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DOSSIER “ALITALIA”

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T ARTICOLI DEL  12 settembre 2008      #TOP



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (100)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

Alitalia, la firma non c'è ( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Genova: la protesta dei dipendentilascia 120 passeggeri a terra ( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: rimaste a Genova in qualche albergo messo a disposizione da Alitalia. Problemi ovviamente anche per tutti coloro che erano diretti a Genova da Roma su voli Alitalia. Per alcuni la soluzione meno problematica è stata quella di ripiegare sul volo AirOne, arrivato al Colombo alle 19. I dipendenti di Alitalia, anch'essi bloccati ieri sera a Genova, non ci stanno: "Come risolvono la crisi?

L'esame "facile"della Gelminiche sta tagliandol'unica scuola seria ( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ad esempio per trovare soldi da dare agli industriali che non hanno nessuna intenzione di rischiare i propri per salvare l'Alitalia, si possa pensare di rinunciare a qualcosa di così prezioso. Ah, a proposito, per quanto riguarda sua moglie, credo proprio che stando così le cose, lei il posto di maestra se lo può scordare, almeno per i prossimi 20 anni. 12/09/2008.

Crisi alitalia, rabbia e proteste ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vertice a Palazzo Chigi, Sacconi: "Sul piano accordo adesso o mai più". Tariffe, a ottobre nuova stangata su luce e gas per le famiglie Crisi Alitalia, rabbia e proteste Cresce la tensione, decine di voli cancellati. Trattative a oltranza SEGUE A PAGINA 2.

Formigoni a passera: ci piace lufthansa ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel corso di una conferenza stampa dopo l'incontro avuto con Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e socio della nuova Compagnia aerea italiana che ha presentato un'

Alitalia, tutto in una notte "accordo adesso o mai più" - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: esuberi che sicuramente lasceranno Alitalia. Ma la discussione sulle anzianità di servizio non si sblocca: è uno scoglio che al momento, appare insormontabile. Questo assieme alla flotta, al numero degli aerei che potrebbero rilanciare Alitalia 2, sono i due nodi che tengono banco: le anzianità, per Cai, vanno azzerate e con loro tutti gli avanzamenti economici acquisiti in carriera.

Assedi, blocchi e voli cancellati esplode la rabbia dei dipendenti - luisa grion carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: di ieri è stata una giornata durissima per Alitalia, i suoi dipendenti e chiunque abbia malauguratamente pensato di mettersi in volo. Che le cose fossero destinate a mettersi male lo si era capito fin dal primo mattino, quando Raffaele Bonanni, leader della Cisl, era stato accolto al suo arrivo al ministero del Lavoro - sede dell'incontro con il governo - da bordate di fischi all'

"fiumicino non deve morire" ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La rabbia dei lavoratori Alitalia. Aeroporto in tilt, cortei in Centro Dopo il dramma esuberi della vertenza Alitalia, il governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui chiede un incontro urgente, esprimendo le sue preoccupazioni riguardo alle ricadute sociali e occupazionali.

"no alla morte di fiumicino" - anna maria liguori ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: MARIA LIGUORI Cercare una soluzione in estremis per evitare la totale sconfitta dei lavoratori Alitalia: con quest'obiettivo è cominciata ieri mattina presto la lunga giornata del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Prima il tavolo interistituzionale con gli imprenditori poi l'assemblea dei lavoratori a Fiumicino ed infine un incontro a quatt'occhi con il sindaco Alemanno.

Carlo picozza ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: proteste e rabbia contro il governo e critiche aspre ai nove sindacati in campo nella vertenza Alitalia: il blocco del traffico nasce spontaneamente nell'aeroporto di Fiumicino, sul finire dell'assemblea aperta ai rappresentanti delle istituzioni, poco dopo le due di pomeriggio. Protagonisti, i dipendenti Alitalia e quelli di Eas, i servizi aeroportuali di AirOne: trecento in tutto.

Il centro assediato due cortei e strade chiuse - laura serloni ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dei dipendenti Alitalia e via Fornovo, a Prati, invasa da centinaia di piloti e assistenti di volo provenienti da tutta Italia. Manifestazioni che hanno mandato completamente in tilt la viabilità capitolina. Non sono bastati i vigili appostati nei principali incroci per far scorrere le macchine tra clacson suonati a ripetizioni e automobilisti imbottigliati per ore nel traffico.

Sulla crisi è scontro Della Valle-Bonanni ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno dato luogo ad un confronto-scontro sulle responsabilità che hanno portato alla crisi di Alitalia, in occasione della presentazione del libro "L'altra castaa". "Com'è possibile - ha attaccato Della Valle - che se io voglio comprare Alitalia mi debba sedere al tavolo con una controparte che ha contribuito a creare la situazione di crisi?

Berlusconi è convinto di aver fatto un capolavoro Tagli e sacrifici, ma il premier si consola con l'italianità . Abbiamo il doppio del capitale previsto ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: MIRACOLI Su Alitalia il clima è arroventato e Silvio Berlusconi getta benzina sul fuoco. Dopo ore di trattativa e di mobilitazione, il premier si presenta alla festa annuale dei Giovani di An e prospetta soluzioni miracolose. Parla di "valenti imprenditori" che si sono fatti avanti per acquistare la compagnia, di "capitali raccolti che sono arrivati quasi al doppio del necessario"

Caos e ricatti, l'agonia di Alitalia Stallo nella trattativa notturna tra ultimatum e proteste. Sacconi: firma ora o mai più Cortei e scioperi, a Fiumicino cancellati decine di vol ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Il Pd: un enorme pasticcio Ultime ore di drammatica trattativa per Alitalia. La notte che il ministro Sacconi definisce decisiva - "o si firma ora o mai più" - inizia con un muro contro muro tra governo, Compagnia aerea italiana e sindacati. Le posizioni appaiono lontanissime e i "tavoli tecnici" vengono sospesi.

Alitalia, l'accordo è appeso a un filo Sacconi: ultima occasione, soluzione subito o sarà il disastro. Nella notte stop e vertice a Palazzo Chigi ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: erano ancora riprese le trattative ai tavoli di confronto con i sindacati sul piano di salvataggio di Alitalia. Il confronto dovrebbe comunque riprendere per poi andare avanti ad oltranza. I temi caldi sono: piano industriale, nuovi contratti e ammortizzatori sociali. Se si riuscirà ad arrivare a un'intesa su Alitalia sarà perché queste tre incognite avranno trovato una soluzione.

Solo una notte per salvare Alitalia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 105 Solo una notte per salvare Alitalia Trattativa a oltranza: muro contro muro tra società e sindacati --> Trattativa a oltranza: muro contro muro tra società e sindacati ROMA Trattativa a oltranza sulla vertenza Alitalia, in un muro contro muro fra Compagnia aerea italiana e piloti che è andato avanti per tutta la notte, tra momenti di stallo e forte tensione tra i lavoratori.

Le paure di Roma e Milano ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: impatto della ristrutturazione di Alitalia sui conti della società) "è una conferma dei seri rischi che sta correndo un asset fondamentale del Lazio", ha osservato preoccupato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. "In pericolo non c'è solo il futuro di migliaia di lavoratori, che oggi ho voluto incontrare e dei quali ho colto la grande preoccupazione"

E la piazza fischia Bonanni ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 500 dipendenti di Alitalia e Air One, che dovrebbero passare alla nuova Alitalia. Fin dal primo mattino i lavoratori hanno allestito un presidio davanti alla sede del ministero del Lavoro di via Flavia, dove è ripreso il tavolo di confronto. Una protesta animata dalla distribuzione di volantini-necrologio che annunciavano la morte,

Hostess e piloti disposti a tutto? ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia? Donne e uomini, persone, padri di famiglia. È vero o no che, fosse andata in porto la fusione con gli "stranieri", gli "esuberi" sarebbero stati meno pesanti? E la composta ministra Maria Stella Gelmini, quando taglia ottantasettemila posti di lavoro, ce lo fa un pensierino sulla decapitazione del corpo insegnante?

La solidarietà favorisce la crescita ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, sul federalismo fiscale è forse buono per qualche minoranza avida, non certo per la massa dei cittadini e tanto meno per la crescita economica del paese. Tutti i provvedimenti vanno in direzione opposta a quella di ridurre il Partisan Divide di cui ci parla il prof Bartels, Divide che aumenta tra Nord e Sud - siamo la vergogna europea,

La fine dell'illusione neoliberista ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Cosi gli Italiani si ritrovano a dover ripagare i debiti accumulati dalla gestione del carrozzone Alitalia. Anche qui lo stato interviene, de facto ne nazionalizza la parte scadente e poi vende quella buona alla cordata industriale che ha messo insieme. Il contribuente è doppiamente penalizzato: perché per anni ha usufruito di un servizio scadente di cui ora deve pagare i debiti.

Le famiglie pensano al pane, non al Milan Il leader Pd contro il premier: sottovaluta il disagio del paese, servono misure su salari e prezzi ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ici anche per le fasce agiate e con l'imbroglio Alitalia, ma il Pd ha messo nero su bianco la cifra che le famiglie a reddito medio-basso avrebbero guadagnato con la sua impostazione rispetto alla soluzione Tremonti: qualcosa come 2000 euro in più. Sarà questo il cuore della manifestazione del 25 ottobre, destinata a diventare la prova di maturità del Pd,

Atitech, corteo ad alta tensione - cristina zagaria ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ottimismo arrivano le dichiarazioni del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che parla di "manifestazione di interesse" da parte della Aviation management consulting GmBH & Co. per l'intero pacchetto di azioni di Atitech. Ma proprio quando si spera in una soluzione positiva, in una trattativa reale, arriva l'ultima doccia fredda.

A novembre scade il mandato di Barroso Parte il valzer delle nomine dei commissari ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: piazzato da Berlusconi quando cominciava a profilarsi la soluzione Alitalia. Probabilmente non sarà, com'era invece Frattini, vicepresidente perché c'è un limite a tutto. Cosicché si confermerà il fatto che le manovre berlusconesche sono costate all'Italia una vicepresidenza. Poco male: fossero solo questi i danni.

Scatta l'allarme a Roma, intervento bipartisan Alemanno e Marrazzo pronti a un progetto comune. Proteste anche a Milano per gli esuberi ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, e quindi sull'aeroporto di Fiumicino", ha commentato Alemanno, ieri al centro delle polemiche romane. "Scenda dal Pincio e corra ad arginare la catastrofe Alitalia", è stato l'invito del centrosinistra per bocca dei consiglieri regionali del Pd Parrocini e Carapella: "Crede forse Alemanno che i danni incalcolabili che i suoi alleati al governo stanno causando al sistema

Il piano di salvataggio del governo si trasforma in macelleria sociale ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Bruno Ugolini Scoppia il caso Alitalia e sono quasi tutti lì, giornali, televisioni, osservatori, a puntare l'indice nei confronti del sindacato. Tutti col fiato sospeso a sostenere che è una grande sfida per Cgil, Cisl e Uil, chiamate a difendere i legittimi interessi dei lavoratori ma nello stesso tempo a operare con senso di responsabilità per impedire il tracollo definitivo dell'

La rabbia dei lavoratori: voli cancellati, blocchi stradali ( da "Unita, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia sullo scalo di Roma. I passeggeri Alitalia, adirati, non sono più teneri con la compagnia di bandiera: "Che penso di Alitalia? Ormai tutto il male possibile, è meglio che fallisca - dice un passeggero". E anche nell'altra piazza, quella dei lavoratori che manifestano in via Flavia e poi in via Fornovo sotto le sedi del ministero del welfare dove è in corso la trattativa,

A malpensa altri 8 voli lufthansa - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: creeremo 150 posti di lavoro" RODOLFO SALA L'alleato ideale della nuova Alitalia? Non Air France, ma la tedesca Lufthansa. Roberto Formigoni lo ha detto a chiare lettere, incontrando al Pirellone Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, la banca advisor nell'operazione di rilancio di Alitalia.

Formigoni punta su Malpensa e scarica Linate ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleato internazionale più utile ad Alitalia è quello che realizza già voli intercontinentali in grado di essere utili al mercato lombardo e che partano direttamente da Malpensa". Quale alleato? Lufthansa of course, che tra l'altro a partire dal febbraio 2009 offre nuovi collegamenti diretti da Milano verso otto capitali europee.

Alitalia, gli aerei restano già a terra ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 218 del 2008-09-12 pagina 1 Alitalia, gli aerei restano già a terra di Redazione Ieri annullati 50 voli. Trattativa non stop nella notte. Sacconi: "Intesa adesso o mai più" "Muro contro muro" e l'intesa sembra lontana: è infatti stallo ai tavoli tecnici sui contratti di piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra di Alitalia.

Dietro certi <no>, i giochi di potere tra sindacati ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma che in Alitalia non era ancora stato introdotto, proprio per il potere di veto delle associazioni professionali. È una regola, infatti, che nelle Rsu si dia un premio di rappresentanza alle sigle che rispondono ai confederali. Il 33 per cento dei rappresentanti in più rispetto ai sindacati professionali.

<Coi risparmi del federalismo potremo ridurre le imposte> ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia su cui la sinistra ironizzava, è in mani sicure e non sarà possibile scalarla da parte di investitori esteri. Rileva come, nonostante le critiche, la legge Biagi sta ottenendo quanto ci si era prefisso, e che se in Spagna ormai il 33% dei contratti è flessibile, da noi si è al 12% con un 49 e passa per cento di precari che entro 18 mesi passano al contratto indeterminato.

E a Fiumicino ritardi e caos Restano a terra 40 aerei ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: La nuova Alitalia. Quando Cai acquisterà gli asset della vecchia Alitalia si sarà già dotata della capitalizzazione necessaria ad avviare il proprio piano. Da novembre, quindi, dovrebbe decollare la nuova compagnia. I circa 100 aerei che non saranno acquistati (in massima parte i vecchi Md 80 e Atr) saranno venduti ad altri acquirenti.

Lufthansa rilancia sui voli ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". Nel corso di una conferenza stampa dopo l'incontro con Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e socio della nuova Cai, rispondendo alla domanda su quale fosse l'alleato a cui faceva riferimento, Formigoni ha detto "qualcuno che ha già capito l'

La rivolta dei prof: non siamo alitalia - anna ferrarese ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia La Primo Levi torna a far lezione ai nonni e non solo Manifestazione cittadina per il tempo pieno il 26 settembre Assalto degli studenti a Melbookstore "Quattro ore in fila per libri troppo cari" Lo sconto trasformato in un buono per comprare altri volumi Tra le iniziative quella di presentarsi in classe col lutto al braccio ANNA FERRARESE RIPARTONO fra poche settimane le

Eleonora capelli ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: i lavoratori un colpo come 15 vertenze Alitalia messe insieme" continua la sindacalista. L'annunciato "tsunami" sulla scuola, che parte dai tagli della finanziaria e si completa con il decreto per istituire la figura del maestro unico, colpendo duramente supplenti e precari della scuola che si ritroveranno lunedì in un sit-in davanti alla sede dell'ufficio scolastico provinciale,

Alitalia, si gioca l'ultima partita Sacconi: "Accordo ora o mai più" ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 218 del 2008-09-12 pagina 0 Alitalia, si gioca l'ultima partita Sacconi: "Accordo ora o mai più" di Redazione Lunga giornata al ministero del Lavoro sulla vertenza Alitalia in un clima molto teso. In serata vertice a Palazzo Chigi. Si susseguono trattative al oltranza, incontri e tavoli tecnici.

Vicenda Alitalia, la parola ai lettori ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, la parola ai lettori di Redazione Abbiamo scelto 5 commenti, fra i molti arrivati in redazione, e li abbiamo pubblicati. Vi invitiamo ad aprire un dibattito, commentate gli articoli sul caso Alitalia Abbiamo scelto cinque commenti, fra i molti arrivati sul sito sul caso Alitalia, e li abbiamo pubblicati perchè rappresentativi tra quelli che i nostri lettori ci inviano.

Raffaele lorusso ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: operazione di salvataggio di Alitalia ("non è compito di un'organizzazione territoriale", spiega), ma sottolinea la necessità di agire per salvaguardare la mobilità locale", anche attraverso accordi con altri aeroporti e con compagnie diverse da Alitalia. Da questo punto di vista, l'assessore Loizzo assicura che la questione trasporti rimane al primo posto nell'

"a rischio cinque voli alitalia" - francesca savino ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: il Pd scende in piazza A Lecce un presidio alla stazione "A rischio cinque voli Alitalia" La crisi colpisce Bari 300 passeggeri a terra Una simulazione di Ap. Gli industriali: le tariffe aumenteranno Ieri mattina confronto sulla crisi: invariata solo la linea con Malpensa FRANCESCA SAVINO Da Roma il caos Alitalia paralizza anche Bari.

Roma-milano, viaggio senza rete restano muti cellulari e computer - (segue dalla prima pagina) cinzia sasso ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: fi per Alitalia all'aeroporto di Londra Heathrow, di avviare in via sperimentale in venti stazioni di servizio i collegamenti senza fili a pagamento (e però, nell'area di San Martino, non è stato possibile avviare alcuna connessione). Ma se sul Parigi-Bruxelles ci si connette davvero come se si fosse davanti al proprio pc,

Acquirenti per cargo e manutenzione ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: hanno presentato una manifestazione di interesse per Alitalia Cargo. Intesa-Sanpaolo, ha di recente rilevato il 33% del gruppo Alis, di Alcide Leali. Un ingresso che di fatto sancisce l'interesse dell'istituto nel settore merci e quindi nell'operazione cargo per Alitalia. Il fallimento o il successo della vertenza dipendono però dalla questione flotta.

"nuova swissair, per i piloti -35% di paga" - franco zantonelli ( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ma la vicenda Alitalia l'ha seguita anche in India, tanto gli ricorda una storia già vista. Fino all'autunno del 2.001 Corti apparteneva alla casta dei piloti Swissair, tra i meglio pagati al mondo. Poi, a inizio ottobre di 7 anni fa, ci fu la messa a terra della compagnia di bandiera elvetica, i cui aerei rimasero bloccati negli aeroporti di mezzo mondo,

La trattativa non c'è stata, accordo in alto mare ( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ATTERRATI ALITALIA · Finto confronto ai tavoli, riunioni fino a tarda notte La trattativa non c'è stata, accordo in alto mare L'ultima giornata per "trovare un accordo" su Alitalia è arrivata a tarda sera senza vera trattativa sul merito (piano industriale, esuberi, contratti).

Relazioni complici sulle ceneri dell'Alitalia ( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: COMMENTO Relazioni complici sulle ceneri dell'Alitalia Francesco Piccioni Nella folla di lavoratori spiccano i più spaesati tra tutti: i piloti. Stanno lì nelle loro divise impeccabili e con quell'aria da semidei; in Blade Runner sarebbero stati dei perfetti Nexus 6. Gli aerei non volano senza di loro, si sono sempre detti.

<Buffoni, non firmate> di Alessandro Calvi ( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Tra i punti sui quali si è concentrata l'attenzione di tutti, la scalabilità della compagnia e la gestione degli esuberi. Quello dei piloti è rimasto fino all'ultimo il nodo più complicato da sciogliere mentre ad Alitalia sarebbero giunte manifestazioni di interesse per la manutenzione pesante e l'attività di cargo. 3 12/09/2008.

Atterrati ( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Scontro finale per Alitalia. I lavoratori si sentono scaricati e assediano il ministero del lavoro, contro i tagli di personale, di salario, di diritti. Fischi per Bonanni. Proteste anche a Fiumicino: cancellati molti voli. Ma Sacconi minaccia: "O si chiude stanotte o mai più".

Intervista col sindaco di bologna Cofferati: <Non capisco le critiche a Veltroni> ( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Da ex segretario generale della Cgil, cosa pensa della nuova Alitalia e delle spaccature nel sindacato? "Una mia idea ce l'ho e la tengo per me. E sa perché? Perché il mio giudizio su tutta la vicenda rappresenterebbe un problema in più per chi sta conducendo la trattativa". Oggi (ieri, ndr) lei è ospite alla festa dei giovani di An.

Il ministro Sacconi: "Temo il peggio" I sindacati: "Difficoltà, ma si va avanti" ( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa NUOVA ALITALIA Il ministro Sacconi: "Temo il peggio" I sindacati: "Difficoltà, ma si va avanti" Il ministro del Lavoro è pessimista e sulla possibilità che l'amministratore straordinario di Alitalia, possa avviare subito le procedure per la mobilità, il ministro ha indicato che ''certamente'' lo fara' ''perché è tenuto a farlo'

Alitalia di Alessandro Calvi Roma in ostaggio per ore La contestazione a Bonanni ( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Segue alitalia di Alessandro Calvi Roma in ostaggio per ore La contestazione a Bonanni Non è stata una giornata facile, quella di ieri. Neppure per le centinaia di lavoratori - c'erano tutte o quasi le categorie della galassia Alitalia - che hanno seguito da vicino la trattativa.

Vertice tra Formigoni e Passera <Lufthansa rafforzerà Malpensa> ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Vertenza Alitalia Vertice tra Formigoni e Passera "Lufthansa rafforzerà Malpensa" Vertice sugli aeroporti milanesi tra il governatore Roberto Formigoni e l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera. Formigoni ha suggerito il nome "dell'alleato internazionale più adatto per Alitalia": Lufthansa,

Blocco di ghiaccio da 10 chili cade dal cielo e sfonda un'auto ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, considerata la distanza da Linate di sei chilometri, i metri d'altezza potrebbero essere stati anche 900. Prime ufficiose indagini parlano della "responsabilità" di un aereo arrivato dall'Est Europa, dai Balcani, che ieri mattina hanno vissuto ore di turbolenza, temporali, freddo e conseguente gelo ad altissima quota.

Formigoni-Passera: Lufthansa rafforzerà Malpensa ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 7 categoria: REDAZIONALE Caso Alitalia Vertice tra il governatore e l'ad di Intesa Sanpaolo. "I tedeschi alleati ideali per la nuova compagnia di bandiera" Formigoni-Passera: Lufthansa rafforzerà Malpensa "L'alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa".

La contestazione ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 3 categoria: BREVI La contestazione Nella foto, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni viene duramente contestato dal personale Alitalia al suo arrivo ieri al ministero del Lavoro. Bonanni aveva segnalato la sua disponibilità a firmare il piano di ristrutturazione.

Politici, manager, calciatori: i trucchi della casta volante ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ora ha chiesto all'Alitalia 1,2 miliardi di euro di danni perché la compagnia ha deciso di lasciare l'aeroporto di Malpensa. Anche lui è stato presidente dell'Alitalia: durante la sua presidenza la compagnia prossima ad essere "tecnicamente in bancarotta", per usare le parole del capo della Emirates, Ahmed bin Saeed Al-Maktoum,

Alitalia, trattativa sul filo Piloti, l'ultima mediazione ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: REDAZIONALE Alitalia, trattativa sul filo Piloti, l'ultima mediazione Pressing del governo, ipotesi di contratto separato. Contestato Bonanni Confronto con tutte le categorie, resta il nodo esuberi. Clima teso, voli annullati, un dipendente minaccia di darsi fuoco ROMA - Un contratto tutto per i piloti, offerto alla Compagnia aerea italiana (

<Abituato ai mattoni dei muratori Altro che dietro-front sulla vendita> ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un caffè al termine di una giornata tesa e prima della notte più lunga per Alitalia. "Chiamami pure a qualsiasi ora, anche alle due, alle tre", dice al telefonino a Claudio Claudiani (Fit-Cisl), che sta in trattativa al ministero del Lavoro. Bonanni, quando si firmerà, vuole esserci. Lui continua a non avere dubbi: "Io firmo".

T rattativa ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi T rattativa Alitalia, 11 settembre, il giorno più lungo. I piloti: "C'è il rischio che tutto precipiti". Usare altre metafore, proprio no? www.corriere.it/italians.

ROMA Trattativa notturna ad alta tensione tra sindacati-Cai-governo sulla vertenza Alitalia. Format ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract:

Alitalia, trattativa ad alta tensione ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Monta la protesta sindacale, contestato Bonanni. Disagi a Fiumicino: cancellati 50 voli Alitalia, trattativa ad alta tensione Muro contro muro su contratti e stipendi. Sacconi: intesa ora o mai più.

Braccio di ferro con i piloti e gli assistenti di volo che non vogliono un contratto unico per i dip ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Endenti della nuova Alitalia. Air France come Lufthansa ha invece un contratto unico ma con specificità interne.

CORTEI, assemblee, voli cancellati, un dipendente che minaccia di darsi fuoco. Quelli ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, nel "giorno del destino", hanno fatto vedere unghie e denti a chi doveva vedere. Centinaia di lavoratori, tra cui molti napoletani dell'Atitech saliti dalla Campania, hanno protestato in tutta Roma spostandosi senza sosta sotto le sedi del Ministero del Lavoro (nella foto) dove si è tenuta la trattativa sul futuro della compagnia.

In arrivo la Marzano 2 per altre quattro società ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Fantozzi ha chiesto l'estensione della procedura ad Az Servizi, Alitalia Express, Alitalia Airport e Volare.

ROMA Il giorno più lungo va ai tempi supplementari. Solo oggi si conoscerà il fut ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia. Fantozzi ha comunicato che sono pervenute le offerte rispettivamente di Aviation Management per l'intero pacchetto di Atitech e di Alis-Miro. La proprietà della stessa Alitalia resterebbe per almeno cinque anni in mani italiane. Gli esuberi dovrebbero essere smaltiti in parte attraverso gli ammortizzatori sociali o ricollocati in aziende del settore o probabilmente guidate

MILANO - Il commissario Augusto Fantozzi, dopo aver ottenuto il 29 agosto scorso l'ammi ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia Airport, Alitalia Express e Volare. Tutte società del mondo Alitalia che sono ricomprese nell'offerta preliminare formulata dalla Compagnia aerea italiana (Cai) arrivata sul tavolo di Fantozzi undici giorni fa. Az Servizi (8100 dipendenti) fa capo per il 51% a Fintecna, Alitalia Airport (controllata da Az Servizi)

ROMA Una giornata particolare. Ovvio. Iniziata con il presidio di circa cinquanta-sessanta dipenden ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Ti di Alitalia dinanzi all'entrata del ministero del lavoro in via Flavia; proseguita con la dura contestazione al leader della Cisl, Raffaele Bonanni; terminata con il trasferimento di una parte di contestatori in via Fornovo dove c'è una sede distaccata del dicastero e la parte restante di lavoratori rimasta presidiare via Flavia.

L'Alitalia, le offerte e la trasparenza ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, le offerte e la trasparenza C aro direttore, mi pare opportuno fornire un contributo che possa essere utile a fare chiarezza su alcune questioni afferenti la procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia. 1 La normativa su cui si fonda la procedura, finalizzata, tra l'altro, alla continuità del servizio pubblico,

Marrazzo, allarme su Alitalia ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: allarme su Alitalia "Arriva uno tsunami di esuberi e licenziamenti" Parlando di fronte a centinaia di lavoratori dell'Alitalia, Piero Marrazzo lancia l'ennesimo allarme: "Uno tsunami di esuberi e licenziamenti si sta per abbattere sul Lazio". Replica Alemanno che ha incontrato ieri pomeriggio per un colloquio privato il governatore:

ROMA - E' una macchina ridondante, eccessiva e inefficace. E per questi motivi va certame ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E tantomeno ha intenzione di incassare l'attacco di Diego Della Valle, patron di Tod's, che accusa il sindacato di gravi responsabilità anche nella vicenda Alitalia. "La sua è una visione molto particolare della democrazia", ha ribattuto Bonanni. R.Amo.

Marrazzo: <Uno tsunami di esuberi e licenziamenti> ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il presidente della Regione e Zingaretti all'assemblea dei dipendenti Marrazzo: "Uno tsunami di esuberi e licenziamenti" Incontro col sindaco e lettera a Berlusconi Secondo il governatore del Lazio il Piano industriale della nuova Alitalia "non può essere firmato così com'è".

Cancellazioni e ritardi, gravi disagi ( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: giorno più lungo" dei dipendenti Alitalia è cominciato verso le 10, quando circa 300 tra piloti, steward e personale di terra si sono presentati in via Flavia, sede del ministero del Lavoro, precedendo le delegazioni sindacali. Tanti i cori contro le rappresentanze sindacali e l'ipotesi di accordo scanditi per tutto il giorno.

Le ore più lunghe di Alitalia ( da "Tempo, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Vertice da Letta Le ore più lunghe di Alitalia La trattativa Alitalia si è protratta fino a notte fonda. Muro contro muro fra la Cai e i sindacati, con i piloti a rifiutare l'ipotesi del contratto unico, mentre si apriva uno spiraglio su cargo e manutenzioni. A tarda sera, dopo ore drammatiche per la mobilitazione dei dipendenti davanti al ministero del Lavoro,

ROMA Come interviene il Cavaliere nelle polemiche sul fascismo? Non parlando di fascismo, ma di ( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Intanto è planato su Alitalia: "Nessuno straniero avrà mai la maggioranza azionaria. Gli imprenditori italiani, che si sono impegnati nella cordata, lo hanno fatto per spirito patriottico". L'evocazione del patriottismo manda in visibilio i giovani ascoltatori. Silvio lo capisce.

Berlusconi: <Un consenso imbarazzante> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia il premier rivendica di aver contribuito alla soluzione della cordata di imprenditori "nonostante lo scherno della sinistra". "Sedici dei nostri migliori imprenditori - dice - hanno voluto investire i propri capitali nella nostra compagnia di bandiera ed un grande paese non può non avere una propria compagnia,

La rabbia dei dipendenti in corteo: "Così non si firma, meglio fallire" ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: intervento dei sindacalisti da Roma Da Fiumicino al centro di Roma la vertenza Alitalia vive il suo 11 settembre tra slogan, rabbia e cortei. Nello scalo romano dipendenti della compagnia di bandiera e della società di handling di Air One sfilano in corteo bloccando le partenze, poi si riuniscono in assemblea, provocando la cancellazione di decine di voli.

Muro contro muro nella notte. Sacconi: "Adesso o mai più" ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quando si aprono gli uffici di Alitalia, il commissario deve avviare con rapidità atti che si fondano sulla presenza o meno di un accordo, quindi di un'offerta". Un invito a chiudere prima dell'alba, che trae forza dalle offerte giunte per i settori cargo e manutenzione da parte di gruppi privati, che salvaguardano oltre mille posti di lavoro.

Le torri del gruppo per Rothschild valgono 5 miliardi ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Volerete con la nuova Alitalia? "Lo sapremo fra qualche ora, visto che la trattativa con i sindacati è entrata nella fase conclusiva. Me lo auguro per i lavoratori coinvolti, per i quali troveremo soluzioni dignitose. Me lo auguro per il nostro Paese, perché davvero una compagnia di bandiera che abbia le ali nel mondo, ma la "cabina di pilotaggio"

Il nuovo 11 settembre è targato Lega ( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E poi la Lega ha sempre avuto un atteggiamento collaborativo, basta guardare la questione Alitalia o i rifiuti di Napoli che se li è presi la Moratti". Insomma, inutile provare a mettere granelli di sabbia nell'ingranaggio del centrodestra, perché "facciamo cose insieme ? taglia corto Reguzzoni ? e soprattutto vogliamo fare cose insieme".

Ultimo giorno di caos a Fiumicino e a Roma ( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per la nuova Alitalia e a un'altra di operatori specializzati per il settore cargo. Ma immediata era anche arrivata la doccia fredda dal commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che ha puntualizzato "Serve l'accordo entro domani". Al suo arrivo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato duramente contestato da un gruppetto di dipendenti di Alitalia esasperati.

Intervista a GAETANO PECORELLA/ "Se la riforma della giustizia non si fa ora, non si farà mai più" ( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: come si è provato di fare con Alitalia". Alla fine di una lunga intervista con "L'Opinione" al deputato Gaetano Pecorella (uno dei consiglieri giuridici di Berlusconi più autorevoli e stimati dal premier, che recentemente, il 4 agosto scorso, ha presentato la proposta di legge costituzionale numero 1598 per riformare la giustizia in maniera radicale)

Alitalia, drammatica trattativa ( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, drammatica trattativa Federalismo: il governo approva la riforma, scompare la tassa sui servizi Resta ancora lontano l'accordo sul piano di salvataggio di Alitalia. Nell'ultimo giorno utile per la trattativa tra il governo, la Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati non si è riusciti a trovare una soluzione condivisa e le proteste dei lavoratori hanno reso il clima

Cai: "Non ci sono le condizioni" ( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 000 deriva dalla differenza tra gli occupati di Alitalia e Air One e gli assunti della Nuova Alitalia, che Cai avrebbe confermato a quota 11.500. Quale futuro per Alitalia?La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club?

Maratona notturna per un accordo appeso a un filo ( da "Tempo, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Stampa Alitalia nella bufera Maratona notturna per un accordo appeso a un filo La trattativa per salvare Alitalia come da copione si è prolungata a notte fonda. E come intuibile le posizioni tra i lavoratori, in particolare i piloti, e la Cai, la cordata di imprenditori, sono rimaste distanti.

Berlusconi: "Con il federalismo meno tasse" ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia su cui la sinistra ironizzava, è in mani sicure e non sarà possibile scalarla da parte di investitori esteri. Rileva come, nonostante le critiche, la legge Biagi sta ottenendo quanto ci si era prefisso, e che se in Spagna ormai il 33% dei contratti è flessibile, da noi si è al 12% con un 49 e passa per cento di precari che entro 18 mesi passano al contratto indeterminato.

Alitalia: Cai pessimista. Ma si fa avanti l'Unicredit ( da "Voce d'Italia, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia, i sidacati: oltre 5 mila esuberi *Alitalia: fischi per Bonanni *Alitalia: Bonanni contestato dai lavoratori Guarda tutti i correlati.

L'idea di Paris per il suo album "Vorrei duettare con la Spears" ( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ] Alitalia, la trattativa è saltata Sacconi: non ci sono più margini12:54:13 - e per gli "onorevoli" che vanno a putt...e? che si fa?[...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!

Sembra un disco ma è una piazza Amburgo la dedica ai Beatles ( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ] Alitalia, la trattativa è saltata Sacconi: non ci sono più margini12:54:13 - e per gli "onorevoli" che vanno a putt...e? che si fa?[...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!

Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tua ( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: nulla a che fare con Alitalia. Non credo che ci siano lavoratori - anche sindacalizzati - così cretini e masochisti. Mi auguro che queste persone vengano identificate e, in caso di fallimento Alitalia, non percepiscano un Euro di aiuto. Si arrangino! A suo tempo i lavoratori VW in Germania rinunciarono al 10% di stipendio per ridurre i licenziamenti e aumentarono le ore di lavoro.

UN BOCCONE AMARO ( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dei dipendenti Alitalia vanno certamente salvaguardati e va fatto ogni sforzo per trovare nuove occasioni di impiego per i lavoratori in eccesso; non si può però subordinare una trasformazione strutturale, della portata necessaria a risolvere il nodo Alitalia, alla sistemazione prioritaria, in ambito aziendale, di tali diritti e di tali occasioni.

Unicredit: 'Nessun offerta per Alitalia' ( da "Voce d'Italia, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia: Cai pessimista. Ma si fa avanti l'Unicredit *Alitalia, i sidacati: oltre 5 mila esuberi *Alitalia: fischi per Bonanni Guarda tutti i correlati.

Continuità, Meridiana si sdoppia ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia per l'affitto di aerei ed equipaggi Continuità, Meridiana si sdoppia Trasporti.. La compagnia di Olbia ha disdetto il contratto con Alitalia per l'affitto di aerei ed equipaggi Eurofly si prepara a volare per Roma e Milano --> Eurofly si prepara a volare per Roma e Milano Si profila la possibilità che vengano presentate quattro proposte per i voli in continuità territoriale

Trattative frenetiche e proteste ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Alitalia

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 alitalia Trattative frenetiche e proteste Alitalia --> Notte decisiva Le sorti di Alitalia appese a un filo: nella notte governo e sindacati andavano avanti in una trattativa ad oltranza per trovare un accordo. La giornata era stata segnata dalle proteste dei lavoratori.

La prima intervista di Sarah Palin Lancia un avvertimento alla Russia ( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, la trattativa è saltata Matteoli: il Governo farà il possibile16:17:25 - E facciamola fallire una volta per tutte......... Cosi' i super-pagati piloti, i super-pagati assist[...] Alitalia, la trattativa è saltata Matteoli: il Governo farà il possibile16:14:27 - Pasquale, penso che gli articoli siano 'scannati'.

DEBOLE ( da "Stampa, La" del 12-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba.


Articoli

Alitalia, la firma non c'è (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Trattativa in stallo, ulteriore rinvio a oggi. Tensione in strada, contestato Bonanni dicembre 2006 Sì ALLA VENDITA 12/09/2008 ' 12/09/2008 l'aut-autdel ministroO si chiude adesso o non si chiude mai più. Non c'è un secondo appello maurizio sacconiministro del Lavoro 12/09/2008 dicembre 2007 offerta air france 12/09/2008 PILOTI E HOSTESS 12/09/2008 PAURA ATITECH 12/09/2008 PROTESTE A FIUMICINO 12/09/2008.

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Genova: la protesta dei dipendentilascia 120 passeggeri a terra (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Tensione al colombo Ritardi e cancellazioni per il caos di Fiumicino. Crocieristi appiedati e infuriati: "Meritano di fallire" 12/09/2008 Genova. "Alitalia merita di fallire visto il trattamento che ci ha riservato". Nicola Biancofiore 46 anni, commerciante di Bari, è uno dei passeggeri della Costa Crociere che ieri non è potuto salire sul volo Genova-Roma, in ritardo di 4 ore, trovandosi alla fine a bordo di un pullman. Arriverà a casa, probabilmente stamattina, dopo un'odissea durata 22 ore. Il caos di Fiumicino ha provocato ritardi e cancellazioni anche nello scalo aeroportuale genovese. La situazione è stata risolta anche grazie all'intervento di Costa Crociere, che non ha abbandonato i propri passeggeri, lavorando con il personale Alitalia per trovare soluzioni di viaggio alternative. Il volo Alitalia da Genova per Roma - quello su cui dovevano salire passeggeri sbarcati a Savona da una nave della Costa Crociere - ha subito un ritardo di 4 ore ed è partito intorno alle 19,20. Cancellato anche l'altro volo Alitalia per Roma delle 19. In totale sono 120 i passeggeri rimasti a terra, compresi quelli sbarcati a Savona e diretti a sud che hanno perso le coincidenze del pomeriggio. I passeggeri diretti a Bari e Brindisi sono saliti alle 19 su un pullman fornito da Alitalia e arriveranno a casa stamattina dopo un viaggio di 12 ore. Quelli diretti a Palermo hanno aspettato il loro aereo in ritardo, partendo alle 19,20 e sperando di non perdere la coincidenza per Catania delle 21. 4 passeggeri, invece, hanno accettato la soluzione offerta da Costa Crociere e sono saliti sul traghetto Grimaldi diretto a Palermo, che dovrebbe arrivare a destinazione questo pomeriggio. 11 persone sono rimaste a Genova in qualche albergo messo a disposizione da Alitalia. Problemi ovviamente anche per tutti coloro che erano diretti a Genova da Roma su voli Alitalia. Per alcuni la soluzione meno problematica è stata quella di ripiegare sul volo AirOne, arrivato al Colombo alle 19. I dipendenti di Alitalia, anch'essi bloccati ieri sera a Genova, non ci stanno: "Come risolvono la crisi? Tagliando i nostri stipendi. Facciamo 70 ore di volo al mese ma se ci tolgono le tratte arriveremo a coprirne appena 20. Con soli 1.500 euro di stipendio. Capito? E da Roma non si muove nulla".P. Cal.f. aMO. 12/09/2008 aprile 2008 i francesi lasciano 12/09/2008 Il governo Prodi decide la privatizzazione, con la cessione del controllo della compagnia. Due mesi dopo alla gara si presentano cinque cordate con offerte non vincolanti, ma da lì all'estate, una dopo l'altra abbandonano. La gara è ufficialmente fallita. Il cda della Magliana vara un "piano di sopravvivenza" con esuberi e tagli di voli. 12/09/2008 Mentre il titolo crolla in borsa, arriva il piano Air France: prevede 2.100 esuberi e la cessione del Cargo.Inizia una trattativa ad oltranza con i sindacati, ma la Uil abbandona il tavolo. Il 2 aprile, nel pieno della campagna elettorale per il nuovo governo, è ormai chiaro che è impossibile l'accordo con i sindacati. Air France si ritira. 12/09/2008 agosto 2008 cordata italiana 12/09/2008 Su mandato del ministro Padoa-Schioppa partono trattative dirette con potenziali partner. Il 21 dicembre 2007 la scelta cade su Air France-Klm per la cessione del 49,9%. Inutile il ricorso di AirOne. Il cda della compagnia francese autorizza la presentazione di un'offerta condizionata al sì del governo e all'accordo con i sindacati. 12/09/2008 Berlusconi promuove il progetto di una cordata italiana. Il governo concede un prestito ponte di 300 milioni per tenere in vita la compagnia e avvia la ricerca di un nuovo azionista di controllo. Il titolo Alitalia viene sospeso a Piazza Affari. Il 26 agosto i primi sedici soci danno vita alla Compagnia Aerea Italiana. 12/09/2008 FERMI AL "COLOMBO" 12/09/2008.

