giorno dall'offerta per il delisting.

Social network in rete i genitori raccontano i bebé - alitalia, di chi sono le responsabilità? ( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: R2 Politica - Video Web Esteri - Foto - Video Il video La barzelletta di Berlusconi sui comunisti I 70 anni di Califano "La vecchiaia non fa per me" Basket, Jaime troppo brava non la fanno giocare Social network in Rete i genitori raccontano i bebé Arriva "Ike" fuga di massa dal Texas ALITALIA, DI CHI SONO LE RESPONSABILITà?.

Ma è sbagliato lasciar decidere solo al mercato ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Come valuta la vicenda di Alitalia? "Non ne ho seguito da vicino gli sviluppi, ma ci sono settori dell'economia decisivi per la sovranità e quando uno di questi è minacciato tutti i governi cercano di cambiare le regole del gioco: è successo in Spagna con l'elettricità, in Francia in occasione dell'Opa di Enel su Suez quando Villepin ha coniato la formula '

Alitalia, un disastro da dilettanti Veltroni attacca il governo: dobbiamo combattere questo modo di fare, più orgoglio per le nostre idee ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, un disastro da dilettanti" Veltroni attacca il governo: dobbiamo combattere questo modo di fare, più orgoglio per le nostre idee di Bruno Miserendino / Bologna SULL'EUROSTAR che lo porta a Modena Veltroni si riguarda rassegna stampa e agenzie, e si tiene in contatto con Roma per le ultime su Alitalia: "Un disastro"

Epifani: la responsabilità del disastro è del governo ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la metà dei piloti Alitalia. Non si capisce...". È di questo avrebbe invece colpa il governo? "Sì, è facile rispondere sì. Alitalia è precipitata in una situazione incredibile per colpa del governo. Proprio il governo dopo aver cambiato le procedure di commissariamento delle società in crisi, dopo aver nominato un commissario,

Ore drammatiche per Alitalia. La Cai esce dalla trattativa: Non ci sono le condizioni Il governo che ha fatto fuggire Air France attacca i sindacati: dite sì o tutti licenziati Int ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ore drammatiche per Alitalia. La Cai esce dalla trattativa: "Non ci sono le condizioni" Il governo che ha fatto fuggire Air France attacca i sindacati: dite sì o tutti licenziati Intervista a Epifani: Palazzo Chigi si è sfilato. Veltroni: premier irresponsabile Sono le ore più drammatiche per i lavoratori di Alitalia.

IL PAPA Da tempo prego per Alitalia ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da tempo prego per Alitalia" "DA TEMPO PREGO PER VOI". Così Papa Benedetto XVI, all'aeroporto di Fiumicino, ha risposto al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che, salutandolo alla partenza per Parigi e augurandogli buon viaggio, gli aveva chiesto: "Santità, le chiedo una preghiera particolare per la Compagnia".

Un'idea cilena ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È come per Alitalia: i costi li paga il contribuente e l'affare lo fanno gli amichetti di cordata, che avranno chissà quali e quanti benefici dall'aver sostenuto Berlusconi nel finto salvataggio della bandiera. Intanto, l'opinione pubblica (da tempo privatizzata) viene opportunamente depistata e scatenata contro sempre nuovi nemici:

Il fallimento di Tremonti ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Marco Simoni Operazione Fenice Nell'affrontare la vicenda Alitalia, il ministro Tremonti ha commesso un grave errore, concettuale e politico, emerso chiaramente ieri con la rottura delle trattative e il sostanziale ritiro della Cai, motivato dal rifiuto dei sindacati di accettare un piano "prendere o lasciare" dai pesantissimi costi occupazionali.

Nuovi contratti, alla Cgil non piace la linea Confindustria Molti elementi critici nel documento presentato ieri ai sindacati dai vertici di viale dell'Astronomia ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e la vicenda di Alitalia è lì a dimostrarlo". Il sindacato di Guglielmo Epifani smorza così i prematuri entusiasmi mostrati ieri, poco dopo la fine dell'incontro, dal vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei. "Credo - diceva Bombassei - che si siano fatti ulteriori passettini in avanti, si stringono i tempi e i contenuti.

Questa crisi è una bomba atomica per il Lazio ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima di andarmene vorrei vedere disinnescata questa "bomba atomica" chiamata Alitalia". Tradisce una certa inquietudine il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Walter Schiavella, ad una settimana esatta dal suo passaggio alla direzione nazionale della Fillea, la categoria degli edili. "La vicenda Alitalia mi ha accompagnato dal 2004 ad oggi.

Alitalia, in stallo sull'orlo del baratro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano Pagina 102 Alitalia, in stallo sull'orlo del baratro La Cai lascia ma resta l'offerta. I sindacati a Fantozzi: ci riceva --> La Cai lascia ma resta l'offerta. I sindacati a Fantozzi: ci riceva Rottura completa tra Cai e sindacati, il caso Alitalia è in stallo.

Scajola: l'alternativa al piano è il fallimento ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alternativa al piano è il fallimento Reazioni --> ROMA "Il piano industriale per salvare Alitalia è duro, ma è anche l'unico possibile perché l'alternativa è il fallimento". Parole che il governo va ripetendo da giorni e che ieri ha fatto proprie il ministro Claudio Scajola. Parole dietro le quali - si evidenzia - non bisogna vedere alcun ricatto.

Alta tensione a Fiumicino ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Nonostante la situazione tesa e il difficile andamento della trattativa, nell'aeroporto romano i voli Alitalia e delle altre compagnie ieri sono partiti e atterrati quasi sempre regolarmente. Sono solo una dozzina i voli che hanno registrato ritardi, comunque contenuti (dai 30 ai 60 minuti), con una paio di eccezioni di attese di un paio d'ore.

Alitalia, diecimila lavoratori senza diritti Michele Meta: tanti sono, fra indotto e precari della compagnia, coloro che non hanno ammortizzatori sociali. Alemanno si smarchi e dif ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il gruppo degli stagionali Alitalia che è diventato anche un sito internet. Il colpo più grave, in caso di fallimento, sarà proprio per loro, privi di ammortizzatori sociali come i lavoratori dell'indotto. Sulla crisi Alitalia, sottolineando proprio questo aspetto, ieri è intervenuto anche il capogruppo Pd in commissione trasporti della Camera,

Questo è un prosciutto di Berlusconi ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è un "prosciutto" che Berlusconi si è fatto per conto suo: ha promesso che c'era la cordata italiana e, poichè non c'era, per provare che invece esisteva si è messo a costruire norme su misura, bad company e new company, con il risultato di creare una piccola compagnia, non una nuova Alitalia ma una nuova Airone"

Il giorno della rabbia e della paura Cortei e contestazioni dei lavoratori a Fiumicino. Come faccio a pagare il mutuo? ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per i dipendenti Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino, ieri, è stato il giorno dell'attesa, della paura, della rabbia. Tra assemblee spontanee e un corteo improvvisato dagli assistenti di volo, per tutta la giornata nelle salette personale di Alitalia e di Air One, non si è fatto altro che commentare le diverse voci che,

Profumo o Geronzi? C'è chi immagina il salvatore Unicredit nega ancora un suo intervento. Mediobanca potrebbe dare una mano ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tra paure di licenziamenti e minacce di fallimento per Alitalia, emergono voci e indiscrezioni in- controllate sul prossimo scenario. Se fallisce il negoziato, se Alitalia va verso il fallimento, che cosa succede? Nel corso dell'assemblea delle nove sigle sindacali ieri qualcuno ha ipotizzato l'arrivo di Unicredit come salvatore di una situazione disperata.

Fallimenti e acquisizioni, esplode la bagarre aerea nei cieli d'Europa La crisi delle compagnie accelera il processo di concentrazione tra operatori. Il mercato è ormai dominato da ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non sono solo le vicende relative alla sorte di Alitalia (e di AirOne) a creare turbolenze nel mondo delle compagnie aeree: la crisi favorisce alleanze, fusioni e acquisizioni. La compagnia aerea tedesca Lufthansa, indicata tra i possibili partner tecnici della nuova Alitalia (se vedrà la luce) ha avviato un negoziato per acquistare la scandinava Sas,

Alitalia, conto alla rovescia per il fallimento La Cai si ritira dalla trattativa. Sacconi teme il peggio. Non è stata dichiarata la mobilità ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è a un passo dalla fine. La trattativa tra Cai (la cordata organizzata da Intesa) e i sindacati è rimasta sospesa per l'intera giornata: posizioni troppo distanti. Il governo, chiamato a intervenire per ricomporre il confronto, ha "congelato" la situa- zione chiedendo al commissario Augusto Fantozzi di non intervenire con la messa in mobilità fino a lunedì.

Tabacci: l'italianità è stata una truffa ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La cosiddetta difesa dell'italianità di Alitalia da parte del governo "è stata una truffa" ai danni dei contribuenti e degli utenti. Lo ha detto Bruno Tabacci, durante un dibattito sulle liberalizzazioni alla Festa dell'Udc, nel quale ha anche accusato i sindacati di "raccogliere quello che hanno seminato".

E nella notte i piloti si alzano ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cosa è accaduto realmente nella notte più lunga per l'Alitalia? Come in un film, ognuno racconta una storia diversa. Cai accusa i piloti. Secondo fonti vicine alla cordata, i rappresentanti dell'Anpac avrebbero rotto all'improvviso, senza una motivazione credibile. Il nodo del contratto unico sarebbe stato insormontabile.

STORIA E POLEMICHE ( da "Unita, L'" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è sempre colpa dei lavoratori Marasma all'Alitalia avviata a quanto pare (salvo un miracolo) a un triste epilogo. Sembra di essere ormai, come dire, all'ultimo decollo. Il primo (il volo inaugurale) aveva coperto, il 5 maggio del 1947, la tratta Torino-Roma-Catania. Sono trascorsi quasi 60 anni di successi e insuccessi, bilanci in rosso, traumi,

La Moratti non molla: <Giù le mani da Linate> ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia e un danno enorme per il sistema-Paese. L'azzeramento di tutto quanto è stato fatto in questi mesi. La speranza è che, nella vicenda Alitalia, tutti tornino al tavolo delle trattative". Così il governatore Roberto Formigoni ieri da Gubbio dove, a margine del seminario di Forza Italia, ha commentato gli ultimi sviluppi del tentativo di salvataggio della compagnia di bandiera.

Alitalia, la trattativa è appesa a un filo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La Cai pessimista Alitalia, la trattativa è appesa a un filo I sindacati chiedono di incontrare il commissario Fantozzi. La Cai pessimista L'appello del ministro Scajola: l'alternativa al piano è il fallimento --> L'appello del ministro Scajola: l'alternativa al piano è il fallimento Il piano Alitalia è in stallo, sul baratro del fallimento.

Il piano di salvataggio precipita Altre 24 ore e poi sarà il crac ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la sorte dell'Alitalia è appesa a un filo sottilissimo. Il confronto notturno tra i sindacati e la cordata acquirente si è concluso con una rottura netta, e dopo una visita a palazzo Chigi di Roberto Colaninno e Corrado Passera la Cai annuncia che "non ci sono le condizioni per proseguire le trattative".

Il testimone Berlusconi <benedice> il matrimonio di miss Parlamento ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma nessuna battuta ai cronisti che gli chiedono della vicenda Alitalia. Poi, una tappa a via Frattina con destinazione la gioielleria Martini. Una quindicina di minuti per acquistare forse il regalo per la Savino e poi piccolo bagno di folla con i curiosi che si sono accalcati davanti alle macchine della scorta.

Il sorpasso delle Veline a colpi di malizia ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non tanto per Alitalia. Piuttosto per miss Italia e roba del genere. Controllate il tabellone dei programmi tivvù: semifinali di Veline, rullaggio dell'Isola dei famosi, finalissima della di cui sopra miss Italia. Una sfilata da far perdere il sonno, il fiato, gli occhi e altro, a mezzo Paese, stando ai dati di ascolto.

Scuola, chi ha paura della Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Emails Ultime News Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"PARLA SOFRI TUTTI ZITTICaso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleIl Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Esame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Texas,

Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 1 Emails Ultime News Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"PARLA SOFRI TUTTI ZITTICaso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleIl Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Esame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Texas,

Tornano gli acquisti sul credito ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: in seguito al mancato accordo con i sindacati per la privatizzazione di Alitalia. Denaro sui petroliferi grazie al rialzo del greggio a New York: Eni è salita del 3% e la controllata Saipem del 4,25%. Brillante anche Tenaris (+6,57%). Tra gli altri titoli a maggiore capitalizzazione sono cresciute le Fiat (+0,57%) e le Parmalat (+2,55%), poco mossa invece Pirelli (+0,11%).

ROMA Alitalia, la trattativa resta appesa a un filo. Il ministro Sacconi è riuscito a tenere i ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

LA RABBIA e l'orgoglio dei dipendenti Alitalia. Hanno marciato a Fiumicino, urla ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Di MAURO EVANGELISTI LA RABBIA e l'orgoglio dei dipendenti Alitalia. Hanno marciato a Fiumicino, urlato slogan contro la Cai, sospeso i check-in. "Ma è un'azione dimostrativa, noi continuiamo a volare con la stessa passione. Noi siamo l'Alitalia...", si commuove Doriana, hostess di 33 anni. Con loro fermi alcuni minuti anche i colleghi di AirOne.

Alitalia appesa a un filo ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Giornata drammatica, i sindacati chiedono un incontro a Fantozzi. Proteste a Fiumicino Alitalia appesa a un filo Cai sospende la trattativa. Sacconi: evitare la mobilità.

OLTRE 18.500 dipendenti a casa, 163 aerei a terra, un indotto che dà lavoro a circa ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: È lo scenario da incubo in cui potrebbe precipitare Alitalia se la trattativa in corso dovesse concludersi traumaticamente. Fallimento, insomma. Con i libri in tribunale. E lo spettro della mobilità dietro l'angolo. Se - come appare - il negoziato tra sindacati e Cai di Roberto Colaninno finisse in picchiata.

Crisi Alitalia, proteste a Milano La Moratti difende Linate ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Trasporti I nodi Il futuro degli scali Il ruolo delle istituzioni nella trattativa Alitalia Crisi Alitalia, proteste a Milano La Moratti difende Linate Il sindaco: con Formigoni nessuno scontro. Il Pd lunedì al Forlanini Ieri 500 dipendenti hanno organizzato un presidio a Linate. Il Pd: "Un sistema degli scali del N0rd" Grande preoccupazione per gli sviluppi della vicenda Alitalia.

Ma i sindacati convocano Fantozzi ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Comportamento doppiamente curioso. Intanto perché abbiamo così appreso che la Cai stava espletando quella che viene considerata di solito una "esplorazione preliminare" dopo aver già presentato non solo un "piano industriale" con tanto di obiettivi di fatturato, mol e ammennicoli vari, ma anche una "proposta contrattuale"

Veltroni: Allo sbando, governo di dilettanti ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non una nuova Alitalia ma una nuova AirOne". "Padroncini di una cosa piccola", un obiettivo "non dignitoso", dice il ministro ombra pd. "Qualcuno gufa", gli risponde il ministro Renato Brunetta, "lo stato di Alitalia è colpa della cattiva politica e del cattivo sindacato, ma Bersani&Co non hanno alcuna legittimità politica,

Tutto per aria ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Salta il negoziato sulla crisi Alitalia. La cordata di Colaninno sospende le trattative: "Non ci sono le condizioni" per un accordo. I sindacati preparano una nuova propostama Epifani prevede "un esito tragico". Scajolaminaccia: "O si chiude o tutti licenziati". Tensione e proteste a Fiumicino PAGINE 2, 3.

Alitalia ai tempi supplementari ( da "Tempo, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma la partita non è chiusa Alitalia ai tempi supplementari Il governo concede ancora un giorno. La prossima mossa ai sindacati Scaduto l'ultimatum, la trattativa Alitalia rimane appesa a un filo. Ieri doveva scattare la messa in mobilità dei lavoratori, il governo si è adoperato per concedere ancora un giorno per cercare una mediazione.

COMPAGNIA DI VETO ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La propensione al veto di piloti e sindacalisti dell'Alitalia è no partisan, non guarda in faccia a nessuno. La richiesta di discutere congiuntamente esuberi e piano industriale si sta rivelando un machiavello per evitare non solo la normalizzazione dell'Alitalia, ma persino di discutere gli indispensabili sacrifici richiesti dalla situazione pre-fallimentare.

I due capi della rivolta dei piloti. Che tifano An ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia erano guardati come piloti di serie B e allora orgogliosamente presero le distanze dall'Anpac, fondando il sindacato che poi sarebbe diventato l'Unione Piloti. Da allora, i rapporti sono stati di forzata fratellanza. Differenze nelle piattaforme sindacali, praticamente nessuna: a parte qualche passato distinguo sui tempi della privatizzazione dell'

Ratzinger loda Sarkozy e la sua <laicità positiva> ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia poco dopo le 11 ed era stato accolto dal presidente accompagnato dalla moglie Carla Bruni. Lo scambio dei discorsi c'è stato subito dopo all'Eliseo, nel Salone delle feste. Dopo il pranzo e un'ora di riposo Ratzinger ha ricevuto in Nunziatura alcuni rappresentanti della comunità ebraica ai quali ha detto le parole forse per loro più gradite da quando è Papa.

Il Papa: prego per la compagnia ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha risposto al commissario straordinario Alitalia, Augusto Fantozzi che, salutandolo alla partenza per Parigi e augurandogli buon viaggio, gli aveva espressamente chiesto: "Santità, le chiedo una preghiera particolare per la compagnia". Lo scambio di battute è avvenuto in tedesco, alla presenza del Sottosegretario Gianni Letta e del presidente di Adr,

Gli scogli ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I sindacati giudicano la proposta contrattuale per alcune categorie "oltre la soglia di povertà", dunque "inaccettabili". Corrado Passera invece commenta che i sindacati "non si rendono conto della situazione del gruppo" A Fiumicino Manifestazione di assistenti di volo a Roma A Linate Sit in dei dipendenti di Alitalia all'aeroporto milanese.

Alitalia, corsa contro il tempo Il governo chiama i sindacati ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 2008-09-13 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, corsa contro il tempo Il governo chiama i sindacati "Intesa o il commissario va avanti sulla mobilità". Spunta il "lodo Sacconi" La Nota di Massimo Franco Palazzo Chigi teme lo smacco: perdere la seconda sfida della marcia post-elettorale Suona a dir poco azzardata.

Alitalia, ultima chiamata ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi il tavolo al Welfare Alitalia, ultima chiamata La Cai ferma la trattativa. Il governo convoca i sindacati ROMA - Trattativa bloccata tra la Compagnia aerea italiana (Cai) e i nove sindacati sul salvataggio di Alitalia. "Non esistono le condizioni per proseguire" ha mandato a dire Cai.

A L'azienda? Siamo solo noi ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: comunque vada a finire questa tragicommedia del fallimento e della "vendita" di Alitalia. "E adesso, che succede?" è la domanda ricorrente. "Non lo sa nessuno" è l'unica risposta onesta. Sono le quattro del pomeriggio, all'ingresso del "varco equipaggi" dove transitano piloti e assistenti di volo in partenza o in arrivo.

POSTA Prioritaria ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E' tutto un parlare di Alitalia. Ci sono tutti i "tre moschettieri confederati" che si sbattono e agitano perché si paventa un esubero di 5 mila posti in Alitalia. Invece per la scuola "suor" Gelmini ha parlato di 87 mila posti in esubero da tagliare. Ripeto: 87 mila.

Alitalia, lo spettro della crisi su Roma ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un altro giorno di proteste e disagi: il corteo dei dipendenti blocca il check-in, Fiumicino rischia la paralisi Alitalia, lo spettro della crisi su Roma Alemanno: senza accordo non c'è futuro. L'opposizione: colpiti gli interessi della Capitale.

Il sindaco Gianni Alemanno sta seguendo con apprensione l'esito della vicenda Alitalia, si sent ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La protesta dei dipendenti Alitalia all'aeroporto di Fiumicino ha causato qualche ritardo, ma è stata una sorta di prova generale per proteste più forti. In gioco c'è il futuro di almeno 10 mila famiglie. E fra gli assistenti di volo c'è chi spiega: "Vogliono fare pagare ai dipendenti della compagnia gli errori compiuti da altri".

Alitalia a un passo dal baratro, Roma col fiato sospeso ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Roma di fronte allo spettro del grande caos di Alitalia. I dieci voli in ritardo ieri a Fium ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Non penso che le responsabilità per quanto sta succedendo ad Alitalia siano tutte loro...". Meno comprensiva una turista greca diretta a Firenze che allargava le braccia: "Ma come è possibile che succeda tutto questo in un aeroporto?". Un altro passeggero di Trieste: "Ad Alitalia siamo tutti affezionati, ma è evidente che i tagli sono necessari.

ROMA Si va avanti. Più precisamente, il confronto va avanti. Comunque in un clima inca ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ma probabilmente lunedì i libri contabili di Alitalia potrebbero già essere finiti in tribunale. Fine della partita. I sindacati tutti hanno invece inviato al commissario, Augusto Fantozzi, una lettera per essere ricevuti al fine di "comprendere gli atti formali presi e quelli che si accinge a prendere".

MILANO - Non ci sono le condizioni per procedere nel negoziato. Detto questo, Cai sospende l ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La flotta della Nuova Alitalia passerebbe da 188 a 136 macchine. Un ridimensionamento eccessivo, secondo l'Anpac: l'associazione chiederebbe una flotta più nutrita (circa 10 aerei in più). Che si porterebbe dietro tra 100 e 150 piloti in più e tra i 300 e i 500 assistenti di volo in più rispetto a quelli previsti dal piano Fenice.

ROMA - Fallimenti e licenziamenti , prometteva ieri pomeriggio il mini ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intera Alitalia grazie anche alle condizioni più vantaggiose offerte dalla nuova legge Marzano e dalla disponibilità del governo di accollarsi buona parte degli ammortizzatori sociali. L'incontro di martedì a Parigi di Berlusconi con il presidente francese Sarkozy potrebbe essere un'occasione per riaprire il canale con Spinettà.

ROMA Silvio Berlusconi, ieri, entra in un negozio di via Frattina, poi esce, sorride a tutt ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: I ma di colpo fa una faccia preoccupata quando gli si chiede: "E Alitalia?". "Speriamo che alla fine Alitalia riesca a volare". Mentre il premier è preoccupato, l'opposizione è all'attacco sulla "compagnia di bandierina", come Veltroni definisce la nuova Alitalia. Ieri, il leader del Pd ha osservato: "Il caos Alitalia?

Alitalia, la trattativa resta appesa a un filo ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, primi licenziamenti nell'indotto ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: con Fiumicino e per salvare Alitalia". Ieri intanto al Leonardo da Vinci un centinaio di hostess e steward hanno inscenato una protesta sfilando anche dentro ai terminal, davanti a centinaia di passeggeri gridando "l'Alitalia non si tocca, l'Alitalia siamo noi!". Alessandro Fulloni Preoccupato Il presidente della Regione Piero Marrazzo.

ROMA - Dopo il valzer dei conduttori che ha caratterizzato l'estate è il momento delle ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia". Per il direttore ad interim di Raiuno, Fabrizio del Noce (nominato da poco alla direzione di Rai Fiction, dopo sette anni al comando della rete ammiraglia), "Porta a Porta è un pò lo specchio di quello che succede alla Rai: dico questo - ha spiegato - perchè uno dei miei compiti principali in questi anni di direzione di Raiuno è stato quello di diffendere la quarta serata

Gran partita degli studi su Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE AVVOCATI Gran partita degli studi su Alitalia L a partita più calda, in tema di salvataggi aziendali, è indubbiamente Alitalia. Sul fronte legale, al fianco di Intesa SanPaolo sono impegnati lo studio Bonelli Erede Pappalardo (che sta seguendo anche la ristrutturazione del gruppo Risanamento, mentre in passato si è occupato del rifinanziamento di Impregilo e di Piaggio-

Il piano Marcegaglia: <Contratti di 3 anni e nuova inflazione> ( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come dimostra la vicenda Alitalia". Vediamo i contenuti della proposta delle imprese. Gli obiettivi sono due, dice il documento: definire nuove regole di contrattazione per rilanciare la competitività delle imprese e i salari dei lavoratori; favorire un sistema di relazioni industriali meno conflittuali e più partecipative.

ROMA - Buste paga, permessi, ferie, benefit e indennità, allacciate le cinture di ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Piloti e hostess di Alitalia ci stanno provando fino all'ultimo a difendere con le unghie e con i denti numeri e postille del loro contratto di lavoro. Sono loro il nodo vero della difficile trattativa avviata con la Cai di Roberto Colaninno. Perchè dare un taglio alla busta paga e mettere in discussione il contratto di lavoro significa anche tagliarsi fuori dagli standard Ue,

ROMA - Oltre 18.500 mila dipendenti a casa, 163 aerei a terra, un indotto che dà lavoro ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: lo scenario da incubo in cui potrebbe precipitare Alitalia se la trattativa in corso dovesse concludersi traumaticamente. Fallimento, insomma. Con i libri in tribunale. E lo spettro della mobilità dietro l'angolo. Se - come appare - il negoziato tra organizzazioni sindacali e Cai di Roberto Colaninno finisse in picchiata.

ROMA - Da tempo prego per voi . Così Papa Benedetto XVI, all'aeroporto di Fiumicino, ( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ha risposto al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che, salutandolo alla partenza per Parigi e augurandogli buon viaggio, gli aveva espressamente chiesto: "Santità, le chiedo una preghiera particolare per la Compagnia". Lo scambio di battute è avvenuto in tedesco, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta e del presidente di ADR,

Strappo al protocollo: e Nicolas piomba all'aeroporto con Carla ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Eliseo i figli di Sarkò e la suocera Nostro inviato a Parigi Quando il Papa scende la scaletta dell'Airbus Alitalia che lo ha portato a Parigi, ad attenderlo accanto al presidente Sarkozy, che facendo uno strappo al protocollo ha voluto essere personalmente presente all'aeroporto di Orly, c'è anche lei, l'elegante Carla Bruni, perfetta nel suo nuovo ruolo.

Alitalia: più che piloti, kamikaze ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 219 del 2008-09-13 pagina 1 Alitalia: più che piloti, kamikaze di Claudio Borghi Le lotte sindacali hanno spesso avuto dalla loro il consenso popolare: anche chi non era direttamente coinvolto nella vertenza poteva in qualche modo immedesimarsi con il lavoratore in sciopero, spesso icona dello sfruttamento e della povertà.

Ora Palazzo Chigi chiede un aiuto a Finmeccanica ( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: azienda di Alitalia che si occupa della manutenzione. Si lavora per ricollocare gli esuberi da Roma Per uscire dall'impasse della vertenza Alitalia il governo non trascura nessun particolare. Anche Atitech, la controllata dell'ex compagnia di bandiera attiva nel settore della manutenzione, non è rimasta fuori dal raggio d'azione di Palazzo Chigi.

Veltroni: <Allo sbando, governo di dilettanti> ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: non una nuova Alitalia ma una nuova AirOne". "Padroncini di una cosa piccola", un obiettivo "non dignitoso", dice il ministro ombra pd. "Qualcuno gufa", gli risponde il ministro Renato Brunetta, "lo stato di Alitalia è colpa della cattiva politica e del cattivo sindacato, ma Bersani&Co non hanno alcuna legittimità politica,

40% TAGLIO AI SALARI ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: della nuova Alitalia ai dipendenti prevede un taglio agli stipendi di ben il 40% rispetto ai livelli attuali. Le trattative, di fatto, su una cifra simile non sono mai partite 6000 ESUBERI La situazione sembra ormai precipitata e in base alle ultime notizie dal tavolo delle "trattative" di ieri, il numero dei tagli al personale sarebbe lievitato a ben 6 mila unità.

La radio ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: RADIO24 Oggi a Focus Economia in primo piano la trattativa Alitalia, dopo il confronto con i sindacati sul rinnovo del modello contrattuale. Si parlerà poi dei dati diffusi oggi da Eurostat sulla produzione industriale, che ha registrato un calo nella zona euro dello 0,3% e in Italia dell'1,1% rispetto al mese di giugno.

L'ESEMPIO ALITALIA ( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: tra I sindacati e la Cai di Colaninno e soci sul futuro di Alitalia e dei suoi lavoratori, fa sinistramente il paio con le trattative sul "nuovo" modello contrattuale. Alitalia è il prototipo di quello che la Confindustria intende per nuovo modello.Un ultimatum: prendere o lasciare. Una riappropriazione del capitale di tutti i suoi poteri in un contesto politico ultra favorevole.

Prodi: tutto come avevo previsto di Tommaso Labate ( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: possibile ingresso di Unicredit nella partita Alitalia, Veltroni invita tutti a "tenere ancora aperto il quadro di riferimento" e a vedere "se ci sono altri gruppi che possono avere interesse" al salvataggio della compagnia. "Si salvi Alitalia - scandisce il leader del Pd - e si eviti di utilizzare questa vicenda, come ha fatto il governo, per motivi di carattere puramente elettorale"

La vendetta del mercato di Alberto Mingardi ( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Se stavolta risulta più difficile applicare il metodo già usato da Corrado Passera alle Poste, cioè la restrizione della concorrenza per rincorrere la redditività, è perché comunque la nuova Cai starà nel perimetro del privato. Per quanti esercizi di elasticità possa fare la politica, i nodi che stanno venendo al pettine riguardano le stesse ragioni per cui Alitalia è finita

La Cai fa saltare il tavolo, frenetici incontri nella notte, Veltroni chiede di riaprire il negoziato con altri SENZA PILOTA ( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Rottura La Cai fa saltare il tavolo, frenetici incontri nella notte, Veltroni chiede di riaprire il negoziato con altri SENZA PILOTA Alitalia nel caos, i sindacati chiedono più soldi, la cordata stringe il cappio, e il governo se ne lava le mani.

Pronta l'offensiva contro il sindacato in caso di insuccesso Berlusconi va al matrimonio, il Pdl spera nel miracolo ( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ipotesi del disastro finale su Alitalia. Non foss'altro perché tutti confidano nelle virtù taumaturgiche del premier Silvio Berlusconi che, come spiegano da Palazzo Chigi, "con Alitalia, Ici e spazzatura si è giocato tre partite personali in cui non può fallire". E che il Cavaliere non possa incassare una sconfitta così clamorosa davanti al paese lo ripetono tutti,

<preferiamo il fallimento> di Alessandro Calvi La rivolta del cappio a Fiumicino ( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: "Da tempo prego per voi", ha detto il Papa, parlando di Alitalia. Poi è salito sull'aereo ed è volato a Parigi. Chissà se le sue preghiere basteranno a far sì che anche l'aereo che lunedì prossimo lo riporterà a Roma avrà il marchio Alitalia sulla coda. 13/09/2008.

<c'è chi gioca al fallimento> di Alessandro De Angelis <Cediamo tutto, salvate i salari> ( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nero di Alitalia. Alle otto di sera la trattativa è ancora sospesa. Da quando lo ha annunciato la Cai, in tarda mattinata: "Non esistono le condizioni per proseguire" ha affermato un portavoce della società spiegando che "non ci si rende conto della drammatica situazione di Alitalia e della necessità di profonda discontinuità rispetto al passato che il piano di salvataggio richiede"

NON C'è INTESA, ALITALIA NEL CAOS ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia nel caos Scontro governo-Cgil. Scajola: si chiuda o tutti a casa. I sindacati a Fantozzi: vediamoci "Cai prende atto, dopo sette giorni di incontri, che non esistono le condizioni per proseguire le trattative". Lo ha riferito un portavoce della cordata di imprenditori creata nel tentativo di salvare Alitalia.

Fantozzi convoca i sindacati Compagnia sull'orlo del baratro ( da "Quotidiano.net" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per incontrare il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta e seguire da vicino l'evoluzione della trattativa per l'Alitalia. Berlusconi ha ridotto al minimo il suo intervento alla Fiera del Levante. Poi, appena sceso dal palco, si è messo in contatto telefonico con Letta ed è immediatamente partito per Roma. Trattativa appesa a un filoQuale futuro per Alitalia?

Incontro Alitalia tra Fantozzi e i sindacati ( da "Voce d'Italia, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Unicredit: "Nessun offerta per Alitalia" *Alitalia: Cai pessimista. Ma si fa avanti l'Unicredit *Alitalia, i sidacati: oltre 5 mila esuberi Guarda tutti i correlati.

IL NO DI UNICREDIT ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il gruppo bancario avesse intenzione di partecipare ad una cordata alternativa per Alitalia o ad altre iniziative riguardanti la compagnia aerea. La voce era rimbalzata in mattinata. Anche Lufthansa ha smentito qualsiasi interesse per lo sviluppo della trattativa. Unicredit e la compagnia tedesca sono stati più volte associati a ipotetici piani di interesse per la nuova Alitalia.

ALITALIA, TRATTATIVA IN STALLO MA PER ORA NIENTE MOBILITà ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 500 totali, in mille sarebbero fuori dalla nuova Alitalia. Troppi, dicono le loro rappresentanze Anpac e Up. "I piloti non si rendono conto della situazione in cui si trova Alitalia" attacca Corrado Passera, l'ad di Banca Intesa, advisor dell'operazione. Immediata la replica dell'Anpac: "Richiami inopportuni".

Incontro Alitalia: "Domani voli garantiti, da lunedi' no" ( da "Voce d'Italia, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Incontro Alitalia tra Fantozzi e i sindacati *Unicredit: "Nessun offerta per Alitalia" *Alitalia: Cai pessimista. Ma si fa avanti l'Unicredit Guarda tutti i correlati.

Alitalia sull'orlo del baratro ( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tregua per far partire il Pontefice Alitalia sull'orlo del baratro La cordata abbandona il tavolo. Scajola: accordo o tutti licenziati "Per l'Alitalia non ci sono le condizioni per trattare". Ieri sera la cordata Cai ha abbandonato il tavolo anche se "l'offerta non è stata ritirata".

Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" E Berlusconi accusa la sinistra ( da "Quotidiano.net" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvare Alitalia. Ogni componente deve fare la sua parte, soprattutto i lavoratori ma anche la Cai". ENAC Il presidente dell'Enac, Vito Riggio esprime "forte preoccupazione" sull'andamento delle trattative per rilevare la proprietà di Alitalia in relazione ai risvolti che ciò comporta sull'operatività della compagnia stessa.

DEBOLE ( da "Stampa, La" del 13-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba.


Articoli

Un saluto da Cagliari (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI: "È un timore assolutamente infondato. Il motu proprio è soltanto un atto di tolleranza e di amore pastorale per le persone che sono state formate in questa liturgia e l'amano, la conoscono e voglio vivere con questa liturgia. È un piccolo gruppo, perché presuppone una formazione al latino e una certa cultura. Ma da parte dei vescovi e della nostra Chiesa sembra un'esigenza normale essere tolleranti verso queste persone. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. I padri conciliari ogni giorno hanno celebrato con l'antico rito e allo stesso tempo hanno concepito una liturgia che si è sviluppata. Ci sono degli accenti diversi ma un'identità comune che esclude un'opposizione. Penso che ci sia un possibile arricchimento tra le due parti: gli amici dell'antica liturgia devono conoscere i salmi e i prefazi della nuova, mentre la liturgia nuova, che sottolinea di più la partecipazione comunitaria, non va considerata solo un'assemblea di una certa comunità ma sempre un atto universale. La liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria". Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Papa Ratzinger ha preparato personalmente il discorso che farà all'Eliseo e Sarko - con uno strappo al protocollo - andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 99 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 236 ) " (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (5 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 266 ) " (5 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 209 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 142 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (241) Ultime discussioni Remo Di Medio: Chiedo scusa a tutti, ma per un errore che non so spiegare ho inviato due volte lo stesso intervento. Remo Di Medio: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'." Che delusione! Noi speravamo, soprattutto... Remo Di Medio: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'." Che delusione! Noi speravamo, soprattutto... Areki44: Mi pare siano molto interessanti le parole del Santo Padre pronunciate davanti agli intellettuali al... bruno volpe: sul tema vi invito,ove lo vogliate, a leggere intervista su www.pontifex.lazio.it salve bv Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleEsame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Il Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Francia: divorziano i primi due gay italiani "sposati"Texas, Ike mette in fuga 3,5 milioni "Morte certa per chi rimane qui"Georgia, pugno duro della Palin: "Pronti alla guerra con la Russia"L'arte metropolitana a Milano fra graffiti, grafica e pubblicitàAmalfi: un festival per le repubbliche marinare Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Un saluto da Cagliari Betori a Firenze, annuncio lunedì Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Persecuzioni dei cristiani in Orissa Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Betori a Firenze, annuncio lunedì (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI: "È un timore assolutamente infondato. Il motu proprio è soltanto un atto di tolleranza e di amore pastorale per le persone che sono state formate in questa liturgia e l'amano, la conoscono e voglio vivere con questa liturgia. È un piccolo gruppo, perché presuppone una formazione al latino e una certa cultura. Ma da parte dei vescovi e della nostra Chiesa sembra un'esigenza normale essere tolleranti verso queste persone. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. I padri conciliari ogni giorno hanno celebrato con l'antico rito e allo stesso tempo hanno concepito una liturgia che si è sviluppata. Ci sono degli accenti diversi ma un'identità comune che esclude un'opposizione. Penso che ci sia un possibile arricchimento tra le due parti: gli amici dell'antica liturgia devono conoscere i salmi e i prefazi della nuova, mentre la liturgia nuova, che sottolinea di più la partecipazione comunitaria, non va considerata solo un'assemblea di una certa comunità ma sempre un atto universale. La liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria". Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Papa Ratzinger ha preparato personalmente il discorso che farà all'Eliseo e Sarko - con uno strappo al protocollo - andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 99 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 236 ) " (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (5 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 266 ) " (5 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 209 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 142 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (241) Ultime discussioni Remo Di Medio: Chiedo scusa a tutti, ma per un errore che non so spiegare ho inviato due volte lo stesso intervento. Remo Di Medio: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'." Che delusione! Noi speravamo, soprattutto... Remo Di Medio: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'." Che delusione! Noi speravamo, soprattutto... Areki44: Mi pare siano molto interessanti le parole del Santo Padre pronunciate davanti agli intellettuali al... bruno volpe: sul tema vi invito,ove lo vogliate, a leggere intervista su www.pontifex.lazio.it salve bv Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleEsame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Il Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Francia: divorziano i primi due gay italiani "sposati"Texas, Ike mette in fuga 3,5 milioni "Morte certa per chi rimane qui"Georgia, pugno duro della Palin: "Pronti alla guerra con la Russia"L'arte metropolitana a Milano fra graffiti, grafica e pubblicitàAmalfi: un festival per le repubbliche marinare Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella il blog di Riccardo Bonacina Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net September 2008 M T W T F S S " Aug 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post September 2008 (6) August 2008 (8) July 2008 (17) June 2008 (17) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti phalaris: sul Filioque, ma sui dogmi la sostanza cambia ben poco?? Grazie. Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Un saluto da Cagliari Betori a Firenze, annuncio lunedì Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. 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Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

