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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “ALITALIA” |
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Parmalat
una storia anticiclica ( da "Riformista, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
fautori della
realizzazione del salvataggio di Alitalia, uno dei punti più sensibili della
recente campagna elettorale di Silvio Berlusconi. La competizione ha visto
prevalere Bondi che ha ottenuto che Parmarolo venisse definitivamente
achiviato. A suggellare la morte del dossier, spiegano fonti bene informate,
sono giunte le indiscrezioni sul possibile approdo di Carlo Prevedini,
alitalia
cargo, ok alla vendita: speranze per 500 addetti
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Malpensa
Alitalia Cargo, ok alla vendita: speranze per 500 addetti Via libera del
governo alla vendita del settore cargo della vecchia Alitalia alla Alis, che si
era offerta di rilevare la società Cargoitalia. Lo ha annunciato ieri il
commissario straordinario uscente della compagnia Augusto Fantozzi, dopo il sì
del ministro Claudio Scajola e del comitato di sorveglianza di Alitalia.
"Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties"
( da "Giornale.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
spin (2)
svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia
la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails
Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come
si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.
<L'Iva
in edilizia al 10% per sempre>
( da "Tempo,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
2011 Semaforo
verde anche per la vendita di Alitalia. Tajani: rispettate le condizioni di
mercato «L'Iva in edilizia al 10% per sempre» Il ministro Tremonti all'Ecofin
ottiene la stabilizzazione dell'agevolazione fiscale L'Unione Europea dà il via
libera alla trasformazione da transitoria a permanente dell'Iva sulle
ristrutturazioni nella misura del 10% piuttosto che il canonico 20%
slot
congelati e la concorrenza può attendere
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
commissione
Trasporti guidata da Antonio Tajani regala una piccola boccata d´ossigeno ad
Alitalia. Bruxelles proporrà infatti � vista la crisi � di congelare per
qualche tempo l´assegnazione di slot non utilizzati. In base alle regole le
compagnie dovrebbero coprire almeno l´80% dei servizi sui diritti di
atterraggio e decollo a loro disposizione ogni stagione pena la loro revoca.
Il
settore Cargo passa ad Alis ( da "Stampa, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Cargo di
Alitalia. Lo ha comunicato ieri il commissario straordinario Augusto Fantozzi.
«Il 9 marzo - si legge nella nota - il ministero dello Sviluppo economico,
previo parere favorevole del Comitato di sorveglianza, ha autorizzato
l'accettazione dell'offerta vincolante di Alis Aerolinee Italiane per
l'acquisto dei complessi di beni facenti capo alla Divisione denominata Full
Cargo,
Aerei
semivuoti. Biglietti venduti a prezzi inferiori agli obiettivi di redditività.
Cambio sfa... ( da "Stampa, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sarebbe il
segno delle difficoltà di Alitalia a riempire i posti: secondo quanto risulta
da alcune fonti interne e sindacali, soprattutto sulla tratta Roma-Milano,
nella quale sono previsti almeno due aerei l'ora, nell'ultimo mese la compagnia
ha accorpato voli targati Alitalia ed Air One, risparmiando così su carburante
e personale.
Anpac
e Up chiedono la cassa a rotazione, i contratti di solidarietà o il job sharing
( da "Stampa,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
assistenti di
volo e personale di terra, sono 7 mila gli ex dipendenti della «vecchia
Alitalia» attualmente in cassa integrazione. Tra loro nessuno ha ricevuto gli
850 euro al mese previsti di indennità. Da dicembre, da quando cioè è iniziato
il limbo della cassa integrazione i dipendenti hanno intascato 450 euro appena.
In tre mesi.
E'
una notizia appena uscita: in Svezia, nello zoo di Furuvik, uno scimpanzè è
diventato u... ( da "Messaggero, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Sembra che
alcuni amministratori dell'ex Alitalia vogliano assumere Santino (così si
chiama lo scimpanzè) per pianificare a regola d'arte le strategie della
compagnia di bandiera, diciamo. Santino ha accettato con piacere, ma ha fatto
alcune richieste: alloggio con idromassaggio , macchina con autista,
partecipare almeno a una puntata del Grande Fratello,
Nuova
Alitalia, sì definitivo della Ue ( da "Messaggero, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Mercoledì 11
Marzo 2009 Chiudi Nuova Alitalia, sì definitivo della Ue I piloti denunciano:
«A rischio il brevetto per la prolungata inattività»
ROMA
Buone notizie da Bruxelles, anzi confermate, per Alitalia: la Commissione ha
dato il definitiv... ( da "Messaggero, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia: la
Commissione ha dato il definitivo via libera alla privatizzazione della
compagnia e all'ingresso, con una quota del 25%, del gruppo Air France-Klm. In
sostanza, la Ue ha ritenuto che il passaggio è avvenuto a condizioni di mercato
sia per quanto riguarda l'acquisto degli asset della vecchia aviolinea sia per
la partecipazione dei francesi nel capitale della nuova Alitalia.
ROMA
- L'uno lancia l'altro nella corsa al Quirinale che, per tutta ris...
( da "Messaggero,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ci ha
raccontato di rifiuti e Alitalia. Come in un qualunque comizio. E il partito?».
Nell'ottica del «partito presidenzialista», sottolineata anche ieri
dall'azzurro Fabrizio Cicchitto, è forse ovvio badare poco a regole e statuti.
Per un partito radicato come è invece An, il problema non è da poco specie in
periferia.
L
'Unione ( da "Corriere della Sera"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Come, per
esempio, quelli che Alitalia non usa fra Roma e Milano: compagnie minori come
Easyjet si preparavano a conquistarli, e invece dovrannno aspettare ancora per
un po'. Come dovrà aspettare la “liberalizzazione” invocata dalla Sea per gli
scali di Malpensa e Linate.
Crisi,
Franceschini attacca Berlusconi "Il premier finge di essere
ottimista" ( da "Giornale.it, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
operazione
sbagliata di Air France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici sulla prima casa
anche per i redditi alti». Ma il governo «ci ha detto no, con dieci motivazioni
diverse", tra cui quella del premier secondo il quale in questo modo ci
sarebbe chi continua a lavorare in nero percependo al tempo stesso l?
Mille
bambini ogni ora Alla radio annunciano il solito dibattito sulla povertà e
sull... ( da "Stampa, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Dopo
Alitalia, Rai è un altro fallimento gestionale tenuto in vita con accanimento
terapeutico. ROBERTO MANZONI, MILANO Il bene dello sport non si fa così La
crisi non dovrebbe essere motivo di tagli indiscriminati, che magari vadano a
colpire settori non strategici spesso già privi di un sostegno adeguato.
E
la Magliana si vende i gioielli ( da "Stampa, La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
«Alitalia ai
suoi albori - ha spiegato il commissario Fantozzi- aveva l'abitudine di esporre
opere d'arte negli aerei per presentare cose belle ai suoi passeggeri». Era un
po' il «biglietto da visita» del Compagnia di bandiera e quindi del Paese.
Crisi,
Franceschini a Berlusconi:... ( da "Giornale.it, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
operazione
sbagliata di Air France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici sulla prima casa
anche per i redditi alti». Ma il governo «ci ha detto no, con dieci motivazioni
diverse", tra cui quella del premier secondo il quale in questo modo ci
sarebbe chi continua a lavorare in nero percependo al tempo stesso l?
MARCO
CONTI ROMA. L'UNO LANCIA L'ALTRO NELLA CORSA AL QUIRINALE CHE, PER TUTTA
RISPOSTA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
commentava un
parlamentare di An - ci ha raccontato di rifiuti e Alitalia. Come in un
qualunque comizio. E il partito?». Nell'ottica del «partito presidenzialista»,
sottolineata dall'azzurro Fabrizio Cicchitto, è forse ovvio badare poco a
regole e statuti. Per un partito radicato come è invece An, il problema non è
da poco specie in periferia.
MARIA
PAOLA MILANESIO ROMA. C'è CHI SOSTIENE CHE I PARLAMENTARI NON FANNO NIENTE....
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
stasera cena
con i vertici degli istituti bancari), la riforma della giustizia, della
scuola, della pubblica amministrazione, la vendita dell'Alitalia. Il finale è
un inchino ai quattro rappresentanti dei gruppi parlamentari. Sorridono loro,
dopo che il Cavaliere guardandoli ha detto: «Noi vorremmo tutto, ma non certo
un partito di nomenklatura...».
LA
COMMISSIONE EUROPEA HA DECISO DI DARE IN MANIERA DEFINITIVA IL DISCO VERDE ALLA
PRIVATIZZAZIONE D... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
acquisto
degli asset della vecchia Alitalia da parte di Cai e sia per l'ingresso di Air
France-Klm nel capitale della nuova compagnia». Intanto ieri il commissario
straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, dopo l'ok giunto lo scorso 9 marzo
da parte del ministero dello Sviluppo economico ha autorizzato l'accettazione
dell'offerta vincolante presentata da Alis aerolinee italiane spa.
Crisi,
Pd: "Una tantum sui... ( da "Giornale.it, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
operazione
sbagliata di Air France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici sulla prima casa
anche per i redditi alti". Ma il governo "ci ha detto no, con dieci
motivazioni diverse", tra cui quella del premier secondo il quale in
questo modo ci sarebbe chi continua a lavorare in nero percependo al tempo
stesso l?
Crisi,
Pd: "Una tantum sui redditi più alti" Bossi apre: "Va bene"
( da "Giornale.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
operazione
sbagliata di Air France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici sulla prima casa anche
per i redditi alti". Ma il governo "ci ha detto no, con dieci
motivazioni diverse", tra cui quella del premier secondo il quale in
questo modo ci sarebbe chi continua a lavorare in nero percependo al tempo
stesso l?
Pd:
"Una tantum sui redditi... ( da "Giornale.it, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
operazione
sbagliata di Air France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici sulla prima casa
anche per i redditi alti". Ma il governo "ci ha detto no, con dieci
motivazioni diverse", tra cui quella del premier secondo il quale in
questo modo ci sarebbe chi continua a lavorare in nero percependo al tempo
stesso l?
Ma
Obama combatte davvero le lobbies?
( da "Giornale.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
spin (2)
svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia
la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails
Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come
si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.
ROMA
Il presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno, è ad Hanoi in Vietnam,
dove sta ... ( da "Stampa, La"
del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
agiti lo
spauracchio di Lufthansa nel pieno di una delicata trattativa con Alitalia».
Ma, prosegue Colaninno, «non vorrei che Malpensa corresse lo stesso rischio di
Alitalia: essere svenduta ad una compagnia straniera». Nelle prossime settimane
i vertici della nuova Alitalia incontreranno il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, e il presidente della Sea Bonomi,
Berlusconi
alle banche: <Aiutate le aziende>
( da "Giornale.it,
Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Infine un
riconoscimento a chi ha scommesso per evitare il fallimento di Alitalia.
Rivolgendosi a Passera: «Lui e Colaninno si sono messi a capo di una cordata di
coraggiosi, permettendo alla compagnia di bandiera di portare il turismo in
Italia». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
Alitalia,
Colaninno a caccia di un partner asiatico In pole Vietnam Airlines
( da "Messaggero,
Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Giovedì 12
Marzo 2009 Chiudi Alitalia, Colaninno a caccia di un partner asiatico In pole
Vietnam Airlines
ROMA
Roberto Colaninno, presidente della nuova Alitalia, è ad Hanoi, capitale del
Viet... ( da "Messaggero, Il"
del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
presidente
della nuova Alitalia, è ad Hanoi, capitale del Vietnam, per avviare la
produzione della "Vespa" Piaggio, di cui è presidente e primo
azionista. Un normale viaggio di lavoro se lo stesso Colaninno non avesse
ammesso che l'obiettivo del suo viaggio in Estremo Oriente è anche un altro:
individuare un partner per la compagnia aerea.
<Banche,
continuate ad aiutare le imprese>
( da "Corriere
della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il premier a
Corrado Passera: «Per Alitalia lui e Colaninno si sono messi a capo di una
cordata di coraggiosi». A Villa Madama da Alberto Nagel (Mediobanca) a Giuseppe
Mussari (Monte dei Paschi di Siena) ROMA — «Dovete continuare a dare una mano
alle imprese. Diteci come il governo, oltre ai 12 miliardi già stanziati, può
fare qualcosa.
Colaninno:
il rischio di Malpensa? Cadere in mani straniere
( da "Corriere
della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
spauracchio
di Lufthansa nel pieno di una delicata trattativa con Alitalia». Per il
presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno (che ha così commentato i
progetti di sviluppo con Lufthansa riportati dal numero uno della Sea Giuseppe
Bonomi al Corriere), è ancora aperta la partita sull'equilibrio tra gli
aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa nel network della compagnia.
Berlusconi
alle banche:... ( da "Giornale.it, Il"
del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
é una delle
migliaia di residenze storiche che fanno "invidia a tutto il mondo"),
il premier è tornato rapidamente sulla vicenda Alitalia. Ha ringraziato l'Ad di
Intesa-SanPaolo, Corrado Passera, (presente alla cena) e Roberto Colaninno
(presidente di Cai, ma non a Villa Madama), per la "cordata di
coraggiosi" che ha permesso al vettore di restare compagnia di bandiera.
Piani
di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene).
( da "Giornale.it,
Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
spin (3)
svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia
la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails
Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come
si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.
BEATRICE
RUOCCO ESSERE SOCIALMENTE RESPONSABILI SIGNIFICA NON SOLO SODDISFARE PIENAMENTE
GL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
soprattutto a
causa dei conseguenti disastrosi effetti della fusione della ex compagnia di
bandiera (Alitalia) con Air One e trasformazione in Cai (nuova compagnia
aerea). La Gesac, dunque, ha compiti più del solito al sapore di sfida, che gli
derivano dalla concessione governativa quarantennale di «gestione totale
dell'aeroporto di Napoli».
Quando
la demagogia è al governo ( da "EUROPA ON-LINE"
del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
q u a n d o
(mentre si spendeva per «salvare Alitalia dallo straniero») il dibattito
pubblico era dominato dall?imposizione di una nuova tassa (si chiamava proprio
Robin Tax), che colpiva i ricchi (petrolieri e banche) per dare ai poveri. Non
l?avevano messa Prodi e Padoa-Schioppa ? che magari avrebbe voluto ?
il
nostro territorio a rischio d'estinzione - corrado augias
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dell'Alitalia.
Deplorevole poi il contenzioso cui potrebbe dar vita l'abolizione di ogni
regola. Mi ha scritto Fabrizio Virgili (fabervi@libero.it): « Abito in un
condominio composto da 38 abitazioni, su due scale di otto piani ciascuna.
All'assemblea ho manifestato l'intenzione di "allargare" il mio
appartamento di 24 mq,
ex
alitalia in sciopero "rispettate il piano cai"
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Pagina IX -
Napoli Capodichino Ex Alitalia in sciopero "Rispettate il piano Cai"
Nuova manifestazione oggi all´aeroporto di Capodichino (nella foto) dei
lavoratori di Atitech, Alitalia e Alitalia servizi. I dipendenti chiedono
garanzie di occupazione stabile per tutti gli addetti nella nuova società Cai.
La
fiera dei disoccupati Laureati in fila a Roma per un posto che non c'è
( da "Riformista,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Toyota, Ikea,
Acer, Vodafone, Alitalia: sono solo alcune delle aziende che hanno disertato la
nuova edizione di "Brain at work". Le altre quest'anno offrono solo
stage, per la disperazione dei quasi 9 mila ragazzi che hanno preso d'assalto
gli stand. Le soluzioni? «Emigrare all'estero».
di
Serenella Mattera Dialogo tra neo-ingegneri
( da "Riformista,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Air One e
Alitalia, e la cosa era resa ancor più evidente dalla presenza, invece, di un
gruppetto di neo-licenziati dalle due aziende, anche loro intenti a consegnar
curricula. «Non mi hanno rinnovato il contratto - si lamentava una di loro - e
ora, fino a settembre, prenderò un assegno di disoccupazione ordinaria».
I
sindacati di base: No all'esecutivo
( da "Manifesto,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia, e
altre aziende fioccano licenziamenti, esuberi, mobilità, con l'aggravio sulla
qualità del servizio e dei costi. No quindi all'introduzione delle quote minime
per proclamare lo sciopero (norma che colpirà soprattutto i sindacati minori),
no al cosiddetto «sciopero virtuale», no al referendum preventivo.
Sciopero,
il governo attacca la democrazia ( da "Manifesto, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
di
mobilitazioni che la Commissione di garanzia ha evidenziato nel suo ultimo
rapporto, «è frutto dell'enfatizzazione della vicenda Alitalia o dei ritardi
nella vertenza contrattuale del trasporto pubblico», nota Garilli. Non
bastasse, anche il governo è piuttosto attivo in quanto a precettazioni (ieri
sono stati precettati gli scioperi previsti previsti per il week end).
ROMA
- Circa 450 emendamenti (115 solo dalla Lega) e altri in arrivo per il decreto
legge "sal... ( da "Messaggero, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
È allo studio
il modo per poter garantire i risparmi dei piccoli obbligazionisti di
Alitalia», spiega ad esempio uno dei relatori, Marco Milanese. La novità
dovrebbe essere presentata dal governo e riguarda «gli obbligazionisti non
istituzionali». Ancora indefinite le cifre, ma il valore della norma potrebbe
aggirarsi intorno ai 100 milioni.
Linate,
volo Milano-Roma Ricorso contro la Cai <Il monopolio è un danno>
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
un testo che
di fatto autorizza l'operazione di concentrazione Cai-Alitalia fissata nel
decreto governativo. Si stabilisce poi che solo il 3 dicembre 2011 (fra tre
anni, insomma) sarà deciso il successivo termine entro il quale le posizioni di
monopolio eventualmente determinatesi a seguito dell'operazione devono
cessare».
Bond
Alitalia, spunta un minirimborso ( da "Corriere della Sera"
del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esclusi
Tesoro e fondi Bond Alitalia, spunta un minirimborso ROMA — Il governo studia
un rimborso per i piccoli obbligazionisti di Alitalia. Il provvedimento da un
centinaio di milioni, che non riguarderebbe i fondi e il Tesoro (detentore del
62% del pacchetto emesso nel 2002: 445 milioni su 715), entrerebbe a far parte
del decreto legge sugli incentivi per l'
LINEA
40, TUNNEL SOTTERRANEO GLI EXPO-DILEMMI DEL FUTURO
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che sta
pagando un prezzo alto alla bancarotta di Alitalia, non può accettare che il
declino di Linate venga imposto da chi punta sull'aeroporto di Fiumicino.
Linate va difeso, il mancato collegamento con il metrò è un errore storico che
va messo sul conto di una classe politica miope e poco attenta ai servizi al
cittadino.
Ne
usciremo solo insieme ( da "EUROPA ON-LINE"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia.
Quei 5 miliardi, in gran parte, ci sono già nei 9 miliardi degli ammortizzatori
sociali. Quella è un?operazione giusta, ma richiede mesi per entrare in vigore.
Noi diciamo: intanto, se ci sono, utilizziamo subito quelle risorse. Questo è
il nostro primo problema ma ne abbiamo un altro, quello di aumentare i consumi:
La
cassa integrazione c'è ma non si vede
( da "EUROPA
ON-LINE" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
i lavoratori
di Alitalia stanno ancora aspettando le indennità di gennaio e febbraio. Milano
e Roma, la rete di piccole aziende e il grosso gruppo industriale, casi diversi
ma gli stessi problemi: al mondo produttivo italiano il denaro non arriva. Gli
otto miliardi tanto sbandierati dal governo per gli ammortizzatori sociali sono
ancora invischiati nella burocrazia ministeriale.
Franceschini:
choc il viaggio Alitalia ( da "Stampa, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è stato una
specie di metafora di un po' di cose che vanno sistemate nella nuova Alitalia».
«Tra check-in Air One-Alitalia confusi, pullman che ci hanno portato ad aerei
sbagliati e soliti ritardi, è stato un viaggio molto difficile». «Avevo un
biglietto di Air One e sono andato a un check-in Alitalia, pensavo fossero
informati.
Anche
per l'estate Blu Express potrà volare fra Torino e Roma
( da "Stampa,
La" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
CASELLE LA
COMPAGNIA LOW COST HA OTTENUTO I PERMESSI MALGRADO LE RESISTENZE DI ALITALIA
Anche per l'estate Blu Express potrà volare fra Torino e Roma [FIRMA]ANGELO
CONTI Davide ha battuto Golia. Nonostante le resistenze di Alitalia, la
compagnia low-cost Blu Express ha ottenuto di continuare ad operare, anche per
l'estate, i suoi collegamenti giornalieri fra Torino e Roma Fiumicino.
La
Cgil lancia l'allarme: la crisi nel Lazio è drammatica. Solo di cassa
integrazione ordi... ( da "Unita, L'"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Solo di cassa
integrazione ordinaria e straordinaria, rispetto a febbraio 2008 - quando si
registrava per un totale di 1.441.967 lavoratori - si è arrivati a 3.039.283.
Il peso maggiore è legato ai trasporti, con oltre 1,2 milioni di ore. Cresce il
peso del dramma Alitalia. A PAGINA 53
Gli
anziani si vendono la casa per trovare i soldi
( da "Unita,
L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Anche a
seguito della crisi Alitalia. Secondo il sindacato si tratterebbe di una
tendenza confermata, anzi in peggioramento, anche per il mese di febbraio. «Al
Campidoglio avevamo chiesto un sostegno al reddito delle fasce più deboli,
attraverso anche la rimodulazione dell'irpef, ma non c'è stata finora alcuna
risposta.
Distretti
in movimento Carpi spedisce 30mila cartoline al premier
( da "Unita,
L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia -
sintetizza Enrico Campedelli, sindaco di Carpi, ricandidato dal Pd alle
prossime amministrative per il secondo mandato - il governo deve prestare
attenzione anche alle piccole e medie imprese che sono la spina dorsale del
paese. Nei documenti fin qui usciti da Palazzo Chigi sembra che il settore moda
non esista"
azionista
alitalia cita berlusconi ( da "Repubblica, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Bari Lecce
Azionista Alitalia cita Berlusconi Un piccolo azionista di Alitalia, l´avvocato
Francesco Toto, ha citato in giudizio dinanzi al tribunale civile di Lecce il
premier, Silvio Berlusconi, per ottenere un risarcimento di circa un milione di
euro. La citazione riguarda danni economici, morali e biologici subiti per le dichiarazioni
che Berlusconi rilasciò quando censurò -
Il
petrolchimico affonda ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
chiedono che
il Governo intervenga per la chimica com'è intervenuto per l'Alitalia o per
altri settori in crisi. I rappresentanti dei lavoratori sassaresi sono
sconcertati, ma per ora la mobilitazione resta chiusa nel cassetto «perché il
presidente della Regione si è appena insediato. Con noi ha preso degli impegni
e aspettiamo che li mantenga.
Franceschini
s'aggrappa ai banchieri ( da "Tempo, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
esatta
metafora delle cose che non funzionano nella nuova Alitalia». Segue dettagliata
descrizione delle peregrinazioni del segretario tra i banchi di Fiumicino fino
all'atterraggio, un'ora dopo, nel grande e «drammaticamente vuoto» aeroporto di
Malpensa. Quindi parte la solita litania anti-Berlusconi che «continua a
nascondere la crisi» e ha messo in campo interventi insufficienti e,
Dal
governo aiuti ai precari ( da "Stampa, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ne sanno
qualcosa i 7 mila cassintegrati Alitalia che, da novembre a oggi, hanno avuto
dall'Inps una media di 450 euro di indennità. Sacconi promette che le cose
cambieranno rapidamente: «La semplificazione burocratica permetterà di chiudere
il procedimento in 20 giorni, massimo un mese».
le
assicurazioni, fonsai e il fattore ligresti
( da "Repubblica,
La" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Rcs, Pirelli,
Impregilo, Alitalia) e degli affari immobiliari, anche se forse non sono gli
investimenti migliori per gli assicurati. Per conoscere il bilancio Fonsai 2008
bisognerà attendere il 23 marzo. Quindi, faccio riferimento ai dati dei primi 9
mesi, che evidenziano già con chiarezza i problemi.
Franceschini:
<Un'ora di ritardograzie alla nuova compagnia alitalia>
( da "Secolo
XIX, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Franceschini:
«Un'ora di ritardograzie alla nuova compagnia alitalia» il segretario del pd
Cernobbio (Como). Il viaggiatore Dario Franceschini, segretario del Pd, non si
lascia sfuggire l'occasione per raccontare le disavventure della nuova
Alitalia. Arrivato in ritardo al forum di Confcommercio (era atteso alle 15.
Non
basta il sussidioper aiutare davverochi ha perso il lavoro
( da "Secolo
XIX, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ex Alitalia),
tolgono l'Ici ai ricchi e si godono i loro lauti stipendi! Certo che il
presidente del Consiglio con le sue ville, i suoi aerei, elicotteri, panfilo e
automobili, gli 800 euro del disoccupato sono niente. Dato che non può capire
come si possa vivere con 800 euro al mese non considera importante questo
provvedimento.
Rai:
la revoca di Petroni è <illegittima>
( da "Riformista,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ora
presidente di Alitalia). Mentre faceva il ministro ombra dello Sviluppo, la
Piaggio chiudeva un accordo separato (senza la firma della Cgil, cioè) che ora
sarà sottoposta a un referendum tra i dipendenti. «L'azienda si è comportata
secondo la logica del prendere o lasciare», dice Maurizio Landini, che per la
Fiom sta seguendo la trattativa.
Festa
della donna Cosa non si dice per essere correct la posta di zoro
( da "Riformista,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
un signore ha
interrotto una hostess Alitalia che stava parlando dal palco, questionando
sulla corretta interpretazione della vicenda Cai. Il merito di vivacizzare con
un accenno di dibattito una mattinata troppo formale e priva di passione per
celebrarsi al Pigneto, m'appariva evidente e meritorio.
Malpensa,
Regione contro Tajani <No al congelamento degli slot>
( da "Corriere
della Sera" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oggi Alitalia
ha circa 250 slot su Malpensa, ma solo uno su cinque è operativo. E Cattaneo
aggiunge, quasi a placare la polemica: «In questo periodo ne stiamo sentendo di
tutti i colori. Anche le affermazioni di Vito Riggio dell'Enac, secondo il
quale il problema di Malpensa sarebbe Linate, del quale invoca la chiusura,
Franceschini:
si litighi ma Palazzo Koch non venga coinvolto
( da "Corriere
della Sera" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
una metafora
di quel che va sistemato nella nuova Alitalia ». Partito con biglietto AirOne
si è rivolto senza successo a un banco Alitalia. Imbarcato su un bus, dopo 30
minuti di ritardo, si trova di fronte a un aereo Alitalia: «Ma i bagagli erano
su un aereo diverso». All'arrivo, il ritardo era di un'ora: «A Malpensa, nella
tragicità di uno tra i più grandi aeroporti d'
La
dialettica ( da "Corriere della Sera"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ha più volte
criticato la linea del governo Berlusconi su Malpensa e sugli slot Alitalia Il
Colle Bossi ha difeso Napolitano dagli attacchi del Pdl sulla decretazione
d'urgenza: «è una figura di garanzia, è giusto che intervenga» Intercettazioni
La Lega ha frenato il progetto di legge per limitare l'uso delle
intercettazioni nelle inchieste penali
Chicago,
atterraggio d'emergenza per volo Alitalia
( da "Giornale.it,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La
Martani bussa, ma Alitalia non apre
( da "Giornale.it,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ma Alitalia
non apre di Redazione Non sa proprio più a che santo votarsi la bella Daniela
Martani (nella foto) ex hostess dell'Alitalia, ormai notissima per vicende
mediatiche e televisive. Daniela si era fatta immortalare agitando un cappio
nei mesi della vertenza per la nascita della nuova compagnia aerea di bandiera
ed era la stessa che,
DALL'INVIATO
ANTONIO TROISE CERNOBBIO. MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE POSSONO LITIGARE S...