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L'esame "facile"della Gelminiche sta tagliandol'unica scuola seria (sezione: Alitalia 2)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Gentile signor Maggiani, le scrivo questa lettera per esprimere un sentimento che non saprei definire: rabbia, sdegno o semplicemente nausea. Tale sentimento mi è stato suscitato leggendo che l'attuale ministro della Pubblica Istruzione, che tanto si sta prodigando in discutibili riforme, ha sostenuto l'esame da avvocato non nella sua città cioè Brescia ma a Reggio Calabria, nella tanto bistrattata scuola del sud. Mi rivolgo a lei Maggiani, maestro, che di scuola se ne intende. Tale "furbata" che molti in Italia hanno effettuato è stata giustificata dal ministro con il fatto che vi era un forte bisogno di denaro nella sua famiglia e allora doveva subito lavorare. Questa vergogna mi sembra che offenda in maniera duplice coloro che ancora credono nell'onestà, nel lavoro e nei sacrifici. Offende coloro che si sono guadagnati onestamente laurea ed esame di Stato, studiando, sacrificandosi contro questo malcostume e contro raccomandazioni e nepotismo, e che magari, a oggi, non trovano ancora lavoro. Offende coloro che l'esame l'hanno fatto e tanto onestamente non lo hanno passato. Non avevano forse bisogno di soldi anche loro? È come dire: "fatevi furbi e barate, è questa la via!". Sono stato abituato a lavorare onestamente, mi sono guadagnato la mia laurea in Medicina, il mio esame di Stato e oggi, con un incarico libero professionale, salto da una torbidità all'altra nei concorsi statali, sperando prima o poi di essere assunto. Lo stesso mia moglie che ha dovuto conseguire ben due lauree e ancora oggi non trova un posto da insegnante elementare. Ora con il prospetto del maestro unico? si risolverà tutto! All'ultima recente riunione per le nomine c'ero anche io. Circa 500 persone in uno spazio di 120 mq, sgomitanti, sudate, piangenti in attesa del miraggio di un posto di supplenza annuale. Scene da Quarto Stato ma con meno ordine e spirito rivoluzionario; nei volti di quelle ragazze e ragazzi ho visto solo rassegnazione, gratuità. Stiamo assistendo a un appiattimento totale del valore culturale del nostro Paese dove non è possibile essere bocciati al liceo (fino a 4 debiti formativi), dove la lettura è diventata una rarità riservata a pochi eletti, dove si pretende che la scuola educhi piuttosto che formare. Ci vuole più severità, a iniziare dal basso, in modo che alla fine escano i migliori e non i furbi come succede in qualsiasi altro Paese civile. Christian Cascio e-mail 12/09/2008 Giusto in questi giorni l'Ocse ci ha informati che la nostra scuola è tra le peggiori del mondo, che i nostri laureati sono tra i meno specializzati del mondo, che i nostri professionisti, per accedere a un livello soddisfacente e concorrenziale di conoscenza e attitudine a una professione di alto livello culturale, devono specializzarsi altrove dal loro Paese e con mezzi propri. L'Ocse ha aggiunto che ciò vale per tutta la scuola tranne che per quella elementare, che è oggi tra le cinque migliori del mondo, anche grazie a un investimento superiore alla media, mentre gli investimenti per gli altri ordini di istruzione sono abbondantemente sotto la media. Chissà perché il ministro, che per farsi uno stipendio purchessia ha cercato di abilitarsi presso una struttura compiacente - quel genere di struttura inefficiente e corrotta che dovrebbe essere la vergogna del Paese - è andata a deprimere l'unica scuola che funziona. Chissà perché. Guardi, io non lo so, sinceramente; perché non riesco a immaginare che per fare cassa, ad esempio per trovare soldi da dare agli industriali che non hanno nessuna intenzione di rischiare i propri per salvare l'Alitalia, si possa pensare di rinunciare a qualcosa di così prezioso. Ah, a proposito, per quanto riguarda sua moglie, credo proprio che stando così le cose, lei il posto di maestra se lo può scordare, almeno per i prossimi 20 anni. 12/09/2008.

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Crisi alitalia, rabbia e proteste (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Vertice a Palazzo Chigi, Sacconi: "Sul piano accordo adesso o mai più". Tariffe, a ottobre nuova stangata su luce e gas per le famiglie Crisi Alitalia, rabbia e proteste Cresce la tensione, decine di voli cancellati. Trattative a oltranza SEGUE A PAGINA 2.

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Formigoni a passera: ci piace lufthansa (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Malpensa Formigoni a Passera: ci piace Lufthansa MILANO - "L'alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nel corso di una conferenza stampa dopo l'incontro avuto con Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e socio della nuova Compagnia aerea italiana che ha presentato un'offerta di acquisto per Alitalia. Rispondendo alla domanda su quale fosse l'alleato a cui faceva riferimento, Formigoni ha detto "qualcuno che ha già capito l'importanza di Malpensa", ricordando gli accordi già intercorsi tra la Sea e Lufthansa.

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Alitalia, tutto in una notte "accordo adesso o mai più" - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, tutto in una notte "Accordo adesso o mai più" Da ieri drammatica trattativa non-stop con i sindacati Lo scontro Cai: l'unica base di discussione resta la nostra piattaforma contrattuale. Per i piloti stipendi quasi dimezzati LUCIO CILLIS ROMA - Si tratta sul filo per evitare la fine di Alitalia. Sono ore drammatiche per 20mila dipendenti, che da ieri mattina seguono col fiato sospeso la trattativa finale, l'ultimo atto della compagnia di bandiera. Le uniche due strade percorribili sono il rilancio al costo di sacrifici per i lavoratori o la messa in mobilità. Il clima attorno al difficile negoziato è pesante. Dentro le stanze del ministero del Lavoro che ospitano le parti, nervi saldi. Ci sono numeri e tabelle, centinaia di pagine di contratti e controproposte ammassate sui tavoli della trattativa. La cronaca delle ultime ore utili per salvare Alitalia è di quelle al cardiopalmo, una rincorsa continua di strappi e piccoli avvicinamenti. Il finale non è ancora scritto, le distanze però sono ancora incolmabili e le macchinette del caffè del ministero hanno lavorato per buona parte della notte appena trascorsa per tenere l'attenzione di tutti molto alta. Ci sono quattro tavoli aperti, con i rappresentanti di piloti, assistenti di volo e personale di terra da una parte e i tecnici e manager di Cai, la Compagnia aerea italiana di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli. Si discute della nuova società e dei contratti di lavoro, dei riposi e della flotta, di retribuzioni e ammortizzatori sociali per i 3.250 esuberi che sicuramente lasceranno Alitalia. Ma la discussione sulle anzianità di servizio non si sblocca: è uno scoglio che al momento, appare insormontabile. Questo assieme alla flotta, al numero degli aerei che potrebbero rilanciare Alitalia 2, sono i due nodi che tengono banco: le anzianità, per Cai, vanno azzerate e con loro tutti gli avanzamenti economici acquisiti in carriera. "Per un pilota con 20 anni di "guida" sulle spalle equivale ad un taglio reale di quasi la metà della retribuzione" dice Tonino Muscolo coordinatore dei comandanti Ugl, "è inaccettabile", e pari ad una discesa secca da quota 7mila euro di oggi ai 4.500 di domani. Secondo fonti vicine a Cai però "l'unica base di partenza della discussione sul futuro di Alitalia resta la piattaforma contrattuale proposta da Compagnia aerea italiana". La nascita della nuova Alitalia dovrà avvenire esclusivamente "con una netta discontinuità rispetto alla situazione attuale". I piloti, di Anpac e Up restano al tavolo ma in serata si dicono "estremamente critici e scettici sul futuro della vertenza". Marco Veneziani della Uil Trasporti spera "in una retromarcia della Cai". Ma molti di loro pensano seriamente di girare le spalle e lasciare al commissario Augusto Fantozzi la responsabilità di spegnere i motori di Alitalia. Il motivo è semplice: la cassa integrazione forte di un fondo di categoria molto robusto riesce a superare retribuzioni proposte dalla controparte. Nella tarda serata, mentre i tecnici di Sabelli cercano di far quadrare qualche richiesta dei sindacati, Colaninno, l'ad di Intesa-Sanpaolo Corrado Passera, Fantozzi e poi i ministri Altero Matteoli e Maurizio Sacconi sono corsi a Palazzo Chigi dal sottosegretario Gianni Letta. La Filt Cgil, nello stesso momento lancia un affondo che non lascia ben sperare: "La proposta è inaccettabile perché distruttiva", avverte il segretario nazionale Mauro Rossi. Il confronto è andato avanti per tutta la notte.

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Assedi, blocchi e voli cancellati esplode la rabbia dei dipendenti - luisa grion carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Giornata ad alta tensione tra Fiumicino e il ministero del Lavoro, sede della trattativa Assedi, blocchi e voli cancellati esplode la rabbia dei dipendenti Insulti a Bonanni: "Buffone, tanto da qui devi uscire" Trentaquattro aerei non sono riusciti a partire. Piloti e hostess in corteo Un dipendente di Atitech ha minacciato di darsi fuoco, poi è stato dissuaso LUISA GRION CARLO PICOZZA ROMA - Trentaquattro voli cancellati, blocchi stradali, tafferugli, piloti e hostess in corteo verso la metropolitana scortati dalle forze dell'ordine come si fa con gli hooligans verso lo stadio. Quella di ieri è stata una giornata durissima per Alitalia, i suoi dipendenti e chiunque abbia malauguratamente pensato di mettersi in volo. Che le cose fossero destinate a mettersi male lo si era capito fin dal primo mattino, quando Raffaele Bonanni, leader della Cisl, era stato accolto al suo arrivo al ministero del Lavoro - sede dell'incontro con il governo - da bordate di fischi all'urlo di "Buffone, buffone, tanto da qui devi uscire". La sua maggiore disponibilità a stringere non era piaciuta affatto ai 500 dipendenti della compagnia di bandiere e ai lavoratori dell'Atitech di Napoli che - aspettando l'esito della trattativa - avevano preso d'assedio il ministero fin dal primo mattino. Uno di loro - Vincenzo Busiello, 34 anni, una laurea e quattro lingue, sintetizzava così lo stato d'animo e la rabbia: "Da nove anni sono un precario Alitalia e ora? Se firmano a queste condizioni non lavoriamo più". E sono in molti a pensarla come lui: tutti quelli i colleghi che nelle stesse ore decideranno di indire una assemblea spontanea a Fiumicino, convocata da mezzogiorno alle 11 di sera, e destinata a bloccare 34 voli (molti nazionali, ma anche le tratte su Bucarest, Parigi, Londra e Madrid) e causare ritardi (un'ora di media) ai collegamenti sopravvissuti. Dall'assedio al ministero al blocco dell'aeroporto: la tensione si taglia con il coltello. Da una parte faccia a faccia a muso duro fra i lavoratori e poliziotti e carabinieri che li tengono a bada, dall'altra blocchi stradali e parole grosse fra chi tenta di forzarlo. All'assemblea all'aeroporto partecipano anche Marrazzo, presidente della regione Lazio e Zingaretti, leader della provincia di Roma ("Oggi è l'11 settembre dell'economia di questa città" dirà). Il caos aumenta ed esplode nel primo pomeriggio, quando per trattativa si allarga ai quattro tavoli e - per motivi di spazio - si decide di passare dalla sede del ministero di via Flavia a quella di via Fornovo. Un trasloco che non scoraggia chi sta sotto le finestre del palazzo aspettando notizie: il corteo di hostess e piloti - scortato dalle forze dell'ordine - si muove compatto verso la fermata della metropolitana per raggiungere la sede del nuovo round. A notte fonda, sono ancora là sotto in più di duecento e non mancano i momenti di tensione: il più forte quando uno dei dipendenti dell'Atitech partito da Napoli dal mattino si cosparge di alcool e minaccia di darsi fuoco se i partecipanti alla trattativa non scendono in strada a dare notizie. Ripone l'accendino dopo una ventina di minuti, ma la tensione resta: comunque sia, i dipendenti Alitalia si sono già dati appuntamento per stamattina alle sei, al varco equipaggi di Fiumicino per bloccare di nuovo l'accesso all'aeroporto. Fra traslochi, blocchi e cortei il traffico di Roma va in tilt. E i passeggeri? Sono in tanti fino a tarda sera a bivaccare alle partenze per cercare disperatamente di raggiungere una destinazione che si fa sempre più lontana. C'è chi rinuncia ad una vacanza, e chi spera fino all'ultimo di partire per essere oggi al lavoro. Chi sputa veleno contro hostess, steward e piloti e chi invece - nonostante tutto - solidarizza con loro (soprattutto se giovani precari). Clizia Brasecchi, presentatrice di promozioni in tivù ha deciso che non partirà più per Londra, "ma vorrei almeno recuperare le valigie imbarcate per un volo cancellato all'ultimo minuto". Un gruppo di lavoratori della Merloni in trasferta da Catania a Fabriano si chiede chi pagherà il loro pernottamento in un albergo, visto che ai banchi hanno appena soffocato la loro ultima illusione di decollo. La giovane medico francese Sandrine Ader, a Roma per il congresso internazionale di diabetologia giura che "è l'ultima volta che volo Alitalia" e "meno male che Spinetta non vi ha comperato". Una coppia di suoi colleghi tenta disperatamente di raggiungere Vienna e sta pensando di viaggiare la notte in treno. Fra gli italiani tutti giurano di non tenere affatto ad una compagnia made in Italy: vorrebbero solo volare, partire e tornare. Fra tanta disperazione il più tranquillo è Roberto Asciutto, 30 anni e un biglietto Airone in mano. Certo di partire assicura: "Questo non è il fallimento di una compagnia, ma il fallimento di un paese". (ha collaborato Laura Serloni).

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"fiumicino non deve morire" (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina I - Roma Il presidente della Regione Marrazzo ha scritto al premier Berlusconi per chiedere un incontro urgente "Fiumicino non deve morire" La rabbia dei lavoratori Alitalia. Aeroporto in tilt, cortei in Centro Dopo il dramma esuberi della vertenza Alitalia, il governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui chiede un incontro urgente, esprimendo le sue preoccupazioni riguardo alle ricadute sociali e occupazionali. "Fiumicino - afferma - non può morire così". Il presidente della Provincia Nicola Zingaretti ha invece detto che "Quello di oggi è l'undici settembre dell'economia romana e della sua provincia. è tempo di lottare affinché questo piano venga radicalmente cambiato". Il sindaco Gianni Alemanno si è detto "fiducioso" sul futuro della Cai. Ore di tensione e traffico in tilt a Fiumicino per l'assemblea dei lavoratori Alitalia. E a Roma ieri il traffico era paralizzato per le manifestazioni tra cui quella dei lavoratori Alitalia in via Flavia. LIGUORI, PICOZZA E SERLONI ALLE PAGINE II E III.

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"no alla morte di fiumicino" - anna maria liguori (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Roma "No alla morte di Fiumicino" Marrazzo, appello a Berlusconi. E convoca il consiglio di Adr ANNA MARIA LIGUORI Cercare una soluzione in estremis per evitare la totale sconfitta dei lavoratori Alitalia: con quest'obiettivo è cominciata ieri mattina presto la lunga giornata del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Prima il tavolo interistituzionale con gli imprenditori poi l'assemblea dei lavoratori a Fiumicino ed infine un incontro a quatt'occhi con il sindaco Alemanno. Ogni tentativo fatto, ogni mossa spesa per salvare il salvabile: "Credo che sia nell'incontro con gli imprenditori e poi in un colloquio con il sindaco di Roma ci sia stata una sintonia su quello che sarà il futuro del trasporto aereo nel Lazio - annuncia Marrazzo - ho detto ad Alemanno che c'è la necessità di fare arrivare la nostra voce unita, delle istituzioni del territorio, al presidente Berlusconi perché la realtà è esplosiva e lo si evince dalla manifestazione sotto il ministero del Lavoro in via Flavia ma anche dal clima che ho visto direttamente parlando a Fiumicino all'assemblea dei lavoratori". E poi Marrazzo ha fatto altre due mosse. "Oggi ho inviato due lettere, la prima a Berlusconi per avere un incontro urgente sul futuro di Fiumicino e degli altri aeroporti in rapporto alle trattative con la Cai e l'altra l'ho inviata al presidente della Camera di Commercio Andrea Mondello, in quanto nostro rappresentate presso Adr. a cui ho chiesto di preparare la convocazione straordinaria del consiglio di amministrazione degli aeroporti di Roma perché è evidente che in questi giorni è necessario conoscere le vere intenzioni dei soci di maggioranza alla luce dei nuovi scenari". E ieri erano oltre mille i lavoratori di Alitalia che hanno partecipato a un incontro sindacale nei pressi della mensa dell'area tecnica dell'aeroporto di Fiumicino. All'incontro non sono mancate le contestazioni, tanto che diversi sono andati via urlando "blocchi, blocchi". Oltre ad alcune sigle sindacali, tra loro Ugl, Cigl, Cisl e Sdl, e il presidente Marrazzo, è intervenuto anche il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, l'assessore comunale Sergio Marchi, il sindaco di Fiumicino Mario Canapini. E Zingaretti è stato drastico su tutta la linea: "Quello di oggi è l'undici settembre dell'economia romana e della sua provincia. E' tempo di lottare affinché questo piano venga radicalmente cambiato. Ciò che si sta costruendo per Roma e provincia è una mazzata. In questo modo si regalano all'estero le rotte più importanti e si sposta al nord del Paese la forza lavoro, sferrando un colpo durissimo all'indotto di questo territorio. Non è una soluzione infatti presentare un piano industriale che uccide Fiumicino e il suo indotto. Così come non lo è scaricare su migliaia di famiglie le conseguenze degli errori compiuti negli ultimi anni. E' un ricatto e un favore che si fa a sedici grandi miliardari italiani che ora fiutano l'affare". Il presidente Marrazzo è poi tornato da Fiumicino per il colloquio con il sindaco Gianni Alemanno. Durante l'incontro Marrazzo e Alemanno non hanno solo parlato dello sviluppo dell'aeroporto di Fiumicino e della nuova compagnia ma anche di una riunione "preparatoria" in vista del tavolo interistituzionale che Alemanno ha fissato per il 18 settembre. Il colloquio ha lasciato "soddisfatto" il primo cittadino, passate in cavalleria le critiche che mercoledì Alemanno aveva fatto a Marrazzo: gli contestava il fatto di aver portato avanti la proposta di entrare nella nuova cordata Cai senza essersi prima consultato con Comune e Provincia. Invece ieri il colloquio tra Alemanno e Marrazzo è stato costruttivo: sugli sviluppi della vicenda in particolar modo per il ruolo di Fiumicino Alemanno ha detto di essere "fiducioso" che si possa fare un buon lavoro con il Governo.

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Carlo picozza (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma CARLO PICOZZA VOLI in ritardo anche di un'ora, trentaquattro decolli (nazionali e internazionali) cancellati, momenti di tensione, proteste e rabbia contro il governo e critiche aspre ai nove sindacati in campo nella vertenza Alitalia: il blocco del traffico nasce spontaneamente nell'aeroporto di Fiumicino, sul finire dell'assemblea aperta ai rappresentanti delle istituzioni, poco dopo le due di pomeriggio. Protagonisti, i dipendenti Alitalia e quelli di Eas, i servizi aeroportuali di AirOne: trecento in tutto. Fermi i taxi, le auto a nolo con conducente, le macchine private. Tutti in fila, insidiati dal sole e dallo scirocco tra i moli A e B, di fronte all'ingresso del varco equipaggi dove piloti, hostess e steward con le loro valige nere prendono e lasciano il servizio, stanchi del conflitto e dell'"io l'avevo detto". "Regalano Alitalia non a capitani coraggiosi ma ad avventurieri", commentano Fabio Frati (Check in Alitalia Airport) e Andrea Spadoni, impiegato, entrambi nella Confederazione unitaria di base (Cub). "Come si può", chiede il primo, "colpire con più accanimento i dipendenti con maggiori carichi di lavoro?". E Spadoni aggiunge: "L'ipotesi dei nuovi manager? Stravolgere il contratto, cancellare le regole. I tagli si abbatterebbero su tutte le voci della busta paga, dalla prima riga, la parte fissa della retribuzione, fino agli straordinari, ai festivi, al lavoro notturno. Via la quattordicesima, azzeramento degli scatti di anzianità. Chiedono più lavoro, 40 ore invece delle 37 e mezzo settimanali a costo zero, e maggiore flessibilità". Qualcuno tenta di forzare il blocco. Volano parole grosse: "Vergogna. Noi qui non stiamo a fare dispetti a nessuno. Ho una moglie, una figlia e uno stipendio da mille euro che vogliono decurtarmi e voi, invece di solidarizzare, pensate a fare i furbi". L'intervento dei colleghi, degli agenti della Polaria, di quelli del commissariato di Fiumicino, stempera le tensioni. "Vorrebbero abbattere la retribuzione degli straordinari del 15 %", aggiunge Andrea Terriaca (Eas). "E per i precari part time il lavoro supplementare, quello oltre l'orario, dovrebbe essere compensato con il 4 per cento in più invece che con il 20". "Il sindacato non ci consulta né ci ascolta", dice Andrea Massenzini (Eas). "Così passa la modifica della legge Marzano che sterilizza, con retroattività biennale, le responsabilità dei manager di quelli vecchi e dei nuovi".

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Il centro assediato due cortei e strade chiuse - laura serloni (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina III - Roma Il blocco al ministero del Lavoro. Via Nazionale off limit Il Centro assediato due cortei e strade chiuse Al grido di "Non firmate quel contratto" un presidio durato tutto il giorno LAURA SERLONI Città paralizzata nel traffico per tutta la giornata di ieri. Via Nazionale bloccata dal corteo degli immigrati che chiedono l'asilo politico, via Flavia occupata dal presidio dei dipendenti Alitalia e via Fornovo, a Prati, invasa da centinaia di piloti e assistenti di volo provenienti da tutta Italia. Manifestazioni che hanno mandato completamente in tilt la viabilità capitolina. Non sono bastati i vigili appostati nei principali incroci per far scorrere le macchine tra clacson suonati a ripetizioni e automobilisti imbottigliati per ore nel traffico. Al grido di "Non firmate quel contratto" i precari e i lavoratori di terra e di volo Alitalia hanno organizzato un presidio durato tutto il giorno davanti alla sede del ministero del Lavoro. "Siete dei criminali. Così mandate sul lastrico mille e più famiglie", hanno urlato i manifestanti mentre il tavolo tra ministero, sindacati e Cai (Compagnia aerea italiana) andava avanti a oltranza. "Siamo disperati - protesta Costanza Cavatorta da 25 anni hostess Alitalia - Ho una famiglia a carico e se mi tagliano drasticamente lo stipendio non so più come andare avanti". La tensione sale e il numero dei lavoratori arriva a sfiorare le cinquecento persone. "Con questo contratto siamo equiparati ai low cost - spiega Lorenza Danieli con 15 anni di esperienza di volo alle spalle - Noi abbiamo fatto decine di corsi di aggiornamento. E quando i viaggiatori hanno dei problemi o delle paure ci guardano e cercano in noi fiducia". Il corteo nel primo pomeriggio si è spaccato in due. Un gruppo è rimasto a via Flavia, l'altro ha raggiunto via Fornovo, a due passi da viale Giulio Cesare, dove è stato aperto nel primo pomeriggio un nuovo tavolo di trattative. E tutte le strade del centro si sono paralizzate al passaggio dei duecento manifestanti. Hanno attaccato striscioni e hanno continuato a ripetere al megafono "Non firmate, non firmate". In circolo, seduti in mezzo alla strada, per tutta la serata non hanno mollato un attimo, convinti a restare fino a quando non avranno certezze. "Sono precario da 9 anni - ammette disperato Vincenzo Busiello, 34enne - Ho una laurea in tasca e conosco quattro lingue, russo, bulgaro, inglese e francese. E ora mi ritrovo in mezzo alla strada, ci devono dare delle speranze e pretendiamo delle risposte perché siamo completamente esclusi dalle trattative".

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Sulla crisi è scontro Della Valle-Bonanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il patron della Tod's, Diego Della Valle, e il leader della Cisl, Raffale Bonanni, hanno dato luogo ad un confronto-scontro sulle responsabilità che hanno portato alla crisi di Alitalia, in occasione della presentazione del libro "L'altra castaa". "Com'è possibile - ha attaccato Della Valle - che se io voglio comprare Alitalia mi debba sedere al tavolo con una controparte che ha contribuito a creare la situazione di crisi?" Immediata la replica del leader Cisl: "Il fatto è che lei vuole evitare il sindacato, noi siamo in grado benissimo di capire quello che avviene".

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Berlusconi è convinto di aver fatto un capolavoro Tagli e sacrifici, ma il premier si consola con l'italianità . Abbiamo il doppio del capitale previsto (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi è convinto di aver fatto un capolavoro Tagli e sacrifici, ma il premier si consola con "l'italianità". "Abbiamo il doppio del capitale previsto" di Bianca Di Giovanni MIRACOLI Su Alitalia il clima è arroventato e Silvio Berlusconi getta benzina sul fuoco. Dopo ore di trattativa e di mobilitazione, il premier si presenta alla festa annuale dei Giovani di An e prospetta soluzioni miracolose. Parla di "valenti imprenditori" che si sono fatti avanti per acquistare la compagnia, di "capitali raccolti che sono arrivati quasi al doppio del necessario". Insomma, le imprese hanno fatto a gara per essere della partita. peccato che i debiti non li ha voluti nessuno: solo i profitti. Ma il premier è incontenibile. "Siamo stati oggetto di scherno da parte dei protagonisti della sinistra sulla possibilità di mettere in piedi una cordata e soldi - dichiara - Ora, però, abbiamo quasi il doppio del capitale previsto e gli imprenditori che sono voluti entrare nella cordata hanno dvuto quasi fare una gara. Prodi la stava invece svendendo ad Air France". Insomma, il ritornello è sempre lo stesso. E il premier sembra già avere l'accordo in tasca, nonostante il fatto che la situazione appare complicata fin dalle prime ore del giorno. Basta a dimostrarlo la forte contestazione a Raffaele Bonanni quando arriva nelle sede del ministero. Attacchi durissimi ai vertici sindacali, con tentativi di aggressione da parte dei lavoratori riuniti sotto le finestre di Via Flavia. Per i rappresentanti dei lavoratori il passaggio è strettissimo: sanno che sullo sfondo c'è lo spettro fallimento che sarebbe una sconfitta per tutti. Tant'è che passano poche ore e interviene Guglielmo Epifani. "L'alternativa del fallimento non la vuole nessuno - dichiara - bisogna continuare a trattare fino a raggiungere un punto di compromesso accettato da tutti. Non si esce da questa vicenda se non con l'accordo di tutte le organizzazioni". Dunque, impossibile un'intesa separata. Impossibile dividere i destini del personale di terra da quelli del volo. Piloti, hostess e impiegati sono legati allo stesso, fragile, filo. Quanto alle contestazioni, "è chiaro che c'è una esasperazione molto delicata - spiega il leader Cgil - bisogna che la nuova compagnia e il governo tengano conto del malessere di chi teme di perdere il posto di lavoro e di chi si vede abbassare le condizioni normative salariali a una misura che ritiene inaccettabile". In serata torna a parlare Bonanni, lasciando una porta aperta nonostante lo stallo delle trattative. "I nodi si possono ancora sciogliere" ma la preoccupazione "è la non vendibilità delle azioni da parte degli azionisti per cinque anni e la non possibilità di scalata da parte degli stranieri", spiega il leader Cisl. In tarda serata però tra i sindacati restavano ancora forti dubbi sulla possibilità di raggiungere presto un'intesa. "Il rischio che la situazione precipiti è molto alto", ha detto il vicepresidente dell'Anpac, Stefano De Carlo, spiegando che "sul piano industriale e i contratti non c'è una risposta sufficiente". Anche per il numero uno dell'Anpav, Antonio Divietri, "siamo lontanissimi", mentre per il coordinatore nazionale della Sdl, Fabrizio Tomaselli, "la trattativa vera deve aprirsi" e un contratto nuovo per tre categorie "non si fa in sei ore".

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Caos e ricatti, l'agonia di Alitalia Stallo nella trattativa notturna tra ultimatum e proteste. Sacconi: firma ora o mai più Cortei e scioperi, a Fiumicino cancellati decine di vol (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I. Il Pd: un enorme pasticcio Ultime ore di drammatica trattativa per Alitalia. La notte che il ministro Sacconi definisce decisiva - "o si firma ora o mai più" - inizia con un muro contro muro tra governo, Compagnia aerea italiana e sindacati. Le posizioni appaiono lontanissime e i "tavoli tecnici" vengono sospesi. Tutte le organizzazioni degli assistenti di volo definiscono irricevibile la proposta della Cai. Che però insiste: "L'unica base di partenza resta la nostra piattaforma contrattuale". Al tavolo anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il commissario straordinario Fantozzi e l'amministratore di Intesa SanPaolo, Passera. Ultimatum e ricatti hanno scandito la lunga giornata di trattativa assieme ai cortei e alle proteste dei lavoratori. Già dalla mattina si erano formati presidi davanti al ministero del Lavoro, con fischi e contestazioni all'arrivo del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Da Napoli sono arrivati i "duri" dell'Atitech con bandiere e striscioni, creando problemi al traffico nel cuore di Roma. A Fiumicino il personale di terra si è riunito in assemblea per tutto il giorno, con conseguenti disagi per i passeggeri: più di trenta i voli Alitalia cancellati. Poi l'ennesimo ultimatum del governo: "O si chiude subito o c'è il fallimento". Rossi, Di Giovanni, Salvatori, Ugolini alle pagine 2 e 3.

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Alitalia, l'accordo è appeso a un filo Sacconi: ultima occasione, soluzione subito o sarà il disastro. Nella notte stop e vertice a Palazzo Chigi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Rossi/ Roma TRATTATIVE SOSPESE Il vertice notturno a Palazzo Chigi, nello studio del sottosegretario Gianni Letta (presenti i vertici di Alitalia, Cai e Intesa Sanpaolo), con i ministri del Welfare Maurizio Sacconi e delle Infrastrutture Altiero Matteoli, è terminato attorno alle 23. Ma, fino ben oltre la mezzanotte, non erano ancora riprese le trattative ai tavoli di confronto con i sindacati sul piano di salvataggio di Alitalia. Il confronto dovrebbe comunque riprendere per poi andare avanti ad oltranza. I temi caldi sono: piano industriale, nuovi contratti e ammortizzatori sociali. Se si riuscirà ad arrivare a un'intesa su Alitalia sarà perché queste tre incognite avranno trovato una soluzione. Il percorso è in salita. "Se non si chiude l'alternativa è il fallimento" ha ammonito il ministro del Lavoro Sacconi. Il nodo principale riguarda la forma contrattuale. Per la Compagnia aerea italiana, guidata da Rocco Sabelli, l'unica base di partenza della discussione sul futuro di Alitalia resta la piattaforma contrattuale proposta una settimana fa. Che prevedeva un taglio agli stipendi, alle ferie e più lavoro, specie per il personale di volo. I sindacati, rigettandola, l'avevano definita una piattaforma valida per la low cost. Ieri le posizioni non sono cambiate. "La nascita della nuova Alitalia - hanno affermato fonti Cai - potrà avvenire esclusivamente con una netta discontinuità rispetto alla situazione attuale. Solo rispettando queste condizioni si potranno cercare successivi raccordi con la contrattualistica esistente". "Gli assistenti di volo hanno respinto la proposta di Cai e hanno chiesto di partire dal contratto esistente" ha risposto Antonio Divietri, presidente dell'Avia, l'associazione degli assistenti di volo. Dura anche la risposta della Filt Cgil. La proposta sul tavolo, ha detto il sindacalista Mauro Rossi, "è talmente distruttiva dei diritti dei lavoratori che non è possibile discuterla". Per Rossi, in particolare sul nodo del nuovo contratto di lavoro, "si può fare un negoziato, su una base che sia in linea con i contratti nazionali vigenti", perché "scendere sotto la soglia di povertà è impossibile e insostenibile". La società creata dalla cordata di imprenditori italiani nell'ambito del piano di salvataggio "sta facendo un affare colossale e penso - ha concluso Rossi - che sia nel loro interesse tornare al tavolo per fare una proposta accettabile" Ma i problemi riguardano anche piano e ammortizzatori sociali. Sabelli ha dato disponibilità di principio, cioè in fase di crescita del network e flotta, a un maggior presidio sulle rotte domestiche più importanti e a potenziare il lungo raggio. Ma le associazioni dei piloti Anpac e Up hanno detto ancora "no". Chiedono un contratto distinto e non comune alle altre due categorie, con cui ci sono professionalità diverse. La sospensione della trattativa, le consultazioni separate delle nove sigle sindacali da parte di Sacconi e del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, assieme a Sabelli, non hanno portato quindi valore aggiunto. Le posizioni restano distanti. I sindacati hanno ottenuto l'avvio di tavoli separati per categoria e un tavolo su lavoro e tutele. Ma la tensione rimane alta. Numerosi lavoratori hanno seguito la trattativa in strada. Alcuni di loro hanno anche contestato pesantemente il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che si era detto pronto a firmare. Ma qualche passo avanti, comunque, è stato fatto. Sabelli ha mostrato un'apertura su cargo (450 addetti di cui circa 150 piloti) e manutenzione pesante che fa capo all'Atitech di Napoli. Cai non intende acquisire le due attività di Alitalia che andrebbero esternalizzate ma prevede una partecipazione azionaria dei due rami d'azienda. Per le due attività ieri il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha già ricevuto due manifestazioni di interesse. Per Atitech si è fatta avanti Aviation Management Consulting GmBH & Co. per l'intero pacchetto di azioni. Per il Alitalia cargo al commissario è arrivata una manifestazione di interesse da Sin&rgetica in nome e per conto di Alis Aerolinee Italiane (di cui Intesa SanPaolo ha acquisito di recente il 33%) e di Miro Radici Finance. In questo contesto anche la scelta del partner straniero, che rimane tuttora aperta anche dopo l'interessamento di Air France, resta in secondo piano. Ieri il presidente del Consiglio ha rilanciato l'ipotesi di Lufthansa. Berlusconi ha infatti ribadito che un possibile partner straniero "come Lufthansa" potrebbe avere "solo una partecipazione minoritaria. Eventuali contatti con linee straniere sono prodomiche di alleanze operative".

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Solo una notte per salvare Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 105 Solo una notte per salvare Alitalia Trattativa a oltranza: muro contro muro tra società e sindacati --> Trattativa a oltranza: muro contro muro tra società e sindacati ROMA Trattativa a oltranza sulla vertenza Alitalia, in un muro contro muro fra Compagnia aerea italiana e piloti che è andato avanti per tutta la notte, tra momenti di stallo e forte tensione tra i lavoratori. E mentre il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha ricordato per tutta la giornata che o si raggiungeva l'accordo entro la scorsa notte o mai più, questa mattina, in assenza di un'intesa, il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, dovrà avviare la disdetta dei contratti e la mobilità dei lavoratori, la strada verso il fallimento e 20.000 addetti a casa. NUOVO TERMINE L'ultimatum (slittato dalla mezzanotte all'apertura degli uffici di questa mattina) non ha spaventato i piloti per i quali il rischio che la situazione potesse precipitare era alto già ieri sera. I nodi più ostici della trattative restano sempre gli stessi: flotta, network, cargo e contratto. Ma il braccio di ferro è stato anche con assistenti di volo e lavoratori di terra. Per Cai, la nuova Compagnia aeronautica italiana, l'unica base di partenza della discussione in corso resta la piattaforma contrattuale proposta. Ma la rabbia è stata tale per cui i dipendenti di Alitalia hanno continuato per l'intera giornata a chiedere ai propri rappresentanti di non firmare a queste condizioni. E per questo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che si è detto pronto a firmare, è stato fortemente contestato. IL PIANO L'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, alla riapertura del negoziato - dopo due giorni di sospensione per la rottura proprio sul contratto proposto e fitti colloqui informali anche con il governo - ha confermato tutta la validità del piano elaborato da Intesa SanPaolo, perché è di crescita, mira a trasportare più passeggeri e realizzare più ricavi. Poi, ha mostrato qualche apertura su cargo (450 addetti di cui circa 150 piloti) e manutenzione pesante che fa capo all'Atitech di Napoli. In sostanza, Cai non intende acquisire le due attività di Alitalia che andrebbero in outsourcing ma prevede una partecipazione azionaria dei due rami d'azienda. E Fantozzi ha già ricevuto due manifestazioni di interesse per Atitech e Alitalia Cargo. Per la prima si è fatta avanti Aviation Management Consulting GmBH & Co. per l'intero pacchetto di azioni. Per il cargo al commissario è arrivata una manifestazione di interesse da Sin&rgetica in nome e per conto di Alis Aerolinee Italiane (di cui Intesa SanPaolo ha acquisito di recente il 33%) e di Miro Radici Finance. Fantozzi ha chiesto quindi chiarimenti e documenti per una valutazione. IL NEGOZIATO Tornando al negoziato, Sabelli ha dato disponibilità di principio, cioè in fase di implementazione del network e flotta, ad un maggior presidio sulle rotte domestiche più importanti e a potenziare il lungo raggio. Ma le associazioni Anpac e Up hanno detto ancora no. Non basta. Chiedono un contratto distinto e non comune alle altre due categorie, con cui ci sono professionalità diverse. Ma Cai non intende spostarsi dalla propria piattaforma contrattuale, perché la nascita di una nuova Alitalia potrà avvenire esclusivamente con una netta discontinuità rispetto alla situazione attuale. Solo rispettando queste condizioni si potranno cercare successivi raccordi con la contrattualistica esistente. IL VERTICE La sospensione della trattativa, le consultazioni separate delle nove sigle sindacali da parte di Sacconi e del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, assieme a Sabelli, fino alla tarda notte, non hanno apportato valore aggiunto e sbloccato il confronto. In tarda serata, poi, c'è stato anche un vertice a Palazzo Chigi tra il sottosegretario Gianni Letta, i due ministri che seguono le trattative e i vertici di Alitalia, Cai e Intesa SanPaolo. Le posizioni sono rimaste distanti. I sindacati hanno ottenuto l'avvio di tavoli separati per categoria e un tavolo su lavoro e tutele. Ma niente di più. E la situazione resta in stallo al punto di partenza. E non c'è ancora l'esatto numero degli esuberi. La tensione fra i lavoratori è alta e i sindacati, ieri, sono riusciti a tenerla sotto controllo a fatica. Tanto più che proprio in tarda serata si sono vissuti momenti di paura in via Fornovo, a Roma dove, durante un presidio di lavoratori dell'Alitalia, uno dei manifestanti ha minacciato di darsi fuoco. L'uomo è stato convinto dopo poco a desistere. Sul posto sono intervenute due unità del 118 e le forze dell'ordine che dopo alcuni minuti di tensione - l'uomo teneva in mano una bottiglia piena di liquido infiammabile e nell'altra un accendino - hanno calmato il manifestante che ha deciso di consegnare la bottiglia il cui liquido aveva minacciato di rovesciarsi addosso.