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Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI: "È un timore assolutamente infondato. Il motu proprio è soltanto un atto di tolleranza e di amore pastorale per le persone che sono state formate in questa liturgia e l'amano, la conoscono e voglio vivere con questa liturgia. È un piccolo gruppo, perché presuppone una formazione al latino e una certa cultura. Ma da parte dei vescovi e della nostra Chiesa sembra un'esigenza normale essere tolleranti verso queste persone. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. I padri conciliari ogni giorno hanno celebrato con l'antico rito e allo stesso tempo hanno concepito una liturgia che si è sviluppata. Ci sono degli accenti diversi ma un'identità comune che esclude un'opposizione. Penso che ci sia un possibile arricchimento tra le due parti: gli amici dell'antica liturgia devono conoscere i salmi e i prefazi della nuova, mentre la liturgia nuova, che sottolinea di più la partecipazione comunitaria, non va considerata solo un'assemblea di una certa comunità ma sempre un atto universale. La liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria". Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... 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La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Papa Ratzinger ha preparato personalmente il discorso che farà all'Eliseo e Sarko - con uno strappo al protocollo - andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 99 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 236 ) " (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (5 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 266 ) " (5 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 209 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 142 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (241) Ultime discussioni Remo Di Medio: Chiedo scusa a tutti, ma per un errore che non so spiegare ho inviato due volte lo stesso intervento. Remo Di Medio: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'." Che delusione! Noi speravamo, soprattutto... Remo Di Medio: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'." Che delusione! Noi speravamo, soprattutto... Areki44: Mi pare siano molto interessanti le parole del Santo Padre pronunciate davanti agli intellettuali al... bruno volpe: sul tema vi invito,ove lo vogliate, a leggere intervista su www.pontifex.lazio.it salve bv Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleEsame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Il Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Francia: divorziano i primi due gay italiani "sposati"Texas, Ike mette in fuga 3,5 milioni "Morte certa per chi rimane qui"Georgia, pugno duro della Palin: "Pronti alla guerra con la Russia"L'arte metropolitana a Milano fra graffiti, grafica e pubblicitàAmalfi: un festival per le repubbliche marinare Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Persecuzioni dei cristiani in Orissa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI: "È un timore assolutamente infondato. Il motu proprio è soltanto un atto di tolleranza e di amore pastorale per le persone che sono state formate in questa liturgia e l'amano, la conoscono e voglio vivere con questa liturgia. È un piccolo gruppo, perché presuppone una formazione al latino e una certa cultura. Ma da parte dei vescovi e della nostra Chiesa sembra un'esigenza normale essere tolleranti verso queste persone. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. I padri conciliari ogni giorno hanno celebrato con l'antico rito e allo stesso tempo hanno concepito una liturgia che si è sviluppata. Ci sono degli accenti diversi ma un'identità comune che esclude un'opposizione. Penso che ci sia un possibile arricchimento tra le due parti: gli amici dell'antica liturgia devono conoscere i salmi e i prefazi della nuova, mentre la liturgia nuova, che sottolinea di più la partecipazione comunitaria, non va considerata solo un'assemblea di una certa comunità ma sempre un atto universale. La liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria". Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... 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La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Papa Ratzinger ha preparato personalmente il discorso che farà all'Eliseo e Sarko - con uno strappo al protocollo - andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 99 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... 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Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (5 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. 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Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 266 ) " (5 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 209 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 142 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... 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Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (241) Ultime discussioni Remo Di Medio: Chiedo scusa a tutti, ma per un errore che non so spiegare ho inviato due volte lo stesso intervento. Remo Di Medio: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'." Che delusione! Noi speravamo, soprattutto... Remo Di Medio: "Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'." Che delusione! Noi speravamo, soprattutto... Areki44: Mi pare siano molto interessanti le parole del Santo Padre pronunciate davanti agli intellettuali al... bruno volpe: sul tema vi invito,ove lo vogliate, a leggere intervista su www.pontifex.lazio.it salve bv Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia - 9 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Amato ai santi e il gesuita spagnolo Ladaria al Sant'Uffizio - 7 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Ultime news Alitalia, la Cai: "La trattativa è chiusa" I sindacati: "Fantozzi ci riceva"Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tuaEgitto: tre italiani morti e tre feriti gravi in un incidente stradaleEsame del dna conferma: "La bimba non è Denise"Il Papa: "La laicità non contrasta con la fede"Francia: divorziano i primi due gay italiani "sposati"Texas, Ike mette in fuga 3,5 milioni "Morte certa per chi rimane qui"Georgia, pugno duro della Palin: "Pronti alla guerra con la Russia"L'arte metropolitana a Milano fra graffiti, grafica e pubblicitàAmalfi: un festival per le repubbliche marinare Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Corrado: Mi scuso per la .http://blog.ilgiornale. it/tornielli/2008/07/02/roma-e -fraternita-san-pio-x-il-dialo go-va-avanti/Read "How can I tell the difference from phalaris grass that has DMT in it?" at Home & Garden The Daily P.E.E.P.: Antonio Cardinal Cañizares Llovera Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 107 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 48 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 42 Votes Ancora sugli statuti del Cammino, approvati dalla Chiesa - 40 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Recent Posts Il Papa sul motu proprio: un atto di tolleranza e amore Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Un saluto da Cagliari Betori a Firenze, annuncio lunedì Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Persecuzioni dei cristiani in Orissa Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cari amici, sono a Parigi e da poco ho lasciato l'Eliseo: i discorsi del Benedetto XVI e di Sarkozy sono stati importanti, ne riferirò sul Giornale domani. Volevo trascrivervi ciò che il Papa ci ha detto sull'aereo, poco dopo il decollo, rispondendo a una domanda sul motu proprio: è la prima volta che Ratzinger parla pubblicamente del documento che ha emanato quattordici mesi fa per liberalizzare la liturgia antica. La domanda riguardava il timore di alcuni che il provvedimento rappresenti un passo indietro rispetto al Concilio. Ecco le parole di Benedetto XVI: "È un timore assolutamente infondato. Il motu proprio è soltanto un atto di tolleranza e di amore pastorale per le persone che sono state formate in questa liturgia e l'amano, la conoscono e voglio vivere con questa liturgia. È un piccolo gruppo, perché presuppone una formazione al latino e una certa cultura. Ma da parte dei vescovi e della nostra Chiesa sembra un'esigenza normale essere tolleranti verso queste persone. Non c'è alcuna opposizione tra la liturgia rinnovata del Concilio Vaticano II e questa liturgia. I padri conciliari ogni giorno hanno celebrato con l'antico rito e allo stesso tempo hanno concepito una liturgia che si è sviluppata. Ci sono degli accenti diversi ma un'identità comune che esclude un'opposizione. Penso che ci sia un possibile arricchimento tra le due parti: gli amici dell'antica liturgia devono conoscere i salmi e i prefazi della nuova, mentre la liturgia nuova, che sottolinea di più la partecipazione comunitaria, non va considerata solo un'assemblea di una certa comunità ma sempre un atto universale. La liturgia rinnovata è la liturgia ordinaria". Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (3 votes, average: 4.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Sep 08 Il Papa nel cuore della Francia laica e di quella cattolica Questa sera sarò a Roma, domani devo completare il giro degli accrediti e dei biglietti aerei, venerdì mattina parto con Benedetto XVI per il viaggio a Parigi e Lourdes. E' un pellegrinaggio che, nelle intenzioni di Papa Ratzinger, doveva rimanere circoscritto a Lourdes, in occasione del 150 anniversario delle apparizioni mariane alla grotta di Massabielle. Ma, trattandosi del primo viaggio in Francia del Pontefice, il presidente Sarkozy ha insistito perché la visita a Lourdes fosse preceduta da una tappa nella capitale. Il Papa ha accettato: esiste una sintonia con Sarko che si è resa evidente - almeno nelle parole - quando quest'ultimo è venuto a Roma per prendere possesso del suo seggio di canonico del Laterano. La sintonia riguarda il concetto di laicità e il contributo che le religioni, e in particolare la fede cristiana, può dare. Il presidente francese, infatti, non tuona contro le ingerenze ecclesiali, ma al contrario invita la Chiesa ad essere se stessa fino in fondo e a partecipare al pubblico dibattito. Papa Ratzinger ha preparato personalmente il discorso che farà all'Eliseo e Sarko - con uno strappo al protocollo - andrà a ricevere il Pontefice all'aeroporto. Sarà poi importante il discorso che Benedetto XVI farà al mondo della cultura francese, al Collège des Bernardins, così come c'è attesa - in una Francia dove mancano vocazioni - per le parole che il Papa rivolgerà ai giovani a Notre Dame. Il cuore del pellegrinaggio, però resta Lourdes: Benedetto XVI svolgerà una catechesi mariana affidando alla Madonna in particolare i sacerdoti. Scritto in Varie Commenti ( 99 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Sep 08 Un saluto da Cagliari Sono a Cagliari, per seguire la visita di Benedetto XVI. Insieme all'amico Luigi Accattoli, abbiamo appena visto passare il Papa vicino a noi, all'ingresso del piazzale del santuario della Madonna di Bonaria. Scritto in Varie Commenti ( 236 ) " (7 votes, average: 4.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Betori a Firenze, annuncio lunedì Benedetto XVI ha nominato il Segretario della Cei, monsignor Giuseppe Betori nuovo arcivescovo di Firenze, al posto del cardinale Ennio Antonelli, chiamato prima dell'estate al Pontificio consiglio per la famiglia. L'annuncio sarà dato lunedì 8 settembre, festa della Natività di Maria, e 712 anniversario della posa della prima pietra della cattedrale fiorentina di Santa Maria del Fiore. Per sapere chi sarà il successore di Betori alla segreteria della Conferenza episcopale bisognerà attendere il 20 settembre, il prossimo Consiglio permanente. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (5 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 Il Papa celebra la messa per Pio XII, un convegno su Siri E' stato annunciato ufficialmente che il 9 ottobre, alle 11.30 in San Pietro Benedetto XVI celebrerà una messa in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Pio XII. Dal 15 al 17 settembre si terrà a Roma un importante convegno dell'associazione ebraica "Pave the Way" sulla figura di Papa Pacelli, con l'intento di dimostrare l'infondatezza della "leggenda nera" che lo riguarda. A novembre si aprirà nel Braccio di Carlo Magno, in Vaticano, una mostra dedicata al "Pastor Angelicus". E non è escluso che prima della fine dell'anno si giunga alla promulgazione del decreto sull'eroicità delle virtù di Eugenio Pacelli, tappa decisiva del processo di beatificazione. Vorrei segnalare inoltre che il prossimo fine settimana a Genova si svolgerà un convegno per ricordare la figura di un protagonista della vita della Chiesa del Novecento, il cardinale Giuseppe Siri (molto legato a Pio XII). Il convegno si terrà dal pomeriggio di venerdì 12 al pomeriggio di sabato 13, prima nella Sala Quadrivium e poi all'Aula Mazzini della facoltà di Scienze Politiche. Segnalo inoltre l'uscita di un bel libro che raccoglie alcune omelie di Siri ("Omelie per l'anno liturgico", curato da mons. Antonio Filippazzi, con prefazione del vescovo Luigi Negri e un messaggio del cardinale Bagnasco, edizioni Fede & Cultura). E' una lettura illuminante: la predicazione di Siri colpisce per incisività e, lasciatemelo notare, per brevità. Un esempio del quale oggi chi predica dovrebbe tenere più conto. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Trapianti e morte cerebrale, l'Osservatore apre il dibattito Con un commento a firma di Lucetta Scaraffia, "L'Osservatore Romano" di interviene nel dibattito esistente sulla definizione di morte in base all'assenza di attività cerebrale, che proprio quarant'anni fa, con la dichiarazione di Harvard, mutò nella comunità scientifica la precedente definizione di morte che fino a quel momento si basava sull'assenza di attività cardiocircolatoria. Il quotidiano vaticano offre spunti di discussione, non prende posizioni definite e, a causa del montare della polemica, nella serata di ieri padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha precisato che l'articolo, seppur autorevole, non esprime in alcun modo la posizione della Santa Sede né di un organismo vaticano. Questo è l'articolo che pubblico oggi sul Giornale. Mentre questa è l'intervista al prof. Paolo Becchi, il cui libro ha dato origine all'articolo dell'Osservatore, pubblicata oggi sul Giornale da Gaia Cesare. Copio e incollo tra i commenti, per comodità, il testo integrale dell'articolo di Lucetta Scaraffia. Scritto in Varie Commenti ( 266 ) " (5 votes, average: 3.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 31Aug 08 Benedetto XVI sull'immigrazione clandestina Oggi, dopo l'Angelus, il Papa ha parlato del fenomeno dell'immigrazione clandestina. Queste le sue parole: "In queste ultime settimane la cronaca ha registrato l'aumento degli episodi di immigrazione irregolare dall'Africa. Non di rado, la traversata del Mediterraneo verso il continente europeo, visto come un approdo di speranza per sfuggire a situazioni avverse e spesso insostenibili, si trasforma in tragedia; quella avvenuta qualche giorno fa sembra aver superato le precedenti per l'alto numero di vittime. La migrazione è fenomeno presente fin dagli albori della storia dell'umanità, che da sempre, pertanto, ha caratterizzato le relazioni tra popoli e nazioni. L'emergenza in cui si è trasformata nei nostri tempi, tuttavia, ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche. So che molte istanze regionali, nazionali e internazionali si stanno occupando della questione della migrazione irregolare: ad esse va il mio plauso e il mio incoraggiamento, affinché continuino la loro meritevole azione con senso di responsabilità e spirito umanitario. Senso di responsabilità devono mostrare anche i Paesi di origine, non solo perché si tratta di loro concittadini, ma anche per rimuovere le cause di migrazione irregolare, come pure per stroncare, alle radici, tutte le forme di criminalità ad essa collegate. Dal canto loro, i Paesi europei e comunque quelli meta di immigrazione sono, tra l'altro, chiamati a sviluppare di comune accordo iniziative e strutture sempre più adeguate alle necessità dei migranti irregolari. Questi ultimi, poi, vanno pure sensibilizzati sul valore della propria vita, che rappresenta un bene unico, sempre prezioso, da tutelare di fronte ai gravissimi rischi a cui si espongono nella ricerca di un miglioramento delle loro condizioni e sul dovere della legalità che si impone a tutti. Come Padre comune, sento il profondo dovere di richiamare l'attenzione di tutti sul problema e di chiedere la generosa collaborazione di singoli e di istituzioni per affrontarlo e trovare vie di soluzione". Scritto in Varie Commenti ( 209 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Aug 08 Il Papa e l'Orissa. E Lutero cede il posto a "Gesù di Nazaret" Ieri il Papa ha condannato le violenze nella regione indiana dell'Orissa. Questo è l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Domani, venerdì 29 agosto, le scuole cattoliche di tutta l'India resteranno chiuse per solidarietà con i cristiani vittime delle violenze degli ultimi giorni. Mentre una giornata di preghiera e digiuno è stata indetta per il 7 settembre: il Papa sarà a Cagliari, per la visita pastorale di un giorno in Sardegna. Ma sarebbe bello comunque aderire all'iniziativa dei vescovi indiani, anche al di fuori dei confini del Paese asiatico. Vi ripropongo un reportage illuminante sull'Orissa firmato alcuni mesi fa su Mondo e missione da Giorgio Bernardelli. Intanto domani comincia a Castelgandolfo l'annuale riunione degli allievi del professor Ratzinger: proprio a "Ratzinger professore" è dedicato l'omonimo libro di Gianni Valente in uscita a settembre, che ho recensito lunedì sul Giornale. Oggi il volume è stato recensito da Avvenire e dal Corriere della Sera. Vi do, infine, una piccola notizia: lo Shuelerkreis, l'incontro del Papa con gli ex allievi che inizia domani, non sarà dedicato a Martin Lutero e la riforma protestante, come previsto e come ampiamente annunciato, ma sarà il libro di Benedetto XVI "Gesù di Nazaret" e la storicità dei vangeli. Un cambiamento deciso nelle ultime settimane. Scritto in Varie Commenti ( 142 ) " (8 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 Persecuzioni dei cristiani in Orissa AsiaNews informa che una donna è stata bruciata viva da gruppi di fondamentalisti indù nel distretto di Bargarh (Orissa), che hanno assalito l'orfanotrofio cattolico nel quale la donna lavorava. Lo ha confermato il sovrintendente della polizia Ashok Biswall . Un sacerdote che era presente nell'orfanotrofio è rimasto gravemente ferito ed è ora all'ospedale con profonde ustioni. Una suora, del Centro sociale di Bubaneshwar è stata stuprata da gruppi di estremisti indù prima di dar fuoco a tutto l'edificio. La lista delle violenze contro i cristiani si allunga. Fonti di AsiaNews affermano che una sacerdote è stato ferito; altri due sacerdoti sono stati rapiti. Da due giorni lo stato dell'Orissa (nord- est dell'India) è scosso da violenze seguite all'uccisione di un leader radicale indù, Swami Laxanananda Saraswati. Chiese, centri sociali, centri pastorali, conventi e orfanotrofi sono stati assaliti ieri e oggi al grido di "Uccidete i cristiani e distruggete le loro istituzioni". Scritto in Varie Commenti ( 106 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Aug 08 Se un teologo organizza il concorso di bellezza per suore. Vi confesso che la notizia mi ha colpito. Mi chiedo a che punto possa arrivare, seppure in buona fede, la voglia di visibilità, il desiderio di apparire "moderni", l'intenzione di far conoscere con questi mezzi la buona notizia cristiana. Leggo stamattina sul Corriere che un prete teologo, giornalista e professore di filosofia nelle scuole, padre Antonio Rungi, passionista di Mondragone (provincia di Caserta), ha organizzato il concorso "Sister Italia" e intende raccogliere tramite il suo sito web (sul quale però ancora non trovato traccia dell'iniziativa) le foto delle religiose più belle. "Ma pensate davvero - ha dichiarato il religioso - che le suore siano tutte anziane, rattrappite e funeree? Oggi non è più così, grazie anche all'iniezione di gioventù e di vitalità portata nel nostro Paese dalle ragazze straniere: ci sono suore dall'Africa e dall'America Latina che sono davvero molto, molto carine. Le brasiliane soprattutto.". E ha aggiunto: "Mi aspetto che siano almeno un migliaio le sorelle ad inviare le foto, e mi piacerebbe che la prossima edizione non fosse solo virtuale, magari potrebbe essere ospitata proprio durante Miss Italia. Con una passerella per le suore, certamente". Non sono mai stato un fan di Miss Italia, specie da quando, nel nome del politicamente corretto, la trasmissione si è trasformata in un'interminabile sequenza di interviste con le aspiranti miss che ripetono di volere la pace nel mondo e di credere nei valori della famiglia. In ogni caso, la Tv e il costume hanno i loro riti e le loro liturgie, e Miss Italia è tra queste. Mi chiedo (e vi chiedo): c'era davvero bisogno di "importare" anche questa novità delle suore in passerella (per quanto solo virtuale) al fine di "aprirsi al mondo"? Scritto in Varie Commenti ( 156 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. 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Alitalia va in stalloCgil contro il governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La trattativa La Cai abbandona. Scajola: accordo o tutti licenziati se fallisce il salvataggio 13/09/2008 passeggeri garantiti non i risparmia tori 13/09/2008 SE L'AZIENDA chiude, "chi ha un biglietto sarà rimborsato e, se si trova in viaggio, la compagnia deve farsi carico del rientro, spese comprese". Lo spiega l'Adiconsum, secondo la quale, invece, i punti "Mille miglia" andranno persi. Ancor peggiore è il d estino degli azionisti: "I titoli sono in fumo e senza possibilità di rimborsi, ma rischiano anche gli obbligazionisti che dovrebbero essere più tutelati". lugaro >> 3 13/09/2008.

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Il vizio del ricatto - massimo riva (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

IL VIZIO DEL RICATTO MASSIMO RIVA "O questa notte o mai più": con un aut-aut il ministro Sacconi aveva avviato quella che per lui doveva essere la trattativa finale coi sindacati su Alitalia. Purtroppo, il linguaggio delle decisioni irrevocabili non ha portato fortuna al suo autore in orbace, figuriamoci se poteva andare meglio al suo epigono in grisaglia. SEGUE A PAGINA 37.

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Salta l'accordo, alitalia nel caos (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La cordata Colaninno: "Non ci sono le condizioni". Epifani: "Si rischia la tragedia". Berlusconi: non voglio fare una figuraccia Salta l'accordo, Alitalia nel caos Rotte le trattative. I lavoratori assediano Fiumicino: non ci piegherete ROMA - Alitalia sempre più nel caos. Ieri è saltato l'accordo e la cordata che dovrebbe rilevare la compagnia ad un certo punto si è tirata indietro: "Non ci sono le condizioni", rompendo di fatto le trattative. Il segretario della Cgil Guglielmo Epifani lancia l'allarme: "Si rischia una tragedia tocca al governo muovere la Cai". All'aeroporto di Fiumicino corteo interno dei lavoratori: "Non siamo come i minatori inglesi, il governo non ci piegherà". Berlusconi allarmato: non voglio fare una figuraccia. Colaninno: "Io non cedo" SERVIZI ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Epifani: "si rischia un esito tragico tocca al governo smuovere la cai" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il leader della Cgil: così ci sono zero possibilità di arrivare a un accordo, va cambiato il piano industriale Epifani: "Si rischia un esito tragico tocca al governo smuovere la Cai" "Non si può accettare la logica del prendere o lasciare come con Air France" ROMA - "Allo stato ci sono zero possibilità di fare l'accordo", dice Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, al termine di una giornata che doveva essere quella della svolta per la nascita della Nuova Alitalia. Invece si avvicina velocemente lo spettro del fallimento e di migliaia di licenziamenti. Epifani, la trattativa è saltata. Sembra ripetersi la situazione che ha portato in primavera alla "fuga" di Air France per colpa delle rigidità dei sindacati. è così? "Diciamo che anche questa volta è stata l'azienda ad alzarsi dal tavolo considerando chiuso il negoziato. C'è un'altra somiglianza, che non è quella che dice lei: pure questa volta c'è stato un aut aut da parte dell'azienda che ha imposto una trattativa in quattro giorni in alternativa al fallimento. Con il sindacato che ha chiesto di discutere del piano industriale e delle sue ricadute occupazionali. Ma non siamo a un passaggio ordinario perché a questo epilogo ci si arriva dopo che il governo ha messo in campo un decreto ad hoc sulle procedure fallimentari, pensato su misura per l'Alitalia, e che accolla al paese, cioè a tutti noi, gli oneri e le passività della vecchia società. Un provvedimento che è stato fatto per facilitare la formazione di una cordata di imprenditori italiani disposti a investire sulla nuova Alitalia. Però, al momento di raccogliere il frutto di questa operazione, che ha suscitato perplessità, critiche, obiezioni, qualcosa non è tornato". Non hanno fatto i conti con il muro eretto da voi? "Non è così. Ma mi faccia continuare. Perché il governo, che in questa vicenda non è stato affatto soggetto terzo, non ha verificato la disponibilità dell'azienda sul piano industriale e sulla gestione degli esuberi? Perché la cordata, dopo tutti i passaggi tortuosi che ha dovuto affrontare, si tira indietro all'ultimo momento? E ancora: perché nell'ultima notte di trattativa si comunica ai piloti che gli esuberi sono il doppio di quanto detto prima? Come si può chiedere a chi guadagna tra i mille e i 1.300 euro al mese una decurtazione del 25-30 per cento? Sono interrogativi senza risposte e fanno pensare che all'interno della cordata sia maturata un'altra scelta". E ora? "Al punto in cui siamo arrivati, penso che spetti al governo assumere un'iniziativa nei confronti della cordata per evitare il fallimento". Ma cosa può fare ormai il governo? "Rimettere insieme i cocci che si sono rotti. Oppure ripartire da capo, sperando che lunedì non precipiti tutto". Dovrete abbandonare le vostre rigidità. "Questa volta il sindacato ha dato un segnale forte di responsabilità". Quante possibilità ci sono per arrivare ancora a un'intesa? "Zero". Senza accordo l'alternativa sono 20 mila licenziamenti. "è un'alternativa tragica che abbiamo cercato di scongiurare e alla quale si arriva nel peggiore dei modi. C'è il rischio che la situazione sfugga di mano perché l'esasperazione delle persone ha ormai raggiunto un punto molto alto". Non era meglio accettare una riduzione dello stipendio e avere un lavoro? "Noi abbiamo dato la disponibilità a cambiare la parte normativa del contratto e puntare sulla produttività". Firmerebbe un accordo senza i piloti? "No. Serve il consenso di tutti". Anche questa volta siete rimasti col cerino in mano. "Questa volta il cerino ce l'hanno gli altri. Siamo stati responsabili anche nella gestione delle forma di lotta. Non abbiamo nulla da rimproverarci". Neanche di aver fatto scappare Air France? "Non abbiamo detto no a Air France. Non abbiamo accettato la logica del "prendere o lasciare"". Ma quello era un solido piano industriale. "Era una situazione differente. C'erano vantaggi e di svantaggi. Qui, se salta tutto, solo svantaggi". (r.ma.).

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Alitalia, salta la trattativa compagnia sospesa sul baratro - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, salta la trattativa compagnia sospesa sul baratro La cordata: non ci sono le condizioni per andare avanti Lo scontro I sindacati scrivono a Fantozzi per chiedere un incontro urgente LUCIO CILLIS ROMA - Doveva essere l'ultimo atto della crisi Alitalia. Ma all'indomani della notte di trattative serrate e di confronti spigolosi, restano solo polemiche e accuse reciproche. E un dialogo interrotto bruscamente. Se Compagnia aerea italiana punta il dito sui piloti, colpevoli di aver fatto franare il dialogo a prescindere dai contenuti dell'offerta, i comandanti rilanciano e accusano la cordata di aver portato ai quattro tavoli aperti al ministero del Lavoro, un carico maggiore di esuberi rispetto alle premesse, oltre ad un insopportabile taglio alle retribuzioni e alla flotta. Nessuno, però, al di là delle dichiarazioni di guerra, si assume oggi la responsabilità di chiudere definitivamente la porta alla controparte. Anche se per Cai "non ci sono più le condizioni per andare avanti", cadono nel vuoto i due ultimatum lanciati da Augusto Fantozzi e da Maurizio Sacconi. Per ora dallo studio del commissario straordinario non partono le temute lettere di messa in mobilità del personale, mentre il ministro del Lavoro cerca di ricucire gli strappi per giungere ad un rapido accordo prima del punto di non ritorno. Il tempo, infatti, stringe: nelle casse di Alitalia ci sarebbero ormai pochi spiccioli, soltanto qualche milione di euro dai 50 preventivati nella disponibilità residua di settembre. Al ritmo di 2-3 milioni al giorno di emorragia restano poco più di 48 ore. Il conto alla rovescia per Alitalia è dunque iniziato e cresce il rischio di grounding, ovvero lo stop improvviso e totale delle attività per mancanza di fondi e di creditori disposti a chiudere un occhio sui pagamenti. Secondo alcune indiscrezioni l'ultimo volo di Alitalia potrebbe partire già lunedì prossimo. Tutte le sigle sindacali, al termine di una drammatica riunione serale, hanno chiesto a Fantozzi una rapida convocazione per capire "quali procedure formali siano state avviate e quali saranno avviate e in che tempi". Il risultato della riunione intersindacale non ha prodotto, contrariamente alle attese, la controproposta unitaria auspicata dal ministro del Lavoro. Maurizio Sacconi però spera ancora in un accordo e dice: "C'è un 50% di possibilità di riannodare il filo". Le parti sono divise da un muro che appare ancora insormontabile: questioni come l'abbattimento delle retribuzioni di circa il 25-30% o il numero crescente di esuberi in arrivo (più di mille tra i piloti contro i 500 previsti), lasciano ben pochi margini alla trattativa. Sulle motivazioni dell'agonia di Alitalia si riaccende lo scontro politico. Il primo a lanciare l'attacco è il leader dell'opposizione, Walter Veltroni che accusa l'esecutivo di dilettantismo: "Il governo non ha fatto quello che doveva fare. Cioè scegliere la strategia, un'alleanza, immaginare di avere un rapporto tra un gruppo italiano e un partner internazionale". Per Veltroni "si è andati allo sbando in maniera dilettantesca. E questo è il risultato". Sempre dal Pd il ministro ombra dell'Economia, Pierluigi Bersani, invita tutti "ad un avvicinamento prima che sia troppo tardi". Ma, sintetizza il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta "anche se c'è chi gufa, alla fine il buon senso prevarrà".

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E berlusconi teme il peggio "non possiamo fallire, sarà caos" - roberto mania claudio tito (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia E Berlusconi teme il peggio "Non possiamo fallire, sarà caos" Colaninno: io non cedo. Il premier chiede fondi a Tremonti Contatti tra Palazzo Chigi e il manager. Mediobanca alla finestra ROBERTO MANIA CLAUDIO TITO ROMA - "Dobbiamo assolutamente risolvere la questione, altrimenti si scatena il caos". Il caso Alitalia piomba di nuovo sul tavolo di Palazzo Chigi. E per la prima volta il premier Silvio Berlusconi deve fare i conti con uno scenario completamente mutato: non più a un passo dalla soluzione, bensì a un passo dal blocco del trasporto aereo in tutta la penisola. "Perché - rifletteva ieri sera Berlusconi con i suoi più stretti collaboratori - se si va al fallimento si fermano per mesi i collegamenti aerei. Una figuraccia". Con una caduta verticale del consenso per il governo "del fare". Una situazione drammatica che pareva ormai scongiurata, dopo la formazione della cordata italiana guidata da Roberto Colaninno e l'approvazione di un decreto ritagliato su misura, e con tanti strappi alla regole sui fallimenti e sulla concorrenza, proprio sulla Cai, la Compagnia area italiana. Correre ai ripari, è diventato allora l'imperativo di Palazzo Chigi. Berlusconi ha chiesto un intervento diretto al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, troppo defilato in questa vicenda che, infatti, al Tesoro considerano "in appalto" a Gianni Letta, più capace di mediare nelle intricate relazioni sindacali. Ma ora servono soldi. Risorse per provare a compensare le perdite retributive (fino a quasi il 30 per cento) dei piloti. Perché è qui che si è incagliata la trattativa notturna. Il come dovrà trovarlo Tremonti. Ci vuole creatività, perché il premier non vuole "fallire" su uno scenario, che per ragioni oggettive, è diventato globale. Le grandi compagnie del volo (Air France, Lufthansa, British) da tempo si sono attestate lungo la riva del fiume. Tremonti si è messo al lavoro. Ma il premier ha giocato anche sull'altro versante: quello dei rapporti con la cordata tricolore. Ci sono stati contatti anche con Banca Intesa di Corrado Passera, l'advisor che ha preparato il "piano Fenice" rendendo plausibile via via la costruzione di una soluzione alternativa al fallimento. E - pare - ci sia stata anche una lunga telefonata tra il presidente del Consiglio e lo stesso Colaninno, prima che questi riprendesse il treno per la sua Mantova. Il patron della Piaggio è stato irremovibile: "Io non posso fare niente. Mantengo la mia offerta ma chiedo un sì o un no". Modello Jean-Cyril Spinetta, l'uomo forte di Parigi, che se ne andò di fronte ai niet dei nostri sindacati e all'opposizione del centro destra guidato proprio da Berlusconi. Ma il pressing non si è fermato. A Colaninno il premier ha ricordato anche le misure varate per spianare la strada a una soluzione tutta italiana per la compagnia di bandiera. Più o meno: "Se facciamo una figuraccia noi, la farete anche voi. Come noi, d'altra parte, siete passati come i salvatori della patria". Insomma, serve un passo avanti. Non ci si può ritirare alla vista del traguardo. In gioco ci anche sono i nuovi rapporti tra Berlusconi e l'establishment industriale. E ciascuno, a cominciare dai 16 cosiddetti "capitani coraggiosi", ha più di un interesse perché il piano Fenice decolli. è che la strategia di Colaninno e Passera non aveva previsto il peso dei piloti. Anzi, pensavano di aggirare il potere dei piloti proprio attraverso l'introduzione di un contratto unico e, dunque, con la costituzione di una rappresentanza sindacale non più frantumata in tante categorie. I piloti hanno detto tanti no dopo avere scoperto di essere quasi la metà in esubero (circa mille su duemila). Hanno fermato lì la trattativa - e fatto infuriare il ministro Altero Matteoli, rappresentante di An con cui i comandanti hanno sempre flirtato -nonostante la proposta di inserirli tra i dirigenti e la possibilità di ricorrere al part time per ridurre il numero degli eccedenti. Uno stop che ha impedito anche agli altri, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, di tentare l'affondo. Quello che il leader della Cisl, Raffaele Bonanni - stando a alcune ricostruzioni -, avrebbe pure rischiato se non fosse stato fermato dagli altri nella notte: "Se firmi senza i piloti domani ti ritrovi con tutti gli aerei a terra". Sarebbe stata una sconfessione. Oppure un suicidio sindacale. Forse non restano più di 48 ore per uscire dal pantano. Ma lo scenario non può nemmeno escludere la discesa in campo di Mediobanca di Cesare Geronzi. E allora l'ultimo feroce scontro sulla governance di piazzetta Cuccia potrebbe cominciare a leggersi sotto una chiave diversa. Politica.

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Il vizio del ricatto - (segue dalla prima pagina) (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Commenti IL VIZIO DEL RICATTO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) La fatidica notte, infatti, è passata invano e ora lo stesso risoluto ministro si vede costretto ad aggiornare i tempi del diktat in un disperato inseguimento dei suoi interlocutori per scongiurare il troppo disinvoltamente evocato esito del "mai più". Tutto ciò perché - ecco il punto cruciale - questo negoziato è cominciato davvero con il piede sbagliato. Tanto il governo quanto il commissario Fantozzi e con lui la cordata dei sedicenti salvatori si sono presentati al tavolo del confronto con l'arrogante sicumera di chi riteneva che la controparte sindacale non potesse fare altro che piegare il capo e dire di sì. Per mesi e mesi prima gli uomini di Berlusconi, poi gli esperti di Banca Intesa, infine Colaninno e soci si sono esercitati in laboriose riunioni per mettere a punto il cosiddetto piano di salvataggio, mentre - giorno dopo giorno - le casse di Alitalia bruciavano anche le ultime riserve liquide dei 300 milioni di prestito concesso in primavera. Trascinata in tal modo l'azienda sul ciglio inevitabile della declaratoria di insolvenza, gli stessi hanno ritenuto di poter trasformare questo elemento di debolezza oggettiva nel loro punto di forza soggettivo per mettere i sindacati con le spalle al muro: o approvate le nostre proposte o si chiude bottega. Con simili premesse platealmente ricattatorie il clima delle trattative si è incarognito fin dalle prime battute ed era prevedibile che portasse allo stallo attuale. A drammatizzare ulteriormente il quadro è intervenuta ieri pomeriggio la decisione della cordata Colaninno, candidata unica per scelta governativa a prendersi la polpa di Alitalia, di proseguire nella linea dura, abbandonando il tavolo negoziale. Iniziativa magari logica da parte di privati imprenditori che hanno fatto i propri conti e non sono disposti a rischiare un euro in più nell'operazione, ma che rafforza l'interpretazione del negoziato come un secco prendere o lasciare rivolto ai sindacati. Ora che questi ultimi abbiano responsabilità semplicemente enormi nel dissesto di Alitalia è un fatto incontestabile. Ma forse chi, speculando su questa catena di errori, rimugina l'astuto calcolo di rovesciare sui sindacati medesimi anche la colpa dell'insuccesso della trattativa attuale e quindi anche del fallimento di Alitalia non prende in considerazione che anche altri protagonisti della vicenda sarebbero pesantemente esposti nel caso di dissesto conclamato dell'azienda. Intanto il commissario appena nominato perché l'ottimo Fantozzi si vedrebbe costretto a svincolarsi dalle norme preferenziali del decreto governativo concepito come un abito su misura della cordata Colaninno e dovrebbe riaprire la gara al miglior offerente. Impresa ardua, ma che in termini di trasparenza contabile potrebbe portare alla luce sorprese interessanti sul valore degli attivi del bilancio Alitalia. Mentre, col passare del tempo, potrebbero anche emergere verità oggi dissimulate relative all'effettivo stato dei conti di AirOne, che da salvatrice di Alitalia rischierebbe forse di dover indossare i panni di prima candidata a un salvataggio. Altro soggetto che il fallimento metterebbe in seria difficoltà è il governo. Non solo e non tanto per l'insuccesso d'immagine - si può star certi che Berlusconi e i suoi portaparola cercherebbero di scaricare ogni colpa sull'irresponsabilità del sindacato - ma soprattutto perché un simile esito avrebbe pesanti contraccolpi politici e sociali in tutta la vasta area degli interessi economici coinvolti: da Malpensa-Linate a Fiumicino, dove già da qualche giorno si respira un'aria di crescente contestazione. Forse è ora che almeno un dubbio si insinui nella mente di coloro che ritenevano di poter chiudere le trattative fidando nel consenso già anticipato da personaggi più accomodanti come il leader cislino Bonanni: quello che fra gli altri sindacati - Epifani per la Cgil parla non a caso di "punto di non ritorno" - si stia radicando per contrappasso la consapevolezza che il fallimento di Alitalia è diventata un'arma a doppio taglio. Essa può fare molto male anche a chi la brandisce. Come già accaduto al ministro Sacconi.

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Bassolino: "governo, ci siamo anche noi" - roberto fuccillo (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina XI - Napoli Il presidente della Regione lancia un monito: quella bozza non è stata concordata con le Regioni Bassolino: "Governo, ci siamo anche noi" Il governatore incontra Scajola. Il ministro: Atitech da ricollocare nel settore produttivo ROBERTO FUCCILLO "LA vicenda sarà lunga. Ma anche i decreti delegati dovranno essere fatti d'intesa con la Regioni". Non è un passo indietro, Antonio Bassolino ribadisce la volontà di essere dentro il dibattito sul federalismo, ma lancia un avvertimento al governo. L'ultima bozza, nata solo all'interno di Palazzo Chigi, non ha convinto. "La maggioranza ha fatto una forzatura - dice il presidente durante un convegno sul tema organizzato proprio dal suo assessore Mariano D'Antonio - Si possono capire le ragioni di bandiera della Lega, ma quella bozza non è stata concordata con le Regioni". E, poiché "scelte e dettagli devono essere definiti con le Regioni", ecco che il governatore della Campania illustra il calendario della prossima settimana: mercoledì si riuniranno a Roma i presidenti di Regione, non per esprimere un parere sulla bozza (altro modo di non legittimarla a priori), ma per formulare le proposte che verranno poi portate il giorno dopo alla Conferenza Stato-Regioni. Insomma Bassolino avalla l'impressione che le ultime mosse del governo siano state una fuga in avanti rispetto al dibattito precedente, nel quale le osservazioni delle Regioni avevano pesato. E dal dibattito emerge che alcuni punti verranno riproposti. Primo: "I fondi europei debbono essere rigorosamente aggiuntivi rispetto a quello ordinari", dice Bassolino. Secondo: il trasporto locale deve essere inserito, al pari di sanità, istruzione e assistenza, fra le funzioni essenziali, quelle di cui andrà comunque garantito uno standard. Terzo: si dovrà prestare molta attenzione ai dettagli a come verranno definiti questi standard. Quarto: la perequazione deve essere verticale, ovvero dovrà essere gestita dallo Stato centrale e non dalla Regioni fra di loro. In attesa del confronto sul federalismo, Bassolino ieri ha già incontrato il governo, nella persona del ministro Claudio Scajola. Oggetto specifico la crisi di alcune realtà produttive campane e in particolare il caso Atitech. Mentre da Roma arrivavano brutte notizie, che davano più probabile il fallimento dell'Alitalia, Scajola a Napoli confermava che Atitech non rientra nei piani della nuova società, ma "può essere ricollocata nel settore produttivo". L'idea prospettata è quella di un polo mediterraneo della manutenzione aeronautica, in cui ricollocare Atitech, "dato che gli aerei non assorbiti da Cai verranno venduti nel Mediterraneo". Ci dovrebbe essere una cordata anche per questo, come dice Bassolino: "Vi sono state manifestazioni di interesse da parte di imprenditori nazionali. Ne è arrivata una anche di campani, l'ho subito girata a Scajola". Infine il presidente ha chiesto al ministro che venga rinnovata la norma che escluda gli investimenti europei dal calcolo del patto di stabilità.

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Berlusconi accolto dalle proteste - ilaria ficarella (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Bari Berlusconi accolto dalle proteste Tre sit-in in Fiera. Per il premier anche un breve giro tra gli stand ILARIA FICARELLA Parte oggi la 72esima Fiera del Levante. Un'edizione particolarmente attesa e non solo per le numerose novità che la Campionaria 2008 offrirà al come sempre ampio pubblico, ma anche per l'aspetto politico, rappresentato proprio dall'evento inaugurale di questa mattina. Nell'auditorium Spazio 7, infatti, sarà il presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi a presenziare alla cerimonia, cui prenderanno parte anche il sindaco e il presidente della Provincia di Bari, Michele Emiliano e Vincenzo Divella, e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, insieme con il presidente dell'ente fieristico, Cosimo Lacirignola. E contemporaneamente al taglio del nastro per la Fiera del Levante, proprio davanti ai cancelli del quartiere fieristico barese, i sindacati daranno il via all'annunciato lungo autunno caldo. Saranno in particolare i rappresentanti del mondo della scuola a scendere in strada e a organizzare un sit-in di protesta contro la riforma del settore annunciata dal ministro Mariastella Gelmini. I segretari provinciali Cgil, Cisl, Uil e Snals faranno pervenire al presidente del Consiglio una nota congiunta "a difesa della qualità della scuola pubblica barese ? spiega Claudio Menga, della Flc Cgil ? che sopportando già ora il più alto rapporto di alunni per classe, con i tagli agli organici voluti dai ministri Tremonti e Gelmini, rischia il definitivo collasso". Alla protesta di docenti e personale amministrativo delle scuole baresi si assocerà poi anche quella dei dipendenti della sanità privata, in attesa di un rinnovo contrattuale che manca da 39 mesi. E poi le proteste del Pd per il nodo trasporti: la cancellazione del Pendolino e il caos Alitalia Secondo l'ultimo aggiornamento che arriva dalla presidenza del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi giungerà allo Spazio 7 alle 10,50, dove si svolgerà la cerimonia, nel corso della quale ai saluti delle autorità locali seguirà il discorso inaugurale del premier: la conclusione è prevista per le 12,30. E c'è attesa per il confronto fra i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione e il capo del governo su numerosi temi di strettissima attualità anche locale: dalla riforma del federalismo alla questione Petruzzelli. Al termine della cerimonia, il presidente Berlusconi visiterà alcuni padiglioni espositivi della Campionaria. Per le 12,30 invece, con un cocktail di benvenuto il presidente del Consiglio regionale della Puglia Pietro Pepe aprirà le porte del rinnovato stand della Regione, al padiglione 152 bis: all'evento prenderanno parte fra gli altri i rappresentanti del Consolato della Repubblica d'Albania a Bari presieduto da Rezart Shkembi. Per oggi le porte della Fiera del Levante resteranno aperte dalle 15 alle 21,30. Da lunedì al venerdì dalle 9 alle 20,30 e sabato e domenica dalle 8,30 alle 21,30. Le prime novità i visitatori potranno verificarle già per quel che riguarda i parcheggi, in particolare quelli per i disabili. Diversamente dal passato infatti, alla sosta per le auto di portatori di handicap è stato dedicato uno spazio esterno al quartiere. Esattamente si tratta di un'area che si trova di fronte alla zona edilizia.

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Il piano di confindustria sui contratti - barbara ardu (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il piano di Confindustria sui contratti Addio all'inflazione programmata. No della Cgil, aperture da Cisl e Uil Il tasso di aumento dei prezzi sarà depurato da una parte dell'import BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - Divide il sindacato l'atteso documento di Confindustria sul rinnovo del modello contrattuale. Venti pagine che se per Cisl e Uil costituiscono un buon punto di partenza per arrivare a un accordo entro la fine del mese, per la Cgil non fanno che allungare le distanze. Troppi punti critici e ambiguità. Rimane il contratto nazionale, ma la durata passa da due a tre anni, si introduce la contrattazione di secondo livello e quella territoriale, si formula un meccanismo per stabilire un premio di produzione. E in ultimo si introducono tempi e sanzioni durante le trattative per il rinnovo. Sette mesi durante i quali le parti che assumeranno "iniziative unilaterali" o procederanno "ad azioni dirette" verranno sanzionate. Guglielmo Epifani non entra nel merito dei punti, ma il suo giudizio è netto. "Non va bene - dichiara il segretario della Cgil - mi sembra un documento che arretra. Molte parti sono peggiorate. Bisogna discutere, ma anche allargare a tutti i settori, perché la riforma non riguarda solo Confindustria". Ma anche il settore pubblico. è un no deciso quello che arriva da Corso Italia e che l'associazione degli industriali aveva cercato di scongiurare mettendo sul piatto quell'indice previsionale dell'inflazione che i sindacati avevano chiesto fin dall'inizio del negoziato. Niente inflazione programmata, dunque, ma Confindustria chiede la depurazione di tutte le componenti importate. Come dire che il petrolio non contribuirebbe a scrivere il livello inflattivo. Un metodo che non convince nemmeno Raffaele Bonanni (Cisl), ma sul quale la Cisl, come la Uil, è pronta a discutere e chiudere. Ma anche sulla questione del valore retributivo su cui applicare l'indice, i sindacati vorrebbero maggiore libertà per le singole categorie. Gli altri punti del documento sono sul secondo livello di contrattazione, che per viale dell'Astronomia dovrebbe essere "aziendale o alternativamente territoriale". Poi c'è tutto il capitolo sui premi legati alla produttività e le compensazioni per i lavoratori che non possono usufruire della contrattazione di secondo livello. E per ultimo c'è il capitolo dei tempi e delle sanzioni. Un punto, che secondo fonti vicine alla Cgil, sembra scritto sotto dettatura di Finmeccanica. Un documento troppo vago, sempre secondo le stesse fonti, dove anche il premio non si capisce più bene cosa sia, dove gli ammortizzatori sociali, per fare un esempio, sembrano diventare solo un problema tra le parti. E ancora: è un documento che sembra mirare a creare una "pace sociale" per i prossimi quattro anni e che ha un impianto autoritario sulle procedure. Le critiche della Cgil non chiudono però le porte alla discussione. Anzi, intendono aprirla, rifiutando però la pratica degli ultimatum come è avvenuto con Alitalia. Ed Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, cita proprio la compagnia di bandiera, parlando del documento. è un accordo, ha detto la Marcegaglia, che "dovrebbe portare a un cambiamento generale delle relazioni sindacali: da una logica di contrapposizione e di conflittualità, che è quella che stiamo vivendo per Alitalia, a una logica di maggiore condivisione degli obiettivi".

