HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “ALITALIA” |
|
T ARTICOLI DEL 11 settembre
2008 #TOP
·
Articoli
Alitalia 2 (68)
Federalismoalla primaverifica
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Conto alla rovescia per Alitalia. Oggi al ministero del Lavoro si gioca l'ultima partita e il commissario Augusto Fantozzi lancia l'ultimatum ai sindacati: "Auspico un buon esito della trattativa, altrimenti dovrò procedere alla disdetta dei contratti di lavoro e ad aprire le procedure di mobilità".
Italia,
incubo recessione ( da "Repubblica, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Allarme da Bruxelles e Istat: Pil a meno 0,1%, il dato peggiore dal 2003. Ma Berlusconi: il Paese è solido Italia, incubo recessione Fantozzi ai sindacati: accordo sull'Alitalia o licenziamenti SEGUE A PAGINA 4.
"il
sacrificio di fiumicino costerà 10mila posti di lavoro" - paolo boccacci
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: voli e della crisi Alitalia coinvolge il destino di migliaia di famiglie di lavoratori e dell'intera economia del territorio. "Tra gli esuberi dei lavoratori e precari Alitalia e Air One (3.500 e 2500) e quelli dell'indotto - spiega Marrazzo - secondo degli studi, potremmo arrivare addirittura a una cifra di circa 10 mila lavoratori il cui posto sarà quasi sicuramente a rischio,
Alitalia,
tutti in mobilità se non si firma l'accordo - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: O la firma o la messa in mobilità del personale Alitalia. Augusto Fantozzi, commissario straordinario della compagnia, ha chiamato ieri a raccolta le sigle sindacali della Magliana e comunicato che in assenza di un accordo con la Cai, Alitalia, di fatto, chiuderà. Si tratta di un passaggio "formale", un "atto dovuto imposto dalla legislazione in materia",
"vogliono
metterci con le spalle al muro ma a queste condizioni non ci stiamo" -
roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ala del sindacalismo oltranzista nella trattativa Alitalia. Ma il tourbillon di mosse tattiche di ieri sta cambiando il ruolo di ciascuno e surriscaldando il clima sociale. Il negoziato davvero è a un passo dal fallimento, come la compagnia della Magliana, d'altra parte. E nei prossimi giorni non è proprio detto che si voli normalmente.
La
rabbia delle hostess "meglio fare le commesse" - federica angeli
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ultimo giorno di Alitalia. Francesca Cherubini, assistente di volo da diciotto anni, mentre trascina il suo trolley verso l'entrata del Leonardo da Vinci, è lapidaria. L'aut aut di Augusto Fantozzi sembra aver esasperato le posizioni dei dipendenti. Sono in tanti, infatti, a pensarla come Francesca.
Cai,
sì a una cordata romana ma senza interventi pubblici - laura serloni
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Entra in difesa dei lavoratori aeroportuali romani e di Alitalia, Umberto Marroni capogruppo del Pd al consiglio comunale. "Non bastano queste rassicurazioni - ha affermato - soprattutto alla luce delle dichiarazioni del presidente Formigoni che condivide il piano di rilancio proposto dalla Cai a tutela del servizio aeroportuale lombardo.
Vago
(msc): <io non butterei il cargo, si possono sfruttare molte sinergie>
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: È un peccato buttare via il cargo di Alitalia. Così ieri, a margine di una conferenza stampa, Pierfrancesco Vago, ad di Msc crociere (Gruppo Aponte), tra i soci della Cai, con un investimento tra 100 e i 150 milioni. Cai che nella propria offerta per salvare la compagnia di bandiera, come noto, ha lasciato fuori il cargo.
<Carige,
la nuova guida verrà dall'interno>
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: rispettivamente per la nazionalizzazione di Fannie e Freddie e per il salvataggio di Alitalia, mentre boccia il sistema finanziario, "responsabile dell'imprevidenza che oggi crea tante difficoltà alle famiglie con i mutui". Quanto a Genova, "sarà Milano la salvezza demografica della città". La quale, però, "deve puntare ancora molte "fiches" sul porto".
Protesta
col nodo scorsoio al collo i dipendenti atitech oggi a roma
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: azienda coinvolta nelle possibili dismissioni Alitalia hanno dato vista all'ennesima manifestazione a Capodichino. Sono anzi sfilati per due ore nella sala imbarchi dell'aeroscalo, esibendo stavolta un nodo scorsoio al collo, simbolo del fatto che la cordata che dovrà rilevare Alitalia "stringerà solo il collo dei 1200 lavoratori napoletani".
Alitalia,
la solitaporcata nazionalecon tantodi canto dell'inno
( da "Secolo
XIX, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Per la cordata che rileverà Alitalia, la nuova Alitalia, cioè la good company, è prevista una deroga alla legge Marzano, perché i capitani coraggiosi della cordata non vogliono rischiare nulla, vogliono annullare il rischio d'impresa e mettersi al riparo da eventuali rivendicazioni che dovessero provenire da creditori o ex-dipendenti.
Ecco
perché è importante il forlanini - marco ponti
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E i concorrenti di Alitalia (che gode di diritti esclusivi su quella rotta, in duopolio con le linee designate dal paese asiatico) offrono tariffe allettanti per compensare la scomodità del volo spezzato. Se limito Linate alla navetta Milano-Roma, elimino questa possibilità per i milanesi, a tutto vantaggio della nuova Alitalia.
Moratti:
"il governo a malpensa" - alessia gallione
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: ritiene che non sia nei piani della nuova Alitalia fare di Malpensa il proprio hub: "Non ha senso ridimensionare Linate a meno che non ci sia una fase di rafforzamento di Malpensa con un vettore di bandiera che ne faccia il proprio hub". E a Malpensa o Linate, oltre al governo, potrebbe riunirsi "eccezionalmente" anche il consiglio comunale, annuncia il presidente Manfredi Palmeri.
Rosati:
"ammortizzatori sociali anche per i lavoratori di sea" - teresa
monestiroli ( da "Repubblica, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: A Roma si occupano solo degli esuberi Alitalia ma da noi sono migliaia i posti a rischio" Rosati: "Ammortizzatori sociali anche per i lavoratori di Sea" Ci chiamino al tavolo sugli scali o sarà dura fermare proteste spontanee Moratti e Formigoni non parlano, con Prodi erano sulle barricate per l'hub TERESA MONESTIROLI Critica Moratti e Formigoni per "l'incomprensibile silenzio"
L'importanza
di linate - marco ponti ( da "Repubblica, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: nuova Alitalia sulla lucrosissima rotta Milano-Roma, sembra avere in realtà risvolti meno drammatici: l'Alta velocità (pagata, al contrario del trasporto aereo, dai contribuenti) creerà in effetti una rilevante concorrenza su quella rotta. Ma anche un risultato paradossale, e pericolosissimo sia per la nuova Alitalia sia per la stessa Alta velocità ferroviaria:
Houghton,
gli americani spengono la fabbrica - raffaele r. riverso
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: In ogni modo ci aspettiamo che, alla pari della Houghton, anche loro ci promettano aiuti economici anche se non siamo targati Alitalia. L'amarezza è quella di vedere un ridimensionamento così grande che sa di anticamera a una chiusura totale".
Dal
teatro ai treni il gioco sporco dei guastatori - stefano costantini
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, dai treni declassati al federalismo selvaggio, la sensazione è di trovarci di fronte a quegli eserciti che minano il terreno prima che i nemici lo invadano. La strategia dell'onorevole Raffaele Fitto, promosso ministro e consulente del Cavaliere per il Mezzogiorno, pare proprio quella di spuntare ogni arma agli avversari,
Boccia
attacca tremonti "su alitalia solo bugie"
( da "Repubblica,
La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Giulio Tremonti su Alitalia. "Il ministro Tremonti - prosegue Boccia - continua a scaricare le responsabilità sui 22 mesi di governo Prodi, dimenticando che nei 60 mesi di governo Berlusconi Alitalia aveva sempre chiuso in perdita. Comunque l'azienda ha chiuso in perdita 19 esercizi degli ultimi 21 anni e sarebbe stato più onesto intellettualmente dire che l'
Alitalia,
lavoratori con le spalle al muro Fantozzi: intesa ora o licenziamenti. Pil
fermo, è stagnazione. Ma per Berlusconi è tutto ok
( da "Unita,
L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La
lezione di Pagnoncelli ( da "Unita, L'"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: il sondaggio ha rivelato che non viene affatto giudicato positivo l'operato del governo su almeno tre terreni: 1) ordine pubblico; 2) difficoltà economiche delle famiglie; 3) Alitalia. L'opposizione è servita: il popolo italiano non è poi così boccalone come lo dipinge chi lo disinforma da trent'anni. Basta fargli le domande giuste. FRONTE DEL VIDEO.
Italia,
una crisi al buio ( da "Unita, L'"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ancora devono
prodursi gli effetti diretti e indiretti della crisi Alitalia. Per l'intero
L'Alitalia?
Il vero genio è l'Ad di Air France: ora ha la possibilità di avere la compagnia
senza spendere una lira ( da "Unita, L'"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "L'Alitalia? Il vero genio è l'Ad di Air France: ora ha la possibilità di avere la compagnia senza spendere una lira".
Una
nuova stagione per l'opposizione Veltroni a Milano: Il governo ha ingannato gli
italiani. Aumentano le tasse e il paese va a rotoli
( da "Unita,
L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Innanzitutto Alitalia: "Il vero genio di questa vicenda è l'amministratore delegato di Air France, che pochi mesi fa doveva caricarsi i debiti e i problemi della nostra compagnia di bandiera, mentre adesso ha la possibilità di averla tra le mani senza spendere una lira.
E
i leghisti attaccano la famiglia Colaninno
( da "Unita,
L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Botta e riposta sul valore delle azioni Alitalia, tra il ministro dell'economia, Giulio Tremonti, e il ministro ombra dello sviluppo economico, Matteo Colaninno. All'esponente del pd, che in televisione aveva detto che alla fine del governo Amato, nel 2001, Alitalia in borsa valeva 10 euro, mentre alla fine del governo Bberlusconi ne valeva 1,
Bersani
accusaTremonti: basta menzogne Duro scontro all'audizione del ministro. Volete
fare una nuova Airone, altro che Alitalia
( da "Unita,
L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Volete fare una nuova Airone, altro che Alitalia" / Roma DUELLO Sul caso Alitalia sono volate parole pesanti nelle stanze parlamentari. Giulio Tremonti, attesissimo, ha ricostruito da par suo gli anni passati: ha di- stribuito meriti (a destra) e demeriti (a sinistra), ha puntigliosamente replicato alle critiche.
Ultimatum
Alitalia: accordo o licenziamenti
( da "Unita,
L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha incontrato le sigle sindacali Alitalia ed ha prospettato un'unica alternativa: un'intesa in 24 ore, o si avviano subito le procedure di mobilità e la disdetta dei contratti. Governo e commissario vogliono chiudere oggi: hanno convocato le parti alle 10 al ministero del Lavoro.
Alitalia,
senza accordo tutti in mobilità ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Politica Italiana Pagina 107 Alitalia, senza accordo tutti in mobilità L'ultimatum di Fantozzi. Oggi la trattativa finale con i sindacati --> L'ultimatum di Fantozzi. Oggi la trattativa finale con i sindacati Oggi è il giorno della verità per Alitalia: senza un accordo con i sindacati la compagnia fallirà e i lavoratori andranno subito in mobilità.
Tutti
i ministri a Malpensa: <Salvi gli aeroporti del Nord>
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: piano presentato dalla nuova Alitalia è un piano realistico e che spazza via i timori che erano stati portati dalla svendita di Alitalia ad Air France". Giudizio positivo firmato da Roberto Formigoni sulla nuova Alitalia Valutazione del governatore, con tanto di documenti - "conosco la realtà dei fatti, ho lavorato in silenzio sia con il governo che con i nuovi operatori di Alitalia"
Un'associazione
a difesa dell'hub ( da "Giornale.it, Il"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ben vengano quindi gli accordi tra Sea e Lufthansa". Ben definita anche la posizione su Alitalia: "Decida pure il governo, ma senza che ci siano vincoli o limitazioni per Malpensa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Cliniche
private da chiudere: esplode la rivolta
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: altra Alitalia nelle cliniche del Lazio" il presidente dell'Associazione che raccoglie le case di cura del Lazio, Mauro Casamatta, che protesta contro il colpo di spugna che il governatore ha dato a ventidue cliniche convenzionate, mettendo a rischio il posto di lavoro di più di tremila persone, più quelli dell'indotto,
La
crisi del turismo, le colpe degli operatori
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia; penso al corpus di riforme nella scuola di Mariastella Gelmini; penso al lavoro di altri ministri, da Maurizio Sacconi a Giulio Tremonti, passando per Sandro Bondi. Tutto questo, sinceramente, al Turismo non è avvenuto. E - pur senza infierire sulla Brambilla, a cui spesso abbiamo riconosciuto alcuni indubbi meriti -
Fantozzi
mette all'angolo i sindacati: <Firmate quell'accordo o tutti a casa>
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia convoca i lavoratori per disdire i contratti: "Atto dovuto". "No, è un ricatto" da Roma L'ultimatum è arrivato a mezzogiorno di ieri: se i negoziatori della cordata Cai e i sindacati non troveranno un'intesa entro oggi, il commissario straordinario dell'Alitalia, Augusto Fantozzi, darà subito il via alle procedure per la messa in mobilità di tutti i dipendenti della compagnia
Dai
bond al prestito: bruciati 5,4 miliardi
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 4 miliardi di Laura Verlicchi da Milano Quella di Alitalia è una crisi che dura da vent'anni. E che agli italiani è costata l'iperbolica cifra di 5,4 miliardi di euro, tra ricapitalizzazioni, emissioni di bond e altre iniezioni di denaro fresco, immediatamente bruciato da questa inesauribile fornace.
L'ultima
notte al tavolo: possibile un'intesa separata
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: decisivo per le sorti della nuova Alitalia, e questo sembra essere il canovaccio della controproposta sindacale all'ad della Cai, Rocco Sabelli. Colpiti dalla mossa del commissario Fantozzi - certamente dovuta, ma anche i tempi hanno il loro significato - i dipendenti dell'Alitalia avvertono che i margini sono diventati davvero molto stretti.
Intervista
a Michela Brambilla ( da "Giornale.it, Il"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La nuova Alitalia sarà una leva della vostra strategia? "Nei prossimi anni il trasporto aereo governerà il 50-55% dei flussi turistici. È questa la ragione per la quale Air France voleva acquisirla, ora però bisogna pensare al suo rilancio." © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Moratti:
Linate non si tocca Formigoni: niente ultimatum
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Ma dato che questo non è il piano di Alitalia, per noi un ridimensionamento di Linate non è discutibile ed è assolutamente fuori luogo". Alla vigilia dell'incontro decisivo tra governo e sindacati su Alitalia, il sindaco Letizia Moratti gioca nuovamente le sue carte. E annuncia che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi terrà un consiglio dei ministri a Malpensa.
Veltroni:
Expo e Alitalia Il governo di centrosinistra era più vicino a Milano
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Expo e Alitalia Il governo di centrosinistra era più vicino a Milano "Troppi giochi di potere, Silvio ha dimenticato questa città" SEGUE DA PAGINA 1 Che si stia cercando di dare la carica alla base lo si capisce subito, quando il presidente della Provincia, Filippo Penati, seduto accanto a Veltroni con i segretari provinciale e regionale,
Penati:
Expo, Provincia fuori dal cda Letizia ha tradito il territorio
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E i tre posti del Governo saranI temi caldi Alitalia (più gli scali milanesi) ed Expo. Due temi sempre più caldi. Letizia Moratti: "Linate non si tocca. A meno che non ci sia un vero rafforzamento di Malpensa". E sull'Esposizione, il sindaco è attaccata da Penati: "Ha tradito il territorio".
La
Moratti: nessuno tocchi Linate ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-11 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il dopo Alitalia La Moratti: nessuno tocchi Linate Ancora polemiche su Linate. Per la Moratti non si tocca e basta, visto che il piano di Alitalia non prevede il rafforzamento di Malpensa. Per Formigoni, invece, si sta andando nella direzione giusta.
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-11 num: - pag: 1
autore: di ELI... ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: di ELISABETTA SOGLIO Partito democratico LA FESTA AL PALASHARP VELTRONI: ALITALIA E EXPO SILVIO BERLUSCONI HA DIMENTICATO MILANO I l caso Expo? "Una estenuante guerra di potere". La vicenda di Alitalia? "L'approccio del Governo è stanco e confuso". Per dirla in sintesi, "Silvio Berlusconi e i suoi hanno dimenticato Milano".
Le
colpe del governo. e dei sindacati di Emma Bonino Su Alitalia in fondo ha ragione
Berlusconi È una scommessa vinta. Ma da Air France
( da "Riformista,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: e dei sindacati di Emma Bonino Su Alitalia in fondo ha ragione Berlusconi È una scommessa vinta. Ma da Air France Siamo alle solite. L'audizione alla Camera del ministro Tremonti sulla vicenda Alitalia non ha fatto altro che rafforzare quello che era già ovvio ai più, vale a dire che si tratta ancora una volta di un'operazione politica (preannunciata in campagna elettorale)
<Alitalia,
intesa subito o mobilità> ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, intesa subito o mobilità" ROMA - Oggi al ministero del Lavoro si apre la trattativa finale per chiudere la vertenza Alitalia. L'obiettivo è arrivare a una soluzione al massimo per domani mattina. L'alternativa, ha ammonito il commissario straordinario della compagnia Augusto Fantozzi, è la disdetta dei contratti e l'
Il
compagno giulio e l'amico massimo di Stefano Cappellini E D'Alema disse:
<Attento, stai esagerando...>
( da "Riformista,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: su Alitalia scoppiava il finimondo, e D'Alema perdeva la patente di statista da poco guadagnata. Vedremo nei prossimi giorni se a Tremonti toccherà invece di non essere più considerato "un'altra costola della sinistra", definizione del dalemiano Nicola Latorre, che segue quella storica affibiata dal capo alla Lega,
L'ultima
mediazione sui piloti ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: "Se cediamo noi in Alitalia, che sarà dei nostri colleghi nelle altre compagnie?" era la domanda ricorrente tra le sigle coinvolte. Al momento il tema del piano industriale appare in secondo piano, ma anche di quello si dovrà parlare oggi fino a arrivare a una condivisione e a una firma.
Fantozzi:
Alitalia, accordo o via alla mobilità
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, accordo o via alla mobilità Tremonti: nello statuto Cai serve il 66% per cedere. Oggi non-stop al ministero del Lavoro Il sottosegretario Maurizio Sacconi: "L'alternativa è il fallimento" ROMA - Sarà una giornata lunga per Alitalia quella della trattativa finale che si apre oggi alle 10 al ministero del Lavoro con tre tavoli,
Eluana,
il pg chiede un nuovo stop ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la pista della corruzione BUSTO ARSIZIO - La gara che consentì ad Alitalia di acquistare la compagnia aerea Volare era truccata e viziata da un episodio di corruzione. Lo ha svelato la conclusione dell'inchiesta condotta dalla procura di Busto Arsizio nella quale per bancarotta è indagato anche Giorgio Fossa (nella foto).
<Lavoratori
come gli altri> ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: E ora il "salto" di categoria, come advisor dell'Unione piloti di Alitalia. "Dei privilegiati? Sono lavoratori come gli altri e hanno grosse responsabilità", spiega Sergio Cusani ( nella foto), che per i piloti lavora "da un pezzo, dalla proposta di Air France".
Il
commissario e le altre offerte ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, sia opportuno che all'opinione pubblica siano dati i maggiori ragguagli possibili sulla esatta situazione in cui si trova l'Azienda. Il commissario di Alitalia, nell'auspicare una definizione della trattativa in corso per poter poi addivenire alla cessione alla Compagnia Aerea Italiana, ha oggi comunicato ai sindacati che in mancanza di sottoscrizione entro domani di tale
Tononi
rientra in Goldman Con il parere dell'Antitrust
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tononi aveva seguito vari dossier fra cui quello su Alitalia. In Goldman invece, dov'è partner, Tononi opererà nel settore banca d'affari in Europa. Si tratta di un ritorno: prima di arrivare al Tesoro nel maggio 2006, Tononi era già partner a Londra nello stesso ruolo, dopo aver guidato le attività della banca a Milano.
Cresce
l'ipotesi <cordata romana> Servizio A PAGINA 4 SCUOLA Proposte per i rom
Fischi al ministro ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-11 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE All'interno CRISI ALITALIA Cresce l'ipotesi "cordata romana" Servizio A PAGINA 4 SCUOLA Proposte per i rom Fischi al ministro di CLARIDA SALVATORI A PAGINA 6.
Sì
alla cordata romana Colaninno rassicura sul futuro di Fiumicino
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: tra Gianni Alemanno e il presidente di Alitalia Roberto Colaninno Una cordata romana per Alitalia. Dopo la proposta del presidente di Federlazio Massimo Tabacchiera, l'idea è stata rilanciata nel corso dell'incontro in Campidoglio - il secondo in poche settimane - tra Gianni Alemanno e il presidente di Alitalia Roberto Colaninno.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-11 num: - pag: 28
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia. E il ministro dell'Economia Giulio Tremonti non solo non demonizza lo Stato ma cerca di rivalutarne il ruolo davanti alla crisi… "Essere liberisti in Europa è più difficile. In America quando guardi avanti vedi il mercato e le opportunità che offre, quando guardi indietro vedi i "padri fondatori" che hanno costruito un "
<Favori
sospetti ad Alitalia> Le sorprese del crac Volare
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: verso il rinvio a giudizio di 16 indagati "Favori sospetti ad Alitalia" Le sorprese del crac Volare Il pm: pressioni e accordi sottobanco per falsare l'asta Oltre alle accuse di bancarotta e falso in bilancio, contestati anche i reati di corruzione e turbativa d'asta MILANO - Volare Group doveva planare tra le braccia di Alitalia.
Stop
alle telefonate. E a 30 mila posti
( da "Corriere
della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Alitalia, il caso del momento. Secondo, perché siamo proprio sicuri che dopo questa decisione non sentiremo più squillare il nostro telefono? "Le attività dei call center che lavorano in outsourcing, cioè a cui le aziende esternalizzano le chiamate da fare - spiega Alberto Zunino, direttore di Assocontact - occupano circa 70 mila persone in Italia.
Ore
decisive per Alitalia, con il governo che cerca la stretta finale. Il tavolo di
confronto tra le ( da "Stampa, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
La
Moratti: <Giù le mani da Linate>
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Giù le mani da Linate" di Redazione "Il piano della nuova Alitalia è realistico, le cose si stanno avviando nella giusta direzione". Parola di Roberto Formigoni. E Linate? "Un ridimensionamento può essere accettabile a patto che il traffico sugli aeroporti lombardi venga mantenuto inalterato e, anzi, possa crescere nel tempo".
La
Brambilla: "Estate andata male ora riconquistiamo i turisti"
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: La nuova Alitalia sarà una leva della vostra strategia? "Nei prossimi anni il trasporto aereo governerà il 50-55% dei flussi turistici. è questa la ragione per la quale Air France voleva acquisirla, ora però bisogna pensare al suo rilancio." © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
"Trattativa
difficile se gli stipendi restano così bassi"
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: sui redditi e fare saltare su questo aspetto la trattativa di un'operazione come l'acquisizione di Alitalia? La palla ce l'hanno loro". A sentire lei, se non ci fossero tagli agli stipendi il resto della trattativa andrebbe a buon fine. Però i piloti, fra i quali la Uil conta molti iscritti, hanno fatto saltare il primo tavolo perché la cordata non gli concede un contratto proprio.