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Le paure di Roma e Milano (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 105 Formigoni e Marrazzo chiedono garanzie per gli aeroporti Le paure di Roma e Milano Formigoni e Marrazzo chiedono garanzie per gli aeroporti --> MILANO "Privilegio la possibilità di avere per la Lombardia il maggior numero di collegamenti internazionali piuttosto che avere un aeroporto sotto casa". Lo ha dichiarato ieri il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, parlando della possibilità di ridimensionamento dell'aeroporto di Linate che potrebbe mantenere solo il collegamento con Roma. "Nell'ottica globale in cui siamo, anche se qualcuno non se n'è accorto", ha spiegato, "ciò che conta è il numero di collegamenti che possiamo avere con tutti i punti del mondo per i nostri 10 milioni di cittadini e per le nostre imprese". Formigoni si è detto disposto a ragionare su un possibile ridimensionamento di Linate solo se si parla "di aumento dei collegamenti internazionali" e ha quindi spiegato che nell'immediato futuro anche Malpensa sarà facilmente raggiungibile: "Abbiamo realizzato il collegamento con la Milano-Venezia e tra breve per raggiungere l'aeroporto in treno dal centro di Milano si impiegheranno 28 minuti e ci saranno quattro corse all'ora". FIUMICINO Il giudizio di Standard & Poor's su Aeroporti di Roma (ieri la società internazionale ha peggiorato da "stabili" a "negative" le prospettive sul rating, citando l'impatto della ristrutturazione di Alitalia sui conti della società) "è una conferma dei seri rischi che sta correndo un asset fondamentale del Lazio", ha osservato preoccupato il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. "In pericolo non c'è solo il futuro di migliaia di lavoratori, che oggi ho voluto incontrare e dei quali ho colto la grande preoccupazione", ha spiegato il governatore, "in pericolo c'è anche un grande progetto di investimenti che Adr, insieme agli Enti locali che vi partecipano, ha programmato per l'aeroporto Leonardo da Vinci e per il sistema aeroportuale del Lazio". Così come per gli scali lombardi, la preoccupazione è che Roma perda il ruolo di snodo intercontinentale, ha sottolineato Marrazzo: "Dopo il giudizio di Standard & Poor's, ribadisco quindi con forza la necessità di una convocazione urgente del Cda di Adr, per valutare insieme le ripercussioni del Piano Fenice sul futuro del distretto del volo del Lazio". È necessario "metterci da subito nelle migliori condizioni per garantire comunque a Fiumicino", ha concluso Marrazzo, un futuro "da grande hub del Mediterraneo e scalo di riferimento per il centro-sud".

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E la piazza fischia Bonanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Primo Piano Pagina 105 Nello scalo romano cancellati trenta voli, lunghe file per i bagagli E la piazza fischia Bonanni Nello scalo romano cancellati trenta voli, lunghe file per i bagagli --> ROMA Rabbia e tensione. E non solo da parte dei lavoratori della compagnia di bandiera, che hanno organizzato presidi e proteste davanti al ministero e a Fiumicino, culminate nella contestazione al leader della Cisl Raffaele Bonanni; ma anche per i viaggiatori in partenza e in arrivo allo scalo romano, che hanno dovuto subire cancellazioni e ritardi nei voli e nella consegna dei bagagli. LA PROTESTA Mentre dentro i palazzi si trattava per decidere il futuro della compagnia di bandiera, fuori i lavoratori protestavano per chiedere ai rappresentanti sindacali di non firmare il piano e in particolare il contratto che Cai ha predisposto per gli 11.500 dipendenti di Alitalia e Air One, che dovrebbero passare alla nuova Alitalia. Fin dal primo mattino i lavoratori hanno allestito un presidio davanti alla sede del ministero del Lavoro di via Flavia, dove è ripreso il tavolo di confronto. Una protesta animata dalla distribuzione di volantini-necrologio che annunciavano la morte, l'11 settembre, dell'azienda e dall'esibizione del cappio al collo con la scritta "Questa è la vera cordata italiana", oltre che da slogan ("Non si firma, non si firma") contro il governo. BONANNI Il clima di protesta si è surriscaldato all'arrivo alla sede del ministero del leader della Cisl Raffale Bonanni, che è stato duramente contestato: i dipendenti di Alitalia lo hanno infatti accolto con fischi, al grido "Buffone Buffone, da qui non uscirai". Il presidio dei dipendenti, cui hanno partecipato anche diverse famiglie con bambini, si è moltiplicato di ora in ora, in particolare dopo l'arrivo da Napoli di circa 500 lavoratori delle attività di manutenzione pesante Atitech e di altri servizi. A controllare la zona un presidio di carabinieri e polizia, con i quali c'è stato qualche momento di tensione, che però si è limitato a un duro faccia a faccia. PASSEGGERI Clima di protesta anche a Fiumicino, dove i lavoratori di Alitalia Airport e di Eas si sono riuniti in assemblea e hanno improvvisato un piccolo corteo, creando disagi alla viabilità esterna all'aeroporto. Vittime della protesta sono stati i passeggeri: l'assemblea ha infatti provocato ritardi di un'ora nella partenza di alcuni voli di Alitalia e Air One e la cancellazione di una trentina di collegamenti. Si sono inoltre formate lunghe file davanti ai banchi di accettazione, mentre l'attesa dei bagagli è andata avanti anche per 40 minuti.

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Hostess e piloti disposti a tutto? (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Lidia Ravera "Dormiteci voi lontano dai vostri figli per uno stipendio da fame senza un natale o un capodanno retribuito come festività". L'ho letto su "la Repubblica" e ho pensato: come sono lontani i tempi in cui "fare la hostess" era il sogno di tutte le bambine. Nella stessa pagina protestavano i piloti, altra figura mitica della letteratura rosa: "Si direbbe che vogliano costringerci alle dimissioni di massa. Ma dove pensano di trovare gente così alla canna del gas da sostituirci accettando il taglieggiamento?". L'immagine mi fa correre un brivido sottopelle: e se la cloche del comando finisse nelle mani di uno sfigato, di un nevrotico, di un disperato, di uno con poche ore di volo e zero sangue freddo? Quando sei lassù, e io ci sono molto spesso, sei totalmente affidato, un errore umano lo paghi con la vita. Non è rassicurante leggere su tutti i giornali il malcontento del personale di terra e di volo. Nessuna categoria accetta di tornare indietro, di perdere diritti conquistati. È così nel trasporto aereo, è così nella scuola: siamo contenti che i nostri figli, nel grande ritorno d'autunno alla professione di studenti, si ritrovino in classe una maestra con la fascia nera sulla camicetta, in lutto per sé stessa, depressa, malmostosa, agitata? L'Italia che lavora è percorsa da un brontolio di tuono. Sono tutti scontenti. L'ansia si percepisce nitida: fa male vivere precariamente, sentirsi messi in discussione, perdere la certezza del salario, dello stipendio, non sapere che ne sarà di te fra sei mesi, fra un anno. Ci ha pensato, l'illusionista massimo, il nostro immarcescibile Silvio Berlusconi, quando ha mandato in vacca la trattativa con Air France per inserire, nella recita elettorale, anche un po' di birignao patriottico, a chi avrebbe pagato per mantenere "italiana" l'Alitalia? Donne e uomini, persone, padri di famiglia. È vero o no che, fosse andata in porto la fusione con gli "stranieri", gli "esuberi" sarebbero stati meno pesanti? E la composta ministra Maria Stella Gelmini, quando taglia ottantasettemila posti di lavoro, ce lo fa un pensierino sulla decapitazione del corpo insegnante? Tema: "Tante maestre in meno: visualizzi, lo scolaro, le teste che rotolano". E, a proposito del rutilante mondo della scuola, sentite che cosa ho letto su "La Stampa": "Co.co.co del sesso per pagarsi gli studi". Si tratterebbe di "gigolò e prostitute part time", detti anche "sex workers flessibili a tempo determinato", cioè ragazze e ragazzi in età universitaria che si offrono per fare sesso virtuale o reale, per pochi minuti o per un intero week end, a scopo di lucro. Le più per benino dichiarano di investire i proventi nelle onerose tasse universitarie, le "disinibite fuori corso" ammettono di aspirare ad una borsetta di Prada. Mirella Serri, che firma l'articolo, ci rassicura: non si tratta di un fenomeno solamente italiano. Ma un po' di malinconia permane: "Ho ventidue anni, sono bisognosa e un po' porcellina", scrive una ragazza e un'altra offre "uno spettacolino maialino". Non vorrei che appaltare le proprie grazie diventasse l'unica alternativa alla mendicità anche per hostess stewarts e piloti. (Porci con le ali?) www.lidiaravera.it Fra le righe.

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La solidarietà favorisce la crescita (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Nicola Cacace D opo i dati sui paesi scandinavi, oggi abbiamo anche i dati sull'America degli ultimi 60 anni che dimostrano come lo sviluppo è massimo solo in presenza di politiche di solidarietà sociale e non viceversa. I record di paesi come Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca e anche Olanda sono ben noti. Questi paesi sono da anni in testa a tutte le classifiche mondiali per livello di ricchezza (Pil pro capite), distribuzione della ricchezza (le distanze tra ricchi e poveri sono le più basse fra tutti i paesi industriali), tassi di occupazione, investimenti esteri in entrata, parità uomo donna, natalità, etc. e sono paesi da quasi un secolo governati per il 70% del tempo da partiti socialisti e socialdemocratici che hanno sempre coniugato politiche di sviluppo con Welfare avanzato. Ma i cultori del pensiero unico, cantori del capitalismo liberista neocon, dello Stato da affamare caro alla scuola di Friedman e dei Chicago boys, del Washington Consensus del Fondo mondiale con tutti i servizi sociali da privatizzare, di cui oggi tutta l'America, quella di Obama e quella di Dean, deprecano i danni, hanno sempre obiettato "i record di crescita associata al Welfare sono solo di piccoli paesi, guardate invece agli SU dove i record della crescita sono indipendenti dai livelli di sicurezza sociale". Oggi una ricerca del prof. Larry M. Bartels dell'università Princeton in New Jersey dimostra che negli anni delle presidenze repubblicane non solo la crescita del Pil è stata inferiore agli anni delle presidenze democratiche quanto in quegli anni le distanze tra ricchi e poveri sono sempre aumentate. Il prof di Princeton percorre gli ultimi 60 anni di storia americana, 1948-2007 durante i quali i repubblicani hanno occupato la Casa Bianca per 34 anni ed i democratici per 26 anni. Riprendo dal The New York Times (inserto di Repubblica del 8/9). "I dati mostrano una crescita media annua del GNP (Pil) dell'1,64% sotto le presidenze repubblicane e del 2,78% sotto i democratici. Il secondo risultato storico, che può essere chiamato The Great Partisan Inequality Divide (il differenziale di disuguaglianza che non è Bypartisan, è Partisan) è altrettanto scioccante. È noto che negli ultimi 30 anni le distanze nei redditi tra ricchi da un lato e poveri e ceti medi dall'altro sono aumentate molto in America. Ma il prof. Bartels porta alla luce una sbalorditiva regolarità: nell'intero periodo dei 60 anni le disuguaglianze nei redditi sono sostanzialmente aumentate sotto le presidenze repubblicane e lievemente diminuite sotto i democratici... I repubblicani hanno fatto tagli fiscali per i più abbienti mentre i democratici vi si sono opposti. In più i democratici sono stati più disponibili ad aumentare il salario minimo mentre i repubblicani più ostili ai sindacati". E in Italia cosa succede? Che malgrado l'evidenza dei dati e le buone ragioni della politica e dell'etica, suggerirebbero politiche per aiutare i redditi di operai, impiegati e pensionati a recuperare parte del potere d'acquisto perso in molti anni di politiche di rigore (spesso a senso unico, perché mentre salari e pensioni languivano, profitti e rendite montavano) il paese marcia in direzione opposta. L'insieme dei provvedimenti varati e annunciati dal governo Berlusconi sulla scuola, sulla sanità, sulla sicurezza del lavoro, sulla tutela di maternità e malattie, sull'Alitalia, sul federalismo fiscale è forse buono per qualche minoranza avida, non certo per la massa dei cittadini e tanto meno per la crescita economica del paese. Tutti i provvedimenti vanno in direzione opposta a quella di ridurre il Partisan Divide di cui ci parla il prof Bartels, Divide che aumenta tra Nord e Sud - siamo la vergogna europea, l'unico paese su 27 in cui le distanze tra regioni ricche e povere siano aumentate invece di diminuire negli ultimi 10 anni!-, tra precari e lavoratori stabili, tra chi vive del lavoro e chi di rendite immobiliari e finanziarie. Ciò danneggia il paese, che continuerà a crescere sempre meno dell'Europa come danneggia 40 milioni di italiani su 60. Anche perché troppi parlano e pochi studiano la realtà, troppi polemizzano su vacuità e pochi lottano su obiettivi condivisi come sviluppo sostenibile e reti di solidarietà necessarie anche per ottenere quella crescita del Pil che tutti invocano.

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La fine dell'illusione neoliberista (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Loretta Napoleoni La parola nazionalizzazione non fa parte del lessico del libero mercato, è una parola in disuso dalla caduta del Muro di Berlino, appartiene al gergo del socialismo reale. Da qualche mese, però, spunta spesso nelle prime pagine dei giornali color rosa, quelli dove si parla di economia e finanza. A usarla è proprio la generazione di politici che, ideologicamente ispirata dal padre del neo-liberismo, Milton Freedman, l'aveva cancellata dal vocabolario della globalizzazione. Il primo a pronunciarla è il premier britannico, Gordon Brown, ex cancelliere dello scacchiere di Blair ed agguerrito oppositore delle politiche di nazionalizzazione del vecchio partito laburista. Di fronte all'assalto delle agenzie della Northern Rock, inciampata sulla buccia di banana dei muti subprime, New Labour tenta una serie di operazioni che non vanno in porto, tra cui l'intervento massiccio del tesoro. Alla fine Brown getta la spugna e nazionalizza la banca. A pagare i debiti saranno i contribuenti britannici, già vessati dalla crisi economica. Anche la nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac, i giganti dei muti americani, ricade sulle spalle della classe media americana ed avviene dopo il fallimento del Tesoro e della Riserva Federale di rivitalizzarle. È una decisone difficile ma Il pericolo all'orizzonte è un replay della crisi del 1929, riassunto in una singola parola: panico. Solo l'intervento massiccio dello stato lo può evitare. È paradossale, ma i maghi della globalizzazione, gli inventori della finanza creativa, i predicatori del non intervento statale in economia oggi sono come bambini viziati che hanno paura del buio e pretendono da quello stesso stato un tipo d'intervento di stampo socialista. Il mondo cambia e noi con esso e le trasformazioni in atto oggi sono epocali al punto da gettare luce sui ruoli che istituzioni pubbliche e private devono ricoprire nella società civile. Nel modello socialista le prime non esistono e il mercato è sempre in balia dello stato che decide cosa, come e quando produrre. Il modello neo-liberista è esattamente l'opposto: ogni interferenza di quest'ultimo deve essere evitata. Quando applicati all'economia reale, nessuno dei due paradigmi funziona: nei paesi comunisti c'è carestia di merci e in quelli neo-liberisti eccessivo indebitamento. Socialismo e neo-liberismo sono modelli economici estremisti, che poggiano sull'ideologia, sono mere illusioni, ecco perché falliscono. La crisi attuale sembra confermare quanto scritto da Adam Smith nella Ricchezza delle Nazioni, che la mano magica del mercato funziona solo se si muove all'interno di un sistema economico e finanziario ben regolato. La libertà non è licenza. Ne sa qualcosa il fisco dei paesi dell'Unione Europea, la finanza creativa sottrae alle economie del vecchio continente decine e decine di miliardi di euro parcheggiati nei paradisi fiscali dell'Europa del nord. Il neo-liberismo non dà diritto all'evasione fiscale, questo il messaggio della Menkel quando inizia la crociata per il recupero di quei soldi e lo fa con una decisione che rimette lo stato al centro della società civile: minaccia il Lichtenstein dove sono nascosti 8 miliardi di euro sfuggiti al fisco tedesco. Lo stato sembra quindi rialzare la testa per proteggere la nazione dal pericolo dell'olocausto economico, ma siamo lontanissimi dalla nascita di un nuovo modello. Con la nazionalizzazione di Fannie Mae e Freddie Mac il debito pubblico statunitense sale al 40% del PIL, si tratta di cifre da capogiro, ben più alte di quelle che trascinarono l'esperimento neo-liberista argentino nella voragine della bancarotta. Gli azionisti maggiormente penalizzati, quelli che perderanno tutto, sono le piccole banche regionali e provinciali e le società di assicurazione americane: il cuore economico della nazione. Chi invece ne esce bene sono le banche centrali e quelle private straniere che da mesi non comprano più "carta americana". E Washington firma in bianco cambiali per 5.000 miliardi di dollari per evitare che questi investitori volgano del tutto le spalle al dollaro e riducano Wall Street ad una piazza affari di provincia. A monte non c'è la volontà di salvare la classe media americana dalla povertà. Ed ecco la prova: entro la fine dell'anno il numero degli americani senza tetto che mangiano grazie ai buoni alimentari salirà da 30 a 35 milioni, pari all'11% delle famiglie. Per sfamarli ci vuole uno stanziamento di 280 miliardi di dollari che il parlamento da mesi non approva. La manovra socialista, dunque, vuole salvare chi tiene le redini di un sistema economico agonizzante. Cosi gli Italiani si ritrovano a dover ripagare i debiti accumulati dalla gestione del carrozzone Alitalia. Anche qui lo stato interviene, de facto ne nazionalizza la parte scadente e poi vende quella buona alla cordata industriale che ha messo insieme. Il contribuente è doppiamente penalizzato: perché per anni ha usufruito di un servizio scadente di cui ora deve pagare i debiti. Anche se entrata nel lessico neo-liberista, la nazionalizzazione è un atto disperato. Per salvare l'economia mondiale ci vuole un atto di grande umiltà: ammettere di aver sbagliato. Solo allora ci sarà spazio per una nuova teoria economica.

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Le famiglie pensano al pane, non al Milan Il leader Pd contro il premier: sottovaluta il disagio del paese, servono misure su salari e prezzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Le famiglie pensano al pane, non al Milan" Il leader Pd contro il premier: sottovaluta il disagio del paese, servono misure su salari e prezzi di Bruno Miserendino / Roma "L'ITALIA è ferma e si sta impoverendo, e quando sento dire dal presidente del consiglio che siamo un paese solido perché abbiamo la squadra campione del mondo e lui è il presidente di club che ha vinto più titoli, mi chiedo in che pianeta siamo". Infatti. Nel pianeta Italia si parla d'altro, e Veltroni, in vista del 25 ottobre, si è dato un obiettivo base: rompere il granitico muro della propaganda berlusconiana e riportare l'agenda della politica sulle vere emergenze del paese, che sono i problemi delle famiglie alla fine del mese, la stangata d'autunno su gas e luce, i salari, nonchè l'evasione fiscale che sta ripartendo. "Agli italiani non interessa che Berlusconi è presidente del Milan - dice Veltroni - la sera a tavola le famiglie si chiedono come pagare le bollette, come comprare pane e pasta, come far bastare i salari". Ieri il segretario, insieme a Enrico Morando e Stefano Fassina, ha presentato alla stampa le proposte di un "pacchetto famiglia" a base di detrazioni fiscali che potrebbe rappresentare "un segnale d'attenzione" per i problemi delle fasce deboli e del ceto medio. Il governo, è ovvio, lo ignorerà, perchè ha già imboccato una strada diversa, sperperando i soldi con l'abolizione dell'Ici anche per le fasce agiate e con l'imbroglio Alitalia, ma il Pd ha messo nero su bianco la cifra che le famiglie a reddito medio-basso avrebbero guadagnato con la sua impostazione rispetto alla soluzione Tremonti: qualcosa come 2000 euro in più. Sarà questo il cuore della manifestazione del 25 ottobre, destinata a diventare la prova di maturità del Pd, e su questo Veltroni e i suoi batteranno di qui in avanti, tentando di squarciare la nebbia che sembra avvolgere paese e media. Ecco il leit-motiv, spiegato ieri dal segretario, dal coordinatore Enrico Morando e dal resposabile economia Stefano Fassina: "C'è una grande sottovalutazione della situazione economica del paese, e finora non un euro è andato a chi ne aveva bisogno, nessun provvedimento del governo è stato destinato a sostegno del ceto medio, dei salari e delle pensioni, della domanda interna, per aiutare il Paese a risollevarsi". Certo non servirà a nulla la "social card" di Tremonti, "che è poco più di una mancia ed è oltretutto relegata a una platea molto ristretta". "La realtà - ha spiegato Morando - è che il governo deve venire in Parlamento subito per presentare una nota di aggiornamento del Dpef alla luce delle mutate condizioni economiche". "Serve una svolta nelle scelte di politica economica perchè occorre subito un intervento fiscale a favore delle famiglie, di riduzione della pressione fiscale sui redditi". La proposta del Pd costa 7-8 miliardi, prevede una detrazione fiscale di 2.500 euro l'anno per figlio, che aumenta con il numero dei figli; un credito di imposta rimborsabile per le donne che lavorano per sostenere le spese di cura, graduato in rapporto al numero dei figli e al livello di reddito, detrazioni del 19% sull'affitto; innalzamento al 27% della quota di spese detraibili per gli interessi sui mutui, pari a circa 400 euro all'anno. Il Pd indica anche dove avrebbe reperito le risorse: con l'Ici sulle fasce di reddito più elevate, con 1,5 miliardi di euro "persi per l'imbroglio Alitalia", con il maggior gettito derivante dal fiscal drag; con il gettito perso a causa dell'eliminazione delle misure anti-evasione; con interventi di riqualificazione della spesa pubblica selettivi. Attenzione, dicono al Pd, ci sono segnali preoccupanti di una ripresa dell'evasione fiscale, grazie anche ai segnali benevoli del governo. Poichè la ripresa dopo l'estate sarà dura per le famiglie, il Pd vuole presentarsi all'appuntamento del 25 ottobre non solo con dei no, ma anche delle proposte e un'idea per la ripresa. L'impressione è che lo scontro si alzerà, perchè il governo ha altro in mente. Lo stesso federalismo fiscale, al momento, è un contentino alla Lega, buono per il rito dell'ampolla, come dice Chiamparino. Per non parlare della giustizia e della legge elettorale per le europee dove, con una soglia inutilmente alta, Berlusconi vuole far male all'Udc. Il premier del resto, dicono al Pd, "non vuole alcun dialogo e sembra entrato in quella fase tipica di onnipotenza in cui sogna di fare tabula rasa di ogni opposizione".

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Atitech, corteo ad alta tensione - cristina zagaria (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina VII - Napoli Il caso A Castellammare di Stabia La protesta Chiude per sempre il centro commerciale di via Toledo: ieri l'ultimo sciopero dei dipendenti Battaglia dell'acqua la Gori perde il primo round Atitech, corteo ad alta tensione Sit-in a Roma: faccia a faccia con la polizia, operaio tenta di darsi fuoco Rinascente addio, 59 licenziamenti "Non vogliamo l'elemosina, certo. Ma siamo pronti a lavorare con tutti" CRISTINA ZAGARIA Montagne russe per i dipendenti Atitech tra speranze e nuove delusioni e una notte in strada, in lotta contro il tempo, per chiudere l'accordo. In mattinata, a Roma, l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli mostra un'apertura sulla manutenzione pesante che fa capo all'Atitech di Napoli. In sostanza, la Compagnia aerea italiana (Cai) non intende acquisire l'Atitech, che andrebbe in outsourcing, ma pensa a una partecipazione azionaria del ramo d'azienda. A rafforzare l'ottimismo arrivano le dichiarazioni del commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, che parla di "manifestazione di interesse" da parte della Aviation management consulting GmBH & Co. per l'intero pacchetto di azioni di Atitech. Ma proprio quando si spera in una soluzione positiva, in una trattativa reale, arriva l'ultima doccia fredda. Si apre un nuovo tavolo. Si tratta sui contratti, con consultazioni separate per ciascuna categoria, e la tensione sale e si rischia un nuovo stallo. La giornata campale a Roma, comincia presto. Quattro pullman e duecento lavoratori Atitech, in rappresentanza dei 1200 dipendenti napoletani, arrivano in piazza della Repubblica, poco dopo le 13. A piedi, con le ormai tristemente famose corde al collo (simbolo della cordata che rileverà Alitalia e che stringerà il collo degli operai campani) e le bandiere di Cgil, Cisl Uil, si incamminano per raggiungere la sede del ministero del Lavoro in via Flavia, dove è in corso l'incontro con i sindacati per il piano di salvataggio di Alitalia. "Appena arrivati abbiamo avuto una bella notizia non potevamo crederci - racconta la delegazione napoletana - il ministro Sacconi ha parlato di uno spiraglio per inglobare l'Atitech e l'Ams nella nuova holding di Finmeccanica, Fintecnica e Cai. Ma la speranza è durata poco". Alle 16.30 infatti c'è l'annuncio di un nuovo confronto, con quattro tavoli separati (piloti, hostess e steward, dipendenti di terra e il quarto sulla questione degli ammortizzatori sociali). Via Flavia esplode. E sono proprio i napoletani ad animare la protesta. Vogliono raggiungere via Fornovo e il ministero del Welfare, ma vengono fermati da un cordone di polizia e carabinieri. Un duro faccia a faccia. Ma per fortuna nessun tafferuglio. Si arriva a una mediazione e qualche minuto prima delle 18 i manifestanti con il cappio al collo sono in via Fornovo, dove continua la trattativa e la protesta. Lo spiraglio del mattino ormai sembra chiuso definitivamente. Le indiscrezioni parlano di una trattativa al ribasso sui contratti e i manifestanti dell'Atitech insultano anche i sindacalisti, che entrano al ministero: "Vergogna. Ladri. Buffoni. A queste condizioni non vogliamo che ci sia la firma". Alle 21 i manifestanti sono stanchi, ma non mollano. Non lasciano la strada. Grida, canti, urla di rabbia. E Michele Apuzzo, segretario regionale Sdl della Campania, perde la pazienza e tenta un gesto plateale. Si cosparge di benzina e minaccia il suicidio, impugnando un accendino. Arrivano i vigili del fuoco. Gridano i manifestanti. E lui non tratta, vuole sapere a che punto è l'accordo. Pronta alla trattativa, invece, la Cisl, ma a una condizione, che non si ritocchino al ribasso gli stipendi. "Prendiamo tutto, accettiamo tutto. E con tutto non intendo certo l'elemosina o forme di assistenzialismo, voglio dire tutto il lavoro possibile - spiega Giovanni Aruta, delegato aziendale per la Cisl, in prima fila a Roma - Siamo pronti a lavorare per la Cai e per tutte le altre commesse che ci vorranno affidare. Siamo un polo di eccellenza, operai specializzati e non chiediamo stipendi milionari. Da noi ci sono ragazzi di 20-25 anni che fanno i turni e guadagnano anche mille euro al mese. Il governo deve essere chiaro di fronte a chi chiede di lavorare e ha delle capacità specialistiche. Siamo l'unico polo aeronautico in Campania e nel Sud".

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A novembre scade il mandato di Barroso Parte il valzer delle nomine dei commissari (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

P. so. Il mandato dell'attuale Commissione Ue scade a novembre. Ma il suo presidente e la sua composizione dovranno essere definiti molto prima, diciamo dopo le elezioni europee del 7-10 giugno e prima dell'estate. Un candidato alla presidenza c'è, ed è forte: l'attuale presidente José Manuel Barroso. Il portoghese si sarebbe assicurato già l'appoggio di diversi capi di governo (Berlusconi tra i primi). Molto più complicata è la situazione per quanto riguarda i commissari. Anche perché il Trattato di Nizza contiene una specie di trappola mortale: il numero dei commissari, c'è scritto, dev'essere inferiore a quello dei Paesi membri. Il che comporterà dure battaglie su quali Paesi dovranno rinunciare ad essere "rappresentati" della nuova Commissione. Comunque, qualcosa si comincia a capire fin d'ora. Soprattutto i commissari che lasceranno l'incarico. Rimarrà certamente, come commissario ai Trasporti, Antonio Tajani, piazzato da Berlusconi quando cominciava a profilarsi la soluzione Alitalia. Probabilmente non sarà, com'era invece Frattini, vicepresidente perché c'è un limite a tutto. Cosicché si confermerà il fatto che le manovre berlusconesche sono costate all'Italia una vicepresidenza. Poco male: fossero solo questi i danni. Se ne dovrebbero andare il sarkozyano Jacques Barrot, altro vicepresidente e successore di Frattini alla Giustizia, salito non proprio lodevolmente alle cronache con la vicenda delle impronte digitali ai rom. Degli altri vicepresidenti, due sarebbero in partenza: la svedese Margot Wallström (titolare delle relazioni istituzionali), che andrà a risollevare le sorti del partito socialdemocratico in patria, e il tedesco Günter Verheugen (industria); resterà invece l'estone Siim Kallas (lotta antifrodi). Incerta è la sorte della polacca Danuta Hübner (politiche regionali), socialdemocratica, europeista convinta e perciò massimamente invisa al sopravvissuto (politicamente) dei terribili gemellini Kaczynski, quello che fa il presidente della Repubblica. Resta anche una superveterana come la lussemburghese Viviane Reding (società dell'informazione), mentre si preparerebbero a fare le valigie lo slovacco Jàn Figel (istruzione e giovani), l'ungherese Laszlo Kovacs (fiscalità), l'olandese Neelie Kroes che al controllo della concorrenza ha dato non pochi pensieri a Berlusconi per l'operazione "Fenice" e l'ottimo liberale belga Louis Michel (sviluppo e aiuti umanitari). Altri due commissari importanti in partenza sarebbero l'austriaca Benita Ferrero-Waldner (relazioni esterne) e il britannico Pedter Mendelson (commercio). Resterebbe, invece, il titolare della politica dell'allargamento, il finlandese Olli Rehn. Il retroscena.

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Scatta l'allarme a Roma, intervento bipartisan Alemanno e Marrazzo pronti a un progetto comune. Proteste anche a Milano per gli esuberi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Marco Tedeschi / Milano INTERESSI Alla ricerca della "solidarietà istituzionale" e di una linea condivisa sulla partita Alitalia. Piero Marrazzo e Gianni Alemanno in tandem per Fiumicino. Il pre- sidente della regione Lazio e il sindaco di Roma si sono incontrati ieri, e per un'ora hanno fatto il punto sulla linea da seguire il prossimo 18 settembre, quando Comune, Provincia e Regione Lazio, saranno a confronto con i vertici di Cai per discutere dell'impatto del piano industriale della compagnia su Roma. Un colloquio privato servito a "fare chiarezza sulla vicenda Alitalia, e quindi sull'aeroporto di Fiumicino", ha commentato Alemanno, ieri al centro delle polemiche romane. "Scenda dal Pincio e corra ad arginare la catastrofe Alitalia", è stato l'invito del centrosinistra per bocca dei consiglieri regionali del Pd Parrocini e Carapella: "Crede forse Alemanno che i danni incalcolabili che i suoi alleati al governo stanno causando al sistema dell'economia laziale siano solo un problema di Marrazzo e Zingaretti?". Critiche condivise anche dal presidente del gruppo Liberale alla regione Lazio, Antonietta Brancati, che ha lamentato lo scarso impegno del sindaco nella difesa degli interessi dei suoi cittadini. Così forse l'incontro di ieri è servito anche a placare un po' gli animi di una Roma sempre più combattiva, guidata da Marrazzo capitano di crociata. Ieri il presidente della Regione - oltre ad aver partecipato insieme al presidente della Provincia di Roma Zingaretti alla manifestazione dei lavoratori di Fiumicino, che ha creato non pochi problemi ai passeggeri - ha inviato una lettera a Silvio Berlusconi. "Il trasporto aereo non lo decidono gli imprenditori ma il governo con gli accordi bilaterali - ha spiegato Marrazzo - Se ci fosse legittimamente e liberamente uno spostamento su Malpensa chiediamo che si dica, rispetto all'aeroporto più competitivo d'Europa nei primi 5 mesi del 2008, su cosa potranno contare la capitale d'Italia e il sistema aeroportuale della regione. La vicenda dell'Alitalia per noi significa il primo vero passaggio di federalismo politico". Appello raccolto anche dal segretario regionale dell'Udc Luciano Ciocchetti, che chiede all'esecutivo di "tutelare i lavoratori e Fiumicino". A Nord, Milano e la Lombardia non stanno a guardare. Anche qui la solidarietà istituzionale si accorda in funzione degli interessi comuni: "Il futuro partner della nuova Alitalia dovrà pensare a rilanciare Malpensa, ma allo stesso tempo è sbagliato pensare di ridimensionare Linate", ha detto il presidente della Provincia, Filippo Penati (Pd), d'accordo con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che delineando il possibile partner della nuova Alitalia ha fatto intendere che dovrebbe essere Lufthansa. Ieri l'inquilino del Pirellone ha incontrato l'ad di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, regista del piano Fenice.

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Il piano di salvataggio del governo si trasforma in macelleria sociale (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il piano di "salvataggio" del governo si trasforma in macelleria sociale Bruno Ugolini Scoppia il caso Alitalia e sono quasi tutti lì, giornali, televisioni, osservatori, a puntare l'indice nei confronti del sindacato. Tutti col fiato sospeso a sostenere che è una grande sfida per Cgil, Cisl e Uil, chiamate a difendere i legittimi interessi dei lavoratori ma nello stesso tempo a operare con senso di responsabilità per impedire il tracollo definitivo dell'azienda. Nessuno di questi intransigenti interlocutori punta però l'indice nei confronti di un altro fondamentale Attore di questa vicenda, ovverosia il presidente del Consiglio. La sfida, se si parla di sfida, investe in primo luogo la sua persona, il suo governo. Ricordate cosa era successo un anno fa? Il centrodestra aveva vinto le elezioni scaraventando tutto il suo peso contro l'ipotesi Air France e annunciando una soluzione del tutto diversa, innovativa e quasi indolore. Molti avevano creduto a questa bella Novella, a questa esaltante novità. Ora la verità è sotto gli occhi di tutti. La soluzione prescelta non è quella immaginata: non sarà una passeggiata tranquilla, costerà lacrime e sangue e lo smembramento della famosa Compagnia di Bandiera. Altro che miracolo! E a Fiumicino divampa la protesta con il ricorso a forme di lotta che, certo, in primo luogo colpiscono gli ignari passeggeri alle prese con i voli bloccati. Anche gli utenti però dovrebbero risalire ai veri responsabili di tale stato di cose. E' evidente uno clima di esasperazione diffuso tra piloti, hostess, meccanici, precari. Hanno capito che i nuovi governanti si sono presi gioco di loro. Le promesse anti-Air France erano un bluff. Ora l'offerta consiste non in una nuova potente Alitalia, ma, come è stato detto, semmai di una piccola AirOne. Il tutto accompagnato da un pesantissimo fardello di esuberi e dal taglio delle condizioni salariali e normative per coloro che restano. Staranno con l'amaro in bocca e con la busta paga dimezzata. Non era difficile prevedere che un tale menù avrebbe suscitato le proteste che del resto coinvolgono anche gli Enti Locali interessati. Certo le forme di lotta non sono dettate da un quieto e misurato senso di responsabilità. Ma per impedire l'ansia di chi vede messo a repentaglio il proprio posto di lavoro e vede adottare un nuovo modello contrattuale non servono gli ultimatum. Serve un negoziato vero e servono risultati capaci di costruire (o meglio ricostruire) un rapporto di fiducia con i lavoratori interessati. Così come servirebbe una doverosa autocritica da parte di chi ha promesso lanterne e ora esibisce lucciole. Invece Silvio Berlusconi, noncurante, ancora ieri nascondeva la verità, esaltava il proprio successo. Un modo per inasprire gli animi. E' del resto una metodologia che investe altri campi, altri terreni. Nell'intero settore dei trasporti è stato annunciato uno sciopero per le prossime settimane. Nella scuola il ministro Gelmini ha seminato il seme del conflitto sociale. La Cgil proprio l'altro giorno ha annunciato la mobilitazione generale visto che l'interlocutore governo, caso Alitalia a parte, ha fatto a pezzi un protocollo sul welfare, concordato con sindacati e votato da cinque milioni di lavoratori. Così come ha fatto a pezzi una piattaforma unitaria su fisco e tariffe che doveva ridare ai lavoratori un potere d'acquisto manomesso. Anche qui si misurano le sfide dell'autunno.

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La rabbia dei lavoratori: voli cancellati, blocchi stradali (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Gioia Salvatori / Roma Cappi al collo e cartelli "Ecco la cordata italiana", cori "Sacconi e Berlusconi in cassa integrazione" e "Il contratto non si tocca". Massima tensione ieri, all'aeroporto di Fiumicino e fuori al ministero del welfare, dove i lavoratori del trasporto aereo hanno manifestato per dire no al piano Fenice. In serata la tensione era ancora alta e un lavoratore dell'Atitech di Napoli, alle 21, si è cosparso di benzina minacciando di darsi fuoco con un accendino. Nel frattempo centinaia di passeggeri Alitalia, all'areoporto Leonardo da Vinci di Roma, scontavano sulla loro pelle la fine della compagnia di bandiera: 30 voli cancellati, ritardi fino a due ore, comunicazioni nulle o tardive, valigie che non si trovano. Qualcuno dei passeggeri Alitalia si sposta su un volo Air One, ma anche i dipendenti di Eas (la compagnia che gestisce i servizi di handling per Air One) hanno partecipato all'assemblea del personale di terra e anche qualche volo della compagnia dell'airone subisce ritardi. In serata arriva la notizia che Standard & Poor's abbassa l'outlook di Adr, la società che gestisce gli aeroporti di Roma. Giudizio che riflette le preoccupazioni dell'agenzia per l'impatto della ristrutturazione Alitalia sullo scalo di Roma. I passeggeri Alitalia, adirati, non sono più teneri con la compagnia di bandiera: "Che penso di Alitalia? Ormai tutto il male possibile, è meglio che fallisca - dice un passeggero". E anche nell'altra piazza, quella dei lavoratori che manifestano in via Flavia e poi in via Fornovo sotto le sedi del ministero del welfare dove è in corso la trattativa, qualcuno dice: "È meglio la mobilità che questo piano". "Non firmare non firmare" - gridano i lavoratori e anche piloti e comandanti in divisa si uniscono ai cori "Berlusconi, Sacconi, in cassa integrazione". "E beh, che vuoi farci, io li capisco - commenta Davide, chimico diretto a Zurigo, in fila da due ore davanti la biglietteria Alitalia dell'aeroporto di Fiumicino - Però non possiamo pagare noi, il biglietto mica ce lo regalano". Alexandra, che viene da Mosca ed è diretta a Trieste, dalle 4 di mattina gira per aeroporti con un figlio settenne al seguito: "Meno male che ha la play station, se si scarica è finita e non so dove sono le nostre valigie". Pina e Fabio, diretti a Monaco, le hanno recuperate dopo due ore: il loro volo è stato cancellato dopo che avevano già fatto il check-in. Si sono conosciuti in fila, lui, ragazzino, è venuto in Italia a trovare i nonni. Parente di emigranti come molte delle persone in fila. Cancellati i voli del pomeriggio per Vienna, Trieste, Palermo, Zurigo, Reggio Calabria. In fila da 4 ore anche Susanne, medico di Bratislava diretta a Vienna dopo aver partecipato a un convegno a Roma, con lei ci sono 14 colleghi. Accanto a lei un tappeto di gente che dorme appoggiata alla valigia, facce stremate, panini e sporte. Francesco e Vittoria, emigrati a Parigi, volevano tornare a Reggio Calabria dai parenti, ieri. Lui ha solo 4 giorni di ferie: due li sprecherà a Roma per via di un volo soppresso: "In Francia non potremo neanche raccontare questa storia: i nostri amici già ci prendono in giro perché Roma si è fatta sfuggire l'offerta Air France". Con lo spettro del fallimento, poi, tra i passeggeri gira voce che Alitalia non rimborserà i biglietti persi: tutti preferiscono farsi pagare un hotel per la notte. Mentre i passeggeri aspettano i lavoratori aspettano e si disperano. In tarda serata sono ancora sotto al ministero del welfare in via Fornovo. È la fine di una lunga giornata iniziata con una tesa assemblea di mille lavoratori di terra a Fiumicino. Cori, insulti e parolacce al premier e a Bonanni e tra loro, insieme ai confederali, all'Sdl e all'Ugl, spuntano manifestanti di estrema destra. In cento, poi, si staccano e bloccano il traffico davanti ai terminal, sono disagi per i pedoni e tensioni con tassisti e automobilisti. All'assemblea ci sono anche i rappresentanti delle istituzioni locali, tranne il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che manda il suo vice Mauro Cutrufo. Piero Marrazzo, il governatore del Lazio che voleva entrare in Cai, strappa l'appaluso dei lavoratori. "Sulla nostra regione si sta per abbattere uno tsunami di esuberi e licenziamenti - ha detto - Roma e il Lazio vogliono partecipare al tavolo". Istanza messa nero su bianco dal governatore, in una lettera inviata ieri al premier. Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti fa un paragone: "Aver deciso l'11 settembre come data per chiudere la trattativa, è stata una scelta infausta: questo è l'11 settembre dell'economia romana". Finita l'assemblea di Fiumicino tutti in via Flavia al ministero, dove arrivano anche 4 pullman di lavoratori Atitech di Napoli. Poi in mille si spostano fino a via Fornovo, dove continua la trattativa. Tensioni quando passa il leader della Cisl, Bonanni. A tarda sera ancora slogan urlati a gran voce "Mobilità mobilità" e "Il contratto non si tocca". Quella dei lavoratori è una folla variegata di hostess, steward, piloti e meccanici: "È assurdo - dice Andrea Tuzi, coordinatore nazionale di Sdl - che dopo tutta questa mobilitazione ognuno rimanga fermo sulle sue posizioni".