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Fiumicino presidiato dai lavoratori - luisa grion carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Fiumicino presidiato dai lavoratori Proteste e cortei: "Non siamo come i minatori inglesi, il governo non ci piegherà" LUISA GRION CARLO PICOZZA ROMA - Non ci credono che possa davvero finire nel peggiore dei modi, con la compagnia fallita e tutti a casa. Non ci credono perché - dicono - "Noi non saremo i minatori inglesi, ma questo governo non è la Thatcher" e non si assumerà la responsabilità di mandare 20 mila persone per strada. Tantomeno reggerà ai blocchi, quelli "veri" che durano settimane e che "ora non ci sono, ma domani chissà". Questo si raccontavano ieri hostess, steward e piloti dell'Alitalia riuniti in una sorta di assemblea permanente all'aeroporto di Fiumicino. Un'altra afosa e appiccicosa giornata d'attesa per capire i destini dell'azienda e ripetersi ancora una volta che "se la proposta della cordata non cambia, meglio la mobilità". Tanti appelli all'unità, qualche tensione (specialmente quando al megafono qualcuno suggerisce di fare come Air France nel '93 e di occupare le piste), ma niente voli cancellati e niente accessi bloccati. E una giornata dura, da vivere "uniti" e l'entrata per gli equipaggi dell'aeroporto si popola anche di dipendenti in ferie che tornano alla base, perché sentire le notizie alla radio o in tivù in questi momenti non basta. La protesta si "allunga" dal mattino alla sera e a un certo punto assume la forma di un corteo di 500 persone che attraversa le partenze dai nazionali agli internazionali, più volte, su e giù. Cori, slogan scanditi e battimani: si va dal "governo scemo, guarda quanti "semo"" all'"Alitalia siamo noi", da "chi non salta Berlusconi è" a "oggi a noi, domani a voi". C'è la scorta delle forze dell'ordine e tanti passeggeri che guardano. Gli italiani osservano con una certa indulgenza (anche perché tutti i voli, questa volta, partono), gli stranieri non capiscono e fanno "ciao, ciao" con la manina o scattano foto. Alcune assistenti di volo si portano dietro i figli sistemati nel carrello per i bagagli ("perché oggi bisogna esserci e si fa come si può"); Fabio Frati del sindacato autonomo Cub-trasporti agita la sua busta paga da assistente alle partenze con trent'anni di servizio ("1560 euro, ma 400 sono di festivi, maggiorazioni e straordinari"). Il corteo fa tappa anche al check-in per Albenga, paese del ministro Scajola. "Quando è tornato ministro ha fatto rinascere il volo: il governo ci ha messo un milione di euro, sull'aereo - quando va bene - ci sono venti passeggeri". "Ecco", commentano Paolo Pagnotta e Alberto Giusti della Cgil, "in piccolo questo è l'Alitalia: una diligenza da assaltare". Già perché il bandolo della matassa per i dipendenti è proprio quello: "noi abbiamo lavorato, altri hanno spremuto. Sono anni che qui mandano manager incapaci che hanno intascato megastipendi e ora continuano a pararsi il didietro: sono stati loro a far fallire l'azienda". Ora, tutti chiedono e scandiscono in coro: "u-ni-tà, u-ni-tà". La parola d'ordine è: "nessuno ceda ad una proposta irricevibile, perfino la mobilità fa guadagnare di più". Tutti d'accordo? Quasi tutti. "Ho parlato con tanti colleghi - dice uno steward in Alitalia da 25 anni - volete sapere quanti a quel tavolo direbbero di sì pur di salvare il posto? Uno su dieci".

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Tutti i conti da pagare dal catering agli alberghi ecco i debiti di alitalia - ferdinando giugliano (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Tutti i conti da pagare dal catering agli alberghi ecco i debiti di Alitalia FERDINANDO GIUGLIANO ROMA - Una quarantina di milioni di euro in cassa e debiti, soltanto con i fornitori, pari a oltre dieci volte di più. è questo il quadro drammatico che si ottiene aprendo il fascicolo dei documenti forniti dal Commissario straordinario Augusto Fantozzi, al Tribunale fallimentare di Roma. Un carteggio in cui si delinea, in tutta la sua chiarezza, il profilo di una compagnia che, nei mesi di Luglio, agosto e settembre, è riuscita a perdere quasi tre milioni di euro al giorno, bruciando così, in meno di cento giorni, tutta la dote del prestito ponte donatole dagli italiani nella primavera scorsa. Il fascicolo enumera in maniera impietosa tutte le passività di Alitalia. Al 31 Luglio 2008, quelle correnti arrivavano a 1 miliardo e 482 milioni di euro, di cui quasi 200 milioni erano i debiti finanziari, oltre 550 quelli commerciali e poco sopra i 660 le altre passività. Spicca, poi, l'elenco dei crediti dovuti ai fornitori che, nella mole di documenti, si presenta come una lunghissima lista di segni meno, decine di pagine per descrivere in dettaglio i 435 milioni di euro dovuti al 31 Luglio. Le esposizioni più consistenti sono quelle nei confronti dei fornitori di carburante, quali Eni (37 milioni di debiti) ed Esso (quasi 35), nonché i debiti con gli aeroporti. Ad Aeroporti di Roma, Alitalia deve infatti oltre 24 milioni, mentre sono oltre 28 milioni i debiti contratti con varie società che fanno capo alla Sea. Non mancano poi le altre compagnie aeree, a cui il gruppo della Magliana doveva, a fine luglio, quasi cinquanta milioni di euro, con 9 milioni e mezzo circa dovuti ad Air France e oltre due milioni dovuti ai russi di Aeroflot. Quasi un quinto dei debiti sono, poi, quelli dovuti a società collegate: il creditore singolo è infatti Alitalia Servizi, a cui Alitalia Fly deve oltre 75 milioni di euro. Ci sono, poi, all'interno del fascicolo, i documenti che descrivono quei debiti il cui pagamento non può essere rimandato. Sono i pagamenti per cui il Commissario ha dovuto chiedere un'eccezione al blocco dei crediti al tribunale, per garantire "la prosecuzione del servizio di trasporto aereo". Si tratta dell'accordo con la Iata la quale, in una lettera del 21 Agosto 2008 inviata al'ex presidente Police e al Ministro dei Trasporti Matteoli, aveva prospettato il rischio di sospensione di Alitalia dal circuito di emissione dei biglietti aerei. Ci sono, però, anche società di catering, fondamentali per rifornire di generi di prima necessità passeggeri e staff, hotel situati in posizioni "di difficilissima sostituzione nel caso di rifiuto di erogazione del servizio", oltre che alcune aziende di manutenzione, impianti e pulizie, il cui know-how è tale da rendere un'eventuale rescissione del contratto assolutamente insostenibile. Nei faldoni della catastrofe Alitalia, c'è spazio, però, anche per l'immedesimazione da parte del cittadino medio. Tra le eccezioni richieste da Fantozzi c'è quella per effettuare il pagamento di quelle ditte di trasporti che assicurano il trasporto dello staff all'aeroporto di Fiumicino. Il motivo è quello conosciuto da tutti i viaggiatori romani, "la mancanza di sufficienti parcheggi per supportare l'eventuale alternativa dell'uso di mezzi propri".

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Tabacci attacca geronzi e passera (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia La polemica Tabacci attacca Geronzi e Passera MILANO - Bruno Tabacci, deputato Udc, attacca i vertici di Intesa e Mediobanca. "I banchieri hanno ripreso la marcia verso il potere con truculenza. Corrado Passera si pensa ministro dei Trasporti e su Alitalia mena le danze. Sulla riforma di Mediobanca, Cesare Geronzi ha aperto le ostilità per metter le mani su Generali. Sembrano entrambi quantomeno scostumati".

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Sugli scudi i titoli bancari e petroliferi male gemina (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Sugli scudi i titoli bancari e petroliferi male Gemina MILANO - Chiusura positiva sui massimi per Piazza Affari, confortata dall'inversione di marcia di Wall Street per le voci sul salvataggio di Lehman. L'indice Mibtel e anche l'S&p/Mib guadagnano l'1,54%. Sono i bancari i più premiati, dopo sedute difficili. Mediobanca sale del 3% dopo l'ok al cambio di governance, Intesa Sanpaolo +2,44%, Banco Popolare +1,9%. Rialzi frazionali per Mps e Unicredit, mentre Unipol e Generali calano. Denaro sui petroliferi grazie all'aumento del greggio, che si è riportato sopra 102 dollari (prima di scendere ancora in serata). Eni sale del 3% e Saipem del 4,25%, brilla Tenaris (+6,57%), tra le migliori. Seduta stonata per Gemina, che perde il 6% per l'acuirsi della crisi su Alitalia. Tra gli industriali Fiat e Parmalat ben comprate, Piaggio perde il 2,1% il giorno della fusione con Guzzi. Tra i minori vola Ergo Previdenza, +10% a un giorno dall'offerta per il delisting.

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Social network in rete i genitori raccontano i bebé - alitalia, di chi sono le responsabilità? (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

R2 Politica - Video Web Esteri - Foto - Video Il video La barzelletta di Berlusconi sui comunisti I 70 anni di Califano "La vecchiaia non fa per me" Basket, Jaime troppo brava non la fanno giocare Social network in Rete i genitori raccontano i bebé Arriva "Ike" fuga di massa dal Texas ALITALIA, DI CHI SONO LE RESPONSABILITà?.

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Ma è sbagliato lasciar decidere solo al mercato (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Ma è sbagliato lasciar decidere solo al mercato" di Andrea Carugati inviato a Cortona Jean Paul Fitoussi, professore all'Istituto di Studi politici di Parigi e tra i principali economisti europei, non porta messaggi rassicuranti alla scuola del Pd di Cortona, dove ieri è stato tra gli ospiti più attesi. Anzi, al di là dei doveri di cortesia dell'ospite, "Pd è un nome bellissimo", il suo è stato tutto un discorso sui rischi per la democrazia, a partire da quello più grave: l'idea che si sta diffondendo che la politica non serva, che sia "impotente" e che imperi come la Cina, alla fine, "funzionino meglio di noi" anche senza democrazia. Meglio di una Europa "che ancora non è uscita dal guado" e rischia di ritrovarsi con delle "sovranità nazionali sempre più limitate" e una sovranità europea ancora di là da venire. Per questo Fitoussi invoca il manifestarsi della politica, con la P maiuscola, in una Europa "dominata dalla tecnocrazia". E così si inquadra anche il suo ragionamento sull'intervento dello Stato in economia. Come valuta la vicenda di Alitalia? "Non ne ho seguito da vicino gli sviluppi, ma ci sono settori dell'economia decisivi per la sovranità e quando uno di questi è minacciato tutti i governi cercano di cambiare le regole del gioco: è successo in Spagna con l'elettricità, in Francia in occasione dell'Opa di Enel su Suez quando Villepin ha coniato la formula 'patriottismo economico'. Ed è quello che sta accadendo in Italia: il trasporto aereo è un settore strategico, e il mercato non può essere il solo riferimento". La vicenda infatti non è stata lasciata solo alle regole di mercato. C'era l'ipotesi Air France... "In Europa abbiamo un mercato unico, ma purtroppo non c'è una sovranità europea e dunque ogni nazione, di fronte a casi come questo, non può chiamarsi fuori da un intervento nei propri settori strategici. Detto questo, le strategie adottate dai vari governi possono essere più o meno intelligenti. Io non conosco il piano prospettato da Air France quando c'era il governo Prodi, dunque non sono in grado di dire se fosse migliore dell'attuale. Ricordo però che questo tipo di aziende ricevono spesso sussidi statali". Non la sorprende che una operazione del genere sia guidata da un governo di destra? "No, perché ormai lo spazio di azione dei governi nazionali si è molto ridotto e si rischia di non percepire più la differenza tra governi di colore diverso. C'è una sorta di pensiero unico". Un pericolo mortale per le forze progressiste... "È così, in questo quadro di impotenza delle politiche nazionali prevedo sconfitte per le forze progressiste: quando i discorsi non riescono a tradursi in azioni la prima a rimetterci è la sinistra". Ha qualche consiglio per uscire da questo tunnel? "È fondamentale che le forze progressiste europee si mettano d'accordo tra loro e facciano delle proposte sull'Europa che hanno in mente. Ma purtroppo questo non avviene, alla fine i compromessi vengono sempre cercati tra i partiti nazionali e questo porta a partorire proposte piuttosto morbide". Dunque lei propone più coordinamento tra i progressisti europei? "Serve una federazione tra queste forze". Che opinione ha del Pd? "Per il momento è in costruzione, prima di dare un giudizio voglio vedere i fatti, i discorsi non bastano...". Qual è il compito principale di una forza come il Pd? "Parlare di Europa in modo serio, ma non credo che succederà, neppure in occasione delle europee. C'è una regola tacita tra i partiti del nostro Continente: di Europa è meglio non parlare". Eppure, lei dice, l'Europa è in mezzo al guado... "C'è un vuoto di sovranità, una dissociazione tra potere e legittimità: le istituzioni legittimate non hanno potere, e chi invece ha il potere non ha legittimità. Il risultato è una duplice paralisi, siamo nel vuoto della politica". Un'analisi impietosa. "Si parla di queste cose da 20 anni ma non è cambiato niente. Proviamo a pensare a un piano fiscale di portata europea: qualunque proposta, anche la migliore, sarebbe già superata in attesa che tutti gli Stati si mettessero d'accordo e i parlamenti ratificassero. La capacità di reazione della politica è il cuore della democrazia, ma in Europa tutto questo non esiste". Ultima domanda: che opinione ha dell'Italia sotto Berlusconi? "Sono troppo innamorato dell'Italia per parlarne male. Ma quella Robin tax non mi è dispiaciuta".

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Alitalia, un disastro da dilettanti Veltroni attacca il governo: dobbiamo combattere questo modo di fare, più orgoglio per le nostre idee (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Alitalia, un disastro da dilettanti" Veltroni attacca il governo: dobbiamo combattere questo modo di fare, più orgoglio per le nostre idee di Bruno Miserendino / Bologna SULL'EUROSTAR che lo porta a Modena Veltroni si riguarda rassegna stampa e agenzie, e si tiene in contatto con Roma per le ultime su Alitalia: "Un disastro", è il commento. Arrivato alla festa, davanti a duemila persone sfiancate dall'afa, conferma: "Sta per andare a gambe all'aria una delle più grandi realtà industriali, il governo non ha fatto quello che doveva fare, si è andati allo sbando in maniera dilettantesca e questo è l'effetto". Eccolo l'effetto Berlusconi. Ed eccolo il leit motiv. Comunque vada, la vicenda Alitalia per Veltroni è il perfetto paradigma dell'idea di paese e di politica che ha il premier: annunci e spettacolo. Poi la realtà è un'altra cosa. Certo, Veltroni tifa perché una soluzione alla fine si trovi, ma "il disastro fatto di umiliazioni per i lavoratori e di mani nelle tasche degli italiani", dimostra quel che il segretario del Pd va dicendo in tutte le feste al popolo ritrovato del Pd: avevamo ragione noi su Alitalia, sulle tasse, sull'economia, anche per questo serve più orgoglio per le nostre idee, più unità nel partito, più combattività nello svelare la realtà delle politiche governative, e vedrete che la luna di miele del governo con il paese finirà presto. Il popolo del Pd risponde al richiamo, come si capisce anche dalla tappa emiliana: prima un'ora e mezzo a Modena intervistato da Bianca Berlinguer, con tanti applausi per il segretario, poi a sera, bagno di folla alla festa di Bologna, intervistato dal direttore dell'Unità Concita De Gregorio. Molti applausi e calore anche per lei. Che parte così: "Veltroni, la domanda che tutti si aspettano: come va?" Risposta: "Bene, benissimo". "Perché - aggiunge - il clima è cambiato tra noi e il Pd sta girando pagina, per questo ho una gran voglia di continuare". "Qualcuno - aggiunge il segretario senza fare nomi - ha detto cose ingenerose nei miei confronti, del resto a sinistra la sindrome Tafazzi è sempre in agguato, ma ora si sta capendo che un partito deve fare meno riunioni, meno autoanalisi, ma stare di più tra la gente, perché è lì che sarà utile". Sì, Veltroni attacca, è così da Firenze, e sembra rinfrancato, perché sente che il Pd, piano piano, può squarciare la nebbia che avvolge il paese. "Tutti i dati dell'economia italiana sono negativi, tutti nessuno escluso, e il Presidente del Consiglio dice che l'Italia è solida, perché lui è presidente di una squadra di calcio che ha ottenuto tanti premi, quest'idea del Paese va bene per lo spettacolo ma non per sessanta milioni di italiani che hanno problemi a pagare le bollette che crescono". Le ricette del Pd, ignorate da Tremonti, sono migliori e gli italiani lo capiranno, spiega Veltroni: "Gli elementi di rilancio necessari si chiamano riduzione delle tasse e lotta all'evasione, sostegno a salari e stipendi, investimenti per le infrastrutture, esattamente le tre cose che il governo Berlusconi non fa". A Bologna, sul tema, invita il Pd "a scatenarsi": "Andate in giro a spiegare che dopo aver bollato Padoa Schioppa e Visco come sanguisughe, dopo aver promesso riduzioni di imposte, 20 giorni dopo le elezioni, Berlusconi e Tremonti hanno fatto marameo". Ovvero hanno aumentato le tasse, mentre l'inflazione sale, la lotta all'evasione sfuma, l'abolizione dell'Ici per i ceti più ricchi ha sottratto risorse, e anche la riforma federalista tanto sbandierata, al momento è una scatola vuota: "Voglio capire se il federalismo alla fine diventa più tasse per gli italiani, perché senza numeri non si capisce niente, ma siccome il governo - ha aggiunto - si è impegnato ad aumentare le tasse invece che a diminuirle, se con il federalismo aumentano ancora, il rischio è molto elevato". Aggiunta a beneficio dell'Emilia: "Sul federalismo a noi non deve insegnare niente nessuno, perché qui siamo in una terra tanto bene amministrata nel corso di tanti anni, qui è nata la cultura dell'altruismo e del federalismo". La realtà e lo spettacolo, torna il leit motiv. "Questa è l'Italia di Berlusconi", dice Veltroni riaprendo il capitolo Alitalia. Il direttore dell'Unità avverte: "Se fallisce diranno che è colpa dei sindacati...". Risposta: "E invece stavolta i sindacati hanno ragione, hanno avuto le loro colpe all'epoca della prima trattativa con Air France, ma la responsabilità è di Berlusconi, che è andato alla cieca, e quello che sta accadendo è lo specchio del dilettantismo, con cui si muove il governo, buono per le tribune televisive ma non per la realtà". Come per la prostituzione. "Nessuno vuole vedere prostitute per strada, ma pensiamoci bene, propongono il carcere per loro e per i clienti, devono mettere in carcere milioni di persone, è questa la filosofia del governo, più carcere per tutti". Annunci, come per la sicurezza, come per la scuola, un tema su cui il Pd darà battaglia. "Lo diremo all'infinito, deve diventare un'ossessione - dice tra gli applausi Veltroni - hanno cominciato a tagliare nel comparto che funzionava meglio, le elementari, hanno proposto ai precari di diventare guide alpine, e chi lo propone, parlando di merito, è un ministro che ha scelto la via più facile per fare i suoi esami...". Questa destra, del resto, esprime una cultura molto vecchia, dice Veltroni. Le polemiche degli ultimi giorni sull'antifascismo, sui fascisti di Salò equiparati ai partigiani, si commentano da sole: "E' chiaro perché sia dovuto intervenire il presidente della Repubblica, che è garante della Costituzione, e deve richiamare tutti alla fedeltà alla Carta sulla quale essi stessi hanno giurato". Se Veltroni cercava risposte in questo tour a tappeto di feste democratiche e dell'Unità, gli applausi di Modena e Bologna dicono che l'aria sta cambiando.

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Epifani: la responsabilità del disastro è del governo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Oreste Pivetta A un passo dal fallimento. Per colpa dei sindacati? È quello che sempre si vuol far credere. "Per colpa del governo - accusa Guglielmo Epifani, segretario della Cgil - per colpa di un governo, che fa e disfa e che alla fine, di fronte alle difficoltà si mette da parte e pretendere di recitare da ospite che osserva...". E cita Sacconi, che all'ultimo ha promesso "un intervento fattivo del governo affinché la situazione non precipiti con atti irreversibili del Commissario o della Cai...". Tardi? Possibile che il governo non abbia prima verificato i "margini" della trattativa, non abbia discusso i fondamenti del piano, si sia piuttosto esercitato nella pratica deleteria di diffondere cifre (quelle sugli esuberi, ad esempio) in un'altalena insensata. Guglielmo Epifani, un'altra volta si prova a dar tutte le colpe al sindacato: dopo quelle per la ritirata di Air France, quelle per la mezza fuga degli imprenditori. Il quadro è confuso e tende al nero: è colpa vostra? "Mai il sindacato ha dimostrato tanta disponibilità". Tutti i sindacati, dalla Cgil all'Anpac? "Tutti i sindacati, in una situazione di ambiguità, di incertezza, di confusione. Non ho mai assistito a una trattativa in cui i dati fossero così evanescenti e in cui l'asticella venisse, ad ogni ripresa, alzata. In genere si forniscono i numeri, si tratta e magari l'asticella scende. Qui, per un esempio, abbiamo cominciando trattando di cinquecento esuberi tra i piloti e siamo arrivati a mille, la metà dei piloti Alitalia. Non si capisce...". È di questo avrebbe invece colpa il governo? "Sì, è facile rispondere sì. Alitalia è precipitata in una situazione incredibile per colpa del governo. Proprio il governo dopo aver cambiato le procedure di commissariamento delle società in crisi, dopo aver nominato un commissario, aver deciso di accollare alla comunità, cioè a tutti i cittadini italiani, un miliardo e mezzo di passività pregresse della compagnia, dopo aver annunciato la cordata di imprenditori italiani, dopo aver contribuito anche se indirettamente a definirla, dopo aver proclamato che in due giorni si doveva chiudere tutto, sembra non aver nulla da dire di fronte all'abbandono dei possibili acquirenti, che hanno lasciato il tavolo della trattativa lasciando sconcertati tutti. Cioè penso che sconcertato sia rimasto lo stesso governo. Siamo sull'orlo del naufragio, con un ulteriore pesante danno per Alitalia. Mi chiedo di nuovo perchè il governo non abbia discusso prima quel piano, non abbia chiarito prima i termini possibili del confronto, dopo aver esercitato tutta la sua influenza perchè la cordata nascesse...". Infrangendo e cambiando a piacimento regole, ripristinando condizioni di monopolio, prestando alla cordata di Banca Intesa il vantaggio dell'esclusività... "Che cosa pensa di fare adesso il governo? Ma tangibilmente, concretamente. Proprio per quelle ragioni non può indossare, come dice Sacconi, le vesti del "soggetto terzo"". Torniamo ai piloti e quindi agli esuberi. Il balletto delle cifre non ha giovato. "Il balletto delle cifre è continuato. Una volta i posti di lavoro in meno sono tremila, poi si scopre che potrebbero diventare seimila. L'ultima notte veniamo a sapere che i piloti sono stati dimezzati e che le retribuzioni vengono tagliate del 25 per cento, tutte le retribuzioni, comprese quelle da milleduecento euro. Il sindacato è disponibile, ma toccherebbe al governo dire una parola chiara. Non può trincerarsi... Non s'era mai visto". La cordata comunque resta in campo: non tratta, ma non ritira l'offerta... "Anche questa è una situazione paradossale. Non si ritira, ma non tratta. Che cosa significa? Viene un sospetto: che sia accaduto qualcosa, che siano insorti problemi molto gravi...". Che gli imprenditori coraggiosi abbiano qualche timore in più... "Ma avrebbero il dovere della trasparenza: se ci sono questioni pesanti, lo dicano. La verità è che la situazione non solo è delicata: è anche strana, inusuale, costruita tra mille ambiguità". A questo punto, a chi tocca una nuova mossa? "Il governo si faccia avanti e la cordata si rassegni a discutere. Altrimenti non c'è via d'uscita". Probabilmente non ha aiutato neppure agitare in ogni frangente lo spettro del fallimento? "Non sarebbe la prima volta che si va ad una trattativa e ci si trova di fronte al "prendere o lasciare" della controparte. Era capitato anche con Air France, con Spinetta. Ma qui, al di là dell'ultimatum, è successo qualche cosa di diverso e tutto lascia credere che sia scattato qualche ragionamento il cui senso francamente ci sfugge. Come fosse capitato qualcosa, che non ci è stato comunicato. Non torno alla cifre... Noi abbiamo atteso invano di discutere un piano certo. Ci siamo trovati in una terra di nessuno: tra la cordata che non chiariva i suoi progetti e il governo che latitava. Non vedo una via d'uscita se il governo non esce allo scoperto. Viene il dubbio che voglia scaricare tutte le responsabilità sul commissario. Ma anche il commissario s'è visto limitare compiti e poteri. Non si concluda allora che è tutta colpa del sindacato, anche se è sport diffuso attaccare il sindacato". Lo si disse e si continua a ripeterlo a proposito della rottura con i francesi. "Anche lì ci trovanmmo di fronte a un piano con la formuletta "prendere o lasciare". Avremmo dovuto prendere tutto e decidere nel giro di quattro giorni? Fu Spinetta ad andarsene. La storia di Alitalia è tutta sui generis. Peccato che i risultati per il paese possano rivelarsi devastanti: un colpo all'immagine pesantissimo". Eppure in questa "storia" si sarebbe dovuta esaltare quella'idea di italianità, che pare stia a cuore al nostro presidente del consiglio. Lei, Epifani, avverte il problema dell'italianità per una compagnia aerea? "Sì, purchè non sia un'astrazione. ma una soluzione che incontri gli interessi della comunità nazionale. Pensiamo al turismo, ai collegamenti interni: necessità vere. Purtroppo paghiamo errori compiuti un decennio fa tra il 1999 e il 2002, quando accordi si potevano raggiungere alla pari con Klm e con Air France. Buttata quella possibilità è cominciato il declino fino al disastro d'oggi. Mentre le altre compagnia hanno raddoppiato i passeggeri, Alitalia è rimasta alle stesse quote di dieci anni fa e in compenso le perdite si sono clamorosamente moltiplicate. Tutto diventa più drammatico in una situazione del paese tanto grave, con il pil a zero, migliaia di esuberi annunciati da tante aziende (bisognerebbe ricordare il piano Telecom), tanta cassa integrazione". Con il sindacato impegnato anche su un altro delicato fronte, quello della riforma contrattuale. "Confindustria ci ha presentato un documento. Lo abbiamo letto, ci è parso molto più arretrato di quanto ci potessimo attendere: non si danno garanzie all'estensione della contrattazione di secondo livello, si prevedono interventi sulle sanzioni e sulle procedure che non possono essere condivisi, si propone un allargamento degli istituti bilaterali a compiti del tutto impropri, non c'è previsione di verifica e di adeguamento tra inflazione reale e indici adottati e in più non si dice come e quando si potrà allargare il tavolo alle altre controparti. Risponderemo punto per punto".

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Ore drammatiche per Alitalia. La Cai esce dalla trattativa: Non ci sono le condizioni Il governo che ha fatto fuggire Air France attacca i sindacati: dite sì o tutti licenziati Int (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ore drammatiche per Alitalia. La Cai esce dalla trattativa: "Non ci sono le condizioni" Il governo che ha fatto fuggire Air France attacca i sindacati: dite sì o tutti licenziati Intervista a Epifani: Palazzo Chigi si è sfilato. Veltroni: premier irresponsabile Sono le ore più drammatiche per i lavoratori di Alitalia. Un'altra giornata convulsa di trattative si è conclusa con un clamoroso passo indietro della Cai, la Compagnia aerea italiana, ovvero la tanto declamata cordata favorita da Berlusconi in contrapposizione ad Air France. "Non ci sono le condizioni per andare avanti". Fino all'ultimo si è tentato di riaprire un canale. Invano. Secondo il ministro Scajola per i sindacati non c'è alternativa: o dire sì o licenziamenti in massa. E poco importa se al tavolo della trattativa il numero degli esuberi è via via cresciuto rispetto a quelli annunciati da Sacconi. La tensione è altissima. Manifestazioni spontanee si sono tenute all'aeroporto di Fiumicino. In un'intervista a l'Unità, il segretario della Cgil Epifani accusa il governo. Veltroni: "Si è andati allo sbando in maniera dilettantesca". alle pagine 2, 3, 4 e 5.

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IL PAPA Da tempo prego per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

IL PAPA"Da tempo prego per Alitalia" "DA TEMPO PREGO PER VOI". Così Papa Benedetto XVI, all'aeroporto di Fiumicino, ha risposto al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che, salutandolo alla partenza per Parigi e augurandogli buon viaggio, gli aveva chiesto: "Santità, le chiedo una preghiera particolare per la Compagnia".

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Un'idea cilena (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Maria Novella Oppo I TG sono ormai diventati cataloghi di sempre nuovi reati e nuove pene, in offerta speciale per produrre l'effetto salvifico di sanare tutti i mali del Paese. Caso a parte quello della panacea invocata dai leghisti: il federalismo fiscale, che dovrebbe fare il miracolo di diminuire le tasse al Nord senza aumentarle al Sud e senza ridurre sul lastrico lo Stato italiano, di cui peraltro loro se ne fregano. Ma da qualche parte i soldi dovranno pur venire e si capisce benissimo dove andranno a finire. È come per Alitalia: i costi li paga il contribuente e l'affare lo fanno gli amichetti di cordata, che avranno chissà quali e quanti benefici dall'aver sostenuto Berlusconi nel finto salvataggio della bandiera. Intanto, l'opinione pubblica (da tempo privatizzata) viene opportunamente depistata e scatenata contro sempre nuovi nemici: in primis i pm, poi le prostitute che da millenni già scontano la loro pena. Ma l'ultimo grido della moda è costruire celle di detenzione direttamente negli stadi; un'idea così cilena che sembra partorita dalla mente di Maurizio Gasparri. FRONTE DEL VIDEO.

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Il fallimento di Tremonti (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Marco Simoni Operazione Fenice Nell'affrontare la vicenda Alitalia, il ministro Tremonti ha commesso un grave errore, concettuale e politico, emerso chiaramente ieri con la rottura delle trattative e il sostanziale ritiro della Cai, motivato dal rifiuto dei sindacati di accettare un piano "prendere o lasciare" dai pesantissimi costi occupazionali. Tuttavia, il disastro che si sta consumando ci racconta molto più degli episodi di una singola vicenda, sia pur costellata di responsabilità individuali e collettive che è giusto analizzare. segue a pagina 29.

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Nuovi contratti, alla Cgil non piace la linea Confindustria Molti elementi critici nel documento presentato ieri ai sindacati dai vertici di viale dell'Astronomia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Nuovi contratti, alla Cgil non piace la linea Confindustria "Molti elementi critici" nel documento presentato ieri ai sindacati dai vertici di viale dell'Astronomia di Giuseppe Vespo/ Milano DISTANZE Sono molte le cose da riscrivere del modello per il rinnovo dei contratti, proposto ieri ai sindacati da Confindustria. Almeno per la Cgil, che non entra nel merito del documento presentato da viale dell'Astronomia e si arrocca dietro un generico "sono necessari ulteriori approfondimenti". La segreteria riunita ieri per una prima valutazione si aggiornerà lunedì. Poi, mercoledì, cioè un giorno prima del prossimo incontro con Confindustria fissato per il 18, i segretari delle confederazioni in seno a Corso d'Italia, si incontreranno di nuovo. Oggi però "emergono distanze ancora significative e molti punti gravemente critici". E nel confermare "ancora una volta, l'obiettivo di definire un modello contrattuale universale", la Cgil sottolinea che "le trattative non si fanno con gli ultimatum, e la vicenda di Alitalia è lì a dimostrarlo". Il sindacato di Guglielmo Epifani smorza così i prematuri entusiasmi mostrati ieri, poco dopo la fine dell'incontro, dal vicepresidente di Confindustria, Alberto Bombassei. "Credo - diceva Bombassei - che si siano fatti ulteriori passettini in avanti, si stringono i tempi e i contenuti. Siamo ottimisti sul 30 settembre come termine per chiudere la trattativa". Impressioni, quelle del vicepresidente di Confindustria, forse in parte condizionate dalle circoscritte aperture degli altri due leader, Bonanni e Angeletti, entrambi ospiti a pranzo degli industriali. "Ci sono elementi interessanti - ha detto Bonanni - ma restano questioni da rivedere. L'obiettivo è di chiudere entro la fine del mese". Ad Angeletti "il documento sembra una base sulla quale raggiungere un accordo". Anche se ci sono alcuni nodi su cui bisogna negoziare. Per entrambi il riferimento è al calcolo dell'indice previsionale di inflazione. Poi alla contrattazione di secondo livello. La proposta, che da Bari il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia ha definito "ampia e completa", fa perno su alcuni punti. Cambia la validità dei contratti, che passa dagli attuali due a tre anni, e nasce un comitato paritetico per fare il punto ogni tre mesi sulla validità delle regole stabilite. Per quanto riguarda l'indice di inflazione sul quale calcolare gli aumenti salariali, sembra ci sia qualche differenza rispetto agli ultimi incontri: si parla di "un indice previsionale triennale depurato da alcune voci di inflazione importata". Alcune voci. Mentre prima Confindustria chiedeva di depurare solo l'inflazione imporatata dalla bolletta energetica. E già così alla Cgil non andava bene. Atro punto la proposta di costituire enti bilaterali chiamati ad esprimersi su ammortizzatori sociali e collocamento. Cosa che, sembra sottrrarre prerogative al sindacato. Resta aperta la questione, della contrattazione di secondo livello, solo timidamente estesa. Mentre le sanzioni previste per le parti che nei sette mesi utili per il rinnovo dei Ccnl prevedono che "le parti non dovranno procedere ad azioni dirette". Chiunque violasse le norme verrebbe sanzionato. Come dire, chi si alza dal tavolo e protesta, paga pegno.

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Questa crisi è una bomba atomica per il Lazio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Questa crisi è una bomba atomica per il Lazio" di Cesare Buquicchio "Prima di andarmene vorrei vedere disinnescata questa "bomba atomica" chiamata Alitalia". Tradisce una certa inquietudine il segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, Walter Schiavella, ad una settimana esatta dal suo passaggio alla direzione nazionale della Fillea, la categoria degli edili. "La vicenda Alitalia mi ha accompagnato dal 2004 ad oggi. Quattro anni fa eravamo alle prese con la ristrutturazione Cimoli, ma la situazione economica del Lazio in quella fase era ancora di forte espansione. Ora lascio il mio ruolo in una situazione poco felice", spiega il sindacalista che ha cominciato la sua attività nel 1983 quando era nei vigili urbani del comune di Palestrina. Ma quali sono gli spiragli per questa difficilissima trattativa? "È difficile intravedere qualcosa. L'impresa deve fare un passo in avanti, soprattutto nella qualità del progetto industriale e nella concezione del lavoro che dovrà spendersi in quella azienda. Per il futuro di Fiumicino, più della partecipazione degli enti locali, sarà decisiva la connessione con il resto del mondo e l'importanza che avranno nel perimetro aziendale settori qualificati come quello delle manutenzioni pesanti o i livelli alti dell'amministrazione. Ma una trattativa non si può fare con la pistola puntata alla testa...". Accennava al declino economico della regione in questi anni. Di chi sono le responsabilità? C'è sicuramente una difficile congiuntura nazionale e internazionale. Ma a livello locale Roma non può non essere colpita, più di altre aree del paese, dai tagli all'occupazione pubblica. Si pensi ad esempio a quanto sta avvenendo nella scuola. segue a pagina II.

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Alitalia, in stallo sull'orlo del baratro (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Alitalia, in stallo sull'orlo del baratro La Cai lascia ma resta l'offerta. I sindacati a Fantozzi: ci riceva --> La Cai lascia ma resta l'offerta. I sindacati a Fantozzi: ci riceva Rottura completa tra Cai e sindacati, il caso Alitalia è in stallo. Il governo concede un'altra giornata ai sindacati per formulare una proposta. ROMA Non è servita a nulla una intera notte di mediazione. La trattativa per Alitalia è in stallo sul baratro del fallimento. E i sindacati, sotto il pressing per un sì al piano di governo e Cai, chiedono una convocazione al commissario straordinario Augusto Fantozzi "per comprendere gli atti formali presi e quelli che si accinge a intraprendere". La società della cordata di imprenditori creata per salvare la compagnia, la Cai, non ha formalmente ritirato la sua offerta ma ha gelato le poche speranze di una apertura: "Non esistono le condizioni per proseguire le trattative", ha annunciato in mattinata. Guglielmo Epifani teme "un esito tragico", siamo "ad un punto di non ritorno": l'offerta della Cai è "improponibile" ma, si chiede il leader della Cgil, "pare possibile che il governo che sospende l'Antitrust, accolla ai cittadini un miliardo e mezzo, trova imprenditori che si prendono tutto questo, e poi non si riesce a trovare un accordo?". È una "situazione critica, ma non definitiva" per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che con il ministro dei Trasporti Altero Matteoli nel pomeriggio ha rivisto i sindacati, in uno scenario che però "fa temere il peggio", e che impone al commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi passi che già era "tenuto a fare", a partire dalla mobilità per i dipendenti. Che il governo si impegna a frenare. Dopo un netto muro contro muro con i piloti, anche la trattativa con i sindacati confederali è arrivata nella notte al punto di rottura: "Problemi insormontabili", dicono, ma lasciano aperta una fessura: la disponibilità a trattare ancora, un "atto di responsabilità", anche se non sembra esserci più alcuna fiducia. È il risultato, quando ormai è già mattina, di una lunga serie di incontri, riservati e informali, avviati nella notte per rianimare una situazione già compromessa: un fitto entrare ed uscire dalle stanze del ministero di via Veneto, con i ministri Sacconi e Matteoli; i segretari generali della Cisl Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, dell'Ugl Renata Polverini; il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari; e Rocco Sabelli, l'ad della Cai. Le diplomazie non si sono mai fermate ad ogni livello. In mattinata è a Palazzo Chigi Corrado Passera, l'ad di Intesa Sanpaolo, l'advisor che ha disegnato il piano, dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, come anche Sabelli, il presidente della Cai Roberto Colaninno, ed il commissario straordinario Fantozzi. Passera commenta: i sindacati "non si rendono conto della situazione in cui si trova Alitalia, in particolare i piloti". Che replicano: "Richiami inopportuni" dice l'Anpac; "mille esuberi è un dramma non gestibile" per l'Up. Per 870 piloti ci sono cassa integrazione e mobilità, e per altri 330 dei voli cargo l'esternalizzazione in altre società. È il doppio dei tagli previsti dall'offerta di Air France, ricorda l'Up. Mentre sul tavolo di confronto pesano anche 1.600 esuberi tra gli assistenti di volo. Ed in tutto il gruppo oltre 5.500 tagli, tra ammortizzatori sociali e esternalizzazioni. Non arrivano significativi passi indietro. La proposta della Cai ai sindacati è ferma: la sostanza del piano industriale non si tocca, e non è mai partito il confronto sulle condizioni contrattuali. Che i sindacati giudicano "inaccettabili", per alcune categorie "oltre la soglia di povertà". Trapelano anche indiscrezioni sul tentativo di un intervento diretto dei dipendenti, con le risorse dei fondi previdenziali, e di strappare il consenso di qualche grande banca. Esce il nome di Unicredit, notizia poi smentita.

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Scajola: l'alternativa al piano è il fallimento (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 102 Reazioni Scajola: l'alternativa al piano è il fallimento Reazioni --> ROMA "Il piano industriale per salvare Alitalia è duro, ma è anche l'unico possibile perché l'alternativa è il fallimento". Parole che il governo va ripetendo da giorni e che ieri ha fatto proprie il ministro Claudio Scajola. Parole dietro le quali - si evidenzia - non bisogna vedere alcun ricatto. Devono semplicemente essere lette come una presa d'atto della realtà. La trattativa sul destino di Alitalia e dei suoi lavoratori diventa di ora in ora più difficile, ma la speranza nell'esecutivo ancora in serata è che alla fine i sindacati cedano. Una delle letture più accreditate, e che sarebbe la più favorevole al governo, è che stiano tirando la corda per ottenere il massimo possibile e per evitare di scoprirsi di fronte al pressing dei dipendenti. Il Partito democratico, ma anche l'Idv e l'Udc, intanto però attaccano: "Il governo è allo sbando", accusa Walter Veltroni. Il Piano Fenice è, politicamente, uno dei fiori all'occhiello di Silvio Berlusconi e il dissolversi della cordata italiana e della Nuova Alitalia sarebbe quindi un duro colpo da dover digerire. Ma, ancora in serata, la fiducia sembrava essere il sentimento prevalente. Il premier ieri si è tenuto alla larga dalla vicenda, che però ha continuato a seguire da vicino attraverso Gianni Letta. Oggi sarà a Bari per inaugurare la Fiera del Levante e sul suo intervento, come sempre, sono appuntate molte aspettative. Si tratta di un discorso che tradizionalmente fa leva sulla politica economica, ma che è anche l'occasione per incursioni nell'attualità. Che vi sia un accenno alla vicenda Alitalia non è comunque scontato: previsto nella versione originale, non è infatti detto che compaia anche nella stesura definitiva. Dipenderà, come è facilmente comprensibile, dagli accadimenti. Quale sia il futuro che attende la compagnia di bandiera è difficile da prevedere, ma il clima incandescente della trattativa ha avuto come conseguenza certa quella di alzare il livello dello scontro politico tra gli schieramenti che si rimpallano accuse e responsabilità. Alitalia, "una delle più grandi realtà industriali e occupazionali, sta andando all'aria", afferma il segretario del Pd Walter Veltroni. La colpa? Del governo, che "non ha fatto - sottolinea - quello che doveva fare. Cioè scegliere la strategia, un'alleanza. Si è andati allo sbando in maniera dilettantesca". Ma i Democratici soprattutto contestano all'Esecutivo la tesi per cui l'unica strada alternativa alla privatizzazione in salsa italiana sia il fallimento della compagnia: si potrebbe "vedere se ci sono altri gruppi interessati", rilancia quindi il segretario. Opzione che non sembra essere sul tavolo. Dure anche l'Italia dei Valori e l'Udc. Per Antonio Di Pietro è tutta "una speculazione finanziaria", mentre Pier Ferdinando Casini ironizza sul "miracolo" promesso dal presidente del Consiglio: "Non faccio l'uccello del malaugurio - afferma - ma le contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti". Le opposizioni sferrano l'attacco e la maggioranza fa quadrato. C'è chi come il ministro leghista Roberto Calderoli punta sui sindacati e li invita ad avere "una posizione responsabile", così come quella tenuta dal governo e dagli imprenditori. Ma c'è anche chi alza i toni come il senatore (Pdl) Mario Ferrara che vede dietro il rischio che salti la trattativa sull'Alitalia un tentativo "orchestrato ad arte" fra la sinistra e i sindacati per "capovolgere l'esito delle elezioni".