Tremonti
benedice il piano e zittisce Bersani: "In 22 mesi al potere non avete
fatto ( da "Giornale.it, Il"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: esponente del governo più defilato nel corso di tutta la vicenda Alitalia. Battute con il contagocce e interviste assenti, almeno fino alla settimana scorsa. Prima martedì, a Ballarò, ha rotto il silenzio. Poi ieri, l'attesa audizione parlamentare sulla crisi della vecchia società e la nascita della Compagnia aerea italiana.
Alitalia,
ultima chiamata: intesa o a casa ( da "Giornale.it, Il"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: 11 pagina 1 Alitalia, ultima chiamata: intesa o a casa di Redazione Aut aut di Fantozzi ai sindacati. Oggi si decide. Angeletti al "Giornale": ma non toccate gli stipendi Aut aut ai sindacati di Augusto Fantozzi. Il commissario straordinario di Alitalia ha comunicato che se non ci sarà un accordo sul piano di salvataggio entro giovedì,
L'ex
finanziere Cusani sarà consulente dell'Unione piloti
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: la seconda organizzazione sindacale di categoria, nelle trattative per la nuova Alitalia: ormai da diverse settimane Cusani sta studiando il dossier messo a punto da Intesa Sanpaolo. L'ex finanziere amico di Raul Gardini torna così a misurarsi con Roberto Colaninno, suo storico "avversario" nei tavoli che contano dell'economia.
Solo
ventiquattro ore per chiudere l'accordo: oggi,
( da "Tempo,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: intesa con i sindacati sul piano di salvataggio per Alitalia, la compagnia tirerà dritto verso la liquidazione, a partire dall'avvio immediato delle procedure per la mobilità dei dipendenti. L'amministratore straordinario Augusto Fantozzi è stato chiaro anche perché in cassa sarebbero rimasti soltanto 50 milioni per pagare stipendi e carburante.
Alitalia:
Bonanni contestato dai lavoratori
( da "Voce
d'Italia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia, il giorno decisivo *Alitalia, Fantozzi lancia l'ultimatum: "Accordo entro domani o mobilita'" *Strategia Air France: proposta quota minoritaria di Alitalia Guarda tutti i correlati.
Alitalia,
il giorno decisivo ( da "Voce d'Italia, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Economia Articoli correlati: *Alitalia: Bonanni contestato dai lavoratori *Alitalia, Fantozzi lancia l'ultimatum: "Accordo entro domani o mobilita'" *Strategia Air France: proposta quota minoritaria di Alitalia Guarda tutti i correlati.
L'altra
verità su Sarah e la democrazia di sola immagine
( da "Giornale.it,
Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano)
Duello
in Parlamento Tremonti-Bersani ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Tema del confronto-scontro l'Alitalia. Il titolare del Tesoro arriva in Parlamento e davanti alle commissioni di Camera e Senato difende a spada tratta la scelta del governo: la privatizzazione della compagnia di bandiera non solo non pesa sui cittadini-contribuenti ma è l'unica strada attualmente in grado di bloccare le perdite.
Alitalia,
accordo o tutti a casa ( da "Stampa, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Aut aut di Fantozzi ai sindacati: senza un'intesa, scatta subito la mobilità. Epifani: non accettiamo ultimatum Alitalia, accordo o tutti a casa Allarme dall'Ue: in Italia Pil fermo. Berlusconi: ma l'economia è solida.
Alitalia:
fischi per Bonanni ( da "Voce d'Italia, La"
del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract: Politica Articoli correlati: *Alitalia: Bonanni contestato dai lavoratori *Alitalia, il giorno decisivo *Alitalia, Fantozzi lancia l'ultimatum: "Accordo entro domani o mobilita'" Guarda tutti i correlati.
( da "Secolo XIX, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
La riforma del
federalismo fiscale andrà oggi in Consiglio dei ministri per un sigillo
collettivo dopo i contrasti tra la Lega e il Pdl 11/09/2008 Roma. Conto alla rovescia per Alitalia. Oggi al ministero del Lavoro si gioca l'ultima partita e il
commissario Augusto Fantozzi lancia l'ultimatum ai sindacati: "Auspico un
buon esito della trattativa, altrimenti dovrò procedere alla disdetta dei
contratti di lavoro e ad aprire le procedure di mobilità". I dati
economici continuano a peggiorare: l'Istat certifica che il Prodotto interno
lordo nel secondo trimestre è diminuito e quindi il dato di quest'anno sarà una
crescita minima, 0,1%. L'Ue parla di "stagnazione italiana".
Berlusconi replica: "Il Paese è solido e ricco: abbiamo più telefonini e
televisori di tutti, un patrimonio d'arte e la squadra campione del
mondo". cresci, scarcella e altri servizi >> 10 11/09/2008 monito di
napolitano 11/09/2008 "non tutti credono nella costituzione"
11/09/2008 Roma. "Credo che in Italia sia ancora una questione aperta la piena
identificazione che ci dovrebbe essere da parte di tutti nei principi e nei
valori della Costituzione". Lo ha detto il presidente Giorgio Napolitano
durante la visita in Finlandia. Il riferimento è alle rivalutazioni del
fascismo e della Repubblica sociale da parte del sindaco di Roma, Gianni
Alemanno, e del ministro della Difesa, Ignazio La Russa. bocconetti >> 3
11/09/2008 Il numero uno della maggiore banca ligure parla per la prima volta
della sua successione. Difende la scelta di mantenere il gruppo autonomo e
affronta i nodi del futuro di Genova 11/09/2008 luigi leone genova. Il
successore di Giovanni Berneschi alla guida di Banca Carige uscirà"dalla
rosa dell'attuale gruppo dirigente, fortemente ringiovanito". Parola di...
Giovanni Berneschi. In questa intervista al Secolo XIX il numero uno del più
importante istituto bancario ligure affronta per la prima volta esplicitamente
l'argomento. Che, però, non è all'ordine del giorno del gruppo, impegnatissimo
a "digerire l'acquisizione di 120 sportelli, da integrare prima di avviare
le strategie per una stagione di crescita". segue >> 2 11/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Allarme
da Bruxelles e Istat: Pil a meno 0,1%, il dato peggiore dal 2003. Ma
Berlusconi: il Paese è solido Italia, incubo recessione Fantozzi ai sindacati:
accordo sull'Alitalia o licenziamenti SEGUE A PAGINA 4.
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il presidente
della regione Lazio, Marrazzo, traccia il futuro dello scalo romano "Il
sacrificio di Fiumicino costerà 10mila posti di lavoro" PAOLO BOCCACCI
ROMA - "Nei primi cinque mesi del 2008 la crescita di Fiumicino è stata
del 6,7%, quella dell'aeroporto di Madrid del 6,1, a Parigi del
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I nodi
della trattativa Alitalia, tutti in mobilità se non si
firma l'accordo Fantozzi avverte i sindacati. Altolà della Corte dei Conti La
magistratura contabile contro la deroga che mette al riparo gli amministratori
LUCIO CILLIS ROMA - O la firma o la messa in mobilità del personale
Alitalia. Augusto Fantozzi,
commissario straordinario della compagnia, ha chiamato ieri a raccolta le sigle
sindacali della Magliana e comunicato che in assenza di un accordo con la Cai, Alitalia, di fatto, chiuderà. Si tratta
di un passaggio "formale", un "atto dovuto imposto dalla
legislazione in materia", non c'è alcuna pistola puntata sui
lavoratori, precisa Fantozzi, che nel corso del colloquio avrebbe avvertito i
sindacalisti della necessità di giungere ad un accordo entro domani. La modifica
della legge Marzano che ha permesso il commissariamento di Alitalia,
preoccupa però la Corte dei conti: l'esclusione della responsabilità di
amministratori, dirigenti, revisori dei conti contenuta nel decreto è una vera
e propria "deroga a principi universali di buona e corretta
amministrazione". Ma i fari restano puntati sull'atteso confronto finale,
che inizierà stamattina intorno alle
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Sindacati
spiazzati dalla mossa del commissario. Contatti tra Sabelli e i piloti che
restano sul piede di guerra "Vogliono metterci con le spalle al muro ma a
queste condizioni non ci stiamo" Epifani: "Gli ultimatum sono
sbagliati, bisogna continuare a trattare" Angeletti: "Un conto è
eliminare i privilegi, altro è tagliare del 40% gli stipendi" ROBERTO
MANIA ROMA - "La situazione è esplosiva. Ma se le cose non cambiano io non
firmo nulla". Non si può certo dire che Luigi Angeletti, segretario
generale della Uil, rappresenti l'ala del sindacalismo
oltranzista nella trattativa Alitalia. Ma il tourbillon di mosse tattiche di ieri sta cambiando il ruolo
di ciascuno e surriscaldando il clima sociale. Il negoziato davvero è a un
passo dal fallimento, come la compagnia della Magliana, d'altra parte. E nei
prossimi giorni non è proprio detto che si voli normalmente. Augusto
Fantozzi, il tributarista chiamato a fare il commissario della bad company,
doveva essere l'uomo delle garanzie, ma la sua decisione di convocare i
sindacati per annunciare la prossima disdetta formale dei contratti di lavoro e
anche l'avvio delle procedure per l'accesso alla mobilità, che vuol dire
l'anticamera del licenziamento, lo ha fatto percepire dalle organizzazioni dei
lavoratori come una controparte anomala, a metà strada tra l'azienda e
l'esecutivo. "Il suo - spiegavano ieri dalle parti del governo - è stato
un gesto dovuto. Non poteva non farlo perché non può rischiare di essere
chiamato in causa dai creditori". Sbottava in serata, Raffaele Bonanni,
capo della Cisl: "Un gesto dovuto? Ma a chi?". A dir poco
"sorpreso", raccontano, sia rimasto anche il segretario della Cgil,
Guglielmo Epifani per il quale "gli ultimatum sono sempre sbagliati perché
irrigidiscono le posizioni, mentre si deve trattare". Più realisticamente
quella di Fantozzi è parsa una mossa ad effetto, per pressare i sindacati.
"Per metterci con le spalle al muro", come diceva il segretario della
Uil-trasporti, Giuseppe Caronia. Le nove sigle sindacali si aspettavano una
trattativa quasi normale: prima il piano industriale, poi gli esuberi, avevano
precisato. Ma le cose non sono andate così. Nessuno aveva messo in conto la
variabile che ora rischia di drammatizzare la situazione e far saltare tutto: i
nuovi contratti di lavoro. Nei contatti informali che i leader sindacali hanno
avuto con il governo e la Cai non si era andati oltre a qualche accenno sulla
questione. Nemmeno nell'ultimo faccia a faccia con il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, Gianni Letta, dove al centro del colloquio c'erano
state le garanzie sul mantenimento per almeno cinque anni dell'italianità e la
costituzione delle società destinate ad assorbire i lavoratori in outsourcing.
Neppure di privilegi contrattuali si era parlato. "E in ogni caso, un
conto e tagliare i presunti privilegi - sostiene Angeletti - un conto è
tagliare lo stipendio, togliere i soldi a tutti". Per una percentuale, che
a seconda dei casi, va dal 25 al 40%. E, con il paradosso che probabilmente chi
va in cassa integrazione e poi in mobilità per un totale di sette anni finirà
per ricevere una indennità superiore a chi dovesse restare in Alitalia con il nuovo contratto. è stato il ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi, infatti, a dire che gli esuberi riceveranno circa
l'80% dell'attuale retribuzione. "Ma così si ammazza il sindacato",
sosteneva ieri uno dei leader sindacali. Perché il nuovo corso dell'Alitalia, il modello "Fenice" con fallimento e
rinascita con nuovi contratti, potrebbe facilmente provocare un effetto
imitativo. Ora si aspettano le prossime mosse. Con l'ultimatum dell'11
settembre (non proprio una data ben augurante per una compagnia aerea)
destinato però ad allungarsi. Gianni Letta, d'altra parte, l'aveva già detto
nelle riunioni informali. Anche perché con l'Alitalia
gli ultimatum non valgono quasi mai. Probabilmente ci sarà tempo fino a fine
mese. Seppure negati da tutti, pare che da ieri sera i contatti tra i piloti e
lo stesso Rocco Sabelli si siano intensificati. E se dovesse sbloccarsi il
caso-piloti, si riapriranno a cascata tutte le partite. Anche quella del
sindacato confederale con la sua base. Altrimenti non ci sarà la prova
d'appello.
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia La rabbia
delle hostess "Meglio fare le commesse" E alla Magliana urlano: se
firmate vi linciamo "1.100 euro dormendo fuori casa 20 giorni al mese?
Preferisco la mobilità" FEDERICA ANGELI ROMA - "Meglio la mobilità
che un contratto umiliante come quello che vorrebbero farci accettare. Da
domani preferisco fare la commessa". Ultimo giorno di Alitalia. Francesca Cherubini,
assistente di volo da diciotto anni, mentre trascina il suo trolley verso
l'entrata del Leonardo da Vinci, è lapidaria. L'aut aut di Augusto Fantozzi
sembra aver esasperato le posizioni dei dipendenti. Sono in tanti, infatti, a
pensarla come Francesca. Alla Magliana, davanti alla sede della
compagnia, un centinaio di dipendenti l'ha persino urlato a gran voce, al
termine dell'incontro tra il commissario straordinario e i sindacati.
"Meglio la mobilità annunciata da Fantozzi. Vi linciamo - hanno detto più
volte rivolgendosi ai rappresentanti sindacali - se firmate
quell'accordo". L'aria che si respira all'aeroporto di Fiumicino è tesa.
Le ragazze ai check-in hanno perso il sorriso, sono confuse, impaurite dal
vicinissimo futuro. "L'Alitalia è stata per anni
l'acquasantiera dalla quale hanno attinto tutti i governi - dice Angela
Rabelli, assistente di terra - e ora che siamo arrivati al collasso e siamo
costretti ad assistere a un gioco al ribasso, a rimetterci ovviamente siamo noi
lavoratori". Hostess in giacca verde e gonna blu, pronte al decollo,
sembrano ormai non aver più speranze di salvezza. "Ma vi rendete conto? -
sbotta Valentina De Salvis - Se accettassimo il nuovo contratto, io dovrei
dormire venti giorni al mese fuori casa per 1.100 euro al mese. Avrei diritto a
30 giorni di ferie l'anno. L'anzianità aziendale verrebbe azzerata. La malattia
sarà decurtata dallo stipendio. Dormiteci voi lontano dai vostri figli per uno
stipendio da fame, senza un Natale o un Capodanno retribuito come
festività". "Se le condizioni sono queste - sentenzia Maurizio
Villaggio, steward - meglio stare tre anni in cassa integrazione, ad uno
stipendio ridicolo e avere tutto il tempo per trovarsi un altro impiego".
All'Alitalia, Mario Capraia, comandante, ha trascorso
oltre vent'anni della sua vita. "Tutto questo è mortificante. Si direbbe
che vogliano costringerci alle dimissioni di massa. Ma dove pensano poi di
trovare gente così alla canna del gas da sostituirci accettando il
taglieggiamento?". "Purtroppo gente pronta a dire sì a stipendi da
fame c'è, eccome se c'è", interviene un collega. Meglio la mobilità,
dunque, anche per piloti e comandanti? "No, nella maniera più assoluta -
dichiara il pilota Michele Bello, in Alitalia da una
quindicina d'anni - accettare la mobilità significa attribuire un potere
assoluto a chi gestisce la nuova compagnia (la Cai). In pratica non appoggiando
più il lavoro sindacale, diamo la possibilità di chiudere la compagnia Alitalia e da venerdì di farne aprire un'altra con un
contratto magari anche peggiore dell'attuale. Delegittimare proprio ora i
sindacati significa che, tra ventiquattro ore, ognuno di noi, preso
singolarmente, verrà chiamato a scegliere davanti al nuovo padrone se accettare
lo zero contrattuale o il licenziamento". Ancora poche ore e il destino
delle migliaia di dipendenti della compagnia di bandiera sarà definito.
"Incrociamo le dita - conclude Daniela Sava - certo se i sindacati
avessero accettato la proposta di Air France, che è comunque entrata come
azionario di minoranza, a quest'ora saremmo salvi. Mi chiedo perché, per quale
vero motivo, quell'accordo sia saltato".
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina XI - Roma Il
sindaco: "Nessun ridimensionamento dell'hub di Fiumicino che sarà invece
raddoppiato" Cai, sì a una cordata romana ma senza interventi pubblici In
Campidoglio l'incontro con Colaninno. E il 18 settembre un tavolo con Comune,
Provincia e Regione LAURA SERLONI Dice sì, Alemanno, all'ingresso di una
cordata di imprenditori romani nella Compagnia aerea italiana (Cai). Dice no a
commistioni con interventi pubblici. è questa l'idea del sindaco dopo
l'incontro con Roberto Colaninno. E ha annunciato che "il 18 settembre
sarà aperto un tavolo con Comune, Provincia e Regione finalizzato alla valorizzazione
di Fiumicino e alla riduzione di tutte le ricadute negative sia sociali sia
occupazionali". Insomma, il sindaco condivide l'idea lanciata dal
presidente di Federlazio Massimo Tabacchiera di far entrare nella nuova
compagnia le imprese del Lazio. Ma resta fermo su un punto: nessuna ingerenza
pubblica. "C'è la disponibilità - ha precisato Gianni Alemanno al termine
dell'incontro con il presidente della Cai - purché sia una cordata interamente
privata e non ci siano commistioni con interventi pubblici. Come comune di Roma
siamo disponibili ad accompagnare le imprese laziali, ma questo discorso non
deve essere confuso con l'ingresso della Regione, della Provincia o del Comune
nella società. Questa nuova compagnia deve essere una cosa del tutto privata,
una vicenda di competitività del sistema Italia". L'altro tema caldo
affrontato con i rappresentati del nuovo gruppo riguarda l'aeroporto di
Fiumicino. Nessun ridimensionamento, ma anzi "c'è la volonta di rilanciare
l'hub romano", ha precisato Alemanno. E ha aggiunto: "Ho già
incontrato anche gli azionisti di riferimento del gruppo Adr che ruota intorno
a Benetton. A febbraio sarà presentato il nuovo Piano non solo di ampliamento,
ma di totale ricostruzione dell'aeroporto di Fiumicino che verrà raddoppiato".
Il messaggio inviato agli interlocutori istituzionali è che pur con tutte le
cautele del caso "occorre lavorare per il successo dell'operazione e non
creare allarmismi e tensioni che non aiutano la soluzione positiva perché sono
convinto che la cordata italiana sia incredibilmente superiore alla vendita ad
Air France". Entra in difesa dei lavoratori
aeroportuali romani e di Alitalia, Umberto Marroni capogruppo del Pd al consiglio comunale.
"Non bastano queste rassicurazioni - ha affermato - soprattutto alla luce
delle dichiarazioni del presidente Formigoni che condivide il piano di rilancio
proposto dalla Cai a tutela del servizio aeroportuale lombardo. Il
Consiglio comunale straordinario da noi richiesto e fissato per il giorno 18
settembre, sarà l'occasione per capire chi e come intenda salvaguardare il
nostro territorio".
( da "Secolo XIX, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Vago (msc): "io
non butterei il cargo, si possono sfruttare molte sinergie" il socio della
cai milano. È un peccato buttare via il cargo di Alitalia. Così ieri, a margine di una
conferenza stampa, Pierfrancesco Vago, ad di Msc crociere (Gruppo Aponte), tra
i soci della Cai, con un investimento tra 100 e i 150 milioni. Cai che nella
propria offerta per salvare la compagnia di bandiera, come noto, ha lasciato
fuori il cargo. "Msc - ha detto Vago -è la seconda compagnia al
mondo nel trasporto container. Si potrebbero sfruttare le sinergie anziché
buttare via conoscenze e professionalità". Vago vede "molte sinergie
possibili tra la nuova Alitalia e Msc", che ad
esempio potrebbe garantire una percentuale di passeggeri in aree strategiche
come quella genovese. Restando nella città della Lanterna, l'ad di Msc ha
confermato la volontà di entrare nel capitale dell'aeroporto del capoluogo
ligure: "Genova è per noi molto importante, quindi ci siamo ripromessi di
partecipare, quando ci sarà, alla gara per la concessione". "Ma ciò
non ha nulla a che vedere con Alitalia", ha
precisato. C. Scoz. 11/09/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Carige, la
nuova guida verrà dall'interno" Il presidente Giovanni Berneschi parla del
futuro della banca e di Genova dalla prima pagina Ma Berneschi, da poche
settimane anche vicepresidente dell'Abi, l'associazione italiana delle banche,
parla a tutto campo: promuove George W. Bush e Silvio Berlusconi, rispettivamente per la nazionalizzazione di Fannie e Freddie e
per il salvataggio di Alitalia, mentre boccia il sistema finanziario, "responsabile
dell'imprevidenza che oggi crea tante difficoltà alle famiglie con i
mutui". Quanto a Genova, "sarà Milano la salvezza demografica della
città". La quale, però, "deve puntare ancora molte "fiches"
sul porto". Presidente Berneschi, che cosa devono aspettarsi le
famiglie "impiccate" da mutui divenuti insostenibili per il rialzo
dei tassi? "Semplicemente devono utilizzare gli strumenti resi
disponibili, come la rinegoziazione o l'allungamento del contratto. Ma
bisognerebbe anche cominciare a dire le cose come stanno e cioè che la prima
crisi dei mutui risale a dieci anni fa, solo che non ci fu la stessa enfasi
mediatica. Già allora noi intervenimmo anche riducendo i tassi".
Addirittura... "Lei fa dell'ironia, ma guardi che c'erano mutui fino al
16%. Difatti i Bot rendevano il 12% e ancora adesso ne circolano alcuni che
danno il 9. Noi ci facemmo carico del problema anche subentrando a istituti
che, invece, erano più rigidi". Non stia nel vago, presidente. "Posso
citarle il caso della Bei (Banca europea degli investimenti ndr), che aveva
erogato mutui al 12% e che non modificava i contratti perché a fronte di essi
aveva emesso delle obbligazioni. Noi ci sostituimmo, in alcuni casi riducendo i
tassi fino al 7%. Forse il nostro difetto è dire poco o niente di quel che
facciamo. Ma è meglio fare che parlare, parlano già così tanti. Anche adesso:
bla-bla-bla, ma nessuno spiega davvero". Lo faccia lei. "La colpa di
questo ambaradan non è delle banche, ma di chi ha spinto l'acceleratore quando
i mutui venivano erogati al 2,5-3%, cioè ad un tasso inferiore
all'inflazione!". Colpa dell'Istat, che certificava un carovita distante
da quello reale, dei governi? "Macché Istat e governi. È il sistema
finanziario ad aver sbagliato. Nessuno, in quei momenti, si è incaricato di
avvertire che il denaro era remunerato meno del carovita. Non ci voleva uno
scienziato per capire che, prima o poi, la bolla sarebbe esplosa. La regola
delle patate non la puoi violare". Se ce ne sono molte il prezzo scende,
se ce ne sono poche il prezzo sale. "Appunto. La banca centrale fa quel
che vuole, dà le spinte... Ma poi c'è il mercato e il mercato è ciclico, ora
siamo nella fase del meno. Comunque, prima il ministro Pierluigi Bersani, in
modo forse più confuso, ora il ministro Giulio Tremonti, con più chiarezza,
insieme all'Abi hanno realizzato un meccanismo che dà ossigeno alle
famiglie". Le quali, però, non pagano di meno. "Non c'è riduzione dei
tassi, bensì la spalmatura del dovuto. Difatti parlo di ossigeno, per
fronteggiare meglio la congiuntura". Senta, alla fine Bush ha
nazionalizzato Fannie e Freddie, che sui mutui erano al crac. Sorprendente.
