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T ARTICOLI DEL 12 settembre
2008 #TOP
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Articoli
Alitalia 2 (100)
Alitalia, la firma non c'è
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Genova:
la protesta dei dipendentilascia 120 passeggeri a terra
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rimaste a Genova in qualche albergo messo a disposizione da Alitalia. Problemi ovviamente anche per tutti coloro che erano diretti a Genova da Roma su voli Alitalia. Per alcuni la soluzione meno problematica è stata quella di ripiegare sul volo AirOne, arrivato al Colombo alle 19. I dipendenti di Alitalia, anch'essi bloccati ieri sera a Genova, non ci stanno: "Come risolvono la crisi?
L'esame
"facile"della Gelminiche sta tagliandol'unica scuola seria
( da "Secolo
XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ad esempio per trovare soldi da dare agli industriali che non hanno nessuna intenzione di rischiare i propri per salvare l'Alitalia, si possa pensare di rinunciare a qualcosa di così prezioso. Ah, a proposito, per quanto riguarda sua moglie, credo proprio che stando così le cose, lei il posto di maestra se lo può scordare, almeno per i prossimi 20 anni. 12/09/2008.
Crisi
alitalia, rabbia e proteste ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Vertice a Palazzo Chigi, Sacconi: "Sul piano accordo adesso o mai più". Tariffe, a ottobre nuova stangata su luce e gas per le famiglie Crisi Alitalia, rabbia e proteste Cresce la tensione, decine di voli cancellati. Trattative a oltranza SEGUE A PAGINA 2.
Formigoni
a passera: ci piace lufthansa ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel corso di una conferenza stampa dopo l'incontro avuto con Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e socio della nuova Compagnia aerea italiana che ha presentato un'
Alitalia,
tutto in una notte "accordo adesso o mai più" - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: esuberi che sicuramente lasceranno Alitalia. Ma la discussione sulle anzianità di servizio non si sblocca: è uno scoglio che al momento, appare insormontabile. Questo assieme alla flotta, al numero degli aerei che potrebbero rilanciare Alitalia 2, sono i due nodi che tengono banco: le anzianità, per Cai, vanno azzerate e con loro tutti gli avanzamenti economici acquisiti in carriera.
Assedi,
blocchi e voli cancellati esplode la rabbia dei dipendenti - luisa grion carlo
picozza ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di ieri è stata una giornata durissima per Alitalia, i suoi dipendenti e chiunque abbia malauguratamente pensato di mettersi in volo. Che le cose fossero destinate a mettersi male lo si era capito fin dal primo mattino, quando Raffaele Bonanni, leader della Cisl, era stato accolto al suo arrivo al ministero del Lavoro - sede dell'incontro con il governo - da bordate di fischi all'
"fiumicino
non deve morire" ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La rabbia dei lavoratori Alitalia. Aeroporto in tilt, cortei in Centro Dopo il dramma esuberi della vertenza Alitalia, il governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui chiede un incontro urgente, esprimendo le sue preoccupazioni riguardo alle ricadute sociali e occupazionali.
"no
alla morte di fiumicino" - anna maria liguori
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: MARIA LIGUORI Cercare una soluzione in estremis per evitare la totale sconfitta dei lavoratori Alitalia: con quest'obiettivo è cominciata ieri mattina presto la lunga giornata del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Prima il tavolo interistituzionale con gli imprenditori poi l'assemblea dei lavoratori a Fiumicino ed infine un incontro a quatt'occhi con il sindaco Alemanno.
Carlo
picozza ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: proteste e rabbia contro il governo e critiche aspre ai nove sindacati in campo nella vertenza Alitalia: il blocco del traffico nasce spontaneamente nell'aeroporto di Fiumicino, sul finire dell'assemblea aperta ai rappresentanti delle istituzioni, poco dopo le due di pomeriggio. Protagonisti, i dipendenti Alitalia e quelli di Eas, i servizi aeroportuali di AirOne: trecento in tutto.
Il
centro assediato due cortei e strade chiuse - laura serloni
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dei dipendenti Alitalia e via Fornovo, a Prati, invasa da centinaia di piloti e assistenti di volo provenienti da tutta Italia. Manifestazioni che hanno mandato completamente in tilt la viabilità capitolina. Non sono bastati i vigili appostati nei principali incroci per far scorrere le macchine tra clacson suonati a ripetizioni e automobilisti imbottigliati per ore nel traffico.
Sulla
crisi è scontro Della Valle-Bonanni
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno dato luogo ad un confronto-scontro sulle responsabilità che hanno portato alla crisi di Alitalia, in occasione della presentazione del libro "L'altra castaa". "Com'è possibile - ha attaccato Della Valle - che se io voglio comprare Alitalia mi debba sedere al tavolo con una controparte che ha contribuito a creare la situazione di crisi?
Berlusconi
è convinto di aver fatto un capolavoro Tagli e sacrifici, ma il premier si consola
con l'italianità . Abbiamo il doppio del capitale previsto
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: MIRACOLI Su Alitalia il clima è arroventato e Silvio Berlusconi getta benzina sul fuoco. Dopo ore di trattativa e di mobilitazione, il premier si presenta alla festa annuale dei Giovani di An e prospetta soluzioni miracolose. Parla di "valenti imprenditori" che si sono fatti avanti per acquistare la compagnia, di "capitali raccolti che sono arrivati quasi al doppio del necessario"
Caos
e ricatti, l'agonia di Alitalia Stallo nella trattativa notturna tra ultimatum
e proteste. Sacconi: firma ora o mai più Cortei e scioperi, a Fiumicino
cancellati decine di vol ( da "Unita, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il Pd: un enorme pasticcio Ultime ore di drammatica trattativa per Alitalia. La notte che il ministro Sacconi definisce decisiva - "o si firma ora o mai più" - inizia con un muro contro muro tra governo, Compagnia aerea italiana e sindacati. Le posizioni appaiono lontanissime e i "tavoli tecnici" vengono sospesi.
Alitalia,
l'accordo è appeso a un filo Sacconi: ultima occasione, soluzione subito o sarà
il disastro. Nella notte stop e vertice a Palazzo Chigi
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: erano ancora riprese le trattative ai tavoli di confronto con i sindacati sul piano di salvataggio di Alitalia. Il confronto dovrebbe comunque riprendere per poi andare avanti ad oltranza. I temi caldi sono: piano industriale, nuovi contratti e ammortizzatori sociali. Se si riuscirà ad arrivare a un'intesa su Alitalia sarà perché queste tre incognite avranno trovato una soluzione.
Solo
una notte per salvare Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 105 Solo una notte per salvare Alitalia Trattativa a oltranza: muro contro muro tra società e sindacati --> Trattativa a oltranza: muro contro muro tra società e sindacati ROMA Trattativa a oltranza sulla vertenza Alitalia, in un muro contro muro fra Compagnia aerea italiana e piloti che è andato avanti per tutta la notte, tra momenti di stallo e forte tensione tra i lavoratori.
Le
paure di Roma e Milano ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: impatto della ristrutturazione di Alitalia sui conti della società) "è una conferma dei seri rischi che sta correndo un asset fondamentale del Lazio", ha osservato preoccupato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. "In pericolo non c'è solo il futuro di migliaia di lavoratori, che oggi ho voluto incontrare e dei quali ho colto la grande preoccupazione"
E
la piazza fischia Bonanni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 500 dipendenti di Alitalia e Air One, che dovrebbero passare alla nuova Alitalia. Fin dal primo mattino i lavoratori hanno allestito un presidio davanti alla sede del ministero del Lavoro di via Flavia, dove è ripreso il tavolo di confronto. Una protesta animata dalla distribuzione di volantini-necrologio che annunciavano la morte,
Hostess
e piloti disposti a tutto? ( da "Unita, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia? Donne e uomini, persone, padri di famiglia. È vero o no che, fosse andata in porto la fusione con gli "stranieri", gli "esuberi" sarebbero stati meno pesanti? E la composta ministra Maria Stella Gelmini, quando taglia ottantasettemila posti di lavoro, ce lo fa un pensierino sulla decapitazione del corpo insegnante?
La
solidarietà favorisce la crescita
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, sul federalismo fiscale è forse buono per qualche minoranza avida, non certo per la massa dei cittadini e tanto meno per la crescita economica del paese. Tutti i provvedimenti vanno in direzione opposta a quella di ridurre il Partisan Divide di cui ci parla il prof Bartels, Divide che aumenta tra Nord e Sud - siamo la vergogna europea,
La
fine dell'illusione neoliberista ( da "Unita, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Cosi gli Italiani si ritrovano a dover ripagare i debiti accumulati dalla gestione del carrozzone Alitalia. Anche qui lo stato interviene, de facto ne nazionalizza la parte scadente e poi vende quella buona alla cordata industriale che ha messo insieme. Il contribuente è doppiamente penalizzato: perché per anni ha usufruito di un servizio scadente di cui ora deve pagare i debiti.
Le
famiglie pensano al pane, non al Milan Il leader Pd contro il premier:
sottovaluta il disagio del paese, servono misure su salari e prezzi
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ici anche per le fasce agiate e con l'imbroglio Alitalia, ma il Pd ha messo nero su bianco la cifra che le famiglie a reddito medio-basso avrebbero guadagnato con la sua impostazione rispetto alla soluzione Tremonti: qualcosa come 2000 euro in più. Sarà questo il cuore della manifestazione del 25 ottobre, destinata a diventare la prova di maturità del Pd,
Atitech,
corteo ad alta tensione - cristina zagaria
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ottimismo arrivano le dichiarazioni del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che parla di "manifestazione di interesse" da parte della Aviation management consulting GmBH & Co. per l'intero pacchetto di azioni di Atitech. Ma proprio quando si spera in una soluzione positiva, in una trattativa reale, arriva l'ultima doccia fredda.
A
novembre scade il mandato di Barroso Parte il valzer delle nomine dei
commissari ( da "Unita, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: piazzato da Berlusconi quando cominciava a profilarsi la soluzione Alitalia. Probabilmente non sarà, com'era invece Frattini, vicepresidente perché c'è un limite a tutto. Cosicché si confermerà il fatto che le manovre berlusconesche sono costate all'Italia una vicepresidenza. Poco male: fossero solo questi i danni.
Scatta
l'allarme a Roma, intervento bipartisan Alemanno e Marrazzo pronti a un
progetto comune. Proteste anche a Milano per gli esuberi
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, e quindi sull'aeroporto di Fiumicino", ha commentato Alemanno, ieri al centro delle polemiche romane. "Scenda dal Pincio e corra ad arginare la catastrofe Alitalia", è stato l'invito del centrosinistra per bocca dei consiglieri regionali del Pd Parrocini e Carapella: "Crede forse Alemanno che i danni incalcolabili che i suoi alleati al governo stanno causando al sistema
Il
piano di salvataggio del governo si trasforma in macelleria sociale
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Bruno Ugolini Scoppia il caso Alitalia e sono quasi tutti lì, giornali, televisioni, osservatori, a puntare l'indice nei confronti del sindacato. Tutti col fiato sospeso a sostenere che è una grande sfida per Cgil, Cisl e Uil, chiamate a difendere i legittimi interessi dei lavoratori ma nello stesso tempo a operare con senso di responsabilità per impedire il tracollo definitivo dell'
La
rabbia dei lavoratori: voli cancellati, blocchi stradali
( da "Unita,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia sullo scalo di Roma. I passeggeri Alitalia, adirati, non sono più teneri con la compagnia di bandiera: "Che penso di Alitalia? Ormai tutto il male possibile, è meglio che fallisca - dice un passeggero". E anche nell'altra piazza, quella dei lavoratori che manifestano in via Flavia e poi in via Fornovo sotto le sedi del ministero del welfare dove è in corso la trattativa,
A
malpensa altri 8 voli lufthansa - rodolfo sala
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: creeremo 150 posti di lavoro" RODOLFO SALA L'alleato ideale della nuova Alitalia? Non Air France, ma la tedesca Lufthansa. Roberto Formigoni lo ha detto a chiare lettere, incontrando al Pirellone Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, la banca advisor nell'operazione di rilancio di Alitalia.
Formigoni
punta su Malpensa e scarica Linate
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alleato internazionale più utile ad Alitalia è quello che realizza già voli intercontinentali in grado di essere utili al mercato lombardo e che partano direttamente da Malpensa". Quale alleato? Lufthansa of course, che tra l'altro a partire dal febbraio 2009 offre nuovi collegamenti diretti da Milano verso otto capitali europee.
Alitalia,
gli aerei restano già a terra ( da "Giornale.it, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 218 del 2008-09-12 pagina 1 Alitalia, gli aerei restano già a terra di Redazione Ieri annullati 50 voli. Trattativa non stop nella notte. Sacconi: "Intesa adesso o mai più" "Muro contro muro" e l'intesa sembra lontana: è infatti stallo ai tavoli tecnici sui contratti di piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra di Alitalia.
Dietro
certi <no>, i giochi di potere tra sindacati
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma che in Alitalia non era ancora stato introdotto, proprio per il potere di veto delle associazioni professionali. È una regola, infatti, che nelle Rsu si dia un premio di rappresentanza alle sigle che rispondono ai confederali. Il 33 per cento dei rappresentanti in più rispetto ai sindacati professionali.
<Coi
risparmi del federalismo potremo ridurre le imposte>
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia su cui la sinistra ironizzava, è in mani sicure e non sarà possibile scalarla da parte di investitori esteri. Rileva come, nonostante le critiche, la legge Biagi sta ottenendo quanto ci si era prefisso, e che se in Spagna ormai il 33% dei contratti è flessibile, da noi si è al 12% con un 49 e passa per cento di precari che entro 18 mesi passano al contratto indeterminato.
E
a Fiumicino ritardi e caos Restano a terra 40 aerei
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La nuova Alitalia. Quando Cai acquisterà gli asset della vecchia Alitalia si sarà già dotata della capitalizzazione necessaria ad avviare il proprio piano. Da novembre, quindi, dovrebbe decollare la nuova compagnia. I circa 100 aerei che non saranno acquistati (in massima parte i vecchi Md 80 e Atr) saranno venduti ad altri acquirenti.
Lufthansa
rilancia sui voli ( da "Giornale.it, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". Nel corso di una conferenza stampa dopo l'incontro con Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e socio della nuova Cai, rispondendo alla domanda su quale fosse l'alleato a cui faceva riferimento, Formigoni ha detto "qualcuno che ha già capito l'
La
rivolta dei prof: non siamo alitalia - anna ferrarese
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia La Primo Levi torna a far lezione ai nonni e non solo Manifestazione cittadina per il tempo pieno il 26 settembre Assalto degli studenti a Melbookstore "Quattro ore in fila per libri troppo cari" Lo sconto trasformato in un buono per comprare altri volumi Tra le iniziative quella di presentarsi in classe col lutto al braccio ANNA FERRARESE RIPARTONO fra poche settimane le
Eleonora
capelli ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: i lavoratori un colpo come 15 vertenze Alitalia messe insieme" continua la sindacalista. L'annunciato "tsunami" sulla scuola, che parte dai tagli della finanziaria e si completa con il decreto per istituire la figura del maestro unico, colpendo duramente supplenti e precari della scuola che si ritroveranno lunedì in un sit-in davanti alla sede dell'ufficio scolastico provinciale,
Alitalia,
si gioca l'ultima partita Sacconi: "Accordo ora o mai più"
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 218 del 2008-09-12 pagina 0 Alitalia, si gioca l'ultima partita Sacconi: "Accordo ora o mai più" di Redazione Lunga giornata al ministero del Lavoro sulla vertenza Alitalia in un clima molto teso. In serata vertice a Palazzo Chigi. Si susseguono trattative al oltranza, incontri e tavoli tecnici.
Vicenda
Alitalia, la parola ai lettori ( da "Giornale.it, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, la parola ai lettori di Redazione Abbiamo scelto 5 commenti, fra i molti arrivati in redazione, e li abbiamo pubblicati. Vi invitiamo ad aprire un dibattito, commentate gli articoli sul caso Alitalia Abbiamo scelto cinque commenti, fra i molti arrivati sul sito sul caso Alitalia, e li abbiamo pubblicati perchè rappresentativi tra quelli che i nostri lettori ci inviano.
Raffaele
lorusso ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: operazione di salvataggio di Alitalia ("non è compito di un'organizzazione territoriale", spiega), ma sottolinea la necessità di agire per salvaguardare la mobilità locale", anche attraverso accordi con altri aeroporti e con compagnie diverse da Alitalia. Da questo punto di vista, l'assessore Loizzo assicura che la questione trasporti rimane al primo posto nell'
"a
rischio cinque voli alitalia" - francesca savino
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il Pd scende in piazza A Lecce un presidio alla stazione "A rischio cinque voli Alitalia" La crisi colpisce Bari 300 passeggeri a terra Una simulazione di Ap. Gli industriali: le tariffe aumenteranno Ieri mattina confronto sulla crisi: invariata solo la linea con Malpensa FRANCESCA SAVINO Da Roma il caos Alitalia paralizza anche Bari.
Roma-milano,
viaggio senza rete restano muti cellulari e computer - (segue dalla prima
pagina) cinzia sasso ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: fi per Alitalia all'aeroporto di Londra Heathrow, di avviare in via sperimentale in venti stazioni di servizio i collegamenti senza fili a pagamento (e però, nell'area di San Martino, non è stato possibile avviare alcuna connessione). Ma se sul Parigi-Bruxelles ci si connette davvero come se si fosse davanti al proprio pc,
Acquirenti
per cargo e manutenzione ( da "Repubblica, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: hanno presentato una manifestazione di interesse per Alitalia Cargo. Intesa-Sanpaolo, ha di recente rilevato il 33% del gruppo Alis, di Alcide Leali. Un ingresso che di fatto sancisce l'interesse dell'istituto nel settore merci e quindi nell'operazione cargo per Alitalia. Il fallimento o il successo della vertenza dipendono però dalla questione flotta.
"nuova
swissair, per i piloti -35% di paga" - franco zantonelli
( da "Repubblica,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ma la vicenda Alitalia l'ha seguita anche in India, tanto gli ricorda una storia già vista. Fino all'autunno del 2.001 Corti apparteneva alla casta dei piloti Swissair, tra i meglio pagati al mondo. Poi, a inizio ottobre di 7 anni fa, ci fu la messa a terra della compagnia di bandiera elvetica, i cui aerei rimasero bloccati negli aeroporti di mezzo mondo,
La
trattativa non c'è stata, accordo in alto mare
( da "Manifesto,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ATTERRATI ALITALIA · Finto confronto ai tavoli, riunioni fino a tarda notte La trattativa non c'è stata, accordo in alto mare L'ultima giornata per "trovare un accordo" su Alitalia è arrivata a tarda sera senza vera trattativa sul merito (piano industriale, esuberi, contratti).
Relazioni
complici sulle ceneri dell'Alitalia
( da "Manifesto,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: COMMENTO Relazioni complici sulle ceneri dell'Alitalia Francesco Piccioni Nella folla di lavoratori spiccano i più spaesati tra tutti: i piloti. Stanno lì nelle loro divise impeccabili e con quell'aria da semidei; in Blade Runner sarebbero stati dei perfetti Nexus 6. Gli aerei non volano senza di loro, si sono sempre detti.
<Buffoni,
non firmate> di Alessandro Calvi
( da "Riformista,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tra i punti sui quali si è concentrata l'attenzione di tutti, la scalabilità della compagnia e la gestione degli esuberi. Quello dei piloti è rimasto fino all'ultimo il nodo più complicato da sciogliere mentre ad Alitalia sarebbero giunte manifestazioni di interesse per la manutenzione pesante e l'attività di cargo. 3 12/09/2008.
Atterrati
( da "Manifesto,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Scontro finale per Alitalia. I lavoratori si sentono scaricati e assediano il ministero del lavoro, contro i tagli di personale, di salario, di diritti. Fischi per Bonanni. Proteste anche a Fiumicino: cancellati molti voli. Ma Sacconi minaccia: "O si chiude stanotte o mai più".
Intervista
col sindaco di bologna Cofferati: <Non capisco le critiche a Veltroni>
( da "Riformista,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Da ex segretario generale della Cgil, cosa pensa della nuova Alitalia e delle spaccature nel sindacato? "Una mia idea ce l'ho e la tengo per me. E sa perché? Perché il mio giudizio su tutta la vicenda rappresenterebbe un problema in più per chi sta conducendo la trattativa". Oggi (ieri, ndr) lei è ospite alla festa dei giovani di An.
Il
ministro Sacconi: "Temo il peggio" I sindacati: "Difficoltà, ma
si va avanti" ( da "Quotidiano.net"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa NUOVA ALITALIA Il ministro Sacconi: "Temo il peggio" I sindacati: "Difficoltà, ma si va avanti" Il ministro del Lavoro è pessimista e sulla possibilità che l'amministratore straordinario di Alitalia, possa avviare subito le procedure per la mobilità, il ministro ha indicato che ''certamente'' lo fara' ''perché è tenuto a farlo'
Alitalia
di Alessandro Calvi Roma in ostaggio per ore La contestazione a Bonanni
( da "Riformista,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Segue alitalia di Alessandro Calvi Roma in ostaggio per ore La contestazione a Bonanni Non è stata una giornata facile, quella di ieri. Neppure per le centinaia di lavoratori - c'erano tutte o quasi le categorie della galassia Alitalia - che hanno seguito da vicino la trattativa.
Vertice
tra Formigoni e Passera <Lufthansa rafforzerà Malpensa>
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Vertenza Alitalia Vertice tra Formigoni e Passera "Lufthansa rafforzerà Malpensa" Vertice sugli aeroporti milanesi tra il governatore Roberto Formigoni e l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera. Formigoni ha suggerito il nome "dell'alleato internazionale più adatto per Alitalia": Lufthansa,
Blocco
di ghiaccio da 10 chili cade dal cielo e sfonda un'auto
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, considerata la distanza da Linate di sei chilometri, i metri d'altezza potrebbero essere stati anche 900. Prime ufficiose indagini parlano della "responsabilità" di un aereo arrivato dall'Est Europa, dai Balcani, che ieri mattina hanno vissuto ore di turbolenza, temporali, freddo e conseguente gelo ad altissima quota.
Formigoni-Passera:
Lufthansa rafforzerà Malpensa ( da "Corriere della Sera"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 7 categoria: REDAZIONALE Caso Alitalia Vertice tra il governatore e l'ad di Intesa Sanpaolo. "I tedeschi alleati ideali per la nuova compagnia di bandiera" Formigoni-Passera: Lufthansa rafforzerà Malpensa "L'alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa".
La
contestazione ( da "Corriere della Sera"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 3 categoria: BREVI La contestazione Nella foto, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni viene duramente contestato dal personale Alitalia al suo arrivo ieri al ministero del Lavoro. Bonanni aveva segnalato la sua disponibilità a firmare il piano di ristrutturazione.
Politici,
manager, calciatori: i trucchi della casta volante
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ora ha chiesto all'Alitalia 1,2 miliardi di euro di danni perché la compagnia ha deciso di lasciare l'aeroporto di Malpensa. Anche lui è stato presidente dell'Alitalia: durante la sua presidenza la compagnia prossima ad essere "tecnicamente in bancarotta", per usare le parole del capo della Emirates, Ahmed bin Saeed Al-Maktoum,
Alitalia,
trattativa sul filo Piloti, l'ultima mediazione
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: REDAZIONALE Alitalia, trattativa sul filo Piloti, l'ultima mediazione Pressing del governo, ipotesi di contratto separato. Contestato Bonanni Confronto con tutte le categorie, resta il nodo esuberi. Clima teso, voli annullati, un dipendente minaccia di darsi fuoco ROMA - Un contratto tutto per i piloti, offerto alla Compagnia aerea italiana (
<Abituato
ai mattoni dei muratori Altro che dietro-front sulla vendita>
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Un caffè al termine di una giornata tesa e prima della notte più lunga per Alitalia. "Chiamami pure a qualsiasi ora, anche alle due, alle tre", dice al telefonino a Claudio Claudiani (Fit-Cisl), che sta in trattativa al ministero del Lavoro. Bonanni, quando si firmerà, vuole esserci. Lui continua a non avere dubbi: "Io firmo".
T
rattativa ( da "Corriere della Sera"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi T rattativa Alitalia, 11 settembre, il giorno più lungo. I piloti: "C'è il rischio che tutto precipiti". Usare altre metafore, proprio no? www.corriere.it/italians.
ROMA
Trattativa notturna ad alta tensione tra sindacati-Cai-governo sulla vertenza
Alitalia. Format ( da "Messaggero, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
trattativa ad alta tensione ( da "Messaggero, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Monta la protesta sindacale, contestato Bonanni. Disagi a Fiumicino: cancellati 50 voli Alitalia, trattativa ad alta tensione Muro contro muro su contratti e stipendi. Sacconi: intesa ora o mai più.
Braccio
di ferro con i piloti e gli assistenti di volo che non vogliono un contratto
unico per i dip ( da "Messaggero, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Endenti della nuova Alitalia. Air France come Lufthansa ha invece un contratto unico ma con specificità interne.
CORTEI,
assemblee, voli cancellati, un dipendente che minaccia di darsi fuoco. Quelli
( da "Messaggero,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, nel "giorno del destino", hanno fatto vedere unghie e denti a chi doveva vedere. Centinaia di lavoratori, tra cui molti napoletani dell'Atitech saliti dalla Campania, hanno protestato in tutta Roma spostandosi senza sosta sotto le sedi del Ministero del Lavoro (nella foto) dove si è tenuta la trattativa sul futuro della compagnia.
In
arrivo la Marzano 2 per altre quattro società
( da "Messaggero,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Fantozzi ha chiesto l'estensione della procedura ad Az Servizi, Alitalia Express, Alitalia Airport e Volare.
ROMA
Il giorno più lungo va ai tempi supplementari. Solo oggi si conoscerà il fut
( da "Messaggero,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. Fantozzi ha comunicato che sono pervenute le offerte rispettivamente di Aviation Management per l'intero pacchetto di Atitech e di Alis-Miro. La proprietà della stessa Alitalia resterebbe per almeno cinque anni in mani italiane. Gli esuberi dovrebbero essere smaltiti in parte attraverso gli ammortizzatori sociali o ricollocati in aziende del settore o probabilmente guidate
MILANO
- Il commissario Augusto Fantozzi, dopo aver ottenuto il 29 agosto scorso
l'ammi ( da "Messaggero, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia Airport, Alitalia Express e Volare. Tutte società del mondo Alitalia che sono ricomprese nell'offerta preliminare formulata dalla Compagnia aerea italiana (Cai) arrivata sul tavolo di Fantozzi undici giorni fa. Az Servizi (8100 dipendenti) fa capo per il 51% a Fintecna, Alitalia Airport (controllata da Az Servizi)
ROMA
Una giornata particolare. Ovvio. Iniziata con il presidio di circa
cinquanta-sessanta dipenden ( da "Messaggero, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ti di Alitalia dinanzi all'entrata del ministero del lavoro in via Flavia; proseguita con la dura contestazione al leader della Cisl, Raffaele Bonanni; terminata con il trasferimento di una parte di contestatori in via Fornovo dove c'è una sede distaccata del dicastero e la parte restante di lavoratori rimasta presidiare via Flavia.
L'Alitalia,
le offerte e la trasparenza ( da "Corriere della Sera"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, le offerte e la trasparenza C aro direttore, mi pare opportuno fornire un contributo che possa essere utile a fare chiarezza su alcune questioni afferenti la procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia. 1 La normativa su cui si fonda la procedura, finalizzata, tra l'altro, alla continuità del servizio pubblico,
Marrazzo,
allarme su Alitalia ( da "Corriere della Sera"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: allarme su Alitalia "Arriva uno tsunami di esuberi e licenziamenti" Parlando di fronte a centinaia di lavoratori dell'Alitalia, Piero Marrazzo lancia l'ennesimo allarme: "Uno tsunami di esuberi e licenziamenti si sta per abbattere sul Lazio". Replica Alemanno che ha incontrato ieri pomeriggio per un colloquio privato il governatore:
ROMA
- E' una macchina ridondante, eccessiva e inefficace. E per questi motivi va
certame ( da "Messaggero, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E tantomeno ha intenzione di incassare l'attacco di Diego Della Valle, patron di Tod's, che accusa il sindacato di gravi responsabilità anche nella vicenda Alitalia. "La sua è una visione molto particolare della democrazia", ha ribattuto Bonanni. R.Amo.
Marrazzo:
<Uno tsunami di esuberi e licenziamenti>
( da "Corriere
della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il presidente della Regione e Zingaretti all'assemblea dei dipendenti Marrazzo: "Uno tsunami di esuberi e licenziamenti" Incontro col sindaco e lettera a Berlusconi Secondo il governatore del Lazio il Piano industriale della nuova Alitalia "non può essere firmato così com'è".
Cancellazioni
e ritardi, gravi disagi ( da "Corriere della Sera"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: giorno più lungo" dei dipendenti Alitalia è cominciato verso le 10, quando circa 300 tra piloti, steward e personale di terra si sono presentati in via Flavia, sede del ministero del Lavoro, precedendo le delegazioni sindacali. Tanti i cori contro le rappresentanze sindacali e l'ipotesi di accordo scanditi per tutto il giorno.
Le
ore più lunghe di Alitalia ( da "Tempo, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Vertice da Letta Le ore più lunghe di Alitalia La trattativa Alitalia si è protratta fino a notte fonda. Muro contro muro fra la Cai e i sindacati, con i piloti a rifiutare l'ipotesi del contratto unico, mentre si apriva uno spiraglio su cargo e manutenzioni. A tarda sera, dopo ore drammatiche per la mobilitazione dei dipendenti davanti al ministero del Lavoro,
ROMA
Come interviene il Cavaliere nelle polemiche sul fascismo? Non parlando di
fascismo, ma di ( da "Messaggero, Il"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Intanto è planato su Alitalia: "Nessuno straniero avrà mai la maggioranza azionaria. Gli imprenditori italiani, che si sono impegnati nella cordata, lo hanno fatto per spirito patriottico". L'evocazione del patriottismo manda in visibilio i giovani ascoltatori. Silvio lo capisce.
Berlusconi:
<Un consenso imbarazzante> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Su Alitalia il premier rivendica di aver contribuito alla soluzione della cordata di imprenditori "nonostante lo scherno della sinistra". "Sedici dei nostri migliori imprenditori - dice - hanno voluto investire i propri capitali nella nostra compagnia di bandiera ed un grande paese non può non avere una propria compagnia,
La
rabbia dei dipendenti in corteo: "Così non si firma, meglio fallire"
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: intervento dei sindacalisti da Roma Da Fiumicino al centro di Roma la vertenza Alitalia vive il suo 11 settembre tra slogan, rabbia e cortei. Nello scalo romano dipendenti della compagnia di bandiera e della società di handling di Air One sfilano in corteo bloccando le partenze, poi si riuniscono in assemblea, provocando la cancellazione di decine di voli.
Muro
contro muro nella notte. Sacconi: "Adesso o mai più"
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: quando si aprono gli uffici di Alitalia, il commissario deve avviare con rapidità atti che si fondano sulla presenza o meno di un accordo, quindi di un'offerta". Un invito a chiudere prima dell'alba, che trae forza dalle offerte giunte per i settori cargo e manutenzione da parte di gruppi privati, che salvaguardano oltre mille posti di lavoro.
Le
torri del gruppo per Rothschild valgono 5 miliardi
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Volerete con la nuova Alitalia? "Lo sapremo fra qualche ora, visto che la trattativa con i sindacati è entrata nella fase conclusiva. Me lo auguro per i lavoratori coinvolti, per i quali troveremo soluzioni dignitose. Me lo auguro per il nostro Paese, perché davvero una compagnia di bandiera che abbia le ali nel mondo, ma la "cabina di pilotaggio"
Il
nuovo 11 settembre è targato Lega
( da "Opinione,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E poi la Lega ha sempre avuto un atteggiamento collaborativo, basta guardare la questione Alitalia o i rifiuti di Napoli che se li è presi la Moratti". Insomma, inutile provare a mettere granelli di sabbia nell'ingranaggio del centrodestra, perché "facciamo cose insieme ? taglia corto Reguzzoni ? e soprattutto vogliamo fare cose insieme".
Ultimo
giorno di caos a Fiumicino e a Roma
( da "Opinione,
L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: per la nuova Alitalia e a un'altra di operatori specializzati per il settore cargo. Ma immediata era anche arrivata la doccia fredda dal commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che ha puntualizzato "Serve l'accordo entro domani". Al suo arrivo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato duramente contestato da un gruppetto di dipendenti di Alitalia esasperati.
Intervista
a GAETANO PECORELLA/ "Se la riforma della giustizia non si fa ora, non si
farà mai più" ( da "Opinione, L'"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: come si è provato di fare con Alitalia". Alla fine di una lunga intervista con "L'Opinione" al deputato Gaetano Pecorella (uno dei consiglieri giuridici di Berlusconi più autorevoli e stimati dal premier, che recentemente, il 4 agosto scorso, ha presentato la proposta di legge costituzionale numero 1598 per riformare la giustizia in maniera radicale)
Alitalia,
drammatica trattativa ( da "Stampa, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, drammatica trattativa Federalismo: il governo approva la riforma, scompare la tassa sui servizi Resta ancora lontano l'accordo sul piano di salvataggio di Alitalia. Nell'ultimo giorno utile per la trattativa tra il governo, la Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati non si è riusciti a trovare una soluzione condivisa e le proteste dei lavoratori hanno reso il clima
Cai:
"Non ci sono le condizioni"
( da "Quotidiano.net"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 000 deriva dalla differenza tra gli occupati di Alitalia e Air One e gli assunti della Nuova Alitalia, che Cai avrebbe confermato a quota 11.500. Quale futuro per Alitalia?La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club?
Maratona
notturna per un accordo appeso a un filo
( da "Tempo,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Stampa Alitalia nella bufera Maratona notturna per un accordo appeso a un filo La trattativa per salvare Alitalia come da copione si è prolungata a notte fonda. E come intuibile le posizioni tra i lavoratori, in particolare i piloti, e la Cai, la cordata di imprenditori, sono rimaste distanti.
Berlusconi:
"Con il federalismo meno tasse"
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia su cui la sinistra ironizzava, è in mani sicure e non sarà possibile scalarla da parte di investitori esteri. Rileva come, nonostante le critiche, la legge Biagi sta ottenendo quanto ci si era prefisso, e che se in Spagna ormai il 33% dei contratti è flessibile, da noi si è al 12% con un 49 e passa per cento di precari che entro 18 mesi passano al contratto indeterminato.
Alitalia:
Cai pessimista. Ma si fa avanti l'Unicredit
( da "Voce
d'Italia, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia, i sidacati: oltre 5 mila esuberi *Alitalia: fischi per Bonanni *Alitalia: Bonanni contestato dai lavoratori Guarda tutti i correlati.
L'idea
di Paris per il suo album "Vorrei duettare con la Spears"
( da "Quotidiano.net"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ] Alitalia, la trattativa è saltata Sacconi: non ci sono più margini12:54:13 - e per gli "onorevoli" che vanno a putt...e? che si fa?[...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!
Sembra
un disco ma è una piazza Amburgo la dedica ai Beatles
( da "Quotidiano.net"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ] Alitalia, la trattativa è saltata Sacconi: non ci sono più margini12:54:13 - e per gli "onorevoli" che vanno a putt...e? che si fa?[...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!
Caso
Alitalia, la parola ai lettori: di' la tua
( da "Giornale.it,
Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nulla a che fare con Alitalia. Non credo che ci siano lavoratori - anche sindacalizzati - così cretini e masochisti. Mi auguro che queste persone vengano identificate e, in caso di fallimento Alitalia, non percepiscano un Euro di aiuto. Si arrangino! A suo tempo i lavoratori VW in Germania rinunciarono al 10% di stipendio per ridurre i licenziamenti e aumentarono le ore di lavoro.
UN
BOCCONE AMARO ( da "Stampa, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: dei dipendenti Alitalia vanno certamente salvaguardati e va fatto ogni sforzo per trovare nuove occasioni di impiego per i lavoratori in eccesso; non si può però subordinare una trasformazione strutturale, della portata necessaria a risolvere il nodo Alitalia, alla sistemazione prioritaria, in ambito aziendale, di tali diritti e di tali occasioni.
Unicredit:
'Nessun offerta per Alitalia' ( da "Voce d'Italia, La"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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Continuità,
Meridiana si sdoppia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia per l'affitto di aerei ed equipaggi Continuità, Meridiana si sdoppia Trasporti.. La compagnia di Olbia ha disdetto il contratto con Alitalia per l'affitto di aerei ed equipaggi Eurofly si prepara a volare per Roma e Milano --> Eurofly si prepara a volare per Roma e Milano Si profila la possibilità che vengano presentate quattro proposte per i voli in continuità territoriale
Trattative
frenetiche e proteste ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 12-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia
Abstract: Prima Pagina Pagina 2 alitalia Trattative frenetiche e proteste Alitalia --> Notte decisiva Le sorti di Alitalia appese a un filo: nella notte governo e sindacati andavano avanti in una trattativa ad oltranza per trovare un accordo. La giornata era stata segnata dalle proteste dei lavoratori.
La
prima intervista di Sarah Palin Lancia un avvertimento alla Russia
( da "Quotidiano.net"
del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, la trattativa è saltata Matteoli: il Governo farà il possibile16:17:25 - E facciamola fallire una volta per tutte......... Cosi' i super-pagati piloti, i super-pagati assist[...] Alitalia, la trattativa è saltata Matteoli: il Governo farà il possibile16:14:27 - Pasquale, penso che gli articoli siano 'scannati'.
DEBOLE
( da "Stampa,
La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba.
( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Trattativa in
stallo, ulteriore rinvio a oggi. Tensione in strada, contestato Bonanni
dicembre 2006 Sì ALLA VENDITA 12/09/2008 ' 12/09/2008 l'aut-autdel ministroO si
chiude adesso o non si chiude mai più. Non c'è un secondo appello maurizio
sacconiministro del Lavoro 12/09/2008 dicembre 2007 offerta air france
12/09/2008 PILOTI E HOSTESS 12/09/2008 PAURA ATITECH 12/09/2008 PROTESTE A
FIUMICINO 12/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Tensione al colombo
Ritardi e cancellazioni per il caos di Fiumicino. Crocieristi appiedati e
infuriati: "Meritano di fallire" 12/09/2008 Genova. "Alitalia merita di fallire visto il trattamento che ci ha
riservato". Nicola Biancofiore 46 anni, commerciante di Bari, è uno dei passeggeri
della Costa Crociere che ieri non è potuto salire sul volo Genova-Roma, in
ritardo di 4 ore, trovandosi alla fine a bordo di un pullman. Arriverà a casa,
probabilmente stamattina, dopo un'odissea durata 22 ore. Il caos di Fiumicino
ha provocato ritardi e cancellazioni anche nello scalo aeroportuale genovese.