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
una metafora
delle cose che vanno sistemate nella nuova Alitalia», confessa con irritazione.
Poi, rivendica il ruolo «propositivo» dell'opposizione, che negli ultimi giorni
ha messo in campo una serie di proposte contro la crisi. Alcune, come l'assegno
mensile per i disoccupati o l'election day a giugno, sono state già bocciate.
Il
leader pd racconta il viaggio con l'alitalia un'odissea il sintomo che le cose
non vanno ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Il leader Pd
racconta il viaggio con l'Alitalia «Un'odissea il sintomo che le cose non
vanno»
TORNANO
SUL PIEDE DI GUERRA I LAVORATORI DELL'ATITECH, CHE IERI HANNO BLOCCATO PER DUE
ORE, DAL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che non è
entrato a far parte della nuova Alitalia targata Roberto Colaninno, chiedono al
governo l'apertura di un tavolo di confronto per attuare quanto concordato tra
Cai e i sindacati a fine ottobre a palazzo Chigi: l'acquisizione di Atitech da
parte di una società di nuova formazione con la partecipazione di Fintecna,
Finmeccanica e della stessa Cai,
MARCO
TORIELLO PINO NERI ALLE NOVE E TRENTA UN VENTO FREDDO MITIGATO DAL SOLE
PRIMAVERILE ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Una stoccata
anche al governo: «Ha salvato Alitalia e banche ma perché noi no?». Peppe
D'Alterio, delegato Uilm, rincara la dose: «Ad Acerra smetteranno di fare
campagna elettorale». In chiusura i segretari di Uilm e Fiom, Crescenzo
Auriemma e Massimo Brancato, se la prendono con Berlusconi.
LAVORATORI
ALL'ATTACCO NELL'ASSEMBLEA DI FABBRICA: BERLUSCONI HA SALVATO ALITALIA, PERCHé
NON NOI? ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Lavoratori
all'attacco nell'assemblea di fabbrica: «Berlusconi ha salvato Alitalia, perché
non noi?»
L'ira
dei piccoli azionisti Alitalia: "Citiamo in giudizio Berlusconi"
( da "Quotidiano.net"
del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ira dei
piccoli azionisti Alitalia: "Citiamo in giudizio Berlusconi" La prima
udienza è già fissata per luglio a Lecce. Secondo l?avvocato lo smembramento di
quella che dallo stesso Berlusconi ha definito “bad company” ha procurato agli
azionisti di minoranza un danno pari al totale azzeramento del capitale
azionario Segnala ad un amico Tuo nome:
La
crisi provocherà una nuova ondata di immigrati?.
( da "Giornale.it,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
spin (3)
svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia
la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails
Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come
si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails Attenti, Londra tollera la Shaaria.
( da "Riformista, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Sopravvivere/4 Come
un crac diventa un boom Parmalat una storia anticiclica parmarolo. Il gruppo di
Enrico Bondi, con 1,5 miliardi in cassa, è ambito. Potrebbe aggregare un nuovo
polo alimentare. di Giorgio Meda Questa è una storia anticiclica. Parmalat in
Borsa capitalizza poco più di 2,4 miliardi di euro. Stando ai risultati del
2008, pubblicati nei giorni scorsi, il gruppo guidato da Enrico Bondi ha
disponibilità liquide per oltre 1,1 miliardi di euro, cifra che sale a 1,4
miliardi se si prende in considerazione solo la disponibilità liquida della
società capogruppo. Parmalat si trova quindi nella paradossale condizione di
essere passata in pochi anni dallo status di maggiore crac della storia del
capitalismo italiano a scrigno capace di custodire una liquidita pari a circa
la metà della sua capitalizzazione di Borsa. Questa considerevole dotazione di
mezzi propri ha reso la nuova Parmalat una preda molto ambita. E l'interesse,
già elevato prima che iniziasse la crisi dei mercati fiannziari, è diventato
più avvertito oggi che il bene cash è diventato sempre più raro e sempre più
caro. Enrico Bondi questo lo sa, e sa anche che il 2009, anche per il
fortissimo deprezzamento subito dalle società in conseguenza del crollo dei
mercati, è l'anno giusto per fare l'acquisizione che il mercato attende ormai
da mesi. Negli anni scorsi, a più risprese, a Bondi è stato sottoposto il
progetto di integrazione fra Parmalat e Granarolo. Il dossier è stato a lungo
caldeggiato da banca Intesa Sanpaolo, interessata a creare un polo italiano del
latte in grado di avere una massa critica simile ai colossi internazionali.
Parmarolo, così era stato ribattezzato il dossier relativo all'integrazione
delle due aziende, non ha mai fatto breccia nel cuore di Bondi che anzi ha
sempre accusato gli estimatori del matrimonio di voler sposare i debiti di
Granarolo con la cassa di Parmalat. Inoltre, spiegano fonti bene informate, la
fusione fra le due aziende avrebbe generato una lunga serie di sovrapposizioni
che avrebbero dovuto portare a un'altrettanto lunga serie di dismissioni.
Nonostante le smentite di rito, gli ultimi timidi tentativi di rivitalizzare il
dossier, sono stati compiuti pochi mesi fa. Ma la risposta di Bondi è stata
sempre la stessa: no. Sul dossier si è gocata fra l'altro, una curiosa partita
politica tutta interna al centrodestra. Entrambi gli attori infatti vantano dei
crediti nei confronti dell'esecutivo. Bondi, grazie alla legge Marzano,
concepita con un asse realizzato con il precedente governo Berlusconi, ha posto
rimedio al crac di Parmalat, evitando che il crollo del sistema finanziario del
gruppo che fu di Calisto Tanzi venisse seguito dal collasso dell'attività
industriale, con le immaginabili conseguenze occupazionali e per l'indotto
parmigiano ed emiliano in generale. Corrado Passera e Gaetano Miccichè,
rispettivamente numero uno operativo di Intesa Sanpaolo, e potente capo della
divisione corporate della banca, sono invece i fautori
della realizzazione del salvataggio di Alitalia, uno dei punti più sensibili della recente campagna elettorale
di Silvio Berlusconi. La competizione ha visto prevalere Bondi che ha ottenuto
che Parmarolo venisse definitivamente achiviato. A suggellare la morte del
dossier, spiegano fonti bene informate, sono giunte le indiscrezioni sul
possibile approdo di Carlo Prevedini, ex direttore generale di Parmalat,
alla guida di Granarolo. Prevedini, secondo quanto si apprende, ha lasciato il
gruppo di Collecchio dopo furiose litigate con Bondi. Sembra quindi difficile
che il ticket possa ricomporsi sotto l'insegna di Parmarolo. Prevedini,
spiegano fonti bene informate, è una manager che ha una fortissima competenza
domestica e minore per i mercati esteri che invece saranno quelli in cui
Parmalat cercherà le sue prede. Infine Bondi, oltre a focalizzarsi sulla
campagna acquisti, si concentrerà, nel 2009, sulla parte americana dei processi
per le revocatorie Parmalat. I contendenti sono due, Citigroup e Bank Of
America, e non hanno nessuna intenzione di cedere alle richieste del manager.
Che invece vede nella capitolazione dei due (ex) grandi gruppi bancari
statunitensi il coronamento ultimo della strategia che gli ha consentito di
riportareParmalat nel numero delle aziende vive, strappandola a una fine che,
all'epoca, quasi tutti davano per certa. 11/03/2009
( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Milano Malpensa Alitalia Cargo, ok alla vendita: speranze per 500 addetti Via libera del
governo alla vendita del settore cargo della vecchia Alitalia alla Alis, che si era offerta di rilevare la società
Cargoitalia. Lo ha annunciato ieri il commissario straordinario uscente della
compagnia Augusto Fantozzi, dopo il sì del ministro Claudio Scajola e del
comitato di sorveglianza di Alitalia. «è una notizia molto positiva che aspettavamo» -
commenta il segretario generale della Filt Cgil Lombardia Nino Cortorillo: che,
però, non si sbilancia su quali effetti questa novità potrà avere sulla sorte
dei circa 500 lavoratori dell´area cargo di Malpensa attualmente in cassa integrazione,
su un totale di circa 2000 che, in base all´accordo raggiunto tra governo e
sindacati, potranno usufruire per due anni degli ammortizzatori sociali non
previsti per la categoria dei trasporti. (a. m.)
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Attenti, amici
bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non
valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola:
siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi
utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero,
rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al
forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono
essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai
messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i
blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può
ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito
alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione
sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la
magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento
religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume
alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il
'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie
sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che
costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 6 ) » (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento
un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri
La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in
viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è
stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un
valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da
colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la
temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che
tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul
comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre
foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso
racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities.
Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori
più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso
di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del
tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il
cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il
cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna
nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà
nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da
lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel".
Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma,
un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente
preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia,
giornalismo Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di
5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli
hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha
trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds
e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore:
potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in
caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego
in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille
miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli
speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi
varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari
ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del
Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una
brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione,
economia, gli usa e il mondo Commenti ( 49 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57
su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di
lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C.
Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think
tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di
Obama anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di
salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto
alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la
recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le
banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e
dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri
qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada.
L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non
solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno
dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad
allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel
baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli
tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per
trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in
fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle
banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia
potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra
gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 71 ) » (6 voti, il
voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09
Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova
distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo
articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il
dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e,
secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a
Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia
lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i
Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante
e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente
disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è
innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso,
improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di
smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è
vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno
al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America
con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma
basta la supremazia militare per giustificare lo status di superpotenza? E il
mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione,
israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio
oriente, islam Commenti ( 91 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di
5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le
lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama
annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il
suo piano economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento
promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti
degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non
piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la
copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti
agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi
sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari
per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha
detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle
facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo
permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e
posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non
ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel
pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo
dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di
poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che
valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad
alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia
davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di
spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme
l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè
elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E
non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a
sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine
del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff
di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
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( da "Tempo, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
stampa Vertice
Bruxelles dà il via libera al piano di controllo della finanza pubblica per il
triennio 2008-2011 Semaforo verde anche per la vendita di Alitalia. Tajani: rispettate le
condizioni di mercato «L'Iva in edilizia al 10% per sempre» Il ministro
Tremonti all'Ecofin ottiene la stabilizzazione dell'agevolazione fiscale
L'Unione Europea dà il via libera alla trasformazione da transitoria a
permanente dell'Iva sulle ristrutturazioni nella misura del 10% piuttosto che
il canonico 20%. «Dall'Ue abbiamo avuto la conferma della trasformazione
da temporaneo a permanente del regime Iva agevolato per l'edilizia»: ha
spiegato il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel corso della conferenza
stampa seguita al Consiglio Ecofin. «È una buona dote fiscale per la nostra
nuova politica edilizia ed abitativa», ha affermato il ministro. «È stata una
decisione - ha aggiunto - che abbiamo accolto in maniera particolarmente
positiva, perché abbiamo difeso il regime speciale dell'Iva ridotta per le
ristrutturazioni edilizie e abbiamo ottenuto che questo regime diventi
permanente». Dunque, «la vecchia norma che sarebbe scaduta nel 2010 diventa
eterna». L'accordo prevede la possibilità di applicare nei Paesi dell'Ue
un'aliquota inferiore su tanti altri beni e servizi, come libri, barbieri e
ristoranti. Ma non sui prodotto verdi, come aveva proposto Bruxelles. Una buona
dote sono anche i 9 miliardi di euro in più stanziati per gli ammortizzatori
sociali: «Non è un importo marginale, ma è una cifra sufficiente, seria e
responsabile. E non c'è stato ancora bisogno di utilizzarla». «La crisi c'è -
ha spiegato Tremonti - sappiamo che c'è e la gestiamo in modo serio. Ma non è
responsabile questa moltiplicazione di dati, congetture, previsioni». Il
ministro è tornato a sorridere solo per il via libera dato dall'Ecofin al
Programma di stabilità italiano 2008-2011. «Il bilancio del 2008 chiude bene,
meglio del previsto. Per il 2009 vediamo», ha affermato Tremonti, sottolineando
come «il piano italiano è stato accolto in maniera fortemente positiva». Sempre
ieri da Bruxelles è arrivato il via libera definitivo della commissione alla
privatizzazione di Alitalia e all'ingresso nella nuova
compagnia, con una quota del 25% del gruppo Air France-Klm. L'annuncio è
arrivato dal vice presidente dell'esecutivo europeo Antonio Tajani. E via
libera anche all'offerta di Alis per le attività cargo di Alitalia.
Il monitoring trustee incaricato di verificare che le operazioni legate alla
nascita della nuova compagnia avvenissero a prezzi e condizioni di mercato, ha
spiegato Tajani, ha confermato che queste condizioni sono state rispettate.
( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina 23 - Economia
Global market Slot congelati e la concorrenza può attendere Dopo il governo
italiano, anche l´Europa, attraverso la commissione
Trasporti guidata da Antonio Tajani regala una piccola boccata d´ossigeno ad Alitalia. Bruxelles proporrà infatti �
vista la crisi � di congelare per qualche tempo l´assegnazione di slot non
utilizzati. In base alle regole le compagnie dovrebbero coprire almeno l´80%
dei servizi sui diritti di atterraggio e decollo a loro disposizione ogni
stagione pena la loro revoca. Oggi molti big (Magliana compresa) hanno
ridotto i servizi e rischiano di perdere slot di cui avranno bisogno come il
pane quando l´economia ripartirà. Alitalia manterrà
così la titolarità su alcune frequenza di Linate e Malpensa non servite oggi
cui molti rivali guardavano con interesse, magari per far partir la concorrenza
sul Milano-Roma. Invece dovranno attendere ancora. Ettore Livini [un premio
alla scuola] Nel denunciare i danni all´economia americana causati da un
sistema scolastico in declino, Barack Obama ha proposto ieri una serie di
riforme, tra cui un premio salariale per gli insegnanti più capaci e
meritevoli. E´ una misura, questa, che è sempre stata sempre respinta con
sdegno dai sindacati della scuola, i quali hanno molto peso nel partito
democratico. Ma il presidente americano, pur prendendo atto della opposizione,
ha sottolineato come «un incentivo del genere possa essere importante nel
migliorare la vita scolastica». Ed è stato molto chiaro sul problema dei
maestri e dei professori incapaci: «Se non riescono a migliorare con gli aiuti
che metteremo a disposizione, non c´è bisogno che continuino a insegnare».
Arturo Zampaglione
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Sì del governo e del
commissario Il settore Cargo passa ad Alis Via libera del ministro dello
Sviluppo economico, Claudio Scajola, all'offerta presentata da Alis per il
settore Cargo di Alitalia. Lo ha comunicato ieri il commissario straordinario Augusto
Fantozzi. «Il 9 marzo - si legge nella nota - il ministero dello Sviluppo
economico, previo parere favorevole del Comitato di sorveglianza, ha
autorizzato l'accettazione dell'offerta vincolante di Alis Aerolinee Italiane
per l'acquisto dei complessi di beni facenti capo alla Divisione denominata
Full Cargo, come individuati nell'istanza in data 12 febbraio
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Aerei semivuoti.
Biglietti venduti a prezzi inferiori agli obiettivi di redditività. Cambio
sfavorevole. Conflittualità sindacale latente. Voli accorpati e ferie
aggiuntive ai piloti per evitare sprechi. Se avessero saputo della tempesta che
stava per abbattersi sull'economia mondiale, probabilmente Roberto Colaninno e
gli altri soci della nuova Alitalia non si sarebbero
avventurati in un decollo così difficile. Non più tardi di un mese fa, era il
primo febbraio, il socio di maggioranza relativa, Jean-Cyril Spinetta, ha
definito lo shock che sta subendo il traffico aereo mondiale «3-4 volte
superiore quello dell'11 settembre». A febbraio la holding di cui è presidente
- Air France-Klm, che proprio ieri ha ottenuto il via libera di Bruxelles
all'ingresso nell'azionariato di Alitalia - ha perso
l'8,1% dei passeggeri. I concorrenti di Lufthansa registrano -9,3%. British
Airways non prevede il ritorno all'utile prima del
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Anpac e Up chiedono
la cassa a rotazione, i contratti di solidarietà o il «job sharing»
[FIRMA]ROSARIA TALARICO ROMA «Noi siamo convinti di trovarci di fronte a un
dramma sociale», cosi scrivono il comandante Fabio Berti dell'Anpac e Massimo Notaro
dell'Unione piloti in una lettera indirizzata al ministro del lavoro Maurizio
Sacconi. I piloti infatti rischiano di perdere il brevetto di volo a causa del
prolungato periodo di lontananza dalla cloche, a causa della cassa
integrazione. Il loro è solo l'ultimo grido di disperazione lanciato dai
dipendenti lasciati a terra dalla Cai. In totale, tra piloti, assistenti di volo e personale di terra, sono 7 mila gli ex
dipendenti della «vecchia Alitalia» attualmente in cassa integrazione. Tra loro nessuno ha ricevuto
gli 850 euro al mese previsti di indennità. Da dicembre, da quando cioè è
iniziato il limbo della cassa integrazione i dipendenti hanno intascato 450
euro appena. In tre mesi. «Si tratta dell'acconto corrisposto dall'Inps»
spiega Andrea Cavola, segretario nazionale della Sdl. Una cifra «pari a circa
il 15 per cento di quello che avremmo dovuto avere. Per non parlare
dell'integrazione alla cassa integrazione che manca del tutto e dovrebbe
garantirci di raggiungere l'80 per cento dello stipendio le prospettive per il
futuro non sono incoraggianti». Anche il futuro, nonostante appelli, comunicati
e sit-in di protesta, è quanto mai incerto. «Non si sa quando ci pagheranno
perché ci sono problemi di elaborazione dati - spiega Cavola -. Il commissario
Fantozzi ha appaltato alla nuova Alitalia questo
servizio ma Cai effettua questo lavoro in coda alla propria amministrazione
alle buste paga dei propri dipendenti. Si tratta di un lavoro di riserva».
Oltre alla questione-soldi Anpac e Up aggiungono il problema dei brevetti,
insomma del proseguimento della professione da parte dei piloti. «Sono passate
poche settimane dall'inserimento dei colleghi nel contenitore della Cigs -
scrivono le due associazioni a Sacconi - e già si avverte la drammaticità della
situazione. Appare evidente che l'unica reale soluzione a questa gravissima
problematica passa attraverso il ricorso in Alitalia-Cai
a tipologie contrattuali già previste nel nostro ordinamento quali la Cigs a
rotazione, i contratti di solidarietà o il job sharing». Secondo Anpac e Up le
opportunità di lavoro, sia a livello nazionale che internazionale, «sono
scarsissime e conseguentemente altrettanto esigue sono le speranze di reimpiego
per i piloti posti in cassa». Di qui la richiesta al governo ed alle istituzioni
locali, sia del Lazio che della Lombardia, un intervento su Alitalia-Cai
perchè metta in atto ogni azione utile, peraltro senza oneri aggiuntivi, alla
massimizzazione dei posti di lavoro disponibili». A loro volta gli assistenti
di volo dell'Anpav e Avia hanno scritto a Fantozzi e Sacconi per denunciare «il
perdurare di una situazione oramai insostenibile, nonostante le rassicurazioni
ricevute». «I pagamenti ancora non avvengono, se non in modo in modo parziale»,
scrivono le due associazioni che puntano il dito contro «una serie di mancanze
organizzative nella comunicazione dei dati all'Inps da parte degli enti
aziendali preposti che generano situazioni di intollerabile ritardo nel
pagamento di indennità necessarie al mantenimento minimo di centinaia di
famiglie».
( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Mercoledì 11 Marzo
2009 Chiudi E' una notizia appena uscita: in Svezia, nello zoo di Furuvik, uno
scimpanzè è diventato un caso di studio comportamentale perchè il soggetto
preso in esame, la mattina raccoglie sassi per poi tirarli nel pomeriggio ai
visitatori dello zoo. Quindi, dicono gli scienziati, lo scimpanzè è una prova
chiara della capacità di pianificare eventi futuri. Sembra
che alcuni amministratori dell'ex Alitalia vogliano assumere Santino (così si chiama lo scimpanzè) per
pianificare a regola d'arte le strategie della compagnia di bandiera, diciamo.
Santino ha accettato con piacere, ma ha fatto alcune richieste: alloggio con
idromassaggio , macchina con autista, partecipare almeno a una puntata del
Grande Fratello, tre caschi di banane al giorno, depilazione settimanale
al laser, conoscere Pupo. L'Alitalia non ha accettato.
( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Mercoledì
11 Marzo 2009 Chiudi Nuova Alitalia, sì definitivo
della Ue I piloti denunciano: «A rischio il brevetto per la prolungata
inattività»
( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Mercoledì 11 Marzo
2009 Chiudi ROMA Buone notizie da Bruxelles, anzi confermate, per Alitalia: la Commissione ha dato il
definitivo via libera alla privatizzazione della compagnia e all'ingresso, con
una quota del 25%, del gruppo Air France-Klm. In sostanza, la Ue ha ritenuto
che il passaggio è avvenuto a condizioni di mercato sia per quanto riguarda
l'acquisto degli asset della vecchia aviolinea sia per la partecipazione dei
francesi nel capitale della nuova Alitalia. Nel novembre scorso la Ue aveva anticipato il verdetto
che ieri è stato formalizzato. In quella circostanza Bruxelles aveva anche bollato
come aiuti di Stato i 300 milioni di euro concessi dal governo chiedendo, nel
contempo, il recupero in tempi brevi. C'è agitazione però sul versante
sindacale perchè i piloti temono di perdere i brevetti di volo per «la
prolungata inattività» rischiando in tal modo di restare «definitivamente
esclusi dalla possibilità di ricollocarsi nel mondo del lavoro». I
"comandanti" hanno inviato una lettera al ministro del Welfare,
Maurizio Sacconi, chiedendo che si faccia interprete con il governo e le
Regioni Lazio e Lombardia perchè Alitalia adotti
«tipologie contrattuali già previste dal nostro ordinamento come la Cigs a
rotazione, contratti di solidarietà e job sharing». In agitazione anche gli
assistenti di volo di Avia e Anpav che «denunciano il perdurare di una
situazione ormai insostenibile che vede, al 10 marzo, i lavoratori in cassa
integrazione ancora in attesa del pagamento delle indennità previste secondo
tempi e modalità garantite». Una denuncia contenuta in una lettera inviata al
commissario straordinario della vecchia compagnia, Augusto Fantozzi, e per
conoscenza al ministro Sacconi. La Ue ieri oltre a dare il via libera alla
privatizzazione di Alitalia si è occupata di slot: le
compagnie dell'Unione europea potranno ridurre, dal 29 marzo al 24 ottobre, i
loro voli senza rischiare di perdere appunto gli slot, cioè le fasce orarie di
decollo e atterraggio. Cos.
( da "Messaggero, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Mercoledì 11 Marzo
2009 Chiudi di MARCO CONTI ROMA - L'uno lancia l'altro nella corsa al Quirinale
che, per tutta risposta, propone il voto per capigruppo nel giorno di avvio del
voto digitale. Avranno molte cose da chiarire oggi Gianfranco Fini e Silvio
Berlusconi. Il pranzo è ancora una volta previsto a Montecitorio e, a pochi
giorni dal congresso fondativo del Pdl, c'è preoccupazione tra i più stretti
collaboratori del premier per il clima teso che persiste ormai da mesi. Il
Cavaliere avrebbe fatto a meno anche del pranzo di oggi, visto che vive
l'appuntamento settimanale come una promessa da mantenere più ai suoi
collaboratori che al presidente della Camera. I problemi tra i due sono più sul
futuro assetto del Pdl che sull'azione di governo. E di futuro ha parlato ieri
Fini in un'intervista a "El Pais", nella quale spiega di non sentirsi
«il delfino» e che comunque Berlusconi «certamente oggi gode di un appoggio
personale e popolare che fa sì che questa ipotesi (l'elezione al Quirinale ndr)
sia tutt'altro che remota». Poco più di una constatazione, che però non è
piaciuta al premier che ieri ha sostenuto di «non aver sentito nulla». Quasi a
conferma del dialogo tra sordi che ormai c'è tra i due, malgrado il gran lavoro
di Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e l'attenzione dei ministri Tremonti e Fitto
che ieri si sono recati in aula per il primo voto con impronta. Ovvio che al
Quirinale possa pensare anche il leader di An. Meno che l'aspirazione venga più
volte irrisa dai giornali vicini al Cavaliere. La centralità del Parlamento,
rispetto ad una deriva presidenzialista che molto piace al Cavaliere, può
sembrare argomento per addetti ai lavori. Molto più concreto è invece la querelle
sulle modalità di costruzione del Pdl di cui si ignora ancora lo statuto, visto
che in circolazione ci sono tre bozze. Una per coordinatore nazionale. Un
assaggio si è avuto ieri nella riunione dei parlamentari convocata al Capranica
proprio in vista della costruzione del Pdl. Berlusconi ha dato anche ieri
l'impressione di considerare la cosa ormai fatta, e fissa il giorno del
"predellino" come data fondativa alla quale tutti possono aderire,
ricevendo magari la medaglia con su scritto "Io c'ero", che il
premier ha promesso ieri di distribuire alla Fiera di Roma il 27 di marzo. «Ci
ha trattati come scolaretti un po' ignoranti - commentava ieri un parlamentare
di An, reduce dal Capranica - ci ha raccontato di rifiuti e
Alitalia. Come in un
qualunque comizio. E il partito?». Nell'ottica del «partito presidenzialista»,
sottolineata anche ieri dall'azzurro Fabrizio Cicchitto, è forse ovvio badare
poco a regole e statuti. Per un partito radicato come è invece An, il problema
non è da poco specie in periferia. Un assaggio si sta avendo in Sardegna
dove lo scontro tra Cappellacci e Artizzu per la presidenza del Consiglio
regionale, si sta trasformando in uno scontro Berlusconi-Fini. Prima del
congresso del Pdl, An terrà la sua assise di scioglimento. «Passano i giorni,
meno emergono regole chiare, e più - come sosteneva ieri uno stretto
collaboratore di Fini - rischia di trasformarsi in un appuntamento che affiderà
al presidente della Camera il mandato di verificare al congresso del Pdl se
esistono tutte le condizioni per sciogliere il partito». Per verificarne
l'esistenza ci sarà tempo sino al 2013.