"E che cosa dovevano fare gli americani, mandare tutto in malora? Hanno
consolidato i mutui in mano allo Stato, attraverso il Tesoro, hanno
ricapitalizzato e ora gestiscono il problema. Consideri che là le case non sono
come da noi, che durano cent'anni. Là sono di legno, ci vuol poco a farle ma
sono un patrimonio meno sicuro". Tanto per rimanere ai salvataggi, che
cosa ne dice di quello dell'Alitalia? "Stiamo
perdendo turismo e un'infrastruttura come quella, perché per me è una
infrastruttura, va tutelata. Doveva essere governata meglio da chi c'era prima,
invece raccomandazioni a go-go... E ora ecco gli esuberi. Ma Banca Intesa ha
fatto un bel lavoro e io credo che se questi imprenditori saranno severi con se
stessi faranno una barcata di soldi". Che cosa vuol dire severi? "Che
non si facciano imbrigliare dalle pressioni di uno e dell'altro. Già qualcuno
ci ha provato (il governatore del Lazio, Piero Marrazzo, e il presidente della
Provincia di Milano, Filippo Penati, ndr), per quattro voti...". Parliamo
di Carige, presidente. Bankitalia vi ha detto: basta shopping. "Veramente
l'abbiamo detto noi. Abbiamo acquisito in tutto 120 sportelli, quasi una banca
intera, tipo la "Toscana" che viene venduta adesso. E non vogliamo
fare indigestione: ora digeriamo queste operazioni, poi ripartiremo".
Crescita ancora per linee esterne? "Vedremo il mercato. È prematuro parlarne,
però siamo sempre attenti a ciò che si muove intorno a noi. E poi si dimentica
l'aspetto pratiche di queste operazioni. Invece c'è da fare: il cambio delle
insegne, le modificazioni informatiche, l'integrazione del personale, la
riorganizzazione del lavoro". Si mormora di un crescente interesse verso
la Francia meridionale. "Abbiamo una filiale a Nizza, che va bene ma ha
costi elevati. Riteniamo che aprire una seconda filiale in Costa Azzurra ci
farà aumentare i ricavi a costi pressoché inalterati. L'ipotesi più concreta è
Mentone, ma abbiamo altre proposte". Presidente, lei parla come se non
dovesse andarsene mai. Invece si sussurra molto della sua successione.
"Come le ho già detto, troppi parlano... Comunque, abbiamo fortemente
ringiovanito il gruppo dirigente e abbiamo tre vicedirettori generali
cinquantenni". Mario Cavanna, Ennio La Monica, Giacomo Ottonello: sarà uno
di loro il futuro Berneschi? E chi dei tre? "Non sono il padrone e non
decido io, anche se al momento opportuno esprimerò la mia opinione. Per ora mi
interessa sottolineare che poche aziende bancarie hanno rinnovato e
ringiovanito il vertice operativo come ha fatto Carige". Ma il
presidente... "...non confondiamo la presidenza con il management. Il
presidente può avere anche novant'anni, è la squadra sul campo che dev'essere
fresca e motivata". Si parla di un amministratore delegato. "La
nostra governance è fatta così: un presidente e un direttore generale. Se non
c'è direttore generale c'è l'amministratore delegato. Il primo è un dipendente,
l'altro no. Anticipo la sua domanda: io preferisco la formula presidente e
direttore generale e mi auguro che il direttore generale venga dal nostro
gruppo dirigente perché serve chi conosce a fondo l'azienda, che è articolata e
complessa. E serve chi "pedala": lo so bene io che cosa significa e
mi ricordo i tempi con Gianni Dagnino. Lui era il saggio e io l'operativo: giù
discussioni a non finire, poi si decideva e io tiravo". Ma non
bisognerebbe sprovincializzarla, Carige? "Se essere provinciali significa
rispettare le peculiarità dei territori nei quali si opera, i rapporti con i
clienti, le migliori tradizioni che abbiamo trovato dove abbiamo rilevato degli
sportelli, allora sono fiero di essere provinciale". Rifarebbe la scelta
di tenere indipendente e autonoma la banca? "Posso dirlo alla genovese?
Belin se lo rifarei! Ma il merito è di Gianni Dagnino. Chiaro che se uno non
avesse avuto voglia di lavorare, cioè io, e l'altro di soffrire, cioè
lui...". Mi riferisco a tempi più recenti, marcati da acquisizioni alle
quali Carige è sfuggita. "La nostra fortuna è essere andati in Borsa nel '
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina V - Napoli La
vertenza Nuova manifestazione a Capodichino: la cordata rovinerà 1200
lavoratori napoletani Protesta col nodo scorsoio al collo i dipendenti Atitech
oggi a Roma Ordine del giorno dei parlamentari campani del Pd e del Pdl
indirizzato al governo COME previsto, sale la tensione sul caso Atitech. Ieri i
lavoratori dell'azienda coinvolta nelle possibili
dismissioni Alitalia hanno
dato vista all'ennesima manifestazione a Capodichino. Sono anzi sfilati per due
ore nella sala imbarchi dell'aeroscalo, esibendo stavolta un nodo scorsoio al
collo, simbolo del fatto che la cordata che dovrà rilevare Alitalia "stringerà solo il collo
dei 1200 lavoratori napoletani". Sono talmente preoccupati gli
addetti alla manutenzione che oggi andranno a Roma. Partiranno in 500, con 5
autobus, per andare a presidiare il ministero del Lavoro, in via Flavia,
tentando di chiedere anche un colloquio al ministro Maurizio Sacconi. Nel
frattempo i sindacati sparano a zero. Le rappresentanze aziendali tornano a
battere su un tasto: Atitech può ottenere dalla Cai commesse a sufficienza per
proseguire l'attività nello stabilimento di Napoli. La Cisl si muove col suo
segretario generale campano, Pietro Cerrito, che chiama in causa anche il suo
leader nazionale Buonanni: "La protesta è giusta, va sostenuta, bisogna
trovare le soluzioni. L'amico Raffaele Buonanni sa bene che la perdita dei
posti di lavoro in Campania diventa una situazione insostenibile". Il
segretario regionale della Ugl trasporti, Pasquale Lione, spiega che
"trasferendo la manutenzione pesante da Napoli ai paesi del Maghreb, oltre
ai tagli occupazionali si rischia di abbassare gli standard di sicurezza di cui
le nostre professionalità vanno fiere. I costi si abbasserebbero del 50 per
cento, ma la nostra manutenzione ha già i costi più bassi di Europa ed uno
standard di sicurezza tra i migliori". Si muove anche il mondo politico.
Il Pd ha mobilitato i suoi parlamentari. Teresa Armato, Costantino Boffa,
Stefano Graziano, Andrea Sarubbi e Riccardo Villari, dopo aver partecipato alla
riunione congiunta delle commissioni Trasporti, Bilancio ed Industria con il
ministro Tremonti hanno chiesto al loro ministro ombra Pierluigi Bersani di
calcare la mano sulla "grave situazione che si è verificata all'Atitech di
Napoli". E Bersani in effetti è intervenuto per sostenere che
"Atitech è una questione nazionale sulla quale il Pd continuerà a svolgere
la sua battaglia". Un ordine del giorno che impegna il governo a formulare
un piano industriale con l'inclusione di Atitech è stato poi presentato dai
parlamentari campani del Pd e firmato anche da quelli del Pdl. Anche Arturo
Iannaccone dell'Mpa rivolge un appello a Tremonti. Quest'ultimo viene
contestato a Napoli da Domenico Tuccillo, coordinatore della segreteria
provinciale del Pd: "é grave il silenzio del ministro Tremonti sulla
vicenda Atitech". In difesa di Tremonti arriva però Maurizio Iapicca del
Pdl: "Non sono d'accordo con Tuccillo. Ero presente in commissione, dove
il ministro Tremonti ha acquisito tutte le informazioni possibili sulla vicenda
Atitech, ha ascoltato con grande interesse ed ha raccolto ulteriori elementi
per i quali, al momento, non è ancora possibile fornire risposte definitive.
Questo comunque è un tema che sta a cuore non solo a Tremonti, ma a tutti noi
del Pdl Campania". (r.f.).
( da "Secolo XIX, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Per
la cordata che rileverà Alitalia, la nuova Alitalia, cioè la good
company, è prevista una deroga alla legge Marzano, perché i capitani coraggiosi
della cordata non vogliono rischiare nulla, vogliono annullare il rischio
d'impresa e mettersi al riparo da eventuali rivendicazioni che dovessero
provenire da creditori o ex-dipendenti. Le quattro più alte cariche dello Stato hanno il
loro scudo spaziale, il Lodo Alfano. Per non essere da meno questi audaci
imprenditori vogliono il loro scudo spaziale, che nel caso specifico li
immunizzi dai rischi d'impresa. E da chi potranno andare a presentare le
rivendicazioni gli eventuali creditori o ex-dipendenti? Ovviamente dalla bad
company e il conto sarà pagato da noi cittadini, un modico prezzo per lo scudo
spaziale degli imprenditori della cordata. Joanna Pelc E-MAIL 11/09/2008 Alcuni
giorni fa il Frankfurter Algemeine Zeitung, assai compassato e assai titolato
quotidiano tedesco di orientamento moderato, sulla vicenda Alitalia
titolava così: "La sfacciataggine del governo", strillo:
"Elimina la concorrenza, danneggia i piccoli azionisti, i contribuenti e i
consumatori. Più che un risanamento sembra un progetto di bancarotta
fraudolenta". E pensare che la compagnia aerea tedesca avrebbe pure
qualche buona possibilità di fare i suoi interessi con l'attuale piano di
salvataggio Alitalia. Che dire? Nulla, ma proprio
nulla. Come già mille altre volte, come sempre, come da copione, come è
iscritto nel destino cinico e baro, come lasciamo che sia perché abbiamo sempre
lasciato che sia, e ci abbiamo pure l'orgoglio di aver lasciato e continuare a
lasciare, ci apprestiamo a fare la nostra porcata nazionale, tradizionalmente
bipartisan, dove a rimetterci sono quelli che ci hanno sempre rimesso e a
guadagnarci altrettanto. Se le facessero in silenzio le porcate, se avessero un
po' di riserbo nel concepirle ed eseguirle, sarebbe tutto più facile, vivremmo
se non altro senza troppi problemi di digestione. Il fatto è che ci
strombazzano sopra e ci cantano dietro anche l'inno nazionale. 11/09/2008.
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina I - Milano
L'intervento Ecco perché è importante il Forlanini MARCO PONTI La vera
questione di Linate in termini tecnici si chiama "seste passive" .
Che cosa vuol dire in parole povere? Che un aeroporto piccolo ma vicino a un
grande centro urbano può favorire la concorrenza, a beneficio dei viaggiatori,
contro uno grande ma lontano (Malpensa, in questo caso, uno dei più lontani
d'Europa alla città di riferimento). Un esempio per chiarire: se un milanese
deve andare in una capitale asiatica, oggi confronta tariffe e tempi tra un
volo diretto via Malpensa, e un volo "spezzato" via Francoforte o
Amsterdam. E i concorrenti di Alitalia (che gode di diritti esclusivi su quella rotta, in duopolio con
le linee designate dal paese asiatico) offrono tariffe allettanti per
compensare la scomodità del volo spezzato. Se limito Linate alla navetta
Milano-Roma, elimino questa possibilità per i milanesi, a tutto vantaggio della
nuova Alitalia. Si chiama
"rafforzare il monopolio" a danno degli utenti. Ora, i "capitani
coraggiosi" che per amor di patria intendono salvare la compagnia di
bandiera e rischiare i loro soldi "sul mercato", la seconda cosa che
hanno chiesto (dopo quella di accollare debiti ed esuberi ai contribuenti) è
ridurre la concorrenza, sia esautorando per tre anni l'Antitrust sia limitando
drasticamente l'attività di Linate. L'argomento secondo il quale altri paesi
europei hanno limitato la concorrenza con modalità analoghe è pelosissimo:
perché dovremmo imitare il peggior protezionismo, protezionismo contro il quale
è stata creata la stessa Unione Europea? SEGUE A PAGINA VI.
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Milano
Moratti: "Il governo a Malpensa" Castelli: mancano 10 miliardi per le
opere lombarde Il sindaco: "Il Consiglio dei ministri si terrà qui, Berlusconi
me l'ha assicurato" ALESSIA GALLIONE Un consiglio dei ministri riunito a
Malpensa. è Letizia Moratti ad annunciarlo: "L'ho chiesto a Berlusconi e
il premier ha detto che lo farà", assicura il sindaco. Lo rivendica da
tempo la Lega. Lo invocano da giorni il Comune e soprattutto la Provincia:
"Serve un tavolo per discutere del futuro di Malpensa e Linate".
Adesso, il governo potrebbe ascoltare la richiesta di Milano. Anche se, sulla
difesa degli scali lombardi e in particolare del Forlanini, da Palazzo
Isimbardi il presidente Filippo Penati lancia un appello: "Quando c'era da
schierarsi contro il governo Prodi non mi sono tirato indietro. Chiedo a
Moratti e Formigoni di avere altrettanto coraggio, perché gli interessi dei
milanesi si difendono a prescindere dal colore politico". Ma c'è anche un
altro allarme che parte dalla Lombardia. E a lanciarlo è il sottosegretario
alle Infrastrutture Roberto Castelli, che più di ogni altro ha in mano il
dossier delle future strade e autostrade: "La partita è difficile",
ammette. In gioco ci sono i soldi per le opere di Expo: "Mancano ancora
2,5 miliardi". Ma soprattutto dieci miliardi ancora tutti da trovare per
far uscire dalla carta dei progetti il piano triennale delle infrastrutture del
Nord. Il conto totale arriva a 14 miliardi: "Di questi solo 4,3 sono
coperti" dice Castelli. è stata una giornata di inaugurazioni quella di
ieri. Il nastro da tagliare era quello del raddoppio della linea ferroviaria
Milano-Lecco: quattro anni di lavori per completare
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina IV - Milano
Il sindacato Il silenzio Il segretario Cgil: "A Roma
si occupano solo degli esuberi Alitalia ma da noi sono migliaia i posti a rischio" Rosati:
"Ammortizzatori sociali anche per i lavoratori di Sea" Ci chiamino al
tavolo sugli scali o sarà dura fermare proteste spontanee Moratti e Formigoni
non parlano, con Prodi erano sulle barricate per l'hub TERESA MONESTIROLI
Critica Moratti e Formigoni per "l'incomprensibile silenzio"
di questi giorni. Chiede ammortizzatori sociali "per tutti i dipendenti
delle società che operano negli scali". E lancia un appello ai milanesi:
"Chiunque sia contrario alla chiusura di Linate batta un colpo". Il
giudizio di Onorio Rosati, segretario milanese della Cgil, sul nuovo piano Alitalia è durissimo, ma nel mirino ci sono soprattutto le
istituzioni lombarde che "non stanno parlando chiaro". Sindaco e
presidente della Regione stanno nascondendo qualcosa? "Il piano presentato
a Roma ai sindacati presuppone due cose per Milano: la chiusura di Linate e il
sostanziale depotenziamento di Malpensa, altro che hub internazionale come
qualcuno rivendicava fino a qualche mese fa. Di fronte a questo scenario
Formigoni tace e la Moratti chiede l'apertura di un tavolo. Come mai tutto
questo silenzio? Quando il governo era guidato da Prodi e si parlava
dell'ipotesi Air France le stesse persone erano pronte a salire sulle
barricate". Come mai secondo lei? "Si usano due pesi e due misure. Ma
in questo modo non si stanno facendo gli interessi né dei cittadini né del
territorio". Che cosa ne pensa del nuovo piano Alitalia?
"Capisco che la situazione sia difficile, ma il mio giudizio è molto
negativo. Primo perché non ha come obiettivo quello di costruire una grande
compagnia aerea e sappiamo bene che le piccole compagnie non hanno futuro. La
società che viene a profilarsi è del tutto inadeguata per stare su un mercato
internazionale come quello aereo che è molto aggressivo. Secondo, non sono ben
chiari gli interessi degli imprenditori della cordata. E non mi vengano a dire
che sono al servizio del Paese. Terzo, la nuova Alitalia
non garantisce, come qualcuno chiedeva mesi fa, l'italianità della compagnia.
Si è già iniziato a parlare di Air France e Lufthansa nei prossimi cinque anni.
Infine nessuno tiene conto delle ricadute sociali che ci saranno".
Parliamo di esuberi. Al di là dello stravolgimento del traffico aereo del Nord,
quali saranno le ricadute occupazionali? "Saranno evidenti e gravissime. I
3250 esuberi di Alitalia di cui si parla sono solo una
parte di quelli reali. Oltre alla compagnia aerea infatti bisogna calcolare
tutto l'indotto, oltre all'incalcolabile impatto che questa operazione avrà per
tutto il nord Italia". In cifre? Avete già calcolato quanti lavoratori
potrebbero perdere il posto? "Saranno migliaia. Il problema è che la
trattativa a Roma si occupa solo dei lavoratori di Alitalia.
Per loro si parla di ammortizzatori sociali (4 anni di cassa integrazione e 3
di mobilità) mentre tutti gli altri non sono neanche nominati. Dopo il trasferimento
di alcune tratte da Malpensa a Fiumicino abbiamo fatto un accordo con Sea per
un piano industriale di due anni finalizzato a salvaguardare l'integrità
aziendale. Ora quell'accordo rischia di saltare. E la Sea handling, con i sui
3500 dipendenti, rischia il collasso". Chiederete gli ammortizzatori
sociali per i dipendenti Sea e delle società legate ai due aeroporti?
"Certo. La trattativa nazionale non può guardare solo ai lavoratori della
compagnia aerea dandogli anche più del dovuto. Non è possibile che in una
vicenda come questa ci siano ipergaranzie per alcuni mentre nessuno si occupa
degli altri. Gente che verrà lasciata a casa nel silenzio più assoluto. Ma non
chiederemo solo questo". Cosa? "Che la nuova società che subentra
onori i contratti che Alitalia aveva con queste
società. Inoltre, se ci sarà il tavolo chiesto dalla Moratti per discutere
degli scali milanesi vogliamo essere presenti anche noi. In caso contrario, per
il sindacato sarà difficile fermare episodi di protesta spontanei".
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Milano L'importanza
di Linate MARCO PONTI Invece l'altro argomento per favorire la concorrenza allo
scalo di Linate, cioè la formazione di un monopolio AirOne - nuova Alitalia sulla lucrosissima rotta Milano-Roma, sembra avere in realtà
risvolti meno drammatici: l'Alta velocità (pagata, al contrario del trasporto
aereo, dai contribuenti) creerà in effetti una rilevante concorrenza su quella
rotta. Ma anche un risultato paradossale, e pericolosissimo sia per la nuova Alitalia sia per la stessa Alta velocità
ferroviaria: libererà molti slot, cioè molta capacità aeroportuale, sia
per le citate "seste passive" sia per un eventuale ingresso di
compagnie low cost che (Dio non voglia!) potrebbero davvero costituire una
concorrenza pericolosissima all'Alta velocità così come ad Alitalia,
a vantaggio dei viaggiatori di cui peraltro nessuno si preoccupa. Per
concludere, guardiamo al futuro, e citiamo il professor Alberto Alesina che,
sulla vicenda, ha scritto un duro articolo sul Sole 24 Ore: si tratta di un
precedente terribile. Alla base c'è l'affermazione tutta politica che la
compagnia di bandiera non può non essere italiana (Iberia è appena stata
venduta agli inglesi, senza drammi). Se la nuova Alitalia
va male (speriamo di no) i "capitani coraggiosi" ricorderanno al governo
questo patriottico impegno, che provvederà, riducendo ancora la concorrenza o
con altri tipi di favori, a mantenere in vita a qualsiasi costo (nostro)
l'italianissima compagnia. Per fortuna qualcosa si muove sulla vicenda Linate,
davvero paradossale, e sembra emergere una ragionevole convergenza bipartisan a
difendere questo asset, prezioso per i milanesi ma anche divenuto simbolo di un
assetto meno protezionistico per il nostro sistema industriale.
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VII - Genova
Houghton, gli americani spengono la fabbrica Cambia la proprietà, cancellata
produzione. Lavoratori in sciopero contro i tagli "Dispiace per chi ci
rimetterà il posto, ma la chiusura fa parte del programma" RAFFAELE R.
RIVERSO "La decisione è irreversibile". Josep Maria Mestre,
presidente di Houghton Italia, non lascia spazio a dubbi. Il lavoro negli
stabilimenti di via Fratelli Bronzetti a Teglia sarà irrimediabilmente
ridimensionato. La fase produttiva, però, non si bloccherà completamente, come
alcuni paventavano: "Assieme all'assistenza tecnica e al cliente - precisa
Mestre - rimarrà la produzione di cinque o sei mila tonnellate l'anno del
nostro prodotto di punta: un fluido idraulico resistente al fuoco. Mi dispiace
per chi ci rimetterà il posto di lavoro, ma la chiusura di Houghton Italia fa
parte del programma di razionalizzazione dell'impresa, iniziata da quando la
finanziaria americana Aea ha rilevato l'azienda". Contro questa
"razionalizzazione", che costerà il posto di lavoro a 45 degli 83
lavoratori, ieri mattina gli operai della Houghton, in sciopero, si sono
riuniti in segno di protesta davanti ai grossi cancelli arancioni che per un
giorno sono rimasti chiusi. Leo ha 43 anni e un figlio. Lavora a Teglia dal
1987: "Siamo tutti nella stessa condizione: persone tra i 30 e 40 anni con
una famiglia e un mutuo da pagare. Essendo così giovani non c'è neanche la
speranza di un prepensionamento". Anche Ciro ha un figlio a casa:
"Lavoro qui da sette anni e mi ritrovo in mezzo alla strada da un giorno
all'altro". Il ridimensionamento non riguarda solo gli operai, ma anche
gli ingegneri. L'azienda gli ha comunicato che tra 75 giorni non avranno più
uno stipendio fisso: "Con che spirito veniamo a lavorare sapendo che tra
due mesi ci mandano via? A novembre ci avevano detto che i nostri stabilimenti
erano fondamentali, oggi invece ci buttano fuori". In effetti, la Aea
"da quando nel dicembre scorso ha rilevato la Houghton - spiega Mestre -
ha cambiato il piano di sviluppo dell'azienda decidendo di trasferire la
produzione italiana negli stabilimenti inglesi, spagnoli e tedeschi. Per il
momento l'Italia non rientra nei piani della Aea". Perché? "Problemi
di logistica - chiosa Mestre - Gli stabilimenti di Teglia sono in pieno centro
abitato e questo crea due ordini di problemi. Il primo relativo alla sicurezza.
La vicinanza alle case non permette, poi, alcun progetto di ampliamento della
fabbrica. Abbiamo già dato la nostra disponibilità ad aiutare, quanti
rimarranno senza un lavoro, sia economicamente che a trovare un impiego
nell'area di Genova". Lucio Ottino, segretario della Filcem-Cgil, ieri
"picchettava" con i lavoratori: "C'è la necessità di ridiscutere
il progetto per ridurre al minimo il numero di esuberi che in questo momento è
enorme". Tra l'altro gli stabilimenti di Teglia "con un unico turno
riuscivano a produrre 18 milioni di chili, mentre le altre fabbriche della
Houghton in Europa ne producono
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina III - Bari
Dal Teatro ai treni il gioco sporco dei guastatori STEFANO COSTANTINI C'è uno
spettro che si aggira da queste parti. Anzi, più di uno. Il primo è sicuramente
quello della riapertura del Petruzzelli, sulla cui data da mesi ci si sta accapigliando.