La situazione è stata risolta anche grazie all'intervento di Costa Crociere,
che non ha abbandonato i propri passeggeri, lavorando con il personale Alitalia per trovare soluzioni di viaggio alternative. Il
volo Alitalia da Genova per Roma - quello su cui
dovevano salire passeggeri sbarcati a Savona da una nave della Costa Crociere -
ha subito un ritardo di 4 ore ed è partito intorno alle 19,20. Cancellato anche
l'altro volo Alitalia per Roma delle
( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Gentile signor
Maggiani, le scrivo questa lettera per esprimere un sentimento che non saprei
definire: rabbia, sdegno o semplicemente nausea. Tale sentimento mi è stato
suscitato leggendo che l'attuale ministro della Pubblica Istruzione, che tanto
si sta prodigando in discutibili riforme, ha sostenuto l'esame da avvocato non
nella sua città cioè Brescia ma a Reggio Calabria, nella tanto bistrattata
scuola del sud. Mi rivolgo a lei Maggiani, maestro, che di scuola se ne
intende. Tale "furbata" che molti in Italia hanno effettuato è stata
giustificata dal ministro con il fatto che vi era un forte bisogno di denaro
nella sua famiglia e allora doveva subito lavorare. Questa vergogna mi sembra
che offenda in maniera duplice coloro che ancora credono nell'onestà, nel
lavoro e nei sacrifici. Offende coloro che si sono guadagnati onestamente
laurea ed esame di Stato, studiando, sacrificandosi contro questo malcostume e
contro raccomandazioni e nepotismo, e che magari, a oggi, non trovano ancora
lavoro. Offende coloro che l'esame l'hanno fatto e tanto onestamente non lo
hanno passato. Non avevano forse bisogno di soldi anche loro? È come dire:
"fatevi furbi e barate, è questa la via!". Sono stato abituato a
lavorare onestamente, mi sono guadagnato la mia laurea in Medicina, il mio
esame di Stato e oggi, con un incarico libero professionale, salto da una
torbidità all'altra nei concorsi statali, sperando prima o poi di essere
assunto. Lo stesso mia moglie che ha dovuto conseguire ben due lauree e ancora
oggi non trova un posto da insegnante elementare. Ora con il prospetto del
maestro unico? si risolverà tutto! All'ultima recente riunione per le nomine
c'ero anche io. Circa 500 persone in uno spazio di 120 mq, sgomitanti, sudate,
piangenti in attesa del miraggio di un posto di supplenza annuale. Scene da
Quarto Stato ma con meno ordine e spirito rivoluzionario; nei volti di quelle
ragazze e ragazzi ho visto solo rassegnazione, gratuità. Stiamo assistendo a un
appiattimento totale del valore culturale del nostro Paese dove non è possibile
essere bocciati al liceo (fino a 4 debiti formativi), dove la lettura è
diventata una rarità riservata a pochi eletti, dove si pretende che la scuola
educhi piuttosto che formare. Ci vuole più severità, a iniziare dal basso, in
modo che alla fine escano i migliori e non i furbi come succede in qualsiasi
altro Paese civile. Christian Cascio e-mail 12/09/2008 Giusto in questi giorni
l'Ocse ci ha informati che la nostra scuola è tra le peggiori del mondo, che i
nostri laureati sono tra i meno specializzati del mondo, che i nostri
professionisti, per accedere a un livello soddisfacente e concorrenziale di
conoscenza e attitudine a una professione di alto livello culturale, devono
specializzarsi altrove dal loro Paese e con mezzi propri. L'Ocse ha aggiunto
che ciò vale per tutta la scuola tranne che per quella elementare, che è oggi
tra le cinque migliori del mondo, anche grazie a un investimento superiore alla
media, mentre gli investimenti per gli altri ordini di istruzione sono
abbondantemente sotto la media. Chissà perché il ministro, che per farsi uno
stipendio purchessia ha cercato di abilitarsi presso una struttura compiacente
- quel genere di struttura inefficiente e corrotta che dovrebbe essere la
vergogna del Paese - è andata a deprimere l'unica scuola che funziona. Chissà
perché. Guardi, io non lo so, sinceramente; perché non riesco a immaginare che
per fare cassa, ad esempio per trovare soldi da dare agli
industriali che non hanno nessuna intenzione di rischiare i propri per salvare
l'Alitalia, si possa pensare di rinunciare a qualcosa di così prezioso. Ah,
a proposito, per quanto riguarda sua moglie, credo proprio che stando così le
cose, lei il posto di maestra se lo può scordare, almeno per i prossimi 20
anni. 12/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Vertice
a Palazzo Chigi, Sacconi: "Sul piano accordo adesso o mai più".
Tariffe, a ottobre nuova stangata su luce e gas per le famiglie Crisi Alitalia, rabbia e
proteste Cresce la tensione, decine di voli cancellati. Trattative a oltranza
SEGUE A PAGINA 2.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Malpensa
Formigoni a Passera: ci piace Lufthansa MILANO - "L'alleato
internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa
collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". Così il presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel corso di una conferenza stampa
dopo l'incontro avuto con Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa
Sanpaolo e socio della nuova Compagnia aerea italiana che ha presentato un'offerta
di acquisto per Alitalia. Rispondendo alla domanda su
quale fosse l'alleato a cui faceva riferimento, Formigoni ha detto
"qualcuno che ha già capito l'importanza di Malpensa", ricordando gli
accordi già intercorsi tra la Sea e Lufthansa.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, tutto in una notte "Accordo adesso o mai
più" Da ieri drammatica trattativa non-stop con i sindacati Lo scontro
Cai: l'unica base di discussione resta la nostra piattaforma contrattuale. Per
i piloti stipendi quasi dimezzati LUCIO CILLIS ROMA - Si tratta sul filo per
evitare la fine di Alitalia. Sono ore drammatiche per
20mila dipendenti, che da ieri mattina seguono col fiato sospeso la trattativa
finale, l'ultimo atto della compagnia di bandiera. Le uniche due strade
percorribili sono il rilancio al costo di sacrifici per i lavoratori o la messa
in mobilità. Il clima attorno al difficile negoziato è pesante. Dentro le
stanze del ministero del Lavoro che ospitano le parti, nervi saldi. Ci sono
numeri e tabelle, centinaia di pagine di contratti e controproposte ammassate
sui tavoli della trattativa. La cronaca delle ultime ore utili per salvare Alitalia è di quelle al cardiopalmo, una rincorsa continua
di strappi e piccoli avvicinamenti. Il finale non è ancora scritto, le distanze
però sono ancora incolmabili e le macchinette del caffè del ministero hanno
lavorato per buona parte della notte appena trascorsa per tenere l'attenzione
di tutti molto alta. Ci sono quattro tavoli aperti, con i rappresentanti di
piloti, assistenti di volo e personale di terra da una parte e i tecnici e
manager di Cai, la Compagnia aerea italiana di Roberto Colaninno e Rocco
Sabelli. Si discute della nuova società e dei contratti di lavoro, dei riposi e
della flotta, di retribuzioni e ammortizzatori sociali per i 3.250 esuberi che sicuramente lasceranno Alitalia. Ma la
discussione sulle anzianità di servizio non si sblocca: è uno scoglio che al
momento, appare insormontabile. Questo assieme alla flotta, al numero degli
aerei che potrebbero rilanciare Alitalia 2, sono i
due nodi che tengono banco: le anzianità, per Cai, vanno azzerate e con loro
tutti gli avanzamenti economici acquisiti in carriera. "Per un
pilota con 20 anni di "guida" sulle spalle equivale ad un taglio
reale di quasi la metà della retribuzione" dice Tonino Muscolo
coordinatore dei comandanti Ugl, "è inaccettabile", e pari ad una
discesa secca da quota 7mila euro di oggi ai 4.500 di domani. Secondo fonti
vicine a Cai però "l'unica base di partenza della discussione sul futuro
di Alitalia resta la piattaforma contrattuale proposta
da Compagnia aerea italiana". La nascita della nuova Alitalia
dovrà avvenire esclusivamente "con una netta discontinuità rispetto alla
situazione attuale". I piloti, di Anpac e Up restano al tavolo ma in
serata si dicono "estremamente critici e scettici sul futuro della vertenza".
Marco Veneziani della Uil Trasporti spera "in una retromarcia della
Cai". Ma molti di loro pensano seriamente di girare le spalle e lasciare
al commissario Augusto Fantozzi la responsabilità di spegnere i motori di Alitalia. Il motivo è semplice: la cassa integrazione forte
di un fondo di categoria molto robusto riesce a superare retribuzioni proposte
dalla controparte. Nella tarda serata, mentre i tecnici di Sabelli cercano di
far quadrare qualche richiesta dei sindacati, Colaninno, l'ad di
Intesa-Sanpaolo Corrado Passera, Fantozzi e poi i ministri Altero Matteoli e
Maurizio Sacconi sono corsi a Palazzo Chigi dal sottosegretario Gianni Letta.
La Filt Cgil, nello stesso momento lancia un affondo che non lascia ben
sperare: "La proposta è inaccettabile perché distruttiva", avverte il
segretario nazionale Mauro Rossi. Il confronto è andato avanti per tutta la
notte.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Giornata ad
alta tensione tra Fiumicino e il ministero del Lavoro, sede della trattativa
Assedi, blocchi e voli cancellati esplode la rabbia dei dipendenti Insulti a
Bonanni: "Buffone, tanto da qui devi uscire" Trentaquattro aerei non
sono riusciti a partire. Piloti e hostess in corteo Un dipendente di Atitech ha
minacciato di darsi fuoco, poi è stato dissuaso LUISA GRION CARLO PICOZZA ROMA
- Trentaquattro voli cancellati, blocchi stradali, tafferugli, piloti e hostess
in corteo verso la metropolitana scortati dalle forze dell'ordine come si fa
con gli hooligans verso lo stadio. Quella di ieri è stata
una giornata durissima per Alitalia, i suoi dipendenti e
chiunque abbia malauguratamente pensato di mettersi in volo. Che le cose
fossero destinate a mettersi male lo si era capito fin dal primo mattino,
quando Raffaele Bonanni, leader della Cisl, era stato accolto al suo arrivo al
ministero del Lavoro - sede dell'incontro con il governo - da bordate di fischi
all'urlo di "Buffone, buffone, tanto da qui devi uscire". La
sua maggiore disponibilità a stringere non era piaciuta affatto ai 500
dipendenti della compagnia di bandiere e ai lavoratori dell'Atitech di Napoli
che - aspettando l'esito della trattativa - avevano preso d'assedio il
ministero fin dal primo mattino. Uno di loro - Vincenzo Busiello, 34 anni, una
laurea e quattro lingue, sintetizzava così lo stato d'animo e la rabbia:
"Da nove anni sono un precario Alitalia e ora? Se
firmano a queste condizioni non lavoriamo più". E sono in molti a pensarla
come lui: tutti quelli i colleghi che nelle stesse ore decideranno di indire
una assemblea spontanea a Fiumicino, convocata da mezzogiorno alle 11 di sera,
e destinata a bloccare 34 voli (molti nazionali, ma anche le tratte su
Bucarest, Parigi, Londra e Madrid) e causare ritardi (un'ora di media) ai
collegamenti sopravvissuti. Dall'assedio al ministero al blocco dell'aeroporto:
la tensione si taglia con il coltello. Da una parte faccia a faccia a muso duro
fra i lavoratori e poliziotti e carabinieri che li tengono a bada, dall'altra
blocchi stradali e parole grosse fra chi tenta di forzarlo. All'assemblea
all'aeroporto partecipano anche Marrazzo, presidente della regione Lazio e
Zingaretti, leader della provincia di Roma ("Oggi è l'11 settembre
dell'economia di questa città" dirà). Il caos aumenta ed esplode nel primo
pomeriggio, quando per trattativa si allarga ai quattro tavoli e - per motivi
di spazio - si decide di passare dalla sede del ministero di via Flavia a
quella di via Fornovo. Un trasloco che non scoraggia chi sta sotto le finestre
del palazzo aspettando notizie: il corteo di hostess e piloti - scortato dalle
forze dell'ordine - si muove compatto verso la fermata della metropolitana per
raggiungere la sede del nuovo round. A notte fonda, sono ancora là sotto in più
di duecento e non mancano i momenti di tensione: il più forte quando uno dei
dipendenti dell'Atitech partito da Napoli dal mattino si cosparge di alcool e
minaccia di darsi fuoco se i partecipanti alla trattativa non scendono in
strada a dare notizie. Ripone l'accendino dopo una ventina di minuti, ma la
tensione resta: comunque sia, i dipendenti Alitalia si
sono già dati appuntamento per stamattina alle sei, al varco equipaggi di
Fiumicino per bloccare di nuovo l'accesso all'aeroporto. Fra traslochi, blocchi
e cortei il traffico di Roma va in tilt. E i passeggeri? Sono in tanti fino a
tarda sera a bivaccare alle partenze per cercare disperatamente di raggiungere
una destinazione che si fa sempre più lontana. C'è chi rinuncia ad una vacanza,
e chi spera fino all'ultimo di partire per essere oggi al lavoro. Chi sputa
veleno contro hostess, steward e piloti e chi invece - nonostante tutto -
solidarizza con loro (soprattutto se giovani precari). Clizia Brasecchi,
presentatrice di promozioni in tivù ha deciso che non partirà più per Londra,
"ma vorrei almeno recuperare le valigie imbarcate per un volo cancellato
all'ultimo minuto". Un gruppo di lavoratori della Merloni in trasferta da
Catania a Fabriano si chiede chi pagherà il loro pernottamento in un albergo,
visto che ai banchi hanno appena soffocato la loro ultima illusione di decollo.
La giovane medico francese Sandrine Ader, a Roma per il congresso
internazionale di diabetologia giura che "è l'ultima volta che volo Alitalia" e "meno male che Spinetta non vi ha
comperato". Una coppia di suoi colleghi tenta disperatamente di
raggiungere Vienna e sta pensando di viaggiare la notte in treno. Fra gli
italiani tutti giurano di non tenere affatto ad una compagnia made in Italy:
vorrebbero solo volare, partire e tornare. Fra tanta disperazione il più
tranquillo è Roberto Asciutto, 30 anni e un biglietto Airone in mano. Certo di
partire assicura: "Questo non è il fallimento di una compagnia, ma il
fallimento di un paese". (ha collaborato Laura Serloni).
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Roma Il
presidente della Regione Marrazzo ha scritto al premier Berlusconi per chiedere
un incontro urgente "Fiumicino non deve morire" La
rabbia dei lavoratori Alitalia. Aeroporto in tilt, cortei in Centro Dopo il dramma esuberi
della vertenza Alitalia, il governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha scritto
una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui chiede un
incontro urgente, esprimendo le sue preoccupazioni riguardo alle ricadute
sociali e occupazionali. "Fiumicino - afferma - non può morire
così". Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ha invece detto che
"Quello di oggi è l'undici settembre dell'economia romana e della sua
provincia. è tempo di lottare affinché questo piano venga radicalmente
cambiato". Il sindaco Gianni Alemanno si è detto "fiducioso" sul
futuro della Cai. Ore di tensione e traffico in tilt a Fiumicino per
l'assemblea dei lavoratori Alitalia. E a Roma ieri il
traffico era paralizzato per le manifestazioni tra cui quella dei lavoratori Alitalia in via Flavia. LIGUORI, PICOZZA E SERLONI ALLE
PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Roma
"No alla morte di Fiumicino" Marrazzo, appello a Berlusconi. E
convoca il consiglio di Adr ANNA MARIA LIGUORI Cercare una
soluzione in estremis per evitare la totale sconfitta dei lavoratori Alitalia: con quest'obiettivo è cominciata ieri mattina presto la lunga
giornata del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Prima il tavolo
interistituzionale con gli imprenditori poi l'assemblea dei lavoratori a
Fiumicino ed infine un incontro a quatt'occhi con il sindaco Alemanno.
Ogni tentativo fatto, ogni mossa spesa per salvare il salvabile: "Credo
che sia nell'incontro con gli imprenditori e poi in un colloquio con il sindaco
di Roma ci sia stata una sintonia su quello che sarà il futuro del trasporto
aereo nel Lazio - annuncia Marrazzo - ho detto ad Alemanno che c'è la necessità
di fare arrivare la nostra voce unita, delle istituzioni del territorio, al
presidente Berlusconi perché la realtà è esplosiva e lo si evince dalla
manifestazione sotto il ministero del Lavoro in via Flavia ma anche dal clima
che ho visto direttamente parlando a Fiumicino all'assemblea dei
lavoratori". E poi Marrazzo ha fatto altre due mosse. "Oggi ho
inviato due lettere, la prima a Berlusconi per avere un incontro urgente sul
futuro di Fiumicino e degli altri aeroporti in rapporto alle trattative con la
Cai e l'altra l'ho inviata al presidente della Camera di Commercio Andrea
Mondello, in quanto nostro rappresentate presso Adr. a cui ho chiesto di
preparare la convocazione straordinaria del consiglio di amministrazione degli
aeroporti di Roma perché è evidente che in questi giorni è necessario conoscere
le vere intenzioni dei soci di maggioranza alla luce dei nuovi scenari". E
ieri erano oltre mille i lavoratori di Alitalia che
hanno partecipato a un incontro sindacale nei pressi della mensa dell'area
tecnica dell'aeroporto di Fiumicino. All'incontro non sono mancate le
contestazioni, tanto che diversi sono andati via urlando "blocchi, blocchi".
Oltre ad alcune sigle sindacali, tra loro Ugl, Cigl, Cisl e Sdl, e il
presidente Marrazzo, è intervenuto anche il presidente della Provincia Nicola
Zingaretti, l'assessore comunale Sergio Marchi, il sindaco di Fiumicino Mario
Canapini. E Zingaretti è stato drastico su tutta la linea: "Quello di oggi
è l'undici settembre dell'economia romana e della sua provincia. E' tempo di
lottare affinché questo piano venga radicalmente cambiato. Ciò che si sta
costruendo per Roma e provincia è una mazzata. In questo modo si regalano
all'estero le rotte più importanti e si sposta al nord del Paese la forza
lavoro, sferrando un colpo durissimo all'indotto di questo territorio. Non è
una soluzione infatti presentare un piano industriale che uccide Fiumicino e il
suo indotto. Così come non lo è scaricare su migliaia di famiglie le
conseguenze degli errori compiuti negli ultimi anni. E' un ricatto e un favore
che si fa a sedici grandi miliardari italiani che ora fiutano l'affare".
Il presidente Marrazzo è poi tornato da Fiumicino per il colloquio con il
sindaco Gianni Alemanno. Durante l'incontro Marrazzo e Alemanno non hanno solo
parlato dello sviluppo dell'aeroporto di Fiumicino e della nuova compagnia ma
anche di una riunione "preparatoria" in vista del tavolo interistituzionale
che Alemanno ha fissato per il 18 settembre. Il colloquio ha lasciato
"soddisfatto" il primo cittadino, passate in cavalleria le critiche
che mercoledì Alemanno aveva fatto a Marrazzo: gli contestava il fatto di aver
portato avanti la proposta di entrare nella nuova cordata Cai senza essersi
prima consultato con Comune e Provincia. Invece ieri il colloquio tra Alemanno
e Marrazzo è stato costruttivo: sugli sviluppi della vicenda in particolar modo
per il ruolo di Fiumicino Alemanno ha detto di essere "fiducioso" che
si possa fare un buon lavoro con il Governo.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Roma CARLO
PICOZZA VOLI in ritardo anche di un'ora, trentaquattro decolli (nazionali e
internazionali) cancellati, momenti di tensione, proteste e
rabbia contro il governo e critiche aspre ai nove sindacati in campo nella
vertenza Alitalia: il blocco del traffico nasce spontaneamente nell'aeroporto di
Fiumicino, sul finire dell'assemblea aperta ai rappresentanti delle
istituzioni, poco dopo le due di pomeriggio. Protagonisti, i dipendenti Alitalia e quelli di Eas, i servizi aeroportuali di AirOne: trecento in
tutto. Fermi i taxi, le auto a nolo con conducente, le macchine private.
Tutti in fila, insidiati dal sole e dallo scirocco tra i moli A e B, di fronte
all'ingresso del varco equipaggi dove piloti, hostess e steward con le loro
valige nere prendono e lasciano il servizio, stanchi del conflitto e
dell'"io l'avevo detto". "Regalano Alitalia
non a capitani coraggiosi ma ad avventurieri", commentano Fabio Frati
(Check in Alitalia Airport) e Andrea Spadoni,
impiegato, entrambi nella Confederazione unitaria di base (Cub). "Come si
può", chiede il primo, "colpire con più accanimento i dipendenti con
maggiori carichi di lavoro?". E Spadoni aggiunge: "L'ipotesi dei
nuovi manager? Stravolgere il contratto, cancellare le regole. I tagli si abbatterebbero
su tutte le voci della busta paga, dalla prima riga, la parte fissa della
retribuzione, fino agli straordinari, ai festivi, al lavoro notturno. Via la
quattordicesima, azzeramento degli scatti di anzianità. Chiedono più lavoro, 40
ore invece delle 37 e mezzo settimanali a costo zero, e maggiore
flessibilità". Qualcuno tenta di forzare il blocco. Volano parole grosse:
"Vergogna. Noi qui non stiamo a fare dispetti a nessuno. Ho una moglie,
una figlia e uno stipendio da mille euro che vogliono decurtarmi e voi, invece
di solidarizzare, pensate a fare i furbi". L'intervento dei colleghi,
degli agenti della Polaria, di quelli del commissariato di Fiumicino, stempera
le tensioni. "Vorrebbero abbattere la retribuzione degli straordinari del
15 %", aggiunge Andrea Terriaca (Eas). "E per i precari part time il
lavoro supplementare, quello oltre l'orario, dovrebbe essere compensato con il
4 per cento in più invece che con il 20". "Il sindacato non ci
consulta né ci ascolta", dice Andrea Massenzini (Eas). "Così passa la
modifica della legge Marzano che sterilizza, con retroattività biennale, le
responsabilità dei manager di quelli vecchi e dei nuovi".
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Roma Il
blocco al ministero del Lavoro. Via Nazionale off limit Il Centro assediato due
cortei e strade chiuse Al grido di "Non firmate quel contratto" un
presidio durato tutto il giorno LAURA SERLONI Città paralizzata nel traffico
per tutta la giornata di ieri. Via Nazionale bloccata dal corteo degli
immigrati che chiedono l'asilo politico, via Flavia occupata dal presidio dei dipendenti Alitalia e via Fornovo, a Prati,
invasa da centinaia di piloti e assistenti di volo provenienti da tutta Italia.
Manifestazioni che hanno mandato completamente in tilt la viabilità capitolina.
Non sono bastati i vigili appostati nei principali incroci per far scorrere le
macchine tra clacson suonati a ripetizioni e automobilisti imbottigliati per
ore nel traffico. Al grido di "Non firmate quel contratto" i
precari e i lavoratori di terra e di volo Alitalia
hanno organizzato un presidio durato tutto il giorno davanti alla sede del
ministero del Lavoro. "Siete dei criminali. Così mandate sul lastrico
mille e più famiglie", hanno urlato i manifestanti mentre il tavolo tra
ministero, sindacati e Cai (Compagnia aerea italiana) andava avanti a oltranza.
"Siamo disperati - protesta Costanza Cavatorta da 25 anni hostess Alitalia - Ho una famiglia a carico e se mi tagliano
drasticamente lo stipendio non so più come andare avanti". La tensione
sale e il numero dei lavoratori arriva a sfiorare le cinquecento persone.
"Con questo contratto siamo equiparati ai low cost - spiega Lorenza
Danieli con 15 anni di esperienza di volo alle spalle - Noi abbiamo fatto
decine di corsi di aggiornamento. E quando i viaggiatori hanno dei problemi o
delle paure ci guardano e cercano in noi fiducia". Il corteo nel primo
pomeriggio si è spaccato in due. Un gruppo è rimasto a via Flavia, l'altro ha
raggiunto via Fornovo, a due passi da viale Giulio Cesare, dove è stato aperto
nel primo pomeriggio un nuovo tavolo di trattative. E tutte le strade del centro
si sono paralizzate al passaggio dei duecento manifestanti. Hanno attaccato
striscioni e hanno continuato a ripetere al megafono "Non firmate, non
firmate". In circolo, seduti in mezzo alla strada, per tutta la serata non
hanno mollato un attimo, convinti a restare fino a quando non avranno certezze.
"Sono precario da 9 anni - ammette disperato Vincenzo Busiello, 34enne -
Ho una laurea in tasca e conosco quattro lingue, russo, bulgaro, inglese e
francese. E ora mi ritrovo in mezzo alla strada, ci devono dare delle speranze
e pretendiamo delle risposte perché siamo completamente esclusi dalle
trattative".
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il patron della
Tod's, Diego Della Valle, e il leader della Cisl, Raffale Bonanni, hanno dato luogo ad un confronto-scontro sulle responsabilità che
hanno portato alla crisi di Alitalia, in occasione della presentazione
del libro "L'altra castaa". "Com'è possibile - ha attaccato
Della Valle - che se io voglio comprare Alitalia mi debba
sedere al tavolo con una controparte che ha contribuito a creare la situazione
di crisi?" Immediata la replica del leader Cisl: "Il fatto è
che lei vuole evitare il sindacato, noi siamo in grado benissimo di capire
quello che avviene".
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi è
convinto di aver fatto un capolavoro Tagli e sacrifici, ma il premier si
consola con "l'italianità". "Abbiamo il doppio del capitale
previsto" di Bianca Di Giovanni MIRACOLI Su Alitalia il clima è arroventato e Silvio Berlusconi getta benzina sul
fuoco. Dopo ore di trattativa e di mobilitazione, il premier si presenta alla
festa annuale dei Giovani di An e prospetta soluzioni miracolose. Parla di
"valenti imprenditori" che si sono fatti avanti per acquistare la
compagnia, di "capitali raccolti che sono arrivati quasi al doppio del
necessario". Insomma, le imprese hanno fatto a gara per essere
della partita. peccato che i debiti non li ha voluti nessuno: solo i profitti.
Ma il premier è incontenibile. "Siamo stati oggetto di scherno da parte
dei protagonisti della sinistra sulla possibilità di mettere in piedi una
cordata e soldi - dichiara - Ora, però, abbiamo quasi il doppio del capitale
previsto e gli imprenditori che sono voluti entrare nella cordata hanno dvuto
quasi fare una gara. Prodi la stava invece svendendo ad Air France".
Insomma, il ritornello è sempre lo stesso. E il premier sembra già avere
l'accordo in tasca, nonostante il fatto che la situazione appare complicata fin
dalle prime ore del giorno. Basta a dimostrarlo la forte contestazione a
Raffaele Bonanni quando arriva nelle sede del ministero. Attacchi durissimi ai
vertici sindacali, con tentativi di aggressione da parte dei lavoratori riuniti
sotto le finestre di Via Flavia. Per i rappresentanti dei lavoratori il
passaggio è strettissimo: sanno che sullo sfondo c'è lo spettro fallimento che
sarebbe una sconfitta per tutti. Tant'è che passano poche ore e interviene
Guglielmo Epifani. "L'alternativa del fallimento non la vuole nessuno -
dichiara - bisogna continuare a trattare fino a raggiungere un punto di
compromesso accettato da tutti. Non si esce da questa vicenda se non con l'accordo
di tutte le organizzazioni". Dunque, impossibile un'intesa separata.
Impossibile dividere i destini del personale di terra da quelli del volo.
Piloti, hostess e impiegati sono legati allo stesso, fragile, filo. Quanto alle
contestazioni, "è chiaro che c'è una esasperazione molto delicata - spiega
il leader Cgil - bisogna che la nuova compagnia e il governo tengano conto del
malessere di chi teme di perdere il posto di lavoro e di chi si vede abbassare
le condizioni normative salariali a una misura che ritiene inaccettabile".
In serata torna a parlare Bonanni, lasciando una porta aperta nonostante lo
stallo delle trattative. "I nodi si possono ancora sciogliere" ma la
preoccupazione "è la non vendibilità delle azioni da parte degli azionisti
per cinque anni e la non possibilità di scalata da parte degli stranieri",
spiega il leader Cisl. In tarda serata però tra i sindacati restavano ancora
forti dubbi sulla possibilità di raggiungere presto un'intesa. "Il rischio
che la situazione precipiti è molto alto", ha detto il vicepresidente
dell'Anpac, Stefano De Carlo, spiegando che "sul piano industriale e i
contratti non c'è una risposta sufficiente". Anche per il numero uno
dell'Anpav, Antonio Divietri, "siamo lontanissimi", mentre per il
coordinatore nazionale della Sdl, Fabrizio Tomaselli, "la trattativa vera
deve aprirsi" e un contratto nuovo per tre categorie "non si fa in
sei ore".
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I. Il Pd: un enorme pasticcio Ultime ore di drammatica trattativa
per Alitalia. La notte che il ministro Sacconi definisce decisiva - "o
si firma ora o mai più" - inizia con un muro contro muro tra governo,
Compagnia aerea italiana e sindacati. Le posizioni appaiono lontanissime e i
"tavoli tecnici" vengono sospesi. Tutte le organizzazioni
degli assistenti di volo definiscono irricevibile la proposta della Cai. Che
però insiste: "L'unica base di partenza resta la nostra piattaforma
contrattuale". Al tavolo anche il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio Gianni Letta, il commissario straordinario Fantozzi e
l'amministratore di Intesa SanPaolo, Passera. Ultimatum e ricatti hanno
scandito la lunga giornata di trattativa assieme ai cortei e alle proteste dei
lavoratori. Già dalla mattina si erano formati presidi davanti al ministero del
Lavoro, con fischi e contestazioni all'arrivo del leader della Cisl, Raffaele
Bonanni. Da Napoli sono arrivati i "duri" dell'Atitech con bandiere e
striscioni, creando problemi al traffico nel cuore di Roma. A Fiumicino il
personale di terra si è riunito in assemblea per tutto il giorno, con
conseguenti disagi per i passeggeri: più di trenta i voli Alitalia
cancellati. Poi l'ennesimo ultimatum del governo: "O si chiude subito o
c'è il fallimento". Rossi, Di Giovanni, Salvatori, Ugolini alle pagine 2 e
3.
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Roberto Rossi/
Roma TRATTATIVE SOSPESE Il vertice notturno a Palazzo Chigi, nello studio del
sottosegretario Gianni Letta (presenti i vertici di Alitalia,
Cai e Intesa Sanpaolo), con i ministri del Welfare Maurizio Sacconi e delle
Infrastrutture Altiero Matteoli, è terminato attorno alle 23. Ma, fino ben
oltre la mezzanotte, non erano ancora riprese le trattative
ai tavoli di confronto con i sindacati sul piano di salvataggio di Alitalia. Il confronto dovrebbe comunque riprendere per poi andare avanti
ad oltranza. I temi caldi sono: piano industriale, nuovi contratti e
ammortizzatori sociali. Se si riuscirà ad arrivare a un'intesa su Alitalia sarà perché queste tre incognite avranno trovato una soluzione.
Il percorso è in salita. "Se non si chiude l'alternativa è il
fallimento" ha ammonito il ministro del Lavoro Sacconi. Il nodo principale
riguarda la forma contrattuale. Per la Compagnia aerea italiana, guidata da
Rocco Sabelli, l'unica base di partenza della discussione sul futuro di Alitalia resta la piattaforma contrattuale proposta una
settimana fa. Che prevedeva un taglio agli stipendi, alle ferie e più lavoro,
specie per il personale di volo. I sindacati, rigettandola, l'avevano definita
una piattaforma valida per la low cost. Ieri le posizioni non sono cambiate.
"La nascita della nuova Alitalia - hanno
affermato fonti Cai - potrà avvenire esclusivamente con una netta discontinuità
rispetto alla situazione attuale. Solo rispettando queste condizioni si
potranno cercare successivi raccordi con la contrattualistica esistente".
"Gli assistenti di volo hanno respinto la proposta di Cai e hanno chiesto
di partire dal contratto esistente" ha risposto Antonio Divietri,
presidente dell'Avia, l'associazione degli assistenti di volo. Dura anche la
risposta della Filt Cgil. La proposta sul tavolo, ha detto il sindacalista
Mauro Rossi, "è talmente distruttiva dei diritti dei lavoratori che non è possibile
discuterla". Per Rossi, in particolare sul nodo del nuovo contratto di
lavoro, "si può fare un negoziato, su una base che sia in linea con i
contratti nazionali vigenti", perché "scendere sotto la soglia di
povertà è impossibile e insostenibile". La società creata dalla cordata di
imprenditori italiani nell'ambito del piano di salvataggio "sta facendo un
affare colossale e penso - ha concluso Rossi - che sia nel loro interesse
tornare al tavolo per fare una proposta accettabile" Ma i problemi riguardano
anche piano e ammortizzatori sociali. Sabelli ha dato disponibilità di
principio, cioè in fase di crescita del network e flotta, a un maggior presidio
sulle rotte domestiche più importanti e a potenziare il lungo raggio. Ma le
associazioni dei piloti Anpac e Up hanno detto ancora "no". Chiedono
un contratto distinto e non comune alle altre due categorie, con cui ci sono
professionalità diverse. La sospensione della trattativa, le consultazioni
separate delle nove sigle sindacali da parte di Sacconi e del ministro delle
Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, assieme a Sabelli, non hanno
portato quindi valore aggiunto. Le posizioni restano distanti. I sindacati
hanno ottenuto l'avvio di tavoli separati per categoria e un tavolo su lavoro e
tutele. Ma la tensione rimane alta. Numerosi lavoratori hanno seguito la
trattativa in strada. Alcuni di loro hanno anche contestato pesantemente il
leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che si era detto pronto a firmare. Ma
qualche passo avanti, comunque, è stato fatto. Sabelli ha mostrato un'apertura
su cargo (450 addetti di cui circa 150 piloti) e manutenzione pesante che fa
capo all'Atitech di Napoli. Cai non intende acquisire le due attività di Alitalia che andrebbero esternalizzate ma prevede una
partecipazione azionaria dei due rami d'azienda. Per le due attività ieri il
commissario straordinario Augusto Fantozzi ha già ricevuto due manifestazioni
di interesse. Per Atitech si è fatta avanti Aviation Management Consulting GmBH
& Co. per l'intero pacchetto di azioni. Per il Alitalia
cargo al commissario è arrivata una manifestazione di interesse da
Sin&rgetica in nome e per conto di Alis Aerolinee Italiane (di cui Intesa
SanPaolo ha acquisito di recente il 33%) e di Miro Radici Finance. In questo
contesto anche la scelta del partner straniero, che rimane tuttora aperta anche
dopo l'interessamento di Air France, resta in secondo piano. Ieri il presidente
del Consiglio ha rilanciato l'ipotesi di Lufthansa. Berlusconi ha infatti
ribadito che un possibile partner straniero "come Lufthansa" potrebbe
avere "solo una partecipazione minoritaria. Eventuali contatti con linee
straniere sono prodomiche di alleanze operative".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
105 Solo una notte per salvare Alitalia Trattativa a
oltranza: muro contro muro tra società e sindacati --> Trattativa a oltranza:
muro contro muro tra società e sindacati ROMA Trattativa a oltranza sulla
vertenza Alitalia, in un muro contro muro fra
Compagnia aerea italiana e piloti che è andato avanti per tutta la notte, tra
momenti di stallo e forte tensione tra i lavoratori. E mentre il ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi, ha ricordato per tutta la giornata che o si
raggiungeva l'accordo entro la scorsa notte o mai più, questa mattina, in
assenza di un'intesa, il commissario straordinario dell'Alitalia,
Augusto Fantozzi, dovrà avviare la disdetta dei contratti e la mobilità dei
lavoratori, la strada verso il fallimento e 20.000 addetti a casa. NUOVO
TERMINE L'ultimatum (slittato dalla mezzanotte all'apertura degli uffici di
questa mattina) non ha spaventato i piloti per i quali il rischio che la
situazione potesse precipitare era alto già ieri sera. I nodi più ostici della
trattative restano sempre gli stessi: flotta, network, cargo e contratto. Ma il
braccio di ferro è stato anche con assistenti di volo e lavoratori di terra.
Per Cai, la nuova Compagnia aeronautica italiana, l'unica base di partenza
della discussione in corso resta la piattaforma contrattuale proposta. Ma la
rabbia è stata tale per cui i dipendenti di Alitalia
hanno continuato per l'intera giornata a chiedere ai propri rappresentanti di
non firmare a queste condizioni. E per questo il leader della Cisl, Raffaele
Bonanni, che si è detto pronto a firmare, è stato fortemente contestato. IL
PIANO L'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, alla riapertura del negoziato -
dopo due giorni di sospensione per la rottura proprio sul contratto proposto e
fitti colloqui informali anche con il governo - ha confermato tutta la validità
del piano elaborato da Intesa SanPaolo, perché è di crescita, mira a
trasportare più passeggeri e realizzare più ricavi. Poi, ha mostrato qualche
apertura su cargo (450 addetti di cui circa 150 piloti) e manutenzione pesante
che fa capo all'Atitech di Napoli. In sostanza, Cai non intende acquisire le
due attività di Alitalia che andrebbero in outsourcing
ma prevede una partecipazione azionaria dei due rami d'azienda. E Fantozzi ha
già ricevuto due manifestazioni di interesse per Atitech e Alitalia
Cargo. Per la prima si è fatta avanti Aviation Management Consulting GmBH &
Co. per l'intero pacchetto di azioni. Per il cargo al commissario è arrivata
una manifestazione di interesse da Sin&rgetica in nome e per conto di Alis
Aerolinee Italiane (di cui Intesa SanPaolo ha acquisito di recente il 33%) e di
Miro Radici Finance. Fantozzi ha chiesto quindi chiarimenti e documenti per una
valutazione. IL NEGOZIATO Tornando al negoziato, Sabelli ha dato disponibilità
di principio, cioè in fase di implementazione del network e flotta, ad un
maggior presidio sulle rotte domestiche più importanti e a potenziare il lungo
raggio. Ma le associazioni Anpac e Up hanno detto ancora no. Non basta.
Chiedono un contratto distinto e non comune alle altre due categorie, con cui
ci sono professionalità diverse. Ma Cai non intende spostarsi dalla propria
piattaforma contrattuale, perché la nascita di una nuova Alitalia
potrà avvenire esclusivamente con una netta discontinuità rispetto alla
situazione attuale. Solo rispettando queste condizioni si potranno cercare
successivi raccordi con la contrattualistica esistente. IL VERTICE La
sospensione della trattativa, le consultazioni separate delle nove sigle
sindacali da parte di Sacconi e del ministro delle Infrastrutture e Trasporti,
Altero Matteoli, assieme a Sabelli, fino alla tarda notte, non hanno apportato
valore aggiunto e sbloccato il confronto. In tarda serata, poi, c'è stato anche
un vertice a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Gianni Letta, i due ministri
che seguono le trattative e i vertici di Alitalia, Cai
e Intesa SanPaolo. Le posizioni sono rimaste distanti. I sindacati hanno
ottenuto l'avvio di tavoli separati per categoria e un tavolo su lavoro e
tutele. Ma niente di più. E la situazione resta in stallo al punto di partenza.