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Alta tensione a Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-09-2008)

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Primo Piano Pagina 102 La protesta dei dipendenti ma voli complessivamente regolari Alta tensione a Fiumicino La protesta dei dipendenti ma voli complessivamente regolari --> ROMA Tensione e qualche protesta ma pochi ritardi e voli tutto sommato regolari all'aeroporto di Fiumicino. Nonostante la situazione tesa e il difficile andamento della trattativa, nell'aeroporto romano i voli Alitalia e delle altre compagnie ieri sono partiti e atterrati quasi sempre regolarmente. Sono solo una dozzina i voli che hanno registrato ritardi, comunque contenuti (dai 30 ai 60 minuti), con una paio di eccezioni di attese di un paio d'ore. Nel pomeriggio un gruppo di oltre cento assistenti di volo in borghese hanno manifestato all'interno del terminal per le partenze internazionali. "La cordata siamo noi. Dignità e rispetto", questo lo slogan urlato a Fiumicino dai lavoratori. Sui cartelli agitati nel corso della protesta un messaggio pessimista: "Alitalia è morta, ne danno il triste annuncio i dipendenti di terra e volo". A parte i momenti della protesta, comunque sono stati molti gli assistenti di volo che, fuori dal loro orario di lavoro, hanno comunque presidiato per tutta la giornata l'aeroporto per seguire insieme agli altri colleghi gli esiti della trattativa in corso. Per gran parte della giornata è stata in fondo la speranza a prevalere tra molti degli addetti della compagnia. "Le notizie che arrivano - commentava una giovane hostess di terra - sono poco rassicuranti anche se penso che poi alla fine politicamente l'Alitalia sarà salvata". Tra i passeggeri in transito molti, pur non nascondendo le grandi difficoltà, hanno espresso la speranza di un esito favorevole della vicenda. "Mi dispiace vedere quanto sta accadendo", ha detto un giovane manager in partenza per Trieste e ha aggiunto: "Per quanto mi riguarda vorrei che la compagnia continuasse a volare e che il personale in esubero venisse ricollocato da qualche altra parte". Un altro passeggero in partenza per Vicenza ha auspicato che la Cai possa "concedere qualcosa" per consentire alla trattativa di procedere e all'Alitalia di sopravvivere.

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Alitalia, diecimila lavoratori senza diritti Michele Meta: tanti sono, fra indotto e precari della compagnia, coloro che non hanno ammortizzatori sociali. Alemanno si smarchi e dif (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, diecimila lavoratori senza diritti Michele Meta: tanti sono, fra indotto e precari della compagnia, coloro che non hanno ammortizzatori sociali. "Alemanno si smarchi e difenda la città da un disastro" di Gioia Salvatori Carlo, il nome è di fantasia, pensava di salvarsi passando dal centro di elaborazione dati di Alitalia all'assistenza di terra. Così a 44 anni, qualche mese fa, ha cambiato lavoro. "Adesso mi ritrovo lo stesso con la minaccia del licenziamento; e sai qual è il paradosso? Che difficilmente potrò usare le conoscenze informatiche acquisite in Alitalia per lavorare altrove perché i nostri sistemi, anche se andiamo falliti, sono tra i più avanzati e quasi nessuno ce li ha così". Come Carlo tanti altri se ne sono andati dal Ced. Nell'ultimo anno almeno una cinquantina. E ieri all'aeroporto di Fiumicino i dipendenti della compagnia di bandiera, Porta Portese alla mano, già cercavano altri lavori. "Tanto qua non speriamo nell'aiuto di nessuno - dice una hostess di terra". Disillusi, covano la rabbia. Però hanno deciso di lavorare, ieri, i dipendenti Alitalia, Eas e Air One, evitando disservizi nello scalo della Capitale. "Quando arriverà la notizia della mobilità, però, se la compagnia verrà liquidata, metteremo a ferro e fuoco lo scalo - dicono due stewards di terra". Ieri la giornata è passata tra assemblee spontanee dei lavoratori Alitalia e di quelli Air One, i secondi ce l'hanno con il patron Carlo Toto: "Perché ci deve svendere così? - dice un pilota della compagnia dell'Airone - Che bisogno aveva di buttare in questa incertezza una compagnia che, seppur indebitata, poteva normalmente essere venduta? Solo tra noi piloti, gira voce ci siano 150 esuberi secondo il piano Fenice e poi ci sono tutti i precari, per esempio hostess di terra e d'aria, a cui tanto è stato promesso e poco è stato dato". Ma la rabbia ieri è stata contenuta; l'unica protesta è esplosa nel pomeriggio quando 200 dipendenti Alitalia hanno improvvisato un corteo davanti ai terminal, finito di fronte la sala equipaggio della compagnia di bandiera dove c'è un presidio permanente capitanato da Sdl. Ci sono hostess, piloti e anche i precari organizzati di mobastaprecari, il gruppo degli stagionali Alitalia che è diventato anche un sito internet. Il colpo più grave, in caso di fallimento, sarà proprio per loro, privi di ammortizzatori sociali come i lavoratori dell'indotto. Sulla crisi Alitalia, sottolineando proprio questo aspetto, ieri è intervenuto anche il capogruppo Pd in commissione trasporti della Camera, Michele Meta: "Che farà il governo per i lavoratori precari e dell'indotto? Berlusconi e Tremonti sarebbe il caso che si assumessero qualche responsabilità in zona Cesarini, dopo aver compiuto un disastro indice di massimo dilettantismo". Dilettantismo e poca lungimiranza considerato il taglio dell'hub di Fiumicino, scalo che di anno in anno vede aumentare il numero di passeggeri (oggi 33 milioni, previsti 50 milioni nel 2020). "Come si fa a demandare a un privato la gestione di politiche strategiche per il Paese come quella dello sviluppo aeroportuale? Per non parlare, poi, delle modalità dell'operazione, dell'improvvisazione di una cordata dopo un annuncio fatto in campagna elettorale". Secondo stime sindacali i lavoratori dell'indotto dell'industria del volo, nel Lazio, sarebbero almeno 7mila mentre i precari, quelli non calcolati negli esuberi del piano Fenice, sono circa 3mila: "Diecimila lavoratori senza ammortizzatori sociali nella Regione - aggiunge Meta - Il governo non può pensare di tenere fuori dal tavolo gli enti locali. Credo che Marrazzo abbia fatto bene a proporsi e ben venga anche l'ingresso di imprenditori romani in cordata, ma avere l'1 % non è risolutivo soprattutto se sono coinvolte aziende che non hanno il volo nel loro core business. Lo è, invece, discutere il piano industriale che deve essere subito inviato agli enti locali". E il comune? "Alemanno si smarchi e si schieri con i lavoratori superando le divisioni politiche. Si impegni affinché continui la trattativa". AIR ONE A Fiumicino anche la rabbia dei dipendenti della compagnia di Toto: "Che bisogno aveva di svenderci?" Nel pomeriggio di ieri corteo e assemblee spontanee.

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Questo è un prosciutto di Berlusconi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Questo è un prosciutto di Berlusconi" "Questo dell'Alitalia è un "prosciutto" che Berlusconi si è fatto per conto suo: ha promesso che c'era la cordata italiana e, poichè non c'era, per provare che invece esisteva si è messo a costruire norme su misura, bad company e new company, con il risultato di creare una piccola compagnia, non una nuova Alitalia ma una nuova Airone". Lo afferma il ministro ombra del Pd per l'economia Pierluigi Bersani, in un'intervista alla 'Gazzetta dell'economià, settimanale di economia di Puglia e Basilicata oggi in edicola in occasione della Fiera del Levante. "Anche noi - aggiunge Bersani a proposito di Alitalia - avremmo preferito mantenere una grande compagnia di bandiera ma meglio avere un peso e una presenza rilevante in una grande compagnia europea piuttosto che essere padroncini di una cosa piccola, di una compagnia domestica che non ha strutture di collegamenti internazionali e che sarà costretta a chiedere un passaggio ad altri. Non è dignitoso".

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Il giorno della rabbia e della paura Cortei e contestazioni dei lavoratori a Fiumicino. Come faccio a pagare il mutuo? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il giorno della rabbia e della paura Cortei e contestazioni dei lavoratori a Fiumicino. "Come faccio a pagare il mutuo?" di Gioia Salvatori "COME CE LA PASSIAMO? Mi verrebbe da dire che siamo nelle mani di Dio, invece, purtroppo, siamo nelle mani di Berlusconi". Per i dipendenti Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino, ieri, è stato il giorno dell'attesa, della paura, della rabbia. Tra assemblee spontanee e un corteo improvvisato dagli assistenti di volo, per tutta la giornata nelle salette personale di Alitalia e di Air One, non si è fatto altro che commentare le diverse voci che, ora dopo ora, arrivavano dai palazzi. Se ne parla con rabbia verso il governo e il mondo dell'imprenditoria e con una punta di rassegnazione. Nel mirino delle critiche dei dipendenti Air One, c'è anche il patron Carlo Toto: "Perché ha voluto partecipare alla cordata? Che bisogno ha di svenderci? Il gruppo ha debiti ma non è mica disastrato come la compagnia di bandiera. Siamo preoccupati, di noi si parla sempre come se fossimo l'altra faccia del piano Fenice - dice un pilota - Eppure la voce è che su 360 piloti Air One, 180, se con Cai o altre cordate passa questo piano, perderanno il posto". Ma la rabbia non esplode con blocchi stradali come due giorni fa. Resta nell'animo, nelle parole e nelle facce tese. La linea da tenere, nella giornata dell' incertezza è quella della responsabilità e in aeroporto non ci sono disservizi. Il morale basso e la disillusione aiutano: "Finché i vertici dei sindacati non annunceranno che ogni margine di trattativa è chiuso - dicono gli assistenti di terra - Cos'altro possiamo fare oltre che lavorare?". La rabbia è pronta a manifestarsi se non arriverà lo stipendio il 27 settembre e se si andrà alla mobilità. Ieri, comunque, 200 assistenti di volo Alitalia, hanno improvvisato un minicorteo davanti ai terminal al coro di "La cordata siamo noi, dignità e rispetto". Hostess e stewards, hanno battuto le mani e invitato qualche collega a non imbarcarsi. Poi il manipolo si è radunato in un'assemblea spontanea capitanata da Sdl davanti alla saletta equipaggio. Ci sono meccanici, hostess e molti piloti. È una platea consapevole e informata, che non crede che la compagnia verrà liquidita, nonostante gli annunci di Augusto Fantozzi e che non crede più nello Stato, nelle regole e nell'impresa: "Quando lavoravo in nero come cameriera guadagnavo di più - dice un'assistente di terra - Dopo 16 anni di lavoro prendo 1100 euro al mese e con tutta probabilità, se mi licenziano, avrò una pensione da schifo. Posso ancora credere nelle regole?". Un suo collega di grado più alto si rammarica di essere nelle mani di Berlusconi piuttosto che nelle mani di Dio e anche lui è convinto: "Se mi licenziano è sicuro che andrò a lavorare in nero. Certo è che sarei più contento di questa opzione che di ritrovarmi con lo stipendio dimezzato, cioè di 700 euro: soldi che non mi basterebbero nemmeno per pagare il mutuo". "Che volevano questi 16 imprenditori Cai? Si sarebbero presi solo la parte produttiva della compagnia e avrebbero dismesso i settori meno strategici. Nonostante questo ci avrebbero decurtato gli stipendi. È evidente che volevano fare un affare sulle nostre spalle - dice un pilota". I lavoratori guardano in faccia la realtà con realismo. Sono disposti a non mollare, a riprendere la lotta al momento giusto: "Se dovesse andare in liquidazione Alitalia, l'aeroporto sarà messo a ferro e fuoco - dice un dipendente", ma nessuno crede che la compagnia di bandiera verrà liquidata: "Con 20mila esuberi cade il governo - dice un meccanico". Certo è che cadrà l'economia del Lazio. Ieri il capogruppo Pd in commissione trasporti della Camera, Michele Meta, ha parlato di irresponsabilità del governo: "Berlusconi ha messo insieme una compagnia improvvisata per realizzare un annuncio elettorale. Si mette in mano ai privati la gestione di un settore strategico per l'Italia e soprattutto per la Regione Lazio che da sola produce il 10 % del Pil nazionale. Questo è dilettantismo". Intanto un meccanico, Porta portese (giornale di annunci e compra vendita) alla mano, si cerca un altro lavoro: "Ne ho trovati quattro!" - dice fiducioso, poi si becca la replica dell'amico: "Si vabbè, bisogna vedere se loro trovano te..".

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Profumo o Geronzi? C'è chi immagina il salvatore Unicredit nega ancora un suo intervento. Mediobanca potrebbe dare una mano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

/ Milano VOCI Nella disperazione di una trattativa senza sbocchi positivi, tra paure di licenziamenti e minacce di fallimento per Alitalia, emergono voci e indiscrezioni in- controllate sul prossimo scenario. Se fallisce il negoziato, se Alitalia va verso il fallimento, che cosa succede? Nel corso dell'assemblea delle nove sigle sindacali ieri qualcuno ha ipotizzato l'arrivo di Unicredit come salvatore di una situazione disperata. Ieri si è parlato anche di una cortdata di imprenditori romani che avrebbe affiancato il grande istituto di credito. Una voce che si è ripetuta altre volte nel corso degli ultimi mesi, ma Alessandro Profumo, amministratore delegato della banca, ha seccamente smentito qualsiasi interessamento nella vicenda della compagnia aerea: "Unicredit non è assolutamente coinvolto" nel tenativo di salvataggio. Negli ambienti di Borsa è volata un'altra voce che in altri tempi forse avrebbe goduto di una certa credibilità. Qualcuno ha immaginato che la Mediobanca di Cesare Geronzi potrebbe studiare un'intervento di emergenza per salavare Alitalia e i suoi dipendenti. D'altra parte è nella storia della Mediobanca di Enrico Cuccia e di Vincenzo Maranghi l'ambizione di realizzare le operazioni impossibili. Geronzi, che è appena riuscito a cambiare la governance dell'Istituito, potrebbe essere tentato di far pesare il ruolo di Mediobanca nel sistema finanziario e industriale con un'operazione rischiosa, ma capace di rinnovare antichi fasti. Ma la situazione appare oggi assai difficile, e non è più il tempo in cui Mediobanca poteva fare il bello e il cattivo tempo. Se, in qualche modo, Alitalia riuscirà a trovare uno sbocco futuro, questa possibilità andrà ricercata in qualche comopagnia aerea straniera che potrebbe affacciarsi con grande interesse in caso di fallimento. I nomi? Sono sempre i soliti: Air France e Lufthansa, prima di tutti. Ma potrebbero comparire anche altri operatori interessati a mettere un piede in uno dei più ricchi mercati al mondo. E pensare che dieci anni fa l'Alitalia era un gigante capace di competere nel mondo e oggi non riesce a trovare nemmeno un corteggiatore credibile.

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Fallimenti e acquisizioni, esplode la bagarre aerea nei cieli d'Europa La crisi delle compagnie accelera il processo di concentrazione tra operatori. Il mercato è ormai dominato da (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Un pugno di potenti soggetti industriali INCROCI. Lufthansa, Austrian Airlines, Virgin Atlantic, XL Leisure. Non sono solo le vicende relative alla sorte di Alitalia (e di AirOne) a creare turbolenze nel mondo delle compagnie aeree: la crisi favorisce alleanze, fusioni e acquisizioni. La compagnia aerea tedesca Lufthansa, indicata tra i possibili partner tecnici della nuova Alitalia (se vedrà la luce) ha avviato un negoziato per acquistare la scandinava Sas, da tempo in acque difficili. I tedeschi preferiscono non commentare. Gli scandinavi - la società è controllata dai governi di Svezia, Norvegia e Danimarca - si limitano a confermare di aver avviato una trattativa finalizzata alla ricerca di una "soluzione strutturale" per i propri problemi, senza specificare con chi stia negoziando. Di sicuro ha necessità di trovarsi quantomeno un alleato. I bilanci di Sas sono in rosso da inizio anno (solo nel secondo trimestre sono stati persi 70 milioni di dollari), nonostante l'avvio di un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 2.500 posti, e alcune delle sue controllate - è il caso di Spain Air, coinvolta nel tragico incidente di Madrid dello scorso agosto - stanno anche peggio. Sempre nel cuore dell'Europa, questa volta però sul fronte austriaco, quattro le compagnie sono in corso per conquistare la quota di maggioranza di Austrian Airlines, messa in vendita dal governo di Vienna per tamponare lo stato di crisi. Le quattro compagnie dalle quali è atteso in queste ore l'invio di offerte non vincolanti, sono, ancora una volta, Lufthansa - che gli esperti del settore danno per favorita anche per via della contiguità linguistica, con Brussels Air e la stessa Sas, Air France-Klm, la russa S7 e British Airways che però, già data in dirittura d'arrivo nella corsa per la conquista della spagnola Iberia, viene considerata come la meno determinata. La quota ceduta dalla holding pubblica Oeiag è del 43%, con un 25% riservato ad azionisti strategici austriaci. La prossima settimana si saprà quali saranno le tre compagnie che verranno inserite nella short list. La scelta definitiva dovrebbe avvenire entro il 28 ottobre, data in cui scade il mandato del governo in carica. Per restare in tema British Airways-Iberia, al di là della Manica ieri è sceso direttamente in campo Richard Branson, il miliardario presidente e padrone di Virgin Atlantic. Obiettivo, impedire la fusione tra la British Airways (che sta mettendo a punto un piano per la buonauscita di circa 1.400 manager), American Airlines e, appunto, gli spagnoli di Iberia. Ottenesse il via libera - ha spiegato - Virgin verrebbe pesantemente danneggiata. Come tutti gli altri vettori operanti lungo òle loro rotte. Per questo Branson si è detto disposto a pagare "milioni di dollari" pur di bloccare il progetto. E a dipingere sulla carlinga dei propri velivoli lo slogan "No way BA-AA". Gli scontri tra il patron di Virgin - che ha anche affermato di non avere alcun interesse a partecipare ad operazioni di salvataggio di altro compagnia, Alitalia comporesa - e i vertici di BA - sottolineano i media d'oltremanica, non costituiscono una novità. Tornando in Italia, Livingston, la compagnia aerea del gruppo Ventaglio, e Eurofly del gruppo Meridiana, hanno stipulato un accordo commerciale per la prossima stagione invernale. L'obiettivo - più modesto rispetto a quello dei colleghi stranieri - è l'ottimizzazione del prodotto, grazie ad un maggior numero di voli diretti e di destinazioni raggiunte, armonizzando le frequenze e proponendo una serie di servizi aggiuntivi. Grazie a sette nuovi Airbus, i due vettori prevedono di gestire circa 300mila passeggeri nel corso dell'intera stagione. Anche se il settore dei tour operator non gode di gran salute. È di ieri la notizia che XL Leisure group, terzo tour operator del Regno Unito, è andato in fallimento. Cause, la volatilità dei prezzi del petrolio, la recessione e l'impossibilità di accedere a nuovi finanziamenti. Così intere legioni di turisti sono rimasti a terra nelle circa 50 destinazioni del gruppo, ubicate soprattutto nel Mediterraneo. Sono circa 85mila persone (oltre alle 200mila che avevano già prenotato) per le quali si sta organizzando una sorta di ponte aereo per il rimpatrio.

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Alitalia, conto alla rovescia per il fallimento La Cai si ritira dalla trattativa. Sacconi teme il peggio. Non è stata dichiarata la mobilità (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Bianca Di Giovanni/ Roma BARATRO L'Alitalia è a un passo dalla fine. La trattativa tra Cai (la cordata organizzata da Intesa) e i sindacati è rimasta sospesa per l'intera giornata: posizioni troppo distanti. Il governo, chiamato a intervenire per ricomporre il confronto, ha "congelato" la situa- zione chiedendo al commissario Augusto Fantozzi di non intervenire con la messa in mobilità fino a lunedì. Inoltre Maurizio Sacconi e Altero Matteoli hanno invitato le nove sigle sindacali a cercare una posizione comune. Non si sa però se su quella base il confronto potrà ripartire. In serata le posizioni restano rigidamente distanti, con rimpalli di accuse reciproche, soprattutto tra Cai e le organizzazioni dei piloti. A riunione conclusa il presidente Anpac "gela" Sacconi: "non credo che oggi saremo in grado di produrre un documento che possa giustificare un ottimismo maggiore nello sviluppo della trattativa". Le nove sigle si sono compattate: tutti d'accordo sui nodi ancora da sciogliere. Infine hanno chiesto a Fantozzi una convocazione "per comprendere gli atti formali presi e quelli che si accinge a intraprendere". Ma resta ancora qualche spazio per un recupero in extremis. "Sono pronto a riconvocare le parti, ma solo per un accordo - dichiara il ministro ai microfoni del Tg1 - Le possibilità sono al 50%". L'alternativa sarebbe il fallimento, nonostante le voci (rimaste tali) di una cordata alternativa che potrebbe subentrare. Mentre il confronto finisce nello stallo, si infuoca la polemica politica. "Il governo è allo sbando in modo dilettantesco", attacca Walter Veltroni. È l'una di ieri quando Cai annuncia il ritiro dal tavolo. "Non esistono le condizioni per proseguire le trattative", ha annunciato in mattinata. L'appuntamento con i sindacati "salta" e non riprenderà più. Il fatto è che la situazione era velocemente precipitata nella notte. Prima con i piloti, che si sono alzati dal tavolo vero le 22 dell'altroieri, poi con i confederali, che hanno trattato fino all'alba. Dopo poche ore Cai ha sospeso la "due diligence" alla Magliana. Poi ha chiuso la porta al confronto, dichiarando però di confermare la sua offerta. Motivazioni opposte vengono addotte riguardo ai motivi del naufragio del confronto. "I piloti non vogliono accettare la discontinuità con il passato", dichiarano in casa Cai. Secondo gli imprenditori Anpac e Up avrebbero "rotto" pur di mantenere le loro posizioni di "privilegio" con un contratto unico per la loro categoria. La replica dei piloti è secca: il doppio di esuberi annunciati (circa mille), più lavoro e meno soldi. L'irritazione è alta, tanto che in serata un comunicato Anpac accusa Corrado Passera (Intesa-Sanpaolo) di essere "inopportuno". Anche per i Confederali lo stop è arrivato quando si è trattato di decidere sui tagli alle retribuzioni. "Siamo stati disponibili su piano - spiega Giuseppe Caronia (Uilt) - ma le condizioni erano capestro. Il sospetto a questo punto è che Cai punti al fallimento. Speriamo che ci sia qualcun altro disposto a comprare". Si diffonde così l'ipotesi che una nuova cordata, guidata da Unicredit, sia ai blocchi di partenza. Ma in serata i vertici dell'istituto smentiscono nettamente. È "una situazione critica, ma non definitiva", commentato il ministro Sacconi. Tra le prime ore del mattino e il pomeriggio, una lunga serie di incontri, con i ministri, segretari sindacali (Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, Renata Polverini, Fabrizio Solari per Cgil) e i vertici Cai con l'amministratore Rocco Sabelli. Le diplomazie non si concedono tregua: a Palazzo Chigi arriva anche il regista dell'operazione, l'amministratore di Intesa Corrado Passera, e poco dopo anche Roberto Colaninno sempre con Sabelli. Ma gli angoli non si smussano. Cai non cambia posizione: le cifre mostrate al tavolo non si cambiano. Nessun passo dagli imprenditori, nessuna mossa (per ora) dai sindacati. Intanto anche la vicenda Atitech si infittisce di voci. Secondo indiscrezioni il governo avrebbe chiesto a Finmeccanica di rilevare almeno in parte la società finora impegnata nella manutenzione pesante per Alitalia, e che Cai non vuole includere nel suo piano. Secondo altri il gruppo potrebbe essere rilevato da imprenditori campani.

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Tabacci: l'italianità è stata una truffa (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La cosiddetta difesa dell'italianità di Alitalia da parte del governo "è stata una truffa" ai danni dei contribuenti e degli utenti. Lo ha detto Bruno Tabacci, durante un dibattito sulle liberalizzazioni alla Festa dell'Udc, nel quale ha anche accusato i sindacati di "raccogliere quello che hanno seminato". "Si sarebbe potuto concludere - ha detto l'esponente dell'Udc - con Air France, ma è entrata la campagna elettorale e ora paghiamo il conto. Alitalia è stata scorporata in due, con una parte cattiva a carico dei contribuenti, e così gli azionisti perdono tutto e altrettanto succederà per gli obbligazionisti, che invece con Air France mantenevano i loro diritti". "Tremonti - ha proseguito Tabacci - non può dire che per i contribuenti andrà di lusso perchè non continueranno a pagare le perdite di Alitalia, perchè si dovranno accollare tutti i debiti, il che è la stessa cosa. Air France, invece, si sarebbe presa anche i debiti della Compagnia".

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E nella notte i piloti si alzano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

/ Roma Erano le dieci di sera quando è finito tutto per gli uomini in divisa. I piloti hanno detto basta. Circa le tre del mattino quando si sono alzati i sindacati confederali. Tutti a casa, senza intesa. Cosa è accaduto realmente nella notte più lunga per l'Alitalia? Come in un film, ognuno racconta una storia diversa. Cai accusa i piloti. Secondo fonti vicine alla cordata, i rappresentanti dell'Anpac avrebbero rotto all'improvviso, senza una motivazione credibile. Il nodo del contratto unico sarebbe stato insormontabile. "Non si capisce che c'è bisogno di discontinuità: non si può andare avanti con i benefici del passato".In casa Anpac la tesi è contraria. "Chiedevamo più rotte a lungo raggio, per essere più competitivi - spiegano - e chiedevamo di non dover guadagnare di meno a fronte di maggior lavoro. Sappiamo di essere il miglior capro espiatorio: ma così non si chiude nessun tavolo". La prova "regina" della loro lealtà per i piloti sta nel fatto che hanno proposto di partire da un contratto di una qualsiasi compagnia aerea e di modificarne solo il trattamento economico. "Ma anche questo non è stato accettato", dicono. Per loro, per i capitani di cbina, quello avanzato da Cai è un contratto assolutamente inaccettabile "non per i soldi, non per le ore da lavorare, ma proprio per l'impianto di base. Non c'è nulla che va bene". Ma a decretare proprio la fine del confronto già dalle prime ore del tavolo, per i piloti è stato il numero degli esuberi. Mille, il doppio di quanto preannunciato. In effetti sui tre tavoli avviati nella serata dell'altroieri i numeri si confondono. Rocco Sabelli "salta" da una stanza all'altra: prima piloti, poi assistenti di volo, quindi il personale di terra con i confederali. Le tabelle sfilano da una parte all'altra. Man mano che passano le ore i sindacalisti si rendono conto che gli esuberi sono molti di più di quanto si era annunciato. "Era come se Sabelli alzasse sempre di più l'asticella", spiegano. Anche gli assistenti di volo lasciati a terra in quelle ore frenetiche erano diventati 1.600. Le ore passavano: i confederali erano disponibili anche ad un accordo molto sofferto. "Sappiamo che dietro l'angolo ci sono soluzioni molto dolorose", spiegano in casa sindacale. "Ma a un certo punto Sabelli si è irrigidito - aggiunge un rappresentante presente alla trattativa - Ha iniziato a puntare i piedi. Noi abbiamo insistito: non possiamo accettare tutto: più esuberi, più ore lavorative e stipendi più bassi. Quale sindacato riuscirebbe a firmare una cosa di questo genere?" Un tira e molla estenuante, con sospensioni in notturna, appuntamenti al ministero con il governo alle prime luci dell'alba. Ma la situazione non si è sbloccata. "Per me la trattativa è chiusa", ha detto Sabelli. b. di g.

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STORIA E POLEMICHE (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Quelli che... è sempre colpa dei lavoratori Marasma all'Alitalia avviata a quanto pare (salvo un miracolo) a un triste epilogo. Sembra di essere ormai, come dire, all'ultimo decollo. Il primo (il volo inaugurale) aveva coperto, il 5 maggio del 1947, la tratta Torino-Roma-Catania. Sono trascorsi quasi 60 anni di successi e insuccessi, bilanci in rosso, traumi, scioperi, esuberi, accavallarsi di gruppi dirigenti. E ora già le prime odi funebri pongono sul banco degli imputati sempre lo stesso capro espiatorio, ovverosia il sindacato. Un soggetto sociale descritto, attraverso una campagna furibonda, come una "casta" di privilegiati, in possesso di chissà quali prebende, incuranti delle sorti del Paese. Un accanimento messo in campo non per stimolare un rinnovamento necessario del sindacato. Ad esempio rispetto alla necessità di rappresentare appieno il nuovo e vecchio mondo del lavoro, adeguando le proprie strategie. Un accanimento che cancella le pagine di un movimento che negli anni Sessanta-Settanta aveva portato la democrazia nei luoghi di lavoro e negli anni Novanta aveva salvato il Paese dal disastro, cercando di non svendere per questo le conquiste del passato. Ora cercheranno di far passare il dramma dell'Alitalia come un disastro conseguito per colpa di Epifani, Bonanni, Angeletti. Come se ci trovassimo di fronte a tre pericolosi estremisti, in qualche modo seguaci di Arthur Scargill, il famoso capo dei minatori inglesi portati alla sconfitta negli anni Ottanta. Ma oggi in Italia non siamo di fronte alle conseguenze di un impetuoso rinnovamento tecnologico che spazza via i posti e introduce le macchine. La storia dell'Alitalia è soprattutto, semmai, la storia di uno stretto intreccio, nella sua gestione, col potere politico. Qui le "caste" non si contano e toccano anche esponenti del centrodestra, come Marco Zanichelli (quota An) e Giuseppe Bonomi (quota Lega. E si staglia nelle dolorose pagine finali la figura di Silvio Berlusconi, presunto salvatore, colui che davvero provocò, lo scorso anno, il fallimento della trattativa con Air France. Che cosa doveva fare il buon Jean Cyril Spinetta, il manager francese, seduto a quel tavolo del negoziato, ascoltando alle spalle il capo del centro destra che tuonava e minacciava? Ora i vari commentatori sostengono che tutto andò a rotoli per la miopia dei sindacati. Ma davvero si pensa che pesasse di più la voce di Epifani-Bonanni-Angeletti rispetto alla campagna massmediatica condotta dal futuro leader del governo italiano? Ora è probabile che la sceneggiata si ripeta. Eppure sarebbe bene ricordare - lo ha fatto Guglielmo Epifani - come siano state innumerevoli le prove di maturità e apertura date dai sindacati nella lunga odissea della Compagnia di bandiera. Così, ai tempi del manager Domenico Cempella quando si appoggiò l'intesa con la Klm. E poi quando si cercò di favorire (nuovo manager Francesco Mengozzi) la prima intesa con l'Air France. E adesso povera compagnia di bandiera? Il centrodestra ha scherzato col fuoco promettendo mari e monti e ora non sono solo piloti o hostess a rischiare di pagare il danno. E' l'intero Paese. Hanno agito con sicumera e faciloneria. Ancora l'altra sera davano per scontato l'accordo come fatto. Hanno agito come se il loro compito fosse quello di spettatori, ospiti di un confronto tra la nuova proprietà della "Good Company" e le nove sigle che parlano per conto del variegato mondo del lavoro aeroportuale. Hanno in sostanza, come amano dire, "favorito il dialogo" magari con pasticcini e caffè. Senza saper porre in campo concrete scelte e volontà politiche, strategie e proposte capaci di aiutare una soluzione. Speriamo in un guizzo di serietà.

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La Moratti non molla: <Giù le mani da Linate> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 219 del 2008-09-13 pagina 3 La Moratti non molla: "Giù le mani da Linate" di Giannino della Frattina Sea prosegue il piano di investimenti: "Più forti le alleanze internazionali" "Il fallimento delle trattative sarebbe drammatico, comporterebbe il fallimento di Alitalia e un danno enorme per il sistema-Paese. L'azzeramento di tutto quanto è stato fatto in questi mesi. La speranza è che, nella vicenda Alitalia, tutti tornino al tavolo delle trattative". Così il governatore Roberto Formigoni ieri da Gubbio dove, a margine del seminario di Forza Italia, ha commentato gli ultimi sviluppi del tentativo di salvataggio della compagnia di bandiera. Un intervento, quello del governo e della cordata di imprenditori, che comunque vada a finire avrà importantissime conseguenze sul sistema aeroportuale lombardo. Segnando, nel bene o nel male, il destino degli scali di Linate e Malpensa. Argomento sul quale, assicura Letizia Moratti, "siamo assolutamente allineati con Formigoni". Tutti insieme in trincea, dunque. "Io - aggiunge il sindaco - ho sempre detto, così come il governatore, che un ridimensionamento ovvero una riorganizzazione di Linate può essere possibile solo con un contemporaneo rafforzamento di Malpensa. Perché è ovvio che se Malpensa è un hub, allora ha bisogno di voli di alimentazione. Che si possono fare su Linate. Ma nel piano della nuova Alitalia, Malpensa comunque non è hub. E allora se non è hub, non si vede la ragione di un ridimensionamento o una riorganizzazione di Linate". Ma all'orizzonte le nuvole sono piuttosto scure. "Adesso poi con questo stop alla trattativa è di nuovo tutto da vedere". Ma il Comune non demorde. "Come Sea stiamo proseguendo sul nostro piano di investimenti, con alleanze internazionali che si vanno consolidando: stiamo dimostrando di voler dare comunque una risposta al Paese. Una ricerca dello studio Ambrosetti dimostra come in Europa ci sia una forte necessità di avere meno vettori e più aeroporti. Noi vogliamo dare a un'area del Paese che ne ha assolutamente bisogno per la competitività del sistema dei passeggeri e delle merci, un sistema aeroportuale che funzioni e cresca nel tempo". Fronte Expo. Si attende. "Sul decreto della Presidenza del Consiglio non ho notizie. Intanto stiamo lavorando su altre cose. Non c'è solo l'Expo ma un lavoro quotidiano, costante e continuo di valorizzazione della nostra città". La visita a Milano degli ispettori del Bie, l'organismo internazionale che ha assegnato la manifestazione? "Per ora non ho avuto solleciti. Stiamo definendo con il presidente del Consiglio una data". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, la trattativa è appesa a un filo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 I sindacati chiedono di incontrare il commissario Fantozzi. La Cai pessimista Alitalia, la trattativa è appesa a un filo I sindacati chiedono di incontrare il commissario Fantozzi. La Cai pessimista L'appello del ministro Scajola: l'alternativa al piano è il fallimento --> L'appello del ministro Scajola: l'alternativa al piano è il fallimento Il piano Alitalia è in stallo, sul baratro del fallimento. La Cai non ci sta più: inutile continuare la trattativa, dice. Ma non ritira l'offerta. I sindacati bocciano la proposta come irricevibile, e intanto pressati per dire sì al piano del governo, chiedono una convocazione al commissario straordinario Fantozzi. Non è servita dunque una notte di mediazione e un'altra febbrile giornata all'insegna di incontri e diplomazie al lavoro. Il governo per bocca del ministro Scaloja è categorico: "L'alternativa al piano è il fallimento". Ma ha concesso un altro giorno ai sindacati per formulare una proposta. Scettico il leader della Cgil, Epifani: "Siano al punto di non ritorno". A PAGINA 2.