Il centrodestra, senza più nascondersi, sta cercando in ogni modo di rovinare
la festa ad Emiliano, in vista della campagna elettorale che deciderà il nuovo
sindaco. Quella del buco di 13 milioni di euro (smentito dallo stesso ministro
Bondi), che impedirebbe di completare i lavori di ricostruzione, puzza da
lontano di trappola preparata a tavolino. Ma, come dicevamo, non è l'unica
minaccia che circola in questo periodo. Dai tagli alla scuola ai voli dell'Alitalia, dai treni declassati al
federalismo selvaggio, la sensazione è di trovarci di fronte a quegli eserciti
che minano il terreno prima che i nemici lo invadano. La strategia
dell'onorevole Raffaele Fitto, promosso ministro e consulente del Cavaliere per
il Mezzogiorno, pare proprio quella di spuntare ogni arma agli avversari,
invece di rendere meno indigesta la ricetta governativa in salsa leghista che
penalizza la regione di cui è stato presidente e che lo ha mandato in
Parlamento. All'opinione pubblica, o a quello che ormai ne resta, però, non
importa più cercare di distinguere la tattica dalla sostanza, la verità dalla
bugia, la vendetta politica dal progetto. L'aria che si respira è di chi, una
volta persa la speranza, ora ha smarrito anche la pazienza. Al netto della
vicenda giudiziaria, di cui ci sfugge l'esito, nessuno provi a toccare il
Petruzzelli, a spostare anche solo di qualche ora la data di riapertura di un
teatro scippato fin troppo a lungo alla città. Così come nessuno provi a far
tornare indietro il sistema dei trasporti. In una realtà che ha portato le
ferrovie al disastro più completo, dove per andare da Bari a Napoli ci vogliono
almeno quattro ore e dove i treni Eurostar sono stati rubati per portarli al
Nord, non ci possiamo permettere di retrocedere anche sul fronte dei voli, che
negli ultimi anni hanno consentito ai pugliesi di avvicinarsi al resto del
mondo a tariffe abbordabili, ma che hanno soprattutto consentito alla Puglia di
realizzare dei risultati economici, i quali altrimenti sarebbero riamasti un
sogno, o una promessa elettorale. è chiaro che scuola, trasporti, sanità e
cultura non sono materie sulle quali trattare. Si può discutere come investire
in questi settori, ma non siamo più disposti a sentirci dire se ne vale la
pena. Chiunque tergiversi o puntualizzi su questi temi deve essere considerato
un nemico della Puglia e dei suoi cittadini. Indipendentemente dalla casacca
che indossa.
( da "Repubblica, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina VI - Bari Al
termine dell'audizione in commissione Bilancio Boccia attacca Tremonti "Su
Alitalia solo bugie" "Come si fa a
rappresentare la Repubblica dicendo sistematicamente bugie? Assistere ad
audizioni così, è semplicemente umiliante". Lo afferma il deputato del Pd
Francesco Boccia dopo l'audizione in commissione Bilancio della Camera del
ministro dell'Economia Giulio Tremonti su Alitalia. "Il ministro Tremonti -
prosegue Boccia - continua a scaricare le responsabilità sui 22 mesi di governo
Prodi, dimenticando che nei 60 mesi di governo Berlusconi Alitalia aveva sempre chiuso in perdita.
Comunque l'azienda ha chiuso in perdita 19 esercizi degli ultimi 21 anni e sarebbe
stato più onesto intellettualmente dire che l'azienda è in quelle
condizioni per precise responsabilità della politica degli ultimi vent'anni e
delle stesse organizzazioni sindacali". Per Boccia, oggi Tremonti avrebbe
dovuto spiegare chi pagherà i debiti di Alitalia, se i
debiti finanziari sono privilegiati e con quali criteri i piccoli risparmiatori
saranno rimborsati. "Se questo è il cammino che abbiamo davanti - chiude
Boccia - inizio a pensare che abbia più senso passare tutto il tempo per strada,
nelle piazze, sui marciapiedi ad affrontare i problemi di ogni giorno delle
nostre comunità".
( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Aut Aut del
commissario straordinario: "O si trova un accordo o avvieremo la disdetta
dei contratti". Tensione altissima tra i dipendenti mentre Sacconi si
dichiara ottimista. Il sindacato punta a modificare il piano. E sul fronte
della crescita economica nuovo arretramento per l'Italia. Lo dice l'Europa, lo
confermano i dati Istat: il prodotto interno lordo nel secondo trimestre del 2008
è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Rischio recessione
tecnica. Solo il Cavaliere millanta un'altra Italia: siamo una nazione solida.
Matteucci e Di Giovanni alle pagine 4 e 5.
( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Maria Novella Oppo È
TORNATO BALLARÒ. Quello che nei tg è monologo della maggioranza, è ridiventato dialogo,
pur con tutti i suoi limiti di durata, di spezzettamento e di conduzione. Anche
se Floris appariva in gran forma e D'Alema e Tremonti agguerriti. Resta il
fatto che, come sempre nei talk show, ognuno dice la sua e lo spettatore non
viene messo in condizione di capire quali siano i dati inoppugnabili. Qualcosa
però si è capito, in particolare dai sondaggi di Pagnoncelli, che ha confermato
il favore di cui ancora gode Berlusconi, ma ha evidenziato anche dei punti
critici. E non di poca importanza, visto che si tratta di temi fondamentali,
sui quali ha battuto la campagna elettorale della destra. Dunque, il sondaggio ha rivelato che non viene affatto giudicato positivo
l'operato del governo su almeno tre terreni: 1) ordine pubblico; 2) difficoltà
economiche delle famiglie; 3) Alitalia. L'opposizione è servita: il popolo italiano non è poi così
boccalone come lo dipinge chi lo disinforma da trent'anni. Basta fargli le
domande giuste. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Alfredo Recanatesi A
questo punto parlare solo di stagnazione è un eufemismo. Siamo, infatti, in una
recessione bella e buona. Come era facile prevedere, il deterioramento del
clima economico mondiale sta colpendo l'Italia più degli altri Paesi europei.
Nei due o tre anni che hanno preceduto il disastro finanziario innescato dalla
faccenda dei mutui americani Paesi come Germania, Francia o Spagna avevano
conseguito discreti incrementi del prodotto. Ora anche loro hanno qualche
problema, ma almeno qualche passo in avanti lo avevano messo a segno per cui le
difficoltà attuali cadono su spalle più robuste. Da noi, invece, quei due o tre
anni più favorevoli sono serviti solo per non arretrare. Certo, alcune imprese
hanno tratto dall'aumento della domanda mondiale qualche vantaggio troppo
precipitosamente interpretato come un recupero di competitività o un segno di
riconversione del sistema produttivo. Ma la realtà che oggi appare più chiara è
che anche quel poco di confortante che le analisi potevano rilevare ora si va
sciogliendo come neve al sole: le esportazioni hanno il fiato grosso e, con la
domanda interna sempre più depressa, hanno perso la capacità di evitare il
segno meno nei dati trimestrali del prodotto interno. E così un -0,3% che
l'Istat ha calcolato per il secondo trimestre dell'anno è valso a portare in
negativo il dato del Pil relativo all'anno che è andato dal luglio 2007 al
giugno scorso. Cosa può essere accaduto dopo giugno è facilmente intuibile: i
consumi hanno continuato a ridursi, il turismo estivo è andato male, il quadro
internazionale si è ancor più oscurato creando infauste premesse sull'andamento
delle esportazioni, il ricorso alla cassa integrazione sta aumentando e ancora devono prodursi gli effetti diretti e indiretti della
crisi Alitalia. Per
l'intero
( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"L'Alitalia? Il vero genio
è l'Ad di Air France: ora ha la possibilità di avere la compagnia senza
spendere una lira".
( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Una nuova
stagione per l'opposizione" Veltroni a Milano: "Il governo ha
ingannato gli italiani. Aumentano le tasse e il paese va a rotoli" di
Luigina Venturelli/ Milano SINISTRA Fare il segretario è un duro lavoro, Walter
Veltroni lo sa bene. È alla festa democratica di Milano, sta parlando della
difficile situazione in cui versano i partiti di centrosinistra in tutta Europa
e della preoccupante crisi economica in cui si trova l'Italia senza avere una
definita strategia politica per affrontarla. Eppure non si sotttrae
all'interruzione di un singolo e preannunciato contestatore: "Serve uno
sforzo per avere una maggioranza riformista in questo Paese, bisogna lavorare,
ci vuole del tempo". Risponde al solito Pietro Ricca, quello del
"puffone" a Berlusconi, chiassoso disturbatore onnipresente alle manifestazioni
del centrosinistra milanese che gli chiede le dimissioni. "Uno dei difetti
della nostra simpatica famiglia politica è di essere come il conte Ugolino, che
solitamente mangia i suoi figli". Una battuta semischerzosa: "Diciamo
la verità, se avessero pensato che si vinceva non chiamavano me". Poi
Veltroni diventa serio: "Io sono stato buono e tranquillo per tutta
l'estate, perché l'esperienza mi dice che ad ogni campagna elettorale segue
un'invincibile inerzia. Ma adesso sta cominciando un'altra stagione, sia nel
Partito Democratico sia nel rapporto tra il Paese e questo governo". Il
segretario si riferisce alla campagna di autunno del Pd, quella che vedrà
impegnato tutto il partito in vista della manifestazione del 25 ottobre, con
assemblee e manifestazioni in tutta Italia sui temi della scuola, del carovita,
dei salari e delle pensioni. Nella capitale produttiva del Paese, Veltroni pone
l'accento sui temi di natura economica. Innanzitutto Alitalia: "Il vero genio di questa
vicenda è l'amministratore delegato di Air France, che pochi mesi fa doveva
caricarsi i debiti e i problemi della nostra compagnia di bandiera, mentre
adesso ha la possibilità di averla tra le mani senza spendere una lira.
Il governo ha caricato sulle spalle di tutti noi miliardi di debiti senza
chiarire quale sarà il destino del nostro sistema aeroportuale". Veltroni
ricorda le ultime rilevazioni dell'Istat, la crescita che si è fermata, i
consumi che sono scesi del 7% in un anno. "E mentre accadeva tutto questo
- sottolinea Veltroni - il governo ha parlato solo dei problemi personali del
premier". E sui temi fiscali: "Con questo governo le tasse non
diminuiranno fino al 2013, anzi aumenteranno nel 2010 dello 0,2%. Ma c'è di
peggio, ha programmato il tasso di inflazione all'1,5%, quando sappiamo bene
che il carovita reale è ben più pesante. Infine, per la prima volta da decenni,
la spesa per gli investimenti è scesa per la prima volta sotto il 4%". La
conclusione del segretario democratico è spietata: il centrodestra ha ingannato
gli elettori. "Mi auguro che i cittadini abbiano ancora la capacità di
indignarsi di fronte alle bugie".
( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Botta
e riposta sul valore delle azioni Alitalia, tra il
ministro dell'economia, Giulio Tremonti, e il ministro ombra dello sviluppo
economico, Matteo Colaninno. All'esponente del pd, che in televisione aveva
detto che alla fine del governo Amato, nel 2001, Alitalia in borsa
valeva 10 euro, mentre alla fine del governo Bberlusconi ne valeva 1, il ministro ha replicato: "Se
si riferisce alla Borsa deve usare valori di Borsa, e i valori rettificati che
lei usa sono sbagliati. Non può dare i valori rettificati, ma i valori di
allora". In realtà si danno sempre valori rettificati, soprattutto quando
nel frattempo si sono fatti aumenti di capitale. Ma Tremonti insiste: l'azione
valeva all'incirca un euro sia all'inizio che alla fine del governo Berlusconi.
Non serve che Colaninno presenti documentazione, grafici e fixing di Bloomberg.
Durante il suo intervento Colaninno, sollecitato dal deputato della Lega,
Massimo Polledri, è tornato sulla vicenda Olivetti: "Il collega ha detto
una cosa falsa. Io ero amministratore delegato della società di famiglia che ha
partecipato alla cessione, come dice lui, di Olivetti e non abbiamo ceduto
nessuna azione olivetti, ma azioni Hopa e Fingruppo, che erano a monte. La
cifra fatta da polledri, 2 miliardi di euro in tasca ai Colanninno, è falsa.
Parliamo di meno di un ventesimo ed è verificabile dai bilanci ufficiali
depositati in camera di commercio a Mantova e all'agenzia delle entrate di
Mantova". A quel punto Polledri reagisce: "Avevate azioni in
Lussemburgo". E Colaninno di rimando: "Non abbiamo mai avuto
un'azione della società lussemburghese, non c'entriamo niente con Bell sa.
Abbiamo pagato le tasse a Mantova".
( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Bersani accusaTremonti:
basta menzogne Duro scontro all'audizione del ministro. "Volete
fare una nuova Airone, altro che Alitalia" / Roma DUELLO Sul caso Alitalia sono volate parole pesanti nelle stanze parlamentari. Giulio
Tremonti, attesissimo, ha ricostruito da par suo gli anni passati: ha di-
stribuito meriti (a destra) e demeriti (a sinistra), ha puntigliosamente
replicato alle critiche. Di fronte a lui Pier Luigi Bersani, che non ha
usato mezzi termini. "Lei ha detto davanti a milioni di cittadini che il
mio piano sarebbe la stessa cosa del vostro - ha detto l'esponente Democratico
- o lei vive nell'assoluta incomprensione dei meccanismi , o lei prende
l'abitudine di mentire davanti agli italiani. Se vuole mentire lo faccia, ma
non usi il mio nome". L'attacco di Bersani parte da lì, da quella
"menzogna" spacciata per vera davanti alle telecamere di Ballarò, con
un furente Massimo D'Alema al suo fianco. Il piano di salvataggio in estremis
ideato da Bersani prevedeva infatti una modifica molto leggera alla Marzano: il
commissario liquidatore avrebbe dovuto gestire comunque l'azienda, come ha
fatto Enrico Bondi in Parmalat. Nella versione del centrodestra, invece, la
correzione della Marzano è molto più pesante, tanto che il commissario deve
semplicemente liquidare. tant'è che Augusto Fantozzi ha spiegato alla stampa
che non può certo tenersi la manutenzione pesante, perchè dovrebbe
semplicemente liberarsene. Perché questa differenza? "Semplice: per motivi
politici - attacca ancora bersani - perché a questo punto il premier non poteva
essere smentito: bisognava costruire una soluzione su misura per far avanzare
la cordata italiana". Le modifiche alla Marzano hanno suscitato anche le
preoccupazioni della Corte dei Conti. Il procuratore generale ha notato una poco
comprensibile deroga a principi universali di buona e corretta amministrazione,
che desta viva preoccupazione". In Parlamento intanto Bersani è un fiume
in piena, e fuori dall'aula spiega: "Dico sempre che in Italia siamo
abituati ai tortelli da offrire in bocca agli imprenditori piccoli, che non
vogliono rischiare". Sì, l'Alitalia poteva essere
un pranzo di gala, invece è ridotta a un boccone di tortellini. "Non
volete fare una nuova Alitalia, ma una nuova Airone -
insiste dal banco Bersani - Una società piccola, che dovrà comunque campare su
prezzi alti. È dignitoso che la nuova compagnia dovrà portare passeggeri
all'estero? È dignitoso? È di bandiera fare i commercianti di clienti per le
altre compagnie?" L'ex ministro dello Sviluppo è furente. "Lasciatemi
parlare, sono mesi che aspetto", replica al presidente di Commissione che
tenta di togliergli la parola. "In questa operazione si è derogato a
tutto: Consob e Antitrust - insiste Bersani - Chi valuterà Cai o Airone che non
stanno sul mercato?". L'economia e il mercato, si intrecciano con la
politica, con la campagna elettorale, con la propaganda spicciola e il
sentimento nazionale: tutto questo è stata Alitalia
per mesi. E ora sembra quasi uno show down, una resa dei conti invertita.
"Ci avete massacrati per mesi perché questo Paese doveva avere minimo due
hub - continua Bersani guardando fisso un Tremonti glaciale sul banco del
governo - Ora non ce n'è neanche uno: ci siamo chiesti come si copriranno i
collegamenti interni, quelli dalla Puglia o dalla Sardegna?". Il partito
Democratico non è per il tanto peggio tanto meglio, spiega Bersani, che parla
con accanto Colaninno junior. "Vogliamo che la partita finisca bene, ma
confermiamo la nostra critica radicale al piano Fenice". Tremonti, laconico,
conclude che se davevro la sinistra aveva la soluzione avrebbe dovuto trovarla
nei 22 mesi di governo. Una non risposta, visto che si può capovolgere (perché
la destra non l'ha trovata nei 5 anni antecedenti?) e si può smentire (la
sinistra organizzò la gara, finita in un nulla di fatto perché la trattativa
saltò). b.di g.
( da "Unita, L'" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Bianca Di
Giovanni/ Roma La bomba a orologeria è scattata ieri alle 12. Il commissario straordinario Augusto Fantozzi ha incontrato le
sigle sindacali Alitalia ed
ha prospettato un'unica alternativa: un'intesa in 24 ore, o si avviano subito
le procedure di mobilità e la disdetta dei contratti. Governo e commissario
vogliono chiudere oggi: hanno convocato le parti alle 10 al ministero del
Lavoro. Ci saranno tutti: Fantozzi, Claudio Sabelli per Cai, governo e
rappresentanti dei lavoratori Alitalia e Air One. Alla
vigilia i sindacati sono molto cauti: accordo possibile, ma solo a certe
condizioni. Spazzare via quella proposta di contratto unico e ripartire dal
piano: questa l'intenzione. Serve un piano sostenibile, altrimenti addio
"pace dei cieli". Già negli ultimi giorni negli aeroporti l'atmosfera
si è fatta rovente: manifestazioni spontanee, assemblee, mobilitazioni. I
vertici sindacali fanno continui inviti alla calma, ma la situazione potrebbe
anche degenerare. Nonostante tutto, il ministro Maurizio Sacconi resta
ottimista. "L'alternativa è il fallimento e porterà tutti ad avere
comportamenti ragionevoli", spiega. Insomma, si ripetono appelli alla
"ragionevolezza", ma la partita non è affatto facile, soprattutto se
restano i numeri già filtrati con quasi novemila lavoratori lasciati a casa.
Proprio sui numeri si è concentrato il faccia-a-faccia con Fantozzi. Dopo la
"deadline" ribadita dal commissario, i sindacati hanno chiesto per
l'ennesima volta di conoscere i numeri precisi sul personale, perché le cifre
filtrate finora secondo le organizzazioni non corrisponderebebro a quelle
reali. Già al tavolo Fantozzi ha ricordato che i dipendenti di Alitalia Fly al 31 luglio sono di 10.700 unità ed ha fornito
i dettagli sul personale di terra, di volo e sui piloti. Tra ieri sera e
stamani dovrebbero arrivare nuove cifre. Il commissario straordinario ha
spiegato che l'apertura della mobilità e la disdetta dei contratti sarebbero
atti dovuti, imposti dalla legge, visto che le relative procedure erano state
avviate dalla gestione precedente. Per alcuni esponenti sindacali, però, si è
trattato di un vero aut aut, di un'indebita pressione. Nonostante il
nervosismo, i rappresentanti dei lavoratori si siederanno tutti oggi attorno al
tavolo: cercare un'intesa è d'obbligo. "Vedremo se ci sono risposte sulle
questioni sollevate fin dall'inizio - spiega Franco Nasso segretario Filt-Cgil
- Da sempre abbiamo chiesto di ampliare perimetro aziendale, flotta, network.
Il secondo capitolo è il contratto, il terzo riguarda gli strumenti per chi
resterà fuori dalla nuova azienda: ammortizzatori sociali e altro. Anche se
all'inizio avevano detto che nessuno sarebbe rimasto a casa". Anche in
casa Uil si chiedono miglioramenti: almeno una proposta decente su cui
lavorare. La Cisl parla di un'intesa sostenibile, una cornice solida da cui
partire, rinviando i dettagli al dopo. A questo punto ci si chiede: cosa
davvero potrebbe cambiare nel giro di queste ore? Difficile fare pronostici
alla vigilia: come tutte le trattative le diplomazie entrano in funzione prima
del rush finale. Sul perimetro aziendale potrebbe alleggerirsi il destino della
manutenzione pesante: in altre parole la questione Atitech di Napoli. Ma
secondo un'altra lettura, la marcia d'avvicinamento alle posizioni dei
sindacati sarà più orientata sul recupero della manutenzione leggera e degli
amministrativi, cioè di quella "zona grigia" di 700 dipendenti
rimasta finora senza una collocazione precisa. Il resto starebbe ancora fuori.
Altre aperture potrebbero arrivare sul contratto. A tarda sera è iniziata la
riunione intersindacale che dovrebbe produrre una proposta alternativa a quella
avanzata da Cai nella parte che riguarda il contratto. I piloti restano sul
piede di guerra. Come dire: la non-stop è già iniziata.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina 107 Alitalia, senza accordo tutti in mobilità
L'ultimatum di Fantozzi. Oggi la trattativa finale con i sindacati -->
L'ultimatum di Fantozzi. Oggi la trattativa finale con i sindacati Oggi è il
giorno della verità per Alitalia: senza un accordo con
i sindacati la compagnia fallirà e i lavoratori andranno subito in mobilità.
ROMA Ventiquattro ore per chiudere l'accordo: poi, se non ci sarà una intesa
con i sindacati sul piano di salvataggio per Alitalia,
la compagnia tirerà dritto verso la liquidazione, a partire dall'avvio
immediato delle procedure per la mobilità dei dipendenti. L'amministratore
straordinario Augusto Fantozzi è stato chiaro. Ai sindacalisti, in un incontro
di pochi minuti, ha comunicato come "atto dovuto" un ultimatum che è
nei fatti: se non decolla il Piano Fenice la compagnia dovrà
"doverosamente" muovere i passi imposti da una situazione
fallimentare, disdire i contratti di lavoro, avviare la mobilità. Un pressing
alla vigilia della ripresa del tavolo di confronto per la trattativa finale, ad
oltranza, da oggi alle 10 presso la sede di via Flavia a Roma del ministero del
Lavoro. Dove potrebbero aprirsi timidi spiragli sull'ostacolo del nuovo
contratto previsto per i dipendenti, tema di un netto muro contro muro: ci
sarebbe la disponibilità a discutere della parte retributiva, sia pur con pochi
margini e a fronte di un forte recupero di produttività, ma nessuna concessione
sull'impianto complessivo del nuovo contratto, unico per tutti i dipendenti, e
fortemente semplificato e alleggerito rispetto agli accordi attualmente in
vigore. Potrebbe essere per esempio prevista, almeno per i dipendenti di terra,
una forma di recupero del taglio della quattordicesima spalmandone il valore
sulle altre mensilità. Tornare ad un tavolo significa che "si è
disponibili a mediare qualcosa", dice il ministro dei Trasporti, Altero
Matteoli. Il confronto si riapre, oggi, a poche ore dal termine ultimo per
raggiungere un accordo, che resta fermo alla mezzanotte: le sigle tornano al
tavolo con il commissario straordinario di Alitalia,
il governo, e i vertici della Cai (Compagnia Aerea Italiana), la cordata di
imprenditori che si è candidata ad acquistare asset di Alitalia
per farla rinascere in una nuova compagnia nella quale integrare anche Air One.