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A malpensa altri 8 voli lufthansa - rodolfo sala (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

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Pagina V - Milano A Malpensa altri 8 voli Lufthansa Formigoni incontra Passera: "Sì ai tedeschi, no ad Air France" Il manager tedesco Garnadt "Collegamenti con sette capitali più Barcellona, creeremo 150 posti di lavoro" RODOLFO SALA L'alleato ideale della nuova Alitalia? Non Air France, ma la tedesca Lufthansa. Roberto Formigoni lo ha detto a chiare lettere, incontrando al Pirellone Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa San Paolo, la banca advisor nell'operazione di rilancio di Alitalia. Il governatore non ha dubbi: la compagnia tedesca, al contrario di quella francese, "ha compreso la potenzialità e l'importanza di Malpensa". E infatti sta potenziando le proprie tratte internazionali dallo scalo varesino. Saranno sei in più da febbraio, come ha annunciato ieri ufficialmente (dopo le anticipazioni di inizio estate del presidente della Sea Giuseppe Bonomi) il vicepresidente della Divisione passeggeri di Lufthansa, Karl Ulrich Garnadt: "Ha un bacino importante. Con questa espansione saranno creati a Milano 150 nuovi posti di lavoro". I nuovi voli garantiranno collegamenti diretti con Barcellona, Bruxelles, Budapest, Bucarest, Madrid, Parigi; dall'estate si aggiungeranno Londra e Lisbona. E siccome quel che più conta, in questo momento di transizione tra la vecchia e la nuova Alitalia, è "il rafforzamento di tutto il sistema aeroportuale lombardo", visto che il 50 per cento degli investimenti stranieri in Italia sono nella nostra regione; siccome questo è "l'obiettivo da privilegiare rispetto ad altre considerazioni", i cavalieri bianchi della cordata italiana dovrebbero abbandonare il proposito di trovare in Air France il partner straniero assieme al quale far decollare il progetto di Colaninno e soci. I francesi, ricorda Formigoni, hanno già dimostrato di avere a cuore solo i loro interessi, presentando un piano "destinato a distruggere Malpensa". Quali siano le "altre considerazioni" che per il presidente possono essere accantonate è presto detto: nella prospettiva di un rilancio di Malpensa, grazie all'aumento delle tratte internazionali dirette, si può anche abbandonare l'idea di difendere con le unghie e coi denti il ruolo di Linate. Con buona pace di Letizia Moratti, che ha pesantemente criticato l'annuncio dell'ad della Cai di ridurlo a funzioni di navetta tra Milano e Roma. "Sono disposto a ragionare - spiega invece Formigoni - si tratta di capire meglio le ipotesi di un eventuale ridimensionamento del city airport e con quale tempistica". Poi aggiunge che tra un anno si potrà andare in treno da piazzale Cadorna a Malpensa in 28 minuti. D'accordo, ma solo a metà, con Formigoni, il presidente della Provincia: meglio Lufthansa, dice Filippo Penati, "anche se non spetta a noi scegliere". E ancora: "Tuttavia non si può partire mettendo in discussione Linate". Gli fa eco il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, che parla di "ridimensionamento inaccettabile" del Forlanini. Aggiunge Penati: "Quella della nuova Alitalia è comunque una mezza italianità perché, com'era prevedibile, da soli i cavalieri bianchi non ce la fanno". Molto critico con il presidente della Regione il capogruppo del Pd al Pirellone, Carlo Porcari: "Invece di preoccuparsi, Formigoni si dimostra subalterno al governo fornendo giustificazioni e alibi a un'operazione che scarica tutti i debiti di Alitalia sui contribuenti e riduce il ruolo del sistema aeroportuale lombardo".

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Formigoni punta su Malpensa e scarica Linate (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

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N. 218 del 2008-09-12 pagina 2 Formigoni punta su Malpensa e scarica Linate di Gianandrea Zagato Petizione online sul futuro degli scali milanesi "L'alleato ideale è quello che ha già compreso le potenzialità e l'importanza di Malpensa". Virgolettato che non ammette repliche, quello siglato da Roberto Formigoni che sventola un dato: il cinquanta per cento degli investimenti stranieri in Italia sono in Lombardia. E, dunque, chiosa Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture, "l'alleato internazionale più utile ad Alitalia è quello che realizza già voli intercontinentali in grado di essere utili al mercato lombardo e che partano direttamente da Malpensa". Quale alleato? Lufthansa of course, che tra l'altro a partire dal febbraio 2009 offre nuovi collegamenti diretti da Milano verso otto capitali europee. E Linate? Con un potenziamento del traffico dagli scali milanesi, e da Malpensa in particolare, "si potrà discutere su modi, tempi e come dovrebbe avvenire il ridimensionamento di Linate". Scelta inevitabile per chi è "convinto", come lo è il presidente della Regione Lombardia, che "sia essenziale e prioritario per la Lombardia e l'Italia potenziare i collegamenti diretti internazionali e intercontinentali". Come dire: "È un obiettivo da privilegiare rispetto alla possibilità di partire da un aeroporto sotto casa" ovvero "in un'ottica globale, quello che conta è poter raggiungere il più velocemente possibile le destinazioni internazionali e viceversa facilitare l'arrivo da tutto il mondo degli investitori e operatori economici". Scenario che, avverte il governatore Formigoni, non è "contrasto" con la visione di Letizia Moratti: "Non c'è una contrapposizione tra me e il sindaco di Milano. Si tratta di lavorare ulteriormente, ragionare ulteriormente per trovare una soluzione unitaria che certamente raggiungeremo". Anche perché, continua il governatore che ieri ha incontrato Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, "abbiamo la possibilità di avere una compagnia aerea senza costi per i cittadini" alleata "sì con operatori internazionali ma con la leva di comando saldamente in mani italiane". Risultato più che positivo rispetto "a quanto sarebbe accaduto con la svendita ad Air France". Memoria storica dal Pirellone, mentre il Pd regionale accusa Formigoni di "subalternità al governo" e Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, dice "sì a Lufthansa ma senza toccare Linate". Giudizio che Stefano Maullu, assessore lombardo alla Protezione civile, commenta garantendo che, comunque, "un ragionevole ridimensionamento di Linate si può accettare" in cambio della "valorizzazione di Malpensa". "Valorizzazione" che si traduce anche in infrastrutture, "massimo settembre 2009, per raggiungere in treno Malpensa da Cadorna si impiegherà 28 minuti, con quattro corse ogni ora" e, inoltre, c'è già il nuovo collegamento con la Milano-Venezia. Intanto, l'Unione Artigiani rivela che "l'80 per cento degli associati gradisce lo scalo di Linate". Gradimento "contro il ridimensionamento di Linate" che il periodico Altroconsumo preannuncia di voler misurare con tanto di petizione online perché "la razionalizzazione degli aeroporti non deve tradursi a discapito degli interessi dei cittadini". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia, gli aerei restano già a terra (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

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N. 218 del 2008-09-12 pagina 1 Alitalia, gli aerei restano già a terra di Redazione Ieri annullati 50 voli. Trattativa non stop nella notte. Sacconi: "Intesa adesso o mai più" "Muro contro muro" e l'intesa sembra lontana: è infatti stallo ai tavoli tecnici sui contratti di piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra di Alitalia. Al momento, è stato sospeso il confronto e il negoziato non ha prodotto alcun avvicinamento tra le posizioni. Il ministro Sacconi ha ribadito: "O si chiude stanotte o mai più: l'alternativa è il fallimento". Ma i sindacati respingono l'ultimatum: non è una questione di tempo, ma di salari. Gli aerei, intanto, già sono a terra. Una quarantina i voli Alitalia cancellati. Tra le destinazioni saltate: Zurigo, Sofia, Amsterdam, Barcellona, Vienna, Francoforte, Budapest, Ginevra, Nizza, Milano, Napoli, Pisa, Palermo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dietro certi <no>, i giochi di potere tra sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

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N. 218 del 2008-09-12 pagina 8 Dietro certi "no", i giochi di potere tra sindacati di Redazione Con la Cai, le sigle dei piloti rischiano di contare meno rispetto a Cgil, Cisl e Uil da Roma Le proporzioni sono di uno a quattro nelle migliori delle ipotesi, a volte peggio. In ogni caso un dato è certo: i sindacati confederali pesano poco nelle categorie più difficili del trasporto aereo. Il cuore di piloti e assistenti di volo batte soprattutto per le "associazioni professionali" e certi mal di pancia o momenti di tensione della trattativa - ultimo la contestazione di ieri al segretario della Cisl Raffaele Bonanni all'entrata del ministero - sono un po' l'effetto di questo squilibrio. È naturale che in questa trattativa certe categorie si siano sentite sottorappresentate visti gli equilibri che si erano consolidati della vecchia compagnia. Prendiamo l'esempio dei piloti. Un caso di scuola, con l'Anpac di Fabio Berti che raccoglie circa mille iscritti, quindi la metà di tutti quelli alle dipendenze del gruppo, contro i circa 200 della Cisl, per non contare la Cgil che concentra i suoi iscritti quasi esclusivamente tra il personale di terra. Situazione simile per l'Ugl, che tra i comandanti ha 150 iscritti o la Uil di Luigi Angeletti che conta invece un buon numero di piloti (500, ma comprendendo anche quelli delle altre compagnie). Cifre di tutto rispetto, ma che sono inferiori anche rispetto a quelle della sigla autonoma minore, l'Unione piloti guidata da Massimo Notaro, (300 iscritti). Ma c'è anche un'altra spiegazione per la distanza che si è manifestata anche ieri tra i sindacati. Da una parte il "chiudere l'accordo è nell'intento di tutti", pronunciato da Bonanni, dall'altra il muro dei piloti nella trattativa e gli slogan "fallimento-fallimento" di chi ieri protestava alla sede del ministero di via Flavia. Tra le condizioni che la cordata ha posto per la nascita della nuova compagnia aerea - quelle che secondo la Cai devono segnare la "netta discontinuità" rispetto al passato - c'è anche una forte normalizzazione della geografia sindacale. Punto del contratto che ha provocato forti malumori. In sostanza, il progetto consiste nell'introdurre anche per il personale viaggiante della compagnia aerea le Rsu, rappresentanze unitarie dei lavoratori. Un organismo sindacale al quale i dipendenti, attraverso il voto, danno il potere di trattare con l'azienda. Strumento utilizzato in tutte le più importanti imprese, ma che in Alitalia non era ancora stato introdotto, proprio per il potere di veto delle associazioni professionali. È una regola, infatti, che nelle Rsu si dia un premio di rappresentanza alle sigle che rispondono ai confederali. Il 33 per cento dei rappresentanti in più rispetto ai sindacati professionali. Una norma che, se sarà attuata, darà a Cgil, Cisl, Uil più potere rispetto ad Anpav (500 iscritti), Avia (300 deleghe) o, soprattutto, all'Anpac. Una vera rivoluzione per la compagnia di bandiera. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Coi risparmi del federalismo potremo ridurre le imposte> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

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N. 218 del 2008-09-12 pagina 5 "Coi risparmi del federalismo potremo ridurre le imposte" di Alessandro M. Caprettini Berlusconi: "L'Ici cancellata per sempre. Per il governo è un momento di consenso generale, quasi imbarazzante" da Roma Sarà che i bagni di folla lo gasano. Sarà che è giunto ieri sera a fianco del Colosseo con i conti in positivo, "quasi imbarazzanti", visto che il suo consenso personale - come ha rilevato - è oggi al 67,1%, con quello del governo al 62%. Sarà anche che "l'importante mattone" del federalismo, era stato piazzato giusto in mattinata, ma Silvio Berlusconi si è presentato ieri sera ad Atreju, la festa dei giovani di An, più che pimpante. Liti nella maggioranza? Ma quando mai. Premier a tratti "irato"? Sciocchezze: "qualcosa mi può dispiacere, mi posso arrabbiare un po'... mai irare!". Scherza col pubblico, racconta barzellette, se la prende con una "zanzara comunista" su cui la sua mano ("filosofia liberale" puntualizza) a breve ha la meglio. Si augura che la vita media degli italiani possa durare tra breve fino a 120 anni, visto che sta investendo proprio in questa direzione, ma soprattutto esorta i ragazzi che lo ascoltano "ad essere ambiziosi", a "scoprire l'imprenditore che c'è in loro" senza accontentarsi e guardando l'Italia "dal di fuori" per rendersi conto com'è e come dovrebbe essere. Del resto - spiega pacato ma deciso - l'Italia è in una situazione non piacevole da cui bisogna uscire: "Subiamo ciò che abbiamo ereditato - dice sulla crescita zero che si va registrando -. Le politiche del consenso dei governi dall'80 al '92 ci hanno portato a un debito moltiplicato per otto e oggi nel mondo siamo terzi, dopo Usa e Giappone". Di qui la necessità di rivedere le cose, con la speranza di non dover fare i conti con un innalzamento degli interessi di Bot e Cct, visto il perdurare della crisi. Spendere meno, insomma: con la riforma federale, in primo luogo: "Servirà - assicura - a cambiare la struttura del Paese e a rendere più controllabili le spese dello Stato da parte dei cittadini. Ridurre le spese - tiene a puntualizzare Berlusconi - per ridurre poi le imposte". E nella riduzione di spesa, il premier infila anche la revisione degli organici nella scuola, sulla cui riforma annuncia non solo il maestro unico - accompagnato però da docenti di lingua straniera e ginnastica - il voto in condotta e la divisa unica ("simbolo di eguaglianza"), ma anche l'intensificarsi del tempo pieno. Ciò non toglie che va ridotto comunque il numero degli insegnanti: nonostante la denatalità, le spese per il comparto sono aumentate in maniera vertiginosa, osserva. Occorrono tagli. Diversamente non si può reggere la concorrenza del resto della Ue e del mondo. Unione europea, cui dedica un piccolo ma significativo commento, annunciando che sarà varata una nuova legge elettorale "per difendere i nostri interessi" tra i 27. Complici i chiarimenti e le domande, Berlusconi è un fiume in piena: assicura che l'Alitalia su cui la sinistra ironizzava, è in mani sicure e non sarà possibile scalarla da parte di investitori esteri. Rileva come, nonostante le critiche, la legge Biagi sta ottenendo quanto ci si era prefisso, e che se in Spagna ormai il 33% dei contratti è flessibile, da noi si è al 12% con un 49 e passa per cento di precari che entro 18 mesi passano al contratto indeterminato. Certo, di lavoro ce n'è ancora tanto da fare. Ma "mattone dopo mattone" questo governo procede "e in maniera assolutamente armonica". Pure sulla riforma della giustizia dove occorre un "giudice terzo" rispetto agli avvocati di accusa e difesa. L'armonia regna sovrana nella coalizione, perché - e qui il presidente del Consiglio non rinuncia a una stilettata - "chi era fonte di contrasto nella nostra coalizione, ora non è più con noi...". Non manca, naturalmente, il capitolo esteri nella relazione di Berlusconi ai giovani di An: spiega che il suo atteggiamento morbido con la Russia per la crisi georgiana era dovuto non solo ai rischi per le forniture energetiche, ma anche al rischio di una nuova guerra fredda. Quanto al protocollo d'intesa con Gheddafi, Berlusconi annuncia che gli sfollati dalla Libia potranno finalmente farvi ritorno ("È previsto nel trattato") e di aver fatto presente al colonnello, che Italo Balbo là "fece cose egregie". "Gheddafi però - ha reso noto - ha replicato che Balbo fece opere pubbliche e caserme per i colonizzatori. E dunque non bastava". Il Tibet, infine. E Berlusconi: "Ne parlerò a Pechino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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E a Fiumicino ritardi e caos Restano a terra 40 aerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 9 E a Fiumicino ritardi e caos Restano a terra 40 aerei di Gian Maria De Francesco L'ultima manifestazione sindacale inciderà su un bilancio già disastrato. Le due vie del commissario Fantozzi: difficile transizione o tragico stop da Roma Circa quaranta voli cancellati e ritardi nelle partenze che superato l'ora e mezzo: sono i risultati delle assemblee del personale di Alitalia e Air One svoltasi ieri all'aeroporto di Fiumicino. Più che l'ennesima serie di disagi per gli incolpevoli passeggeri rimasti a terra peseranno i costi dell'agitazione sindacale. Che andranno ad aggiungersi a 1,2 miliardi di euro di debiti, un patrimonio netto negativo di 100 milioni e a perdite che entro fine mese dovrebbero raggiungere gli 800 milioni di euro. La trattativa di ieri al ministero del Lavoro che ha visto confrontarsi il governo, le organizzazioni dei lavoratori, Cai e il commissario straordinario assume un'importanza ancor più strategica. Al di là delle parole del ministro Sacconi ("o si chiude stanotte o mai più") il vero rischio è quello paventato da Augusto Fantozzi: la disdetta dei contratti e il fallimento di tutta la baracca. Ma che cosa succederà a seconda che si materializzi uno dei due scenari possibili? Il decollo. è la soluzione per la quale politica e imprenditori fanno il tifo. Anche se non sarà indolore garantirà all'Italia le permanenza di una grande compagnia di trasporto aereo. La firma dei sindacati ai contratti proposti dalla Cai guidata da Rocco Sabelli consentirebbe di avviare una transizione difficile, ma comunque ricca di prospettive. Il piano Fenice messo a punto da Intesa Sanpaolo prevede, oltre all'integrazione di Alitalia ed Air One, la sopravvivenza di oltre 60 rotte e l'utilizzo di circa 140 aeromobili. Gli esuberi finora ufficializzati sono 3.250 e le manifestazioni di interesse per il settore cargo e la manutenzione lasciano sperare anche per quella che Sacconi aveva definito la "zona grigia". Il passaggio. Attualmente Cai sta svolgendo una due diligence (una verifica puntuale) dei beni di Alitalia - aerei e personali - alle quali è interessata. Entro fine mese si dovrebbe giungere, grazie al lavoro degli advisor Intesa Sanpaolo e Boston Consulting, alla formulazione di un'offerta definitiva che potrebbe anche discostarsi dai 400 milioni debiti esclusi finora trapelati dalle indiscrezioni. Fino a quando la cessione non sarà formalizzata tutti i beni resteranno in capo all'azienda di via della Magliana, che continuerà a volare grazie alla proroga della licenza Enac valida fino al prossimo 2 marzo. Il commissario dovrà di volta in volta ottenere l'autorizzazione giudiziaria a eseguire i pagamenti necessari alla prosecuzione dell'attività. Con tutte le difficoltà del caso perché lo stato di insolvenza mette i creditori sul "chi vive" e Fantozzi deve cercare di dosare allo scopo le esigue risorse disponibili (la compagnia praticamente vive della vendita dei biglietti; ndr) per garantire anche gli hotel a hostess e piloti. La nuova Alitalia. Quando Cai acquisterà gli asset della vecchia Alitalia si sarà già dotata della capitalizzazione necessaria ad avviare il proprio piano. Da novembre, quindi, dovrebbe decollare la nuova compagnia. I circa 100 aerei che non saranno acquistati (in massima parte i vecchi Md 80 e Atr) saranno venduti ad altri acquirenti. E serviranno per rimborsare parzialmente i creditori della ex compagnia di bandiera. Il fallimento. Se i sindacati non dovessero accettare le condizioni contrattuali di Cai, al commissario Augusto Fantozzi non resterebbe che portare i libri in tribunale per chiedere la conversione dell'amministrazione straordinaria in fallimento. Alitalia farebbe la fine di Swissair. Successivamente si procederebbe alla nomina del curatore, alla formazione del comitato dei creditori per l'accertamento del passivo e alla liquidazione degli attivi, cioè aerei e altri beni immobili. I voli sarebbero immediatamente sospesi e i contratti disdettati. Gli oltre 11mila dipendenti sarebbero licenziati in tronco. La speranza di accedere a qualche ammortizzatore sociale sarebbe minima a differenza della prassi dell'amministrazione straordinaria che, in base alle modifiche disposte dal decreto del governo, tutela maggiormente le maestranze. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Lufthansa rilancia sui voli (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 9 Lufthansa rilancia sui voli di Redazione Lufthansa rafforza la sua presenza sull'aeroporto di Malpensa: da febbraio 2009 voli diretti per Barcellona, Bruxelles, Budapest, Bucarest, Madrid e Parigi, cui si aggiungeranno Londra e Lisbona con l'orario estivo. A Milano, annuncia il vicepresidente esecutivo del vettore tedesco Karl Ulrich Garnadt, "saranno creati ben 150 nuovi posti di lavoro". E Roberto Formigoni, governatore della Lombardia, ha affermato che "l'alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". Nel corso di una conferenza stampa dopo l'incontro con Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e socio della nuova Cai, rispondendo alla domanda su quale fosse l'alleato a cui faceva riferimento, Formigoni ha detto "qualcuno che ha già capito l'importanza di Malpensa", ricordando gli accordi già intercorsi tra la Sea e Lufthansa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La rivolta dei prof: non siamo alitalia - anna ferrarese (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Bologna Ripartono i corsi dell'Università Gli esami di riparazione hanno ritardato gli acquisti per molti ragazzi. "Al Pacinotti la lista diffusa solo oggi" La rivolta dei prof: non siamo Alitalia La Primo Levi torna a far lezione ai nonni e non solo Manifestazione cittadina per il tempo pieno il 26 settembre Assalto degli studenti a Melbookstore "Quattro ore in fila per libri troppo cari" Lo sconto trasformato in un buono per comprare altri volumi Tra le iniziative quella di presentarsi in classe col lutto al braccio ANNA FERRARESE RIPARTONO fra poche settimane le lezioni dell'Università Primo Levi, che da vent'anni offre una variegata offerta formativa alle persone in età da pensione. Una realtà culturale da 3300 iscritti all'anno, che per l'annata 2008/2009 ha in programma 184 corsi a Bologna e 99 nei comuni della provincia. Ce n'è veramente per tutti i gusti: dalle gettonatissime lezioni di storia dell'arte alle lingue straniere, dalla letteratura alla psicologia, dall'informatica alle scienze passando per i laboratori di scultura, musica e teatro. "Le nostre iniziative sono aperte a tutti - spiega la presidente Paola De Donato - anche a chi non ha un titolo di studio. L'importante è avere voglia di conoscere, di dar spazio ai propri interessi culturali, quelli che negli anni di lavoro spesso rimangono sopiti". Quella della Primo Levi, infatti, è un'attività che da sempre si prefigge di essere un'alternativa valida alla noia e allo sconforto che possono incombere con il tempo della pensione. "Tenere allenata la mente occupando qualche pomeriggio in compagnia è una risorsa importante contro depressione e isolamento", continua la De Donato, che aggiunge: "questo tipo di interventi culturali hanno ripercussioni anche a livello socio-sanitario", perché "se un anziano rimane attivo corre meno il rischio di ammalarsi o di cadere in depressione. Bisogna fare in modo che la terza età sia vissuta finalmente come una risorsa e non come una penalità". I costi sono ovviamente contenuti, pensati a misura del portafoglio di un pensionato in questi tempi di inflazione galoppante: per cicli di 8 lezioni da due ore, a seconda dell'attività, la spesa varia dai 60 ai 250 euro. Da quest'anno, però, c'è una novità anche per chi quei soldi proprio non li ha: i Quartieri sponsorizzeranno infatti la partecipazione gratuita degli abitanti che non possono permettersi la retta, ma desiderano fortemente partecipare alle lezioni. L'apporto dei Quartieri è poi fondamentale anche per la gestione degli spazi necessari alle attività: "Quest'anno il Comune è stato costretto a ridurre il finanziamento che normalmente ci dedicava - spiega la De Donato - ma ha compensato in maniera eccellente rafforzando il nostro legame con i Quartieri, che ci hanno regalato la possibilità di tenere le lezioni in tante bellissime sale consiliari". E proprio in collaborazione con i Rioni partiranno quest'inverno due progetti speciali a Casalecchio e Borgopanigale, indirizzati ad una fascia di popolazione scarsamente scolarizzata. Per iscriversi si può telefonare al numero 051/249868 o andare di persona alla sede di via Polese 22, che è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.

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Eleonora capelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina V - Bologna ELEONORA CAPELLI Insegnanti e genitori scendono in piazza a difesa del tempo pieno, contro il decreto che istituisce il maestro unico alle elementari, e si danno appuntamento per il 26 settembre alle 17.30 per una manifestazione cittadina. "Dobbiamo prepararci a una mobilitazione generale" dice Sandra Soster della Cgil a una platea di oltre 200 tra insegnanti e genitori che si erano autoconvocati ieri nel cortile delle scuole Guido Reni che hanno dato corpo all'Assemblea delle scuole di Bologna. "Perché questo è l'affondo totale sulla scuola pubblica, per i lavoratori un colpo come 15 vertenze Alitalia messe insieme" continua la sindacalista. L'annunciato "tsunami" sulla scuola, che parte dai tagli della finanziaria e si completa con il decreto per istituire la figura del maestro unico, colpendo duramente supplenti e precari della scuola che si ritroveranno lunedì in un sit-in davanti alla sede dell'ufficio scolastico provinciale, non lascia indifferenti i genitori. E bastata una prima "chiamata alle armi" via e-mail per riunire ieri in vicolo Bolognetti rappresentanti di dodici Istituti comprensivi, sei circoli didattici e cinque tra licei e scuole superiori di Bologna, oltre a rappresentanti di scuole di 14 paesi della provincia, minacciate dall'ipotesi di accorpamento degli istituti più piccoli. Al ritorno sui banchi, lunedì, i "contestatori" non si faranno trovare impreparati: i Cobas propongono un quarto d'ora di silenzio prima dell'inizio delle lezioni, alle scuole Longhena è stato adottato uno "sciopero dell'inglese", con le maestre che si rifiuteranno di insegnare la lingua straniera fino a che non verranno destinate apposite insegnanti. "Ci arriverà un ordine di servizio - annunciano battagliere - ma noi lo impugneremo". C'è chi propone ai colleghi di mettersi in malattia a turno un giorno ciascuno, oltre alle iniziative del lutto al braccio, degli adesivi da apporre sui grembiulini (consigliati dal neo-ministro), degli striscioni e dei volantini. C'è anche chi, come Bruno Moretto del Sabin chiede di "mettere una telecamera in classe per far vedere a tutti che non siamo pesi morti da tagliare". Il tutto tra i mille paradossi di una scuola costretta ai tagli e ai risparmi più rocamboleschi, raccontati dai professori. "La seconda lingua straniera alle scuole medie è stata ridotta a solo due ore la settimana, come si fa a imparare il tedesco così?", si chiede Grazia Tagliavini dell'I. C. 16, mentre il suo collega di educazione tecnica, Giuseppe Bazzocchi spiega il complesso calcolo attraverso il quale "gli alunni che hanno un insegnante di tecnica di ruolo fanno tre ore la settimana, quelli che hanno un precario solo due". C'è chi lamenta la richiesta di insegnare inglese agli insegnanti di sostegno, mentre il calendario delle proteste si infittisce sempre più. Si stava preparando un'accoglienza scoppiettante al ministro Maria Stella Gelmini, prevista in città per il 19 settembre, ma in serata è arrivato il contrordine: il ministro non verrà.

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Alitalia, si gioca l'ultima partita Sacconi: "Accordo ora o mai più" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 0 Alitalia, si gioca l'ultima partita Sacconi: "Accordo ora o mai più" di Redazione Lunga giornata al ministero del Lavoro sulla vertenza Alitalia in un clima molto teso. In serata vertice a Palazzo Chigi. Si susseguono trattative al oltranza, incontri e tavoli tecnici. Dipendente minaccia di darsi fuoco. Voli cancellati. L'ultimatum del ministro: "L'alternativa è il fallimento". Mercoledì l'esame del dl a Palazzo Madama Roma - Trattativa in salita per Alitalia, il confronto è serrato, duro tanto che in serata c'è stato un vertice a Palazzo Chigi nello studio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Alla riunione, che si è svolta mentre è in corso la trattativa a oltranza tra governo e sindacati, hanno preso parte il presidente della Cai Roberto Colaninno, il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, l'ad e il direttore generale di Intesa SanPaolo, Corrado Passera e Gaetano Micciché. A palazzo Chigi sonno giunti in serata anche i ministri del Welfare Maurizio Sacconi e delle Infrastrutture Altiero Matteoli. Fra tensioni e tavoli tecnici "Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta". Una lunghissima giornata di trattative, incontri e tavoli al ministero del Lavoro per trovare la quadra sulla vertenza Alitalia. Così se da una parte è partito il corteo di piloti e hostess, il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, e l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, hanno concluso le consultazioni con i rappresentanti sindacali di Alitalia. Partono nella sede del ministero del Lavoro in via Fornovo i tavoli tecnici sui contratti per le tre categorie. Sacconi avverte: "Il risultato è a portata di mano a condizione che tutti gli attori coinvolti si muovano con responsabilità e onestà intellettuale". Immediata la reazione dell'Anpac: "Il rischio che la situazione precipiti è alto". Il tavolo della trattativa Prosegue al ministero del Lavoro la trattativa a oltranza tra i sindacati e Cai, la società che si è offerta di rilevare le attività ancora redditizie della commissariata Alitalia, mentre alcune decine di voli sono stati cancellati per le assemblee dei lavoratori. Il commissario Fantozzi e il ministro Sacconi avevano indicato la mezzanotte di oggi come il termine ultimo per il raggiungimento di un accordo ma stamattina il commissario ha detto che l'accordo deve essere raggiunto entro domani. L'alternativa all'intesa è la disdetta dei contratti, ha detto ancora Fantozzi. Mentre i sindacati sembrano aver accolto il piano industriale che prevede la riduzione degli addetti - tra esuberi ed esternalizzazioni a 11.200 da 17.500 - sono ancora forti le resistenze sulla proposta di nuovi contratti avanzata da Cai. La novità della mattinata riguarda la disponibilità di Cai a entrare con una partecipazione nelle società di Alitalia che gestiscono la manutenzione pesante e il cargo e che sono destinate a uscire dal perimetro della nuova compagnia. Per il resto Sabelli ha confermato che il piano di salvataggio e rilancio della Nuova Alitalia non deve essere cambiato perchè punta ad aumentare il trasporto di passeggeri e a fare più ricavi. "La cosa è seria, ci sono problemi ma sono sereno", aveva detto stamattina lo stesso Sabelli alla ripresa del negoziato. Ma Stefano de Carlo, dei piloti Anpac, ha dichiarato che "il rischio che la situazione precipiti è alto". "Le risposte che abbiamo ottenuto non sono soddisfacenti perchè non ci sono cambiamenti su flotta e collegamenti", ha dichiarato. Nel tardo pomeriggio, Sacconi, lasciando il ministero ha detto che è "difficile dire" se la parte più complicata del negoziato riguardi il piano industriale o i contratti. "E' una somma di cose", ha dichiarato ai giornalisti. Tempi non imminenti per il partner straniero Fuori dall'aeroporto di Fiumicino il traffico è stato bloccato dalle proteste dei lavoratori e 50 voli sono stati concellati per il sorgere di assemblee spontanee dei lavoratori. Anche fuori dal ministero si sono visti circa 200 manifestanti, alcuni dei quali con cappi al collo per esprimere tutta l'irritazione verso i tagli del piano Cai. Il negoziato in questo momento è diviso tra tre tavoli - piloti, assistenti di volo e personale di terra - che in serata dovrebbero riunirsi. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che la maggioranza della Nuova Alitalia resterà in mani italiane e che una compagnia straniera potrà entrare solo con una quota di minoranza. I soci italiani della Cai sono tenuti per statuto a non rivendere la propria quota per i prossimi cinque anni ma come ha spiegato ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti questo divieto può essere modificato con il consenso del 66% dei voti. Molti osservatori ritengono inevitabile un accordo industriale con un grande vettore europeo anche se i tempi potrebbero non essere imminenti. Tra i candidati più accreditati di far parte della compagine azionaria di Cai c'è Air France che ha detto di essere interessata a rilevare una quota se sarà redditizia. Altro nome spesso indicato tra i possibili azionisti è quello della Lufthansa, per cui propende il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Le azioni Alitalia sono state sospese in Borsa dallo scorso giugno quando la compagnia capitalizzava 617 milioni di euro. L'ultimatum di Sacconi "O questa notte o mai più. Purtroppo questa è l'ultima possibilità, non ce né una seconda. Non c'è la possibilità di un secondo appello", ha commentato Sacconi all'apertura dei tavoli tecnici. "Domani mattina - ha aggiunto il ministro - quando si apriranno gli uffici, il commissario straordinario Augusto Fantozzi deve avviare con rapidità atti che si fondano sulla presenza o meno dell'accordo e quindi dell'offerta". Interrogato su quanto sia il suo ottimismo per una conclusione positiva del confronto, il ministro ha risposto di essere "ottimista per definizione perchè voglio pensare - ha aggiunto - che nessuno voglia il fallimento. Questo mi porta ad avere fiducia nella ragionevolezza di tutti i soggetti. L'alternativa è il fallimento". Sabelli conferma la validità del piano Sabelli conferma la validità del piano Alitalia presentato ai sindacati. Nel suo intervento al tavolo di confronto al ministero del Lavoro, Sabelli ha parlato di "un piano di crescita che mira a trasportare più passeggeri e più ricavi" osservando che "dal confronto sono emersi due nodi", il network e la flotta. "Sul mercato domestico c'è necessità di maggior presidio delle rotte fondamentali con AirOne", ha spiegato Sabelli sottolineando la possibilità di "migliorare i piani anche per non lasciare spazi a competitor". Tuttavia, Cai non intende acquisire manutenzione pesante e cargo di Alitalia ma prevede una partecipazione azionaria delle due attività che andrebbero in outsourcing. Non solo. Sul nodo relativo al cargo, la Cai sarebbe disponibile a partecipare con una quota alla joint venture di operatori specializzati nel settore, che rilevino le attività cargo e le gestiscano con criteri di mercato. Bonanni fischiato dai lavoratori Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato pesantemente fischiato da un gruppo di lavoratori di Alitalia che si sono riuniti stamattina presso la sede del ministero. All'arrivo di Bonanni i lavoratori lo hanno accolto fischiando e urlando: "Vergogna non devi firmare". I dipendenti espongono locandine funerarie in cui si legge che "l'11 settembre Alitalia è dolorosamente deceduta. Ne danno il triste annuncio i lavoratori di terra e di aria". Altri hanno al collo delle corde legate come un cappio con locandine dove è scritto: "Questa è la cordata italiana". Dipendente minaccia di darsi fuoco Momenti di paura in serata in via Fornovo, all'angolo con via delle Milizie a Roma dove, durante un presidio di lavoratori dell'Alitalia, uno dei manifestanti ha minacciato di darsi fuoco. L'uomo è stato convinto dopo poco a desistere. Sul posto sono intervenute due unità del 118 e le forze dell' ordine che dopo alcuni minuti di tensione - l'uomo teneva in mano una bottiglia piena di liquido infiammabile e nell'altra un accendino - hanno calmato il manifestante che ha consegnato la bottiglia il cui liquido aveva minacciato di rovesciarsi addosso. L'iter parlamentare Le commissioni riunite Lavori pubblici e Industria di Palazzo Madama avvieranno mercoledì prossimo l'esame del decreto legge su Alitalia che modifica la legge Marzano sulle grandi aziende in crisi. I lavori saranno aperti dalle relazioni dei senatori Angelo Maria Cicolani (Pdl) per la commissione Lavori pubblici e Antonio Paravia (Pdl) per la commissione Industria. Gli uffici di presidenza delle due commissioni si riuniranno alle 10, prima dell'inizio dei lavori, per decidere il calendario delle audizioni. Il presidente della commissione Industria e Trasporti, Cesare Cursi ha detto che "data l'importanza della materia trattata sarà data la massima attenzione al susseguirsi dei lavori, che prevedono l'audizione del governo, delle parti sociali e del Commissario dell'Alitalia". "Il tutto - sottolinea Cursi - per giungere all'appravozione del testo normativo nel minor tempo possibile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Vicenda Alitalia, la parola ai lettori (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 0 Vicenda Alitalia, la parola ai lettori di Redazione Abbiamo scelto 5 commenti, fra i molti arrivati in redazione, e li abbiamo pubblicati. Vi invitiamo ad aprire un dibattito, commentate gli articoli sul caso Alitalia Abbiamo scelto cinque commenti, fra i molti arrivati sul sito sul caso Alitalia, e li abbiamo pubblicati perchè rappresentativi tra quelli che i nostri lettori ci inviano. Abbiamo deciso di pubblicarli per rilanciare e ampliare la discussione secondo il vostro punto di vista. Vi invitiamo ad aprire un dibattito fra di voi partendo proprio da questi spunti, per far sentire la vostra voce. La politica l'ha distrutta, ora devono farla fallire Giorgio giappo L'Alitalia è in queste condizioni per colpa della clase politica che negli ultimi 20 anni destra e sinistra l'hanno usata come bacino di voti e raccomandazioni. La cosa buffa e non credibile è che adesso gli stessi politici dovrebbero farla risorgere. Abbiate almeno il coraggio di farla fallire e vedere se la nuova cordata ha le capacità, i soldi e gli agganci internazionali per ripartire (cosa molto dubbia). I sindacati sapevano pietro1951 Dopo anni di privilegi, voti di scambio, raccomandazioni ecc., ora sono giunti al "Bere o affogare"; era sicuramente prevedibile! Mi fa meraviglia che ci sia chi si scandalizza. I sindacati ben sapevano che la macchina non poteva reggere e che era imminente e necessario un ridimensionamento. Tutti a casa. Ma non a spese nostre! Alessandro Cardelli Bene. Ci siamo. Adesso questi "lavoratori" non vogliono salvare la Compagnia di bandiera? Perfetto, tutti a casa ma non a spese nostre! A fine mese dovranno spiegare alle loro famiglie che non hanno più lo stipendio per una questione di principio. Meglio fallire che accettare dei sacrifici (trattasi di privilegi...) per salvare più posti di lavoro possibili. Io penso che quei quattro sfigati che urlavano improperi ai sindacalisti davanti al Min del Lavoro non avevano nulla a che fare con Alitalia. Non credo che ci siano lavoratori - anche sindacalizzati - così cretini e masochisti. Mi auguro che queste persone vengano identificate e, in caso di fallimento Alitalia, non percepiscano un Euro di aiuto. Si arrangino! A suo tempo i lavoratori VW in Germania rinunciarono al 10% di stipendio per ridurre i licenziamenti e aumentarono le ore di lavoro..Da noi cosa sarebbe successo!!?? Piloti e assistenti di volo se ne trovano a iosa sul mercato europeo.. rifondiamo una Compagnia seria Priorità: impedire il fallimento foscy Se Alitalia fallisce i costi per la comunità Italiana anzichè 1 miliardo minimo quintuplicano in quanto il valore commerciale si deprezza del 50%. Esperienza insegna che prima di far fallire le Aziende onde evitare traumi al personale di lavoro, si crerca sempre soluzioni alternative: Vendita a nuovi acquirenti, amministrazione controllata, ristrutturazioni, ecc.....Il fallimento è una disgrazia per tutti. Nessun aiuto, mettiamo tutto all'asta mab I sindacati Alitalia vogliono il fallimento per non perdere i loro privilegi? Falliscano pure, non sarò certo io a piangere! Mettiamo all'asta aerei, slot, tratte e strutture tecniche: incassiamo i soldi e mettiamoci una pietra definitiva sopra! Il mercato italiano è troppo appetibile perché rimanga senza voli… Ovviamente, nessun aiuto speciale al personale salvo quanto già previsto dalla legge per tutti i lavoratori. Berlusconi non ha da temere, gli italiani capiranno che non è colpa sua. Leggi tutti i commenti su Alitalia © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Raffaele lorusso (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

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Pagina II - Bari RAFFAELE LORUSSO Il riassetto di Alitalia-Air One potrebbe portare a una riduzione dei voli per Roma e Milano. Non c'è niente di definito, ma una simulazione operata da Aeroporti di Puglia ipotizza un taglio dei collegamenti. Quelli da Bari a Milano Linate, per esempio, passerebbero da 7 a 6; quelli per Roma, da 10 a 6; mentre resterebbero invariati quelli per Milano Malpensa. Qualche problema potrebbe esserci anche per le tratte attualmente operate da Air One (per esempio, Bologna e Torino), ma in questo caso, con la liberazione degli slot, si potrebbe rimediare facilmente con altre compagnie. "è possibile che i voli in sovrapposizione fra Alitalia e Air One siano razionalizzati", spiegano l'assessore regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, e l'amministratore di Aeroporti di Puglia, Domenico Di Paola. Se la riduzione dei voli rimane però un'ipotesi, la certezza è che, con la nascita della Compagnia aerea italiana (la nuova Alitalia), ci sarà un aumento delle tariffe. Loizzo e Di Paola discutono degli assetti prossimi venturi del trasporto aereo nel forum organizzato da Confidustria Bari. Coordinata da Alessandro Laterza, presidente degli industriali della Provincia di Bari, l'iniziativa consente all'assessore ai Trasporti e all'amministratore della società di gestione degli aeroporti pugliesi di confrontarsi con imprenditori (Lorenzo Di Fronzo) e rappresentanti di associazioni di categoria (Natale Mariella di Confcooperative), e istituzioni, come il presidente della Fiera del Levante, Cosimo Lacirignola, docenti universitari e ricercatori (Angela Bergantino e Angela Sansonetti) e giornalisti. "Il nostro obiettivo - spiega Alessandro Laterza - è individuare posizioni negoziali e soluzioni tecniche per rispondere ad un'eventuale riduzione dei collegamenti, conseguente al riassetto Alitalia-Air One, e soprattutto al prevedibile aumento delle tariffe e ad una peggiore dislocazione degli orari dei voli, rispetto alle esigenze dell'utenza d'affari". Il presidente degli industriali di Terra di Bari non entra nel merito dell'operazione di salvataggio di Alitalia ("non è compito di un'organizzazione territoriale", spiega), ma sottolinea la necessità di agire per salvaguardare la mobilità locale", anche attraverso accordi con altri aeroporti e con compagnie diverse da Alitalia. Da questo punto di vista, l'assessore Loizzo assicura che la questione trasporti rimane al primo posto nell'agenda del governo regionale. Fermo restando, come sottolinea la professoressa Bergantino, che Trenitalia e Alitalia non rendono servizi efficienti alla Puglia, il governo guidato da Nichi Vendola continua la propria politica di miglioramento delle infrastrutture. Loizzo annuncia l'avvio dei lavori per l'allungamento fino a 3,2 chilometri della pista dell'aeroporto di Bari-Palese ("vogliamo che sia pronta entro il 15 gennaio", incalza Di Paola) e per il passante ferroviario dell'aeroporto di Bari, che potrebbe essere operativo a dicembre 2009. Nello stesso tempo, assicura l'assessore, la Regione sta già lavorando per realizzare il collegamento ferroviario con l'aeroporto di Brindisi e per ottenere dal ministero l'autorizzazione a declassare lo scalo salentino da aeroporto militare ad aeroporto civile. Per il sistema aeroportuale pugliese - un unicum a livello nazionale perché si tratta di quattro scali gestiti da una sola società - l'ingegner Di Paola ha le idee chiare. Brindisi diventerà lo scalo dei voli low cost (prosegue la trattativa per realizzare la base di Ryanair); Grottaglie resterà al servizio dell'industria aeronautica e Bari diventerà uno scalo internazionale rivolto soprattutto all'utenza business. Da questo punto di vista, si sta studiando attentamente la proposta della compagnia statunitense SkyOne di realizzare proprio nel capoluogo pugliese un hub per voli business internazionali e intercontinentali per New York, Miami e Pechino. In questo sistema rientrerà anche lo scalo di Foggia, che sarà aeroporto regionale. Per il momento, però, è indispensabile ridurre l'impatto negativo del dopo-Alitalia. Loizzo e Di Paola non si oppongono alla creazione di una compagnia regionale, con capitale interamente privato, ma non la considerano un'opzione decisiva.