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Il piano di salvataggio precipita Altre 24 ore e poi sarà il crac (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 219 del 2008-09-13 pagina 3 Il piano di salvataggio precipita Altre 24 ore e poi sarà il crac di Gian Battista Bozzo da Roma Nonostante le preghiere di Papa Benedetto, assicurate personalmente dal Pontefice al commissario straordinario Augusto Fantozzi, la sorte dell'Alitalia è appesa a un filo sottilissimo. Il confronto notturno tra i sindacati e la cordata acquirente si è concluso con una rottura netta, e dopo una visita a palazzo Chigi di Roberto Colaninno e Corrado Passera la Cai annuncia che "non ci sono le condizioni per proseguire le trattative". La cordata non ritira formalmente l'offerta, ma sospende la due diligence sugli asset della compagnia. Fonti della Cai incolpano i piloti di aver fatto saltare il tavolo, non accettando di aumentare la produttività a parità di retribuzione. I sindacati controbattono: "Ci hanno messo di fronte a 1000 piloti in esubero, contro i 506 del piano Air France, senza alcun margine di negoziato". L'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, definisce "capriccioso" l'atteggiamento dei piloti, ma Anpac e Up replicano: "Frasi inopportune". Accuse reciproche che non spostano di un millimetro la drammatica situazione: non ci sono altre offerte in ballo, oltre a quella della cordata Colaninno; e adesso, al commissario Fantozzi non resta che avviare le procedure per la messa in mobilità dei dipendenti. Il commissario starà fermo fino a domani sera, in attesa di possibili sviluppi. Il governo ha infatti offerto altre 24 ore ai sindacati per trovare una piattaforma comune con cui riavviare in extremis il negoziato, "prima che la situazione precipiti - dice il ministro del Welfare Maurizio Sacconi -: è una corsa contro il tempo, resta ancora un 50% di possibilità". Il governo continua a lavorare per la ripresa della trattativa. Silvio Berlusconi per il momento tace: intercettato per Roma dai giornalisti che gli chiedono se Alitalia volerà ancora, si limita a rispondere "speriamo...". Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, conferma tuttavia che "non ci sono altre offerte; il piano Cai è duro - aggiunge - ma è l'unico possibile". Gli esuberi, secondo i calcoli sindacali, sono pari a circa 5.500, fra cui 1.000 piloti (compresi i 130 del cargo) e 1.600 assistenti. Su questi numeri il negoziato si è arenato nella notte fra giovedì e ieri. Al "no" dei piloti e degli assistenti autonomi si sono associati i confederali. "E se la trattativa fallirà - osserva il segretario della Uil, Angeletti - nessuno potrà addebitarlo al sindacato. Sappiamo che ci sono esuberi, ma non vediamo perché dovremmo accettare una riduzione dei salari". E Bonanni auspica un ulteriore intervento del governo, utilizzando "l'elasticità della politica" per sbloccare la trattativa. La Cai nega il taglio alle retribuzioni. Fonti della cordata sostengono che i piloti non hanno accettato di aumentare la produttività a parità di stipendio: "Non sono gli esuberi il punto, abbiamo discusso di riorganizzazione del lavoro e retribuzioni legate alla produttività, e su questi punti è saltato il tavolo", affermano. Cai si sarebbe detta disponibile anche ad allargare il network delle rotte. Epifani nega la circostanza, e accusa il governo di aver abbandonato la trattativa. Ora, aggiunge il segretario della Cgil, "siamo a un punto di non ritorno, e prevedo un esito tragico". "Il governo è sempre stato presente", replica il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. "Epifani evidentemente dormiva" aggiunge il sottosegretario Paolo Bonaiuti. In realtà, alla maratona notturna mancava proprio Epifani. In serata tutte le nove sigle sindacali che partecipano al negoziato si riuniscono nella sede dell'Anpac per elaborare una possibile piattaforma comune per riannodare i fili spezzati del negoziato. Ma il leader dei piloti, Fabio Berti, spiega che difficilmente sarà possibile produrre per ora un documento unitario, visto che "le distanze sono serie". In una lettera, i sindacati chiedono al commissario Fantozzi di essere convocati per conoscere "gli atti formali presi e quelli che si accinge a intraprendere". Prima della riunione si erano sparse voci, alimentate proprio dai piloti, di una proposta alternativa di acquisto della compagnia da parte degli stessi dipendenti spalleggiati da Unicredit. Ma l'ad del gruppo bancario, Alessandro Profumo, smentisce con decisione. A Fiumicino, nella giornata di ieri, si sono susseguiti cortei e assemblee che tuttavia non hanno provocato eccessivi disagi ai passeggeri. Si sono verificati ritardi per una decina di voli Alitalia, con una punta di due ore per una partenza per Amsterdam e una per Trieste. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il testimone Berlusconi <benedice> il matrimonio di miss Parlamento (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 219 del 2008-09-13 pagina 10 Il testimone Berlusconi "benedice" il matrimonio di miss Parlamento di Redazione La deputata Elvira Savino si è sposata ieri a Roma: alla blindatissima cerimonia anche La Russa e la Ravetto da Roma Per il matrimonio di Elviria Savino, Silvio Berlusconi arriva in perfetto orario. Tanto che chiacchierando con i parenti degli sposi durante l'attesa nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, si lascia scherzosamente scappare un "sono più puntuale della sposa". Abito scuro, camicia bianca e cravatta blu a pois, il premier dispensa strette di mano e qualche sorriso. E pure una sollecitazione per Laura Ravetto, deputata del Pdl accompagnata dal suo fidanzato: "E voi quando vi sposate?". Passa qualche minuto e l'attenzione si sposta sulla Savino, abito bianco Versace e marcia nuziale di sottofondo. Una volta tanto, gli occhi dei presenti non sono tutti puntati sul Cavaliere ma su quella che qualche mese fa - stando a un piccolo sondaggio fatto tra i deputati proprio dal Giornale - era la nuova Miss Montecitorio e l'imprenditore napoletano Ivan Campili. La cerimonia è breve, ma il sacerdote si dilunga sul passo del Vangelo che parla dell'indissolubilità del matrimonio. Arriva il fatidico sì, "benedetto" anche dalla firma di Berlusconi, testimone della sposa insieme al direttore di Formiche Paolo Messa. Si può passare al riso e alle foto, che in chiesa erano off limits per un esclusiva concessa al settimanale Chi. A festeggiare la neosposa, però, di big della politica ce ne sono pochi. C'è il Cavaliere certo, e c'è il ministro della Difesa Ignazio La Russa che anziché partecipare alla lista di nozze on line per un quadro di Yayoi Kusama ha preferito regalare alla sposa una cornice d'argento "per esporre la foto del suo ingresso a Montecitorio". Ma sono soprattutto gli amici a riempire la chiesa di San Lorenzo in Lucina, molti dei quali venuti direttamente da Conversano, cittadina di 25mila persone a sud di Bari. Per l'occasione, dalla Puglia sono arrivati anche una troupe di Telenorba e cronisti della Gazzetta del Mezzogiorno di Bari e del quotidiano locale Fax. Sono le sette di sera e dal cuore di Roma i circa trecento invitati si iniziano a incamminare verso Villa Miani per il ricevimento. Berlusconi s'infila in macchina concedendo solo qualche stretta di mano, ma nessuna battuta ai cronisti che gli chiedono della vicenda Alitalia. Poi, una tappa a via Frattina con destinazione la gioielleria Martini. Una quindicina di minuti per acquistare forse il regalo per la Savino e poi piccolo bagno di folla con i curiosi che si sono accalcati davanti alle macchine della scorta. Qualche foto, due o tre autografi e solo una battuta sulla giornata politica. "Presidente, ma Alitalia volerà ancora?", chiede un cronista. "Speriamo, speriamo... ". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il sorpasso delle Veline a colpi di malizia (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 219 del 2008-09-13 pagina 19 Il sorpasso delle Veline a colpi di malizia di Redazione Settimana memorabile. Non tanto per Alitalia. Piuttosto per miss Italia e roba del genere. Controllate il tabellone dei programmi tivvù: semifinali di Veline, rullaggio dell'Isola dei famosi, finalissima della di cui sopra miss Italia. Una sfilata da far perdere il sonno, il fiato, gli occhi e altro, a mezzo Paese, stando ai dati di ascolto. Bellezze di vario tipo, giovanissime, pupe, femmine, belle, bone; a differenza dell'aritmetica, cambiando l'ordine del canale televisivo cambia anche il prodotto, o quasi. La storiella della ragazza della porta accanto resiste minuti due, anche perché non ci sono più le porte di una volta e soprattutto bisogna stare attenti ai vicini di casa, di qualunque sesso. Di certo da Mirigliani Enzo & famiglia a Ricci Antonio, un uomo solo al comando, il passo non è poi così lungo, l'unione fa l'auditel, Veline e Miss Italia riescono a raggrumare, davanti ai televisori, famiglie, giovani, anziani, militari, guardoni e intellettuali, il meeting può durare mezzora come tutta una settimana. Trattasi dunque di fenomeno sociale, ognuno è libero di considerarne la cifra, la dimensione, la cilindrata, non più le misure, perché grazie a Maurizio Costanzo le suddette sono state abolite, è finito l'incubo del novantasessantanovanta come patente a punti per l'iscrizione al concorso, libere tutte di allargarsi o restringersi, si potrebbe definire la vera scelta "di vita". Non dovete nemmeno credere ai contemporanei noiosi sacerdoti della critica televisiva: la storia delle sfilate registra giurati del tipo Zavattini, De Chirico, Visconti, De Sica, Gatto, Repaci, Vergani, Marotta (ma uno dei giudicanti osò definire Sofia Scicolone poi Loren "una spilungona male impostata!"). Così come nel ventennio velinaro sono passati ospiti di lusso, markettari per necessità, dovendo illustrare, in orario fantastico per gli ascolti, dunque per il mercato delle vendite, libri, film, fiction e merce simile. Eppoi l'arco di mezzo secolo si era aperto con le nozze Edy Campagnoli-Lorenzo Buffon e si è chiuso con oggi sposi Ilary Blasi-Francesco Totti, dunque nulla è successo. Ma il derby dell'ombelico, da Salsomaggiore a Segrate, è in fondo finto, taroccato, astutamente spacciato come opposto estremismo dell'arte della seduzione. Non è vero niente. Se il contenitore è diverso il contenuto, in senso buono, è analogo, uguale, identico. La ragazza oggetto, mostrata, esposta, esibita, facendo appunto credere che da qui, alla voce miss Italia, finiscano in passerella soltanto le mammolette acqua e sapone, costume da bagno tuttunpezzo, datato Anni Cinquanta, guardo ma non guardo, proibito ancheggiare, vietate le ambiguità, il testosterone resta sotto la minima quantità, il lato B è per i dischi in vinile, qui al massimo l'inquadratura del cameraman parte dal casello di Parma ovest, poi una lacrima sul viso, un bacio a papà, la carezza della mamma, un saluto al moroso; mentre il paese mormora che di là, in casa del diavolo di Albenga, sgambettino le figlie delle signorine fast food, quelle che dovevano chiamarsi "Espresso" e "Panorama" ma in una parola sola hanno riassunto le copertine, insomma le perverse, in pantaloncino da apnea inguinale, quasi perizoma, scollatura balconcino con condono, maligna strizzatina d'occhio, appuntamento previsto a telecamera spenta con il calciatore dotato di torace a tartaruga, dunque le "ah bella de mamma!" contro le "a'bbonazza", appunto, senza un passato glorioso, con un presente borioso e con un futuro anteriore. Il totale conferma che, dopo cena, se non c'è il pallone qualcosa di rotondo e di eccitante può servire a tenere unito questo bel paese, sempre che qualcuno non preferisca stimolarsi con gli infedeli, i ballarò, i portaaporta, godendo tra mister Italia e veline di altro tipo, ritenendosi superiore a certi miserabili mercati della carne femminile, non sapendo che un giorno, a una commessa che vendeva cioccolatini e marrons glacès in un negozio del centro di Milano, via Victor Hugo per la precisione, un cliente suggerì di presentarsi al concorso per la più bella della nazione. La ragazza lasciò il boero al rhum e venne eletta miss Italia. Si chiamava e si chiama Lucia Bosè. Obiezioni? Controindicazioni? Tra qualche minuto, tra qualche giorno avremo le prime sentenze, chi sarà la reginetta tricolore, incoronata, piangente come una madonna e chi la prossima guascona, sculettante ballerina dell'ora di cena. Il corpo è stato sdoganato, l'uomo malandrino osserva, le donne in tivvù si sono date una mossa, anche più di una. Verrà anche il tempo delle letterine, delle letteronze, delle schedine, delle ereditiere, tutte in doverosa e riverente memoria delle vallette, Giovannini, Campagnoli, Ciuffini, Manfrin, le madri, silenziose, immobili, pudiche, di tutte le buste di Mike Bongiorno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scuola, chi ha paura della Gelmini (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (28 votes, average: 4.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 107 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni valentino: Ora anche "Famiglia (Demo)Cristiana" attacca la Dott.ssa Maria Stella... sauro: Caro Taliani, lei omette volutamente di commentare che il rapporto "Education at a glance"... Alberto Taliani: Caro Sauro, i due prof non hanno insegnato negli anni 50 e 60,ma dopo e hanno visto anche enatre in... Americo: Per valutare il merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino: L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli psico-comici della politica - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Per Walter avviso di sfratto. 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Resisterà all'assedio? L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Tonino rispedisce Veltroni sul bus contrordine compagni (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Chi tocca la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità. Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il "galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così (è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43 miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi) con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato, come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri, del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia, che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (28 votes, average: 4.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08 Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati. Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare.. (basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente "il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: "Il diritto di voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione". Anche perché, ha ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da Romania e Bulgaria "non hanno dimostrato una particolare volontà di integrazione". "Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori". Poi arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli aimmigrati non è nel programma di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono altre? Scritto in Varie Commenti ( 107 ) " (24 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Jul 08 Avviso ai bloggers, finalmente in vacanza Cari amici anche per me è tempo di vacanze, linee permettendo cercherò di fare qualche aggiornamento per mantenere il filo diretto con voi ma dove mi trovo ci sono problemi di collegamento. Farò il possibile. Intanto auguro a tutti buone vacanze. Al mio ritorno il blog sarà aggiornato con maggiore frequenza ed avrà una visibilità maggiore sulla home page, questo per rafforzare il dialogo con voi e la vostra partecipazione. Per ora un grazie di cuore a tutti voi. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (10 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jul 08 Walter fa qualcosa di riformista. ma nel Pd è diarchia Il mio post di ieri terminava così: "Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte". Non amo le autocitazioni, ma stavolta c'azzecca, visto che in serata Veltroni, dopo un'ultima chiamata-ultimatum ("Dica se sta con travaglio e Grillo o con il Pd"), ha deciso di varcare il Rubicone e rompere con Di Pietro dopo che il leader dell'Italia dei valori gli ha mandato subito a dire: "Io non rinnego nulla di quella piazza". Veltroni tira su il ponte levatoio del Loft e si prepara a difendersi dall'assalto del fronte interno. Già, perché dopo il "No Cav Day" a sinsitra scoppia l'ultima guerra civile (leggi l'articolo di Luca Telese). Si ripropone insomma, sia pure su toni e contenuti diversi, l'ennesimo scontro tra riformisti e massimalisti e in palio ci sono leadership e malloppo elettorale, i voti girotondini e movimentisti, la "chimata alle armi" dell'elettorato della sinistra sparito dal parlamento. le elezioni Europee a primavera. Di Pietro non fa, per ora, passi indietro perché ha capito bene che gli conviene nuotare nel mare magno delle pulsioni e delle tensioni di un elettorato di sinistra irriducibilmente antiberlusconiano e spera, in più, di raccogliere anche quel voto di protesta "a prescindere" che ama i toni populistico-giustizialisti e neo qualunquisti anche con venature di destra. Tonino-capopopolo è riuscito a logorare Veltroni, a intaccarne leadership, a chiudere in un angolo il Pd (che al suo interno è diviso fra correnti e gruppi: da "Red" di D'Alema ai Teodem, a Parisi - anche lui non rinnega la piazza - e alla pattuglia dei prodiani-ulivisti. A proposito, com'è assordante il silenzio di Prodi su piazza Navona.). Insomma, per Veltroni la strada resta stretta: sul fronte moderato ci sono Casini e i socialisti, sulla giustizia i Radicali che non la pensano affatto come Di Pietro. Ci sarà dialogo? Ci sarà più centro e meno sinistra? Una cosa è certa. La guerra sarà lunga e aspra, ed è solo all'inizio. Vedremo come finirà. Walter ha fatto qualcosa di riformista, finalmente. In fondo, parafrasando Massimo D'Alema, un Paese normale ha bisogno di un'opposizione normale. Ma reggerà all'assalto? Già, perché qualcos'altro è cambiato nel Pd, almeno io la vedò in questo modo. Di fatto c'è una diarchia D'Alema-Veltroni, confermato dall'apertura palese di Massimo nel dibattito alla Camera sul Lodo Alfano: un sono sì alle riforme condivise con la maggioranza. Apertura che segna l'inizio di una diarchia nel Partito democratico, con D'Alema che parte dettare la linea al partito in cerca d'identità, di autorevolezza e soprattutto di alleati - al centro e a sinistra - sicuramente più affidabili di Di Pietro. Grandi manovre in corso, dunque, se ne saprà di più quando si terrà il congresso. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (15 votes, average: 3.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Jul 08 La guerra (in)civile degli psico-comici della politica La piazza è la stessa, il rituale e le facce pure. A piazza Navona è andato in scena il Girotondo 2, sequel del Girotondo 1, ma il regista è diverso: non c'è più Nanni Moretti, sostituito da Antonio Di Pietro. Il copione è lo stesso, anche se è stato arricchito da una carica di odio e volgarità mai vista prima: così il No Cav Day si è trasformato nel Turpiloquio Day. Vabbè, direte, con Grillo e la Guzzanti cosa c'era da aspettarsi? Era tutto già detto prima, già scritto, già annunciato: il "Caimano" e Napolitano, il Papa e la Carfagna, Veltroni e il Pd. Dov'è la notizia? Gli psico-comici hanno recitato fino in fondo la loro parte da avanspettacolo della politica, combattono la loro guerra (in) civile fino in fondo e con loro i soliti noti che attaccano Berlusconi per abbattere la sinistra. Già, perché la notizia vera è proprio questa: in piazza Navona è andato in scena un capitolo (e non sarà l'ultimo) dello scontro violento e trash "fra le sinistre", quella della piazza contro quella riformista. Uno scontro per l'egemonia, che sfrutta la debolezza (oggettiva) di Veltroni e del Pd nel chiudere definitivamente le porte alle estreme (cosa che invece riuscì benissimo al monolitico Pci). La deriva neo qualunquista, giustizialista, post sessantottina rischia così di diventare una Waterloo per Veltroni e i suoi (leggi il commento di Pietrangelo Buttafuoco sul "Giornale"). Sono loro ad essere "processati" in piazza (nello stile della rivoluzione dei cento Fiori maoista). Così, come scrive Filippo Ceccarelli su "Repubblica", "addio politica allora, addio opposizione, addio civiltà e addio a tutti". E Di Pietro? Lui vuole "impallinare" Berlusconi (dice). ma anche Veltroni e quel che resta della volontà di dialogo tra Pd e Pdl, altro che distinguo e presa di distanza dagli attacchi a Napolitano, gli psico-comici hanno recitato con lui, in piazza, così come i sessantottini radical chic. se questi sono valori. Ora non resta che aspettare. Che cosa? Ma che Veltroni (definito da Grillo: "Topo Gigio" e su questo Tonino ha taciuto) finalmente invece di "dire", "faccia", qualcosa di riformista: ha avuto 12 milioni di voti (e li ha chiesti) proprio per questo. O no? Faccia la sua parte perché questa eterna guerra (in)civile finisca una volta per tutte. Scritto in Varie Commenti ( 208 ) " (56 votes, average: 3.98 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Jul 08 Girotondo attorno a Walter Così Veltroni prova a sottrarsi all'abbraccio mortale di Tonino Di Pietro. Niente Pd (almeno quello ufficiale) in piazza Navona per manifestare contro il Cav. Di Pietro e i girotondini saranno lì, compagnia del teatrino della politica che mette in scena la (solita) recita a soggetto che gli italiani conoscono bene. Spiazzati da Napolitano, attaccato improvvidamente dall'ex pm leader dell'Idv, hanno messo un altro bersaglio grosso nel mirino: Veltroni. Pronti a scavare trincee da imbottire di esplosivo per far saltare le mura del loft assediato. Tanto che l'intellighenzia vicina da sempre alla sinistra giustizialista e movimentista (Paolo Flores d'Arcais e Furio Colombo) si sono affrettati a dire che no, la manifestazione non è contro Walter. (ci vanno ma.). E se Rita Borsellino andrà lo farà turandosi il naso: Grillo (che si collegherà con la piazza via etere) non ha progetto e diventa qualunquista e pericoloso. E Nanni Moretti, il regista del "Caimano" e uomo simbolo del girotondismo d'antan? Niente piazza, a che serve? Retropensiero: sulla sua Vespa c'è posto per Veltroni. E Rifondazione? Ferrero ci sarà, Nichi Vendola no (entrambi vogliono guidare il partito dopo l'addio di Bertinotti): anche il governatore della Puglia prenda le distanze da Tonino la sua, dice, "è solo invettiva". D'Alema e Cofferati sono per il no alla piazza senza se e senza ma. Insomma le "sinistre" si dividono su Tonino e sul Cav, mentre Parisi e altri (ex?) prodiani ci saranno: indovinate contro chi? Scritto in Varie Commenti ( 166 ) " (43 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Jun 08 Tonino rispedisce Veltroni sul bus. contrordine compagni Tonino Di Pietro parla (anzi insulta e grilleggia.) e Walter Veltroni si adegua e gli corre dietro (leggi l'articolo di Laura Cesaretti). Già, Tonino da Montenero detta la linea al Pd dopo aver sfondato la Maginot elettorale del "dialogo" con il Pdl su cui si era attestato il solitario Veltroni. E' bastato poco per cambiare tutto. I sondaggi affondano il Pd, Massimo D'Alema lancia "Red" (prototipo di partito. casomai servisse, o correntone del Pd che invece serve subito) e i suoi si smarcano, almeno a parole, da Di Pietro sul terreno delle intercettazioni e della giustizia. Così Veltroni combatte su due fronti interni: il dialogo lo apre ma con i Verdi e poi toccherà a Rifondazione e agli altri residui comunisti e si allinea ai giustizialisti dell'Idv (nel partito c'è anche Pancho Pardi, l'uomo dei girotondi) in nome della nuova stagione dell'anti berlusconismo a prescindere. A quando un bella convention o una manifestazione di piazza con Beppe Grillo dimenticando Unipol, banche e scalate, si è chiesto qualcuno? Il segretario del Pd fa sapere che con Di Pietro ha fatto un mezzo strappo: niente manifestazione con Tonino e Grillo. io e lui siamo lontani. Meglio tardi che mai. Intanto, passate le ferie, Walter è costretto (dal Tonino senza freni e a caccia di voti di protesta) a riprendere il pellegrinaggio per l'Italia. Insomma, risale sul bus per battere il Paese provincia per provincia. Come annuncia in una lettera all'Unità . "Ora voglio dire a te - spiega Veltroni al direttore Padellaro- che da settembre riprenderò, riprenderemo, ad attraversare ogni provincia, ad andare in ogni città, ad ascoltare e a parlare, a capire e a spiegare". Interlocutori saranno "tutti gli italiani", a cominciare dal "popolo del Pd, dodici milioni di donne e uomini che ci hanno dato fiducia" fino "a quanti hanno votato per l'attuale maggioranza nella speranza, nell'illusione stanno scoprendo ora, di vedere risolti i propri problemi". Ma il tour servirà, scrive Veltroni, anche a lanciare la "manifestazione che abbiamo annunciato per l'autunno" e rivendica che l'opposizione del Pd sarà condotta "come deve fare un partito che vuole mantenere la sua vocazione maggioritaria, che non è mai stata vocazione all'autosufficienza: lavorando per unire". Non c'è male, come svolta: un clamoroso contrordine compagni di vecchia memoria. Tanto che Pierferdinando Casini in un'intervista al Corriere lo avverte: Di Pietro è una polizza sulla vita per il premier, se l'opposizione è questa l'alternativa a Berlusconi non c'è. Lo dice Casini, ma lo pensano anche D'Alema e Rutelli. Stando così le cose c'è da chiedersi quante divisioni abbia il comandante Veltroni Scritto in Varie Commenti ( 83 ) " (42 votes, average: 3.55 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Jun 08 Per Walter avviso di sfratto. Resisterà all'assedio? In politica tutti nodi vengono al pettine, dopo le sconfitte elettorali. Ma il sogno di Walter Veltroni, creare un grande partito di centrosinistra, scommettere sul bipolarimo, tagliare fuori la sinistra radicale (che è riuscito a estromettere dal parlamento anche grazie al voto degli italiani) appare in questo momento davvero un sogno. La verità è che Veltroni è sotto assedio, e a circondare il fortilizio del loft sono proprio molti dei suoi: a cominciare da Massimo D'Alema per finire al "silente" (troppo.) Romano Prodi. E a dargli un avviso di sfratto di sfratto in modo diretto è Arturo Parisi, l'inventore dell'Ulivo: "Cambiamo leader", dice senza tanti giri di parole con un linguaggio che rifugge le liturgie del politichese vecchio stile (Pci, Dc). Così, come scrive sul "Giornale" Paolo Guzzanti, la debolezza del segretario ridà forza all'ala Furiosa (leggi l'articolo), alla sinistra che fa dell'antiberlusconismo e del giustizialismo forcaiolo una ragion politica, una questione di sopravvivenza: unico programma , in mancanza di proposte serie per l'Italia, abbattere Berlusconi. Poi si vedrà. Del resto quando si è aperto il dibattito su Veltrusconi, sul dialogo tra destra e sinistra, sulle grandi riforme condivise nell'interesse del Paese, le nubi dell'uragano si sono subito addensate sulla testa (da tagliare) del leader del Pd. Riuscirà Walter a resistere all'assedio? A contrattaccare? A conquistare una leadership vera alla guida di un'opposizione credibile e realmente alternativa? Ora tocca a lui non spezzare quell'idea di una sinistra moderna e non condizionata da quella radicale (e radical chic), a fare im modo che non resti solo un bel sogno. E Parisi insiste: già, perché dopo essere uscito allo scoperto senza se e senza ma, l'ex ministro della Difesa vuol far uscire allo scoperto gli avversari di Veltroni, in particolare Massimo D'Alema, che ha lanciato - anche se lui dice che non cerca lo scontro - una sorta di partito-ombra che si chiama "Red" (Riformisti e democratici). Dice Parisi: "Sento D'Alema avanzare proposta diversa da Veltroni, vorrei essere sicuro che lo faccia esplicitamente.". Aspettiamo la prossima puntata. Scritto in Varie Commenti ( 49 ) " (37 votes, average: 3.7 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 20Jun 08 L'autunno caldo di Walter. Dì la tua Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 116 ) " (34 votes, average: 3.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 39 ) " (36 votes, average: 3.36 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (47) Ultime discussioni valentino: Ora anche "Famiglia (Demo)Cristiana" attacca la Dott.ssa Maria Stella... sauro: Caro Taliani, lei omette volutamente di commentare che il rapporto "Education at a glance"... Alberto Taliani: Caro Sauro, i due prof non hanno insegnato negli anni 50 e 60,ma dopo e hanno visto anche enatre in... Americo: Per valutare il merito delle intenzioni della ministro Gelmini, bisogna far riferimento alle considerazioni... costantino: L'augurio più grande che posso fare alla Gelmini è quello di riprendere presto a svolgere la sua... 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( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

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N. 219 del 2008-09-13 pagina 26 Tornano gli acquisti sul credito di Redazione Parmalat in forte progresso Chiusura a un passo dai massimi di seduta per gli indici milanesi di Piazza Affari, con Mibtel e S&P/Mib che hanno guadagnato l'1,54 per cento. A sostenere gli indici, l'inversione di rotta in territorio positivo di Wall Street, in vista del salvataggio di Lehman Brothers. Giornata positiva per i bancari, grazie alla buona intonazione del settore a livello internazionale. Bene quindi Mediobanca (+3%) che a breve tornerà alla governance tradizionale, Intesa Sanpaolo (+2,44%) e il Banco Popolare (+1,9%). Segno più anche per Mps (+0,44%) e Unicredit (+0,81%). Controcorrente invece gli assicurativi con Unipol (-0,18%) e Generali (-0,22%), a differenza di Alleanza che ha guadagnato l'1,5%. A picco Gemina (-6,1%), società che controlla gli scali aeroportuali di Fiumicino e Ciampino, in seguito al mancato accordo con i sindacati per la privatizzazione di Alitalia. Denaro sui petroliferi grazie al rialzo del greggio a New York: Eni è salita del 3% e la controllata Saipem del 4,25%. Brillante anche Tenaris (+6,57%). Tra gli altri titoli a maggiore capitalizzazione sono cresciute le Fiat (+0,57%) e le Parmalat (+2,55%), poco mossa invece Pirelli (+0,11%). In accelerazione, poi, la holding di Roberto Colaninno, Immsi (+4,4%) e vendite su Piaggio (-2,15%). Tra i titoli a minore capitalizzazione rialzi considerevoli per Ergo Previdenza (+10% a 4,35 euro) a un giorno dal lancio dell'offerta finalizzata a delistare il titolo da Piazza Affari. In Europa, bene sulla piazza di Londra Eurasian Natural Resources (+9%), mentre alla Borsa tedesca di Francoforte brusco calo di Deutsche Postbank (-6,2%). A Parigi rally per Vallourec (+7,8%) grazie all'aumento del prezzo del greggio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ROMA Alitalia, la trattativa resta appesa a un filo. Il ministro Sacconi è riuscito a tenere i (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N piedi il confronto - dopo che Cai, ieri mattina, aveva abbandonato il tavolo - e a congelare il procedimento di mobilità. I sindacati chiedono un incontro a Fantozzi.

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LA RABBIA e l'orgoglio dei dipendenti Alitalia. Hanno marciato a Fiumicino, urla (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MAURO EVANGELISTI LA RABBIA e l'orgoglio dei dipendenti Alitalia. Hanno marciato a Fiumicino, urlato slogan contro la Cai, sospeso i check-in. "Ma è un'azione dimostrativa, noi continuiamo a volare con la stessa passione. Noi siamo l'Alitalia...", si commuove Doriana, hostess di 33 anni. Con loro fermi alcuni minuti anche i colleghi di AirOne.

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Alitalia appesa a un filo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Giornata drammatica, i sindacati chiedono un incontro a Fantozzi. Proteste a Fiumicino Alitalia appesa a un filo Cai sospende la trattativa. Sacconi: evitare la mobilità.

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OLTRE 18.500 dipendenti a casa, 163 aerei a terra, un indotto che dà lavoro a circa (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

10 mila persone sul lastrico. Con un impatto terribile sull'economia della Capitale e del Paese. Su turismo e industria. È lo scenario da incubo in cui potrebbe precipitare Alitalia se la trattativa in corso dovesse concludersi traumaticamente. Fallimento, insomma. Con i libri in tribunale. E lo spettro della mobilità dietro l'angolo. Se - come appare - il negoziato tra sindacati e Cai di Roberto Colaninno finisse in picchiata.

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Crisi Alitalia, proteste a Milano La Moratti difende Linate (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-13 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Trasporti I nodi Il futuro degli scali Il ruolo delle istituzioni nella trattativa Alitalia Crisi Alitalia, proteste a Milano La Moratti difende Linate Il sindaco: con Formigoni nessuno scontro. Il Pd lunedì al Forlanini Ieri 500 dipendenti hanno organizzato un presidio a Linate. Il Pd: "Un sistema degli scali del N0rd" Grande preoccupazione per gli sviluppi della vicenda Alitalia. Le istituzioni milanesi seguono con attenzione la trattativa in corso a Roma, mentre il Pd annuncia per lunedì una conferenza stampa a Linate, "per essere vicini al problema e ai lavoratori ". Lavoratori che, intanto, protestano anche a Milano: ieri mattina circa 500 dipendenti di Alitalia hanno organizzato un presidio davanti agli imbarchi denunciando la gravità della situazione loro e dei colleghi romani e chiedendo una diversa soluzione della querelle. Anche i vertici istituzionali seguono l'andamento delle trattative, soprattutto per capire quale tipo di sviluppi potrebbero comportare per gli scali milanesi. Il sindaco Letizia Moratti auspica una riapertura della trattativa tra i vertici di Alitalia-Cai e i sindacati e ritiene che con lo stop al negoziato il futuro degli aereoporti milanesi sia "di nuovo tutto da vedere". La Moratti ha ribadito che "questa è una partita importante sulla quale il Governo è impegnato in modo significativo con un gruppo di imprenditori e banche. Non posso che augurarmi che si possa trovare una soluzione e riaprire la trattativa. Confermo che Milano, con il suo sistema aeroportuale, è una risposta". Nessuna frizione con il presidente Roberto Formigoni: "Con il Governatore - sottolinea il sindaco - siamo assolutamente allineati nel sostenere che una riorganizzazione di Linate è possibile con il rafforzamento di Malpensa. è ovvio che, se Malpensa è un hub, ha bisogno di voli di alimentazione e non si possono fare su Linate e su Malpensa. Nel piano Alitalia, Malpensa comunque non è previsto come hub: per questo non si vede la ragione per un ridimensionamento di Linate". E mentre Formigoni si associa ai molti che auspicano la riapertura delle trattative, perché "il fallimento del confronto sarebbe qualcosa di drammatico che comporterebbe il fallimento di Alitalia e un danno enorme per il sistema-Paese", il presidente della Provincia, Filippo Penati attacca: "Malpensa è morta quale grande hub intercontinentale perché legata alla vecchia Alitalia e Linate dovrebbe morire nei piani della nuova Alitalia. Non si può chiedere - conclude - ai milanesi un prezzo così alto, oltre a quello che pagano già tutti i contribuenti". E poi: "Il Nord - conclude Penati - è sempre stato in grado di affrontare il mercato e sono convinto che, se lo si libera dai vincoli e dalle protezioni monopolistiche, saprà farlo anche per il suo sistema aeroportuale". Tutto il centrosinistra milanese si mobilita intanto per una diversa soluzione alla vicenda Alitalia. La segreteria regionale ha organizzato per lunedì una conferenza stampa a Linate, durante la quale verranno commentati gli sviluppi eventualmente occorsi nel frattempo. Toccherà poi ai segretari regionale e provinciale Maurizio Martina ed Ezio Casati, insieme al presidente Penati, illustrare le proposte del Pd per il futuro dei due scali. Nel frattempo, il consigliere comunale del Pd Marco Cormio, dipendente Sea in aspettativa, ribadisce la posizione già tenuta in aula consiliare: "Il progetto della nuova compagnia italiana dovrebbe puntare a fare più sistema tra gli scali italiani del nord, magari partendo con meno ambizione e costruendo con il tempo un vero progetto che porti ad avere un autentico hub nel nostro Paese". Necessario, secondo l'esponente del Pd, anche porre rimedio a quelli che si sono rivelati essere punti di debolezza di Malpensa: "Penso alla carenza di collegamenti nel nord Italia e, ancora di più, ai problemi che i passeggeri lombardi devono affrontare per arrivare a Malpensa. Carenze che spesso fanno preferire ai viaggiatori del nord o lombardi il passaggio su altri scali". Elisabetta Soglio Trattativa Il sindaco Letizia Moratti. Nel tondo: l'aeroporto di Linate.

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Ma i sindacati convocano Fantozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

IL TAVOLO · La Cai ferma tutto: "Non ci sono le condizioni" Ma i sindacati convocano Fantozzi La rottura è arrivata dopo una notte di "non trattativa". L'insonnia, stavolta, non ha prodotto il "miracolo negativo" di un accordo al ribasso. Eppure - sembra - nulla è stato tralasciato per arrivare a una conclusione diversa. E' unanim il coro dei sindacati "non confederali" sulle "strane assenze" da alcuni tavoli importanti. Così come è unanime la relazione sull'insussistenza di alcuna vera discussione di merito su qualsiasi punto dalla sterminata materia negoziale. "Appena 20 minuti di colloquio con Sabelli - raccontano gli assistenti di volo - dopo una notte di attesa". Per sentirsi ripetere, alla fin fine, la stessa proposta iniziale su piano esuberi, contratti, condizioni salariali da fame. Non che i sindacati si siano dimostrati "troppo rigidi". Addirittura è stata proposta la riduzione del salario del 20% e l'aumento del 15% della produttività. Senza esito. L'immobilismo assoluto della "cordata" ha convinto alla fine tutti, persino la Cisl - che l'accordo era pronto a firmarlo già tre giorni fa -, che non si poteva chiudere a quelle condizioni. Il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, ne ha preso malvolentieri atto in tarda mattinata. Era già pronto per un nuovo round annunciato per le 13, quando improvvisamente la Compagnia aerea italiana (Cai) abbandonava la due diligence sui conti dell'Alitalia. Comportamento doppiamente curioso. Intanto perché abbiamo così appreso che la Cai stava espletando quella che viene considerata di solito una "esplorazione preliminare" dopo aver già presentato non solo un "piano industriale" con tanto di obiettivi di fatturato, mol e ammennicoli vari, ma anche una "proposta contrattuale" ritenuta "funzionale" al raggiungimento di obiettivi puramente pensati, a prescindere dallo stato reale dei conti della compagnia di bandiera. Come si dice, la professionalità, se fai l'imprenditore, può essere un'optional... In secondo luogo, perché portava a carico dell'azienda "subentrante" la responsabilità di affermare che "non esistono le condizioni per andare avanti". In teoria , come avevamo scritto ieri, a quel punto il commissario straordinario Augusto Fantozzi avrebbe dovuto avviare le procedure di mobilità. Era la minaccia agitata davanti al muso di lavoratori e sindacati per convincerli a firmare un accordo a prescindere. Tutti i ministri coinvolti nell'operazione, a cominciare da Sacconi, hanno iniziato a implorarlo di soprassedere. Il silenzio di Fantozzi, nel pomeriggio, è stato degno del suo eponimo cinematografico. Ma "la palla" veniva comunque rigettata ai sindacati. Saltato ogni impegno con le controparti, alle 15 veniva convocata un'"intersindacale" nella sede dell'Anpac, il principale sindacato dei piloti. Dopo le esperienze "differenziate" della notte, la cautela si tagliava con il coltello. Dalla riunione non è uscito nessun "documento di natura contrattuale" in grado di riaprire, cedendo terreno, il confronto con Colaninno e governo. Al contrario, le 9 sigle concordavano una breve lettera indirizzata a Fantozzi, in cui viene chiesto un "un incontro urgentissimo al fine di ricevere informazioni in ordine agli atti formali di sua competenza". Tradotto: se avvii la disdetta di contratti e procedure di mobilità senza aver prima provato a trovare altri possibili compratori, a termini di legge sei fuori dal mandato di commissario straordinario. Il punto di convergenza che tiene ancora insieme l'intero fronte sindacale (ricordiamo che Bonanni, segretario generale della Cisl, si era detto disposto a firmare già tre giorni fa; e che quello della Uil, Luigi Angeletti, sembrava sul punto di seguirlo) è però un altro. Senza chiarezza sul piano industriale - e, pare incredibile dopo sette giorni di pseudo-trattativa, di chiarezza non ce n'è molta - non si può neppure ragionare seriamente di tutti gli aspetti derivati: flotta (e sua qualità), personale necessario (e relativi "esuberi"), condizioni contrattuali. Gli esempi potrebbero essere infiniti, vista la complessità della materia (se n'è accorta, ieri pomeriggio, anche la presidente di Confindustria e protagonista, forse per eccesso di confidenza, della stessa "cordata" accroccata da Berlusconi). Ma non si fa fatica a comprendere che anche la migliore delle proposte contrattuali possibili potrebbe risultare "indigesta", sul piano sindacale, se il numero degli "esuberi" dovesse risultare ingestibile. Oggi è un altro giorno. Le voci di corridoio raccontano di un Berlusconi particolarmente nervoso. Ha messo la sua faccia su questa vertenza, prima impedendo la vendita "pulita" ad Air France, poi scommettendo su una congrega di costruttori edili improvvisamente interessati al business aereo (in vista degli appalti di Milano Expò 2015). Non è da escludere che Cai possa rivedere il suo atteggiamento di chiusura totale per "facilitare" un (ritardato) successo del premier "faccio tutto io". Sarebbe, per i lavoratori, già una mezza vittoria. -40% TAGLIO AI SALARI La proposta irricevibile - della nuova Alitalia ai dipendenti prevede un taglio agli stipendi di ben il 40% rispetto ai livelli attuali. Le trattative, di fatto, su una cifra simile non sono mai partite 6000 ESUBERI La situazione sembra ormai precipitata e in base alle ultime notizie dal tavolo delle "trattative" di ieri, il numero dei tagli al personale sarebbe lievitato a ben 6 mila unità. Ma per il momento nessuna cifra è definitiva.

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Veltroni: Allo sbando, governo di dilettanti (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

OPPOSIZIONI · Tutti all attacco: era una truffa Veltroni: "Allo sbando, governo di dilettanti" Daniela Preziosi ROMA Isindacati hanno ragione, "stavolta". La trattativa si blocca e la situazione dell'Alitalia precipita. Così Walter Veltroni "stavolta" pensa che le organizzazioni fanno bene "a difendere i lavoratori che prendono 1.300 euro al mese e ai quali si propone di ridurre del 25 per cento lo stipendio oltre a migliaia di esuberi". Alla vigilia di quello che il leader della Cgil Guglielmo Epifani prevede come "un esito drammatico" della vicenda della nostra compagnia di bandiera, il Pd attacca a testa bassa l'esecutivo e si schiera con i sindacati nella trattativa impossibile, effetto di un governo che "non ha fatto quello che doveva fare. Cioè scegliere la strategia, semmai immaginare di avere un rapporto tra un gruppo italiano e un'alleanza internazionale" e che, nonostante tutti i trucchi (accollare i debiti allo stato, varare una nuova norma sul commissariamento, sospendere la legge antitrust) ha portato la situazione "allo sbando in maniera dilettantesca" tanto che ora "sta per andare a gambe all'aria una delle più grandi realtà industriali e occupazionali". Se alla fine la trattativa dovesse fallire Veltroni chiede di verificare "se ci sono altri gruppi che possono avere interesse". Cercare nuovi acquirenti, rendere trasparenti le condizioni alle quali l'azienda o rami di essa possano essere ceduti, questa è la richiesta che il leader pd rivolge al commissario straordinario Augusto Fantozzi. Alitalia era un problema risolto - con l'acquisto da parte di Air France, dice Veltroni - finché, in campagna elettorale, Berlusconi non ha detto che doveva essere venduta a qualcun altro. Il premier, insomma, si è fatto "un prosciutto per conto suo", la metafora è di Pierluigi Bersani. Prima ha promesso una cordata italiana, poi "si è messo a costruire norme su misura con il risultato di creare una piccola compagnia, non una nuova Alitalia ma una nuova AirOne". "Padroncini di una cosa piccola", un obiettivo "non dignitoso", dice il ministro ombra pd. "Qualcuno gufa", gli risponde il ministro Renato Brunetta, "lo stato di Alitalia è colpa della cattiva politica e del cattivo sindacato, ma Bersani&Co non hanno alcuna legittimità politica, morale e tecnica per parlare dopo i disastri del loro governo". La maggioranza prova a fare quadrato intorno al premer, ma è un'altra missione impossibile: il gioco di prestigio ha scoperto i trucchi . E l'opposizione attacca quasi all'unisono, dalla sinistra extraparlamentare all'Udc. "Evitare il fallimento e aprire le trattative a tutto campo, valutare tutte le proposte tese ad evitare questo tragico epilogo che possano venire dagli enti locali e dai lavoratori", dice Paolo Ferrero (Prc). Per Pierferdinando Casini, Udc, "non avremo una grande compagnia aerea ma una piccola compagnia regionale, che finirà per fare l'agente commerciale di una grande compagnia internazionale". E Bruno Tabacci: "L'italianità della compagnia era una truffa". Di Pietro dinanzi alla sua platea della festa di Vasto (Chieti) parla dei "capitani coraggiosi con i soldi degli altri", insiste sul salvataggio "mascherato" di AirOne ("un favore non solo agli amici di Berlusconi ma anche alle tante banche che vantano crediti"), e spiega che "la bad company funziona come una discarica del cesso che lascia nella disperazione i fornitori e l'indotto di Alitalia". "La confusione nel pd regna sovrana", contrattaccano dal Pdl. E in effetti di altro tenore sono le preoccupazioni di Piero Marrazzo, il presidente del Lazio che aveva candidato la sua regione a far parte della cordata di salvataggio. "Speriamo che si riesca a ragionare", il problema è che "più si va avanti e più sembra aumentare il numero degli esuberi. Io non ho mai tifato né a favore né contro, ma in questo momento sono con i lavoratori, con Fiumicino e per salvare l'Alitalia anche se mi sembra che i margini siano stretti". Stessa speranza viene espressa da Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, e Gianni Alemanno, sindaco di Roma. Ma non è con le preghiere che l'Alitalia uscirà dallo stallo. Neanche con quelle del papa, a meno che non arrivino a orecchie giuste, nel corso del suo viaggio in Francia. La cronaca segnala che ieri all'aeroporto di Fiumicino Fantozzi ha incontrato Benedetto XVI all'imbarco del suo volo Alitalia (cortesia vaticana, quella di utilizzare la compagnia di bandiera, risalente a papa Montini nel '64). E gli ha chiesto una preghiera per la compagnia morente. "Da tempo prego per voi", è stata la risposta.

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Tutto per aria (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Salta il negoziato sulla crisi Alitalia. La cordata di Colaninno sospende le trattative: "Non ci sono le condizioni" per un accordo. I sindacati preparano una nuova propostama Epifani prevede "un esito tragico". Scajolaminaccia: "O si chiude o tutti licenziati". Tensione e proteste a Fiumicino PAGINE 2, 3.

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Alitalia ai tempi supplementari (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Vertenza in stallo, per la nuova società non ci sono le condizioni per trattare. Ma la partita non è chiusa Alitalia ai tempi supplementari Il governo concede ancora un giorno. La prossima mossa ai sindacati Scaduto l'ultimatum, la trattativa Alitalia rimane appesa a un filo. Ieri doveva scattare la messa in mobilità dei lavoratori, il governo si è adoperato per concedere ancora un giorno per cercare una mediazione. Ma i margini sono ridotti al lumicino. La nuova società non ritiene ci siano le condizioni per continuare, ma resta alla finestra. Ora si attende la prossima mossa sindacale. Tra i lavoratori c'è preoccupazione, anche ieri ci sono stati presidi e cortei spontanei. I lavoratori vorrebbero essere ricevuti da Fantozzi, gli assistenti di volo presenteranno una loro proposta lunedì. Ma il leader della Cgil, Epifani, gela le speranze quando dice di prevedere un esito tragico e la messa in discussione a Roma di 20 mila posti di lavoro. Caleri, Coletti, Moro alle pag. 2, 3, 4 e 5.

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COMPAGNIA DI VETO (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-13 num: - pag: 1 autore: di DARIO DI VICO categoria: REDAZIONALE SINDACATI E PILOTI COMPAGNIA DI VETO U na cosa va messa subito in chiaro: quello che sta andando in scena in queste ore a Roma non è un tradizionale conflitto sindacale. Nella storia, anche recente, della rappresentanza dei lavoratori italiani abbiamo assistito a battaglie e vertenze molto aspre durate giorni e giorni. In gioco quasi sempre c'era la forza del sindacalismo italiano, la difesa delle sue postazioni e la capacità di condizionare le decisioni della controparte ma in un contesto in cui le ragioni di un interesse comune allo sviluppo dell'azienda assai raramente sono venute meno. In Alitalia è diverso. Nella compagnia di bandiera vige, purtroppo ormai da tempo immemorabile, una forma particolare di governance che è non esagerato chiamare "consociativismo aereo". Partiti, governi di turno, management e sindacati hanno dato vita a una gestione irresponsabile delle risorse che ha portato alle degenerazioni descritte ieri su questo giornale da Sergio Rizzo. A pagare alla fine era Pantalone e in questo marasma si sono perse o diluite le differenze di comportamento tra sindacalismo autonomo e tradizione confederale. E non è certo un caso che in queste ore i leader del tavolo appaiano i rappresentanti delle organizzazioni dei piloti e che la busta paga sia composta da 550 voci. Il consociativismo non vuole la privatizzazione dell'Alitalia. Il primo test della pervicace volontà di boicottare il risanamento lo abbiamo avuto sei mesi fa, quando il sindacato decise più o meno a tavolino di far scappare Air France, di rendere impossibile la vendita ai francesi pur di preservare lo status quo. Il governo di allora, guidato da Romano Prodi, a causa delle contraddizioni interne e dell'influenza esercitata dalla Cgil, non riuscì a rompere l'incantesimo e ne ha pagato le conseguenze. Con il centro-destra a palazzo Chigi il copione si sta ripetendo. La propensione al veto di piloti e sindacalisti dell'Alitalia è no partisan, non guarda in faccia a nessuno. La richiesta di discutere congiuntamente esuberi e piano industriale si sta rivelando un machiavello per evitare non solo la normalizzazione dell'Alitalia, ma persino di discutere gli indispensabili sacrifici richiesti dalla situazione pre-fallimentare. L'obiettivo dei consociativi è quello di limitare preventivamente l'autonomia della nuova dirigenza ed evitare di mettere in discussione i propri privilegi. Come interpretare altrimenti la pretesa che le organizzazioni dei piloti possano mettere bocca sulle promozioni, l'assegnazione degli incarichi e persino le assunzioni? Non è bastato finora che in sede di mediazione si individuassero aree contrattuali specifiche e forme contrattate di flessibilità per chi guida un aeromobile. Anpac e soci vogliono di più, vogliono tenere in mano la cloche delle scelte aziendali come è riuscito loro in tutti questi anni nonostante il Paese sia stato guidato da coalizioni di colore opposto. Stando così le cose è ovvio che il negoziato sia appeso a un filo e il futuro della compagnia di bandiera appaia nero. In queste settimane si è aperto sul piano Fenice un ampio dibattito di politica industriale e aziendale che ha visto confrontarsi - con pareri opposti - sia economisti sia uomini d'impresa. Se però ad avere la meglio sarà il partito del veto ci sarà poco da gioire anche per chi ha legittimamente criticato il piano. E' difficile che un terzo compratore si azzardi a bussare. ddivico@rcs.it.