E non c'è ancora l'esatto numero degli esuberi. La tensione fra i lavoratori è
alta e i sindacati, ieri, sono riusciti a tenerla sotto controllo a fatica.
Tanto più che proprio in tarda serata si sono vissuti momenti di paura in via
Fornovo, a Roma dove, durante un presidio di lavoratori dell'Alitalia,
uno dei manifestanti ha minacciato di darsi fuoco. L'uomo è stato convinto dopo
poco a desistere. Sul posto sono intervenute due unità del 118 e le forze
dell'ordine che dopo alcuni minuti di tensione - l'uomo teneva in mano una
bottiglia piena di liquido infiammabile e nell'altra un accendino - hanno
calmato il manifestante che ha deciso di consegnare la bottiglia il cui liquido
aveva minacciato di rovesciarsi addosso.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-09-2008)
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Primo Piano Pagina
105 Formigoni e Marrazzo chiedono garanzie per gli aeroporti Le paure di Roma e
Milano Formigoni e Marrazzo chiedono garanzie per gli aeroporti --> MILANO
"Privilegio la possibilità di avere per la Lombardia il maggior numero di
collegamenti internazionali piuttosto che avere un aeroporto sotto casa".
Lo ha dichiarato ieri il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni,
parlando della possibilità di ridimensionamento dell'aeroporto di Linate che
potrebbe mantenere solo il collegamento con Roma. "Nell'ottica globale in
cui siamo, anche se qualcuno non se n'è accorto", ha spiegato, "ciò
che conta è il numero di collegamenti che possiamo avere con tutti i punti del
mondo per i nostri 10 milioni di cittadini e per le nostre imprese".
Formigoni si è detto disposto a ragionare su un possibile ridimensionamento di
Linate solo se si parla "di aumento dei collegamenti internazionali"
e ha quindi spiegato che nell'immediato futuro anche Malpensa sarà facilmente
raggiungibile: "Abbiamo realizzato il collegamento con la Milano-Venezia e
tra breve per raggiungere l'aeroporto in treno dal centro di Milano si
impiegheranno 28 minuti e ci saranno quattro corse all'ora". FIUMICINO Il
giudizio di Standard & Poor's su Aeroporti di Roma (ieri la società
internazionale ha peggiorato da "stabili" a "negative" le
prospettive sul rating, citando l'impatto della
ristrutturazione di Alitalia sui conti della società) "è una conferma dei seri rischi che
sta correndo un asset fondamentale del Lazio", ha osservato preoccupato il
presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. "In pericolo non c'è solo
il futuro di migliaia di lavoratori, che oggi ho voluto incontrare e dei quali
ho colto la grande preoccupazione", ha spiegato il governatore,
"in pericolo c'è anche un grande progetto di investimenti che Adr, insieme
agli Enti locali che vi partecipano, ha programmato per l'aeroporto Leonardo da
Vinci e per il sistema aeroportuale del Lazio". Così come per gli scali
lombardi, la preoccupazione è che Roma perda il ruolo di snodo
intercontinentale, ha sottolineato Marrazzo: "Dopo il giudizio di Standard
& Poor's, ribadisco quindi con forza la necessità di una convocazione
urgente del Cda di Adr, per valutare insieme le ripercussioni del Piano Fenice
sul futuro del distretto del volo del Lazio". È necessario "metterci
da subito nelle migliori condizioni per garantire comunque a Fiumicino",
ha concluso Marrazzo, un futuro "da grande hub del Mediterraneo e scalo di
riferimento per il centro-sud".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
105 Nello scalo romano cancellati trenta voli, lunghe file per i bagagli E la
piazza fischia Bonanni Nello scalo romano cancellati trenta voli, lunghe file
per i bagagli --> ROMA Rabbia e tensione. E non solo da parte dei lavoratori
della compagnia di bandiera, che hanno organizzato presidi e proteste davanti
al ministero e a Fiumicino, culminate nella contestazione al leader della Cisl
Raffaele Bonanni; ma anche per i viaggiatori in partenza e in arrivo allo scalo
romano, che hanno dovuto subire cancellazioni e ritardi nei voli e nella
consegna dei bagagli. LA PROTESTA Mentre dentro i palazzi si trattava per
decidere il futuro della compagnia di bandiera, fuori i lavoratori protestavano
per chiedere ai rappresentanti sindacali di non firmare il piano e in particolare
il contratto che Cai ha predisposto per gli 11.500
dipendenti di Alitalia e Air One, che dovrebbero passare alla nuova Alitalia. Fin dal primo mattino i lavoratori hanno allestito un presidio
davanti alla sede del ministero del Lavoro di via Flavia, dove è ripreso il
tavolo di confronto. Una protesta animata dalla distribuzione di
volantini-necrologio che annunciavano la morte, l'11 settembre,
dell'azienda e dall'esibizione del cappio al collo con la scritta "Questa
è la vera cordata italiana", oltre che da slogan ("Non si firma, non
si firma") contro il governo. BONANNI Il clima di protesta si è
surriscaldato all'arrivo alla sede del ministero del leader della Cisl Raffale
Bonanni, che è stato duramente contestato: i dipendenti di Alitalia
lo hanno infatti accolto con fischi, al grido "Buffone Buffone, da qui non
uscirai". Il presidio dei dipendenti, cui hanno partecipato anche diverse
famiglie con bambini, si è moltiplicato di ora in ora, in particolare dopo
l'arrivo da Napoli di circa 500 lavoratori delle attività di manutenzione
pesante Atitech e di altri servizi. A controllare la zona un presidio di
carabinieri e polizia, con i quali c'è stato qualche momento di tensione, che
però si è limitato a un duro faccia a faccia. PASSEGGERI Clima di protesta anche
a Fiumicino, dove i lavoratori di Alitalia Airport e
di Eas si sono riuniti in assemblea e hanno improvvisato un piccolo corteo,
creando disagi alla viabilità esterna all'aeroporto. Vittime della protesta
sono stati i passeggeri: l'assemblea ha infatti provocato ritardi di un'ora
nella partenza di alcuni voli di Alitalia e Air One e
la cancellazione di una trentina di collegamenti. Si sono inoltre formate
lunghe file davanti ai banchi di accettazione, mentre l'attesa dei bagagli è
andata avanti anche per 40 minuti.
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Lidia Ravera
"Dormiteci voi lontano dai vostri figli per uno stipendio da fame senza un
natale o un capodanno retribuito come festività". L'ho letto su "la
Repubblica" e ho pensato: come sono lontani i tempi in cui "fare la
hostess" era il sogno di tutte le bambine. Nella stessa pagina
protestavano i piloti, altra figura mitica della letteratura rosa: "Si
direbbe che vogliano costringerci alle dimissioni di massa. Ma dove pensano di
trovare gente così alla canna del gas da sostituirci accettando il taglieggiamento?".
L'immagine mi fa correre un brivido sottopelle: e se la cloche del comando
finisse nelle mani di uno sfigato, di un nevrotico, di un disperato, di uno con
poche ore di volo e zero sangue freddo? Quando sei lassù, e io ci sono molto
spesso, sei totalmente affidato, un errore umano lo paghi con la vita. Non è
rassicurante leggere su tutti i giornali il malcontento del personale di terra
e di volo. Nessuna categoria accetta di tornare indietro, di perdere diritti
conquistati. È così nel trasporto aereo, è così nella scuola: siamo contenti
che i nostri figli, nel grande ritorno d'autunno alla professione di studenti,
si ritrovino in classe una maestra con la fascia nera sulla camicetta, in lutto
per sé stessa, depressa, malmostosa, agitata? L'Italia che lavora è percorsa da
un brontolio di tuono. Sono tutti scontenti. L'ansia si percepisce nitida: fa
male vivere precariamente, sentirsi messi in discussione, perdere la certezza
del salario, dello stipendio, non sapere che ne sarà di te fra sei mesi, fra un
anno. Ci ha pensato, l'illusionista massimo, il nostro immarcescibile Silvio
Berlusconi, quando ha mandato in vacca la trattativa con Air France per
inserire, nella recita elettorale, anche un po' di birignao patriottico, a chi
avrebbe pagato per mantenere "italiana" l'Alitalia? Donne e
uomini, persone, padri di famiglia. È vero o no che, fosse andata in porto la
fusione con gli "stranieri", gli "esuberi" sarebbero stati
meno pesanti? E la composta ministra Maria Stella Gelmini, quando taglia
ottantasettemila posti di lavoro, ce lo fa un pensierino sulla decapitazione
del corpo insegnante? Tema: "Tante maestre in meno: visualizzi, lo
scolaro, le teste che rotolano". E, a proposito del rutilante mondo della
scuola, sentite che cosa ho letto su "La Stampa": "Co.co.co del
sesso per pagarsi gli studi". Si tratterebbe di "gigolò e prostitute
part time", detti anche "sex workers flessibili a tempo
determinato", cioè ragazze e ragazzi in età universitaria che si offrono
per fare sesso virtuale o reale, per pochi minuti o per un intero week end, a
scopo di lucro. Le più per benino dichiarano di investire i proventi nelle
onerose tasse universitarie, le "disinibite fuori corso" ammettono di
aspirare ad una borsetta di Prada. Mirella Serri, che firma l'articolo, ci rassicura:
non si tratta di un fenomeno solamente italiano. Ma un po' di malinconia
permane: "Ho ventidue anni, sono bisognosa e un po' porcellina",
scrive una ragazza e un'altra offre "uno spettacolino maialino". Non
vorrei che appaltare le proprie grazie diventasse l'unica alternativa alla
mendicità anche per hostess stewarts e piloti. (Porci con le ali?)
www.lidiaravera.it Fra le righe.
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Nicola Cacace D opo
i dati sui paesi scandinavi, oggi abbiamo anche i dati sull'America degli
ultimi 60 anni che dimostrano come lo sviluppo è massimo solo in presenza di politiche
di solidarietà sociale e non viceversa. I record di paesi come Svezia,
Norvegia, Finlandia, Danimarca e anche Olanda sono ben noti. Questi paesi sono
da anni in testa a tutte le classifiche mondiali per livello di ricchezza (Pil
pro capite), distribuzione della ricchezza (le distanze tra ricchi e poveri
sono le più basse fra tutti i paesi industriali), tassi di occupazione,
investimenti esteri in entrata, parità uomo donna, natalità, etc. e sono paesi
da quasi un secolo governati per il 70% del tempo da partiti socialisti e
socialdemocratici che hanno sempre coniugato politiche di sviluppo con Welfare
avanzato. Ma i cultori del pensiero unico, cantori del capitalismo liberista
neocon, dello Stato da affamare caro alla scuola di Friedman e dei Chicago
boys, del Washington Consensus del Fondo mondiale con tutti i servizi sociali
da privatizzare, di cui oggi tutta l'America, quella di Obama e quella di Dean,
deprecano i danni, hanno sempre obiettato "i record di crescita associata
al Welfare sono solo di piccoli paesi, guardate invece agli SU dove i record
della crescita sono indipendenti dai livelli di sicurezza sociale". Oggi
una ricerca del prof. Larry M. Bartels dell'università Princeton in New Jersey
dimostra che negli anni delle presidenze repubblicane non solo la crescita del
Pil è stata inferiore agli anni delle presidenze democratiche quanto in quegli
anni le distanze tra ricchi e poveri sono sempre aumentate. Il prof di
Princeton percorre gli ultimi 60 anni di storia americana, 1948-2007 durante i
quali i repubblicani hanno occupato la Casa Bianca per 34 anni ed i democratici
per 26 anni. Riprendo dal The New York Times (inserto di Repubblica del 8/9).
"I dati mostrano una crescita media annua del GNP (Pil) dell'1,64% sotto
le presidenze repubblicane e del 2,78% sotto i democratici. Il secondo
risultato storico, che può essere chiamato The Great Partisan Inequality Divide
(il differenziale di disuguaglianza che non è Bypartisan, è Partisan) è
altrettanto scioccante. È noto che negli ultimi 30 anni le distanze nei redditi
tra ricchi da un lato e poveri e ceti medi dall'altro sono aumentate molto in
America. Ma il prof. Bartels porta alla luce una sbalorditiva regolarità:
nell'intero periodo dei 60 anni le disuguaglianze nei redditi sono sostanzialmente
aumentate sotto le presidenze repubblicane e lievemente diminuite sotto i
democratici... I repubblicani hanno fatto tagli fiscali per i più abbienti
mentre i democratici vi si sono opposti. In più i democratici sono stati più
disponibili ad aumentare il salario minimo mentre i repubblicani più ostili ai
sindacati". E in Italia cosa succede? Che malgrado l'evidenza dei dati e
le buone ragioni della politica e dell'etica, suggerirebbero politiche per
aiutare i redditi di operai, impiegati e pensionati a recuperare parte del
potere d'acquisto perso in molti anni di politiche di rigore (spesso a senso
unico, perché mentre salari e pensioni languivano, profitti e rendite
montavano) il paese marcia in direzione opposta. L'insieme dei provvedimenti
varati e annunciati dal governo Berlusconi sulla scuola, sulla sanità, sulla
sicurezza del lavoro, sulla tutela di maternità e malattie, sull'Alitalia, sul federalismo fiscale è forse buono per qualche minoranza
avida, non certo per la massa dei cittadini e tanto meno per la crescita
economica del paese. Tutti i provvedimenti vanno in direzione opposta a quella
di ridurre il Partisan Divide di cui ci parla il prof Bartels, Divide che
aumenta tra Nord e Sud - siamo la vergogna europea, l'unico paese su
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Loretta Napoleoni La
parola nazionalizzazione non fa parte del lessico del libero mercato, è una
parola in disuso dalla caduta del Muro di Berlino, appartiene al gergo del
socialismo reale. Da qualche mese, però, spunta spesso nelle prime pagine dei
giornali color rosa, quelli dove si parla di economia e finanza. A usarla è
proprio la generazione di politici che, ideologicamente ispirata dal padre del
neo-liberismo, Milton Freedman, l'aveva cancellata dal vocabolario della
globalizzazione. Il primo a pronunciarla è il premier britannico, Gordon Brown,
ex cancelliere dello scacchiere di Blair ed agguerrito oppositore delle
politiche di nazionalizzazione del vecchio partito laburista. Di fronte
all'assalto delle agenzie della Northern Rock, inciampata sulla buccia di
banana dei muti subprime, New Labour tenta una serie di operazioni che non
vanno in porto, tra cui l'intervento massiccio del tesoro. Alla fine Brown
getta la spugna e nazionalizza la banca. A pagare i debiti saranno i
contribuenti britannici, già vessati dalla crisi economica. Anche la
nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac, i giganti dei muti americani,
ricade sulle spalle della classe media americana ed avviene dopo il fallimento
del Tesoro e della Riserva Federale di rivitalizzarle. È una decisone difficile
ma Il pericolo all'orizzonte è un replay della crisi del 1929, riassunto in una
singola parola: panico. Solo l'intervento massiccio dello stato lo può evitare.
È paradossale, ma i maghi della globalizzazione, gli inventori della finanza
creativa, i predicatori del non intervento statale in economia oggi sono come
bambini viziati che hanno paura del buio e pretendono da quello stesso stato un
tipo d'intervento di stampo socialista. Il mondo cambia e noi con esso e le
trasformazioni in atto oggi sono epocali al punto da gettare luce sui ruoli che
istituzioni pubbliche e private devono ricoprire nella società civile. Nel
modello socialista le prime non esistono e il mercato è sempre in balia dello
stato che decide cosa, come e quando produrre. Il modello neo-liberista è
esattamente l'opposto: ogni interferenza di quest'ultimo deve essere evitata.
Quando applicati all'economia reale, nessuno dei due paradigmi funziona: nei
paesi comunisti c'è carestia di merci e in quelli neo-liberisti eccessivo
indebitamento. Socialismo e neo-liberismo sono modelli economici estremisti,
che poggiano sull'ideologia, sono mere illusioni, ecco perché falliscono. La
crisi attuale sembra confermare quanto scritto da Adam Smith nella Ricchezza
delle Nazioni, che la mano magica del mercato funziona solo se si muove
all'interno di un sistema economico e finanziario ben regolato. La libertà non
è licenza. Ne sa qualcosa il fisco dei paesi dell'Unione Europea, la finanza
creativa sottrae alle economie del vecchio continente decine e decine di
miliardi di euro parcheggiati nei paradisi fiscali dell'Europa del nord. Il
neo-liberismo non dà diritto all'evasione fiscale, questo il messaggio della
Menkel quando inizia la crociata per il recupero di quei soldi e lo fa con una
decisione che rimette lo stato al centro della società civile: minaccia il
Lichtenstein dove sono nascosti 8 miliardi di euro sfuggiti al fisco tedesco.
Lo stato sembra quindi rialzare la testa per proteggere la nazione dal pericolo
dell'olocausto economico, ma siamo lontanissimi dalla nascita di un nuovo
modello. Con la nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac il debito
pubblico statunitense sale al 40% del PIL, si tratta di cifre da capogiro, ben
più alte di quelle che trascinarono l'esperimento neo-liberista argentino nella
voragine della bancarotta. Gli azionisti maggiormente penalizzati, quelli che
perderanno tutto, sono le piccole banche regionali e provinciali e le società
di assicurazione americane: il cuore economico della nazione. Chi invece ne
esce bene sono le banche centrali e quelle private straniere che da mesi non
comprano più "carta americana". E Washington firma in bianco cambiali
per 5.000 miliardi di dollari per evitare che questi investitori volgano del
tutto le spalle al dollaro e riducano Wall Street ad una piazza affari di
provincia. A monte non c'è la volontà di salvare la classe media americana
dalla povertà. Ed ecco la prova: entro la fine dell'anno il numero degli
americani senza tetto che mangiano grazie ai buoni alimentari salirà da
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Le famiglie
pensano al pane, non al Milan" Il leader Pd contro il premier: sottovaluta
il disagio del paese, servono misure su salari e prezzi di Bruno Miserendino /
Roma "L'ITALIA è ferma e si sta impoverendo, e quando sento dire dal
presidente del consiglio che siamo un paese solido perché abbiamo la squadra
campione del mondo e lui è il presidente di club che ha vinto più titoli, mi
chiedo in che pianeta siamo". Infatti. Nel pianeta Italia si parla
d'altro, e Veltroni, in vista del 25 ottobre, si è dato un obiettivo base:
rompere il granitico muro della propaganda berlusconiana e riportare l'agenda
della politica sulle vere emergenze del paese, che sono i problemi delle
famiglie alla fine del mese, la stangata d'autunno su gas e luce, i salari,
nonchè l'evasione fiscale che sta ripartendo. "Agli italiani non interessa
che Berlusconi è presidente del Milan - dice Veltroni - la sera a tavola le
famiglie si chiedono come pagare le bollette, come comprare pane e pasta, come
far bastare i salari". Ieri il segretario, insieme a Enrico Morando e
Stefano Fassina, ha presentato alla stampa le proposte di un "pacchetto
famiglia" a base di detrazioni fiscali che potrebbe rappresentare "un
segnale d'attenzione" per i problemi delle fasce deboli e del ceto medio.
Il governo, è ovvio, lo ignorerà, perchè ha già imboccato una strada diversa,
sperperando i soldi con l'abolizione dell'Ici anche per le
fasce agiate e con l'imbroglio Alitalia, ma il Pd ha messo nero su
bianco la cifra che le famiglie a reddito medio-basso avrebbero guadagnato con
la sua impostazione rispetto alla soluzione Tremonti: qualcosa come 2000 euro
in più. Sarà questo il cuore della manifestazione del 25 ottobre, destinata a
diventare la prova di maturità del Pd, e su questo Veltroni e i suoi
batteranno di qui in avanti, tentando di squarciare la nebbia che sembra
avvolgere paese e media. Ecco il leit-motiv, spiegato ieri dal segretario, dal
coordinatore Enrico Morando e dal resposabile economia Stefano Fassina:
"C'è una grande sottovalutazione della situazione economica del paese, e
finora non un euro è andato a chi ne aveva bisogno, nessun provvedimento del
governo è stato destinato a sostegno del ceto medio, dei salari e delle
pensioni, della domanda interna, per aiutare il Paese a risollevarsi".
Certo non servirà a nulla la "social card" di Tremonti, "che è
poco più di una mancia ed è oltretutto relegata a una platea molto
ristretta". "La realtà - ha spiegato Morando - è che il governo deve
venire in Parlamento subito per presentare una nota di aggiornamento del Dpef
alla luce delle mutate condizioni economiche". "Serve una svolta
nelle scelte di politica economica perchè occorre subito un intervento fiscale
a favore delle famiglie, di riduzione della pressione fiscale sui
redditi". La proposta del Pd costa 7-8 miliardi, prevede una detrazione
fiscale di 2.500 euro l'anno per figlio, che aumenta con il numero dei figli;
un credito di imposta rimborsabile per le donne che lavorano per sostenere le
spese di cura, graduato in rapporto al numero dei figli e al livello di
reddito, detrazioni del 19% sull'affitto; innalzamento al 27% della quota di
spese detraibili per gli interessi sui mutui, pari a circa 400 euro all'anno.
Il Pd indica anche dove avrebbe reperito le risorse: con l'Ici sulle fasce di
reddito più elevate, con 1,5 miliardi di euro "persi per l'imbroglio Alitalia", con il maggior gettito derivante dal fiscal
drag; con il gettito perso a causa dell'eliminazione delle misure
anti-evasione; con interventi di riqualificazione della spesa pubblica
selettivi. Attenzione, dicono al Pd, ci sono segnali preoccupanti di una
ripresa dell'evasione fiscale, grazie anche ai segnali benevoli del governo.
Poichè la ripresa dopo l'estate sarà dura per le famiglie, il Pd vuole
presentarsi all'appuntamento del 25 ottobre non solo con dei no, ma anche delle
proposte e un'idea per la ripresa. L'impressione è che lo scontro si alzerà,
perchè il governo ha altro in mente. Lo stesso federalismo fiscale, al momento,
è un contentino alla Lega, buono per il rito dell'ampolla, come dice
Chiamparino. Per non parlare della giustizia e della legge elettorale per le
europee dove, con una soglia inutilmente alta, Berlusconi vuole far male
all'Udc. Il premier del resto, dicono al Pd, "non vuole alcun dialogo e
sembra entrato in quella fase tipica di onnipotenza in cui sogna di fare tabula
rasa di ogni opposizione".
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Napoli
Il caso A Castellammare di Stabia La protesta Chiude per sempre il centro
commerciale di via Toledo: ieri l'ultimo sciopero dei dipendenti Battaglia
dell'acqua la Gori perde il primo round Atitech, corteo ad alta tensione Sit-in
a Roma: faccia a faccia con la polizia, operaio tenta di darsi fuoco Rinascente
addio, 59 licenziamenti "Non vogliamo l'elemosina, certo. Ma siamo pronti
a lavorare con tutti" CRISTINA ZAGARIA Montagne russe per i dipendenti
Atitech tra speranze e nuove delusioni e una notte in strada, in lotta contro
il tempo, per chiudere l'accordo. In mattinata, a Roma, l'amministratore di
Cai, Rocco Sabelli mostra un'apertura sulla manutenzione pesante che fa capo
all'Atitech di Napoli. In sostanza, la Compagnia aerea italiana (Cai) non
intende acquisire l'Atitech, che andrebbe in outsourcing, ma pensa a una
partecipazione azionaria del ramo d'azienda. A rafforzare l'ottimismo arrivano le dichiarazioni del commissario straordinario
di Alitalia, Augusto Fantozzi, che parla di "manifestazione di
interesse" da parte della Aviation management consulting GmBH & Co.
per l'intero pacchetto di azioni di Atitech. Ma proprio quando si spera in una
soluzione positiva, in una trattativa reale, arriva l'ultima doccia fredda.
Si apre un nuovo tavolo. Si tratta sui contratti, con consultazioni separate
per ciascuna categoria, e la tensione sale e si rischia un nuovo stallo. La
giornata campale a Roma, comincia presto. Quattro pullman e duecento lavoratori
Atitech, in rappresentanza dei 1200 dipendenti napoletani, arrivano in piazza
della Repubblica, poco dopo le
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
P. so. Il mandato
dell'attuale Commissione Ue scade a novembre. Ma il suo presidente e la sua
composizione dovranno essere definiti molto prima, diciamo dopo le elezioni
europee del 7-10 giugno e prima dell'estate. Un candidato alla presidenza c'è,
ed è forte: l'attuale presidente José Manuel Barroso. Il portoghese si sarebbe
assicurato già l'appoggio di diversi capi di governo (Berlusconi tra i primi).
Molto più complicata è la situazione per quanto riguarda i commissari. Anche
perché il Trattato di Nizza contiene una specie di trappola mortale: il numero
dei commissari, c'è scritto, dev'essere inferiore a quello dei Paesi membri. Il
che comporterà dure battaglie su quali Paesi dovranno rinunciare ad essere
"rappresentati" della nuova Commissione. Comunque, qualcosa si
comincia a capire fin d'ora. Soprattutto i commissari che lasceranno
l'incarico. Rimarrà certamente, come commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, piazzato da Berlusconi quando cominciava a profilarsi la
soluzione Alitalia. Probabilmente non sarà, com'era invece Frattini, vicepresidente
perché c'è un limite a tutto. Cosicché si confermerà il fatto che le manovre
berlusconesche sono costate all'Italia una vicepresidenza. Poco male: fossero
solo questi i danni. Se ne dovrebbero andare il sarkozyano Jacques
Barrot, altro vicepresidente e successore di Frattini alla Giustizia, salito
non proprio lodevolmente alle cronache con la vicenda delle impronte digitali
ai rom. Degli altri vicepresidenti, due sarebbero in partenza: la svedese
Margot Wallström (titolare delle relazioni istituzionali), che andrà a
risollevare le sorti del partito socialdemocratico in patria, e il tedesco
Günter Verheugen (industria); resterà invece l'estone Siim Kallas (lotta
antifrodi). Incerta è la sorte della polacca Danuta Hübner (politiche
regionali), socialdemocratica, europeista convinta e perciò massimamente invisa
al sopravvissuto (politicamente) dei terribili gemellini Kaczynski, quello che
fa il presidente della Repubblica. Resta anche una superveterana come la
lussemburghese Viviane Reding (società dell'informazione), mentre si
preparerebbero a fare le valigie lo slovacco Jàn Figel (istruzione e giovani),
l'ungherese Laszlo Kovacs (fiscalità), l'olandese Neelie Kroes che al controllo
della concorrenza ha dato non pochi pensieri a Berlusconi per l'operazione
"Fenice" e l'ottimo liberale belga Louis Michel (sviluppo e aiuti
umanitari). Altri due commissari importanti in partenza sarebbero l'austriaca
Benita Ferrero-Waldner (relazioni esterne) e il britannico Pedter Mendelson
(commercio). Resterebbe, invece, il titolare della politica dell'allargamento,
il finlandese Olli Rehn. Il retroscena.
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Marco Tedeschi /
Milano INTERESSI Alla ricerca della "solidarietà istituzionale" e di
una linea condivisa sulla partita Alitalia. Piero
Marrazzo e Gianni Alemanno in tandem per Fiumicino. Il pre- sidente della regione
Lazio e il sindaco di Roma si sono incontrati ieri, e per un'ora hanno fatto il
punto sulla linea da seguire il prossimo 18 settembre, quando Comune, Provincia
e Regione Lazio, saranno a confronto con i vertici di Cai per discutere
dell'impatto del piano industriale della compagnia su Roma. Un colloquio
privato servito a "fare chiarezza sulla vicenda Alitalia, e quindi
sull'aeroporto di Fiumicino", ha commentato Alemanno, ieri al centro delle
polemiche romane. "Scenda dal Pincio e corra ad arginare la catastrofe Alitalia", è stato l'invito del centrosinistra per bocca dei
consiglieri regionali del Pd Parrocini e Carapella: "Crede forse Alemanno
che i danni incalcolabili che i suoi alleati al governo stanno causando al
sistema dell'economia laziale siano solo un problema di Marrazzo e
Zingaretti?". Critiche condivise anche dal presidente del gruppo Liberale
alla regione Lazio, Antonietta Brancati, che ha lamentato lo scarso impegno del
sindaco nella difesa degli interessi dei suoi cittadini. Così forse l'incontro
di ieri è servito anche a placare un po' gli animi di una Roma sempre più
combattiva, guidata da Marrazzo capitano di crociata. Ieri il presidente della
Regione - oltre ad aver partecipato insieme al presidente della Provincia di
Roma Zingaretti alla manifestazione dei lavoratori di Fiumicino, che ha creato
non pochi problemi ai passeggeri - ha inviato una lettera a Silvio Berlusconi.
"Il trasporto aereo non lo decidono gli imprenditori ma il governo con gli
accordi bilaterali - ha spiegato Marrazzo - Se ci fosse legittimamente e
liberamente uno spostamento su Malpensa chiediamo che si dica, rispetto
all'aeroporto più competitivo d'Europa nei primi 5 mesi del 2008, su cosa
potranno contare la capitale d'Italia e il sistema aeroportuale della regione.
La vicenda dell'Alitalia per noi significa il primo
vero passaggio di federalismo politico". Appello raccolto anche dal
segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti, che chiede all'esecutivo di
"tutelare i lavoratori e Fiumicino". A Nord, Milano e la Lombardia
non stanno a guardare. Anche qui la solidarietà istituzionale si accorda in
funzione degli interessi comuni: "Il futuro partner della nuova Alitalia dovrà pensare a rilanciare Malpensa, ma allo stesso
tempo è sbagliato pensare di ridimensionare Linate", ha detto il
presidente della Provincia, Filippo Penati (Pd), d'accordo con il presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che delineando il possibile partner
della nuova Alitalia ha fatto intendere che dovrebbe
essere Lufthansa. Ieri l'inquilino del Pirellone ha incontrato l'ad di Intesa
Sanpaolo, Corrado Passera, regista del piano Fenice.
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il piano di
"salvataggio" del governo si trasforma in macelleria sociale Bruno Ugolini Scoppia il caso Alitalia e sono
quasi tutti lì, giornali, televisioni, osservatori, a puntare l'indice nei
confronti del sindacato. Tutti col fiato sospeso a sostenere che è una grande
sfida per Cgil, Cisl e Uil, chiamate a difendere i legittimi interessi dei
lavoratori ma nello stesso tempo a operare con senso di responsabilità per
impedire il tracollo definitivo dell'azienda. Nessuno di questi
intransigenti interlocutori punta però l'indice nei confronti di un altro
fondamentale Attore di questa vicenda, ovverosia il presidente del Consiglio.
La sfida, se si parla di sfida, investe in primo luogo la sua persona, il suo
governo. Ricordate cosa era successo un anno fa? Il centrodestra aveva vinto le
elezioni scaraventando tutto il suo peso contro l'ipotesi Air France e
annunciando una soluzione del tutto diversa, innovativa e quasi indolore. Molti
avevano creduto a questa bella Novella, a questa esaltante novità. Ora la
verità è sotto gli occhi di tutti. La soluzione prescelta non è quella
immaginata: non sarà una passeggiata tranquilla, costerà lacrime e sangue e lo
smembramento della famosa Compagnia di Bandiera. Altro che miracolo! E a
Fiumicino divampa la protesta con il ricorso a forme di lotta che, certo, in
primo luogo colpiscono gli ignari passeggeri alle prese con i voli bloccati.
Anche gli utenti però dovrebbero risalire ai veri responsabili di tale stato di
cose. E' evidente uno clima di esasperazione diffuso tra piloti, hostess,
meccanici, precari. Hanno capito che i nuovi governanti si sono presi gioco di
loro. Le promesse anti-Air France erano un bluff. Ora l'offerta consiste non in
una nuova potente Alitalia, ma, come è stato detto,
semmai di una piccola AirOne. Il tutto accompagnato da un pesantissimo fardello
di esuberi e dal taglio delle condizioni salariali e normative per coloro che
restano. Staranno con l'amaro in bocca e con la busta paga dimezzata. Non era
difficile prevedere che un tale menù avrebbe suscitato le proteste che del
resto coinvolgono anche gli Enti Locali interessati. Certo le forme di lotta
non sono dettate da un quieto e misurato senso di responsabilità. Ma per impedire
l'ansia di chi vede messo a repentaglio il proprio posto di lavoro e vede
adottare un nuovo modello contrattuale non servono gli ultimatum. Serve un
negoziato vero e servono risultati capaci di costruire (o meglio ricostruire)
un rapporto di fiducia con i lavoratori interessati. Così come servirebbe una
doverosa autocritica da parte di chi ha promesso lanterne e ora esibisce
lucciole. Invece Silvio Berlusconi, noncurante, ancora ieri nascondeva la
verità, esaltava il proprio successo. Un modo per inasprire gli animi. E' del
resto una metodologia che investe altri campi, altri terreni. Nell'intero
settore dei trasporti è stato annunciato uno sciopero per le prossime
settimane. Nella scuola il ministro Gelmini ha seminato il seme del conflitto
sociale. La Cgil proprio l'altro giorno ha annunciato la mobilitazione generale
visto che l'interlocutore governo, caso Alitalia a
parte, ha fatto a pezzi un protocollo sul welfare, concordato con sindacati e
votato da cinque milioni di lavoratori. Così come ha fatto a pezzi una
piattaforma unitaria su fisco e tariffe che doveva ridare ai lavoratori un
potere d'acquisto manomesso. Anche qui si misurano le sfide dell'autunno.
( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Gioia Salvatori /
Roma Cappi al collo e cartelli "Ecco la cordata italiana", cori
"Sacconi e Berlusconi in cassa integrazione" e "Il contratto non
si tocca". Massima tensione ieri, all'aeroporto di Fiumicino e fuori al
ministero del welfare, dove i lavoratori del trasporto aereo hanno manifestato
per dire no al piano Fenice. In serata la tensione era ancora alta e un
lavoratore dell'Atitech di Napoli, alle 21, si è cosparso di benzina
minacciando di darsi fuoco con un accendino. Nel frattempo centinaia di
passeggeri Alitalia, all'areoporto Leonardo da Vinci
di Roma, scontavano sulla loro pelle la fine della compagnia di bandiera: 30
voli cancellati, ritardi fino a due ore, comunicazioni nulle o tardive, valigie
che non si trovano. Qualcuno dei passeggeri Alitalia
si sposta su un volo Air One, ma anche i dipendenti di Eas (la compagnia che
gestisce i servizi di handling per Air One) hanno partecipato all'assemblea del
personale di terra e anche qualche volo della compagnia dell'airone subisce
ritardi. In serata arriva la notizia che Standard & Poor's abbassa
l'outlook di Adr, la società che gestisce gli aeroporti di Roma. Giudizio che
riflette le preoccupazioni dell'agenzia per l'impatto della ristrutturazione Alitalia sullo scalo di Roma. I passeggeri Alitalia, adirati,
non sono più teneri con la compagnia di bandiera: "Che penso di Alitalia? Ormai tutto il male possibile, è meglio che fallisca - dice un
passeggero". E anche nell'altra piazza, quella dei lavoratori che
manifestano in via Flavia e poi in via Fornovo sotto le sedi del ministero del
welfare dove è in corso la trattativa, qualcuno dice: "È meglio la
mobilità che questo piano". "Non firmare non firmare" - gridano
i lavoratori e anche piloti e comandanti in divisa si uniscono ai cori
"Berlusconi, Sacconi, in cassa integrazione". "E beh, che vuoi
farci, io li capisco - commenta Davide, chimico diretto a Zurigo, in fila da
due ore davanti la biglietteria Alitalia
dell'aeroporto di Fiumicino - Però non possiamo pagare noi, il biglietto mica
ce lo regalano". Alexandra, che viene da Mosca ed è diretta a Trieste,
dalle 4 di mattina gira per aeroporti con un figlio settenne al seguito:
"Meno male che ha la play station, se si scarica è finita e non so dove
sono le nostre valigie". Pina e Fabio, diretti a Monaco, le hanno
recuperate dopo due ore: il loro volo è stato cancellato dopo che avevano già
fatto il check-in. Si sono conosciuti in fila, lui, ragazzino, è venuto in
Italia a trovare i nonni. Parente di emigranti come molte delle persone in
fila. Cancellati i voli del pomeriggio per Vienna, Trieste, Palermo, Zurigo,
Reggio Calabria. In fila da 4 ore anche Susanne, medico di Bratislava diretta a
Vienna dopo aver partecipato a un convegno a Roma, con lei ci sono 14 colleghi.
Accanto a lei un tappeto di gente che dorme appoggiata alla valigia, facce
stremate, panini e sporte. Francesco e Vittoria, emigrati a Parigi, volevano
tornare a Reggio Calabria dai parenti, ieri. Lui ha solo 4 giorni di ferie: due
li sprecherà a Roma per via di un volo soppresso: "In Francia non potremo
neanche raccontare questa storia: i nostri amici già ci prendono in giro perché
Roma si è fatta sfuggire l'offerta Air France". Con lo spettro del
fallimento, poi, tra i passeggeri gira voce che Alitalia
non rimborserà i biglietti persi: tutti preferiscono farsi pagare un hotel per
la notte. Mentre i passeggeri aspettano i lavoratori aspettano e si disperano.
In tarda serata sono ancora sotto al ministero del welfare in via Fornovo. È la
fine di una lunga giornata iniziata con una tesa assemblea di mille lavoratori
di terra a Fiumicino. Cori, insulti e parolacce al premier e a Bonanni e tra
loro, insieme ai confederali, all'Sdl e all'Ugl, spuntano manifestanti di
estrema destra. In cento, poi, si staccano e bloccano il traffico davanti ai
terminal, sono disagi per i pedoni e tensioni con tassisti e automobilisti.
All'assemblea ci sono anche i rappresentanti delle istituzioni locali, tranne
il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che manda il suo vice Mauro Cutrufo. Piero
Marrazzo, il governatore del Lazio che voleva entrare in Cai, strappa
l'appaluso dei lavoratori. "Sulla nostra regione si sta per abbattere uno
tsunami di esuberi e licenziamenti - ha detto - Roma e il Lazio vogliono
partecipare al tavolo". Istanza messa nero su bianco dal governatore, in
una lettera inviata ieri al premier. Il presidente della Provincia di Roma,
Nicola Zingaretti fa un paragone: "Aver deciso l'11 settembre come data
per chiudere la trattativa, è stata una scelta infausta: questo è l'11
settembre dell'economia romana". Finita l'assemblea di Fiumicino tutti in
via Flavia al ministero, dove arrivano anche 4 pullman di lavoratori Atitech di
Napoli. Poi in mille si spostano fino a via Fornovo, dove continua la
trattativa. Tensioni quando passa il leader della Cisl, Bonanni. A tarda sera
ancora slogan urlati a gran voce "Mobilità mobilità" e "Il
contratto non si tocca". Quella dei lavoratori è una folla variegata di
hostess, steward, piloti e meccanici: "È assurdo - dice Andrea Tuzi,
coordinatore nazionale di Sdl - che dopo tutta questa mobilitazione ognuno
rimanga fermo sulle sue posizioni".