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"a rischio cinque voli alitalia" - francesca savino (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Bari I disagi La protesta L'effetto della paralisi di Fiumicino tocca anche la Puglia Trasporti, il Pd scende in piazza A Lecce un presidio alla stazione "A rischio cinque voli Alitalia" La crisi colpisce Bari 300 passeggeri a terra Una simulazione di Ap. Gli industriali: le tariffe aumenteranno Ieri mattina confronto sulla crisi: invariata solo la linea con Malpensa FRANCESCA SAVINO Da Roma il caos Alitalia paralizza anche Bari. Tre gli aerei della compagnia di bandiera diretti nella Capitale che non sono mai decollati ieri dall'aeroporto Karol Wojtyla, e che si sono aggiunti ai due voli cancellati a Bari per altre cause nel corso della giornata. Trecento i passeggeri rimasti a terra dal primo pomeriggio e costretti a lunghe code per cercare di partire con un altro dei voli diretti a Fiumicino. Un centinaio di loro riuscirà nelle ore successive a imbarcarsi con AirOne, con inevitabili ritardi nelle partenze, mentre altri cinquanta decolleranno alle 20,35 con l'unico volo dell'Alitalia che da Bari raggiungerà la capitale in serata. Disagi, ritardi e cancellazioni nelle stesse ore in cui al ministero del Welfare si riuniva il tavolo del personale di terra di Alitalia per cercare una via d'uscita alla difficile vertenza. Sono le 15,10 quando il volo per Fiumicino della compagnia di bandiera viene annullato, ufficialmente per motivi tecnici, lasciando a terra circa 90 passeggeri; nelle ore successive saranno cancellati altri due voli dell'Alitalia diretti nella Capitale. Un altro aereo il cui arrivo da Roma era programmato alle 18,35 non è mai decollato da Fiumicino: era lo stesso velivolo che sarebbe ripartito da Bari per Roma alle 19,05 ma non ha mai raggiunto la Puglia. Cancellato anche il volo per Fiumicino delle 22,20, il penultimo dei 46 aerei che ieri dovevano decollare da Bari. In realtà le partenze sono state 41: oltre ai tre collegamenti cancellati da Alitalia sono saltati anche altri due aerei, un charter per Lampedusa e un collegamento con Bucarest della MyAir.com. "Sono due situazioni che non hanno nulla a che vedere con il disagio che si è creato per Alitalia", specificano dalla Seap aeroporti di Puglia. "L'impatto sui viaggiatori è stato comunque ridotto al minimo grazie alla ripartizione dei passeggeri rimasti a terra su altri voli". In cinque ore l'aeroporto ha dovuto comunque reggere l'impatto di 300 persone con un biglietto per Roma ma senza un aereo che le portasse nella capitale: fra proteste, incredulità e lamentele solo un terzo di loro è riuscito alla fine a imbarcarsi. Nelle lunghe code in biglietteria, qualcuno ha anche avvertito un lieve malore rimasto comunque senza conseguenze. I ritardi, iniziati con il volo per Fiumicino delle 11,15 decollato 40 minuti dopo l'ora prevista e proseguiti per tutta la giornata, sono sembrati ai passeggeri Alitalia il minore dei mali.

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Roma-milano, viaggio senza rete restano muti cellulari e computer - (segue dalla prima pagina) cinzia sasso (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Cronaca Roma-Milano, viaggio senza rete restano muti cellulari e computer E Trenitalia ora minaccia: "I ripetitori li mettiamo noi" Tim spiega che i ripetitori sono su tutta la rete stradale, ma c'è ancora carenza I pendolari del business cercano di lavorare, ma saltano voci e collegamenti (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CINZIA SASSO Ora che il tempo è sempre più prezioso, e oggi che la tecnologia lo permette, quello dei trasferimenti è tempo produttivo. O meglio: dovrebbe esserlo. Perché un viaggio attraverso il Paese, da una capitale all'altra, sul treno oppure in macchina lungo l'autostrada del sole, si conclude con un bilancio in rosso. è come se a metà l'Italia si spezzasse e un buco nero inghiottisse soprattutto la zona di Firenze, interrompendo le comunicazioni. Sei al telefono, e salta la linea. Stai leggendo la posta e sparisce il segnale. Già a Orte il colpo d'occhio è impressionante: i tavolini sono ingombri di tutto: auricolari infilati all'orecchio, spine dei computer portatili allacciate alle prese, chiavette infilate nelle porte Usb, schede di connessione Internet a dimora. Basterebbe che, come accade ad esempio negli aeroporti europei, o addirittura nel metrò di Milano, ci fosse anche la linea e lavorare sarebbe facile, non solo possibile. Ma qui è un'altra musica. Sulla direttrice Roma - Milano, la tratta più frequentata dai pendolari del business, la connessione, perfino quella in voce, è una chimera. Anna Puccio, consigliere di amministrazione, dotata di tutte le diavolerie tecnologiche, ha accumulato 64 messaggi da scaricare. Francesco Bisilli, che è un consulente di Banca Intesa e che gira l'Italia continuamente, lo dice semplicemente: "è tutto difficoltoso: cominci a lavorare ma in qualsiasi momento può scomparire il segnale. Stai parlando con un cliente e quello scompare". è a Firenze Statuto, poco più a sud della città, che comincia il black out: le conversazioni restano appese sul nulla, mille voci, allenate dall'esperienza, ripetono "sono sul treno, guarda che può cadere la linea". I tecnici spiegano che il problema è il numero insufficiente di stazioni radiomobili, in una zona difficile dal punto di vista orografico. Lo stop and go prosegue praticamente fin verso Bologna: non è un isolamento completo, nelle gallerie, ad esempio, a parte quella di Calenzano, lalinea resiste, ma è un va e vieni che non permette di cominciare e finire qualcosa. E non è un'impressione: da Vodafone spiegano che la copertura della zona appenninica assicura "il passaggio" della voce, non dei dati, e che però nelle gallerie gli operatori telefonici non possono installare nessun impianto, compito che spetta alle Ferrovie. L'esatto contrario di quanto afferma Trenitalia: "Il problema è che mancano i ripetitori all'imbocco delle gallerie, che devono essere installati dalle compagnie". Tanto che l'ad Mario Moretti, aggiunge minaccioso: "Ai loro amministratori ho detto che se non lo fanno loro, mi ci metterò io, a fare un'impresa di telefonia". Accade sul treno, ma accade anche lungo l'autostrada. La zona rossa è sempre la stessa, con Firenze Certosa che in questo periodo ha gli impianti completamente spenti a causa dei lavori. Da Tim assicurano che i ripetitori sono in funzione su tutta la rete, ma che la costruzione della terza corsia crea delle notevoli difficoltà nella zona tra Barberino e Incisa. Guarda con speranza al futuro: "Abbiamo fatto un accordo con la società Autostrade e nei prossimi anni investiremo cifre rilevanti nella messa a punto perfetta della rete". Presto, si spera; perché le proteste, anche se non trovano mai l'indirizzo giusto, arrivano numerose. "Noi - risponde l'ingegner Lorenzo Lopresti della Società Autostrade - possiamo solo inoltrare i reclami alle compagnie telefoniche. Si tratta di servizi che gestiscono loro, e solo loro possono rispondere dei disservizi". Per spiegare quanto per il traffico sia cruciale lo sviluppo ottimale delle connessioni, Autostrade ha concesso a Linkem, l'internet provider che ha messo il wi-fi per Alitalia all'aeroporto di Londra Heathrow, di avviare in via sperimentale in venti stazioni di servizio i collegamenti senza fili a pagamento (e però, nell'area di San Martino, non è stato possibile avviare alcuna connessione). Ma se sul Parigi-Bruxelles ci si connette davvero come se si fosse davanti al proprio pc, sull'Eurostar 9430 la rivoluzione di Internet e perfino quella del Gsm (le linee telefoniche mobili) deve ancora compiersi. Beatrice Campani, giornalista tv, quando scende a Milano con 55 minuti di ritardo è semplicemente rassegnata: "A internet in viaggio ormai io ho rinunciato. Mi accontenterei che il treno arrivasse in orario".

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Acquirenti per cargo e manutenzione (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Acquirenti per cargo e manutenzione Dalle offerte spiraglio per 2000 lavoratori. Ma il futuro di Alitalia si gioca su flotta e salari La trattativa Restrizioni su permessi, riposi, turni e modalità di spostamento verso gli aeroporti In bilico i 700 dipendenti che Sacconi ha definito "zona grigia" ROMA - Sei nodi cruciali per risollevare la compagnia. Passato e futuro di Alitalia dipendono dal tenue dialogo avviato da sindacati e Compagnia aerea italiana su contratti e retribuzioni, flotta, manutenzione, merci e call center. Le novità dell'ultima ora riguardano le manifestazioni di interesse per il cargo e per le manutenzioni, due schiarite nella difficile vertenza che potrebbero salvare 2.050 posti di lavoro. Tra i temi sul tavolo no-stop della trattativa finale c'è sicuramente quello del taglio alle retribuzioni. Cai ha proposto una riduzione media del 25% degli stipendi e maggiore produttività rispetto ad oggi. Sindacati e associazioni professionali dei naviganti propongono, invece, di partire dalle condizioni esistenti. Nelle ultime ore la distanza tra le parti si è assottigliata e la sforbiciata alle retribuzioni sarebbe rientrata in cambio di sacrifici sul fronte della produttività e dei riposi goduti. I tagli agli stipendi vengono rifiutati dai lavoratori di terra dove le retribuzioni sono di gran lunga inferiori alla media e oscillano tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese. Una riduzione del 25% (fino a scendere a quota 750-1.100 euro) sarebbe difficilmente sopportabile. Il contratto per la nuova compagnia aerea conterrà tre capitoli separati per piloti, assistenti di volo e personale di terra. All'interno del documento su cui si è lavorato a lungo ci sono alcune restrizioni sui permessi, i riposi, i turni e le modalità di spostamento verso gli scali di partenza o verso il domicilio di hostess e piloti. Potrebbero quindi saltare i pulmini che prelevano e riportano a casa il personale navigante. Qualche apertura arriva invece sul fronte del cargo, al primo posto tra le priorità dei comandanti. Nel merci di Alitalia lavorano 450 dipendenti, di cui 140 i piloti. Il commissario Augusto Fantozzi ha comunicato di avere ricevuto una manifestazione di interesse da parte di Aviation-Management consulting Gmbh & Co. Kg per l'intero pacchetto azioni Atitech e tutta la struttura Alitalia per la manutenzione pesante. La società offerente ha sede in Germania ed opera in Uzbekistan, Polonia. "Amc" è presente anche in Italia: sede a Gallarate e siti di manutenzione negli scali di Malpensa, Bergamo, Verona e Napoli. Sempre ieri Alis-Aerolinee Italiane e Miro Radici Finance, hanno presentato una manifestazione di interesse per Alitalia Cargo. Intesa-Sanpaolo, ha di recente rilevato il 33% del gruppo Alis, di Alcide Leali. Un ingresso che di fatto sancisce l'interesse dell'istituto nel settore merci e quindi nell'operazione cargo per Alitalia. Il fallimento o il successo della vertenza dipendono però dalla questione flotta. Il numero degli aerei indicato da Cai (da un iniziale 138 fino a 153 velivoli a regime) è giudicato dai sindacati come "insufficiente". Cai, in serata, avrebbe messo sul piatto 5 aerei di medio raggio in più (Embraer) e un paio di Boeing 767 di lungo raggio. Da sciogliere infine, il nodo dei 700 tra amministrativi e addetti al call center che il ministro Maurizio Sacconi definisce "zona grigia". (lu.ci.).

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"nuova swissair, per i piloti -35% di paga" - franco zantonelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Gli stipendi Il caso Sette anni fa il crollo della compagnia elvetica, poi la rinascita. Il comandante Paolo Corti: prendiamo meno dei colleghi delle low cost "Nuova Swissair, per i piloti -35% di paga" Un neoassunto prende meno di 40mila euro l'anno Un comandante anziano 120mila FRANCO ZANTONELLI LUGANO - Paolo Corti, comandante di voli a lungo raggio della Swiss, è appena rientrato da Delhi, ma la vicenda Alitalia l'ha seguita anche in India, tanto gli ricorda una storia già vista. Fino all'autunno del 2.001 Corti apparteneva alla casta dei piloti Swissair, tra i meglio pagati al mondo. Poi, a inizio ottobre di 7 anni fa, ci fu la messa a terra della compagnia di bandiera elvetica, i cui aerei rimasero bloccati negli aeroporti di mezzo mondo, perché non c'erano più nemmeno i soldi per pagare il kerosene. Oggi Paolo Corti, che nel frattempo si è visto sensibilmente ridurre lo stipendio, vola su una compagnia solida, la Swiss, nata sulle ceneri di Swissair, ma che di svizzero sostanzialmente ha solo la bandiera del timone di coda. Cosa pensa del piano di salvataggio di Alitalia, così osteggiato dai suoi colleghi italiani? "Mi sembra un piano concreto. Il problema che non mi sembra sia stato risolto è cosa fare delle attività non redditizie e del personale che ci lavora". La dura opposizione dei piloti la capisce? "In parte è comprensibile, la domanda di piloti, a livello mondiale, è in calo, e vi sono parecchie compagnie che stanno riducendo le loro flotte. Di conseguenza vi sono molti piloti sul mercato". Dopo la nascita di Swiss quale fu il trattamento che vi venne riservato? "Con la creazione della nuova compagnia, nel marzo 2002, per i piloti della ex-Swissair vi è stata una riduzione salariale di circa il 35%. Da allora i nostri stipendi salari non sono più cambiati. Un pilota appena assunto prende meno di 40mila euro l'anno. Un comandante con 28 anni di anzianità ne guadagna poco più di 120mila. Stipendi molto bassi, se paragonati a quelli delle altre grandi compagnie europee, comprese le low cost. Inoltre il numero dei piloti è stato notevolmente ridimensionato. Tra la fine del 2001 ed il 2003 siamo passati da poco più di 1.200 unità a circa 700 unità". Berlusconi non ha voluto cedere Alitalia ad Air France perché temeva venisse marginalizzata. Swiss ora appartiene a Lufthansa. E' stata marginalizzata? "L'appartenenza ad una grande alleanza aerea è, oggi, imperativa. Per Swiss la collaborazione con Lufthansa ha creato molte sinergie che hanno permesso di ridurre i costi e di espandere la propria presenza".

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La trattativa non c'è stata, accordo in alto mare (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ATTERRATI ALITALIA · Finto confronto ai tavoli, riunioni fino a tarda notte La trattativa non c'è stata, accordo in alto mare L'ultima giornata per "trovare un accordo" su Alitalia è arrivata a tarda sera senza vera trattativa sul merito (piano industriale, esuberi, contratti). Almeno ufficialmente. Compratori e sindacati fermi sulle proprie posizioni, mentre il ministro Sacconi lancia un altro ultimatum: "Ora o mai più". Presidio dei lavoratori al ministero del lavoro. Caos a Fiumicino Fr. Pi. ROMA "Esuberi", tabelle stipendiali in contrasto assoluto con i "privilegi" di cui si ciancia dappertutto, numeri buttati lì con nonchalance. Alla fine della fiera si sta parlando di oltre 21.000 persone (la maggior parte con famiglia al seguito) che attendono di conoscere il proprio destino; al momento nella mani disattente di alcuni ministri che non fanno mistero di voler azzerare il ruolo del sindacato, una cordata di "prenditori" avvezzi al business senza tanti rischi, nove sigle sindacali diverse per storia, cultura, interessi, autonomia politica e "deontologia professionale". Una folta delegazione di questi uomini e donne in carne e ossa ha deciso perciò di farsi vedere, ieri mattina, sotto la sede del ministero del lavoro, in via Flavia. Nessun "assedio", ma certo non l'hanno mandata a dire. Soprattutto a Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl (unico grande capo confederale presente), colpevole di aver preannunciato un sì all'accordo ancora prima di veder calate tutte le carte sul tavolo. La polizia si frappone, scortandolo dentro; e sembra la fotografia del distacco abissale che corre tra una certa idea della funzione sindacale e "la gente" che pretende di rappresentare. Cori beffardi a getto continuo: "uscite a mezzanotte" per ricordare che a quell'ora, o anche dopo, si concludono di solito gli accordi peggiori; "Divietri non firmare", indirizzato al segretario dell'Avia, piccola organizzazione professionale degli assistenti di volo; "non siamo spazzatura, non vogliamo fregatura", che non ha bisogno di traduzione. Hostess e steward, piloti, qualche tecnico informatico. Bella gente, figure eleganti anche senza ostentazione. E rabbia autentica, popolana, fuori dall' aplomb che indossano come una seconda pelle. Poi arrivano anche gli operai napoletani dell'Atitech e i fotografi si scatenano, la protesta rischia di diventare happening. Cappi intorno al collo (un omaggio alle virtù caritatevoli della "cordata italiana" accroccata da Berlusconi), mezzi spogliarelli per indicare cosa ne resterà del salario se dovesse essere accettata l'"offerta" della Compagnia aerea italiana (Cai). Dentro il ministero, intanto, c'è la prima pantomima della giornata. Rocco Sabelli, amministratore unico della Cai, parla solo del "piano industriale" - massacrato dalle critiche unanimi di tutti gli esperti del settore - per accennare a un vago "ripensamento" del numero degli aerei destinato al mercato interno e al regional (aerei piccoli, per brevi tratte, con pochi passeggeri). Niente di nuovo sulle rotte intercontinentali. Insomma: un aggravamento degli errori strategici, anche se nell'immediato potrebbe significare qualche "esubero" in meno. Poi stop. Il ministro Sacconi impone la sua personale agenda: ci si sposta in via Bissolati, dove - insieme a Sabelli - riceverà un sindacato alla volta. Chi ci è andato ne è uscito sconcertato: ancora chiacchiere sul piano ("verrà consegnato a breve un documento dell'azienda, in corso di preparazione") e nuovo rinvio al pomeriggio. quando le delegazioni si sono riviste - a via Fornovo - spezzettate su quattro tavoli differenti: uno per ogni categoria (piloti, assistenti di volo, personale di terra) e uno per discutere di ammortizzatori sociali. Gli assistenti di volo hanno atteso oltre le 20 di sera per vedere Sabelli (e dire che il ministro aveva imposto la mezzanotte come dead line !). Prima si era fermato a parlare brevemente al tavolo "di terra" (solo 15 minuti) e a quello dei piloti. A tutti ha ripetuto di voler discutere a partire dalla propria "proposta contrattuale", definita però "irricevibile" da tutti i suoi interlocutori. Sugli ammortizzatori sociali - con il governo, sui criteri della cig - ci si bloccava ben presto: nessuno sapeva dire né quanti né come sarebbero stati distribuiti gli "esuberi". Aggiornato alle 22. "Una sceneggiata mai vista", imprecavano diversi delegati. In pratica "non c'è nessuna trattativa". Chiaro l'esito, però: a una certa ora Sabelli e Sacconi diranno "questo è quanto", ovvero il progetto generale di Cai - piano, perimetro aziendale, "esuberi", contratti - senza troppi dettagli. E chiederanno un "accordo politico", più che sul merito. In teoria, se stamattina non ci sarà stato l'accordo, il commissario della bad company , Augusto Fantozzi, potrebbe avviare le procedure di mobilità. In teoria, perché questo significherebbe il blocco immediato di tutte le attività (già ieri limitate per le assemblee dei lavoratori a Fiumicino). Ma si esporrebbe anche a possibili conseguenze penali, intuibili dalle critiche mossegli da alcuni professori di diritto sul Corsera : se hai una compagnia ormai sgravata dai debiti. hai anche l'obbligo di verificare se c'è un compratore alternativo a Cai. Le ultime voci dai vari tavoli erano comunque molto pessimiste: dopo molti giorni tutti si ritrovavano al punto di partenza. Anche l'Anpac (i piloti) parlava di "situazione ad alto rischio". Altri presenti ai tavoli la sintetizzavano così: "o c'è già un accordo politico tra Colaninno, il governo e i sindacati chiave (Cgil, Cisl, Uil, più i piloti, ndr ), o casca tutto". Intanto un dipendente dell'Atitech si cospargeva di benzina, imponendo la sospensione dei tavoli per permettere ai lavoratori di "parlare con i sindacalisti". Vedremo stamattina se la finta trattativa è stata sceneggiata avendo già in tasca "le firme che contano", oppure se - ancora una volta - i corsari vestiti da imprenditori avranno fatto male i calcoli. Impantanando se stessi, il governo e - soprattutto - 21.500 famiglie. 21.000 Sono i dipendenti di Alitalia e quelli di AirOne. Gli esuberi previsti si aggirano sulle 3.250 unità, a cui si aggiungono 3.750 ricollocamenti. In tutto 7 mila persone fuori. Foto: /FOTO DI ATTILIO CRISTINI.

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Relazioni complici sulle ceneri dell'Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

COMMENTO Relazioni complici sulle ceneri dell'Alitalia Francesco Piccioni Nella folla di lavoratori spiccano i più spaesati tra tutti: i piloti. Stanno lì nelle loro divise impeccabili e con quell'aria da semidei; in Blade Runner sarebbero stati dei perfetti Nexus 6. Gli aerei non volano senza di loro, si sono sempre detti. E tanto bastava a stabilire un rapporto di forza dominante, che ha tenuto finora. Una "casta" che ha condiviso tutte le scelte degli ultimi 50 anni, fino al disastro. Ora si guardano intorno, stupiti dal trovarsi insieme al "volgo": steward e hostess, operai della manutenzione, ragazze del call center, informatici. Loro, abituati ad avere accesso libero al quinto piano della Magliana, a familiarizzare con i massimi dirigenti, a indicare quali aerei comprare o dismettere, a fare e disfare carriere interne, a distribuire e ricevere quei privilegi che poi il senso comune attribuiva a tutti i dipendenti della compagnia. Le tabelle stipendiali allegate alla "proposta contrattuale" della Compagnia aerea italiana li hanno precipitati nell'inferno dei salariati normali o quasi. Certo, molto meglio di un autista di autobus, ma il fatto che li si possa mettere a confronto è già di per sé un'offesa e una diminutio . Ma non si tratta solo di soldi. Nelle frenetiche consultazioni della nottata potranno pure venir fuori alcune centinaia di euro in più. Ma il loro status è finito per sempre. Non li stiamo compiangendo. Li osserviamo perché, meglio di altre figure professionali, ci mostrano il dato politico-sindacale sotteso in questa pseudo-trattativa sulla vendita di Alitalia, ma che nessuno vuole esplicitare. Un dato che si può così riassumere: non ci sarà più spazio per sindacati di professione, di base o autonomi che sia. Confindustria, che ha messo il suo marchio su questa vicenda impegnando il presidente Emma Marcegaglia all'interno di una cordata fatta soprattutto di costruttori edili (l'Expò di Milano 2015 avrà però bisogno di acciaio, oltre che di cemento), sta provando a fare di questa vicenda un format per le relazioni industriali future. Un format in cui l'impresa espone le sue intenzioni e ascolta le obiezioni del sindacato, ma poi procede secondo il suo progetto, senza nessuna "trattativa" vera. Un format cui ripugna la molteplicità delle rappresentanze dei lavoratori e pretende un interlocutore che si muova come un soggetto - più che unitario - possibilmente unico. Nella cultura del movimento operaio, l'unità è un valore forte, perché il singolo lavoratore è nulla davanti al padrone. Ma qui i ruoli sono rovesciati: l'impresa vuole trovarsi davanti una "rappresentazione" dei salariati, non una loro "rappresentanza". Qualcuno che apponga la firma sotto i contratti in loro nome, non su loro mandato. E in questa direzione va da tempo spingendo la "cislizzazione" del sindacato confederale (quattro soggetti diversi, al momento: Cgil, Cisl, Uil e Ugl), che ha sponsor diversi, bipartisan, ma comunque potenti. Sulle caratteristiche che dovrà avere questo "nuovo sindacato" una parola definitiva l'ha già pronunciata Maurizio Sacconi, ex dirigente - guarda caso - della Cisl e oggi ministro del welfare: un sindacato votato a "relazioni complici" (parole sue!) con l'impresa e il governo. Nel nome del supremo interesse del paese, ci mancherebbe. In fondo non è questo che hanno in mente le aziende, quando decidono di mettersi in un affare?.

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<Buffoni, non firmate> di Alessandro Calvi (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Buffoni, non firmate" di Alessandro Calvi "Vergogna, non devi firmare", hanno gridato quando in via Flavia è arrivato Raffaele Bonanni, leader della Cisl. E anche: "Buffoni". Qualcuno, più tardi, si è addirittura lanciato in un coro - "fallimento, fallimento" - che la dice tutta sull'umore che ieri mattina si respirava tra i lavoratori che si erano dati appuntamento sotto il ministero del Lavoro. Dentro il ministero, invece, stavano per accendersi i motori di una trattativa - quella tra governo, Cai e sindacati sul futuro della compagna di bandiera - il cui esito qualcuno fissava per la notte o per questa mattina. Nella serata di ieri, però, le parti erano ancora al lavoro per limare ciò che si poteva limare. Tra i punti sui quali si è concentrata l'attenzione di tutti, la scalabilità della compagnia e la gestione degli esuberi. Quello dei piloti è rimasto fino all'ultimo il nodo più complicato da sciogliere mentre ad Alitalia sarebbero giunte manifestazioni di interesse per la manutenzione pesante e l'attività di cargo. 3 12/09/2008.

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Atterrati (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Scontro finale per Alitalia. I lavoratori si sentono scaricati e assediano il ministero del lavoro, contro i tagli di personale, di salario, di diritti. Fischi per Bonanni. Proteste anche a Fiumicino: cancellati molti voli. Ma Sacconi minaccia: "O si chiude stanotte o mai più". Il "confronto" prosegue a oltranza PAGINA 4.

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Intervista col sindaco di bologna Cofferati: <Non capisco le critiche a Veltroni> (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue dalla prima intervista col sindaco di bologna Cofferati: "Non capisco le critiche a Veltroni" "Giusto andare in piazza, ma servono ragioni chiare" (segue dalla prima pagina) Quale? "La piazza è efficace solo se sono chiare le ragioni di contrarietà ai provvedimenti del governo, se sono chiare le nostre proposte alternative". E secondo lei quelle del Pd lo sono? "Tutti noi abbiamo tempo fino al 25 ottobre per formulare proposte che vadano al di là delle semplici parole d'ordine. Ripeto: da oggi in poi i temi economico-sociali, che nell'agenda dell'opposizione sono rimasti in secondo piano, dovranno avere maggiore visibilità rispetto a quella che hanno avuto finora. La situazione economica è molto peggiorata da quando è tornato il centrodestra al governo. Il tema dello sviluppo, o meglio del "mancato sviluppo", è decisivo per il Pd". Morale? "L'opposizione può e deve fare tante cose, anche diverse tra loro. I temi della giustizia sono molto importanti e per questo hanno avuto le luci della ribalta. Ora però è necessario che le questioni che riguardano i bisogni materiali delle persone tornino in primo piano. Senza dimenticare la giustizia, s'intende". Tornando al Pd: visto che la quiete (dopo la tempesta) è il momento migliore per tracciare un bilancio, lei che giudizio dà dell'operato di Veltroni? "Per me il Pd è la novità politica più interessante degli ultimi decenni. Walter ha fatto bene il suo lavoro e continua a lavorare bene nonostante le tante difficoltà. Sinceramente non capisco perché lo si voglia mettere in discussione". Dinamiche nazionali a parte, molti sindaci democrat sono stati o sono ancora bersaglio del fuoco amico. Chiamparino a Torino, lei a Bologna? "Da sindaco ho affrontato il tema della legalità seguendo le mie idee. Per questo sono stato e sono ancora bersagliato da critiche e attacchi. Non è un caso se, nel corso degli anni, la maggioranza che mi sostiene è cambiata". Il voto a Bologna sarà uno dei momenti chiave delle amministrative della prossima primavera. Teme che qualcuno, a sinistra, remerà contro la sua rielezione? "A essere sincero non vedo in giro questa vocazione autolesionista. A Bologna ci saranno le primarie del Pd: elaboriamo un programma comune e chiediamo alla gente chi è il più adatto a portarlo avanti. D'altronde, le primarie non possono trasformarsi in un congresso a mozioni contrapposte. Lo stesso deve valere per le primarie di coalizione che potrebbero aver luogo in un momento successivo. Il punto di partenza dev'essere sempre un programma condiviso". Dal Pd al governo. Come giudica, Cofferati, il varo della bozza sul federalismo fiscale? "Detto con sincerità, ho trovato molto bizzarra gran parte della discussione che c'è stata finora sul "dialogo o non dialogo" tra Pd e governo. Quando il testo del governo arriverà in Parlamento è logico che ci sarà un confronto tra maggioranza e opposizione. Una cosa è certa: il federalismo fiscale può rappresentare un'occasione unica per favorire lo sviluppo economico e migliorare il rapporto tra politica e cittadini. Ma se il governo usasse questa riforma solo per dinamiche interne alla maggioranza, allora il federalismo può anche diventare una soluzione peggiorativa per il nostro sistema economico. Per adesso, non posso valutare una bozza che non conosco. Ma allo stesso tempo devo rilevare che il governo è partito col piede sbagliato. Innanzitutto perché è impossibile scollegare questo tema da una discussione su welfare e servizi. E poi perché l'esecutivo ha fatto il suo esordio togliendo risorse ai comuni. Da sindaco, io non ho avuto ancora indietro quello che mi è stato tolto con l'Ici". Da ex segretario generale della Cgil, cosa pensa della nuova Alitalia e delle spaccature nel sindacato? "Una mia idea ce l'ho e la tengo per me. E sa perché? Perché il mio giudizio su tutta la vicenda rappresenterebbe un problema in più per chi sta conducendo la trattativa". Oggi (ieri, ndr) lei è ospite alla festa dei giovani di An. Che idea si è fatto del dibattito sul Ventennio e su Salò (ri)aperto da Alemanno e La Russa? "Concordo con l'intervento del capo dello Stato. Le cose che ho sentito dire da quei dirigenti di Alleanza nazionale, secondo me, sono profondamente sbagliate". Tommaso Labate 12/09/2008.

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Il ministro Sacconi: "Temo il peggio" I sindacati: "Difficoltà, ma si va avanti" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Il ministro del Lavoro è pessimista e sulla possibilità che l'amministratore straordinario di Alitalia, possa avviare subito le procedure per la mobilità, il ministro ha indicato che ''certamente'' lo fara' ''perché è tenuto a farlo''

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa NUOVA ALITALIA Il ministro Sacconi: "Temo il peggio" I sindacati: "Difficoltà, ma si va avanti" Il ministro del Lavoro è pessimista e sulla possibilità che l'amministratore straordinario di Alitalia, possa avviare subito le procedure per la mobilità, il ministro ha indicato che ''certamente'' lo fara' ''perché è tenuto a farlo'' Roma, 12 settembre 2008 - ''Le condizioni oggettive fanno temere il peggio'', dice il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, dopo la lunga mediazione nella notte con Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Quanto alla possibilita' che l'amministratore straordinario di Alitalia, possa avviare subito le procedure per la mobilita', il ministro ha indicato che ''certamente'' lo fara' ''perche' e' tenuto a farlo''. Nella trattativa sul salvataggio di Alitalia ci sono "difficoltà insormontabili", ma il confronto andrà avanti nelle prossime ore. Lo affermano Cgil, Cisl, Uil e Ugl al termine dell'incontro al ministero del Lavoro con il governo e la Cai. "Le insormontabili difficoltà che sta incontrando il confronto con la Cai - dicono i sindacati - ci costringono, per un estremo atto di responsabilità, a 'fermare' gli orologi e ad aggiornare la ripresa della trattativa nelle prossime ore e al manifestarsi di una significativa modifica delle condizioni d'assieme sinora emerse". Nella notte, ci sono stati contatti informali per cercare di riavvicinare le parti, ancora distanti sui punti critici del confronto: il contratto, il piano industriale e gli esuberi. In particolare, i piloti sono i più rigidi nel mantenere il no alle proposte della cordata italiana. Alle 3 di notte, così, il cuore della trattativa si è spostato in via Veneto, per un vertice straordinario tra il ministro del welfare Maurizio Sacconi e i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ieri sera, per rilanciare il negoziato già in forte difficoltà, c'è stato un incontro a Palazzo Chigi fra il governo, il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, e i vertici della Cai. Nonostante questo e i successivi contatti informali, non si è riusciti a superare l'impasse e in piena notte Sacconi, per tentare di sbloccare il confronto, ha convocato d'urgenza i segretari generali Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil), Renata Polverini (Ugl) e il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari. Una riunione, in cui era presente anche l'a.d. della Cai Rocco Sabelli, in cui i leader confederali hanno fatto una ulteriore controproposta alla Cai. In via Veneto non sono arrivati invece i rappresentanti di Sdl, Anpav e Avia, mentre i vertici di Anpac e Unione Piloti - dopo aver avuto contatti con Sacconi - hanno deciso di sospendere per la notte la partecipazione al confronto, restando fermi sulle loro posizioni.In tarda serata, si erano rincorse voci di possibili dimissioni di Sabelli, poi seccamente smentite dalla Cai. Quale futuro per Alitalia?La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Ecco, lo sapevo: è tutta colpa nostra![...] 5 volte Federer!23:34:17 - peccato siglomane che i Fatti ti smentiscano clamorosamente: nadal batte federer 9 volte su 10 sulla[...] 5 volte Federer!22:31:40 - ci sono squadre che vincono campionati di calcio di serie a perdendo magari entrambi gli scontri dir[...] 5 volte Federer!21:44:04 - @rafarulez Ciao, il trafiletto è riportato esattamente, ma estrapolato dal contesto non se ne compre[...] 5 volte Federer!21:43:29 - Ah, detto per inciso. In uno Slam SERIO, le semifinali si sarebbero giocate il venerdì. E in 3 set s[...] 5 volte Federer!20:58:16 - A me Gulbis non entusiasma, non so perchè riceva così tanti complimenti.. detto questo, non è neanch[...] Montecatini: arrivano i lettoni Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE' giusto multare i padroni dei cani che sporcano? Dì la tua LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec div>.

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Alitalia di Alessandro Calvi Roma in ostaggio per ore La contestazione a Bonanni (sezione: Alitalia 2)

( da "Riformista, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Segue alitalia di Alessandro Calvi Roma in ostaggio per ore La contestazione a Bonanni Non è stata una giornata facile, quella di ieri. Neppure per le centinaia di lavoratori - c'erano tutte o quasi le categorie della galassia Alitalia - che hanno seguito da vicino la trattativa. I protagonisti del confronto - i ministri Maurizio Sacconi e Altero Matteoli, l'ad della Cai Rocco Sabelli, il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi e i rappresentanti delle 9 sigle sindacali - avevano stabilito una tabella di marcia con un tavolo principale in via Flavia e a seguire - dopo incontri bilaterali ministri-sindacati - l'apertura di tavoli tecnici a via Fornovo: tre sul contratto per piloti, assistenti di volo e personale di terra, e uno su ammortizzatori sociali ed esuberi. In strada, però, le notizie che di tanto in tanto arrivavano finivano per aumentare il tasso di rabbia già piuttosto alto. Paolo Maras, nella segreteria nazionale per il trasporto aereo del Sdl, ad esempio, ha dovuto faticare non poco per convincere i suoi che il tavolo principale era ancora in via Flavia quando si era sparsa la notizia che i confederali erano già altrove. Poi i tavoli tecnici sono stati aperti, i manifestanti, scortati dalle forze dell'ordine, si sono spostati - in metropolitana - in via Fornovo. E qui sono iniziate altre ore di attesa. La voce più forte è stata quella dei napoletani di Atitech, quella dei romani si è sentita soprattutto a Fiumicino. Un'assemblea sindacale ha provocato disagi e la cancellazione di decine di voli mentre veniva bloccato il traffico alle partenze nazionali. Quando al ministero un megafono ha comunicato la notizia, è partito l'applauso. Intanto, la Cisl - dopo la contestazione della mattina - metteva in guardia contro chi dietro le quinte starebbe lavorando per far saltare la trattativa e il segretario del Prc Paolo Ferrero si faceva vedere in via Flavia per portare solidarietà ai lavoratori. Intorno, l'attesa di chi di Alitalia vive. Come Simone, stagionale al carico bagagli, che chiedeva "di sistemare anche i precari", o Luca, precario anche lui: "i lavoratori pagano per sprechi di anni di manager politici". Qualche anno in più di esperienza sulle spalle lo ha Umberto, assistente di volo. "Il contratto è irricevibile", dice, e non ne fa una questione di salario ma anche di condizioni di lavoro. Proprio come Lucilla. Raccontano di trasferte faticose, di soldi che se ne vanno in baby sitter e di figli che crescono vedendo i genitori un paio di sere a settimana. Il rischio, dicono, è di perdere anche questo. Poi c'è chi se la prende con la Lega ("Ci portano via i voli intercontinentali senza ragione e a Roma nessuno dice niente") e chi rimpiange Air France ("Sarebbero finiti i sindacati, i giochini della politica, e finivano di mangiarcisi vivi"). Giulia e Alberto da 20 anni sono assistenti di volo e li rivendicano con orgoglio. "Abbiamo 2 figli - raccontano - e, con due naviganti in casa, se non vogliamo che crescano senza vederci mai dobbiamo alternarci con i turni". Loro, quindi, non si vedono mai. Ieri erano in strada insieme. A rivendicare anche il diritto alla vita privata insieme a quello per un lavoro sicuro. 12/09/2008.