I piloti restano fermi sulla richiesta di un tavolo separato come condizione
per riaprire il confronto. Intanto il procuratore generale presso la Corte dei
Conti, Furio Pasqualucci, è critico sul decreto con cui il governo ha spianato
la strada al piano di salvataggio, e chiede modifiche in Parlamento: l'esclusione
della responsabilità per gli organi sociali, dice, "non può che destare
viva preoccupazione". Per Carlo Toto il piano di salvataggio offre una
"soluzione industriale concreta, solida ed efficace per il futuro di Alitalia". Il presidente e fondatore di Air One ha
auspicato un sì dei sindacati "che sostenga questo grande progetto",
ed ha garantito il suo sostegno alla cordata di imprenditori: "Farò la mia
parte". Mentre il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, ha ribadito di
essere "ottimista", ricordando che la giornata di oggi "è
decisiva. Sarà lunga e impegnativa. Confido - dice - che prevarrà la
consapevolezza che l'alternativa è il fallimento. Questo porterà tutti ad avere
un comportamento ragionevole". Ma per la maggior parte dei rappresentanti
sindacali è un ottimismo ingiustificato: "fuori luogo" per la Uil
Trasporti, "assolutamente non condivisibile" per l'Anpav,
"prematuro" per l'Avia, "il barometro indica sempre più il
pessimismo" commenta l'Anpac. E il clima resta teso. I dipendenti, che da
martedì si sono riuniti sotto la sede della compagnia, sono stati molto duri
con i sindacalisti: "Vi linciamo se firmate quell'accordo".
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 2 Tutti i ministri a Malpensa: "Salvi gli aeroporti del
Nord" di Gianandrea Zagato Formigoni crede nel nuovo piano del governo. Più
cauta la Moratti : "Nessuno tocchi Linate" "Il piano presentato dalla nuova Alitalia è un piano realistico e che spazza via i timori che erano stati
portati dalla svendita di Alitalia ad Air France". Giudizio positivo firmato da Roberto
Formigoni sulla nuova Alitalia Valutazione del governatore, con tanto di documenti -
"conosco la realtà dei fatti, ho lavorato in silenzio sia con il governo
che con i nuovi operatori di Alitalia" - che provano come questo "piano torna a
valorizzare gli aeroporti lombardi". Certo, "Alitalia
è una compagnia fallita e strafallita, che bisogna far ripartire" ma,
avverte il presidente della Regione Lombardia, "le cose si stanno avviando
nella giusta direzione" che, tanto per essere chiari, "per Malpensa è
l'hub" ma, attenzione, "ci può essere anche un cammino
intermedio". E Linate? "Un ridimensionamento può essere accettabile a
patto che il traffico sugli aeroporti lombardi venga mantenuto inalterato e,
anzi, possa crescere nel tempo". Tema che, preannnuncia Formigoni, sarà affrontato
dalla Regione in un vertice "con il governo e con Alitalia
tra una settimana". Appuntamento romano dove però, secondo Letizia
Moratti, non si può procedere a "un ridimensionamento di Linate":
"Linate continua a essere molto importante per tratte significative e non
ha nessun senso che venga ridimensionato lo scalo a meno che non ci sia una
fase di rafforzamento di Malpensa con un vettore di bandiera di riferimento che
ne faccia il proprio hub". Virgolettato del sindaco che, dunque, sul futuro
degli aeroporti milanesi ha idee divergenti da quelle del presidente della
Regione. "Questo non è il piano di Alitalia"
ribadisce, infatti, il sindaco: "Un ridimensionamento di Linate non è
discutibile ed è assolutamente fuori luogo". Opinione del sindaco Moratti
che sottoscrive Filippo Penati: "L'aeroporto di Linate non deve essere in
nessun modo in discussione perché anche solo prendere in considerazione
l'ipotesi di un ridimensionamento di Linate, unitamente allo scenario negativo
per Malpensa, significa dare un nuovo colpo di scure al sistema aeroportuale
milanese". Fotografia della realtà che, quindi, spinge il presidente della
Provincia a non offrire alcuna apertura al piano di salvataggio per Alitalia. "Con la nuova Alitalia"
rimarca il presidente Penati "Malpensa non sarà mai un hub
intercontinentale": "Non c'è futuro per Malpensa con un piano della
nuova Alitalia che prevede di tagliare un terzo della
flotta ai aerei per le rotte intercontinentali, passando dagli attuali 27 ai 18
previsti nel piano, cosa che prevedibilmente porterà alla riduzione di un terzo
delle rotte intercontinentali". Lettura dei fatti che però non corrisponde
alla realtà, come segnala Roberto Castelli: il sottosegretario ai Trasporti
rivela che "Malpensa ha grandissime possibilità di sviluppo, ci sono già
40 richieste di collegamenti internazionali e intercontinentali che vanno
stabiliti con accordi bilaterali tra i governi". Futuro dell'hub milanese
che, secondo il viceministro leghista, dev'essere "insieme a Linate libero
di operare": "Ben venga il rilancio di Alitalia
e la nuova compagnia, a patto però che Malpensa e Linate siano libere di
operare". Intanto, il sindaco Moratti garantisce "un consiglio dei
ministri sul tema Malpensa al Nord": "L'ho chiesto a Silvio
Berlusconi e il presidente del consiglio mi ha detto che lo farà". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 2 Un'associazione a difesa dell'hub di Redazione Per
sostenere le ragioni di Malpensa, nasce l'associazione "Viva Malpensa
viva". Obbiettivo è tutelare il territorio e gli interessi economici che
gravitano intorno all'aeroporto. "Vogliamo che Malpensa sia un hub -
spiegano i membri del gruppo - a tutti gli effetti e che continui nello
sviluppo intrapreso e nei suoi piani industriali. Ben
vengano quindi gli accordi tra Sea e Lufthansa". Ben definita anche la
posizione su Alitalia:
"Decida pure il governo, ma senza che ci siano vincoli o limitazioni per
Malpensa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 3 Cliniche private da chiudere: esplode la rivolta di
Redazione Robilotta (Sr): "Una manovra inutile e dannosa" Cursi
(Pdl): "A rischio la salute dei cittadini" A distanza di sei giorni
dall'approvazione in consiglio regionale del provvedimento sul piano di rientro
del deficit sanitario, è ormai assodato che più che un commissario ad acta,
nominato dal Governo per il ripianamento dei conti in rosso di undici milioni
di euro della Sanità del Lazio, il presidente della Regione Piero Marrazzo
sembra un generale. Che dichiara guerra al settore, aprendo un campo di
battaglia su due fronti: da una parte le ostilità del governatore riguardano le
strutture pubbliche, con la chiusura di tre ospedali - il San Giacomo, il Nuovo
Regina Margherita e il Forlanini (il cui comitato "Salviamo il
Forlanini" ha esposto, ieri, un progetto di riconversione della struttura
alla commissione speciale "Raccolta di analisi e predisposizione proposte
per la riforma del sistema sanitario", presentando, inoltre, al
Campidolgio una petizione con più di 45 mila firme contro la chiusura del nosocomio).
Per poi concentrarsi anche sulla riconversione in presidi sanitari territoriali
di ben 13 ospedali e sul taglio di 386 posti letto. Da un'altra, la "furia
risparmiatrice" del presidente-commissario si accanisce contro le
strutture private accreditate, con la chiusura di ben 22 cliniche con meno di
90 posti letto e la conseguente riduzione di 1140 letti entro il 31 dicembre di
quest'anno. Confermando così l'antico pregiudizio ideologico della sinistra
contro l'imprenditoria privata. Per scongiurare la chiusura (e la
disoccupazione), i dipendenti delle cliniche protestano e i titolari annunciano
reazioni. E promettono, qualora gli venisse notificato il provvedimento, di
parare il colpo, rivolgendosi agli avvocati per presentare una serie di ricorsi
al Tar. Tra i primi a reagire è l'amministratore della casa di cura "Ncl-
Istituto di Neuroscienze", di Latina, che giudica "il provvedimento
di Marrazzo, partorito in appena quindici giorni, superficiale e privo di
fondamenti razionali oggettivi. Che come conseguenza, determinerà costi e
ricadute sociali più onerosi del disavanzo che si vuole arginare". Ed
entrando nello specifico giustifica la chiusura delle strutture private
"se si prendono in esame altri indicatori, come la bassa qualità degli
interventi eseguiti e non il taglio "discriminato" dei posti letto in
strutture dove il servizio di prestazioni erogate è di alto livello e su fascia
alta". Dello stesso avviso Francesco Guarnieri che compartecipa alla
proprietà della Fabia Mater, la clinica ubicata al civico 25 di via Olevano
Romano, al Prenestino: "Il numero dei posti letto non è un parametro
accettabile per tenere aperta o chiudere una struttura convenzionata. Il
criterio da seguire dovrebbe essere non "topografico", ma di
appropriatezza. Le strutture di secondo livello come la nostra, in cui si
effettuano parti a rischio, interventi di cardiochirurgia, si producono
urgenze, casistica di un certo livello, dovrebbero infatti rimanere
aperte". Parla di "un'altra Alitalia nelle cliniche del Lazio"
il presidente dell'Associazione che raccoglie le case di cura del Lazio, Mauro
Casamatta, che protesta contro il colpo di spugna che il governatore ha dato a
ventidue cliniche convenzionate, mettendo a rischio il posto di lavoro di più
di tremila persone, più quelli dell'indotto, e snocciola i numeri dei
ricorsi che gli iscritti hanno presentato al Tar nel 2007: ben 150 per la
riabilitazione, i ricoveri e la dialisi. E dalle sale operatorie si passa ai
palazzi della politica, dove le disposizioni di Marrazzo non raccolgono consensi,
se non all'interno della sua scuderia. Il capogruppo regionale Sr-Pdl Donato
Robilotta giudica la manovra di Marrazzo "inutile e dannosa", perché
alla luce di una riduzione di quasi 2.000 posti letto ipotetici, si avrebbe un
risparmio di soli 70 milioni di euro all'anno. "Una goccia nell'oceano -
spiega - se si considera che la sanità del Lazio produce un disavanzo di 2
miliardi l'anno". La riorganizzazione della rete sanitaria non convince
nemmeno Cesare Cursi(Pdl), presidente della commissione Industria e Commercio a
Palazza Madama che evidenzia: "La casa di vetro promessa da Marrazzo è
andata in frantumi per la paura stessa del governatore di essere
ricommissariato. Sceglie, però, di generare disservizi e rischio per la salute
dei cittadini su tutto il territorio con la chiusura delle strutture con meno
90 posti letto. "Non sarebbe più equo un confronto basato - si interroga -
su criteri economici, che dimostrano che la sanità in convenzione costa circa
il 25 per cento in meno rispetto a quella pubblica?". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 4 La crisi del turismo, le colpe degli operatori di
Massimiliano Lussana (...) non ha fatto sfracelli nel settore turistico,
affidato al sottosegretario Michela Vittoria Brambilla. Occorre essere onesti intellettualmente
e dire che, in pochi mesi, i miracoli non li fa nessuno e quindi sarebbe fuori
luogo aspettarseli da MVB. Però è vero che, altrove, i miracoli in pochi mesi
sono avvenuti e che Berlusconi li ha fatti: penso alla sicurezza; penso alla
diminuzione del 40 per cento delle assenze nel pubblico impiego, grazie
all'ottimo lavoro del ministro Renato Brunetta; penso al ritorno del nucleare
voluto da Claudio Scajola; penso, soprattutto, al miracolo napoletano del
sottosegretario Guido Bertolaso che ha ripulito la città in meno di due mesi;
penso all'Alitalia; penso al
corpus di riforme nella scuola di Mariastella Gelmini; penso al lavoro di altri
ministri, da Maurizio Sacconi a Giulio Tremonti, passando per Sandro Bondi.
Tutto questo, sinceramente, al Turismo non è avvenuto. E - pur senza infierire
sulla Brambilla, a cui spesso abbiamo riconosciuto alcuni indubbi meriti -
certo non è bellissimo che gli interventi più significativi firmati nel mese di
agosto (nel mese di agosto!) da colei che dovrebbe occuparsi della miniera
d'oro italiana, il turismo, siano stati un'intervista a Repubblica per definire
"incomprensibile" l'operato del custode veneziano che ha respinto la
donna velata e una nota per dire che "nella crisi georgiana l'operato del
ministro degli Esteri Frattini merita 10 e lode". Ora, al di là del merito
dell'intervento, forse MVB era l'unica che avrebbe fatto meglio a tacere, visto
che la polemica su Frattini riguardava la sua mancata presenza a un vertice
internazionale sulla Georgia, visto che il titolare della Farnesina era in
vacanza. Alle Maldive, però, non alle nostre latitudini. Ma, per l'appunto, non
si può demolire chi è al governo da pochi mesi. E il giudizio è sospeso, anche
perchè nel frattempo la Brambilla si sta riscattando con un piano per le
riforme, come ad esempio quelle che sta elaborando per la scuola insieme alla
Gelmini. Insomma: giudizio rimandato ad ottobre. Chi si può demolire, però,
sono la giunta Burlando e il suo assessore Margherita Bozzano. Perchè,
nonostante reiterate promesse e annunci, in questi anni non è stato partorito
da parte dei politici regionali - che dopo l'abolizione del ministero hanno i
veri poteri in campo turistico - lo straccio di un'idea vera per rilanciare
Riviere e Entroterra. Non c'è marketing territoriale, non ci sono iniziative,
non c'è sviluppo. Niente di niente. E grazie al cielo che ci sono le Cinque
Terre, Portovenere, Santa e Portofino, il Tigullio e il Paradiso, Varigotti e
la costa Savonese e la straordinaria pista ciclabile di Area 24 nell'imperiese
e i borghi dell'interno. E grazie al cielo che c'è la Liguria, con la sua
impagabile bellezza. Il resto, lo fanno gli operatori. E anche qui non mi
dilungo. Perchè, purtroppo, l'esosità, la tendenza a trattare il turista come
un pollo da spennare, la freddezza quando non la maleducazione nei confronti
dei turisti, un certo modo di fare per il quale tutto è dovuto e i clienti sono
fondamentalmente "utenti" di un monopolista della bellezza della
costa, sono elementi che non scopriamo oggi. Il problema è che - tutti gli anni
- siamo qui a denunciare le stesse cose e gli stessi problemi. Ma che,
nonostante la crisi, molti operatori continuano a ragionare allo stesso modo,
non facendo nulla per venire incontro ai turisti. E mi scuso con tutti quelli,
e sono tanti, spesso anche tanti amici, che non ragionano così e che non solo
rispettano il cliente, ma quasi lo coccolano. Ecco, se sono d'accordo, la loro
battaglia è anche la nostra. Ma proteggere chi si approfitta dei turisti è il
miglior modo per essere messi nel calderone e per dare testi ai cabarettisti
della torta di riso che è finita. Ripeto: mi scuso con i tanti che lavorano
bene e soprattutto con gli amici personali che lavorano bene. Ma basta passare
il confine, andare solo a Serravalle Scrivia da un lato, a Cap Martin
dall'altro e a Viareggio dall'altro ancora per trovare un'altra accoglienza
turistica. Non è un'opinione, è un fatto, purtroppo è un fatto. Se si vuole
essere credibili, gli operatori che lavorano bene (e sono tanti) devono essere
i primi a condannare gli operatori che non lavorano bene (e non sono pochi). ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 3 Fantozzi mette all'angolo i sindacati: "Firmate
quell'accordo o tutti a casa" di Gian Battista Bozzo Il commissario Alitalia convoca i lavoratori per
disdire i contratti: "Atto dovuto". "No, è un ricatto" da
Roma L'ultimatum è arrivato a mezzogiorno di ieri: se i negoziatori della
cordata Cai e i sindacati non troveranno un'intesa entro oggi, il commissario
straordinario dell'Alitalia,
Augusto Fantozzi, darà subito il via alle procedure per la messa in mobilità di
tutti i dipendenti della compagnia e disdirà i contratti di lavoro. Un
atto dovuto da parte del commissario, che tuttavia i sindacati interpretano -
alla vigilia della giornata decisiva per il negoziato - come lo sguainare di
una spada di Damocle. "Siamo con le spalle al muro - spiega il segretario
della Uil Trasporti, Giuseppe Caronia -, ma non per questo rinunceremo a trovare
una soluzione dignitosa, spendendo fino all'ultimo minuto della
trattativa". Stamattina alle dieci, tutti i protagonisti del confronto si
riuniscono al ministero del Welfare, per quello che tutti pronosticano come il
"giorno più lungo" della infinita e travagliata vicenda Alitalia. Parteciperanno probabilmente anche i leader di
Cgil-Cisl-Uil. Sarà presente di certo Raffaele Bonanni, il segretario cislino
che ha annunciato preventivamente la firma sull'intesa. Gli umori della vigilia
non sono fra i migliori. Maurizio Sacconi assicura che il governo non farà
semplicemente da notaio ma si spenderà nella mediazione. "Sarà una
giornata lunga, impegnativa, giungeranno all'ultimo miglio tutti i problemi
irrisolti che sono numerosi. Ma siccome l'alternativa è il fallimento - dice il
ministro del Welfare - sono certo che in tutti prevarrà la
ragionevolezza". Anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato
Brunetta, è convinto che "con i sindacati sia possibile un buon accordo, e
nell'arco di un paio d'anni Alitalia potrà
espandersi". I ministri fanno il loro mestiere, ma fra le nove sigle
sindacali che partecipano alla trattativa nessuno nasconde le difficoltà del
momento. La decisione di Fantozzi di preannunciare la disdetta dei contratti è
stata definita una "pressione impropria". Il commissario ha spiegato
che le procedure sono necessarie per garantire la continuità operativa, secondo
le regole dell'amministrazione straordinaria. Inevitabilmente, però, l'annuncio
è stato visto da molti dipendenti come una minaccia. Un appello al senso di
responsabilità dei sindacati viene da Carlo Toto. Il patron di AirOne, che
finora ha lavorato in silenzio, definisce la proposta Cai "una soluzione
solida ed efficace per il futuro dell'Alitalia",
e sollecita i lavoratori a raggiungere un accordo che sostenga il progetto.
"Io - assicura - farò la mia parte". Anche il mondo politico resta in
fermento. La sorte degli scali milanesi di Malpensa e Linate, e dell'ex
"hub" di Fiumicino preoccupa gli amministratori di Roma e Milano. Letizia
Moratti annuncia che il premier Berlusconi ha accettato di tenere alla Malpensa
un Consiglio dei ministri, aggiungendo che un ridimensionamento di Linate
"non ha alcun senso". E il sindaco di Roma Gianni Alemanno annuncia
che in febbraio sarà presentato il nuovo piano per il "raddoppio"
dell'aeroporto di Fiumicino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 3 Dai bond al prestito: bruciati 5,4
miliardi di Laura Verlicchi da Milano Quella di Alitalia è una crisi che dura da vent'anni. E che agli italiani è costata
l'iperbolica cifra di 5,4 miliardi di euro, tra ricapitalizzazioni, emissioni
di bond e altre iniezioni di denaro fresco, immediatamente bruciato da questa
inesauribile fornace. In questo senso, i 300 milioni del "prestito
ponte", attualmente nel mirino della Ue, rappresentano soltanto l'ultima
fetta di una torta divorata senza lasciare neanche una briciola
dall'insaziabile Moloch. In vent'anni, dal 1988 al 2007, le perdite "correnti"
del gruppo Alitalia - cioè della gestione, che tiene
conto di tutti i costi, prima delle tasse e delle partite straordinarie
positive o negative - hanno raggiunto i 4,9 miliardi di euro. Una cifra
praticamente identica a quella versata dagli azionisti con le ricapitalizzazioni,
che hanno assorbito 3.776 milioni negli ultimi 15 anni, a partire dalla
gestione di Domenico Cempella nel 1996-1998, poi con Francesco Mengozzi nel
2001-2002, infine con l'aumento da un miliardo lanciato con il piano di
Giancarlo Cimoli. Ma ci sono stati aumenti di capitale anche prima: 108 milioni
di euro nel 1988 e 290 milioni nel 1990, quando amministratore delegato era
Giovanni Bisignani. In tutto si arriva a 4.174 milioni di ricapitalizzazioni in
vent'anni. Ma a questa cifra si devono sommare i cosiddetti "Mengozzi
bond", 715 milioni di obbligazioni convertibili emesse nel 2002 con
scadenza 2007, poi prorogata al 2010. Infine, il piano Cimoli ha previsto
l'intervento di una società statale, la Fintecna, chiamata a versare circa 200
milioni nelle esauste casse di Alitalia Servizi. Un
totale di 5,1 miliardi. Senza contare l'ultimo "prestito ponte" da
300 milioni: ma i conti sono rimasti in profondo rosso. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del 2008-09-11
pagina 16 intervista a Michela Brambilla di Gian Maria De Francesco da Roma
Onorevole Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio con delega al turismo, com'è andata la stagione estiva? "Se
prendessi il momento attuale come riferimento, dovrei parlare di gelata. È
andata molto male, ma aspettiamo la fine di settembre perché molti approfittano
di questo mese per andare in vacanza risparmiando. Ma sempre di una doccia
fredda si tratterà. La frenata sta assumendo i contorni di una crisi del
settore e bisogna invertire la tendenza o anche l'anno prossimo andrà
male". La crisi ha radici profonde. "Nel periodo 2002-2006 gli arrivi
di turisti stranieri in Europa sono aumentati del 15,3%, in Italia soltanto del
3,2% contro il 12,4% della Spagna. Nelle classifiche di competitività
turistica, redatte nel 2008 dal World Economic Forum, l'Italia che nel 1970
era, dopo gli Usa, il Paese più attrattivo, è scesa al 28º posto". Quali
sono i fattori? "L'incapacità di adottare una politica aggressiva. E poi
la mancanza di servizi e infrastrutture. Per anni abbiamo dormito sugli allori
e si è pensato che bastasse qualche fotografia per attrarre flussi
turistici". Quindi? "Serve una struttura centralizzata come in
Francia e in Spagna, ma anche reti di trasporto adeguate. Inoltre bisogna
reperire capitali per promuovere investimenti mirati. I grandi gruppi stranieri
possiedono solo l'1% delle strutture alberghiere italiane e il 4% delle camere,
mentre in Spagna le camere appartenenti a catene internazionali sono il 31% e
in Francia il 22. Nessun gruppo alberghiero italiano è tra i primi 50 del
mondo". Le autonomie locali continueranno ad andare a briglia sciolta?
"È stato lo stesso governatore dell'Emilia Romagna Errani a dirci che 21
politiche diverse per il turismo sono insostenibili. Stiamo lavorando a
un'intesa tra Stato e Regioni per una strategia forte. Inoltre stiamo mettendo
a punto un decreto per la competitività del comparto". Anche l'Enit,
l'agenzia governativa di settore, non ha raggiunto i suoi scopi. "La
politica ha dormito sugli allori. Non si è tenuto conto del fatto che il valore
aggiunto dell'economia turistica italiana è di 154 miliardi di euro e
rappresenta l'11,4% del pil dando lavoro a 2,8 milioni di occupati. L'Enit è un
carrozzone che non funziona, non porta turisti in Italia: con il presidente
Marzotto stiamo lavorando per renderla più efficiente". L'Osservatorio
nazionale del turismo rivela che il 70% degli italiani, pur avendo scelto in
maggioranza il proprio Paese come meta delle vacanze, ha percepito un aumento
dei prezzi. Ma la qualità in molti casi non è all'altezza. "La prossima
settimana presenteremo alla Conferenza Stato-Regioni una proposta di
classificazione degli standard alberghieri su base nazionale e non più locale.