( da "Corriere della Sera" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-11 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE Sotto la lente Se l'Europa «congela» Milano Linate L 'Unione
europea propone di congelare gli “slot” aeroportuali (le fasce orarie di decollo
e atterraggio) non utilizzati. Come, per esempio, quelli che Alitalia
non usa fra Roma e Milano: compagnie minori come Easyjet si preparavano a
conquistarli, e invece dovrannno aspettare ancora per un po'. Come dovrà
aspettare la “liberalizzazione” invocata dalla Sea per gli scali di Malpensa e
Linate. Secondo le norme dell'Ue, se una compagnia non usa almeno l'80% dei
suoi slot, deve restituirli al libero mercato. Ma oggi c'è la recessione, la
gente viaggia di meno e - ha spiegato il commissario ai Trasporti Antonio
Tajani- si può fare una deroga: «per proteggere non la compagnia Alitalia, ma i suoi lavoratori, in un momento di crisi».
Così, tutto congelato, almeno per l'estate. Con l'amministratore delegato di
Easyjet, Andy Harrison, che si vede un po'come Davide contro Golia: «La
proposta della Commissione europea è nell'interesse ristretto di qualche
compagnia di bandiera in difficoltà». L.Off.
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 60 del 2009-03-11
pagina 0 Crisi, Franceschini attacca Berlusconi "Il premier finge di
essere ottimista" di Redazione Il segretario del Pd Dario Franceschini
critica duramente l'atteggiamento del premier di fronte alla crisi: "Non è
un atteggiamento corretto, giusto e onesto, ed è diverso dagli altri capi di
governo che non negano la crisi, ma la affrontano con misure concrete"
Roma - "Berlusconi non è ottimista, finge di esserlo. Non è un
atteggiamento corretto, giusto e onesto, ed è diverso dagli altri capi di
governo che non negano la crisi, ma la affrontano con misure concrete". Il
segretario del Pd Dario Franceschini, ospite di Unomattina, critica severamente
l?atteggiamento del premier di fronte alla crisi. "Se non hai più un euro
con cosa vai a consumare? E oggi anche i redditi fissi sono appena sufficienti
a vivere". Non siamo il partito del no Franceschini respinge quindi
l?accusa della maggioranza, che dipinge il Pd come 'il partito del no':
"Diciamo no alle cose sbagliate e sì a quelle giuste. Continueremo a fare
così. C?entra solo il buonsenso, e in questo momento il buonsenso dice di
occuparsi prima di tutto di chi da solo non ce la fa: redditi bassi, chi perde
il posto di lavoro, anziani con pensione al minimo". L'assegno per i
disoccupati Per questo il segretario democratico rilancia la proposta
dell?assegno per chi perde il posto di lavoro: "Costa 5-6 miliardi, la
stessa cifra buttata via con l?operazione sbagliata di Air France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici sulla prima casa anche
per i redditi alti». Ma il governo «ci ha detto no, con dieci motivazioni
diverse", tra cui quella del premier secondo il quale in questo modo ci
sarebbe chi continua a lavorare in nero percependo al tempo stesso l?assegno di
disoccupazione: "Significa pensare che l?Italia sia fatta di cattive
persone". Lotta all'evasione Il Pd poi, aggiunge Franceschini, avrebbe
"continuato nella lotta all?evasione fiscale" per reperire le risorse
necessarie a sostenere chi è in difficoltà: "Da quando governa Berlusconi,
ci sono 8 miliardi di evasione in più in pochi mesi". Inoltre
"avremmo fatto ripartire le imprese con le opere immediatamente
cantierabili", ovvero quelle finanziate dai Comuni che invece "sono
state bloccate con un?interpretazione restrittiva del patto di stabilità
interno"; e "saremmo intervenuti su pensioni e salari bassi, per far
ripartire i consumi e quindi l?economia". Infine, "bisognerebbe
forzare il sistema bancario a non chiudere le linee di credito alle Pmi".
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Mille bambini ogni
ora Alla radio annunciano il solito dibattito sulla povertà e sulla fame nel
mondo. Spengo, infastidito da quei cascami di retorica populistica e
sociologica. Povertà e fame non m'interessano più. Loro invece, i poveri e gli
affamati, continuano a interessarmi, tanto che spesso fantastico su come
risolverei il problema, almeno nell'ambito della mia città, se fossi potente,
se vincessi una somma esorbitante alla lotteria, se, se, se. È appena passata
un'ora da quando ho cominciato a pensare da altruista e già il mio orologio mi
avvisa che altri mille bambini del Sud del mondo sono morti per mancanza di
cibo, di acqua e di medicinali. Già, proprio così, ogni giorno una città come
Alessandria di abitanti sotto i cinque anni muore di stenti. Prima d'entrare al
centro benessere mi specchio in una vetrina e mi sistemo il cappotto. Con
un'alzata di spalle. UGO TOZZINI, TORINO Licenziata perché incinta Invio questa
lettera, anche se un po' in ritardo, perché desidero fare gli auguri per la
festa della donna a mia moglie, licenziata a settembre 2008 perché incinta. A
Torino, non nel Burundi. Speriamo che qualcuna di quelle mimose sciattamente
sventolate dalle sedicenni (e no), qualcuno di quegli striptease per donne, di
quelle cene solo per donne possa servire a qualcosa per far capire alla gente
che siamo ben lungi dall'eguaglianza sociale. Ovviamente, i nostri politici ci
consigliano di fare figli perché gli italiani sono pochi, e di essere fiduciosi
nel futuro: appunto! MARCO CAPOZZI Testamento biologico ecco la soluzione
Continua il dibattito tra chi sostiene se, in caso di comprovato coma
irreversibile, debba essere la volontà del singolo a decidere della propria
morte o se sia una legge dello Stato a disporre che il soggetto debba essere
comunque tenuto in vita. Però è un dialogo tra sordi perché ognuno continua a
sostenere le proprie convinzioni senza cedere alla controparte. Eppure la
soluzione è abbastanza semplice: si accontentino coloro che sostengono che
l'alimentazione forzosa debba essere continuata, ma nel contempo si sospenda la
somministrazione di qualsiasi medicinale, accontentando coloro che sostengono
che l'accanimento terapeutico sia disumano. Il fisico del paziente, già molto
debilitato dal lungo coma, senza alcun aiuto terapeutico si spegnerà più
lentamente, ma senza soffrire. L. PESENTI Rai, accanimento terapeutico
Ferruccio De Bortoli declinando l'offerta della presidenza Rai tra le altre
cose dichiara che «la Rai è azienda patrimonio del Paese». La Rai, più che
«azienda patrimonio», è una azienda che costa ed è costata un patrimonio al
contribuente; azienda che sta in piedi solo perché qualche milione di persone
paga il canone. Dopo Alitalia, Rai è un altro fallimento gestionale tenuto in vita con
accanimento terapeutico. ROBERTO MANZONI, MILANO Il bene dello sport non si fa
così La crisi non dovrebbe essere motivo di tagli indiscriminati, che magari
vadano a colpire settori non strategici spesso già privi di un sostegno
adeguato. Penso alla cultura, allo spettacolo, allo sport: la tenuta e
la rinascita di un Paese nascono anche da questi. Servirebbe invece limare il
superfluo. Ecco perché risulta a dir poco incomprensibile il mini-vitalizio che
il governo assicurerà agli atleti olimpici vincitori di medaglia d'oro per il
periodo del loro primato in carica, cioè fino ai successivi Giochi. Si tratta
di una donazione pari a 50 mila euro annui, 25 mila per i paralimpici.
Calcolando le 8 medaglie d'oro di Pechino, campioni in carica per 4 anni, le 6
di Torino (invernali), per due anni, e i 10 paralimpici, anch'essi 4 anni,
l'esborso complessivo per le casse dell'erario ammonta a 3 milioni e 200 mila
euro. Ricordo che tali atleti sono tutti professionisti, spesso stipendiati con
contratti a tempo indeterminato nei corpi dell'esercito e godono già del premio
assegnato dal Coni per il podio olimpico (da Pechino in poi peraltro
detassato), oltre a carnet pubblicitari più o meno elevati. Se il governo
avesse arrotondato questa cifra a 4 milioni, suddividendone altresì l'uso come
bando annuale per progetti sport & sociale, il movimento sportivo e non ne
avrebbe sortito qualche beneficio in più. MARCO LOMBARDI Meglio soccorrere i
bisognosi Ho letto che entra in funzione in Parlamento il nuovo sistema di votazione
anti pianisti, che analizza le impronte digitali. La notizia riporta pure che
l'aggeggio è costato, ovviamente a noi contribuenti, la modica spesa di 400
milioni di euro! In tempi di crisi durissima sperperare una tale somma,
stornandola magari da possibili aiuti alle famiglie, mi sembra una cosa
veramente fuori da ogni immaginazione! E tutto ciò per evitare che «gente» che
si fa chiamare «onorevole» commetta delle azioni riprovevoli! Mi sento di
avanzare una proposta in merito. Perché non si fa pagare direttamente e di
tasca propria i cosiddetti onorevoli? I 400 milioni vengano devoluti per
soccorrere i bisognosi! Che ne dite? LUIGI LAVIA, TORINO I privilegi degli
agricoltori Ho assistito alla manifestazione degli agricoltori per le quote
latte e ho fatto alcune considerazioni sul trattamento fiscale riservato agli
agricoltori e quello riservato ai lavoratori dipendenti che di fatto sono la
forza motrice della nazione. Agli agricoltori viene concesso di pagare le
imposte sul valore catastale dei terreni e non già sui reali guadagni, oltre ad
altri benefici (gasolio, finanziamenti ecc.). Agli agricoltori sono stati
concessi e forse vengono ancora concessi contributi e/o finanziamenti
estremamente agevolati che i lavoratori dipendenti nemmeno si sognano. Perché
non proponete ai lettori una comparazione della reale situazione economica
fiscale di questa categoria a confronto con altri settori, ma soprattutto,
visto che operano in Europa, perché non estendete la comparazione della
categoria con quelle gli altri Stati dell'Unione? EZIO NAVA
( da "Stampa, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
In rosso E la
Magliana si vende i gioielli Ci sono i terreni di Fiumicino (
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 60 del 2009-03-11
pagina 0 Crisi, Franceschini a Berlusconi: finge ottimismo di Redazione Il
segretario del Pd Dario Franceschini critica duramente l'atteggiamento del
premier di fronte alla crisi: "Non è un atteggiamento corretto, giusto e
onesto, ed è diverso dagli altri capi di governo che non negano la crisi, ma la
affrontano con misure concrete" Roma - "Berlusconi non è ottimista,
finge di esserlo. Non è un atteggiamento corretto, giusto e onesto, ed è
diverso dagli altri capi di governo che non negano la crisi, ma la affrontano
con misure concrete". Il segretario del Pd Dario Franceschini, ospite di
Unomattina, critica severamente l?atteggiamento del premier di fronte alla
crisi. "Se non hai più un euro con cosa vai a consumare? E oggi anche i
redditi fissi sono appena sufficienti a vivere". Non siamo il partito del
no Franceschini respinge quindi l?accusa della maggioranza, che dipinge il Pd
come 'il partito del no': "Diciamo no alle cose sbagliate e sì a quelle
giuste. Continueremo a fare così. C?entra solo il buonsenso, e in questo
momento il buonsenso dice di occuparsi prima di tutto di chi da solo non ce la
fa: redditi bassi, chi perde il posto di lavoro, anziani con pensione al
minimo". L'assegno per i disoccupati Per questo il segretario democratico
rilancia la proposta dell?assegno per chi perde il posto di lavoro: "Costa
5-6 miliardi, la stessa cifra buttata via con l?operazione sbagliata di Air
France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici sulla
prima casa anche per i redditi alti». Ma il governo «ci ha detto no, con dieci
motivazioni diverse", tra cui quella del premier secondo il quale in
questo modo ci sarebbe chi continua a lavorare in nero percependo al tempo
stesso l?assegno di disoccupazione: "Significa pensare che l?Italia sia
fatta di cattive persone". Lotta all'evasione Il Pd poi, aggiunge
Franceschini, avrebbe "continuato nella lotta all?evasione fiscale"
per reperire le risorse necessarie a sostenere chi è in difficoltà: "Da
quando governa Berlusconi, ci sono 8 miliardi di evasione in più in pochi
mesi". Inoltre "avremmo fatto ripartire le imprese con le opere
immediatamente cantierabili", ovvero quelle finanziate dai Comuni che
invece "sono state bloccate con un?interpretazione restrittiva del patto
di stabilità interno"; e "saremmo intervenuti su pensioni e salari
bassi, per far ripartire i consumi e quindi l?economia". Infine,
"bisognerebbe forzare il sistema bancario a non chiudere le linee di
credito alle Pmi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
MARCO CONTI Roma.
L'uno lancia l'altro nella corsa al Quirinale che, per tutta risposta, propone
il voto per capigruppo nel giorno di avvio del voto digitale. Avranno molte
cose da chiarire oggi Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi. Il pranzo è ancora
una volta previsto a Montecitorio e, a pochi giorni dal congresso fondativo del
Pdl, c'è preoccupazione tra i più stretti collaboratori del premier per il
clima teso che persiste da mesi. Il Cavaliere avrebbe fatto a meno anche del
pranzo di oggi, visto che vive l'appuntamento settimanale come una promessa da
mantenere più ai suoi collaboratori che al presidente della Camera. I problemi
tra i due sono più sul futuro assetto del Pdl che sull'azione di governo. E di
futuro ha parlato ieri Fini in un'intervista a "El Pais", nella quale
spiega di non sentirsi «il delfino» e che comunque Berlusconi «certamente gode
di un appoggio personale e popolare che fa sì che questa ipotesi (l'elezione al
Quirinale, ndr) sia tutt'altro che remota». Poco più di una constatazione, che
però non è piaciuta al premier che ha sostenuto di «non aver sentito nulla».
Quasi a conferma del dialogo tra sordi che ormai c'è tra i due, malgrado il
gran lavoro di Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e l'attenzione dei ministri
Tremonti e Fitto che ieri si sono recati in aula per il primo voto con le
impronte. Ovvio che al Quirinale possa pensare anche il leader di An. Meno che
l'aspirazione venga più volte irrisa dai giornali vicini al Cavaliere. La
centralità del Parlamento, rispetto ad una deriva presidenzialista che molto
piace al Cavaliere, può sembrare argomento per addetti ai lavori. Molto più
concreta è invece la querelle sulle modalità di costruzione del Pdl di cui si
ignora ancora lo statuto, visto che in circolazione ci sono tre bozze. Una per
coordinatore nazionale. Un assaggio si è avuto nella riunione dei parlamentari
convocata al Capranica. Berlusconi ha dato l'impressione di considerare la cosa
ormai fatta e fissa il giorno del "predellino" come data fondativa
alla quale tutti possono aderire, ricevendo magari la medaglia con su scritto
"Io c'ero", che il premier ha promesso ieri di distribuire alla Fiera
di Roma il 27 marzo. «Ci ha trattati come scolaretti un po' ignoranti - commentava un parlamentare di An - ci ha raccontato di rifiuti e Alitalia. Come in un qualunque comizio.
E il partito?». Nell'ottica del «partito presidenzialista», sottolineata
dall'azzurro Fabrizio Cicchitto, è forse ovvio badare poco a regole e statuti.
Per un partito radicato come è invece An, il problema non è da poco specie in
periferia. Un assaggio si sta avendo in Sardegna, dove lo scontro tra
Cappellacci e Artizzu per la presidenza del Consiglio regionale si sta
trasformando in uno scontro Berlusconi-Fini. Prima del congresso del Pdl, An
terrà la sua assise di scioglimento. «Passano i giorni, meno emergono regole
chiare, e più - come sosteneva ieri uno stretto collaboratore di Fini - rischia
di trasformarsi in un appuntamento che affiderà al presidente della Camera il
mandato di verificare al congresso del Pdl se esistono tutte le condizioni per
sciogliere il partito». Per verificarne l'esistenza ci sarà tempo sino al 2013.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
MARIA PAOLA
MILANESIO Roma. «C'è chi sostiene che i parlamentari non fanno niente. E bravi,
voi ne avete approfittato oggi per venire a teatro». Teatro Capranica, in
platea i parlamentari del Pdl, sul palco i capigruppo e i loro vice (Cicchitto,
Gasparri, Bocchino e Quagliariello), al microfono il premier Silvio Berlusconi.
L'occasione è l'ultimo appuntamento in vista della nascita del Pdl, già fissata
per fine mese alla Fiera di Roma. Lui è quello di sempre: alterna battute e
barzellette, invita sul palco i suoi ministri, ironizza sulla sinistra - «ha il
mal di pancia? Loro sono pessimisti, sfiduciati, scettici, noi esattamente il
contrario» - e relega solo all'ultima parte del suo intervento il tema
principale del convention, la nascita del Pdl. «Sarà la cosa più importante che
lasceremo alla storia del Paese. Innalzerà l'Italia al livello delle grandi
democrazie». Per oltre mezz'ora, infatti, l'attenzione della platea viene
attratta da ben altri propositi del Cavaliere. Primo fra tutti, un sistema
rapido di voto nelle commissioni e nelle aule parlamentari, e - in aggiunta -
un dimezzamento degli eletti: «Ho proposto, visto che non ci sono tempi certi
per avere le leggi, che ad un certo momento si riconosca il voto di un partito
nel voto del solo capogruppo. Ovviamente chi è contrario può venire in aula per
esprimere il suo dissenso o per astenersi». La sala non dà cenni di reazione,
ma dallo scranno più alto di Montecitorio arriva subito un alt. «È impossibile
che accada. È una proposta che è già stata avanzata ed è caduta nel vuoto.
Accadrà così anche questa volta», dice il presidente della Camera Gianfranco
Fini, con toni che lasciano intendere come non sia neanche il caso di
soffermarsi troppo sulla questione. Il vertice di An - a partire da Ignazio La
Russa e da Italo Bocchino - invece non la interpreta così. «Quella di Fini non
era una critica ma solo un giudizio sulla fattibilità dell'idea», dice il
ministro. «Non è una ipotesi scandalosa. Valuteremo, anche se non credo che
passerà perché serve una maggioranza dei 2/3 per approvarla», spiega Bocchino.
Non si tratta, infatti, di una semplice modifica dei regolamenti parlamentari -
che il premier critica perché non garantiscono «tempi adeguati e certi per i
disegni di legge» -, visto che in realtà servirebbe una modifica della Carta
costituzionale. «Non credo che ci siano le condizioni politiche per attuare
questa riforma», conclude La Russa. E non era necessario aspettare le reazioni
da parte dell'opposizione per capirne le ragioni. «Riemergono le pulsioni
autoritarie di Berlusconi. Qualcuno nella sua maggioranza lo fermi», dicono i
capigruppo del Pd Anna Finocchiaro e Antonello Soro. Antonio Di Pietro, Idv,
definisce il Cavaliere «un nuovo Saddam Hussein che si vuole impossessare del
Paese», mentre il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione ironizza con amarezza.
«Esisteva già un sistema simile ed era la cattiva prassi secondo la quale
l'unico deputato del gruppo presente votava per tutti. È ciò che si è voluto
contrastare con il voto attraverso le impronte digitali». Anche la Lega,
alleata del premier, non si entusiasma all'idea: «È stata una provocazione, non
è realizzabile», commenta Roberto Cota. Il voto in aula, però, resta un rovello
per il Cavaliere. E lo è soprattutto perché uno dei primi appuntamenti in aula
- con il nuovo sistema di impronte digitali - sarà sulle pregiudiziali di
costituzionalità per il disegno di legge sulle intercettazioni. «Mi raccomando
siate tutti presenti e lavatevi bene i polpastrelli. Questa legge non è quella
che volevo ma va bene comunque. Ecco perché va votata. Deve finire l'incubo di
non poter parlare liberamente al telefono», dichiara Berlusconi. Archiviata la
fase delle proposte e degli appelli, il presidente del Consiglio ripercorre le
tappe del governo ed enumera i risultati raggiunti. Il ruolo internazionale
svolto dall'Italia, gli interventi contro la crisi - «Abbiamo le possibilità
per sostenere chi non lavora» -, gli aiuti alle banche (stasera
cena con i vertici degli istituti bancari), la riforma della giustizia, della
scuola, della pubblica amministrazione, la vendita dell'Alitalia. Il finale è un inchino ai
quattro rappresentanti dei gruppi parlamentari. Sorridono loro, dopo che il
Cavaliere guardandoli ha detto: «Noi vorremmo tutto, ma non certo un partito di
nomenklatura...».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
La Commissione
Europea ha deciso di dare in maniera definitiva il disco verde alla
privatizzazione di Alitalia e all'ingresso nella nuova
compagnia, con una quota del 25% del gruppo Air France-Klm. Lo ha reso noto il
vice presidente dell'Esecutivo europeo responsabile per i trasporti Antonio
Tajani. «Il monitoring trustee incaricato di verificare che le operazioni legate
alla nascita della nuova compagnia avvenissero a prezzi e condizioni di mercato
- ha spiegato Tajani - ha confermato che queste condizioni sono state
rispettate, Ciò è avvenuto sia per quanto riguarda l'acquisto
degli asset della vecchia Alitalia da parte di Cai e sia per l'ingresso di Air France-Klm nel
capitale della nuova compagnia». Intanto ieri il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, dopo l'ok
giunto lo scorso 9 marzo da parte del ministero dello Sviluppo economico ha
autorizzato l'accettazione dell'offerta vincolante presentata da Alis aerolinee
italiane spa. Per l'acquisto dei complessi di beni facenti capo alla
divisione denominata full cargo. Intanto Anpac e Unione Piloti hanno inviato
una lettera al ministro del lavoro, Sacconi per «evidenziare il grave stato
della situazione che coinvolge centinaia di piloti posti in cassa
integrazione». Lavoratori che a causa della «prolungata inattività sono in
procinto di perdere le qualificazioni e conseguentemente la validità del loro
brevetto di volo».
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 60 del 2009-03-11
pagina 0 Crisi, Pd: "Una tantum sui redditi più alti" Bossi apre:
"Va bene" di Redazione Franceschini contro il premier: "Sulla
crisi finge ottimismo". Propone "un contributo straordinario" di
due punti sui redditi superiori ai 120mila euro per finanziare 500 milioni e
contrastare la povertà Roma - "Un contributo straordinario" per il
2009 di due punti sui redditi superiori ai 120mila euro, cioè come quelli dei
parlamentari, per finanziare 500 milioni da destinare al contrasto della
povertà estrema. è questa la proposta del Pd annunciata dal segretario Dario
Franceschini al termine di un incontro con le associazioni di volontariato che
si occupano delle povertà. Franceschini ha detto che la proposta si tradurrà in
un?iniziativa parlamentare. E, nel governo, il ministro per le Riforme, Umberto
Bossi, apre alla propost: "Può anche andare bene in un momento di
crisi". Il contrasto alla povertà Franceschini ha ascoltato una ventina di
interventi di esponenti di associazioni di volontariato che hanno riferito
della drammaticità della situazione della povertà che, hanno spiegato, va
colpendo i ceti e le famiglie medie dopo l?esplosione della crisi economica.
Nell?intervento conclusivo, il segretario del Pd ha nuovamente criticato il
governo che "nega e nasconde la crisi", una linea, ha affermato,
"poco onesta". Ha quindi spiegato la proposta dell?assegno di
disoccupazione, pensato per impedire che chi non ha diritto agli ammortizzatori
sociali "se perde il lavoro passi a uno stipendio zero, piombando nella
povertà estrema". Franceschini ha quindi lanciato la sua nuova proposta:
"Mettiamo nel 2009 500 milioni per il volontariato e i comuni per
contrastare la povertà estrema, per chi non ha nulla. Per finanziare questa
iniziativa possiamo introdurre un contributo straordinario di due punti sull?Irpef
dei redditi alti, da quelli dei parlamentari in su, e cioè di 120mila
euro". "Chiediamo - ha aggiunto - a circa 150-200mila persone con
redditi alti, compresi i parlamentari, di farsi carico di chi non ce la
fa". Franceschini ha anche detto come indirizzare i 500 milioni:
"andrebbe rifinanziato il sostegno al Terzo settore previsto dalla legge
quadro 328, nonchè il Fondo sociale per i comuni che il governo ha tagliato di
300 milioni". Il leader democratico si è detto "consapevole" del
fatto che si tratti di "una risposta parziale, in attesa di una riforma
strutturale". Bossi apre alla proposta Il ministro per le Riforme, Umberto
Bossi, ha apprezzato la proposta di Franceschini di un contributo solidarietà.
"Questo può anche andare bene in un momento di crisi - ha detto
l'esponente leghista a Montecitorio - è bene che chi ha di più
contribuisca". Non siamo il partito del no "Berlusconi non è
ottimista, finge di esserlo. Non è un atteggiamento corretto, giusto e onesto,
ed è diverso dagli altri capi di governo che non negano la crisi, ma la
affrontano con misure concrete". Il segretario del Pd Dario Franceschini,
ospite di Unomattina, critica severamente l?atteggiamento del premier di fronte
alla crisi. "Se non hai più un euro con cosa vai a consumare? E oggi anche
i redditi fissi sono appena sufficienti a vivere". Franceschini respinge
quindi l?accusa della maggioranza, che dipinge il Pd come 'il partito del no':
"Diciamo no alle cose sbagliate e sì a quelle giuste. Continueremo a fare
così. C?entra solo il buonsenso, e in questo momento il buonsenso dice di
occuparsi prima di tutto di chi da solo non ce la fa: redditi bassi, chi perde
il posto di lavoro, anziani con pensione al minimo". L'assegno per i
disoccupati Per questo il segretario democratico rilancia la proposta
dell?assegno per chi perde il posto di lavoro: "Costa 5-6 miliardi, la
stessa cifra buttata via con l?operazione sbagliata di Air France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici sulla prima casa anche
per i redditi alti". Ma il governo "ci ha detto no, con dieci
motivazioni diverse", tra cui quella del premier secondo il quale in
questo modo ci sarebbe chi continua a lavorare in nero percependo al tempo
stesso l?assegno di disoccupazione: "Significa pensare che l?Italia sia
fatta di cattive persone". Lotta all'evasione Il Pd poi, aggiunge
Franceschini, avrebbe "continuato nella lotta all?evasione fiscale"
per reperire le risorse necessarie a sostenere chi è in difficoltà: "Da
quando governa Berlusconi, ci sono 8 miliardi di evasione in più in pochi mesi".
Inoltre "avremmo fatto ripartire le imprese con le opere immediatamente
cantierabili", ovvero quelle finanziate dai Comuni che invece "sono
state bloccate con un?interpretazione restrittiva del patto di stabilità
interno"; e "saremmo intervenuti su pensioni e salari bassi, per far
ripartire i consumi e quindi l?economia". Infine, "bisognerebbe
forzare il sistema bancario a non chiudere le linee di credito alle Pmi".