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Vertice tra Formigoni e Passera <Lufthansa rafforzerà Malpensa> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-12 num: - pag: 1 autore: di MAURIZIO GIANNATTASIO categoria: REDAZIONALE Vertenza Alitalia Vertice tra Formigoni e Passera "Lufthansa rafforzerà Malpensa" Vertice sugli aeroporti milanesi tra il governatore Roberto Formigoni e l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera. Formigoni ha suggerito il nome "dell'alleato internazionale più adatto per Alitalia": Lufthansa, compagnia "che farebbe collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". A quel punto si potrebbe ridimensionare Linate. A PAGINA 7.

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Blocco di ghiaccio da 10 chili cade dal cielo e sfonda un'auto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-12 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il giallo Il masso gelato si sarebbe staccato dalle ali di un jet in atterraggio a Linate Blocco di ghiaccio da 10 chili cade dal cielo e sfonda un'auto Paura in via Ripamonti. "Poteva uccidere un passante" L'episodio è avvenuto in una caserma della Guardia di finanza. I militari: "Prima un sibilo, poi un botto terribile" Del blocco di ghiaccio di dieci chili, una parte è rimasta sul cofano che aveva appena colpito, piegato, rovinato. L'altro pezzo è rimbalzato, ha superato un muro di cinta di tre metri e mezzo, è volato in diagonale per dieci metri e ha chiuso la corsa contro il muro della caserma. La caserma è del Pronto impiego della Guardia di finanza, in via Ramusio, tra le vie Ferrari e Ripamonti. Il cofano è dell'auto di un mili-tare, una Ford Focus acquistata due anni fa e parcheggiata all'esterno della struttura, che dista sei chilometri da Linate. Un'annotazione geografica, quest'ultima, fondamentale nella storia di ieri mattina, alle 11.30, che avrebbe potuto ammazzare. Vicino, vicinissimo alla Focus c'era un gruppo di finanzieri. "Prima un sibilo, poi un botto tremendo", hanno raccontato (incolumi). Il blocco, forse, s'è staccato da un aereo in fase di atterraggio. In particolare, si potrebbe essere staccato dai portelloni del carrello. Non vi sono certezze. Indizi? Zero. O quasi: i finanzieri, ai fini del risarcimento assicurativo per lo sfortunato collega, dicono che quel che è rimasto del blocco sta lì, in via Ramusio, ben conservato in freezer. In ogni modo, spiega Valerio Mascagna, fisico, che prendendo in esame il peso del meteoritino, ossia dieci chili, e ipotizzando un punto di partenza della discesa di 100 metri, i dieci chili possono raggiungere velocità prossime a 150 all'ora. Figurarsi da più in alto. E in alto di quanto, chi lo sa: di certo, dice un pilota del-l'Alitalia, considerata la distanza da Linate di sei chilometri, i metri d'altezza potrebbero essere stati anche 900. Prime ufficiose indagini parlano della "responsabilità" di un aereo arrivato dall'Est Europa, dai Balcani, che ieri mattina hanno vissuto ore di turbolenza, temporali, freddo e conseguente gelo ad altissima quota. Aggiunge Mascagna che, data per buona l'ipotesi, peraltro la più probabile, del blocco staccatosi dall'aereo, può capitare che a causa di correnti fredde a bassa quota, dunque in fase di atterraggio, sul velivolo rimangano blocchi di ghiaccio. Che, scendendo progressivamente, allentano la presa, traballano, volano giù. La spiegazione ci sta. E però, aggiunge il pilota dell'Alitalia, la presenza di ghiaccio è una possibilità non rara sugli aerei che scendono a Tokyo dopo aver attraversato la Siberia, ma non certo a Linate. Uno scalo per velivoli di media percorrenza, non con rotte su distanze siderali. Domanda: ma se aereo non è stato, siamo davanti a un "giallo "? Boh. I blocchi di ghiaccio che calano in picchiata sul pianeta terra e rischiano di centrarci in pieno e buonanotte al centrato, alimentano, da tempo, leggende. Leggende che toccarono l'apice per frequenza e intensità nel Duemila. Allora, ci furono talmente tanti episodi che un pubblicitario si disse disposto a pagare cinque miliardi (di lire) per l'esclusiva delle immagini, in diretta. Non ce la fece. E dire che di blocchi ne venivano avvistati città dopo città, regione dopo regione. A volte erano veri. A volte erano profondi misteri. Come il mistero di ieri. Una roba sulla quale indagare davvero. E mica perché riguarda la Guardia di finanza, anzi le è finito addosso. # Il danno Il cofano della Ford Focus sfondato da un blocco di ghiaccio pesante dieci chili che si è staccato da un aereo in volo sulla zona sud della città Andrea Galli.

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Formigoni-Passera: Lufthansa rafforzerà Malpensa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-12 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Caso Alitalia Vertice tra il governatore e l'ad di Intesa Sanpaolo. "I tedeschi alleati ideali per la nuova compagnia di bandiera" Formigoni-Passera: Lufthansa rafforzerà Malpensa "L'alleato internazionale più adatto per Alitalia è una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa". Non la nomina mai. Ma il governatore Roberto Formigoni ha chiarissimo in testa l'alleato strategico di Alitalia per valorizzare Malpensa. Il nome lo fa solo all'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera: Lufthansa. E proprio ieri, la compagnia tedesca, ha annunciato nuove rotte da Malpensa a partire da febbraio dell'anno prossimo. A quel punto, se venissero garantite le rotte intercontinentali, Formigoni sarebbe disposto a ridimensionare Linate. Vertice di un'ora su Alitalia, Malpensa e Linate al Pirellone, mentre a Roma parte la maratona tra governo e sindacati. Le istituzioni milanesi si presentano in ordine sparso. Anche se Formigoni nega che ci siano contrapposizioni con il sindaco Moratti, la sensazione è che ci siano due visioni antitetiche. A partire dal giudizio sul piano Alitalia: "Oggi - attacca il governatore - siamo di fronte a una situazione positiva, si è fatta avanti una cordata di imprenditori, che si sostituiscono allo Stato, che si fa carico dell'impresa senza costi a carico del cittadino, che ragiona sul mercato, e il mercato in Lombardia c'è ed è forte". Mentre la Moratti parte da un altro punto: l'effetto che il piano avrà su Malpensa e Linate. "Malpensa deve essere un hub" ha ripetuto più volte. E Linate potrà essere ridimensionato solo a questa condizioni. "Ma siccome questo non è previsto Linate è intoccabile". Per Formigoni sarà invece il mercato a fare la differenza. E a convincere Alitalia a puntare su Malpensa. "Ci sono le premesse che Alitalia realizzi collegamenti diretti a corto e medio raggio e che grazie a un'alleanza internazionale realizzi collegamenti intercontinentali diretti. Magari con qualcuno che conosca bene Malpensa ". A queste condizioni Formigoni sarebbe disposto a cedere su Linate: "è essenziale che la Lombardia abbia collegamenti diretti intercontinentali. Privilegio questo obbiettivo alla possibilità di partire da un aeroporto sotto casa ". M.Gian.

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La contestazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 3 categoria: BREVI La contestazione Nella foto, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni viene duramente contestato dal personale Alitalia al suo arrivo ieri al ministero del Lavoro. Bonanni aveva segnalato la sua disponibilità a firmare il piano di ristrutturazione.

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Politici, manager, calciatori: i trucchi della casta volante (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Sprechi Il volo Roma-Albenga e i soggiorni degli equipaggi al Lido Politici, manager, calciatori: i trucchi della casta volante La saga della compagnia: una commissione a 8 per i nomi degli aerei SEGUE DALLA PRIMA Che arrivò ad avere un consiglio di amministrazione composto di 17 poltrone: tre per i sindacalisti e una assegnata, chissà perché, al Provveditore generale dello Stato, l'uomo incaricato di comprare le matite, le lampadine e le sedie dei ministeri. Che istituì perfino una commissione di otto persone per decidere i nomi da dare agli aeroplani: e si possono immaginare i dibattiti fra i sostenitori di Caravaggio e quelli di Agnolo Bronzino. Che in vent'anni cambiò dieci capi azienda, nessuno uscito di scena alla scadenza naturale del suo mandato. E che negli ultimi dieci anni ha scavato una voragine di tre miliardi chiudendo un solo bilancio in utile, ma unicamente grazie a una gigantesca penale che i preveggenti olandesi della Klm preferirono pagare pur di liberarsi dal suo abbraccio mortale. C'era una volta, appunto. Perché una cosa sola, mentre scade l'ultimatum di Augusto Fantozzi, è certa: quella Alitalia lì non c'è più. La corsa disperata di cui parlò Tommaso Padoa-Schioppa quando ancora confidava di poter passare la patata bollente ad Air France, dicendo di sentirsi come "il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare il malato nell'unica clinica che si è dichiarata diposta ad accettarlo", è comunque finita. E con quell'ultimo viaggio, fallito in modo drammatico, si è chiusa un'epoca. Con un solo rammarico: che la parola fine doveva essere scritta molti anni prima. Se soltanto i politici l'avessero voluto. Già, i politici. Ricordate Giuseppe Bonomi? Politico forse sui generis, leghista e oggi presidente della Sea, ora ha chiesto all'Alitalia 1,2 miliardi di euro di danni perché la compagnia ha deciso di lasciare l'aeroporto di Malpensa. Anche lui è stato presidente dell'Alitalia: durante la sua presidenza la compagnia prossima ad essere "tecnicamente in bancarotta", per usare le parole del capo della Emirates, Ahmed bin Saeed Al-Maktoum, sponsorizzò generosamente i concorsi ippici di Assago e piazza di Siena. Alle quali Bonomi, provetto cavallerizzo, partecipò come concorrente. Ma senza portare a casa una medaglia. Ritorno d'immagine? Boh. E ricordate Luigi Martini? Ex calciatore della Lazio, protagonista dello storico scudetto del 1974, chiusa la carriera sportiva diventò pilota dell'Alitalia. Poi parlamentare e responsabile trasporti di Alleanza nazionale: ma senza smettere mai di volare. Per conservare il brevetto gli fu concesso di mantenere anche grado e stipendio. Faceva tre decolli e tre atterraggi ogni 90 giorni, quando gli impegni politici lo consentivano, pilotando aerei di linea con 160 passeggeri a bordo. Inconsapevoli, probabilmente, che alla cloche c'era nientemeno che un parlamentare in carica. Questa sì che era degna di chiamarsi italianità. In quale altro Paese sarebbe stato possibile? Domanda legittima anche a proposito di quello che accadde nel 2002, quando con la benedizione di Claudio Scajola venne istituita una linea quotidiana Alitalia fra Fiumicino e Villanova D'Albenga, collegio elettorale dell'allora ministro dell'Interno. Numero massimo di passeggeri, denunciò il rifondarolo Luigi Malabarba, diciotto. Dimesso il ministro, fu dimessa anche la linea. Ripristinato il ministro, come responsabile dell'Attuazione del programma, fu ripristinato pure il volo: in quel caso da Air One, con contributi pubblici. Volo successivamente abolito dopo la fine del precedente governo Berlusconi e quindi ora, si legge sui giornali, riesumato per la terza volta. Ma politici e flap in Italia hanno sempre rappresentato un connubio spettacolare. Lo sapevano bene i 9 sindacati dell'Alitalia, che non a caso nei momenti critici, ha raccontato al Corriere Luigi Angeletti, regolarmente pretendevano di avere al tavolo il governo, delegittimando la controparte naturale, cioè l'amministratore delegato. E i ministri regolarmente si calavano le braghe. Forse questo spiega perché mentre tutte le compagnie straniere, alle prese con le crisi, tagliavano il personale e riducevano i costi, all'Alitalia accadeva il contrario. Nel 1991, dopo la guerra del Golfo, si decisero 2.600 prepensionamenti. Poi arrivò Roberto Schisano, che diede un'altra strizzatina, e i dipendenti scesero nel 1995 a 19.366. Armato di buone intenzioni, Domenico Cempella nel 1996 li portò a 18.850. Nel 1998 però erano già risaliti a 19.683. L'anno dopo a 20.770. E nel 2001, l'anno dell'attentato alle Torri gemelle di New York, si arrivò a 23.478. Poi ci si stupì che per 14 anni, fino al 1999, fosse stato tenuto in vita a Città del Messico, come denunciò l'Espresso, un ufficio dell'Alitalia con 15 dipendenti, nonostante gli aerei avessero smesso di atterrare lì nel lontano 1985. Come ci si stupì che gli equipaggi in transito a Venezia venissero fatti alloggiare nel lussuoso Hotel Des Bains del Lido, con trasferimento in motoscafo. O che per un intero anno (il 2005) la compagnia avesse preso in affitto 600 stanze d'albergo, quasi sempre vuote, nei dintorni dell'aeroporto, per gli equipaggi composti da dipendenti con residenza a Roma ma luogo di lavoro a Malpensa. Per non parlare della guerra sui lettini per il riposo del personale di bordo montati sui Jumbo, al termine della quale 350 piloti portarono a casa una indennità di 1.800 euro al mese anche se il lettino loro ce l'avevano. O dell'incredibile numero di dipendenti all'ufficio paghe del personale navigante, che aveva raggiunto 89 unità. Incredibile soltanto per chi non sa che gli stipendi arrivavano a contare 505 voci diverse. Tutto questo ora appartiene al passato. Prossimo o remoto, comunque al passato. Della futura Alitalia, per ora, si conosce soltanto il promotore: Compagnia aerea italiana, Cai, stesso acronimo di un'altra Cai, la Compagnia aeronautica italiana, la società che gestisce la flotta dei servizi segreti. E le cui azioni, per una curiosa e assolutamente casuale coincidenza, sono custodite nella SanPaolo fiduciaria, del gruppo bancario Intesa SanPaolo, lo stesso che supporta la cordata italiana per l'Alitalia. Rosso su rosso In 10 anni Alitalia ha chiuso un solo bilancio in utile, ma unicamente grazie a una penale pagata da Klm per svincolarsi dalla compagnia Sergio Rizzo.

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Alitalia, trattativa sul filo Piloti, l'ultima mediazione (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia, trattativa sul filo Piloti, l'ultima mediazione Pressing del governo, ipotesi di contratto separato. Contestato Bonanni Confronto con tutte le categorie, resta il nodo esuberi. Clima teso, voli annullati, un dipendente minaccia di darsi fuoco ROMA - Un contratto tutto per i piloti, offerto alla Compagnia aerea italiana (Cai) con la mediazione del governo, in un incontro riservato in via Veneto, non è bastato nella notte a convincere le "aquile" a firmare l'intesa su Alitalia. "Il piano industriale resta insufficiente. Troppi esuberi" è stata la nuova rivendicazione dell'Anpac. Il governo ha quindi richiamato in trattativa i segretari confederali Guglielmo Epifani (Cgil), Raffaele Bonanni (Cisl), Luigi Angeletti (Uil) e Renata Polverini (Ugl). L'ennesimo round in una giornata in cui c'è stato tutto. La protesta urlata di un centinaio di lavoratori nel centro di Roma, le assemblee a Fiumicino con la cancellazione di più di 30 voli, il muro contro muro ai 4 tavoli di trattativa. In un clima di crescente tensione, con la polizia schierata nei posti "caldi", il confronto si era incagliato proprio sul nuovo contratto unico, offerto da (Cai), su cui le categorie erano parse inamovibili. A partire dai piloti: "Eliminiamo questa aberrazione senza pari in Europa, poi ci confrontiamo su tutto " era la loro esortazione. "Non firmate, non firmate", l'invocazione dei lavoratori per strada, dove un operaio dell'Atitech ha minacciato di darsi fuoco. Ma Cai, rappresentata al tavolo dall'amministratore Rocco Sabelli, era apparsa inflessibile: solo partendo da una "netta discontinuità " con il passato sarà possibile "cercare successivi raccordi con la contrattualistica esistente". A leggere tra le righe, la disponibilità a concessioni però c'era. "Resto ottimista" aveva infatti dichiarato a metà giornata il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, presente a tutti i tavoli. I primi progressi sono arrivati sulle tutele previdenziali che competono al governo. Troppo poco. Così Corrado Passera (amministratore delegato d'Intesa SanPaolo), Roberto Colaninno, presidente di Cai e il commissario Augusto Fantozzi a ora di cena sono andati a Palazzo Chigi dal sottosegretario Gianni Letta. All'improvviso sono girate voci di dimissioni di Sabelli legate a pressioni del governo, subito smentite. Ma soprattutto è emersa l'ipotesi di un contratto a parte per i piloti della nuova Alitalia con lo spostamento del contratto unico a un livello superiore: quello nazionale. Ma l'obiettivo del governo di chiudere con i piloti per poi stringere con le altre categorie non è apparso ancora a portata di mano. Eppure in mattinata al tavolo sul piano industriale si era visto anche qualche spiraglio su rete e flotta, un maggiore presidio delle rotte domestiche con Air One "anche per non lasciare spazi a competitor", aveva detto Sabelli. Poi anche per manutenzione e cargo su cui l'amministratore ha annunciato una partecipazione azionaria di Cai in società esterne che acquisteranno le attività. In serata il commissario Augusto Fantozzi ha svelato le dichiarazioni d'interesse giunte mercoledì: Amc, una piccola società varesina, interessata a Atitech e manutenzione. E per il cargo, Alis-Aerolinee italiane (società di Alcide Leali di cui l'advisor Intesa-SanPaolo, ha rilevato il 33% di recente) e Miro Radici Finance. "Non esiste alcun pericolo di scalate estere - ha assicurato Silvio Berlusconi -. Eventuali contatti, penso alla Lufthansa, sono prodromici di alleanze operative" ha detto gettando un'ombra su un accordo con Air France-Klm. Antonella Baccaro.

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<Abituato ai mattoni dei muratori Altro che dietro-front sulla vendita> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Lo sfogo Il leader della Cisl dopo i fischi davanti al ministero del Lavoro "Abituato ai mattoni dei muratori Altro che dietro-front sulla vendita" ROMA - "è sempre stato così. Con chi se la prendono? Con chi ha l'atteggiamento più responsabile". Sono le otto di sera e Raffaele Bonanni sorseggia un caffè alla Caffetteria di piazza di Pietra, dopo un dibattito con il ministro Maurizio Sacconi e l'imprenditore Diego Della Valle, moderato da Giovanni Floris, sul libro di Stefano Livadiotti "L'altra casta, l'inchiesta sul sindacato". Un caffè al termine di una giornata tesa e prima della notte più lunga per Alitalia. "Chiamami pure a qualsiasi ora, anche alle due, alle tre", dice al telefonino a Claudio Claudiani (Fit-Cisl), che sta in trattativa al ministero del Lavoro. Bonanni, quando si firmerà, vuole esserci. Lui continua a non avere dubbi: "Io firmo". Ed è questa certezza che gli ha procurato, ieri mattina, la dura contestazione di un gruppo di dipendenti dell'Alitalia che lo ha affrontato all'entrata del ministero insultandolo ("Buffone, vergognati") e intimandogli di non firmare ("Attento perché tanto di qua devi ripassare "). "Erano quattro lavoratori di un sindacatino, credo dell'Avia, perché alcuni di loro avevano il distintivo. Ma figurarsi se m'impressiono. Vengo dagli edili. E lì, nei cantieri, volavano i mattoni... ". "Il bello è - continua nel suo sfogo Bonanni - che questi mi contestano senza rendersi conto che, evitando il fallimento, salvo pure loro. L'alternativa qual è? Mandare 20 mila lavoratori per strada?". Guai a obiettare che l'alternativa c'era e si chiamava Air France, ma che proprio Bonanni ha contribuito ad affossare. "Ancora con questa favola? La verità è che Spinetta si è ritirato perché sapeva che al governo sarebbe arrivato Berlusconi. E in ogni caso non è vero che il piano Air France prevedeva solo 2.200 esuberi. A questi si devono sommare i 5 mila della manutenzione, del cargo e dei servizi. Per questi, invece, noi abbiamo trovato una soluzione in società che saranno partecipate dalla stessa Cai che rileverà Alitalia ". Non ha ripensamenti Bonanni, neppure davanti ai malumori della base. "Spinetta voleva fare il colpaccio. Prendersi tutto il nostro traffico e portarlo a Parigi. E tutto questo senza discuterlo non solo con noi, ma tenendo all'oscuro perfino i ministri. C'era l'allora ministro dei Trasporti, Bianchi, che poverino era disperato perché non riusciva a sapere nulla La protesta di lavoratori e hostess della compagnia.

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T rattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Passaggi T rattativa Alitalia, 11 settembre, il giorno più lungo. I piloti: "C'è il rischio che tutto precipiti". Usare altre metafore, proprio no? www.corriere.it/italians.

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ROMA Trattativa notturna ad alta tensione tra sindacati-Cai-governo sulla vertenza Alitalia. Format (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I tavoli di confronto diversi su contratti, esuberi e ammortizzatori sociali. Tavoli sospesi e poi riaperti separatamente in tarda serata. Disagi a Fiumicino.

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Alitalia, trattativa ad alta tensione (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Monta la protesta sindacale, contestato Bonanni. Disagi a Fiumicino: cancellati 50 voli Alitalia, trattativa ad alta tensione Muro contro muro su contratti e stipendi. Sacconi: intesa ora o mai più.

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Braccio di ferro con i piloti e gli assistenti di volo che non vogliono un contratto unico per i dip (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Endenti della nuova Alitalia. Air France come Lufthansa ha invece un contratto unico ma con specificità interne.

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CORTEI, assemblee, voli cancellati, un dipendente che minaccia di darsi fuoco. Quelli (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCA LIPPERA CORTEI, assemblee, voli cancellati, un dipendente che minaccia di darsi fuoco. Quelli dell'Alitalia, nel "giorno del destino", hanno fatto vedere unghie e denti a chi doveva vedere. Centinaia di lavoratori, tra cui molti napoletani dell'Atitech saliti dalla Campania, hanno protestato in tutta Roma spostandosi senza sosta sotto le sedi del Ministero del Lavoro (nella foto) dove si è tenuta la trattativa sul futuro della compagnia. Una hostess: "Vogliono trasformarci in schiavi, allora è meglio il fallimento".

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In arrivo la Marzano 2 per altre quattro società (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Fantozzi ha chiesto l'estensione della procedura ad Az Servizi, Alitalia Express, Alitalia Airport e Volare.

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ROMA Il giorno più lungo va ai tempi supplementari. Solo oggi si conoscerà il fut (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di LUCIANO COSTANTINI ROMA Il giorno più lungo va ai tempi supplementari. Solo oggi si conoscerà il futuro di Alitalia: una compagnia tutta nuova o il fallimento. C'è chi ipotizza (i sindacati) che non sarà sufficiente nemmeno l'intera giornata di oggi per chiudere la partita e chi sentenzia (governo e Cai) che oltre non si potrà davvero andare. Fatto è che il confronto aperto ieri mattina con un tavolo plenario, si è andato diluendo nel primo pomeriggio con tre tavoli, più uno. Tre tavoli, dunque, ed un quarto. Chiariamo: i primi tre per discutere, separatamente, dei contratti di piloti, assistenti di volo e personale di terra. Il quarto per individuare una eventuale intesa su esuberi ed ammortizzatori sociali. I quattro tavoli - sospesi poco dopo le 21 e riaperti separatamente - dovrebbero produrre a loro volta un tavolone finale con tanto di firma. Un puzzle reso ancora più difficoltoso da tatticismi (c'è chi li chiama liturgie) evidenti e un clima surriscaldato. Inevitabile maratona notturna ad alta tensione con intermezzo di un vertice a palazzo Chigi tra Letta, Colaninno, Passera e Fantozzi. Previsioni? Il ministro Sacconi continua a manifestare un cauto ottimismo: "Il risultato è a portata di mano. O si chiude stanotte o mai più, è l'ultima possibilità, non ce n'è una seconda. L'alternativa è il fallimento". Ma il titolare del Welfare è stato costretto a diffondere, a mezzo di una nota ufficiale, "l'invito al massimo senso di responsabilità per evitare il fallimento di Alitalia...sarebbe colpevole far circolare infondate notizie allarmistiche sui livelli occupazionali nelle diverse aree e nei diversi ambiti produttivi". Il commissario, Augusto Fantozzi, ha precisato, allungandoli, i tempi della partita: "Serve l'accordo entro domani (oggi;n.d.r)", ha affermato lasciando il ministero del Lavoro. I sindacati confederali ostentano un certo pessimismo, ma poi tra le righe delle loro dichiarazioni, fanno capire che l'intesa può essere individuata. Anche perchè Cai delle concessione le ha fatte e vanno nella direzione indicata dalle organizzazioni sindacali: manutenzione pesante e cargo non entreranno nella nuova compagnia ma andranno in outsourcing a società che prevedano una partecipazione azionaria della neo Alitalia. Fantozzi ha comunicato che sono pervenute le offerte rispettivamente di Aviation Management per l'intero pacchetto di Atitech e di Alis-Miro. La proprietà della stessa Alitalia resterebbe per almeno cinque anni in mani italiane. Gli esuberi dovrebbero essere smaltiti in parte attraverso gli ammortizzatori sociali o ricollocati in aziende del settore o probabilmente guidate da imprenditori che fanno parte della cordata. "L'intento di tutti è chiudere stanotte - ha sottolineato Bonanni - e useremo il tempo che c'è. Altrimenti fermeremo le lancette". "Certo non vogliamo - che il sindacato venga indicato come responsabile di un eventuale fallimento", ha aggiunto, Renata Polverini dell'Ugl. "Non si esce dalla vicenda - ha comunque avvertito Guglielmo Epifani - se non con l'accordo di tutte le organizzazioni". La resistenza più dura è quella opposta da piloti e assistenti di volo che chiedono contratti specifici di categoria e non sono disposti ad accettare tagli a retribuzioni e riposi. "Le risposte - ha specificato Stefano De Carlo, numero due dell'Anpac - su flotta e network sono ancora insufficienti anche se hanno detto (la Cai; n.d.r.) che prenderanno in considerazione le nostre valutazioni. Il rischio che la situazione precipiti è alto. Il rischio, ancora, è quello di fare il bis di Spinetta". In serata la puntualizzazione di Cai: "Il contratto proposto resta l'unica base di partenza, la nuova Alitalia dovrà segnare una netta discontinuità rispetto alla situazione attuale e solo rispettando queste condizioni si potranno cercare successivi raccordi con la contrattualistica esistente". Alla fine, anche se appare come un'ipotesi difficile comunque traumatica, si potrebbe arrivare ad un accordo separato con le confederazioni ed il "no" del personale di cabina. E', invece, praticamente certo che l'eventuale intesa sarebbe sottoposta a referendum tra i lavoratori.

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MILANO - Il commissario Augusto Fantozzi, dopo aver ottenuto il 29 agosto scorso l'ammi (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di GIULIA LEONI MILANO - Il commissario Augusto Fantozzi, dopo aver ottenuto il 29 agosto scorso l'ammissione di Alitalia alla procedura straordinaria, martedì scorso si sarebbe di nuovo rivolto al ministro dello sviluppo economico Claudio Scajola. Secondo quanto risulta a Il Messaggero, Fantozzi avrebbe chiesto l'estensione della Marzano 2 anche ad Az Servizi, Alitalia Airport, Alitalia Express e Volare. Tutte società del mondo Alitalia che sono ricomprese nell'offerta preliminare formulata dalla Compagnia aerea italiana (Cai) arrivata sul tavolo di Fantozzi undici giorni fa. Az Servizi (8100 dipendenti) fa capo per il 51% a Fintecna, Alitalia Airport (controllata da Az Servizi) coordina le funzioni di handling, ovvero di assistenza passeggeri ed aeromobili sia per Alitalia che per i vettori partner e anche per i clienti terzi. Alitalia Express (controllata al 100% dalla Magliana) conta circa 600 dipendenti, di cui la maggior parte impiegati nella direzione delle operazioni di volo (247 piloti e 165 assistenti di volo) raggiunge 23 destinazioni in Italia e in Europa, trasportando oltre un milione di passeggeri all'anno. Quanto a Volare, la Magliana si è aggiudicata la low cost italiana il 17 marzo 2006 al termine di una gara travagliata. E che peraltro dovrà essere rifatta. Come ha deciso lo scorso maggio il Consiglio di Stato che, su ricorso di Air One (arrivata seconda), ha annullato la gara. E ha deliberato di rinnovarla. Come accennato, Fantozzi si è rivolto martedì scorso al ministro dello sviluppo economico Scajola. Che già nelle prossime ore dovrebbe dare il proprio responso con la nomina scontata di Fantozzi. L'ok del ministro consentirebbe a Cai di allargare la due diligence anche ai beni delle altre società rientranti nel perimetro della propria offerta. La verifica sugli asset di Alitalia è infatti già partita e dovrebbe concludersi entro il 20 settembre: sono al lavoro, pancia a terra, gli uomini di Intesa Sanpaolo ma anche il team di Boston Consulting group e gli studi legali Bonelli Erede Pappalardo e Gitti Pavesi Verzoni. Al setaccio anche i conti della Magliana. Alcuni numeri sul drammatico stato di salute di Alitalia emergono intanto dalla sentenza n. 287/08 del 5 settembre scorso dichiarativa dello stato d'insolvenza di Alitalia(firmata dal presidente della sezione fallimentare del Tribunale di Roma Fausto Severini e dal giudice estensore Umberto Gentili). Dal quale si evince che, al 31 luglio scorso, i debiti di Alitalia ammontavano a 2,836 miliardi, che il patrimonio netto era negativo - la Magliana si era già "mangiata" i 300 milioni del prestito ponte - e che i mezzi finanziari, alla fine di settembre, non supereranno i 50 milioni. Come ha ammesso, qualche giorno fa, anche lo stesso Fantozzi.

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ROMA Una giornata particolare. Ovvio. Iniziata con il presidio di circa cinquanta-sessanta dipenden (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Ti di Alitalia dinanzi all'entrata del ministero del lavoro in via Flavia; proseguita con la dura contestazione al leader della Cisl, Raffaele Bonanni; terminata con il trasferimento di una parte di contestatori in via Fornovo dove c'è una sede distaccata del dicastero e la parte restante di lavoratori rimasta presidiare via Flavia. La partita sul futuro della compagnia, insomma, si è giocata anche fuori delle sedi istituzionali. Il presidio mattutino in via Flavia era previsto e prevedibile: ad aspettare i sindacalisti quasi esclusivamente piloti e assistenti di volo: qualcuno in divisa da comandante, qualche altro che teneva per la mano il proprio bambino. Quasi tutti giovani, quasi tutti precari. Bonanni non ha fatto fatica ad entrare nel ministero, ma certo ha dovuto incassare invettive tra le più variegate e colorite. "Non devi firmare", gli ha intimato con l'indice puntato sotto il mento un non meglio identificato dipendente della compagnia. E poi epiteti più o meno irripetibili. Il più ascoltato: "Buffone, da qui non uscirai". "Si è trattato soltanto di un gruppetto di provocatori non iscritti al sindacato", ha minimizzato più tardi la Cisl. In una nota, diffusa in tarda mattinata, la confederazione di via Po ha spiegato la contestazione come "il frutto del clima avvelenato, di nervosismo e confusione su una vicenda che si trascina da mesi". Nella stessa nota la Cisl ha spiegato di "comprendere le legittime preoccupazioni di tutti i lavoratori del groppo, ma che in questo momento è necessario mantenere la massima unità...l'unico obiettivo è e rimane quello di salvare 20mila posti di lavoro. Al contrario c'è qualcuno che alimenta lo scontro in maniera strumentale ed irresponsabile per far saltare la trattativa. Ma non ci faremo intimidire e proseguiremo nella linea responsabile per trovare una soluzione condivisa sulla vertenza". Solidarietà a Bonanni è stata espressa dall'ex leader, Franco Marini: "Al tavolo i sindacati stanno facendo il loro mestiere e il senso di responsabilità dimostrato da Bonanni è una carta importante. Gli estremismi non aiutano a trovare una soluzione, l'alternativa è solo il fallimento". Sotto via Flavia il presidio si è andato ingrossando nel pomeriggio con l'arrivo di decine di dipendenti dell'Atitech di Napoli, peraltro controllati dalle forze dell'ordine. Qualcuno ha così deciso di tentare allentare la morsa trasferendo la sede dei colloqui in via Fornovo, nel quartiere Prati. Il risultato è stato quello di dividere il fronte dei contestatori. Solo qualche ora più tardi i "reduci" di via Flavia hanno deciso di raggiungere via Fornovo. Nuovo presidio, ma questa volta nessuna contestazione in attesa degli esiti del confronto. Solo attimi di tensione quando un lavoratore Atitech si è cosparso di alcol e ha minacciato di darsi fuoco. Cos.

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L'Alitalia, le offerte e la trasparenza (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-09-12 num: - pag: 44 autore: di AUGUSTO FANTOZZI categoria: REDAZIONALE LA LETTERA DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO L'Alitalia, le offerte e la trasparenza C aro direttore, mi pare opportuno fornire un contributo che possa essere utile a fare chiarezza su alcune questioni afferenti la procedura di amministrazione straordinaria di Alitalia. 1 La normativa su cui si fonda la procedura, finalizzata, tra l'altro, alla continuità del servizio pubblico, al mantenimento sul mercato dei complessi aziendali o di parte di essi, al mantenimento - per quanto possibile - dei livelli occupazionali, tenendo conto degli interessi dei creditori, è connotata da specifiche esigenze di rapidità e speditezza, secondo quanto previsto dalla normativa stessa e secondo quanto imposto, nel caso di specie, dalla situazione finanziaria ed economica della società sottoposta a procedura. 2 La legge, proprio in ragione della necessità di speditezza, contempla un'espressa deroga all'espletamento di forme di pubblicità relativamente alla cessione di complessi aziendali, o parte di essi, da parte della procedura. La legge medesima contempla il rispetto dei principi di trasparenza per ogni operazione della procedura. Ne consegue che mentre nessuna forma di pubblicità è richiesta per la cessione, dovendosi escludere l'obbligo di ogni forma di gara o sollecitazione al mercato, la procedura deve adottare le proprie determinazioni nel rispetto dei principi di trasparenza, cosa che è stata e sarà puntualmente fatta. 3 L'eventuale cessione avrà luogo, secondo quanto dispone la legge, ad un prezzo non minore di quello di mercato, così come determinato da un esperto indipendente. Tale circostanza costituisce uno strumento di garanzia per i creditori e per il mercato, assicurando da un lato il pagamento di un prezzo adeguato, a tutela dei creditori, e dall'altro lato, sul piano della concorrenza, la correttezza dell'operazione. Tanto premesso, desidero ricordare che i complessi aziendali possono essere oggetto di offerte che rispettino i requisiti previsti dalla legge; in più occasioni è stato pubblicamente rivolto l'invito a chiunque fosse in grado di formulare serie offerte - che rispettino i requisiti di legge - a farsi avanti. Nel ribadire tale invito e nel confermare che ogni offerta avente i requisiti di legge sarà presa dalla procedura nella massima considerazione, desidero sottolineare che il rispetto dei principi di trasparenza, previsti dalla legge per ogni atto della procedura non può essere inteso nel senso di imporre l'espletamento di formalità - dalla stessa legge espressamente derogate che sarebbero incompatibili con lo stato della Compagnia, il buon esito della procedura e con il conseguimento degli interessi pubblici che la legge è volta a tutelare. Naturalmente, la procedura compirà ogni passo che ritenga necessario al fine della salvaguardia degli interessi che la legge è volta a tutelare. *Commissario Straordinario di Alitalia Linee aeree Italiane S.p.A.

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Marrazzo, allarme su Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-12 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Divergenze I timori del governatore. Il Campidoglio: "Fiducia nel governo" Marrazzo, allarme su Alitalia "Arriva uno tsunami di esuberi e licenziamenti" Parlando di fronte a centinaia di lavoratori dell'Alitalia, Piero Marrazzo lancia l'ennesimo allarme: "Uno tsunami di esuberi e licenziamenti si sta per abbattere sul Lazio". Replica Alemanno che ha incontrato ieri pomeriggio per un colloquio privato il governatore: "Ho fiducia nel governo Berlusconi". Centinaia di hostess e piloti hanno protestato davanti al ministero del Lavoro in via Flavia. E all'aeroporto di Fiumicino, blocchi selvaggi, ritardi, voli cancellati e bagagli smarriti. A PAGINA 2 Francesco Di Frischia e Alessandro Fulloni.

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ROMA - E' una macchina ridondante, eccessiva e inefficace. E per questi motivi va certame (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

ROMA - E' una macchina "ridondante, eccessiva e inefficace. E per questi motivi va certamente ripensata". Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ce l'ha con un sistema complesso delle relazioni industriali di cui il sindacato fa parte. E prende spunto dalla presentazione del libro di Stefano Livadiotti, "L'altra Casta" per rivolgere l'appello al segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, seduto allo stesso tavolo. La prova che le organizzazioni sindacali "devono cambiare sta nel fatto che tutti e tre i diritti fondamentali dei lavoratori sono difettivi: dalla salute sul lavoro, alla formazione, fino alle retribuzioni", denuncia Sacconi. Insomma, "bisogna liberare il lavoro dall'incompetenza e dall'insicurezza. Ma anche dall'ideologia". E la detassazione della componente variabile del salario "va nella direzione di un diverso livello di relazioni che rimetta al centro la persona" per il ministro. "Sì alla riforma del sindacato - risponde Bonanni - Purchè si faccia in un clima disteso e di collaborazione". Perchè il numero uno della Cisl non ci sta a incassare l'etichetta di "casta" ("Non abbiamo ereditato nè beni, nè poteri"). E tantomeno ha intenzione di incassare l'attacco di Diego Della Valle, patron di Tod's, che accusa il sindacato di gravi responsabilità anche nella vicenda Alitalia. "La sua è una visione molto particolare della democrazia", ha ribattuto Bonanni. R.Amo.

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Marrazzo: <Uno tsunami di esuberi e licenziamenti> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il presidente della Regione e Zingaretti all'assemblea dei dipendenti Marrazzo: "Uno tsunami di esuberi e licenziamenti" Incontro col sindaco e lettera a Berlusconi Secondo il governatore del Lazio il Piano industriale della nuova Alitalia "non può essere firmato così com'è". E invia una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "per dire che Roma e il Lazio vogliono parlare" "Si sta per abbattere uno tsunami di esuberi e licenziamenti ". Piero Marrazzo è molto preoccupato per il Piano industriale della nuova Alitalia "che non può essere firmato così com'è ", e annuncia di avere inviato una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "per dire che Roma e il Lazio vogliono parlare, ma fino ad oggi mi hanno sbattuto la porta in faccia". Il governatore, che non vuole affatto un ridimensionamento dello scalo capitolino, in mattinata aveva visto il vicesindaco Cutrufo e gli imprenditori locali guidati da Massimo Tabacchiera, presidente di Federlazio e Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio di Roma. E per tutto il giorno centinaia di lavoratori Alitalia hanno protestato in via Flavia e via Fornovo, sedi del ministero del Lavoro. E la tensione è salita in serata quando un dipendente dell'Atitech, società che cura la manutenzione degli aeromobili, si è cosparso di alcol e ha minacciato di farsi fuoco in via Fornovo. Dopo essere intervenuto ieri pomeriggio ad una assemblea di alcune centinaia di lavoratori riuniti all'aereoporto di Fiumicino, Marrazzo ha incontrato nei suoi uffici sulla Cristoforo Colombo il sindaco Alemanno in un colloquoio privato per trovare una "solidarietà istituzionale" in previsione dell'incontro del 18 settembre (al tavolo tra Regione, Comune e Provincia di Roma ndr) ". "La riunione è servita per fare chiarezza su Alitalia e Fiumicino, e per cercare di avere una solidarietà istituzionale - ha ribadito il sindaco - Ci siamo confrontati per trovare una strategia in previsione dell'incontro tra enti locali". "Sono convinto che con il governo si possa fare un ottimo lavoro - ha concluso Alemanno - Sono molto fiducioso ". Pessimista, invece, appare Marrazzo: "Non si può aprire una grande compagnia senza rotte, manutenzione e cargo. E se Fiumicino perde i voli intercontinentali, va in crisi il sistema aeroportuale del Lazio. A questo punto io voglio sapere, prima che si chiudano le trattative, che fine faranno i lavoratori, o ad esempio, la manutenzione. Altrimenti si rischia il collasso del sistema". "Newco vuole abbandonare Roma lasciando nella Capitale i soli voli nazionali - accusa il governatore del Lazio che ha annunciato anche di aver chiesto la convocazione di un Cda straordinario di Adr. "Non è giusto che a decidere le politiche dei trasporti siano le aziende private e non lo Stato e chi governa il territorio", ha fatto notare il presidente della Regione che spera di recarsi "a Palazzo Chigi con Zingaretti e Alemanno, in modo tale da poter leggere finalmente i contenuti del Piano industriale. Fiumicino ha bisogno di rotte internazionali: non può diventare un aeroporto regionale". Un'eventualitÁ del genere sarebbe per Marrazzo "un duro colpo all'economia del Lazio e quindi del Paese ". Francesco Di Frischia.