Definendo parametri come disponibilità di parcheggi e dimensioni delle camere
non si dovrebbero verificare casi in cui un 3 stelle viene classificato come un
4 stelle deludendo i turisti. Questa è una politica trasparente". Che ne
sarà del portale turistico nazionale? Un'esperienza archiviata? "Il
ministro Brunetta me ne ha affidato la responsabilità. Non sarà solo un portale
di informazione ma un vero e proprio marketplace dove sarà possibile effettuare
prenotazioni". La nuova Alitalia sarà una leva della vostra strategia? "Nei prossimi anni il
trasporto aereo governerà il 50-55% dei flussi turistici. È questa la ragione
per la quale Air France voleva acquisirla, ora però bisogna pensare al suo
rilancio." © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-11 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE La polemica La prossima settimana incontro con il
governo sul futuro degli aeroporti Moratti: Linate non si tocca Formigoni:
niente ultimatum "A Malpensa un Consiglio dei ministri".
L'opposizione: ostruzionismo su tutto Giù le mani di Linate. A meno che non ci
sia un vero potenziamento di Malpensa come hub. "Ma
dato che questo non è il piano di Alitalia, per noi un ridimensionamento di Linate non è discutibile ed è
assolutamente fuori luogo". Alla vigilia dell'incontro decisivo tra
governo e sindacati su Alitalia, il sindaco Letizia Moratti gioca nuovamente le sue carte. E
annuncia che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi terrà un consiglio
dei ministri a Malpensa. "L'ho chiesto a Berlusconi e ha detto che
lo farà". Ancora una volta, le istituzioni milanese e lombarde si
presentano in ordine sparso a un appuntamento clou. Se la Moratti usa toni
ultimativi, il presidente della Regione, Roberto Formigoni prende una strada
quasi opposta. Annuncia che settimana prossima ci sarà un incontro con il
Governo sugli aeroporti. "La settimana prossima la discussione con il
governo riguarderà gli aeroporti" nell'ambito di un piano che Formigoni ha
definito "realistico" dato che "torna a valorizzare gli
aeroporti lombardi". Il governatore ha poi spiegato che, sulla questione Alitalia, ha "preferito tacitare ogni tipo di polemica
per lavorare in silenzio sia con il governo sia con i nuovi operatori di Alitalia". Che sia un riferimento neanche tanto
indiretto alle polemiche della Moratti? "Credo - ha proseguito - che a
questo punto le cose si stanno avviando verso la giusta direzione ". In
particolare, dopo avere sottolineato che "per Malpensa la strada dell'hub
è quella giusta, ma può anche esserci un cammino intermedio " il
governatore lombardo ha aggiunto che "un ridimensionamento di Linate
sarebbe accettabile a patto che si rafforzi il sistema aeroportuale
lombardo". Rigetta in toto il piano Alitalia, il
presidente della Provincia, Filippo Penati: "Da parte mia non c'è nessuna
apertura ad accogliere le proposte contenute nel nuovo piano di Alitalia, che prevede la permanenza a Linate solo della
navetta Milano- Roma. A meno che, come qualcuno ha recentemente sostenuto, non
si voglia trasformare l'aeroporto di Linate in un aeroclub dove partono e
atterrano solo jet privati". Si muove anche il Consiglio comunale.
L'opposizione ha chiesto la convocazione di un consiglio straordinario sugli
aeroporti milanesi con la presenza del sindaco. "Chiediamo di mettere in
atto tutte le possibili strategie per difendere Linate - attacca il capogruppo
del partito Democratico, Pierfrancesco Majorino Se ci venisse negato metteremo
in atto un ostruzionismo durissimo". E il presidente del Consiglio
comunale Manfredi Palmeri annuncia che la seduta potrebbe tenersi, in via
eccezionale, a Linate o a Malpensa. Situazione incandescente. Con gli occhi
puntati sul vertice di oggi. E la preoccupazione di lavoratori degli aeroporti
lombardi: "Siamo preoccupati - scrivono le rsu di Linate, Malpensa e
Bergamo - per le sorti di Alitalia, al centro di una
complicata, e drammatica trattativa e per la sorte di migliaia di dipendenti
(delle società di handling, di gestione aeroportuale, di catering, di pulizie e
servizi) che lavorano in tutta Italia per la compagnia di bandiera e che
saranno travolti dalle ricadute della crisi del vettore". M.Gian.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-11 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Palasharp Il segretario del Pd alla Festa democratica
Veltroni: Expo e Alitalia Il governo di centrosinistra era più vicino a Milano
"Troppi giochi di potere, Silvio ha dimenticato questa città" SEGUE
DA PAGINA 1 Che si stia cercando di dare la carica alla base lo si capisce
subito, quando il presidente della Provincia, Filippo Penati, seduto accanto a
Veltroni con i segretari provinciale e regionale, Ezio Casati e Maurizio
Martina, si fa un baffo della scaramanzia e alza la voce: "Caro Walter, te
lo promettiamo. Ci impegneremo al massimo e vinceremo le prossime elezioni
provinciali". Euforia in sala e Veltroni parte da Milano: "Perché
molti esponenti del Governo vengono da questa regione, ma non basta avere la
carta d'identità. Servono impegno e consapevolezza dei problemi e della storia
di questo territorio". Impegno e consapevolezza che fino a ora non si sono
visti. Lo aveva detto, pochi minuti prima, anche Casati: "Con Prodi
abbiamo avuto un Tavolo per Milano. Ora si riuniscono lontano da qui e si è
visto che cosa hanno fatto per la nostra città e la nostra regione...". Lo
ripete il segretario nazionale, partendo dal caso Expo: "Ci eravamo
impegnati tutti, era stata una vittoria collettiva perché tutti abbiamo creduto
che l'Expo fosse una occasione per il rilancio di Milano e del Paese. Ma dal
giorno dopo l'assegnazione sono cominciati i guai". E poi: "Ci sono
stati rinvii, litigi, contraddizioni, condizionamenti. Si sono persi mesi
preziosi". Così nella discussione sul sistema aeroportuale: "Cosa
succederà degli scali di Milano e della Lombardia?". Il Governo non se ne
occupa, come aveva spiegato Martina, che giusto ieri ha proposto una class
action di tutti i clienti di Alitalia. Il Governo non
c'è, "non ci ha neppure risposto quando abbiamo chiesto un tavolo
istituzionale, ed era il 26 agosto ", ripete Penati ribadendo che
"siamo stufi di accordi che si prendono ad Arcore, nel chiuso del salotto
buono di Berlusconi". Della vicenda Alitalia si
parla in continuazione, qui alla festa. In serata era arrivato l'onorevole
Vinicio Peluffo, che prima era stato in commissione a seguire, "prendendo
appunti", la relazione di Tremonti: "Ma non ha detto nulla del futuro
dei nostri aeroporti. Non ha neppur risposto alle domande e alle critiche che
gli hanno mosso i suoi", denuncia. La sensazione è netta: "Tante
promesse non mantenute". Ed è con questa condizione di fondo che viene
lanciata la campagna elettorale che riguarderà un centinaio di comuni della
provincia e, soprattutto, la prima poltrona di Palazzo Isimbardi. Il faro,
ovviamente, è Walter, che viene acclamato da studenti e pensionati, quando
parla di scuola, tasse, federalismo, quando annuncia la manifestazione del 25
ottobre a Roma: "Siamo con te", gli ripetono dalla sala e il
battimani è continuo. Ne sa qualcosa Pietro Ricca, che tenta la solita azione
di disturbo invitando Veltroni ad andarsene: ma è la folla a rivoltarsi contro
di lui. Perché Veltroni non si discute, "con Walter ce la possiamo
fare". "E poi dicono - chiosa Casati - che i milanesi sono
freddi". Elisabetta Soglio Il segretario Pd Walter Veltroni.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-11 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Il presidente di Palazzo Isimbardi Penati: Expo,
Provincia fuori dal cda Letizia ha tradito il territorio "Milano poteva
decidere autonomamente su Expo, mentre ancora una volta Roma deciderà per
Milano". Filippo Penati, presidente della Provincia perché è così
preoccupato? "L'insistenza della Moratti ad avere un uomo solo al comando
di Expo è stata un errore. Quella soluzione non è passata. Il sindaco ha dovuto
fare retromarcia. Ci sarà un'assemblea dei soci e un cda. Ma questo fa correre
un grande rischio ai milanesi perché il sindaco ha dovuto consegnarsi mani e
piedi alle forze che lo sostengono e agli equilibri della maggioranza". Le
fa paura il decreto Calderoli? "Il decreto, quasi sicuramente, prevede che
le quote di partecipazione della società le determinerà il Cipe su impulso di
Tremonti. Ritengo anche che il Governo vorrà essere socio di maggioranza se non
assoluto, relativo in modo da poter controllare e determinare le scelte
dell'assemblea. Quindi se il cda sarà composto da 5 membri, tre saranno del
Governo, uno del Comune e uno della Regione. E i tre posti
del Governo saranI temi caldi Alitalia (più gli scali milanesi) ed Expo. Due temi sempre più caldi.
Letizia Moratti: "Linate non si tocca. A meno che non ci sia un vero
rafforzamento di Malpensa". E sull'Esposizione, il sindaco è attaccata da
Penati: "Ha tradito il territorio".
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-11 num: - pag:
1 categoria: REDAZIONALE Il dopo Alitalia La Moratti: nessuno tocchi Linate Ancora polemiche su Linate.
Per la Moratti non si tocca e basta, visto che il piano di Alitalia non prevede il rafforzamento di
Malpensa. Per Formigoni, invece, si sta andando nella direzione giusta.
A PAGINA 4.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-11 num: - pag: 1 autore: di ELISABETTA SOGLIO Partito democratico LA FESTA AL PALASHARP
VELTRONI: ALITALIA E EXPO SILVIO BERLUSCONI HA DIMENTICATO MILANO I l caso
Expo? "Una estenuante guerra di potere". La vicenda di Alitalia? "L'approccio del Governo
è stanco e confuso". Per dirla in sintesi, "Silvio Berlusconi e i
suoi hanno dimenticato Milano". Walter Veltroni infiamma la platea
della festa Democratica in corso al Palasharp: sotto il tendone dello spazio
Coop conclude l'ennesima giornata passata, partendo da Roma, facendo una
fermata a Genova e infine a Milano, a spiegare al popolo del Pd che "siamo
stati buoni fino all'estate, ma adesso si cambia". E si va all'attacco.
CONTINUA A PAGINA 5.
( da "Riformista, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Leftmargin="5"
topmargin="0" marginwidth="0" marginheight="5"
style="scrollbar-arrow-color:#FFFFFF; scrollbar-track-color:#FFFFFF;
scrollbar-shadow-color:#FFFFFF; scrollbar-face-color:#666666;
scrollbar-highlight-color:#FFFFFF; scrollbar-darkshadow-color:#330000;
scrollbar-3dlight-color:#FFFFFF;"> --> fenice le colpe del governo. e dei sindacati di Emma Bonino Su Alitalia in fondo ha ragione Berlusconi È una scommessa vinta. Ma da Air
France Siamo alle solite. L'audizione alla Camera del ministro Tremonti sulla
vicenda Alitalia non ha
fatto altro che rafforzare quello che era già ovvio ai più, vale a dire che si
tratta ancora una volta di un'operazione politica (preannunciata in campagna
elettorale) a spese della collettività. Come per la Rai, pure lei
impropriamente chiamata "azienda" come se operasse veramente a
condizioni di mercato, anche per l'Alitalia la musica
non cambia: la soluzione prospettata con il Piano Fenice è fuori da qualsiasi
parametro aziendale, non tiene conto del contesto internazionale del settore
dei trasporti, elude la normativa antitrust, si scontra con le regole europee,
il tutto caratterizzato da un bassissimo grado di trasparenza. Al di là della
storia della crisi Alitalia artatamente ricostruita
dal ministro, è sull'oggi e il domani che Tremonti è stato vistosamente
omissivo. Si è rifugiato dietro un riserbo istituzionale invocando "l'alto
grado di complessità della trattativa" che impone "che le risposte
siano date dal governo a valle della trattativa in atto". Ma l'esecutivo
non avrebbe piuttosto il dovere di fornire tutti gli opportuni chiarimenti al
cittadino contribuente "a monte" della trattativa? A causa di una
lista già lunga di oratori, non sono riuscita ad intervenire in commissione ma
avrei posto alcune precise domande a Tremonti: quanti sono i debiti di Alitalia verso i fornitori e quali garanzie intende dare al
riguardo il Tesoro, azionista di controllo? A quanto ammonta l'esposizione di
Air One con Intesa Sanpaolo? Quale piano di ammortamento per i 60 Airbus 320 di
provenienza Air One caricati da un costoso canone di leasing? Su chi graverà
chi non riuscirà a ricollocarsi nella Cai? Cosa prevede il Tesoro come
contromisura se uno dei soci della cordata ignora il lock-up e vende prima
della scadenza dei cinque anni? Tutte domande rimaste per ora senza risposta.
Una cosa è comunque chiara, nonostante la lacunosa informativa: in nessun
aspetto la proposta della italo-centrica Cai è migliorativa rispetto a quella
di Air France-Klm, anzi numerosi appaiono i peggioramenti per la compagnia e i
lavoratori, per gli utenti, per i contribuenti, per i creditori e gli
azionisti. I vantaggi dell'italianità sono andati a farsi benedire sin dall'inizio
visto che gli imprenditori hanno posto giustamente come condizione un'alleanza
con un partner straniero, unico fattore che potesse, e possa, assicurare il
successo dell'iniziativa; la deroga alle norme sulla concorrenza, con
l'assegnazione di asset di valore a trattativa privata, rischia di non dare ai
creditori il massimo realizzo possibile; l'unione di Alitalia
con il principale concorrente annulla quasi tutta la concorrenza sui cieli
nazionali, creando un sostanziale monopolio sulle rotte più ghiotte a partire
dalla Roma-Milano, un modello di business che rischia di rimanere fortemente
esposto alla congiuntura nazionale spesso non brillante; Air France-Klm si era
impegnata a versare almeno un miliardo entro giugno 2008, accollandosi anche
circa 1,4 miliardi di debiti finanziari netti che invece il nuovo piano lascia
nella bad company (cioè ai cittadini italiani), mentre la Cai ha annunciato un
impegno fino a un miliardo solamente; Tremonti non ha spiegato quale sia il
beneficio portato da Air One, anzi il Progetto Fenice suona piuttosto come il
salvataggio di Air One; il piano francese prevedeva circa 2 mila esuberi, il
piano del governo Berlusconi circa 7 mila, se si contano i precari e i
dipendenti di Air One... "Una scommessa vinta" nelle parole del
premier Berlusconi. Semmai la scommessa l'ha vinta l'Air France, rapidamente
tornata in pista a ben più vantaggiose condizioni, altro che la
"svendita" di cui era accusato il governo Prodi. Insomma un brutto
copione quello scritto dal governo Berlusconi, copione di cui si dovrà assumere
in toto le responsabilità. Assieme ai sindacati ovviamente, i veri protagonisti
del fallimento precedente e che usciranno da questa storia con la coda tra le
gambe. vicepresidente del Senato 11/09/2008.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-11 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Ultimatum di Fantozzi "Alitalia, intesa subito o mobilità" ROMA - Oggi al ministero del
Lavoro si apre la trattativa finale per chiudere la vertenza Alitalia. L'obiettivo è arrivare a una
soluzione al massimo per domani mattina. L'alternativa, ha ammonito il
commissario straordinario della compagnia Augusto Fantozzi, è la disdetta dei
contratti e l'avvio delle procedure per la messa in mobilità del
personale. Più chiaro ancora il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi:
"L'alternativa all'accordo è il fallimento". Ieri sul caso Alitalia c'è stata un'audizione in Parlamento del ministro
dell'Economia Giulio Tremonti, che ha cercato di fugare i timori sindacali
sulla stabilità della compagine azionaria della "nuova" Alitalia. E sull'operazione, e in particolare sul decreto di
modifica della Marzano, ha acceso un faro anche il procuratore generale della
Corte dei Conti. A PAGINA 26 Baccaro.
( da "Riformista, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Leftmargin="5"
topmargin="0" marginwidth="0" marginheight="5"
style="scrollbar-arrow-color:#FFFFFF; scrollbar-track-color:#FFFFFF;
scrollbar-shadow-color:#FFFFFF; scrollbar-face-color:#666666;
scrollbar-highlight-color:#FFFFFF; scrollbar-darkshadow-color:#330000;
scrollbar-3dlight-color:#FFFFFF;"> --> segue il compagno giulio e
l'amico massimo di Stefano Cappellini E D'Alema disse: "Attento, stai
esagerando..." Due anni di amore-odio, fino all'ultimo Ballarò (segue
dalla prima) La coalizione dei migliori, chioserebbero i diretti interessati,
perché al di là della comune passione per il dibattito "alto" sui
grandi temi,del recente feeling antimercatista e del vezzo antipatizzante, a
cementare il rapporto della strana coppia è soprattutto la convinzione di esser
ciascuno il miglior del proprio campo, insieme al riconoscimento reciproco
della primazia, non fosse poi che i due, ogni qual volta si ritrovano di
fronte, non resistono alla tentazione di dimostrare chi sia il migliore in
assoluto. Ecco perché anche l'altra sera, a casa Floris, il dibattito è
cominciato in un clima da salotto pietroburghese ("Mi permetta
di...", "Mi sia concesso...") ed è finito in duello rusticano.
Ma c'è da giurare che, decantata l'ira, il dialogo a distanza ripartirà, come è
ripartito dopo che D'Alema aveva dato a Tremonti di "terrorista",
accusandolo di mistificare consapevolmente le proposte fiscali del governo
Prodi, e dopo che "Giulio" aveva battezzato la prima intervista di
"Massimo" da ministro degli Esteri alla Frankfurter Allgemeine
Zeitung rimproverandogli di guardare alle cose tedesche con "stile
Telefunken", marca di teutonici tubi catodici che andava forte nel tinello
piccolo-borghese italiano degli anni Settanta. Del resto, l'ambivalenza della
relazione sta tutta nel misto di tu e lei con cui i duellanti hanno
battibeccato negli studi Rai: Tremonti non si è mai discostato
dall'antisessantottesco lei, a D'Alema è scappato due volte il tu, la prima in
diretta, la seconda durante l'ultima pausa pubblicitaria, dopo che la
discussione si era già parecchio accesa su Ici e dintorni: "Adesso stai
esagerando, stai attento..." ha ammonito D'Alema a telecamere spente,
ricevendo in cambio dall'avversario un indecifrabile ghigno. Pochi minuti dopo,
ripresa la trasmissione, su Alitalia scoppiava il finimondo, e D'Alema perdeva la patente di statista
da poco guadagnata. Vedremo nei prossimi giorni se a Tremonti toccherà invece
di non essere più considerato "un'altra costola della sinistra",
definizione del dalemiano Nicola Latorre, che segue quella storica affibiata
dal capo alla Lega, e che è frutto dell'ammirazione per il successo
dell'operazione La paura e la speranza, bestseller la cui lettura i tremontiani
di sinistra consigliano in primo luogo ai mercatisti a oltranza del Pd. Perché
quest'amore-odio è anche una storia di spiazzamenti e scavalchi, di Tremonti
che cita Marx alla Festa nazionale del Pd di Firenze e di D'Alema che su Alitalia gli scaglia addosso un editoriale del Sole 24 Ore,
il quotidiano che l'altro, sempre a Firenze, ha spregiativamente buttato nel mucchio
dei "grandi giornali del capitale". Quando nel maggio scorso al Foro
Italico Tremonti si presentò al dibattito con un ritardo di un'ora e mezza,
causa impegni governativi, D'Alema non fece una piega. Poi però lasciò in
anticipo il palco, "sennò mia moglie mi fucila, è la famiglia, Tremonti,
un valore di destra". Sempre pronti a scannarsi sulla polemica più
spicciola pur di inchiodare l'antagonista alla sconfitta nella contesa di
favella, entrambi restano innamorati soprattutto della disputa accademica.
Tremonti scrisse una lettera al Corriere della sera, sempre dopo la citata
intervista alla Faz, per spiegare che D'Alema, parlando di governo della
globalizzazione, aveva pasticciato le interpretazioni da Kant e Schmitt:
"C'è un solo pezzo della globalizzazione su cui è impossibile non
concordare con il pensiero espresso dal ministro. E' quello sui mondiali di
calcio", concludeva Tremonti (si era alla vigilia di Germania 2008).
Poteva mancare la replica? Altra lettera, altro giro sul Corriere: "Quell'alternativa
tra Kant e Schmitt che Tremonti ha sottolineato con la matita blu non è un'idea
mia ma di Jurgen Habermas". E ancora: "Mi inchino di fronte
all'autorità filosofica di Tremonti. Si potrebbe anzi proporre uno scambio. Se
avessimo potuto qualche anno fa fare di Tremonti il vate della filosofia
europea e di Habermas il gestore dei conti pubblici italiani vi sarebbe stato
certamente un grande vantaggio. Soprattutto per il nostro Paese".
11/09/2008.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-11 num: - pag: 26 categoria: REDAZIONALE
Il retroscena Le ipotesi sull'intesa separata. Atitech: la risposta alla Cgil
L'ultima mediazione sui piloti ROMA - Per tutta la giornata di ieri la
diplomazia sotterranea si è spesa alla ricerca di un accordo tra minacce e
blandizie. Alla fine i punti forti da sciogliere sembrano due: il primo
riguarda la manutenzione e Atitech e sta a cuore soprattutto alla Cgil. La
risposta potrebbe essere la vendita delle attività (a Finmeccanica o a privati)
e il mantenimento di una piccola quota da parte della Compagnia aerea italiana
(Cai) oltre alla certezza di un contratto di fornitura di 5 anni più 5, sul
modello della proposta fatta da Air France-Klm. Stessa soluzione per il cargo,
caro ai piloti. Minime concessioni potrebbero essere fatte sulla parte economica
(retribuzioni e previdenza) per un po' tutte le categorie. Ma ai piloti di
Anpac e Up potrebbe non bastare: il loro obiettivo imprescindibile resta un
contratto separato che consenta loro il mantenimento della posizione di forza
sindacale della categoria che con il contratto unico verrebbe meno. La proposta
di Cai invece si limiterebbe a individuare un'"area contrattuale
autonoma" per le "aquile", in più verrebbero fatte concessioni
su flotta e rotte. Che succederebbe se i piloti non firmassero? Secondo
indiscrezioni Cai sarebbe disposta a andare avanti anche senza il loro assenso
sfidando le reazioni che potrebbero avere ripercussioni sui voli. Sul piede di
guerra si trovano anche gli assistenti di volo che ieri hanno dato vita a una
lunga intersindacale. Per loro il contratto proposto da Cai è
"irricevibile". Condizione per aprire una trattativa sarebbe quella
di partire dal contratto attuale. Quanto alla parte economica, avrebbero
preparato una controproposta che, a parità di riduzione di costi per Cai,
garantirebbe il livello dei salari delle hostess. "Se
cediamo noi in Alitalia,
che sarà dei nostri colleghi nelle altre compagnie?" era la domanda
ricorrente tra le sigle coinvolte. Al momento il tema del piano industriale
appare in secondo piano, ma anche di quello si dovrà parlare oggi fino a
arrivare a una condivisione e a una firma. Si dovrà decidere però senza
che venga sciolto il dilemma Malpensa- Fiumicino, la cui soluzione è legata al
tema delle alleanze. Ieri il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, incontrando il
capocordata Roberto Colaninno, ha detto di aver ricevuto garanzie per lo scalo.