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
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n. 60 del 2009-03-11
pagina 0 Crisi, Pd: "Una tantum sui redditi più alti" Bossi apre:
"Va bene" di Redazione Franceschini contro il premier: "Sulla
crisi finge ottimismo". Propone "un contributo straordinario" di
due punti sui redditi superiori ai 120mila euro per finanziare 500 milioni e
contrastare la povertà Roma - "Un contributo straordinario" per il
2009 di due punti sui redditi superiori ai 120mila euro, cioè come quelli dei
parlamentari, per finanziare 500 milioni da destinare al contrasto della povertà
estrema. è questa la proposta del Pd annunciata dal segretario Dario
Franceschini al termine di un incontro con le associazioni di volontariato che
si occupano delle povertà. Franceschini ha detto che la proposta si tradurrà in
un?iniziativa parlamentare. E, nel governo, il ministro per le Riforme, Umberto
Bossi, apre alla propost: "Può anche andare bene in un momento di
crisi".Mentre Capezzone, portavoce di Forza Italia dice no. Il contrasto
alla povertà Franceschini ha ascoltato una ventina di interventi di esponenti
di associazioni di volontariato che hanno riferito della drammaticità della
situazione della povertà che, hanno spiegato, va colpendo i ceti e le famiglie
medie dopo l?esplosione della crisi economica. Nell?intervento conclusivo, il
segretario del Pd ha nuovamente criticato il governo che "nega e nasconde
la crisi", una linea, ha affermato, "poco onesta". Ha quindi
spiegato la proposta dell?assegno di disoccupazione, pensato per impedire che
chi non ha diritto agli ammortizzatori sociali "se perde il lavoro passi a
uno stipendio zero, piombando nella povertà estrema". Franceschini ha
quindi lanciato la sua nuova proposta: "Mettiamo nel 2009 500 milioni per
il volontariato e i comuni per contrastare la povertà estrema, per chi non ha
nulla. Per finanziare questa iniziativa possiamo introdurre un contributo
straordinario di due punti sull?Irpef dei redditi alti, da quelli dei
parlamentari in su, e cioè di 120mila euro". "Chiediamo - ha aggiunto
- a circa 150-200mila persone con redditi alti, compresi i parlamentari, di
farsi carico di chi non ce la fa". Franceschini ha anche detto come
indirizzare i 500 milioni: "andrebbe rifinanziato il sostegno al Terzo
settore previsto dalla legge quadro 328, nonchè il Fondo sociale per i comuni che
il governo ha tagliato di 300 milioni". Il leader democratico si è detto
"consapevole" del fatto che si tratti di "una risposta parziale,
in attesa di una riforma strutturale". Bossi apre alla proposta Il
ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ha apprezzato la proposta di
Franceschini di un contributo solidarietà. "Questo può anche andare bene
in un momento di crisi - ha detto l'esponente leghista a Montecitorio - è bene
che chi ha di più contribuisca". Non siamo il partito del no
"Berlusconi non è ottimista, finge di esserlo. Non è un atteggiamento
corretto, giusto e onesto, ed è diverso dagli altri capi di governo che non
negano la crisi, ma la affrontano con misure concrete". Il segretario del
Pd Dario Franceschini, ospite di Unomattina, critica severamente l?atteggiamento
del premier di fronte alla crisi. "Se non hai più un euro con cosa vai a
consumare? E oggi anche i redditi fissi sono appena sufficienti a vivere".
Franceschini respinge quindi l?accusa della maggioranza, che dipinge il Pd come
'il partito del no'. L'assegno per i disoccupati Per questo il segretario
democratico rilancia la proposta dell?assegno per chi perde il posto di lavoro:
"Costa 5-6 miliardi, la stessa cifra buttata via con l?operazione
sbagliata di Air France-Alitalia e con l?abolizione dell?Ici
sulla prima casa anche per i redditi alti". Ma il governo "ci ha
detto no, con dieci motivazioni diverse", tra cui quella del premier
secondo il quale in questo modo ci sarebbe chi continua a lavorare in nero
percependo al tempo stesso l?assegno di disoccupazione: "Significa pensare
che l?Italia sia fatta di cattive persone". Lotta all'evasione Il Pd poi,
aggiunge Franceschini, avrebbe "continuato nella lotta all?evasione
fiscale" per reperire le risorse necessarie a sostenere chi è in
difficoltà. Inoltre "avremmo fatto ripartire le imprese con le opere
immediatamente cantierabili", ovvero quelle finanziate dai Comuni che
invece "sono state bloccate con un?interpretazione restrittiva del patto
di stabilità interno"; e "saremmo intervenuti su pensioni e salari
bassi, per far ripartire i consumi e quindi l?economia". Infine,
"bisognerebbe forzare il sistema bancario a non chiudere le linee di
credito alle Pmi". Capezzone (Fi): er la posizione di Rifondazione...
"Se questa è l?impostazione, il centrosinistra può prepararsi ad almeno
altri 10 anni di opposizione". Daniele Capezzone commenta così la proposta
di Franceschini in tema di solidarietà sociale. "Quella che nella scorsa
legislatura era la posizione estremista di Rifondazione comunista, emblemizzata
nel manifesto 'anche i ricchi piangano?, sembra oggi divenuta la linea del Pd a
guida Franceschini, con l?assurda proposta odierna di una tantum". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
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n. 60 del 2009-03-11
pagina 0 Pd: "Una tantum sui redditi più alti" La proposta piace a
Bossi: "Va bene" di Redazione Franceschini contro il premier:
"Sulla crisi finge ottimismo". Poi propone "un contributo
straordinario" di due punti sui redditi superiori ai 120mila euro per
finanziare 500 milioni e contrastare la povertà. Il ministro leghista: "Va
bene in un momento di crisi". C'è il sì di Epifani: "Aumentare le
risorse verso le classi sociali più svantaggiate" Roma - "Un
contributo straordinario" per il 2009 di due punti sui redditi superiori
ai 120mila euro, cioè come quelli dei parlamentari, per finanziare 500 milioni
da destinare al contrasto della povertà estrema. è questa la proposta del Pd
annunciata dal segretario Dario Franceschini al termine di un incontro con le
associazioni di volontariato che si occupano delle povertà. Franceschini ha
detto che la proposta si tradurrà in un?iniziativa parlamentare. E, nel
governo, il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, apre alla propost:
"Può anche andare bene in un momento di crisi". Il contrasto alla
povertà Franceschini ha ascoltato una ventina di interventi di esponenti di
associazioni di volontariato che hanno riferito della drammaticità della
situazione della povertà che, hanno spiegato, va colpendo i ceti e le famiglie
medie dopo l?esplosione della crisi economica. Nell?intervento conclusivo, il
segretario del Pd ha nuovamente criticato il governo che "nega e nasconde
la crisi", una linea, ha affermato, "poco onesta". Ha quindi
spiegato la proposta dell?assegno di disoccupazione, pensato per impedire che
chi non ha diritto agli ammortizzatori sociali "se perde il lavoro passi a
uno stipendio zero, piombando nella povertà estrema". Franceschini ha
quindi lanciato la sua nuova proposta: "Mettiamo nel 2009 500 milioni per
il volontariato e i comuni per contrastare la povertà estrema, per chi non ha
nulla. Per finanziare questa iniziativa possiamo introdurre un contributo
straordinario di due punti sull?Irpef dei redditi alti, da quelli dei
parlamentari in su, e cioè di 120mila euro". "Chiediamo - ha aggiunto
- a circa 150-200mila persone con redditi alti, compresi i parlamentari, di
farsi carico di chi non ce la fa". Franceschini ha anche detto come
indirizzare i 500 milioni: "andrebbe rifinanziato il sostegno al Terzo
settore previsto dalla legge quadro 328, nonchè il Fondo sociale per i comuni
che il governo ha tagliato di 300 milioni". Il leader democratico si è
detto "consapevole" del fatto che si tratti di "una risposta
parziale, in attesa di una riforma strutturale". Il dibattito nel Pdl Il
ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ha apprezzato la proposta di Franceschini
di un contributo solidarietà. "Questo può anche andare bene in un momento
di crisi - ha detto l'esponente leghista a Montecitorio - è bene che chi ha di
più contribuisca". "Il Pd chi? Non conosco nessun Pd", ha
commentato con ironia il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.
"Le tasse, in Italia, sono già a livelli elevatissimi, oltre ogni limite
di sopportabilità: e questo vale sia per le fasce basse che per quelle più alte
di reddito. Il tema ora non deve essere quello di 'spaventare' e 'castigare' le
fasce più elevate, come accadrebbe con la proposta di Franceschini, ma semmai
quello di indurre chi sta meglio e può permetterselo a spendere di più, ad
alimentare il ciclo dei consumi, a contribuire al miglior andamento possibile
dell?economia", ha affermato Daniele Capezzone, portavoce di Fi. "E'
bene, quindi, evitare che la furia ideologica e un qualche pauperismo di
ritorno - ha concluso Capezzone - ci spingano ad errori che colpirebbero
qualcuno, senza avvantaggiare nessun altro" Sì di Epifani L?idea di
introdurre una una tantum sull?Irpef che consenta di raccogliere 500 milioni di
euro per le classi sociali più in difficoltà piace al leader della Cgil,
Guglielmo Epifani. Il segretario ha così commentato la proposta: "C?è bisogno
di aumentare le risorse verso le classi sociali più svantaggiate. Trovo giusta
la proposta e condivido la modalità d?intervento che si propone". D?altra
parte, continua Epifani, "il governo non può pensare di risolvere tutto
con le social card". La Cgil propone anche di estendere il periodo di
cassa integrazione da
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Attenti, amici
bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non
valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola:
siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi
utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero,
rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al
forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono
essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai
messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i
blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può
ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito
alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione
sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la
magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento
religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume
alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il
'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie
sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e
che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 27 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera
pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di
Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per
il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno
shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che
ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva:
spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta.
In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose,
spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe
come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta
bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il
grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop
alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per
shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che
si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via
i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per
pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona
notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a
parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state
tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le
scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i
lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi
che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in
crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 33 ) »
(6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro
breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far
ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private
equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti
illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è
legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede
l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il
progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei
contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa
raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi
di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è
ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche,
capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa
e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche.
In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American
enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due
punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la
crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è
inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che
questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile,
meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in
grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a
lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono
convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe
banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva,
da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare
buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che
trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad
banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute
e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le attività
fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene
azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio
investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide.
L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra
l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra
ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel
sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due
possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la
bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in
capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il
mondo Commenti ( 72 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading
... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non
vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente
ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a
Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto
banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni
scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono
importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del
regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre
più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi
segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro.
La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese
ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia
teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il
mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di
numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti.
Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le
proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status
di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa?
Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il
mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (5 voti, il voto medio è:
5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte
davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con
cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono
ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre:
"Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco
delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono
bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più
competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama.
«Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi
all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma
così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più
finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie
petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30
miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle
energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà,
però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le
lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio
del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che
riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di
miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di
miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito
del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando
l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata
sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non solo
non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora una
volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo
l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse
dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di
ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama.
Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
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( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
ROMA Il presidente
della nuova Alitalia, Roberto Colaninno, è ad Hanoi in
Vietnam, dove sta sondando l'interesse di grandi compagnie aeree del Far East
per una partnership. Interessi «concreti» raccolti dal ministro dello Sviluppo
economico, Claudio Scajola durante una missione in Vietnam e ora al centro di
un confronto diretto tra le compagnie. E dal Vietnam, dove è in viaggio anche
per Piaggio che sta per iniziare la produzione della Vespa, Colaninno replica
al presidente della Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi,
Giuseppe Bonomi, che ha legato più a Lufthansa che ad Alitalia
le prospettive di sviluppo per lo scalo lombardo. «Comprendo la necessità del
signor Bonomi di raggiungere accordi per salvare Malpensa dalle gravi
difficoltà in cui si trova e non mi sorprende che agiti lo
spauracchio di Lufthansa nel pieno di una delicata trattativa con Alitalia». Ma, prosegue Colaninno, «non
vorrei che Malpensa corresse lo stesso rischio di Alitalia: essere svenduta ad una compagnia straniera». Nelle prossime
settimane i vertici della nuova Alitalia incontreranno il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni, e il presidente della Sea Bonomi, per sciogliere le riserve
su Malpensa in competizione con Fiumicino nelle rotte a lungo raggio. Resta,
poi, il nodo del futuro di Linate per la difficoltà di sostenere i costi di una
duplicazione dei voli per l'area di Milano. \
( da "Giornale.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 61 del 2009-03-12
pagina 5 Berlusconi alle banche: «Aiutate le aziende» di Vincenzo La Manna Il
premier a cena con i vertici dei principali istituti: «Diteci cosa possiamo
fare di più rispetto ai 12 miliardi già stanziati». Poi parla degli accordi
strategici con la Libia: «Lì i nostri nonni ne hanno fatte di tutti i colori»
RomaSi parte con il piano casa, si chiude con l'impulso del sistema bancario
alle imprese, che deve «continuare a dare una mano alle aziende». In mezzo, il
faccia a faccia con Gianfranco Fini, tarato su gioie e dolori dell'attività
parlamentare (vedi voto con «minuzie» e modifica dei regolamenti) e sul
percorso del nuovo partito unico, che avrà il suo battesimo a fine mese. E in
chiusura la difesa dell'intesa con la Libia e l'ammissione delle colpe del
colonialismo italiano: «Altro che italiani bravi gente, ne abbiamo fatte di
tutti i colori», ha ammesso il premier durante la cena a Villa Madama dove ha
riunito il gotha del settore creditizio e assicurativo, per fare il punto sulla
crisi («il governo sta operando per fronteggiarla al meglio») e rilanciare il
sostegno a industriali e pmi. La giornata politica del Cavaliere prende avvio
al mattino, quando a palazzo Grazioli fa il suo ingresso il titolare
dell'Economia, Giulio Tremonti. Al centro del colloquio, le misure a favore
dell'edilizia, già annunciate dal premier, che finiranno all'esame del
Consiglio dei ministri di domani. Piano casa, dunque, ma anche infrastrutture.
A seguire, infatti, Berlusconi riceve Massimo Ponzellini, presidente di
Impregilo, che riferisce: «Abbiamo parlato di grandi opere, in particolare del
Ponte sullo Stretto» per cui «si procede secondo i programmi». E così, dopo una
breve tappa a Villa Doria Pamphili - per visionare un plastico (circa due metri)
dell'isola della Maddalena, dove a luglio si svolgerà il G8 - Berlusconi si
confronta a pranzo con il presidente della Camera. Nel menù, un antipasto (nodo
Rai) e due piatti principali: regolamenti parlamentari e road-map del Pdl.
Archiaviato il vis-à-vis, il Cavaliere si concentra sulla crisi economica. E lo
fa a cena, quando ripristina gli incontri informali con la cosiddetta Italia
del fare. A tavola, infatti, accompagnato da alcuni ministri (uno per ogni
gruppetto d'ospiti), Berlusconi scambia opinioni e prospettive con i manager
dei principali istituti bancari e assicurativi (Ina, Unipol, Alleanza),
capitanati dal presidente dell'Abi, Corrado Faissola. E a loro rinnova
l'appello affinché non restringano il credito alle aziende in questo momento di
crisi. «Dovete continuare a dare una mano alle aziende», rimarca il Cavaliere.
Insomma, non bisogna chiudere i rubinetti del credito, ribadisce il presidente
del Consiglio, che nel corso della serata rivolge un invito ai commensali:
«Diteci cosa possiamo fare in più rispetto ai 12 miliardi» - somma stanziata a
favore del settore -. «La crisi si può battere», è il motivo ricorrente del
premier. «Il nostro compito - spiega - è diffondere la fiducia, perché con il
pessimismo non si va da nessuna parte». Intanto, rimarca, il governo è al
fianco dell'Italia che produce: «Io mi ricordo che da imprenditore vedevo il
mondo della politica come un mondo distante, non c'era un giusto collegamento».
Ma «adesso non è così». E il Cavaliere arriva al tema dell'accordo con la
Libia: «Il governo ha fatto tantissimo per le imprese italiane all'estero».
L'intesa con Tripoli «ha garantito la priorità alle imprese italiane
nell'assegnazione degli appalti per la ristrutturazione del Paese». Un compito
- dice - «niente affatto facile, perché in Libia ne abbiamo combinate di tutti
i colori, certo non noi ma i nostri nonni». «Abbiamo messo 130mila persone nei
campi di concentramento - spiega - bombe avvelenate nelle oasi, i nostri aerei
hanno mitragliato questi poveracci». Infine un riconoscimento
a chi ha scommesso per evitare il fallimento di Alitalia. Rivolgendosi a Passera: «Lui e Colaninno si sono messi a capo
di una cordata di coraggiosi, permettendo alla compagnia di bandiera di portare
il turismo in Italia». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
( da "Messaggero, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Giovedì
12 Marzo 2009 Chiudi Alitalia, Colaninno a caccia di un partner
asiatico In pole Vietnam Airlines
( da "Messaggero, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Giovedì 12 Marzo
2009 Chiudi di LUCIANO COSTANTINI ROMA Roberto Colaninno, presidente
della nuova Alitalia, è ad
Hanoi, capitale del Vietnam, per avviare la produzione della "Vespa"
Piaggio, di cui è presidente e primo azionista. Un normale viaggio di lavoro se
lo stesso Colaninno non avesse ammesso che l'obiettivo del suo viaggio in
Estremo Oriente è anche un altro: individuare un partner per la compagnia
aerea. Bocche cucite sul partner che sarebbe nel mirino: perchè
l'operazione è delicata e perchè non è detto che l'eventuale, futuro alleato
abbia lo stesso interesse. Alleanza che sarebbe esclusivamente commerciale.
Almeno in un primo momento. Dunque, un fatto certo: la ricerca di un partner
orientale e poi tante ipotesi sull'identità del vettore. Vi sono però almeno
due elementi oggettivi che potrebbero indirizzare la ricerca alla Vietnam
Airlines: è una aviolinea che non è mai stata presente in Italia e che ha forti
interessi ad entrare nel nostro mercato; il Vietnam è ancora un Paese in forte
crescita e quindi offre ampi margini di fatturato. E poi in Vietnam sta per
debuttare la "Vespa" di Colaninno, il quale possiede stabilimenti
anche in India e Cina. Insomma, il Vietnam rappresenta un punto di riferimento
rilevante. La Vietnam Airlines potrebbe essere in pole position, ma non è
esclusa un'alleanza commerciale anche con Indochina Airlines, la prima compagnia
privata vietnamita che ha iniziato ad operare nello scorso mese di novembre.
Naturalmente le chanches maggiori sono appannaggio dell'aviolinea statale non
fosse altro perchè Alitalia per avviare un'intesa
commerciale dovrebbe necessariamente passare attraverso un accordo con il
governo di Hanoi. Non sono esclusi tentativi anche con vettori di altri Paesi
come Japan Airlines, Korean Air, China Southern (le ultime due già in Sky
Team), ma francamente si tratta di ipotesi più remote. L'unica certezza al momento
è l'interesse di Colaninno per il mercato del Far East e quello di alcune
compagnie orientali per quello italiano, interesse raccolto dal ministro dello
Sviluppo economico, Claudio Scajola, proprio nel corso della sua recente
missione in Vietnam. Sullo sfondo l'eterna questione di Malpensa: ieri il
presidente dell'Enac, Vito Riggio, è stato molto chiaro: lo scalo varesino e
Linate non possono coesistere: «Non c'è Paese al mondo in cui si è fatto un
nuovo grande aeroporto e si sia mantenuto quello che c'era. Linate non ha
margini di sviluppo, Malpensa ha una capacità di 70 movimenti all'ora e lavora
a circa 50». Ed è stato ancora Colaninno a spiegare il suo punto di vista, in
polemica con il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi: «Comprendo la sua
necessità di raggiungere accordi per salvare Malpensa e non mi sorprende che
agiti lo spauracchio di Lufthansa. Non vorrei però che Malpensa corresse lo
stesso rischio che correva Alitalia: essere svenduta a
una compagnia straniera».
( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-12 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE «Banche, continuate ad aiutare le imprese» Il premier ai banchieri:
«Più fiducia, la crisi si può battere. La politica vi è vicina» Il premier a Corrado
Passera: «Per Alitalia lui e Colaninno si sono messi a
capo di una cordata di coraggiosi». A Villa Madama da Alberto Nagel
(Mediobanca) a Giuseppe Mussari (Monte dei Paschi di Siena) ROMA — «Dovete
continuare a dare una mano alle imprese. Diteci come il governo, oltre ai 12
miliardi già stanziati, può fare qualcosa. Noi stiamo operando per fronteggiare
al meglio questa crisi». Dopo il gotha dell'industria, dopo i protagonisti del
made in Italy e i rappresentanti delle utilities, è toccato ieri sera ai primi
banchieri del Paese sedersi al tavolo con i rappresentanti di quasi tutto il
governo, a Villa Madama, per una cena dal carattere informale e soprattutto per
ascoltare un presidente del Consiglio convinto che uno scambio virtuoso di
informazioni fra esecutivo e mondo delle imprese debba avere scadenze
periodiche. «Io mi ricordo che da imprenditore vedevo il mondo della politica
come un mondo distante, non c'era un giusto collegamento. Ora, come dimostra
questa cena, non è così», ha detto in apertura dell'incontro il premier,
rivolto agli ospiti. Ad ogni tavolo, come nelle scorse occasioni, era seduto un
ministro, presentato come appartenente a «una squadra piena di uomini del fare,
composta da giovani molto capaci ». Nel salutare gli ospiti il Cavaliere si è
rivolto fra gli altri all'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado
Passera, per il ruolo svolto nella partita Alitalia:
«Lui e Colaninno si sono messi a capo di una cordata di coraggiosi, permettendo
alla compagnia di bandiera di continuare a portare il turismo in Italia». Per
le banche, oltre a Passera, erano presenti fra gli altri Corrado Faissola,
presidente dell'Abi, Enrico Salza, presidente del Consiglio di gestione di
Intesa Sanpaolo, l'ad di Unicredit Alessandro Profumo, Ennio Doris, presidente
di Banca Mediolanum, Giuseppe Mussari, presidente di Monte dei Paschi di Siena,
Alberto Nagel, ad di Mediobanca, Luigi Abete, presidente della Bnl, Flavio
Valeri, ad di Deutsche Bank, Franco Carraro, presidente di Mediocredito
Centrale. Fra gli ospiti anche i rappresentanti del mondo delle assicurazioni:
Ina, Alleanza Assicurazioni (Sandro Panizza), Unipol, con il direttore generale
Carlo Cimbri. A dare il timbro all'incontro ovviamente l'ottimismo del capo del
governo. «La crisi si può battere — ha insistito il Cavaliere — e il nostro
compito è diffondere la fiducia, perché con il pessimismo non si va da nessuna
parte, non si combina nulla di buono». Un invito associato a quello, specifico
per il mondo della banche, a non smettere di sostenere le imprese con il
credito, a fare il più possibile il mestiere proprio degli istituti bancari,
ovvero accompagnare lo sviluppo e l'espansione del tessuto imprenditoriale
italiano. In sintesi: «Dovete continuare a dare una mano alle aziende», una
responsabilità che per il premier le banche devono sentire nei confronti del
Paese, aiutando il governo in «uno sforzo che deve essere comune» per uscire
prima e meglio dalla crisi economica. Per il governo, oltre ai ministri Giulio
Tremonti, Raffaele Fitto, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Claudio Scajola,
Luca Zaia e Angelino Alfano, erano presenti anche i sottosegretari alla
presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il segretario generale
di Palazzo Chigi Mauro Masi. Marco Galluzzo
( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-12 num: - pag: 30 categoria:
REDAZIONALE Lo scalo di Varese e Lufthansa Colaninno: il rischio di Malpensa?
Cadere in mani straniere MILANO — «Comprendo la necessità del signor Bonomi di
raggiungere accordi per salvare Malpensa dalle gravi difficoltà in cui si trova
e non mi sorprende che agiti lo spauracchio di Lufthansa
nel pieno di una delicata trattativa con Alitalia». Per il presidente della nuova Alitalia, Roberto Colaninno (che ha così commentato i progetti di
sviluppo con Lufthansa riportati dal numero uno della Sea Giuseppe Bonomi al
Corriere), è ancora aperta la partita sull'equilibrio tra gli aeroporti di Roma
Fiumicino e Milano Malpensa nel network della compagnia. «Non vorrei —
dice Colaninno — che Malpensa corresse lo stesso rischio che correva Alitalia: essere svenduta a una compagnia straniera». Il
presidente della nuova Alitalia Roberto Colaninno.
Sciolte a breve le riserve sul ruolo di Malpensa
( da "Giornale.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 61 del 2009-03-12
pagina 0 Berlusconi alle banche: "Continuate a dare credito e a aiutare le
imprese" di Redazione Il premier incontra a villa Madama i vertici di
banche e assicurazioni e rinnova l'appello agli istituti di credito perché
sostengano le aziende in questo momento di crisi. Poi: occorre diffondere
fiducia, perché con il pessimismo non si combina nulla di buono, come politica
vicina alle imprese. E con Fini è duello sui regolamenti Roma - Silvio
Berlusconi rinnova l'appello agli istituti di credito affinché non restringano
il credito alle aziende in questo momento di crisi. "Dovete continuare a
dare una mano alle aziende", ha detto il premier nel corso della cena a
villa Madama con i vertici di numerose banche ed assicurazioni, secondo quanto
riferito da alcuni presenti. Il presidente del Consiglio ha quindi chiesto ai
presenti di esporre le loro idee e i loro suggerimenti: "Diteci cosa
possiamo fare in più rispetto ai 12 miliardi", ha detto il Cavaliere con
riferimento alla somma stanziata a favore del settore creditizio. "Il
dovere è diffondere fiducia" Berlusconi, torna a premere sul tasto
dell'ottimismo: "Il governo - ha detto, secondo quanto riferito da alcuni
presenti - sta operando e sta facendo il possibile per affrontare la crisi: il
suo dovere è quello di diffondere fiducia, perché con il pessimismo non si
combina nulla di buono". L'Italia del fare "Quando ero imprenditore
ricordo che il mondo della politica era distante e che era difficile
avvicinarvisi: ora, come dimostra questa cena, non è più così". Berlusconi
ha spiegato in questi termini le ragioni delle cene organizzate dal governo con
quella che lui stesso ha definito l'Italia del fare. Un modo, ha detto, per
permettere al governo di "ascoltare" e al mondo delle imprese di
suggerire cosa l'esecutivo debba fare per andare incontro alle esigenze delle
aziende. "Cordata di coraggiosi" Dopo aver ringraziato i presenti e
aver sottolineato l'unicità di Villa Madama (é una delle
migliaia di residenze storiche che fanno "invidia a tutto il mondo"),
il premier è tornato rapidamente sulla vicenda Alitalia. Ha ringraziato l'Ad di Intesa-SanPaolo, Corrado Passera,
(presente alla cena) e Roberto Colaninno (presidente di Cai, ma non a Villa
Madama), per la "cordata di coraggiosi" che ha permesso al vettore di
restare compagnia di bandiera. Berlusconi ha infine elogiato la sua
squadra di governo: "Sono ministri giovani, bravi, preparati, competenti e
pieni di voglia di fare" ha detto. Ciascuno dei responsabili dei dicasteri
presenti è stato messo ad un tavolo diverso per illustrare l'azione di governo
e per ricevere i suggerimenti da manager e imprenditori. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Giornale di oggi
scrivo un articolo incentrato sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione
europea e la nuova America di Obama, in vista del prossimo G20. Il punto
centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni
preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari
al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese
straordinarie pari all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a
sfondare il deficit del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non
intendono andare oltre nel timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la
tenuta o perlomeno la credibilità della moneta unica". Infatti quello
americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%.
Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto agli economisti secondo
cui manovre come quelle americane servono a poco; infatti a breve porteranno
nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a
testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita
solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri
finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di
dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni
americane nonostante siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi
testate come Financial Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della
Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli
altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica)
perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro resti la moneta di
riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene conti più o meno
in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e Washington di perdere la
leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è la vera posta in gioco.
Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama,
globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e il mondo Non commentato »
(Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì,
ma non per i blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che
"per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la
libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una
semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono
liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli
altri soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma
anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una
testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono
essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di
rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro
di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del
Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione
cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania
aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti
"avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a
pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del
Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono
indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che
costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 42 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento
un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri
La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in
viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è
stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto
che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia
estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura
più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo
una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite
lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di
carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che
"il grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta
accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più
piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di
presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del
tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il
cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il
cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna
nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà
nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da
lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel".
Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma,
un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente
preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia,
giornalismo Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli
hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha
trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge
funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore:
potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in
caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego
in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille
miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli
speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi
varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari
ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del
Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una
brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il
voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar
09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso,
Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei
principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo
giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per
peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che
gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha
provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure
radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il
punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema,
grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa
sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto
americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere
coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà
continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia
reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con
titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici
per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento.
Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche
cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia potrà
riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra gli
specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 74 ) » (6 voti, il voto
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando
Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova distensione
con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto
invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria,
interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni,
anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato
che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando
così le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la
Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente
americano ha lanciato i primi segnali di preudente disponibilità anche al
regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma
proietta l'immagine di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo
aver perso la supremazia economia teme di smarrire anche quella politica. E'
come se Obama stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se ci
riconoscerete ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo sono
ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in mano
che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia
militare per giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero
voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era
obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam
Commenti ( 96 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ...
Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di
tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di
voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il suo piano
economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento
promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti
degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non
piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la
copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti
agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi
sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari
per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha
detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle
facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo
permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e
posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non
ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel
pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo
dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di
poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che
valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad
alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia
davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di
spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme
l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè
elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E
non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a
sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine
del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff
di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
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( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
BEATRICE RUOCCO «Essere
socialmente responsabili significa non solo soddisfare pienamente gli obblighi
giuridici, ma anche andare al di là, investendo di più nell'ambiente e nei
rapporti con le parti interessate». Così ha esordito Emanuela Capece Minutolo,
referente del programma di Cooperazione con le comunità limitrofe,
nell'incontro con gli studenti dell'Istituto tecnico commerciale «Enrico
Caruso». Da questi princìpi, evidenziati nel libro verde della Commissione
europea, la Gesac, la società di gestione dell'aeroporto di Napoli, ha tratto
una strategia produttiva. «Realizzando progetti in partnership con le scuole
del territorio dimostriamo concretamente che l'aeroporto costituisce
un'opportunità di crescita e rappresenta un interlocutore credibile e
affidabile», continua Emanuela Capece Minutolo. Il programma è articolato in
filoni quali formazione, cultura, promozione dello sport tra i giovani, tutela
ambientale e in particolare, collaborazione in progetti che contemplano
l'assistenza alle fasce sociali più deboli. Per la prima lezione, a fare da
prof agli studenti delle quarte classi c'è Davide Behar, della Gestione risorse
umane e organizzazione della Gesac. Una lezione interattiva dove gli studenti
hanno approfondito la realtà aeroportuale con Davide Behar, che ha subito
catturato la loro attenzione soffermandosi inizialmente sulla struttura
organizzativa dell'azienda, spiegando con l'aiuto di slides le varie figure e i
ruoli professionali della Gesac security e tutti i servizi di controllo, di
ispezione e sorveglianza previsti in aeroporto. «Le strutture organizzative,
delle quali si dotano le aziende, devono normalmente rispondere a criteri di
efficienza ed efficacia», sottolinea Davide Behar. Attualmente il comparto del
trasporto aereo sta vivendo un grave momento di crisi che sta determinando
forti e preoccupanti ripercussioni anche sul nostro scalo, soprattutto
a causa dei conseguenti disastrosi effetti della fusione della ex compagnia di
bandiera (Alitalia) con Air
One e trasformazione in Cai (nuova compagnia aerea). La Gesac, dunque, ha
compiti più del solito al sapore di sfida, che gli derivano dalla concessione
governativa quarantennale di «gestione totale dell'aeroporto di Napoli».
In pratica, la Gesac deve garantire lo sviluppo infrastrutturale
dell'aeroporto, la sua manutenzione e la continuità dei servizi erogati
direttamente, o attraverso terzi, ai passeggeri. Per perseguire tali finalità,
la società è stata da sempre particolarmente attenta a dotarsi di strutture
efficienti. «L'organizzazione di un'azienda - continua Davide Behar - viene
rappresentata attraverso lo strumento dell'organigramma, che sintetizza tutti i
ruoli presenti, legati fra loro da rapporti di dipendenza gerarchica. In
particolare, i ruoli organizzativi possono distinguersi in due grandi categorie:
quelli di line, che perseguono gli obiettivi principali dell'organizzazione (in
Gesac sono i ruoli operativi) e di staff, cioè di supporto (come le risorse
umane, amministrazione & controllo). Ogni risorsa che opera in azienda deve
avere una job description che descriva, in modo più o meno sintetico, le
principali responsabilità assegnate e si compone dei seguenti elementi: scopo,
dimensioni, contesto, interfacce, attività e finalità». Gli studenti sono
stati, infine, i protagonisti di alcune esercitazioni: hanno costruito la job
description relativa al ruolo «Security Guard» e poi, suddivisi in sottogruppi,
hanno individuato, nell'ambito del Sinottico delle Competenze Trasversali (il
team working, la gestione delle relazioni, il problem solving e il decision
making), le competenze peculiari al ruolo «Security Guard».
( da "EUROPA ON-LINE" del 12-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Quando la demagogia
è al governo l giudizi sono duri, netti. Sul Corriere Massimo Franco scrive che
la proposta di Franceschini segnala «una deriva confusamente demagogica » del
Pd. Più sbrigativo, Vittorio Feltri lancia come ritorsione la «tassa sui cretinetti»
che naturalmente colpirebbe dal medesimo Franceschini in giù tutti i
democratici (cretinetti è già un passo avanti rispetto al consueto baluba). Ci
sono poi i politici della destra, che da Formigoni a Bocchino si ergono severi
contro la demagogia dell?opposizione. Sembrano convinti (e alcuni di loro
felici) di aver di nuovo a che fare con la sinistra tassa e spendi, quella con
la quale la destra s?è battuta con buoni argomenti e risultati per un
quindicennio. Peccato che le cose ultimamente siano un po? cambiate. Fanno
finta di non accorgersene. Oppure non c?erano nel g i u g n o 2 0 0 8 , q u a n
d o (mentre si spendeva per «salvare Alitalia dallo
straniero») il dibattito pubblico era dominato dall?imposizione di una nuova
tassa (si chiamava proprio Robin Tax), che colpiva i ricchi (petrolieri e
banche) per dare ai poveri. Non l?avevano messa Prodi e Padoa-Schioppa ? che
magari avrebbe voluto ? bensì Berlusconi e Tremonti, il quale si vantava di
avere una sensibilità sociale ben superiore a quella di una sinistra ormai
snaturata e serva dei poteri forti. Non ricordiamo uno stracciarsi di vesti
simile a quell?odierno, per una demagogia più pericolosa visto che proveniva
dal governo (e si faceva quindi legge, anzi decreto) e colpiva istituti che di lì
a poche settimane (il profetico Tremonti l?avrebbe dovuto prevedere) sarebbero
stati a rischio di collasso. Europa racconta oggi all?interno come alcune
banche, fra tanti problemi, risentano oggi nei propri bilanci anche di quella
trovata da foresta di Nottingham. Questi giorni saranno da ricordare, e i
custodi del rigore da richiamare in servizio, all?apparire di nuove demagogie
più insidiose di quella di Franceschini. C?è da decidere per esempio se sia più
dannoso oggi puntare su un aggravamento della crisi (si potrebbe meglio dire:
prendere atto della realtà, da politici responsabili) oppure sperare di
occultarla mediaticamente.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
C aro Augias, ho 17
anni ma credo d'avere capito che questo governo ha a cuore solo gli interessi
di una ristretta élite, non il bene collettivo. Mi chiedo che senso abbia ora
la riforma delle costruzioni edilizie. E' così urgente una legge che permetta
di ampliare gli edifici fino al 20%? In fondo, per il poco che posso capire
questo piano del governo favorirebbe solo i proprietari di ville, tra l'altro
proprietari ricchi che possono permettersi in tempi di crisi di ampliare la
loro "piccola" abitazione, quindi una minoranza. Secondo me in questo
periodo un governo con un minimo di buon senso politico e sociale dovrebbe
cercare di venire incontro a chi si trova in difficoltà, coloro che una casa
riescono a stento ad averla, soffocati dai mutui e dipendenti dalla cassa
integrazione. Linda Capodagli Ancona lindi-@hotmail.it S e il sondaggio
promosso da Repubblica.it dopo l'appello di alcuni grandi architetti, rispecchia
davvero l'opinione generale, se ne ricava che circa l'80 per cento degli
italiani considera l'alzata d'ingegno del presidente del Consiglio un male, se
non una sciagura. L'edilizia è materia delicata. L'attività del costruire case
incrocia varie esigenze e bisogni, interessi privati e pubblici. In primo luogo
c'è il legittimo desiderio di ciascuno di vivere possedendo il tetto, le
pareti, tra le quali abita. C'è però anche un interesse generale che il tappeto
delle case non ricopra l'intero territorio sfruttabile in un paese di esigua
superficie con molte zone collinari e montuose. Negli ultimi decenni sono state
commesse autentiche devastazioni, "costruendo troppo e male"
(opinione di Rafael Moneo, uno dei maggiori architetti spagnoli). C'è da inorridire
guardando che cosa sono diventate le coste ioniche della Calabria o l'area di
Agrigento, certe periferie urbane al Sud le ex campagne del Veneto. La trovata
di Berlusconi è folle: un ambiente più degradato e i flussi turistici in
diminuzione sarebbero un prezzo ancora più salato di quello pagato per l'
'italianità' dell'Alitalia. Deplorevole poi il contenzioso cui potrebbe dar vita
l'abolizione di ogni regola. Mi ha scritto Fabrizio Virgili
(fabervi@libero.it): « Abito in un condominio composto da 38 abitazioni, su due
scale di otto piani ciascuna. All'assemblea ho manifestato l'intenzione di
"allargare" il mio appartamento di 24 mq, l'esatto 20%, a
discapito del confinante. Anch'egli però ha esibito domanda di ampliamento,
mentre il dirimpettaio vorrebbe espandersi oltre il balcone su strada...
l'inquilino sopra di me ha chiesto di scendere di un metro volendo ricavare una
"sala giochi" per il suo piccolo». Certe volte si cerca di ridere per
non piangere.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina
IX - Napoli Capodichino Ex Alitalia in sciopero
"Rispettate il piano Cai" Nuova manifestazione oggi all´aeroporto di
Capodichino (nella foto) dei lavoratori di Atitech, Alitalia e Alitalia servizi. I
dipendenti chiedono garanzie di occupazione stabile per tutti gli addetti nella
nuova società Cai.
Sollecitano il rispetto del piano per Napoli con 109 unità e di conseguenza
l´inserimento di tutto il personale non assunto e di quello assunto a tempo
determinato, il rispetto delle leggi sulla maternità e sulle invalidità. Alle
istituzioni ricordano: «Il nostro territorio già devastato sul piano
occupazionale, non può pagare il prezzo maggiore della nuova Alitalia».
( da "Riformista, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
La fiera dei
disoccupati Laureati in fila a Roma per un posto che non c'è DOTTORE OFFRESI. Toyota, Ikea, Acer, Vodafone, Alitalia: sono solo alcune delle aziende che hanno disertato la nuova
edizione di "Brain at work". Le altre quest'anno offrono solo stage,
per la disperazione dei quasi 9 mila ragazzi che hanno preso d'assalto gli
stand. Le soluzioni? «Emigrare all'estero». Oppure accontentarsi di un
lavoro qualunque: «Un curriculum non si nega a nessuno».
( da "Riformista, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
di Serenella Mattera
Dialogo tra neo-ingegneri di Serenella Mattera Dialogo tra neo-ingegneri. «Io
ho consegnato 18 curriculum e tu?». «Io solo cinque, non ne ho stampati
abbastanza. Ma non ne avevo neanche voglia: sto pensando di andare all'estero».
«Ah, fai bene. Ho due amici che hanno trovato subito lavoro in Olanda. E lì
pagano». «Qui a un selezionatore mi è venuto da chiedergli se ho fatto bene a
laurearmi. E lui ha fatto una faccia?». Cercare lavoro ai tempi della crisi. Più
di 9000 laureandi e laureati hanno sgomitato, ieri, tra gli stand del
"Brain at work 2009", kermesse romana che mette in contatto gli
universitari con le aziende. Hanno sudato, stretto mani, ascoltato
presentazioni, accettato consigli, sorriso e soprattutto distribuito curricula.
Senza fare troppo gli schizzinosi. Va bene, infatti, aspirare al mestiere per
cui si è studiato. Ma questo è il momento di accontentarsi. Perché
"crisi" vuol dire che il lavoro c'è, ma poco. E quando c'è si
nasconde spesso sotto le spoglie di uno stage con rimborso spese. «Ottimismo
della volontà» ripeteva come un mantra, tra gli stand, il professor Pietro
Lucisano, responsabile di Soul, progetto di orientamento delle università
pubbliche romane. «La situazione è difficile - ammetteva - Dobbiamo solo
aspettare che passi. Ma non possiamo aspettare aspettando. Perché il rischio è
la perdita delle competenze acquisite e, ancor più, che ci si deprima». Hanno
risposto 46 aziende alla chiamata di Planet Seven, la società che, quest'anno
con la collaborazione di Soul (Sistema orientamento università lavoro),
organizza il "Brain at work". Una vera e propria fiera del lavoro,
che attira a Roma giovani da tutto il centro-sud. «Noi accettiamo solo imprese
che abbiano effettivamente posizioni lavorative aperte - spiega Pier Paolo
Vicinanzo, organizzatore responsabile - Accogliamo aziende che abbiano qualcosa
di più da offrire che un posto in un call center. Ma questa volta devo
ammettere che abbiamo fatto fatica». Alla scorsa edizione gli stand erano 50,
non molti di più, in fondo. Ma a confrontare le brochure, saltava subito
all'occhio l'assenza, ieri, di tanti marchi importanti (Toyota, Ikea, Acer,
Vodafone), sostituiti da altri sconosciuti. Mancavano, tra gli altri, Air One e Alitalia, e la cosa era resa ancor più evidente dalla presenza, invece,
di un gruppetto di neo-licenziati dalle due aziende, anche loro intenti a
consegnar curricula. «Non mi hanno rinnovato il contratto - si lamentava una di
loro - e ora, fino a settembre, prenderò un assegno di disoccupazione
ordinaria». Due figli a carico, un marito con posto a rischio. Ma non è
questo a preoccuparla: «È che a trentacinque anni, con una laurea in promozione
turistico-culturale e due master, non riesco a trovare non dico un lavoro, ma
neanche qualcuno che mi prenda con uno stage di formazione. Sono venuta qui a
vedere che speranze ci sono per me. L'iniziativa è ben organizzata, ma sono
sempre più convinta che quando scadrà la disoccupazione dovrò accettare quel
posto da commessa che finora mi sono permessa di rifiutare». Avere una laurea.
Secondo le statistiche ancora paga: reddito più alto e un tasso di occupazione
maggiore di dieci punti rispetto a quello dei diplomati. Il problema è: quale
tipo di lavoro? «A quanto pare, non quello per cui abbiamo studiato» spiegano
all'unisono, col sorriso sulle labbra, Carla e Paola, laureande in lingue
orientali. Non c'erano, ieri, offerte di lavoro adatte alle loro competenze.
Nelle aziende, economisti e ingegneri restano i più gettonati. Ma le due amiche
avrebbero potuto proporsi a chi, come Cattolica assicurazioni o Decathlon,
cercava indifferentemente anche diplomati. «Ci penseremo, grazie», la risposta
amara. Molti loro colleghi, invece, non ci pensavano affatto: un curriculum non
si nega a nessuno, poi si vedrà, è la filosofia più diffusa. Salvatore
Spatafora, elegantissimo praticante avvocato, uno l'ha lasciato anche a
Italpol, società che si occupa di sicurezza e investigazioni. Non si sa mai,
anche se loro per il momento cercano ingegneri elettronici. Quanti? «Uno». Nel
primo bimestre 2009, secondo i dati diffusi da Almalaurea, rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno c'è stato un calo del 23 per cento nelle richieste di
laureati. «Noi abbiano anche registrato - conferma Pier Paolo Vicinanzo - che
se prima le aziende offrivano un contratto a tempo determinato, oggi propongono
uno stage, che spesso non è neanche finalizzato all'assunzione». Facile
verificare sul campo: «C'è un freeze nelle selezioni, ma prendiamo stagisti»
spiegano allo stand della informatica Ibm. A quello della farmaceutica Basf a
domanda rispondono: «Non sappiamo se ci sono posizioni aperte in Italia. Siamo
un'azienda internazionale». Spavaldi quelli di Accenture, società americana di
consulenza: «Noi siamo recession resistant. Continuiamo ad assumere a tempo
indeterminato». «Concentratevi su un continuo cammino spirituale su voi stessi»
spronava Paolo D'Anselmo, della piccola società Alfa Scarl. Irritando una non
più tanto giovane laureata: «Sono stufa di sentirmelo dire! Non diamo al
precario anche la colpa della sua condizione». Ma intanto, tutt'intorno, sordo
a ogni riflessione, un continuo fruscio di curriculum. In tempi di crisi si
impara anche questo: la concorrenza aumenta, bisogna far presto e tentarle
tutte. 13/03/2009
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
SCIOPERO /2 I
sindacati di base: «No all'esecutivo» «No all'abolizione del diritto di
sciopero», recitava lo striscione di fronte il ministero del lavoro a Roma, in
una via Veneto blindatissima. Un centinaio di lavoratori dei trasporti aderenti
a RdB, Sdl e SlaiCobas e Cobas lavoro privato, delegati di diverse città
italiane, si erano dati appuntamento dalle prime ore del pomeriggio per
protestare sia contro gli ultimi provvedimenti presi dal governo in merito alla
regolamentazione degli scioperi che per il rinnovo del contratto, scaduto ormai
da 15 mesi. «Un disegno di legge, quello proposto dal ministro Sacconi, uscito
fuori guarda caso proprio in un momento in cui i trasporti sono in
ebollizione», spiegano i manifestanti, che non ci stanno a essere ridotti al
silenzio mentre in Fs, Alitalia, e
altre aziende fioccano licenziamenti, esuberi, mobilità, con l'aggravio sulla
qualità del servizio e dei costi. No quindi all'introduzione delle quote minime
per proclamare lo sciopero (norma che colpirà soprattutto i sindacati minori),
no al cosiddetto «sciopero virtuale», no al referendum preventivo. Lo
sciopero è un diritto sancito dalla Costituzione, e le recenti proposte sono
«antidemocratiche». Non si sono risparmiate critiche a Cgil, Cisl e Uil,
accusate di «firmare contratti capestro». Intanto le nuove regole che
restringono gli spazi di manifestazione a Roma, cominciano a mietere vittime.
Per oggi era stato indetto, dal sindacalismo di base, un pacifico sit-in Corso
Italia, sotto la sede centrale Telecom, nell'ambito dello sciopero nazionale
Telecom. In nome del protocollo siglato da prefetto e sindacati confederali, il
sit-in è stato vietato.
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
CGIL Bocciata la
riforma di Sacconi «Sciopero, il governo attacca la democrazia» Sara Farolfi
ROMA «Se vogliamo difendere la democrazia serve fermezza nel difendere i
diritti fondamentali». Tra questi Luigi Ferrajoli, ordinario di Teoria generale
del diritto, mette il diritto di sciopero, di cui il disegno di legge delega
già predisposto dal governo vorrebbe fare piazza pulita. Dice il governo,
precisamente, di volere «regolamentare e contemperare» l'esercizio del diritto
di sciopero (garantito dalla Costituzione) con il diritto alla mobilità e alla
libera circolazione delle persone (la Costituzione garantisce la libertà di
circolazione). Che si tratti solo del settore dei trasporti, sono solo parole
per ora: in nessuna delle cinque pagine se ne parla esplicitamente. Mentre
esplicite sono le «disposizioni finali» che prevedono la possibilità di
redigere, entro due anni, un testo unico «in materia di diritto di sciopero».
«Una delega in bianco al governo?», domanda Ferrajoli. Il testo del governo ha
raccolto il «sì» di Cisl e Uil. La Cgil - reduce da un accordo separato, il 22
gennaio, sulle regole della contrattazione - sente puzza di bruciato, ma non
intende stare alla finestra. Lo ha detto ieri il segretario generale Epifani
concludendo il seminario «Lo sciopero in Europa, un confronto tra esperienze»:
«A forza di comprimere i diritti, la pentola rischia di saltare, ma non
vogliamo fare solo i 'signor no', il confronto va spostato sul merito». Sul
merito, è il segretario confederale (ex segretario dei trasporti) Fabrizio
Solari a buttare là qualche idea «perchè, non nascondiamocelo, qualche area di
sofferenza c'è, concentrata nel settore dei trasporti»: «La dico così: il
sindacato deve limitare il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali,
ma anche i diritti delle imprese devono sottostare a regole diverse da quelle
delle imprese di altri settori». Si preannuncia dibattito a corso d'Italia, a
giudicare da alcune reazioni in sala. Pochi i dubbi comunque sulle intenzioni
del governo, quali emergono dal disegno di legge (a partire dallo strumento
scelto). Il ddl, secondo Ferrajoli, «presenta profili macroscopici di
incostituzionalità». «E' vero che l'articolo 40 della Costituzione dice che il
diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano, ma qui
lo si vuole sopprimere, in nome di un diritto alla mobilità che non è
costituzionale». La soglia di rappresentatività al 50%, necessaria per poter
proclamare uno sciopero, cancella lo sciopero come «diritto individuale»,
rendendolo di fatto impossibile a chi non è sindacalizzato. Infine, lo sciopero
virtuale, «che è sciopero dalla retribuzione e non dal lavoro», sintetizza
Ferrajoli: «Un raggiro legislativo», insomma, «una truffa di parole». «E'
necessaria una ferma opposizione», conclude Ferrajoli. «Non nascondiamoci che
delle aree di sofferenza ci sono però, soprattutto nei trasporti». Lo dice
Alessandro Garilli, ordinario di Diritto del lavoro a Palermo, e lo ripete Solari.
La legge sui diritti essenziali è rispettata («tanto è vero che i casi
sanzionati non raggiungono l'1% del totale»), e anche il 'grande incremento' di mobilitazioni che la Commissione di garanzia ha evidenziato
nel suo ultimo rapporto, «è frutto dell'enfatizzazione della vicenda Alitalia o dei ritardi nella vertenza
contrattuale del trasporto pubblico», nota Garilli. Non bastasse, anche il
governo è piuttosto attivo in quanto a precettazioni (ieri sono stati
precettati gli scioperi previsti previsti per il week end). Il confronto
europeo, d'altro canto, non consola. Soprattutto perchè in Europa vige la
frammentazione più assoluta. Un esempio? Le recenti sentenze della corte
europea che di fatto hanno dato parere negativo su alcuni scioperi antidumping
(i casi noti come Viking e Laval). Nella stessa costituzione europea il diritto
di sciopero non trova una spazio di regolamentazione, come anche la questione
del salario. E così la casistica è la più svariata, tra chi prevede un diritto
garantito dalla Costituzione o sviluppato attraverso la giurisprudenza, tra
paesi dove si tratta di un diritto individuale e paesi dove invece può essere
esercitato solo dai sindacati, fino a stati dove lo sciopero politico politico
o quello di solidarietà sono espressamente vietati.
( da "Messaggero, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Venerdì 13 Marzo
2009 Chiudi ROMA - Circa 450 emendamenti (115 solo dalla Lega) e altri in
arrivo per il decreto legge "salva auto", quello che regola le varie
incentivazioni varate dal governo. E con alcune possibili novità davvero
interessanti. «È allo studio il modo per poter garantire i
risparmi dei piccoli obbligazionisti di Alitalia», spiega ad esempio uno dei relatori, Marco Milanese. La novità
dovrebbe essere presentata dal governo e riguarda «gli obbligazionisti non
istituzionali». Ancora indefinite le cifre, ma il valore della norma potrebbe
aggirarsi intorno ai 100 milioni. Contemporaneamente, gli incentivi per
la rottamazione potrebbero essere estesi anche ai ciclomotori mentre si
amplierebbe la platea delle moto che ne potranno fruire. Lo prevedono
emendamenti del relatore. I testi presentati da Enzo Raisi propongono fra
l'altro che per l'acquisto di un ciclomotore "euro2" con contestuale
rottamazione di un "euro0" o "euro1" sia riconosciuto il
contributo di 500 euro. Per le moto invece, al precedente limite di 400 cc di
cilindrata si prevede di affiancare un tetto alternativo di 60kW di potenza.