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I due capi della rivolta dei piloti. Che tifano An (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-13 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE I protagonisti Berti e Notaro al lavoro per cordate alternative. E l'ultimo assunto nella compagnia è il figlio del ministro Matteoli I due capi della rivolta dei piloti. Che tifano An ROMA - Perché in Italia esistano ben due sindacati autonomi dei piloti d'aereo, per i più rimane un mistero. Tutto ha origine quando c'era ancora l'Ati. Quelli che guidavano gli aerei della compagnia domestica dell' Alitalia erano guardati come piloti di serie B e allora orgogliosamente presero le distanze dall'Anpac, fondando il sindacato che poi sarebbe diventato l'Unione Piloti. Da allora, i rapporti sono stati di forzata fratellanza. Differenze nelle piattaforme sindacali, praticamente nessuna: a parte qualche passato distinguo sui tempi della privatizzazione dell'Alitalia. E anche sulla tragedia della compagnia di bandiera, siamo più che altro alle sfumature. A Fabio Berti (42 anni), presidente dell'Anpac, non dispiaceva la soluzione Air France? Massimo Notaro (53 anni), capo dell'Unione Piloti, avrebbe preferito un matrimonio con l'Iberia o Lufthansa. O magari con russi o cinesi. Notaro voleva partecipare con i suoi iscritti e il sostegno finanziario delle banche di credito cooperativo alla gara per comprare l'Alitalia? Berti adesso rilancia pure lui allo stesso modo, lasciando intendere che dietro ha nientemeno che l'Unicredit di Alessandro Profumo (che ha però smentito). Ma sulla sostanza, e cioè che le buste paga dei piloti non si devono nemmeno sfiorare con il pensiero, la sintonia è assoluta. Inutile pure cercare differenze nei rispettivi punti di riferimento politici, che all'Alitalia, com'è noto, sono imprescindibili. Tanto l'Anpac quanto l'Unione Piloti hanno sempre guardato verso la stessa direzione: il centrodestra. Anzi, più destra che centro. Soprattutto adesso, che al governo è tornato Silvio Berlusconi e che al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dicastero con compiti di vigilanza sulla compagnia di bandiera, si è insediato il sindaco di Orbetello Altero Matteoli, esponente di spicco di Alleanza nazionale e padre di Federico Matteoli: nome noto in azienda, se non altro perché è stato l'ultimo pilota assunto a tempo indeterminato dall'Alitalia dopo l'11 settembre 2001. Chi conosce bene Notaro riferisce dei suoi ottimi rapporti personali con il ministro Andrea Ronchi, uno degli uomini più vicini al Leader di Alleanza nazionale e presidente della Camera, Gianfranco Fini. Ma anche delle amichevoli relazioni che il capo dell'Unione piloti intratteneva con Luigi Muratori, parlamentare di Forza Italia e pilastro della commissione Trasporti della Camera al tempo del precedente governo Berlusconi. Di Berti si ricordano le circostanze che, nel 2004, proiettarono quel giovane pilota figlio d'arte, consapevole delle proprie qualità, ai vertici di quella che un tempo era conosciuta come "Aquila selvaggia". I maligni dicono che il suo predecessore, Andrea Tarroni, rimase vittima di una manovra di corridoio dopo aver messo in crisi l'operazione dell'acquisto da parte dell'Alitalia della compagnia Volare. Scombinando magari qualche progetto dei piani alti, se è vero, come dicono, che quell' operazione non dispiaceva al potente sottosegretario del governo Berlusconi, Aldo Brancher. Ma come sia andata davvero nessuno è in grado di dirlo. è però certo che Tarroni non avrebbe mai lasciato di propria iniziativa, e in quel modo, il vertice dell' Anpac. Ed è altrettanto certo che ora, affiancato dal vicepresidente Stefano Di Carlo, che nella scalata al vertice del sindacato avrebbe avuto un ruolo decisivo, al suo posto ci sia Berti. Nominato con l'84% dei consensi nel 2004 e riconfermato lo scorso anno con una maggioranza ancora più bulgara: 93%. Cose che capitano. Il risultato è comunque che la potente Anpac è riuscita ad allargare ancora la propria sfera d'influenza nell' azienda. A spese della più piccola Unione Piloti. Perché quello che c'è davvero dietro questa singolare duplicazione è la spartizione del potere interno. L'Anpac è in condizioni di influenzare le scelte degli uomini in molte direzioni chiave, e di fatto controlla le posizioni nevralgiche nel fondo di previdenza e nella cassa sanitaria. Qualche anno fa il sindacato aveva creato anche un piccolo gruppo societario con l'ambizioso progetto di sbarcare in forze nel mercato delle consulenze. Di quel gruppo, oggi sopravvive l'Anpac services, proprietaria dell'immobile del sindacato, che garantisce utili di 50 mila euro l'anno. Senza che nessuno, ovviamente, se ne lamenti. Ma che ne sarà di tutto questo, se non ci sarà più l'Alitalia? Sergio Rizzo Unione Piloti Massimo Notaro Anpac Il presidente Fabio Berti.

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Ratzinger loda Sarkozy e la sua <laicità positiva> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-13 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Ratzinger loda Sarkozy e la sua "laicità positiva" "La diffidenza del passato si è trasformata in dialogo sereno" "Un mondo senza Dio sarebbe il tracollo dell'umanesimo" DAL NOSTRO INVIATO PARIGI - Appena arrivato a Parigi il Papa tedesco invita la Francia a una "nuova riflessione " sulla laicità e applaude al presidente Sarkozy che l'aveva salutato parlando di "laicità positiva". Più tardi dice parole forti, appassionate, sulla Shoah: "Dio non dimentica " e invita il "mondo della cultura" a non censurare la domanda su Dio: "sarebbe un tracollo dell'umanesimo". Infine si gode il tripudio dei giovani, in serata, prima e dopo la celebrazione dei Vespri in Notre-Dame. Le parole forse più pungenti rispetto al dibattito pubblico francese il Papa le pronuncia all'Eliseo, rispondendo al saluto di Sarkozy: "La diffidenza del passato si è trasformata poco a poco in un dialogo sereno e positivo", dice con riferimento ai conflitti storici in materia di rapporti Chiesa-Stato. "Lei - continua rivolgendosi al presidente - ha del resto utilizzato l'espressione di "laicità positiva" per qualificare questa comprensione più aperta". In un momento di "incrocio delle culture" come l'attuale - dice ancora - "una nuova riflessione sul vero significato e sull'importanza della laicità è divenuta necessaria ". Si dovrà tener ferma - argomenta - "la fondamentale distinzione tra l'ambito politico e quello religioso " ma si dovrà "dall'altra parte prendere una più chiara coscienza della funzione insostituibile della religione per la formazione delle coscienze ". Quanto ai problemi sui quali la religione può contribuire a creare un "consenso etico" il Papa cita i giovani ("la mia preoccupazione più grande"), i poveri, "lo stato del nostro pianeta". La visita del Papa "è iniziata sotto i migliori auspici" ha detto poco dopo il portavoce vaticano, accennando alla "cordialità" con cui Benedetto è stato accolto all'Eliseo e per le strade. E infatti lo staff vaticano non avrebbe potuto desiderare un interlocutore più vicino alle preoccupazioni del Papa, almeno nell'uso delle parole, di quanto non si sia mostrato il presidente francese: "Sarebbe una follia privarsi dell'apporto delle religioni, un errore nei confronti della cultura e del pensiero", aveva detto. E ancora: "Nella Repubblica laica che è la Francia tutti vi accolgono con rispetto come capo di una famiglia spirituale il cui contributo alla storia del mondo e della civiltà non è contestabile, né contestato". Papa Benedetto era arrivato all'aeroporto di Orly con un aereo dell'Alitalia poco dopo le 11 ed era stato accolto dal presidente accompagnato dalla moglie Carla Bruni. Lo scambio dei discorsi c'è stato subito dopo all'Eliseo, nel Salone delle feste. Dopo il pranzo e un'ora di riposo Ratzinger ha ricevuto in Nunziatura alcuni rappresentanti della comunità ebraica ai quali ha detto le parole forse per loro più gradite da quando è Papa. Primo punto: "La Chiesa rispetta i figli dell'Alleanza come suoi amati fratelli nella fede". Secondo: "Essere antisemiti significava anche essere anticristiani". Terzo l'omaggio alla Shoah, cioè "a coloro che sono morti ingiustamente e a coloro che si sono adoperati perché i nomi delle vittime restassero presenti nel ricordo: Dio non dimentica". Rumorosa e festosa è stata subito dopo l'accoglienza che gli hanno fatto i giovani all'arrivo a Notre-Dame e un'ora dopo all'uscita dalla basilica. "Non abbiate paura" ha detto loro parlando il linguaggio di Papa Wojtyla e "io conto su di voi". Luigi Accattoli GUARDA il video della visita su www. corriere.it Ricevimento All'arrivo a Orly con volo Alitalia il Pontefice è stato accolto dal presidente e dalla moglie Carla L'arrivo Qui sopra Benedetto XVI con il presidente Sarkozy. A sinistra Carla Bruni sfila tra i cardinali. Nel tondo la "papamobile" a Notre-Dame.

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Il Papa: prego per la compagnia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-13 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Benedetto XVI a Fiumicino Il Papa: prego per la compagnia ROMA - "Da tempo prego per voi". Così Papa Benedetto XVI, a Fiumicino, ha risposto al commissario straordinario Alitalia, Augusto Fantozzi che, salutandolo alla partenza per Parigi e augurandogli buon viaggio, gli aveva espressamente chiesto: "Santità, le chiedo una preghiera particolare per la compagnia". Lo scambio di battute è avvenuto in tedesco, alla presenza del Sottosegretario Gianni Letta e del presidente di Adr, Fabrizio Palenzona. Quello di ieri è stato forse l'ultimo viaggio papale con un aereo della "vecchia" Alitalia. Una consuetudine cominciata il 4 gennaio 1964, quando papa Montini si imbarcò su un Dc 8-43 per la storica visita in Terra Santa.

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Gli scogli (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-13 num: - pag: 3 categoria: BREVI Gli scogli Il nodo degli esuberi fra i piloti L'Up: è peggio che con Air France 1 2 Assistenti di volo, no alla proposta E ora la trattativa si incaglia Condizioni contrattuali, scontro "Sotto la soglia di povertà" 3 \\ Raffaele Bonanni ci sono cose che solo il governo può fare. E quindi usi l'elasticità propria della politica \\ Guglielmo Epifani: siamo al punto di non ritorno. Quando è toccato stabilire quanti potevano perdere il lavoro è saltato tutto Per Up, il sindacato dei piloti, il numero di esuberi previsto per la categoria "è un dramma non gestibile". Per 870 di loro è prevista cassa integrazione e mobilità, per altri 130 dei cargo l'esternalizzazione in altre società. Per gli assistenti di volo sono previsti in tutto 1.600 esuberi, per un totale nel gruppo di 5.500. Il numero dei tagli previsto per gli assistenti di volo viene ritenuto eccessivo dai sindacati e pesa attualmente sui negoziati. I sindacati giudicano la proposta contrattuale per alcune categorie "oltre la soglia di povertà", dunque "inaccettabili". Corrado Passera invece commenta che i sindacati "non si rendono conto della situazione del gruppo" A Fiumicino Manifestazione di assistenti di volo a Roma A Linate Sit in dei dipendenti di Alitalia all'aeroporto milanese.

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Alitalia, corsa contro il tempo Il governo chiama i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-13 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, corsa contro il tempo Il governo chiama i sindacati "Intesa o il commissario va avanti sulla mobilità". Spunta il "lodo Sacconi" La Nota di Massimo Franco Palazzo Chigi teme lo smacco: perdere la seconda sfida della marcia post-elettorale Suona a dir poco azzardata. Ma la scommessa del governo è di strappare comunque un accordo: magari accollandosi parte dei costi che ieri hanno provocato la rottura della trattativa. Per Silvio Berlusconi, Alitalia rappresenta il secondo pilastro della sfida postelettorale, dopo l'emergenza rifiuti a Napoli. Vederlo crollare ad un passo dall'intesa, per il premier sarebbe uno smacco tale da contraddire la sua marcia trionfale baciata da picchi di popolarità. Gli attacchi che già arrivano da sinistra e Udc preannunciano un'offensiva ancora più pesante contro il "miracolo mancato " del Cavaliere. Ma se in discussione c'è il profilo vincente e decisionista del presidente del Consiglio, il modo in cui palazzo Chigi ha affrontato i sindacati lascia intravedere qualche errore. L'idea di piegarli ad accettare il progetto agitando il fantasma del disastro, peraltro concretissimo, finora non ha funzionato. Anzi, ha esaltato la forza contrattuale di categorie che sanno di avere molto da perdere; ma confidano nel timore berlusconiano di subire una sconfitta di immagine. Dietro gli incontri febbrili di ieri, e le minacce di un immediato "tutti a casa", si intuisce una corsa contro il tempo che scarica sul potere politico il compito di trovare una soluzione. Uno dei destinatari degli appelli dello stesso centrodestra al senso di responsabilità sembra proprio il governo. Quando il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, avverte che un fallimento implicherebbe "un danno enorme per il sistema Paese", dà voce all'allarme della coalizione. Le opposizioni bombardano la maggioranza, che risponde ricordando all'ex Unione l'ipotesi di "svendita ai francesi" della compagnia di bandiera. Ma ormai il problema è un altro. E riguarda la capacità di far marciare la "cordata italiana" promessa in alternativa al piano del governo Prodi; e spuntata fra speranze e sospetti. Non è scontato che si trovi una via d'uscita. Il gioco al rialzo dei piloti mette a nudo la debolezza delle organizzazioni confederali. E consente agli avversari di accusare palazzo Chigi di avere tentato di umiliare i sindacati. La trattativa del marzo scorso con Air France sarebbe saltata "per cinici calcoli elettorali ". E ora l'Udc di Pier Ferdinando Casini vede Alitalia già ridotta ad una "piccola compagnia regionale". Walter Veltroni, segretario del Pd, definisce il governo "allo sbando"; ed imputa a Berlusconi "una gestione dilettantesca" e "il disinteresse " per i posti di lavoro. Sono critiche alle quali si unisce Antonio Di Pietro; e che sottolineano ulteriormente l'esigenza del premier di uscire dal vicolo cieco. Per questo, nonostante scenari segnati da un pessimismo giustificato, non è escluso che nelle prossime 48 ore prenda corpo un qualche compromesso: sebbene nessuno fino a ieri fosse pronto a giurarci. Anzi, lo scambio di accuse fra governo, opposizioni e sindacati sembra quasi un anticipo delle tensioni che esploderebbero in caso di fallimento. Con una quasi certezza: un mancato accordo sarebbe un atterraggio politicamente disastroso soprattutto per palazzo Chigi. Ieri la rottura. La cordata Cai: così non ci sono le condizioni per trattare. L'appello delle nove sigle a Fantozzi ROMA - è il momento del silenzio nella trattativa tra la Compagnia aerea italiana (Cai) e i nove sindacati sul salvataggio di Alitalia. Ed è un silenzio carico di tensione per i 19 mila lavoratori coinvolti. Le parti ieri, dopo sette giorni e una notte di negoziato, sembrano aver esaurito le argomentazioni. "Non esistono le condizioni per proseguire le trattative " ha mandato a dire Cai, ritirandosi dai tavoli e sospendendo l'esame dei conti, rimarcando come la controparte non si renda conto "della drammatica situazione " di Alitalia. "Ci sono cose che solo il governo può fare - ha replicato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, chiamando l'esecutivo alla mediazione con Cai - . Bisogna usare l'elasticità della politica" ha suggerito. Così la palla sembra tornare al governo: il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, dovrebbe convocare oggi i sindacati, i quali troveranno al tavolo Fantozzi che li metterà davanti alla prospettiva di un fallimento lunedì. L'obiettivo è vedere se, sondata anche la Cai, ci sono le condizioni per una proposta finale di mediazione del governo, forse un lodo, domani sera. Ieri infatti il commissario Augusto Fantozzi non ha avviato le procedure di mobilità, come aveva annunciato. "Io e il ministro Matteoli - ha detto il responsabile del Lavoro, Maurizio Sacconi - abbiamo accolto l'invito a adoperarci per evitare atti unilaterali ". Lo slittamento era condizionato alla formulazione di "una proposta comune" dei sindacati. Ma i 9, incontratisi nel pomeriggio, non hanno prodotto un documento unitario. Anzi si sono spaccati. "Non spetta a noi fare un passo" ha sintetizzato il vicepresidente dei piloti del-l'Anpac, Stefano De Carlo. I sindacati degli assistenti di volo (è stata loro l'unica manifestazione a Fiumicino, senza conseguenze sull'operativo) e di terra invece hanno deciso di rinviare a lunedì un testo comune. Le 9 sigle hanno concordato invece su un'altra iniziativa: scrivere a Fantozzi chiedendo "un incontro urgentissimo al fine di ricevere informazioni in ordine agli atti formali di sua competenza". Lo scopo sarebbe mettere in guardia il commissario, facendo sapere che ogni suo gesto potrebbe essere passibile di ricorsi se apparisse ingiustificato. Fantozzi, che ieri è stato visto, circondato dai suoi avvocati, fare capolino alla mensa, sarebbe in fibrillazione: i soldi in cassa sarebbero agli sgoccioli e i creditori ieri avrebbero avanzato richieste di pagamenti, in particolare per il carburante. Insomma il tempo sarebbe esaurito. Da parte sua il governo ieri avrebbe fatto un altro passo, chiedendo a Finmeccanica di acquisire l'Atitech (manutenzione). Ma il confronto ormai sembra diventato una sfida tra Cai e i piloti. Questi, secondo l'amministratore di Intesa-Sanpaolo, Corrado Passera, "non si rendono conto della situazione" di Alitalia. Ma l'Anpac respinge le accuse, definendole "inopportune". Le parti non concordano neppure sulla ricostruzione del loro ultimo confronto. Secondo Cai, alle "aquile " sarebbero stati concessi il contratto separato, l'inquadramento dirigenziale, la flessibilità utile al riassorbimento degli esuberi e la possibilità di ampliare il network con ricadute occupazionali positive. Ma i piloti avrebbero abbandonato il tavolo. L'Anpac sostiene invece che l'offerta ha riguardato il contratto separato mentre sul network ci sarebbe stata una generica disponibilità nel futuro. Inoltre gli esuberi sarebbero saliti da 500 a mille. A questo punto sarebbe stato Sacconi a congedare i piloti per convocare i confederali. "Si veda se ci sono altri gruppi interessati " ha auspicato ieri il leader dell'opposizione Walter Veltroni. Ma le voci di una cordata alternativa cresciuta intorno a Unicredit e rivelate dall'Anpac, sono state subito smentite dall'istituto. Air France, Lufthansa e British invece hanno fatto un'offerta per Austrian Airlines. Antonella Baccaro Claudio Scajola Non c'è un'altra offerta, c'è da una parte questa trattativa o dall'altra il licenziamento di tutti i dipendenti Roberto Colaninno dopo giorni e giorni di discussione non è stata capita realmente la gravità della situazione \\ Dopo l'emergenza rifiuti, per il premier una scommessa con l'opposizione \\ 19000 i lavoratori della compagnia in attesa che la vicenda si definisca \\.

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Alitalia, ultima chiamata (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-13 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Corsa contro il tempo per evitare la mobilità dei lavoratori. Oggi il tavolo al Welfare Alitalia, ultima chiamata La Cai ferma la trattativa. Il governo convoca i sindacati ROMA - Trattativa bloccata tra la Compagnia aerea italiana (Cai) e i nove sindacati sul salvataggio di Alitalia. "Non esistono le condizioni per proseguire" ha mandato a dire Cai. Il leader della Cgil, Epifani, è pessimista, mentre la Cisl con Bonanni, chiama il governo alla mediazione. è corsa contro il tempo per evitare la mobilità dei lavoratori. ALLE PAGINE 2 E 3 Baccaro, Ferraino, M.Franco.

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A L'azienda? Siamo solo noi (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Francesco Piccioni FIUMICINO A"L'azienda? Siamo solo noi " Entrano nel terminal cercando con gli occhi il delegato di cui si fidano, quello che non gli ha dato fregature nel corso degli anni. Anzi, quello che ha continuato a lavorare come loro, senza rifugiarsi dietro la comodità del "distacco sindacale". Quello, insomma, che subirà la stessa sorte, comunque vada a finire questa tragicommedia del fallimento e della "vendita" di Alitalia. "E adesso, che succede?" è la domanda ricorrente. "Non lo sa nessuno" è l'unica risposta onesta. Sono le quattro del pomeriggio, all'ingresso del "varco equipaggi" dove transitano piloti e assistenti di volo in partenza o in arrivo. Tutti sanno ovviamente che le "trattative" si sono interrotte, cha l'"intersindacale" sta per riunirsi. Non è la cronaca che vogliono sentirsi raccontare - la conoscono già via radio o internet - ma se c'è una prospettiva, una svolta dietro l'angolo, una soluzione. Anche un'ipotesi basterebbe. Non c'è, dicono gli occhi del delegato. Si va avanti cercando di tenere la mente fredda. L'indicazione per il momento è "piena operatività e professionalità dei lavoratori a protezione dei beni aziendali". Si lavora, dunque, e bene. Perché questa è una compagnia aerea, vive di traffico, che non può essere interrotto nemmeno per un attimo, in questa situazione. Altrimenti le prossime prenotazioni Alitalia le vedrebbe nel 2010. Sotto la volta del "briefing" stazionano in molti, il megafono passa di mano in mano. C'è chi tenta la carta del "buttiamola in caciara", con slogan alla Beppe Grillo più che da movimento operaio (contro "i papponi che hanno fatto fallire l'azienda") e strappa anche facili applausi. Chiede lo "sciopero a oltranza" e gli sguardi diventano interrogativi. Poi arriva il delegato esperto e descrive con meno enfasi la situazione: "abbiamo un solo colpo da sparare; non dobbiamo sprecarlo". Applausi convinti anche in questo caso. Dopo un po' parte un mini corteo dei più "rabbiosi", che prova a coinvolgere soprattutto i precari. Ovvero quelli nemmeno considerati, da azienda e governo, tra gli "esuberi" da sistemare. Conquistano facilmente l'interesse delle telecamere, sempre alla ricerca dell'immagine "mossa". Non aumentano molto di numero mentre girano tra i check-in e i vari box delle partenze. La maggioranza continua a ragionare e - quando arriva il turno - a salire e scendere dagli aerei. Francesco Staccioli era al tavolo delle trattative, anche durante la notte. Ma non sembra provato. Altri colleghi lo prendono in giro ("adesso che frequenti quelli importanti, ci parli ancora con noi?"); da buon toscano risponde per le rime, come si fa tra gente che ha deciso da tempo che si sta a galla, o si affonda, tutti insieme. Tutti sono imbufaliti per l'evidente tentativo di governo e impresa (la Cai di Colaninno e soci) di gettare la responsabilità della rottura sui sindacati, senza nemmeno specificare troppo. "Noi abbiamo portato la disponibilità a ridurre il salario attuale del 20% e ad aumentare la produttività del 15%. Di più non si può, per le regole internazionali del trasporto aereo". Ma non sono stati nemmeno presi in considerazione, spiega. "Ci hanno risposto che c'è un problema di filosofia". Che è poi, banalmente, voler stabilire chi comanda. L'azienda stabilisce i paletti, i sindacati e i lavoratori si devono adeguare. Ma nessuno può accettare di mandare neoassunti in aria per un mese in cambio di 800 euro. "Veniamo da 15 anni di ristrutturazioni. I salari dei più vecchi sono rimasti fermi; quelli dei nuovi sono ormai da impiegato del catasto". Accettare un'ulteriore riduzione del 20% era considerato un gesto quasi eroico di dedizione alla compagnia. "Siamo tutti estremamente consapevoli della situazione; che abbiamo molto da perdere e che, probabilmente, il 27 non prenderemo lo stipendio. Cosa mai successa da quando esiste Alitalia". Ma "nessuno può chiederci di azzerarci". Capiscono anche che c'è in gioco una partita ben più ampia, quella sulla "riforma del sistema contrattuale". E hanno da dire anche su questo: "se Marcegaglia ha dei problemi, provi a risolverseli in altra sede, se ci riesce. Qui, dove pure sappiamo di rischiare il licenziamento, non ci stiamo". Tanto più davanti a una "cordata" fatta da gente che "non sa cosa sia il trasporto aereo" né quello che è stato fatto in altre ristrutturazioni. "Parlano di salario cottimizzato e nemmeno sanno che qui c'è già". Solo che non è basso quanto loro pretenderebbero. "Non conoscono questo business, come possono gestire un'impresa di queste dimensioni e con questa storia?". Il dubbio, esplicito, è che "la politica" abbia giocato un ruolo perverso. "Possibile che Colaninno, da imprenditore, non si sia fatto la domanda: sto cogliendo l'occasione di un business, devo arrivare fino in fondo"? E' un florilegio di aneddoti sulla "gestione sbagliata, muscolare, minacciosa" da parte dei vari Sacconi, o dello stesso Berlusconi ("non possono che dire di sì" è una frase che è rimasta impressa, da queste parti). Il dubbio è sempre lo stesso: che questa vicenda dell'Alitalia serva in realtà da "test sul campo" per imporre nuove regole, altre relazioni industriali, il silenzio totale dei lavoratori all'interno di ogni azienda. "Se è così, hanno fatto davvero male i loro conti, al momento di decidere l'operazione". Sbagliati i conti industriali (concentrarsi sul mercato domestico è un suicidio), ma anche quelli politicosindacali. "Nemmeno Bonanni è riuscito a gestire un mandato a trattare con così pochi margini...". La minaccia sono i 21.000 licenziamenti da un momento all'altro. "Una popolazione come quella della città di Siena da domani è senza lavoro. Chi può pensare che non succederà nulla?". Una serenità che viene dal profondo della disperazione. "Abbiamo tutti famiglia e anche paura. Sappiamo che non ne usciremo indenni. Ma in piedi, non sdraiati".

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POSTA Prioritaria (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il Che lo chiamava petiso , bassotto. E' stato suo compagno in quel viaggio in motocicletta che nel 1951 li vide risalire parte del continente latinoamericano. Alberto Granado, 86 anni, biochimico argentino, cubano di adozione, è uno spassoso vecchietto impegnato in questi giorni in un tour fra la Svizzera e l'Italia, dove ha esordito come ospite d'onore alla festa della solidarietà organizzata dall'Associazione di aiuto medico al Centro America (Amca) del Canton Ticino. La sala multiuso di San Antonino è zeppa di gente. Granado osserva la presenza di tanti giovani. Ma segnala subito loro che la mitizzazione della figura del suo amico Ernesto Guevara non gli piace: "era un uomo in carne e ossa come tutti gli altri, certo con molte qualità; chissà quanti ce ne saranno in giro per il mondo". Anche i gadget sul Che lo infastidiscono; ma ricorda un aneddoto divertenGranado in giro per l'Europa te: "un giorno passeggiando per Buenos Aires ho chiesto a un ragazzo che indossava una maglietta con la sua foto se sapesse chi fosse il Che; lui mi rispose: non lo so con precisione, ma deve essere stato un grande se mio padre ne parla sempre come di un gran figlio di puttana". Granado è un tipo schietto, che viene da lontano; nel '36 partecipava già in Argentina (lui figlio di spagnoli) nei gruppi in sostegno degli antifranchisti. Uno di quelli insomma che possono permettersi di rispondere che "la democrazia rappresentativa è una farsa" e che "se fosse per me sarei molto più severo con i dissidenti cubani". La festa dell'Amca è proseguita al Castello di Montebello di Bellinzona, presente Franco Cavalli, oncologo, fondatore dell'Associazione di aiuto medico al Centro America e antico sostenitore de il manifesto . Mentre Granado ha proseguito il suo viaggio nelle principali città svizzere; per approdare a Torino il oggi, in provincia di Cuneo domani, e concludere a Jesi fra il 16 e il 19 prossimi. Gianni Beretta, Bellinzona Le vacanze sono finite Sono un po' incazzato per quel che leggo sui giornali e vedo sui tg, in questi giorni. E' tutto un parlare di Alitalia. Ci sono tutti i "tre moschettieri confederati" che si sbattono e agitano perché si paventa un esubero di 5 mila posti in Alitalia. Invece per la scuola "suor" Gelmini ha parlato di 87 mila posti in esubero da tagliare. Ripeto: 87 mila. Ma il nuovo anno scolastico sembra iniziare senza che quasi nessuno si incazzi o si agiti più di tanto per 'sta cosa qui. Sì, la Cgil ha indetto uno sciopero a fine mese - ma solo la Cgil, e comunque riguarda tutto il comparto pubblico, non la scuola in particolare. Gli unici che dicono qualcosa sono la Gilda e i Cobas. Ma di quelli i media non parlano. Possibile che 5 mila esuberi per Alitalia valgano di più di 87 mila nella scuola pubblica italiana? Moschettieri, dove siete? Le vacanze sono finite da un pezzo! Giuseppe Caliceti Per una scuola di qualità Lunedì riaprono le scuole, ma sarà un triste inizio specie per la scuola elementare, perché sarà l'ultimo anno con i moduli (tre maestre su due classi) e con il Tempo pieno (due maestre su una classe). Non lascia dubbi il testo del decreto, si torna a classi con una sola maestra aperte quattro ore al giorno per sei giorni. Questo vuol dire che alle 12,30 i bambini usciranno da scuola e dopo sarà compito della famiglia occuparsi di loro magari con un doposcuola privato pagato interamente dalla famiglia. La ministra Gelmini così rade al suolo l'elementare, l'unica scuola che fa fare ancora bella figura all'Italia nelle valutazioni internazionali,come ci ha ricordato l'altro giorno l'Ocse. Del resto i professori non ridano perché la Gelmini ha già annunciato che ha in cantiere una riforma della scuola media, che a detta di molti sarebbe "il buco nero" del sistema italiano dell'istruzione pubblica. Per quanto riguarda poi le superiori,continua a essere molto forte la dispersione scolastica. Anche in Inghilterra la dispersione raggiunge il 25%, per questo il governo laburista ha deciso di innalzare l'obbligo (che era a 16 anni dal 1972) a 17. In Italia invece si è scritto nella finanziaria che il neonato obbligo a 16 anni si può assolvere anche nella formazione professionale. In Inghilterra inoltre si prevede entro il 2015 l'innalzamento dell'obbligo a 18 anni per contrastare la dispersione. Impossibile quindi che migliorino nel nostro paese i dati dell'Unione nazionale per la lotta contro l'analfabetismo, secondo cui un italiano su 3 ha difficoltà nella letto-scrittura. Proprio sulla letto-scrittura le maestre plurime della città di Modena sono impegnate da 10 anni in corsi di formazione per tutte quelle che insegnano in prima e seconda elementare. I risultati delle prove di valutazione dei bambini sia in italiano che in matematica sono tenuti sotto controllo da professori universitari, che restano stupiti per i risultati ottenuti, difficili da conseguire, anche per la forte presenza di ragazzi immigrati di prima e seconda generazione. Non è difficile da capire che per continuare a avere una scuola elementare di qualità internazionale servirebbero più insegnanti specializzati sia nell'area linguistica che in quella matematica e per tutti i ragazzi sarebbero necessarie ben più delle 24 ore previste dalla ministra. Arturo Ghinelli _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _.

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Alitalia, lo spettro della crisi su Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Un altro giorno di proteste e disagi: il corteo dei dipendenti blocca il check-in, Fiumicino rischia la paralisi Alitalia, lo spettro della crisi su Roma Alemanno: senza accordo non c'è futuro. L'opposizione: colpiti gli interessi della Capitale.

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Il sindaco Gianni Alemanno sta seguendo con apprensione l'esito della vicenda Alitalia, si sent (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

E costantemente con il Governo. Avverte: "Spero nella chiusura della trattativa, senza l'accordo sindacale non c'è prospettiva". Dall'opposizione, in particolare dal Partito democratico, lo incalzano. Dice Michele Meta: "Colpiti gli interessi della Capitale. Situazione drammatica, perché il sindaco resta a guardare?". Ieri Roma ha compreso fino in fondo quanto possono essere dure le ricadute sul territorio della crisi della compagnia aerea di bandiera. La protesta dei dipendenti Alitalia all'aeroporto di Fiumicino ha causato qualche ritardo, ma è stata una sorta di prova generale per proteste più forti. In gioco c'è il futuro di almeno 10 mila famiglie. E fra gli assistenti di volo c'è chi spiega: "Vogliono fare pagare ai dipendenti della compagnia gli errori compiuti da altri". Evangelisti all'interno.

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Alitalia a un passo dal baratro, Roma col fiato sospeso (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Mediazione di Alemanno col governo: senza accordo non c'è futuro. L'opposizione: colpiti gli interessi della città.

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Roma di fronte allo spettro del grande caos di Alitalia. I dieci voli in ritardo ieri a Fium (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MAURO EVANGELISTI Roma di fronte allo spettro del grande caos di Alitalia. I dieci voli in ritardo ieri a Fiumicino, a causa della marcia di protesta nei terminal, rischiano di essere solo un antipasto. E ieri, con molta più drammaticità, Roma ha capito che possono cadere sul suo territorio buona parte degli esuberi. Che siano i cinquemila emersi nella trattativa, che siano i 20 mila paventati da Guglielmo Epifani a fine giornata, sarà soprattutto l'hinterland romano a pagare. Per questo, ieri il sindaco Gianni Alemanno ha tentato la mediazione sia pure dietro le quinte. Si è mantenuto costantemente in contatto con il Governo. E nel tardo pomeriggio ha cercato, per quanto davvero apparisse difficile, di infondere un po' di ottimismo: "Mi auguro che la trattativa riprenda. Anche perché senza un accordo, nessuna prospettiva può essere costruita". Ed è questo lo spettro che avvolge il Leonardo Da Vinci, ma si intravede anche da Roma: l'esplosione della vertenza Alitalia potrebbe paralizzare il traffico aereo, mettere in ginocchio almeno diecimila famiglie romane ma anche trasferire con proteste e manifestazioni sulle strade di Roma tensione e disagi. Ieri Michele Meta, capogruppo in Regione del Pd, ha attaccato nuovamente il sindaco Gianni Alemanno, accusandolo di immobilismo: "A pagare saranno i contribuenti e migliaia di famiglie in carne ed ossa. Il Governo colpisce con una violenza inaudita gli interessi di Roma e quello che più sorprende, e dispiace, è il silenzio assordante del sindaco Alemanno e della classe dirigente del centrodestra romano". Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma, ha sintetizzato: "La situazione è drammatica". Spiegava ieri, durante la marcia dei dipendenti all'interno dello scalo, un dirigente dell'aeroporto: "Non siamo preoccupati per questa protesta, siamo preoccupati per quello che potrebbe succedere nelle prossime ore". Fra i passeggeri ieri prevaleva la solidarietà ai dipendenti, anche perché dopo le 50 cancellazioni dei giorni precedenti, ieri sono stati registrate solo attese e una decina di ritardi. Andrea, 51 anni, un dirigente d'azienda fermo al check-in, momentaneamente senza operatori, per il volo diretto a Linate: "Sarebbe troppo facile dire che siamo arrabbiati con questa gente che protesta. Ma io preferisco chiedermi chi ha portato questi lavoratori in queste condizioni. Non penso che le responsabilità per quanto sta succedendo ad Alitalia siano tutte loro...". Meno comprensiva una turista greca diretta a Firenze che allargava le braccia: "Ma come è possibile che succeda tutto questo in un aeroporto?". Un altro passeggero di Trieste: "Ad Alitalia siamo tutti affezionati, ma è evidente che i tagli sono necessari. Però questa cordata che ha dato vita alla Cai stao pensando forse troppo ai propri interessi, dovrebbe concedere qualcosa di più". Eppure, senza un accordo, Fiumicino e Roma rischia ben altro. Desiré, addetta al check-in di Alitalia, mantiene la calma e spiega: "Quando sono arrivati i colleghi che protestavano, mi sono alzata subito. Ora torniamo tutti al lavoro. Come ogni giorno, con la stessa professionalità". Lei stava svolgendo il check-in per la Turkish Airlines: un altro esempio di come una protesta selvaggia dei dipendenti Alitalia potrebbe paralizzare lo scalo ben oltre i soli voli della compagnia di bandiera. Racconta Marco, un assistente di volo durante l'assemblea improvvisata vicino all'entrata degli equipaggi: "Io come tanti ho il mutuo da pagare per la casa comprata da poco. Molte famiglie gravitano su Roma. Alcuni di noi certo si possono riciclare, forse, in altre compagnie. Ma chi ha già 50 anni? Guardate, per il territorio di Roma questa rischia di essere una crisi devastante. E invece la cordata di imprenditori che ha formato la Cai riceverà un bellissimo regalo: senza debiti, con i preziosi slot di Alitalia. A pagare saremo noi dipendenti, sarà il Paese. E sarà Roma. Si può accettare un'operazione di questo tipo?". Fra le centinaia di dipendenti di Alitalia in assemblea passa un equipaggio della Klm. Qualcuno urla: "Portateci con voi...".

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ROMA Si va avanti. Più precisamente, il confronto va avanti. Comunque in un clima inca (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Si va avanti. Più precisamente, il confronto va avanti. Comunque in un clima incandescente e sempre sul crinale della rottura. Il nodo vero della trattativa, a voler sintetizzare al massimo, resta quello dei piloti e, in subordine, degli assistenti di volo. Tra i primi sarebbero stati individati 1.000 esuberi, anche se una parte di essi dovrebbe essere reimpiegata. Comunque circa 500 potrebbero restare a terra. Una cifra sindacalmente ingestibile per Anpac e Up. Sarebbero poi 1.200 hostess e steward in sovrannumero e 1.300 i dipendenti di terra. In totale 3.500 persone. Cassa integrazione e ricollocazione lavorativa per gli esuberi. Resta poi irrisolto il problema degli assetti contrattuali. Comunque, se ci saranno le possibilità, il negoziato andrà avanti ancora per un paio di giorni. Cancellati ultimatum e aut aut. Ieri sera la posizioni erano abbastanza chiare: confederali pronti a restare al tavolo per arrivare ad un'intesa, comandanti e assistenti di volo sempre sulle barricate. Una riunione intersindacale, chiesta dai ministri Sacconi e Matteoli, per avere un quadro sindacale d'assieme, una proposta unitaria, non ha prodotto risultati. Almeno fino a ieri sera. "Non credo che oggi (ieri sera; n.d.r) saremo in grado di produrre un documento che possa giustificare un ottimsimo maggiore nella trattativa". In realtà sarebbe intenzione di comandanti e assistenti di volo riconvocarsi lunedì mattina in due tavoli separati. Ma probabilmente lunedì i libri contabili di Alitalia potrebbero già essere finiti in tribunale. Fine della partita. I sindacati tutti hanno invece inviato al commissario, Augusto Fantozzi, una lettera per essere ricevuti al fine di "comprendere gli atti formali presi e quelli che si accinge a prendere". Appena dietro l'angolo c'è la mannaia della disdetta dei contratti e della conseguente messa in mobilità per i quasi ventimila dipendenti della compagnia. Soltanto l'intervento di Silvio Berlusconi a questo punto potrebbe portare ad uno sbocco positivo della vertenza. Lo hanno fatto capire i sindacati tra le righe delle dichiarazioni, ma lo hanno chiesto esplicitamente ai ministri Sacconi e Matteoli e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Ecco spiegati i faccia a faccia dell'altra notte tra lo stesso Letta i i manager di Cai e di Alitalia. Tentativo, ovvio, quello di ammorbidire le posizioni aziendali. Una mediazione che evidentemente non è stata sufficiente a sbloccare l'impasse. Prova ne sia che ieri mattina, attorno alle 10,30, dopo l'ennesimo scontro duro con i sindacati ("Ci sono problemi insormontabili"), Cai ha fatto rientrare dalla Magliana il team incaricato di svolgere la due diligence sull'offerta e quasi contemporaneamente ha dovuto prendere atto che "non esistevano le condizioni per proseguire la trattativa". Una decisione che tuttavia non voleva significare il ritiro dell'offerta. Spiegava Cai in una nota: "Non ci si rende conto della drammaticità della situazione e della necessità di una profonda discontinuità rispetto al passato che il piano di salvataggio richiede". L'ottimismo di Sacconi si trasformava in un quasi cupo pessimismo: "Situazione critica che volge alle più negative conclusioni, ma non definitiva". "Ci sono 50 probabilità su 100 per chiudere", commentava in tarda serata. In effetti, il ministro del Welfare con grande fatica riusciva a bloccare le procedure di mobilità annunciate da Fantozzi e a mantenere i fili del negoziato: appello ai sindacati - tutti - a individuare una proposta comune da presentare successivamente a governo e Cai. Condizione assolutamente necessaria per aprire un possibile confronto direttamente a palazzo Chigi. Comunque per sollecitare il premier a scendere in campo in prima persona. Commento del leader della Cgil, Guglielmo Epifani: Prevedo un esito molto preoccupante, penso che potrebbe avere un esito tragico. Se Alitalia salta perdiamo non solo ventimila posti, ma anche le aziende dell'indotto rischiano grosso". E il ministro per lo Sviluppo Scajola avverte: o si chiude o tutti licenziati.