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
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Pagina V - Milano A
Malpensa altri 8 voli Lufthansa Formigoni incontra Passera: "Sì ai
tedeschi, no ad Air France" Il manager tedesco Garnadt "Collegamenti
con sette capitali più Barcellona, creeremo 150 posti di
lavoro" RODOLFO SALA L'alleato ideale della nuova Alitalia? Non Air France, ma la tedesca Lufthansa. Roberto Formigoni lo
ha detto a chiare lettere, incontrando al Pirellone Corrado Passera,
amministratore delegato di Intesa San Paolo, la banca advisor nell'operazione
di rilancio di Alitalia. Il governatore non ha dubbi: la compagnia tedesca, al
contrario di quella francese, "ha compreso la potenzialità e l'importanza
di Malpensa". E infatti sta potenziando le proprie tratte internazionali
dallo scalo varesino. Saranno sei in più da febbraio, come ha annunciato ieri
ufficialmente (dopo le anticipazioni di inizio estate del presidente della Sea
Giuseppe Bonomi) il vicepresidente della Divisione passeggeri di Lufthansa,
Karl Ulrich Garnadt: "Ha un bacino importante. Con questa espansione
saranno creati a Milano 150 nuovi posti di lavoro". I nuovi voli
garantiranno collegamenti diretti con Barcellona, Bruxelles, Budapest,
Bucarest, Madrid, Parigi; dall'estate si aggiungeranno Londra e Lisbona. E
siccome quel che più conta, in questo momento di transizione tra la vecchia e
la nuova Alitalia, è "il rafforzamento di tutto
il sistema aeroportuale lombardo", visto che il 50 per cento degli
investimenti stranieri in Italia sono nella nostra regione; siccome questo è
"l'obiettivo da privilegiare rispetto ad altre considerazioni", i
cavalieri bianchi della cordata italiana dovrebbero abbandonare il proposito di
trovare in Air France il partner straniero assieme al quale far decollare il
progetto di Colaninno e soci. I francesi, ricorda Formigoni, hanno già
dimostrato di avere a cuore solo i loro interessi, presentando un piano
"destinato a distruggere Malpensa". Quali siano le "altre
considerazioni" che per il presidente possono essere accantonate è presto
detto: nella prospettiva di un rilancio di Malpensa, grazie all'aumento delle
tratte internazionali dirette, si può anche abbandonare l'idea di difendere con
le unghie e coi denti il ruolo di Linate. Con buona pace di Letizia Moratti,
che ha pesantemente criticato l'annuncio dell'ad della Cai di ridurlo a
funzioni di navetta tra Milano e Roma. "Sono disposto a ragionare - spiega
invece Formigoni - si tratta di capire meglio le ipotesi di un eventuale
ridimensionamento del city airport e con quale tempistica". Poi aggiunge
che tra un anno si potrà andare in treno da piazzale Cadorna a Malpensa in 28
minuti. D'accordo, ma solo a metà, con Formigoni, il presidente della Provincia:
meglio Lufthansa, dice Filippo Penati, "anche se non spetta a noi
scegliere". E ancora: "Tuttavia non si può partire mettendo in
discussione Linate". Gli fa eco il presidente di Assoedilizia Achille
Colombo Clerici, che parla di "ridimensionamento inaccettabile" del
Forlanini. Aggiunge Penati: "Quella della nuova Alitalia
è comunque una mezza italianità perché, com'era prevedibile, da soli i
cavalieri bianchi non ce la fanno". Molto critico con il presidente della
Regione il capogruppo del Pd al Pirellone, Carlo Porcari: "Invece di
preoccuparsi, Formigoni si dimostra subalterno al governo fornendo
giustificazioni e alibi a un'operazione che scarica tutti i debiti di Alitalia sui contribuenti e riduce il ruolo del sistema
aeroportuale lombardo".
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del 2008-09-12
pagina 2 Formigoni punta su Malpensa e scarica Linate di Gianandrea Zagato
Petizione online sul futuro degli scali milanesi "L'alleato ideale è
quello che ha già compreso le potenzialità e l'importanza di Malpensa".
Virgolettato che non ammette repliche, quello siglato da Roberto Formigoni che
sventola un dato: il cinquanta per cento degli investimenti stranieri in Italia
sono in Lombardia. E, dunque, chiosa Raffaele Cattaneo, assessore alle
Infrastrutture, "l'alleato internazionale più utile ad
Alitalia è quello che realizza già voli intercontinentali in grado di
essere utili al mercato lombardo e che partano direttamente da Malpensa".
Quale alleato? Lufthansa of course, che tra l'altro a partire dal febbraio 2009
offre nuovi collegamenti diretti da Milano verso otto capitali europee.
E Linate? Con un potenziamento del traffico dagli scali milanesi, e da Malpensa
in particolare, "si potrà discutere su modi, tempi e come dovrebbe
avvenire il ridimensionamento di Linate". Scelta inevitabile per chi è
"convinto", come lo è il presidente della Regione Lombardia, che
"sia essenziale e prioritario per la Lombardia e l'Italia potenziare i
collegamenti diretti internazionali e intercontinentali". Come dire:
"È un obiettivo da privilegiare rispetto alla possibilità di partire da un
aeroporto sotto casa" ovvero "in un'ottica globale, quello che conta
è poter raggiungere il più velocemente possibile le destinazioni internazionali
e viceversa facilitare l'arrivo da tutto il mondo degli investitori e operatori
economici". Scenario che, avverte il governatore Formigoni, non è
"contrasto" con la visione di Letizia Moratti: "Non c'è una
contrapposizione tra me e il sindaco di Milano. Si tratta di lavorare
ulteriormente, ragionare ulteriormente per trovare una soluzione unitaria che
certamente raggiungeremo". Anche perché, continua il governatore che ieri
ha incontrato Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, "abbiamo la
possibilità di avere una compagnia aerea senza costi per i cittadini"
alleata "sì con operatori internazionali ma con la leva di comando
saldamente in mani italiane". Risultato più che positivo rispetto "a
quanto sarebbe accaduto con la svendita ad Air France". Memoria storica
dal Pirellone, mentre il Pd regionale accusa Formigoni di "subalternità al
governo" e Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, dice
"sì a Lufthansa ma senza toccare Linate". Giudizio che Stefano
Maullu, assessore lombardo alla Protezione civile, commenta garantendo che,
comunque, "un ragionevole ridimensionamento di Linate si può
accettare" in cambio della "valorizzazione di Malpensa".
"Valorizzazione" che si traduce anche in infrastrutture,
"massimo settembre 2009, per raggiungere in treno Malpensa da Cadorna si
impiegherà 28 minuti, con quattro corse ogni ora" e, inoltre, c'è già il
nuovo collegamento con la Milano-Venezia. Intanto, l'Unione Artigiani rivela
che "l'80 per cento degli associati gradisce lo scalo di Linate".
Gradimento "contro il ridimensionamento di Linate" che il periodico
Altroconsumo preannuncia di voler misurare con tanto di petizione online perché
"la razionalizzazione degli aeroporti non deve tradursi a discapito degli
interessi dei cittadini". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del 2008-09-12 pagina 1 Alitalia, gli
aerei restano già a terra di Redazione Ieri annullati 50 voli. Trattativa non
stop nella notte. Sacconi: "Intesa adesso o mai più" "Muro
contro muro" e l'intesa sembra lontana: è infatti stallo ai tavoli tecnici
sui contratti di piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra di Alitalia. Al momento, è stato sospeso il confronto e il negoziato
non ha prodotto alcun avvicinamento tra le posizioni. Il ministro Sacconi ha
ribadito: "O si chiude stanotte o mai più: l'alternativa è il
fallimento". Ma i sindacati respingono l'ultimatum: non è una questione di
tempo, ma di salari. Gli aerei, intanto, già sono a terra. Una quarantina i
voli Alitalia cancellati. Tra le destinazioni saltate:
Zurigo, Sofia, Amsterdam, Barcellona, Vienna, Francoforte, Budapest, Ginevra,
Nizza, Milano, Napoli, Pisa, Palermo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del
2008-09-12 pagina 8 Dietro certi "no", i giochi di potere tra
sindacati di Redazione Con la Cai, le sigle dei piloti rischiano di contare
meno rispetto a Cgil, Cisl e Uil da Roma Le proporzioni sono di uno a quattro
nelle migliori delle ipotesi, a volte peggio. In ogni caso un dato è certo: i
sindacati confederali pesano poco nelle categorie più difficili del trasporto
aereo. Il cuore di piloti e assistenti di volo batte soprattutto per le
"associazioni professionali" e certi mal di pancia o momenti di
tensione della trattativa - ultimo la contestazione di ieri al segretario della
Cisl Raffaele Bonanni all'entrata del ministero - sono un po' l'effetto di
questo squilibrio. È naturale che in questa trattativa certe categorie si siano
sentite sottorappresentate visti gli equilibri che si erano consolidati della
vecchia compagnia. Prendiamo l'esempio dei piloti. Un caso di scuola, con
l'Anpac di Fabio Berti che raccoglie circa mille iscritti, quindi la metà di
tutti quelli alle dipendenze del gruppo, contro i circa 200 della Cisl, per non
contare la Cgil che concentra i suoi iscritti quasi esclusivamente tra il
personale di terra. Situazione simile per l'Ugl, che tra i comandanti ha 150
iscritti o la Uil di Luigi Angeletti che conta invece un buon numero di piloti
(500, ma comprendendo anche quelli delle altre compagnie). Cifre di tutto
rispetto, ma che sono inferiori anche rispetto a quelle della sigla autonoma
minore, l'Unione piloti guidata da Massimo Notaro, (300 iscritti). Ma c'è anche
un'altra spiegazione per la distanza che si è manifestata anche ieri tra i
sindacati. Da una parte il "chiudere l'accordo è nell'intento di
tutti", pronunciato da Bonanni, dall'altra il muro dei piloti nella
trattativa e gli slogan "fallimento-fallimento" di chi ieri
protestava alla sede del ministero di via Flavia. Tra le condizioni che la
cordata ha posto per la nascita della nuova compagnia aerea - quelle che
secondo la Cai devono segnare la "netta discontinuità" rispetto al
passato - c'è anche una forte normalizzazione della geografia sindacale. Punto
del contratto che ha provocato forti malumori. In sostanza, il progetto
consiste nell'introdurre anche per il personale viaggiante della compagnia
aerea le Rsu, rappresentanze unitarie dei lavoratori. Un organismo sindacale al
quale i dipendenti, attraverso il voto, danno il potere di trattare con
l'azienda. Strumento utilizzato in tutte le più importanti imprese, ma che in Alitalia non era ancora stato introdotto, proprio per il potere di veto
delle associazioni professionali. È una regola, infatti, che nelle Rsu si dia
un premio di rappresentanza alle sigle che rispondono ai confederali. Il 33 per
cento dei rappresentanti in più rispetto ai sindacati professionali. Una
norma che, se sarà attuata, darà a Cgil, Cisl, Uil più potere rispetto ad Anpav
(500 iscritti), Avia (300 deleghe) o, soprattutto, all'Anpac. Una vera
rivoluzione per la compagnia di bandiera. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del
2008-09-12 pagina 5 "Coi risparmi del federalismo potremo ridurre le imposte"
di Alessandro M. Caprettini Berlusconi: "L'Ici cancellata per sempre. Per
il governo è un momento di consenso generale, quasi imbarazzante" da Roma
Sarà che i bagni di folla lo gasano. Sarà che è giunto ieri sera a fianco del
Colosseo con i conti in positivo, "quasi imbarazzanti", visto che il
suo consenso personale - come ha rilevato - è oggi al 67,1%, con quello del
governo al 62%. Sarà anche che "l'importante mattone" del
federalismo, era stato piazzato giusto in mattinata, ma Silvio Berlusconi si è
presentato ieri sera ad Atreju, la festa dei giovani di An, più che pimpante.
Liti nella maggioranza? Ma quando mai. Premier a tratti "irato"?
Sciocchezze: "qualcosa mi può dispiacere, mi posso arrabbiare un po'...
mai irare!". Scherza col pubblico, racconta barzellette, se la prende con
una "zanzara comunista" su cui la sua mano ("filosofia
liberale" puntualizza) a breve ha la meglio. Si augura che la vita media
degli italiani possa durare tra breve fino a 120 anni, visto che sta investendo
proprio in questa direzione, ma soprattutto esorta i ragazzi che lo ascoltano
"ad essere ambiziosi", a "scoprire l'imprenditore che c'è in
loro" senza accontentarsi e guardando l'Italia "dal di fuori"
per rendersi conto com'è e come dovrebbe essere. Del resto - spiega pacato ma
deciso - l'Italia è in una situazione non piacevole da cui bisogna uscire:
"Subiamo ciò che abbiamo ereditato - dice sulla crescita zero che si va
registrando -. Le politiche del consenso dei governi dall'80 al '92 ci hanno
portato a un debito moltiplicato per otto e oggi nel mondo siamo terzi, dopo
Usa e Giappone". Di qui la necessità di rivedere le cose, con la speranza
di non dover fare i conti con un innalzamento degli interessi di Bot e Cct,
visto il perdurare della crisi. Spendere meno, insomma: con la riforma
federale, in primo luogo: "Servirà - assicura - a cambiare la struttura
del Paese e a rendere più controllabili le spese dello Stato da parte dei
cittadini. Ridurre le spese - tiene a puntualizzare Berlusconi - per ridurre
poi le imposte". E nella riduzione di spesa, il premier infila anche la
revisione degli organici nella scuola, sulla cui riforma annuncia non solo il
maestro unico - accompagnato però da docenti di lingua straniera e ginnastica -
il voto in condotta e la divisa unica ("simbolo di eguaglianza"), ma
anche l'intensificarsi del tempo pieno. Ciò non toglie che va ridotto comunque
il numero degli insegnanti: nonostante la denatalità, le spese per il comparto
sono aumentate in maniera vertiginosa, osserva. Occorrono tagli. Diversamente
non si può reggere la concorrenza del resto della Ue e del mondo. Unione
europea, cui dedica un piccolo ma significativo commento, annunciando che sarà
varata una nuova legge elettorale "per difendere i nostri interessi"
tra i 27. Complici i chiarimenti e le domande, Berlusconi è un fiume in piena:
assicura che l'Alitalia su cui la sinistra ironizzava, è in mani sicure e non sarà
possibile scalarla da parte di investitori esteri. Rileva come, nonostante le
critiche, la legge Biagi sta ottenendo quanto ci si era prefisso, e che se in
Spagna ormai il 33% dei contratti è flessibile, da noi si è al 12% con un 49 e
passa per cento di precari che entro 18 mesi passano al contratto
indeterminato. Certo, di lavoro ce n'è ancora tanto da fare. Ma
"mattone dopo mattone" questo governo procede "e in maniera
assolutamente armonica". Pure sulla riforma della giustizia dove occorre
un "giudice terzo" rispetto agli avvocati di accusa e difesa.
L'armonia regna sovrana nella coalizione, perché - e qui il presidente del
Consiglio non rinuncia a una stilettata - "chi era fonte di contrasto
nella nostra coalizione, ora non è più con noi...". Non manca,
naturalmente, il capitolo esteri nella relazione di Berlusconi ai giovani di
An: spiega che il suo atteggiamento morbido con la Russia per la crisi
georgiana era dovuto non solo ai rischi per le forniture energetiche, ma anche
al rischio di una nuova guerra fredda. Quanto al protocollo d'intesa con
Gheddafi, Berlusconi annuncia che gli sfollati dalla Libia potranno finalmente
farvi ritorno ("È previsto nel trattato") e di aver fatto presente al
colonnello, che Italo Balbo là "fece cose egregie". "Gheddafi
però - ha reso noto - ha replicato che Balbo fece opere pubbliche e caserme per
i colonizzatori. E dunque non bastava". Il Tibet, infine. E Berlusconi:
"Ne parlerò a Pechino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del
2008-09-12 pagina 9 E a Fiumicino ritardi e caos Restano a terra 40 aerei di
Gian Maria De Francesco L'ultima manifestazione sindacale inciderà su un
bilancio già disastrato. Le due vie del commissario Fantozzi: difficile
transizione o tragico stop da Roma Circa quaranta voli cancellati e ritardi
nelle partenze che superato l'ora e mezzo: sono i risultati delle assemblee del
personale di Alitalia e Air One svoltasi ieri all'aeroporto
di Fiumicino. Più che l'ennesima serie di disagi per gli incolpevoli passeggeri
rimasti a terra peseranno i costi dell'agitazione sindacale. Che andranno ad
aggiungersi a 1,2 miliardi di euro di debiti, un patrimonio netto negativo di
100 milioni e a perdite che entro fine mese dovrebbero raggiungere gli 800
milioni di euro. La trattativa di ieri al ministero del Lavoro che ha visto
confrontarsi il governo, le organizzazioni dei lavoratori, Cai e il commissario
straordinario assume un'importanza ancor più strategica. Al di là delle parole
del ministro Sacconi ("o si chiude stanotte o mai più") il vero
rischio è quello paventato da Augusto Fantozzi: la disdetta dei contratti e il
fallimento di tutta la baracca. Ma che cosa succederà a seconda che si
materializzi uno dei due scenari possibili? Il decollo. è la soluzione per la
quale politica e imprenditori fanno il tifo. Anche se non sarà indolore
garantirà all'Italia le permanenza di una grande compagnia di trasporto aereo.
La firma dei sindacati ai contratti proposti dalla Cai guidata da Rocco Sabelli
consentirebbe di avviare una transizione difficile, ma comunque ricca di
prospettive. Il piano Fenice messo a punto da Intesa Sanpaolo prevede, oltre
all'integrazione di Alitalia ed Air One, la sopravvivenza
di oltre 60 rotte e l'utilizzo di circa 140 aeromobili. Gli esuberi finora
ufficializzati sono 3.250 e le manifestazioni di interesse per il settore cargo
e la manutenzione lasciano sperare anche per quella che Sacconi aveva definito
la "zona grigia". Il passaggio. Attualmente Cai sta svolgendo una due
diligence (una verifica puntuale) dei beni di Alitalia
- aerei e personali - alle quali è interessata. Entro fine mese si dovrebbe
giungere, grazie al lavoro degli advisor Intesa Sanpaolo e Boston Consulting,
alla formulazione di un'offerta definitiva che potrebbe anche discostarsi dai
400 milioni debiti esclusi finora trapelati dalle indiscrezioni. Fino a quando
la cessione non sarà formalizzata tutti i beni resteranno in capo all'azienda
di via della Magliana, che continuerà a volare grazie alla proroga della
licenza Enac valida fino al prossimo 2 marzo. Il commissario dovrà di volta in
volta ottenere l'autorizzazione giudiziaria a eseguire i pagamenti necessari
alla prosecuzione dell'attività. Con tutte le difficoltà del caso perché lo
stato di insolvenza mette i creditori sul "chi vive" e Fantozzi deve
cercare di dosare allo scopo le esigue risorse disponibili (la compagnia
praticamente vive della vendita dei biglietti; ndr) per garantire anche gli
hotel a hostess e piloti. La nuova Alitalia. Quando Cai acquisterà gli asset della vecchia Alitalia si sarà già dotata della capitalizzazione necessaria ad avviare
il proprio piano. Da novembre, quindi, dovrebbe decollare la nuova compagnia. I
circa 100 aerei che non saranno acquistati (in massima parte i vecchi Md 80 e
Atr) saranno venduti ad altri acquirenti. E serviranno per rimborsare
parzialmente i creditori della ex compagnia di bandiera. Il fallimento. Se i
sindacati non dovessero accettare le condizioni contrattuali di Cai, al
commissario Augusto Fantozzi non resterebbe che portare i libri in tribunale
per chiedere la conversione dell'amministrazione straordinaria in fallimento. Alitalia farebbe la fine di Swissair. Successivamente si
procederebbe alla nomina del curatore, alla formazione del comitato dei
creditori per l'accertamento del passivo e alla liquidazione degli attivi, cioè
aerei e altri beni immobili. I voli sarebbero immediatamente sospesi e i
contratti disdettati. Gli oltre 11mila dipendenti sarebbero licenziati in
tronco. La speranza di accedere a qualche ammortizzatore sociale sarebbe minima
a differenza della prassi dell'amministrazione straordinaria che, in base alle
modifiche disposte dal decreto del governo, tutela maggiormente le maestranze.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del
2008-09-12 pagina 9 Lufthansa rilancia sui voli di Redazione Lufthansa rafforza
la sua presenza sull'aeroporto di Malpensa: da febbraio 2009 voli diretti per
Barcellona, Bruxelles, Budapest, Bucarest, Madrid e Parigi, cui si aggiungeranno
Londra e Lisbona con l'orario estivo. A Milano, annuncia il vicepresidente
esecutivo del vettore tedesco Karl Ulrich Garnadt, "saranno creati ben 150
nuovi posti di lavoro". E Roberto Formigoni, governatore della Lombardia,
ha affermato che "l'alleato internazionale più adatto
per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti
con Malpensa". Nel corso di una conferenza stampa dopo l'incontro con
Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e socio della nuova
Cai, rispondendo alla domanda su quale fosse l'alleato a cui faceva
riferimento, Formigoni ha detto "qualcuno che ha già capito l'importanza
di Malpensa", ricordando gli accordi già intercorsi tra la Sea e
Lufthansa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
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Pagina V - Bologna
Ripartono i corsi dell'Università Gli esami di riparazione hanno ritardato gli
acquisti per molti ragazzi. "Al Pacinotti la lista diffusa solo oggi"
La rivolta dei prof: non siamo Alitalia La Primo Levi torna a far lezione ai nonni e non solo
Manifestazione cittadina per il tempo pieno il 26 settembre Assalto degli
studenti a Melbookstore "Quattro ore in fila per libri troppo cari"
Lo sconto trasformato in un buono per comprare altri volumi Tra le iniziative
quella di presentarsi in classe col lutto al braccio ANNA FERRARESE RIPARTONO
fra poche settimane le lezioni dell'Università Primo Levi, che da
vent'anni offre una variegata offerta formativa alle persone in età da
pensione. Una realtà culturale da 3300 iscritti all'anno, che per l'annata
2008/2009 ha in programma 184 corsi a Bologna e 99 nei comuni della provincia.
Ce n'è veramente per tutti i gusti: dalle gettonatissime lezioni di storia
dell'arte alle lingue straniere, dalla letteratura alla psicologia,
dall'informatica alle scienze passando per i laboratori di scultura, musica e
teatro. "Le nostre iniziative sono aperte a tutti - spiega la presidente
Paola De Donato - anche a chi non ha un titolo di studio. L'importante è avere
voglia di conoscere, di dar spazio ai propri interessi culturali, quelli che
negli anni di lavoro spesso rimangono sopiti". Quella della Primo Levi,
infatti, è un'attività che da sempre si prefigge di essere un'alternativa
valida alla noia e allo sconforto che possono incombere con il tempo della
pensione. "Tenere allenata la mente occupando qualche pomeriggio in
compagnia è una risorsa importante contro depressione e isolamento",
continua la De Donato, che aggiunge: "questo tipo di interventi culturali
hanno ripercussioni anche a livello socio-sanitario", perché "se un
anziano rimane attivo corre meno il rischio di ammalarsi o di cadere in
depressione. Bisogna fare in modo che la terza età sia vissuta finalmente come
una risorsa e non come una penalità". I costi sono ovviamente contenuti,
pensati a misura del portafoglio di un pensionato in questi tempi di inflazione
galoppante: per cicli di 8 lezioni da due ore, a seconda dell'attività, la
spesa varia dai 60 ai 250 euro. Da quest'anno, però, c'è una novità anche per
chi quei soldi proprio non li ha: i Quartieri sponsorizzeranno infatti la
partecipazione gratuita degli abitanti che non possono permettersi la retta, ma
desiderano fortemente partecipare alle lezioni. L'apporto dei Quartieri è poi
fondamentale anche per la gestione degli spazi necessari alle attività:
"Quest'anno il Comune è stato costretto a ridurre il finanziamento che
normalmente ci dedicava - spiega la De Donato - ma ha compensato in maniera
eccellente rafforzando il nostro legame con i Quartieri, che ci hanno regalato
la possibilità di tenere le lezioni in tante bellissime sale consiliari".
E proprio in collaborazione con i Rioni partiranno quest'inverno due progetti
speciali a Casalecchio e Borgopanigale, indirizzati ad una fascia di
popolazione scarsamente scolarizzata. Per iscriversi si può telefonare al
numero 051/249868 o andare di persona alla sede di via Polese 22, che è aperta
dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Bologna
ELEONORA CAPELLI Insegnanti e genitori scendono in piazza a difesa del tempo
pieno, contro il decreto che istituisce il maestro unico alle elementari, e si
danno appuntamento per il 26 settembre alle 17.30 per una manifestazione
cittadina. "Dobbiamo prepararci a una mobilitazione generale" dice
Sandra Soster della Cgil a una platea di oltre 200 tra insegnanti e genitori
che si erano autoconvocati ieri nel cortile delle scuole Guido Reni che hanno
dato corpo all'Assemblea delle scuole di Bologna. "Perché questo è
l'affondo totale sulla scuola pubblica, per i lavoratori un
colpo come 15 vertenze Alitalia messe insieme" continua la sindacalista. L'annunciato
"tsunami" sulla scuola, che parte dai tagli della finanziaria e si
completa con il decreto per istituire la figura del maestro unico, colpendo
duramente supplenti e precari della scuola che si ritroveranno lunedì in un
sit-in davanti alla sede dell'ufficio scolastico provinciale, non lascia
indifferenti i genitori. E bastata una prima "chiamata alle armi" via
e-mail per riunire ieri in vicolo Bolognetti rappresentanti di dodici Istituti
comprensivi, sei circoli didattici e cinque tra licei e scuole superiori di
Bologna, oltre a rappresentanti di scuole di 14 paesi della provincia,
minacciate dall'ipotesi di accorpamento degli istituti più piccoli. Al ritorno
sui banchi, lunedì, i "contestatori" non si faranno trovare
impreparati: i Cobas propongono un quarto d'ora di silenzio prima dell'inizio
delle lezioni, alle scuole Longhena è stato adottato uno "sciopero
dell'inglese", con le maestre che si rifiuteranno di insegnare la lingua
straniera fino a che non verranno destinate apposite insegnanti. "Ci
arriverà un ordine di servizio - annunciano battagliere - ma noi lo impugneremo".
C'è chi propone ai colleghi di mettersi in malattia a turno un giorno ciascuno,
oltre alle iniziative del lutto al braccio, degli adesivi da apporre sui
grembiulini (consigliati dal neo-ministro), degli striscioni e dei volantini.
C'è anche chi, come Bruno Moretto del Sabin chiede di "mettere una
telecamera in classe per far vedere a tutti che non siamo pesi morti da
tagliare". Il tutto tra i mille paradossi di una scuola costretta ai tagli
e ai risparmi più rocamboleschi, raccontati dai professori. "La seconda
lingua straniera alle scuole medie è stata ridotta a solo due ore la settimana,
come si fa a imparare il tedesco così?", si chiede Grazia Tagliavini
dell'I. C. 16, mentre il suo collega di educazione tecnica, Giuseppe Bazzocchi
spiega il complesso calcolo attraverso il quale "gli alunni che hanno un
insegnante di tecnica di ruolo fanno tre ore la settimana, quelli che hanno un
precario solo due". C'è chi lamenta la richiesta di insegnare inglese agli
insegnanti di sostegno, mentre il calendario delle proteste si infittisce
sempre più. Si stava preparando un'accoglienza scoppiettante al ministro Maria
Stella Gelmini, prevista in città per il 19 settembre, ma in serata è arrivato
il contrordine: il ministro non verrà.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 218 del 2008-09-12 pagina 0 Alitalia, si gioca
l'ultima partita Sacconi: "Accordo ora o mai più" di Redazione Lunga
giornata al ministero del Lavoro sulla vertenza Alitalia in un
clima molto teso. In serata vertice a Palazzo Chigi. Si susseguono trattative
al oltranza, incontri e tavoli tecnici. Dipendente minaccia di darsi
fuoco. Voli cancellati. L'ultimatum del ministro: "L'alternativa è il
fallimento". Mercoledì l'esame del dl a Palazzo Madama Roma - Trattativa
in salita per Alitalia, il confronto è serrato, duro
tanto che in serata c'è stato un vertice a Palazzo Chigi nello studio del
sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Alla riunione, che
si è svolta mentre è in corso la trattativa a oltranza tra governo e sindacati,
hanno preso parte il presidente della Cai Roberto Colaninno, il commissario
straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, l'ad e il
direttore generale di Intesa SanPaolo, Corrado Passera e Gaetano Micciché. A
palazzo Chigi sonno giunti in serata anche i ministri del Welfare Maurizio Sacconi
e delle Infrastrutture Altiero Matteoli. Fra tensioni e tavoli tecnici
"Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta". Una lunghissima
giornata di trattative, incontri e tavoli al ministero del Lavoro per trovare
la quadra sulla vertenza Alitalia. Così se da una
parte è partito il corteo di piloti e hostess, il ministro del lavoro, Maurizio
Sacconi, e l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, hanno concluso le
consultazioni con i rappresentanti sindacali di Alitalia.
Partono nella sede del ministero del Lavoro in via Fornovo i tavoli tecnici sui
contratti per le tre categorie. Sacconi avverte: "Il risultato è a portata
di mano a condizione che tutti gli attori coinvolti si muovano con
responsabilità e onestà intellettuale". Immediata la reazione dell'Anpac:
"Il rischio che la situazione precipiti è alto". Il tavolo della
trattativa Prosegue al ministero del Lavoro la trattativa a oltranza tra i
sindacati e Cai, la società che si è offerta di rilevare le attività ancora
redditizie della commissariata Alitalia, mentre alcune
decine di voli sono stati cancellati per le assemblee dei lavoratori. Il
commissario Fantozzi e il ministro Sacconi avevano indicato la mezzanotte di
oggi come il termine ultimo per il raggiungimento di un accordo ma stamattina
il commissario ha detto che l'accordo deve essere raggiunto entro domani.
L'alternativa all'intesa è la disdetta dei contratti, ha detto ancora Fantozzi.
Mentre i sindacati sembrano aver accolto il piano industriale che prevede la
riduzione degli addetti - tra esuberi ed esternalizzazioni a 11.200 da 17.500 -
sono ancora forti le resistenze sulla proposta di nuovi contratti avanzata da
Cai. La novità della mattinata riguarda la disponibilità di Cai a entrare con
una partecipazione nelle società di Alitalia che
gestiscono la manutenzione pesante e il cargo e che sono destinate a uscire dal
perimetro della nuova compagnia. Per il resto Sabelli ha confermato che il
piano di salvataggio e rilancio della Nuova Alitalia
non deve essere cambiato perchè punta ad aumentare il trasporto di passeggeri e
a fare più ricavi. "La cosa è seria, ci sono problemi ma sono
sereno", aveva detto stamattina lo stesso Sabelli alla ripresa del
negoziato. Ma Stefano de Carlo, dei piloti Anpac, ha dichiarato che "il
rischio che la situazione precipiti è alto". "Le risposte che abbiamo
ottenuto non sono soddisfacenti perchè non ci sono cambiamenti su flotta e
collegamenti", ha dichiarato. Nel tardo pomeriggio, Sacconi, lasciando il
ministero ha detto che è "difficile dire" se la parte più complicata
del negoziato riguardi il piano industriale o i contratti. "E' una somma
di cose", ha dichiarato ai giornalisti. Tempi non imminenti per il partner
straniero Fuori dall'aeroporto di Fiumicino il traffico è stato bloccato dalle
proteste dei lavoratori e 50 voli sono stati concellati per il sorgere di
assemblee spontanee dei lavoratori. Anche fuori dal ministero si sono visti
circa 200 manifestanti, alcuni dei quali con cappi al collo per esprimere tutta
l'irritazione verso i tagli del piano Cai. Il negoziato in questo momento è
diviso tra tre tavoli - piloti, assistenti di volo e personale di terra - che
in serata dovrebbero riunirsi. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha
detto che la maggioranza della Nuova Alitalia resterà
in mani italiane e che una compagnia straniera potrà entrare solo con una quota
di minoranza. I soci italiani della Cai sono tenuti per statuto a non rivendere
la propria quota per i prossimi cinque anni ma come ha spiegato ieri il
ministro dell'Economia Giulio Tremonti questo divieto può essere modificato con
il consenso del 66% dei voti. Molti osservatori ritengono inevitabile un
accordo industriale con un grande vettore europeo anche se i tempi potrebbero
non essere imminenti. Tra i candidati più accreditati di far parte della
compagine azionaria di Cai c'è Air France che ha detto di essere interessata a
rilevare una quota se sarà redditizia. Altro nome spesso indicato tra i
possibili azionisti è quello della Lufthansa, per cui propende il presidente
della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Le azioni Alitalia
sono state sospese in Borsa dallo scorso giugno quando la compagnia
capitalizzava 617 milioni di euro. L'ultimatum di Sacconi "O questa notte
o mai più. Purtroppo questa è l'ultima possibilità, non ce né una seconda. Non
c'è la possibilità di un secondo appello", ha commentato Sacconi
all'apertura dei tavoli tecnici. "Domani mattina - ha aggiunto il ministro
- quando si apriranno gli uffici, il commissario straordinario Augusto Fantozzi
deve avviare con rapidità atti che si fondano sulla presenza o meno
dell'accordo e quindi dell'offerta". Interrogato su quanto sia il suo
ottimismo per una conclusione positiva del confronto, il ministro ha risposto
di essere "ottimista per definizione perchè voglio pensare - ha aggiunto -
che nessuno voglia il fallimento. Questo mi porta ad avere fiducia nella
ragionevolezza di tutti i soggetti. L'alternativa è il fallimento".
Sabelli conferma la validità del piano Sabelli conferma la validità del piano Alitalia presentato ai sindacati. Nel suo intervento al
tavolo di confronto al ministero del Lavoro, Sabelli ha parlato di "un
piano di crescita che mira a trasportare più passeggeri e più ricavi"
osservando che "dal confronto sono emersi due nodi", il network e la
flotta. "Sul mercato domestico c'è necessità di maggior presidio delle
rotte fondamentali con AirOne", ha spiegato Sabelli sottolineando la
possibilità di "migliorare i piani anche per non lasciare spazi a
competitor". Tuttavia, Cai non intende acquisire manutenzione pesante e
cargo di Alitalia ma prevede una partecipazione
azionaria delle due attività che andrebbero in outsourcing. Non solo. Sul nodo
relativo al cargo, la Cai sarebbe disponibile a partecipare con una quota alla
joint venture di operatori specializzati nel settore, che rilevino le attività
cargo e le gestiscano con criteri di mercato. Bonanni fischiato dai lavoratori
Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato pesantemente
fischiato da un gruppo di lavoratori di Alitalia che
si sono riuniti stamattina presso la sede del ministero. All'arrivo di Bonanni
i lavoratori lo hanno accolto fischiando e urlando: "Vergogna non devi
firmare". I dipendenti espongono locandine funerarie in cui si legge che
"l'11 settembre Alitalia è dolorosamente deceduta.
Ne danno il triste annuncio i lavoratori di terra e di aria". Altri hanno
al collo delle corde legate come un cappio con locandine dove è scritto:
"Questa è la cordata italiana". Dipendente minaccia di darsi fuoco
Momenti di paura in serata in via Fornovo, all'angolo con via delle Milizie a
Roma dove, durante un presidio di lavoratori dell'Alitalia,
uno dei manifestanti ha minacciato di darsi fuoco. L'uomo è stato convinto dopo
poco a desistere. Sul posto sono intervenute due unità del 118 e le forze dell'
ordine che dopo alcuni minuti di tensione - l'uomo teneva in mano una bottiglia
piena di liquido infiammabile e nell'altra un accendino - hanno calmato il
manifestante che ha consegnato la bottiglia il cui liquido aveva minacciato di
rovesciarsi addosso. L'iter parlamentare Le commissioni riunite Lavori pubblici
e Industria di Palazzo Madama avvieranno mercoledì prossimo l'esame del decreto
legge su Alitalia che modifica la legge Marzano sulle
grandi aziende in crisi. I lavori saranno aperti dalle relazioni dei senatori
Angelo Maria Cicolani (Pdl) per la commissione Lavori pubblici e Antonio
Paravia (Pdl) per la commissione Industria. Gli uffici di presidenza delle due
commissioni si riuniranno alle 10, prima dell'inizio dei lavori, per decidere
il calendario delle audizioni. Il presidente della commissione Industria e
Trasporti, Cesare Cursi ha detto che "data l'importanza della materia
trattata sarà data la massima attenzione al susseguirsi dei lavori, che
prevedono l'audizione del governo, delle parti sociali e del Commissario dell'Alitalia". "Il tutto - sottolinea Cursi - per
giungere all'appravozione del testo normativo nel minor tempo possibile".