Modifica che, ad esempio, consentirebbe anche alla più piccola e venduta delle
Ducati, la Monster 696 (quasi 700 cc ma 58,8kW di potenza) di fruire degli
incentivi. Per tutte le due ruote è previsto un contributo di 80 euro per la
rottamazione. Sempre Raisi propone di estendere gli incentivi previsti dal dl
anche al «parco delle macchine agricole e movimento terra». Il contributo per
la sostituzione è «a fondo perduto e pari al 10% del prezzo di listino del
costruttore - si legge nell'emendamento - elevato al 15% in caso di
sostituzione con macchine ad emissioni over Tier 3». Prevista anche
l'estensione degli incentivi previsti per i veicoli commerciali leggeri a
metano dagli autocarri anche ad altri tipi di veicoli, come il trasporto
refrigerato, piattaforme aeree, veicoli per il soccorso stradale. Altri punti
passibili di inserimento, e di cui il governo sta discutendo, sono la revisione
del limite per l'acquisto delle azioni proprie delle società e per le
comunicazioni, l'accelerazione del termine di un anno per la nomina dei
commissari per le grandi opere e l'ipotesi che la quota Fas destinata agli
ammortizzatori sociali non sia vincolata al criterio dell'85% di risorse al
Mezzogiorno ma ripartita 50%-50% tra Nord e Sud. Uno degli emendamenti della
Lega prevederebbe il non pagamento degli oneri previdenziali o di quelli
assicurativi per le imprese che assumono a tempo indeterminato cittadini italiani.
La novità, se passasse, verrebbe introdotta «in via sperimentale e per un
periodo di un anno dalla data di conversione in legge del decreto». Il costo
previsto è pari a 503 milioni per il 2009 e 223 per il 2010. La Lega chiede
anche tetti per gli stipendi dei manager.
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-13 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE La denuncia I legali del caso derivati: «Garantire la
libera concorrenza» Linate, volo Milano-Roma Ricorso contro la Cai «Il
monopolio è un danno» «Violate le nome comunitarie e la Costituzione» Il
documento, presentato al Tar del Lazio, impugna il provvedimento firmato
dall'Autorità garante della Concorrenza Un ricorso contro il monopolio di Cai
sulla tratta Milano- Roma. Un ricorso nel nome della libera concorrenza e per
tutelare i diritti e gli interessi di tutti i cittadini. Non è un caso che
questa iniziativa sia stata studiata ed elaborata a Milano e dallo stesso pool
di esperti e legali, guidati dall'avvocato Daniele Portinaro, che ha seguito il
caso dei derivati, altro episodio in cui gli interessi della collettività sono
stati scavalcati da logiche diverse. Il documento, che è stato fatto proprio e
presentato formalmente dalla Federconsumatori al Tar del Lazio, impugna il
provvedimento del 3 dicembre scorso firmato dal-l'Autorità garante della
Concorrenza e del mercato: un testo che di fatto autorizza
l'operazione di concentrazione Cai-Alitalia fissata nel decreto governativo. Si stabilisce poi che solo il 3
dicembre 2011 (fra tre anni, insomma) sarà deciso il successivo termine entro
il quale le posizioni di monopolio eventualmente determinatesi a seguito
dell'operazione devono cessare». Insomma: per tre anni numerose rotte,
tra cui il Linate-Fiumicino, sono roba di Cai e nessuna Autorità può
intervenire per evitare che vengano sfruttati a danno degli utenti gli effetti
della mancanza di concorrenza. è vero che l'Autorità, interpellata sul tema
anche dalle segnalazioni di Easy Jet e Meridiana, ha posto alcuni vincoli «ma
di fatto ha accettato e autorizzato il regime di monopolio », ribadisce il
consigliere comunale del Pd, Davide Corritore che, come sui derivati, ha
lavorato con il pool di legali. E il danno per i cittadini non è da poco: il
ricorso fa riferimento sia al Diritto Comunitario che alla Costituzione per
ribadire che i consumatori si avvantaggiano, in termini di minori costi e di
maggiore qualità dei servizi, di una situazione di piena concorrenza fra più
competitors. Corritore incalza: «Milano dovrebbe essere la città della libera
impresa e della libera concorrenza. Invece si trova a dover subire, in prima
persona, le conseguenze di una scelta che va nel segno contrario anche rispetto
a quanto alcuni degli stessi imprenditori della cordata di Cai vanno predicando
da sempre». Ora la parola è al Tar, che nel giro di 40 giorni verificherà
l'ammissibilità del ricorso: se si ravvisassero estremi di incostituzionalità,
il procedimento verrebbe trasferito nelle mani della Corte Costituzionale.
Aeroporto Nel mirino della Federconsumatori il monopolio della tratta
Milano-Roma di Alitalia Elisabetta Soglio
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2009-03-13 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Risparmio Risarcimento da 100 milioni per i piccoli
obbligazionisti, esclusi Tesoro e fondi Bond Alitalia,
spunta un minirimborso ROMA — Il governo studia un rimborso per i piccoli
obbligazionisti di Alitalia. Il provvedimento da un
centinaio di milioni, che non riguarderebbe i fondi e il Tesoro (detentore del
62% del pacchetto emesso nel 2002: 445 milioni su 715), entrerebbe a far parte
del decreto legge sugli incentivi per l'auto, all'esame della Camera, sotto
forma di emendamento. «Siamo ancora in fase di elaborazione — spiega il
deputato Marco Milanese (Pdl), uno dei relatori del decreto, nonché stretto
collaboratore del ministro del Tesoro, Giulio Tremonti — è probabile che tutto
sarà definito nella riunione con l'esecutivo lunedì prossimo». Il costo della
misura sarebbe intorno ai 100 milioni di euro, a valere, almeno in parte, sul
Fondo alimentato dai conti dormienti. L'utilizzo di tali fondi allo stesso
scopo era già contenuto in un decreto, trasformato in legge, che finora non hai
mai avuto un regolamento attuativo. La somma potrebbe bastare a rimborsare,
anche se non per intero, il 40-50% dei piccoli obbligazionisti. L'intento
dunque sembra essere quello di escludere chi ha assunto le obbligazioni in
tempi recenti con evidenti scopi speculativi. Il provvedimento arriva dopo una
sorta di anticipazione data dal presidente della Consob (organismo di vigilanza
sulla Borsa), Lamberto Cardia, che, in un'intervista, sollecitando l'attenzione
sul caso, si era detto convinto di «una soluzione in tempi brevi ». Qualsiasi
sorte abbia l'emendamento, gli obbligazionisti (circa 40 mila) si riuniranno il
20 aprile nell'assemblea convocata dal loro rappresentante: l'avvocato
Gianfranco Graziadei, che commenta: «Se davvero il governo dimostrasse di non
rimanere insensibile di fronte alle nostre richieste, sarebbe da applaudire».
Intanto ieri il commissario di Alitalia, Augusto
Fantozzi, avrebbe riferito al sottosegretario Gianni Letta le difficoltà di
ottenere dalla compagnia la documentazione necessaria per espletare le proprie
funzioni. Ma c'è anche un altro problema: Fintecna, Finmeccanica e Alitalia non hanno ancora presentato l'offerta prevista per
l'Atitech, l'azienda napoletana che fornisce servizi a Alitalia.
La prossima settimana si completerà invece la vendita del Cargo a Alis. Il
provvedimento riguarderebbe i possessori di obbligazioni, esclusi i grandi
investitori Entrerebbe a far parte del decreto legge sugli incentivi per
l'auto, all'esame della Camera Antonella Baccaro
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-13 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi LINEA 40, TUNNEL SOTTERRANEO
GLI EXPO-DILEMMI DEL FUTURO La questione di Malpensa ha quasi del tutto
«oscurato» i cieli sopra Linate: molti pensano che il Forlanini possa
continuare così come se niente fosse, a cominciare dalla seria concorrenza
dell'Alta velocità ferroviaria tra Milano-Roma. Molti, a cominciare dalla Cai,
vorrebbero mantenere il city-airport solo per la navetta Milano-Roma e vedere
se tale scelta può reggere economicamente; tra l'altro la Lufthansa ha deciso
di aprire dei voli su Roma direttamente da Malpensa. Inoltre, non crede che
bisognerebbe interrogarci sulla convenienza economica della linea 4 della MM
che, con il drastico ridimensionamento di Linate, imporrebbe altresì di
chiederci se ha senso realizzare il tratto tra San Babila e Linate, mentre sarebbe
molto meno costoso prolungare la linea 3 da San Donato fino all'aeroporto.
Walter Merzagora Caro Merzagora, la confusione sul piano infrastrutture regna
sovrana, ma la crisi di Malpensa e Linate non c'entra. Milano, che sta pagando un prezzo alto alla bancarotta di Alitalia, non può accettare che il
declino di Linate venga imposto da chi punta sull'aeroporto di Fiumicino.
Linate va difeso, il mancato collegamento con il metrò è un errore storico che
va messo sul conto di una classe politica miope e poco attenta ai servizi al
cittadino. Oggi non possiamo permetterci di sbagliare: i fondi in arrivo
bisogna spenderli nel modo giusto, e bene. è anacronistico che Linate non sia
raggiungibile con una linea sotterranea e in teoria la MM4 ha una sua tardiva
logica, come pure ce l'ha il prolungamento della MM3 da San Donato a Paullo e
al Forlanini, più rapido e meno costoso. Alle nostre considerazione bisogna
aggiungere una carta che spariglia tutto, come nel gioco della scopa: quella
dell'Expo. è in arrivo su Milano una pioggia di fondi, finalizzati alle
infrastrutture per il 2015. Da quel che ci risulta il sindaco aveva già deciso:
si finanziano le metropolitane, la 4, la 5, i collegamenti con Cinisello e
Monza. Poi è rispuntato il tunnel, l'autostrada sotterranea che attraversa
Milano da Rho a Linate,
( da "EUROPA ON-LINE" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Ne usciremo solo
insieme DARIO FRANCESCHINI Abbiamo sentito spesso in questi giorni rivolgere al
Partito democratico l?accusa di strumentalizzare la crisi per scaricare le
responsabilità sul governo. Naturalmente nessuno di noi ha mai immaginato di
farlo, perché sappiamo che la crisi è globale, attraversa tutti i paesi e va
affrontata con risposte che vanno ben oltre i confini nazionali. Sappiamo anche
che la crisi impatta in modo diverso sulle economie nazionali e sulla vita
delle famiglie e delle persone, in base alla forza o alla fragilità della
singola economia nazionale (la nostra purtroppo è tra le più fragili), ma
soprattutto in base agli interventi che i singoli governi mettono in campo per
fronteggiare l?emergenza della crisi. Abbiamo l?assoluta consapevolezza che le
misure che abbiamo proposto non sono una risposta strutturale alla crisi. Ma
sappiamo che, in un momento di difficoltà, chi guida un paese, al di là del
colore politico, oltre che il dovere di cercare risposte strutturali e
cominciare a lavorarci, ha quello di immaginare contemporaneamente come
affrontare le situazioni drammatiche in cui rischiano di precipitare o sono già
precipitate migliaia di persone alle quali non si può dire, in attesa che la
crisi venga superata con interventi strutturali, di arrangiarsi. Molti di noi
parlamentari, in particolare della Lega ma non solo, vengono come me dalla
Pianura padana: quando il nostro grande fiume stava per straripare a causa di
un?ondata di piena, la gente del Po, che viveva sotto gli argini, non discuteva
su quali fossero gli interventi per ristrutturare gli argini, ma correva, in un
meccanismo di solidarietà, a mettere pile di sacchi di sabbia che
nell?emergenza impedissero al fiume di straripare. In seguito, dopo aver
affrontato l?emergenza, si mettevano a discutere su come rafforzare gli argini.
È esattamente quello che stiamo cercando di fare, sapendo che nel paese ci sono
tante povertà e paure, una più grave dell?altra. Ci sono persone che non ce la
fanno ad arrivare a fine mese, quelli che noi avevamo immaginato di aiutare da
subito, se avessimo vinto le elezioni. Poi è scoppiata la crisi e sono emerse
situazioni di gravità sempre maggiore (...). C?è chi ha perso il posto di
lavoro e ha meccanismi di protezione sociale, a cominciare dalla cassa
integrazione. Il ministro Brunetta ha detto che va tutto bene, una meraviglia,
lo ha ripetuto, con toni diversi, il ministro Sacconi: contemporaneamente,
pochi minuti fa, la Cisl della Lombardia ha indicato che non ci sono più
risorse per gli strumenti di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Ci
sono categorie di lavoratori che hanno un meccanismo che li aiuta nel momento
della crisi della propria azienda o della perdita del posto di lavoro, ma ce ne
sono centinaia di migliaia che, dopo aver vissuto già una situazione di
precarietà, rischiano di precipitare a reddito zero. Poi c?è la povertà
estrema, di cui non si parla. Nella politica italiana c?è la paura di usare la
parola «poveri»: invece i poveri ci sono e purtroppo stanno crescendo. Persone,
come ci hanno raccontato le associazioni di volontariato, che non hanno nulla
da mangiare e molto spesso non hanno un posto dove dormire. Allora, come si
affrontano queste diverse emergenze? Per quelli che perdono il posto di lavoro
e non hanno ammortizzatori sociali, noi proponiamo due operazioni: interventi
strutturali e interventi per l?emergenza 2009. Di interventi strutturali siamo
pronti a discutere con il governo e le parti sociali, se avranno un qualche
interesse. Pensiamo che entro il 2009 si debba lavorare per un ridisegno e una
semplificazione di tutti gli ammortizzatori sociali, con l?obiettivo di
rivolgerci a tutti i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto che
avevano quando lavoravano. Poi c?è l?emergenza, che impone di non lasciare
centinaia di migliaia di persone di colpo a reddito zero. Per questo abbiamo
proposto un assegno mensile di disoccupazione del 60 per cento dell?ultima
retribuzione mensile per tutti quelli che hanno perso o perderanno il posto di
lavoro durante la crisi, cioè dal 10 settembre 2008 al 31 dicembre 2009,
immaginando che questo periodo servirà per la riforma degli ammortizzatori
sociali, evitando però intanto di lasciarli nella disperazione e nella paura
del futuro. Anche perché non c?è cosa più sbagliata che immaginare che nella
crisi le difficoltà personali possano essere messe le une contro le altre,
facendo scontrare i diversi gradi di povertà tra di loro: questo fa esplodere
il tessuto sociale del paese, questo rende una parte del territorio terreno fertile
per la criminalità organizzata, perché quando ci sono migliaia di persone che
non hanno i soldi per fare la spesa o per comprare i vestiti per i figli, forse
cedono anche rispetto al loro livello di moralità o a quello che vorrebbero
fare nella vita rispettando la legge. Ci si risponde che si tratta di
demagogia. Qualsiasi cosa diciamo, in dieci dodici in televisione a dire:
demagogia, demagogia! Se uno dice che domani è venerdì: è demagogia! Rispondete
nel merito invece, dite di sì o di no! La nostra proposta ha coperture precise,
è stata preparata da esperti, solo in questo ramo del parlamento da Bersani,
Letta, Damiano: persone che hanno avuto responsabilità di governo. Non costa
tanto, perché abbiamo calcolato ? e siamo stati prudenti ? 500 o 600 mila
disoccupati; abbiamo detto che servono 5 miliardi di euro. Vorrei che diceste a
quegli italiani che non siete in condizione di trovare 5 miliardi, dopo che li
avete buttati dalla finestra con l?eliminazione dell?ici sui redditi alti e con
il suicidio dell?operazione Air France-Alitalia. Quei
5 miliardi, in gran parte, ci sono già nei 9 miliardi degli ammortizzatori
sociali. Quella è un?operazione giusta, ma richiede mesi per entrare in vigore.
Noi diciamo: intanto, se ci sono, utilizziamo subito quelle risorse. Questo è
il nostro primo problema ma ne abbiamo un altro, quello di aumentare i consumi:
una persona che ha zero euro se gliene diamo 6, 7 o 800 non li mette nel
risparmio, li mette tutti nel circuito dei consumi e questo è un modo per far
ripartire l?economia. A meno che voi non pensiate che una persona che non ce la
fa a vivere col suo stipendio abbia la preoccupazione di costruire il 20 per
cento di cubatura in più nella sua casa. Se ha un po? di soldi in più li usa
per i figli, per la spesa, per le urgenze della vita. Anche per la povertà
estrema abbiamo proposto un meccanismo molto esplicito e chiaro. Per i comuni e
per le associazioni di volontariato, 2 punti di Irpef sui redditi dai
parlamentari compresi in su, sopra i 120 mila euro: un contributo di
solidarietà straordinario per il
( da "EUROPA ON-LINE" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
La cassa
integrazione c?è ma non si vede GIANNI DEL VECCHIO Le imprese lombarde che da
oggi faranno domanda per la cassa integrazione in deroga non avranno un euro,
visto che i soldi sono già finiti. Nel frattempo i
lavoratori di Alitalia
stanno ancora aspettando le indennità di gennaio e febbraio. Milano e Roma, la
rete di piccole aziende e il grosso gruppo industriale, casi diversi ma gli
stessi problemi: al mondo produttivo italiano il denaro non arriva. Gli otto
miliardi tanto sbandierati dal governo per gli ammortizzatori sociali sono
ancora invischiati nella burocrazia ministeriale. La crisi invece non
conosce rallentamenti. E in mezzo, a soffrire, il solito vaso di coccio: il
lavoratore. A evidenziare i ritardi del governo nel venire in soccorso delle
imprese e dei dipendenti lombardi sono i sindacati confederali, Cgil, Cisl e
Uil, che per l?occasione hanno messo da parte i rancori degli ultimi mesi. Da
inizio anno ? è la denuncia del segretario cislino della Lombardia, Gigi
Petteni ? lo stato non ha messo nulla sul piatto per la cassa integrazione. Si
è tirato avanti in questi due mesi prendendo parte dei fondi destinati alla
crisi di Malpensa. Un bel gruzzolo, circa 31 milioni. Soldi che però si sono
esauriti in breve tempo, di pari passo con l?aggravarsi della recessione. Così
adesso le aziende che hanno bisogno di mettere in cassa integrazione i propri
dipendenti sono nei guai. Anche perché ancora non è arrivato l?acconto di dieci
milioni che l?esecutivo aveva promesso: denaro stanziato per decreto ma che
senza la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (che ancora manca) restano
sulla carta. Mancano le risorse, quindi, ma quello che è peggio che mancano
anche le procedure amministrative per accedere ai fondi del governo. «Serve un
sistema snello e trasparente ? dice Petteni ?. Vorrei sapere che pratica devo
fare, come e a chi istruirla, ma finora non si sa nulla. Bisogna far presto,
tante imprese e lavoratori lombardi rischiano grosso». Ritardi burocratici che
sono stati confermati anche dal governatore Roberto Formigoni, che ha ammesso
che le somme non sono state ancora erogate, si spera che possano arrivare per
fine mese. Ma se Milano piange, Roma non ride. Non se la passano meglio quei
dipendenti di Alitalia per cui è scattata la cassa
integrazione. I due sindacati che rappresentano gli assistenti di volo, Anpav e
Avia, hanno scritto una lettera al commissario Augusto Fantozzi per denunciare
i mancati pagamenti per i mesi di gennaio e febbraio. Due casi particolari da
cui si evincono le difficoltà che questo governo sta incontrando per garantire
la cassa integrazione. Ritardo ancora più grave se si pensa che la cig si sta
gradualmente avvicinando alle punte fatte registrare nel 1993. Non è un
pericoloso comunista che lancia l?allarme, ma il serio centro studi di Confindustria.
Secondo l?ultima congiuntura flash, a febbraio il monte ore annualizzato è
stato pari all?1,16 per cento della forza lavoro, molto di più rispetto al mese
precedente, fermo a un più contenuto 0,8 per cento. Cifre molto vicine ai
picchi storici: nel ?93 è stato pari all?1,4 per cento mentre quello registrato
nell?84 al 2,1. Rilevazioni che, se dovessero peggiorare, potrebbero anche
aprire uno scenario preoccupante. «Andando di questo passo, anche gli otto
miliardi stanziati da governo e Regioni corrono il rischio di non bastare», fa
sapere il parlamentare del Pd, Paolo Nerozzi. Soprattutto se verrà accolta la
proposta lanciata dalla Cgil e prontamente accolta dalla Confindustria:
raddoppiare il periodo di cassa integrazione dalle attuali 52 settimane a 104.
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
«METAFORA DI COSE
CHE VANNO SISTEMATE» Franceschini: choc il viaggio Alitalia
ROMA È stato una vera e propria odissea il viaggio in aereo tra Roma e Milano,
fatto ieri pomeriggio dal segretario del Partito democratico, Dario
Franceschini, per partecipare al forum di Confcommercio a Cernobbio, in
provincia di Como. Un tragitto travagliato a bordo di un velivolo della nuova Alitalia che ha tra l'altro come presidente il padre di uno
dei deputati Pd, Matteo Colaninno. «Il mio viaggio da Roma a qui - ha detto
all'inizio del proprio intervento di fronte alla platea di imprenditori,
manager e commercianti - è stato una specie di metafora di
un po' di cose che vanno sistemate nella nuova Alitalia». «Tra check-in Air One-Alitalia confusi, pullman che ci hanno portato ad aerei sbagliati e
soliti ritardi, è stato un viaggio molto difficile». «Avevo un biglietto di Air
One e sono andato a un check-in Alitalia, pensavo fossero informati... e mi hanno detto di no, che
devo andare a un check-in di Air One. Ci hanno messi sul pullman con venti
minuti di ritardo e ci hanno portato a un aereo Alitalia.
Ci hanno tenuto sul pullman altri cinque-dieci minuti e poi ci hanno portato
davanti ad un altro aereo Alitalia». A quel punto
«siamo saliti sull'aereo ma i bagagli erano sull'altro aereo, quello
precedente». Alla fine, dopo altre soste, il volo è partito con un'ora di
ritardo ed è «arrivato a Malpensa nella tragicità di quel grande aeroporto, tra
i più grandi di Europa e drammaticamente vuoto». \
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
CASELLE
LA COMPAGNIA LOW COST HA OTTENUTO I PERMESSI MALGRADO LE RESISTENZE DI ALITALIA
Anche per l'estate Blu Express potrà volare fra Torino e Roma [FIRMA]ANGELO
CONTI Davide ha battuto Golia. Nonostante le resistenze di Alitalia, la compagnia
low-cost Blu Express ha ottenuto di continuare ad operare, anche per l'estate,
i suoi collegamenti giornalieri fra Torino e Roma Fiumicino. Le riserve sono state sciolte ieri
mattina, dopo una serie di contatti anche con la Sagat. I voli saranno 5 al
giorno, incrementati a 6 i lunedì ed i venerdì di luglio e settembre. L'orario
estivo di Blu Express (che diventerà operativo dall'1 aprile) prevede di norma
cinque voli nei giorni feriali, un solo volo alla domenica, zero voli al
sabato, zero voli per tutto agosto. Da Torino gli aeromobili Blu Express
decolleranno alle 6,30; 08,35; 11,00; 17,15; 18,10. Da Roma alle 8,35; 15,35;
16,25; 19,15; 20,15. Il prezzo minimo è di 35 euro. Attualmente sono
disponibili posti a queste tariffe in quasi tutte le date. «Mantenere
cinque-sei voli al giorno fra Torino e Roma - ha spiegato Franco Pecci,
presidente di Blu Express, che nei giorni scorsi ha visitato Turismo Torino di
cui è consigliere il presidente Sagat Montagnese - rappresenta una sfida ed un
grande sforzo. Non volevamo perdere, rinunciando a questi collegamenti, il
forte legame che abbiamo tessuto con i passeggeri torinesi. Siamo stati
comunque costretti ad accettare slot meno felici di quelli che avevamo.
Soprattutto la prima partenza da Torino, alle 6,30, avviene un'ora prima di
quella attuale. Ci rendiamo conto che tutto questo porterà ad una flessione dei
passeggeri sul primo volo, ma contiamo sulla simpatia dei torinesi». Pecci ieri
era a Torino per partecipare ad una tavola rotonda a Ttg Italia sulle agenzie di
viaggio e poi per incontrare Turismo Torino: «Stiamo tessendo contatti per
ottimizzare la nostra presenza a Caselle, una piazza sulla quale crediamo
moltissimo. Stiamo studiando anche nuovi voli charter. Quest'estate voleremo da
Torino a Ibiza, Sharm e Marsa Alam. Ma stiamo studiando altre "iniziative
creative" soprattutto per l'inverno». Le possibili «iniziative creative»
potrebbero essere voli etnici verso la Romania, da effettuare in orario
notturno, approfittando degli aerei che, impegnati sulla Torino-Roma, dormono
tutte le notti a Caselle. www.lastampa.it/caselle
( da "Unita, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
La Cgil lancia
l'allarme: la crisi nel Lazio è drammatica. Solo di cassa
integrazione ordinaria e straordinaria, rispetto a febbraio 2008 - quando si
registrava per un totale di 1.441.967 lavoratori - si è arrivati a 3.039.283.
Il peso maggiore è legato ai trasporti, con oltre 1,2 milioni di ore. Cresce il
peso del dramma Alitalia. A
PAGINA 53
( da "Unita, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
«Gli anziani si
vendono la casa per trovare i soldi» LUCIANA CIMINO La crisi nel Lazio ha una
portata drammatica e la Cgil non lo nasconde. Anzi. Quella di Claudio Di
Berardino, segretario generale della Cgil Roma e Lazio all'assemblea dei quadri
regionali (in vista della manifestazione del 4 aprile al Circo Massimo) è una
denuncia netta delle condizioni in cui versa il territorio. Nel 2008 nel Lazio
hanno cessato l'attività 10 mila aziende, di cui 8 mila nella sola Capitale.
Stessa situazione per i negozi al dettaglio: 6 mila hanno chiuso i battenti,
( da "Unita, L'" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Distretti in
movimento Carpi spedisce 30mila cartoline al premier ROBERTO SERIO Contro
"il grande freddo" del settore moda, srotoleranno in Piazza Martiri a
Carpi, questa mattina alle 10, una maxisciarpa di cinquanta metri di lunghezza
per uno di altezza, realizzata da imprese locali. Il decoro è tricolore,
biancorossoeverde, a ricordare come la moda sia cuore del Made in Italy. Sulla
sciarpa, uno slogan: "Scalda la Moda", per sottolineare il bisogno di
protezione del settore dalle "malattie" che possono arrivare nella
stagione della crisi. Tutti insieme La peculiarità della manifestazione
carpigiana, che segue le due di Biella e Prato, sta nel fatto che a scendere in
piazza sono tutti gli attori: istituzioni locali, associazioni imprenditoriali
industriali e artigiane, e i sindacati. E l'invito è esteso a imprese,
lavoratori, forze politiche. Tutti insieme per tutelare il sistema
tessile-abbigliamento-calzaturiero di Carpi e di tutta la regione, e per
mandare, insieme alla sciarpona, un messaggio al Governo. "In
considerazione delle crescenti difficoltà del comparto moda italiano, che a
tutt'oggi non hanno trovato risposte nei provvedimenti del decreto anticrisi
del Governo - spiegano i promotori - abbiamo deciso di organizzare l'
iniziativa per sostenere e rilanciare un settore manifatturiero tra i
principali della regione. Chiediamo concrete risposte in materia di
ammortizzatori sociali, credito, sostegno al reddito e ai consumi".