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Cancellazioni e ritardi, gravi disagi (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-12 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Protesta In aeroporto Cancellazioni e ritardi, gravi disagi In mattinata, all'avvio delle trattative, fischi, spintoni e minacce al segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni: "Guai a te se firmi l'accordo ", gli ha gridato un pilota. E nel pomeriggio, all'aeroporto di Fiumicino, protesta selvaggia con pesantissimi disagi ai passeggeri, tra ritardi, voli cancellati e bagagli smarriti. Il "giorno più lungo" dei dipendenti Alitalia è cominciato verso le 10, quando circa 300 tra piloti, steward e personale di terra si sono presentati in via Flavia, sede del ministero del Lavoro, precedendo le delegazioni sindacali. Tanti i cori contro le rappresentanze sindacali e l'ipotesi di accordo scanditi per tutto il giorno. A piloti, hostess e stuart, compresi i precari, si sono uniti verso l'ora di pranzo alcune centinaia di operai dell'Atitech, partecipata Alitalia che si occupa di manutenzione e che non dovrebbe far parte della nuova compagnia. A scortarli numerosi blindati di polizia e carabinieri. "Il nuovo contratto è improponibile - denuncia Daniela Martini, hostess di 35 anni, con un cappio al collo che testimonia "la vera cordata Alitalia", come riporta un cartello appeso alla maglietta Vorrebbero azzerare i nostri diritti e pagarci meno di una compagnia low cost: e questo lo chiamano rilancio?". Polemico Michele Dapuzzo, segretario della Sdl, 54 anni, 25 dei quali trascorsi in Atitech: "Perchè Berlusconi non manda il suo aereo in Marocco a fare manutenzione e poi si fa un bel volo, se ne ha il coraggio?". Tra rabbia e ironia, Dapuzzo e un gruppetto di operai inscenano uno strip: "Ci avete messo in mutande", gridano in coro rivolgendosi verso il ministero. Atmosfera surriscaldata anche al Leonardo da Vinci nel pomeriggio. Conclusa l'assemblea con un migliaio di lavoratori, molti hanno sfilato per le strade dello scalo, impedendo l'accesso ai terminal. Ed è stato il caos. Passeggeri bloccati in auto, proteste ai check in. Code infinite. Protesta selvaggia al nastro della riconsegna bagagli. Risultato: voli ritardati anche di tre ore e una trentina di cancellazioni. "è solo l'inizio", commentavano uscendo dagli hangar. Alessandro Fulloni.

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Le ore più lunghe di Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Stampa Trattative a oltranza fra la Cai e i sindacati. I piloti: no al contratto unico. Vertice da Letta Le ore più lunghe di Alitalia La trattativa Alitalia si è protratta fino a notte fonda. Muro contro muro fra la Cai e i sindacati, con i piloti a rifiutare l'ipotesi del contratto unico, mentre si apriva uno spiraglio su cargo e manutenzioni. A tarda sera, dopo ore drammatiche per la mobilitazione dei dipendenti davanti al ministero del Lavoro, si è svolto un summit a Palazzo Chigi da Letta con Sacconi, Matteoli, Fantozzi, Colaninno, Passera e Sabelli. Assemblea a Fiumicino: decine di voli cancellati, passeggeri infuriati. Biraghi, Caleri e Moro alle pag. 2 e 3.

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ROMA Come interviene il Cavaliere nelle polemiche sul fascismo? Non parlando di fascismo, ma di (sezione: Alitalia 2)

( da "Messaggero, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di MARIO AJELLO ROMA Come interviene il Cavaliere nelle polemiche sul fascismo? Non parlando di fascismo, ma di comunismo. "Noi - avverte Berlusconi parlando ai ragazzi della festa di An - dobbiamo sempre ricordarci che la sinistra viene dal comunismo e i signori della sinistra non lo hanno ancora superato. Finchè non lo faranno, è impossibile il dialogo con loro. Quindi, andiamo avanti con la nostra maggioranza che è ampia e grazie alla quale stiamo facendo tantissime ottime cose". Applausi. Ovazione. Anche se il Silvio in versione anti-comunista sembra appassionare i ragazzi di An - che lo adorano - un po' meno del Silvio che parla della meritocrazia nella scuola. O che annuncia la riforma della giustizia ("E' il popolo che ce la chiede") da fare subitissimo e nella quale i pm non più onnipotenti "andrebbero chiamati avvocati dell'accusa e dovranno avere una carriera separata da quella dei giudici e presentarsi alla porta di questi ultimi bussando, chiedendo permesso e presentandosi con il cappello in mano". O che parla dell'Udc: "Ragazzi, quando leggete sui giornali con noi nel governo litighiamo sempre non credeteci proprio. Sono menzogne. Non ci sono contrapposizioni, oggi. Anche perchè adesso quelli che creavano scontri dentro il governo non ci sono più". I centristi, appunto. E per essere più convincente, Berlusconi la butta sullo scherzo: "Che cosa devo fare, per chiarire a tutti che non ci sono dissapori nella maggioranza? Devo far salire sul palco La Russa (che era in platea fino a poco prima, ndr) e ballare con lui un tango? Devo fare il tango con Gasparri? No, Gasparri non è il mio tipo". Ma ieri sera, vista le polemiche su Salò e via dicendo, Berlusconi ha scelto di inserircisi anche lui sia pure in maniera indiretta ma molto netta. Una ragazza - sono per lo più ragazze, e anche graziose, a fargli le domande dalla platea - gli chiede dell'accordo appena stipulato con Gheddafi. Lui risponde e, parlando della colonizzazione italiana laggiù, osserva: "Italo Balbo in Libia fece cose egregie colonizzatore. Costruì caserme, abitazioni, infrastrutture. Anche se le fece solo per gli italiani". I giovani approvano. Per troppa timidezza non hanno inserito Balbo fra i loro miti cui è dedicata un'apposita mostra - ci sono Jonathan Livingston, il milanista Gattuso, Madre Teresa di Calcutta, Cirano de Bergerac, Perlasca - e ora però è arrivato Zio Silvio a ricordare quanto fu meritevole quell'eroe del Ventennio. Non che il fascismo interessi granché - anzi, zero! - a questi ragazzi. E il comunismo, o meglio l'anti-comunismo? Berlusconi comincia a leggere, da un suo vecchio libro una pagina che parla appunto del comunismo: "Abolizione della proprietà privata, pianificazione dell'economia, decine di milioni di morti, miseria, terrore...". Subito dopo si alza una ragazza, e prima di fare la sua domanda al Cavaliere premette gentilmente: "Parliamo di cose più pragmatiche, del problema casa per esempio...". E Berlusconi: "Guarda che il comunismo è una cosa molto pragmatica!". Ma lo è anche, anzi di più, la riforma della scuola che il premier anticipa: "Cinque in condotta, divisa come simbolo di uguaglianza, aumento del tempo pieno, meno insegnanti ma pagati di più secondo il merito...". Intanto è planato su Alitalia: "Nessuno straniero avrà mai la maggioranza azionaria. Gli imprenditori italiani, che si sono impegnati nella cordata, lo hanno fatto per spirito patriottico". L'evocazione del patriottismo manda in visibilio i giovani ascoltatori. Silvio lo capisce. E insiste, dando una botta alla Perfida Albione: "Gli inglesi ci guardano dall'altro in basso. Ma noi siamo il Paese con più cultura al mondo e non dobbiamo avere complessi d'inferiorità nei confronti di nessuno". Specie dei comunisti. Rieccoli. In versione barzelletta. "I carabinieri - è la storiella berlusconiana - non sono contenti del governo. Allora decidono di andarsene in vacanza, a fare una bella battuta di caccia. Uno entra nel bosco, spara e quando esce il maresciallo gli chiede: che hai preso? Una lepre! Poi è un altro a sparare e il maresciallo: che hai preso? Un faggiano! Poi è il maresciallo che spara e i suoi commilitoni gli chiedono: lei che ha preso? A giudicare dai documenti, ho preso un comunista!". Qualcuno ride. Ma ridono tutti poco dopo. C'è una zanzara, sul palco, che ronza intorno al volto del Cavaliere. "Questa è una zanzara comunista", annuncia il premier. Il quale, con uno schiaffo fulmineo, la uccide. E poi esulta: "L'ideologia liberale ha prevalso!".

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Berlusconi: <Un consenso imbarazzante> (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Politica Italiana Pagina 106 Il premier alla festa dei giovani di An: "Il gradimento dell'esecutivo è arrivato al 62 per cento" Berlusconi: "Un consenso imbarazzante" Il premier alla festa dei giovani di An: "Il gradimento dell'esecutivo è arrivato al 62 per cento" --> ROMA Solo un anno fa, Silvio Berlusconi, come ieri era stato la star di Atreju, la festa di Azione Giovani al Celio. Aveva promesso allora che Prodi sarebbe imploso ed il centrodestra sarebbe tornato al governo, annunciando la imminente nascita del Pdl ed una lotta senza quartiere ai notabili politici (anche di Forza Italia) schierati a difesa del proprio cadreghino. Il Cavaliere torna a promessa mantenuta, da premier, dispensa ottimismo e gigioneggia come allora, ma soprattutto mette in vetrina i successi del governo, senza dimenticare l'ennesima condanna dell'ideologia comunista ed un applaudissimo elogio di Italo Balbo. LA ZANZARA ROSSA Tutto ha inizio con il sacrificio di una zanzara, che si muove attorno al premier sul palco di Atreju, nel caldo afoso. "C'è una zanzara comunista...", dice Berlusconi. Poi, la schiaccia e esulta: "La filosofia liberale ha prevalso sull'attacco...". Più tardi Berlusconi tornerà a condannare l'ideologia comunista leggendo il lungo passaggio del libro nero del comunismo. E sulle riforme dirà: "I signori della sinistra sono nati con questa filosofia nella testa. Quando fingono di aprirsi al dialogo con noi sulle riforme devono dimostrare di averla superata. Ma purtroppo devo dirvi che questo non è avvenuto per nessuno dei protagonisti della sinistra". Una giovane interrompe il premier e chiede che si parli di temi più "pragmatici". "Le assicuro - gli risponde il Cavaliere - che il tema è quanto di più pragmatico ci sia". Nei giorni in cui il revisionismo sul fascismo torna di moda, Berlusconi si lancia in uno sperticato (ed applauditissimo) elogio di Italo Balbo, esuberante gerarca fascista con la passione del volo, spedito dal Duce a fare il governatore in Libia anche per moderarne l'eccessivo ed irrequieto individualismo. "Italo Balbo in Libia fece cose egregie, cose buone - lo loda - e questo l'ho ricordato a Gheddafi, ma lui mi ha replicato che aveva fatto, sì, cose buone, ma soprattutto caserme e centrali operative per i colonizzatori". Si passa all'attualità. "Il momento - spiega Berlusconi - è particolarmente positivo, eccessivamente positivo, quasi imbarazzante. Io ho il 67% di consensi. Il governo gode del 62%, noi insieme alla Lega raggiungiamo il 52%, mentre il Pd con l'Idv è al 32%. In una democrazia bipolare è un fatto storico". TRAGUARDI "Datevi traguardi, siate ambiziosi", sprona i giovani il premier. Poi elenca quelli toccati dal governo: miracolo napoletano, avvio riforma federalista, intesa su legge elettorale europea ("in modo da difendere meglio gli interessi italiani in Europa"), successo nella mediazione in Georgia ("abbiamo spento una miccia, evitando conseguenze davvero negative se le ritorsioni i europee fossero state troppo pesanti"). Su Alitalia il premier rivendica di aver contribuito alla soluzione della cordata di imprenditori "nonostante lo scherno della sinistra". "Sedici dei nostri migliori imprenditori - dice - hanno voluto investire i propri capitali nella nostra compagnia di bandiera ed un grande paese non può non avere una propria compagnia, mentre Prodi la stava invece svendendo ad Air France". E infine: "Da quando siamo al governo, mettendo anche a frutto esperienza e approfittando del fatto che chi era fonte di divisione non c'è più, si è creato un clima di collaborazione che non ha motivi di distorsione. C'è un clima eccezionale. Sono molto contento dei ministri e i giovani sono straordinari", assicura il premier.

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La rabbia dei dipendenti in corteo: "Così non si firma, meglio fallire" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

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N. 218 del 2008-09-12 pagina 0 La rabbia dei dipendenti in corteo: "Così non si firma, meglio fallire" di Massimo Malpica Molti manifestanti con un cappio al collo Fischiato il segretario della Cisl Bonanni. Un lavoratore Atitech minaccia di darsi fuoco, rinuncia dopo l'intervento dei sindacalisti da Roma Da Fiumicino al centro di Roma la vertenza Alitalia vive il suo 11 settembre tra slogan, rabbia e cortei. Nello scalo romano dipendenti della compagnia di bandiera e della società di handling di Air One sfilano in corteo bloccando le partenze, poi si riuniscono in assemblea, provocando la cancellazione di decine di voli. Qualche chilometro più in là, mentre nelle stanze del ministero del Lavoro la trattativa cerca una difficile sintesi, altri lavoratori Alitalia si piazzano davanti al dicastero, in via Flavia. Molti ironizzano sulla "cordata italiana" mettendosi un cappio al collo. Lo slogan più gettonato è il più radicale: "Fallimento". Ne fa le spese il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, salutato da fischi e insulti. "Venduto, non firmare, da qui non esci", gli gridano, e meno male che la polizia evita contatti troppo ravvicinati con i "presidianti". Le "sigle" del trasporto aereo ci sono tutte, le bandiere bianco-gialle del Cub, i vessilli di Sdl, Cigl e Ugl colorano il caldissimo - non solo per il sole impietoso - isolato di fronte al ministero. Saturo quando da Napoli arrivano i dipendenti Atitech, la società che si occupa della manutenzione per l'Alitalia. Tra due ali di carabinieri ci sono comandanti in divisa, hostess e steward, tecnici, operatori del call center, assistenti di volo precari. Tutti cercano indiscrezioni su "quello che succede dentro", nessuno è ottimista. "Francamente i sindacati rappresentano solo loro stessi. Meglio fallire, almeno con i libri in tribunale avremo chiarezza", sospira Donatella, occhiali scuri e maglia arancione con l'adesivo "Mobasta", acronimo del Movimento di base assistenti di volo stagionali Alitalia. "Noi precari - continua - siamo la “zona grigia” di questa vertenza, gli invisibili. Io lavoro da otto anni a singhiozzo: lo stipendio lordo, senza ore volate, è di 690 euro, e volando un bel po' si arriva sui 1.800 euro, diarie comprese. Ma il sussidio di disoccupazione si calcola sul dato base, il che vuol dire che quando non lavoro prendo 400 euro. Ora la cordata propone di scendere a 1.400 euro omnicomprensivi. Ridurre l'Alitalia così è stato un delitto. Ma perché gli unici a essere castigati devono essere i dipendenti, e non i veri responsabili?". "Noi speriamo nel mantenimento del posto di lavoro", interviene Carmine, napoletano, tecnico Atitech a Capodichino. "Se devo fare il postino per me va bene. Ma per formare uno di noi ci vogliono dieci anni, e i corsi costano migliaia di euro: siamo una risorsa e non uno sperpero, perché esternalizzare la manutenzione?". Intanto la tensione sale. Arrivano le prime voci sull'esito dei "tavoli", un delegato del Cub urla al megafono che sono a rischio 10mila posti di lavoro "vogliono far sottoscrivere l'azzeramento dei diritti e a queste condizioni non si firma", la folla comincia a urlare "fal-li-men-to". Una dissoluzione, più che una soluzione. Eppure anche i piloti sposano la linea dura. "La proposta della cordata è inaccettabile", spiega Aldo Leonzi, comandante da 20 anni, 14mila ore di volo alle spalle. "Sull'aumento di redditività siamo d'accordo. Ma a noi piloti è stato proposto un salario che è inferiore del 30 per cento a quelli che Ryanair riconosce ai suoi. è quello il termine di paragone per la nuova compagnia? Il costo del personale Alitalia incide sul bilancio solo per il 19 per cento, un dato molto inferiore rispetto agli altri vettori. Gli sperperi sono stati altrove. E se la legge Marzano viene modificata per escludere la responsabilità amministrativo-contabile dei vertici come si può non pensare male? Qui siamo ridotti a trattare con la pistola alla testa, e non è giusto". Poi il presidio si sposta in via Fornovo, filiale del ministero e sede delle trattative. Slogan da stadio, poliziotti in assetto antisommossa. E in una situazione già sufficientemente tesa, un dipendente Atitech si cosparge d'alcol minacciando di darsi fuoco. Scendono i sindacalisti per farlo recedere dall'intento. E la trattativa, almeno questa, va subito a buon fine. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Muro contro muro nella notte. Sacconi: "Adesso o mai più" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

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N. 218 del 2008-09-12 pagina 0 Muro contro muro nella notte. Sacconi: "Adesso o mai più" di Gian Battista Bozzo Trattativa non stop, piloti in trincea. Due gruppi privati interessati al cargo e alla manutenzione. Vertice da Gianni Letta a Palazzo Chigi da Roma "O questa notte o mai più, non c'è una seconda possibilità, non ci sono secondi appelli". Cala la notte a Roma, mentre Maurizio Sacconi esce dal ministero del Welfare. "Domattina (cioè oggi, ndr) - spiega - quando si aprono gli uffici di Alitalia, il commissario deve avviare con rapidità atti che si fondano sulla presenza o meno di un accordo, quindi di un'offerta". Un invito a chiudere prima dell'alba, che trae forza dalle offerte giunte per i settori cargo e manutenzione da parte di gruppi privati, che salvaguardano oltre mille posti di lavoro. Ma che si scontra con le forti resistenze dei piloti, decisi a non sottoscrivere il contratto unico. Tanto da rendere necessario un vertice imprevisto a palazzo Chigi, dal sottosegretario Gianni Letta, con il presidente della Cai Roberto Colaninno, il commissario Augusto Fantozzi, i vertici di Intesa San Paolo, Corrado Passera e Gaetano Miccichè, i ministri Sacconi e Matteoli. Si discute se concedere ai piloti un contratto a parte; spuntano voci di dimissioni di Sabelli, prontamente smentite. "Il nodo sono i piloti, se lo superiamo la strada è in pianura, se non in discesa", dicono fonti di governo. Durante il summit di palazzo Chigi si interrompe il negoziato al ministero del Welfare, dove le nove sigle sindacali che rappresentano piloti, assistenti e personale di terra trattano ad oltranza in quattro tavoli con Rocco Sabelli e i suoi. Poi si riprende, in piena notte, alla ricerca dell'intesa. In mattinata erano emersi spiragli positivi. L'ad della cordata Colaninno mostrava disponibilità a trovare una soluzione per il settore cargo e la manutenzione pesante, fuori dalla nuova Alitalia. Sabelli ha confermato l'interesse a partecipare "a una joint venture di operatori specializzati che rilevi le attività cargo e le gestisca con criteri di mercato". Per la manutenzione, ha aggiunto, "diamo mandato al commissario Fantozzi di trovare una forma contrattuale pluriennale in outsourcing, prevedendo una nostra partecipazione azionaria". L'Atitech - la società con base a Napoli che effettua la manutenzione - impiega 700 addetti, mentre quelli del cargo sono 450. Alle aperture verbali, seguono i fatti. In serata Fantozzi rende noto di aver ricevuto una manifestazione di interesse da parte di Aviation-Management Consulting Gmbh & Co. per l'intero pacchetto di azioni Atitech e per l'intera struttura Alitalia della manutenzione pesante. Una seconda manifestazione di interesse, per il ramo cargo, è giunta da Alis-Aerolinee italiane spa e Miro Radici Finance spa. è anche incominciata, mercoledì scorso, l'attività di due diligence da parte della Cai. "Bisogna chiudere entro venerdì, per poter andare avanti", faceva sapere il commissario. E mentre il lavoro di Fantozzi proseguiva di lena, i negoziatori si preparavano a una lunga nottata di trattative, con molti punti controversi ancora sui tavoli: dal contratto unico alle retribuzioni, alla difficile partita degli esuberi (3.250 secondo il governo, il doppio secondo i sindacati). Per i piloti dell'Anpac, "la risposte non sono ancora sufficienti", e dunque situazione "ad alto rischio". Fonti della Cisl erano ottimiste sugli stipendi. "I nodi si possono sciogliere - ha spiegato il segretario Raffaele Bonanni, unico segretario generale delle confederazioni presente al negoziato - ma noi insistiamo sulla non possibilità di scalata da parte di stranieri". Da Bologna, il segretario della Cgil Guglielmo Epifani invita a continuare a trattare "fino a un punto di compromesso accettato da tutti". Dice apertamente Renata Polverini: "Il sindacato non vuole essere responsabile del fallimento, tanto meno capro espiatorio". Ma piloti e assistenti di volo autonomi fanno muro sul contratto unico, scontrandosi con l'azienda. "L'unica base di partenza della discussione resta la piattaforma contrattuale Cai", ribadiscono i rappresentanti della cordata: "La nascita di una Nuova Alitalia potrà avvenire esclusivamente con una netta discontinuità rispetto alla situazione attuale", poi si potranno cercare "successivi raccordi" con i contratti esistenti. Cai nega anche che ci siano riduzioni retributive, solo una diversa composizione del salario. "Sul contratto unico siamo fermi", confermano all'Ugl. è l'una passata quando Sacconi presenta un documento sugli ammortizzatori sociali. Poi il negoziato riprende nella notte. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Le torri del gruppo per Rothschild valgono 5 miliardi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

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N. 218 del 2008-09-12 pagina 22 Le torri del gruppo per Rothschild valgono 5 miliardi di Redazione Ministro Scajola, cosa vi siete detti martedì con il presidente di Telefonica, Cesar Alierta? "Abbiamo parlato soprattutto di sviluppo della banda larga e delle reti di nuova generazione". Claudio Scajola, ministro per lo Sviluppo economico, è stato il primo membro dell'esecutivo a ricevere Alierta, grande socio di Telecom con il 42% del capitale della holding che la controlla, nel suo tour italiano. E ha accettato di parlarne, con questa intervista al Giornale. "Per Alierta la rete di nuova generazione è fondamentale per la competitività e l'innovazione di un'Europa che deve tornare leader nel mondo ed è decisiva per rilanciare la creatività italiana attraverso nuovi servizi e applicazioni che renderà possibili. Una posizione in linea con le iniziative del governo per favorire la banda larga, soprattutto nelle aree più deboli: gli 800 milioni previsti dal piano triennale per incentivarne la diffusione attraverso accordi di project financing con gli operatori e le forti semplificazioni amministrative e procedurali che consentiranno di abbattere i costi per le opere civili necessarie alla posa della fibra ottica. Ho anche ribadito il giudizio positivo del governo sulla riorganizzazione di Telecom Italia avviata dal nuovo management". Qual è la posizione di Alierta nei confronti dell'investimento in Telecom, che gli sta costando 2 miliardi di minusvalenze? "Alierta è fiducioso, anche nei confronti dell'Italia. Non si fanno investimenti importanti come quello che ha fatto Telefonica in Telecom se non si è ottimisti sulle potenzialità del mercato delle tlc e sulle capacità del nostro Paese di offrire un contesto regolamentare nazionale semplice e di lavorare per un quadro europeo equilibrato". Lei ha ribadito al manager spagnolo che Telecom resterà italiana per sempre? "Questa sarebbe una "politica" di promesse, anche un po' dirigista, che non mi appartiene. Ritengo ed auspico che il controllo di Telecom resti in mani italiane, e sa perché? Non per vuoto nazionalismo economico, ma perché la sua rete telefonica è un asset non riproducibile, vitale per il Paese, per le imprese e per le famiglie, per la produttività della nostra economia. O si investe sui settori innovativi - come quello delle tlc - o si resta indietro". Telefonica è uno dei frutti del piano spagnolo, orchestrato a tutti i livelli, per avere successo all'estero. Come va in Italia? "Il successo del sistema Spagna dipende da molti fattori. Per citarne due, un ottimo utilizzo dei fondi europei destinati allo sviluppo e la capacità di sfruttare i grandi eventi come momento di ideazione e realizzazione delle infrastrutture, come ho potuto constatare visitando la settimana scorsa l'Expo di Saragozza. L'Italia sotto questo aspetto è indietro, con ritardi nell'utilizzo delle risorse europee e una certa difficoltà a investire sui grandi eventi. Abbiamo due occasioni: la prima è l'utilizzo dei fondi residui della programmazione 2000-2006 e di quelli, consistenti, del periodo 2007-2013. La seconda è l'Expo 2015, che è una grande opportunità per Milano e per tutto il Paese". Per ora rimediamo con l'export, che continua a tirare, nonostante un sistema-Paese assente... "Le imprese italiane si sono ristrutturate in questi anni e si stanno facendo onore sui mercati mondiali, soprattutto Russia, Asia e Medio Oriente. Così sono riuscite a compensare la debolezza del dollaro e dei consumi interni. Lo Stato e gli altri enti pubblici possono e debbono fare di più per sostenerle. Con il ministro Frattini abbiamo costituito una Cabina di regia per programmare le missioni di sistema all'estero. Inizieremo in novembre in Vietnam e in dicembre in Israele. Alla Cabina parteciperanno anche le Regioni e rappresentanze delle imprese per evitare una certa dispersione di iniziative e di risorse che c'è stata in questi anni. Quest'attività sarà molto utile alle aziende per programmare con anticipo le strategie di investimento nei Paesi esteri". Volerete con la nuova Alitalia? "Lo sapremo fra qualche ora, visto che la trattativa con i sindacati è entrata nella fase conclusiva. Me lo auguro per i lavoratori coinvolti, per i quali troveremo soluzioni dignitose. Me lo auguro per il nostro Paese, perché davvero una compagnia di bandiera che abbia le ali nel mondo, ma la "cabina di pilotaggio" in Italia, sarà parte integrante di una strategia di rilancio complessiva del brand Italia nel mondo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il nuovo 11 settembre è targato Lega (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)

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Oggi è Ven, 12 Set 2008 Edizione 191 del 12-09-2008 L'approvazione della bozza che cambia l'Italia Il nuovo 11 settembre è targato Lega di Francesco Blasilli "I secessionisti non vogliono il federalismo". Parola di Marco Reguzzoni, vicepresidente vicario della Lega Nord alla Camera dei deputati. Il motivo? "Il federalismo serve per unire, non per dividere". Ha le idee chiare, molto chiare Reguzzoni, secondo molti uno dei figli prediletti del Senatur; che le idee chiare perché sa che la Bozza Calderoli "è solo un primo passo", ma un primo passo che non si può che definire "storico". Dunque l'11 settembre dalle parti di Pontida sarà una data non più ricordata per le Torri gemelle, bensì per l'approvazione del ddl sul federalismo fiscale. Ha le idee chiare su quello che è il suo scopo politico, "trasformare l'Italia in un moderno stato federale perché 150 anni di storia hanno dimostrato che lo Stato centrale proprio non va". E soprattutto, Reguzzoni, è un leghista della nuova generazione, quella che non ha più bisogno di usare parole come "terroni" e "secessione" perché è consapevole della forza del proprio partito, un partito che come impatto politico è stato paragonato da qualcuno alla Forza Italia post tangentopoli. Il Carroccio del 2008 è un partito che non guarda più con disprezzo al Sud, perché "il federalismo serve più che altro al Meridione, che con l'assistenzialismo statale ha dimostrato di non potercela fare". Certo, la strada è molto lunga ed i rischi sono dietro l'angolo. Primo fra tutti, il fatto che il fondo perequativo gestito dallo Stato possa essere usato in modo tale da lasciare tutto come prima; "speriamo che non accada ? sospira Reguzzoni ? perché se il federalismo vince, tutti camminano con le loro gambe". Intanto è previsto un periodo transitorio di cinque anni, per dare tempo alle Regioni di diventare autosufficienti, "ma non possiamo farci nulla: è un percorso che io, se potessi, farei in cinque giorni, qualcun altro in cinque anni e altri ancora non lo farebbero mai". E se qualcuno, come è stato fatto, ipotizza che la bozza Calderoli altro non sia che un trofeo da esibire da Bossi durante "il rito dell'ampolla", Reguzzoni si fa un risata "perché è un ddl approvato dal consiglio dei ministri, mica un pezzo di carta". Anche perché, uscendo dai luoghi comuni, la bozza Calderoli è un passo in avanti "anche per chi non è della Lega. Per noi è un obiettivo finale e un sogno, per i non federalisti è comunque un segnale di rinnovamento". E non parlategli di scambi con Berlusconi per avere subito il federalismo, perché "il Cavaliere sta dalla nostra parte. E poi la Lega ha sempre avuto un atteggiamento collaborativo, basta guardare la questione Alitalia o i rifiuti di Napoli che se li è presi la Moratti". Insomma, inutile provare a mettere granelli di sabbia nell'ingranaggio del centrodestra, perché "facciamo cose insieme ? taglia corto Reguzzoni ? e soprattutto vogliamo fare cose insieme".

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Ultimo giorno di caos a Fiumicino e a Roma (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)

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Oggi è Ven, 12 Set 2008 Edizione 191 del 12-09-2008 LE PROTESTE ESASPERATE DEI DIPENDENTI DI ALITALIA Ultimo giorno di caos a Fiumicino e a Roma di Alessandra Mieli Il giorno più lungo della storia della compagnia di bandiera. Non si può dire che non ce l'abbiano messa tutta. Una prova di resistenza e di volontà. Una maratona contro il tempo, e... i lavoratori, o almeno una parte dei dipendenti, che ieri hanno rumorosamente "sfiduciato" le rappresentanze sindacali. Mentre queste ultime erano impegnate in una defatigante serie di trattative, prima nella sede del Ministero in via Flavia, e poi, nel pomeriggio in via Fornovo, all'aeroporto di Fiumicino e per le vie di Roma è stata una giornata di ordinaria follia. La giornata era iniziata con una prima concessione dell'amministratore delegato della Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli che aveva annunciato la disponibilità della Newco a partecipare a una società che prenderebbe in outsourcing con contratti pluriennali la manutenzione per la nuova Alitalia e a un'altra di operatori specializzati per il settore cargo. Ma immediata era anche arrivata la doccia fredda dal commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi che ha puntualizzato "Serve l'accordo entro domani". Al suo arrivo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato duramente contestato da un gruppetto di dipendenti di Alitalia esasperati. E' toccato a Guglielmo Epifani da Bologna gettare acqua sul fuoco: "Non si esce da questa vicenda se non con l'accordo di tutte le organizzazioni. Siccome l'alternativa del fallimento non la vuole nessuno, bisogna continuare a trattare fino a raggiungere un punto di compromesso accettato da tutti". Ma, assumendo come reali le cifre dichiarate dal sindacato di base, si capiscono meglio le intemperanze e i mal di pancia degli assunti e dei precari dell'Alitalia. L'impatto reale del piano di salvataggio sarebbe di oltre 10mila tagli dei posti di lavoro oltre ai 3.250 esuberi annunciati prevede un futuro incerto per 2.050 esternalizzati, ed una situazione di incertezza per altri 700 dipendenti. Sarebbero poi circa 1.200 i lavoratori "misteriosamente scomparsi" dai conteggi aziendali. Per i Cub "è un falso il dato annunciato al tavolo di confronto di 17.500 dipendenti in tutto tra Alitalia e Air One: solo i dipendenti a tempo indeterminato di Alitalia - sostengono - sono 16.500". Il piano, "inoltre non tiene assolutamente conto del destino di 4.000 precari". La logica del "tanto peggio, tanto meglio" ha spinto i dipendenti ha rilasciare dichiarazioni al limite del buon senso, ma che, se si riflette al rapporto che i dipendenti di Alitalia hanno sempre avuto (fino a ieri) con il loro dato di lavoro, ovvero un Ministero, possono anche apparire in linea con le aspettative. "Non firmate, non firmate", era lo slogan gridato dai dipendenti di Alitalia che ora (troppo tardi) rimpiango il mancato accordo di alcuni mesi fa con l'Air France. "Ancora non capisco perché l'intesa con i francesi sia fallita ? ha detto una hostess di terra - L'accordo con i transalpini ci avrebbe permesso di mettere in tasca 1.400 euro al mese. Ora quella cifra è solo un miraggio". In compenso è probabile che non abbiano incassato la solidarietà dei passeggeri dello scalo romano che ieri hanno celebrato, loro malgrado, il ricordo dell'11 settembre. Data infausta questa per tentare di chiudere un accordo, e per coloro i quali si sono ritrovati bloccati lungo la via dell'aeroporto ad arrancare con valige al seguito. Per non parlare dei passeggeri prenotati sulla quarantina di voli cancellati. E così ha avuto un effetto straniante il comunicato emesso dall'Alitalia proprio ieri che annunciava (come se nulla fosse) che la compagnia accompagnerà Sua Santità Benedetto XVI nel viaggio apostolico a Parigi, in occasione del 150esimo anniversario delle apparizioni di Lourdes. Ecco, ci vorrebbe proprio un miracolo per rimettere tutto a posto e far tutti contenti. Invece di miracoli neppure l'ombra, anzi neppure un gesto caritatevole da parte dell'amministratore delegato di Finmeccanica, Pier Francesco Guargaglini, che, a proposito di un eventuale interesse per la società che fa servizi di manutenzione pesante degli aerei, ha chiuso con un lapidario "Possiamo essere interessati a prendere qualche dipendente, ma non Atitech". E, su nel nord, intanto si pensa al futuro come se la tragedia fosse già finita. Il governatore lombardo si preoccupa che l'alleato internazionale più adatto per la nuova Alitalia sia una compagnia che fa collegamenti intercontinentali diretti con Malpensa e non nasconde le simpatie per Lufthansa Se ci sarà un potenziamento del traffico dagli scali milanesi, e da Malpensa in particolare, ha spiegato Formigoni, "si potrà discutere su come dovrebbe avvenire il ridimensionamento di Linate, in che tempi e in che modi".

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Intervista a GAETANO PECORELLA/ "Se la riforma della giustizia non si fa ora, non si farà mai più" (sezione: Alitalia 2)

( da "Opinione, L'" del 12-09-2008)

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Oggi è Ven, 12 Set 2008 Edizione 191 del 12-09-2008 Intervista a GAETANO PECORELLA/ "Se la riforma della giustizia non si fa ora, non si farà mai più" di Dimitri Buffa "Se la giustizia non riesce a riformarla l'esecutivo in carica, con questa maggioranza, con questi numeri, con l'opposizione in buona parte d'accordo, vorrà dire che non c'è più speranza che ci riesca nessuno e tanto varrà privatizzare il ministero di Grazia e Giustizia e tentare di venderlo all'estero un po' come si è provato di fare con Alitalia". Alla fine di una lunga intervista con "L'Opinione" al deputato Gaetano Pecorella (uno dei consiglieri giuridici di Berlusconi più autorevoli e stimati dal premier, che recentemente, il 4 agosto scorso, ha presentato la proposta di legge costituzionale numero 1598 per riformare la giustizia in maniera radicale) la battuta sarcastica scappa. "Repubblica" ha paura di un'altra separazione, oltre a quella delle carriere dei magistrati, e cioè quella dei poteri di indagine dal pm. E' razionale questo allarme istituzionale lanciato da Giuseppe D'Avanzo? Non tanto. Il pubblico ministero non può soffocare sotto le notizie di reato. In Francia e in Inghilterra al pm la polizia giudiziaria fa arrivare la notizia di reato cosiddetta "vestita". Se arriva una telefonata e dice "hanno ammazzato il signor Bianchi", nei paesi civili la polizia la notizia la trasmette al pm quanto meno non prima di avere accertato se il signor Bianchi sia o meno in vita. In Italia teoricamente la notizia deve arrivare subito. Quindi? Non si tocca alcuna prerogativa del pm e della polizia giudiziaria. Oggi la polizia giudiziaria lavora solo su delega del pm e spesso perde un sacco di tempo per le indagini mentre il magistrato si trova ad affogare tra le carte. Credo che la riforma sia utile e di certo non significhi che il pm perda il controllo della polizia giudiziaria. Diventa il garante delle indagini e non il capo della polizia giudiziaria come di fatto avviene oggi. E non è vero che questa riforma equivarrebbe a mettere il pm sotto l'esecutivo visto che la polizia giudiziaria dipende dal ministero degli interni e di fatto dal ministro pro tempore? Questo teorema dimostra di essere sciocco e senza informazioni: la polizia giudiziaria non risponde al Viminale se non dal lato gerarchico e amministrativo, le indagini continua a coordinarle il magistrato come ovunque nel mondo. Anche oggi allora si potrebbe argomentare lo stesso sillogismo perché anche oggi la polizia dipende dal ministero, ma non mi risulta che il capo della polizia dica ai singoli agenti "no, tu questa indagine non la fai". E' una cosa che non sta in piedi né in cielo né in terra. Si è ipotizzato un patto tra l'avvocato Nicolò Ghedini e l'ex magistrato Luciano Violante perché quest'ultimo vada alla Corte Costituzionale in cambio del via libera alle riforme sulla giustizia da parte del Pd. Esiste questo accordo tra Forza Italia e il Partito democratico? Come è noto la nomina del giudice in questione spetta al Capo dello stato e il solo ipotizzare che il Quirinale si presti a questo genere di scambi è insultante di per sé. Il posto oggi libero è di assegnazione del centro destra, visto che Romano Vaccarella lo avevamo eletto noi. Pensare che Ghedini possa influenzare Napolitano è pura fantascienza. Violante poi non ha bisogno di fare patti né può farli perché la cosa non dipende da lui. L'Unione delle camere penali italiane dice che le riforme di cui si sta discutendo sinora sono acqua fresca. Che non si parla più dei temi veri come la separazione delle carriere dei magistrati, della responsabilità civile dei giudici non in capo allo Stato ma sul singolo magistrato e dei criteri della determinazione dell'obbligatorietà dell'azione penale che di fatto oramai sarebbe solo un totem. Lei che dice in proposito? Le mie proposte costituzionali parlano chiaro. Io condivido in pieno le priorità delle Camere penali. Se c'è un obbligo dell'azione penale non possono essere i pm a decidere le priorità, ma caso mai il governo e il Parlamento. Se invece cade il feticcio allora questa obbligatorietà bisogna eliminarla partendo dalla Costituzione. Per quanto riguarda la responsabilità civile dei giudici, forse basterebbe anche la legge in vigore che è applicata molto male. Ma quella responsabilità civile non può essere valutata solo da altri magistrati perché esiste il rischio concreto che la difesa corporativa ci sia. Eccome. E anche qui occorrerebbe una modifica costituzionale con un tribunale speciale per la disciplinare dei magistrati. Infine la separazione delle carriere: con me le camere penali sfondano una porta aperta e non a caso io ne ero un esponente di primo piano. Se non partiamo dalla Costituzione però, non se ne viene a capo: gli aggiustamenti fatti con la legge ordinaria vengono facilmente riassorbiti dalle prassi di comodo. Senta professor Pecorella, guardiamoci nelle palle degli occhi anche se siamo al telefono: che possibilità c'è che questa sia la volta buona che si fa la riforma della giustizia in Italia? Potrei dirle che se non ci si riesce in questa legislatura, con un governo che gode di questa maggioranza in Parlamento e di un siffatto favore elettorale, con metà dell'opposizione che non spera altro che di liberarsi dai ricatti giudiziari di Di Pietro e di alcuni magistrati, tanto varrebbe cercare all'estero qualcuno capace di gestire via Arenula. Un po' come si è cercato di fare con l'Alitalia. Certo per fare le riforme occorre anche l'immunità di chi ci lavora sennò finisce che un qualche pm ripete lo scherzo già fatto a Mastella e a sua moglie. E se alla fine la riforma della giustizia dovesse di nuovo abortire? Per l'Italia sarebbe la fine. Il nostro paese è sprofondato in questa crisi politico economica proprio perché negli ultimi 15 anni la politica dei veti incrociati sulle riforme, in primis la giustizia, insieme alle inchieste a orologeria che non hanno risparmiato nessun premier e nessuna maggioranza, hanno trascinato l'Italia agli ultimi posti di affidabilità del sistema giudiziario. E io penso anche al nodo della giustizia civile: un paese in cui i creditori non riescano quasi mai a esigere e poi a incassare i propri crediti è un paese che allontana gli investimenti stranieri e fa delocalizzare quelli interni. Io non credo che ci si possa permettere tutto ciò all'infinito.