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 218 del
2008-09-12 pagina 0 Vicenda Alitalia, la parola ai lettori di Redazione Abbiamo scelto 5 commenti,
fra i molti arrivati in redazione, e li abbiamo pubblicati. Vi invitiamo ad
aprire un dibattito, commentate gli articoli sul caso Alitalia Abbiamo
scelto cinque commenti, fra i molti arrivati sul sito sul caso Alitalia, e li abbiamo pubblicati perchè rappresentativi tra quelli che i
nostri lettori ci inviano. Abbiamo deciso di pubblicarli per rilanciare
e ampliare la discussione secondo il vostro punto di vista. Vi invitiamo ad
aprire un dibattito fra di voi partendo proprio da questi spunti, per far
sentire la vostra voce. La politica l'ha distrutta, ora devono farla fallire
Giorgio giappo L'Alitalia è in queste condizioni per
colpa della clase politica che negli ultimi 20 anni destra e sinistra l'hanno
usata come bacino di voti e raccomandazioni. La cosa buffa e non credibile è
che adesso gli stessi politici dovrebbero farla risorgere. Abbiate almeno il
coraggio di farla fallire e vedere se la nuova cordata ha le capacità, i soldi
e gli agganci internazionali per ripartire (cosa molto dubbia). I sindacati
sapevano pietro1951 Dopo anni di privilegi, voti di scambio, raccomandazioni
ecc., ora sono giunti al "Bere o affogare"; era sicuramente
prevedibile! Mi fa meraviglia che ci sia chi si scandalizza. I sindacati ben
sapevano che la macchina non poteva reggere e che era imminente e necessario un
ridimensionamento. Tutti a casa. Ma non a spese nostre! Alessandro Cardelli
Bene. Ci siamo. Adesso questi "lavoratori" non vogliono salvare la Compagnia
di bandiera? Perfetto, tutti a casa ma non a spese nostre! A fine mese dovranno
spiegare alle loro famiglie che non hanno più lo stipendio per una questione di
principio. Meglio fallire che accettare dei sacrifici (trattasi di
privilegi...) per salvare più posti di lavoro possibili. Io penso che quei
quattro sfigati che urlavano improperi ai sindacalisti davanti al Min del
Lavoro non avevano nulla a che fare con Alitalia. Non
credo che ci siano lavoratori - anche sindacalizzati - così cretini e
masochisti. Mi auguro che queste persone vengano identificate e, in caso di
fallimento Alitalia, non percepiscano un Euro di
aiuto. Si arrangino! A suo tempo i lavoratori VW in Germania rinunciarono al
10% di stipendio per ridurre i licenziamenti e aumentarono le ore di lavoro..Da
noi cosa sarebbe successo!!?? Piloti e assistenti di volo se ne trovano a iosa
sul mercato europeo.. rifondiamo una Compagnia seria Priorità: impedire il
fallimento foscy Se Alitalia fallisce i costi per la
comunità Italiana anzichè 1 miliardo minimo quintuplicano in quanto il valore
commerciale si deprezza del 50%. Esperienza insegna che prima di far fallire le
Aziende onde evitare traumi al personale di lavoro, si crerca sempre soluzioni
alternative: Vendita a nuovi acquirenti, amministrazione controllata,
ristrutturazioni, ecc.....Il fallimento è una disgrazia per tutti. Nessun
aiuto, mettiamo tutto all'asta mab I sindacati Alitalia
vogliono il fallimento per non perdere i loro privilegi? Falliscano pure, non
sarò certo io a piangere! Mettiamo all'asta aerei, slot, tratte e strutture
tecniche: incassiamo i soldi e mettiamoci una pietra definitiva sopra! Il
mercato italiano è troppo appetibile perché rimanga senza voli… Ovviamente,
nessun aiuto speciale al personale salvo quanto già previsto dalla legge per
tutti i lavoratori. Berlusconi non ha da temere, gli italiani capiranno che non
è colpa sua. Leggi tutti i commenti su Alitalia ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari
RAFFAELE LORUSSO Il riassetto di Alitalia-Air One
potrebbe portare a una riduzione dei voli per Roma e Milano. Non c'è niente di
definito, ma una simulazione operata da Aeroporti di Puglia ipotizza un taglio
dei collegamenti. Quelli da Bari a Milano Linate, per esempio, passerebbero da
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Bari I
disagi La protesta L'effetto della paralisi di Fiumicino tocca anche la Puglia
Trasporti, il Pd scende in piazza A Lecce un presidio alla
stazione "A rischio cinque voli Alitalia" La
crisi colpisce Bari 300 passeggeri a terra Una simulazione di Ap. Gli industriali:
le tariffe aumenteranno Ieri mattina confronto sulla crisi: invariata solo la
linea con Malpensa FRANCESCA SAVINO Da Roma il caos Alitalia paralizza
anche Bari. Tre gli aerei della compagnia di bandiera diretti nella
Capitale che non sono mai decollati ieri dall'aeroporto Karol Wojtyla, e che si
sono aggiunti ai due voli cancellati a Bari per altre cause nel corso della
giornata. Trecento i passeggeri rimasti a terra dal primo pomeriggio e costretti
a lunghe code per cercare di partire con un altro dei voli diretti a Fiumicino.
Un centinaio di loro riuscirà nelle ore successive a imbarcarsi con AirOne, con
inevitabili ritardi nelle partenze, mentre altri cinquanta decolleranno alle
20,35 con l'unico volo dell'Alitalia che da Bari
raggiungerà la capitale in serata. Disagi, ritardi e cancellazioni nelle stesse
ore in cui al ministero del Welfare si riuniva il tavolo del personale di terra
di Alitalia per cercare una via d'uscita alla
difficile vertenza. Sono le 15,10 quando il volo per Fiumicino della compagnia
di bandiera viene annullato, ufficialmente per motivi tecnici, lasciando a
terra circa 90 passeggeri; nelle ore successive saranno cancellati altri due
voli dell'Alitalia diretti nella Capitale. Un altro
aereo il cui arrivo da Roma era programmato alle 18,35 non è mai decollato da
Fiumicino: era lo stesso velivolo che sarebbe ripartito da Bari per Roma alle
19,05 ma non ha mai raggiunto la Puglia. Cancellato anche il volo per Fiumicino
delle 22,20, il penultimo dei 46 aerei che ieri dovevano decollare da Bari. In
realtà le partenze sono state 41: oltre ai tre collegamenti cancellati da Alitalia sono saltati anche altri due aerei, un charter per
Lampedusa e un collegamento con Bucarest della MyAir.com. "Sono due
situazioni che non hanno nulla a che vedere con il disagio che si è creato per Alitalia", specificano dalla Seap aeroporti di Puglia.
"L'impatto sui viaggiatori è stato comunque ridotto al minimo grazie alla
ripartizione dei passeggeri rimasti a terra su altri voli". In cinque ore
l'aeroporto ha dovuto comunque reggere l'impatto di 300 persone con un
biglietto per Roma ma senza un aereo che le portasse nella capitale: fra
proteste, incredulità e lamentele solo un terzo di loro è riuscito alla fine a
imbarcarsi. Nelle lunghe code in biglietteria, qualcuno ha anche avvertito un
lieve malore rimasto comunque senza conseguenze. I ritardi, iniziati con il
volo per Fiumicino delle 11,15 decollato 40 minuti dopo l'ora prevista e
proseguiti per tutta la giornata, sono sembrati ai passeggeri Alitalia il minore dei mali.
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Cronaca Roma-Milano,
viaggio senza rete restano muti cellulari e computer E Trenitalia ora minaccia:
"I ripetitori li mettiamo noi" Tim spiega che i ripetitori sono su tutta
la rete stradale, ma c'è ancora carenza I pendolari del business cercano di
lavorare, ma saltano voci e collegamenti (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CINZIA
SASSO Ora che il tempo è sempre più prezioso, e oggi che la tecnologia lo
permette, quello dei trasferimenti è tempo produttivo. O meglio: dovrebbe
esserlo. Perché un viaggio attraverso il Paese, da una capitale all'altra, sul
treno oppure in macchina lungo l'autostrada del sole, si conclude con un
bilancio in rosso. è come se a metà l'Italia si spezzasse e un buco nero
inghiottisse soprattutto la zona di Firenze, interrompendo le comunicazioni.
Sei al telefono, e salta la linea. Stai leggendo la posta e sparisce il
segnale. Già a Orte il colpo d'occhio è impressionante: i tavolini sono
ingombri di tutto: auricolari infilati all'orecchio, spine dei computer
portatili allacciate alle prese, chiavette infilate nelle porte Usb, schede di
connessione Internet a dimora. Basterebbe che, come accade ad esempio negli
aeroporti europei, o addirittura nel metrò di Milano, ci fosse anche la linea e
lavorare sarebbe facile, non solo possibile. Ma qui è un'altra musica. Sulla
direttrice Roma - Milano, la tratta più frequentata dai pendolari del business,
la connessione, perfino quella in voce, è una chimera. Anna Puccio, consigliere
di amministrazione, dotata di tutte le diavolerie tecnologiche, ha accumulato
64 messaggi da scaricare. Francesco Bisilli, che è un consulente di Banca
Intesa e che gira l'Italia continuamente, lo dice semplicemente: "è tutto
difficoltoso: cominci a lavorare ma in qualsiasi momento può scomparire il
segnale. Stai parlando con un cliente e quello scompare". è a Firenze
Statuto, poco più a sud della città, che comincia il black out: le
conversazioni restano appese sul nulla, mille voci, allenate dall'esperienza,
ripetono "sono sul treno, guarda che può cadere la linea". I tecnici
spiegano che il problema è il numero insufficiente di stazioni radiomobili, in
una zona difficile dal punto di vista orografico. Lo stop and go prosegue praticamente
fin verso Bologna: non è un isolamento completo, nelle gallerie, ad esempio, a
parte quella di Calenzano, lalinea resiste, ma è un va e vieni che non permette
di cominciare e finire qualcosa. E non è un'impressione: da Vodafone spiegano
che la copertura della zona appenninica assicura "il passaggio" della
voce, non dei dati, e che però nelle gallerie gli operatori telefonici non
possono installare nessun impianto, compito che spetta alle Ferrovie. L'esatto
contrario di quanto afferma Trenitalia: "Il problema è che mancano i
ripetitori all'imbocco delle gallerie, che devono essere installati dalle
compagnie". Tanto che l'ad Mario Moretti, aggiunge minaccioso: "Ai
loro amministratori ho detto che se non lo fanno loro, mi ci metterò io, a fare
un'impresa di telefonia". Accade sul treno, ma accade anche lungo
l'autostrada. La zona rossa è sempre la stessa, con Firenze Certosa che in
questo periodo ha gli impianti completamente spenti a causa dei lavori. Da Tim
assicurano che i ripetitori sono in funzione su tutta la rete, ma che la
costruzione della terza corsia crea delle notevoli difficoltà nella zona tra
Barberino e Incisa. Guarda con speranza al futuro: "Abbiamo fatto un
accordo con la società Autostrade e nei prossimi anni investiremo cifre
rilevanti nella messa a punto perfetta della rete". Presto, si spera;
perché le proteste, anche se non trovano mai l'indirizzo giusto, arrivano
numerose. "Noi - risponde l'ingegner Lorenzo Lopresti della Società
Autostrade - possiamo solo inoltrare i reclami alle compagnie telefoniche. Si
tratta di servizi che gestiscono loro, e solo loro possono rispondere dei
disservizi". Per spiegare quanto per il traffico sia cruciale lo sviluppo
ottimale delle connessioni, Autostrade ha concesso a Linkem, l'internet
provider che ha messo il wi-fi per Alitalia all'aeroporto di Londra Heathrow, di avviare in via sperimentale
in venti stazioni di servizio i collegamenti senza fili a pagamento (e però,
nell'area di San Martino, non è stato possibile avviare alcuna connessione). Ma
se sul Parigi-Bruxelles ci si connette davvero come se si fosse davanti al
proprio pc, sull'Eurostar 9430 la rivoluzione di Internet e perfino
quella del Gsm (le linee telefoniche mobili) deve ancora compiersi. Beatrice
Campani, giornalista tv, quando scende a Milano con 55 minuti di ritardo è
semplicemente rassegnata: "A internet in viaggio ormai io ho rinunciato.
Mi accontenterei che il treno arrivasse in orario".
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Acquirenti
per cargo e manutenzione Dalle offerte spiraglio per 2000 lavoratori. Ma il
futuro di Alitalia si gioca su flotta e salari La
trattativa Restrizioni su permessi, riposi, turni e modalità di spostamento
verso gli aeroporti In bilico i 700 dipendenti che Sacconi ha definito
"zona grigia" ROMA - Sei nodi cruciali per risollevare la compagnia.
Passato e futuro di Alitalia dipendono dal tenue dialogo
avviato da sindacati e Compagnia aerea italiana su contratti e retribuzioni,
flotta, manutenzione, merci e call center. Le novità dell'ultima ora riguardano
le manifestazioni di interesse per il cargo e per le manutenzioni, due
schiarite nella difficile vertenza che potrebbero salvare 2.050 posti di
lavoro. Tra i temi sul tavolo no-stop della trattativa finale c'è sicuramente
quello del taglio alle retribuzioni. Cai ha proposto una riduzione media del
25% degli stipendi e maggiore produttività rispetto ad oggi. Sindacati e
associazioni professionali dei naviganti propongono, invece, di partire dalle
condizioni esistenti. Nelle ultime ore la distanza tra le parti si è
assottigliata e la sforbiciata alle retribuzioni sarebbe rientrata in cambio di
sacrifici sul fronte della produttività e dei riposi goduti. I tagli agli
stipendi vengono rifiutati dai lavoratori di terra dove le retribuzioni sono di
gran lunga inferiori alla media e oscillano tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese.
Una riduzione del 25% (fino a scendere a quota 750-1.100 euro) sarebbe
difficilmente sopportabile. Il contratto per la nuova compagnia aerea conterrà
tre capitoli separati per piloti, assistenti di volo e personale di terra.
All'interno del documento su cui si è lavorato a lungo ci sono alcune
restrizioni sui permessi, i riposi, i turni e le modalità di spostamento verso
gli scali di partenza o verso il domicilio di hostess e piloti. Potrebbero
quindi saltare i pulmini che prelevano e riportano a casa il personale
navigante. Qualche apertura arriva invece sul fronte del cargo, al primo posto
tra le priorità dei comandanti. Nel merci di Alitalia
lavorano 450 dipendenti, di cui 140 i piloti. Il commissario Augusto Fantozzi
ha comunicato di avere ricevuto una manifestazione di interesse da parte di
Aviation-Management consulting Gmbh & Co. Kg per l'intero pacchetto azioni
Atitech e tutta la struttura Alitalia per la
manutenzione pesante. La società offerente ha sede in Germania ed opera in
Uzbekistan, Polonia. "A
( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Gli
stipendi Il caso Sette anni fa il crollo della compagnia elvetica, poi la rinascita.
Il comandante Paolo Corti: prendiamo meno dei colleghi delle low cost
"Nuova Swissair, per i piloti -35% di paga" Un neoassunto prende meno
di 40mila euro l'anno Un comandante anziano 120mila FRANCO ZANTONELLI LUGANO -
Paolo Corti, comandante di voli a lungo raggio della Swiss, è appena rientrato
da Delhi, ma la vicenda Alitalia l'ha
seguita anche in India, tanto gli ricorda una storia già vista. Fino
all'autunno del 2.001 Corti apparteneva alla casta dei piloti Swissair, tra i
meglio pagati al mondo. Poi, a inizio ottobre di 7 anni fa, ci fu la messa a
terra della compagnia di bandiera elvetica, i cui aerei rimasero bloccati negli
aeroporti di mezzo mondo, perché non c'erano più nemmeno i soldi per
pagare il kerosene. Oggi Paolo Corti, che nel frattempo si è visto
sensibilmente ridurre lo stipendio, vola su una compagnia solida, la Swiss,
nata sulle ceneri di Swissair, ma che di svizzero sostanzialmente ha solo la
bandiera del timone di coda. Cosa pensa del piano di salvataggio di Alitalia, così osteggiato dai suoi colleghi italiani?
"Mi sembra un piano concreto. Il problema che non mi sembra sia stato
risolto è cosa fare delle attività non redditizie e del personale che ci
lavora". La dura opposizione dei piloti la capisce? "In parte è
comprensibile, la domanda di piloti, a livello mondiale, è in calo, e vi sono
parecchie compagnie che stanno riducendo le loro flotte. Di conseguenza vi sono
molti piloti sul mercato". Dopo la nascita di Swiss quale fu il
trattamento che vi venne riservato? "Con la creazione della nuova
compagnia, nel marzo 2002, per i piloti della ex-Swissair vi è stata una
riduzione salariale di circa il 35%. Da allora i nostri stipendi salari non
sono più cambiati. Un pilota appena assunto prende meno di 40mila euro l'anno.
Un comandante con 28 anni di anzianità ne guadagna poco più di 120mila.
Stipendi molto bassi, se paragonati a quelli delle altre grandi compagnie
europee, comprese le low cost. Inoltre il numero dei piloti è stato
notevolmente ridimensionato. Tra la fine del 2001 ed il 2003 siamo passati da
poco più di 1.200 unità a circa 700 unità". Berlusconi non ha voluto
cedere Alitalia ad Air France perché temeva venisse
marginalizzata. Swiss ora appartiene a Lufthansa. E' stata marginalizzata?
"L'appartenenza ad una grande alleanza aerea è, oggi, imperativa. Per
Swiss la collaborazione con Lufthansa ha creato molte sinergie che hanno
permesso di ridurre i costi e di espandere la propria presenza".
( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ATTERRATI
ALITALIA · Finto confronto ai tavoli, riunioni fino a tarda notte La trattativa
non c'è stata, accordo in alto mare L'ultima giornata per "trovare un
accordo" su Alitalia è arrivata a
tarda sera senza vera trattativa sul merito (piano industriale, esuberi,
contratti).
Almeno ufficialmente. Compratori e sindacati fermi sulle proprie posizioni,
mentre il ministro Sacconi lancia un altro ultimatum: "Ora o mai
più". Presidio dei lavoratori al ministero del lavoro. Caos a Fiumicino
Fr. Pi. ROMA "Esuberi", tabelle stipendiali in contrasto assoluto con
i "privilegi" di cui si ciancia dappertutto, numeri buttati lì con
nonchalance. Alla fine della fiera si sta parlando di oltre 21.000 persone (la
maggior parte con famiglia al seguito) che attendono di conoscere il proprio
destino; al momento nella mani disattente di alcuni ministri che non fanno
mistero di voler azzerare il ruolo del sindacato, una cordata di
"prenditori" avvezzi al business senza tanti rischi, nove sigle
sindacali diverse per storia, cultura, interessi, autonomia politica e
"deontologia professionale". Una folta delegazione di questi uomini e
donne in carne e ossa ha deciso perciò di farsi vedere, ieri mattina, sotto la
sede del ministero del lavoro, in via Flavia. Nessun "assedio", ma
certo non l'hanno mandata a dire. Soprattutto a Raffaele Bonanni, segretario
generale della Cisl (unico grande capo confederale presente), colpevole di aver
preannunciato un sì all'accordo ancora prima di veder calate tutte le carte sul
tavolo. La polizia si frappone, scortandolo dentro; e sembra la fotografia del
distacco abissale che corre tra una certa idea della funzione sindacale e "la
gente" che pretende di rappresentare. Cori beffardi a getto continuo:
"uscite a mezzanotte" per ricordare che a quell'ora, o anche dopo, si
concludono di solito gli accordi peggiori; "Divietri non firmare",
indirizzato al segretario dell'Avia, piccola organizzazione professionale degli
assistenti di volo; "non siamo spazzatura, non vogliamo fregatura",
che non ha bisogno di traduzione. Hostess e steward, piloti, qualche tecnico
informatico. Bella gente, figure eleganti anche senza ostentazione. E rabbia autentica,
popolana, fuori dall' aplomb che indossano come una seconda pelle. Poi arrivano
anche gli operai napoletani dell'Atitech e i fotografi si scatenano, la
protesta rischia di diventare happening. Cappi intorno al collo (un omaggio
alle virtù caritatevoli della "cordata italiana" accroccata da
Berlusconi), mezzi spogliarelli per indicare cosa ne resterà del salario se
dovesse essere accettata l'"offerta" della Compagnia aerea italiana
(Cai). Dentro il ministero, intanto, c'è la prima pantomima della giornata.
Rocco Sabelli, amministratore unico della Cai, parla solo del "piano
industriale" - massacrato dalle critiche unanimi di tutti gli esperti del
settore - per accennare a un vago "ripensamento" del numero degli
aerei destinato al mercato interno e al regional (aerei piccoli, per brevi
tratte, con pochi passeggeri). Niente di nuovo sulle rotte intercontinentali.
Insomma: un aggravamento degli errori strategici, anche se nell'immediato
potrebbe significare qualche "esubero" in meno. Poi stop. Il ministro
Sacconi impone la sua personale agenda: ci si sposta in via Bissolati, dove -
insieme a Sabelli - riceverà un sindacato alla volta. Chi ci è andato ne è
uscito sconcertato: ancora chiacchiere sul piano ("verrà consegnato a
breve un documento dell'azienda, in corso di preparazione") e nuovo rinvio
al pomeriggio. quando le delegazioni si sono riviste - a via Fornovo -
spezzettate su quattro tavoli differenti: uno per ogni categoria (piloti,
assistenti di volo, personale di terra) e uno per discutere di ammortizzatori
sociali. Gli assistenti di volo hanno atteso oltre le 20 di sera per vedere
Sabelli (e dire che il ministro aveva imposto la mezzanotte come dead line !).
Prima si era fermato a parlare brevemente al tavolo "di terra" (solo
15 minuti) e a quello dei piloti. A tutti ha ripetuto di voler discutere a
partire dalla propria "proposta contrattuale", definita però
"irricevibile" da tutti i suoi interlocutori. Sugli ammortizzatori
sociali - con il governo, sui criteri della cig - ci si bloccava ben presto:
nessuno sapeva dire né quanti né come sarebbero stati distribuiti gli
"esuberi". Aggiornato alle 22. "Una sceneggiata mai vista",
imprecavano diversi delegati. In pratica "non c'è nessuna
trattativa". Chiaro l'esito, però: a una certa ora Sabelli e Sacconi
diranno "questo è quanto", ovvero il progetto generale di Cai -
piano, perimetro aziendale, "esuberi", contratti - senza troppi
dettagli. E chiederanno un "accordo politico", più che sul merito. In
teoria, se stamattina non ci sarà stato l'accordo, il commissario della bad
company , Augusto Fantozzi, potrebbe avviare le procedure di mobilità. In
teoria, perché questo significherebbe il blocco immediato di tutte le attività
(già ieri limitate per le assemblee dei lavoratori a Fiumicino). Ma si esporrebbe
anche a possibili conseguenze penali, intuibili dalle critiche mossegli da
alcuni professori di diritto sul Corsera : se hai una compagnia ormai sgravata
dai debiti. hai anche l'obbligo di verificare se c'è un compratore alternativo
a Cai. Le ultime voci dai vari tavoli erano comunque molto pessimiste: dopo
molti giorni tutti si ritrovavano al punto di partenza. Anche l'Anpac (i
piloti) parlava di "situazione ad alto rischio". Altri presenti ai
tavoli la sintetizzavano così: "o c'è già un accordo politico tra
Colaninno, il governo e i sindacati chiave (Cgil, Cisl, Uil, più i piloti, ndr
), o casca tutto". Intanto un dipendente dell'Atitech si cospargeva di
benzina, imponendo la sospensione dei tavoli per permettere ai lavoratori di
"parlare con i sindacalisti". Vedremo stamattina se la finta
trattativa è stata sceneggiata avendo già in tasca "le firme che
contano", oppure se - ancora una volta - i corsari vestiti da imprenditori
avranno fatto male i calcoli. Impantanando se stessi, il governo e -
soprattutto - 21.500 famiglie. 21.000 Sono i dipendenti di Alitalia
e quelli di AirOne. Gli esuberi previsti si aggirano sulle 3.250 unità, a cui
si aggiungono 3.750 ricollocamenti. In tutto 7 mila persone fuori. Foto: /FOTO
DI ATTILIO CRISTINI.
( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
COMMENTO
Relazioni complici sulle ceneri dell'Alitalia Francesco Piccioni
Nella folla di lavoratori spiccano i più spaesati tra tutti: i piloti. Stanno
lì nelle loro divise impeccabili e con quell'aria da semidei; in Blade Runner
sarebbero stati dei perfetti Nexus 6. Gli aerei non volano senza di loro, si
sono sempre detti.
E tanto bastava a stabilire un rapporto di forza dominante, che ha tenuto
finora. Una "casta" che ha condiviso tutte le scelte degli ultimi 50
anni, fino al disastro. Ora si guardano intorno, stupiti dal trovarsi insieme
al "volgo": steward e hostess, operai della manutenzione, ragazze del
call center, informatici. Loro, abituati ad avere accesso libero al quinto
piano della Magliana, a familiarizzare con i massimi dirigenti, a indicare
quali aerei comprare o dismettere, a fare e disfare carriere interne, a
distribuire e ricevere quei privilegi che poi il senso comune attribuiva a
tutti i dipendenti della compagnia. Le tabelle stipendiali allegate alla
"proposta contrattuale" della Compagnia aerea italiana li hanno
precipitati nell'inferno dei salariati normali o quasi. Certo, molto meglio di
un autista di autobus, ma il fatto che li si possa mettere a confronto è già di
per sé un'offesa e una diminutio . Ma non si tratta solo di soldi. Nelle
frenetiche consultazioni della nottata potranno pure venir fuori alcune
centinaia di euro in più. Ma il loro status è finito per sempre. Non li stiamo
compiangendo. Li osserviamo perché, meglio di altre figure professionali, ci
mostrano il dato politico-sindacale sotteso in questa pseudo-trattativa sulla
vendita di Alitalia, ma che nessuno vuole esplicitare.
Un dato che si può così riassumere: non ci sarà più spazio per sindacati di
professione, di base o autonomi che sia. Confindustria, che ha messo il suo
marchio su questa vicenda impegnando il presidente Emma Marcegaglia all'interno
di una cordata fatta soprattutto di costruttori edili (l'Expò di Milano 2015
avrà però bisogno di acciaio, oltre che di cemento), sta provando a fare di
questa vicenda un format per le relazioni industriali future. Un format in cui
l'impresa espone le sue intenzioni e ascolta le obiezioni del sindacato, ma poi
procede secondo il suo progetto, senza nessuna "trattativa" vera. Un
format cui ripugna la molteplicità delle rappresentanze dei lavoratori e
pretende un interlocutore che si muova come un soggetto - più che unitario -
possibilmente unico. Nella cultura del movimento operaio, l'unità è un valore
forte, perché il singolo lavoratore è nulla davanti al padrone. Ma qui i ruoli
sono rovesciati: l'impresa vuole trovarsi davanti una "rappresentazione"
dei salariati, non una loro "rappresentanza". Qualcuno che apponga la
firma sotto i contratti in loro nome, non su loro mandato. E in questa
direzione va da tempo spingendo la "cislizzazione" del sindacato
confederale (quattro soggetti diversi, al momento: Cgil, Cisl, Uil e Ugl), che
ha sponsor diversi, bipartisan, ma comunque potenti. Sulle caratteristiche che
dovrà avere questo "nuovo sindacato" una parola definitiva l'ha già
pronunciata Maurizio Sacconi, ex dirigente - guarda caso - della Cisl e oggi
ministro del welfare: un sindacato votato a "relazioni complici"
(parole sue!) con l'impresa e il governo. Nel nome del supremo interesse del
paese, ci mancherebbe. In fondo non è questo che hanno in mente le aziende,
quando decidono di mettersi in un affare?.
( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Buffoni, non
firmate" di Alessandro Calvi "Vergogna, non devi firmare", hanno
gridato quando in via Flavia è arrivato Raffaele Bonanni, leader della Cisl. E
anche: "Buffoni". Qualcuno, più tardi, si è addirittura lanciato in
un coro - "fallimento, fallimento" - che la dice tutta sull'umore che
ieri mattina si respirava tra i lavoratori che si erano dati appuntamento sotto
il ministero del Lavoro. Dentro il ministero, invece, stavano per accendersi i
motori di una trattativa - quella tra governo, Cai e sindacati sul futuro della
compagna di bandiera - il cui esito qualcuno fissava per la notte o per questa
mattina. Nella serata di ieri, però, le parti erano ancora al lavoro per limare
ciò che si poteva limare. Tra i punti sui quali si è
concentrata l'attenzione di tutti, la scalabilità della compagnia e la gestione
degli esuberi. Quello dei piloti è rimasto fino all'ultimo il nodo più
complicato da sciogliere mentre ad Alitalia sarebbero
giunte manifestazioni di interesse per la manutenzione pesante e l'attività di
cargo. 3 12/09/2008.
( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Scontro
finale per Alitalia. I lavoratori
si sentono scaricati e assediano il ministero del lavoro, contro i tagli di
personale, di salario, di diritti. Fischi per Bonanni. Proteste anche a
Fiumicino: cancellati molti voli. Ma Sacconi minaccia: "O si chiude
stanotte o mai più". Il "confronto" prosegue a oltranza PAGINA 4.
( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue dalla prima
intervista col sindaco di bologna Cofferati: "Non capisco le critiche a
Veltroni" "Giusto andare in piazza, ma servono ragioni chiare"
(segue dalla prima pagina) Quale? "La piazza è efficace solo se sono
chiare le ragioni di contrarietà ai provvedimenti del governo, se sono chiare
le nostre proposte alternative". E secondo lei quelle del Pd lo sono?
"Tutti noi abbiamo tempo fino al 25 ottobre per formulare proposte che
vadano al di là delle semplici parole d'ordine. Ripeto: da oggi in poi i temi
economico-sociali, che nell'agenda dell'opposizione sono rimasti in secondo
piano, dovranno avere maggiore visibilità rispetto a quella che hanno avuto
finora. La situazione economica è molto peggiorata da quando è tornato il
centrodestra al governo. Il tema dello sviluppo, o meglio del "mancato
sviluppo", è decisivo per il Pd". Morale? "L'opposizione può e
deve fare tante cose, anche diverse tra loro. I temi della giustizia sono molto
importanti e per questo hanno avuto le luci della ribalta. Ora però è
necessario che le questioni che riguardano i bisogni materiali delle persone
tornino in primo piano. Senza dimenticare la giustizia, s'intende".
Tornando al Pd: visto che la quiete (dopo la tempesta) è il momento migliore
per tracciare un bilancio, lei che giudizio dà dell'operato di Veltroni?
"Per me il Pd è la novità politica più interessante degli ultimi decenni.
Walter ha fatto bene il suo lavoro e continua a lavorare bene nonostante le
tante difficoltà. Sinceramente non capisco perché lo si voglia mettere in
discussione". Dinamiche nazionali a parte, molti sindaci democrat sono
stati o sono ancora bersaglio del fuoco amico. Chiamparino a Torino, lei a
Bologna? "Da sindaco ho affrontato il tema della legalità seguendo le mie
idee. Per questo sono stato e sono ancora bersagliato da critiche e attacchi.
Non è un caso se, nel corso degli anni, la maggioranza che mi sostiene è
cambiata". Il voto a Bologna sarà uno dei momenti chiave delle
amministrative della prossima primavera. Teme che qualcuno, a sinistra, remerà
contro la sua rielezione? "A essere sincero non vedo in giro questa
vocazione autolesionista. A Bologna ci saranno le primarie del Pd: elaboriamo
un programma comune e chiediamo alla gente chi è il più adatto a portarlo
avanti. D'altronde, le primarie non possono trasformarsi in un congresso a
mozioni contrapposte. Lo stesso deve valere per le primarie di coalizione che
potrebbero aver luogo in un momento successivo. Il punto di partenza dev'essere
sempre un programma condiviso". Dal Pd al governo. Come giudica,
Cofferati, il varo della bozza sul federalismo fiscale? "Detto con
sincerità, ho trovato molto bizzarra gran parte della discussione che c'è stata
finora sul "dialogo o non dialogo" tra Pd e governo. Quando il testo
del governo arriverà in Parlamento è logico che ci sarà un confronto tra
maggioranza e opposizione. Una cosa è certa: il federalismo fiscale può
rappresentare un'occasione unica per favorire lo sviluppo economico e
migliorare il rapporto tra politica e cittadini. Ma se il governo usasse questa
riforma solo per dinamiche interne alla maggioranza, allora il federalismo può
anche diventare una soluzione peggiorativa per il nostro sistema economico. Per
adesso, non posso valutare una bozza che non conosco. Ma allo stesso tempo devo
rilevare che il governo è partito col piede sbagliato. Innanzitutto perché è
impossibile scollegare questo tema da una discussione su welfare e servizi. E
poi perché l'esecutivo ha fatto il suo esordio togliendo risorse ai comuni. Da
sindaco, io non ho avuto ancora indietro quello che mi è stato tolto con l'Ici".
Da ex segretario generale della Cgil, cosa pensa della
nuova Alitalia e delle spaccature nel sindacato? "Una mia idea ce l'ho e
la tengo per me. E sa perché? Perché il mio giudizio su tutta la vicenda
rappresenterebbe un problema in più per chi sta conducendo la trattativa".
Oggi (ieri, ndr) lei è ospite alla festa dei giovani di An. Che idea si
è fatto del dibattito sul Ventennio e su Salò (ri)aperto da Alemanno e La
Russa? "Concordo con l'intervento del capo dello Stato. Le cose che ho
sentito dire da quei dirigenti di Alleanza nazionale, secondo me, sono
profondamente sbagliate". Tommaso Labate 12/09/2008.
( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Il ministro del
Lavoro è pessimista e sulla possibilità che l'amministratore straordinario di Alitalia, possa avviare subito le procedure per la mobilità,
il ministro ha indicato che ''certamente'' lo fara' ''perché è tenuto a farlo''
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Sacconi: "Temo il peggio" I sindacati: "Difficoltà, ma si va
avanti" Il ministro del Lavoro è pessimista e sulla possibilità che
l'amministratore straordinario di Alitalia, possa
avviare subito le procedure per la mobilità, il ministro ha indicato che
''certamente'' lo fara' ''perché è tenuto a farlo'' Roma, 12 settembre
2008 - ''Le condizioni oggettive fanno temere il peggio'', dice il ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi, dopo la lunga mediazione nella notte con Cgil, Cisl,
Uil e Ugl. Quanto alla possibilita' che l'amministratore straordinario di Alitalia, possa avviare subito le procedure per la
mobilita', il ministro ha indicato che ''certamente'' lo fara' ''perche' e' tenuto
a farlo''. Nella trattativa sul salvataggio di Alitalia
ci sono "difficoltà insormontabili", ma il confronto andrà avanti
nelle prossime ore. Lo affermano Cgil, Cisl, Uil e Ugl al termine dell'incontro
al ministero del Lavoro con il governo e la Cai. "Le insormontabili
difficoltà che sta incontrando il confronto con la Cai - dicono i sindacati -
ci costringono, per un estremo atto di responsabilità, a 'fermare' gli orologi
e ad aggiornare la ripresa della trattativa nelle prossime ore e al manifestarsi
di una significativa modifica delle condizioni d'assieme sinora emerse".
Nella notte, ci sono stati contatti informali per cercare di riavvicinare le
parti, ancora distanti sui punti critici del confronto: il contratto, il piano
industriale e gli esuberi. In particolare, i piloti sono i più rigidi nel
mantenere il no alle proposte della cordata italiana. Alle 3 di notte, così, il
cuore della trattativa si è spostato in via Veneto, per un vertice
straordinario tra il ministro del welfare Maurizio Sacconi e i leader di Cgil,
Cisl, Uil e Ugl. Ieri sera, per rilanciare il negoziato già in forte
difficoltà, c'è stato un incontro a Palazzo Chigi fra il governo, il
commissario straordinario di Alitalia, Augusto
Fantozzi, e i vertici della Cai. Nonostante questo e i successivi contatti
informali, non si è riusciti a superare l'impasse e in piena notte Sacconi, per
tentare di sbloccare il confronto, ha convocato d'urgenza i segretari generali
Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil), Renata Polverini (Ugl) e il
segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari. Una riunione, in cui era
presente anche l'a.d. della Cai Rocco Sabelli, in cui i leader confederali
hanno fatto una ulteriore controproposta alla Cai. In via Veneto non sono
arrivati invece i rappresentanti di Sdl, Anpav e Avia, mentre i vertici di
Anpac e Unione Piloti - dopo aver avuto contatti con Sacconi - hanno deciso di
sospendere per la notte la partecipazione al confronto, restando fermi sulle
loro posizioni.In tarda serata, si erano rincorse voci di possibili dimissioni
di Sabelli, poi seccamente smentite dalla Cai. Quale futuro per Alitalia?La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento
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oltre." Ecco, lo sapevo: è tutta colpa nostra![...] 5 volte
Federer!23:34:17 - peccato siglomane che i Fatti ti smentiscano clamorosamente:
nadal batte federer 9 volte su 10 sulla[...] 5 volte Federer!22:31:40 - ci sono
squadre che vincono campionati di calcio di serie a perdendo magari entrambi
gli scontri dir[...] 5 volte Federer!21:44:04 - @rafarulez Ciao, il trafiletto
è riportato esattamente, ma estrapolato dal contesto non se ne compre[...] 5
volte Federer!21:43:29 - Ah, detto per inciso. In uno Slam SERIO, le semifinali
si sarebbero giocate il venerdì. E in 3 set s[...] 5 volte Federer!20:58:16 - A
me Gulbis non entusiasma, non so perchè riceva così tanti complimenti.. detto
questo, non è neanch[...] Montecatini: arrivano i lettoni Celle negli stadi per
i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei
tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per
combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle
prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i
clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la
guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite
guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua
preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore
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libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova
Romea, cosa ne pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera
più bellaE' giusto multare i padroni dei cani che sporcano? Dì la tua LA FOTO
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( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Segue
alitalia di Alessandro Calvi Roma in ostaggio per ore La contestazione a
Bonanni Non è stata una giornata facile, quella di ieri. Neppure per le centinaia
di lavoratori - c'erano tutte o quasi le categorie della galassia Alitalia - che hanno
seguito da vicino la trattativa. I protagonisti del confronto - i ministri Maurizio
Sacconi e Altero Matteoli, l'ad della Cai Rocco Sabelli, il commissario
straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi e i
rappresentanti delle 9 sigle sindacali - avevano stabilito una tabella di
marcia con un tavolo principale in via Flavia e a seguire - dopo incontri
bilaterali ministri-sindacati - l'apertura di tavoli tecnici a via Fornovo: tre
sul contratto per piloti, assistenti di volo e personale di terra, e uno su
ammortizzatori sociali ed esuberi. In strada, però, le notizie che di tanto in
tanto arrivavano finivano per aumentare il tasso di rabbia già piuttosto alto.
Paolo Maras, nella segreteria nazionale per il trasporto aereo del Sdl, ad
esempio, ha dovuto faticare non poco per convincere i suoi che il tavolo
principale era ancora in via Flavia quando si era sparsa la notizia che i
confederali erano già altrove. Poi i tavoli tecnici sono stati aperti, i
manifestanti, scortati dalle forze dell'ordine, si sono spostati - in
metropolitana - in via Fornovo. E qui sono iniziate altre ore di attesa. La
voce più forte è stata quella dei napoletani di Atitech, quella dei romani si è
sentita soprattutto a Fiumicino. Un'assemblea sindacale ha provocato disagi e
la cancellazione di decine di voli mentre veniva bloccato il traffico alle
partenze nazionali. Quando al ministero un megafono ha comunicato la notizia, è
partito l'applauso. Intanto, la Cisl - dopo la contestazione della mattina -
metteva in guardia contro chi dietro le quinte starebbe lavorando per far
saltare la trattativa e il segretario del Prc Paolo Ferrero si faceva vedere in
via Flavia per portare solidarietà ai lavoratori. Intorno, l'attesa di chi di Alitalia vive. Come Simone, stagionale al carico bagagli,
che chiedeva "di sistemare anche i precari", o Luca, precario anche
lui: "i lavoratori pagano per sprechi di anni di manager politici".