"Non ci sono solo la Fiat e l'Alitalia - sintetizza Enrico Campedelli, sindaco di Carpi, ricandidato
dal Pd alle prossime amministrative per il secondo mandato - il governo deve
prestare attenzione anche alle piccole e medie imprese che sono la spina
dorsale del paese. Nei documenti fin qui usciti da Palazzo Chigi sembra che il
settore moda non esista". Il distretto tessile carpigiano di crisi
e trasformazioni, anche profonde, ne ha conosciute. E Campedelli le ricorda
bene. "Qui, dal 1995 al 2005, si sono dimezzati gli addetti: da 14mila a
7mila. Sono stati anni in cui la filiera ha sofferto molto, in particolare i
piccoli artigiani, e hanno chiuso in tanti. Chi ha iniziato a investire sui
marchi, l'immagine e il marketing, ha avuto ulteriori opportunità, ha innovato
e fatto un salto di qualità. Fino a dicembre i nostri marchi hanno tenuto
nell'export, ma ora il calo degli ordini si fa sentire". Ci sarà anche
musica in Piazza Martiri, e saranno distribuite 30mila cartoline nelle quali si
ricorda al Presidente del Consiglio Berlusconi l'impegno a proteggere un
settore tanto importante per la nostra economia. Oggi manifestazione di
lavoratori, imprese e istituzioni a Carpi per aiutare il polo della moda e
dell'abbigliamento. Il sindaco Campedelli: «Ricordo al governo che non ci sono
solo l'Alitalia e la Fiat».
( da "Repubblica, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Bari Lecce Azionista Alitalia cita Berlusconi Un piccolo azionista di Alitalia, l´avvocato Francesco Toto, ha
citato in giudizio dinanzi al tribunale civile di Lecce il premier, Silvio
Berlusconi, per ottenere un risarcimento di circa un milione di euro. La
citazione riguarda danni economici, morali e biologici subiti per le dichiarazioni
che Berlusconi rilasciò quando censurò - secondo l´azionista - la
convenienza economica del piano di acquisto di Alitalia
proposto da Air FranceKlm, che dopo qualche tempo revocò la proposta.
L´azionista leccese era titolare di un pacchetto azionario del valore di circa
384mila euro. Ma dopo la dichiarazione di Berlusconi il valore delle azioni si
è annullato.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Primo Piano Pagina
104 Il petrolchimico affonda Etilene bloccato, rischia tutta la chimica isolana
--> Etilene bloccato, rischia tutta la chimica isolana Polimeri Europa
blocca la fornitura di etilene alla società Ineos per insolvenza. Il diktat
potrebbe scatenare un effetto domino per tutta la chimica isolana: gli impianti
sono legati tra loro a doppio filo. I venti di chiusura del petrolchimico si
riaffacciano sul Golfo dell'Asinara. Centinaia di lavoratori vedono il baratro
dopo la decisione di Polimeri Europa di bloccare la fornitura di etilene alla
società Ineos per insolvenza. Il diktat potrebbe scatenare un effetto domino
per tutta la chimica isolana, perché gli impianti sono legati tra loro a doppio
filo. BRACCIO DI FERRO A Porto Torres ricomincia a suonare l'allarme, innescato
stavolta dal braccio di ferro tra Polimeri Europa e Ineos. La consociata
dell'Eni ha bloccato i rifornimenti di etilene alla società inglese per il
mancato pagamento di una commessa da quasi un milione di euro. Ineos, che sta
per passare nelle mani dell'imprenditore veneto Fiorenzo Sartor (anche se nelle
ultime ore l'accordo sembra non essere più così sicuro) ha attivato le
procedure di stop dell'impianto Cvm, indispensabile per produrre il Pvc. Nei
magazzini arriverà etilene solo per i prossimi dieci giorni, per non lasciare
incompiute le produzioni già avviate nello stabilimento, ma dal 31 marzo il
blocco sarà realtà. NUOVO VERTICE Nella querelle ieri è intervenuto anche il
ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha convocato martedì a
Roma i massimi rappresentanti delle due società e il possibile numero uno di
Ineos, Fiorenzo Sartor. «Vogliamo verificare - ha detto Scajola - che cosa è
accaduto e di chi sono le responsabilità, perché la chimica italiana è
strategica e non lascerà nulla di intentato». Ma Ineos ha già informato del
blocco gli enti, la Prefettura e i sindacati. Più di 140 operai, a Porto
Torres, rischiano di ritrovarsi su una strada, ma a saltare sarebbe quasi tutto
il sistema isolano. TERREMOTO IN TUTTA L'ISOLA Il cuore del petrolchimico
turritano, l'impianto cracking che produce etilene, potrebbe fermarsi causa
assenza clienti. Ineos è il principale acquirente del prodotto che miscelato
con il dicloroetano prodotto dalla Syndial di Assemini è alla base della
filiera dell'ossiclorurazione. La decisione, convinta e unilaterale, di
Polimeri Europa, potrebbe provocare un nuovo terremoto nella chimica sarda dopo
quello che si è verificato a cavallo tra dicembre e gennaio a Porto Torres, con
la chiusura totale. A frantumarsi, difatti, sarebbe la catena che lega tutti
gli stabilimenti, dal capo di sotto a quello di sopra. Nel nord Sardegna sono
sulla graticola 1500 famiglie più quelle dei centinaia di fornitori che
gravitano attorno al petrolchimico. La rottura Ineos-Polimeri Europa arriva a
ridosso della firma di Sartor sul contratto di cessione del ramo italiano di
Ineos, prevista per la prossima settimana. Un'acquisizione data per certa qualche
giorno fa, ma che secondo indiscrezioni potrebbe anche sfumare. La società ha
un debito nei confronti di Eni che si aggira sugli ottanta milioni di euro. Per
questo l'Ente nazionale idrocarburi tempo fa era corso ai ripari, chiedendo che
le nuove commesse venissero pagate puntualmente per evitare la crescita
esponenziale del debito, cosa che non è avvenuta. Da qui la decisione di
tagliare i rifornimenti. Anzi, di sospenderli del tutto. SCELTA FATALE Una
scelta che ha messo in crisi la filiera del Pvc di Ineos, ma che potrebbe
ripercuotersi sulla forza lavoro di Polimeri Europa. A essere messo in
discussione sarebbe quello che fino a poche settimane fa veniva ritenuto
l'unico impianto in cassaforte, il cracking da cui si produce proprio
l'etilene. LA RABBIA DELLA PROVINCIA L'altro ieri il presidente della
Provincia, Alessandra Giudici, ha fatto esplodere la sua rabbia contro Polimeri
Europa, che avrebbe messo in atto «l'ennesima azione di prepotenza» verso le
istituzioni. La presidente Giudici aveva chiesto la sospensione di qualsiasi
azione che potesse «mettere a repentaglio l'attività produttiva del polo
industriale di Porto Torres e l'intero sistema economico della Provincia di
Sassari». Ma la multinazionale non sembra disposta ad ascoltare. Entro una
decina di giorni dovrebbe arrivare lo stop degli impianti Cvm di Ineos,
inizialmente previsto per il 7 aprile. Le pratiche dovrebbero essere accelerate
dal mancato arrivo di una chimichiera carica di dicloroetano. Intanto anche
nella Penisola monta la protesta. LA PROTESTA I sindacati e i lavoratori di
Porto Marghera ieri avevano già programmato uno sciopero per sollecitare la
chiusura dell'accordo tanto agognato con Sartor. Ma ieri mattina si sono
trovati a scendere in piazza, ancora una volta, per salvare il posto. In più di
duecento hanno bloccato gli svincoli della tangenziale per Venezia, mandando il
traffico in tilt. I sindacati veneti, se la chiusura degli impianti di Ineos
dovesse essere confermata, chiedono che il Governo
intervenga per la chimica com'è intervenuto per l'Alitalia o per altri settori in crisi. I rappresentanti dei lavoratori
sassaresi sono sconcertati, ma per ora la mobilitazione resta chiusa nel
cassetto «perché il presidente della Regione si è appena insediato. Con noi ha
preso degli impegni e aspettiamo che li mantenga. In caso contrario
tutte le sigle si riuniranno e decideranno il da farsi», commenta Antonio
Rudas, segretario generale della Cgil di Sassari, di ritorno ieri sera dalla
marcia di protesta nel Sulcis. «Stanno chiudendo la Sardegna - attacca poi
Rudas - Finito il tempo delle promesse non rimane nulla. L'Eni vuole chiudere
gli stabilimenti e lo farà. Lo ha detto anche al ministro delle Attività
produttive, Scajola. È un dramma». «In questi mesi siamo passati da un momento
di buio alla grande mobilitazione, alle promesse ricevute da ogni parte
politica», commenta Giovanni Tavera, segretario provinciale dei chimici della
Uil. «Poi è arrivato il silenzio, con il tavolo della chimica nemmeno
convocato. Ora questa bomba che rischia di metterci definitivamente in
ginocchio», aggiunge. RESPONSABILITÀ Il segretario sassarese dei chimici della
Cisl, Giampiero Murgia divide le colpe tra le due multinazionali. «La
responsabilità è di entrambe le società: Ineos non dovrebbe permettersi di non
pagare, Polimeri dovrebbe rendersi conto del danno che provoca a tutta la
filiera della chimica isolana». SAMUELE SCHIRRA
( da "Tempo, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
stampa Il segretario
al meeting attacca anche Ferrero Franceschini s'aggrappa ai banchieri
Contraddizioni Prima l'assegno per i disoccupati Ora si mette a difendere
l'autonomia di Bankitalia dall'inviato Nicola Imberti CERNOBBIO (CO) Dai
disoccupati a Bankitalia. Il passo non è breve né facile da compiere. Almeno
che non si vestano i panni del segretario del Pd. Così Dario Franceschini,
arrivato a Cernobbio per partecipare all'annuale Forum di Confcommercio, non si
lascia sfuggire l'occasione e rivolto al ministro dell'Economia Giulio Tremonti
lo apostrofa: «Bankitalia ha detto di non condividere la proposta di affidare
ai prefetti il compito di vigilare sulle banche. Il ministro ha chiesto, con
parole ritorsive, di affidare tutti i controlli alla Banca centrale europea. Io
gli dico: non tocchiamo l'autonomia e l'indipendenza della Banca d'Italia». Il
leader democratico fa il suo ingresso a Villa d'Este a metà pomeriggio. Lo
aspettavano subito dopo pranzo ma, spiega, «sono reduce da un viaggio che è l'esatta metafora delle cose che non funzionano nella nuova Alitalia». Segue dettagliata descrizione
delle peregrinazioni del segretario tra i banchi di Fiumicino fino
all'atterraggio, un'ora dopo, nel grande e «drammaticamente vuoto» aeroporto di
Malpensa. Quindi parte la solita litania anti-Berlusconi che «continua a
nascondere la crisi» e ha messo in campo interventi insufficienti e,
soprattutto, in ritardo. Ecco spiegato perché il Pd ha deciso di proporre
misure che possano affrontare, in attesa di riforme strutturali, le emergenze
del Paese. A cominciare dalla «povertà estrema che si sta allargando». Quindi
aggiunge: «Cosa c'entrano destra e sinistra con questo?» Difficile capire se si
tratti di un invito al governo a dialogare. Basta attendere qualche minuto e il
segretario del Pd riparte all'attacco di Berlusconi: «Lui e Ferrero mi hanno
detto che la mia proposta di tassare i redditi alti per dare un contributo di
solidarietà ai più poveri è "elemosina". O il segretario di
Rifondazione si sta spostando a destra o e Berlusconi che va a sinistra».
L'ultima battuta è per strappare l'applauso della platea quando, parlando
d'evasione, ricorda che c'è una differenza tra chi «evade per sopravvivere e
chi per comprarsi la barca». Più o meno la stessa differenza che c'è tra un
disoccupato e Bankitalia.
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Dal governo aiuti ai
precari [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Procedure più rapide per l'assegno di
cassa integrazione, allargamento dei settori in cui si potrà pagare i lavori a
giornata con un «buono previdenziale», ma anzitutto raddoppio dell'indennità
una tantum per i collaboratori a progetto che rimangono senza lavoro. Mentre i
dubbi di Lega e An hanno rinviato di almeno una settimana il via libera al
piano casa, dal consiglio dei ministri arriva qualche novità per il mercato del
lavoro. Il ministro Maurizio Sacconi dice che la crisi è grave, ma se si guarda
bene al numero di disoccupati e alle ore di cassa integrazione, siamo ancora
lontani dalle cifre del 1987 o del 1993. E però, «vogliamo essere pronti ad
affrontare il peggio». Fino a ieri l'indennità per i «co.co.pro» rimasti
disoccupati valeva il 10% di quanto guadagnato nell'anno precedente fino al
limite di 1.300 euro: ora la soglia massima salirà a 2.600 euro. La Nidil della
Cgil, l'organizzazione che difende i diritti dei precari, liquida l'aiuto come
«una elemosina». Sacconi ammette che si tratta solo di un passo verso la tutela
dei giovani lavoratori, ma la crisi e la situazione dei conti pubblici non
permettono di più: il «gruzzoletto» al quale la settimana scorsa aveva
accennato Giulio Tremonti altro non sono che 100 milioni trovati fra le pieghe
del bilancio del ministero del Welfare. Poiché invece i consigli sono gratis,
ai giovani disoccupati Sacconi lancia un appello che raccoglierà critiche da
sinistra: «Accettino quel che trovano. Quando la crisi sarà alle nostre spalle,
nel curriculum di una persona peserà anche la sua capacità di essersi messo in
gioco, di aver accettato un lavoro manuale, umile, con il quale ha imparato ad
essere responsabile di una mansione, a raggiungere un risultato». Dal pacchetto
Sacconi arrivano novità anche per chi ha la fortuna di godere della cassa
integrazione. Oggi chi si trova costretto a chiederla aspetta mediamente dai 4
ai 5 mesi per ricevere l'assegno; ne sanno qualcosa i 7
mila cassintegrati Alitalia
che, da novembre a oggi, hanno avuto dall'Inps una media di 450 euro di
indennità. Sacconi promette che le cose cambieranno rapidamente: «La
semplificazione burocratica permetterà di chiudere il procedimento in 20
giorni, massimo un mese». Inoltre d'ora in poi i cassintegrati, per
integrare l'indennità, potranno svolgere un secondo lavoro fino al limite di
3.000 euro. Si rafforza anche lo strumento del voucher, il «buono» che permette
di pagare regolarmente i lavori a giornata. Oggi vale 10 euro: 7,5 euro vanno
al lavoratore, il resto viene direttamente versato ad Inps ed Inail come
contributo previdenziale. Ne esiste anche una versione da 50 euro, che permette
di incassare 37,5 euro netti. Sacconi lo ha già sperimentato nell'agricoltura e
per le colf: «I dati ci dicono che nel periodo delle vendemmie, al nord, ha
avuto successo, al sud fanno fatica ad accettare la regolarizzazione». L'uso
del voucher verrà esteso agli eventi sportivi, culturali, a chi si trova a fare
accoglienza alle fiere. Tutte queste novità dovrebbero essere introdotte
rapidamente come emendamento al decreto salva-auto in discussione alla Camera.
Nulla di fatto invece per il piano casa che nelle intenzioni del premier
dovrebbe permettere di aumentare di almeno il 20% - e senza autorizzazione
formale - la superficie di ogni casa. Le divisioni all'interno del governo (ci
sono di mezzo le liste per le amministrative) e alcuni dubbi tecnici hanno
costretto Berlusconi a soprassedere. «Se non lo approveremo questa settimana
sarà quella successiva», spiega il ministro Altero Matteoli. Secondo alcune
indiscrezioni ieri in consiglio si è discussa una bozza che farebbe rientrare
nell'aumento volumetrico concesso non solo le parti attigue di un appartamento,
ma anche un eventuale dépendance come un garage o una seconda casetta per chi
ha un giardino. Inoltre gli sgravi fiscali per chi decide di ampliare la prima
abitazione potrebbero errivare al 60%. Il leghista Roberto Cota ribadisce le
richieste del Carroccio per il sì: «Vogliamo una moratoria sui mutui prima casa
dei precari che perdono il lavoro», «priorità ai cittadini italiani
nell'assegnazione degli alloggi popolari», «rispetto dell'ambiente e delle
competenze delle regioni».
( da "Repubblica, La" del 14-03-2009)
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Pagina 18 - Economia
LE ASSICURAZIONI, FONSAI E IL FATTORE LIGRESTI Nel ramo vita è finita la
pacchia dei prodotti mascherati, che hanno generato polizze complicate e
commissioni spropositate Anche le assicurazioni piangono. Dai massimi, il
settore in Europa ha perso il 70%: 27% più dell´indice del mercato. Le
compagnie, in quanto investitori istituzionali, soffrono quando le Borse vanno
male. Ma il loro sembra un lento declino: in 10 anni, il valore complessivo
delle assicurazioni di Eurolandia, in percentuale sul totale delle società
quotate, è calato dal 12% al 5%. Ai problemi del settore, Fonsai somma
l´intrinseca debolezza finanziaria del gruppo, imposta dal mantenimento del
controllo da parte di Ligresti con il minimo impegno di capitali, e dall´uso
degli attivi della compagnia per garantire al medesimo un posto al tavolo del
capitalismo delle relazioni (Mediobanca, Rcs, Pirelli,
Impregilo, Alitalia) e
degli affari immobiliari, anche se forse non sono gli investimenti migliori per
gli assicurati. Per conoscere il bilancio Fonsai 2008 bisognerà attendere il 23
marzo. Quindi, faccio riferimento ai dati dei primi 9 mesi, che evidenziano già
con chiarezza i problemi. Le prospettive per il settore automobilistico
sono nere. E dato che la spesa per assicurare i veicoli segue quella per i beni
assicurati, per Fonsai, leader italiano nell´Rc Auto, si annunciano tempi
difficili. Aggravati dal Decreto Bersani 2 che, a detta di Fonsai, ha aumentato
la concorrenza e ridotto il premio medio pagato. Così, i premi Rc Auto sono
diminuiti del 3% (e il trend rimane negativo). Nel ramo vita, sembra finita la
pacchia dei prodotti finanziari mascherati, che hanno generato polizze
complicate, per giustificare commissioni spropositate, contabilizzate al
collocamento pur essendo pluriennali, e vendute attraverso il quasi monopolio
bancario nell´accesso al risparmio. E che spesso hanno scaricato il rischio
sulle spalle dell´investitore: Fonsai ha 207 milioni di proventi finanziari
netti, mentre ne contabilizza 597 di perdite sui prodotti a rischio degli
assicurati. Per non parlare delle Index con titoli Lehman e dalle banche
islandesi, poi fallite. Nel futuro di Fonsai ci dovrà essere il ritorno a
prodotti vita tradizionali, meno redditizi, la perdita di rilevanza del canale
bancario (oggi predominante), lo sviluppo in rami diversi da Rc Auto e un
robusto taglio dei costi (1,4 miliardi di provvigioni e costi di gestione su 8
di premi). Non sarà breve, né indolore. Come tutte le assicurazioni, anche
Fonsai deve convincere di avere i capitali per assorbire le perdite in borsa e
fronteggiare il trend negativo dell´immobiliare. A settembre dichiarava 3,6
miliardi di attività immobiliari e 2,2 di titoli azionari. Quante perdite abbia
cumulato a oggi, non è stimabile. Una parte del rischio azionario è stato
coperto, ma non si sa a quale livello del mercato. Né si conoscono i criteri di
valutazione degli immobili e delle partecipazioni "strategiche". E
sorprende che abbia riclassificato 1,5 miliardi di investimenti, grazie a una
deroga alle regole contabili pensata per i titoli "tossici", pur
dichiarando di non averne in portafoglio. Ironicamente, però, sono le
obbligazioni a basso rischio (80% degli investimenti) che alla lunga potrebbero
costituire la principale minaccia alle fortune di Fonsai. Oggi limitano le
perdite, ma in uno scenario prolungato di bassi tassi, la gestione finanziaria
non riesce più a contribuire agli utili, e costringe la compagnia ad assumersi
più rischi. Così gli investitori penalizzano Fonsai: in Borsa vale appena il
45% del suo patrimonio, uno sconto del 34% rispetto alla media mondiale di
settore. Prima o poi, potrebbe essere necessario rafforzarsi patrimonialmente.
Ma è un´opzione non percorribile, viste le risorse limitate a disposizione di
Ligresti. Che, anzi, impegna capitali del gruppo assicurativo per facilitare il
suo controllo, chiedendo a Fonsai di detenere l´11% di azioni proprie e il 6,7%
della controllante Premafin. E nonostante la crisi, Fonsai dichiara di voler
pagare un lauto dividendo. Forse bisogna far salire liquidità ai piani altri
della piramide, per far fronte ai debiti.
( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Franceschini:
«Un'ora di ritardograzie alla nuova compagnia alitalia» il segretario del pd
Cernobbio (Como). Il viaggiatore Dario Franceschini, segretario del Pd, non si
lascia sfuggire l'occasione per raccontare le disavventure della nuova Alitalia. Arrivato in
ritardo al forum di Confcommercio (era atteso alle 15.30, s'è presentato un'ora dopo),
appena ha preso la parola ha spiegato: «Ho avuto una prova di come funziona la
nuova Alitalia: avevo in tasca un biglietto AirOne, mi
sono presentato al check-in di Alitalia e mi hanno
detto che non potevano fare nulla. Poi, al momento di partire, ci hanno
imbarcati su un pullman e portati a un aereo in attesa, in pista. Di che
insegna? Alitalia». Ma la "disavventura" del
segretario democratico - e degli altri viaggiatori, ovviamente - non è finita:
«Caricano i bagagli su quell'aereo, ma non ci fanno scendere dal bus. Che resta
fermo in pista venti minuti. Poi riparte e va verso un altro volo Alitalia? Alla fine siamo partiti con un'ora di ritardo». È
finita qui? «No, perché a Malpensa ho vissuto la tragicità di uno degli
aeroporti più grandi d'Europa così desolatamente vuoto». 14/03/2009
( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Non basta il
sussidioper aiutare davverochi ha perso il lavoro Un assegno di 500/800 euro
per un disoccupato, per un precario che ha perso il posto di lavoro e non ha la
cassa integrazione, è un'ancora di salvezza davanti al baratro del nulla. Ma
come fanno a non capirlo i ministri di questo governo che regalano i nostri
soldi alla Cai (ex Alitalia), tolgono l'Ici ai ricchi e si godono i loro lauti stipendi!
Certo che il presidente del Consiglio con le sue ville, i suoi aerei,
elicotteri, panfilo e automobili, gli 800 euro del disoccupato sono niente.
Dato che non può capire come si possa vivere con 800 euro al mese non considera
importante questo provvedimento. È un po' come Maria Antonietta che
quando ai francesi mancava tutto, persino il pane, consigliava loro di mangiare
le brioches. Ma a questi soloni l'idea di rinunciare a qualche briciola delle
loro ricchezze non passa mai per la testa? Franca Ottonello RAPALLO (GE)
14/03/2009 La proposta del leader a tempo del Pd, Dario Franceschini, di un
assegno ai disoccupati è, a mio parere, una buona sortita propagandistica per
dimostrare che l'opposizione è ancora viva e per dare una scossa alle truppe
degli elettori in vista del doppio appuntamento elettorale di giugno. Se invece
la dobbiamo considerare come un'ipotesi praticabile, le cose cambiano.
Franceschini ha indicato, come copertura, una cifra attorno ai 500 milioni di
euro, che è largamente insufficiente, buona al massimo per distribuire un po'
di elemosina. Altro sarebbe il discorso se, assieme all'idea del sussidio di
disoccupazione, fosse stato avanzato anche un progetto complessivo per la
ricollocazione di chi ha perso, sta perdendo o perderà il lavoro. Prendendo
come parametro ciò che già avviene in alcuni Paesi europei (la Germania, tanto
per fare il primo esempio che viene in mente) e perfino negli Stati Uniti, c'è
tutto un sistema da mettere in piedi. Si può basare su quattro punti. Il primo
è che il sussidio non può venir considerato come una prestazione assistenziale,
ma deve essere tarato sull'ultimo reddito di lavoro, durare al massimo due
anni, essere decrescente (dal 60/70 per cento al 40) e svanire se in quell'arco
di tempo non si viene ricollocati. Allora dovrebbe essere sostituito da un
istituto questa volta sì assistenziale, legato al reddito complessivo della
famiglia. Il secondo punto è la creazione di centri per l'impiego (i vecchi
uffici di collocamento) che raccolgano le domande delle imprese e le girino ai
disoccupati tenendo conto della loro storia lavorativa: se uno rifiuta la prima
volta, il sussidio gli viene dimezzato, se rifiuta la seconda gli viene tolto.
Il terzo punto è la rifondazione della formazione, che oggi in Italia funziona
esclusivamente per dare i soldi ai formatori. Ci dovrebbe essere un'agenzia
nazionale di valutazione del lavoro dei centri di formazione, che dà o toglie i
finanziamenti a seconda della loro efficienza (gli stessi criteri dovrebbero
valere per la scuola, dalle elementari all'università? ma questo è un altro
discorso). L'ultimo punto è un maggiore controllo sul lavoro nero, perché molti
di quelli che chiedono il sussidio prestano la loro opera nel sommerso. A
queste condizioni, l'assegno ai disoccupati è una proposta seria. Altrimenti è
solo propaganda. 14/03/2009 l'avvocato di famiglia i quesiti su diritto di
famiglia e in materia di eredità e successioni avv. GIOVANNA COMANDÉ corso A.
Podestà 6/5 tel. e fax: 010 8686807; e-mail: giovannacomande@fastwebnet.it Per
problemi di eredità e successioni indirizzare all'associazione C.L.A.S.S.E.