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MILANO - Non ci sono le condizioni per procedere nel negoziato. Detto questo, Cai sospende l (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di GIULIA LEONI MILANO - Non ci sono le condizioni per procedere nel negoziato. Detto questo, Cai sospende la due diligence ma non ritira l'offerta, perchè la sua efficacia è condizionata. E spera ancora di poter chiudere con i sindacati entro il fine settimana. Ieri - secondo quanto risulta a Il Messaggero - dopo lo stallo alle trattative, l'a.d. di Cai Rocco Sabelli avrebbe sondato gli azionisti di peso. Che si sarebbero detti disposti a restare in pista ma ad una condizione: che la partita in un modo o nell'altro si chiuda entro domani. I soci avrebbero fatto presente a Sabelli che si corre il rischio che eccessive concessioni alle richieste sindacali finiscano per compromettere lo spirito dell'offerta. E non solo. Il piano Fenice elaborato da Intesa Sanpaolo si fonda su parametri e presupposti precisi sui quali sono stati elaborati gli obiettivi economico-finanziari. La loro ritaratura, per accogliere le richieste dei sindacati, potrebbe compromettere i target indicati: il pareggio entro il 2010, il ritorno all'utile per 83 milioni nel 2011. E, nel 2013 un ritorno dell'investimento del 15% circa. Su un punto, in particolare, i soci di Cai prestato molta attenzione. Il tema in questione è quello sollevato dall'Anpac e relativo al numero di aerei previsto dall'offerta di Cai. La flotta della Nuova Alitalia passerebbe da 188 a 136 macchine. Un ridimensionamento eccessivo, secondo l'Anpac: l'associazione chiederebbe una flotta più nutrita (circa 10 aerei in più). Che si porterebbe dietro tra 100 e 150 piloti in più e tra i 300 e i 500 assistenti di volo in più rispetto a quelli previsti dal piano Fenice. All'Anpac che ribatte che più aerei significano più giro d'affare, i soci di Cai rispondono che non è necessariamente così. O meglio, che non è scontato che sia così: se i maggiori ricavi sono incerti, ad essere sicuri sono i maggiori costi. Per venire incontro agli altri punti ancora aperti, due giorni fa Sabelli ha fatto sapere che Cai è disposta a diventare azionista di minoranza di un'eventuale società che possa avere in pancia manutenzione e cargo. Nel frattempo per questi business - che Cai vuole fuori dalla Nuova Alitalia - mercoledì si sono fatti avanti con il commissario straordinario Augusto Fantozzi sia Aviation - Management (per la manutenzione) che Alis-Miro Radici (per cargo). E il commissario nelle ultime ore avrebbe invitato Cai a tener conto di queste due manifestazioni d'interesse. Il timore di Fantozzi, che non sarebbe condiviso dai suoi advisor (lo studio Chiomenti e Rothschild), è che se le due attività dovessero restare nella procedura, Bruxeless potrebbe imputare loro il prestito ponte da 300 milioni. Con tutti i problemi che ne conseguirebbero. Cai, come accennato, nonostante la trattativa in salita, non ha ritirato l'offerta presentata a Fantozzi il 1° settembre. Ma ha sospeso la due diligence alla quale stavano lavorando oltre a Intesa anche Boston Consulting group, Deloitte (per gli aspetti finanziari) e l'inglese Ascend, big della consulenza nel settore aereo. Verifica che, secondo indiscrezioni, aveva già fatto emergere alcune incongruenze.

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ROMA - Fallimenti e licenziamenti , prometteva ieri pomeriggio il mini (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARCO CONTI ROMA - "Fallimenti e licenziamenti", prometteva ieri pomeriggio il ministro Scajola da Napoli a sindacati e lavoratori. Eppure a palazzo Chigi si è lavorato anche ieri per evitare che la trattativa arrivasse ad un punto di non ritorno, spostando di ora in ora, se non di giorno in giorno, "l'inesorabile percorso del commissario Fantozzi", come lo ha definito il ministro Sacconi. La convulsa giornata di ieri si è chiusa con la promessa dei sindacati di produrre per oggi una nuova controproposta unitaria da sottoporre alla "Cai". Una proposta che potrebbe anche coinvolgere il governo con la richiesta non solo di una mediazione, ma anche di un congruo "contributo compensativo" che faciliti l'accordo con i piloti. Tra sgravi fiscali e contributivi, la casistica potrebbe essere ampia e dentro il governo, specie dal lato An, c'è molta disponibilità a lavorare per convincere il ministro dell'Economia Tremonti e tutta la maggioranza, ad allargare ancora il cordone della borsa. Raccontano che Berlusconi, prima e dopo la cerimonia di nozze al quale ha partecipato in veste di testimone, abbia fatto più di una telefonata ai componenti la cordata-Cai, affinchè ammorbidiscano la posizione "troppo rigida" sul contratto dei piloti. Berlusconi ha ben presente il rischio che, fallito il tentativo di Colaninno e soci, possa riaffacciarsi AirFrance mettendo nelle mani del commissario Fantozzi un piano per rilevare l'intera Alitalia grazie anche alle condizioni più vantaggiose offerte dalla nuova legge Marzano e dalla disponibilità del governo di accollarsi buona parte degli ammortizzatori sociali. L'incontro di martedì a Parigi di Berlusconi con il presidente francese Sarkozy potrebbe essere un'occasione per riaprire il canale con Spinettà. D'altronde le voci di possibili alternative alla Cai circolate ieri pomeriggio, e la richiesta di incontro dei sindacati al commissario Fantozzi fanno supporre che ci sia chi pensa ci possano essere ancora soluzioni alternative. Ieri il lavoro più gravoso, continuato per l'intera notte, del sottosegretario Letta e dei ministri Sacconi e Matteoli, è stato quello di tenere aperta la trattativa che ieri in più di un'occasione sembrava già saltata. Il primo allarme rosso è scattato alle dieci di ieri mattina quando i tecnici della "Cai" hanno lasciato in fretta e furia gli uffici della Magliana dove stavano effettuando la "due-diligence" dei conti di Alitalia. "Nessuno si muova e abbandoni il tavolo. Tanto più quelli della cordata", è stato l'imput arrivato da palazzo Grazioli. "Continuiamo a lavorare, ma devono sapere tutti che non ci sono alternative e che il Paese rischia di perdere una grande occasione", spiegava ieri il premier ad uno dei numerosi parlamentari di FI saliti nel pomeriggio a palazzo Grazioli.

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ROMA Silvio Berlusconi, ieri, entra in un negozio di via Frattina, poi esce, sorride a tutt (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I ma di colpo fa una faccia preoccupata quando gli si chiede: "E Alitalia?". "Speriamo che alla fine Alitalia riesca a volare". Mentre il premier è preoccupato, l'opposizione è all'attacco sulla "compagnia di bandierina", come Veltroni definisce la nuova Alitalia. Ieri, il leader del Pd ha osservato: "Il caos Alitalia? Era prevedibilissimo. Hanno accollato i debiti agli italiani, hanno sospeso la legge anti-trust e il tutto per una soluzione difficile da realizzare. E ancora: "La vicenda Alitalia è stata usata strumentalmente in campagna elettorale. Stavolta, devo dire con onestà che i sindacati, i quali secondo me prima avevano sbagliato, ora hanno ragione a difendere i lavoratori che prendono 1.300 euro al mese e a cui si propone di ridurre lo stipendio del venticinque per cento, oltre ai migliaia di esuberi". "Cinismo elettorale", è la stroncatura del ministro ombra, Bersani. E Antonio Di Pietro è veemente: "Non si tratta di un salvataggio ma di una speculazione finanziaria. Gli imprenditori della cordata Alitalia fanno i capitani coraggiosi con i soldi degli altri". E l'Udc? Anche questa parte dell'opposizione non fa sconti sulla vicenda aerea. nce "Non voglio fare l'uccello del malaugurio ma sono sotto gli occhi di tutti le contraddizioni che sono emerse nella gestione della vicenda Alitalia", afferma Pier Ferdinando Casini. "Non avremo una nuova Alitalia ma una compagnia più regionale che nazionale, che sarà essenzialmente l'agente commerciale di una grande compagnia internazionale". "Le soluzioni scartate", cioè quella della vendita ad AirFrance, secondo il leader dell'Udc "potevano essere migliori". E comunque: "Le responsabilità vengono da lontano, e mi riferisco anche a quelle gravissime dei sindacati". Il Pdl respinge tutte le accuse e se la prende (per bocca di Maurizio Lupi) con Veltroni: "Sa soltantio gettare discredito". Peggio: "Veltroni fa demagogia a colpi di attacchi privi di fondamento". Il Pdl rimprovera al Pd questa impostazione: "Veltroni, da un lato, critica un progetto industriale serio, sostenuto da validi imprenditori e l'unico possibile per salvare la compagnia di bandiera ed evitare il fallimento. Dall'altro lato, però, sul territorio amministratori locali, come il Presidente della Regione Lazio, Marrazzo, chiedono di poter offrire il loro contributo a questo piano di rilancio. Come è successo in altre occasioni, insomma, il Pd naviga a vista e la confusione regna sovrana". M.A.

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Alitalia, la trattativa resta appesa a un filo (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Scontro con i piloti su contratti e aerei. Stop a ultimatum e mobilità. Sacconi ai sindacati: serve una proposta.

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Alitalia, primi licenziamenti nell'indotto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-13 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Fiumicino Alitalia, primi licenziamenti nell'indotto Scattano a Fiumicino i primi licenziamenti mentre la trattativa sul futuro dell'Alitalia resta appesa a un filo: anche ieri assistenti di volo e personale di terra hanno sfilato in corteo per le strade dello scalo. I licenziamenti sono concentrati tutti nel settore dell'indotto. Al rientro dalle ferie, sono 8 i lavoratori che si sono ritrovati senza occupazione: sono dipendenti della Condim, impresa che opera nella manutenzione degli hangar della compagnia. Ma le difficoltà investono anche altre ditte, Sefim, Logos e Ciem, con le ultime due che hanno chiesto la cassa integrazione per il personale. "Sono soltanto le prime avvisaglie di una tempesta che minaccia di rivelarsi incontrollabile", è la preoccupazione di Canio Calitri, segretario regionale della Fiom-Cgil che l'altro ieri ha incontrato gli operai rimasti senza impiego. Il sindacalista rivela che dal 28 agosto l'Alitalia ha sospeso i rimborsi ai fornitori "e anzi, il consiglio che i suoi manager stanno dando alle aziende è quello di continuare ad operare, anche correndo il rischio di non essere pagati, nella speranza di tempi migliori". Ma per ora l'unica certezza è quella delle 8 lettere di licenziamento ricevute dagli operai della Condim. Provvedimenti presi dopo che "Alitalia Servizi ha annunciato di aver ridotto i livelli della manutenzione - è la spiegazione del dirigente Fiom - . Per questo l'azienda ha ritenuto opportuno ridurre il numero dei lavoratori. Siamo davanti a un effetto a cascata. Se non si risolve la crisi della compagnia, è a rischio l'intero indotto ". Il settore, secondo una stima dell'Airport Council International, vede l'impiego di circa 60 mila persone, tra manutenzione, forniture di catering, tecnologia, l'area cargo e il comparto del turismo. "Pesante preoccupazione" è stata nuovamente espressa dal presidente della Regione, Piero Marrazzo, che parlando alla festa dell'Udc a Chianciano, si è chiesto: "Può un Paese rinunciare a una compagnia di bandiera? E può la Capitale rimanere con un sistema aereoportuale ai minimi termini? Spero che al tavolo della trattativa si riesca a ragionare - è stata l'esortazione del governatore - Anche se il problema è che più si va avanti e più sembra aumentare il numero degli esuberi". "Io non ho mai tifato a favore, nè contro - ha concluso Marrazzo, che aveva suggerito l'ingresso della Regione nell'assetto proprietario della nuova compagnia - ma in questo momento sto con i lavoratori, con Fiumicino e per salvare Alitalia". Ieri intanto al Leonardo da Vinci un centinaio di hostess e steward hanno inscenato una protesta sfilando anche dentro ai terminal, davanti a centinaia di passeggeri gridando "l'Alitalia non si tocca, l'Alitalia siamo noi!". Alessandro Fulloni Preoccupato Il presidente della Regione Piero Marrazzo.

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ROMA - Dopo il valzer dei conduttori che ha caratterizzato l'estate è il momento delle (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ALBERTO GUARNIERI ROMA - Dopo il valzer dei conduttori che ha caratterizzato l'estate è il momento delle certezze. Sulla scena torna da lunedì prossimo Porta a Porta di Bruno Vespa, il più visto e consolidato dei talk show politici con i suoi ascolti e le quattro seconde serate che occupa sulla rete ammiraglia Rai. Vespa ricomincia secondo abitudine con una puntata dedicata al premier in carica, Silvio Berlusconi, e non anticipa altro, promettendo un menu sempre fresco di giornata. "Cominciare col presidente del Consiglio ormai è una tradizione", sottolinea il conduttore, ricordando i precedenti con Romano Prodi e con lo stesso Berlusconi. Giovedì 25 sarà poi la volta del leader del Pd Walter Veltroni. "In mezzo - ha ribadisce Vespa- tutto quello che suggeriranno cronaca e attualità". Seguendo un'altra consuetudine, quella delle punzecchiature tra conduttori, Vespa ha anche risposto per le rime al direttore del Tg di La7, Antonello Piroso che sempre ieri mattina, presentando la nuova stagione, aveva "ribattezzato" Porta a Porta come "Bocca a Bocca", "perchè - ha detto- avrebbe bisogno di un po' di rianimazione". "Lo trovo inutilmente offensivo e provocatorio - ha risposto Vespa -. Il problema è che quando si arriva secondi o terzi...". Vespa ha invece poi espresso soddisfazione perché l'amministratore delegato di La 7 Stella, che ha fama di gran tagliatore di costi e teste, avrebbe elogiato il rapporto costi-ricavi proprio di Porta a Porta. Per la puntata di lunedì prossimo con Berlusconi, a chi gli chiedeva se avesse in serbo qualche colpo di teatro come fu per il "contratto con gli italiani" con relativa scrivania per la firma, Vespa ha risposto: "Quando si fa un programma di attualità non si stabilisce nulla a tavolino con così grande anticipo. E poi certe cose succedono prevalentemente in campagna elettorale". Ma sugli argomenti che affronteranno, Vespa ha aggiunto: "Credo che inevitalmente si parlerà anche di Alitalia". Per il direttore ad interim di Raiuno, Fabrizio del Noce (nominato da poco alla direzione di Rai Fiction, dopo sette anni al comando della rete ammiraglia), "Porta a Porta è un pò lo specchio di quello che succede alla Rai: dico questo - ha spiegato - perchè uno dei miei compiti principali in questi anni di direzione di Raiuno è stato quello di diffendere la quarta serata di Porta a porta. Attaccata spesso più dall'esterno, da persone che non avrebbero alcun titolo, che dall'interno della Rai. Eppure -ha sottolineato Del Noce- questo programma porta nelle casse della Rai per lo meno il doppio di quello che costa". Vespa, che mantiene la ladership della seconda serata battendo sistematicamente, tranne rare eccezioni, la concorrenza di Enrico Mentana e Maurizio Costanzo su Canale 5, non hai poi nascosto la tendenza della tv generalista a perdere ascoltatori: "Più aumenta l'offerta anche sul digitale e sul satellite, più lo share si distribuisce. E non è più facile come un tempo fare grandi ascolti. Ma noi -ha concluso- ce la metteremo tutta".

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Gran partita degli studi su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia Mercati Finanziari - data: 2008-09-13 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE AVVOCATI Gran partita degli studi su Alitalia L a partita più calda, in tema di salvataggi aziendali, è indubbiamente Alitalia. Sul fronte legale, al fianco di Intesa SanPaolo sono impegnati lo studio Bonelli Erede Pappalardo (che sta seguendo anche la ristrutturazione del gruppo Risanamento, mentre in passato si è occupato del rifinanziamento di Impregilo e di Piaggio-Aprilia) e l'avvocato Gregorio Gitti (che ha appena archiviato il dossier Hopa). Al fianco del commissario Augusto Fantozzi agisce lo studio Chiomenti: gli avvocati Francesco Ago, Michele Carpinelli e Andrea Bernava (responsabile della business unit restructuring composta da 30 legali) seguiranno gli aspetti legali della procedura. Con Roberto Colaninno, presidente della nuova Alitalia, c'è D'Urso Gatti e associati. I partner Francesco Gatti e Stefano Valerio sono anche al lavoro sul fronte Aedes. Tra gli studi stranieri che si occupano di aziende in crisi spiccano Latham & Watkins (Andrea Novarese), che ha assistito Pininfarina per il riscadenziamento del debito, e Lovells (con il partner Gianroberto de Giovanni), autore dal punto di vista legale, assieme a Roberto Cappelli (Grimaldi e associati), dell'accordo tra Unicredit e Italpetroli per la ristrutturazione finanziaria della società che fa capo alla famiglia Sensi. (M.B.).

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Il piano Marcegaglia: <Contratti di 3 anni e nuova inflazione> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-13 num: - pag: 37 categoria: REDAZIONALE Il negoziato Confindustria: meno tasse in busta paga Il piano Marcegaglia: "Contratti di 3 anni e nuova inflazione" Ma Cgil frena: giudizio "molto critico" Di diverso parere i leader della Cisl e della Uil, Bonanni e Angeletti: passi importanti, possibilità di intesa elevate ROMA - Si intitola "Ipotesi di accordo" il documento di 20 pagine che la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha consegnato ieri mattina ai segretari di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti per riformare l'accordo del luglio '93 sulle regole della contrattazione. Considerando che Bonanni dice che ci sono "avanzamenti importanti" e che Angeletti parla di "elevata possibilità di arrivare a un'intesa ", si potrebbe concludere che le parti sociali sono vicine a concordare il nuovo modello di contrattazione. Ma a frenare gli entusiasmi ci pensa la Cgil, che ieri pomeriggio ha riunito la segreteria e poi ha diffuso una nota per esprimere un "giudizio molto critico" sulla proposta della Confindustria. Il prossimo appuntamento tra le parti è previsto per giovedì 18 settembre. Confindustria, Cisl e Uil ribadiscono l'impegno a chiudere la trattativa entro il 30 settembre. Epifani avverte che gli ultimatum sono pericolosi, "come dimostra la vicenda Alitalia". Vediamo i contenuti della proposta delle imprese. Gli obiettivi sono due, dice il documento: definire nuove regole di contrattazione per rilanciare la competitività delle imprese e i salari dei lavoratori; favorire un sistema di relazioni industriali meno conflittuali e più partecipative. Resterebbero due livelli contrattuali. Quello nazionale avrebbe durata triennale (oggi è quadriennale per la parte normativa e biennale per quella economica) e definirebbe i minimi di retribuzione in rapporto a un indice previsionale dell'inflazione, depurato da "alcune voci" di quella importata. Con gli stessi contratti si potrebbe assegnare agli enti bilaterali la gestione di servizi a favore dei lavoratori, dal collocamento alla sanità integrativa (questa parte è tra le più indigeste per la Cgil). Per evitare ritardi nei rinnovi si prevede che le trattative possano cominciare sei mesi prima della scadenza del contratto. E fino a un mese dopo la scadenza non sono consentiti scioperi, pena sanzioni economiche. Dopo sei mesi dalla scadenza, se il contratto non è stato rinnovato, interverrebbe un comitato interconfederale per verificare la situazione. Oltre al contratto nazionale può esserci un contratto "aziendale o alternativamente territoriale" per la definizione di "un premio variabile" collegato ai risultati. I lavoratori che non fanno contrattazione integrativa potrebbero contare su una somma forfettaria stabilita dal contratto nazionale. Si chiede al governo di rendere strutturali gli sgravi fiscali sui premi. Resterebbe l'indennità di vacanza contrattuale. La Cisl di Bonanni e la Uil di Angeletti chiedono in sostanza una sola modifica importante: che l'indice di previsione dei prezzi sia depurato non da molte voci voci importate ma solo dall'energia. Per il resto l'accordo sembrerebbe a portata di mano. Ma alla Cgil circola il sospetto che si voglia fare un'intesa senza il maggior sindacato. E questo avvelena il clima. Enrico Marro Industria Emma Marcegaglia guida da maggio la Confindustria impegnata nella riforma del modello contrattuale.

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ROMA - Buste paga, permessi, ferie, benefit e indennità, allacciate le cinture di (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di ROBERTA AMORUSO ROMA - "Buste paga, permessi, ferie, benefit e indennità, allacciate le cinture di sicurezza". Piloti e hostess di Alitalia ci stanno provando fino all'ultimo a difendere con le unghie e con i denti numeri e postille del loro contratto di lavoro. Sono loro il nodo vero della difficile trattativa avviata con la Cai di Roberto Colaninno. Perchè dare un taglio alla busta paga e mettere in discussione il contratto di lavoro significa anche tagliarsi fuori dagli standard Ue, gridano a gran voce i piloti dell'Anpac. Insomma, i traghettatori dei cieli minacciano di fare saltare il banco, se si intende raschiare il barile di una busta paga già a sconto del 30% rispetto alla media europea. Ma la Cai non ci sta: perchè senza un colpo di cloche su produttività e redditività, i pretendenti della nuova Alitalia non sono disposti a volare. L'ultima fotografia sulle retribuzioni scattata dal bilancio 2007 dà ragione ai piloti: non sono loro i paperoni dei voli in Europa. Ma di certo i "capitani" italiani sono quelli che volano di meno. I numeri lo dimostrano. L'anno scorso un pilota della compagnia di bandiera (in tutto 2.151, senza contare i 4.640 assistenti di volo) hanno guadagnato da un minimo di 68.000 euro a un massimo di 121.000 euro. Un livello che raggiunge la forchetta 88.000-174.000 per quanto riguarda i comandanti. Per la più piccola Air One i 340 piloti (a cui si affiancano 660 tra hostess e steward) hanno guadagnato in media tra i 55.000 euro e i 155.000 euro. Ma come si fa a paragonare i numeri della compagnia di Carlo Toto, "tra i peggiori in Europa" con quelli di Alitalia?, ribattono dall'Anpac. Il paradigma è l'Europa dei francesi e dei tedeschi aggiungono. E allora andiamo a vedere come si trattano in casa Air France e Lufthansa. La prima nel 2007 ha corrisposto al suo personale navigante tra 89.000 euro e 170.000 euro, mentre Francoforte può vantare una media di 150.000 euro per pilota. Ma se si prende come paradigma due big dei cieli come questi bisognerebbe anche avere il coraggio di dire che nello stesso anno, il 2007, Alitalia ha perso 495 milioni, mentre Air France ha guadagnato 748 milioni e Lufthansa ha addirittura raddoppiato l'utile netto, fino a toccare un miliardo e 655 milioni. Non solo. Mentre gli italiani volano in media 600 ore all'anno, Air One mette in bilancio 690 ore, da confrontare con le 680 di Parigi e le 700 di Lufthansa. Ma il problema non è la produttività, sostiene l'Anpac: il contratto Alitalia prevede giù 850 ore di volo all'anno, ma in questo caso è la struttura del network a dettare legge. Un altro capitolo caldo su cui Cai intende intervenire è quello delle ferie, dei riposi e dell'assenteismo. Non vanno giù i 45 giorni di ferie dei piloti (34 per i colleghi di Air One) e i 49 giorni degli assistenti di volo 49. Rischiano grosso i passaggi di lusso (andare a prendere gli equipaggi prima di un volo e riaccompagnarli a casa al rientro costerebbe sette milioni l'anno, il giorno di riposo in più al mese delle hostess, l'assenteismo dei piloti (il 6% rispetto all'1,5-3% di altri Paesi), ma anche i preziosi distacchi sindacali (costano oggi ad Alitalia 13,5 milioni l'anno). Che dire poi del capocabina doppio e dei 500 assistenti di volo che possono volare fino alle otto di sera se dimostrano di essere affidatari di un minore? Si scopre anche che il "giorno singolo libero dal servizio" previsto dal regolamento Enac corrisponde a "due notti locali consecutive o a un periodo libero non inferiore a 33 ore che comprende almeno una notte locale", per l'Alitalia. Le anomalia ci sono. E non sono poche.

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ROMA - Oltre 18.500 mila dipendenti a casa, 163 aerei a terra, un indotto che dà lavoro (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di UMBERTO MANCINI ROMA - Oltre 18.500 mila dipendenti a casa, 163 aerei a terra, un indotto che dà lavoro a circa 10 mila persone sul lastrico. Con un impatto terribile sull'economia della Capitale e del Lazio. Ma anche sul turismo del Paese, sulla crescita nazionale. E' lo scenario da incubo in cui potrebbe precipitare Alitalia se la trattativa in corso dovesse concludersi traumaticamente. Fallimento, insomma. Con i libri in tribunale. E lo spettro della mobilità dietro l'angolo. Se - come appare - il negoziato tra organizzazioni sindacali e Cai di Roberto Colaninno finisse in picchiata. Uno scenario fosco, anzi nerissimo. Del resto Alitalia è già fallita almeno sette volte. Sopravvissuta a se stessa e a miliardi di debiti. Salvata dallo Stato e graziata dalla Ue. Adesso lo sbarco dei soci privati e l'efficacia dell'offerta sono condizionati al via libera sindacale su contratto unico, esuberi, costo del lavoro, nuova organizzazione del lavoro. Sulla discontinuità con il passato. Ben marcata e senza concessioni. E a giudicare dal braccio di ferro in atto ancora lontana dal realizzarsi. Rocco Sabelli, che insieme a Colaninno, dovrebbe guidare la nuova compagnia, lo ha ripetuto anche ieri a confederali, Ugl e piloti. E il commissario Augusto Fantozzi ha spiegato a sua volta che la strada è segnata. Il venir meno dell'offerta di Cai per rilanciare Alitalia - ora pericolosamente in sospeso dopo l'abbandono del tavolo da parte di Sabelli e soci - costringerebbe il commissario a disdire i contratti vigenti e ad avviare la messa in mobilità per tutti i dipendenti. Tradotto significa: licenziamento per i dirigenti, mentre per piloti, hostess e personale di terra ci sarebbe solo il "limbo" della mobilità, anticamera della disoccupazione. Una eventualità che Fantozzi ha evocato, annunciando che potrebbe scattare già oggi. Per poi sfumare i toni. E concedere ossigeno alla trattativa, altre 24 ore. Il fallimento - perchè altre offerte sul tavolo non ce ne sono - sarebbe una scossa impressionante. Non solo alla credibilità dei sindacati, messi alle strette. Ma all'intero sistema economico. Con il prevedibile caos negli scali, il blocco dei voli, le proteste durissime. E le ripercussioni su turismo, affari, la stessa immagine dell'Italia. Certo invece il terremoto occupazionale. "Fantozzi - spiegano gli uomini della Cgil - potrebbe spedire 18.500 lettere mettendo tutto il personale Alitalia in mobilità già domani. Disdire i contratti. Cancellare tutto il passato. Privilegi e diritti compresi". Mettere fine ad anni di concertazione e gestione della crisi. Tecnicamente la procedura accelerata della Marzano bis prevede circa 30 giorni per questo tipo di operazione. Dopo ci sarebbe solo il buio, gli ammortizzatori sociali. E l'incertezza. Anche se, almeno teoricamente, Cai - qualora decidesse di restare in campo - potrebbe riassorbire piloti, assistenti di volo e personale di terra secondo gli standard previsti dal Piano Fenice. Saltando di fatto mediazioni e vincoli sindacali. Puntando tutto sul recupero della produttività a parità di salario. Ipotesi, ovviamente. Il Commissario, avviando il fallimento, sarebbe poi costretto a vendere tutti gli slot della compagnia aerea, i terreni e ogni bene in grado di soddisfare i creditori. In una parola, sarebbe la fine. In cassa - ha detto Fantozzi - non restano che pochi milioni di euro, circa 30, ed entro fine settembre la dotazione sarà pari a zero. Il tempo è praticamente scaduto. Per questo il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e Gianni Letta, forse lo stesso Berlusconi, tenteranno un ultimo sforzo nel week end. Per convincere i piloti a fare un passo indietro. Ma lo spettro del fallimento, dell'azzzeramento della compagnia, è ogni ora più vicino. In molti, sia nel sindacato che tra i soci privati, sono convinti che i margini siano ristrettissimi.

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ROMA - Da tempo prego per voi . Così Papa Benedetto XVI, all'aeroporto di Fiumicino, (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA - "Da tempo prego per voi". Così Papa Benedetto XVI, all'aeroporto di Fiumicino, ha risposto al commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che, salutandolo alla partenza per Parigi e augurandogli buon viaggio, gli aveva espressamente chiesto: "Santità, le chiedo una preghiera particolare per la Compagnia". Lo scambio di battute è avvenuto in tedesco, alla presenza del sottosegretario Gianni Letta e del presidente di ADR, Fabrizio Palenzona.

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Strappo al protocollo: e Nicolas piomba all'aeroporto con Carla (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 219 del 2008-09-13 pagina 9 Strappo al protocollo: e Nicolas piomba all'aeroporto con Carla di Redazione La Bruni in tailleur grigio davanti al Pontefice: stretta di mano a distanza e passo indietro come vuole l'etichetta. All'Eliseo i figli di Sarkò e la suocera Nostro inviato a Parigi Quando il Papa scende la scaletta dell'Airbus Alitalia che lo ha portato a Parigi, ad attenderlo accanto al presidente Sarkozy, che facendo uno strappo al protocollo ha voluto essere personalmente presente all'aeroporto di Orly, c'è anche lei, l'elegante Carla Bruni, perfetta nel suo nuovo ruolo. È vestita con un tailleur grigio, ha i capelli raccolti a coda di cavallo e le scarpe senza tacchi. Si avvicina al Papa ma non troppo, porgendogli a distanza la mano e accennando a un piccolo inchino con la testa. Poi, mentre un breve quanto fastidioso acquazzone rovinava in parte la cerimonia degli anni, l'ex top model divenuta "première dame" ha fatto un passo indietro come previsto dal protocollo. Clima disteso, amichevole, volti sorridenti e soddisfatti: nella laicissima Francia si respira un clima nuovo e il Papa lo sa. Meno di un'ora dopo, l'accoglienza ufficiale avviene all'Eliseo, con il cerimoniale di Stato. Sarkò a Carla hanno accolto l'auto del Pontefice nel cortile interno del palazzo con i plotoni in alta uniforme. Poi l'incontro privato tra Ratzinger e il presidente, durato venticinque minuti, prima dei due discorsi ufficiali. Nel salone delle Feste tutto stucchi e imponenti lampadari di cristallo, tra le sedie occupate dalle autorità dello Stato e dalle rappresentanze religiose, si sono visti altri parenti di Sarkò: il figlio Jean, dall'inconfondibile chioma bionda, il fratello Pierre, la mamma e la suocera. Proprio quest'ultima, la signora Marisa, era stata involontaria protagonista di un piccolo incidente diplomatico lo scorso dicembre, quando Sarkozy si era recato in visita in Vaticano ed era intenzionato a includere anche la futura suocera nella delegazione di Stato che lo avrebbe accompagnato nei sacri palazzi. La Santa Sede, vedendo il nome della mamma di Carla Bruni nell'elenco degli accompagnatori del presidente, aveva fatto notare l'inopportunità della sua presenza. E così la signora Marisa era rimasta in albergo. Ora la situazione è cambiata, Carla è la moglie di Sarkò ed è lei stessa ad accogliere il Papa e a salutarlo dopo i discorsi e ancora una volta prima che lasci l'Eliseo. Dopo l'incontro privato e prima dei discorsi ufficiali, che hanno segnato un'importante sintonia tra il "Papa della ragione" e il presidente che vuole incarnare una "laicità positiva", c'è stato il tradizionale scambio di doni. Nicolas Sarkozy ha regalato al Papa un'edizione originale di Pascal, una litografia di Mozart e una medaglia commemorativa. Benedetto XVI ha regalato agli inquilini dell'Eliseo una incisione originale all'acquaforte di Piranesi, raffigurante una veduta della piazza e della basilica di San Giovanni in Laterano, della quale il presidente francese è canonico. Finito l'incontro, un Ratzinger più sorridente che mai ha lasciato il palazzo presidenziale, mentre gli invitati, sciolta ogni tensione, si lanciavano verso il ricco buffet offerto dal presidente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia: più che piloti, kamikaze (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 219 del 2008-09-13 pagina 1 Alitalia: più che piloti, kamikaze di Claudio Borghi Le lotte sindacali hanno spesso avuto dalla loro il consenso popolare: anche chi non era direttamente coinvolto nella vertenza poteva in qualche modo immedesimarsi con il lavoratore in sciopero, spesso icona dello sfruttamento e della povertà. Nel caso delle proteste e delle intransigenze dei dipendenti di Alitalia invece si respira un atteggiamento opposto: pressoché nessuna voce, anche fra chi di solito è più sensibile alle rivendicazioni del mondo del lavoro, sembra levarsi a sostegno delle numerose sigle sindacali che ieri hanno fatto paurosamente traballare la trattativa per mantenere in volo gli aerei della compagnia di bandiera. Anzi, non è difficile riscontrare fra la gente e nei forum di internet (interessante polso di una parte della società particolarmente informata) un misto di fastidio e di ostilità nei confronti di una categoria ritenuta, a torto o a ragione, scandalosamente privilegiata e immeritevole di qualsiasi corsia preferenziale che ne differenzi le sorti dalle numerose e "normali" altre situazioni di disagio lavorativo. Fatte salve alcune prese di posizione fortemente in odore di opportunismo politico la piazza attorno alle sigle in agitazione sembra vuota e minacciosa. Intendiamoci, non si può certo rimproverare ai sindacati Alitalia di cercare di fare ancora una volta il loro gioco: sinora la strategia ha pagato, eccome. In condizioni normali la saracinesca dell'hangar sarebbe stata abbassata da tantissimi anni, ma ogni volta, fra uno sciopero e un'agitazione, i soldi magicamente saltavano fuori e i dipendenti lievitavano in numero in modo quasi speculare a quanto diminuivano quelli delle compagnie aeree europee, sottoposte per tempo a drastiche cure snellenti. Logico da parte dei sindacati pensare che quello fosse il normale corso delle cose: strategia vincente non si cambia e quindi fede incrollabile nell'arrivo salvifico del consueto assegno di Pantalone. Quello che forse non è chiaro ai rappresentanti dei lavoratori divorati dalla voglia di ribaltare il tavolo è che, questa volta, la festa è davvero finita: chi vuol provarci per l'ultima volta è libero di fare la sua proposta e il governo non può più elargire niente, di più, se anche volesse e si inventasse procedure eccezionali a carico della collettività dovrebbe fronteggiare la disapprovazione dell'opinione pubblica non più disposta ad alcun tipo di favore. Del resto, se si può capire la forma mentis di un sindacato sempre abituato ad averle tutte vinte (anche durante la fallita trattativa con Air France non mancarono i toni ultimativi, eppure è passato quasi un anno e nulla è cambiato, perché mai comportarsi diversamente questa volta? Perché preoccuparsi di più degli ammonimenti di Scajola rispetto a quelli di chi lo ha preceduto?) è invece impossibile trovare qualsiasi fondamento logico perché ai lavoratori di Alitalia debba essere accordato un trattamento di classe diversa rispetto a quello di qualsiasi altro lavoratore: lo spirito di solidarietà è sacrosanto, ma deve essere riservato all'imprevisto, al rovescio improvviso e non preventivabile. I lavoratori di Parmalat, ad esempio, niente sapevano delle frodi che di nascosto i vertici aziendali stavano realizzando: logico quindi che alla scoperta del disastro si dovesse fare il possibile per salvaguardare la continuità aziendale di un'azienda che, dalla sera alla mattina, si ritrovò in ginocchio. Non è certo questo il caso di Alitalia: nessun'altra azienda è stata più chiacchierata, scrutata, analizzata di questa. Tutto si può dire tranne che i lavoratori non fossero al corrente dello stato dell'arte della trattativa, i penultimatum potrebbero riempire interi volumi e nessuno, ma proprio nessuno dei suoi dipendenti è in condizione di poter dire di aver rifiutato qualche proposta di lavoro alternativa perché gli si erano stati ingannevolmente prospettati scenari rosei per la compagnia. Il posto in Alitalia quindi era chiaramente rischioso e pericoloso, situazione che dovrebbe indurre a ben altro atteggiamento nei confronti dell'ultima, insperata possibilità di far sopravvivere la compagnia di bandiera. È preferibile quindi pensare che l'irresponsabilità che stanno dimostrando le organizzazioni sindacali dei dipendenti Alitalia sia dovuta ad una grossolana sottovalutazione del pericolo causata da una lunga abitudine ai miracoli, in questo caso si chiamerebbe "delirio di onnipotenza" e tutto sommato con un'opportuna terapia si può curare. In caso contrario, vale a dire se consapevolmente i rappresentanti dei dipendenti stanno attuando una tattica suicida incuranti delle conseguenze, ci troveremmo di fronte ad un altro fenomeno che ai piloti dovrebbe essere noto, è un termine giapponese che significava "vento divino", meglio conosciuto come "kamikaze", e per questo non esiste né cura né rimedio. Dopo lo schianto, il nulla. posta@claudioborghi.com © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ora Palazzo Chigi chiede un aiuto a Finmeccanica (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 219 del 2008-09-13 pagina 3 Ora Palazzo Chigi chiede un aiuto a Finmeccanica di Gian Maria De Francesco La società potrebbe rilevare Atitech, l'azienda di Alitalia che si occupa della manutenzione. Si lavora per ricollocare gli esuberi da Roma Per uscire dall'impasse della vertenza Alitalia il governo non trascura nessun particolare. Anche Atitech, la controllata dell'ex compagnia di bandiera attiva nel settore della manutenzione, non è rimasta fuori dal raggio d'azione di Palazzo Chigi. In realtà, il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha reso noto giovedì sera di aver ricevuto una manifestazione di interesse da parte di Aviation Management Consulting, una piccola azienda che si occupa di manutenzione di aeromobili. Forse troppo piccola per tranquillizzare i circa 800 dipendenti di Atitech a Napoli. Per questo motivo ieri mattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, avrebbe chiesto al presidente e amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini di entrare nella partita. L'ipotesi prefigurata, secondo quanto trapelato dalle indiscrezioni, si fonda su un rafforzamento della compagine che punta ad acquisire Atitech puntando sulla disponibilità della stessa Cai ad acquisirne una quota di minoranza. Ma Guarguaglini è sempre stato scettico sulla possibilità di utilizzare la holding a maggioranza pubblica del settore aerospazio e difesa come ciambella di salvataggio per le imprese in crisi. "Possiamo essere interessati a qualche dipendente, non ad Atitech", aveva dichiarato il presidente giovedì scorso. Finmeccanica, tuttavia, non è del tutto insensibile ai richiami del governo ma intende esercitare la propria collaborazione in maniera diversa. Ossia partecipando alla ricollocazione dei dipendenti in esubero. Basti pensare, osservano fonti di viale Montegrappa, che negli ultimi tre anni nel Mezzogiorno sono state effettuate circa mille nuove assunzioni. Finmeccanica, infatti, è molto impegnata al Sud attraverso la controllata Alenia: a Napoli nel settore aeronavale e a Grottaglie, in provincia di Taranto, per la costruzione di parti della fusoliera del nuovo Boeing 787. E proprio a Grottaglie circa due anni fa sono stati impiegati circa 70 dipendenti di un ramo d'azienda Alitalia. Il governo, e in primo luogo il ministro dello Sviluppo economico Scajola, continuano comunque a lavorare sotto traccia. Atitech potrebbe essere trasformata in un "polo di manutenzione del Mediterraneo". Il problema, ha spiegato Scajola, non è l'"esubero di persone", ma "preservare una realtà industriale" orientata sulla manutenzione di Md 80 e Atr. Velivoli che non hanno un futuro con la nuova Alitalia ma che comunque saranno ceduti ad altre compagnie soprattutto del bacino del Mediterraneo. Di qui l'opportunità di recuperare Atitech: Scajola è al lavoro e anche il governatore campano Bassolino sta raccogliendo le disponibilità degli industriali locali potenzialmente interessati. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Veltroni: <Allo sbando, governo di dilettanti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

OPPOSIZIONI Veltroni: "Allo sbando, governo di dilettanti" Tutti all attacco: era una truffa Daniela Preziosi ROMA Isindacati hanno ragione, "stavolta". La trattativa si blocca e la situazione dell'Alitalia precipita. Così Walter Veltroni "stavolta" pensa che le organizzazioni fanno bene "a difendere i lavoratori che prendono 1.300 euro al mese e ai quali si propone di ridurre del 25 per cento lo stipendio oltre a migliaia di esuberi". Alla vigilia di quello che il leader della Cgil Guglielmo Epifani prevede come "un esito drammatico" della vicenda della nostra compagnia di bandiera, il Pd attacca a testa bassa l'esecutivo e si schiera con i sindacati nella trattativa impossibile, effetto di un governo che "non ha fatto quello che doveva fare. Cioè scegliere la strategia, semmai immaginare di avere un rapporto tra un gruppo italiano e un'alleanza internazionale" e che, nonostante tutti i trucchi (accollare i debiti allo stato, varare una nuova norma sul commissariamento, sospendere la legge antitrust) ha portato la situazione "allo sbando in maniera dilettantesca" tanto che ora "sta per andare a gambe all'aria una delle più grandi realtà industriali e occupazionali". Se alla fine la trattativa dovesse fallire Veltroni chiede di verificare "se ci sono altri gruppi che possono avere interesse". Cercare nuovi acquirenti, rendere trasparenti le condizioni alle quali l'azienda o rami di essa possano essere ceduti, questa è la richiesta che il leader pd rivolge al commissario straordinario Augusto Fantozzi. Alitalia era un problema risolto - con l'acquisto da parte di Air France, dice Veltroni - finché, in campagna elettorale, Berlusconi non ha detto che doveva essere venduta a qualcun altro. Il premier, insomma, si è fatto "un prosciutto per conto suo", la metafora è di Pierluigi Bersani. Prima ha promesso una cordata italiana, poi "si è messo a costruire norme su misura con il risultato di creare una piccola compagnia, non una nuova Alitalia ma una nuova AirOne". "Padroncini di una cosa piccola", un obiettivo "non dignitoso", dice il ministro ombra pd. "Qualcuno gufa", gli risponde il ministro Renato Brunetta, "lo stato di Alitalia è colpa della cattiva politica e del cattivo sindacato, ma Bersani&Co non hanno alcuna legittimità politica, morale e tecnica per parlare dopo i disastri del loro governo". La maggioranza prova a fare quadrato intorno al premer, ma è un'altra missione impossibile: il gioco di prestigio ha scoperto i trucchi . E l'opposizione attacca quasi all'unisono, dalla sinistra extraparlamentare all'Udc. "Evitare il fallimento e aprire le trattative a tutto campo, valutare tutte le proposte tese ad evitare questo tragico epilogo che possano venire dagli enti locali e dai lavoratori", dice Paolo Ferrero (Prc). Per Pierferdinando Casini, Udc, "non avremo una grande compagnia aerea ma una piccola compagnia regionale, che finirà per fare l'agente commerciale di una grande compagnia internazionale". E Bruno Tabacci: "L'italianità della compagnia era una truffa". Di Pietro dinanzi alla sua platea della festa di Vasto (Chieti) parla dei "capitani coraggiosi con i soldi degli altri", insiste sul salvataggio "mascherato" di AirOne ("un favore non solo agli amici di Berlusconi ma anche alle tante banche che vantano crediti"), e spiega che "la bad company funziona come una discarica del cesso che lascia nella disperazione i fornitori e l'indotto di Alitalia". "La confusione nel pd regna sovrana", contrattaccano dal Pdl. E in effetti di altro tenore sono le preoccupazioni di Piero Marrazzo, il presidente del Lazio che aveva candidato la sua regione a far parte della cordata di salvataggio. "Speriamo che si riesca a ragionare", il problema è che "più si va avanti e più sembra aumentare il numero degli esuberi. Io non ho mai tifato né a favore né contro, ma in questo momento sono con i lavoratori, con Fiumicino e per salvare l'Alitalia anche se mi sembra che i margini siano stretti". Stessa speranza viene espressa da Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, e Gianni Alemanno, sindaco di Roma. Ma non è con le preghiere che l'Alitalia uscirà dallo stallo. Neanche con quelle del papa, a meno che non arrivino a orecchie giuste, nel corso del suo viaggio in Francia. La cronaca segnala che ieri all'aeroporto di Fiumicino Fantozzi ha incontrato Benedetto XVI all'imbarco del suo volo Alitalia (cortesia vaticana, quella di utilizzare la compagnia di bandiera, risalente a papa Montini nel '64). E gli ha chiesto una preghiera per la compagnia morente. "Da tempo prego per voi", è stata la risposta.