Qualche anno in più di esperienza sulle spalle lo ha Umberto, assistente di
volo. "Il contratto è irricevibile", dice, e non ne fa una questione
di salario ma anche di condizioni di lavoro. Proprio come Lucilla. Raccontano
di trasferte faticose, di soldi che se ne vanno in baby sitter e di figli che
crescono vedendo i genitori un paio di sere a settimana. Il rischio, dicono, è
di perdere anche questo. Poi c'è chi se la prende con la Lega ("Ci portano
via i voli intercontinentali senza ragione e a Roma nessuno dice niente")
e chi rimpiange Air France ("Sarebbero finiti i sindacati, i giochini
della politica, e finivano di mangiarcisi vivi"). Giulia e Alberto da 20
anni sono assistenti di volo e li rivendicano con orgoglio. "Abbiamo 2
figli - raccontano - e, con due naviganti in casa, se non vogliamo che crescano
senza vederci mai dobbiamo alternarci con i turni". Loro, quindi, non si
vedono mai. Ieri erano in strada insieme. A rivendicare anche il diritto alla
vita privata insieme a quello per un lavoro sicuro. 12/09/2008.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-12 num: - pag: 1 autore: di
MAURIZIO GIANNATTASIO categoria: REDAZIONALE Vertenza Alitalia Vertice tra Formigoni e Passera "Lufthansa rafforzerà
Malpensa" Vertice sugli aeroporti milanesi tra il governatore Roberto
Formigoni e l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera.
Formigoni ha suggerito il nome "dell'alleato internazionale più adatto per
Alitalia": Lufthansa, compagnia "che farebbe
collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". A quel punto si
potrebbe ridimensionare Linate. A PAGINA 7.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-12 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il giallo Il masso gelato si sarebbe staccato dalle ali
di un jet in atterraggio a Linate Blocco di ghiaccio da 10 chili cade dal cielo
e sfonda un'auto Paura in via Ripamonti. "Poteva uccidere un
passante" L'episodio è avvenuto in una caserma della Guardia di finanza. I
militari: "Prima un sibilo, poi un botto terribile" Del blocco di
ghiaccio di dieci chili, una parte è rimasta sul cofano che aveva appena
colpito, piegato, rovinato. L'altro pezzo è rimbalzato, ha superato un muro di
cinta di tre metri e mezzo, è volato in diagonale per dieci metri e ha chiuso
la corsa contro il muro della caserma. La caserma è del Pronto impiego della
Guardia di finanza, in via Ramusio, tra le vie Ferrari e Ripamonti. Il cofano è
dell'auto di un mili-tare, una Ford Focus acquistata due anni fa e parcheggiata
all'esterno della struttura, che dista sei chilometri da Linate. Un'annotazione
geografica, quest'ultima, fondamentale nella storia di ieri mattina, alle
11.30, che avrebbe potuto ammazzare. Vicino, vicinissimo alla Focus c'era un
gruppo di finanzieri. "Prima un sibilo, poi un botto tremendo", hanno
raccontato (incolumi). Il blocco, forse, s'è staccato da un aereo in fase di
atterraggio. In particolare, si potrebbe essere staccato dai portelloni del
carrello. Non vi sono certezze. Indizi? Zero. O quasi: i finanzieri, ai fini
del risarcimento assicurativo per lo sfortunato collega, dicono che quel che è
rimasto del blocco sta lì, in via Ramusio, ben conservato in freezer. In ogni
modo, spiega Valerio Mascagna, fisico, che prendendo in esame il peso del
meteoritino, ossia dieci chili, e ipotizzando un punto di partenza della
discesa di
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-12 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Caso Alitalia Vertice
tra il governatore e l'ad di Intesa Sanpaolo. "I tedeschi alleati ideali
per la nuova compagnia di bandiera" Formigoni-Passera: Lufthansa rafforzerà
Malpensa "L'alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti
con Malpensa". Non la nomina mai. Ma il governatore Roberto
Formigoni ha chiarissimo in testa l'alleato strategico di Alitalia
per valorizzare Malpensa. Il nome lo fa solo all'amministratore delegato di
Intesa Sanpaolo, Corrado Passera: Lufthansa. E proprio ieri, la compagnia
tedesca, ha annunciato nuove rotte da Malpensa a partire da febbraio dell'anno
prossimo. A quel punto, se venissero garantite le rotte intercontinentali,
Formigoni sarebbe disposto a ridimensionare Linate. Vertice di un'ora su Alitalia, Malpensa e Linate al Pirellone, mentre a Roma
parte la maratona tra governo e sindacati. Le istituzioni milanesi si presentano
in ordine sparso. Anche se Formigoni nega che ci siano contrapposizioni con il
sindaco Moratti, la sensazione è che ci siano due visioni antitetiche. A
partire dal giudizio sul piano Alitalia: "Oggi -
attacca il governatore - siamo di fronte a una situazione positiva, si è fatta
avanti una cordata di imprenditori, che si sostituiscono allo Stato, che si fa
carico dell'impresa senza costi a carico del cittadino, che ragiona sul
mercato, e il mercato in Lombardia c'è ed è forte". Mentre la Moratti parte
da un altro punto: l'effetto che il piano avrà su Malpensa e Linate.
"Malpensa deve essere un hub" ha ripetuto più volte. E Linate potrà
essere ridimensionato solo a questa condizioni. "Ma siccome questo non è
previsto Linate è intoccabile". Per Formigoni sarà invece il mercato a
fare la differenza. E a convincere Alitalia a puntare
su Malpensa. "Ci sono le premesse che Alitalia
realizzi collegamenti diretti a corto e medio raggio e che grazie a un'alleanza
internazionale realizzi collegamenti intercontinentali diretti. Magari con
qualcuno che conosca bene Malpensa ". A queste condizioni Formigoni
sarebbe disposto a cedere su Linate: "è essenziale che la Lombardia abbia
collegamenti diretti intercontinentali. Privilegio questo obbiettivo alla possibilità
di partire da un aeroporto sotto casa ". M.Gian.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: -
pag: 3 categoria: BREVI La contestazione Nella foto, il segretario generale
della Cisl Raffaele Bonanni viene duramente contestato dal personale Alitalia al suo arrivo ieri al ministero del Lavoro. Bonanni aveva
segnalato la sua disponibilità a firmare il piano di ristrutturazione.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Sprechi Il volo Roma-Albenga e i soggiorni degli equipaggi al Lido
Politici, manager, calciatori: i trucchi della casta volante La saga della
compagnia: una commissione a 8 per i nomi degli aerei SEGUE DALLA PRIMA Che
arrivò ad avere un consiglio di amministrazione composto di 17 poltrone: tre
per i sindacalisti e una assegnata, chissà perché, al Provveditore generale
dello Stato, l'uomo incaricato di comprare le matite, le lampadine e le sedie
dei ministeri. Che istituì perfino una commissione di otto persone per decidere
i nomi da dare agli aeroplani: e si possono immaginare i dibattiti fra i sostenitori
di Caravaggio e quelli di Agnolo Bronzino. Che in vent'anni cambiò dieci capi
azienda, nessuno uscito di scena alla scadenza naturale del suo mandato. E che
negli ultimi dieci anni ha scavato una voragine di tre miliardi chiudendo un
solo bilancio in utile, ma unicamente grazie a una gigantesca penale che i
preveggenti olandesi della Klm preferirono pagare pur di liberarsi dal suo
abbraccio mortale. C'era una volta, appunto. Perché una cosa sola, mentre scade
l'ultimatum di Augusto Fantozzi, è certa: quella Alitalia
lì non c'è più. La corsa disperata di cui parlò Tommaso Padoa-Schioppa quando
ancora confidava di poter passare la patata bollente ad Air France, dicendo di
sentirsi come "il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare
il malato nell'unica clinica che si è dichiarata diposta ad accettarlo", è
comunque finita. E con quell'ultimo viaggio, fallito in modo drammatico, si è
chiusa un'epoca. Con un solo rammarico: che la parola fine doveva essere
scritta molti anni prima. Se soltanto i politici l'avessero voluto. Già, i
politici. Ricordate Giuseppe Bonomi? Politico forse sui generis, leghista e
oggi presidente della Sea, ora ha chiesto all'Alitalia 1,2 miliardi di euro di danni perché la compagnia ha deciso di
lasciare l'aeroporto di Malpensa. Anche lui è stato presidente dell'Alitalia: durante la sua presidenza la compagnia prossima ad essere
"tecnicamente in bancarotta", per usare le parole del capo della
Emirates, Ahmed bin Saeed Al-Maktoum, sponsorizzò generosamente i
concorsi ippici di Assago e piazza di Siena. Alle quali Bonomi, provetto
cavallerizzo, partecipò come concorrente. Ma senza portare a casa una medaglia.
Ritorno d'immagine? Boh. E ricordate Luigi Martini? Ex calciatore della Lazio,
protagonista dello storico scudetto del 1974, chiusa la carriera sportiva
diventò pilota dell'Alitalia. Poi parlamentare e
responsabile trasporti di Alleanza nazionale: ma senza smettere mai di volare.
Per conservare il brevetto gli fu concesso di mantenere anche grado e
stipendio. Faceva tre decolli e tre atterraggi ogni 90 giorni, quando gli
impegni politici lo consentivano, pilotando aerei di linea con 160 passeggeri a
bordo. Inconsapevoli, probabilmente, che alla cloche c'era nientemeno che un
parlamentare in carica. Questa sì che era degna di chiamarsi italianità. In
quale altro Paese sarebbe stato possibile? Domanda legittima anche a proposito
di quello che accadde nel 2002, quando con la benedizione di Claudio Scajola
venne istituita una linea quotidiana Alitalia fra
Fiumicino e Villanova D'Albenga, collegio elettorale dell'allora ministro
dell'Interno. Numero massimo di passeggeri, denunciò il rifondarolo Luigi
Malabarba, diciotto. Dimesso il ministro, fu dimessa anche la linea.
Ripristinato il ministro, come responsabile dell'Attuazione del programma, fu
ripristinato pure il volo: in quel caso da Air One, con contributi pubblici.
Volo successivamente abolito dopo la fine del precedente governo Berlusconi e
quindi ora, si legge sui giornali, riesumato per la terza volta. Ma politici e
flap in Italia hanno sempre rappresentato un connubio spettacolare. Lo sapevano
bene i 9 sindacati dell'Alitalia, che non a caso nei
momenti critici, ha raccontato al Corriere Luigi Angeletti, regolarmente
pretendevano di avere al tavolo il governo, delegittimando la controparte
naturale, cioè l'amministratore delegato. E i ministri regolarmente si calavano
le braghe. Forse questo spiega perché mentre tutte le compagnie straniere, alle
prese con le crisi, tagliavano il personale e riducevano i costi, all'Alitalia accadeva il contrario. Nel 1991, dopo la guerra del
Golfo, si decisero 2.600 prepensionamenti. Poi arrivò Roberto Schisano, che
diede un'altra strizzatina, e i dipendenti scesero nel
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, trattativa sul filo
Piloti, l'ultima mediazione Pressing del governo, ipotesi di contratto
separato. Contestato Bonanni Confronto con tutte le categorie, resta il nodo
esuberi. Clima teso, voli annullati, un dipendente minaccia di darsi fuoco ROMA
- Un contratto tutto per i piloti, offerto alla Compagnia aerea italiana (Cai)
con la mediazione del governo, in un incontro riservato in via Veneto, non è
bastato nella notte a convincere le "aquile" a firmare l'intesa su Alitalia. "Il piano industriale resta insufficiente.
Troppi esuberi" è stata la nuova rivendicazione dell'Anpac. Il governo ha
quindi richiamato in trattativa i segretari confederali Guglielmo Epifani
(Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil) e Renata Polverini
(Ugl). L'ennesimo round in una giornata in cui c'è stato tutto. La protesta
urlata di un centinaio di lavoratori nel centro di Roma, le assemblee a
Fiumicino con la cancellazione di più di 30 voli, il muro contro muro ai 4
tavoli di trattativa. In un clima di crescente tensione, con la polizia
schierata nei posti "caldi", il confronto si era incagliato proprio
sul nuovo contratto unico, offerto da (Cai), su cui le categorie erano parse
inamovibili. A partire dai piloti: "Eliminiamo questa aberrazione senza
pari in Europa, poi ci confrontiamo su tutto " era la loro esortazione.
"Non firmate, non firmate", l'invocazione dei lavoratori per strada,
dove un operaio dell'Atitech ha minacciato di darsi fuoco. Ma Cai,
rappresentata al tavolo dall'amministratore Rocco Sabelli, era apparsa inflessibile:
solo partendo da una "netta discontinuità " con il passato sarà
possibile "cercare successivi raccordi con la contrattualistica
esistente". A leggere tra le righe, la disponibilità a concessioni però
c'era. "Resto ottimista" aveva infatti dichiarato a metà giornata il
ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, presente a tutti i tavoli. I primi
progressi sono arrivati sulle tutele previdenziali che competono al governo.
Troppo poco. Così Corrado Passera (amministratore delegato d'Intesa SanPaolo),
Roberto Colaninno, presidente di Cai e il commissario Augusto Fantozzi a ora di
cena sono andati a Palazzo Chigi dal sottosegretario Gianni Letta.
All'improvviso sono girate voci di dimissioni di Sabelli legate a pressioni del
governo, subito smentite. Ma soprattutto è emersa l'ipotesi di un contratto a
parte per i piloti della nuova Alitalia con lo
spostamento del contratto unico a un livello superiore: quello nazionale. Ma
l'obiettivo del governo di chiudere con i piloti per poi stringere con le altre
categorie non è apparso ancora a portata di mano. Eppure in mattinata al tavolo
sul piano industriale si era visto anche qualche spiraglio su rete e flotta, un
maggiore presidio delle rotte domestiche con Air One "anche per non
lasciare spazi a competitor", aveva detto Sabelli. Poi anche per
manutenzione e cargo su cui l'amministratore ha annunciato una partecipazione
azionaria di Cai in società esterne che acquisteranno le attività. In serata il
commissario Augusto Fantozzi ha svelato le dichiarazioni d'interesse giunte
mercoledì: A
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Lo sfogo Il leader della Cisl dopo i fischi davanti al ministero
del Lavoro "Abituato ai mattoni dei muratori Altro che dietro-front sulla
vendita" ROMA - "è sempre stato così. Con chi se la prendono? Con chi
ha l'atteggiamento più responsabile". Sono le otto di sera e Raffaele
Bonanni sorseggia un caffè alla Caffetteria di piazza di Pietra, dopo un
dibattito con il ministro Maurizio Sacconi e l'imprenditore Diego Della Valle,
moderato da Giovanni Floris, sul libro di Stefano Livadiotti "L'altra
casta, l'inchiesta sul sindacato". Un caffè al termine
di una giornata tesa e prima della notte più lunga per Alitalia. "Chiamami pure a qualsiasi ora, anche alle due, alle
tre", dice al telefonino a Claudio Claudiani (Fit-Cisl), che sta in
trattativa al ministero del Lavoro. Bonanni, quando si firmerà, vuole esserci.
Lui continua a non avere dubbi: "Io firmo". Ed è questa
certezza che gli ha procurato, ieri mattina, la dura contestazione di un gruppo
di dipendenti dell'Alitalia che lo ha affrontato
all'entrata del ministero insultandolo ("Buffone, vergognati") e
intimandogli di non firmare ("Attento perché tanto di qua devi ripassare
"). "Erano quattro lavoratori di un sindacatino, credo dell'Avia,
perché alcuni di loro avevano il distintivo. Ma figurarsi se m'impressiono.
Vengo dagli edili. E lì, nei cantieri, volavano i mattoni... ". "Il
bello è - continua nel suo sfogo Bonanni - che questi mi contestano senza rendersi
conto che, evitando il fallimento, salvo pure loro. L'alternativa qual è?
Mandare 20 mila lavoratori per strada?". Guai a obiettare che
l'alternativa c'era e si chiamava Air France, ma che proprio Bonanni ha
contribuito ad affossare. "Ancora con questa favola? La verità è che
Spinetta si è ritirato perché sapeva che al governo sarebbe arrivato
Berlusconi. E in ogni caso non è vero che il piano Air France prevedeva solo
2.200 esuberi. A questi si devono sommare i 5 mila della manutenzione, del
cargo e dei servizi. Per questi, invece, noi abbiamo trovato una soluzione in
società che saranno partecipate dalla stessa Cai che rileverà Alitalia ". Non ha ripensamenti Bonanni, neppure
davanti ai malumori della base. "Spinetta voleva fare il colpaccio. Prendersi
tutto il nostro traffico e portarlo a Parigi. E tutto questo senza discuterlo
non solo con noi, ma tenendo all'oscuro perfino i ministri. C'era l'allora
ministro dei Trasporti, Bianchi, che poverino era disperato perché non riusciva
a sapere nulla La protesta di lavoratori e hostess della compagnia.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 2
autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi T rattativa Alitalia, 11 settembre,
il giorno più lungo. I piloti: "C'è il rischio che tutto precipiti".
Usare altre metafore, proprio no? www.corriere.it/italians.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I tavoli di
confronto diversi su contratti, esuberi e ammortizzatori sociali. Tavoli
sospesi e poi riaperti separatamente in tarda serata. Disagi a Fiumicino.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Monta
la protesta sindacale, contestato Bonanni. Disagi a Fiumicino: cancellati 50
voli Alitalia, trattativa ad alta tensione Muro
contro muro su contratti e stipendi. Sacconi: intesa ora o mai più.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Endenti
della nuova Alitalia. Air France
come Lufthansa ha invece un contratto unico ma con specificità interne.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCA LIPPERA CORTEI,
assemblee, voli cancellati, un dipendente che minaccia di darsi fuoco. Quelli
dell'Alitalia, nel "giorno del destino", hanno fatto vedere unghie e
denti a chi doveva vedere. Centinaia di lavoratori, tra cui molti napoletani
dell'Atitech saliti dalla Campania, hanno protestato in tutta Roma spostandosi
senza sosta sotto le sedi del Ministero del Lavoro (nella foto) dove si è
tenuta la trattativa sul futuro della compagnia. Una hostess:
"Vogliono trasformarci in schiavi, allora è meglio il fallimento".
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Fantozzi
ha chiesto l'estensione della procedura ad Az Servizi, Alitalia Express, Alitalia Airport e
Volare.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di LUCIANO
COSTANTINI ROMA Il giorno più lungo va ai tempi supplementari. Solo oggi si
conoscerà il futuro di Alitalia: una compagnia tutta
nuova o il fallimento. C'è chi ipotizza (i sindacati) che non sarà sufficiente nemmeno
l'intera giornata di oggi per chiudere la partita e chi sentenzia (governo e
Cai) che oltre non si potrà davvero andare. Fatto è che il confronto aperto
ieri mattina con un tavolo plenario, si è andato diluendo nel primo pomeriggio
con tre tavoli, più uno. Tre tavoli, dunque, ed un quarto. Chiariamo: i primi
tre per discutere, separatamente, dei contratti di piloti, assistenti di volo e
personale di terra. Il quarto per individuare una eventuale intesa su esuberi
ed ammortizzatori sociali. I quattro tavoli - sospesi poco dopo le 21 e
riaperti separatamente - dovrebbero produrre a loro volta un tavolone finale
con tanto di firma. Un puzzle reso ancora più difficoltoso da tatticismi (c'è
chi li chiama liturgie) evidenti e un clima surriscaldato. Inevitabile maratona
notturna ad alta tensione con intermezzo di un vertice a palazzo Chigi tra
Letta, Colaninno, Passera e Fantozzi. Previsioni? Il ministro Sacconi continua
a manifestare un cauto ottimismo: "Il risultato è a portata di mano. O si
chiude stanotte o mai più, è l'ultima possibilità, non ce n'è una seconda.
L'alternativa è il fallimento". Ma il titolare del Welfare è stato
costretto a diffondere, a mezzo di una nota ufficiale, "l'invito al
massimo senso di responsabilità per evitare il fallimento di Alitalia...sarebbe
colpevole far circolare infondate notizie allarmistiche sui livelli
occupazionali nelle diverse aree e nei diversi ambiti produttivi". Il
commissario, Augusto Fantozzi, ha precisato, allungandoli, i tempi della
partita: "Serve l'accordo entro domani (oggi;n.d.r)", ha affermato
lasciando il ministero del Lavoro. I sindacati confederali ostentano un certo
pessimismo, ma poi tra le righe delle loro dichiarazioni, fanno capire che
l'intesa può essere individuata. Anche perchè Cai delle concessione le ha fatte
e vanno nella direzione indicata dalle organizzazioni sindacali: manutenzione
pesante e cargo non entreranno nella nuova compagnia ma andranno in outsourcing
a società che prevedano una partecipazione azionaria della neo Alitalia. Fantozzi ha comunicato che sono pervenute le offerte
rispettivamente di Aviation Management per l'intero pacchetto di Atitech e di
Alis-Miro. La proprietà della stessa Alitalia
resterebbe per almeno cinque anni in mani italiane. Gli esuberi dovrebbero
essere smaltiti in parte attraverso gli ammortizzatori sociali o ricollocati in
aziende del settore o probabilmente guidate da imprenditori che fanno
parte della cordata. "L'intento di tutti è chiudere stanotte - ha
sottolineato Bonanni - e useremo il tempo che c'è. Altrimenti fermeremo le
lancette". "Certo non vogliamo - che il sindacato venga indicato come
responsabile di un eventuale fallimento", ha aggiunto, Renata Polverini
dell'Ugl. "Non si esce dalla vicenda - ha comunque avvertito Guglielmo
Epifani - se non con l'accordo di tutte le organizzazioni". La resistenza
più dura è quella opposta da piloti e assistenti di volo che chiedono contratti
specifici di categoria e non sono disposti ad accettare tagli a retribuzioni e
riposi. "Le risposte - ha specificato Stefano De Carlo, numero due
dell'Anpac - su flotta e network sono ancora insufficienti anche se hanno detto
(la Cai; n.d.r.) che prenderanno in considerazione le nostre valutazioni. Il
rischio che la situazione precipiti è alto. Il rischio, ancora, è quello di
fare il bis di Spinetta". In serata la puntualizzazione di Cai: "Il
contratto proposto resta l'unica base di partenza, la nuova Alitalia
dovrà segnare una netta discontinuità rispetto alla situazione attuale e solo
rispettando queste condizioni si potranno cercare successivi raccordi con la
contrattualistica esistente". Alla fine, anche se appare come un'ipotesi
difficile comunque traumatica, si potrebbe arrivare ad un accordo separato con
le confederazioni ed il "no" del personale di cabina. E', invece,
praticamente certo che l'eventuale intesa sarebbe sottoposta a referendum tra i
lavoratori.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di GIULIA LEONI
MILANO - Il commissario Augusto Fantozzi, dopo aver ottenuto il 29 agosto
scorso l'ammissione di Alitalia alla procedura
straordinaria, martedì scorso si sarebbe di nuovo rivolto al ministro dello
sviluppo economico Claudio Scajola. Secondo quanto risulta a Il Messaggero,
Fantozzi avrebbe chiesto l'estensione della Marzano 2 anche ad Az Servizi, Alitalia Airport, Alitalia Express e Volare. Tutte società del mondo Alitalia che sono ricomprese nell'offerta preliminare formulata dalla
Compagnia aerea italiana (Cai) arrivata sul tavolo di Fantozzi undici giorni
fa. Az Servizi (8100 dipendenti) fa capo per il 51% a Fintecna, Alitalia Airport (controllata da Az Servizi) coordina le funzioni
di handling, ovvero di assistenza passeggeri ed aeromobili sia per Alitalia che per i vettori partner e anche per i clienti
terzi. Alitalia Express (controllata al 100% dalla
Magliana) conta circa 600 dipendenti, di cui la maggior parte impiegati nella
direzione delle operazioni di volo (247 piloti e 165 assistenti di volo)
raggiunge 23 destinazioni in Italia e in Europa, trasportando oltre un milione
di passeggeri all'anno. Quanto a Volare, la Magliana si è aggiudicata la low
cost italiana il 17 marzo 2006 al termine di una gara travagliata. E che
peraltro dovrà essere rifatta. Come ha deciso lo scorso maggio il Consiglio di
Stato che, su ricorso di Air One (arrivata seconda), ha annullato la gara. E ha
deliberato di rinnovarla. Come accennato, Fantozzi si è rivolto martedì scorso
al ministro dello sviluppo economico Scajola. Che già nelle prossime ore
dovrebbe dare il proprio responso con la nomina scontata di Fantozzi. L'ok del
ministro consentirebbe a Cai di allargare la due diligence anche ai beni delle
altre società rientranti nel perimetro della propria offerta. La verifica sugli
asset di Alitalia è infatti già partita e dovrebbe
concludersi entro il 20 settembre: sono al lavoro, pancia a terra, gli uomini
di Intesa Sanpaolo ma anche il team di Boston Consulting group e gli studi
legali Bonelli Erede Pappalardo e Gitti Pavesi Verzoni. Al setaccio anche i
conti della Magliana. Alcuni numeri sul drammatico stato di salute di Alitalia emergono intanto dalla sentenza n. 287/08 del 5
settembre scorso dichiarativa dello stato d'insolvenza di Alitalia(firmata
dal presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Roma Fausto Severini
e dal giudice estensore Umberto Gentili). Dal quale si evince che, al 31 luglio
scorso, i debiti di Alitalia ammontavano a 2,836
miliardi, che il patrimonio netto era negativo - la Magliana si era già
"mangiata" i 300 milioni del prestito ponte - e che i mezzi
finanziari, alla fine di settembre, non supereranno i 50 milioni. Come ha
ammesso, qualche giorno fa, anche lo stesso Fantozzi.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Ti
di Alitalia dinanzi all'entrata del ministero
del lavoro in via Flavia; proseguita con la dura contestazione al leader della
Cisl, Raffaele Bonanni; terminata con il trasferimento di una parte di
contestatori in via Fornovo dove c'è una sede distaccata del dicastero e la
parte restante di lavoratori rimasta presidiare via Flavia. La partita sul futuro della
compagnia, insomma, si è giocata anche fuori delle sedi istituzionali. Il
presidio mattutino in via Flavia era previsto e prevedibile: ad aspettare i
sindacalisti quasi esclusivamente piloti e assistenti di volo: qualcuno in
divisa da comandante, qualche altro che teneva per la mano il proprio bambino.
Quasi tutti giovani, quasi tutti precari. Bonanni non ha fatto fatica ad
entrare nel ministero, ma certo ha dovuto incassare invettive tra le più
variegate e colorite. "Non devi firmare", gli ha intimato con
l'indice puntato sotto il mento un non meglio identificato dipendente della
compagnia. E poi epiteti più o meno irripetibili. Il più ascoltato:
"Buffone, da qui non uscirai". "Si è trattato soltanto di un
gruppetto di provocatori non iscritti al sindacato", ha minimizzato più
tardi la Cisl. In una nota, diffusa in tarda mattinata, la confederazione di
via Po ha spiegato la contestazione come "il frutto del clima avvelenato,
di nervosismo e confusione su una vicenda che si trascina da mesi". Nella
stessa nota la Cisl ha spiegato di "comprendere le legittime
preoccupazioni di tutti i lavoratori del groppo, ma che in questo momento è
necessario mantenere la massima unità...l'unico obiettivo è e rimane quello di
salvare 20mila posti di lavoro. Al contrario c'è qualcuno che alimenta lo
scontro in maniera strumentale ed irresponsabile per far saltare la trattativa.
Ma non ci faremo intimidire e proseguiremo nella linea responsabile per trovare
una soluzione condivisa sulla vertenza". Solidarietà a Bonanni è stata
espressa dall'ex leader, Franco Marini: "Al tavolo i sindacati stanno
facendo il loro mestiere e il senso di responsabilità dimostrato da Bonanni è
una carta importante. Gli estremismi non aiutano a trovare una soluzione,
l'alternativa è solo il fallimento". Sotto via Flavia il presidio si è
andato ingrossando nel pomeriggio con l'arrivo di decine di dipendenti dell'Atitech
di Napoli, peraltro controllati dalle forze dell'ordine. Qualcuno ha così
deciso di tentare allentare la morsa trasferendo la sede dei colloqui in via
Fornovo, nel quartiere Prati. Il risultato è stato quello di dividere il fronte
dei contestatori. Solo qualche ora più tardi i "reduci" di via Flavia
hanno deciso di raggiungere via Fornovo. Nuovo presidio, ma questa volta
nessuna contestazione in attesa degli esiti del confronto. Solo attimi di
tensione quando un lavoratore Atitech si è cosparso di alcol e ha minacciato di
darsi fuoco. Cos.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-12 num: - pag: 44 autore: di
AUGUSTO FANTOZZI categoria: REDAZIONALE LA LETTERA DEL COMMISSARIO
STRAORDINARIO L'Alitalia, le offerte e la trasparenza C aro direttore, mi pare opportuno
fornire un contributo che possa essere utile a fare chiarezza su alcune
questioni afferenti la procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia. 1 La normativa su cui si fonda la procedura, finalizzata, tra
l'altro, alla continuità del servizio pubblico, al mantenimento sul
mercato dei complessi aziendali o di parte di essi, al mantenimento - per
quanto possibile - dei livelli occupazionali, tenendo conto degli interessi dei
creditori, è connotata da specifiche esigenze di rapidità e speditezza, secondo
quanto previsto dalla normativa stessa e secondo quanto imposto, nel caso di
specie, dalla situazione finanziaria ed economica della società sottoposta a
procedura. 2 La legge, proprio in ragione della necessità di speditezza,
contempla un'espressa deroga all'espletamento di forme di pubblicità
relativamente alla cessione di complessi aziendali, o parte di essi, da parte
della procedura. La legge medesima contempla il rispetto dei principi di
trasparenza per ogni operazione della procedura. Ne consegue che mentre nessuna
forma di pubblicità è richiesta per la cessione, dovendosi escludere l'obbligo
di ogni forma di gara o sollecitazione al mercato, la procedura deve adottare
le proprie determinazioni nel rispetto dei principi di trasparenza, cosa che è
stata e sarà puntualmente fatta.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-12 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Divergenze I timori del governatore. Il Campidoglio: "Fiducia
nel governo" Marrazzo, allarme su Alitalia "Arriva uno tsunami di esuberi e licenziamenti"
Parlando di fronte a centinaia di lavoratori dell'Alitalia, Piero
Marrazzo lancia l'ennesimo allarme: "Uno tsunami di esuberi e
licenziamenti si sta per abbattere sul Lazio". Replica Alemanno che ha
incontrato ieri pomeriggio per un colloquio privato il governatore:
"Ho fiducia nel governo Berlusconi". Centinaia di hostess e piloti
hanno protestato davanti al ministero del Lavoro in via Flavia. E all'aeroporto
di Fiumicino, blocchi selvaggi, ritardi, voli cancellati e bagagli smarriti. A
PAGINA 2 Francesco Di Frischia e Alessandro Fulloni.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
ROMA - E' una
macchina "ridondante, eccessiva e inefficace. E per questi motivi va
certamente ripensata". Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ce l'ha
con un sistema complesso delle relazioni industriali di cui il sindacato fa
parte. E prende spunto dalla presentazione del libro di Stefano Livadiotti,
"L'altra Casta" per rivolgere l'appello al segretario generale della
Cisl, Raffaele Bonanni, seduto allo stesso tavolo. La prova che le
organizzazioni sindacali "devono cambiare sta nel fatto che tutti e tre i
diritti fondamentali dei lavoratori sono difettivi: dalla salute sul lavoro,
alla formazione, fino alle retribuzioni", denuncia Sacconi. Insomma,
"bisogna liberare il lavoro dall'incompetenza e dall'insicurezza. Ma anche
dall'ideologia". E la detassazione della componente variabile del salario
"va nella direzione di un diverso livello di relazioni che rimetta al
centro la persona" per il ministro. "Sì alla riforma del sindacato -
risponde Bonanni - Purchè si faccia in un clima disteso e di collaborazione".
Perchè il numero uno della Cisl non ci sta a incassare l'etichetta di
"casta" ("Non abbiamo ereditato nè beni, nè poteri"). E tantomeno ha intenzione di incassare l'attacco di Diego Della
Valle, patron di Tod's, che accusa il sindacato di gravi responsabilità anche
nella vicenda Alitalia. "La sua è una visione molto particolare della
democrazia", ha ribattuto Bonanni. R.Amo.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
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Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-12 num: -
pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il presidente della Regione
e Zingaretti all'assemblea dei dipendenti Marrazzo: "Uno tsunami di
esuberi e licenziamenti" Incontro col sindaco e lettera a Berlusconi
Secondo il governatore del Lazio il Piano industriale della nuova Alitalia "non può essere firmato così com'è". E invia
una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "per dire che
Roma e il Lazio vogliono parlare" "Si sta per abbattere uno tsunami
di esuberi e licenziamenti ". Piero Marrazzo è molto preoccupato per il
Piano industriale della nuova Alitalia "che non
può essere firmato così com'è ", e annuncia di avere inviato una lettera
al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "per dire che Roma e il
Lazio vogliono parlare, ma fino ad oggi mi hanno sbattuto la porta in
faccia". Il governatore, che non vuole affatto un ridimensionamento dello
scalo capitolino, in mattinata aveva visto il vicesindaco Cutrufo e gli
imprenditori locali guidati da Massimo Tabacchiera, presidente di Federlazio e
Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio di Roma. E per tutto il
giorno centinaia di lavoratori Alitalia hanno
protestato in via Flavia e via Fornovo, sedi del ministero del Lavoro. E la
tensione è salita in serata quando un dipendente dell'Atitech, società che cura
la manutenzione degli aeromobili, si è cosparso di alcol e ha minacciato di
farsi fuoco in via Fornovo. Dopo essere intervenuto ieri pomeriggio ad una
assemblea di alcune centinaia di lavoratori riuniti all'aereoporto di
Fiumicino, Marrazzo ha incontrato nei suoi uffici sulla Cristoforo Colombo il sindaco
Alemanno in un colloquoio privato per trovare una "solidarietà
istituzionale" in previsione dell'incontro del 18 settembre (al tavolo tra
Regione, Comune e Provincia di Roma ndr) ". "La riunione è servita
per fare chiarezza su Alitalia e Fiumicino, e per
cercare di avere una solidarietà istituzionale - ha ribadito il sindaco - Ci
siamo confrontati per trovare una strategia in previsione dell'incontro tra
enti locali". "Sono convinto che con il governo si possa fare un
ottimo lavoro - ha concluso Alemanno - Sono molto fiducioso ". Pessimista,
invece, appare Marrazzo: "Non si può aprire una grande compagnia senza
rotte, manutenzione e cargo. E se Fiumicino perde i voli intercontinentali, va
in crisi il sistema aeroportuale del Lazio. A questo punto io voglio sapere,
prima che si chiudano le trattative, che fine faranno i lavoratori, o ad
esempio, la manutenzione. Altrimenti si rischia il collasso del sistema".
"Newco vuole abbandonare Roma lasciando nella Capitale i soli voli
nazionali - accusa il governatore del Lazio che ha annunciato anche di aver
chiesto la convocazione di un Cda straordinario di Adr. "Non è giusto che
a decidere le politiche dei trasporti siano le aziende private e non lo Stato e
chi governa il territorio", ha fatto notare il presidente della Regione
che spera di recarsi "a Palazzo Chigi con Zingaretti e Alemanno, in modo
tale da poter leggere finalmente i contenuti del Piano industriale. Fiumicino
ha bisogno di rotte internazionali: non può diventare un aeroporto regionale".
Un'eventualitÁ del genere sarebbe per Marrazzo "un duro colpo all'economia
del Lazio e quindi del Paese ". Francesco Di Frischia.
( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
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- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Protesta In aeroporto Cancellazioni e ritardi, gravi disagi In
mattinata, all'avvio delle trattative, fischi, spintoni e minacce al segretario
generale della Cisl, Raffaele Bonanni: "Guai a te se firmi l'accordo
", gli ha gridato un pilota. E nel pomeriggio, all'aeroporto di Fiumicino,
protesta selvaggia con pesantissimi disagi ai passeggeri, tra ritardi, voli
cancellati e bagagli smarriti. Il "giorno più
lungo" dei dipendenti Alitalia è cominciato verso le 10,
quando circa 300 tra piloti, steward e personale di terra si sono presentati in
via Flavia, sede del ministero del Lavoro, precedendo le delegazioni sindacali.
Tanti i cori contro le rappresentanze sindacali e l'ipotesi di accordo scanditi
per tutto il giorno. A piloti, hostess e stuart, compresi i precari, si
sono uniti verso l'ora di pranzo alcune centinaia di operai dell'Atitech,
partecipata Alitalia che si occupa di manutenzione e
che non dovrebbe far parte della nuova compagnia. A scortarli numerosi blindati
di polizia e carabinieri. "Il nuovo contratto è improponibile - denuncia Daniela
Martini, hostess di 35 anni, con un cappio al collo che testimonia "la
vera cordata Alitalia", come riporta un cartello
appeso alla maglietta Vorrebbero azzerare i nostri diritti e pagarci meno di
una compagnia low cost: e questo lo chiamano rilancio?". Polemico Michele
Dapuzzo, segretario della Sdl, 54 anni, 25 dei quali trascorsi in Atitech:
"Perchè Berlusconi non manda il suo aereo in Marocco a fare manutenzione e
poi si fa un bel volo, se ne ha il coraggio?". Tra rabbia e ironia,
Dapuzzo e un gruppetto di operai inscenano uno strip: "Ci avete messo in
mutande", gridano in coro rivolgendosi verso il ministero. Atmosfera
surriscaldata anche al Leonardo da Vinci nel pomeriggio. Conclusa l'assemblea
con un migliaio di lavoratori, molti hanno sfilato per le strade dello scalo,
impedendo l'accesso ai terminal. Ed è stato il caos. Passeggeri bloccati in
auto, proteste ai check in. Code infinite. Protesta selvaggia al nastro della
riconsegna bagagli. Risultato: voli ritardati anche di tre ore e una trentina
di cancellazioni. "è solo l'inizio", commentavano uscendo dagli
hangar. Alessandro Fulloni.
( da "Tempo, Il" del 12-09-2008)
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Stampa Trattative a
oltranza fra la Cai e i sindacati. I piloti: no al contratto unico. Vertice da Letta Le ore più lunghe di Alitalia La
trattativa Alitalia si è protratta fino a notte fonda. Muro contro muro fra la Cai e
i sindacati, con i piloti a rifiutare l'ipotesi del contratto unico, mentre si
apriva uno spiraglio su cargo e manutenzioni. A tarda sera, dopo ore
drammatiche per la mobilitazione dei dipendenti davanti al ministero del
Lavoro, si è svolto un summit a Palazzo Chigi da Letta con Sacconi,
Matteoli, Fantozzi, Colaninno, Passera e Sabelli. Assemblea a Fiumicino: decine
di voli cancellati, passeggeri infuriati. Biraghi, Caleri e Moro alle pag. 2 e
3.
( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
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Di MARIO AJELLO ROMA
Come interviene il Cavaliere nelle polemiche sul fascismo? Non parlando di
fascismo, ma di comunismo. "Noi - avverte Berlusconi parlando ai ragazzi
della festa di An - dobbiamo sempre ricordarci che la sinistra viene dal
comunismo e i signori della sinistra non lo hanno ancora superato. Finchè non
lo faranno, è impossibile il dialogo con loro. Quindi, andiamo avanti con la
nostra maggioranza che è ampia e grazie alla quale stiamo facendo tantissime
ottime cose". Applausi. Ovazione. Anche se il Silvio in versione
anti-comunista sembra appassionare i ragazzi di An - che lo adorano - un po'
meno del Silvio che parla della meritocrazia nella scuola. O che annuncia la
riforma della giustizia ("E' il popolo che ce la chiede") da fare
subitissimo e nella quale i pm non più onnipotenti "andrebbero chiamati
avvocati dell'accusa e dovranno avere una carriera separata da quella dei
giudici e presentarsi alla porta di questi ultimi bussando, chiedendo permesso
e presentandosi con il cappello in mano". O che parla dell'Udc:
"Ragazzi, quando leggete sui giornali con noi nel governo litighiamo
sempre non credeteci proprio. Sono menzogne. Non ci sono contrapposizioni,
oggi. Anche perchè adesso quelli che creavano scontri dentro il governo non ci
sono più". I centristi, appunto. E per essere più convincente, Berlusconi
la butta sullo scherzo: "Che cosa devo fare, per chiarire a tutti che non
ci sono dissapori nella maggioranza? Devo far salire sul palco La Russa (che
era in platea fino a poco prima, ndr) e ballare con lui un tango? Devo fare il
tango con Gasparri? No, Gasparri non è il mio tipo". Ma ieri sera, vista
le polemiche su Salò e via dicendo, Berlusconi ha scelto di inserircisi anche
lui sia pure in maniera indiretta ma molto netta. Una ragazza - sono per lo più
ragazze, e anche graziose, a fargli le domande dalla platea - gli chiede
dell'accordo appena stipulato con Gheddafi. Lui risponde e, parlando della
colonizzazione italiana laggiù, osserva: "Italo Balbo in Libia fece cose
egregie colonizzatore. Costruì caserme, abitazioni, infrastrutture. Anche se le
fece solo per gli italiani". I giovani approvano. Per troppa timidezza non
hanno inserito Balbo fra i loro miti cui è dedicata un'apposita mostra - ci
sono Jonathan Livingston, il milanista Gattuso, Madre Teresa di Calcutta,
Cirano de Bergerac, Perlasca - e ora però è arrivato Zio Silvio a ricordare
quanto fu meritevole quell'eroe del Ventennio. Non che il fascismo interessi
granché - anzi, zero! - a questi ragazzi. E il comunismo, o meglio
l'anti-comunismo? Berlusconi comincia a leggere, da un suo vecchio libro una
pagina che parla appunto del comunismo: "Abolizione della proprietà
privata, pianificazione dell'economia, decine di milioni di morti, miseria,
terrore...". Subito dopo si alza una ragazza, e prima di fare la sua
domanda al Cavaliere premette gentilmente: "Parliamo di cose più
pragmatiche, del problema casa per esempio...". E Berlusconi: "Guarda
che il comunismo è una cosa molto pragmatica!". Ma lo è anche, anzi di
più, la riforma della scuola che il premier anticipa: "Cinque in condotta,
divisa come simbolo di uguaglianza, aumento del tempo pieno, meno insegnanti ma
pagati di più secondo il merito...". Intanto è planato
su Alitalia: "Nessuno straniero avrà mai la maggioranza azionaria. Gli
imprenditori italiani, che si sono impegnati nella cordata, lo hanno fatto per
spirito patriottico". L'evocazione del patriottismo manda in visibilio i
giovani ascoltatori. Silvio lo capisce. E insiste, dando una botta alla
Perfida Albione: "Gli inglesi ci guardano dall'altro in basso. Ma noi
siamo il Paese con più cultura al mondo e non dobbiamo avere complessi
d'inferiorità nei confronti di nessuno". Specie dei comunisti. Rieccoli.
In versione barzelletta. "I carabinieri - è la storiella berlusconiana -
non sono contenti del governo. Allora decidono di andarsene in vacanza, a fare
una bella battuta di caccia. Uno entra nel bosco, spara e quando esce il
maresciallo gli chiede: che hai preso? Una lepre! Poi è un altro a sparare e il
maresciallo: che hai preso? Un faggiano! Poi è il maresciallo che spara e i
suoi commilitoni gli chiedono: lei che ha preso? A giudicare dai documenti, ho
preso un comunista!". Qualcuno ride. Ma ridono tutti poco dopo. C'è una
zanzara, sul palco, che ronza intorno al volto del Cavaliere. "Questa è una
zanzara comunista", annuncia il premier. Il quale, con uno schiaffo
fulmineo, la uccide. E poi esulta: "L'ideologia liberale ha
prevalso!".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-09-2008)
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Politica Italiana
Pagina 106 Il premier alla festa dei giovani di An: "Il gradimento
dell'esecutivo è arrivato al 62 per cento" Berlusconi: "Un consenso imbarazzante"
Il premier alla festa dei giovani di An: "Il gradimento dell'esecutivo è
arrivato al 62 per cento" --> ROMA Solo un anno fa, Silvio Berlusconi,
come ieri era stato la star di Atreju, la festa di Azione Giovani al Celio. Aveva
promesso allora che Prodi sarebbe imploso ed il centrodestra sarebbe tornato al
governo, annunciando la imminente nascita del Pdl ed una lotta senza quartiere
ai notabili politici (anche di Forza Italia) schierati a difesa del proprio
cadreghino. Il Cavaliere torna a promessa mantenuta, da premier, dispensa
ottimismo e gigioneggia come allora, ma soprattutto mette in vetrina i successi
del governo, senza dimenticare l'ennesima condanna dell'ideologia comunista ed
un applaudissimo elogio di Italo Balbo. LA ZANZARA ROSSA Tutto ha inizio con il
sacrificio di una zanzara, che si muove attorno al premier sul palco di Atreju,
nel caldo afoso. "C'è una zanzara comunista...", dice Berlusconi.
Poi, la schiaccia e esulta: "La filosofia liberale ha prevalso sull'attacco...".
Più tardi Berlusconi tornerà a condannare l'ideologia comunista leggendo il
lungo passaggio del libro nero del comunismo. E sulle riforme dirà: "I
signori della sinistra sono nati con questa filosofia nella testa. Quando
fingono di aprirsi al dialogo con noi sulle riforme devono dimostrare di averla
superata. Ma purtroppo devo dirvi che questo non è avvenuto per nessuno dei
protagonisti della sinistra". Una giovane interrompe il premier e chiede
che si parli di temi più "pragmatici". "Le assicuro - gli
risponde il Cavaliere - che il tema è quanto di più pragmatico ci sia".
Nei giorni in cui il revisionismo sul fascismo torna di moda, Berlusconi si
lancia in uno sperticato (ed applauditissimo) elogio di Italo Balbo, esuberante
gerarca fascista con la passione del volo, spedito dal Duce a fare il
governatore in Libia anche per moderarne l'eccessivo ed irrequieto
individualismo. "Italo Balbo in Libia fece cose egregie, cose buone - lo
loda - e questo l'ho ricordato a Gheddafi, ma lui mi ha replicato che aveva
fatto, sì, cose buone, ma soprattutto caserme e centrali operative per i
colonizzatori". Si passa all'attualità. "Il momento - spiega
Berlusconi - è particolarmente positivo, eccessivamente positivo, quasi
imbarazzante. Io ho il 67% di consensi. Il governo gode del 62%, noi insieme
alla Lega raggiungiamo il 52%, mentre il Pd con l'Idv è al 32%. In una
democrazia bipolare è un fatto storico". TRAGUARDI "Datevi traguardi,
siate ambiziosi", sprona i giovani il premier. Poi elenca quelli toccati
dal governo: miracolo napoletano, avvio riforma federalista, intesa su legge
elettorale europea ("in modo da difendere meglio gli interessi italiani in
Europa"), successo nella mediazione in Georgia ("abbiamo spento una
miccia, evitando conseguenze davvero negative se le ritorsioni i europee
fossero state troppo pesanti"). Su Alitalia il premier rivendica di aver contribuito alla soluzione della
cordata di imprenditori "nonostante lo scherno della sinistra".
"Sedici dei nostri migliori imprenditori - dice - hanno voluto investire i
propri capitali nella nostra compagnia di bandiera ed un grande paese non può
non avere una propria compagnia, mentre Prodi la stava invece svendendo
ad Air France". E infine: "Da quando siamo al governo, mettendo anche
a frutto esperienza e approfittando del fatto che chi era fonte di divisione
non c'è più, si è creato un clima di collaborazione che non ha motivi di
distorsione. C'è un clima eccezionale. Sono molto contento dei ministri e i
giovani sono straordinari", assicura il premier.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 218 del 2008-09-12
pagina 0 La rabbia dei dipendenti in corteo: "Così non si firma, meglio
fallire" di Massimo Malpica Molti manifestanti con un cappio al collo
Fischiato il segretario della Cisl Bonanni. Un lavoratore Atitech minaccia di
darsi fuoco, rinuncia dopo l'intervento dei sindacalisti da
Roma Da Fiumicino al centro di Roma la vertenza Alitalia vive il
suo 11 settembre tra slogan, rabbia e cortei. Nello scalo romano dipendenti
della compagnia di bandiera e della società di handling di Air One sfilano in
corteo bloccando le partenze, poi si riuniscono in assemblea, provocando la
cancellazione di decine di voli. Qualche chilometro più in là, mentre
nelle stanze del ministero del Lavoro la trattativa cerca una difficile
sintesi, altri lavoratori Alitalia si piazzano davanti
al dicastero, in via Flavia. Molti ironizzano sulla "cordata
italiana" mettendosi un cappio al collo. Lo slogan più gettonato è il più
radicale: "Fallimento". Ne fa le spese il segretario della Cisl,
Raffaele Bonanni, salutato da fischi e insulti. "Venduto, non firmare, da
qui non esci", gli gridano, e meno male che la polizia evita contatti
troppo ravvicinati con i "presidianti". Le "sigle" del
trasporto aereo ci sono tutte, le bandiere bianco-gialle del Cub, i vessilli di
Sdl, Cigl e Ugl colorano il caldissimo - non solo per il sole impietoso -
isolato di fronte al ministero. Saturo quando da Napoli arrivano i dipendenti
Atitech, la società che si occupa della manutenzione per l'Alitalia.
Tra due ali di carabinieri ci sono comandanti in divisa, hostess e steward,
tecnici, operatori del call center, assistenti di volo precari. Tutti cercano
indiscrezioni su "quello che succede dentro", nessuno è ottimista.
"Francamente i sindacati rappresentano solo loro stessi. Meglio fallire,
almeno con i libri in tribunale avremo chiarezza", sospira Donatella,
occhiali scuri e maglia arancione con l'adesivo "Mobasta", acronimo
del Movimento di base assistenti di volo stagionali Alitalia.
"Noi precari - continua - siamo la “zona grigia” di questa vertenza, gli
invisibili. Io lavoro da otto anni a singhiozzo: lo stipendio lordo, senza ore
volate, è di 690 euro, e volando un bel po' si arriva sui 1.800 euro, diarie
comprese. Ma il sussidio di disoccupazione si calcola sul dato base, il che
vuol dire che quando non lavoro prendo 400 euro. Ora la cordata propone di
scendere a 1.400 euro omnicomprensivi. Ridurre l'Alitalia
così è stato un delitto. Ma perché gli unici a essere castigati devono essere i
dipendenti, e non i veri responsabili?". "Noi speriamo nel mantenimento
del posto di lavoro", interviene Carmine, napoletano, tecnico Atitech a
Capodichino. "Se devo fare il postino per me va bene. Ma per formare uno
di noi ci vogliono dieci anni, e i corsi costano migliaia di euro: siamo una
risorsa e non uno sperpero, perché esternalizzare la manutenzione?".
Intanto la tensione sale. Arrivano le prime voci sull'esito dei
"tavoli", un delegato del Cub urla al megafono che sono a rischio
10mila posti di lavoro "vogliono far sottoscrivere l'azzeramento dei
diritti e a queste condizioni non si firma", la folla comincia a urlare
"fal-li-men-to". Una dissoluzione, più che una soluzione. Eppure
anche i piloti sposano la linea dura. "La proposta della cordata è
inaccettabile", spiega Aldo Leonzi, comandante da 20 anni, 14mila ore di
volo alle spalle. "Sull'aumento di redditività siamo d'accordo. Ma a noi
piloti è stato proposto un salario che è inferiore del 30 per cento a quelli
che Ryanair riconosce ai suoi. è quello il termine di paragone per la nuova
compagnia? Il costo del personale Alitalia incide sul
bilancio solo per il 19 per cento, un dato molto inferiore rispetto agli altri
vettori. Gli sperperi sono stati altrove. E se la legge Marzano viene
modificata per escludere la responsabilità amministrativo-contabile dei vertici
come si può non pensare male? Qui siamo ridotti a trattare con la pistola alla
testa, e non è giusto". Poi il presidio si sposta in via Fornovo, filiale
del ministero e sede delle trattative. Slogan da stadio, poliziotti in assetto
antisommossa. E in una situazione già sufficientemente tesa, un dipendente
Atitech si cosparge d'alcol minacciando di darsi fuoco. Scendono i sindacalisti
per farlo recedere dall'intento. E la trattativa, almeno questa, va subito a
buon fine. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del 2008-09-12
pagina 0 Muro contro muro nella notte. Sacconi: "Adesso o mai più" di
Gian Battista Bozzo Trattativa non stop, piloti in trincea. Due gruppi privati
interessati al cargo e alla manutenzione. Vertice da Gianni Letta a Palazzo
Chigi da Roma "O questa notte o mai più, non c'è una seconda possibilità,
non ci sono secondi appelli". Cala la notte a Roma, mentre Maurizio
Sacconi esce dal ministero del Welfare. "Domattina (cioè oggi, ndr) -
spiega - quando si aprono gli uffici di Alitalia, il commissario deve avviare con rapidità atti che si fondano
sulla presenza o meno di un accordo, quindi di un'offerta". Un invito a
chiudere prima dell'alba, che trae forza dalle offerte giunte per i settori
cargo e manutenzione da parte di gruppi privati, che salvaguardano oltre mille
posti di lavoro. Ma che si scontra con le forti resistenze dei piloti,
decisi a non sottoscrivere il contratto unico. Tanto da rendere necessario un
vertice imprevisto a palazzo Chigi, dal sottosegretario Gianni Letta, con il
presidente della Cai Roberto Colaninno, il commissario Augusto Fantozzi, i
vertici di Intesa San Paolo, Corrado Passera e Gaetano Miccichè, i ministri
Sacconi e Matteoli. Si discute se concedere ai piloti un contratto a parte;
spuntano voci di dimissioni di Sabelli, prontamente smentite. "Il nodo
sono i piloti, se lo superiamo la strada è in pianura, se non in discesa",
dicono fonti di governo. Durante il summit di palazzo Chigi si interrompe il
negoziato al ministero del Welfare, dove le nove sigle sindacali che rappresentano
piloti, assistenti e personale di terra trattano ad oltranza in quattro tavoli
con Rocco Sabelli e i suoi. Poi si riprende, in piena notte, alla ricerca
dell'intesa. In mattinata erano emersi spiragli positivi. L'ad della cordata
Colaninno mostrava disponibilità a trovare una soluzione per il settore cargo e
la manutenzione pesante, fuori dalla nuova Alitalia.
Sabelli ha confermato l'interesse a partecipare "a una joint venture di
operatori specializzati che rilevi le attività cargo e le gestisca con criteri
di mercato". Per la manutenzione, ha aggiunto, "diamo mandato al
commissario Fantozzi di trovare una forma contrattuale pluriennale in
outsourcing, prevedendo una nostra partecipazione azionaria". L'Atitech -
la società con base a Napoli che effettua la manutenzione - impiega 700
addetti, mentre quelli del cargo sono 450. Alle aperture verbali, seguono i
fatti. In serata Fantozzi rende noto di aver ricevuto una manifestazione di
interesse da parte di Aviation-Management Consulting Gmbh & Co. per l'intero
pacchetto di azioni Atitech e per l'intera struttura Alitalia
della manutenzione pesante. Una seconda manifestazione di interesse, per il
ramo cargo, è giunta da Alis-Aerolinee italiane spa e Miro Radici Finance spa.
è anche incominciata, mercoledì scorso, l'attività di due diligence da parte
della Cai. "Bisogna chiudere entro venerdì, per poter andare avanti",
faceva sapere il commissario. E mentre il lavoro di Fantozzi proseguiva di
lena, i negoziatori si preparavano a una lunga nottata di trattative, con molti
punti controversi ancora sui tavoli: dal contratto unico alle retribuzioni,
alla difficile partita degli esuberi (3.250 secondo il governo, il doppio
secondo i sindacati). Per i piloti dell'Anpac, "la risposte non sono
ancora sufficienti", e dunque situazione "ad alto rischio".
Fonti della Cisl erano ottimiste sugli stipendi. "I nodi si possono
sciogliere - ha spiegato il segretario Raffaele Bonanni, unico segretario
generale delle confederazioni presente al negoziato - ma noi insistiamo sulla
non possibilità di scalata da parte di stranieri". Da Bologna, il
segretario della Cgil Guglielmo Epifani invita a continuare a trattare
"fino a un punto di compromesso accettato da tutti". Dice apertamente
Renata Polverini: "Il sindacato non vuole essere responsabile del
fallimento, tanto meno capro espiatorio". Ma piloti e assistenti di volo
autonomi fanno muro sul contratto unico, scontrandosi con l'azienda.
"L'unica base di partenza della discussione resta la piattaforma
contrattuale Cai", ribadiscono i rappresentanti della cordata: "La
nascita di una Nuova Alitalia potrà avvenire
esclusivamente con una netta discontinuità rispetto alla situazione
attuale", poi si potranno cercare "successivi raccordi" con i
contratti esistenti. Cai nega anche che ci siano riduzioni retributive, solo
una diversa composizione del salario. "Sul contratto unico siamo
fermi", confermano all'Ugl. è l'una passata quando Sacconi presenta un
documento sugli ammortizzatori sociali. Poi il negoziato riprende nella notte.
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( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
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N. 218 del
2008-09-12 pagina 22 Le torri del gruppo per Rothschild valgono 5 miliardi di
Redazione Ministro Scajola, cosa vi siete detti martedì con il presidente di
Telefonica, Cesar Alierta? "Abbiamo parlato soprattutto di sviluppo della
banda larga e delle reti di nuova generazione". Claudio Scajola, ministro
per lo Sviluppo economico, è stato il primo membro dell'esecutivo a ricevere
Alierta, grande socio di Telecom con il 42% del capitale della holding che la
controlla, nel suo tour italiano. E ha accettato di parlarne, con questa
intervista al Giornale. "Per Alierta la rete di nuova generazione è
fondamentale per la competitività e l'innovazione di un'Europa che deve tornare
leader nel mondo ed è decisiva per rilanciare la creatività italiana attraverso
nuovi servizi e applicazioni che renderà possibili. Una posizione in linea con
le iniziative del governo per favorire la banda larga, soprattutto nelle aree
più deboli: gli 800 milioni previsti dal piano triennale per incentivarne la
diffusione attraverso accordi di project financing con gli operatori e le forti
semplificazioni amministrative e procedurali che consentiranno di abbattere i
costi per le opere civili necessarie alla posa della fibra ottica. Ho anche
ribadito il giudizio positivo del governo sulla riorganizzazione di Telecom
Italia avviata dal nuovo management". Qual è la posizione di Alierta nei
confronti dell'investimento in Telecom, che gli sta costando 2 miliardi di
minusvalenze? "Alierta è fiducioso, anche nei confronti dell'Italia. Non
si fanno investimenti importanti come quello che ha fatto Telefonica in Telecom
se non si è ottimisti sulle potenzialità del mercato delle tlc e sulle capacità
del nostro Paese di offrire un contesto regolamentare nazionale semplice e di
lavorare per un quadro europeo equilibrato". Lei ha ribadito al manager
spagnolo che Telecom resterà italiana per sempre? "Questa sarebbe una
"politica" di promesse, anche un po' dirigista, che non mi
appartiene. Ritengo ed auspico che il controllo di Telecom resti in mani
italiane, e sa perché? Non per vuoto nazionalismo economico, ma perché la sua
rete telefonica è un asset non riproducibile, vitale per il Paese, per le
imprese e per le famiglie, per la produttività della nostra economia. O si
investe sui settori innovativi - come quello delle tlc - o si resta
indietro". Telefonica è uno dei frutti del piano spagnolo, orchestrato a
tutti i livelli, per avere successo all'estero. Come va in Italia? "Il
successo del sistema Spagna dipende da molti fattori. Per citarne due, un
ottimo utilizzo dei fondi europei destinati allo sviluppo e la capacità di
sfruttare i grandi eventi come momento di ideazione e realizzazione delle
infrastrutture, come ho potuto constatare visitando la settimana scorsa l'Expo
di Saragozza. L'Italia sotto questo aspetto è indietro, con ritardi
nell'utilizzo delle risorse europee e una certa difficoltà a investire sui
grandi eventi. Abbiamo due occasioni: la prima è l'utilizzo dei fondi residui
della programmazione 2000-2006 e di quelli, consistenti, del periodo 2007-2013.
La seconda è l'Expo 2015, che è una grande opportunità per Milano e per tutto
il Paese". Per ora rimediamo con l'export, che continua a tirare,
nonostante un sistema-Paese assente... "Le imprese italiane si sono ristrutturate
in questi anni e si stanno facendo onore sui mercati mondiali, soprattutto
Russia, Asia e Medio Oriente. Così sono riuscite a compensare la debolezza del
dollaro e dei consumi interni. Lo Stato e gli altri enti pubblici possono e
debbono fare di più per sostenerle. Con il ministro Frattini abbiamo costituito
una Cabina di regia per programmare le missioni di sistema all'estero.
Inizieremo in novembre in Vietnam e in dicembre in Israele. Alla Cabina
parteciperanno anche le Regioni e rappresentanze delle imprese per evitare una
certa dispersione di iniziative e di risorse che c'è stata in questi anni.
Quest'attività sarà molto utile alle aziende per programmare con anticipo le
strategie di investimento nei Paesi esteri". Volerete
con la nuova Alitalia? "Lo sapremo fra qualche ora, visto che la trattativa con i
sindacati è entrata nella fase conclusiva. Me lo auguro per i lavoratori
coinvolti, per i quali troveremo soluzioni dignitose. Me lo auguro per il
nostro Paese, perché davvero una compagnia di bandiera che abbia le ali nel
mondo, ma la "cabina di pilotaggio" in Italia, sarà parte
integrante di una strategia di rilancio complessiva del brand Italia nel
mondo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)
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Oggi è Ven, 12 Set
2008 Edizione 191 del 12-09-
( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)
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Oggi è Ven, 12 Set
2008 Edizione 191 del 12-09-2008 LE PROTESTE ESASPERATE DEI DIPENDENTI DI
ALITALIA Ultimo giorno di caos a Fiumicino e a Roma di Alessandra Mieli Il
giorno più lungo della storia della compagnia di bandiera. Non si può dire che
non ce l'abbiano messa tutta. Una prova di resistenza e di volontà. Una
maratona contro il tempo, e... i lavoratori, o almeno una parte dei dipendenti,
che ieri hanno rumorosamente "sfiduciato" le rappresentanze
sindacali. Mentre queste ultime erano impegnate in una defatigante serie di
trattative, prima nella sede del Ministero in via Flavia, e poi, nel pomeriggio
in via Fornovo, all'aeroporto di Fiumicino e per le vie di Roma è stata una
giornata di ordinaria follia. La giornata era iniziata con una prima concessione
dell'amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli che
aveva annunciato la disponibilità della Newco a partecipare a una società che
prenderebbe in outsourcing con contratti pluriennali la manutenzione per la nuova Alitalia e a un'altra di operatori
specializzati per il settore cargo. Ma immediata era anche arrivata la doccia
fredda dal commissario straordinario di Alitalia, Augusto
Fantozzi che ha puntualizzato "Serve l'accordo entro domani". Al suo
arrivo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato duramente contestato da
un gruppetto di dipendenti di Alitalia esasperati. E'
toccato a Guglielmo Epifani da Bologna gettare acqua sul fuoco: "Non si
esce da questa vicenda se non con l'accordo di tutte le organizzazioni. Siccome
l'alternativa del fallimento non la vuole nessuno, bisogna continuare a
trattare fino a raggiungere un punto di compromesso accettato da tutti".
Ma, assumendo come reali le cifre dichiarate dal sindacato di base, si capiscono
meglio le intemperanze e i mal di pancia degli assunti e dei precari dell'Alitalia. L'impatto reale del piano di salvataggio sarebbe
di oltre 10mila tagli dei posti di lavoro oltre ai 3.250 esuberi annunciati
prevede un futuro incerto per 2.050 esternalizzati, ed una situazione di
incertezza per altri 700 dipendenti. Sarebbero poi circa 1.200 i lavoratori
"misteriosamente scomparsi" dai conteggi aziendali. Per i Cub "è
un falso il dato annunciato al tavolo di confronto di 17.500 dipendenti in
tutto tra Alitalia e Air One: solo i dipendenti a
tempo indeterminato di Alitalia - sostengono - sono
16.500". Il piano, "inoltre non tiene assolutamente conto del destino
di 4.000 precari". La logica del "tanto peggio, tanto meglio" ha
spinto i dipendenti ha rilasciare dichiarazioni al limite del buon senso, ma
che, se si riflette al rapporto che i dipendenti di Alitalia
hanno sempre avuto (fino a ieri) con il loro dato di lavoro, ovvero un
Ministero, possono anche apparire in linea con le aspettative. "Non firmate,
non firmate", era lo slogan gridato dai dipendenti di Alitalia
che ora (troppo tardi) rimpiango il mancato accordo di alcuni mesi fa con l'Air
France. "Ancora non capisco perché l'intesa con i francesi sia fallita ?
ha detto una hostess di terra - L'accordo con i transalpini ci avrebbe permesso
di mettere in tasca 1.400 euro al mese. Ora quella cifra è solo un
miraggio". In compenso è probabile che non abbiano incassato la
solidarietà dei passeggeri dello scalo romano che ieri hanno celebrato, loro
malgrado, il ricordo dell'11 settembre. Data infausta questa per tentare di
chiudere un accordo, e per coloro i quali si sono ritrovati bloccati lungo la
via dell'aeroporto ad arrancare con valige al seguito. Per non parlare dei
passeggeri prenotati sulla quarantina di voli cancellati. E così ha avuto un
effetto straniante il comunicato emesso dall'Alitalia
proprio ieri che annunciava (come se nulla fosse) che la compagnia accompagnerà
Sua Santità Benedetto XVI nel viaggio apostolico a Parigi, in occasione del
150esimo anniversario delle apparizioni di Lourdes. Ecco, ci vorrebbe proprio
un miracolo per rimettere tutto a posto e far tutti contenti. Invece di
miracoli neppure l'ombra, anzi neppure un gesto caritatevole da parte
dell'amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guargaglini, che,
a proposito di un eventuale interesse per la società che fa servizi di
manutenzione pesante degli aerei, ha chiuso con un lapidario "Possiamo
essere interessati a prendere qualche dipendente, ma non Atitech". E, su
nel nord, intanto si pensa al futuro come se la tragedia fosse già finita. Il
governatore lombardo si preoccupa che l'alleato internazionale più adatto per
la nuova Alitalia sia una compagnia che fa
collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa e non nasconde le simpatie
per Lufthansa Se ci sarà un potenziamento del traffico dagli scali milanesi, e
da Malpensa in particolare, ha spiegato Formigoni, "si potrà discutere su
come dovrebbe avvenire il ridimensionamento di Linate, in che tempi e in che modi".
( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Oggi è Ven, 12 Set
2008 Edizione 191 del 12-09-2008 Intervista a GAETANO PECORELLA/ "Se la
riforma della giustizia non si fa ora, non si farà mai più" di Dimitri
Buffa "Se la giustizia non riesce a riformarla l'esecutivo in carica, con
questa maggioranza, con questi numeri, con l'opposizione in buona parte
d'accordo, vorrà dire che non c'è più speranza che ci riesca nessuno e tanto
varrà privatizzare il ministero di Grazia e Giustizia e tentare di venderlo
all'estero un po' come si è provato di fare con Alitalia". Alla fine di una lunga intervista con
"L'Opinione" al deputato Gaetano Pecorella (uno dei consiglieri
giuridici di Berlusconi più autorevoli e stimati dal premier, che recentemente,
il 4 agosto scorso, ha presentato la proposta di legge costituzionale numero
1598 per riformare la giustizia in maniera radicale) la battuta
sarcastica scappa. "Repubblica" ha paura di un'altra separazione,
oltre a quella delle carriere dei magistrati, e cioè quella dei poteri di
indagine dal pm. E' razionale questo allarme istituzionale lanciato da Giuseppe
D'Avanzo? Non tanto. Il pubblico ministero non può soffocare sotto le notizie
di reato. In Francia e in Inghilterra al pm la polizia giudiziaria fa arrivare
la notizia di reato cosiddetta "vestita". Se arriva una telefonata e
dice "hanno ammazzato il signor Bianchi", nei paesi civili la polizia
la notizia la trasmette al pm quanto meno non prima di avere accertato se il
signor Bianchi sia o meno in vita. In Italia teoricamente la notizia deve
arrivare subito. Quindi? Non si tocca alcuna prerogativa del pm e della polizia
giudiziaria. Oggi la polizia giudiziaria lavora solo su delega del pm e spesso
perde un sacco di tempo per le indagini mentre il magistrato si trova ad
affogare tra le carte. Credo che la riforma sia utile e di certo non significhi
che il pm perda il controllo della polizia giudiziaria. Diventa il garante
delle indagini e non il capo della polizia giudiziaria come di fatto avviene
oggi. E non è vero che questa riforma equivarrebbe a mettere il pm sotto
l'esecutivo visto che la polizia giudiziaria dipende dal ministero degli
interni e di fatto dal ministro pro tempore? Questo teorema dimostra di essere
sciocco e senza informazioni: la polizia giudiziaria non risponde al Viminale
se non dal lato gerarchico e amministrativo, le indagini continua a coordinarle
il magistrato come ovunque nel mondo. Anche oggi allora si potrebbe argomentare
lo stesso sillogismo perché anche oggi la polizia dipende dal ministero, ma non
mi risulta che il capo della polizia dica ai singoli agenti "no, tu questa
indagine non la fai". E' una cosa che non sta in piedi né in cielo né in
terra. Si è ipotizzato un patto tra l'avvocato Nicolò Ghedini e l'ex magistrato
Luciano Violante perché quest'ultimo vada alla Corte Costituzionale in cambio
del via libera alle riforme sulla giustizia da parte del Pd. Esiste questo
accordo tra Forza Italia e il Partito democratico? Come è noto la nomina del
giudice in questione spetta al Capo dello stato e il solo ipotizzare che il
Quirinale si presti a questo genere di scambi è insultante di per sé. Il posto
oggi libero è di assegnazione del centro destra, visto che Romano Vaccarella lo
avevamo eletto noi. Pensare che Ghedini possa influenzare Napolitano è pura
fantascienza. Violante poi non ha bisogno di fare patti né può farli perché la
cosa non dipende da lui. L'Unione delle camere penali italiane dice che le
riforme di cui si sta discutendo sinora sono acqua fresca. Che non si parla più
dei temi veri come la separazione delle carriere dei magistrati, della
responsabilità civile dei giudici non in capo allo Stato ma sul singolo
magistrato e dei criteri della determinazione dell'obbligatorietà dell'azione
penale che di fatto oramai sarebbe solo un totem. Lei che dice in proposito? Le
mie proposte costituzionali parlano chiaro. Io condivido in pieno le priorità
delle Camere penali. Se c'è un obbligo dell'azione penale non possono essere i
pm a decidere le priorità, ma caso mai il governo e il Parlamento. Se invece
cade il feticcio allora questa obbligatorietà bisogna eliminarla partendo dalla
Costituzione. Per quanto riguarda la responsabilità civile dei giudici, forse
basterebbe anche la legge in vigore che è applicata molto male. Ma quella
responsabilità civile non può essere valutata solo da altri magistrati perché
esiste il rischio concreto che la difesa corporativa ci sia. Eccome. E anche
qui occorrerebbe una modifica costituzionale con un tribunale speciale per la
disciplinare dei magistrati. Infine la separazione delle carriere: con me le
camere penali sfondano una porta aperta e non a caso io ne ero un esponente di
primo piano. Se non partiamo dalla Costituzione però, non se ne viene a capo:
gli aggiustamenti fatti con la legge ordinaria vengono facilmente riassorbiti
dalle prassi di comodo. Senta professor Pecorella, guardiamoci nelle palle
degli occhi anche se siamo al telefono: che possibilità c'è che questa sia la
volta buona che si fa la riforma della giustizia in Italia? Potrei dirle che se
non ci si riesce in questa legislatura, con un governo che gode di questa
maggioranza in Parlamento e di un siffatto favore elettorale, con metà
dell'opposizione che non spera altro che di liberarsi dai ricatti giudiziari di
Di Pietro e di alcuni magistrati, tanto varrebbe cercare all'estero qualcuno
capace di gestire via Arenula. Un po' come si è cercato di fare con l'Alitalia. Certo per fare le riforme occorre anche l'immunità
di chi ci lavora sennò finisce che un qualche pm ripete lo scherzo già fatto a
Mastella e a sua moglie. E se alla fine la riforma della giustizia dovesse di
nuovo abortire? Per l'Italia sarebbe la fine. Il nostro paese è sprofondato in
questa crisi politico economica proprio perché negli ultimi 15 anni la politica
dei veti incrociati sulle riforme, in primis la giustizia, insieme alle
inchieste a orologeria che non hanno risparmiato nessun premier e nessuna
maggioranza, hanno trascinato l'Italia agli ultimi posti di affidabilità del
sistema giudiziario. E io penso anche al nodo della giustizia civile: un paese
in cui i creditori non riescano quasi mai a esigere e poi a incassare i propri
crediti è un paese che allontana gli investimenti stranieri e fa delocalizzare
quelli interni. Io non credo che ci si possa permettere tutto ciò all'infinito.
( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Azienda e sindacati,
muro contro muro nella notte. Proteste a Roma e a Fiumicino, annullati 50 voli.
Contestato Bonanni Alitalia, drammatica trattativa Federalismo: il governo approva la
riforma, scompare la tassa sui servizi Resta ancora lontano l'accordo sul piano
di salvataggio di Alitalia. Nell'ultimo giorno utile per la trattativa tra il governo, la
Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati non si è riusciti a trovare una
soluzione condivisa e le proteste dei lavoratori hanno reso il clima
sempre più teso: 50 voli sono stati cancellati a Fiumicino. Ieri sera un
dipendente dell'Atitech di Napoli si è cosparso di alcol davanti alla sede del
ministero del Lavoro, minacciando con un accendino di darsi fuoco. Dopo pochi
minuti, è stato convinto dai suoi colleghi a desistere. Il ministro Sacconi ha
ribadito: "O si chiude ora o mai più: l'alternativa è il fallimento".
Mentre il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha invitato "a continuare
a trattare fino a raggiungere un punto di compromesso accettato da tutti".
Su Bonanni, invece, si sono concentrate le contestazioni dei dipendenti che
rischiano il posto di lavoro. Intanto, è partito il treno della riforma
federalista. È stata infatti siglata un'intesa tra le forze di maggioranza. Il
governo ha dato il via libera preliminare al ddl delega messo a punto dai ministri
Calderoli e Fitto, dal quale è scomparsa la tassa sui servizi. Il testo dovrà
ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e otterrà l'ok definitivo
nel Consiglio dei ministri del 25 settembre. Amabile, Barbera, La Mattina,
Lepri, Magri e Milone ALLE PAGINE 2, 3, 8 E 9.
( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Un portavoce: "CAI
prende atto, dopo sette giorni di incontri, che non esistono le condizioni per
proseguire le trattative. Evidentemente non ci si rende conto della drammatica
situazione di Alitalia"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa NUOVA ALITALIA Cai: "Non ci sono le
condizioni" I piloti: "Trattativa appesa a un filo" Un
portavoce: "CAI prende atto, dopo sette giorni di incontri, che non
esistono le condizioni per proseguire le trattative. Evidentemente non ci si
rende conto della drammatica situazione di Alitalia"
Roma, 12 settembre 2008 -La società Cai "prende atto, dopo sette giorni di
incontri, che non esistono le condizioni per proseguire le trattative". Lo
dichiara un portavoce della Cai. "Evidentemente non ci si rende conto
della drammatica situazione di Alitalia e della
necessità di profonda discontinuità rispetto al passato che il piano di
salvataggio richiede", aggiunge la società. I PILOTI Ormai a queste
condizioni la trattativa con Cai per la Nuova Alitalia
"è appesa ad un filo e va verso il fallimento". E' quanto ha
sottolineato Roberto Spinazzola, segretario dell'Unione piloti sottolineando
che non c'è stato da parte di Cai "nessun margine di apertura".
L'impianto proposto, ha spiegato Spinazzola, "non va bene. E' un prendere
o lasciare e i mille esuberi per i piloti sono un numero attendibile ma anche
un dramma non gestibile". "Una partita di questo tipo - ha
sottolineato - non è gestibile". Sulla mobilità poi annunciata dal
commissario straordinario Fantozzi, nel caso in cui la trattativa non fosse
andata in porto entro oggi, Spinazzola ha detto che non si esclude di poter
fare "azioni di contenimento". Il sindacalista ha chiarito che stanno
consultando i legali per vedere se Fantozzi è obbligato per legge a procedere
in questo modo o se non possano intraprendere altre strade. "A questo
punto la trattativa va verso il fallimento non perchè siamo capricciosi,
incoscienti e non capiamo la gravità della situazioni. Ciò che ci è stato
presentato non è stato quello che ci ha detto Berlusconi, e cioè che gli
esuberi sarebbero stati meno di Air France che per noi contava 506 esuberi.
Abbiamo ragionato a lungo, abbiamo fatto proposte, ma è stato un muro
continuo". LA MATTINATA Si fa sempre più ardua la strada per il
salvataggio dell'Alitalia, ma la trattativa va avanti.