14/03/2009
( da "Riformista, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Rai: la revoca di
Petroni è «illegittima» di Stefano Feltri C'è una storia di crisi e recessione
che sta spaccando il Partito democratico e che ripropone una vecchia questione:
gli imprenditori possono essere di sinistra? La vicenda è quella della Indesit,
una delle società del gruppo Merloni, che ha deciso di chiudere lo stabilimento
di None, a Torino, e trasferire tutta la produzione di lavastoviglie a
Radomsko, in Polonia. La decisione, spiega l'azienda in un comunicato, «è
dovuta esclusivamente a criteri di competitività sui mercati internazionali». I
seicento operai di None si troveranno quindi senza lavoro, con la fabbrica
chiusa e senza la speranza di una ristrutturazione come quella che, a Firenze,
ha permesso alla Elettrolux di smettere di produrre frigoriferi non competitivi
per dedicarsi ai pannelli solari. Fin qui una delle tante ristrutturazioni
aziendali che hanno toccato il Piemonte negli ultimi mesi. La differenza è che
in Parlamento siede Maria Paola Merloni, 43 anni, figlia del presidente della
Indesit Vittorio, deputata del Pd e, finché è durato, ministro del Governo
ombra. In eccellenti rapporti con Francesco Rutelli, l'onorevole Merloni ha
rivendicato in una recente intervista: «Non sono né prestata alla politica né
in aspettativa dall'impresa, cerco di conciliare le due cose». Infatti continua
a sedere nel consiglio di amministrazione. Ai deputati del Pd che andavano ai
cancelli dell'Indesit a discutere con gli operai del futuro dell'azienda e di
come fare pressione sul Governo, veniva risposto: parlatene con lei. Così
Stefano Esposito, anche lui onorevole, ha provato a chiedere alla Merloni di
incontrare i dipendenti, ma visto il suo silenzio, ha fatto un comunicato
pubblico firmato anche da altri due deputati, Antonio Boccuzzi e Giorgio Merlo
in cui si appellano all'onorevole Merloni perché «pur nel rispetto di scelte
imprenditoriali, faccia sentire la sua voce su questa drammatica crisi che
investe il nostro territorio, dimostrando che può esistere una naturale
coesistenza tra l'appartenere a un partito riformista e le soluzioni che si
adottano in momento di crisi economica». E il Pd chiede al Governo (nello
specifico al ministro dello Sviluppo Claudio Scajola) di convocare un tavolo
per discutere della crisi della Indesit. Ma tra i banchi della maggioranza
qualcuno ironizza che il tavolo dovrebbero convocarlo all'interno dello stesso
Partito democratico con Maria Paola Merloni. Intanto i sindacati preparano una
manifestazione nazionale a Torino contro la Indesit e la sua proprietà: «Noi ci
opponiamo all'ipotesi della chiusura e chiediamo soluzioni alternative», spiega
Gianluca Ficco della Uilm, ma soprattutto protestano contro la svolta
dell'azienda, che ha rotto una lunga tradizione di confronto con i lavoratori
per andare allo scontro diretto. E il 20 marzo, con il corteo, forse sfileranno
anche alcuni deputati del Pd marciando, di fatto, contro la propria collega
Merloni. La sensazione che comincia a circolare a sinistra, ma che nessuno si
sente di dichiarare pubblicamente, è che la crisi stia dimostrano che gli
industriali non possono essere davvero di sinistra perché, quando la situazione
è difficile, le logiche aziendali prevalgono sempre sui valori del partito. Un
argomento a favore di questa tesi lo si trova anche alla Piaggio, altra azienda
che conta un parlamentare tra i componenti della proprietà. Matteo Colaninno,
altro ministro ombra democratico, non si occupa direttamente della gestione del
gruppo industriale comprato pochi anni fa dal padre Roberto (ora presidente di Alitalia). Mentre faceva il ministro ombra dello Sviluppo, la Piaggio
chiudeva un accordo separato (senza la firma della Cgil, cioè) che ora sarà
sottoposta a un referendum tra i dipendenti. «L'azienda si è comportata secondo
la logica del prendere o lasciare», dice Maurizio Landini, che per la Fiom sta
seguendo la trattativa. Nel caso dei Colaninno, dice un osservatore, c'è
un'altra variabile che conferma l'imbarazzo di essere imprenditori a sinistra:
i rapporti di famiglia. Quando suo padre Roberto si candidò a comprare Alitalia - nella cui quota evidentemente Matteo è giocoforza
cointeressato - il giovane ministro ombra per lo Sviluppo doveva andare in tv a
dire che l'investimento famigliare (cioè anche suo) era politicamente sbagliato
e dannoso per i conti pubblici. «A volte è molto meglio tagliare un dito che
perdere un braccio», ha detto ieri in un'intervista Massimo Calearo, che prima
di entrare in Parlamento con il Pd aveva la fama di essere tra i più duri in
Federmeccanica, associazione di categoria delle imprese di metalmeccanica e
minacciava lo sciopero fiscale contro l'inefficienza romana. Ha spiegato che
Maria Paola Merloni «sta soffrendo tantissimo per tutta questa situazione» e il
Pd «è un partito molto ampio, dove ci sono imprenditori e anche sindacalisti.
Ed è giusto che ci sia dialettica e confronto». Non sarà che con la Grande
Recessione si scopre che, sotto sotto, gli imprenditori sono sempre di destra?
«Non me lo faccia dire, voglio ancora pensare che si possa essere imprenditori
in modo diverso, riformista, e sul modello di Adriano Olivetti. Per questo mi
aspetto che la Merloni dica qualcosa, qualsiasi cosa, ma non sono certo che lo
farà», risponde l'onorevole Stefano Esposito. 14/03/2009
( da "Riformista, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Festa della donna
Cosa non si dice per essere correct la posta di zoro Quale di queste due frasi
dette l'8 marzo a un signore che chiedeva la parola è più grave? «Mi scusi, non
è previsto l'interloquire, poi lei è un uomo». Franceschini non ha reagito Caro
Zoro, cosa ne pensi degli oscar 2008 del Riformista? Sei d'accordo con i
risultati? Se fossi stato parte della giuria a chi avresti dato i premi?
Circolo Pd And The Loser Is Degli Oscar del Riformista ho saputo solo giovedì
pomeriggio, leggendo distrattamente il giornale, e pensavo, chissà perché, si
trattasse di un pezzo di satira. E invece no. Andando avanti nella lettura ho
capito che quel premio esiste davvero, da anni, e che di lì a poche ore sarebbe
stato consegnato, tra fanfare e spellamani, direttori e giurati, politici e
portaborse, nientemeno che a Silvio Berlusconi, meritevole di aver semplificato
il quadro politico creando un partito dal predellino di un'auto. Ora, a parte
il fatto che se è questa la ragione della vittoria, nessuno più di Walter
Veltroni avrebbe meritato il riconoscimento essendo stato indubbiamente lui,
nel bene e nel male, ad aver avviato il processo di semplificazione in
questione, con la differenza sostanziale che il Pd è nato davvero, mentre per
il Pdl manca ancora qualche settimana. A parte il fatto che se non fosse questa
la discutibile motivazione, è di tutta evidenza come il politico dell'anno sia
stato, piaccia o no, Antonio Di Pietro. Ecco, al di là di queste marginali
osservazioni da giurato potenziale, non capisco proprio l'opportunità, per un
giornale riformista e in teoria vagamente di sinistra, di offrire su un piatto
d'argento un'altra platea, un'altra passerella, un'altra occasione di delirio
incontinente e trionfante al politico che rappresenta tutto ciò che i lettori
di questo giornale, gli elettori del Pd in generale e i tanti "esuli in
patria" alla ricerca di rappresentanza, non vorrebbero più dover subire. E
non si tratta di omettere notizie sgradevoli, ma di resistere alla tentazione
di creare dal nulla notizie inesistenti. Una copia in più comincia ad avere un
prezzo troppo alto da pagare. Ciao Diego, hai visto la trasmissione di Santoro
dedicata al Pd con Matteo Renzi e Antonio Bassolino? Ti è piaciuta? Circolo Pd
Souleymane Diamoutene Obama Maliano Nonostante il taglio localistico della
puntata focalizzata su Firenze e Napoli e la sempre più difficile sostenibilità
della ricerca di un Obama italiano, ho seguito il tutto nella speranza quasi
vana di assistere a uno scontro che non fosse solo generazionale. La sensazione
che Renzi dovesse giustificarsi perché reo di coltivare l'ambizione di fare
politica a 35 anni l'ho trovata imbarazzante, per lui, e per gli altri, a
partire da chi in studio tentava di sminuirne l'eventuale potenziale ricordando
i suoi 10 anni di politica militante e popolare. Ora, io con Renzi non ho quasi
niente a che spartire, ma il fatto che faccia politica da 10 anni è una delle
poche cose che me lo rendono in qualche modo affidabile. È il resto che
andrebbe approfondito. È lì che nonostante i miei 40 anni mi sento più
rappresentato dai vecchietti delle case del popolo che da Renzi, dalle loro
perplessità, dalle loro nostalgie, dai loro quadri appesi alle pareti. È tra
loro, forse, che si nasconde l'Obama italiano. È a loro che avrei chiesto con
più insistenza cosa ne pensano di Bassolino. Ciao Zoro, ti ho visto al Pigneto
l'8 marzo a sentire Franceschini. Che te ne è parso? Circolo Pd Pigneto Is
Burning Di quello che ha detto Franceschini ricordo solo che ha iniziato
parlando di un episodio di razzismo protagonista del quale erano stati due
uomini e che solo due uomini potevano aggredire così, perché le donne non ne
sono capaci (tranne l'Annunziata che per festeggiare l'8 marzo di lì a poche
ore l'avrebbe maltrattato più del solito). Ciò detto, in quel contesto è
avvenuto altro. Dalla terza fila dello sparuto pubblico presentatosi ad
ascoltare Franceschini e deputate Pd variamente assortite, un
signore ha interrotto una hostess Alitalia che stava parlando dal palco, questionando sulla corretta
interpretazione della vicenda Cai. Il merito di vivacizzare con un accenno di
dibattito una mattinata troppo formale e priva di passione per celebrarsi al
Pigneto, m'appariva evidente e meritorio. Eppure la mistress of
ceremony, Antonella Cantaro (candidata non eletta nelle liste
franceschinianbettiniane del Pd), ha pensato bene di prendere il microfono alla
hostess interrotta e interrompere a sua volta il signore dicendogli: «Mi scusi,
non è previsto l'interloquire, poi lei è un uomo». Mentre il signore incredulo
e indignato se ne andava senza che nessuno, dal Segretario a scendere, sentisse
il bisogno di scusarsi con lui (che il Pd non è che può stare a tenersi così
tutti i voti che forse ancora ha, allontanarne qualcuno facendo figure di merda
pare essere ancora pratica in voga), ragionavo su quale delle due frasi dette
dalla signora fosse più grave. Ancora oggi non ho deciso. Diego, ma non dici
niente di quest'ondata di "cattocomunismo" alla riscossa? Non ne sei
contento? Circolo Pd Esproprio ProleDario Sì, mi fa piacere e il solo fatto che
Berlusconi sia costretto a rispondere per epiteti a iniziative altrui è un
fatto che non si può tacere o trattare con superficialità. Nello specifico, se
con Berlusconi è d'accordo anche Ferrero (che parla di elemosina), c'è il
fondato rischio che Franceschini, magari per culo, abbia detto e fatto la cosa
giusta. di Diego Bianchi 14/03/2009
( da "Corriere della Sera" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-14 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Pdl diviso L'assessore Cattaneo boccia la proposta del
commissario Ue ai Trasporti Malpensa, Regione contro Tajani «No al congelamento
degli slot» La Provincia su Linate: stop al monopolio Cai sui voli Milano-Roma
Penati: affiancheremo con il ricorso al Tar della Federconsumatori contro una
piccola cordata che strozza il territorio Divide e imbarazza il Pdl la proposta
del commissario europeo ai Trasporti, Antonio Tajani, di congelare gli slot di
Malpensa, sospendendo cioè la regola in vigore secondo la quale chi non li
utilizza, li perde. La reazione dell'assessore alle Infrastrutture e Mobilità
della Regione, Raffaele Cattaneo, si fa attendere. Arriva a tre giorni di
distanza: «L'ipotesi di Tajani è alquanto sorprendente. In un periodo di crisi
appare inopportuno ricorrere a misure che limitano il mercato, invece di
favorirlo». La questione è delicata. Se c'è stato un tentativo di ricomporla, forse
è andato a vuoto. Cattaneo smorza la polemica: «Semplicemente prima di parlare
— dice — ho voluto vedere il testo del regolamento che sarà discusso lunedì».
Ma intanto il presidente della Provincia, Filippo Penati, che aveva già
bocciato l'idea del commissario azzurro come «l'ennesima firma sul certificato
di morte di Malpensa e firma di garanzia per il monopolio di Cai sulla rotta
Linate-Fiumicino », è già andato oltre. Ha cioè annunciato che la Provincia
interverrà ad adiuvandum nel ricorso al Tar contro l'Autorità garante della
concorrenza e contro Cai, appoggiando il ricorso presentato da Federconsumatori
e preparato da un pool di legali milanesi coordinati da Daniele Portinaro. Il
ricorso fa riferimento alla Costituzione e alle norme comunitarie per sostenere
la necessità di tutelare il libero mercato sulla tratta aerea Milano-Roma, a
salvaguardia degli interessi di cittadini e consumatori. «Fare ricorso — ha
spiegato Penati — è una vera iniziativa patriottica contro una piccola cordata
di monopolisti che strozza il territorio. Nostro obiettivo è la libertà di
mercato». Il provvedimento della Provincia, che si avvarrà della consulenza di
un legale esterno, verrà discusso in giunta lunedì prossimo. E dopo Cattaneo,
rilancia il leghista Davide Boni: «Tajani non si può permettere di dire
blocchiamo gli slot. Un regalo a Cai pericoloso». Oggi Alitalia ha circa 250 slot su Malpensa,
ma solo uno su cinque è operativo. E Cattaneo aggiunge, quasi a placare la
polemica: «In questo periodo ne stiamo sentendo di tutti i colori. Anche le
affermazioni di Vito Riggio dell'Enac, secondo il quale il problema di Malpensa
sarebbe Linate, del quale invoca la chiusura, non trova riscontri in
dati oggettivi. Solo il 4 per cento dei passeggeri che partono da Milano per
poi utilizzare altri hub europei partono da Linate anziché da Malpensa ». Paola
D'Amico Trasporti L'assessore Cattaneo
( da "Corriere della Sera" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-14 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Franceschini: si litighi ma Palazzo Koch non venga coinvolto «La
sua autonomia non si tocca. Prefetti? Idea assurda» Il leader pd racconta il
viaggio aereo-choc da Roma tra i disguidi e l'arrivo «in una Malpensa drammaticamente
vuota» DAL NOSTRO INVIATO CERNOBBIO (Como) — «Ogni tanto Tremonti ha scatti di
nervosismo. Però, attenzione: litighiamo pure tra maggioranza e opposizione, ma
lasciamo fuori la Banca d'Italia. Nessuno ne tocchi l'autonomia e la libertà».
Dario Franceschini, invitato alla tre giorni organizzata sul lago di Como da
Confcommercio, gioca in trasferta: proprio l'altra sera, il sondaggista Nando
Pagnoncelli ha spiegato ai vertici pd che commercianti, artigiani e casalinghe
sono in Italia le categorie più scettiche sul nuovo partito. Eppure, il
neosegretario riesce a strappare l'applauso: teorizzando la differenza («I
collaboratori mi avevano scongiurato di non parlare di evasione fiscale in
questa sede») tra «l'evasione per comprare ai figli i libri di scuola e quella
per comperare la seconda barca». Il leader pd entra in argomento raccontando i
tormenti del suo viaggio, «una metafora di quel che va
sistemato nella nuova Alitalia ». Partito con biglietto AirOne si è rivolto senza successo a un
banco Alitalia. Imbarcato
su un bus, dopo 30 minuti di ritardo, si trova di fronte a un aereo Alitalia: «Ma i bagagli erano su un
aereo diverso». All'arrivo, il ritardo era di un'ora: «A Malpensa, nella
tragicità di uno tra i più grandi aeroporti d'Europa drammaticamente
vuoto». Poi, Franceschini si concentra sull'obiettivo: il ministro
dell'Economia. Esordisce illustrando la gravità della crisi: «Aumentano persino
i furti al supermercato, c'è chi ruba la lattina di pelati». Poi, spara: «Se
davvero Tremonti vede così lungo, come mai il governo ha debuttato con il
taglio dell'Ici? Come mai ha annunciato la stretta sulle banche pochi mesi
prima di dover pensare a salvarle? ». Soprattutto, il segretario pd lancia
l'altolà su Bankitalia. L'ipotesi di «affidare tutta la vigilanza all'Europa»,
suggerita da Tremonti in polemica con Mario Draghi è, secondo Franceschini,
«ritorsiva ». Mentre è semplicemente «assurda » quella dei controlli da
delegare alle prefetture: «Non siamo in Francia, da noi non ci sono le
competenze». Ma il segretario pd porta a Confcommercio anche proposte tarate ad
hoc sulle piccole imprese. Ironizzando sul fatto che la tassazione dei redditi
più alti sia stata definita «un'elemosina sia dal segretario di Rifondazione
comunista che, il giorno dopo, da Silvio Berlusconi», Franceschini elenca tre
punti. Primo: dimezzare dal 40 al 20% l'acconto sulle imposte e scongiurare
così «l'incubo di giugno». Secondo: portare da
( da "Corriere della Sera" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-14 num: - pag: 9 categoria:
BREVI La dialettica tra Bossi e il Cavaliere Gli slot Il leader della Lega
Bossi (nella foto con Berlusconi e Fini) ha più volte
criticato la linea del governo Berlusconi su Malpensa e sugli slot Alitalia Il Colle Bossi ha difeso
Napolitano dagli attacchi del Pdl sulla decretazione d'urgenza: «è una figura
di garanzia, è giusto che intervenga» Intercettazioni La Lega ha frenato il
progetto di legge per limitare l'uso delle intercettazioni nelle inchieste
penali
( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 63 del 2009-03-14
pagina 0 Chicago, atterraggio d'emergenza per volo Cai di Redazione Alle 22,30
il velivolo, un Airbus 330 ex Air One (ora Cai) appena decollato per Roma, ha
avuto un problema agli strumenti di pressurizzazione. Il fumo ha invaso la cabina
di pilotaggio e la carlinga con i 240 passeggeri. Emergenza risolta al meglio
dal pilota Chicago - Atterraggio di emergenza per un Airbus 330 della compagnia
ex Air One (ora Cai). Sul volo AP 629 diretto a Roma, poco dopo il decollo, a
3mila piedi, si sarebbe verificato un problema con gli strumenti di
pressurizzazione e il fumo avrebbe invaso la cabina di pilotaggio e la carlinga
dei passeggeri, che erano 240. Impossibile utilizzare le mascherine
dell?ossigeno. Il mezzo viaggiava col pieno di carburante. L?emergenza sarebbe
stata risolta nel migliore dei modi, con il rientro in aeroporto, grazie al
pilota, Emidio Isidoro, di Pescara. L?episodio è avvenuto alle 22.30 ora
locale. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
n. 63 del 2009-03-14
pagina 14 La Martani bussa, ma Alitalia non apre di Redazione Non sa proprio più a che santo votarsi la
bella Daniela Martani (nella foto) ex hostess dell'Alitalia, ormai notissima per vicende mediatiche e televisive. Daniela si
era fatta immortalare agitando un cappio nei mesi della vertenza per la nascita
della nuova compagnia aerea di bandiera ed era la stessa che, pronti
via, era entrata nella casa del Grande fratello da dove era poi uscita per
rispondere in ritardo alla lettera di assunzione della Cai. Subìto il
licenziamento per giusta causa Daniela atterra sull'Isola dei famosi. Eliminata
in un baleno, la Martani torna a bussare alla porta della Cai. Spiacenti - è la
risposta dell'azienda - il licenziamento per giusta causa non prevede né
conciliazioni né contestazioni. E Daniela rimase a piedi. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
DALL'INVIATO ANTONIO
TROISE Cernobbio. «Maggioranza e opposizione possono litigare su tutto, è
fisiologico, ma per favore teniamo fuori dalle liti della politica la Banca
d'Italia». Dario Franceschini, leader del Pd, non gradisce per niente la
replica del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, alla decisione del
governatore di via Nazionale, Mario Draghi, di chiudere le porte delle banche
ai prefetti che dovrebbero vigilare sull'erogazione del credito. Una replica,
spiega Franceschini, che «ha tutto l'aspetto di un atto ritorsivo visto che il
ministro vorrebbe affidare la vigilanza sul credito alla Bce». Invece la
posizione di Draghi, dice il numero uno dei democratici, è corretta dal momento
che le «prefetture, in Italia, non hanno gli strumenti per valutare l'attività
degli istituti di credito, come avviene invece in Francia». Franceschini parla
per una ventina di minuti davanti alla platea di dirigenti e responsabili della
Confcommercio che il presidente dell'organizzazione, Carlo Sangalli, ha riunito
a Cernobbio per la decima edizione del forum sull'economia. Rompe il ghiaccio
raccontando le sue disavventure nel viaggio fra Roma e Milano, «una metafora delle cose che vanno sistemate nella nuova Alitalia», confessa con irritazione.
Poi, rivendica il ruolo «propositivo» dell'opposizione, che negli ultimi giorni
ha messo in campo una serie di proposte contro la crisi. Alcune, come l'assegno
mensile per i disoccupati o l'election day a giugno, sono state già bocciate.
Altre, come l'introduzione di un contributo di solidarietà del 2% per i redditi
oltre i 120mila euro, saranno discusse nei prossimi giorni. Anche se la
maggioranza ha già fatto scattare il suo disco rosso. Franceschini tocca anche
il tema dell'evasione fiscale: «Un politico deve parlare con una sola lingua.
E, per me, non è normale un Paese dove i redditi che sfuggono al fisco hanno
raggiunto i 120miliardi di euro. Basterebbe recuperare un decimo di questa
cifra per coprire tutte le misure che proponiamo». Messaggio che la platea
sottolinea con un applauso. Piacciono anche le altre tre proposte. Ovvero:
riduzione dell'acconto di giugno dal 40 al 20%, innalzamento della soglia per
accedere al «forfettone» fiscale da
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Il
leader Pd racconta il viaggio con l'Alitalia «Un'odissea il
sintomo che le cose non vanno»
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Tornano sul piede di
guerra i lavoratori dell'Atitech, che ieri hanno bloccato per due ore, dalle 14
alle 16, le vie d'accesso all'aeroporto di Capodichino, con rallentamenti anche
sul traffico della Tangenziale. Gli oltre 650 addetti del polo di manutenzione
napoletano, che non è entrato a far parte della nuova Alitalia targata Roberto Colaninno,
chiedono al governo l'apertura di un tavolo di confronto per attuare quanto
concordato tra Cai e i sindacati a fine ottobre a palazzo Chigi: l'acquisizione
di Atitech da parte di una società di nuova formazione con la partecipazione di
Fintecna, Finmeccanica e della stessa Cai, quest'ultima con una quota di
minoranza. Una soluzione auspicata anche dal segretario della Uil Luigi
Angeletti, ieri a Napoli a un convegno del suo sindacato: «Gli accordi vanno
rispettati - ha ammonito Angeletti - Ci sono tutte le ragioni industriali e di
mercato perché Atitech possa crescere: riparare gli aerei è più vantaggioso che
produrli, perché c'è meno concorrenza». Il convegno Uil è stato interrotto due
volte da alcuni addetti dell'azienda, che hanno mostrato uno striscione e
intonato slogan. Ma sul futuro della società di manutenzione pesano come
macigni le parole del numero uno di Finmeccanica Pier Francesco Guarguaglini,
che nei giorni scorsi ha ribadito con decisione un concetto già espresso nei
mesi scorsi: Finmeccanica è disposta a partecipare soltanto «in modo marginale»
al futuro di Atitech. «Probabilmente Guarguaglini non vede un vantaggio
immediato nell'acquisizione dell'azienda - spiega Antonio D'Auria, della
segreteria regionale Filt Cgil - ma andrebbe bene anche una soluzione con
Fintecna come socio principale. Chiediamo sostegno per i prossimi due o tre
anni, per poter ritornare ai vecchi splendori». Gli addetti Atitech sono in
cassa integrazione a rotazione da novembre e ci resteranno almeno fino a
luglio. Per ogni lavoratore ci sono in media 7 giorni al mese di cig. Le
commesse scarseggiano e non bastano a garantire gli attuali livelli di
occupazione. Commesse, peraltro, che sono assicurate da un accordo-ponte
siglato con Cai. Un accordo che scadrà il 13 aprile, con la società di
Colaninno intenzionata a bandire una gara per assegnare al miglior offerente la
manutenzione degli aerei Alitalia effettuata ora da
Atitech. «Questo bando dev'essere bloccato», è l'appello di Giovanni Aruta,
della Rsa Fit Cisl, che spiega: «Ci hanno promesso che un primo incontro col
governo a palazzo Chigi si terrà a metà della prossima settimana». Negli stessi
giorni è in programma anche una manifestazione unitaria a Roma tra gli addetti
Atitech e quelli di Ams, il polo manutentivo di Fiumicino, che versa in
condizioni analoghe a quelle dell'azienda napoletana. ma.to.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
MARCO TORIELLO PINO
NERI Alle nove e trenta un vento freddo mitigato dal sole primaverile soffia
sulle facce di duemila operai. I reparti della Fiat di Pomigliano sono vuoti. I
lavoratori in tuta bianca e grigia sono assiepati all'aperto, sotto l'alta torre
scura dello stabilimento. L'assemblea di fabbrica inizia nel silenzio di tanti
sguardi che attendono proposte. Alla fine ne scaturirà una, minacciosa: lunedì
23 marzo, alle dieci, tutti in presidio davanti alla prefettura di Napoli.
Obiettivo: consegnare nelle mani del prefetto Alessandro Pansa un messaggio da
girare al premier Silvio Berlusconi: «Vogliamo la trattativa con l'azienda a
palazzo Chigi e un incontro ad Acerra con lui». Il presidente del Consiglio
sarà ad Acerra il 26 per inaugurare il vicino inceneritore. «Saremo là»,
promettono gli operai. Michele Liberti, segretario della Fim, si sfoga: «Se
necessario ce la prenderemo anche con i nazionali del sindacato». Quindi Mario
Di Costanzo, delegato Fiom: «Prima delle ferie la Fiat chiuderà la produzione
della 147, migliaia di noi perderanno tutto, per cui dobbiamo essere uniti
perché i padroni lo sono sempre: l'auto ecologica non risolve i problemi ma ci
sono l'Alfa 149, la Mito, la Panda. Marchionne, ci hai deluso». Una stoccata anche al governo: «Ha salvato Alitalia e banche ma perché noi no?».
Peppe D'Alterio, delegato Uilm, rincara la dose: «Ad Acerra smetteranno di fare
campagna elettorale». In chiusura i segretari di Uilm e Fiom, Crescenzo
Auriemma e Massimo Brancato, se la prendono con Berlusconi. Auriemma:
«Deve obbligare Fiat al confronto e dare risposte ai lavoratori perché tanto le
aziende le risposte le hanno». Brancato: «La fabbrica più giovane e tra le più
efficienti del gruppo deve avere produzioni adeguate. Perché Berlusconi non
aiuta gli operai a colpi di decreto?». L'assemblea è sciolta. Alle 12 un
piccolo brivido: corto circuito di una presa elettrica in un bagno del reparto
159. Un po' di fumo, puzza di bruciato. Arrivano i vigili del fuoco della
fabbrica e in due minuti è tutto finito. Le produzioni non subiscono stop.
Sempre in mattinata l'azienda comunica le due giornate di lavoro per la linea
147, spostate a martedi 18 e a mercoledì 19, e rassicura: «La produzione della
147 non cesserà». Alle
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
Lavoratori
all'attacco nell'assemblea di fabbrica: «Berlusconi ha salvato Alitalia, perché non
noi?»
( da "Quotidiano.net" del 14-03-2009)
Argomenti: Alitalia
La prima udienza è
già fissata per luglio a Lecce. Secondo l’avvocato lo smembramento di
quella che dallo stesso Berlusconi ha definito “bad company” ha procurato agli
azionisti di minoranza un danno pari al totale azzeramento del capitale
azionario
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azionisti Alitalia: "Citiamo in giudizio
Berlusconi" La prima udienza è già fissata per luglio a Lecce. Secondo
l?avvocato lo smembramento di quella che dallo stesso Berlusconi ha definito
“bad company” ha procurato agli azionisti di minoranza un danno pari al totale
azzeramento del capitale azionario Segnala ad un amico