Mentre la collega di Milano, Letizia Moratti, ha chiesto la convocazione di un
consiglio dei ministri a Malpensa. Antonella Baccaro 3.250 gli esuberi previsti
dal piano Fenice per Alitalia.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-11 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Il salvataggio L'obiettivo è chiudere domani le trattative sul
contratto unico. Il patron di Air One, Toto: è un progetto serio Fantozzi: Alitalia, accordo o via alla mobilità
Tremonti: nello statuto Cai serve il 66% per cedere. Oggi non-stop al ministero
del Lavoro Il sottosegretario Maurizio Sacconi: "L'alternativa è il
fallimento" ROMA - Sarà una giornata lunga per Alitalia quella della trattativa finale che si apre oggi alle 10 al
ministero del Lavoro con tre tavoli, uno per categoria. L'obiettivo è
chiudere massimo venerdì mattina. "L'alternativa è il fallimento"
ricorda il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. E il commissario Augusto
Fantozzi, convocando ieri le 9 sigle, ha annunciato che, anche senza accordo,
procederà a disdire i contratti e aprire le procedure di mobilità. Proteste di
lavoratori hanno accolto i sindacati all'uscita: "Se firmate, vi
linciamo". Oggi si preannunciano manifestazioni con possibili blocchi a
Fiumicino e Capodichino. Ascoltato ieri dalle commissioni parlamentari
interessate, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha provato a
rispondere a alcune delle condizioni poste da Cgil e Cisl sulla permanenza dei
soci della Compagnia aerea italiana (Cai) per cinque anni. Ha spiegato che la
clausola che li vincola "non è un patto parasociale ma una componente
strutturale dello statuto" che per essere modificata ha bisogno della
maggioranza del 66%. Analoga percentuale sarebbe necessaria per cedere
l'attività a terzi, ha spiegato Tremonti, così rispondendo alla preoccupazione
dei sindacati di una "scalata" di un vettore straniero. "Non si
sta facendo una nuova Alitalia - ha attaccato il
ministro-ombra del Pd, Pierluigi Bersani - ma una nuova Air One e per andare
all'estero dovremo chiedere "passaggi" alle compagnie
straniere". Ieri, mentre Roberto Colaninno incontrava il leader del Pd,
Walter Veltroni, è ricomparso sulla scena anche il patròn di Air One, Carlo
Toto, auspicando l'accordo con i sindacati. In una nota ha dichiarato di voler
"far la propria parte" all'interno della proposta Cai, definita
"una soluzione industriale concreta, solida ed efficace", smentendo
così le voci di abbandono. Intanto la Corte dei Conti ha acceso un faro sul
decreto Alitalia in quanto "deroga a principi
universali di buona e corretta amministrazione e desta viva
preoccupazione". E sulla vendita di Volare a Alitalia
il Pm di Busto Arsizio ha ipotizzato un accordo corruttivo tra l'allora
commissario Carlo Rinaldini (nel frattempo deceduto) e Eduardo Eurnekian allo
scopo di far vincere Alitalia. A. Bac. La protesta
Capodichino Un nodo scorsoio al collo: è così che i lavoratori dell'Atitech
hanno ieri protestato all'aeroporto Capodichino di Napoli. Un modo, hanno
spiegato, per dimostrare come "la cordata stringerà solo il collo dei 1200
lavoratori napoletani".
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-11 num: - pag: 23 categoria:
REDAZIONALE In breve IL DECRETO DELLA CORTE D'APPELLO Eluana, il pg chiede un
nuovo stop MILANO - Il sostituto pg di Milano Maria Antonietta Pezza ha firmato
la richiesta di sospensiva della esecutività del decreto con cui la Corte
d'Appello ha autorizzato il padre di Eluana Englaro (foto) a interrompere
alimentazione e idratazione artificiali. I legali della famiglia hanno
notificato il controricorso in Cassazione. Plausi dal Pdl: per il
sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella, la sospensiva "evita di
trasformare il caso in un gravissimo precedente giudiziario". L'EX
FIDANZATO DELLA HATHAWAY Follieri confessa truffa da 2 milioni di dollari
MILANO - Arrestato il 24 giugno per truffa e riciclaggio, ieri si è detto
"colpevole" per 14 capi d'accusa e ha patteggiato una condanna tra i
4 e i 5 anni. Così Raffaello Follieri, 30 anni, di Foggia (foto), ha ammesso di
aver mentito sui rapporti con il Vaticano e anche di aver intascato
illegalmente due milioni di dollari. Aveva fatto credere agli investitori di
essere vicino al Vaticano, tanto da acquistare proprietà della chiesa in Usa a
prezzo scontato. Follieri è noto anche per essere stato il fidanzato
dell'attrice Anne Hathaway. L'INCHIESTA Crac Volare, la
pista della corruzione BUSTO ARSIZIO - La gara che consentì ad Alitalia di acquistare la compagnia
aerea Volare era truccata e viziata da un episodio di corruzione. Lo ha svelato
la conclusione dell'inchiesta condotta dalla procura di Busto Arsizio nella
quale per bancarotta è indagato anche Giorgio Fossa (nella foto). Il
commissario governativo di Volare Carlo Rinaldini - ora deceduto -
"pilotò" la gara in cambio di aiuti finanziari alle sue imprese
personali (Richard Ginori e Pagnossin).
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-11 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE Cusani sui piloti "Lavoratori come gli altri" ( giu.
fer.) Da consulente dei metalmeccanici della Fiom su Fiat e Piaggio alla
Slc-Cgil su Telecom e Rai. E ora il "salto" di
categoria, come advisor dell'Unione piloti di Alitalia. "Dei privilegiati? Sono lavoratori come gli altri e hanno
grosse responsabilità", spiega Sergio Cusani ( nella foto), che per i
piloti lavora "da un pezzo, dalla proposta di Air France".
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-11 num: - pag: 26 categoria:
REDAZIONALE La lettera Il commissario e le altre offerte Caro Direttore, ci
perdoni l'intromissione, ma ci sembra che in questo momento, alla vigilia di
sviluppi potenzialmente decisivi per la vicenda Alitalia, sia opportuno che all'opinione pubblica siano dati i maggiori
ragguagli possibili sulla esatta situazione in cui si trova l'Azienda. Il
commissario di Alitalia,
nell'auspicare una definizione della trattativa in corso per poter poi
addivenire alla cessione alla Compagnia Aerea Italiana, ha oggi comunicato ai
sindacati che in mancanza di sottoscrizione entro domani di tale accordo
avvierà la procedura di mobilità dei dipendenti e la disdetta di tutti gli
accordi collettivi in essere con il personale. Questo preluderebbe allo
smantellamento dell'impresa, o almeno al suo grave deterioramento, con
ulteriore pregiudizio per i lavoratori, per i creditori, e in definitiva per lo
Stato. Ci sembra indispensabile sottolineare, in modo che tutti ne siano al
corrente, che gli aerei non potrebbero essere lasciati a terra ove la procedura
non abbia prima rivolto un invito pubblico ed ufficiale ad ogni impresa
disponibile a presentare proposte di acquisizione dell' azienda, o quanto meno
di sue componenti sufficienti per garantirne la continuità di funzionamento.
Offerte che, nei termini attuali (solo l'attivo, senza i debiti) non sono mai
state fatte in precedenza. Avviare dei licenziamenti, o comunque mettere in
moto procedure di liquidazione aziendale, per il solo fatto che non si
perfezioni l'accordo con l'unico acquirente consultato (CAI), senza che si sia
proceduto ad una ricerca di possibili acquirenti alternativi, anche se
stranieri, costituirebbe fatto molto grave. Si tratterebbe di atto intempestivo
anche in base alla normativa speciale dettata per Alitalia,
che consente sì vendite a trattativa privata, ma nel rispetto del principio di
trasparenza, e dunque aperte al mercato ed al migliore offerente, proprio per
cercare di ottenere in ogni modo di garantire la continuità aziendale. Piero
Schlesinger, Università Cattolica Lorenzo Stanghellini, Università di Firenze
Massimo Fabiani, Università del Molise Umberto Tombari, Università di Firenze
Federico M. Mucciarelli, Università di Modena e Reggio Emilia Alberto Jorio,
Università di Torino.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-11 num: - pag: 27 categoria:
REDAZIONALE Autorità e mercato Tononi rientra in Goldman Con il parere
dell'Antitrust (f. fub.) Si tratta di un caso di applicazione della legge sul conflitto
d'interessi da parte del Garante per la concorrenza. Massimo Tononi, ex
sottosegretario al Tesoro, dal primo settembre lavora a Goldman Sachs a Londra
con in tasca una lettera dell'Antitrust. Al ministero dell'Economia, dov'è
rimasto in carica fino all'insediamento del nuovo governo in maggio, Tononi aveva seguito vari dossier fra cui quello su Alitalia. In Goldman invece, dov'è
partner, Tononi opererà nel settore banca d'affari in Europa. Si tratta di un
ritorno: prima di arrivare al Tesoro nel maggio 2006, Tononi era già partner a
Londra nello stesso ruolo, dopo aver guidato le attività della banca a Milano.
Ma ora prima di rientrare, come permesso dalla legge, il banchiere ha chiesto
un parere scritto all'Antitrust di Antonio Catricalà. Massimo Tononi, ex
sottosegretario al Tesoro, dal primo settembre è in Goldman Sachs.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-11 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE All'interno CRISI ALITALIA Cresce l'ipotesi
"cordata romana" Servizio A PAGINA 4 SCUOLA Proposte per i rom Fischi
al ministro di CLARIDA SALVATORI A PAGINA 6.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-11 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Crisi Alitalia Dopo la proposta di
Tabacchiera (Federlazio) Sì alla cordata romana Colaninno rassicura sul futuro
di Fiumicino Alemanno: "Dev'essere una iniziativa privata" Dopo la
proposta del presidente di Federlazio Massimo Tabacchiera, l'idea è stata
rilanciata nel corso dell'incontro in Campidoglio - il secondo in poche settimane
- tra Gianni Alemanno e il presidente di Alitalia Roberto Colaninno Una cordata
romana per Alitalia. Dopo
la proposta del presidente di Federlazio Massimo Tabacchiera, l'idea è stata
rilanciata nel corso dell'incontro in Campidoglio - il secondo in poche
settimane - tra Gianni Alemanno e il presidente di Alitalia Roberto Colaninno. "Ne abbiamo parlato spiega il
sindaco - e da parte loro non c'è nessuna preclusione. C'è anche la
disponibilità di una cordata". Una cosa, però, Alemanno la precisa:
"Deve essere un intervento di natura privata. Le istituzioni possono dare
una mano ma nulla di più. Le commistioni con il pubblico ci riportano a film
già visti". L'idea di Tabacchiera era stata già sottoscritta da Comune,
Provincia e Regione: "E prima di dare il mio assenso dice il sindaco -
avevo già parlato dell'ipotesi con Colaninno ". Piero Marrazzo, invece, ha
convocato per oggi il tavolo degli imprenditori "per coordinare questa
iniziativa con la proposta della Regione, e mettere insieme idee e risorse ".
Tra i primi ad appoggiare l'idea della cordata, c'è Francesco Bellavista
Caltagirone, presidente del gruppo Acqua Marcia: "Siamo tra i soci
fondatori della Cai, tra i pochi a rappresentare Roma. Ben vengano
naturalmente, altri imprenditori della capitale. L'Alitalia,
per noi, è principalmente Roma e Milano, e abbiamo sposato questo progetto da
prima delle elezioni. Coinvolgere altri amici? Questo è un compito che spetta
al presidente e all'amministratore delegato, non a noi". Nei prossimi
giorni, lo stesso Tabacchiera farà un primo giro di consultazioni con
Confindustria, Confcommercio, Confesercenti: si pensa ad un gruppo di 20-30
imprenditori, riunioniti in una "Newco", che entri nella Cai. "E
serve dice il presidente di Federlazio - una sede istituzionale, che potrebbe
essere la Camera di Commercio". Marrazzo, nei giorni scorsi, aveva anche
parlato di un ingresso della Pisana in Alitalia, con
un capitale di dieci milioni di euro. E ieri Alemanno ha polemizzato: "Non
posso venire a sapere dai giornali che la Regione vuole mettere un chip su
Fiumicino: queste cose o si decidono insieme oppure non si fanno. E poi l'idea
di Marrazzo si è rivelata poco fattibile e inutile. è più serio che le
istituzioni collaborino a trovare delle soluzioni, come quella della cordata romana".
Anche nell'incontro di ieri Colaninno ha dato al sindaco ampie rassicurazioni
sul futuro di Fiumicino: "La notizia che ci saranno solo quattro voli
internazionali è completamente infondata. Fiumicino non perderà nulla rispetto
a prima: sarà rilanciato e non ridimensionato ". Anzi, come già
anticipato, lo scalo romano dovrebbe essere ampliato: "Ho parlato col
gruppo Benetton, azionisti di riferimento di Adr: a febbraio presenteranno il
loro piano per ampliare e addirittura raddoppiare l'aeroporto ". E gli
esuberi? "è una trattativa tra governo e sindacati: ci auguriamo che siano
il minor numero possibile". Il 18 settembre, via al tavolo di confronto
istituzionale, con Comune, Provincia e Regione, in concomitanza con il
consiglio comunale straordinario su Alitalia per
"valorizzare Fiumicino e ridurre le ricadute sociali ed occupazionali
negative". E. Men. Proteste I sindacati di Alitalia
sono in fibrillazione: temono, infatti, che col nuovo piano industriale si
perdano molti posti di lavoro.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-09-11 num: - pag: 28 categoria:
ALTRI OGGETTI La sede di Lehman Brothers a New York. L'amministratore delegato
della quarta banca d'affari Usa, Richard Fuld (a destra), ha messo in atto un
piano di ristrutturazione Grover Norquist Il leader del partito anti-tasse Usa:
lo statalismo ci avvelena "Il mercato tornerà Da voi è più difficile"
DAL NOSTRO INVIATO NEW YORK - Nell'anno in cui il governo Usa salva banche
private come Bear Stearns e Indy Mac, vara un piano per aiutare chi è in
difficoltà col mutuo, distribuisce 168 miliardi di dollari "a
pioggia" alle famiglie americane, immette senza sosta liquidità nel
sistema creditizio e, ora, nazionalizza Fannie Mae e Freddie Mac, i due giganti
dei prestiti immobiliari, il "nemico pubblico numero uno" dello
statalismo dovrebbe prendersi una lunga vacanza. Invece Grover Norquist, l'uomo
che nel 1985 fondò il "partito antitasse" su mandato di Ronald
Reagan, ha passato tutta la settimana scorsa a St Paul a cercare di convincere
politici e delegati della convention repubblicana a non mollare: "Lo
statalismo è una malattia mortale. Siamo ancora in tempo per curarla".
"Non voglio cancellare lo Stato, voglio solo rimpicciolirlo fino al punto
di poterlo affogare in una vasca da bagno" è lo slogan radicale che ha
reso celebre Norquist. Ma, fino a non molto tempo fa, il "crociato"
del liberismo e dell'antistato bivaccava volentieri alla Casa Bianca, ospite di
Karl Rove, lo stratega delle vittorie elettorali di Bush. Poi i rapporti si
sono raffreddati, un po' perché il presidente ha speso troppo per i gusti di
Norquist, un po' per gli schizzi di qualche scandalo che hanno raggiunto il
leader antitasse, suggerendo al team del presidente maggiore prudenza nei
rapporti col suo movimento. Bush, da lei sostenuto e poi criticato, conclude il
suo mandato come il presidente più impopolare dell'ultimo secolo. Perché,
secondo lei, ha sperperato o perché ha applicato la ricetta liberista in modo
caricaturale, non ha saputo regolare il mercato nè far funzionare
l'Amministrazione nelle emergenze come l'uragano Katrina? "Ho tre risposte
alla sua domanda: Iraq, Iraq, Iraq. L'impopolarità di Bush viene tutta da lì.
Il dopo-Katrina è stato gestito male non per colpa di Washington, ma perché la
Louisiana e il sindaco di New Orleans, che avevano il grosso delle
responsabilità, si sono rifiutati di collaborare coi poteri federali". La
crisi finanziaria dell'ultimo anno ha obbligato Bush a violare i suoi precetti
liberisti. Le sovvenzioni agli americani schiacciati dai mutui sono il
contrario della "ownership society". E poi, banche e finanziarie
nazionalizzate. Lei ha appena pubblicato "Leave us alone" (Lasciateci
in pace), un manifesto per lo "Stato minimo" il cui senso è tutto nel
sottotitolo: "Governo, giù le mani dai nostri soldi, dalle nostre armi e
dalle nostre vite". Non le sembra di aver scelto il momento sbagliato per
la sua nuova crociata? "Al contrario. E' questo il momento di reagire
prima che la situazione divenga incontrollabile. E' un problema ideologico,
politico e anche di marketing delle idee. Se lei trova la testa di un topo in
una confezione di cibo, si limita a buttare la scatola o decide di non comprare
più prodotti di quella marca? E questo il rischio che corrono oggi i repubblicani.
I politici che spendono troppo e tassano sono teste di topo che danneggiano non
solo sé stessi ma l'immagine di tutto il partito". Lei è proprio sicuro
che l'antistatalismo sia una valore fondante della destra? In Europa, ad
esempio, non sempre è così. In Italia governa la destra e Berlusconi, un grande
alleato di Bush, sta salvando l'Alitalia. E il ministro dell'Economia Giulio Tremonti non solo non
demonizza lo Stato ma cerca di rivalutarne il ruolo davanti alla crisi…
"Essere liberisti in Europa è più difficile. In America quando guardi
avanti vedi il mercato e le opportunità che offre, quando guardi indietro vedi
i "padri fondatori" che hanno costruito un "nuovo
mondo" inseguendo il loro sogno liberale. Voi, invece, quando guardate
avanti vedete, come noi, il mercato. Ma quando vi voltate indietro trovate le
monarchie, il potere temporale della Chiesa, i compartimenti stagni dei
nazionalismi. Liberarvi dello statalismo per voi è molto più difficile".
Lei parla con entusiasmo di McCain e della Palin, ma nessuno dei due ha
sottoscritto l'impegno solenne a non aumentare le tasse che lei fa firmare a
tutti i conservatori. "McCain ha firmato il nostro documento nel 2000. Non
ha ripetuto l'impegno quest'anno perché la domanda gli è stata posta durante un
dibattito televisivo in un modo che lo ha spinto a rispondere che lui
sottoscrive solo la Costituzione. Ma è la sostanza che conta. La Palin in
Alaska ha ridotto gli sprechi e risanato i conti dello Stato. McCain non
aumenterà le tasse e metterà il veto sulle leggi del Congresso che dilatano la
spesa. I democratici lo attaccano dicendo che sarà un altro Bush. La verità è
che un terzo mandato di spese a go-go in stile Bush lo avremo con Obama: McCain
è l'antidoto". Massimo Gaggi 11 banche Usa fallite.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-09-11 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Busto Arsizio Chiusa l'inchiesta, verso il
rinvio a giudizio di 16 indagati "Favori sospetti ad Alitalia" Le sorprese del crac Volare
Il pm: pressioni e accordi sottobanco per falsare l'asta Oltre alle accuse di
bancarotta e falso in bilancio, contestati anche i reati di corruzione e
turbativa d'asta MILANO - Volare Group doveva planare tra le braccia di Alitalia. La compagnia aerea di
Gallarate, salvata in extremis dal fallimento, venne segretamente pilotata fino
a essere acquistata dal colosso dei cieli nonostante l'offerta di Air One fosse
stata giudicata migliore. E per quella deviazione di rotta doveva anche essere
pagato un pedaggio illecito: l'allora commissario governativo di Volare, Carlo
Rinaldini, chiese, in cambio dell'affare, ossigeno finanziario per le sue
imprese personali - la Richard Ginori e la Pagnossin ceramiche - che erano in
profonda crisi. Un caso di corruzione che prevedeva aerei in cambio bidet e
vasche da bagno, per farla breve. C'è dell'ulteriore veleno nella coda
dell'inchiesta sul disastro finanziario di Volare, 500 milioni di euro
inghiottiti in un buco nero di spese pazze, investimenti spericolati o drenati
illecitamente. La sorpresa finale è stata svelata ieri quando il pm di Busto
Arsizio Giovanni Polizzi ha depositato gli atti dell'inchiesta chiedendo il
processo per 16 manager succedutisi ai comandi della compagnia. Oltre alle
accuse di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio emerse nella prima fase
dell'inchiesta - contestate tra gli altri all'ex presidente di Confindustria
Giorgio Fossa e all'ex ad di Interbanca e dell'Inter Mauro Gambaro - compaiono
contestazioni di corruzione e turbativa d'asta. Si riferiscono appunto alla
gara di vendita di Volare, finita ad Alitalia prima
che Tar e Consiglio di Stato azzerassero il tutto per irregolarità formali.
Registi dell'affare furono appunto Carlo Rinaldini (nel frattempo deceduto),
nominato commissario della società dal governo Berlusconi, il finanziere
argentino Eduardo Eurnekian (socio di Volare durante la presidenza di Giorgio
Fossa) e il collaboratore di quest'ultimo Roberto Naldi. Secondo il pm Polizzi
ci sono intercettazioni telefoniche, testimonianze e documenti scritti che
permettono di scrivere la seguente "sceneggiatura ". Rinaldini riceve
pressioni da parte di Eurnekian perché Volare venga venduta ad Alitalia. Ma c'è un ostacolo da rimuovere: la compagnia di
bandiera ha fatto l'offerta economica più alta, tuttavia il piano di rilancio
presentato dalla rivale Air One è giudicato migliore dai consulenti di Ernest
& Young. Rinaldini passa così informazioni riservate ad Alitalia
attraverso Naldi ed Eurnekian, in modo che l'offerta venga corretta e il
verdetto della gara ribaltato. In cambio però il commissario si fa promettere
aiuti finanziari per le sue aziende a quel tempo (siamo nel 2006) quotate in
Borsa. Il soccorso finanziario non si concretizzerà, Richiard Ginori e
Pagnossin si salveranno ugualmente, ma nel frattempo l'esito della gara di
Volare era stato falsato. E' solo l'ultimo caso illecito - secondo la
magistratura che accompagna la parabola discendente di Volare. Fondata dagli
imprenditori nordestini Gino Zoccai e Vincenzo Soddu sarebbe stata
"vampirizzata " per far nascere la compagnia rivale Myair. Quando
Volare sembrava vicina al crollo venne in soccorso Giorgio Fossa, che trovò
nuovi soci in Gambaro ed Eurnekian disposti a versare nuovi capitali. Capitali
che, come in una porta girevole, sarebbero in gran parte e presto tornati al
punto di partenza: Gambaro, nonostante il bilancio di Volare fosse in
"profondo rosso" si sarebbe fatto saldare a tamburo battente dei
crediti vantati da Interbanca; Eurnekian avrebbe invece rifilato alla moribonda
società gallaratese due compagnie aeree da lui possedute in Uruguay, rivelatesi
degli autentici bidoni: erano indebitate fino al collo e gli unici velivoli da
loro posseduti erano sotto sequestro perché usati in Sudamerica per il traffico
di stupefacenti. Claudio Del Frate cdelfrate@corriere.it Protagonisti Socio
argentino Eduardo Eurnekian Ex presidente Giorgio Fossa Pubblico ministero
Giovanni Polizzi Aerei e bidet Per l'accusa, Rinaldini chiese in cambio del suo
aiuto il salvataggio della Ginori e della Pagnossin.
( da "Corriere della Sera" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-09-11 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Le imprese I call center in outsourcing occupano 70 mila persone.
Poco meno della metà fanno chiamate commerciali L'accettazione Dopo il 2005
solo 750 mila persone hanno dato il loro assenso ad essere contattate dalle
aziende Stop alle telefonate. E a 30 mila posti Telemarketing, gli effetti del
blocco del Garante Il consenso (discusso) di 15 milioni di italiani Q uesta
volta è veramente dura prendere posizione: da una parte ci sono ancora loro,
gli "schiavi " del neo-fordismo tecnologico, i lavoratori dei call
center con microfono, cuffietta e contratto, talvolta precario, nel cassetto.