Gli incontri tra esecutivo, Cai e sindacati sono andati avanti tutta la notte e
sono stati, al momento, interrotti per ripartire nella tarda mattinata. Ed il
ministro del Welfare Maurizio Sacconi annuncia che il commissario straordinario
di Alitalia Augusto Fantozzi avvierà stamattina le procedure
per la mobilità dei dipendenti della compagnia. "In questo momento è molto
difficile fare previsioni, ma le condizioni oggettive fanno temere il
peggio", ha detto Sacconi. "Certamente", ha spiegato al termine
dell'incontro con la compagnia interessata a rilevare Alitalia
e i sindacati, "da stamattina Fantozzi avvierà le procedure di
mobilità". Questo "perchè è tenuto a farlo, non perchè lo diciamo
noi. Ha cercato di attendere fino a oggi - ha concluso Sacconi - ma egli
ritiene suo dovere farlo". "Le insormontabili difficoltà che sta
incontrando il confronto con la Cai - dicono Cgil, Cisl, Uil e Ugl - ci
costringono, per un estremo atto di responsabilità, a 'fermare' gli orologi e
ad aggiornare la ripresa della trattativa nelle prossime ore e al manifestarsi
di una significativa modifica delle condizioni d'assieme sinora emerse".
GLI ESUBERI Sarebbero oltre 6.000 gli esuberi previsti dal piano di salvataggio
di Alitalia, di cui 1.000 sarebbero piloti. Le cifre
risultano dai calcoli dei sindacati al termine dell'incontro tra il governo, la
Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il numero complessivo di oltre 6.000 deriva dalla differenza tra gli occupati di Alitalia e Air One e gli assunti della Nuova Alitalia, che Cai
avrebbe confermato a quota 11.500. Quale futuro per Alitalia?La
protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun
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Campione10:07:58 - complimenti...bellissimo articolo..è esattamente ciò che
penso e la descrizione e satta di ciò che è[...] Bentornato Campione10:07:13 -
toh và è tornato leggenda, ci mancavi tanto con le tue perle di saggezza.In
ogni caso il re è tornat[...] Federer c'è, stagione salvata10:03:33 - Più che
fare i complimenti per questo ottimo articolo non so che dire... brava elisa
davvero, riassu[...] Bentornato Campione09:20:58 - Grazie per la dritta Agoz,
ho trovato quello che cercavo. Ciao[...] 5 volte Federer!23:56:18 - Federer
però sta mononucleosi la sta usando a suo piacimento come scusa quando gli fa
comodo, perchè[...] 5 volte Federer!23:40:44 - "Mi fa piacere aver creato
subbuglio, e allora vado oltre." Ecco, lo sapevo: è tutta colpa
nostra![...] 5 volte Federer! Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei
d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il
derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri
sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per
chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei
d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura
Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei
d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o
l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una
medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi
scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne
pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE'
giusto multare i padroni dei cani che sporcano? Dì la tua LA FOTO DEL GIORNO
'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira
Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo
secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa
vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità
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( da "Tempo, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa
Alitalia nella bufera Maratona notturna per
un accordo appeso a un filo La trattativa per salvare Alitalia come da
copione si è prolungata a notte fonda. E come intuibile le posizioni tra i
lavoratori, in particolare i piloti, e la Cai, la cordata di imprenditori, sono
rimaste distanti.
O meglio si sono avvicinate, ma di pochissimo. Inascoltato è rimasto, dunque,
l'appello del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha ribadito
l'ultimatum: "O si raggiunge l'accordo stanotte o mai più, domattina
(stamattina ndr), in assenza di un'intesa, il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, dovrà avviare la disdetta dei
contratti e la mobilità dei lavoratori, la strada verso il fallimento e
ventimila lavoratori a casa". Il governo è sceso in campo con
determinazione. In serata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Gianni Letta ha chiamato nel suo studio a Palazzo Chigi il presidente della Cai
Roberto Colaninno, il commissario straordinario di Alitalia
Augusto Fantozzi, l'ad e il direttore generale di Intesa SanPaolo, Corrado
Passera e Gaetano Miccichè. Raggiunti successivamente dai ministri Sacconi e
Matteoli. Obiettivo: imbastire una mediazione con l'ala più dura del personale
e cioè i piloti, per i quali, le trattative del pomeriggio si erano arenate sui
nodi della flotta, del servizio cargo e del contratto. Su posizioni
intransigenti si erano bloccati anche gli assistenti di volo e lavoratori di
terra. Difficile, però, smuovere la Cai dalla sua principale missione e cioè
aumentare la produttività aziendale. L'ad della cordata, Rocco Sabelli, ha
spiegato ai sindacati che l'unica base di partenza della discussione era la
piattaforma contrattuale proposta. Le sigle l'hanno rinviata al mittente.
Troppo poco. I lavoratori aspettavano più generosità. Così la rabbia è stata
tale che i dipendenti hanno continuato a chiedere ai propri rappresentanti di
non firmare nulla. Anche per questo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che
si è detto pronto a firmare è stato fortemente contestato. Il quadro è stato
corredato da gesti estremi. Un dipendente della Atitech si è cosparso di alcool
è ha cercato di darsi fuoco. Protesta poi rientrata. Sabelli, alla riapertura
del negoziato ha confermato tutta la validità del piano elaborato da Intesa
SanPaolo, perché di crescita e mirante a trasportare più passeggeri e
realizzare più ricavi. Un segnala di apertura è arrivato sul cargo (450 addetti
di cui circa 150 piloti) e manutenzione pesante che fa capo all'Atitech di
Napoli. La Cai che non vuole acquisire le due attività di Alitalia,
che andrebbero in outsourcing, prevede una partecipazione azionaria dei due
rami d'azienda. Per questo Fantozzi ha già ricevuto due manifestazioni di
interesse per Atitech e Alitalia Cargo. Ancora troppo
poco per i piloti che non hanno mollato. Poi è cominciata la notte più lunga di
Alitalia.
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 218 del 2008-09-12
pagina 0 Berlusconi: "Con il federalismo meno tasse" di Alessandro M.
Caprettini Il presidente del Consiglio: "L'Ici cancellata per sempre. Per
il governo è un momento di consenso generale, quasi imbarazzante". La
riforma federale: stop ai cattivi amministratori, ineleggibile chi finisce in
rosso Roma - Sarà che i bagni di folla lo gasano. Sarà che è giunto ieri sera a
fianco del Colosseo con i conti in positivo, "quasi imbarazzanti",
visto che il suo consenso personale - come ha rilevato - è oggi al 67,1%, con
quello del governo al 62%. Sarà anche che "l'importante mattone" del
federalismo, era stato piazzato giusto in mattinata, ma Silvio Berlusconi si è
presentato ieri sera ad Atreju, la festa dei giovani di An, più che pimpante.
Liti nella maggioranza? Ma quando mai. Premier a tratti "irato"?
Sciocchezze: "qualcosa mi può dispiacere, mi posso arrabbiare un po'...
mai irare!". Scherza col pubblico, racconta barzellette, se la prende con
una "zanzara comunista" su cui la sua mano ("filosofia liberale"
puntualizza) a breve ha la meglio. Si augura che la vita media degli italiani
possa durare tra breve fino a 120 anni, visto che sta investendo proprio in
questa direzione, ma soprattutto esorta i ragazzi che lo ascoltano "ad
essere ambiziosi", a "scoprire l'imprenditore che c'è in loro"
senza accontentarsi e guardando l'Italia "dal di fuori" per rendersi
conto com'è e come dovrebbe essere. Del resto - spiega pacato ma deciso -
l'Italia è in una situazione non piacevole da cui bisogna uscire: "Subiamo
ciò che abbiamo ereditato - dice sulla crescita zero che si va registrando -.
Le politiche del consenso dei governi dall'80 al '92 ci hanno portato a un
debito moltiplicato per otto e oggi nel mondo siamo terzi, dopo Usa e
Giappone". Di qui la necessità di rivedere le cose, con la speranza di non
dover fare i conti con un innalzamento degli interessi di Bot e Cct, visto il
perdurare della crisi. Spendere meno, insomma: con la riforma federale, in
primo luogo: "Servirà - assicura - a cambiare la struttura del Paese e a
rendere più controllabili le spese dello Stato da parte dei cittadini. Ridurre
le spese - tiene a puntualizzare Berlusconi - per ridurre poi le imposte".
E nella riduzione di spesa, il premier infila anche la revisione degli organici
nella scuola, sulla cui riforma annuncia non solo il maestro unico -
accompagnato però da docenti di lingua straniera e ginnastica - il voto in
condotta e la divisa unica ("simbolo di eguaglianza"), ma anche
l'intensificarsi del tempo pieno. Ciò non toglie che va ridotto comunque il
numero degli insegnanti: nonostante la denatalità, le spese per il comparto
sono aumentate in maniera vertiginosa, osserva. Occorrono tagli. Diversamente
non si può reggere la concorrenza del resto della Ue e del mondo. Unione
europea, cui dedica un piccolo ma significativo commento, annunciando che sarà
varata una nuova legge elettorale "per difendere i nostri interessi"
tra i 27. Complici i chiarimenti e le domande, Berlusconi è un fiume in piena:
assicura che l'Alitalia su cui la sinistra ironizzava, è in mani sicure e non sarà
possibile scalarla da parte di investitori esteri. Rileva come, nonostante le
critiche, la legge Biagi sta ottenendo quanto ci si era prefisso, e che se in
Spagna ormai il 33% dei contratti è flessibile, da noi si è al 12% con un 49 e
passa per cento di precari che entro 18 mesi passano al contratto
indeterminato. Certo, di lavoro ce n'è ancora tanto da fare. Ma
"mattone dopo mattone" questo governo procede "e in maniera
assolutamente armonica". Pure sulla riforma della giustizia dove occorre
un "giudice terzo" rispetto agli avvocati di accusa e difesa.
L'armonia regna sovrana nella coalizione, perché - e qui il presidente del
Consiglio non rinuncia a una stilettata - "chi era fonte di contrasto nella
nostra coalizione, ora non è più con noi...". Non manca, naturalmente, il
capitolo esteri nella relazione di Berlusconi ai giovani di An: spiega che il
suo atteggiamento morbido con la Russia per la crisi georgiana era dovuto non
solo ai rischi per le forniture energetiche, ma anche al rischio di una nuova
guerra fredda. Quanto al protocollo d'intesa con Gheddafi, Berlusconi annuncia
che gli sfollati dalla Libia potranno finalmente farvi ritorno ("è
previsto nel trattato") e di aver fatto presente al colonnello, che Italo
Balbo là "fece cose egregie". "Gheddafi però - ha reso noto - ha
replicato che Balbo fece opere pubbliche e caserme per i colonizzatori. E
dunque non bastava". Il Tibet, infine. E Berlusconi: "Ne parlerò a
Pechino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Voce d'Italia, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
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( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
L'ereditiera, dopo
aver riscosso un enorme successo con il suo singolo 'Stars are blind', vorrebbe
cavalcare l'onda lunga del successo incassato dalla rediviva Britney,
trionfatrice agli Mtv Awards
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Scommesse Casa EREDITIERA SENZA FRENI L'idea di Paris per il suo album
"Vorrei duettare con la Spears" L'ereditiera, dopo aver riscosso un
enorme successo con il suo singolo 'Stars are blind', vorrebbe cavalcare l'onda
lunga del successo incassato dalla rediviva Britney, trionfatrice agli Mtv
Awards Los Angeles, 11 settembre 2008 - Paris Hilton vorrebbe cavalcare l'onda
lunga del successo incassato dalla rediviva Britney Spears, trionfatrice agli
Mtv Awards. La starlette ha dichiarato di voler proporre alla turbolenta
popstar un duetto da inserire nel suo prossimo album. 'Stars are blind', il
primo singolo che l'ex ereditiera lanciò tempo fa, vendette oltre 700 mila
copie in tutto il mondo. La Hilton, che nella realizzazione del suo nuovo cd è
riuscita a coinvolgere anche il suo fidanzato nonchè chitarrista Benji Madden,
vorrebbe, ora, fare il colpo grosso. "Il mio album è in dirittura d'arrivo
- ha dichiarato la Hilton a 'Digitalspy' - e sono sicura che un duetto con
Britney avrebbe molto successo, soprattutto perchè si tratta di un pezzo che
appartiene al suo inconfondibile stile". Paris, sempre sotto i
riflettoriGUARDA IL VIDEO Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
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commentati Commenti Sondaggi Subito la nuova Romea: firma anche tu (143
commenti) La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi (138 commenti) L'acceleratore
LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana (101 commenti)
Via libera al ddl Carfagna "Arresto per i clienti delle lucciole" (81
commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (51 commenti) Si ammala
mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (48 commenti)
Scuola, Bossi attacca la Gelmini (46 commenti) "Servono nuovi politici
cattolici" (19 commenti) 13:40:13 - @zio tony a me viene il sospetto anche
su un altro che possa essere sto antoine della torre pendente[...] Murray fa
fuori Nadal12:55:38 - Poveri noi......certo che la Carfagna ha usato il suo
corpo peraltro bello nelle sue forme, ma fare [...] Prostitute in rivolta
contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui
calendari!"12:55:38 - I sindacalisti stanno consultando i legali?
ma...[...] Alitalia, la trattativa è saltata
Sacconi: non ci sono più margini12:54:13 - e per gli "onorevoli" che
vanno a putt...e? che si fa?[...] Prostitute in rivolta contro Mara
"Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!"12:51:11
- x Gloria: che dire? se leggi su questo forum che e' uno spreco di denaro vuol
dire che e' sicurament[...] L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo
anche per la fisica italiana12:50:07 - VOGLIO RISPONDERE AD ELE, NON SONO
AFFATTO D'ACCORDO NE SUL FATTO DEL TEMPO DEL GIALLO E CHE QUINDI [...] Cresce
la protesta degli automobilisti ''Il Comune tolga quelle videocamere''12:47:26
- Finalmente che ben vengono queste sanzi'oni,spiace che il volontario paghi
con l'agurio che ne segui[...] Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata
la pensione di 30 euro Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei
d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il
derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri
sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per
chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei
d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura
Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei
d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o
l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una
medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi
scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi?Spinetoli,
concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE' giusto multare i
padroni dei cani che sporcano? Dì la tua LA FOTO DEL GIORNO Il tempo non passa
mai Forma smagliante per Cindy Crawford, che si gode una vacanza tutta italiana
a Porto Cervo. L'ex top model è stata fotografata su uno yacht insieme al
marito, a George Clooney e Lola Ponce GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI
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( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Lo spazio commemorativo
è delimitato da un cerchio di granito scuro di
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Scommesse Casa PROGETTI ORIGINALI Sembra un disco ma è una piazza Amburgo la
dedica ai Beatles Lo spazio commemorativo è delimitato da un cerchio di granito
scuro di
( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 218 del
2008-09-12 pagina 0 Caso Alitalia, la parola ai
lettori: di' la tua di Redazione I tavoli al ministero, le trattative per salvare
la compagnia, i diktat dei sindacati: temi caldissimi sui cui i lettori del
Giornale.it discutono. Ne pubblichiamo alcuni fra i tanti arrivati ei invitiamo
ad aprire il dibattito La vicenda Alitalia, le
trattative per salvare la compagnia, i diktat dei sindacati: temi caldissimi
sui cui i lettori del Giornale.it intervengono e discutono. Ne pubblichiamo
alcuni fra i tanti arrivati, per rilanciare e ampliare la discussione secondo
il vostro punto di vista. Vi invitiamo ad aprire un dibattito fra di voi, per
far sentire la vostra voce. Dite la vostra opinione commentando questo
articolo. Preferiscono essere licenziati che perdere i loro privilegi udi Tutti
i nodi vengono al pettine e sarebbe ora che tutti quelli che verranno messi in
mobilità si rivolgessero ai sindacati e chedessero loro di essere stipendiati e
sostenuti finanziariamente con i fondi che hanno le fornitissime casse dei
sindacati . Sono infatti loro gli artefici delle pretese , deele rivendicazioni
, dei privilegi , delle manifestazioni che portano i lavoratori alla pura
incoscieza pretendendo solo senza capire le condizioni congiunturali del
momento. Preferire il licenziamento a qualche rinuncia di privilegi che la
maggior parte dei lavoratori non ha mi sembra demenziale e politicamente devastante.
Migliaia di persone perdono il lavoro, loro sono una casta pietro1951 Tutti i
giorni nel nostro Paese migliaia di persone perdono il lavoro (vero fatto di
40/50 ore settimanali) a causa di dissesti aziendali, mi riferisco ai
dipendenti del commercio, dell'artigianato e delle piccole Aziende in genere.
Ma mai i sindacati si sono "sbattuti tanto" per difendere
l'occupazione di questi lavoratori. Oggi vediamo il sindacato che non si
schiera soltanto per la difesa dell'occupazione ma principalmente per la tutela
dei privilegi. Le caste hanno fatto il loro tempo...E' ora di finirla.
Mobilità? Nelle altre aziende hanno meno scrupoli silva52 ma basta! ora
fallimento, però troppo comoda la mobilità! nelle aziende medio-piccole quando
si chiude tutti a spasso senza "ammortizzatori sociali" come è
successo alla sottoscritta dopo 30 di lavoro... Inoltre non ho neanche avuto la
disoccupazione perchè l'azienda avrebbe dovuto motivare "licenziamento per
riduzione di personale", anzichè le dimissioni come abbiamo fatto tutti.
Ora che ci penso, ma nel 2000 quando ho perso il lavoro a 48 anni non sono mica
finita sul giornale. Sarebbe ora che provino a vivere come le persone normali,
riciclarsi senza continuare a mungere dal pubblico e far vedere a tutti quanto
siano bravi! Serve una nuova azienda più competitiva cinif L'Alitalia
era praticamente fallita; l'intervento di Berlusconi, del Governo poi e della
cordata di Imprenditori Italiani hanno fatto sì di provare a salvare la
compagnia di bandiera. E' chiaro che bisogna partire da posizioni diverse con
un nuovo management eliminando sprechi, privilegi, scioperi selvaggi ed esuberi
clientelari che hanno portato la Compagnia all'attuale situazione. Si ha la
sensazione che i Sindacati, esclusa forse la Cisl, già in netta perdita di
consensi popolari, con Alitalia,coadiuvati dai
sindacati dei piloti vogliano far vedere che hanno ancora un peso contrattuale
e politico. Mostrano insomma i muscoli perdendo di vista che ne va del lavoro
di 20000 dipendenti. Se non si trova un accordo, se ne dovranno assumere la
responsabilità, e tutti a casa senza costi per le tasche degli italiani.
Personalmente il fallimento di Alitalia non
rappresenta un tragedia. Si può ricostruire sempre un nuova società con nuovo
personale, competitiva sul mercato e con solide basi. Il Governo difende dei
privilegiati Antony36 Io penso che il Governo e la costituenda azienda stiano
dando troppo spago ad un gruppo di persone che, pur di non rinunziare ad
assurdi privilegi ottenuti nel tempo da amministratori incapaci e legati ai
politici sulle nostre spalle, lottano contro ogni progetto di riforma e
risanamento. E' ora che si ponga fine a questa pantomima: si presenti
chiaramente il progetto e chi vuol starci, bene, gli altri a casa! Hanno sempre
ottenuto quanto chiedevano sotto il ricatto dello sciopero, che avrebbe recato
disagio, soprattutto ai politici che dei voli sono clienti assidui. Sappia il
Governo scrivere la parola fine a questa odiosa e vergognosa pagina della
storia della nostra Italia! La politica l'ha distrutta, ora devono farla
fallire Giorgio giappo L'Alitalia è in queste
condizioni per colpa della clase politica che negli ultimi 20 anni destra e
sinistra l'hanno usata come bacino di voti e raccomandazioni. La cosa buffa e
non credibile è che adesso gli stessi politici dovrebbero farla risorgere.
Abbiate almeno il coraggio di farla fallire e vedere se la nuova cordata ha le
capacità, i soldi e gli agganci internazionali per ripartire (cosa molto
dubbia). I sindacati sapevano pietro1951 Dopo anni di privilegi, voti di
scambio, raccomandazioni ecc., ora sono giunti al "Bere o affogare";
era sicuramente prevedibile! Mi fa meraviglia che ci sia chi si scandalizza. I
sindacati ben sapevano che la macchina non poteva reggere e che era imminente e
necessario un ridimensionamento. Tutti a casa. Ma non a spese nostre!
Alessandro Cardelli Bene. Ci siamo. Adesso questi "lavoratori" non
vogliono salvare la Compagnia di bandiera? Perfetto, tutti a casa ma non a
spese nostre! A fine mese dovranno spiegare alle loro famiglie che non hanno
più lo stipendio per una questione di principio. Meglio fallire che accettare
dei sacrifici (trattasi di privilegi...) per salvare più posti di lavoro
possibili. Io penso che quei quattro sfigati che urlavano improperi ai sindacalisti
davanti al Min del Lavoro non avevano nulla a che fare con Alitalia. Non credo che ci siano lavoratori - anche sindacalizzati - così
cretini e masochisti. Mi auguro che queste persone vengano identificate e, in
caso di fallimento Alitalia, non percepiscano un Euro di aiuto. Si arrangino! A suo tempo i
lavoratori VW in Germania rinunciarono al 10% di stipendio per ridurre i
licenziamenti e aumentarono le ore di lavoro..Da noi cosa sarebbe
successo!!?? Piloti e assistenti di volo se ne trovano a iosa sul mercato
europeo.. rifondiamo una Compagnia seria Priorità: impedire il fallimento foscy
Se Alitalia fallisce i costi per la comunità Italiana
anzichè 1 miliardo minimo quintuplicano in quanto il valore commerciale si
deprezza del 50%. Esperienza insegna che prima di far fallire le Aziende onde
evitare traumi al personale di lavoro, si crerca sempre soluzioni alternative:
Vendita a nuovi acquirenti, amministrazione controllata, ristrutturazioni,
ecc.....Il fallimento è una disgrazia per tutti. Nessun aiuto, mettiamo tutto
all'asta mab I sindacati Alitalia vogliono il
fallimento per non perdere i loro privilegi? Falliscano pure, non sarò certo io
a piangere! Mettiamo all'asta aerei, slot, tratte e strutture tecniche:
incassiamo i soldi e mettiamoci una pietra definitiva sopra! Il mercato
italiano è troppo appetibile perché rimanga senza voli… Ovviamente, nessun
aiuto speciale al personale salvo quanto già previsto dalla legge per tutti i
lavoratori. Berlusconi non ha da temere, gli italiani capiranno che non è colpa
sua. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Mario Deaglio UN
BOCCONE AMARO C'è qualcosa di più del crepuscolo, si spera definitivo, della
vecchia Alitalia nel trascinarsi delle trattative tra
governo, azienda e sindacato in un clima nervoso, pieno di malessere e rancori,
con qualche tensione con la polizia e gli ennesimi disservizi a Fiumicino: un
Paese che ha tranquillamente accettato l'eclissi dell'Olivetti, e altrettanto
tranquillamente è di fatto uscito da settori strategici come la chimica e la
farmaceutica, che non ha capito il valore economico e sociale rappresentato
dalle proprie grandi imprese non può ora piangere su una delle peggio gestite
tra queste, della quale resterà poco più che il nome (e forse bisognerebbe
cambiare anche quello). I "diritti acquisiti" dei
dipendenti Alitalia vanno certamente salvaguardati e va fatto ogni sforzo per
trovare nuove occasioni di impiego per i lavoratori in eccesso; non si può però
subordinare una trasformazione strutturale, della portata necessaria a
risolvere il nodo Alitalia, alla sistemazione prioritaria, in ambito aziendale, di tali
diritti e di tali occasioni. Occorre domandarsi se il trattamento da
riservare ai lavoratori colpiti da questa grave crisi aziendale debba essere
migliore di quello della generalità dei lavoratori delle imprese in difficoltà.
O se il problema non debba invece essere affrontato in termini più generali,
con la revisione delle "reti di sicurezza" per chi rischia di
trovarsi privo del posto di lavoro. Quello che sta tramontando non è solo il
relitto della "compagnia di bandiera", bensì l'intero sistema di
relazioni industriali. Sta terminando, in un orizzonte europeo perturbato -
sullo sfondo non solo dell'attuale stagnazione italiana, ma di una possibile
crisi europea e mondiale - il modo tradizionale di concepire il cambiamento
industriale, di gestire le strategie delle imprese in difficoltà specie nel
settore pubblico (o comunque nei servizi pubblici). Le procedure tradizionali
hanno avuto i loro successi ma, in un quadro di interdipendenza globale, sono
senz'altro superate. In questo contesto, è in particolare il sindacato a
doversi interrogare sulla gestione specifica di questa vicenda, nella quale
proprio il "no" sindacale alla soluzione Air France, che avrebbe
garantito una certa continuità aziendale, è stato determinante per il
fallimento del progetto del governo Prodi. La parola "autocritica" è
certo passata di moda, sia in politica sia nel mondo dell'economia, ma in ogni
caso, quando tutto sarà terminato, è opportuno che proprio il sindacato dia
inizio a un riesame spassionato - che deve coinvolgere anche governo e parti
sociali - del proprio ruolo in questa vicenda con l'intento di contribuire a un
miglior sistema di governo delle imprese di servizio pubblico. In tempi molto
più brevi, mondo del lavoro e mondo della politica si trovano di fronte al
piano industriale messo a punto dalla "cordata" di imprenditori
intenzionata a rilevare quanto di economicamente valido rimane dell'Alitalia. Quando si lasciano colpevolmente partire tutti gli
autobus, non rimane che prendere l'ultimo, anche se i sedili non sono comodi e
se occorre sperare che non si rompa per strada, lasciando tutti a piedi. È
vero, come ha detto un rappresentate sindacale, che oggi la scelta è "o
mangiare questa minestra o saltare dalla finestra", ma quando si poteva
scegliere tra più minestre, il mondo sindacale non l'ha fatto. Di questo piano
industriale si può dire che esso appare ragionevole dati i pesantissimi vincoli
di partenza; che l'articolazione della nuova Alitalia
in sei sedi differenziate costituisce una netta rottura con il passato,
necessaria proprio perché la cultura "romana" della vecchia compagnia
si è tradotta in un'organizzazione particolarmente costosa e inefficiente; che
è probabilmente vero che, per le finanze pubbliche e dal punto di vista sociale,
la sua attuazione comporterà costi inferiori a quelli che deriverebbero
dall'attuale assenza di qualsiasi altra alternativa. È in particolare
apprezzabile la prospettiva di riuscire a riannodare, in un periodo di tempo
relativamente breve, discorsi di collaborazione e partecipazione con grandi
compagnie estere, senza i quali la vita della nuova Alitalia
sarebbe comunque sempre risicata e vulnerabile a eventi esterni, come le
variazioni del prezzo del petrolio, che incidono sensibilmente su questo settore.
Ci si deve augurare, insomma, che l'accordo si trovi e che la nuova Alitalia finalmente nasca; ma, per favore, risparmiateci la
retorica e il trionfalismo. Ricordiamo che si sta trangugiando un boccone molto
amaro che sancisce un declassamento del Paese, nella speranza che ne derivino
prospettive migliori. mario.deaglio@unito.it.
( da "Voce d'Italia, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
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pessimista. Ma si fa avanti l'Unicredit *Alitalia, i sidacati:
oltre 5 mila esuberi *Alitalia: fischi per
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( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Economia Pagina 211
Trasporti. La compagnia di Olbia ha disdetto il contratto con Alitalia per l'affitto di aerei ed equipaggi Continuità,
Meridiana si sdoppia Trasporti.. La compagnia di Olbia ha disdetto il contratto
con Alitalia per l'affitto di aerei ed equipaggi
Eurofly si prepara a volare per Roma e Milano --> Eurofly si prepara a
volare per Roma e Milano Si profila la possibilità che vengano presentate
quattro proposte per i voli in continuità territoriale dalla Sardegna per Roma
e Milano. La vicenda Alitalia condiziona la gara per i
voli in regime di continuità territoriale tra la Sardegna e gli aeroporti di
Milano Linate e Roma Fiumicino. Le compagnie stanno preparando le offerte da
presentare entro il 6 ottobre, data ultima per l'accettazione degli oneri di
servizio che garantiscono prezzi scontati ai residenti. E se regna l'incertezza
su quello che farà Alitalia, non si esclude una
proposta da parte di Air One. Se poi la fusione tra la vecchia Alitalia e la Cai, società nella quale confluirà anche Air One,
andrà in porto, la nuova compagnia potrà dunque viaggiare sugli scali sardi,
collegandoli con Roma e Milano. Da Air One, però, non arrivano conferme. Chi
invece parteciperà di sicuro al bando è Meridiana, che anzi raddoppierà il suo
impegno. Si parla infatti con insistenza di una doppia proposta da parte della
compagnia di Olbia e della controllata Eurofly. Sembra che la presentazione di
due diverse offerte possa servire per garantire in futuro una maggiore
integrazione tra le compagnie. Meridiana potrebbe così sfruttare le sinergie
con Eurofly, mentre quest'ultima potrà crescere sul mercato interno. Si parla
poi anche di qualche outsider. Negli ambienti dello scalo di Elmas, infatti,
alcune indiscrezioni danno come possibile l'approdo di Blu-Express, la società
controllata dalla stessa capogruppo di Blu-Panorama, specializzata
sull'attività charter. LA ROTTURA Proprio nel momento in cui ci si avvicina
alla scadenza per la presentazione delle offerte, Meridiana ha deciso di
rescindere il contratto di affitto di mezzi ed equipaggi stipulato con Alitalia, mentre resta in piedi l'accordo commerciale per la
vendita dei biglietti. La compagnia pubblica, infatti, garantiva alla società
di Olbia aerei e personale per la copertura di alcuni voli giornalieri. Il contratto
sarebbe scaduto alla fine di ottobre ma Meridiana, secondo indiscrezioni,
avrebbe deciso di sospendere tutto per timore che questa situazione di
incertezza possa avere riflessi sull'attività della compagnia sarda. Tanto più
che solo nella giornata di ieri, Alitalia ha dovuto
cancellare oltre trenta voli solo dallo scalo di Fiumicino. EUROFLY Meridiana,
inoltre, ha il suo bel da fare sul fronte di Eurofly. L'assemblea della
società, mercoledì, ha deliberato un aumento di capitale per un valore massimo
di 44 milioni di euro, così come proposto da Meridiana. La società di Olbia ha
sottoscritto una quota di 20 milioni di euro e se gli altri soci, a iniziare da
Banca Profilo, non aderiranno all'operazione, crescerà ancora nel capitale di
Eurofly. L'aumento di capitale si sarebbe reso necessario "al fine di
riportare Eurofly ad adeguati livelli di patrimonializzazione, consentire la
realizzazione dei presupposti per lo sviluppo del piano industriale e
permettere il reperimento di ulteriori risorse per cogliere opportunità di
mercato dal riassetto del trasporto aereo in corso", è stato spiegato
dalla società. C'è da dire, tuttavia, che Eurofly, nonostante l'acquisizione di
alcune rotte da Meridiana, non ha ancora livelli consistenti di redditività e, secondo
le forze sindacali, continua a indebolire la controllante, senza peraltro che
tra le due società si riesca a raggiungere un buon livello di integrazione e
promuovere così una vera svolta. GIUSEPPE DEIANA.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
12-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Alitalia
Prima Pagina Pagina
2 alitalia Trattative frenetiche e proteste Alitalia
--> Notte decisiva Le sorti di Alitalia appese a un
filo: nella notte governo e sindacati andavano avanti in una trattativa ad
oltranza per trovare un accordo. La giornata era stata segnata dalle proteste
dei lavoratori. Blocchi e disagi per i passeggeri a Fiumicino. A PAGINA 5.
( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
E' andata così così
la governatrice dell'Alaska che McCain ha voluto come vice nella corsa alla
Casa Bianca
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Scommesse Casa PRESIDENZIALI USA La prima intervista di Sarah Palin Lancia un
avvertimento alla Russia E' andata così così la governatrice dell'Alaska che McCain
ha voluto come vice nella corsa alla Casa Bianca New York, 12 settembre 2008-
Come una liceale che si arrampica sugli specchi durante l'interrogazione,
cercando di rispondere al prof su qualcosa che non sa. La prima intervista a
Sarah Palin, la giovane governatrice dell'Alaska che John McCain ha voluto come
vice nella corsa alla Casa Bianca, è andata così così. Anche se
l'intervistatore, Charles Gibson di Abc, è uno dei più mansueti del giornalismo
americano, anche se le domande piccanti e difficili sono rimaste fuori dal
copione, Palin è apparsa titubante a tratti, verbosa, impacciata, curva sulle
spalle, in difficoltà. Il momento topico? Una domanda sulla dottrina
dell'attacco preventivo, uno dei marchi di fabbrica del governo del presidente
George W. Bush: attaccare un Paese prima che si materializzi un pericolo per
l'America. Ma la 'Bush Doctrine' non era evidentemente tra i manuali studiati
da Palin, che ha uno straordinario talento politico ma un'esperienza
assolutamente limitata su questioni di rilevanza nazionale e soprattutto di
politica estera. Gibson si è sentito rispondere "A che riguardo,
Charlie?" quando ha chiesto un parere sulla dottrina. E ha colto
l'occasione al volo. "Che cosa intende, per dottrina Bush?". Palin ha
tentato una risposta: "La sua visione del mondo...". Bush, ha
continuato, "ha cercato di eliminare dalla faccia della terra l'estremismo
islamico, i terroristi che hanno giurato di distruggere il nostro Paese. Ci
sono stati errori di percorso, svarioni, e questo è il bello della democrazia e
delle elezioni, che danno agli americani l'opportunità di eleggere leader
migliori". Ma la risposta, per quanto ben articolata, non era quella
giusta, Gibson ha spiegato, con aria da prof in cattedra, che la dottrina Bush
è quella che teorizza l'attacco preventivo. Senza batter ciglio Palin ha
risposto: "Charlie, se abbiamo prove di intelligence che ci dicono che un
attentato contro l'America è imminente, abbiamo ogni diritto di difendere il
Paese". Il primo piano spaesato di Palin di fronte alla più elementare
domanda sulla politica estera del presidente repubblicano è un pessimo
biglietto da visita in vista dei prossimi incontri con i reporter. Nelle sue
due settimane di campagna elettorale Palin è stata di fatto protetta dalla
campagna elettorale e tenuta lontana dai giornalisti e dalle domande a
bruciapelo. Lo straordinario talento negli interventi senza contraddittorio e
la grande presenza scenica di Palin hanno funzionato finora nella bolla
protettiva della campagna di McCain, ma l'incantesimo potrebbe essere finito
questa notte su Abc. In un altro momento di difficoltà, Palin ha chiamato in
causa Abramo Lincoln per difendere una dichiarazione imbarazzante sulla guerra
in Iraq. "Il nostro governo nazionale - aveva detto qualche tempo fa, dal
pulpito della sua chiesa, alla periferia di Anchorage - manda i soldati
americani in Iraq per adempiere un compito di Dio". Gibson le ha chiesto
di spiegarsi: l'America sta combattendo una guerra santa, in Iraq? "Citavo
Abramo Lincoln", ha risposto Palin, che diceva di "non pregare di
avere Dio dalla nostra parte in guerra, ma di essere dalla parte di Dio".
L'intervistatore coglie il momento critico e la incalza. Il risultato è un
nuovo imbarazzo, tradito dalla schiena curva della governatrice, sottoposta a
una prova durissima. L'intervista in tre parti, nel corso della quale Palin è
addirittura arrivata a ipotizzare una guerra alla Russia, continuerà a dominare
il dibattito politico fino al weekend. Ieri sera è stata trasmessa soltanto la
prima parte. 11 SETTEMBRE McCain e Obama a Ground ZeroDonna come vice, un
vantaggio per McCain? - Chi vincerà le elezioni Usa?Dalle passerelle alla
politica - Le caricature Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico:
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La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi (141 commenti) L'acceleratore LHC
funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana (103 commenti) Via
libera al ddl Carfagna "Arresto per i clienti delle lucciole" (92
commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (52 commenti) Si ammala
mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (49 commenti)
Scuola, Bossi attacca la Gelmini (47 commenti) Alitalia,
la trattativa è saltata Matteoli: il Governo farà il possibile (31 commenti)
16:25:00 - x stella.solo noi di cdx abbiamo donne così belle. la sx tutta
,uomini e particolarmente le donne di[...] Prostitute in rivolta contro Mara
"Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui
calendari!"16:20:51 - jetset.. padoa scihoppa aveva già quasi firmato.. è
stato firmato perchè si era in campagna elettora[...] Alitalia, la
trattativa è saltata Matteoli: il Governo farà il possibile16:17:25 - E
facciamola fallire una volta per tutte......... Cosi' i super-pagati piloti, i
super-pagati assist[...] Alitalia, la trattativa è saltata Matteoli: il Governo farà il
possibile16:14:27 - Pasquale, penso che gli articoli siano 'scannati'.
Gianni Clerici distingue bene un rammendo nel tes[...] La festa e i dubbi
dell'artista Federer (Clerici). "Critiche ingiuste dopo New York posso
tornare n. 1" (Semeraro). Super Federer (Martucci). Per la Fit il no di
Bolelli non vale, lo ha mandato una società (Gazzetta)16:11:29 - Complimenti
per l'articolo Elisa,davvero ben scritto,illustra in maniera concisa un
meraviglioso per[...] Bentornato Campione16:11:23 - complimenti anche al
fotografo, molto suggestiva come immagine.[...] Riti satanici sulle rive del
Burano Trovati teschi e volti demoniaci16:04:04 - è mai possibile che ogni
qualvolta ci sia qualcuno con le idee chiare e provi ad agire invece che
bl[...] Scuola, Bossi attacca la Gelmini Sei d'accordo con il disegno di legge
Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss Italia, bisogna cambiare la formula
televisiva del concorso?Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei
d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il
derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri
sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per
chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei
d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura
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d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o
l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una
medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi
scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi? LA FOTO
DEL GIORNO Cupido allo zoo L'amore supera ogni ostacolo. Ne sa qualcosa Arava,
una tartaruga disabile che per potersi muovere è stata dotata di una speciale
struttura con rotelle. L'esemplare ha comunque conquistato il cuore di un
maschio LEGGI L'ARTICOLO GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie
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( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia
DI Il pensiero
LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche
noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la
comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav
Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba.
Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro
Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti.
D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si
può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma
ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi
ricorda la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli,
quella invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle
ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto
di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il
dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che
quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché
spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a
bocca aperta. "Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore,
bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava di
Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma per forza! Perché tutti aspettano di
vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla,
Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca,
perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la
dose: "Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea,
Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di
merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando
parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due
fili come alle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi.
Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida
e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la
parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno
anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura.
Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: "Guardi la devo
interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo
rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la prima boiata
che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica
molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi faccia finire,
mi faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il disco, il conduttore
si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e
ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa
accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro
prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma che gli fa l'esame
prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse capitare lo noti
subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenti come
quelli dei ghiri e tace.