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Alitalia, drammatica trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Azienda e sindacati, muro contro muro nella notte. Proteste a Roma e a Fiumicino, annullati 50 voli. Contestato Bonanni Alitalia, drammatica trattativa Federalismo: il governo approva la riforma, scompare la tassa sui servizi Resta ancora lontano l'accordo sul piano di salvataggio di Alitalia. Nell'ultimo giorno utile per la trattativa tra il governo, la Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati non si è riusciti a trovare una soluzione condivisa e le proteste dei lavoratori hanno reso il clima sempre più teso: 50 voli sono stati cancellati a Fiumicino. Ieri sera un dipendente dell'Atitech di Napoli si è cosparso di alcol davanti alla sede del ministero del Lavoro, minacciando con un accendino di darsi fuoco. Dopo pochi minuti, è stato convinto dai suoi colleghi a desistere. Il ministro Sacconi ha ribadito: "O si chiude ora o mai più: l'alternativa è il fallimento". Mentre il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, ha invitato "a continuare a trattare fino a raggiungere un punto di compromesso accettato da tutti". Su Bonanni, invece, si sono concentrate le contestazioni dei dipendenti che rischiano il posto di lavoro. Intanto, è partito il treno della riforma federalista. È stata infatti siglata un'intesa tra le forze di maggioranza. Il governo ha dato il via libera preliminare al ddl delega messo a punto dai ministri Calderoli e Fitto, dal quale è scomparsa la tassa sui servizi. Il testo dovrà ora passare al vaglio della Conferenza Stato-Regioni e otterrà l'ok definitivo nel Consiglio dei ministri del 25 settembre. Amabile, Barbera, La Mattina, Lepri, Magri e Milone ALLE PAGINE 2, 3, 8 E 9.

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Cai: "Non ci sono le condizioni" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Un portavoce: "CAI prende atto, dopo sette giorni di incontri, che non esistono le condizioni per proseguire le trattative. Evidentemente non ci si rende conto della drammatica situazione di Alitalia"

" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa NUOVA ALITALIA Cai: "Non ci sono le condizioni" I piloti: "Trattativa appesa a un filo" Un portavoce: "CAI prende atto, dopo sette giorni di incontri, che non esistono le condizioni per proseguire le trattative. Evidentemente non ci si rende conto della drammatica situazione di Alitalia" Roma, 12 settembre 2008 -La società Cai "prende atto, dopo sette giorni di incontri, che non esistono le condizioni per proseguire le trattative". Lo dichiara un portavoce della Cai. "Evidentemente non ci si rende conto della drammatica situazione di Alitalia e della necessità di profonda discontinuità rispetto al passato che il piano di salvataggio richiede", aggiunge la società. I PILOTI Ormai a queste condizioni la trattativa con Cai per la Nuova Alitalia "è appesa ad un filo e va verso il fallimento". E' quanto ha sottolineato Roberto Spinazzola, segretario dell'Unione piloti sottolineando che non c'è stato da parte di Cai "nessun margine di apertura". L'impianto proposto, ha spiegato Spinazzola, "non va bene. E' un prendere o lasciare e i mille esuberi per i piloti sono un numero attendibile ma anche un dramma non gestibile". "Una partita di questo tipo - ha sottolineato - non è gestibile". Sulla mobilità poi annunciata dal commissario straordinario Fantozzi, nel caso in cui la trattativa non fosse andata in porto entro oggi, Spinazzola ha detto che non si esclude di poter fare "azioni di contenimento". Il sindacalista ha chiarito che stanno consultando i legali per vedere se Fantozzi è obbligato per legge a procedere in questo modo o se non possano intraprendere altre strade. "A questo punto la trattativa va verso il fallimento non perchè siamo capricciosi, incoscienti e non capiamo la gravità della situazioni. Ciò che ci è stato presentato non è stato quello che ci ha detto Berlusconi, e cioè che gli esuberi sarebbero stati meno di Air France che per noi contava 506 esuberi. Abbiamo ragionato a lungo, abbiamo fatto proposte, ma è stato un muro continuo". LA MATTINATA Si fa sempre più ardua la strada per il salvataggio dell'Alitalia, ma la trattativa va avanti. Gli incontri tra esecutivo, Cai e sindacati sono andati avanti tutta la notte e sono stati, al momento, interrotti per ripartire nella tarda mattinata. Ed il ministro del Welfare Maurizio Sacconi annuncia che il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi avvierà stamattina le procedure per la mobilità dei dipendenti della compagnia. "In questo momento è molto difficile fare previsioni, ma le condizioni oggettive fanno temere il peggio", ha detto Sacconi. "Certamente", ha spiegato al termine dell'incontro con la compagnia interessata a rilevare Alitalia e i sindacati, "da stamattina Fantozzi avvierà le procedure di mobilità". Questo "perchè è tenuto a farlo, non perchè lo diciamo noi. Ha cercato di attendere fino a oggi - ha concluso Sacconi - ma egli ritiene suo dovere farlo". "Le insormontabili difficoltà che sta incontrando il confronto con la Cai - dicono Cgil, Cisl, Uil e Ugl - ci costringono, per un estremo atto di responsabilità, a 'fermare' gli orologi e ad aggiornare la ripresa della trattativa nelle prossime ore e al manifestarsi di una significativa modifica delle condizioni d'assieme sinora emerse". GLI ESUBERI Sarebbero oltre 6.000 gli esuberi previsti dal piano di salvataggio di Alitalia, di cui 1.000 sarebbero piloti. Le cifre risultano dai calcoli dei sindacati al termine dell'incontro tra il governo, la Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Il numero complessivo di oltre 6.000 deriva dalla differenza tra gli occupati di Alitalia e Air One e gli assunti della Nuova Alitalia, che Cai avrebbe confermato a quota 11.500. Quale futuro per Alitalia?La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Ciao[...] 5 volte Federer!23:56:18 - Federer però sta mononucleosi la sta usando a suo piacimento come scusa quando gli fa comodo, perchè[...] 5 volte Federer!23:40:44 - "Mi fa piacere aver creato subbuglio, e allora vado oltre." Ecco, lo sapevo: è tutta colpa nostra![...] 5 volte Federer! Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi?Spinetoli, concorso di scultura 2008/2009: vota l'opera più bellaE' giusto multare i padroni dei cani che sporcano? Dì la tua LA FOTO DEL GIORNO 'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa vita IMMAGINI KEIRA GUARDA IL VIDEO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Maratona notturna per un accordo appeso a un filo (sezione: Alitalia 2)

( da "Tempo, Il" del 12-09-2008)

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Stampa Alitalia nella bufera Maratona notturna per un accordo appeso a un filo La trattativa per salvare Alitalia come da copione si è prolungata a notte fonda. E come intuibile le posizioni tra i lavoratori, in particolare i piloti, e la Cai, la cordata di imprenditori, sono rimaste distanti. O meglio si sono avvicinate, ma di pochissimo. Inascoltato è rimasto, dunque, l'appello del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha ribadito l'ultimatum: "O si raggiunge l'accordo stanotte o mai più, domattina (stamattina ndr), in assenza di un'intesa, il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, dovrà avviare la disdetta dei contratti e la mobilità dei lavoratori, la strada verso il fallimento e ventimila lavoratori a casa". Il governo è sceso in campo con determinazione. In serata il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ha chiamato nel suo studio a Palazzo Chigi il presidente della Cai Roberto Colaninno, il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, l'ad e il direttore generale di Intesa SanPaolo, Corrado Passera e Gaetano Miccichè. Raggiunti successivamente dai ministri Sacconi e Matteoli. Obiettivo: imbastire una mediazione con l'ala più dura del personale e cioè i piloti, per i quali, le trattative del pomeriggio si erano arenate sui nodi della flotta, del servizio cargo e del contratto. Su posizioni intransigenti si erano bloccati anche gli assistenti di volo e lavoratori di terra. Difficile, però, smuovere la Cai dalla sua principale missione e cioè aumentare la produttività aziendale. L'ad della cordata, Rocco Sabelli, ha spiegato ai sindacati che l'unica base di partenza della discussione era la piattaforma contrattuale proposta. Le sigle l'hanno rinviata al mittente. Troppo poco. I lavoratori aspettavano più generosità. Così la rabbia è stata tale che i dipendenti hanno continuato a chiedere ai propri rappresentanti di non firmare nulla. Anche per questo il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che si è detto pronto a firmare è stato fortemente contestato. Il quadro è stato corredato da gesti estremi. Un dipendente della Atitech si è cosparso di alcool è ha cercato di darsi fuoco. Protesta poi rientrata. Sabelli, alla riapertura del negoziato ha confermato tutta la validità del piano elaborato da Intesa SanPaolo, perché di crescita e mirante a trasportare più passeggeri e realizzare più ricavi. Un segnala di apertura è arrivato sul cargo (450 addetti di cui circa 150 piloti) e manutenzione pesante che fa capo all'Atitech di Napoli. La Cai che non vuole acquisire le due attività di Alitalia, che andrebbero in outsourcing, prevede una partecipazione azionaria dei due rami d'azienda. Per questo Fantozzi ha già ricevuto due manifestazioni di interesse per Atitech e Alitalia Cargo. Ancora troppo poco per i piloti che non hanno mollato. Poi è cominciata la notte più lunga di Alitalia.

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Berlusconi: "Con il federalismo meno tasse" (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 0 Berlusconi: "Con il federalismo meno tasse" di Alessandro M. Caprettini Il presidente del Consiglio: "L'Ici cancellata per sempre. Per il governo è un momento di consenso generale, quasi imbarazzante". La riforma federale: stop ai cattivi amministratori, ineleggibile chi finisce in rosso Roma - Sarà che i bagni di folla lo gasano. Sarà che è giunto ieri sera a fianco del Colosseo con i conti in positivo, "quasi imbarazzanti", visto che il suo consenso personale - come ha rilevato - è oggi al 67,1%, con quello del governo al 62%. Sarà anche che "l'importante mattone" del federalismo, era stato piazzato giusto in mattinata, ma Silvio Berlusconi si è presentato ieri sera ad Atreju, la festa dei giovani di An, più che pimpante. Liti nella maggioranza? Ma quando mai. Premier a tratti "irato"? Sciocchezze: "qualcosa mi può dispiacere, mi posso arrabbiare un po'... mai irare!". Scherza col pubblico, racconta barzellette, se la prende con una "zanzara comunista" su cui la sua mano ("filosofia liberale" puntualizza) a breve ha la meglio. Si augura che la vita media degli italiani possa durare tra breve fino a 120 anni, visto che sta investendo proprio in questa direzione, ma soprattutto esorta i ragazzi che lo ascoltano "ad essere ambiziosi", a "scoprire l'imprenditore che c'è in loro" senza accontentarsi e guardando l'Italia "dal di fuori" per rendersi conto com'è e come dovrebbe essere. Del resto - spiega pacato ma deciso - l'Italia è in una situazione non piacevole da cui bisogna uscire: "Subiamo ciò che abbiamo ereditato - dice sulla crescita zero che si va registrando -. Le politiche del consenso dei governi dall'80 al '92 ci hanno portato a un debito moltiplicato per otto e oggi nel mondo siamo terzi, dopo Usa e Giappone". Di qui la necessità di rivedere le cose, con la speranza di non dover fare i conti con un innalzamento degli interessi di Bot e Cct, visto il perdurare della crisi. Spendere meno, insomma: con la riforma federale, in primo luogo: "Servirà - assicura - a cambiare la struttura del Paese e a rendere più controllabili le spese dello Stato da parte dei cittadini. Ridurre le spese - tiene a puntualizzare Berlusconi - per ridurre poi le imposte". E nella riduzione di spesa, il premier infila anche la revisione degli organici nella scuola, sulla cui riforma annuncia non solo il maestro unico - accompagnato però da docenti di lingua straniera e ginnastica - il voto in condotta e la divisa unica ("simbolo di eguaglianza"), ma anche l'intensificarsi del tempo pieno. Ciò non toglie che va ridotto comunque il numero degli insegnanti: nonostante la denatalità, le spese per il comparto sono aumentate in maniera vertiginosa, osserva. Occorrono tagli. Diversamente non si può reggere la concorrenza del resto della Ue e del mondo. Unione europea, cui dedica un piccolo ma significativo commento, annunciando che sarà varata una nuova legge elettorale "per difendere i nostri interessi" tra i 27. Complici i chiarimenti e le domande, Berlusconi è un fiume in piena: assicura che l'Alitalia su cui la sinistra ironizzava, è in mani sicure e non sarà possibile scalarla da parte di investitori esteri. Rileva come, nonostante le critiche, la legge Biagi sta ottenendo quanto ci si era prefisso, e che se in Spagna ormai il 33% dei contratti è flessibile, da noi si è al 12% con un 49 e passa per cento di precari che entro 18 mesi passano al contratto indeterminato. Certo, di lavoro ce n'è ancora tanto da fare. Ma "mattone dopo mattone" questo governo procede "e in maniera assolutamente armonica". Pure sulla riforma della giustizia dove occorre un "giudice terzo" rispetto agli avvocati di accusa e difesa. L'armonia regna sovrana nella coalizione, perché - e qui il presidente del Consiglio non rinuncia a una stilettata - "chi era fonte di contrasto nella nostra coalizione, ora non è più con noi...". Non manca, naturalmente, il capitolo esteri nella relazione di Berlusconi ai giovani di An: spiega che il suo atteggiamento morbido con la Russia per la crisi georgiana era dovuto non solo ai rischi per le forniture energetiche, ma anche al rischio di una nuova guerra fredda. Quanto al protocollo d'intesa con Gheddafi, Berlusconi annuncia che gli sfollati dalla Libia potranno finalmente farvi ritorno ("è previsto nel trattato") e di aver fatto presente al colonnello, che Italo Balbo là "fece cose egregie". "Gheddafi però - ha reso noto - ha replicato che Balbo fece opere pubbliche e caserme per i colonizzatori. E dunque non bastava". Il Tibet, infine. E Berlusconi: "Ne parlerò a Pechino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia: Cai pessimista. Ma si fa avanti l'Unicredit (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Articoli correlati: *Alitalia, i sidacati: oltre 5 mila esuberi *Alitalia: fischi per Bonanni *Alitalia: Bonanni contestato dai lavoratori Guarda tutti i correlati.

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L'idea di Paris per il suo album "Vorrei duettare con la Spears" (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

L'ereditiera, dopo aver riscosso un enorme successo con il suo singolo 'Stars are blind', vorrebbe cavalcare l'onda lunga del successo incassato dalla rediviva Britney, trionfatrice agli Mtv Awards

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La Hilton, che nella realizzazione del suo nuovo cd è riuscita a coinvolgere anche il suo fidanzato nonchè chitarrista Benji Madden, vorrebbe, ora, fare il colpo grosso. "Il mio album è in dirittura d'arrivo - ha dichiarato la Hilton a 'Digitalspy' - e sono sicura che un duetto con Britney avrebbe molto successo, soprattutto perchè si tratta di un pezzo che appartiene al suo inconfondibile stile". Paris, sempre sotto i riflettoriGUARDA IL VIDEO Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Subito la nuova Romea: firma anche tu (143 commenti) La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi (138 commenti) L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana (101 commenti) Via libera al ddl Carfagna "Arresto per i clienti delle lucciole" (81 commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (51 commenti) Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (48 commenti) Scuola, Bossi attacca la Gelmini (46 commenti) "Servono nuovi politici cattolici" (19 commenti) 13:40:13 - @zio tony a me viene il sospetto anche su un altro che possa essere sto antoine della torre pendente[...] Murray fa fuori Nadal12:55:38 - Poveri noi......certo che la Carfagna ha usato il suo corpo peraltro bello nelle sue forme, ma fare [...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!"12:55:38 - I sindacalisti stanno consultando i legali? ma...[...] Alitalia, la trattativa è saltata Sacconi: non ci sono più margini12:54:13 - e per gli "onorevoli" che vanno a putt...e? che si fa?[...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!"12:51:11 - x Gloria: che dire? se leggi su questo forum che e' uno spreco di denaro vuol dire che e' sicurament[...] L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana12:50:07 - VOGLIO RISPONDERE AD ELE, NON SONO AFFATTO D'ACCORDO NE SUL FATTO DEL TEMPO DEL GIALLO E CHE QUINDI [...] Cresce la protesta degli automobilisti ''Il Comune tolga quelle videocamere''12:47:26 - Finalmente che ben vengono queste sanzi'oni,spiace che il volontario paghi con l'agurio che ne segui[...] Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. 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Sembra un disco ma è una piazza Amburgo la dedica ai Beatles (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Lo spazio commemorativo è delimitato da un cerchio di granito scuro di 29 metri di diametro, mentre su linee bianche sono incisi i titoli dei successi del gruppo. E non mancano le statue in acciaio dei 'Fab Four'

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La piazza commemorativa, inaugurata ufficialmente oggi dal sindaco amburghese Ole von Beust, è delimitata da un cerchio di granito scuro di 29 metri di diametro che ricorda un disco. Su delle linee bianche sono incisi i titoli dei loro successi. All'angolo tra la Reeperbahn e la Grosse Freiheit ci sono le statue in acciaio dei 'Fab Four': Paul McCartney, John Lennon, George Harrison, e un mix tra Pete Best e il suo successore Ringo Starr. C'è anche il quinto Beatle: una scultura del primo bassista dei Beatles, Stuart Sutcliffe, morto per emorragia cerebrale proprio ad Amburgo nel 1962. All'inizio degli anni Sessanta i Beatles si esibirono nei club del quartiere di St.Pauli (tra cui il Kaiserkeller e lo Star Club). Il progetto costò al tempo 550mila euro, finanziati dalla città, da donatori e sponsor. L'idea fu dell'emittente Oldie 95. Guarda le immagini dell'inaugurazione - FOTOSTORY I magnifici quattro di Liverpool Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Subito la nuova Romea: firma anche tu (143 commenti) La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi (138 commenti) L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana (101 commenti) Via libera al ddl Carfagna "Arresto per i clienti delle lucciole" (81 commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (51 commenti) Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (48 commenti) Scuola, Bossi attacca la Gelmini (46 commenti) "Servono nuovi politici cattolici" (19 commenti) 13:40:13 - @zio tony a me viene il sospetto anche su un altro che possa essere sto antoine della torre pendente[...] Murray fa fuori Nadal12:55:38 - Poveri noi......certo che la Carfagna ha usato il suo corpo peraltro bello nelle sue forme, ma fare [...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!"12:55:38 - I sindacalisti stanno consultando i legali? ma...[...] Alitalia, la trattativa è saltata Sacconi: non ci sono più margini12:54:13 - e per gli "onorevoli" che vanno a putt...e? che si fa?[...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!"12:51:11 - x Gloria: che dire? se leggi su questo forum che e' uno spreco di denaro vuol dire che e' sicurament[...] L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana12:50:07 - VOGLIO RISPONDERE AD ELE, NON SONO AFFATTO D'ACCORDO NE SUL FATTO DEL TEMPO DEL GIALLO E CHE QUINDI [...] Cresce la protesta degli automobilisti ''Il Comune tolga quelle videocamere''12:47:26 - Finalmente che ben vengono queste sanzi'oni,spiace che il volontario paghi con l'agurio che ne segui[...] Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro Celle negli stadi per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite guidate) ai visitatori. 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GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec body>.

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Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tua (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 218 del 2008-09-12 pagina 0 Caso Alitalia, la parola ai lettori: di' la tua di Redazione I tavoli al ministero, le trattative per salvare la compagnia, i diktat dei sindacati: temi caldissimi sui cui i lettori del Giornale.it discutono. Ne pubblichiamo alcuni fra i tanti arrivati ei invitiamo ad aprire il dibattito La vicenda Alitalia, le trattative per salvare la compagnia, i diktat dei sindacati: temi caldissimi sui cui i lettori del Giornale.it intervengono e discutono. Ne pubblichiamo alcuni fra i tanti arrivati, per rilanciare e ampliare la discussione secondo il vostro punto di vista. Vi invitiamo ad aprire un dibattito fra di voi, per far sentire la vostra voce. Dite la vostra opinione commentando questo articolo. Preferiscono essere licenziati che perdere i loro privilegi udi Tutti i nodi vengono al pettine e sarebbe ora che tutti quelli che verranno messi in mobilità si rivolgessero ai sindacati e chedessero loro di essere stipendiati e sostenuti finanziariamente con i fondi che hanno le fornitissime casse dei sindacati . Sono infatti loro gli artefici delle pretese , deele rivendicazioni , dei privilegi , delle manifestazioni che portano i lavoratori alla pura incoscieza pretendendo solo senza capire le condizioni congiunturali del momento. Preferire il licenziamento a qualche rinuncia di privilegi che la maggior parte dei lavoratori non ha mi sembra demenziale e politicamente devastante. Migliaia di persone perdono il lavoro, loro sono una casta pietro1951 Tutti i giorni nel nostro Paese migliaia di persone perdono il lavoro (vero fatto di 40/50 ore settimanali) a causa di dissesti aziendali, mi riferisco ai dipendenti del commercio, dell'artigianato e delle piccole Aziende in genere. Ma mai i sindacati si sono "sbattuti tanto" per difendere l'occupazione di questi lavoratori. Oggi vediamo il sindacato che non si schiera soltanto per la difesa dell'occupazione ma principalmente per la tutela dei privilegi. Le caste hanno fatto il loro tempo...E' ora di finirla. Mobilità? Nelle altre aziende hanno meno scrupoli silva52 ma basta! ora fallimento, però troppo comoda la mobilità! nelle aziende medio-piccole quando si chiude tutti a spasso senza "ammortizzatori sociali" come è successo alla sottoscritta dopo 30 di lavoro... Inoltre non ho neanche avuto la disoccupazione perchè l'azienda avrebbe dovuto motivare "licenziamento per riduzione di personale", anzichè le dimissioni come abbiamo fatto tutti. Ora che ci penso, ma nel 2000 quando ho perso il lavoro a 48 anni non sono mica finita sul giornale. Sarebbe ora che provino a vivere come le persone normali, riciclarsi senza continuare a mungere dal pubblico e far vedere a tutti quanto siano bravi! Serve una nuova azienda più competitiva cinif L'Alitalia era praticamente fallita; l'intervento di Berlusconi, del Governo poi e della cordata di Imprenditori Italiani hanno fatto sì di provare a salvare la compagnia di bandiera. E' chiaro che bisogna partire da posizioni diverse con un nuovo management eliminando sprechi, privilegi, scioperi selvaggi ed esuberi clientelari che hanno portato la Compagnia all'attuale situazione. Si ha la sensazione che i Sindacati, esclusa forse la Cisl, già in netta perdita di consensi popolari, con Alitalia,coadiuvati dai sindacati dei piloti vogliano far vedere che hanno ancora un peso contrattuale e politico. Mostrano insomma i muscoli perdendo di vista che ne va del lavoro di 20000 dipendenti. Se non si trova un accordo, se ne dovranno assumere la responsabilità, e tutti a casa senza costi per le tasche degli italiani. Personalmente il fallimento di Alitalia non rappresenta un tragedia. Si può ricostruire sempre un nuova società con nuovo personale, competitiva sul mercato e con solide basi. Il Governo difende dei privilegiati Antony36 Io penso che il Governo e la costituenda azienda stiano dando troppo spago ad un gruppo di persone che, pur di non rinunziare ad assurdi privilegi ottenuti nel tempo da amministratori incapaci e legati ai politici sulle nostre spalle, lottano contro ogni progetto di riforma e risanamento. E' ora che si ponga fine a questa pantomima: si presenti chiaramente il progetto e chi vuol starci, bene, gli altri a casa! Hanno sempre ottenuto quanto chiedevano sotto il ricatto dello sciopero, che avrebbe recato disagio, soprattutto ai politici che dei voli sono clienti assidui. Sappia il Governo scrivere la parola fine a questa odiosa e vergognosa pagina della storia della nostra Italia! La politica l'ha distrutta, ora devono farla fallire Giorgio giappo L'Alitalia è in queste condizioni per colpa della clase politica che negli ultimi 20 anni destra e sinistra l'hanno usata come bacino di voti e raccomandazioni. La cosa buffa e non credibile è che adesso gli stessi politici dovrebbero farla risorgere. Abbiate almeno il coraggio di farla fallire e vedere se la nuova cordata ha le capacità, i soldi e gli agganci internazionali per ripartire (cosa molto dubbia). I sindacati sapevano pietro1951 Dopo anni di privilegi, voti di scambio, raccomandazioni ecc., ora sono giunti al "Bere o affogare"; era sicuramente prevedibile! Mi fa meraviglia che ci sia chi si scandalizza. I sindacati ben sapevano che la macchina non poteva reggere e che era imminente e necessario un ridimensionamento. Tutti a casa. Ma non a spese nostre! Alessandro Cardelli Bene. Ci siamo. Adesso questi "lavoratori" non vogliono salvare la Compagnia di bandiera? Perfetto, tutti a casa ma non a spese nostre! A fine mese dovranno spiegare alle loro famiglie che non hanno più lo stipendio per una questione di principio. Meglio fallire che accettare dei sacrifici (trattasi di privilegi...) per salvare più posti di lavoro possibili. Io penso che quei quattro sfigati che urlavano improperi ai sindacalisti davanti al Min del Lavoro non avevano nulla a che fare con Alitalia. Non credo che ci siano lavoratori - anche sindacalizzati - così cretini e masochisti. Mi auguro che queste persone vengano identificate e, in caso di fallimento Alitalia, non percepiscano un Euro di aiuto. Si arrangino! A suo tempo i lavoratori VW in Germania rinunciarono al 10% di stipendio per ridurre i licenziamenti e aumentarono le ore di lavoro..Da noi cosa sarebbe successo!!?? Piloti e assistenti di volo se ne trovano a iosa sul mercato europeo.. rifondiamo una Compagnia seria Priorità: impedire il fallimento foscy Se Alitalia fallisce i costi per la comunità Italiana anzichè 1 miliardo minimo quintuplicano in quanto il valore commerciale si deprezza del 50%. Esperienza insegna che prima di far fallire le Aziende onde evitare traumi al personale di lavoro, si crerca sempre soluzioni alternative: Vendita a nuovi acquirenti, amministrazione controllata, ristrutturazioni, ecc.....Il fallimento è una disgrazia per tutti. Nessun aiuto, mettiamo tutto all'asta mab I sindacati Alitalia vogliono il fallimento per non perdere i loro privilegi? Falliscano pure, non sarò certo io a piangere! Mettiamo all'asta aerei, slot, tratte e strutture tecniche: incassiamo i soldi e mettiamoci una pietra definitiva sopra! Il mercato italiano è troppo appetibile perché rimanga senza voli… Ovviamente, nessun aiuto speciale al personale salvo quanto già previsto dalla legge per tutti i lavoratori. Berlusconi non ha da temere, gli italiani capiranno che non è colpa sua. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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UN BOCCONE AMARO (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Mario Deaglio UN BOCCONE AMARO C'è qualcosa di più del crepuscolo, si spera definitivo, della vecchia Alitalia nel trascinarsi delle trattative tra governo, azienda e sindacato in un clima nervoso, pieno di malessere e rancori, con qualche tensione con la polizia e gli ennesimi disservizi a Fiumicino: un Paese che ha tranquillamente accettato l'eclissi dell'Olivetti, e altrettanto tranquillamente è di fatto uscito da settori strategici come la chimica e la farmaceutica, che non ha capito il valore economico e sociale rappresentato dalle proprie grandi imprese non può ora piangere su una delle peggio gestite tra queste, della quale resterà poco più che il nome (e forse bisognerebbe cambiare anche quello). I "diritti acquisiti" dei dipendenti Alitalia vanno certamente salvaguardati e va fatto ogni sforzo per trovare nuove occasioni di impiego per i lavoratori in eccesso; non si può però subordinare una trasformazione strutturale, della portata necessaria a risolvere il nodo Alitalia, alla sistemazione prioritaria, in ambito aziendale, di tali diritti e di tali occasioni. Occorre domandarsi se il trattamento da riservare ai lavoratori colpiti da questa grave crisi aziendale debba essere migliore di quello della generalità dei lavoratori delle imprese in difficoltà. O se il problema non debba invece essere affrontato in termini più generali, con la revisione delle "reti di sicurezza" per chi rischia di trovarsi privo del posto di lavoro. Quello che sta tramontando non è solo il relitto della "compagnia di bandiera", bensì l'intero sistema di relazioni industriali. Sta terminando, in un orizzonte europeo perturbato - sullo sfondo non solo dell'attuale stagnazione italiana, ma di una possibile crisi europea e mondiale - il modo tradizionale di concepire il cambiamento industriale, di gestire le strategie delle imprese in difficoltà specie nel settore pubblico (o comunque nei servizi pubblici). Le procedure tradizionali hanno avuto i loro successi ma, in un quadro di interdipendenza globale, sono senz'altro superate. In questo contesto, è in particolare il sindacato a doversi interrogare sulla gestione specifica di questa vicenda, nella quale proprio il "no" sindacale alla soluzione Air France, che avrebbe garantito una certa continuità aziendale, è stato determinante per il fallimento del progetto del governo Prodi. La parola "autocritica" è certo passata di moda, sia in politica sia nel mondo dell'economia, ma in ogni caso, quando tutto sarà terminato, è opportuno che proprio il sindacato dia inizio a un riesame spassionato - che deve coinvolgere anche governo e parti sociali - del proprio ruolo in questa vicenda con l'intento di contribuire a un miglior sistema di governo delle imprese di servizio pubblico. In tempi molto più brevi, mondo del lavoro e mondo della politica si trovano di fronte al piano industriale messo a punto dalla "cordata" di imprenditori intenzionata a rilevare quanto di economicamente valido rimane dell'Alitalia. Quando si lasciano colpevolmente partire tutti gli autobus, non rimane che prendere l'ultimo, anche se i sedili non sono comodi e se occorre sperare che non si rompa per strada, lasciando tutti a piedi. È vero, come ha detto un rappresentate sindacale, che oggi la scelta è "o mangiare questa minestra o saltare dalla finestra", ma quando si poteva scegliere tra più minestre, il mondo sindacale non l'ha fatto. Di questo piano industriale si può dire che esso appare ragionevole dati i pesantissimi vincoli di partenza; che l'articolazione della nuova Alitalia in sei sedi differenziate costituisce una netta rottura con il passato, necessaria proprio perché la cultura "romana" della vecchia compagnia si è tradotta in un'organizzazione particolarmente costosa e inefficiente; che è probabilmente vero che, per le finanze pubbliche e dal punto di vista sociale, la sua attuazione comporterà costi inferiori a quelli che deriverebbero dall'attuale assenza di qualsiasi altra alternativa. È in particolare apprezzabile la prospettiva di riuscire a riannodare, in un periodo di tempo relativamente breve, discorsi di collaborazione e partecipazione con grandi compagnie estere, senza i quali la vita della nuova Alitalia sarebbe comunque sempre risicata e vulnerabile a eventi esterni, come le variazioni del prezzo del petrolio, che incidono sensibilmente su questo settore. Ci si deve augurare, insomma, che l'accordo si trovi e che la nuova Alitalia finalmente nasca; ma, per favore, risparmiateci la retorica e il trionfalismo. Ricordiamo che si sta trangugiando un boccone molto amaro che sancisce un declassamento del Paese, nella speranza che ne derivino prospettive migliori. mario.deaglio@unito.it.

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Unicredit: 'Nessun offerta per Alitalia' (sezione: Alitalia 2)

( da "Voce d'Italia, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

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Continuità, Meridiana si sdoppia (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Economia Pagina 211 Trasporti. La compagnia di Olbia ha disdetto il contratto con Alitalia per l'affitto di aerei ed equipaggi Continuità, Meridiana si sdoppia Trasporti.. La compagnia di Olbia ha disdetto il contratto con Alitalia per l'affitto di aerei ed equipaggi Eurofly si prepara a volare per Roma e Milano --> Eurofly si prepara a volare per Roma e Milano Si profila la possibilità che vengano presentate quattro proposte per i voli in continuità territoriale dalla Sardegna per Roma e Milano. La vicenda Alitalia condiziona la gara per i voli in regime di continuità territoriale tra la Sardegna e gli aeroporti di Milano Linate e Roma Fiumicino. Le compagnie stanno preparando le offerte da presentare entro il 6 ottobre, data ultima per l'accettazione degli oneri di servizio che garantiscono prezzi scontati ai residenti. E se regna l'incertezza su quello che farà Alitalia, non si esclude una proposta da parte di Air One. Se poi la fusione tra la vecchia Alitalia e la Cai, società nella quale confluirà anche Air One, andrà in porto, la nuova compagnia potrà dunque viaggiare sugli scali sardi, collegandoli con Roma e Milano. Da Air One, però, non arrivano conferme. Chi invece parteciperà di sicuro al bando è Meridiana, che anzi raddoppierà il suo impegno. Si parla infatti con insistenza di una doppia proposta da parte della compagnia di Olbia e della controllata Eurofly. Sembra che la presentazione di due diverse offerte possa servire per garantire in futuro una maggiore integrazione tra le compagnie. Meridiana potrebbe così sfruttare le sinergie con Eurofly, mentre quest'ultima potrà crescere sul mercato interno. Si parla poi anche di qualche outsider. Negli ambienti dello scalo di Elmas, infatti, alcune indiscrezioni danno come possibile l'approdo di Blu-Express, la società controllata dalla stessa capogruppo di Blu-Panorama, specializzata sull'attività charter. LA ROTTURA Proprio nel momento in cui ci si avvicina alla scadenza per la presentazione delle offerte, Meridiana ha deciso di rescindere il contratto di affitto di mezzi ed equipaggi stipulato con Alitalia, mentre resta in piedi l'accordo commerciale per la vendita dei biglietti. La compagnia pubblica, infatti, garantiva alla società di Olbia aerei e personale per la copertura di alcuni voli giornalieri. Il contratto sarebbe scaduto alla fine di ottobre ma Meridiana, secondo indiscrezioni, avrebbe deciso di sospendere tutto per timore che questa situazione di incertezza possa avere riflessi sull'attività della compagnia sarda. Tanto più che solo nella giornata di ieri, Alitalia ha dovuto cancellare oltre trenta voli solo dallo scalo di Fiumicino. EUROFLY Meridiana, inoltre, ha il suo bel da fare sul fronte di Eurofly. L'assemblea della società, mercoledì, ha deliberato un aumento di capitale per un valore massimo di 44 milioni di euro, così come proposto da Meridiana. La società di Olbia ha sottoscritto una quota di 20 milioni di euro e se gli altri soci, a iniziare da Banca Profilo, non aderiranno all'operazione, crescerà ancora nel capitale di Eurofly. L'aumento di capitale si sarebbe reso necessario "al fine di riportare Eurofly ad adeguati livelli di patrimonializzazione, consentire la realizzazione dei presupposti per lo sviluppo del piano industriale e permettere il reperimento di ulteriori risorse per cogliere opportunità di mercato dal riassetto del trasporto aereo in corso", è stato spiegato dalla società. C'è da dire, tuttavia, che Eurofly, nonostante l'acquisizione di alcune rotte da Meridiana, non ha ancora livelli consistenti di redditività e, secondo le forze sindacali, continua a indebolire la controllante, senza peraltro che tra le due società si riesca a raggiungere un buon livello di integrazione e promuovere così una vera svolta. GIUSEPPE DEIANA.

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Trattative frenetiche e proteste (sezione: Alitalia 2)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 12-09-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Alitalia

Prima Pagina Pagina 2 alitalia Trattative frenetiche e proteste Alitalia --> Notte decisiva Le sorti di Alitalia appese a un filo: nella notte governo e sindacati andavano avanti in una trattativa ad oltranza per trovare un accordo. La giornata era stata segnata dalle proteste dei lavoratori. Blocchi e disagi per i passeggeri a Fiumicino. A PAGINA 5.

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La prima intervista di Sarah Palin Lancia un avvertimento alla Russia (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

E' andata così così la governatrice dell'Alaska che McCain ha voluto come vice nella corsa alla Casa Bianca

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Anche se l'intervistatore, Charles Gibson di Abc, è uno dei più mansueti del giornalismo americano, anche se le domande piccanti e difficili sono rimaste fuori dal copione, Palin è apparsa titubante a tratti, verbosa, impacciata, curva sulle spalle, in difficoltà. Il momento topico? Una domanda sulla dottrina dell'attacco preventivo, uno dei marchi di fabbrica del governo del presidente George W. Bush: attaccare un Paese prima che si materializzi un pericolo per l'America. Ma la 'Bush Doctrine' non era evidentemente tra i manuali studiati da Palin, che ha uno straordinario talento politico ma un'esperienza assolutamente limitata su questioni di rilevanza nazionale e soprattutto di politica estera. Gibson si è sentito rispondere "A che riguardo, Charlie?" quando ha chiesto un parere sulla dottrina. E ha colto l'occasione al volo. "Che cosa intende, per dottrina Bush?". Palin ha tentato una risposta: "La sua visione del mondo...". Bush, ha continuato, "ha cercato di eliminare dalla faccia della terra l'estremismo islamico, i terroristi che hanno giurato di distruggere il nostro Paese. Ci sono stati errori di percorso, svarioni, e questo è il bello della democrazia e delle elezioni, che danno agli americani l'opportunità di eleggere leader migliori". Ma la risposta, per quanto ben articolata, non era quella giusta, Gibson ha spiegato, con aria da prof in cattedra, che la dottrina Bush è quella che teorizza l'attacco preventivo. Senza batter ciglio Palin ha risposto: "Charlie, se abbiamo prove di intelligence che ci dicono che un attentato contro l'America è imminente, abbiamo ogni diritto di difendere il Paese". Il primo piano spaesato di Palin di fronte alla più elementare domanda sulla politica estera del presidente repubblicano è un pessimo biglietto da visita in vista dei prossimi incontri con i reporter. Nelle sue due settimane di campagna elettorale Palin è stata di fatto protetta dalla campagna elettorale e tenuta lontana dai giornalisti e dalle domande a bruciapelo. Lo straordinario talento negli interventi senza contraddittorio e la grande presenza scenica di Palin hanno funzionato finora nella bolla protettiva della campagna di McCain, ma l'incantesimo potrebbe essere finito questa notte su Abc. In un altro momento di difficoltà, Palin ha chiamato in causa Abramo Lincoln per difendere una dichiarazione imbarazzante sulla guerra in Iraq. "Il nostro governo nazionale - aveva detto qualche tempo fa, dal pulpito della sua chiesa, alla periferia di Anchorage - manda i soldati americani in Iraq per adempiere un compito di Dio". Gibson le ha chiesto di spiegarsi: l'America sta combattendo una guerra santa, in Iraq? "Citavo Abramo Lincoln", ha risposto Palin, che diceva di "non pregare di avere Dio dalla nostra parte in guerra, ma di essere dalla parte di Dio". L'intervistatore coglie il momento critico e la incalza. Il risultato è un nuovo imbarazzo, tradito dalla schiena curva della governatrice, sottoposta a una prova durissima. L'intervista in tre parti, nel corso della quale Palin è addirittura arrivata a ipotizzare una guerra alla Russia, continuerà a dominare il dibattito politico fino al weekend. Ieri sera è stata trasmessa soltanto la prima parte. 11 SETTEMBRE McCain e Obama a Ground ZeroDonna come vice, un vantaggio per McCain? - Chi vincerà le elezioni Usa?Dalle passerelle alla politica - Le caricature Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Subito la nuova Romea: firma anche tu (145 commenti) La Russa: Omaggio ai soldati della Rsi (141 commenti) L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana (103 commenti) Via libera al ddl Carfagna "Arresto per i clienti delle lucciole" (92 commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (52 commenti) Si ammala mentre è di guardia a Kabul decurtata la pensione di 30 euro (49 commenti) Scuola, Bossi attacca la Gelmini (47 commenti) Alitalia, la trattativa è saltata Matteoli: il Governo farà il possibile (31 commenti) 16:25:00 - x stella.solo noi di cdx abbiamo donne così belle. la sx tutta ,uomini e particolarmente le donne di[...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? 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Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile?Contro il caro libri pubblicità nei testi scolastici, sei d'accordo?Rifare subito la nuova Romea, cosa ne pensi? LA FOTO DEL GIORNO Cupido allo zoo L'amore supera ogni ostacolo. Ne sa qualcosa Arava, una tartaruga disabile che per potersi muovere è stata dotata di una speciale struttura con rotelle. L'esemplare ha comunque conquistato il cuore di un maschio LEGGI L'ARTICOLO GUARDA LE IMMAGINI RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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DEBOLE (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 12-09-2008)

Argomenti: Alitalia

DI Il pensiero LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. "Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava di Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma per forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la dose: "Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due fili come alle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: "Guardi la devo interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la prima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma che gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenti come quelli dei ghiri e tace.

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