Insomma, quelli del film di Paolo Virzì finiti sotto le grinfie della Ferilli
in versione Crudelia De Mon per intenderci. Dall'altro, però, ci siamo noi: che
per una firma magari strappata con l'inganno di fronte a un supermercato, una
banca o chissà dove (qualcuno si ricorda quando ha dato l'autorizzazione a
trattare i propri dati personali?), ora dobbiamo subire quelle chiamate di
telemarketing che giungono, per sfiga astrale, sempre nel momento peggiore
della giornata. Banda larga sì, banda larga no. Servizi di Iptv. Nuovi
contratti telefonici ed energetici (magari anche più economici del precedente).
Rinnovo degli abbonamenti alle riviste. Ma anche altro. La lista è infinita (e
peggiora). E, dunque, perché non emettere un bel sospiro di sollievo di fronte
alla decisione del Garante della privacy di farla finita con le telefonate
fatte partendo da una lista di 15 milioni di italiani che quel consenso non lo
avevano dato o a cui era stato richiesto in maniera tutt'altro che trasparente?
Prima di tutto perché con la decisione sacrosanta dell'authority il mercato del
telemarketing, antipatico e geneticamente aggressivo, rischia di perdere 30
mila posti di lavoro secondo le stime dell'Assocontact, l'associazione del
settore affiliata a Confindustria. Numeri che vanno analizzati e spiegati ma
che, in ogni caso, anche dopo la giusta vivisezione rischiano di far impallidire
la discussione sugli esuberi dell'Alitalia, il caso del momento. Secondo, perché siamo proprio sicuri che
dopo questa decisione non sentiremo più squillare il nostro telefono? "Le
attività dei call center che lavorano in outsourcing, cioè a cui le aziende
esternalizzano le chiamate da fare - spiega Alberto Zunino, direttore di
Assocontact - occupano circa 70 mila persone in Italia. Di queste poco
meno di metà lavorano sul cosiddetto inbound, cioè rispondono alle chiamate
fatte dagli stessi clienti. Il resto, tra i 35 e i 40 mila sono invece
impegnate nell'outbound, in poche parole il telemarketing, telefonate fatte a
nome dell'azienda a fini commerciali. Partendo da questi numeri stimiamo che
circa il 70-75% di questa attività subirà un forte impatto dalla decisione
presa". è un mercato popolato da decine di imprese che rispondono alle
richieste di sempre maggiore flessibilità che arrivano da parte delle aziende,
con punte in concomitanza con il lancio di nuovi servizi. E in alcuni casi il
telemarketing non è il core business. Ma le principali sono Almaviva, Comdata,
Omnianetwork, Teleperformance (la prima azienda del settore nel mondo, con base
a Parigi), CalleCall, Gruppo Visiant, Phonemedia, Transcom, Telic e Allmedia
Group. A sottolineare l'importanza del passaggio c'è anche una stima dei gruppi
minori di tlc secondo la quale senza l'attività di telemarketing la capacità
delle aziende di entrare nel mercato della banda larga si ridurrebbe anche del
25%. Zunino specifica correttamente che buona parte di queste persone hanno dei
contratti part-time, perché per ragioni commerciali le telefonate rivolte alle
famiglie vanno concentrate in due fasce orarie: quella principale che va dalle
18 alle 21 e quella secondaria che va da mezzogiorno alle 15 quando qualcuno
torna a casa. Insomma, tradotto in termini di ore lavorative, i 30 mila non
corrispondono a 30 mila posti di lavoro full-time. E andrebbe considerato che
una fetta di queste persone è rappresentata da studenti universitari o comunque
persone alla prima esperienza lavorativa che - si spera - riusciranno a
crescere professionalmente spostandosi in altri settori. Anche se da un altro
punto di vista, proprio perché part-time sono posizioni più fragili delle
altre. Un mercato importante, dunque. Costretto spesso a lavorare sottotraccia,
aspettando le commesse dalle grandi aziende. Ma che si è conquistato una
posizione e, soprattutto, che è figlio delle norme e delle regole introdotte in
Italia con la legge sulla privacy. E, secondo molti, da proprio da quella
scelta iniziale deriva un peccatuccio originale. Lo spartiacque è il 2005.
Prima c'era il caos primordiale e la raccolta selvaggia di dati. Dopo una
situazione ben definita con un database risultato di una fatica erculea: nel
2005, 25 milioni di famiglie italiane ricevettero i moduli per dare il proprio
consenso ad entrare nella lista di persone contattabili a disposizione di tutte
le aziende. Ma solo il 3%, secondo gli ultimi aggiornamenti disponibili, diede
il proprio assenso pieno per ricevere telefonate commerciali: 750 mila. Da qui
l'importanza delle liste aggiuntive di 15 milioni di persone precedenti al 2005
vendute da Consodata del gruppo Seat Pg, da Ammiro Partners e da Telextra e ora
bloccate, con il rischio di sanzioni anche penali, dal Garante. Peraltro
l'accusa è pesante: i dati erano stati raccolti in maniera
"selvaggia". "Se qualcuno vuole entrare in casa nostra - ha
commentato il relatore Mauro Paissan - deve bussare. Così, se qualcuno vuole
chiamarci per vendere un prodotto o un servizio, deve avere il nostro consenso
per usare il nostro numero telefonico. Il Garante vuole difendere i cittadini
che si sentono molestati da telefonate non desiderate. In questo modo si
tutelano anche gli operatori di telemarketing che si comportano correttamente".
Il provvedimento ne ha anche vietato l'utilizzo da parte delle società che
avevano acquistato questi dati (Sky Italia, Wind, Fastweb e Tiscali). Ed ecco
che il cerchio sui 30 mila si chiude: non potendo più usare quei dati le
società non daranno più lavoro ai canali in outsourcing per raggiungere nuovi
clienti. I malumori che si registrano nei toni di alcuni operatori sono sempre
gli stessi, tre anni fa come oggi: alla fine, nei fatti, ad uscirne favorita è
sempre l'ex monopo-lista Telecom Italia che può fare riferimento al parco
clienti che aveva dato il proprio assenso in qualche maniera (non era previsto
come ora un fax) prima del 2005. E, ormai, anche Vodafone Italia, che può
contare sugli oltre 30 milioni di clienti-sim del mobile. Infatti, unica
deroga, ogni operatore può chiamare un proprio cliente che ha già un servizio
per proporgli un upgrade, un aggiornamento. E, dunque, un nuovo servizio.
Massimo Sideri msideri@corriere.it La tutela Paissan: "Vogliamo difendere
i cittadini che si sentono molestati da chiamate non desiderate" Il
mercato Con la norma la capacità delle aziende di Tlc di entrare nel mercato
della banda larga crolla del 25%.
( da "Stampa, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Parti è stato
convocato per stamattina al ministero del Lavoro, e oggi dovrebbe essere il termine
ultimo per trovare un'intesa sul piano di salvataggio della compagnia. Se,
infatti, non verrà raggiunto un accordo con i sindacati, il commissario
Fantozzi disdirà i contratti di lavoro e avvierà le procedure di mobilità.
Secca la replica del leader della Cgil, Epifani: "Non accettiamo
ultimatum". Barbera, Milone e Paolucci ALLE PAG. 2 E 3.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 1 La Moratti: "Giù le mani da
Linate" di Redazione "Il piano della nuova Alitalia è realistico, le cose si stanno avviando nella giusta
direzione". Parola di Roberto Formigoni. E Linate? "Un ridimensionamento
può essere accettabile a patto che il traffico sugli aeroporti lombardi venga
mantenuto inalterato e, anzi, possa crescere nel tempo". Tema che
sarà affrontato dalla Regione in un vertice "con il governo e con Alitalia tra una settimana". Appuntamento dove però,
secondo Letizia Moratti, non si può procedere a "un ridimensionamento di
Linate": "Linate continua a essere molto importante per tratte
significative e non ha nessun senso che venga ridimensionato lo scalo a meno
che non ci sia una fase di rafforzamento di Malpensa con un vettore di bandiera
di riferimento che ne faccia il proprio hub". Virgolettato del sindaco
sottoscritto da Filippo Penati: "L'aeroporto di Linate non deve essere in
nessun modo in discussione, significa dare un nuovo colpo di scure al sistema
aeroportuale milanese". Intanto, garantisce Moratti, a breve un Consiglio
dei ministri a Malpensa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 0 La Brambilla: "Estate andata male ora riconquistiamo i
turisti" di Gian Maria De Francesco La ricetta del sottosegretario:
"Basta con 21 strategie regionali, per superare la crisi input più forti
da Roma e infrastrutture migliori. Nel
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 0 "Trattativa difficile se gli stipendi restano così
bassi" di Antonio Signorini Il segretario della Uil Angeletti:
"Tagliare il 30% della busta paga a chi guadagna 1.500 euro? Tanto vale
accettare gli ammortizzatori" Roma - Luigi Angeletti, segretario generale
della Uil, voi sindacalisti sembrate un po' meno ottimisti in queste ultime
ore. è tattica prima di chiudere l'accordo sulla nuova compagnia aerea oppure
ci sono problemi veri? "In un contesto normale sarei ottimista. Però io
non conosco bene chi fa la trattativa dall'altra parte, sono tutti nuovi del settore.
Non vorrei scoprire nelle prossime ore di essere stato esageratamente
ottimista". Cosa teme? "Che si siano messi in testa di
stravincere". Cosa glielo fa pensare? Stanno andando male i contatti
informali con la società e con il governo? "No, di trattative non ce ne
sono state. L'ultima novità è la convocazione di Fantozzi. Ci ha chiamato per
dire che i tempi sono stretti e che senza accordo lui sarà costretto a mettere
tutti in mobilità". Niente di nuovo. Che la vecchia compagnia non sia più
in condizione di operare è noto da tempo. Oppure no? "Certo, ma è stato
interpretato come un tentativo di fare pressione sui sindacati per accettare
soluzioni che, allo stato attuale, nessuno vuole". Qual è l'ostacolo
maggiore all'accordo? "Sono le retribuzioni. E non parliamo di una
riduzione dei privilegi. Di quelli i lavoratori possono anche fare a meno, ma
sottrarre il 30 per cento dello stipendio a chi guadagna 1.500 euro non può
passare. Ci sono famiglie che possono ritrovarsi nell'impossibilità di pagare
il mutuo. Se non si troverà una soluzione su questo aspetto la trattativa può
diventare ingestibile". Pensa che qualcuno sia disponibile a mandare tutto
all'aria per un taglio allo stipendio e, nel caso la Cai non scenda a patti,
scelga la mobilità e quindi la disoccupazione? "Con una decurtazione del
salario drammatica sono molti quelli che cominciano a pensare non valga la pena
interessarsi del resto. Oltre un certo limite nella busta paga alcuni pensano
non ci sia poi tanta differenza con la mobilità". E ne vale la pena?
"Questa sua domanda la giro alla compagnia. è ragionevole irrigidirsi sui redditi e fare saltare su questo aspetto la trattativa di
un'operazione come l'acquisizione di Alitalia? La palla ce l'hanno loro". A sentire lei, se non ci
fossero tagli agli stipendi il resto della trattativa andrebbe a buon fine.
Però i piloti, fra i quali la Uil conta molti iscritti, hanno fatto saltare il
primo tavolo perché la cordata non gli concede un contratto proprio...
"Su questo un accordo a metà strada è a portata di mano. Una soluzione che
salvaguardi le specificità dei piloti, visto che fanno un lavoro diverso".
E sul salario variabile, cioè legato ai risultati, siete d'accordo?
"Certo, è un tema da discutere". Mobilità, fine dell'accompagnamento
dei dipendenti dall'abitazione al luogo di lavoro. Privilegi che non molti
lavoratori hanno. I sindacati faranno barricate su questi aspetti? "Se a
uno tolgono il pullman per andare a lavorare e quindi lo aggravano di spese per
la benzina, non sottraggono un privilegio. Però, in una situazione come questa,
può anche decidere di accettare. Certo, se poi si aggiunge l'eliminazione della
quattordicesima e la fine delle indennità, le cose cambiano. Non scordiamoci
che la busta paga è il documento più letto dagli italiani. La sanno
interpretare bene". Lei sembra più ottimista sul piano industriale e sugli
esuberi, giusto? "Sembra che su Cargo e manutenzione e servizi si vada
verso soluzioni ragionevoli. Anche perché sono tutte attività indispensabili
che prima venivano gestite in modo improduttivo, ma che non potranno
semplicemente scomparire. Qualcuno deve raccogliere le prenotazioni o riparare
gli aerei". Torna ottimista? "Alla fine spero che ci siano le
condizioni per un accordo sul piano e il perimetro aziendale. Su questo credo
si possano intravedere soluzioni, sui redditi ancora no. Lì la vedo più
complicata". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina 0 Tremonti benedice il piano e zittisce Bersani: "In 22
mesi al potere non avete fatto nulla" di Redazione Il titolare
dell'Economia: "Il salvataggio della compagnia simile a quello ipotizzato
dal Pd" Roma - Giulio Tremonti, esponente del governo
più defilato nel corso di tutta la vicenda Alitalia. Battute con il contagocce e interviste assenti, almeno fino
alla settimana scorsa. Prima martedì, a Ballarò, ha rotto il silenzio. Poi
ieri, l'attesa audizione parlamentare sulla crisi della vecchia società e la
nascita della Compagnia aerea italiana. Un intervento nella più
ufficiale delle occasioni per dare garanzie su due punti critici
dell'operazione (la possibilità che la Cai, prima o poi, passi in mani
straniere e i costi per lo Stato), che il ministro dell'Economia ha comunque
deciso di giocare in attacco, gettando sulle opposizioni la peggiore delle
accuse. In sintesi: il nostro piano è quello che avreste realizzato anche voi,
se vi foste trovati di fronte al tramonto di Air France. Confermata la
valutazione sulla società guidata da Jean-Cyril Spinetta: "Non c'è più, si
è dissolta il 2 aprile. è una chimera", ha dapprima rimarcato prendendo di
mira chi, nel centrosinistra, continua a parlare della compagnia
franco-olandese come se fosse un'alternativa praticabile. Considerazioni
"surreali e strumentali". Impossibile mettere sullo stesso piano la
cordata con l'acquisizione da parte di un'altra compagnia. Poi ha punzecchiato
Pierluigi Bersani citando un suo intervento di qualche giorno fa, nel quale
l'esponente del Pd ed ex ministro ha illustrato il "piano B" del
governo Prodi. Era "sostanzialmente simile a quello in atto", cioè
quello del governo Berlusconi, ha rilevato Tremonti. "Se vuole mentire va
bene ma non usi il mio nome", ha ribattuto Bersani, secondo il quale la
differenza tra i due progetti sta nel fatto che il governo Berlusconi ha fatto
un "finto commissariamento" per poi dare vita a una bad company.
Critiche che il ministro ha respinto ricordando come la crisi della compagnia
di bandiera fosse già nota quando al governo c'era la sinistra. Fu Prodi ad
"attardarsi", per cercare di favorire un compratore, Air France
appunto, che poi è stato respinto dai sindacati dei dipendenti Alitalia. "Se vi era possibile tutto questo, se avevate
i mezzi per fare tutto questo, perché non lo avete fatto voi in 22 mesi?".
Ma Air France si ritrova anche al centro dei timori sul futuro. Si parla di una
cessione di quote oggi agli imprenditori della cordata alla compagnia di
Parigi. Tremonti ha sostenuto che si tratta di un'ipotesi che non si
realizzerà. Il vincolo "è una componente strutturale dello statuto della
società che si è presentata all'offerta. Una sua modifica richiederebbe una
maggioranza del 66 per cento". Una difesa a spada tratta dell'operazione,
quindi. Che ha anche toccato i temi propri del dicastero di via XX Settembre.
"è stato detto che la procedura costa", ha ricordato riferendosi a
chi anche ieri sosteneva che con il piano del governo gli oneri sono tutti a
carico dello stato. "Non è vero, non crea perdite, ma interrompe il processo
di formazione di nuove perdite". Poi un'altra strada non c'era perché
"non c'è nessuno disposto a rilevare passività e trasporto aereo". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del 2008-09-11 pagina 1 Alitalia, ultima chiamata: intesa o a casa di Redazione Aut aut di
Fantozzi ai sindacati. Oggi si decide. Angeletti al "Giornale": ma
non toccate gli stipendi Aut aut ai sindacati di Augusto Fantozzi. Il
commissario straordinario di Alitalia ha comunicato che se non ci sarà un accordo sul piano di
salvataggio entro giovedì, la compagnia avvierà le procedure per la
mobilità e la disdetta dei contratti. Questa mattina alle dieci, tutti i
protagonisti del confronto si riuniscono al ministero del Welfare, per quello
che tutti pronosticano come il "giorno più lungo" della infinita e
travagliata vicenda Alitalia. Parteciperanno
probabilmente anche i leader di Cgil-Cisl-Uil. E intanto segretario generale
Uil Angeletti fa sapere: "L'ostacolo maggiore all'accordo sono le
retribuzioni". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 217 del
2008-09-11 pagina
( da "Tempo, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Stampa Solo ventiquattro
ore per chiudere l'accordo: oggi, ... Solo ventiquattro ore per chiudere
l'accordo: oggi, infatti, se non ci sarà un'intesa con i
sindacati sul piano di salvataggio per Alitalia, la compagnia tirerà dritto verso la liquidazione, a partire
dall'avvio immediato delle procedure per la mobilità dei dipendenti.
L'amministratore straordinario Augusto Fantozzi è stato chiaro anche perché in
cassa sarebbero rimasti soltanto 50 milioni per pagare stipendi e carburante.
Intanto ci sarebbero dieci imprenditori romani pronti ad entrare nella nuova
Compagnia per scongiurare il declassamento di Fiumicino. Caleri e Di Majo alle
pag. 2 e 3.
( da "Voce d'Italia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Alitalia, il giorno decisivo *Alitalia, Fantozzi
lancia l'ultimatum: "Accordo entro domani o mobilita'" *Strategia Air
France: proposta quota minoritaria di Alitalia Guarda tutti i
correlati.
( da "Voce d'Italia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia
Articoli correlati: *Alitalia: Bonanni contestato dai lavoratori
*Alitalia, Fantozzi
lancia l'ultimatum: "Accordo entro domani o mobilita'" *Strategia Air
France: proposta quota minoritaria di Alitalia Guarda tutti i
correlati.
( da "Giornale.it, Il" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pian pianino sta emergendo
un'altra verità su Sarah Barracuda, meno idilliaca di quella proietta finora
dai media: ha cercato di far fuori il cognato per vendetta, avrebbe incassato
la diaria di trasferta mentre stava a casa e secondo il National Enquirer (un
giornalaccio che però recentemente ha realizzato scoop veri tra cui quello sul
senatore Edwards), Sarah avrebbe avuto un amante qualche anno fa, l'allora
socio d'affari di suo marito, mentre emergono dettagli sulla sua famiglia: il
primogenito, il 19enne Trax pare sia un tossicodipendente con problemi
giudiziati alle spalle e un curriculum scolastico scadente. La figlia Bristol
sarebbe "una scatenata dedita a droghe varie e assai promiscua" e
quando cinque mesi fa è rimasta sarebbe stata cacciata di casa da Sarah Barracuda.
Da europeo dico: pazienza, sono problemi suoi, non mi scandalizzo. Ma, come
sappiamo, in America i criteri sono diversi e queste rivelazioni rischiano di
incidere non poco sulla campagna elettorale, tanto più se, come la Palin, hai
usato la famiglia per sedurre il pubblico esibendola sul palco della
Convention. Da qui alcune considerazioni: 1) Diffidare sempre dei moralisti,
come Sarah Palin un'oltranzista evangelica che abbandonò la Chiesa cattolica
ritenendola troppo tollerante. 2) Lo spin è uno strumento potentissimo, ma va
maneggiato con cura; se si sbaglia il dosaggio, rischia di ritorcersi contro
chi lo usa. E in questo caso pare sia stata commessa una leggerezza: i
consulenti repubblicani non hanno setacciato il passato della Palin prima
dell'annuncio della sua candidatura. McCain l'ha scelta all'ultimo minuto,
sulla fiducia (e su consiglio di Rove). 3) Fino ad oggi la campagna elettorale
è stata determinata dall'immagine dei candidati (il fascino di Obama prima,
l'esplosiva carica della Palin poi) e dalla pubblicità negativa, tutto il resto
non conta: vince chi è più bravo a infangare l'avversario, non chi ha le idee
migliori per il Paese. Provo un crescente disagio e mi chiedo: la democrazia
ridotta a una guerra di disinformazione e di manipolazione dell'opinione
pubblica, è ancora una vera democrazia? La comunicazione politica nelle sue
attuali, diffamanti e fuorvianti forme è vero progresso? Io dico di no. Scritto
in democrazia, presidenziali usa Non commentato " (Nessun voto) Loading
... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 09Sep 08 Un mese di Georgia: Mosca ha vinto,
l'Occidente ha perso Ieri Sarkozy è volato ancora una volta a Mosca e, come era
accaduto un mese fa, Medvedev si è preso gioco di lui. Non ha esposto la
bandiera della Ue e ha ironizzato sui negoziati di Ginevra anticipando che li
considera inutili. Che cosa ha ottenuto il presidente francese? L'invio di 200
osservatori e la promessa generica di un ritiro dalle zone della Georgia entro
il 15 ottobre ovvero praticamente nulla. L'America continua a dar fiato alla
retorica pro-Georgia, anche in campagna elettorale. Ma con quali risultati? Ben
pochi e dopo tante polemiche, Washington ha annunciato una misura concreta: la
sospesione del programma di cooperazione sul nucleare civile. Sai che roba. E'
trascorso un mese dalla guerra in Ossezia del Sud ed è tempo di bilanci.
Diciamolo francamente: la Russia ha vinto perché é riuscita a ottenere la
secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia, l'Occidente ha perso perché non può
far nulla per impedirla, visto che ha fatto altrettanto (e per primo) nel
Kosovo. Ancora: la Russia ha vinto perché ha dimostrato di poter esercitare la
propria influenza in ampie zone dell'Urss e tra poco tenterà di applicare il
modello Ossezia all'Ucraina (dove il governo sembra già in crisi) e alla
Moldavia. La formula è la stessa: anziché riconquistare il Paese, Mosca punta a
dividerlo alimentando la rivolta delle minoranze russofone. L'Occidente ha
perso perché vede fallire la strategia di accerchiamento della Russia e
dimostra tutta la sua impotenza: noi europei siamo dipendenti dal gas russo,
l'America in questo momento non ha le risorse morali, né finanziarie, nè
strategiche per contrastare efficacemente i piani del Cremlino. Domanda: per
l'Occidente è solo una crisi transitoria o, passate le elezioni presidenziali
americane, troverà il modo per reagire? Lo scudo spaziale, che di fatto è
rivolto contro Mosca, è davvero necessario o non è meglio cambiare strategia
considerando la Russia un alleato di lungo periodo anziché un potenziale
nemico? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 41 ) " (3 voti,
il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica Italiana
Pagina
( da "Stampa, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Aut
aut di Fantozzi ai sindacati: senza un'intesa, scatta subito la mobilità. Epifani:
non accettiamo ultimatum Alitalia, accordo o
tutti a casa Allarme dall'Ue: in Italia Pil fermo. Berlusconi: ma l'economia è
solida.
( da "Voce d'Italia, La" del 11-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Politica
Articoli correlati: *Alitalia: Bonanni contestato dai lavoratori
*Alitalia, il giorno
decisivo *Alitalia, Fantozzi lancia l'ultimatum:
"Accordo entro domani o mobilita'" Guarda tutti i correlati.