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40% TAGLIO AI SALARI (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La proposta irricevibile - della nuova Alitalia ai dipendenti prevede un taglio agli stipendi di ben il 40% rispetto ai livelli attuali. Le trattative, di fatto, su una cifra simile non sono mai partite 6000 ESUBERI La situazione sembra ormai precipitata e in base alle ultime notizie dal tavolo delle "trattative" di ieri, il numero dei tagli al personale sarebbe lievitato a ben 6 mila unità. Ma per il momento nessuna cifra è definitiva.

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La radio (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

La radio RADIO2 Continua l'appuntamento con il programma "Tutti i colori del giallo" in onda dalle ore 13.00 alle ore 13.30 in cui si discute e si leggono libri appartenenti al genere del giallo. Nella puntata di oggi si prosegue con le serial killer stories di Cody McFadyen, uno dei migliori autori di romanzi thriller. Tra le sue opere "L'ombra" e "Gli occhi del buio", entrambi diventati best sellers internazionali. RADIO24 Oggi a Focus Economia in primo piano la trattativa Alitalia, dopo il confronto con i sindacati sul rinnovo del modello contrattuale. Si parlerà poi dei dati diffusi oggi da Eurostat sulla produzione industriale, che ha registrato un calo nella zona euro dello 0,3% e in Italia dell'1,1% rispetto al mese di giugno. Ampio spazio alla giornata di borsa dopo la nuova ondata di panico che ha colpito gli investitori con il crollo di Lehman Brothers. RADIO2 Come ogni fine settimana, ritorna l'appuntamento con "Le colonne d'Ercole",trasmesso alle ore 18.00. Nel corso della puntata Armando Traverso e Federico Biagione faranno ascoltare il "lato B" del programma, e intervisteranno Tinto Brass su "Miss Italia". Tra gli altri ospiti Alessandro Bossini, che ha nuotato per 30 chilometri tra l'isola di Montecristo e quella del Giglio. Infine, mentre l'Italia intera spende una vita alla ricerca del lavoro, la trasmissione ci parla del caso del becchino di Bitonto, Pinuccio Lovero: licenziato perchè nel paese da mesi non muore nessuno. RADIO3 Alle ore 11.50 l' "'Astrée - Gruppo cameristico dell'Academia Montis Regalis" ci omaggia con alcune delle più dolci melodie della musica classica: da Johann Sebastian Bach (1685 - 1750) con "Sonata in si minore BWV 1014 per violino e clavicembalo" fino a Georg Friedrich Händel (1685 -1759) con "Sonata in re maggiore op.1 n.13 HWV 371 per violino e basso continuo".

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L'ESEMPIO ALITALIA (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Galapagos La rottura delle trattative - in realtà mai iniziate davvero - tra I sindacati e la Cai di Colaninno e soci sul futuro di Alitalia e dei suoi lavoratori, fa sinistramente il paio con le trattative sul "nuovo" modello contrattuale. Alitalia è il prototipo di quello che la Confindustria intende per nuovo modello.Un ultimatum: prendere o lasciare. Una riappropriazione del capitale di tutti i suoi poteri in un contesto politico ultra favorevole. Di nuovo non c'è assolutamente nulla, ma c'è un ritorno al capitalismo dei padroni delle ferriere, per dirla con Ernesto Rossi. A cominciare dal problema della produttività. Nel documento confindustriale la gravità della situazione viene descritta con uno slogan: la bassa produttività. Premesso che i lavoratori italiani lavorano - nell'industria - più ore degli occupati di quasi tutti i grandi paesi industrializzati, la carenza di produttività non dipende dal lavoro, bensì dall'apparato tecnologico - il capitale fisso - che gli imprenditori mettono a disposizione del lavoro. Allora è colpa degli imprenditori che hanno investito poco? Non è del tutto esatto: in dieci anni anni in Italia i nuovi investimenti hanno raggiunto una cifra pari a quella del Pil. Però il rendimento (la produttività) degli investimenti nostrani è stato poco più della metà di quello dei paesi concorrenti. Di chi la colpa? Non certo del lavoro, madi un padronato furbetto che - salvo eccezioni - cerca di aumentare la produttività non innovando, ma cercando di contenere il costo del lavoro. Innescando però una spirale deflattiva, visto che i bassi salari si traducono da anni in bassa domanda e bassa crescita del Pil. La situazione di Alitalia è tragica. Viene il sospetto che il fallimento della trattativa con Air France-Klm sia stato funzionale a una strategia mirata a far crollare il valore della compagnia di bandiera per poterla piazzare a "poco prezzo" in mani amiche. La trattativa attuale è stata farsesca: alla Cai che aveva richiesto una riduzione del 40% del costo del lavoro, era stata offerto un taglio del 20%. E i sindacati accettavano anche un incremento del 15% della produttività, attraverso un aumento del tempo di lavoro.Ma alla Cai non bastava. Anche se i lavoratori sanno che a fine mese rischiano di non incassare lo stipendio, non si può sottostare agli ultimatum. E neanche il sempre accomodante Bonanni se l'è sentita di firmare. Per ora. Anche perché - aspetto non secondario - il piano industriale era solo "fuffa". Anzi peggio: aver puntato tutto o quasi sui voli interni è una scelta suicida: tra meno di un anno la tratta più ricca (la Roma-Milano e viceversa) rischia di diventare molto meno ricca per la concorrenza dell'alta velocità ferroviaria. Sulla quale, non è un caso, si sono gettati imprenditori privati italiani e stranieri. La Cai (e in particolare il promoter Berlusconi) sostiene di voler difendere l'italianità della compagnia nell'interesse dell'economia nazionale. Ma come si concilia questa dichiarazione d'intenti con lo smantellamento del settore cargo? Cioè con il settore che dovrebbe valorizzare le merci prodotte in Italia e spedite all'estero? Insomma, c'è qualcosa che non quadra. I lavoratori Alitalia sono consapevoli che dovranno fare molti sacrifici, ma sanno anche che non possono mollare. La dignità del lavoro - quella di tutti i lavoratori - è sulle loro spalle.

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Prodi: tutto come avevo previsto di Tommaso Labate (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Il caso Alitalia? Ormai il passato è passato...". Romano Prodi risponde alla telefonata del Riformista alle cinque di ieri pomeriggio. L'ex premier sta aspettando l'ufficializzazione della sua nomina alla guida della Commissione speciale delle Nazioni Unite per l'Africa, che arriverà un'ora più tardi con una nota di Ban Ki-moon. C'è la cordata "berlusconiana" che sospende la due diligence e minaccia la ritirata, il governo che parla a più voci, i sindacati che tentano di riannodare il filo di una trattativa impossibile: il Professore segue il venerdì più nero dell'affaire con distacco, ma neanche troppo. D'altronde, lui è l'uomo che si era congedato dal governo offrendo al paese la soluzione Air France, che con ogni probabilità avrebbe chiuso il rompicapo della Magliana una volta per tutte. "Su questo preferisco non aprire bocca", insiste Prodi. Che poi si lascia andare alla più amara delle analisi: "Ha visto? Le cose stanno andando esattamente nel modo che avevamo previsto. Proprio per questo, preferisco non aggiungere altro. Il passato è passato". Ma quello che per Romano l'Africano è ormai "il passato", per Walter Veltroni è il presente. Il segretario del Pd parte dalle stesse recriminazioni del Professore ("Assistiamo alla realizzazione di quello che si era previsto"), accusa il governo ("È andato allo sbando in maniera dilettantesca") e difende i sindacati ("Hanno fatto bene a difendere gli interessi dei lavoratori"). Poi, a ridosso della smentita di Alessandro Profumo sul possibile ingresso di Unicredit nella partita Alitalia, Veltroni invita tutti a "tenere ancora aperto il quadro di riferimento" e a vedere "se ci sono altri gruppi che possono avere interesse" al salvataggio della compagnia. "Si salvi Alitalia - scandisce il leader del Pd - e si eviti di utilizzare questa vicenda, come ha fatto il governo, per motivi di carattere puramente elettorale". Prodi e Veltroni, due della banda pro Air France. "Ma il vero disastro è successo nel 2001", spiega Vincenzo Visco. 3 13/09/2008.

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La vendetta del mercato di Alberto Mingardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Al momento in cui scriviamo, si direbbe che il "piano Fenice" rischia di diventare cenere. Ieri la trattativa tra la nuova Cai e i sindacati ha raggiunto un punto di stallo. Da una parte la cordata italiana mira a una drastica razionalizzazione dei costi: che significa, com'era noto, esuberi, ma pure un rilevante taglio delle retribuzioni, avvicinando i salari del personale del nuovo vettore a quelli di AirOne. I margini di mediazione sono minimi. Tant'è che Bonanni (contestato per il suo sostanziale avallo alla strategia di salvataggio) si è appellato alla "elasticità della politica". È un esito imprevisto, ma prevedibile. Il meccanismo che ci ha condotto a questo punto, all'entrata in scena di Colaninno e dei suoi "cavalieri tricolori", si era messo in moto quando proprio il sindacato aveva rovesciato il tavolo con AirFrance. Era impossibile, allora, che i rappresentanti dei lavoratori finissero per convergere su posizioni attaccate "da sinistra" da Silvio Berlusconi. È impossibile oggi che il sindacato mandi giù di buon grado, e con un governo di centro-destra, una simultanea sforbiciata ai numeri del personale e delle retribuzioni. L'"elasticità della politica" ha già fatto tutto il possibile. Sia la soluzione AirFrance che quella Cai sono state fabbricate dai governi, pronti a concessioni importanti, fondamentalmente sul fronte della tutela dell'utente e della concorrenza, per rendere appetibile la privatizzazione di Alitalia. Se stavolta risulta più difficile applicare il metodo già usato da Corrado Passera alle Poste, cioè la restrizione della concorrenza per rincorrere la redditività, è perché comunque la nuova Cai starà nel perimetro del privato. Per quanti esercizi di elasticità possa fare la politica, i nodi che stanno venendo al pettine riguardano le stesse ragioni per cui Alitalia è finita come è finita: ovvero i motivi strutturali della sua inefficienza. 3 13/09/2008.

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La Cai fa saltare il tavolo, frenetici incontri nella notte, Veltroni chiede di riaprire il negoziato con altri SENZA PILOTA (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Rottura La Cai fa saltare il tavolo, frenetici incontri nella notte, Veltroni chiede di riaprire il negoziato con altri SENZA PILOTA Alitalia nel caos, i sindacati chiedono più soldi, la cordata stringe il cappio, e il governo se ne lava le mani.

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Pronta l'offensiva contro il sindacato in caso di insuccesso Berlusconi va al matrimonio, il Pdl spera nel miracolo (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Centrodestra Pronta l'offensiva contro il sindacato in caso di insuccesso Berlusconi va al matrimonio, il Pdl spera nel miracolo Attesa spasmodica, con punte di cauto ottimismo. Nel centrodestra nessuno vuole prendere in considerazione l'ipotesi del disastro finale su Alitalia. Non foss'altro perché tutti confidano nelle virtù taumaturgiche del premier Silvio Berlusconi che, come spiegano da Palazzo Chigi, "con Alitalia, Ici e spazzatura si è giocato tre partite personali in cui non può fallire". E che il Cavaliere non possa incassare una sconfitta così clamorosa davanti al paese lo ripetono tutti, quasi a mo' di esorcismo. Ottimismo, quindi, la parola d'ordine anche di fronte alle evidenti immagini di nervosismo e cupa tensione viste ieri. Il premier ha seguito le concitate fasi della giornata dal suo studio di Palazzo Grazioli sentendosi frequentemente con il fedele Gianni Letta, che insieme con il ministro forzista del Welfare Maurizio Sacconi costituisce il ticket azzurro di governo per la difficilissima mediazione triangolare con la cordata del Cai e i sindacati. Poi in serata è andato al matrimonio della "sua" deputata Elvira Savino (battezzata "topolona" da Dagospia) nel ruolo di testimone. Stamattina, infine, sarà alla Fiera del Levante di Bari. In ogni caso, al di là del senso di attesa e dell'ottimismo non di facciata, dentro il Pdl si cominciano ad affilare le armi in caso di fallimento della trattativa. L'imperativo è evitare che le responsabilità della sconfitta ricadano sulla maggioranza e in particolare sul premier, che ci ha messo la faccia. Spiega un'autorevole fonte forzista: "Gli italiani dovranno prendere atto ancora una volta che il paese sarà danneggiato dall'atteggiamento ideologizzato dei sindacati. E che il vero problema messo in evidenza da questo caso è la necessità non più rinviabile di una loro profonda riforma. Quello che è certo è che Berlusconi, qualora dovesse saltare tutto, addosserà ogni colpa ai sindacati". Insomma, il Cavaliere e il governo butteranno la croce in una sola direzione, senza alcuna autocritica. Non a caso, già ieri si è iniziato a vedere il fuoco di fila contro i sindacati. Come dimostra il durissimo ultimatum arrivato dal ministro Claudio Scajola, altro forzista: "Certo è che questa società è fallita, non c'è un'alternativa, non c'è un'altra offerta, non c'è uno che viene a dire mi prendo Alitalia. C'è da una parte la chiusura di questa trattativa o dall'altra il licenziamento di tutti i dipendenti. Credo che, pur con sacrificio, sia necessario chiudere la trattativa nei tempi più brevi". Quindi, l'auspicio accompagnato da un'ammissione sul piano industriale: "La vicenda Alitalia sta a cuore al governo e ci auguriamo che possa riprendere la trattativa interrotta tra la nuova proposta di acquisto degli imprenditori italiani con la parte sindacale. La trattativa sicuramente si basa su un piano industriale duro, ma l'unico piano industriale possibile perché ci possa essere un acquirente. Altrimenti nessuno è disposto a entrare in questa avventura". Stessi toni anche dalla Lega, nonostante il partito di Bossi abbia scelto in queste ore una linea attendista, quasi indifferente. Ecco il ministro della Semplificazione Calderoli: "La posizione dei piloti è fuori luogo e fuori tempo rispetto ai contratti europei. L'atteggiamento dei sindacati dimostri la stessa responsabilità dimostrata al governo dagli imprenditori che hanno aderito alla cordata". Più prudente, invece, la linea di An, almeno sui sindacati. Del resto il partito di Fini si trova in quota il sindaco di una città, Roma, che potrebbe pagare un prezzo altissimo per l'eventuale fallimento della trattativa. Il ministro La Russa ha parlato di "un passo indietro da parte di tutti" per far prevalere "l'interesse generale". Ancora più esplicito Alemanno, primo cittadino della Capitale. Al contrario di Scajola, per lui "l'accordo tra le parti è indispensabile, altrimenti nessuna prospettiva può essere costruita". Dentro An, poi, è affiorata qualche critica anche per il ruolo di Altero Matteoli, titolare nel governo della delega ai Trasporti. L'accusa è quella di essere rimasto troppo defilato rispetto a Sacconi e Letta nella trattativa. (f.d'e) 13/09/2008.

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<preferiamo il fallimento> di Alessandro Calvi La rivolta del cappio a Fiumicino (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Proteste "preferiamo il fallimento" di Alessandro Calvi La rivolta del cappio a Fiumicino "Mi hanno detto che ora mi prendono al Grande Fratello. Sì, qualche battuta scherzosa con i colleghi c'è stata. Ma l'idea del cappio è servita per dare un segno forte". È assistente di volo da 8 anni. Ed è indiscutibilmente bella. Si chiama Daniela ed è lei la ragazza della foto finita su tutti i giornali, cappio al collo e un cartello: "questa è la vera cordata italiana". È un'immagine perfetta: la bella hostess, occhiali da sole e lunghi capelli neri, un cappio al collo; racconta bene un pezzo del mondo che c'è dietro la trattativa sul futuro di Alitalia, l'aria che si respira, l'umore di una parte della base. Giovedì quel mondo era davanti al ministero del Lavoro. Ieri era a Fiumicino. E anche Daniela era lì, insieme a tanti colleghi che hanno storie non troppo diverse dalla sua alle spalle. "Il cappio - spiega - serviva per rappresentare la cordata italiana: vogliono soffocarci. Ma se dobbiamo morire, moriamo con dignità". Racconta di una vita "scombussolata" da quando ha iniziato a fare il suo lavoro. Specifica di essere entrata in Alitalia Team. "Poi sono stata spostata a Milano ma sono rimasta a vivere a Roma, facendo la pendolare". "A mie spese", precisa con l'aria di chi è stufo di vedersi descritto come un privilegiato. "Otto anni di questa vita, poi ad aprile finalmente sono tornata a Roma. E ora mi ritrovo così, con il posto di lavoro a rischio". Parla anche di una vita privata poco gestibile: "È difficile tenere insieme le amicizie, alla fine si rischia di rimanere soli". E chiede rispetto per un lavoro che è molto diverso da come i passeggeri se lo immaginano. E - si dice qui anche a brutto muso - da come i giornali lo raccontano. I suoi colleghi fin dalla mattinata sono riuniti al varco equipaggi dell'aeroporto di Fiuimicino. È un luogo di gran passaggio, qui sono i tavoli dei sindacati. Ma oggi dietro quei tavoli non c'è movimento. Gran parte di coloro che sono qui sono assistenti di volo, ma non tutti. Molti di loro fanno riferimento ai sindacati autonomi, ma non tutti. Tutti, invece, sono arrabbiati. E la sensazione è che il loro sia un punto di vista da non trascurare per capire cosa sarà del sindacato. Basta ascoltare la rabbia verso i confederali che sembrano chiamati a una trattativa separata. O il fatalismo di chi preferirebbe la mobilità alla firma del contratto. "Sarebbe una prospettiva migliore", spiegano, dopo aver fatto qualche conto. Ma non sono soltanto i soldi a preoccupare. C'è la dignità, ma anche questo non è tutto. C'è, soprattutto, la vita privata, l'esistenza quotidiana, di chi vive di Alitalia, a fare spesso capolino nei discorsi sul contratto. Carla ha 2 figli ed è assistente di volo da 19 anni. "Con questo lavoro è difficile fare una vita normale. Molti di noi sono separati", dice e chiarisce: "Sento che siamo dei privilegiati. Che avremmo l'accompagno, ad esempio. Eppure quello ce lo paghiamo noi, ce lo siamo pagato con pezzi di contratto e con le buste paga". Poi arriva il resto: "Con i turni di lungo raggio sei fuori per almeno 3 giorni, a volte 6. Poi torni a casa, ti fermi due giorni. Hai appena il tempo di lavare la divisa. Ma non per riposarti né per fare quello che avevi lasciato in sospeso". Poi c'è il capitolo figli che "sono davvero penalizzati". "I nostri figli ci odiano", dice con un sorriso che non è un vero sorriso. E spiega che, soprattutto quando i figli sono molto piccoli, "quando si torna a casa ci puniscono per la nostra assenza". "Sì - interviene Maria, anche lei assistente di volo di lungo corso - Io ad esempio ho scelto di non avere figli perché con questo lavoro ne fai dei martiri". "Non si creda che sia una bella vita", dice ancora Carla. "È faticosa, stressante. E devi saper stare da solo. È una vita di solitudine". Poi, ma l'elenco è lungo, c'è il capitolo salute. Spiega Maria: "a fine gennaio abbiamo assorbito già la dose di radiazioni che chi non vola assorbe in un anno". E spiega che gli aerei non sono schermati: "Per i passeggeri non è un problema ma lo è per noi che voliamo spesso". Raccontano di continui controlli sui nei, di rischio infertilità. E spiegano che non è solo una questione di soldi ma anche di vita. Dai megafoni, nel frattempo, si fa il punto sulla trattativa. Si avverte di prepararsi, potrebbe essere un'altra lunga notte. "Da tempo prego per voi", ha detto il Papa, parlando di Alitalia. Poi è salito sull'aereo ed è volato a Parigi. Chissà se le sue preghiere basteranno a far sì che anche l'aereo che lunedì prossimo lo riporterà a Roma avrà il marchio Alitalia sulla coda. 13/09/2008.

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<c'è chi gioca al fallimento> di Alessandro De Angelis <Cediamo tutto, salvate i salari> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Manine "c'è chi gioca al fallimento" di Alessandro De Angelis "Cediamo tutto, salvate i salari" "I giornali faranno di sicuro titoloni sulla debacle sindacale. E invece non è colpa nostra": si sfoga così, con i suoi, Luigi Angeletti nel venerdì nero di Alitalia. Alle otto di sera la trattativa è ancora sospesa. Da quando lo ha annunciato la Cai, in tarda mattinata: "Non esistono le condizioni per proseguire" ha affermato un portavoce della società spiegando che "non ci si rende conto della drammatica situazione di Alitalia e della necessità di profonda discontinuità rispetto al passato che il piano di salvataggio richiede". Non solo: in mattinata è stato fatto anche rientrare dalla sede della Magliana il team Cai incaricato di svolgere il lavoro di due diligence legato all'offerta. Anche se "formalmente" l'offerta non è stata formalmente ritirata, almeno per ora. Per tutta la giornata al ministero del Lavoro sono proseguiti gli incontri tra i ministri Maurizio Sacconi e Altero Matteoli, i sindacati confederali e l'Ugl: il governo - dopo l'annuncio di Cai - ha deciso di concedere una giornata ai sindacati per formulare una proposta comune. È l'ultimo spiraglio: un documento "unitario" che tutte e nove le sigle di Alitalia hanno iniziato a discutere nel tardo pomeriggio di ieri. Obiettivo: dare al governo una bozza con cui tentare l'estrema mediazione con Cai. Il leader della Cisl Bonanni ha rivolto un appello a tutti: "Voglio sperare che Cai non dia forfait. Noi ce l'abbiamo messa tutta. Ci vuole senso di responsabilità anche da parte loro, oltre che da parte nostra e spero anche da parte del governo". Il dramma dei sindacati è tutto nello sfogo che il leader della Uil Angeletti consegna ai suoi: "Noi abbiamo fatto il possibile. A voler pensar male pare che qualcuno ha giocato al fallimento sperando che, una volta fallita l'azienda, se la può ricomprare a prezzi più bassi". È lo spettro che aleggia nelle ultime ventiquattr'ore: quale è la manina o la manona invisibile di questa operazione? Perché solo se c'è una mano invisibile - dicono in ambienti sindacali - a un certo punto una trattativa inizia a "girare a vuoto". È questa la sensazione che i sindacati hanno avuto già giovedì notte. Quando all'una passata l'amministratore delegato Sabelli ha affermato perentorio: "Non ci sono le condizioni per andare avanti". A nulla è servito il tentativo fatto di dividere la trattativa su tre tavoli: piloti, assistenti di volo, dipendenti di terra. I margini per trattare sembravano esauriti. Prima pausa. Poi - in clima surreale - le parti iniziano a parlare. Alle sigle viene chiesta una proposta: la prima. Nero su bianco i sindacati scrivono: meno ferie, via il trasporto da casa al lavoro. E, soprattutto: "Accettiamo gli esuberi. Anche se si aggirano attorno ai diecimila. Purché non si toccano i salari". I toni si alzano: "Come diavolo potete pensare che diciamo ai lavoratori: lavorate di più e vi paghiamo di meno?" tuonano le sigle. Pausa: la seconda. Passano le ore, e Cai avanza una controproposta, che mette mano al capitolo assistenti di volo e piloti: meno permessi, meno ferie e meno equipaggi. E ancora: riduzione del fondo pensioni ed eliminazione del fondo malattia. Dice un sindacalista seduto al tavolo: "Abbiamo accettato, trattando sulla previdenza e sull'assicurazione. Ma abbiamo ribadito che i salari non si toccano". Altra pausa. Poi si va avanti fino alle sette e mezza di mattina ma sui salari - dicono i sindacati - non si riesce a parlare. Ci ha provato anche il ministro del welfare Sacconi proponendo un percorso graduale sui contratti. Nulla da fare. Spiega un sindacalista di rango: "Perché il governo è stato morbido con Cai? A un certo punto si poteva riportare al tavolo con le cattive". Torna la teoria della manina. I sospetti sono su Toto e una parte della cordata che vorrebbe acquistare a condizioni di mercato. Circolano pure nomi di altre possibili cordate. L'amministratore delegato di Unicredit Profumo smentisce qualsiasi forma di interessamento. Prima di un'altra lunghissima notte, il leader della Cgil ragionando con i suoi identifica il responsabile: "Il governo - ha detto Epifani - ha favorito in tutti i modi questa cordata. Ha pure cambiato le norme per agevolarla. E a fronte di ciò non ha chiesto assicurazione su salari ed esuberi. È un atteggiamento incredibile". Resta da trovare la manina. 13/09/2008.

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NON C'è INTESA, ALITALIA NEL CAOS (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stallo dopo lo stop della Cai: si attende una proposta unica delle parti sociali. Veltroni: crisi prevista Non c'è intesa, Alitalia nel caos Scontro governo-Cgil. Scajola: si chiuda o tutti a casa. I sindacati a Fantozzi: vediamoci "Cai prende atto, dopo sette giorni di incontri, che non esistono le condizioni per proseguire le trattative". Lo ha riferito un portavoce della cordata di imprenditori creata nel tentativo di salvare Alitalia. Il duro stop dopo un'intera notte di trattative. Ma non sembra ancora arrivata la rottura formale nella difficile ricerca di un'intesa con i sindacati. Per la Cai, però, "evidentemente non ci si rende conto della drammatica situazione". Scontro tra governo e Cgil, monito di Scajola. I sindacati a Fantozzi: "Ci riceva". Veltroni: "Governo allo sbando". FRANZESE, MERLINO E TROISE ALLE PAGINE 2 E 3.

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Fantozzi convoca i sindacati Compagnia sull'orlo del baratro (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ore cruciali per il vettore aereo. Il commissario straordinario ha convocato i rappresentanti sindacali. Possibile la comunicazione della disdetta dei contratti e l'avvio delle procedure di mobilità

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Attualmente Fantozzi si trova a Palazzo Chigi insieme al sottosegretario Gianni Letta e al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. IL PREMIER Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha lasciato Bari per rientrare a Roma in anticipo sui tempi previsti, per incontrare il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta e seguire da vicino l'evoluzione della trattativa per l'Alitalia. Berlusconi ha ridotto al minimo il suo intervento alla Fiera del Levante. Poi, appena sceso dal palco, si è messo in contatto telefonico con Letta ed è immediatamente partito per Roma. Trattativa appesa a un filoQuale futuro per Alitalia?La protesta dei lavoratori Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi? LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Incontro Alitalia tra Fantozzi e i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

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IL NO DI UNICREDIT (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il no di Unicredit "Assolutamente no". Così l'amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, ha risposto ai giornalisti che gli hanno chiesto se il gruppo bancario avesse intenzione di partecipare ad una cordata alternativa per Alitalia o ad altre iniziative riguardanti la compagnia aerea. La voce era rimbalzata in mattinata. Anche Lufthansa ha smentito qualsiasi interesse per lo sviluppo della trattativa. Unicredit e la compagnia tedesca sono stati più volte associati a ipotetici piani di interesse per la nuova Alitalia.

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ALITALIA, TRATTATIVA IN STALLO MA PER ORA NIENTE MOBILITà (sezione: Alitalia 2)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Alitalia, trattativa in stallo ma per ora niente mobilità GIUSY FRANZESE Roma. Ancora un nulla di fatto. Dopo una nuova giornata di intense trattative, di contatti ufficiali e ufficiosi, di voci sempre più preoccupanti e preoccupate, la vertenza Alitalia non sembra trovare uno sbocco. Ora si spera nel fine settimana. L'unica novità è la richiesta, avanzata con una lettera da tutte e nove le sigle sindacali interessate, di "un incontro urgentissimo" con il commissario straordinario Augusto Fantozzi "per comprendere gli atti formali presi e quelli che si accinge a intraprendere". In realtà più scorrono le ore, più appare difficile trovare il punto di equilibrio. E nemmeno ieri sono mancati i momenti convulsi. Come quando, dopo una intera e purtroppo infruttuosa nottata di trattative, in mattinata due eventi hanno rischiato di far precipitare i già traballanti tentativi di trovare un esito positivo alla vicenda: l'annuncio della Cai, la cordata di imprenditori che vorrebbe rilevare la nuova Alitalia, di aver "sospeso" la due diligence sui conti; la notizia che Fantozzi stava per dare il via alle procedure di disdetta dei contratti e della mobilità. Tanto che occorre tutta l'abilità del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che convoca a metà mattinata a Palazzo Chigi sia Fantozzi che i vertici della Cai (Colaninno, Sabelli e anche Corrado Passera), per evitare il peggio. E così la Cai prima fa sapere di "prendere atto, dopo sette giorni di trattativa, che non esistono le condizioni per proseguire la trattativa", ma poi precisa: "Abbiamo fermato la due diligence, non ritirato l'offerta". Poco dopo il ministro del Welfare dice: "Meglio evitare atti unilaterali e per dare tempo ai sindacati di incontrarsi e formulare una proposta comune". Dal canto suo Fantozzi fa trapelare che in giornata non è in programma la firma di nessun provvedimento per la messa in mobilità. Intanto si cerca anche una soluzione che possa meglio garantire il futuro dell'Atitech. Si inquadra così l'incontro a Palazzo Chigi tra Letta e il numero uno della Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini. A un certo punto si vocifera di una cordata alternativa, realizzata con il Tfr dei dipendenti e l'appoggio di Unicredit. Ma la banca tirata in causa smentisce. Nel frattempo il tavolo tra la parti (sindacati e azienda) previsto all'ora di pranzo salta. Al suo posto si svolge un incontro tra i confederali e l'Ugl con Sacconi e Matteoli e poi nel pomeriggio la riunione intersindacale tra le varie categorie dei dipendenti Alitalia. Al termine, però, nonostante gli auspici dei ministri, non c'è nessuna proposta comune. Né tantomeno la richiesta di un lodo governativo. Ma solo quella di un incontro con Fantozzi. Gli scogli che si frappongono ad una conclusione positiva restano moltissimi. C'è il numero degli esuberi, ad esempio: ieri si parlava di cinquemila, parecchi di più rispetto a quelli finora annunciati da governo e Cai. Dirimente è la questione piloti: su 2.500 totali, in mille sarebbero fuori dalla nuova Alitalia. Troppi, dicono le loro rappresentanze Anpac e Up. "I piloti non si rendono conto della situazione in cui si trova Alitalia" attacca Corrado Passera, l'ad di Banca Intesa, advisor dell'operazione. Immediata la replica dell'Anpac: "Richiami inopportuni". E poi c'è il taglio agli stipendi per tutti a fronte di una maggiore produttività. "Una voracità inaudita" osservano in Cisl, uno dei sindacati certamente meno intransigenti in questa vertenza. In serata il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, fa sapere: "Siamo a un punto di non ritorno". In questo surriscaldatissimo clima non mancano le polemiche dell'opposizione. "Il governo è allo sbando e sta mandando a gambe all'aria una delle più grandi realtà industriali e occupazionali del Paese", accusa il leader del Pd, Walter Veltroni. E anche il numero uno dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, osserva: "Il miracolo promesso non c'è stato e avremo solo una piccola compagnia".

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Incontro Alitalia: "Domani voli garantiti, da lunedi' no" (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

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Alitalia sull'orlo del baratro (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I sindacati: il commissario ci convochi. Angeletti: c'è chi spera nel fallimento. Tregua per far partire il Pontefice Alitalia sull'orlo del baratro La cordata abbandona il tavolo. Scajola: accordo o tutti licenziati "Per l'Alitalia non ci sono le condizioni per trattare". Ieri sera la cordata Cai ha abbandonato il tavolo anche se "l'offerta non è stata ritirata". Per il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola "non ci sono alternative. È un piano industriale duro, ma l'unico possibile. O lo si accetta o tutti licenziati". Dai sindacati non c'è stata ancora nessuna proposta unitaria anche se ieri sera le forze sociali hanno chiesto al commissario straordinario Fantozzi di essere convocati. Il più duro è Epifani: "Siamo a un punto di non ritorno". Caustico Angeletti: "Qualcuno vuole fare l'affare". Tutti d'accordo solo nel concedere una "tregua" per far partire il Papa per Parigi. Barbera e Fornovo ALLE PAG. 2 E 3.

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Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" E Berlusconi accusa la sinistra (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 13-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ore cruciali per la compagnia. Il commissario straordinario aprirà la procedura di Cassa integrazione straordinaria per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a terra. Enac: licenza a rischio

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"La mobilità per tutti - ha aggiunto - scatterà quando non ci sarà più niente da fare". "Le cose stanno precipitando per problemi con i carburanti e i creditori stringono i freni. La cassa sta finendo e ci sono problemi di volo. Non sto dichiarando stasera il fallimento ma la sitauzione è davvero grave", aveva anticipato Fantozzi dopo aver incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario Gianni Letta e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. "Vado doverosamente ad ascoltare i sindacati dirò loro cosa voglio fare - ha proseguito -. Tutti devono dimostrare buona volontà, questo è il momento della verità. Dobbiamo lavorare tutti insieme per salvare Alitalia. Ogni componente deve fare la sua parte, soprattutto i lavoratori ma anche la Cai". ENAC Il presidente dell'Enac, Vito Riggio esprime "forte preoccupazione" sull'andamento delle trattative per rilevare la proprietà di Alitalia in relazione ai risvolti che ciò comporta sull'operatività della compagnia stessa. In particolare, il presidente evidenzia che, "qualora in tempi brevi non si riesca ad individuare la soluzione che garantisca la continuità operativa del vettore, verrebbero meno i presupposti sulla base dei quali era stata lasciata dall'Enac, il 2 settembre, la licenza provvisoria ad Alitalia per un periodo di sei mesi". Riggio, nel seguire attentamente l'evolversi della situazione, si augura che la vicenda "trovi a breve una soluzione positiva". IL PREMIER "Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e vediamo forte l'influenza della sinistra". Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con la scuola formazione di Forza Italia a Gubbio. Berlusconi intravede anche l'opera di alcune forze politiche: "In questo comportamento - ha aggiunto il premier - vediamo forte l'influenza della sinistra, che pur di dare uno smacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il paese se Alitalia dovesse portare i libri in tribunale. Spero che questo non accada". Se Alitalia fosse costretta a ''portare i libri in tribunale'' sarebbe un ''disastro arrecato a tutto il Paese'' che ''spero non accada'', ha concluso il Cavaliere. IL CAI ''Sulla piattaforme contrattuale sul piano la nostra posizione è ferma. C'è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma'', ha dichiarato l'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, uscendo da Palazzo Chigi. E ha aggiunto: ''Non ci muoviamo da lì". ''Crediamo nel progetto'' ha aggiunto l'amministratore delegato di Cai, al termine della riunione a palazzo Chigi. ''Abbiamo ribadito al dottor Letta - ha spiegato Sabelli - la nostra posizione sulla piattaforma contrattuale e sul piano'' che è ''ferma''. ECCO COSA PREVEDE IL CONTRATTO CAI: TUTTE LE CIFRE - LA LETTERA "Essere umiliati così è grottesco"Quale futuro per Alitalia?La protesta dei lavoratori Commenti Invia commento Segnala ad un amico 13/09/2008 14:07 Angelo Lani Alitalia DEVE fallire! E' ora di smontare il meccanismo di privilegi aiuti e aiutini che l'ha portata sempre più fuori mercato e che ha trasformato i suoi dipendenti in una "casta". Qualcuno si è mai chiesto perchè qualunque pilota, ma anche tecnico ad apparente parità di condizioni preferiva lavorate per Alitalia? Ve lo dico io, perchè rispetto ad altre compagnie era un privilegiato! 13/09/2008 15:24 ivan fra l'eventuale fallimento di oggi e la sicura vendita ad airfrance ostacolata da berlusconi in primavera era molto meglio la seconda.. se si arriva al fallimento berlusconi è responsabile in prima persona di migliaia di licenziamenti che non ci sarebbero stati (oltre che del prestito ponte di 400 milioni di euro che lui ha preteso che prodi concedesse). chi paga le tasse si dovrebbe incazzare con berlusconi, chi non le paga fa bene a continuare a votarlo. 13/09/2008 15:29 Vittorio dice il buon sabelli: "c'è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma". una assoluta cotraddizione. a meno che intenda esprimere che 'quella' posizione è ferma dai tempi della rivoluzione russa. nasdrovje. 13/09/2008 15:34 paolo Pur di fare lo sgambetto a Berlusconi vedrete che l'accordo non verrà trovato- 13/09/2008 15:53 decio Che dire? Sergio Rizzo ha scritto oggi sul Corriere della Sera che alla casta dei sindacati si aggiunge la casta di chi lavora in Alitalia, alimentata da moltissimi privilegi.....d'altra parte siamo in Italia...... Bisognava pensarci prima.....Ora, a mio parere, occorre accettare il piano, sei sindacati lo accettano bene....sennò dimostraranno di essere i soliti egoisti, opporutnisti, ideologizzati!!!!!!!!!!!!!!Della serie: pur di non far felice mia moglie, mi eviro.... 13/09/2008 16:15 sara Io sono per i diritti dei lavoratori, è giusto garantire un posto di lavoro ecc... ma sinceramente per quanto riguarda l'Alitalia i sindacati dovrebbero solo chiudere la bocca. è da quando sono nata che prendo aerei, ho volato su quasi tutte le compagnie, e posso dire che come l'Alitalia non esiste. L'unico motivo per cui continuo a prenderla è perchè essendo sempre vuota, nei voli Usa-Italia mi posso sdraiare su 4 seggiolini! Il servizio fa schifo, non provare a chiamare una hostess perchè tanto non vengono, passano il volo sul fondo a dormire! Sulle altre compagnie come le chiami dopo 1 secondo sono subito lì a portarti quello che vuoi. Mi dispiacerebbe se fallisse perchè comunque è comoda per gli italiani, soprattutto per i voli internazionali, anche perché ovunque tu debba andare in Italia con un treno o una macchina riesci a raggiungere la destinazione finale. Mi dispiace ma in questa compagnia ci sono più cose negative che positive 13/09/2008 17:17 gabriele mandateli a casa quei lavativi..... l'alitalia deve fallire cosi' tutti a casa poi i nuovo imprenditori assumeranno il giusto numero di dipendenti.... come succede in tutte le aziende private.... se no' manadateli tutti a lvaorare alla cgil da epifani..... pagliacci 13/09/2008 17:22 decio Ivan, lo vuoi capire che Berlusconi non ha impedito nessuna vendita!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! te l'ho già scritto, i giocatori erano tre, 1)Air France, 2)Prodi 3) i sindacati. Berlusconi era all'opposizione e quindi non poteva far nulla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ivan, apri gli occhi! i sindacati hanno respinto l'offerta di Air France e viceversa, non si sono traovati accordi! 13/09/2008 17:39 Alex Se fallisce la cordata di avvoltoi non avrà modo di lucrare sull'alitalia lasciando le beghe allo stato e di questo godo assai. Mi dispiace solo per i lavoratori che rimarrano a piedi. 13/09/2008 17:51 vito se l'accordo non si farà sarò contento.un po' perchè è una compagnia del cavolo, un carrozzone costoso e inutile e poi perchè sarà chiaro a tutti finalmente come il pd e i sindacati di sx ,in particolare la cgil, hanno fatto l'impossibile perchè non si arrivasse all'accordo e farla fallire per incolpare ll governo e berlusconi.povera e misera sx, se l'alitalia verrà dichiarata fallita ,la colpa e il licenziamento dei suoi 20000 lavoratori sarà solo vostra, dovreste vergognarvi di questo boicottagio. 13/09/2008 17:57 Giampyviola Fallimento? e sia! tra sei mesi di Alitalia non importerà più niente a nessuno, tranne quei 25 mila lavoratori che saranno costretti a barcamenarsi tra un call-center, un'assunzione part-time a Volare o ad AirOne: d'altronde è stata una libera scelta. Gli altri 58 milioni di italiani risparmieranno oltre 600 milioni di euro l'anno (tanto è costata la compagnia di bandiera negli ultimi 6 anni) e non avranno certo problemi a trovare una compagnia aerea alternativa (l'offerta non manca certo). 13/09/2008 18:33 angelo aquilani per Nuova Destra Sociale il piano industriale della nuova ALITALIA e' gia' morto ,quindi l'unica certezza al momento e' il fallimento . scusate ma non doveva essere un grande piano che avrebbe salvato la compagnia? non mi pare proprio. grazie berlusca.... 13/09/2008 18:33 Dany Le vere motivazioni politiche di quest' oscenità in atto, con la cordata "speculativa" italiana e Air France (chapeau) che se la ride e prenderà fra due anni la compagnia(?)a molto meno dei 20 cent x azione del Marzo 2008 (altro che svendita) e troverà una compagnia "ripulita", è il caro B. che non si è fatto scrupolo di usare la trattativa per motivi politici contro il governo P a discapito dei 4000 esuberi in più e di quasi 1 miliardo di euro in meno se si considera l' offerta del Marzo 2008, e la cosa più triste è che i dipendenti Alitalia lo hanno pure votato alle elezioni, che fessi ... Sono presenti 13 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Ma se il ministro è nuda sui calendari!" (37 commenti) 18:33:57 - Le vere motivazioni politiche di quest' oscenità in atto, con la cordata "speculativa" italiana e Ai[...] Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" E Berlusconi accusa la sinistra18:33:34 - per Nuova Destra Sociale il piano industriale della nuova ALITALIA e' gia' morto ,quindi l'unica cer[...] Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" E Berlusconi accusa la sinistra18:22:34 - Che faccia di bronzo che ha il Sig. Ceriscioli! Come se non era a conoscenza di quanto durava il sem[...] Anche il sindaco è d'accordo "Il giallo deve durare 5 secondi"17:59:10 - LE PROVINCIE ANDREBBERO ABOLITE TUTTE[...] "Abbiamo raccolto quindicimila firme per 'stoppare' la Provincia di Fermo"17:58:24 - Perbacccco è giusto!Però vorrei sapere tutte le assenze dei vari ministri,onorevoli ecc.ecc,vengono [...] Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro17:57:23 - Fallimento? e sia! tra sei mesi di Alitalia non importerà più niente a nessuno, tranne quei 25 mila [...] Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" E Berlusconi accusa la sinistra17:51:46 - se l'accordo non si farà sarò contento.un po' perchè è una compagnia del cavolo, un carrozzone costo[...] Fantozzi: "Da lunedì voli a rischio" E Berlusconi accusa la sinistra Fini: "La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec urchinTracker();.

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DEBOLE (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 13-09-2008)

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DI Il pensiero LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. "Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava di Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma per forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la dose: "Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due fili come alle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: "Guardi la devo interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la prima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma che gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenti come quelli dei ghiri e tace.

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